Presidenza del presidente Cascio
SCOMA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli: Arena, Barbagallo Giovanni, Beninati, Campagna,
Digiacomo, Laccoto, Galvagno, Minardo e Termine
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Norme in materia di edilizia sovvenzionata ed agevolata e
interventi relativi al disagio abitativo del Comune di Favara (n.
816)
di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
(on. Lombardo) su proposta dell'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità (Pietro Carmelo Russo) il 30 novembre
2011;
- Introduzione di un limite ai mandati parlamentari all'Assemblea
regionale siciliana. Modifiche all'articolo 8 della legge regionale
20 marzo 1951, n. 29 (n. 817)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Giuffrida
il 30 novembre 2011;
- Misure di contrasto all'obesità giovanile (n. 818)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Cracolici il
30 novembre 2011;
- Istituzione di una Commissione d'inchiesta sui danni alluvionali
registrati in Sicilia dal 2008 in poi (n. 819)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Maira,
Cordaro, Cascio Salvatore e Caronia il 30 novembre 2011.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Pogliese, Falcone, Caputo e
Buzzanca, con note rispettivamente prot. nn. 9565, 9566, 9564 e
9567 del 29 novembre 2011, hanno chiesto di apporre la firma al
disegno di legge n. 563 Norma di attuazione della dotazione
organica della Regione .
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute e assegnate
alla Commissione Affari istituzionali (I):
- Consorzio di bonifica di Caltagirone. Designazione componente
effettivo, con funzioni di Presidente, del collegio dei revisori
dei conti (n. 196/I)
pervenuto in data 30 novembre 2011 e inviato in data 30 novembre
2011.
- Camera di Commercio, industria, artigianato e agricoltura di
Catania. Designazione componente effettivo e componente supplente
del Collegio dei revisori dei conti (n. 197/I)
pervenuto in data 30 novembre 2011 e inviato in data 30 novembre
2011.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico il parere reso dalle Commissioni:
BILANCIO (II) E ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Accordo di programma per il rilancio produttivo e lo sviluppo di
iniziative industriali nell'area industriale di Termini Imerese.
(n. 195/II-III)
reso in data 29 novembre 2011 e inviato in data 30 novembre 2011.
Comunicazione di delibera della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della Giunta
regionale n. 321 del 14 novembre 2011 Programma operativo ITALIA-
TUNISIA 2007/2013-Modifiche .
Copia della stessa è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2256 - Iniziative volte a garantire la prosecuzione delle
attività termali della società Terme di Acireale (CT).
- Assessore Economia
Firmatari: Raia Concetta; Barbagallo Giovanni
N. 2258 - Notizie sulla chiusura del punto nascita del Comune di
Mazzarino (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Maira Raimondo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2255 - Chiarimenti in merito ai cosiddetti 'Siti di recupero
ambientale' ed al 'Sito di riqualificazione ambientale speciale'
previsti dal progetto definitivo per la costruzione del ponte sullo
Stretto di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 2257 - Emanazione di opportune direttive in materia di
conferimento di incarichi per servizi tecnici professionali.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Di Guardo Antonino; Panepinto Giovanni; Digiacomo
Giuseppe; Panarello Filippo; Raia Concetta; Di Benedetto Giacomo;
Speziale Calogero; Marziano Bruno.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 127 - Iniziative per la regolamentazione del software libero,
dell'accessibilità di dati e documenti ed hardware documentato in
Sicilia.
- Presidente Regione
Firmatario: Ferrara Massimo
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Con riferimento alla dichiarazione resa
dall'onorevole Vinciullo nella seduta d'Aula n. 300 del 30 novembre
2011, preciso che lo stesso deputato è da intendersi iscritto, a
far data dal 30 novembre 2011, al Gruppo parlamentare Misto,
cessando contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare Il
Popolo della Libertà .
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di nomina di componente di Commissione
PRESIDENTE. Comunico che con decreto del Presidente dell'ARS n.
594 del 30 novembre 2011 l'onorevole Nicola LEANZA è nominato
componente della Commissione per l'esame delle questioni
concernenti l'attività dell'Unione europea , in sostituzione
dell'onorevole Ruggirello, dimissionario.
Ne do lettura:
«Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
I L P R E S I D E N T E
VISTE le dimissioni dell'onorevole Paolo Ruggirello da componente
della Commissione per l'esame delle questioni concernenti
l'attività dell'Unione europea , datate 2 marzo 2010, pervenute
alla Presidenza in pari data e comunicate all'Assemblea nella
seduta n. 149 del 4 marzo 2010;
CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;
VISTA la designazione del Gruppo parlamentare Movimento per le
Autonomie' al quale l'on. Ruggirello appartiene;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
D E C R E T A
l'onorevole Nicola LEANZA è nominato componente della Commissione
per l'esame delle questioni concernenti l'attività dell'Unione
europea , in sostituzione dell'on.le Ruggirello, dimissionario.
Palermo, 30 novembre 2011»
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori.
VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, intanto intervengo a proposito di quello che è avvenuto
ieri specificando che, nel momento della concitazione, ho detto che
aderivo al Gruppo Autonomo. In realtà, desideravo aderire al Gruppo
Misto, proprio per evitare che autonomia o autonomo possa
ingenerare qualche dubbio. Allora lo togliamo immediatamente questo
dubbio.
PRESIDENTE. Ho appena dato lettura del suo passaggio al Gruppo
Misto, l'ho appena comunicato all'Aula.
VINCIULLO. Siccome è stato letto nel verbale autonomo , ci tenevo
a chiarire che trattasi di Gruppo misto, per evitare assonanze.
Dopo di che, signor Presidente, nel ringraziarla delle
assicurazioni che lei ha voluto ieri fornirmi sul fatto che da qui
alla prossima settimana verranno posti all'ordine del giorno i tre
disegni di legge, quello sul riconoscimento, la valorizzazione e la
funzione educativa e sociale svolta dagli oratori, quello in favore
delle donne vittime di violenze e quello in favore delle
associazioni che combattono il racket, desideravo che lei
intervenisse sul capo di Gabinetto dell'assessore Armao, il quale,
attribuendosi poteri che non gli sono assolutamente attribuiti
dalla legge né concessi da alcuno, ha pensato di mettere in
discussione il potere di questo Palamento.
Infatti, ieri, correggendo una precedente nota dell'assessore
Armao del 29 novembre, ha dichiarato che le somme relative ai tre
disegni di legge, di cui precedentemente ho parlato, questi tre
finanziamenti che sono in blocco - come è stato stabilito dalla
Commissione Bilancio, quindi da questo Parlamento - sono da
intendersi revocati, stante che il calendario dei lavori della
finestra legislativa deciso nella Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari svoltasi il 22 novembre scorso, non riporta i
predetti disegni di legge tra quelli che saranno sottoposti
all'esame dell'Aula.
Nel caso lei, signor Presidente, non intervenisse con la celerità
dovuta, richiamando il dottore Nicosia, capo di Gabinetto, alle sue
funzioni istituzionali, che non sono assolutamente quelle di
commissariare questa Assemblea, quando la prossima settimana,
insieme a tutti i capigruppo, lei riterrà giusto e opportuno
inserire i tre disegni di legge all'ordine del giorno, non ci
sarebbe più la copertura finanziaria e, di conseguenza, noi non
saremo più nelle condizioni di poterli approvare.
Pertanto, in virtù di quanto da me riferito, desidererei che lei
mi tranquillizzasse sul fatto che farà valere le prerogative di
questo Parlamento e chiederà all'assessore Armao che queste somme,
fin quando non si pronuncerà nuovamente la Commissione Bilancio,
non vengano più toccate in quanto già destinate all'approvazione di
questi tre disegni di legge.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, sto provvedendo proprio in questi
minuti ad inviare una nota all'assessore per l'economia, dove si
ribadiscono i concetti che determinano la vita democratica di
questo Parlamento.
VINCIULLO. Grazie, signor Presidente.
LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, signor assessore, onorevoli colleghi,
intervengo sull'ordine dei lavori per sottolineare che, dovendosi
trattare un disegno di legge, che appena due mesi fa in quest'Aula
è stato sottoposto ad una intensa attività di dibattito ed
emendatrice, poi sospeso nella trattazione perché sono prevalsi i
dinieghi piuttosto che la volontà di procedere, oggi il testo
all'ordine del giorno, il disegno di legge n. 794/A, posto al
numero 1), quello relativo alle ASI, avrebbe dovuto essere
suscettibile di una partecipazione d'Aula congrua e soprattutto
della presenza della Commissione. E' assente il Presidente, è
assente il relatore.
Chi relaziona sulle modifiche intervenute e sul perché stiamo
riportando questo disegno di legge all'esame del Parlamento? Vorrei
sapere se l'impianto originario è esattamente quello che si vuole
riproporre e se io, che ho detto all'assessore più volte motivato
ad aderire ad una impostazione più confacente, più consona alle
indicazioni che avevamo fornito nel dibattito precedente, posso
oggi trovarmi nella condizione di esprimere una valutazione diversa
oppure, rispetto ad un impianto che riproduce esattamente quello di
due mesi fa, debba ritrovarmi costretto a confermare le mie
valutazioni negative. E' chiaro che un dibattito in questa
direzione può essere soltanto orientato dalla presenza del
presidente della Commissione e del relatore, che sono assenti.
Manca il relatore, manca il presidente, di cosa stiamo trattando
Sarebbe opportuno passare ad altro argomento perché in queste
condizioni non credo sia esaminabile, trattandosi di un disegno di
legge che è stato già sottoposto al Parlamento e si vuole sapere in
che modo e in che termini è stato sottoposto, da parte
dell'assessore, ad una modifica dell'impostazione originaria, a
qualche accorgimento, a qualche valutazione diversa, perchè
altrimenti si riproducono sic et simpliciter le posizioni di
partenza, cioè di due mesi fa.
Avevo già dichiarato di non volermi trovare nella posizione rigida
di chi deve necessariamente e per ruolo sostenere una posizione
negativa, però non posso nemmeno rinnegare le mie convinzioni e le
mie valutazioni.
Se l'impianto è esattamente quello di due mesi fa, non posso che
trovarmi in disaccordo e, quindi, nel chiedere le 24 ore per gli
emendamenti, anticipo che gli emendamenti saranno nella stessa
direzione di due mesi fa e, quindi, faccio un esempio, a
ripristinare il diritto dei Comuni di mantenere la competenza
urbanistica sul nuovo insediamento industriale, ad evitare la
nomina dei cinque componenti la Commissione regionale di gradimento
del Presidente e dell'Assessore, cioè queste cose si stanno
riproponendo esattamente come due mesi fa.
Ma allora vengo chiamato a quale contributo, se c'è la rigidità
delle posizioni di partenza?
L'assenza del presidente e del relatore ci impongono di
soprassedere, signor Presidente.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Caputo e l'onorevole Apprendi
stanno per arrivare, vengono da Roma, hanno seguito per conto del
Parlamento la conclusione della vertenza FIAT.
Onorevole Bufardeci, ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
intervenire sulla discussione generale, però sulla scorta degli
interventi che ho ascoltato, in modo particolare quello
dell'onorevole Leontini, vorrei formulare la proposta che
illustro.
Sono già le ore 17.30, l'Aula inizia con un'ora e mezza di ritardo
rispetto all'orario ordinario, dobbiamo attendere l'arrivo del
presidente o del vicepresidente o del relatore del disegno di
legge, non mi formalizzerei - e invito in questo senso sia il
Presidente dell'Assemblea che il Governo a non fare attività di
forzature dei lavori - perché credo che già questo disegno di legge
abbia vissuto una pagina non piacevole e, quindi, qualche ora o
giorno in più per la presentazione degli emendamenti non può far
sconvolgere gli equilibri complessivi dei lavori di quest'Aula.
Mi sia permessa questa considerazione per l'ordine dei lavori.
Vorrei però cogliere l'opportunità di intervenire anche per alcune
questioni di merito.
Vorrei che, in attesa che poi si possa procedere in maniera
spedita per questo disegno di legge, qualche ulteriore passo avanti
venga fatto; c'è qualche miglioramento, però non c'è ombra di
dubbio che due questioni, secondo me, rimangono aperte.
Per una di queste due questioni ho già presentato degli
emendamenti.
Assessore, credo che una Consulta di 9 membri non ha necessità di
averne due designati dal Presidente della Regione, laddove
all'interno di questa compagine non sono presenti in alcun modo né
indicazioni da parte dei sindacati né indicazioni da parte
dell'ANCI. Quindi, eventualmente, il Presidente li nomini, ma su
indicazione dell'Associazione nazionale dei comuni d'Italia, e su
designazione dei sindacati, per dare una compagine più partecipe,
più rappresentativa, una diffusa partecipazione del territorio.
Credo che si siano fatti già grandi passi avanti, il Consiglio di
amministrazione di appena cinque elementi e una Consulta di nove
rispetto alle decine, alle centinaia, è già un grandissimo passo
avanti, quindi, trovare qualche aggiustamento non è snaturare. Così
come credo che una delle questioni su cui la volta passata si è
molto dibattuto era quella relativa al Piano regolatore.
Credo che, anche in questa nuova versione, tutto sommato i Comuni
hanno una partecipazione molto blanda e molto relativa, vengono
praticamente sentiti per formulare delle osservazioni, ma se
guardate bene il testo così come è venuto fuori vi è, addirittura,
una situazione secondo la quale la delibera di adozione del Piano
regolatore è trasmessa ai Comuni nei cui territori ricade l'area
interessata, entro 60 giorni dall'avvenuta ricezione i Comuni
esprimono il parere indicando eventuali osservazioni; trascorso
tale termine il parere s'intende reso positivamente senza
osservazioni, il Consiglio di amministrazione, valutate le
osservazioni trasmesse dai Comuni, ove ritenga di accoglierle,
acquisisce il parere vincolante della Consulta e può fare modifiche
e mi chiedo cosa succede ove non ritenga di accoglierle, per
esempio.
In questo caso credo che non basti un semplice parere, ma occorre
qualche cosa di più per dare conseguenza di partecipazione al
territorio.
Sto facendo due esempi sul modo in cui a mio avviso il disegno di
legge può trovare ulteriore miglioramento, quindi, ribadisco non mi
formalizzerei: stanno arrivando, non arrivano, sono presenti, è
presente l'onorevole Colianni.
Credo che bisogna andare alla sostanza e, quindi, che il disegno
di legge è importante, va fatto, facciamolo ritornando ad
un'atmosfera migliore rispetto a quella che ha visto quest'Aula
discutere il primo disegno di legge, non vorrei che per forzature
ritornassimo a quel clima che non è stato positivo, miglioramenti
ce ne sono stati, credo che ce ne debbano essere altri.
Signor Presidente e Governo, credo che di questo l'Aula potrebbe
prenderne atto e, quindi, rinviare, magari assegnando un termine
più congruo affinché i Gruppi parlamentari possano partecipare al
suo miglioramento attraverso una serie di miglioramenti.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi abbiamo
dibattuto ampiamente questa legge e devo dire che dal dibattito
sono emerse tante migliorie.
Signor assessore, il clima mi sembra assolutamente diverso
rispetto al passato.
Pertanto, nell'accogliere il pronunciamento di alcuni colleghi i
quali, in fondo, stanno chiedendo di attivare oggi, mi sembra di
capire, un ragionamento introduttivo sulla legge e avremo il tempo
necessario in queste ore - e da qui a martedì prossimo - di
attivarci, perché se ci sono eventuali piccole correzioni da
apporre e da concordare e laddove non ci fossero, ovviamente, c'è
il Parlamento che deciderà.
Tuttavia, mi sembra un clima, onorevole Mancuso, assolutamente
più sereno rispetto al desiderio di portare avanti una legge della
quale gli aspetti più irsuti, direbbe l'onorevole Mancuso, più
difficili, mi sembrano di capire, essere quelli relativi ad una
maggiore presenza dei Comuni nelle scelte determinanti che sono
quelli legati ai Piani regolatori e alla partecipazione dei
Consigli di amministrazione. Temi che non possono vedere divisi una
classe dirigente per una legge che ha visto uniti Governo e
Commissione parlamentare.
Sono qui, insieme al collega, a rappresentare l'intera
Commissione, arriveranno, di qui a breve, anche il presidente e
l'altro vicepresidente, ma posso testimoniare che nella Commissione
di merito vi è stato un impegno complessivo, unitario che ha visto
il Governo e tutti i parlamentari concorrere positivamente ad una
soluzione positiva di questa legge.
Per cui, signor Presidente, penso che rinvieremo a martedì
presumibilmente il dibattito conclusivo su questa legge e,
certamente, saremo in grado di trovare i raccordi necessari per
chiudere positivamente il tutto.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor presidente, onorevoli colleghi, penso che i colleghi
stiano dicendo una cosa che sostanzialmente è insita in quello che
si è anche discusso ieri in Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari.
Questa sera incardiniamo il disegno di legge e, ovviamente,
rimandiamo la discussione generale all'articolo 1 anche per
renderlo ancora più interessante sotto questo profilo.
E' ovvio che i termini per gli emendamenti deve essere un termine
che tiene conto anche di una valutazione ulteriore da parte di
tutti noi, anche coloro che hanno partecipato ai lavori della III
Commissione, non è che li si è scritto il Vangelo, ma guai a chi
dice che si scrive il vangelo nelle Commissioni, certo se si scrive
in maniera più attenta è una cosa buona, questo lo dico senza
presunzione, però è chiaro che va fatta una valutazione
complessiva anche dei contenuti del testo.
Quindi, è necessario stabilire il termine per gli emendamenti e
penso che incardinare il testo significa finalmente aprire i lavori
per quanto concerne la possibile approvazione di questo testo con
tutte le ottimizzazioni che possono essere fatte.
Credo che questo sia lo spirito che si è ritrovato con il consenso
dei Presidenti dei gruppi parlamentari.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor presidente, onorevoli colleghi, siamo in una
finestra legislativa che dovrebbe finire come indicato in
Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari il 7 dicembre e
gli argomenti indicati in Conferenza sono molteplici.
Rispetto ad un primo calendario, ieri sera, per via di tante
discussioni e tante intemperanze, si è determinato di mettere oggi
all'ordine del giorno il disegno di legge dell'ASI, che era uno dei
disegni di legge indicati dai capigruppo come prioritario, ma non
importante come altri disegni di legge che sono anche all'ordine
del giorno.
Ritengo che questo disegno di legge, peraltro più corposo, non
possa raggiungere il termine di giorno 7, il giorno della chiusura
della finestra legislativa, e questo metterebbe in discussione
tanti altri disegni di legge, per i quali in Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari si era preso l'impegno di
portare in Aula disegni di legge molto meno corposi.
Signor Presidente per evitare questa sera di porle, ai sensi
dell'articolo 101 primo comma, una questione sospensiva, spero che
al ritorno dei dieci minuti di sospensione, che lei con grande
intelligenza - come sempre - ha richiamato, si possa dare a questa
Assemblea l'opportunità che il mio Presidente di gruppo
parlamentare ha auspicato, cioè non quella di iniziare e
incardinare il disegno di legge, impelagarci in 500 o 600
emendamenti, perché si tratta di questo, significa che il disegno
di legge nella finestra legislativa non si può fare, ma di
raccordarsi con l'assessore, il nostro capogruppo per quanto ci
riguarda, mi sembra che anche l'onorevole Bufardeci aveva questo
auspicio, per vedere quali sono gli altri aggiustamenti e,
successivamente, verificare, nella eventualità che il bilancio non
venga presentato, il Governo presenterà l'esercizio provvisorio, di
parlare di questo disegno di legge nella ulteriore finestra
legislativa.
Naturalmente è una proposta di un singolo deputato che non impegna
il mio Gruppo, sarà il Presidente del gruppo parlamentare a fare
una proposta in Conferenza più operativa per raggiungere le
finalità degli impegni che abbiamo sentito ieri e oggi.
Quindi, signor Presidente, al momento non avanzo nessuna questione
sospensiva ai sensi dell'articolo 101, comma 1. Alla fine della
sospensione dell'Aula di dieci minuti, prima che intervenga,
qualora intervenga il relatore, e prima che intervengano i deputati
che sono in Aula, se non ci sono decisioni diverse, le chiederò la
questione sospensiva di rinviare la discussione di questo disegno
di legge.
PRESIDENTE. Onorevole colleghi, i lavori procederanno in questo
modo: sospendiamo l'Aula per dieci minuti, per consentire al
Presidente ed al Vice Presidente della Commissione di arrivare da
Roma, cosa che avverrà nei prossimi minuti, dopodiché si incardina
il disegno di legge di riforma del sistema delle ASI e daremo il
termine per la presentazione degli emendamenti a domani alle ore
14.00.
La finestra legislativa era stata predisposta in virtù del fatto
che avremmo dovuto approvare il bilancio e la finanziaria entro la
fine dell'anno corrente, ma dovremmo modificare il nostro
calendario perché arrivano segnali da parte del Governo che ci
indica una direzione differente, probabilmente anche quest'anno
ricorreremo all'esercizio provvisorio di bilancio.
Per cui la finestra legislativa che si chiuderà mercoledì
prossimo, perché l'Aula terrà seduta la settimana prossima martedì
pomeriggio e mercoledì mattina, vedrà in continuazione, la
settimana successiva, la settimana del 13, una sessione ordinaria,
per cui tutti i disegni di legge che abbiamo in calendario,
compreso questo, potranno tranquillamente essere approvati non più
in una sessione straordinaria, così come è una finestra
legislativa, ma nella sessione ordinaria che l'Aula terrà dal 12
dicembre in poi.
Non avendo più l'esigenza di occuparci del bilancio potremmo fare
le 8, 9 norme che sono all'ordine del giorno, tra cui quelle
dell'housing sociale e tutte le norme di cui abbiamo parlato.
Nel frattempo è arrivato in Aula l'onorevole Apprendi, che è stato
più veloce dell'onorevole Caputo, quindi non è necessario
sospendere la seduta.
per lo sviluppo delle attività produttive'
Presidenza del presidente Cascio
Discussione del disegno di legge «Costituzione dell'Istituto
regionale
per lo sviluppo delle attività produttive» (794/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto secondo dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge Costituzione
dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive
(n. 794/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il vicepresidente e relatore della
Commissione, onorevole Apprendi per svolgere la relazione.
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, la riforma del sistema dei Consorzi per le Aree di
Sviluppo Industriale della Sicilia è una priorità non più
rinviabile per favorire lo sviluppo imprenditoriale e, soprattutto,
per porre rimedio agli sprechi di risorse pubbliche che detti enti
continuano a comportare.
È noto, infatti, come i Consorzi ASI della Sicilia, nati
sostanzialmente durante gli anni sessanta del secolo scorso e
regolati dalla legge regionale 4 gennaio 1984, n. 1, non siano più
in linea con le attuali esigenze del mercato, dovendosi senz'altro
ritenere esaurite le funzioni ed i compiti agli stessi affidati
così come delineati dalla normativa di riferimento.
I Consorzi ASI dell'Isola, pertanto, hanno comportato, e
continuano a comportare, un inutile aggravio di spesa e, spesso,
una duplicazione di centri decisionali che determinano un
insopportabile ostacolo alla semplificazione dei procedimenti
amministrativi e, dunque, allo sviluppo delle imprese sane.
Ed invero, l'eccessiva burocratizzazione della struttura del
Consorzio, adeguatasi ai sistemi di gestione tipici di
un'amministrazione pubblica più che orientarsi verso una
semplificazione gestionale, ha causato un rallentamento dello
sviluppo delle aree industrializzate ed una difficoltà degli
operatori economici.
Tale criticità è attribuibile, principalmente, sia ad una
farraginosità nel processo decisionale, anche in ragione della
numerosa presenza di rappresentanti di enti pubblici locali negli
organi consortili, sia nella strutturazione della stessa governance
dell'Ente, non più in linea con l'attuale dinamismo dell'evoluzione
dei mercati e dello sviluppo dell' economia.
Donde la necessità di procedere alla riforma dei predetti Consorzi
attraverso la loro soppressione e liquidazione e la contestuale
creazione di un unico Istituto regionale snello dotato di strumenti
per agevolare lo stabilimento di nuove imprese e favorire lo
sviluppo, denominato Istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive (in sigla, IRSAP).
Il presente disegno di legge nasce dalla rielaborazione del
precedente disegno di legge avente pari oggetto e già parzialmente
esaminato dall'Aula dell'Assemblea regionale siciliana (disegno di
legge numero 605).
Non pare superfluo ricordare, infatti, come il suddetto disegno di
legge numero 605, già approvato dalla Giunta di Governo della
Regione, abbia subito significative modifiche alla luce dei diversi
emendamenti valutati ed approvati dalle competenti Commissioni
dell'Assemblea regionale siciliana e ciò anche in ragione degli
apprezzabili e condivisibili apporti forniti dagli Uffici a
supporto delle predette Commissioni e, soprattutto, delle relazioni
tecniche elaborate dall'Assessorato regionale dell'economia con le
note prot. n. 47078 del 13 settembre 2010 e prot. n. 59645 del 5
novembre 2010.
Il testo del disegno di legge numero 605, infine, una volta
inviato all'Aula per l'esame definitivo, è stato ulteriormente
emendato tenendo conto, anche in tale occasione, dei diversi
contributi pervenuti sia da singoli deputati che, in generale, dai
gruppi parlamentari.
Ebbene, il presente disegno di legge consta dei trentadue
articoli già approvati dall'Aula, per i quali si è proceduto, ove
possibile, ad un loro accorpamento al fine di rendere il testo più
snello ed omogeneo, con l'aggiunta di alcune ulteriori norme
necessarie per l'armonizzazione del disegno di legge nel suo
complesso e, soprattutto, per adeguarlo ai principi costituzionali
dettati in tema di liquidazione e soppressione di enti pubblici e
ciò al fine di non incorrere in eventuali impugnazioni della legge
da parte del Commissario dello Stato.
In altri termini, dunque, il presente disegno di legge costituisce
una rielaborazione complessiva di tutte le istanze, proposte,
suggerimenti ed indicazioni, anche sotto forma di emendamenti
approvati, che si sono susseguiti durante l'iter parlamentare
relativo al menzionato disegno di legge numero 605.
Effettuate tali indispensabili premesse, è possibile ora passare
all'esame dei singoli articoli contenuti nel presente disegno di
legge.
Preliminarmente corre l'obbligo di anticipare le principali
innovazioni contenute nel presente disegno di legge al fine di
individuare, con immediatezza, i passaggi salienti dell'azione
riformatrice:
1) soppressione e messa in liquidazione dei Consorzi per l'Area di
Sviluppo Industriale della Sicilia, con conseguente risparmio di
spesa pari a circa 4 milioni di euro relativo all'abbattimento dei
costi sostenuti per il pagamento delle indennità relative ai
componenti dei relativi organi e di ben undici direttori generali,
e contestuale costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo
delle attività produttive;
2) previsione di una governance snella ed alleggerita del nuovo
Istituto con la presenza di un consiglio di amministrazione a
cinque membri e di una consulta con funzioni di supporto tecnico
alle attività dell'organo di amministrazione;
3) creazione di undici uffici periferici in sostituzione delle
soppresse strutture dei Consorzi ASI già esistenti;
4) previsione dell'adozione delle linee guida regionali in tema di
sviluppo al fine di consentire un'armonizzazione delle iniziative
regionali in materia ed un coordinamento complessivo di dette
iniziative nell'intero ambito regionale anche attraverso una loro
specifica mappatura in relazione alla vocazione dell' area;
5) snellimento dei procedimenti di pianificazione urbanistica
delle aree, fermo restando il necessario coinvolgimento degli enti
locali interessati;
6) previsione di un dimezzamento dei termini per il rilascio
dell'autorizzazione unica e, soprattutto, la possibilità di avviare
l'iniziativa economica trascorsi novanta giorni dalla presentazione
della richiesta di autorizzazione e ciò anche ove sia necessario il
rilascio di titoli edilizi.
Come si comprende dalle anticipazioni in ordine ai punti salienti
del presente disegno di legge, la riforma dei Consorzi ASI
dell'Isola e la costituzione dell'IRSAP, così come delineata dal
presente disegno di legge, si appalesa di straordinaria importanza
per il reale sviluppo economico dell'Isola.
L'individuazione delle principali innovazioni contenute nel
presente disegno di legge consente di poter approfondire, nel
dettaglio, i contenuti dei singoli articoli.
Il Titolo I del disegno di legge, contenente gli articoli 1 e 2,
indica la natura dell'IRSAP e le funzioni ad esso assegnate.
In particolare, l'articolo 1 sancisce come, nell'ambito delle
materie di competenza legislativa esclusiva della Regione, al fine
di consentire lo svolgimento di funzioni unitarie a livello
regionale in una tematica di significativo impatto sullo sviluppo
dell'intera Isola, la Regione esercita la propria attività di
regolamentazione, intervento e gestione nell'ambito delle aree
destinate a sviluppo industriale attraverso l'IRSAP, ente questo
sottoposto alla vigilanza ed alla tutela della Regione stessa per
il tramite dell'Assessorato regionale delle attività produttive. Le
aree di afferenza dell'Istituto saranno quelle già assegnate ai
disciolti Consorzi ASI di cui alla legge regionale n. 1/84, fermo
restando la possibilità di modificare o introdurre nuove aree.
L'articolo 2 indica le numerose funzioni attribuite all'IRSAP
testimoniando l'importanza strategica del nuovo Ente. Tra le
principali funzioni si segnalano, in disparte quelle assimilabili
alle competenze già attribuite ai Consorzi ASI (elaborazioni piani
regolatori, acquisizione di aree e costruzione di rustici ed
infrastrutture, etc.), le competenze relative alla promozione del
territorio, al fine di attrarre nuovi investimenti, e la
possibilità di stipulare convenzioni con enti sia pubblici che
privati per favorire l'accesso alla finanza agevolata ed al
mediocredito per le imprese.
Il Titolo II del disegno di legge, comprendente gli articoli 3 e
4, riguarda il patrimonio ed i mezzi finanziari dell'Istituto.
In particolare, l'articolo 4 prevede l'autorizzazione per
l'Assessorato regionale delle attività produttive alla
corresponsione di due tipologie di contributi: uno, per la
realizzazione delle finalità indicate nel già menzionato articolo
2, l'altro, per le spese di funzionamento. Lo stesso articolo, già
elaborato congiuntamente ai competenti Uffici presso l'Assessorato
regionale dell'economia, riporta espressamente la relativa
copertura finanziaria.
È prevista la possibilità per i comuni di corrispondere
all'Istituto un contributo gravante sui propri bilanci.
Il Titolo III, comprendente gli articoli da 5 a 12, regola la
governance dell'Istituto che, così come si è già anticipato,
risulta essere improntata a criteri di snellezza e semplificazione.
Gli organi dell'IRSAP sono previsti dall'articolo 5 e sono: a) la
consulta delle attività produttive; b) il consiglio di
amministrazione; c) il presidente; d) il collegio dei revisori.
La consulta delle attività produttive, regolata dall'articolo 6, è
costituita da nove membri nominati dal Presidente della Regione su
proposta dell'Assessore regionale per le attività produttive tra
persone di comprovata esperienza nel settore. La consulta è organo
che fornisce i propri pareri al consiglio di amministrazione; in
relazione alle delibere di adozione dei piani regolatori il parere
è vincolante.
Il consiglio di amministrazione, regolato dal successivo articolo
7, è costituito da cinque membri nominati dal Presidente della
Regione su proposta dell'Assessore regionale per le attività
produttive tra persone di comprovata esperienza nel settore. Il
consiglio è l'organo amministrativo nell'ente investito dei più
ampi poteri decisionali, salvo quanto previsto in relazione al
presidente.
Il presidente, così come previsto dall'articolo 8, è il legale
rappresentante dell'Istituto ed è nominato con decreto del
Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore regionale per
le attività produttive, tra i membri del consiglio. Il presidente
può scegliere, sempre tra i membri del consiglio, il
vicepresidente.
Il collegio dei revisori, regolato dall'articolo 9, è nominato con
decreto del Presidente della Regione ed è composto dal presidente,
scelto dal Presidente della Regione, da due membri effettivi e due
supplenti. L'Assessore regionale per l'economia e l'Assessore
regionale per le attività produttive designano, rispettivamente, un
membro effettivo ed un membro supplente. Il collegio esercita il
controllo contabile sulla gestione dell'Ente.
Il direttore generale, nominato con decreto del Presidente della
Regione, previa delibera di Giunta, su proposta dell'Assessore
regionale per le attività produttive, è il vertice amministrativo
dell'Ente. Lo Statuto dovrà stabilire la ripartizione delle
competenze tra il presidente ed il direttore generale tenuto conto
delle funzioni indicate all'articolo 7 della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni.
L'articolo 11 detta le modalità di adozione ed approvazione dello
Statuto dell'Ente prevedendo altresì la nomina di un commissario
nel caso in cui gli organi non provvedano alla sua adozione entro
il termine ivi indicato.
Infine, l'articolo 12 detta la disciplina dei controlli sulle
delibere dell'Ente inerenti al bilancio ed al conto consuntivo. È
altresì disciplinato l'intervento sostitutivo dell'Assessore
regionale per le attività produttive, tramite la nomina di un
commissario con decreto del Presidente della Regione, nelle ipotesi
di irregolarità amministrative.
Il Titolo IV reca l'introduzione dei cd. uffici periferici, così
come regolati dall'unico articolo ivi contenuto.
Ed infatti, l'articolo 13 istituisce undici uffici periferici
(Agrigento, Caltagirone, Caltanissetta, Catania, Enna, Gela,
Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani) la cui competenza è
esattamente coincidente con quella relativa ai soppressi Consorzi
ASI aventi sede presso le menzionate città.
Gli uffici periferici svolgono un ruolo importante
nell'architettura complessiva dell'Istituto essendo, di fatto, la
longa manus dell'Ente presso ogni singola area industriale. Detti
uffici sono quindi competenti, tra l'altro, nell'istruttoria delle
istanze presentate ovvero nella predisposizione dei piani d'area.
Il Titolo V contiene le norme che regolano l'adozione delle linee
guida e degli atti di programmazione delle aree, dei lavori e
dell'attività dell'Istituto.
L'articolo 14 introduce, come strumento innovativo di
programmazione, le cosiddette linee guida regionali in tema di
sviluppo contenenti un programma strutturale e concertato di linee
di intervento, con l'indicazione delle relative fonti finanziarie,
in tema di progettualità industriale e localizzazione delle aree
tematiche di sviluppo.
Tali linee guida, valutate dagli stake-holders coinvolti nel
processo di sviluppo industriale e poste all'attenzione della
Conferenza Regione-Autonomie locali, determineranno lo spazio di
intervento cui l'Istituto dovrà uniformare il proprio programma e
individueranno altresì i limiti annuali di contributo regionale da
concedere.
L'articolo 15 detta, invece, il procedimento per l'adozione: a)
del programma triennale delle attività che l'Istituto intende
effettuare in attuazione delle linee guida regionali; b) del
programma triennale dei lavori, per il quale è stato fatto un
rinvio alla recente legge regionale n. 12/11; c) infine, dei
programmi regolatori d'area, per la definitiva adozione dei quali è
stato previsto uno specifico e significativo coinvolgimento dei
comuni i cui territori risultano interessati dalla pianificazione.
L'articolo 16 regola le modalità di assegnazione dei terreni e dei
rustici nel rispetto della massima trasparenza e legalità. Inoltre,
è previsto che gli imprenditori vittime di reati di mafia, ove
abbiano proposto regolare denuncia alla competente Autorità,
possono risultare preferiti nell'assegnazione di detti immobili.
Infine, lo stesso articolo determina l'azzeramento degli oneri di
urbanizzazione e costruzione per le opere realizzate all'interno
delle aree di competenza dell'Istituto.
Il Titolo VI reca norme in tema di realizzazione delle
infrastrutture e per l'insediamento delle attività.
In particolare, l'articolo 17 prevede che per la realizzazione di
opere e l'esecuzione di servizi e forniture si applichi la legge
regionale 12 luglio 2011, n. 12 e successive modifiche e
integrazioni, che com' è noto recepisce con modifiche il decreto
legislativo n. 163/06, Codice dei contratti pubblici. È prevista
altresì l'individuazione della quota da porre in capo alle imprese
stabilite per la copertura dei costi per la gestione delle
infrastrutture nei limiti stabiliti dalla normativa comunitaria di
riferimento.
Di significativo impatto è la norma contenuta nell'articolo 18 il
quale, pur rinviando a quanto stabilito dagli articoli 36 e 37
della legge regionale n. 10/2000 e successive modifiche ed
integrazioni in tema di sportelli unici, introduce degli importanti
correttivi.
È, infatti, stabilito non solo che tutti i termini del
procedimento per il rilascio dell'autorizzazione sono dimezzati ma,
soprattutto, che trascorsi sessanta giorni dalla presentazione
della richiesta di autorizzazione, l'istante può inviare una
dichiarazione ed avviare l'iniziativa trascorsi ulteriori trenta
giorni dal ricevimento di detta dichiarazione e ciò anche ove siano
richiesti titoli edilizi.
In altri termini, salva l'eventuale applicazione di norme di
maggior favore, l'imprenditore che intende investire nel territorio
avrà finalmente la certezza che, in ogni caso, entro novanta giorni
potrà avviare l'iniziativa.
Il Titolo VII reca disposizioni transitorie e finali. L'articolo
19, in particolare, provvede a regolare la complessa fase di
liquidazione e soppressione dei Consorzi ASI dell'Isola attraverso
la nomina di singoli commissari i quali dovranno compiere un
significativo sforzo per provvedere alla chiusura delle fasi
liquidatorie in tempi brevissimi. Diversamente, trascorso il
termine indicato nella norma, le gestioni liquidatorie passeranno
in capo all'Istituto, ferma restando la piena e completa autonomia
di ogni singola gestione.
È previsto altresì che il patrimonio immobiliare non strumentale
venga dismesso per la copertura degli ingenti debiti sino ad oggi
accumulati dai Consorzi ASI dell'Isola.
L'articolo 20 reca, invece, delle norme interpretative in tema di
compensi già corrisposti ai precedenti amministratori dei Consorzi
ASI. Ed infatti, in esito ad un'altalenante interpretazione delle
norme di riferimento operata sia da parte sia degli Uffici
regionali che, soprattutto, da parte dell'Ufficio legislativo e
legale, si è assistito alla moltiplicazione di diversi contenziosi
i quali, con la norma interpretativa in esame, verrebbero meno. La
norma non necessita di copertura finanziaria in quanto si tratta di
importi già corrisposti.
Lo stesso articolo 20, inoltre, prevede un'ulteriore norma di
interpretazione tesa a chiarire l'estraneità delle Camere di
commercio dell'Isola e dell'Istituto zooprofilattico alle
restrizioni stabilite dall'articolo 16 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11, e ciò in quanto già soggiacciono ai limiti
previsti dalla corrispondente normativa nazionale.
Infine, anche ai fini di cui all'articolo 7 della legge regionale
n. 47/1977, si indica come il presente disegno di legge non
comporti nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,
comportando anzi notevoli risparmi di spesa quantificabili in circa
4 milioni di euro annui.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio agli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Il termine per la presentazione degli emendamenti viene fissato a
domani, venerdì 2 dicembre, alle ore 14.00.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare sull'ordine dei
lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, faccio riferimento ad una questione che è insorta in
ordine al chiarimento sul possibile ricorso all'esercizio
provvisorio; al riguardo credo che sia prematuro, in vista degli
imminenti incontro col Governo nazionale decidere se andare
immediatamente all'esercizio provvisorio.
C'è un incontro previsto per domenica mattina con il presidente
Monti che ha voluto incontrare tutte le Regioni, il presidente
Lombardo ha già scritto una lettera al presidente Monti, ministro
dell'Economia, nella quale ha richiesto un chiarimento in ordine al
ritardo che ha visto l'andamento delle trattative tra la Regione
siciliana che nel novembre scorso prospettò la sua posizione al
Governo nazionale attraverso la Commissione paritetica ed il
riscontro avuto dal Governo nazionale soltanto nel settembre scorso
mentre, peraltro, le Regioni a Statuto speciale del Nord hanno
tutte definito il federalismo fiscale in coerenza con i loro
statuti a partire dal Trentino Alto Adige, il Friuli e la Val
d'Aosta, mentre come noi la Sardegna è in sede di trattative ancora
prolungate col Governo nazionale.
Pertanto, la questione del bilancio si scrive - come, peraltro, fu
precisato l'anno scorso in chiusura del dibattito sul bilancio di
questo esercizio - nell'albo del federalismo fiscale ed, in
particolare, del tema della retrocessione delle accise che
colmerebbero quel vuoto che c'è nella compartecipazione, quelle
risorse che mancano nella compartecipazione alla spesa sanitaria,
sicché io direi di attendere nei prossimi giorni, 2, 3, 4 giorni
massimo, le verifiche degli incontri con il Governo nazionale, dopo
di che il Governo regionale proporrà all'Assemblea il ricorso
all'esercizio provvisorio piuttosto di proseguire il lavoro già
puntualmente avviato in Commissione Bilancio.
PRESIDENTE. Ovviamente, noi tutti speriamo che sia così e che,
quindi, non si debba ricorrere al bilancio provvisorio. Se così
fosse, ovviamente, ne prenderemo atto.
CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore per
l'Economia, ritengo che in questi giorni si è discusso di alcuni
provvedimenti di legge importanti ma riconosco che l'Aula stessa ha
avuto diverse perplessità nel sostenere questi testi di legge sia
quello concernente la Commissione Ambiente e Territorio sia quello
di quest'oggi sulle ASI.
Nello stesso tempo verifico una presenza in Aula massiccia dei
colleghi parlamentari per gli argomenti che si trattano e, devo
dire che, avendo sentito le parole dell'assessore Armao sulla
difficoltà e sull'ipotesi anche di pensare ad un esercizio
provvisorio del bilancio della nostra Regione dopo l'incontro con
il Presidente del Consiglio Monti mi preoccupa perché ritengo che,
in questa fase, dove un Governo nazionale di salute pubblica sta
cercando di attivare tutte le possibilità per dare maggiori
risposte alla crisi internazionale e nazionale che è in atto, noi
stiamo aspettando di poter interloquire con il Governo nazionale e,
nello stesso tempo, un'iniziative legislativa, che è una iniziativa
di legge voto condivisa - e ringrazio per questo l'assessore Armao
- dell'articolo 36 dello Statuto della nostra Regione, non solo non
se ne parla, ma non rappresenta il vero motivo di dibattito
parlamentare per dare alla Sicilia una chiarezza sulle imposte di
produzione che molte volte si preferisce annunciare, si preferisce
richiedere, nella consapevolezza che la nostra Regione già da tempo
ha deciso che quelle imposte sono riservate allo Stato e non alla
Sicilia.
Allora, in una costruzione del bilancio della Regione, in un
momento importante di dialogo con il Governo nazionale che, guarda
caso, non è un Governo sostenuto soltanto da una parte, ma che
finalmente può analizzare e verificare le istanze dei siciliani e
del nostro Statuto con serenità, senza spinte separatiste che sono
state attenzionate in passato dalla Lega, noi come Regione abbiamo
l'opportunità di presentarci a Roma con un provvedimento che
richiede questa Assemblea per fare chiarezza su una truffa che
questa Regione ha subito, perché quando è stato concesso l'articolo
37 per imporre alle imprese che operano nella nostra Regione di
pagare le tasse nella nostra Regione, anche se non hanno la sede
legale in Sicilia, quando è stato esitato l'articolo 38 per dare
l'opportunità ai siciliani di avere un reddito analogo a quello dei
cittadini del resto del Paese, si sapeva già che all'articolo 36
dello Statuto, al secondo comma, si riservava la maggiore ricchezza
del territorio siciliano per partecipare al debito pubblico dello
Stato.
Noi questa battaglia oggi la possiamo fare, e francamente dopo un
dibattito in Commissione Bilancio, tra una posizione integralista e
rivendicazionista del sottoscritto e una posizione più moderata,
tecnicamente probabilmente più approfondita con gli Uffici
dell'assessore, abbiamo definito un percorso, che può dare alla
nostra Regione una serenità di rapporti rispetto alle Regioni del
resto del Paese; non è corretto farsi dire ancora oggi dai lombardi
e dai veneti che noi abbiamo uno Statuto speciale, che noi possiamo
fare tutto quello che vogliamo, che noi possiamo imporre le tasse,
che noi possiamo richiedere le accise, se questo non è vero E
consiglio anche allo stesso Presidente Lombardo, quando con il suo
partito rilancia con la stampa la necessità di avere le accise per
la Sicilia, questo già lo riesce a determinare il bilancio della
Sardegna, il bilancio della Basilicata, il bilancio del Trentino.
Noi, purtroppo, in Sicilia non lo possiamo fare ed abbiamo anche
avuto torto rispetto a dei ricorsi della Corte Costituzionale da
noi attivati perché è il nostro Statuto che, di fatto, impone alla
Sicilia di versare allo Stato le imposte di produzione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rinvio la discussione del disegno
di legge n. 794/A Costituzione dell'Istituto regionale per lo
sviluppo delle attività produttive a martedì 6 dicembre 2011.
Informo altresì che non essendo presente in Aula l'onorevole
Minardo, relatore, la discussione del disegno di legge nn. 790-52-
778-779-784/A Schema di progetto di legge costituzionale da
proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41
ter, comma 2, dello Statuto recante 'Modifiche all'articolo 3 dello
Statuto della Regione siciliana, in materia di riduzione dei
deputati dell'Assemblea regionale siciliana'. Disposizioni
transitorie , posto al numero 2), è anch'essa rinviata a martedì 6
dicembre 2011.
Pertanto, la seduta è rinviata a martedì, 6 dicembre 2011, alle
ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Riqualificazione urbanistica con interventi di edilizia
sociale convenzionata. Misure urgenti per lo sviluppo economico.
(805/A) (Seguito)
Relatore: on. Mancuso
2) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
dello Statuto recante 'Modifiche all'articolo 3 dello Statuto della
Regione siciliana, in materia di riduzione dei deputati
dell'Assemblea regionale siciliana'. (790/A)
Relatore: on. Minardo
3) - Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive. (794/A) (Seguito)
Relatore: on. Apprendi
4) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
dello Statuto recante Modifiche e integrazioni dell'articolo 36
dello Statuto della Regione, in materia di entrate tributarie'.
(702/A)
Relatore: on. Vinciullo
5) - Ricollocazione del personale dell'Ente autonomo Fiera del
Mediterraneo. (750/A)
Relatore: on. Apprendi
La seduta è tolta alle ore 18.20
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
alle ore 20.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli