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Resoconto d'Aula della Seduta n. 305 di mercoledì 14 dicembre 2011
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   LEANZA  NICOLA,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale
  della  seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.   Comunico   che  é  stata  presentata   la   seguente
  interrogazione con richiesta di risposta orale:

   N.   2276   -   Richiesta  di  intervento  ispettivo   finalizzato
  all'accertamento della regolare attività amministrativa del  Comune
  di   Francavilla  di  Sicilia  (ME)  riguardo  alla  stipula  della
  convenzione con SERIT Sicilia s.p.a. per
   l'accertamento e la liquidazione della T.A.R.S.U.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Ardizzone Giovanni

   Avverto   che   l'interrogazione  testé  annunziata   sarà   posta
  all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Aricò è in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

   N.  2277  - Intervento per assicurare ai minori disabili siciliani
  l'adeguato supporto di insegnanti di sostegno.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N.  2278  - Iniziative per trasferire a Palermo la sede principale
  dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione dei beni sequestrati e
  confiscati.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N.  2279  -  Provvedimenti  urgenti  per  garantire  la  messa  in
  sicurezza dell'autostrada A20 Palermo-Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N. 129 - Iniziative urgenti per la messa in sicurezza del Duomo di
  Monreale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Mattarella Bernardo.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolta al proprio turno.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 13 dicembre 2011, pervenuta
  il  14  dicembre successivo  e protocollata al n. 10094 /AulaPG  di
  pari  data, l'onorevole  Guglielmo Scammacca della Bruca ha aderito
  al Gruppo parlamentare  Movimento per le Autonomie'.
   Conseguentemente,  a decorrere dal 14 dicembre  2011,  l'onorevole
  Scammacca della Bruca cessa contestualmente di far parte del Gruppo
  parlamentare Misto.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.  Signor  Presidente onorevoli  colleghi,  io  prendo  la
  parola  perché ieri, qui davanti l'Assemblea regionale,  è successo
  un fatto gravissimo.
   Prendo la parola per chiedere scusa al mondo degli omosessuali per
  quanto  è  stato  inscenato alla presenza,  purtroppo,  di  qualche
  parlamentare divertito.
   Uno  può essere d'accordo o meno sul disegno di legge sulle unioni
  civili  ma non si può mai scadere nella volgarità nel rappresentare
  i motivi per cui non si è d'accordo.
   E ieri questo è accaduto.
   Ieri  è stato inscenato un finto matrimonio fra omosessuali  e  in
  quella rappresentazione venivano spiegate a quelle che sarebbero le
  coppie   normali,  che  gli  omosessuali  e  le  coppie  di   fatto
  eterosessuali  attentano  alle  graduatorie  delle  case  popolari,
  quindi  una  istigazione,  un  contrasto  fra  generi  diversi,   o
  considerati tali.
   Quando  si  mettono  in ridicolo persone che sono  considerate  da
  taluni   diversi', diversi possono essere considerati gli immigrati
  -  e  poi  avvengono assassini come quelli di Firenze -  assassinio
  maturato  in  un ambiente fascista, ben identificato, frequentatori
  di  Casapound', diverso può essere considerato un disabile, diverso
  può essere considerato un povero, diverso può essere considerato un
  omosessuale.
   Le notizie ci sono state rispetto all'accanimento nei confronti di
  giovani  coppie, di ragazzi o di ragazze che si tenevano  per  mano
  nelle  città  d'Italia e che sono state insultate,  queste  coppie,
  perché considerati diversi.
   Io  credo che questo Parlamento debba  procedere e portare in Aula
  questo  disegno  di legge perché venga dibattuto, perché  dimostri,
  questo Parlamento, la propria maturità a trattare un argomento così
  importante.
   Ci  si può dividere, è stato dimostrato che su un disegno di legge
  del  genere ci si divide, si va oltre i partiti ma è una  battaglia
  di civiltà che secondo me qualificherà tutti noi.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO  . Signor Presidente, abbiamo una serie di legge  e  siamo
  qui  proprio per questo io come lei, però l'intervento del  collega
  Apprendi  provoca,  necessariamente, un mio brevissimo  intervento,
  che  non  è  in  replica a quanto sostenuto dal  collega  Apprendi,
  perché,  signor  Presidente, mi sono fatto  promotore,  insieme  ad
  altri colleghi,  all'interno di questo Parlamento di un intergruppo
  assolutamente  trasversale, che vede rappresentati tutti  i  Gruppi
  parlamentari,  un  intergruppo  a  sostegno  della   famiglia,   un
  intergruppo  che si pone in  contrasto, sì, con questo  disegno  di
  legge per come è  strutturato, a nostro modo di vedere.
   Ieri   sera   sono  sceso  in  piazza  per  rappresentare,   anche
  fisicamente, la mia solidarietà a quei movimenti che sostengono  la
  famiglia, io per tutti, a  quello dell'amico Torre. Mi sono trovato
  di  fronte ad una rappresentazione teatrale che non condivido e che
  non  mi  appartiene  e  per questo io oggi intendo  formalmente,  e
  desidero  che  resti  agli atti, prendere  le  distanze  da  quella
  rappresentazione perché, la nostra battaglia che sarà in futuro  su
  questo  disegno di legge, una battaglia parlamentare che si volgerà
  democraticamente   in   quest'Aula  fra  colleghi,   che   potranno
  sostenere, legittimamente, posizioni diverse; è una battaglia  che,
  appunto, in quanto solo parlamentare e soltanto ideologica,  e  per
  quanto  mi  riguarda anche etica, non avrà mai l'idea, neanche  più
  lontana,  dell'omofobia o l'idea, neanche più lontana, della  presa
  di  distanze da mondi che nelle loro libertà rappresentano  appunto
  posizioni individuali assolutamente rispettabili.


   Presidenza del vicepresidente Formica


  Discussione del disegno di legge «Riqualificazione urbanistica con
  interventi di edilizia sociale convenzionata. Misure urgenti per lo
                      sviluppo economico» (805/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  numero  805/A   Riqualificazione  urbanistica  con  interventi   di
  edilizia  sociale  convenzionata. Misure urgenti  per  lo  sviluppo
  economico , posto al numero 1).

   Invito   i   componenti  la  IV  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Onorevoli  colleghi,  ricordo che erano stati  già  approvati  gli
  articoli  1  e 2 del disegno di legge nella seduta n.  300  del  30
  novembre 2011.

   Comunico   che  sono  stati  presentati  i  seguenti   emendamenti
  aggiuntivi:

   - dalla Commissione: 1.11.4;
   - dalla Commissione Bilancio: A.17bil, A.18bil;
   - dagli onorevoli Ruggirello e Musotto: 1.8, 1.9;
   - dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis: 1.19;
   -  dagli  onorevoli Panepinto, Digiacomo, Marinello e  Di  Guardo:
  A.1.1, A.1.3;
   -  dagli  onorevoli Panarello, Panepinto, Digiacomo  e  Marinello:
  A.1.2, A.1.4;
   - dagli onorevoli Marinello e Di Guardo: A.1.5, A.1.6;
   - dal Governo: A1, A2, A21, A3, A4, 1.11.G1, 1.19.1, 1.2.1, AG.1;
   -  dagli onorevoli Rinaldi, Ammatuna, Galvagno e Barbagallo:  A12,
  A10, A11, A13;
   - dall'onorevole Cracolici: A18;
   - dagli onorevoli Beninati e Leontini: A9, A15;
   -  dagli onorevoli Buzzanca, Ardizzone, Pogliese, Caputo, Falcone,
  Vinciullo: A16;
   - dagli onorevoli Marziano, Raia, Panepinto, Digiacomo: A19;
   - dagli onorevoli D'Asero, Bosco, Currenti e Lentini: A20;
   - dagli onorevoli Dina, Beninati, Ardizzone, Buzzanca e Adamo: A6;
   - dagli onorevoli Parlavecchio e Musotto: A14;
   - dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Marinello e Donegani:
  A5;
   - dall'onorevole Marrocco: A7;
   - dagli onorevoli Formica e Leontini: A.1.9.

   Si procede con il subemendamento 1.11.4 della Commissione e con il
  subemendamento 1.11.4.1 del Governo.

   Il parere della Commissione?

   AMMATUNA, vicepresidente della Commissione . Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 1.8 e 1.9 sono decaduti.
   Si  passa  all'emendamento 1.19, a firma dell'onorevole Cracolici.
  Comunico   che   all'emendamento  1.19  è   stato   presentato   il
  subemendamento  1.19.1  che  così recita:  «le  parole   successivo
  decreto',  sono  sostituite con le parole  regolamento  di  cui  al
  comma 2'».
   Il parere della Commissione sul subemendamento 1.19.1?

   AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 1.19, così come modificato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento A.1, al quale sono stati presentati  una
  serie di subemendamenti.
   Si passa al subemendamento A.1.1.
   Il parere della Commissione?

   AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa   al   subemendamento  A.1.2,  che   viene   dichiarato
  improcedibile  in  quanto  ha ricevuto il  parere  contrario  della
  Commissione Bilancio.
   Si passa al subemendamento A.1.3.
   Il parere della Commissione?

   AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture  e  per  la
  mobilità. Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                          (Non è  approvato)

   I   subemendamenti   A.1.4,  A.1.5  e  A.1.6  vengono   dichiarati
  inammissibili  in quanto hanno ricevuto il parere  contrario  della
  Commissione Bilancio.
   Si passa al subemendamento A.1.9.
   E' un emendamento che si coordina con quello che abbiamo approvato
  ieri sera sull'altra legge.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Ma ha copertura finanziaria?

   PRESIDENTE.  Non  c'è bisogno, perché è all'interno  dello  stesso
  Fondo commercio. Lo abbiamo approvato ieri sera.

   CRACOLICI. Signor Presidente ci lasci il tempo di leggerlo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, ieri sera abbiamo  approvato  la
  stessa  cosa, è una modalità che demanda l'Assessore, con  decreto,
  sulle  modalità di erogazione e su quello che è stato  votato  ieri
  sera.
   Il parere della Commissione?

   AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Mi rimetto all'Aula.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli    colleghi,    ovviamente   va   coordinato    rispetto
  all'emendamento approvato ieri.
   Comunico  che all'emendamento A.1 sono stati presentati altri  due
  subemendamenti: A.1.7 bil e A.1.8 bil, della Commissione Bilancio.
   Si passa al subemendamento A.1.7 bil.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  che
  ci  fermassimo  cinque  minuti, che  si  distribuissero  tutti  gli
  emendamenti che dobbiamo trattare, perché negli ultimi minuti siamo
  stati  investiti da una serie di emendamenti volanti  e vorrei  che
  li  guardassimo  tutti quanti e che venissero illustrati.  Intanto,
  preferiremmo  averli tutti quanti, leggerli da  noi  e  poi  averli
  illustrati. Non vedo per quale motivo dobbiamo procedere in  queste
  condizioni.

   PRESIDENTE. Non ci sono altri emendamenti, sono solo quelli  della
  Commissione Bilancio.
   Se il Governo volesse illustrare il subemendamento A.1.7 bil, così
  come richiesto dall'onorevole De Benedictis.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.  L'emendamento  in questione è un  emendamento  puramente
  tecnico  che  è  stato  suggerito dalla  Commissione  Bilancio  per
  evitare rischi di impugnativa per mancata indicazione delle risorse
  destinate all'intervento.
   Quindi,   considerata  l'attuale  consistenza  del   capitolo   di
  riferimento,  che  è  quello  indicato  nell'emendamento,  è  stata
  indicata come oggetto dell'intervento di riprogrammazione la  somma
  di 6 milioni di euro.
   Il comma 2 dice poi che se si rinvengono ulteriori risorse saranno
  riprogrammate.
   Quindi,  serve  ad  indicare meramente  la  copertura  finanziaria
  attuale, momentanea, del comma 1, salvo ulteriori integrazioni.

   CRACOLOCI. Da che cosa è stato preso il capitolo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Dal bilancio della Regione. E' il capitolo relativo  alla
  legge 457/78.

   RINALDI. Non è il fondo delle cooperative edilizie?

   RUSSO  PIETRO,  assessore  per le infrastrutture  e  la  mobilità.
  Anche.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

         (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento A.1.8 bil, che  è  la  conseguenza  del
  precedente.
   Il parere della Commissione?

   AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

         (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento A.1, così come  modificato.  Il
  parere della Commissione?

   AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento A.2, al quale è stato presentato un solo
  subemendamento, l'A.2.1.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  le  chiedo  la  cortesia  di
  sospendere  la  seduta d di far distribuire tutti  gli  emendamenti
  presentati.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, mi precisano gli Uffici  che,  ad
  inizio   seduta,  è  stato  distribuito  un  blocchetto   con   gli
  emendamenti  presentati. Tuttavia, non costa  nulla  ad  adiuvandum
  ridistribuire  gli emendamenti affinché ognuno  di  voi  sia  messo
  nelle condizioni di verificare il testo degli emendamenti.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente, le chiedo  di  sospendere  la
  seduta.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.14, è ripresa alle ore 17.28)

        La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Eravamo all'emendamento A.2.
   Onorevole De Benedictis, la sospensione è stata fruttuosa?

   DE BENEDICTIS. Sì.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, considerate e esigenze manifestate
  dai  singoli  parlamentari di essere preventivamente  a  conoscenza
  degli  emendamenti  o subemendamenti presentati,  poiché   è  stato
  presentato un subemendamento, si sta procedendo alla fotocopiata ed
  alla distribuzione.

   PRESIDENTE.  Comunico che il Governo ha ritirato il subemendamento
  A2.1.
   Comunico  che  sono stati presentati dall'onorevole Cracolici  gli
  emendamenti A2.3 e A2.2.
   Pongo in votazione l'emendamento A2.2. Il parere del Governo?

   RUSSO  CARMELO  PIETRO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   AMMATUNA. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento A2.3.  Il parere del Governo?

   RUSSO  CARMELO  PIETRO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   AMMATUNA. La Commissione si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  è  approvato con il voto  contrario  dell'onorevole
  Mineo.
   Pongo in votazione l'emendamento A2 come modificato. Il parere del
  Governo?

   RUSSO  CARMELO  PIETRO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   AMMATUNA. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti A12 e A18 sono improcedibili in quanto hanno avuto
  il parere contrario della Commissione  Bilancio .
     Si passa all'emendamento A10, degli onorevoli Rinaldi, Galvagno,
  Ammatuna e Barbagallo.  Il parere del Governo?

   RUSSO  CARMELO  PIETRO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Il parere del Governo è contrario perché la legge che  ci
  accingiamo ad approvare, secondo un parere del CGA, è una legge che
  interviene  in ambito di competenza ripartita; riguarda  credito  e
  risparmio,  non  l'urbanistica. Non possiamo,  quindi,  discostarci
  oltremodo dai contenuti della legge nazionale.
   E'  questa una previsione che la legge nazionale non contempla. Il
  Piano casa non la contempla in questo modo.

   RINALDI. Non è il Piano casa.

   RUSSO  CARMELO  PIETRO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.  No,  è Piano casa. L'housing sociale è nella  legge  sul
  piano casa. Si discosta dalla legislazione nazionale in modo troppo
  pronunciato.

   PRESIDENTE.  C'è  il parere motivato e contrario del  Governo.  Il
  parere della Commissione?

   AMMATUNA. La Commissione si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A10. Chi è  contrario
  resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)


   Presidenza del vicepresidente Formica


   Indirizzo di saluto agli studenti del Gruppo di Formazione sulla
   comunicazione e legalità dell'IPSIA  Ernesto Ascione' di Palermo

   PRESIDENTE.  Do  il  benvenuto  al  Gruppo  di  formazione   sulla
  comunicazione e legalità dell'IPSIA  Ernesto Ascione' di Palermo.


   Presidenza del vicepresidente Formica


         Riprende la discussione del disegno di legge n. 805/A

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A11.

   RUSSO  CARMELO  PIETRO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  CARMELO  PIETRO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.  Signor  Presidente,  avrei  bisogno  di  un  chiarimento
  sull'emendamento  A11. Com'è finanziata l'attività  programmatoria?
  E' una norma che disciplina il contenuto di un programma, ma come è
  finanziato?

   RINALDI. E' collegato attraverso il projet financing.

   RUSSO  CARMELO  PIETRO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.  Questo  riguarda solo il programma  di  riqualificazione
  urbana.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, assessore,  questo  emendamento  era
  collegato  a  quello precedente. Chiedo all'assessore di  rivederlo
  perché prevede un inserimento dei privati e la riqualificazione  di
  alcune  aree  che  sono dimesse e che fanno parte del  conglomerato
  urbano,  che è possibile con la procedura della permuta, cosiddetta
  tecnicamente nell'ambito della costruzione, e permetteva attraverso
  l'apporto del capitale privato una permuta nei confronti delle aree
  dimesse  di  proprietà  dei  comuni e  che  in  compenso  avrebbero
  riqualificato  tutte queste aree degradate o dimesse  che  sono  di
  proprietà.
   Se  c'è  la disponibilità da parte del Governo, si potrebbe  anche
  accettare.

   RUSSO  CARMELO  PIETRO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  CARMELO  PIETRO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.   Signor  Presidente,  signori  deputati,   mantengo   le
  considerazioni precedenti, anche perché la possibilità  di  ricorso
  alla finanza di progetto non è esclusa, anzi è prevista, ma non  in
  queste  forme così accentuate, sia dall'articolo 2 che richiama  il
  partenariato  pubblico-privato, sia nell'articolo 1,  l'emendamento
  che avete approvato circa quindici giorni fa, in cui si prevede che
  con  quel  regolamento siano incentivate le  forme  di  finanza  di
  progetto.
   Quello si discosta troppo dalla previsione del piano casa,  a  mio
  modo  di vedere, poi l'Aula è libera di determinarsi, ovviamente  è
  sovrana non libera.

   CRACOLICI. Non  possiamo trasformarlo in un atto di indirizzo?

   PRESIDENTE. Secondo la Presidenza sarebbe la cosa più giusto visto
  che il Parlamento ha già votato.

   CRACOLICI. Si trasforma in ordine del giorno.

   PRESIDENTE. Si trasforma in un atto di indirizzo per il Governo in
  maniera  tale  che il Governo possa approntare con una disposizione
  sua  l'intera  materia  perché così com'è siamo  di  fronte  ad  un
  problema.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, accetto di trasformarlo in ordine  del
  giorno,  purchè l'assessore  prometta  che ne terrà conto e  quando
  si attuerà  il regolamento lo scriverà così com'è.

   PRESIDENTE.  Pertanto  l'emendamento  A11  si  intende   ritirato.
  L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  A13  è  improcedibile  in  quanto  la   Commissione
   Bilancio  ha dato il parere contrario.
   Onorevoli colleghi, visto che si è deciso di presentare  un ordine
  del giorno che dovrebbe riguardare la materia trattata, propongo di
  presentare  un  ordine  del  giorno  che  ricomprende  i  contenuti
  dell'emendamento A10, A11 e A13.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, sono due cose diverse: l'emendamento A
  13  riguardava  l'ex legge Sciangula e siccome  ho  appreso  adesso
  dall'assessore  Russo che abbiamo dei fondi con la 457  perché  non
  attiviamo un fondo anche per questa ex legge  in modo che diamo  la
  possibilità   di   riattivare  questo  fondo  e   poter   procedere
  immediatamente  all'acquisto delle case  con  quella  famosa  legge
  invece di procedere attraverso l'istituto case autonomo popolari  e
  tutta  la  procedura che noi sappiamo è complicata?  Così,  invece,
  chiunque può andare ad acquistare direttamente  l'abitazione con  i
  requisiti  previsti dalla legge e avere un contributo di  160  mila
  euro così come era previsto dalla legge.
   Se  è  possibile,  chiedo all'assessore  se  può  rivedere  questo
  emendamento con il fondo a disposizione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Rinaldi, si è pronunciata  la  Commissione
   Bilancio ,   quindi  per  superare un parere  già  espresso  dalla
  Commissione  Bilancio  dovremmo tornare di nuovo in Commissione.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.  Signor Presidente, richiamo l'attenzione, peraltro,  sul
  testo   della   norma  approvata  dove,  fra  le   finalità   delle
  riprogrammazioni alla lettera b)  è inserita  Acquisto  di  alloggi
  immediatamente abitabili da privati .

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A9, degli onorevoli  Beninati
  e Leontini.
   Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole con eccezione dell'ultimo periodo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   AMMATUNA,  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, credo che la questione che  pone  il
  collega  Beninati abbia una ratio,  nel senso che  è  un  modo  per
  cercare  di  disincentivare  l'occupazione  abusiva  degli  alloggi
  popolari, cosa buona e giusta.
   Però,  ricordo che noi viviamo anche in una regione  dove  abbiamo
  fatto  norme  che  consentivano, in qualche modo, di  regolarizzare
  anche  con  procedure diciamo un po' speciali compreso il  comodato
  d'uso per le occupazioni cosiddette abusive ad una certa data,  che
  ad oggi le amministrazioni non hanno di fatto regolarizzato.
   Quindi,  noi che cosa ci troviamo a determinare? A condizioni  per
  le  quali  migliaia di alloggi che sono occupati  in  giro  per  la
  Sicilia, ma mi riferisco in particolare a Palermo, forse a Catania,
  non  so  a Messina, non ho la cognizione della dimensione,  che  da
  anni  occupano abusivamente e che non sono state, di fatto, avviate
  le  procedure anche quelle previste dalla legge, noi stabiliamo  la
  clandestinizzazione di migliaia e migliaia di siciliani.
   Non so se sono stato chiaro: stiamo dicendo che l'ENEL, le aziende
  del gas e le aziende dell'acqua devono cessare le forniture, io non
  me la sento

                (Interruzione dell'onorevole Ardizzone)

     L'ho capito che è per le nuove. Onorevole Ardizzone, il concetto
  di  nuovo in un'occupazione abusiva da che cosa è dato? Qual  è  il
  nuovo?  Cioè  da  domani. Ma da domani chi lo  stabilisce  che  c'è
  un'occupazione abusiva? Quella di ieri può essere datata a domani o
  quella di domani datata a ieri?
   Intendo  dire  che  stiamo  parlando di  una  fattispecie  la  cui
  delicatezza  è tale per cui liquidarla semplicemente con  il  fatto
  che ci tagliamo l'acqua, la luce e il gas   ripeto, parliamo di  un
  grande  problema  di impatto sociale dove io sono per  la  legalità
  massima, credo però che la legalità debba esercitarsi anche con  le
  amministrazioni che si attivano

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, ringrazio il collega  Cracolici,  e
  ringrazio  anche il Governo per l'attenzione, perché  l'emendamento
  non  è  che  nasce, effettivamente, per colpire qualcuno che  oggi,
  già,  per  ovvi  motivi,  si può trovare  in  delle  situazioni  di
  irregolarità.
   Questo   emendamento,   com'è  scritto,   possiamo   eventualmente
  aggiustarlo.  Vi  prego,  colleghi,  di  non  sottovalutare  questo
  problema,   perché  guardate  non  c'è  cosa  peggiore  di   quegli
  amministratori  o degli IACP o dei comuni, che, giornalmente,  sono
  assediati  da  questo  problema, perché  il  più  delle  volte  noi
  vogliamo fare rispettare  le graduatorie, ma sistematicamente, poi,
  nessuno tutela questo rispetto.
   Cosa  voleva  e  vuole  dire  questo emendamento?  Affrontiamo  il
  problema a monte: che nessuno metta in condizione ad alcuno di  non
  fare   rispettare,  anzi  fare  rispettare  le  norme  e,   quindi,
  automaticamente, si preclude l'opportunità di utilizzare  le  fonti
  energetiche, pertanto, l'occupazione abusiva verrà meno. E' l 'uovo
  di  Colombo   Mi sembra talmente ovvio  E nessuno è responsabile di
  fare questa azione, perché è una norma che tutti devono rispettare.
   Capisco,  personalmente, le perplessità dell'onorevole  Cracolici.
  Si  può  anche  dire,  allora, se si  vuole,   fermo  restando  che
  comprendo  anche quanto dice il Governo, di sopprimere  gli  ultimi
  due commi e mezzo, fermo restando che funzioni sempre la norma,  se
  va bene lo stesso che ben venga.
   A  questo  punto, si può dire che a tutto questo si può aggiungere
   a  far data dall'entrata in vigore della presente legge , per  cui
  si  possono  fare salve se ci sono delle situazioni che  già  hanno
  questo problema, però, da  oggi in poi

   LEANZA NICOLA. Ma cosa cambia?

   BENINATI.  E  no, caro onorevole Leanza  Se noi la vogliamo  fare,
  questa  è  una norma molto importante, perché noi scarichiamo  agli
  amministratori  che spesso vengono assaltati da questo  problema  e
  non   sanno  come  risolverlo,  per  cui,  non  è  una   norma   da
  sottovalutare.
   Io, pertanto, invito il Governo se vuole aggiustarla, anzi accolgo
  sia  l'intervento dell'onorevole Cracolici  sia quello del Governo,
  però,  non  la  sottovalutiamo questa norma  Non  è  una  cosa  per
  scherzo che è stata presentata dal sottoscritto  E' perché da  anni
  esiste  questo problema e non si riesce, una volta costruiti questi
  alloggi, ad assegnarli a chi, in graduatoria, veramente, ne  ha  il
  diritto  ed  il  più delle volte vengono occupati  da  persone  che
  questo diritto non ce l'hanno.
   Lo   vogliamo  affrontare  questo  problema  o  vogliamo  tutelare
  l'illegalità? E' questo il vero problema
   Se  un  parlamentare  non affronta questo,  non  so  di  che  cosa
  dobbiamo parlare qui dentro

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore per  le  infrastrutture  e   la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore per  le  infrastrutture  e   la
  mobilità.  Signor  Presidente, se posso permettermi  di  sottoporre
  all'attenzione un'ipotesi di lavoro.
   L'emendamento A19, per esempio, che leggo solo adesso, e sul quale
  poi  mi  riservo, eventualmente,  di intervenire, al comma 2 affida
  all'Amministrazione regionale la predisposizione di un  disegno  di
  legge  organico  di  riforma in materia di Istituto  autonomo  case
  popolari.
   Questa materia potrebbe trovare ingresso in quel disegno di legge,
  perché se così non fosse rispetto alla norma bisogna rileggerla con
  una maggiore attenzione.
   Fermo restando sul fatto che non bisogna sollecitare l'illegalità,
  siamo  tutti d'accordo, così com'è scritta, onorevole Beninati,  il
  testo della norma ha la medesima difficoltà del periodo finale.
     Lo leggo:  Per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, il
  richiedente  il  servizio, sia nel caso di nuova fornitura  che  di
  subentro o voltura, è tenuto  ad allegare alla domanda   .  Quindi,
  noi    stiamo   intervenendo   sul   rapporto   contrattuale    fra
  l'utilizzatore  dell'immobile e l'azienda che eroga  la  fornitura,
  quindi stiamo intervenendo in materia di disciplina di rapporti  di
  diritto comune sui quali la Regione siciliana notoriamente  non  ha
  alcuna attribuzione.
     Ecco  perché  io mi sono permesso di valutare la possibilità  di
  inserire come regolamentare questo aspetto che è importante  in  un
  disegno di legge sugli Istituti autonomi case popolari.
   E' un suggerimento che fornisco all'Aula.

   CALANDUCCI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo so che tante
  volte  sono costretto a fare io il difensore dei più deboli, ma  lo
  faccio volentieri.
   E'  un  abitudine, per non usare un termine differente tanto  caro
  all'onorevole Cracolici,  che sta prendendo piede quella di cercare
  di  risolvere i problemi appoggiandosi su quello che è il  classico
  muro  più  debole. Non c'è dubbio che in una situazione  di  questo
  tipo  c'è  della  povera  gente che è  costretta,  sicuramente  con
  connivenze anche a livello amministrativo, a fare un gesto che  non
  è  rispondente  né delle norme di legge, né del buon senso,  perché
  occupando  abusivamente un alloggio che dovrebbe andare a  un'altra
  persona  che è nelle stesse condizioni e che lo merita commette  un
  abuso.  Però, se vogliamo creare un deterrente per impedire  questo
  non  dobbiamo andare ad aggravare una condizione precaria di chi  è
  costretto  ad  abusare della legge, dobbiamo,  invece,  intervenire
  nel ceto dirigente che permette questi abusi.
   Noi  dobbiamo  intervenire,   quando  succedono  queste  cose  non
  succedono mai a caso, sulle lungaggini, sulle graduatorie  che  non
  si  fanno mai, che non si fanno rispettare, non sulla povera gente
  La  povera gente bisogna lasciarla stare, bisogna aiutarla, cercare
  di allargare quanto più possibile le graduatorie e il deterrente va
  creato a livello dirigenziale.
   Quando  non si fa rispettare una norma non è mai, in questo  caso,
  il  disperato  che abusa delle norme e va ad occupare  un  alloggio
  popolare,  ma è di chi non riesce a fare rispettare le norme  e  la
  legge  e  noi  dobbiamo sempre, almeno io lo farò  sempre,   essere
  accanto a chi è più debole.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Calanducci, però le  debbo  dire  che  non
  appare  a nessuno che il  Parlamento siciliano abbia mai perseguito
  i più deboli, anzi

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  convince
  l'ultima  considerazione  che faceva l'Assessore,  ma  ove  dovesse
  rimanere  il testo che abbiamo in discussione si potrebbe sopperire
  dicendo:   Per  gli  alloggi di edilizia residenziale  pubblica  di
  nuova  assegnazione .  L'ho  detto prima  che  mi  convince  quella
  considerazione,   ma   se   dovesse  rimanere   questo   testo   lo
  specifichiamo  con  qualcosa  che evita  di  fare  dimettere  dieci
  direttori di IACP e dieci dirigenti di comuni perché poi verrebbero
  loro a pagare.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  ritengo  che
  l'argomento   che   stiamo   trattando   rivesta   una   importanza
  fondamentale,   perché   l'emendamento   proposto   è   finalizzato
  certamente  a  valorizzare un patrimonio che, molto spesso,  non  è
  valorizzabile  a  causa delle condizioni di  abusivismo  e  qualche
  volta anche di mancanza di rispetto dei criteri minimi di sicurezza
  proprio perché i fenomeni  di occupazione abusiva di molti alloggi
     Io  vi faccio soltanto un esempio: a Messina stiamo tentando  di
  aggredire  questo problema perché dalle stime che  sono  in  nostro
  possesso  pensiamo  che ci siano quindicimila unità  abitative  che
  purtroppo  non  sono  messe in sicurezza e  utilizzate  in  maniera
  regolare  dagli inquilini, proprio perché si tratta di un  fenomeno
  sociale  che  viene  da  lontano  e  che  noi  stiamo  cercando  di
  aggredire;   anche   perché  abbiamo   avviato   un   processo   di
  normalizzazione,   nel   rispetto  della   legalità,   avviando   e
  consentendo  contemporaneamente la possibilità che queste  persone,
  proprio  per andare incontro alle esigenze segnalate dall'onorevole
  Calanducci, come dire, di servizio sociale.
   Allora,  se  noi non individuiamo degli strumenti,  strumenti  che
  debbono  essere  ovvii,  e  sono  strumenti  che  noi  non   stiamo
  inventando ma che si vogliono qui ribadire, cioè che una  qualunque
  unità abitativa per essere fruita deve avere i requisiti minimi  di
  abitabilità  e  che  la  stessa  erogazione  dei  servizi  non  può
  prescindere  da  una  condizione di  legalità  e,  quindi,  di  una
  condizione autorizzativa.
   Pertanto, noi dobbiamo dire chiaro e forte se vogliamo  o  no  che
  all'interno  delle  amministrazioni comunali o  delle  branche  che
  fanno  capo all'amministrazione comunale o degli istituti che  sono
  in  via di soppressione, cioè gli IACP, bisogna o no rispettare  la
  legge.
   Questo è quello che si vuole fare. Facendo in questo modo noi  non
  solo  possiamo permettere a quegli inquilini di avere garantite  le
  condizioni minime, non solo ma contemporaneamente si può recuperare
  un  patrimonio che va poi finalizzato agli stessi inquilini i quali
  possono finalmente fruire di quel patrimonio, e nello stesso  tempo
  si  regolarizza  una  condizione creditoria che  al  contrario  non
  potrebbe essere regolarizzata.
   Né  più e né meno che questo  Perché quando molto spesso si  sente
  dire che noi abbiamo il proliferare di eventi criminali, perché  si
  tratta  anche  di eventi criminali, noi abbiamo il  proliferare  di
  fenomeni   gravi  e  di  grave  danneggiamento  per   il   pubblico
  patrimonio,  lo si deve anche al fatto che purtroppo viene  erogata
  l'energia  elettrica piuttosto che l'acqua in dispregio alle  norme
  vigenti.
   Penso  che non ci sia nessuno scandalo, onorevoli colleghi,  penso
  che  sia  un  fatto assolutamente normale, penso che  noi  dobbiamo
  normalizzare.   Allora   dico,  signor   Presidente,   una   nostra
  impostazione culturale, perché non si può continuare ad  immaginare
  che  si  consentono interventi a favore di quella  socialità  molto
  spesso sbandierata e poche volte praticata.
   Se  questo accade, ritengo che abbiamo reso veramente un  servizio
  anche a chi resta indietro.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI, Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono  convinto
  dal suggerimento che poc'anzi dava l'assessore Russo, nel senso che
  la disciplina che prescrive il rapporto e l'ente pubblico è dettata
  dal  diritto privato, quindi noi non possiamo intervenire  con  una
  nostra normativa.
   Riformulando   eventualmente   l'emendamento   anche   per   altra
  occasione, la finalità che l'onorevole Beninati si prefigge - e  lo
  riconosceva anche il collega Cracolici - è sacrosanta.
   Io  non  vorrei polemizzare col collega Calanducci, però  ritenere
  che  in  quest'Aula si possa prevedere una legalità  per  fasce  di
  reddito  è veramente vergognoso. Io ho sentito teorizzare  poc'anzi
  che  noi dobbiamo prevedere legalità per fasce di reddito, ci  sono
  fasce  di reddito che debbono essere legali e fasce di reddito  che
  possono  affrancarsi dall'obbligo della legalità. Ma   qualcuno  ha
  mai  informato  l'onorevole Calanducci che le  occupazioni  abusive
  avvengono  ad infrazione di graduatorie dove altre persone,  aventi
  gli stessi diritti, sono scavalcate, mortificate e danneggiate?
   Se il problema non lo si conosce è inutile intervenire.
   L'onorevole Beninati ha posto un problema che interviene  in  modo
  deciso e chiaro su una piaga.
   E  quando  mai  l'abusivismo in quest'Aula è  stato  positivamente
  commentato?  Mi  pare  che noi siamo legislatori  e  i  legislatori
  inalberano  sempre  il  vessillo della lotta all'abusivismo,  della
  lotta agli abusi, della lotta alle prevaricazioni, agli arbitri, ai
  soprusi.  Bene  Se questi avvengono anche per fasce di reddito  che
  non  sono elevate, noi siamo i tutori della legalità anche  per  le
  fasce di reddito non elevate  Allora il problema è sacrosanto
    Signor Assessore, se lo affrontiamo insieme e lo riformuliamo per
  rinvenire  una  soluzione che affronti il  problema  e  lo  risolva
  avremo  fatto un servizio alla Sicilia e avremo anche regolamentato
  in  modo  più  chiaro  i  rapporti tra gli Istituti  autonomi  case
  popolari  e gli utenti che spesso sono messi in difficoltà  proprio
  dall'assenza di precisazioni e indicazioni più chiare su  argomenti
  del  genere.  Ma  prevedere che ci possa essere la demagogia  della
  legalità  per fasce di reddito, colleghi e Presidente, evitiamo  di
  sottolinearlo

   PRESIDENTE.  Onorevole Leontini, apprezzo molto  il  suggerimento.
  Io  direi, ed è un invito anche al Governo, accantoniamo alla  luce
  delle problematiche che sono state avanzate l'emendamento n. A9  in
  attesa   di   riformulazione  e  andiamo  avanti  con   gli   altri
  emendamenti.
    Il Governo è pronto a riformularlo?

   LEANZA  Nicola. Attendiamo la proposta del Governo nella  prossimo
  disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Signor  Assessore,  il  Governo  è  pronto   ad   una
  riformulazione?  Onorevole colleghi, date modo alla  Presidenza  di
  seguire   i   lavori  con  ordine.  E'  emerso  dal  dibattito   la
  problematicità dell'argomento trattato, se il Governo  dichiara  di
  essere  pronto  con una riscrittura a rivedere l'emendamento  bene,
  altrimenti   si  accantona  questo  emendamento  e  si   interviene
  successivamente.

   LEANZA Nicola.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  Nicola. Signor Presidente, intervengo proprio  per  venire
  incontro  alla  sua  esigenza di chiarezza. Ritengo,  così  come  è
  emerso   anche   dal   dibattito   dell'Aula,   che   la   proposta
  dell'assessore Russo di inserire questa parte, molto importante  ma
  molto  delicata,  in  un disegno di legge organico  per  l'Istituto
  autonomo  case  popolari sia la proposta migliore e  quindi  invito
  l'Aula a far sì che questo emendamento possa essere concordato  con
  l'Assessore in un nuovo disegno di legge.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  ringrazio
  intanto  per la disponibilità il Governo e il Parlamento. Onorevole
  Calanducci,   penso che lei non volesse dire quello che  ha  detto,
  perché  forse  non  lo  sa, ma nel 2002,  il  sottoscritto  con  il
  compianto  onorevole Croce, si fece carico di una norma  di  grande
  sensibilità  proprio per questo mondo con lo scopo di regolarizzare
  tutto un insieme di problematiche - perché questo problema è sempre
  esistito  -  e  allora fu fatta una norma  proprio  perché  c'erano
  abitazioni  occupate  per  un insieme di  motivi,  e  non  al  100%
  regolarmente,  ma  non sapendo dove tutte queste persone  dovessero
  andare  ad  abitare, in quel caso,  si fece una norma di sanatoria.
  E'  una legge di questa Regione  Giusta o sbagliata fu fatta  Oggi,
  siccome    conosco    molto   bene   questo    problema,    nessuna
  amministrazione,  nessun IACP, non c'è nessun  dirigente,  non  c'è
  nessuno  che riesce a bloccare questo fenomeno  Perché nel  momento
  in  cui lei ha l'immobile completato e ultimato, la sera stessa  le
  persone se ne fregano delle graduatorie e si inseriscono la  dentro
  e   non   c'è  nessuno  che  controlla.  Abbiamo  fatto  tantissimi
  provvedimenti affinché ciò non accadesse. Non ci siamo riusciti.
   Allora,  ecco  perché  nasce  questa  norma,  non  per  andare   a
  colpevolizzare qualcuno. E' al contrario: per fare rispettare chi è
  in  graduatoria di poter andare ad occupare il proprio immobile che
  lo trova già occupato. Ma mi sembra talmente chiaro. Quindi, lei si
  figuri  se  uno  vuole  andare a colpire il  debole.  E'  tutto  il
  contrario. Vogliamo regolarizzare una situazione che da anni non si
  è  riesciti   a  frenare e credo che tutti in  quest'Aula  dobbiamo
  essere d'accordo.
   Mi scuso, ma è veramente una follia sostenere altre cose.
   A  questo  punto, Assessore, proprio per venire incontro alla  sua
  disponibilità  e  credo  che ormai il  tema  è  chiaro,  chiedo  al
  Presidente  di considerare trasformare l'emendamento in ordine  del
  giorno,  proprio  così com'è, perché il senso deve  essere  proprio
  quello è scritto nell'emendamento.
   Il Governo poi nella persona dell'assessore Russo che ha delega in
  bianco  per  provvedere, anche perché lei di legalità ha dimostrato
  di  esserne  artefice  in  quest'Aula, di dimostrazione  di  questo
  principio, le chiedo di farlo proprio in un provvedimento  nel  più
  breve tempo possibile che superi questo problema.
   Non  stiamo facendo nient'altro che far rispettare la legalità  in
  un  problema  che  purtroppo gli amministratori  di  turno  che  si
  trovano  ad amministrare questo problema sono impotenti nel  farlo.
  Anzi  il  più  delle volte accade il peggio. Coloro  che  erano  in
  graduatoria e si trovano l'immobile occupato, visto il ceto in  cui
  noi viviamo, vanno presso gli assessorati o gli IACP a protestare e
  a rompere gli uffici perché si sono visti un diritto leso.
   Quindi  avviene pure il peggio e noi tuteliamo questo? Io  non  lo
  faccio. Ognuno faccia quello che vuole.
   Quindi, lo trasformo in ordine del giorno e la invito cortesemente
  a porre rimedio a questo problema.

   PRESIDENTE. Onorevole Beninati, se ho capito sarebbe disponibile a
  trasformarlo in ordine del giorno.

   CALANDUCCI.  Signor  Presidente, mi  hanno  citato  due  deputati.
  Chiedo di intervenire per fatto personale.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Calanducci, lei  è  già  intervenuto.  Non
  possiamo  intervenire continuamente in una materia che abbiamo  già
  sviscerato.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, signor  Assessore,  credo  che  la
  questione  posta  dall'onorevole Beninati sia una  questione  assai
  seria, e quindi non possiamo liquidarla così facilmente.
   Acquisendo  anche la disponibilità, vorrei suggerire  al  Governo,
  Assessore,  la  possibilità vedendo anche i rilievi  da  lei  posti
  relativi alle competenze, l'Assemblea dovrebbe regolare fattispecie
  che sono proprie di rapporti in essere di aziende seppur pubbliche,
  ma comunque, non necessariamente oltretutto pubbliche.
   Però  voglio  fare  una  proposta che il Governo  elabori.  Ovvero
  l'assegnazione  degli  alloggi da parte dei  comuni  deve  avvenire
  all'atto  della  decisione di realizzare le  abitazioni  e  non  al
  completamento.

   BENINATI. Questo è stato fatto a Messina.

   CRACOLICI. E' evidente che nel momento in cui si entra in possesso
  dell'immobile  bisogna avere i requisiti per i  quali  si  è  stati
  immessi in una graduatoria. Nel momento in cui entri in possesso se
  ne hai i requisiti acquisisci il diritto al possesso.
   L'altra  questione  è  chiedere invece questo  sì  ai  sindaci  di
  sollecitare  le  aziende  che  magari  in  forza  di  provvedimenti
  prefettizi   agiscono  per  la  tutela  dell'ordine  pubblico   per
  garantire luce ed acqua agli immobili occupati, però altra cosa - e
  su  questo  ha  ragione  Beninati -, altra cosa  sono  le  volture.
  Perché  le  volture non sono figlie dell'occupazione,  sono  figlie
  della  compravendita degli alloggi occupati. Pratica che in Sicilia
  costituisce  una  degenerazione e un uso veramente  vergognoso  del
  bisogno  sociale  per cui non solo un alloggio è occupato,  ma  c'è
  pure chi se lo vende
   Quindi,   la  voltura  dell'utilizzo  delle  forniture  elettriche
  piuttosto  che dell'acqua o del gas laddove c'è il gas,  in  alcuni
  casi  non  c'è  neanche  il  gas è   una  pratica  -  questa  sì  -
  disdicevole.
   Io  credo quindi che da questo punto di vista un'azione coordinata
  Regione-Comuni, anche nei confronti delle aziende per  impedire  le
  volture degli immobili laddove ci siano modifiche del titolare  del
  contratto,   proprio  perché  figlio  di  atti   di   compravendita
  dell'immobile, queste devono essere contrastate.
   Pertanto,  io faccio in qualche modo una distinzione proprio nella
  modalità.
     Io capisco bene che la questione che si poneva all'inizio non  è
  la  soluzione, però io, a differenza dell'onorevole Mineo,  che  sa
  tutto,  so che, ad esempio, che in una zona di Palermo un  immobile
  che  per  anni è stato oggetto di costruzione di blocco dei lavori,
  di   riappalto  perché  poi  ci  sono  storie  lunghe  anche  nella
  costruzione degli alloggi, grazie al fatto che sono stati assegnati
  agli aventi diritto per tempo, in qualche modo, si è introdotto  un
  sistema anche di controllo sociale della propria abitazione, che ha
  finito  per  consentire di portare a compimento, in una delle  rare
  occasioni,  che  gli alloggi costruiti andassero poi effettivamente
  alle famiglie aventi diritto.
   Un  esperimento  che in qualche modo è servito a  farlo  diventare
  ordinamento  dell'amministrazione regionale. Credo che  questa  sia
  una cosa su cui riflettere.
   Ripeto:  io non ho la ricetta, so che il problema c'è,  però,  non
  vorrei  che  per  risolvere il problema si creasse un  grande  caos
  sociale.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   chiedo   scusa,    onorevole
  Calanducci,  ora  le  do  la parola, prima  mi  faccia  pronunciare
  sull'emendamento in questione. La Presidenza ritiene, alla luce del
  dibattito  e  considerando  anche che  la  materia  sia  abbastanza
  delicata,  se  l'onorevole  Beninati,  che  è  il  presentatore   è
  d'accordo,  che  sia  il  caso  di  ritirare  l'emendamento  e   di
  trasformarlo in un ordine del giorno in virtù anche di ciò  che  ha
  dichiarato il Governo.
   Così resta stabilito.

   CALANDUCCI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Calanducci, ha facoltà di parlare per trenta
  secondi.

   CALANDUCCI. Grazie signor Presidente, solo per chiarire, non è che
  io consideri che esistano due tipi di legalità: uno per i ricchi  e
  l'altro per i poveri, ritengo che la legalità sia unica, e non solo
  a  carico di chi occupa abusivamente, ma anche a carico di  chi  la
  permette.  E  stranamente  ci  sono  alcuni  momenti  critici   che
  corrispondono spesso anche a periodi di campagna elettorale
   Perché, vede, il problema io lo conosco bene. E come si suol dire,
  sono  nato  in  una  zona dove questo problema c'è  e  si  conosce.
  Allora,  bisogna  riuscire a fare un ordinamento.  E  ringrazio  la
  Presidenza  per  questo consiglio, così come l'onorevole  Beninati,
  perché  si tratta di un problema complesso, per avere accettato  di
  ritirare  e  spostare la problematica in un disegno più  ampio  nel
  quale  si  potrà  effettivamente sviscerare  tutto,  altrimenti  si
  rischia  di permettere che occupino  soggetti che magari  intendono
  specularci  su, a danno di chi ha effettivamente bisogno  e  va  ad
  occupare  per necessità  E di conseguenza, ciò creerebbe  un  danno
  ulteriore, in quanto aggiungiamo  un elemento preventivo  o  meglio
  repressivo a chi commette un reato, anche se, tutto sommato, glielo
  hanno  fatto commettere. Pertanto, non dico che quello  che  occupa
  abusivamente abbia un diritto acquisito, non dico questo, dico  che
  globalmente va affrontato il problema di impedire che ciò succeda e
  che  l'alloggio  vada invece a chi abbia effettivamente  bisogno  e
  diritto ad averlo.

   PRESIDENTE   Si   passa   all'emendamento   A16.    Lo    dichiaro
  improponibile per mancanza di copertura finanziaria.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all' emendamento A21.  Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  le
  mobilità.  Si  tratta  di  un emendamento favorevole  ovviamente  e
  quindi a norma del regolamento sulla legge degli appalti.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A19.
   Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  le
  mobilità. Contrario.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO. Signor Presidente, intervengo per illustrare la  ragione
  di  un  emendamento a questo disegno di legge che avevo predisposto
  alla  finanziaria sui due articoli che riguardano la riforma  degli
  IACP.
   Questo emendamento potrebbe rappresentare, ecco perché mi permetto
  di   illustrarlo  e  sottoporlo  alla  riflessione  dell'Assessore,
  potrebbe  rappresentare  un trait d'union tra  questa  proposta  di
  legge e la legge di riforma degli IACP. Perché? Perché la legge sul
  social  housing  assegna  agli istituti autonomi  case  popolari  a
  legislazione vigente una funzione. E' un intervento in  materia  di
  social housing. Nel frattempo, è intenzione del Governo, per averlo
  fatto  più  volte nelle leggi finanziarie precedenti e nell'ultima,
  anche  se  poi  gli articoli sono stati cassati con i poteri  della
  Presidenza dell'Assemblea, predisporre e approvare la riforma degli
  IACP.
   Allora, anticipare, assegnando adesso agli IACP il compito di fare
  una  sorta di censimento di tutto il loro patrimonio, evidentemente
  non  abitativo  di quello che si può dismettere e  che  può  essere
  messo  a frutto, a capitale, ed inserire poi nella legge di riforma
  che il Governo si predispone a fare  considerando la possibilità di
  un  utilizzo ancorché parziale di risorse che da questa dismissione
  potranno venire, potrebbe rappresentare un anticipare la tempistica
  e mettere gli istituti riformati in condizione di intervenire anche
  finanziariamente  su  questo  campo.  Stasera  la  ragione  di   un
  emendamento  che può apparire, come dire, fuori luogo  rispetto  al
  tema  e che invece potrebbe collegarsi con l'altro disegno di legge
  di riforma in fase di presentazione

   PRESIDENTE.  Se  l'onorevole Marziano è d'accordo,  ascoltiamo  il
  parere del  Governo.

   RUSSO   PIETRO  CARMELO,  assessore per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.   Signor   Presidente,   intervengo   semplicemente   per
  esplicitare  la  ragione per cui il parere  è  negativo,  in  primo
  luogo,  perché ciò che impone il disegno di legge forse dà  qualche
  problema. Il secondo motivo è che voi ieri avete abrogato le ASI ed
  eliminato  la  figura  di  direttore generale.  Mentre  con  questo
  disegno  di  legge istituzionalizziamo la Conferenza dei  direttori
  generali,   che   è   un  organismo  assolutamente   atipico,   non
  riconosciuto  dall'ordinamento  Questa conferenza  non  esiste,  ci
  accingiamo  ad  intervenire  sulle  province  e  creiamo  un  altro
  organismo  interprovinciale   Mi pare incongruo.  Ovviamente,  però
  desidero  rassicurare l'onorevole Marziano sul fatto che l'attività
  del  I comma è già in corso, l'ho disposta come assessore regionale
  per  le  infrastrutture e quindi qualora questo emendamento venisse
  trasformato in un ordine del giorno sarebbe più che benvenuto.

   PRESIDENTE.   Così  resta  stabilito.  L'emendamento   A19   viene
  trasformato in ordine del giorno.
   Si  passa all'emendamento A20. Sull'emendamento A20 c'è un  parere
  contrario  della Commissione bilancio anche se non ci  sono  oneri,
  con un richiamo all'ex articolo 81.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il contenuto
  di   questo  emendamento  se  avesse  una  procedibilità,  dovrebbe
  necessariamente avere copertura di spesa.
   Non  si  capisce in quale modo, l'assessore regionale per  i  beni
  culturali,  ammesso che la ratio di questo provvedimento  abbia  un
  senso,   potrebbe  provvedere  addirittura  a  fare  questi   piani
  particolareggiati  per  questi centri storici  speciali,  gratis  o
  senza oneri.
   Quindi,  va da sé che ci vuole una copertura di spesa,  se  questo
  emendamento deve avere un senso.
   Signor Presidente, la prima cosa che lei ha detto, mi permetto  di
  dire,   che  non  mi  sembra  perfettamente  aderente  alla  natura
  dell'emendamento stesso. Inoltre, è un emendamento che è di materia
  strettamente urbanistica.
   Ci  siamo imposti di limitare questo disegno di legge alla materia
  dell'edilizia  residenziale pubblica e allo strumento  dell'housing
  sociale,  ma  stiamo intervenendo in questa legge  in  una  materia
  totalmente ascrivibile alla questione urbanistica. In più, il  modo
  con  cui  si  interviene in questa materia, con questo emendamento,
  voglio  usare  un eufemismo, mi sembra quanto meno  vaga.  Intanto,
  l'oggetto  della  norma  è  individuato  in  quei  centri   storici
  siciliani che presentino sufficiente omogeneità che questo già è un
  termine  molto  astratto  sotto il profilo  storico,  culturale  ed
  architettonico, ancora di più indefinibili gli elementi  di  questa
  individuazione è poi che siano delimitati in tutto o  in  parte  da
  cinta muraria, cioè anche due metri di cinta muraria, teoricamente,
  possono  far  ascrivere  i centri storici a  questa  categoria  che
  stiamo  inventando,  quella dei centri storici  siciliani.  Non  si
  capisce quindi che specialità hanno i centri storici con le mura se
  li chiamiamo centri storici siciliani con il nome di tutti.
   Al  comma 2, invece, immaginiamo categorie di intervento che  sono
  funamboliche  perché  pensiamo che qualcuno, e cioè  l'Assessorato,
  debba    sostanzialmente   fare   non   soltanto   dei    programmi
  particolareggiati  di  centri storici, ma addirittura  dei  sistemi
  integrati  di programmazione riguardanti la mobilità, le  strutture
  ricettive,   la  riqualificazione  urbanistica  ed   edilizia,   la
  valorizzazione dei prodotti tipici.
   Se  in  quel  centro  storico si fanno pomodori  secchi,  dovremmo
  occuparci  in  questa  norma  di prevedere  la  valorizzazione  dei
  pomodori  secchi,  anche  mediante  appositi  bandi  a  valere  sui
  programmi operativi comunitari all'interno delle aree.
   Signor  Presidente, mi pare che la materia meriterebbe  di  essere
  trattata con una maggiore attenzione di quanto non si possa fare in
  questo  vago emendamento che per altro, sottolineo, ha  bisogno  di
  copertura finanziaria e comunque tratta materia urbanistica  che  è
  estranea al testo.
   Mi sembrerebbe il caso che lei lo rimandasse ad un approfondimento
  migliore.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Benedictis, la Presidenza ha  annunciato
  che c'era un parere contrario della Commissione bilancio, anche  se
  non ci sono oneri, ai sensi ex articolo 81.
   La  Presidenza  è dell'ordine di idee, di metterlo  ai  voti,  non
  essendoci oneri.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  ma  il  mio  emendamento   sulla
  certificazione ambientale che non aveva oneri che fine ha fatto?

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, c'erano gli  oneri.  Adesso  non
  ricordo.

   PRESIDENTE.  A  questo punto, la Presidenza si  rimette  all'Aula.
  Deciderà  l'Aula  se  approvarlo o bocciarlo.  Pongo  in  votazione
  l'emendamento A20. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Contrario per indeterminatezza dell'oggetto. Non capisco,
  né altrimenti indicato, cosa siano i centri storici siciliani.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento A3 del Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, ancora una volta  lei  pone  in
  votazione  un  emendamento  che è di  natura  urbanistica  che  con
  l'edilizia residenziale pubblica non ha alcun nesso.
   Dopodiché,   io voglio annunciare il mio voto contrario  a  questo
  emendamento per le ragioni che seguono.
   Vorrei  che anche l'onorevole Cracolici mi ascoltasse,  oltre  che
  all'assessore e all'Aula.
   Noi  stiamo ritornando sulla validità di un articolo di legge  che
  l'Aula  ha approvato nel 2003 e che aveva come scopo, sulla  scorta
  di  altre legislazioni regionali, in quel tempo approvate in  tutto
  il  territorio nazionale, la utilizzazione dei sottotetti  a  scopo
  abitativo  per  il  contenimento  energetico,  ma  anche   per   il
  contenimento degli spazi abitativi.
   Questa  norma  aveva  un  senso  con  quella  finalità  in  quanto
  recuperava  gli spazi abitativi costruiti fino al 2003.  Dopodiché,
  con  provvedimenti successivi, quest'Aula, ha vanificato del  tutto
  il senso di quella norma, perché prorogandola di volta in volta,  e
  con  questo  emendamento differendo il termine fino  alla  data  di
  approvazione  della presente legge, noi non stiamo già  utilizzando
  gli spazi fino al 2003 costruiti, ma nel frattempo abbiamo fatto in
  modo che dal 2003 fino al 2011, altri spazi siano stati costruiti e
  quindi  facendoli diventare, a regime, una norma   urbanistica  che
  consente  oltre  all'utilizzazione delle superficie previsti  dagli
  strumenti   urbanistici   questo   plus   che   viene   autorizzato
  dall'Assemblea regionale in deroga a qualunque norma urbanistica  e
  agli strumenti regolatori vigenti.
   Quindi,  mi  sembra  che abbiamo completamente tradito,  dopodiché
  possiamo  fare   questo  ed altro, ma in un norma  urbanistica  una
  buona  volta e  per tutte faccia capire quali sono le regole e  non
  con  questo espediente spostare  di volta in volta un termine,  che
  tradisce, ripeto, tradisce il senso di quella norma,  perché quello
  che era previsto, sanare o utilizzare,  recuperandolo nel 2003, noi
  lo stiamo via via costruendo e recuperando.
   Quindi,   quello  che abbiamo costruito nel 2008,  nel  2009,  nel
  2010, di volta in volta viene autorizzato per essere autorizzato  a
  fini abitativi, come dire,    fuori sacco'.
   Mi  sembra che è una norma assolutamente in contraddizione  con  i
  principi di trasparenza che questa Assemblea dovrebbe enunciare.
   Ciò non toglie che lo abbiamo fatto sempre, che abbiamo continuato
  a farlo.
   Ripeto, abbiamo stravolto il senso di quell'indirizzo legislativo,
  di  carattere  nazionale,  che nel 2003  votammo  anche  in  questa
  regione  e  tuttavia, io credo, per le ragioni  che  ho  detto,  di
  annunciare il mio voto contrario a questo emendamento.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.  Signor  Presidente,  desideravo  rappresentare   questo,
  sabato  mattina ho avuto il privilegio di firmare un documento  con
  il  ministro  Barca  che  fa  giungere in  Sicilia  un  miliardo  e
  ottocento milioni di Euro, per  grandi interventi infrastrutturali,
  ferrovia  Palermo  -  Catania, fondi per il rischio  idrogeologico,
  ciclo depurativo, così evitiamo le procedure di infrazione.
   Ma nella mia quotidiana frequentazione con le categorie produttive
  e  con  le organizzazioni sindacali è stato chiesto di agire  anche
  per  piccoli  interventi che sostengano l'occupazione  nel  settore
  edilizio in questo periodo di crisi.
   Considerato  che  l'impatto  degli  interventi  sui  sottotetti  è
  particolarmente limitato mi è sembrato il caso di dare un segnale a
  queste  istanze e solo questo sono stato in grado  di  dare.  Se  è
  sbagliato, me ne scuso.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  comunico  che  il  Governo   ha
  presentato il subemendamento A4.1. Il parere della Commissione?

   AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  A4,  nel   testo
  emendato. Il parere della Commissione?

   AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'emendamento A6 è da  intendersi
  assorbito in quanto di contenuto identico all'emendamento  A4.  Gli
  emendamenti  A14,  A15, A5 e A7 sono improcedibili  per  il  parere
  contrario  espresso dalla Commissione  Bilancio'.
   Pongo in votazione l'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.»

    Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  comunico   che   sono   stati
  presentati,  ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento  interno  i
  seguenti emendamenti:

    - dal Governo:  117.1;
    - dall'onorevole Leontini: 117.2.

      Pongo  in  votazione  l'emendamento  117.1.  Il  parere   della
  Commissione?

   AMMATUNA, vicepresidente della  Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 117.2. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   AMMATUNA, vicepresidente della  Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Formica


    Annunzio di presentazione di ordini del giorno numeri 599, 600,
                            601, 602 e 603

   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   n.  599   Iniziative  in materia di riqualificazione  urbanistica,
  dell'onorevole Rinaldi;

   n.   600    Iniziative  nel  settore  dell'edilizia   residenziale
  pubblica , degli onorevoli Marziano, Raia, Panepinto, Digiacomo;

   n.  601   Lotta  all'occupazione abusiva degli alloggi  popolari ,
  degli onorevoli Beninati, Cracolici, Leontini, Ardizzone;

   n. 602 ,  dell'onorevole D'Asero;

   n. 603, , dell'onorevole Savona.

   Onorevoli  colleghi  sono gli ordini del giorno  che  sono  emersi
  durante  la discussione dell'Aula. Pongo in votazione l'ordine  del
  giorno  n.   599,  che è la trasformazione dell'A10 e dell'A11.  Il
  parere del Governo?

   CARMELO  PIETRO  RUSSO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'ordine  del  giorno  n.  600,   che  è
  riferibile all'emendamento A19. Lo pongo in votazione.   Il  parere
  del Governo?

   CARMELO  PIETRO  RUSSO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   AMMATUNA, vicepresidente della Commissione.. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'ordine  del  giorno  n.  602,  che   è
  riferibile all'emendamento A20 dell'onorevole D'Asero. Lo pongo  in
  votazione. Il parere del Governo?

   CARMELO  PIETRO  RUSSO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   AMMATUNA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'ordine  del  giorno  n.   601    Lotta
  all'occupazione  abusiva degli alloggi popolari , è  sempre  quello
  che   abbiamo  discusso,  dell'onorevole  Beninati.  Lo  pongo   in
  votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della commissione?

   AMMATUNA, vicepresidente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa   all'ordine  del  giorno  n.  603,  che  riguarda   la
  problematica   dei  collaboratori  dell'assessorato  al   bilancio.
  Ritengo  che  sia un problema che conoscono tutti, che abbiamo  più
  volte affrontato. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   AMMATUNA, vicepresidente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

        BENINATI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   volevo
  richiamare  il Governo, ma nello stesso tempo, anche la Presidenza.
  Nella  giornata di ieri, l'assessore Russo non era presente, ma  lo
  era  l'assessore Venturi, ho ritenuto opportuno fare un intervento,
  lo  dichiarai  di  equità,  che riguardava  l'emendamento  A5,   in
  funzione  delle  problematiche che il Governo, in  quella  sede  ha
  posto  e  che, devo dire, dava una partecipazione ad una  procedura
  che è stata riportata ed approvata come emendamento A5,  a tutto un
  insieme  di  piccole e medie imprese che riguardano  il  territorio
  della  provincia  di  Messina per l'alluvione  del  2011,  non  più
  lontano del 22 di novembre.
     In quella sede, ho chiesto all'assessore Venturi di non trattare
  in  maniera differente alcune alluvioni che, purtroppo, sono  state
  dimenticate.  E,  pertanto,  questo  tipo  di  inserimento   andava
  trattato anche  per gli  eventi dal 2008 al 2009, ne sono accaduti,
  purtroppo,  nella  provincia di Messina, più del previsto,  ma  che
  potevano  beneficiare,  quindi, di  questa  norma  che  l'assessore
  Venturi ha posto, anche,  le piccole imprese di questi territori.
   Ringrazio il Presidente Formica  che si è posto questo problema, e
  nell'emendamento A19, ha scritto proprio questo.
   Io  sarei  ben contento, signor Presidente, purtroppo non  ero  in
  Aula,  che  di  questo emendamento che, in effetti,  fu  posto  dal
  sottoscritto  e che oggi è stato approvato, l'emendamento  A19,  mi
  farebbe  piacere,  non  ho avuto il tempo perché  ero  assente,  di
  apporre la firma.
   Nello  stesso tempo, ritengo, signor Presidente, che  così  se  il
  Governo  lo ritiene, di aggiungere da una data in poi, perché  così
  potrebbe  intendersi  -  ai sensi dell'art.  117   del  Regolamento
  interno si può fare -  gli eventi alluvionali a far data dal  2008,
  perché  altrimenti  potrebbero richiamarsi  eventi  alluvionali  di
  trent'anni fa.
   Da  una  data  in  poi, forse è giusto. Questo si può  aggiungere,
  perché  la  volontà è giusta, io la condivido, ieri  mi  ero  posto
  questo  problema,  valutare e lo valuti lei se lasciarlo  libero  o
  meno.
   Volevo  ringraziarla  per avere fatto questa  proposta  che,  alla
  fine, è stata la ripresa dell'intervento della giornata di ieri.

   PRESIDENTE. Onorevole Beninati, l'estensione con una data  precisa
  al 2008 porrebbe problemi di copertura con il fondo esistente.
   Con  i  tecnici,  inizialmente, lei ha visto che  si  è  fatto  il
  tentativo,  in  linea con il dibattito emerso ieri, di  estenderlo,
  ma sono sorti problemi di copertura, di capienza del fondo e quindi
  si  è  optato  per circoscriverlo alla delibera di  Giunta  che  ne
  delimitava i comuni con gli ultimi eventi calamitosi, cioè  ad  una
  elencazione precisa  e illimitata.
   Fermo restando che la battaglia da farsi, sono d'accordo con  lei,
  è  per  inserire nel decreto per le calamità naturali,  che  stanno
  scrivendo  a Roma, di inserire che una parte dei fondi  previsti  a
  ristoro siano utilizzati per queste finalità.

   LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  soltanto   per  preannunciare  il  nostro  voto  favorevole,    non
  omettendo  di  sottolineare che in questo momento i colleghi  della
  Maggioranza  sono  24, forse 25 e quindi, ancora  una  volta,  caro
  collega Marziano, la legge passa grazie  noi.

   CRACOLICI. Vota contro e ti conti

   LEONTINI.   Presidente Lombardo, è rivolto ai suoi colleghi  della
  maggioranza affinché siano più presenti in quest'Aula, perché anche
  questo disegno di  legge, come quella di ieri sera, passa grazie  a
  noi, perché non c'è maggioranza in Aula.
   Lo dico anche a nome del PID, che non si confondano i colleghi per
  il  colore della cravatta, ma lo dico anche per i colleghi di Forza
  del  Sud, che sono qui rappresentati dall'onorevole Mineo ma  credo
  che  siano  d'accordo con noi, perché se la legge,  collega  Mineo,
  passa, passa grazie a  noi.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   vedo   che
  l'onorevole Leontini è un po' confuso ultimamente a tal  punto  che
  porta anche la cravatta arancione,  e non solo è confuso ma non  sa
  neanche contare.
   Non  lo dico perché basta guardare ad occhio quanti siamo in  Aula
  ma  anche perché ieri sera ha fatto lo stesso discorso, salvo  poi,
  nel momento in cui si è astenuto al voto finale, dimostrare che  la
  mitica  Minoranza che chiedeva  il numero legale  erano  in  realtà
  nove,  a  fronte  dei  52 che hanno votato  a  favore.  Quindi,  ha
  talmente  autostima  di  sé che ormai si  è  anche  ampliato  nella
  dimensione numerica.

   RAGUSA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ho  chiesto  di
  parlare  per  dichiarazione di voto a nome del Gruppo  parlamentare
  dell'UDC.
   Noi votiamo favorevole a questa legge non badando a quale tipo  di
  maggioranza  ci sia in quest'Aula, perché noi abbiamo  capito  che,
  sostanzialmente, questa legge aiuta tantissima gente  che  oggi  ha
  bisogno  di  una  casa e poco importa se ci sia una maggioranza  di
  destra o di sinistra, per noi è importante lavorare per la gente  e
  stasera lo vogliamo dimostrare.
       Lo abbiamo fatto fino ad oggi sostenendo questa Maggioranza  e
  votando sì per questa legge.

   CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  signori  Assessori,  onorevoli colleghi, a  nome  dei  Popolari  di
  Italia   Domani   intervengo  per  confermare,  così   come   aveva
  preannunziato  l'onorevole Leontini,  che ha fatto la dichiarazione
  di   voto  per  il  PDL,  il  voto  favorevole  del  nostro  Gruppo
  parlamentare a questo disegno di legge.
   Sono  intervenuto per soffermarmi, assai brevemente, su tre punti.
  Il  primo, un grazie all'assessore Pier Carmelo Russo perché se  un
  disegno  di legge diventa una buona legge questo lo si deve  anche,
  non  soltanto  al  garbo istituzionale, ma anche al  sacrificio  di
  tutti  quanti e, quindi, per primo all'assessore che è entrato  nel
  ruolo.
   Io sono uno che non le manda a dire, probabilmente domani cambierò
  idea,  assessore Russo, ma questa sera e con riferimento  a  questo
  disegno di legge mi sento di dire questo.
   Secondo, 24, 28 0 30 senza il centrodestra questo disegno di legge
  oggi non potrebbe essere approvato. Io capisco che i colleghi della
  maggioranza   ribaltonista' che regge il Governo Lombardo  si  sono
  affrettati a telefonare per far correre i colleghi che erano  nelle
  vicinanze  del Palazzo, questo ci sta, colleghi, non  mi  stupisco,
  però  vi  prego non ci sfidate perché - concludo col terzo punto  -
  vorrei  dire  all'onorevole Cracolici che è talmente ubriaco  della
  fame  di governo che si è conquistato con i voti che non ha  avuto,
  perché egli le ha perse le elezioni, da offendere anche coloro  che
  restano  in  Aula  per  votare quello  che  noi  riteniamo,  grazie
  all'apporto dell'assessore Pier Carmelo Russo, un buon  disegno  di
  legge.
   Siccome  io  non ho la cravatta arancione, ma io ero stato  votato
  avendo vinto le elezioni per governare e a cagione del ribaltone di
  chi  governa  oggi sono all'opposizione, al fine di non  ingenerare
  confusioni dico all'onorevole  Cracolici ed agli amici del  PD  che
  butterò tutte le mie cravatte rosse.

   D'ASERO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sicuramente questo
  strumento  normativo  in un momento di grande  crisi  e  difficoltà
  economico-sociale, rappresenta un'opportunità perché possa  esserci
  una  nuova  fase  dove l'intervento privato a  fini  sociali  possa
  creare una condizione di crescita e di sviluppo.
   Io  mi  permetto  aggiungere a questa  considerazione  e  al  voto
  favorevole  che  ha  già  dichiarato il mio  capogruppo,  onorevole
  Leontini,  che il problema  relativo ad una possibilità  perché  in
  questa norma anche i centri storici definiti da cinte murarie  -  e
  in  Sicilia sono circa ottanta i comuni con cinte murarie -  in  un
  momento  in  cui  c'è bisogno di una condizione di  grande  spinta,
  possano  essere inclusi in quella che è la possibilità di  snellire
  le   procedure,  perché  le  strutture  pubbliche  possano   essere
  ripristinate, ove possibile utilizzando anche i fondi comunitari, e
  le strutture private, pur nel rispetto delle norme esistenti per  i
  centri storici, possano, anche in assenza di strumenti urbanistici,
  essere messe nelle condizioni di essere realizzate.
   Mi permetto - e concludo con questa considerazione - a volte anche
  da  questo  podio  alcuni colleghi assumono un tono  professorale'.
  Onorevole De Benedictis e caro assessore Pier Carmelo Russo,  sulla
  indeterminatezza e sulla genericità dell'emendamento, atteso che  è
  stato  approvato  l'ordine del giorno n. 602 e avendo  fatto  forte
  questo  principio, mi auguro che il Governo ne prenda atto e  possa
  determinare   in   maniera   più   precisa,   quindi    con    meno
  indeterminatezza e in modo più circostanziato, un'ipotesi di lavoro
  che mi auguro ci dimostrerà con i fatti.

   CAPPADONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPADONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  un  grazie  al
  Governo per questa norma che sicuramente, oltre a favorire sviluppo
  e  riqualificare  alcuni  centri, dà una  ulteriore  risposta  alle
  famiglie  perché  interviene l'Housing  sociale su quelle  famiglie
  che hanno difficoltà economiche e possono risolvere il problema del
  fabbisogno abitativo.
   Quindi,  un  grazie perché oltre a quello che è stato fatto  ieri,
  vorrei ringraziare il Governo per la presentazione del mediocredito
  alle famiglie, quest'altra legge è una ulteriore risposta ai nuclei
  familiari con basso reddito e soprattutto alle famiglie disagiate.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Onorevole Cracolici, mi ascolti.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Leanza  voleva  parlare  con  l'onorevole
  Cracolici?  Può  intervenire,  c'è il Governo e  tutta  l'Aula  che
  l'ascolta

   LEANZA   NICOLA. Signor Presidente la distrae  Lei questa  sera  è
  stato impeccabile nella conduzione dell'Aula. Quasi come sempre

   PRESIDENTE. Grazie,  ma non sul quasi

   LEANZA   NICOLA. Quasi come sempre, in alcuni casi non lo è,  però
  stasera  è  stato  impeccabile,  ecco  perché  desideravo  la   sua
  attenzione.
   Onorevoli  colleghi, volevo salutare con piacere il lavoro  serio,
  bipartisan,  che  c'è  stato in quest'Aula per  questo  disegno  di
  legge.  Anche ieri per la legge sulle ASI è stato fatto  un  lavoro
  altrettanto serio.
   Questa  è la dimostrazione di come siano stati salutati in maniera
  molto  affettuosa, garbata e di rispetto, sia l'Assessore  Venturi,
  ieri,    che  l'Assessore Russo, oggi. E' la dimostrazione  che  il
  Governo tecnico serve a far sì che l'Aula sia

                    (Proteste dai banchi di destra)

   LEANZA   NICOLA. Il clima che si respira a livello  nazionale  noi
  l'abbiamo ..

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, di fronte all'onorevole Leanza che
  dice delle cose giuste perché è vero ..

   LEANZA   NICOLA.  Signor  Presidente, io volevo  sottolineare   il
  fatto  che  le ultime quindici leggi che abbiamo fatto siano  state
  votate  quasi tutte all'unanimità e questo è anche dovuto al  fatto
  che  c'è in Aula con il Governo tecnico un rapporto di fiducia,  di
  assoluta sintonia, che io voglio sottolineare.
   Stasera  con questo disegno di legge, ieri con quello  delle  ASI,
  abbiamo approvato  delle leggi importanti per le fasce più deboli e
  quindi  come Movimento per l'Autonomia volevo dichiarare il  nostro
  voto favorevole sperando che questo clima continui fino a giorno 22
  dicembre  quando  avremo  ancora  altri  disegni  di  legge   molto
  importanti  da  sottoporre all'attenzione  dell'Aula  e  quindi  da
  votare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Leanza, devo dire che mi pare  lapalissiano
  che  quando i disegni di  leggi sono ben fatte e ben congegnate  il
  Parlamento  le vota perchè le apprezza all'unanimità.  Oltre  tutto
  l'Housing,  è un disegno di legge della Commissione


   Presidenza del vicepresidente Formica


     Votazione finale per scrutinio palese nominale del disegno di
    legge «Riqualificazione urbanistica con interventi di edilizia
   sociale convenzionata. Misure urgenti per lo sviluppo economico»
                                (805/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa alla votazione finale per scrutinio  palese
  nominale  del  disegno di legge  «Riqualificazione urbanistica  con
  interventi di edilizia sociale convenzionata. Misure urgenti per lo
  sviluppo economico» n. 805/A.
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            61
   Votanti             60
   Maggioranza         31
   Favorevoli          60
                         (L'Assemblea approva)

   PIETRO  CARMELO  RUSSO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PIETRO  CARMELO  RUSSO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Signor Presidente, onorevoli colleghi, scusate, anche  se
  non  si  tratta di un intervento di stile, desideravo  ringraziarvi
  soprattutto  per  la  norma che riguarda gli interventi  a  Favara,
  Saponara ed in tutto il messinese. Non voglio fare torto a nessuno.
   Richiamo  la  vostra attenzione su un fatto: con questa  norma  si
  introduce un modello nuovo sugli Istituti autonomi case popolari ed
  affido all'Assemblea la riflessione.
   Non si costruiscono, con questa norma, nuove case popolari. Non si
  consuma  territorio. Non si creano condizioni per cui per  fare  le
  espropriazioni  ci  vogliono dieci anni, per fare  l'appalto  altri
  dieci  e  per  fare  le  assegnazioni altri  venti  e  si  foraggia
  l'abusivismo.
   Si dice agli Istituti autonomi case popolari che ci sono i soldi e
  che  devono  comprare  sul  mercato le case  che  trovano.  Il  che
  significa fare assegnazioni immediatamente, in non più di un anno.
   Invito  l'Assemblea  a  valutare, in una  prossima  occasione,  se
  questo   possa  diventare  il  modello  istituzionale  di  edilizia
  popolare.

       Rinvio dell'esame del disegno di legge Ricollocazione del
    personale dell'Ente autonomo Fiera del Mediterraneo  (n. 750/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al disegno di legge   Ricollocazione  del
  personale  dell'Ente autonomo Fiera del Mediterraneo   n.  750/A  ,
  posto  al  n.  2).  Avverto che il relativo esame  è  rinviato  dal
  momento  che  sono in  corso valutazioni da parte della Commissione
  Bilancio.


   Presidenza del vicepresidente Formica


      Discussione del disegno di legge «Interventi a sostegno di
     organismi ed associazioni antiracket riconosciute» (n. 793/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge  numero
  793/A   «Interventi  a  sostegno  di  organismi   ed   associazioni
  antiracket riconosciute», posto al numero 3).
   Invito  i  componenti la I  Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi,  ci sono due, tre leggi  che  sono  da  tempo
  all'ordine  del  giorno e la Presidenza ritiene opportuno  esitarle
  questa sera velocemente e poi rinviare a martedì.

   CORDARO. E il tempo per la presentazione degli emendamenti?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cordaro, erano leggi  già  all'ordine  del
  giorno, non ci sono grandi discussioni in merito da fare.
   Ha  facoltà  di  parlare il relatore, onorevole  Torregrossa,  per
  svolgere la relazione.

   TORREGROSSA,  relatore. Onorevoli colleghi,  l'articolo  17  della
  legge  regionale  13  settembre  1999,  numero  20,  autorizza   la
  corresponsione   di   contributi   alle   associazioni   antiracket
  riconosciute,   a  fondazioni,  a  centri  e  ad  altre   strutture
  associative,   aventi  sede  in  Sicilia,  per  finalità   connesse
  all'assistenza,  alla  tutela, all'informazione  dei  soggetti  che
  abbiano subito richieste o atti estorsivi.
   Per le citate finalità, nel bilancio di previsione per l'esercizio
  finanziario  in  corso, è stato previsto uno  stanziamento  di  100
  migliaia  di euro, risultati insufficienti per un proficuo sostegno
  agli organismi in argomento, finalizzato a garantire la correttezza
  dell'attività  dagli  stessi  svolta sul  territorio  regionale  in
  favore  di  soggetti che abbiano subito richieste o atti estorsivi,
  con evidenti refluenze negative su uno dei principali obiettivi sui
  quali  è  improntata l'azione del Governo regionale e  cioè  quello
  della  lotta  alla mafia, con riferimento alla quale  è  necessario
  mantenere alto il livello di attenzione.
   Per le premesse motivazioni, con la presente proposta di legge, si
  intende,  per le finalità di cui si è fatto cenno, autorizzare  per
  l'esercizio finanziario 2011, l'ulteriore spesa di 300 migliaia  di
  euro,  cui  si fa fronte con parte delle disponibilità  dell'U.P.B.
  6.2.1.3.1  -  capitolo  183742  del  bilancio  della  Regione   per
  l'esercizio  finanziario  2011  e per  il  triennio  2011-2013  che
  presenta sufficienti disponibilità.

   PRESIDENTE.   Onorevoli colleghi, riguardo  la  questione  che  mi
  poneva l'onorevole Cordaro, si tratta di una legge con un articolo,
  se non ci sono emendamenti, possiamo procedere.

   CORDARO. Il problema è superato.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  questa  legge  è
  arrivata  in  Commissione antimafia; avevamo fatto  un'osservazione
  che poi era stata accolta in Commissione, cioè che le associazioni,
  per  ricevere il contributo, devono essersi costituite parte civile
  in  una serie di processi, ora non mi ricordo il numero, ma avevamo
  stabilito  quale. Un'associazione dovrebbe accompagnare la  persona
  che denuncia in un percorso di contrasto al sistema mafioso, se non
  si  costituisce  parte civile e non accompagna al processo  non  si
  capisce  cosa  fa. Qual è il senso di questa associazione?  Quindi,
  chiedo  che  venga  rinviata, in quanto non  ritengo  ci  siano  le
  condizioni per approvarla così com'è.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, conosco  le
  argomentazioni  dell'onorevole  Adamo  e  della  Commissione  e  le
  problematiche  a cui lei allude. Tuttavia, il punto  e  questo:  se
  questo  Parlamento  a  motivo di chiedere e di  verificare  che  le
  qualità  delle  associazioni  antiracket  siano  rispondenti   alle
  finalità,  credo che lo debba fare, ma non lo possa  fare  con  uno
  strumento che così come era stato definito era mio avviso improprio
  e  ne  spiego le ragioni. Assoggettare a quella misura, alla misura
  di  accompagnamento  di costituzione di parte  civile,  la  qualità
  delle  associazioni antiracket è come assoggettare la misura  della
  qualità del deputato al numero di emendamenti che si fa approvare.
   Allora,  in realtà, è assolutamente ragionevole che si  abbia  una
  contezza delle attività di queste associazioni, infatti penso che a
  valere  sull'esercizio futuro e parlo dell'esercizio 2012, possiamo
  mettere  in  campo  tutte le misure, oculatamente individuate,  per
  raggiungere questa finalità.
   Ciò  che stiamo qui facendo è sanare una deprivazione che in  sede
  di  approvazione  del  bilancio abbiamo  costituito  in  capo  alle
  associazioni antiracket.
   Ricordo  peraltro che le associazioni antiracket sono tali  perché
  sono  iscritte  in  un registro che viene tenuto dalla  Prefettura,
  secondo  norme  ed  indirizzi  di  carattere  nazionale  che  altri
  verificano;  se  poi vogliamo immaginare criteri,  immaginiamo  che
  siano rispondenti non inventiamoli, perché si potrebbe dare il caso
  di  associazioni  nel  cui territorio non  si  verificano  casi  di
  estorsioni,  magari  proprio  in virtù dell'azione  di  prevenzione
  delle  associazioni  antiracket e noi finiamo  per  penalizzare  il
  lavoro delle associazioni antiracket che, addirittura, fanno si che
  questi  casi  non si verificano solo perché poi misuriamo  soltanto
  con  la  costituzione di parte civile, quando in quel  caso  magari
  processi non ce ne sono stati.
   Insomma,  individuare criteri che siano efficaci e che  non  siano
  puramente  demagogici o scappatoie come quelle  che  si  vorrebbero
  utilizzare e che la Commissione aveva indicato, mi sembra  che  sia
  il compito di un Parlamento che oculatamente lavori.
   Quindi,  credo  che  in  questo momento, questa  legge  così  come
  approda  in  Aula, che serve semplicemente per sanare negli  ultimi
  giorni del 2011 ciò che abbiamo fatto approvando il bilancio e cioè
  tagliare   i   fondi  discriminatamene  a  tutte  le   associazioni
  antiracket  sia  la  cosa  più ragionevole  se,  poi,  per  colpire
  qualcuno e colpirlo, ripeto, con strumenti sbagliati non essendo in
  grado  di individuarne di migliori, vogliamo vanificare la norma  o
  addirittura,  e  questo lo potremmo vedere con  quel  criterio  che
  l'onorevole  Adamo immaginava, finire per premiarne  alcune  e  non
  altre,  credo  che  faremmo un pessimo servizio alle  associazioni,
  che, ripeto, sono tali perché sono vigilate dalla Prefettura e  dal
  Ministero dell'Interno.
   Quindi,  mi  sembra  quanto  meno  discutibile  l'introduzione  di
  criteri  assolutamente  gratuiti da parte  del  Parlamento  a  fine
  esercizio.   Esercitiamoci  compiutamente  nell'individuazione   di
  criteri  che siano anche condivisi dal mondo interessato  a  valere
  sull'esercizio 2012.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  il  disegno  di
  legge sostanzialmente incrementa un capitolo di bilancio e lo porta
  a 300 mila euro.
   Allora, quando il disegno di legge è stato portato all'esame della
  Commissione  antimafia, quest'ultima ha introdotto un criterio.  Il
  collega  De  Benedictis può condividere o meno questo criterio.  Il
  criterio che ha introdotto la Commissione antimafia è che nel  dare
  sostegno  e contributo alle associazioni antiracket si facesse  una
  griglia  di  priorità  visto che la legge  17,  questa  griglia  di
  priorità    non  la  prevede  e  ci  sono  in  Sicilia  decine   di
  associazioni antiracket che sono iscritte, come giustamente è stato
  riferito  prima  dal  collega De Benedictis,  negli  elenchi  delle
  Prefetture e del Ministero degli Interni che, tuttavia,  nel  corso
  delle  loro  attività, non si sono mai costituite parte civili  nei
  processi  di  mafia. Ci sono associazioni antiracket, il  caso  più
  clamoroso è quello di Gela, che si sono costituite parte civile nei
  processi  antiracket  ben  80 volte e  che,  invece,  non  hanno  i
  contributi.
   Si  era detto di fare una griglia che introducesse un criterio. Io
  non so se il criterio intitolato  alla questione antimafia è quello
  più  corretto.  Io  penso  di sì, perché l'attività  dei  territori
  dell'associazione  antiracket deve essere  quella  di  accompagnare
  l'estorto,  anche dal punto di vista del sostegno  psicologico,  di
  accompagnarlo  e di fare in modo che quando l'estorto  si  presenta
  nelle  sedi  giudiziarie  possa avere il sostegno  da  parte  delle
  associazioni.
   Quindi,  abbiamo ritenuto che quel criterio fosse un criterio  che
  potesse  selezionare  il modo in cui dare i  contributi.  Per  cui,
  nulla  in contrario affinché si incrementi il capitolo e, tuttavia,
  se  vogliamo  fare  le due cose, perché non ho nulla  in  contrario
  affinché si possa incrementare il capitolo per l'esercizio in corso
  del  2011  e portarlo a 300 mila euro e tuttavia, se permettete  lo
  accompagniamo con una direttiva da dare al Governo, cioé il Governo
  non  potrà  dare  le risorse come le ha date negli anni  passati  a
  tutte  le associazioni, anche quelle che di fatto non hanno  svolto
  nessuna  attività  e  che si determini nel senso  che  ci  sia  una
  priorità,  che venga fissata nell'ordine del giorno dell'Aula,  che
  parta,  intanto,  dalle associazioni che si sono  costituite  parte
  civile nei processi di mafia, perché per me, dal mio punto di vista
  e   dal   punto  di  vista  della  Commissione  antimafia,   quelle
  associazioni svolgono e continuano a svolgere una reale attività di
  contrasto alla criminalità organizzata e alla mafia.
   Per  cui,  il  Presidente, se vogliamo poi insieme  ai  capigruppo
  approvare  la  norma e accompagnarla con un elemento  di  indirizzo
  rigoroso nei confronti del Governo, non ho nulla in contrario.
   Voglio  soltanto  fare  rilevare che in Commissione  Bilancio,  la
  norma  era arrivata avendo introdotto questo criterio e cioè quello
  di  dare contributi alle associazioni che si erano costituite parte
  civile  e che, impropriamente, è stato esitato un disegno di legge,
  avendo  soppresso  una  norma,  la  cui  competenza  non  è   della
  Commissione Bilancio.
   Questo  lo  devo dire con estrema franchezza andando in  contrasto
  con la Commissione antimafia.
   Signor Presidente, non ho nulla in contrario che si incrementi  il
  capitolo  e si porti a 300 mila di euro e che si faccia  un  ordine
  del giorno che impegni il Governo a dare priorità nell'attribuzione
  delle  risorse  a quelle associazioni che si sono costituite  parte
  civile nei processi di mafia.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, è ovvio che  possiamo  approvare
  questo  disegno di legge, solo ed esclusivamente, se c'è un accordo
  generale a non presentare emendamenti.
   Se non c'è l'accordo, devo dare il termine per la presentazione di
  emendamenti.  Se siamo tutti d'accordo, visto che si tratta  di  un
  solo articolo e no ci sono emendamenti, procediamo.

   ADAMO. Voglio presentare un emendamento.

   SPEZIALE. Anch'io.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   presidente
  Speziale,   vorrei  che  lei  mi  ascoltasse,  proprio  perché   ho
  intensamente lavorato in Commissione antimafia ed il lavoro  svolto
  in  quella  sede,  lo  condivido,  lo  sposo,  però,  mi  pare  che
  dall'intervento  dell'onorevole Adamo e  del  presidente  Speziale,
  potrebbe venir fuori una lettura, non dico distorta ma parziale  di
  ciò che intendiamo per lotta alla mafia e per lotta al racket.
   Presidente  Speziale,  lei  sa  che in  Commissione  antimafia  ho
  avallato  il  principio della costituzione di  parte  civile  delle
  associazioni  come presupposto per poter godere  di  una  parte  di
  questi stanziamenti che oggi noi andremo ad impinguare.
   Se  noi  lo  introducessimo in maniera tassativa nella legge  come
  principio,  andremmo ad escludere, a priori,  tutta  una  serie  di
  associazioni antiracket ed antimafia che magari, non  si  sono  mai
  costituite  parte  civile  in  un  processo  ma  che  hanno   fatto
  antimafia,  facendo  proselitismo nelle scuole,  facendo  convegni,
  cercando   di   fare   un'azione  di  prevenzione   piuttosto   che
  intervenendo a cagione di un'azione di repressione.
   Entrambe  le cose, credo che siano degne di nota, soprattutto  ove
  si  rivolgano  ad  un  mondo  della  formazione  scolastica,  della
  formazione giovanile.
   Per  dirla  con estrema chiarezza, non ho amici sotto  il  profilo
  politico  né  presso associazioni antiracket che fanno prevenzione,
  né  presso  associazioni  antiracket  che  si  costituiscono  parte
  civile, ma ho rispetto a queste associazioni tutte, fondazioni,  un
  legame  di solidarietà e di condivisione rispetto all'attività  che
  costoro  pongono  in  essere, inviterei il collega  Speziale  e  la
  collega  Adamo,  a  non inserire, formalmente nella  legge,  questo
  principio  ma  a  legarlo ad un ordine del giorno  che  impegni  il
  Governo,   senza  con  ciò  escludere  a  priori  le   associazioni
  antiracket   che  seppur  presenti,  rischiando  del  proprio   sul
  territorio,  per  ragioni varie, non si sono  mai  costituite  allo
  stato,  e  cioè  alla data dell'approvazione di questo  disegno  di
  legge, parte civile in alcun processo.
   Il  mio  intendimento è di non fare un emendamento ma di  fare  un
  ordine del giorno per le ragioni che ho spiegato.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo   un
  attimino ricordare l'iter di questo disegno di legge proprio perché
  ricordando l'iter credo che si possa arrivare facilmente  alla  sua
  approvazione, invitando l'onorevole Speziale a presentare un ordine
  del giorno che possa accompagnare questo testo.
   Ricordo  che  il  disegno di legge fu portato in  Commissione,  in
  Commissione poi fu presentato un emendamento che limitava  solo  ad
  alcune associazioni la possibilità di ricevere questi contributi.
   Il disegno di legge così composto è andato in Commissione Bilancio
  che, correttamente, ha dato la copertura facendo solo notare che ci
  poteva  essere  una discrepanza nell'applicazione dell'articolo  17
  della legge regionale 13 settembre 1999, numero 20.
   Per  questo  motivo quando il disegno di legge è  ritornato  in  I
  Commissione, la I Commissione condividendo le perplessità  espresse
  dall'onorevole   Presidente  della  II  Commissione   Bilancio   ha
  presentato  un  emendamento,  che  porta  la  mia  firma  e  quella
  dell'onorevole  Di  Guardo,  quindi racchiudendo  tutti  i  partiti
  presenti in Aula, con cui si ritornava al testo iniziale.
   Per  questo motivo, ricordando come la legge 20 prevede che  oltre
  alla  costituzione  di  parte  civile contro  le  associazioni  che
  praticano  il  racket, la legge prevede anche altre  cose  come  ad
  esempio  la formazione di una coscienza contro il fenomeno mafioso,
  la  prevenzione del fenomeno mafioso, vorrei invitare il presidente
  Speziale,  per l'autorità che tutti gli riconosciamo, a  presentare
  un ordine del giorno di indicazione al Governo su quelle che devono
  essere  le  modalità  per la concessione di  questi  contributi  in
  maniera  che  coloro  i  quali hanno avuto maggiore  impegno  nella
  costituzione   anche   come   parte   civile   possano   avere   un
  riconoscimento, ma che non si escludano tutte le altre che svolgono
  una funzione importante a difesa del territorio.
   Per   cui,   l'invito   che  faccio  al  presidente   Speziale   e
  all'onorevole  Adamo è di predisporre questo ordine del  giorno  in
  maniera tale che possiamo questa sera velocemente licenziare questo
  disegno di legge.
   E  credo  che  questa sia la volontà unanime della  I  Commissione
  proprio  perché  insieme velocemente abbiamo voluto portare  questo
  testo.

   LEANZA Nicola. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA Nicola. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto per
  dire  che  mi  trovo d'accordo con la legge  e mi  trovo  d'accordo
  nell'indicare nell'ordine del giorno, eventualmente, le modalità.
   Vorrei   ricordare   che  l'articolo  17  è  un   accompagnamento,
  informazione,  tutela delle persone che hanno avuto l'estorsione  o
  che   comunque  rischiano  di  averla  o  comunque  un'informazione
  complessiva  e  viene  valutata,  oggi,  allo  stato   attuale,   a
  presentazione di progetto.
   Che  poi  il Parlamento voglia essere ancora più rigoroso  e  dare
  delle  indicazioni al Governo attraverso un ordine del  giorno,  mi
  sembra la cosa più opportuna, ma stasera non togliamo l'opportunità
  di  dare  questi 300 mila euro a delle associazioni che  certamente
  fanno  assolutamente il proprio dovere e che sono anzi un punto  di
  riferimento  per  la lotta alla legalità e al racket  nella  nostra
  Terra.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei far notare  ai
  colleghi   Spaziale  e  Adamo  che  si  tratta  evidentemente   di,
  chiamiamoli, contributi per attività svolte nel 2011, quindi  siamo
  a  fine partita. Io lo dico a prescindere perché devo dire che  non
  ho  avuto  alcun contatto con associazioni che mi hanno sollecitato
  legittimamente cose su cui possiamo intervenire.
   Mi  sembra assolutamente illogico che poniamo ora la questione  se
  non   specifichiamo  nell'ordine  del  giorno  che  tutto  ciò  che
  evidentemente è stato frutto delle riflessioni fatte dai colleghi è
  a  valere  dal  2012, perché a partita chiusa ed a fine  anno,  con
  progetti già sostanzialmente presentati e, quindi, attività  svolte
  nel  2011, introdurre ulteriori elementi che vanno comunque, sì con
  un  altro  indirizzo, ma ad interpretare la filosofia dell'articolo
  17 della legge 20, sinceramente mi sembra un po' iperbolico.
   Quindi,  limiterei anche la questione dell'ordine  del  giorno  al
  fatto che nel 2012 si può partire con un piede diverso rispetto  al
  2011,  ma  attenzione a misurare le cose come se nulla fosse  stato
  perché  obiettivamente sono attività che sono state svolte. Poi  si
  può  discutere  di  merito  rispetto  a  queste  attività  e  forse
  l'articolo  17 lo dobbiamo anche integrare, nel senso di  dire  che
  tutto  sommato è una materia che andrebbe regolamentata  con  tutto
  ciò  che  comporta anche un regolamento vero e proprio.  Ma  starei
  attento a sottovalutare la questione che parliamo evidentemente  di
  partite già svolte con un arbitro che ha fischiato, con un progetto
  che  è  già  in corso, con attività che si sono svolte e quindi  se
  dobbiamo darli questi contributi, li diamo per il 2011, se dobbiamo
  modificare,   anche   da   questo   punto   di   vista,    qualcosa
  nell'erogazione di questi contributi lo facciamo dal 2012.
   Spero che il collega Speziale, da questo punto di vista, abbia ben
  inteso quella che è la mia umile proposta.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  l'iniziativa  è
  lodevole,  non  ci  sono dubbi. Però questo  capitolo  di  spesa  è
  gestito  dall'Assessore al lavoro ed alla  famiglia  che  non  vedo
  presente.  Siccome, in questo articolo mancano due righe, chiediamo
  che  il  provvedimento ritorni in Commissione per essere riscritto,
  non  penso che si possa andare procedere così, anche perché,  posso
  portare  un  esempio  praticissimo  relativamente  alla  dottoressa
  Valeria  Grasso che gestiva una palestra tanti anni fa. Ebbene,  mi
  risulta  che   il  giudice  abbia  stabilito  una  ricompensa   per
  all'Associazione, mentre la signora non ha ricevuto nulla.  Quindi,
  l'Associazione  che si presenta come parte civile viene  risarcita,
  la signora no. Non si capisce.
   Volevo  fare  qualche domanda, in merito, all'Assessore,  che  non
  vedo  in Aula. A questo punto chiedo che venga ritirato l'atto  per
  essere riproposto la prossima volta.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho l'impressione
  che occorra fare un po' di chiarezza.
   Il  capitolo  di  bilancio esiste già ed  esiste  un  capitolo  di
  bilancio che ha un tetto di spesa di 100 mila euro. I proponenti la
  legge dicono che questo capitolo di bilancio per il 2011 anziché di
  100  mila euro deve essere incrementato di 300 mila euro. E' questo
  che stiamo facendo stasera.
   Entro il 28 febbraio dell'annualità successiva l'Assessore al ramo
  definisce  le  modalità di attribuzione delle risorse previste  del
  capitolo di bilancio.
   Avevamo già previsto, poi fu cassato, e lo prevede sulla base  del
  primo  comma  dell'articolo  17 che recita:   il  Presidente  della
  Regione è autorizzato a corrispondere contributi sino ad un massimo
  di  lire  50  milioni (adesso 25 mila euro) annui, prioritariamente
  alle associazioni antiracket riconosciute, a fondazioni, a centri e
  ad altre strutture .
   Se noi sostanzialmente abbiamo incrementato da 100 mila a 400 mila
  euro,   dovendo   dare   le  somme  alle  associazioni   antiracket
  riconosciute,   ebbene,  si  è  verificato  che  tra   associazioni
  antiracket  riconosciute  alcune di queste  non  svolgevano  alcuna
  attività  antiracket, anzi lo diceva il collega Torregrossa, c'è un
  elemento  scandaloso  che  ha  riguardato  Caltanissetta,  dove  il
  presidente dell'associazione antiracket riconosciuta, è incorso  in
  una vicenda giudiziaria che l'ha riguardato direttamente.
   A questo punto, per superare le difficoltà che sono sorte in Aula,
  mi  permetto di suggerire un emendamento che modifica l'articolo 17
  e  che, con l'emendamento da me proposto, si legge in questo  modo:
   Il   Presidente  della  Regione  è  autorizzato  a   corrispondere
  contributi   sino   ad   un  massimo  di  25   mila   euro   annui,
  prioritariamente  alle associazioni antiracket  riconosciute  ed  a
  quelle  che si sono costituite parte civile nei processi di mafia.
  E poi prosegue.
   Si  allarga  una platea, ma  introduce, nel diritto  ad  avere  il
  contributo, quelle associazioni che si sono costituite parte civile
  nei  processi di mafia che, dal mio punto di vista, quando si danno
  i  contributi debbono avere una priorità, ovviamente, rispetto alle
  altre  che  svolgono  attività  nelle  scuole,  tutto  quello   che
  vogliamo.
   L'elemento cogente per potere dare un contributo a chi fa lotta al
  racket  e  sostiene direttamente l'estorto, è quello che  l'estorto
  viene  accompagnato  dentro ai processi, e venga  accompagnato  con
  coraggio,  e  che possa lì l'associazione antiracket dimostrare  un
  sostegno nei confronti dell'estorto.
   Signor  Presidente,  siccome, nessuno vuole  escludere,  ma  vuole
  ovviamente  includere, in questo caso noi mettiamo, le associazioni
  riconosciute  e  quelle  che si sono costituite  parte  civile  nei
  processi di mafia, attraverso l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, non avendo alcun  altro  deputato
  chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo
  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1.
         Contributi per le finalità previste dall'articolo 17
             della legge regionale 13 settembre1999, n. 20

   1. Per le finalità previste dall'articolo 17 della legge regionale
  13 settembre 1999, n. 20 e successive modifiche ed integrazioni,  è
  autorizzata nell'esercizio finanziario 2011, l'ulteriore  spesa  di
  300 migliaia di euro (U.P.B. 6.2.1.3.5, capitolo 183718), cui si fa
  fronte   mediante  riduzione  di  pari  importo  di   parte   delle
  disponibilità dell'U.P.B. 6.2.1.3.1, capitolo 183742  del  bilancio
  della  Regione per l'esercizio finanziario 2011 e per  il  triennio
  2011-2013».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   LENTINI. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.  La  richiesta di verifica del numero legale,  lei  sa
  bene,    deve   essere   appoggiata.   C'è   un   emendamento,    e
  sull'emendamento potrà chiedere la verifica del numero legale.

   LENTINI. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE. Quando si è in votazione, si chiede il numero  legale.
  Onorevole Lentini, non siamo in votazione

                   (Proteste dell'onorevole Lentini)

   PRESIDENTE.  E'  stato  presentato  un  emendamento   che   stanno
  distribuendo.
   Onorevole  Lentini, la legge è stata già approvata. Il disegno  di
  legge  è  composto da un solo articolo e l'articolo 1 è  stato  già
  approvato.
   C'è un emendamento che è in distribuzione.

                   (Proteste dell'onorevole Lentini)

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, come glielo devo spiegare? Lei  può
  chiedere  il  numero  legale  nel momento  in  cui  si  indìce  una
  votazione. Si sta distribuendo l'emendamento .

                   (Proteste dell'onorevole Lentini)

   PRESIDENTE. L'articolo è stato già votato  Forse, lei non si rende
  conto
   Comunico   che  è  stato  presentato,  dagli  onorevoli  Speziale,
  Minardo,  Torregrossa  ed  altri, l'emendamento  A1.  Lo  pongo  in
  votazione.

   LENTINI. Chiedo la verifica del numero legale.

                Richiesta di verifica del numero legale

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento  dagli onorevoli Adamo, Marinese, Ragusa, Ruggirello  e
  Scilla, indìco la verifica del numero legale.
   Invito gli onorevoli deputati a registrare la loro presenza con la
  scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            37

   PRESIDENTE . L'Assemblea non è in numero legale.
   Pertanto,  apprezzate  le circostanze,  la  seduta  è  rinviata  a
  martedì  20  dicembre 2011, alle ore 16.00, con il seguente  ordine
  del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  -Comunicazioni.

  II  - Discussione dei disegni di legge:

    1)  -   Ricollocazione del personale dell'Ente autonomo Fiera del
         Mediterraneo . (n.750/A)
             Relatore: on. Apprendi

    2)  -   Interventi  a  sostegno  di organismi  ed  associazioni
         antiracket riconosciute . (n.793/A)  (Seguito)
             Relatore: on. Torregrossa

    3)  -  Promozione della Rete Scuole alfamediali . (nn. 712-617/A)
             Relatore: on. Panarello

    4)  -  Riconoscimento e valorizzazione della funzione educativa e
         sociale svolta dalle parrocchie, dagli enti ecclesiastici della
         Chiesa cattolica, dagli enti delle altre confessioni religiose con
         le quali lo Stato ha stipulato una intesa ai sensi dell'articolo 8
         della Costituzione e dalle comunità di recupero . (nn. 132-210-325-
         463-464/A)
             Relatore: on.  Vinciullo

    5)  -  Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di
         genere . (nn. 371-485-510-2/A)
             Relatore: on. Vinciullo

    6)  -  Disposizioni per promuovere il rispetto dell'identità di
         genere . (n. 574/A)
             Relatore: on. Di Guardo

    7)  -   Norme  in  materia  di partecipazione  al  costo  delle
         prestazioni sanitarie .  (n. 788/A)
             Relatore: on. Lo Giudice

                   La seduta è tolta alle ore 19.37

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
                            alle ore 21.30

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE  N. 805/A -  RIQUALIFICAZIONE  URBANISTICA  CON
  INTERVENTI  DI EDILIZIA SOCIALE CONVENZIONATA. MISURE URGENTI  PER
  LO SVILUPPO ECONOMICO .

     All'articolo 1:

   Emendamento 1.11.4.1:

  L'emendamento 1.11.4 è sostituito dal seguente:

   Art.
   Le  disposizioni  di cui  all'articolo 5, comma  9,  del  decreto
  legge  13  maggio 2011, n. 70, convertito con modificazioni  dalla
  legge  12 luglio 2011, n. 106, si applicano agli edifici nei piani
  di risanamento di cui alla legge regionale 6 luglio 1990, n. 10  e
  successive modifiche ed integrazioni.

   Emendamento 1.19.1:

  All'emendamento   1.19   le  parole   successivo   decreto    sono
  sostituite  con  le  parole  il regolamento  di  cui  al  comma  2
  dell'articolo 1 .

   Emendamento 1.19:

  Dopo il comma 4 aggiungere il seguente:

   5.  Nelle  more  della riforma organica degli  Istituti  autonomi
  delle  Case  popolari, gli stessi possono concorrere,  insieme  ai
  comuni ed ai soggetti privati, alla attuazione degli interventi di
  cui  alla presente legge, secondo le modalità in essa stabilite  e
  disciplinate con successivo decreto. .

   Emendamento A.1.1:

  Al  comma  3  sostituire  All'Istituto Autonomo case  popolari  di
  Agrigento' con le parole  Al comune di Favara'.

   Emendamento A.1.9:

  Dopo il comma 4 bis dell'art. 60 della legge regionale 23 dicembre
  2000, n. 32 sono inseriti i seguenti commi:

  4  ter.   Gli interventi di cui al precedente comma 4 bis trovano,
  altresì,  applicazione in favore delle medesime  tipologie  aventi
  sede  legale  alla  data  del 22 novembre 2011  nei  Comuni  della
  Provincia di Messina colpiti, da eventi alluvionali .

  4 quater.  Gli interventi di cui ai precedenti commi 4 bis e 4 ter
  potranno  comprendere,  in  forma  cumulata,  contributi  a  fondo
  perduto   nei  limiti  che  saranno  individuati  con  il  decreto
  dell'Assessore  regionale per le attività  produttive  di  cui  al
  precedente comma 4 bis .

   Emendamento A.1.7 bil:

  Al  comma  1  aggiungere  Per le finalità  del  presente  comma  è
  autorizzata  la  spesa di 6000 migliaia di euro  cui  si  provvede
  mediante corrispondente riduzione delle disponibilità del capitolo
  673341 UPB 8.2.2.6.1.

   Emendamento A.1.8 bil:

  Al  comma  2  dopo  le parole  la consistenza delle   inserire  le
  parole   eventuali,  ulteriori  e  dopo  le  parole   con  proprio
  decreto   aggiungere  le  parole  previa  delibera  della   Giunta
  regionale .

   Emendamento A.1:

   Aggiungere il seguente articolo:

    Art   -  Interventi  di  programmazione in  favore  dell'edilizia
  sociale,  sovvenzionata e agevolata. Interventi  a  sostegno  delle
  popolazioni colpite da eventi calamitosi nei comuni di Favara e dei
  comuni  della  provincia  di Messina -  1.  Fermo  restando  quanto
  previsto dall'art. 25 della legge regionale 12 luglio 2011, n.  12,
  le  risorse afferenti all'edilizia sia sovvenzionata che  agevolata
  originate dalla legge 5 agosto 1978, n. 457 ed, altresì, le risorse
  dell'edilizia  sovvenzionata (ex GESCAL) giacenti presso  la  Cassa
  depositi  e prestiti, per le quali, alla data di entrata in  vigore
  della  presente  legge, non risultino adottati atti  giuridicamente
  vincolanti,  sono  programmate  per  la  loro  utilizzazione,   con
  esclusione delle quote effettivamente impegnate alla predetta  data
  e  di quelle necessarie al completamento degli interventi in corso,
  con le seguenti finalità:
   a)  interventi  per  l'eliminazione del pericolo  in  immobili  di
  edilizia residenziale pubblica;
   b) acquisto di alloggi immediatamente abitabili da privati;
   c)   contratti  di  quartiere  II,  per  l'  utilizzazione   della
  graduatoria formata in base alle proposte dei comuni della Regione,
  approvata  con  Decreto del Ministero delle  Infrastrutture  e  dei
  trasporti 2 marzo 2005, n. 71;
   d)   interventi  di riqualificazione urbana per alloggi  a  canone
  sostenibile   ovvero  interventi  per  il  recupero  edilizio,   la
  rifunzionalizzazione  e il completamento di strutture  al  servizio
  delle   forze  dell'ordine,  comprensive  di  alloggio  ed  altresì
  interventi di completamento delle strutture polivalenti destinate a
  funzioni di casa albergo e/o casa protetta;
   e)   piani   di   edilizia  sociale  realizzati   mediante   fondi
  immobiliari, costituiti ai sensi del decreto legge 25 giugno  2008,
  n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008 , n.
  133.
   2.  Entro  novanta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della
  presente  legge,  il  Dipartimento regionale delle  infrastrutture,
  della mobilità e dei trasporti accerta la consistenza delle risorse
  di  cui  al comma 1 e ne propone il riparto all'Assessore regionale
  per  le  infrastrutture  e  la mobilità che  provvede  con  proprio
  decreto.
   3.  In  considerazione delle condizioni di rischio per la pubblica
  incolumità determinatesi nel centro storico del comune di Favara  e
  del  disagio  abitativo  conseguente  alle  ordinanze  di  sgombero
  coattivo    già   disposte   dall'Amministrazione   comunale,    il
  Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità  e  dei
  trasporti  è  autorizzato a trasferire all'Istituto  autonomo  case
  popolari  di  Agrigento 3.000 migliaia di curo, per le finalità  di
  cui al comma 1, lettere b) e d), con specifico vincolo a favore dei
  destinatari delle predette ordinanze, ove residenti negli  immobili
  oggetto  delle ordinanze stesse da almeno due anni, e a  condizione
  che  gli  immobili  da  acquisire siano in regola  con  la  vigente
  legislazione in materia di edilizia e urbanistica. Per le  finalità
  di cui al presente comma è autorizzata, per l'esercizio finanziario
  2011,  la  spesa di 3.000 migliaia di curo ed al relativo onere  si
  provvede con parte delle disponibilità dell'UPB 8.2.2.6.1, capitolo
  673341,  del  bilancio di previsione della Regione per  l'esercizio
  finanziario 2011.
   4.   In  considerazione  delle  condizioni  di  disagio  abitativo
  determinatesi, nella provincia di Messina, a seguito  degli  eventi
  calamitosi  verificatisi nel mese di novembre 2011, il Dipartimento
  regionale  delle infrastrutture, della mobilità e dei  trasporti  è
  autorizzato  a  trasferire all'Istituto autonomo case  popolari  di
  Messina la somma di 10.000 migliaia di euro, per le finalità di cui
  al  comma  1, lettere b) e d), con specifico vincolo a  favore  dei
  residenti  nei  comuni  alluvionati, destinatari  di  ordinanze  di
  sgombero  o  di  provvedimento che, a causa  dei  predetti  eventi,
  dichiari l'inabitabilità degli immobili di residenza e a condizione
  che  gli  immobili  da  acquisire siano in regola  con  la  vigente
  legislazione in materia di edilizia e urbanistica. Per le  finalità
  di cui al presente comma è autorizzata, per l'esercizio finanziario
  2011,  la spesa di 10.000 migliaia di euro ed al relativo onere  si
  provvede con parte delle disponibilità dell'UPB 8.2.2.6.1, capitolo
  673341,  del  bilancio di previsione della Regione per  l'esercizio
  finanziario 2011.
   5. L'intervento di cui al comma 3 ha luogo ove i destinatari delle
  ordinanze  di  sgombero  adottate dal comune  di  Favara  siano  in
  possesso dei requisiti soggettivi per l'assegnazione di alloggi  in
  regime  di  edilizia  sovvenzionata. I  medesimi  requisiti  devono
  essere posseduti dai destinatari dell'intervento di cui al comma 4,
  con  esclusione di quello relativo al reddito, elevato  al  triplo.
  L'intervento  è, comunque, subordinato alla previa  ricognizione  e
  assegnazione,  da parte del comune di Favara e degli  altri  comuni
  interessati di unità abitative esistenti nel patrimonio comunale  e
  destinabili  alle medesime finalità. Si considerano  immediatamente
  utilizzabili   per   dette  finalità  gli   immobili   abusivamente
  realizzati e non sanabili, pur in assenza di provvedimento comunale
  di acquisizione al patrimonio. .

   Emendamento A.2.2:

  Al comma 2, cassare le parole:

   uno o più fondi  e sostituire con le  parole  un fondo .

    Emendamento A.2.3:

  Al  comma  2  (rigo) dell'emendamento A2, le parole: da   che  può
  essere altresì  sino a  Amministrazione regionale  sono sostituite
  con  esclusivamente con procedure di evidenza pubblica .

   Emendamento A.21:

   Aggiungere il seguente articolo:
   Art .  -  1. Il termine  fissato dall'articolo 1, comma 1,  della
  legge  regionale  12  luglio  2011,  n.  12,  per  l'adozione  del
  regolamento  ivi  previsto  è  fissato  al  31  gennaio  2012.  Le
  procedure  disciplinate  dal Titolo  I  della  stessa  legge  sono
  concluse  nei novanta giorni successivi alla data di pubblicazione
  del  regolamento nella Gazzetta ufficiale, termine entro il  quale
  cessano   di  avere  efficacia  anche  le  disposizioni   di   cui
  all'articolo 31 comma 1 della legge regionale n. 12/2011. .

   Emendamento A.2:

   Aggiungere il seguente articolo:

    Art . - Promozione dello sviluppo del sistema integrato di  fondi
  immobiliari di edilizia sociale e Istituzione del Fondo immobiliare
  regionale - 1. La Regione promuove la realizzazione di interventi a
  sostegno delle politiche abitative a valere sulle risorse di cui al
  precedente  art  (?) comma 1, lett. e).  A tale scopo  promuove  lo
  sviluppo  del  sistema integrato di fondi immobiliari  di  edilizia
  sociale di cui all'art. 11 del decreto Presidente del Consiglio dei
  Ministri 16 luglio 2009, finalizzato all'incremento della dotazione
  sul  territorio  regionale di alloggi sociali,  come  definiti  dal
  decreto  Ministero  delle infrastrutture 22  aprile  2008,  per  le
  categorie  individuate all'art. 11, comma 2, del decreto  legge  25
  giugno  2008,  n. 112, convertito con modificazioni dalla  legge  6
  agosto 2008, n. 133.
   2.   La   Regione   è  autorizzata  a  costituire,   con   decreto
  dell'Assessore regionale dell'economia, di concerto con l'Assessore
  regionale per le infrastrutture e per la mobilità, uno o più  fondi
  immobiliari  operanti  sul  territorio  regionale  per   l'edilizia
  residenziale  sociale ai sensi dell'art. 11 del decreto  Presidente
  del  Consiglio  dei Ministri 16 luglio 2009 e per le  finalità  ivi
  previste  e  a  sottoscriverne le quote, per cassa e/o  in  natura.
  Entro  120  giorni dalla data di entrata in vigore  della  presente
  legge,  l'Assessore  regionale  per  l'economia,  di  concerto  con
  l'Assessore regionale per le infrastrutture e per la mobilità,  con
  proprio   decreto,   disciplina  le   modalità   di   costituzione,
  l'organizzazione   ed  il  funzionamento  dei   fondi   immobiliari
  regionali in coerenza ai principi fissati per il sistema dei  fondi
  immobiliari nazionali previsto dal decreto legge 25 giugno 2008, n.
  112,  convertito  con modificazioni dalla legge 6 agosto  2008,  n.
  133,  fatta  salva  la  possibilità  di  introdurre  disciplina  di
  dettaglio  in  relazione  a specifiche e peculiari  caratteristiche
  degli interventi della Regione in materia di edilizia sociale.  Nei
  successivi  trenta giorni con decreto dell'Assessore regionale  per
  l'economia,   di   concerto  con  l'Assessore  regionale   per   le
  infrastrutture  e  per  la  mobilità,  è  adottato  il  bando   per
  l'individuazione  del soggetto gestore del Fondo,  che  può  essere
  altresì  affidato dalla Regione a propria società, in possesso  dei
  requisiti previsti e operante in regime di controllo analogo con la
  stessa  Amministrazione regionale. Le quote del  Fondo  immobiliare
  regionale possono essere sottoscritte, per cassa e/o in natura,  da
  investitori  istituzionali pubblici o da soggetti  privati,  tra  i
  quali  il  Fondo  nazionale (Fondo Investimenti per l'Abitare)  del
  Sistema  integrato  di  fondi, gestito  da  CDPI  SGR,  società  di
  gestione  del risparmio controllata da Cassa Depositi  e  Prestiti.
  Gli interventi realizzati dai fondi immobiliari regionali di cui al
  presente  comma  sono rivolti a privilegiare  le  proposte  che,  a
  parità di obiettivi e risultati attesi, garantiscano nell'ordine:
   a)  il  più  efficace coordinamento con le politiche regionali  in
  materia di edilizia residenziale pubblica;
   b)   il   maggior  coinvolgimento  della  Regione   nelle   scelte
  strategiche;
   c) il minor impegno della regione in termini finanziari;
   d) la permanente verifica degli interventi in itinere;
   e) la maggior dotazione economico - patrimoniale.
   3.  E' esclusa la partecipazione della Regione a fondi immobiliari
  che  perseguano,  anche  indirettamente,  obiettivi  speculativi  o
  comunque non riconducibili alle finalità del comma 2.
   4.  La  sottoscrizione  di quote del Fondo da  parte  di  soggetti
  privati  è  comunque subordinata al possesso da parte degli  stessi
  dei requisiti soggettivi accertati ai sensi e per gli effetti degli
  art.  82  e seguenti del decreto legislativo 6 settembre  2011,  n.
  159.  I  soggetti che intendano realizzare i programmi di  edilizia
  residenziale sociale di cui al comma 2 o che partecipino alla  loro
  realizzazione  devono  essere in possesso  dei  medesimi  requisiti
  soggettivi.
   5. Salvo quanto disposto nei precedenti commi, le disposizioni del
  decreto  legge  n.  112/2008, convertito con legge  n.  133/2008  e
  successive  modifiche  e integrazioni, ove  riferite  al  Ministero
  delle   infrastrutture  e  dei  trasporti,  si  intendono  riferite
  all'Assessorato regionale delle infrastrutture e della  mobilità  e
  ove  riferite  al  Ministero dell'economia  si  intendono  riferite
  all'Assessorato regionale dell'economia.
   6.  I  proventi  derivanti  dalla dismissione  degli  immobili  di
  proprietà  comunale  sono destinati da ogni singolo  comune,  nella
  misura  minima  del  30  per cento, ad uno  dei  Fondi  immobiliari
  regionali per gli interventi di edilizia sociale da effettuarsi nel
  rispettivo territorio. .

   Emendamento A.3:

   Aggiungere il seguente articolo:

    Art .   -   Obbligazioni  pregresse  -  1.  Per   consentire   il
  soddisfacimento delle obbligazioni assunte nei confronti del Comune
  di  Furnari relative ai lavori di ristrutturazione e restauro di un
  edificio  da adibire a caserma dei vigili del fuoco ed  al  palazzo
  municipale è autorizzata per l'esercizio finanziario 2011 la  spesa
  di  1.701  migliaia  di  curo  cui  si  provvede  con  parte  delle
  disponibilità dell'U.P.B. 8.2.2.6.1, capitolo 673341, del  bilancio
  di previsione della regione per l'esercizio finanziario 2011. .

   Emendamento A.4.1:

   Aggiungere il seguente articolo:

   ALL'EMENDAMENTO  A.4  LA  PAROLA   PROROGATO   è  SOSTITUITA   DA
   DIFFERITO .

   Emendamento A.4:

   Aggiungere il seguente articolo:

   ART .  -  PROROGA TERMINI RECUPERO ABITATIVO  - 1. IL TERMINE  DI
  CUI  AL  COMMA 1 DELL'ARTICOLO 18 DELLA LEGGE REGIONALE 16  APRILE
  2003,  N. 4, COME MODIFICATO DALL'ART. 65 DELLA LEGGE REGIONALE  3
  DICEMBRE  2003, N. 20, DALL'ARTICOLO 26 DELLA LEGGE  REGIONALE  22
  DICEMBRE  2005, N. 19, E DALL'ART. 112 DELLA LEGGE 12.05 2010,  N.
  11,  è  ULTERIORMENTE  PROROGATO ALLA DATA DI  APPROVAZIONE  DELLA
  PRESENTE LEGGE. .

   Emendamento 117.1:

  Emendamento ai sensi dell'art. 117 del Regolamento interno

   Al   comma  1  dell'articolo  1  le  parole   di  cui  al  decreto
  legislativo 12 aprile 2006, n. 163  sono sostituite dalle seguenti:
   di  cui  all'articolo 3, comma 15 ter, del decreto legislativo  12
  aprile 2006, n. 163 .

   Emendamento 117.2:

  Emendamento ai sensi dell'art. 117 del Regolamento interno

   L'emendamento A.1.9 è così sostituito:

    All'articolo  60 della legge regionale 23 dicembre  2000  n.  32,
  dopo  il  comma  4 ter, come introdotto dalla delibera  legislativa
  approvata  dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta  n.  304
  del 13 dicembre 2011, è inserito il seguente:

    4-quater.  Le agevolazioni di cui ai commi 4-bis e 4-ter  possono
  essere concesse sotto forma di contributi in conto capitale,  anche
  cumulativamente con le altre tipologie di contributi entro i limiti
  e con le modalità individuate con i decreti adottati dall'Assessore
  regionale per le attività produttive ai sensi dei predetti commi .