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Resoconto d'Aula della Seduta n. 301 di giovedì 01 dicembre 2011
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   Presidenza del presidente Cascio


   SCOMA,  segretario  f.f., dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.
                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  oggi   gli
  onorevoli:   Arena,   Barbagallo  Giovanni,   Beninati,   Campagna,
  Digiacomo, Laccoto, Galvagno, Minardo e Termine

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Norme  in  materia  di edilizia sovvenzionata  ed  agevolata  e
  interventi  relativi al disagio abitativo del Comune di Favara  (n.
  816)
   di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
  (on.   Lombardo)  su  proposta  dell'Assessore  regionale  per   le
  infrastrutture e la mobilità (Pietro Carmelo Russo) il 30  novembre
  2011;

   -  Introduzione di un limite ai mandati parlamentari all'Assemblea
  regionale siciliana. Modifiche all'articolo 8 della legge regionale
  20 marzo 1951, n. 29 (n. 817)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dall'onorevole  Giuffrida
  il 30 novembre 2011;

   - Misure di contrasto all'obesità giovanile (n. 818)
   di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Cracolici il
  30 novembre 2011;

   - Istituzione di una Commissione d'inchiesta sui danni alluvionali
  registrati in Sicilia dal 2008 in poi (n. 819)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  dagli  onorevoli  Maira,
  Cordaro, Cascio Salvatore e Caronia il 30 novembre 2011.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Pogliese, Falcone, Caputo e
  Buzzanca,  con note rispettivamente prot. nn. 9565,  9566,  9564  e
  9567  del   29 novembre 2011, hanno chiesto di apporre la firma  al
  disegno  di  legge  n.  563   Norma di attuazione  della  dotazione
  organica della Regione .

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute e  assegnate
  alla Commissione Affari istituzionali (I):

   -  Consorzio  di bonifica di Caltagirone. Designazione  componente
  effettivo,  con funzioni di Presidente, del collegio  dei  revisori
  dei conti (n. 196/I)
   pervenuto  in data 30 novembre 2011 e inviato in data 30  novembre
  2011.

   -  Camera  di  Commercio, industria, artigianato e agricoltura  di
  Catania.  Designazione componente effettivo e componente  supplente
  del Collegio dei revisori dei conti (n. 197/I)
   pervenuto  in data 30 novembre 2011 e inviato in data 30  novembre
  2011.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE. Comunico il parere reso dalle Commissioni:

   BILANCIO (II) E ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Accordo di programma per il rilancio produttivo e lo sviluppo di
  iniziative  industriali nell'area industriale di  Termini  Imerese.
  (n. 195/II-III)
   reso in data 29 novembre 2011 e inviato in data 30 novembre 2011.

           Comunicazione di delibera della Giunta regionale

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della Giunta
  regionale n. 321 del 14 novembre  2011   Programma operativo ITALIA-
  TUNISIA 2007/2013-Modifiche .

   Copia  della stessa  è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2256  -  Iniziative  volte a garantire la  prosecuzione  delle
  attività termali della società Terme di Acireale (CT).
   - Assessore Economia
   Firmatari: Raia Concetta; Barbagallo Giovanni

   N.  2258 - Notizie sulla chiusura del punto nascita del Comune  di
  Mazzarino (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Maira Raimondo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:
   N.  2255  - Chiarimenti in merito ai cosiddetti 'Siti di  recupero
  ambientale'  ed  al 'Sito di riqualificazione ambientale  speciale'
  previsti dal progetto definitivo per la costruzione del ponte sullo
  Stretto di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N.  2257  -  Emanazione  di  opportune  direttive  in  materia  di
  conferimento di incarichi per servizi tecnici professionali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari:  Di  Guardo  Antonino;  Panepinto  Giovanni;  Digiacomo
  Giuseppe;  Panarello Filippo; Raia Concetta; Di Benedetto  Giacomo;
  Speziale Calogero; Marziano Bruno.

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N.  127  - Iniziative per la regolamentazione del software libero,
  dell'accessibilità di dati e documenti ed hardware  documentato  in
  Sicilia.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Ferrara Massimo

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.    Con    riferimento   alla     dichiarazione    resa
  dall'onorevole Vinciullo nella seduta d'Aula n. 300 del 30 novembre
  2011,  preciso che lo stesso deputato è da intendersi  iscritto,  a
  far  data  dal  30  novembre  2011, al Gruppo  parlamentare  Misto,
  cessando  contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare   Il
  Popolo della Libertà .

   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione di nomina di componente di Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che con decreto del Presidente  dell'ARS  n.
  594  del  30  novembre 2011 l'onorevole Nicola  LEANZA  è  nominato
  componente   della    Commissione  per  l'esame   delle   questioni
  concernenti   l'attività  dell'Unione  europea ,  in   sostituzione
  dell'onorevole Ruggirello, dimissionario.
   Ne do lettura:

                         «Repubblica  Italiana
                         ASSEMBLEA  REGIONALE  SICILIANA

                       I L  P R E S I D E N T E

   VISTE  le dimissioni dell'onorevole Paolo Ruggirello da componente
  della    Commissione   per  l'esame  delle  questioni   concernenti
  l'attività  dell'Unione europea , datate 2  marzo  2010,  pervenute
  alla  Presidenza  in  pari data  e comunicate  all'Assemblea  nella
  seduta n. 149 del 4 marzo 2010;

   CONSIDERATO che  occorre procedere alla relativa sostituzione;

   VISTA  la designazione del Gruppo parlamentare  Movimento  per  le
  Autonomie' al quale l'on. Ruggirello  appartiene;

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                             D E C R E T A

   l'onorevole Nicola LEANZA è nominato componente della  Commissione
  per  l'esame  delle  questioni concernenti  l'attività  dell'Unione
  europea , in sostituzione dell'on.le Ruggirello, dimissionario.

   Palermo, 30 novembre 2011»

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Assessore, intanto intervengo a proposito di quello che è  avvenuto
  ieri specificando che, nel momento della concitazione, ho detto che
  aderivo al Gruppo Autonomo. In realtà, desideravo aderire al Gruppo
  Misto,   proprio  per  evitare  che  autonomia  o  autonomo   possa
  ingenerare qualche dubbio. Allora lo togliamo immediatamente questo
  dubbio.

   PRESIDENTE.  Ho  appena dato lettura del suo passaggio  al  Gruppo
  Misto, l'ho appena comunicato all'Aula.

   VINCIULLO. Siccome è stato letto nel verbale  autonomo , ci tenevo
  a chiarire che trattasi di Gruppo misto, per evitare assonanze.
   Dopo   di   che,   signor  Presidente,  nel   ringraziarla   delle
  assicurazioni che lei ha voluto ieri fornirmi sul fatto che da  qui
  alla prossima settimana verranno posti all'ordine del giorno i  tre
  disegni di legge, quello sul riconoscimento, la valorizzazione e la
  funzione educativa e sociale svolta dagli oratori, quello in favore
  delle   donne  vittime  di  violenze  e  quello  in  favore   delle
  associazioni   che  combattono  il  racket,  desideravo   che   lei
  intervenisse sul capo di Gabinetto dell'assessore Armao, il  quale,
  attribuendosi  poteri  che  non gli sono  assolutamente  attribuiti
  dalla  legge  né  concessi  da alcuno, ha  pensato  di  mettere  in
  discussione il potere di questo Palamento.
   Infatti,  ieri,  correggendo  una precedente  nota  dell'assessore
  Armao  del 29 novembre, ha dichiarato che le somme relative ai  tre
  disegni  di  legge, di cui precedentemente ho parlato,  questi  tre
  finanziamenti  che  sono in blocco - come è stato  stabilito  dalla
  Commissione  Bilancio,  quindi  da  questo  Parlamento  -  sono  da
  intendersi  revocati,  stante che il calendario  dei  lavori  della
  finestra  legislativa deciso nella Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari svoltasi il 22 novembre scorso, non riporta  i
  predetti  disegni  di  legge  tra  quelli  che  saranno  sottoposti
  all'esame dell'Aula.
   Nel  caso lei, signor Presidente, non intervenisse con la celerità
  dovuta, richiamando il dottore Nicosia, capo di Gabinetto, alle sue
  funzioni  istituzionali,  che  non  sono  assolutamente  quelle  di
  commissariare  questa  Assemblea,  quando  la  prossima  settimana,
  insieme  a  tutti  i  capigruppo, lei riterrà  giusto  e  opportuno
  inserire  i  tre  disegni di legge all'ordine del  giorno,  non  ci
  sarebbe  più  la copertura finanziaria e, di conseguenza,  noi  non
  saremo più nelle condizioni di poterli approvare.
   Pertanto, in virtù di quanto da me riferito, desidererei  che  lei
  mi  tranquillizzasse sul fatto che farà valere  le  prerogative  di
  questo  Parlamento e chiederà all'assessore Armao che queste somme,
  fin  quando  non si pronuncerà nuovamente la Commissione  Bilancio,
  non vengano più toccate in quanto già destinate all'approvazione di
  questi tre disegni di legge.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, sto provvedendo proprio in questi
  minuti  ad inviare una nota all'assessore per l'economia,  dove  si
  ribadiscono  i  concetti  che determinano la  vita  democratica  di
  questo Parlamento.

   VINCIULLO. Grazie, signor Presidente.

   LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. Signor Presidente, signor assessore, onorevoli colleghi,
  intervengo  sull'ordine dei lavori per sottolineare che,  dovendosi
  trattare  un disegno di legge, che appena due mesi fa in quest'Aula
  è  stato  sottoposto  ad  una  intensa  attività  di  dibattito  ed
  emendatrice, poi sospeso nella trattazione perché sono  prevalsi  i
  dinieghi  piuttosto  che  la volontà di procedere,  oggi  il  testo
  all'ordine  del  giorno, il disegno di legge  n.  794/A,  posto  al
  numero   1),  quello  relativo  alle  ASI,  avrebbe  dovuto  essere
  suscettibile  di  una partecipazione d'Aula congrua  e  soprattutto
  della  presenza  della  Commissione. E' assente  il  Presidente,  è
  assente il relatore.
   Chi  relaziona  sulle modifiche intervenute e  sul  perché  stiamo
  riportando questo disegno di legge all'esame del Parlamento? Vorrei
  sapere  se l'impianto originario è esattamente quello che si  vuole
  riproporre  e se io, che ho detto all'assessore più volte  motivato
  ad  aderire  ad una impostazione più confacente, più  consona  alle
  indicazioni  che  avevamo fornito nel dibattito  precedente,  posso
  oggi trovarmi nella condizione di esprimere una valutazione diversa
  oppure, rispetto ad un impianto che riproduce esattamente quello di
  due  mesi  fa,  debba  ritrovarmi costretto  a  confermare  le  mie
  valutazioni  negative.  E'  chiaro  che  un  dibattito  in   questa
  direzione   può  essere  soltanto  orientato  dalla  presenza   del
  presidente della Commissione e del relatore, che sono assenti.
   Manca il relatore, manca il presidente, di cosa stiamo trattando
   Sarebbe  opportuno  passare ad altro argomento  perché  in  queste
  condizioni non credo sia esaminabile,  trattandosi di un disegno di
  legge che è stato già sottoposto al Parlamento e si vuole sapere in
  che   modo   e  in  che  termini  è  stato  sottoposto,  da   parte
  dell'assessore,  ad  una modifica dell'impostazione  originaria,  a
  qualche   accorgimento,  a  qualche  valutazione  diversa,   perchè
  altrimenti  si  riproducono  sic et simpliciter   le  posizioni  di
  partenza, cioè di due mesi fa.
   Avevo già dichiarato di non volermi trovare nella posizione rigida
  di  chi  deve  necessariamente e per ruolo sostenere una  posizione
  negativa, però non posso nemmeno rinnegare le mie convinzioni e  le
  mie valutazioni.
   Se  l'impianto è esattamente quello di due mesi fa, non posso  che
  trovarmi  in disaccordo e, quindi, nel chiedere le 24 ore  per  gli
  emendamenti,  anticipo  che gli emendamenti  saranno  nella  stessa
  direzione  di  due  mesi  fa  e,  quindi,  faccio  un  esempio,   a
  ripristinare  il  diritto  dei Comuni di  mantenere  la  competenza
  urbanistica  sul  nuovo  insediamento industriale,  ad  evitare  la
  nomina dei cinque componenti la Commissione regionale di gradimento
  del  Presidente  e  dell'Assessore,  cioè  queste  cose  si  stanno
  riproponendo esattamente come due mesi fa.
   Ma  allora  vengo chiamato a quale contributo, se c'è la  rigidità
  delle posizioni di partenza?
   L'assenza   del  presidente  e  del  relatore  ci   impongono   di
  soprassedere, signor Presidente.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Caputo e l'onorevole Apprendi
  stanno  per arrivare, vengono da Roma, hanno seguito per conto  del
  Parlamento la conclusione della vertenza FIAT.
    Onorevole Bufardeci, ne ha facoltà.

   BUFARDECI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   volevo
  intervenire  sulla  discussione generale, però sulla  scorta  degli
  interventi   che   ho   ascoltato,  in  modo   particolare   quello
  dell'onorevole   Leontini,  vorrei   formulare  la   proposta   che
  illustro.
   Sono già le ore 17.30, l'Aula inizia con un'ora e mezza di ritardo
  rispetto  all'orario  ordinario, dobbiamo  attendere  l'arrivo  del
  presidente  o  del  vicepresidente o del relatore  del  disegno  di
  legge,  non  mi  formalizzerei - e invito in questo  senso  sia  il
  Presidente  dell'Assemblea che il Governo a non  fare  attività  di
  forzature dei lavori - perché credo che già questo disegno di legge
  abbia  vissuto  una pagina non piacevole e, quindi, qualche  ora  o
  giorno  in più per la presentazione degli emendamenti non  può  far
  sconvolgere gli equilibri complessivi dei lavori di quest'Aula.
   Mi sia permessa questa considerazione per l'ordine dei lavori.
   Vorrei però cogliere l'opportunità di intervenire anche per alcune
  questioni di merito.
   Vorrei  che,  in  attesa  che poi si possa  procedere  in  maniera
  spedita per questo disegno di legge, qualche ulteriore passo avanti
  venga  fatto;  c'è  qualche miglioramento, però non  c'è  ombra  di
  dubbio che due questioni, secondo me, rimangono aperte.
   Per   una  di  queste  due  questioni  ho  già  presentato   degli
  emendamenti.
   Assessore, credo che una Consulta di 9 membri non ha necessità  di
  averne   due  designati  dal  Presidente  della  Regione,   laddove
  all'interno di questa compagine non sono presenti in alcun modo  né
  indicazioni  da  parte  dei  sindacati  né  indicazioni  da   parte
  dell'ANCI.  Quindi, eventualmente, il Presidente li nomini,  ma  su
  indicazione dell'Associazione nazionale dei comuni d'Italia,  e  su
  designazione  dei sindacati, per dare una compagine più  partecipe,
  più rappresentativa, una diffusa partecipazione del territorio.
   Credo che si siano fatti già grandi passi avanti, il Consiglio  di
  amministrazione  di appena cinque elementi e una Consulta  di  nove
  rispetto  alle  decine, alle centinaia, è già un grandissimo  passo
  avanti, quindi, trovare qualche aggiustamento non è snaturare. Così
  come  credo  che una delle questioni su cui la volta passata  si  è
  molto dibattuto era quella relativa al Piano regolatore.
   Credo  che, anche in questa nuova versione, tutto sommato i Comuni
  hanno  una  partecipazione molto blanda e molto  relativa,  vengono
  praticamente  sentiti  per  formulare  delle  osservazioni,  ma  se
  guardate  bene il testo così come è venuto fuori vi è, addirittura,
  una  situazione secondo la quale la delibera di adozione del  Piano
  regolatore  è  trasmessa ai Comuni nei cui territori ricade  l'area
  interessata,  entro  60  giorni dall'avvenuta  ricezione  i  Comuni
  esprimono  il  parere  indicando eventuali osservazioni;  trascorso
  tale   termine   il  parere  s'intende  reso  positivamente   senza
  osservazioni,  il   Consiglio  di  amministrazione,   valutate   le
  osservazioni  trasmesse  dai Comuni, ove  ritenga  di  accoglierle,
  acquisisce il parere vincolante della Consulta e può fare modifiche
  e  mi  chiedo  cosa  succede ove non ritenga  di  accoglierle,  per
  esempio.
   In  questo caso credo che non basti un semplice parere, ma occorre
  qualche  cosa  di  più  per dare conseguenza di  partecipazione  al
  territorio.
   Sto facendo due esempi sul modo in cui a mio avviso il disegno  di
  legge può trovare ulteriore miglioramento, quindi, ribadisco non mi
  formalizzerei:  stanno arrivando, non  arrivano, sono  presenti,  è
  presente l'onorevole Colianni.
   Credo  che bisogna andare alla sostanza e, quindi,  che il disegno
  di   legge  è  importante,  va  fatto,  facciamolo  ritornando   ad
  un'atmosfera  migliore rispetto a quella che  ha  visto  quest'Aula
  discutere  il primo disegno di legge, non vorrei che per  forzature
  ritornassimo  a quel clima che non è stato positivo,  miglioramenti
  ce ne sono stati, credo che ce ne debbano essere altri.
   Signor  Presidente e Governo, credo che di questo l'Aula  potrebbe
  prenderne  atto e, quindi, rinviare, magari assegnando  un  termine
  più  congruo affinché i Gruppi parlamentari possano partecipare  al
  suo miglioramento attraverso una serie di miglioramenti.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi  abbiamo
  dibattuto  ampiamente questa legge e devo dire  che  dal  dibattito
  sono emerse tante migliorie.
   Signor   assessore,  il  clima  mi  sembra  assolutamente  diverso
  rispetto al passato.
   Pertanto,  nell'accogliere il pronunciamento di alcuni colleghi  i
  quali,  in  fondo, stanno chiedendo di attivare oggi, mi sembra  di
  capire, un ragionamento introduttivo sulla legge e avremo il  tempo
  necessario  in  queste  ore - e da qui a  martedì  prossimo  -   di
  attivarci,  perché  se  ci  sono eventuali  piccole  correzioni  da
  apporre  e da concordare e laddove non ci fossero, ovviamente,  c'è
  il Parlamento che deciderà.
   Tuttavia,   mi  sembra un clima, onorevole Mancuso,  assolutamente
  più  sereno rispetto al desiderio di portare avanti una legge della
  quale  gli  aspetti  più irsuti, direbbe l'onorevole  Mancuso,  più
  difficili,  mi  sembrano di capire, essere quelli relativi  ad  una
  maggiore  presenza  dei Comuni nelle scelte determinanti  che  sono
  quelli  legati  ai  Piani  regolatori  e  alla  partecipazione  dei
  Consigli di amministrazione. Temi che non possono vedere divisi una
  classe  dirigente  per  una  legge che ha  visto  uniti  Governo  e
  Commissione parlamentare.
   Sono   qui,   insieme   al   collega,  a  rappresentare   l'intera
  Commissione,  arriveranno, di qui a breve, anche  il  presidente  e
  l'altro vicepresidente, ma posso testimoniare che nella Commissione
  di  merito vi è stato un impegno complessivo, unitario che ha visto
  il  Governo e tutti i parlamentari concorrere positivamente ad  una
  soluzione positiva di questa legge.
   Per  cui,  signor  Presidente,  penso  che  rinvieremo  a  martedì
  presumibilmente  il  dibattito  conclusivo  su  questa   legge   e,
  certamente,  saremo  in grado di trovare i raccordi  necessari  per
  chiudere positivamente il tutto.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne  ha facoltà.

   ODDO.  Signor presidente, onorevoli colleghi, penso che i colleghi
  stiano  dicendo una cosa che sostanzialmente è insita in quello che
  si  è  anche discusso ieri  in Conferenza dei presidenti dei gruppi
  parlamentari.
   Questa  sera  incardiniamo  il disegno  di  legge  e,  ovviamente,
  rimandiamo  la  discussione  generale  all'articolo  1  anche   per
  renderlo ancora più interessante sotto questo profilo.
   E'  ovvio che i termini per gli emendamenti deve essere un termine
  che  tiene  conto anche di una valutazione ulteriore  da  parte  di
  tutti  noi, anche coloro che hanno partecipato ai lavori della  III
  Commissione, non è che li si è scritto il Vangelo, ma  guai  a  chi
  dice che si scrive il vangelo nelle Commissioni, certo se si scrive
  in  maniera  più  attenta è una cosa buona, questo  lo  dico  senza
  presunzione,   però  è  chiaro  che  va  fatta    una   valutazione
  complessiva anche dei contenuti del testo.
   Quindi,  è necessario stabilire  il termine per gli emendamenti  e
  penso che incardinare il testo significa finalmente aprire i lavori
  per  quanto concerne la possibile approvazione di questo testo  con
  tutte le ottimizzazioni che possono essere fatte.
   Credo che questo sia lo spirito che si è ritrovato con il consenso
  dei Presidenti dei gruppi parlamentari.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  presidente, onorevoli  colleghi,  siamo  in  una
  finestra   legislativa  che  dovrebbe  finire  come   indicato   in
  Conferenza dei  Presidenti dei gruppi parlamentari il 7 dicembre  e
  gli argomenti indicati in Conferenza sono molteplici.
   Rispetto  ad  un  primo calendario, ieri sera, per  via  di  tante
  discussioni e tante intemperanze, si è determinato di mettere  oggi
  all'ordine del giorno il disegno di legge dell'ASI, che era uno dei
  disegni di legge indicati dai capigruppo come prioritario,  ma  non
  importante  come  altri disegni di legge che sono anche  all'ordine
  del giorno.
   Ritengo  che  questo disegno di legge,  peraltro più corposo,  non
  possa  raggiungere il termine di giorno 7, il giorno della chiusura
  della  finestra  legislativa, e questo  metterebbe  in  discussione
  tanti  altri  disegni  di  legge, per i  quali  in  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  gruppi  parlamentari si  era  preso  l'impegno  di
  portare in Aula disegni di legge molto meno corposi.
   Signor  Presidente  per evitare questa sera  di  porle,  ai  sensi
  dell'articolo 101 primo comma, una questione sospensiva, spero  che
  al  ritorno  dei  dieci minuti di sospensione, che lei  con  grande
  intelligenza - come sempre - ha richiamato,  si possa dare a questa
  Assemblea   l'opportunità   che  il  mio   Presidente   di   gruppo
  parlamentare   ha  auspicato,  cioè  non  quella  di   iniziare   e
  incardinare  il  disegno  di  legge,  impelagarci  in  500  o   600
  emendamenti, perché si tratta di questo, significa che  il  disegno
  di  legge  nella  finestra legislativa  non  si  può  fare,  ma  di
  raccordarsi  con l'assessore, il nostro capogruppo  per  quanto  ci
  riguarda,  mi  sembra che anche l'onorevole Bufardeci aveva  questo
  auspicio,   per  vedere  quali  sono  gli  altri  aggiustamenti  e,
  successivamente, verificare, nella eventualità che il bilancio  non
  venga presentato, il Governo presenterà l'esercizio provvisorio, di
  parlare  di  questo  disegno  di  legge  nella  ulteriore  finestra
  legislativa.
   Naturalmente è una proposta di un singolo deputato che non impegna
  il  mio  Gruppo, sarà il Presidente del gruppo parlamentare a  fare
  una  proposta  in  Conferenza   più operativa  per  raggiungere  le
  finalità degli impegni che abbiamo sentito ieri e oggi.
   Quindi, signor Presidente, al momento non avanzo nessuna questione
  sospensiva  ai  sensi dell'articolo 101, comma 1. Alla  fine  della
  sospensione  dell'Aula  di  dieci  minuti,  prima  che  intervenga,
  qualora intervenga il relatore, e prima che intervengano i deputati
  che sono in Aula, se non ci sono decisioni diverse, le chiederò  la
  questione  sospensiva di rinviare la discussione di questo  disegno
  di legge.

   PRESIDENTE.  Onorevole colleghi, i lavori procederanno  in  questo
  modo:  sospendiamo  l'Aula  per dieci  minuti,  per  consentire  al
  Presidente  ed al Vice Presidente della Commissione di arrivare  da
  Roma, cosa che avverrà nei prossimi minuti, dopodiché si  incardina
  il  disegno di legge di riforma del sistema delle ASI e  daremo  il
  termine  per la  presentazione degli emendamenti a domani alle  ore
  14.00.
   La  finestra legislativa era stata predisposta in virtù del  fatto
  che avremmo dovuto approvare il bilancio e la finanziaria entro  la
  fine   dell'anno  corrente,  ma   dovremmo  modificare  il   nostro
  calendario  perché  arrivano segnali da parte del  Governo  che  ci
  indica  una  direzione differente,  probabilmente anche  quest'anno
  ricorreremo all'esercizio provvisorio di bilancio.
   Per   cui  la  finestra  legislativa  che  si  chiuderà  mercoledì
  prossimo, perché l'Aula terrà seduta la settimana prossima  martedì
  pomeriggio   e  mercoledì  mattina,  vedrà  in  continuazione,   la
  settimana  successiva, la settimana del 13, una sessione ordinaria,
  per  cui  tutti  i  disegni  di legge che  abbiamo  in  calendario,
  compreso questo, potranno tranquillamente essere approvati non  più
  in   una   sessione  straordinaria,  così  come  è   una   finestra
  legislativa,  ma nella sessione ordinaria che l'Aula terrà  dal  12
  dicembre in poi.
   Non  avendo più l'esigenza di occuparci del bilancio potremmo fare
  le  8,   9  norme  che sono all'ordine del giorno, tra  cui  quelle
  dell'housing sociale e tutte le norme di cui abbiamo parlato.
   Nel frattempo è arrivato in Aula l'onorevole Apprendi, che è stato
  più   veloce   dell'onorevole  Caputo,  quindi  non  è   necessario
  sospendere la seduta.

   per lo sviluppo delle attività produttive'

   Presidenza del presidente Cascio


     Discussione del disegno di legge «Costituzione dell'Istituto
                               regionale
          per lo sviluppo delle attività produttive» (794/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al punto secondo dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con la discussione del disegno di legge  Costituzione
  dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività  produttive
  (n. 794/A), posto al numero 1).
   Invito  i componenti la III Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ha   facoltà  di  parlare  il  vicepresidente  e  relatore   della
  Commissione, onorevole Apprendi per svolgere la relazione.

   APPRENDI,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Onorevoli
  colleghi,  la  riforma  del sistema dei Consorzi  per  le  Aree  di
  Sviluppo  Industriale  della  Sicilia  è  una  priorità   non   più
  rinviabile per favorire lo sviluppo imprenditoriale e, soprattutto,
  per  porre rimedio agli sprechi di risorse pubbliche che detti enti
  continuano a comportare.
   È   noto,  infatti,  come  i  Consorzi  ASI  della  Sicilia,  nati
  sostanzialmente  durante  gli anni sessanta  del  secolo  scorso  e
  regolati dalla legge regionale 4 gennaio 1984, n. 1, non siano  più
  in  linea con le attuali esigenze del mercato, dovendosi senz'altro
  ritenere  esaurite  le funzioni ed i compiti agli  stessi  affidati
  così come delineati dalla normativa di riferimento.
   I   Consorzi   ASI  dell'Isola,  pertanto,  hanno  comportato,   e
  continuano  a comportare, un inutile aggravio di spesa  e,  spesso,
  una   duplicazione  di  centri  decisionali  che   determinano   un
  insopportabile  ostacolo  alla  semplificazione  dei   procedimenti
  amministrativi e, dunque, allo sviluppo delle imprese sane.
   Ed  invero,  l'eccessiva  burocratizzazione  della  struttura  del
  Consorzio,   adeguatasi   ai  sistemi   di   gestione   tipici   di
  un'amministrazione   pubblica  più   che   orientarsi   verso   una
  semplificazione  gestionale,  ha  causato  un  rallentamento  dello
  sviluppo  delle  aree  industrializzate  ed  una  difficoltà  degli
  operatori economici.
   Tale   criticità  è  attribuibile,  principalmente,  sia  ad   una
  farraginosità  nel  processo decisionale, anche  in  ragione  della
  numerosa  presenza di rappresentanti di enti pubblici locali  negli
  organi consortili, sia nella strutturazione della stessa governance
  dell'Ente, non più in linea con l'attuale dinamismo dell'evoluzione
  dei mercati e dello sviluppo dell' economia.
   Donde la necessità di procedere alla riforma dei predetti Consorzi
  attraverso  la  loro soppressione e liquidazione e  la  contestuale
  creazione di un unico Istituto regionale snello dotato di strumenti
  per  agevolare  lo  stabilimento di nuove  imprese  e  favorire  lo
  sviluppo,  denominato  Istituto regionale  per  lo  sviluppo  delle
  attività produttive (in sigla, IRSAP).
   Il  presente  disegno  di  legge nasce  dalla  rielaborazione  del
  precedente  disegno di legge avente pari oggetto e già parzialmente
  esaminato dall'Aula dell'Assemblea regionale siciliana (disegno  di
  legge numero 605).
   Non pare superfluo ricordare, infatti, come il suddetto disegno di
  legge  numero  605,  già approvato dalla Giunta  di  Governo  della
  Regione, abbia subito significative modifiche alla luce dei diversi
  emendamenti  valutati  ed  approvati dalle  competenti  Commissioni
  dell'Assemblea  regionale siciliana e ciò anche  in  ragione  degli
  apprezzabili  e  condivisibili  apporti  forniti  dagli  Uffici   a
  supporto delle predette Commissioni e, soprattutto, delle relazioni
  tecniche elaborate dall'Assessorato regionale dell'economia con  le
  note  prot. n. 47078 del 13 settembre 2010 e prot. n. 59645  del  5
  novembre 2010.
   Il  testo  del  disegno  di legge numero 605,  infine,  una  volta
  inviato  all'Aula  per  l'esame definitivo, è  stato  ulteriormente
  emendato  tenendo  conto,  anche in  tale  occasione,  dei  diversi
  contributi pervenuti sia da singoli deputati che, in generale,  dai
  gruppi parlamentari.
     Ebbene,  il  presente  disegno di  legge  consta  dei  trentadue
  articoli  già approvati dall'Aula, per i quali si è proceduto,  ove
  possibile, ad un loro accorpamento al fine di rendere il testo  più
  snello  ed  omogeneo,  con  l'aggiunta di  alcune  ulteriori  norme
  necessarie  per  l'armonizzazione del  disegno  di  legge  nel  suo
  complesso  e, soprattutto, per adeguarlo ai principi costituzionali
  dettati  in tema di liquidazione e soppressione di enti pubblici  e
  ciò  al fine di non incorrere in eventuali impugnazioni della legge
  da parte del Commissario dello Stato.
   In altri termini, dunque, il presente disegno di legge costituisce
  una  rielaborazione  complessiva di  tutte  le  istanze,  proposte,
  suggerimenti  ed  indicazioni, anche  sotto  forma  di  emendamenti
  approvati,  che  si  sono  susseguiti durante  l'iter  parlamentare
  relativo al menzionato disegno di legge numero 605.
   Effettuate  tali indispensabili premesse, è possibile ora  passare
  all'esame  dei singoli articoli contenuti nel presente  disegno  di
  legge.
   Preliminarmente  corre  l'obbligo  di  anticipare  le   principali
  innovazioni  contenute nel presente disegno di  legge  al  fine  di
  individuare,  con  immediatezza, i  passaggi  salienti  dell'azione
  riformatrice:
   1) soppressione e messa in liquidazione dei Consorzi per l'Area di
  Sviluppo  Industriale della Sicilia, con conseguente  risparmio  di
  spesa pari a circa 4 milioni di euro relativo all'abbattimento  dei
  costi  sostenuti  per  il  pagamento delle  indennità  relative  ai
  componenti dei relativi organi e di ben undici direttori  generali,
  e  contestuale costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo
  delle attività produttive;
   2)  previsione di una governance snella ed alleggerita  del  nuovo
  Istituto  con  la  presenza di un consiglio  di  amministrazione  a
  cinque  membri  e di una consulta con funzioni di supporto  tecnico
  alle attività dell'organo di amministrazione;
   3)  creazione  di  undici uffici periferici in sostituzione  delle
  soppresse strutture dei Consorzi ASI già esistenti;
   4) previsione dell'adozione delle linee guida regionali in tema di
  sviluppo  al fine di consentire un'armonizzazione delle  iniziative
  regionali  in  materia  ed un coordinamento  complessivo  di  dette
  iniziative nell'intero ambito regionale anche attraverso  una  loro
  specifica mappatura in relazione alla vocazione dell' area;
   5)  snellimento  dei  procedimenti di  pianificazione  urbanistica
  delle aree, fermo restando il necessario coinvolgimento degli  enti
  locali interessati;
   6)  previsione  di  un dimezzamento dei termini  per  il  rilascio
  dell'autorizzazione unica e, soprattutto, la possibilità di avviare
  l'iniziativa economica trascorsi novanta giorni dalla presentazione
  della richiesta di autorizzazione e ciò anche ove sia necessario il
  rilascio di titoli edilizi.
   Come  si comprende dalle anticipazioni in ordine ai punti salienti
  del  presente  disegno  di  legge,  la  riforma  dei  Consorzi  ASI
  dell'Isola  e  la costituzione dell'IRSAP, così come delineata  dal
  presente  disegno di legge, si appalesa di straordinaria importanza
  per il reale sviluppo economico dell'Isola.
   L'individuazione  delle  principali  innovazioni   contenute   nel
  presente  disegno  di  legge consente di  poter  approfondire,  nel
  dettaglio, i contenuti dei singoli articoli.
   Il  Titolo I del disegno di legge, contenente gli articoli 1 e  2,
  indica la natura dell'IRSAP e le funzioni ad esso assegnate.
   In  particolare,  l'articolo 1 sancisce  come,  nell'ambito  delle
  materie di competenza legislativa esclusiva della Regione, al  fine
  di  consentire  lo  svolgimento  di  funzioni  unitarie  a  livello
  regionale  in una tematica di significativo impatto sullo  sviluppo
  dell'intera  Isola,  la  Regione esercita la  propria  attività  di
  regolamentazione,  intervento  e gestione  nell'ambito  delle  aree
  destinate  a  sviluppo industriale attraverso l'IRSAP, ente  questo
  sottoposto  alla vigilanza ed alla tutela della Regione stessa  per
  il tramite dell'Assessorato regionale delle attività produttive. Le
  aree  di  afferenza dell'Istituto saranno quelle già  assegnate  ai
  disciolti  Consorzi ASI di cui alla legge regionale n. 1/84,  fermo
  restando la possibilità di modificare o introdurre nuove aree.
   L'articolo  2  indica  le numerose funzioni  attribuite  all'IRSAP
  testimoniando  l'importanza  strategica  del  nuovo  Ente.  Tra  le
  principali  funzioni si segnalano, in disparte quelle  assimilabili
  alle  competenze già attribuite ai Consorzi ASI (elaborazioni piani
  regolatori,  acquisizione  di  aree e  costruzione  di  rustici  ed
  infrastrutture, etc.), le competenze relative alla  promozione  del
  territorio,   al  fine  di  attrarre  nuovi  investimenti,   e   la
  possibilità  di  stipulare convenzioni con enti  sia  pubblici  che
  privati  per  favorire  l'accesso  alla  finanza  agevolata  ed  al
  mediocredito per le imprese.
   Il  Titolo II del disegno di legge, comprendente gli articoli 3  e
  4, riguarda il patrimonio ed i mezzi finanziari dell'Istituto.
   In   particolare,   l'articolo  4  prevede  l'autorizzazione   per
  l'Assessorato    regionale   delle   attività    produttive    alla
  corresponsione  di  due  tipologie  di  contributi:  uno,  per   la
  realizzazione  delle finalità indicate nel già menzionato  articolo
  2,  l'altro, per le spese di funzionamento. Lo stesso articolo, già
  elaborato  congiuntamente ai competenti Uffici presso l'Assessorato
  regionale   dell'economia,   riporta  espressamente   la   relativa
  copertura finanziaria.
   È   prevista   la   possibilità  per  i  comuni  di  corrispondere
  all'Istituto un contributo gravante sui propri bilanci.
   Il  Titolo  III, comprendente gli articoli da 5 a  12,  regola  la
  governance  dell'Istituto  che, così  come  si  è  già  anticipato,
  risulta essere improntata a criteri di snellezza e semplificazione.

   Gli organi dell'IRSAP sono previsti dall'articolo 5 e sono: a)  la
  consulta   delle   attività  produttive;   b)   il   consiglio   di
  amministrazione; c) il presidente; d) il collegio dei revisori.
   La consulta delle attività produttive, regolata dall'articolo 6, è
  costituita da nove membri nominati dal Presidente della Regione  su
  proposta  dell'Assessore regionale per le attività  produttive  tra
  persone di comprovata esperienza nel settore. La consulta è  organo
  che  fornisce  i propri pareri al consiglio di amministrazione;  in
  relazione alle delibere di adozione dei piani regolatori il  parere
  è vincolante.
   Il  consiglio di amministrazione, regolato dal successivo articolo
  7,  è  costituito  da cinque membri nominati dal  Presidente  della
  Regione  su  proposta  dell'Assessore  regionale  per  le  attività
  produttive  tra  persone di comprovata esperienza nel  settore.  Il
  consiglio  è  l'organo amministrativo nell'ente investito  dei  più
  ampi  poteri  decisionali, salvo quanto previsto  in  relazione  al
  presidente.
   Il  presidente, così come previsto dall'articolo 8,  è  il  legale
  rappresentante  dell'Istituto  ed  è  nominato  con   decreto   del
  Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore regionale  per
  le  attività produttive, tra i membri del consiglio. Il  presidente
  può   scegliere,   sempre   tra  i   membri   del   consiglio,   il
  vicepresidente.
   Il collegio dei revisori, regolato dall'articolo 9, è nominato con
  decreto  del Presidente della Regione ed è composto dal presidente,
  scelto dal Presidente della Regione, da due membri effettivi e  due
  supplenti.  L'Assessore  regionale  per  l'economia  e  l'Assessore
  regionale per le attività produttive designano, rispettivamente, un
  membro  effettivo ed un membro supplente. Il collegio  esercita  il
  controllo contabile sulla gestione dell'Ente.
   Il  direttore generale, nominato con decreto del Presidente  della
  Regione,  previa  delibera  di Giunta, su  proposta  dell'Assessore
  regionale  per  le attività produttive, è il vertice amministrativo
  dell'Ente.  Lo  Statuto  dovrà  stabilire  la  ripartizione   delle
  competenze tra il presidente ed il direttore generale tenuto  conto
  delle  funzioni  indicate all'articolo 7 della legge  regionale  15
  maggio 2000, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni.
   L'articolo 11 detta le modalità di adozione ed approvazione  dello
  Statuto  dell'Ente prevedendo altresì la nomina di  un  commissario
  nel  caso in cui gli organi non provvedano alla sua adozione  entro
  il termine ivi indicato.
   Infine,  l'articolo  12 detta la disciplina  dei  controlli  sulle
  delibere  dell'Ente inerenti al bilancio ed al conto consuntivo.  È
  altresì   disciplinato   l'intervento  sostitutivo   dell'Assessore
  regionale  per  le attività produttive, tramite  la  nomina  di  un
  commissario con decreto del Presidente della Regione, nelle ipotesi
  di irregolarità amministrative.
   Il  Titolo IV reca l'introduzione dei cd. uffici periferici,  così
  come regolati dall'unico articolo ivi contenuto.
   Ed  infatti,  l'articolo  13 istituisce undici  uffici  periferici
  (Agrigento,   Caltagirone,  Caltanissetta,  Catania,  Enna,   Gela,
  Messina,  Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani) la cui competenza  è
  esattamente  coincidente con quella relativa ai soppressi  Consorzi
  ASI aventi sede presso le menzionate città.
   Gli    uffici    periferici   svolgono   un    ruolo    importante
  nell'architettura complessiva dell'Istituto essendo, di  fatto,  la
  longa  manus dell'Ente presso ogni singola area industriale.  Detti
  uffici sono quindi competenti, tra l'altro, nell'istruttoria  delle
  istanze presentate ovvero nella predisposizione dei piani d'area.
   Il  Titolo V contiene le norme che regolano l'adozione delle linee
  guida  e  degli  atti di programmazione delle aree,  dei  lavori  e
  dell'attività dell'Istituto.
   L'articolo   14   introduce,   come   strumento   innovativo    di
  programmazione,  le  cosiddette linee guida regionali  in  tema  di
  sviluppo contenenti un programma strutturale e concertato di  linee
  di  intervento, con l'indicazione delle relative fonti finanziarie,
  in  tema  di progettualità industriale e localizzazione delle  aree
  tematiche di sviluppo.
   Tali  linee  guida,  valutate  dagli stake-holders  coinvolti  nel
  processo  di  sviluppo  industriale e  poste  all'attenzione  della
  Conferenza  Regione-Autonomie locali, determineranno lo  spazio  di
  intervento  cui l'Istituto dovrà uniformare il proprio programma  e
  individueranno altresì i limiti annuali di contributo regionale  da
  concedere.
   L'articolo  15  detta, invece, il procedimento per l'adozione:  a)
  del  programma  triennale  delle attività  che  l'Istituto  intende
  effettuare  in  attuazione  delle linee  guida  regionali;  b)  del
  programma  triennale  dei lavori, per il quale  è  stato  fatto  un
  rinvio  alla  recente  legge regionale n.  12/11;  c)  infine,  dei
  programmi regolatori d'area, per la definitiva adozione dei quali è
  stato  previsto  uno  specifico e significativo coinvolgimento  dei
  comuni i cui territori risultano interessati dalla pianificazione.
   L'articolo 16 regola le modalità di assegnazione dei terreni e dei
  rustici nel rispetto della massima trasparenza e legalità. Inoltre,
  è  previsto  che gli imprenditori vittime di reati  di  mafia,  ove
  abbiano   proposto  regolare  denuncia  alla  competente  Autorità,
  possono  risultare preferiti nell'assegnazione di  detti  immobili.
  Infine,  lo stesso articolo determina l'azzeramento degli oneri  di
  urbanizzazione  e  costruzione per le opere realizzate  all'interno
  delle aree di competenza dell'Istituto.
   Il   Titolo   VI  reca  norme  in  tema  di  realizzazione   delle
  infrastrutture e per l'insediamento delle attività.
   In  particolare, l'articolo 17 prevede che per la realizzazione di
  opere  e  l'esecuzione di servizi e forniture si applichi la  legge
  regionale   12  luglio  2011,  n.  12  e  successive  modifiche   e
  integrazioni,  che com' è noto recepisce con modifiche  il  decreto
  legislativo  n. 163/06, Codice dei contratti pubblici.  È  prevista
  altresì  l'individuazione della quota da porre in capo alle imprese
  stabilite  per  la  copertura  dei  costi  per  la  gestione  delle
  infrastrutture nei limiti stabiliti dalla normativa comunitaria  di
  riferimento.
   Di  significativo impatto è la norma contenuta nell'articolo 18 il
  quale,  pur  rinviando a quanto stabilito dagli articoli  36  e  37
  della  legge  regionale  n.  10/2000  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni in tema di sportelli unici, introduce degli importanti
  correttivi.
   È,   infatti,   stabilito  non  solo  che  tutti  i  termini   del
  procedimento per il rilascio dell'autorizzazione sono dimezzati ma,
  soprattutto,  che  trascorsi  sessanta giorni  dalla  presentazione
  della  richiesta  di  autorizzazione,  l'istante  può  inviare  una
  dichiarazione  ed  avviare l'iniziativa trascorsi ulteriori  trenta
  giorni dal ricevimento di detta dichiarazione e ciò anche ove siano
  richiesti titoli edilizi.
   In  altri  termini,  salva l'eventuale applicazione  di  norme  di
  maggior favore, l'imprenditore che intende investire nel territorio
  avrà finalmente la certezza che, in ogni caso, entro novanta giorni
  potrà avviare l'iniziativa.
   Il  Titolo  VII reca disposizioni transitorie e finali. L'articolo
  19,  in  particolare,  provvede a regolare  la  complessa  fase  di
  liquidazione e soppressione dei Consorzi ASI dell'Isola  attraverso
  la  nomina  di  singoli  commissari i quali  dovranno  compiere  un
  significativo  sforzo  per  provvedere  alla  chiusura  delle  fasi
  liquidatorie  in  tempi  brevissimi.  Diversamente,  trascorso   il
  termine  indicato nella norma, le gestioni liquidatorie  passeranno
  in  capo all'Istituto, ferma restando la piena e completa autonomia
  di ogni singola gestione.
   È  previsto  altresì che il patrimonio immobiliare non strumentale
  venga  dismesso per la copertura degli ingenti debiti sino ad  oggi
  accumulati dai Consorzi ASI dell'Isola.
   L'articolo 20 reca, invece, delle norme interpretative in tema  di
  compensi  già corrisposti ai precedenti amministratori dei Consorzi
  ASI.  Ed infatti, in esito ad un'altalenante interpretazione  delle
  norme  di  riferimento  operata  sia  da  parte  sia  degli  Uffici
  regionali  che,  soprattutto, da parte dell'Ufficio  legislativo  e
  legale,  si è assistito alla moltiplicazione di diversi contenziosi
  i  quali, con la norma interpretativa in esame, verrebbero meno. La
  norma non necessita di copertura finanziaria in quanto si tratta di
  importi già corrisposti.
   Lo  stesso  articolo  20, inoltre, prevede un'ulteriore  norma  di
  interpretazione  tesa  a  chiarire  l'estraneità  delle  Camere  di
  commercio   dell'Isola   e   dell'Istituto   zooprofilattico   alle
  restrizioni  stabilite dall'articolo 16 della  legge  regionale  12
  maggio  2010,  n.  11, e ciò in quanto già soggiacciono  ai  limiti
  previsti dalla corrispondente normativa nazionale.
   Infine,  anche ai fini di cui all'articolo 7 della legge regionale
  n.  47/1977,  si  indica  come il presente  disegno  di  legge  non
  comporti   nuovi   o  maggiori  oneri  per  la  finanza   pubblica,
  comportando anzi notevoli risparmi di spesa quantificabili in circa
  4 milioni di euro annui.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione generale.
   Pongo in votazione il passaggio agli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Il termine per la presentazione degli emendamenti viene fissato  a
  domani, venerdì 2 dicembre, alle ore 14.00.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare sull'ordine dei
  lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  faccio  riferimento ad una questione che  è  insorta  in
  ordine   al   chiarimento   sul  possibile  ricorso   all'esercizio
  provvisorio;  al riguardo credo che sia prematuro, in  vista  degli
  imminenti  incontro  col  Governo  nazionale  decidere  se   andare
  immediatamente all'esercizio provvisorio.
   C'è  un  incontro previsto per domenica mattina con il  presidente
  Monti  che  ha  voluto incontrare tutte le Regioni,  il  presidente
  Lombardo  ha già scritto una lettera al presidente Monti,  ministro
  dell'Economia, nella quale ha richiesto un chiarimento in ordine al
  ritardo  che ha visto l'andamento delle trattative tra  la  Regione
  siciliana  che  nel novembre scorso prospettò la sua  posizione  al
  Governo  nazionale  attraverso  la  Commissione  paritetica  ed  il
  riscontro avuto dal Governo nazionale soltanto nel settembre scorso
  mentre,  peraltro,  le Regioni a Statuto speciale  del  Nord  hanno
  tutte  definito  il  federalismo fiscale in  coerenza  con  i  loro
  statuti  a  partire dal Trentino Alto Adige, il  Friuli  e  la  Val
  d'Aosta, mentre come noi la Sardegna è in sede di trattative ancora
  prolungate col Governo nazionale.
   Pertanto, la questione del bilancio si scrive - come, peraltro, fu
  precisato  l'anno scorso in chiusura del dibattito sul bilancio  di
  questo  esercizio  -  nell'albo  del  federalismo  fiscale  ed,  in
  particolare,  del  tema  della  retrocessione  delle   accise   che
  colmerebbero  quel  vuoto  che c'è nella compartecipazione,  quelle
  risorse  che mancano nella compartecipazione alla spesa  sanitaria,
  sicché  io direi di attendere nei prossimi giorni, 2, 3,  4  giorni
  massimo, le verifiche degli incontri con il Governo nazionale, dopo
  di  che  il  Governo  regionale proporrà all'Assemblea  il  ricorso
  all'esercizio  provvisorio piuttosto di proseguire  il  lavoro  già
  puntualmente avviato in Commissione Bilancio.

   PRESIDENTE.  Ovviamente, noi tutti speriamo che sia  così  e  che,
  quindi,  non  si debba ricorrere al bilancio provvisorio.  Se  così
  fosse, ovviamente, ne prenderemo atto.

   CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore  per
  l'Economia,  ritengo che in questi giorni si è discusso  di  alcuni
  provvedimenti di legge importanti ma riconosco che l'Aula stessa ha
  avuto  diverse perplessità nel sostenere questi testi di legge  sia
  quello  concernente la Commissione Ambiente e Territorio sia quello
  di quest'oggi sulle ASI.
   Nello  stesso  tempo verifico una presenza in Aula  massiccia  dei
  colleghi  parlamentari per gli argomenti che si  trattano  e,  devo
  dire  che,  avendo  sentito  le parole dell'assessore  Armao  sulla
  difficoltà  e  sull'ipotesi  anche  di  pensare  ad  un   esercizio
  provvisorio  del bilancio della nostra Regione dopo l'incontro  con
  il  Presidente del Consiglio Monti mi preoccupa perché ritengo che,
  in  questa  fase, dove un Governo nazionale di salute pubblica  sta
  cercando  di  attivare  tutte  le  possibilità  per  dare  maggiori
  risposte  alla crisi internazionale e nazionale che è in atto,  noi
  stiamo aspettando di poter interloquire con il Governo nazionale e,
  nello stesso tempo, un'iniziative legislativa, che è una iniziativa
  di  legge voto condivisa - e ringrazio per questo l'assessore Armao
  - dell'articolo 36 dello Statuto della nostra Regione, non solo non
  se  ne  parla,  ma  non  rappresenta il vero  motivo  di  dibattito
  parlamentare per dare alla Sicilia una chiarezza sulle  imposte  di
  produzione  che molte volte si preferisce annunciare, si preferisce
  richiedere, nella consapevolezza che la nostra Regione già da tempo
  ha  deciso che quelle imposte sono riservate allo Stato e non  alla
  Sicilia.
   Allora,  in  una  costruzione del bilancio della  Regione,  in  un
  momento importante di dialogo con il Governo nazionale che,  guarda
  caso,  non  è  un Governo sostenuto soltanto da una parte,  ma  che
  finalmente  può analizzare e verificare le istanze dei siciliani  e
  del  nostro Statuto con serenità, senza spinte separatiste che sono
  state  attenzionate in passato dalla Lega, noi come Regione abbiamo
  l'opportunità  di  presentarci  a Roma  con  un  provvedimento  che
  richiede  questa  Assemblea per fare chiarezza su  una  truffa  che
  questa Regione ha subito, perché quando è stato concesso l'articolo
  37  per  imporre alle imprese che operano nella nostra  Regione  di
  pagare  le tasse nella nostra Regione, anche se non hanno  la  sede
  legale  in Sicilia, quando è stato esitato l'articolo 38  per  dare
  l'opportunità ai siciliani di avere un reddito analogo a quello dei
  cittadini  del  resto del Paese, si sapeva già che all'articolo  36
  dello Statuto, al secondo comma, si riservava la maggiore ricchezza
  del  territorio siciliano per partecipare al debito pubblico  dello
  Stato.
   Noi questa battaglia oggi la possiamo fare, e francamente dopo  un
  dibattito in Commissione Bilancio, tra una posizione integralista e
  rivendicazionista  del sottoscritto e una posizione  più  moderata,
  tecnicamente   probabilmente  più  approfondita  con   gli   Uffici
  dell'assessore,  abbiamo definito un percorso, che  può  dare  alla
  nostra  Regione una serenità di rapporti rispetto alle Regioni  del
  resto del Paese; non è corretto farsi dire ancora oggi dai lombardi
  e dai veneti che noi abbiamo uno Statuto speciale, che noi possiamo
  fare  tutto quello che vogliamo, che noi possiamo imporre le tasse,
  che  noi  possiamo richiedere le accise, se questo non  è  vero   E
  consiglio anche allo stesso Presidente Lombardo, quando con il  suo
  partito rilancia con la stampa la necessità di avere le accise  per
  la  Sicilia,  questo già lo riesce a determinare il bilancio  della
  Sardegna,  il bilancio della Basilicata, il bilancio del  Trentino.
  Noi,  purtroppo, in Sicilia non lo possiamo fare ed  abbiamo  anche
  avuto  torto  rispetto a dei ricorsi della Corte Costituzionale  da
  noi  attivati perché è il nostro Statuto che, di fatto, impone alla
  Sicilia di versare allo Stato le imposte di produzione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rinvio la discussione del  disegno
  di  legge  n.  794/A  Costituzione dell'Istituto regionale  per  lo
  sviluppo delle attività produttive  a martedì 6 dicembre 2011.
   Informo  altresì  che  non essendo presente  in  Aula  l'onorevole
  Minardo, relatore, la discussione del disegno di legge nn.  790-52-
  778-779-784/A   Schema  di  progetto  di  legge  costituzionale  da
  proporre  al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo  41
  ter, comma 2, dello Statuto recante 'Modifiche all'articolo 3 dello
  Statuto  della  Regione  siciliana, in  materia  di  riduzione  dei
  deputati    dell'Assemblea   regionale   siciliana'.   Disposizioni
  transitorie , posto al numero 2), è anch'essa rinviata a martedì  6
  dicembre 2011.
   Pertanto,  la seduta è rinviata a martedì, 6 dicembre  2011,  alle
  ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


   I  -Comunicazioni

  II  - Discussione dei disegni di legge:
    1)  -   Riqualificazione urbanistica con interventi di edilizia
         sociale convenzionata. Misure urgenti per lo sviluppo economico.
         (805/A) (Seguito)
             Relatore: on. Mancuso

    2)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
         Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
         dello Statuto recante 'Modifiche all'articolo 3 dello Statuto della
         Regione  siciliana, in materia di riduzione  dei  deputati
         dell'Assemblea regionale siciliana'.  (790/A)
             Relatore: on. Minardo

    3)  -   Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
         attività produttive.  (794/A) (Seguito)
             Relatore: on. Apprendi

    4)  -   Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
         Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
         dello Statuto recante  Modifiche e integrazioni dell'articolo 36
         dello Statuto della Regione, in materia di entrate tributarie'.
         (702/A)
             Relatore: on. Vinciullo

    5)  -   Ricollocazione del personale dell'Ente autonomo Fiera del
         Mediterraneo. (750/A)
             Relatore: on. Apprendi

                   La seduta è tolta alle ore 18.20

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
                            alle ore 20.00

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli