Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
LACCOTO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, il
Presidente dà il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Incentivi per la pratica professionale in Sicilia. (n. 830)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Falcone e
Vinciullo il 14 dicembre 2011.
- Interventi regionali di tutela e valorizzazione delle musiche e
delle danze popolari di tradizione orale. (n. 831)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Incardona il
14 dicembre 2011.
Congedi
Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli: Lentini,
Giuffrida, Leanza Nicola, Currenti.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2284 - Notizie sulle modalità di concessione dei contributi
alle associazioni teatrali e sulla mancata erogazione dei
contributi all'associazione 'La Nuova Scena'.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2285 - Notizie sulla mancata apertura della residenza sanitaria
assistita di Pachino (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2286 - Mancata assunzione dei 42 vincitori del concorso per
dirigente tecnico bibliotecario presso l'Assessorato regionale Beni
culturali e identità siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2287 - Mancata assunzione dei 97 vincitori del concorso per
assistente tecnico restauratore presso l'Assessorato regionale beni
culturali e identità siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2288 - Mancato rispetto, da parte dell'Assessorato regionale
Beni culturali, del contratto stipulato con alcuni professionisti
per il restauro del Castello Maniace di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2289 - Notizie sulla possibile chiusura della sede ASAFORM-
ENAIP di Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Falcone Marco
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2290 - Provvedimenti per la stabilizzazione dei precari
dell'Orchestra sinfonica siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 2291 - Chiarimenti in merito all'istituzione del Centro unico
di prenotazione.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 2292 - Chiarimenti in ordine al ritardo nella nomina del
consiglio della Camera di commercio di Enna.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Mattarella Bernardo; Di Benedetto Giacomo; Donegani
Michele
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo
Onorevoli colleghi, in considerazione delle riunioni in corso
della Commissione Bilancio e della Commissione Attività
Istituzionali, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle
ore 18.15.
(La seduta, sospesa alle ore 17.05, è ripresa alle ore 18.34).
(Assume la Presidenza il Presidente CASCIO)
La seduta è ripresa.
Fiera
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione del disegno di legge «Ricollocazione del personale
dell'Ente autonomo
Fiera del Mediterraneo» (n. 750/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge «Ricollocazione
del personale dell'Ente autonomo Fiera del Mediterraneo» (750/A)
posto al numero 1).
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
In assenza del relatore, onorevole Apprendi, invito il Presidente
della Commissione a svolgere la relazione.
CAPUTO, presidente della Commissione. Mi rimetto al testo della
relazione.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. Non essendoci
iscritti a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. Pongo
in votazione il passaggio agli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Oggetto
1. Il personale dipendente al 31 dicembre 2010 dell'Ente Fiera del
Mediterraneo, istituito con D.P.R. 22 marzo 1954, n. 618, soggetto
alla vigilanza della Regione, ai sensi dell'articolo 12 del decreto
del Presidente della Regione n. 44 del 1997, posto in liquidazione,
il quale sia privo dei requisiti anagrafico-retributivi minimi per
il conseguimento dei trattamenti pensionistici di vecchiaia e
anzianità, è trasferito, nel rispetto del trattamento economico-
normativo-previdenziale posseduto alla data del 31 dicembre 2010,
nell'apposita area speciale transitoria ad esaurimento istituita
presso la Resais S.p.a., alle cui dipendenze rimane in carico fino
al verificarsi delle previsioni di cui agli articoli 4 e 5 della
legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5.
2. Durante il periodo di permanenza nell'apposita area di cui al
comma 1, si applicano le disposizioni di cui al sesto comma
dell'articolo 1 della legge regionale 18 febbraio 1986, n. 7,
nonché quelle di cui agli articoli 4, 5 e 10 della legge regionale
20 gennaio 1999, n. 5.»
Onorevoli colleghi comunico che è stato presentato dal Governo
l'emendamento1.1, interamente sostitutivo degli articoli 1 e 2. Il
parere della Commissione?
CAPUTO. presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti aggiuntivi A.1 ed A.2 sono dichiarati
improponibili. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi comunico che sono stati presentati i seguenti
ordini del giorno:
n. 605 Notizie sulla chiusura della Fiera del Mediterraneo di
Palermo , degli onorevoli Falcone, Pogliese, Buzzanca,Vinciullo e
Caputo;
n. 607 Individuazione nel bilancio della regione delle somme
necessarie a garantire la copertura finanziaria delle previsioni
contenute nel DDL 805/A Norme in materia di ricollocazione del
personale dell'ente Autonomo Fiera del Mediterraneo' , degli
onorevoli Bufardeci, Mineo, Scilla, Cimino, Caputo, Apprendi,
Incardona e Cimino.
Il Governo li accetta entrambi come raccomandazione.
Avverto che la votazione finale del disegno di legge
«Ricollocazione del personale dell'Ente autonomo Fiera del
Mediterraneo» n. 750/A, avverrà successivamente.
'riconoscimento funzione sociale e educativa parrocchie'
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione del disegno di legge «Riconoscimento e valorizzazione
della funzione educativa e sociale delle parrocchie» (nn. 132-210-
325-463-464/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge Riconoscimento e
valorizzazione della funzione educativa e sociale delle
parrocchie , relatore onorevole Vinciullo, nn. 132-210-325-463-
464/A, posto al n. 2).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ricordo che il relatore, onorevole Vinciullo, ha svolto, nella
seduta di ieri, la relazione.
Dichiaro, quindi, aperta la discussione generale.
Non essendoci iscritti a parlare, dichiaro chiusa la discussione
generale. Pongo in votazione il passaggio agli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
«Principi e finalità
1. La Regione riconosce e sostiene la funzione educativa,
aggregativa, formativa e sociale svolta dalle parrocchie, dagli
enti ecclesiastici della Chiesa cattolica e dagli enti delle altre
confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato una intesa
ai sensi dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione
attraverso le attività di oratorio o similari, finalizzate alla
promozione, all'accompagnamento ed al sostegno dell'armonica
crescita di minori, adolescenti e giovani, al fine di prevenire e
contrastare ogni forma di disagio sociale.
2. Le attività di cui al comma 1 integrano la funzione educativa
della famiglia e sono finalizzate alla realizzazione personale e
alla socializzazione di minori, adolescenti e giovani, offrendo,
altresì, una opportunità educativa nelle situazioni di disagio
minorile.
3. La Regione riconosce e sostiene, altresì, la funzione sociale
svolta dalle comunità di recupero operanti in Sicilia.»
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Protocolli d'intesa
1. Per la finalità di cui all'articolo 1, l'Assessore regionale
per la famiglia, le politiche sociali ed il lavoro sottoscrive
protocolli di intesa, di durata quinquennale, separatamente con la
Conferenza episcopale siciliana, con i rappresentanti legali degli
enti delle altre confessioni religiose con le quali lo Stato ha
stipulato una intesa ai sensi dell'articolo 8, terzo comma, della
Costituzione e con i rappresentanti legali delle comunità di
recupero operanti in Sicilia.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Istituzione della commissione per la valutazione dei
progetti e programmazione degli interventi
1. Le parrocchie, gli enti ecclesiastici della Chiesa cattolica,
gli enti delle altre confessioni religiose con le quali lo Stato ha
stipulato una intesa ai sensi dell'articolo 8, terzo comma, della
Costituzione e le comunità di recupero presentano all'Assessorato
regionale della famiglia, delle politiche sociali ed il lavoro,
entro il 30 giugno di ogni anno, progetti concernenti le attività
di cui all'articolo 1.
2. E' istituita, presso l'Assessorato regionale della famiglia,
delle politiche sociali ed il lavoro, una commissione per la
valutazione dei progetti di cui al comma 1. Con decreto
dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali ed
il lavoro sono stabiliti la composizione della commissione e i
requisiti per la nomina dei componenti, che vi partecipano a titolo
gratuito. La commissione ha durata quinquennale. Il funzionamento
dell'organo non comporta nuovi e maggiori oneri a carico del
bilancio regionale.
3. L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali ed
il lavoro, sulla base della valutazione operata dalla commissione
di cui al comma 2, concede i finanziamenti per la realizzazione dei
progetti di cui al comma 1.»
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Norma finanziaria
1. Per le finalità del comma 3 dell'articolo 3, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2011, la spesa di 900 migliaia di euro, cui
si provvede con parte delle disponibilità dell'UPB 6.2.1.3.1,
capitolo 183742, del bilancio della Regione per l'esercizio
finanziario medesimo.
2. Per gli esercizi finanziari 2012 e 2013 la relativa spesa è
determinata ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g) della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10.»
Onorevoli colleghi comunico che il Governo ha presentato
l'emendamento 4.1. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 4 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura.
«Art. 5
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale sul disegno di legge
«Riconoscimento e valorizzazione della funzione educativa e sociale
delle parrocchie» nn. 132-210-325-463-464/A, avverrà
successivamente.
'norme per il contrasto violenza di genere'
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione sul disegno di legge «Norme per il contrasto e la
prevenzione
della violenza di genere» (nn. 371-485-510-2/A)
PRESIDENTE. Si passa all'esame del disegno di legge Norme per il
contrasto e la prevenzione della violenza di genere nn. 371-485-
510-2/A, posto al n. 3).
Invito i deputati la I Commissione a rimanere seduti al banco ed
il relatore, onorevole Vinciullo, a svolgere la relazione.
VINCIULLO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel
ringraziarla insieme a tutti quelli che abbiamo presentato questo
disegno di legge, mi rimetto al testo.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. Non avendo
alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa le discussione
generale. Pongo in votazione il passaggio agli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Finalità
1. La Regione riconosce che ogni forma o grado di violenza contro
le donne costituisce una violenza di genere e una violazione dei
diritti umani, dell'integrità fisica e psicologica, della
sicurezza, della libertà e della dignità della persona.
2. Ai fini della presente legge, per violenza di genere si intende
qualsiasi forma di violenza rivolta contro le donne in ragione
della loro identità di genere, indipendentemente dall'orientamento
politico, religioso, sessuale o dall'etnia delle vittime. Nella
violenza di genere sono comprese la violenza sessuale e qualsiasi
forma di persecuzione o violenza fisica, psicologica ed economica
che un uomo esercita su una donna in ambito familiare o lavorativo.
3. La Regione assicura alle vittime della violenza ed ai loro
figli minori o diversamente abili un sostegno per consentire ad
esse di recuperare la propria autonoma individualità e di
riconquistare la propria libertà, nel rispetto della riservatezza e
dell'anonimato.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Funzioni della Regione
1. La Regione, per il raggiungimento delle finalità di cui
all'articolo 1, svolge le seguenti funzioni:
a) promuove iniziative di prevenzione della violenza sulle donne,
anche attraverso la sensibilizzazione dell'opinione pubblica, la
diffusione della cultura della legalità e del rispetto dei diritti
nella relazione tra i sessi;
b) assicura alle donne che subiscono atti di violenza, ivi
compresa la minaccia di tali atti e le molestie, il diritto ad un
sostegno, ove necessario anche economico, per consentire loro di
recuperare e rafforzare la propria autonomia, materiale e
psicologica, la propria integrità fisica e la propria dignità;
c) garantisce adeguata accoglienza, protezione, solidarietà,
sostegno e soccorso alle donne vittime di violenze fisiche,
sessuali, psicologiche, di persecuzioni o di minaccia di tali atti,
indipendentemente dalla loro cittadinanza, nonché ai loro figli
minori o diversamente abili;
d) promuove e sostiene l'attività dei centri antiviolenza;
e) promuove la formazione di operatori del settore;
f) promuove l'emersione del fenomeno della violenza, anche
attraverso la pubblicazione dei dati raccolti dall'Osservatorio
regionale per il contrasto alla violenza di genere di cui
all'articolo 11.
2. La Regione, per favorire l'attuazione integrata degli
interventi di cui al comma 1, promuove un piano triennale di
interventi al fine di avviare un confronto strutturato tra i
diversi livelli di governo ed il terzo settore, di incrementare la
dotazione di strutture e servizi territoriali, di potenziare le
competenze degli operatori pubblici e privati, di garantire
l'indipendenza economica alle donne vittime di violenza.
3. La Regione adotta, in particolare, quattro linee di intervento:
a) sistema regionale di monitoraggio e valutazione degli
interventi;
b) accordi di programma tra le pubbliche amministrazioni e
protocolli d'intesa tra le istituzioni pubbliche e private, le
realtà associative e di volontariato ed i centri antiviolenza;
c) creazione di una rete territoriale;
d) inserimento delle vittime nel mercato del lavoro.
4. La Regione promuove, altresì, l'istituzione ed il funzionamento
di case di accoglienza per assicurare alle donne in difficoltà la
prima accoglienza e percorsi di autonomia e di superamento del
disagio.
5. La Regione, per favorire l'attività dei centri antiviolenza ed
il funzionamento delle case di accoglienza già esistenti o di prima
attuazione, eroga contributi in favore delle province regionali,
che provvedono alla gestione in proprio o di comuni, enti,
associazioni ed imprese sociali, in forma singola o associata.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Istituzione del Forum permanente contro le molestie
e la violenza di genere
1. E' istituito, presso l'Assessorato regionale della famiglia,
delle politiche sociali e del lavoro, il Forum permanente contro le
molestie e la violenza di genere, di seguito denominato Forum.
2. Il Forum è sede di dialogo e confronto fra le istituzioni e la
società in materia di prevenzione e contrasto alle molestie e alla
violenza di genere.
3. Il Forum esprime parere, su richiesta, alla Giunta regionale
sugli atti relativi agli indirizzi da adottare e sui contributi
regionali. Il Forum può, altresì, formulare alla Giunta regionale
pareri e proposte nell'ambito degli interventi di cui alla presente
legge.
4. La Giunta regionale stabilisce i criteri e le modalità per la
composizione e il funzionamento del Forum assicurando la presenza,
in misura prevalente, di rappresentanti donne di associazioni, di
cooperative sociali e di organizzazioni sindacali con comprovata
esperienza nell'attività di contrasto alla violenza di genere,
nonché di deputati regionali donne, consiglieri provinciali donne e
consiglieri comunali donne.
5. La referente regionale per le pari opportunità presso la
Presidenza della Regione è membro di diritto del Forum, ai fini del
coordinamento con la Presidenza e del monitoraggio degli
interventi.
6. Dalle disposizioni di cui al presente articolo non possono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della
Regione.»
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Iniziative di prevenzione e di informazione
1. La Regione sostiene, in collaborazione con i comuni, le
province, le aziende sanitarie provinciali, le aziende ospedaliere
ed i policlinici universitari, le direzioni scolastiche provinciali
nonché le altre istituzioni pubbliche e i centri antiviolenza
presenti sul territorio, progetti finalizzati alla realizzazione di
iniziative di prevenzione contro la violenza di genere e alla
promozione, in particolare nelle scuole e nelle famiglie,
dell'educazione al rispetto nella relazione tra i sessi, al
rispetto dell'identità sessuale, religiosa e culturale, alla non
violenza come metodo di convivenza civile.
2. I progetti di cui al comma 1 sono presentati:
a) da enti locali, singoli o associati, da enti pubblici, anche
economici e da aziende sanitarie provinciali;
b) dai centri antiviolenza;
c) da associazioni iscritte al registro generale regionale delle
organizzazioni di volontariato di cui all'articolo 6 della legge
regionale 7 giugno 1994 n. 22 e successive modifiche ed
integrazioni, da cooperative sociali, da associazioni di promozione
sociale e da imprese sociali.
3. I progetti di cui al comma 1 prevedono il sostegno,
l'attivazione e la gestione dei centri antiviolenza e delle case di
accoglienza.
4. La Regione promuove la più ampia diffusione, mediante
specifiche campagne informative, delle attività di cui alla
presente legge, anche attraverso la creazione di un apposito
portale o mediante l'utilizzo dei portali esistenti.
5. Il Comitato regionale per le comunicazioni di cui all'articolo
101 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, nell'ambito delle
sue funzioni, formula proposte alla concessionaria del servizio
pubblico radiotelevisivo e ai concessionari privati in merito alle
programmazioni radiofoniche e televisive, al fine di sensibilizzare
l'opinione pubblica sui temi di cui alla presente legge.
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Istituzione della rete di relazioni
1. La Regione, al fine di garantire idonee azioni di prevenzione
della violenza di genere, sostiene e incentiva l'istituzione di una
rete di relazioni tra i comuni, le province, le aziende sanitarie
provinciali, le aziende ospedaliere ed i policlinici universitari,
gli uffici scolastici provinciali, le forze dell'ordine, l'autorità
giudiziaria, le prefetture, le organizzazioni sindacali, gli enti
datoriali, i centri antiviolenza presenti sul territorio e, su
espressa richiesta, le associazioni culturali e di volontariato.
2. La rete ha lo scopo di attivare l'immediato intervento dei
soggetti di cui al comma 1, su base provinciale o zonale-
distrettuale, nonché di favorire l'adozione di procedure omogenee.
3. L'assistenza e la protezione da parte dei soggetti della rete è
attivata su richiesta della vittima, anche se rivolta ad uno solo
tra essi.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Convenzioni
1. Gli enti locali, singoli o associati, possono stipulare
apposite convenzioni con enti pubblici, istituzioni scolastiche,
università, forze dell'ordine, autorità giudiziarie, centri
antiviolenza e ogni altro soggetto che opera nel settore della
tutela delle donne vittime di violenza, per lo studio, la redazione
e la gestione di progetti antiviolenza, nonché per definire le
modalità di erogazione dei servizi e degli interventi previsti nei
progetti.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Centri antiviolenza
1. La Regione riconosce la rilevanza dell'attività svolta dagli
operatori socio-sanitari e dai centri antiviolenza operanti nel
territorio regionale e garantisce la promozione di nuovi centri,
avvalendosi delle competenze delle associazioni di volontariato,
delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale e delle
cooperative sociali che hanno come scopo la lotta, la prevenzione
alla violenza e l'assistenza delle donne vittime di violenza, che
dimostrino di disporre di strutture e personale adeguato e che
operino nel settore da almeno tre anni.
2. E' assicurata la costituzione di un centro antiviolenza per
ogni provincia.
3. I centri antiviolenza possono essere promossi:
a) da enti locali, singoli o associati, anche in convenzione con i
soggetti di cui al comma 1;
b) da associazioni femminili che operino nel settore da almeno tre
anni, utilizzando pratiche di accoglienza basate sulla relazione
fra donne.
4. Le province e i comuni garantiscono:
a) strutture adeguate in relazione alle popolazioni e al
territorio;
b) copertura finanziaria, in misura non superiore al 30 per cento,
delle spese di gestione e per la funzionalità operativa delle
strutture;
c) adeguate e periodiche campagne informative in merito
all'attività e ai servizi offerti.
5. I centri antiviolenza svolgono le seguenti funzioni:
a) colloqui preliminari con le donne vittime di violenza per
individuare i bisogni e fornire le prime indicazioni utili;
b) colloqui informativi di carattere legale;
c) affiancamento e supporto, su richiesta delle vittime, nella
fruizione dei servizi pubblici e privati, nel rispetto
dell'identità culturale e della libertà di scelta di ognuna di
esse;
d) sostegno nell'effettuazione di percorsi personalizzati di
uscita dal disagio e dalla violenza, tendenti a favorire nuovi
progetti di vita e di autonomia;
e) iniziative culturali e sociali di prevenzione, di
sensibilizzazione e di denuncia in merito al problema della
violenza contro le donne, anche in collaborazione con enti pubblici
e privati;
f) diffusione dei dati elaborati e analisi delle risposte dei
servizi pubblici e privati, contattati e coinvolti;
g) formazione e aggiornamento delle operatrici dei centri
antiviolenza e degli operatori sociali istituzionali.
6. I centri antiviolenza mantengono costanti rapporti con gli enti
locali, con le strutture pubbliche di assistenza sociale e
sanitaria, di prevenzione e di repressione dei reati e con le
istituzioni scolastiche operanti sul territorio regionale.
Promuovono, altresì, la stipula di convenzioni con gli ordini degli
avvocati di tutte le province per il patrocinio legale delle donne
vittime di violenza e di maltrattamenti.
7. I centri antiviolenza devono dotarsi di strutture e personale
con specifiche competenze professionali, in grado di offrire
assistenza alle diverse tipologie di violenza subita dalle donne.
8. Le strutture dei centri antiviolenza devono garantire anonimato
e segretezza.
9. Le prestazioni dei centri antiviolenza sono rese a titolo
gratuito.
10. I centri antiviolenza sono dotati di numeri telefonici con
caratteristiche di pubblica utilità e adeguatamente pubblicizzati.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Case di accoglienza
1. Le case di accoglienza hanno le seguenti finalità:
a) offrire ospitalità temporanea alle donne, sole o con figli
minori o diversamente abili, vittime di violenza;
b) sostenere donne in situazioni di disagio a causa di violenza
sessuale o maltrattamenti in famiglia;
c) creare cultura e spazi di libertà per le donne vittime di gravi
maltrattamenti ed i loro figli minori o diversamente abili;
d) valorizzare le relazioni tra donne, anche in presenza di grave
disagio;
e) garantire la continuità dei rapporti affettivi e assistenziali
con i figli maggiorenni e con gli altri componenti del nucleo
familiare non coinvolti nella violenza o nei maltrattamenti.
2. Le case di accoglienza sono costituite in numero di una ogni
200.000 abitanti e, comunque, in modo tale da assicurare la
presenza di almeno una in ogni provincia.
3. L'accesso alle case di accoglienza avviene per il tramite dei
centri antiviolenza.
4. Le case di accoglienza sono dotate di strutture e personale con
competenze professionali, in grado di offrire assistenza in
relazione alle diverse tipologie di violenza subita dalle donne.
5. Nelle case di accoglienza sono garantite la consulenza legale e
psicologica, l'orientamento al lavoro e il reinserimento sociale
delle vittime di violenza.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Inserimento lavorativo
1. La Regione, al fine di favorire l'inserimento lavorativo delle
donne vittime di violenza, promuove l'istituzione di borse di
lavoro utilizzabili per un periodo non inferiore ad un anno,
incentivi alle assunzioni e corsi di formazione professionale.»
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Formazione
1. La Regione e le province, nell'ambito della normativa regionale
in materia di formazione professionale, promuovono iniziative e
moduli formativi finalizzati alla formazione congiunta di operatori
sanitari, degli enti locali, di centri antiviolenza, delle forze
dell'ordine, dell'autorità giudiziaria e delle prefetture, quali
soggetti coinvolti negli interventi sul fenomeno della violenza
sulle donne.»
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 10.1 a
firma del relatore, onorevole Vinciullo: All'articolo 10 cassare
le parole: delle Forze dell'ordine dell'autorità giudiziaria e
delle Prefetture . Il parere della Governo?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 10 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Istituzione dell'Osservatorio regionale per il contrasto alla
violenza di genere
1. E' istituito, presso l'Assessorato regionale della famiglia,
delle politiche sociali e del lavoro, l'Osservatorio regionale per
il contrasto alla violenza di genere, di seguito denominato
Osservatorio.
2. L'Osservatorio svolge una azione di monitoraggio degli episodi
di violenza, attraverso la raccolta, l'elaborazione e l'analisi dei
dati forniti dai centri antiviolenza, dagli enti locali e dai
servizi territoriali, al fine di realizzare una sinergia tra i
soggetti coinvolti per sviluppare la conoscenza delle problematiche
relative alla violenza sulle donne e di armonizzare le varie
metodologie di intervento adottate nel territorio.
3. L'Osservatorio verifica l'andamento e la funzionalità dei
centri antiviolenza e delle case di accoglienza, nonché l'efficacia
delle iniziative intraprese.
4. L'Osservatorio è sede di confronto e riceve le proposte delle
associazioni e delle cooperative sociali con comprovata esperienza
nell'attività di contrasto alla violenza di genere.
5. L'Osservatorio elabora annualmente una relazione che contiene
le informazioni e i risultati inerenti l'attività di monitoraggio
del fenomeno. La relazione è trasmessa alla Giunta regionale entro
il 31 marzo dell'anno successivo a quello di riferimento.
6. Dalle disposizioni di cui al presente articolo non possono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della
Regione.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura.
«Art. 12.
Indirizzi attuativi
1. La Giunta regionale, sentiti la competente commissione
legislativa dell'Assemblea regionale siciliana ed il Forum
permanente contro le molestie e la violenza di genere, approva gli
indirizzi applicativi relativi alle azioni da adottare per il
contrasto alle molestie e alle violenze di genere.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13.
Contributi regionali
1. La Regione concede contributi per il finanziamento dei centri
antiviolenza e delle case di accoglienza, nei limiti degli
stanziamenti relativi agli articoli 7 ed 8, come indicati
nell'articolo 16, garantendone la diffusa e articolata presenza sul
territorio regionale.
2. I criteri e le modalità per la concessione dei contributi sono
stabiliti dalla Giunta regionale, previo parere della competente
commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana e del
Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere.
3. In sede di prima applicazione, dall'1 marzo 2012, i contributi
sono erogati sulla base di un avviso approvato dalla Giunta
regionale entro il 31 dicembre 2011. L'avviso è pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e di esso è data la più
ampia notizia negli organi di informazione.
4. La Regione concede agli enti locali che ne fanno richiesta
contributi per la ristrutturazione e l'adeguamento dei beni
immobili confiscati alla mafia, da destinare ai centri antiviolenza
e alle case di accoglienza.
5. Con decreto dell'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro sono approvati, entro 60 giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, gli indirizzi
attuativi relativi alle azioni di contrasto alle molestie e alla
violenza di genere.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'art. 14. Ne do lettura:
«Art. 14.
Cumulabilità dei finanziamenti
1. I finanziamenti concessi ai sensi della presente legge sono
cumulabili con quelli previsti dalla vigente normativa comunitaria,
statale e regionale, sempre che non sia da queste diversamente
stabilito, secondo le procedure e le modalità previste dalle norme
medesime.»
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'art. 15. Ne do lettura:
«Art. 15.
Procedure di verifica dei finanziamenti
1. La Giunta regionale, tramite l'Assessorato regionale della
famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, sentito
l'Osservatorio regionale per il contrasto alla violenza di genere,
assicura annualmente la rilevazione sistematica dei dati relativi
al fenomeno della violenza contro le donne, individua le buone
prassi e predispone una relazione per definire i criteri per una
adeguata assistenza finanziaria alle donne vittime di violenza,
anche in funzione della predisposizione dei documenti contabili
della Regione.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'art. 16. Ne do lettura:
«Art. 16.
Norma finanziaria
1. Per l'esercizio finanziario 2011 gli oneri sono quantificati,
per ciascuna disposizione della presente legge comportante spesa,
secondo i seguenti importi:
articolo 4: 30 migliaia di euro articolo 5: 25 migliaia di euro
articolo 7: 150 migliaia di euro
articolo 8: 150 migliaia di euro
articolo 9: 50 migliaia di euro articolo10: 25 migliaia di euro.
2. Per le finalità della presente legge è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2011, la spesa complessiva di 430 migliaia
di euro, cui si provvede con parte delle disponibilità dell'UPB
6.2.1.3.1 del bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
medesimo, quanto a 280 migliaia di euro del capitolo 183742 e
quanto a 150 migliaia di euro del capitolo 183743.
3. Per gli esercizi finanziari successivi la relativa spesa è
determinata ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g), della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10.»
Comunico che è stato presentato l'emendamento 16.1, a firma del
Governo.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'art. 16 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'art. 17. Ne do lettura:
«Art. 17.
Disposizioni transitorie
1. Con decreto dell'Assessore regionale per la famiglia, per le
politiche sociali e per il lavoro, entro 90 giorni dall'entrata in
vigore della presente legge, sono disciplinate le modalità di
attuazione e di raccordo tra le disposizioni della presente legge e
quelle di cui agli articoli 9 e 18 della legge regionale 31 luglio
2003, n. 10.»
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'art. 18. Ne do lettura:
Art. 18.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Il voto finale al disegno di legge Norme per il contrasto e la
prevenzione della violenza di genere nn. 371-485-510-2/A, sarà
dato in coda alla seduta insieme agli altri disegni di legge.
'rispetto dell'identità di genere'
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione del disegno di legge «Disposizioni per promuovere
il rispetto dell'identità di genere» (n. 574/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge numero
574/A «Disposizioni per promuovere il rispetto dell'identità di
genere», posto al n. 4).
MINARDO, presidente della Commissione. Signor Presidente, prima di
procedere con lo svolgimento della relazione e considerato
l'assenza del relatore, volevo chiedere all'Assemblea di poter
rinviare il disegno di legge in commissione, per un maggior
approfondimento.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, ho capito che cominciano le
strumentalizzazioni. Presidente Minardo, ieri sera eravamo rimasti
in un certo modo L'accordo era che stasera si approvavano tutte e
tre le leggi o nessuna.
Quindi, questo giocare a rimpiattino per non dire che non si
vuole fare, a me non piace proprio Mi spiace che non sia presente
il mio Capogruppo che sa meglio di me come siano andate le cose in
Conferenza dei Capigruppo.
Signor Presidente, la prego di non accettare questa richiesta di
rinvio in commissione perché la legge è stata ampiamente dibattuta
in commissione con il Vicepresidente Vinciullo, che ha votato
contro, ma ha permesso che la legge andasse avanti, senza fare
ostruzionismo Ci si vuole nascondere dietro a non so cosa per non
fare questa legge mentre per le altre due leggi c'è stato un
procedere veramente incredibile, siamo andati velocissimi.
La prego di non tenere in considerazione quello che ha detto il
Presidente Minardo perché ieri sera sono stati fatti questi
ragionamenti O si approvavano le tre leggi o non se ne approvava
alcuna
PRESIDENTE. Onorevole Apprendi, io non posso non tenere in
considerazione la richiesta del presidente della commissione. Non è
una questione di velocità La velocità sarebbe la stessa se non ci
fosse una richiesta di cui non posso non tenere conto.
PANEPINTO. La richiesta di rinvio in Commissione non è motivata.
MINARDO. E' motivata da ulteriori approfondimenti.
APPRENDI. Potevo chiedere il tempo per la presentazione degli
emendamenti e non l'ho fatto
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con tutto il
rispetto per il Presidente della commissione, si chiede il rinvio
in commissione quando c'è un dibattito avviato, ci sono punti da
valutare, da approfondire, e a quel punto un deputato, il
capogruppo, il presidente della commissione, chiede il rinvio in
commissione. Non avendo neanche iniziato con l'esame del disegno di
legge mi pare assolutamente strumentale la posizione espressa dal
presidente della commissione.
D'altro canto, nessuno obbliga il Parlamento ad approvare
l'articolato del disegno di legge. Se ci sono punti di vista
diversi attorno al disegno di legge si esprimono attraverso gli
strumenti parlamentari.
Se c'è qualche collega che ritiene che il disegno di legge è
avanzato, propone quello che gli strumenti permettono di fare ciò
che gli emendamenti che tendono a cassare parte del disegno di
legge, a ridurlo, ad eliminarlo, così come si conviene.
Per cui invito il presidente della Commissione, che fra l'altro ha
deciso la richiesta di rinvio senza neanche aver consultato la
Commissione - altra prassi innovativa in questo Parlamento -, a
ritirare la richiesta e invito lei, signor Presidente, ad andare
avanti con l'esame del disegno di legge, perché mi pare che sia del
tutto ovvio che se c'è una parte del Parlamento che non condivide
quel disegno di legge, ovviamente, ne cassa alcune parti, oppure lo
boccia.
Quindi, la invito a proseguire così come concordato dalla
Conferenza dei Capigruppo.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, poc'anzi abbiamo approvato un
disegno di legge sicuramente interessante, presentato
dall'onorevole Vinciullo, relatore, che conteneva come tema
principale la convenzione con la Conferenza Episcopale Italiana, e
poi, ad un certo punto, in una norma si parlava di comunità di
recupero'. Onestamente, sono rimasto in silenzio su un accordo che
ieri sera era palese che i testi che erano stati trattati venissero
poi sottoposti all'attenzione del Parlamento.
Voler ingigantire o creare un caso, presidente Minardo, non mi
sembra necessario perché non è stata motivata la ragione del rinvio
in Commissione.
Si stravolge una prassi, perché lei non ha sentito la sua
Commissione. Io credo che la mia richiesta, per evitare la guerra
di religione, è che il testo, per le ragioni che sono state esposte
dai miei colleghi prima di me, possa essere esitato dall'Aula, in
un modo o nell'altro, perché altrimenti il rischio è che poi ci
siano momenti in cui la furbizia diventa capace di condizionare i
lavori di questo Parlamento.
Per cui la richiesta del presidente della I Commissione non può
essere accolta, perché priva di ogni motivazione, al di là se è
prevista dal punto di vista regolamentare.
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Signor Presidente, io credo che la richiesta del presidente
della Commissione sia motivabile anche con la circostanza che il
sottoscritto nella qualità di Assessore alla famiglia e componente
del Governo non sia stato direttamente audito durante la
discussione del disegno di legge.
Questa circostanza, per quello che significa, è una circostanza
abbastanza seria per potere non giocare, onorevole
SPEZIALE. Vi state arrampicando sugli specchi.
CORDARO. Sta parlando l'Assessore, lei quando presiedeva faceva
così?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Io credo che la motivazione che deve essere presente nella
richiesta del Presidente della I Commissione sia proprio questa,
che il Governo non è stato audito, quindi per quanto mi concerne
ribadisco la richiesta di rinvio avanzata dal presidente della I
Commissione.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, ho partecipato a tutti gli incontri
che sono stati predisposti dalla Commissione presieduta
dall'onorevole Vinciullo ed ai cinque incontri che si sono svolti
nella Commissione Affari istituzionali', il Governo è stato
invitato - Assessore mi rivolgo a lei perché ha fatto
un'affermazione birichina - cinque volte in Commissione e non si è
presentato senza neanche giustificarsi.
Professore Piraino, docente stimatissimo, lei è stato invitato
dal Presidente della Commissione, per la trattazione del disegno di
legge che, peraltro, ha seguito un iter, con il parere della
Commissione, è stato limato, pulito.
E' un disegno di legge che dà un minimo di riconoscimento di
diritti - e lei questo me lo insegna
Questo disegno di legge, lei lo ha già digerito, lo conosce
benissimo, sa perfettamente quali siano o meno gli effetti.
E' una strumentalizzazione quella di volere rimandare in
Commissione questo disegno di legge.
Invito il Presidente a ritirare la richiesta ed invito lei a
confrontarsi col Parlamento.
Assessore, si confronti con il Parlamento che è democraticamente
eletto che può e deve dare risposta ai cittadini tutti,
indipendentemente dalla religione, dalla fede e dal sesso.
La invito, Assessore, ad evitarci questo ritorno in Commissione
perché rappresenterebbe solo una perdita di tempo.
Ieri sera, sono stati svolti altri ragionamenti. Io avrei potuto,
con i due disegni di legge precedenti, chiedere il tempo necessario
per presentare gli emendamenti e forse saremmo andati a dopo le
festività pasquali perché avrei presentato mille emendamenti così
come stanno facendo gli oppositori a questo disegno di legge, ma
siccome c'è correttezza istituzionale nel senso che i tre disegni
di legge devono procedere insieme, lo ribadisco.
Non è corretto, non è giusto nei confronti di una parte di
cittadini che stanno aspettando questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è una richiesta di rinvio in
commissione formulata dal presidente della commissione ed una
formulata dall'assessore.
A norma del Regolamento interno, possono intervenire due deputati
a favore della proposta e due contro.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo a
favore della proposta di rinvio del disegno di legge in
Commissione.
A quanti hanno a cuore questo disegno di legge dico che il modo
peggiore, il servizio peggiore che si possa dare alla discussione
su un tema così importante, significativo e delicato è quello di
porgere l'attenzione su questa normativa in termini di radicalismo
ed in termini di un'attenzione smodata nel non accogliere la
richiesta da parte del presidente della Commissione e
dell'Assessore per una audizione, per comprendere meglio cosa il
Governo intenda autonomamente promuovere o concorrere in uno al
Parlamento su un tema così importante.
Onorevole Apprendi, bisogna una volta per tutte dirci una cosa con
molta chiarezza: sui temi che riguardano l'etica - e non
riguardano posizioni ideologizzate occorre che questo Parlamento ne
parli liberamente, dopo avere fatto tutti i passaggi formali
necessari.
Non vorrei che si continuasse, in quest'Aula, ad andare avanti con
l'approvazione di alcune normative importanti come abbiamo fatto in
occasione della legge sul voto delle donne, in cui non c'è stato
un solo intervento da parte dei parlamentari; così come abbiamo
fatto sulla legge che riguardava la diminuzione dei parlamentari,
altro tema importantissimo, sul quale non c'è stato assolutamente
dibattito in quest'Aula.
Ora è diventato importantissimo discutere immediatamente, senza
avere nemmeno il tempo di pensare e di riflettere; si deve
approvare immediatamente un disegno di legge che riguarda, signor
Assessore, una tematica così importante e significativa del quale a
nessuno di noi sfugge l'importanza.
Pertanto, il modo più serio, più corretto di lavorare è quello di
evitare radicalismi, lacerazioni nel Parlamento ed affrontare
questo tema etico che riguarda la famiglia e, quindi, la parte
nucleare di questa società, in maniera che ci possa essere,
intanto, una posizione chiara da parte del Governo - e ritengo che
questo Parlamento debba anche ascoltare il Governo - e,
successivamente, avere una maggiore riflessione nella Commissione
parlamentare che, come lei onorevole Apprendi sa, spesso è
utilissima perché consente di trovare quell'equilibrio e quelle
mediazioni che in Parlamento sono impossibili, mentre in
Commissione, facendo un lavoro duro e serio, come abbiamo fatto in
tante occasioni e per tante leggi importanti saremo nelle
condizioni, probabilmente, di trovare un momento di mediazione
utile affinché questa legge rappresenti un momento di crescita
dell'intera collettività e non sia, invece, la vittoria di qualcuno
sugli altri.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in effetti
sembra che tutti i Gruppi parlamentari - anzi non sembra, è così,
tranne il PD e qualche deputato solo a titolo personale - siano per
il rinvio in commissione, abbiamo anche dovuto lottare, tra
virgolette, con gli onorevoli Cordaro e Cappadona per chi
esprimesse il proprio contributo nella richiesta di rinvio in
Commissione e ringrazio entrambi i colleghi che mi hanno dato la
possibilità, come Gruppo parlamentare UDC, di esprimere il mio
punto di vista da questo palco.
Signor Presidente, onorevole Cascio mi riferisco a lei, le chiedo
che non solo venga rinviato in Commissione, ma che non si proceda
alla discussione di questo disegno di legge fin quando la
Commissione non venga integrata con i rappresentanti di tutti i
Gruppi parlamentari, perché si è parlato di confronto, che
l'assessore non è andato in Aula, è stato definito birichino' il
nostro assessore, ma posso dire che l'UDC non è presente in I
Commissione e già in quella sede avrebbe potuto fare le barricate
affinché questo disegno di legge non arrivasse in Aula.
Pertanto, le chiedo, e chiedo che l'Aula si pronunci in maniera
positiva, il rinvio in Commissione e che non si discuta di questo
disegno di legge se prima i componenti dell'UDC non siano messi in
condizione, con la loro assegnazione alla I Commissione, di poter
discutere del disegno di legge per il quale l'onorevole Apprendi -
gliene va dato atto - si sta tanto battendo.
Ma poiché l'onorevole Apprendi è uomo di dialogo, chiedo che sia
l'onorevole Apprendi stesso a chiedere che si rinvii in Commissione
e che si abbia là il dibattito con tutti i Gruppi parlamentari, ivi
compreso il Gruppo dell'UDC che, in maniera ferma e convinta, è
contrario a questo disegno di legge.
MUSOTTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che
obiettivamente stiamo raggiungendo un livello di oscurantismo che
non ha limiti: mistifichiamo ragioni di regole, di democrazia, di
discussioni, di potere parlare liberamente su temi etici chiedendo
il rinvio per sommergere nel silenzio un sacro disegno di legge
voluto da tantissima gente, che coinvolge migliaia di persone, su
cui si vuole discutere liberamente, non si vuole imporre niente a
nessuno, sono scelte di libertà che in ogni regione d'Europa, le 27
nazioni che compongono la Comunità Europea, neanche ne discutono.
Qui si discute, parliamo ancora di rinviarlo in Commissione perché
ci sono ragioni, le regole, l'Assessore invitato cinque volte,
purtroppo, non ha potuto partecipare ai lavori della Commissione.
Signor Presidente, obiettivamente questa discussione, questa
richiesta non fa onore a questo Parlamento. Quindi, qualsiasi altro
tipo di decisione, se non quella di discutere in Aula liberamente,
con grande franchezza, con grande lealtà, su una legge sacrosanta
che coinvolge migliaia di persone, sarebbe un atto di oscurantismo.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sono per
il diavolo, ma sono per il dialogo, per cui credo che questo
Parlamento, su questa norma, debba essere messo nelle condizioni di
potere discutere.
Una norma di questo tipo è una norma che non ha una appartenenza
legata ai partiti, è una norma che si basa su questioni di
civiltà, di coscienza e che riguardano la coscienza di ognuno e
credo che il luogo dove questa norma vada discussa con una
richiesta di rinvio in Commissione, ma in Parlamento, apertamente,
in cui ognuno può esprimersi liberamente secondo il proprio
pensiero.
Se leggiamo la norma non c'è niente di straordinario al suo
interno, c'è il riconoscimento di uno status di civiltà e di parità
dei cittadini indipendentemente dalla loro appartenenza sessuale,
religiosa, etica e culturale. E' solo questo, nient'altro che
questo
Perché questa paura, colleghi Perché nascondersi dietro il rinvio
in Commissione
Perché il rinvio in Commissione non motivato in nessun modo dal
punto di vista del merito, è un volere nascondersi di fronte alla
necessità di affrontare apertamente un dibattito in Aula in cui
ognuno esprime sulle questioni di civiltà, di progresso sociale, di
libertà degli individui. Qua c'è un problema di libertà dei
soggetti, potersi esprimere liberamente su queste questioni e penso
che solo per questo non deve essere neanche posto al voto il rinvio
in Commissione.
Inviterei il Presidente della I Commissione a ritirare la proposta
e a ritirarla per consentire a questa Aula di discutere liberamente
del diritto dei cittadini siciliani che deve essere indipendente in
quanto persone, perché stiamo discutendo di persone, non stiamo
discutendo di appartenenti ad un sesso, ad una religione o ad una
professione.
Consentiamo di far fare a questo Parlamento un salto di civiltà in
cui discutiamo realmente, e finalmente, della dignità delle
persone.
Quindi, nell'esprimere la assoluta contrarietà del Partito, mia
personale e di molti colleghi, al rinvio in Commissione, torno a
rinnovare l'invito al Presidente della Commissione a ritirare la
proposta. La Commissione ha già discusso questo disegno di legge
per cinque sedute, è giusto che l'Aula abbia la opportunità di
approfondire e di discutere.
PRESIDENTE. Pongo ai voti la richiesta di rinvio in Commissione
formulata dal Governo e dal Presidente della Commissione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga seduto.
(E' approvata)
Il disegno di legge, quindi, ritorna in Commissione.
SPEZIALE. Si può avere una controprova della votazione?
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, onestamente c'era una grandissima
differenza, non era una questione di uno o due voti, erano 4 su 44,
era evidente.
Scusate colleghi, adesso ognuno difende le sue posizioni e lo
capisco. Il Regolamento è chiaro. Si vota per alzata e seduta e era
evidentissima la sproporzione. Non mettete in dubbio la correttezza
della Presidenza
Onorevole Speziale, non insista perché su questa strada non arriva
da nessuna parte. Il voto è stato evidentissimo e non si ripete.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, c'è stato un errore
nell'interpretazione dell'emendamento del Governo sul disegno di
legge sulla Fiera del Mediterraneo, perché così come è stato
approvato, l'emendamento prevede soltanto la copertura finanziaria
e non il mutamento di status del personale.
Si sta modificando il testo dell'emendamento d'accordo col Governo
e, quindi, chiediamo la correzione con il ricorso all'articolo 117.
PRESIDENTE. Gli uffici avevano già in mente questo problema e
aspettiamo l'emendamento dagli uffici e con l'applicazione
dell'articolo 117 lo metteremo in pratica.
CAPUTO. Grazie Presidente.
SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, ho la vaga sensazione che qualcosa
stasera si sia rotto e si è rotto su una questione che alcuni
considerano banale, ma che io considero, invece, fondamentale,
perché condivido per intero l'intervento fatto dal collega Musetto.
Qui noi abbiamo impedito che il Parlamento potesse discutere sulla
libertà di scelta delle persone ed il fatto in sè costituisce, per
quanto mi riguarda, un elemento grave, che viola un accordo fatto
dalla Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari, che era
quello che si sarebbero esaminati tutti i disegni di legge, ivi
compreso il disegno di legge presentato dal collega Apprendi, la
invito a sospendere momentaneamente l'Aula, a riconvocare la
Conferenza, a stabilire la data di fissazione del disegno di legge
per il ritorno in Aula, viceversa, per quanto mi riguarda, essendo
stato violato, da parte degli altri capigruppo, l'accordo fatto in
Conferenza, non mi sento impegnato, non so gli altri, a votare
nessuno dei disegni di legge che sono stati già esaminati dal
parlamento e che attendono il voto finale.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, tenga presente che la Presidenza
ha accolto una richiesta di rinvio del Presidente della Commissione
e dell'Assessore al ramo.
Ha fatto parlare tutti gli oratori al di là di quelli che prevede
il Regolamento e ha fatto esprimere l'Aula.
Per cui da questo punto di vista non c'è nessun tipo di forzatura
regolamentare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che qualche
malinteso, fraintendimento all'interno di qualche gruppo
parlamentare di maggioranza non può bloccare i lavori d'Aula.
Vorrei ricordare a qualche collega parlamentare che mi ha
preceduto che il rinvio di un disegno di legge, tra l'altro molto
delicato, in Commissione non significa un corto circuito e se
magari vi fosse un corto circuito è un rapporto che attiene forse
all'interno di qualche partito.
Piuttosto il Parlamento deve seguire un'altra strada; noi
chiediamo che si proceda, anche perché c'è una norma che dobbiamo
approvare, che ha delle ricadute importanti anche per il bilancio
regionale, ed è una norma che riguarda ben 96 milioni di euro, 96
milioni euro che diventano fondamentali in questo bilancio
regionale per la sopravvivenza della Regione Sicilia.
Lo dico, signor Presidente e onorevoli colleghi, in un momento in
cui si discute se nell'esercizio provvisorio dobbiamo inserire, lo
dico anche alla presenza dell'Assessore Centorrino, quella quota
necessaria affinché 8 mila persone del settore della formazione
non si ritrovano o non rischiano di ritrovarsi in cassa
integrazione giorno 2 gennaio.
Qui si deve comprendere se si deve discutere sul sesso degli
angeli o di qualcos'altro o se, invece, si deve discutere di
questioni concrete per questa Sicilia quando in un momento in cui
oggi ci sono varie emergenze territoriali, emergenze sociali come
quella che vi ho detto, ad esempio 8 mila persone che chiedono una
risposta, non penso che potremmo ipotizzare chissà quale Conferenza
dei Presidenti di gruppi parlamentari per discutere di chissà quale
disegno di legge che servirebbe soltanto non so a chi o a che cosa,
ma non voglio entrare nel merito di questo, lo affronteremo nei
luoghi adeguati ai deputati all'uopo.
Pertanto signor Presidente le chiedo di continuare nella
trattazione e poi la invito a fare un momento di incontro per
convincere anche il Governo regionale di guardare con molta
attenzione a quello che succede e che succederà, e lo dico anche
all'Assessore Armao, nella formazione da qui a qualche giorno.
prestazioni sanitarie'
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme in materia
di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie» (n. 788/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge numero 788/A «Norme in materia di partecipazione al costo
delle prestazioni sanitarie», posto al numero 5).
Ricordo che nella seduta di ieri era stato approvato il passaggio
all'esame degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Modifiche all'articolo 7 della legge regionale 29
dicembre 2003, n. 21
1. All'articolo 7 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21 e
successive modifiche ed integrazioni, sono apportate le seguenti
modifiche:
a) i commi 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:
2. Il regime di esenzione dalla partecipazione al costo delle
prestazioni sanitarie nell'ambito della Regione, a decorrere dall'1
gennaio 2012, è basato sul sistema di cui all'articolo 8 della
legge 24 dicembre 1993, n. 537 e successive modifiche ed
integrazioni.
3. L'Assessore regionale per la salute, di concerto con
l'Assessore regionale per l'economia, provvede con proprio decreto,
da emanarsi entro il 31 gennaio 2012, sentite le Commissioni
legislative dell'Assemblea regionale competenti in materia di
servizi sociali e sanitari e bilancio e programmazione, a dare
attuazione, anche attraverso variazioni delle fasce reddituali,
alle disposizioni che prevedono la determinazione regionale della
quota di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie da
parte degli assistiti, salvaguardando il gettito derivante
dall'applicazione della norma di cui al comma 2.';
b) i commi 2bis, 2ter, 2quater e 2quinquies dell'articolo 7 della
legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, sono soppressi.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Vinciullo, Pogliese, Buzzanca e Falcone: 1.1,
1.4, 1.2, 1.3, 1.5.
Comunico che gli emendamenti 1.1 e 1.4 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
SPEZIALE. Noi voteremo contro il disegno di legge
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.19, è ripresa alle ore
19.50)
Presidenza del Vicepresidente FORMICA
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, riprende l'esame del disegno di legge n. 788/A
Norme in materia di partecipazione al costo delle prestazioni
sanitarie .
Gli emendamenti 1.2 e 1.3, a firma degli onorevoli Vinciullo,
Pogliese ed altri, sono ritirati. L'Assemblea ne prende atto.
SPEZIALE. Signor Presidente, l'assessore per la Famiglia deve fare
una dichiarazione.
RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. E' in Giunta.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per 5 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.51, è ripresa alle ore 19.55)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, desidero chiarire all'Assemblea che la
richiesta con la quale il Governo poc'anzi ha chiesto il rinvio in
Commissione del disegno di legge sulle cosiddette unioni di
fatto , è una richiesta evidentemente non dilatoria. Il Governo non
ha un atteggiamento di questo genere nei confronti del lavoro
dell'Assemblea, nei confronti di una questione peraltro di
rilevante significato politico o meno.
Naturalmente, quando in Commissione saranno avvenuti gli adeguati
approfondimenti, sarà la Commissione che approverà, se dovesse
approvare, e poi inviare all'Aula il disegno di legge. Il Governo,
per la sua parte, si impegna ad approfondire e a dare il suo
contributo. Quindi, il Governo, quando il disegno di legge
arriverà in Aula, darà il suo contributo.
(Interruzione dell'onorevole Speziale)
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Onorevole Speziale, il Governo è impegnato a dare il suo
contributo e a fare arrivare in Aula, successivamente, il disegno
di legge. Questo è evidente.
PRESIDENTE. Assessore, non è compito del Governo far arrivare in
Aula i disegni di legge, ma è dell'attività parlamentare. Lei è
stato abbastanza chiaro.
Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n. 788/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 1.5,
degli onorevoli Vinciullo ed altri.
VINCIULLO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Disposizioni finali
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Pogliese, Buzzanca e Falcone l'emendamento 2.1.
VINCIULLO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, che il Governo e la
maggioranza che lo sostiene sia alla frutta mi pare ormai evidente
LACCOTO, Presidente della Commissione. Al dolce, considerato che è
Natale
SCILLA. Ancora peggio Essendo in clima natalizio diciamo a
panettone .
Ciò che è successo poc'anzi, signor Presidente, non è una cosa di
poco conto ed io intervengo anche per capire bene la posizione
della Presidenza, perché noi siamo in Aula per cercare di lavorare
in maniera produttiva ma, soprattutto, in maniera seria.
Su un disegno di legge che, al di là dell'importanza, tutto
sommato parliamo dell'istituzione di un registro dell'anagrafe per
le unioni civili, c'è stato uno scontro terribile in seno alla
maggioranza perché abbiamo avuto l'UDC, nella persona
dell'Assessore, che ha fatto un intervento ed ha detto che la legge
poteva, dato che lui non aveva partecipato ai lavori in
Commissione, ritornare in Commissione.
Il PD, rispetto all'accordo fatto, giustamente, grida allo
scandalo, hanno visto l'intervento del Presidente Apprendi
persona sicuramente corretta, quindi se fa quel ragionamento,
quelle motivazioni politicamente corrette. L'MPA, troviamo una
parte rappresentata dal collega Colianni che sostiene che è
corretto rimandare il disegno di legge in Commissione, il
presidente Musotto, capogruppo dell'MPA, invece, sostiene
tutt'altra cosa.
Allora, con questo tipo di ragionamento come si fa nel momento
in cui oggi siamo quasi a fine anno, ancora una volta, avete
fatto diventare un'eccezione, che è l'esercizio provvisorio, una
regola, ancora una volta, questo Governo si comporta come se
presentare l'esercizio provvisorio fosse una regola di buona
condotta e di buona amministrazione e, quindi, abbiamo una
Sicilia che sta sprofondando, abbiamo una Sicilia che soffre,
abbiamo una formazione professionale a cui non si riesce a dare
alcuna risposta, abbiamo i bandi comunitari bloccati e voi
giocate con i destini della Sicilia e dei siciliani. E oggi
dobbiamo andare a votare una norma che ha proposto l'assessore
Russo circa la cancellazione di alcuni soggetti rispetto al
ticket sanitario, una norma che è, nella realtà, un aumento di
tasse per i siciliani, in un momento di grave crisi e di grave
difficoltà.
Allora, ecco perché dico che questo stato di cose non può
continuare, signor Presidente. Allora, questa sua accelerazione
rispetto ad una maggioranza che non riesce a produrre nulla o a
supportare il Governo, è un atteggiamento politico che la
coalizione di centro destra non può accettare. Noi dobbiamo
accelerare, dobbiamo andare a fare le cose serie, non possiamo
diventare complici di un sistema politico che sta portando la
Sicilia alla distruzione, caro Presidente. Ecco perché ho
chiesto di intervenire.
Allora, vediamo subito di andare a definire l'esercizio
provvisorio. Anche questa norma, la 788 di cui si parla
significa, ancora una volta, colpire chi ha bisogno solo perché
è una norma che ci arriva dal Governo nazionale. Allora, non
possiamo fare nulla. Allora dobbiamo accettarla. Ma cosa ci
stiamo a fare qui come classe dirigente
Questo atteggiamento politico va sicuramente rimosso. Poco fa
ho visto il presidente Lombardo che girava per il palazzo, che
non stia dietro le quinte a tirare le cinghia per cercare di
tenere in piedi ciò che non si può tenere in piedi, perché oggi
vedere il collega Speziale, di fatto, imporre all'assessore
dell'UDC quella che deve essere la strategia, è una cosa
assolutamente inaccettabile
Allora, signor Presidente, stiamo parlando di un atteggiamento
politico, ripeto, abbiamo subìto un ribaltone politico perché,
oggi, se c'è questo stato di cose non è una conseguenza di
qualcosa che non ha una logica politica, ma è perché la
coalizione che sta governando è una coalizione che non è uscita
vittoriosa dalla urne, è una coalizione ribaltonista, incapace
di governare.
Allora, Presidente, le chiedo di accelerare per l'approvazione
dell'esercizio provvisorio.
L'esercizio provvisorio è l'unica cosa seria che in questo
momento di grande difficoltà si può fare. Lei, nella qualità di
garante dell'Assemblea non si può prestare a questi giochi per
chiudere accordi con coloro che, di fatto, poc'anzi, si sono
dimostrati assolutamente non in grado di governare la Sicilia
perché ciò che è successo poc'anzi all'interno di questa
coalizione è assolutamente inaccettabile.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati due emendamenti aggiuntivi:
l'A.1 e l'A.2.
La Presidenza è del parere che sarebbero entrambi da ritenere
inammissibili. Pur tuttavia, sull'A2 credo che il Governo abbia
da dire qualcosa.
MASSIMO RUSSO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MASSIMO RUSSO, assessore per la salute. Attualmente esiste una
convenzione tra l'ASP e la Presidenza della Regione
RINALDI. Ma di quale stiamo parlando?
PRESIDENTE. L'emendamento di cui stiamo parlando riguarda i due
medici che svolgono il servizio sanitario interno all'Assemblea.
La Presidenza non ritiene di mettere ai voti l'emendamento.
DI BENEDETTO. Allora, di cosa stiamo parlando
PRESIDENTE. Il Governo, che aveva avuto anche interlocuzioni in
questo senso, così mi è stato riferito, può risolvere il problema
senza l'emendamento. Ha facoltà di parlare l'onorevole Russo.
MASSIMO RUSSO, assessore per la salute. Soltanto una battuta: il
Governo utilizzerà il tempo che ancora abbiamo davanti, la
scadenza, la convenzione è il 31 marzo per trovare le opportune
soluzioni.
LACCOTO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà..
LACCOTO, presidente della Commissione. Per essere molto chiari,
c'è un problema che è stato anche sottoposto alla Commissione. C'è
la richiesta da parte dei turisti, da parte del personale, da parte
del pubblico che frequenta questo Palazzo, oltre 300 mila utenti
l'anno, di avere una postazione sanitaria così come si ha in questo
momento. Per cui si chiede all'assessore di trovare - e, credo che
vi sia stata la disponibilità, nell'arco di tempo da qui al 31
marzo - una soluzione confacente perché vi sia un posto sanitario
aperto al pubblico che è richiesto da moltissime persone rispetto a
quante sono anche le richieste verbali che sono arrivate in
Commissione.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A.1, a firma dell'onorevole
Calanducci e anche per questo la Presidenza ritiene che si debba
dichiarare l'improponibilità.
CALANDUCCI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALANDUCCI. Signor Presidente, c'è la soluzione per questo e
voglio illustrarla per rendere edotta l'Aula e dopo che mi
sentirete sono certo che la stragrande maggioranza condividerà
questa iniziativa che ha portato alla luce questo emendamento,
oggi, che sono pronto a trasformare in ordine del giorno perché,
obiettivamente, potrebbe non riguardare l'argomento dei ticket,
anche se la sanità che si occupa di benefici della gente c'entra
sempre argomentando.
Se mi consentite un minimo di attenzione, altrimenti vi risparmio,
non vi tedio.
Nel 1975, per legge nazionale, furono istituiti i consultori
familiari. Questi consultori familiari, in Sicilia, furono
regolamentati da una legge nel 1978.
I consultori familiari che, naturalmente, per indirizzo della
legge nazionale, si occupano di questo settore della famiglia e
della rete che essa costituisce sono i soggetti istituzionalmente
pubblici o privati che senza scopo di lucro rispondono bene a
queste esigenze.
Ora nel 1978, quando furono fatte le convenzioni incominciarono a
lavorare regolarmente ed a offrire prestazioni, questi consultori
sono oltre 30 anni che operano in Sicilia.
Nel 2007, per interpretazione sicuramente, giusta anche se io
posso non condividerla, fu necessario inserire tutti questi
consultori che rispondono a tutti i crismi della legge, della
normativa per essere strutture sanitarie operanti nel territorio
nell'elenco degli accreditamenti.
Qualcuno sosteneva che non c'era bisogno rispondendo ad una legge
nazionale ed avendo dei finanziamenti peraltro protetti dalla legge
nazionale per questo tipo di attività. Ciò malgrado queste
strutture presentarono la richiesta di accreditamento.
Due, anzi tre, di queste strutture la fecero con un giorno di
ritardo a causa di questo dibattere continuo e questo provocò un
vulnus e non furono inseriti in questa lista, però continuarono ad
offrire le prestazioni sotto anche richiesta delle varie ASP.
Io siccome quando mi occupo di un argomento cerco di documentarmi,
Presidente e le chiedo venia, ho anche tutti i nomi e cognomi, che
naturalmente non posso dire per motivi di privacy, di tutti i
pazienti inviati dalle ASP ai consultori.
Negli anni passati i direttori delle ASP hanno ritenuto motu
proprio, visto che non c'era stata una determinazione
dell'Assessorato in merito, di deliberare una forma di sanatoria
indiretta, cioè potevano proseguire l'attività, cosa che hanno
regolarmente fatto. Una di queste strutture è a Catania e l'altra è
ad Agrigento.
La struttura di Catania è quella che conosco meglio. Mi sono
documentato, è sovrapponibile all'esperienza della struttura di
Agrigento, si chiama Vita Nova e svolge un'attività meritevole in
un quartiere molto disagiato, fornendo un supporto non solo dal
punto di vista medico ma anche dal punto di vista della vivibilità
per questi nuclei familiari disagiati, in uno dei quartieri meno
fortunati della città.
Allora, per alcuni anni i direttori generali hanno ritenuto di
dover pagare le prestazioni. Quest'anno, interpretando alla lettera
ciò che dice il dettame, cioè che chi non è inserito nell'elenco
degli accreditamenti, non può essere pagato, succede che la mano
sinistra fa fare le prestazioni, cioè l'ASP della Regione, e la
mano destra dice che non si può pagare. In medicina questa si
chiama schizofrenia, in politica non lo so.
Sono stato a visitare questa struttura, conosco chi la regge, che
è un prete ultraottantenne, che a discapito delle sue modeste
finanze, si è indebitato per mantenere questa struttura.
I dipendenti che non può pagare, mi hanno fatto tenerezza perché
chiamandomi onorevole, mi hanno detto che non verranno a protestare
a Palermo sotto le nostre finestre ma hanno gli stessi diritti. Non
sono retribuiti da sette, otto mesi perché non ci sono le risorse.
I direttori generali dell'ASP di Catania, il dottor Scalone prima
e il dottor Calaciura, hanno fatto bene; non so se ha fatto bene
qualcuno in assessorato che non ascolta lo stimolo della politica,
quando dice di fronte ad un'ingiustizia palese, va anche fatta per
motivi di ordine superiore.
Signor Presidente, credo che l'Aula debba esprimersi in merito ad
un argomento che coinvolgerà tutti.
Personalmente, mi sento onorato di essere chiamato onorevole, ma
il coraggio di dire queste cose l'ho trovato ancora di più quando
ho visto che c'è un prete che si è indebitato per mantenere una
struttura a sostegno della gente che soffre, della gente più
disagiata e noi, deputati, tranquilli, dobbiamo dare un segnale
forte che per un ordine superiore pubblico, le norme amministrative
si possono interpretare in maniera elastica, non chiaramente quando
si parla di medicina.
Confido che l'Assessore, così come altre volte abbiamo avuto
possibilità di discutere, si faccia carico di questa problematica,
convenendo con me. Ritengo opportuno trasformare l'emendamento in
un ordine del giorno. Questo è sicuramente un percorso più
agevolato.
PRESIDENTE. Onorevole Calanducci, più che un ordine del giorno che
sarebbe poco attinente alla materia, la invito a trasformarlo in
mozione, che poi sarà oggetto di discussione.
CALANDUCCI. La mozione si vota?
PRESIDENTE. La mozione viene trattata a parte perché è un fatto
amministrativo. La invito a trasformarla in mozione perché è
materia estranea all'ordine del giorno.
FALCONE. C'è un mio ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, stiamo discutendo con gli uffici la
possibilità di rinviare a domani la votazione su tutte le leggi, in
quanto c'è da interpretare alcune criticità.
Intanto, comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del
giorno:
- numero 604 Provvedimenti urgenti a favore dei consultori
familiari esclusi dalle procedure di accreditamento formale , degli
onorevoli Calanducci, Bartolotta, Cimino e Arena;
- numero 606 Mantenimento del punto nascita di Mistretta (ME) ,
dell'onorevole Ardizzone;
- numero 608 Misure per impedire il ridimensionamento
dell'ospedale SS. Salvatore di Mistretta , dell'onorevole Rinaldi;
- numero 609, degli onorevoli Laccoto e Picciolo;
- numero 610 Ridefinizione della scelta effettuata dall'Asp di
Ragusa di indizione di una procedura aperta per la scelta del
privato contraente per l'affidamento, per tre anni, della gestione
della RSA di Comiso , dell'onorevole Ammatuna;
- numero 611 Misure in favore della tutela dei nuclei familiari
nella partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie , degli
onorevoli Cappadona, Savona, Greco e Lo Giudice;
- numero 612 Chiusura del Punto territoriale di emergenza di
Vizzini , degli onorevoli Falcone, Limoli, Fiorenza, Vinciullo e
Raia;
- numero 613 Tutela delle indennità di accompagnamento , degli
onorevoli Vinciullo, Pogliese e Falcone;
- numero 614, degli onorevoli Formica e Beninati.
Si passa all'ordine del giorno numero 604. Il parere del Governo?
MASSIMO RUSSO, assessore per la salute. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 606.
Ci sono molti ordini del giorno simili che possono essere
unificati. Sono gli ordini del giorno 606, 608, 609 e 614.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se l'onorevole
Colianni non si agita può darsi che un punto di condivisione ci
sia, proprio per il principio di giustizia ed equità tanto
sbandierato. Gli ordini del giorno che sono stati presentati, sia
il mio che quello degli onorevoli Laccoto e Picciolo,
sostanzialmente non si differenziano.
Noi stiamo chiedendo equità e giustizia per tutti, onorevole
Colianni, lei probabilmente non conosce la problematica. Qual è
stato il ragionamento su Mistretta?
C'erano stati degli incontri e degli impegni da parte dei
direttori generali a mantenere in vita il punto nascita almeno fino
a quando non ci sarebbe stata la chiusura definitiva, se ci fosse
stata, pure per gli altri. Questo stiamo chiedendo, perché mentre
gli altri, fino all'ottenimento della deroga sono in vita,
Mistretta per una situazione particolare - perché era saltata dalla
pianta organica - non c'era.
Per cui quello che chiediamo, venendo incontro pure alle esigenze
di garantire in via amministrativa, nonostante le difficoltà che ci
sono, è di tenere il punto nascita fino a quando non c'è la
decisione definitiva per tutti.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
ritengo che commettiamo un errore gravissimo, lo dico ai componenti
della Commissione sanità e lo dico al Governo, ai parlamentari dopo
un dibattito enorme su queste vicende.
Se noi riteniamo, signor Assessore, che rispetto ai tumulti o ai
rumori della piazza, il Governo o la Commissione parlamentare ed i
parlamentari, debbano tornare indietro su posizioni acquisite,
personalmente non ci sto. Se, invece, quest'ordine del giorno
rappresenta un invito, in attesa che si definisca una linea
complessiva che sarà tracciata come è stata tracciata
dall'Assessore che deve essere assolutamente, monoliticamente
difesa da questa maggioranza e che è stata ampiamente dibattuta in
Commissione, avendo fatto tutti una considerazione di fondo, o si
fa una norma che deroga avendo delle regolamentazioni
comprensibili, altrimenti avremo i tumulti nelle altre piazze e
inseguiremo i tumulti.
Allora, io sono perché quest'ordine del giorno si ampli su
Leonforte, su Piazza Armerina che sono esattamente nelle stesse
condizioni, che sia un invito all'Assessore ad affrontare
complessivamente la materia perché altrimenti rischiamo di fare un
buco nell'acqua e di contraddire quella che è stata un'azione
politica e governativa coerente e che, sino ad oggi, ci ha visto
uniti e compatti.
Non possiamo fare le guerre territoriali, è un grande errore.
Pertanto, se documento va votato, va votato complessivamente
mettendo tutti quegli ospedali che in attesa avrebbero potuto
essere derogati e che, invece, in effetti sono stati per errore
chiusi anzi tempo.
Deve essere una norma che vale per tutti, dopodiché avrete il voto
di tutti, ma lo chiedo alla Commissione parlamentare che ci ha
visto dibattere, caro Presidente, per tanto, tanto tempo; verremmo
meno ad un'azione di coerenza, di dialogo e di rispetto
all'interno della stessa Commissione.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per
comunicare che c'è un mio ordine del giorno, il 608, che siccome
non è stato annunciato negli ordini del giorno in difesa
dell'ospedale di Mistretta, le chiedo di prendere atto che anche
l'ordine del giorno 608 è stato presentato.
LACCOTO, presidente della Commissione. Chiedo di paralare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà..
LACCOTO, presidente della Commissione. Intervengo per chiarire la
posizione.
La Commissione ha dibattuto per settimane il problema dei punti
nascita e ci siamo trovati nelle condizioni di avere ascoltato
moltissimi sindaci rispetto ad una situazione che, di fatto, ha
visto la Commissione unanime nell'accettare il principio dei 500
parti l'anno, ma che ha avuto dei problemi per quanto riguarda le
deroghe.
Ora, è chiaro che vi sono delle situazioni particolari che devono
essere uniformate in tutta la Sicilia, quindi nessuno vuole fare
una particolarità.
L'ordine del giorno, per un refuso tra l'altro, non inserisce
Lipari e Pantelleria, che c'erano nell'ordine del giorno originario
fatto da me, quindi intendo che si inserisca anche Pantelleria; vi
sono alcune situazioni particolarissime che debbono essere
considerate fino al termine del 30 giugno.
Capisco che vi è l'esigenza che il decreto prenda attuazione, così
come è stato già firmato, secondo anche il parere della
Commissione, ma è chiaro - ed è stato detto in Commissione - che
non poteva essere dismesso il punto nascita senza i servizi che
dovevano essere attivati prima della dismissione dei punti nascita.
Questo è il punto fondamentale Su questo credo che vi sia
l'uniformità di tutto il Parlamento, nel senso che siamo d'accordo
che venga lasciato il servizio fino a quando vi sono le condizioni
previste dal decreto. Non credo che dobbiamo fare delle rivoluzioni
territoriali, nei singoli territori, nelle singole province, perché
si debba avere la pazienza e l'equilibrio di dare questi servizi
anche ai territori. Questo è il senso dell'ordine del giorno che si
può estendere a Pantelleria, Lipari, Mistretta e tutti gli atri
territori che sono nelle stesse condizioni.
Con questa precisazione credo che si possa votare l'ordine del
giorno all'unanimità.
PRESIDENTE. Informo che l'onorevole Panarello ha dichiarato di
apporre la firma all'ordine del giorno presentato dall'onorevole
Laccoto.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in genere non
sono d'accordo con le posizioni che esprime l'onorevole Colianni,
ma questa sera devo dire che ha posto all'attenzione di questo
Parlamento una posizione che condivido e che, dal mio punto di
vista, è corretta.
Quindi, l'ordine del giorno, al di là delle precisazioni che fa il
Presidente della VI Commissione, mi pare più a valenza provinciale
- le province si stanno abolendo, quindi forse per una questione di
elasticità si estende all'intero territorio regionale -, però
l'ordine del giorno che si legge è un ordine del giorno che
riguarda essenzialmente la provincia di Messina. E' così onorevole
Maira Altrimenti, tra le cose che si scrivono e quelle che non si
scrivono, le virgole e qualcos'altro, vuol dire che avremmo finito
di saper leggere le carte Ma così non è
Allora questo ordine del giorno va ritirato. Non si può dire poi
estenderemo, poi faremo E poi, Assessore, come è possibile che
rispetto a certi principi, alla fine, si torna indietro perchè c'è
l'interesse, non so se dell'UDC, se di questo, se di quell'altro
Oggi, il Parlamento è chiamato a votare una legge che abolisce
alcune esenzioni e quindi aggrava la posizione contributiva dei
cittadini e, poi, assistiamo al tentativo di usare due pesi e due
misure per quanto riguarda i punti nascita.
Io sono per non chiuderne neanche uno, per intenderci. Quindi come
la mettiamo? Perché l'ordine del giorno riguarda soltanto questi
ospedali della provincia di Messina? Perché, perché? Noi abbiamo il
dovere di trattare tutti i territori allo stesso modo e non
possiamo avere più pesi e più misure a secondo degli interessi di
questo o quel partito per non dire di questo o di quel singolo
deputato.
Quindi, onorevole Colianni sono d'accordo con lei, però non ceda
alla tentazione di dire sì a promesse che ho sentito poc'anzi,
che ho ascoltato, quando qualcuno ha detto sì, va bene, però
estendiamo con questa precisazione
L'onorevole Laccoto, in questo caso, ha dismesso i panni del
Presidente che ha dimostrato più volte di essere assolutamente
corretto, per indossare i panni del deputato regionale di Messina.
Onorevole Laccoto, la sanità non solo impegna oltre il 50 per
cento del bilancio della Regione, ma è certamente la parte più
importante dal punto di vista gestionale e amministrativo, e non
solo per i soldi che essa gestisce, ma soprattutto perché gestisce
un bene fondamentale, la salute, e rispetto a questo tema non ci
possono essere cittadini di serie A e cittadini di serie B.
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
chiesto di intervenire per fare chiarezza su alcuni aspetti di
questa vicenda, che ha del grottesco, perché si sta portando ad
esempio l'Ospedale di Mistretta trascurando tutti gli altri
ospedali della Sicilia.
Caro Presidente Laccoto, mi dispiace, ma non sono d'accordo con
lei ed esprimo anche per quale motivo. L'Ospedale di Mistretta è
stato chiuso, con decreto, nel 2010. Vorrei sapere perché
l'Ospedale di Ribera ha avuto il punto nascita chiuso, perché
l'ospedale di Salemi ha avuto il punto nascita chiuso, perché
l'ospedale di Mazara del Vallo ha avuto il punto nascita chiuso. Se
non facciamo chiarezza, non ce ne usciamo più.
Il decreto ulteriore dell'assessore riguardava a sicurezza delle
gestante,e diceva esattamente che gli Ospedali con meno di 500
parti erano insicuri per la partoriente e, per tale motivo,
dovevano essere monitorati e, nel caso, chiusi. Si era posta una
questione su alcuni ospedali, tra cui quello di Licata che nel 2010
non era chiuso, ma esisteva. E' nel decreto ultimo che si trovano
alcuni ospedali, onorevole Laccoto, e noi abbiamo bloccato
quest'ultimo decreto. Altrimenti chiedo di riesumare anche i vecchi
ospedali e i vecchi punti nascita che sono stati chiusi per equità
e giustizia. Perché come si nasce a Mistretta si nasce a Mazara del
Vallo e si nasce a Ribera.
Se questo principio è un principio che dobbiamo portare avanti io
sono favorevole all'ospedale di Mistretta nella misura in cui sia
apra pure l'ospedale di Ribera e tutti gli altri punti nascita
della Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo discutendo di alcuni ordini
del giorno che trattano di tutti i punti nascita della Sicilia, e
della necessità di usare un criterio omogeneo, fra i quali ce ne
sono anche di più completi, che possiamo accorpare tutti all'ordine
del giorno n. 614.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, tenuto conto che negli interventi che si
sono succeduti è scattato il campanilismo, e siccome viviamo tutti
sul territorio e dobbiamo anche guardarci dalle accuse di
disattenzione, ribadisco come è stato già detto da alcuni colleghi
che mi hanno preceduto, che quest'ordine del giorno troverà anche
la firma del deputato del PID, a condizione che sia espressamente
previsto che si generalizzi sull'opportunità di verifica dei punti
nascita, anche perché io ho partecipato a quella riunione della
Commissione di Sanità nella quale si è trattato della sospensione
del primo decreto, e l'Assessore, accogliendo le preoccupazioni
manifestate in Commissione prese l'impegno, poi mantenuto, di
sospendere il decreto. Ho poi partecipato - e vorrei richiamare
l'attenzione del Presidente Laccoto - ad altra riunione della
Commissione Sanità' nella quale è stato audito il sindaco di
Mazzarino, che lamentava, addirittura, una situazione particolare
perché il punto nascita era stato chiuso dal Direttore di
distretto, e non dall'autorità massima, che è il Direttore
generale.
Aggiungo, inoltre, che nella rivisitazione della situazione dei
punti di nascita, non va chiuso quello di Petralia, e non andrebbe
chiuso nemmeno quello di Cefalù. Quindi, al di là delle cinquecento
nascite annuali, quattrocento o trecento, invitiamo l'Assessore e
la Commissione Sanità' a fare il punto della situazione, in
maniera serena, anche per la particolarità di singoli presidi
ospedalieri, dovremmo trovare una mappa che non sia
discriminatoria, e che sia intelligente nell'interesse della mamme
siciliane.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ritengo che si possa approvare
l'ordine del giorno n. 614, ritenendo assorbiti tutti gli altri.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Incardona, tengo a precisare che ho fatto sempre il Presidente
della Commissione, e non il deputato provinciale, cosa che possono
dimostrare tutti i componenti della Commissione, e sono sempre
stato mediatore fra le istanze del territorio e le esigenze
dell'Assessorato, a volte assumendo anche posizioni in contrasto
con l'Assessore.
Voglio solo ribadire che il problema di Mistretta, delle isole
Eolie e di Pantelleria è stato posto con forza, non
territorialmente, ma con posizioni diversificate rispetto ai
servizi che non sono stati assicurati. Abbiamo ribadito in
Commissione, all'unanimità, che la dismissione dei punti nascita
poteva avvenire solo dopo che venivano assicurati i servizi
alternativi, che invece non sono stati sempre assicurati. E' questo
il senso dell'ordine del giorno
Non sono venuto meno rispetto alla mia posizione ferma in
Commissione, che non è stata una posizione territoriale. Onorevole
Incardona, lei non frequenta la Commissione Sanità' per cui non
può sapere quale è stato il mio comportamento.
Il dibattito in Commissione non è stato affatto semplice, e oggi,
con la discussione di questi ordini del giorni, si coglie
l'occasione per ribadire all'Assessore di riunire tutti i Direttori
generali della Sicilia, e che non avvenga ciò che è accaduto da
altre parti, che si chiudano i reparti senza dare servizi
alternativi.
Questo è il senso del mio ordine del giorno, è un problema che è
sentito, non solo dal punto di vista territoriale della provincia
di Messina, ma da tutte le comunità, e nessuno torni indietro di un
millimetro.
Quando abbiamo chiesto la proroga di alcuni mesi per l'ultimo
decreto dei punti nascita, lo abbiamo fatto con la consapevolezza
che le deroghe, previste in quel decreto, non ci convincevano e non
ci convincevano i criteri. Per cui è stato posto in questo momento
all'attenzione dell'Assemblea, e quindi del Governo, una
problematica che ha suscitato anche reazioni nei diversi territori.
Abbiamo sentito i sindaci di Mazzarino, di Licata di altri
territori ed abbiamo ottenuto lo stesso atteggiamento per tutti.
Io, nel mio ordine del giorno, faccio presente di tenere e di dare
i servizi perché in alcuni casi non sono stati dati questi servizi.
Ecco quale era il mio comportamento, potrei pure farlo il deputato
regionale non l'ho fatto territorialmente, lo possono dire pure i
colleghi del suo Gruppo in Commissione.
INCARDONA. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Onorevole Incardona stiamo trattando un ordine del
giorno. Peraltro, è intenzione della Presidenza, alla luce del
dibattito che si è svolto, far votare solo l'ordine del giorno n.
614 e rendere gli altri assorbiti.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarebbe troppo
semplicistico dire di votare soltanto l'ordine del giorno n. 614,
perché forse questo dibattito, pure nella confusione generale, è
servito a fare un minimo di chiarezza e soprattutto l'intervento
dell'onorevole Totò Cascio, che ringrazio per la chiarezza perché
ha detto tutto quello che c'era da dire, cioè che Mistretta era già
stato chiuso con decreto del 2010.
Se noi approviamo l'ordine del giorno n. 614, così come è scritto,
e si fa riferimento a quello che è successo in Commissione,
lasciamo il dubbio che c'è stato dopo che si è approvata la deroga
per tutti ad eccezione di Mistretta perché già si era chiuso.
Per cu,i io sono dell'avviso che appongo la mia firma all'ordine
del giorno n. 614 a condizione che si dica espressamente ivi
incluso Mistretta , solo così noi possiamo fare chiarezza su tutto,
perché questa era la decisione che aveva preso la Commissione.
C'era questa confusione ed alla fine tutti gli altri sono rimasti
aperti, mi dicono che Licata è aperta, però Mistretta era già stata
chiuso da tempo.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Per fatto personale
INCARDONA. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, la ringrazio intanto per avermi dato
la parola, solo per rispondere brevemente all'onorevole Laccoto, il
quale evidentemente poco fa era distratto da conversazioni diverse
dall'ascolto dell'Aula, perché io ho detto che in questa occasione
che l'onorevole Laccoto ha dismesso i panni del presidente, che ha
sempre indossato in ogni altra circostanza, ed ha indossato i panni
del deputato regionale.
Non ho detto che lei non lo può fare, però ho notato che in questo
ordine del giorno, caro presidente Laccoto, c'è troppo Messina e
manca il resto della Sicilia, tanto è vero che il n. 614 non è
idoneo.
Allora, io invito il presidente Laccoto a fissare un dibattito,
visto che l'ultima occasione che abbiamo avuto è stata quella della
censura. Vogliamo averlo un dibattito che non sia finalizzato ad
una censura ma a dibattere di sanità e vedere dove stiamo andando?
Lo vogliamo fare, visto che c'è questa esigenza che manifesta lei
stesso, onorevole Laccoto, sui punti nascita della Sicilia?
Avviamo un dibattito generale e quindi ritiriamo questi ordini del
giorno, perché non è il momento di votarli, non è il momento di
votare né quello che propone l'onorevole Ardizzone, che porta la
firma del presidente della I Commissione, né il 614. E' tentare di
fare passare qualcosa per forza.
Allora, vogliamo fare un dibattito sereno sui punti nascita, sulla
sanità e su altro?
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme in
materia di partecipazione al costo delle prestazioni
sanitarie» (n. 788/A)
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome mi sembra
che la problematica non sia di poco conto, e noi abbiamo il vizio
che sulle cose importanti dobbiamo accelerare e sulle cose che non
hanno senso magari perdiamo ore intere di dibattito, è evidente
che, visto l'atteggiamento dell'Aula, questi ordini del giorno
vanno tutti ritirati.
Signor Presidente, stiamo parlando di una cosa seria, che riguarda
la salute di tutti i cittadini. E lo sa perché c'è questo
atteggiamento? Perchè conosco la metodologia dell'Assessore, che
parte dal presupposto che le sue scelte sono quelle esatte, perché
non so dettate da quale collegamento divino. Ricordo che il decreto
sui punti nascita era già stato fatto, è stato questo Parlamento a
pretendere che l'atto ritornasse in Commissione.
C'è una classe politica che rappresenta i territori che non ha
nessuna voglia di fidarsi da come è condotta la sanità in Sicilia.
Signor Presidente, noi chiediamo che gli ordini del giorno vengano
tutti ritirati.
Dopodiché chiediamo che si faccia una discussione seria in Aula e
in Commissione. Vorrei capire, per esempio, nel momento in cui si
sopprime il punto nascita a Pantelleria, in questo momento con
queste condizioni meteo, spiegatemi come una gravida dovrebbe
partorire senza il punto nascita.
Non è questo il modo di fare politica. La politica è un'altra
cosa. La sanità non si fa seguendo principi ragionieristici. La
sanità si fa seguendo l'esigenza del cittadino.
Pertanto, ritiriamo questi ordini del giorno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non posso dare la parola a tutti
su un ordine del giorno, che peraltro li ricomprende tutti, quindi
non è specifico per una sola provincia.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è un vizio di
forma su quello che è stato fatto. Mi spiego meglio. Noi abbiamo
seguito le direttive del Ministero della Salute per la chiusura dei
punti nascita al di sotto dei 500 parti. Ed è questa una norma che
dobbiamo necessariamente accettare, perché al di sotto di questa
soglia - e l'assessore lo sa meglio di me - si mette a rischio la
vita della paziente e del nascituro.
Allora, io non ho capito, e ne ho fatto anche una questione
all'interno della Commissione Sanità, perché siano state date
cinque deroghe per cinque città siciliane, Bronte, Santo Stefano di
Quisquina, Mussomeli ed altri due paesi che non ricordo.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, le avevo dato un minuto.
LO GIUDICE. Signor Presidente, mi faccia parlare così i colleghi
comprendono ancora meglio la situazione in cui ci troviamo.
Sono stati esclusi - lei è di Messina - Lipari e Pantelleria.
Tutto questo ha determinato una sorta di ribellione da parte degli
altri sindaci, i quali hanno chiesto un'audizione al presidente
della Commissione, reclamando i loro diritti. E, signor Presidente,
non possiamo utilizzare due pesi e due misure.
Mi viene da sorridere quando un sindaco in Commissione lamenta la
difficoltà per le donne del suo paese di raggiungere il punto
nascita, perchè si trova a 40 minuti di distanza. Lipari e
Pantelleria sono in una situazione ben diversa. Per raggiungere
Pantelleria occorrono 6 ore di nave e, come diceva l'onorevole
Scilla, la paziente può trovarsi in difficoltà anche a causa delle
condizioni meteorologiche. Allora, se noi dobbiamo utilizzare lo
stesso peso e la stessa misura, devono essere escludere dalla
chiusura Lipari e Pantelleria.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non entro nel
merito della regola, della norma sul limite dei 500 parti, perché
altrimenti dovrei chiedere all'assessore per quale ragione Termini
che è circa su questi numeri, ma ha un trend in discesa, veniva
individuato tra quelli che restavano aperti, mentre Cefalù che era
a 490 parti, con un trend in crescita, veniva indicato tra quelli
che si dovevano chiudere.
Ma non è questo che stasera importa, piuttosto bisogna arrivare
alla conclusione di questo dibattito e io vorrei proporre una
soluzione. Potremmo integrare l'ordine del giorno n. 614, se è
possibile non solo sotto il profilo regolamentare, perché credo che
lo sia, ma sotto il profilo politico, comprendendo non solo
Mistretta, ma tutti i punti nascita che andavano chiusi anche prima
dei due decreti assessoriali.
Abbiamo capito che in Commissione, con tutta la buona volontà dei
colleghi, non è emerso un indirizzo chiaro per gli stessi
componenti della Commissione. Allora, o si vota l'ordine del giorno
614 con queste integrazioni, o si ritirano tutti gli ordini del
giorno e si fa un dibattito d'Aula a gennaio, dove ciascuno di noi
farà la sua parte. E l'assessore ci spiegherà quali sono le ragioni
per cui Petralia, che secondo me non può essere chiusa - e io
firmerò l'ordine del giorno dell'onorevole Apprendi - deve essere
chiusa, e quando nevica non si sa in quale maniera le puerpere
dovranno arrivare nell'ospedale più vicino, che potrebbe essere
Corleone, piuttosto che Termini Imprese, per partorire non si sa in
che tempi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dal dibattito è emerso chiaramente
che il problema interessa l'intera Sicilia, l'intera regione. E'
emerso altresì che la Commissione si è interessata e per più tempo
con audizioni, sentendo i sindaci e vedendo come affrontare e
risolvere il problema.
Da questa attività è scaturito l'impegno del Governo,
concretizzatosi poi con un decreto, sollecitato dalla varie forze
politiche in Commissione, per rimandare tutto al mese di ottobre.
Allora, mettiamo insieme tutti gli ordini del giorno, accorpandoli
in quello che raccoglie le volontà più diffuse dell'Aula, e con le
integrazioni di cui parlava l'onorevole Cordaro.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione. Favorevole.
ARDIZZONE. Signor Presidente, viene posto in votazione con le
integrazioni?
PRESIDENTE. Le integrazioni la Presidenza le ha richiamate.
Assessore, collabori, c'è tutta l'Aula che sta richiedendo questa
cosa. Del resto bisognerà ritornare sulla materia.
INCARDONA. Signor Presidente, lei non è imparziale.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Onorevole Incardona, è stato richiesto dall'Aula di
votare l'ordine del giorno n. 614, ed anche dal Governo.
Siamo in fase di votazione e c'è stata una indicazione forte da
parte dell'Aula, che si è espressa anche con gli interventi
dell'onorevole Ardizzone e dell'onorevole Cordaro.
Pongo, quindi in votazione l'ordine del giorno n. 614. Chi è
favorevole, con quelle integrazioni resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
L'ordine del giorno 614 è approvato con il voto contrario degli
onorevoli Incardona e Scilla.
Gli ordini del giorno 606, 608 e 609 sono assorbiti.
Si passa all'ordine del giorno n. 610. Il parere del Governo?
RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Il Governo si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della commissione. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'
approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 611. Il parere del Governo?
RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Il Governo si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della commissione. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'
approvato)
FALCONE. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno 611.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno n. 612. Il parere del Governo?
RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Il Governo si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della commissione. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'
approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 613. Il parere del Governo?
RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Il Governo si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della commissione. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'
approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 615.
CAPUTO. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno n.
615.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Lo dichiaro assorbito.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
legge «Ricollocazione del personale dell'Ente autonomo Fiera
del Mediterraneo» (n. 750/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Ricollocazione del personale dell'Ente
autonomo Fiera del Mediterraneo» (n. 750/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 53
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 52
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio segreto del disegno di legge
«Riconoscimento e valorizzazione della funzione educativa e sociale
svolta dalle parrocchie, dagli enti ecclesiastici della Chiesa
cattolica, dagli enti delle altre confessioni religiose con le
quali lo Stato ha stipulato una intesa ai sensi dell'articolo 8
della Costituzione e dalle comunità di recupero» (. 132-210-325-463-
464/A)
MUSOTTO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta è appoggiata a termini di Regolamento dagli
onorevoli Arena, Barbagallo, Calanducci, Cimino, Cracolici,
Cristaudo, Gentile, Greco, Incardona, Marziano, Minardo, Panarello
e Panepinto).
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio segreto
del disegno di legge «Riconoscimento e valorizzazione della
funzione educativa e sociale svolta dalle parrocchie, dagli enti
ecclesiastici della Chiesa cattolica, dagli enti delle altre
confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato una intesa
ai sensi dell'articolo 8 della Costituzione e dalle comunità di
recupero» (nn.132-210-325-463-464/A)
Indìco la votazione per scrutinio segreto.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 19
Contrari 40
(L'Assemblea non approva)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale del disegno di legge 371-485-510-2/A
«Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di
genere»
SCILLA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata a termini di
Regolamento.
Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale del disegno
di legge « Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza
di genere » (371-485-510-2/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 55
Votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 54
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme in materia di partecipazione al costo delle prestazioni
sanitarie» (788/A)
INCARDONA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata a termini di
Regolamento.
INCARDONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Onorevole Incardona, siamo già in fase di votazione,
non può fare nessuna dichiarazione ormai.
Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale del disegno
di legge « Norme in materia di partecipazione al costo delle
prestazioni sanitarie» (788/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 59
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 47
Contrari 9
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 22
dicembre 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
- Autorizzazione per l'esercizio provvisorio per l'anno 2012 e
disposizioni contabili . (n. 829)
La seduta è tolta alle ore 21.07
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
alle ore 22.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 750/A RICOLLOCAZIONE DEL PERSONALE DELL'ENTE
AUTONOMO FIERA DEL MEDITERRANEO
Emendamento articolo 1 :
Emendamento 1.1 sostitutivo degli aticoli 1 e 2:
Gli articoli 1 e 2 sono così sostituiti:
Art. 1
Pagamento degli emolumenti al personale dell'Ente Fiera di Palermo
in liquidazione
1. Per il pagamento degli emolumenti e del trattamento di fine
rapporto spettanti al personale dell'Ente Fiera di Palermo in
liquidazione, è autorizzata, per gli esercizi finanziari 2011 e
2012, la spesa rispettivamente di 732 migliaia di euro per l'anno
2011 e 1.350 migliaia di euro per l'anno 2012. Alla copertura
degli oneri pari a 732 migliaia di euro per l'anno 2011 si provvede
mediante corrispondente utilizzo di parte delle disponibilità
dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 capitolo 215704 - accantonamento 1001 - del
bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario
medesimo. L'onere relativo all'anno 2012 trova riscontro nel
bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2011 - 2013,
U.P.B. 4.2.1.5.2 capitolo 215704 - accantonamento 1001.
DISEGNO DI LEGGE N. 371-485-510/A - NORME PER IL CONTRASTO E LA
PREVENZIONE DELLA VIOLENZA DI GENERE
Emendamento articolo 10 :
Emendamento 10.1:
All'articolo 10 cassare le parole delle forze dell'ordine,
dell'autorità giudiziaria e delle prefetture
Emendamento articolo 16 :
Emendamento 16.1:
Al comma 2 dell'articolo 16 sostituire le parole da dell'U.P.B.
6.2.1.3.1 sino a del capitolo 183743 con le parole dell'U.P.B.
4.2.1.5.2, capitolo 215704 - acc. 1001, del bilancio della Regione
per l'esercizio finanziario medesimo
DISEGNO DI LEGGE N. 132-210-325-463-464/A - RICONOSCIMENTO E
VALORIZZAZIONE DELLA FUNZIONE EDUCATIVA E SOCIALE SVOLTA DALLE
PARROCCHIE, DAGLI ENTI DELLE ALTRE CONFESSIONI RELIGIOSE CON LE
QUALI LOS TATO HA STIPULATO UN'INTESA AI SENSI DELL'ARTICOLO 8
DELLA COSTITUZIONE E DELLE COMUNITA' DI RECUPERO
Emendamento articolo 4 :
Emendamento 4.1:
Al comma 1 dell'articolo 4 sostituire le parole dell'U.P.B.
6.2.1.3.1, capitolo 183742 con le parole dell'U.P.B. 4.2.1.5.2,
capitolo 215704 - acc. 1001