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Resoconto d'Aula della Seduta n. 310 di mercoledì 28 dicembre 2011
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura dei processi verbali  delle
  sedute  numeri  308  e  309  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lentini, Forzese,  Scoma  e
  Bosco sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Norme  in  materia  di difesa del suolo e  di  prevenzione  del
  rischio idrogeologico. (n. 832)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Beninati il
  27 dicembre 2011

   -  Proroga  dei termini di cui al comma 2 dell'articolo  60  della
  legge  regionale 26 marzo 2002, n. 2, già modificati  dal  comma  1
  dell'articolo 32 della legge regionale 8 gennaio 2007,  n.  2.  (n.
  833)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli  Pogliese,
  Buzzanca, Caputo, Falcone e Vinciullo il 27 dicembre 2011.

   Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato

   PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
  siciliana,  con  ricorso  notificato  il  27  dicembre   2011,   ha
  impugnato i sotto elencati articoli della deliberazione legislativa
  recante   Misure in materia di personale della Regione siciliana  e
  di  contenimento della spesa.  (ddl. nn. 828-563-824/A),  approvata
  dall'Assemblea il 22 dicembre 2011:

   -  1, commi 1, 2 e 9 per violazione degli articoli 81, comma  4  e
  117, comma 2, lettera l)  della Costituzione;
   -  2, 3, 4, 5 e 7, comma 2 per violazione dell'articolo 81, quarto
  comma della Costituzione;
   - 8 per violazione degli articoli , 51 e 97  della Costituzione.

   Onorevoli colleghi, alla luce della recente impugnativa, da  parte
  del  Commissario dello Stato, di una buona parte delle norme  sulla
  proroga dei precari e la stabilizzazione di alcuni dipendenti della
  Regione, il Governo è impegnato con la Commissione Bilancio  e  con
  gli  uffici  a  riscrivere una norma da approvare come  emendamento
  alla  legge  numero 829/A, quanto meno per la proroga dei  precari;
  probabilmente  l'ipotesi  più plausibile, in questo momento,  è  la
  proroga di un paio di mesi  legata all'esercizio provvisorio.
   Pertanto,  è  in via di formulazione il testo al netto dell'ordine
  del  giorno di cui dovremmo discutere con il Governo per pubblicare
  le norme non impugnate dal Commissario dello Stato.
   Alla luce di queste considerazioni ed anche in virtù del fatto che
  la  Presidenza  sta guardando tutti gli emendamenti al  disegno  di
  legge  dell'esercizio provvisorio, anche a seguito dell'impugnativa
  del  Commissario  dello  Stato  e considerato  che  molti  di  essi
  riguardano materia di personale, e quindi si andrebbe ad aggiungere
  materia  a  materia già trattata da altro organo,  la  seduta  sarà
  sospesa e riprenderà oggi pomeriggio, alle ore 15.00.
   Questo  è  l'orientamento della Presidenza per andare  avanti  con
  l'esame  del disegno di legge sull'esercizio provvisorio e  con  le
  norme  che,  nel  frattempo,  verranno scritte  dagli  uffici,  dal
  Governo e dalla Commissione Bilancio.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, concordo con la sua decisione perché
  la  richiesta che volevo fare a lei e all'Assemblea era di ancorare
  l'approvazione di un provvedimento legislativo a favore dei precari
  - è chiaro che i precari non possono rimanere a casa dal prossimo 1
  gennaio - all'approvazione dell'esercizio provvisorio. Vedo che lei
  lo ha già fatto, la ringrazio per questo.

   CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero con  il  mio
  intervento  di attivare le condizioni per avviare un percorso  vero
  ed  istituzionale  con  alcuni organi dello  Stato  presenti  nella
  nostra  Regione,  poiché  questo testo  sulla  stabilizzazione  del
  precariato  nella  nostra  Regione è  sicuramente  un  testo  molto
  delicato e molto sentito che, negli anni, è stato discusso.
   Diversi   parlamentari  regionali,  sia  in  Commissione    Affari
  istituzionali'  sia in Commissione  Bilancio'  ma  anche  in  Aula,
  hanno creato le condizioni per non presentare ulteriori emendamenti
  nella  convinzione che diversi interlocutori hanno posto  sempre  a
  giustificazione  di  alcuni trattamenti di  disparità  rispetto  ad
  alcuni  lavoratori precari, di avere concordato, di avere  parlato,
  di avere attenzionato alcune problematiche già al Commissario dello
  Stato.
   Oggi,  questa legge - guarda caso - viene impugnata in buona parte
  delle  sue  norme, viene impugnata nel cuore stesso della  legge  e
  ritengo che su alcuni passaggi, su alcune interlocuzioni - per  non
  millantare  e  non far credere che vi siano dei falsi  rapporti  di
  concordia  e di condivisione su alcune azioni - è bene  che  ci  si
  muova per vie istituzionali e, probabilmente, anche per iscritto.
   Già da tempo il Governo poteva attivare la proroga, come sempre  è
  stato  fatto negli anni, perché sappiamo che la proroga si può  ben
  collegare  nell'ambito dell'esercizio provvisorio, e i soggetti  da
  prorogare sono i precari storici.
   Una legge così importante va condivisa e apprezzata, tenendo conto
  che  il  mondo  del precariato siciliano è un mondo  vasto  che  va
  conosciuto  e  difeso. Come i precari della SORIS ad  esempio,  che
  oggi non sono più inseriti nella legge, ma che sono quei lavoratori
  che hanno sostenuto e che sostengono alcune situazioni di emergenza
  che  vive  il nostro Paese; altri precari di altri enti  regionali,
  come  quelli  dell'Ente  di sviluppo agricolo,  i  quali  hanno  la
  necessità di un confronto sereno con la Commissione e, soprattutto,
  con  quei  parlamentari che hanno esperienza e che  non  millantano
  rapporti col Commissario dello Stato che, guarda caso, poi  impugna
  le nostre leggi.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.25, è ripresa alle ore 15.40)

   La seduta è ripresa.

   provvisorio

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  del  disegno  di legge n.  829/A  «Autorizzazione  per
  l'esercizio provvisorio per l'anno 2012 e disposizioni contabili».
   Invito  i  componenti la Commissione  Bilancio' a  prendere  posto
  nell'apposito banco.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Savona  per  svolgere   la
  relazione.

   SAVONA,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Onorevoli
  colleghi,  la  manovra  finanziaria che  il  Governo  nazionale  si
  appresta  ad approvare prevede ulteriori contributi a carico  delle
  Regioni  a statuto speciale, ed in particolare per la Sicilia,  che
  dovrà contribuire in misura pari alle sue dimensioni finanziarie.
   In  merito  la  normativa nazionale non prevede  alcuna  specifica
  quantificazione degli oneri posti a carico delle regioni a  statuto
  speciale, ma rinvia alle procedure previste dall'articolo 27  della
  legge  5 maggio 2009, n. 42, la puntuale determinazione finanziaria
  di tale impatto.
   Ciò impone, per i certi anche se non immediatamente quantificabili
  riflessi finanziari a carico del bilancio della Regione, una decisa
  revisione   dei   conti  pubblici  e  quindi  dell'intera   manovra
  finanziaria già depositata in Assemblea regionale con il disegno di
  legge  n.  800  Bilancio di previsione della Regione siciliana  per
  l'anno finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-
  2014' e con il disegno di legge n. 80l  Disposizioni programmatiche
  e correttive per l'anno 2012. Legge di stabilità regionale'.
   In  tale contesto, la predisposizione dell'unito disegno di  legge
  di  autorizzazione per l'esercizio provvisorio appare, pertanto, un
  provvedimento necessario ed un atto di responsabilità da parte  del
  Governo  regionale  al  fine  di evitare  il  blocco  dell'attività
  amministrativa     considerato     l'approssimarsi      dell'inizio
  dell'esercizio finanziario 2012.
   Entrando  nel  dettaglio,  la proposta  normativa  presentata  dal
  Governo  della  Regione  che  si  sottopone  all'approvazione   del
  Parlamento regionale prevede di autorizzare la gestione provvisoria
  del  bilancio  della Regione sino al 29 febbraio 2012 (articolo  1,
  comma  1, Capo I del disegno di legge) prevedendo al comma 2 alcune
  deroghe  alle limitazioni all'assunzione di impegni, imposte  dalla
  vigente normativa contabile. Infatti, si dispone che la limitazione
  per  dodicesimi  nell'assunzione degli impegni e nell'effettuazione
  dei  pagamenti  non si applichi, oltre che alle spese espressamente
  previste  dal  comma  3, dell'articolo 6 della legge  regionale  n.
  47/1977,  anche  alle  spese  concernenti  la  realizzazione  degli
  interventi   comunitari,  previsti  sia  nei   P.POO.   dei   fondi
  strutturali  per la Sicilia 2007-2013 che nel PAR-FAS 20072013,  al
  fine  di  consentirne la piena utilizzazione. Le ulteriori deroghe,
  consentite  dal disegno di legge in questione riguardano  le  spese
  per  la prevenzione e gli interventi per il controllo degli incendi
  boschivi, per gli interventi di tipo conservativo nel settore della
  forestazione e per quelli di protezione civile.
   L'articolo  2 del Capo I contiene una articolata disposizione  che
  consente    alla    Regione   di   avviare    la    sperimentazione
  sull'armonizzazione   dei   bilanci,   disciplinata   dal   decreto
  legislativo 118 del 2011. Infatti, la Regione siciliana  è  tra  le
  cinque   regioni   che   sono  state  individuate   dal   Ministero
  dell'economia  per avviare un nuovo processo di armonizzazione  dei
  sistemi  di  bilancio diretto ad uniformare i bilanci e  le  regole
  contabili adottate da tutti gli enti pubblici.
   La  Regione  è  stata,  infatti, una delle  primissime  Regioni  a
  candidarsi   per  la  sperimentazione  riconoscendo,  nelle   nuove
  metodologie di rappresentazione dei fatti gestionali del  bilancio,
  un  indispensabile strumento che oltre a razionalizzare  l'utilizzo
  delle proprie risorse, consentirà un miglior confronto con le altre
  realtà  regionali,  al  fine di individuare  eventuali  margini  di
  miglioramento  nell'utilizzo  delle proprie  risorse.  Si  tiene  a
  sottolineare come la candidatura proposta dalla nostra Regione  sia
  stata  apprezzata  positivamente dalla  Ragioneria  generale  dello
  Stato poiché la stessa riconosce al sistema contabile della Regione
  maggiore  rilievo  rispetto a quello delle altre autonomie  locali,
  attribuendole  il  merito di adottare norme di contabilità  già  in
  linea con la normativa nazionale.
   Alla sperimentazione parteciperanno oltre alla Regione alcuni suoi
  enti  e  organismi strumentali che saranno individuati con  decreto
  dell'Assessore  regionale  per l'economia  nonché  almeno  un  ente
  appartenente al Servizio sanitario nazionale.
   La  partecipazione alla sperimentazione comporta per la Regione un
  notevole  impatto  organizzativo in  termini  di  maggiore  impegno
  lavorativo  dovuto,  da  un  lato,  alla  necessità  di   elaborare
  contemporaneamente, oltre al bilancio annuale  secondo  le  vigenti
  norme contabili regionali, la riclassificazione dello stesso  e  di
  quelli   degli  enti  strumentali  interessati  secondo  i  criteri
  nazionali  e,  dall'altro, dall'esigenza di coordinare  i  relativi
  lavori  in stretto e continuo raccordo con i citati enti  i  e  gli
  uffici della Ragioneria generale dello Stato.
   Le  principali  innovazioni contemplate dalla normativa  nazionale
  riguardano:
   a) princìpi contabili che tendono alla redazione di un bilancio di
  cassa  con  il graduale superamento del principio della  competenza
  pura', con conseguente introduzione del principio della  competenza
  finanziaria';
   b)  la  redazione  di  un  bilancio classificato  per  missioni  e
  programmi;
   c)  la  predisposizione di un bilancio consolidato che rappresenti
  in un unico documento il bilancio della Regione e di tutti gli enti
  regionali;
   d) l'affiancamento alla contabilità finanziaria, che rimane quelle
  principale, la contabilità economica.
   Si  tiene ad evidenziare che nel processo di attuazione in materia
  di sperimentazione dell'armonizzazione dei bilanci partecipa con il
  proprio parere la Commissione Bilancio.
   Con  l'articolo  3   Disposizioni relative al patto  di  stabilità
  regionale' si pongono le basi per la cosiddetta  regionalizzazione'
  del patto di stabilità. In particolare, fermo restando il principio
  di invarianza dei saldi pubblici di finanza, la Regione intende, di
  concerto con gli enti locali, programmare la gestione dei saldi  di
  finanza  per indirizzare gli stessi verso azioni virtuose. Infatti,
  al  fine  di  garantire, contestualmente, il pieno  utilizzo  della
  capacità  finanziaria degli enti locali ed il rispetto dei  vincoli
  di  finanza  pubblica, la Regione, in applicazione del  comma  141,
  articolo  l, legge 13 dicembre 2010, n. 220 e successive  modifiche
  ed   integrazioni,  può  modificare  gli  obiettivi  del  Patto  di
  stabilità interno dei singoli enti locali, in senso peggiorativo  o
  in senso migliorativo, nel rispetto dell'obiettivo complessivamente
  determinato  in  applicazione dei commi da 87 a  124,  articolo  l,
  legge   13  dicembre  2010,  n.  220  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni  e  in  relazione  alla  diversità  delle   situazioni
  finanziarie  esistenti, ferme restando le disposizioni  statali  in
  materia di monitoraggio e di sanzioni. Le disposizioni in argomento
  sono  attuate  sulla  base dei criteri stabiliti  con  decreto  del
  Ministero dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza
  unificata.
   Il  Capo  II   Abrogazioni e modifiche di norme' con l'articolo  4
  intende, nell'ottica del contenimento della spesa pubblica, gettare
  le  basi  per addivenire ad un'urgente uniformità, con la  modifica
  della  disposizione  contenuta al comma l  dell'articolo  39  della
  legge  regionale  n. 10/2000, della materia del  pensionamento  dei
  dipendenti  regionali  a  quella prevista per  i  dipendenti  dello
  Stato.
   Si  ritiene  inoltre di evidenziare all'interno del medesimo  capo
  alcune disposizioni approvate in seno al dibattito sviluppatosi  in
  Commissione Bilancio.
   In  particolare  l'articolo 7 che consente la  certificazione  dei
  crediti vantati nei confronti della Regione e degli enti locali  al
  fine  di  favorire la accelerazione dei pagamenti  da  parte  delle
  pubbliche amministrazioni.
   Con  l'articolo 8, al fine di assicurare nuove risorse  in  favore
  del  tessuto produttivo regionale, viene autorizzato l'utilizzo  di
  ulteriori 70 milioni di euro da destinare al credito d'imposta  per
  la crescita dimensionale delle imprese.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, intervengo nella discussione  generale
  soltanto  per  dire  che  il  testo  giunto  in  Aula  è  un  testo
  improvvisato  e,  ritengo,  anche notevolmente  provvisorio  perché
  nell'ambito  delle proroghe manca, guarda caso, la  proroga  per  i
  lavoratori della SORIS.

   CRACOLICI. No, si trovano alla lettera a).

   CIMINO. Va bene, controllo se sono stati inseriti.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Marinese è  in  congedo  per
  oggi per motivi di salute.

   L'Assemblea ne prende atto.

   provvisorio

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


         Riprende la discussione del disegno di legge n. 829/A

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, non si tratta di iniziare  da  dove
  abbiamo  concluso, si tratta di stabilire il percorso che  dobbiamo
  tenere  in  maniera tale che, una volta che stabiliamo il  percorso
  che   dobbiamo   tutti  insieme  tenere,  possiamo  tranquillamente
  giungere alla fine, possibilmente senza imboscate finali. Le  avevo
  chiesto, e mi pare di ricordare che lei era d'accordo con me,  come
  prima  cosa  da  affrontare il problema  legato  alla  proroga  del
  contratto per i lavoratori precari.
   La inviterei a fare distribuire, se c'è, questo emendamento, anche
  perché  non  tutti  i deputati lo hanno avuto, e  avremmo  pure  la
  necessità  di  una  sospensione di almeno cinque minuti  per  poter
  leggere ed esaminare questo emendamento con la dovuta attenzione.
   Parliamo  del  futuro lavorativo di centinaia di  lavoratori,  non
  possiamo  assolutamente sbagliare né dare a qualcuno la  sensazione
  che stiamo sbagliando perché corriamo.
   Su  questa vicenda non possiamo più correre. E' necessario che  il
  Governo, nella speranza che ritorni in Aula, ci spieghi esattamente
  come  stanno le cose, anche con la presenza dell'assessore al ramo,
  in  maniera tale da avere la certezza che nessuna categoria rimanga
  fuori  e così evitiamo i dubbi che poco fa l'onorevole Cimino aveva
  espresso  circa  il  rischio che qualcuno venga escluso  da  questa
  proroga.
   E'  un  rischio  che non possiamo permetterci,  che  non  vogliamo
  permetterci  e, nello stesso istante, però, dobbiamo  cominciare  a
  riflettere su cosa è avvenuto.
   Siamo  tutti  rispettosi  delle  decisioni  e  della  volontà  del
  Commissario   dello  Stato,  però  dobbiamo  anche  attrezzarci   a
  replicare  con  la  dovuta  certezza  che  deve  contraddistinguere
  quest'Aula.
   Non è possibile che venga fatto un rilievo del genere da parte del
  Commissario dello Stato, il quale, comunque, riconosce la bontà  di
  tutta l'azione di questo Parlamento, e oggi ancora l'assessore  per
  l'economia  non  è  intervenuto per dirci se la  mancata  copertura
  lamentata  dal  Commissario è vera, così come  ci  è  stato  detto.
  Infatti  non bisogna dimenticare che noi deputati abbiamo votato  a
  seguito  dell'assicurazione  certa,  matematica,  che  vi  era   la
  copertura  e,  quindi, pensavamo di avere approvato una  legge  che
  poneva  fine,  per  sempre, al precariato  di  certe  categorie  di
  lavoratori.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  io
  credo  che sarebbe opportuno un attimo di riflessione e che  l Aula
  si  fermi  in  quanto, dalla relazione testé letta  dal  presidente
  Savona, ci siamo resi conto che é diversa rispetto agli emendamenti
  affluiti   stasera,  fino  a  qualche  attimo  fa,  in  quest'Aula.
  Emendamenti di vario genere anche, se vogliamo, in un testo in  cui
  magari  c'è  anche  qualche articolo su cui il Governo  pare  abbia
  fatto qualche passo indietro. Ad esempio, sul credito d'imposta,  i
  70  milioni  che  vengono tolti con un emendamento soppressivo  del
  Governo   e,  poi,  anche  i  rilievi  mossi  da  alcuni  colleghi,
  l'onorevole  Cimino  e  l'onorevole  Vinciullo,  circa  il  mancato
  inserimento di alcune categorie dei precari.
   Tutto  questo,  secondo me, sarebbe oggetto di  riflessione,  deve
  essere  oggetto di riflessione perché il rischio, stasera, è quello
  che  altrimenti l'Aula può impantanarsi, considerato  che  ci  sono
  numerosi  emendamenti aggiuntivi che poco hanno a  che  vedere  con
  l'esercizio provvisorio che stasera l'Aula dovrebbe varare al  fine
  di  evitare  un  blocco complessivo della macchina  burocratica  ed
  amministrativa   della  Regione  Sicilia.   Se   a   questo,   poi,
  aggiungiamo,  oltre  a quelle che ci sono già  state,  un'ulteriore
  battuta  d'arresto,  come quella sulla legge  per  la  proroga  dei
  contratti  e  per  le stabilizzazioni, impugnata proprio  ieri  dal
  Commissario  dello  Stato,  ci  rendiamo  conto  che  alcune  norme
  meriterebbero di essere valutate e vagliate adeguatamente.
     In tal senso chiedo che ci sia una sospensione dei lavori d'Aula
  di  almeno  mezz'ora  per  avere  contezza  di  alcuni  emendamenti
  aggiuntivi che sono pervenuti e che vorremmo leggere con attenzione
  -  come,  ad esempio, quello sui confidi, ed è presente l'assessore
  Venturi, e quello che riguarda le Camere di Commercio - proprio per
  evitare che ci sia una confusione generale e che si possa incappare
  in un errore, come quello che si è fatto, purtroppo, giovedì scorso
  quando,  volendo  a  tutti i costi approvare in maniera  veloce  la
  legge sui precari, alla fine siamo incorsi nella censura, legittima
  e oculata, del Commissario dello Stato.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Cimino, chiede di parlare nuovamente?

   CIMINO.  Signor  Presidente, non avendo avuto il  chiarimento  che
  speravo di avere chiedo nuovamente di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto al  testo
  del  disegno  di legge di autorizzazione dell'esercizio provvisorio
  deliberata  dalla  Commissione Bilancio, e  questa  copia  è  stata
  votata dai deputati che sostengono l'attuale maggioranza, il  testo
  arrivato  in  Aula  non  contiene alcune parti  che  ritengo  siano
  importanti e che sono state approvate in Commissione Bilancio.
   Poiché  il  tema in questione è alquanto delicato e  ho  contezza,
  verificate  le  carte  della Commissione e  confrontandole  con  la
  documentazione prodotta qui in Aula, che vi è qualche  discrepanza,
  ritengo che prima di passare alla trattazione dell'articolo  1  sia
  necessario rinviare di mezz'ora i lavori d'Aula per fare  il  punto
  della situazione su alcune proposte che, vedo, mancano.

   PRESIDENTE. Onorevole Cimino, ritengo tecnicamente impossibile che
  ciò sia accaduto.
   Ho  conferma  dagli  uffici  e  dal presidente  della  Commissione
  Bilancio  che è impossibile che una norma approvata in  commissione
  non  sia  stata  inserita nel testo esitato  per  l'Aula  né  posso
  fermare  i  lavori perché lei ha un dubbio. Se lei,  però,  ha  una
  richiesta specifica, ne parliamo con gli uffici; ma, di certo,  non
  posso fermare i lavori d'Aula.
     In ogni caso, la Presidenza intende procedere nel seguente modo:
  andiamo  avanti  con  il disegno di legge numero  829/A  a  partire
  dall'articolo  1,  con  gli emendamenti  già  presentati,  a  firma
  prevalentemente  del Governo, che ha presentato pure  l'emendamento
  di  proroga  dei  contratti  del  personale  precario.  Al  momento
  opportuno, poi, sospenderemo per verificare lo stato dei lavori.
   Intanto, si procede con l'articolato. Pertanto dichiaro chiusa  la
  discussione  generale e pongo in votazione il  passaggio  all'esame
  degli articoli.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                «CAPO I
         Autorizzazione per l'esercizio provvisorio per l'anno
                                2012 e
           disposizioni in materia di contabilità e patto di
                               stabilità

                              Articolo 1.
           Esercizio provvisorio del bilancio della Regione

   1. Il Governo della Regione è autorizzato, a norma dell'articolo 6
  della  legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive  modifiche
  ed  integrazioni, ad esercitare provvisoriamente, fino a quando non
  sarà  approvato  con legge regionale e comunque  non  oltre  il  29
  febbraio  2012,  il  bilancio della Regione per l'anno  finanziario
  2012, secondo gli stati di previsione dell'entrata e della spesa ed
  il   relativo  disegno  di  legge  nonché  le  note  di  variazioni
  presentate all'Assemblea regionale.

   2.  La limitazione per dodicesimi nell'assunzione degli impegni  e
  nell'effettuazione  dei pagamenti non si applica,  oltre  che  alle
  spese di cui all'ultimo comma dell'articolo 6 della legge regionale
  8  luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni,  alle
  spese   concernenti  la  realizzazione  di  interventi   comunitari
  previsti nel Programma operativo 2007-2013 e nei Programmi  PAR-FAS
  2007-2013,  alle spese per la prevenzione e gli interventi  per  il
  controllo   degli   incendi  boschivi,  per  interventi   di   tipo
  conservativo e, per interventi nel settore della forestazione e per
  gli interventi di protezione civile».

   Comunico   che  sono  stati  presentati  dal  Governo  i  seguenti
  emendamenti:

   - emendamento 1.1:
   «All'articolo 1, comma 1, le parole  29 febbraio  sono  sostituite
  con le parole  31 marzo »;

   - emendamento 1.2:
   «Al  comma 1 dell'articolo 1, dopo le parole  Assemblea regionale
  sono  inserite  le parole  e gli effetti derivanti  dalla  presente
  legge ».

   Si passa all'emendamento 1.1. Lo pongo in votazione.

   LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  intervengo
  adesso  per esprimere la posizione del Gruppo parlamentare PDL  sul
  disegno  di  legge.  Eviterò  di farlo articolo  per  articolo,  ma
  proprio   l'emendamento   del  Governo,   che   allunga   i   tempi
  dell'esercizio  provvisorio, mi induce  ad  intervenire  in  questo
  momento.
   Noi  siamo, ovviamente, contrari all'esercizio provvisorio e,  tra
  l'altro,   la  decisione  del  Governo  di  estendere   la   durata
  dell'esercizio provvisorio a marzo la riteniamo ancora più grave  e
  ancora  più  dannosa. L'esercizio provvisorio è  un  danno  per  la
  Sicilia,   per   le  attività  produttive,  per  gli  investimenti,
  impedisce  una  seria  programmazione  e  consente  al  Governo  di
  affrontare le questioni che riguardano i siciliani non dal punto di
  vista  dei  siciliani, ma dal punto di vista  degli  interessi  del
  Governo,  delle convenienze del Governo e, perché no,  anche  delle
  preoccupazioni    clientelari   del   Governo.    Siamo    contrari
  all'esercizio   provvisorio  e,  quindi,  votiamo   contro   questo
  articolo,  contro  tutti  gli articoli  e,  alla  fine,  faremo  la
  dichiarazione finale contro l'esercizio provvisorio.
   Riteniamo  che  sia un danno, è il quarto ricorso  consecutivo  in
  quattro anni.
   E'  chiaro  che questa fotografia dell'andamento dell'attività  di
  Governo  è  significativa del fallimento della sua attività  e  del
  fatto  che  non  si  riesca a programmare  una  seria  ed  efficace
  attività. Gli investimenti sono esclusi, peraltro si deve procedere
  a  tentoni,  stiamo arrivando col fiato sospeso e con l'acqua  alla
  gola  agli  ultimi  giorni dell'anno e siamo  costretti  persino  a
  riscontrare  la  volontà  del Governo di  togliere  dall'articolato
  alcuni  articoli importanti proprio perché, come diceva il  collega
  Cimino   poc'anzi,  il  carattere  assolutamente   estemporaneo   e
  raffazzonato degli interventi e dei provvedimenti ci induce a delle
  modifiche dell'ultima ora che non hanno né criterio né bussola.
   Per  tali  motivi  siamo  contrari  all'esercizio  provvisorio   e
  voteremo contro questo articolo 1.

   ADAMO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, noi siamo
  da sempre contrari all'esercizio provvisorio, lo siamo stati l'anno
  scorso  con  molta  forza e decisione e lo siamo ancora  oggi.  Per
  senso  di  responsabilità siamo disponibili  a  votare  l'esercizio
  provvisorio,  ma  certamente non per tre mesi.  Noi  proponiamo  un
  mese,  possiamo  anche  stabilire due  mesi,  ma  certamente  siamo
  assolutamente contrari a portarlo a tre mesi. Quindi, per senso  di
  responsabilità  siamo  disposti a votarlo, ma  siamo  assolutamente
  contrari a portare l'esercizio provvisorio a tre mesi.
   Riteniamo  che  ci  siano  i  tempi  e  tutta  la  possibilità  di
  presentare alla Sicilia un progetto di sviluppo economico entro  un
  paio di mesi.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che votare
  l'esercizio provvisorio non sia mai quello si  desidera  quando  si
  viene  eletti in un Parlamento come atto fondamentale della propria
  attività parlamentare. Però voglio anche dire con grande onestà che
  dobbiamo  dirci  le  cose come stanno, altrimenti  non  si  capisce
  perché  siamo  a  questo  esercizio  provvisorio  e  perché   siamo
  costretti, onorevole Adamo, a proporlo in tre mesi.
   Lo  dico  perché anch'io, che ho valutato necessario un  esercizio
  provvisorio  breve, ritengo che in questo caso siamo  assolutamente
  costretti e  provo a spiegarne i motivi.
   Primo,  lo  dico  all'onorevole Leontini: noi abbiamo  subìto  nel
  corso  del  2011 una serie di manovre nazionali, compresa  l'ultima
  varata,  credo,  la  vigilia  di Natale  da  parte  del  Parlamento
  nazionale,  il  decreto legge numero 201  Salva  Italia ,  e  prima
  ancora  quella di agosto, da parte dei governi nazionali,  compreso
  quello che si appresterà a difendere tra qualche minuto l'onorevole
  Formica  - il quale è ormai come quei giapponesi che combattono  la
  guerra  anche  quando  la  guerra è finita  -  e  al  quale  vorrei
  ricordare  che Berlusconi non c'è più ed è inutile che  continui  a
  difenderlo.
   Ci  apprestiamo  a fare una manovra finanziaria  in  cui  dovremmo
  tagliare,  dalle  spese  della Regione  siciliana,  un  miliardo  e
  trecento  milioni  di  euro - e questo  fino  a  venerdì  scorso  -
  quindi,   pensare di essere in grado di approvare  nei  termini  il
  bilancio della Regione come se nulla fosse, di chiudere il bilancio
  2012  come se nulla fosse, di fronte ad un taglio di un miliardo  e
  trecento  milioni di euro, lo ritengo obiettivamente  un'operazione
  quasi   impossibile.  Quindi,  non  c'è  dubbio   che   l'esercizio
  provvisorio  diventa  una dolorosa necessità, e  aggiungo  un'altra
  dolorosa necessità.
   Come  l'onorevole Adamo saprà e ricorderà, noi avevamo varato  una
  norma,   e   siamo   costretti  ad  intervenire   con   l'esercizio
  provvisorio, per quanto attiene le proroghe del personale precario,
  dando una diversa copertura rispetto a quella che è stata impugnata
  dal  Commissario  dello Stato - anche qui voglio  dire  una  verità
  perché,  altrimenti,  sembra che qui vi  siano  90  sciagurati  che
  approvano   le leggi senza dare la necessaria copertura finanziaria
  -,  e il Commissario dello Stato ha proposto l'impugnativa per  una
  interpretazione che dà sulle modalità di copertura della legge.
   E'  un'opinione, quella del Commissario dello Stato, rispettabile,
  il Parlamento ne aveva un'altra.
   Credo  che  sia giusto trovare un equilibrio, una sintesi  tra  le
  opinioni in campo.
   Vedremo  nelle prossime ore, nei prossimi giorni, come  rifare  la
  norma  sulle  stabilizzazioni dando in qualche modo coerenza  anche
  alle richieste sulla copertura finanziaria.
   Ma  oggi  siamo  chiamati  a dare le proroghe  a  lavoratori  che,
  altrimenti, dall'1 gennaio 2012  saranno in mezzo alla strada.  Noi
  possiamo  fare  tutto, ma in una regione dove  la  Fiat  ha  chiuso
  qualche  giorno  fa mandando a casa 1600 persone, oltre  l'indotto,
  pensare che la Regione possa mandare a casa 800 persone senza colpo
  ferire  è  una  mera illusione o chi lo pensa é  da  ricoverare  al
  manicomio.   Mi   riferisco  in  questo  caso   non   ai   colleghi
  parlamentari,  ma  anche  ad una certa stampa  che  rappresenta  la
  vicenda dei precari siciliani come il simbolo della clientela e del
  misfatto.
   Si  tratta  di  gente che, nel bene o nel male,  ha  superato  una
  selezione pubblica, si tratta di laureati che da oltre dieci anni -
  se  non  di  più, alcuni di questi da molti anni di più -  svolgono
  attività  per l'amministrazione regionale. Ecco, perché,  onorevole
  Adamo,  si parla di tre mesi e non due, poiché la proroga  non  può
  che  darsi  soltanto  per  il  periodo  dell'esercizio  provvisorio
  vigente,  si allunga il periodo in quanto, qualora a fine  febbraio
  non   riuscissimo  a  chiudere  il  bilancio,  non  potremmo   fare
  un'ennesima proroga per i precari perchè dovremmo rifare nuovamente
  i  contratti  a 800 persone, imbarbarendo anche l'operazione  delle
  proroghe.
   Ecco  perché il buon senso ci porta a ritenere corretta, di fronte
  al  fatto di fare l'esercizio provvisorio, la scelta della via  dei
  tre  mesi  piuttosto  che  quella dei due mesi,  per  una  maggiore
  garanzia di avere il tempo necessario a rimettere in equilibrio  il
  bilancio regionale senza danneggiare le persone per le quali stiamo
  proponendo una proroga.
   Per  tali  motivi io chiedo ai colleghi dell'UDC  di  valutare  la
  possibilità di votare l'esercizio provvisorio per tre mesi,  e  non
  per  due,  proprio  in  ragione di questa necessità  connessa  alle
  proroghe per i precari.
   Io voterò favorevolmente la proposta del Governo, di portare a tre
  mesi  la  durata  di  esercizio provvisorio, perché  connessa  alle
  proroghe per i precari che, al tempo stesso, dovremo fare in questa
  manovra.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   BUZZANCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'intervento
  dell'onorevole   Cracolici  é  l'esempio   di   come   sia   facile
  arrampicarsi  sugli  specchi, perché lui ci fa  sapere  che  questa
  manovra,  questo  assestamento  di bilancio,  si  rende  necessaria
  perché il Governo centrale, solo qualche settimana addietro, ci  ha
  notificato l'esito della propria manovra.
   Facendo  questo  ragionamento dobbiamo pensare che sono  necessari
  20,  30,  40  giorni; ma l'onorevole Cracolici  dice  che  dobbiamo
  allungare ancora di più, arrivare a marzo, come se un mese  in  più
  non determinasse altri guasti per l'economia siciliana, come se  un
  mese  in più non spostasse l'asse delle finanziarie locali di altri
  mesi e non ci portasse a ridosso del mese di agosto.
   In  questi ultimi anni, dal 2008 in poi, siamo stati abituati  dal
  Governo  Lombardo ad approvare in Aula l'esercizio  provvisorio,  e
  l'abbiamo  fatto  ogni  volta per motivi diversi,  ogni  volta  per
  esigenze  diverse,  ogni  volta inseguiti  dalla  premura  e  dalla
  necessità  di fare presto. Invece, la verità è che siamo nel  caos,
  ed  è  un  caos  che  certo ha determinato il  Governo  in  carica,
  unitamente  alla  mancanza  di  conoscenza  dei  problemi,   ed   è
  ragionevole ciò che propone il capogruppo dell'UDC.
   Noi  vogliamo  farci  carico dei problemi, vogliamo  farci  carico
  degli  errori  commessi  da questo Governo, vogliamo  farci  carico
  delle realtà che conosciamo bene: la mancanza di pianificazione, la
  volontà  di spostare, al di là di ogni ragionevolezza, il tempo  in
  cui  bisogna stringere le fila, il tempo in cui bisogna  consegnare
  ai siciliani uno strumento finanziario capace di produrre ricchezza
  e  sviluppo, in una fase particolarmente recessiva, in cui tutti  i
  settori,  i  segmenti della vita produttiva di questa Regione  sono
  fermi.
   Non ci rendiamo conto che spostare l'esercizio provvisorio a marzo
  significa  consegnare  di  fatto i  bilanci  ai  comuni,  onorevole
  Cracolici,  nel mese di giugno, forse di luglio, e quindi  spostare
  le attività per gli investimenti al mese di settembre, per arrivare
  poi a novembre e pensare all'assestamento di bilancio
   Mi  pare  che  sia inverosimile, mi pare che sia una lotta  contro
  qualcuno   e   non  per  qualcosa;  una  lotta  contro   i   comuni
  probabilmente,   contro  le  province,  e  conosciamo   la   vostra
  posizione.
   Noi  non  vogliamo  cancellare il processo  democratico  favorendo
  magari  i  commissariamenti, utilizzando ogni volta  la  scure  dei
  mancati  trasferimenti  da  parte  della  Regione  salvo,  poi,  ad
  utilizzare  le risorse comunitarie solo al quattro o al cinque  per
  cento.
   Dobbiamo  fare  chiarezza. Qui nessuno vuole  fare  una  battaglia
  contro  qualcuno, e meno che mai il PDL, perché ci  rendiamo  conto
  che la questione che si pone è seria.
   Ma è una serietà che nasce dalla consapevolezza che il Governo fin
  qui,  per  esempio  nel  rinnovare le  direzioni  generali,  lascia
  scoperta  la posizione della Protezione civile, come se  da  qui  a
  gennaio il Governo sapesse che non dovrà succedere nulla. Siamo  di
  fronte  alla più vera improvvisazione e questo caso dimostra  come,
  ancora  una volta, utilizzando i precari, utilizzando soggetti  che
  chiedono  alla politica risposte certe ed immediate, noi  chiediamo
  continui rinvii.
   E'  un rinvio che non ci sta. Noi potremmo essere d'accordo per un
  rinvio a breve scadenza.

   Voteremo  contro l'esercizio provvisorio, come ha detto il  nostro
  capogruppo, perché lo riteniamo un processo profondamente contrario
  alle reali esigenze e alle necessità del popolo siciliano.

   CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  il  fatto  di essere impegnato in quest'Aula da diversi anni  e  di
  avere   un'ottima  memoria  mi  permette  di  ricordare  interventi
  totalmente  in  distonia rispetto a quelli  che  ho  sentito  oggi,
  onorevole   Cracolici.   Lei,  fino  a  ieri,   era   il   campione
  dell'opposizione  alla  proroga  del  bilancio  e,  quindi,   degli
  esercizi   provvisori;  oggi,  addirittura,  difende  un  esercizio
  provvisorio portato a tre mesi, cioè a marzo del 2012.
   Ciò   significa che noi dovremmo fare il bilancio dopo  marzo  del
  2012, lasciando per tre mesi la Sicilia in dodicesimi.
   Io  non credo che questo sia un modo idoneo, opportuno, di dare un
  servizio ai siciliani e non ci venite a riproporre, ogni volta,  la
  vicenda che qui subiamo le decisioni del Governo nazionale.
   Come  ha detto l'onorevole Formica, Berlusconi non c'è più, adesso
  c'è Monti. E, quindi, credo che questi provvedimenti li conoscevamo
  tutti e non sono certamente questi i provvedimenti che impongono  a
  questo Governo l'esercizio provvisorio di tre mesi.
   La  verità  è che questo Governo non è capace di dare un  bilancio
  alla Sicilia.
   La verità è che noi scontiamo gli errori economici e finanziari di
  questo  Governo e che voi avete bisogno di tre mesi  di  tempo  per
  mettere  le  carte a posto e cercare di fare quadrare  un  bilancio
  totalmente disastrato. Noi non ve lo permettiamo.
   L'esercizio provvisorio deve essere quello proposto nel disegno di
  legge  Variazioni di bilancio ; anzi, il nostro capogruppo ha detto
  che  voterà quell'articolo. Io sarei andato anche oltre,  onorevole
  Leontini, e avrei detto che l'esercizio provvisorio può essere solo
  di  un  mese perché noi non votiamo nessun emendamento al di  fuori
  del  mese. Però riteniamo che la vicenda dei precari è delicata  e,
  quindi,  credo  che  due  mesi  di  esercizio  provvisorio   siano,
  purtroppo, sufficienti.
   Ma  sappiamo  che  due  mesi di esercizio provvisorio  saranno  un
  disastro non solo per la Regione, ma per tutti i sindaci e tutti  i
  comuni siciliani che, a causa dell'esercizio provvisorio, subiranno
  conseguenze negative nella loro azione amministrativa e di governo.

   APPRENDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente  sono
  favorevole all'esercizio provvisorio per tre mesi, così come  viene
  proposto,  però devo dire che la generosità del mio  presidente  di
  gruppo,  onorevole  Cracolici, che si assume la  responsabilità  di
  quanto è successo fra l'altro giorno e oggi, cioè la bocciatura  da
  parte  del  Commissario dello Stato del provvedimento  esitato,  mi
  sembra   eccessiva   perché  il  Parlamento  ha  relativamente   la
  responsabilità  rispetto a questa decisione presa,  all'imputazione
  dei   capitoli  per  esempio.  Credo  che  non  sia   compito   dei
  parlamentari, credo che sia compito di altri, credo che sia compito
  di  questo  Governo tecnico, di questi tecnici specialisti  che  ci
  hanno  portato  a  questa  situazione,  anche  per  averci  portato
  all'ultimo minuto dell'anno, sapevano bene come andavano  le  cose,
  come sarebbero andate le cose.
   C'è  stata una posizione quasi impietosa rispetto agli 800 precari
  che  stanno  aspettando almeno il rinnovo, e questo fatto  segna  a
  carico  di  questi tecnici una grave responsabilità, lo ripeto,  di
  questi  tecnici  che ci fanno arrivare all'ultimo minuto,  i  quali
  certamente  non  meritano la sufficienza, non meritano  il  6,  gli
  darei  il  4, perché è grave quello che succede, potremmo elencarli
  tutti   i   precari:   quelli  della  protezione   civile,   quelli
  dell'agenzia dei rifiuti e quant'altro, sono più di 800 persone.
   E' veramente disdicevole dovere sottolineare questo.
   Credo  che qualche tecnico potrebbe cominciare a mettersi da parte
  perché  ci sono tecnici che valgono 10, ci sono tecnici che valgono
  4  e penso che il Presidente Lombardo debba prendere atto di quanto
  è accaduto in questi ultimi giorni.

   FORMICA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non   volevo
  intervenire, però mi sono deciso a farlo stimolato dagli interventi
  precedenti.
   Come  dovrei  cominciare,  vai avanti tu che mi viene da  ridere ,
  come quel celebre titolo di un film, di fronte al tentativo un  po'
  maldestro di giustificare la situazione che stiamo vivendo.
    Vai avanti tu, perché mi viene da ridere , perché da 4 anni  -  e
  cioè  dall'insediamento del primo governo Lombardo - andiamo avanti
  con  la  richiesta di esercizio provvisorio che - badate  bene,  vi
  rinfresco  la  memoria - inizia con due mesi, anzi  addirittura  la
  prima  volta  la  richiesta era di un mese, trenta  giorni,  e  noi
  stessi avevamo suggerito che in trenta giorni non si sarebbe potuto
  combinare  alcunché  e abbiamo suggerito due mesi;  successivamente
  c'è  stata la richiesta di un altro mese e poi ancora di  un  altro
  mese.  Quindi, venire qui oggi a sollecitare che si tratta  di  una
  situazione  straordinaria  e  che, a  causa  di  questa  situazione
  straordinaria,  dobbiamo approvare l'esercizio  provvisorio  è  una
  favola  che  si  scontra con la realtà, con il  vissuto  di  questi
  quattro anni.
   Siamo  stati dall'inizio in esercizio provvisorio, si continua  in
  esercizio provvisorio.
   La  verità  è  che  non c'entrano né i provvedimenti  del  Governo
  nazionale,  che  pure ci sono stati, né di quello di  prima  né  di
  quello di ora. La verità è che si tratta di una strategia volta  ad
  avere  una  gestione  del bilancio regionale con  le  mani  libere,
  perché  l'esercizio  provvisorio significa gestire  i  fondi  della
  Regione   senza   alcun  controllo  da  parte  del  Parlamento   e,
  sostanzialmente,  mettere  i comuni, gli  enti  locali  e  l'intero
  apparato  della  Regione, a cominciare dalle  attività  produttive,
  nella condizione di non avere alcuna certezza sul bilancio perché è
  un  bilancio  che partirà, bene che vada, nel mese di agosto  e  si
  chiuderà ad ottobre perché poi non ci sono più soldi e si chiude la
  cassa.
   Quindi,  siamo  in  un  regime di commissariamento  non  solo  del
  Parlamento, ma dell'intera Sicilia.
   Personalmente,  provocatoriamente  oggi  in  Commissione  Bilancio
  avevo  proposto di fare l'esercizio provvisorio per  quattro  mesi,
  tanto  arriveremo a quattro mesi, perché è ovvio che siamo  in  una
  situazione  che sta mettendo da parte il controllo della democrazia
  stessa,  il  funzionamento  stesso del  Parlamento,  perché  non  è
  ammissibile  che  un Governo ci porti agli ultimi giorni  dell'anno
  tale  situazione con il rischio di mandare a casa gente che  lavora
  da 20 anni; è mai possibile pensare di arrivare a tre giorni con lo
  spauracchio di rovinare le persone.
   E'  mai  pensabile che non si sia ragionato per tempo su coperture
  adeguate  da trovare per l'esercizio provvisorio, visto che  stiamo
  trattando di gente che rischia di andare a casa.
   Ma si può continuare ad andare avanti così
   Penso  che  l'UDC abbia fatto bene a staccare la spina perché  non
  vuol  essere coinvolta nel disastro a cui stiamo andando  incontro,
  perché  è  chiaro che andiamo incontro ad un disastro  senza  alcun
  rimedio possibile e senza paracaduti possibili.
   Considerato  che  il  Parlamento è più propenso  ad  approvare  un
  rinvio  di soli due mesi, è giusto, anche per favorire un clima  di
  coesione  fra  le forze politiche in Parlamento, lasciare  le  cose
  come  stanno  e   concentrarsi, in questi  due  mesi,  per  trovare
  soluzioni  vere per gente che non ha colpa, perché  i  precari  non
  hanno  colpa,  la  verità  è  che si  era  tentata  una  operazione
  elettorale,   parliamoci   chiaro,   e   l'operazione    elettorale
  sbandierata  era  facciamo duemila assunzioni . In  un  momento  di
  disastro del bilancio della Regione si era lanciata l'idea di  fare
  delle  assunzioni per la prossima campagna elettorale ed era  ovvio
  che  il  Commissario  dello Stato, in una  situazione  di  disastro
  economico,  procedesse a bocciare questa idea malsana, questa  idea
  folle.
   Ma  si  può mettere a rischio il proseguimento del lavoro per  gli
  800  precari in cambio del fatto di lanciare l'idea di  fare  nuove
  assunzioni, sapendo che non si possono fare?
   Quindi,   procediamo  con  calma,  assicuriamo   ai   precari   la
  possibilità  di  continuare il proprio lavoro  in  questi  sessanta
  giorni,  cerchiamo di trovare la soluzione definitiva,  è  l'ultimo
  appello, evitiamo di cassare l'articolo 8 perché è come se  dessimo
  l'impressione di volere tagliare lo sviluppo e l'aiuto all'imprese.
  Lasciamo in piedi l'articolo 8, anche a costo di rischiare qualcosa
  sotto   il  profilo  dell'impugnativa,  ma  io  lascerei  in  piedi
  l'articolo 8, sul credito d'imposta, perché è una delle poche norme
  che servono a creare lavoro e sviluppo vero.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  in  ordine  all'emendamento presentato  dal  Governo  di
  richiesta di un mese ulteriore per l'esercizio provvisorio, occorre
  precisare che l'esercizio provvisorio, come ben sanno l'Assemblea e
  gli  onorevoli   deputati, è stato determinato da  una  sostanziale
  interruzione di comunicazioni con il Governo nazionale  durante  il
  periodo  transitorio tra il governo Berlusconi e il governo  Monti;
  per  circa due mesi e mezzo l'interlocuzione non è stata possibile,
  se non su alcune politiche emergenziali di iniziative emergenziali.
  Ma  solo  ieri, come è noto, il Presidente della Regione ha  potuto
  incontrare  il  Sottosegretario della Presidenza del Consiglio  dei
  ministri, al quale ha rappresentato la complessa serie di questioni
  aperte,  la cui chiusura risulta inevitabile, ineludibile, al  fine
  di addivenire ad una approvazione di bilancio.
   L'anno scorso, quando abbiamo approvato il bilancio, intervenni  e
  dissi che era l'ultimo bilancio prima del federalismo fiscale, e ne
  eravamo  convinti  perché le altre regioni a statuto  speciale  del
  Nord  hanno  ottenuto  il  pieno riconoscimento  delle  prerogative
  statutarie, mentre le due regioni del Sud, Sicilia e Sardegna,  non
  l'hanno ancora ottenuto.
   E'  evidente  che  senza la piena attuazione dello  Statuto  nella
  parte  finanziaria, senza il pieno riconoscimento  attuativo  delle
  norme sul federalismo fiscale, ci sono problemi di tenuta sotto  il
  profilo finanziario, poiché abbiamo un surplus di funzioni rispetto
  alle risorse disponibili.
   Ecco  perché  ci  troviamo di fronte alla  necessità  di  chiedere
  l'esercizio  provvisorio, nel quale periodo definire le  trattative
  con lo Stato. Trattative che, ripeto, sono volte ad ottenere quello
  che le altre regioni a statuto speciale hanno già ottenuto.
   La  Regione siciliana è stata la prima ad approvare il bilancio in
  Giunta già nei primi di ottobre di quest'anno; però, purtroppo, non
  si  è  potuta  definire  la necessaria interlocuzione  che  avrebbe
  consentito di definire la piattaforma rivendicativa della  Regione,
  e  le  questioni finanziarie ad essa connesse. Quindi,  l'esercizio
  provvisorio si giustifica per queste ragioni che voi, tra  l'altro,
  ben  conoscete.  Abbiamo dovuto addirittura  diffidare  il  Governo
  nazionale  a dare alla Sicilia quello che è stato dato  alle  altre
  regioni a statuto speciale.
   Peraltro,  l'estensione da due mesi a tre mesi,  onorevole  Adamo,
  non  è ascrivibile ad un'esigenza di allungamento che nessuno, come
  lei  sa,  vuole  perseguire. Tuttavia, la recente  impugnazione  da
  parte del Commissario dello Stato delle norme sui precari impone di
  inserire  - tant'è che c'è un emendamento del Governo in  merito  -
  una   disposizione   concernente   le   proroghe;   proroghe   che,
  evidentemente,  non possono essere reiterate nel caso  ci  sia  uno
  sfrido temporale che imponga un allungamento ulteriore per un altro
  mese.
   Allora,  proprio al fine di tutelare le proroghe, abbiamo ritenuto
  cautelativamente di estendere il termine a tre mesi; altrimenti, la
  posso rassicurare, che non ci saremmo mossi dai due mesi.
   I  tre  mesi sono giustificati dalla circostanza di fare collimare
  il periodo dell'esercizio provvisorio con la proroga congrua, e non
  eccessivamente breve.
   Credo che su questo, con lo sforzo di tutti, si può rafforzare una
  rivendicazione  che non è del Governo siciliano,  è  della  Regione
  siciliana nei confronti dello Stato.
   Ripeto, è del tutto incomprensibile e inaccettabile che il Governo
  nazionale  abbia  stipulato gli accordi con le  regioni  a  statuto
  speciale del Nord, che hanno avuto pienamente riconosciute tutte le
  prerogative   statutarie  e  la  Sicilia,  invece,   debba   ancora
  attendere, dopo oltre sessant'anni, l'attuazione degli articoli  36
  e 37 dello Statuto.
   Mi    permetto   di   richiamare   l'orientamento   della    Corte
  Costituzionale  che,  quando ha avuto modo  di  pronunciarsi  sulla
  legittima  pretesa  di gettito fiscale da parte  della  Sicilia  su
  alcune  rinvenienze finanziarie, ha affermato  che  lo  Statuto  lo
  consente,  però  le norme di attuazione obsolete precludono  questa
  opzione in favore della Regione.
   Paradossalmente, la stessa Corte Costituzionale, con una pronuncia
  compulsiva nei confronti dell'ordinamento nazionale, ha chiesto  di
  adeguare  le  norme  di  attuazione dello  Statuto  siciliano  alle
  previsioni  dello Statuto, per far sì che esse siano effettivamente
  rispondenti  alle  aspettative che, ripeto, non  sono  del  Governo
  siciliano, sono dell'intera collettività, dei cittadini siciliani.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che
  il  Governo, almeno quest'anno, ha manifestato in tempo la  volontà
  di fare il bilancio, e le argomentazioni poste dall'assessore Armao
  sono assolutamente condivisibili.
   Volevo  anche  spiegare le ragioni della proroga a  tre  mesi.  In
  questo  esercizio  provvisorio  ci  sono  quattro  elementi   molto
  importanti,  il  credito di imposta, il fondo di  garanzia  per  la
  formazione,  i precari, o i lavoratori della Regione, e l'esercizio
  provvisorio.
   In  questi tre mesi assessore Armano, signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  dobbiamo trovare la soluzione affinché questi  soggetti,
  che da circa vent'anni svolgono un lavoro utile e importante per la
  Regione,  possano continuare a farlo. Bisogna trovare la  soluzione
  attraverso  una  concertazione, una condivisione del  percorso  con
  tutte  le  istituzioni e, se è possibile, anche con gli uffici  del
  Commissario  dello  Stato perché, altrimenti, sarebbe  una  proroga
  fine  a sé stessa, che non ha assolutamente senso. I tre mesi  sono
  calibrati  esclusivamente affinché si possa trovare  una  soluzione
  giusta, equa, per garantire non precari - inteso quasi con un senso
  non nobile del termine - ma lavoratori professionisti, laureati che
  mandano  avanti molti uffici della Regione siciliana,  e  che  sono
  stati  presentati, anche dalla stampa, in maniera sbagliata per  le
  mansioni che svolgono.
   Il  Movimento  per  le Autonomie vota con convinzione  l'esercizio
  provvisorio con la deroga a tre mesi, con la speranza di trovare la
  soluzione  giusta, la soluzione più equa, altrimenti rischiamo   di
  gettare l'acqua sporca con tutto il bambino .

   PARLAVECCHIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PARLAVECCHIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, tutti  questi
  ragionamenti  sono doverosi semplicemente per una cosa,  perché  al
  contrario nessuno di noi sarebbe dovuto intervenire per parlare  di
  una realtà importante come è quella dell'esercizio provvisorio.
   Guarda  caso,  ci scopriamo ora difensori, alcuni di  un  bilancio
  provvisorio  a  tre  mesi,  altri  presentano  emendamenti  per  la
  diminuzione del periodo dell'esercizio provvisorio.
   Ritengo  che  questa sia una battaglia completamente stupida,  che
  non  porta  a  nulla, e dimostra ancora una volta  cosa  significa,
  quando   si   arriva  al  limite,  toccare  determinati   tipi   di
  ragionamenti  dal punto di vista della politica. I  tre  mesi  sono
  necessari,  lo  ha espresso l'assessore Armao, ma lo  sapevamo  fin
  dall'inizio  quando, con le complicazioni a livello  nazionale,  si
  era costretti ad andare ad un esercizio provvisorio.
   Ma  la  cosa  che  fa più male è che, ancora una volta,  dopo  che
  abbiamo  costruito,  ragionato  e  strutturato  una  norma  per  la
  stabilizzazione  dei cosiddetti  precari  - che poi,  tra  l'altro,
  sono  precari  di lunga data, c'è gente che da almeno  sedici  anni
  lavora all'interno della Regione siciliana, e che anche solo per un
  problema  di giustizia dovrebbe essere stabilizzata - ci accorgiamo
  che   per  qualcuno  che  passa  all'opposizione  mentre   era   in
  maggioranza,  facciamo  un  emendamento  per  portare  a  due  mesi
  l'esercizio  provvisorio, per mettere in difficoltà le persone  che
  lavorano, che non stanno scherzando, come qualcuno vuole  fare  qua
  dentro.
   Questo  è  un problema di responsabilità per la Regione siciliana,
  perché  capisco l'esercizio provvisorio - un esercizio  provvisorio
  su  cui  dovremmo riflettere, prima di portarlo avanti - ma  in  un
  momento di difficoltà economiche mondiali, di tutti i tipi, dove le
  nazioni  rischiano  di andare completamente al tappeto,  adesso  ci
  accorgiamo   che  l'esercizio  provvisorio  è  un  atto   puramente
  politico. Non è così
   Mi  auguro  che chi ha presentato questo emendamento  legato  alla
  riduzione   dell'esercizio  provvisorio,  abbia   l'accortezza   di
  ritirarlo  perché non è giusto, non è corretto giocare sulla  pelle
  di  persone  che  hanno atteso con tanta difficoltà  l'approvazione
  della norma.
   Politicamente, non facciamo un grande servizio a questa gente.
   Ripeto,  mi  auguro che la finiamo di giocare sulle  spalle  delle
  persone,  su problemi politici di altro tipo, che andrebbero  fatti
  su  altri tavoli, perché vero è tutto, ma è anche vero che ci  sono
  le  regole della politica, e se qualcuno non vuole stare  al  gioco
  allora  presenti qui in Aula una mozione di sfiducia, in modo  tale
  che comunque si venga fuori da un ragionamento del genere.
   Altri  modi in politica non ci sono, bisogna avere la dignità  dei
  propri passi.

   D'ASERO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che  oggi
  celebriamo una giornata particolarmente delicata e serve una giusta
  stigmatizzazione,  una  denuncia che va  fatta  circa  un  modo  di
  procedere  approssimativo e superficiale, che viene  a  volte  solo
  evidenziato  per  l'arroganza con cui intende affrontare  anche  le
  proposte  di  chi  è  collocato per  via  del  ribaltone,  come  il
  sottoscritto, all'opposizione.
   Intendo  ribadire, sottolineare, richiamare l'attenzione dell'Aula
  su  quella  che è stata una iniziativa importante della Commissione
  Bilancio  che,  circa  due  mesi  or  sono,  in  una  audizione   -
  l'onorevole Apprendi ne è testimone - ha avuto modo di confrontarsi
  e  di  evidenziare che il Governo doveva per tempo attivarsi  sulla
  problematica del personale precario in attesa di proroga, e  quindi
  di stabilizzazione. Avrebbe dovuto avviare una fase attuativa della
  procedura  prevista dall'allora legge regionale 24  del  2010,  che
  individuava  i percorsi per la stabilizzazione. Poi era  giunto  il
  momento,  come abbiamo detto in quella occasione, visto il  momento
  di  crisi  economica internazionale, visto il momento di crisi  che
  attraversiamo  in maniera particolare noi al Sud,  in  Sicilia,  di
  raffrontare  il costo del servizio della reale prestazione  che  il
  personale doveva fare.
   Quindi, avviare questa fase che rendesse concreto il rapporto  tra
  costo e servizio, che di fatto deve essere l'elemento innovativo  a
  cui  dobbiamo dare grande attenzione per dare dignità al  ruolo  di
  questo  lavoro,  per  dare anche prospettiva a questa  realtà,  che
  viene sempre criticata e avversata.
   Dal   Governo   regionale   è  arrivata   una   sonora   risposta,
  assolutamente arrogante, dove il procedere in maniera così precaria
  e superficiale ci ha portato a questo stato di cose.
   E'  un  fatto grave che va evidenziato, che va denunciato  perché,
  oltre  a  non ripetersi più, ritengo che simili vicende evidenziano
  il reale stato in cui questo Governo ci ha portato. Un Governo che,
  al  di  là  del quarto esercizio provvisorio, che oggi  può  essere
  giustificato da una contingenza particolare, è un metodo.  Infatti,
  come  voi sapete, colleghi, con l'esercizio provvisorio si  sottrae
  al   Parlamento   regionale  la  possibilità  di  incidere   perché
  l'esercizio  provvisorio, di fatto, è il  documento  contabile  che
  prepara  il Governo, e quindi il Governatore, a cui noi  non  diamo
  risposta;   mentre  con  l'approvazione  del  bilancio   interviene
  l'Assemblea, e si esprime una valutazione per quello che è il ruolo
  che l'Assemblea deve espletare.
   Questo è un fatto grave, determinato da una situazione di disastro
  totale,  a  partire  dalla  sanità,  dove  l'Autority  denuncia  le
  procedure  seguite  dichiarandole illegittime sull'affidamento  del
  118, che fra l'altro costa di più di quanto costava prima. Per  non
  parlare  dello stato di abbandono in cui versano l'agricoltura,  la
  formazione ancora oggi con tremila cassintegrati a spesa invariata,
  che  anzi  tende  ad aumentare, e con una mancata razionalizzazione
  del  servizio, del sistema e del comparto, e potremmo ancora  dirne
  sulle altre realtà che siamo costretti a denunciare.
   Il  momento  che oggi viviamo è di grande difficoltà;  quindi,  in
  questa  occasione,  ritengo  che  l'Assemblea  debba  limitarsi  in
  maniera seria e propositiva a far sì che ci sia una proroga  e  che
  si approvi l'esercizio provvisorio, così come è stato indicato, per
  tre  mesi,  ma  che anche ci sia un intervento sulle  proroghe  che
  serva  a  garantire  questo aspetto, nelle more  di  una  soluzione
  definitiva  e,  perché no, anche sul credito di imposta  che,  come
  sapete,  è  materia a cui io sono molto legato, visto che  ne  sono
  stato  il relatore, e dobbiamo insistere perché ci possa essere  un
  prosieguo di questa attività.

   CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
  io  ho  ascoltato l'intervento di qualche minuto fa  dell'onorevole
  Leanza, e l'ho ascoltato con stupore, perché l'onorevole Leanza che
  spesso,  quasi  sempre, al di là dei ruoli ricoperti,  finisce  per
  essere   lo   speaker   del  presidente  Lombardo   in   quest'Aula
  parlamentare,  ci  ha  spiegato, cercando di darci  sicurezza,  che
  quello  che  è  accaduto qualche giorno fa, circa l'impugnativa  da
  parte del Commissario dello Stato di alcune norme fondamentali  che
  riguardano  categorie di lavoratori, grazie ai  quali  la  macchina
  regionale oggi sta in piedi, altro non è che un semplice  e  banale
  incidente  di  percorso,  che  potrà  essere  recuperato  a  breve,
  attraverso  meccanismi  che, magari, qualche millantatore,  qualche
  imbonitore, potrà porre in essere, attraverso - ancora una volta  -
  autoreferenziali  ed  inesistenti rapporti  col  Commissario  dello
  Stato, così come è accaduto per il disegno di legge, massacrato dal
  Commissario dello Stato, e rispetto al quale autorevoli colleghi si
  erano  impegnati  ad  assumere, grazie  alle  importanti  relazioni
  personali  ed istituzionali, iniziative che avrebbero salvaguardato
  tante,  fondamentali categorie di lavoratori, precari  e  non,  che
  oggi operano e tengono in piedi la Regione siciliana.
   Allora  io  chiedo  a  questa  maggioranza,  chiedo  all'onorevole
  Leanza, chiedo al Presidente Lombardo, un po' di dignità, un po' di
  senso della misura, un po' di decoro.
   Non  era  mai  successo nella storia che una norma che riguardasse
  precari,  che  riguardasse l'avviamento al lavoro, fosse  impugnata
  per mancanza della copertura finanziaria.
   Siamo sul Titanic. Ci state portando a sbattere, state portando  a
  sbattere la Sicilia.
   Io  non  mi  posso appellare al  cireneo  di turno  che  oggi  può
  essere  l'assessore  Armao, mi devo rivolgere al  Presidente  della
  Regione che sta distruggendo la prospettiva ed il futuro di  intere
  generazioni  di  siciliani.  Qua  non  si  tratta  di  rimpasti   e
  rimpastini, onorevoli colleghi.
   Dobbiamo  avere  tutti  un  sussulto di dignità,  un  sussulto  di
  prestigio personale prima che politico.
   Il problema non è, cari colleghi, se la proroga è di due mesi o di
  tre mesi.
   Il  problema  è  che  le  conseguenze nefaste  dell'esperienza  di
  governo  legata  a Raffaele Lombardo, la pagheremo,  e  chi  gli  è
  vicino se ne ricordi per i prossimi venti anni.
   Siamo  al  quarto  esercizio provvisorio, per la quarta  volta  su
  quattro  non si approva la legge  finanziaria entro il 31 dicembre.
  Questo  è  un altro record nefasto della gestione Lombardo,  che  è
  necessario sottolineare.
   Andiamo al sodo: perché non pensare di dare qualche consulenza  in
  meno, qualche consulenzina in meno, e probabilmente ci sarebbe  più
  possibilità  di  copertura finanziaria per i  precari.  Perché  non
  pensare,  soprattutto,  di non venire qua  con  quell'atteggiamento
  professorale    e    con    quell'arroganza    che    continua    a
  contraddistinguere l'azione del Governo Lombardo, e  stabilire  una
  volta per tutte, e tutti insieme, che quando si è sul Titanic e  si
  sbatte, non si salva nessuno; ma chi guida ha più responsabilità di
  chi era sulla nave come semplice passeggero.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  il  Governo  ha  comunicato  di
  ritirare l'emendamento 8.1, soppressivo dell'articolo 8.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, stanno affluendo alcuni emendamenti in
  quest'Aula  che  nulla hanno a che vedere con la materia  trattata.
  Prego  pertanto  questa  Presidenza che inviti  il  Governo  a  non
  presentare  emendamenti come l'A49, che tratta di  sanità,  materia
  che  deve  essere risolta in via amministrativa, e non legislativa.
  Dal  momento  che  si tratta l'esercizio provvisorio,  l'Aula  deve
  attenersi a discutere la materia in atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


         Riprende la discussione del disegno di legge n. 829/A

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  fare  una
  domanda  all'assessore  Armao, ringraziandolo  per  avere  ritirato
  l'emendamento.
   Lei  ha denunciato un fatto gravissimo, che non può passare  sotto
  silenzio. Lei ha denunciato il comportamento del Governo nazionale,
  anche  dei  governi  nazionali, immagino Berlusconi  e  Monti,  che
  concedono  ad  altre  regioni quello che negano  alla  Sicilia.  Ma
  rispetto  a questo io le chiedo, proprio per essere al suo  fianco,
  assieme  a tutta l'Aula certamente, quali azioni il Governo intende
  intraprendere sul piano politico, sul piano giudiziario, sul  piano
  legale,  sul  piano della denuncia alla Comunità  Europea,  per  un
  comportamento che è assolutamente inaccettabile. E lei ci  avrà  al
  suo fianco nel difendere gli interessi della Sicilia, perché non  è
  possibile  accettare  un  comportamento  così  lesivo  dei   nostri
  interessi.
   Noi  abbiamo denunciato alla Comunità Europea il Governo nazionale
  perché  non ci consentiva di riaprire l'aeroporto di Trapani Birgi,
  e abbiamo avuto giustizia e riscontro. Quindi facciamolo


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                          Per fatto personale

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto per
  rispondere all'onorevole Cordaro che, ogni tanto, ha l'abitudine di
  interpretare  ciò che dico in maniera assolutamente sbagliata.  Per
  quanto  riguarda la dignità, onorevole Cordaro, ricordo che  questa
  legge è stata votata anche da lei in I Commissione.

   CORDARO. Mi sono astenuto.

   LEANZA   NICOLA.   Lei   ha   fatto  un  intervento   manifestando
  approvazione  a che si facesse questa stabilizzazione,  e  ci  sono
  state  tutte  le persone che hanno fatto di tutto, e abbiamo  fatto
  un'ottima legge. Certo, la mancanza della copertura finanziaria  ci
  ha  lasciato  un po' tutti perplessi, esterrefatti; ma poche  volte
  sono  state fatte leggi per il precariato che comprendevano, da  un
  lato,  la  proroga, e, dall'altro lato, un piano di stabilizzazione
  vera.
   Pertanto,  confermiamo  ancora  una  volta  questa  posizione  del
  Governo,  una  posizione  molto seria e  condivisa  dal  Parlamento
  all'unanimità.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


          Riprende la discussione del disegno di legge 829/A

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  per  quanto  riguarda le questioni poste  dall'onorevole
  Adamo  vorrei precisare che il Governo regionale, a dicembre  dello
  scorso  anno,  ha  presentato la piattaforma per  l'attuazione  del
  federalismo fiscale in Sicilia.
   Il  Governo  nazionale del tempo, rispetto alla  proposta  del  10
  dicembre 2010, ha risposto alla fine di settembre del 2011,  mentre
  nel dicembre del 2010 chiudeva con tutte le altre regioni a statuto
  speciale del Nord l'accordo di attuazione dello statuto. Di  fronte
  alla  reiterata  inerzia abbiamo, da ultimo  i  primi  di  ottobre,
  indirizzato  una  puntuale  diffida al  Governo  nazionale  a  dare
  immediata attuazione al federalismo fiscale in Sicilia, di  cui  ho
  dato  copia peraltro alla Commissione Bilancio, e che potrà  essere
  diffusa.   Ieri,   il   Presidente  della   Regione   ha   ribadito
  ulteriormente   questa   posizione,  e   dopo   un   anno   diventa
  insostenibile  che  il  Governo  nazionale  non  dia  una  puntuale
  risposta a come voglia attuare il federalismo fiscale in Sicilia  e
  in Sardegna.
   Non  voglio scendere in politica, ma mi limito a ricordare che  il
  presidente   della  Regione  Sardegna,  per  questa   ragione,   ha
  presentato  le  dimissioni dal suo partito proprio  per  protestare
  contro  il ritardo nella definizione dell'attuazione dello statuto,
  cosa  che  è  dovuta  indipendentemente  da  qualsiasi  colorazione
  politica nel rispetto costituzionale degli statuti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, pongo in votazione  l'emendamento
  1.1 del Governo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

    (E' approvato, con il voto contrario di PID, PDL e Grande Sud)

   Si   passa  all'emendamento  1.2  del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

    (E' approvato, con il voto contrario di PID, PDL e Grande Sud)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 1, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A46 del Governo. Ne do lettura:

   «E' aggiunto il seguente articolo:
                                Art.
                         Proroga di contratti

   1. Nelle more della definizione dei processi di stabilizzazione ci
  cui  al  comma 1 dell'articolo 1, della legge regionale 29 dicembre
  2010,  n. 24 e al fine di non interrompere le attività connesse  ai
  compiti straordinari in materia di protezione civile, ambientale  e
  del  territorio,  delle acque e dei rifiuti e  nel  rispetto  delle
  disposizioni contenute nell'articolo 9, comma 28 e, ove ricorrano i
  presupposti di legge, nell'articolo 14, commi 24 bis e 24  ter  del
  decreto  legge  31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni
  nella  legge  30  luglio  2010, n. 122 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,   l'amministrazione   regionale   è   autorizzata   a
  continuare  ad  avvalersi,  fino al 31 marzo  2012,  del  personale
  titolare di contratti autorizzati, ai sensi delle norme di  seguito
  indicate, già prorogati ai sensi della legge regionale 29  dicembre
  2010, n. 24:
   a)  articolo 4, comma 8, della legge regionale 14 aprile 2006,  n.
  16;
   b) articolo 1, comma 1, della legge regionale 29 dicembre 2009, n.
  13, come prorogati dall'articolo 51, comma 6, della legge regionale
  12 maggio 2010, n. 11;
   c) articolo 1, comma 6, della legge regionale 29 dicembre 2009, n.
  13, come prorogati dall'articolo 51, comma 6, della legge regionale
  12 maggio 2010, n. 11;
   d)  articolo  1,  comma 7, lettere a), c), d) ed  e)  della  legge
  regionale 29 dicembre 2009, n. 13, nei limiti imposti dalla proroga
  di  cui  all'articolo 51, comma 8, della legge regionale 12  maggio
  2010, n. 11;
   e)  articolo  1,  comma  7, lettera b) della  legge  regionale  29
  dicembre 2009, n. 13;
   f)  articolo  25 delle legge regionale 29 dicembre  2003,  n.  21;
  articolo  41 della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15; articolo
  2,  comma  3, della legge regionale 1 febbraio 2006, n. 4; articolo
  8, comma 1, della legge regionale 14 aprile 2006, n. 16;
   g)  articolo 7, comma 13, della legge regionale 22 dicembre  2005,
  n. 19 e successive modifiche ed integrazioni.

   2. Per far fronte agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1
  è autorizzata per l'esercizio finanziario 2012 la spesa complessiva
  di 7.779 migliaia di euro, di cui:
   a)     275  migliaia di euro per le finalità del comma 1,  lettera
  a);
   b)    4.003 migliaia di euro per le finalità del comma 1,  lettera
  b);
   c)    2.100 migliaia di euro per le finalità del comma 1,  lettera
  c);
   d)    875 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera d)
  e lettera e);
   e)   434 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera f);
   f)   93 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera g).

   3.  Gli oneri discendenti dal comma 2, quantificati in complessivi
  7.779  migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2012,  trovano
  riscontro  nel bilancio pluriennale della Regione per  il  triennio
  2011-2013 - U.P.B. 4.2.1.5.2 - capitolo 215704.

   4.  All'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre 2010, n.  24,
  alla  fine  del comma 1, sostituire la parola  2011' con la  parola
   2012'».

   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A47 del Governo. Ne do lettura:

   «E' aggiunto il seguente articolo:
                         Consorzi di bonifica

   1. Nelle more della definizione delle procedure di stabilizzazione
  di  cui   all'articolo 17, commi 10, 11 e 12 del  decreto  legge  1
  luglio  2009,  n. 78, convertito con modificazioni  dalla  legge  3
  agosto  2009,  n.  102,  per sopperire alle esigenze  straordinarie
  inerenti  ai  compiti istituzionali, i consorzi  di  bonifica  sono
  autorizzati  a continuare ad avvalersi fino al 31 marzo  2012,  nel
  rispetto delle disposizioni contenute nell'articolo 9, comma 28  e,
  ove  ricorrano i  presupposti di legge, nell'articolo 14, commi  24
  bis  e  24 ter del decreto legge 31  maggio 2010, n. 78, convertito
  con  modificazione  dalla  legge  30   luglio  2010,  n.  122,  del
  personale  con  contratto a tempo determinato  stipulato  ai  sensi
  dell'articolo  3 della legge regionale 30 ottobre  1995,  n.  76  e
  successive modifiche ed integrazioni. Per le finalità del  presente
  comma  l'Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari
  è  autorizzato, per l'esercizio finanziario 2012, a  trasferire  ai
  consorzi  di bonifica la somma di 356 migliaia di euro. I  relativi
  oneri trovano riscontro nel bilancio pluriennale della Regione  per
  il triennio 2011-2013 U.P.B. 4.2.1.5.2, capitolo 215704».

   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
              Disposizioni in materia di sperimentazione
                    dell'armonizzazione dei bilanci

   1.  A  decorrere dall'1gennaio 2012 la Regione e i suoi organismi
  strumentali partecipano alla sperimentazione prevista dall'articolo
  36  del  decreto  legislativo 23 giugno 2011, n. 118  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni  secondo  le  modalità  ed  i  principi
  contenuti  nel  decreto del Presidente del Consiglio  dei  Ministri
  emanato in attuazione del citato articolo 36.

   2.  Nel  periodo  di sperimentazione, e fino a  quando  non  viene
  approvata  la  riforma  della contabilità regionale  e  degli  enti
  regionali,  la  Regione e gli enti di cui al comma l  applicano  le
  disposizioni contenute nel decreto legislativo 23 giugno  2011,  n.
  118  e  successive modifiche ed integrazioni, quelle contenute  nei
  decreti  del  Presidente del Consiglio dei Ministri  attuativi  del
  citato  decreto  legislativo nonché, per quanto con  queste  ultime
  compatibili,  quelle  previste dalle vigenti norme  di  contabilità
  regionale  o  dei  sistemi contabili previgenti alla  data  del  31
  dicembre 2011

   3.   Con  decreto  dell'Assessore  regionale  per  l'economia,  da
  emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore  della
  presente  legge, sono individuati, previo parere della  Commissione
  Bilancio,  gli  enti regionali che partecipano alla sperimentazione
  ed  almeno  un ente coinvolto nella gestione della spesa finanziata
  con  le  risorse destinate al Servizio sanitario nazionale  di  cui
  all'articolo 19, comma 2, lettera c) del citato decreto legislativo
  n. 118 del 2011. Con il medesimo decreto sono stabiliti, inoltre, i
  termini per la riclassificazione, secondo i principi contenuti  nei
  decreti  attuativi  del decreto legislativo n. 118  del  2011,  dei
  bilanci   di  previsione  2012  redatti  in  base  alla  previgente
  normativa contabile».

   Comunico che sono stati presentati: dal Governo l'emendamento  2.1
  e dalla Commissione il subemendamento 2.1.1. Ne do lettura:

   - subemendamento 2.1.1:
   «Dopo la parola  relazione , inserire  semestrale »;

   - emendamento 2.1:
   «All'articolo 2 sono aggiunti i  seguenti commi:

    5.  Sugli  esiti della sperimentazione l'Assessore regionale  per
  l'economia  riferisce,  con  apposita relazione,  alla  commissione
  bilancio dell'Assemblea Regionale Siciliana.

   6.  Al  fine  di  razionalizzare la  spesa  pubblica  regionale  e
  pervenire  al  superamento del criterio  della  spesa  storica,  la
  Ragioneria  generale  della Regione,  sulla  base  di  un  atto  di
  indirizzo  dell'Assessore  regionale  per  l'economia,  a   partire
  dall'anno 2012, d'intesa con gli Assessorati interessati, dà inizio
  ad  un  ciclo di  monitoraggio della spesa' mirato alla definizione
  dei   fabbisogni  standard  propri  dei  programmi  di  spesa   dei
  dipartimenti  regionali.  Le  analisi  individuano,  tra   l'altro,
  eventuali  criticità  nella produzione ed  erogazione  dei  servizi
  pubblici, anche inerenti alle possibili duplicazioni di strutture e
  le  possibili strategie di  miglioramento dei risultati  ottenibili
  con  le  risorse  stanziate. In particolare, per le amministrazioni
  periferiche della Regione sono proposte specifiche metodologie  per
  quantificare i relativi fabbisogni, anche ai fini della allocazione
  delle  risorse  nell'ambito della loro complessiva  dotazione.  Per
  l'attuazione   del   presente  comma  è   istituito   con   decreto
  dell'Assessore  regionale  per  l'economia  un  apposito   comitato
  tecnico,   costituito   da  personale  interno  all'amministrazione
  regionale,  con il compito di individuare, in coerenza ai  princìpi
  contenuti nell'articolo 9 del decreto legge 6 luglio 2011,  n.  98,
  convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n.  111  e
  successive  modifiche ed integrazioni, i criteri e  le  metodologie
  operative ».

   Pongo in votazione il subemendamento 2.1.1. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.1. Il parere  della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 2, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato, con il voto contrario di PDL, PID e  Grande Sud)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
         Disposizioni relative al patto di stabilità regionale

   1. La Regione, con riferimento alle province regionali e ai comuni
  del  proprio  territorio  che concorrono alla  realizzazione  degli
  obiettivi  di  finanza  pubblica per  il  triennio  2012-2014,  nel
  rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi  da  87  a
  124, della legge 13 dicembre 2010, n. 220 e successive modifiche ed
  integrazioni, può dare attuazione al Patto regionale, previsto  dai
  commi da 138 a 143 dell'articolo 1 della medesima legge.

   2.  Al  fine di incrementare la capacità di spesa complessiva  del
  sistema  regionale,  la  Regione, in  applicazione  del  comma  138
  dell'articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, può autorizzare gli  enti  locali  del
  proprio  territorio  a  peggiorare il saldo programmatico  annuale,
  mediante   un   aumento  dei  pagamenti  in   conto   capitale   e,
  contestualmente, rideterminare, per lo stesso importo,  il  proprio
  obiettivo programmatico in termini di cassa e/o di competenza.

   3.  In  caso di adozione dell'intervento compensativo  di  cui  al
  comma  2,  con  deliberazione della Giunta regionale, da  adottarsi
  entro  il  30  giugno  di  ciascun anno, è individuato  il  plafond
  finanziario annuale da cedere agli enti locali e, previo  confronto
  con  i  rappresentanti  regionali delle autonomie  locali  (ANCI  e
  URPS),  sono  definiti i criteri di riparto,  le  virtuosità  e  le
  modalità operative.

   4.  Ai  fini dell'accesso al plafond di cui al comma 3,  gli  enti
  locali, entro il 15 settembre di ciascun anno, dichiarano all'ANCI,
  all'URPS  e  alla  Regione,  l'entità  dei  pagamenti  che  possono
  effettuare  nel corso dell'anno e per i quali chiedono l'intervento
  regionale.

   5.  La  Giunta regionale, con propria deliberazione, da  adottarsi
  entro  il  15  ottobre di ciascun anno, individua gli  enti  locali
  beneficiari  dell'intervento compensativo e le  relative  quote  ad
  essi   attribuite.   Contestualmente,  per   lo   stesso   importo,
  ridetermina  l'obiettivo  programmatico della  Regione,  secondo  i
  criteri di cui al comma 138 dell'articolo 1 della legge 13 dicembre
  2010, n. 220 e successive modifiche ed integrazioni.

   6.  Al fine di garantire, contestualmente, il pieno utilizzo della
  capacità  finanziaria degli enti locali ed il rispetto dei  vincoli
  di  finanza  pubblica, la Regione, in applicazione del  comma  141,
  articolo  1, legge 13 dicembre 2010, n. 220 e successive  modifiche
  ed   integrazioni,  può  modificare  gli  obiettivi  del  Patto  di
  stabilità interno dei singoli enti locali, in senso peggiorativo  o
  in senso migliorativo, nel rispetto dell'obiettivo complessivamente
  determinato  in  applicazione dei commi da 87 a  124,  articolo  1,
  legge   13  dicembre  2010,  n.  220  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni  e  in  relazione  alla  diversità  delle   situazioni
  finanziarie  esistenti, ferme restando le disposizioni  statali  in
  materia di monitoraggio e di sanzioni. Le disposizioni del presente
  comma sono attuate sulla base dei criteri stabiliti con decreto del
  Ministero dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza
  unificata.

   7.  La  Giunta regionale, con propria deliberazione, da  adottarsi
  entro  il  30 aprile di ciascun anno, approva l'obiettivo aggregato
  degli  enti locali, determinato in applicazione dei commi da  87  a
  124  dell'articolo  1  della  legge 13  dicembre  2010,  n.  220  e
  successive  modifiche ed integrazioni, e, previo  confronto  con  i
  rappresentanti  regionali delle autonomie  locali  (ANCI  e  URPS),
  approva,  altresì,  in  armonia  e  ad  integrazione  del   decreto
  ministeriale  di cui al comma 6, i criteri e i tempi di  attuazione
  per   la   rimodulazione  degli  obiettivi  posti  dal  legislatore
  nazionale;  inoltre, con propria deliberazione, da adottarsi  entro
  il  15  giugno  di  ciascun anno, approva  la  rimodulazione  degli
  obiettivi  di  ciascun ente, nei limiti dell'importo dell'obiettivo
  complessivamente   determinato   approvato   con   la    precedente
  deliberazione. L'assessore regionale per l'economia riferisce  alla
  Commissione Bilancio in ordine al contenuto delle deliberazioni  di
  cui al presente comma.

   8. La Regione trasmette al Ministero dell'economia e delle finanze
  le comunicazioni previste dai commi 140 e 142 dell'articolo 1 della
  legge   13  dicembre  2010,  n.  220  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              «Articolo 4
        Modifiche di norme in materia di sistema pensionistico

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 39 della legge regionale  15  maggio
  2000,  n.  10  le  parole  Per i dipendenti  regionali  genitori  o
  coniugi  non  legalmente  od effettivamente  separati  o  figli  di
  disabili  gravi  continua  ad  applicarsi  l'attuale  normativa  in
  materia  di pensionamento dei dipendenti regionali' sono sostituite
  dalle  seguenti  La risoluzione del rapporto di lavoro nel caso  di
  accertata   permanente  inidoneità  psicofisica  al  servizio   dei
  dipendenti  regionali  è  disciplinata  dalle  norme  relative   ai
  dipendenti dello Stato'.

     2.  Il  comma  l bis dell'articolo 39 della legge  regionale  15
  maggio 2000, n. 10, è abrogato.

     3.  Sono fatte salve le istanze di quiescenza dei dipendenti  in
  possesso  dei  requisiti  alla data del 22  dicembre  2011,  purché
  presentate  prima della data di approvazione della presente  legge.
  In  tale  caso  il termine di decorrenza della cessazione  non  può
  comunque essere superiore al termine previsto per il preavviso».

   Comunico   che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli  Vinciullo,
  Pogliese, Falcone e Buzzanca l'emendamento 4.1. Ne do lettura:

   «Sostituire il comma 1 con il seguente:
    Nell'ultimo  periodo del comma 1, dell'articolo  39  della  legge
  regionale  15 maggio 2000, n. 10, cassare le parole da  o  coniugi'
  sino  a  o figli'».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resto
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo si  era
  impegnato  a  riscrivere in maniera concordata con gli  uffici,  ai
  sensi  dell'articolo  117  del  regolamento  interno,  il  comma  3
  dell'articolo 4. Siccome questa riscrittura, di fatto, non è  stata
  formulata, o quanto meno non ci troviamo la copia, perché quando si
  era  parlato della data del 22 dicembre il Governo si era impegnato
  a  stabilire che fosse la data o del 31 dicembre o dell'entrata  in
  vigore della legge, perché non si comprenderebbe questa data che  è
  scelta senza una logica, perché questa data piuttosto che il 25, lo
  ricordo bene, eravamo in Commissione Bilancio, si era stabilito che
  gli  uffici avrebbero sistemato questo aspetto prettamente tecnico,
  che  non ha niente di politico, con il ricorso all'articolo 117 del
  Regolamento interno. Ricordo bene, onorevole Cracolici?

   Quindi,  ritengo che su questo bisognerebbe dare  agli  uffici  la
  possibilità, col 117, di correggere questa discrezionalità che - ad
  avviso di tutti - è stata messa lì in maniera provvisoria ma che si
  sarebbe dovuta sistemare.

   PRESIDENTE. Va bene, onorevole Caronia. Gli uffici guarderanno con
  attenzione  l'articolo 4 e, se ci sarà l'esigenza  di  intervenire,
  interverremo con l'articolo 117.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, sul dies a quo
  alla  data  di  approvazione della legge, il Governo  è  d'accordo.
  Quindi il Governo è favorevole.

   PRESIDENTE.  Gli  uffici  possono correggere  con  l'articolo  117
   alla data di approvazione della legge .

   CRACOLICI. Mettiamo la data

   PRESIDENTE.  Alla  data di approvazione della legge,  cioè  il  28
  dicembre.
   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5.
            Modifiche di norme in materia di anticipazioni
                 ai comuni in situazioni di emergenza

   1.  Al  comma  1 dell'articolo 2 della legge regionale  7  gennaio
  2011,  n.  l, le parole  31 dicembre 2010' sono sostituite  con  le
  parole  31 dicembre 2011' e sono aggiunte le seguenti parole:   Gli
  oneri derivanti dal presente comma, quantificati in 270 migliaia di
  euro  annui  a  decorrere dall'esercizio finanziario 2012,  trovano
  riscontro  nel bilancio pluriennale della Regione per  il  triennio
  2011-2013, mediante riduzione di pari importo del limite di impegno
  decennale  autorizzato dal comma 13 dell'articolo  45  della  legge
  regionale  12  maggio  2010,  n.  11  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni.'».

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6.
          Modifica di norme in materia di enti sottoposti al
                          Patto di stabilità

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 39 della legge regionale 24 novembre
  2011,  n.  25  sono soppresse le parole  Alle Camere di  commercio,
  industria, artigianato e agricoltura della Sicilia ed'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -  dagli  onorevoli  Oddo, Apprendi, Di Guardo e  Digiacomo:  6.1,
  soppressivo dell'articolo;
   - dal Governo: 6.2.

   Pongo  in votazione l'emendamento soppressivo 6.1. Il parere della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  capisco   che
  abbiamo  fretta, anch'io ho fretta perché dovrei ritornare prima  a
  Catania  e  poi  a  Mirabella  Imbaccari,  quindi  devo  fare   300
  chilometri;  però,  ritengo che l'Aula debba  discutere  su  alcune
  questioni.
   Qualche  mese fa, quindici giorni fa, abbiamo fatto una norma  con
  cui  abbiamo stabilito che dovevamo inserire e sottoporre al  patto
  di  stabilità  alcuni enti; con questa norma varata qualche  giorno
  fa, diciamo invece tutt'altro. Qualche settimana fa avevamo imposto
  delle   norme   che   riguardavano  il  patto  di   stabilità,   il
  coordinamento e la finanza pubblica, escludendo da quella norma due
  istituti: l'Istituto zooprofilattico e le Camere di Commercio.
   Con  questa norma, ad un certo punto, invece, si è cercato di dare
  coerenza a quello che è l'allineamento alla finanza pubblica  e  al
  patto  di  stabilità,  che impone determinate  regole  anche  nelle
  assunzioni  di personale, nella spesa e nella contabilità  pubblica
  di alcuni enti.
   Con  questa  norma che, giustamente, il Governo  ha  inserito,  si
  darebbe  coerenza a questo principio. Invece, cosa succede? Succede
  che  un gruppo di parlamentari del PD chiede di sganciare tutti gli
  istituti  e le nove camere di commercio della Sicilia dal patto  di
  stabilità  e il Governo, dopo avere proposto e chiesto un  voto  in
  Commissione Bilancio, ottenuto in quella sede il parere favorevole,
  ritorna in quest'Aula e dice invece che dobbiamo sopprimere  questo
  articolo a causa di una spinta che il Partito Democratico, che dice
  di  essere  per  il contenimento dei costi e per la coerenza  della
  finanza pubblica, vuole fare.
   Questo è inammissibile e noi lo dobbiamo denunciare a quest'Aula.
   Noi  dobbiamo dire che non è possibile che 15 giorni fa si fa  una
  norma,  dopo 15 giorni se ne fa un'altra e dopo tre ore  se  ne  fa
  un'altra ancora
   E' un atteggiamento ondivago, incoerente, contraddittorio, che poi
  viene  censurato pesantemente dal Commissario dello Stato  e  mette
  alla berlina il Parlamento e tutti i parlamentari siciliani, perché
  alla fine la gente dice  non 90, non 70, ma nemmeno 50 deputati
   Diventiamo  poco  credibili nei confronti dell'opinione  pubblica.
  Ecco  perché, poco fa, sono intervenuto sull'ordine dei lavori.  In
  quest'Aula  stanno  arrivando emendamenti di tutti  i  tipi,  sulla
  sanità  ma  anche  su tante altre materie, e poi gli  atteggiamenti
  contraddittori, per cui invito il Governo ad evitare di  dire  oggi
  dice una cosa e domani l'esatto contrario.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, con molta  sincerità
  io rifuggo dall'essere più o meno indicato come colui o come coloro
  che vorrebbero fare chissà cosa.
   Con la legge 4 del 2010, abbiamo recepito l'articolo 1 della legge
  23  del 2010, una legge dello Stato. Sostanzialmente, abbiamo detto
  che le Camere di Commercio hanno funzioni di interesse generale per
  il  sistema  delle  imprese  a  carattere  nazionale.  Noi  abbiamo
  semplicemente  conservato il potere di vigilanza, non  abbiamo  mai
  dato  un euro alle Camere di Commercio e continueremo a non  darlo.
  Ciò  significa  interesse generale, autonomia funzionale,  articolo
  118 della Costituzione.
   Io  vorrei  capire  come facciamo a fare rientrare  nel  patto  di
  stabilità  nazionale un qualcosa che non ha niente a  che  spartire
  col  patto di stabilità regionale. In più, ci fa pure danno  perché
  in  un  certo  senso  non  si capisce -  me  lo  dovrebbe  spiegare
  tecnicamente   il  Ragioniere generale - come  si  fa  a  calcolare
  questa  spesa nel patto di stabilità regionale. Allora, qual  è  il
  punto?
   E'  serio  fare un tentativo del genere di togliere qualcosa  che,
  sostanzialmente, dovevamo già togliere nella legge  del  2010.  Per
  una mera dimenticanza continuava a restare in vita un articolo che,
  invece,  li faceva rientrare nel calcolo per il patto di  stabilità
  regionale.
   Ma  non  si  può  fare,  perché  è vero  che  c'è  una  violazione
  dell'articolo  118  della Costituzione della  Repubblica  italiana,
  vorrei  leggere:  Le Camere di Commercio, Industria, Artigianato  e
  Agricoltura, di seguito denominate Camere di Commercio,  sono  enti
  pubblici  dotati  di autonomia funzionale che svolgono  nell'ambito
  della  circoscrizione territoriale di competenza,  sulla  base  del
  principio   di  sussidiarietà,  di  cui  all'articolo   118   della
  Costituzione,  funzioni di interesse generale per il sistema  delle
  imprese curandone lo sviluppo nell'ambito delle economie locali .
   Questo  significa che fanno una partita doppia, una  pura  partita
  doppia, hanno ricavi e costi.
   Noi  non  li  possiamo calcolare nel patto di stabilità regionale,
  non che non vogliamo, non si può fare  L'unica cosa che si può fare
  è   quella  che,  in  effetti,  abbiamo  fatto  riparando  ad   una
  dimenticanza, quando abbiamo approvato la legge 4 del 2010, di dire
  che non rientrano.
   Per  la  verità, devo dire che, anche se ho approfondito  solo  la
  questione    delle   Camere   di   commercio,   anche    l'Istituto
  zooprofilattico non può essere considerato nel patto  di  stabilità
  regionale.
   Signor  Presidente,  mi  permetto poi  di  suggerire  che  è  bene
  metterci  d'accordo  perché di questi argomenti  il  merito  andava
  trattato  in  III  Commissione,  e sul  fatto  che  la  Commissione
  Bilancio si incarichi, senza nessuna attività istruttoria  e  senza
  nessun  approfondimento,  di  entrare  nel  merito  rispetto   alle
  funzioni di un'altra Commissione, io direi, caro Presidente, che  è
  arrivato il momento di fare il punto. Non dico altro perché  non  è
  una novità.
   Però  discutiamone e vediamo di ottimizzare anche questo aspetto.
   Per  questo motivo ho presentato l'emendamento soppressivo, e solo
  per questo motivo.

   DE BENEDICTIS. Dichiaro di apporre la firma all'emendamento 6.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   DI  MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente, io sono  stato  per  breve  tempo
  assessore per il commercio e, prima di intervenire nel merito della
  questione  del patto di stabilità, vorrei ricordare le tante  volte
  che ho incontrato i dirigenti e i presidenti di Camere di commercio
  che  si  rivolgevano al Governo regionale per ottenere  risorse  in
  quanto,  sotto l'aspetto finanziario delle risorse,  le  Camere  di
  commercio siciliane certamente non navigano in buone acque,  tant'è
  che  non  hanno  un  fondo per le pensioni e,  spesso,  negli  anni
  passati,   hanno  fatto  ricorso  all'incremento  delle  quote   di
  partecipazione di tutte le singole società che sono  iscritte  alle
  Camere  di  commercio per cercare di arrivare  ad  un  bilancio  in
  pareggio.
   Fatta  questa  premessa,  é  opportuno  fare  un  chiarimento   di
  carattere generale in ordine al termine di  patto di stabilità .
   Lo Stato, con norma nazionale - mi fa pregio leggerla - stabilisce
  che  Ai fini della tutela dell'unità economica della Repubblica, le
  Regioni  ,   eccetera, eccetera,    concorrono  alla  realizzazione
  degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2011-2013 nelle
  misure  seguenti  eccetera, eccetera , come a volere  rimarcare  la
  responsabilità della Regione.
   E  qui  mi pregio ricordare anche quello che è stato fatto  a  suo
  tempo  a  proposito  dell'incidenza della quota del  personale  nei
  confronti  del  bilancio dei comuni, allorquando avevamo  approvato
  una  norma  che  consentiva di scomputare queste  risorse  e  siamo
  stati, non voglio dire bacchettati dalla Corte dei conti in sede di
  Commissione  Bilancio, ma siamo dovuti ricorrere con forza  ad  una
  norma  soppressiva  proprio per evitare che la Regione  rispondesse
  delle inadempienze delle amministrazioni comunali.
   Ora, lasciare campo libero alle Camere di commercio in ordine alla
  spesa  significa  vessare le imprese siciliane  che  sono  iscritte
  negli  appositi  albi  e  aprire un fatto  di  natura  sperequativa
  rispetto  agli  altri enti senza per questo, mi permetto  di  dire,
  portare vantaggi all'economia siciliana.
   Aggiungo  un  altro  fatto.  Quando abbiamo  approvato  la  norma,
  abbiamo  scritto che a decorrere dal 2011 tutti gli enti,  compresi
  quelli  presso cui la Regione indica i propri rappresentanti,  sono
  obbligati al rispetto del patto di stabilità.
   Una  norma, quindi, che concorre ai risultati di finanza pubblica.
  Una  norma,  mi permetto di dire, che mette tutti in condizione  di
  evitare che la Regione debba soccorrere le Camere di commercio che,
  notoriamente, non versano in buone condizioni economiche.
   Per  evitare  che la Presidenza metta in votazione  questa  norma,
  preannuncio  che chiederò il voto segreto proprio  per  non  creare
  difficoltà  a  tanti  colleghi  parlamentari,  dato  che   potrebbe
  sembrare  che qualcuno voglia impedire lo sviluppo delle Camere  di
  commercio che, per tanti anni, si sono limitate a svolgere un ruolo
  certamente  importante, ma in un momento  di  grave  crisi  per  le
  imprese  e  per  le  attività produttive  devono  dare  anche  loro
  l'esempio.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non vorrei  che
  nel  clima delle teorie contrapposte si commettesse un grave errore
  di  natura giuridica sull'interpretazione del ruolo delle Camere di
  commercio  e  così  pure sulle dimensioni e sulle competenze  delle
  Camere  di  commercio,  le quali svolgono un  ruolo  sicuramente  e
  certamente  importante,  ma  che  possono  essere  sottratte   alla
  disciplina giuridica che vale per gli enti locali. Io vorrei sapere
  se  le Camere di commercio sono sottoposte al rispetto del patto di
  stabilità oppure no. Qui nessuno ce lo ha detto.
   Poi  vorrei  fare  un ragionamento di carattere  generale,  perché
  nella  foga  rischiamo  di  confondere il  ruolo  delle  Camere  di
  commercio  col  ruolo  degli enti locali siciliani,  che  sono  due
  realtà  giuridiche  totalmente  diverse  e  che  sfuggono  ad   una
  normativa  di carattere interpretativo generale così come  qualcuno
  oggi, credo in buona fede ma in maniera erronea, vuole fare capire.
   Poi, vorrei fare un ragionamento di carattere ancora più generale.
   Se  vi sono degli enti, come le Camere di commercio, che oggi  non
  sono  tenuti  a  rispettare il patto di stabilità e  che  hanno  la
  capacità  economica  per attingere a nuovo personale  in  grado  di
  sostenere  le  loro  sempre più crescenti  e  importanti,  e  direi
  indispensabili,  competenze, perché dobbiamo porre  un  limite,  un
  veto  ad  un  ente  che oggi garantisce lo sviluppo  economico  dei
  nostri territori?
   Signor  Presidente, credo che commetteremmo un errore  se  dessimo
  spazio  ad interpretazioni contrarie, certamente in buona fede,  ma
  che  non  tengono conto di una valutazione di carattere  giuridico-
  amministrativo   con  una  difficile  interpretazione   di   natura
  giuridica ed amministrativa.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.1.

   DI MAURO.  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 6.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento dagli onorevoli Ammatuna, Arena, Calanducci,  Cappadona,
  Currenti,  Di  Benedetto,  Di  Guardo,  Gentile,  Minardo,  Musotto,
  Pogliese,   Romano,  indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto
  dell'emendamento 6.1.
   Chiarisco  il significato del voto. Poiché si tratta di emendamento
  soppressivo dell'articolo, in questi casi il Regolamento prevede che
  si ponga in votazione il mantenimento  dell'articolo.
   Pertanto,  chi  vuole che l'articolo 6 rimanga  in  vita  preme  il
  tasto verde, chi vuole sopprimere l'articolo 6 preme il tasto rosso,
  chi si astiene preme il tasto bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano:  Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena,  Barbagallo,
  Bonomo,   Bufardeci,  Buzzanca,  Calanducci,  Campagna,  Cappadona,
  Caputo, Cimino, Colianni, Cordaro, Cristaudo, Currenti, D'Agostino,
  D'Asero,  De  Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo,  Di  Guardo,  Di
  Mauro,   Dina,  Falcone,  Faraone,  Federico,  Formica,   Galvagno,
  Gentile,  Greco,  Gucciardi, Laccoto, Leanza Nicola,  Leontini,  Lo
  Giudice, Maira, Marinello, Marrocco, Minardo, Mineo, Musotto, Oddo,
  Panarello,  Panepinto,  Parlavecchio, Picciolo,  Pogliese,  Ragusa,
  Raia,   Rinaldi,  Romano,  Ruggirello,  Savona,  Scilla,  Speziale,
  Torregrossa, Vinciullo.

   Astenuti: Cracolici, Giuffrida, Scammacca.

   Sono in congedo: Bosco, Forzese, Lentini, Marinese, Scoma.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

    Presenti              64
    Votanti               63
    Maggioranza      32
    Favorevoli          34
    Contrari              26
    Astenuti               3

                         (L'Assemblea approva)

   Pertanto, l'articolo 6 rimane in vita.
   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                             «Articolo 7.

                Certificazione dei crediti vantati nei
              confronti della Regione e degli enti locali

   1.  All'articolo 14 della legge regionale 14 maggio  2009,  n.  6,
  sono apportate le seguenti modifiche ed integrazioni:

    a) al comma 1 dopo le parole  nei pagamenti dei debiti', inserire
  le  seguenti   della  Regione  e' e  dopo  le  parole   gli  stessi
  certificano' inserire le seguenti  secondo la normativa in  materia
  di   patto   di   stabilità   e   di  pagamenti   delle   pubbliche
  amministrazioni'.

   b) dopo il comma 2 è inserito il seguente:

    2 bis. Al fine di agevolare le operazioni di cessione del credito
  certificato di cui al comma 1, l'Assessore regionale per l'economia
  è  autorizzato a sottoscrivere un apposito protocollo di intesa con
  l'Associazione Bancaria Italiana - Sicilia cui possono  aderire  le
  banche  e  gli  intermediari finanziari operanti  in  Sicilia.  Nel
  medesimo  protocollo di intesa sono disciplinati  i  termini  e  le
  modalità  di  applicazione della certificazione nel rispetto  della
  normativa  in  materia di patto di stabilità e di  pagamenti  delle
  pubbliche amministrazioni.'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                             «Articolo 8.
                           Credito d'imposta

   1.  Per le finalità di cui alla legge regionale 17 novembre  2009,
  n.  11,  da  conseguire secondo i termini e le modalità procedurali
  previste   dai   provvedimenti  attuativi  della  medesima   legge,
  richiamati all'articolo 1 della legge regionale 12 agosto 2011,  n.
  20,   è  autorizzato  a  valere  sull'esercizio  finanziario   2011
  l'utilizzo dell'ulteriore importo di 70.000 migliaia di  euro,  cui
  si  provvede  con  riduzione  di pari  importo  del  fondo  di  cui
  all'articolo  3  della legge regionale 26 ottobre  2001,  n.  15  e
  successive modifiche ed integrazioni.

   2.  L'impegno  di spesa derivante dall'attuazione  del  precedente
  comma   potrà  essere  assunto  entro  quindici  giorni  successivi
  all'entrata in vigore della presente legge».

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  su
  questo  articolo perché sento il dovere di farlo essendo tra quanti
  hanno  sostenuto  e  sostengono  la modalità  di  utilizzazione  di
  risorse  regionali, pubbliche, per la verità anche dello  Stato  ed
  europee,  attraverso  il credito d'imposta. Non  posso  che  essere
  favorevole  a  questa modalità, così come lo siamo  stati  sia  nel
  varare  la legge sugli aiuti sia nella manovra finanziaria  scorsa,
  dove  abbiamo  utilizzato una parte dell'avanzo di  amministrazione
  per applicarlo al credito d'imposta.
   Però,  ho il dovere di dire in questo momento, considerato  quello
  che è avvenuto ieri con la notizia dell'impugnativa del Commissario
  dello  Stato sulle modalità di copertura, ho il dovere di  chiedere
  al  Governo  di valutare se in questo momento, mantenendo  in  vita
  questo  articolo  nel  testo - anche se, come  probabilmente  sarà,
  dovessimo  separarne i voti e i destini con due testi  separati  -,
  non rischiamo di fare un danno all'istituto del credito d'imposta.
   Io  mi  fermo  qui.  Credo di avere detto tutto  nella  forma  più
  corretta  con la quale potevo dirlo, perché credo che rischiamo  di
  fare danni.
   Se  il  Governo si assume la responsabilità che questo non produce
  danni,  ne  prenderò atto. Temo che così rischia di  non  essere  e
  faremo  danni  seri  ad  un sistema di aiuti all'economia  ed  alle
  imprese.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo articolo
  8  concernente  il  credito  di imposta voglio  dichiarare  le  mie
  perplessità. Una è quella dovuta al fatto che si tratta di  materia
  propria  di  finanziaria,  e  non  di  esercizio  provvisorio.   Ma
  soprattutto, e spero che l'onorevole Cracolici mi ascolti,  ritengo
  che  queste risorse debbano essere messe nel bilancio della Regione
  per il 2012, perché non vorrei che queste risorse vadano imputate a
  delle  graduatorie già fatte sì da determinare uno scorrimento  dei
  soggetti beneficiari.
   Per  questa  ragione, ritengo che il credito di  imposta,  sebbene
  possa  essere  un  ottimo  strumento per agevolare  l'imprenditoria
  siciliana, deve poter avere una struttura procedimentale  del  2012
  collegata  ad  un  bando  che,  in riferimento  a  quelle  risorse,
  determini  anche la chiusura dell'intervento economico. Invece,  in
  questo  modo,  noi  rischiamo di dare copertura ad  interventi  già
  conosciuti, che non hanno potuto avere copertura finanziaria, e che
  l'Aula va a sanare.
   Ritengo  che non sia né un'operazione trasparente né un'operazione
  giusta rispetto a quanti possono intervenire per partecipare ad  un
  bando nel 2012.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    sarò
  telegrafico.
   Bene  ha  fatto  il  Governo a ritirare l'emendamento  soppressivo
  perché   questo   Governo,  un  Governo  che   deve   salvaguardare
  l'autonomia  di  questa  Regione, di questo  Statuto  speciale,  di
  questo Parlamento, non deve avere timore delle proprie azioni, deve
  avere  il  coraggio di salvaguardare gli investimenti a favore  del
  sistema produttivo siciliano.
   Stiamo  parlando di una norma che ha avuto tutte le autorizzazioni
  da  parte della Commissione europea, ha passato il vaglio che aveva
  necessità di superare, ha avuto dal Commissario dello Stato lo  sta
  bene  sui primi 120 milioni di euro che erano stati finanziati  con
  lo  stesso  sistema;  quindi non vedo  per  quale  motivo  oggi  70
  milioni,  che mettiamo a completamento del finanziamento  per  dare
  risposta  a  tutte  le  ipotesi  di  investimento  che  sono  state
  prospettate, non debbano essere coerentemente salvaguardati.
   Noi pregheremo il Commissario dello Stato - lo facciamo con questo
  intervento  e  con  gli atti parlamentari, di essere  a  sua  volta
  coerente  -  senza  avere paura di minacce e di ritorsioni  future,
  perché non credo che possiamo temere minacce e ritorsioni future.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 8.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                             «Articolo 9.
                  Norme in materia di consorzi agrari

   1.  La disciplina di cui alla legge regionale 28 novembre 2002, n.
  21, va interpretata nel senso che la stessa si applica al personale
  dei  consorzi agrari in servizio alla data del 31 dicembre  2009  e
  che   cesseranno   dal  medesimo  servizio  in  conseguenza   dello
  scioglimento del consorzio o della chiusura definitiva  di  settori
  di attività».

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei intervenire sull'articolo  9
  per spiegare meglio l'interpretazione autentica.
   Per  comprendere  il  problema della interpretazione  autentica  è
  necessaria una ricostruzione del complesso quadro normativo che  la
  sottende.
   Secondo l'articolo 127, comma 9, della legge regionale n. 11/2010,
   in  attuazione dell'articolo 18 del d.l. 30 dicembre 2008 n.  207,
  convertito  con modifiche dalla legge 27 febbraio 2009,  n.  14  il
  termine  di  cui all'articolo 2, comma 2, della legge regionale  28
  novembre  2002,  n.  21  è  prorogato al 31  dicembre  2009  per  i
  lavoratori già in servizio alla stessa data .
   Due sono le disposizioni richiamate.
   In  primo luogo l'articolo 18 del d.l. n. 207/2008, dispone che  i
  termini di cui all'art. 26, comma 1, del d.l. 31 dicembre 2007,  n.
  248, convertito con modifiche dalla legge 28 febbraio 2008, n.  31,
  relativi  alla  chiusura  delle procedure  di  liquidazione  coatta
  amministrativa dei consorzi agrari, nonché relativi  alla  chiusura
  delle  procedure di liquidazione coatta amministrativa dei consorzi
  agrari,  nonché relativi al termine per l'adeguamento degli statuti
  dei consorzi agrari medesimi, sono prorogati al 31 dicembre 2009 .
   La seconda delle due disposizioni richiamate dalla legge regionale
  n.  11/2010,  è  l'articolo 2, comma 2, della  legge  regionale  28
  novembre 2002, n. 21.
   Essa  recita  così:  Per il personale dei consorzi agrari  di  cui
  all'art.  43 della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30  ancora  in
  servizio  presso  i consorzi medesimi, la disciplina  di  cui  alla
  presente legge si applica ( ) fino al 31 gennaio 2004 .
   La  disposizione  in  questione rinvia, a sua volta,  all'art.  43
  della l.r. 7 agosto 1997, n. 30.
   L'articolo  43  della legge regionale n. 30/1997 prevede  che   le
  disposizioni  di  cui all'art. 12 della legge regionale  23  maggio
  1991,  n. 36 e s.i.m. sono estese al personale dei consorzi  agrari
  che  cesserà  dal  servizio in relazione alla  chiusura  definitiva
  dell'attività e di settori di attività .
   Sempre  l'articolo  2,  comma 2, n. 21/2002  fa  riferimento  alla
   disciplina di cu alla presente legge : ossia al disposto dell'art.
  1  della stessa legge reg. n. 21/1992 che prevede il passaggio alla
  RESAIS,  in   un'apposita area speciale transitoria ad esaurimento
  del personale di cui all'art. 12 della l.r. n. 36/1991 (cooperative
  agrarie,  cantine  sociali e loro consorzi); mentre  l'articolo  2,
  comma  2, estende tale disciplina al personale dei consorzi  agrari
  di cui all'articolo 43 della l.r.  n. 30/1997.
   Delle  disposizioni  sopra citate fanno  riferimento  ai  consorzi
  agrari: l'art. 18 del d.l. n. 207/2008 convertito in legge 14/2009;
  l'articolo  2,  comma 2, l.r. n. 21/2002; l'art. 43 della  l.r.  n.
  30/1997.
   La  prima  di  queste tre disposizioni prende in considerazione  i
  consorzi agrari in liquidazione coatta amministrativa (per  fissare
  al  31  dicembre  2009  la  data di chiusura  del  procedimento  di
  liquidazione).
   Le  altre  due disposizioni prendono in considerazione i  consorzi
  che  hanno chiuso definitivamente l'attività o settori di attività.
  Questo è il senso del rinvio che l'art. 2, comma 2, legge regionale
  n.  21/2002  - alla quale a sua volta rinvia l'art. 127,  comma  9,
  della  legge  regionale  n. 11/2010 - fa all'art.  43  della  legge
  regionale n. 30/1997.
   Poiché  il termine del 31 dicembre 2004 veniva stabilito dall'art.
  2,  comma 2, della legge regionale n. 21/2002 per il personale  dei
  consorzi  che  avevano cessato l'attività o chiuso  un  settore  di
  attività  - personale cui era consentito il passaggio alla  Resais,
  anche  la proroga al 31 dicembre 2009 (articolo 127 legge regionale
  n. 11/2010) riguarda lo stesso personale.
   A  detto personale si aggiunge, in forza del richiamo all'articolo
  18  del  d.l.  n. 207/2008, convertito nella legge n.  14/2009,  il
  personale  dei  consorzi sottoposti a procedimento di  liquidazione
  coatta   amministrativa:  al  quale  viene   esteso   (o   comunque
  riconosciuto) detto beneficio.
   Se così non fosse, non avrebbe senso il rinvio che l'articolo 127,
  comma  2,  fa  all'articolo 2, comma 2, della l.r. n.  21/2004.  La
  disposizione   richiamata,   infatti,   rinviando   a   sua   volta
  all'articolo 343 della l.r. n. 30/1997, ha come soli destinatari  i
  dipendenti dei Consorzi agrari che hanno chiuso l'attività o  hanno
  chiuso settori di attività. Dal momento che l'articolo 2, comma  2,
  legge  regionale  n. 21/2004 rimanda all'articolo  43  della  legge
  regionale  n. 43/1997 che contempla i consorzi che abbiano  cessato
  definitivamente l'attività o settori di attività,  la  proroga  del
  termine  (dal  31 dicembre 2004 al 31 dicembre 2009)  non  può  che
  riguardare (anche) il personale di detti consorzi.
   Né  rileva  il  fatto che l'articolo 43 della legge  regionale  n.
  30/1997   sia   stato   abrogato.  È   stato   abrogato,   infatti,
  dall'articolo 3 della citata legge regionale n. 21/2002: la  quale,
  tuttavia  lo  richiama  (all'art. 2) per  identificare  i  consorzi
  agrari il cui personale ha diritto di transitare alla RESAIS, ossia
  i Consorzi che cessino l'attività o chiudano settori di attività.
   Quindi  hanno diritto di transitare alla Resais: il personale  dei
  consorzi agrari in liquidazione coatta amministrativa; il personale
  dei  consorzi agrari che abbiano disposto la chiusura dell'attività
  o  di settori di attività. Di questa seconda categoria fa parte  il
  Consorzio agrario di Palermo.
   Considerato che già l'Ufficio Legislativo e legale della  Regione,
  attivato    dall'Assessorato   delle   risorse    agricole    circa
  l'interpretazione  della  norma,  ha  sottolineato  l'oscurità  del
  quadro  normativo suesposto senza escludere che si possa addivenire
  ad  una  interpretazione diversa della norma rispetto alle modalità
  applicative  attuali, si pone la necessità di  una  interpretazione
  autentica della norma da parte del legislatore, che ne assicuri una
  applicazione trasparente e prevenga l'insorgere di contenziosi  per
  l'Amministrazione.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, chiedo al Governo se questo  articolo
  necessiti di copertura finanziaria. Soltanto questa era la domanda.

   PRESIDENTE.   No,   onorevole  Falcone,  non   prevede   copertura
  finanziaria perché è una norma di interpretazione autentica.
   Pongo  in  votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                             «Articolo 10.
              Oneri di gestione in materia di formazione
                             professionale
           Modifiche all'articolo 1 legge regionale 10/2011

   Al comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 7 giugno 2011, n.
  10,  dopo  le  parole   A carico del fondo possono  altresì  essere
  disposti'  sono  aggiunte le parole  il pagamento  degli  oneri  di
  gestione ad esso connessi, nonché'».

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                             «Articolo 11.

          Modifiche del comma 2 dell'articolo 132 della legge
         regionale 16 aprile 2003, n. 4 in materia di fondo di
              garanzia personale formazione professionale

   1.  Al  comma 2 dell'articolo 132 della legge regionale 16  aprile
  2003,  n.  4,  le parole da  Per gli anni successivi'  sino  a  '27
  aprile 1999, n. 10.' sono soppresse».

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                             «Articolo 12.

          Condizione di eleggibilità alla carica di sindaco.
         Modifiche all'articolo 3 della legge regionale 7/1992

   1.  Al  comma  3 dell'articolo 3 della legge regionale  26  agosto
  1992,  n. 7 e successive modifiche ed integrazioni, dopo le  parole
   una sola volta.' sono aggiunte le seguenti parole  È consentito un
  terzo  mandato  consecutivo se uno dei due  mandati  precedenti  ha
  avuto  durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno, per causa
  diversa dalle dimissioni volontarie'».

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                             «Articolo 13.
             Modifiche di norme in materia di composizione
                  della giunta comunale e provinciale

   1. All'articolo 13 della legge regionale 5 aprile 2011, n. 6, dopo
  le  parole  e 12.', aggiungere le seguenti parole:  Le disposizioni
  di cui ai commi 2 e 4 dell'articolo 4 producono effetti a decorrere
  dalla prima tornata elettorale successiva all'1 gennaio 2012».

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Vediamo  se la richiesta è appoggiata  a  termini  di
  Regolamento.
   Onorevole Leontini, in questi giorni di questa norma - credo molto
  a  sproposito - si è parlato sulla stampa locale e anche su  quella
  nazionale.
   La  Presidenza  ritiene  che lei, in qualità  di  presentatore  di
  questa  norma, farebbe bene a spiegarlo, chiarendo soprattutto  che
  non  si  tratta  di una norma salva-parenti, come è stato  scritto,
  spesso  -  ripeto - a sproposito. La spieghi bene così  capiamo  di
  cosa stiamo parlando.

   LEONTINI. Signor Presidente, dice bene lei,  a sproposito', poiché
  è  stata  strumentalizzata la ratio di questa norma. Non potrei  io
  modificare  o rinnegare un articolo che, assieme ai colleghi  della
  maggioranza  e  della  minoranza, otto mesi fa  ho  contribuito  ad
  inserire nel disegno di legge che adesso si intende modificare. Per
  una  sorta  di negligenza nella formulazione completa dell'articolo
  non    fu    specificata   l'applicabilità   e    le    conseguenze
  dell'applicazione di questo articolo, e il testo  rimase  formulato
  in modo generico.
   Cosa accade, quindi, in funzione di questo articolo?
   Accade  che  dal primo gennaio 2012 tutti i sindaci e i presidenti
  di  provincia  saranno  costretti a far soccombere  una  delle  due
  cariche  incompatibili: in questo caso, la carica di amministratore
  con  quella  di  consigliere comunale o  provinciale.  Molti  degli
  assessori  comunali e provinciali sono stati nominati  dai  sindaci
  non  direttamente, ma in quanto ex consiglieri che si sono dimessi,
  dopo avere preso i voti. Pertanto, in questo caso, il rischio è che
  l'intero  tessuto degli enti locali, dal primo gennaio 2012,  possa
  trovarsi  in  tilt perché insorgeranno vertenze e  contenziosi  che
  bloccheranno  e  ingesseranno  la vita  amministrativa  degli  enti
  locali.  Piuttosto che destabilizzare un ciclo in corso,  la  norma
  aveva la ratio di disciplinare un ciclo ex novo.
   Noi  non  siamo per sopprimere la legge. Siamo per farla decorrere
  dal  prossimo  turno elettorale, in modo tale che possa  servire  a
  disciplinare il nuovo ciclo.
   E'  possibile che, durante il campionato di calcio, si  decida  di
  sopprimere il calcio di rigore o il calcio d'angolo? E' chiaro che,
  alla  settima giornata di campionato, non si possono modificare  le
  regole perché coloro che oggi fanno parte della giunta sono entrati
  a farne parte in base ad un sistema precedente, che prevedeva che i
  consiglieri  si dovessero dimettere, dopo avere preso i  voti,  per
  poter entrare in giunta.
   Chiaramente,  in  questo  caso,  se  il  primo  gennaio  dovessimo
  applicare meccanicamente la norma, il diritto soccombente è  quello
  dell'assessore, non certo quello del consigliere che è eletto.
   Siccome,  la maggior parte degli assessori sono entrati in  giunta
  in  virtù  di una loro candidatura al consiglio comunale,  coronata
  dal successo e poi dalla scelta dell'inserimento in giunta, noi  ci
  troveremmo  di fronte alla fattispecie di persone che,  pur  avendo
  avuto  i  voti come consiglieri comunali e pur essendo  entrati  in
  giunta,  oggi  dovrebbero  dimettersi  perché  un  loro  cugino  di
  un'altra  lista  e di un altro schieramento si trova  in  consiglio
  comunale
   Andremmo  così a penalizzare tutti i consigli comunali e tutte  le
  giunte di Sicilia.
   Pertanto,  ripeto,  la ratio non è quella di sopprimere la  norma,
  né   di   bloccarla  o  di  ingessarla:  è  quella  di  consentirne
  l'applicazione  in  modo corretto affinché  possa  disciplinare  il
  nuovo corso e non destabilizzare quello uscente.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, c'è una richiesta di voto  segreto,
  lei sta facendo parlare su cosa?

           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 13

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   dagli   onorevoli  Ammatuna,  Apprendi,   Barbagallo,
  Colianni,   De  Benedictis,  Faraone,  Federico,  Galvagno,   Greco,
  Gucciardi,  Maira,  Marinello, Marrocco,  Marziano,  Minardo,  Oddo,
  Panarello,  Panepinto  e Scilla, indìco la votazione  per  scrutinio
  segreto dell'articolo 13.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano:  Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena,  Barbagallo,
  Bonomo,   Bufardeci,  Buzzanca,  Calanducci,  Campagna,  Cappadona,
  Caputo,  Caronia, Cimino, Colianni, Cordaro, Cracolici,  Cristaudo,
  Currenti, D'Agostino, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Dina,
  Faraone,  Federico, Formica, Galvagno, Gentile,  Giuffrida,  Greco,
  Gucciardi,  Laccoto, Leanza Nicola, Leontini,  Lo  Giudice,  Maira,
  Marinello,  Marrocco,  Marziano,  Minardo,  Mineo,  Musotto,  Oddo,
  Panarello,  Panepinto,  Parlavecchio, Picciolo,  Pogliese,  Ragusa,
  Raia,  Romano,  Ruggirello,  Savona, Scammacca,  Scilla,  Speziale,
  Termine, Torregrossa, Vinciullo.

   Si astiene: Limoli.

   Sono in congedo: Bosco, Forzese, Lentini, Marinese, Scoma.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

    Presenti              63
    Votanti               62
    Maggioranza      32
    Favorevoli         19
    Contrari             42
    Astenuto             1

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  per  fare   il   punto   sugli
  emendamenti aggiuntivi sospendo la seduta.
      (La seduta, sospesa alle ore 17.46 è ripresa alle ore18.33)

   La seduta è ripresa.

            Assume la Presidenza il Vicepresidente Formica

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, comunico che  degli  emendamenti
  aggiuntivi presentati sono ammissibili i seguenti:
   - dagli onorevoli Marrocco, Lupo e Savona: A22, identico all'A7;
   - dall'onorevole Savona A5;
   - dall'onorevole Bufardeci: A11.

   Tutti gli altri emendamenti aggiuntivi sono improponibili.
   Si passa all'emendamento A22. Ne do lettura:

   «Aggiungere il seguente articolo:
    Art .  - 1. 1. Le disposizioni di cui al comma 5 bis all'art.  3,
  del   decreto   legge  30  aprile  2010,  n.  64,  convertito   con
  modificazioni dalla legge 29 giugno 2010, n. 100, a decorrere dalla
  data di entrata in vigore della presente legge, si applicano, anche
  in  deroga a quanto previsto dall'articolo 1, comma 10 della  legge
  regionale  29 dicembre 2008, n. 25 e dell'articolo 8, comma l della
  legge  regionale 29 dicembre 2010, n. 24, alla Fondazione Orchestra
  Sinfonica  Siciliana, senza ulteriori oneri a carico  del  bilancio
  della  Regione. ».

   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A5. Ne do lettura:

   «Aggiungere il seguente articolo:

    Art .   - Norma per l'editoria - 1. L'Assessore regionale per  le
  attività  produttive  è autorizzato a completare  l'erogazione  dei
  contributi  previsti  dall'articolo 37  della  legge  regionale  23
  dicembre  2000,  n.  32  e  successive modifiche  ed  integrazioni,
  limitatamente  alle  domande  già  esitate,  previa  verifica   dei
  requisiti richiesti e sulla base dell'istruttoria già compiuta, con
  riferimento  esclusivo  alle esposizioni bancarie,  finanziarie  ed
  erariali   in   essere   alla  data  del  31   dicembre   1999   ed
  all'autorizzazione  già  disposta  dall'Esecutivo  comunitario  con
  decisione  n.  C.  (2003)  378  del  2003.  Nessuna  erogazione  di
  contributi  può essere disposta oltre il periodo considerato  dalla
  citata  decisione  comunitaria, nonché in  favore  di  imprese  non
  risultate  finanziabili  in  sede  di  istruttoria  delle   domande
  presentate ai sensi degli articoli 31 e 37 della legge regionale 23
  dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche ed integrazioni. Per la
  finalità del presente articolo l'Assessore regionale per l'economia
  è  autorizzato  a  concedere, nell'esercizio finanziario  2012,  un
  contributo  pari  a 500 migliaia di euro. La relativa  spesa  trova
  riscontro  nel bilancio pluriennale della Regione 2011-2013  -  UPB
  4.2.1.5.2. ».

   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A11. Ne do lettura:

   «Aggiungere il seguente articolo:
    Art   1.  Al  comma 1 dell'articolo 60 della legge  regionale  26
  marzo 2002, n. 2, e successive modifiche ed integrazioni, le parole
   31 dicembre 2011' sono sostituite dalle parole  31 dicembre 2013'.

   2.  Gli  oneri derivanti dal comma 1, valutati in 100 migliaia  di
  euro  per  ciascuno degli esercizi finanziari 2012 e 2013,  trovano
  riscontro  nel bilancio pluriennale della Regione 2011/2013  -  UPB
  4.2.1.5.2. ».

   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


            Annunzio di presentazione di ordine del giorno

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  l'ordine  del  giorno n. 627 «Promulgazione, con l'omissione  delle
  parti  impugnate,  della delibera legislativa  recante   Misure  in
  materia  di  personale della Regione siciliana  e  di  contenimento
  della  spesa'»(ddl  nn. 828-563-824/A), degli onorevoli  Cracolici,
  Maira, Leontini, Marrocco ed altri. Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO  che la Corte costituzionale, nella sentenza n.  205  del
  1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
  legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza  la
  consumazione  del  suo  potere  di  promulgazione,  provocando   la
  caducazione di tutte le norme non promulgate;

   CONSIDERATO che:

   la  citata  giurisprudenza costituzionale  ha  consentito  che  il
  Presidente  della  Regione  sia  vincolato,  riguardo  al  tipo  di
  promulgazione  da esercitare, non solo da delibere legislative,  ma
  anche da atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del giorno);

   l'Assemblea  regionale  siciliana, nella  seduta  n.  309  del  22
  dicembre 2011, ha approvato il disegno di legge recante 'Misure  in
  materia  di  personale della Regione siciliana  e  di  contenimento
  della spesa.' (ddl. nn. 828-563-824/A);

   la  citata  delibera,  è  stata impugnata  in  modo  parziale  dal
  Commissario  dello Stato per la Regione siciliana con ricorso  alla
  Corte  costituzionale e notificato al Presidente della  Regione  in
  data 27 dicembre 2011;

   RITENUTO   che  occorra  conciliare  l'esigenza  che  la  suddetta
  delibera sia promulgata, sia pur parzialmente, dal Presidente della
  Regione,  con  l'altra che discende dall'opportunità di  consentire
  alla Corte costituzionale di pronunciarsi sulle norme censurate,

                  impegna il Presidente della Regione

   a  promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la  delibera
  legislativa  approvata nella seduta n. 309  del  22  dicembre  2011
  recante  'Misure in materia di personale della Regione siciliana  e
  di contenimento della spesa.' (ddl. nn. 828-563-824/A);

   a riproporre in un apposito disegno di legge le norme della citata
  delibera  legislativa, oggetto del predetto ricorso  da  parte  del
  Commissario dello Stato». (627)

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, avverto che nella seduta successiva,  che  si
  terrà  da  qui  a  poco, si procederà a votare separatamente,  dopo
  avere provveduto al relativo stralcio, il disegno di legge n. 829/A
  e il disegno di legge n. 829-Stralcio/A  Disposizioni in materia di
  contabilità e di patto di stabilità regionale. Modifiche  di  norme
  in  materia  di  sistema pensionistico. Nuove norme in  materia  di
  condizioni di eleggibilità alla carica di sindaco .
   Comunico, altresì, che è stato presentato il disegno di  legge  n.
  834   Riproposizione  di norme impugnate in  materia  di  personale
  della Regione siciliana .
   Per  consentire alla Commissione Bilancio di esaminarlo, la seduta
  è rinviata ad oggi, mercoledì 28 dicembre 2011, alle ore 18.45, con
  il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   I  -  Comunicazioni

   II -  Discussione del disegno di legge:

   «Riproposizione  di norme impugnate in materia di personale  della
  Regione siciliana» (n. 834)
             Relatore: on. Savona

   III - Votazione finale dei disegni di legge:

   1)  «Autorizzazione per l'esercizio provvisorio per l'anno 2012  e
  proroghe contratti» (n. 829/A)

   2) «Disposizioni in materia di contabilità e di patto di stabilità
  regionale.  Modifiche di norme in materia di sistema pensionistico.
  Nuove norme in materia di condizioni di eleggibilità alla carica di
  sindaco» (n. 829-Stralcio/A)

                   La seduta è tolta alle ore 18.40

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli