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Resoconto d'Aula della Seduta n. 303 di mercoledì 07 dicembre 2011
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   Presidenza del presidente Cascio


   POGLIESE,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

     PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  il  Presidente do il preavviso di trenta minuti  al  fine
  delle  eventuali  votazioni mediante procedimento  elettronico  che
  dovessero avere luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Minardo, Beninati e Laccoto
  sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione di nomina di componente della Commissione
                             parlamentare
     di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia

   PRESIDENTE.  Comunico che, con D.P.A. n. 610 del 6 dicembre  2011,
  l'onorevole   Marcello  BARTOLOTTA  è  nominato  componente   della
  Commissione  parlamentare  di inchiesta e  vigilanza  sul  fenomeno
  della  mafia in Sicilia, in sostituzione dell'onorevole D'Agostino,
  dimissionario.
   Ne do lettura:

                         «Repubblica  Italiana
                    ASSEMBLEA  REGIONALE  SICILIANA

                                N. 610

                      I L    P R E S I D E N T E

   VISTE   le   dimissioni  dell'onorevole  Nicola   D'Agostino    da
  componente della Commissione parlamentare di inchiesta e  vigilanza
  sul fenomeno della mafia in Sicilia, pervenute alla Presidenza   in
  data 30 novembre 2011;

   CONSIDERATO che  occorre procedere alla relativa sostituzione;

   VISTA  la designazione  del Gruppo parlamentare  Movimento per  le
  Autonomie'  al quale l'on.  D'Agostino  appartiene;

   VISTO  il  DPA n. 70 del  2 luglio 2008, istitutivo della predetta
  Commissione;

   VISTA  la  legge  regionale 14 gennaio  1991,  n.  4,  concernente
   Istituzione  di  una  Commissione  parlamentare  di  inchiesta   e
  vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia';

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                             D E C R E T A

   l'onorevole  Marcello  BARTOLOTTA  è  nominato  componente   della
  Commissione  parlamentare di inchiesta e  vigilanza   sul  fenomeno
  della  mafia  in  Sicilia,  in sostituzione dell'on.le  D'Agostino,
  dimissionario.

   Il  presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.

   Palermo, 6  dicembre 2011»

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


      Seguito della discussione del disegno di legge 790-52-778-
       779-784/A «Schema di progetto di legge costituzionale da
           proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi
         dell'articolo 41 ter, comma 2, dello Statuto recante
         'Modifiche all'articolo 3 dello Statuto della Regione
            siciliana, in materia di riduzione dei deputati
           dell'Assemblea regionale siciliana'. Disposizioni
                             transitorie»

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.

   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  790-52-778-779-784/A «Schema di progetto di legge costituzionale da
  proporre  al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo  41
  ter, comma 2, dello Statuto recante 'Modifiche all'articolo 3 dello
  Statuto  della  Regione  siciliana, in  materia  di  riduzione  dei
  deputati    dell'Assemblea   regionale   siciliana'.   Disposizioni
  transitorie», posto al numero 1).
   Invito i componenti la i Commissione legislativa a prendere posto.

   Onorevoli  colleghi, ricordo che nella seduta di  ieri  era  stato
  approvato il passaggio all'esame degli articoli.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1.
                       Riduzione del numero dei deputati

   1.  Al  comma  1  dell'articolo  3  dello  Statuto  della  Regione
  siciliana, approvato con Regio decreto legislativo 15 maggio  1946,
  n.  455, e convertito in legge costituzionale 26 febbraio 1948,  n.
  2,  modificato con la legge costituzionale del 23 febbraio 1972, n.
  1,  con la legge costituzionale 12 aprile 1989, n. 3 e con la legge
  costituzionale  31  gennaio  2001,  n.  2,  la  parola  novanta'  è
  sostituita dalla parola settanta'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Maira, 1.1;
   - dagli onorevoli Arena, Maira e Colianni: 1.2;
   - dagli onorevoli Colianni, Maira, Ruggirello e D'Agostino: 1.3.

   Gli  emendamenti 1.1, 1.2 e 1.3 decadono per assenza dall'Aula  di
  rispettivi firmatari.

   INCARDONA. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE. Lei da solo non può chiederla.

   MINEO.  Signor  Presidente, siamo solo in quattro  Sospendiamo  la
  seduta  Non è rispettoso nei confronti del disegno di legge.  Siamo
  dieci su novanta, riduciamo a dieci la rappresentanza

   PRESIDENTE. La seduta è stata convocata per le ore 10.00; sono  le
  10.36, non posso chiamare uno per uno i deputati

   MINEO. Non si può continuare, nel rispetto dei siciliani

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 10.37, è ripresa alle ore 10.59)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi,  riprendiamo  l'esame  dell'articolo  1   del
  disegno di legge n. 790.
   Non sono stati presentati altri emendamenti e quindi passiamo alla
  votazione dell'articolo 1.

   MAIRA. Perché?

   PRESIDENTE. Gli emendamenti sono stati dichiarati decaduti  perché
  in Aula al momento della discussione non c'erano i presentatori.
   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Art. 2.
                            Disposizioni transitorie

   1.  La  disposizione di cui all'articolo 1 si applica a  decorrere
  dal  primo  rinnovo  dell'Assemblea regionale siciliana  successivo
  alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale.

   2.  Qualora alla data di convocazione dei comizi elettorali per il
  rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana successivo alla data  di
  entrata  in  vigore della presente legge costituzionale  non  siano
  state  approvate le conseguenti modificazioni alla legge elettorale
  regionale  prevista  dall'articolo 3  dello  Statuto,  continua  ad
  applicarsi  la  legge regionale 20 marzo 1951, n. 29  e  successive
  modifiche ed integrazioni, con gli adattamenti di seguito indicati:

   a)  la  cifra  ottanta riferita ai seggi da assegnare  in  ragione
  proporzionale ripartiti nei collegi elettorali, ovunque ricorra,  è
  da intendersi sessantadue;

   b)  la  cifra  nove riferita al numero dei candidati  della  lista
  regionale, ovunque ricorra, è da intendersi sette;

   c)  la cifra cinquantaquattro corrispondente al numero massimo dei
  seggi  attribuibili  al  fine di agevolare  la  formazione  di  una
  stabile maggioranza, ovunque ricorra, è da intendersi quarantadue».

   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Informo  che  tutti  gli  emendamenti aggiuntivi  che  sono  stati
  presentati  a  firma degli onorevoli Leontini, Bufardeci  ed  altri
  sono  stati trasferiti ad un disegno di legge stralcio che è  stato
  trasmesso alla I Commissione legislativa con carattere priorità.


   Presidenza del presidente Cascio


   Votazione finale del disegno di legge  Schema di progetto di legge
  costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica ai  sensi
  dell'articolo  41  ter, comma 2, dello Statuto  recante  'Modifiche
  all'articolo 3 dello Statuto della Regione siciliana, in materia di
  riduzione   dei   deputati  dell'Assemblea  regionale   siciliana'.
  Disposizioni transitorie  (790-52-778-779-784/A

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
  nn.    790-52-778-779-784/A    Schema   di   progetto   di    legge
  costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica ai  sensi
  dell'articolo  41  ter, comma 2, dello Statuto  recante  'Modifiche
  all'articolo 3 dello Statuto della Regione siciliana, in materia di
  riduzione   dei   deputati  dell'Assemblea  regionale   siciliana'.
  Disposizioni transitorie


   Presidenza del presidente Cascio


   INCARDONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola
  per dichiarazione di voto per preannunciare un voto contrario e  di
  protesta  perché  la  procedura che è stata usata  è  assolutamente
  irriguardosa,  irrispettosa delle prerogative del Parlamento  e  di
  ciascun parlamentare.
   Ieri sera abbiamo presentato degli emendamenti al disegno di legge
  che  l'Ufficio  di Presidenza non ha inteso assolutamente  prendere
  nemmeno  in  considerazione perché l'escamotage  di  mandare  in  I
  Commissione degli emendamenti per inserirli in un disegno di  legge
  con   priorità  tende  a  mortificare,  ancora  una  volta,  questo
  Parlamento.
   Ecco  perché - l'abbiamo già dichiarato ieri - noi siamo a  favore
  della  riduzione  del numero dei parlamentari a 70,  però,  avremmo
  voluto  che  questa  proposta  di legge  costituzionale  fosse  più
  organica,  fosse una proposta più ragionata. Invece, quello  che  è
  stato fatto è veramente vergognoso.
   Pertanto,  preannuncio la richiesta di voto segreto per consentire
  a  quest'Aula di bocciare questa vergogna perché il Parlamento deve
  avere  il  proprio  ruolo. Si sarebbe potuto  aspettare  anche  una
  settimana  per ragionare sulla necessità di creare dei contrappesi,
  di  dare un ruolo a questo Parlamento, di evitare che il Parlamento
  rimanga  ostaggio di una sola persona e non si tratta qui  di  fare
  un'azione contro l'attuale Presidente o contro i precedenti  ma  si
  tratta, invece, di dare la possibilità

                           (Brusìo in Aula)

   Onorevole Leanza, la smetta: capisco che per lei saranno argomenti
  di  poca  importanza  perché  forse è più  importante  la  gestione
  concreta,  però, per me, invece, è fondamentale dare la possibilità
  a   questo  Parlamento  di  avere  un  proprio  ruolo,  di   essere
  interlocutore  vero  con il Governo, con chi ha  la  responsabilità
  dell'Amministrazione. Quindi, signor Presidente, a nome di  «Grande
  Sud» preannuncio la richiesta di voto segreto.

  (Accesi diverbi fra l'onorevole Barbagallo e l'onorevole Leontini)

   MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi. il voto del  Gruppo
  «I  Popolari  di Italia Domani» è, ovviamente, a favore  di  questo
  disegno di legge.
   Pur  preannunciando il voto favorevole del Gruppo, riagganciandomi
  a  quello che ho detto negli interventi di ieri, devo lamentare che
  su una legge di questo genere sarebbe stato opportuno, per arrivare
  ad un risultato positivo, consentire maggiore respiro al dibattito.
  Mi   riferisco  alla  formalità  di  decadenza  degli   emendamenti
  all'articolo  1  che  è stata fatta, forse, troppo  frettolosamente
  dalla Presidenza perché i firmatari degli emendamenti eravamo tutti
  fuori dall'Aula.
   Questo non ha consentito l'illustrazione degli emendamenti  ed  ha
  consentito  di  dichiararne la decadenza, di  fatto  strozzando  il
  dibattito,  perché  nessuno,  in quest'Aula,  vuole  rallentare  un
  disegno di legge, qualunque esso sia, che porti alla riduzione  dei
  deputati.
   La  decadenza degli emendamenti ha portato ad un grave vulnus  sul
  piano  del  dibattito perché il risultato, almeno da parte  nostra,
  era assicurato. Ci ha impedito di illustrare delle soluzioni che  -
  per  il  chiacchiericcio d'Aula - erano forse condivise e, in  ogni
  caso, ha impedito il dibattito, cosa della quale mi dispiaccio e ho
  il dovere di sottolinearlo in questo intervento.
   Fra  l'altro, i malumori d'Aula su questo disegno di legge ci sono
  ancora,  ne abbiamo avuto la prova poc'anzi. Credo che con il  voto
  non  sarà  tutto  calmo in quest'Aula e non avendo  raggiunto  quel
  risultato  di  consenso generale che avevo  auspicato  ieri  e  che
  sarebbe  giusto  che il disegno di legge, come  quello  che  stiamo
  discutendo, ottenesse.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  il
  dibattito che abbiamo avuto ieri ha consentito di avere, in maniera
  pubblica  e  palese, le opinioni in campo, legittime tutte  sia  di
  quanti  sono  favorevoli  sia  di quanti  sono  contrari  a  questa
  proposta di legge.
   Signor  Presidente,  lei  ha esercitato  l'attività  prevista  dal
  Regolamento,  abbiamo  atteso  gli emendamenti   sebbene  -  voglio
  ricordarlo   -   il  testo  di  legge  che  abbiamo  esaminato   in
  Commissione,  sottoscritto  da tutti i  capigruppo  parlamentari  e
  dall'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea, ha avuto una  procedura,
  proprio per la sua caratteristica straordinaria, eccezionale  nella
  misura  in cui, nella stessa commissione, non sono stati presentati
  emendamenti  e  tale  indirizzo doveva essere  garantito  -  almeno
  questa  era  un'intesa politica, che nulla ha a che vedere  con  il
  Regolamento - anche in Aula.
   Siamo  al momento del voto. Io capisco tutto, ma credo che,  però,
  dobbiamo  stare attenti a non trasformare le nostre opinioni  ed  i
  nostri stati d'animo in violazione di norme regolamentari.
   Nel  momento  in cui, di fatto, lei stava aprendo il  momento  del
  voto,  è  stato chiesto di parlare per dichiarazione di voto,  come
  sto  chiedendo  di  parlare  io  per  dichiarazione  di  voto,   io
  chiaramente per manifestare il mio voto favorevole a questa  legge,
  e   vorrei   ricordare  alla  Presidenza  che,  la   richiesta   di
  dichiarazione  di  voto, di fatto, annulla  la  richiesta  di  voto
  segreto,   perché   l'esercizio  del  voto  segreto   non   ammette
  dichiarazione di voto, se non per astenersi dal voto.
   E'   evidente,  quindi,  che  nel  caso  specifico,  non  si   può
  consentire, ritengo anche politicamente un errore la richiesta  del
  voto  segreto,  proprio perché lo stesso che  l'ha  richiesta  l'ha
  chiesta  facendo  dichiarazione di  voto,  annullando,  quindi,  la
  richiesta stessa.
   Capisco  che può essere anche un elemento, probabilmente, di  poca
  conoscenza  dei  meccanismi  regolamentari,  però,  credo  che   il
  Regolamento  debba essere applicato in maniera rigida. Poi,  ognuno
  di  noi  voterà secondo coscienza ed in maniera palese e risponderà
  all'opinione  pubblica  per le scelte che avrà  fatto  in  assoluta
  libertà.
   Pertanto,  preannuncio il mio voto favorevole, e  quello  del  mio
  Gruppo, a questo testo.


   Presidenza del presidente Cascio


   Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti della Scuola Verga
                            di Adrano (CT)

   PRESIDENTE. Rivolgo un saluto agli studenti del III e IV anno  del
  Liceo  della scuola Verga di Adrano (CT), che assistono alla seduta
  che,  probabilmente, passerà alla storia perché è questa  la  prima
  modifica statutaria che è al rango di norma costituzionale.


   Presidenza del presidente Cascio


   Riprende la discussione del disegno di legge nn. 790-52-778-779-
                                 784/A


   Presidenza del presidente Cascio


   LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, annuncio  il  voto  favorevole  del
  nostro  Gruppo al disegno di legge, sottolineando che si tratta  di
  una  materia sottoposta a dibattito da più di un anno, una materia,
  come  ha  testé ripetuto, lei, signor Presidente, molto delicata  e
  molto  importante, perché è un disegno di legge voto, è una riforma
  costituzionale  ed  è  stata  nei  mesi  scorsi  sottoposta  ad  un
  dibattito,   dentro  e  fuori  dall'Aula,  che  ha  sviscerato   le
  motivazioni che stanno a fondamento della proposta legislativa.
   Ritengo,  altresì,  che  la  possibilità  di  anticipare,  con  la
  dichiarazione di voto, l'orientamento dei Gruppi, escluda  il  voto
  segreto, perché è chiaro che l'affermazione da parte dei Capigruppo
  della  volontà e dell'orientamento dei Gruppi in una  o  nell'altra
  direzione, è già una partecipazione positiva all'attività  di  voto
  che  avrebbe dovuto, caso mai, precedentemente, essere esclusa,  ma
  una  volta  ammessa è chiaro che entra nel merito dell'orientamento
  dei Gruppi e dei parlamentari.
   Quindi, a questo punto, ritengo che nel riaffermare la volontà del
  Gruppo  di procedere positivamente e di votare a favore del disegno
  di legge, si debba procedere alla votazione definitiva.

   DINA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DINA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ho  chiesto  di
  intervenire  solo  per  ribadire il voto  favorevole  dell'UDC,  in
  ordine   al   disegno   di  legge,  così  come  già   rappresentato
  dall'onorevole  Adamo,  Capogruppo  del  Gruppo  parlamentare,  per
  dichiarare il mio voto favorevole e lasciare traccia in questa Aula
  della  mia posizione che è stata fondamentalmente travisata in  una
  dichiarazione  di  stampa  dove mi veniva chiesta  una  valutazione
  sull'esito  del  voto  di oggi, chiaramente avevo  dichiarato  che,
  qualora il voto fosse stato segreto, avrei avuto dei dubbi, ma  con
  il  voto palese non ci sarebbero stati sicuramente dubbi su  quello
  che sarebbe stato l'esito del voto.
   Alla luce di questo, voglio invitare chi chiede il voto segreto  a
  non  richiederlo,  di  fronte  ad una  norma  a  cui  non  possiamo
  sottrarci  per  tante  ragioni, per senso di responsabilità  e  per
  serietà, ritengo che tutti siamo chiamati a votarla così com'è  per
  dare  un  segnale  alla  nostra  Regione  e  al  Paese  che  questo
  Parlamento è sensibile ai temi del contenimento della spesa e tiene
  conto della grave crisi che il Paese attraversa.
   Pertanto,  ribadisco  il mio voto favorevole  alla  riduzione  dei
  deputati.

   COLIANNI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sentire dire  qui
  ad  alcuni  amici che non bisogna chiedere il voto  segreto  e  poi
  averli  sentiti, in altre occasioni - parlo del voto alle  donne  -
  non  avere avuto il coraggio di salire su questo scranno  per  dire
  cosa  avrebbero  votato, mi sembra veramente una contraddizione  ad
  litteram.
   Vorrei  ricordare  che in quei momenti tanti maschietti  si  sono,
  come dire, nascosti dietro il voto segreto. Per la verità io voglio
  dire  con  estrema chiarezza e lo voglio dire all'opinione pubblica
  signor  Presidente, che ritengo uno scippo per le aree  del  centro
  Sicilia, una malaugurata legge che rischia di consegnare nelle mani
  delle aree metropolitane la gestione di questa Sicilia.
   Questa  legge  che  qualcuno  contrabbanda  come  una  legge   per
  migliorare  la  situazione  economica  e  fare  risparmiare  questo
  Parlamento, nella realtà - lo dico ai tanti giovani - è uno  scippo
  alla  partecipazione. Si vogliono diminuire i livelli di democrazia
  partecipata nel territorio. Si avesse avuto il coraggio di dire  ai
  parlamentari  di  dimezzarsi  lo  stipendio   Si  avesse  avuto  il
  coraggio  di  fare  della lotta alla legalità la vera  ragione  del
  risparmio economico
   Da  questo stesso podio abbiamo sentito dire agli amici ad  alcuni
  amici del PD segnatamente all'onorevole Cracolici, che questa non e
  la  legge  fatta  per risparmiare, non è la legge  per  aderire  al
  populismo,  è  la legge dell'efficienza. Di qual è  efficienza?  Di
  lasciare  la  provincia di Enna, la provincia di Caltanissetta,  la
  provincia di Ragusa con due parlamentari? E fare in modo che il  PD
  da una parte e il PDL dall'altra, abbiano costantemente la politica
  sotto  il  loro  predominio con una diminuzione  e  un  deficit  di
  democrazia,  legata ad un sistema politico che  non  è  il  sistema
  bipolare  che  noi  tutti  avremmo auspicato,  ma  un  sistema  che
  prevede,  invece, in Italia la partecipazione costante, plurale  di
  tanti partiti politici.
   Allora,  amici  miei - lo dico ai parlamentari  -  con  la  vostra
  faccia  senza  avere  paura  se  ci  costringeranno  a  non  votare
  segretamente  che  è  un diritto di questo Parlamento,  abbiamo  il
  coraggio  di  dire  quello che pensiamo e  noi  dobbiamo  avere  il
  coraggio di non avere paura di questa antipolitica che, cari amici,
  state  cercando, alcuni, di andare a sacralizzare e  andare,  sulla
  scorta di spinte emotive, a portare avanti.
   Dobbiamo avere il coraggio di dire quello che pensiamo. Per quanto
  mi  riguarda, dichiaro il mio voto assolutamente contrario a questo
  scippo  della  democrazia. Lo dico con estrema chiarezza.  No  allo
  scippo della democrazia e della partecipazione  Dopodiché, pero che
  ci  sia  consentito anche il voto segreto per chi vuole  esprimersi
  segretamente.

   MARROCCO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero ribadire
  ciò  che  avevo  anche  ieri  detto  all'inizio  della  discussione
  generale  su questo disegno di legge e quindi manifestare  il  voto
  favorevole  di  «Futuro e Libertà per l'Italia», considerando,  tra
  l'altro, non solo l'importanza di questo disegno di legge  e  della
  ricaduta positiva che esso ha sull'immaginario collettivo anche per
  il  ruolo  e la responsabilità alla quale noi tutti siamo chiamati,
  ma  per ribadire ulteriormente, signor Presidente, la necessità  di
  continuare sulla strada della razionalizzazione dell'organizzazione
  della  nostra  terra,  dei  nostri  enti  locali,  il   riferimento
  sopratutto va a proseguire su questa strada, alla necessità, da qui
  a  breve,  di  trattare  in  quest'Aula  il  disegno  di  legge  di
  abolizione delle province e una riforma molto più complessiva degli
  enti locali.
   Su  questa  strada,  ritengo, che troverà al suo  fianco  anche  e
  soprattutto  Futuro e Libertà per l'Italia e tutti quei  partiti  e
  gruppi parlamentari che su questo vogliono confrontarsi.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  sarei
  intervenuto perché ieri il dibattito è stato esaustivo  e,  quindi,
  non ho alcun motivo di aggiungere argomenti a quelli che sono stati
  espressi  ieri ma sento il bisogno di fare questa dichiarazione  di
  voto, se volete, questa ammissione di voto dato il clima che si sta
  instaurando  in  Aula  e  la necessità di assumerci,  ciascuno,  le
  proprie  responsabilità indipendentemente dalla modalità  del  voto
  stesso. Io voterò senz'altro a favore di questo disegno di legge.

   ARENA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARENA.  Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  purtroppo   un
  incidente  o  la  eccessiva puntualità - ma purtroppo  non  si  può
  assolutamente  rimproverare la puntualità e  il  rigore  di  questa
  Presidenza  che  funziona sempre ad orologeria -  mi  ha  impedito,
  anche  perché  lavoravo da stamattina presto al gruppo,  di  potere
  essere in apertura per potere sostenere un emendamento che mi vedrà
  oggi  depositare - lo anticipo - un disegno di legge per continuare
  quanto avevo già esposto ieri in Aula.
   Questo  disegno di legge che, purtroppo, saremo costretti a votare
  -  che  a  me personalmente fa vomitare - sarò costretto anch'io  a
  votarlo  per  il  semplice  motivo che  70  deputati  -  lo  ripeto
  onorevoli  colleghi  -  non sono altro che un   pannicello  caldo',
  visto  che  si parla di risparmi e visto che questo deve essere  un
  Palazzo  di  vetro trasparente, vorrei ricordare che da 27  milioni
  l'anno  andremmo a 21 milioni con un risibile risparmio di  soli  6
  milioni; questo risparmio  è assolutamente risibile, mentre con  48
  deputati  andremmo ad un risparmio di 14 milioni e 400  mila  euro,
  assolutamente in linea col dettato del decreto legge nazionale  poi
  convertito  in  legge, che parla della possibilità,  meglio,  della
  necessità,  che  le regioni che hanno una popolazione  tra  4  e  6
  milioni  di abitanti, quindi la Sicilia, abbiano fino ad un massimo
  di  50  consiglieri regionali o deputati. Non si capisce per  quale
  motivo  l'Emilia  Romagna  non fa proposte  perché  attualmente  il
  numero  dei  consiglieri regionali dell'Emilia  Romagna  è  pari  e
  quindi rientra in questa indicazione del decreto legge dello Stato.
  Stessa  cosa  la Lombardia. Il Piemonte che ha 4.457.335  abitatati
  (rilevazioni  ISTAT  del 2011) ha depositato con  una  proposta  di
  legge  n.  164  del  26  settembre 2011 una  proposta  che  farebbe
  rientrare   il   Consiglio  regionale  del   Piemonte   nell'ottica
  dell'indicazione che proviene dallo Stato. Quindi,  attualmente  in
  Piemonte   ci   sono  sessanta  consiglieri  che  scenderebbero   a
  cinquanta.
   La  Calabria  che ha duemilioni di abitanti e che  attualmente  ha
  cinquanta  consiglieri  regionali  rientrerebbe,  con  la  proposta
  depositata,  con  un numero di quaranta. Non riesco  a  capire  per
  quale  motivo,  la  solita  isola  dimenticata  dal  tempo,  spesso
  ingiustamente penalizzata, si debba segnalare per una  manovra  che
  non   risolve   niente   e  che  io  -  mi  perdoni   l'improprietà
  terminologica  dovendo  scomodare e rubare un  termine  al  diritto
  penale  -  ho  definito  ieri in un comunicato  stampa  e  nel  mio
  intervento l'ennesima truffa ai danni dei siciliani.
   Settanta  deputati  sono  pochi. Settanta deputati  non  risolvono
  assolutamente  nulla. Settanta deputati, tra l'altro,  correrebbero
  il  rischio, visto che noi sappiamo che quando si parla  di  questa
  materia,   essendo   noi  a  Statuto  speciale,  siamo   sottoposti
  contrariamente, invece, alla procedura che vede le altre regioni ad
  un  procedimento  di  revisione costituzionale,  il  deliberato  di
  questa  mattina potrebbe essere stravolto da un volere  estraneo  a
  quest'Aula  che  è quello della Camera dei Deputati  e  del  Senato
  della  Repubblica  che  potrebbero,  per  essere  in  linea  e  per
  rispettare il dettato normativo del decreto di legge poi convertito
  in  legge  -  mi riferisco al decreto n. 138, poi convertito  nella
  legge  n. 148 - lo stesso cambiare chiedendoci un parere che non  è
  vincolante.
   Se  oggi quest'Aula decidesse che il numero dei deputati scende da
  novanta  a  settanta,  ciò non significa che Camera  e  Senato  non
  possano,  proprio per cercare, in ossequio a quanto disposto  dalla
  legge n. 148, ridurci ulteriormente a cinquanta.
   Ecco  perché,  signor  Presidente,  onorevoli  colleghi.  ieri  ho
  proposto un emendamento con la riduzione a quarantotto, Ecco perché
  nella  giornata  odierna depositerò un disegno di legge  che  parla
  della riduzione a quarantotto.
   Una  seria  e concreta riforma, questa di stamattina, una  riforma
  epocale,   non   può  discostarsi  dall'affrontare  immediatamente,
  repentinamente  e  parallelamente due  problematiche  che,  se  non
  affrontate,  indebolirebbero questo tentativo di  andare  verso  la
  riduzione  della spesa e verso la necessità di dover  ripensare  ad
  una  impalcatura istituzionale nuova che possa poi dar vita  ad  un
  edificio solido e, soprattutto, meno distante dai cittadini.
   Sono  due  argomenti, signor Presidente, di cui ho parlato ieri  e
  di  cui  riparlo oggi. Il primo è il contenimento dei  costi  della
  politica  che  deve  essere immediatamente affrontato  dopo  questa
  votazione. Il secondo è quello della riforma della legge elettorale
  e,  quindi,  mi  auguro che quest'Aula che voterà la riduzione  dei
  deputati  possa  immediatamente porre fine e  quindi  cambiare  una
  legge  elettorale,  nonostante sia una legge elettorale  del  2005,
  relativamente giovane, è una legge elettorale bizantina  perché  in
  questa legge c'è quel vergognoso sistema di premio alla casta che è
  il  listino  con  un trascinamento di soggetti che possono,  perché
  sono obbligati a candidarsi, teoricamente anche prendere un voto.
   Quindi,    signor   Presidente,   concludo   il   mio   intervento
  preannunciandole che,  turandomi il naso', sarò costretto a  votare
  una  legge  che non condivido perché eccessiva, perché  non  è  una
  legge  che  va  assolutamente incontro a quella  che  è  l'esigenza
  sempre  più sentita di una vera riforma e di un riavvicinamento  al
  mondo che sta fuori da questi palazzi.
   Quindi,  settanta sono troppi, mi auguro di trovare  appoggio  nel
  disegno  di  legge che presenterò questa mattina, dobbiamo  cercare
  seriamente  di  riformare e di ridurre il  numero  dei  deputati  a
  quarantotto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, abbiamo reso ieri  pomeriggio  44
  dichiarazioni   di   voto,   adesso  ripeteremmo   le   stesse   44
  dichiarazioni di voto e l'argomento è unico.
   Quindi,  se  si potessero evitare  dichiarazioni di voto  che  non
  farebbero che ripetere cose che si sono già dette ieri, lo riterrei
  una cosa sensata.
   Ieri abbiamo detto tutti come la pensiamo.
   Gli onorevoli Buzzanca, Caputo rinunciano ad intervenire.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  chiarire alcune  questioni sia in ordine al dibattito di ieri che a
  quello di oggi.
   Io  sono  fra  i  sottoscrittori di quel famoso disegno  di  legge
  firmato  da  tutti i capigruppo, e ho detto fin dal primo  momento,
  per  carità affrontiamo questa questione e affrontiamola in maniera
  mediana,  meno traumatica di quanto potrebbe, si sostiene, accadere
  se  intervenisse Roma  autonomamente nel provvedere, in termine  di
  riduzione, addirittura a 50 parlamentari così come indicato dal DPR
  famoso cioè dal decreto legge 138, dall'articolo 14.
   Però,  credo  che  la discussione così come si è andata  evolvendo
  meritasse la trattazione compiuta e completa che mi pare non ci sia
  neanche adesso.
   Perché   vede,   Presidente,  quando  lei   rigetta   e   dichiara
  inammissibili  tutti gli emendamenti, si assume una  responsabilità
  molto  grave  che  è quella di non fare dialogare  e  discutere  il
  Parlamento.
   Io  ribadisco  il  concetto,  una cosa  è  la  questione  di  mero
  principio, dobbiamo assecondare lo tsunami dell'antipolitica perché
  questo  è, e nessuno mi convincerà che qualcuno dei 90 parlamentari
  che  comunque  andrà a votare  sia convinto che effettivamente   il
  problema  sia il numero, e nessuno mi convincerà che ogni cittadino
  sia  preoccupato  del  numero  ed  invece  sia  viceversa  molto  e
  seriamente     preoccupato    della    qualità,    dell'efficienza,
  dell'efficacia dell'azione che la politica sa dare in un momento di
  grande crisi come quella che viviamo.
   Ma, ribadisco, dobbiamo ridurre perché in questa logica, in questa
  fase  politica  bisogna  operare questo  sacrificio ,  bene  lo  si
  faccia.  Ma  da  qui a denegare la rappresentanza politica,  perché
  questo  sta avvenendo, qua ci stiamo castrando, qui stiamo  dicendo
  all'opinione pubblica  si avete ragione  la rappresentanza politica
  non serve a un bel niente, perché tanto domani verrà un Governo  di
  tecnocrati, tanto domani verranno presunti tecnici che  faranno  il
  bene del Paese', ma praticamente tutto il resto credo non conti  un
  bel niente.
   Ma  non   è questa la questione, amici e colleghi, la questione  è
  eventualmente    quella    della    qualità,    dell'efficacia    e
  dell'efficienza  della politica del Governo. Non  è  il  numero  la
  questione.
   Personalmente,  ribadisco,  signor  Presidente,  che  quando   lei
  dichiara inammissibili tutti gli emendamenti, lei commette, secondo
  me,  un  errore gravissimo perché al di là del fatto che non  credo
  oggettivamente  praticabile che un Governo  che  vive  delle  gravi
  questioni  dell'economia mondiale che sta vivendo  e  che  ieri  ha
  regalato il primo tempo di una partita che spero abbia soltanto due
  tempi  e non abbia molti atti, molto gravoso come quello del  primo
  provvedimento preso in sede del Consiglio dei Ministri,  non  credo
  che  questo  Governo possa mettere in atto, attraverso  un  decreto
  legge, una modifica del numero dei parlamentari.
   Ma  veramente  vogliamo  pensare  che  con  un  decreto  legge  si
  stravolga  lo  Statuto, che è norma costituzionale e  non  solo  il
  nostro ma complessivamente.
   Ovviamente,  è  molto  più  praticabile l'ipotesi  che  a  livello
  nazionale si faccia una riforma, una norma costituzionale che possa
  cambiare, e anche in quel caso ci troveremmo di fronte ad un bivio,
  o  applicano  il  41  ter della Costituzione,  e  devono  demandare
  necessariamente per il parere a questa Assemblea o fanno una  norma
  costituzionale di sistema e non ce la mandano.
   Ma  sono  tutte questioni di là da venire che non possono  imporre
  una  scansione temporale che è frenetica ed è ormai non più  quella
  breve ma dell'immediatezza. Un'immediatezza che, nel frattempo, non
  consente  l'approfondimento di questioni fondamentali. Io  non  so,
  abbia  la  cortesia,  signor Presidente, se mi  può  consentire  di
  sforare  di  un  paio  di minuti perché credo che  l'argomento  sia
  veramente importante e credo che lo stiamo trattando, a mio avviso,
  con  superficialità eccessiva perché, ribadisco, al di là del fatto
  che dobbiamo operare questa riforma, il farlo in sette minuti o  in
  sette giorni non è la stessa cosa. Ribadisco, infatti, che in  quei
  sette  giorni  nei  quali,  a  mio avviso,  l'Assemblea  si  poteva
  dedicare  seriamente  alla  riforma ed alla  modifica  si  potevano
  operare tutti gli aggiustamenti del caso che riguardano, come le ho
  detto,  la  norma anti-ribaltone, la norma che riguarda l'eventuale
  introduzione  negli  organi dell'Assemblea del  Vicepresidente,  la
  questione della composizione delle Giunte da parte dei parlamentari
  in  carica, tutte questioni che potevano e dovevano essere trattate
  anche per la conseguenza che deve essere tenuta ben presente che  è
  quella della legge ordinaria di modifica della legge elettorale.
   Oggi,   si  dice  che  se  tutto  dovesse  precipitare  la   norma
  transitoria comunque regge. Per carità, non lo discuto, sarà  anche
  così,  però,  qua non è che abbiamo un fatto veramente tecnico,  la
  conseguenza sul concetto della rappresentanza politica  è  un'altra
  cosa  dal  tecnicismo di potere andare a votare.  La  logica  della
  rappresentanza,  in  ambito  provinciale,  è  un'latra   cosa   dal
  tecnicismo per cui poi si può andare ad elezioni.
   Io  credo che questa frenesia non sia giustificata dalla necessità
  temporale  di  una  scadenza cogente che  ci  imporrebbe  di  farlo
  sostanzialmente a calci nel sedere perché, ribadisco,  escludo  che
  in una fase storica e drammatica come quella attuale qualcuno possa
  permettersi  con  un  decreto legge di modificare  atti  che  hanno
  valore costituzionale come, per esempio, quello del nostro Statuto.
   E,  ribadisco,  non  credo  che in  un  momento  come  questo  una
  settimana  dedicata  seriamente alla modifica del  nostro  Statuto,
  alla  questione  affrontata con gli emendamenti e  coevamente  alla
  soluzione  di  una  legge  elettorale che  deve  essere  pienamente
  compatibile  e conseguenza della modifica statutaria poteva  essere
  fatta operando in maniera molto più razionale.
   Vede, signor Presidente, e concludo, questa è un'Assemblea che per
  molti  versi e per molti giorni, diciamolo realisticamente,  lavora
  poco,   nel  senso  che  molte  volte  non  è  così  pienamente   e
  freneticamente  impegnata  nei lavori  parlamentari,  altre  volte,
  invece, improvvisamente questa accelerazione per la quale in  sette
  minuti  bisogna fare tutto e se diventano otto è quasi un fastidio,
  diventa  quasi irritante che si voglia prolungare tutto  questo  di
  qualche minuto.
   Credo che questo non sia un buon modo di legiferare e sia un  modo
  che ulteriormente conferma come tutti quanti siamo oggi soggetti  a
  questa pseudo antipolitica che sta trascinando tutti facendo venire
  meno, ribadisco, la rappresentanza  politica che dovrebbe essere la
  cosa che più ci deve occupare nell'interesse dell'elettore.

   PRESIDENTE. Onorevole Bufardeci, giusto per precisione,  ribadisco
  visto  che lei ha ripetuto  le mie dichiarazioni di inammissibilità
  agli emendamenti.
   La  Presidenza non  ha dichiarato inammissibile alcun emendamento,
  sono  tutti  ammissibili;  sono stati i  primi,  quelli  al  testo,
  decaduti  per mancanza dei presentatori, i secondi, gli aggiuntivi,
  sono  stati  stralciati e trasferiti alla I Commissione,  ai  sensi
  dell'articolo 12 dello Statuto, affinché elabori un  testo  per  il
  prossimo   esame   d'Aula,   ma  non   sono   inammissibili,   sono
  assolutamente  ammissibili e saranno oggetto  di  lavori  da  parte
  della I Commissione.

   BUFARDECI.  La  sostanza non cambia perché  non  vengono  discussi
  oggi.

   PRESIDENTE.  No,  cambia molto la sostanza, non  vengono  discussi
  oggi  ma  sono modifiche statutarie che, come lei sa, hanno valenza
  costituzionale e non possono essere discussi da un Parlamento  dopo
  mezz'ora  dalla loro presentazione, hanno bisogno di  un  iter  più
  ragionato e più lungo.

   FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in  assoluta
  adesione   a  quello  che  il  mio  Presidente  Leontini   ha   già
  preannunciato,  ha sottoscritto, siamo assolutamente  convinti  che
  questo  disegno  di  legge debba essere votato  così  com'è.  Fermo
  restando   che,   comunque,   questo  Parlamento   dovrà   onerarsi
  immediatamente di procedere ad una legge ordinaria,  ad  una  legge
  regionale  perché  si possa, poi, garantire, la partecipazione.  La
  partecipazione  che  qualche  collega chiedeva,  ciò  che  riguarda
  l'architettura, il sistema elettorale e la rappresentatività  delle
  varie province.
   E'   chiaro,  ho  sentito  parlare  anche  di  fretta  che  questa
  Presidenza ha dato, di accelerazione eccessiva al disegno di legge.
  Dobbiamo,  però,  ricordare  che  c'era  una  Commissione   Statuto
  all'uopo nominata da questa onorevole Presidenza che, purtroppo, ha
  inciampato, che non è stata così efficiente come doveva essere.  In
  questo  senso, credo, che oggi, l'opinione pubblica che ci  guarda,
  il  nuovo  contesto politico ci chiede, chiede a questo Parlamento,
  non  una  riduzione di costi, perché lo abbiamo detto,  non  è  una
  questione  di  costi. La questione è molto più vasta  e  molto  più
  importante.     Riguarda,     l'attualizzazione     del      nuovo,
  dell'architettura istituzionale siciliana.
   Pertanto,  votiamo, siamo convinti, siamo per questa norma,  però,
  invitiamo  immediatamente a lavorare su  un  disegno  di  legge  di
  natura   regionale   che   possa,  invece,   creare   e   garantire
  partecipazione, democrazia e rappresentatività all'intera Sicilia.

   CALANDUCCI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
  per  esprimere  una perplessità profonda. Ieri ho  argomentato,  ed
  essendo uno dei più giovani parlamentari

   PRESIDENTE. Di servizio e non di età anagrafica.

   CALANDUCCI.  Certamente, sembro giovane anche  d'età,  ma  non  lo
  sono.
   Il   mio   intervento  volgeva  verso  quest'Aula  dove   siedono,
  sicuramente,  espressioni  di una grande competenza  politica,  per
  chiarirmi  alcuni  dubbi.  Ho  ascoltato  con  attenzione  i   vari
  interventi e non nascondo di non avere capito perché stiamo facendo
  questa  legge  e perché si sta votando. C'è politica, antipolitica,
  risparmio,  non  risparmio. Una cosa, però,  è  certa,  che  stiamo
  toccando  un  assetto  costituzionale che  è  costato  la  vita  ad
  espressioni  politiche  e, comunque, espressioni  e  movimenti  del
  territorio nel 1948 quando fu costituito un assetto.
   Una delle strade che era stata discussa, che si poteva percorrere,
  è  quella  di,  con attenzione, legare allo studio del  territorio,
  alle  circoscrizioni ed alle varie espressioni nazionali, sia della
  Camera  che  del Senato, il numero dei parlamentari. Questo  non  è
  percorribile e, allora, resta solo l'altro aspetto che è quello  di
  dare,  effettivamente, un senso compiuto in un  momento  difficile,
  cioè  ridurre le spese che incidono nella società civile.
   E, allora, se è questo il motivo, ascoltiamo il decreto che con un
  atto veloce modifica la nostra legge costituzionale e riduciamo  al
  50  per  cento.  Allora, ha un senso perché effettivamente  c'è  un
  risparmio  notevole  e,  così, si ascolta la  direttiva.  Sono  del
  presupposto:  non farti del male tu stesso se non vuoi  che  te  ne
  fanno gli altri . Ascoltiamo. Se noi non siamo in grado di valutare
  come  toccare il nostro assetto, riduciamo al 50 per cento e, così,
  ha  un  senso il risparmio, un senso la nostra azione, un senso  la
  nostra presenza.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  chiaramente dire, come ho detto ieri, che confermo la mia  assoluta
  adesione   alla  riduzione  del  numero  dei  deputati  di   questa
  Assemblea.  Contesto  soltanto il modo in cui  lo  stiamo  facendo.
  Contesto il fatto che non stiamo aderendo a ciò che potrebbe essere
  il  dettato del Governo nazionale di ridurre il numero dei deputati
  a  50 e contesto il fatto di avere rinunciato, da parte sua, signor
  Presidente,  e  di  tutta  l'Assemblea,  a  rivendicare  tutte   le
  prerogative che sono insite nel nostro Statuto e quindi  la  natura
  pattizia del nostro Statuto che ci mette in una posizione paritaria
  rispetto ad altre istituzioni statali  e che ci avrebbe permesso sì
  di  arrivare alla riduzione del numero dei parlamentari,  piuttosto
  che alla riforma di altri punti importanti di uno Statuto che tutti
  stiamo  ritenendo e considerando vetusto; facendolo in questo  modo
  stiamo   utilizzando   un  meccanismo  un  po'   ipocrita,   stiamo
  utilizzando il trucco per tentare di mediare con lo Stato  ciò  che
  lo Stato avrebbe già deciso e cioè la riduzione dei deputati a 50.
   Avevamo  suggerito di ancorare la riduzione del numero  di  questi
  deputati    alla   riduzione   del   Parlamento   nazionale    che,
  probabilmente, avrebbe portato il numero  di questo  Parlamento  ad
  una composizione inferiore a 70, non capisco perché questa tesi non
  voglia  essere  accettata e messa  ad un libero  confronto.  E'  un
  peccato, è una occasione sprecata. Mi rendo conto che ridurremo  il
  numero dei deputati a 70 e ci sarà anche il mio voto favorevole  ma
  avremo sprecato una grande occasione e credo che si sia iniziato un
  percorso negativo che riguarda le prerogative statutarie di  questa
  Assemblea.

   PRESIDENTE.  Non  ci sono altre dichiarazioni di  voto.  Pongo  in
  votazione il disegno di legge numero 790/A.

   INCARDONA. Chiedo il voto avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Nel  momento  in cui la  Presidenza  è  passata  alla
  votazione  finale  del  disegno  di legge,  l'onorevole  Incardona,
  preannunciando  in sede di dichiarazione di voto  la  richiesta  di
  voto  segreto,  ha espresso la propria posizione  contraria  ed  in
  successione   i  rappresentati  di  altri  gruppi  hanno   espresso
  palesemente  e  dichiarato  il loro voto  favorevole  o  contrario.
  Poiché  ai  sensi dell'art. 131, comma 2, nei casi di  votazione  a
  scrutinio segreto sono ammesse soltanto dichiarazioni per  indicare
  i  motivi dell'astensione, la richiesta di votazione segreta non  è
  ammessa da questa Presidenza.


   Presidenza del presidente Cascio


   Votazione  finale  per scrutinio nominale palese  del  disegno  di
  legge  numeri 790/A «Schema di progetto di legge costituzionale  da
  proporre  al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo  41
  ter, comma 2, dello Statuto recante  Modifiche all'articolo 3 dello
  Statuto  della  Regione  siciliana, in  materia  di  riduzione  dei
  deputati dell'Assemblea regionale siciliana'»

    PRESIDENTE   Si passa alla votazione finale per scrutinio  palese
  nominale  del disegno di legge numeri 790/A  Schema di progetto  di
  legge costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica  ai
  sensi   dell'articolo  41  ter,  comma  2,  dello  Statuto  recante
  'Modifiche all'articolo 3 dello Statuto della Regione siciliana, in
  materia   di   riduzione  dei  deputati  dell'Assemblea   regionale
  siciliana' .
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

   COLIANNI. Non è possibile, io ho votato contro.

   GRECO. Anch'io ho votato contro.

   PRESIDENTE. E' strano, comunque possiamo ripetere la votazione.
   Mettiamo  a  verbale  che gli onorevoli  Colianni  e  Greco  hanno
  votato contro.

   MAIRA. Dichiaro di avere votato a favore.

   PRESIDENTE. Lo mettiamo a verbale.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ripetiamo la votazione.
   Siamo  pronti  per ripetere la votazione, come sapete  il  sistema
  elettronico ha bisogno di qualche minuto per ricaricarsi.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            62
   Votanti        ..  61
   Maggioranza         31
   Favorevoli           59
   Contrari               1
   Astenuti               1

                         (L'Assemblea approva)

   Mettiamo  a verbale che il disegno di legge è stato approvato  con
  il voto contrario dell'onorevole Greco.


   Presidenza del presidente Cascio


   Discussione del disegno di legge numero 702/A «Schema di progetto
  di legge costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica
     ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello Statuto recante
     Modifiche e integrazioni dell'articolo 36 dello Statuto della
              Regione, in materia di entrate tributarie'»

   PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge  numero
  702/A  «Schema di progetto di legge costituzionale da  proporre  al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
  dello  Statuto  recante  Modifiche e integrazioni dell'articolo  36
  dello  Statuto  della Regione, in materia di entrate  tributarie'»,
  posto al numero 2).
   Ricordo che nella serata di ieri si è svolta la relazione  ed  era
  stato votato il passaggio all'esame degli articoli.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
    Modifica dell'articolo 36, comma 2 dello Statuto della Regione
                               siciliana

   1.  Il  comma  2  dell'articolo  36 dello  Statuto  della  Regione
  siciliana è sostituito dal seguente: Sono però riservate allo Stato
  le entrate dei monopoli dei tabacchi e del lotto'».
   Non sono stati presentati emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
    Attribuzione alla Regione del gettito di imposte di produzione

   1.  Dopo  il comma 2 dell'articolo 36 dello Statuto della  Regione
  siciliana, come sostituito dall'articolo 1, è aggiunto il seguente:

   2  bis.  Alla Regione spetta il gettito dell'imposta di produzione
  sui  prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi  e  sui
  gas  petroliferi  raffinati ed immessi in  consumo  nel  territorio
  regionale  e il 20 per cento del gettito dell'imposta di produzione
  sugli stessi prodotti raffinati nel territorio regionale ma immessi
  in consumo in quello di altre regioni.'».

   Non sono stati presentati emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Votazione finale del disegno di legge numero 702/A «Schema di
   progetto di legge costituzionale da proporre al Parlamento della
   Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello Statuto
   recante  Modifiche e integrazioni dell'articolo 36 dello Statuto
           della Regione, in materia di entrate tributarie'»


   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
  numero  702/A  «Schema  di  progetto  di  legge  costituzionale  da
  proporre  al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo  41
  ter,  comma  2,  dello  Statuto recante  Modifiche  e  integrazioni
  dell'articolo 36 dello Statuto della Regione, in materia di entrate
  tributarie'».
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            58
   Votanti              57
   Maggioranza         29
   Favorevoli           56
   Contrari               1

                         (L'Assemblea approva)

   Gli  onorevoli  Falcone,  Limoli, Arena, Cappadona,  Bonomo  e  Lo
  Giudice hanno votato a favore.


   Presidenza del presidente Cascio


      Seguito della discussione del disegno di legge numero 794/A
      «Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
                         attività produttive»

   PRESIDENTE.  Si  procede  con  il seguito  della  discussione  del
  disegno di legge numero 794/A «Costituzione dell'Istituto regionale
  per lo sviluppo delle attività produttive», posto al numero 3).
   Eravamo all'articolo 6.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor Presidente, le chiedo 5 minuti  di  sospensione
  per dotarci degli atti.

   PRESIDENTE.  Sono  gli  atti  che  avevamo  ieri  sera,  non  sono
  cambiati.

   BUFARDECI.  Non tutti li abbiamo qui in Aula, se è  possibile.  Io
  personalmente devo scendere, pensavo che tutto durasse molto di più
  dei  pochi  minuti  in  cui  si è discusso  tutto  questo.  Se  può
  sospendere  per qualche minuto, il tempo che prendiamo gli  atti  e
  vediamo gli emendamenti.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.54, è ripresa alle ore 12.11)

         Seguito dell'esame del disegno di legge «Costituzione
  dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive»
                                (794/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito dell'esame del  disegno  di  legge
  «Costituzione   dell'Istituto  regionale  per  lo  sviluppo   delle
  attività produttive» (794/A), posto al punto 3).
   Invito   i   componenti  la  III  Commissione  a  prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Onorevoli colleghi, vi ricordo che ieri avevamo interrotto l'esame
  del disegno di legge in fase di votazione dell'emendamento 6.14.

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
   APPRENDI,   vicepresidente  della   Commissione   e    relatore.
   Contrario.
   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi;
   chi è contrario  resti seduto.
                           (Non è approvato)
   Si   passa  all'emendamento  6.3,   dell'onorevole  Leontini  ed
   altri.
   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Comunico che  sono  stati
  presentati i seguenti emendamenti:

   - dal Governo: 6.15 e 6.16;
   - dall'onorevole Maira: subemendamento 6.15.1.

   Pongo  in  votazione  il subemendamento 6.15.1.  Il  parere  della
  Commissione?

   APPRENDI,   vicepresidente  della   Commissione   e    relatore.
   Favorevole.
   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
   seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 6.15,  con l'intesa che la parola
   undici'  è sostituita dalla parola  tredici'.  I componenti  della
  Consulta diventano tredici.
   Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 6.4,  dell'onorevole Leontini.

   LEONTINI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli  colleghi,  comunico  gli  emendamenti  al  comma  1   e
  precisamente il  6.1, 6.12, 6.5, 6.13, 6.6, 6.7, 6.11, al comma  1,
  sono superati.

   Si passa all'esame dell'emendamento 6.8.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI. Signor Presidente, intervengo solo per aver chiarito da
  lei  e dagli Uffici se avere superato con l'approvazione precedente
  tutti  gli  altri  emendamenti comporta comunque  nell'aumento  del
  numero  a  tredici  dei  componenti della consulta  la  indicazione
  all'interno  della  composizione  dei  soggetti  che  ho   indicato
  nell'emendamento,  cioè  sia  quello  dell'ANCI,  sia  quello   dei
  sindacati, perché altrimenti non è superato.

   PRESIDENTE. Onorevole Bufardeci, con questo emendamento si aumenta
  soltanto  la  rappresentanza sindacale. E'  sostituivo  del  comma.
  Quindi è superato perché riscrive il comma 1.
   Per  cui  il  suo emendamento che era al comma 1 è  superato,  dal
  punto di vista procedurale.

   PANARELLO. C'è un rappresentante dell'ANCI. E' previsto

   BUFARDECI. Se è previsto, allora va bene.

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento   6.8,    dell'onorevole
  Leontini.

   LEONTINI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 6.9,  dell'onorevole Leontini.
   LEONTINI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.16, presentato dal  Governo
  che  così  recita:  In relazione al rilascio dei pareri  sui  piani
  regolatori  d'area  o  la  programmazione  d'area  la  consulta   è
  allargata alla partecipazione del sindaco o suo delegato del comune
  nel cui territorio ricade l'area interessata.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 6.10, dell'onorevole Leontini.

   LEONTINI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 6 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
                    Il Consiglio di amministrazione

   1.  Il  Consiglio  di amministrazione é nominato con  decreto  del
  Presidente  della Regione, previa delibera di Giunta,  su  proposta
  dell'Assessore regionale per le atti vità produttive, ed è composto
  da  cinque membri dotati di particolare e comprovata esperienza nel
  settore  delle attività produttive, di cui due scelti tra esponenti
  nel  campo  dell'industria, del commercio, dell'artigianato,  della
  cooperazione e dell'agricoltura.

   2.  Il  Consiglio  di  amministrazione, in  quanto  preposto  alla
  generale gestione dell'IRSAP:

   a) adotta lo Statuto e le sue eventuali modifiche ed integrazioni;

   b) adotta i piani regolatori delle aree;

   c)  approva  il  programma  triennale  degli  interventi  e  delle
  attività;

   d) approva i bilanci di previsione ed i conti consuntivi;

   e) autorizza e, successivamente, approva la stipula di convenzioni
  ed  accordi  con  lo  Stato, la Regione ed altri  enti  pubblici  e
  privati  per  la  realizzazione  e  gestione  di  infrastrutture  e
  servizi;

   f)   fissa  i  criteri  per  l'assegnazione  delle  aree  e  delle
  infrastrutture  secondo quanto stabilito dalla  presente  legge  ed
  approva  la  graduatoria  delle  istanze  pervenute  delle  imprese
  interessate;

   g)  determina  le quote da porre a carico delle imprese  insediate
  nelle aree per l'utilizzo dei servizi e delle infrastrutture;

   h) adotta ogni altro atto non espressamente riservato per legge  o
  statuto  al  presidente  o  ad  altro  organo  dell'Istituto  o  al
  direttore generale.

   3.  Di  ogni  seduta  del consiglio di amministrazione  è  redatto
  processo  verbale  il  quale, numerato in  ordine  progressivo  per
  annualità, è tenuto a cura del direttore generale.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -  dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Buzzanca e Limoli: 7.2, 7.5,
  7.6, 7.7, 7.8, 7.9, 7.10, 7.11, 7.12, 7.13, 7.14, 7.15;
   - dagli onorevoli Maira e Caronia: 7.16;
   - dall'onorevole Rinaldi: 7.1;
   - dagli onorevoli Falcone, Pogliese, Buzzanca e Vinciullo: 7.17;
   -  dagli  onorevoli  De Benedictis, Cracolici, Panarello  e  Oddo:
  7.3;
   - dagli onorevoli Bufardeci, Mineo, Cimino, Scilla e Incardona: 7.

   Si passa all'emendamento  7.2,  dell'onorevole Leontini.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per  le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   APPRENDI, vicepresidente della Commissione  e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole si alzi;  chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 7.16,  degli onorevoli Maira e Caronia.

   CARONIA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  7.5,  dell'onorevole Leontini. Lo pongo in votazione. Il parere del
  Governo?

   VENTURI, assessore per  le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   APPRENDI,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore.   .
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole si alzi;  chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 7.17,  dell'onorevole Falcone.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, vorrei spiegare a questo Parlamento la
  portata  di  quest'emendamento che a mio avviso, da il  vero  senso
  pregnante alla riforma, una riforma che viene fatta perché dovremmo
  sottrarre  dalla  politica e alla politica la  gestione  di  questo
  istituto, di questo nuovo ente.
   Purtroppo,  così come è stato articolato,  il nuovo  consiglio  di
  amministrazione, al comma 2 per l'esattezza, - ci rendiamo conto in
  effetti  che  al comma 1, ma anche al comma 2 - stiamo  accentrando
  nelle mani della politica la gestione dell'ente che dovrebbe essere
  il nuovo volano dello sviluppo in Sicilia.
   Perché  quando  diciamo  che  il consiglio  di  amministrazione  è
  formato  da  5  componenti  e  dei  cinque  componenti  ne   stiamo
  assegnando  due al Presidente,   il consiglio di amministrazione  è
  nominato  con  decreto  del Presidente della  Regione  su  proposta
  dell'assessore, è composto da 5 membri e in particolare con provata
  esperienza..   ,  diciamo che stiamo mettendo nelle  condizioni  di
  accentrare nelle mani della politica nuovamente la gestione  di  un
  ente così importante.
   Ma  cosa  vuole fare questo emendamento. Questo emendamento  vuole
  dire   è  giusto  che  riduciamo, ma è giusto che  assegniamo  agli
  operatori del settore la gestione di questo ente.
   L'emendamento si propone l'obiettivo di assegnare ad  un  uomo  di
  Confindustria  la  presidenza di questo  nuovo  organismo,   e  non
  perché  Confindustria  in questo momento è quella che più di  tutti
  ha  picconato  anche il Governo, ha stimolato il Governo  regionale
  nel  dare  una accelerazione  a questo disegno di legge, ma  perché
  riteniamo  che  gli  operatori, chi meglio  degli  operatori,   del
  settore  possano esprimere il presidente di questo  nuovo  istituto
  che meglio conosce le problematiche, che maggiore impulso può dare,
  che è più sganciato e che è meno legato alla politica deve essere.
   Se  invece vogliamo continuare  nelle nomine di tipo e di  matrice
  politica  ci  renderemo conto che il Falcone  di  turno  che  si  è
  candidato  e  che  non  è  stato  eletto  avrà  un  buon  posto  di
  sottogoverno,  uno  dei  più importanti posti  di  sottogoverno  in
  questo  nuovo istituto regionale. Poi daremo ad un altro invece  se
  candidato  e  non  ce  l'ha fatta, a un altro  amico  che  dobbiamo
  promuovere,  daremo un altro posto con una nuova nomina.
   L'emendamento recita:  il consiglio di amministrazione è  nominato
  con  decreto  del  Presidente  della Regione,  previa  delibera  di
  Giunta,  su  proposta  dell'assessore  regionale  per  le  attività
  produttive  ed  è  composto: da un componente dell'Anci   (dobbiamo
  dare una rappresentanza all'Anci, ai comuni, l'avevamo detto, c'era
  un impegno), un componente dell'URPS (perché fin quando le province
  rimarranno è giusto, le province, ad esempio, ad oggi hanno  ancora
  competenza  sui  piani  regolatori delle ASI),  un  componente   di
  Confindustria,  un  componente  della  Camera  di   Commercio,   un
  componente  in  rappresentanza della  categoria  dei  sindacati   e
  successivamente poi dirò nel mio prossimo intervento, come  ho  già
  preannunciato, a chi dovrebbe essere affidata la presidenza.
   Mi pare che questo emendamento, così come è stato articolato possa
  dare una grande rappresentatività, dagli enti locali agli operatori
  del  settore,  ma sicuramente e certamente dobbiamo  dire  che  con
  questo   emendamento  sganciamo  l'istituto  dalla   politica,   lo
  sganciamo  da  logiche vecchie che hanno portato  ad  una  pletora,
  hanno portato all'impasse in cui oggi ci stiamo trovando.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per  le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   APPRENDI,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore.   .
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;   chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 7.1, a firma  dell'onorevole
  Rinaldi.

   RINALDI. Chiedo di illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
  ho  presentato questo emendamento ma, chiaramente, è una  sorta  di
  provocazione.
   Se   l'Assessore  è  d'accordo,  perché  ho  letto   l'emendamento
  successivo che porta a tre i componenti rispetto a due scelti, così
  come prevede l'articolo, degli esponenti  nel campo dell'industria,
  del  commercio,  dell'artigianato e della  cooperazione,  mi  trova
  d'accordo,  perché  su  cinque  componenti  metterne  solo  due  di
  comprovata  esperienza  secondo me è poco, almeno  averne  tre,  se
  l'Assessore  è  d'accordo ritiro il mio emendamento  ed  approviamo
  quello successivo.

   PRESIDENTE. Si prende atto del ritiro dell'emendamento 7.1.
   Si   passa   all'emendamento  7.3,  a  firma   dell'onorevole   De
  Benedictis. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 7.6, dell'onorevole Leontini.

   LEONTINI. Chiedo la verifica del numero legale.

    Comunicazione del programma-calendario dei lavori parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, prima di procedere alla  verifica
  del  numero  legale,  do  comunicazione all'Aula  dell'esito  della
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che si è  riunita
  oggi,   7   dicembre  2011,  sotto  la  presidenza  del  Presidente
  dell'Assemblea, onorevole Cascio, presenti anche i Vice Presidenti,
  onorevole  Oddo  ed  onorevole Formica, con la  partecipazione  del
  Presidente   della  Regione,  onorevole  Lombardo,  ha   deliberato
  all'unanimità  il seguente programma-calendario dei lavori  per  la
  corrente sessione che si concluderà il 22 dicembre 2001.
     L'Aula,  dopo la seduta di oggi, terrà seduta da  martedì  13  a
  giovedì  15  e da martedì 20 a giovedì 22 dicembre per l'esame  dei
  seguenti  disegni di legge, oltre a quelli già iscritti  all'ordine
  del giorno:
   -Interventi  a  sostegno  di organismi e  associazione  antiracket
  riconosciute(n. 793/A);
   -Istituzione  della  provincia regionale  di  Gela  (n.  611/A)  -
  (trasmesso  all'Aula  ai  sensi  dell'articolo  64,  comma  3,  del
  Regolamento  interno  con  la proposta  della  Commissione  di  non
  passaggio all'esame degli articoli);
   -Promozione della Rete Scuole alfamediali (nn. 712-617/A);
   -Riconoscimento  e  valorizzazione  della  funzione  educativa   e
  sociale  svolta  dalle parrocchie, dagli enti  ecclesiastici  della
  Chiesa cattolica, dagli enti delle altre confessioni religiose  con
  le quali lo Stato ha stipulato una intesa ai sensi dell'articolo  8
  della  Costituzione e dalle comunità di recupero (nn.  132-210-325-
  463-464/A);
   -Norme  per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere
  (nn. 371-485-510-2/A);
   -Disposizioni per promuovere il rispetto dell'identità  di  genere
  (n. 574/A).
   Le  Commissioni daranno priorità all'esame dei seguenti disegni di
  legge, che saranno trattati nella corrente sessione:
   -Proroghe, di imminente presentazione da parte del Governo;
   -Esercizio  provvisorio, di imminente presentazione da  parte  del
  Governo;
   -Norme  in  materia  di partecipazione al costo delle  prestazioni
  sanitarie (n. 788/A);
   -Norme  in  materia di organi comunali e provinciali. Soppressione
  delle circoscrizioni di decentramento comunale (n. 825).
   L'Assemblea ne prende atto.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  Assessori,  volevo  ringraziare sia lei, signor  Presidente  quanto
  tutti i Capigruppo per aver messo all'ordine del giorno questi  tre
  disegni  di  legge che tanto avevo perorato alla vostra attenzione.
  Sono  grato, pertanto, a tutti voi per quello che avete  deciso  di
  fare.
   Io non ho la presunzione di pensare che i disegni di legge debbano
  essere  approvati,  assolutamente no,  l'unico  mio  desiderio  era
  quello  di portare in Aula questi disegni di legge in maniera  tale
  che  i  parlamentari,  dal momento che c'è,  per  il  secondo  anno
  consecutivo,  la  copertura  finanziaria,  si  potessero  esprimere
  liberamente su questo disegno di legge.
   So  che  ho creato un po' di problemi, di fastidio, anche  al  mio
  Gruppo  e  di  questo chiedo scusa al Presidente  del  mio  Gruppo,
  l'onorevole Leontini.
   Con l'occasione, signor Presidente, siccome la mia sospensione dal
  Gruppo era solo determinata dal fatto che desideravo che questi tre
  disegni di legge venissero discussi e non c'erano altri problemi di
  natura politica, volevo comunicare a quest'Aula che ritorno al  mio
  Gruppo di appartenenza, cioè al Gruppo del PDL.

   LEONTINI. Chiedo la verifica del numero legale.

                      Verifica del numero legale

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento,  dagli  onorevoli Adamo, Bosco, Scoma  e  Torregrossa,
  invito gli onorevoli deputati a registrare la loro presenza con  la
  scheda di votazione.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla verifica)

   Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti   22

   L'Assemblea non è in numero legale.
   Onorevoli  colleghi,  apprezzate  le  circostanze,  la  seduta   è
  rinviata  a  martedì,  13 dicembre 2011, alle  ore  16.00,  con  il
  seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


  I  -Comunicazioni.

  II   -    Discussione, ai sensi dell'articolo  64,  comma  3,  del
  Regolamento  interno,  sulla proposta  della  Commissione  di  non
  passaggio   all'esame  degli  articoli  del  disegno   di   legge:
   Istituzione della provincia regionale di Gela  (n. 611/A).

  III  -Discussione dei disegni di legge:

    1)  -   Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
         attività produttive .  (n. 794/A) (Seguito)
             Relatore: on. Apprendi

    2)  -   Riqualificazione urbanistica con interventi di edilizia
         sociale convenzionata. Misure urgenti per lo sviluppo economico .
         (n. 805/A) (Seguito)
             Relatore: on. Mancuso

    3)  -   Ricollocazione del personale dell'Ente autonomo Fiera del
         Mediterraneo . (n. 750/A)
             Relatore: on. Apprendi

    4)  -   Interventi  a  sostegno  di organismi  ed  associazioni
         antiracket riconosciute  (n. 793/A)
             Relatore: on. Torregrossa

    5)  -  Promozione della Rete Scuole alfamediali.  (nn. 712-617/A)
             Relatore: on. Panarello

    6)  -  Riconoscimento e valorizzazione della funzione educativa e
         sociale svolta dalle parrocchie, dagli enti ecclesiastici della
         Chiesa cattolica, dagli enti delle altre confessioni religiose con
         le quali lo Stato ha stipulato una intesa ai sensi dell'articolo 8
         della Costituzione e dalle comunità di recupero.  (nn. 132-210-325-
         463-464/A)
             Relatore: on.  Vinciullo

    7)  -  Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di
         genere.  (nn. 371-485-510-2/A)
             Relatore: on. Vinciullo

    8)  -  Disposizioni per promuovere il rispetto dell'identità di
         genere.  (n. 574/A)
             Relatore: on. Di Guardo

                   La seduta è tolta alle ore 12.32

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
                            alle ore 15.00

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE N. 794/A -  COSTITUZIONE DELL'ISTITUTO REGIONALE
  PER LO SVILUPPO DELLE ATTIVITà PRODUTTIVE .

     All'articolo 6:

   Subememdamento 6.15.1:

   All'emendamento  6.15, sostituire alla lettera f)  le  parole   un
  membro  con  tre membri .

   Emendamento 6.15:

   Il comma 1 dell'articolo 6 è così sostituito:
    1.  La  Consulta delle attività produttive è nominata con decreto
  del  Presidente  della  Regione,  previa  delibera  di  Giunta,  su
  proposta  dell' Assessore regionale per le attività produttive.  E'
  composta  da  undici membri scelti tra soggetti  che  si  sono  con
  traddistinti per la particolare e comprovata esperienza nel settore
  delle  attività produttive, tenendo conto delle esperienze maturate
  nei  settori dell'industria, del commercio, dell'artigianato, della
  cooperazione  e  dell'agricoltura, secondo le modalità  di  seguito
  indicate:
   a) due membri designati dal Presidente della Regione;
   b)  un  membro designato dall'Assessore regionale per le  attività
  produttive;
   c)  due  membri  individuati tra quelli indicati  nella  terna  di
  soggetti    presentata    dall'associazione    degli    industriali
  maggiormente rappresentativa nel territorio regionale;
   d)  quattro membri individuati, rispettivamente, in numero di  uno
  per  ogni  terna  di  soggetti presentata dalle associazioni  delle
  categorie  dei  commercianti, degli artigiani, delle cooperative  e
  degli   agricoltori  maggiormente  rappresentative  nel  territorio
  regionale;
   e)  un  membro  indicato dall'Associazione  Nazionale  dei  Comuni
  Siciliani - AnciSicilia;
   f)  un membro indicato dalle organizzazioni sindacali maggiormente
  rappresentative nel territorio regionale.

   Emendamento 6.16:

  All'articolo 6, comma 3, aggiungere il seguente comma:

  In relazione al rilascio dei pareri sui piani regolatori d'area  o
  la   programmazione   d'area,  la  Consulta   è   allargata   alla
  partecipazione  del  sindaco o suo delegato  del  comune  nel  cui
  territorio ricade l'area interessata.

     All'articolo 7:

   Emendamento 7.3:

  Al  comma  1 sostituire le parole  di cui due scelti tra esponenti
  nel  campo  dell'industria, del commercio  con  di cui tre  scelti
  tra    esponenti   nel   campo   dell'industria,   del   commercio
  dell'artigianato, della cooperazione e dell'agricoltura .