Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Avverto che del processo verbale sarà data lettura
nella seduta successiva.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del presidente Cascio
Discussione del disegno di legge «Misure in materia di personale
della Regione siciliana e di contenimento della spesa» (828-563-
824/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge nn. 828-563-
824/A «Misure in materia di personale della Regione siciliana e di
contenimento della spesa», posto al numero 1).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, informo che il termine per la presentazione
degli emendamenti è fissato ad oggi entro la chiusura della
discussione generale.
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore
di maggioranza, onorevole Minardo per svolgere la relazione.
MINARDO, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, brevemente, voglio illustrare ai colleghi
parlamentari la proposta di legge che contiene le previsioni in
materia di stabilizzazione del personale precario già avviate
mediante l'articolo 1, comma 1, della legge regionale 29 dicembre
2010, n. 24, e che, adesso, trovano completamento con
l'introduzione, nell'ordinamento regionale, del sistema di
programmazione triennale.
Sulla base di tale processo programmatorio si procede alla
definizione del piano occupazionale per il triennio 2012-2014
secondo le procedure di reclutamento previste dall'articolo 17,
commi 10, 11 e 12, del decreto legge n. 78/2009 convertito nella
legge 102 del 2010.
In particolare, nel Capo I del disegno di legge sono inserite
disposizioni in materia di personale della Regione e di proroghe di
contratti, prevedendosi dotazione del piano triennale dei
fabbisogni del personale per fronteggiare le emergenze nei settori
dell'ambiente e del territorio e l'impianto e le procedure di
reclutamento statale ad una disciplina autorizzatoria analoga a
quella prevista a livello nazionale.
Il disegno di legge in questione include anche il processo di
stabilizzazione del personale precario della Regione, di cui
all'articolo 1, comma 1, legge regionale 29 dicembre 2010, n. 24,
nonché i concorsi di cui all'articolo 42, comma 2, della legge
regionale del 12 maggio 2010, n. 11.
Nel Capo II sono inserite disposizioni in materia di personale
ERSU, di Consorzi di bonifica, Protezione Civile e misure per
l'occupazione.
La presente proposta interviene in linea con le politiche di
contenimento e razionalizzazione della spesa complessiva sostenuta
nell'ambito della pubblica amministrazione e, pertanto, se ne
auspica la più celere approvazione da parte dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il vicepresidente della
Commissione e relatore di minoranza, onorevole Vinciullo per
svolgere la relazione.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se c'è un
relatore di minoranza - forse nemmeno a lei piace l'opposizione e
la minoranza - è perché in Commissione non siamo riusciti a
trovare una intesa comune su questo testo né, tanto meno, ci siamo
intesi su quelli che erano i termini attraverso il quale questo
disegno di legge andava presentato.
La prima cosa che vorrei fare presente e potrei sollevare la prima
obiezione, onorevole Cracolici, è che l'assessore Chinnici,
competente del disegno di legge, non è presente in Aula.
Questo perché l'altra sera non si è voluto trattare e a lungo si è
dibattuto e discusso sul disegno di legge sugli oratori, asserendo
che in caso di assenza dell'assessore i disegni di legge non
possono essere trattati.
Non ho mai secondi fini e quello che devo dire lo dico
pubblicamente e non mi nascondo nel segreto dell'urna, ma lo dico
sempre di petto perché non ho avuto mai paura delle mie azioni,
delle mie idee, stasera non invocherò l'assenza dell'assessore.
Onorevole Cracolici, mi va bene che ci sia l'assessore Armao a
rappresentare il Governo, lo fa sempre con competenza, con
puntualità e, quindi, nonostante l'assenza del Governo, ci va bene
che l'assessore Armao e l'assessore Venturi siano qui a discutere
sul disegno di legge; un disegno di legge che arriva tardi, arriva
sempre all'ultimo momento perché l'intenzione di questo Governo è
di affogare l'Assemblea regionale siciliana.
Personalmente avevo presentato un primo disegno di legge
sull'argomento, il numero 563, insieme ad altri colleghi, il 18
maggio 2010 e avremmo potuto discuterne entro il 31 dicembre 2010,
ma non è stato fatto.
Ne avevamo preparato anche un altro, il numero 824, il 2 dicembre
2010, dopodiché in fase di discussione del disegno di legge in
Commissione, il Governo ha cambiato più volte idea, ha cambiato
soggetti che beneficiano di questa legge, più volte si è pentito e
più volte è venuto a dirci che bisognava riscrivere il disegno di
legge.
Finalmente lo abbiamo riscritto alle ore 14.30, dopo una lunga
discussione in Commissione Bilancio ed è venuto fuori un disegno di
legge a maggioranza perché se da una parte vengono inseriti
soggetti che oggettivamente sono fruitori di diritti certi,
consumati nel tempo - penso ad esempio ai tecnici della Protezione
civile che sono stati assunti in seguito alla legge numero 423 del
1991, in seguito al terremoto di Santa Lucia del 1990, che trovano
stabilizzazione in seguito all'applicazione dell'articolo 20 della
legge 28 dicembre 2001, numero 448, stiamo parlando di 224 tecnici
che da tempo aspettano - ci sono altri che hanno gli stessi diritti
e stiamo parlando dei tecnici sempre della Protezione civile.
Questa sera i deputati devono sapere cosa stiamo votando e di che
cosa stiamo parlando perché questa lunga sequela di numeri, di
rinvii a commi, sembrano nascondere una serie di insidie che
abbiamo, poi, all'ultimo momento scoperto in Commissione, come ad
esempio quella sull'articolo 8.
Nondimeno, siamo propensi ad andare avanti, signor Presidente,
perché abbiamo il senso delle istituzioni ed abbiamo il senso del
ruolo a cui siamo stati chiamati.
Dicevo prima, gli altri soggetti a cui facevo riferimento sono i
64 dell'Ital Sirap che dovevano già essere, da tempo, stabilizzati
perché sono coloro i quali fruiscono dell'articolo 2, comma 553,
della legge numero 244 del 24 dicembre 2007; stesso discorso dicasi
per coloro i quali rientrano nella categoria dei catalogatori,
articolo 1, comma 1, della legge regionale numero 24 del 29
dicembre 2010.
Per tutte queste categorie, è chiaro, che si è trattato di dare
certezza occupazionale a soggetti che da anni lavorano all'interno
della pubblica amministrazione e lo fanno con grandi risultati, con
grande dignità, con capacità e grandi competenze.
Non dobbiamo dimenticare che nonostante una serie di rischi, anche
idrogeologici e situazioni drammatiche, la Protezione civile
siciliana è intervenuta con grandi risultati, con grandi risposte.
E' chiaro che i catalogatori erano in attesa di questa
sistemazione perché il costo che in questo momento l'Assemblea
regionale stanzia e, quindi, la Regione Sicilia per i catalogatori
era ad un costo eccessivo perché si pagano, oltre al lavoro, una
serie di super prestazioni dovute ai Consigli di amministrazione,
ai collegi sindacali, ai vari uffici che vengono tenuti e che
nulla hanno a che fare con i lavoratori. Infine, è chiaro che viene
anche assicurata anche ai dipendenti di ruolo della regione a tempo
determinato, nella misura del 10 per cento, la possibilità della
progressione di carriera, così come viene assicurata la possibilità
della mobilità esterna, ed un 30 per cento - come era giusto che
fosse - viene lasciato per coloro i quali si sono laureati, sono
giovani e non sono nelle condizioni di poter accedere nella
pubblica amministrazione perché questa assunzione è intasata da un
precariato che noi non abbiamo mai alimentato ma che dobbiamo
assolutamente tentare di togliere. Molti di loro hanno un'età
superiore ai 50 anni.
Infine, attenzione è stata dedicata - come l'onorevole Caronia mi
ricordava - a coloro i quali hanno partecipato a dei concorsi nel
2000, hanno vinto questi concorsi ed hanno fatto sette ricorsi al
TAR, che ha dato loro ragione, e da 11 anni aspettano di rientrare
nei ruoli della regione, così come la legge, così come la
giurisdizione aveva detto di avere ragione, e che invece sino ad
oggi la regione si era rifiutato di fare.
MINEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è un problema che
non è di poco conto, ma è un problema serissimo.
Nell'estate scorsa - mi rivolgo soprattutto a Lei, signor
Presidente, perché io ho avuto l'onore di rappresentare il mio
Gruppo alla Conferenza dei capigruppo laddove lamentavo alcune
carenze che questo gruppo, così come altri, avevano - noi ci
troviamo ad essere assenti in alcune tra le più importi
Commissioni. Lei aveva preso un impegno, dicendo se subito dopo le
ferie non avrò gli elenchi o le disposizioni che mi pervengono dai
gruppi, li metterò in mora e agirò di conseguenza , nel senso che
avrebbe disposto l'assegnazione anche di alcuni componenti del
gruppo di Forza del Sud e di altri Gruppi alla prima commissione ed
alla commissione bilancio.
Ebbene, questo non è avvenuto. Quindi, le chiedo se, a suo avviso
è un nostro diritto partecipare, così come vuole la democrazia,
come componenti di tutte le commissioni, o vorremmo usurpare
qualcosa. Forse non da seguito perché c'è il timore che qualche
presidenza salti?
Purtroppo è cambiato un po' tutto nello scenario di questa
Assemblea, dall'inizio della legislatura ad oggi - lo capisco - e
lei ed il suo Partito perdereste qualche presidenza, qualche
vicepresidenza, c'è chi perderebbe il doppione, chi ha due o tre
ruoli, segretario, presidente, vicepresidente. Ci sono delle
anomalie solo siciliane Io chiedo, intanto, di rimandare l'atto in
commissione, non tanto per l'atto in se, ma per il fatto che anche
noi dobbiamo partecipare democraticamente e proporre, esaminare
l'atto e decidere in commissione, assieme agli altri componenti e
nelle more nominare i componenti sia nella commissione bilancio che
nella prima commissione, dando un rappresentante ad ogni partito
che non è rappresentato.
Ritengo che sia necessario, altrimenti ci vedremmo costretti,
senza volere essere fraintesi a dovere attuare sicuramente proteste
ben più vigorose e in sedi forse meno appropriate.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo sulla
discussione generale per significare come questo disegno di legge
rappresenta un ulteriore passo avanti, un tassello ad una
situazione che vede la nostra pubblica amministrazione molto spesso
sul banco degli imputati.
Alcune norme, tipo quella del piano triennale, sono significative,
ma poi arriviamo sempre a fine anno per eventualmente trattare
argomenti come quelli della proroga o della stabilizzazione,
argomenti che, secondo me, dovrebbero avere quella organicità che,
in troppi casi, non si scorge e non si vede.
E' ovvio che il mondo dei catalogatori, il mondo della protezione
civile, il mondo dei dipendenti dei consorzi agrari, e via via
tutti gli altri, necessitavano di questa norma quindi, ben venga
questa norma, ben venga la sua - spero - anche rapida approvazione,
però non c'è ombra di dubbio che dobbiamo anche dirci in maniera
molto netta e molto chiara, se vogliamo effettivamente risanare
questo bilancio della Regione, che non basta il contenimento così
come è disposto perché mi sembra abbastanza modesto come quadro
complessivo, perché sono molto convinto, sono troppo convinto, che
all'interno del numero dei nostri dipendenti vi possa essere una
capacità di resa in termini di risposta burocratica alla nostra
gente che ancora oggi non c'è, non c'è proporzione tra il numero
dei nostri dipendenti della nostra Regione e qualunque altra
Regione. Capisco bene che noi siamo una Regione a Statuto speciale;
capisco bene che noi abbiamo competenze esclusive in una serie di
materie; capisco bene che qui non abbiamo i ministeri, però io
credo che insieme a queste norme occorre cogliere anche questo
momento così particolare che stiamo vivendo, come Paese e come
sistema, perché si possa fare una vera e forte razionalizzazione
del personale e, quindi, della loro migliore fruizione, della
migliore resa a vantaggio dei cittadini e delle imprese siciliane.
Io credo che sotto questo profilo una grande osservazione vada
fatta a proposito delle norme sulle selezioni. Non c'è dubbio che
la selezione sulle assunzioni è una norma fondamentale, e ritengo
che uno dei limiti della nostra burocrazia sia stato quello che da
troppo tempo la nostra Regione non fa concorsi, perché ha
sostanzialmente dovuto subire tutto questo personale precario il
quale, evidentemente, costituisce oggi la ossatura della nostra
amministrazione regionale, della nostra pubblica amministrazione,
con tutte le conseguenze e con tutte le disfunzioni del caso.
Per carità, nulla nei confronti di questo personale che in molti
casi tiene veramente le redini di questa Regione ed è diventato
effettivamente fondamentale per la nostra pubblica amministrazione
ma è chiaro che lo sforzo che dobbiamo fare è perché attraverso
formazioni interne, attraverso corsi di aggiornamento, ci possa
essere una qualità ed una capacità che, diciamocelo molto
chiaramente, troppo spesso non è proporzionale né alle esigenze del
territorio, né è lontanamente proporzionale al numero dei
dipendenti, con tutte le politiche che noi dobbiamo riscontrare,
per esempio, con colleghi del nord.
Ciò detto, io credo che abbia fatto bene il collega Mineo - l'ho
fatto anche io a Lei, signor Presidente, proprio ieri in occasione
di una mia visita presso la Presidenza - per sollecitare una
adeguata rielaborazione delle Commissioni per consentire anche ai
Gruppi come Grande Sud di potere essere partecipe e presente alle
discussioni dei disegni di legge, così come li stiamo trattando
oggi in Commissione Bilancio.
Io credo che sia umiliante per l'Assemblea, per tutti quanti, il
fatto che, a distanza di mesi e di sollecitazioni, a tutt'oggi i
partiti più autorevoli e più importanti, penso al PDL e al PD, non
abbiano riscontrato la sua richiesta di dare le indicazioni per
potere andare al rinnovo.
Quindi, voglio cogliere questa opportunità, perché l'impegno che
Lei ha assunto possa essere ulteriormente ribadito, come Lei ha
fatto con me per le vie brevi, in modo tale che effettivamente, con
il nuovo anno, si possa avviare, per quello scorcio di legislatura
che ci resterà - per questi quindici, sedici mesi, quelli che
saranno - una partecipazione compiuta e diffusa di tutte le forze
parlamentari.
Io credo che l'obbligare, fra virgolette, e lo fa con grande garbo
e con grande stile, il Presidente Savona, a firmare, comunque, gli
emendamenti di qualunque deputato non presente in Commissione, sia
una gradevole scorciatoia, ma che non supera la sostanza della
discussione che noi abbiamo più volte posto, così come quella dei
locali.
Quindi, ci auguriamo che questa discussione possa essere
definitivamente superata attraverso anche la collaborazione dei
capigruppo del PDL e del PD, che finalmente consentono il rinnovo
delle Commissioni e la conseguente partecipazione a pieno titolo e
in ogni forma anche dei Gruppi come quello di Grande Sud.
PRESIDENTE. L'onorevole Scilla si ritiene soddisfatto delle parole
del suo Capogruppo.
Intanto, onorevole Bufardeci, adesso ribadirò ai Gruppi che non
hanno scritto, che sono per altro Gruppi numerosi, una certa
perentorietà anche nella risposta, e quindi nella designazione dei
componenti delle Commissioni. Però, per essere estremamente
precisi, il Presidente Savona non si presta a firmare qualunque
emendamento, di qualunque deputato, ma dà ospitalità ai deputati
dei Gruppi parlamentari non rappresentati in Commissione, anche per
correttezza.
INCARDONA. Ma che significa?
PRESIDENTE. Significa - glielo spiego - che il Gruppo di Forza del
Sud non è presente in Commissione. Ma se l'onorevole Incardona, di
Forza del Sud, ha la volontà di presentare un emendamento, il
Presidente Savona lo assume come proprio.
INCARDONA. Ma è una cortesia?
PRESIDENTE. No, non è una cortesia, è una decisione assunta nelle
more delle ricomposizioni delle Commissioni.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
aggiungere qualcosa a quanto detto, giustamente, dall'onorevole
Mineo e dal capogruppo Bufardeci. La necessità di regolamentare la
presenza nelle Commissioni è dovuta soprattutto alla fase
finanziaria che si sta venendo a discutere.
Senza niente voler togliere al Presidente della Commissione di
merito, chiedo al Presidente dell'Assemblea che in questa
situazione di presenza ibrida della costituzione delle Commissioni,
non si può pensare di accelerare l'attività d'Aula rispetto ai
tempi necessari previsti dal Regolamento, perché se qualche
precedente in questa Aula vi è stato rispetto alle quarantotto ore
o rispetto alle ventiquattro ore, poteva essere un valido motivo
soltanto quando i Gruppi parlamentari nelle Commissioni erano
regolarmente presenti, con la possibilità di esprimere e mettere a
verbale il proprio voto contrario o favorevole.
Pensare quindi di accelerare l'attività d'Aula quando l'attività
preliminare della Commissione, di fatto, si è svolta in modo
irrituale, mi pare che sia una volontà di forzare notevolmente la
capacità degli stessi parlamentari, non solo di presentare gli
emendamenti, ma anche di sostenerli.
E' bene darsi delle regole certe e fare in modo che i tempi
dell'Assemblea possano anche superare alcune azioni di
velocizzazione irrituale che si vivono purtroppo in Commissione.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, qui non c'è da
far prevalere la tesi che raggiunge il più alto grado di furbizia.
Qui c'è da rispettare una Istituzione, un Parlamento, e questo
Parlamento, così facendo, violando sistematicamente il Regolamento,
non consentendo una volta di votare sul voto segreto, un'altra
volta di chiedere il voto segreto, e ancora ora non consentire che
un Gruppo parlamentare possa esprimere la propria opinione
all'interno di una commissione o di più commissioni, significa
violare sistematicamente l'autorevolezza, significa degradare
questo parlamento a consiglio comunale, e forse anche meno del
consiglio comunale, forse un consiglio di quartiere.
Io non le chiedo, signor Presidente, di rispettare il Gruppo di
Forza del Sud, Le chiedo di rispettare anzitutto sé stesso, il
ruolo che svolge e il parlamento. Perché se Lei non consente che
noi di Forza del Sud, Grande Sud, si possa esprimere le nostre
opinioni all'interno della I Commissione, all'interno della II
Commissione, così come nelle altre commissioni legislative laddove
non siamo rappresentati, significa che questo Parlamento è menomato
nella sua funzione, perché soltanto 85 parlamentari si possono
esprimere secondo le regole che sono state fissate ed altri 5 no. E
questo, non per garantire l'onorevole Incardona, ma per garantire
l'esatto svolgimento delle attività nell'interesse della
democrazia, nell'interesse di tutto ciò che invochiamo ogni volta,
e mi creda, soprattutto nell'interesse del ruolo che Lei svolge.
Perché qui è chiamato a svolgere un ruolo di imparzialità per
garantire a tutti di potere partecipare ai lavori parlamentari
secondo lo svolgimento previsto nel Regolamento, anche circa la
partecipazione alle Commissioni.
L'accelerazione che lei imprime ogni volta allo svolgimento dei
lavori è illegittima, ingiustificata, è un'accelerazione che
comprime e calpesta i diritti nostri e, quindi, calpesta la
democrazia, soprattutto calpesta le leggi, ne viola l'essenza delle
stesse. Quindi, signor Presidente, chiedo di voler riflettere su
questo punto, non la prenda come una cosa che Lei facendo valere, o
comprimendo il nostro diritto mette in evidenza chissà quale
capacità di dirigere l'Aula, non è questo, assolutamente no. In
questo modo, invece, mettiamo in evidenza come siamo in grado di
calpestare i diritti non solo dei parlamentari ma anche dei
siciliani.
PRESIDENTE. Onorevole colleghi, onorevole Incardona, Lei ha posto
correttamente due questioni, una prima circa la composizione delle
Commissioni, e la questione della presunta accelerazione dei
lavori. Sulla prima questione, è ovvio, é opportuno che tutti i
Gruppi parlamentari siano rappresentati, quanto più possibile,
nelle varie Commissioni. Lei sa perfettamente che non è una scelta
del Presidente, o della Presidenza, assegnare i deputati alle
Commissioni, ma avviene attraverso un percorso che prevede la
designazione da parte dei capigruppo dei vari deputati, quindi la
Presidenza compone le Commissioni parlamentari, e le porta in Aula
per la votazione. Una volta votata dall'Aula, la composizione delle
Commissioni, per essere modificata, necessita di un altro voto.
Quindi, io non ho il potere, come per esempio ha il Presidente
della Camera o del Senato, di sostituire deputati che in corso
d'opera diventano ministri, sottosegretari, o che si dimettono. Il
mio potere è assemblare le Commissioni e portarle al voto
dell'aula. Ho scritto sei mesi fa ai Gruppi parlamentari chiedendo
la designazione dei deputati, e alcuni non hanno ancora risposto.
Nei prossimi giorni reitererò la richiesta, chiedendo una certa
solerzia nella risposta, appena ricevute porterò le designazioni al
voto dell'Aula, perché questa è l'unica strada percorribile.
Nelle more del completamento di questo percorso, abbiamo
immaginato, grazie alla collaborazione del Presidente della II
Commissione, e con unanime deliberazione della Conferenza dei
capigruppo, che gli emendamenti proposti da componenti di Gruppi
parlamentari non presenti in Commissione venivano assunti dal
Presidente della stessa e discussi alla presenza anche dei
presentatori. Così come è accaduto oggi pomeriggio in Commissione
bilancio, dove l'onorevole Cimino, l'onorevole Bufardeci erano
presenti, e difendevano le loro ragioni su emendamenti firmati
oltre che da loro anche dal presidente della Commissione.
Detto questo, io reitererò la richiesta di fornire i nomi dei
deputati per le varie Commissioni parlamentari.
Circa la seconda questione sollevata, io non ho velleità di
accelerare i lavori del Parlamento in base ad un capriccio rispetto
alla volontà di non far discutere i provvedimenti in Assemblea.
Secondo me un Parlamento celere è innanzitutto un Parlamento
efficiente e credibile. Per cui, quando mi sforzo di far rispettare
i tempi regolamentari, lo faccio nell'interesse esclusivo delle
istituzioni parlamentari, che tutti noi rappresentiamo a vario
titolo.
E in considerazione degli argomenti che stiamo trattando oggi,
cioè proroga personale ed esercizio provvisorio di bilancio, al di
là del Regolamento che comunque è il binario entro il quale noi ci
muoviamo, volevo ricordare il deliberato dell'ultima Conferenza dei
capigruppo del 7 dicembre che è stato letto ed approvato in Aula,
che vi rileggo così da comprendere se ci sono o non ci sono
accelerazioni, o c'è semplicemente la volontà di rispettare un
deliberato della Conferenza dei capigruppo.
Onorevoli colleghi, prima di procedere alla verifica del numero
legale do comunicazione all'Aula dell'esito della Conferenza dei
presidenti dei gruppi parlamentari che si è riunita oggi, 7
dicembre 2011, sotto la presidenza del Presidente Cascio, presenti
anche i vicepresidenti Oddo e Formica, con la partecipazione del
presidente della Regione, onorevole Lombardo. Questa Conferenza dei
capigruppo ha deliberato all'unanimità il seguente programma
calendario dei lavori per la corrente sessione di Aula che si
concluderà il 22 dicembre 2011 .
Quindi, oggi scade la sessione d'Aula deliberata dalla Conferenza
dei capigruppo. Non c'è una accelerazione, c'è una volontà espressa
dalla Conferenza e ratificata con voto dell'Aula.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto che
parlo a nome dei colleghi capigruppo del PID e di Grande Sud.
Purtroppo non è possibile chiudere il tempo per gli emendamenti
all'esaurimento della discussione generale, perché il testo che è
arrivato in Aula è quello precedente, e mi riferisco sia al disegno
di legge sul personale che all'esercizio provvisorio.
Gli emendamenti che sono passati sia dalla II che dalla I
Commissione, e che sono stati valutati positivamente, andavano
assemblati al testo, ma il tempo non c'è stato, e allora dovevano
arrivare in Aula come emendamenti, quindi, i termini
necessariamente devono essere rinviati. Ecco perché a nome dei tre
Gruppi parlamentari le chiedo di rispettare la prassi, e dare i
termini di 24 e 48 ore per la presentazione degli emendamenti.
Ripeto, il Presidente Minardo, correttamente, ha apprezzato
favorevolmente gli emendamenti in I Commissione, e li ha mandati in
Aula, ma non ci sono, e non possiamo avere ora il tempo di emendare
tra cinque minuti altri sedici emendamenti. Il testo andava
completato prima.
PRESIDENTE. Onorevole Leontini, lei parlava di emendamenti
presentati, o di emendamenti approvati dalle Commissioni? Perché un
conto sono quelli presentati, altra cosa sono quelli approvati.
LEONTINI. Mi riferisco agli emendamenti valutati positivamente,
quindi approvati, sia in II che in I Commissione. Gli emendamenti
sono passati dalla II Commissione, sono arrivati alla I
Commissione, il presidente Minardo ha convocato urgentemente la I
Commissione per questo motivo, li ha apprezzati positivamente e li
ha mandati in Aula. Qui non ci sono, c'è soltanto il testo antico,
il tempo di studiarli per emendare in Aula bisognerebbe averlo.
MINARDO presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, in I Commissione abbiamo
approvato il testo riferito agli articoli che già erano stati
esaminati dalla stessa Commissione, per quanto riguarda la
copertura finanziaria che tornava dalla Commissione Bilancio. Gli
emendamenti aggiuntivi non sono stati presi in esame ed ho chiesto
di trasmetterli direttamente in Aula. Sono emendamenti aggiuntivi
che la Commissione Bilancio aveva trasmesso alla I Commissione.
PRESIDENTE. Alla luce delle precisazioni fatte dal Presidente
Minardo, il testo è quello uscito dalla Commissione, gli
emendamenti non sono stati trattati e sono qui, presentati in Aula
come emendamenti aggiuntivi, e per questo non fanno parte del
testo. L'Aula li apprezzerà in fase di discussione, ma non fanno
parte del testo perché non essendo stati approvati dalla
Commissione non possono farne parte.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, tutto ciò non può
accadere perché quegli emendamenti che sono già stati presentati
l'Aula dovrebbe conoscerli per poter presentare eventuali
subemendamenti.
PRESIDENTE. Mi riferiscono gli Uffici che stanno per essere
distribuiti.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei che in
questa Assemblea si faccia il gioco delle tre carte .
In Commissione Bilancio sono stati esitati alcuni emendamenti che
erano collegati alla copertura finanziaria. Un certo gruppo di
emendamenti sono stati mandati alla I Commissione per un
apprezzamento nel merito e poi creare le condizioni perché, come
giustamente dice l'onorevole Leontini, affinché su quel testo, dopo
l'apprezzamento della Commissione I, si potesse lavorare per gli
ulteriori sub emendamenti. Allora dico che o è stato un trucco
quello di mandare gli emendamenti in I Commissione, perché tanto
valeva mandarli direttamente in Aula, che era cosa naturale, dando
il tempo necessario di studiare gli emendamenti e presentare i sub
emendamenti, oppure il fatto di aver trasferito gli emendamenti
dalla II alla I Commissione per un apprezzamento del merito è
stato, non dico un errore, ma un modo per prendere in giro
probabilmente quei gruppi che non sono rappresentati nelle
Commissioni.
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi stiamo trattando un
tema molto delicato.
Innanzitutto, il Gruppo Grande Sud non chiede nessuna cortesia,
non vuole essere rappresentato da chi dovrebbe farci un piacere.
C'è un regolamento, e pretendiamo di essere presenti in tutte le
Commissioni. E' un nostro diritto Non possiamo conoscere gli
emendamenti nei corridoi oppure, come si vorrebbe fare questa sera,
rispetto ad un disegno di legge fondamentale quale è quello della
stabilizzazione dei precari, del contenimento della spesa del
personale. Come si fa a potere esercitare la nostra attività
parlamentare nel momento in cui non conosciamo di fatto gli
emendamenti che arrivano in Aula, ma da chi? E' un modo corretto,
secondo lei, signor Presidente, di legiferare? Questo è un
Parlamento Noi non siamo in un consiglio comunale e dobbiamo
essere messi nelle condizioni di poter lavorare e servire la
Sicilia. Siccome il regolamento parla chiaro e dice che dopo due
anni e mezzo le commissioni vanno rinnovate, due anni e mezzo sono
passati, le Commissioni non sono state rinnovate.
Quindi, c'è una mancanza di rispetto regolamentare, signor
Presidente. Lei poco fa ha detto: Io non lo so esattamente ; che
lei non possa fare nulla è assurdo Lei, dopo due anni e mezzo,
deve assolutamente permettere la rimodulazione delle Commissioni
parlamentari, alla luce del fatto che oggi ci sono Gruppi che sono
completamente diversi da quando è iniziata la legislatura. Il
nostro Gruppo
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, io ho cercato di spiegare com'è il
Regolamento, se non capisce, onestamente non posso ripetere quello
che ho già detto
SCILLA. Noi, come Gruppo parlamentare, non accetteremo più di non
essere presenti né in I Commissione né in Commissione Bilancio .
Lei può capire tutto quello che vuole, i fatti reali sono che oggi
lei non è in grado, insieme con i partiti che sono presenti in
Aula, di garantire un nostro diritto che è quello di essere
presenti per discutere, esporre le nostre tesi, rispetto a norme
che possono diventare leggi
Oggi, noi non possiamo essere qui come qualcuno che si erge a
paladino di questa Assemblea, dai muoviamoci, stampiamo gli
emendamenti, li passiamo, li votiamo , non è così che si fa
Noi l'abbiamo detto con calma, con spirito costruttivo, l'abbiamo
detto tante volte, sono passati sei mesi, lei oggi continua a
ripetere che, probabilmente, non può fare nulla. Allora, come dice
lei, se i partiti non le daranno i nominativi, lei farà passare
altri sei mesi e non provvederà alla sostituzione dei membri nelle
Commissioni, e questo non è un comportamento corretto sul piano
normativo.
E non voglio andare su altro, perché non è opportuno parlarne in
questa sede. Per esempio, noi di Grande Sud aspettiamo di avere
dei locali decenti per potere espletare le nostre attività
parlamentari. Siccome sono cose importanti, le chiedo di
intervenire seriamente a tutela e a rispetto di ogni prerogativa di
ogni parlamentare, signor Presidente. Le chiedo gentilmente di
intervenire perché non è accettabile oggi venire in Aula a votare
questi provvedimenti, a votare l'esercizio provvisorio, di fatto,
sconoscendo i testi e sconoscendo gli emendamenti
Presidenza del presidente Cascio
LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sull'argomento
scinderei i due aspetti. Non condivido la critica rivolta dal
collega Scilla alla Presidenza sulla composizione delle
Commissioni.
SCILLA. E' normale perché probabilmente perderebbe qualche
presidenza
LEONTINI. Non per questo, perché il comportamento dell'onorevole
Scilla che è, ovviamente, interessato ad ottenere il
soddisfacimento di un legittimo diritto del suo Gruppo, diventa
ingeneroso e unilaterale quando viene rivolto alla Presidenza in
modo assoluto, nonostante la Presidenza abbia dimostrato che sei
mesi fa si è attivata a coinvolgere tutti i Gruppi nell'attività di
indicazione per la composizione nuova delle Commissioni.
Quindi, se sollecitazione si deve rivolgere, non si deve rivolgere
alla Presidenza, ma si deve rivolgere, per collaborazione tra tutti
i Gruppi, a tutti i Gruppi e a tutti i capigruppo, affinché, in uno
spirito di solidarietà, si faccia presto a fornire le indicazioni
per comporre le Commissioni, perché formalmente la Presidenza è a
posto già da cinque mesi. Casomai, superato un tempo limite oltre
il quale non si può andare, e voi lo state dimostrando stasera, si
potrà chiedere al Presidente di convocare tutti i capigruppo in
una Conferenza per stabilire, una volta per tutte, i tempi e le
scadenze definitive; ma il Presidente formalmente si è mosso,
perché alcuni capigruppo l'adempimento lo abbiamo espletato, altri
capigruppo non lo hanno espletato, quindi, quando a questo punto,
sarà completa la mappa e la griglia delle indicazioni, il
Presidente potrà muoversi. Non lo ha fatto per evitare di decidere
di imperio, per evitare di comporre lui le Commissioni, per
evitare, cioè, che i Gruppi si sentissero esautorati rispetto al
diritto sacrosanto di ogni capogruppo di fornire le indicazioni.
Ecco perché il potere ce l'ha, ma non lo ha esercitato, quindi non
è da criticare.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Leontini, non è esattamente così. Io
ho il potere di esercitarla la delibera, nella quale compongo io,
per esempio, le Commissioni parlamentari, ma l'Aula potrebbe
bocciare la delibera e, quindi, non avrei risolto il problema.
LEONTINI. Lo so, ma io lo dico a suo favore, a sua discolpa, non
ha esercitato un potere che poteva esercitare, quindi lo ha fatto
proprio per consentire a tutti i capigruppo di fornire le
indicazioni. E questa e la prima parte che io non condivido.
La seconda parte, invece, attiene al lavoro d'Aula di questa sera
che, sia formalmente che sostanzialmente, non è possibile in questo
momento affrontare in modo congruo perché il testo è privo di
quegli emendamenti già apprezzati dalle Commissioni che avrebbero
dovuto essere già conosciuti dall'Aula proprio per consentire agli
altri deputati non appartenenti alle Commissioni di presentare i
loro emendamenti.
Peraltro, Presidente, le faccio notare che il disegno di legge
riguardante la proroga e le stabilizzazioni è inserito all'ordine
del giorno per la prima volta questa sera e siccome è stato esitato
dalle Commissioni stasera, non poteva essere inserito perché
dovevano passare le 24 ore dalle Commissioni all'Aula, perché non è
che ieri o l'altro ieri questo disegno di legge è stato inserito
all'ordine del giorno. Non è stato inserito Viene inserito per la
prima volta questa sera; quindi, esitato dalle Commissioni
bisognava, secondo il Regolamento che trascorresse il tempo
regolamentare delle 24 ore. Siccome non è trascorso il tempo
regolamentare per avere il testo in Aula, non abbiamo gli
emendamenti su cui esercitare i subemendamenti, ecco perché la
richiesta di un rinvio per poter presentare gli emendamenti in modo
più congruo a noi sembra legittima, plausibile e fondata.
Presidenza del presidente Cascio
Indirizzo di saluto a studenti e ai docenti del liceo scientifico
Ernesto Basile di Alcamo (TP)
PRESIDENTE. Rivolgo un indirizzo di saluto agli studenti e ai
docenti del liceo scientifico Ernesto Basile di Alcamo (TP), che
assistono ai lavori dell'odierna seduta.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi facciamo
sempre riferimento al Senato e la Conferenza dei capigruppo aveva
fatto in maniera tale che i lavori finissero in maniera assoluta il
22. Quindi, lei oggi, al di là del Regolamento che interpreta in
maniera corretta, assoluta, così come interpreta in maniera
assolutamente corretta il compito di Presidente, ha ricordato in
Commissione Bilancio che stasera, comunque, sia il primo disegno
di legge che il secondo disegno di legge debbono essere esitati.
Sia perché si è deciso in quella sede in maniera unanime, vorrei
anche ricordare che anche i tempi tecnici, qualora dovessimo andare
al 28 e al 29, avremmo il rischio che giorno 1,2, 3, 4, 5
tantissimi lavorativi o lo stesso esercizio provvisorio non
potrebbe essere attivato per il semplice fatto che avrebbe bisogno
del Commissario dello Stato e di tutti i passaggi naturali che,
ovviamente, ci sono.
Terza cosa fondamentale, lo dico all'onorevole Leontini, lo dico
ai colleghi che hanno parlato poco fa. Noi abbiamo fatto
Commissione lunedì alle 16.00; è stato dato il tempo per gli
emendamenti, la settimana precedente sulla legge del precariato,
lunedì alle 16.00 abbiamo esitato gli emendamenti, oggi la
Commissione Bilancio ha dato soltanto la copertura.
La I Commissione non ha apprezzato assolutamente nulla se non la
copertura finanziaria, il resto degli emendamenti correttamente il
presidente della I Commissione non li ha apprezzati e li ha
rinviati all'Aula che mi sembra, parlando con i funzionari, con i
dirigenti, che sono alla disponibilità di tutti i deputati qualora
lei decidesse di farli distribuire.
Quindi, ritengo che tutta la procedura è stata corretta ed è
stata svolta nel modo più corretto possibile. Quindi, stasera,
secondo me, così come lei ha giustamente ricordato, essendoci stato
un impegno assoluto della Conferenza dei capigruppo dove tutti sono
rappresentati, tutti Non è come nelle Commissioni ed è giusto il
richiamo fatto dal partito Grande Sud che le Commissioni vengano
riviste nel più breve tempo possibile, ma la Conferenza dei
capigruppo si è data un calendario e secondo me va rispettato anche
nell'interesse complessivo. Perché stiamo parlando di esercizio
provvisorio, di contenimento della spesa e di stabilizzazione o
comunque proroghe di personale che già lavora e lavora all'interno
della Regione siciliana che, qualora questo disegno di legge non
fosse esitato nel tempo utile, potrebbe correre seri rischi.
Quindi, ritengo che sarebbe opportuno distribuire gli emendamenti
e iniziare nel merito la discussione del disegno di legge.
SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se uno entra in
Aula e segue il dibattito non si raccapezza, almeno io non sono
riuscito a raccapezzarmi, quindi chiederei lumi anche ai colleghi
che hanno sollevato obiezione circa il percorso di formazione
dell'iter normativo.
Il 12 dicembre 2011 la Giunta di Governo propone un testo
all'Assemblea in ragione del fatto che questo testo deve essere
esitato prima del 31 dicembre, la faccio corta, per le ragioni che
ha detto prima il collega Leanza.
Il testo viene mandato al Presidente dell'Assemblea, il quale
attribuisce il testo alla I Commissione in quanto Commissione
competente.
La Commissione competente discute il testo nel merito e, come da
Regolamento, invia il testo in Commissione Bilancio la quale deve
soltanto dare copertura finanziaria.
La Commissione Bilancio si riunisce, dà copertura finanziaria e
invia alcuni emendamenti di copertura finanziaria alla I
Commissione.
In Commissione Bilancio, impropriamente - perché questa è
l'occasione per cominciare a definire anche i compiti, le funzioni
e i ruoli - e forzando qualsiasi regolamento in Commissione
Bilancio i colleghi hanno presentato emendamenti di merito che
vanno presentati in I Commissione nella fase di formazione del
testo.
INCARDONA. La I Commissione non li ha esitati gli emendamenti
SPEZIALE. Signor Presidente, la Commissione Bilancio manda il
testo in I Commissione per la presa d'atto. La I Commissione deve
limitarsi a prendere atto delle coperture finanziarie,
esclusivamente prendere atto e manda il disegno di legge in Aula.
Poi il Capogruppo o quattro colleghi parlamentari, sulla base delle
dichiarazioni che ha reso il Presidente dell'Assemblea stasera in
contrasto con la prassi, il Presidente dell'Assemblea per ragioni
che sono di accelerare il testo ha detto: Colleghi, potete
presentare emendamenti entro la discussione generale, così come
prevede il Regolamento .
I colleghi possono presentare emendamenti. Gli emendamenti
presentati in Commissione Bilancio o in I Commissione possono
diventare emendamenti al testo. E qui si pone una questione di
opportunità e cioè se gli emendamenti presentati al testo debbono
essere discussi stasera oppure rinviare di 24 ore, che in questo
caso non significa di rinviare 24 ore ma rinviare di 3-4 giorni e
noi rischiamo che le ragioni di urgenza che dovrebbero farci
approvare un testo sulle proroghe entro il 31 dicembre potrebbero
far slittare la data del 31 dicembre a data successiva con
conseguenza gravissime
Ed allora, distinguiamo la questione regolamentare dalla questione
di opportunità. Il Presidente ha detto chiaramente che la prassi
seguita è quella regolare - anch'io convengo col fatto che è
regolare - se i colleghi vogliono presentare emendamenti lo possono
fare.
Io consiglierei, visto che il testo è stato esitato dalla I
Commissione all'unanimità e mandato in Commissione Bilancio con un
voto unanime della I Commissione, io immagino che ragioni di
opportunità, al di là dei ruoli maggioranza o opposizione, che è il
motivo per cui secondo me il Presidente Cascio stasera aveva
fissato la presentazione degli emendamenti entro la chiusura della
discussione generale, ragioni di opportunità dovrebbero spingere
tutti ad esitare un testo in modo tale che possa, entro i cinque
giorni previsti dal Regolamento, essere esaminato dal Commissario
dello Stato ed essere pubblicato in Gazzetta prima del 31 dicembre,
in modo tale che possiamo garantire a migliaia di cittadini
siciliani, di avere assicurata quella proroga e quel diritto al
lavoro per il quale ci siamo battuti tutti.
Signor Presidente, mi pare che la discussione non sia più se gli
emendamenti presentati in I Commissione, pervenuti dalla
Commissione Bilancio, debbano essere discussi in Aula. Quegli
emendamenti non esistono, nel senso che quegli emendamenti possono
essere esclusivamente riproposti dai singoli parlamentari o dal
capogruppo.
Ragioni di opportunità ci spingono ad evitare di presentare
emendamenti perché rischiamo di andare oltre il 31 dicembre.
Questa è una ragione di opportunità politica che deve essere
valutata dai Gruppi di opposizione e dai Gruppi di maggioranza nel
presentare degli emendamenti.
CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che non
c'è da parte nostra alcuna volontà dilatoria e lo dimostra il
fatto che in Commissione Bilancio abbiamo, con la nostra
presenza, assicurato i lavori della Commissione, anche in termini
propositivi.
Se c'è una motivazione che oggi e in questo momento dimostra la
fondatezza delle obiezioni regolamentari sollevate da autorevoli
esponenti di diversi Gruppi di questo Parlamento, lo dimostra il
fatto che ancora non ci sono gli emendamenti distribuiti ai
parlamentari.
LEANZA NICOLA. Sono lì gli emendamenti
CAPUTO. Onorevole Leanza, Lei non è l'avvocato difensore di
nessuno. Lei è un parlamentare come siamo tutti e la prego di avere
rispetto per le opinioni dei parlamentari Lei non è l'avvocato
difensore del Governo in quest'Aula
In Commissione Bilancio , così come in I Commissione, ci sono
venti parlamentari, a fronte di novanta parlamentari di quest'Aula
che hanno il sacrosanto diritto ma - se mi consentite - anche il
dovere, di conoscere, in maniera approfondita, un disegno di legge
che - voglio ricordare - ha una grande importanza ed un grande
spessore perché riguarda il futuro occupazionale di centinaia di
persone.
Ora, voi volete che noi andiamo a discutere ed approvare un
disegno di legge che ha una refluenza sul futuro occupazionale di
centinaia di persone ma che ha anche risvolti di compatibilità
costituzionale che, probabilmente, se non affrontati in Aula,
rischiano di esporre il disegno di legge e quindi la legge, ove
approvata, a rilievi di costituzionalità da parte del Commissario
dello Stato?
Non ci sono le condizioni per approvare questa legge stasera
Siamo disponibili a ragionarla, ad affrontarla, a dare il nostro
contributo, ma credo che abbiamo il sacrosanto diritto, consentito
a tutti i parlamentari, piaccia o non piaccia, di chiedere il
termine utile, e per utile intendo in rapporto all'importanza del
disegno di legge, per studiarlo e presentare emendamenti.
Signor Presidente, non si può pretendere, da parte di nessuno, che
vengano preparati e scritti adesso da parlamentari che non hanno
partecipato né ai lavori della Commissione Bilancio né ai lavori
della Commissione Affari istituzionali .
Quindi, Signor presidente, mi richiamo a quanto detto sia dal
capogruppo, onorevole Leontini, ma anche dagli altri colleghi ed
insisto perché venga dato un tempo per presentare gli emendamenti
in rapporto all'importanza e alla complessità di questo disegno di
legge.
VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, io credo che per affrontare un argomento così importante
per migliaia di siciliani, così importante per l'Assemblea
regionale siciliana e per tutte le strutture, soprattutto
periferiche, della Regione dobbiamo un attimo fermarci e
riflettere.
Non vorrei che avvenga questa sera quello che è successo la scorsa
settimana, quando per la fretta dell'Assessore per la Salute di
volere ad ogni costo mette la freccia e superare gli altri disegni
di legge, oggettivamente, si è creato un clima di barbarie
all'interno di questa Assemblea, con il risultato che tutti
conosciamo.
Questa sera io non avrei interesse a fare questo ragionamento,
avrei interesse, anzi, a buttare benzina sul fuoco. L'onorevole
Leanza poco fa parlava di impegni mantenuti, di accordi
rispettati. Io le ricordo che nessun impegno è stato mantenuto e
nessun accordo è stato rispettato dalla maggioranza da lei
rappresentata. Eravamo rimasti il 18 ottobre che si sarebbero
discussi alcuni disegni di legge che avrebbero avuto esito
favorevole; poi abbiamo dovuto invece fare una serie di sceneggiate
in questa Assemblea regionale siciliana per avere il rispetto,
almeno, della calendarizzazione degli ordini del giorno.
Sull'esito è chiaro che ognuno di noi risponde alla propria
coscienza e nessuno chiedeva un esito certo, però non chieda il
rispetto di accordi, di patti, perché qui nessun accordo è stato
mantenuto, nessuna parola è stata rispettata, tutto si è fatto
tranne questo
Quindi, lei dica: c'è un interesse supremo che è l'interesse dei
lavoratori, c'è un interesse supremo che è quello della Regione che
ha la necessità di stabilizzare questi lavoratori e noi siamo su
questo argomento che non ci impegna sul passato, perché il passato
è costellato solo di morti, che non ci impegna sul passato a
discutere questo disegno di legge sine ira et amore per essere
chiari.
Però, alcune cose, Presidente Cascio, le dobbiamo dire. Il
disegno di legge che doveva arrivare a marzo 2011 è arrivato il 12
dicembre 2011, è arrivato con sette mesi di ritardo su quelli che
erano gli accordi, perché prima avevamo detto febbraio, marzo,
aprile, maggio e ultimo giorno utile, e invece l'ultimo giorno
utile è stato il 12 dicembre.
Correttamente la Commissione ha iniziato a discutere il disegno di
legge, ma quale disegno di legge? Quello che questa sera stiamo
discutendo o esattamente un disegno di legge diverso, opposto che
nulla a che a dividere con quello di oggi? Perché se l'onorevole
Speziale dice che abbiamo avuto dieci giorni di tempo per scrivere
questo disegno di legge non è vero Onorevole Leanza, lei sa che
questo non è il disegno di legge che è arrivato in Aula, questo è
il disegno di legge che io, lei e altri deputati abbiamo scritto in
Commissione, ma l'abbiamo scritto solo la I Commissione senza che
il resto della deputazione fosse messa nelle condizioni di
conoscere il testo che usciva dalla Commissione che era esattamente
l'opposto di quello che il Governo aveva portato in Commissione
Perché quel disegno di legge non era proponibile, perché
mortificava i lavoratori, perché ampliava, senza sapere il fine, la
platea di coloro i quali poteva usufruire di questa legge.
Dopodiché noi questo disegno di legge lo abbiamo portato in
Commissione Bilancio. In Commissione Bilancio, però, è avvenuto una
cosa insopportabile, un vulnus insuperabile, Presidente Cascio. Non
è possibile che la Commissione Bilancio possa discutere nel
merito dei disegni di legge che riguardano la I Commissione Sul
merito può discutere solo la I Commissione Invece, oggi si è
andati avanti
Io più volte ho fatto presente che non era possibile discutere
alcuni emendamenti. Anche l'onorevole Cracolici è stato di questo
parere. La Commissione Bilancio dà coperture; né gli emendamenti
dei colleghi potevano essere portati in Commissione Bilancio Gli
emendamenti dei colleghi andavano portati in I Commissione perchè
solo la I Commissione può operare e può prendere in esame gli
emendamenti Invece, presidente Minardo, ciò non è accaduto. Nel
suo silenzio, senza che lei rivendicasse le prerogative della
Commissione che presiede e questo non è possibile Non è possibile
che lei si faccia togliere da sotto il naso i poteri della I
Commissione perchè altra Commissione pensa di esercitarli
Allora, io cosa dico? Ancora, Presidente Cascio, non abbiamo gli
emendamenti. Ancora non sappiamo cosa è successo in Commissione
Bilancio o, comunque, lo sappiamo solo quelli che ne facevamo
parte. Ma lei pensa che questa sera si possa applicare l'articolo
112 del Regolamento di questa Assemblea e i deputati possano
approvare il disegno di legge? Né è possibile immaginare che con la
fretta si possa approvare un disegno di legge così importante che
riguarda il futuro, non solo dei precari regionali, ma riguarda il
futuro di coloro che già lavorano nella Regione, riguarda il futuro
di coloro che vogliono venire in mobilità all'interno della Regione
e riguarda coloro i quali hanno vinto i concorsi del 2000 e ancora
rimangano fuori.
Dire che dobbiamo per forza approvare questa legge stasera perché
si corre il rischio che i precari rimangono fuori, anche questo non
è vero. Se noi andiamo a discutere, a vedere altre leggi di
stabilizzazione, o di proroga del precariato, ci sono leggi
approvate il 29, il 30 dicembre. Non per forza dobbiamo andare in
ferie, signor Presidente. Nessuno ci obbliga a fare i parlamentari.
Abbiamo un dovere morale che è quello di procedere alla
stabilizzazione di questi lavoratori. Lo dobbiamo fare con
cognizione, conoscendo quello che stiamo facendo, evitando di
incorrere in errori, evitando che il Commissario dello Stato possa
impugnare questo disegno di legge. Per questo le chiediamo i tempi
necessari. Poi il 28 saremo qui. Saremo qui il 29, il 30, anche il
31 se è necessario, perché dobbiamo approvare una legge che
risponda ai diritti e alle esigenze dei lavoratori.
INCARDONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è veramente
incredibile quello che sta succedendo in questo Parlamento e lei,
signor Presidente, deve impedire che questa valanga di violazioni
regolamentari continui ancora a venire giù e ad ammucchiare altre
violazioni del Regolamento.
Abbiamo appreso dalla viva voce del Presidente della I Commissione
che non ha esitato gli emendamenti. E, allora, se gli emendamenti
non sono stati esitati in I Commissione perché poi non si potevano
riproporre in II Commissione? Perché la II Commissione si pronuncia
nel merito di alcuni emendamenti e non nel merito di tutti gli
emendamenti? Perché la I Commissione non ha esitato gli emendamenti
quando era nel suo dovere farlo? Che significa la I Commissione
manda in Aula gli emendamenti? Qual è il parere della I Commissione
sugli emendamenti che sono stati presentati dai vari parlamentari?
Se qui viene negato il diritto di presentare un emendamento in
Commissione che poi si prosegue in questa violazione del diritto di
presentare emendamenti anche in Aula, se poi gli emendamenti non
possono essere discussi, se poi gli emendamenti che noi avremo
nelle mani da qui a poco, fra qualche minuto, oppure fra mezz'ora,
oppure fra un'ora, non hanno avuto né il parere della Commissione e
non hanno avuto nemmeno la possibilità di essere esitati per avere
poi la eventuale copertura finanziaria dalla II Commissione, di
quale emendamenti dobbiamo parlare?
E' una farsa, onorevoli colleghi Onorevole Leontini, richiamo la
sua attenzione perché lei ha posto una giusta osservazione. Ha
parlato del fatto che gli emendamenti non erano ancora nelle mani
dei parlamentari, ma se questi emendamenti non hanno avuto nemmeno
la valutazione della I Commissione, né la copertura finanziaria
della Commissione Bilancio, di quali emendamenti possiamo parlare?
Ci sono una serie di violazione, l'una dopo l'altra, che
costituiscono un ammasso di irregolarità che viene giù a calpestare
ancora una volta le prerogative di questo Parlamento. Ecco perché,
signor Presidente, chiedo formalmente, così come prevede il
Regolamento e così come è nei miei diritti, di avere il termine
previsto dal Regolamento per proporre emendamenti al disegno di
legge in discussione.
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei cercare,
per quello che è possibile, come ha fatto l'onorevole Speziale
prima, di mettere un attimo ordine a tutta questa storia.
Il ruolo che Lei oggi ricopre in questa Assemblea è, a mio avviso,
atipico. Purtroppo, più volte cerco di condividere la linea del
Governo che mi vede oggi all'opposizione, nel quieto vivere e nelle
cose giuste che si vanno a fare. Però, signor Presidente, c'è un
limite a tutto.
Premetto che noi stiamo discutendo un testo che è molto, molto,
molto attenzionato dal Governo, e non è presente né il Presidente
della Regione Lombardo, né l'Assessore Chinnici, che è l'assessore
competente. Questa è la grande importanza che si da a questo testo
Questo disegno di legge, è stato presentato non il 12 settembre,
di ottobre, di novembre, ma è stato presentato dal Governo il 12
dicembre, cioè neanche dieci giorni fa. Ed oggi, le anomalie
vengono fuori in questa Aula per la tempistica, e per tutto quello
che Lei sa meglio di me, che sono i giusti tempi regolamentari di
un disegno di legge, da quando si presenta, va in commissione e
arriva in Aula, un mese almeno passa. Tranne che per l'esercizio
provvisorio, l'unica cosa che generalmente si fa in meno di
ventiquattro ore.
Oggi, sembra quasi che alcuni deputati che chiediamo di poter
approfondire alcuni temi, siamo pure colpevoli, con l'aggravante
che saremmo pure responsabili di non fare le proroghe. Cioè, io
sarei pure responsabile di un atto che non ho avuto neanche il
tempo di capire di cosa si tratta.
Per cui, la strategia che il Governatore Lombardo attua su questi
temi è sempre quella, è la stessa, non è cambiata. Dieci giorni
prima, con urgenza, un tema così delicato, parliamo di
stabilizzazione, parliamo di proroga, parliamo di cose
delicatissime.
Ma ora basta, me ne dispiace per il presidente della II
Commissione, che poi tratta emendamenti ad uso e consumo. Io ne ho
posto uno che era forse il più coerente e la Commissione Bilancio
ha dato parere contrario. Ritorno in I Commissione per chiedere se
sul merito quell'emendamento aveva una logica e mi viene detto che
aveva una logica.
Allora, io dico, signor Presidente, sono veramente confuso. E
concludo, poi, sulla cosa più grave di questo andazzo.
Giorni fa l'ho pure difesa in I Commissione, quando eccepii che
questa non era materia di I ma era materia di V Commissione, perché
abbiamo fatto una legge poco più di un anno fa per stabilizzare una
quantità di persone e non è passata dalla I, ma dalla V.
Onorevole Lenza, noi possiamo sempre fare finta di nulla e noi
faremo finta di nulla, ma almeno diciamocele una volta per tutte
queste cose.
E la risposta che mi è stata data quando venni in I Commissione,
fu che quasi è stata colpa del Presidente Cascio che l'aveva
mandato in I Commissione. Ed io dissi che sfidavo chiunque a non
mandarlo in I Commissione, tenuto conto che c'era la firma del
Presidente Lombardo e dell'assessore Chinnici, che certamente è
stato artefatto perché con la I non aveva nulla a che vedere ma era
tutta competenza della V Commissione.
Superato anche questo, ora siamo ad un punto che, secondo me - me
ne scuso - quest'Aula deve prendere coscienza una volta per tutte.
Se l'opposizione chiede la verifica del numero legale, non c'è
neanche la maggioranza che vuole fare con tanta frenesia questa
norma ed allora dobbiamo dirci tutta la verità. Fate tutti un passo
indietro e, con senso di responsabilità, ci si ferma un attimo, i
Capigruppo si incontrano e stabiliamo con serietà cosa dobbiamo
fare.
Ma ci vuole anche un senso di umiltà da parte di tutti, non è che
qui ci sono dei deputati che sono a vostro comodo, per uso e
consumo della maggioranza. Adesso basta Qui ci sono illegittimità
una dietro l'altra, e non si può restare in silenzio su queste
cose.
Quindi, la mia proposta è sempre costruttiva, ferme restando le
inadempienze del Governo, me ne dispiace per gli assessori che sono
presenti, ma il Presidente e l'Assessore Chinnici non sono
presenti.
E allora, con senso di responsabilità, fermiamoci, stabiliamo un
termine rapido per stabilire il prosieguo dei lavori, senza parlare
più, perché altrimenti peggioriamo. Troviamo una sintesi e
chiudiamo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, accogliendo la richiesta
dell'onorevole Beninati, convoco la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, per fare una sintesi di quanto fin qui
discusso.
Avverto che la seduta riprenderà alle ore 19.00.
(La seduta, sospesa alle ore 18.37, è ripresa alle ore 19.30 )
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende la discussione del disegno di legge «Misure in materia di
personale della Regione siciliana e di contenimento della spesa»
(828-563-824/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprende la discussione del
disegno di legge nn. 828-563-824/A «Misure in materia di personale
della Regione siciliana e di contenimento della spesa.
Non essendoci alcun altro deputato iscritto a parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
CAPO I
Disposizioni in materia di personale della Regione e
proroghe di contratti
«Articolo 1.
Norme di contenimento della spesa
1. Al fine di rispettare i limiti imposti dagli obiettivi di
finanza pubblica di cui all'articolo 1, comma 557, della legge 27
dicembre 2006, n. 296 e successive modifiche ed integrazioni, e per
consentire progressivamente la stabilizzazione del personale
precario comunque entro il 31 dicembre 2012, il piano triennale del
personale per il triennio 2012-2014 include il processo di
stabilizzazione del personale precario della Regione di cui
all'articolo 1, comma 1, della legge regionale 29 dicembre 2010, n.
24, nonché i concorsi di cui all'articolo 42, comma 2, della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11.
2. La Regione, ferme restando le disposizioni in materia di
stabilizzazione previste dalle vigenti leggi statali e regionali,
in particolare dall'articolo 20 della legge 28 dicembre 2001, n.
448, dall'articolo 2, comma 553, della legge 24 dicembre 2007, n.
244 e dall'articolo 1, comma 1, della legge regionale 5 dicembre
2007, n. 24, provvede ad attivare il reclutamento del proprio
personale, anche con le procedure speciali previste dall'articolo
17, commi 10, 11 e 12 del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78,
convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2009, n. 102.
3. Per il triennio 2015-2017 la dotazione organica prevista
dall'articolo 51 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e
successive modifiche ed integrazioni è diminuita annualmente del 50
per cento del personale di ruolo a qualunque titolo cessato dal
rapporto di lavoro nel corso dell'anno precedente.
4. Al fine di contenere la spesa per il personale della Regione e
degli enti locali, l'Assessorato regionale delle autonomie locali e
della funzione pubblica è autorizzato a comandare o distaccare per
un biennio presso gli enti locali, previo assenso dell'interessato,
personale regionale con qualifica dirigenziale con gli oneri per il
trattamento economico fondamentale a carico dell'amministrazione di
appartenenza. Le procedure ed i criteri, che prevedono il nulla
osta dell'amministrazione di appartenenza, sono stabiliti
dall'Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione
pubblica, d'intesa con le organizzazioni sindacali di categoria,
con l'ANCI e con l'UPI. Le procedure prevedono l'attivazione di
processi di mobilità volontaria del personale regionale in
posizione di comando o distacco presso gli enti locali al termine
del biennio, quale presupposto per l'autorizzazione al comando o
distacco di cui al presente comma.
5. Il personale di ruolo e non di ruolo della Regione può essere
utilizzato in ogni ramo d'amministrazione indipendentemente dalle
finalità per le quali è stato in origine assunto.
6. Per il triennio 2012-2014 il costo del trattamento economico
complessivo fondamentale dei dipendenti della Regione, anche di
qualifica dirigenziale, non può superare, in ogni caso, il costo
corrispondente sostenuto nell'anno 2010, al netto degli effetti
derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva, ivi
incluse le variazioni dipendenti da contratti collettivi regionali
di lavoro non soggetti al blocco e i relativi arretrati.
7. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge e sino al 31 dicembre 2014, il trattamento economico
complessivo spettante al titolare di incarico dirigenziale, anche
di livello generale, non può essere stabilito in misura superiore a
quello previsto nel contratto stipulato dal precedente titolare
ovvero, in caso di rinnovo, dal medesimo titolare. Sono fatti salvi
gli effetti dei rinnovi dei contratti collettivi scaduti per i
bienni 2006-2007 e 2008-2009.
8. A decorrere dall'1 gennaio 2012 l'ammontare complessivo delle
risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del
personale, anche di livello dirigenziale, non può superare il
corrispondente importo destinato nell'anno 2011 al netto delle
economie riprodotte nello stesso anno ai sensi delle vigenti
disposizioni contrattuali. A decorrere dall'esercizio finanziario
2012, la dotazione del fondo per il pagamento del trattamento
accessorio del personale con qualifica diversa da quella
dirigenziale, in servizio presso gli uffici di diretta
collaborazione del Presidente della Regione e degli assessori
regionali, le stazioni uniche appaltanti e per i dipendenti di cui
all'articolo 5 dell'accordo 30 giugno 2003, recepito con decreto
del Presidente della Regione 26 settembre 2003, nonché per le
finalità di cui al comma l dell'articolo 13 della legge regionale
10 dicembre 2001, n. 21, è stabilita in 5.500 migliaia di euro
annui.
9. A decorrere dall'1 gennaio 2012 le indennità, i compensi, i
gettoni o le altre utilità comunque denominate spettanti al
personale regionale di ruolo, assunto a tempo indeterminato o a
tempo determinato, con qualifica dirigenziale, afferenti ad
incarichi aggiuntivi, a qualsiasi titolo conferiti, in forza di
specifiche norme, delibere o qualsiasi atto amministrativo, in
ragione del loro ufficio o comunque attribuiti in rappresentanza
dall'amministrazione o su designazione della stessa sono
corrisposte direttamente al personale regionale incaricato, nella
misura del 50 per cento. La differenza è versata in entrata del
bilancio della Regione entro l'esercizio finanziario di
riferimento.
10. I rinnovi contrattuali del personale dipendente del comparto e
della dirigenza della Regione e degli enti che ne applicano i
contratti sono rinviati al 2014 e non si dà luogo a recupero per il
quadriennio precedente.
11. All'articolo 51 della legge regionale 29 ottobre 1985, n. 41 e
successive modifiche ed integrazioni, dopo la parola determinati,'
aggiungere le parole e comunque non oltre la scadenza del
mandato,'; la parola
tre' è sostituita con la parola due'; le parole la cui misura non
può superare il trattamento economico tabellare previsto,
rispettivamente, per il segretario generale della Presidenza della
Regione e per il direttore regionale con venti anni d'anzianità'
sono sostituite dalle parole la cui misura non può superare il
tetto massimo di un quarto del trattamento economico tabellare
previsto, rispettivamente, per il segretario generale della
Presidenza della Regione e per il direttore regionale con venti
anni d'anzianità, nei limiti degli stanziamenti di bilancio».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Piano triennale del personale della Regione
1. Con decreto del Presidente della Regione, previa delibera della
Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale per le
autonomie locali e la funzione pubblica, di concerto con
l'Assessore regionale per l'economia, esperita la ricognizione dei
profili professionali necessari e sentite le organizzazioni
sindacali, in ragione delle gravi emergenze legate all'ambiente e
al territorio che comportano la necessità di un rafforzamento delle
attività di prevenzione e di pronto intervento, anche sotto il
versante della protezione civile, per la salvaguardia del
patrimonio culturale e paesaggistico, nonché per le emergenze
legate al governo della gestione delle acque, dei rifiuti,
dell'energia e delle risorse umane necessarie per gli uffici di
ragioneria, di difesa e consulenza legale, è adottato il piano
triennale dei fabbisogni del personale, per il triennio 2012-2014,
nei limiti della dotazione organica di cui all'articolo 51 della
legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, nonché nei limiti della
dotazione finanziaria del fondo di cui all'articolo 4».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Autorizzazione alle procedure selettive e alle assunzioni
1. Il Dipartimento della funzione pubblica e del personale è
autorizzato ad avviare le procedure di reclutamento del personale
sulla base del piano triennale adottato ai sensi dell'articolo 2 e
in esecuzione del decreto di autorizzazione del Presidente della
Regione, previa delibera della Giunta regionale, su proposta
congiunta dell'Assessore regionale per le autonomie locali e la
funzione pubblica e dell'Assessore regionale per l'economia che
contiene il numero dei posti totale da ammettere a procedure
pubbliche di selezione, le riserve previste dalle disposizioni di
cui all'articolo 1, comma 2, e una riserva del 10 per cento in
favore del personale interno.
2. Il bando relativo all'autorizzazione di cui al presente
articolo prevede l'attivazione di processi selettivi pubblici di
mobilità di cui all'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, per il 20 per cento del totale dei posti da coprire
e, per le speciali finalità delle procedure di reclutamento della
presente legge, non si applica il comma 2 bis del predetto articolo
30. Si applica l'articolo 34 bis del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165.
3. Con decreto del Presidente della Regione, previa delibera della
Giunta regionale, su proposta congiunta dell'Assessore regionale
per le autonomie locali e la funzione pubblica e dell'Assessore
regionale per l'economia, il Dipartimento della funzione pubblica e
del personale è autorizzato annualmente ad effettuare assunzioni
nei limiti delle unità di personale previste nel piano triennale di
cui all'articolo 2.
4. Le graduatorie di cui al piano triennale di cui all'articolo 2
sono valide fino al 31 dicembre 2014. E' fatta salva la diversa
durata prevista da speciali disposizioni di legge per particolari
categorie di riservisti.
5. Le disposizioni temporali di cui all'articolo 42, comma 1,
della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 trovano applicazione
per le procedure di reclutamento di cui alla presente legge. Con
decreto del Presidente della Regione, previa delibera della Giunta
regionale, su proposta dell'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica, sentite le organizzazioni sindacali
sono individuati i criteri e gli elementi di valutazione dei titoli
che tengono anche conto della valorizzazione dell'esperienza
professionale maturata nei servizi comunque prestati per
l'amministrazione regionale.
6. Le disposizioni previste dall'articolo 1, comma 10, della legge
regionale 29 dicembre 2008, n. 25 e successive modifiche ed
integrazioni, non si applicano alle assunzioni effettuate sulla
base del piano triennale di cui all'articolo 2, autorizzate secondo
le procedure di cui al presente articolo».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 4
Norma finanziaria
1. Per finalità di cui agli articoli 1, 2 e 3 è istituito, a
decorrere dall'esercizio finanziario 2012, nel bilancio della
Regione, un apposito fondo destinato a far fronte alle spese per le
nuove assunzioni con una dotazione finanziaria valutata in 2.354
migliaia di euro per l'anno 2012, in 48.939 migliaia di euro per
l'anno 2013 ed in 50.716 migliaia di euro a decorrere dall'anno
2014.
2. Agli oneri di cui al presente articolo si provvede per gli anni
2012 e 2013:
a) per l'anno 2012 mediante riduzione, per l'importo di 2.354
migliaia di euro, della disponibilità dell'U.P.B. 7.2.1.1.1 del
bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2011-2013;
b) per l'anno 2013 mediante riduzione, per l'importo di 31.095
migliaia di euro delle disponibilità dell'UPB 7.2.1.1.1. per
l'importo di 2.925 migliaia di euro dalle disponibilità dell'UPB
7.2.1.2.2. e, per l'importo di 14.919 migliaia di euro, delle
disponibilità dell'UPB 3.2.1.1.2 del bilancio pluriennale della
Regione per il triennio 2011-2013.
3. A decorrere dall'anno 2014 i maggiori oneri, valutati in 50.716
migliaia di euro annui, trovano riscontro nella minore spesa annua,
a carico del bilancio della Regione, per il trattamento economico
fondamentale e per il trattamento pensionistico, per il trattamento
di fine servizio, nonché per i trasferimenti destinati al
trattamento economico del personale di cui all'articolo 1, comma 1,
della legge regionale 5 dicembre 2007, n. 24.
4. Il Ragioniere generale è autorizzato, in relazione alla
definizione delle procedure di reclutamento di cui agli articoli 2
e 3 di personale già titolare di rapporto di lavoro di cui
all'articolo 5, a provvedere alle variazioni di bilancio fra i
relativi capitoli di spesa».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Proroga di contratti
1. Nelle more della definizione delle procedure di reclutamento di
cui agli articoli 2 e 3 e al fine di non interrompere le attività
connesse ai compiti straordinari in materia di protezione civile,
ambientale e del territorio, delle acque e dei rifiuti e nel
rispetto delle disposizioni contenute nell'articolo 9, comma 28 e,
ove ricorrano i presupposti di legge, nell'articolo 14, commi 24
bis e 24 ter del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito
con modificazioni nella legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive
modifiche ed integrazioni, l'amministrazione regionale è
autorizzata a continuare ad avvalersi, fino al 31 dicembre 2012,
del personale titolare di contratti autorizzati, ai sensi delle
norme di seguito indicate, già prorogati ai sensi della legge
regionale 29 dicembre 2010, n. 24:
a) articolo 4, comma 8, della legge regionale 14 aprile 2006, n.
16;
b) articolo 1, comma 1, della legge regionale 29 dicembre 2009, n.
13, come prorogati dall'articolo 51, comma 6, della legge regionale
12 maggio 2010, n. 11;
c) articolo 1, comma 6, della legge regionale 29 dicembre 2009, n.
13, come prorogati dall'articolo 51, comma 6, della legge regionale
12 maggio 2010, n. 11;
d) articolo 1, comma 7, lettere a), c), d) ed e) della legge
regionale 29 dicembre 2009, n. 13, nei limiti imposti dalla proroga
di cui all'articolo 51, comma 8, della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11;
e) articolo 1, comma 7, lettera b) della legge regionale 29
dicembre 2009, n. 13;
f) articolo 25 delle legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21;
articolo 41 della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15; articolo
2, comma 3, della legge regionale 1 febbraio 2006, n. 4; articolo
8, comma 1, della legge regionale 14 aprile 2006, n. 16;
g) articolo 7, comma 13, della legge regionale 22 dicembre 2005,
n. 19 e successive modifiche ed integrazioni.
2. Per far fronte agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1
è autorizzata per l'esercizio finanziario 2012 la spesa complessiva
di 31.114 migliaia di euro, di cui:
a) 1.100 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera a);
b) 16.012 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera
b);
c) 8.400 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera c);
d) 3.500 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera d)
e lettera e);
e) 1.733 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera f);
f) 369 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera g).
3. Gli oneri discendenti dal comma 2, quantificati in complessivi
31.114 migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2012, trovano
riscontro nel bilancio pluriennale della Regione per il triennio
2011-2013, mediante le riduzioni di spesa di cui all'allegata
tabella A'.
4. All'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre 2010, n. 24,
alla fine del comma 1, sostituire la parola 2011' con la parola
2012'».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6 Ne do lettura:
CAPO II
Disposizioni in materia di personale ERSU, di
Consorzi di bonifica,
disposizioni per l'occupazione e disposizioni finali
«Articolo 6.
Disposizioni in materia di personale ERSU
1. Al fine di non interrompere l'attività amministrativa degli
ERSU, nelle more dell'espletamento dei concorsi di cui al comma 1
dell'articolo 14 della legge regionale 25 novembre 2002, n. 20,
l'incarico di direttore dell'ERSU è conferito, nell'ambito del
personale dell'amministrazione regionale o dello stesso ente, con
qualifica dirigenziale, su proposta del Dirigente generale del
Dipartimento regionale dell'istruzione e della formazione
professionale, secondo i criteri e le modalità definiti dalla legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10, e dall'articolo 11, comma 6, della
legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20, per i dirigenti di
struttura intermedia e la relativa retribuzione.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Consorzi di bonifica
1. I Consorzi di bonifica sono autorizzati a porre in essere le
garanzie occupazionali di cui all'articolo 1, comma 2, della legge
regionale 1 febbraio 2006, n. 4, nei limiti degli stanziamenti di
bilancio, fino al 31 dicembre 2012. Al fine di sopperire alle
esigenze straordinarie connesse alla realizzazione di interventi
e/o lavori di manutenzione ed ammodernamento delle reti irrigue
collettive e delle reti scolanti, le garanzie occupazionali di cui
alla legge regionale 28 giugno 2010, n. 14, sono confermate, nei
limiti degli stanziamenti di bilancio fino al 31 dicembre 2012. Le
disposizioni previste dai commi 4, 5, 6 e 7 dell'articolo 24 della
legge regionale 25 maggio 1995, n. 45, devono intendersi
applicabili al consorzio irriguo Jato. Per le finalità del presente
comma l'Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari
è autorizzato, per l'esercizio finanziario 2012, a trasferire ai
consorzi di bonifica la somma di 12.852 migliaia di euro. I
relativi oneri trovano riscontro nel bilancio pluriennale della
Regione per il triennio 2011-2013 U.P.B. 4.2.1.5.2, capitolo
215704.
2. Nelle more della definizione delle procedure di stabilizzazione
di cui all'articolo 17, commi 10, 11 e 12 del decreto legge 1
luglio 2009, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 3
agosto 2009, n. 102, per sopperire alle esigenze straordinarie
inerenti ai compiti istituzionali, i consorzi di bonifica sono
autorizzati a continuare ad avvalersi fino al 31 dicembre 2012, nel
rispetto delle disposizioni contenute nell'articolo 9, comma 28 e,
ove ricorrano i presupposti di legge, nell'articolo 14, commi 24
bis e 24 ter del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito
con modificazione dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, del personale
con contratto a tempo determinato stipulato ai sensi dell'articolo
3 della legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76 e successive
modifiche ed integrazioni. Per le finalità del presente comma
l'Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari è
autorizzato, per l'esercizio finanziario 2012, a trasferire ai
consorzi di bonifica la somma di 1.424 migliaia di euro. I relativi
oneri trovano riscontro nel bilancio pluriennale della Regione per
il triennio 2011-2013 U.P.B. 10.3.1.3.1».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Norme in materia di personale dei Consorzi di bonifica
che ha svolto funzioni amministrative
1. Per sopperire ai compiti istituzionali dei Consorzi di
bonifica, le disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 1 della
legge regionale 28 giugno 2010, n. 14, si applicano, sino al 31
dicembre 2011, anche a coloro che hanno svolto funzioni
amministrative nel triennio 2007-2009, per la prosecuzione delle
medesime funzioni. Per l'attuazione di cui al presente comma è
autorizzata per l'esercizio finanziario 2011 la spesa complessiva
di 200 migliaia di euro cui si provvede con le disponibilità
dell'U.P.B. 4.2.1.5.2, capitolo 215704, accantonamento 1001, del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario medesimo».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Misure per l'occupazione
1. E' autorizzata, sino al 31 dicembre 2012, la prosecuzione
dell'attività relativa ai soggetti utilizzati ai sensi e per gli
effetti di cui al comma 9 dell'articolo 51 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11.
2. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2012, la spesa di 2.400 migliaia di euro. I
relativi oneri trovano riscontro nel bilancio pluriennale della
Regione per il triennio 2011-2013 U.P.B. 4.2.1.5.2, capitolo
215704».
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, intervengo perché il Governo e gli
Uffici possano confortarmi in ordine alla stesura di questo
articolo, confermando che si riferisce a tutto quel personale che è
nel fondo nazionale. Quindi sono coperti tutti i lavoratori ad
esempio ex Sodis scavi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 9.
Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Tabella A. Ne do lettura:
«TABELLA A
U.P.B. Denominazione
Riduzione
1.1.1.5.2 BENI E SERVIZI
-1.000
1.2.1.3.99 INTERVENTI DIVERSI
-800
1.5.1.3.99 INTERVENTI DIVERSI
-250
1.6.1.5.2 BENI E SERVIZI
-72
2.2.1.3.1 SERVIZI ALLE COOPERATIVE
E LORO CONSORZI
-300
3.2.1.3.1 BENI BIBLIOGRAFICI, ARCHIVISTICI E -400
MUSICALI
4.2.1.5.9 INFORMATICA DI SERVIZI -
5.500
4.2.1.5.99 ALTRI ONERI COMUNI -
1.000
5.2.1.3.99 INTERVENTI DIVERSI -
5.500
6.2.1.3.1 PROTEZIONE ED ASSISTENZA SOCIALE -1.650
6.3.1.3.1 EMIGRAZIONE ED IMMIGRAZIONE -237
7.2.1.5.1 PERSONALE
-720
9.2.1.3.5 UNIVERSITA' E RICERCA SCIENTIFICA -1.200
9.2.1.3.2 FORMAZIONE DEL PERSONALE, -5.885
SPERIMENTAZIONE ED ALTRE ATTIVITA'
10.3.1.3.2 VALORIZZAZIONE ETUTELA ECONOMICA -500
DEI PRODOTTI AGRICOLI
10.3.1.3.99 INTERVENTI DIVERSI -
1.100
10.3.1.3.1 BONIFICA
-3.500
11.3.1.3.3 PROTEZIONE ED ASSISTENZA SOCIALE -500
12.2.1.3.2 DIFESA DEL SUOLO, TUTELA E -1.000
VALORIZZAZIONE DELL'AMBIENTE
TOTALE
-31.114»
La pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
(E' approvata)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10
Disposizioni finali
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dalla
Commissione un emendamento tecnico all'articolo 10, il comma 1
dell'articolo 10 viene sostituito dal seguente: la presente legge
sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana ed
entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione .
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10 nel testo risultante. Il parere
della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli emendamenti aggiuntivi al
testo che erano stati presentati a questo disegno di legge sono
stati tutti trasferiti al disegno di legge di esercizio
provvisorio, che ovviamente saranno valutati dalla Presidenza nei
prossimi giorni, cioè gli ammissibili e gli inammissibili e
trattati, gli ammissibili all'esercizio provvisorio di bilancio.
BUFARDECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire perché credo di dovere rappresentare non soltanto il
voto favorevole di Grande Sud, ma di dovere anche spiegare il senso
ed il significato del nostro sacrificio - tra virgolette - in
ordine a questo disegno di legge. Abbiamo sostenuto in più
occasioni che questo testo, come altri in materia finanziaria,
necessitasse di un approfondimento, di ulteriori momenti di
riflessione, di una discussione molto più allargata, più condivisa,
più partecipe, consentendo ai colleghi di Grande Sud e degli altri
gruppi non presenti in Commissione di potere ancora migliorare il
testo del disegno di legge. Posti di fronte all'esigenza, se
volete, di carattere sociale, in un momento particolare come quello
che stiamo vivendo, che riguarda un numero assai significativo,
migliaia e migliaia di lavoratori, è chiaro che per primi abbiamo
ritenuto nostro dovere fare un passo indietro ed andare verso
l'approvazione di questo disegno di legge nel testo originario, in
un testo netto, scarno e secco delle proroghe che tecnicamente sono
indispensabili, anche ai fini della conseguente stabilizzazione,
per tutto quel personale che abbiamo elencato: dai catalogatori,
alla protezione civile, all'ARRA, all'ARPA, etc.
Lo abbiamo fatto, ribadisco, per spirito e senso di responsabilità
nei confronti dei lavoratori e delle loro famiglie, impegnati in un
momento così complicato, di grande difficoltà, in un momento
particolare di grande crisi, ma rimane ferma da un punto di vista
politico tutta la nostra riserva ad un comportamento che pensava di
poter imbarcare tutto e tutti senza dare la necessaria possibilità
a tutte le forze politiche di poter approfondire e discutere. Ha
fatto bene Ella, signor Presidente, a non ammettere, a non
discutere i vari emendamenti oggetto di questo disegno di legge, ha
fatto bene a trasferirli al disegno di legge sull'esercizio
provvisorio.
In quel disegno di legge ci attendiamo, forti anche di queste ore
che ci separeranno dalla seduta del 28 dicembre, che ci potrà
essere quell'approfondimento utile per migliorare complessivamente
tutte le altre questioni che afferiscono al bilancio della nostra
Regione, oltre che a superare alcune questioni, come quella che
l'assessore Armao poc'anzi ha confermato e assicurato che sarà
definita e risolta. Era già concordato un emendamento sotto questo
profilo, per esempio, per quello che riguardava la proroga di una
legge che attiene all'imposta a tassa fissa, imposta di registro e
di ipoteca, a tassa fissa per i trasferimenti dei fondi agricoli.
C'è l'impegno del Governo, presenteremo, sotto questo profilo, gli
emendamenti presentati che saranno trasferiti all'esercizio
provvisorio perché giorno 28 dicembre possa essere definita, in
maniera compiuta e completa, dando possibilità anche alle varie
forze politiche di potere - ribadisco - migliorare un testo che
altrimenti rischiava di essere troppo autoreferenziale e poco
peraltro utile. Ci auguriamo che la Regione possa avviare anche una
riqualificazione del personale quanto maggiore possibile, che possa
avviare le selezioni in maniera quanto maggiore possibile, e che
possa garantire un rapporto tra la burocrazia e il mondo delle
imprese molto più capace di dare risposte ai cittadini e alle
imprese siciliane.
Presidenza del presidente Cascio
CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlo a nome del
nostro capogruppo e dell'intero gruppo del PDL. Semmai ve ne fosse
stato bisogno, oggi abbiamo dato l'ulteriore prova di grande
responsabilità politica e istituzionale.
Avremmo potuto fare valere la logica dell'opposizione a fronte di
una maggioranza non presente; avremmo potuto fare evidenziare
l'assenza dell'assessore interessato; avremmo potuto rilevare e far
rilevare violazioni di norme regolamentari riguardo questo disegno
di legge. Ma il rispetto, con la coerenza che abbiamo sempre
mantenuto in quest'Aula dall'inizio di questa legislatura, il
rispetto verso i lavoratori che da decenni aspettano una
stabilizzazione e una certezza per il loro futuro, ci ha consentito
e ci impone, con grande senso di responsabilità, di avere mantenuto
il numero legale e di non essere neanche intervenuti per consentire
una veloce disamina di questa legge.
Forse siamo venuti meno a quello che ci eravamo impegnati a dire
poco fa, ma questo dimostra il nostro grande senso di
responsabilità verso i siciliani, e lo abbiamo dimostrato non a
parole ma con i fatti, mantenendo un comportamento responsabile.
Però, quello che vale per questo disegno di legge sulle politiche
del lavoro, in particolare sulla stabilizzazione di precari storici
della Regione siciliana, non vale e non può valere per l'esercizio
provvisorio. Su quello saremo intransigenti, chiameremo e stiamo
chiamando la maggioranza del governo a precise responsabilità, così
come questa maggioranza e questo governo ha la responsabilità per
avere portato in Aula il disegno di legge sui precari alla vigilia
del termine ultimo per l'approvazione, mettendo a rischio centinaia
di posti di lavoro. E questo è un segno di irresponsabilità
politica che ognuno di questi lavoratori sicuramente in questo
momento sta valutando, perché se l'opposizione soltanto avesse
voluto farlo, oggi avremmo messo il Parlamento a dura e durissima
responsabilità.
E' in difficoltà, però sull'esercizio provvisorio, signor
Presidente, noi manteniamo quella posizione perché oggi, non
soltanto non lo voteremo, ma se sarà necessario chiederemo la
verifica del numero legale, perché questo è un ulteriore gesto di
irresponsabilità. E' il quarto esercizio provvisorio consecutivo, e
mai si era verificato, nella storia di questo Parlamento, che per
quattro anni consecutivi, a fine anno, non si approvi il bilancio.
Segno di una mancanza di programmazione, segno di una mancanza di
capacità politico-gestionale del Governo e di questa Regione.
Neanche l'ultimo dei più piccoli comuni siciliani ha provveduto ad
arrivare oltre il mese di dicembre per approvare il bilancio. I
comuni garantiscono stabilità degli enti, la Regione mette in
difficoltà la stabilità di tutti gli enti locali siciliani e questa
è un'ulteriore prova della vostra non capacità di governare questa
Regione. Quindi, mentre abbiamo mantenuto questo grande
responsabile comportamento, che sicuramente la Sicilia e i
siciliani interessati e le tante famiglie che in questo momento
vivono con l'ansia della mancata proroga, stanno sicuramente
valutando chi ha dimostrato interesse per la Sicilia e chi ha
dimostrato interesse verso altre cose che certamente non sono gli
interessi dei siciliani.
Signor Presidente, anticipo il voto favorevole al disegno di legge
in esame. Sull'esercizio provvisorio, la posizione del nostro
Gruppo è chiara a tutti.
MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anticipo che il voto
del Gruppo PID sarà favorevole al disegno di legge. Molte cose sono
state dette dall'onorevole Caputo, sono cose che avrei detto e che
sottoscrivo. Mi limito soltanto ad evidenziare che, con un
confronto serrato e di grande disponibilità delle opposizioni, il
Governo riesce ad andare avanti.
Questo dovrebbe essere un campanello d'allarme sul piano della
politica, che il Governo e la sua cosiddetta maggioranza dovrebbero
recepire, perché è una maggioranza oggi sconquassata dalle
vicende delle indicazioni del candidato sindaco di Palermo ed
anche, in prospettiva, per quanto riguarda il prossimo candidato a
Presidente della Regione.
Tengo a sottolineare che, con la disponibilità delle opposizioni,
che avrebbero potuto stasera far saltare il disegno di legge, e con
la mediazione utilissima della Presidenza dell'Assemblea regionale
siciliana, si è trovata una escamotage. Tutti gli emendamenti che
erano stati predisposti, e quasi tutti di grande valenza, al fine
di garantire la continuità del rapporto di lavoro ad una serie di
categorie che non erano state escluse o dimenticate, per esempio i
rapporti precari delle Camera di commercio, degli Enti Parco, del
CEFPAS e, soltanto a seguito di emendamenti da noi depositati,
commentati ed illustrati sono andati a finire, fortunatamente, nel
testo con una norma generica che possibilmente salva anche altre
categorie.
Quello che voglio sottolineare è che un clima di dialogo e di
collaborazione consente non solo a quest'Aula, ma anche la Governo
di andare avanti.
Credo che, ancora una volta, l'Aula ha dimostrato senso di
responsabilità politica, istituzionale e legislativa. Di questo
bisogna darne atto non come fatto autoreferenziale ma come
sottolineatura della verità.
Per quanto riguarda, invece, l'esercizio provvisorio, credo
proprio di potere anticipare che la nostra posizione sarà di
contrarietà sul piano della politica, perché è inaccettabile che
ancora una volta questo Governo ci porti all'esercizio provvisorio
senza avere neanche la vaga idea di quello che deve essere il
bilancio del 2012.
E non mi si venga a dire che non abbiamo le idee chiare, perché
non sappiamo quello che il Governo trasferirà a favore della
Regione siciliana, perché, purtroppo, le idee le abbiamo chiare e
alcune manovre che sono state già anticipate, o quantomeno che si
possono ben chiarire, sono idee che vanno contro gli interessi
della Sicilia e a favore e per il potenziamento soltanto di qualche
assessore che deve ancora una volta dimostrare il suo dominio sulla
Sicilia e su questa Assemblea.
Chiaramente, questo tipo di impostazione, per quello che riguarda
i Deputati del Gruppo parlamentare Popolari di Italia Domani, non
sarà accettato e lo combatteremo quando discuteremo, non solo
dell'esercizio provvisorio, ma anche del bilancio.
VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli
colleghi, intanto come PDL - e in questo mi autorizza il mio
Capogruppo - non possiamo non affermare ancora una volta che se
oggi siamo in grado di approvare questa legge lo dobbiamo al PDL
che è rimasto in Aula.
Lo dobbiamo al PDL, perché ricordo che due dei disegni di legge
che sono stati unificati con quello del Governo sono stati
presentati da deputati del PDL, e di tutti e due sono il primo
firmatario.
Lo dovete al PDL perché, Assessore Armao, anziché come è stato
fatto qualche sera fa quando è stata invocata l'assenza dall'Aula
dell'Assessore referente, noi tutto ciò non l'abbiamo fatto, perché
guardiamo ai siciliani, agli interessi dei siciliani e non
intendiamo assolutamente procedere facendo operazioni clientelari.
Cerchiamo sempre di normare tutto in maniera tale che tutti possano
avere il giusto, quello che a loro spetta, quello che attendevano
da anni e che negli anni precedenti questo Governo non era riuscito
ad assicurare loro.
Poco fa lo ricordava anche l'onorevole Lino Lenza - a cui
riconosco sempre di essere persona corretta - che il disegno di
legge che stiamo approvando è tutt'altra cosa di quello che il
Governo aveva portato in Aula.
Il Governo aveva portato in Aula, ed in Commissione in modo
particolare, un provvedimento tagliola, in cui non si sapeva quale
sarebbe stata la fine dei precari, dove i precari storici sarebbero
stati costretti a concorrere insieme a gente che possibilmente
veniva da altre province, da altre realtà.
La prima cosa che abbiamo voluto garantire è la certezza del
diritto, la certezza che tutti coloro i quali in questi anni,
ovunque avessero lavorato alle dipendenze della Regione, potessero,
a pieno titolo, concorrere ad avere una sistemazione dignitosa, che
si erano meritati con il loro lavoro.
Signor Presidente, noi non siamo abituati a fare imboscate, né
siamo disponibili a cedere a pressioni o minacce più o meno velate,
noi siamo forti delle nostre convinzioni, delle nostre idee.
Sapevamo che vi era una fascia importante e significativa di
lavoratori che aspettavano da anni una sistemazione; la stiamo
assicurando, prima dal punto di vista legislativo - avendo
predisposto atti parlamentari per favorire l'approvazione della
legge - e poi l'abbiamo favorita in Commissione, in tutte le tre
commissioni, dove si è discusso.
Il Comitato per la qualità della legislazione, che nessuno ha
citato, ha anche svolto un ruolo importante e significativo nello
scrivere questo disegno di legge.
Lo stiamo assicurando oggi, accettando di affrontare, discutere,
votare e approvare una legge senza la presenza dell'assessore
competente. Lo abbiamo fatto in I Commissione, dove l'ultima
approvazione è avvenuta senza la presenza del Governo.
Ciò, a voler testimoniare l'interesse che questo Governo ha nei
confronti di questi lavoratori. Nessun interesse si è presentato
nemmeno nella scrittura finale, che si è tenuta in Commissione
Affari Istituzionali. Tranne in Commissione Bilancio, dove c'è
stata la presenza dell'ottimo e buono assessore Armao, poi, per il
resto, il Governo è stato completamente assente.
Un problema che non riguardava questa maggioranza
Del resto, anche oggi, se solo per un istante, assessore Armao,
chiedessimo il numero legale, se solo per un istante, come ieri
sera, votassimo nel segreto dell'urna coperta dall'infamia, non so
se questa legge sarebbe mai passata.
A questi metodi, noi non ricorriamo. Siamo qui per dire che, pur
non condividendo alcuni passi di questa legge, la approviamo,
manteniamo la presenza in Aula, manteniamo il numero legale, perché
questa legge, prima di essere la legge di questo Governo, è la
legge del Gruppo del Popolo della Libertà che, qui sta tenendo il
numero.
PRESIDENTE. Chiedo agli Uffici di prendere nota che l'onorevole
Apprendi intende firmare l'emendamento A.10, che sarà trattato
nell'esercizio provvisorio.
LEANZA Nicola. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA Nicola. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
annunciare il voto favorevole del Gruppo Movimento per
l'autonomia' e dare atto al Governo di aver pensato, in maniera
assolutamente precisa e puntuale, al precariato, che da 15-20 anni
opera all'interno della Regione siciliana, dandogli una grande
opportunità, da un lato le proroghe e dall'altro lato la
stabilizzazione.
Questo Governo si è assunto un grande impegno, cioè di non creare
nuovo precariato, ma anche di cercare di stabilizzare tutti coloro
che operavano nella pubblica amministrazione da tanti anni.
Quello che stiamo facendo oggi è un atto di giustizia nei
confronti di categorie che hanno contribuito moltissimo alla
crescita della nostra terra e che, comunque, sono persone
assolutamente utili nell'assolvere il loro compito alle dipendenze
della Regione.
Diamo certezza, diamo sicurezza in un momento di crisi profonda.
E' un grande merito da parte del Governo ed anche il lavoro svolto
in Commissione e certamente dall'Assemblea.
Un grazie particolare va anche agli Uffici che hanno svolto un
grande lavoro di ricerca.
Devo dare atto che questo disegno di legge mi sembra fatto bene e
comprende e garantisce un po' tutte le categorie interessate.
RINALDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dichiarare il voto favorevole del Partito Democratico.
Quando poi si arriva alla fine, il disegno di legge diventa il
disegno di legge di tutti i partiti.
Credo che stasera sia prevalso il buon senso, la ragione della
politica sulla diversità della dialettica che ha contraddistinto,
prima in Commissione e poi in Aula, il percorso per l'approvazione
di questo disegno di legge.
Questo disegno di legge è il frutto di un lavoro certosino che
questo Governo ha fatto nel tempo, ed è un percorso che prevede,
intanto, la proroga di una serie di precari decennali di questa
Regione siciliana, ma ha l'obiettivo finale della stabilizzazione
di tutti i precari. E' un impegno che abbiamo preso con il
Presidente Lombardo, è un impegno che abbiamo preso con questo
Governo e che vogliamo mantenere prima della fine di questa
legislatura. E' un disegno di legge che salvaguardia centinaia di
ragazzi che lavorano presso le Amministrazioni regionali o gli Enti
sottoposti alla vigilanza della Regione siciliana e che svolgono il
loro ruolo, il loro lavoro con tanta dedizione, con passione, in
tanti anni, anche percependo una retribuzione minore rispetto ai
colleghi di scrivania.
E' un dovere di questa Assemblea, è un dovere della politica
siciliana dare finalmente una risposta concreta, ed è quello che
questo Governo vuole fare nei confronti dei precari decennali,
direi anche ventennali della nostra Regione siciliana.
Per questo, voglio ringraziare tutti i colleghi che questa sera
hanno avuto il buon senso, la capacità di mettere da parte anche
alcune reazioni che potevano starci rispetto all'andamento
dell'Aula di oggi ed anche di ieri e che hanno, invece, preferito
guardare gli interessi della collettività generale, dando un voto
favorevole all'unanimità a questo disegno di legge.
LENTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, ho chiesto di parlare solo per dire
che l'UDC vota favorevolmente questo disegno di legge. Ringrazio
tutti i deputati che ad oggi hanno finalmente stabilizzato il
personale precario, dopo tutti questi anni. Ma voglio ricordare ai
tanti amici, ai tanti colleghi che sono intervenuti, che oggi non
dobbiamo dire grazie a nessuno, nessuno ci deve ringraziare, i
precari dopo vent'anni si aspettavano questa legge che doveva
arrivare e finalmente è una legge bipartisan e questo sicuramente
ci fa veramente grande piacere.
CAPPADONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPADONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, intendo
dichiarare il voto favorevole del gruppo di Alleati per la Sicilia
e per ringraziare tutti quelli che oggi hanno lavorato ed hanno
voluto con forza questo disegno di legge, che dà continuità e
stabilità, perché non potevamo far passare le feste senza dare
serenità e senza dare alle famiglie che aspettavano con forza la
stabilizzazione una risposta e dobbiamo continuare su questa
strada.
Un grazie va dato anche alla minoranza che ha voluto insieme a noi
l'approvazione di questo disegno di legge.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo innanzitutto
ringraziare la I Commissione, i componenti della Commissione che ho
l'onore di presiedere per il lavoro che è stato svolto e
ringraziare gli uffici che hanno collaborato la I Commissione, che
è sicuramente un lavoro abbastanza impegnativo, ma i risultati si
sono visti poi con un disegno di legge trasmesso dalla Commissione
all'Aula e che viene approvato senza nessun ritocco, quindi,
sicuramente, il lavoro fatto da parte degli uffici e dei componenti
della Commissione ha dato poi questo risultato, un disegno di legge
importante, che sicuramente oltre alla proroga c'è la
stabilizzazione, ci sono anche tante persone, precari, che da anni
si aspettavano che ci fosse un provvedimento di legge così
importante, che sicuramente possa essere definitivo per quanto
riguarda il loro futuro.
Questo credo che è un fatto importante, non solo per i lavoratori
della Protezione civile, non solo per i catalogatori, ma anche per
chi aveva fatto concorsi e che, comunque, non era ancora di ruolo.
Per questo ringrazio gli uffici e ringrazio il Governo che ha avuto
questa sensibilità per un disegno di legge di una grande importanza
e rilevanza.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
deputati, solo per un ringraziamento alle forze politiche che hanno
manifestato convergenza su questa iniziativa legislativa,
apportando tutte un contributo proficuo e di innovazione.
Un ringraziamento alle Commissioni parlamentari I, alla
Commissione Bilancio e ai rispettivi Presidenti; un ringraziamento
ai dipartimenti che hanno dato un contributo importante alla
redazione di questo testo.
Si risponde alle attese di tante persone che hanno per anni
lavorato per la pubblica amministrazione attendendo la stabilità
del loro lavoro ma credo, sia importante sottolineare che si
risponde alle attese di tanti giovani che potranno partecipare ai
concorsi che finalmente la Regione potrà attivare.
Abbiamo bisogno di rinnovare la nostra amministrazione con nuove
leve, i giovani siciliani non dovranno per forza guardare i
giornali e i bandi di altre parti di Italia ma potranno consultare
la Gazzetta Ufficiale e trovare opportunità di lavoro nella nostra
Sicilia. Ai tanti laureati, ai tanti diplomati si può dare una
speranza, un futuro.
Grazie veramente a tutte le forze parlamentari per il lavoro e il
contributo che hanno offerto.
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
- n. 616 , dell'onorevole Caputo;
- n. 617 Provvedimenti urgenti per la stabilizzazione di 91
dipendenti ex Spo , degli onorevoli Caputo, Pogliese, Buzzanca,
Falcone e Vinciullo;
- n. 621, dell'onorevole Apprendi.
Agli ordini del giorno nn. 616 e 617 appongono la firma tutti i
deputati del Gruppo parlamentare Grande Sud'.
PRESIDENTE. Assessore Armao, credo che l'ordine del giorno n. 616:
Impegna il Governo della Regione a emanare entro novanta giorni un
disegno di legge che preveda il passaggio del personale della Fiera
del Mediterraneo presso la Resais o altro ente individuato dal
Governo .
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'ordine del giorno n. 617 è accettato dal Governo come
raccomandazione.
Si passa all'ordine del giorno n. 621, a firma dell'onorevole
Apprendi. E' una interlocuzione con il Governo nazionale per fare
sì che un sito di neo nazisti possa essere soppresso. Credo che sia
condivisibile.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore regionale per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
RINALDI. Chiedo di apporre la mia firma sull'ordine del giorno n.
621.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ribadisco che gli emendamenti
aggiuntivi che erano stati presentati a questo disegno di legge
sono trasferiti tutti al disegno di legge «Autorizzazione per
l'esercizio provvisorio per l'anno 2012 e disposizioni contabili».
Ovviamente, saranno poi esaminati dalla Presidenza
sull'ammissibilità e messi in discussione alla prossima seduta
d'Aula.
Comunico all'Aula che per eventuali altri emendamenti che i
deputati volessero presentare il termine di scadenza per la
presentazione degli stessi è fissato a domani, 23 dicembre 2011,
alle ore 12.00. Così rimane stabilito.
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno «Misure in
materia di personale della Regione siciliana e di contenimento
della spesa» ( 828-563-824/A)
PRESIDENTE. Indìco la votazione per scrutinio nominale del disegno
nn. 828-563-824/A Misure in materia di personale della Regione
siciliana e di contenimento della spesa ,
Chiarisco il significato del voto: Chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 58
Votanti .57
Maggioranza 29
Favorevoli . 57
(L'Assemblea approva)
L'onorevole Maira, l'onorevole Cimino e l'onorevole Bufardeci
comunicano di avere votato favorevolmente.
Onorevoli colleghi, nell'augurarvi buon Natale, vi comunico che la
seduta è rinviata a mercoledì, 28 dicembre 2011, alle ore 11.00 con
il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
- Autorizzazione per l'esercizio provvisorio per l'anno 2012 e
disposizioni contabili . (829/A)
Relatore on. Savona
La seduta è tolta alle ore 20.09
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
alle ore 22.15
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
Seduta n. 309
Giovedì 22 dicembre 2011
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 828-563-824/A MISURE IN MATERIA DI PERSONALE
DELLA REGIONE SICILIANA E DI CONTENIMENTO DELLA SPESA
All'articolo 10
Emendamento 10.1
Il comma 1 dell'articolo 10 è così sostituito:
La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso
della sua pubblicazione.