Presidenza del vicepresidente Formica
FERRARA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli D'Agostino, Scammacca,
Minardo, Cristaudo, Apprendi, Vinciullo, Di Guardo e Raia sono in
congedo per oggi; l'onorevole Bonomo è in congedo per oggi e per
domani.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore Infrastrutture e Mobilità
N. 1731 - Messa in sicurezza e ripristino regolare della viabilità
sull'autostrada A19 Palermo-Catania.
Firmatario: Falcone Marco
N. 1759 - Riapertura della strada 'Polizzi Generosa - Portella
Colla' (PA), chiusa da sei anni.
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1769 - Notizie sui lavori di completamento della struttura di
base per la pratica del nuoto a Lampedusa.
Firmatario: Di Benedetto Giacomo
N. 1858 - Notizie sulla soppressione del collegamento di linea
Floresta-Messina.
Firmatario: Corona Roberto
N. 1895 - Chiarimenti sulla vicenda riguardante la società New
Port s.p.a., che gestisce lo scalo marittimo di Palermo.
Firmatario: Caputo Salvino
- da parte dell'Assessore Territorio e Ambiente
N. 2275 - Notizie in merito all'esclusione dei progetti presentati
dagli enti gestori delle riserve naturali orientate 'Macchia
Foresta del fiume Irmino' e 'Pino D'Aleppo', presenti nel
territorio ragusano, dal piano di ripartizione delle risorse per
gli interventi di sistemazione e manutenzione delle aree protette
siciliane da affidare alla Biosphera s.p.a.
Firmatario: Incardona Carmelo
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Disciplina in materia di protezione dei lavoratori dai rischi
derivanti dall'esposizione all'amianto. (n. 846)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Federico il
26 gennaio 2012.
- Modifica di norme a semplificazione delle procedure per
concessione contributi per interessi su finanziamenti bancari e
delle società di leasing in Sicilia. (n. 847)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Marinello,
Cracolici, Oddo, Apprendi, Di Guardo, Donegani, Marziano,
Panarello, Panepinto, Raia e Speziale il 30 gennaio 2012.
- Limite ai trattamenti economici dei dirigenti generali della
Regione Sicilia. (n. 848)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Falcone,
Pogliese, Buzzanca, Caputo e Vinciullo il 30 gennaio 2012.
- Interventi a favore delle piccole e medie imprese. (n. 849)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Minardo il
30 gennaio 2012.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
di legge alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati alle
commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Introduzione del voto confermativo' per l'elezione del
Presidente della Regione. Modifiche all'articolo 3 della legge
regionale 20 marzo 1951, n. 29. (n. 845)
di iniziativa parlamentare, presentato il 25 gennaio 2012 e
inviato il 26 gennaio 2012.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Norme per la riduzione del costo dei carburanti per autotrazione
in Sicilia. (n. 844)
di iniziativa parlamentare, presentato il 25 gennaio 2012 e
inviato il 26 gennaio 2012.
parere IV E UE.
Comunicazione di richieste di pareri
PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
alle commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento del
personale del Servizio sanitario della Regione siciliana (CEFPAS).
Designazione componente del collegio dei revisori. (n. 200/I).
pervenuto in data 25 gennaio 2012 e inviato in data 26 gennaio
2012.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Piano regionale di propaganda turistica. (n. 201/I).
pervenuto in data 25 gennaio 2012 e inviato in data 26 gennaio
2012.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Attività
produttive' (III), nella seduta n. 240 del 24 gennaio 2012, ha
approvato la risoluzione Azioni da adottare per fronteggiare la
gravissima crisi del settore della pesca e il disagio sociale delle
famiglie degli addetti al comparto (n. 23/III).
Comunicazione di trasmissione di proposte di legge costituzionale
PRESIDENTE. Comunico che il Ministro per gli affari regionali, il
turismo e lo sport, dottor Piero Gnudi, con lettera trasmessa con
nota prot. n. 138/11 del 24 gennaio 2012 del Commissario dello
Stato della Regione, pervenuta in data 25 gennaio 2012, ha
trasmesso, ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3 dello Statuto,
le proposte di legge costituzionale n. A.S. 2962 e A.S. 2976 di
iniziativa parlamentare, concernenti modifiche dello Statuto della
Regione in materia di riduzione del numero dei deputati regionali.
Gli stessi sono stati inviati alla I Commissione legislativa in
data 26 gennaio 2012.
Comunicazione di deliberazione da parte della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della Giunta
regionale n. 5 del 12 gennaio 2012 relativa a: Deliberazione della
Giunta regionale n. 363 del 14 dicembre 2011. Rettifica Asse
d'imputazione .
Copia della stessa è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2379 - Iniziative per l'erogazione di quanto dovuto alle
aziende agricole assegnatarie di risorse comunitarie.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: Marrocco Livio
N. 2380 - Iniziative atte a contrastare la soppressione dei treni
notturni da e per la Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Marrocco Livio
N. 2385 - Notizie circa le politiche regionali d'indirizzo
sull'ente Fiera di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Firmatario: Romano Fortunato; Rinaldi Francesco
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2377 - Chiarimenti sul 'modus operandi' dell'Assessorato
Infrastrutture e Mobilità in materia di servizi pubblici locali.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 2378 - Chiarimenti sulla riduzione di programmi di esercizio a
danno delle aziende che gestiscono servizi di trasporto su gomma.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 2381 - Interventi per finanziare lavori di restauro del teatro
Politeama di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 2382 - Chiarimenti in merito al furto di computer e
documentazione presso l'ufficio urbanistica del Comune di Bagheria
(PA).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 2383 - Provvedimenti urgenti per garantire il pagamento degli
stipendi ai dipendenti della Fiera del Mediterraneo.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 2384 - Interventi per la riapertura del teatro Santa Cecilia di
Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 2386 - Notizie in ordine all'avviso pubblico n. 8 del
29/05/2009 per la formulazione di interventi formativi per lo
sviluppo dei saperi e delle competenze.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Scoma Francesco
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata, in data 26 gennaio
2012, la mozione numero 333 Misure urgenti in favore dei livelli
occupazionali dell'IPOSAS, già censita nell'ambito dell'indotto
FIAT di Termini Imerese (PA) , degli onorevoli Caputo, Pogliese,
Buzzanca, Falcone e Vinciullo.
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 603
PRESIDENTE. Comunico che, in esito all'ordine del giorno n. 603
Iniziative per la rapida attuazione delle procedure amministrative
previste dalla l.r. n. 24 del 2010 in materia di utilizzazione
stabile di personale altamente qualificato nelle pubbliche
amministrazioni.', approvato dall'Assemblea nella seduta n. 305 del
14 dicembre 2011, l'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica, con nota prot. n. 10340 del 20 gennaio 2012, pervenuta il
26 gennaio successivo e protocollata al n. 866/Aulapg del 30
gennaio 2012, ha rappresentato che le questioni poste dall'atto di
indirizzo politico sono state attentamente valutate, ma che in atto
sussistono difficoltà di attuazione delle disposizioni richiamate,
come specificato dal Dipartimento regionale della Funzione pubblica
con nota prot. n. 9547 del 19 gennaio u.s., trasmessa in allegato
alla nota assessoriale citata.
Il testo della suddetta nota con l'annesso allegato è reperibile
nell'apposita banca dati del sito web dell'Assemblea regionale
siciliana: www.ars.sicilia.it.
L'Assemblea ne prende atto.
Indirizzo di saluto agli allievi del corso di formazione
Formazione Sicura', società cooperativa sociale onlus - Fenice di
Palermo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, porgo un indirizzo di saluto agli
allievi del corso di formazione Formazione Sicura', società
cooperativa sociale onlus - felice di Palermo.
Comunicazione di determinazioni da parte del Consiglio di
Presidenza
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che il Consiglio di
Presidenza ha approvato, nella seduta n. 37 del 21 dicembre 2011,
una deliberazione riguardante le ritenute dalla diaria nel caso di
assenze dai lavori dell'Assemblea e delle Commissioni parlamentari
permanenti, compreso il Comitato per la qualità della legislazione.
Com'è noto, da diverse legislature si applicano trattenute nelle
giornate di assenza dai lavori d'Aula. L'estensione, con gli
opportuni adattamenti, di tale disciplina alle sedute delle
Commissioni permanenti e del suddetto Comitato si è resa necessaria
a seguito del recepimento dell'analoga disposizione adottata dal
Consiglio di Presidenza del Senato della Repubblica, in ossequio a
quanto previsto dal decreto-legge 13 agosto 2011 n. 138 - articolo
13 comma 2, lettera b) - che prevede per le Camere di correlare
il trattamento economico al tasso di partecipazione di ciascun
parlamentare ai lavori delle Assemblee, delle Giunte e delle
Commissioni .
Analogamente prevede il successivo art. 14, comma 1, lett. d, per
i consigli regionali.
Lo stesso Regolamento interno dell'Assemblea prevede, del resto,
all'articolo 160 quater, che il Consiglio di Presidenza disciplini
l'erogazione della diaria in funzione della partecipazione dei
deputati ai lavori d'Aula e di Commissione.
Rinviando al relativo decreto del Presidente dell'ARS per quanto
concerne il contenuto delle innovazioni introdotte, in questa sede
desidero anticipare che:
1) per quanto riguarda le assenze dai lavori d'Aula, si
sottolinea che nessuna assenza sarà più giustificata e che ciascun
deputato avrà la facoltà di fruire, senza incorrere nella
detrazione, di sole due assenze al mese. Faranno eccezione
esclusivamente le assenze per ricovero ospedaliero ovvero per gravi
motivi di salute, da documentare e da sottoporre alla valutazione
del Presidente dell'Assemblea;
2) la disposizione di cui all'articolo 84 del Regolamento interno
il congedo non costituisce assenza va reinterpretata alla luce
delle citate disposizioni legislative nazionali e regionali in
combinato disposto con la previsione di cui al citato articolo 160
quater Regolamento interno nel senso che essa vale solamente ai
fini parlamentari: di conseguenza, in questi casi sarà operata la
relativa trattenuta;
3) nei casi di assenza dei deputati dalle sedute delle Commissioni
permanenti, compreso il Comitato per la qualità della legislazione,
sarà ritenuto agli assenti un importo pari ad un trentesimo della
componente variabile della diaria mensile per ogni giornata. La
ritenuta sarà operata soltanto nei casi di assenza dalle sedute di
Commissione in cui si svolgono votazioni su testi legislativi o su
ogni altro atto iscritto all'ordine del giorno. Anche per le
Commissioni si applicano le giustificazioni e le esenzioni previste
per le assenze dai lavori d'Aula;
4) nel caso di sostituzione in Commissione di un deputato, su
designazione del Gruppo di appartenenza, per una singola seduta o
per un determinato disegno di legge, sarà considerato presente il
deputato che partecipi ai lavori di una Commissione in sostituzione
di un collega, ai sensi dell'art. 62 ter del Regolamento interno;
5) se un deputato è componente di più Commissioni permanenti, ove
le stesse si riuniscano nella medesima giornata, la presenza in una
di esse giustifica l'assenza presso le altre, indipendentemente dal
fatto che nella seduta in cui il deputato risulta presente si
svolgano votazioni. L'assenza è giustificata anche se il deputato,
in quanto componente di Commissioni speciali e d'indagine, risulti
presente nella stessa giornata alle sedute di queste ultime
Commissioni;
6) la presenza del deputato sarà rilevata attraverso apposizione
della propria firma su un apposito foglio delle firme predisposto
dall'Ufficio di ciascuna Commissione. È consentito apporre la
propria firma dal momento di apertura dei lavori da parte del
Presidente della Commissione. Al termine di ogni seduta il foglio
delle firme sarà sottoscritto dal Presidente di seduta che ne
assume la responsabilità;
7) la presenza del deputato attestata dal foglio di firma della
Commissione ha rilevanza esclusivamente a fini amministrativi e non
assume alcun rilievo ai fini parlamentari e del computo in caso di
votazioni.
Le superiori disposizioni entreranno in vigore, rispettivamente,
l'1 febbraio 2012 per le sedute d'Aula e, previo periodo di
sperimentazione, e l'1 marzo 2012 per le sedute di Commissione.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione sulle comunicazioni del Governo circa l'esito
dell'incontro del Presidente della Regione con il Presidente del
Consiglio dei Ministri sulla crisi dell'economia siciliana
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione sulle comunicazioni del Governo circa l'esito
dell'incontro del Presidente della Regione con il Presidente del
Consiglio dei Ministri sulla crisi dell'economia siciliana.
Onorevoli colleghi, la Presidenza aveva concordato con il
Presidente della Regione la sua presenza in Aula per lo svolgimento
di questo dibattito e, quindi, aveva avuto assicurazione dal
Presidente della Regione Lombardo che sarebbe stato, oggi, in
Aula.
E' pervenuta una comunicazione, da parte dell'Assessore Armao, di
non poter essere presente a questa seduta ma senza specificare se
fosse stato o meno delegato da parte del Presidente della Regione.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima che
l'Assessore si esprima sul proprio consenso o meno a rappresentare
il Presidente Lombardo e il Governo nel dibattito, noi le chiediamo
di non svolgerlo in assenza del Presidente Lombardo, perché è stato
il Capo delegazione, perché noi abbiamo notizia del contenuto
dell'incontro che è difforme, per alcuni aspetti, o rispetto a
quello che il Presidente Lombardo ha comunicato successivamente
all'esterno e quindi è opportuno e corretto che il Presidente
Lombardo sia presente perché nel confrontarci sugli effettivi
contenuti dell'incontro è bene che gli interlocutori parlino per
cognizione di causa e siano poi i titolari e i responsabili delle
posizioni assunte.
E' nostra richiesta che il Presidente Lombardo sia presente in
Aula e che il dibattito si svolga in sua presenza.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le preannuncio che
il Gruppo dei Popolari Italia Domani abbandonerà l'Aula nel caso in
cui si dovesse svolgere il dibattito con il convitato di pietra'.
Noi abbiamo la necessità di parlare, ammesso che egli abbia voglia
di ascoltarci, con il Presidente della Regione. Abbiamo tante
domande da porre al Presidente della Regione, per fortuna egli non
era solo all'incontro con il Presidente del Consiglio dei Ministri
e quindi fino ad un certo punto potrà raccontare verità soltanto
sue così come ha fatto nella scorsa seduta.
Abbiamo la necessità, per esempio, di comprendere in che modo il
Governo regionale è stato bacchettato sul mancato impegno di tanti
fondi europei e non che si sono già persi e che sono ritornati a
Bruxelles.
Abbiamo la necessità, quindi, di rivolgerci al Presidente in
persona, non soltanto sotto il profilo esistenziale, ma soprattutto
sotto quello politico.
Ciò detto, siccome l'assessore Pier Carmelo Russo, così come
l'assessore Centorrino, già per la loro presenza sostituiscono un
presidente assente, questo, senza voler arrecare offesa agli
assessori presenti, non può bastarci e quindi ribadisco il punto di
vista del mio Gruppo parlamentare, questo dibattito non può
utilmente tenersi in assenza del Presidente Lombardo.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'ultimo
incontro avuto in Aula per cercare di capire quello che è stato
l'incontro che si è svolto a Roma, sono state comunicate cose
importanti, che poi riflettevano il grande movimento sociale che
c'è stato con i blocchi stradali e con le proteste da parte di
alcuni cittadini che lamentavano la indisponibilità di alcuni enti
a non vedersi ratificare le proprie esigenze.
Ed in particolare mi preme rappresentare qui il problema della
Serit, perché il Presidente ci ha spiegato che questo argomento
veniva trattato nel decreto della liberalizzazione emanato dal
presidente Monti. Sarebbe meglio approfondire questa tematica
perché argomento talmente importante e pesante che ha fortissimi
riverberi sul territorio regionale.
Così come anche il Presidente Lombardo ci ha comunicato che verrà
fatto un tavolo tecnico regionale per la defiscalizzazione dei
carburanti e che per l'occasione si sarebbero riuniti l'Assessore
per l'agricoltura, l'Assessore per l'economia, e l'Assessore per la
salute per cercare di capire quale poteva essere l'impostazione per
raggiungere l'obiettivo.
Tra l'intervento comunicato in Aula, tra la reale aspettativa che
c'è sul territorio e tra la possibilità di raggiungere obiettivi
che premono i cittadini che versano in questa condizione, c'è una
diversa interpretazione, io la chiamerei diversa interpretazione
perché di fatto è stato predisposto un elenco di provvedimenti di
cui c'è poca chiarezza.
Per essere più chiari e per essere univoci nell'esprimersi al
cospetto dei cittadini che vivono questa difficoltà, l'UDC le
chiede ed è importante la presenza del Presidente Lombardo.
PRESIDENTE. Anche la Presidenza, nell'accogliere le richieste
avanzate, ritiene che sia indispensabile che questo dibattito così
importante per le sorti della nostra Regione, si svolga alla
presenza del presidente Lombardo.
La Presidenza aveva avuto rassicurazione, da parte del Presidente
Lombardo, circa la sua presenza in Aula martedì. Non essendo
presente, ovviamente, il dibattito sarà aggiornato a quando il
Presidente Lombardo ci darà una nuova data disponibile.
Credo che la stessa cosa valga per il secondo punto all'ordine del
giorno che è strettamente correlato al primo, quello riguardante la
realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Anche qui è
indispensabile la presenza del Presidente della Regione.
su indagine di studio inerente la formazione professionale
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione della relazione conclusiva della Commissione
parlamentare speciale
di indagine e di studio sulla formazione professionale
PRESIDENTE. Si passa al IV punto all'ordine del giorno:
Discussione della relazione conclusiva della Commissione
parlamentare speciale di indagine e di studio sulla formazione
professionale.
Invito i componenti la Commissione a prendere posto al relativo
banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per svolgere la
relazione.
PANARELLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente non leggerò il testo
integrale che è a disposizione dei colleghi. Mi limiterò a
richiamare, intanto, il compito che era stato assegnato alla
Commissione sulla base dell'ordine del giorno approvato
dall'Assemblea regionale che recita in questi termini: La
Commissione dovrà assumere tutti gli elementi utili a verificare
l'entità delle risorse impegnate, a valutare eventuali inefficienze
e sprechi a partire dalla ricognizione sulle modalità di
finanziamento degli enti, sul sistema di accreditamento e sulle
procedure di immissione nel settore; sulla quantità di ore
finanziate; sulla distribuzione territoriale dei corsi e la loro
effettiva realizzazione; sul numero degli allievi e la quantità di
abbandono e di successo formativo; infine, sulla quantità di
addetti - personale docente, tecnico e amministrativo - con
rapporto di lavoro a tempo indeterminato e determinato con
particolare riferimento al periodo che va dal 2004 al 2008. .
Va peraltro segnalato che, in occasione dell'insediamento della
Commissione il Presidente dell'Assemblea, onorevole Francesco
Cascio, ha prolungato tale periodo fino alla data di insediamento
della Commissione e cioè al 21 giugno 2011.
Si sono svolte numerose sedute della Commissione ma, naturalmente,
la materia molto complessa e il periodo preso in esame molto lungo,
ha indotto la Commissione, ai sensi del Regolamento, di chiedere
una proroga, così come previsto, di ulteriori tre mesi rispetto al
periodo di tempo assegnatoci.
Il lavoro della Commissione ha cercato, anzitutto, di rispondere
alla domanda che veniva posta nell'ordine del giorno sulla
ricognizione di dati definitivi su tutte le questioni che sono
state richiamate e assieme a questo di sollecitare, attraverso le
audizioni, tutti i soggetti che hanno competenza nel campo della
formazione a partire, ovviamente, dall'Amministrazione della
Regione, a rappresentarci il proprio punto di vista al fine di
potere corrispondere all'obiettivo di suggerire al Parlamento
indicazioni per eventuali modifiche normative.
Devo dire che tutti i soggetti interessati hanno cercato di
contribuire a descrivere i problemi che insistono nel settore, con
particolare riferimento all'amministrazione.
Voglio fare rilevare alla Presidenza dell'Assemblea che avendo
dato un'occhiata al testo, a parte qualche errore evidente di
battitura, forse c'è anche qualche semplificazione per quanto
riguarda soprattutto le opinioni attribuite all'amministrazione.
Sono frutto di semplificazione, ovviamente, nella parte descrittiva
che, in una fase successiva, chiedo anche ai soggetti interessati
di confermare o meno il senso delle loro affermazioni, di potere
eventualmente modificare. Come, per altro verso, anticipo alla
Presidenza fin da ora che per una parte dei dati, quelli che si
riferiscono all'obbligo formativo, avendoli noi sollecitati nella
parte terminale dei lavori della Commissione, da parte
dell'Amministrazione si sta completando una ricognizione per cui
questi dati non sono ancora in nostro possesso e non appena
l'Amministrazione li comunicherà chiederò che facciano parte
integrate della relazione che abbiamo approvato.
In conclusione, la valutazione che la Commissione ha fatto
conferma le preoccupazioni che più volte l'Assemblea ha espresso
sulla condizione del settore della formazione ed in qualche modo
conferma la sensibilità che il Parlamento ha avuto a sollecitare
una ricognizione ed una messa a punto di un settore particolarmente
importante della nostra Regione.
Sintetizzando, i dati più significativi, secondo la Commissione,
sono rappresentati dall'aumento della spesa destinata all'intero
comparto della formazione. Abbiamo preso in esame la Formazione
Professionale propriamente detta, gli Sportelli multifunzionali e
l'obbligo formativo che attualmente si attesta intorno alla cifra
di 400 milioni di euro l'anno, senza considerare le risorse
comunitarie destinate nei vari anni a finanziare progetti di
formazione che non rientrano nella cosiddetta formazione ordinaria;
dal numero degli addetti con contratto a tempo indeterminato che
raggiunge nel 2008, relativamente al PROF, la ragguardevole cifra
di 7.227 operatori e, relativamente agli Sportelli
multifunzionali, la cifra di 1.385 addetti. Forse qui ci sarà un
errore perché mi pare che siano un po' di più, forse sono 1.835 -
dovremo verificare anche con le tabelle che sono accluse - ai quali
vanno sommati gli operatori dell'Obbligo formativo che non sono già
compresi nei dati che ci hanno fornito per il PROF gli enti di
formazione. Naturalmente a questi vanno aggiunti le assunzioni a
tempo indeterminato operate negli anni successivi al 31 dicembre
2008, ancorché non autorizzate dall'Amministrazione di cui abbiamo
avuto riscontro, ed i rapporti di lavoro a tempo determinato o a
progetto.
Un altro elemento è costituito dalla quantità degli enti che
operano nel settore, ben 230 sono quelli impegnati nel PROF, frutto
anche di un sistema di accreditamento lacunoso, ancorché
provvisorio, e sostanzialmente funzionale all'allargamento della
platea; dal sistema di finanziamento degli Enti che, attraverso il
metodo delle integrazioni, la differenziazione del parametro ora-
corso, ed il costante e forse voluto ritardo nella
rendicontazione, ha concorso all'incremento della spesa annuale ed
h tuttora fonte di possibili contenziosi con l'Amministrazione; dal
reclutamento del personale che, formalmente in capo agli Enti e
fondato su regole e filtri, facilmente, però, purtroppo,
aggirabili, ha consentito continue incursioni di settori della
burocrazia e della politica sia a livello regionale sia livello
periferico; dall'assoluta mancanza di verifiche sull'esito
formativo, non solo riguardo ai cosiddetti successi formativi ed
agli abbandoni, che pure segnalano evidenti criticità, ma
soprattutto in rapporto agli ingressi nel mercato del lavoro.
In sostanza si può affermare che il sistema appare costituito
sulla crescita esponenziale della spesa pubblica indirizzata a
creare posti di lavoro a prescindere dalle esigenze effettive del
mercato del lavoro e della qualità dei servizi erogati.
Il trasferimento della spesa sul Fondo sociale europeo deciso dal
Governo della Regione e insieme a questo il blocco positivo delle
assunzioni al 31 dicembre 2008, se salva il bilancio della Regione
da un carico ritenuto insostenibile, non elimina certamente gli
elementi di forte criticità tuttora presenti nel sistema, come si
evince anche dalla vicenda che ha riguardato uno dei più importanti
enti di formazione della Regione che il CEFOP.
Perciò l'amministrazione, a nostro avviso, deve attuare propositi
di riforma prospettati per rendere più moderno ed efficiente il
sistema, per migliorare la qualità dell'offerta formativa, in
connessione con le esigenze del mercato del lavoro.
Assieme agli enti e ai sindacati dei lavoratori, deve affrontare i
nodi costituiti dall'eccessivo carico di personale a tempo
indeterminato e della rigidità del sistema.
Interventi di questi tipo appaiono ancora più urgenti alla luce
delle novità introdotte nel sistema pensionistico e restano
comunque necessarie per evitare conseguenze gravi sul piano
sociale, in un contesto regionale, nazionale ed europeo che non
prevede una fase di espansione della spesa pubblica e sollecita un
uso più attento della spesa sociale.
Alla luce di quanto emerso nel corso dei lavori, la commissione
propone all'Assemblea regionale di promuovere le iniziative
legislative utili a riformare il sistema della formazione e di
esercitare con attenzione i compiti di indirizzo e di controllo in
questo caso ancor più necessari per sollecitare la gestione
rigorosa e trasparente di un settore importante sia dal punto di
vista economico sia dal punto di vista sociale.
MARINESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINESE Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho sentito la
relazione dell'onorevole Panarello sui risultati del lavoro che la
commissione ha svolto.
Credo che sarebbe stato più opportuno se questa relazione noi
l'avessimo potuta conoscere già da tempo perché la problematica
della formazione professionale che vorremmo in tre minuti ora
mettere da parte, secondo me ha bisogno di un'attenzione molto ma
molto più lunga.
Da circa due anni il professore Centorrino è assessore alla
formazione professionale; quando è venuto abbiamo saputo che lui
doveva essere il mago che, nello spazio di pochissimo tempo, ci
avrebbe portato ad una sistemazione del settore.
Io credo che, invece, la situazione si sia aggravata in maniera
violenta.
Due anni fa non avevamo sicuramente tutta questa mobilità di
personale, non avevamo tutta questa cassa integrazione, non avevamo
una lira nel bilancio della Regione siciliana, non abbiamo oggi
nessuna risorsa per la cassa integrazione in deroga.
Allora, poiché io non sono in grado oggi, perché ho ricevuta
semplicemente poco fa la relazione, così come tutti gli altri
colleghi, chiedo intanto di rinviare la discussione sulla
formazione professionale alla prossima settimana per dare la
possibilità a tutti quanti di potere ragionare, capire, anche
perché, dalle ultime battute che ho fatto - l'ho vista così - è una
semplice relazione dove non c'è nessuna proposta. E' solo
un'analisi dove non c'è una proposta.
Se noi dobbiamo parlare di qualche cosa di serio, dobbiamo parlare
anche di che cosa dobbiamo andare a fare domani sulla formazione
professionale, non possiamo permetterci il lusso ancora un volta
che la gente muore di fame e facciamo una relazione che non ha
alcun senso.
Questa relazione, ad occhio e croce, così come l'ho vista in
questo momento, non ha senso, è una pura analisi senza nessuna
formulazione di proposta per la risoluzione del problema.
Pertanto, signor Presidente, chiedo di rinviare la discussione su
questo argomento per la settimana prossima, per dare la possibilità
a tutti di conoscerla e ragionarci.
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Dina è in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
su indagine di studio inerente la formazione professionale
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende la discussione della relazione conclusiva della
Commissione parlamentare speciale di indagine e di studio sulla
formazione professionale
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.,
LEONTINI. Signor Presidente, mi associo alla richiesta che ha
fatto il collega Marinese perché la relazione è corposa, è
voluminosa, non credo che nell'immediatezza della lettura del
collega Panarello noi possiamo renderci conto dei contenuti
paragrafo per paragrafo.
Sarebbe opportuno sottoporla ad una attenzione maggiore, più
approfondita. Quindi, se è possibile, chiediamo di rinviare il
dibattito più in là in modo da poterla studiare bene, perché è
veramente un volume, c'è peraltro un'analisi, una diagnosi
complessiva allargata, ma siccome ho visto che ci sono poche
soluzioni concrete, poche proposte, vorremmo meglio studiarla in
modo tale da inquadrarla in una discussione più organica, almeno
dal nostro punto di vista.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
innanzitutto, mi sia permesso, per stigmatizzare l'assenza del
Presidente Lombardo.
Ricordo che la settimana scorsa convocammo appositamente l'aula il
giovedì pomeriggio, nel tardo pomeriggio, dopo le ore 18.00,
proprio per consentire al Presidente Lombardo di rispondere in Aula
e raccontare, relazionare in Aula dell'esito dell'incontro che
avrebbe avuto la sera prima, il mercoledì, con il premier Monti. E
così venne giustamente fatto: ricorderemo tutti che il mercoledì
Palermo venne invasa dai manifestanti, oltre dieci-quindici mila
persone, comprendendo anche gli studenti si aggiunsero alla
manifestazione dei Forconi, degli autotrasportatori di Forza d'urto
e quindi io attendevo che il giovedì , alle 18.00, dopo quelle
dichiarazioni di avviasse il dibattito.
La Presidenza pensò - non so quanto giustamente, aggiungo io, ma,
per carità, non voglio essere presuntuoso - che era più opportuno,
dopo la relazione fatta dal Governatore di rinviare ad oggi perché
il dibattito potesse essere più compiuto, con una maggiore
conoscenza dei fatti perché magari ciascun gruppo si consultasse,
approfondisse la questione per potere intervenire adeguatamente.
Mi aspettavo che oggi finalmente si parlasse effettivamente
dell'esito di quell'incontro che è stato strombazzato come un
grande successo, una grande attenzione; ricordo che il Presidente
Lombardo ci diceva per due ore e mezza siamo stati a Palazzo Chigi
ricevuti con grande attenzione, siamo stati ascoltati, c'è stato un
interesse vero, avvieremo i tavoli tecnici per risolvere tutte le
questioni, ci raccontava con enfasi che tutto questo era andato
benissimo, cioè ascoltati, attenzionati per la soluzione di questi
problemi.
Quindi, oggi mi aspettavo che i partiti si potessero confrontare e
dire qual era la posizione, se i tavoli fossero una bella notizia o
fossero una presa in giro ed un modo per rinviare, come molto
spesso in Italia si fa, quando c'è un problema si fa una
Commissione, si istituisce un tavolo e si allungano le cose ab
aeternum.
Invece, non soltanto il Presidente della Regione, che non so quali
impegni abbia oggi per non riferire al Parlamento siciliano della
questione che principalmente sta occupando non soltanto le cronache
ma io credo la questione politica meridionale e siciliana qual è la
protesta che abbiamo vissuto fino alla settimana scorsa e che
prosegue anche se in forma assolutamente più pacifica e più serena
senza disagi, non so bene perché il Presidente oggi non sia qui a
dibattere, ad ascoltare le posizioni dei partiti per trarne,
eventualmente, sintesi comune.
Vedete, cari amici e cari colleghi, io credo che in un momento
drammatico, quale è quello che stiamo vivendo come e ancora di più
come meridione e come Sicilia, una cosa dobbiamo evitare, quella
dello scontro, quella di creare ragione di ulteriore sfiducia nelle
istituzioni.
Dovremmo essere capaci di fare fronte comune su una serie di
battaglie: la defiscalizzazione, la moratoria delle cartelle, la
grande battaglia sull'approvazione della legge voto sulla modifica
dell'articolo 36, dovremmo fare, al di là dell'appartenenza, una
logica di squadra, ma qui non solo non c'è questo, ma abbiamo
motivo di dovere ritenere assolutamente fondata l'ulteriore
sfiducia, perché oggi non penso saranno sfuggite a lei, Presidente
Formica, ma a nessuno, anche alcune dichiarazioni che abbiamo letto
sui giornali laddove il Presidente dell'Assemblea, che tutti
ricorderemo essere stato in Conferenza dei Capigruppo, insignito
del ruolo istituzionale che gli spetta, quale rappresentante di
questo Parlamento, di accompagnare il Governatore e gli assessori
in rappresentanza dell'attenzione di tutta l'Assemblea, al di là
della logica di appartenenza.
Ebbene, però, che a leggere le dichiarazioni del Presidente Cascio
dice cose ben diverse perché non si parla di un incontro che si è
risolto con questa grande attenzione, non è un incontro nel quale
noi possiamo dire: Sì, il Governo del Paese è al nostro fianco
nella questione che attiene ad alcune vicende storiche, statutarie,
finanziarie ed economiche nella drammaticità delle nostre categorie
produttive , ma ci dice: Guardate che Monti ha rimproverato, ha
contestato, ha osservato che le somme non si spendono, ha osservato
che la spesa è ancora ai minimi storici , e ricorderemo come il
Presidente Lombardo, nella sua relazione, ci disse domani mi
chiamerò tutti gli assessori perché voglio sapere effettivamente a
che punto è la spesa che è una dichiarazione abbastanza banale in
un uomo dall'esperienza e dalla capacità di Lombardo e dire mi
chiamerò gli assessori per sapere come se non avesse pienamente il
polso che la nostra spesa è ancora risibile, ma che, purtroppo,
anche il nostro impegno, in termini di stanziamento, è risibile
perché ancora ben lontano dalla copertura che è disponibile
rispetto alle condizioni dei vari fondi comunitari e delle sette
misure e dei sette assi.
Come posso oggi, quindi, accettare che, al di là della presenza
sempre gentile e squisita dell'assessore Centorrino, il Governo
nella figura del suo Presidente, non sia qui a dibattere, a
discutere della questione che sta veramente incendiando le nostre
strade, le nostre piazze e mettendo a disagio la situazione
economica della nostra Sicilia e la situazione complessiva del
nostro stare insieme in un disagio sociale enorme?
A questo si aggiunge che, tanto per fare qualche cosa
all'improvviso, dovremmo dibattere su una relazione avuta appena
ieri, mi pare che era molto più giusto oggi discutere di quello che
era all'ordine del giorno, con la presenza di Lombardo, cercando di
trovare una sintesi comune, perché dobbiamo fare ogni sforzo per
non dividerci su questa posizione con il Governo.
PRESIDENTE. La prego di concludere, onorevole Bufardeci
BUFARDECI. Abbia pazienza, signor Presidente, non credo che i
lavori siano così ferventi in maniera tale che non possa avere la
cortesia di farmi parlare due minuti in più.
Lei è sempre così affettuoso, così anche in questo caso.
Non credo che oggi possiamo accettare che non si discuta quello di
cui si deve discutere e quello che serve sapere ai siciliani ed ai
manifestanti, ma serve sapere a tutti, invece, discutere di un
argomento del quale abbiamo notizia da pochi minuti.
Non posso, quindi, che stigmatizzare ancora una volta, l'assenza
ed il rinvio ulteriore di un dibattito che a mio avviso si doveva
fare già giovedì ed eventualmente su questa materia dare il tempo
ai gruppi di potere determinarsi ulteriormente in un settore che,
sicuramente, è un'altra tragedia che vive la Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevole Bufardeci, per rispondere subito a quanto,
giustamente, da lei avanzato, giovedì scorso la Presidenza si è
attenuta alle richieste avanzate da tutti i presidenti dei gruppi
parlamentari
BUFARDECI. Tranne il mio.
PRESIDENTE. Tranne il suo possibilmente, ma da quasi tutti i
capigruppo presenti in Aula, che a loro modo di vedere,
giustamente, volevano un tempo congruo per approfondire le
problematiche inerenti e hanno concordato con il Presidente della
Regione la data di martedì e avendo avuto assenso è stato scritto
all'ordine del giorno, avendo avuto conferma da parte del
Presidente della Regione. Del resto, come lei ha richiesto, è ovvio
ed è giusto che il dibattito si svolga alla presenza del Presidente
della Regione, sarebbe stato un dibattito inutile.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINANTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio per
avermi dato la parola; mi richiamo all'intervento del capogruppo
onorevole Leontini e dell'amico onorevole Bufardeci.
Vorrei capire, prima di tutto, dall'amico Panarello, se oggi noi
dovessimo discutere questa relazione, alla fine cosa dovremmo fare?
Approvare che cosa? Una proposta, una negatività? Io sinceramente
non l'ho ancora letta, ho dato un'occhiata molto rapida, ma non c'è
qualcosa che effettivamente possa essere oggetto, secondo me, di un
voto d'Aula.
Che cosa dovremmo fare? Prendere solo atto di questa relazione,
fermo restando che io credo che sia giusto - e il collega Panarello
penso che lo farà - che una relazione di questo tipo, anche perché
lui giustamente era nel ruolo di una Commissione in quanto
espressione della V Commissione: è il vicepresidente della V
Commissione, è vero che questa è una Commissione ad hoc, ma è anche
vero che parla di problemi della formazione, per cui sono in
difficoltà perché il vicepresidente della mia Commissione sta
facendo una relazione dove la Commissione di cui io faccio parte
non è minimamente a conoscenza.
Non sono venuto l'altra settimana, non so se sia stata mandata
alla Commissione di merito; non è stata mandata, per cui se questo
garbo penso che sia giusto averlo per la Commissione di merito,
anche perché l'onorevole Panarello fa parte della V Commissione
come vicepresidente, se ritiene che la Commissione competente
possa dire anche la sua, così l'Aula è a conoscenza di cosa dovrà
dire, perché l'Aula cosa dovrà dire? Su qualcosa, su una proposta
di legge, non c'è nulla E' una relazione che è stata consegnata e,
quindi, se ne prenderà atto, dopo di che non penso che di più si
possa fare.
Pertanto, credo che l'onorevole Panarello valuti se sia il caso di
trasmetterla in V Commissione così noi, componenti della
Commissione, ne prendiamo atto perchè è materia sulla quale, devo
dire - sia l'Assessore che tutti gli altri - parliamo sempre, sullo
spreco, sugli sperperi, ognuno chi più ne ha più ne mette, però,
paradossalmente i componenti della Commissione di cui faccio parte
non ne sapevamo nulla, l'apprendiamo oggi in Aula. Quindi, credo
che questa sia la cosa giusta da fare.
Per il resto, signor Presidente, vorrei aggiungere due sole
parole, nei miei tempi, sul poco garbo che penso, per l'ennesima
volta, il Presidente della Regione ha e come tiene in
considerazione questa Assemblea.
In particolar modo tutti i deputati eletti, perché ormai capisco
che il clima è di disinteresse totale, ma questa è la sorte che
tocca a noi dall'esperienza legislativa di questo mandato, penso
che un disinteresse più forte di un'Assemblea nei confronti del
Governo non c'è mai stato, sia dell'attuale maggioranza, ex
opposizione, certamente noi dell'opposizione cerchiamo di fare la
nostra parte, ma il più delle volte restiamo assolutissimamente
inascoltati.
Il Presidente della Regione continua sistematicamente a
disprezzare, a mortificare questo Parlamento. Lo fa con una
consuetudine che è ormai un'abitudine e noi siamo qui silenziosi
quasi a non dover neanche dire che un atto del genere meriterebbe
altri comportamenti da parte di questa Assemblea verso il
Presidente della Regione. In questi giorni abbiamo visto una realtà
siciliana prendere in carenza la politica perché, ce lo dobbiamo
dire, c'è una carenza della politica, di un Governo che è stato
totalmente scavalcato da una protesta e da tutto quello che è
accaduto.
Ebbene, si va finalmente a relazionarsi con un Presidente, che
indubbiamente ha un ruolo, in questo momento, importante per
l'Italia e per la Sicilia, e la cosa più importante era che oggi si
parlasse e si discutesse di questo; bene, il Presidente della
Regione è assente
Allora, questo deve fare riflettere tutti i cittadini siciliani
sullo stato di attenzione e di irresponsabilità assoluta del
Governo e del suo Presidente su problemi così importanti che questa
Assemblea ha chiesto di discutere. Personalmente, ritengo sia
giusto non discuterne in assenza del Presidente Lombardo, anche se
non si sa per quale motivo è assente, ma che la discussione da
giovedì ad oggi, era stata concordata con lui, è un dato certo.
A questo punto che la smettesse di cavalcare queste proteste,
perché tanto questi scavalcamenti, ormai, sono scavalcamenti di cui
non si capisce più il senso.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, rispetto alle sue giuste
osservazioni, la Presidenza non può che ricordarle che è
rammaricata del fatto che un Presidente della Regione non viene in
Aula, ma ci sono gli strumenti per evitare tutto ciò. Voglio
ricordare che il Parlamento può sempre presentare una mozione di
sfiducia e votarla. Altro la Presidenza non può fare o può
suggerire.
Certamente è sotto gli occhi di tutti, e la Presidenza è del suo
avviso, l'importanza del dibattito a cui doveva assistere.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei esprimere
il profondo sdegno per la mancanza in Aula del Presidente della
Regione, che ha solo fatto proclami, che ha solo tentato di
cavalcare l'onda della protesta, che ha cercato di scaricare le
proprie responsabilità, anche le proprie responsabilità, sul
Governo nazionale, che non perde occasione per mortificare i
partiti, per mortificare il Parlamento. Ma se c'è, oggi, una presa
di distanza dell'opinione pubblica nei confronti delle istituzioni,
nei confronti della politica, nei confronti di questo Parlamento,
la gran parte della responsabilità è proprio di questo Presidente
che ha collaborato, che ha fatto di tutto per distruggere i
partiti, per mortificare le istituzioni, per governare da solo, per
comandare la Sicilia e non certamente per amministrarla.
Anche l'ultima vicenda sulle nomine dei dirigenti generali, tutto
nella direzione non della democrazia, non della condivisione, non
della partecipazione, non dell'attenzione ai problemi della gente,
ai problemi del territorio, allo sviluppo, all'economia siciliana,
agli interessi delle categorie ma, semplicemente, la gestione del
potere, una gestione che, però, sta devastando la Sicilia, una
gestione che la sta mortificando perché, come mortifica il
Parlamento, mortifica le categorie, mortifica la formazione di cui
oggi si vorrebbe discutere, una Sicilia abbandonata a se stessa,
nelle mani di un uomo che, tentando di governare, di comandare,
anche nel condominio, non fa altro che amministrare potere senza
occuparsi delle questioni dei siciliani.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi volevo destare
l'attenzione dell'Aula su alcune dichiarazioni che nei giorni
scorsi sono state fatte, e che investono questa Assemblea, rispetto
alle quali sarebbe giusto da parte nostra nutrire una sufficiente
dose di preoccupazione. Il magistrato Ingroia ha dichiarato che nei
piani alti dell'Assemblea i livelli di collusione tra politica e
mafia sono ancora elevati e sono attuali. Io non so quali siano i
piani alti dell'Assemblea, non so nemmeno se io appartengo ai
piani alti , ai piani bassi o ai piani intermedi , so soltanto
che una dichiarazione del genere meriterebbe di essere specificata
e, da parte nostra, non può che essere interpretata con una
sufficiente dose di preoccupazione.
Questa Assemblea ha il dovere di continuare a lavorare in modo
sereno e tranquillo, escludendo che in quest'Aula ci possano essere
colleghi che, in modo così aperto e ufficiale, possano essere
considerati artefici o titolari di collusioni con la mafia. Siccome
questo appartiene alle competenze delle sedi giudiziarie, quando
queste competenze sono esercitate, ne prendiamo atto, e speriamo
sempre che esercitino il loro compito fino in fondo, proprio per
verificare situazioni del genere qualora esistessero, per
reprimerle o sancirle in modo diverso, qualora queste non
esistessero. Una dichiarazione così aperta, riferita in modo così
preciso, non può non destare la nostra preoccupazione, e indurre
quindi la Presidenza a raccogliere gli elementi e le iniziative
finalizzate a chiarire questo aspetto. Perché non è possibile che
si dica così apertamente che nei piani alti dell'Assemblea c'è la
collusione tra politica e mafia e nessuno ne parli.
Signor Presidente, da tre giorni attendevo una risposta in questo
senso, e siccome non è intervenuta, mi appello a lei, alla
Presidenza, al Consiglio di Presidenza, a tutti i colleghi, al
Presidente della Commissione d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno
della mafia in Sicilia, onorevole Speziale, si faccia in modo che
quest'Aula, rispetto a queste autorevolissime dichiarazioni - che
non sono dichiarazioni propagandistiche, non sono dichiarazioni
intervenute in un dibattito, sono dichiarazioni fornite da un
magistrato prestigioso, da un magistrato che lotta sul campo - di
verificare che non sono fondate, e si ripristini un livello di
serenità sufficiente da parte dei colleghi e da parte di questa
Assemblea, altrimenti tale serenità si inquina definitivamente e
fuori tutto ciò che dell'Assemblea, dei politici, della casta si
dice, viene poi autorevolmente confermato e avallato, perché nei
confronti di questa categoria ancora le montagne di fango crescano
a dismisura.
Allora, ci deve essere qualcuno che rispetto a questo un argine lo
deve porre. Poi tutto ciò che non viene fatto dai politici venga
redarguito adeguatamente, e venga dal dissenso, e non dal consenso
punito, ma viva Dio Dichiarazioni che tutti i giorni ci danno o
per collusi, o per collaboratori, o per titolari di rapporti
mafiosi, almeno queste siano oggetto da parte nostra di un'adeguata
e dignitosa reazione, e ci consentano di mettere in campo le azioni
che questo escludono, perché se non siamo in grado di escludere
questo allora avrebbero ragione tutti coloro che vorrebbero
coprirci di vergogna. Non credo che la dignità di quest'Aula e di
tutti noi sia tale da potere essere travolta. Presidente facciamo
in modo che non venga travolta.
PRESIDENTE. La ringrazio particolarmente, onorevole Leontini, di
questo intervento, perché anche a me è parsa una dichiarazione
quantomeno preoccupante. Le posso assicurare che la Presidenza farà
i passi necessari, auspicando che le dichiarazioni che sono state
rese non siano state le parole esatte che sono state pronunziate
perché, altrimenti, sarebbe opportuno che si chiarisse il senso ed
a chi sono indirizzate quelle parole, per evitare che ci sia un
senso generale di responsabilità da parte di un'Assemblea di
parlamentari che non c'entrano assolutamente nulla.
Quindi, le posso assicurare, e posso assicurare a tutti i colleghi
che la Presidenza farà i passi necessari per ottenere dei
chiarimenti nel merito.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo
l'occasione di quanto detto dall'onorevole Leontini perché anch'io,
domenica - non so se dire, fortunatamente - ho letto sulla Stampa
della dichiarazione del dottore Ingroia, che nel corso di un
convegno a Marsala ha dichiarato che il Parlamento siciliano è lo
specchio della compromissione della società siciliana con la mafia.
Dico subito che un Parlamento è lo specchio della società; non
credo che ci possa essere un Parlamento migliore o peggiore di
quello che è la società, con tutte le sue contraddizioni, virtù e
debolezze.
Un Parlamento è eletto in maniera democratica e democraticamente
votano tutti quelli che ne hanno diritto, e quindi tra tutti i
cittadini che ne hanno diritto ci possono essere, come sempre ci
sono stati, aspetti più o meno virtuosi e viziosi.
A me non scandalizza l'affermazione in se che un Parlamento
rappresenti la società; devo dire che mi ha preoccupato, invece,
una lettura un po' semplificata che ho colto di questo messaggio,
come se il Parlamento fosse il luogo della compromissione tra mafia
e politica.
Anche qui dico subito che io non mi associo a quanti, con una
sorta di difesa preventiva, si atteggiano nel dire vade retro
satana nei confronti di chi accusa il Parlamento, perché nel
Parlamento ci sono stati, ci sono e ci saranno fenomeni di
compromissione, di connivenza, se non di appartenenza diretta
all'associazione mafiosa.
Ma non credo che il Parlamento sia il luogo della compromissione,
sono i singoli parlamentari, ci possono essere singole persone,
quindi dare un giudizio come se il nome della democrazia fosse in
sè un elemento di permeabilità e di compromissione con la mafia è
inquietante ed agghiacciante.
Io dico subito, guai se ci chiudessimo a riccio, e penso che il
tema non è rigettare sdegnosamente in nome di una sorta di
superiorità, purtroppo o per fortuna il Parlamento è appunto lo
specchio della società e nella società siciliana c'è la mafia, ci
sono le compromissioni, ci sono i suoi referenti politici, che in
qualche modo cercano di condizionare la vita pubblica della nostra
Regione.
Per la verità, sempre più scopriamo che la mafia non è solo un
fenomeno presente in Sicilia. Abbiamo visto in questi ultimi tempi
la presenza organizzata della criminalità mafiosa, ndranghetista,
camorrista, non solo nelle aree tradizionali del Sud, ma nel
Piemonte, in Lombardia, dove intere Amministrazioni comunali sono
state sciolte per condizionamenti determinati da accertamenti che
ha fatto l'autorità giudiziaria.
Quindi, la mafia purtroppo si diffonde. Questo non ci sottrae, non
riduce la nostra responsabilità sul fatto che dobbiamo tenere alta
la vigilanza e dobbiamo cercare di improntare sempre la nostra
attività legislativa e per chi governa, l'attività dell'Esecutivo,
al massimo di rigore e di trasparenza.
E' chiaro che qui non stiamo parlando soltanto di principi da
difendere. Ripeto, quella dichiarazione non mi è piaciuta. Mi
sembra che stia nel solco di una sorta di sparare alla Croce
rossa , di un atteggiamento che, tra un po' di giustizialismo e un
po' di moralismo, si associa al qualunquismo, in cui tutti sono
uguali, e lo dico con rispetto.
Signor Presidente, lo dico al Parlamento, lo dico ai colleghi, in
tutti questi anni che faccio politica, che sono impegnato come
tanti di voi nella vita pubblica ed anche nella vita di ogni
giorno, ho imparato una cosa che mi hanno insegnato quelli che più
di me e con maggiore competenza hanno svolto anche in prima persona
l'impegno di lotta alla mafia. Quando si prova a generalizzare
assumendo il principio che tutto è mafia, quello è il momento
migliore per la mafia, perché se tutto è mafia niente è mafia e
quindi tutto è assolto.
Ognuno di noi, al di là dei ruoli che svolgiamo nel Parlamento,
nelle istituzioni, nella magistratura, non dobbiamo cedere alle
generalizzazioni. Si facciano nomi e cognomi. Si individuino i
mafiosi e non la mafia, perché anche qui il rischio che la mafia
diventi un dibattito accademico, parlando magari male della mafia,
ma non dicendo nulla sui mafiosi, sui protagonisti, sui collusi, su
coloro che con nome e cognome, commettono, operano nella
illegalità, si finisce per fare un favore alla mafia.
Siccome credo che ognuno di noi ci tiene a difendere il proprio
onore, la propria dignità e la propria storia personale,
sicuramente non mi sento colpito, coinvolto dalle dichiarazioni del
dottor Ingroia perché non mi sento di appartenere a quella Sicilia
del compromesso tra mafia e politica, e penso che il Parlamento, in
quanto istituzione, certamente non è il luogo del compromesso tra
mafia e politica.
Altra cosa è che ci possono essere, ma quello attiene al lavoro,
grazie a tanti come il dottor Ingroia, a cui va forte la nostra
solidarietà e il nostro sostegno, perché si vada avanti
nell'accertamento delle verità, delle collusioni, delle connivenze,
senza guardare in faccia nessuno, senza privilegi per nessuno.
Ringrazio l'onorevole Leontini, come mi diceva l'onorevole
Rinaldi, mi sono un po' distratto dalla situazione politica
palermitana, quindi ho perso la battuta, però credo sia utile che
su questa vicenda oggi il Parlamento risponda, proprio perché il
dott. Ingroia è una delle personalità di cui questa Sicilia può
andare fiera, perché è un uomo, un magistrato che fa con competenza
e professionalità il proprio lavoro.
Però dobbiamo stare attenti che a volte le parole, magari dette
nel corso di un convegno, anche perché i magistrati usano un'arte
oratoria che somiglia a quella della politica, gli sfugge magari
una battuta e col messaggio semplificato di una battuta rischia di
colpire genericamente tutti e alla fine non colpire nessuno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza, come ha già
dichiarato, certamente esperirà dei passi perché ci sia un
chiarimento sulla vicenda anche alla luce delle dichiarazioni che
si sono svolte in Aula e che la Presidenza apprezza in pieno.
Riguardo al dibattito sul quarto punto all'ordine del giorno, e
cioè il dibattito sulla relazione conclusiva della Commissione
parlamentare speciale di indagine e di studio sulla formazione
professionale, è stato chiesto da parte di tutti i Gruppi
parlamentari più tempo per poter approfondire la relazione.
Ovviamente, il Regolamento prevede che la relazione di una
Commissione di vigilanza sia presentata e svolta in Aula e non in
Commissione. E l'Aula, durante il dibattito, può pure stabilire,
anche attraverso la presentazione e la successiva votazione di un
ordine del giorno, la prosecuzione di questa attività nominando una
nuova Commissione, cioè dando mandato ad una nuova Commissione
perché approfondisca alcuni tempi specifici che, per esempio,
emergessero dal dibattito e dall'analisi della relazione che è
stata presentata e che deve essere discussa.
L'Aula ha la possibilità di approvare o non approvare quel testo,
o comunque di presentare, attraverso un ordine del giorno, la
richiesta che ci sia una nuova Commissione.
Pertanto concorderemo con l'Assessore, con il Governo, una data
possibile per discutere appunto la relazione presentata.
studio sulla formazione professionale
Presidenza del vicepresidente Formica
Sulla relazione conclusiva della Commissione parlamentare speciale
di indagine e di studio sulla formazione professionale
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, onorevoli deputati, volevo fare
alcune precisazioni sulla relazione.
Intanto, ho avuto la possibilità ed ovviamente interesse di
leggerla, e devo apprezzare la sintesi che essa ha compiuto. Devo
esprimere un apprezzamento nei confronti della Commissione
presieduta dall'onorevole Panarello e della quale facevano parte
altri esponenti di questo Parlamento, per la sintesi che è
contenuta in questa relazione.
Vorrei precisare, e mi riferisco a qualche intervento che è stato
pronunciato sulla relazione stessa, che la stessa riguarda un
periodo di tempo ben determinato e indicato, cioè dal 2004 al 2008,
ed è su questo che la relazione si svolge, si sofferma ed esprime
giudizi.
Detto questo, esprimo la piena disponibilità, signor Presidente, a
presenziare a qualunque discussione con la piccola richiesta di
poterla concordare, essendo impegnato in un giorno della settimana
nei lavori della Conferenza Stato-Regioni.
PRESIDENTE. Andrebbe bene per martedì?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Martedì va benissimo, signor Presidente. Volevo -
così per inciso e anche per comunicazione - rimandare i colleghi ad
un articolo che è apparso sulla stampa di oggi, dove il Ministro
Barca esprime apprezzamento per l'azione di questo Assessorato, con
riferimento all'utilizzo del Fondo sociale europeo per la
formazione.
Inoltre, signor Presidente, avevo preparato per questa discussione
una aggiornamento, se così si può dire, sull'attività di questo
Assessorato. Se Lei ritiene si potrebbe fare distribuire all'Aula,
oppure martedì ne farò oggetto di una relazione.
PRESIDENTE. Signor assessore, la può fare distribuire, in modo
tale che per i colleghi possa essere un arricchimento in più per il
dibattito che si andrà a svolgere.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio presente
che qualche giorno fa, alla fine dei lavori della I Commissione
presieduta dall'onorevole Minardo, convocata con all'ordine del
giorno le audizioni sul testo riguardante la soppressione delle
province e la sostituzione con i liberi consorzi dei comuni, ho
fatto presente all'onorevole Minardo, per iscritto, insieme ai
capigruppo Maira e Bufardeci, che il termine per la presentazione
degli emendamenti non poteva essere fissato in maniera così rigido
ed unilaterale. E questo perché durante quella audizione i
rappresentati dell'URPS e dell'UPI manifestarono dei rilievi molto
pesanti su profili di incostituzionalità che la legge conterebbe,
facendo riferimento sia alla iniziativa nazionale che al disegno di
legge regionale. In quella sede, sarebbe stato necessario che il
Governo si fosse pronunciato in merito. Ma la verità è che il
Governo era fisicamente assente, e quindi noi non abbiamo potuto
conoscerne la posizione.
Signor Presidente, ovviamente, in assenza di una risposta del
Governo circa i profili di incostituzionalità eccepiti
dall'onorevole Castiglione e dal Presidente Avanti, noi non abbiamo
potuto preparare e predisporre una attività di emendamento congrua,
utile.
Questa attività noi la possiamo orientare in modo preciso ed utile
solo dopo avere ascoltato il Governo, perché cambia tutto Quindi
non possiamo attenerci al termine di oggi
Il presidente Minardo per domani ha convocato la Commissione, ha
convocato anche il Governo, e allora ascoltiamo il Governo,
sentiamo cosa dice su queste contestazioni, e fissiamo un nuovo
termine per la presentazione degli emendamenti che, a questo punto,
possono prendere una piega precisa, perché sarà aderente a quello
che sarà, oggettivamente, il campo del dibattito. Perché se il
Governo ai profili di incostituzionalità contestati dovesse in
qualche modo aderire, lei capisce che cambia tutto
Quindi, proprio per evitare questo empasse, le chiedo di
intervenire affinché questo termine per la presentazione degli
emendamenti non sia chiuso alla serata odierna, ma sia rifissato
per altra data e altra occasione, ovviamente dopo la risposta del
Governo.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento è
per ribadire le cose che ha appena finito di sostenere il collega
Leontini.
Vorrei aggiungere soltanto due cose. La prima. C'è anche un
problema di coordinamento deontologico-istituzionale. Quando tre
presidenti di gruppo, Leontini, Bufardeci e Maira, chiedono
formalmente al Presidente di Commissione, chiunque esso sia, un
rinvio per approfondimenti, io credo che non si possa instaurare un
braccio di ferro e neanche una discussione in contrasto, poiché
credo che il rispetto istituzionale dovrebbe suggerire, non
imporre, potrei anche usare questo termine ma non lo uso, dovrebbe
suggerire di accogliere la richiesta soprattutto quando, ecco il
secondo punto, questa richiesta non è strumentale, perché se
bisogna andare avanti con questa scadenza delle ore 20.00 di oggi
che è improcrastinabile perché altrimenti cade il mondo, io
rappresento che noi abbiamo già 150 emendamenti pronti che andremo
a depositare. Quindi, non è per guadagnar tempo, per fare gli
emendamenti, ma è per fare un buon lavoro e degli emendamenti che
servono ad affrontare in maniera intelligente, efficace e razionale
il problema delle province.
Checché se ne possa dire, quando il Governo è venuto in
Commissione le perplessità le aveva pure il Governo. Noi con questa
ulteriore legge che riguarda le autonomie locali, perché riguarda
pure i comuni, dovremmo avere chiaro cosa vogliamo fare delle
autonomie locali in Sicilia, dove abbiamo una competenza esclusiva.
Credo che la voglia di correre soltanto per poter mettere una
bandierina e dire: L'abbiamo fatta noi, siamo stati i più bravi
credo non serva a niente. Non vorrei essere mal capito; dobbiamo
ripetere la legge sulla riduzione dei parlamentari di questa
Assemblea? Quando abbiamo fatto le corse, qualcuno ci ha detto che
bisognava subito varare il disegno di legge perché se lo varavamo
ci sarebbe stato garantito che i deputati sarebbero stati settanta
e non cinquanta. Beh, le notizie che arrivano da Roma sono
esattamente il contrario.
Il Parlamento nazionale mira a ridurre a cinquanta i deputati.
Allora, parliamo tanto del Parlamento più vecchio del mondo,
parliamo tanto del Parlamento più vecchio d'Europa, della dignità
che deve avere questo Parlamento siciliano anche per le cose che
sono state dette poc'anzi in relazione ad affermazioni di alcuni
membri della magistratura. Ma per la miseria, facciamoci veramente
rispettare Ergiamoci a Parlamento che vuole fare le cose giuste
nell'interesse della Sicilia
L'interesse della democrazia siciliana non è quello di ridurre il
numero dei consiglieri comunali e provinciali, né quello di abolire
le province perché, anzi, in un momento di grande tensione
economica, sociale e anche come risposta alla criminalità
organizzata, la democrazia va estesa a quanti più partecipanti
possibili, non va ridotta. Ecco perché insiste affiche la sua
autorevole funzione suggerisca, non domani che diventa una perdita
di tempo, ma oggi di addivenire ad un rinvio del termine degli
emendamenti affinché venga esperita una discussione serena su
quello che dobbiamo fare della autonomie locali in Sicilia.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, io sono tra i firmatari della
lettera che hanno citato gli onorevoli Leontini e Maira e sono qui
per ribadire, insieme alle ragioni che sono state formulate, anche
altre ragioni credo di buon senso, che sono le seguenti.
La prima. Dall'audizione che vi è stata la settimana scorsa, è
emerso non soltanto un dato di natura costituzionale della
questione alla luce di recenti sentenze della Consulta del 2010,
che credo meritino un approfondimento dal punto di vista della
ammissibilità o meno e, quindi, della costituzionalità o meno del
disegno di legge della materia di cui stiamo parlando, ma anche
ragioni di carattere economico-finanziario.
Ero presente a quella audizione e ho ascoltato senza che alcuno
discutesse l'affermazione o la contestasse, che dal punto di vista
finanziario nel triennio 2007-2010 le province siciliane hanno
ricevuto una somma da parte dello Stato pari a circa 900 milioni di
euro, mentre la Regione ha contribuito alla vita amministrativa e
gestionale delle varie province siciliane con circa 300 milioni di
euro.
E' chiaro che, in un momento in cui stiamo attraversando una
situazione più che drammatica, vorrei anche capire come il Governo
risponde rispetto alle necessità che in ogni caso, al di là della
rappresentanza dei signori consiglieri provinciali, degli assessori
o meno, come si può risolvere la questione della gestione politico-
amministrativa di tutte le competenze dell'ente intermedio
Provincia.
Vorrei quindi, a mia volta, sollecitare anche in considerazione
del fatto che Grande Sud non è presente neanche in prima
Commissione ma ha partecipato a quella audizione solo perché si è
presentata spontaneamente a sentire quello che dicevano i
rappresentanti di UPI, URPS e ASAEL e spera di sentire anche
quello che eventualmente il Governo ribatterà a quelle
osservazioni, io credo che anche per questa ragione e per poter
dare a ciascun Gruppo una seria capacità di confronto e di
approfondimento sulla materia che - ribadisco - ha varie aspetti:
costituzionali, economico finanziari, amministrativi, territoriali.
Io credo che un approfondimento in questa materia, previa
audizione nuova del Governo che possa replicare e possa illuminare
il dibattito, sia assolutamente indispensabile, non credo che ci
siano ragioni così urgenti che possano remorare un eventuale rinvio
così come quello che noi stiamo chiedendo.
Vorrei anche cogliere l'opportunità di questo mio intervento non
soltanto - mi sia permesso, mi permetteranno gli onorevoli Leontini
e Cracolici - fare mie integralmente tutte le loro considerazioni
formulate a proposito delle dichiarazioni apparse, attribuite al
procuratore Ingroia nel ritenere assolutamente necessario che
questo argomento venga affrontato e dibattuto con la dovuta serietà
per ingenerare quella generalizzazione e quel disdoro di cui già le
istituzioni e la politica sono oggi fatte oggetto. E mi sia
permessa, da ultimo, di rappresentarle una necessità. Abbiamo ormai
determinato con l'assessore Centorrino un rinvio dell'argomento
Commissione speciale sulla formazione; l'Assessore ci ha anche
consegnato delle deduzioni, delle considerazioni sulla materia.
Mi permetterei di chiedere che questa seduta, proprio per la sua
importanza, possa tenersi mercoledì delle settimana prossima o
giovedì della settimana prossima, perché per martedì vari
componenti del nostro Gruppo sono impegnati per altre ragioni e non
potranno essere presenti. Tenendo, anche per ragioni di particolare
attenzione, alla materia, le saremmo grati se l'Aula possa
discutere del tema della Formazione non giorno 7, ma giorno 9
qualora giorno 8 l'Assessore è impedito.
MINARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto
riguarda gli interventi che hanno fatto i colleghi capigruppo
Leontini, Maira e Bufardeci è giusto che io chiarisca che la prima
Commissione ha svolto la discussione generale e circa 10 giorni fa
c'è stato un rinvio per quanto riguarda l'audizione, abbiamo fatto
l'audizione da parte dell'ANCI e di una associazione e in quella
occasione, alla fine, chiudendo la discussione generale abbiamo
fissato il termine per gli emendamenti a martedì, quindi oggi,
alle ore 20.00, presenti anche i capigruppo che mi chiedevano di
spostarlo di qualche giorno.
Io dico che, sebbene si siano fissati i termini per la
presentazione degli emendamenti, alla fine non si possa trovare un
punto di incontro, però non condivido la richiesta perché un
disegno di legge non lo si giudica all'inizio dell'iter, ma si
giudica se ci sono profili di incostituzionalità alla fine del suo
percorso. Dire, però, che in un disegno di legge ci sono profili
di incostituzionalità secondo me non è corretto.
Signor Presidente, domani alle ore 11.00 è convocata la
Commissione, ci sarà il Governo e prenderemo una decisione: se
andare avanti oppure prendere altri provvedimenti.
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa sera
intervengo con un sentimento di forte delusione. Per natura sono
una persona molto ottimista, penso che il domani possa essere
sempre migliore del giorno che si sta vivendo. Però, dopo aver
assistito ai lavori d'Aula di quest'oggi, mi rendo conto che per la
nostra Sicilia, per i siciliani, speranze di un futuro migliore ce
ne sono veramente poche, per non dire, praticamente, nulle.
Perché dico questo? Oggi, c'era una regione intera, signor
Presidente, che si aspettava un dibattito politico delle forze
politiche, dei partiti che compongono questo Parlamento e che,
quindi, rappresentano il popolo siciliano, circa una problematica,
che soltanto fino a qualche ora fa ha investito l'intera isola, che
riguarda i settori produttivi della Sicilia.
Ci sono stati giorni che hanno condizionato anche la normale
quotidianità dei siciliani. Ci sono state categorie, come gli
autotrasportatori, gli agricoltori, i pescatori a cui si sono
aggiunti gli artigiani, si sono aggiunti normali cittadini che
hanno protestato perché c'è un disagio sociale ed economico che ha
raggiunto punte veramente elevate.
Questa sera, questa Assemblea, in maniera quasi normale, accetta
che il Presidente della Regione che è venuto l'altra sera, giovedì
scorso, a raccontarci soltanto bugie, a raccontarci soltanto cose
che non hanno nessuna logica, oggi non si fa il dibattito, i
partiti politici vanno subito avanti, ritornano a parlare di
formazione professionale, ritornano a parlare di altre leggi,
dimostrando ancora una volta che, oggi, non c'è una classe politica
che è degna di rappresentare le istanze del popolo.
Oggi è stato certificato questo stato di cose. Mi dispiace dirlo
Avrei voluto non dirlo, caro Presidente, ma è un fatto reale Oggi,
non lo so perché il presidente Lombardo non è in Aula, ma non ci
può essere nessun'altra ragione, non ci può essere una ragione più
importante rispetto a quella che doveva essere in Aula per
dibattere su tutte quelle cose inutili, su quelle cose non vere che
è venuto a raccontarci giovedì scorso Era esaltato perché il
Presidente del Consiglio Monti lo ha ascoltato per due ore. Come se
il Presidente del Consiglio italiano deve ricevere il Presidente
della Regione siciliana che può parlare per un tempo stabilito Il
Presidente della Regione siciliana, per Statuto, potrebbe
partecipare alle sedute del Consiglio dei Ministri Il presidente
Lombardo, che rappresenta un partito autonomista, queste cose le
dovrebbe sapere bene
Io vengo dalla provincia di Trapani, dove quei settori che sono in
crisi sono vitali, come penso per tutta la Sicilia e non posso
accettare questo atteggiamento di superficialità, questo
atteggiamento indegno per un Presidente della Regione Non si può
speculare sui destini e sui bisogni di intere categorie che hanno
sofferto, che stanno soffrendo e che hanno avuto fiducia in noi,
perché abbiamo detto, tutti indistintamente, che avremmo affrontato
la tematica con passione, con verità, cercando di dare quelle
risposte che si possono dare.
E poi ci veniamo a lamentare perché, evidentemente, il magistrato
Ingroia attacca le forze politiche Si può permettere di fare
questo un magistrato che, per Costituzione, dovrebbe fare soltanto
un mestiere che è quello di applicare le leggi, perché in Italia
il potere esecutivo ce l'ha il Governo, il Parlamento fa le leggi e
la Magistratura dovrebbe intervenire soltanto per farle applicare.
Si può permettere ad un magistrato di attaccare la politica,
proprio perché noi siamo deboli per queste cose, perché non siamo
degni di fare la politica con la p maiuscola, quella che serve
per dare risposte vere alla gente
La gente ha ripreso le attività soffrendo solo perché non era più
in grado di resistere. A cosa servono questi tavoli tecnici? A cosa
servono tutte queste cose che ha detto Lombardo? Cosa c'entrava in
quella discussione generale aprire il problema che riguarda il buco
sulla sanità? A cosa è servito parlare dello Stretto di Messina in
quell'occasione?
E allora, come senso di responsabilità, questa classe politica,
questi partiti non possono andare avanti e far finta di nulla. Per
quanto mi riguarda, signor Presidente, le chiedo di intervenire
immediatamente perché Lombardo trascuri tutto il resto Non c'è
cosa più importante che venire in Aula per discutere dei destini
della Sicilia Non si può da un lato dire che si sostiene la
protesta, non si può da un lato dire che si lavora per quelle
attività produttive e poi, invece, comportarsi in questa maniera
Allora, io sono un semplice parlamentare, sono un novantesimo di
quest'Assemblea, però penso che oggi è un giorno triste per questo
Parlamento, è un giorno triste per la politica siciliana perché -
ripeto - non è questo il modo di affrontare le tematiche in un
momento in cui occorre tanta coesione e in cui occorrono decisioni
forti e una statura della politica in grado di cambiare realmente
le cose, perché se continua così, caro Presidente, i tempi che
verranno saranno tempi veramente tristi
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, la Presidenza ha dato un
suggerimento poco fa di fronte ad analoghe obiezioni. C'è una sola
arma che prevede la legge: la mozione di sfiducia.
CRACOLICI. Chiedi di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, chiaramente non parlo sull'invito
che fa la Presidenza alla mozione di sfiducia perché come la
Presidenza
PRESIDENZA. La Presidenza ha risposto a quesiti che poneva l'Aula
per cui non c'era altra risposta; non è che la Presidenza o il
Parlamento possono prendere di peso il Presidente della Regione e
portarlo in Aula Siccome mi si chiede se siamo noi fallimentari
perché il Presidente è impegnato in altra faccenda e non può venire
in Aula, non c'è altro modo regolamentare.
CRACOLICI. Signor Presidente, se dovessimo eventualmente rinviare
la seduta in attesa della mozione di sfiducia, rischieremmo di
rivederci fra un anno e mezzo, perché ancora aspettiamo le tante
dichiarate mozioni di sfiducia che sono state annunciate. Quindi,
le suggerirei di evitare di fare appelli ad atti di questo tipo
perché sono - come lei sa - delle armi senza punta.
PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei conoscendo la politica in
generale, non mi spingo oltre. Concordo con lei.
CRACOLICI. Detto questo, semplicemente avevo chiesto - adesso
capisco che è diventata un po' una marmellata questo dibattito,
perché non ho capito più di cosa parliamo, comunque - mi fermo
alla questione che era stata posta relativa al disegno di legge
quello sulle cosiddette Province.
Lo dico perché sento dire che l'UPI avrebbe posto rilievi di
natura costituzionale. E' legittimo avere rilievi di qualunque
tipo, ricordo che noi non abbiamo il passaggio agli articoli
valutandone la costituzionalità. Ma, detto questo, in ogni caso
dovremmo valutare il testo alla fine del percorso, cioè una volta
che la Commissione lo licenzia, perché se noi, addirittura
paventando che ci sia un rischio di incostituzionalità, non
facciamo nulla per superare il vizio di costituzionalità eventuale,
chi lo individua, ha possibilità di presentare emendamenti per
superarlo e, addirittura, ci dobbiamo fermare perché, in attesa del
rischio di incostituzionalità, la soluzione è fermarci. Beh, io
ritengo che non sia un pericolo di incostituzionalità, si vuole
semplicemente usare la tecnica parlamentare del rinvio per non fare
nulla, si scrive costituzionalità ma si legge ostruzionismo
parlamentare .
Ora, siccome noi abbiamo fatto questa discussione in Commissione
alla luce, anche, di una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari che aveva dato mandato alla I Commissione di
cominciare l'esame, abbiamo fatto una discussione, ci siamo dati
dalla discussione generale che è iniziata credo un mercoledì, si è
prolungata al martedì successivo, si è rinviato all'indomani il
passaggio agli articoli, quindi, otto giorni per la discussione
generale e altri otto giorni per la presentazione degli
emendamenti, beh, voglio dire, non mi pare che ci sia stata alcuna
forzatura procedurale se non il fatto che sono stati dati
complessivamente quindici giorni solo per l'avvio della discussione
generale e presentazione degli emendamenti.
Dopodiché valuteremo, discuteremo, ci divideremo, si approverà, si
boccerà; io ho un'altra ipotesi, ho presentato un emendamento di
riscrittura dell'intero disegno di legge, può essere bocciato,
approvato, ma discutiamo nel merito. Dire, però, che siccome
abbiamo paura dei pericoli, e nel frattempo non facciamo nulla,
non mi pare una bella soluzione. Anche perché non mi pare che
abbiamo un grande calendario di lavori davanti a noi e, siccome,
tra l'altro, siamo in esercizio provvisorio ricordo che, forse, le
uniche leggi che possiamo fare sono quelle che non hanno vincoli di
spesa e questa è una tra quelle e non ce ne sono molte altre
all'esame delle Commissioni.
Quindi, suggerirei anche, per far funzionare al meglio questo
Parlamento, quanto meno di discutere, dividerci, approvare o
bocciare una cosa che, però, il Parlamento possa, in qualche modo,
essere chiamato a giudicare.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo
che la richiesta dei tre colleghi dei Gruppi parlamentari di,
eventualmente, approfondire maggiormente il disegno di legge al di
là dei vizi di costituzionalità o meno che, ovviamente, mi auguro
che il Governo domani in qualche modo fughi ogni dubbio, ma ritengo
che sia importante che su questa legge ci sia, almeno, una riunione
di maggioranza, ci sia una riunione complessiva. Qui stiamo
parlando di regole e le regole non si fanno andando in Commissione
in modo tale che grida più forte chi ha più numeri rispetto ad un
Parlamento assolutamente mutato nella composizione e in qualche
modo si possa determinare una legge così importante.
Questa legge, così com'è, se non viene discussa, se non si
prendono le giuste determinazioni, rischiamo di creare ciò che non
si vuole creare, ciò che il Governo non vuole creare, cioè il caos
istituzionale.
Io ritengo che, pacatamente, seriamente, serenamente, vada
affrontata, anche domani, in Commissione, alla presenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, alla presenza di più
parlamentari, un calendario che non ha bisogno di velocità; non è
che dobbiamo riempire un buco e ci mettiamo la soppressione delle
Province, la costituzione di liberi consorzi o quei disegni di
legge che attualmente abbiamo solo perché dobbiamo riempire un
buco. Questo, onorevoli colleghi, è un problema del Governo e del
Parlamento, vuol dire che tutto quello che poi si dice, quando non
si riempie il buco, vuol dire che c'è qualcosa che non va in questo
Parlamento.
E allora, bisogna, con molto buon senso, senza prove di forza,
senza pensare che ognuno abbia il verbo e la certezza di risolvere
i problemi di carattere istituzionale. Stiamo parlando di
istituzioni, non stiamo parlando di altro e stiamo parlando di
istituzioni facendo anche una legge che può essere una grande
riforma ma che rischia, questa grande riforma, anche di inceppare
un meccanismo che, in qualche modo, oggi è andato avanti.
E allora, io sono del parere, io personalmente ho una mia teoria
su questa vicenda, però, ne parleremo anche domani in Commissione,
io ritengo che, e invito il Presidente della Commissione, di essere
uomo che cerca in qualche modo di non essere di parte (il
Presidente della Commissione generalmente che deve garantire un po'
tutti i parlamentari), di trovare il modo domani di fare un
dibattito. Per carità, possiamo per quanto mi riguarda cominciare
nel merito degli emendamenti, però ritengo che nel merito degli
emendamenti saremo talmente divisi perché non so praticamente qual
è il testo, se dobbiamo votare il testo del Governo, se dobbiamo
votare altri testi, considerato che in questo momento sono arrivati
in prima Commissione, come il Presidente Minardo sa, tantissimi
emendamenti.
Sulle regole secondo me non dovremmo dividerci, dovremmo trovare
il giusto equilibrio, se ci sono le condizioni, altrimenti
ovviamente maggioranza e opposizione si confrontano e poi si decide
in Parlamento. Quindi, Presidente Formica, in qualche modo si
faccia interprete di un messaggio di pacificazione, diciamo di buon
senso.
Oggi, vorrei ricordare anche che nelle nove province regionali
sono stati fatti nove consigli provinciali straordinari dove
rappresentanti eletti di tutti i partiti hanno detto la loro e
hanno espresso documenti.
Mi piacerebbe poter capire cosa c'è, cosa non c'è, quali sono in
qualche modo le posizioni. Affrontiamola con piena serenità, non
penso che una settimana cambi la vita di questo Parlamento. Per
carità, se poi non ci sono leggi non è che possiamo farle per
forza. Questa è una legge, al di là di tutto, molto seria perché
attraverso questa legge tutto ricade in termini di servizi dei
cittadini e noi dobbiamo dare prova assoluta di legiferare
nell'interesse supremo dei cittadini che governiamo.
Un'ultima cosa: non è che noi possiamo sottovalutare in ogni caso
i vizi di costituzionalità? Vorrei ricordare che questo Parlamento,
proprio per la fretta, spesso, di legiferare, nelle ultime tre
leggi abbiamo avuto falcidiati le nostre leggi.
Allora, ogni volta che il Commissario dello Stato interviene su
una norma, su un comma, su una virgola nei nostri confronti è, se
mi consentite, una piccola delegittimazione. Quindi, un minimo di
cautela o un massimo di cautela alla Presidenza dell'Assemblea
affinché si garantisca che le leggi che escono da quest'Aula siano
assolutamente costituzionali e che corrispondano ovviamente a tutti
i crismi di legittimità costituzionale.
Quindi, il mio è un invito a non caricare di grandissima tensione
questo disegno di legge e domani, qualora ci sono le condizioni, di
poter discutere serenamente ognuno nelle posizioni che ritiene più
opportune.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza, alla luce del
dibattito che c'è stato, ritiene che ci siano motivi abbastanza
fondati perché si dia la possibilità ai parlamentari di esercitare
appieno il loro ruolo, in quanto su una materia come quella che c'è
in trattazione è ovvio che è indispensabile che intanto il Governo,
che peraltro dovrebbe essere domani in Commissione, dia le
delucidazioni necessarie e comunque la sua opinione, il suo punto
di vista riguardo ai disegni di legge e ai rilievi che sono stati
presentati. Né tanto meno si può valutare l'attività di un
Parlamento a peso e cioè a numero di leggi che si approvano.
Bisognerebbe, piuttosto, valutarlo rispetto alla qualità delle
leggi che si vanno ad approvare, vieppiù in ragione del fatto
dell'importanza della norma che è in discussione.
Quindi. invito espressamente il Presidente della Commissione a
consentire che domani stesso, in seguito all'audizione da parte del
Governo e alla presenza da parte del Governo in Commissione che già
stato convocato, si stabilisca insieme con tutti i componenti e
quindi con tutti i Gruppi un ragionevole lasso di tempo per
consentire che, in una materia così delicata, ci possa essere la
giusta sintesi, il giusto apporto di tutte le forze politiche,
perché ovviamente una materia che riguarda le regole deve vedere
l'apporto di tutte le forze politiche al fine di esitare un disegno
di legge che sia inappuntabile, inoppugnabile e che rappresenti,
appunto, una riforma vera che interessa tutti i cittadini.
CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, entro subito nel merito per quello che
riguarda l'ordine del giorno di domani, al secondo punto, dopo le
comunicazioni, viene indicata la relazione conclusiva della
Commissione per le indagini su Sicilia e-Servizi di cui anch'io
sono componente.
Dato e considerato che io, così come diversi colleghi, non abbiamo
avuto nessun tipo di convocazione, non siamo addivenuti a nessuna
conclusione, non ho ben compreso se noi domani dobbiamo discutere
su una conclusione, così come oggi è stata fatta rispetto alla
Commissione sull'indagine sulla formazione, perché rispetto a
questo la Commissione non ha concluso i propri lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, la relazione è da tempo depositata,
la relazione e gli appunti che lei vorrà fare li farà domani.
Onorevoli colleghi, la sedute è rinviata a domani, mercoledì 1
febbraio 2012, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni
II - Discussione della relazione conclusiva della Commissione
parlamentare speciale sul piano di informatizzazione della Regione
siciliana, con particolare riferimento agli affidamenti alla
società 'Sicilia e-Servizi' s.p.a. (Doc. VI)
Relatore: on. Savona
III -Discussione della mozione:
-N. 297 Iniziative per agevolare l'accesso al credito delle
aziende siciliane a seguito della trasformazione dell'IRFIS da
istituto bancario a società finanziaria regionale .
(22 settembre 2011)
D'ASERO-LEONTINI-TORREGROSSA-CAPUTO
BOSCO-LIMOLI-
CORONA-MANCUSO-BENINATI- SCOMA-FALCONE-
POGLIESE
La seduta è tolta alle ore 18.32
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
alle ore 21.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Infrastrutture e
Mobilità»
FALCONE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
l'autostrada A 19 Catania-Palermo è una strada di grande viabilità
gestita dall'A.N.A.S.;
malgrado la detta arteria sia contraddistinta da un flusso
veicolare di notevolissima portata, in diversi tratti è sottoposta
a continui interventi manutentivi che creano non pochi problemi
allo stesso traffico veicolare;
considerato che da oltre tre anni, in direzione Catania, il tratto
che va da Resuttano sino a Ponte Cinque Archi è sottoposto ad un
restringimento della carreggiata che ingolfa il traffico degli
automezzi e rende anche pericoloso lo stesso tratto autostradale;
atteso che, nonostante la collocazione delle strutture di plastica
che evidenzierebbero l'inizio di lavori manutentivi, ancora a
distanza di tre anni nulla è stato fatto, con il conseguente
disagio e rischio per gli automobilisti che transitano in quel
tratto autostradale;
per sapere quali iniziative urgenti intendano intraprendere e se
abbiano previsto un intervento definitivo che possa riportare la
carreggiata di cui al tratto Buonfornello Tremonzelli allo stato
originario e, di conseguenza, evitare che nella stessa arteria
debba permanere il suddetto stato di costante pericolo sia per i
viaggiatori che per l'intero traffico veicolare». (1731)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione indicata in
oggetto, preliminarmente si rappresenta che, al fine di predisporre
il Piano di riparto 2011, gli enti gestori delle riserve naturali
e degli enti parco sono stati invitati a presentare le richieste di
adesione, come del resto rilevato nello stesso atto ispettivo.
L'importo complessivo delle suddette richieste è risultato pari ad
euro 9.575.000,00, cifra notevolmente superiore all'importo
disponibile sul capitolo 442532 per l'esercizio finanziario 2011,
con l'inevitabile conseguenza di dovere provvedere ad una selezione
delle stesse al fine di rientrare nei limiti dello stanziamento di
bilancio.
Pertanto, il competente Servizio del Dipartimento Ambiente, al
fine di individuare gli interventi da finanziare, ha trasmesso
dettagliato rapporto all'Assessore pro-tempore in data 7/10/2010,
unitamente al prospetto degli interventi e dei relativi importi
richiesti. L'Assessore, sulla base dei dati trasmessi, tenuto conto
della disponibilità del citato capitolo di bilancio, evidentemente
inferiore rispetto all'entità delle richieste di cui sopra, ha
definito un prospetto degli interventi autorizzati, motivando le
scelte effettuate e così le conseguenti esclusioni,
ritrasmettendolo agli Uffici competenti per la predisposizione del
relativo decreto di impegno».
L'Assessore
(Avv. Sebastiano Di Betta)
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture, premesso che:
da oltre sei anni l'asse viario Portella - Colla che collega il
comune di Polizzi Generosa, in provincia di Palermo, e l'intero
comprensorio delle Madonie è ancora chiuso per la mancata messa in
opera degli interventi di ripristino;
nonostante i numerosi solleciti da parte dell'amministrazione
comunale di Polizzi Generosa, ad oggi non sono stati avviati i
lavori per consentire l'apertura dell'asse viario;
considerato che la chiusura della strada Polizzi - Portella -
Colla' di Polizzi Generosa, oltre a causare gravi disagi ai
cittadini, determina anche gravissime conseguenze per lo sviluppo
economico ed imprenditoriale dell'intera area interessata. La
viabilità, infatti, rappresenta una componente strutturale
fondamentale per lo sviluppo economico che senza le necessarie
infrastrutture non può realizzarsi;
per sapere:
quali atti abbiano adottato o intenda adottare per predisporre gli
interventi necessari al fine di consentire la riapertura della
strada Portella Colla;
quali provvedimenti siano stati adottati per attivare il
dipartimento regionale della protezione civile; i motivi che ad
oggi non consentano la riapertura dell'asse viario». (1759)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1759 a firma
dell'onorevole Caputo, si rappresenta quanto segue.
Il Servizio 9 Infrastrutture Viarie e Trasporti, per il tramite
del Dirigente generale delle infrastrutture, mobilità e trasporti
ha comunicato che in atto non sono disponibili risorse per il
finanziamento di strade provinciali, comunali o interprovinciali,
di contro ha in gestione i fondi del PO FESR 2007/2013 (meuro 103)
linea d'intervento 1.1.4.1 riqualifica funzionale della viabilità
secondaria di competenza provinciale, mediante interventi inseriti
nei Piani Provinciali di adeguamento e gestione della viabilità di
competenza, redatti dalle province ai sensi dell'art.1 comma 1152
della L.296/2006.
La suddetta Linea d'intervento prevede risorse aggiuntive rispetto
a quelle dello Stato che ha destinato alle Province regionali Meuro
350.
Si ritiene opportuno precisare che dal testo dell'atto ispettivo
in oggetto non si evince se trattasi di strada provinciale e
comunale, si rappresenta infine che dalla consultazione del piano
presentato dalla Provincia Regionale di Palermo non si rileva alcun
intervento sulla Strada Polizzi Generosa-Portella Colla».
L'Assessore
(dott. Carmelo Pietro Russo)
DI BENEDETTO. - «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità
e all'Assessore per l'economia, premesso che:
con nota del settembre 2008, a firma del sindaco Dino De Rubeis,
veniva richiesto il finanziamento di euro 2.970.000,00 all'ex
Assessorato Bilancio della Regione siciliana; la richiesta
riportava espressamente: '(...) allo stato attuale la piscina
coperta incompleta, ormai chiusa da parecchi anni, versa in cattive
condizioni e che tale struttura se completata apporterebbe vantaggi
sociali notevoli (...) è stato redatto il progetto esecutivo dei
lavori in oggetto (...) il progetto presenta il seguente quadro
tecnico-economico di spesa: Lavori a base d'asta comprensivi degli
oneri per la sicurezza euro 2.240.000,00 Somme a disposizione
dell'Amministrazione centrale euro 730.000,00 Totale complessivo
euro 2.970.000,00, a Codesto Assessorato al Bilancio di volere
finanziare l'opera in questione per un importo di euro
2.970.000,00';
la spesa prima indicata e con le finalità sociali dichiarate è
stata inserita dall'ex Assessorato Bilancio nei programmi di
finanziamento della Regione siciliana al capitolo 672133 della
delibera di G.R. n. 224 del 30.09.2008, con la dizione
completamento della piscina coperta nel comune di Lampedusa;
all'ufficio tecnico comunale, alla data della richiesta di
finanziamento avanzata dal sindaco, non era giacente altro progetto
esecutivo se non quello elaborato dall'arch. Calogero Baldo, che
trattava specificatamente il completamento della piscina;
il sindaco Dino De Rubeis, nell'attesa della definizione del
contributo richiesto, con nota prot. n. 11412 del 12.09.2008,
richiedeva al progettista, arch. Calogero Baldo, l'ennesimo
adeguamento alle norme sui lavori pubblici vigenti e
l'aggiornamento dei prezzi al progetto dei lavori in questione;
in seguito alla succitata richiesta, in data 8.10.2008 il
progettista trasmetteva al comune di Lampedusa e Linosa il progetto
adeguato ed aggiornato nei prezzi. Il progetto esecutivo veniva
acquisito al protocollo del comune con il n. 13565 del 6.11.2008 e
recava un importo complessivo relativo al quadro tecnico-economico
di spese previste di euro 2.970.000,00;
considerato che:
successivamente, l'ex Assessorato Lavori pubblici, dipartimento
LL.PP.-servizio 2 , con nota prot. 394571 del 16.06.2009, con
oggetto 'LAMPEDUSA-COMPLETAMENTO PISCINA COPERTA', invitava il
comune di Lampedusa a trasmettere il progetto esecutivo al genio
civile di Agrigento, organo preposto dall'ex Assessorato Lavori
pubblici alla definizione di tutti i successivi atti amministrativi
per l'appalto dell'opera;
nella medesima nota assessoriale veniva riportato '(...) Codesti
Enti, pertanto, cureranno gli adempimenti di rispettiva competenza
e trasmetteranno la documentazione sinora adottata e
specificatamente quella relativa all'attuale stadio di
realizzazione della piscina al cui completamento è destinato il
finanziamento di euro 2.970.000,00 disposti dalla Giunta Regionale
con la delibera n. 224/08 (...)';
rilevato che:
è del tutto evidente che, alla data del 16.06.2009, il progetto
esecutivo di completamento della piscina, già in possesso
dell'ufficio tecnico comunale, poteva essere trasmesso al genio
civile e di conseguenza all'ex Assessorato regionale Lavori
pubblici;
il comune di Lampedusa ha invece temporeggiato incaricando per la
stessa piscina, ma per una tipologia diversa di intervento definita
riqualificazione, un altro professionista in data il 18.12.2009;
l'indomani, in data 19.12.2009, il professionista sopra indicato
ha presentato in Assessorato un progetto di riqualificazione;
il succitato progetto non rispondeva e non risponde oggi, sia per
data e sia anche per l'oggetto, al progetto originariamente
dichiarato nella richiesta di finanziamento avanzata dal sindaco di
Lampedusa e di conseguenza incluso nella delibera di Giunta di
Governo;
la riqualificazione presuppone l'esistenza di un edificio già di
per sé qualificato funzionalmente, circostanza non vera, in quanto
allo stato attuale la piscina non è funzionale, come tra l'altro
aveva espressamente dichiarato il sindaco nella richiesta di
finanziamento;
il manufatto è composto dalle strutture in cemento armato, dai
tampognamenti e dal tetto, l'opera è palesemente incompleta, motivo
unico che ha spinto il sindaco di Lampedusa in un primo tempo a
richiederne il completamento, per il quale ha ottenuto il
finanziamento;
in seguito ad ulteriori corrispondenze miranti a dibattere
l'oggetto del finanziamento, l'ex Assessorato Lavori pubblici, con
il decreto dirigenziale n. 3085/5501 del 9.12.2010, ha finanziato
la riqualificazione della piscina di Lampedusa, ponendosi in
contrasto con la stessa richiesta avanzata originariamente dallo
stesso sindaco e finanziando la riqualificazione e non il
completamento, confidando su un progetto mai posto a base della
richiesta di finanziamento, in quanto redatto nella notte tra il 18
ed il 19.12.2009 (ampiamente successivo al finanziamento)
allontanandosi totalmente dall'oggetto posto a base del
finanziamento incluso nel cap. 672133 del bilancio con la
deliberazione n. 224 del 30.09.2008 della Giunta di Governo
regionale;
per sapere:
se non ritengano opportuno, in considerazione delle circostanze
verificatesi, accertare l'iter progettuale relativo alla
realizzazione dell'impianto sportivo in oggetto valutandone la
corretta corrispondenza e rispetto delle norme in materia di
appalti;
se non ritengano necessario, accertate le procedure seguite
nell'iter progettuale, porre in essere ogni iniziativa utile a
ripristinare il corretto utilizzo del finanziamento dell'ex
Assessorato Bilancio, come previsto dalla delibera di G.R. n. 224
del 30.09.2008, recante disposizioni relative al completamento
della piscina coperta nel comune di Lampedusa». (1769)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1769 a firma
dell'onorevole Di Benedetto, si forniscono i seguenti elementi di
risposta acquisiti per il tramite del competente Dirigente generale
delle infrastrutture, mobilità e trasporti.
Si ritiene opportuno premettere che, in relazione alla
sostituzione del progettista incaricato di redigere il progetto dei
lavori per la piscina di Lampedusa, la competenza e la
responsabilità restano in capo al Comune di Lampedusa, che ha
annullato la delibera con la quale era stato formalizzato il primo
incarico, affidando con Determina Sindacale n. 129 del 16/12/2008
ad altro professionista la progettazione dei lavori.
Per quanto riguarda invece la paventata utilizzazione dei fondi
per finalità diverse da quelle originariamente previste,
circostanza che si verificherebbe, secondo quanto ipotizzato
dall'onorevole interrogante, a seguito della differente
denominazione del nuovo progetto, si rappresenta che, secondo
quanto comunicato dal Dipartimento della Programmazione, e, come
confermato dagli Uffici di questo Dipartimento, trattasi
esclusivamente di una differente intitolazione tra i due progetti,
in quanto anche il progetto denominato riqualificazione della
piscina di Lampedusa è finalizzato, come nel primo caso, al
completamento dell'unica piscina pubblica esistente sull'isola».
L'Assessore
(dott. Carmelo Pietro Russo)
CORONA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che l'interrogante in data
11 marzo 2010 presentava interrogazione di analogo argomento per
avere notizie sulla soppressione del collegamento Floresta Messina
e nel contempo per chiedere la convocazione urgente della società e
dei sindaci interessati;
premesso inoltre che, con nota a firma dell'Assessore pro-tempore,
on. Luigi Gentile, prot. 2482/gab, l'Assessorato regionale
Infrastrutture e mobilità rispondeva che, a seguito di contratto e
secondo clausole in esso scritte, è facoltà della società Interbus
spa nel razionalizzare le corse degli autobus, sospendere una o più
corse;
ritenuto che, trattandosi di servizio pubblico, anche in
attuazione alla citata norma, non possono, senza preventiva
istruttoria e conseguente autorizzazione, essere eliminate corse,
altrimenti si consentirebbe la eliminazione di tutte le corse che
non trasportano - a giudizio dei concessionari, che certamente sono
di parte - un numero sufficiente di persone, con la conseguenza che
verrebbero a cessare la gran parte dei collegamenti nei comuni più
disagiati;
considerato che il mantenimento costante di un collegamento è
condizione essenziale per lo sviluppo economico, turistico e
sociale delle aree servite;
ritenuto ancora che sopprimere anche solo un corsa di un
collegamento arreca di fatto grave nocumento alle popolazioni che
lo subiscono;
per sapere quali provvedimenti urgenti intendano intraprendere al
fine di ripristinare la corsa del collegamento Messina-Floresta
affinché le comunità da esso attraversate possano continuare a
sperare in una crescita certa delle condizioni sociali ed
economiche». (1858)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1858 a firma
dell'onorevole Corona, si forniscono i seguenti elementi di
risposta acquisiti per il tramite del Dirigente generale delle
infrastrutture, mobilità e trasporti.
Il servizio di trasporto pubblico locale Floresta - Messina è
affidato alla Soc. Interbus S.p.a. di Enna, ed è regolamentato da
un apposito contratto di affidamento provvisorio stipulato in data
28/09/2007 tra detta Società e la Regione siciliana ai sensi del VI
comma dell'art. 27 della Legge regionale 22/12/2005, n. 19,
repertorio n. 167 ed aggiornato in data 22 aprile 2009.
Le clausole del summenzionato contratto prevedono che l'azienda
abbia la facoltà di razionalizzare i servizi affidati in relazione
alla domanda di utenza da servire.
Di conseguenza, accertata la mancanza di utenza nelle sole
giornate di sabato, la società ha richiesto ed ha avuto autorizzato
la riduzione dell'esercizio delle giornate di sabato nei mesi di
luglio e agosto di ogni anno, continuando ad assicurare l'eventuale
domanda di trasporto in detto giorno mediante coincidenza a
Randazzo con altri autoservizi gestiti sempre dalla medesima
azienda.
Il Dipartimento Infrastrutture, e in particolare il Servizio 1,
saranno disponibili a valutare soluzioni migliorative del servizio
in questione, ove venissero adeguatamente rappresentate le mutate
esigenze dell'utenza ai predetti Uffici».
L'Assessore
(dott. Carmelo Pietro Russo)
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
con provvedimento della Prefettura di Palermo sono stati segnalati
pericoli di infiltrazioni mafiose all'interno della società New
Port che gestisce i servizi portuali all'interno del porto di
Palermo;
tale situazione ha comportato la revoca delle autorizzazioni per
l'esercizio dell'attività, atteso che, secondo quanto indicato
dalla Prefettura di Palermo, all'interno della società vi sarebbero
soggetti legati a boss di Cosa nostra;
considerato che:
il porto di Palermo rappresenta una fondamentale ed
importantissima infrastruttura dell'intera Sicilia, che necessita
dei servizi portuali, e che all'interno vi si svolgono numerose ed
importanti operazioni commerciali;
proprio per la natura dei servizi si reputa necessario conoscere i
criteri di assunzioni e le modalità di controllo del personale che
opera nelle zone dell'area portuale di Palermo;
ritenuto che:
all'interno dello scalo marittimo del porto di Palermo lo scambio
di merci assume dimensioni notevoli anche per centinaia di milioni
di euro;
pertanto, occorre conoscere i criteri di selezione e di avviamento
del personale;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano adottato in merito alla vicenda della
società New Port che gestisce i servizi presso lo scalo marittimo
di Palermo;
i criteri e le modalità di assunzione e di avviamento del
personale in servizio;
chi, attualmente, gestisce i servizi all'interno del Porto di
Palermo». (1895)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1895 a firma
dell'onorevole Caputo, a seguito di quanto comunicato dal Dirigente
generale delle infrastrutture, mobilità e trasporti, si rappresenta
che l'atto ispettivo in questione, non rientra tra le competenze di
questo Assessorato.
Il controllo delle operazioni portuali e delle altre attività
commerciali e industriali esercitate nel porto di Palermo è
demandato all'Autorità portuale di Palermo, istituita ai sensi
dell'art. 6 della legge 28 gennaio 1984, n. 84 , e sottoposta a
vigilanza e controllo dal Ministero delle Infrastrutture e
Trasporti».
L'Assessore
(dott. Carmelo Pietro Russo)
Rubrica «Territorio e Ambiente»
INCARDONA. - «All'Assessore per il territorio e l'ambiente,
premesso che:
la Regione siciliana nel tempo ha inteso programmare e attuare una
politica ambientale improntata alla protezione ed alla contestuale
valorizzazione naturalistica del territorio regionale;
tradotta in cifre, la politica ambientale di cui sopra, in atto,
si concretizza in ben 4 parchi regionali, più un quinto istituendo,
quello dei Monti Iblei, i quali occupano una superficie di 185.824
ettari, pari al 7,2% del territorio della regione, e 76 riserve
naturali regionali, per una superficie complessiva di 85.181
ettari, pari al 3,3% della superficie regionale, ed ancora di
particolare rilievo le zone umide, le aree marine protette, le
cosiddette zone S.I.C. (sito di importanza comunitaria) e le Z.P.S.
(zone di protezione speciale);
la tutela del patrimonio ambientale siciliano, di fatto, è
delegata in gran parte agli enti di gestione che assolvono a tale
compito in sinergia con gli uomini del Corpo forestale regionale
con l'utilizzo di maestranze qualificate e generiche avviate ai
cantieri forestali;
considerato che:
nell'ottica di fornire servizi per la custodia, la manutenzione,
la tutela e a fruizione dei beni ambientali e delle aree protette
(parchi e riserve), la regione con deliberazione n. 291 è stata
creata la società mista denominata Biosphera s.p.a.;
in data 29.12.2001 è stato stipulato il contratto di servizio tra
l'Assessorato regionale Territorio e ambiente e la società
Biosphera approvato con D.A. n. 12/GAB del 31.12.2001, con il quale
la gestione delle attività e dei servizi, e sono stati fissati gli
impegni reciproci tra le parti;
visti:
il contratto di servizio stipulato tra l'Assessorato regionale
Territorio e la Biosphera, in data 10.06.2003, i successivi atti
aggiuntivi e non ultima la delibera di Giunta n. 188 del 5 agosto
2011 con la quale è stata prorogata la citata convenzione fino al
31 dicembre 2011;
la legge regionale di bilancio per l'esercizio finanziario 2011
che al capitolo 442532, rubrica 2, Assessorato regionale
Territorio, ha destinato la somma di 2.452.000,00 dal quale è stata
impegnata la somma di 1.652.000,00 a copertura delle spese per
l'attuazione del piano di riparto delle risorse per gli interventi
da affidare alla Biosphera;
le note del servizio 4 dell'Assessorato Territorio prot. n. 37009
del 7 giugno 2011 e n. 38479 del 08.06.2011, con le quali gli enti
gestori delle riserve naturali e gli enti parco sono stati invitati
a presentare le richieste di adesione al piano di riparto 2011;
atteso che in adesione alle previsioni delle suddette note, gli
uffici dell'U.O.A. riserve naturali sono state redatte due schede
d'intervento nello specifico: una riguardante la riserva naturale
'Macchia Foresta del fiume Irminio' per un importo complessivo pari
a 100.000,00 euro, l'altra riguardante la riserva naturale
orientata 'Pino D'Aleppo' per un importo complessivo pari a
200.000,00 euro;
visto il D.D.G. dell'Assessorato Territorio, dipartimento
regionale dell'ambiente n. 808 del 2 novembre 2011, con il quale si
approva il piano di riparto delle risorse per gli interventi
accolti positivamente, da affidare alla Biosphera;
considerato che il mancato inserimento nel piano dei progetti
avanzati dagli uffici dell'U.O.A. relativi alle riserve naturali
orientate 'Macchia Foresta del fiume Irmino' e 'Pino D'Aleppo',
presenti nel territorio ragusano, determina grave pregiudizio al
proseguo dell'attività di gestione delle stesse riserve;
per sapere i motivi che abbiano determinato il non accoglimento
nel piano di riparto delle risorse per gli interventi accolti, dei
progetti avanzati dagli uffici dell'U.O.A. relativi alle riserve
naturali orientate 'Macchia Foresta del fiume Irmino' e 'Pino
D'Aleppo', presenti nel territorio ragusano». (2275)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione indicata in
oggetto, preliminarmente si rappresenta che, al fine di predisporre
il Piano di riparto 2011, gli enti gestori delle riserve naturali
e degli enti parco sono stati invitati a presentare le richieste di
adesione, come del resto rilevato nello stesso atto ispettivo.
L'importo complessivo delle suddette richieste è risultato pari ad
euro 9.575.000,00, cifra notevolmente superiore all'importo
disponibile sul capitolo 442532 per l'esercizio finanziario 2011,
con l'inevitabile conseguenza di dovere provvedere ad una selezione
delle stesse al fine di rientrare nei limiti dello stanziamento di
bilancio.
Pertanto, il competente Servizio del Dipartimento Ambiente, al
fine di individuare gli interventi da finanziare, ha trasmesso
dettagliato rapporto all'Assessore pro-tempore in data 7/10/2010,
unitamente al prospetto degli interventi e dei relativi importi
richiesti. L'Assessore, sulla base dei dati trasmessi, tenuto conto
della disponibilità del citato capitolo di bilancio, evidentemente
inferiore rispetto all'entità delle richieste di cui sopra, ha
definito un prospetto degli interventi autorizzati, motivando le
scelte effettuate e così le conseguenti esclusioni,
ritrasmettendolo agli Uffici competenti per la predisposizione del
relativo decreto di impegno».
L'Assessore
(Avv. Sebastiano Di
Betta)
ASSEMBLEA REGIONALE
SICILIANA
SERVIZIO DELLE
COMMISSIONI
RELAZIONE SUI RISULTATI DEL LAVORO SVOLTO DALLA COMMISSIONE
PARLAMENTARE SPECIALE DI INDAGINE E DI STUDIO SULLA FORMAZIONE
PROFESSIONALE.
Giugno-dicembre 2011
INDICE:
1. Introduzione pag. 4
2. Premessa: la normativa in materia di formazione
professionale .pag. 6
3. I dati forniti dall'Amministrazione ........pag. 12
4. Le audizioni con i sindacati e i rappresentanti degli enti di
formazione e con i vertici dell'Amministrazione
regionale .pag. 28
5. Alcune considerazioni della Corte dei conti ...pag.
42
6. Le conclusioni della Commissione .pag. 44
INTRODUZIONE
La Commissione speciale di indagine e di studio sulla formazione
professionale è stata costituita ai sensi dell'art. 29-ter del
Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana che prevede
l'istituzione presso la stessa Assemblea di Commissioni speciali di
indagine e di studio con durata limitata (prorogabile una sola
volta per un tempo non superiore a quello inizialmente assegnato).
Ai sensi del comma 2 dello stesso articolo 29-ter, le Commissioni
speciali riferiscono per iscritto sui risultati della loro
indagine e dello studio .
In particolare, la Commissione speciale di indagine e di studio
sulla formazione professionale è stata costituita con decreto del
Presidente dell'Assemblea n. 258 del 6 maggio 2011 sulla base
dell'ordine del giorno n. 128 approvato dall'Assemblea regionale
nella seduta d'Aula n. 81 del 2 aprile 2009, con il quale si
invitava il Presidente a costituire, ai sensi dell'art. 29-ter del
Regolamento interno dell'ARS, per la durata di mesi tre, una
commissione di indagine e di studio al fine di consentire al
parlamento di acquisire gli elementi necessari alla conoscenza
delle attività connesse alla formazione professionale in relazione
a quanto previsto dalla legge regionale n. 24 del 1976.
Così recita il predetto ordine del giorno: La commissione dovrà
assumere tutti gli elementi utili a verificare l'entità delle
risorse impegnate, a valutare eventuali inefficienze e sprechi a
partire dalla ricognizione sulle modalità di finanziamento degli
enti, sul sistema di accreditamento e sulle procedure di immissione
nel settore, sulle quantità di ore finanziate, sulla distribuzione
territoriale dei corsi e la loro effettiva realizzazione, sul
numero degli allievi e le quantità di abbandoni e di successo
formativo, infine sulla quantità di addetti (personale docente,
tecnico e amministrativo) con rapporto di lavoro a tempo
indeterminato e determinato, con particolare riferimento al periodo
che va dal 2004 al 2008 (va peraltro segnalato che in occasione
dell'insediamento della Commissione il Presidente dell'Assemblea,
onorevole Francesco Cascio, ha prolungato tale periodo fino alla
data di insediamento della Commissione, 21 giugno 2011).
Nel corso della seduta n. 283 del 21 settembre 2011 l'Assemblea ha
accolto, a norma dell'art. 29 ter, comma 3, del Regolamento
interno, la richiesta di proroga della durata della Commissione
per un periodo di ulteriori mesi tre.
Nella qualità di Presidente della Commissione, mi sono impegnato
anzitutto a garantire che questa potesse disporre di dati completi
e attendibili relativi alle tematiche considerate, e a tal fine ho
formalmente richiesto ai dirigenti dell'Amministrazione di fornire
tutta la necessaria documentazione al riguardo. Ho quindi proceduto
a convocare la Commissione per una serie di
audizioni con i rappresentanti delle associazioni degli enti e
dei sindacati della formazione e con i vertici delle strutture
dell'Amministrazione regionale preposte al settore, ritenendo che
dai soggetti più direttamente impegnati nel settore potessero
provenire contributi utili a comprendere le ragioni delle difficoltà
e delle preoccupazioni che si avvertono in questo settore.
Alla luce di quanto emerso dal dibattito preliminare svoltosi in
sede di programmazione di lavori, la Commissione ha ritenuto
opportuno, anche al fine di non invadere ambiti di competenza della
Quinta Commissione dell'Assemblea regionale, concentrare
l'attenzione, più che sull'attualità e sulle prospettive future, sui
compiti fissati nell'ordine del giorno volto alla costituzione della
Commissione di indagine e di studio, che fanno riferimento alla
gestione della formazione negli ultimi anni.
Il mio auspicio è stato che la Commissione potesse indicare linee
di intervento al Parlamento in relazione alla formazione
professionale, affinché essa possa essere ricondotta alla missione
che le compete nella vita della Regione, e in particolare ai fini di
un buon funzionamento del mercato del lavoro.
Si tratta indubbiamente di un obiettivo complesso, in un settore,
in gravissima difficoltà, che richiede l'introduzione di forti
elementi di innovazione per migliorare l'offerta formativa ed
evitare contraccolpi sociali che risulterebbero estremamente gravi
in una Regione come la nostra, caratterizzata da un forte tasso di
disoccupazione.
Il
Presidente della Commissione, onorevole Filippo Panarello
1- Premessa: la normativa statale e regionale in materia di
formazione professionale:
Normativa statale:
La competenza legislativa in materia di formazione professionale,
già di spettanza statale, è stata devoluta alle Regioni con la
modifica del titolo V della Costituzione operata dalla legge
costituzionale n. 3 del 2001. A seguito di tale riforma, la
formazione professionale, non comparendo né nell'elenco delle
materie di competenza esclusiva statale né in quello delle materie
di competenza concorrente Stato- Regione contenuti nell'art. 117
Cost., va ormai ascritta tra i settori rientranti nella competenza
residuale, ossia sostanzialmente esclusiva, delle Regioni. Ciò ai
sensi dell'art. 117, co. 4 Cost. il quale dispone che spetta alle
Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non
espressamente riservata alla legislazione dello Stato .
Va tuttavia tenuto presente che lo Stato mantiene tuttora la
possibilità di intervenire a vario titolo su tale materia. Un primo
fondamento per l'intervento statale è rappresentato dalla
competenza esclusiva dello Stato in tema di determinazione dei
livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e
sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio
nazionale .
Un ulteriore spazio di azione è offerto allo Stato dalla stretta
relazione sussistente tra la formazione professionale e
l'istruzione, rafforzata dalla progressiva integrazione dei due
settori operata dalla recente normativa nazionale, che ha delineato
un unico sistema educativo di istruzione e formazione. L'attrazione
della formazione nell'ambito del sistema nazionale
dell'istruzione consente allo Stato di ritagliarsi ampi spazi di
intervento mediante la determinazione, riservata alla legislazione
nazionale, delle norme generali sull'istruzione .
In virtù delle predette competenze statali la legge 28 marzo 2003,
n. 53 Delega al Governo per la definizione delle norme generali e
dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e
formazione professionale , nel deferire ad uno o a più decreti
legislativi la definizione delle norme generali sull'istruzione e
dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e
formazione professionale, ha stabilito che l'attuazione del diritto
all'istruzione e alla formazione, assicurato a tutti per almeno
dodici anni o, comunque, sino al raggiungimento di una qualifica
entro il diciottesimo anno di età, si realizza nel sistema
dell'istruzione e in quello di istruzione e formazione
professionale .1 Essa ha altresì sancito che, ferma restando la
competenza regionale in materia di formazione e istruzione
professionale, i percorsi del sistema dell'istruzione e della
formazione professionale realizzano profili educativi, culturali e
professionali, ai quali conseguono titoli e qualifiche
professionali di differente livello, valevoli su tutto il
territorio nazionale se rispondenti ai livelli essenziali di
prestazione di cui alla stessa legge.
I principi stabiliti nella detta legge-delega sono stati ripresi
dal decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76, il quale ha
precisato che il diritto all'istruzione e alla formazione si
realizza nelle istituzioni del primo e del secondo ciclo del
sistema educativo di istruzione e formazione, costituito dalle
istituzioni scolastiche e dalle istituzioni formative accreditate
dalle Regioni e dalle Province autonome. All'attuazione della legge
n. 53 del 2003 hanno provveduto anche il decreto legislativo 19
novembre 2004, n. 286 istituzione del Servizio nazionale di
valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione , e
il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 Norme generali e
livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo del
sistema educativo di istruzione e formazione .
Ma lo Stato vanta un'ulteriore titolo di legittimazione per
stabilire proprie norme in materia di formazione: si tratta della
competenza concorrente in tema di tutela e sicurezza su lavoro
di cui all'art. 117, co. 3 della Costituzione. La sussistenza di
una competenza ripartita Stato Regione è affermata, in relazione
ai rapporti di lavoro , anche dall'art. 17, lett. f) dello Statuto
siciliano. Nell'esercizio di tale competenza, in effetti, lo Stato
ha avuto modo di definire in via normativa quegli aspetti della
formazione professionale maggiormente suscettibili di interferire
con le problematiche legate al lavoro. Così, in particolare, il
decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 adottato in
attuazione della delega in materia di occupazione e mercato del
lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30 ha stabilito
disposizioni generali in materia di apprendistato, individuando
all'interno del contratto di apprendistato tre diverse tipologie
(contratto di apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere
di istruzione e formazione; contratto di apprendistato
professionalizzante per il conseguimento di una qualificazione
attraverso una formazione sul lavoro e un apprendimento tecnico-
professionale; contratto di apprendistato per l'acquisizione di un
diploma o per percorsi di alta formazione) e prevedendo principi e
criteri direttivi che le Regioni devono rispettare nella
regolamentazione, peraltro ad esse deferita, dei relativi profili
formativi. Va considerato che nella regolamentazione
dell'apprendistato ci si trova innanzi ad un complesso intreccio di
competenze statali e regionali: infatti la formazione all'interno
delle aziende - come riconosciuto anche dalla Corte costituzionale
- inerisce al rapporto contrattuale, la cui disciplina è riservata
in via esclusiva allo Stato, ma presenta indubbie interferenze con
materie di competenza residuale delle Regioni (formazione
professionale) e concorrente ( tutela del lavoro, istruzione)
(sent. n. 50 del 2005). Ciò comporta, secondo la Corte, che le
questioni sulla competenza non possano essere risolte in maniera
rigida e che, se da un lato non può essere esclusa una competenza
dello Stato a regolare la materia, nello stesso tempo un tale
intervento legislativo dello Stato- proprio perché incidente su
plurime competenze tra loro indistricabilmente correlate- deve
prevedere strumenti idonei a garantire una leale collaborazione con
le Regioni ( sentenza n. 51 del 2005).
La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria per il 2007) ha
definitivamente adottato una più ampia e comprensiva definizione
del diritto-dovere all'istruzione, tale da ricomprendere non solo
i tradizionali percorsi di istruzione, ma anche quelli di
istruzione e formazione professionale attuati nel rispetto degli
standards previsti dalla normativa nazionale.
Il decreto-legge 112/2008 ha dapprima introdotto norme volte a
promuovere il ricorso all'apprendistato professionalizzante e a
quello finalizzato all'acquisizione di un diploma o per percorsi di
alta formazione. Successivamente, un'ampia delega per la riforma
dell'intera disciplina dell'istituto è stata conferita
dall'articolo 46 della legge n.183 del 2010 (Collegato lavoro). In
attuazione della delega è stato emanato il D.Lgs. 14 settembre
2011, n. 167 Testo unico dell'apprendistato, a norma
dell'articicolo 1, comma 30, della legge 24 dicembre 2007, n. 247 ,
il quale individua le seguenti tre tipologie di apprendistato: a)
apprendistato per la qualifica e per il diploma
professionalizzante; b) apprendistato professionalizzante o
contratto di mestiere; c) apprendistato di alta formazione e
ricerca.
Normativa regionale:
Va segnalato che, già prima della riforma costituzionale del 2001,
la Sicilia si è avvalsa della propria competenza in tema di
rapporti di lavoro (stabilita, come sopra si accennava, dall'art.
17, lett. f) dello Statuto) per stabilire proprie norme nel settore
della formazione professionale.
La legge regionale 6 marzo 1976, n. 24 Addestramento
professionale dei lavoratori , che ancora rappresenta la
principale normativa di riferimento nel settore, attribuisce
all'Assessorato regionale lavoro il compito di promuovere,
programmare, dirigere e coordinare le iniziative di formazione
professionale in tutti i settori delle attività economiche e
sociali, ad eccezione del settore sanitario. Essa individua le
diverse tipologie di corsi e le categorie di enti formativi.
Istituisce la Commissione regionale per la formazione dei
lavoratori (le cui competenze sono state peraltro attribuite dalla
legge regionale 21 settembre 1990, n. 36 alla Commissione regionale
per l'impiego).
Il decreto del Presidente della Repubblica 16 febbraio 1979, n.
143 ha stabilito le norme di attuazione dello Statuto della
Regione siciliana in materia di istruzione artigiana e
professionale . Esso ha trasferito all'Amministrazione regionale i
compiti svolti, nel territorio della Regione siciliana, dagli
organi centrali e periferici dello Stato in materia di istruzione
artigiana e professionale, nei quali risultano comprese le funzioni
amministrative concernenti i servizi e le attività destinate alla
formazione, al perfezionamento, alla riqualificazione e
all'orientamento professionale, compresa la formazione continua,
permanente, ricorrente e quella conseguente a riconversione di
attività produttive ad esclusione di quelle dirette al
conseguimento di un titolo di studio o diploma di istruzione
secondaria superiore, universitaria o post-universitaria . Tra le
funzioni amministrative riconnesse alle dette attribuzioni è
compresa anche la vigilanza sull'attività privata di istruzione
artigiana e professionale. Rimangono riservati allo Stato taluni
compiti, tra cui la disciplina legislativa del rapporto di lavoro
degli apprendisti, delle attribuzioni delle qualifiche
professionali ai fini del collocamento, la predisposizione,
l'assistenza tecnica ed il finanziamento di corsi di qualificazione
e riqualificazione collegati a rilevanti fenomeni di riconversione,
riorganizzazione o cessazione di aziende o nascita di nuovi
importanti insediamenti industriali.
Sono in ogni caso previste forme di raccordo e reciproca
informazione tra Stato e Regione. Si sancisce che le funzioni
amministrative degli organi centrali e periferici dello Stato non
trasferite sono esercitate dall'Amministrazione regionale secondo
le direttive del Governo dello Stato.
La legge regionale 21 settembre 1990, n. 36 ha stabilito norme in
tema di collocamento e di organizzazione del mercato del lavoro
prevedendo l'istituzione delle sezioni circoscrizionali per
l'impiego e, nel loro ambito, delle commissioni circoscrizionali
per l'impiego, ha altresì istituito e disciplinato l'Agenzia
regionale per l'impiego e per la formazione professionale quale
organismo posto alle dipendenze dell'Assessorato regionale del
lavoro. Essa ha inoltre stabilito disposizioni (art. 23) in tema di
procedure per la erogazione dei contributi per la formazione
professionale.
La legge regionale 26 novembre 2000, n. 24 Disposizioni per
l'inserimento lavorativo dei soggetti utilizzati nei lavori
socialmente utili. Norme urgenti in materia di lavoro ed
istituzione del Fondo regionale per l'occupazione dei disabili ha
stabilito anche talune disposizioni suscettibili di interessare
la formazione professionale. Essa ha previsto che la citata
Commissione regionale per l'impiego dura in carica cinque anni ed è
integrata da due componenti effettivi e due supplenti designati
dall'Associazione nazionale comuni italiani-Sicilia (A.N.C.I.) e
dall'Unione regionale delle province siciliane (U.R.P.S.), e che
alla stessa vengono, altresì, demandate le attribuzioni assegnate
agli organi di cui all'articolo 4, comma 1, lettere b) e c), del
decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469. La predetta
disposizione trova applicazione anche nei riguardi della
Commissione attualmente in carica. Essa ha altresì previsto che la
stessa Commissione regionale per l'impiego e la formazione
professionale possa stipulare convenzioni con gli enti preposti
alla formazione di cui all'art. 4 della citata legge n. 24 del 1976
ai fini della promozione di politiche attive del lavoro. La stessa
legge ha pure previsto che la denominazione «Agenzia del lavoro»
riportata nella tabella A allegata alla legge regionale 15 maggio
2000, n. 10 viene modificata in «Agenzia regionale per l'impiego e
la formazione professionale». L'art. 17 stabilisce che L'Assessore
regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione, nell'ambito dell'attuazione della
normativa vigente in materia di erogazione dei servizi formativi,
stabilisce entro il 31 agosto di ogni anno il calendario dell'anno
formativo. Nell'ambito delle attività finanziate con il piano
annuale il personale di cui al comma 1 può essere utilizzato in
attività di aggiornamento, riqualificazione e di politica attiva
del lavoro. Per il controllo e la certificazione di rendiconti di
spesa relativi alle attività formative affidate ad enti ed
organismi previsti dalla normativa vigente, l'Amministrazione
regionale può avvalersi di società di revisione iscritte all'albo
speciale istituito presso il Ministero della giustizia per le
società di revisione o presso la CONSOB. La spesa necessaria al
controllo e alla certificazione dei rendiconti dovrà essere
prevista nell'ambito del finanziamento di ciascun intervento. Il
controllo e la certificazione dei rendiconti delle spese
effettivamente sostenute e documentate dagli enti ed organismi
attuatori è ispirato a criteri di coerenza, congruità ed inerenza
della spesa alle attività progettuali .
L'articolo 39 della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23 Norme
finanziarie urgenti-Variazioni al bilancio della Regione siciliana
per l'anno finanziario 2002-Seconda misura salva deficit ha
previsto, a decorrere dal primo gennaio 2003, che alla
realizzazione del piano per la formazione professionale di cui alla
legge regionale 6 marzo 1976, n. 24 e successive modifiche ed
integrazioni si provvede con le modalità previste per le attività
formative cofinanziate dal Fondo sociale europeo (comma 1).
Il comma 3 dello stesso articolo 39 dispone che i pagamenti
relativi alle spese del personale dipendente degli enti gestori
delle attività di cui alla legge regionale 6 marzo 1976, n. 24 e
successive modifiche ed integrazioni sono disposti mensilmente. Gli
enti gestori provvedono ad accendere apposito conto da utilizzare
esclusivamente per tale voce di spesa e, per singolo progetto
formativo, vengono accreditate, da parte dell'Amministrazione
regionale, le risorse relative alla voce di costo del personale
nella misura necessaria alla copertura integrale della stessa .
L'articolo 132 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 2003, n. 4
Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2003 ha
costituito un Fondo di garanzia del personale dipendente del
settore della formazione iscritto all'albo previsto dall'articolo
14 della legge regionale 6 marzo 1976, n. 24, già posto in mobilità
e di quello risultante in esubero rispetto alla programmazione del
piano regionale dell'offerta formativa, finalizzato ad una politica
di sostegno del reddito.
La legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 Norme per la
riorganizzazione dei dipartimenti regionali. Ordinamento del
Governo e dell'Amministrazione della Regione ha tenuto conto,
nella nuova definizione della struttura amministrativa regionale,
della ormai consolidata integrazione tra il sistema dell'istruzione
e quello della formazione. La competenza in materia di formazione è
stata così opportunamente scorporata da quella dell'Assessorato del
lavoro, per essere trasferita al nuovo Assessorato regionale
dell'istruzione e della formazione professionale , costituito da un
solo omonimo dipartimento. Tuttavia all'interno dell' Assessorato
della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro continua ad
operare una Agenzia regionale per l'impiego, l'orientamento, i
servizi e le attività formative , mentre il Dipartimento regionale
del lavoro svolge funzioni tuttora suscettibili di interferire
con il settore della formazione professionale.
La legge regionale 7 giugno 2011, n. 10 Interventi nel settore
della formazione professionale. Acquisizione di entrate al bilancio
della Regione e finanziamento di borse di studio per la frequenza
alle scuole di specializzazione nelle facoltà di medicina e
chirurgia ha autorizzato (articolo 1) l'Assessore regionale per
l'istruzione e la formazione professionale ad attivare, nei limiti
dei relativi stanziamenti di bilancio, gli interventi a carico del
Fondo di garanzia previsto dall'art. 132 della legge regionale n. 4
del 2003 per i dipendenti del settore della formazione
professionale. Gli interventi a carico del Fondo sono finalizzati a
disporre misure complementari, di integrazione e di anticipazione
rispetto ad interventi previsti dalla normativa nazionale; le
risorse del Fondo possono altresì essere destinate a contributi in
favore degli enti bilaterali regionali del settore per le finalità
previste dai contratti collettivi di lavoro.
Si demanda ad un decreto dell' l'Assessore regionale per
l'istruzione e la formazione professionale la disciplina delle
modalità operative di gestione del Fondo.
Si prevede che a carico del Fondo possano essere altresì
autorizzati, a richiesta dei lavoratori e previa concertazione
sindacale, interventi di accompagnamento alla fuoriuscita del
personale. Si dispone la confluenza nel Fondo di definanziamenti e
somme non utilizzate del PROF.
Nell'art. 2, comma 1 è prevista la copertura, a carico del
contributo regionale di cui all'art. 9, comma sesto della legge
regionale n. 24 del 1976, delle spese per la retribuzione ed ai
relativi oneri sociali del personale degli enti di formazione per
un periodo massimo di quattro mesi antecedenti l'inizio dell'anno
formativo.
2: I DATI FORNITI DALL'AMMINISTRAZIONE
La Commissione ha avviato i propri lavori richiedendo alle
Amministrazioni interessate di fornire i dati in proprio possesso
relativi alle tematiche oggetto di indagine. Sono stati
interpellati in proposito il Dipartimento regionale dell'Istruzione
e della formazione professionale e, per quanto concerne l'attività
degli Sportelli multifunzionali, l'Agenzia per l'Impiego,
l'Orientamento, i Servizi e le Attività formative.
1) I DATI FORNITI DAL DIPARTIMENTO DELL'ISTRUZIONE E DELLA
FORMAZIONE PROFESSIONALE .
Dalla documentazione cortesemente inviata dal Dipartimento
dell'Istruzione e della formazione professionale, incardinato
nell'Assessorato regionale dell'Istruzione e della Formazione
professionale risultano i seguenti dati:
A) Entità delle risorse impegnate:
L'Amministrazione ha fornito i seguenti dati relativi
all'entità delle risorse impegnate per anno formativo:
Piano Finanziato Impegnato Numero Ore
allievi finanziate
P.R.O.F. 265.906.822 263.557.997 2.090.321
2004 ,32 ,46
P.R.O.F. 190.699.742 181.896.583 1.428.426
2005 ,60 ,20
P.R.O.F. 243.734.037 240.147.067 1.835.307
2006 ,72 ,58 (1)
P.R.O.F. 262.939.076 263.029.649 2.041.598
2007 ,00 ,23
P.R.O.F. 257.378.292 256.323.215 1.935.577
2008 ,85 ,64 (2)
P.R.O.F. 260.045.383 260.045.383 1.938.277
2009 ,82 ,62
P.R.O.F. 241.094.858 241.094.858 51.694 1.923.534
2010 ,63 ,63
P.R.O.F. 168.559.332 168.559.332 36.378 1.252.684
2011 ,60 ,60
Note:
(1)Nella programmazione del P.R.O.F. 2006 non sono più inclusi i
Servizi Formativi transitati dal Dipartimento Formazione
professionale al Dipartimento Agenzia per l'impiego. Nel PROF 2005
i Servizi formativi incidevano per 435.000 ore ed un finanziamento
di euro 37.509.422,37
(2)Nella programmazione del PROF 2008 non sono più inclusi i
progetti dell'Obbligo formativo transitati dal Dipartimento
Formazione professionale al Dipartimento Pubblica Istruzione. Nel
PROF 2007 l'Obbligo formativo incideva per 382.440 ore ed un
finanziamento di euro 45.072.329,02.
B) Modalità di finanziamento degli enti:
L'Amministrazione ricorda che l'ammissione a finanziamento degli
enti di formazione nell'ambito dei Piani regionali dell'offerta
formativa (PROF) è vincolata ad apposito avviso pubblico (uno per
annualità) secondo le modalità previste dallo stesso. Al bando
possono partecipare i soggetti aventi i requisiti richiesti dalla
legge regionale n. 24 del 1976, dall'avviso stesso ed accreditati
ai sensi del D.A. n. 1037 del 13 aprile 2006.
Le istanze pervenute entro la scadenza, fissata nel bando, sono
sottoposte ad una prima istruttoria formale attraverso la quale si
accerta il possesso dei requisiti dei ricorrenti.
Le istanze pervenute risultate idonee alla predetta fase
istruttoria sono, successivamente, sottoposte a valutazione a cura
di un apposito Comitato di valutazione nominato ai sensi dell'art.
24 della legge regionale n. 30 del 1997. Dalla valutazione espressa
dal Comitato di valutazione si ricava la graduatoria provvisoria
delle proposte formative del Piano regionale dell'Offerta
formativa, a cui gli enti interessati possono opporre osservazioni
entro un tempo massimo fissato dal bando o dal decreto di
approvazione della graduatoria stessa.
Decorso tale termine le osservazioni, pervenute in tempo utile,
vengono sottoposte alla valutazione del predetto Comitato di
valutazione. Per le osservazioni valutate positivamente il Comitato
stesso procede alle modifiche alla graduatoria provvisoria.
Concluso il lavoro di analisi delle osservazioni viene stilata la
graduatoria definitiva. Tale ultima graduatoria viene,
successivamente, approvata con apposito provvedimento
dell'Assessore nell'ambito del quale vengono, altresì, esplicitati
i criteri di finanziamento delle proposte utilmente inserite in
graduatoria.
L'Amministrazione procede, infine, con apposito provvedimento al
finanziamento delle proposte in graduatoria nei limiti delle
risorse disponibili e conformemente a quanto disposto
dall'Assessore. Le proposte finanziate ricevono, successivamente,
il finanziamento accordato in tre o più tranches secondo la
tempistica e le modalità fissate in apposite circolari applicative,
dall'avviso o dal Vademecum per l'attuazione del P.O. Sicilia FSE
2007-2013. Quanto al finanziamento dell'attività degli Sportelli
multifunzionali, questa avviene esclusivamente a mezzo di fondi
comunitari.
N.B.: L'Amministrazione ha fornito alla Commissione dati relativi
alla diversificazione del parametro di finanziamento ora-corso tra
i vari enti di formazione. Da tali dati è emerso un quadro
estremamente disomogeneo, caratterizzato da notevoli differenze tra
i diversi enti e da una significativa forbice nel parametro ora-
corso, che va da 73,94 a 152,43
C) Modalità di accreditamento e procedure di immissione nel settore
e quantità di ore finanziate.
a) Modalità di accreditamento
Le modalità di accesso all'accreditamento sono ancora disciplinate
dalle disposizioni approvate con D.A. n. 1037 del 13 aprile 2006,
pubblicato nella GURS n. 32 del 30 giugno 2006, e successive
modifiche e integrazioni. Viene inoltre concesso l'accreditamento
provvisorio sulla base dell'istanza cartacea generata dalle
procedure on line, riguardante gli aspetti formali e la completezza
dei dati richiesti.
I destinatari dell'Accreditamento sono le sedi operative degli
organismi pubblici e privati giuridicamente autonomi che hanno tra
le proprie finalità l'orientamento e/o la formazione professionale
e che intendono organizzare ed erogare attività orientative e/o
formative sul territorio della Regione siciliana.
Il sistema regionale di accreditamento viene gestito per via
telematica attraverso l'apposito sito web raggiungibile dal sito
internet del Dipartimento regionale Istruzione e formazione
professionale. I soggetti interessati possono interagire con il
sistema mediante apposite procedure interattive validate
dall'Amministrazione regionale.
Le procedure di accreditamento sono individuate nell'articolo 10
del D.A. 1037 e ampiamente descritte nell'allegato C, parte
integrante del suddetto D.A..
Tutte le procedure ( richiesta di accreditamento, variazioni e
aggiornamenti delle sedi operative) prevedono la generazione di un
documento cartaceo che dovrà essere inviato,unitamente agli
allegati richiesti, alla Amministrazione. Il mancato ricevimento
del documento cartaceo renderà nulla la procedura on-line.
L'Amministrazione, a seguito di formale e positiva istruttoria
dell'istanza, rilascia il decreto di accreditamento provvisorio.
Solo a seguito della visita di Audit prsso le sedi operative, se
positive, viene rilasciato decreto di accreditamento definitivo.
La quasi totalità degli enti accreditati provvisoriamente, prima
nel 2003, poi nel 2005 e infine nel 2007, ad oggi attende ancora il
rilascio dell'accreditamento effettivo, a causa del mancato
adempimento da parte degli organi interessati.
b) Quantità di ore finanziate
L'Amministrazione ha fornito la seguente tabella, relativa agli
enti ammessi a finanziamento aggregati per parametro, da cui
risulta anche la quantità complessiva di ore finanziate:
Enti 16 enti
ammessi a 197 enti sopra 17 enti Totale
finanziament sotto parametro sopra enti C.E.FO.
o aggregati parametro 135 nel parametro ammessi a P
per 135 nel 2009 ma 135 nel finanziame
parametro 2010 sotto 2010 nto (230)
parametro
135 nel
2010
Dotazione 5.384,46 27.085, 25.260, 57.730,34
media 00 88
Ore 1.060.73 433.360 429.435 1.923.534 126.390
consolidate 9
PROF al
31/12/2010
Finanziamen
to 2010
senza
integrazione 118.462.12 56.180.10 61.725.72 236.367.94 7.860.026
compresa 0,67 1,96 5,94 8,57 ,29
gestione
allievi
Finanziamen
to con
parametro
135 anno
2011 143.199.76 58.503.60 57.973.72 259.677.09 17.062.65
compresa 5 0 5 0 0
gestione
allievi
D) Distribuzione territoriale dei corsi e loro effettiva
realizzazione (*):
AGRIGENTO
PIANO CORSI ORE ALLIEVI
PROF 2004 110 82.945 1.592
PROF 2005 113 84.535 1.629
PROF 2006 117 83.455 1.714
PROF 2007 156 113.680 2.334
PROF 2008 172 133.403 2.630
PROF 2009 174 129.458 2.666
PROF 2010 312 195.984 4.637
PROF 2011 243 128.163 3.519
CALTANISSETTA
PIANO CORSI ORE ALLIEVI
PROF 2004 98 72.790 1.387
PROF 2005 109 63.670 1.529
PROF 2006 93 55.838 1.350
PROF 2007 135 83.485 2.929
PROF 2008 126 74.730 2.162
PROF 2009 58 40.091 917
PROF 2010 204 95.447 3.073
PROF 2011 138 62.852 1.906
CATANIA
PIANO CORSI ORE ALLIEVI
PROF 2004 212 179.680 3.185
PROF 2005 159 112.490 2.386
PROF 2006 226 174.401 4.040
PROF 2007 222 171.517 5.183
PROF 2008 231 152.653 4.483
PROF 2009 146 100.197 2.262
PROF 2010 445 252.331 6.667
PROF 2011 306 164.921 4.361
ENNA
PIANO CORSI ORE ALLIEVI
PROF 2004 81 51.930 1.287
PROF 2005 81 46.970 1.207
PROF 2006 88 63.665 1.411
PROF 2007 103 72.648 1.676
PROF 2008 94 61.835 1.543
PROF 2009 81 58.460 2.201
PROF 2010 194 79.220 3.003
PROF 2011 130 51.590 1.934
MESSINA
PIANO CORSI ORE ALLIEVI
PROF 2004 42 33.850 701
PROF 2005 21 13.660 300
PROF 2006 40 31.773 581
PROF 2007 127 96.455 2.061
PROF 2008 268 204.540 5.801
PROF 2009 59 63.780 902
PROF 2010 522 307.841 7.656
PROF 2011 417 203.687 5.697
PALERMO
PIANO CORSI ORE ALLIEVI
PROF 2004 320 258.952 5.517
PROF 2005 390 300.500 5.713
PROF 2006 496 404.435 8.840
PROF 2007 530 432.020 10.081
PROF 2008 532 431.134 7.931
PROF 2019 304 248.342 4.641
PROF 2010 976 626.748 14.284
PROF 2011 813 406.097 12.452
RAGUSA
PIANO CORSI ORE ALLIEVI
PROF 2004 63 43.970 966
PROF 2005 57 35.730 904
PROF 2006 51 37.420 759
PROF 2007 66 47.250 1.042
PROF 2008 75 44.000 2.168
PROF 2009 65 37.015 1.086
PROF 2010 249 62.525 4.321
PROF 2011 96 43.368 1.332
SIRACUSA
PIANO CORSI ORE ALLIEVI
PROF 2004 79 63.185 2.087
PROF 2005 71 54.105 1.069
PROF 2006 83 62.825 1.205
PROF 2007 103 79.374 2.470
PROF 2008 93 66.690 2.352
PROF 2009 31 21.175 467
PROF 2010 127 84.440 1.921
PROF 2011 109 51.508 1.527
TRAPANI
PIANO CORSI ORE ALLIEVI
PROF 2004 210 145.995 3.166
PROF 2005 197 141.175 3.061
PROF 2006 221 155.582 3.191
PROF 2007 250 173.680 3.762
PROF 2008 260 188.910 4.888
PROF 2009 135 97.500 2.205
PROF 2010 337 211.998 4.878
PROF 2011 265 140.498 3.630
(*) A maggior chiarimento è opportuno far rilevare che, a seguito
delle modifiche intervenute nelle modalità di gestione
amministrativo-contabile delle attività finanziate, fino al 2009 i
dati si riferiscono alle sole attività per le quali sono già
pervenuti i verbali di esame da cui vengono rilevate le
informazioni del caso. Dall'attività 2010 in poi le informazioni in
argomento, essendo fissate in sede di programmazione, rappresentano
la totalità delle attività finanziate.
E) Numero degli allievi e entità di abbandoni e successo formativo
PIANO ALLIEVI ALLIEVI TASSO DI ABBANDONI TASSO
ISCRITTI CHE HANNO SUCCESSO MEDIO DI
TERMINATO FORMATIVO ABBANDONO
IL
PERCORSO
FORMATIVO
PROF 12812 9172 71,59% 3640 28,41%
2003
PROF 18234 13064 71,65% 5170 28,35%
2004
PROF 17401 12745 73,24% 4656 26,76%
2005
PROF 22167 15121 68,21% 7046 31,79%
2006
PROF 25959 18761 72,27% 7198 27,73%
2007
PROF 29198 21291 72,92% 7907 27,08%
2008
PROF 16812 12022 71,51% 4790 28,49%
2009
POR 14129 11123 78,72% 3006 21,28%
F) Numero di addetti (personale docente, tecnico e amministrativo)
con rapporto di lavoro a tempo determinato e indeterminato.
E' stato notato dall'Amministrazione che il reclutamento del
personale ed il relativo impiego sono stati, di fatto, totale
appannaggio degli enti di formazione, i quali hanno spesso
applicato criteri di eccessiva larghezza.
Gli enti che operano nel settore della formazione professionale
all'interno del PROF sono 219; il 72% di tali enti ha meno di 20
dipendenti ed assorbe meno del 13% del personale dell'intero
comparto, mentre 14 di essi hanno più di cento dipendenti, 4 dei
quali sono enti con più di 200 dipendenti.
I dati forniti dal Dipartimento dell'istruzione e della formazione
professionale, aggiornati al 31 dicembre 2008, parlano di un
totale di 7.227 addetti, di cui 3.211 amministrativi (per un costo
complessivo di euro 90.697.052,91) e 4.016 docenti (per un costo
complessivo di euro 123.439.143,31) .
Dai dati forniti dall'Amministrazione non emerge dunque, nel
complesso, una minore entità del personale docente rispetto a
quello amministrativo, fatta eccezione per taluni enti.
E' interessante notare che da alcuni studi effettuati
dall'Amministrazione risulta, in relazione al titolo di studio del
personale docente, che si tratta nel 59% circa dei casi di
personale con diploma di scuola media superiore e nel 34% dei casi
di persone con il diploma di laurea. Si rileva all'interno del
corpo docente un numero sia pur assai ridotto di personale con il
titolo di studio di diploma di scuola media inferiore o addirittura
di licenza elementare.
Può rilevarsi come il 60% delle assunzioni sia avvenuto dal 2000
in poi, con picchi in corrispondenza delle tornate elettorali.
2) I DATI FORNITI DALL'AGENZIA REGIONALE PER L'IMPIEGO
RELATIVAMENTE AGLI SPORTELLI MULTIFUNZIONALI
La Commissione non ha trascurato di considerare la situazione
degli Sportelli multifunzionali, da tempo trasferiti alla
Competenza dell'Assessorato della Famiglia, delle politiche sociali
e del lavoro, e in particolare all'Agenzia regionale per l'impiego,
l'orientamento, i servizi e le attività formative, ma rientranti
nell'orbita del sistema della formazione professionale. Il
Dirigente generale dell'Agenzia ha cortesemente fornito, su
richiesta del Presidente della Commissione, i seguenti dati
relativi alle singole tematiche oggetto di esame:
A) Entità delle risorse impegnate
L'Amministrazione ricorda che la competenza in materia è stata
attribuita all'Agenzia regionale per l'impiego, l'orientamento, i
servizi e le attività formative, facente capo all'Assessorato
della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, a decorrere
dall'annualità 2005 e la legge regionale 28 dicembre 2004, n. 18,
approvativa del bilancio di previsione della Regione siciliana
per l'anno finanziario 2005 e del bilancio pluriennale per il
triennio 2005-2007 ha attribuito il capitolo di spesa alla
competente rubrica dell'Agenzia regionale per l'Impiego. Con
l'articolo 1 del Decreto assessoriale n. 226 del 7 febbraio 2005
del 7 febbraio 2005 è stato approvato il Piano regionale
dell'offerta formativa 2005. servizi formativi e con l'articolo 2
è stato incaricato dell'attuazione del predetto piano il
Dipartimento Agenzia regionale per l'impiego.
Le risorse impegnate per il finanziamento dei progetti di
Sportelli multifunzionali a valere sulle annualità dal 2005 ad
oggi sono descritte nella tabella seguente dalla quale si evince
per ciascun anno l'entità delle risorse finanziarie impegnate.
ANNUALITA' IMPORTO IMPEGNATO
PIANO DEI SERVIZI FORMATIVI EURO 48.435.994,11
2005
PIANO DEI SERVIZI FORMATIVI EURO 51.991.957,00
2006
PIANO DEI SERVIZI FORMATIVI EURO 57.499.550,67
2007
PIANO DEI SERVIZI FORMATIVI EURO 64.019.128,22
2008
PIANO DEI SERVIZI FORMATIVI EURO 67.570.122,80
2009
PIANO DEI SERVIZI FORMATIVI EURO 50.116.407,93
2010 FINO AL 30/09/2010
PIANO TRIENNALE PO FSE 2007- EURO 40.253.101,98
2013- (DAL 01/10/2010 AL
30/09/2011) AVVISO PUBBLICO N. 1
DEL 09/02/2010
PIANO TRIENNALE PAR FAS 2007- EURO 28.623.800,88
2013- (ELETTO A MISURA PO FSE
2007-2013)-
(DAL 01/10/2010 AL 30/09/2011)
AVVISO PUBBLICO N. 2 DEL
09/02/2010)
N.B.: Sul punto relativo alle entità delle risorse impegnate per
gli Sportelli multifunzionali, la Commissione ha proceduto a
verificare autonomamente l'ammontare degli stanziamenti all'uopo
previsti bilancio regionale.
Spese per il funzionamento degli Sportelli multifunzionali negli
anni considerati
Anno Stanziamento Stanziamento attuale
iniziale
2005 50.000.000,00 49.185.000,00
2006 52.000.000,00 52.000.000,00
2007 57.500.000,00 58.979.660,60
2008 62.500.000,00 62.908.626,29
2009 52.708.000,00 59.829.089,49
2010 19.900.000,00 51.405.473,17
B) Modalita' di finanziamento degli enti
L'Amministrazione specifica che l'ammissione a finanziamento
degli enti di formazione nell'ambito dei piani dei Servizi
formativi è vincolata alla partecipazione ad apposito Avviso
pubblico, secondo le modalità che vengono indicate nello stesso.
Agli avvisi possono partecipare i soggetti che hanno i requisiti
previsti dai medesimi bandi. Per alcune annualità è intervenuto
il legislatore regionale, che con legge ha prorogato i progetti
di Sportelli multifunzionali.
Piano dei Servizi formativi 2005
-Circolare assessoriale n. 7/03/FP del 26 giugno 2003,
pubblicata nella GURS n. 30 del 4 luglio 2003, concernente
Direttive per la programmazione e gestione del PROF - Piano
regionale dell'offerta formativa ex legge regionale 24/1976 e
successive modifiche ed integrazioni per il periodo 2004-2006;
-Nota n. 2353 del 18 giugno 2004 del Dipartimento regionale
Formazione professionale, con cui vengono indicate le direttive
per la presentazione dei progetti a valere del PROF 2005.
Piano dei Servizi formativi 2006
-Avviso pubblico n. 59/IV/Ag del 24 giugno 2005 fornisce le
direttive per la programmazione e presentazione dei progetti
Servizi formativi a valere del PROF 2006.
Piano dei Servizi formativi 2007
-Avviso pubblico n. 74/IV/Ag del 4 agosto 2006 fornisce le
direttive per la programmazione e presentazione dei progetti
Servizi formativi a valere del PROF 2007.
La legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2, art. 41 Disposizioni
programmatiche e finanziarie per l'anno 2007 dispone che nelle
more della riforma dei servizi per l'impiego e della formazione
professionale, al fine di assicurare i livelli occupazionali
tutelati dall'art. 2 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25
e successive modifiche ed integrazioni, e contenere la spesa, i
progetti attuativi degli sportelli multifunzionali, in essere
nell'anno 2006, nei limiti dello stanziamento di bilancio
autorizzato con legge di bilancio, sono prorogati al 31 dicembre
2007, con affidamento agli enti ed organismi convenzionati ai sensi
dell'articolo 12 della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24.
Qualora dovessero determinarsi condizioni particolari, l'Assessore
regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione è autorizzato ad apportare modifiche
o adeguamenti al piano, previa deliberazione della Commissione
regionale per l'impiego .
Piano dei Servizi formativi 2008
- La legge regionale 31 dicembre 2007, n. 27, articolo 2, comma
2 Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio
dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2007. Proroga interventi dispone che
all'articolo 41 della legge regionale 8 febbraio 2007 n. 2, le
parole 31 dicembre 2007 sono sostituite dalle parole 31
dicembre 2008 . Al relativo onere si fa fronte nei limiti degli
stanziamenti di bilancio .
Piano dei Servizi formativi 2009
-La legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25, pubblicata nella GURS
n. 60 del 31 dicembre 2008, dal titolo Interventi finanziari
urgenti per l'occupazione e lo sviluppo , all'articolo 1, comma 4
dispone che le disposizioni di cui all'articolo all'articolo 41
della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2, così come modificate
dall'articolo 2 comma 2 della legge regionale 31 dicembre 2007, n.
27, possono essere prorogate, nei limiti degli stanziamenti di
bilancio, sino al 31 marzo 2009 .
-La legge regionale 3 aprile 2009, n. 4 pubblicata nella GURS n. 15
dell'8 aprile 2009, all'articolo 1 autorizza il Governo della
Regione, a norma dell'articolo 6 della legge regionale 8 luglio
1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, ad esercitare
provvisoriamente, fino a quando non sarà approvato con legge
regionale e comunque non oltre il 30 aprile 2009, il bilancio della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2009;
-La legge regionale 3 aprile 2009, all'articolo 2 comma 1 dispone
che è consentita, sino al 30 aprile 2009, l'utilizzazione dei
soggetti di cui ai commi 1, 2, 4, 6, 7 dell'articolo 1 della legge
regionale 29 dicembre 2008, n. 25.
-La legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, pubblicata nella GURS n.
22 del 20 maggio 2009, dal titolo Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2009 all'articolo 37 comma 1 dispone che al
fine di consentire la tempestiva attivazione degli investimenti
previsti nel Piano attuativo regionale (PAR) della Regione
siciliana 2007-2013 , è autorizzata, sino al 31 dicembre 2009,
l'utilizzazione dei soggetti di cui ai commi 1, 2, 4, 5 , 6, 7
dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25.
Piano dei Servizi formativi 2010 fino al 30 settembre 2010
-La legge regionale 13/2009, all'articolo 1, comma 4 dispone che
Nelle more dell'affidamento mediante procedure di evidenza
pubblica dei servizi di cui all'articolo 12 della legge regionale
26 novembre 2000, n. 24, l'Agenzia regionale per l'impiego,
l'orientamento, i servizi e le attività formative è autorizzata a
prorogare al 31 marzo 2010 i progetti attuativi degli Sportelli
multifunzionali di cui all'articolo 41 della legge regionale 8
febbraio 2007, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni .
- La legge regionale 1 aprile 2010 n. 8, pubblicata nella GURS n.
15 del 1 aprile 2010, dal titolo Proroga dell'esercizio
provvisorio del bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
2010 e delle misure occupazionali di cui alla legge regionale 29
dicembre all'articolo 2 comma 1 dispone che E' autorizzata, sino
al 30 aprile 2010, l'utilizzazione dei soggetti di cui ai commi
1,2,4,5 e 6 dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 2009,
n. 13 .
- La legge regionale 12 maggio 2010 n. 11, pubblicata nel
supplemento ordinario n. 1 alla GURS n. 23 del 14 maggio 2010
recante Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010
all'articolo 51 comma 7 dispone che E' altresì autorizzata al
massimo fino al 30 giugno 2010 l'utilizzazione dei soggetti di cui
all'articolo 1, comma 4, della medesima legge regionale 13/2009 .
- La legge regionale 7 luglio 2010, n. 15, pubblicata nella GURS
n. 31 del 9 luglio 2010, dal titolo Proroga dell'utilizzazione dei
soggetti impiegati nei progetti attuativi degli Sportelli
multifunzionali , dispone all'articolo 1 comma 1 la proroga al
massimo fino al 31 luglio 2010 dell'utilizzazione dei soggetti di
cui all'articolo 1, comma 4, della legge regionale 29 dicembre
2009, n. 13.
- La legge regionale 17 agosto 2010, n. 19, pubblicata nella GURS
n. 40 del 10 settembre 2010, recante Norme in materia di Sportelli
multifunzionali e interventi finanziari per corsi di formazione
professionale , all'articolo 1 comma 4 dispone la proroga al
massimo fino al 30 settembre 2010 dell'utilizzazione dei soggetti
di cui all'articolo 1, comma 4, della legge regionale 29 dicembre
2009, n. 13.
Dal 1 ottobre ad oggi
-Avviso pubblico n. 1 del 9 febbraio 2010 - per la chiamata di
progetti per l'attuazione di un sistema regionale integrato di
misure di politiche attive del lavoro da destinare ai soggetti di
cui al decreto legislativo 297/2002 per azioni di promozione
all'inserimento nel mondo del lavoro dei lavoratori svantaggiati e
dei lavoratori colpiti dalla crisi economica.
- Avviso pubblico n. 2 del 9 febbraio 2010 - PAR-FAS 2007-2013-
Linea d'azione 1.1. Azioni di orientamento al lavoro rivolto ai
giovani al termine del percorso scolastico - Orientamento al lavoro
sportelli Scuola/Lavoro (eletto a misura PO FSE 2007-2013)
C) Modalità di accreditamento e procedure di immissione nel settore
L'Amministrazione specifica che la competenza in materia è
stata assegnata all'Assessorato della Istruzione e della
formazione professionale ed è stata disciplinata con D.A. n. 1037
del 13 aprile 2006, pubblicato nella GURS n. 32 del 30 giugno
2006 e successive modifiche ed integrazioni.
Il sistema regionale di Accreditamento viene gestito per via
telematica dal Dipartimento regionale Istruzione e formazione
professionale attraverso apposito sito web raggiungibile da
Internet.
I soggetti interessati possono interagire con il sistema
mediante apposite procedure interattive validate
dall'Amministrazione regionale.
Il sistema, accessibile agli attori del sistema, genera
automaticamente un report, che viene pubblicato sul web,
aggiornato periodicamente, dal quale è possibile verificare lo
stato dell'accreditamento di ogni ente.
D) Distribuzione territoriale degli Sportelli.
Tipolog AG CL CT EN ME PA RG SR TP Tot
ia .
S.M.
S.M. 10 10 26 9 15 35 7 10 25 147
Lavoro
S.M. 12 6 26 7 13 31 6 8 11 105
Scuola
Totale 22 16 52 16 28 66 13 18 36 252
E)Numero di addetti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e
determinato
L'Agenzia per l'impiego ha trasmesso la seguente tabella,
contenente la distinzione tra personale a tempo determinato ed
indeterminato, nonché personale con contratti atipici (co.co.pro.,
contratti occasionali, prestazione professionale, ecc., in
relazione agli Sportelli multifunzionali).
TABELLA PERSONALE PRESENTE NEL SISTEMA DEGLI SPORTELLI
MULTIFUNZIONALI LAVORO/SCUOLA (Avvisi pubblici nrr. 1 e 2 del 9
febbraio 2010-sintesi)
Tipologia Numero
contrattuale operatori
Tempo 1385
indeterminato
Tempo 70
determinato
CO.CO.PRO. 60
Prestazione 8
professionale
Contratto 15
occasionale
Nessuna 3
indicazione
contrattuale
3. LE AUDIZIONI CON I SINDACATI E I RAPPRESENTANTI DEGLI ENTI DI
FORMAZIONE E CON I VERTICI DELL'AMINISTRAZIONE REGIONALE
La Commissione speciale, su impulso del suo Presidente, ha svolto
una serie di audizioni con i soggetti direttamente impegnati nel
settore della formazione ossia, da una parte, i rappresentanti
delle associazioni degli enti di formazione e dei sindacati, e
dall'altra i vertici dell'Amministrazione regionale preposta al
settore, da cui sono emerse interessanti valutazioni sulle
principali problematiche del settore. Si riportano di seguito le
posizioni espresse dalle due parti in merito alle singole tematiche
oggetto di indagine:
I) IL NUMERO DEGLI ADDETTI:
A) Il punto di vista dell'Amministrazione.
L'Amministrazione parte da un'analisi dei dati contenuti nella
documentazione consegnata alla Commissione, da cui si evince che
quanto è stato realizzato e finanziato in materia di formazione
presenta in Sicilia dei numeri particolarmente elevati, eccezionali
nel panorama nazionale. Il numero dei soggetti a contratto nella
Regione rappresenta il 46% del totale nazionale. La peculiarità
della Sicilia è l'elevata quantità di personale a tempo
indeterminato, con danno per l'elasticità del sistema, che risulta
poco efficiente e troppo oneroso.
Il numero eccessivo di addetti rappresenta la prima contraddizione
che caratterizza il mondo della formazione in Sicilia, in quanto si
pone in contrasto con il carattere dinamico che dovrebbe
contraddistinguere l'attività della formazione, la quale necessita
di continui adattamenti, tra cui la creazione di figure di docenti
sempre nuove.
Sussiste nel sistema una sproporzione del numero di lavoratori
amministrativi rispetto ai docenti.
Si è cercato di porre un blocco alle assunzioni a tempo
indeterminato, ma i blocchi sono facilmente aggirabili .
L'Amministrazione ammette che fino al 2008 non esistevano regole
che prevedessero un controllo da parte dell'Assessorato e solo dal
2008 si è iniziato a porre argini. Preannuncia la pubblicazioni di
uno studio da cui risulta che le impennate nelle assunzioni
coincidono con i periodi elettorali..
Fino alla entrata in vigore della legge regionale n. 23 del 2002
esisteva un principio sancito dalla Commissione regionale per la
formazione professionale, i cui compiti erano poi passati alla CRI,
che stabiliva per il personale della formazione professionale un
rapporto docenti-amministrativi di due a uno.
Tali limiti vennero meno per effetto dell'art. 39 della suddetta
legge 23/2002 che introdusse il meccanismo, previsto dal Fondo
sociale europeo, basato sul finanziamento del progetto, per effetto
del quale si procedeva alle assunzioni di persone senza che
l'Amministrazione fosse tenuta a verificare chi fossero e quali
funzioni svolgessero. Il venir meno di tale limiti può aver
contribuito a determinare la sproporzione tra personale docente ed
amministrativo.
Tale comportamento dell'Amministrazione era stato avallato da un
parere del CGA, suffragato anche da un parere dell'Ufficio
legislativo e legale, in cui si affermava l'estraneità
dell'Amministrazione rispetto ai rapporti che il sistema della
formazione instaurava con i terzi.
In generale, l'Amministrazione ritiene che l'eccessivo numero
degli addetti sia stato determinato da un quadro normativo
complessivo che non consentiva un adeguato controllo. In questo
contesto anche l'azione sindacale volta a garantire i livelli
occupazionali ed a promuovere contratti a tempo indeterminato ha
favorito l'incremento del personale del settore.
Sottolinea che talvolta gli enti non procedevano immediatamente
all'assunzione a tempo indeterminato, ma iniziavano dei rapporti
Co.Co.PRO che venivano prorogati di tre mesi in tre mesi e
dovevano poi procedere all'assunzione a seguito di pronunce del
giudice del lavoro.
Ricorda pure che il numero di ore attribuito ad ogni ente era in
rapporto al carico di personale. Anche l'eccessivo aumento del
personale amministrativo viene spiegato con la mancanza di
effettivi controlli e si fa presente che nel 2010 si è cercato di
porre rimedio istituendo l'Albo allo scopo di monitorare e
riportare il rapporto all'interno del personale al 40% di
amministrativi e 60% di docenti, anche se si ammette che tale
obiettivo non è ancora stato raggiunto, nonché introducendo il
blocco delle assunzione . La Commissione chiede come mai venissero
riconosciute integrazioni economiche a diversi enti e perché,
essendo applicate le norme del Fondo sociale europeo, non venissero
operate le previste verifiche.
L'Amministrazione riconosce che in forza del combinato disposto
dell'art. 39 della legge n. 23 del 2002 e dell'art. 9 della legge
regionale n. 24 del 1976, nonché di una delibera della CRI che
autorizzava tutto ciò, venivano applicate le norme del Fondo
sociale europeo e nella rendicontazione si chiedeva l'integrazione
per il personale a tempo indeterminato , senza che venisse operata
una significativa verifica da parte della stessa Amministrazione.
Fa presente che oggi è stato adottato un parametro unico,
sostenendo che ciò non comporterà conseguenze sugli enti e sulla
mobilità del personale, e che nel complesso la spesa rimarrà
uguale. Auspica che si possa realizzare una mobilità del personale,
nel senso che alcuni enti possano assorbire l'esubero strutturale
di altri.
Esclude che possano determinarsi nuovi ingressi in quanto gli
enti devono attingere alla lista di mobilità per procedere a nuove
assunzioni.
Informa la Commissione che c'è un accordo per riequilibrare il
rapporto docenti-amministrativi mediante una riqualificazione del
personale.
B) Il punto di vista degli enti e delle organizzazioni sindacali
I rappresentanti degli enti di formazione riconoscono che dal 2004
ad oggi il numero dei lavoratori impegnati nella formazione
professionale è cresciuto in misura esponenziale, e in misura
anomala rispetto al panorama nazionale. Anche sulla distribuzione
funzionale di tali operatori vi sono distorsioni. Il 45% di questi
lavoratori sono amministrativi e il 55% formatori (anche se questi
dati risultano diversificati nei singoli enti di formazione). In
Sicilia il personale è soprattutto a tempo indeterminato, con
aggravio di costi per la Regione.
I rappresentanti dell'ASSOFOR, associazione che raggruppa una
cinquantina di enti di recente formazione, ascrivono ai loro enti
il merito di avere adottato una linea di maggiore flessibilità
nella scelta del personale docente, che viene selezionato di volta
in volta tra esterni sulla base delle esigenze del mercato.
Ammettono di avere un organico composto prevalentemente da
amministrativi e non considerano una anomalia tale prevalenza di
personale amministrativo, in considerazione del fatto che le
attività della formazione professionale richiedono lo svolgimento
di molteplici compiti di natura amministrativa. Sottolineano che
comunque anche le scelte del personale amministrativo sono state
fatte in maniera oculata e che il loro trattamento è conforme a
quanto previsto dalla normativa nazionale.
I rappresentanti degli enti pongono in risalto il problema della
messa in mobilità del personale, che risulta ancora regolata dalla
circolare n. 10 del 1994, ma la cui rilevante entità (si tratta di
migliaia di dipendenti) richiederebbe a loro avviso un intervento
legislativo. Ritengono che tale mobilità sia dovuta essenzialmente
a tre fattori: la riduzione del finanziamento al settanta per cento
delle ore, il parametro unico di 135 euro l'ora che ha determinato
minori risorse per gli enti, il definanziamento di alcuni enti
(come CEFOP, Fondazione C.A.S., Sicilform). Ricordano che la legge
n. 10 del 2011 prevede un Albo unico ad esaurimento degli operatori
della formazione professionale e ritengono che tale impostazione
sia condivisibile, ma che l'Amministrazione non abbia le risorse
umane per gestire sul piano organizzativo la mobilità.
Osservano che l'unica soluzione che viene proposta è la
riallocazione del personale in esubero verso enti che hanno vuoti
in organico, ma che questa consentirà di riassorbire solo una
minima parte del personale.
Viene rilevata l'importanza del limite del 31 dicembre 2008
stabilito per le assunzioni di personale.
Particolare attenzione è stata dedicata dalla Commissione
all'ascolto di alcuni enti che, alla luce dei dati forniti
dall'Amministrazione, evidenziano un esubero di personale
amministrativo rispetto al personale docente. Sono stati in
particolare convocati gli enti che, per le loro dimensioni,
risultano i più rappresentativi tra quelli che presentano tale
anomalia.
Di seguito si riportano le dichiarazioni dei rappresentanti degli
enti ascoltati:
Il rappresentante dell'ARAM ricorda che l'ente nasce nel 2002,
che le loro assunzioni si sono fermate nel 2006 e che il loro
personale è sempre stato a tempo indeterminato. Fa presente che in
passato non era un obbligo mantenere un certo rapporto tra
personale amministrativo e docente.
Osserva che nel 2006 vi è stato un aumento delle ore di attività e
un abbassamento del parametro, che da allora è sempre diminuito
negli anni successivi.
Rileva che nel 2007 le ore finanziate aumentano ulteriormente ed
il personale amministrativo cresce, come anche docenti e tutor, ed
evidenzia che nel 2007 comincia un problema di insufficienza del
finanziamento a fronte di un aumento di ore, in parte risolto con
un'integrazione di finanziamento successiva e con l'utilizzazione
del progetto CORAP. In proposito la Commissione ha accertato che il
detto progetto era servito finanziare gli esuberi di alcuni enti
che si erano determinati a seguito di assunzioni effettuate in
assenza di autorizzazione e di effettive esigenze formative.
Quest'ultimo copre il problema del costo del personale
amministrativo anche nel 2008, mentre nel 2009 si ha
un'integrazione del finanziamento. Evidenzia che nel 2010 il
parametro scende ancora, con problemi di esubero del personale
amministrativo.
Ricorda che nel 2011 l'ARAM ha avviato una procedura di mobilità
per un certo numero (99) di dipendenti, poi trasformato in Cassa
integrazione in seguito alla legge regionale sul Fondo di garanzia.
Spiega che il problema dell'aumento di personale amministrativo
nasce dall'abbassamento repentino del parametro nel 2006, e che
dare l'autorizzazione era esclusivo compito dell'Assessorato.
Il rappresentante ANCOL rileva che il suo ente fino al 2007 non
ha avuto problemi finanziari e che questi sono nati nel 2008
perché è uno dei pochi enti che si occupano di obbligo formativo.
Osserva che i problemi sono nati dopo il passaggio della
competenza sull'obbligo formativo all'Assessorato dell'Istruzione,
e in particolare a seguito dell'abbassamento del parametro nel 2008
e nel 2009, e a seguito della diminuizione delle ore conseguente
all'obbligo di accorpamento dei corsi.
Conferma i dati che risultano dalla documentazione fornita
dall'Amministrazione e riconosce che c'è sempre stata una
sproporzione tra amministrativi e docenti.
Ricorda di aver aperto sedi anche in comuni decentrati e che
questo rendeva poco opportuno ricorrere all'assunzione di personale
docente per cui si faceva piuttosto ricorso a personale docente
esterno.
Dichiara di aver preferito procedere all'assunzione a tempo
indeterminato, sia a tempo pieno che part -time.
Precisa che i docenti sono a tempo pieno, ma ce ne sono anche a
progetto; ammette di aver utilizzato personale dell'obbligo
formativo.
Lamenta di non aver ricevuto le somme necessarie per pagare tutti
gli stipendi del personale e per procedere alla rendicontazione del
2010 e ricorda di aver subìto negli ultimi anni numerose ispezioni
da cui il suo ente è sempre risultato in regola.
Il rappresentante dell' ente EUREKA informa che il suo è un ente
giovane, nato nel 2007 raccogliendo l'attività di un ente
precedente.
In riferimento alla sproporzione tra docenti ed amministrativi,
osserva che essa è dovuta ad una strutturazione dell'ente nuova
rispetto agli schemi della legge '24, ed all'intento di adeguare
l'offerta formativa al mercato, da cui nasce l'esigenza di creare
una struttura di staff di supporto all'attività didattica e di
preferire una struttura snella dal punto di vista didattico.
Afferma che l'ente preferisce fare ricorso a personale docente
esterno, assunto mediante contratto occasionale ed a progetto in
base alle diverse esigenze, citando in proposito alcuni esempi.
Osserva che se avessero assunto personale docente a tempo
indeterminato non avrebbero potuto pretendere competenze così
varie.
Sostiene che l'Amministrazione non ha mai dato vincoli precisi in
proposito.
La rappresentante dell'ente CIRPE, dopo aver ricordato che il suo
ente è nato negli anni '70, precisa che l'Amministrazione chiedeva
il rapporto tra docenti ed amministrativi in termini di spesa
complessiva per ciascuna delle due categorie.
Fa notare che il suo ente ha scelto di acquisire nel proprio
organico soggetti forniti di competenze amministrative e docenti
dotati di competenze di base, utilizzabili in modo trasversale, ma
di lasciare un margine di flessibilità per le attività che
richiedono competenze specialistiche, per i quali si ricorre ad
esperti assunti in modo occasionale con partita IVA, e a volte
tramite CO.CO.PRO..
Fornisce i dati relativi al personale nelle tre sedi dell'ente, e
conclude che da questi dati non si evince un esubero di
amministrativi rispetto ai docenti, ribadendo che la maggior parte
di questi ultimi sono assunti a progetto.
La Commissione, premessa la validità del sistema di reclutamento
tramite contratto, cui si ricorre oggi anche ai massimi livelli,
chiede tuttavia come si giustifichi una quantità così elevata di
amministrativi e sospetta che ciò sia effetto di un diverso tipo di
pressioni, ed abbia condotto al reclutamento di professionalità
inutili, contribuendo alla crisi del sistema della formazione.
Osserva che questo criterio è stato poi tradotto in una continuità
di rapporto di lavoro, nato dalla stabilizzazione di personale a
progetto. Chiede se sia giustificato un numero così elevato di
soggetti a progetto che potrebbero poi aspirare ad una
stabilizzazione. Ricorda che in passato non si poteva procedere se
non si disponeva di un certo numero di docenti a tempo indeterminato
e che ciò era previsto dal contratto e da varie circolari.
Il rappresentante dell'ANCE-Sicilia afferma che il suo ente può
qualificarsi come storico , in quanto iniziò ad operare nel campo
della formazione nel 1992 per assorbire taluni enti definanziati, di
cui fu assorbito anche il personale, che era tutto di livello
elevato.
Ricorda altresì che, in seguito all'incremento del monte ore di
attività il suo ente assunse anche personale ausiliario, procedendo
sempre a tali assunzioni in modo regolare.
Evidenzia che la superiorità del personale amministrativo ha avuto
inizio da quando si è passati al sistema del Fondo sociale europeo,
imputando tale sproporzione al fatto che dal 2003 non è stata più in
vigore la norma che richiedeva una pari percentuale di personale
docente e personale amministrativo.
Sottolinea che la necessità di assumere nuovo personale nacque anche
in seguito al passaggio di parte dei dipendenti al sistema degli
Sportelli multi-funzionali.
In merito al reclutamento del personale docente, rileva che il suo
ente ha proceduto a trasferire personale amministrativo alla docenza,
avviando a tal fine un percorso di riqualificazione dei dipendenti.
Fa presente che l'ANCE ha attinto dalla Cassa integrazione per il
reclutamento di personale di varie qualifiche, ma per il reclutamento
dei docenti ha dovuto ricorrere in taluni casi all'utilizzazione di
esterni.
Lamenta che il personale degli enti storici viene messo in
mobilità, avvantaggiando gli enti nuovi , che lo assorbono. Ma
allorché si tratta di personale amministrativo, gli enti nuovi non
sono sempre disposti ad assumerlo. Auspica l'istituzione di un Albo.
Osserva che gli enti nuovi assumono il personale a contratto e a
progetto pagando troppo i docenti perché devono utilizzare i maggiori
finanziamenti di cui dispongono.
Individua il principale problema nel parametro di finanziamento, che
fa sì che aumentando la tariffa oraria si spende altrettanto
utilizzando meno personale. In tal modo, a fronte di un finanziamento
maggiore rispetto ad anni passati, si registra un numero minore di
dipendenti occupati, ed un incremento dei lavoratori posti in Cassa
integrazione. Lamenta l'insufficienza dei Fondi stanziati per
finanziare quest'ultima.
B) LE MODALITA' DI ACCREDITAMENTO E LE PROCEDURE DI IMMISSIONE NEL
SETTORE.
A) Il punto di vista degli enti e delle organizzazioni
sindacali
In passato il sistema era aperto ai soli enti senza fini di lucro,
ma oggi il sistema si è aperto anche ad altri soggetti (SRL,
scuole, ecc.). I rappresentanti degli enti della formazione
sollecitano una revisione delle procedure di accreditamento, che
non si basi solo su requisiti formali. Inoltre richiedono, come
anche i sindacati, che possano svolgere attività di formazione,
alternativamente, o esclusivamente soggetti che siano in grado di
patrimonializzare la gestione, o esclusivamente soggetti che
vadano avanti con finanziamenti pubblici.
Emerge preoccupazione nei confronti dell'ingresso di società di
capitali nel mondo della formazione. Si teme che l'introduzione di
bandi pubblici possa danneggiare gli attuali enti operatori, che
riconoscono di non essere in grado di reggere il peso della
concorrenza.
In una nota scritta consegnata dal rappresentante dell'ANFE-
Sicilia si osserva che a partire dall'anno 2003 si è preteso,
sulla base del comma 1 della legge 23 dicembre 2002, n. 23, di
aprire la gestione dei corsi finanziati dalla Regione anche alle
società di capitali, che hanno per loro natura come scopo il lucro
e il profitto. Tali nuovi enti profit hanno operato soltanto con
personale atipico e quindi privo di garanzie contrattuali,
tutelate in Sicilia anche da leggi regionali .
Qualche rappresentante di enti di formazione riconosce che in
passato il sistema di accreditamento era basato su una
autorizzazione da parte dell'Amministrazione, la quale veniva
concessa solo a seguito di una verifica del rispetto di alcuni
parametri indicatori di efficienza , ma questo oggi non accade più.
Viene consentito agli enti di accreditarsi senza fornire i dati che
consentirebbero di verificare la qualità del servizio svolto.
Anche oggi in sede di verifica ai fini dell'accreditamento
vengono chiesti una serie di dati, soprattutto in relazione alla
quantità di allievi, che però vengono auto-certificati, salvo poi
essere accertati dai commissari inviati per fare gli esami.
B) Il punto di vista dell'Amministrazione
L'Amministrazione denuncia, quale seconda contraddizione nel mondo
della formazione professionale, la sussistenza di un mercato
chiuso. Ricorda che ben 268 enti sono accreditati ai fini del PROF,
e lamenta che i soggetti che operano nel settore, avendo la
sicurezza del finanziamento, non sono incentivati a migliorare, e
che ciò determina situazioni di rendita.
L'Amministrazione preannuncia che una società di AUDIT controllerà
tutti i sistemi di accreditamento.
Essa riferisce, in merito alle procedure di accreditamento, che la
Regione siciliana ha recepito tout court la normativa nazionale
del 2006 senza suddivisione per aree né per tipologia di corsi.
Ritiene necessario costruire un sistema di manutenzione
dell'accreditamento basato sulla dimostrazione, da parte degli
enti, di continuare a possedere i requisiti richiesti per
l'accreditamento.
Sul punto relativo all'accreditamento, la Commissione ha reputato
interessante verificare quanto stabilito in alcune leggi di altre
Regioni:
L'articolo 75 della legge della Regione Liguria 11 maggio 2009, n.
18 Sistema educativo regionale di istruzione, formazione e
orientamento disciplina l' accreditamento regionale definendolo
come il riconoscimento del possesso dei requisiti qualitativi
essenziali di competenze, di risorse strutturali e strumentali, di
processo e di risultati, indispensabili per realizzare le attività
formative nel territorio regionale finanziate con risorse
pubbliche ; deferisce quindi alla Giunta regionale il compito di
stabilire criteri e requisiti per l'accreditamento degli organismi
che erogano la formazione professionale (requisiti la cui verifica
è effettuata dalla stessa Giunta, la quale provvede anche
all'accertamento della loro permanenza nel tempo), anche tenuto
conto delle intese assunte a livello nazionale, nonché
l'approvazione di norme specifiche di accreditamento, nel rispetto
dei livelli essenziali di prestazioni stabiliti dallo Stato .
La legge della Regione Toscana n. 32 del 26 luglio 2002 Testo
unico della normativa della Regione Toscana in materia di
educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e
lavoro (articolo 32) deferisce ad apposito regolamento di
esecuzione da adottarsi da parte della Regione, sentiti gli
organismi rappresentativi degli enti locali e delle parti sociali,
attuando le procedure di concertazione con i soggetti istituzionali
e con i soggetti economici e sociali, il compito di definire le
regole generali del sistema integrato disciplinato dalla presente
legge , tra cui quelle attinenti alla regolamentazione ed al
controllo del sistema al regime di accreditamento, al regime di
autorizzazione, al sistema di accertamento delle competenze e di
rilascio delle relative attestazioni formali . Per quanto attiene
in particolare alla formazione professionale, la legge prevede che
il regolamento regionale definisca in particolare : a) le norme di
gestione e rendicontazione degli interventi formativi che fruiscono
di contributi pubblici; b) gli standard di qualità dell'offerta
formativa attraverso la disciplina: 1) dell'accreditamento, del
monitoraggio e della verifica dell'offerta formativa; 2) della
certificazione dei percorsi e delle competenze conseguite
dall'utenza; 3) dei profili e delle competenze degli operatori
della formazione; 4) del potenziamento dei sistemi informativi e
telematici per la gestione del sistema; 5) della semplificazione
delle procedure di programmazione e gestione; 6) dello sviluppo e
l'innovazione dei modelli formativi e delle modalità di erogazione
dell'offerta.
La legge della Regione Lombardia 6 agosto 2007, n. 19 Norme sul
sistema educativo di istruzione e formazione della Regione
Lombardia (pubblicata nel B.U. Lombardia 6 agosto 2007, n. 32,
S.O. 9 agosto 2007, n. 1) istituisce (articolo 25) un Albo dei
soggetti accreditati per l'erogazione dei servizi di interesse
generale di istruzione e formazione professionale . L'articolo 26
della stessa legge stabilisce poi modalità e criteri per
l'accreditamento , deferendo alla Giunta regionale la precisa
definizione dei necessari requisiti, con particolare riferimento
a: a) un sistema certificato per la gestione della qualità; b)
indici specifici di efficienza ed efficacia; c) adeguata dotazione
logistica e gestionale; d) affidabilità economico-finanziaria; e)
copertura assicurativa per infortuni e responsabilità civile del
personale e degli utenti; f) disponibilità di competenze
professionali; g) capacità di correlazione con il territorio; h)
non essere soggetto a procedure fallimentari o altre procedure
concorsuali. ( abbiamo ritenuto di allegare al presente lavoro il
testo integrale della legge per il suo interesse ai fini della
materia in oggetto).
C) LE MODALITA' DI FINANZIAMENTO DEGLI ENTI
A) Il punto di vista degli enti e delle organizzazioni
sindacali
Le leggi regionali in vigore (l.r. n. 24/76 art. 5, l.r. n. 27/91
art. 17, l.r. n. 25/93 artt. 2 e 7, l.r. n. 23/2002 art. 39)
dispongono che l'Assessore competente provveda entro il 30 novembre
(art. 34 della l.r. 5/11/2004 n. 15) all'approvazione del Piano
formativo per l'anno successivo e che entro 90 giorni venga erogato
agli enti gestori il 90% della spesa per il personale, che ha
diritto alla corresponsione del trattamento giuridico ed economico
previsto dal CCNL di categoria, con il saldo entro il mese di
gennaio.
Qualche rappresentante sindacale ricorda che in passato vi era un
rapporto di fiducia tra l'ente e l'Amministrazione, basato sul
controllo preventivo della spesa (metodo della c.d. sovvenzione ).
Nel 2003 l'Amministrazione sostituì il metodo della sovvenzione
con quello della c.d. convenzione . Da quel momento si verificò un
aumento esponenziale degli enti (che da 58 passarono a più di 200).
Rimandare la rendicontazione dei costi ha portato ulteriori guasti:
il budget iniziale veniva, spesso, superato per un asserito aumento
dei costi , soprattutto dovuto alla crescita l costo del personale
a tempo indeterminato.
In effetti, anche qualche rappresentante di ente focalizza
l'attenzione sulla rendicontazione del personale, ricordando che in
passato si procedeva prima all'assunzione e poi
all'autorizzazione alla spesa e osservando che la rendicontazione a
monte ha rappresentato un ulteriore ostacolo alle imprese che
volevano essere snelle.
Qualche altro rappresentante sindacale lamenta differenze nel
finanziamento degli enti e la mancata attuazione dell'Accordo del
29 settembre 2009 con il Presidente della Regione e il persistere
di parametri diversificati.
Al contrario, in una nota scritta presentata dal rappresentante di
un ente storico , l'ANFE-Sicilia, si assume una posizione
favorevole all'adozione di un parametro diversificato. In
particolare si osserva che la Regione per limitarsi a
sovvenzionare esclusivamente i costi reali ed effettivi del
personale, cui è tenuta per legge, è stata costretta negli anni a
scegliere una parametratura finanziaria diversa per gli enti
storici , presenti da decenni nel settore e, conseguentemente, con
la stragrande maggioranza del personale anziano e quindi più
costoso dal punto di vista economico, sia per gli scatti di
anzianità che per le qualifiche professionali, di livello
superiore). Diversa parametratura finanziaria è stata invece
predisposta per i nuovi enti i quali, avendo personale più giovane,
si trovano a poter pagare stipendi più leggeri , non gravati da
scatti di anzianità, da livelli professionali più elevati o
quant'altro . Di conseguenza, nella stessa nota di stigmatizzano le
più recenti deliberazioni dell'Assessorato regionale della
formazione professionale e della Giunta regionale che tendono ad
istituire un parametro unico del personale della formazione
professionale.
Il decreto assessoriale del 6 maggio 2011 n. 1168 e il Decreto del
Dirigente generale del 17 maggio 2011 n. 2117 stabiliscono che il
PROF 2011 debba essere finanziato per il 70% delle ore; il Decreto
assessoriale del 28 dicembre 2010 n. 5146 ha individuato il
consolidamento delle ore e del finanziamento per il PROF 2011.
I rappresentanti dell'UIL Scuola, in una nota scritta consegnata
alla Commissione, lamentano che in seguito all'introduzione delle
cosiddette regole europee la spesa per la formazione ha subìto
un'impennata ed è divenuta incontrollabile. A supporto di tale
affermazione fanno notare che nel 2002 PROF e Sportelli
multifunzionali messi assieme costavano circa 222 milioni di euro,
mentre nel 2008 il solo PROF è costato 265 milioni di euro.
B) Il punto di vista dell'Amministrazione
L'Amministrazione denuncia una ulteriore contraddizione nel
settore, che nasce dalla natura giuridica degli enti di formazione,
configurati come enti no-profit che vengono agevolati dal punto di
vista del bilancio e delle procedure contabili, in contrasto con
l'entità reale della loro attività e delle ingenti somme loro
destinate (circa trecento milioni di euro). Ciò impedisce una serie
di controlli da parte dell'Amministrazione, e rende tali enti non
responsabili della gestione del loro patrimonio, consentendo loro
di tenere una contabilità assai semplificata rispetto a quella cui
è tenuta una società per azioni, e talvolta di effettuare
operazioni discutibili.
Considera come ultima contraddizione la applicazione di un
parametro differenziato tra enti, anche a parità di funzioni e di
attività, e rileva che le ragioni di tale discrasia appaiono non
supportate da criteri oggettivi. Afferma di mirare, come
Amministrazione, alla istituzione di un parametro unico, che
ritiene necessario anche se qualcuno potrà perderci.
L'Amministrazione affronta quindi il problema dell'intervento
sulle integrazioni, rilevando che ogni anno sulla spesa del PROF
gli enti accertavano una certa cifra, ma alla fine dichiaravano di
avere speso di più e, previa verifica, ottenevano l'integrazione.
Ciò comportava l'inconveniente dell'impossibilità di stabilire
preventivamente il budget della spesa.
Osserva che spesso la verifica non era trasparente, e che si
determinavano squilibri tra gli enti che ottenevano l'integrazione
e quelli che non la ottenevano.
Ricorda che nel 2010 la Corte dei conti intervenne a dire che non
si possono elargire integrazioni, e denunciò l'Assessorato. Il
ragionamento della Corte era il seguente: tu, impresa, devi
effettuare una valutazione dei costi del progetto, mettendo in
conto un possibile incremento di spesa.
L'Amministrazione osserva che la sovrastima dei costi viene
effettuata per pagare i lavoratori e che l'impresa scarica sui
lavoratori le spese sostenute.
Lamenta che oggi la Regione incontra qualche difficoltà a
recuperare risorse in quanto la Corte dei Conti ha vietato le
compensazioni tra crediti della Regione e degli enti, e vi sono
difficoltà ad aggredire i conti correnti dormienti degli enti.
D'altra parte, oggi le norme europee consentono norme di controllo
un po' più rigide.
Considera eccessiva la quantità del finanziamento a carico della
Regione e nota che l'unica Regione che spende di più è la
Lombardia, ove peraltro le risorse sono meglio utilizzate.
Osserva che il sistema di erogazione delle risorse si basa oggi
sul c.d. consolidato , per cui conta molto quello che in gergo si
definisce lo storico , ossia la quantità di spesa che si è
costruita nel tempo. Spesso la domanda è generata dall'offerta.
Ammette che è difficile per un sistema così strutturato e
sproporzionato, con gli enti che sovraccaricano i sistemi di
rendicontazione, riconoscere tutti i costi veri.
Si intende lavorare ad un passaggio dal sistema dei costi reali
al sistema dei costi standard . L'ente deve sapere di poter
contare su una certa misura di finanziamento; ciò potrebbe dare
elasticità al sistema e consentire di considerare costi diversi per
tipologie di attività diverse.
Nel meccanismo dei bandi occorre contemperare il principio della
libera concorrenza con quello della qualità dell'offerta formativa
in un determinato territorio.
Appare indispensabile dare attuazione al Fondo di garanzia, che
consente di intervenire in situazioni evidenti di esubero dando
maggiore garanzia sia agli enti che al personale, e che tutto ciò
vada ripensato entro la normativa nazionale, anche per ciò che
riguarda gli oneri contributivi.
Il Dipartimento regionale del lavoro ricorda che l'art. 39 della
legge regionale n. 23 del 2002 introdusse il meccanismo, previsto
dal Fondo sociale europeo, basato sul finanziamento del progetto,
per effetto del quale si procedeva alle assunzioni di persone senza
che l'Amministrazione fosse tenuta a verificare chi fossero e quali
funzioni svolgessero.
Tale comportamento dell'Amministrazione era stato avallato da un
parere del CGA, suffragato anche da un parere dell'Ufficio
legislativo e legale, in cui si affermava l'estraneità
dell'Amministrazione rispetto ai rapporti che il sistema della
formazione instaurava con i terzi.
Sul punto a Commissione ha rilevato che tuttavia, persistendo il
sistema delle integrazioni, si generava una contraddizione tra il
meccanismo di finanziamento previsto dal Fondo sociale europeo, che
apparentemente tendeva alla liberalizzazione del sistema, in quanto
la Regione rinunciava al proprio potere di controllo e di
autorizzazione, e il persistere della richiesta di integrazione di
finanziamento da parte degli enti. Ciò faceva sì che teoricamente
si era passati a finanziare i progetti, ma di fatto non era così.
L'Amministrazione ricorda che allora il parametro ora-costo non
era stato ancora introdotto; solo successivamente furono
introdotti i parametri e questi erano differenziati, anche se in
seguito ad una delibera relativa al Piano 2008 per il personale si
era cercato di standardizzare questo costo stabilendo un tetto
massimo per il parametro. Fa presente che dal 2006 è stato
adottato un parametro unico, la cui misura è stata determinata
sulla base della considerazione del parametro medio .
Ricorda che nel 2006 si ebbe l'unico caso di finanziamento
coperto, cioè corrispondente a quanto stanziato in bilancio.
D)LE QUANTITA' DI ABBANDONI E DI SUCCESSO FORMATIVO
1) Il punto di vista dell'Amministrazione
L'Amministrazione si sofferma sui dati contenuti nella
documentazione relativi al tasso di abbandono, che emerge dal
confronto tra il numero di iscritti iniziali e il numero di quanti
raggiungono la qualifica, che risultano attestati tra il 27% e il
31%. Ritiene che tali dati siano significativi ma non vadano
sopravvalutati, anche tenuto conto dei livelli spesso assai bassi
dell'utenza, che sovente non è particolarmente motivata. Ma
riconosce che è un dato forse più alto che altrove, e che questo
forse è determinato dalla scelta della nostra Regione di finanziare
i corsi e non gli allievi, come invece si fa altrove, e che
certamente vi sono degli spechi contro i quali bisogna cercare dei
correttivi.
E) GLI SPORTELLI MULTIFUNZIONALI: IL PUNTO DI VISTA
DELL'AMMINISTRAZIONE
L'Amministrazione manifesta la consapevolezza che una parte della
formazione rimane nella competenza del suo Assessorato, e in
particolare gli Sportelli multifunzionali.
Esprime soddisfazione in merito ad una Convenzione siglata nel
novembre scorso con le parti sociali e gli enti per mettere a
regime il sistema degli Sportelli. Elogia in proposito il senso di
responsabilità dei dirigenti della Agenzia e ricorda che
l'operazione è stata chiusa con un esubero di 8.000 dipendenti in
virtù della disponibilità dei lavoratori e dell'intesa raggiunta.
Ritiene che gli Sportelli richiedano molteplici interventi, ad
esempio con riguardo alla loro distribuzione territoriale, e che
occorra elevare la qualità del servizio e sfruttare le occasioni.
Considera opportuno istituire uno Sportello per segnalare le
opportunità di lavoro occasionale, che risulterebbe particolarmente
utile agli immigrati, evitando che questi possano essere oggetto di
sfruttamento.
Dichiara che in futuro il sistema funzionerà con finanziamenti del
Fondo sociale europeo, che però non prevede retribuibilità, ponendo
così un problema di tutela dei lavoratori. Afferma di avere
sensibilizzato la dottoressa Di Liberti sul problema. Ritiene in
proposito che alcune voci potrebbero trovare copertura nel Fondo,
ma di altre potrebbe farsi carico la Regione.
4. ALCUNE CONSIDERAZIONI DELLA CORTE DEI CONTI (tratte dalle
requisitorie del Procuratore generale relative agli esercizi
finanziari 2007 e 2008, nonché dal rendiconto generale relativo
all'esercizio finanziario 2010)
La Commissione ha proceduto ad acquisire le requisitorie del
Procuratore generale della Corte dei conti relative agli anni presi
in considerazione.
Particolare attenzione è stata dedicata al settore della
formazione professionale nelle requisitorie del Procuratore
generale della Corte dei conti relative agli esercizi finanziari
2007 e 2008. Facciamo presente che in quegli anni la competenza in
materia, per quanto riguarda le autorizzazioni, i pagamenti ed i
controlli, spettava all'Assessorato regionale del Lavoro tramite il
Dipartimento della formazione professionale. Ricordiamo che con
D.P. n. 12/2009 il Dipartimento della formazione professionale è
confluito nell'ambito dell'Assessorato regionale dell'Istruzione e
della formazione professionale, ed è stato accorpato al
Dipartimento per l'Istruzione; è così sorto un unico Dipartimento
dell'istruzione e della formazione professionale.
Come evidenziato nella requisitoria relativa al 2007, a fronte
degli ingenti stanziamenti destinati alla formazione, non risulta
che l'Amministrazione effettui specifiche e mirate ricerche per
valutare preventivamente le esigenze del mercato del lavoro e la
probabilità di inserimento dei giovani una volta concluso il
corso nè risultano elaborati i dati che, a posteriori, a corso
concluso, consentano di verificare, a distanza di uno o più anni,
il raggiungimento effettivo degli obiettivi previsti e, quindi ,
non si conosce il numero effettivo degli studenti che risultano
aver trasformato la loro esperienza formativa in esperienza in
esperienza lavorativa coerente col corso frequentato .
Aggiunge la Corte dei conti: i controlli sono poco utili dal
momento che hanno carattere formale e documentale con la
conseguenza che non si riescono a prevenire, né a reprimere, se non
per via giudiziaria, eventuali frodi o irregolarità quali quelle
segnalate dalla Sezione di controllo della Corte dei conti per la
Regione siciliana con deliberazione n. 7/2008 . Ed ancora: gli
iscritti ai corsi, a parte i piccoli rimborsi o le modeste borse di
studio percepite durante la frequenza, conseguono, al superamento
del corso, non un diploma ma un attestato di qualifica che non
sembra poter garantire uno sbocco occupazionale, come dimostrano i
dati sulla disoccupazione reale in Sicilia .
La Corte concludeva osservando che nella situazione attuale, i
corsi di formazione giovano più ai soggetti organizzatori che non a
chi li frequenta .
A conclusione dell'anno successivo, la Corte procedeva a
raffrontare i risultati relativi all'esercizio 2007 con quelli
relativi al 2008, ricavandone i seguenti dati: Nel 2007,
risultavano finanziati 519 progetti, nel corso del 2008 sono stati
autorizzati 891 progetti, con un incremento di oltre il 71%. Di
detti progetti, 473 sono stati finanziati con fondi statali, 31 con
fondi dell'Unione europea e 387 con fondi della Regione siciliana.
Nel 2007, a fronte di 519 progetti, furono avviati 3.069 corsi,
cui risultarono iscritti 46.035 studenti.
Nel 2008 risultano attivati 2.514 corsi con 31.918 iscritti.
Nel 2008 sono stati effettuati pagamenti per complessive
362.896.566,99 euro, nel 2007 i pagamenti erano ammontati a
302.945.780,48 euro.
La Corte ribadisce quindi quanto osservato nel corso dell'anno
precedente, ossia la mancanza di controlli amministrativi diretti a
valutare preventivamente le esigenze del mercato del lavoro e la
probabilità di inserimento dei giovani, sottolineando come invece
l'indagine di mercato dovrebbe essere non solo preliminare, ma
condizionante al fine di rilasciare i relativi nulla osta al
finanziamento dei progetti proposti.
La Corte sottolineava che dei 2.324 iscritti ai 141 corsi
risultavano avere completato il percorso formativo solo 1.641
allievi, di cui solo 196 risultavano avere ottenuto un lavoro in
mansioni definite coerenti . In altre parole, circa il 30% degli
allievi si ritira prima della fine del corso, per cui in definitiva
a ciascun corso partecipano in media appena 11,6 discenti. Dei
predetti pochi frequentanti, in media solo uno studente e mezzo per
corso ottiene un lavoro spendendo la qualifica conseguita
attraverso il corso di formazione.
Se si considera, però, che ciascun corso costa in media 108 mila
euro, ne discende che ciascun frequentante costa ai contribuenti
9.391,00 euro.
A tutto ciò si aggiunge, osservava infine la Corte, che non si sa
con quali criteri e attraverso quali selezioni vengono reclutati i
docenti dei corsi a garanzia della loro professionalità.
Nel rendiconto generale relativo all'anno 2010 la Corte dei conti
richiama, ancora una volta, l'attenzione del Governo regionale
sull'esigenza di intraprendere le opportune iniziative utili a
fronteggiare il rischio di possibili futuri notevoli incrementi dei
costi per il personale facendo riferimento, tra l'altro, agli oneri
relativi alle retribuzioni in favore del personale in servizio
presso gli enti di formazione.
5. LE CONCLUSIONI DELLA COMMISSIONE:
Conclusivamente, dal complesso dell'attività svolta dalla
Commissione emerge un quadro estremamente critico della situazione
del comparto.
Le attuali gravi difficoltà della formazione (ricorso massiccio
alla Cassa Integrazione, crisi CESOP, sofferenza di numerosi Enti)
nonostante gli interventi positivi assunti, nell'attuale
legislatura dal Governo e dall'ARS -blocco delle assunzioni al
31/12/2008 ed utilizzazioni delle risorse FSE per l'attività degli
sportelli multifunzionali e del PROF - confermano la necessità di
ulteriori misure che riformino profondamente il settore e ne
assicurano una gestione trasparente ed efficiente al fine di
garantirne il futuro nell'interesse degli operatori, ma soprattutto
dei cittadini.
La normativa di riferimento nel settore, la legge regionale 6
marzo 1976, n. 24 Addestramento professionale dei lavoratori , che
pure delinea un impianto complessivamente apprezzabile, richiede
consistenti revisioni ed aggiornamenti, al fine di realizzare un
sistema più moderno e competitivo, che valorizzi la qualità, il
merito, l'efficienza della gestione.
Si sintetizzano qui le conclusioni della Commissione sui singoli
punti all'oggetto della sua indagine.
Il primo dato che è emerso dai lavori svolti, e sul quale
concordano sia i rappresentanti degli enti di formazione che
l'Amministrazione, è quello relativo all'ingente numero dei
soggetti occupati nel settore, che rappresenta addirittura il 46%
del totale nazionale. La peculiarità della Sicilia, come è stato
rilevato nel corso delle audizioni, è la rilevante quantità di
personale con contratto a tempo indeterminato, con danno per
l'elasticità del sistema, ed il conseguente appesantimento della
struttura. E' significativo, in questo contesto, che non si sia
pensato alla utilizzazione di contratti a tempo determinato,
rinnovabili con procedure trasparenti in ragione delle esigenze
formative, come è avvenuto nel comparto della pubblica istruzione.
Dai lavori della Commissione è emerso che molti guasti sono
iniziati con una norma (l'articolo 39) contenuta nella legge
regionale 23 dicembre 2002, n. 23, che prevede l'applicazione nel
settore della formazione del sistema del Fondo sociale europeo e la
salvaguardia del personale. Ciò fu interpretato come un
allargamento della platea dei soggetti operanti nel settore, e
diede luogo ad un ampliamento del personale, tanto più che non vi
erano vincoli all'assunzione.
Dai dati acquisiti dalla Commissione si rileva che soprattutto
negli anni compresi tra il 2000 e il 2008 le assunzioni effettuate
nel settore della formazione hanno registrato un notevole
incremento (rappresentando il 60% del totale delle assunzioni
effettuate), registrando il massimo livello nel periodo compreso
tra il 2006 ed il 2008. E' interessante notare che, mentre sino al
biennio 2002-2003 il numero di assunzioni di docenti e di
amministrativi risultava pressoché equivalente, nel corso degli
anni seguenti, sino al 2006, si è soprattutto accresciuta la
percentuale di dipendenti con funzioni amministrative.
La Commissione si è soffermata anche sulla circostanza che poco
prima del 2004 buona parte del personale della formazione venne
selezionato per essere trasferito, con qualifiche varie, presso gli
Sportelli multifunzionali, che nacquero come strumento di
monitoraggio e di politiche attive del lavoro. Ciò determinò una
riduzione del personale della formazione, che fece in un primo
tempo pensare che si potesse pervenire ad un alleggerimento del
carico di personale a tempo indeterminato impegnato nel settore.
Invece le norme all'epoca vigenti furono utilizzate per procedere a
nuove assunzioni, con il risultato che, non solo si procedette a
sostituire il personale che era stato destinato agli Sportelli, ma
dopo breve tempo il numero complessivo degli addetti alla
formazione risultò superiore a quello precedente all'introduzione
degli stessi Sportelli.
Uno dei principali problemi appare quello del reclutamento del
personale. La scelta del personale ed il relativo impiego sono
stati, formalmente, totale appannaggio degli enti di formazione, i
quali hanno spesso applicato criteri non oggettivi, anche per la
mancanza di regole chiare e vincolanti.
La Commissione ritiene che l'impiego delle risorse umane vada
inquadrato nel nuovo contesto, tenendo conto delle modifiche
ordinamentali intervenute nel campo del sistema scuola/formazione.
Andrebbero definiti criteri di reclutamento oggettivi e
trasparenti, nei quali si tenga conto dei titoli posseduti e delle
professionalità acquisite, tanto più se si considera che gli enti
della formazione vivono ed utilizzano risorse economiche derivate.
E' interessante notare che da alcuni studi effettuati
dall'Amministrazione risulta, in relazione al titolo di studio del
personale docente, che si tratta nel 59% circa dei casi di
personale con diploma di scuola media superiore e nel 34% dei casi
di persone con il diploma di laurea. Si rileva all'interno del
corpo docente un numero sia pur assai ridotto di personale con il
titolo di studio di diploma di scuola media inferiore o addirittura
di licenza elementare.
Dal lavoro svolto dalla Commissione, è altresì emersa la necessità
di rivedere i criteri di accreditamento degli enti, onde evitare il
proliferare incontrollato degli enti di formazione. Appare inoltre
necessario, per gli stessi enti accreditati, monitorare il
mantenimento dei requisiti nel tempo, escludendo dal sistema gli
enti non in regola. Il degrado del sistema della formazione è
dipeso anche da un sistema di accreditamento che ha consentito
l'ingresso di soggetti privi di strutture adeguate, di esperienza
e di professionalità misurabili. Il sistema di accreditamento è
ancora oggi aperto a tutti, in quanto a tutti possono essere
rilasciati accreditamenti provvisori che permettono la
partecipazione ai bandi e l'erogazione dei finanziamenti regionali
senza un minimo di verifica ispettiva, causando un accrescimento
esponenziale del numero di enti provvisoriamente accreditati.
Alla luce dell'intesa del 20 marzo 2008 tra il Ministero del
lavoro e previdenza sociale, il Ministero della Pubblica
Istruzione, il Ministero dell'Università e della ricerca, le
Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano) il sistema
di accreditamento della Regione Sicilia necessita di un
aggiornamento di linee guida e di direttive, per adeguarsi alle
nuove normative e alle raccomandazioni europee sul tema
dell'accreditamento. L'accreditamento dovrebbe essere subordinato
alla verifica di una serie di requisiti, tra cui anzitutto
l'idoneità delle sedi operative, di locali e di attrezzature.
In ordine al problema del finanziamento degli enti di formazione,
la Commissione ha preso atto dei dati forniti dall'Amministrazione,
da cui risultano ingenti cifre stanziate nel settore, e condivide
quanto riferito dalla stessa Amministrazione, la quale considera
eccessiva la quantità del finanziamento a carico della Regione .
Le audizioni svolte hanno evidenziato, in particolare, gli
inconvenienti derivanti dal meccanismo di finanziamento basato
sulle c.d. integrazioni , ossia su saldi di finanziamento concessi
dall'Amministrazione agli enti di formazione in relazione alle
maggiori spese che essi dichiarino di avere effettuato nel corso
di ciascun anno formativo rispetto a quelle originariamente
preventivate. Tale meccanismo ha fatto sì, che ogni anno sulla
spesa del PROF gli enti accertavano una certa cifra, ma alla fine
dichiaravano di avere speso di più e, previa verifica, ottenevano
l'integrazione. Ciò comportava l'inconveniente dell'impossibilità
di stabilire preventivamente il budget della spesa, con la
conseguenza che spesso la verifica non era trasparente.
Particolarmente dibattuto è apparso il problema del parametro di
finanziamento.
Dal 2006 l'Amministrazione sta procedendo ad adottare un
parametro unico, la cui misura è stata determinata sulla base del
calcolo del parametro medio. L'Amministrazione considera una
contraddizione la applicazione di un parametro differenziato tra
enti, anche a parità di funzioni e di attività, e rileva che le
ragioni di tale discrasia non hanno un fondamento oggettivo.
Contrari all'adozione di un parametro unico si sono invece
dichiarati gli enti di più antica costituzione (i c.d. enti
storici ) i quali hanno sostenuto l'introduzione del parametro
unico può favorire gli enti che utilizzano una limitata quantità di
personale.
L'Amministrazione ha fornito alla Commissione dati relativi alla
diversificazione del parametro tra i vari enti di formazione. Da
tali dati è emerso un quadro estremamente disomogeneo,
caratterizzato da notevoli differenze tra i diversi enti e da una
significativa forbice nel parametro ora-corso, che va da 73,94 a
152,43. E' lecito ipotizzare che entro tale contesto possano
nascondersi eventuali discrezionalità ed irregolarità.
Relativamente alla percentuale di successi formativi e di
abbandoni, dai dati forniti dall'Amministrazione, che emergono dal
confronto tra il numero di iscritti iniziali e il numero di quanti
raggiungono la qualifica, si evince che negli anni considerati il
tasso medio di successo formativo sarebbe stato all'incirca del
70%, mentre la percentuale di abbandoni si sarebbe attestata tra il
27% e il 31%.
L'Amministrazione ritiene che tali dati siano significativi ma non
vadano sopravvalutati, anche tenuto conto dei livelli spesso assai
bassi dell'utenza, che sovente non è particolarmente motivata. Ma
riconosce che forse vi sono degli spechi contro i quali bisogna
cercare dei correttivi.
Quanto, infine, alla distribuzione territoriale dei corsi, dai
dati acquisiti dalla Commissione risulta che tale distribuzione non
appare proporzionata rispetto alla consistenza demografica delle
diverse province, né rispetto al tasso di disoccupazione delle aree
considerate.
Complessivamente, il quadro che emerge dalla valutazione e dal
lavoro svolto dalla Commissione di indagine e di studio conferma i
giudizi negativi sulla gestione del settore espressi da parte della
stampa, in ambito parlamentare e soprattutto, per la rilevanza
istituzionale, dalla Corte dei Conti.
E' stato costruito un sistema fondato sulla crescita esponenziale
della spesa pubblica, e prescindere dalle esigenze effettive
dell'utenza della qualità del servizio erogato.
Secondo la Commissione, i dati più significativi sono
rappresentati :
1) dall'aumento della spesa destinata all'intero comparto
(Formazione Professionale, Sportelli multifunzionali, OIF) che
attualmente si attesta intorno alla cifra di 400 milioni di euro,
senza considerare le risorse comunitarie destinate negli anni a
finanziarie progetti di formazione.
2) dal numero degli addetti con contratto a tempo indeterminato
che raggiunge nel 2008, relativamente al PROF, la ragguardevole
cifra di 7227 operatori e, relativamente agli Sportelli
multifunzionali, la cifra di 1385 addetti, ai quali vanno sommati
gli operatori dell'Obbligo formativo2, senza trascurare le
assunzioni a tempo indeterminato operate negli anni successivi,
ancorché non autorizzate dall'Amministrazione, ed i rapporti di
lavoro a tempo determinato o a progetto.
3) Dalla quantità degli Enti che operano nel settore (di cui 230
impegnati nel PROF) frutto anche di un sistema di accreditamento
lacunoso, ancorché provvisorio , e sostanzialmente funzionale
all'allargamento della platea.
4) Dal sistema di finanziamento degli Enti che, attraverso il
metodo delle integrazioni , la differenziazione del parametro ora-
corso, ed il costante e forse voluto ritardo nella
rendicontazione, ha concorso all'incremento della spesa annuale ed
è tuttora fonte di possibili contenzioso con l'Amministrazione.
5) Dal reclutamento del personale che, formalmente in capo agli
Enti e fondato su regole e filtri, facilmente aggirabili, ha
consentito continue incursioni di settori della burocrazia e
della politica sia a livello regionale sia livello periferico.
6) Dall'assoluta mancanza di verifiche sull'esito formativo, non
solo riguardo ai successi formativi ed agli abbandoni, che pure
segnalano evidenti criticità, ma soprattutto in rapporto agli
ingressi nel mercato del lavoro.
In sostanza si può affermare che il sistema appare costituito
sulla crescita esponenziale della spesa pubblica, indirizzato a
creare posti di lavoro, a prescindere dalle esigenze effettive del
mercato del lavoro e della qualità dei servizi erogati.
In questo preoccupante contesto, caratterizzato dalla vicenda
fallimentare di uno degli enti più importanti, il CE.FO.P.,
rischiano di essere vanificate le esperienze positive di buona
gestione poste in atto da vari enti che hanno invece svolto le
proprie attività formative con impegno ed efficienza.
Il trasferimento della spesa sul Fondo Sociale Europeo deciso dal
Governo Regionale, se salva il bilancio della Regione da un
carico divenuto insostenibile, non elimina gli elementi di forte
criticità tuttora presenti nel sistema, come dimostra la crisi del
CE.FO.P., uno dei maggiori enti di formazione operanti nella nostra
Regione.
Perciò l'Amministrazione deve attuare i propositi di riforma
prospettati, per rendere più moderno ed efficiente il sistema, per
migliorare la qualità dell'offerta formativa in connessione con le
esigenze del mercato del lavoro. Assieme agli Enti ed ai sindacati
dei lavoratori deve affrontare i nodi costituiti dall'eccessivo
carico di personale a tempo indeterminato e della rigidità del
sistema. Interventi di questo tipo appaiono ancora più urgenti alla
luce delle novità introdotte nel sistema pensionistico, e restano,
comunque necessarie, per evitare conseguenze gravi sul piano
sociale in un contesto regionale, nazionale ed europeo che non
prevede una fase di espansione della spesa pubblica e sollecita un
uso più attento della spesa sociale.
Alla luce di quanto emerso nel corso dei propri lavori, la
Commissione propone pertanto all'Assemblea regionale di promuovere
le iniziative legislative utili a riformare il sistema della
formazione e di esercitare con attenzione i compiti di indirizzo e
di controllo necessari per sollecitare una gestione rigorosa e
trasparente di un settore importante dal punto di vista economico e
sociale.
1 La legge nazionale conserva una serie di rilevanti attribuzioni
in materia. Risultano in particolare attribuite allo Stato: la
definizione generale del sistema educativo di istruzione e
formazione, delle sue articolazioni cicliche e delle sue finalità
ultime; la regolamentazione dell'accesso al sistema ed i termini
del diritto-dovere alla sua fruizione; la previsione generale del
contenuto dei programmi delle varie fasi e dei vari cicli del
sistema e del nucleo essenziale dei piani di studio scolastici per
la quota nazionale ; la previsione e la regolamentazione delle
prove che consentono il passaggio ai diversi cicli; la definizione
degli standards minimi formativi, richiesti per la spendibilità
nazionale dei titoli professionali conseguiti all'esito dei
percorsi formativi, nonché per il passaggio ai percorsi scolastici;
la definizione generale dei percorsi tra istruzione e formazione
che realizzano diversi profili, educativi, culturali e
professionali (cui conseguono diversi titoli e qualifiche
riconoscibili sul piano nazionale) e la possibilità di passare da
un percorso all'altro; la valutazione periodica degli apprendimenti
e del comportamento degli studenti del sistema educativo di
istruzione e formazione , attribuito agli insegnanti della stessa
istituzione scolastica; i principi della valutazione complessiva
del lavoro; il modello di alternanza scuola-lavoro, al fine di
acquisire competenze spendibili anche nel mercato del lavoro; i
principi di formazione degli insegnanti) .
2 L'Amministrazione ha chiesto agli enti che operano nell'OIF di
fornire i dati relativi agli addetti impegnati in tale ambito e
non inseriti nel PROF. Non essendo tali dati pervenuti in tempo
utile, non è stato possibile inserirli in questa sede.