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Resoconto d'Aula della Seduta n. 307 di mercoledì 21 dicembre 2011
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   LACCOTO,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  il
  Presidente dà il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   - Incentivi per la pratica professionale in Sicilia. (n. 830)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Falcone  e
  Vinciullo il 14 dicembre 2011.

   -  Interventi regionali di tutela e valorizzazione delle musiche e
  delle danze popolari di tradizione orale. (n. 831)
   di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Incardona il
  14 dicembre 2011.

                                Congedi

   Comunico  che  sono  in congedo per oggi gli  onorevoli:  Lentini,
  Giuffrida, Leanza Nicola, Currenti.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2284  -  Notizie sulle modalità di concessione dei  contributi
  alle   associazioni  teatrali  e  sulla  mancata   erogazione   dei
  contributi all'associazione 'La Nuova Scena'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 2285 - Notizie sulla mancata apertura della residenza sanitaria
  assistita di Pachino (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2286  -  Mancata assunzione dei 42 vincitori del concorso  per
  dirigente tecnico bibliotecario presso l'Assessorato regionale Beni
  culturali e identità siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2287  -  Mancata assunzione dei 97 vincitori del concorso  per
  assistente tecnico restauratore presso l'Assessorato regionale beni
  culturali e identità siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2288  -  Mancato rispetto, da parte dell'Assessorato regionale
  Beni  culturali, del contratto stipulato con alcuni  professionisti
  per il restauro del Castello Maniace di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2289  -  Notizie sulla possibile chiusura della sede  ASAFORM-
  ENAIP di Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Falcone Marco

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2290  -  Provvedimenti  per  la  stabilizzazione  dei  precari
  dell'Orchestra sinfonica siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N.  2291 - Chiarimenti in merito all'istituzione del Centro  unico
  di prenotazione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N.  2292  -  Chiarimenti  in ordine al ritardo  nella  nomina  del
  consiglio della Camera di commercio di Enna.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:  Mattarella  Bernardo; Di Benedetto  Giacomo;  Donegani
  Michele

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo

   Onorevoli  colleghi,  in considerazione delle  riunioni  in  corso
  della   Commissione   Bilancio   e   della   Commissione   Attività
  Istituzionali,  sospendo la seduta avvertendo che  riprenderà  alle
  ore 18.15.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.05, è ripresa alle ore 18.34).

              (Assume la Presidenza il Presidente CASCIO)

   La seduta è ripresa.

   Fiera

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Discussione  del disegno di legge «Ricollocazione del personale
                          dell'Ente autonomo
                  Fiera del Mediterraneo» (n. 750/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si procede con la discussione del disegno di legge «Ricollocazione
  del  personale  dell'Ente autonomo Fiera del Mediterraneo»  (750/A)
  posto al numero 1).
   Invito  i componenti la III Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   In assenza del relatore, onorevole Apprendi, invito il  Presidente
  della Commissione a svolgere la relazione.

   CAPUTO,   presidente della Commissione. Mi rimetto al testo  della
  relazione.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. Non essendoci
  iscritti a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.  Pongo
  in votazione il passaggio agli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Art. 1.
                              Oggetto

   1. Il personale dipendente al 31 dicembre 2010 dell'Ente Fiera del
  Mediterraneo, istituito con D.P.R. 22 marzo 1954, n. 618,  soggetto
  alla vigilanza della Regione, ai sensi dell'articolo 12 del decreto
  del Presidente della Regione n. 44 del 1997, posto in liquidazione,
  il  quale sia privo dei requisiti anagrafico-retributivi minimi per
  il  conseguimento  dei  trattamenti pensionistici  di  vecchiaia  e
  anzianità,  è  trasferito, nel rispetto del trattamento  economico-
  normativo-previdenziale posseduto alla data del 31  dicembre  2010,
  nell'apposita  area  speciale transitoria ad esaurimento  istituita
  presso la Resais S.p.a., alle cui dipendenze rimane in carico  fino
  al  verificarsi delle previsioni di cui agli articoli 4 e  5  della
  legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5.

   2.  Durante il periodo di permanenza nell'apposita area di cui  al
  comma  1,  si  applicano  le disposizioni di  cui  al  sesto  comma
  dell'articolo  1  della legge regionale 18  febbraio  1986,  n.  7,
  nonché  quelle di cui agli articoli 4, 5 e 10 della legge regionale
  20 gennaio 1999, n. 5.»

   Onorevoli  colleghi  comunico che è stato presentato  dal  Governo
  l'emendamento1.1, interamente sostitutivo degli articoli 1 e 2.  Il
  parere della Commissione?

   CAPUTO. presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli   emendamenti    aggiuntivi  A.1  ed   A.2   sono   dichiarati
  improponibili. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                            «Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;   chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi comunico che sono stati presentati i  seguenti
  ordini del giorno:

   n.  605   Notizie  sulla chiusura della Fiera del Mediterraneo  di
  Palermo ,  degli onorevoli Falcone, Pogliese, Buzzanca,Vinciullo  e
  Caputo;

   n.  607   Individuazione nel bilancio della  regione  delle  somme
  necessarie  a  garantire la copertura finanziaria delle  previsioni
  contenute  nel  DDL  805/A  Norme in materia di ricollocazione  del
  personale  dell'ente  Autonomo  Fiera  del  Mediterraneo' ,   degli
  onorevoli  Bufardeci,  Mineo,  Scilla,  Cimino,  Caputo,  Apprendi,
  Incardona e Cimino.

   Il Governo li accetta entrambi come raccomandazione.

   Avverto   che   la   votazione  finale   del  disegno   di   legge
  «Ricollocazione   del  personale  dell'Ente  autonomo   Fiera   del
  Mediterraneo» n. 750/A,  avverrà successivamente.

   'riconoscimento funzione sociale e educativa parrocchie'

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Discussione del disegno di legge «Riconoscimento e valorizzazione
  della funzione educativa e sociale delle parrocchie» (nn. 132-210-
                            325-463-464/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  disegno  di  legge   Riconoscimento  e
  valorizzazione   della   funzione   educativa   e   sociale   delle
  parrocchie ,  relatore  onorevole Vinciullo,  nn.  132-210-325-463-
  464/A, posto al n. 2).
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni.
   Ricordo  che  il relatore, onorevole Vinciullo, ha  svolto,  nella
  seduta di ieri, la relazione.
   Dichiaro, quindi,  aperta la discussione generale.
   Non  essendoci iscritti a parlare, dichiaro chiusa la  discussione
  generale. Pongo in votazione il passaggio agli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
                               «Art. 1.
                         «Principi e finalità

   1.   La  Regione  riconosce  e  sostiene  la  funzione  educativa,
  aggregativa,  formativa  e sociale svolta dalle  parrocchie,  dagli
  enti  ecclesiastici della Chiesa cattolica e dagli enti delle altre
  confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato una intesa
  ai   sensi   dell'articolo  8,  terzo  comma,  della   Costituzione
  attraverso  le  attività di oratorio o similari,  finalizzate  alla
  promozione,   all'accompagnamento  ed  al  sostegno   dell'armonica
  crescita  di minori, adolescenti e giovani, al fine di prevenire  e
  contrastare ogni forma di disagio sociale.

   2.  Le  attività di cui al comma 1 integrano la funzione educativa
  della  famiglia e sono finalizzate alla realizzazione  personale  e
  alla  socializzazione di minori, adolescenti e  giovani,  offrendo,
  altresì,  una  opportunità educativa nelle  situazioni  di  disagio
  minorile.

   3.  La  Regione riconosce e sostiene, altresì, la funzione sociale
  svolta dalle comunità di recupero operanti in Sicilia.»

   Non  sono  stati presentati emendamenti.   Lo pongo in  votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Art. 2.
                            Protocolli d'intesa

   1.  Per  la  finalità di cui all'articolo 1, l'Assessore regionale
  per  la  famiglia,  le politiche sociali ed il  lavoro  sottoscrive
  protocolli di intesa, di durata quinquennale, separatamente con  la
  Conferenza episcopale siciliana, con i rappresentanti legali  degli
  enti  delle  altre confessioni religiose con le quali lo  Stato  ha
  stipulato  una intesa ai sensi dell'articolo 8, terzo comma,  della
  Costituzione  e  con  i  rappresentanti legali  delle  comunità  di
  recupero operanti in Sicilia.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                 «Art. 3.
         Istituzione della commissione per la valutazione dei
              progetti e programmazione degli interventi

   1.  Le  parrocchie, gli enti ecclesiastici della Chiesa cattolica,
  gli enti delle altre confessioni religiose con le quali lo Stato ha
  stipulato  una intesa ai sensi dell'articolo 8, terzo comma,  della
  Costituzione  e  le comunità di recupero presentano all'Assessorato
  regionale  della famiglia, delle politiche sociali  ed  il  lavoro,
  entro  il  30 giugno di ogni anno, progetti concernenti le attività
  di cui all'articolo 1.

   2.  E'  istituita, presso l'Assessorato regionale della  famiglia,
  delle  politiche  sociali  ed il lavoro,  una  commissione  per  la
  valutazione   dei  progetti  di  cui  al  comma  1.   Con   decreto
  dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche  sociali  ed
  il  lavoro  sono  stabiliti la composizione della commissione  e  i
  requisiti per la nomina dei componenti, che vi partecipano a titolo
  gratuito.  La  commissione ha durata quinquennale. Il funzionamento
  dell'organo  non  comporta  nuovi e maggiori  oneri  a  carico  del
  bilancio regionale.

   3.  L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali ed
  il  lavoro,  sulla base della valutazione operata dalla commissione
  di cui al comma 2, concede i finanziamenti per la realizzazione dei
  progetti di cui al comma 1.»

   Non  sono  stati presentati emendamenti.   Lo pongo in  votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                           Norma finanziaria

   1. Per le finalità del comma 3 dell'articolo 3, è autorizzata, per
  l'esercizio finanziario 2011, la spesa di 900 migliaia di euro, cui
  si  provvede  con  parte  delle disponibilità  dell'UPB  6.2.1.3.1,
  capitolo   183742,  del  bilancio  della  Regione  per  l'esercizio
  finanziario medesimo.

   2.  Per  gli esercizi finanziari 2012 e 2013 la relativa  spesa  è
  determinata  ai  sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera  g)  della
  legge regionale 27 aprile 1999, n. 10.»

   Onorevoli   colleghi  comunico  che  il  Governo   ha   presentato
  l'emendamento 4.1. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 4 nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura.

                                «Art. 5
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.
   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Avverto   che   la   votazione  finale  sul   disegno   di   legge
  «Riconoscimento e valorizzazione della funzione educativa e sociale
  delle     parrocchie»     nn.    132-210-325-463-464/A,     avverrà
  successivamente.

   'norme per il contrasto violenza di genere'

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Discussione sul disegno di legge «Norme per il contrasto e la
                              prevenzione
            della violenza di genere» (nn. 371-485-510-2/A)

   PRESIDENTE. Si passa all'esame del disegno di legge  Norme per  il
  contrasto  e la prevenzione della violenza di genere  nn.  371-485-
  510-2/A, posto al n. 3).
   Invito i deputati la  I Commissione a rimanere seduti al banco  ed
  il relatore, onorevole Vinciullo, a svolgere  la relazione.

   VINCIULLO,  relatore. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  nel
  ringraziarla  insieme a tutti quelli che abbiamo presentato  questo
  disegno di legge, mi rimetto al testo.

   PRESIDENTE.  Dichiaro aperta la discussione generale.  Non  avendo
  alcun  deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa le  discussione
  generale.  Pongo  in votazione il passaggio agli  articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
                               Finalità

   1.  La Regione riconosce che ogni forma o grado di violenza contro
  le  donne  costituisce una violenza di genere e una violazione  dei
  diritti   umani,   dell'integrità  fisica  e   psicologica,   della
  sicurezza, della libertà e della dignità della persona.

   2. Ai fini della presente legge, per violenza di genere si intende
  qualsiasi  forma  di violenza rivolta contro le  donne  in  ragione
  della  loro identità di genere, indipendentemente dall'orientamento
  politico,  religioso,  sessuale o dall'etnia delle  vittime.  Nella
  violenza  di genere sono comprese la violenza sessuale e  qualsiasi
  forma  di  persecuzione o violenza fisica, psicologica ed economica
  che un uomo esercita su una donna in ambito familiare o lavorativo.

   3.  La  Regione assicura alle vittime della violenza  ed  ai  loro
  figli  minori  o diversamente abili un sostegno per  consentire  ad
  esse   di  recuperare  la  propria  autonoma  individualità  e   di
  riconquistare la propria libertà, nel rispetto della riservatezza e
  dell'anonimato.»
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2.  Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                        Funzioni della Regione

   1.  La  Regione,  per  il  raggiungimento delle  finalità  di  cui
  all'articolo 1, svolge le seguenti funzioni:

   a)  promuove iniziative di prevenzione della violenza sulle donne,
  anche  attraverso la sensibilizzazione dell'opinione  pubblica,  la
  diffusione della cultura della legalità e del rispetto dei  diritti
  nella relazione tra i sessi;

   b)  assicura  alle  donne  che subiscono  atti  di  violenza,  ivi
  compresa la minaccia di tali atti e le molestie, il diritto  ad  un
  sostegno,  ove necessario anche economico, per consentire  loro  di
  recuperare   e  rafforzare  la  propria  autonomia,   materiale   e
  psicologica, la propria integrità fisica e la propria dignità;

   c)   garantisce  adeguata  accoglienza,  protezione,  solidarietà,
  sostegno  e  soccorso  alle  donne  vittime  di  violenze  fisiche,
  sessuali, psicologiche, di persecuzioni o di minaccia di tali atti,
  indipendentemente  dalla loro cittadinanza, nonché  ai  loro  figli
  minori o diversamente abili;

   d) promuove e sostiene l'attività dei centri antiviolenza;

   e) promuove la formazione di operatori del settore;

   f)   promuove  l'emersione  del  fenomeno  della  violenza,  anche
  attraverso  la  pubblicazione dei dati  raccolti  dall'Osservatorio
  regionale  per  il  contrasto  alla  violenza  di  genere  di   cui
  all'articolo 11.

   2.   La   Regione,  per  favorire  l'attuazione  integrata   degli
  interventi  di  cui  al  comma 1, promuove un  piano  triennale  di
  interventi  al  fine  di  avviare un confronto  strutturato  tra  i
  diversi livelli di governo ed il terzo settore, di incrementare  la
  dotazione  di  strutture e servizi territoriali, di  potenziare  le
  competenze  degli  operatori  pubblici  e  privati,  di   garantire
  l'indipendenza economica alle donne vittime di violenza.

   3. La Regione adotta, in particolare, quattro linee di intervento:

   a)   sistema   regionale  di  monitoraggio  e  valutazione   degli
  interventi;

   b)  accordi  di  programma  tra  le  pubbliche  amministrazioni  e
  protocolli  d'intesa  tra le istituzioni pubbliche  e  private,  le
  realtà associative e di volontariato ed i centri antiviolenza;

   c) creazione di una rete territoriale;

   d) inserimento delle vittime nel mercato del lavoro.

   4. La Regione promuove, altresì, l'istituzione ed il funzionamento
  di  case di accoglienza per assicurare alle donne in difficoltà  la
  prima  accoglienza  e percorsi di autonomia e  di  superamento  del
  disagio.

   5.  La Regione, per favorire l'attività dei centri antiviolenza ed
  il funzionamento delle case di accoglienza già esistenti o di prima
  attuazione,  eroga  contributi in favore delle province  regionali,
  che  provvedono  alla  gestione  in  proprio  o  di  comuni,  enti,
  associazioni ed imprese sociali, in forma singola o associata.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3.  Ne do lettura:

                               «Art. 3.
          Istituzione del Forum permanente contro le molestie
                        e la violenza di genere

   1.  E'  istituito, presso l'Assessorato regionale della  famiglia,
  delle politiche sociali e del lavoro, il Forum permanente contro le
  molestie e la violenza di genere, di seguito denominato Forum.

   2.  Il Forum è sede di dialogo e confronto fra le istituzioni e la
  società in materia di prevenzione e contrasto alle molestie e  alla
  violenza di genere.

   3.  Il  Forum esprime parere, su richiesta, alla Giunta  regionale
  sugli  atti  relativi agli indirizzi da adottare e  sui  contributi
  regionali.  Il Forum può, altresì, formulare alla Giunta  regionale
  pareri e proposte nell'ambito degli interventi di cui alla presente
  legge.

   4.  La Giunta regionale stabilisce i criteri e le modalità per  la
  composizione e il funzionamento del Forum assicurando la  presenza,
  in  misura prevalente, di rappresentanti donne di associazioni,  di
  cooperative  sociali e di organizzazioni sindacali  con  comprovata
  esperienza  nell'attività  di contrasto alla  violenza  di  genere,
  nonché di deputati regionali donne, consiglieri provinciali donne e
  consiglieri comunali donne.

   5.  La  referente  regionale  per le pari  opportunità  presso  la
  Presidenza della Regione è membro di diritto del Forum, ai fini del
  coordinamento   con   la  Presidenza  e  del   monitoraggio   degli
  interventi.

   6.  Dalle  disposizioni di cui al presente  articolo  non  possono
  derivare  nuovi  o  maggiori  oneri a  carico  del  bilancio  della
  Regione.»

   Non  sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
              Iniziative di prevenzione e di informazione

   1.  La  Regione  sostiene,  in collaborazione  con  i  comuni,  le
  province,  le aziende sanitarie provinciali, le aziende ospedaliere
  ed i policlinici universitari, le direzioni scolastiche provinciali
  nonché  le  altre  istituzioni pubbliche e  i  centri  antiviolenza
  presenti sul territorio, progetti finalizzati alla realizzazione di
  iniziative  di  prevenzione contro la violenza  di  genere  e  alla
  promozione,   in   particolare  nelle  scuole  e  nelle   famiglie,
  dell'educazione  al  rispetto  nella  relazione  tra  i  sessi,  al
  rispetto  dell'identità sessuale, religiosa e culturale,  alla  non
  violenza come metodo di convivenza civile.

   2. I progetti di cui al comma 1 sono presentati:

   a)  da  enti locali, singoli o associati, da enti pubblici,  anche
  economici e da aziende sanitarie provinciali;

   b) dai centri antiviolenza;

   c)  da  associazioni iscritte al registro generale regionale delle
  organizzazioni di volontariato di cui all'articolo  6  della  legge
  regionale   7   giugno  1994  n.  22  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, da cooperative sociali, da associazioni di promozione
  sociale e da imprese sociali.

   3.   I   progetti  di  cui  al  comma  1  prevedono  il  sostegno,
  l'attivazione e la gestione dei centri antiviolenza e delle case di
  accoglienza.

   4.   La   Regione  promuove  la  più  ampia  diffusione,  mediante
  specifiche  campagne  informative,  delle  attività  di  cui   alla
  presente  legge,  anche  attraverso la  creazione  di  un  apposito
  portale o mediante l'utilizzo dei portali esistenti.

   5.  Il Comitato regionale per le comunicazioni di cui all'articolo
  101  della  legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, nell'ambito  delle
  sue  funzioni,  formula proposte alla concessionaria  del  servizio
  pubblico radiotelevisivo e ai concessionari privati in merito  alle
  programmazioni radiofoniche e televisive, al fine di sensibilizzare
  l'opinione pubblica sui temi di cui alla presente legge.

   Non sono stati presentati emendamenti.  Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5.   Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                  Istituzione della rete di relazioni

   1.  La  Regione, al fine di garantire idonee azioni di prevenzione
  della violenza di genere, sostiene e incentiva l'istituzione di una
  rete  di  relazioni tra i comuni, le province, le aziende sanitarie
  provinciali,  le aziende ospedaliere ed i policlinici universitari,
  gli uffici scolastici provinciali, le forze dell'ordine, l'autorità
  giudiziaria, le prefetture, le organizzazioni sindacali,  gli  enti
  datoriali,  i  centri antiviolenza presenti sul  territorio  e,  su
  espressa richiesta, le associazioni culturali e di volontariato.

   2.  La  rete  ha  lo scopo di attivare l'immediato intervento  dei
  soggetti  di  cui  al  comma  1,  su  base  provinciale  o  zonale-
  distrettuale, nonché di favorire l'adozione di procedure omogenee.

   3. L'assistenza e la protezione da parte dei soggetti della rete è
  attivata  su richiesta della vittima, anche se rivolta ad uno  solo
  tra essi.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
                              Convenzioni

   1.  Gli  enti  locali,  singoli  o  associati,  possono  stipulare
  apposite  convenzioni  con enti pubblici, istituzioni  scolastiche,
  università,   forze   dell'ordine,  autorità  giudiziarie,   centri
  antiviolenza  e  ogni altro soggetto che opera  nel  settore  della
  tutela delle donne vittime di violenza, per lo studio, la redazione
  e  la  gestione  di progetti antiviolenza, nonché per  definire  le
  modalità di erogazione dei servizi e degli interventi previsti  nei
  progetti.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7.  Ne do lettura:

                               «Art. 7.
                          Centri antiviolenza

   1.  La  Regione riconosce la rilevanza dell'attività svolta  dagli
  operatori  socio-sanitari  e dai centri antiviolenza  operanti  nel
  territorio  regionale e garantisce la promozione di  nuovi  centri,
  avvalendosi  delle competenze delle associazioni  di  volontariato,
  delle  organizzazioni  non lucrative di  utilità  sociale  e  delle
  cooperative  sociali che hanno come scopo la lotta, la  prevenzione
  alla  violenza e l'assistenza delle donne vittime di violenza,  che
  dimostrino  di  disporre di strutture e personale  adeguato  e  che
  operino nel settore da almeno tre anni.

   2.  E'  assicurata  la costituzione di un centro antiviolenza  per
  ogni provincia.

   3. I centri antiviolenza possono essere promossi:

   a) da enti locali, singoli o associati, anche in convenzione con i
  soggetti di cui al comma 1;

   b) da associazioni femminili che operino nel settore da almeno tre
  anni,  utilizzando pratiche di accoglienza basate  sulla  relazione
  fra donne.

   4. Le province e i comuni garantiscono:

   a)   strutture  adeguate  in  relazione  alle  popolazioni  e   al
  territorio;

   b) copertura finanziaria, in misura non superiore al 30 per cento,
  delle  spese  di  gestione  e per la funzionalità  operativa  delle
  strutture;

   c)   adeguate   e  periodiche  campagne  informative   in   merito
  all'attività e ai servizi offerti.

   5. I centri antiviolenza svolgono le seguenti funzioni:

   a)  colloqui  preliminari  con le donne vittime  di  violenza  per
  individuare i bisogni e fornire le prime indicazioni utili;

   b) colloqui informativi di carattere legale;

   c)  affiancamento  e supporto, su richiesta delle  vittime,  nella
  fruizione   dei   servizi   pubblici  e   privati,   nel   rispetto
  dell'identità  culturale e della libertà di  scelta  di  ognuna  di
  esse;

   d)  sostegno  nell'effettuazione  di  percorsi  personalizzati  di
  uscita  dal  disagio e dalla violenza, tendenti  a  favorire  nuovi
  progetti di vita e di autonomia;

   e)   iniziative   culturali   e   sociali   di   prevenzione,   di
  sensibilizzazione  e  di  denuncia  in  merito  al  problema  della
  violenza contro le donne, anche in collaborazione con enti pubblici
  e privati;

   f)  diffusione  dei  dati elaborati e analisi delle  risposte  dei
  servizi pubblici e privati, contattati e coinvolti;

   g)   formazione  e  aggiornamento  delle  operatrici  dei   centri
  antiviolenza e degli operatori sociali istituzionali.

   6. I centri antiviolenza mantengono costanti rapporti con gli enti
  locali,  con  le  strutture  pubbliche  di  assistenza  sociale   e
  sanitaria,  di  prevenzione e di repressione dei  reati  e  con  le
  istituzioni   scolastiche   operanti  sul   territorio   regionale.
  Promuovono, altresì, la stipula di convenzioni con gli ordini degli
  avvocati di tutte le province per il patrocinio legale delle  donne
  vittime di violenza e di maltrattamenti.

   7.  I  centri antiviolenza devono dotarsi di strutture e personale
  con  specifiche  competenze  professionali,  in  grado  di  offrire
  assistenza alle diverse tipologie di violenza subita dalle donne.

   8. Le strutture dei centri antiviolenza devono garantire anonimato
  e segretezza.

   9.  Le  prestazioni  dei centri antiviolenza sono  rese  a  titolo
  gratuito.

   10.  I  centri  antiviolenza sono dotati di numeri telefonici  con
  caratteristiche di pubblica utilità e adeguatamente pubblicizzati.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8.  Ne do lettura:

                               «Art. 8.
                          Case di accoglienza

   1. Le case di accoglienza hanno le seguenti finalità:

   a)  offrire  ospitalità temporanea alle donne, sole  o  con  figli
  minori o diversamente abili, vittime di violenza;

   b)  sostenere donne in situazioni di disagio a causa  di  violenza
  sessuale o maltrattamenti in famiglia;

   c) creare cultura e spazi di libertà per le donne vittime di gravi
  maltrattamenti ed i loro figli minori o diversamente abili;

   d)  valorizzare le relazioni tra donne, anche in presenza di grave
  disagio;

   e)  garantire la continuità dei rapporti affettivi e assistenziali
  con  i  figli  maggiorenni e con gli altri  componenti  del  nucleo
  familiare non coinvolti nella violenza o nei maltrattamenti.

   2.  Le  case di accoglienza sono costituite in numero di una  ogni
  200.000  abitanti  e,  comunque, in  modo  tale  da  assicurare  la
  presenza di almeno una in ogni provincia.

   3.  L'accesso alle case di accoglienza avviene per il tramite  dei
  centri antiviolenza.

   4. Le case di accoglienza sono dotate di strutture e personale con
  competenze  professionali,  in  grado  di  offrire  assistenza   in
  relazione alle diverse tipologie di violenza subita dalle donne.

   5. Nelle case di accoglienza sono garantite la consulenza legale e
  psicologica,  l'orientamento al lavoro e il  reinserimento  sociale
  delle vittime di violenza.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
                        Inserimento lavorativo

   1.  La Regione, al fine di favorire l'inserimento lavorativo delle
  donne  vittime  di  violenza, promuove l'istituzione  di  borse  di
  lavoro  utilizzabili  per  un periodo non  inferiore  ad  un  anno,
  incentivi alle assunzioni e corsi di formazione professionale.»

   Non sono stati presentati emendamenti.  Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10.  Ne do lettura:

                               «Art. 10.
                              Formazione

   1. La Regione e le province, nell'ambito della normativa regionale
  in  materia  di formazione professionale, promuovono  iniziative  e
  moduli formativi finalizzati alla formazione congiunta di operatori
  sanitari,  degli enti locali, di centri antiviolenza,  delle  forze
  dell'ordine,  dell'autorità giudiziaria e delle  prefetture,  quali
  soggetti  coinvolti  negli interventi sul fenomeno  della  violenza
  sulle donne.»

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento  10.1  a
  firma  del relatore, onorevole Vinciullo:  All'articolo 10  cassare
  le  parole:   delle Forze dell'ordine dell'autorità  giudiziaria  e
  delle Prefetture .  Il parere della Governo?

   PIRAINO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 10 nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11.  Ne do lettura:

                               «Art. 11.
     Istituzione dell'Osservatorio regionale per il contrasto alla
                          violenza di genere

   1.  E'  istituito, presso l'Assessorato regionale della  famiglia,
  delle politiche sociali e del lavoro, l'Osservatorio regionale  per
  il  contrasto  alla  violenza  di  genere,  di  seguito  denominato
  Osservatorio.

   2.  L'Osservatorio svolge una azione di monitoraggio degli episodi
  di violenza, attraverso la raccolta, l'elaborazione e l'analisi dei
  dati  forniti  dai  centri antiviolenza, dagli enti  locali  e  dai
  servizi  territoriali, al fine di realizzare  una  sinergia  tra  i
  soggetti coinvolti per sviluppare la conoscenza delle problematiche
  relative  alla  violenza  sulle donne e  di  armonizzare  le  varie
  metodologie di intervento adottate nel territorio.

   3.  L'Osservatorio  verifica l'andamento  e  la  funzionalità  dei
  centri antiviolenza e delle case di accoglienza, nonché l'efficacia
  delle iniziative intraprese.

   4.  L'Osservatorio è sede di confronto e riceve le proposte  delle
  associazioni e delle cooperative sociali con comprovata  esperienza
  nell'attività di contrasto alla violenza di genere.

   5.  L'Osservatorio elabora annualmente una relazione che  contiene
  le  informazioni e i risultati inerenti l'attività di  monitoraggio
  del  fenomeno. La relazione è trasmessa alla Giunta regionale entro
  il 31 marzo dell'anno successivo a quello di riferimento.

   6.  Dalle  disposizioni di cui al presente  articolo  non  possono
  derivare  nuovi  o  maggiori  oneri a  carico  del  bilancio  della
  Regione.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura.

                               «Art. 12.
                          Indirizzi attuativi

   1.   La   Giunta  regionale,  sentiti  la  competente  commissione
  legislativa   dell'Assemblea  regionale  siciliana  ed   il   Forum
  permanente contro le molestie e la violenza di genere, approva  gli
  indirizzi  applicativi  relativi alle azioni  da  adottare  per  il
  contrasto alle molestie e alle violenze di genere.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13.  Ne do lettura:

                               «Art. 13.
                         Contributi regionali

   1.  La  Regione concede contributi per il finanziamento dei centri
  antiviolenza  e  delle  case  di  accoglienza,  nei  limiti   degli
  stanziamenti   relativi  agli  articoli  7  ed  8,  come   indicati
  nell'articolo 16, garantendone la diffusa e articolata presenza sul
  territorio regionale.

   2.  I criteri e le modalità per la concessione dei contributi sono
  stabiliti  dalla  Giunta regionale, previo parere della  competente
  commissione  legislativa dell'Assemblea regionale siciliana  e  del
  Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere.

   3.  In sede di prima applicazione, dall'1 marzo 2012, i contributi
  sono  erogati  sulla  base  di  un avviso  approvato  dalla  Giunta
  regionale  entro  il 31 dicembre 2011. L'avviso è pubblicato  nella
  Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e di esso è data la  più
  ampia notizia negli organi di informazione.

   4.  La  Regione  concede agli enti locali che ne  fanno  richiesta
  contributi  per  la  ristrutturazione  e  l'adeguamento  dei   beni
  immobili confiscati alla mafia, da destinare ai centri antiviolenza
  e alle case di accoglienza.

   5.  Con  decreto  dell'Assessore regionale  per  la  famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro sono approvati, entro 60 giorni dalla
  data  di  entrata  in  vigore della presente legge,  gli  indirizzi
  attuativi  relativi alle azioni di contrasto alle molestie  e  alla
  violenza di genere.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'art. 14. Ne do lettura:

                             «Art. 14.
                      Cumulabilità dei finanziamenti

   1.  I  finanziamenti concessi ai sensi della presente  legge  sono
  cumulabili con quelli previsti dalla vigente normativa comunitaria,
  statale  e  regionale,  sempre che non sia da  queste  diversamente
  stabilito, secondo le procedure e le modalità previste dalle  norme
  medesime.»

   Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'art. 15. Ne do lettura:

                               «Art. 15.
                Procedure di verifica dei finanziamenti

   1.  La  Giunta  regionale, tramite l'Assessorato  regionale  della
  famiglia,   delle   politiche  sociali  e   del   lavoro,   sentito
  l'Osservatorio regionale per il contrasto alla violenza di  genere,
  assicura  annualmente la rilevazione sistematica dei dati  relativi
  al  fenomeno  della  violenza contro le donne, individua  le  buone
  prassi  e predispone una relazione per definire i criteri  per  una
  adeguata  assistenza  finanziaria alle donne vittime  di  violenza,
  anche  in  funzione  della predisposizione dei documenti  contabili
  della Regione.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'art. 16. Ne do lettura:

                               «Art. 16.
                           Norma finanziaria

   1.  Per  l'esercizio finanziario 2011 gli oneri sono quantificati,
  per  ciascuna disposizione della presente legge comportante  spesa,
  secondo i seguenti importi:

   articolo  4: 30 migliaia di euro articolo 5: 25 migliaia  di  euro
  articolo 7: 150 migliaia di euro
   articolo 8: 150 migliaia di euro
   articolo 9: 50 migliaia di euro articolo10: 25 migliaia di euro.

   2.  Per  le  finalità  della  presente  legge  è  autorizzata  per
  l'esercizio finanziario 2011, la spesa complessiva di 430  migliaia
  di  euro,  cui  si provvede con parte delle disponibilità  dell'UPB
  6.2.1.3.1  del  bilancio della Regione per l'esercizio  finanziario
  medesimo,  quanto  a  280 migliaia di euro del  capitolo  183742  e
  quanto a 150 migliaia di euro del capitolo 183743.

   3.  Per  gli  esercizi finanziari successivi la relativa  spesa  è
  determinata  ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera  g),  della
  legge regionale 27 aprile 1999, n. 10.»

   Comunico che è  stato presentato l'emendamento 16.1,  a firma  del
  Governo.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'art.  16  nel  testo  risultante.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'art. 17.  Ne do lettura:

                               «Art. 17.
                       Disposizioni transitorie

   1.  Con  decreto dell'Assessore regionale per la famiglia, per  le
  politiche sociali e per il lavoro, entro 90 giorni dall'entrata  in
  vigore  della  presente  legge, sono disciplinate  le  modalità  di
  attuazione e di raccordo tra le disposizioni della presente legge e
  quelle  di cui agli articoli 9 e 18 della legge regionale 31 luglio
  2003, n. 10.»

   Non  sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'art. 18. Ne do lettura:

                             Art. 18.
                           Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Il  voto finale al disegno di legge  Norme per il contrasto  e  la
  prevenzione  della  violenza di genere  nn. 371-485-510-2/A,   sarà
  dato in coda alla seduta insieme agli altri disegni di legge.

   'rispetto dell'identità di genere'

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Discussione del disegno di legge «Disposizioni per promuovere
            il rispetto dell'identità di genere» (n. 574/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge  numero
  574/A  «Disposizioni  per promuovere il rispetto  dell'identità  di
  genere», posto al n. 4).

   MINARDO, presidente della Commissione. Signor Presidente, prima di
  procedere   con  lo  svolgimento  della  relazione  e   considerato
  l'assenza  del   relatore, volevo chiedere all'Assemblea  di  poter
  rinviare  il  disegno  di  legge in  commissione,  per  un  maggior
  approfondimento.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.   Signor  Presidente,  ho  capito  che   cominciano   le
  strumentalizzazioni. Presidente Minardo, ieri sera eravamo  rimasti
  in un certo modo  L'accordo era che stasera si approvavano  tutte e
  tre le leggi o nessuna.
   Quindi,   questo  giocare a rimpiattino per non dire  che  non  si
  vuole fare,  a me non piace proprio  Mi spiace che non sia presente
  il  mio Capogruppo che sa meglio di me come siano andate le cose in
  Conferenza dei Capigruppo.
   Signor  Presidente, la prego di non accettare questa richiesta  di
  rinvio in commissione perché la legge è stata  ampiamente dibattuta
  in  commissione  con il Vicepresidente  Vinciullo,  che  ha  votato
  contro,  ma  ha  permesso che la legge andasse avanti,  senza  fare
  ostruzionismo  Ci si vuole nascondere dietro a non so cosa per  non
  fare  questa  legge  mentre per le altre due  leggi  c'è  stato  un
  procedere veramente incredibile, siamo andati velocissimi.
   La  prego  di non tenere in considerazione quello che ha detto  il
  Presidente  Minardo  perché  ieri  sera  sono  stati  fatti  questi
  ragionamenti  O si approvavano le tre leggi o non se  ne  approvava
  alcuna

   PRESIDENTE.  Onorevole  Apprendi,  io  non  posso  non  tenere  in
  considerazione la richiesta del presidente della commissione. Non è
  una questione di velocità  La velocità sarebbe la stessa se non  ci
  fosse una richiesta di cui non posso non tenere conto.

   PANEPINTO. La richiesta di rinvio in Commissione non è motivata.

   MINARDO. E' motivata da ulteriori approfondimenti.

   APPRENDI.  Potevo  chiedere il tempo per  la  presentazione  degli
  emendamenti e non l'ho fatto

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  con  tutto  il
  rispetto  per il Presidente della commissione, si chiede il  rinvio
  in  commissione quando c'è un dibattito avviato, ci sono  punti  da
  valutare,  da  approfondire,  e  a  quel  punto  un  deputato,   il
  capogruppo,  il presidente della commissione, chiede il  rinvio  in
  commissione. Non avendo neanche iniziato con l'esame del disegno di
  legge  mi pare assolutamente strumentale la posizione espressa  dal
  presidente della commissione.
   D'altro   canto,   nessuno  obbliga  il  Parlamento  ad  approvare
  l'articolato  del  disegno di legge. Se  ci  sono  punti  di  vista
  diversi  attorno  al disegno di legge si esprimono  attraverso  gli
  strumenti parlamentari.
   Se  c'è  qualche  collega che ritiene che il disegno  di  legge  è
  avanzato, propone quello che gli strumenti permettono di  fare  ciò
  che   gli  emendamenti che tendono a cassare parte del  disegno  di
  legge, a ridurlo, ad eliminarlo, così come si conviene.
   Per cui invito il presidente della Commissione, che fra l'altro ha
  deciso  la  richiesta di rinvio senza neanche  aver  consultato  la
  Commissione  -  altra prassi innovativa in questo Parlamento  -,  a
  ritirare  la richiesta e invito lei, signor  Presidente, ad  andare
  avanti con l'esame del disegno di legge, perché mi pare che sia del
  tutto  ovvio che se c'è una parte del Parlamento che non  condivide
  quel disegno di legge, ovviamente, ne cassa alcune parti, oppure lo
  boccia.
   Quindi,  la  invito  a  proseguire  così  come  concordato   dalla
  Conferenza dei Capigruppo.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente,  poc'anzi  abbiamo  approvato   un
  disegno    di    legge    sicuramente   interessante,    presentato
  dall'onorevole  Vinciullo,  relatore,  che  conteneva   come   tema
  principale la convenzione con la Conferenza Episcopale Italiana,  e
  poi,  ad  un  certo punto, in una norma si parlava di  comunità  di
  recupero'. Onestamente, sono rimasto in silenzio su un accordo  che
  ieri sera era palese che i testi che erano stati trattati venissero
  poi sottoposti all'attenzione del Parlamento.
     Voler  ingigantire o creare un caso, presidente Minardo, non  mi
  sembra necessario perché non è stata motivata la ragione del rinvio
  in Commissione.
   Si  stravolge  una  prassi,  perché lei  non  ha  sentito  la  sua
  Commissione. Io credo che la mia richiesta, per evitare  la  guerra
  di religione, è che il testo, per le ragioni che sono state esposte
  dai  miei colleghi prima di me, possa essere esitato dall'Aula,  in
  un  modo  o nell'altro, perché altrimenti il rischio è che  poi  ci
  siano  momenti in cui la furbizia diventa capace di condizionare  i
  lavori di questo Parlamento.
   Per  cui  la richiesta del presidente della I Commissione non  può
  essere  accolta, perché priva di ogni motivazione, al di  là  se  è
  prevista dal punto di vista regolamentare.

   PIRAINO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PIRAINO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. Signor Presidente, io credo che la richiesta del presidente
  della  Commissione sia motivabile anche con la circostanza  che  il
  sottoscritto nella qualità di Assessore alla famiglia e  componente
  del   Governo  non  sia  stato  direttamente  audito   durante   la
  discussione del disegno di legge.
   Questa  circostanza, per quello che significa, è  una  circostanza
  abbastanza seria per potere non giocare, onorevole

   SPEZIALE. Vi state arrampicando sugli specchi.

   CORDARO.  Sta  parlando l'Assessore, lei quando presiedeva  faceva
  così?

   PIRAINO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro.  Io credo che la motivazione che deve essere presente nella
  richiesta  del Presidente della I  Commissione sia proprio  questa,
  che  il  Governo non è stato audito, quindi per quanto mi  concerne
  ribadisco  la richiesta di rinvio avanzata dal presidente  della  I
  Commissione.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.  Signor Presidente, ho partecipato a tutti gli  incontri
  che   sono   stati   predisposti   dalla   Commissione   presieduta
  dall'onorevole Vinciullo ed ai cinque incontri che si  sono  svolti
  nella  Commissione   Affari  istituzionali',  il  Governo  è  stato
  invitato   -   Assessore  mi  rivolgo  a  lei   perché   ha   fatto
  un'affermazione birichina - cinque volte in Commissione e non si  è
  presentato senza neanche giustificarsi.
   Professore  Piraino, docente stimatissimo, lei  è  stato  invitato
  dal Presidente della Commissione, per la trattazione del disegno di
  legge  che,  peraltro,  ha seguito un iter,  con  il  parere  della
  Commissione, è stato limato, pulito.
   E'  un  disegno  di  legge che dà un minimo di  riconoscimento  di
  diritti - e lei questo me lo insegna
   Questo  disegno  di  legge, lei lo  ha già  digerito,  lo  conosce
  benissimo, sa perfettamente quali siano o meno gli effetti.
   E'   una   strumentalizzazione  quella  di  volere  rimandare   in
  Commissione questo disegno di legge.
   Invito  il  Presidente a ritirare la richiesta  ed  invito  lei  a
  confrontarsi col Parlamento.
   Assessore,  si  confronti con il Parlamento che è democraticamente
  eletto   che  può  e   deve  dare  risposta  ai  cittadini   tutti,
  indipendentemente dalla religione, dalla fede e dal sesso.
   La  invito,  Assessore, ad evitarci questo ritorno in  Commissione
  perché rappresenterebbe solo una perdita di tempo.
   Ieri  sera, sono stati svolti altri ragionamenti. Io avrei potuto,
  con i due disegni di legge precedenti, chiedere il tempo necessario
  per  presentare gli emendamenti e forse saremmo andati  a  dopo  le
  festività  pasquali perché avrei presentato mille emendamenti  così
  come  stanno facendo gli oppositori a questo disegno di legge,   ma
  siccome  c'è correttezza istituzionale nel senso che i tre  disegni
  di legge devono procedere insieme, lo ribadisco.
   Non  è  corretto,  non  è giusto nei confronti  di  una  parte  di
  cittadini che stanno aspettando questo disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, c'è una richiesta  di  rinvio  in
  commissione  formulata  dal presidente  della  commissione  ed  una
  formulata dall'assessore.
   A  norma del Regolamento interno, possono intervenire due deputati
  a favore della proposta e due contro.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo  a
  favore   della  proposta  di  rinvio  del  disegno  di   legge   in
  Commissione.
   A  quanti hanno a cuore questo disegno di  legge dico che il  modo
  peggiore,  il servizio peggiore che si possa dare alla  discussione
  su  un  tema così importante, significativo e delicato è quello  di
  porgere  l'attenzione su questa normativa in termini di radicalismo
  ed  in  termini  di  un'attenzione smodata nel  non  accogliere  la
  richiesta   da   parte   del   presidente   della   Commissione   e
  dell'Assessore  per una audizione, per comprendere meglio  cosa  il
  Governo  intenda autonomamente promuovere o concorrere  in  uno  al
  Parlamento su un tema così importante.
   Onorevole Apprendi, bisogna una volta per tutte dirci una cosa con
  molta  chiarezza:   sui  temi  che  riguardano  l'etica  -  e   non
  riguardano posizioni ideologizzate occorre che questo Parlamento ne
  parli  liberamente,   dopo  avere fatto tutti  i  passaggi  formali
  necessari.
   Non vorrei che si continuasse, in quest'Aula, ad andare avanti con
  l'approvazione di alcune normative importanti come abbiamo fatto in
  occasione  della legge sul voto delle donne, in cui  non c'è  stato
  un  solo  intervento da parte dei parlamentari; così  come  abbiamo
  fatto  sulla  legge che riguardava la diminuzione dei parlamentari,
  altro  tema  importantissimo, sul quale non c'è stato assolutamente
  dibattito in quest'Aula.
   Ora  è  diventato importantissimo discutere immediatamente,  senza
  avere  nemmeno  il  tempo  di pensare  e  di  riflettere;  si  deve
  approvare  immediatamente un disegno di legge che riguarda,  signor
  Assessore, una tematica così importante e significativa del quale a
  nessuno di noi sfugge l'importanza.
   Pertanto, il modo più serio, più corretto  di lavorare è quello di
  evitare  radicalismi,  lacerazioni  nel  Parlamento  ed  affrontare
  questo  tema  etico che riguarda la famiglia e,  quindi,  la  parte
  nucleare  di  questa  società,  in maniera  che  ci  possa  essere,
  intanto, una posizione chiara da parte del Governo - e ritengo  che
  questo   Parlamento  debba  anche  ascoltare  il   Governo   -   e,
  successivamente,  avere una maggiore riflessione nella  Commissione
  parlamentare  che,  come  lei  onorevole  Apprendi  sa,  spesso   è
  utilissima  perché  consente di trovare quell'equilibrio  e  quelle
  mediazioni   che   in  Parlamento  sono  impossibili,   mentre   in
  Commissione, facendo un lavoro duro e serio, come abbiamo fatto  in
  tante   occasioni  e  per  tante  leggi   importanti  saremo  nelle
  condizioni,  probabilmente, di trovare  un  momento  di  mediazione
  utile  affinché  questa legge rappresenti un  momento  di  crescita
  dell'intera collettività e non sia, invece, la vittoria di qualcuno
  sugli altri.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in  effetti
  sembra  che tutti i Gruppi parlamentari - anzi non sembra, è  così,
  tranne il PD e qualche deputato solo a titolo personale - siano per
  il  rinvio  in  commissione,  abbiamo  anche  dovuto  lottare,  tra
  virgolette,  con  gli  onorevoli  Cordaro  e  Cappadona   per   chi
  esprimesse  il  proprio  contributo nella richiesta  di  rinvio  in
  Commissione  e ringrazio entrambi i colleghi che mi hanno  dato  la
  possibilità,  come  Gruppo parlamentare UDC, di  esprimere  il  mio
  punto di vista da questo palco.
   Signor  Presidente, onorevole Cascio mi riferisco a lei, le chiedo
  che  non  solo venga rinviato in Commissione, ma che non si proceda
  alla  discussione  di  questo  disegno  di  legge  fin  quando   la
  Commissione  non venga integrata con i rappresentanti  di  tutti  i
  Gruppi  parlamentari,  perché  si  è  parlato  di  confronto,   che
  l'assessore  non è andato in Aula, è stato definito  birichino'  il
  nostro  assessore,  ma posso dire che l'UDC non  è  presente  in  I
  Commissione  e già in quella sede avrebbe potuto fare le  barricate
  affinché questo disegno di legge non arrivasse in Aula.
   Pertanto,  le chiedo, e chiedo che l'Aula si pronunci  in  maniera
  positiva,  il rinvio in Commissione e che non si discuta di  questo
  disegno di legge se prima i componenti dell'UDC non siano messi  in
  condizione, con la loro assegnazione alla I Commissione,  di  poter
  discutere del disegno di legge per il quale l'onorevole Apprendi  -
  gliene va dato atto - si sta tanto battendo.
   Ma  poiché l'onorevole Apprendi è uomo di dialogo, chiedo che  sia
  l'onorevole Apprendi stesso a chiedere che si rinvii in Commissione
  e che si abbia là il dibattito con tutti i Gruppi parlamentari, ivi
  compreso  il  Gruppo dell'UDC che, in maniera ferma e  convinta,  è
  contrario a  questo disegno di legge.

   MUSOTTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  devo  dire  che
  obiettivamente  stiamo raggiungendo un livello di oscurantismo  che
  non  ha limiti: mistifichiamo ragioni di regole, di democrazia,  di
  discussioni, di potere parlare liberamente su temi etici  chiedendo
  il  rinvio  per sommergere nel silenzio un sacro disegno  di  legge
  voluto  da tantissima gente, che coinvolge migliaia di persone,  su
  cui  si vuole discutere liberamente, non si vuole imporre niente  a
  nessuno, sono scelte di libertà che in ogni regione d'Europa, le 27
  nazioni che compongono la Comunità Europea, neanche ne discutono.
   Qui si discute, parliamo ancora di rinviarlo in Commissione perché
  ci  sono  ragioni, le regole,  l'Assessore invitato  cinque  volte,
  purtroppo, non ha potuto partecipare ai lavori della Commissione.
   Signor   Presidente,  obiettivamente  questa  discussione,  questa
  richiesta non fa onore a questo Parlamento. Quindi, qualsiasi altro
  tipo  di decisione, se non quella di discutere in Aula liberamente,
  con  grande  franchezza, con grande lealtà, su una legge sacrosanta
  che coinvolge migliaia di persone, sarebbe un atto di oscurantismo.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sono per
  il  diavolo,  ma  sono  per il dialogo, per cui  credo  che  questo
  Parlamento, su questa norma, debba essere messo nelle condizioni di
  potere discutere.
   Una  norma  di questo tipo è una norma che non ha una appartenenza
  legata  ai  partiti,  è   una norma che si  basa  su  questioni  di
  civiltà,  di  coscienza e che riguardano la coscienza di  ognuno  e
  credo  che  il  luogo  dove  questa norma  vada  discussa  con  una
  richiesta  di rinvio in Commissione, ma in Parlamento, apertamente,
  in  cui  ognuno  può  esprimersi  liberamente  secondo  il  proprio
  pensiero.
   Se  leggiamo  la  norma  non c'è niente di  straordinario  al  suo
  interno, c'è il riconoscimento di uno status di civiltà e di parità
  dei  cittadini indipendentemente dalla loro appartenenza  sessuale,
  religiosa,  etica  e  culturale. E' solo  questo,  nient'altro  che
  questo
   Perché questa paura, colleghi  Perché nascondersi dietro il rinvio
  in Commissione
   Perché  il rinvio in Commissione non motivato in nessun  modo  dal
  punto  di vista del merito, è un volere nascondersi di fronte  alla
  necessità  di affrontare apertamente un dibattito in  Aula  in  cui
  ognuno esprime sulle questioni di civiltà, di progresso sociale, di
  libertà  degli  individui.  Qua c'è  un  problema  di  libertà  dei
  soggetti, potersi esprimere liberamente su queste questioni e penso
  che solo per questo non deve essere neanche posto al voto il rinvio
  in Commissione.
   Inviterei il Presidente della I Commissione a ritirare la proposta
  e a ritirarla per consentire a questa Aula di discutere liberamente
  del diritto dei cittadini siciliani che deve essere indipendente in
  quanto  persone,  perché stiamo discutendo di persone,  non  stiamo
  discutendo di appartenenti ad un sesso, ad una religione o  ad  una
  professione.
   Consentiamo di far fare a questo Parlamento un salto di civiltà in
  cui   discutiamo  realmente,  e  finalmente,  della  dignità  delle
  persone.
   Quindi,   nell'esprimere la assoluta contrarietà del Partito,  mia
  personale  e di molti colleghi, al rinvio in Commissione,  torno  a
  rinnovare  l'invito al Presidente della Commissione a  ritirare  la
  proposta.  La Commissione ha già discusso questo disegno  di  legge
  per  cinque  sedute, è giusto che l'Aula abbia  la  opportunità  di
  approfondire e di discutere.

   PRESIDENTE.  Pongo ai voti la richiesta di rinvio  in  Commissione
  formulata dal Governo e dal Presidente della Commissione.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga seduto.

                            (E' approvata)

   Il disegno di legge, quindi, ritorna in Commissione.

   SPEZIALE. Si può avere una controprova della votazione?

   PRESIDENTE.  Onorevole Speziale, onestamente c'era una grandissima
  differenza, non era una questione di uno o due voti, erano 4 su 44,
  era evidente.
   Scusate  colleghi,  adesso ognuno difende le sue  posizioni  e  lo
  capisco. Il Regolamento è chiaro. Si vota per alzata e seduta e era
  evidentissima la sproporzione. Non mettete in dubbio la correttezza
  della Presidenza
   Onorevole Speziale, non insista perché su questa strada non arriva
  da nessuna parte. Il voto è stato evidentissimo e non si ripete.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.     Signor    Presidente,    c'è    stato    un     errore
  nell'interpretazione dell'emendamento del Governo  sul  disegno  di
  legge  sulla  Fiera  del Mediterraneo, perché  così  come  è  stato
  approvato,  l'emendamento prevede soltanto la copertura finanziaria
  e non il mutamento di status del personale.
   Si sta modificando il testo dell'emendamento d'accordo col Governo
  e, quindi, chiediamo la correzione con il ricorso all'articolo 117.

   PRESIDENTE.  Gli  uffici avevano già in mente  questo  problema  e
  aspettiamo   l'emendamento  dagli  uffici  e   con   l'applicazione
  dell'articolo 117 lo metteremo in pratica.

   CAPUTO. Grazie Presidente.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, ho la vaga sensazione  che  qualcosa
  stasera  si  sia  rotto  e si è rotto su una questione  che  alcuni
  considerano  banale,  ma  che io considero,  invece,  fondamentale,
  perché condivido per intero l'intervento fatto dal collega Musetto.
   Qui noi abbiamo impedito che il Parlamento potesse discutere sulla
  libertà di scelta delle persone ed il fatto in sè costituisce,  per
  quanto  mi riguarda, un elemento grave, che viola un accordo  fatto
  dalla  Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari,  che  era
  quello  che  si sarebbero esaminati tutti i disegni di  legge,  ivi
  compreso  il  disegno di legge presentato dal collega Apprendi,  la
  invito  a  sospendere  momentaneamente  l'Aula,  a  riconvocare  la
  Conferenza, a stabilire la data di fissazione del disegno di  legge
  per  il ritorno in Aula, viceversa, per quanto mi riguarda, essendo
  stato violato, da parte degli altri capigruppo, l'accordo fatto  in
  Conferenza,  non  mi sento impegnato, non so gli  altri,  a  votare
  nessuno  dei  disegni  di legge che sono stati  già  esaminati  dal
  parlamento e che attendono il voto finale.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevole Speziale, tenga presente che la  Presidenza
  ha accolto una richiesta di rinvio del Presidente della Commissione
  e dell'Assessore al ramo.
   Ha  fatto parlare tutti gli oratori al di là di quelli che prevede
  il Regolamento e ha fatto esprimere l'Aula.
   Per  cui da questo punto di vista non c'è nessun tipo di forzatura
  regolamentare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  qualche
  malinteso,   fraintendimento   all'interno   di   qualche    gruppo
  parlamentare di maggioranza non può bloccare i lavori d'Aula.
   Vorrei  ricordare  a  qualche  collega  parlamentare  che  mi   ha
  preceduto  che il rinvio di un disegno di legge, tra l'altro  molto
  delicato,   in  Commissione non significa un corto  circuito  e  se
  magari  vi fosse un corto circuito è un rapporto che attiene  forse
  all'interno di qualche partito.
   Piuttosto   il  Parlamento  deve  seguire  un'altra  strada;   noi
  chiediamo  che si proceda, anche perché c'è una norma che  dobbiamo
  approvare,  che ha delle ricadute importanti anche per il  bilancio
  regionale, ed è una norma che riguarda ben 96 milioni di  euro,  96
  milioni   euro  che  diventano  fondamentali  in  questo   bilancio
  regionale per la sopravvivenza della Regione Sicilia.
   Lo  dico, signor Presidente e onorevoli colleghi, in un momento in
  cui si discute se nell'esercizio provvisorio dobbiamo inserire,  lo
  dico  anche  alla presenza dell'Assessore Centorrino, quella  quota
  necessaria  affinché  8 mila persone del settore  della  formazione
  non   si   ritrovano  o  non  rischiano  di  ritrovarsi  in   cassa
  integrazione giorno 2 gennaio.
   Qui  si  deve  comprendere se si deve discutere  sul  sesso  degli
  angeli  o  di  qualcos'altro o se, invece,  si  deve  discutere  di
  questioni  concrete per questa Sicilia quando in un momento in  cui
  oggi  ci sono varie emergenze territoriali, emergenze sociali  come
  quella che vi ho detto, ad esempio 8 mila persone che chiedono  una
  risposta, non penso che potremmo ipotizzare chissà quale Conferenza
  dei Presidenti di gruppi parlamentari per discutere di chissà quale
  disegno di legge che servirebbe soltanto non so a chi o a che cosa,
  ma  non  voglio  entrare nel merito di questo, lo affronteremo  nei
  luoghi adeguati ai deputati all'uopo.
   Pertanto   signor   Presidente  le  chiedo  di  continuare   nella
  trattazione  e  poi  la invito a fare un momento  di  incontro  per
  convincere  anche  il  Governo  regionale  di  guardare  con  molta
  attenzione  a quello che succede e che succederà, e lo  dico  anche
  all'Assessore Armao, nella formazione da qui a qualche giorno.

   prestazioni sanitarie'

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Seguito della discussione del disegno di legge «Norme in materia
  di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie» (n. 788/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge  numero  788/A «Norme in materia di partecipazione  al  costo
  delle prestazioni sanitarie», posto al numero 5).
   Ricordo  che nella seduta di ieri era stato approvato il passaggio
  all'esame degli articoli.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.

           Modifiche all'articolo 7 della legge regionale 29
                         dicembre 2003, n. 21

   1. All'articolo 7 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21  e
  successive  modifiche ed integrazioni, sono apportate  le  seguenti
  modifiche:

   a) i commi 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:

   2.  Il  regime  di esenzione dalla partecipazione al  costo  delle
  prestazioni sanitarie nell'ambito della Regione, a decorrere dall'1
  gennaio  2012,  è  basato sul sistema di cui all'articolo  8  della
  legge   24  dicembre  1993,  n.  537  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni.

   3.   L'Assessore  regionale  per  la  salute,  di   concerto   con
  l'Assessore regionale per l'economia, provvede con proprio decreto,
  da  emanarsi  entro  il  31 gennaio 2012,  sentite  le  Commissioni
  legislative  dell'Assemblea  regionale  competenti  in  materia  di
  servizi  sociali  e  sanitari e bilancio e programmazione,  a  dare
  attuazione,  anche  attraverso variazioni delle  fasce  reddituali,
  alle  disposizioni che prevedono la determinazione regionale  della
  quota  di  partecipazione al costo delle prestazioni  sanitarie  da
  parte   degli   assistiti,  salvaguardando  il  gettito   derivante
  dall'applicazione della norma di cui al comma 2.';

   b)  i commi 2bis, 2ter, 2quater e 2quinquies dell'articolo 7 della
  legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, sono soppressi.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -  dagli  onorevoli Vinciullo, Pogliese, Buzzanca e Falcone:  1.1,
  1.4, 1.2, 1.3, 1.5.

   Comunico che gli emendamenti 1.1 e 1.4 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   SPEZIALE. Noi voteremo contro il disegno di legge

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

        (La seduta, sospesa alle ore 19.19, è ripresa alle ore
                                19.50)

                 Presidenza del Vicepresidente FORMICA

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli colleghi, riprende l'esame del disegno di legge n. 788/A
   Norme  in  materia  di partecipazione al costo  delle  prestazioni
  sanitarie .
   Gli  emendamenti  1.2  e 1.3, a firma degli  onorevoli  Vinciullo,
  Pogliese  ed altri,  sono ritirati. L'Assemblea ne prende atto.

   SPEZIALE. Signor Presidente, l'assessore per la Famiglia deve fare
  una dichiarazione.

   RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. E' in Giunta.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per 5 minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.51, è ripresa alle ore 19.55)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   PIRAINO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PIRAINO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Signor Presidente, desidero chiarire all'Assemblea  che  la
  richiesta con la quale il Governo poc'anzi ha chiesto il rinvio  in
  Commissione  del  disegno  di  legge sulle  cosiddette   unioni  di
  fatto , è una richiesta evidentemente non dilatoria. Il Governo non
  ha  un  atteggiamento  di questo genere nei  confronti  del  lavoro
  dell'Assemblea,  nei  confronti  di  una  questione   peraltro   di
  rilevante significato politico o meno.
   Naturalmente, quando in Commissione saranno avvenuti gli  adeguati
  approfondimenti,  sarà  la Commissione che  approverà,  se  dovesse
  approvare, e poi inviare all'Aula il disegno di legge. Il  Governo,
  per  la  sua  parte, si impegna ad approfondire e  a  dare  il  suo
  contributo.  Quindi,  il  Governo,   quando  il  disegno  di  legge
  arriverà in  Aula, darà il suo contributo.

                (Interruzione dell'onorevole Speziale)

   PIRAINO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Onorevole Speziale, il Governo è impegnato a dare  il  suo
  contributo  e a fare arrivare in Aula, successivamente, il  disegno
  di legge. Questo è evidente.

   PRESIDENTE.  Assessore, non è compito del Governo far arrivare  in
  Aula  i  disegni di legge, ma è dell'attività parlamentare.  Lei  è
  stato abbastanza chiaro.

     Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n. 788/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, si  passa  all'emendamento  1.5,
  degli onorevoli Vinciullo ed altri.

   VINCIULLO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
                          Disposizioni finali

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Comunico   che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli  Vinciullo,
  Pogliese, Buzzanca e Falcone l'emendamento 2.1.

   VINCIULLO.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 2.  Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, che il Governo e la
  maggioranza che lo sostiene sia alla frutta mi pare ormai evidente

   LACCOTO, Presidente della Commissione. Al dolce, considerato che è
  Natale

   SCILLA.  Ancora  peggio   Essendo in clima  natalizio  diciamo   a
  panettone  .
   Ciò che è successo poc'anzi, signor Presidente, non è una cosa  di
  poco  conto  ed  io intervengo anche per capire bene  la  posizione
  della  Presidenza, perché noi siamo in Aula per cercare di lavorare
  in maniera produttiva ma, soprattutto, in maniera seria.
   Su  un  disegno  di  legge  che, al di là  dell'importanza,  tutto
  sommato parliamo dell'istituzione di un registro dell'anagrafe  per
  le  unioni  civili, c'è stato uno scontro terribile  in  seno  alla
  maggioranza    perché   abbiamo   avuto   l'UDC,   nella    persona
  dell'Assessore, che ha fatto un intervento ed ha detto che la legge
  poteva,   dato  che  lui  non  aveva  partecipato  ai   lavori   in
  Commissione, ritornare in Commissione.
   Il  PD,  rispetto  all'accordo fatto, giustamente,  grida  allo
  scandalo,  hanno  visto  l'intervento  del  Presidente  Apprendi
  persona  sicuramente corretta, quindi se fa  quel  ragionamento,
  quelle  motivazioni politicamente corrette. L'MPA, troviamo  una
  parte  rappresentata dal collega Colianni  che  sostiene  che  è
  corretto  rimandare  il  disegno di  legge  in  Commissione,  il
  presidente   Musotto,  capogruppo  dell'MPA,  invece,   sostiene
  tutt'altra cosa.
   Allora,  con questo tipo di ragionamento come si fa nel momento
  in  cui  oggi  siamo quasi a fine anno, ancora una volta,  avete
  fatto diventare un'eccezione, che è l'esercizio provvisorio, una
  regola,  ancora  una volta, questo Governo si comporta  come  se
  presentare  l'esercizio provvisorio fosse una  regola  di  buona
  condotta  e  di  buona  amministrazione e, quindi,  abbiamo  una
  Sicilia  che  sta sprofondando, abbiamo una Sicilia che  soffre,
  abbiamo una formazione professionale a cui non si riesce a  dare
  alcuna  risposta,  abbiamo  i bandi comunitari  bloccati  e  voi
  giocate  con  i  destini della Sicilia e dei siciliani.  E  oggi
  dobbiamo  andare a votare una norma che ha proposto  l'assessore
  Russo  circa  la  cancellazione di alcuni soggetti  rispetto  al
  ticket  sanitario, una norma che è, nella realtà, un aumento  di
  tasse  per i siciliani, in un momento di grave crisi e di  grave
  difficoltà.
   Allora,  ecco  perché dico che questo stato  di  cose  non  può
  continuare,  signor Presidente. Allora, questa sua accelerazione
  rispetto ad una maggioranza che non riesce a produrre nulla o  a
  supportare  il  Governo,  è  un atteggiamento  politico  che  la
  coalizione  di  centro  destra non può accettare.  Noi  dobbiamo
  accelerare,  dobbiamo andare a fare le cose serie, non  possiamo
  diventare  complici di un sistema politico che sta  portando  la
  Sicilia  alla  distruzione,  caro  Presidente.  Ecco  perché  ho
  chiesto di intervenire.
   Allora,   vediamo  subito  di  andare  a  definire  l'esercizio
  provvisorio.  Anche  questa  norma,  la  788  di  cui  si  parla
  significa, ancora una volta, colpire chi ha bisogno solo  perché
  è  una  norma  che ci arriva dal Governo nazionale. Allora,  non
  possiamo  fare  nulla. Allora dobbiamo accettarla.  Ma  cosa  ci
  stiamo a fare qui come classe dirigente
   Questo  atteggiamento politico va sicuramente rimosso. Poco  fa
  ho  visto il presidente Lombardo che girava per il palazzo,  che
  non  stia  dietro le quinte a tirare le cinghia per  cercare  di
  tenere in piedi ciò che non si può tenere in piedi, perché  oggi
  vedere  il  collega  Speziale, di fatto,  imporre  all'assessore
  dell'UDC  quella  che  deve  essere la  strategia,  è  una  cosa
  assolutamente inaccettabile
   Allora,  signor Presidente, stiamo parlando di un atteggiamento
  politico,  ripeto, abbiamo subìto un ribaltone politico  perché,
  oggi,  se  c'è  questo stato di cose non è  una  conseguenza  di
  qualcosa  che  non  ha  una  logica politica,  ma  è  perché  la
  coalizione che sta governando è una coalizione che non è  uscita
  vittoriosa  dalla urne, è una coalizione ribaltonista,  incapace
  di governare.
   Allora,  Presidente, le chiedo di accelerare per l'approvazione
  dell'esercizio provvisorio.
   L'esercizio  provvisorio è l'unica cosa  seria  che  in  questo
  momento di grande difficoltà si può fare. Lei, nella qualità  di
  garante  dell'Assemblea non si può prestare a questi giochi  per
  chiudere  accordi  con coloro che, di fatto, poc'anzi,  si  sono
  dimostrati  assolutamente non in grado di governare  la  Sicilia
  perché  ciò  che  è  successo  poc'anzi  all'interno  di  questa
  coalizione è assolutamente inaccettabile.

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati due emendamenti aggiuntivi:
  l'A.1 e l'A.2.
   La  Presidenza è del parere che sarebbero entrambi da  ritenere
  inammissibili. Pur tuttavia, sull'A2 credo che il Governo  abbia
  da dire qualcosa.

   MASSIMO RUSSO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MASSIMO RUSSO, assessore per la salute. Attualmente esiste  una
  convenzione tra l'ASP e la Presidenza della Regione

   RINALDI. Ma di quale stiamo parlando?

   PRESIDENTE.  L'emendamento di cui stiamo parlando riguarda  i  due
  medici che svolgono il servizio sanitario interno all'Assemblea.
   La Presidenza non ritiene di mettere ai voti l'emendamento.

   DI BENEDETTO. Allora, di cosa stiamo parlando

   PRESIDENTE.  Il  Governo, che aveva avuto anche interlocuzioni  in
  questo  senso, così mi è stato riferito, può risolvere il  problema
  senza l'emendamento. Ha facoltà di parlare l'onorevole Russo.

   MASSIMO RUSSO, assessore per la salute.  Soltanto una battuta:  il
  Governo  utilizzerà  il  tempo  che  ancora  abbiamo  davanti,   la
  scadenza,  la  convenzione è il 31 marzo per trovare  le  opportune
  soluzioni.

   LACCOTO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà..

   LACCOTO,  presidente della Commissione.  Per essere molto  chiari,
  c'è  un problema che è stato anche sottoposto alla Commissione. C'è
  la richiesta da parte dei turisti, da parte del personale, da parte
  del  pubblico che frequenta questo Palazzo, oltre 300  mila  utenti
  l'anno, di avere una postazione sanitaria così come si ha in questo
  momento. Per cui si chiede all'assessore di trovare - e, credo  che
  vi  sia  stata la disponibilità, nell'arco di tempo da  qui  al  31
  marzo  -  una soluzione confacente perché vi sia un posto sanitario
  aperto al pubblico che è richiesto da moltissime persone rispetto a
  quante  sono  anche  le  richieste verbali  che  sono  arrivate  in
  Commissione.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento A.1, a firma dell'onorevole
  Calanducci  e anche per questo la Presidenza ritiene che  si  debba
  dichiarare l'improponibilità.

   CALANDUCCI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALANDUCCI.  Signor  Presidente, c'è la  soluzione  per  questo  e
  voglio  illustrarla  per  rendere  edotta  l'Aula  e  dopo  che  mi
  sentirete  sono  certo  che la stragrande  maggioranza  condividerà
  questa  iniziativa  che  ha portato alla luce  questo  emendamento,
  oggi,  che  sono pronto a trasformare in ordine del giorno  perché,
  obiettivamente,  potrebbe non riguardare  l'argomento  dei  ticket,
  anche  se  la sanità che si occupa di benefici della gente  c'entra
  sempre argomentando.
   Se mi consentite un minimo di attenzione, altrimenti vi risparmio,
  non vi tedio.
   Nel  1975,  per  legge  nazionale, furono istituiti  i  consultori
  familiari.   Questi  consultori  familiari,  in   Sicilia,   furono
  regolamentati da una legge nel 1978.
   I  consultori  familiari che, naturalmente,  per  indirizzo  della
  legge  nazionale,  si occupano di questo settore della  famiglia  e
  della  rete  che essa costituisce sono i soggetti istituzionalmente
  pubblici  o  privati  che senza scopo di lucro  rispondono  bene  a
  queste esigenze.
   Ora nel 1978, quando furono fatte le convenzioni incominciarono  a
  lavorare  regolarmente ed a offrire prestazioni, questi  consultori
  sono oltre 30 anni che operano in Sicilia.
   Nel  2007,  per interpretazione sicuramente, giusta  anche  se  io
  posso   non  condividerla,  fu  necessario  inserire  tutti  questi
  consultori  che  rispondono  a tutti i crismi  della  legge,  della
  normativa  per  essere strutture sanitarie operanti nel  territorio
  nell'elenco degli accreditamenti.
   Qualcuno sosteneva che non c'era bisogno rispondendo ad una  legge
  nazionale ed avendo dei finanziamenti peraltro protetti dalla legge
  nazionale  per  questo  tipo  di  attività.  Ciò  malgrado   queste
  strutture presentarono la richiesta di accreditamento.
   Due,  anzi  tre, di queste strutture la fecero con  un  giorno  di
  ritardo  a  causa di questo dibattere continuo e questo provocò  un
  vulnus e non furono inseriti in questa lista, però continuarono  ad
  offrire le prestazioni sotto anche richiesta delle varie ASP.
   Io siccome quando mi occupo di un argomento cerco di documentarmi,
  Presidente e le chiedo venia, ho anche tutti i nomi e cognomi,  che
  naturalmente  non  posso dire per motivi di  privacy,  di  tutti  i
  pazienti inviati dalle ASP ai consultori.
   Negli  anni  passati  i direttori delle ASP  hanno  ritenuto  motu
  proprio,   visto   che   non   c'era   stata   una   determinazione
  dell'Assessorato  in merito, di deliberare una forma  di  sanatoria
  indiretta,  cioè  potevano proseguire l'attività,  cosa  che  hanno
  regolarmente fatto. Una di queste strutture è a Catania e l'altra è
  ad Agrigento.
   La  struttura  di  Catania è quella che conosco  meglio.  Mi  sono
  documentato,  è  sovrapponibile all'esperienza della  struttura  di
  Agrigento,  si chiama Vita Nova e svolge un'attività meritevole  in
  un  quartiere  molto disagiato, fornendo un supporto non  solo  dal
  punto  di vista medico ma anche dal punto di vista della vivibilità
  per  questi  nuclei familiari disagiati, in uno dei quartieri  meno
  fortunati della città.
   Allora,  per  alcuni anni i direttori generali hanno  ritenuto  di
  dover pagare le prestazioni. Quest'anno, interpretando alla lettera
  ciò  che  dice il dettame, cioè che chi  non è inserito nell'elenco
  degli  accreditamenti, non può essere pagato, succede che  la  mano
  sinistra  fa  fare le prestazioni, cioè l'ASP della Regione,  e  la
  mano  destra  dice  che non si può pagare. In  medicina  questa  si
  chiama schizofrenia, in politica non lo so.
   Sono stato a visitare questa struttura, conosco chi la regge,  che
  è  un  prete  ultraottantenne, che a discapito  delle  sue  modeste
  finanze, si è indebitato per mantenere questa struttura.
   I  dipendenti che non può pagare, mi hanno fatto tenerezza  perché
  chiamandomi onorevole, mi hanno detto che non verranno a protestare
  a Palermo sotto le nostre finestre ma hanno gli stessi diritti. Non
  sono retribuiti da sette, otto mesi perché non ci sono le risorse.
   I  direttori generali dell'ASP di Catania, il dottor Scalone prima
  e  il  dottor Calaciura, hanno fatto bene; non so se ha fatto  bene
  qualcuno  in assessorato che non ascolta lo stimolo della politica,
  quando dice di fronte ad un'ingiustizia palese, va anche fatta  per
  motivi di ordine superiore.
   Signor Presidente, credo che l'Aula debba esprimersi in merito  ad
  un argomento che coinvolgerà tutti.
   Personalmente, mi sento onorato di essere chiamato  onorevole,  ma
  il  coraggio di dire queste cose l'ho trovato ancora di più  quando
  ho  visto  che  c'è un prete che si è indebitato per mantenere  una
  struttura  a  sostegno  della gente che  soffre,  della  gente  più
  disagiata  e  noi, deputati, tranquilli, dobbiamo dare  un  segnale
  forte che per un ordine superiore pubblico, le norme amministrative
  si possono interpretare in maniera elastica, non chiaramente quando
  si parla di medicina.
   Confido  che  l'Assessore,  così come altre  volte  abbiamo  avuto
  possibilità  di discutere, si faccia carico di questa problematica,
  convenendo  con me. Ritengo opportuno trasformare l'emendamento  in
  un  ordine  del  giorno.  Questo  è  sicuramente  un  percorso  più
  agevolato.

   PRESIDENTE. Onorevole Calanducci, più che un ordine del giorno che
  sarebbe  poco  attinente alla materia, la invito a trasformarlo  in
  mozione, che poi sarà oggetto di discussione.

   CALANDUCCI. La mozione si vota?

   PRESIDENTE. La mozione viene trattata a parte perché  è  un  fatto
  amministrativo.  La  invito  a trasformarla  in  mozione  perché  è
  materia estranea all'ordine del giorno.

   FALCONE. C'è un mio ordine del giorno.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, stiamo discutendo con gli uffici la
  possibilità di rinviare a domani la votazione su tutte le leggi, in
  quanto c'è da interpretare alcune criticità.
   Intanto, comunico che sono stati presentati i seguenti ordini  del
  giorno:
   -  numero  604   Provvedimenti urgenti  a  favore  dei  consultori
  familiari esclusi dalle procedure di accreditamento formale , degli
  onorevoli Calanducci, Bartolotta, Cimino e Arena;
   -  numero 606  Mantenimento del punto nascita di Mistretta  (ME) ,
  dell'onorevole Ardizzone;
   -   numero   608    Misure   per  impedire  il   ridimensionamento
  dell'ospedale SS. Salvatore di Mistretta , dell'onorevole Rinaldi;
   - numero 609, degli onorevoli Laccoto e Picciolo;
   -  numero  610  Ridefinizione della scelta effettuata dall'Asp  di
  Ragusa  di  indizione di una procedura aperta  per  la  scelta  del
  privato  contraente per l'affidamento, per tre anni, della gestione
  della RSA di Comiso , dell'onorevole Ammatuna;
   -  numero  611  Misure in favore della tutela dei nuclei familiari
  nella  partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie ,  degli
  onorevoli Cappadona, Savona, Greco e Lo Giudice;
   -  numero  612   Chiusura del Punto territoriale di  emergenza  di
  Vizzini ,  degli onorevoli Falcone, Limoli, Fiorenza,  Vinciullo  e
  Raia;
   -  numero  613  Tutela delle indennità di accompagnamento ,  degli
  onorevoli Vinciullo, Pogliese e Falcone;
   - numero 614, degli onorevoli Formica e Beninati.

   Si passa all'ordine del giorno numero 604. Il parere del Governo?

   MASSIMO RUSSO, assessore per la salute. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LACCOTO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 606.
   Ci  sono  molti  ordini  del  giorno  simili  che  possono  essere
  unificati. Sono gli ordini del giorno 606, 608,  609 e 614.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, se  l'onorevole
  Colianni  non  si  agita può darsi che un punto di condivisione  ci
  sia,  proprio  per  il  principio  di  giustizia  ed  equità  tanto
  sbandierato.  Gli ordini del giorno che sono stati presentati,  sia
  il   mio   che   quello   degli  onorevoli  Laccoto   e   Picciolo,
  sostanzialmente non si differenziano.
   Noi  stiamo  chiedendo  equità e giustizia  per  tutti,  onorevole
  Colianni,  lei  probabilmente non conosce la problematica.  Qual  è
  stato il ragionamento su Mistretta?
   C'erano  stati  degli  incontri  e  degli  impegni  da  parte  dei
  direttori generali a mantenere in vita il punto nascita almeno fino
  a  quando non ci sarebbe stata la chiusura definitiva, se ci  fosse
  stata,  pure per gli altri. Questo stiamo chiedendo, perché  mentre
  gli   altri,  fino  all'ottenimento  della  deroga  sono  in  vita,
  Mistretta per una situazione particolare - perché era saltata dalla
  pianta organica - non c'era.
   Per  cui quello che chiediamo, venendo incontro pure alle esigenze
  di garantire in via amministrativa, nonostante le difficoltà che ci
  sono,  è  di  tenere  il punto nascita fino a  quando  non  c'è  la
  decisione definitiva per tutti.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
  ritengo che commettiamo un errore gravissimo, lo dico ai componenti
  della Commissione sanità e lo dico al Governo, ai parlamentari dopo
  un dibattito enorme su queste vicende.
   Se  noi riteniamo, signor Assessore, che rispetto ai tumulti o  ai
  rumori della piazza, il Governo o la Commissione parlamentare ed  i
  parlamentari,  debbano  tornare indietro  su  posizioni  acquisite,
  personalmente  non  ci  sto. Se, invece,  quest'ordine  del  giorno
  rappresenta   un  invito,  in attesa che  si  definisca  una  linea
  complessiva   che   sarà   tracciata   come   è   stata   tracciata
  dall'Assessore   che  deve  essere  assolutamente,  monoliticamente
  difesa da questa maggioranza e che è stata ampiamente dibattuta  in
  Commissione, avendo fatto tutti una considerazione di fondo,  o  si
  fa   una   norma   che   deroga   avendo   delle   regolamentazioni
  comprensibili,  altrimenti avremo i tumulti nelle  altre  piazze  e
  inseguiremo i tumulti.
   Allora,  io  sono  perché  quest'ordine del  giorno  si  ampli  su
  Leonforte,  su  Piazza Armerina che sono esattamente  nelle  stesse
  condizioni,   che  sia  un  invito  all'Assessore   ad   affrontare
  complessivamente la materia perché altrimenti rischiamo di fare  un
  buco  nell'acqua  e  di contraddire quella che  è  stata  un'azione
  politica  e governativa coerente e che, sino ad oggi, ci  ha  visto
  uniti e compatti.
   Non  possiamo  fare  le guerre territoriali, è un  grande  errore.
  Pertanto,  se  documento  va  votato,  va  votato  complessivamente
  mettendo  tutti  quegli  ospedali che in  attesa  avrebbero  potuto
  essere  derogati  e che, invece, in effetti sono stati  per  errore
  chiusi anzi tempo.
   Deve essere una norma che vale per tutti, dopodiché avrete il voto
  di  tutti,  ma lo chiedo alla Commissione parlamentare  che  ci  ha
  visto  dibattere, caro Presidente, per tanto, tanto tempo; verremmo
  meno   ad   un'azione  di   coerenza,  di  dialogo  e  di  rispetto
  all'interno della stessa Commissione.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   solo   per
  comunicare  che c'è un mio ordine del  giorno, il 608, che  siccome
  non   è   stato  annunciato  negli  ordini  del  giorno  in  difesa
  dell'ospedale  di Mistretta, le chiedo di prendere atto  che  anche
  l'ordine del giorno 608 è stato presentato.

   LACCOTO, presidente della Commissione.  Chiedo di paralare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà..

   LACCOTO, presidente della Commissione. Intervengo per chiarire  la
  posizione.
   La  Commissione ha dibattuto per settimane il problema  dei  punti
  nascita  e  ci  siamo trovati nelle condizioni di  avere  ascoltato
  moltissimi  sindaci rispetto ad una situazione che,  di  fatto,  ha
  visto  la Commissione unanime nell'accettare il principio  dei  500
  parti  l'anno, ma che ha avuto dei problemi per quanto riguarda  le
  deroghe.
   Ora,  è chiaro che vi sono delle situazioni particolari che devono
  essere  uniformate in tutta la Sicilia, quindi nessuno  vuole  fare
  una particolarità.
   L'ordine  del  giorno,  per un refuso tra l'altro,  non  inserisce
  Lipari e Pantelleria, che c'erano nell'ordine del giorno originario
  fatto da me, quindi intendo che si inserisca anche Pantelleria;  vi
  sono   alcune   situazioni  particolarissime  che  debbono   essere
  considerate fino al termine del 30 giugno.
   Capisco che vi è l'esigenza che il decreto prenda attuazione, così
  come   è   stato  già  firmato,  secondo  anche  il  parere   della
  Commissione,  ma è chiaro - ed è stato detto in Commissione  -  che
  non  poteva  essere dismesso il punto nascita senza i  servizi  che
  dovevano essere attivati prima della dismissione dei punti nascita.
   Questo  è  il  punto  fondamentale  Su questo  credo  che  vi  sia
  l'uniformità di tutto il Parlamento, nel senso che siamo  d'accordo
  che  venga lasciato il servizio fino a quando vi sono le condizioni
  previste dal decreto. Non credo che dobbiamo fare delle rivoluzioni
  territoriali, nei singoli territori, nelle singole province, perché
  si  debba  avere la pazienza e l'equilibrio di dare questi  servizi
  anche ai territori. Questo è il senso dell'ordine del giorno che si
  può  estendere  a Pantelleria, Lipari, Mistretta e tutti  gli  atri
  territori che sono nelle stesse condizioni.
   Con  questa  precisazione credo che si possa votare  l'ordine  del
  giorno all'unanimità.

   PRESIDENTE.  Informo che l'onorevole Panarello  ha  dichiarato  di
  apporre  la  firma all'ordine del giorno presentato  dall'onorevole
  Laccoto.

   INCARDONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in  genere  non
  sono  d'accordo con le posizioni che esprime l'onorevole  Colianni,
  ma  questa  sera  devo dire che ha posto all'attenzione  di  questo
  Parlamento  una  posizione che condivido e che, dal  mio  punto  di
  vista, è corretta.
   Quindi, l'ordine del giorno, al di là delle precisazioni che fa il
  Presidente della VI Commissione,  mi pare più a valenza provinciale
  - le province si stanno abolendo, quindi forse per una questione di
  elasticità  si  estende  all'intero territorio  regionale  -,  però
  l'ordine  del  giorno  che  si legge è un  ordine  del  giorno  che
  riguarda  essenzialmente la provincia di Messina. E' così onorevole
  Maira   Altrimenti, tra le cose che si scrivono e quelle che non si
  scrivono, le virgole e qualcos'altro, vuol dire che avremmo  finito
  di saper leggere le carte  Ma così non è
   Allora questo ordine del giorno va ritirato. Non si può dire   poi
  estenderemo,  poi faremo   E poi, Assessore, come è  possibile  che
  rispetto a certi principi, alla fine, si torna indietro perchè  c'è
  l'interesse, non so se dell'UDC, se di questo, se di quell'altro
   Oggi,  il  Parlamento è chiamato a votare una legge  che  abolisce
  alcune  esenzioni  e quindi aggrava la posizione  contributiva  dei
  cittadini e, poi, assistiamo al tentativo di usare due pesi  e  due
  misure per quanto riguarda i punti nascita.
   Io sono per non chiuderne neanche uno, per intenderci. Quindi come
  la  mettiamo?  Perché l'ordine del giorno riguarda soltanto  questi
  ospedali della provincia di Messina? Perché, perché? Noi abbiamo il
  dovere  di  trattare  tutti i territori allo   stesso  modo  e  non
  possiamo  avere più pesi e più misure a secondo degli interessi  di
  questo  o  quel  partito per non dire di questo o di  quel  singolo
  deputato.
   Quindi,  onorevole Colianni sono d'accordo con lei, però non  ceda
  alla  tentazione  di dire  sì  a promesse che ho sentito  poc'anzi,
  che  ho  ascoltato,  quando qualcuno ha detto  sì,  va  bene,  però
  estendiamo con questa precisazione
   L'onorevole  Laccoto,  in questo caso, ha  dismesso  i  panni  del
  Presidente  che  ha  dimostrato più volte di  essere  assolutamente
  corretto, per indossare i panni del deputato regionale di Messina.
   Onorevole  Laccoto, la sanità non solo impegna  oltre  il  50  per
  cento  del  bilancio della Regione, ma è certamente  la  parte  più
  importante  dal punto di vista gestionale e amministrativo,  e  non
  solo  per i soldi che essa gestisce, ma soprattutto perché gestisce
  un  bene fondamentale, la salute, e rispetto a questo tema  non  ci
  possono essere cittadini di serie A e cittadini di serie B.

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  Salvatore.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ho
  chiesto  di  intervenire per fare chiarezza su  alcuni  aspetti  di
  questa  vicenda,  che ha del grottesco, perché si sta  portando  ad
  esempio  l'Ospedale  di  Mistretta  trascurando  tutti  gli   altri
  ospedali della Sicilia.
   Caro  Presidente Laccoto, mi dispiace, ma non sono  d'accordo  con
  lei  ed  esprimo anche per quale motivo. L'Ospedale di Mistretta  è
  stato   chiuso,  con  decreto,  nel  2010.  Vorrei  sapere   perché
  l'Ospedale  di  Ribera  ha avuto il punto  nascita  chiuso,  perché
  l'ospedale  di  Salemi  ha avuto il punto  nascita  chiuso,  perché
  l'ospedale di Mazara del Vallo ha avuto il punto nascita chiuso. Se
  non facciamo chiarezza, non ce ne usciamo più.
   Il  decreto ulteriore dell'assessore riguardava a sicurezza  delle
  gestante,e  diceva esattamente che gli Ospedali  con  meno  di  500
  parti  erano  insicuri  per  la partoriente  e,  per  tale  motivo,
  dovevano  essere monitorati e, nel caso, chiusi. Si era  posta  una
  questione su alcuni ospedali, tra cui quello di Licata che nel 2010
  non  era  chiuso, ma esisteva. E' nel decreto ultimo che si trovano
  alcuni   ospedali,  onorevole  Laccoto,  e  noi  abbiamo   bloccato
  quest'ultimo decreto. Altrimenti chiedo di riesumare anche i vecchi
  ospedali e i vecchi punti nascita che sono stati chiusi per  equità
  e giustizia. Perché come si nasce a Mistretta si nasce a Mazara del
  Vallo e si nasce a Ribera.
   Se  questo principio è un principio che dobbiamo portare avanti io
  sono  favorevole all'ospedale di Mistretta nella misura in cui  sia
  apra  pure  l'ospedale di Ribera e tutti gli  altri  punti  nascita
  della Sicilia.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo discutendo di alcuni ordini
  del  giorno che trattano di tutti i punti nascita della Sicilia,  e
  della  necessità di usare un criterio omogeneo, fra i quali  ce  ne
  sono anche di più completi, che possiamo accorpare tutti all'ordine
  del giorno n. 614.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA. Signor Presidente, tenuto conto che negli interventi che si
  sono  succeduti è scattato il campanilismo, e siccome viviamo tutti
  sul   territorio  e  dobbiamo  anche  guardarci  dalle  accuse   di
  disattenzione, ribadisco come è stato già detto da alcuni  colleghi
  che  mi hanno preceduto, che quest'ordine del giorno troverà  anche
  la  firma  del deputato del PID, a condizione che sia espressamente
  previsto che si generalizzi sull'opportunità di verifica dei  punti
  nascita,  anche  perché io ho partecipato a quella  riunione  della
  Commissione  di Sanità nella quale si è trattato della  sospensione
  del  primo  decreto, e l'Assessore, accogliendo  le  preoccupazioni
  manifestate  in  Commissione  prese l'impegno,  poi  mantenuto,  di
  sospendere  il  decreto. Ho poi partecipato - e  vorrei  richiamare
  l'attenzione  del  Presidente Laccoto -  ad  altra  riunione  della
  Commissione   Sanità'  nella quale è stato  audito  il  sindaco  di
  Mazzarino,  che lamentava, addirittura, una situazione  particolare
  perché  il  punto  nascita  era  stato  chiuso  dal  Direttore   di
  distretto,  e  non  dall'autorità  massima,  che  è  il   Direttore
  generale.
   Aggiungo,  inoltre, che nella rivisitazione della  situazione  dei
  punti  di nascita, non va chiuso quello di Petralia, e non andrebbe
  chiuso nemmeno quello di Cefalù. Quindi, al di là delle cinquecento
  nascite  annuali, quattrocento o trecento, invitiamo l'Assessore  e
  la  Commissione   Sanità'  a  fare il punto  della  situazione,  in
  maniera  serena,  anche  per la particolarità  di  singoli  presidi
  ospedalieri,   dovremmo   trovare   una   mappa   che    non    sia
  discriminatoria, e che sia intelligente nell'interesse della  mamme
  siciliane.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ritengo che  si  possa  approvare
  l'ordine del giorno n. 614, ritenendo assorbiti tutti gli altri.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Incardona,  tengo  a  precisare che ho fatto sempre  il  Presidente
  della  Commissione, e non il deputato provinciale, cosa che possono
  dimostrare  tutti  i componenti della Commissione,  e  sono  sempre
  stato  mediatore  fra  le  istanze del  territorio  e  le  esigenze
  dell'Assessorato,  a volte assumendo anche posizioni  in  contrasto
  con l'Assessore.
   Voglio  solo  ribadire che il problema di Mistretta,  delle  isole
  Eolie   e   di   Pantelleria  è  stato   posto   con   forza,   non
  territorialmente,  ma  con  posizioni  diversificate  rispetto   ai
  servizi  che  non  sono  stati  assicurati.  Abbiamo  ribadito   in
  Commissione,  all'unanimità, che la dismissione dei  punti  nascita
  poteva  avvenire  solo  dopo  che  venivano  assicurati  i  servizi
  alternativi, che invece non sono stati sempre assicurati. E' questo
  il senso dell'ordine del giorno
   Non  sono  venuto  meno  rispetto  alla  mia  posizione  ferma  in
  Commissione, che non è stata una posizione territoriale.  Onorevole
  Incardona,  lei non frequenta la Commissione  Sanità' per  cui  non
  può sapere quale è stato il mio comportamento.
   Il  dibattito in Commissione non è stato affatto semplice, e oggi,
  con   la  discussione  di  questi  ordini  del  giorni,  si  coglie
  l'occasione per ribadire all'Assessore di riunire tutti i Direttori
  generali  della Sicilia, e che non avvenga ciò che  è  accaduto  da
  altre   parti,  che  si  chiudano  i  reparti  senza  dare  servizi
  alternativi.
   Questo è il senso del mio ordine del giorno, è un problema  che  è
  sentito,  non solo dal punto di vista territoriale della  provincia
  di Messina, ma da tutte le comunità, e nessuno torni indietro di un
  millimetro.
   Quando  abbiamo  chiesto la proroga di alcuni  mesi  per  l'ultimo
  decreto  dei  punti nascita, lo abbiamo fatto con la consapevolezza
  che le deroghe, previste in quel decreto, non ci convincevano e non
  ci  convincevano i criteri. Per cui è stato posto in questo momento
  all'attenzione   dell'Assemblea,  e   quindi   del   Governo,   una
  problematica che ha suscitato anche reazioni nei diversi territori.
   Abbiamo  sentito  i  sindaci  di Mazzarino,  di  Licata  di  altri
  territori ed abbiamo ottenuto lo stesso atteggiamento per tutti.
   Io, nel mio ordine del giorno, faccio presente di tenere e di dare
  i servizi perché in alcuni casi non sono stati dati questi servizi.
  Ecco  quale era il mio comportamento, potrei pure farlo il deputato
  regionale non l'ho fatto territorialmente, lo possono dire  pure  i
  colleghi del suo Gruppo in Commissione.

   INCARDONA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE.  Onorevole Incardona stiamo trattando  un  ordine  del
  giorno.  Peraltro,  è intenzione della Presidenza,  alla  luce  del
  dibattito  che si è svolto, far votare solo l'ordine del giorno  n.
  614 e rendere gli altri assorbiti.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarebbe  troppo
  semplicistico dire di votare soltanto l'ordine del giorno  n.  614,
  perché  forse questo dibattito, pure nella confusione  generale,  è
  servito  a  fare un minimo di chiarezza e soprattutto  l'intervento
  dell'onorevole  Totò Cascio, che ringrazio per la chiarezza  perché
  ha detto tutto quello che c'era da dire, cioè che Mistretta era già
  stato chiuso con decreto del 2010.
   Se noi approviamo l'ordine del giorno n. 614, così come è scritto,
  e  si  fa  riferimento  a  quello che è  successo  in  Commissione,
  lasciamo il dubbio che c'è stato dopo che si è approvata la  deroga
  per tutti ad eccezione di Mistretta perché già si era chiuso.
   Per  cu,i  io sono dell'avviso che appongo la mia firma all'ordine
  del  giorno  n.  614  a condizione che si dica  espressamente   ivi
  incluso Mistretta , solo così noi possiamo fare chiarezza su tutto,
  perché questa era la decisione che aveva preso la Commissione.
   C'era  questa confusione ed alla fine tutti gli altri sono rimasti
  aperti, mi dicono che Licata è aperta, però Mistretta era già stata
  chiuso da tempo.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                          Per fatto personale

   INCARDONA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA. Signor Presidente, la ringrazio intanto per avermi dato
  la parola, solo per rispondere brevemente all'onorevole Laccoto, il
  quale  evidentemente poco fa era distratto da conversazioni diverse
  dall'ascolto dell'Aula, perché io ho detto che in questa  occasione
  che l'onorevole Laccoto ha dismesso i panni del presidente, che  ha
  sempre indossato in ogni altra circostanza, ed ha indossato i panni
  del deputato regionale.
   Non ho detto che lei non lo può fare, però ho notato che in questo
  ordine  del giorno, caro presidente Laccoto, c'è troppo  Messina  e
  manca  il  resto della Sicilia, tanto è vero che il n.  614  non  è
  idoneo.
   Allora,  io  invito il presidente Laccoto a fissare un  dibattito,
  visto che l'ultima occasione che abbiamo avuto è stata quella della
  censura.  Vogliamo averlo un dibattito che non sia  finalizzato  ad
  una  censura ma a dibattere di sanità e vedere dove stiamo andando?
  Lo  vogliamo fare, visto che c'è questa esigenza che manifesta  lei
  stesso, onorevole Laccoto, sui punti nascita della Sicilia?
   Avviamo un dibattito generale e quindi ritiriamo questi ordini del
  giorno,  perché non è il momento di votarli, non è  il  momento  di
  votare  né quello che propone l'onorevole Ardizzone, che  porta  la
  firma del presidente della I Commissione, né il 614. E' tentare  di
  fare passare qualcosa per forza.
   Allora, vogliamo fare un dibattito sereno sui punti nascita, sulla
  sanità e su altro?


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


       Seguito della discussione del disegno di legge «Norme in
         materia di partecipazione al costo delle prestazioni
                         sanitarie» (n. 788/A)

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome mi  sembra
  che  la problematica non sia di poco conto, e noi abbiamo il  vizio
  che  sulle cose importanti dobbiamo accelerare e sulle cose che non
  hanno  senso  magari perdiamo ore intere di dibattito,  è  evidente
  che,  visto  l'atteggiamento dell'Aula, questi  ordini  del  giorno
  vanno tutti ritirati.
   Signor Presidente, stiamo parlando di una cosa seria, che riguarda
  la  salute  di  tutti  i  cittadini. E  lo  sa  perché  c'è  questo
  atteggiamento?  Perchè conosco la metodologia  dell'Assessore,  che
  parte  dal presupposto che le sue scelte sono quelle esatte, perché
  non so dettate da quale collegamento divino. Ricordo che il decreto
  sui punti nascita era già stato fatto, è stato questo Parlamento  a
  pretendere che l'atto ritornasse in Commissione.
   C'è  una  classe politica che rappresenta i territori che  non  ha
  nessuna voglia di fidarsi da come è condotta la sanità in Sicilia.
   Signor Presidente, noi chiediamo che gli ordini del giorno vengano
  tutti ritirati.
   Dopodiché chiediamo che si faccia una discussione seria in Aula  e
  in  Commissione. Vorrei capire, per esempio, nel momento in cui  si
  sopprime  il  punto  nascita a Pantelleria, in questo  momento  con
  queste  condizioni  meteo,  spiegatemi come  una  gravida  dovrebbe
  partorire senza il punto nascita.
   Non  è  questo  il modo di fare politica. La politica  è  un'altra
  cosa.  La  sanità  non si fa seguendo principi ragionieristici.  La
  sanità si fa seguendo l'esigenza del cittadino.
   Pertanto, ritiriamo questi ordini del giorno.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non posso dare la parola  a  tutti
  su  un ordine del giorno, che peraltro li ricomprende tutti, quindi
  non è specifico per una sola provincia.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è un vizio di
  forma  su  quello che è stato fatto. Mi spiego meglio. Noi  abbiamo
  seguito le direttive del Ministero della Salute per la chiusura dei
  punti nascita al di sotto dei 500 parti. Ed è questa una norma  che
  dobbiamo  necessariamente accettare, perché al di sotto  di  questa
  soglia  - e l'assessore lo sa meglio di me - si mette a rischio  la
  vita della paziente e del nascituro.
   Allora,  io  non  ho  capito, e ne ho fatto  anche  una  questione
  all'interno  della  Commissione Sanità,  perché  siano  state  date
  cinque deroghe per cinque città siciliane, Bronte, Santo Stefano di
  Quisquina, Mussomeli ed altri due paesi che non ricordo.

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, le avevo dato un minuto.

   LO  GIUDICE. Signor Presidente, mi faccia parlare così i  colleghi
  comprendono ancora meglio la situazione in cui ci troviamo.
   Sono  stati  esclusi  - lei è di Messina - Lipari  e  Pantelleria.
  Tutto  questo ha determinato una sorta di ribellione da parte degli
  altri  sindaci,  i quali hanno chiesto un'audizione  al  presidente
  della Commissione, reclamando i loro diritti. E, signor Presidente,
  non possiamo utilizzare due pesi e due misure.
   Mi  viene da sorridere quando un sindaco in Commissione lamenta la
  difficoltà  per  le  donne del suo paese di  raggiungere  il  punto
  nascita,  perchè  si  trova  a  40 minuti  di  distanza.  Lipari  e
  Pantelleria  sono  in una situazione ben diversa.  Per  raggiungere
  Pantelleria  occorrono  6  ore di nave e, come  diceva  l'onorevole
  Scilla, la paziente può trovarsi in difficoltà anche a causa  delle
  condizioni  meteorologiche. Allora, se noi dobbiamo  utilizzare  lo
  stesso  peso  e  la  stessa misura, devono essere  escludere  dalla
  chiusura Lipari e Pantelleria.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  entro  nel
  merito  della regola, della norma sul limite dei 500 parti,  perché
  altrimenti dovrei chiedere all'assessore  per quale ragione Termini
  che  è  circa  su questi numeri, ma ha un trend in discesa,  veniva
  individuato tra quelli che restavano aperti, mentre Cefalù che  era
  a  490  parti, con un trend in crescita, veniva indicato tra quelli
  che si dovevano chiudere.
   Ma  non  è  questo che stasera importa, piuttosto bisogna arrivare
  alla  conclusione  di  questo dibattito e io  vorrei  proporre  una
  soluzione.  Potremmo integrare l'ordine del giorno  n.  614,  se  è
  possibile non solo sotto il profilo regolamentare, perché credo che
  lo  sia,  ma  sotto  il  profilo politico,  comprendendo  non  solo
  Mistretta, ma tutti i punti nascita che andavano chiusi anche prima
  dei due decreti assessoriali.
   Abbiamo capito che in Commissione, con tutta la buona volontà  dei
  colleghi,  non  è  emerso  un  indirizzo  chiaro  per  gli   stessi
  componenti della Commissione. Allora, o si vota l'ordine del giorno
  614  con  queste integrazioni, o si ritirano tutti gli  ordini  del
  giorno e si fa un dibattito d'Aula a gennaio, dove ciascuno di  noi
  farà la sua parte. E l'assessore ci spiegherà quali sono le ragioni
  per  cui  Petralia, che secondo me non può essere  chiusa  -  e  io
  firmerò  l'ordine del giorno dell'onorevole Apprendi - deve  essere
  chiusa,  e  quando  nevica non si sa in quale maniera  le  puerpere
  dovranno  arrivare  nell'ospedale più vicino, che  potrebbe  essere
  Corleone, piuttosto che Termini Imprese, per partorire non si sa in
  che tempi.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dal dibattito è emerso chiaramente
  che  il  problema interessa l'intera Sicilia, l'intera regione.  E'
  emerso altresì che la Commissione si è interessata e per più  tempo
  con  audizioni,  sentendo  i sindaci e vedendo  come  affrontare  e
  risolvere il problema.
   Da   questa   attività   è   scaturito  l'impegno   del   Governo,
  concretizzatosi poi con un decreto, sollecitato dalla  varie  forze
  politiche  in Commissione, per rimandare tutto al mese di  ottobre.
  Allora,  mettiamo insieme tutti gli ordini del giorno, accorpandoli
  in  quello che raccoglie le volontà più diffuse dell'Aula, e con le
  integrazioni di cui parlava l'onorevole Cordaro.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LACCOTO, presidente della Commissione. Favorevole.

   ARDIZZONE.  Signor  Presidente, viene posto in  votazione  con  le
  integrazioni?

   PRESIDENTE. Le integrazioni la Presidenza le ha richiamate.
   Assessore, collabori, c'è tutta l'Aula che sta richiedendo  questa
  cosa. Del resto bisognerà ritornare sulla materia.

   INCARDONA. Signor Presidente, lei non è imparziale.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  Onorevole Incardona, è stato richiesto  dall'Aula  di
  votare l'ordine del giorno n. 614, ed anche dal Governo.
   Siamo  in  fase di votazione e c'è stata una indicazione forte  da
  parte  dell'Aula,  che  si  è espressa  anche  con  gli  interventi
  dell'onorevole Ardizzone e dell'onorevole Cordaro.
   Pongo,  quindi  in votazione l'ordine del giorno  n.  614.  Chi  è
  favorevole,  con quelle integrazioni resti seduto; chi è  contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   L'ordine  del  giorno 614 è approvato con il voto contrario  degli
  onorevoli Incardona e Scilla.
   Gli ordini del giorno 606, 608 e 609 sono assorbiti.
   Si passa all'ordine del giorno n. 610. Il parere del Governo?

   RUSSO  MASSIMO,  assessore per la salute. Il  Governo  si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LACCOTO, presidente della commissione. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                                                                (E'
      approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 611. Il parere del Governo?

   RUSSO  MASSIMO,  assessore per la salute. Il  Governo  si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LACCOTO, presidente della commissione. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                                                                (E'
      approvato)

   FALCONE. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno 611.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'ordine del giorno n. 612. Il parere del Governo?

   RUSSO  MASSIMO,  assessore per la salute. Il  Governo  si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LACCOTO, presidente della commissione. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                                                                (E'
      approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 613. Il parere del Governo?

   RUSSO  MASSIMO,  assessore per la salute. Il  Governo  si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LACCOTO, presidente della commissione. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                                                                (E'
      approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 615.

   CAPUTO.  Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del  giorno  n.
  615.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Lo dichiaro assorbito.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


        Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
     legge «Ricollocazione del personale dell'Ente autonomo Fiera
                     del Mediterraneo» (n. 750/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge  «Ricollocazione  del  personale  dell'Ente
  autonomo Fiera del Mediterraneo» (n. 750/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

        Presenti            53
        Votanti             52
        Maggioranza    27
        Favorevoli       52

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


      Votazione finale per scrutinio segreto del disegno di legge
  «Riconoscimento e valorizzazione della funzione educativa e sociale
    svolta dalle parrocchie, dagli enti ecclesiastici della Chiesa
    cattolica, dagli enti delle altre confessioni religiose con le
    quali lo Stato ha stipulato una intesa ai sensi dell'articolo 8
  della Costituzione e dalle comunità di recupero» (. 132-210-325-463-
                                464/A)

        MUSOTTO.  Chiedo  che  la votazione avvenga  per  scrutinio
      segreto.

   (La   richiesta  è  appoggiata  a  termini  di  Regolamento  dagli
  onorevoli   Arena,   Barbagallo,  Calanducci,  Cimino,   Cracolici,
  Cristaudo, Gentile, Greco, Incardona, Marziano, Minardo,  Panarello
  e Panepinto).

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  segreto
  del   disegno  di  legge  «Riconoscimento  e  valorizzazione  della
  funzione  educativa e sociale svolta dalle parrocchie,  dagli  enti
  ecclesiastici  della  Chiesa  cattolica,  dagli  enti  delle  altre
  confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato una intesa
  ai  sensi  dell'articolo 8 della Costituzione e dalle  comunità  di
  recupero» (nn.132-210-325-463-464/A)
   Indìco la votazione per scrutinio segreto.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            60
   Votanti             59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          19
   Contrari            40

                       (L'Assemblea non approva)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


         Votazione finale del disegno di legge 371-485-510-2/A
      «Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di
                                genere»

   SCILLA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   La  richiesta  non  è  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento.
   Si  passa alla votazione finale per scrutinio nominale del disegno
  di  legge  « Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza
  di genere » (371-485-510-2/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            55
   Votanti             54
   Maggioranza         28
   Favorevoli          54

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «Norme in materia di partecipazione al costo delle prestazioni
                          sanitarie» (788/A)

   INCARDONA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata a termini di
  Regolamento.

   INCARDONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Onorevole Incardona,  siamo già in fase di votazione,
  non può fare nessuna dichiarazione ormai.
   Si  passa alla votazione finale per scrutinio nominale del  disegno
  di  legge  «  Norme  in  materia di partecipazione  al  costo  delle
  prestazioni sanitarie» (788/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            59
   Votanti          58
   Maggioranza         30
   Favorevoli          47
   Contrari            9
   Astenuti            2

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  domani,  giovedì  22
  dicembre 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  -Comunicazioni

  II  - Discussione del disegno di legge:
   - Autorizzazione per l'esercizio provvisorio per l'anno 2012 e
     disposizioni contabili . (n. 829)

                   La seduta è tolta alle ore 21.07

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
                            alle ore 22.30

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE N. 750/A  RICOLLOCAZIONE DEL PERSONALE DELL'ENTE
  AUTONOMO FIERA DEL MEDITERRANEO

     Emendamento articolo  1 :

   Emendamento 1.1 sostitutivo degli aticoli 1 e 2:
    Gli articoli 1 e 2 sono  così sostituiti:
                                 Art. 1
   Pagamento degli emolumenti al personale dell'Ente Fiera di Palermo
  in liquidazione

    1. Per  il  pagamento degli emolumenti e del trattamento di  fine
       rapporto spettanti al personale dell'Ente Fiera di Palermo  in
       liquidazione, è autorizzata, per  gli esercizi finanziari 2011 e
       2012, la spesa rispettivamente di 732 migliaia di euro per l'anno
       2011 e 1.350 migliaia  di euro per l'anno 2012. Alla copertura
       degli oneri pari a 732 migliaia di euro per l'anno 2011 si provvede
       mediante  corrispondente utilizzo di parte delle disponibilità
       dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 capitolo 215704 - accantonamento 1001 - del
       bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario
       medesimo.  L'onere relativo all'anno 2012 trova riscontro  nel
       bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2011 - 2013,
       U.P.B. 4.2.1.5.2 capitolo 215704 - accantonamento 1001.

  DISEGNO DI LEGGE N. 371-485-510/A  -  NORME PER IL CONTRASTO E  LA
  PREVENZIONE DELLA VIOLENZA DI GENERE

     Emendamento articolo 10  :

   Emendamento 10.1:
   All'articolo 10 cassare le parole  delle forze dell'ordine,
   dell'autorità giudiziaria e delle prefetture

     Emendamento articolo  16 :

   Emendamento 16.1:
   Al  comma  2 dell'articolo 16 sostituire le parole da  dell'U.P.B.
  6.2.1.3.1   sino a  del capitolo 183743  con le parole  dell'U.P.B.
  4.2.1.5.2, capitolo 215704 - acc. 1001, del bilancio della  Regione
  per l'esercizio finanziario medesimo

  DISEGNO  DI  LEGGE  N. 132-210-325-463-464/A  -  RICONOSCIMENTO  E
  VALORIZZAZIONE  DELLA  FUNZIONE EDUCATIVA E SOCIALE  SVOLTA  DALLE
  PARROCCHIE,  DAGLI ENTI DELLE ALTRE CONFESSIONI RELIGIOSE  CON  LE
  QUALI  LOS  TATO  HA STIPULATO UN'INTESA AI SENSI DELL'ARTICOLO  8
  DELLA COSTITUZIONE E DELLE COMUNITA' DI RECUPERO

     Emendamento articolo  4 :

   Emendamento 4.1:

  Al  comma  1  dell'articolo 4 sostituire  le  parole   dell'U.P.B.
  6.2.1.3.1,  capitolo 183742  con le parole  dell'U.P.B. 4.2.1.5.2,
  capitolo 215704 - acc. 1001