Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
LEANZA NICOLA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che é stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta orale:
N. 2276 - Richiesta di intervento ispettivo finalizzato
all'accertamento della regolare attività amministrativa del Comune
di Francavilla di Sicilia (ME) riguardo alla stipula della
convenzione con SERIT Sicilia s.p.a. per
l'accertamento e la liquidazione della T.A.R.S.U.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Ardizzone Giovanni
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà posta
all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Aricò è in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
N. 2277 - Intervento per assicurare ai minori disabili siciliani
l'adeguato supporto di insegnanti di sostegno.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 2278 - Iniziative per trasferire a Palermo la sede principale
dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione dei beni sequestrati e
confiscati.
- Presidente Regione
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 2279 - Provvedimenti urgenti per garantire la messa in
sicurezza dell'autostrada A20 Palermo-Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Mattarella Bernardo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 129 - Iniziative urgenti per la messa in sicurezza del Duomo di
Monreale.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Mattarella Bernardo.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 13 dicembre 2011, pervenuta
il 14 dicembre successivo e protocollata al n. 10094 /AulaPG di
pari data, l'onorevole Guglielmo Scammacca della Bruca ha aderito
al Gruppo parlamentare Movimento per le Autonomie'.
Conseguentemente, a decorrere dal 14 dicembre 2011, l'onorevole
Scammacca della Bruca cessa contestualmente di far parte del Gruppo
parlamentare Misto.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente onorevoli colleghi, io prendo la
parola perché ieri, qui davanti l'Assemblea regionale, è successo
un fatto gravissimo.
Prendo la parola per chiedere scusa al mondo degli omosessuali per
quanto è stato inscenato alla presenza, purtroppo, di qualche
parlamentare divertito.
Uno può essere d'accordo o meno sul disegno di legge sulle unioni
civili ma non si può mai scadere nella volgarità nel rappresentare
i motivi per cui non si è d'accordo.
E ieri questo è accaduto.
Ieri è stato inscenato un finto matrimonio fra omosessuali e in
quella rappresentazione venivano spiegate a quelle che sarebbero le
coppie normali, che gli omosessuali e le coppie di fatto
eterosessuali attentano alle graduatorie delle case popolari,
quindi una istigazione, un contrasto fra generi diversi, o
considerati tali.
Quando si mettono in ridicolo persone che sono considerate da
taluni diversi', diversi possono essere considerati gli immigrati
- e poi avvengono assassini come quelli di Firenze - assassinio
maturato in un ambiente fascista, ben identificato, frequentatori
di Casapound', diverso può essere considerato un disabile, diverso
può essere considerato un povero, diverso può essere considerato un
omosessuale.
Le notizie ci sono state rispetto all'accanimento nei confronti di
giovani coppie, di ragazzi o di ragazze che si tenevano per mano
nelle città d'Italia e che sono state insultate, queste coppie,
perché considerati diversi.
Io credo che questo Parlamento debba procedere e portare in Aula
questo disegno di legge perché venga dibattuto, perché dimostri,
questo Parlamento, la propria maturità a trattare un argomento così
importante.
Ci si può dividere, è stato dimostrato che su un disegno di legge
del genere ci si divide, si va oltre i partiti ma è una battaglia
di civiltà che secondo me qualificherà tutti noi.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO . Signor Presidente, abbiamo una serie di legge e siamo
qui proprio per questo io come lei, però l'intervento del collega
Apprendi provoca, necessariamente, un mio brevissimo intervento,
che non è in replica a quanto sostenuto dal collega Apprendi,
perché, signor Presidente, mi sono fatto promotore, insieme ad
altri colleghi, all'interno di questo Parlamento di un intergruppo
assolutamente trasversale, che vede rappresentati tutti i Gruppi
parlamentari, un intergruppo a sostegno della famiglia, un
intergruppo che si pone in contrasto, sì, con questo disegno di
legge per come è strutturato, a nostro modo di vedere.
Ieri sera sono sceso in piazza per rappresentare, anche
fisicamente, la mia solidarietà a quei movimenti che sostengono la
famiglia, io per tutti, a quello dell'amico Torre. Mi sono trovato
di fronte ad una rappresentazione teatrale che non condivido e che
non mi appartiene e per questo io oggi intendo formalmente, e
desidero che resti agli atti, prendere le distanze da quella
rappresentazione perché, la nostra battaglia che sarà in futuro su
questo disegno di legge, una battaglia parlamentare che si volgerà
democraticamente in quest'Aula fra colleghi, che potranno
sostenere, legittimamente, posizioni diverse; è una battaglia che,
appunto, in quanto solo parlamentare e soltanto ideologica, e per
quanto mi riguarda anche etica, non avrà mai l'idea, neanche più
lontana, dell'omofobia o l'idea, neanche più lontana, della presa
di distanze da mondi che nelle loro libertà rappresentano appunto
posizioni individuali assolutamente rispettabili.
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge «Riqualificazione urbanistica con
interventi di edilizia sociale convenzionata. Misure urgenti per lo
sviluppo economico» (805/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
numero 805/A Riqualificazione urbanistica con interventi di
edilizia sociale convenzionata. Misure urgenti per lo sviluppo
economico , posto al numero 1).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, ricordo che erano stati già approvati gli
articoli 1 e 2 del disegno di legge nella seduta n. 300 del 30
novembre 2011.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi:
- dalla Commissione: 1.11.4;
- dalla Commissione Bilancio: A.17bil, A.18bil;
- dagli onorevoli Ruggirello e Musotto: 1.8, 1.9;
- dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis: 1.19;
- dagli onorevoli Panepinto, Digiacomo, Marinello e Di Guardo:
A.1.1, A.1.3;
- dagli onorevoli Panarello, Panepinto, Digiacomo e Marinello:
A.1.2, A.1.4;
- dagli onorevoli Marinello e Di Guardo: A.1.5, A.1.6;
- dal Governo: A1, A2, A21, A3, A4, 1.11.G1, 1.19.1, 1.2.1, AG.1;
- dagli onorevoli Rinaldi, Ammatuna, Galvagno e Barbagallo: A12,
A10, A11, A13;
- dall'onorevole Cracolici: A18;
- dagli onorevoli Beninati e Leontini: A9, A15;
- dagli onorevoli Buzzanca, Ardizzone, Pogliese, Caputo, Falcone,
Vinciullo: A16;
- dagli onorevoli Marziano, Raia, Panepinto, Digiacomo: A19;
- dagli onorevoli D'Asero, Bosco, Currenti e Lentini: A20;
- dagli onorevoli Dina, Beninati, Ardizzone, Buzzanca e Adamo: A6;
- dagli onorevoli Parlavecchio e Musotto: A14;
- dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Marinello e Donegani:
A5;
- dall'onorevole Marrocco: A7;
- dagli onorevoli Formica e Leontini: A.1.9.
Si procede con il subemendamento 1.11.4 della Commissione e con il
subemendamento 1.11.4.1 del Governo.
Il parere della Commissione?
AMMATUNA, vicepresidente della Commissione . Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 1.8 e 1.9 sono decaduti.
Si passa all'emendamento 1.19, a firma dell'onorevole Cracolici.
Comunico che all'emendamento 1.19 è stato presentato il
subemendamento 1.19.1 che così recita: «le parole successivo
decreto', sono sostituite con le parole regolamento di cui al
comma 2'».
Il parere della Commissione sul subemendamento 1.19.1?
AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.19, così come modificato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.1, al quale sono stati presentati una
serie di subemendamenti.
Si passa al subemendamento A.1.1.
Il parere della Commissione?
AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento A.1.2, che viene dichiarato
improcedibile in quanto ha ricevuto il parere contrario della
Commissione Bilancio.
Si passa al subemendamento A.1.3.
Il parere della Commissione?
AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e per la
mobilità. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
I subemendamenti A.1.4, A.1.5 e A.1.6 vengono dichiarati
inammissibili in quanto hanno ricevuto il parere contrario della
Commissione Bilancio.
Si passa al subemendamento A.1.9.
E' un emendamento che si coordina con quello che abbiamo approvato
ieri sera sull'altra legge.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Ma ha copertura finanziaria?
PRESIDENTE. Non c'è bisogno, perché è all'interno dello stesso
Fondo commercio. Lo abbiamo approvato ieri sera.
CRACOLICI. Signor Presidente ci lasci il tempo di leggerlo.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ieri sera abbiamo approvato la
stessa cosa, è una modalità che demanda l'Assessore, con decreto,
sulle modalità di erogazione e su quello che è stato votato ieri
sera.
Il parere della Commissione?
AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, ovviamente va coordinato rispetto
all'emendamento approvato ieri.
Comunico che all'emendamento A.1 sono stati presentati altri due
subemendamenti: A.1.7 bil e A.1.8 bil, della Commissione Bilancio.
Si passa al subemendamento A.1.7 bil.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che
ci fermassimo cinque minuti, che si distribuissero tutti gli
emendamenti che dobbiamo trattare, perché negli ultimi minuti siamo
stati investiti da una serie di emendamenti volanti e vorrei che
li guardassimo tutti quanti e che venissero illustrati. Intanto,
preferiremmo averli tutti quanti, leggerli da noi e poi averli
illustrati. Non vedo per quale motivo dobbiamo procedere in queste
condizioni.
PRESIDENTE. Non ci sono altri emendamenti, sono solo quelli della
Commissione Bilancio.
Se il Governo volesse illustrare il subemendamento A.1.7 bil, così
come richiesto dall'onorevole De Benedictis.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. L'emendamento in questione è un emendamento puramente
tecnico che è stato suggerito dalla Commissione Bilancio per
evitare rischi di impugnativa per mancata indicazione delle risorse
destinate all'intervento.
Quindi, considerata l'attuale consistenza del capitolo di
riferimento, che è quello indicato nell'emendamento, è stata
indicata come oggetto dell'intervento di riprogrammazione la somma
di 6 milioni di euro.
Il comma 2 dice poi che se si rinvengono ulteriori risorse saranno
riprogrammate.
Quindi, serve ad indicare meramente la copertura finanziaria
attuale, momentanea, del comma 1, salvo ulteriori integrazioni.
CRACOLOCI. Da che cosa è stato preso il capitolo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Dal bilancio della Regione. E' il capitolo relativo alla
legge 457/78.
RINALDI. Non è il fondo delle cooperative edilizie?
RUSSO PIETRO, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Anche.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.1.8 bil, che è la conseguenza del
precedente.
Il parere della Commissione?
AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.1, così come modificato. Il
parere della Commissione?
AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.2, al quale è stato presentato un solo
subemendamento, l'A.2.1.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, le chiedo la cortesia di
sospendere la seduta d di far distribuire tutti gli emendamenti
presentati.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi precisano gli Uffici che, ad
inizio seduta, è stato distribuito un blocchetto con gli
emendamenti presentati. Tuttavia, non costa nulla ad adiuvandum
ridistribuire gli emendamenti affinché ognuno di voi sia messo
nelle condizioni di verificare il testo degli emendamenti.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, le chiedo di sospendere la
seduta.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.14, è ripresa alle ore 17.28)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Eravamo all'emendamento A.2.
Onorevole De Benedictis, la sospensione è stata fruttuosa?
DE BENEDICTIS. Sì.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, considerate e esigenze manifestate
dai singoli parlamentari di essere preventivamente a conoscenza
degli emendamenti o subemendamenti presentati, poiché è stato
presentato un subemendamento, si sta procedendo alla fotocopiata ed
alla distribuzione.
PRESIDENTE. Comunico che il Governo ha ritirato il subemendamento
A2.1.
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Cracolici gli
emendamenti A2.3 e A2.2.
Pongo in votazione l'emendamento A2.2. Il parere del Governo?
RUSSO CARMELO PIETRO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
AMMATUNA. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A2.3. Il parere del Governo?
RUSSO CARMELO PIETRO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
AMMATUNA. La Commissione si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento è approvato con il voto contrario dell'onorevole
Mineo.
Pongo in votazione l'emendamento A2 come modificato. Il parere del
Governo?
RUSSO CARMELO PIETRO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
AMMATUNA. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti A12 e A18 sono improcedibili in quanto hanno avuto
il parere contrario della Commissione Bilancio .
Si passa all'emendamento A10, degli onorevoli Rinaldi, Galvagno,
Ammatuna e Barbagallo. Il parere del Governo?
RUSSO CARMELO PIETRO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Il parere del Governo è contrario perché la legge che ci
accingiamo ad approvare, secondo un parere del CGA, è una legge che
interviene in ambito di competenza ripartita; riguarda credito e
risparmio, non l'urbanistica. Non possiamo, quindi, discostarci
oltremodo dai contenuti della legge nazionale.
E' questa una previsione che la legge nazionale non contempla. Il
Piano casa non la contempla in questo modo.
RINALDI. Non è il Piano casa.
RUSSO CARMELO PIETRO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. No, è Piano casa. L'housing sociale è nella legge sul
piano casa. Si discosta dalla legislazione nazionale in modo troppo
pronunciato.
PRESIDENTE. C'è il parere motivato e contrario del Governo. Il
parere della Commissione?
AMMATUNA. La Commissione si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A10. Chi è contrario
resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Presidenza del vicepresidente Formica
Indirizzo di saluto agli studenti del Gruppo di Formazione sulla
comunicazione e legalità dell'IPSIA Ernesto Ascione' di Palermo
PRESIDENTE. Do il benvenuto al Gruppo di formazione sulla
comunicazione e legalità dell'IPSIA Ernesto Ascione' di Palermo.
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende la discussione del disegno di legge n. 805/A
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A11.
RUSSO CARMELO PIETRO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO CARMELO PIETRO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente, avrei bisogno di un chiarimento
sull'emendamento A11. Com'è finanziata l'attività programmatoria?
E' una norma che disciplina il contenuto di un programma, ma come è
finanziato?
RINALDI. E' collegato attraverso il projet financing.
RUSSO CARMELO PIETRO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Questo riguarda solo il programma di riqualificazione
urbana.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, assessore, questo emendamento era
collegato a quello precedente. Chiedo all'assessore di rivederlo
perché prevede un inserimento dei privati e la riqualificazione di
alcune aree che sono dimesse e che fanno parte del conglomerato
urbano, che è possibile con la procedura della permuta, cosiddetta
tecnicamente nell'ambito della costruzione, e permetteva attraverso
l'apporto del capitale privato una permuta nei confronti delle aree
dimesse di proprietà dei comuni e che in compenso avrebbero
riqualificato tutte queste aree degradate o dimesse che sono di
proprietà.
Se c'è la disponibilità da parte del Governo, si potrebbe anche
accettare.
RUSSO CARMELO PIETRO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO CARMELO PIETRO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente, signori deputati, mantengo le
considerazioni precedenti, anche perché la possibilità di ricorso
alla finanza di progetto non è esclusa, anzi è prevista, ma non in
queste forme così accentuate, sia dall'articolo 2 che richiama il
partenariato pubblico-privato, sia nell'articolo 1, l'emendamento
che avete approvato circa quindici giorni fa, in cui si prevede che
con quel regolamento siano incentivate le forme di finanza di
progetto.
Quello si discosta troppo dalla previsione del piano casa, a mio
modo di vedere, poi l'Aula è libera di determinarsi, ovviamente è
sovrana non libera.
CRACOLICI. Non possiamo trasformarlo in un atto di indirizzo?
PRESIDENTE. Secondo la Presidenza sarebbe la cosa più giusto visto
che il Parlamento ha già votato.
CRACOLICI. Si trasforma in ordine del giorno.
PRESIDENTE. Si trasforma in un atto di indirizzo per il Governo in
maniera tale che il Governo possa approntare con una disposizione
sua l'intera materia perché così com'è siamo di fronte ad un
problema.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, accetto di trasformarlo in ordine del
giorno, purchè l'assessore prometta che ne terrà conto e quando
si attuerà il regolamento lo scriverà così com'è.
PRESIDENTE. Pertanto l'emendamento A11 si intende ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento A13 è improcedibile in quanto la Commissione
Bilancio ha dato il parere contrario.
Onorevoli colleghi, visto che si è deciso di presentare un ordine
del giorno che dovrebbe riguardare la materia trattata, propongo di
presentare un ordine del giorno che ricomprende i contenuti
dell'emendamento A10, A11 e A13.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, sono due cose diverse: l'emendamento A
13 riguardava l'ex legge Sciangula e siccome ho appreso adesso
dall'assessore Russo che abbiamo dei fondi con la 457 perché non
attiviamo un fondo anche per questa ex legge in modo che diamo la
possibilità di riattivare questo fondo e poter procedere
immediatamente all'acquisto delle case con quella famosa legge
invece di procedere attraverso l'istituto case autonomo popolari e
tutta la procedura che noi sappiamo è complicata? Così, invece,
chiunque può andare ad acquistare direttamente l'abitazione con i
requisiti previsti dalla legge e avere un contributo di 160 mila
euro così come era previsto dalla legge.
Se è possibile, chiedo all'assessore se può rivedere questo
emendamento con il fondo a disposizione.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, si è pronunciata la Commissione
Bilancio , quindi per superare un parere già espresso dalla
Commissione Bilancio dovremmo tornare di nuovo in Commissione.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente, richiamo l'attenzione, peraltro, sul
testo della norma approvata dove, fra le finalità delle
riprogrammazioni alla lettera b) è inserita Acquisto di alloggi
immediatamente abitabili da privati .
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A9, degli onorevoli Beninati
e Leontini.
Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole con eccezione dell'ultimo periodo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, credo che la questione che pone il
collega Beninati abbia una ratio, nel senso che è un modo per
cercare di disincentivare l'occupazione abusiva degli alloggi
popolari, cosa buona e giusta.
Però, ricordo che noi viviamo anche in una regione dove abbiamo
fatto norme che consentivano, in qualche modo, di regolarizzare
anche con procedure diciamo un po' speciali compreso il comodato
d'uso per le occupazioni cosiddette abusive ad una certa data, che
ad oggi le amministrazioni non hanno di fatto regolarizzato.
Quindi, noi che cosa ci troviamo a determinare? A condizioni per
le quali migliaia di alloggi che sono occupati in giro per la
Sicilia, ma mi riferisco in particolare a Palermo, forse a Catania,
non so a Messina, non ho la cognizione della dimensione, che da
anni occupano abusivamente e che non sono state, di fatto, avviate
le procedure anche quelle previste dalla legge, noi stabiliamo la
clandestinizzazione di migliaia e migliaia di siciliani.
Non so se sono stato chiaro: stiamo dicendo che l'ENEL, le aziende
del gas e le aziende dell'acqua devono cessare le forniture, io non
me la sento
(Interruzione dell'onorevole Ardizzone)
L'ho capito che è per le nuove. Onorevole Ardizzone, il concetto
di nuovo in un'occupazione abusiva da che cosa è dato? Qual è il
nuovo? Cioè da domani. Ma da domani chi lo stabilisce che c'è
un'occupazione abusiva? Quella di ieri può essere datata a domani o
quella di domani datata a ieri?
Intendo dire che stiamo parlando di una fattispecie la cui
delicatezza è tale per cui liquidarla semplicemente con il fatto
che ci tagliamo l'acqua, la luce e il gas ripeto, parliamo di un
grande problema di impatto sociale dove io sono per la legalità
massima, credo però che la legalità debba esercitarsi anche con le
amministrazioni che si attivano
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, ringrazio il collega Cracolici, e
ringrazio anche il Governo per l'attenzione, perché l'emendamento
non è che nasce, effettivamente, per colpire qualcuno che oggi,
già, per ovvi motivi, si può trovare in delle situazioni di
irregolarità.
Questo emendamento, com'è scritto, possiamo eventualmente
aggiustarlo. Vi prego, colleghi, di non sottovalutare questo
problema, perché guardate non c'è cosa peggiore di quegli
amministratori o degli IACP o dei comuni, che, giornalmente, sono
assediati da questo problema, perché il più delle volte noi
vogliamo fare rispettare le graduatorie, ma sistematicamente, poi,
nessuno tutela questo rispetto.
Cosa voleva e vuole dire questo emendamento? Affrontiamo il
problema a monte: che nessuno metta in condizione ad alcuno di non
fare rispettare, anzi fare rispettare le norme e, quindi,
automaticamente, si preclude l'opportunità di utilizzare le fonti
energetiche, pertanto, l'occupazione abusiva verrà meno. E' l 'uovo
di Colombo Mi sembra talmente ovvio E nessuno è responsabile di
fare questa azione, perché è una norma che tutti devono rispettare.
Capisco, personalmente, le perplessità dell'onorevole Cracolici.
Si può anche dire, allora, se si vuole, fermo restando che
comprendo anche quanto dice il Governo, di sopprimere gli ultimi
due commi e mezzo, fermo restando che funzioni sempre la norma, se
va bene lo stesso che ben venga.
A questo punto, si può dire che a tutto questo si può aggiungere
a far data dall'entrata in vigore della presente legge , per cui
si possono fare salve se ci sono delle situazioni che già hanno
questo problema, però, da oggi in poi
LEANZA NICOLA. Ma cosa cambia?
BENINATI. E no, caro onorevole Leanza Se noi la vogliamo fare,
questa è una norma molto importante, perché noi scarichiamo agli
amministratori che spesso vengono assaltati da questo problema e
non sanno come risolverlo, per cui, non è una norma da
sottovalutare.
Io, pertanto, invito il Governo se vuole aggiustarla, anzi accolgo
sia l'intervento dell'onorevole Cracolici sia quello del Governo,
però, non la sottovalutiamo questa norma Non è una cosa per
scherzo che è stata presentata dal sottoscritto E' perché da anni
esiste questo problema e non si riesce, una volta costruiti questi
alloggi, ad assegnarli a chi, in graduatoria, veramente, ne ha il
diritto ed il più delle volte vengono occupati da persone che
questo diritto non ce l'hanno.
Lo vogliamo affrontare questo problema o vogliamo tutelare
l'illegalità? E' questo il vero problema
Se un parlamentare non affronta questo, non so di che cosa
dobbiamo parlare qui dentro
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente, se posso permettermi di sottoporre
all'attenzione un'ipotesi di lavoro.
L'emendamento A19, per esempio, che leggo solo adesso, e sul quale
poi mi riservo, eventualmente, di intervenire, al comma 2 affida
all'Amministrazione regionale la predisposizione di un disegno di
legge organico di riforma in materia di Istituto autonomo case
popolari.
Questa materia potrebbe trovare ingresso in quel disegno di legge,
perché se così non fosse rispetto alla norma bisogna rileggerla con
una maggiore attenzione.
Fermo restando sul fatto che non bisogna sollecitare l'illegalità,
siamo tutti d'accordo, così com'è scritta, onorevole Beninati, il
testo della norma ha la medesima difficoltà del periodo finale.
Lo leggo: Per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, il
richiedente il servizio, sia nel caso di nuova fornitura che di
subentro o voltura, è tenuto ad allegare alla domanda . Quindi,
noi stiamo intervenendo sul rapporto contrattuale fra
l'utilizzatore dell'immobile e l'azienda che eroga la fornitura,
quindi stiamo intervenendo in materia di disciplina di rapporti di
diritto comune sui quali la Regione siciliana notoriamente non ha
alcuna attribuzione.
Ecco perché io mi sono permesso di valutare la possibilità di
inserire come regolamentare questo aspetto che è importante in un
disegno di legge sugli Istituti autonomi case popolari.
E' un suggerimento che fornisco all'Aula.
CALANDUCCI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo so che tante
volte sono costretto a fare io il difensore dei più deboli, ma lo
faccio volentieri.
E' un abitudine, per non usare un termine differente tanto caro
all'onorevole Cracolici, che sta prendendo piede quella di cercare
di risolvere i problemi appoggiandosi su quello che è il classico
muro più debole. Non c'è dubbio che in una situazione di questo
tipo c'è della povera gente che è costretta, sicuramente con
connivenze anche a livello amministrativo, a fare un gesto che non
è rispondente né delle norme di legge, né del buon senso, perché
occupando abusivamente un alloggio che dovrebbe andare a un'altra
persona che è nelle stesse condizioni e che lo merita commette un
abuso. Però, se vogliamo creare un deterrente per impedire questo
non dobbiamo andare ad aggravare una condizione precaria di chi è
costretto ad abusare della legge, dobbiamo, invece, intervenire
nel ceto dirigente che permette questi abusi.
Noi dobbiamo intervenire, quando succedono queste cose non
succedono mai a caso, sulle lungaggini, sulle graduatorie che non
si fanno mai, che non si fanno rispettare, non sulla povera gente
La povera gente bisogna lasciarla stare, bisogna aiutarla, cercare
di allargare quanto più possibile le graduatorie e il deterrente va
creato a livello dirigenziale.
Quando non si fa rispettare una norma non è mai, in questo caso,
il disperato che abusa delle norme e va ad occupare un alloggio
popolare, ma è di chi non riesce a fare rispettare le norme e la
legge e noi dobbiamo sempre, almeno io lo farò sempre, essere
accanto a chi è più debole.
PRESIDENTE. Onorevole Calanducci, però le debbo dire che non
appare a nessuno che il Parlamento siciliano abbia mai perseguito
i più deboli, anzi
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi convince
l'ultima considerazione che faceva l'Assessore, ma ove dovesse
rimanere il testo che abbiamo in discussione si potrebbe sopperire
dicendo: Per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica di
nuova assegnazione . L'ho detto prima che mi convince quella
considerazione, ma se dovesse rimanere questo testo lo
specifichiamo con qualcosa che evita di fare dimettere dieci
direttori di IACP e dieci dirigenti di comuni perché poi verrebbero
loro a pagare.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo che
l'argomento che stiamo trattando rivesta una importanza
fondamentale, perché l'emendamento proposto è finalizzato
certamente a valorizzare un patrimonio che, molto spesso, non è
valorizzabile a causa delle condizioni di abusivismo e qualche
volta anche di mancanza di rispetto dei criteri minimi di sicurezza
proprio perché i fenomeni di occupazione abusiva di molti alloggi
Io vi faccio soltanto un esempio: a Messina stiamo tentando di
aggredire questo problema perché dalle stime che sono in nostro
possesso pensiamo che ci siano quindicimila unità abitative che
purtroppo non sono messe in sicurezza e utilizzate in maniera
regolare dagli inquilini, proprio perché si tratta di un fenomeno
sociale che viene da lontano e che noi stiamo cercando di
aggredire; anche perché abbiamo avviato un processo di
normalizzazione, nel rispetto della legalità, avviando e
consentendo contemporaneamente la possibilità che queste persone,
proprio per andare incontro alle esigenze segnalate dall'onorevole
Calanducci, come dire, di servizio sociale.
Allora, se noi non individuiamo degli strumenti, strumenti che
debbono essere ovvii, e sono strumenti che noi non stiamo
inventando ma che si vogliono qui ribadire, cioè che una qualunque
unità abitativa per essere fruita deve avere i requisiti minimi di
abitabilità e che la stessa erogazione dei servizi non può
prescindere da una condizione di legalità e, quindi, di una
condizione autorizzativa.
Pertanto, noi dobbiamo dire chiaro e forte se vogliamo o no che
all'interno delle amministrazioni comunali o delle branche che
fanno capo all'amministrazione comunale o degli istituti che sono
in via di soppressione, cioè gli IACP, bisogna o no rispettare la
legge.
Questo è quello che si vuole fare. Facendo in questo modo noi non
solo possiamo permettere a quegli inquilini di avere garantite le
condizioni minime, non solo ma contemporaneamente si può recuperare
un patrimonio che va poi finalizzato agli stessi inquilini i quali
possono finalmente fruire di quel patrimonio, e nello stesso tempo
si regolarizza una condizione creditoria che al contrario non
potrebbe essere regolarizzata.
Né più e né meno che questo Perché quando molto spesso si sente
dire che noi abbiamo il proliferare di eventi criminali, perché si
tratta anche di eventi criminali, noi abbiamo il proliferare di
fenomeni gravi e di grave danneggiamento per il pubblico
patrimonio, lo si deve anche al fatto che purtroppo viene erogata
l'energia elettrica piuttosto che l'acqua in dispregio alle norme
vigenti.
Penso che non ci sia nessuno scandalo, onorevoli colleghi, penso
che sia un fatto assolutamente normale, penso che noi dobbiamo
normalizzare. Allora dico, signor Presidente, una nostra
impostazione culturale, perché non si può continuare ad immaginare
che si consentono interventi a favore di quella socialità molto
spesso sbandierata e poche volte praticata.
Se questo accade, ritengo che abbiamo reso veramente un servizio
anche a chi resta indietro.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI, Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono convinto
dal suggerimento che poc'anzi dava l'assessore Russo, nel senso che
la disciplina che prescrive il rapporto e l'ente pubblico è dettata
dal diritto privato, quindi noi non possiamo intervenire con una
nostra normativa.
Riformulando eventualmente l'emendamento anche per altra
occasione, la finalità che l'onorevole Beninati si prefigge - e lo
riconosceva anche il collega Cracolici - è sacrosanta.
Io non vorrei polemizzare col collega Calanducci, però ritenere
che in quest'Aula si possa prevedere una legalità per fasce di
reddito è veramente vergognoso. Io ho sentito teorizzare poc'anzi
che noi dobbiamo prevedere legalità per fasce di reddito, ci sono
fasce di reddito che debbono essere legali e fasce di reddito che
possono affrancarsi dall'obbligo della legalità. Ma qualcuno ha
mai informato l'onorevole Calanducci che le occupazioni abusive
avvengono ad infrazione di graduatorie dove altre persone, aventi
gli stessi diritti, sono scavalcate, mortificate e danneggiate?
Se il problema non lo si conosce è inutile intervenire.
L'onorevole Beninati ha posto un problema che interviene in modo
deciso e chiaro su una piaga.
E quando mai l'abusivismo in quest'Aula è stato positivamente
commentato? Mi pare che noi siamo legislatori e i legislatori
inalberano sempre il vessillo della lotta all'abusivismo, della
lotta agli abusi, della lotta alle prevaricazioni, agli arbitri, ai
soprusi. Bene Se questi avvengono anche per fasce di reddito che
non sono elevate, noi siamo i tutori della legalità anche per le
fasce di reddito non elevate Allora il problema è sacrosanto
Signor Assessore, se lo affrontiamo insieme e lo riformuliamo per
rinvenire una soluzione che affronti il problema e lo risolva
avremo fatto un servizio alla Sicilia e avremo anche regolamentato
in modo più chiaro i rapporti tra gli Istituti autonomi case
popolari e gli utenti che spesso sono messi in difficoltà proprio
dall'assenza di precisazioni e indicazioni più chiare su argomenti
del genere. Ma prevedere che ci possa essere la demagogia della
legalità per fasce di reddito, colleghi e Presidente, evitiamo di
sottolinearlo
PRESIDENTE. Onorevole Leontini, apprezzo molto il suggerimento.
Io direi, ed è un invito anche al Governo, accantoniamo alla luce
delle problematiche che sono state avanzate l'emendamento n. A9 in
attesa di riformulazione e andiamo avanti con gli altri
emendamenti.
Il Governo è pronto a riformularlo?
LEANZA Nicola. Attendiamo la proposta del Governo nella prossimo
disegno di legge.
PRESIDENTE. Signor Assessore, il Governo è pronto ad una
riformulazione? Onorevole colleghi, date modo alla Presidenza di
seguire i lavori con ordine. E' emerso dal dibattito la
problematicità dell'argomento trattato, se il Governo dichiara di
essere pronto con una riscrittura a rivedere l'emendamento bene,
altrimenti si accantona questo emendamento e si interviene
successivamente.
LEANZA Nicola. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA Nicola. Signor Presidente, intervengo proprio per venire
incontro alla sua esigenza di chiarezza. Ritengo, così come è
emerso anche dal dibattito dell'Aula, che la proposta
dell'assessore Russo di inserire questa parte, molto importante ma
molto delicata, in un disegno di legge organico per l'Istituto
autonomo case popolari sia la proposta migliore e quindi invito
l'Aula a far sì che questo emendamento possa essere concordato con
l'Assessore in un nuovo disegno di legge.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ringrazio
intanto per la disponibilità il Governo e il Parlamento. Onorevole
Calanducci, penso che lei non volesse dire quello che ha detto,
perché forse non lo sa, ma nel 2002, il sottoscritto con il
compianto onorevole Croce, si fece carico di una norma di grande
sensibilità proprio per questo mondo con lo scopo di regolarizzare
tutto un insieme di problematiche - perché questo problema è sempre
esistito - e allora fu fatta una norma proprio perché c'erano
abitazioni occupate per un insieme di motivi, e non al 100%
regolarmente, ma non sapendo dove tutte queste persone dovessero
andare ad abitare, in quel caso, si fece una norma di sanatoria.
E' una legge di questa Regione Giusta o sbagliata fu fatta Oggi,
siccome conosco molto bene questo problema, nessuna
amministrazione, nessun IACP, non c'è nessun dirigente, non c'è
nessuno che riesce a bloccare questo fenomeno Perché nel momento
in cui lei ha l'immobile completato e ultimato, la sera stessa le
persone se ne fregano delle graduatorie e si inseriscono la dentro
e non c'è nessuno che controlla. Abbiamo fatto tantissimi
provvedimenti affinché ciò non accadesse. Non ci siamo riusciti.
Allora, ecco perché nasce questa norma, non per andare a
colpevolizzare qualcuno. E' al contrario: per fare rispettare chi è
in graduatoria di poter andare ad occupare il proprio immobile che
lo trova già occupato. Ma mi sembra talmente chiaro. Quindi, lei si
figuri se uno vuole andare a colpire il debole. E' tutto il
contrario. Vogliamo regolarizzare una situazione che da anni non si
è riesciti a frenare e credo che tutti in quest'Aula dobbiamo
essere d'accordo.
Mi scuso, ma è veramente una follia sostenere altre cose.
A questo punto, Assessore, proprio per venire incontro alla sua
disponibilità e credo che ormai il tema è chiaro, chiedo al
Presidente di considerare trasformare l'emendamento in ordine del
giorno, proprio così com'è, perché il senso deve essere proprio
quello è scritto nell'emendamento.
Il Governo poi nella persona dell'assessore Russo che ha delega in
bianco per provvedere, anche perché lei di legalità ha dimostrato
di esserne artefice in quest'Aula, di dimostrazione di questo
principio, le chiedo di farlo proprio in un provvedimento nel più
breve tempo possibile che superi questo problema.
Non stiamo facendo nient'altro che far rispettare la legalità in
un problema che purtroppo gli amministratori di turno che si
trovano ad amministrare questo problema sono impotenti nel farlo.
Anzi il più delle volte accade il peggio. Coloro che erano in
graduatoria e si trovano l'immobile occupato, visto il ceto in cui
noi viviamo, vanno presso gli assessorati o gli IACP a protestare e
a rompere gli uffici perché si sono visti un diritto leso.
Quindi avviene pure il peggio e noi tuteliamo questo? Io non lo
faccio. Ognuno faccia quello che vuole.
Quindi, lo trasformo in ordine del giorno e la invito cortesemente
a porre rimedio a questo problema.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, se ho capito sarebbe disponibile a
trasformarlo in ordine del giorno.
CALANDUCCI. Signor Presidente, mi hanno citato due deputati.
Chiedo di intervenire per fatto personale.
PRESIDENTE. Onorevole Calanducci, lei è già intervenuto. Non
possiamo intervenire continuamente in una materia che abbiamo già
sviscerato.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, signor Assessore, credo che la
questione posta dall'onorevole Beninati sia una questione assai
seria, e quindi non possiamo liquidarla così facilmente.
Acquisendo anche la disponibilità, vorrei suggerire al Governo,
Assessore, la possibilità vedendo anche i rilievi da lei posti
relativi alle competenze, l'Assemblea dovrebbe regolare fattispecie
che sono proprie di rapporti in essere di aziende seppur pubbliche,
ma comunque, non necessariamente oltretutto pubbliche.
Però voglio fare una proposta che il Governo elabori. Ovvero
l'assegnazione degli alloggi da parte dei comuni deve avvenire
all'atto della decisione di realizzare le abitazioni e non al
completamento.
BENINATI. Questo è stato fatto a Messina.
CRACOLICI. E' evidente che nel momento in cui si entra in possesso
dell'immobile bisogna avere i requisiti per i quali si è stati
immessi in una graduatoria. Nel momento in cui entri in possesso se
ne hai i requisiti acquisisci il diritto al possesso.
L'altra questione è chiedere invece questo sì ai sindaci di
sollecitare le aziende che magari in forza di provvedimenti
prefettizi agiscono per la tutela dell'ordine pubblico per
garantire luce ed acqua agli immobili occupati, però altra cosa - e
su questo ha ragione Beninati -, altra cosa sono le volture.
Perché le volture non sono figlie dell'occupazione, sono figlie
della compravendita degli alloggi occupati. Pratica che in Sicilia
costituisce una degenerazione e un uso veramente vergognoso del
bisogno sociale per cui non solo un alloggio è occupato, ma c'è
pure chi se lo vende
Quindi, la voltura dell'utilizzo delle forniture elettriche
piuttosto che dell'acqua o del gas laddove c'è il gas, in alcuni
casi non c'è neanche il gas è una pratica - questa sì -
disdicevole.
Io credo quindi che da questo punto di vista un'azione coordinata
Regione-Comuni, anche nei confronti delle aziende per impedire le
volture degli immobili laddove ci siano modifiche del titolare del
contratto, proprio perché figlio di atti di compravendita
dell'immobile, queste devono essere contrastate.
Pertanto, io faccio in qualche modo una distinzione proprio nella
modalità.
Io capisco bene che la questione che si poneva all'inizio non è
la soluzione, però io, a differenza dell'onorevole Mineo, che sa
tutto, so che, ad esempio, che in una zona di Palermo un immobile
che per anni è stato oggetto di costruzione di blocco dei lavori,
di riappalto perché poi ci sono storie lunghe anche nella
costruzione degli alloggi, grazie al fatto che sono stati assegnati
agli aventi diritto per tempo, in qualche modo, si è introdotto un
sistema anche di controllo sociale della propria abitazione, che ha
finito per consentire di portare a compimento, in una delle rare
occasioni, che gli alloggi costruiti andassero poi effettivamente
alle famiglie aventi diritto.
Un esperimento che in qualche modo è servito a farlo diventare
ordinamento dell'amministrazione regionale. Credo che questa sia
una cosa su cui riflettere.
Ripeto: io non ho la ricetta, so che il problema c'è, però, non
vorrei che per risolvere il problema si creasse un grande caos
sociale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiedo scusa, onorevole
Calanducci, ora le do la parola, prima mi faccia pronunciare
sull'emendamento in questione. La Presidenza ritiene, alla luce del
dibattito e considerando anche che la materia sia abbastanza
delicata, se l'onorevole Beninati, che è il presentatore è
d'accordo, che sia il caso di ritirare l'emendamento e di
trasformarlo in un ordine del giorno in virtù anche di ciò che ha
dichiarato il Governo.
Così resta stabilito.
CALANDUCCI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Calanducci, ha facoltà di parlare per trenta
secondi.
CALANDUCCI. Grazie signor Presidente, solo per chiarire, non è che
io consideri che esistano due tipi di legalità: uno per i ricchi e
l'altro per i poveri, ritengo che la legalità sia unica, e non solo
a carico di chi occupa abusivamente, ma anche a carico di chi la
permette. E stranamente ci sono alcuni momenti critici che
corrispondono spesso anche a periodi di campagna elettorale
Perché, vede, il problema io lo conosco bene. E come si suol dire,
sono nato in una zona dove questo problema c'è e si conosce.
Allora, bisogna riuscire a fare un ordinamento. E ringrazio la
Presidenza per questo consiglio, così come l'onorevole Beninati,
perché si tratta di un problema complesso, per avere accettato di
ritirare e spostare la problematica in un disegno più ampio nel
quale si potrà effettivamente sviscerare tutto, altrimenti si
rischia di permettere che occupino soggetti che magari intendono
specularci su, a danno di chi ha effettivamente bisogno e va ad
occupare per necessità E di conseguenza, ciò creerebbe un danno
ulteriore, in quanto aggiungiamo un elemento preventivo o meglio
repressivo a chi commette un reato, anche se, tutto sommato, glielo
hanno fatto commettere. Pertanto, non dico che quello che occupa
abusivamente abbia un diritto acquisito, non dico questo, dico che
globalmente va affrontato il problema di impedire che ciò succeda e
che l'alloggio vada invece a chi abbia effettivamente bisogno e
diritto ad averlo.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento A16. Lo dichiaro
improponibile per mancanza di copertura finanziaria.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all' emendamento A21. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e le
mobilità. Si tratta di un emendamento favorevole ovviamente e
quindi a norma del regolamento sulla legge degli appalti.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A19.
Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e le
mobilità. Contrario.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, intervengo per illustrare la ragione
di un emendamento a questo disegno di legge che avevo predisposto
alla finanziaria sui due articoli che riguardano la riforma degli
IACP.
Questo emendamento potrebbe rappresentare, ecco perché mi permetto
di illustrarlo e sottoporlo alla riflessione dell'Assessore,
potrebbe rappresentare un trait d'union tra questa proposta di
legge e la legge di riforma degli IACP. Perché? Perché la legge sul
social housing assegna agli istituti autonomi case popolari a
legislazione vigente una funzione. E' un intervento in materia di
social housing. Nel frattempo, è intenzione del Governo, per averlo
fatto più volte nelle leggi finanziarie precedenti e nell'ultima,
anche se poi gli articoli sono stati cassati con i poteri della
Presidenza dell'Assemblea, predisporre e approvare la riforma degli
IACP.
Allora, anticipare, assegnando adesso agli IACP il compito di fare
una sorta di censimento di tutto il loro patrimonio, evidentemente
non abitativo di quello che si può dismettere e che può essere
messo a frutto, a capitale, ed inserire poi nella legge di riforma
che il Governo si predispone a fare considerando la possibilità di
un utilizzo ancorché parziale di risorse che da questa dismissione
potranno venire, potrebbe rappresentare un anticipare la tempistica
e mettere gli istituti riformati in condizione di intervenire anche
finanziariamente su questo campo. Stasera la ragione di un
emendamento che può apparire, come dire, fuori luogo rispetto al
tema e che invece potrebbe collegarsi con l'altro disegno di legge
di riforma in fase di presentazione
PRESIDENTE. Se l'onorevole Marziano è d'accordo, ascoltiamo il
parere del Governo.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente, intervengo semplicemente per
esplicitare la ragione per cui il parere è negativo, in primo
luogo, perché ciò che impone il disegno di legge forse dà qualche
problema. Il secondo motivo è che voi ieri avete abrogato le ASI ed
eliminato la figura di direttore generale. Mentre con questo
disegno di legge istituzionalizziamo la Conferenza dei direttori
generali, che è un organismo assolutamente atipico, non
riconosciuto dall'ordinamento Questa conferenza non esiste, ci
accingiamo ad intervenire sulle province e creiamo un altro
organismo interprovinciale Mi pare incongruo. Ovviamente, però
desidero rassicurare l'onorevole Marziano sul fatto che l'attività
del I comma è già in corso, l'ho disposta come assessore regionale
per le infrastrutture e quindi qualora questo emendamento venisse
trasformato in un ordine del giorno sarebbe più che benvenuto.
PRESIDENTE. Così resta stabilito. L'emendamento A19 viene
trasformato in ordine del giorno.
Si passa all'emendamento A20. Sull'emendamento A20 c'è un parere
contrario della Commissione bilancio anche se non ci sono oneri,
con un richiamo all'ex articolo 81.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il contenuto
di questo emendamento se avesse una procedibilità, dovrebbe
necessariamente avere copertura di spesa.
Non si capisce in quale modo, l'assessore regionale per i beni
culturali, ammesso che la ratio di questo provvedimento abbia un
senso, potrebbe provvedere addirittura a fare questi piani
particolareggiati per questi centri storici speciali, gratis o
senza oneri.
Quindi, va da sé che ci vuole una copertura di spesa, se questo
emendamento deve avere un senso.
Signor Presidente, la prima cosa che lei ha detto, mi permetto di
dire, che non mi sembra perfettamente aderente alla natura
dell'emendamento stesso. Inoltre, è un emendamento che è di materia
strettamente urbanistica.
Ci siamo imposti di limitare questo disegno di legge alla materia
dell'edilizia residenziale pubblica e allo strumento dell'housing
sociale, ma stiamo intervenendo in questa legge in una materia
totalmente ascrivibile alla questione urbanistica. In più, il modo
con cui si interviene in questa materia, con questo emendamento,
voglio usare un eufemismo, mi sembra quanto meno vaga. Intanto,
l'oggetto della norma è individuato in quei centri storici
siciliani che presentino sufficiente omogeneità che questo già è un
termine molto astratto sotto il profilo storico, culturale ed
architettonico, ancora di più indefinibili gli elementi di questa
individuazione è poi che siano delimitati in tutto o in parte da
cinta muraria, cioè anche due metri di cinta muraria, teoricamente,
possono far ascrivere i centri storici a questa categoria che
stiamo inventando, quella dei centri storici siciliani. Non si
capisce quindi che specialità hanno i centri storici con le mura se
li chiamiamo centri storici siciliani con il nome di tutti.
Al comma 2, invece, immaginiamo categorie di intervento che sono
funamboliche perché pensiamo che qualcuno, e cioè l'Assessorato,
debba sostanzialmente fare non soltanto dei programmi
particolareggiati di centri storici, ma addirittura dei sistemi
integrati di programmazione riguardanti la mobilità, le strutture
ricettive, la riqualificazione urbanistica ed edilizia, la
valorizzazione dei prodotti tipici.
Se in quel centro storico si fanno pomodori secchi, dovremmo
occuparci in questa norma di prevedere la valorizzazione dei
pomodori secchi, anche mediante appositi bandi a valere sui
programmi operativi comunitari all'interno delle aree.
Signor Presidente, mi pare che la materia meriterebbe di essere
trattata con una maggiore attenzione di quanto non si possa fare in
questo vago emendamento che per altro, sottolineo, ha bisogno di
copertura finanziaria e comunque tratta materia urbanistica che è
estranea al testo.
Mi sembrerebbe il caso che lei lo rimandasse ad un approfondimento
migliore.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, la Presidenza ha annunciato
che c'era un parere contrario della Commissione bilancio, anche se
non ci sono oneri, ai sensi ex articolo 81.
La Presidenza è dell'ordine di idee, di metterlo ai voti, non
essendoci oneri.
CRACOLICI. Signor Presidente, ma il mio emendamento sulla
certificazione ambientale che non aveva oneri che fine ha fatto?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, c'erano gli oneri. Adesso non
ricordo.
PRESIDENTE. A questo punto, la Presidenza si rimette all'Aula.
Deciderà l'Aula se approvarlo o bocciarlo. Pongo in votazione
l'emendamento A20. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Contrario per indeterminatezza dell'oggetto. Non capisco,
né altrimenti indicato, cosa siano i centri storici siciliani.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A3 del Governo. Il parere
della Commissione?
AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, ancora una volta lei pone in
votazione un emendamento che è di natura urbanistica che con
l'edilizia residenziale pubblica non ha alcun nesso.
Dopodiché, io voglio annunciare il mio voto contrario a questo
emendamento per le ragioni che seguono.
Vorrei che anche l'onorevole Cracolici mi ascoltasse, oltre che
all'assessore e all'Aula.
Noi stiamo ritornando sulla validità di un articolo di legge che
l'Aula ha approvato nel 2003 e che aveva come scopo, sulla scorta
di altre legislazioni regionali, in quel tempo approvate in tutto
il territorio nazionale, la utilizzazione dei sottotetti a scopo
abitativo per il contenimento energetico, ma anche per il
contenimento degli spazi abitativi.
Questa norma aveva un senso con quella finalità in quanto
recuperava gli spazi abitativi costruiti fino al 2003. Dopodiché,
con provvedimenti successivi, quest'Aula, ha vanificato del tutto
il senso di quella norma, perché prorogandola di volta in volta, e
con questo emendamento differendo il termine fino alla data di
approvazione della presente legge, noi non stiamo già utilizzando
gli spazi fino al 2003 costruiti, ma nel frattempo abbiamo fatto in
modo che dal 2003 fino al 2011, altri spazi siano stati costruiti e
quindi facendoli diventare, a regime, una norma urbanistica che
consente oltre all'utilizzazione delle superficie previsti dagli
strumenti urbanistici questo plus che viene autorizzato
dall'Assemblea regionale in deroga a qualunque norma urbanistica e
agli strumenti regolatori vigenti.
Quindi, mi sembra che abbiamo completamente tradito, dopodiché
possiamo fare questo ed altro, ma in un norma urbanistica una
buona volta e per tutte faccia capire quali sono le regole e non
con questo espediente spostare di volta in volta un termine, che
tradisce, ripeto, tradisce il senso di quella norma, perché quello
che era previsto, sanare o utilizzare, recuperandolo nel 2003, noi
lo stiamo via via costruendo e recuperando.
Quindi, quello che abbiamo costruito nel 2008, nel 2009, nel
2010, di volta in volta viene autorizzato per essere autorizzato a
fini abitativi, come dire, fuori sacco'.
Mi sembra che è una norma assolutamente in contraddizione con i
principi di trasparenza che questa Assemblea dovrebbe enunciare.
Ciò non toglie che lo abbiamo fatto sempre, che abbiamo continuato
a farlo.
Ripeto, abbiamo stravolto il senso di quell'indirizzo legislativo,
di carattere nazionale, che nel 2003 votammo anche in questa
regione e tuttavia, io credo, per le ragioni che ho detto, di
annunciare il mio voto contrario a questo emendamento.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente, desideravo rappresentare questo,
sabato mattina ho avuto il privilegio di firmare un documento con
il ministro Barca che fa giungere in Sicilia un miliardo e
ottocento milioni di Euro, per grandi interventi infrastrutturali,
ferrovia Palermo - Catania, fondi per il rischio idrogeologico,
ciclo depurativo, così evitiamo le procedure di infrazione.
Ma nella mia quotidiana frequentazione con le categorie produttive
e con le organizzazioni sindacali è stato chiesto di agire anche
per piccoli interventi che sostengano l'occupazione nel settore
edilizio in questo periodo di crisi.
Considerato che l'impatto degli interventi sui sottotetti è
particolarmente limitato mi è sembrato il caso di dare un segnale a
queste istanze e solo questo sono stato in grado di dare. Se è
sbagliato, me ne scuso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che il Governo ha
presentato il subemendamento A4.1. Il parere della Commissione?
AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A4, nel testo
emendato. Il parere della Commissione?
AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'emendamento A6 è da intendersi
assorbito in quanto di contenuto identico all'emendamento A4. Gli
emendamenti A14, A15, A5 e A7 sono improcedibili per il parere
contrario espresso dalla Commissione Bilancio'.
Pongo in votazione l'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.»
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati
presentati, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno i
seguenti emendamenti:
- dal Governo: 117.1;
- dall'onorevole Leontini: 117.2.
Pongo in votazione l'emendamento 117.1. Il parere della
Commissione?
AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 117.2. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Formica
Annunzio di presentazione di ordini del giorno numeri 599, 600,
601, 602 e 603
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
n. 599 Iniziative in materia di riqualificazione urbanistica,
dell'onorevole Rinaldi;
n. 600 Iniziative nel settore dell'edilizia residenziale
pubblica , degli onorevoli Marziano, Raia, Panepinto, Digiacomo;
n. 601 Lotta all'occupazione abusiva degli alloggi popolari ,
degli onorevoli Beninati, Cracolici, Leontini, Ardizzone;
n. 602 , dell'onorevole D'Asero;
n. 603, , dell'onorevole Savona.
Onorevoli colleghi sono gli ordini del giorno che sono emersi
durante la discussione dell'Aula. Pongo in votazione l'ordine del
giorno n. 599, che è la trasformazione dell'A10 e dell'A11. Il
parere del Governo?
CARMELO PIETRO RUSSO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 600, che è
riferibile all'emendamento A19. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
CARMELO PIETRO RUSSO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
AMMATUNA, vicepresidente della Commissione.. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 602, che è
riferibile all'emendamento A20 dell'onorevole D'Asero. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
CARMELO PIETRO RUSSO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 601 Lotta
all'occupazione abusiva degli alloggi popolari , è sempre quello
che abbiamo discusso, dell'onorevole Beninati. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
AMMATUNA, vicepresidente. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 603, che riguarda la
problematica dei collaboratori dell'assessorato al bilancio.
Ritengo che sia un problema che conoscono tutti, che abbiamo più
volte affrontato. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
AMMATUNA, vicepresidente. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
richiamare il Governo, ma nello stesso tempo, anche la Presidenza.
Nella giornata di ieri, l'assessore Russo non era presente, ma lo
era l'assessore Venturi, ho ritenuto opportuno fare un intervento,
lo dichiarai di equità, che riguardava l'emendamento A5, in
funzione delle problematiche che il Governo, in quella sede ha
posto e che, devo dire, dava una partecipazione ad una procedura
che è stata riportata ed approvata come emendamento A5, a tutto un
insieme di piccole e medie imprese che riguardano il territorio
della provincia di Messina per l'alluvione del 2011, non più
lontano del 22 di novembre.
In quella sede, ho chiesto all'assessore Venturi di non trattare
in maniera differente alcune alluvioni che, purtroppo, sono state
dimenticate. E, pertanto, questo tipo di inserimento andava
trattato anche per gli eventi dal 2008 al 2009, ne sono accaduti,
purtroppo, nella provincia di Messina, più del previsto, ma che
potevano beneficiare, quindi, di questa norma che l'assessore
Venturi ha posto, anche, le piccole imprese di questi territori.
Ringrazio il Presidente Formica che si è posto questo problema, e
nell'emendamento A19, ha scritto proprio questo.
Io sarei ben contento, signor Presidente, purtroppo non ero in
Aula, che di questo emendamento che, in effetti, fu posto dal
sottoscritto e che oggi è stato approvato, l'emendamento A19, mi
farebbe piacere, non ho avuto il tempo perché ero assente, di
apporre la firma.
Nello stesso tempo, ritengo, signor Presidente, che così se il
Governo lo ritiene, di aggiungere da una data in poi, perché così
potrebbe intendersi - ai sensi dell'art. 117 del Regolamento
interno si può fare - gli eventi alluvionali a far data dal 2008,
perché altrimenti potrebbero richiamarsi eventi alluvionali di
trent'anni fa.
Da una data in poi, forse è giusto. Questo si può aggiungere,
perché la volontà è giusta, io la condivido, ieri mi ero posto
questo problema, valutare e lo valuti lei se lasciarlo libero o
meno.
Volevo ringraziarla per avere fatto questa proposta che, alla
fine, è stata la ripresa dell'intervento della giornata di ieri.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, l'estensione con una data precisa
al 2008 porrebbe problemi di copertura con il fondo esistente.
Con i tecnici, inizialmente, lei ha visto che si è fatto il
tentativo, in linea con il dibattito emerso ieri, di estenderlo,
ma sono sorti problemi di copertura, di capienza del fondo e quindi
si è optato per circoscriverlo alla delibera di Giunta che ne
delimitava i comuni con gli ultimi eventi calamitosi, cioè ad una
elencazione precisa e illimitata.
Fermo restando che la battaglia da farsi, sono d'accordo con lei,
è per inserire nel decreto per le calamità naturali, che stanno
scrivendo a Roma, di inserire che una parte dei fondi previsti a
ristoro siano utilizzati per queste finalità.
LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per preannunciare il nostro voto favorevole, non
omettendo di sottolineare che in questo momento i colleghi della
Maggioranza sono 24, forse 25 e quindi, ancora una volta, caro
collega Marziano, la legge passa grazie noi.
CRACOLICI. Vota contro e ti conti
LEONTINI. Presidente Lombardo, è rivolto ai suoi colleghi della
maggioranza affinché siano più presenti in quest'Aula, perché anche
questo disegno di legge, come quella di ieri sera, passa grazie a
noi, perché non c'è maggioranza in Aula.
Lo dico anche a nome del PID, che non si confondano i colleghi per
il colore della cravatta, ma lo dico anche per i colleghi di Forza
del Sud, che sono qui rappresentati dall'onorevole Mineo ma credo
che siano d'accordo con noi, perché se la legge, collega Mineo,
passa, passa grazie a noi.
Presidenza del vicepresidente Formica
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vedo che
l'onorevole Leontini è un po' confuso ultimamente a tal punto che
porta anche la cravatta arancione, e non solo è confuso ma non sa
neanche contare.
Non lo dico perché basta guardare ad occhio quanti siamo in Aula
ma anche perché ieri sera ha fatto lo stesso discorso, salvo poi,
nel momento in cui si è astenuto al voto finale, dimostrare che la
mitica Minoranza che chiedeva il numero legale erano in realtà
nove, a fronte dei 52 che hanno votato a favore. Quindi, ha
talmente autostima di sé che ormai si è anche ampliato nella
dimensione numerica.
RAGUSA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare per dichiarazione di voto a nome del Gruppo parlamentare
dell'UDC.
Noi votiamo favorevole a questa legge non badando a quale tipo di
maggioranza ci sia in quest'Aula, perché noi abbiamo capito che,
sostanzialmente, questa legge aiuta tantissima gente che oggi ha
bisogno di una casa e poco importa se ci sia una maggioranza di
destra o di sinistra, per noi è importante lavorare per la gente e
stasera lo vogliamo dimostrare.
Lo abbiamo fatto fino ad oggi sostenendo questa Maggioranza e
votando sì per questa legge.
CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
signori Assessori, onorevoli colleghi, a nome dei Popolari di
Italia Domani intervengo per confermare, così come aveva
preannunziato l'onorevole Leontini, che ha fatto la dichiarazione
di voto per il PDL, il voto favorevole del nostro Gruppo
parlamentare a questo disegno di legge.
Sono intervenuto per soffermarmi, assai brevemente, su tre punti.
Il primo, un grazie all'assessore Pier Carmelo Russo perché se un
disegno di legge diventa una buona legge questo lo si deve anche,
non soltanto al garbo istituzionale, ma anche al sacrificio di
tutti quanti e, quindi, per primo all'assessore che è entrato nel
ruolo.
Io sono uno che non le manda a dire, probabilmente domani cambierò
idea, assessore Russo, ma questa sera e con riferimento a questo
disegno di legge mi sento di dire questo.
Secondo, 24, 28 0 30 senza il centrodestra questo disegno di legge
oggi non potrebbe essere approvato. Io capisco che i colleghi della
maggioranza ribaltonista' che regge il Governo Lombardo si sono
affrettati a telefonare per far correre i colleghi che erano nelle
vicinanze del Palazzo, questo ci sta, colleghi, non mi stupisco,
però vi prego non ci sfidate perché - concludo col terzo punto -
vorrei dire all'onorevole Cracolici che è talmente ubriaco della
fame di governo che si è conquistato con i voti che non ha avuto,
perché egli le ha perse le elezioni, da offendere anche coloro che
restano in Aula per votare quello che noi riteniamo, grazie
all'apporto dell'assessore Pier Carmelo Russo, un buon disegno di
legge.
Siccome io non ho la cravatta arancione, ma io ero stato votato
avendo vinto le elezioni per governare e a cagione del ribaltone di
chi governa oggi sono all'opposizione, al fine di non ingenerare
confusioni dico all'onorevole Cracolici ed agli amici del PD che
butterò tutte le mie cravatte rosse.
D'ASERO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sicuramente questo
strumento normativo in un momento di grande crisi e difficoltà
economico-sociale, rappresenta un'opportunità perché possa esserci
una nuova fase dove l'intervento privato a fini sociali possa
creare una condizione di crescita e di sviluppo.
Io mi permetto aggiungere a questa considerazione e al voto
favorevole che ha già dichiarato il mio capogruppo, onorevole
Leontini, che il problema relativo ad una possibilità perché in
questa norma anche i centri storici definiti da cinte murarie - e
in Sicilia sono circa ottanta i comuni con cinte murarie - in un
momento in cui c'è bisogno di una condizione di grande spinta,
possano essere inclusi in quella che è la possibilità di snellire
le procedure, perché le strutture pubbliche possano essere
ripristinate, ove possibile utilizzando anche i fondi comunitari, e
le strutture private, pur nel rispetto delle norme esistenti per i
centri storici, possano, anche in assenza di strumenti urbanistici,
essere messe nelle condizioni di essere realizzate.
Mi permetto - e concludo con questa considerazione - a volte anche
da questo podio alcuni colleghi assumono un tono professorale'.
Onorevole De Benedictis e caro assessore Pier Carmelo Russo, sulla
indeterminatezza e sulla genericità dell'emendamento, atteso che è
stato approvato l'ordine del giorno n. 602 e avendo fatto forte
questo principio, mi auguro che il Governo ne prenda atto e possa
determinare in maniera più precisa, quindi con meno
indeterminatezza e in modo più circostanziato, un'ipotesi di lavoro
che mi auguro ci dimostrerà con i fatti.
CAPPADONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPADONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, un grazie al
Governo per questa norma che sicuramente, oltre a favorire sviluppo
e riqualificare alcuni centri, dà una ulteriore risposta alle
famiglie perché interviene l'Housing sociale su quelle famiglie
che hanno difficoltà economiche e possono risolvere il problema del
fabbisogno abitativo.
Quindi, un grazie perché oltre a quello che è stato fatto ieri,
vorrei ringraziare il Governo per la presentazione del mediocredito
alle famiglie, quest'altra legge è una ulteriore risposta ai nuclei
familiari con basso reddito e soprattutto alle famiglie disagiate.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Onorevole Cracolici, mi ascolti.
PRESIDENTE. Onorevole Leanza voleva parlare con l'onorevole
Cracolici? Può intervenire, c'è il Governo e tutta l'Aula che
l'ascolta
LEANZA NICOLA. Signor Presidente la distrae Lei questa sera è
stato impeccabile nella conduzione dell'Aula. Quasi come sempre
PRESIDENTE. Grazie, ma non sul quasi
LEANZA NICOLA. Quasi come sempre, in alcuni casi non lo è, però
stasera è stato impeccabile, ecco perché desideravo la sua
attenzione.
Onorevoli colleghi, volevo salutare con piacere il lavoro serio,
bipartisan, che c'è stato in quest'Aula per questo disegno di
legge. Anche ieri per la legge sulle ASI è stato fatto un lavoro
altrettanto serio.
Questa è la dimostrazione di come siano stati salutati in maniera
molto affettuosa, garbata e di rispetto, sia l'Assessore Venturi,
ieri, che l'Assessore Russo, oggi. E' la dimostrazione che il
Governo tecnico serve a far sì che l'Aula sia
(Proteste dai banchi di destra)
LEANZA NICOLA. Il clima che si respira a livello nazionale noi
l'abbiamo ..
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, di fronte all'onorevole Leanza che
dice delle cose giuste perché è vero ..
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, io volevo sottolineare il
fatto che le ultime quindici leggi che abbiamo fatto siano state
votate quasi tutte all'unanimità e questo è anche dovuto al fatto
che c'è in Aula con il Governo tecnico un rapporto di fiducia, di
assoluta sintonia, che io voglio sottolineare.
Stasera con questo disegno di legge, ieri con quello delle ASI,
abbiamo approvato delle leggi importanti per le fasce più deboli e
quindi come Movimento per l'Autonomia volevo dichiarare il nostro
voto favorevole sperando che questo clima continui fino a giorno 22
dicembre quando avremo ancora altri disegni di legge molto
importanti da sottoporre all'attenzione dell'Aula e quindi da
votare.
PRESIDENTE. Onorevole Leanza, devo dire che mi pare lapalissiano
che quando i disegni di leggi sono ben fatte e ben congegnate il
Parlamento le vota perchè le apprezza all'unanimità. Oltre tutto
l'Housing, è un disegno di legge della Commissione
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale per scrutinio palese nominale del disegno di
legge «Riqualificazione urbanistica con interventi di edilizia
sociale convenzionata. Misure urgenti per lo sviluppo economico»
(805/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio palese
nominale del disegno di legge «Riqualificazione urbanistica con
interventi di edilizia sociale convenzionata. Misure urgenti per lo
sviluppo economico» n. 805/A.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 61
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 60
(L'Assemblea approva)
PIETRO CARMELO RUSSO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIETRO CARMELO RUSSO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente, onorevoli colleghi, scusate, anche se
non si tratta di un intervento di stile, desideravo ringraziarvi
soprattutto per la norma che riguarda gli interventi a Favara,
Saponara ed in tutto il messinese. Non voglio fare torto a nessuno.
Richiamo la vostra attenzione su un fatto: con questa norma si
introduce un modello nuovo sugli Istituti autonomi case popolari ed
affido all'Assemblea la riflessione.
Non si costruiscono, con questa norma, nuove case popolari. Non si
consuma territorio. Non si creano condizioni per cui per fare le
espropriazioni ci vogliono dieci anni, per fare l'appalto altri
dieci e per fare le assegnazioni altri venti e si foraggia
l'abusivismo.
Si dice agli Istituti autonomi case popolari che ci sono i soldi e
che devono comprare sul mercato le case che trovano. Il che
significa fare assegnazioni immediatamente, in non più di un anno.
Invito l'Assemblea a valutare, in una prossima occasione, se
questo possa diventare il modello istituzionale di edilizia
popolare.
Rinvio dell'esame del disegno di legge Ricollocazione del
personale dell'Ente autonomo Fiera del Mediterraneo (n. 750/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge Ricollocazione del
personale dell'Ente autonomo Fiera del Mediterraneo n. 750/A ,
posto al n. 2). Avverto che il relativo esame è rinviato dal
momento che sono in corso valutazioni da parte della Commissione
Bilancio.
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge «Interventi a sostegno di
organismi ed associazioni antiracket riconosciute» (n. 793/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge numero
793/A «Interventi a sostegno di organismi ed associazioni
antiracket riconosciute», posto al numero 3).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, ci sono due, tre leggi che sono da tempo
all'ordine del giorno e la Presidenza ritiene opportuno esitarle
questa sera velocemente e poi rinviare a martedì.
CORDARO. E il tempo per la presentazione degli emendamenti?
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, erano leggi già all'ordine del
giorno, non ci sono grandi discussioni in merito da fare.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Torregrossa, per
svolgere la relazione.
TORREGROSSA, relatore. Onorevoli colleghi, l'articolo 17 della
legge regionale 13 settembre 1999, numero 20, autorizza la
corresponsione di contributi alle associazioni antiracket
riconosciute, a fondazioni, a centri e ad altre strutture
associative, aventi sede in Sicilia, per finalità connesse
all'assistenza, alla tutela, all'informazione dei soggetti che
abbiano subito richieste o atti estorsivi.
Per le citate finalità, nel bilancio di previsione per l'esercizio
finanziario in corso, è stato previsto uno stanziamento di 100
migliaia di euro, risultati insufficienti per un proficuo sostegno
agli organismi in argomento, finalizzato a garantire la correttezza
dell'attività dagli stessi svolta sul territorio regionale in
favore di soggetti che abbiano subito richieste o atti estorsivi,
con evidenti refluenze negative su uno dei principali obiettivi sui
quali è improntata l'azione del Governo regionale e cioè quello
della lotta alla mafia, con riferimento alla quale è necessario
mantenere alto il livello di attenzione.
Per le premesse motivazioni, con la presente proposta di legge, si
intende, per le finalità di cui si è fatto cenno, autorizzare per
l'esercizio finanziario 2011, l'ulteriore spesa di 300 migliaia di
euro, cui si fa fronte con parte delle disponibilità dell'U.P.B.
6.2.1.3.1 - capitolo 183742 del bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 che
presenta sufficienti disponibilità.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riguardo la questione che mi
poneva l'onorevole Cordaro, si tratta di una legge con un articolo,
se non ci sono emendamenti, possiamo procedere.
CORDARO. Il problema è superato.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa legge è
arrivata in Commissione antimafia; avevamo fatto un'osservazione
che poi era stata accolta in Commissione, cioè che le associazioni,
per ricevere il contributo, devono essersi costituite parte civile
in una serie di processi, ora non mi ricordo il numero, ma avevamo
stabilito quale. Un'associazione dovrebbe accompagnare la persona
che denuncia in un percorso di contrasto al sistema mafioso, se non
si costituisce parte civile e non accompagna al processo non si
capisce cosa fa. Qual è il senso di questa associazione? Quindi,
chiedo che venga rinviata, in quanto non ritengo ci siano le
condizioni per approvarla così com'è.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, conosco le
argomentazioni dell'onorevole Adamo e della Commissione e le
problematiche a cui lei allude. Tuttavia, il punto e questo: se
questo Parlamento a motivo di chiedere e di verificare che le
qualità delle associazioni antiracket siano rispondenti alle
finalità, credo che lo debba fare, ma non lo possa fare con uno
strumento che così come era stato definito era mio avviso improprio
e ne spiego le ragioni. Assoggettare a quella misura, alla misura
di accompagnamento di costituzione di parte civile, la qualità
delle associazioni antiracket è come assoggettare la misura della
qualità del deputato al numero di emendamenti che si fa approvare.
Allora, in realtà, è assolutamente ragionevole che si abbia una
contezza delle attività di queste associazioni, infatti penso che a
valere sull'esercizio futuro e parlo dell'esercizio 2012, possiamo
mettere in campo tutte le misure, oculatamente individuate, per
raggiungere questa finalità.
Ciò che stiamo qui facendo è sanare una deprivazione che in sede
di approvazione del bilancio abbiamo costituito in capo alle
associazioni antiracket.
Ricordo peraltro che le associazioni antiracket sono tali perché
sono iscritte in un registro che viene tenuto dalla Prefettura,
secondo norme ed indirizzi di carattere nazionale che altri
verificano; se poi vogliamo immaginare criteri, immaginiamo che
siano rispondenti non inventiamoli, perché si potrebbe dare il caso
di associazioni nel cui territorio non si verificano casi di
estorsioni, magari proprio in virtù dell'azione di prevenzione
delle associazioni antiracket e noi finiamo per penalizzare il
lavoro delle associazioni antiracket che, addirittura, fanno si che
questi casi non si verificano solo perché poi misuriamo soltanto
con la costituzione di parte civile, quando in quel caso magari
processi non ce ne sono stati.
Insomma, individuare criteri che siano efficaci e che non siano
puramente demagogici o scappatoie come quelle che si vorrebbero
utilizzare e che la Commissione aveva indicato, mi sembra che sia
il compito di un Parlamento che oculatamente lavori.
Quindi, credo che in questo momento, questa legge così come
approda in Aula, che serve semplicemente per sanare negli ultimi
giorni del 2011 ciò che abbiamo fatto approvando il bilancio e cioè
tagliare i fondi discriminatamene a tutte le associazioni
antiracket sia la cosa più ragionevole se, poi, per colpire
qualcuno e colpirlo, ripeto, con strumenti sbagliati non essendo in
grado di individuarne di migliori, vogliamo vanificare la norma o
addirittura, e questo lo potremmo vedere con quel criterio che
l'onorevole Adamo immaginava, finire per premiarne alcune e non
altre, credo che faremmo un pessimo servizio alle associazioni,
che, ripeto, sono tali perché sono vigilate dalla Prefettura e dal
Ministero dell'Interno.
Quindi, mi sembra quanto meno discutibile l'introduzione di
criteri assolutamente gratuiti da parte del Parlamento a fine
esercizio. Esercitiamoci compiutamente nell'individuazione di
criteri che siano anche condivisi dal mondo interessato a valere
sull'esercizio 2012.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di
legge sostanzialmente incrementa un capitolo di bilancio e lo porta
a 300 mila euro.
Allora, quando il disegno di legge è stato portato all'esame della
Commissione antimafia, quest'ultima ha introdotto un criterio. Il
collega De Benedictis può condividere o meno questo criterio. Il
criterio che ha introdotto la Commissione antimafia è che nel dare
sostegno e contributo alle associazioni antiracket si facesse una
griglia di priorità visto che la legge 17, questa griglia di
priorità non la prevede e ci sono in Sicilia decine di
associazioni antiracket che sono iscritte, come giustamente è stato
riferito prima dal collega De Benedictis, negli elenchi delle
Prefetture e del Ministero degli Interni che, tuttavia, nel corso
delle loro attività, non si sono mai costituite parte civili nei
processi di mafia. Ci sono associazioni antiracket, il caso più
clamoroso è quello di Gela, che si sono costituite parte civile nei
processi antiracket ben 80 volte e che, invece, non hanno i
contributi.
Si era detto di fare una griglia che introducesse un criterio. Io
non so se il criterio intitolato alla questione antimafia è quello
più corretto. Io penso di sì, perché l'attività dei territori
dell'associazione antiracket deve essere quella di accompagnare
l'estorto, anche dal punto di vista del sostegno psicologico, di
accompagnarlo e di fare in modo che quando l'estorto si presenta
nelle sedi giudiziarie possa avere il sostegno da parte delle
associazioni.
Quindi, abbiamo ritenuto che quel criterio fosse un criterio che
potesse selezionare il modo in cui dare i contributi. Per cui,
nulla in contrario affinché si incrementi il capitolo e, tuttavia,
se vogliamo fare le due cose, perché non ho nulla in contrario
affinché si possa incrementare il capitolo per l'esercizio in corso
del 2011 e portarlo a 300 mila euro e tuttavia, se permettete lo
accompagniamo con una direttiva da dare al Governo, cioé il Governo
non potrà dare le risorse come le ha date negli anni passati a
tutte le associazioni, anche quelle che di fatto non hanno svolto
nessuna attività e che si determini nel senso che ci sia una
priorità, che venga fissata nell'ordine del giorno dell'Aula, che
parta, intanto, dalle associazioni che si sono costituite parte
civile nei processi di mafia, perché per me, dal mio punto di vista
e dal punto di vista della Commissione antimafia, quelle
associazioni svolgono e continuano a svolgere una reale attività di
contrasto alla criminalità organizzata e alla mafia.
Per cui, il Presidente, se vogliamo poi insieme ai capigruppo
approvare la norma e accompagnarla con un elemento di indirizzo
rigoroso nei confronti del Governo, non ho nulla in contrario.
Voglio soltanto fare rilevare che in Commissione Bilancio, la
norma era arrivata avendo introdotto questo criterio e cioè quello
di dare contributi alle associazioni che si erano costituite parte
civile e che, impropriamente, è stato esitato un disegno di legge,
avendo soppresso una norma, la cui competenza non è della
Commissione Bilancio.
Questo lo devo dire con estrema franchezza andando in contrasto
con la Commissione antimafia.
Signor Presidente, non ho nulla in contrario che si incrementi il
capitolo e si porti a 300 mila di euro e che si faccia un ordine
del giorno che impegni il Governo a dare priorità nell'attribuzione
delle risorse a quelle associazioni che si sono costituite parte
civile nei processi di mafia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è ovvio che possiamo approvare
questo disegno di legge, solo ed esclusivamente, se c'è un accordo
generale a non presentare emendamenti.
Se non c'è l'accordo, devo dare il termine per la presentazione di
emendamenti. Se siamo tutti d'accordo, visto che si tratta di un
solo articolo e no ci sono emendamenti, procediamo.
ADAMO. Voglio presentare un emendamento.
SPEZIALE. Anch'io.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, presidente
Speziale, vorrei che lei mi ascoltasse, proprio perché ho
intensamente lavorato in Commissione antimafia ed il lavoro svolto
in quella sede, lo condivido, lo sposo, però, mi pare che
dall'intervento dell'onorevole Adamo e del presidente Speziale,
potrebbe venir fuori una lettura, non dico distorta ma parziale di
ciò che intendiamo per lotta alla mafia e per lotta al racket.
Presidente Speziale, lei sa che in Commissione antimafia ho
avallato il principio della costituzione di parte civile delle
associazioni come presupposto per poter godere di una parte di
questi stanziamenti che oggi noi andremo ad impinguare.
Se noi lo introducessimo in maniera tassativa nella legge come
principio, andremmo ad escludere, a priori, tutta una serie di
associazioni antiracket ed antimafia che magari, non si sono mai
costituite parte civile in un processo ma che hanno fatto
antimafia, facendo proselitismo nelle scuole, facendo convegni,
cercando di fare un'azione di prevenzione piuttosto che
intervenendo a cagione di un'azione di repressione.
Entrambe le cose, credo che siano degne di nota, soprattutto ove
si rivolgano ad un mondo della formazione scolastica, della
formazione giovanile.
Per dirla con estrema chiarezza, non ho amici sotto il profilo
politico né presso associazioni antiracket che fanno prevenzione,
né presso associazioni antiracket che si costituiscono parte
civile, ma ho rispetto a queste associazioni tutte, fondazioni, un
legame di solidarietà e di condivisione rispetto all'attività che
costoro pongono in essere, inviterei il collega Speziale e la
collega Adamo, a non inserire, formalmente nella legge, questo
principio ma a legarlo ad un ordine del giorno che impegni il
Governo, senza con ciò escludere a priori le associazioni
antiracket che seppur presenti, rischiando del proprio sul
territorio, per ragioni varie, non si sono mai costituite allo
stato, e cioè alla data dell'approvazione di questo disegno di
legge, parte civile in alcun processo.
Il mio intendimento è di non fare un emendamento ma di fare un
ordine del giorno per le ragioni che ho spiegato.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo un
attimino ricordare l'iter di questo disegno di legge proprio perché
ricordando l'iter credo che si possa arrivare facilmente alla sua
approvazione, invitando l'onorevole Speziale a presentare un ordine
del giorno che possa accompagnare questo testo.
Ricordo che il disegno di legge fu portato in Commissione, in
Commissione poi fu presentato un emendamento che limitava solo ad
alcune associazioni la possibilità di ricevere questi contributi.
Il disegno di legge così composto è andato in Commissione Bilancio
che, correttamente, ha dato la copertura facendo solo notare che ci
poteva essere una discrepanza nell'applicazione dell'articolo 17
della legge regionale 13 settembre 1999, numero 20.
Per questo motivo quando il disegno di legge è ritornato in I
Commissione, la I Commissione condividendo le perplessità espresse
dall'onorevole Presidente della II Commissione Bilancio ha
presentato un emendamento, che porta la mia firma e quella
dell'onorevole Di Guardo, quindi racchiudendo tutti i partiti
presenti in Aula, con cui si ritornava al testo iniziale.
Per questo motivo, ricordando come la legge 20 prevede che oltre
alla costituzione di parte civile contro le associazioni che
praticano il racket, la legge prevede anche altre cose come ad
esempio la formazione di una coscienza contro il fenomeno mafioso,
la prevenzione del fenomeno mafioso, vorrei invitare il presidente
Speziale, per l'autorità che tutti gli riconosciamo, a presentare
un ordine del giorno di indicazione al Governo su quelle che devono
essere le modalità per la concessione di questi contributi in
maniera che coloro i quali hanno avuto maggiore impegno nella
costituzione anche come parte civile possano avere un
riconoscimento, ma che non si escludano tutte le altre che svolgono
una funzione importante a difesa del territorio.
Per cui, l'invito che faccio al presidente Speziale e
all'onorevole Adamo è di predisporre questo ordine del giorno in
maniera tale che possiamo questa sera velocemente licenziare questo
disegno di legge.
E credo che questa sia la volontà unanime della I Commissione
proprio perché insieme velocemente abbiamo voluto portare questo
testo.
LEANZA Nicola. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA Nicola. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto per
dire che mi trovo d'accordo con la legge e mi trovo d'accordo
nell'indicare nell'ordine del giorno, eventualmente, le modalità.
Vorrei ricordare che l'articolo 17 è un accompagnamento,
informazione, tutela delle persone che hanno avuto l'estorsione o
che comunque rischiano di averla o comunque un'informazione
complessiva e viene valutata, oggi, allo stato attuale, a
presentazione di progetto.
Che poi il Parlamento voglia essere ancora più rigoroso e dare
delle indicazioni al Governo attraverso un ordine del giorno, mi
sembra la cosa più opportuna, ma stasera non togliamo l'opportunità
di dare questi 300 mila euro a delle associazioni che certamente
fanno assolutamente il proprio dovere e che sono anzi un punto di
riferimento per la lotta alla legalità e al racket nella nostra
Terra.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei far notare ai
colleghi Spaziale e Adamo che si tratta evidentemente di,
chiamiamoli, contributi per attività svolte nel 2011, quindi siamo
a fine partita. Io lo dico a prescindere perché devo dire che non
ho avuto alcun contatto con associazioni che mi hanno sollecitato
legittimamente cose su cui possiamo intervenire.
Mi sembra assolutamente illogico che poniamo ora la questione se
non specifichiamo nell'ordine del giorno che tutto ciò che
evidentemente è stato frutto delle riflessioni fatte dai colleghi è
a valere dal 2012, perché a partita chiusa ed a fine anno, con
progetti già sostanzialmente presentati e, quindi, attività svolte
nel 2011, introdurre ulteriori elementi che vanno comunque, sì con
un altro indirizzo, ma ad interpretare la filosofia dell'articolo
17 della legge 20, sinceramente mi sembra un po' iperbolico.
Quindi, limiterei anche la questione dell'ordine del giorno al
fatto che nel 2012 si può partire con un piede diverso rispetto al
2011, ma attenzione a misurare le cose come se nulla fosse stato
perché obiettivamente sono attività che sono state svolte. Poi si
può discutere di merito rispetto a queste attività e forse
l'articolo 17 lo dobbiamo anche integrare, nel senso di dire che
tutto sommato è una materia che andrebbe regolamentata con tutto
ciò che comporta anche un regolamento vero e proprio. Ma starei
attento a sottovalutare la questione che parliamo evidentemente di
partite già svolte con un arbitro che ha fischiato, con un progetto
che è già in corso, con attività che si sono svolte e quindi se
dobbiamo darli questi contributi, li diamo per il 2011, se dobbiamo
modificare, anche da questo punto di vista, qualcosa
nell'erogazione di questi contributi lo facciamo dal 2012.
Spero che il collega Speziale, da questo punto di vista, abbia ben
inteso quella che è la mia umile proposta.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'iniziativa è
lodevole, non ci sono dubbi. Però questo capitolo di spesa è
gestito dall'Assessore al lavoro ed alla famiglia che non vedo
presente. Siccome, in questo articolo mancano due righe, chiediamo
che il provvedimento ritorni in Commissione per essere riscritto,
non penso che si possa andare procedere così, anche perché, posso
portare un esempio praticissimo relativamente alla dottoressa
Valeria Grasso che gestiva una palestra tanti anni fa. Ebbene, mi
risulta che il giudice abbia stabilito una ricompensa per
all'Associazione, mentre la signora non ha ricevuto nulla. Quindi,
l'Associazione che si presenta come parte civile viene risarcita,
la signora no. Non si capisce.
Volevo fare qualche domanda, in merito, all'Assessore, che non
vedo in Aula. A questo punto chiedo che venga ritirato l'atto per
essere riproposto la prossima volta.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho l'impressione
che occorra fare un po' di chiarezza.
Il capitolo di bilancio esiste già ed esiste un capitolo di
bilancio che ha un tetto di spesa di 100 mila euro. I proponenti la
legge dicono che questo capitolo di bilancio per il 2011 anziché di
100 mila euro deve essere incrementato di 300 mila euro. E' questo
che stiamo facendo stasera.
Entro il 28 febbraio dell'annualità successiva l'Assessore al ramo
definisce le modalità di attribuzione delle risorse previste del
capitolo di bilancio.
Avevamo già previsto, poi fu cassato, e lo prevede sulla base del
primo comma dell'articolo 17 che recita: il Presidente della
Regione è autorizzato a corrispondere contributi sino ad un massimo
di lire 50 milioni (adesso 25 mila euro) annui, prioritariamente
alle associazioni antiracket riconosciute, a fondazioni, a centri e
ad altre strutture .
Se noi sostanzialmente abbiamo incrementato da 100 mila a 400 mila
euro, dovendo dare le somme alle associazioni antiracket
riconosciute, ebbene, si è verificato che tra associazioni
antiracket riconosciute alcune di queste non svolgevano alcuna
attività antiracket, anzi lo diceva il collega Torregrossa, c'è un
elemento scandaloso che ha riguardato Caltanissetta, dove il
presidente dell'associazione antiracket riconosciuta, è incorso in
una vicenda giudiziaria che l'ha riguardato direttamente.
A questo punto, per superare le difficoltà che sono sorte in Aula,
mi permetto di suggerire un emendamento che modifica l'articolo 17
e che, con l'emendamento da me proposto, si legge in questo modo:
Il Presidente della Regione è autorizzato a corrispondere
contributi sino ad un massimo di 25 mila euro annui,
prioritariamente alle associazioni antiracket riconosciute ed a
quelle che si sono costituite parte civile nei processi di mafia.
E poi prosegue.
Si allarga una platea, ma introduce, nel diritto ad avere il
contributo, quelle associazioni che si sono costituite parte civile
nei processi di mafia che, dal mio punto di vista, quando si danno
i contributi debbono avere una priorità, ovviamente, rispetto alle
altre che svolgono attività nelle scuole, tutto quello che
vogliamo.
L'elemento cogente per potere dare un contributo a chi fa lotta al
racket e sostiene direttamente l'estorto, è quello che l'estorto
viene accompagnato dentro ai processi, e venga accompagnato con
coraggio, e che possa lì l'associazione antiracket dimostrare un
sostegno nei confronti dell'estorto.
Signor Presidente, siccome, nessuno vuole escludere, ma vuole
ovviamente includere, in questo caso noi mettiamo, le associazioni
riconosciute e quelle che si sono costituite parte civile nei
processi di mafia, attraverso l'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo alcun altro deputato
chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo
in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Contributi per le finalità previste dall'articolo 17
della legge regionale 13 settembre1999, n. 20
1. Per le finalità previste dall'articolo 17 della legge regionale
13 settembre 1999, n. 20 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata nell'esercizio finanziario 2011, l'ulteriore spesa di
300 migliaia di euro (U.P.B. 6.2.1.3.5, capitolo 183718), cui si fa
fronte mediante riduzione di pari importo di parte delle
disponibilità dell'U.P.B. 6.2.1.3.1, capitolo 183742 del bilancio
della Regione per l'esercizio finanziario 2011 e per il triennio
2011-2013».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
LENTINI. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. La richiesta di verifica del numero legale, lei sa
bene, deve essere appoggiata. C'è un emendamento, e
sull'emendamento potrà chiedere la verifica del numero legale.
LENTINI. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Quando si è in votazione, si chiede il numero legale.
Onorevole Lentini, non siamo in votazione
(Proteste dell'onorevole Lentini)
PRESIDENTE. E' stato presentato un emendamento che stanno
distribuendo.
Onorevole Lentini, la legge è stata già approvata. Il disegno di
legge è composto da un solo articolo e l'articolo 1 è stato già
approvato.
C'è un emendamento che è in distribuzione.
(Proteste dell'onorevole Lentini)
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, come glielo devo spiegare? Lei può
chiedere il numero legale nel momento in cui si indìce una
votazione. Si sta distribuendo l'emendamento .
(Proteste dell'onorevole Lentini)
PRESIDENTE. L'articolo è stato già votato Forse, lei non si rende
conto
Comunico che è stato presentato, dagli onorevoli Speziale,
Minardo, Torregrossa ed altri, l'emendamento A1. Lo pongo in
votazione.
LENTINI. Chiedo la verifica del numero legale.
Richiesta di verifica del numero legale
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Adamo, Marinese, Ragusa, Ruggirello e
Scilla, indìco la verifica del numero legale.
Invito gli onorevoli deputati a registrare la loro presenza con la
scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 37
PRESIDENTE . L'Assemblea non è in numero legale.
Pertanto, apprezzate le circostanze, la seduta è rinviata a
martedì 20 dicembre 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Ricollocazione del personale dell'Ente autonomo Fiera del
Mediterraneo . (n.750/A)
Relatore: on. Apprendi
2) - Interventi a sostegno di organismi ed associazioni
antiracket riconosciute . (n.793/A) (Seguito)
Relatore: on. Torregrossa
3) - Promozione della Rete Scuole alfamediali . (nn. 712-617/A)
Relatore: on. Panarello
4) - Riconoscimento e valorizzazione della funzione educativa e
sociale svolta dalle parrocchie, dagli enti ecclesiastici della
Chiesa cattolica, dagli enti delle altre confessioni religiose con
le quali lo Stato ha stipulato una intesa ai sensi dell'articolo 8
della Costituzione e dalle comunità di recupero . (nn. 132-210-325-
463-464/A)
Relatore: on. Vinciullo
5) - Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di
genere . (nn. 371-485-510-2/A)
Relatore: on. Vinciullo
6) - Disposizioni per promuovere il rispetto dell'identità di
genere . (n. 574/A)
Relatore: on. Di Guardo
7) - Norme in materia di partecipazione al costo delle
prestazioni sanitarie . (n. 788/A)
Relatore: on. Lo Giudice
La seduta è tolta alle ore 19.37
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
alle ore 21.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 805/A - RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA CON
INTERVENTI DI EDILIZIA SOCIALE CONVENZIONATA. MISURE URGENTI PER
LO SVILUPPO ECONOMICO .
All'articolo 1:
Emendamento 1.11.4.1:
L'emendamento 1.11.4 è sostituito dal seguente:
Art.
Le disposizioni di cui all'articolo 5, comma 9, del decreto
legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito con modificazioni dalla
legge 12 luglio 2011, n. 106, si applicano agli edifici nei piani
di risanamento di cui alla legge regionale 6 luglio 1990, n. 10 e
successive modifiche ed integrazioni.
Emendamento 1.19.1:
All'emendamento 1.19 le parole successivo decreto sono
sostituite con le parole il regolamento di cui al comma 2
dell'articolo 1 .
Emendamento 1.19:
Dopo il comma 4 aggiungere il seguente:
5. Nelle more della riforma organica degli Istituti autonomi
delle Case popolari, gli stessi possono concorrere, insieme ai
comuni ed ai soggetti privati, alla attuazione degli interventi di
cui alla presente legge, secondo le modalità in essa stabilite e
disciplinate con successivo decreto. .
Emendamento A.1.1:
Al comma 3 sostituire All'Istituto Autonomo case popolari di
Agrigento' con le parole Al comune di Favara'.
Emendamento A.1.9:
Dopo il comma 4 bis dell'art. 60 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32 sono inseriti i seguenti commi:
4 ter. Gli interventi di cui al precedente comma 4 bis trovano,
altresì, applicazione in favore delle medesime tipologie aventi
sede legale alla data del 22 novembre 2011 nei Comuni della
Provincia di Messina colpiti, da eventi alluvionali .
4 quater. Gli interventi di cui ai precedenti commi 4 bis e 4 ter
potranno comprendere, in forma cumulata, contributi a fondo
perduto nei limiti che saranno individuati con il decreto
dell'Assessore regionale per le attività produttive di cui al
precedente comma 4 bis .
Emendamento A.1.7 bil:
Al comma 1 aggiungere Per le finalità del presente comma è
autorizzata la spesa di 6000 migliaia di euro cui si provvede
mediante corrispondente riduzione delle disponibilità del capitolo
673341 UPB 8.2.2.6.1.
Emendamento A.1.8 bil:
Al comma 2 dopo le parole la consistenza delle inserire le
parole eventuali, ulteriori e dopo le parole con proprio
decreto aggiungere le parole previa delibera della Giunta
regionale .
Emendamento A.1:
Aggiungere il seguente articolo:
Art - Interventi di programmazione in favore dell'edilizia
sociale, sovvenzionata e agevolata. Interventi a sostegno delle
popolazioni colpite da eventi calamitosi nei comuni di Favara e dei
comuni della provincia di Messina - 1. Fermo restando quanto
previsto dall'art. 25 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12,
le risorse afferenti all'edilizia sia sovvenzionata che agevolata
originate dalla legge 5 agosto 1978, n. 457 ed, altresì, le risorse
dell'edilizia sovvenzionata (ex GESCAL) giacenti presso la Cassa
depositi e prestiti, per le quali, alla data di entrata in vigore
della presente legge, non risultino adottati atti giuridicamente
vincolanti, sono programmate per la loro utilizzazione, con
esclusione delle quote effettivamente impegnate alla predetta data
e di quelle necessarie al completamento degli interventi in corso,
con le seguenti finalità:
a) interventi per l'eliminazione del pericolo in immobili di
edilizia residenziale pubblica;
b) acquisto di alloggi immediatamente abitabili da privati;
c) contratti di quartiere II, per l' utilizzazione della
graduatoria formata in base alle proposte dei comuni della Regione,
approvata con Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei
trasporti 2 marzo 2005, n. 71;
d) interventi di riqualificazione urbana per alloggi a canone
sostenibile ovvero interventi per il recupero edilizio, la
rifunzionalizzazione e il completamento di strutture al servizio
delle forze dell'ordine, comprensive di alloggio ed altresì
interventi di completamento delle strutture polivalenti destinate a
funzioni di casa albergo e/o casa protetta;
e) piani di edilizia sociale realizzati mediante fondi
immobiliari, costituiti ai sensi del decreto legge 25 giugno 2008,
n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008 , n.
133.
2. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, il Dipartimento regionale delle infrastrutture,
della mobilità e dei trasporti accerta la consistenza delle risorse
di cui al comma 1 e ne propone il riparto all'Assessore regionale
per le infrastrutture e la mobilità che provvede con proprio
decreto.
3. In considerazione delle condizioni di rischio per la pubblica
incolumità determinatesi nel centro storico del comune di Favara e
del disagio abitativo conseguente alle ordinanze di sgombero
coattivo già disposte dall'Amministrazione comunale, il
Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei
trasporti è autorizzato a trasferire all'Istituto autonomo case
popolari di Agrigento 3.000 migliaia di curo, per le finalità di
cui al comma 1, lettere b) e d), con specifico vincolo a favore dei
destinatari delle predette ordinanze, ove residenti negli immobili
oggetto delle ordinanze stesse da almeno due anni, e a condizione
che gli immobili da acquisire siano in regola con la vigente
legislazione in materia di edilizia e urbanistica. Per le finalità
di cui al presente comma è autorizzata, per l'esercizio finanziario
2011, la spesa di 3.000 migliaia di curo ed al relativo onere si
provvede con parte delle disponibilità dell'UPB 8.2.2.6.1, capitolo
673341, del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
finanziario 2011.
4. In considerazione delle condizioni di disagio abitativo
determinatesi, nella provincia di Messina, a seguito degli eventi
calamitosi verificatisi nel mese di novembre 2011, il Dipartimento
regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti è
autorizzato a trasferire all'Istituto autonomo case popolari di
Messina la somma di 10.000 migliaia di euro, per le finalità di cui
al comma 1, lettere b) e d), con specifico vincolo a favore dei
residenti nei comuni alluvionati, destinatari di ordinanze di
sgombero o di provvedimento che, a causa dei predetti eventi,
dichiari l'inabitabilità degli immobili di residenza e a condizione
che gli immobili da acquisire siano in regola con la vigente
legislazione in materia di edilizia e urbanistica. Per le finalità
di cui al presente comma è autorizzata, per l'esercizio finanziario
2011, la spesa di 10.000 migliaia di euro ed al relativo onere si
provvede con parte delle disponibilità dell'UPB 8.2.2.6.1, capitolo
673341, del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
finanziario 2011.
5. L'intervento di cui al comma 3 ha luogo ove i destinatari delle
ordinanze di sgombero adottate dal comune di Favara siano in
possesso dei requisiti soggettivi per l'assegnazione di alloggi in
regime di edilizia sovvenzionata. I medesimi requisiti devono
essere posseduti dai destinatari dell'intervento di cui al comma 4,
con esclusione di quello relativo al reddito, elevato al triplo.
L'intervento è, comunque, subordinato alla previa ricognizione e
assegnazione, da parte del comune di Favara e degli altri comuni
interessati di unità abitative esistenti nel patrimonio comunale e
destinabili alle medesime finalità. Si considerano immediatamente
utilizzabili per dette finalità gli immobili abusivamente
realizzati e non sanabili, pur in assenza di provvedimento comunale
di acquisizione al patrimonio. .
Emendamento A.2.2:
Al comma 2, cassare le parole:
uno o più fondi e sostituire con le parole un fondo .
Emendamento A.2.3:
Al comma 2 (rigo) dell'emendamento A2, le parole: da che può
essere altresì sino a Amministrazione regionale sono sostituite
con esclusivamente con procedure di evidenza pubblica .
Emendamento A.21:
Aggiungere il seguente articolo:
Art . - 1. Il termine fissato dall'articolo 1, comma 1, della
legge regionale 12 luglio 2011, n. 12, per l'adozione del
regolamento ivi previsto è fissato al 31 gennaio 2012. Le
procedure disciplinate dal Titolo I della stessa legge sono
concluse nei novanta giorni successivi alla data di pubblicazione
del regolamento nella Gazzetta ufficiale, termine entro il quale
cessano di avere efficacia anche le disposizioni di cui
all'articolo 31 comma 1 della legge regionale n. 12/2011. .
Emendamento A.2:
Aggiungere il seguente articolo:
Art . - Promozione dello sviluppo del sistema integrato di fondi
immobiliari di edilizia sociale e Istituzione del Fondo immobiliare
regionale - 1. La Regione promuove la realizzazione di interventi a
sostegno delle politiche abitative a valere sulle risorse di cui al
precedente art (?) comma 1, lett. e). A tale scopo promuove lo
sviluppo del sistema integrato di fondi immobiliari di edilizia
sociale di cui all'art. 11 del decreto Presidente del Consiglio dei
Ministri 16 luglio 2009, finalizzato all'incremento della dotazione
sul territorio regionale di alloggi sociali, come definiti dal
decreto Ministero delle infrastrutture 22 aprile 2008, per le
categorie individuate all'art. 11, comma 2, del decreto legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6
agosto 2008, n. 133.
2. La Regione è autorizzata a costituire, con decreto
dell'Assessore regionale dell'economia, di concerto con l'Assessore
regionale per le infrastrutture e per la mobilità, uno o più fondi
immobiliari operanti sul territorio regionale per l'edilizia
residenziale sociale ai sensi dell'art. 11 del decreto Presidente
del Consiglio dei Ministri 16 luglio 2009 e per le finalità ivi
previste e a sottoscriverne le quote, per cassa e/o in natura.
Entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, l'Assessore regionale per l'economia, di concerto con
l'Assessore regionale per le infrastrutture e per la mobilità, con
proprio decreto, disciplina le modalità di costituzione,
l'organizzazione ed il funzionamento dei fondi immobiliari
regionali in coerenza ai principi fissati per il sistema dei fondi
immobiliari nazionali previsto dal decreto legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, fatta salva la possibilità di introdurre disciplina di
dettaglio in relazione a specifiche e peculiari caratteristiche
degli interventi della Regione in materia di edilizia sociale. Nei
successivi trenta giorni con decreto dell'Assessore regionale per
l'economia, di concerto con l'Assessore regionale per le
infrastrutture e per la mobilità, è adottato il bando per
l'individuazione del soggetto gestore del Fondo, che può essere
altresì affidato dalla Regione a propria società, in possesso dei
requisiti previsti e operante in regime di controllo analogo con la
stessa Amministrazione regionale. Le quote del Fondo immobiliare
regionale possono essere sottoscritte, per cassa e/o in natura, da
investitori istituzionali pubblici o da soggetti privati, tra i
quali il Fondo nazionale (Fondo Investimenti per l'Abitare) del
Sistema integrato di fondi, gestito da CDPI SGR, società di
gestione del risparmio controllata da Cassa Depositi e Prestiti.
Gli interventi realizzati dai fondi immobiliari regionali di cui al
presente comma sono rivolti a privilegiare le proposte che, a
parità di obiettivi e risultati attesi, garantiscano nell'ordine:
a) il più efficace coordinamento con le politiche regionali in
materia di edilizia residenziale pubblica;
b) il maggior coinvolgimento della Regione nelle scelte
strategiche;
c) il minor impegno della regione in termini finanziari;
d) la permanente verifica degli interventi in itinere;
e) la maggior dotazione economico - patrimoniale.
3. E' esclusa la partecipazione della Regione a fondi immobiliari
che perseguano, anche indirettamente, obiettivi speculativi o
comunque non riconducibili alle finalità del comma 2.
4. La sottoscrizione di quote del Fondo da parte di soggetti
privati è comunque subordinata al possesso da parte degli stessi
dei requisiti soggettivi accertati ai sensi e per gli effetti degli
art. 82 e seguenti del decreto legislativo 6 settembre 2011, n.
159. I soggetti che intendano realizzare i programmi di edilizia
residenziale sociale di cui al comma 2 o che partecipino alla loro
realizzazione devono essere in possesso dei medesimi requisiti
soggettivi.
5. Salvo quanto disposto nei precedenti commi, le disposizioni del
decreto legge n. 112/2008, convertito con legge n. 133/2008 e
successive modifiche e integrazioni, ove riferite al Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti, si intendono riferite
all'Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità e
ove riferite al Ministero dell'economia si intendono riferite
all'Assessorato regionale dell'economia.
6. I proventi derivanti dalla dismissione degli immobili di
proprietà comunale sono destinati da ogni singolo comune, nella
misura minima del 30 per cento, ad uno dei Fondi immobiliari
regionali per gli interventi di edilizia sociale da effettuarsi nel
rispettivo territorio. .
Emendamento A.3:
Aggiungere il seguente articolo:
Art . - Obbligazioni pregresse - 1. Per consentire il
soddisfacimento delle obbligazioni assunte nei confronti del Comune
di Furnari relative ai lavori di ristrutturazione e restauro di un
edificio da adibire a caserma dei vigili del fuoco ed al palazzo
municipale è autorizzata per l'esercizio finanziario 2011 la spesa
di 1.701 migliaia di curo cui si provvede con parte delle
disponibilità dell'U.P.B. 8.2.2.6.1, capitolo 673341, del bilancio
di previsione della regione per l'esercizio finanziario 2011. .
Emendamento A.4.1:
Aggiungere il seguente articolo:
ALL'EMENDAMENTO A.4 LA PAROLA PROROGATO è SOSTITUITA DA
DIFFERITO .
Emendamento A.4:
Aggiungere il seguente articolo:
ART . - PROROGA TERMINI RECUPERO ABITATIVO - 1. IL TERMINE DI
CUI AL COMMA 1 DELL'ARTICOLO 18 DELLA LEGGE REGIONALE 16 APRILE
2003, N. 4, COME MODIFICATO DALL'ART. 65 DELLA LEGGE REGIONALE 3
DICEMBRE 2003, N. 20, DALL'ARTICOLO 26 DELLA LEGGE REGIONALE 22
DICEMBRE 2005, N. 19, E DALL'ART. 112 DELLA LEGGE 12.05 2010, N.
11, è ULTERIORMENTE PROROGATO ALLA DATA DI APPROVAZIONE DELLA
PRESENTE LEGGE. .
Emendamento 117.1:
Emendamento ai sensi dell'art. 117 del Regolamento interno
Al comma 1 dell'articolo 1 le parole di cui al decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163 sono sostituite dalle seguenti:
di cui all'articolo 3, comma 15 ter, del decreto legislativo 12
aprile 2006, n. 163 .
Emendamento 117.2:
Emendamento ai sensi dell'art. 117 del Regolamento interno
L'emendamento A.1.9 è così sostituito:
All'articolo 60 della legge regionale 23 dicembre 2000 n. 32,
dopo il comma 4 ter, come introdotto dalla delibera legislativa
approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta n. 304
del 13 dicembre 2011, è inserito il seguente:
4-quater. Le agevolazioni di cui ai commi 4-bis e 4-ter possono
essere concesse sotto forma di contributi in conto capitale, anche
cumulativamente con le altre tipologie di contributi entro i limiti
e con le modalità individuate con i decreti adottati dall'Assessore
regionale per le attività produttive ai sensi dei predetti commi .