Presidenza del presidente Cascio
POGLIESE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, il Presidente do il preavviso di trenta minuti al fine
delle eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero avere luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Minardo, Beninati e Laccoto
sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di nomina di componente della Commissione
parlamentare
di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia
PRESIDENTE. Comunico che, con D.P.A. n. 610 del 6 dicembre 2011,
l'onorevole Marcello BARTOLOTTA è nominato componente della
Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno
della mafia in Sicilia, in sostituzione dell'onorevole D'Agostino,
dimissionario.
Ne do lettura:
«Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
N. 610
I L P R E S I D E N T E
VISTE le dimissioni dell'onorevole Nicola D'Agostino da
componente della Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza
sul fenomeno della mafia in Sicilia, pervenute alla Presidenza in
data 30 novembre 2011;
CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;
VISTA la designazione del Gruppo parlamentare Movimento per le
Autonomie' al quale l'on. D'Agostino appartiene;
VISTO il DPA n. 70 del 2 luglio 2008, istitutivo della predetta
Commissione;
VISTA la legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4, concernente
Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta e
vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia';
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
D E C R E T A
l'onorevole Marcello BARTOLOTTA è nominato componente della
Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno
della mafia in Sicilia, in sostituzione dell'on.le D'Agostino,
dimissionario.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 6 dicembre 2011»
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge 790-52-778-
779-784/A «Schema di progetto di legge costituzionale da
proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi
dell'articolo 41 ter, comma 2, dello Statuto recante
'Modifiche all'articolo 3 dello Statuto della Regione
siciliana, in materia di riduzione dei deputati
dell'Assemblea regionale siciliana'. Disposizioni
transitorie»
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
790-52-778-779-784/A «Schema di progetto di legge costituzionale da
proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41
ter, comma 2, dello Statuto recante 'Modifiche all'articolo 3 dello
Statuto della Regione siciliana, in materia di riduzione dei
deputati dell'Assemblea regionale siciliana'. Disposizioni
transitorie», posto al numero 1).
Invito i componenti la i Commissione legislativa a prendere posto.
Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta di ieri era stato
approvato il passaggio all'esame degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Riduzione del numero dei deputati
1. Al comma 1 dell'articolo 3 dello Statuto della Regione
siciliana, approvato con Regio decreto legislativo 15 maggio 1946,
n. 455, e convertito in legge costituzionale 26 febbraio 1948, n.
2, modificato con la legge costituzionale del 23 febbraio 1972, n.
1, con la legge costituzionale 12 aprile 1989, n. 3 e con la legge
costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, la parola novanta' è
sostituita dalla parola settanta'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Maira, 1.1;
- dagli onorevoli Arena, Maira e Colianni: 1.2;
- dagli onorevoli Colianni, Maira, Ruggirello e D'Agostino: 1.3.
Gli emendamenti 1.1, 1.2 e 1.3 decadono per assenza dall'Aula di
rispettivi firmatari.
INCARDONA. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Lei da solo non può chiederla.
MINEO. Signor Presidente, siamo solo in quattro Sospendiamo la
seduta Non è rispettoso nei confronti del disegno di legge. Siamo
dieci su novanta, riduciamo a dieci la rappresentanza
PRESIDENTE. La seduta è stata convocata per le ore 10.00; sono le
10.36, non posso chiamare uno per uno i deputati
MINEO. Non si può continuare, nel rispetto dei siciliani
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10.37, è ripresa alle ore 10.59)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, riprendiamo l'esame dell'articolo 1 del
disegno di legge n. 790.
Non sono stati presentati altri emendamenti e quindi passiamo alla
votazione dell'articolo 1.
MAIRA. Perché?
PRESIDENTE. Gli emendamenti sono stati dichiarati decaduti perché
in Aula al momento della discussione non c'erano i presentatori.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Disposizioni transitorie
1. La disposizione di cui all'articolo 1 si applica a decorrere
dal primo rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana successivo
alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale.
2. Qualora alla data di convocazione dei comizi elettorali per il
rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana successivo alla data di
entrata in vigore della presente legge costituzionale non siano
state approvate le conseguenti modificazioni alla legge elettorale
regionale prevista dall'articolo 3 dello Statuto, continua ad
applicarsi la legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 e successive
modifiche ed integrazioni, con gli adattamenti di seguito indicati:
a) la cifra ottanta riferita ai seggi da assegnare in ragione
proporzionale ripartiti nei collegi elettorali, ovunque ricorra, è
da intendersi sessantadue;
b) la cifra nove riferita al numero dei candidati della lista
regionale, ovunque ricorra, è da intendersi sette;
c) la cifra cinquantaquattro corrispondente al numero massimo dei
seggi attribuibili al fine di agevolare la formazione di una
stabile maggioranza, ovunque ricorra, è da intendersi quarantadue».
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Informo che tutti gli emendamenti aggiuntivi che sono stati
presentati a firma degli onorevoli Leontini, Bufardeci ed altri
sono stati trasferiti ad un disegno di legge stralcio che è stato
trasmesso alla I Commissione legislativa con carattere priorità.
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale del disegno di legge Schema di progetto di legge
costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi
dell'articolo 41 ter, comma 2, dello Statuto recante 'Modifiche
all'articolo 3 dello Statuto della Regione siciliana, in materia di
riduzione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana'.
Disposizioni transitorie (790-52-778-779-784/A
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
nn. 790-52-778-779-784/A Schema di progetto di legge
costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi
dell'articolo 41 ter, comma 2, dello Statuto recante 'Modifiche
all'articolo 3 dello Statuto della Regione siciliana, in materia di
riduzione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana'.
Disposizioni transitorie
Presidenza del presidente Cascio
INCARDONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola
per dichiarazione di voto per preannunciare un voto contrario e di
protesta perché la procedura che è stata usata è assolutamente
irriguardosa, irrispettosa delle prerogative del Parlamento e di
ciascun parlamentare.
Ieri sera abbiamo presentato degli emendamenti al disegno di legge
che l'Ufficio di Presidenza non ha inteso assolutamente prendere
nemmeno in considerazione perché l'escamotage di mandare in I
Commissione degli emendamenti per inserirli in un disegno di legge
con priorità tende a mortificare, ancora una volta, questo
Parlamento.
Ecco perché - l'abbiamo già dichiarato ieri - noi siamo a favore
della riduzione del numero dei parlamentari a 70, però, avremmo
voluto che questa proposta di legge costituzionale fosse più
organica, fosse una proposta più ragionata. Invece, quello che è
stato fatto è veramente vergognoso.
Pertanto, preannuncio la richiesta di voto segreto per consentire
a quest'Aula di bocciare questa vergogna perché il Parlamento deve
avere il proprio ruolo. Si sarebbe potuto aspettare anche una
settimana per ragionare sulla necessità di creare dei contrappesi,
di dare un ruolo a questo Parlamento, di evitare che il Parlamento
rimanga ostaggio di una sola persona e non si tratta qui di fare
un'azione contro l'attuale Presidente o contro i precedenti ma si
tratta, invece, di dare la possibilità
(Brusìo in Aula)
Onorevole Leanza, la smetta: capisco che per lei saranno argomenti
di poca importanza perché forse è più importante la gestione
concreta, però, per me, invece, è fondamentale dare la possibilità
a questo Parlamento di avere un proprio ruolo, di essere
interlocutore vero con il Governo, con chi ha la responsabilità
dell'Amministrazione. Quindi, signor Presidente, a nome di «Grande
Sud» preannuncio la richiesta di voto segreto.
(Accesi diverbi fra l'onorevole Barbagallo e l'onorevole Leontini)
MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi. il voto del Gruppo
«I Popolari di Italia Domani» è, ovviamente, a favore di questo
disegno di legge.
Pur preannunciando il voto favorevole del Gruppo, riagganciandomi
a quello che ho detto negli interventi di ieri, devo lamentare che
su una legge di questo genere sarebbe stato opportuno, per arrivare
ad un risultato positivo, consentire maggiore respiro al dibattito.
Mi riferisco alla formalità di decadenza degli emendamenti
all'articolo 1 che è stata fatta, forse, troppo frettolosamente
dalla Presidenza perché i firmatari degli emendamenti eravamo tutti
fuori dall'Aula.
Questo non ha consentito l'illustrazione degli emendamenti ed ha
consentito di dichiararne la decadenza, di fatto strozzando il
dibattito, perché nessuno, in quest'Aula, vuole rallentare un
disegno di legge, qualunque esso sia, che porti alla riduzione dei
deputati.
La decadenza degli emendamenti ha portato ad un grave vulnus sul
piano del dibattito perché il risultato, almeno da parte nostra,
era assicurato. Ci ha impedito di illustrare delle soluzioni che -
per il chiacchiericcio d'Aula - erano forse condivise e, in ogni
caso, ha impedito il dibattito, cosa della quale mi dispiaccio e ho
il dovere di sottolinearlo in questo intervento.
Fra l'altro, i malumori d'Aula su questo disegno di legge ci sono
ancora, ne abbiamo avuto la prova poc'anzi. Credo che con il voto
non sarà tutto calmo in quest'Aula e non avendo raggiunto quel
risultato di consenso generale che avevo auspicato ieri e che
sarebbe giusto che il disegno di legge, come quello che stiamo
discutendo, ottenesse.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
dibattito che abbiamo avuto ieri ha consentito di avere, in maniera
pubblica e palese, le opinioni in campo, legittime tutte sia di
quanti sono favorevoli sia di quanti sono contrari a questa
proposta di legge.
Signor Presidente, lei ha esercitato l'attività prevista dal
Regolamento, abbiamo atteso gli emendamenti sebbene - voglio
ricordarlo - il testo di legge che abbiamo esaminato in
Commissione, sottoscritto da tutti i capigruppo parlamentari e
dall'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea, ha avuto una procedura,
proprio per la sua caratteristica straordinaria, eccezionale nella
misura in cui, nella stessa commissione, non sono stati presentati
emendamenti e tale indirizzo doveva essere garantito - almeno
questa era un'intesa politica, che nulla ha a che vedere con il
Regolamento - anche in Aula.
Siamo al momento del voto. Io capisco tutto, ma credo che, però,
dobbiamo stare attenti a non trasformare le nostre opinioni ed i
nostri stati d'animo in violazione di norme regolamentari.
Nel momento in cui, di fatto, lei stava aprendo il momento del
voto, è stato chiesto di parlare per dichiarazione di voto, come
sto chiedendo di parlare io per dichiarazione di voto, io
chiaramente per manifestare il mio voto favorevole a questa legge,
e vorrei ricordare alla Presidenza che, la richiesta di
dichiarazione di voto, di fatto, annulla la richiesta di voto
segreto, perché l'esercizio del voto segreto non ammette
dichiarazione di voto, se non per astenersi dal voto.
E' evidente, quindi, che nel caso specifico, non si può
consentire, ritengo anche politicamente un errore la richiesta del
voto segreto, proprio perché lo stesso che l'ha richiesta l'ha
chiesta facendo dichiarazione di voto, annullando, quindi, la
richiesta stessa.
Capisco che può essere anche un elemento, probabilmente, di poca
conoscenza dei meccanismi regolamentari, però, credo che il
Regolamento debba essere applicato in maniera rigida. Poi, ognuno
di noi voterà secondo coscienza ed in maniera palese e risponderà
all'opinione pubblica per le scelte che avrà fatto in assoluta
libertà.
Pertanto, preannuncio il mio voto favorevole, e quello del mio
Gruppo, a questo testo.
Presidenza del presidente Cascio
Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti della Scuola Verga
di Adrano (CT)
PRESIDENTE. Rivolgo un saluto agli studenti del III e IV anno del
Liceo della scuola Verga di Adrano (CT), che assistono alla seduta
che, probabilmente, passerà alla storia perché è questa la prima
modifica statutaria che è al rango di norma costituzionale.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende la discussione del disegno di legge nn. 790-52-778-779-
784/A
Presidenza del presidente Cascio
LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, annuncio il voto favorevole del
nostro Gruppo al disegno di legge, sottolineando che si tratta di
una materia sottoposta a dibattito da più di un anno, una materia,
come ha testé ripetuto, lei, signor Presidente, molto delicata e
molto importante, perché è un disegno di legge voto, è una riforma
costituzionale ed è stata nei mesi scorsi sottoposta ad un
dibattito, dentro e fuori dall'Aula, che ha sviscerato le
motivazioni che stanno a fondamento della proposta legislativa.
Ritengo, altresì, che la possibilità di anticipare, con la
dichiarazione di voto, l'orientamento dei Gruppi, escluda il voto
segreto, perché è chiaro che l'affermazione da parte dei Capigruppo
della volontà e dell'orientamento dei Gruppi in una o nell'altra
direzione, è già una partecipazione positiva all'attività di voto
che avrebbe dovuto, caso mai, precedentemente, essere esclusa, ma
una volta ammessa è chiaro che entra nel merito dell'orientamento
dei Gruppi e dei parlamentari.
Quindi, a questo punto, ritengo che nel riaffermare la volontà del
Gruppo di procedere positivamente e di votare a favore del disegno
di legge, si debba procedere alla votazione definitiva.
DINA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire solo per ribadire il voto favorevole dell'UDC, in
ordine al disegno di legge, così come già rappresentato
dall'onorevole Adamo, Capogruppo del Gruppo parlamentare, per
dichiarare il mio voto favorevole e lasciare traccia in questa Aula
della mia posizione che è stata fondamentalmente travisata in una
dichiarazione di stampa dove mi veniva chiesta una valutazione
sull'esito del voto di oggi, chiaramente avevo dichiarato che,
qualora il voto fosse stato segreto, avrei avuto dei dubbi, ma con
il voto palese non ci sarebbero stati sicuramente dubbi su quello
che sarebbe stato l'esito del voto.
Alla luce di questo, voglio invitare chi chiede il voto segreto a
non richiederlo, di fronte ad una norma a cui non possiamo
sottrarci per tante ragioni, per senso di responsabilità e per
serietà, ritengo che tutti siamo chiamati a votarla così com'è per
dare un segnale alla nostra Regione e al Paese che questo
Parlamento è sensibile ai temi del contenimento della spesa e tiene
conto della grave crisi che il Paese attraversa.
Pertanto, ribadisco il mio voto favorevole alla riduzione dei
deputati.
COLIANNI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sentire dire qui
ad alcuni amici che non bisogna chiedere il voto segreto e poi
averli sentiti, in altre occasioni - parlo del voto alle donne -
non avere avuto il coraggio di salire su questo scranno per dire
cosa avrebbero votato, mi sembra veramente una contraddizione ad
litteram.
Vorrei ricordare che in quei momenti tanti maschietti si sono,
come dire, nascosti dietro il voto segreto. Per la verità io voglio
dire con estrema chiarezza e lo voglio dire all'opinione pubblica
signor Presidente, che ritengo uno scippo per le aree del centro
Sicilia, una malaugurata legge che rischia di consegnare nelle mani
delle aree metropolitane la gestione di questa Sicilia.
Questa legge che qualcuno contrabbanda come una legge per
migliorare la situazione economica e fare risparmiare questo
Parlamento, nella realtà - lo dico ai tanti giovani - è uno scippo
alla partecipazione. Si vogliono diminuire i livelli di democrazia
partecipata nel territorio. Si avesse avuto il coraggio di dire ai
parlamentari di dimezzarsi lo stipendio Si avesse avuto il
coraggio di fare della lotta alla legalità la vera ragione del
risparmio economico
Da questo stesso podio abbiamo sentito dire agli amici ad alcuni
amici del PD segnatamente all'onorevole Cracolici, che questa non e
la legge fatta per risparmiare, non è la legge per aderire al
populismo, è la legge dell'efficienza. Di qual è efficienza? Di
lasciare la provincia di Enna, la provincia di Caltanissetta, la
provincia di Ragusa con due parlamentari? E fare in modo che il PD
da una parte e il PDL dall'altra, abbiano costantemente la politica
sotto il loro predominio con una diminuzione e un deficit di
democrazia, legata ad un sistema politico che non è il sistema
bipolare che noi tutti avremmo auspicato, ma un sistema che
prevede, invece, in Italia la partecipazione costante, plurale di
tanti partiti politici.
Allora, amici miei - lo dico ai parlamentari - con la vostra
faccia senza avere paura se ci costringeranno a non votare
segretamente che è un diritto di questo Parlamento, abbiamo il
coraggio di dire quello che pensiamo e noi dobbiamo avere il
coraggio di non avere paura di questa antipolitica che, cari amici,
state cercando, alcuni, di andare a sacralizzare e andare, sulla
scorta di spinte emotive, a portare avanti.
Dobbiamo avere il coraggio di dire quello che pensiamo. Per quanto
mi riguarda, dichiaro il mio voto assolutamente contrario a questo
scippo della democrazia. Lo dico con estrema chiarezza. No allo
scippo della democrazia e della partecipazione Dopodiché, pero che
ci sia consentito anche il voto segreto per chi vuole esprimersi
segretamente.
MARROCCO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero ribadire
ciò che avevo anche ieri detto all'inizio della discussione
generale su questo disegno di legge e quindi manifestare il voto
favorevole di «Futuro e Libertà per l'Italia», considerando, tra
l'altro, non solo l'importanza di questo disegno di legge e della
ricaduta positiva che esso ha sull'immaginario collettivo anche per
il ruolo e la responsabilità alla quale noi tutti siamo chiamati,
ma per ribadire ulteriormente, signor Presidente, la necessità di
continuare sulla strada della razionalizzazione dell'organizzazione
della nostra terra, dei nostri enti locali, il riferimento
sopratutto va a proseguire su questa strada, alla necessità, da qui
a breve, di trattare in quest'Aula il disegno di legge di
abolizione delle province e una riforma molto più complessiva degli
enti locali.
Su questa strada, ritengo, che troverà al suo fianco anche e
soprattutto Futuro e Libertà per l'Italia e tutti quei partiti e
gruppi parlamentari che su questo vogliono confrontarsi.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sarei
intervenuto perché ieri il dibattito è stato esaustivo e, quindi,
non ho alcun motivo di aggiungere argomenti a quelli che sono stati
espressi ieri ma sento il bisogno di fare questa dichiarazione di
voto, se volete, questa ammissione di voto dato il clima che si sta
instaurando in Aula e la necessità di assumerci, ciascuno, le
proprie responsabilità indipendentemente dalla modalità del voto
stesso. Io voterò senz'altro a favore di questo disegno di legge.
ARENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo un
incidente o la eccessiva puntualità - ma purtroppo non si può
assolutamente rimproverare la puntualità e il rigore di questa
Presidenza che funziona sempre ad orologeria - mi ha impedito,
anche perché lavoravo da stamattina presto al gruppo, di potere
essere in apertura per potere sostenere un emendamento che mi vedrà
oggi depositare - lo anticipo - un disegno di legge per continuare
quanto avevo già esposto ieri in Aula.
Questo disegno di legge che, purtroppo, saremo costretti a votare
- che a me personalmente fa vomitare - sarò costretto anch'io a
votarlo per il semplice motivo che 70 deputati - lo ripeto
onorevoli colleghi - non sono altro che un pannicello caldo',
visto che si parla di risparmi e visto che questo deve essere un
Palazzo di vetro trasparente, vorrei ricordare che da 27 milioni
l'anno andremmo a 21 milioni con un risibile risparmio di soli 6
milioni; questo risparmio è assolutamente risibile, mentre con 48
deputati andremmo ad un risparmio di 14 milioni e 400 mila euro,
assolutamente in linea col dettato del decreto legge nazionale poi
convertito in legge, che parla della possibilità, meglio, della
necessità, che le regioni che hanno una popolazione tra 4 e 6
milioni di abitanti, quindi la Sicilia, abbiano fino ad un massimo
di 50 consiglieri regionali o deputati. Non si capisce per quale
motivo l'Emilia Romagna non fa proposte perché attualmente il
numero dei consiglieri regionali dell'Emilia Romagna è pari e
quindi rientra in questa indicazione del decreto legge dello Stato.
Stessa cosa la Lombardia. Il Piemonte che ha 4.457.335 abitatati
(rilevazioni ISTAT del 2011) ha depositato con una proposta di
legge n. 164 del 26 settembre 2011 una proposta che farebbe
rientrare il Consiglio regionale del Piemonte nell'ottica
dell'indicazione che proviene dallo Stato. Quindi, attualmente in
Piemonte ci sono sessanta consiglieri che scenderebbero a
cinquanta.
La Calabria che ha duemilioni di abitanti e che attualmente ha
cinquanta consiglieri regionali rientrerebbe, con la proposta
depositata, con un numero di quaranta. Non riesco a capire per
quale motivo, la solita isola dimenticata dal tempo, spesso
ingiustamente penalizzata, si debba segnalare per una manovra che
non risolve niente e che io - mi perdoni l'improprietà
terminologica dovendo scomodare e rubare un termine al diritto
penale - ho definito ieri in un comunicato stampa e nel mio
intervento l'ennesima truffa ai danni dei siciliani.
Settanta deputati sono pochi. Settanta deputati non risolvono
assolutamente nulla. Settanta deputati, tra l'altro, correrebbero
il rischio, visto che noi sappiamo che quando si parla di questa
materia, essendo noi a Statuto speciale, siamo sottoposti
contrariamente, invece, alla procedura che vede le altre regioni ad
un procedimento di revisione costituzionale, il deliberato di
questa mattina potrebbe essere stravolto da un volere estraneo a
quest'Aula che è quello della Camera dei Deputati e del Senato
della Repubblica che potrebbero, per essere in linea e per
rispettare il dettato normativo del decreto di legge poi convertito
in legge - mi riferisco al decreto n. 138, poi convertito nella
legge n. 148 - lo stesso cambiare chiedendoci un parere che non è
vincolante.
Se oggi quest'Aula decidesse che il numero dei deputati scende da
novanta a settanta, ciò non significa che Camera e Senato non
possano, proprio per cercare, in ossequio a quanto disposto dalla
legge n. 148, ridurci ulteriormente a cinquanta.
Ecco perché, signor Presidente, onorevoli colleghi. ieri ho
proposto un emendamento con la riduzione a quarantotto, Ecco perché
nella giornata odierna depositerò un disegno di legge che parla
della riduzione a quarantotto.
Una seria e concreta riforma, questa di stamattina, una riforma
epocale, non può discostarsi dall'affrontare immediatamente,
repentinamente e parallelamente due problematiche che, se non
affrontate, indebolirebbero questo tentativo di andare verso la
riduzione della spesa e verso la necessità di dover ripensare ad
una impalcatura istituzionale nuova che possa poi dar vita ad un
edificio solido e, soprattutto, meno distante dai cittadini.
Sono due argomenti, signor Presidente, di cui ho parlato ieri e
di cui riparlo oggi. Il primo è il contenimento dei costi della
politica che deve essere immediatamente affrontato dopo questa
votazione. Il secondo è quello della riforma della legge elettorale
e, quindi, mi auguro che quest'Aula che voterà la riduzione dei
deputati possa immediatamente porre fine e quindi cambiare una
legge elettorale, nonostante sia una legge elettorale del 2005,
relativamente giovane, è una legge elettorale bizantina perché in
questa legge c'è quel vergognoso sistema di premio alla casta che è
il listino con un trascinamento di soggetti che possono, perché
sono obbligati a candidarsi, teoricamente anche prendere un voto.
Quindi, signor Presidente, concludo il mio intervento
preannunciandole che, turandomi il naso', sarò costretto a votare
una legge che non condivido perché eccessiva, perché non è una
legge che va assolutamente incontro a quella che è l'esigenza
sempre più sentita di una vera riforma e di un riavvicinamento al
mondo che sta fuori da questi palazzi.
Quindi, settanta sono troppi, mi auguro di trovare appoggio nel
disegno di legge che presenterò questa mattina, dobbiamo cercare
seriamente di riformare e di ridurre il numero dei deputati a
quarantotto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo reso ieri pomeriggio 44
dichiarazioni di voto, adesso ripeteremmo le stesse 44
dichiarazioni di voto e l'argomento è unico.
Quindi, se si potessero evitare dichiarazioni di voto che non
farebbero che ripetere cose che si sono già dette ieri, lo riterrei
una cosa sensata.
Ieri abbiamo detto tutti come la pensiamo.
Gli onorevoli Buzzanca, Caputo rinunciano ad intervenire.
BUFARDECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
chiarire alcune questioni sia in ordine al dibattito di ieri che a
quello di oggi.
Io sono fra i sottoscrittori di quel famoso disegno di legge
firmato da tutti i capigruppo, e ho detto fin dal primo momento,
per carità affrontiamo questa questione e affrontiamola in maniera
mediana, meno traumatica di quanto potrebbe, si sostiene, accadere
se intervenisse Roma autonomamente nel provvedere, in termine di
riduzione, addirittura a 50 parlamentari così come indicato dal DPR
famoso cioè dal decreto legge 138, dall'articolo 14.
Però, credo che la discussione così come si è andata evolvendo
meritasse la trattazione compiuta e completa che mi pare non ci sia
neanche adesso.
Perché vede, Presidente, quando lei rigetta e dichiara
inammissibili tutti gli emendamenti, si assume una responsabilità
molto grave che è quella di non fare dialogare e discutere il
Parlamento.
Io ribadisco il concetto, una cosa è la questione di mero
principio, dobbiamo assecondare lo tsunami dell'antipolitica perché
questo è, e nessuno mi convincerà che qualcuno dei 90 parlamentari
che comunque andrà a votare sia convinto che effettivamente il
problema sia il numero, e nessuno mi convincerà che ogni cittadino
sia preoccupato del numero ed invece sia viceversa molto e
seriamente preoccupato della qualità, dell'efficienza,
dell'efficacia dell'azione che la politica sa dare in un momento di
grande crisi come quella che viviamo.
Ma, ribadisco, dobbiamo ridurre perché in questa logica, in questa
fase politica bisogna operare questo sacrificio , bene lo si
faccia. Ma da qui a denegare la rappresentanza politica, perché
questo sta avvenendo, qua ci stiamo castrando, qui stiamo dicendo
all'opinione pubblica si avete ragione la rappresentanza politica
non serve a un bel niente, perché tanto domani verrà un Governo di
tecnocrati, tanto domani verranno presunti tecnici che faranno il
bene del Paese', ma praticamente tutto il resto credo non conti un
bel niente.
Ma non è questa la questione, amici e colleghi, la questione è
eventualmente quella della qualità, dell'efficacia e
dell'efficienza della politica del Governo. Non è il numero la
questione.
Personalmente, ribadisco, signor Presidente, che quando lei
dichiara inammissibili tutti gli emendamenti, lei commette, secondo
me, un errore gravissimo perché al di là del fatto che non credo
oggettivamente praticabile che un Governo che vive delle gravi
questioni dell'economia mondiale che sta vivendo e che ieri ha
regalato il primo tempo di una partita che spero abbia soltanto due
tempi e non abbia molti atti, molto gravoso come quello del primo
provvedimento preso in sede del Consiglio dei Ministri, non credo
che questo Governo possa mettere in atto, attraverso un decreto
legge, una modifica del numero dei parlamentari.
Ma veramente vogliamo pensare che con un decreto legge si
stravolga lo Statuto, che è norma costituzionale e non solo il
nostro ma complessivamente.
Ovviamente, è molto più praticabile l'ipotesi che a livello
nazionale si faccia una riforma, una norma costituzionale che possa
cambiare, e anche in quel caso ci troveremmo di fronte ad un bivio,
o applicano il 41 ter della Costituzione, e devono demandare
necessariamente per il parere a questa Assemblea o fanno una norma
costituzionale di sistema e non ce la mandano.
Ma sono tutte questioni di là da venire che non possono imporre
una scansione temporale che è frenetica ed è ormai non più quella
breve ma dell'immediatezza. Un'immediatezza che, nel frattempo, non
consente l'approfondimento di questioni fondamentali. Io non so,
abbia la cortesia, signor Presidente, se mi può consentire di
sforare di un paio di minuti perché credo che l'argomento sia
veramente importante e credo che lo stiamo trattando, a mio avviso,
con superficialità eccessiva perché, ribadisco, al di là del fatto
che dobbiamo operare questa riforma, il farlo in sette minuti o in
sette giorni non è la stessa cosa. Ribadisco, infatti, che in quei
sette giorni nei quali, a mio avviso, l'Assemblea si poteva
dedicare seriamente alla riforma ed alla modifica si potevano
operare tutti gli aggiustamenti del caso che riguardano, come le ho
detto, la norma anti-ribaltone, la norma che riguarda l'eventuale
introduzione negli organi dell'Assemblea del Vicepresidente, la
questione della composizione delle Giunte da parte dei parlamentari
in carica, tutte questioni che potevano e dovevano essere trattate
anche per la conseguenza che deve essere tenuta ben presente che è
quella della legge ordinaria di modifica della legge elettorale.
Oggi, si dice che se tutto dovesse precipitare la norma
transitoria comunque regge. Per carità, non lo discuto, sarà anche
così, però, qua non è che abbiamo un fatto veramente tecnico, la
conseguenza sul concetto della rappresentanza politica è un'altra
cosa dal tecnicismo di potere andare a votare. La logica della
rappresentanza, in ambito provinciale, è un'latra cosa dal
tecnicismo per cui poi si può andare ad elezioni.
Io credo che questa frenesia non sia giustificata dalla necessità
temporale di una scadenza cogente che ci imporrebbe di farlo
sostanzialmente a calci nel sedere perché, ribadisco, escludo che
in una fase storica e drammatica come quella attuale qualcuno possa
permettersi con un decreto legge di modificare atti che hanno
valore costituzionale come, per esempio, quello del nostro Statuto.
E, ribadisco, non credo che in un momento come questo una
settimana dedicata seriamente alla modifica del nostro Statuto,
alla questione affrontata con gli emendamenti e coevamente alla
soluzione di una legge elettorale che deve essere pienamente
compatibile e conseguenza della modifica statutaria poteva essere
fatta operando in maniera molto più razionale.
Vede, signor Presidente, e concludo, questa è un'Assemblea che per
molti versi e per molti giorni, diciamolo realisticamente, lavora
poco, nel senso che molte volte non è così pienamente e
freneticamente impegnata nei lavori parlamentari, altre volte,
invece, improvvisamente questa accelerazione per la quale in sette
minuti bisogna fare tutto e se diventano otto è quasi un fastidio,
diventa quasi irritante che si voglia prolungare tutto questo di
qualche minuto.
Credo che questo non sia un buon modo di legiferare e sia un modo
che ulteriormente conferma come tutti quanti siamo oggi soggetti a
questa pseudo antipolitica che sta trascinando tutti facendo venire
meno, ribadisco, la rappresentanza politica che dovrebbe essere la
cosa che più ci deve occupare nell'interesse dell'elettore.
PRESIDENTE. Onorevole Bufardeci, giusto per precisione, ribadisco
visto che lei ha ripetuto le mie dichiarazioni di inammissibilità
agli emendamenti.
La Presidenza non ha dichiarato inammissibile alcun emendamento,
sono tutti ammissibili; sono stati i primi, quelli al testo,
decaduti per mancanza dei presentatori, i secondi, gli aggiuntivi,
sono stati stralciati e trasferiti alla I Commissione, ai sensi
dell'articolo 12 dello Statuto, affinché elabori un testo per il
prossimo esame d'Aula, ma non sono inammissibili, sono
assolutamente ammissibili e saranno oggetto di lavori da parte
della I Commissione.
BUFARDECI. La sostanza non cambia perché non vengono discussi
oggi.
PRESIDENTE. No, cambia molto la sostanza, non vengono discussi
oggi ma sono modifiche statutarie che, come lei sa, hanno valenza
costituzionale e non possono essere discussi da un Parlamento dopo
mezz'ora dalla loro presentazione, hanno bisogno di un iter più
ragionato e più lungo.
FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in assoluta
adesione a quello che il mio Presidente Leontini ha già
preannunciato, ha sottoscritto, siamo assolutamente convinti che
questo disegno di legge debba essere votato così com'è. Fermo
restando che, comunque, questo Parlamento dovrà onerarsi
immediatamente di procedere ad una legge ordinaria, ad una legge
regionale perché si possa, poi, garantire, la partecipazione. La
partecipazione che qualche collega chiedeva, ciò che riguarda
l'architettura, il sistema elettorale e la rappresentatività delle
varie province.
E' chiaro, ho sentito parlare anche di fretta che questa
Presidenza ha dato, di accelerazione eccessiva al disegno di legge.
Dobbiamo, però, ricordare che c'era una Commissione Statuto
all'uopo nominata da questa onorevole Presidenza che, purtroppo, ha
inciampato, che non è stata così efficiente come doveva essere. In
questo senso, credo, che oggi, l'opinione pubblica che ci guarda,
il nuovo contesto politico ci chiede, chiede a questo Parlamento,
non una riduzione di costi, perché lo abbiamo detto, non è una
questione di costi. La questione è molto più vasta e molto più
importante. Riguarda, l'attualizzazione del nuovo,
dell'architettura istituzionale siciliana.
Pertanto, votiamo, siamo convinti, siamo per questa norma, però,
invitiamo immediatamente a lavorare su un disegno di legge di
natura regionale che possa, invece, creare e garantire
partecipazione, democrazia e rappresentatività all'intera Sicilia.
CALANDUCCI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per esprimere una perplessità profonda. Ieri ho argomentato, ed
essendo uno dei più giovani parlamentari
PRESIDENTE. Di servizio e non di età anagrafica.
CALANDUCCI. Certamente, sembro giovane anche d'età, ma non lo
sono.
Il mio intervento volgeva verso quest'Aula dove siedono,
sicuramente, espressioni di una grande competenza politica, per
chiarirmi alcuni dubbi. Ho ascoltato con attenzione i vari
interventi e non nascondo di non avere capito perché stiamo facendo
questa legge e perché si sta votando. C'è politica, antipolitica,
risparmio, non risparmio. Una cosa, però, è certa, che stiamo
toccando un assetto costituzionale che è costato la vita ad
espressioni politiche e, comunque, espressioni e movimenti del
territorio nel 1948 quando fu costituito un assetto.
Una delle strade che era stata discussa, che si poteva percorrere,
è quella di, con attenzione, legare allo studio del territorio,
alle circoscrizioni ed alle varie espressioni nazionali, sia della
Camera che del Senato, il numero dei parlamentari. Questo non è
percorribile e, allora, resta solo l'altro aspetto che è quello di
dare, effettivamente, un senso compiuto in un momento difficile,
cioè ridurre le spese che incidono nella società civile.
E, allora, se è questo il motivo, ascoltiamo il decreto che con un
atto veloce modifica la nostra legge costituzionale e riduciamo al
50 per cento. Allora, ha un senso perché effettivamente c'è un
risparmio notevole e, così, si ascolta la direttiva. Sono del
presupposto: non farti del male tu stesso se non vuoi che te ne
fanno gli altri . Ascoltiamo. Se noi non siamo in grado di valutare
come toccare il nostro assetto, riduciamo al 50 per cento e, così,
ha un senso il risparmio, un senso la nostra azione, un senso la
nostra presenza.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
chiaramente dire, come ho detto ieri, che confermo la mia assoluta
adesione alla riduzione del numero dei deputati di questa
Assemblea. Contesto soltanto il modo in cui lo stiamo facendo.
Contesto il fatto che non stiamo aderendo a ciò che potrebbe essere
il dettato del Governo nazionale di ridurre il numero dei deputati
a 50 e contesto il fatto di avere rinunciato, da parte sua, signor
Presidente, e di tutta l'Assemblea, a rivendicare tutte le
prerogative che sono insite nel nostro Statuto e quindi la natura
pattizia del nostro Statuto che ci mette in una posizione paritaria
rispetto ad altre istituzioni statali e che ci avrebbe permesso sì
di arrivare alla riduzione del numero dei parlamentari, piuttosto
che alla riforma di altri punti importanti di uno Statuto che tutti
stiamo ritenendo e considerando vetusto; facendolo in questo modo
stiamo utilizzando un meccanismo un po' ipocrita, stiamo
utilizzando il trucco per tentare di mediare con lo Stato ciò che
lo Stato avrebbe già deciso e cioè la riduzione dei deputati a 50.
Avevamo suggerito di ancorare la riduzione del numero di questi
deputati alla riduzione del Parlamento nazionale che,
probabilmente, avrebbe portato il numero di questo Parlamento ad
una composizione inferiore a 70, non capisco perché questa tesi non
voglia essere accettata e messa ad un libero confronto. E' un
peccato, è una occasione sprecata. Mi rendo conto che ridurremo il
numero dei deputati a 70 e ci sarà anche il mio voto favorevole ma
avremo sprecato una grande occasione e credo che si sia iniziato un
percorso negativo che riguarda le prerogative statutarie di questa
Assemblea.
PRESIDENTE. Non ci sono altre dichiarazioni di voto. Pongo in
votazione il disegno di legge numero 790/A.
INCARDONA. Chiedo il voto avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Nel momento in cui la Presidenza è passata alla
votazione finale del disegno di legge, l'onorevole Incardona,
preannunciando in sede di dichiarazione di voto la richiesta di
voto segreto, ha espresso la propria posizione contraria ed in
successione i rappresentati di altri gruppi hanno espresso
palesemente e dichiarato il loro voto favorevole o contrario.
Poiché ai sensi dell'art. 131, comma 2, nei casi di votazione a
scrutinio segreto sono ammesse soltanto dichiarazioni per indicare
i motivi dell'astensione, la richiesta di votazione segreta non è
ammessa da questa Presidenza.
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale per scrutinio nominale palese del disegno di
legge numeri 790/A «Schema di progetto di legge costituzionale da
proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41
ter, comma 2, dello Statuto recante Modifiche all'articolo 3 dello
Statuto della Regione siciliana, in materia di riduzione dei
deputati dell'Assemblea regionale siciliana'»
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio palese
nominale del disegno di legge numeri 790/A Schema di progetto di
legge costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica ai
sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello Statuto recante
'Modifiche all'articolo 3 dello Statuto della Regione siciliana, in
materia di riduzione dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana' .
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
COLIANNI. Non è possibile, io ho votato contro.
GRECO. Anch'io ho votato contro.
PRESIDENTE. E' strano, comunque possiamo ripetere la votazione.
Mettiamo a verbale che gli onorevoli Colianni e Greco hanno
votato contro.
MAIRA. Dichiaro di avere votato a favore.
PRESIDENTE. Lo mettiamo a verbale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ripetiamo la votazione.
Siamo pronti per ripetere la votazione, come sapete il sistema
elettronico ha bisogno di qualche minuto per ricaricarsi.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 62
Votanti .. 61
Maggioranza 31
Favorevoli 59
Contrari 1
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
Mettiamo a verbale che il disegno di legge è stato approvato con
il voto contrario dell'onorevole Greco.
Presidenza del presidente Cascio
Discussione del disegno di legge numero 702/A «Schema di progetto
di legge costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica
ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello Statuto recante
Modifiche e integrazioni dell'articolo 36 dello Statuto della
Regione, in materia di entrate tributarie'»
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge numero
702/A «Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
dello Statuto recante Modifiche e integrazioni dell'articolo 36
dello Statuto della Regione, in materia di entrate tributarie'»,
posto al numero 2).
Ricordo che nella serata di ieri si è svolta la relazione ed era
stato votato il passaggio all'esame degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Modifica dell'articolo 36, comma 2 dello Statuto della Regione
siciliana
1. Il comma 2 dell'articolo 36 dello Statuto della Regione
siciliana è sostituito dal seguente: Sono però riservate allo Stato
le entrate dei monopoli dei tabacchi e del lotto'».
Non sono stati presentati emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Attribuzione alla Regione del gettito di imposte di produzione
1. Dopo il comma 2 dell'articolo 36 dello Statuto della Regione
siciliana, come sostituito dall'articolo 1, è aggiunto il seguente:
2 bis. Alla Regione spetta il gettito dell'imposta di produzione
sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi e sui
gas petroliferi raffinati ed immessi in consumo nel territorio
regionale e il 20 per cento del gettito dell'imposta di produzione
sugli stessi prodotti raffinati nel territorio regionale ma immessi
in consumo in quello di altre regioni.'».
Non sono stati presentati emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione finale del disegno di legge numero 702/A «Schema di
progetto di legge costituzionale da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello Statuto
recante Modifiche e integrazioni dell'articolo 36 dello Statuto
della Regione, in materia di entrate tributarie'»
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
numero 702/A «Schema di progetto di legge costituzionale da
proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41
ter, comma 2, dello Statuto recante Modifiche e integrazioni
dell'articolo 36 dello Statuto della Regione, in materia di entrate
tributarie'».
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 58
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 56
Contrari 1
(L'Assemblea approva)
Gli onorevoli Falcone, Limoli, Arena, Cappadona, Bonomo e Lo
Giudice hanno votato a favore.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge numero 794/A
«Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive»
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge numero 794/A «Costituzione dell'Istituto regionale
per lo sviluppo delle attività produttive», posto al numero 3).
Eravamo all'articolo 6.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, le chiedo 5 minuti di sospensione
per dotarci degli atti.
PRESIDENTE. Sono gli atti che avevamo ieri sera, non sono
cambiati.
BUFARDECI. Non tutti li abbiamo qui in Aula, se è possibile. Io
personalmente devo scendere, pensavo che tutto durasse molto di più
dei pochi minuti in cui si è discusso tutto questo. Se può
sospendere per qualche minuto, il tempo che prendiamo gli atti e
vediamo gli emendamenti.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 11.54, è ripresa alle ore 12.11)
Seguito dell'esame del disegno di legge «Costituzione
dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive»
(794/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito dell'esame del disegno di legge
«Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive» (794/A), posto al punto 3).
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, vi ricordo che ieri avevamo interrotto l'esame
del disegno di legge in fase di votazione dell'emendamento 6.14.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.3, dell'onorevole Leontini ed
altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Comunico che sono stati
presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo: 6.15 e 6.16;
- dall'onorevole Maira: subemendamento 6.15.1.
Pongo in votazione il subemendamento 6.15.1. Il parere della
Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.15, con l'intesa che la parola
undici' è sostituita dalla parola tredici'. I componenti della
Consulta diventano tredici.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.4, dell'onorevole Leontini.
LEONTINI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, comunico gli emendamenti al comma 1 e
precisamente il 6.1, 6.12, 6.5, 6.13, 6.6, 6.7, 6.11, al comma 1,
sono superati.
Si passa all'esame dell'emendamento 6.8.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, intervengo solo per aver chiarito da
lei e dagli Uffici se avere superato con l'approvazione precedente
tutti gli altri emendamenti comporta comunque nell'aumento del
numero a tredici dei componenti della consulta la indicazione
all'interno della composizione dei soggetti che ho indicato
nell'emendamento, cioè sia quello dell'ANCI, sia quello dei
sindacati, perché altrimenti non è superato.
PRESIDENTE. Onorevole Bufardeci, con questo emendamento si aumenta
soltanto la rappresentanza sindacale. E' sostituivo del comma.
Quindi è superato perché riscrive il comma 1.
Per cui il suo emendamento che era al comma 1 è superato, dal
punto di vista procedurale.
PANARELLO. C'è un rappresentante dell'ANCI. E' previsto
BUFARDECI. Se è previsto, allora va bene.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.8, dell'onorevole
Leontini.
LEONTINI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 6.9, dell'onorevole Leontini.
LEONTINI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.16, presentato dal Governo
che così recita: In relazione al rilascio dei pareri sui piani
regolatori d'area o la programmazione d'area la consulta è
allargata alla partecipazione del sindaco o suo delegato del comune
nel cui territorio ricade l'area interessata.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.10, dell'onorevole Leontini.
LEONTINI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 6 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Il Consiglio di amministrazione
1. Il Consiglio di amministrazione é nominato con decreto del
Presidente della Regione, previa delibera di Giunta, su proposta
dell'Assessore regionale per le atti vità produttive, ed è composto
da cinque membri dotati di particolare e comprovata esperienza nel
settore delle attività produttive, di cui due scelti tra esponenti
nel campo dell'industria, del commercio, dell'artigianato, della
cooperazione e dell'agricoltura.
2. Il Consiglio di amministrazione, in quanto preposto alla
generale gestione dell'IRSAP:
a) adotta lo Statuto e le sue eventuali modifiche ed integrazioni;
b) adotta i piani regolatori delle aree;
c) approva il programma triennale degli interventi e delle
attività;
d) approva i bilanci di previsione ed i conti consuntivi;
e) autorizza e, successivamente, approva la stipula di convenzioni
ed accordi con lo Stato, la Regione ed altri enti pubblici e
privati per la realizzazione e gestione di infrastrutture e
servizi;
f) fissa i criteri per l'assegnazione delle aree e delle
infrastrutture secondo quanto stabilito dalla presente legge ed
approva la graduatoria delle istanze pervenute delle imprese
interessate;
g) determina le quote da porre a carico delle imprese insediate
nelle aree per l'utilizzo dei servizi e delle infrastrutture;
h) adotta ogni altro atto non espressamente riservato per legge o
statuto al presidente o ad altro organo dell'Istituto o al
direttore generale.
3. Di ogni seduta del consiglio di amministrazione è redatto
processo verbale il quale, numerato in ordine progressivo per
annualità, è tenuto a cura del direttore generale.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Buzzanca e Limoli: 7.2, 7.5,
7.6, 7.7, 7.8, 7.9, 7.10, 7.11, 7.12, 7.13, 7.14, 7.15;
- dagli onorevoli Maira e Caronia: 7.16;
- dall'onorevole Rinaldi: 7.1;
- dagli onorevoli Falcone, Pogliese, Buzzanca e Vinciullo: 7.17;
- dagli onorevoli De Benedictis, Cracolici, Panarello e Oddo:
7.3;
- dagli onorevoli Bufardeci, Mineo, Cimino, Scilla e Incardona: 7.
Si passa all'emendamento 7.2, dell'onorevole Leontini.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 7.16, degli onorevoli Maira e Caronia.
CARONIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
7.5, dell'onorevole Leontini. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. .
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 7.17, dell'onorevole Falcone.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, vorrei spiegare a questo Parlamento la
portata di quest'emendamento che a mio avviso, da il vero senso
pregnante alla riforma, una riforma che viene fatta perché dovremmo
sottrarre dalla politica e alla politica la gestione di questo
istituto, di questo nuovo ente.
Purtroppo, così come è stato articolato, il nuovo consiglio di
amministrazione, al comma 2 per l'esattezza, - ci rendiamo conto in
effetti che al comma 1, ma anche al comma 2 - stiamo accentrando
nelle mani della politica la gestione dell'ente che dovrebbe essere
il nuovo volano dello sviluppo in Sicilia.
Perché quando diciamo che il consiglio di amministrazione è
formato da 5 componenti e dei cinque componenti ne stiamo
assegnando due al Presidente, il consiglio di amministrazione è
nominato con decreto del Presidente della Regione su proposta
dell'assessore, è composto da 5 membri e in particolare con provata
esperienza.. , diciamo che stiamo mettendo nelle condizioni di
accentrare nelle mani della politica nuovamente la gestione di un
ente così importante.
Ma cosa vuole fare questo emendamento. Questo emendamento vuole
dire è giusto che riduciamo, ma è giusto che assegniamo agli
operatori del settore la gestione di questo ente.
L'emendamento si propone l'obiettivo di assegnare ad un uomo di
Confindustria la presidenza di questo nuovo organismo, e non
perché Confindustria in questo momento è quella che più di tutti
ha picconato anche il Governo, ha stimolato il Governo regionale
nel dare una accelerazione a questo disegno di legge, ma perché
riteniamo che gli operatori, chi meglio degli operatori, del
settore possano esprimere il presidente di questo nuovo istituto
che meglio conosce le problematiche, che maggiore impulso può dare,
che è più sganciato e che è meno legato alla politica deve essere.
Se invece vogliamo continuare nelle nomine di tipo e di matrice
politica ci renderemo conto che il Falcone di turno che si è
candidato e che non è stato eletto avrà un buon posto di
sottogoverno, uno dei più importanti posti di sottogoverno in
questo nuovo istituto regionale. Poi daremo ad un altro invece se
candidato e non ce l'ha fatta, a un altro amico che dobbiamo
promuovere, daremo un altro posto con una nuova nomina.
L'emendamento recita: il consiglio di amministrazione è nominato
con decreto del Presidente della Regione, previa delibera di
Giunta, su proposta dell'assessore regionale per le attività
produttive ed è composto: da un componente dell'Anci (dobbiamo
dare una rappresentanza all'Anci, ai comuni, l'avevamo detto, c'era
un impegno), un componente dell'URPS (perché fin quando le province
rimarranno è giusto, le province, ad esempio, ad oggi hanno ancora
competenza sui piani regolatori delle ASI), un componente di
Confindustria, un componente della Camera di Commercio, un
componente in rappresentanza della categoria dei sindacati e
successivamente poi dirò nel mio prossimo intervento, come ho già
preannunciato, a chi dovrebbe essere affidata la presidenza.
Mi pare che questo emendamento, così come è stato articolato possa
dare una grande rappresentatività, dagli enti locali agli operatori
del settore, ma sicuramente e certamente dobbiamo dire che con
questo emendamento sganciamo l'istituto dalla politica, lo
sganciamo da logiche vecchie che hanno portato ad una pletora,
hanno portato all'impasse in cui oggi ci stiamo trovando.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. .
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 7.1, a firma dell'onorevole
Rinaldi.
RINALDI. Chiedo di illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
ho presentato questo emendamento ma, chiaramente, è una sorta di
provocazione.
Se l'Assessore è d'accordo, perché ho letto l'emendamento
successivo che porta a tre i componenti rispetto a due scelti, così
come prevede l'articolo, degli esponenti nel campo dell'industria,
del commercio, dell'artigianato e della cooperazione, mi trova
d'accordo, perché su cinque componenti metterne solo due di
comprovata esperienza secondo me è poco, almeno averne tre, se
l'Assessore è d'accordo ritiro il mio emendamento ed approviamo
quello successivo.
PRESIDENTE. Si prende atto del ritiro dell'emendamento 7.1.
Si passa all'emendamento 7.3, a firma dell'onorevole De
Benedictis. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.6, dell'onorevole Leontini.
LEONTINI. Chiedo la verifica del numero legale.
Comunicazione del programma-calendario dei lavori parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di procedere alla verifica
del numero legale, do comunicazione all'Aula dell'esito della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che si è riunita
oggi, 7 dicembre 2011, sotto la presidenza del Presidente
dell'Assemblea, onorevole Cascio, presenti anche i Vice Presidenti,
onorevole Oddo ed onorevole Formica, con la partecipazione del
Presidente della Regione, onorevole Lombardo, ha deliberato
all'unanimità il seguente programma-calendario dei lavori per la
corrente sessione che si concluderà il 22 dicembre 2001.
L'Aula, dopo la seduta di oggi, terrà seduta da martedì 13 a
giovedì 15 e da martedì 20 a giovedì 22 dicembre per l'esame dei
seguenti disegni di legge, oltre a quelli già iscritti all'ordine
del giorno:
-Interventi a sostegno di organismi e associazione antiracket
riconosciute(n. 793/A);
-Istituzione della provincia regionale di Gela (n. 611/A) -
(trasmesso all'Aula ai sensi dell'articolo 64, comma 3, del
Regolamento interno con la proposta della Commissione di non
passaggio all'esame degli articoli);
-Promozione della Rete Scuole alfamediali (nn. 712-617/A);
-Riconoscimento e valorizzazione della funzione educativa e
sociale svolta dalle parrocchie, dagli enti ecclesiastici della
Chiesa cattolica, dagli enti delle altre confessioni religiose con
le quali lo Stato ha stipulato una intesa ai sensi dell'articolo 8
della Costituzione e dalle comunità di recupero (nn. 132-210-325-
463-464/A);
-Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere
(nn. 371-485-510-2/A);
-Disposizioni per promuovere il rispetto dell'identità di genere
(n. 574/A).
Le Commissioni daranno priorità all'esame dei seguenti disegni di
legge, che saranno trattati nella corrente sessione:
-Proroghe, di imminente presentazione da parte del Governo;
-Esercizio provvisorio, di imminente presentazione da parte del
Governo;
-Norme in materia di partecipazione al costo delle prestazioni
sanitarie (n. 788/A);
-Norme in materia di organi comunali e provinciali. Soppressione
delle circoscrizioni di decentramento comunale (n. 825).
L'Assemblea ne prende atto.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, volevo ringraziare sia lei, signor Presidente quanto
tutti i Capigruppo per aver messo all'ordine del giorno questi tre
disegni di legge che tanto avevo perorato alla vostra attenzione.
Sono grato, pertanto, a tutti voi per quello che avete deciso di
fare.
Io non ho la presunzione di pensare che i disegni di legge debbano
essere approvati, assolutamente no, l'unico mio desiderio era
quello di portare in Aula questi disegni di legge in maniera tale
che i parlamentari, dal momento che c'è, per il secondo anno
consecutivo, la copertura finanziaria, si potessero esprimere
liberamente su questo disegno di legge.
So che ho creato un po' di problemi, di fastidio, anche al mio
Gruppo e di questo chiedo scusa al Presidente del mio Gruppo,
l'onorevole Leontini.
Con l'occasione, signor Presidente, siccome la mia sospensione dal
Gruppo era solo determinata dal fatto che desideravo che questi tre
disegni di legge venissero discussi e non c'erano altri problemi di
natura politica, volevo comunicare a quest'Aula che ritorno al mio
Gruppo di appartenenza, cioè al Gruppo del PDL.
LEONTINI. Chiedo la verifica del numero legale.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Adamo, Bosco, Scoma e Torregrossa,
invito gli onorevoli deputati a registrare la loro presenza con la
scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 22
L'Assemblea non è in numero legale.
Onorevoli colleghi, apprezzate le circostanze, la seduta è
rinviata a martedì, 13 dicembre 2011, alle ore 16.00, con il
seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni.
II - Discussione, ai sensi dell'articolo 64, comma 3, del
Regolamento interno, sulla proposta della Commissione di non
passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge:
Istituzione della provincia regionale di Gela (n. 611/A).
III -Discussione dei disegni di legge:
1) - Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive . (n. 794/A) (Seguito)
Relatore: on. Apprendi
2) - Riqualificazione urbanistica con interventi di edilizia
sociale convenzionata. Misure urgenti per lo sviluppo economico .
(n. 805/A) (Seguito)
Relatore: on. Mancuso
3) - Ricollocazione del personale dell'Ente autonomo Fiera del
Mediterraneo . (n. 750/A)
Relatore: on. Apprendi
4) - Interventi a sostegno di organismi ed associazioni
antiracket riconosciute (n. 793/A)
Relatore: on. Torregrossa
5) - Promozione della Rete Scuole alfamediali. (nn. 712-617/A)
Relatore: on. Panarello
6) - Riconoscimento e valorizzazione della funzione educativa e
sociale svolta dalle parrocchie, dagli enti ecclesiastici della
Chiesa cattolica, dagli enti delle altre confessioni religiose con
le quali lo Stato ha stipulato una intesa ai sensi dell'articolo 8
della Costituzione e dalle comunità di recupero. (nn. 132-210-325-
463-464/A)
Relatore: on. Vinciullo
7) - Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di
genere. (nn. 371-485-510-2/A)
Relatore: on. Vinciullo
8) - Disposizioni per promuovere il rispetto dell'identità di
genere. (n. 574/A)
Relatore: on. Di Guardo
La seduta è tolta alle ore 12.32
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
alle ore 15.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 794/A - COSTITUZIONE DELL'ISTITUTO REGIONALE
PER LO SVILUPPO DELLE ATTIVITà PRODUTTIVE .
All'articolo 6:
Subememdamento 6.15.1:
All'emendamento 6.15, sostituire alla lettera f) le parole un
membro con tre membri .
Emendamento 6.15:
Il comma 1 dell'articolo 6 è così sostituito:
1. La Consulta delle attività produttive è nominata con decreto
del Presidente della Regione, previa delibera di Giunta, su
proposta dell' Assessore regionale per le attività produttive. E'
composta da undici membri scelti tra soggetti che si sono con
traddistinti per la particolare e comprovata esperienza nel settore
delle attività produttive, tenendo conto delle esperienze maturate
nei settori dell'industria, del commercio, dell'artigianato, della
cooperazione e dell'agricoltura, secondo le modalità di seguito
indicate:
a) due membri designati dal Presidente della Regione;
b) un membro designato dall'Assessore regionale per le attività
produttive;
c) due membri individuati tra quelli indicati nella terna di
soggetti presentata dall'associazione degli industriali
maggiormente rappresentativa nel territorio regionale;
d) quattro membri individuati, rispettivamente, in numero di uno
per ogni terna di soggetti presentata dalle associazioni delle
categorie dei commercianti, degli artigiani, delle cooperative e
degli agricoltori maggiormente rappresentative nel territorio
regionale;
e) un membro indicato dall'Associazione Nazionale dei Comuni
Siciliani - AnciSicilia;
f) un membro indicato dalle organizzazioni sindacali maggiormente
rappresentative nel territorio regionale.
Emendamento 6.16:
All'articolo 6, comma 3, aggiungere il seguente comma:
In relazione al rilascio dei pareri sui piani regolatori d'area o
la programmazione d'area, la Consulta è allargata alla
partecipazione del sindaco o suo delegato del comune nel cui
territorio ricade l'area interessata.
All'articolo 7:
Emendamento 7.3:
Al comma 1 sostituire le parole di cui due scelti tra esponenti
nel campo dell'industria, del commercio con di cui tre scelti
tra esponenti nel campo dell'industria, del commercio
dell'artigianato, della cooperazione e dell'agricoltura .