Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura dei processi verbali delle
sedute numeri 308 e 309 che, non sorgendo osservazioni, si
intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lentini, Forzese, Scoma e
Bosco sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Norme in materia di difesa del suolo e di prevenzione del
rischio idrogeologico. (n. 832)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Beninati il
27 dicembre 2011
- Proroga dei termini di cui al comma 2 dell'articolo 60 della
legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, già modificati dal comma 1
dell'articolo 32 della legge regionale 8 gennaio 2007, n. 2. (n.
833)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Pogliese,
Buzzanca, Caputo, Falcone e Vinciullo il 27 dicembre 2011.
Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato
PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
siciliana, con ricorso notificato il 27 dicembre 2011, ha
impugnato i sotto elencati articoli della deliberazione legislativa
recante Misure in materia di personale della Regione siciliana e
di contenimento della spesa. (ddl. nn. 828-563-824/A), approvata
dall'Assemblea il 22 dicembre 2011:
- 1, commi 1, 2 e 9 per violazione degli articoli 81, comma 4 e
117, comma 2, lettera l) della Costituzione;
- 2, 3, 4, 5 e 7, comma 2 per violazione dell'articolo 81, quarto
comma della Costituzione;
- 8 per violazione degli articoli , 51 e 97 della Costituzione.
Onorevoli colleghi, alla luce della recente impugnativa, da parte
del Commissario dello Stato, di una buona parte delle norme sulla
proroga dei precari e la stabilizzazione di alcuni dipendenti della
Regione, il Governo è impegnato con la Commissione Bilancio e con
gli uffici a riscrivere una norma da approvare come emendamento
alla legge numero 829/A, quanto meno per la proroga dei precari;
probabilmente l'ipotesi più plausibile, in questo momento, è la
proroga di un paio di mesi legata all'esercizio provvisorio.
Pertanto, è in via di formulazione il testo al netto dell'ordine
del giorno di cui dovremmo discutere con il Governo per pubblicare
le norme non impugnate dal Commissario dello Stato.
Alla luce di queste considerazioni ed anche in virtù del fatto che
la Presidenza sta guardando tutti gli emendamenti al disegno di
legge dell'esercizio provvisorio, anche a seguito dell'impugnativa
del Commissario dello Stato e considerato che molti di essi
riguardano materia di personale, e quindi si andrebbe ad aggiungere
materia a materia già trattata da altro organo, la seduta sarà
sospesa e riprenderà oggi pomeriggio, alle ore 15.00.
Questo è l'orientamento della Presidenza per andare avanti con
l'esame del disegno di legge sull'esercizio provvisorio e con le
norme che, nel frattempo, verranno scritte dagli uffici, dal
Governo e dalla Commissione Bilancio.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, concordo con la sua decisione perché
la richiesta che volevo fare a lei e all'Assemblea era di ancorare
l'approvazione di un provvedimento legislativo a favore dei precari
- è chiaro che i precari non possono rimanere a casa dal prossimo 1
gennaio - all'approvazione dell'esercizio provvisorio. Vedo che lei
lo ha già fatto, la ringrazio per questo.
CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero con il mio
intervento di attivare le condizioni per avviare un percorso vero
ed istituzionale con alcuni organi dello Stato presenti nella
nostra Regione, poiché questo testo sulla stabilizzazione del
precariato nella nostra Regione è sicuramente un testo molto
delicato e molto sentito che, negli anni, è stato discusso.
Diversi parlamentari regionali, sia in Commissione Affari
istituzionali' sia in Commissione Bilancio' ma anche in Aula,
hanno creato le condizioni per non presentare ulteriori emendamenti
nella convinzione che diversi interlocutori hanno posto sempre a
giustificazione di alcuni trattamenti di disparità rispetto ad
alcuni lavoratori precari, di avere concordato, di avere parlato,
di avere attenzionato alcune problematiche già al Commissario dello
Stato.
Oggi, questa legge - guarda caso - viene impugnata in buona parte
delle sue norme, viene impugnata nel cuore stesso della legge e
ritengo che su alcuni passaggi, su alcune interlocuzioni - per non
millantare e non far credere che vi siano dei falsi rapporti di
concordia e di condivisione su alcune azioni - è bene che ci si
muova per vie istituzionali e, probabilmente, anche per iscritto.
Già da tempo il Governo poteva attivare la proroga, come sempre è
stato fatto negli anni, perché sappiamo che la proroga si può ben
collegare nell'ambito dell'esercizio provvisorio, e i soggetti da
prorogare sono i precari storici.
Una legge così importante va condivisa e apprezzata, tenendo conto
che il mondo del precariato siciliano è un mondo vasto che va
conosciuto e difeso. Come i precari della SORIS ad esempio, che
oggi non sono più inseriti nella legge, ma che sono quei lavoratori
che hanno sostenuto e che sostengono alcune situazioni di emergenza
che vive il nostro Paese; altri precari di altri enti regionali,
come quelli dell'Ente di sviluppo agricolo, i quali hanno la
necessità di un confronto sereno con la Commissione e, soprattutto,
con quei parlamentari che hanno esperienza e che non millantano
rapporti col Commissario dello Stato che, guarda caso, poi impugna
le nostre leggi.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.00.
(La seduta, sospesa alle ore 12.25, è ripresa alle ore 15.40)
La seduta è ripresa.
provvisorio
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge n. 829/A «Autorizzazione per
l'esercizio provvisorio per l'anno 2012 e disposizioni contabili».
Invito i componenti la Commissione Bilancio' a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Savona per svolgere la
relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, la manovra finanziaria che il Governo nazionale si
appresta ad approvare prevede ulteriori contributi a carico delle
Regioni a statuto speciale, ed in particolare per la Sicilia, che
dovrà contribuire in misura pari alle sue dimensioni finanziarie.
In merito la normativa nazionale non prevede alcuna specifica
quantificazione degli oneri posti a carico delle regioni a statuto
speciale, ma rinvia alle procedure previste dall'articolo 27 della
legge 5 maggio 2009, n. 42, la puntuale determinazione finanziaria
di tale impatto.
Ciò impone, per i certi anche se non immediatamente quantificabili
riflessi finanziari a carico del bilancio della Regione, una decisa
revisione dei conti pubblici e quindi dell'intera manovra
finanziaria già depositata in Assemblea regionale con il disegno di
legge n. 800 Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-
2014' e con il disegno di legge n. 80l Disposizioni programmatiche
e correttive per l'anno 2012. Legge di stabilità regionale'.
In tale contesto, la predisposizione dell'unito disegno di legge
di autorizzazione per l'esercizio provvisorio appare, pertanto, un
provvedimento necessario ed un atto di responsabilità da parte del
Governo regionale al fine di evitare il blocco dell'attività
amministrativa considerato l'approssimarsi dell'inizio
dell'esercizio finanziario 2012.
Entrando nel dettaglio, la proposta normativa presentata dal
Governo della Regione che si sottopone all'approvazione del
Parlamento regionale prevede di autorizzare la gestione provvisoria
del bilancio della Regione sino al 29 febbraio 2012 (articolo 1,
comma 1, Capo I del disegno di legge) prevedendo al comma 2 alcune
deroghe alle limitazioni all'assunzione di impegni, imposte dalla
vigente normativa contabile. Infatti, si dispone che la limitazione
per dodicesimi nell'assunzione degli impegni e nell'effettuazione
dei pagamenti non si applichi, oltre che alle spese espressamente
previste dal comma 3, dell'articolo 6 della legge regionale n.
47/1977, anche alle spese concernenti la realizzazione degli
interventi comunitari, previsti sia nei P.POO. dei fondi
strutturali per la Sicilia 2007-2013 che nel PAR-FAS 20072013, al
fine di consentirne la piena utilizzazione. Le ulteriori deroghe,
consentite dal disegno di legge in questione riguardano le spese
per la prevenzione e gli interventi per il controllo degli incendi
boschivi, per gli interventi di tipo conservativo nel settore della
forestazione e per quelli di protezione civile.
L'articolo 2 del Capo I contiene una articolata disposizione che
consente alla Regione di avviare la sperimentazione
sull'armonizzazione dei bilanci, disciplinata dal decreto
legislativo 118 del 2011. Infatti, la Regione siciliana è tra le
cinque regioni che sono state individuate dal Ministero
dell'economia per avviare un nuovo processo di armonizzazione dei
sistemi di bilancio diretto ad uniformare i bilanci e le regole
contabili adottate da tutti gli enti pubblici.
La Regione è stata, infatti, una delle primissime Regioni a
candidarsi per la sperimentazione riconoscendo, nelle nuove
metodologie di rappresentazione dei fatti gestionali del bilancio,
un indispensabile strumento che oltre a razionalizzare l'utilizzo
delle proprie risorse, consentirà un miglior confronto con le altre
realtà regionali, al fine di individuare eventuali margini di
miglioramento nell'utilizzo delle proprie risorse. Si tiene a
sottolineare come la candidatura proposta dalla nostra Regione sia
stata apprezzata positivamente dalla Ragioneria generale dello
Stato poiché la stessa riconosce al sistema contabile della Regione
maggiore rilievo rispetto a quello delle altre autonomie locali,
attribuendole il merito di adottare norme di contabilità già in
linea con la normativa nazionale.
Alla sperimentazione parteciperanno oltre alla Regione alcuni suoi
enti e organismi strumentali che saranno individuati con decreto
dell'Assessore regionale per l'economia nonché almeno un ente
appartenente al Servizio sanitario nazionale.
La partecipazione alla sperimentazione comporta per la Regione un
notevole impatto organizzativo in termini di maggiore impegno
lavorativo dovuto, da un lato, alla necessità di elaborare
contemporaneamente, oltre al bilancio annuale secondo le vigenti
norme contabili regionali, la riclassificazione dello stesso e di
quelli degli enti strumentali interessati secondo i criteri
nazionali e, dall'altro, dall'esigenza di coordinare i relativi
lavori in stretto e continuo raccordo con i citati enti i e gli
uffici della Ragioneria generale dello Stato.
Le principali innovazioni contemplate dalla normativa nazionale
riguardano:
a) princìpi contabili che tendono alla redazione di un bilancio di
cassa con il graduale superamento del principio della competenza
pura', con conseguente introduzione del principio della competenza
finanziaria';
b) la redazione di un bilancio classificato per missioni e
programmi;
c) la predisposizione di un bilancio consolidato che rappresenti
in un unico documento il bilancio della Regione e di tutti gli enti
regionali;
d) l'affiancamento alla contabilità finanziaria, che rimane quelle
principale, la contabilità economica.
Si tiene ad evidenziare che nel processo di attuazione in materia
di sperimentazione dell'armonizzazione dei bilanci partecipa con il
proprio parere la Commissione Bilancio.
Con l'articolo 3 Disposizioni relative al patto di stabilità
regionale' si pongono le basi per la cosiddetta regionalizzazione'
del patto di stabilità. In particolare, fermo restando il principio
di invarianza dei saldi pubblici di finanza, la Regione intende, di
concerto con gli enti locali, programmare la gestione dei saldi di
finanza per indirizzare gli stessi verso azioni virtuose. Infatti,
al fine di garantire, contestualmente, il pieno utilizzo della
capacità finanziaria degli enti locali ed il rispetto dei vincoli
di finanza pubblica, la Regione, in applicazione del comma 141,
articolo l, legge 13 dicembre 2010, n. 220 e successive modifiche
ed integrazioni, può modificare gli obiettivi del Patto di
stabilità interno dei singoli enti locali, in senso peggiorativo o
in senso migliorativo, nel rispetto dell'obiettivo complessivamente
determinato in applicazione dei commi da 87 a 124, articolo l,
legge 13 dicembre 2010, n. 220 e successive modifiche ed
integrazioni e in relazione alla diversità delle situazioni
finanziarie esistenti, ferme restando le disposizioni statali in
materia di monitoraggio e di sanzioni. Le disposizioni in argomento
sono attuate sulla base dei criteri stabiliti con decreto del
Ministero dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza
unificata.
Il Capo II Abrogazioni e modifiche di norme' con l'articolo 4
intende, nell'ottica del contenimento della spesa pubblica, gettare
le basi per addivenire ad un'urgente uniformità, con la modifica
della disposizione contenuta al comma l dell'articolo 39 della
legge regionale n. 10/2000, della materia del pensionamento dei
dipendenti regionali a quella prevista per i dipendenti dello
Stato.
Si ritiene inoltre di evidenziare all'interno del medesimo capo
alcune disposizioni approvate in seno al dibattito sviluppatosi in
Commissione Bilancio.
In particolare l'articolo 7 che consente la certificazione dei
crediti vantati nei confronti della Regione e degli enti locali al
fine di favorire la accelerazione dei pagamenti da parte delle
pubbliche amministrazioni.
Con l'articolo 8, al fine di assicurare nuove risorse in favore
del tessuto produttivo regionale, viene autorizzato l'utilizzo di
ulteriori 70 milioni di euro da destinare al credito d'imposta per
la crescita dimensionale delle imprese.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, intervengo nella discussione generale
soltanto per dire che il testo giunto in Aula è un testo
improvvisato e, ritengo, anche notevolmente provvisorio perché
nell'ambito delle proroghe manca, guarda caso, la proroga per i
lavoratori della SORIS.
CRACOLICI. No, si trovano alla lettera a).
CIMINO. Va bene, controllo se sono stati inseriti.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Marinese è in congedo per
oggi per motivi di salute.
L'Assemblea ne prende atto.
provvisorio
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende la discussione del disegno di legge n. 829/A
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, non si tratta di iniziare da dove
abbiamo concluso, si tratta di stabilire il percorso che dobbiamo
tenere in maniera tale che, una volta che stabiliamo il percorso
che dobbiamo tutti insieme tenere, possiamo tranquillamente
giungere alla fine, possibilmente senza imboscate finali. Le avevo
chiesto, e mi pare di ricordare che lei era d'accordo con me, come
prima cosa da affrontare il problema legato alla proroga del
contratto per i lavoratori precari.
La inviterei a fare distribuire, se c'è, questo emendamento, anche
perché non tutti i deputati lo hanno avuto, e avremmo pure la
necessità di una sospensione di almeno cinque minuti per poter
leggere ed esaminare questo emendamento con la dovuta attenzione.
Parliamo del futuro lavorativo di centinaia di lavoratori, non
possiamo assolutamente sbagliare né dare a qualcuno la sensazione
che stiamo sbagliando perché corriamo.
Su questa vicenda non possiamo più correre. E' necessario che il
Governo, nella speranza che ritorni in Aula, ci spieghi esattamente
come stanno le cose, anche con la presenza dell'assessore al ramo,
in maniera tale da avere la certezza che nessuna categoria rimanga
fuori e così evitiamo i dubbi che poco fa l'onorevole Cimino aveva
espresso circa il rischio che qualcuno venga escluso da questa
proroga.
E' un rischio che non possiamo permetterci, che non vogliamo
permetterci e, nello stesso istante, però, dobbiamo cominciare a
riflettere su cosa è avvenuto.
Siamo tutti rispettosi delle decisioni e della volontà del
Commissario dello Stato, però dobbiamo anche attrezzarci a
replicare con la dovuta certezza che deve contraddistinguere
quest'Aula.
Non è possibile che venga fatto un rilievo del genere da parte del
Commissario dello Stato, il quale, comunque, riconosce la bontà di
tutta l'azione di questo Parlamento, e oggi ancora l'assessore per
l'economia non è intervenuto per dirci se la mancata copertura
lamentata dal Commissario è vera, così come ci è stato detto.
Infatti non bisogna dimenticare che noi deputati abbiamo votato a
seguito dell'assicurazione certa, matematica, che vi era la
copertura e, quindi, pensavamo di avere approvato una legge che
poneva fine, per sempre, al precariato di certe categorie di
lavoratori.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
credo che sarebbe opportuno un attimo di riflessione e che l Aula
si fermi in quanto, dalla relazione testé letta dal presidente
Savona, ci siamo resi conto che é diversa rispetto agli emendamenti
affluiti stasera, fino a qualche attimo fa, in quest'Aula.
Emendamenti di vario genere anche, se vogliamo, in un testo in cui
magari c'è anche qualche articolo su cui il Governo pare abbia
fatto qualche passo indietro. Ad esempio, sul credito d'imposta, i
70 milioni che vengono tolti con un emendamento soppressivo del
Governo e, poi, anche i rilievi mossi da alcuni colleghi,
l'onorevole Cimino e l'onorevole Vinciullo, circa il mancato
inserimento di alcune categorie dei precari.
Tutto questo, secondo me, sarebbe oggetto di riflessione, deve
essere oggetto di riflessione perché il rischio, stasera, è quello
che altrimenti l'Aula può impantanarsi, considerato che ci sono
numerosi emendamenti aggiuntivi che poco hanno a che vedere con
l'esercizio provvisorio che stasera l'Aula dovrebbe varare al fine
di evitare un blocco complessivo della macchina burocratica ed
amministrativa della Regione Sicilia. Se a questo, poi,
aggiungiamo, oltre a quelle che ci sono già state, un'ulteriore
battuta d'arresto, come quella sulla legge per la proroga dei
contratti e per le stabilizzazioni, impugnata proprio ieri dal
Commissario dello Stato, ci rendiamo conto che alcune norme
meriterebbero di essere valutate e vagliate adeguatamente.
In tal senso chiedo che ci sia una sospensione dei lavori d'Aula
di almeno mezz'ora per avere contezza di alcuni emendamenti
aggiuntivi che sono pervenuti e che vorremmo leggere con attenzione
- come, ad esempio, quello sui confidi, ed è presente l'assessore
Venturi, e quello che riguarda le Camere di Commercio - proprio per
evitare che ci sia una confusione generale e che si possa incappare
in un errore, come quello che si è fatto, purtroppo, giovedì scorso
quando, volendo a tutti i costi approvare in maniera veloce la
legge sui precari, alla fine siamo incorsi nella censura, legittima
e oculata, del Commissario dello Stato.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, chiede di parlare nuovamente?
CIMINO. Signor Presidente, non avendo avuto il chiarimento che
speravo di avere chiedo nuovamente di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto al testo
del disegno di legge di autorizzazione dell'esercizio provvisorio
deliberata dalla Commissione Bilancio, e questa copia è stata
votata dai deputati che sostengono l'attuale maggioranza, il testo
arrivato in Aula non contiene alcune parti che ritengo siano
importanti e che sono state approvate in Commissione Bilancio.
Poiché il tema in questione è alquanto delicato e ho contezza,
verificate le carte della Commissione e confrontandole con la
documentazione prodotta qui in Aula, che vi è qualche discrepanza,
ritengo che prima di passare alla trattazione dell'articolo 1 sia
necessario rinviare di mezz'ora i lavori d'Aula per fare il punto
della situazione su alcune proposte che, vedo, mancano.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, ritengo tecnicamente impossibile che
ciò sia accaduto.
Ho conferma dagli uffici e dal presidente della Commissione
Bilancio che è impossibile che una norma approvata in commissione
non sia stata inserita nel testo esitato per l'Aula né posso
fermare i lavori perché lei ha un dubbio. Se lei, però, ha una
richiesta specifica, ne parliamo con gli uffici; ma, di certo, non
posso fermare i lavori d'Aula.
In ogni caso, la Presidenza intende procedere nel seguente modo:
andiamo avanti con il disegno di legge numero 829/A a partire
dall'articolo 1, con gli emendamenti già presentati, a firma
prevalentemente del Governo, che ha presentato pure l'emendamento
di proroga dei contratti del personale precario. Al momento
opportuno, poi, sospenderemo per verificare lo stato dei lavori.
Intanto, si procede con l'articolato. Pertanto dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«CAPO I
Autorizzazione per l'esercizio provvisorio per l'anno
2012 e
disposizioni in materia di contabilità e patto di
stabilità
Articolo 1.
Esercizio provvisorio del bilancio della Regione
1. Il Governo della Regione è autorizzato, a norma dell'articolo 6
della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche
ed integrazioni, ad esercitare provvisoriamente, fino a quando non
sarà approvato con legge regionale e comunque non oltre il 29
febbraio 2012, il bilancio della Regione per l'anno finanziario
2012, secondo gli stati di previsione dell'entrata e della spesa ed
il relativo disegno di legge nonché le note di variazioni
presentate all'Assemblea regionale.
2. La limitazione per dodicesimi nell'assunzione degli impegni e
nell'effettuazione dei pagamenti non si applica, oltre che alle
spese di cui all'ultimo comma dell'articolo 6 della legge regionale
8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, alle
spese concernenti la realizzazione di interventi comunitari
previsti nel Programma operativo 2007-2013 e nei Programmi PAR-FAS
2007-2013, alle spese per la prevenzione e gli interventi per il
controllo degli incendi boschivi, per interventi di tipo
conservativo e, per interventi nel settore della forestazione e per
gli interventi di protezione civile».
Comunico che sono stati presentati dal Governo i seguenti
emendamenti:
- emendamento 1.1:
«All'articolo 1, comma 1, le parole 29 febbraio sono sostituite
con le parole 31 marzo »;
- emendamento 1.2:
«Al comma 1 dell'articolo 1, dopo le parole Assemblea regionale
sono inserite le parole e gli effetti derivanti dalla presente
legge ».
Si passa all'emendamento 1.1. Lo pongo in votazione.
LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
adesso per esprimere la posizione del Gruppo parlamentare PDL sul
disegno di legge. Eviterò di farlo articolo per articolo, ma
proprio l'emendamento del Governo, che allunga i tempi
dell'esercizio provvisorio, mi induce ad intervenire in questo
momento.
Noi siamo, ovviamente, contrari all'esercizio provvisorio e, tra
l'altro, la decisione del Governo di estendere la durata
dell'esercizio provvisorio a marzo la riteniamo ancora più grave e
ancora più dannosa. L'esercizio provvisorio è un danno per la
Sicilia, per le attività produttive, per gli investimenti,
impedisce una seria programmazione e consente al Governo di
affrontare le questioni che riguardano i siciliani non dal punto di
vista dei siciliani, ma dal punto di vista degli interessi del
Governo, delle convenienze del Governo e, perché no, anche delle
preoccupazioni clientelari del Governo. Siamo contrari
all'esercizio provvisorio e, quindi, votiamo contro questo
articolo, contro tutti gli articoli e, alla fine, faremo la
dichiarazione finale contro l'esercizio provvisorio.
Riteniamo che sia un danno, è il quarto ricorso consecutivo in
quattro anni.
E' chiaro che questa fotografia dell'andamento dell'attività di
Governo è significativa del fallimento della sua attività e del
fatto che non si riesca a programmare una seria ed efficace
attività. Gli investimenti sono esclusi, peraltro si deve procedere
a tentoni, stiamo arrivando col fiato sospeso e con l'acqua alla
gola agli ultimi giorni dell'anno e siamo costretti persino a
riscontrare la volontà del Governo di togliere dall'articolato
alcuni articoli importanti proprio perché, come diceva il collega
Cimino poc'anzi, il carattere assolutamente estemporaneo e
raffazzonato degli interventi e dei provvedimenti ci induce a delle
modifiche dell'ultima ora che non hanno né criterio né bussola.
Per tali motivi siamo contrari all'esercizio provvisorio e
voteremo contro questo articolo 1.
ADAMO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, noi siamo
da sempre contrari all'esercizio provvisorio, lo siamo stati l'anno
scorso con molta forza e decisione e lo siamo ancora oggi. Per
senso di responsabilità siamo disponibili a votare l'esercizio
provvisorio, ma certamente non per tre mesi. Noi proponiamo un
mese, possiamo anche stabilire due mesi, ma certamente siamo
assolutamente contrari a portarlo a tre mesi. Quindi, per senso di
responsabilità siamo disposti a votarlo, ma siamo assolutamente
contrari a portare l'esercizio provvisorio a tre mesi.
Riteniamo che ci siano i tempi e tutta la possibilità di
presentare alla Sicilia un progetto di sviluppo economico entro un
paio di mesi.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che votare
l'esercizio provvisorio non sia mai quello si desidera quando si
viene eletti in un Parlamento come atto fondamentale della propria
attività parlamentare. Però voglio anche dire con grande onestà che
dobbiamo dirci le cose come stanno, altrimenti non si capisce
perché siamo a questo esercizio provvisorio e perché siamo
costretti, onorevole Adamo, a proporlo in tre mesi.
Lo dico perché anch'io, che ho valutato necessario un esercizio
provvisorio breve, ritengo che in questo caso siamo assolutamente
costretti e provo a spiegarne i motivi.
Primo, lo dico all'onorevole Leontini: noi abbiamo subìto nel
corso del 2011 una serie di manovre nazionali, compresa l'ultima
varata, credo, la vigilia di Natale da parte del Parlamento
nazionale, il decreto legge numero 201 Salva Italia , e prima
ancora quella di agosto, da parte dei governi nazionali, compreso
quello che si appresterà a difendere tra qualche minuto l'onorevole
Formica - il quale è ormai come quei giapponesi che combattono la
guerra anche quando la guerra è finita - e al quale vorrei
ricordare che Berlusconi non c'è più ed è inutile che continui a
difenderlo.
Ci apprestiamo a fare una manovra finanziaria in cui dovremmo
tagliare, dalle spese della Regione siciliana, un miliardo e
trecento milioni di euro - e questo fino a venerdì scorso -
quindi, pensare di essere in grado di approvare nei termini il
bilancio della Regione come se nulla fosse, di chiudere il bilancio
2012 come se nulla fosse, di fronte ad un taglio di un miliardo e
trecento milioni di euro, lo ritengo obiettivamente un'operazione
quasi impossibile. Quindi, non c'è dubbio che l'esercizio
provvisorio diventa una dolorosa necessità, e aggiungo un'altra
dolorosa necessità.
Come l'onorevole Adamo saprà e ricorderà, noi avevamo varato una
norma, e siamo costretti ad intervenire con l'esercizio
provvisorio, per quanto attiene le proroghe del personale precario,
dando una diversa copertura rispetto a quella che è stata impugnata
dal Commissario dello Stato - anche qui voglio dire una verità
perché, altrimenti, sembra che qui vi siano 90 sciagurati che
approvano le leggi senza dare la necessaria copertura finanziaria
-, e il Commissario dello Stato ha proposto l'impugnativa per una
interpretazione che dà sulle modalità di copertura della legge.
E' un'opinione, quella del Commissario dello Stato, rispettabile,
il Parlamento ne aveva un'altra.
Credo che sia giusto trovare un equilibrio, una sintesi tra le
opinioni in campo.
Vedremo nelle prossime ore, nei prossimi giorni, come rifare la
norma sulle stabilizzazioni dando in qualche modo coerenza anche
alle richieste sulla copertura finanziaria.
Ma oggi siamo chiamati a dare le proroghe a lavoratori che,
altrimenti, dall'1 gennaio 2012 saranno in mezzo alla strada. Noi
possiamo fare tutto, ma in una regione dove la Fiat ha chiuso
qualche giorno fa mandando a casa 1600 persone, oltre l'indotto,
pensare che la Regione possa mandare a casa 800 persone senza colpo
ferire è una mera illusione o chi lo pensa é da ricoverare al
manicomio. Mi riferisco in questo caso non ai colleghi
parlamentari, ma anche ad una certa stampa che rappresenta la
vicenda dei precari siciliani come il simbolo della clientela e del
misfatto.
Si tratta di gente che, nel bene o nel male, ha superato una
selezione pubblica, si tratta di laureati che da oltre dieci anni -
se non di più, alcuni di questi da molti anni di più - svolgono
attività per l'amministrazione regionale. Ecco, perché, onorevole
Adamo, si parla di tre mesi e non due, poiché la proroga non può
che darsi soltanto per il periodo dell'esercizio provvisorio
vigente, si allunga il periodo in quanto, qualora a fine febbraio
non riuscissimo a chiudere il bilancio, non potremmo fare
un'ennesima proroga per i precari perchè dovremmo rifare nuovamente
i contratti a 800 persone, imbarbarendo anche l'operazione delle
proroghe.
Ecco perché il buon senso ci porta a ritenere corretta, di fronte
al fatto di fare l'esercizio provvisorio, la scelta della via dei
tre mesi piuttosto che quella dei due mesi, per una maggiore
garanzia di avere il tempo necessario a rimettere in equilibrio il
bilancio regionale senza danneggiare le persone per le quali stiamo
proponendo una proroga.
Per tali motivi io chiedo ai colleghi dell'UDC di valutare la
possibilità di votare l'esercizio provvisorio per tre mesi, e non
per due, proprio in ragione di questa necessità connessa alle
proroghe per i precari.
Io voterò favorevolmente la proposta del Governo, di portare a tre
mesi la durata di esercizio provvisorio, perché connessa alle
proroghe per i precari che, al tempo stesso, dovremo fare in questa
manovra.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
BUZZANCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
dell'onorevole Cracolici é l'esempio di come sia facile
arrampicarsi sugli specchi, perché lui ci fa sapere che questa
manovra, questo assestamento di bilancio, si rende necessaria
perché il Governo centrale, solo qualche settimana addietro, ci ha
notificato l'esito della propria manovra.
Facendo questo ragionamento dobbiamo pensare che sono necessari
20, 30, 40 giorni; ma l'onorevole Cracolici dice che dobbiamo
allungare ancora di più, arrivare a marzo, come se un mese in più
non determinasse altri guasti per l'economia siciliana, come se un
mese in più non spostasse l'asse delle finanziarie locali di altri
mesi e non ci portasse a ridosso del mese di agosto.
In questi ultimi anni, dal 2008 in poi, siamo stati abituati dal
Governo Lombardo ad approvare in Aula l'esercizio provvisorio, e
l'abbiamo fatto ogni volta per motivi diversi, ogni volta per
esigenze diverse, ogni volta inseguiti dalla premura e dalla
necessità di fare presto. Invece, la verità è che siamo nel caos,
ed è un caos che certo ha determinato il Governo in carica,
unitamente alla mancanza di conoscenza dei problemi, ed è
ragionevole ciò che propone il capogruppo dell'UDC.
Noi vogliamo farci carico dei problemi, vogliamo farci carico
degli errori commessi da questo Governo, vogliamo farci carico
delle realtà che conosciamo bene: la mancanza di pianificazione, la
volontà di spostare, al di là di ogni ragionevolezza, il tempo in
cui bisogna stringere le fila, il tempo in cui bisogna consegnare
ai siciliani uno strumento finanziario capace di produrre ricchezza
e sviluppo, in una fase particolarmente recessiva, in cui tutti i
settori, i segmenti della vita produttiva di questa Regione sono
fermi.
Non ci rendiamo conto che spostare l'esercizio provvisorio a marzo
significa consegnare di fatto i bilanci ai comuni, onorevole
Cracolici, nel mese di giugno, forse di luglio, e quindi spostare
le attività per gli investimenti al mese di settembre, per arrivare
poi a novembre e pensare all'assestamento di bilancio
Mi pare che sia inverosimile, mi pare che sia una lotta contro
qualcuno e non per qualcosa; una lotta contro i comuni
probabilmente, contro le province, e conosciamo la vostra
posizione.
Noi non vogliamo cancellare il processo democratico favorendo
magari i commissariamenti, utilizzando ogni volta la scure dei
mancati trasferimenti da parte della Regione salvo, poi, ad
utilizzare le risorse comunitarie solo al quattro o al cinque per
cento.
Dobbiamo fare chiarezza. Qui nessuno vuole fare una battaglia
contro qualcuno, e meno che mai il PDL, perché ci rendiamo conto
che la questione che si pone è seria.
Ma è una serietà che nasce dalla consapevolezza che il Governo fin
qui, per esempio nel rinnovare le direzioni generali, lascia
scoperta la posizione della Protezione civile, come se da qui a
gennaio il Governo sapesse che non dovrà succedere nulla. Siamo di
fronte alla più vera improvvisazione e questo caso dimostra come,
ancora una volta, utilizzando i precari, utilizzando soggetti che
chiedono alla politica risposte certe ed immediate, noi chiediamo
continui rinvii.
E' un rinvio che non ci sta. Noi potremmo essere d'accordo per un
rinvio a breve scadenza.
Voteremo contro l'esercizio provvisorio, come ha detto il nostro
capogruppo, perché lo riteniamo un processo profondamente contrario
alle reali esigenze e alle necessità del popolo siciliano.
CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
il fatto di essere impegnato in quest'Aula da diversi anni e di
avere un'ottima memoria mi permette di ricordare interventi
totalmente in distonia rispetto a quelli che ho sentito oggi,
onorevole Cracolici. Lei, fino a ieri, era il campione
dell'opposizione alla proroga del bilancio e, quindi, degli
esercizi provvisori; oggi, addirittura, difende un esercizio
provvisorio portato a tre mesi, cioè a marzo del 2012.
Ciò significa che noi dovremmo fare il bilancio dopo marzo del
2012, lasciando per tre mesi la Sicilia in dodicesimi.
Io non credo che questo sia un modo idoneo, opportuno, di dare un
servizio ai siciliani e non ci venite a riproporre, ogni volta, la
vicenda che qui subiamo le decisioni del Governo nazionale.
Come ha detto l'onorevole Formica, Berlusconi non c'è più, adesso
c'è Monti. E, quindi, credo che questi provvedimenti li conoscevamo
tutti e non sono certamente questi i provvedimenti che impongono a
questo Governo l'esercizio provvisorio di tre mesi.
La verità è che questo Governo non è capace di dare un bilancio
alla Sicilia.
La verità è che noi scontiamo gli errori economici e finanziari di
questo Governo e che voi avete bisogno di tre mesi di tempo per
mettere le carte a posto e cercare di fare quadrare un bilancio
totalmente disastrato. Noi non ve lo permettiamo.
L'esercizio provvisorio deve essere quello proposto nel disegno di
legge Variazioni di bilancio ; anzi, il nostro capogruppo ha detto
che voterà quell'articolo. Io sarei andato anche oltre, onorevole
Leontini, e avrei detto che l'esercizio provvisorio può essere solo
di un mese perché noi non votiamo nessun emendamento al di fuori
del mese. Però riteniamo che la vicenda dei precari è delicata e,
quindi, credo che due mesi di esercizio provvisorio siano,
purtroppo, sufficienti.
Ma sappiamo che due mesi di esercizio provvisorio saranno un
disastro non solo per la Regione, ma per tutti i sindaci e tutti i
comuni siciliani che, a causa dell'esercizio provvisorio, subiranno
conseguenze negative nella loro azione amministrativa e di governo.
APPRENDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente sono
favorevole all'esercizio provvisorio per tre mesi, così come viene
proposto, però devo dire che la generosità del mio presidente di
gruppo, onorevole Cracolici, che si assume la responsabilità di
quanto è successo fra l'altro giorno e oggi, cioè la bocciatura da
parte del Commissario dello Stato del provvedimento esitato, mi
sembra eccessiva perché il Parlamento ha relativamente la
responsabilità rispetto a questa decisione presa, all'imputazione
dei capitoli per esempio. Credo che non sia compito dei
parlamentari, credo che sia compito di altri, credo che sia compito
di questo Governo tecnico, di questi tecnici specialisti che ci
hanno portato a questa situazione, anche per averci portato
all'ultimo minuto dell'anno, sapevano bene come andavano le cose,
come sarebbero andate le cose.
C'è stata una posizione quasi impietosa rispetto agli 800 precari
che stanno aspettando almeno il rinnovo, e questo fatto segna a
carico di questi tecnici una grave responsabilità, lo ripeto, di
questi tecnici che ci fanno arrivare all'ultimo minuto, i quali
certamente non meritano la sufficienza, non meritano il 6, gli
darei il 4, perché è grave quello che succede, potremmo elencarli
tutti i precari: quelli della protezione civile, quelli
dell'agenzia dei rifiuti e quant'altro, sono più di 800 persone.
E' veramente disdicevole dovere sottolineare questo.
Credo che qualche tecnico potrebbe cominciare a mettersi da parte
perché ci sono tecnici che valgono 10, ci sono tecnici che valgono
4 e penso che il Presidente Lombardo debba prendere atto di quanto
è accaduto in questi ultimi giorni.
FORMICA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non volevo
intervenire, però mi sono deciso a farlo stimolato dagli interventi
precedenti.
Come dovrei cominciare, vai avanti tu che mi viene da ridere ,
come quel celebre titolo di un film, di fronte al tentativo un po'
maldestro di giustificare la situazione che stiamo vivendo.
Vai avanti tu, perché mi viene da ridere , perché da 4 anni - e
cioè dall'insediamento del primo governo Lombardo - andiamo avanti
con la richiesta di esercizio provvisorio che - badate bene, vi
rinfresco la memoria - inizia con due mesi, anzi addirittura la
prima volta la richiesta era di un mese, trenta giorni, e noi
stessi avevamo suggerito che in trenta giorni non si sarebbe potuto
combinare alcunché e abbiamo suggerito due mesi; successivamente
c'è stata la richiesta di un altro mese e poi ancora di un altro
mese. Quindi, venire qui oggi a sollecitare che si tratta di una
situazione straordinaria e che, a causa di questa situazione
straordinaria, dobbiamo approvare l'esercizio provvisorio è una
favola che si scontra con la realtà, con il vissuto di questi
quattro anni.
Siamo stati dall'inizio in esercizio provvisorio, si continua in
esercizio provvisorio.
La verità è che non c'entrano né i provvedimenti del Governo
nazionale, che pure ci sono stati, né di quello di prima né di
quello di ora. La verità è che si tratta di una strategia volta ad
avere una gestione del bilancio regionale con le mani libere,
perché l'esercizio provvisorio significa gestire i fondi della
Regione senza alcun controllo da parte del Parlamento e,
sostanzialmente, mettere i comuni, gli enti locali e l'intero
apparato della Regione, a cominciare dalle attività produttive,
nella condizione di non avere alcuna certezza sul bilancio perché è
un bilancio che partirà, bene che vada, nel mese di agosto e si
chiuderà ad ottobre perché poi non ci sono più soldi e si chiude la
cassa.
Quindi, siamo in un regime di commissariamento non solo del
Parlamento, ma dell'intera Sicilia.
Personalmente, provocatoriamente oggi in Commissione Bilancio
avevo proposto di fare l'esercizio provvisorio per quattro mesi,
tanto arriveremo a quattro mesi, perché è ovvio che siamo in una
situazione che sta mettendo da parte il controllo della democrazia
stessa, il funzionamento stesso del Parlamento, perché non è
ammissibile che un Governo ci porti agli ultimi giorni dell'anno
tale situazione con il rischio di mandare a casa gente che lavora
da 20 anni; è mai possibile pensare di arrivare a tre giorni con lo
spauracchio di rovinare le persone.
E' mai pensabile che non si sia ragionato per tempo su coperture
adeguate da trovare per l'esercizio provvisorio, visto che stiamo
trattando di gente che rischia di andare a casa.
Ma si può continuare ad andare avanti così
Penso che l'UDC abbia fatto bene a staccare la spina perché non
vuol essere coinvolta nel disastro a cui stiamo andando incontro,
perché è chiaro che andiamo incontro ad un disastro senza alcun
rimedio possibile e senza paracaduti possibili.
Considerato che il Parlamento è più propenso ad approvare un
rinvio di soli due mesi, è giusto, anche per favorire un clima di
coesione fra le forze politiche in Parlamento, lasciare le cose
come stanno e concentrarsi, in questi due mesi, per trovare
soluzioni vere per gente che non ha colpa, perché i precari non
hanno colpa, la verità è che si era tentata una operazione
elettorale, parliamoci chiaro, e l'operazione elettorale
sbandierata era facciamo duemila assunzioni . In un momento di
disastro del bilancio della Regione si era lanciata l'idea di fare
delle assunzioni per la prossima campagna elettorale ed era ovvio
che il Commissario dello Stato, in una situazione di disastro
economico, procedesse a bocciare questa idea malsana, questa idea
folle.
Ma si può mettere a rischio il proseguimento del lavoro per gli
800 precari in cambio del fatto di lanciare l'idea di fare nuove
assunzioni, sapendo che non si possono fare?
Quindi, procediamo con calma, assicuriamo ai precari la
possibilità di continuare il proprio lavoro in questi sessanta
giorni, cerchiamo di trovare la soluzione definitiva, è l'ultimo
appello, evitiamo di cassare l'articolo 8 perché è come se dessimo
l'impressione di volere tagliare lo sviluppo e l'aiuto all'imprese.
Lasciamo in piedi l'articolo 8, anche a costo di rischiare qualcosa
sotto il profilo dell'impugnativa, ma io lascerei in piedi
l'articolo 8, sul credito d'imposta, perché è una delle poche norme
che servono a creare lavoro e sviluppo vero.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, in ordine all'emendamento presentato dal Governo di
richiesta di un mese ulteriore per l'esercizio provvisorio, occorre
precisare che l'esercizio provvisorio, come ben sanno l'Assemblea e
gli onorevoli deputati, è stato determinato da una sostanziale
interruzione di comunicazioni con il Governo nazionale durante il
periodo transitorio tra il governo Berlusconi e il governo Monti;
per circa due mesi e mezzo l'interlocuzione non è stata possibile,
se non su alcune politiche emergenziali di iniziative emergenziali.
Ma solo ieri, come è noto, il Presidente della Regione ha potuto
incontrare il Sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei
ministri, al quale ha rappresentato la complessa serie di questioni
aperte, la cui chiusura risulta inevitabile, ineludibile, al fine
di addivenire ad una approvazione di bilancio.
L'anno scorso, quando abbiamo approvato il bilancio, intervenni e
dissi che era l'ultimo bilancio prima del federalismo fiscale, e ne
eravamo convinti perché le altre regioni a statuto speciale del
Nord hanno ottenuto il pieno riconoscimento delle prerogative
statutarie, mentre le due regioni del Sud, Sicilia e Sardegna, non
l'hanno ancora ottenuto.
E' evidente che senza la piena attuazione dello Statuto nella
parte finanziaria, senza il pieno riconoscimento attuativo delle
norme sul federalismo fiscale, ci sono problemi di tenuta sotto il
profilo finanziario, poiché abbiamo un surplus di funzioni rispetto
alle risorse disponibili.
Ecco perché ci troviamo di fronte alla necessità di chiedere
l'esercizio provvisorio, nel quale periodo definire le trattative
con lo Stato. Trattative che, ripeto, sono volte ad ottenere quello
che le altre regioni a statuto speciale hanno già ottenuto.
La Regione siciliana è stata la prima ad approvare il bilancio in
Giunta già nei primi di ottobre di quest'anno; però, purtroppo, non
si è potuta definire la necessaria interlocuzione che avrebbe
consentito di definire la piattaforma rivendicativa della Regione,
e le questioni finanziarie ad essa connesse. Quindi, l'esercizio
provvisorio si giustifica per queste ragioni che voi, tra l'altro,
ben conoscete. Abbiamo dovuto addirittura diffidare il Governo
nazionale a dare alla Sicilia quello che è stato dato alle altre
regioni a statuto speciale.
Peraltro, l'estensione da due mesi a tre mesi, onorevole Adamo,
non è ascrivibile ad un'esigenza di allungamento che nessuno, come
lei sa, vuole perseguire. Tuttavia, la recente impugnazione da
parte del Commissario dello Stato delle norme sui precari impone di
inserire - tant'è che c'è un emendamento del Governo in merito -
una disposizione concernente le proroghe; proroghe che,
evidentemente, non possono essere reiterate nel caso ci sia uno
sfrido temporale che imponga un allungamento ulteriore per un altro
mese.
Allora, proprio al fine di tutelare le proroghe, abbiamo ritenuto
cautelativamente di estendere il termine a tre mesi; altrimenti, la
posso rassicurare, che non ci saremmo mossi dai due mesi.
I tre mesi sono giustificati dalla circostanza di fare collimare
il periodo dell'esercizio provvisorio con la proroga congrua, e non
eccessivamente breve.
Credo che su questo, con lo sforzo di tutti, si può rafforzare una
rivendicazione che non è del Governo siciliano, è della Regione
siciliana nei confronti dello Stato.
Ripeto, è del tutto incomprensibile e inaccettabile che il Governo
nazionale abbia stipulato gli accordi con le regioni a statuto
speciale del Nord, che hanno avuto pienamente riconosciute tutte le
prerogative statutarie e la Sicilia, invece, debba ancora
attendere, dopo oltre sessant'anni, l'attuazione degli articoli 36
e 37 dello Statuto.
Mi permetto di richiamare l'orientamento della Corte
Costituzionale che, quando ha avuto modo di pronunciarsi sulla
legittima pretesa di gettito fiscale da parte della Sicilia su
alcune rinvenienze finanziarie, ha affermato che lo Statuto lo
consente, però le norme di attuazione obsolete precludono questa
opzione in favore della Regione.
Paradossalmente, la stessa Corte Costituzionale, con una pronuncia
compulsiva nei confronti dell'ordinamento nazionale, ha chiesto di
adeguare le norme di attuazione dello Statuto siciliano alle
previsioni dello Statuto, per far sì che esse siano effettivamente
rispondenti alle aspettative che, ripeto, non sono del Governo
siciliano, sono dell'intera collettività, dei cittadini siciliani.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
il Governo, almeno quest'anno, ha manifestato in tempo la volontà
di fare il bilancio, e le argomentazioni poste dall'assessore Armao
sono assolutamente condivisibili.
Volevo anche spiegare le ragioni della proroga a tre mesi. In
questo esercizio provvisorio ci sono quattro elementi molto
importanti, il credito di imposta, il fondo di garanzia per la
formazione, i precari, o i lavoratori della Regione, e l'esercizio
provvisorio.
In questi tre mesi assessore Armano, signor Presidente, onorevoli
colleghi, dobbiamo trovare la soluzione affinché questi soggetti,
che da circa vent'anni svolgono un lavoro utile e importante per la
Regione, possano continuare a farlo. Bisogna trovare la soluzione
attraverso una concertazione, una condivisione del percorso con
tutte le istituzioni e, se è possibile, anche con gli uffici del
Commissario dello Stato perché, altrimenti, sarebbe una proroga
fine a sé stessa, che non ha assolutamente senso. I tre mesi sono
calibrati esclusivamente affinché si possa trovare una soluzione
giusta, equa, per garantire non precari - inteso quasi con un senso
non nobile del termine - ma lavoratori professionisti, laureati che
mandano avanti molti uffici della Regione siciliana, e che sono
stati presentati, anche dalla stampa, in maniera sbagliata per le
mansioni che svolgono.
Il Movimento per le Autonomie vota con convinzione l'esercizio
provvisorio con la deroga a tre mesi, con la speranza di trovare la
soluzione giusta, la soluzione più equa, altrimenti rischiamo di
gettare l'acqua sporca con tutto il bambino .
PARLAVECCHIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARLAVECCHIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, tutti questi
ragionamenti sono doverosi semplicemente per una cosa, perché al
contrario nessuno di noi sarebbe dovuto intervenire per parlare di
una realtà importante come è quella dell'esercizio provvisorio.
Guarda caso, ci scopriamo ora difensori, alcuni di un bilancio
provvisorio a tre mesi, altri presentano emendamenti per la
diminuzione del periodo dell'esercizio provvisorio.
Ritengo che questa sia una battaglia completamente stupida, che
non porta a nulla, e dimostra ancora una volta cosa significa,
quando si arriva al limite, toccare determinati tipi di
ragionamenti dal punto di vista della politica. I tre mesi sono
necessari, lo ha espresso l'assessore Armao, ma lo sapevamo fin
dall'inizio quando, con le complicazioni a livello nazionale, si
era costretti ad andare ad un esercizio provvisorio.
Ma la cosa che fa più male è che, ancora una volta, dopo che
abbiamo costruito, ragionato e strutturato una norma per la
stabilizzazione dei cosiddetti precari - che poi, tra l'altro,
sono precari di lunga data, c'è gente che da almeno sedici anni
lavora all'interno della Regione siciliana, e che anche solo per un
problema di giustizia dovrebbe essere stabilizzata - ci accorgiamo
che per qualcuno che passa all'opposizione mentre era in
maggioranza, facciamo un emendamento per portare a due mesi
l'esercizio provvisorio, per mettere in difficoltà le persone che
lavorano, che non stanno scherzando, come qualcuno vuole fare qua
dentro.
Questo è un problema di responsabilità per la Regione siciliana,
perché capisco l'esercizio provvisorio - un esercizio provvisorio
su cui dovremmo riflettere, prima di portarlo avanti - ma in un
momento di difficoltà economiche mondiali, di tutti i tipi, dove le
nazioni rischiano di andare completamente al tappeto, adesso ci
accorgiamo che l'esercizio provvisorio è un atto puramente
politico. Non è così
Mi auguro che chi ha presentato questo emendamento legato alla
riduzione dell'esercizio provvisorio, abbia l'accortezza di
ritirarlo perché non è giusto, non è corretto giocare sulla pelle
di persone che hanno atteso con tanta difficoltà l'approvazione
della norma.
Politicamente, non facciamo un grande servizio a questa gente.
Ripeto, mi auguro che la finiamo di giocare sulle spalle delle
persone, su problemi politici di altro tipo, che andrebbero fatti
su altri tavoli, perché vero è tutto, ma è anche vero che ci sono
le regole della politica, e se qualcuno non vuole stare al gioco
allora presenti qui in Aula una mozione di sfiducia, in modo tale
che comunque si venga fuori da un ragionamento del genere.
Altri modi in politica non ci sono, bisogna avere la dignità dei
propri passi.
D'ASERO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che oggi
celebriamo una giornata particolarmente delicata e serve una giusta
stigmatizzazione, una denuncia che va fatta circa un modo di
procedere approssimativo e superficiale, che viene a volte solo
evidenziato per l'arroganza con cui intende affrontare anche le
proposte di chi è collocato per via del ribaltone, come il
sottoscritto, all'opposizione.
Intendo ribadire, sottolineare, richiamare l'attenzione dell'Aula
su quella che è stata una iniziativa importante della Commissione
Bilancio che, circa due mesi or sono, in una audizione -
l'onorevole Apprendi ne è testimone - ha avuto modo di confrontarsi
e di evidenziare che il Governo doveva per tempo attivarsi sulla
problematica del personale precario in attesa di proroga, e quindi
di stabilizzazione. Avrebbe dovuto avviare una fase attuativa della
procedura prevista dall'allora legge regionale 24 del 2010, che
individuava i percorsi per la stabilizzazione. Poi era giunto il
momento, come abbiamo detto in quella occasione, visto il momento
di crisi economica internazionale, visto il momento di crisi che
attraversiamo in maniera particolare noi al Sud, in Sicilia, di
raffrontare il costo del servizio della reale prestazione che il
personale doveva fare.
Quindi, avviare questa fase che rendesse concreto il rapporto tra
costo e servizio, che di fatto deve essere l'elemento innovativo a
cui dobbiamo dare grande attenzione per dare dignità al ruolo di
questo lavoro, per dare anche prospettiva a questa realtà, che
viene sempre criticata e avversata.
Dal Governo regionale è arrivata una sonora risposta,
assolutamente arrogante, dove il procedere in maniera così precaria
e superficiale ci ha portato a questo stato di cose.
E' un fatto grave che va evidenziato, che va denunciato perché,
oltre a non ripetersi più, ritengo che simili vicende evidenziano
il reale stato in cui questo Governo ci ha portato. Un Governo che,
al di là del quarto esercizio provvisorio, che oggi può essere
giustificato da una contingenza particolare, è un metodo. Infatti,
come voi sapete, colleghi, con l'esercizio provvisorio si sottrae
al Parlamento regionale la possibilità di incidere perché
l'esercizio provvisorio, di fatto, è il documento contabile che
prepara il Governo, e quindi il Governatore, a cui noi non diamo
risposta; mentre con l'approvazione del bilancio interviene
l'Assemblea, e si esprime una valutazione per quello che è il ruolo
che l'Assemblea deve espletare.
Questo è un fatto grave, determinato da una situazione di disastro
totale, a partire dalla sanità, dove l'Autority denuncia le
procedure seguite dichiarandole illegittime sull'affidamento del
118, che fra l'altro costa di più di quanto costava prima. Per non
parlare dello stato di abbandono in cui versano l'agricoltura, la
formazione ancora oggi con tremila cassintegrati a spesa invariata,
che anzi tende ad aumentare, e con una mancata razionalizzazione
del servizio, del sistema e del comparto, e potremmo ancora dirne
sulle altre realtà che siamo costretti a denunciare.
Il momento che oggi viviamo è di grande difficoltà; quindi, in
questa occasione, ritengo che l'Assemblea debba limitarsi in
maniera seria e propositiva a far sì che ci sia una proroga e che
si approvi l'esercizio provvisorio, così come è stato indicato, per
tre mesi, ma che anche ci sia un intervento sulle proroghe che
serva a garantire questo aspetto, nelle more di una soluzione
definitiva e, perché no, anche sul credito di imposta che, come
sapete, è materia a cui io sono molto legato, visto che ne sono
stato il relatore, e dobbiamo insistere perché ci possa essere un
prosieguo di questa attività.
CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
io ho ascoltato l'intervento di qualche minuto fa dell'onorevole
Leanza, e l'ho ascoltato con stupore, perché l'onorevole Leanza che
spesso, quasi sempre, al di là dei ruoli ricoperti, finisce per
essere lo speaker del presidente Lombardo in quest'Aula
parlamentare, ci ha spiegato, cercando di darci sicurezza, che
quello che è accaduto qualche giorno fa, circa l'impugnativa da
parte del Commissario dello Stato di alcune norme fondamentali che
riguardano categorie di lavoratori, grazie ai quali la macchina
regionale oggi sta in piedi, altro non è che un semplice e banale
incidente di percorso, che potrà essere recuperato a breve,
attraverso meccanismi che, magari, qualche millantatore, qualche
imbonitore, potrà porre in essere, attraverso - ancora una volta -
autoreferenziali ed inesistenti rapporti col Commissario dello
Stato, così come è accaduto per il disegno di legge, massacrato dal
Commissario dello Stato, e rispetto al quale autorevoli colleghi si
erano impegnati ad assumere, grazie alle importanti relazioni
personali ed istituzionali, iniziative che avrebbero salvaguardato
tante, fondamentali categorie di lavoratori, precari e non, che
oggi operano e tengono in piedi la Regione siciliana.
Allora io chiedo a questa maggioranza, chiedo all'onorevole
Leanza, chiedo al Presidente Lombardo, un po' di dignità, un po' di
senso della misura, un po' di decoro.
Non era mai successo nella storia che una norma che riguardasse
precari, che riguardasse l'avviamento al lavoro, fosse impugnata
per mancanza della copertura finanziaria.
Siamo sul Titanic. Ci state portando a sbattere, state portando a
sbattere la Sicilia.
Io non mi posso appellare al cireneo di turno che oggi può
essere l'assessore Armao, mi devo rivolgere al Presidente della
Regione che sta distruggendo la prospettiva ed il futuro di intere
generazioni di siciliani. Qua non si tratta di rimpasti e
rimpastini, onorevoli colleghi.
Dobbiamo avere tutti un sussulto di dignità, un sussulto di
prestigio personale prima che politico.
Il problema non è, cari colleghi, se la proroga è di due mesi o di
tre mesi.
Il problema è che le conseguenze nefaste dell'esperienza di
governo legata a Raffaele Lombardo, la pagheremo, e chi gli è
vicino se ne ricordi per i prossimi venti anni.
Siamo al quarto esercizio provvisorio, per la quarta volta su
quattro non si approva la legge finanziaria entro il 31 dicembre.
Questo è un altro record nefasto della gestione Lombardo, che è
necessario sottolineare.
Andiamo al sodo: perché non pensare di dare qualche consulenza in
meno, qualche consulenzina in meno, e probabilmente ci sarebbe più
possibilità di copertura finanziaria per i precari. Perché non
pensare, soprattutto, di non venire qua con quell'atteggiamento
professorale e con quell'arroganza che continua a
contraddistinguere l'azione del Governo Lombardo, e stabilire una
volta per tutte, e tutti insieme, che quando si è sul Titanic e si
sbatte, non si salva nessuno; ma chi guida ha più responsabilità di
chi era sulla nave come semplice passeggero.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governo ha comunicato di
ritirare l'emendamento 8.1, soppressivo dell'articolo 8.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, stanno affluendo alcuni emendamenti in
quest'Aula che nulla hanno a che vedere con la materia trattata.
Prego pertanto questa Presidenza che inviti il Governo a non
presentare emendamenti come l'A49, che tratta di sanità, materia
che deve essere risolta in via amministrativa, e non legislativa.
Dal momento che si tratta l'esercizio provvisorio, l'Aula deve
attenersi a discutere la materia in atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende la discussione del disegno di legge n. 829/A
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare una
domanda all'assessore Armao, ringraziandolo per avere ritirato
l'emendamento.
Lei ha denunciato un fatto gravissimo, che non può passare sotto
silenzio. Lei ha denunciato il comportamento del Governo nazionale,
anche dei governi nazionali, immagino Berlusconi e Monti, che
concedono ad altre regioni quello che negano alla Sicilia. Ma
rispetto a questo io le chiedo, proprio per essere al suo fianco,
assieme a tutta l'Aula certamente, quali azioni il Governo intende
intraprendere sul piano politico, sul piano giudiziario, sul piano
legale, sul piano della denuncia alla Comunità Europea, per un
comportamento che è assolutamente inaccettabile. E lei ci avrà al
suo fianco nel difendere gli interessi della Sicilia, perché non è
possibile accettare un comportamento così lesivo dei nostri
interessi.
Noi abbiamo denunciato alla Comunità Europea il Governo nazionale
perché non ci consentiva di riaprire l'aeroporto di Trapani Birgi,
e abbiamo avuto giustizia e riscontro. Quindi facciamolo
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Per fatto personale
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto per
rispondere all'onorevole Cordaro che, ogni tanto, ha l'abitudine di
interpretare ciò che dico in maniera assolutamente sbagliata. Per
quanto riguarda la dignità, onorevole Cordaro, ricordo che questa
legge è stata votata anche da lei in I Commissione.
CORDARO. Mi sono astenuto.
LEANZA NICOLA. Lei ha fatto un intervento manifestando
approvazione a che si facesse questa stabilizzazione, e ci sono
state tutte le persone che hanno fatto di tutto, e abbiamo fatto
un'ottima legge. Certo, la mancanza della copertura finanziaria ci
ha lasciato un po' tutti perplessi, esterrefatti; ma poche volte
sono state fatte leggi per il precariato che comprendevano, da un
lato, la proroga, e, dall'altro lato, un piano di stabilizzazione
vera.
Pertanto, confermiamo ancora una volta questa posizione del
Governo, una posizione molto seria e condivisa dal Parlamento
all'unanimità.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende la discussione del disegno di legge 829/A
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, per quanto riguarda le questioni poste dall'onorevole
Adamo vorrei precisare che il Governo regionale, a dicembre dello
scorso anno, ha presentato la piattaforma per l'attuazione del
federalismo fiscale in Sicilia.
Il Governo nazionale del tempo, rispetto alla proposta del 10
dicembre 2010, ha risposto alla fine di settembre del 2011, mentre
nel dicembre del 2010 chiudeva con tutte le altre regioni a statuto
speciale del Nord l'accordo di attuazione dello statuto. Di fronte
alla reiterata inerzia abbiamo, da ultimo i primi di ottobre,
indirizzato una puntuale diffida al Governo nazionale a dare
immediata attuazione al federalismo fiscale in Sicilia, di cui ho
dato copia peraltro alla Commissione Bilancio, e che potrà essere
diffusa. Ieri, il Presidente della Regione ha ribadito
ulteriormente questa posizione, e dopo un anno diventa
insostenibile che il Governo nazionale non dia una puntuale
risposta a come voglia attuare il federalismo fiscale in Sicilia e
in Sardegna.
Non voglio scendere in politica, ma mi limito a ricordare che il
presidente della Regione Sardegna, per questa ragione, ha
presentato le dimissioni dal suo partito proprio per protestare
contro il ritardo nella definizione dell'attuazione dello statuto,
cosa che è dovuta indipendentemente da qualsiasi colorazione
politica nel rispetto costituzionale degli statuti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento
1.1 del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato, con il voto contrario di PID, PDL e Grande Sud)
Si passa all'emendamento 1.2 del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato, con il voto contrario di PID, PDL e Grande Sud)
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A46 del Governo. Ne do lettura:
«E' aggiunto il seguente articolo:
Art.
Proroga di contratti
1. Nelle more della definizione dei processi di stabilizzazione ci
cui al comma 1 dell'articolo 1, della legge regionale 29 dicembre
2010, n. 24 e al fine di non interrompere le attività connesse ai
compiti straordinari in materia di protezione civile, ambientale e
del territorio, delle acque e dei rifiuti e nel rispetto delle
disposizioni contenute nell'articolo 9, comma 28 e, ove ricorrano i
presupposti di legge, nell'articolo 14, commi 24 bis e 24 ter del
decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni
nella legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modifiche ed
integrazioni, l'amministrazione regionale è autorizzata a
continuare ad avvalersi, fino al 31 marzo 2012, del personale
titolare di contratti autorizzati, ai sensi delle norme di seguito
indicate, già prorogati ai sensi della legge regionale 29 dicembre
2010, n. 24:
a) articolo 4, comma 8, della legge regionale 14 aprile 2006, n.
16;
b) articolo 1, comma 1, della legge regionale 29 dicembre 2009, n.
13, come prorogati dall'articolo 51, comma 6, della legge regionale
12 maggio 2010, n. 11;
c) articolo 1, comma 6, della legge regionale 29 dicembre 2009, n.
13, come prorogati dall'articolo 51, comma 6, della legge regionale
12 maggio 2010, n. 11;
d) articolo 1, comma 7, lettere a), c), d) ed e) della legge
regionale 29 dicembre 2009, n. 13, nei limiti imposti dalla proroga
di cui all'articolo 51, comma 8, della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11;
e) articolo 1, comma 7, lettera b) della legge regionale 29
dicembre 2009, n. 13;
f) articolo 25 delle legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21;
articolo 41 della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15; articolo
2, comma 3, della legge regionale 1 febbraio 2006, n. 4; articolo
8, comma 1, della legge regionale 14 aprile 2006, n. 16;
g) articolo 7, comma 13, della legge regionale 22 dicembre 2005,
n. 19 e successive modifiche ed integrazioni.
2. Per far fronte agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1
è autorizzata per l'esercizio finanziario 2012 la spesa complessiva
di 7.779 migliaia di euro, di cui:
a) 275 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera
a);
b) 4.003 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera
b);
c) 2.100 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera
c);
d) 875 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera d)
e lettera e);
e) 434 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera f);
f) 93 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera g).
3. Gli oneri discendenti dal comma 2, quantificati in complessivi
7.779 migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2012, trovano
riscontro nel bilancio pluriennale della Regione per il triennio
2011-2013 - U.P.B. 4.2.1.5.2 - capitolo 215704.
4. All'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre 2010, n. 24,
alla fine del comma 1, sostituire la parola 2011' con la parola
2012'».
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A47 del Governo. Ne do lettura:
«E' aggiunto il seguente articolo:
Consorzi di bonifica
1. Nelle more della definizione delle procedure di stabilizzazione
di cui all'articolo 17, commi 10, 11 e 12 del decreto legge 1
luglio 2009, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 3
agosto 2009, n. 102, per sopperire alle esigenze straordinarie
inerenti ai compiti istituzionali, i consorzi di bonifica sono
autorizzati a continuare ad avvalersi fino al 31 marzo 2012, nel
rispetto delle disposizioni contenute nell'articolo 9, comma 28 e,
ove ricorrano i presupposti di legge, nell'articolo 14, commi 24
bis e 24 ter del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito
con modificazione dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, del
personale con contratto a tempo determinato stipulato ai sensi
dell'articolo 3 della legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76 e
successive modifiche ed integrazioni. Per le finalità del presente
comma l'Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari
è autorizzato, per l'esercizio finanziario 2012, a trasferire ai
consorzi di bonifica la somma di 356 migliaia di euro. I relativi
oneri trovano riscontro nel bilancio pluriennale della Regione per
il triennio 2011-2013 U.P.B. 4.2.1.5.2, capitolo 215704».
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Disposizioni in materia di sperimentazione
dell'armonizzazione dei bilanci
1. A decorrere dall'1gennaio 2012 la Regione e i suoi organismi
strumentali partecipano alla sperimentazione prevista dall'articolo
36 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
modifiche ed integrazioni secondo le modalità ed i principi
contenuti nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
emanato in attuazione del citato articolo 36.
2. Nel periodo di sperimentazione, e fino a quando non viene
approvata la riforma della contabilità regionale e degli enti
regionali, la Regione e gli enti di cui al comma l applicano le
disposizioni contenute nel decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
118 e successive modifiche ed integrazioni, quelle contenute nei
decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri attuativi del
citato decreto legislativo nonché, per quanto con queste ultime
compatibili, quelle previste dalle vigenti norme di contabilità
regionale o dei sistemi contabili previgenti alla data del 31
dicembre 2011
3. Con decreto dell'Assessore regionale per l'economia, da
emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono individuati, previo parere della Commissione
Bilancio, gli enti regionali che partecipano alla sperimentazione
ed almeno un ente coinvolto nella gestione della spesa finanziata
con le risorse destinate al Servizio sanitario nazionale di cui
all'articolo 19, comma 2, lettera c) del citato decreto legislativo
n. 118 del 2011. Con il medesimo decreto sono stabiliti, inoltre, i
termini per la riclassificazione, secondo i principi contenuti nei
decreti attuativi del decreto legislativo n. 118 del 2011, dei
bilanci di previsione 2012 redatti in base alla previgente
normativa contabile».
Comunico che sono stati presentati: dal Governo l'emendamento 2.1
e dalla Commissione il subemendamento 2.1.1. Ne do lettura:
- subemendamento 2.1.1:
«Dopo la parola relazione , inserire semestrale »;
- emendamento 2.1:
«All'articolo 2 sono aggiunti i seguenti commi:
5. Sugli esiti della sperimentazione l'Assessore regionale per
l'economia riferisce, con apposita relazione, alla commissione
bilancio dell'Assemblea Regionale Siciliana.
6. Al fine di razionalizzare la spesa pubblica regionale e
pervenire al superamento del criterio della spesa storica, la
Ragioneria generale della Regione, sulla base di un atto di
indirizzo dell'Assessore regionale per l'economia, a partire
dall'anno 2012, d'intesa con gli Assessorati interessati, dà inizio
ad un ciclo di monitoraggio della spesa' mirato alla definizione
dei fabbisogni standard propri dei programmi di spesa dei
dipartimenti regionali. Le analisi individuano, tra l'altro,
eventuali criticità nella produzione ed erogazione dei servizi
pubblici, anche inerenti alle possibili duplicazioni di strutture e
le possibili strategie di miglioramento dei risultati ottenibili
con le risorse stanziate. In particolare, per le amministrazioni
periferiche della Regione sono proposte specifiche metodologie per
quantificare i relativi fabbisogni, anche ai fini della allocazione
delle risorse nell'ambito della loro complessiva dotazione. Per
l'attuazione del presente comma è istituito con decreto
dell'Assessore regionale per l'economia un apposito comitato
tecnico, costituito da personale interno all'amministrazione
regionale, con il compito di individuare, in coerenza ai princìpi
contenuti nell'articolo 9 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 e
successive modifiche ed integrazioni, i criteri e le metodologie
operative ».
Pongo in votazione il subemendamento 2.1.1. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.1. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato, con il voto contrario di PDL, PID e Grande Sud)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Disposizioni relative al patto di stabilità regionale
1. La Regione, con riferimento alle province regionali e ai comuni
del proprio territorio che concorrono alla realizzazione degli
obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2012-2014, nel
rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 87 a
124, della legge 13 dicembre 2010, n. 220 e successive modifiche ed
integrazioni, può dare attuazione al Patto regionale, previsto dai
commi da 138 a 143 dell'articolo 1 della medesima legge.
2. Al fine di incrementare la capacità di spesa complessiva del
sistema regionale, la Regione, in applicazione del comma 138
dell'articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220 e successive
modifiche ed integrazioni, può autorizzare gli enti locali del
proprio territorio a peggiorare il saldo programmatico annuale,
mediante un aumento dei pagamenti in conto capitale e,
contestualmente, rideterminare, per lo stesso importo, il proprio
obiettivo programmatico in termini di cassa e/o di competenza.
3. In caso di adozione dell'intervento compensativo di cui al
comma 2, con deliberazione della Giunta regionale, da adottarsi
entro il 30 giugno di ciascun anno, è individuato il plafond
finanziario annuale da cedere agli enti locali e, previo confronto
con i rappresentanti regionali delle autonomie locali (ANCI e
URPS), sono definiti i criteri di riparto, le virtuosità e le
modalità operative.
4. Ai fini dell'accesso al plafond di cui al comma 3, gli enti
locali, entro il 15 settembre di ciascun anno, dichiarano all'ANCI,
all'URPS e alla Regione, l'entità dei pagamenti che possono
effettuare nel corso dell'anno e per i quali chiedono l'intervento
regionale.
5. La Giunta regionale, con propria deliberazione, da adottarsi
entro il 15 ottobre di ciascun anno, individua gli enti locali
beneficiari dell'intervento compensativo e le relative quote ad
essi attribuite. Contestualmente, per lo stesso importo,
ridetermina l'obiettivo programmatico della Regione, secondo i
criteri di cui al comma 138 dell'articolo 1 della legge 13 dicembre
2010, n. 220 e successive modifiche ed integrazioni.
6. Al fine di garantire, contestualmente, il pieno utilizzo della
capacità finanziaria degli enti locali ed il rispetto dei vincoli
di finanza pubblica, la Regione, in applicazione del comma 141,
articolo 1, legge 13 dicembre 2010, n. 220 e successive modifiche
ed integrazioni, può modificare gli obiettivi del Patto di
stabilità interno dei singoli enti locali, in senso peggiorativo o
in senso migliorativo, nel rispetto dell'obiettivo complessivamente
determinato in applicazione dei commi da 87 a 124, articolo 1,
legge 13 dicembre 2010, n. 220 e successive modifiche ed
integrazioni e in relazione alla diversità delle situazioni
finanziarie esistenti, ferme restando le disposizioni statali in
materia di monitoraggio e di sanzioni. Le disposizioni del presente
comma sono attuate sulla base dei criteri stabiliti con decreto del
Ministero dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza
unificata.
7. La Giunta regionale, con propria deliberazione, da adottarsi
entro il 30 aprile di ciascun anno, approva l'obiettivo aggregato
degli enti locali, determinato in applicazione dei commi da 87 a
124 dell'articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220 e
successive modifiche ed integrazioni, e, previo confronto con i
rappresentanti regionali delle autonomie locali (ANCI e URPS),
approva, altresì, in armonia e ad integrazione del decreto
ministeriale di cui al comma 6, i criteri e i tempi di attuazione
per la rimodulazione degli obiettivi posti dal legislatore
nazionale; inoltre, con propria deliberazione, da adottarsi entro
il 15 giugno di ciascun anno, approva la rimodulazione degli
obiettivi di ciascun ente, nei limiti dell'importo dell'obiettivo
complessivamente determinato approvato con la precedente
deliberazione. L'assessore regionale per l'economia riferisce alla
Commissione Bilancio in ordine al contenuto delle deliberazioni di
cui al presente comma.
8. La Regione trasmette al Ministero dell'economia e delle finanze
le comunicazioni previste dai commi 140 e 142 dell'articolo 1 della
legge 13 dicembre 2010, n. 220 e successive modifiche ed
integrazioni».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Modifiche di norme in materia di sistema pensionistico
1. Al comma 1 dell'articolo 39 della legge regionale 15 maggio
2000, n. 10 le parole Per i dipendenti regionali genitori o
coniugi non legalmente od effettivamente separati o figli di
disabili gravi continua ad applicarsi l'attuale normativa in
materia di pensionamento dei dipendenti regionali' sono sostituite
dalle seguenti La risoluzione del rapporto di lavoro nel caso di
accertata permanente inidoneità psicofisica al servizio dei
dipendenti regionali è disciplinata dalle norme relative ai
dipendenti dello Stato'.
2. Il comma l bis dell'articolo 39 della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10, è abrogato.
3. Sono fatte salve le istanze di quiescenza dei dipendenti in
possesso dei requisiti alla data del 22 dicembre 2011, purché
presentate prima della data di approvazione della presente legge.
In tale caso il termine di decorrenza della cessazione non può
comunque essere superiore al termine previsto per il preavviso».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Pogliese, Falcone e Buzzanca l'emendamento 4.1. Ne do lettura:
«Sostituire il comma 1 con il seguente:
Nell'ultimo periodo del comma 1, dell'articolo 39 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10, cassare le parole da o coniugi'
sino a o figli'».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resto
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo si era
impegnato a riscrivere in maniera concordata con gli uffici, ai
sensi dell'articolo 117 del regolamento interno, il comma 3
dell'articolo 4. Siccome questa riscrittura, di fatto, non è stata
formulata, o quanto meno non ci troviamo la copia, perché quando si
era parlato della data del 22 dicembre il Governo si era impegnato
a stabilire che fosse la data o del 31 dicembre o dell'entrata in
vigore della legge, perché non si comprenderebbe questa data che è
scelta senza una logica, perché questa data piuttosto che il 25, lo
ricordo bene, eravamo in Commissione Bilancio, si era stabilito che
gli uffici avrebbero sistemato questo aspetto prettamente tecnico,
che non ha niente di politico, con il ricorso all'articolo 117 del
Regolamento interno. Ricordo bene, onorevole Cracolici?
Quindi, ritengo che su questo bisognerebbe dare agli uffici la
possibilità, col 117, di correggere questa discrezionalità che - ad
avviso di tutti - è stata messa lì in maniera provvisoria ma che si
sarebbe dovuta sistemare.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Caronia. Gli uffici guarderanno con
attenzione l'articolo 4 e, se ci sarà l'esigenza di intervenire,
interverremo con l'articolo 117.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, sul dies a quo
alla data di approvazione della legge, il Governo è d'accordo.
Quindi il Governo è favorevole.
PRESIDENTE. Gli uffici possono correggere con l'articolo 117
alla data di approvazione della legge .
CRACOLICI. Mettiamo la data
PRESIDENTE. Alla data di approvazione della legge, cioè il 28
dicembre.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Modifiche di norme in materia di anticipazioni
ai comuni in situazioni di emergenza
1. Al comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 7 gennaio
2011, n. l, le parole 31 dicembre 2010' sono sostituite con le
parole 31 dicembre 2011' e sono aggiunte le seguenti parole: Gli
oneri derivanti dal presente comma, quantificati in 270 migliaia di
euro annui a decorrere dall'esercizio finanziario 2012, trovano
riscontro nel bilancio pluriennale della Regione per il triennio
2011-2013, mediante riduzione di pari importo del limite di impegno
decennale autorizzato dal comma 13 dell'articolo 45 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed
integrazioni.'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Modifica di norme in materia di enti sottoposti al
Patto di stabilità
1. Al comma 1 dell'articolo 39 della legge regionale 24 novembre
2011, n. 25 sono soppresse le parole Alle Camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura della Sicilia ed'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Oddo, Apprendi, Di Guardo e Digiacomo: 6.1,
soppressivo dell'articolo;
- dal Governo: 6.2.
Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 6.1. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che
abbiamo fretta, anch'io ho fretta perché dovrei ritornare prima a
Catania e poi a Mirabella Imbaccari, quindi devo fare 300
chilometri; però, ritengo che l'Aula debba discutere su alcune
questioni.
Qualche mese fa, quindici giorni fa, abbiamo fatto una norma con
cui abbiamo stabilito che dovevamo inserire e sottoporre al patto
di stabilità alcuni enti; con questa norma varata qualche giorno
fa, diciamo invece tutt'altro. Qualche settimana fa avevamo imposto
delle norme che riguardavano il patto di stabilità, il
coordinamento e la finanza pubblica, escludendo da quella norma due
istituti: l'Istituto zooprofilattico e le Camere di Commercio.
Con questa norma, ad un certo punto, invece, si è cercato di dare
coerenza a quello che è l'allineamento alla finanza pubblica e al
patto di stabilità, che impone determinate regole anche nelle
assunzioni di personale, nella spesa e nella contabilità pubblica
di alcuni enti.
Con questa norma che, giustamente, il Governo ha inserito, si
darebbe coerenza a questo principio. Invece, cosa succede? Succede
che un gruppo di parlamentari del PD chiede di sganciare tutti gli
istituti e le nove camere di commercio della Sicilia dal patto di
stabilità e il Governo, dopo avere proposto e chiesto un voto in
Commissione Bilancio, ottenuto in quella sede il parere favorevole,
ritorna in quest'Aula e dice invece che dobbiamo sopprimere questo
articolo a causa di una spinta che il Partito Democratico, che dice
di essere per il contenimento dei costi e per la coerenza della
finanza pubblica, vuole fare.
Questo è inammissibile e noi lo dobbiamo denunciare a quest'Aula.
Noi dobbiamo dire che non è possibile che 15 giorni fa si fa una
norma, dopo 15 giorni se ne fa un'altra e dopo tre ore se ne fa
un'altra ancora
E' un atteggiamento ondivago, incoerente, contraddittorio, che poi
viene censurato pesantemente dal Commissario dello Stato e mette
alla berlina il Parlamento e tutti i parlamentari siciliani, perché
alla fine la gente dice non 90, non 70, ma nemmeno 50 deputati
Diventiamo poco credibili nei confronti dell'opinione pubblica.
Ecco perché, poco fa, sono intervenuto sull'ordine dei lavori. In
quest'Aula stanno arrivando emendamenti di tutti i tipi, sulla
sanità ma anche su tante altre materie, e poi gli atteggiamenti
contraddittori, per cui invito il Governo ad evitare di dire oggi
dice una cosa e domani l'esatto contrario.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con molta sincerità
io rifuggo dall'essere più o meno indicato come colui o come coloro
che vorrebbero fare chissà cosa.
Con la legge 4 del 2010, abbiamo recepito l'articolo 1 della legge
23 del 2010, una legge dello Stato. Sostanzialmente, abbiamo detto
che le Camere di Commercio hanno funzioni di interesse generale per
il sistema delle imprese a carattere nazionale. Noi abbiamo
semplicemente conservato il potere di vigilanza, non abbiamo mai
dato un euro alle Camere di Commercio e continueremo a non darlo.
Ciò significa interesse generale, autonomia funzionale, articolo
118 della Costituzione.
Io vorrei capire come facciamo a fare rientrare nel patto di
stabilità nazionale un qualcosa che non ha niente a che spartire
col patto di stabilità regionale. In più, ci fa pure danno perché
in un certo senso non si capisce - me lo dovrebbe spiegare
tecnicamente il Ragioniere generale - come si fa a calcolare
questa spesa nel patto di stabilità regionale. Allora, qual è il
punto?
E' serio fare un tentativo del genere di togliere qualcosa che,
sostanzialmente, dovevamo già togliere nella legge del 2010. Per
una mera dimenticanza continuava a restare in vita un articolo che,
invece, li faceva rientrare nel calcolo per il patto di stabilità
regionale.
Ma non si può fare, perché è vero che c'è una violazione
dell'articolo 118 della Costituzione della Repubblica italiana,
vorrei leggere: Le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e
Agricoltura, di seguito denominate Camere di Commercio, sono enti
pubblici dotati di autonomia funzionale che svolgono nell'ambito
della circoscrizione territoriale di competenza, sulla base del
principio di sussidiarietà, di cui all'articolo 118 della
Costituzione, funzioni di interesse generale per il sistema delle
imprese curandone lo sviluppo nell'ambito delle economie locali .
Questo significa che fanno una partita doppia, una pura partita
doppia, hanno ricavi e costi.
Noi non li possiamo calcolare nel patto di stabilità regionale,
non che non vogliamo, non si può fare L'unica cosa che si può fare
è quella che, in effetti, abbiamo fatto riparando ad una
dimenticanza, quando abbiamo approvato la legge 4 del 2010, di dire
che non rientrano.
Per la verità, devo dire che, anche se ho approfondito solo la
questione delle Camere di commercio, anche l'Istituto
zooprofilattico non può essere considerato nel patto di stabilità
regionale.
Signor Presidente, mi permetto poi di suggerire che è bene
metterci d'accordo perché di questi argomenti il merito andava
trattato in III Commissione, e sul fatto che la Commissione
Bilancio si incarichi, senza nessuna attività istruttoria e senza
nessun approfondimento, di entrare nel merito rispetto alle
funzioni di un'altra Commissione, io direi, caro Presidente, che è
arrivato il momento di fare il punto. Non dico altro perché non è
una novità.
Però discutiamone e vediamo di ottimizzare anche questo aspetto.
Per questo motivo ho presentato l'emendamento soppressivo, e solo
per questo motivo.
DE BENEDICTIS. Dichiaro di apporre la firma all'emendamento 6.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, io sono stato per breve tempo
assessore per il commercio e, prima di intervenire nel merito della
questione del patto di stabilità, vorrei ricordare le tante volte
che ho incontrato i dirigenti e i presidenti di Camere di commercio
che si rivolgevano al Governo regionale per ottenere risorse in
quanto, sotto l'aspetto finanziario delle risorse, le Camere di
commercio siciliane certamente non navigano in buone acque, tant'è
che non hanno un fondo per le pensioni e, spesso, negli anni
passati, hanno fatto ricorso all'incremento delle quote di
partecipazione di tutte le singole società che sono iscritte alle
Camere di commercio per cercare di arrivare ad un bilancio in
pareggio.
Fatta questa premessa, é opportuno fare un chiarimento di
carattere generale in ordine al termine di patto di stabilità .
Lo Stato, con norma nazionale - mi fa pregio leggerla - stabilisce
che Ai fini della tutela dell'unità economica della Repubblica, le
Regioni , eccetera, eccetera, concorrono alla realizzazione
degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2011-2013 nelle
misure seguenti eccetera, eccetera , come a volere rimarcare la
responsabilità della Regione.
E qui mi pregio ricordare anche quello che è stato fatto a suo
tempo a proposito dell'incidenza della quota del personale nei
confronti del bilancio dei comuni, allorquando avevamo approvato
una norma che consentiva di scomputare queste risorse e siamo
stati, non voglio dire bacchettati dalla Corte dei conti in sede di
Commissione Bilancio, ma siamo dovuti ricorrere con forza ad una
norma soppressiva proprio per evitare che la Regione rispondesse
delle inadempienze delle amministrazioni comunali.
Ora, lasciare campo libero alle Camere di commercio in ordine alla
spesa significa vessare le imprese siciliane che sono iscritte
negli appositi albi e aprire un fatto di natura sperequativa
rispetto agli altri enti senza per questo, mi permetto di dire,
portare vantaggi all'economia siciliana.
Aggiungo un altro fatto. Quando abbiamo approvato la norma,
abbiamo scritto che a decorrere dal 2011 tutti gli enti, compresi
quelli presso cui la Regione indica i propri rappresentanti, sono
obbligati al rispetto del patto di stabilità.
Una norma, quindi, che concorre ai risultati di finanza pubblica.
Una norma, mi permetto di dire, che mette tutti in condizione di
evitare che la Regione debba soccorrere le Camere di commercio che,
notoriamente, non versano in buone condizioni economiche.
Per evitare che la Presidenza metta in votazione questa norma,
preannuncio che chiederò il voto segreto proprio per non creare
difficoltà a tanti colleghi parlamentari, dato che potrebbe
sembrare che qualcuno voglia impedire lo sviluppo delle Camere di
commercio che, per tanti anni, si sono limitate a svolgere un ruolo
certamente importante, ma in un momento di grave crisi per le
imprese e per le attività produttive devono dare anche loro
l'esempio.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non vorrei che
nel clima delle teorie contrapposte si commettesse un grave errore
di natura giuridica sull'interpretazione del ruolo delle Camere di
commercio e così pure sulle dimensioni e sulle competenze delle
Camere di commercio, le quali svolgono un ruolo sicuramente e
certamente importante, ma che possono essere sottratte alla
disciplina giuridica che vale per gli enti locali. Io vorrei sapere
se le Camere di commercio sono sottoposte al rispetto del patto di
stabilità oppure no. Qui nessuno ce lo ha detto.
Poi vorrei fare un ragionamento di carattere generale, perché
nella foga rischiamo di confondere il ruolo delle Camere di
commercio col ruolo degli enti locali siciliani, che sono due
realtà giuridiche totalmente diverse e che sfuggono ad una
normativa di carattere interpretativo generale così come qualcuno
oggi, credo in buona fede ma in maniera erronea, vuole fare capire.
Poi, vorrei fare un ragionamento di carattere ancora più generale.
Se vi sono degli enti, come le Camere di commercio, che oggi non
sono tenuti a rispettare il patto di stabilità e che hanno la
capacità economica per attingere a nuovo personale in grado di
sostenere le loro sempre più crescenti e importanti, e direi
indispensabili, competenze, perché dobbiamo porre un limite, un
veto ad un ente che oggi garantisce lo sviluppo economico dei
nostri territori?
Signor Presidente, credo che commetteremmo un errore se dessimo
spazio ad interpretazioni contrarie, certamente in buona fede, ma
che non tengono conto di una valutazione di carattere giuridico-
amministrativo con una difficile interpretazione di natura
giuridica ed amministrativa.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.1.
DI MAURO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 6.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Ammatuna, Arena, Calanducci, Cappadona,
Currenti, Di Benedetto, Di Guardo, Gentile, Minardo, Musotto,
Pogliese, Romano, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 6.1.
Chiarisco il significato del voto. Poiché si tratta di emendamento
soppressivo dell'articolo, in questi casi il Regolamento prevede che
si ponga in votazione il mantenimento dell'articolo.
Pertanto, chi vuole che l'articolo 6 rimanga in vita preme il
tasto verde, chi vuole sopprimere l'articolo 6 preme il tasto rosso,
chi si astiene preme il tasto bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Barbagallo,
Bonomo, Bufardeci, Buzzanca, Calanducci, Campagna, Cappadona,
Caputo, Cimino, Colianni, Cordaro, Cristaudo, Currenti, D'Agostino,
D'Asero, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di
Mauro, Dina, Falcone, Faraone, Federico, Formica, Galvagno,
Gentile, Greco, Gucciardi, Laccoto, Leanza Nicola, Leontini, Lo
Giudice, Maira, Marinello, Marrocco, Minardo, Mineo, Musotto, Oddo,
Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Picciolo, Pogliese, Ragusa,
Raia, Rinaldi, Romano, Ruggirello, Savona, Scilla, Speziale,
Torregrossa, Vinciullo.
Astenuti: Cracolici, Giuffrida, Scammacca.
Sono in congedo: Bosco, Forzese, Lentini, Marinese, Scoma.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 64
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 34
Contrari 26
Astenuti 3
(L'Assemblea approva)
Pertanto, l'articolo 6 rimane in vita.
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7.
Certificazione dei crediti vantati nei
confronti della Regione e degli enti locali
1. All'articolo 14 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6,
sono apportate le seguenti modifiche ed integrazioni:
a) al comma 1 dopo le parole nei pagamenti dei debiti', inserire
le seguenti della Regione e' e dopo le parole gli stessi
certificano' inserire le seguenti secondo la normativa in materia
di patto di stabilità e di pagamenti delle pubbliche
amministrazioni'.
b) dopo il comma 2 è inserito il seguente:
2 bis. Al fine di agevolare le operazioni di cessione del credito
certificato di cui al comma 1, l'Assessore regionale per l'economia
è autorizzato a sottoscrivere un apposito protocollo di intesa con
l'Associazione Bancaria Italiana - Sicilia cui possono aderire le
banche e gli intermediari finanziari operanti in Sicilia. Nel
medesimo protocollo di intesa sono disciplinati i termini e le
modalità di applicazione della certificazione nel rispetto della
normativa in materia di patto di stabilità e di pagamenti delle
pubbliche amministrazioni.'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8.
Credito d'imposta
1. Per le finalità di cui alla legge regionale 17 novembre 2009,
n. 11, da conseguire secondo i termini e le modalità procedurali
previste dai provvedimenti attuativi della medesima legge,
richiamati all'articolo 1 della legge regionale 12 agosto 2011, n.
20, è autorizzato a valere sull'esercizio finanziario 2011
l'utilizzo dell'ulteriore importo di 70.000 migliaia di euro, cui
si provvede con riduzione di pari importo del fondo di cui
all'articolo 3 della legge regionale 26 ottobre 2001, n. 15 e
successive modifiche ed integrazioni.
2. L'impegno di spesa derivante dall'attuazione del precedente
comma potrà essere assunto entro quindici giorni successivi
all'entrata in vigore della presente legge».
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo su
questo articolo perché sento il dovere di farlo essendo tra quanti
hanno sostenuto e sostengono la modalità di utilizzazione di
risorse regionali, pubbliche, per la verità anche dello Stato ed
europee, attraverso il credito d'imposta. Non posso che essere
favorevole a questa modalità, così come lo siamo stati sia nel
varare la legge sugli aiuti sia nella manovra finanziaria scorsa,
dove abbiamo utilizzato una parte dell'avanzo di amministrazione
per applicarlo al credito d'imposta.
Però, ho il dovere di dire in questo momento, considerato quello
che è avvenuto ieri con la notizia dell'impugnativa del Commissario
dello Stato sulle modalità di copertura, ho il dovere di chiedere
al Governo di valutare se in questo momento, mantenendo in vita
questo articolo nel testo - anche se, come probabilmente sarà,
dovessimo separarne i voti e i destini con due testi separati -,
non rischiamo di fare un danno all'istituto del credito d'imposta.
Io mi fermo qui. Credo di avere detto tutto nella forma più
corretta con la quale potevo dirlo, perché credo che rischiamo di
fare danni.
Se il Governo si assume la responsabilità che questo non produce
danni, ne prenderò atto. Temo che così rischia di non essere e
faremo danni seri ad un sistema di aiuti all'economia ed alle
imprese.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo articolo
8 concernente il credito di imposta voglio dichiarare le mie
perplessità. Una è quella dovuta al fatto che si tratta di materia
propria di finanziaria, e non di esercizio provvisorio. Ma
soprattutto, e spero che l'onorevole Cracolici mi ascolti, ritengo
che queste risorse debbano essere messe nel bilancio della Regione
per il 2012, perché non vorrei che queste risorse vadano imputate a
delle graduatorie già fatte sì da determinare uno scorrimento dei
soggetti beneficiari.
Per questa ragione, ritengo che il credito di imposta, sebbene
possa essere un ottimo strumento per agevolare l'imprenditoria
siciliana, deve poter avere una struttura procedimentale del 2012
collegata ad un bando che, in riferimento a quelle risorse,
determini anche la chiusura dell'intervento economico. Invece, in
questo modo, noi rischiamo di dare copertura ad interventi già
conosciuti, che non hanno potuto avere copertura finanziaria, e che
l'Aula va a sanare.
Ritengo che non sia né un'operazione trasparente né un'operazione
giusta rispetto a quanti possono intervenire per partecipare ad un
bando nel 2012.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
telegrafico.
Bene ha fatto il Governo a ritirare l'emendamento soppressivo
perché questo Governo, un Governo che deve salvaguardare
l'autonomia di questa Regione, di questo Statuto speciale, di
questo Parlamento, non deve avere timore delle proprie azioni, deve
avere il coraggio di salvaguardare gli investimenti a favore del
sistema produttivo siciliano.
Stiamo parlando di una norma che ha avuto tutte le autorizzazioni
da parte della Commissione europea, ha passato il vaglio che aveva
necessità di superare, ha avuto dal Commissario dello Stato lo sta
bene sui primi 120 milioni di euro che erano stati finanziati con
lo stesso sistema; quindi non vedo per quale motivo oggi 70
milioni, che mettiamo a completamento del finanziamento per dare
risposta a tutte le ipotesi di investimento che sono state
prospettate, non debbano essere coerentemente salvaguardati.
Noi pregheremo il Commissario dello Stato - lo facciamo con questo
intervento e con gli atti parlamentari, di essere a sua volta
coerente - senza avere paura di minacce e di ritorsioni future,
perché non credo che possiamo temere minacce e ritorsioni future.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9.
Norme in materia di consorzi agrari
1. La disciplina di cui alla legge regionale 28 novembre 2002, n.
21, va interpretata nel senso che la stessa si applica al personale
dei consorzi agrari in servizio alla data del 31 dicembre 2009 e
che cesseranno dal medesimo servizio in conseguenza dello
scioglimento del consorzio o della chiusura definitiva di settori
di attività».
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei intervenire sull'articolo 9
per spiegare meglio l'interpretazione autentica.
Per comprendere il problema della interpretazione autentica è
necessaria una ricostruzione del complesso quadro normativo che la
sottende.
Secondo l'articolo 127, comma 9, della legge regionale n. 11/2010,
in attuazione dell'articolo 18 del d.l. 30 dicembre 2008 n. 207,
convertito con modifiche dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14 il
termine di cui all'articolo 2, comma 2, della legge regionale 28
novembre 2002, n. 21 è prorogato al 31 dicembre 2009 per i
lavoratori già in servizio alla stessa data .
Due sono le disposizioni richiamate.
In primo luogo l'articolo 18 del d.l. n. 207/2008, dispone che i
termini di cui all'art. 26, comma 1, del d.l. 31 dicembre 2007, n.
248, convertito con modifiche dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31,
relativi alla chiusura delle procedure di liquidazione coatta
amministrativa dei consorzi agrari, nonché relativi alla chiusura
delle procedure di liquidazione coatta amministrativa dei consorzi
agrari, nonché relativi al termine per l'adeguamento degli statuti
dei consorzi agrari medesimi, sono prorogati al 31 dicembre 2009 .
La seconda delle due disposizioni richiamate dalla legge regionale
n. 11/2010, è l'articolo 2, comma 2, della legge regionale 28
novembre 2002, n. 21.
Essa recita così: Per il personale dei consorzi agrari di cui
all'art. 43 della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30 ancora in
servizio presso i consorzi medesimi, la disciplina di cui alla
presente legge si applica ( ) fino al 31 gennaio 2004 .
La disposizione in questione rinvia, a sua volta, all'art. 43
della l.r. 7 agosto 1997, n. 30.
L'articolo 43 della legge regionale n. 30/1997 prevede che le
disposizioni di cui all'art. 12 della legge regionale 23 maggio
1991, n. 36 e s.i.m. sono estese al personale dei consorzi agrari
che cesserà dal servizio in relazione alla chiusura definitiva
dell'attività e di settori di attività .
Sempre l'articolo 2, comma 2, n. 21/2002 fa riferimento alla
disciplina di cu alla presente legge : ossia al disposto dell'art.
1 della stessa legge reg. n. 21/1992 che prevede il passaggio alla
RESAIS, in un'apposita area speciale transitoria ad esaurimento
del personale di cui all'art. 12 della l.r. n. 36/1991 (cooperative
agrarie, cantine sociali e loro consorzi); mentre l'articolo 2,
comma 2, estende tale disciplina al personale dei consorzi agrari
di cui all'articolo 43 della l.r. n. 30/1997.
Delle disposizioni sopra citate fanno riferimento ai consorzi
agrari: l'art. 18 del d.l. n. 207/2008 convertito in legge 14/2009;
l'articolo 2, comma 2, l.r. n. 21/2002; l'art. 43 della l.r. n.
30/1997.
La prima di queste tre disposizioni prende in considerazione i
consorzi agrari in liquidazione coatta amministrativa (per fissare
al 31 dicembre 2009 la data di chiusura del procedimento di
liquidazione).
Le altre due disposizioni prendono in considerazione i consorzi
che hanno chiuso definitivamente l'attività o settori di attività.
Questo è il senso del rinvio che l'art. 2, comma 2, legge regionale
n. 21/2002 - alla quale a sua volta rinvia l'art. 127, comma 9,
della legge regionale n. 11/2010 - fa all'art. 43 della legge
regionale n. 30/1997.
Poiché il termine del 31 dicembre 2004 veniva stabilito dall'art.
2, comma 2, della legge regionale n. 21/2002 per il personale dei
consorzi che avevano cessato l'attività o chiuso un settore di
attività - personale cui era consentito il passaggio alla Resais,
anche la proroga al 31 dicembre 2009 (articolo 127 legge regionale
n. 11/2010) riguarda lo stesso personale.
A detto personale si aggiunge, in forza del richiamo all'articolo
18 del d.l. n. 207/2008, convertito nella legge n. 14/2009, il
personale dei consorzi sottoposti a procedimento di liquidazione
coatta amministrativa: al quale viene esteso (o comunque
riconosciuto) detto beneficio.
Se così non fosse, non avrebbe senso il rinvio che l'articolo 127,
comma 2, fa all'articolo 2, comma 2, della l.r. n. 21/2004. La
disposizione richiamata, infatti, rinviando a sua volta
all'articolo 343 della l.r. n. 30/1997, ha come soli destinatari i
dipendenti dei Consorzi agrari che hanno chiuso l'attività o hanno
chiuso settori di attività. Dal momento che l'articolo 2, comma 2,
legge regionale n. 21/2004 rimanda all'articolo 43 della legge
regionale n. 43/1997 che contempla i consorzi che abbiano cessato
definitivamente l'attività o settori di attività, la proroga del
termine (dal 31 dicembre 2004 al 31 dicembre 2009) non può che
riguardare (anche) il personale di detti consorzi.
Né rileva il fatto che l'articolo 43 della legge regionale n.
30/1997 sia stato abrogato. È stato abrogato, infatti,
dall'articolo 3 della citata legge regionale n. 21/2002: la quale,
tuttavia lo richiama (all'art. 2) per identificare i consorzi
agrari il cui personale ha diritto di transitare alla RESAIS, ossia
i Consorzi che cessino l'attività o chiudano settori di attività.
Quindi hanno diritto di transitare alla Resais: il personale dei
consorzi agrari in liquidazione coatta amministrativa; il personale
dei consorzi agrari che abbiano disposto la chiusura dell'attività
o di settori di attività. Di questa seconda categoria fa parte il
Consorzio agrario di Palermo.
Considerato che già l'Ufficio Legislativo e legale della Regione,
attivato dall'Assessorato delle risorse agricole circa
l'interpretazione della norma, ha sottolineato l'oscurità del
quadro normativo suesposto senza escludere che si possa addivenire
ad una interpretazione diversa della norma rispetto alle modalità
applicative attuali, si pone la necessità di una interpretazione
autentica della norma da parte del legislatore, che ne assicuri una
applicazione trasparente e prevenga l'insorgere di contenziosi per
l'Amministrazione.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, chiedo al Governo se questo articolo
necessiti di copertura finanziaria. Soltanto questa era la domanda.
PRESIDENTE. No, onorevole Falcone, non prevede copertura
finanziaria perché è una norma di interpretazione autentica.
Pongo in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10.
Oneri di gestione in materia di formazione
professionale
Modifiche all'articolo 1 legge regionale 10/2011
Al comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 7 giugno 2011, n.
10, dopo le parole A carico del fondo possono altresì essere
disposti' sono aggiunte le parole il pagamento degli oneri di
gestione ad esso connessi, nonché'».
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11.
Modifiche del comma 2 dell'articolo 132 della legge
regionale 16 aprile 2003, n. 4 in materia di fondo di
garanzia personale formazione professionale
1. Al comma 2 dell'articolo 132 della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4, le parole da Per gli anni successivi' sino a '27
aprile 1999, n. 10.' sono soppresse».
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Articolo 12.
Condizione di eleggibilità alla carica di sindaco.
Modifiche all'articolo 3 della legge regionale 7/1992
1. Al comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale 26 agosto
1992, n. 7 e successive modifiche ed integrazioni, dopo le parole
una sola volta.' sono aggiunte le seguenti parole È consentito un
terzo mandato consecutivo se uno dei due mandati precedenti ha
avuto durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno, per causa
diversa dalle dimissioni volontarie'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Articolo 13.
Modifiche di norme in materia di composizione
della giunta comunale e provinciale
1. All'articolo 13 della legge regionale 5 aprile 2011, n. 6, dopo
le parole e 12.', aggiungere le seguenti parole: Le disposizioni
di cui ai commi 2 e 4 dell'articolo 4 producono effetti a decorrere
dalla prima tornata elettorale successiva all'1 gennaio 2012».
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Vediamo se la richiesta è appoggiata a termini di
Regolamento.
Onorevole Leontini, in questi giorni di questa norma - credo molto
a sproposito - si è parlato sulla stampa locale e anche su quella
nazionale.
La Presidenza ritiene che lei, in qualità di presentatore di
questa norma, farebbe bene a spiegarlo, chiarendo soprattutto che
non si tratta di una norma salva-parenti, come è stato scritto,
spesso - ripeto - a sproposito. La spieghi bene così capiamo di
cosa stiamo parlando.
LEONTINI. Signor Presidente, dice bene lei, a sproposito', poiché
è stata strumentalizzata la ratio di questa norma. Non potrei io
modificare o rinnegare un articolo che, assieme ai colleghi della
maggioranza e della minoranza, otto mesi fa ho contribuito ad
inserire nel disegno di legge che adesso si intende modificare. Per
una sorta di negligenza nella formulazione completa dell'articolo
non fu specificata l'applicabilità e le conseguenze
dell'applicazione di questo articolo, e il testo rimase formulato
in modo generico.
Cosa accade, quindi, in funzione di questo articolo?
Accade che dal primo gennaio 2012 tutti i sindaci e i presidenti
di provincia saranno costretti a far soccombere una delle due
cariche incompatibili: in questo caso, la carica di amministratore
con quella di consigliere comunale o provinciale. Molti degli
assessori comunali e provinciali sono stati nominati dai sindaci
non direttamente, ma in quanto ex consiglieri che si sono dimessi,
dopo avere preso i voti. Pertanto, in questo caso, il rischio è che
l'intero tessuto degli enti locali, dal primo gennaio 2012, possa
trovarsi in tilt perché insorgeranno vertenze e contenziosi che
bloccheranno e ingesseranno la vita amministrativa degli enti
locali. Piuttosto che destabilizzare un ciclo in corso, la norma
aveva la ratio di disciplinare un ciclo ex novo.
Noi non siamo per sopprimere la legge. Siamo per farla decorrere
dal prossimo turno elettorale, in modo tale che possa servire a
disciplinare il nuovo ciclo.
E' possibile che, durante il campionato di calcio, si decida di
sopprimere il calcio di rigore o il calcio d'angolo? E' chiaro che,
alla settima giornata di campionato, non si possono modificare le
regole perché coloro che oggi fanno parte della giunta sono entrati
a farne parte in base ad un sistema precedente, che prevedeva che i
consiglieri si dovessero dimettere, dopo avere preso i voti, per
poter entrare in giunta.
Chiaramente, in questo caso, se il primo gennaio dovessimo
applicare meccanicamente la norma, il diritto soccombente è quello
dell'assessore, non certo quello del consigliere che è eletto.
Siccome, la maggior parte degli assessori sono entrati in giunta
in virtù di una loro candidatura al consiglio comunale, coronata
dal successo e poi dalla scelta dell'inserimento in giunta, noi ci
troveremmo di fronte alla fattispecie di persone che, pur avendo
avuto i voti come consiglieri comunali e pur essendo entrati in
giunta, oggi dovrebbero dimettersi perché un loro cugino di
un'altra lista e di un altro schieramento si trova in consiglio
comunale
Andremmo così a penalizzare tutti i consigli comunali e tutte le
giunte di Sicilia.
Pertanto, ripeto, la ratio non è quella di sopprimere la norma,
né di bloccarla o di ingessarla: è quella di consentirne
l'applicazione in modo corretto affinché possa disciplinare il
nuovo corso e non destabilizzare quello uscente.
CRACOLICI. Signor Presidente, c'è una richiesta di voto segreto,
lei sta facendo parlare su cosa?
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 13
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Ammatuna, Apprendi, Barbagallo,
Colianni, De Benedictis, Faraone, Federico, Galvagno, Greco,
Gucciardi, Maira, Marinello, Marrocco, Marziano, Minardo, Oddo,
Panarello, Panepinto e Scilla, indìco la votazione per scrutinio
segreto dell'articolo 13.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Barbagallo,
Bonomo, Bufardeci, Buzzanca, Calanducci, Campagna, Cappadona,
Caputo, Caronia, Cimino, Colianni, Cordaro, Cracolici, Cristaudo,
Currenti, D'Agostino, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Dina,
Faraone, Federico, Formica, Galvagno, Gentile, Giuffrida, Greco,
Gucciardi, Laccoto, Leanza Nicola, Leontini, Lo Giudice, Maira,
Marinello, Marrocco, Marziano, Minardo, Mineo, Musotto, Oddo,
Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Picciolo, Pogliese, Ragusa,
Raia, Romano, Ruggirello, Savona, Scammacca, Scilla, Speziale,
Termine, Torregrossa, Vinciullo.
Si astiene: Limoli.
Sono in congedo: Bosco, Forzese, Lentini, Marinese, Scoma.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 63
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 19
Contrari 42
Astenuto 1
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per fare il punto sugli
emendamenti aggiuntivi sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.46 è ripresa alle ore18.33)
La seduta è ripresa.
Assume la Presidenza il Vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che degli emendamenti
aggiuntivi presentati sono ammissibili i seguenti:
- dagli onorevoli Marrocco, Lupo e Savona: A22, identico all'A7;
- dall'onorevole Savona A5;
- dall'onorevole Bufardeci: A11.
Tutti gli altri emendamenti aggiuntivi sono improponibili.
Si passa all'emendamento A22. Ne do lettura:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art . - 1. 1. Le disposizioni di cui al comma 5 bis all'art. 3,
del decreto legge 30 aprile 2010, n. 64, convertito con
modificazioni dalla legge 29 giugno 2010, n. 100, a decorrere dalla
data di entrata in vigore della presente legge, si applicano, anche
in deroga a quanto previsto dall'articolo 1, comma 10 della legge
regionale 29 dicembre 2008, n. 25 e dell'articolo 8, comma l della
legge regionale 29 dicembre 2010, n. 24, alla Fondazione Orchestra
Sinfonica Siciliana, senza ulteriori oneri a carico del bilancio
della Regione. ».
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A5. Ne do lettura:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art . - Norma per l'editoria - 1. L'Assessore regionale per le
attività produttive è autorizzato a completare l'erogazione dei
contributi previsti dall'articolo 37 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche ed integrazioni,
limitatamente alle domande già esitate, previa verifica dei
requisiti richiesti e sulla base dell'istruttoria già compiuta, con
riferimento esclusivo alle esposizioni bancarie, finanziarie ed
erariali in essere alla data del 31 dicembre 1999 ed
all'autorizzazione già disposta dall'Esecutivo comunitario con
decisione n. C. (2003) 378 del 2003. Nessuna erogazione di
contributi può essere disposta oltre il periodo considerato dalla
citata decisione comunitaria, nonché in favore di imprese non
risultate finanziabili in sede di istruttoria delle domande
presentate ai sensi degli articoli 31 e 37 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche ed integrazioni. Per la
finalità del presente articolo l'Assessore regionale per l'economia
è autorizzato a concedere, nell'esercizio finanziario 2012, un
contributo pari a 500 migliaia di euro. La relativa spesa trova
riscontro nel bilancio pluriennale della Regione 2011-2013 - UPB
4.2.1.5.2. ».
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A11. Ne do lettura:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art 1. Al comma 1 dell'articolo 60 della legge regionale 26
marzo 2002, n. 2, e successive modifiche ed integrazioni, le parole
31 dicembre 2011' sono sostituite dalle parole 31 dicembre 2013'.
2. Gli oneri derivanti dal comma 1, valutati in 100 migliaia di
euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2012 e 2013, trovano
riscontro nel bilancio pluriennale della Regione 2011/2013 - UPB
4.2.1.5.2. ».
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Annunzio di presentazione di ordine del giorno
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
l'ordine del giorno n. 627 «Promulgazione, con l'omissione delle
parti impugnate, della delibera legislativa recante Misure in
materia di personale della Regione siciliana e di contenimento
della spesa'»(ddl nn. 828-563-824/A), degli onorevoli Cracolici,
Maira, Leontini, Marrocco ed altri. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che la Corte costituzionale, nella sentenza n. 205 del
1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza la
consumazione del suo potere di promulgazione, provocando la
caducazione di tutte le norme non promulgate;
CONSIDERATO che:
la citata giurisprudenza costituzionale ha consentito che il
Presidente della Regione sia vincolato, riguardo al tipo di
promulgazione da esercitare, non solo da delibere legislative, ma
anche da atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del giorno);
l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n. 309 del 22
dicembre 2011, ha approvato il disegno di legge recante 'Misure in
materia di personale della Regione siciliana e di contenimento
della spesa.' (ddl. nn. 828-563-824/A);
la citata delibera, è stata impugnata in modo parziale dal
Commissario dello Stato per la Regione siciliana con ricorso alla
Corte costituzionale e notificato al Presidente della Regione in
data 27 dicembre 2011;
RITENUTO che occorra conciliare l'esigenza che la suddetta
delibera sia promulgata, sia pur parzialmente, dal Presidente della
Regione, con l'altra che discende dall'opportunità di consentire
alla Corte costituzionale di pronunciarsi sulle norme censurate,
impegna il Presidente della Regione
a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la delibera
legislativa approvata nella seduta n. 309 del 22 dicembre 2011
recante 'Misure in materia di personale della Regione siciliana e
di contenimento della spesa.' (ddl. nn. 828-563-824/A);
a riproporre in un apposito disegno di legge le norme della citata
delibera legislativa, oggetto del predetto ricorso da parte del
Commissario dello Stato». (627)
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, avverto che nella seduta successiva, che si
terrà da qui a poco, si procederà a votare separatamente, dopo
avere provveduto al relativo stralcio, il disegno di legge n. 829/A
e il disegno di legge n. 829-Stralcio/A Disposizioni in materia di
contabilità e di patto di stabilità regionale. Modifiche di norme
in materia di sistema pensionistico. Nuove norme in materia di
condizioni di eleggibilità alla carica di sindaco .
Comunico, altresì, che è stato presentato il disegno di legge n.
834 Riproposizione di norme impugnate in materia di personale
della Regione siciliana .
Per consentire alla Commissione Bilancio di esaminarlo, la seduta
è rinviata ad oggi, mercoledì 28 dicembre 2011, alle ore 18.45, con
il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
«Riproposizione di norme impugnate in materia di personale della
Regione siciliana» (n. 834)
Relatore: on. Savona
III - Votazione finale dei disegni di legge:
1) «Autorizzazione per l'esercizio provvisorio per l'anno 2012 e
proroghe contratti» (n. 829/A)
2) «Disposizioni in materia di contabilità e di patto di stabilità
regionale. Modifiche di norme in materia di sistema pensionistico.
Nuove norme in materia di condizioni di eleggibilità alla carica di
sindaco» (n. 829-Stralcio/A)
La seduta è tolta alle ore 18.40
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli