Presidenza del presidente Cascio
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute da parte dell'Assessore
per la salute le risposte scritte alle seguenti interrogazioni:
N. 1672 - Chiarimenti sulla nomina del coordinatore sanitario
dell'ASP di Palermo.
Firmatario: De Benedictis Roberto
N. 2004 - Notizie sullo stato di abbandono dei defunti
nell'obitorio dell'ospedale Papardo di Messina.
Firmatario: Limoli Giuseppe
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Istituzione presso la Presidenza della Regione siciliana di un
Osservatorio permanente sulla sicurezza sociale e civile ed il
monitoraggio dei diritti umani nel Mediterraneo (n. 826)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Incardona il
12 dicembre 2011
- Interventi urgenti a favore delle imprese viticole siciliane (n.
827)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Oddo,
Apprendi, Marinello e Donegani il 12 dicembre 2011.
Comunicazione di presentazione di disegni di legge e di
contestuale invio
alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati alle
Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Misure in materia di personale della regione siciliana e di
contenimento della spesa. (n. 828)
di iniziativa governativa, presentato in data 12 dicembre 2011 e
inviato in data 12 dicembre 2011
BILANCIO (II)
- Autorizzazione per l'esercizio provvisorio per l'anno 2012 e
disposizioni contabili. (n. 829)
di iniziativa governativa, presentato in data 12 dicembre 2011 e
inviato in data 12 dicembre 2011, parere I.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle Commissioni
legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Introduzione di un limite ai mandati parlamentari all'Assemblea
regionale siciliana. Modifiche all'articolo 8 della legge regionale
20 marzo 1951, n. 29. (n. 817)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 13 dicembre 2011
- Istituzione di una Commissione d'inchiesta sui danni alluvionali
registrati in Sicilia dal 2008 in poi. (n. 819),
di iniziativa parlamentare, inviato in data 6 dicembre 2011,
parere IV
- Stabilizzazione del personale precario della Regione siciliana e
norme per il contenimento della spesa. (n. 824)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 13 dicembre 2011
- Norme in materia di organi comunali e provinciali. Soppressione
delle circoscrizioni di decentramento comunale. (n. 825)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 6 dicembre 2011
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Autorizzazione alla bruciatura di paglia, sfalci e potature
nelle attività agricole in Sicilia. (n. 814)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 13 dicembre 2011
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Misure di contrasto all'obesità giovanile. (n. 818)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 13 dicembre 2011,
parere VI
- Norme in materia di contrasto all'obesità infantile e giovanile.
(n. 813)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 13 dicembre 2011,
parere VI.
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE. Comunico i pareri resi dalla Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Consorzio di bonifica di Caltagirone. Designazione componente
effettivo, con funzioni di Presidente, del collegio dei revisori
dei conti. (n. 196/I)
reso in data 6 dicembre 2011 e inviato in data 13 dicembre 2011
- Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di
Catania. Designazione componente effettivo e componente supplente
dei revisori dei conti. (n. 197/I)
reso in data 6 dicembre 2011 e inviato in data 13 dicembre 2011.
Comunicazione di trasmissione della previsione e della situazione
trimestrale
di cassa e di tesoreria della Regione
PRESIDENTE. Comunico che l'Assessorato regionale dell'economia,
dipartimento bilancio e tesoro, ha trasmesso, in data 30 novembre
2011, la previsione e la situazione trimestrale di cassa e di
tesoreria della Regione in attuazione dell'art. 52, comma 5, della
legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, al 30 settembre 2011.
Comunico, altresì, che copia della sopracitata documentazione è
stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
Currenti, Bonomo, Vinciullo e Marinese per oggi; Ferrara e Donegani
dal 13 al 15 dicembre 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2270 - Notizie sulla nomina di dirigenti di unità operative
presso l'Azienda ospedaliera 'Civico e Benfratelli' di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Lentini Salvatore
N. 2271 - Notizie sulla gestione dell'Azienda ospedaliera Civico e
Benfratelli' di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Lentini Salvatore
N. 2273 - Notizie sull'ente Fiera del Mediterraneo.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Falcone Marco
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2272 - Provvedimenti urgenti in merito alla proroga della
concessione per lo sfruttamento delle sorgenti idriche delle
Madonie alla società 'Acqua Geraci s.p.a.' di Geraci Siculo (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 2274 - Notizie in merito alle procedure adottate dall'ASP n. 8
di Siracusa per la fornitura e la consegna a domicilio di presidi
sanitari, per pazienti incontinenti o con altre patologie e per i
cittadini aventi diritto a tali prestazioni.
- Assessore Salute
Firmatario: Bufardeci Giambattista
N. 2275 - Notizie in merito all'esclusione dei progetti presentati
dagli enti gestori delle riserve naturali orientate 'Macchia
Foresta del fiume Irmino' e 'Pino D'Aleppo', presenti nel
territorio ragusano, dal piano di ripartizione delle risorse per
gli interventi di sistemazione e manutenzione delle aree protette
siciliane da affidare alla Biosphera s.p.a.
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Incardona Carmelo.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate, in data 2 dicembre
2011, le seguenti mozioni:
numero 316 Sospensione del decreto assessoriale del 13 luglio
2011, relativo alla consultazione referendaria di variazione
territoriale riguardante la rettifica dei confini tra i Comuni
contermini di Racalmuto e Grotte (AG) , degli onorevoli Di Mauro,
Gennuso, Colianni, D'Agostino;
numero 317 Iniziative urgenti per garantire la stabilità
occupazionale del personale precario negli enti locali della
Sicilia , degli onorevoli Giuffrida, Lentini, Adamo, Parlavecchio.
Comunicazione di deposito di dichiarazione concernente variazioni
patrimoniali e dichiarazione dei redditi degli onorevoli Maira e
Savona
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con riferimento agli adempimenti
previsti dalla legge regionale n. 128 del 1982, comunica che:
l'onorevole Maira ha depositato la dichiarazione dei redditi e la
dichiarazione concernente le variazioni patrimoniali per l'anno
2011; l'onorevole Savona ha depositato nuova copia della
dichiarazione dei redditi 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
il ddl 611/A 'istituzione provincia regionale di Gela'
Presidenza del presidente Cascio
Discussione, ai sensi dell'articolo 64, comma 3, del Regolamento
interno, sulla proposta della Commissione di non passaggio
all'esame degli articoli del disegno di legge Istituzione della
provincia regionale di Gela ( 611/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione, ai sensi dell'articolo 64, comma 3, del Regolamento
interno, sulla proposta della Commissione di non passaggio
all'esame degli articoli del disegno di legge Istituzione della
provincia regionale di Gela (611/A).
Invito i componenti la I Commissione, «Affari istituzionali», a
prendere posto nel relativo banco.
Do lettura dell'articolo 64, comma 3, del Regolamento interno cui
si fa riferimento:
Qualora un disegno di legge sia stato respinto dalla Commissione
competente, la discussione in Assemblea ha luogo sulla proposta
della Commissione di non passaggio all'esame degli articoli che,
dopo la discussione, viene posta ai voti .
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
onorevole Minardo, per riferire sull'iter in Commissione della
proposta di legge citata.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, il presente disegno di legge di iniziativa popolare
prevede l'istituzione della provincia regionale di Gela mediante la
modifica dei confini territoriali di alcune province regionali.
La I Commissione «Affari istituzionali» ha esaminato il disegno
di legge in oggetto a seguito delle indicazioni della Conferenza
dei Presidenti dei gruppi parlamentari, formulate in relazione alla
valenza dello strumento di democrazia diretta utilizzato dai
presentatori dell'iniziativa.
Nel merito, tuttavia, si tratta di una proposta che in un
momento, quale è quello attuale, in cui è vivo ed aperto il
dibattito su un processo riformatore tendente alla soppressione
degli enti intermedi al fine di ridurre i costi dell'apparato
pubblico, risulta essere non conforme con il perseguimento dei
predetti obiettivi.
Proprio in forza di tali motivazioni, connesse all'attuale
contesto politico e culturale e al dibattito istituzionale in corso
sull'abolizione delle province, la I Commissione «Affari
istituzionali», nella seduta n. 190 del 29 novembre 2011, ha
concluso l'iter procedurale respingendo il disegno di legge in
esame e, conseguentemente, ai sensi dell'articolo 64, comma 3 del
Regolamento interno, oggi propone all'Aula, il non passaggio
all'esame degli articoli.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta della Commissione di
non passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
La proposta della Commissione è approvata con il voto contrario
degli onorevoli Caputo e Colianni.
costituzione di un istituto regionale delle attività produttive
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge «Costituzione
dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive»
(794/A )
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
n. 794/A «Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo
delle attività produttive», posto al numero 1).
Invito i componenti la III. Commissione. «Attività produttive», a
prendere posto nel relativo banco.
Nella seduta precedente ricordo è mancato il numero legale al
momento della votazione dell'emendamento 7.6.
Si riprende, quindi, dall'emendamento 7.6, a firma dell'onorevole
Leontini che, presente in Aula, mantiene l'emendamento. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE.. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
LEONTINI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 7.7, 7.8, 7.9,
7.10, 7.11, 7.12, 7.13, 7.14 e 7.15. .
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.4, a firma Bufardeci ed altri. Non
essendo l'onorevole Bufardeci presente in Aula l'emendamento è
dichiarato decaduto.
Pongo in votazione l'articolo 7 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 7 è approvato con il voto contrario del Gruppo PDL.
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Presidente e vicepresidente
1. Il presidente è il legale rappresentante dell'Istituto ed è
nominato con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per le attività produttive, tra i membri
del Consiglio di amministrazione. Egli convoca e presiede il
Consiglio di amministrazione dirigendone i relativi lavori. Il
presidente può restare in carica per non più di due mandati
consecutivi.
2. Il vicepresidente è scelto dal presidente tra i membri del
Consiglio di amministrazione.
3. Il Presidente:
a) provvede all'esecuzione delle deliberazioni del Consiglio di
amministrazione;
b) redige e predispone gli atti da sottoporre alla valutazione ed
approvazione del Consiglio;
c) svolge ogni altro compito o attività espressamente
attribuitagli dallo statuto.
4. Il Presidente può delegare lo svolgimento di alcune funzioni,
espressamente indicate dallo statuto, al vicepresidente.
5. Il vicepresidente sostituisce il presidente in caso di assenza,
impedimento o vacanza. Svolge altresì le funzioni, indicate nello
statuto, che possono essergli delegate dal presidente.
6. I compensi spettanti al presidente ed ai componenti del
Consiglio di amministrazione, cui si fa fronte con parte del
contributo per le spese di funzionamento di cui all'articolo 4,
comma 2, sono stabiliti, con cadenza biennale, con decreto
dell'Assessore regionale per le attività produttive e non possono
comunque superare i limiti individuati dalle norme regionali in
tema di compensi spettanti ai componenti degli organi degli enti
regionali».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Buzzanca e Limoli: 8.2, 8.3,
8.4, 8.5, 8.6, 8.7, 8.8, 8.9, 8.10, 8.11;
- dall'onorevole Bufardeci: 8.1;
- dagli onorevoli Falcone, Pogliese, Buzzanca e Vinciullo: 8.13,
8.14;
- dagli onorevoli Bufardeci, Mineo, Cimino, Scilla e Incardona:
8.12.
LEONTINI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 8.2 e 8.3.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.13, a firma Falcone che è superato.
Si passa all'emendamento 8.1 a firma Bufardeci. Non essendo
presente in Aula il firmatario l'emendamento è dichiarato decaduto.
Si passa all'emendamento 8.4 a firma Leontini.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.14, a firma Falcone.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 8.12 è decaduto per assenza dall'Aula dell'onorevole
Bufardeci.
LEONTINI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 8.5, 8.6, 8.7, 8.8,
8.9, 8.10, 8.11.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 8.
LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho ritirato
gli emendamenti e ovviamente il mio gruppo voterà contro l'articolo
8, però vorrei raccomandare al Governo di fare in modo che questa
legge sia una legge alla quale la maggioranza e la minoranza
possano partecipare costruttivamente. Non c'è la maggioranza in
Aula
Noi abbiamo ritirato gli emendamenti, ma se dovessimo fare la
verifica non ci sarebbe il numero legale. Siamo alle solite. Questo
parlamento funziona perché la minoranza deve essere necessariamente
costruttiva, altrimenti il parlamento non funzionerebbe e
l'assessore, che è stato da noi, abbondantemente, sollecitato, non
è in questo momento sostenuto da una maggioranza.
Questa è la verità.
PRESIDENTE. Pongo, quindi, in votazione l'articolo 8. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato, con il voto contrario del PDL)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Collegio dei revisori
1. Il collegio dei revisori è nominato con decreto del Presidente
della Regione ed è composto dal presidente, scelto dal Presidente
della Regione, da due membri effettivi e due supplenti. L'Assessore
regionale per l'economia e l'Assessore regionale per le attività
produttive designano, ciascuno due componenti, dei quali uno
effettivo e uno supplente.
2. I componenti del Collegio dei revisori devono essere in
possesso del requisito di cui all'articolo 9 della legge regionale
11 maggio 1993, n. 15 e successive modifiche ed integrazioni.
3. Il Collegio dei revisori esercita il controllo contabile sulla
gestione ed esprime il proprio parere obbligatorio sul bilancio di
previsione e sul conto consuntivo. A tal fine il Consiglio di
amministrazione invia al Collegio dei revisori i predetti documenti
contabili almeno venti giorni prima della seduta fissata per la
loro approvazione.
4. Il Collegio dei revisori si riunisce almeno ogni tre mesi e può
partecipare alle riunioni del Consiglio di amministrazione. A tal
fine, il Collegio è invitato a partecipare ad ogni riunione del
Consiglio. Di ogni seduta del Collegio è redatto apposito verbale.
5. Al presidente ed ai componenti del Collegio dei revisori
spettano compensi in misura pari al 50 per cento di quelli
previsti, rispettivamente, per il presidente e per i componenti del
Consiglio di amministrazione così come stabiliti ai sensi del comma
6 dell'articolo 8».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Buzzanca e Limoli: 9.2, 9.3,
9.8, 9.4, 9.5, 9.6, 9.7;
- dall'onorevole Bufardeci: 9.1.
LEONTINI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 9.1 decade per assenza dall'Aula dell'onorevole
Bufardeci.
Pongo in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato, con il voto contrario del PDL)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura.
«Art. 10.
Direttore generale
1. Il direttore generale dell'Istituto è nominato con decreto del
Presidente della Regione, previa delibera di Giunta, su proposta
dell'Assessore regionale per le attività produttive tra i dirigenti
dell' amministrazione regionale di cui all'articolo 6 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. l0 ed i dirigenti dei disciolti
consorzi ASI, fatto comunque salvo quanto previsto dal comma 12
dell'articolo 19.
2. Il direttore generale è vertice amministrativo dell'Istituto.
Lo Statuto provvede a stabilire la ripartizione delle competenze
tra il presidente ed il direttore generale tenuto conto delle
funzioni indicate all'articolo 7 della legge regionale 15 maggio
2000, n. l0 e successive modifiche ed integrazioni. In ogni caso,
la competenza di cui alla lettera h) del menzionato articolo 7
della legge regionale 15 maggio 2000, n. l0 e successive modifiche
ed integrazioni, è riservata al presidente».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Buzzanca e Limoli: 10.2,
10.3, 10.4;
- dall'onorevole Bufardeci: 10.1;
- dagli onorevoli Bufardeci, Mineo, Cimino, Scilla e Incardona:
10.5.
LEONTINI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 10.1 decade per assenza dall'Aula dell'onorevole
Bufardeci.
Si passa all'emendamento 10.5 a firma degli onorevoli Bufardeci,
Mineo ed altri.
MINEO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato con il voto contrario del Gruppo PDL e l'astensione
del Gruppo Grande Sud)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Statuto
1. Lo statuto dell'IRSAP è adottato dal Consiglio di
amministrazione entro novanta giorni dalla costituzione degli
organi. Entro i successivi trenta giorni, lo statuto è approvato
con decreto dell'Assessore regionale per le attività produttive.
2. Nell'ipotesi in cui lo statuto non venga adottato entro il
termine di cui al comma l, l'Assessore regionale per le attività
produttive provvede, previa diffida, con proprio decreto, allo
scioglimento del Consiglio di amministrazione ed alla contestuale
nomina di un commissario straordinario, scelto tra i dirigenti
dell'Amministrazione regionale in servizio o in quiescenza, il
quale ha il compito di predisporre ed approvare lo Statuto entro
trenta giorni dall'insediamento. Il commissario nominato svolge
altresì le funzioni del disciolto Consiglio di amministrazione fino
all'insediamento dei nuovi organi che avviene entro sessanta giorni
dalla data del decreto di scioglimento.
3. Le modifiche allo statuto, adottate dal Consiglio di
amministrazione, sono soggette ad approvazione da parte
dell'Assessore regionale per le attività produttive, il quale si
esprime entro trenta giorni superati i quali la modifica si intende
approvata.
4. Nell'ipotesi di modifiche necessarie per adeguamento dello
statuto a sopravvenuta norma di legge, nel caso di accertata e
prolungata inerzia da parte del consiglio di amministrazione, si
applica la disposizione di cui al comma 2 del presente articolo»
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli Leontini,
Mancuso, Buzzanca e Limoli gli emendamenti 11.1, 11.2, 11.3, 11.4,
11.5.
LEONTINI. Ritiro gli emendamenti
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Controlli. Interventi sostitutivi
1. Le delibere di approvazione del bilancio di previsione, di
variazioni di bilancio e del conto consuntivo sono inviate, entro
quindici giorni dalla loro adozione, all'Assessorato regionale
delle attività produttive, munite del parere del collegio dei
revisori. Entro trenta giorni dalla ricezione dei documenti
contabili, l'Assessorato può annullare le delibere per motivi di
legittimità o di merito rinviandole all'Istituto per la
riapprovazione. Entro il suddetto termine di trenta giorni, per una
sola volta, l'Assessorato può richiedere integrazioni documentali
utili all'istruttoria; detta richiesta di documenti sospende il
termine, che riprende a decorrere dalla data di ricezione della
documentazione richiesta. Trascorso il suddetto termine di trenta
giorni, salva l'eventuale sospensione per la richiesta istruttoria,
i documenti contabili si intendono approvati. Resta salvo quanto
previsto dal comma 13 dell'articolo 53 della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche ed integrazioni.
2. L'Assessorato regionale delle attività produttive può disporre
ispezioni avvalendosi di propri dirigenti ovvero funzionari
direttivi.
3. L'Assessore regionale per le attività produttive, in caso di
inadempimento da parte degli organi dell'ente di atti obbligatori
per legge o per statuto, può provvedere in via sostitutiva mediante
commissario ad acta.
4. In caso di accertate violazioni di legge ovvero gravi
irregolarità amministrative, anche omissive, ovvero ancora per
ripetute violazioni delle linee guida di cui all'articolo 14, comma
1, il Presidente della Regione, su proposta dell' Assessore
regionale per le attività produttive, può provvedere, previa
diffida, con proprio decreto allo scioglimento degli organi
dell'Istituto ed alla contestuale nomina di un commissario
straordinario il quale ha il compito di provvedere alla gestione
dell'Istituto».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Buzzanca e Limoli: 12.1,
12.2, 12.7, 12.6, 12.3 (identico al 12.4), 12.8, 12.10, 12.5, 12.9;
- dagli onorevoli De Benedictis, Cracolici, Panarello e Oddo:
12.11.
Gli emendamenti 12.1, 12.2, 12.7, 12.6, 12.3, 12.4, 12.8, 12.10,
12.5 sono ritirati.
L'emendamento 12.9 è superato.
Pongo in votazione l'emendamento 12.11 a firma dell'onorevole De
Benedictis. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Il Gruppo PDL ha votato a favore.
Pongo in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole resti
seduto;chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura
«Art. 13.
Istituzione degli uffici periferici
1. Sono istituiti undici uffici periferici aventi sede in
Agrigento, Caltagirone, Caltanissetta, Catania, Enna, Gela,
Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani. Ciascun ufficio
periferico esercita la propria competenza su un territorio
corrispondente alle aree attribuite ai soppressi consorzi ASI
esistenti presso ognuno dei suddetti comuni.
2. Ogni ufficio periferico è articolato, analogamente alle
strutture previste dall'articolo 4 delle legge regionale 15 maggio
2010, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni, in una
struttura di dimensione intermedia nonché in due unità operative,
di cui una tecnica ed una amministrativa. Fermo restando quanto
previsto dall'articolo 19, gli uffici periferici si servono delle
strutture e del personale dei soppressi consorzi ASI corrispondenti
alle aree di propria competenza.
3. Gli uffici periferici, nell'ambito delle linee di
programmazione e di intervento dettate dall'Istituto, provvedono
all'istruttoria delle istanze volte ad avviare o, comunque,
realizzare, continuare, modificare, implementare attività
imprenditoriali nell'ambito delle rispettive aree di competenza in
relazione alle previsioni di cui all'articolo 18. Il dirigente
della struttura intermedia presso l'Ufficio periferico, o suo
delegato, salvo quanto previsto dall'articolo 14, comma l, è
componente di diritto della conferenza dei servizi convocata dallo
sportello unico per le attività produttive di cui al comma 1
dell'articolo 18 ovvero alle altre conferenze di servizi e/o
procedimenti decisori previste da specifiche disposizioni
normative.
4. Gli uffici periferici predispongono i piani regolatori d'area
secondo quanto previsto dall'articolo 15. Gli uffici periferici
svolgono le funzioni e le competenze assegnate e delegate
dall'Istituto anche con riferimento alla gestione dei servizi e
delle infrastrutture presenti nelle rispettive aree di competenza».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Buzzanca e Limoli: 13.1, 13.2,
13.3, 13.4, 13.6, 13.5, 13.7;
- dagli onorevoli Falcone, Pogliese, Buzzanca e Vinciullo: 13.10;
- dagli onorevoli Maira e Caronia: 13.9;
- dagli onorevoli Bufardeci, Mineo, Cimino, Scilla e Incardona:
13.8;
- dal Governo: 13.11.
Gli emendamenti 13.1, 13.2, 13.3, 13.10, 13.4, 13.6, 13.5 sono
ritirati.
L'emendamento 13.9 a firma dell'onorevole Maira e Caronia decade
per assenza dall'Aula dei firmatari.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 13.11:
All'attività di predisposizione dei piani regolatori d'area, di
cui al succitato art. 15, partecipano, in via consultiva, i
funzionari responsabili degli uffici tecnici, o loro delegati, dei
comuni nei cui territori ricadano le aree interessate dal piano .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 13.7, 13.8 sono superati.
Pongo in votazione l'articolo 13, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato, con il voto contrario del PDL)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14.
Linee guida regionali in tema di sviluppo
1. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale per
le attività produttive, al fine di coordinare le scelte di politica
economica ed industriale, entro il 30 novembre di ogni anno e con
riferimento al triennio successivo, approva il piano contenente le
linee guida a cui si conforma l'attività dell'IRSAP con riferimento
alle iniziative economiche di cui alla presente legge. Con il
predetto piano vengono altresì fissati i budget finanziari e le
linee di finanziamento in ragione delle specificità di intervento
previste per ogni singola area di cui all'articolo 13. Nella
formulazione del piano di cui al presente comma è garantita la
massima partecipazione dei rappresentanti degli interessi economico-
sociali coinvolti nel processo di implementazione delle strategie
di sviluppo delle attività produttive.
2. Il piano di cui al comma 1 individua altresì quegli interventi
definiti strategici per la Regione la cui relativa istruttoria è di
competenza dell'Istituto in deroga a quanto disposto dall'articolo
13. In tali ipotesi, componente di diritto nelle conferenze di
servizi per il rilascio dei titoli autorizzativi, è il direttore
generale dell'istituto, o suo delegato.
3. Per i fini di cui al comma 1, entro il 30 giugno di ogni anno,
presso l'Assessorato regionale delle attività produttive è
convocata apposita conferenza consultiva alla quale partecipano di
diritto il presidente dell'Istituto, o suo delegato, i rappre
sentanti delle associazioni maggiormente rappresentative degli
industriali, artigiani, commercianti, piccola e media industria ed
i rappresentanti delle associazioni sindacali maggiormente
rappresentative, a livello regionale, previamente indicati da tali
associazioni. Alla conferenza sono invitati i rappresentanti degli
enti locali territoriali i cui territori ricadono nelle aree
oggetto della conferenza; possono altresì essere invitati, su
motivata richiesta, i rappresentati dei soggetti portatori di
interessi diffusi inerenti alle finalità di cui ai commi
precedenti. Entro il successivo 30 luglio, previa valutazione delle
proposte avanzate nell'ambito della predetta conferenza,
l'Assessore regionale per le attività produttive elabora lo schema
di piano, che è trasmesso alla Conferenza permanente Regione-
Autonomie locali. La predetta Conferenza esprime motivato parere
non vincolante, con eventuali indicazioni, entro e non oltre il
successivo 30 settembre. Decorso infruttuosamente tale termine il
parere si intende positivamente rilasciato, senza indicazioni.
4. Nel caso in cui la Conferenza Regione-Autonomie locali esprima
parere negativo ovvero parere positivo con indicazioni, l'Assessore
regionale per le attività produttive ha facoltà di riconvocare la
conferenza consultiva di cui al comma 2 al fine di illustrare i
rilievi della Conferenza permanente».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Buzzanca e Limoli: 14.1,
14.2, 14.6, 14.3, 14.7, 14.4, 14.8, 14.5;
- dagli onorevoli De Benedictis, Cracolici, Panarello e Oddo:
14.9.
Gli emendamenti 14.1, 14.2, 14.6 sono ritirati. L'Assemblea ne
prende atto.
Si passa all'emendamento 14.9 a firma dell'onorevole De Benedictis
ed altri.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra
opportuno dal momento che il comma 1 dell'articolo che stiamo
trattando, il quattordicesimo, tratta di linee guida regionali in
tema di sviluppo e quindi di indirizzi strategici per l'IRSAP, che
almeno questa fase veda un parere della Commissione legislativa
competente.
Le Commissioni legislative hanno questo come compito, quello di
dare indirizzi su questioni di programmazione e di strategie. Il
comma 1 dell'articolo in questione detta appunto indirizzi per le
linee guida regionali in tema di sviluppo e attività dell'IRSAP.
Quindi, l'emendamento mira semplicemente ad istituire un previo
parere della Commissione legislativa competente. Voglio
approfittare, signor Presidente, della sua cortesia, per dire che
un emendamento che abbiamo appena bocciato con il parere contrario
del Governo - era l'emendamento all'articolo 12 - mirava ad evitare
che il Consiglio di amministrazione dell'IRSAP, in caso di
inadempienza, venisse commissariato - e questo è previsto - ma
senza termine.
Mi sembra che stiamo sbagliando quindi vorrei chiedere se in sede
anche di coordinamento finale si potesse inserire una norma per la
quale tutti i commissariamenti avessero un termine, perché
altrimenti noi andiamo a causare esattamente il contrario di
quello che vorremmo risolvere.
Quindi, quell'emendamento era, credo, opportuno forse per una
svista il 12.11 perché senza questo emendamento noi istituiamo un
commissariamento senza termine di tempo e mi sembra che non è
questa la volontà dell'Aula che distrattamente ha approvato
l'abrogazione di questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di chiedere il parere al
Governo su questo emendamento, che era il 14.9, per un errore della
Presidenza avevo dichiarato ritirato l'emendamento 14.6 che è
quello esattamente prima che è di contenuto pressoché analogo - c'è
in più la parola vincolante - quindi, prima di passare al 14.9
bisogna trattare il 14.6. su cui chiederò il parere del Governo.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
intervenire su questo emendamento perché c'è sempre in Aula un po'
di confusione ma credo che questo emendamento dia un minimo di
rispetto dell'Aula e quindi delle commissioni.
Una pianificazione di questo tipo in buona parte delle norme dei
vari settori ha sempre un parere della Commissione di merito, se
noi togliamo anche questo all'Assemblea, in particolar modo alla
Commissione, non vedo cosa debba fare l'Assemblea in una
pianificazione di questo tipo.
Io pertanto, la invito, voleva essere il mio intervento proprio a
tutela dell'emendamento 14.6 che poi è lo stesso contenuto del 14.9
che ha esplicitato l'onorevole De Benedictis, di mantenerlo in
vita, poi si vuole accorpare, se ne vuole fare uno, si faccia ma
certamente in questo comma 1 non può l'Assemblea e la Commissione
di merito non esprimere il suo parere, altrimenti noi spogliamo, e
mi stupisce che i colleghi in Aula non si rendono conto, il minimo
di rispetto dell'Assemblea e quindi della Commissione. Quindi, va
mantenuto, io prego il Governo che non mi segue, comunque dichiaro,
fin da adesso, che sull'emendamento 14.6 o 14.9 che sia voterò a
favore, invito il Governo a fare lo stesso non per qualche motivo
ma perché è un rispetto per tutta l'Assemblea e per le commissioni,
se la commissione non fa questo forse potremmo pure evitare che si
riunisca.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario
all'emendamento 14.6 favorevole al 14.9..
CRACOLICI. Se si toglie la parola vincolante si votano insieme.
PRESIDENTE. Allora, votiamo il 14.9 che è lo stesso emendamento
senza il vincolo del parere.
Pongo in votazione l'emendamento 14.6 con il parere contrario del
Governo.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è
approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 14.9, con il parere favorevole
del Governo e della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E'
approvato)
Si passa all'emendamento 14.3 a firma a firma dell'onorevole
Leontini.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
14.7.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
potrebbe essere apprezzato questo emendamento perché sostituisce
l'indicazione delle priorità con la più generica indicazione della
strategicità.
PRESIDENTE. Quindi è mantenuto. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'
approvato)
Gli emendamenti 14.4, 14.8 e 14.5 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 14. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato, con il voto contrario del PDL)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15.
Programma triennale degli interventi e delle attività.
Piani regolatori d'area. Espropriazioni.
1. L'IRSAP, in conformità alle linee guida di cui all'articolo 14,
sentiti i comuni nei cui territori ricadono le aree industriali
interessate, predispone ed approva il programma triennale degli
interventi e delle attività il quale, in relazione ad ogni area
ovvero, ove particolare esigenze dovessero richiederlo, in
relazione ad ogni insediamento destinato ad attività industriali e
produttive, prevede:
a) le attività e gli interventi da realizzarsi nel triennio di
riferimento relativamente all'azione di sostegno e promozione del
tessuto economico-sociale;
b) l'individuazione della vocazione economica di ogni singola area
e le relative misure tese all'incentivazione di tale vocazione.
2. Il programma di cui al comma 1 è approvato dal Consiglio di
amministrazione entro il 30 dicembre di ogni anno e per il
successivo triennio, ed è trasmesso all'Assessorato regionale delle
attività produttive. Si applica, in quanto compatibile, il
procedimento di controllo di cui all'articolo 12, comma 1. Entro il
30 dicembre di ogni anno, con le medesime procedure, l'IRSAP
apporta le necessarie modifiche al programma, anche in ragione
dell'adeguamento alle linee guida annuali di cui all'articolo 14.
3. In linea con le previsioni dettate dal programma di cui al
comma 1, l'Istituto predispone ed approva il piano triennale dei
lavori pubblici ai sensi dell'articolo 6 della legge regionale 12
luglio 2011, n. 12 e successive modifiche ed integrazioni in quanto
applicabile.
4. Il Consiglio di amministrazione dell'Istituto, previa
elaborazione e predisposizione da parte del competente ufficio
periferico e sentiti i comuni interessati secondo le modalità
determinate dalla presente legge, adotta il piano regolatore d'area
in relazione ad ogni singola area omogenea di cui al comma 2
dell'articolo 1, ovvero, ove possibile, a loro accorpamenti. Le
prescrizioni ed i vincoli ivi contenuti hanno durata pari a cinque
anni decorrenti dall'approvazione definitiva da parte del
competente organo regionale.
5. Il piano è lo strumento urbanistico di regolazione generale
dell'area e prevede, tra l'altro, in conformità alle linee guida di
cui all'articolo 14, la localizzazione degli insediamenti
produttivi e industriali e delle opere ed impianti
infrastrutturali, la dotazione di impianti e servizi di tutela
ambientale ed il tipo di imprese localizzabili nei diversi siti
compresi nelle aree industriali, i centri di assistenza e
promozione delle imprese.
6. La delibera di adozione del Piano regolatore d'area è trasmessa
ai comuni nei cui territori ricade l'area interessata. Entro
sessanta giorni dall'avvenuta ricezione, i comuni esprimono il loro
parere indicando eventuali osservazioni. Trascorso detto termine,
il parere si intende reso positivamente senza osservazioni. Il
consiglio di amministrazione, valutate le osservazioni trasmesse
dai comuni, ove ritenga di accoglierle, acquisendo a tal fine il
parere vincolante della Consulta, apporta le conseguenti modifiche
al piano regolatore d'area. La Consulta esprime il predetto parere
entro trenta giorni, trascorsi i quali il parere si intende reso
positivamente.
7. La delibera di adozione del piano è pubblicata presso l'albo
pretorio dei comuni nei cui territori ricadono le aree oggetto di
pianificazione. Ai fini della presentazione di eventuali
opposizioni e/o osservazioni, si applica, in quanto compatibile,
l'articolo 3 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71. Il
Consiglio di amministrazione, valutate ed eventualmente accolte le
osservazioni e/o opposizioni presentate nei termini di legge,
adotta definitivamente il singolo piano regolatore d'area e lo
invia all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente. Il
predetto Assessorato, sentito il parere del Consiglio regionale
dell'urbanistica, approva definitivamente il piano entro sessanta
giorni dalla ricezione della relativa delibera unitamente agli
allegati. Trascorso tale termine il piano s'intende approvato, ed è
pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana. Dalla
data di adozione del piano regolatore d'area si applicano le misure
di salvaguardia di cui all'articolo 12, commi 3 e 4, del decreto
del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.
8. I comuni nei cui territori ricadono le aree oggetto dei piani
di cui al presente articolo adeguano il proprio piano regolatore,
ovvero altro strumento urbanistico vigente, entro i successivi sei
mesi dal termine di approvazione da parte dell'organo regionale
anche a mezzo di approvazione di variante generale. In caso di
inerzia, anche su impulso dell'Istituto, l'Assessore regionale del
territorio e dell'ambiente, di concerto con l'Assessore regionale
per le attività produttive, nomina un commissario ad acta che
provvede in sostituzione degli organi comunali inadempienti.
9. Nelle more dell'adozione dei piani regolatori d'area di cui al
presente articolo, i piani regolatori sono costituiti, in prima
applicazione, dai vigenti piani regolatori dei soppressi consorzi
per le aree di sviluppo industriale.
10. Le opere e le eventuali acquisizioni di aree da destinare ad
insediamento industriale, con l'approvazione del piano regolatore
d'area di cui ai commi precedenti, sono dichiarate di pubblica
utilità, urgenti ed indifferibili. Le procedure di occupazione ed
espropriative sono interamente regolate dal D.P.R. 8 giugno 2001,
n. 327 e successive modifiche ed integrazioni. Tutti i
provvedimenti relativi all'eventuale occupazione ed
all'espropriazione sono di esclusiva competenza dell'Istituto.
Continua ad applicarsi, in quanto compatibile, l'articolo 3, comma
l, lettera c) della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 20».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Buzzanca e Limoli: 15.2,
15.3, 15.4, 15.5, 15.6, 15.7, 15.8, 15.9, 15.10, 15.15, 15.11,
15.12, 15.16, 15.13, 15.17, 15.14;
- dall'onorevole Rinaldi: 15.1.
Gli emendamenti 15.2, 15.3, 15.4, 15.5, 15.6, 15.7, 15.8, 15.9 e
15.10 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.15.
LEONTINI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento .
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al comma 6, che
recita che la delibera di adozione del piano regolatore d'area è
trasmessa ai comuni nei cui territori ricade l'area interessata,
entro 60 giorni dall'avvenuta ricezione, i Comuni esprimono il loro
parere indicando eventuali osservazioni.
Noi proponiamo di aggiungere a il loro parere da parte dei
Comuni il carattere vincolante perché a me pare giusto che,
avendo completamente esautorato i Comuni, almeno il parere possa
rimanere vincolante.
COLIANNI, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi volevo dire all'onorevole Leontini che se
dovesse passare un emendamento che definisce vincolante il parere
espresso dal Comune non avrebbe senso, poi, il prosieguo,
bisognerebbe cassare che trascorso detto termine il parere si
intende reso positivamente senza osservazioni.
Pertanto, io penso che, una volta che il Comune esprime il parere,
semmai, possiamo prevedere che venga riveduto il parere
eventualmente negativo da chi lo ha espresso inizialmente perché
non avrebbe senso la frase successiva.
PRESIDENTE. Assessore Venturi, il suo parere sull'emendamento
15.15.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
Il Gruppo PDL ha votato a favore.
Si passa all'emendamento 15.1. Onorevole Rinaldi, vuole
intervenire adesso o sul comma 8?
RINALDI. Signor Presidente, vorrei intervenire sul comma 8.
PRESIDENTE. Va bene. L'emendamento il 15.1 è mantenuto o ritirato?
RINALDI. Lo mantengo, signor Presidente, volevo anche spiegarlo.
Credo che sia una tutela per i sindaci e per i Comuni mantenendo il
parere espresso dalla Consulta altrimenti, passati i 30 giorni, la
norma passa senza questo parere, quindi, credo che sia importante
mantenerlo.
PRESIDENTE. Quindi, mantiene l'emendamento?
RINALDI. E' importante mantenerlo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 15.11, a firma degli onorevoli Leontini
ed altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Rinaldi siamo al comma 8, ha facoltà di parlare.
RINALDI. Signor Presidente, intervengo per chiedere agli uffici ed
anche alla Presidenza un chiarimento: avevo presentato un
emendamento che è stato messo fra gli aggiuntivi, che è l'A1, io
l'avevo invece indicato come 8 bis ed era da inserire nell'articolo
15, al comma 8. Chiederei di poterlo trattare perché riguarda i
Piani regolatori dei comuni, così come stiamo trattando al comma 8
dell'articolo 15.
Siccome il comma 8, recita: I comuni nei cui territori ricadono
le aree oggetto dei piani di cui al presente articolo seguono il
proprio Piano regolatore e quell'emendamento riguarda esattamente
una zona del Piano regolatore, chiedo che venga trattato in questo
articolo e non come aggiuntivo, così come era stato presentato.
Signor Presidente, le chiedo che venga trattato in questo articolo
perché l'articolo presentato da me non è un articolo aggiuntivo ma
riguarda il comma 8 che tratta le aree del Piano regolatore dei
comuni; siccome il mio emendamento tratta delle aree che rientrano
nel Piano regolatore dei comuni, credo debba essere trattato nel
comma 8 e non come aggiuntivo.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, questo emendamento è stato
giustamente iscritto tra gli emendamenti aggiuntivi perché nel
corpo dell'articolato della legge è una norma che regolamenta tutto
il sistema delle aree, questa è una norma specifica per la zona ASI
di Messina, quindi chiaramente non può essere introdotta in una
legge di settore, può essere un emendamento aggiuntivo che
diventerà articolo 22, 24, quello che sarà ma, certamente, non
nell'articolo 15 che scrive il programma triennale degli interventi
e delle attività e quindi i Piani regolatori d'area. Quindi, sarà
trattato ed è il primo degli aggiuntivi.
Si passa all'emendamento 15.12, a firma degli onorevoli Leontini
ed altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE . L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.16, a firma degli onorevoli Leontini
ed altri.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, il comma 8 recita che I comuni nei
cui territori ricadono le aree oggetto dei piani di cui al presente
articolo, adeguano il proprio Piano regolatore, ovvero altro
strumento urbanistico vigente, entro i successivi sei mesi dal
termine di approvazione da parte dell'organo regionale, anche a
mezzo di approvazione di variante generale. In caso di inerzia
anche su impulso dell'istituto .
Assessore l'istituto dell'impulso, dal punto amministrativo, è
poco definibile. Il collega Cracolici che è un pragmatico l'impulso
lo fa derivare da alcune reazioni istintive e naturali che poco
hanno a che fare con la pubblica amministrazione; sarebbe opportuno
sostituire impulso con indicazione, perchè dal punto di vista
amministrativo l'impulso non significa proprio nulla e se
l'istituto emette l'impulso come quello che per esempio sentiamo
noi oggi, cioè quello di prendere la legge e stracciarla, è un
impulso, ma se non c'è un'indicazione tutto questo potrebbe
rimanere lettera morta, quindi sostituiamo l'impulso con
l'indicazione.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi,
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 15.13, a firma degli onorevoli Leontini
ed altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.17, a firma degli onorevoli Leontini
ed altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Anche qua c'è una correzione linguistica importante.
Si passa all'emendamento 15.14, a firma degli onorevoli Leontini
ed altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che all'articolo 15 sono stati prestati l'emendamento
15.18 e il subemendamento 15.18 bis, a firma della Commissione.
Si passa al subemendamento 15.18 bis. Ne do lettura: All'articolo
15, comma 10, ultimo periodo, dopo in quanto incompatibili ,
inserire i commi da 4 a 13 della legge regionale 23 dicembre 2000,
n. 32, introdotti dall' .
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, vorrei segnalare che questo
emendamento che sembra tecnico, di correzione, in realtà taglia
fuori dell'articolo 3 comma 1 della legge citata, le lettere a) e
b). Mentre il richiamo ai commi, ai punti da 4 a 13 si
sovrappongono e quindi da questo punto di vista non c'è differenza,
ma la lettera a ) dell'articolo 1 con questa diversa
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, sta parlando dell'emendamento
15.18 bis.
DE BENEDICTIS. Sì. Questo emendamento recita dopo avere scritto
in quanto compatibile si applicano i commi da 4 a 13
dell'articolo 57 come introdotti dal comma 1 dell'articolo 3. In
questo momento, nel testo originario, noi rimandiamo per intero al
comma 1 dell'articolo 3
Non c'è nella lettera c). Chiedo scusa, allora non c'è differenza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 15.18 bis. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 15.18, a seguito dell'approvazione di questo
emendamento, è da considerare superato.
Pongo in votazione l'articolo 15, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato, col voto contrario dei gruppi PDL e PID)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Articolo 16
Assegnazione dei terreni e dei rustici. Oneri di
urbanizzazione e costruzione
1. Le istanze per l'assegnazione ed il successivo acquisto dei
terreni e dei rustici sono presentate all'Istituto per il tramite
degli uffici periferici di competenza i quali provvedono ogni tre
mesi agli adempimenti di cui al presente articolo, attraverso
l'indizione di procedure ad evidenza pubblica.
2. Gli uffici periferici provvedono, entro i trenta giorni
successivi alla scadenza di ogni trimestre, a formare una
graduatoria approvata con delibera del Consiglio di
amministrazione, di cui è data comunicazione agli interessati. Sono
predisposte singole graduatorie in relazione ad ogni area di
competenza degli uffici periferici.
3. Nello stesso termine e con le stesse modalità di cui al comma 2
sono adottati eventuali provvedimenti motivati di rigetto delle
istanze.
4. Entro i trenta giorni successivi chiunque ne abbia interesse
può proporre ricorso avverso la graduatoria di cui al comma 2
all'Assessore regionale per le attività produttive, che decide
entro i successivi venti giorni, decorsi i quali il ricorso si in
tende rigettato.
5. Nella formazione delle singole graduatorie si tiene conto,
dandone evidenza nel relativo avviso pubblico, della conformità
dell'iniziativa agli indirizzi fissati dalle linee guida di cui
all'articolo 14 ed al programma di cui all'articolo 15, comma 1,
dei riflessi sull'occupazione diretta ed indiretta degli
investimenti previsti ed infine dei finanziamenti già ottenuti.
6. Gli operatori economici che abbiano subito danni ai beni
immobili strumentali all'esercizio dell'impresa, tali da rendere
detti immobili inutilizzabili, in esito ad attentati o azioni
criminose messe in atto dalla criminalità organizzata, e che
abbiano reso denuncia all'autorità competente, risultano preferiti
nell'assegnazione provvisoria, anche a titolo gratuito, di aree,
terreni, rustici o infrastrutture di cui alla presente legge.
7. Fermo restando quanto disposto dai commi 5 e 6, sono preferite
nell'assegnazione delle aree le piccole e medie imprese che si
impegnano ad operare con i più elevati indici di occupazione.
8. Gli atti di vendita dei terreni e dei rustici, il cui prezzo
non può comunque essere inferiore ai costi effettivamente sostenuti
dall'Istituto per l'esproprio dell'area e l'eventuale realizzazione
del rustico, prevedono l'impegno dell'impresa acquirente di
mantenere la destinazione dell'insediamento all'attività produttiva
indicata con l'istanza per un periodo non inferiore a cinque anni,
nonché termini perentori per l'inizio e la fine dei lavori dello
stabilimento; tali termini possono essere prorogati, una sola volta
e per non più di diciotto mesi, con delibera motivata del Consiglio
di amministrazione, in caso di comprovata impossibilità obiettiva
dell'impresa di rispettarli e solo allorquando i lavori di
costruzione dello stabilimento siano già iniziati. Gli atti di
vendita dei terreni prevedono, altresì, espressamente la condizione
risolutiva del contratto in caso di mancato rispetto degli impegni
e dei termini suddetti.
9. Nel caso di progetti di investimento di pubblica utilità, i
termini di cui al comma 8 sono prorogati di ventiquattro mesi.
10. Trascorsi cinque anni dalla stipula degli atti di cui al comma
8, ovvero anche antecedentemente nelle ipotesi di comprovati ed
anomali od imprevisti andamenti del mercato, in relazione alla
destinazione assegnata, su motivata istanza dell'impresa,
l'Istituto può consentire il mutamento della destinazione data
all'insediamento con l'istanza di cui al comma 1. In caso di non
accoglimento della istanza dell'impresa la stessa mantiene la
medesima destinazione pena la risoluzione dell'atto di vendita
secondo le modalità di cui al comma 11.
11. Al verificarsi della condizione risolutiva di cui al comma 8 e
fermo restando quanto previsto dal comma 10, con delibera del
Consiglio di amministrazione, sono attivate le procedure per
l'accertamento della risoluzione del contratto di vendita e la
restituzione all'impresa acquirente di una somma pari al 75 per
cento del corrispettivo pagato.
12. Gli oneri di urbanizzazione e costruzione, previsti dalle
vigenti leggi in materia di urbanistica ed edilizia, relativi alla
realizzazione di insediamenti produttivi nelle aree di cui alla
presente legge, non sono dovuti.
13. Nel caso di insediamenti realizzati da imprese di costruzione
e/o immobiliari, nonché quelli destinati all'esercizio di attività
commerciali, che abbiano lo scopo di rivendere o dare in locazione
i lotti anche edificati ad altre imprese, gli oneri di cui al comma
12 sono dovuti in misura intera.».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Buzzanca e Limoli: 16.2,
16.3, 16.16, 16.4, 16.5, 16.6, 16.7, 16.8, 16.9, 16.17, 16.10,
16.11, 16.12, 16.13, 16.14, 16.15;
- dall'onorevole Rinaldi: 16.1;
- dagli onorevoli De Benedictis, Cracolici, Panarello e Oddo:
16.18, 16.19;
- dagli onorevoli Bufardeci, Mineo, Cimino, Scilla e Incardona:
16.20, 16.21.
Si passa all'emendamento 16.2, a firma degli onorevoli Leontini ed
altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 16.3, a firma degli onorevoli Leontini ed
altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 16.16, a firma degli onorevoli Leontini
ed altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti 16.4, 16.5 e 16.6, a firma degli
onorevoli Leontini ed altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 16.1 a firma dell'onorevole Rinaldi.
Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti 16.7 e 16.8, a firma degli onorevoli
Leontini ed altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 16.21 a firma dell'onorevole Bufardeci.
Non essendo l'onorevole Bufardeci in Aula, l'emendamento decade.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 16.9, a firma degli onorevoli Leontini ed
altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 16.17, a firma degli onorevoli Leontini
ed altri.
Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti 16.10 e 16.11, a firma degli onorevoli
Leontini ed altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 16.18, a firma degli onorevoli De
Benedictis ed altri.
Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti 16.12, 16.13 e 16.14 a firma degli
onorevoli Leontini ed altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 16.19, a firma degli onorevoli De
Benedictis ed altri.
Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
All'emendamento 16.19 appongono la firma gli onorevoli Leontini e
Beninati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 16.15, a firma degli onorevoli Leontini
ed altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 16.20 a firma degli onorevoli Bufardeci
ed altri.
BUFARDECI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione
l'articolo 16.
LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi votiamo
favorevolmente a questo articolo, coerentemente con la posizione
espressa fin dall'inizio del dibattito, cioè quegli articoli che
contengono una impostazione diametralmente opposta e contrapposta
a quella che noi abbiamo espresso ed evidenziato in ogni fase
dell'esame di questa legge e cioè quelli che dimostrano che la
politica non è stata allontanata da questa legge ma ha mantenuto un
prevalente potere di avocazione e di condizionamento e mi
riferisco ai criteri di composizione di organismi, alle competenze
assegnate agli organismi, alla centralizzazione delle competenze
negli organismi con avocazione all'Assessore o al Presidente della
Regione di ogni forma di nomina e di ogni competenza e di
strutturazione di organismi ci hanno visti contrapposti e ostili.
Laddove, quindi, la politica è tornata ad essere, in modo
preponderante, in contrasto con le indicazioni programmatiche che
chi questa legge aveva presentato, si erano evidenziate, noi
abbiamo votato contro.
Con questo articolo, invece, che disciplina, dal punto di vista
tecnico, le assegnazioni, la disciplina dei terreni e quanto altro,
siamo favorevoli perché è una norma che snellisce, che rende più
efficiente la erogazione del servizio e che quindi dal punto di
vista del contenuto procedurale assegna all'articolo una fisionomia
positiva e quindi noi votiamo favorevolmente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 16. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Articolo 17
Esecuzione delle opere. Gestione delle infrastrutture e dei
servizi
l. L'Istituto, anche per il tramite degli uffici periferici,
provvede alla progettazione ed esecuzione delle opere e dei servizi
di cui alla presente legge. Per i servizi, forniture e lavori di
competenza dell'Istituto trova applicazione la legge regionale 12
luglio 2011, n. 12 e successive modifiche e integrazioni.
2. La gestione delle infrastrutture e dei servizi destinati alle
aree di cui al comma 2 dell'articolo l, spetta all'Istituto per il
tramite degli uffici periferici. Il Consiglio di amministrazione
adotta uno schema di regolamento che detta le modalità di
corresponsione delle quote di cui all'articolo 7, comma 2, lettera
g), della presente legge.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per le attività produttive
è approvato il regolamento di cui al comma 2 e sono altresì
individuati, ove le quote di cui all'articolo 7, comma 2, lettera
g) dovessero essere in relazione ad ogni specifico servizio fornito
alle imprese inferiori al prezzo congruo di mercato, gli eventuali
regimi di aiuti da concedere in esenzione ai sensi, alle condizioni
e limiti previsti dal regolamento (CE) n. 800 del 2008 della
Commissione del 6 agosto 2008, pubblicato in GUCE L 214 del 9
agosto 2008, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con
il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del
Trattato (regolamento generale di esenzione per categoria), i
regimi di aiuti da notificare ai sensi degli orientamenti in
materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2007/2013 (2006/C
54/08), ovvero i regimi di aiuto da concedere in de minimis ai
sensi del regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15
dicembre 2006 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del
Trattato agli aiuti di importanza minore».
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli Leontini,
Mancuso, Buzzanca e Limoli gli emendamenti 17.1, 17.2, 17.3, 17.4.
Gli emendamenti all'articolo 17 sono tutti ritirati, onorevole
Leontini?
LEONTINI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 17. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato, col voto favorevole anche del gruppo PDL)
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Articolo 18
Attivazione degli insediamenti produttivi. Procedimento
semplificato
di rilascio dell'autorizzazione unica
1. Fatta salva l'applicazione di eventuali normative speciali di
settore, ai fini del rilascio dell'autorizzazione unica per
l'attivazione di nuove iniziative produttive, ovvero per la
modificazione o implementazione di attività già esistenti,
nell'ambito delle aree di cui alla presente legge si applicano gli
articoli 36 e 37 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e
successive modifiche ed integrazioni.
2. Per le finalità di cui al comma 1, l'Istituto adotta un proprio
disciplinare tecnico con il quale sono definite la modulistica
unificata e la standardizzazione degli allegati, promuovendo intese
con i comuni interessati e con gli altri soggetti pubblici
interessati ai procedimenti.
3. In relazione alle istanze volte al rilascio dell'autorizzazione
unica nelle aree di cui alla presente legge, tutti i termini per il
relativo procedimento sono dimezzati.
4. In ogni caso, nell'ottica della semplificazione amministrativa
e nel rispetto altresì dei principi sanciti dall'articolo 3 del
decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, come convertito con la legge
14 settembre 2011, n. 148, ove l'iniziativa per la quale si chiede
l'autorizzazione non comporti variante agli strumenti urbanistici
vigenti, trascorsi sessanta giorni dalla presentazione dell'istanza
per il rilascio dell'autorizzazione unica di cui al comma 1 del
presente articolo, l'operatore economico istante può inviare una
comunicazione di inizio attività con la quale dichiara che,
trascorsi ulteriori trenta giorni dalla ricezione della predetta
dichiarazione da parte del competente Sportello Unico delle
Attività Produttive, avvia le attività oggetto di richiesta di
autorizzazione unica. Tale procedimento si applica anche nelle
ipotesi in cui per la realizzazione dell'intervento sia necessario
il rilascio di titoli edilizi. L'avvenuta ricezione della predetta
comunicazione da parte dell'operatore economico deve essere
comunicata, entro cinque giorni, all'Istituto.
5. La comunicazione di cui al comma 4 è corredata da una
dichiarazione, resa ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli
46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre
2000, n. 445 e successive modifiche ed integrazioni, con la quale
l'istante attesta il possesso di tutti requisiti, soggettivi ed
oggettivi, richiesti, la conformità dell'intervento a tutte le
prescrizioni vigenti, siano esse normative, regolamentari e di
piano, allegando all'uopo una perizia giurata, corredata dai
relativi elaborati tecnici, contenente le asseverazioni ed
attestazioni rese da tecnico abilitato anche con riferimento alla
conformità urbanistica ed edilizia dell'intervento proposto. Con il
disciplinare tecnico di cui al comma 2, vengono adottati gli schemi
e la modulistica unificata anche in relazione a quanto previsto dal
presente comma.
6. Trascorso il termine di trenta giorni dal ricevimento da parte
del SUAP della comunicazione prevista dal comma 4, l'autorizzazione
unica s'intende, ad ogni effetto, rilasciata.
7. Il SUAP, anche su indicazione dell'Istituto, ha facoltà di
adottare motivato provvedimento di diniego al rilascio
dell'autorizzazione unica entro il termine di cui al comma 6.
Trascorso tale termine, l'autorizzazione unica tacitamente
assentita può essere revocata e/o annullata solo per motivate
esigenze di interesse pubblico, ovvero quelle indicate all'articolo
19, quarto comma, della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive
modifiche ed integrazioni, valutando l'eventuale lasso di tempo
intercorso e l'affidamento maturato dal privato e, in ogni caso,
previo motivato accertamento dell'impossibilità di tutelare
comunque i suddetti interesse pubblici mediante conformazione
dell'attività dei privati alla normativa vigente.
8. Dopo il comma 4 dell'articolo 10 della legge regionale 5 aprile
2011, n. 5, sono aggiunti i seguenti commi:
4 bis. La gestione dello sportello unico delle attività produttive
(SUAP), coerentemente con quanto previsto dall'articolo 4 comma 5
del D.P.R. n. 160 del 7 settembre 2010, può essere attribuita al
Soggetto Responsabile del Patto territoriale. Tale funzione può
essere estesa anche a quei comuni contigui che, in presenza di
condivisi obiettivi di sviluppo in base all'adesione agli strumenti
di sviluppo territoriale quali i Programmi integrati di sviluppo
territoriale e/o i Distretti turistici e pur non avendo
originariamente fatto parte del Patto territoriale, intendano
aderire alla gestione associata del SUAP.
4 ter. Gli Sportelli unici per le attività produttive (SUAP) di
cui al comma precedente, in virtù della capacità di rappresentanza
degli interessi territoriali, nonché in ragione delle funzioni
pubbliche esercitate, possono essere individuati dalla Regione per
la stipula di accordi di programma volti all'attuazione di
politiche di sviluppo regionale, agenti nei territori di sviluppo
regionale.'».
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli Leontini,
Mancuso, Buzzanca e Limoli gli emendamenti 18.1, 18.2, 18.3, 18.4,
18.5, 18.10, 18.11, 18.6, 18.7, 18.8, 18.9.
Assessore ha ben chiaro l'articolo 18, compreso il comma 4. Ha già
valutato questo comma? Cioè il meccanismo che lo genera?
Si passa all'emendamento 18.1, 18.2, 18.3, 18.4, 18.5.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.10. Il parere della Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 18.11, 18.6. 18.7, 18.8, 18.9.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.12, della Commissione che è fuori
sacco. All'articolo 18, comma 8, alla fine del comma 4 ter, dopo le
parole agenti nel territorio cassare le parole di sviluppo
regionale .
Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 18. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato, col voto contrario del gruppo PDL)
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Articolo 19
Liquidazione dei Consorzi per le aree di sviluppo industriale.
Nomina dei commissari straordinari. Disposizioni transitorie.
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge, sono soppressi e sono posti in liquidazione i Consorzi per
le aree di sviluppo industriale esistenti, che assumono la
denominazione di
Consorzio per le aree di sviluppo industriale in liquidazione'. Al
fine di consentire l'immediata applicazione della presente legge,
con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per le attività produttive, previa
delibera della Giunta regionale, si provvede allo scioglimento
degli organi consortili di tutti i Consorzi ASI della Regione ed
alla contestuale nomina, per lo svolgimento delle attività di
liquidazione, di un commissario straordinario per ogni consorzio
ASI scelto tra i dirigenti ed i funzionari direttivi in servizio
presso l'Amministrazione regionale ovvero tra i presidenti dei
disciolti consorzi ASI.
2. Il commissario straordinario è competente all'adozione degli
atti di ordinaria e straordinaria amministrazione, e provvede a
definire, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, le procedure di rilevazione dello stato
patrimoniale ed economico-finanziario di ogni singolo Consorzio. In
particolare, il commissario:
a) rileva lo stato patrimoniale, economico-finanziario e del
personale, distinto per tipologia contrattuale, di ciascun
consorzio;
b) con riferimento allo stato patrimoniale immobiliare, provvede
ad aggiornare la valutazione dei singoli immobili acquisendo
all'uopo apposta relazione di stima effettuata dalla competente
Agenzia del Territorio;
c) rileva altresì, ove esistenti, i beni immobili strumentali di
proprietà della Regione affidati in gestione a ciascun consorzio,
da concedere in comodato d'uso esclusivo all'Istituto;
d) individua le attività e le passività rinegoziando, ove
possibile, i rapporti con i creditori;
e) acquisite le valutazioni di cui alla lettera b), con specifico
riferimento ai rustici e/o capannoni e/o immobili industriali
comunque denominati, cedere gli stessi in prelazione ai privati
assegnatari all'importo rilevato ai sensi della menzionata lettera
b), fatte salve le pattuizioni contenute negli atti di assegnazione
stipulati entro il 31 dicembre 2010, i quali dovranno provvedere al
pagamento dell'importo previsto entro trenta giorni dal ricevimento
della comunicazione da parte del commissario;
f) individua i beni immobili strumentali rientranti nel patrimonio
indisponibile dei singoli Consorzi la cui proprietà deve essere
trasferita all'Istituto; sono beni immobili strumentali
indisponibili ai fini della presente lettera: gli immobili ove
hanno sede gli uffici dei singoli consorzi ASI, i locali destinati
a mensa, la viabilità e le opere connesse, le infrastrutture a rete
ed i servizi tecnologici, fatta salva ogni ulteriore motivata
valutazione del commissario in relazione ad altri beni diversi da
quelli appena contemplati;
g) compie ogni attività utile alla gestione del Consorzio sino
all'approvazione del decreto di cui al comma 3 e alla celere
definizione delle operazioni di dismissione;
h) redige, con cadenza bimestrale, una relazione sulle attività
svolte e sui risultati raggiunti, da trasmettere all' Assessorato
regionale delle attività produttive.
3. I Commissari devono chiudere le operazioni di liquidazione
entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge con l'approvazione del bilancio finale di liquidazione e la
definizione delle posizioni attive e passive della gestione
liquidatoria. Trascorso detto termine, nel rispetto di quanto
previsto dal comma 7, la gestione dei singoli Consorzi per le aree
sviluppo industriale transita all'Istituto. La chiusura delle
operazioni di liquidazione di tutti i Consorzi è accertata con
decreto dell'Assessore regionale per le attività produttive di
concerto con l'Assessore regionale per l'economia, da pubblicarsi
nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.
4. Trascorso il termine di cui al comma 3, l'Istituto subentra
integralmente e definitivamente nella gestione delle aree di cui
all'articolo 1, comma 2, secondo quanto stabilito dalla presente
legge e per i fini e le attività dalla stessa contemplate.
5. La Ragioneria generale della Regione concede all'Istituto i
beni immobili di proprietà della Regione di cui alla lettera c) del
comma 2, già affidati in uso esclusivo ai consorzi per l'area di
sviluppo industriale, in comodato d'uso gratuito stipulando
all'uopo apposite convenzioni in relazione ad ogni singolo bene. Il
Dipartimento regionale delle attività produttive, d'intesa con la
Ragioneria generale della Regione, approva i piani di trasferimento
all'Istituto, elaborati dai singoli commissari straordinari secondo
i limiti e le modalità stabiliti dal presente articolo, dei beni
mobili ed immobili già di proprietà o in uso ai Consorzi per le
aree di sviluppo industriale di cui alla lettera f) del comma 2.
6. Al commissario straordinario spetta un compenso individuato con
il decreto di nomina che non può comunque essere superiore al 50
per cento di quello fissato per il presidente della provincia
regionale in cui ricade il singolo consorzio ed, in ogni caso, non
può essere superiore ai tetti di spesa fissati per gli organi di
amministrazione degli enti regionali dall'articolo 17 delle legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11. Gli oneri derivanti dal presente
comma sono a carico della gestione liquidatoria di ogni singolo
consorzio ASI in liquidazione.
7. Trascorso infruttuosamente il termine di cui al comma 3, i
rapporti attivi e passivi dei soppressi Consorzi per le aree di
sviluppo industriale transitano in apposite gestioni a contabilità
separata presso l'Istituto tale da garantire ed assicurare
l'assoluta distinzione delle masse patrimoniali, dei rapporti di
credito e delle passività di ogni singolo Consorzio soppresso, e
ciò sino alla definitiva chiusura delle operazioni di liquidazione.
Le gestioni separate di ogni singola liquidazione di cui al
presente comma sono amministrate previo controllo e vigilanza
dell'Assessorato regionale delle attività produttive e, per i
profili tecnico-contabili, dell'Assessorato regionale
dell'economia, ai fini della celere conclusione delle operazioni di
liquidazione, dal direttore generale dell'Istituto.
8. I beni immobili già facenti parte del patrimonio dei suddetti
consorzi, non strumentali all'organizzazione ed al
funzionamento degli stessi, nonché i capannoni industriali ed i
centri direzionali individuati a seguito dell'attività di
ricognizione effettuata dai commissari nominati ai sensi del comma
1, una volta acquisite tutte le relazioni di stima di cui alla
lettera b) del comma 2, sono acquisiti al patrimonio della Regione,
che provvede alla alienazione nelle forme previste dalla vigente
normativa. I proventi derivanti dalla alienazione del suddetto
patrimonio stimati in 142 mila migliaia di euro, confluiscono in
uno specifico fondo del bilancio della Regione destinato, per una
quota pari al 70 per cento, alla copertura delle situazioni
debitorie stralcio, e, per la restante quota del 30 per cento, al
finanziamento di interventi da autorizzare con la legge di
stabilità regionale per l'anno 2012. Ai fini del perfezionamento
delle singole situazioni debitorie stralcio, con specifici accordi
di programma quadro, sottoscritti dai responsabili delle gestioni
liquidatorie, dal Ragioniere generale della Regione e dal dirigente
generale del dipartimento regionale delle attività produttive, sono
regolati i rapporti finanziari discendenti dalla liquidazione di
ogni singolo consorzio in modo da garantire che i proventi della
alienazione del patrimonio siano destinati al ripiano delle
pertinenti situazione debitorie.
9. L'Istituto, entro quattro mesi dall'entrata in vigore della
presente legge, approva la propria pianta organica. Il personale a
tempo indeterminato e determinato compresi i lavoratori con
contratti di collaborazione coordinata e continuativa assunti
mediante procedure ad evidenza pubblica ovvero in applicazione a
disposizioni di legge, che abbiano stipulato il loro ultimo
contratto entro il 31 dicembre 2008 con termine dello stesso
comprensivo di eventuale proroga e/o rinnovo entro il 31 dicembre
2009, ed in possesso dei requisiti di cui al comma 94, lettera b),
dell'articolo 3 della legge 244/2007, consistente in tre anni di
attività presso lo stesso Ente anche non continuativi negli ultimi
cinque anni al 31 dicembre 2008 transita, su richiesta degli stessi
lavoratori, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione della
presente legge, nella nuova pianta organica dell'Istituto. La
presente disposizione non comporta maggiori oneri a carico della
Regione, poiché il relativo personale andrà a coprire i posti in
organico resi vacanti a causa dei pensionamenti. Detto personale
sarà inserito, anche in soprannumero, nella nuova pianta organica
dell'Istituto.
10. Gli incarichi di direttore generale dell'istituto e di
direzione delle strutture intermedie degli uffici periferici sono
prioritariamente assegnati ai dirigenti in servizio presso i
disciolti Consorzi. Resta salvo quanto previsto dal comma 5
dell'articolo 9 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e
successive modifiche ed integrazioni.
11. A decorrere dalla data di pubblicazione dell'ultimo dei
decreti di cui al comma 3, nella Gazzetta ufficiale della Regione
siciliana, è abrogata la legge regionale 4 gennaio 1984, n. 1».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Buzzanca e Limoli: 19.26
(identico al 19.27 e al 19.28), 19.5, 19.6, 19.7, 19.8, 19.9,
19.10, 19.11, 19.12, 19.13, 19.14, 19.15, 19.16, 19.17, 19.18,
19.19, 19.24, 19.22, 19.23, 19.29;
- dagli onorevoli Di Benedetto e Cracolici: 19.1, 19.2, 19.3,
19.20, 19.21;
- dagli onorevoli Falcone, Pogliese, Buzzanca e Vinciullo: 19.36,
19.37, 19.38, 19.39 (identico al 19.41), 19.42, 19.40, 19.43;
- dagli onorevoli Giuffrida, Adamo e Raia: 19.30, 19.46, 19.32;
- dall'onorevole Cappadona: 19.34, 19.35;
- dagli onorevoli Donegani, Di Benedetto, Mattarella e Termine:
19.31;
- dagli onorevoli Bufardeci, Mineo, Cimino, Scilla e Incardona:
19.44, 19.45;
- dagli onorevoli Federico e Musotto: 19.33.
Si passa all'emendamento 19.4, a firma dell'onorevole Leontini,
soppressivo dell'articolo.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 19.25 è precluso. Gli emendamenti 19.26, 19.27 e
19.28 hanno il parere contrario della Commissione Bilancio, quindi
sono improcedibili.
Si passa all'emendamento 19.5, a firma dell'onorevole Leontini.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 19.1, a firma dell'onorevole Di
Benedetto. Lo mantiene?
DI BENEDETTO. Sì.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
Dichiaro di apporre la mia firma all'emendamento 19.1.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 19.36 e 19.37 sono superati.
Si passa all'emendamento 19.30, a firma dell'onorevole Giuffrida,
Adamo e Raia.
ADAMO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 19.6, a firma dell'onorevole Leontini.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 19.38, a firma dell'onorevole Falcone.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, mi
permetto di spiegare questo emendamento che riguarda la questione
dei consorzi posti in liquidazione.
Mi permetto di dire che dovremmo sopprimere la parola
straordinario perchè così facendo se rimanesse tale parola
consentiremo ai commissari liquidatori di potere fare qualunque
cosa. Cioè di non procedere ad una procedura liquidatoria secondo
l'ordinarietà ma di potere anche guardare alla straordinarietà,
atti che esulano, che sono oltre la loro competenza.
Mi permetto, quindi, di proporre la soppressione di questa parola
e continuare in tal senso secondo l'ordinarietà.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 19.7, a firma dell'onorevole Leontini.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti 19.8 e 19.9.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 19.2, a firma dell'onorevole Di
Benedetto.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. La questione è relativa alla coerenza che diamo
all'articolo. Nella prima fase di stesura dell'articolo - inviterei
l'Assessore a prestarmi un attimo di attenzione - avevamo il
commissario liquidatore che acquisiva il patrimonio delle ASI
dopodiché lo vendeva e liquidava i creditori.
Con la modifica che interviene all'articolo 8, successivamente, il
patrimonio transita per intero nel patrimonio della Regione,
ragione per cui non può più essere fra le competenze del
commissario liquidatore quella di individuare l'attività e
passività, rinegoziando quei possibili rapporti con i creditori
perché non è più competenza sua in quanto il patrimonio transita
nel patrimonio della Regione e non sarà il commissario ad
effettuare la liquidazione dei debiti da parte delle ASI.
Lo stesso vale per il comma 7 in cui c'è un problema anche lì di
coerenza. Si istituisce un fondo presso le ASI quando invece il
patrimonio transita nel patrimonio della Regione. C'è un problema
di coordinamento dell'articolo 19 perché si è mutato il comma 8 e
l'impianto precedente è rimasto in piedi come se fosse il
commissario liquidatore a dovere liquidare i debiti delle ASI.
Sottraendogli questa competenza, c'è un problema di coerenza.
Ho cercato, alla buona, di modificare alcuni aspetti ma ci
sarebbe da riflettere sull'intero articolo 19, avendo mutato il
comma 8.
Quindi, mantengo l'emendamento almeno nell'aggiustamento, così
come mantengo, per evitare di intervenire nuovamente, l'emendamento
soppressivo del comma 7 per la stessa ragione perché sarebbe in
contraddizione e renderebbe inapplicabile la norma.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 19.2, a firma
dell'onorevole Di Benedetto.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
LEONTINI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 19.10, 19.11,
19.12, 19.13, 19.14.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
DI BENEDETTO. La norma è totalmente in contraddizione.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, non ci stiamo più raccapezzando su
questa norma L'onorevole Di Benedetto ha espresso alcuni giudizi.
Inviterei, pertanto un momento alla riflessione perché è circolata
una riscrittura di questo comma 8 che potrebbe anche andare bene,
ma bisognerebbe coordinarla con tutto il resto.
Pongo un'altra questione - è chiara la volontà, Assessore, di
approvare la legge - per le procedure esecutive in corso, non ci
può essere perché entriamo in conflitto col Codice di procedura
civile, comunque quanto meno dovremmo mettere fatte salve le
procedure esecutive in corso' perché si sono avviati, può essere
che ci sono interventi di pignoramento presso terzi, possono essere
pignoranti su immobili delle ASI.
Non può una legge regionale intervenire su una norma di procedura
civile, fatte salve le procedure esecutive, questo lo dobbiamo
scrivere.
Quello che diceva l'onorevole Di Benedetto, per quello che si è
potuto comprendere, non è peregrino.
Lei, Assessore, ha riscritto l'emendamento in qualche modo ma
cerchiamo di addivenire ad una soluzione che sia quanto più
possibile in armonia con i principi generali dell'ordinamento,
perché le ASI sono piene di debiti.
Si dà per scontato che alla fine con la vendita dei beni delle ASI
si dia copertura completa ai crediti che sono vantati dai singoli
nei confronti delle singole ASI. Le procedure esecutive in corso,
però, devono essere fatte salve perché se io, creditore, ho
bloccato un immobile delle ASI, non c'è scritto fatte salve le
procedure esecutive .
PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, conosce l'emendamento 19.48, al
comma 8?
ARDIZZONE. Su questo sto intervenendo, signor Presidente, siccome
ho visto che c'era molta confusione su questo argomento, sarebbe
bene che ci fermassimo un momento, perché la materia vera riguarda
tutto il pregresso che hanno le ASI. Va fatta chiarezza
PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, poiché lei lo ha chiesto e
considerato che l'argomento è delicato, sospendo brevemente la
seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.01, è ripresa alle ore 18.24)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Si passa all'emendamento 19.14, a firma degli onorevoli Leontini
ed altri.
LEONTINI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 19.39, identico all'emendamento 19.41, a
firma degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, si tratta di una sanzione che viene
posta in capo a quei commissari liquidatori che, entro un certo
periodo di tempo, i sei mesi , sono rimasti inadempienti, perché
altrimenti il rischio sarebbe che noi consentiamo delle
liquidazioni che si protrarranno nel tempo tanto non ci sarà alcun
tipo di sanzione. Allora, è giusto che ci sia questo periodo di
transizione, ma è altrettanto necessario che venga posta una
barriera temporale, in maniera tale che se io commissario
liquidatore non concludo il mio mandato entro determinati termini
decado perché sono stato inadempiente.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 19.15, 19.16, 19.17, degli onorevoli Leontini ed
altri, sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 19.42, a firma dell'onorevole Falcone.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in alcuni consorzi
prossimi allo scioglimento ci sono delle società partecipate che
stanno svolgendo attivamente, anche con utile di impresa, il
proprio compito e il proprio oggetto sociale. Per cui ritengo che,
se queste società partecipate rimarranno comunque al di là dello
scioglimento di questi consorzi, potranno candidarsi ad ottenere
una parte degli impianti, fermo restando che, poi, dovremo fare le
necessarie compensazioni.
Per cui, rileggo il testo: Parte del patrimonio dei disciolti
consorzi ASI potrà essere conferito alle società partecipate e/o di
gestione, che assumono gli obblighi della gestione nonché
l'adeguamento degli eventuali impianti per le finalità di cui al
proprio oggetto sociale .
E' una norma di ragionevolezza, a mio avviso, è una norma che
premia tutte quelle società, che non sono poi tantissime, sono
poche, che nel corso degli anni hanno operato bene, mantenendo in
pareggio o in utili i propri bilanci. Per cui chiedo che venga
apprezzata per potere essere votata favorevolmente dall'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, Presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Gli emendamenti 19.19, 19.3 e 19.24, 19.20 e 19.21 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 19.48 e
il subemendamento 19.48.1.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, si
sta facendo per quanto riguarda le procedure esecutive in corso,
perché gran parte di questi beni immobili, che dovrebbero essere
venduti per ripianare i debiti, hanno dei pignoramenti; ci sono
dei pignoramenti, magari c'è uno di primo grado, ci sono una serie
di pignoramenti in coda.
Io ritengo che sia opportuno, per evitare un conflitto - avvocato
Caputo, anche con il codice di procedura civile, che si scriva
fatte salve le procedure esecutive in corso . Mi sembra il minimo.
Questo per chiarezza. Perché per i beni sui quali c'è un
pignoramento da parte di un creditore già definito, che faccio lo
rimetto in circuito e gli faccio riavviare le procedure esecutive?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi ho bisogno dell'attenzione da
parte del Governo.
Noi siamo all'emendamento 19.48, con il sub emendamento 19.48.1,
che però non tratta la questione posta dall'onorevole Ardizzone.
Io avevo sospeso la seduta per venti minuti proprio perché speravo
che si fosse trovato un approfondimento.
Ripeto che il Governo ha presentato il subemendamento 19.48.1 bis.
Ne do lettura:
Dopo le parole ai sensi del comma 1' sono aggiunte acquisite le
relazioni di stima di cui alle lettera b) del comma 2 . Dopo le
parole comma 3 inserire le parole fatte salve le procedure
esecutive in corso.
Il parere della Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 19.48, come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si torna al fascicolo e si passa all'emendamento 19.34, che ha
avuto il parere contrario della Commissione Bilancio ed è quindi
improcedibile.
Si passa all'emendamento 19.47 che ha avuto, anch'esso, il parere
contrario della Commissione Bilancio ed è quindi improcedibile.
Comunico che il Governo ha presentato l'emendamento 19.49 che è la
riscrittura complessiva del comma 9, dell'articolo 19. A questo
emendamento sono stati presentati due subemendamenti: il 19.49.1,
a firma degli onorevoli Raia e Giuffrida, e il 19.49.2 a firma del
Governo, che sono in via di distribuzione.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, chiederei al Governo di spiegare l'
emendamento 19.49 che è l'emendamento su cui, poi, ruotano anche i
subemendamenti. Fermo restando che è giusto che si faccia una
pianta organica, e fermo restando che diventa sacrosanto e
legittimo che i lavoratori dei disciolti Consorzi ASI, onorevoli
Apprendi, possano transitare nel nuovo Istituto, non mi pare così
sacrosanto che, nella seconda pagina, ci siano invece tutti i
lavoratori con contratti di collaborazione coordinata e
continuativa
CRACOLICI. C'è un emendamento soppressivo.
FALCONE. Se è stato presentato un emendamento soppressivo, chiudo
il mio intervento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riparte dall'emendamento
19.49.2 che è il subemendamento più lontano rispetto al testo.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, le chiedo una cortesia, vista la
distrazione e visto che molti colleghi non sanno che cosa stiamo
trattando, tenuto conto che sono stati presentati diversi sub
emendamenti, chiedo al Governo di illustrare l'emendamento 19.49,
così come è scritto.
Dopodiché, alla luce di questi subemendamenti che arrivano
velocemente e poiché si tratta di personale, di lavori socialmente
utili - chi più ne ha più ne metta - invito gentilmente il Governo
a riferire la portata dell'emendamento e, gentilmente, lo spieghi.
Ognuno cerchi di capire e si assuma le responsabilità di quello
che vuole votare perché mi sembra che si stia andando a trattare
materia complessa di assunzioni, di personale, di lavori
socialmente utili - e chi più ne ha più ne metta -.
Signor Presidente, non penso che la norma debba essere quella di
aprire ad assunzioni che forse non erano previste. Quindi, se il
Governo lo ritiene, ci spieghi i contenuti dell'emendamento 19.49
perché è un emendamento presentato in Aula ed è giusto che venga
illustrato.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, mi rivolgo al Governo, e se il Governo
mi dà un attimo di attenzione risparmiamo tempo e velocizziamo.
Finalmente ho letto l'emendamento 19.49, a firma del Governo. E
l'emendamento 19.49.2, sempre a firma del Governo, che casserebbe
questa parte.
Ritengo che con l'approvazione dell'emendamento 19.49.2 possa
andare bene perché fa un momento di chiarezza rispetto alle
previsioni normative e istituzionali. Quindi, con l'approvazione
dell'emendamento 19.49.2 si migliora l'articolo 19.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 19.49.2
del Governo.
Il Parere della Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole rimanga
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Quindi, l'emendamento 19.49.1 è superato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'emendamento 19.49, a firma del
Governo essendo stato per metà cassato, ossia dalla parole il
personale' alle parole nella nuova pianta organica dell'istituto',
rimangono in vita le ultime quattro righe dell'emendamento, che da
sole non hanno un grande senso, le leggo: la presente disposizione
non comporta maggiori oneri a carico della Regione poiché il
relativo personale andrà a coprire i posti ' erano righe
strettamente collegate alla parte cassata.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. L'emendamento è già stato votato ed il testo
dell'articolo si ferma alla parola istituto'. Rimane inteso, mi
rivolgo agli Uffici, che con l'art. 117 del Regolamento interno si
troverà rimedio alla parte finale dell'articolo.
CRACOLICI. Le righe erano connesse a quella parte di emendamento
PRESIDENTE. Le righe restanti erano connesse a quella parte di
emendamento che è stato abrogato. Gli Uffici valuteranno, con
l'art. 117 del Regolamento, se è opportuno cassare tutto o fare
rimanere una parte di questo. Il problema sarà risolto in sede di
coordinamento.
Onorevole Lentini, ha facoltà di intervenire.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ma non abbiamo
sempre detto che per quanto riguarda i precari, abbiamo sempre
ripetuto che le persone che devono essere aiutate sono
esclusivamente quelle le cui assunzioni sono state fatte a tempo
determinato al 31 dicembre 2008.
Abbiamo lavorato e marciato in tal senso
Mi chiedo perché oggi stiamo facendo un percorso diverso? Signor
Presidente, mi sembra che la Circolare del Presidente della Regione
prescrive che coloro i quali abbiano lavorato dall'1 gennaio 2009
non possono rivendicare alcun posto di lavoro. Fino al 31 dicembre
2008 rientrano tutti.
Se per questi facciamo un ragionamento diverso, ditemelo, perché
da qui in poi tutto il personale che deve essere garantito, oltre
questa data. Perché stiamo cambiando percorso?
Mi rimetto all'Aula. Se abbiamo fatto un ragionamento generale per
tutti, nessuno escluso, per le persone inserite nel contesto
lavorativo con evidenza pubblica, i ragazzi che sono sia a tempo
determinato che indeterminato, entro il 31 dicembre 2008.
Ora perché diciamo cose diverse? Così ci facciamo linciare Non è
onesto questo ragionamento.
Signor Presidente, le chiedo di intervenire. Queste parole sono
state scritte dal Presidente della Regione ad inizio della
legislatura.
Ci siamo soffermati al 31 dicembre 2008. Non capisco perché non
possiamo continuare su questa linea.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, l'Aula si è già pronunciata.
LENTINI. Giochiamo con la vita delle persone. Nella fattispecie
parliamo di tre persone non di cento persone. Ne hanno pieno
diritto perché assunte entro il 31 dicembre 2008 con evidenza
pubblica. Mi vergogno, non lo trovo onesto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 19.49 a firma del
Governo. Il parere della Commissione?
APPRENDI, vice presidente della Commissione e relatore. Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, gli emendamenti 19.31 e 19.46 sono preclusi.
All'emendamento 19.40 c'è il parere contrario della Commissione
bilancio per cui è improcedibile.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, voglio solo dire una cosa
all'onorevole Lentini, per evitare che ci siano equivoci tra chi
usa due pesi e due misure.
Qui si è posta una questione che è la seguente. Io non so se
c'erano tre, una o mille persone. Non ne ho idea. So, però una cosa
e cioè che c'è una comprovata giurisprudenza, nel senso che è
abbastanza consolidato il percorso che vede il Commissario dello
Stato agire con molta attenzione su norme di questo tipo. Perché
per come avevamo scritto la norma, dove stavamo stabilendo che la
pianta organica del nuovo istituto si costituiva a seguito di
tutte le stabilizzazioni.
Se il rapporto a tempo indeterminato è un atto dovuto, il rapporto
a tempo determinato non può essere connesso alla pianta organica
come una fotografia di quello che esiste, perché inevitabilmente
verrà impugnata e faremmo più danno a quelle persone
LENTINI. Così per come era scritto nel disegno di legge hai
ragione tu, ma quello del Governo è un'altra cosa.
CRACOLICI io non so come era stato scritto nel disegno di legge,
ho guardato questo testo e con questo testo, così come era scritto,
ti assicuro che invece di risolvere il problema, lo avremmo
aggravato e resa impossibile qualunque forma di stabilizzazione per
il personale precario, perché le piante organiche si fanno prima e
poi valuti cosa fare. Non si possono fare le piante organiche a
seguito di quello che hai. Al di là delle nostre migliori
intenzioni, avremmo fatto un danno alle persone.
LENTINI presentiamo un subemendamento
CRACOLICI. Io credo che, senza drammatizzare quello che è
successo, oggi stiamo costituendo questo istituto con dei principi
che devono regolare, innanzitutto, la vita di questo istituto.
Il primo principio è quello di avere una pianta organica certa e
definita, che non vuol dire che deve essere esclusivamente fatta al
personale a tempo indeterminato. Sicuramente deve prevedere il
personale a tempo indeterminato, ma sulla base del cosiddetto
progetto industriale , chiamiamolo così, potrebbe anche esserci
una pianta organica, non è un caso che si dica entro cinque mesi
l'istituto approverà la pianta organica, dove saranno previste il
numero di unità, la tipologia di funzione o potrà essere previsto
del personale in più rispetto a quello che è in atto è il personale
a tempo indeterminato .
Non vorrei che si drammatizzasse una questione che,
obiettivamente, non considero drammatica.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Che speranze diamo alle persone che erano impiegate al
31 dicembre 2008? Come glielo spieghiamo?
MAIRA. Onorevole Lentini, mi ascolti un minuto, questo è un
problema che tocca tutti.
Io non vorrei che succedesse con il personale ASI, legato ad un
rapporto di lavoro a tempo determinato, quello che è successo con i
dipendenti dell'ARPA.
Lei ricorderà, signor Presidente e ricorderà anche l'Aula e invito
i colleghi a trovare una soluzione, perchè una parte del personale
dell'ARPA non ha più visto trasformato il rapporto di lavoro da
determinato a tempo indeterminato, perché per un incidente di
percorso tipo quello che stiamo discutendo questa sera, si era
interrotto il rapporto di lavoro.
Per cui quando abbiamo stabilizzato il personale si sono salvati
soltanto quelli che non avevano avuto interruzione nel rapporto di
lavoro.
Possiamo fare qualunque cosa, l'importante che stabiliamo, questa
sera, che per il personale a tempo determinato non ci sarà
interruzione del rapporto di lavoro tra l'attuale configurazione
giuridica delle ASI e la futura configurazione giuridica
dell'Agenzia così come la stiamo discutendo questa sera, perché,
al di là di tutte le discussioni faremmo del danno a delle persone
che meritano e hanno diritto di essere stabilizzate come tutte le
altre.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi eravamo all'esame dell'emendamento
19.32.
Alla luce del voto espresso all'emendamento 19.49 che è stato
rimodulato dall'emendamento 19.49.2 che ha dichiarato precluso
l'emendamento 19.49.1, l'emendamento 19.32 è superato, perché
tratta la materia dei lavori socialmente utili.
E' stato dichiarato precluso dall'approvazione dell'emendamento
19.49.
GIUFFRIDA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIUFFRIDA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sostengo ancora
l'emendamento 19.32 perché riguarda delle fattispecie che non sono
contemplate nel disegno di legge.
Sostanzialmente riguarda il personale ASU che ha lavorato nelle
ASI per tre anni e che non è contemplato nel disegno di legge.
Pertanto sono lavoratori che hanno un rapporto, che hanno
instaurato con un contratto ad evidenza pubblica e che prestano
attività da tre anni nelle ASI e sono utilizzati ma non sono stati
integrati in pianta organica perché non ce ne è stata la
possibilità, ma ci sono le vacanze in pianta organica. Pertanto
ritengo che l'emendamento 19.32 debba essere votato.
PRESIDENTE. Il problema è che l'Aula si è espressa ed ha approvato
l'emendamento 19.49 a firma del Governo, dopo l'approvazione del
subemendamento 19.49.2 che eliminava una parte consistente
dell'emendamento 19.49, tra cui tutti i lavoratori a tempo
indeterminato, i lavoratori socialmente utili, per cui questo
argomento, ancorché abbia avuto il parere favorevole della
Commissione bilancio è superato dal fatto che l'emendamento
principale, precedente, il 19.49 ha eliminato gli LSU.
GIUFFRIDA. Gli Uffici mi avevano detto altro. Che era opportuno
attenzionare questa fattispecie perché nell'emendamento proposto
dal Governo c'era una situazione poco chiara quindi sarebbe stato
opportuno chiarirla con l'emendamento a mia firma.
Se avessi pensato che era superato, sicuramente, non avrei chiesto
di mantenere l'emendamento. Ho parlato col dottore Di Gregorio che
mi ha detto che era il caso di puntualizzarlo, perché in quella
fattispecie presentata, nell'emendamento 19.49 a firma del Governo,
questa fattispecie che ho individuato nell'emendamento 19.33 non
era prevista ed era opportuno integrarla. Avevamo avuto il parere
favorevole della Commissione Bilancio' e del Governo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le chiedo scusa,
ma credo che il collega abbia ragione, nel senso che l'emendamento
in questione si pone l'obiettivo di autorizzare il nuovo istituto a
utilizzare, nelle more del processo di stabilizzazione, il
personale in rapporto contrattuale di tipo precario che in atto
viene utilizzato come lavoratori socialmente utili. Quindi mentre
quello, sostanzialmente, bloccava il processo di stabilizzazione,
perché c'era il problema della pianta organica, questo è
autorizzativo ai fini della prosecuzione.
Mi permetto di aggiungere, viste le questioni che ha posto il
collega Lentini, che potremmo, con questo emendamento, anche
autorizzare, nelle stesse condizioni con cui in atto viene
utilizzato il personale anche il personale che è in rapporto
contrattuale, co.co.co, co.co.pro., non so che cosa fosse, nelle
more dei processi di stabilizzazione di mantenere i rapporti in
essere dal punto di vista contrattuale, ma non significa che
passano nella pianta organica, sapendo che può essere una norma a
rischio.
Detto questo è un modo di distinguere il personale a tempo
indeterminato da quello a tempo determinato che autorizzava a
proseguire nelle more della stabilizzazione. Però, bisogna fare un
subemendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la questione è accantonata vediamo
tecnicamente con gli uffici come potere risolvere il problema.
Siamo in condizione di trattare altri emendamenti all'articolo 19?
Abbiamo accantonato l'emendamento per approfondire con gli uffici,
continuiamo intanto con quelli che possiamo fare.
L'emendamento 19.35 è improcedibile perché ha il parere contrario
della Commissione bilancio, il 19.43 è improcedibile.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi pare che
sia necessario un parere della Commissione Bilancio perché non c'è
copertura finanziaria, spiego perché.
Succede questo: ci sono alcune società di gestione, ad esempio a
Caltagirone c'è la GIA che gestisce i servizi idrici di
potabilizzazione e di depurazione per quanto riguarda
l'insediamento produttivo dell'area di sviluppo industriale di
Caltagirone, ha un contratto fino al 2015.
Cosa succede se domani mattina si scioglie il consorzio ASI di
Caltagirone e il nuovo istituto non rinnovasse tale contratto?
Perché il contratto va rinnovato automaticamente atteso che è a
costo zero allo stesso costo e si tratta di un servizio
necessario, fondamentale.
Quindi, chiedo che la Presidenza rivaluti la stessa Commissione
Bilancio, ma non c'è un problema di copertura finanziaria. C'è,
invece, la necessità del mantenimento di questi contratti almeno
fino alla scadenza degli stessi; dopo, quando scadranno perché c'è
un contratto a monte bilaterale, quando scadranno poi chiaramente
il nuovo istituto potrà decidere se rinnovare o meno.
Quindi, è necessario che questo emendamento venga apprezzato, e
venga apprezzato anche favorevolmente, perché altrimenti si
aprirebbe un contenzioso che non sappiamo dove porterà.
Pertanto, chiedo al Presidente che rivaluti, rimetta, faccia
verificare questo emendamento e lo faccia apprezzare.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, al di là del parere contrario della
Commissione bilancio che obiettivamente impedisce anche di andare
avanti, come facciamo? Mi pongo un problema di natura giuridica:
come si fa per legge a mantenere dei contratti in vita?
Io credo che poi i commissari liquidatori dei consorzi avranno
l'esigenza per alcune società partecipate di mantenere il servizio
indipendentemente dalla volontà del legislatore. Secondo me è un
atto amministrativo che prescinde dalla volontà del legislatore per
cui, oltre alla bocciatura dell'emendamento da parte della
Commissione bilancio, faremmo una forzatura legislativa se
approvassimo questo emendamento.
Onorevole Assessore, sulla materia non l'abbiamo interpellato.
Vuole dire qualcosa?
Si passa all'emendamento 19.22, a firma dell'onorevole Leontini.
E' mantenuto o ritirato?
LEONTINI. Ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 19.14, a firma dell'onorevole Bufardeci.
Non essendo presente in Aula l'onorevole Bufardeci lo dichiaro
decaduto.
E' ritirato l'emendamento 19.23, a firma dell'onorevole Leontini.
L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 19.29, 19.45 e 19.33 sono improcedibili per il
parere negativo della Commissione Bilancio.
Rimane accantonato l'articolo 19 e l'emendamento 19.32, a firma
dell'onorevole Giuffrida.
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
«Art. 20.
Norma interpretativa
1. Al fine di evitare il perdurare ovvero l'insorgere di
contenziosi che potrebbero determinare un aggravio di spesa a
carico degli enti di cui alla legge regionale 4 gennaio 1984, n. 1,
in relazione all'atto di indirizzo n. 15845 del 17 aprile 2008
adottato dall'ex Assessorato dell'industria, l'articolo 83 della
legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, come modificato e integrato
dall'articolo 129 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, si
interpreta nel senso che, a far data dall'entrata in vigore della
legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e fino al 31 marzo 2008, ai
presidenti dei consorzi di cui alla legge regionale 4 gennaio 1984,
n. 1, spetta un compenso determinato in misura pari al 75 per cento
dell'indennità di funzione minima spettante al presidente della
provincia regionale di appartenenza, con la riduzione del 10 per
cento prevista dall'articolo 17 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, e senza raddoppio per lavoratori dipendenti in
aspettativa e liberi professionisti che hanno ricoperto la carica.
Ai vicepresidenti dei suddetti consorzi spetta un compenso pari al
50 per cento di quello spettanti ai presidenti. A far data dal
primo aprile 2008, i suddetti compensi sono determinati nella
misura prevista dal comma DPRS 21 luglio 1994 e successive
modifiche ed integrazioni con le limitazioni di cui all'articolo 17
della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11.
2. All'articolo 16 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, è
aggiunto il seguente comma:
7 bis. Le disposizioni di cui al presente articolo non si
applicano alle Camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura aventi sedi nel territorio della Regione e all'Istituto
zooprofilattico sperimentale della Sicilia'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Buzzanca e Limoli: 20.1,
20.2, 20.3;
- dagli onorevoli Falcone, Pogliese, Buzzanca e Vinciullo: 20.5;
- dagli onorevoli Bufardeci, Mineo, Cimino, Scilla e Incardona:
20.4.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Assessore, l'articolo 20 è di sua conoscenza o è stato
previsto dall'Assemblea?
Io vorrei fare notare a tutti i colleghi che non so, intanto, se
si è tenuto conto a quanto ammonterà, se questo emendamento fosse
approvato ci vuole una copertura economica, perché stiamo parlando,
praticamente, la chiamiamo norma interpretativa ma, di fatto, è una
sanatoria perché, forse, non tutti i colleghi sanno che gli
stipendi o i soldi che vengono dati ai presidenti di tutti gli enti
della Regione vengono regolarizzati - qui lo dice ed è anche
scritto male - prevista dal comma DPRS - non capisco cos'è il comma
DPRS - comunque, con un decreto del Presidente della Regione per
cui questi emolumenti ai Presidenti vengono riconosciuti con un
decreto del Presidente della Regione il quale saltuariamente, dopo
un paio di anni, li aggiusta, li rettifica.
Noi, invece, qui, stiamo dicendo che cosa? Che i presidenti o i
commissari, molte volte sono Commissari, da una certa data in poi
fino al 31 marzo del 2008, quindi, è una norma retroattiva ed ecco
perché è stata scritta come norma interpretativa perché voi tutti
sapete che una norma di interpretazione autentica richiama il
pregresso, altrimenti non ce n'era nessun bisogno, quindi questo è
un artificio per richiamare - onorevole Cracolici, mi segua - in
questo articolo 20 c'è qualcosa di veramente strano per cui credo
che se il Presidente della Regione ha piacere di aggiornare gli
stipendi, non solo dei presidenti delle ASI ma di tutta una
categoria di figure che ricoprono questi ruoli, lo faccia ma che
ora noi, con legge, vogliamo regolarizzare, con questa norma
interpretativa, emolumenti di presidenti da una certa data fino al
2008 obiettivamente mi sembra una forzatura anche perché se anche
fosse che ci sono contenziosi, nessuno a queste figure ha mai
detto di esercitare questo servizio e, quindi, a cosa fatta, poi,
reclama qualche cifra maggiore.
Stiamo parlando del fatto che i Presidenti delle ASI o Commissari
antecedenti al 2008 verrebbero pagati pari al 75% dei Presidenti
delle Province.
Pertanto, ritengo che questa norma vada dal Governo, se la
mantiene, spiegata se porta un'economia e penso proprio di no.
Certamente se ci sono dei contenziosi perché i presidenti delle
ASI del periodo li hanno fatto non li può risolvere la legge,
scusatemi, ma li dovrebbe risolvere un decreto del Presidente della
Regione perché così è previsto e non è stato da tanti anni più
aggiornato, quindi non vedo perché l'Assemblea si debba caricare la
responsabilità di approvare una norma in sanatoria di qualcosa che
non si capisce e il perché si debba fare adesso.
Pertanto, lo dico apertamente, sin da adesso, non solo sono
contrario, ma su questa norma, se il mio capogruppo lo condivide,
chiederò il voto segreto perché mi sembra una forzatura
istituzionale, altrimenti potrei dire perché non aggiustiamo tutti
gli emolumenti di tutti gli enti che negli anni non lo hanno avuto,
per le ASI, sì, per gli altri no.
Oltretutto non comprendo neanche, infatti, perché c'è quella nota
delle Camere di commercio, dei consorzi zooprofilattici, mi sembra
una forzatura. Il Presidente della Regione ha lo strumento se vuole
aggiornare questi emolumenti, lo faccia, ma siccome non lo può più
fare per il regresso e allora si vuole fare con norma di legge
chiamandola interpretazione autentica. Scusatemi, ma è una vera
porcheria.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, con molta sincerità non definisco un
qualcosa di incomprensibile l'intervento del collega Beninati,
perché mi piace utilizzare un altro linguaggio, non direi mai che
una norma scritta e approfondita in una commissione di merito è una
porcheria' né direi mai che questa norma è una sanatoria, né direi
mai che i contenziosi non sono in atto, né direi mai che nel
passato si è fatta una norma per l'IACP tirando fuori dal cilindro
- quella sì che era una vergogna - e ai tempi in cui si è tirata
fuori quella norma per i presidenti dell'IACP il collega Beninati,
se non ricordo male, era deputato e non so se era anche al Governo,
quindi lasciamo stare.
Non definirei una porcheria un approfondimento fatto per chiudere
un contenzioso vero dove non c'è nessun onere aggiuntivo e dove si
parla semplicemente di interpretare per tutti, soprattutto per le
persone oneste che hanno applicato per come si deve tutto quanto è
stato evidentemente anche oggetto di questa specifica
interpretativa e finalmente non rischiamo anche, da questo punto di
vista, di soccombere.
Prima di addentrarmi in definizioni di questo tipo, dico al mio
amico e collega Beninati che starei attento e approfondirei meglio
perché anche in questo ore ulteriori approfondimenti sotto ogni
profilo per ogni singola ASI hanno dato ragione a chi ha scritto
questa norma, e non solo hanno dato ragione ma, sostanzialmente, è
una norma che non solo non comporta nuove spese ma addirittura può
metterci al riparo da contenziosi che vedono invece soccombere le
ASI, quando dico la Regione lo dico perché quello che stiamo
facendo, evidentemente, trasferendo tutto all'Istituto metterebbe
in condizione l'Istituto di far fronte, invece, non si capisce bene
a che cosa.
Non c'è materia, addirittura, che è passata in giudicato, quindi,
siamo in un fase in cui una norma interpretativa e non una
sanatoria va fatta perché è giusto e anche, se mi permettete,
serio, nei confronti di tutti coloro che hanno ben interpretato le
norme senza che aspettavano che si facesse come l'AICP una norma
per dire lì ti sano sì la questione perché hai abusato', allora
quando si è fatto la norma dell'IACP si è fatto quello che diceva,
evidentemente, il collega e non invece in questa norma
interpretativa che riprende sin dall'inizio come era disciplinato
l'indennità dei presidente e dei vicepresidente e addirittura la
pone anche in maniera più restrittiva rispetto anche alla fase
finale dell'esperienza di queste ASI, che mette finalmente punto e
mette anche in condizione tutti coloro che evidentemente si trovano
in queste condizioni, compreso chi resiste, di essere un poco più
sereno, quindi, non è assolutamente vero che comporta nuovi oneri,
non è assolutamente vero che è una sanatoria e non è assolutamente
vero che, da questo punto di vista, non facciamo una cosa buona,
invece, per chiudere la partita anche da questo punto di vista.
Quindi, riformiamo l'ASI e finalmente usciremo anche da questioni
che sono frutto anche di un certo modo di fare del passato, stiamo
mettendo un punto anche a certi modo di fare del passato e a certe
norme che venivano fatte a francobollo'.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'articolo 20 sia una norma di buon senso, di ragionevolezza e,
soprattutto, sia una norma che vuole evitare veramente degli
inutili contenziosi. Perché?
Nel 2002 è stata fatta una norma che adeguava i parametri e i
compensi di alcuni enti, fra cui anche le aree di sviluppo
integrato. Successivamente questa legge dava mandato al Presidente
della Regione di fissare dei parametri. Il problema è che non sono
mai stati fissati questi parametri, per cui, sebbene vi fosse un
parere dell'Ufficio legislativo che favorevolmente consentiva di
percepire questi emolumenti, così come previsti dalla legge del
2002, alla fine, mancava sempre questo decreto. Da qui è successo
questo contenzioso o c'è in atto questo contenzioso.
Vorrei dire, come dice il presidente Oddo, che, in effetti,
quest'Aula già si è determinata nel 2008 e abbiamo proceduto ad una
sanatoria per gli Istituti autonomi case popolari, stabilendo che i
presidenti, addirittura i vicepresidenti, avessero la stessa
indennità che è prevista dalla legge n. 2 del 2002.
A questo punto, non vedo nessuno scandalo, ma anzi dico che, onde
evitare che vi possano essere delle controversie giudiziarie, onde
evitare che possa essere richiesta la ripetizione di somme, ormai
prescritte, cioè, in molti casi, c'è anche l'istituto della
prescrizione, per cui andremo a creare contenziosi, spese ed
esborso di denaro pubblico inutilmente.
Credo che qua non stiamo facendo la battaglia per garantire
qualcosa, per garantire una maggiore indennità a qualcuno o per
toglierla a qualche altro, credo che con questa norma cerchiamo di
sanare definitivamente una vecchia questione di persone che hanno
svolto il proprio compito, che hanno svolto appieno il proprio
incarico e lo hanno svolto anche e soprattutto sulla scorta di un
parere dell'Ufficio legale e legislativo della Regione Sicilia che
confermava la giustezza di quelle somme, di quegli emolumenti così
come venivano percepiti.
Successivamente, invece, c'è stato tutto quello che noi sappiamo
e, allora, ecco perché dobbiamo porre in essere una pietra tombale
per chiudere definitivamente questo contenzioso.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dal contesto
dell'articolo, se guardo l'ultimo periodo del comma 1, si evince
che c'è una norma, che è quella del luglio del 1994, che
regolamenta la fattispecie, ragione per cui non si comprende perché
fino al 2008 occorre adottare un sistema di pagamento, di
retribuzione per i soggetti e questo sistema viene mutato dopo il
2008. Prima questione. Se c'è un problema di contenzioso in corso o
di contenzioso che può insorgere, è solo in un caso, signor
Presidente, che i soggetti che hanno svolto quelle funzioni
pretendono di avere di più di quanto non abbiano percepito.
Non credo, infatti, che ci sia un contenzioso mosso da soggetti
per restituire soldi alla Regione. Lo muovono perché pensano di
avere più soldi. Se rimuoviamo il contenzioso, è perché pensiamo di
dare più risorse a questi soggetti ed accontentarli.
In questo caso, va prevista la copertura della norma, vanno
stanziate le risorse per coprire questa norma, perché se devo dare
dei soldi a soggetti per eliminare il contenzioso è necessario che
la norma venga coperta e vengano previste le somme per la copertura
della norma, cosa che non mi pare ci sia all'interno dell'articolo
proposto.
Vorrei dire un'ultima cosa che è solo un'incidentale: il comma 2
mi pare che l'abbiamo già approvato in una norma precedente per cui
andrebbe da questo punto di vista cassato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 20.1, soppressivo
dell'articolo 20, dell'onorevole Leontini.
LEONTINI. Chiedo la verifica del numero legale.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Beninati, Buzzanca, Maira e Scoma,
indìco la verifica del numero legale
Invito gli onorevoli deputati a registrare la loro presenza con la
scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 48 .
L'Assemblea è in numero legale.
Pongo in votazione l'emendamento 20.1.
LEONTINI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 20.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Barbagallo, Beninati, Calanducci,
Campagna, Fiorenza, Musotto, Pogliese e Scoma, indìco la votazione
dell'emendamento 20.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 53
Votanti 56
Maggioranza 27
Favorevoli 23
Contrari 29
(Non é approvato)
Si passa all'emendamento 20.2 a firma dell'onorevole Leontini. Il
comma 2 dell'articolo 20, se vi ricordate, è stato già approvato
nella legge sull'agricoltura, quindi è superato e quindi tutti gli
emendamenti al comma 2 sono superati.
Pongo in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
«Art. 21.
Norma in materia di aree ex SIRAP
1. Al fine di consentire il completamento delle aree ex-SIRAP,
l'Assessore regionale per le attività produttive è autorizzato a
inserire nei relativi bandi del P.O. FESR 2007/2013 una riserva del
dieci per cento in favore dei territori dei comuni nei cui
territori ricadono le relative aree artigianali».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Leontini, Mancuso,
Buzzanca e Limoli l'emendamento 21.1.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 21. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi:
- dall'onorevole Rinaldi: A1;
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Buzzanca e Limoli: A2;
- dall'onorevole Leontini: A6:
- dal Governo A3, A4 e A5.
Si passa all'emendamento aggiuntivo A1, al quale l'onorevole
Beninati chiede di apporre la firma. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per l'attività produttiva. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento A2 è precluso.
Si passa all'emendamento A3 del Governo.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'assegnazione delle aree ASI serve per consentire l'insediamento
di attività produttive per la realizzazione da parte delle imprese
delle proprie strutture, ma non serve, sicuramente, per consentire
alle aziende di impossessarsi di aree, tenerle in proprio uso, per
poi, magari, cederle o venderle privatamente ad altri imprenditori
che ne hanno bisogno.
Non credo che sia questa la finalità della concessione, da parte
delle ASI, delle aree agli imprenditori, tant'è che la legge dice
che gli atti di vendita dei terreni devono prevedere l'impegno
dell'impresa acquirente a stabilire e a dire nell'atto quali sono i
tempi di inizio dei lavori e quali sono i tempi di fine dei lavori,
perché l'obiettivo è la produttività che si insedia nell'area ASI e
questi tempi possono essere prorogati solo di 18 mesi.
Questa è la norma vigente che regola la concessione delle aree
ASI.
Bene, con l'emendamento del Governo si propone di prorogare di
ulteriori 18 mesi, oltre 18 mesi di proroga già dati, che non
decorrono, tra l'altro, dalla gestazione dei primi 18 mesi, ma che
decorrono dalla data dell'approvazione della legge; per cui ci può
essere un'azienda che doveva realizzare un impianto e aveva
previsto 5 anni per la realizzazione di quell'impianto, non l'ha
realizzato, ha chiesto la proroga di 18 mesi, gli è stata concessa,
questa proroga è scaduta un anno fa, adesso per legge gli diamo
altri 18 mesi di proroga a partire dalla data di approvazione della
legge. Teniamo, quindi, bloccata un'area per 9 anni. Questa è la
finalità.
Credo che, poi, siccome dietro queste cose ci sono casi specifici,
non sono norme astratte, o parliamo dei casi specifici, delle
richieste specifiche e dell'utilità sociale che queste richieste
specifiche hanno, o penso che mantenere una norma che prevede i
tempi dell'atto più i 18 mesi sia più che sufficiente. Per questo
esprimo voto contrario a questo emendamento.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Dichiaro di
ritirare l'emendamento A3.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A4 del Governo. Il parere della
Commissione?
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.6, a firma dell'onorevole Leontini.
Sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.31, è ripresa alle ore 19.36)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Eravamo all'emendamento A.6. Lo pongo in votazione.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, annuncio il mio voto contrario
all'emendamento A.6 anche per un fatto di coerenza, nel senso che
per la sanatoria che abbiamo stabilito per i presidenti delle ASI
che si erano, in modo dubbio e illegittimo, liquidati indennità
superiori a quelle previste, ho votato contro, benché con voto
segreto.
Siccome stiamo parlando di un'ulteriore sanatoria di somme
percepite da parte degli Enti parco nella stessa metodologia, per
le stesse forme, voterò anche in questo caso contro.
BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, nel mio precedente intervento sono
stato poco compreso.
Qui c'è una responsabilità - l'ho detto prima e lo dico adesso -
del Presidente della Regione che avrebbe il dovere, dopo diversi
anni, di regolarizzare con un decreto questi emolumenti.
Siccome, sistematicamente, questo non si fa, poi avviene la lite
in Aula per chi deve regolarizzare questi emolumenti.
Abbiamo fatto - cosa che personalmente non condividevo - la
sanatoria delle ASI perché lo dico, in modo tale che resti a
verbale, c'era una grande differenza con gli IACP perché gli IACP
si adeguarono gli emolumenti, perché in ambito nazionale fu
stabilito così, mentre per le ASI, non essendo stabilito in alcun
ambito nazionale, abbiamo provveduto con questa legge.
A questo punto mi chiedo: perché si pone ora il problema degli
Enti parco? Che differenza c'è? Perché ora i sostenitori delle ASI
dicono no agli Enti parco? È un problema politico o di altro tipo?
Pertanto, io che non condividevo le ASI per le motivazioni che ho
detto - e l'Aula si è determinata a favore -, non capisco perché
per gli Enti parco che
Fra parentesi, i presidenti degli Enti parco, che sia chiaro, dal
2006 sono di nomina quasi tutti dell'MPA, forse i colleghi non lo
sanno neanche, da quando subentrò la Interlandi.
A questo punto non è più un problema personale ma di giustizia.
Non capisco perché ora le ASI sì, gli Enti parco no.
Sono enti regionali ed a questo punto c'è una lacuna a monte che
il Presidente della Regione non adegua questi emolumenti grazie
alla sua lentezza nel fare i provvedimenti, e poi in Aula i
colleghi trovano i modi per litigare.
Non avremmo dovuto fare queste norme, andava fatta, con un
decreto, la regolarizzazione di questi compensi.
Io, paradossalmente, a questo punto, ma non è in contraddizione.
Non capisco perché coloro che hanno votato a favore delle ASI sì,
gli stessi, oggi, sugli Enti parco dicono no.
E' veramente, scusate, schizofrenico da parte vostra. Io, a questo
punto non aggiungo altro.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A5, del Governo Interventi a favore
delle imprese commerciali dei comuni della Provincia di Messina,
danneggiati dalle alluvioni .
Presidenza del presidente Cascio
BUZZANCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non volevo
disturbare i lavori della Presidenza, intervengo per esprimere
l'apprezzamento all'assessore Venturi perché, in maniera tempestiva
e facendosi carico di un problema enorme che ha travolto la
provincia di Messina, il 22 novembre scorso, interessando ben
ventiquattro Comuni, ha avuto la sensibilità di comprendere che
oltre al lutto che noi rispettiamo per le tre vittime di Saponara
Signor presidente, vedo che l'argomento non interessa molto i miei
colleghi parlamentari che sono affaccendati in altre faccende, le
vittime sono argomento che viene ostentato in tante occasioni e che
perde di effetto e di efficacia, nel momento in cui non vi sono i
riflettori; invito i colleghi parlamentari ad essere più attenti su
questo argomento perché è un argomento che, in questi ultimi
giorni, ha seminato lutto, dolore, panico ed ha determinato la
necessità di intervenire per evitare che molte microimprese, molte
piccole imprese, potessero arrivare alla chiusura delle proprie
attività e, quindi, trovarsi sul lastrico, insieme ai loro
dipendenti.
Ogni microimpresa, ogni piccola impresa, ogni media impresa,
fortemente colpita da quel tragico 22 novembre, si trova oggi in
ginocchio. Questo intervento, signor Assessore, devo sottolinearlo,
è un intervento tempestivo, è un intervento efficace ed è un
intervento che ci fa capire che, nel momento in cui vi è
sensibilità, nel momento in cui vi è la necessità - so che lei è
stato sui posti ed ha visitato la provincia di Messina -, ci fa
capire che in quella occasione lei, signor assessore, non ha fatto
una passerella, ma ha voluto rendersi conto, come deve fare chi
governa, della realtà e del dramma che vive una popolazione ed ora,
in maniera consequenziale, ha predisposto un intervento di legge
che certamente non possiamo non vedere con particolare favore.
Annuncio, quindi, il mio voto favorevole all'emendamento A.5.
LACCOTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che su
questo argomento sia anche giusta la condivisione da parte di tutta
l'Aula, in maniera unanime e senza alucna riserva anche perché è
l'unica norma che senza impinguamento di spesa consente di venire
incontro alle imprese che, in questo momento, vivono grave disagio
economico.
E' chiaro che l'Assessore è stato solerte nel fare questo
emendamento nella prima occasione, ma è anche chiaro che quest'Aula
- si era aperto proprio un dibattito - dovrà non spegnere i
riflettori su una vicenda tragica e drammatica che ha colpito
questi paesi della provincia di Messina. Sappiamo che vi è, assieme
a quella che è la crisi nazionale ed internazionale, una crisi
irreversibile e che, quindi, da oggi in avanti credo che non si
possa dimenticare o allungare i tempi così come è stato fatto per
altre zone quali Giampilieri, Scaletta ed altre, ma bisognerà
attenzionare, attraverso un dibatto ed un voto unanime
dell'Assemblea, il Governo nazionale perché emani al più presto
possibile l'ordinanza che possa bloccare quelli che sono in questo
momento i mutui, i pagamenti delle banche, le scadenze, perché
altrimenti l'economia andrebbe sicuramente al disastro. Questo è il
problema. Se vogliamo evitare di far protestare molti imprenditori,
commercianti, operatori del territorio, se vogliamo evitare che vi
sia il fallimento in un momento così tragico dovremmo come
Assemblea sicuramente e, quindi, anche attraverso il Governo
regionale chiedere l'immediato riscontro da parte del Governo
nazionale. L'ordinanza diventa necessaria. Questa credo sia
condivisibile dai deputati della provincia di Messina ma anche da
tutta l'Aula e possa rappresentare il riscontro immediato ad
un'esigenza che deve essere immediata.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivisione su
questo emendamento e pieno apprezzamento per il modo di operare per
il modo di operare dell'Assessore Venturi perché al di là di andare
alla ricerca di luci della ribalta sulle tragedie che hanno
afflitto la comunità messinese, posso dire che è stato uno dei
pochi, in silenzio, anche sulla base delle esperienze precedenti
quali Lampedusa, quello che era successo anche in provincia di
Messina, ha preparare in silenzio un emendamento che,
effettivamente, dà ristoro alle aziende, alle piccole imprese,
perché di questo è fatto il tessuto economico della provincia di
Messina, che hanno perso quasi tutto, a quelle aziende che hanno
voglia di rialzarsi. Per cui apprezzamento pieno all'assessore
Venturi per il suo modo di operare, ripeto al di là della ricerca
delle televisioni e delle luci della ribalta e, credo che il voto
non possa non essere favorevole da parte dell'Aula.
FORMICA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo; è
ovvio che vanno i miei apprezzamenti all'operato dell'assessore
Venturi ma vado oltre e chiedo al presidente Lombardo che domani,
nell'incontro a Roma per la stesura del provvedimento del Governo
nazionale per gli aiuti da concedere, chieda con forza che una
parte delle somme previste venga data come primo aiuto alle
imprese. Perché dico questo? Perché tutti sappiamo oggi qual è il
problema del credito con le banche che sono anche restie a
concedere credito anche se coperti questi crediti proprio perché
sono in grande sofferenza.
Allora, siccome la tragedia che ha investito i nostri territori ha
comportato la chiusura di una serie di piccole e piccolissime
attività che non possono aspettare neanche i due o i tre mesi
necessari, nella migliore delle ipotesi, per le pratiche, per avere
un primo start up per ripartire alle piccole e piccolissime
imprese, nel decreto che si sta scrivendo a Roma per gli aiuti da
dare alle zone alluvionate, all'interno di questo decreto, si
preveda una somma da dare cash, anche piccola, alle piccole e
piccolissime imprese commerciali, artigianali, che hanno perso
tutto per poter ripartire.
Questo è fondamentale ed è fondamentale che si preveda all'interno
del decreto nazionale che si sta scrivendo in queste ore. Perché?
Perché attraverso le procedure previste dal decreto che è di
emergenza si può velocissimamente dare questo segnale a tante
piccole attività che altrimenti non ripartirebbero più.
Quindi, è questo l'appello che lancio, va il mio plauso
all'assessore Venturi che ha fatto quello che è nella sua
competenza fare, ma è importante che il Presidente della Regione
chieda che all'interno del decreto che il Governo nazionale sta
emanando sia previsto che una parte delle somme vada alle piccole
imprese che hanno perso tutto come ristoro iniziale per potere
ripartire subito con l'attività.
Questo è quello che chiedo al presidente Lombardo come battaglia
da fare a favore degli alluvionati del 22 novembre.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io lo so che dopo
questo intervento avrò dei mugugni di alcuni colleghi, però
purtroppo vede io cerco, nel mio modo di comportarmi, di essere
sempre il più possibile equo.
Io ringrazio dell'iniziativa l'Assessore che ha, in un momento
anche drammatico, che ha visto Saponara in una situazione così
grave, di morti, però cari colleghi vorrei ricordare a tutti e mi
dispiace che anche i miei colleghi della provincia poco fa non lo
hanno citato, che nella provincia di Messina - e lo dico
all'assessore Venturi che non ha colpa, devo dire, perché è
arrivato da poco -, di eventi alluvionali e di imprese distrutte
economicamente potrei citarne almeno altri tre, perché altrimenti
faremmo, solo per il fatto che l'ultimo arrivato è più recente, ma
dimenticheremo alcuni eventi del 2008, potrei citarne uno, l'11
dicembre del 2008, c'è stata una cosa simile al disagio delle
imprese, l'alluvione che ebbe come baricentro - e fu presente il
Presidente della Regione - Falcone.
Ricordo a tutti che andammo tutti lì, ma non riguardava solo
Falcone, riguardava Falcone, riguardava Terme Vigliatore,
riguardava Patti, riguardava una quantità di comuni, in particolare
Terme Vigliatore e Furnari, dove c'è una grossissima,
importantissima azienda del florivivaismo, sono state totalmente
distrutte.
Io nel 2010 intervenni con una norma a cui poi non s'è dato
seguito perché il Governo ha avuto ben altre cose a cui pensare,
intervenni per mettere una norma proprio di notte perché si ricordò
un evento di Acireale del settembre del 2008 e ci si dimenticava
che a dicembre del 2008 era successa una catastrofe.
Allora, siccome vorrei e invito l'assessore Venturi se lo vuol
fare a non limitarsi al problema limitativo di un evento ultimo ma
ricordiamoci che, Assessore, che nel 2008, nel 2009 sono successi,
in alcuni comuni della provincia di Messina, eventi equivalenti e
che anche queste aziende di quei territori, ad oggi, aspettano da
tre, quattro anni ma non hanno avuto nulla e questo è un fatto
grave perché ormai sono passati quasi tre anni e nessuno se lo
ricorda più ma, ad oggi, un euro a quelle microimprese non è stata
data.
Quindi, io la invito se lei lo ritiene a non approfittare di
questo fatto, anzi le faccio i complimenti per aver avuto questa
sensibilità che, forse, qualche altro suo collega di Giunta non ha
avuto andando lì a fare altre proposte che non le cito per
questioni di decoro, però - io concludo, Presidente - su questa
vicenda, se lei lo ritiene, siccome eventi ce ne sono stati nel
2008, nel 2009, nel 2010 penso, Assessore, che lei debba fare una
valutazione perché altrimenti favoriamo sempre l'ultimo che arriva
ma ci dimentichiamo di situazioni che, poi, fanno parte di questa
stessa terra, quindi, lei deve essere equo nell'affrontare questa
vicenda.
Ci sono ancora situazioni che attendono, si sono, anzi, quasi
scoraggiati non chiedono più ma i sindaci lo sanno di quei Comuni,
sono circa 15, 18 dell'evento dell'11 dicembre del 2008.
Concludo, Presidente, che questa storia dei dissesti, tenuto conto
che il Governo è latitante, latitante su tutto perché dopo questi
eventi dal 2009 in poi, almeno un minimo di sensibilità presentando
una norma che affrontasse il problema alla fonte si doveva avere.
Lo annunzio a tutti i colleghi che, a giorni, in carenza del
Governo, il sottoscritto depositerà un testo sul recepimento in
Sicilia del decreto legislativo del 2006 che è l'autorità di
bacino, altrimenti noi saremo qui, caro Presidente, annualmente, o
noi della nostra provincia come altri ad andare sempre ai funerali,
a vedere delle situazioni strazianti perché, ad oggi, su questo
problema non si è voluto mettere un momento di fine ed iniziare con
una nuova tendenza.
L'autorità di bacino è l'unica norma - concludo - che può bloccare
questo problema.
Il Governo non lo ha fatto, annunzio, sin da adesso che la
settimana prossima depositerò un testo vista la carenza
amministrativa del Governo.
BARTOLOTTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARTOLOTTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è il primo
intervento che faccio in quest'Aula e mi associo ai ringraziamenti
per l'assessore Venturi.
Devo dire che, l'assessore Venturi, rappresenta il Governo e,
quindi, è un ringraziamento che faccio a tutto il Governo ed al
presidente Lombardo col quale sono stato a Barcellona Pozzo di
Gotto alle 8.30 di mattina, insieme all'assessore Centorrino e
all'assessore Tranchina.
Là abbiamo visitato i luoghi, abbiamo visitato pure Saponara.
E' chiaro che il territorio è in ginocchio, bisogna andare a
vedere perché il territorio si trova in queste condizioni.
Per quanto riguarda l'intervento dell'onorevole Beninati, devo
dire che non è vero quanto ha affermato perché il presidente
Lombardo ha richiesto i fondi anche per l'alluvione di Scaletta e
di Giampilieri solo che il Governo Berlusconi li ha bloccati, come
sapete tutti, quindi sono stati bloccati recentemente, quindi, non
c'è bisogno che l'onorevole Beninati solleciti il presidente
Lombardo perché l'interesse e l'impegno di questo Presidente, lo si
vede tutti i giorni e non solo nel settore, appunto, dei dissesti
idrogeologici che vanno comunque riconsiderati nella loro estrema
gravità.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento del Governo, A.5.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'articolo
19 e dell'emendamento 19.32, precedentemente accantonati.
Comunico che sono stati presentati i subemendamenti 19.32.1 e
19.32.2.
Avverto che, a norma dell'articolo 111, comma 2 del Regolamento
interno, non possono proporsi, sotto qualsiasi forma, articoli
aggiuntivi o emendamenti contrastanti con precedenti deliberazioni
dell'Assemblea adottate sull'argomento.
Pongo in votazione l'articolo 19. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 19.32 è superato.
Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:
«Articolo 22.
Disposizioni finali
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di far1a
osservare come legge della Regione».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, Buzzanca e Limoli: 22.1;
- dagli onorevoli Falcone, Pogliese, Buzzanca e Vinciullo: 22.2.
Si passa all'emendamento 22.1.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 22.2.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo, quindi, in votazione l'articolo 22. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dalla
Commissione, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno,
l'emendamento 117.1.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Annunzio di presentazione degli ordini del giorno numeri 596, 597
e 598
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
n. 596 Iniziativa a tutela dell'autentico Made in Italy' nel
settore agro-alimentare degli onorevoli Formica, Vinciullo e
Buzzanca;
n. 597 Contributo straordinario in favore dei lavoratori delle
aziende in crisi della zona industriale di Carini e Palermo,
dell'onorevole Apprendi;
n. 598 Iniziative per garantire la continuità dei rapporti di
lavoro del personale dei consorzi ASI, degli onorevoli Lentini e
Giuffrida.
Comunico che gli onorevoli Caputo, Caronia, Leanza Edoardo e
Parlavecchio dichiarano di apporre la firma all'ordine del giorno
n. 597.
L'Assemblea ne prende atto.
Gli ordini del giorno n. 596, 597 e 598 sono accettati dal Governo
come raccomandazione.
Comunico che l'onorevole Raia ha dichiarato di apporre la firma
all'ordine del giorno n. 598.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale del disegno
di legge numero 794/A «Costituzione dell'Istituto regionale per lo
sviluppo delle attività produttive».
Presidenza del presidente Cascio
LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, noi,
come Gruppo parlamentare del PDL voteremo l'astensione per
specificare che il disegno di legge contiene delle norme positive,
norme che snelliscono le procedure di attivazione degli
insediamenti produttivi, che contengono procedimenti di
semplificazione e di rilascio dell'autorizzazione unica, norme che
disciplinano in modo più snello la realizzazione delle
infrastrutture e dei servizi e l'attivazione di nuove iniziative
che disciplinano meglio l'assegnazione dei terreni e dei rustici e
l'impiego degli oneri di urbanizzazione e di costruzione.
Non condividiamo in quest'occasione, come in quella precedente,
tutta la parte che tutte queste competenze e norme le rimette in
capo ad una sorta di strategia di commissariamento della Regione
che avoca a sé, in organismi ristretti di competenza del Presidente
della Regione o di gradimento dell'Assessore, come la consulta, il
consiglio di amministrazione, lo stesso presidente, gli stessi
collegi. Cioè, laddove il disegno di legge contiene competenze
tolte agli organismi democraticamente eletti e assegnati ai
nominati, noi siamo contrari: l'abbiamo detto al Presidente
Lombardo, l'abbiamo detto all'assessore Venturi e c'è anche in
questo disegno di legge una sorta di spoliazione delle competenze
ieri assegnate ad organismi democraticamente eletti. Mi riferisco
ai territori, ai comuni, che in materia urbanistica sono stati
spogliati delle loro precedenti competenze sui nuovi insediamenti
industriali e siamo favorevoli, invece, alle norme che hanno
disciplinato in modo più snello la realizzazione dei servizi e le
procedure di rilascio dell'autorizzazione unica.
Ecco perché abbiamo partecipato in modo costruttivo come minoranza
e come opposizione. Con la nostra presenza abbiamo consentito la
votazione di gran parte di questi articoli che l'assenza della
maggioranza non avrebbe consentito di poter votare, in un modo o
nell'altro.
Quindi, rivendicando questo nostro ruolo, esprimiamo con
l'astensione proprio questo equilibrio di significati e riteniamo
di poter sottolineare sia gli aspetti positivi che bollare quelli
negativi.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare per esprimere il voto favorevole e convinto dell'UDC ad una
delle poche riforme che questo Governo sta portando avanti. E così
come l'impegno assunto nel corso di questi mesi, di questi anni, da
parte del mio partito, quando ci sono delle riforme che vengono
portate avanti l'impegno da parte del Gruppo non può che essere
sostanziale e convinto. Così come è stato in questo caso.
Ho avuto modo poc'anzi di fare riferimento al percorso personale
dell'Assessore nella conduzione di una vicenda; ma questo la dice
lunga perché, vedete, quando c'è intesa sui fatti, su quelli che
interessano veramente la Sicilia e probabilmente, se non ci fosse
stato qualche emendamento forzato, la legge sarebbe stata perfetta.
Ma di questo non ha colpa l'Assessore e gliene diamo atto.
Ripeto, quando c'è condivisione sui disegni di legge, quelli che
danno sviluppo alla Sicilia, questa è la vera riforma, quella che
riduce e sopprime degli enti, se siano stati utili o inutili questo
lo dirà la storia, probabilmente inutili nel corso degli anni, che
accorpa competenza, che cerca di disciplinare un settore che va
rilanciato. In questo caso, l'assessore - questo sì - ha dimostrato
la sua grande competenza, abbiamo avuto le dichiarazioni di
Confindustria che hanno giovato nel percorso legislativo. Perché
non dirlo?
Quando si cammina assieme, quando c'è voglia di fare, le cose
possono essere portate fino in fondo. Per cui il voto dell'UDC è
certamente favorevole e, ripeto, è un voto favorevole e convinto.
MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio il voto
favorevole del Gruppo del PID e brevemente lo motivo.
In un momento come quello che stiamo vivendo, nel quale si
invocano le grandi riforme del Paese, e quindi anche della Sicilia,
l'avere introdotto la riforma di un settore particolarmente
delicato, dove girano importanti e grandi affari, dove abbiamo
assistito anche ad illegalità che hanno colpito a volte il mondo
delle ASI, io credo che anche se si poteva fare di più, anche se si
poteva fare di meglio, è già tanto che si sia fatto questa riforma.
D'altronde, ricordiamo che da più parti è stato invocato un
Governo di tecnici, e a questo assessorato è andato un tecnico per
eccellenza, un importante rappresentante di Confindustria, e quindi
si deve essere aperti a dare una mano di aiuto, non si può essere
preconcetti.
Ecco perché il mio gruppo parlamentare si è avvicinato a questo
disegno di legge con spirito aperto e operativo, ecco perché il
disegno di legge, fermo restando che poteva essere ulteriormente
migliorato, avrà il nostro voto favorevole.
SCILLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo a noma
del Gruppo Grande Sud per esprimere il voto favorevole e convinto
ad una riforma seria. Sicuramente è un'ottima legge, che va
inquadrata in un contesto storico di grande difficoltà finanziaria,
è una norma che sicuramente da benefici sia di risparmio che di un
migliore servizio da dare alle imprese e ai cittadini.
In questa dichiarazione di voto voglio evidenziare l'atteggiamento
della maggioranza che sostiene il Governo, che non è stato in linea
con la bontà della legge. Si è perduto troppo tempo, c'è stato un
atteggiamento che va sicuramente condannato e, se questa legge oggi
vede la luce, lo si deve all'atteggiamento di un assessore che ha
dimostrato di anteporre gli interessi della Sicilia a determinate
beghe che sono all'interno di questa coalizione di Governo. C'è
stato un atteggiamento, soprattutto da parte di alcuni partiti,
rispetto alla posizione del Presidente Lombardo, che ha dato
praticamente via libera alla legge quando molte nomine e molti
atteggiamenti passano direttamente dall'Assessorato alla Presidenza
della Regione
Ancora una volta il Presidente Lombardo ha voluto, di fatto,
commissariare, non è ancora soddisfatto di tutto il potere che
esercita, e quindi questa maggioranza ha saputo macchiare e
ritardare sicuramente un'ottima legge.
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale per scrutinio palese nominale del disegno di
legge «Costituzione
dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive»
(794/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio palese
nominale del disegno di legge «Costituzione dell'Istituto regionale
per lo sviluppo delle attività produttive» (794/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 60
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 50
Astenuti 9
(L'Assemblea approva)
VENTURI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, volevo ringraziare il Parlamento, i
parlamentari, tutti i tecnici che hanno collaborato alla stesura di
questa legge, dall'ufficio di Presidenza alle Commissioni e ai miei
collaboratori del Gabinetto, che hanno speso molte ore del loro
tempo libero lavorando su questo testo.
Questa è una riforma importante, come molti di voi hanno detto,
una riforma strutturale per la Sicilia, dove si allocheranno delle
zone a burocrazia zero, e speriamo che sia un inizio per lo
sviluppo reale del mondo produttivo siciliano.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
mercoledì 14 dicembre 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - «Riqualificazione urbanistica con interventi di edilizia
sociale convenzionata. Misure urgenti per lo sviluppo economico».
(n. 805/A) (Seguito)
Relatore: on. Mancuso
2) - «Ricollocazione del personale dell'Ente autonomo Fiera del
Mediterraneo». (n. 750/A)
Relatore: on. Apprendi
3) - «Interventi a sostegno di organismi ed associazioni
antiracket riconosciute». (n. 793/A)
Relatore: on. Torregrossa
4) - «Promozione della Rete Scuole alfamediale». (nn. 712-617/A)
Relatore: on. Panarello
5) - «Riconoscimento e valorizzazione della funzione educativa e
sociale svolta dalle parrocchie, dagli enti ecclesiastici della
Chiesa cattolica, dagli enti delle altre confessioni religiose con
le quali lo Stato ha stipulato una intesa ai sensi dell'articolo 8
della Costituzione e dalle comunità di recupero». (nn. 132-210-325-
463-464/A)
Relatore: on. Vinciullo
6) - «Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di
genere». (nn. 371-485-510-2/A)
Relatore: on. Vinciullo
7) - «Disposizioni per promuovere il rispetto dell'identità di
genere». (n. 574/A)
Relatore: on. Di Guardo
La seduta è tolta alle ore 20.16
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
alle ore 22.15
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Salute»
DE BENEDICTIS. - «All'Assessore per la salute, premesso che, al
fine di avviare la nuova organizzazione sanitaria prevista dalla
legge regionale n. 5 del 2009, da codesto Assessorato sono state
emanate precise disposizioni per una maggiore trasparenza
nell'attribuzione di responsabilità e ruoli;
rilevato che il coordinatore amministrativo dell'ASP di Palermo
non è stato scelto tra i dirigenti amministrativi 'in via
esclusiva' e si è preferito scegliere senza alcuna selezione un
dirigente del ruolo tecnico, omettendo di motivare l'eventuale
vantaggio pubblico di tale scelta in deroga alla normativa e alle
direttive dell'Assessorato;
osservato che nessuna motivazione è stata data per la nomina nel
distretto unico della città di Palermo, struttura dipartimentale
per la quale si richiede la titolarità di direzione di struttura
complessa per almeno cinque anni, ove la scelta è caduta su un
dirigente del quale il provvedimento non esplicita le capacità
gestionali, né le selezioni e le verifiche alle quali è stato
sottoposto, né la sua posizione successiva ai 12 mesi di 'facente
funzioni';
visto che le nomine operate dal direttore generale dell'ASP di
Palermo, in contrasto con le disposizioni di cui sopra, sono
avvenute senza pubblico avviso e, dunque, senza la presentazione
delle relative domande degli interessati e in mancanza della
valutazione preventiva e del conseguente giudizio positivo del
valutatore di prima istanza e del collegio tecnico secondo la
circolare assessoriale 13949/2009 e come previsto dal contratto
nazionale per la dirigenza medica e veterinaria (artt. 28 e 29);
osservato ancora che tali nomine, pertanto, sono prive delle
indispensabili motivazioni e, talora, dei requisiti richiesti,
rendendo imperscrutabili le ragioni di tali scelte;
visto, in particolare, che:
per la nomina del coordinatore sanitario dell'ASP di Palermo il
direttore generale non indica, contro legge, la motivazione per cui
tra i vari direttori di dipartimenti strutturali o di distretto sia
stato scelto il dott. Salvatore Scaduto piuttosto che altri;
sempre in relazione a tale nomina, non si è dato conto della
comparazione prescritta nella citata direttiva assessoriale
2424/2009, che viene clamorosamente disattesa anche laddove essa
richiede di esplicitare per il nominando quali siano le sue
'provate capacità gestionali';
ricordato che per il dott. Scaduto queste capacità di gestione
erano quantomeno oggetto di controversia poiché, in un processo
penale nel quale l'ex azienda AUSL 6 era costituita parte civile
(al momento della nomina il processo era ancora in corso? E aveva
il direttore generale verificato i carichi pendenti?), il dott.
Scaduto era imputato di abuso di ufficio in una truffa di
600.000,00 euro da parte di un centro medico di S. Giuseppe Jato
(si veda il 'Giornale di Sicilia' del 18 dicembre 2010);
rilevato che, se il suddetto processo penale si è concluso con la
'prescrizione' del reato, ciò non è certo un titolo di merito e lo
è ancora meno, in quanto nella sentenza della Corte dei conti n.
134 del 17 gennaio 2007 viene rilevato il 'comportamento con
connotazione dolosa' del responsabile dipartimento cure primarie,
dott. Scaduto ('il PM ha ravvisato ... una volontà volta a favorire
scientemente la struttura privata permettendone l'accreditamento
pur non avendo la stessa possesso dei requisiti e ha rimarcato la
condotta del dott. Scaduto che, pur avendo piena conoscenza del
fatto che il centro medico non presentasse i requisiti per
l'accreditamento provvisorio, ha firmato ugualmente la lettera che
riconosceva lo status di struttura preaccreditata ...');
osservato che il dott. Scaduto era stato rimosso 'per motivi di
opportunità' dalla direzione del dipartimento cure primarie nel
2003 a seguito del blitz di Bagheria che portò al noto processo
Aiello-Cuffaro e 'talpe in Procura', concluso dalla sentenza della
Corte d'appello, ora confermata in Cassazione;
visto che, in relazione ai gravissimi fatti definitivamente
accertati in quella sentenza, nei confronti del dott. Scaduto era
stato disposto dalla Corte dei conti il sequestro conservativo dei
suoi beni immobili e mobili, per un danno erariale quantificato in
euro 5.768.286,16, anche per il mancato invio alla Corte dei conti
da parte dello stesso, dott. Scaduto, di una qualsiasi deduzione
difensiva o richiesta di audizione personale, mentre il suo reclamo
all'ordinanza del giudice designato per il sequestro conservativo
aveva avuto esito negativo;
appreso, in ultimo, dalla stampa quotidiana, che il direttore
generale dell'ASP, Salvatore Cirignotta, avrebbe avviato la pratica
di pensionamento del dott. Scaduto (cosa che invece, secondo
accertamenti di fonte sindacale, non risulterebbe ancora agli
uffici competenti);
per sapere:
se ritenga possibile che il dott. Scaduto, con tali precedenti,
possa assicurare 'il buon andamento e l'imparzialità
dell'amministrazione' (art. 97 Cost.) venendo sovraordinato a
quegli operatori e dirigenti territoriali, tra cui vi è proprio chi
contro la truffa delle false fatturazioni, proprio lì, a Bagheria,
aveva ripristinato le regole e il rispetto delle leggi della sanità
pubblica, interrompendo il grave danno erariale e richiedendone il
risarcimento in quel processo civile che ha già visto l'ex AUSL
vincente;
se ritenga possibile considerare superati dalla pubblicazione dei
bandi di gara quei vizi delle nomine sopra ricordate per
l'incertezza dei tempi e degli effetti dei concorsi banditi a
fronte di nomine che, nel frattempo, producono e produrranno
effetti, compreso il consolidamento dei titoli e le possibilità di
carriera a favore di chi è stato nominato senza regole;
se non ritenga che, di fronte a questi trascorsi, la nomina del
dott. Scaduto a coordinatore sanitario dell'ASP di Palermo appaia
incompatibile con la legge n. 241/1990 e con le disposizioni da
Ella stessa emanate;
se non valuti che la scelta del direttore generale, in specie per
la nomina del coordinatore sanitario, dott. Scaduto, imponga
l'adozione di misure a tutela dell'amministrazione regionale
rispetto a comportamenti contrari alle disposizioni dell'Assessore
e alle norme di legge;
se non ritenga di censurare il comportamento del direttore
generale per tutto quanto in oggetto e, soprattutto, in relazione
all'odierna notizia dell'avvio della pratica di pensionamento del
dott. Scaduto, ravvisando in questo non solo un comportamento
contraddittorio con l'interesse della pubblica amministrazione a
vedersi risarcire i danni (aumentando così il danno erariale), ma
anche sleale nei confronti del Suo indirizzo politico, impegnato a
contrastare comportamenti illegittimi, a favorire la trasparenza e
a contrastare la mafia in un settore così delicato come la sanità;
quali decisioni, inoltre, intenda assumere nell'imminenza del
giudizio davanti alla Corte dei conti per il risarcimento dai danni
da parte del dott. Scaduto;
se le nomine di cui sopra non avrebbero dovuto essere precedute da
un regolamento per ogni incarico di direzione, indicando il
relativo peso economico, e se i provvedimenti di nomina non
dovrebbero indicare l'entità della spesa da iscrivere nel bilancio
aziendale, anziché rinviarle ad atto successivo, secondo quella
norma di contabilità generale della Regione prevista dalla legge
regionale n. 17/2004 (art. 50), pena la nullità degli atti e la
rimozione dall'incarico dei dirigenti che li dispongono». (1672)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole De Benedictis chiede chiarimenti sulla nomina
del coordinatore sanitario dell'ASP di Palermo, si rappresenta
quanto segue.
Con nota prot. n.3427 del 12 aprile 2011 il Direttore generale
dell'Azienda sanitaria provinciale di Palermo ha relazionato sulla
nomina del dott. Scaduto a Coordinatore sanitario dell'A.S.P. di
Palermo, chiarendo preliminarmente le ragioni a sostegno delle
procedure seguite in ordine alla suddetta nomina in via provvisoria
nonché all'attribuzione temporanea di incarichi, giusta delibera
n.871 del 19 novembre 2010.
In proposito la Direzione ha precisato che non é sembrato
giuridicamente possibile avviare le procedure previste per il
conferimento definitivo degli incarichi di direttori dei distretti
sanitari e del coordinamento territoriale, istituiti dalla legge
regionale n. 5/2009, e di direttore dei PP.TT.AA. previsti
nell'atto aziendale come strutture complesse, senza prima dover
procedere all'istituzione formale delle articolazioni complesse,
previste, come si é detto, dalla medesima legge.
Conseguentemente, l'Azienda ha ritenuto legittimo e opportuno
seguire il seguente iter:
- istituire formalmente i nuovi distretti sanitari ed il
coordinamento sanitario ed amministrativo territoriale;
- indire contemporaneamente le procedure per il conferimento
definitivo degli incarichi relativi e di quelli di direzione dei
PP.TT.AA. citati;
- nelle more, e quindi per il tempo strettamente necessario,
assicurare mediante incarichi provvisori la direzione delle
strutture in questione.
In particolare - continua la Direzione aziendale - il punto 6
della parte propositiva della deliberazione n.871 del 19 novembre
2010 così recita:
Dare atto, inoltre, che la nomina provvisoria del Coordinatore
Sanitario e del Coordinatore Amministrativo dell'Area Territoriale,
dei Direttori dei Distretti sanitari nonché dei Direttori dei PTA
sarà operata dalla Direzione generale in sede deliberante, con la
precisazione che:
- le funzioni di Coordinatore Sanitario e di Coordinatore
Amministrativo vanno attribuite a dirigenti di struttura complessa
rispettivamente dell'area sanitaria (prioritariamente dell'area
igienico - organizzativa) e dell'area amministrativa, individuando
contestualmente tra detti coordinatori il soggetto che assicura i
risultati della gestione complessiva sull'area territoriale, dando
atto che detti incarichi, anche in considerazione della
provvisorietà, potranno essere conferiti ad interim, nelle more
della definizione delle procedure di conferimento degli incarichi
di struttura complessa correlati all'Area Territoriale sia in
ambito sanitario che amministrativo;
- gli incarichi di Direttore di Distretto sanitario sono
attribuiti nelle more dell'espletamento delle procedure di
selezione interna ai sensi del D.lgs. n.502/1992 e s. m. i. e con
le modalità di cui al DPR n.484/1997; tali incarichi non prevedono
la copertura di posti di struttura complessa della dotazione
organica configurandosi come incarichi di funzione alla scadenza
dei quali i dirigenti nominati torneranno a svolgere le proprie
funzioni nell'ambito delle UU.OO. di provenienza, ove non
diversamente disposto;
- i Direttori dei PTA sono nominati, nelle more dell'espletamento
delle procedure concorsuali ai sensi del DPR n.484/1997, preso atto
che nella dotazione organica aziendale adottata con deliberazione
n. 788 del 22 ottobre 2010, in corso di riscontro tutorio, sono
previsti i rispettivi posti di Direttore Medico di Organizzazione
servizi sanitari di base.
Precisa inoltre la Direzione che l'avviso interno per il
conferimento di incarichi di funzione di direttore dei distretti
sanitari è stato pubblicato sulla GURS - Serie Speciale Concorsi n.
18 del 31 dicembre 2010 (scadenza presentazione istanze il 31
gennaio 2011).
L'avviso pubblico, per titoli e colloquio, per conferimento di
incarichi di direttore di diverse discipline (fra i quali quelli di
Direttore dei 4 PTA del Distretto Sanitario n.42 di Palermo) è
stato pubblicato sulla G.U.R.I. - Serie Speciale Concorsi ed esami
n.102 del 24 dicembre 2010 e sulla G.U.R.S. Serie Speciale concorsi
n.18 del 31 dicembre 2010 (scadenza presentazione istanze il 24
gennaio 2011).
Inoltre l'Azienda ha precisato che tutti i dirigenti nominati
provvisoriamente per i distretti e per i PP.TT.AA. (strutture
complesse) hanno i titoli e i requisiti prescritti dalla vigente
normativa: sono cioè dirigenti con almeno sette anni dì servizio,
di cui cinque nella disciplina e la specializzazione (igiene-area
sanità pubblica), ovvero dieci anni nella disciplina qualora manchi
la specializzazione, ed hanno ampia esperienza in servizi
distrettuali e territoriali in genere.
Entrando invece nel merito della questione sollevata per la nomina
del dott. Scaduto a Coordinatore Sanitario dell'area territoriale,
va ricordato che la scelta poteva ricadere, a norma della
disciplina vigente, solo tra direttori di struttura complessa a suo
tempo vincitori di procedura concorsuale, sempre con l'anzianità di
servizio nella disciplina come sopra illustrata.
Nella fattispecie, in Azienda erano presenti solo quattro
dirigenti aventi le caratteristiche richieste e il dott. Scaduto é
stato individuato tenendo presente che:
1. lo stesso é stato nel tempo direttore di due dipartimenti
dell'area sanitaria territoriale (cure primarie prima e
riabilitazione poi) oltre che di distretto, e, al tempo delle
UU.SS.LL., coordinatore sanitario;
2. al momento della nomina, il dott. Scaduto aveva già presentato
istanza di pensionamento per la prima finestra utile del 2011;
3. conseguentemente, la sua nomina provvisoria né poteva creare
aspettative, né distoglieva, in via temporanea, dirigenti di alto
livello dal loro incarico;
4. consentiva, per l'ampia conoscenza dell'azienda e per
esperienza, di predisporre in modo consono la struttura di nuova
istituzione per consegnarla al titolare definitivo.
Il dott. Scaduto è stato, in accoglimento della sua istanza,
posto in quiescenza con decorrenza 1 aprile 2011 e dal 25 gennaio
2011 ha goduto di ferie residue e permessi fin quasi al giorno del
congedo.
Dall'1 aprile u.s., l'incarico di Coordinatore sanitario dell'area
territoriale è stato attribuito, sempre in via provvisoria, al
dott. Filippo Grippi, giusta disposizione n. 64/ORD dell' 11 marzo
2011, nelle more di completare la procedura per la copertura in via
definitiva degli incarichi in argomento.
Quanto alle responsabilità erariali del dott. Scaduto, la
Direzione aziendale ha precisare che alla data della nomina in
parola (deliberazione del 19 novembre 2010), lo stesso era solo
soggetto al procedimento di sequestro conservativo: nessuna
condanna erariale, ma solo citazione per il giudizio di merito.
Infatti, in data 19 luglio 2010 il giudice designato della sezione
giurisdizionale siciliana della Corte dei conti aveva confermato il
decreto autorizzativo del sequestro e assegnato al Procuratore
regionale il termine di giorni sessanta, decorrenti dalla
comunicazione dell'ordinanza, per il deposito dell'atto di
citazione per il giudizio di merito.
Per quanto sopra quindi, il dott. Scaduto, mai coinvolto
penalmente nella vicenda Aiello, al 19 novembre 2010 era solo
«imputato» di danno erariale, e ad oggi resta in attesa di essere
giudicato.
Anche per l'addebito di abuso d'ufficio in un processo penale per
il reato di truffa nessuna condanna, anche non definitiva, era
intervenuta e la prescrizione é stata dichiarata nella fase
preliminare (GUP) e non nel giudizio, quindi non si era in presenza
nemmeno del rinvio a giudizio.
In sede di Corte dei conti, con sentenza n. 134/2007, la
magistratura contabile ha dichiarato esenti da responsabilità i
convenuti di quel procedimento penale, tra i quali anche lo stesso
dott. Scaduto, come si evince dallo stralcio della predetta
sentenza che, per completezza di informazione si riporta: "Ebbene,
l'ipotesi di responsabilità, azionata dal pubblico ministero
contabile, con l'atto introduttivo del giudizio, non trova
riscontro nei fatti in quanto manca sicuramente il danno erariale
sia nella forma di danno patrimoniale diretto della AUSL 6 di
Palermo che in quella di danno da disservizio e di danno
all'immagine della stessa azienda sanitaria. Conclusivamente il
Collegio dichiara i convenuti esenti da responsabilità
amministrativa per assenza di danno erariale".
L'Assessore
dott. Massimo Russo
LIMOLI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
da organi di stampa si apprende che nell'obitorio dell'ospedale
'Papardo' di Messina il signor Francesco Tortorici, cognato del
signor Mario Petralia, deceduto in seguito alle ferite riportate in
un incidente stradale, ha scoperto che la salma del defunto era
abbandonata - così si è espresso - 'assieme con altre in un
ambiente con temperatura di circa 40 gradi, gonfia come se la morte
fosse avvenuta da 15 giorni, e sul corpo vi erano formiche e
insetti'; il signor Tortorici ha fatto intervenire la polizia e
sulla vicenda ha presentato un esposto;
considerato che questo gravissimo ed ennesimo caso di malasanità
coinvolge i familiari del defunto in un particolare e fragile
momento della loro vita, che è quello della perdita di un caro
congiunto, e che quindi va trattato con il massimo decoro non
comprimendo la dignità della persona;
verificato che in nessuna parte del libro bianco recentemente
pubblicato dall'Assessore regionale per la salute si fa cenno ai
servizi post mortem che le strutture ospedaliere tutte sono
obbligate a fornire;
ritenuto che è ormai improcrastinabile, alla luce di quanto
accaduto, provvedere ad una verifica e conseguentemente ad una
ristrutturazione dei servizi legati alla assistenza dei deceduti
nelle strutture sanitarie pubbliche;
per sapere di quali elementi dispongano in relazione al gravissimo
caso di malasanità verificatosi all'ospedale Papardo di Messina e
quali iniziative di conseguenza intendano assumere, anche
promuovendo gli opportuni controlli ed i conseguenti provvedimenti
di rimozione dei responsabili, al fine di evitare che possano
ripetersi episodi e situazioni che legittimamente sconcertano
l'opinione pubblica». (2004)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Limoli chiede Notizie sullo stato di abbandono
dei defunti nell'obitorio dell'ospedale Papardo di Messina, si
rappresenta che, secondo quanto comunicato dal Direttore generale
dell'Azienda ospedaliera Ospedali riuniti Papardo-Piemonte di
Messina, dai fatti relazionati e dagli accertamenti ispettivi
avviati dalla Direzione medica del P.O. Papardo è stato rilevato
che quanto denunciato dal congiunto del defunto, sig. Mario
Petralia, è risultato destituito di fondamento.
Infatti, l'ambiente in questione, come tutto l'obitorio, è stato
riscontrato perfettamente raffreddato, pulito ed in ordine.
Inoltre, al fine di venire incontro alle naturali esigenze dei
parenti dei defunti, da tempo esiste all'interno della camera
mortuaria del P.O. Papardo, un'ampia stanza, con annesso bagno,
nella quale i parenti dei defunti possono stazionare in attesa del
disbrigo delle formalità di rito.
All'Azienda non risulta che siano state inoltrate proteste in
merito alla pulizia o all'aerazione della camera mortuaria nonché
sulla presenza nella stessa di qualunque tipo di insetto.
Riferisce altresì l'Azienda che il custode della camera mortuaria
ha sempre ottenuto attestati di stima da parte dei parenti dei
defunti, tenuto conto della massima disponibilità ed umanità
dimostrate in tali tristi circostanze.
Infine si evidenzia che l'Amministrazione ha proceduto in ogni
caso a verificare, sia attraverso il sopracitato sopralluogo che
mediante le rilevazioni di temperatura effettuate dalla ditta di
manutenzione, lo status dei luoghi. Da tali verifiche risulta che
quanto denunciato sugli organi di stampa non corrisponde al vero».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 794/A - COSTITUZIONE DELL'ISTITUTO REGIONALE
PER LO SVILUPPO DELLE ATTIVITà PRODUTTIVE .
All'articolo 13:
Emendamento 13.11:
Dopo il comma 4 dell'artico 13 è aggiunto il seguente:
5. All'attività di predisposizione dei piani regolatori d'area di
cui al successivo articolo 15 partecipano in via consultiva i
funzionari responsabili degli uffici tecnici comunali o loro
delegati dei Comuni nei cui territori ricadono le aree interessate
dal piano.
All'articolo 14:
Emendamento 14.9:
Al comma 1, alla fine del primo periodo, aggiungere le seguenti
parole e previo parere della competente commissione legislativa
dell'Assemblea regionale siciliana .
Emendamento 14.7:
Al comma 2 sostituire la parola strategici con la parola
prioritari .
All'articolo 15:
Emendamento 15.16:
Al comma 8 sostituire la parola impulso con la parola
indicazione
Subemendamento 15.18 bis:
All'articolo 15, comma 10 ultimo periodo, dopo in quanto
compatibile inserire i commi da 4 a 13 dell'articolo 57 della
l.r. 23 dicembre 2000, n. 32, introdotti dall
All'articolo 16:
Emendamento 16.1
Il comma 4 è così modificato: a) dopo la parola decide
aggiungere e risponde ; b) sopprimere le parole decorsi i quali
il ricorso si intende rigettato
Emendamento 16.17
Dopo il comma 7 aggiungere il seguente:
7 bis. I proprietari e/o possessori con regolare titolo sui
terreni siti all'interno dell'area e non ancora espropriati, che
intendano avviare una attività, hanno diritto di prelazione.
L'IRSAP, in caso di richiesta da parte di terzi, dovrà comunicare
agli stessi l'inizio della procedura di assegnazione offrendo un
congruo termine per esercitare il diritto di prelazione .
Emendamento 16.18
Al comma 9 sostituire le parole di ventiquattro mesi con fino
ad un massimo di ventiquattro mesi
Emendamento 16.19
Al comma 12 sostituire le parole non sono dovuti con sono
dovuti nella misura ridotta del cinquanta per cento rispetto a
quanto previsto nella restante parte del territorio comunale.
All'articolo 18
Emendamento 18.10
Al comma 4 sostituire le parole nell'ottica con al fine
Emendamento 18.12
All'art. 18 comma 8 alla fine del comma 4 ter dopo le parole
agenti nei territori cassare le parole di sviluppo regionale
All'articolo 19
Emendamento 19.1
Al comma 1 dopo le parole tra i dirigenti sopprimere le parole
ed i funzionari direttivi
Emendamento 19.38:
Al comma 2 dopo le parole atti di ordinaria sopprimere le
seguenti e straordinaria
Emendamento 19.39 19.41:
Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
Nel caso in cui il commissario liquidatore non abbia ottemperato
a quanto disposto al comma 2, decade ope legis .
Emendamento 19.48
Il comma 8 dell'articolo 19 è così sostituito:
8. I beni immobili già facenti parte del patrimonio dei suddetti
consorzi, non strumentali all'organizzazione ed al funzionamento
degli stessi, nonché i capannoni industriali ed i centri
direzionali individuati a seguito dell'attività di ricognizione
effettuata dai commissari nominati ai sensi del comma 1, trascorso
il termine di cui al precedente comma 3, sono acquisiti al
patrimonio della Regione, che provvede alla alienazione nelle
forme legislative vigenti in materia. 1 proventi derivanti dalla
alienazione del suddetto patrimonio confluiscono in un apposito
fondo presso la Ragioneria Generale della regione e sono
destinati, per il settanta percento, al ripiano delle situazioni
debitorie discendenti dalla gestione liquidatoria alla quale il
bene era originariamente destinato, mentre per il restante trenta
percento al finanziamento di interventi da autorizzare con la
legge di stabilità regionale per l'anno 2012. Ai fini del
perfezionamento delle singole situazioni debitorie stralcio, con
specifici accordi di programma quadro, sottoscritti dai
responsabili delle gestioni liquidatorie, dal Ragioniere generale
della Regione e dal dirigente generale del dipartimento regionale
delle attività produttive, sono regolati i rapporti finanziari
discendenti dalla liquidazione di ogni singolo consorzio in modo
da garantire che i proventi della alienazione del patrimonio siano
destinati al ripiano delle pertinenti situazione debitorie".
Emendamento 19.48.1 bis
Dopo le parole ai sensi del comma 1 sono aggiunte acquisite le
relazioni di stima di cui alla lettera b) del comma 2 .
Dopo le parole comma 3 sono aggiunte fatte salve le procedure
esecutive in corso .
Emendamento 19.49.2
Cassare al 13 rigo tutto il periodo da il personale a tempo
determinato fino a nella nuova pianta organica dell'istituto
Emendamento 19.49
Il comma 9 dell'articolo 19 è così sostituito:
9. L'Istituto, entro cinque mesi dall'entrata in vigore della
presente legge, adotta la propria pianta organica. La stessa,
entro i successivi sessanta giorni, è approvata con deliberazione
della Giunta regionale; trascorso tale termine, la pianta organica
si intende definitivamente approvata. Il personale con contratto a
tempo indeterminato, assunto entro il 31 dicembre 2008 mediante
procedure ad evidenza pubblica ovvero in applicazione di legge,
transita nella pianta organica dell'Istituto. Il personale che
dovesse risultare in esubero rispetto alla pianta organica
dell'Istituto viene posto in un ruolo ad esaurimento istituito
presso l'Istituto. Resta salva in ogni caso, previa concertazione
con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative,
l'applicazione degli articoli 33 e seguenti del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modifiche ed
integrazioni ovvero altre forme di mobilità regolate dalle vigenti
disposizioni normative ovvero contrattuali. Il personale a tempo
determinato compresi i lavoratori con contratti di collaborazione
coordinata e continuativa assunti mediante procedure ad evidenza
pubblica ovvero in applicazione a disposizioni di legge, che
abbiano stipulato il loro ultimo contratto entro il 31 dicembre
2008 con termine dello stesso comprensivo di eventuale proroga e/o
rinnovo entro il 31 dicembre 2009, ed in possesso dei requisiti di
cui al comma 94, lettera b), dell'articolo 3 della legge 244/2007,
consistente in tre anni di attività presso lo stesso Ente anche
non continuativi negli ultimi cinque anni al 31 dicembre 2008
transita, su richiesta degli stessi lavoratori, entro sessanta
giorni dalla data di pubblicazione della presente legge, nella
nuova pianta organica dell'Istituto. La presente disposizione non
comporta maggiori oneri a carico della Regione, poiché il relativo
personale andrà a coprire i posti in organico resi vacanti a causa
dei pensionamenti. Detto personale sarà inserito, anche in
soprannumero, nella nuova pianta organica dell'Istituto. .
Emendamento A.1
Aggiungere il seguente articolo:
Art . - Le competenze urbanistiche relative alle Aree gestite dal
Consorzio ASI della Provincia di Messina, non aventi più
caratteristiche di zone industriali poiché ricadenti
nell'agglomerato urbano, già costituenti la zona Industriale
Regionale di Messina e la zona Industriale Statale, sono
trasferite al Comune di Messina, il quale provvederà ad attribuire
la relativa destinazione con il proprio strumento urbanistico
attraverso la redazione di un Piano Integrato di Recupero Urbano
da assoggettare alle procedure di cui alla l.r. 71/78. Tutte le
opere di urbanizzazione transiteranno nel patrimonio del Comune,
mentre i lotti di proprietà del Consorzio e non ancora alienati al
momento dell'entrata in vigore della legge, faranno parte del
patrimonio dell'IRSAP. Il Comune di Messina dovrà, ai fini della
redazione del pianto attuativo, adeguare le norme di attuazione
dello strumento urbanistico entro il termine di 60 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge. Sono fatte salve le
autorizzazioni e/o le concessioni edilizie rilasciate dal Comune
di Messina alla data di esecutività della presente legge. Fino
all'approvazione dei suddetti piani attuativi, nelle aree ex ASI,
ZIR e ZIS del Comune di Messina, sono consentiti esclusivamente
interventi di manutenzione ordinaria. .
Emendamento A.4
L'inciso finale del comma 1, articolo 48 della legge regionale 3
dicembre 2003, n. 20, per l'installazione di impianti di
videosorveglianza con collegamento telematico con gli organi di
polizia conformi a quelli previsti da protocolli di intesa con il
Ministero dell'interno è così sostituito: per la
riqualificazione e il potenziamento dei sistemi e degli apparati
di sicurezza nelle piccole e medie imprese commerciali .
Emendamento A.6
L'emendamento 20.1 è così sostituito:
All'articolo 25 della l.r. 16 dicembre 2008, n. 22 al comma 1
dopo le parole Istituti Autonomi Case Popolari sono aggiunte le
seguenti parole e agli enti indicati nella tabella B di cui
all'articolo 39 bis della l.r. 6 maggio 1981, n. 98 e successive
modifiche ed integrazioni .
Emendamento A.5
Articolo ... Interventi a favore delle imprese commerciali e di
servizi con sede operativa nei comuni della provincia di Messina
danneggiate dagli eventi alluvionali del 22 novembre 2011
1. Dopo il comma 4bis dell'articolo 60 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 è inserito il seguente:
"4 ter. Al fine di favorire il superamento della grave situazione
di emergenza economico-sociale, causata dagli eccezionali eventi
alluvionali del 22 novembre 2011, nei comuni della provincia di
Messina, così come individuati nella Deliberazione della Giunta
Regionale n. 333 del 24 novembre 2011, colpiti dai superiori
eventi, il fondo di cui al presente articolo erogherà altresì
agevolazioni in favore delle piccole e medie imprese, ivi comprese
le microimprese. come definite dal reg. CE 6 agosto 2008 n.
800/2008 pubblicato nella g. u.u.e. L 214 del 9 agosto 2008,
aventi sede legale da almeno sei mesi antecedenti al 22 novembre
2011, presso i comuni interessati dai citati eventi alluvionali
della provincia di Messina. Con successivo decreto dell'Assessore
regionale delle attività produttive sono definiti i requisiti e le
modalità per l'accesso a tali agevolazioni da parte dei soggetti
sopra individuati."
Emendamento 117.1
All'emendamento 19.49 sopprimere gli ultimi due periodi da La
presente disposizione a dell'Istituto .