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Resoconto d'Aula della Seduta n. 317 di martedì 31 gennaio 2012
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   FERRARA,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli onorevoli  D'Agostino,  Scammacca,
  Minardo, Cristaudo, Apprendi, Vinciullo, Di Guardo e Raia  sono  in
  congedo  per oggi; l'onorevole Bonomo è in congedo per oggi  e  per
  domani.

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore Infrastrutture e Mobilità

   N. 1731 - Messa in sicurezza e ripristino regolare della viabilità
  sull'autostrada A19 Palermo-Catania.
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  1759  -  Riapertura della strada 'Polizzi Generosa -  Portella
  Colla' (PA), chiusa da sei anni.
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  1769 - Notizie sui lavori di completamento della struttura  di
  base per la pratica del nuoto a Lampedusa.

   Firmatario: Di Benedetto Giacomo

   N.  1858  - Notizie sulla soppressione del collegamento  di  linea
  Floresta-Messina.
   Firmatario: Corona Roberto

   N.  1895  -  Chiarimenti sulla vicenda riguardante la società  New
  Port s.p.a., che gestisce lo scalo marittimo di Palermo.
   Firmatario: Caputo Salvino

   - da parte dell'Assessore Territorio e Ambiente

   N. 2275 - Notizie in merito all'esclusione dei progetti presentati
  dagli  enti  gestori  delle  riserve  naturali  orientate  'Macchia
  Foresta   del  fiume  Irmino'  e  'Pino  D'Aleppo',  presenti   nel
  territorio  ragusano, dal piano di ripartizione delle  risorse  per
  gli  interventi di sistemazione e manutenzione delle aree  protette
  siciliane da affidare alla Biosphera s.p.a.
   Firmatario: Incardona Carmelo

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Disciplina in materia di protezione dei lavoratori  dai  rischi
  derivanti dall'esposizione all'amianto. (n. 846)
   di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Federico  il
  26 gennaio 2012.

   -   Modifica  di  norme  a  semplificazione  delle  procedure  per
  concessione  contributi  per interessi su finanziamenti  bancari  e
  delle società di leasing in Sicilia. (n. 847)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Marinello,
  Cracolici,   Oddo,   Apprendi,  Di  Guardo,   Donegani,   Marziano,
  Panarello, Panepinto, Raia e Speziale il 30 gennaio 2012.

   -  Limite  ai  trattamenti economici dei dirigenti generali  della
  Regione Sicilia. (n. 848)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli onorevoli  Falcone,
  Pogliese, Buzzanca, Caputo e Vinciullo il 30 gennaio 2012.

   - Interventi a favore delle piccole e medie imprese. (n. 849)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Minardo  il
  30 gennaio 2012.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
                 di legge alle competenti Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati  alle
  commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Introduzione  del   voto  confermativo'  per  l'elezione   del
  Presidente  della  Regione. Modifiche all'articolo  3  della  legge
  regionale 20 marzo 1951, n. 29. (n. 845)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  25  gennaio  2012  e
  inviato il 26 gennaio 2012.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Norme per la riduzione del costo dei carburanti per autotrazione
  in Sicilia. (n. 844)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  25  gennaio  2012  e
  inviato il 26 gennaio 2012.
   parere IV E UE.

                 Comunicazione di richieste di pareri

   PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
  alle commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Centro  per  la  formazione permanente  e  l'aggiornamento  del
  personale  del Servizio sanitario della Regione siciliana (CEFPAS).
  Designazione componente del collegio dei revisori. (n. 200/I).
   pervenuto  in  data 25 gennaio 2012 e inviato in data  26  gennaio
  2012.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Piano regionale di propaganda turistica. (n. 201/I).
   pervenuto  in  data 25 gennaio 2012 e inviato in data  26  gennaio
  2012.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Commissione  legislativa   Attività
  produttive'  (III),  nella seduta n. 240 del 24  gennaio  2012,  ha
  approvato  la  risoluzione  Azioni da adottare per fronteggiare  la
  gravissima crisi del settore della pesca e il disagio sociale delle
  famiglie degli addetti al comparto (n. 23/III).

   Comunicazione di trasmissione di proposte di legge costituzionale

   PRESIDENTE. Comunico che il Ministro per gli affari regionali,  il
  turismo  e lo sport, dottor Piero Gnudi, con lettera trasmessa  con
  nota  prot.  n.  138/11 del 24 gennaio 2012 del  Commissario  dello
  Stato  della  Regione,  pervenuta  in  data  25  gennaio  2012,  ha
  trasmesso,  ai  sensi dell'articolo 41 ter, comma 3 dello  Statuto,
  le  proposte  di legge costituzionale n. A.S. 2962 e A.S.  2976  di
  iniziativa parlamentare, concernenti modifiche dello Statuto  della
  Regione in materia di riduzione del numero dei deputati regionali.

   Gli  stessi  sono stati inviati alla I Commissione legislativa  in
  data 26 gennaio 2012.

    Comunicazione di deliberazione da parte della Giunta regionale

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della Giunta
  regionale n. 5 del 12 gennaio 2012 relativa a:  Deliberazione della
  Giunta  regionale  n.  363  del 14 dicembre  2011.  Rettifica  Asse
  d'imputazione .

   Copia  della stessa  è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2379  -  Iniziative  per l'erogazione di  quanto  dovuto  alle
  aziende agricole assegnatarie di risorse comunitarie.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: Marrocco Livio

   N.  2380 - Iniziative atte a contrastare la soppressione dei treni
  notturni da e per la Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Marrocco Livio

   N.  2385  -  Notizie  circa  le  politiche  regionali  d'indirizzo
  sull'ente Fiera di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari: Firmatario: Romano Fortunato; Rinaldi Francesco

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2377  -  Chiarimenti  sul  'modus  operandi'  dell'Assessorato
  Infrastrutture e Mobilità in materia di servizi pubblici locali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N. 2378 - Chiarimenti sulla riduzione di programmi di esercizio  a
  danno delle aziende che gestiscono servizi di trasporto su gomma.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.  2381 - Interventi per finanziare lavori di restauro del teatro
  Politeama di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N.   2382  -  Chiarimenti  in  merito  al  furto  di  computer   e
  documentazione presso l'ufficio urbanistica del Comune di  Bagheria
  (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N.  2383 - Provvedimenti urgenti per garantire il pagamento  degli
  stipendi ai dipendenti della Fiera del Mediterraneo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N. 2384 - Interventi per la riapertura del teatro Santa Cecilia di
  Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N.  2386  -  Notizie  in  ordine  all'avviso  pubblico  n.  8  del
  29/05/2009  per  la  formulazione di interventi  formativi  per  lo
  sviluppo dei saperi e delle competenze.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Scoma Francesco
   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che è stata presentata, in data  26  gennaio
  2012,  la mozione numero 333  Misure urgenti in favore dei  livelli
  occupazionali  dell'IPOSAS,  già censita  nell'ambito  dell'indotto
  FIAT  di  Termini Imerese (PA) , degli onorevoli Caputo,  Pogliese,
  Buzzanca, Falcone e Vinciullo.

   Avverto  che la mozione testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

        Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 603

   PRESIDENTE.  Comunico che, in esito all'ordine del giorno  n.  603
   Iniziative per la rapida attuazione delle procedure amministrative
  previste  dalla  l.r.  n. 24 del 2010 in materia  di  utilizzazione
  stabile   di   personale  altamente  qualificato  nelle   pubbliche
  amministrazioni.', approvato dall'Assemblea nella seduta n. 305 del
  14 dicembre 2011, l'Assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica, con nota prot. n. 10340 del 20 gennaio 2012, pervenuta il
  26  gennaio  successivo  e protocollata al  n.  866/Aulapg  del  30
  gennaio 2012, ha rappresentato che le questioni poste dall'atto  di
  indirizzo politico sono state attentamente valutate, ma che in atto
  sussistono  difficoltà di attuazione delle disposizioni richiamate,
  come specificato dal Dipartimento regionale della Funzione pubblica
  con  nota  prot. n. 9547 del 19 gennaio u.s., trasmessa in allegato
  alla nota assessoriale citata.

   Il  testo  della suddetta nota con l'annesso allegato è reperibile
  nell'apposita  banca  dati  del sito web  dell'Assemblea  regionale
  siciliana:  www.ars.sicilia.it.

   L'Assemblea ne prende atto.

       Indirizzo di saluto agli allievi del corso di formazione
   Formazione Sicura', società cooperativa sociale onlus - Fenice di
                                Palermo

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, porgo un indirizzo di saluto  agli
  allievi  del  corso  di  formazione   Formazione  Sicura',  società
  cooperativa sociale onlus - felice di Palermo.

       Comunicazione di determinazioni da parte del Consiglio di
                              Presidenza

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico  che   il  Consiglio  di
  Presidenza  ha approvato, nella seduta n. 37 del 21 dicembre  2011,
  una deliberazione riguardante le ritenute dalla diaria nel caso  di
  assenze  dai lavori dell'Assemblea e delle Commissioni parlamentari
  permanenti, compreso il Comitato per la qualità della legislazione.
   Com'è  noto, da diverse legislature si applicano trattenute  nelle
  giornate  di  assenza  dai  lavori d'Aula.  L'estensione,  con  gli
  opportuni  adattamenti,  di  tale  disciplina  alle  sedute   delle
  Commissioni permanenti e del suddetto Comitato si è resa necessaria
  a  seguito  del recepimento dell'analoga disposizione adottata  dal
  Consiglio di Presidenza del Senato della Repubblica, in ossequio  a
  quanto  previsto dal decreto-legge 13 agosto 2011 n. 138 - articolo
  13  comma  2, lettera b) - che prevede per le Camere di  correlare
  il  trattamento  economico  al tasso di partecipazione  di  ciascun
  parlamentare  ai  lavori  delle Assemblee,  delle  Giunte  e  delle
  Commissioni .
   Analogamente prevede il successivo art. 14, comma 1, lett. d,  per
  i consigli regionali.
   Lo  stesso Regolamento interno dell'Assemblea prevede, del  resto,
  all'articolo 160 quater, che il Consiglio di Presidenza  disciplini
  l'erogazione  della  diaria in funzione  della  partecipazione  dei
  deputati ai lavori d'Aula e di Commissione.
   Rinviando  al relativo decreto del Presidente dell'ARS per  quanto
  concerne il contenuto delle innovazioni introdotte, in questa  sede
  desidero anticipare che:
   1)    per  quanto  riguarda  le  assenze  dai  lavori  d'Aula,  si
  sottolinea che nessuna assenza sarà più giustificata e che  ciascun
  deputato   avrà  la  facoltà  di  fruire,  senza  incorrere   nella
  detrazione,   di  sole  due  assenze  al  mese.  Faranno  eccezione
  esclusivamente le assenze per ricovero ospedaliero ovvero per gravi
  motivi  di  salute, da documentare e da sottoporre alla valutazione
  del Presidente dell'Assemblea;
   2)  la disposizione di cui all'articolo 84 del Regolamento interno
  il   congedo non costituisce assenza  va reinterpretata  alla  luce
  delle  citate  disposizioni legislative nazionali  e  regionali  in
  combinato disposto con la  previsione di cui al citato articolo 160
  quater  Regolamento interno nel senso che essa  vale  solamente  ai
  fini  parlamentari: di conseguenza, in questi casi sarà operata  la
  relativa trattenuta;
   3) nei casi di assenza dei deputati dalle sedute delle Commissioni
  permanenti, compreso il Comitato per la qualità della legislazione,
  sarà  ritenuto agli assenti un importo pari ad un trentesimo  della
  componente  variabile della diaria mensile per  ogni  giornata.  La
  ritenuta sarà operata soltanto nei casi di assenza dalle sedute  di
  Commissione in cui si svolgono votazioni su testi legislativi o  su
  ogni  altro  atto  iscritto all'ordine del  giorno.  Anche  per  le
  Commissioni si applicano le giustificazioni e le esenzioni previste
  per le assenze dai lavori d'Aula;
   4)  nel  caso  di sostituzione in Commissione di un  deputato,  su
  designazione del Gruppo di appartenenza, per una singola  seduta  o
  per  un determinato disegno di legge, sarà considerato presente  il
  deputato che partecipi ai lavori di una Commissione in sostituzione
  di un collega, ai sensi dell'art. 62 ter del Regolamento interno;
   5)  se un deputato è componente di più Commissioni permanenti, ove
  le stesse si riuniscano nella medesima giornata, la presenza in una
  di esse giustifica l'assenza presso le altre, indipendentemente dal
  fatto  che  nella  seduta in cui il deputato  risulta  presente  si
  svolgano  votazioni. L'assenza è giustificata anche se il deputato,
  in  quanto componente di Commissioni speciali e d'indagine, risulti
  presente  nella  stessa  giornata  alle  sedute  di  queste  ultime
  Commissioni;
   6)  la  presenza del deputato sarà rilevata attraverso apposizione
  della  propria firma su un apposito foglio delle firme  predisposto
  dall'Ufficio  di  ciascuna Commissione.  È  consentito  apporre  la
  propria  firma  dal  momento di apertura dei lavori  da  parte  del
  Presidente della Commissione. Al termine di ogni seduta  il  foglio
  delle  firme  sarà  sottoscritto dal Presidente di  seduta  che  ne
  assume la responsabilità;
   7)  la  presenza del deputato attestata dal foglio di firma  della
  Commissione ha rilevanza esclusivamente a fini amministrativi e non
  assume alcun rilievo ai fini parlamentari e del computo in caso  di
  votazioni.
   Le  superiori  disposizioni entreranno in vigore, rispettivamente,
  l'1     febbraio  2012 per le sedute d'Aula e,  previo  periodo  di
  sperimentazione, e l'1 marzo 2012 per le sedute di Commissione.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


       Discussione sulle comunicazioni del Governo circa l'esito
   dell'incontro del Presidente della Regione con il Presidente del
      Consiglio dei Ministri sulla crisi dell'economia siciliana

    PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
  Discussione   sulle   comunicazioni  del  Governo   circa   l'esito
  dell'incontro  del Presidente della Regione con il  Presidente  del
  Consiglio dei Ministri sulla crisi dell'economia siciliana.
   Onorevoli  colleghi,  la  Presidenza  aveva  concordato   con   il
  Presidente della Regione la sua presenza in Aula per lo svolgimento
  di  questo  dibattito  e,  quindi, aveva  avuto  assicurazione  dal
  Presidente  della  Regione Lombardo che sarebbe  stato,  oggi,   in
  Aula.
   E' pervenuta  una comunicazione, da parte dell'Assessore Armao, di
  non  poter essere presente a questa seduta ma senza specificare  se
  fosse stato o meno delegato da parte del Presidente della Regione.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  prima   che
  l'Assessore  si esprima sul proprio consenso o meno a rappresentare
  il Presidente Lombardo e il Governo nel dibattito, noi le chiediamo
  di non svolgerlo in assenza del Presidente Lombardo, perché è stato
  il  Capo  delegazione,  perché noi abbiamo  notizia  del  contenuto
  dell'incontro  che  è difforme, per alcuni aspetti,  o  rispetto  a
  quello  che  il  Presidente Lombardo ha comunicato  successivamente
  all'esterno  e  quindi  è opportuno e corretto  che  il  Presidente
  Lombardo  sia  presente  perché  nel confrontarci  sugli  effettivi
  contenuti  dell'incontro è bene che gli interlocutori  parlino  per
  cognizione  di causa e siano poi i titolari e i responsabili  delle
  posizioni assunte.
   E'  nostra  richiesta che il Presidente Lombardo sia  presente  in
  Aula  e che il dibattito si svolga in sua  presenza.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le preannuncio che
  il Gruppo dei Popolari Italia Domani abbandonerà l'Aula nel caso in
  cui  si dovesse svolgere il dibattito con il  convitato di pietra'.
  Noi  abbiamo la necessità di parlare, ammesso che egli abbia voglia
  di  ascoltarci,  con  il  Presidente della Regione.  Abbiamo  tante
  domande da porre al Presidente della Regione, per fortuna egli  non
  era  solo all'incontro con il Presidente del Consiglio dei Ministri
  e  quindi  fino ad un certo punto potrà raccontare verità  soltanto
  sue così come ha fatto nella scorsa seduta.
   Abbiamo  la necessità, per esempio, di comprendere in che modo  il
  Governo regionale è stato bacchettato sul mancato impegno di  tanti
  fondi  europei e non che si sono già persi e che sono  ritornati  a
  Bruxelles.
   Abbiamo  la  necessità,  quindi, di rivolgerci  al  Presidente  in
  persona, non soltanto sotto il profilo esistenziale, ma soprattutto
  sotto quello politico.
   Ciò  detto,  siccome  l'assessore Pier Carmelo  Russo,  così  come
  l'assessore  Centorrino, già per la loro presenza sostituiscono  un
  presidente  assente,  questo,  senza  voler  arrecare  offesa  agli
  assessori presenti, non può bastarci e quindi ribadisco il punto di
  vista  del  mio  Gruppo  parlamentare,  questo  dibattito  non  può
  utilmente tenersi in assenza del Presidente  Lombardo.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   nell'ultimo
  incontro  avuto in Aula per cercare di capire quello  che  è  stato
  l'incontro  che  si  è  svolto a Roma, sono state  comunicate  cose
  importanti,  che poi riflettevano il grande movimento  sociale  che
  c'è  stato  con i blocchi stradali e con le proteste  da  parte  di
  alcuni cittadini che lamentavano la indisponibilità di alcuni  enti
  a non vedersi ratificare le proprie esigenze.
   Ed  in  particolare mi preme rappresentare qui il  problema  della
  Serit,   perché  il Presidente ci ha spiegato che questo  argomento
  veniva  trattato  nel  decreto della liberalizzazione  emanato  dal
  presidente  Monti.  Sarebbe  meglio  approfondire  questa  tematica
  perché  argomento talmente importante e pesante che  ha  fortissimi
  riverberi sul territorio regionale.
   Così  come anche il Presidente Lombardo ci ha comunicato che verrà
  fatto  un  tavolo  tecnico regionale per la  defiscalizzazione  dei
  carburanti  e che per l'occasione si sarebbero riuniti  l'Assessore
  per l'agricoltura, l'Assessore per l'economia, e l'Assessore per la
  salute per cercare di capire quale poteva essere l'impostazione per
  raggiungere l'obiettivo.
   Tra  l'intervento comunicato in Aula, tra la reale aspettativa che
  c'è  sul  territorio e tra la possibilità di raggiungere  obiettivi
  che  premono i cittadini che versano in questa condizione, c'è  una
  diversa  interpretazione, io la chiamerei  diversa  interpretazione
  perché  di fatto è stato predisposto un elenco di provvedimenti  di
  cui c'è poca chiarezza.
       Per essere più chiari e per essere univoci nell'esprimersi  al
  cospetto  dei  cittadini  che vivono questa  difficoltà,  l'UDC  le
  chiede ed è importante la presenza del Presidente Lombardo.

   PRESIDENTE.  Anche  la  Presidenza, nell'accogliere  le  richieste
  avanzate, ritiene che sia indispensabile che questo dibattito  così
  importante  per  le  sorti  della nostra Regione,  si  svolga  alla
  presenza del presidente Lombardo.
   La  Presidenza aveva avuto rassicurazione, da parte del Presidente
  Lombardo,  circa  la  sua  presenza in Aula  martedì.  Non  essendo
  presente,  ovviamente,  il dibattito sarà aggiornato  a  quando  il
  Presidente Lombardo ci darà una nuova data disponibile.
   Credo che la stessa cosa valga per il secondo punto all'ordine del
  giorno che è strettamente correlato al primo, quello riguardante la
  realizzazione  del  Ponte sullo Stretto di  Messina.  Anche  qui  è
  indispensabile la presenza del Presidente della Regione.

   su indagine di studio inerente la formazione professionale

   Presidenza del vicepresidente Formica


       Discussione della relazione conclusiva della Commissione
                         parlamentare speciale
        di indagine e di studio sulla formazione professionale

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione    della   relazione   conclusiva   della   Commissione
  parlamentare  speciale  di indagine e di  studio  sulla  formazione
  professionale.
   Invito  i  componenti la Commissione a prendere posto al  relativo
  banco.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Panarello  per  svolgere  la
  relazione.

   PANARELLO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente non leggerò  il  testo
  integrale  che  è  a  disposizione  dei  colleghi.  Mi  limiterò  a
  richiamare,  intanto,  il  compito che  era  stato  assegnato  alla
  Commissione   sulla   base   dell'ordine   del   giorno   approvato
  dall'Assemblea  regionale  che  recita  in  questi   termini:    La
  Commissione  dovrà assumere tutti gli elementi utili  a  verificare
  l'entità delle risorse impegnate, a valutare eventuali inefficienze
  e   sprechi   a  partire  dalla  ricognizione  sulle  modalità   di
  finanziamento  degli  enti, sul sistema di accreditamento  e  sulle
  procedure  di  immissione  nel  settore;  sulla  quantità  di   ore
  finanziate; sulla distribuzione territoriale dei corsi  e  la  loro
  effettiva realizzazione; sul numero degli allievi e la quantità  di
  abbandono  e  di  successo  formativo; infine,  sulla  quantità  di
  addetti  -  personale  docente,  tecnico  e  amministrativo  -  con
  rapporto  di  lavoro  a  tempo  indeterminato  e  determinato   con
  particolare riferimento al periodo che va dal 2004 al 2008. .
   Va  peraltro  segnalato che, in occasione dell'insediamento  della
  Commissione  il  Presidente  dell'Assemblea,  onorevole   Francesco
  Cascio,  ha  prolungato tale periodo fino alla data di insediamento
  della Commissione e cioè al 21 giugno 2011.
   Si sono svolte numerose sedute della Commissione ma, naturalmente,
  la materia molto complessa e il periodo preso in esame molto lungo,
  ha  indotto  la Commissione, ai sensi del Regolamento, di  chiedere
  una proroga, così come previsto, di ulteriori tre mesi rispetto  al
  periodo di tempo assegnatoci.
   Il  lavoro  della Commissione ha cercato, anzitutto, di rispondere
  alla   domanda  che  veniva  posta  nell'ordine  del  giorno  sulla
  ricognizione  di  dati definitivi su tutte le  questioni  che  sono
  state  richiamate e assieme a questo di sollecitare, attraverso  le
  audizioni,  tutti i soggetti che hanno competenza nel  campo  della
  formazione   a  partire,  ovviamente,  dall'Amministrazione   della
  Regione,  a  rappresentarci il proprio punto di vista  al  fine  di
  potere  corrispondere  all'obiettivo  di  suggerire  al  Parlamento
  indicazioni per eventuali modifiche normative.
   Devo  dire  che  tutti  i soggetti interessati  hanno  cercato  di
  contribuire a descrivere i problemi che insistono nel settore,  con
  particolare riferimento all'amministrazione.
   Voglio  fare  rilevare alla Presidenza dell'Assemblea  che  avendo
  dato  un'occhiata  al  testo, a parte qualche  errore  evidente  di
  battitura,  forse  c'è  anche  qualche semplificazione  per  quanto
  riguarda  soprattutto  le opinioni attribuite  all'amministrazione.
  Sono frutto di semplificazione, ovviamente, nella parte descrittiva
  che,  in  una fase successiva, chiedo anche ai soggetti interessati
  di  confermare o meno il senso delle loro affermazioni,  di  potere
  eventualmente  modificare.  Come, per altro  verso,  anticipo  alla
  Presidenza  fin da ora che per una parte dei dati,  quelli  che  si
  riferiscono  all'obbligo formativo, avendoli noi sollecitati  nella
  parte   terminale   dei   lavori  della   Commissione,   da   parte
  dell'Amministrazione  si sta completando una ricognizione  per  cui
  questi  dati  non  sono  ancora in nostro  possesso  e  non  appena
  l'Amministrazione  li  comunicherà  chiederò  che  facciano   parte
  integrate della relazione che abbiamo approvato.
   In  conclusione,  la  valutazione  che  la  Commissione  ha  fatto
  conferma  le  preoccupazioni che più volte l'Assemblea ha  espresso
  sulla  condizione del settore della formazione ed in  qualche  modo
  conferma  la  sensibilità che il Parlamento ha avuto a  sollecitare
  una ricognizione ed una messa a punto di un settore particolarmente
  importante della nostra Regione.
   Sintetizzando,  i dati più significativi, secondo la  Commissione,
  sono  rappresentati  dall'aumento della spesa destinata  all'intero
  comparto  della  formazione. Abbiamo preso in esame  la  Formazione
  Professionale  propriamente detta, gli Sportelli multifunzionali  e
  l'obbligo  formativo che attualmente si attesta intorno alla  cifra
  di  400  milioni  di  euro  l'anno, senza  considerare  le  risorse
  comunitarie  destinate  nei  vari anni  a  finanziare  progetti  di
  formazione che non rientrano nella cosiddetta formazione ordinaria;
  dal  numero  degli addetti con contratto a tempo indeterminato  che
  raggiunge  nel 2008, relativamente al PROF, la ragguardevole  cifra
  di    7.227    operatori   e,    relativamente    agli    Sportelli
  multifunzionali, la cifra di 1.385 addetti. Forse qui  ci  sarà  un
  errore  perché mi pare che siano un po' di più, forse sono 1.835  -
  dovremo verificare anche con le tabelle che sono accluse - ai quali
  vanno sommati gli operatori dell'Obbligo formativo che non sono già
  compresi  nei  dati che ci hanno fornito per il PROF  gli  enti  di
  formazione.  Naturalmente a questi vanno aggiunti le  assunzioni  a
  tempo  indeterminato operate negli anni successivi al  31  dicembre
  2008,  ancorché non autorizzate dall'Amministrazione di cui abbiamo
  avuto  riscontro, ed i rapporti di lavoro a tempo determinato  o  a
  progetto.
   Un  altro  elemento  è costituito dalla quantità  degli  enti  che
  operano nel settore, ben 230 sono quelli impegnati nel PROF, frutto
  anche   di   un   sistema  di  accreditamento  lacunoso,   ancorché
  provvisorio,  e sostanzialmente  funzionale all'allargamento  della
  platea; dal sistema di finanziamento degli Enti che, attraverso  il
  metodo  delle integrazioni, la differenziazione del parametro  ora-
  corso,   ed   il   costante   e  forse    voluto    ritardo   nella
  rendicontazione, ha concorso all'incremento della spesa annuale  ed
  h tuttora fonte di possibili contenziosi con l'Amministrazione; dal
  reclutamento  del personale che, formalmente in capo  agli  Enti  e
  fondato   su   regole  e  filtri,  facilmente,   però,   purtroppo,
  aggirabili,  ha  consentito continue incursioni  di  settori  della
  burocrazia  e  della politica sia a livello regionale  sia  livello
  periferico;   dall'assoluta  mancanza   di   verifiche   sull'esito
  formativo,  non solo riguardo ai cosiddetti successi  formativi  ed
  agli   abbandoni,  che  pure  segnalano  evidenti   criticità,   ma
  soprattutto in rapporto agli ingressi nel mercato del lavoro.
   In  sostanza  si  può affermare che il sistema  appare  costituito
  sulla  crescita  esponenziale della spesa  pubblica  indirizzata  a
  creare  posti di lavoro a prescindere dalle esigenze effettive  del
  mercato del lavoro e della qualità dei servizi erogati.
   Il  trasferimento della spesa sul Fondo sociale europeo deciso dal
  Governo  della Regione e insieme a questo il  blocco positivo delle
  assunzioni al 31 dicembre 2008, se salva il bilancio della  Regione
  da  un  carico  ritenuto insostenibile, non elimina certamente  gli
  elementi di forte criticità tuttora presenti nel sistema,  come  si
  evince anche dalla vicenda che ha riguardato uno dei più importanti
  enti di formazione della Regione che il CEFOP.
   Perciò  l'amministrazione, a nostro avviso, deve attuare propositi
  di  riforma  prospettati per rendere più moderno ed  efficiente  il
  sistema,  per  migliorare  la  qualità dell'offerta  formativa,  in
  connessione con  le esigenze del mercato del lavoro.
   Assieme agli enti e ai sindacati dei lavoratori, deve affrontare i
  nodi   costituiti  dall'eccessivo  carico  di  personale  a   tempo
  indeterminato e della rigidità del sistema.
   Interventi  di questi tipo appaiono ancora più urgenti  alla  luce
  delle   novità  introdotte  nel  sistema  pensionistico  e  restano
  comunque  necessarie  per  evitare  conseguenze  gravi  sul   piano
  sociale,  in  un contesto regionale, nazionale ed europeo  che  non
  prevede una fase di espansione della spesa pubblica e sollecita  un
  uso più attento della spesa  sociale.
   Alla  luce  di quanto emerso nel corso  dei lavori, la commissione
  propone   all'Assemblea  regionale  di  promuovere  le   iniziative
  legislative  utili  a riformare il sistema della  formazione  e  di
  esercitare con attenzione i compiti di indirizzo e di controllo  in
  questo  caso  ancor  più  necessari  per  sollecitare  la  gestione
  rigorosa  e trasparente di un settore importante sia dal  punto  di
  vista economico sia dal punto di vista sociale.

   MARINESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINESE  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  sentito  la
  relazione dell'onorevole Panarello sui risultati del lavoro che  la
  commissione ha svolto.
   Credo  che  sarebbe  stato più opportuno se questa  relazione  noi
  l'avessimo  potuta  conoscere già da tempo perché  la  problematica
  della  formazione  professionale che vorremmo  in  tre  minuti  ora
  mettere  da parte, secondo me ha bisogno di un'attenzione molto  ma
  molto più lunga.
   Da  circa  due  anni  il professore Centorrino  è  assessore  alla
  formazione  professionale; quando è venuto abbiamo saputo  che  lui
  doveva  essere  il mago che, nello spazio di pochissimo  tempo,  ci
  avrebbe portato ad una sistemazione del settore.
   Io  credo  che, invece, la situazione si sia aggravata in  maniera
  violenta.
   Due  anni  fa  non  avevamo sicuramente tutta questa  mobilità  di
  personale, non avevamo tutta questa cassa integrazione, non avevamo
  una  lira  nel  bilancio della Regione siciliana, non abbiamo  oggi
  nessuna risorsa per la cassa integrazione in deroga.
   Allora,  poiché  io  non sono in grado oggi,  perché  ho  ricevuta
  semplicemente  poco  fa la relazione, così  come  tutti  gli  altri
  colleghi,   chiedo   intanto  di  rinviare  la  discussione   sulla
  formazione  professionale  alla  prossima  settimana  per  dare  la
  possibilità  a  tutti  quanti di potere  ragionare,  capire,  anche
  perché, dalle ultime battute che ho fatto - l'ho vista così - è una
  semplice  relazione  dove  non  c'è  nessuna  proposta.   E'   solo
  un'analisi dove non c'è una proposta.
   Se noi dobbiamo parlare di qualche cosa di serio, dobbiamo parlare
  anche  di  che cosa dobbiamo andare a fare domani sulla  formazione
  professionale,  non possiamo permetterci il lusso ancora  un  volta
  che  la  gente muore di fame e facciamo una relazione  che  non  ha
  alcun senso.
   Questa  relazione,  ad occhio e croce, così  come  l'ho  vista  in
  questo  momento,  non  ha senso, è una pura analisi  senza  nessuna
  formulazione di proposta per la risoluzione del problema.
   Pertanto, signor Presidente, chiedo di rinviare la discussione  su
  questo argomento per la settimana prossima, per dare la possibilità
  a tutti di conoscerla e ragionarci.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Dina è in congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   su indagine di studio inerente la formazione professionale

   Presidenza del vicepresidente Formica


       Riprende la discussione della relazione conclusiva della
    Commissione parlamentare speciale di indagine e di studio sulla
                       formazione professionale

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.,

   LEONTINI.  Signor  Presidente, mi associo alla  richiesta  che  ha
  fatto  il  collega  Marinese  perché  la  relazione  è  corposa,  è
  voluminosa,  non  credo  che nell'immediatezza  della  lettura  del
  collega   Panarello  noi  possiamo  renderci  conto  dei  contenuti
  paragrafo per paragrafo.
   Sarebbe  opportuno  sottoporla  ad una  attenzione  maggiore,  più
  approfondita.  Quindi,  se è possibile, chiediamo  di  rinviare  il
  dibattito  più  in là in modo da poterla studiare  bene,  perché  è
  veramente   un  volume,  c'è  peraltro  un'analisi,  una   diagnosi
  complessiva  allargata,  ma siccome ho  visto  che  ci  sono  poche
  soluzioni  concrete, poche proposte, vorremmo meglio  studiarla  in
  modo  tale  da inquadrarla in una discussione più organica,  almeno
  dal nostro punto di vista.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  innanzitutto,  mi  sia  permesso, per stigmatizzare  l'assenza  del
  Presidente Lombardo.
   Ricordo che la settimana scorsa convocammo appositamente l'aula il
  giovedì  pomeriggio,  nel  tardo pomeriggio,  dopo  le  ore  18.00,
  proprio per consentire al Presidente Lombardo di rispondere in Aula
  e  raccontare,  relazionare  in Aula dell'esito  dell'incontro  che
  avrebbe avuto la sera prima, il mercoledì, con il premier Monti.  E
  così  venne  giustamente fatto: ricorderemo tutti che il  mercoledì
  Palermo  venne  invasa dai manifestanti, oltre dieci-quindici  mila
  persone,  comprendendo  anche  gli  studenti  si  aggiunsero   alla
  manifestazione dei Forconi, degli autotrasportatori di Forza d'urto
  e  quindi  io  attendevo che il giovedì , alle 18.00,  dopo  quelle
  dichiarazioni di avviasse il dibattito.
   La  Presidenza pensò - non so quanto giustamente, aggiungo io, ma,
  per  carità, non voglio essere presuntuoso - che era più opportuno,
  dopo  la relazione fatta dal Governatore di rinviare ad oggi perché
  il   dibattito  potesse  essere  più  compiuto,  con  una  maggiore
  conoscenza  dei fatti perché magari ciascun gruppo si  consultasse,
  approfondisse la questione per potere intervenire adeguatamente.
   Mi  aspettavo  che  oggi   finalmente si  parlasse  effettivamente
  dell'esito  di  quell'incontro che è  stato  strombazzato  come  un
  grande  successo, una grande attenzione; ricordo che il  Presidente
  Lombardo ci diceva  per due ore e mezza siamo stati a Palazzo Chigi
  ricevuti con grande attenzione, siamo stati ascoltati, c'è stato un
  interesse vero, avvieremo i tavoli tecnici per risolvere  tutte  le
  questioni,  ci  raccontava con enfasi che tutto questo  era  andato
  benissimo, cioè ascoltati, attenzionati per la soluzione di  questi
  problemi.
   Quindi, oggi mi aspettavo che i partiti si potessero confrontare e
  dire qual era la posizione, se i tavoli fossero una bella notizia o
  fossero  una   presa in giro  ed un modo per rinviare,  come  molto
  spesso  in  Italia  si  fa,  quando  c'è  un  problema  si  fa  una
  Commissione,  si  istituisce un tavolo e si allungano  le  cose  ab
  aeternum.
   Invece, non soltanto il Presidente della Regione, che non so quali
  impegni  abbia oggi per non riferire al Parlamento siciliano  della
  questione che principalmente sta occupando non soltanto le cronache
  ma io credo la questione politica meridionale e siciliana qual è la
  protesta  che  abbiamo  vissuto fino alla settimana  scorsa  e  che
  prosegue anche se in forma assolutamente più pacifica e più  serena
  senza  disagi, non so bene perché il Presidente oggi non sia qui  a
  dibattere,  ad  ascoltare  le posizioni  dei  partiti  per  trarne,
  eventualmente, sintesi comune.
   Vedete,  cari  amici e cari colleghi, io credo che in  un  momento
  drammatico, quale è quello che stiamo vivendo come e ancora di  più
  come  meridione  e come Sicilia, una cosa dobbiamo evitare,  quella
  dello scontro, quella di creare ragione di ulteriore sfiducia nelle
  istituzioni.
   Dovremmo  essere  capaci di fare fronte comune  su  una  serie  di
  battaglie:  la defiscalizzazione, la moratoria delle  cartelle,  la
  grande  battaglia sull'approvazione della legge voto sulla modifica
  dell'articolo  36,  dovremmo fare, al di là dell'appartenenza,  una
  logica  di  squadra,  ma qui non solo non c'è  questo,  ma  abbiamo
  motivo   di   dovere  ritenere  assolutamente  fondata  l'ulteriore
  sfiducia,  perché oggi non penso saranno sfuggite a lei, Presidente
  Formica, ma a nessuno, anche alcune dichiarazioni che abbiamo letto
  sui  giornali  laddove  il  Presidente  dell'Assemblea,  che  tutti
  ricorderemo  essere  stato in Conferenza dei Capigruppo,  insignito
  del  ruolo  istituzionale che gli spetta, quale  rappresentante  di
  questo  Parlamento, di accompagnare il Governatore e gli  assessori
  in  rappresentanza dell'attenzione di tutta l'Assemblea, al  di  là
  della logica di appartenenza.
   Ebbene, però, che a leggere le dichiarazioni del Presidente Cascio
  dice  cose ben diverse perché non si parla di un incontro che si  è
  risolto  con questa grande attenzione, non è un incontro nel  quale
  noi  possiamo  dire:  Sì, il Governo del Paese è al  nostro  fianco
  nella questione che attiene ad alcune vicende storiche, statutarie,
  finanziarie ed economiche nella drammaticità delle nostre categorie
  produttive ,  ma  ci dice:  Guardate che Monti ha rimproverato,  ha
  contestato, ha osservato che le somme non si spendono, ha osservato
  che  la  spesa è ancora ai minimi storici , e ricorderemo  come  il
  Presidente  Lombardo,  nella sua relazione,  ci  disse   domani  mi
  chiamerò tutti gli assessori perché voglio sapere effettivamente  a
  che punto è la spesa  che è una dichiarazione abbastanza banale  in
  un  uomo  dall'esperienza e dalla capacità di Lombardo e  dire   mi
  chiamerò gli assessori per sapere  come se non avesse pienamente il
  polso  che  la  nostra spesa è ancora risibile, ma che,  purtroppo,
  anche  il  nostro impegno, in termini di stanziamento,  è  risibile
  perché  ancora  ben  lontano  dalla  copertura  che  è  disponibile
  rispetto  alle condizioni dei vari fondi comunitari e  delle  sette
  misure e dei sette assi.
   Come  posso  oggi, quindi, accettare che, al di là della  presenza
  sempre  gentile  e squisita dell'assessore Centorrino,  il  Governo
  nella  figura  del  suo  Presidente, non sia  qui  a  dibattere,  a
  discutere  della questione che sta veramente incendiando le  nostre
  strade,  le  nostre  piazze  e mettendo  a  disagio  la  situazione
  economica  della  nostra  Sicilia e la situazione  complessiva  del
  nostro stare insieme in un disagio sociale enorme?
   A   questo   si   aggiunge  che,  tanto  per  fare  qualche   cosa
  all'improvviso,  dovremmo dibattere su una relazione  avuta  appena
  ieri, mi pare che era molto più giusto oggi discutere di quello che
  era all'ordine del giorno, con la presenza di Lombardo, cercando di
  trovare  una sintesi comune, perché dobbiamo fare ogni  sforzo  per
  non dividerci su questa posizione con il Governo.

   PRESIDENTE. La prego di concludere, onorevole Bufardeci

   BUFARDECI.  Abbia pazienza, signor Presidente,  non  credo  che  i
  lavori  siano così ferventi in maniera tale che non possa avere  la
  cortesia di farmi parlare due minuti in più.
   Lei è sempre così affettuoso, così anche in questo caso.
   Non credo che oggi possiamo accettare che non si discuta quello di
  cui si deve discutere e quello che serve sapere ai siciliani ed  ai
  manifestanti,  ma  serve sapere a tutti, invece,  discutere  di  un
  argomento del quale abbiamo notizia da pochi minuti.
   Non  posso, quindi, che stigmatizzare ancora una volta,  l'assenza
  ed  il  rinvio ulteriore di un dibattito che a mio avviso si doveva
  fare  già giovedì ed eventualmente su questa materia dare il  tempo
  ai  gruppi di potere determinarsi ulteriormente in un settore  che,
  sicuramente, è un'altra tragedia che vive la Sicilia.

   PRESIDENTE. Onorevole Bufardeci, per rispondere subito  a  quanto,
  giustamente,  da  lei avanzato, giovedì scorso la Presidenza  si  è
  attenuta  alle richieste avanzate da tutti i presidenti dei  gruppi
  parlamentari

   BUFARDECI. Tranne il mio.

   PRESIDENTE.  Tranne  il suo possibilmente, ma  da  quasi  tutti  i
  capigruppo   presenti  in  Aula,  che  a  loro  modo   di   vedere,
  giustamente,   volevano  un  tempo  congruo  per  approfondire   le
  problematiche  inerenti e hanno concordato con il Presidente  della
  Regione  la data di martedì e avendo avuto assenso è stato  scritto
  all'ordine  del  giorno,  avendo  avuto  conferma  da   parte   del
  Presidente della Regione. Del resto, come lei ha richiesto, è ovvio
  ed è giusto che il dibattito si svolga alla presenza del Presidente
  della Regione, sarebbe stato un dibattito inutile.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINANTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio per
  avermi  dato  la parola; mi richiamo all'intervento del  capogruppo
  onorevole Leontini e dell'amico onorevole Bufardeci.
   Vorrei  capire, prima di tutto, dall'amico Panarello, se oggi  noi
  dovessimo discutere questa relazione, alla fine cosa dovremmo fare?
  Approvare  che cosa? Una proposta, una negatività? Io  sinceramente
  non l'ho ancora letta, ho dato un'occhiata molto rapida, ma non c'è
  qualcosa che effettivamente possa essere oggetto, secondo me, di un
  voto d'Aula.
   Che  cosa  dovremmo fare? Prendere solo atto di questa  relazione,
  fermo restando che io credo che sia giusto - e il collega Panarello
  penso  che lo farà - che una relazione di questo tipo, anche perché
  lui  giustamente  era  nel  ruolo  di  una  Commissione  in  quanto
  espressione  della  V  Commissione: è  il  vicepresidente  della  V
  Commissione, è vero che questa è una Commissione ad hoc, ma è anche
  vero  che  parla  di problemi della formazione,  per  cui  sono  in
  difficoltà  perché  il  vicepresidente della  mia  Commissione  sta
  facendo  una  relazione dove la Commissione di cui io faccio  parte
  non è minimamente a conoscenza.
   Non  sono  venuto l'altra settimana, non so se sia  stata  mandata
  alla  Commissione di merito; non è stata mandata, per cui se questo
  garbo  penso  che sia giusto averlo per la Commissione  di  merito,
  anche  perché  l'onorevole Panarello fa parte della  V  Commissione
  come  vicepresidente,  se  ritiene  che la  Commissione  competente
  possa  dire anche la sua, così l'Aula è a conoscenza di cosa  dovrà
  dire,  perché l'Aula cosa dovrà dire? Su qualcosa, su una  proposta
  di legge, non c'è nulla  E' una relazione che è stata consegnata e,
  quindi,  se ne prenderà atto, dopo di che non penso che di  più  si
  possa fare.
   Pertanto, credo che l'onorevole Panarello valuti se sia il caso di
  trasmetterla   in   V  Commissione  così  noi,   componenti   della
  Commissione, ne prendiamo atto perchè è materia sulla  quale,  devo
  dire - sia l'Assessore che tutti gli altri - parliamo sempre, sullo
  spreco,  sugli sperperi, ognuno chi più ne ha più ne  mette,  però,
  paradossalmente i componenti della Commissione di cui faccio  parte
  non  ne sapevamo nulla, l'apprendiamo oggi in Aula.  Quindi,  credo
  che questa sia la cosa giusta da fare.
   Per  il  resto,  signor  Presidente, vorrei  aggiungere  due  sole
  parole,  nei  miei tempi, sul poco garbo che penso, per  l'ennesima
  volta,   il   Presidente  della  Regione  ha  e   come   tiene   in
  considerazione questa Assemblea.
   In  particolar modo tutti i deputati eletti, perché ormai  capisco
  che  il  clima è di disinteresse totale, ma questa è la  sorte  che
  tocca  a  noi dall'esperienza legislativa di questo mandato,  penso
  che  un  disinteresse più forte di un'Assemblea nei  confronti  del
  Governo  non  c'è  mai  stato,  sia  dell'attuale  maggioranza,  ex
  opposizione, certamente noi dell'opposizione cerchiamo di  fare  la
  nostra  parte,  ma  il più delle volte restiamo  assolutissimamente
  inascoltati.
   Il   Presidente   della   Regione  continua   sistematicamente   a
  disprezzare,  a  mortificare  questo  Parlamento.  Lo  fa  con  una
  consuetudine  che è ormai un'abitudine e noi siamo  qui  silenziosi
  quasi  a  non dover neanche dire che un atto del genere meriterebbe
  altri   comportamenti  da  parte  di  questa  Assemblea  verso   il
  Presidente della Regione. In questi giorni abbiamo visto una realtà
  siciliana  prendere in carenza la politica perché, ce  lo  dobbiamo
  dire,  c'è  una carenza della politica, di un Governo che  è  stato
  totalmente  scavalcato  da una protesta e da  tutto  quello  che  è
  accaduto.
   Ebbene,  si  va  finalmente a relazionarsi con un Presidente,  che
  indubbiamente  ha  un  ruolo,  in questo  momento,  importante  per
  l'Italia e per la Sicilia, e la cosa più importante era che oggi si
  parlasse  e  si  discutesse di questo; bene,  il  Presidente  della
  Regione è assente
   Allora,  questo  deve fare riflettere tutti i cittadini  siciliani
  sullo  stato  di  attenzione  e  di irresponsabilità  assoluta  del
  Governo e del suo Presidente su problemi così importanti che questa
  Assemblea  ha  chiesto  di  discutere. Personalmente,  ritengo  sia
  giusto non discuterne in assenza del Presidente Lombardo, anche  se
  non  si  sa  per  quale motivo è assente, ma che la discussione  da
  giovedì ad oggi, era stata concordata con lui, è un dato certo.
   A  questo  punto  che la smettesse di cavalcare  queste  proteste,
  perché tanto questi scavalcamenti, ormai, sono scavalcamenti di cui
  non si capisce più il senso.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Beninati,  rispetto   alle   sue   giuste
  osservazioni,   la  Presidenza  non  può  che  ricordarle   che   è
  rammaricata del fatto che un Presidente della Regione non viene  in
  Aula,  ma  ci  sono  gli strumenti per evitare  tutto  ciò.  Voglio
  ricordare  che il Parlamento può sempre presentare una  mozione  di
  sfiducia  e  votarla.  Altro  la Presidenza  non  può  fare  o  può
  suggerire.
   Certamente è sotto gli occhi di tutti, e la Presidenza è  del  suo
  avviso, l'importanza del dibattito a cui doveva assistere.

   INCARDONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei esprimere
  il  profondo  sdegno per la mancanza in Aula del  Presidente  della
  Regione,  che  ha  solo  fatto proclami, che  ha  solo  tentato  di
  cavalcare  l'onda della protesta, che ha cercato  di  scaricare  le
  proprie  responsabilità,  anche  le  proprie  responsabilità,   sul
  Governo  nazionale,  che  non  perde occasione  per  mortificare  i
  partiti, per mortificare il Parlamento. Ma se c'è, oggi, una  presa
  di distanza dell'opinione pubblica nei confronti delle istituzioni,
  nei  confronti della politica, nei confronti di questo  Parlamento,
  la  gran  parte della responsabilità è proprio di questo Presidente
  che  ha  collaborato,  che  ha fatto di  tutto  per  distruggere  i
  partiti, per mortificare le istituzioni, per governare da solo, per
  comandare la Sicilia e non certamente per amministrarla.
   Anche  l'ultima vicenda sulle nomine dei dirigenti generali, tutto
  nella  direzione non della democrazia, non della condivisione,  non
  della  partecipazione, non dell'attenzione ai problemi della gente,
  ai  problemi del territorio, allo sviluppo, all'economia siciliana,
  agli  interessi delle categorie ma, semplicemente, la gestione  del
  potere,  una  gestione che, però, sta devastando  la  Sicilia,  una
  gestione  che  la  sta  mortificando  perché,  come  mortifica   il
  Parlamento, mortifica le categorie, mortifica la formazione di  cui
  oggi  si  vorrebbe discutere, una Sicilia abbandonata a se  stessa,
  nelle  mani  di  un uomo che, tentando di governare, di  comandare,
  anche  nel  condominio, non fa altro che amministrare potere  senza
  occuparsi delle questioni dei siciliani.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi  volevo  destare
  l'attenzione  dell'Aula  su  alcune dichiarazioni  che  nei  giorni
  scorsi sono state fatte, e che investono questa Assemblea, rispetto
  alle  quali  sarebbe giusto da parte nostra nutrire una sufficiente
  dose di preoccupazione. Il magistrato Ingroia ha dichiarato che nei
   piani alti  dell'Assemblea i livelli di collusione tra politica  e
  mafia  sono ancora elevati e sono attuali. Io non so quali siano  i
   piani  alti   dell'Assemblea, non so nemmeno se io  appartengo  ai
   piani  alti , ai  piani bassi  o ai  piani intermedi , so soltanto
  che  una dichiarazione del genere meriterebbe di essere specificata
  e,  da  parte  nostra,  non  può che essere  interpretata  con  una
  sufficiente dose di preoccupazione.
   Questa  Assemblea  ha il dovere di continuare a lavorare  in  modo
  sereno e tranquillo, escludendo che in quest'Aula ci possano essere
  colleghi  che,  in  modo  così aperto e ufficiale,  possano  essere
  considerati artefici o titolari di collusioni con la mafia. Siccome
  questo  appartiene  alle competenze delle sedi giudiziarie,  quando
  queste  competenze sono esercitate, ne prendiamo atto,  e  speriamo
  sempre  che  esercitino il loro compito fino in fondo, proprio  per
  verificare   situazioni   del  genere  qualora   esistessero,   per
  reprimerle   o  sancirle  in  modo  diverso,  qualora  queste   non
  esistessero. Una dichiarazione così aperta, riferita in  modo  così
  preciso,  non può non destare la nostra preoccupazione,  e  indurre
  quindi  la  Presidenza a raccogliere gli elementi e  le  iniziative
  finalizzate  a chiarire questo aspetto. Perché non è possibile  che
  si dica così apertamente che nei  piani alti  dell'Assemblea c'è la
  collusione tra politica e mafia e nessuno ne parli.
   Signor  Presidente, da tre giorni attendevo una risposta in questo
  senso,  e  siccome  non  è  intervenuta, mi  appello  a  lei,  alla
  Presidenza,  al  Consiglio di Presidenza, a tutti  i  colleghi,  al
  Presidente  della Commissione d'inchiesta e vigilanza sul  fenomeno
  della  mafia in Sicilia, onorevole Speziale, si faccia in modo  che
  quest'Aula, rispetto a queste autorevolissime dichiarazioni  -  che
  non  sono  dichiarazioni propagandistiche, non  sono  dichiarazioni
  intervenute  in  un  dibattito, sono dichiarazioni  fornite  da  un
  magistrato prestigioso, da un magistrato che  lotta sul campo  - di
  verificare  che  non sono fondate, e si ripristini  un  livello  di
  serenità  sufficiente da parte dei colleghi e da  parte  di  questa
  Assemblea,  altrimenti tale serenità si inquina  definitivamente  e
  fuori tutto ciò che dell'Assemblea, dei politici, della  casta   si
  dice,  viene poi autorevolmente confermato e avallato,  perché  nei
  confronti di questa categoria ancora le montagne di fango  crescano
  a dismisura.
   Allora, ci deve essere qualcuno che rispetto a questo un argine lo
  deve  porre.  Poi tutto ciò che non viene fatto dai politici  venga
  redarguito adeguatamente, e venga dal dissenso, e non dal  consenso
  punito,  ma viva Dio  Dichiarazioni che tutti i giorni ci  danno  o
  per  collusi,  o  per  collaboratori, o per  titolari  di  rapporti
  mafiosi, almeno queste siano oggetto da parte nostra di un'adeguata
  e dignitosa reazione, e ci consentano di mettere in campo le azioni
  che  questo  escludono, perché se non siamo in grado  di  escludere
  questo   allora  avrebbero  ragione  tutti  coloro  che  vorrebbero
  coprirci di vergogna. Non credo che la dignità di quest'Aula  e  di
  tutti  noi sia tale da potere essere travolta. Presidente  facciamo
  in modo che non venga travolta.

   PRESIDENTE.  La ringrazio particolarmente, onorevole Leontini,  di
  questo  intervento,  perché anche a me è  parsa  una  dichiarazione
  quantomeno preoccupante. Le posso assicurare che la Presidenza farà
  i  passi necessari, auspicando che le dichiarazioni che sono  state
  rese  non  siano state le parole esatte che sono state  pronunziate
  perché, altrimenti, sarebbe opportuno che si chiarisse il senso  ed
  a  chi  sono indirizzate quelle parole, per evitare che ci  sia  un
  senso  generale  di  responsabilità da  parte  di  un'Assemblea  di
  parlamentari che non c'entrano assolutamente nulla.
   Quindi, le posso assicurare, e posso assicurare a tutti i colleghi
  che   la  Presidenza  farà  i  passi  necessari  per  ottenere  dei
  chiarimenti nel merito.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    colgo
  l'occasione di quanto detto dall'onorevole Leontini perché anch'io,
  domenica  - non so se dire, fortunatamente - ho letto sulla  Stampa
  della  dichiarazione  del dottore Ingroia,  che  nel  corso  di  un
  convegno a Marsala ha dichiarato che il Parlamento siciliano  è  lo
  specchio della compromissione della società siciliana con la mafia.
   Dico  subito  che un Parlamento è lo specchio della  società;  non
  credo  che  ci  possa essere un Parlamento migliore o  peggiore  di
  quello  che è la società, con tutte le sue contraddizioni, virtù  e
  debolezze.
   Un  Parlamento  è eletto in maniera democratica e democraticamente
  votano  tutti  quelli che ne hanno diritto, e quindi  tra  tutti  i
  cittadini  che ne hanno diritto ci possono essere, come  sempre  ci
  sono stati, aspetti più o meno virtuosi e viziosi.
   A  me  non  scandalizza  l'affermazione in se  che  un  Parlamento
  rappresenti  la  società; devo dire che mi ha preoccupato,  invece,
  una  lettura un po' semplificata che ho colto di questo  messaggio,
  come se il Parlamento fosse il luogo della compromissione tra mafia
  e politica.
   Anche  qui  dico  subito che io non mi associo a quanti,  con  una
  sorta  di  difesa  preventiva, si atteggiano nel dire   vade  retro
  satana   nei  confronti  di chi accusa il  Parlamento,  perché  nel
  Parlamento  ci  sono  stati,  ci sono  e  ci  saranno  fenomeni  di
  compromissione,  di  connivenza, se  non  di  appartenenza  diretta
  all'associazione mafiosa.
   Ma  non credo che il Parlamento sia il luogo della compromissione,
  sono  i  singoli  parlamentari, ci possono essere singole  persone,
  quindi  dare un giudizio come se il nome della democrazia fosse  in
  sè  un elemento di permeabilità e di compromissione con la mafia  è
  inquietante ed agghiacciante.
   Io  dico subito, guai se ci chiudessimo a riccio, e penso  che  il
  tema  non  è  rigettare  sdegnosamente in  nome  di  una  sorta  di
  superiorità,  purtroppo o per fortuna il Parlamento  è  appunto  lo
  specchio  della società e nella società siciliana c'è la mafia,  ci
  sono  le compromissioni, ci sono i suoi referenti politici, che  in
  qualche modo cercano di condizionare la vita pubblica della  nostra
  Regione.
   Per  la  verità, sempre più scopriamo che la mafia non è  solo  un
  fenomeno presente in Sicilia. Abbiamo visto in questi ultimi  tempi
  la  presenza organizzata della criminalità mafiosa,  ndranghetista,
  camorrista,  non  solo  nelle aree tradizionali  del  Sud,  ma  nel
  Piemonte,  in Lombardia, dove intere Amministrazioni comunali  sono
  state  sciolte per condizionamenti determinati da accertamenti  che
  ha fatto l'autorità giudiziaria.
   Quindi, la mafia purtroppo si diffonde. Questo non ci sottrae, non
  riduce la nostra responsabilità sul fatto che dobbiamo tenere  alta
  la  vigilanza  e  dobbiamo cercare di improntare sempre  la  nostra
  attività  legislativa e per chi governa, l'attività dell'Esecutivo,
  al massimo di rigore e di trasparenza.
   E'  chiaro  che  qui non stiamo parlando soltanto di  principi  da
  difendere.  Ripeto,  quella dichiarazione non  mi  è  piaciuta.  Mi
  sembra  che  stia  nel  solco di una sorta di  sparare  alla  Croce
  rossa , di un atteggiamento che, tra un po' di giustizialismo e  un
  po'  di  moralismo, si associa al qualunquismo, in cui  tutti  sono
  uguali, e lo dico con rispetto.
   Signor Presidente, lo dico al Parlamento, lo dico ai colleghi,  in
  tutti  questi  anni  che faccio politica, che sono  impegnato  come
  tanti  di  voi  nella  vita pubblica ed anche nella  vita  di  ogni
  giorno, ho imparato una cosa che mi hanno insegnato quelli che  più
  di me e con maggiore competenza hanno svolto anche in prima persona
  l'impegno  di  lotta  alla mafia. Quando si prova  a  generalizzare
  assumendo  il  principio che tutto è mafia,  quello  è  il  momento
  migliore  per la mafia, perché se tutto è mafia niente  è  mafia  e
  quindi tutto è assolto.
   Ognuno  di  noi, al di là dei ruoli che svolgiamo nel  Parlamento,
  nelle  istituzioni,  nella magistratura, non dobbiamo  cedere  alle
  generalizzazioni.  Si  facciano nomi e cognomi.  Si  individuino  i
  mafiosi  e non la mafia, perché anche qui il rischio che  la  mafia
  diventi un dibattito accademico, parlando magari male della  mafia,
  ma non dicendo nulla sui mafiosi, sui protagonisti, sui collusi, su
  coloro   che   con  nome  e  cognome,  commettono,  operano   nella
  illegalità, si finisce per fare un favore alla mafia.
   Siccome  credo che ognuno di noi ci tiene a difendere  il  proprio
  onore,   la   propria  dignità  e  la  propria  storia   personale,
  sicuramente non mi sento colpito, coinvolto dalle dichiarazioni del
  dottor  Ingroia perché non mi sento di appartenere a quella Sicilia
  del compromesso tra mafia e politica, e penso che il Parlamento, in
  quanto  istituzione, certamente non è il luogo del compromesso  tra
  mafia e politica.
   Altra  cosa è che ci possono essere, ma quello attiene al  lavoro,
  grazie  a  tanti come il dottor Ingroia, a cui va forte  la  nostra
  solidarietà   e   il  nostro  sostegno,  perché  si   vada   avanti
  nell'accertamento delle verità, delle collusioni, delle connivenze,
  senza guardare in faccia nessuno, senza privilegi per nessuno.
   Ringrazio   l'onorevole  Leontini,  come  mi  diceva   l'onorevole
  Rinaldi,  mi  sono  un  po'  distratto  dalla  situazione  politica
  palermitana, quindi ho perso la battuta, però credo sia  utile  che
  su  questa  vicenda oggi il Parlamento risponda, proprio perché  il
  dott.  Ingroia  è una delle personalità di cui questa  Sicilia  può
  andare fiera, perché è un uomo, un magistrato che fa con competenza
  e professionalità il proprio lavoro.
   Però  dobbiamo stare attenti che a volte le parole,  magari  dette
  nel  corso di un convegno, anche perché i magistrati usano  un'arte
  oratoria  che  somiglia a quella della politica, gli sfugge  magari
  una battuta e col messaggio semplificato di una battuta rischia  di
  colpire genericamente tutti e alla fine non colpire nessuno.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  la  Presidenza,  come  ha   già
  dichiarato,  certamente  esperirà  dei  passi  perché  ci  sia   un
  chiarimento  sulla vicenda anche alla luce delle dichiarazioni  che
  si sono svolte in Aula e che la Presidenza apprezza in pieno.
   Riguardo  al dibattito sul quarto punto all'ordine del  giorno,  e
  cioè  il  dibattito  sulla relazione conclusiva  della  Commissione
  parlamentare  speciale  di indagine e di  studio  sulla  formazione
  professionale,  è  stato  chiesto  da  parte  di  tutti  i   Gruppi
  parlamentari  più  tempo  per  poter  approfondire  la   relazione.
  Ovviamente,  il  Regolamento  prevede  che  la  relazione  di   una
  Commissione di vigilanza sia presentata e svolta in Aula e  non  in
  Commissione.  E  l'Aula, durante il dibattito, può pure  stabilire,
  anche  attraverso la presentazione e la successiva votazione di  un
  ordine del giorno, la prosecuzione di questa attività nominando una
  nuova  Commissione,  cioè dando mandato ad  una  nuova  Commissione
  perché  approfondisca  alcuni  tempi specifici  che,  per  esempio,
  emergessero  dal  dibattito e dall'analisi della  relazione  che  è
  stata presentata e che deve essere discussa.
   L'Aula  ha la possibilità di approvare o non approvare quel testo,
  o  comunque  di  presentare, attraverso un ordine  del  giorno,  la
  richiesta che ci sia una nuova Commissione.
   Pertanto  concorderemo con l'Assessore, con il Governo,  una  data
  possibile per discutere appunto la relazione presentata.

   studio sulla formazione professionale

   Presidenza del vicepresidente Formica


  Sulla relazione conclusiva della Commissione parlamentare speciale
        di indagine e di studio sulla formazione professionale

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Signor Presidente, onorevoli deputati,  volevo  fare
  alcune precisazioni sulla relazione.
   Intanto,  ho  avuto  la  possibilità ed  ovviamente  interesse  di
  leggerla,  e devo apprezzare la sintesi che essa ha compiuto.  Devo
  esprimere   un   apprezzamento  nei  confronti  della   Commissione
  presieduta  dall'onorevole Panarello e della quale  facevano  parte
  altri  esponenti  di  questo  Parlamento,  per  la  sintesi  che  è
  contenuta in questa relazione.
   Vorrei precisare, e mi riferisco a qualche intervento che è  stato
  pronunciato  sulla  relazione stessa, che  la  stessa  riguarda  un
  periodo di tempo ben determinato e indicato, cioè dal 2004 al 2008,
  ed  è  su questo che la relazione si svolge, si sofferma ed esprime
  giudizi.
   Detto questo, esprimo la piena disponibilità, signor Presidente, a
  presenziare  a  qualunque discussione con la piccola  richiesta  di
  poterla  concordare, essendo impegnato in un giorno della settimana
  nei lavori della Conferenza Stato-Regioni.

   PRESIDENTE. Andrebbe bene per martedì?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.  Martedì va benissimo, signor Presidente.  Volevo  -
  così per inciso e anche per comunicazione - rimandare i colleghi ad
  un  articolo  che è apparso sulla stampa di oggi, dove il  Ministro
  Barca esprime apprezzamento per l'azione di questo Assessorato, con
  riferimento   all'utilizzo  del  Fondo  sociale  europeo   per   la
  formazione.
   Inoltre, signor Presidente, avevo preparato per questa discussione
  una  aggiornamento,  se così si può dire, sull'attività  di  questo
  Assessorato. Se Lei ritiene si potrebbe fare distribuire  all'Aula,
  oppure martedì ne farò oggetto di una relazione.

   PRESIDENTE.  Signor  assessore, la può fare distribuire,  in  modo
  tale che per i colleghi possa essere un arricchimento in più per il
  dibattito che si andrà a svolgere.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio  presente
  che  qualche  giorno fa, alla fine dei lavori della  I  Commissione
  presieduta  dall'onorevole Minardo, convocata  con  all'ordine  del
  giorno  le  audizioni sul testo riguardante la  soppressione  delle
  province  e  la sostituzione con i liberi consorzi dei  comuni,  ho
  fatto  presente  all'onorevole Minardo, per  iscritto,  insieme  ai
  capigruppo  Maira e Bufardeci, che il termine per la  presentazione
  degli  emendamenti non poteva essere fissato in maniera così rigido
  ed  unilaterale.  E  questo  perché  durante  quella  audizione   i
  rappresentati dell'URPS e dell'UPI manifestarono dei rilievi  molto
  pesanti  su  profili di incostituzionalità che la legge conterebbe,
  facendo riferimento sia alla iniziativa nazionale che al disegno di
  legge  regionale. In quella sede, sarebbe stato necessario  che  il
  Governo  si  fosse pronunciato in merito. Ma la  verità  è  che  il
  Governo  era  fisicamente assente, e quindi noi non abbiamo  potuto
  conoscerne la posizione.
   Signor  Presidente,  ovviamente, in assenza di  una  risposta  del
  Governo    circa   i   profili   di   incostituzionalità   eccepiti
  dall'onorevole Castiglione e dal Presidente Avanti, noi non abbiamo
  potuto preparare e predisporre una attività di emendamento congrua,
  utile.
   Questa attività noi la possiamo orientare in modo preciso ed utile
  solo  dopo avere ascoltato il Governo, perché cambia tutto   Quindi
  non possiamo attenerci al termine di oggi
   Il  presidente Minardo per domani ha convocato la Commissione,  ha
  convocato  anche  il  Governo,  e  allora  ascoltiamo  il  Governo,
  sentiamo  cosa  dice su queste contestazioni, e fissiamo  un  nuovo
  termine per la presentazione degli emendamenti che, a questo punto,
  possono  prendere una piega precisa, perché sarà aderente a  quello
  che  sarà,  oggettivamente, il campo del dibattito.  Perché  se  il
  Governo  ai  profili  di incostituzionalità contestati  dovesse  in
  qualche modo aderire, lei capisce che cambia tutto
   Quindi,   proprio  per  evitare  questo  empasse,  le  chiedo   di
  intervenire  affinché  questo termine per  la  presentazione  degli
  emendamenti non sia  chiuso  alla serata odierna, ma sia  rifissato
  per  altra data e altra occasione, ovviamente dopo la risposta  del
  Governo.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento  è
  per  ribadire le cose che ha appena finito di sostenere il  collega
  Leontini.
   Vorrei  aggiungere  soltanto due cose.  La  prima.  C'è  anche  un
  problema  di coordinamento deontologico-istituzionale.  Quando  tre
  presidenti  di  gruppo,  Leontini,  Bufardeci  e  Maira,   chiedono
  formalmente  al Presidente di Commissione, chiunque  esso  sia,  un
  rinvio per approfondimenti, io credo che non si possa instaurare un
  braccio  di  ferro e neanche una discussione  in contrasto,  poiché
  credo  che  il  rispetto  istituzionale  dovrebbe  suggerire,   non
  imporre,  potrei anche usare questo termine ma non lo uso, dovrebbe
  suggerire  di accogliere la richiesta soprattutto quando,  ecco  il
  secondo  punto,  questa  richiesta non  è  strumentale,  perché  se
  bisogna  andare avanti con questa scadenza delle ore 20.00 di  oggi
  che  è  improcrastinabile  perché  altrimenti  cade  il  mondo,  io
  rappresento che noi abbiamo già 150 emendamenti pronti che  andremo
  a  depositare.  Quindi, non è per guadagnar  tempo,  per  fare  gli
  emendamenti,  ma è per fare un buon lavoro e degli emendamenti  che
  servono ad affrontare in maniera intelligente, efficace e razionale
  il problema delle province.
   Checché  se  ne  possa  dire,  quando  il  Governo  è  venuto   in
  Commissione le perplessità le aveva pure il Governo. Noi con questa
  ulteriore  legge che riguarda le autonomie locali, perché  riguarda
  pure  i  comuni,  dovremmo avere chiaro cosa  vogliamo  fare  delle
  autonomie locali in Sicilia, dove abbiamo una competenza esclusiva.
   Credo  che  la  voglia di correre soltanto per poter  mettere  una
  bandierina e dire:  L'abbiamo fatta noi, siamo stati i più  bravi
  credo  non  serva a niente. Non vorrei essere mal capito;  dobbiamo
  ripetere  la  legge  sulla  riduzione dei  parlamentari  di  questa
  Assemblea? Quando abbiamo fatto le corse, qualcuno ci ha detto  che
  bisognava  subito varare il disegno di legge perché se lo  varavamo
  ci sarebbe stato garantito che i deputati sarebbero stati  settanta
  e  non  cinquanta.  Beh,  le  notizie che  arrivano  da  Roma  sono
  esattamente il contrario.
   Il  Parlamento  nazionale mira a ridurre a cinquanta  i  deputati.
  Allora,  parliamo  tanto  del Parlamento  più  vecchio  del  mondo,
  parliamo  tanto del Parlamento più vecchio d'Europa, della  dignità
  che  deve  avere questo Parlamento siciliano anche per le cose  che
  sono  state dette poc'anzi in relazione ad affermazioni  di  alcuni
  membri  della magistratura. Ma per la miseria, facciamoci veramente
  rispettare   Ergiamoci a Parlamento che vuole fare le  cose  giuste
  nell'interesse della Sicilia
   L'interesse della democrazia siciliana non è quello di ridurre  il
  numero dei consiglieri comunali e provinciali, né quello di abolire
  le  province  perché,  anzi,  in  un  momento  di  grande  tensione
  economica,   sociale  e  anche  come  risposta   alla   criminalità
  organizzata,  la  democrazia va estesa a  quanti  più  partecipanti
  possibili,  non  va  ridotta. Ecco perché insiste  affiche  la  sua
  autorevole funzione suggerisca, non domani che diventa una  perdita
  di  tempo,  ma  oggi di addivenire ad un rinvio del  termine  degli
  emendamenti  affinché   venga esperita una  discussione  serena  su
  quello che dobbiamo fare della autonomie locali in Sicilia.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor  Presidente, io  sono  tra  i  firmatari  della
  lettera che hanno citato gli onorevoli Leontini e Maira e sono  qui
  per  ribadire, insieme alle ragioni che sono state formulate, anche
  altre ragioni credo di buon senso, che sono le seguenti.
   La  prima.  Dall'audizione che vi è stata la settimana  scorsa,  è
  emerso  non  soltanto  un  dato  di  natura  costituzionale   della
  questione  alla luce di recenti sentenze della Consulta  del  2010,
  che  credo  meritino un approfondimento dal punto  di  vista  della
  ammissibilità o meno e, quindi, della costituzionalità o  meno  del
  disegno  di  legge della materia di cui stiamo parlando,  ma  anche
  ragioni di carattere economico-finanziario.
   Ero  presente a quella audizione e ho ascoltato senza  che  alcuno
  discutesse l'affermazione o la contestasse, che dal punto di  vista
  finanziario  nel  triennio  2007-2010 le province  siciliane  hanno
  ricevuto una somma da parte dello Stato pari a circa 900 milioni di
  euro, mentre la Regione ha  contribuito  alla vita amministrativa e
  gestionale delle varie province siciliane con circa 300 milioni  di
  euro.
   E'  chiaro  che,  in  un momento in cui  stiamo attraversando  una
  situazione più che drammatica, vorrei anche capire come il  Governo
  risponde  rispetto alle necessità che in ogni caso, al di là  della
  rappresentanza dei signori consiglieri provinciali, degli assessori
  o meno, come si può risolvere la questione della gestione politico-
  amministrativa   di   tutte  le  competenze  dell'ente   intermedio
  Provincia.
   Vorrei  quindi,  a mia volta, sollecitare anche in  considerazione
  del   fatto  che  Grande  Sud  non  è  presente  neanche  in  prima
  Commissione ma ha partecipato a quella audizione solo perché  si  è
  presentata   spontaneamente  a  sentire  quello  che   dicevano   i
  rappresentanti  di  UPI, URPS e ASAEL   e spera  di  sentire  anche
  quello   che   eventualmente   il  Governo   ribatterà   a   quelle
  osservazioni,  io credo che anche per questa ragione  e  per  poter
  dare  a  ciascun  Gruppo  una  seria capacità  di  confronto  e  di
  approfondimento  sulla materia che - ribadisco - ha varie  aspetti:
  costituzionali, economico finanziari, amministrativi, territoriali.
   Io   credo  che  un  approfondimento  in  questa  materia,  previa
  audizione  nuova del Governo che possa replicare e possa illuminare
  il  dibattito,  sia assolutamente indispensabile, non credo che  ci
  siano ragioni così urgenti che possano remorare un eventuale rinvio
  così come quello che noi stiamo chiedendo.
   Vorrei  anche cogliere l'opportunità di questo mio intervento  non
  soltanto - mi sia permesso, mi permetteranno gli onorevoli Leontini
  e  Cracolici  - fare mie integralmente tutte le loro considerazioni
  formulate  a  proposito delle dichiarazioni apparse, attribuite  al
  procuratore  Ingroia  nel  ritenere  assolutamente  necessario  che
  questo argomento venga affrontato e dibattuto con la dovuta serietà
  per ingenerare quella generalizzazione e quel disdoro di cui già le
  istituzioni  e  la  politica sono oggi  fatte  oggetto.  E  mi  sia
  permessa, da ultimo, di rappresentarle una necessità. Abbiamo ormai
  determinato  con  l'assessore Centorrino un  rinvio  dell'argomento
  Commissione  speciale  sulla formazione; l'Assessore  ci  ha  anche
  consegnato delle deduzioni, delle considerazioni sulla materia.
   Mi  permetterei di chiedere che questa seduta, proprio per la  sua
  importanza,  possa  tenersi mercoledì delle  settimana  prossima  o
  giovedì   della  settimana  prossima,  perché  per   martedì   vari
  componenti del nostro Gruppo sono impegnati per altre ragioni e non
  potranno essere presenti. Tenendo, anche per ragioni di particolare
  attenzione,   alla  materia,  le  saremmo  grati  se  l'Aula  possa
  discutere   del  tema della Formazione non giorno 7,  ma  giorno  9
  qualora  giorno 8 l'Assessore è impedito.

   MINARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINARDO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  per   quanto
  riguarda  gli  interventi  che hanno fatto  i  colleghi  capigruppo
  Leontini, Maira e Bufardeci è giusto che io chiarisca che la  prima
  Commissione ha svolto la discussione generale  e circa 10 giorni fa
  c'è  stato un rinvio per quanto riguarda l'audizione, abbiamo fatto
  l'audizione da parte dell'ANCI e di una associazione  e  in  quella
  occasione,  alla  fine, chiudendo la discussione  generale  abbiamo
  fissato  il  termine per gli emendamenti  a martedì,  quindi  oggi,
  alle  ore  20.00, presenti anche i capigruppo che mi chiedevano  di
  spostarlo  di qualche giorno.
   Io   dico  che,  sebbene  si  siano  fissati  i  termini  per   la
  presentazione degli emendamenti, alla fine non si possa  trovare un
  punto  di  incontro,  però non condivido  la  richiesta  perché  un
  disegno  di  legge  non lo si giudica all'inizio dell'iter,  ma  si
  giudica se ci sono profili di incostituzionalità alla fine del  suo
  percorso.  Dire, però, che in  un disegno di legge ci sono  profili
  di incostituzionalità secondo me non è corretto.
   Signor   Presidente,  domani  alle  ore  11.00  è   convocata   la
  Commissione,  ci  sarà il Governo e prenderemo  una  decisione:  se
  andare avanti oppure prendere altri provvedimenti.

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questa   sera
  intervengo  con un sentimento di forte delusione. Per  natura  sono
  una  persona  molto  ottimista, penso che il  domani  possa  essere
  sempre  migliore  del giorno che si sta vivendo.  Però,  dopo  aver
  assistito ai lavori d'Aula di quest'oggi, mi rendo conto che per la
  nostra Sicilia, per i siciliani, speranze di un futuro migliore  ce
  ne sono veramente poche, per non dire, praticamente, nulle.
   Perché  dico  questo?  Oggi,  c'era  una  regione  intera,  signor
  Presidente,  che  si  aspettava un dibattito politico  delle  forze
  politiche,  dei  partiti che compongono questo  Parlamento  e  che,
  quindi,  rappresentano il popolo siciliano, circa una problematica,
  che soltanto fino a qualche ora fa ha investito l'intera isola, che
  riguarda i settori produttivi della Sicilia.
   Ci  sono  stati  giorni che hanno condizionato  anche  la  normale
  quotidianità  dei  siciliani. Ci sono  state  categorie,  come  gli
  autotrasportatori,  gli  agricoltori, i pescatori  a  cui  si  sono
  aggiunti  gli  artigiani, si sono aggiunti  normali  cittadini  che
  hanno protestato perché c'è un disagio sociale ed economico che  ha
  raggiunto punte veramente elevate.
   Questa  sera, questa Assemblea, in maniera quasi normale,  accetta
  che  il Presidente della Regione che è venuto l'altra sera, giovedì
  scorso,  a raccontarci soltanto bugie, a raccontarci soltanto  cose
  che  non  hanno  nessuna logica, oggi non si  fa  il  dibattito,  i
  partiti  politici  vanno  subito avanti,  ritornano  a  parlare  di
  formazione  professionale,  ritornano a  parlare  di  altre  leggi,
  dimostrando ancora una volta che, oggi, non c'è una classe politica
  che è degna di rappresentare le istanze del popolo.
   Oggi  è stato certificato questo stato di cose. Mi dispiace dirlo
  Avrei voluto non dirlo, caro Presidente, ma è un fatto reale  Oggi,
  non  lo  so perché il presidente Lombardo non è in Aula, ma non  ci
  può  essere nessun'altra ragione, non ci può essere una ragione più
  importante  rispetto  a  quella  che  doveva  essere  in  Aula  per
  dibattere su tutte quelle cose inutili, su quelle cose non vere che
  è  venuto  a  raccontarci giovedì scorso  Era  esaltato  perché  il
  Presidente del Consiglio Monti lo ha ascoltato per due ore. Come se
  il  Presidente  del Consiglio italiano deve ricevere il  Presidente
  della Regione siciliana che può parlare  per un tempo stabilito  Il
  Presidente   della   Regione  siciliana,  per   Statuto,   potrebbe
  partecipare  alle sedute del Consiglio dei Ministri  Il  presidente
  Lombardo,  che rappresenta un partito autonomista, queste  cose  le
  dovrebbe sapere bene
   Io vengo dalla provincia di Trapani, dove quei settori che sono in
  crisi  sono  vitali, come penso per tutta la Sicilia  e  non  posso
  accettare   questo   atteggiamento   di   superficialità,    questo
  atteggiamento indegno per un Presidente della Regione  Non  si  può
  speculare  sui destini e sui bisogni di intere categorie che  hanno
  sofferto,  che stanno soffrendo e che hanno avuto fiducia  in  noi,
  perché abbiamo detto, tutti indistintamente, che avremmo affrontato
  la  tematica  con  passione, con verità, cercando  di  dare  quelle
  risposte che si possono dare.
   E  poi ci veniamo a lamentare perché, evidentemente, il magistrato
  Ingroia  attacca  le  forze politiche  Si può  permettere  di  fare
  questo  un magistrato che, per Costituzione, dovrebbe fare soltanto
  un  mestiere che è quello di applicare le leggi,  perché in  Italia
  il potere esecutivo ce l'ha il Governo, il Parlamento fa le leggi e
  la  Magistratura dovrebbe intervenire soltanto per farle applicare.
  Si  può  permettere  ad  un magistrato di  attaccare  la  politica,
  proprio  perché noi siamo deboli per queste cose, perché non  siamo
  degni  di  fare la politica con la  p  maiuscola, quella che  serve
  per dare risposte vere alla gente
   La  gente ha ripreso le attività soffrendo solo perché non era più
  in grado di resistere. A cosa servono questi tavoli tecnici? A cosa
  servono tutte queste cose che ha detto Lombardo? Cosa c'entrava  in
  quella discussione generale aprire il problema che riguarda il buco
  sulla sanità? A cosa è servito parlare dello Stretto di Messina  in
  quell'occasione?
   E  allora,  come senso di responsabilità, questa classe  politica,
  questi partiti non possono andare avanti e far finta di nulla.  Per
  quanto  mi  riguarda, signor Presidente, le chiedo  di  intervenire
  immediatamente  perché Lombardo trascuri tutto il  resto   Non  c'è
  cosa  più  importante che venire in Aula per discutere dei  destini
  della  Sicilia    Non  si può da un lato dire che  si  sostiene  la
  protesta,  non  si  può da un lato dire che si  lavora  per  quelle
  attività produttive e poi, invece, comportarsi in questa maniera
   Allora,  io sono un semplice parlamentare, sono un novantesimo  di
  quest'Assemblea, però penso che oggi è un giorno triste per  questo
  Parlamento, è un giorno triste per la politica siciliana  perché  -
  ripeto  -  non  è questo il modo di affrontare le tematiche  in  un
  momento  in cui occorre tanta coesione e in cui occorrono decisioni
  forti  e  una statura della politica in grado di cambiare realmente
  le  cose,  perché se continua così, caro Presidente,  i  tempi  che
  verranno saranno tempi veramente tristi

   PRESIDENTE.   Onorevole   Scilla,  la  Presidenza   ha   dato   un
  suggerimento poco fa di fronte ad analoghe obiezioni. C'è una  sola
  arma che prevede la legge: la mozione di sfiducia.

   CRACOLICI. Chiedi di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente,  chiaramente non parlo  sull'invito
  che  fa  la  Presidenza  alla mozione di sfiducia  perché  come  la
  Presidenza

   PRESIDENZA. La Presidenza ha risposto a quesiti che poneva  l'Aula
  per  cui  non c'era altra risposta;  non è che la Presidenza  o  il
  Parlamento possono prendere di peso il Presidente della  Regione  e
  portarlo  in  Aula  Siccome mi si chiede se siamo noi  fallimentari
  perché il Presidente è impegnato in altra faccenda e non può venire
  in Aula, non c'è altro modo regolamentare.

   CRACOLICI. Signor Presidente, se dovessimo eventualmente  rinviare
  la  seduta   in  attesa della mozione di sfiducia, rischieremmo  di
  rivederci  fra un anno e mezzo, perché ancora aspettiamo  le  tante
  dichiarate  mozioni di sfiducia che sono state annunciate.  Quindi,
  le  suggerirei  di evitare di fare appelli ad atti di  questo  tipo
  perché sono - come lei sa - delle armi senza punta.

   PRESIDENTE.  Sono  d'accordo con lei  conoscendo  la  politica  in
  generale, non mi spingo oltre. Concordo con lei.

   CRACOLICI.  Detto  questo, semplicemente avevo  chiesto  -  adesso
  capisco  che  è  diventata un po' una marmellata questo  dibattito,
  perché  non  ho capito più di cosa parliamo, comunque -   mi  fermo
  alla  questione  che era stata posta relativa al disegno  di  legge
  quello sulle cosiddette Province.
   Lo  dico  perché  sento dire che l'UPI avrebbe  posto  rilievi  di
  natura  costituzionale.  E' legittimo avere  rilievi  di  qualunque
  tipo,  ricordo  che  noi  non abbiamo il  passaggio  agli  articoli
  valutandone  la costituzionalità. Ma, detto questo,  in  ogni  caso
  dovremmo  valutare il testo alla fine del percorso, cioè una  volta
  che   la  Commissione  lo  licenzia,  perché  se  noi,  addirittura
  paventando  che  ci  sia  un  rischio  di  incostituzionalità,  non
  facciamo nulla per superare il vizio di costituzionalità eventuale,
  chi  lo  individua,  ha possibilità di presentare  emendamenti  per
  superarlo e, addirittura, ci dobbiamo fermare perché, in attesa del
  rischio  di  incostituzionalità, la soluzione è fermarci.  Beh,  io
  ritengo  che  non sia un pericolo di incostituzionalità,  si  vuole
  semplicemente usare la tecnica parlamentare del rinvio per non fare
  nulla,  si  scrive   costituzionalità  ma si  legge   ostruzionismo
  parlamentare .
   Ora,  siccome noi abbiamo fatto questa discussione in  Commissione
  alla  luce,  anche,  di  una Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   che  aveva  dato  mandato  alla  I  Commissione   di
  cominciare  l'esame, abbiamo fatto una discussione, ci  siamo  dati
  dalla discussione generale che è iniziata credo un mercoledì, si  è
  prolungata  al  martedì successivo, si è rinviato  all'indomani  il
  passaggio  agli  articoli, quindi, otto giorni per  la  discussione
  generale   e   altri   otto  giorni  per  la  presentazione   degli
  emendamenti, beh, voglio dire, non mi pare che ci sia stata  alcuna
  forzatura  procedurale  se  non  il  fatto  che  sono  stati   dati
  complessivamente quindici giorni solo per l'avvio della discussione
  generale e presentazione degli emendamenti.
   Dopodiché valuteremo, discuteremo, ci divideremo, si approverà, si
  boccerà;  io  ho un'altra ipotesi, ho presentato un emendamento  di
  riscrittura  dell'intero  disegno di legge,  può  essere  bocciato,
  approvato,  ma  discutiamo  nel merito.  Dire,  però,  che  siccome
  abbiamo  paura  dei pericoli, e  nel frattempo non facciamo  nulla,
  non  mi  pare  una bella soluzione. Anche perché non  mi  pare  che
  abbiamo  un  grande calendario di lavori davanti a noi e,  siccome,
  tra l'altro, siamo in esercizio provvisorio ricordo che, forse,  le
  uniche leggi che possiamo fare sono quelle che non hanno vincoli di
  spesa  e  questa  è  una tra quelle e non ce ne  sono  molte  altre
  all'esame delle Commissioni.
   Quindi,  suggerirei  anche, per far funzionare  al  meglio  questo
  Parlamento,  quanto  meno  di  discutere,  dividerci,  approvare  o
  bocciare una cosa che, però, il Parlamento possa, in qualche  modo,
  essere chiamato a giudicare.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  ritengo
  che  la  richiesta  dei  tre colleghi dei Gruppi  parlamentari  di,
  eventualmente, approfondire maggiormente il disegno di legge al  di
  là  dei  vizi di costituzionalità o meno che, ovviamente, mi auguro
  che il Governo domani in qualche modo fughi ogni dubbio, ma ritengo
  che sia importante che su questa legge ci sia, almeno, una riunione
  di  maggioranza,  ci  sia  una  riunione  complessiva.  Qui  stiamo
  parlando  di regole e le regole non si fanno andando in Commissione
  in  modo tale che grida più forte chi ha più numeri rispetto ad  un
  Parlamento  assolutamente mutato nella composizione  e  in  qualche
  modo si possa determinare una legge così importante.
   Questa  legge,  così  com'è,  se non viene  discussa,  se  non  si
  prendono le giuste determinazioni, rischiamo di creare ciò che  non
  si  vuole creare, ciò che il Governo non vuole creare, cioè il caos
  istituzionale.
   Io   ritengo  che,  pacatamente,  seriamente,  serenamente,   vada
  affrontata,  anche  domani,  in  Commissione,  alla  presenza   dei
  Presidenti   dei   Gruppi  parlamentari,  alla  presenza   di   più
  parlamentari, un calendario che non ha bisogno di velocità;  non  è
  che  dobbiamo riempire un buco e ci mettiamo la soppressione  delle
  Province,  la  costituzione di liberi consorzi o  quei  disegni  di
  legge  che  attualmente abbiamo solo perché  dobbiamo  riempire  un
  buco.  Questo, onorevoli colleghi, è un problema del Governo e  del
  Parlamento, vuol dire che tutto quello che poi si dice, quando  non
  si riempie il buco, vuol dire che c'è qualcosa che non va in questo
  Parlamento.
   E  allora,  bisogna, con molto buon senso, senza prove  di  forza,
  senza  pensare che ognuno abbia il verbo e la certezza di risolvere
  i   problemi   di  carattere  istituzionale.  Stiamo  parlando   di
  istituzioni,  non  stiamo parlando di altro e  stiamo  parlando  di
  istituzioni  facendo  anche una legge che  può  essere  una  grande
  riforma  ma che rischia, questa grande riforma, anche di  inceppare
  un meccanismo che, in qualche modo, oggi è andato avanti.
   E  allora, io sono del parere, io personalmente ho una mia  teoria
  su  questa vicenda, però, ne parleremo anche domani in Commissione,
  io ritengo che, e invito il Presidente della Commissione, di essere
  uomo  che  cerca  in  qualche  modo di  non  essere  di  parte  (il
  Presidente della Commissione generalmente che deve garantire un po'
  tutti  i  parlamentari),   di trovare il modo  domani  di  fare  un
  dibattito.  Per carità, possiamo per quanto mi riguarda  cominciare
  nel  merito  degli emendamenti, però ritengo che nel  merito  degli
  emendamenti saremo talmente divisi perché non so praticamente  qual
  è  il  testo, se dobbiamo votare il testo del Governo, se  dobbiamo
  votare altri testi, considerato che in questo momento sono arrivati
  in  prima  Commissione, come il Presidente Minardo  sa,  tantissimi
  emendamenti.
   Sulle  regole secondo me non dovremmo dividerci, dovremmo  trovare
  il   giusto  equilibrio,  se  ci  sono  le  condizioni,  altrimenti
  ovviamente maggioranza e opposizione si confrontano e poi si decide
  in  Parlamento.  Quindi, Presidente Formica,  in  qualche  modo  si
  faccia interprete di un messaggio di pacificazione, diciamo di buon
  senso.
   Oggi,  vorrei  ricordare anche che nelle nove  province  regionali
  sono  stati  fatti  nove  consigli  provinciali  straordinari  dove
  rappresentanti  eletti di tutti i partiti hanno  detto  la  loro  e
  hanno espresso documenti.
   Mi  piacerebbe poter capire cosa c'è, cosa non c'è, quali sono  in
  qualche  modo  le posizioni. Affrontiamola con piena serenità,  non
  penso  che  una  settimana cambi la vita di questo Parlamento.  Per
  carità,  se  poi  non  ci sono leggi non è che possiamo  farle  per
  forza.  Questa è una legge, al di là di tutto, molto  seria  perché
  attraverso  questa  legge tutto ricade in termini  di  servizi  dei
  cittadini   e  noi  dobbiamo  dare  prova  assoluta  di  legiferare
  nell'interesse supremo dei cittadini che governiamo.
   Un'ultima cosa: non è che noi possiamo sottovalutare in ogni  caso
  i vizi di costituzionalità? Vorrei ricordare che questo Parlamento,
  proprio  per  la  fretta, spesso, di legiferare, nelle  ultime  tre
  leggi abbiamo avuto falcidiati le nostre leggi.
   Allora,  ogni  volta che il Commissario dello Stato interviene  su
  una  norma, su un comma, su una virgola nei nostri confronti è,  se
  mi  consentite, una piccola delegittimazione. Quindi, un minimo  di
  cautela  o  un  massimo  di cautela alla Presidenza  dell'Assemblea
  affinché si garantisca che le leggi che escono da quest'Aula  siano
  assolutamente costituzionali e che corrispondano ovviamente a tutti
  i crismi di legittimità costituzionale.
   Quindi,  il mio è un invito a non caricare di grandissima tensione
  questo disegno di legge e domani, qualora ci sono le condizioni, di
  poter discutere serenamente ognuno nelle posizioni che ritiene  più
  opportune.

  PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  la  Presidenza,  alla  luce  del
  dibattito  che  c'è stato, ritiene  che ci siano motivi  abbastanza
  fondati  perché si dia la possibilità ai parlamentari di esercitare
  appieno il loro ruolo, in quanto su una materia come quella che c'è
  in trattazione è ovvio che è indispensabile che intanto il Governo,
  che  peraltro  dovrebbe  essere  domani  in  Commissione,  dia   le
  delucidazioni necessarie e comunque la sua opinione, il  suo  punto
  di  vista riguardo ai disegni di legge e ai rilievi che sono  stati
  presentati.  Né  tanto  meno  si  può  valutare  l'attività  di  un
  Parlamento  a  peso  e  cioè a numero di leggi  che  si  approvano.
  Bisognerebbe,  piuttosto,  valutarlo rispetto  alla  qualità  delle
  leggi  che  si  vanno ad approvare, vieppiù in  ragione  del  fatto
  dell'importanza della norma che è in discussione.
   Quindi.  invito  espressamente il Presidente della  Commissione  a
  consentire che domani stesso, in seguito all'audizione da parte del
  Governo e alla presenza da parte del Governo in Commissione che già
  stato  convocato, si stabilisca insieme con tutti  i  componenti  e
  quindi  con   tutti  i  Gruppi un ragionevole lasso  di  tempo  per
  consentire  che, in una materia così delicata, ci possa  essere  la
  giusta  sintesi,  il  giusto apporto di tutte le  forze  politiche,
  perché  ovviamente una materia che riguarda le regole  deve  vedere
  l'apporto di tutte le forze politiche al fine di esitare un disegno
  di  legge  che  sia inappuntabile, inoppugnabile e che rappresenti,
  appunto, una riforma vera che interessa tutti i cittadini.

   CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, entro subito nel merito per quello che
  riguarda l'ordine del giorno di domani, al secondo punto,  dopo  le
  comunicazioni,   viene  indicata  la  relazione  conclusiva   della
  Commissione  per le indagini su Sicilia e-Servizi  di  cui  anch'io
  sono componente.
   Dato e considerato che io, così come diversi colleghi, non abbiamo
  avuto  nessun tipo di convocazione, non siamo addivenuti a  nessuna
  conclusione,  non ho ben compreso se noi domani dobbiamo  discutere
  su  una  conclusione,  così come oggi è stata fatta  rispetto  alla
  Commissione  sull'indagine  sulla  formazione,  perché  rispetto  a
  questo la Commissione non ha concluso i propri lavori.

   PRESIDENTE. Onorevole Caronia, la relazione è da tempo depositata,
  la relazione e gli appunti che lei vorrà fare li farà domani.
   Onorevoli  colleghi,  la sedute è rinviata a domani,  mercoledì  1
  febbraio 2012, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


   I  -Comunicazioni

  II  -  Discussione della relazione conclusiva della Commissione
  parlamentare speciale sul piano di informatizzazione della Regione
  siciliana, con particolare riferimento agli affidamenti alla
  società 'Sicilia e-Servizi' s.p.a. (Doc. VI)
             Relatore: on. Savona

    III  -Discussione della mozione:

   -N. 297  Iniziative per agevolare l'accesso al credito delle
     aziende siciliane a seguito della trasformazione dell'IRFIS da
     istituto bancario a società finanziaria regionale .
     (22 settembre 2011)

                                D'ASERO-LEONTINI-TORREGROSSA-CAPUTO
                                                      BOSCO-LIMOLI-
                            CORONA-MANCUSO-BENINATI- SCOMA-FALCONE-
                                                           POGLIESE

                   La seduta è tolta alle ore 18.32

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
                            alle ore 21.00

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

    Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Infrastrutture e
                               Mobilità»

   FALCONE.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   l'autostrada A 19 Catania-Palermo è una strada di grande viabilità
  gestita dall'A.N.A.S.;

   malgrado  la  detta  arteria  sia  contraddistinta  da  un  flusso
  veicolare  di notevolissima portata, in diversi tratti è sottoposta
  a  continui  interventi manutentivi che creano non  pochi  problemi
  allo stesso traffico veicolare;

   considerato che da oltre tre anni, in direzione Catania, il tratto
  che  va da Resuttano sino a Ponte Cinque Archi è sottoposto  ad  un
  restringimento  della  carreggiata che ingolfa  il  traffico  degli
  automezzi e rende anche pericoloso lo stesso tratto autostradale;

   atteso che, nonostante la collocazione delle strutture di plastica
  che  evidenzierebbero  l'inizio di  lavori  manutentivi,  ancora  a
  distanza  di  tre  anni  nulla è stato fatto,  con  il  conseguente
  disagio  e  rischio  per gli automobilisti che transitano  in  quel
  tratto autostradale;

   per  sapere quali iniziative urgenti intendano intraprendere e  se
  abbiano  previsto un intervento definitivo che possa  riportare  la
  carreggiata  di cui al tratto Buonfornello Tremonzelli  allo  stato
  originario  e,  di  conseguenza, evitare che nella  stessa  arteria
  debba  permanere il suddetto stato di costante pericolo sia  per  i
  viaggiatori che per l'intero traffico veicolare». (1731)

   Risposta.  -  «Con   riferimento  all'interrogazione  indicata  in
  oggetto, preliminarmente si rappresenta che, al fine di predisporre
  il  Piano  di riparto 2011, gli enti gestori delle riserve naturali
  e degli enti parco sono stati invitati a presentare le richieste di
  adesione,  come  del  resto rilevato nello stesso  atto  ispettivo.
  L'importo complessivo delle suddette richieste è risultato pari  ad
  euro   9.575.000,00,   cifra  notevolmente  superiore   all'importo
  disponibile  sul capitolo 442532 per l'esercizio finanziario  2011,
  con l'inevitabile conseguenza di dovere provvedere ad una selezione
  delle stesse al fine di rientrare nei limiti dello stanziamento  di
  bilancio.
   Pertanto,  il  competente Servizio del Dipartimento  Ambiente,  al
  fine  di  individuare gli interventi da finanziare,  ha   trasmesso
  dettagliato  rapporto all'Assessore pro-tempore in data  7/10/2010,
  unitamente  al  prospetto degli interventi  e dei relativi  importi
  richiesti. L'Assessore, sulla base dei dati trasmessi, tenuto conto
  della  disponibilità del citato capitolo di bilancio, evidentemente
  inferiore  rispetto all'entità delle richieste  di  cui  sopra,  ha
  definito  un  prospetto degli interventi autorizzati, motivando  le
  scelte    effettuate    e    così   le   conseguenti    esclusioni,
  ritrasmettendolo agli Uffici competenti per la predisposizione  del
  relativo decreto di impegno».
                                         L'Assessore

   (Avv. Sebastiano Di Betta)

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture, premesso che:

   da  oltre  sei anni l'asse viario Portella - Colla che collega  il
  comune  di  Polizzi Generosa, in provincia di Palermo,  e  l'intero
  comprensorio delle Madonie è ancora chiuso per la mancata messa  in
  opera degli interventi di ripristino;

   nonostante  i  numerosi  solleciti da  parte  dell'amministrazione
  comunale  di  Polizzi Generosa, ad oggi non sono  stati  avviati  i
  lavori per consentire l'apertura dell'asse viario;

   considerato  che  la chiusura della strada Polizzi  -  Portella  -
  Colla'  di  Polizzi  Generosa, oltre  a  causare  gravi  disagi  ai
  cittadini,  determina anche gravissime conseguenze per lo  sviluppo
  economico  ed  imprenditoriale  dell'intera  area  interessata.  La
  viabilità,   infatti,   rappresenta  una   componente   strutturale
  fondamentale  per  lo  sviluppo economico che senza  le  necessarie
  infrastrutture non può realizzarsi;

   per sapere:

   quali atti abbiano adottato o intenda adottare per predisporre gli
  interventi  necessari  al fine di consentire  la  riapertura  della
  strada Portella Colla;

   quali   provvedimenti  siano  stati  adottati  per   attivare   il
  dipartimento  regionale della protezione civile; i  motivi  che  ad
  oggi non consentano la riapertura dell'asse viario». (1759)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 1759  a  firma
  dell'onorevole Caputo, si rappresenta quanto segue.
   Il  Servizio 9  Infrastrutture Viarie e Trasporti, per il  tramite
  del  Dirigente generale delle infrastrutture, mobilità e  trasporti
  ha  comunicato  che  in atto non sono disponibili  risorse  per  il
  finanziamento  di  strade provinciali, comunali o interprovinciali,
  di  contro ha in gestione i fondi del PO FESR 2007/2013 (meuro 103)
  linea  d'intervento 1.1.4.1  riqualifica funzionale della viabilità
  secondaria  di competenza provinciale, mediante interventi inseriti
  nei Piani Provinciali di adeguamento e gestione della viabilità  di
  competenza, redatti dalle province ai sensi dell'art.1  comma  1152
  della L.296/2006.
   La suddetta Linea d'intervento prevede risorse aggiuntive rispetto
  a quelle dello Stato che ha destinato alle Province regionali Meuro
  350.
   Si  ritiene opportuno precisare che dal testo dell'atto  ispettivo
  in  oggetto  non  si  evince se trattasi di  strada  provinciale  e
  comunale,  si rappresenta infine che dalla consultazione del  piano
  presentato dalla Provincia Regionale di Palermo non si rileva alcun
  intervento sulla Strada Polizzi Generosa-Portella Colla».

   L'Assessore

   (dott. Carmelo Pietro Russo)

   DI BENEDETTO. - «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità
  e all'Assessore per l'economia, premesso che:

   con  nota del settembre 2008, a firma del sindaco Dino De  Rubeis,
  veniva  richiesto  il  finanziamento di  euro  2.970.000,00  all'ex
  Assessorato   Bilancio  della  Regione  siciliana;   la   richiesta
  riportava  espressamente:  '(...) allo  stato  attuale  la  piscina
  coperta incompleta, ormai chiusa da parecchi anni, versa in cattive
  condizioni e che tale struttura se completata apporterebbe vantaggi
  sociali  notevoli (...) è stato redatto il progetto  esecutivo  dei
  lavori  in  oggetto (...) il progetto presenta il  seguente  quadro
  tecnico-economico di spesa: Lavori a base d'asta comprensivi  degli
  oneri  per  la  sicurezza euro 2.240.000,00  Somme  a  disposizione
  dell'Amministrazione  centrale euro 730.000,00  Totale  complessivo
  euro  2.970.000,00,  a Codesto Assessorato al  Bilancio  di  volere
  finanziare   l'opera   in  questione  per  un   importo   di   euro
  2.970.000,00';

   la  spesa  prima indicata e con le finalità sociali  dichiarate  è
  stata  inserita  dall'ex  Assessorato  Bilancio  nei  programmi  di
  finanziamento  della  Regione siciliana al  capitolo  672133  della
  delibera   di   G.R.  n.  224  del  30.09.2008,  con   la   dizione
  completamento della piscina coperta nel comune di Lampedusa;

   all'ufficio  tecnico  comunale,  alla  data  della  richiesta   di
  finanziamento avanzata dal sindaco, non era giacente altro progetto
  esecutivo  se non quello elaborato dall'arch. Calogero  Baldo,  che
  trattava specificatamente il completamento della piscina;

   il  sindaco  Dino  De  Rubeis, nell'attesa della  definizione  del
  contributo  richiesto,  con nota prot.  n.  11412  del  12.09.2008,
  richiedeva   al  progettista,  arch.  Calogero  Baldo,   l'ennesimo
  adeguamento   alle   norme   sui   lavori   pubblici   vigenti    e
  l'aggiornamento dei prezzi al progetto dei lavori in questione;

   in   seguito  alla  succitata  richiesta,  in  data  8.10.2008  il
  progettista trasmetteva al comune di Lampedusa e Linosa il progetto
  adeguato  ed  aggiornato nei prezzi. Il progetto  esecutivo  veniva
  acquisito al protocollo del comune con il n. 13565 del 6.11.2008  e
  recava  un importo complessivo relativo al quadro tecnico-economico
  di spese previste di euro 2.970.000,00;

   considerato che:

   successivamente,  l'ex  Assessorato Lavori pubblici,  dipartimento
  LL.PP.-servizio  2 ,  con  nota prot. 394571  del  16.06.2009,  con
  oggetto  'LAMPEDUSA-COMPLETAMENTO  PISCINA  COPERTA',  invitava  il
  comune  di Lampedusa a trasmettere il progetto esecutivo  al  genio
  civile  di  Agrigento, organo preposto dall'ex  Assessorato  Lavori
  pubblici alla definizione di tutti i successivi atti amministrativi
  per l'appalto dell'opera;

   nella  medesima nota assessoriale veniva riportato '(...)  Codesti
  Enti, pertanto, cureranno gli adempimenti  di rispettiva competenza
  e    trasmetteranno   la   documentazione   sinora    adottata    e
  specificatamente    quella   relativa   all'attuale    stadio    di
  realizzazione  della piscina al cui completamento  è  destinato  il
  finanziamento di euro 2.970.000,00 disposti dalla Giunta  Regionale
  con la delibera n. 224/08 (...)';

   rilevato che:

   è  del  tutto evidente che, alla data del 16.06.2009, il  progetto
  esecutivo   di  completamento  della  piscina,  già   in   possesso
  dell'ufficio  tecnico comunale, poteva essere  trasmesso  al  genio
  civile   e  di  conseguenza  all'ex  Assessorato  regionale  Lavori
  pubblici;

   il  comune di Lampedusa ha invece temporeggiato incaricando per la
  stessa piscina, ma per una tipologia diversa di intervento definita
  riqualificazione, un altro professionista in data il 18.12.2009;

   l'indomani,  in data 19.12.2009, il professionista sopra  indicato
  ha presentato in Assessorato un progetto di riqualificazione;

   il  succitato progetto non rispondeva e non risponde oggi, sia per
  data  e  sia  anche  per  l'oggetto,  al  progetto  originariamente
  dichiarato nella richiesta di finanziamento avanzata dal sindaco di
  Lampedusa  e  di conseguenza incluso nella delibera  di  Giunta  di
  Governo;

   la  riqualificazione presuppone l'esistenza di un edificio già  di
  per  sé qualificato funzionalmente, circostanza non vera, in quanto
  allo  stato  attuale la piscina non è funzionale, come tra  l'altro
  aveva  espressamente  dichiarato  il  sindaco  nella  richiesta  di
  finanziamento;

   il  manufatto  è composto dalle strutture in cemento  armato,  dai
  tampognamenti e dal tetto, l'opera è palesemente incompleta, motivo
  unico  che  ha spinto il sindaco di Lampedusa in un primo  tempo  a
  richiederne   il  completamento,  per  il  quale  ha  ottenuto   il
  finanziamento;

   in   seguito  ad  ulteriori  corrispondenze  miranti  a  dibattere
  l'oggetto del finanziamento, l'ex Assessorato Lavori pubblici,  con
  il  decreto  dirigenziale n. 3085/5501 del 9.12.2010, ha finanziato
  la  riqualificazione  della  piscina  di  Lampedusa,  ponendosi  in
  contrasto  con  la stessa richiesta avanzata originariamente  dallo
  stesso   sindaco  e  finanziando  la  riqualificazione  e  non   il
  completamento,  confidando su un progetto mai posto  a  base  della
  richiesta di finanziamento, in quanto redatto nella notte tra il 18
  ed   il   19.12.2009  (ampiamente   successivo  al   finanziamento)
  allontanandosi   totalmente   dall'oggetto   posto   a   base   del
  finanziamento  incluso  nel  cap.  672133  del  bilancio   con   la
  deliberazione  n.  224  del  30.09.2008  della  Giunta  di  Governo
  regionale;

   per sapere:

   se  non  ritengano opportuno, in considerazione delle  circostanze
  verificatesi,   accertare   l'iter   progettuale   relativo    alla
  realizzazione  dell'impianto sportivo  in  oggetto  valutandone  la
  corretta  corrispondenza  e  rispetto delle  norme  in  materia  di
  appalti;

   se  non  ritengano  necessario,  accertate  le  procedure  seguite
  nell'iter  progettuale,  porre in essere ogni  iniziativa  utile  a
  ripristinare   il  corretto  utilizzo  del  finanziamento   dell'ex
  Assessorato Bilancio, come previsto dalla delibera di G.R.  n.  224
  del  30.09.2008,  recante  disposizioni relative  al  completamento
  della piscina coperta nel comune di Lampedusa». (1769)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 1769  a  firma
  dell'onorevole Di Benedetto, si forniscono i seguenti  elementi  di
  risposta acquisiti per il tramite del competente Dirigente generale
  delle infrastrutture, mobilità e trasporti.
   Si   ritiene   opportuno  premettere  che,   in   relazione   alla
  sostituzione del progettista incaricato di redigere il progetto dei
  lavori   per   la  piscina  di  Lampedusa,  la  competenza   e   la
  responsabilità  restano  in capo al Comune  di  Lampedusa,  che  ha
  annullato la delibera con la quale era stato formalizzato il  primo
  incarico,  affidando con Determina Sindacale n. 129 del  16/12/2008
  ad altro professionista la progettazione dei lavori.
   Per  quanto riguarda invece la paventata utilizzazione  dei  fondi
  per   finalità   diverse   da   quelle  originariamente   previste,
  circostanza  che  si  verificherebbe,  secondo  quanto   ipotizzato
  dall'onorevole    interrogante,   a   seguito   della    differente
  denominazione  del  nuovo  progetto, si  rappresenta  che,  secondo
  quanto  comunicato dal Dipartimento della Programmazione,  e,  come
  confermato   dagli   Uffici   di  questo   Dipartimento,   trattasi
  esclusivamente di una differente intitolazione tra i due  progetti,
  in  quanto  anche  il progetto denominato  riqualificazione   della
  piscina  di  Lampedusa   è finalizzato, come  nel  primo  caso,  al
  completamento dell'unica piscina pubblica esistente sull'isola».

                                         L'Assessore

   (dott. Carmelo Pietro Russo)

   CORONA.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che l'interrogante  in  data
  11  marzo  2010 presentava interrogazione di analogo argomento  per
  avere  notizie sulla soppressione del collegamento Floresta Messina
  e nel contempo per chiedere la convocazione urgente della società e
  dei sindaci interessati;

   premesso inoltre che, con nota a firma dell'Assessore pro-tempore,
  on.   Luigi   Gentile,  prot.  2482/gab,  l'Assessorato   regionale
  Infrastrutture e mobilità rispondeva che, a seguito di contratto  e
  secondo  clausole in esso scritte, è facoltà della società Interbus
  spa nel razionalizzare le corse degli autobus, sospendere una o più
  corse;

   ritenuto   che,  trattandosi  di  servizio  pubblico,   anche   in
  attuazione   alla  citata  norma,  non  possono,  senza  preventiva
  istruttoria  e conseguente autorizzazione, essere eliminate  corse,
  altrimenti si consentirebbe la eliminazione di tutte le  corse  che
  non trasportano - a giudizio dei concessionari, che certamente sono
  di parte - un numero sufficiente di persone, con la conseguenza che
  verrebbero a cessare la gran parte dei collegamenti nei comuni  più
  disagiati;

   considerato  che  il mantenimento costante di  un  collegamento  è
  condizione  essenziale  per  lo  sviluppo  economico,  turistico  e
  sociale delle aree servite;

   ritenuto  ancora  che  sopprimere  anche  solo  un  corsa  di   un
  collegamento  arreca di fatto grave nocumento alle popolazioni  che
  lo subiscono;

   per sapere quali provvedimenti urgenti intendano intraprendere  al
  fine  di  ripristinare  la corsa del collegamento  Messina-Floresta
  affinché  le  comunità  da esso attraversate possano  continuare  a
  sperare   in  una  crescita  certa  delle  condizioni  sociali   ed
  economiche». (1858)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 1858  a  firma
  dell'onorevole  Corona,  si  forniscono  i  seguenti  elementi   di
  risposta  acquisiti  per  il tramite del Dirigente  generale  delle
  infrastrutture, mobilità e trasporti.
   Il  servizio  di trasporto pubblico locale Floresta  -  Messina  è
  affidato  alla Soc. Interbus S.p.a. di Enna, ed è regolamentato  da
  un  apposito contratto di affidamento provvisorio stipulato in data
  28/09/2007 tra detta Società e la Regione siciliana ai sensi del VI
  comma  dell'art.  27  della  Legge  regionale  22/12/2005,  n.  19,
  repertorio n. 167 ed aggiornato in data 22 aprile 2009.
   Le  clausole  del summenzionato contratto prevedono che  l'azienda
  abbia  la facoltà di razionalizzare i servizi affidati in relazione
  alla domanda di utenza da servire.
   Di  conseguenza,  accertata  la  mancanza  di  utenza  nelle  sole
  giornate di sabato, la società ha richiesto ed ha avuto autorizzato
  la  riduzione dell'esercizio delle giornate di sabato nei  mesi  di
  luglio e agosto di ogni anno, continuando ad assicurare l'eventuale
  domanda  di  trasporto  in  detto  giorno  mediante  coincidenza  a
  Randazzo  con  altri  autoservizi  gestiti  sempre  dalla  medesima
  azienda.
   Il  Dipartimento Infrastrutture, e in particolare il  Servizio  1,
  saranno  disponibili a valutare soluzioni migliorative del servizio
  in  questione, ove venissero adeguatamente rappresentate le  mutate
  esigenze dell'utenza ai predetti Uffici».

   L'Assessore

      (dott. Carmelo Pietro Russo)

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione,  all'Assessore  per  la
  famiglia, le politiche sociali e il lavoro e all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   con provvedimento della Prefettura di Palermo sono stati segnalati
  pericoli  di  infiltrazioni mafiose all'interno della  società  New
  Port  che  gestisce  i servizi portuali all'interno  del  porto  di
  Palermo;

   tale  situazione ha comportato la revoca delle autorizzazioni  per
  l'esercizio  dell'attività,  atteso che,  secondo  quanto  indicato
  dalla Prefettura di Palermo, all'interno della società vi sarebbero
  soggetti legati a boss di Cosa nostra;

   considerato che:

   il    porto   di   Palermo   rappresenta   una   fondamentale   ed
  importantissima infrastruttura dell'intera Sicilia,  che  necessita
  dei servizi portuali, e che all'interno vi si svolgono numerose  ed
  importanti operazioni commerciali;

   proprio per la natura dei servizi si reputa necessario conoscere i
  criteri di assunzioni e le modalità di controllo del personale  che
  opera nelle zone dell'area portuale di Palermo;

   ritenuto che:

   all'interno dello scalo marittimo del porto di Palermo lo  scambio
  di  merci assume dimensioni notevoli anche per centinaia di milioni
  di euro;

   pertanto, occorre conoscere i criteri di selezione e di avviamento
  del personale;

   per sapere:

   quali  provvedimenti abbiano adottato in merito alla vicenda della
  società  New Port che gestisce i servizi presso lo scalo  marittimo
  di Palermo;

   i  criteri  e  le  modalità  di assunzione  e  di  avviamento  del
  personale in servizio;

   chi,  attualmente,  gestisce i servizi all'interno  del  Porto  di
  Palermo». (1895)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 1895  a  firma
  dell'onorevole Caputo, a seguito di quanto comunicato dal Dirigente
  generale delle infrastrutture, mobilità e trasporti, si rappresenta
  che l'atto ispettivo in questione, non rientra tra le competenze di
  questo Assessorato.
   Il  controllo  delle  operazioni portuali e delle  altre  attività
  commerciali  e  industriali  esercitate  nel  porto  di  Palermo  è
  demandato  all'Autorità  portuale di Palermo,  istituita  ai  sensi
  dell'art.  6  della legge 28 gennaio 1984, n. 84 , e  sottoposta  a
  vigilanza   e  controllo  dal  Ministero  delle  Infrastrutture   e
  Trasporti».

   L'Assessore

   (dott. Carmelo Pietro Russo)

                    Rubrica «Territorio e Ambiente»

   INCARDONA.  -  «All'Assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente,
  premesso che:

   la Regione siciliana nel tempo ha inteso programmare e attuare una
  politica  ambientale improntata alla protezione ed alla contestuale
  valorizzazione naturalistica del territorio regionale;

   tradotta  in cifre, la politica ambientale di cui sopra, in  atto,
  si concretizza in ben 4 parchi regionali, più un quinto istituendo,
  quello  dei Monti Iblei, i quali occupano una superficie di 185.824
  ettari,  pari  al 7,2% del territorio della regione, e  76  riserve
  naturali  regionali,  per  una  superficie  complessiva  di  85.181
  ettari,  pari  al  3,3% della superficie regionale,  ed  ancora  di
  particolare  rilievo  le zone umide, le aree  marine  protette,  le
  cosiddette zone S.I.C. (sito di importanza comunitaria) e le Z.P.S.
  (zone di protezione speciale);

   la  tutela  del  patrimonio  ambientale  siciliano,  di  fatto,  è
  delegata in gran parte agli enti di gestione che assolvono  a  tale
  compito  in  sinergia con gli uomini del Corpo forestale  regionale
  con  l'utilizzo  di maestranze qualificate e generiche  avviate  ai
  cantieri forestali;

   considerato che:

   nell'ottica  di fornire servizi per la custodia, la  manutenzione,
  la  tutela e a fruizione dei beni ambientali e delle aree  protette
  (parchi  e  riserve), la regione con deliberazione n. 291  è  stata
  creata la società mista denominata Biosphera s.p.a.;

   in  data 29.12.2001 è stato stipulato il contratto di servizio tra
  l'Assessorato  regionale  Territorio  e  ambiente  e   la   società
  Biosphera approvato con D.A. n. 12/GAB del 31.12.2001, con il quale
  la  gestione delle attività e dei servizi, e sono stati fissati gli
  impegni reciproci tra le parti;

   visti:

   il  contratto  di  servizio stipulato tra l'Assessorato  regionale
  Territorio  e  la Biosphera, in data 10.06.2003, i successivi  atti
  aggiuntivi e non ultima la delibera di Giunta n. 188 del  5  agosto
  2011  con la quale è stata prorogata la citata convenzione fino  al
  31 dicembre 2011;

   la  legge  regionale di bilancio per l'esercizio finanziario  2011
  che   al   capitolo   442532,  rubrica  2,  Assessorato   regionale
  Territorio, ha destinato la somma di 2.452.000,00 dal quale è stata
  impegnata  la  somma di 1.652.000,00 a copertura  delle  spese  per
  l'attuazione del piano di riparto delle risorse per gli  interventi
  da affidare alla Biosphera;

   le note del servizio 4  dell'Assessorato Territorio prot. n. 37009
  del  7 giugno 2011 e n. 38479 del 08.06.2011, con le quali gli enti
  gestori delle riserve naturali e gli enti parco sono stati invitati
  a presentare le richieste di adesione al piano di riparto 2011;

   atteso  che in adesione alle previsioni delle suddette  note,  gli
  uffici  dell'U.O.A. riserve naturali sono state redatte due  schede
  d'intervento  nello specifico: una riguardante la riserva  naturale
  'Macchia Foresta del fiume Irminio' per un importo complessivo pari
  a   100.000,00  euro,  l'altra  riguardante  la  riserva   naturale
  orientata  'Pino  D'Aleppo'  per  un  importo  complessivo  pari  a
  200.000,00 euro;

   visto   il   D.D.G.   dell'Assessorato  Territorio,   dipartimento
  regionale dell'ambiente n. 808 del 2 novembre 2011, con il quale si
  approva  il  piano  di  riparto delle risorse  per  gli  interventi
  accolti positivamente, da affidare alla Biosphera;

   considerato  che  il  mancato inserimento nel piano  dei  progetti
  avanzati  dagli  uffici dell'U.O.A. relativi alle riserve  naturali
  orientate  'Macchia  Foresta del fiume Irmino' e  'Pino  D'Aleppo',
  presenti  nel  territorio ragusano, determina grave pregiudizio  al
  proseguo dell'attività di gestione delle stesse riserve;

   per  sapere  i  motivi che abbiano determinato il non accoglimento
  nel  piano di riparto delle risorse per gli interventi accolti, dei
  progetti avanzati dagli uffici dell'U.O.A.  relativi  alle  riserve
  naturali   orientate  'Macchia Foresta del fiume  Irmino'  e  'Pino
  D'Aleppo', presenti nel  territorio ragusano». (2275)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta.  -  «Con  riferimento  all'interrogazione  indicata   in
  oggetto, preliminarmente si rappresenta che, al fine di predisporre
  il  Piano  di riparto 2011, gli enti gestori delle riserve naturali
  e degli enti parco sono stati invitati a presentare le richieste di
  adesione,  come  del  resto rilevato nello stesso  atto  ispettivo.
  L'importo complessivo delle suddette richieste è risultato pari  ad
  euro   9.575.000,00,   cifra  notevolmente  superiore   all'importo
  disponibile  sul capitolo 442532 per l'esercizio finanziario  2011,
  con l'inevitabile conseguenza di dovere provvedere ad una selezione
  delle stesse al fine di rientrare nei limiti dello stanziamento  di
  bilancio.
   Pertanto,  il  competente Servizio del Dipartimento  Ambiente,  al
  fine  di  individuare gli interventi da finanziare,  ha   trasmesso
  dettagliato  rapporto all'Assessore pro-tempore in data  7/10/2010,
  unitamente  al  prospetto degli interventi e dei  relativi  importi
  richiesti. L'Assessore, sulla base dei dati trasmessi, tenuto conto
  della  disponibilità del citato capitolo di bilancio, evidentemente
  inferiore  rispetto all'entità delle richieste  di  cui  sopra,  ha
  definito  un  prospetto degli interventi autorizzati, motivando  le
  scelte    effettuate    e    così   le   conseguenti    esclusioni,
  ritrasmettendolo agli Uffici competenti per la predisposizione  del
  relativo decreto di impegno».

                                                       L'Assessore
                                                 (Avv. Sebastiano  Di
                                               Betta)

                                              ASSEMBLEA     REGIONALE
  SICILIANA

                                                  SERVIZIO      DELLE
  COMMISSIONI

   RELAZIONE  SUI  RISULTATI  DEL  LAVORO  SVOLTO  DALLA  COMMISSIONE
  PARLAMENTARE  SPECIALE  DI INDAGINE E DI  STUDIO  SULLA  FORMAZIONE
  PROFESSIONALE.

                         Giugno-dicembre 2011

                                INDICE:

    1. Introduzione                        pag. 4
  2. Premessa: la normativa in materia di formazione
  professionale    .pag. 6
  3. I dati forniti dall'Amministrazione             ........pag. 12
  4. Le audizioni con i sindacati e i rappresentanti degli enti di
  formazione e con i vertici dell'Amministrazione
  regionale             .pag. 28
     5. Alcune considerazioni della Corte dei conti           ...pag.
  42
     6. Le conclusioni della Commissione               .pag. 44

                             INTRODUZIONE

   La  Commissione speciale di indagine e di studio sulla  formazione
  professionale  è  stata costituita ai sensi  dell'art.  29-ter  del
  Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana che  prevede
  l'istituzione presso la stessa Assemblea di Commissioni speciali di
  indagine  e  di  studio con durata limitata (prorogabile  una  sola
  volta per un tempo non superiore a quello inizialmente assegnato).
   Ai  sensi del comma 2 dello stesso articolo 29-ter, le Commissioni
  speciali   riferiscono  per  iscritto  sui  risultati  della   loro
  indagine e dello studio .
   In  particolare, la Commissione speciale di indagine e  di  studio
  sulla  formazione professionale è stata costituita con decreto  del
  Presidente  dell'Assemblea n. 258 del  6  maggio  2011  sulla  base
  dell'ordine  del  giorno n. 128 approvato dall'Assemblea  regionale
  nella  seduta  d'Aula  n. 81 del 2 aprile 2009,  con  il  quale  si
  invitava il Presidente a costituire, ai sensi dell'art. 29-ter  del
  Regolamento  interno  dell'ARS, per la durata  di  mesi  tre,   una
  commissione  di  indagine  e di studio al  fine  di  consentire  al
  parlamento  di  acquisire  gli elementi necessari  alla  conoscenza
  delle  attività connesse alla formazione professionale in relazione
  a quanto previsto dalla legge regionale n. 24 del 1976.
   Così  recita il predetto ordine del giorno:  La commissione  dovrà
  assumere  tutti  gli  elementi utili a  verificare  l'entità  delle
  risorse  impegnate, a valutare eventuali inefficienze e  sprechi  a
  partire  dalla  ricognizione sulle modalità di finanziamento  degli
  enti, sul sistema di accreditamento e sulle procedure di immissione
  nel  settore, sulle quantità di ore finanziate, sulla distribuzione
  territoriale  dei  corsi  e  la loro effettiva  realizzazione,  sul
  numero  degli  allievi  e le quantità di abbandoni  e  di  successo
  formativo,  infine  sulla quantità di addetti  (personale  docente,
  tecnico   e  amministrativo)  con  rapporto  di  lavoro   a   tempo
  indeterminato e determinato, con particolare riferimento al periodo
  che  va  dal 2004 al 2008  (va peraltro segnalato che in  occasione
  dell'insediamento  della Commissione il Presidente  dell'Assemblea,
  onorevole  Francesco Cascio,  ha prolungato tale periodo fino  alla
  data di insediamento della Commissione, 21 giugno 2011).
   Nel corso della seduta n. 283 del 21 settembre 2011 l'Assemblea ha
  accolto,  a  norma  dell'art.  29 ter,  comma  3,  del  Regolamento
  interno,   la  richiesta di proroga della durata della  Commissione
  per un periodo di ulteriori mesi tre.

   Nella  qualità di Presidente della Commissione, mi sono  impegnato
  anzitutto a garantire che questa potesse disporre di dati  completi
  e  attendibili relativi alle tematiche considerate, e a tal fine ho
  formalmente richiesto ai dirigenti dell'Amministrazione di  fornire
  tutta la necessaria documentazione al riguardo. Ho quindi proceduto
  a convocare la Commissione per una serie di
   audizioni con   i rappresentanti delle associazioni degli  enti   e
  dei  sindacati  della  formazione  e con i vertici  delle  strutture
  dell'Amministrazione  regionale preposte al settore,  ritenendo  che
  dai  soggetti  più  direttamente  impegnati  nel  settore  potessero
  provenire contributi utili a comprendere le ragioni delle difficoltà
  e delle preoccupazioni che si avvertono in questo settore.
   Alla  luce di quanto  emerso dal dibattito preliminare svoltosi  in
  sede  di  programmazione  di  lavori,  la  Commissione  ha  ritenuto
  opportuno, anche al fine di non invadere ambiti di competenza  della
  Quinta    Commissione    dell'Assemblea   regionale,     concentrare
  l'attenzione, più che sull'attualità e sulle prospettive future, sui
  compiti fissati nell'ordine del giorno volto alla costituzione della
  Commissione  di  indagine e di studio, che  fanno  riferimento  alla
  gestione della formazione negli ultimi anni.
   Il  mio auspicio è stato che la Commissione potesse indicare  linee
  di   intervento   al   Parlamento  in  relazione   alla   formazione
  professionale, affinché essa possa essere ricondotta  alla  missione
  che le compete nella vita della Regione, e in particolare ai fini di
  un buon funzionamento del mercato del lavoro.
   Si  tratta indubbiamente di un obiettivo complesso, in un settore,
  in  gravissima  difficoltà, che richiede  l'introduzione  di  forti
  elementi  di  innovazione  per migliorare  l'offerta  formativa  ed
  evitare contraccolpi sociali che risulterebbero estremamente  gravi
  in  una Regione come la nostra, caratterizzata da un forte tasso di
  disoccupazione.

                                                                   Il
  Presidente della Commissione, onorevole Filippo Panarello

   1-  Premessa:  la  normativa statale e  regionale  in  materia  di
  formazione professionale:

   Normativa statale:

   La competenza  legislativa in materia di formazione professionale,
  già  di  spettanza statale,  è stata devoluta alle Regioni  con  la
  modifica  del  titolo  V  della Costituzione  operata  dalla  legge
  costituzionale  n.  3  del  2001. A seguito  di  tale  riforma,  la
  formazione  professionale,  non  comparendo  né  nell'elenco  delle
  materie  di competenza esclusiva statale né in quello delle materie
  di  competenza  concorrente Stato- Regione contenuti nell'art.  117
  Cost.,  va ormai ascritta tra i settori rientranti nella competenza
  residuale, ossia sostanzialmente esclusiva, delle Regioni.  Ciò  ai
  sensi dell'art. 117, co. 4 Cost. il quale dispone che  spetta  alle
  Regioni la potestà legislativa  in riferimento ad ogni materia  non
  espressamente riservata alla legislazione dello Stato .
   Va  tuttavia  tenuto  presente che lo Stato  mantiene  tuttora  la
  possibilità di intervenire a vario titolo su tale materia. Un primo
  fondamento   per   l'intervento  statale  è   rappresentato   dalla
  competenza  esclusiva  dello Stato in tema di   determinazione  dei
  livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e
  sociali   che  devono  essere  garantiti  su  tutto  il  territorio
  nazionale .
   Un  ulteriore spazio di azione è offerto allo Stato dalla  stretta
  relazione   sussistente   tra   la   formazione   professionale   e
  l'istruzione,  rafforzata dalla progressiva  integrazione  dei  due
  settori operata dalla recente normativa nazionale, che ha delineato
  un unico sistema educativo di istruzione e formazione. L'attrazione
  della     formazione     nell'ambito    del    sistema    nazionale
  dell'istruzione consente allo Stato di ritagliarsi  ampi  spazi  di
  intervento  mediante la determinazione, riservata alla legislazione
  nazionale, delle  norme generali sull'istruzione .
   In virtù delle predette competenze statali la legge 28 marzo 2003,
  n. 53  Delega al Governo per la definizione delle norme generali  e
  dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e
  formazione  professionale  , nel deferire ad uno o  a  più  decreti
  legislativi  la definizione delle norme generali sull'istruzione  e
  dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e
  formazione professionale, ha stabilito che l'attuazione del diritto
  all'istruzione  e  alla formazione, assicurato a tutti  per  almeno
  dodici  anni  o, comunque, sino al raggiungimento di una  qualifica
  entro  il  diciottesimo  anno  di età,   si  realizza  nel  sistema
  dell'istruzione   e   in   quello  di   istruzione   e   formazione
  professionale .1  Essa ha altresì sancito che,  ferma  restando  la
  competenza   regionale  in  materia  di  formazione  e   istruzione
  professionale,  i  percorsi  del sistema  dell'istruzione  e  della
  formazione professionale realizzano profili educativi, culturali  e
  professionali,   ai   quali   conseguono   titoli   e    qualifiche
  professionali  di  differente  livello,  valevoli   su   tutto   il
  territorio  nazionale  se  rispondenti  ai  livelli  essenziali  di
  prestazione di cui alla stessa legge.
   I  principi stabiliti nella detta legge-delega sono stati  ripresi
  dal  decreto  legislativo  15 aprile  2005,  n.  76,  il  quale  ha
  precisato  che  il  diritto all'istruzione  e  alla  formazione  si
  realizza  nelle  istituzioni del primo  e  del  secondo  ciclo  del
  sistema  educativo  di  istruzione e formazione,  costituito  dalle
  istituzioni  scolastiche e dalle istituzioni formative  accreditate
  dalle Regioni e dalle Province autonome. All'attuazione della legge
  n.  53 del 2003 hanno  provveduto anche il decreto legislativo   19
  novembre  2004,  n.  286   istituzione del  Servizio  nazionale  di
  valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione   ,  e
  il  decreto  legislativo 17 ottobre 2005, n. 226  Norme generali  e
  livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo  del
  sistema educativo di istruzione e formazione .
   Ma  lo  Stato  vanta  un'ulteriore titolo  di  legittimazione  per
  stabilire  proprie norme in materia di formazione: si tratta  della
  competenza  concorrente  in tema di  tutela e sicurezza su  lavoro
  di  cui  all'art. 117, co. 3 della Costituzione. La sussistenza  di
  una  competenza ripartita Stato Regione è  affermata, in  relazione
  ai  rapporti di lavoro , anche dall'art. 17, lett. f) dello Statuto
  siciliano. Nell'esercizio di tale competenza, in effetti, lo  Stato
  ha  avuto  modo  di definire in via normativa quegli aspetti  della
  formazione  professionale maggiormente suscettibili di  interferire
  con  le  problematiche legate al lavoro. Così, in  particolare,  il
  decreto   legislativo  10  settembre  2003,  n.  276  adottato   in
   attuazione  della delega in materia di occupazione e  mercato  del
  lavoro,  di  cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30   ha  stabilito
  disposizioni  generali  in  materia di apprendistato,  individuando
  all'interno  del  contratto di apprendistato tre diverse  tipologie
  (contratto  di  apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere
  di    istruzione   e   formazione;   contratto   di   apprendistato
   professionalizzante  per il conseguimento  di  una  qualificazione
  attraverso  una  formazione sul lavoro e un apprendimento  tecnico-
  professionale; contratto di apprendistato per l'acquisizione di  un
  diploma o per percorsi di alta formazione) e prevedendo principi  e
  criteri   direttivi   che  le  Regioni  devono   rispettare   nella
  regolamentazione, peraltro ad esse deferita, dei  relativi  profili
  formativi.    Va    considerato    che    nella    regolamentazione
  dell'apprendistato ci si trova innanzi ad un complesso intreccio di
  competenze  statali e regionali: infatti la formazione  all'interno
  delle  aziende - come riconosciuto anche dalla Corte costituzionale
  -  inerisce al rapporto contrattuale, la cui disciplina è riservata
  in  via esclusiva allo Stato, ma presenta indubbie interferenze con
  materie   di   competenza  residuale  delle   Regioni   (formazione
  professionale)  e  concorrente  ( tutela  del  lavoro,  istruzione)
  (sent.  n.  50  del 2005). Ciò comporta, secondo la Corte,  che  le
  questioni  sulla competenza non possano essere risolte  in  maniera
  rigida  e  che, se da un lato non può essere esclusa una competenza
  dello  Stato  a  regolare la materia, nello stesso tempo   un  tale
  intervento  legislativo dello Stato- proprio  perché  incidente  su
  plurime  competenze  tra  loro indistricabilmente  correlate-  deve
  prevedere strumenti idonei a garantire una leale collaborazione con
  le Regioni ( sentenza n. 51 del 2005).
   La  legge  27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria per il  2007)  ha
  definitivamente  adottato  una più ampia e comprensiva  definizione
  del  diritto-dovere  all'istruzione, tale da ricomprendere non solo
  i   tradizionali  percorsi  di  istruzione,  ma  anche  quelli   di
  istruzione  e  formazione professionale attuati nel rispetto  degli
  standards previsti dalla normativa nazionale.
   Il  decreto-legge 112/2008 ha dapprima introdotto  norme  volte  a
  promuovere  il  ricorso all'apprendistato professionalizzante  e  a
  quello finalizzato all'acquisizione di un diploma o per percorsi di
  alta  formazione. Successivamente, un'ampia delega per  la  riforma
  dell'intera    disciplina   dell'istituto   è    stata    conferita
  dall'articolo 46 della legge n.183 del 2010 (Collegato lavoro).  In
  attuazione  della  delega è stato emanato il  D.Lgs.  14  settembre
  2011,   n.   167    Testo   unico   dell'apprendistato,   a   norma
  dell'articicolo 1, comma 30, della legge 24 dicembre 2007, n. 247 ,
  il  quale individua le seguenti tre tipologie di apprendistato:  a)
  apprendistato    per    la   qualifica    e    per    il    diploma
  professionalizzante;   b)   apprendistato   professionalizzante   o
  contratto  di  mestiere;  c) apprendistato  di  alta  formazione  e
  ricerca.

   Normativa regionale:

   Va segnalato che, già prima della riforma costituzionale del 2001,
  la  Sicilia  si  è  avvalsa della propria competenza   in  tema  di
  rapporti  di lavoro (stabilita, come sopra si accennava,  dall'art.
  17, lett. f) dello Statuto) per stabilire proprie norme nel settore
  della formazione professionale.
   La   legge   regionale   6  marzo  1976,  n.   24    Addestramento
  professionale   dei   lavoratori ,  che   ancora   rappresenta   la
  principale   normativa  di  riferimento  nel  settore,  attribuisce
  all'Assessorato   regionale  lavoro  il  compito   di   promuovere,
  programmare,  dirigere  e  coordinare le iniziative  di  formazione
  professionale  in  tutti  i  settori delle  attività  economiche  e
  sociali,  ad  eccezione del settore sanitario.  Essa  individua  le
  diverse  tipologie  di  corsi  e le categorie  di  enti  formativi.
  Istituisce   la   Commissione  regionale  per  la  formazione   dei
  lavoratori (le cui competenze sono state peraltro attribuite  dalla
  legge regionale 21 settembre 1990, n. 36 alla Commissione regionale
  per l'impiego).
   Il  decreto del Presidente della Repubblica 16 febbraio  1979,  n.
  143  ha  stabilito  le   norme di attuazione  dello  Statuto  della
  Regione   siciliana   in   materia  di   istruzione   artigiana   e
  professionale . Esso ha trasferito all'Amministrazione regionale  i
  compiti  svolti,  nel  territorio della  Regione  siciliana,  dagli
  organi  centrali e periferici dello Stato in materia di  istruzione
  artigiana e professionale, nei quali risultano comprese le funzioni
  amministrative concernenti  i servizi e le attività destinate  alla
  formazione,    al   perfezionamento,   alla   riqualificazione    e
  all'orientamento  professionale, compresa la  formazione  continua,
  permanente,  ricorrente  e quella conseguente  a  riconversione  di
  attività   produttive   ad  esclusione   di   quelle   dirette   al
  conseguimento  di  un  titolo di studio  o  diploma  di  istruzione
  secondaria superiore, universitaria o post-universitaria .  Tra  le
  funzioni  amministrative  riconnesse  alle  dette  attribuzioni   è
  compresa  anche  la vigilanza sull'attività privata  di  istruzione
  artigiana  e  professionale. Rimangono riservati allo Stato  taluni
  compiti,  tra cui la disciplina legislativa del rapporto di  lavoro
  degli    apprendisti,   delle   attribuzioni    delle    qualifiche
  professionali   ai   fini  del  collocamento,  la  predisposizione,
  l'assistenza tecnica ed il finanziamento di corsi di qualificazione
  e riqualificazione collegati a rilevanti fenomeni di riconversione,
  riorganizzazione  o  cessazione  di  aziende  o  nascita  di  nuovi
  importanti insediamenti industriali.
   Sono   in  ogni  caso  previste  forme  di  raccordo  e  reciproca
  informazione  tra  Stato  e Regione. Si sancisce  che  le  funzioni
  amministrative degli organi centrali  e periferici dello Stato  non
  trasferite  sono esercitate dall'Amministrazione regionale  secondo
  le direttive del Governo dello Stato.
   La  legge regionale 21 settembre 1990, n. 36 ha stabilito norme in
  tema  di  collocamento e di organizzazione del mercato  del  lavoro
  prevedendo   l'istituzione   delle  sezioni  circoscrizionali   per
  l'impiego  e,  nel  loro ambito, delle commissioni circoscrizionali
  per  l'impiego,  ha  altresì  istituito  e  disciplinato  l'Agenzia
  regionale  per  l'impiego e per la formazione  professionale  quale
  organismo  posto  alle  dipendenze dell'Assessorato  regionale  del
  lavoro. Essa ha inoltre stabilito disposizioni (art. 23) in tema di
  procedure  per  la  erogazione  dei contributi  per  la  formazione
  professionale.
   La  legge  regionale  26 novembre 2000, n.  24   Disposizioni  per
  l'inserimento  lavorativo  dei  soggetti  utilizzati   nei   lavori
  socialmente   utili.  Norme  urgenti  in  materia  di   lavoro   ed
  istituzione del Fondo regionale per l'occupazione dei disabili   ha
  stabilito  anche  talune disposizioni suscettibili  di  interessare
  la  formazione  professionale.  Essa  ha  previsto  che  la  citata
  Commissione regionale per l'impiego dura in carica cinque anni ed è
  integrata  da  due  componenti effettivi e due supplenti  designati
  dall'Associazione  nazionale comuni italiani-Sicilia  (A.N.C.I.)  e
  dall'Unione  regionale delle province siciliane (U.R.P.S.),  e  che
  alla  stessa vengono, altresì, demandate le attribuzioni  assegnate
  agli  organi di cui all'articolo 4, comma 1, lettere b) e  c),  del
  decreto   legislativo  23  dicembre  1997,  n.  469.  La   predetta
  disposizione   trova   applicazione  anche   nei   riguardi   della
  Commissione attualmente in carica. Essa ha altresì previsto che  la
  stessa   Commissione  regionale  per  l'impiego  e  la   formazione
  professionale  possa stipulare convenzioni con  gli  enti  preposti
  alla formazione di cui all'art. 4 della citata legge n. 24 del 1976
  ai  fini della promozione di politiche attive del lavoro. La stessa
  legge  ha  pure previsto che la denominazione «Agenzia del  lavoro»
  riportata  nella tabella A allegata alla legge regionale 15  maggio
  2000, n. 10 viene modificata in «Agenzia regionale per l'impiego  e
  la formazione professionale». L'art. 17 stabilisce che  L'Assessore
  regionale  per  il  lavoro, la previdenza  sociale,  la  formazione
  professionale  e  l'emigrazione, nell'ambito dell'attuazione  della
  normativa  vigente in materia di erogazione dei servizi  formativi,
  stabilisce entro il 31 agosto di ogni anno il calendario  dell'anno
  formativo.  Nell'ambito  delle attività  finanziate  con  il  piano
  annuale  il  personale di cui al comma 1 può essere  utilizzato  in
  attività  di  aggiornamento, riqualificazione e di politica  attiva
  del lavoro.  Per il controllo e la certificazione di rendiconti  di
  spesa  relativi  alle  attività  formative  affidate  ad  enti   ed
  organismi   previsti  dalla  normativa  vigente,  l'Amministrazione
  regionale  può avvalersi di società di revisione iscritte  all'albo
  speciale  istituito  presso il Ministero  della  giustizia  per  le
  società  di  revisione o presso la CONSOB. La spesa  necessaria  al
  controllo  e  alla  certificazione  dei  rendiconti  dovrà   essere
  prevista  nell'ambito del finanziamento di ciascun  intervento.  Il
  controllo   e   la  certificazione  dei  rendiconti   delle   spese
  effettivamente  sostenute e documentate  dagli  enti  ed  organismi
  attuatori  è ispirato a criteri di coerenza, congruità ed  inerenza
  della spesa alle attività progettuali .
   L'articolo 39 della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23  Norme
  finanziarie urgenti-Variazioni al bilancio della Regione  siciliana
  per  l'anno  finanziario  2002-Seconda  misura  salva  deficit   ha
  previsto,   a   decorrere  dal  primo  gennaio  2003,   che    alla
  realizzazione del piano per la formazione professionale di cui alla
  legge  regionale  6  marzo  1976, n. 24 e successive  modifiche  ed
  integrazioni si provvede con le modalità previste per  le  attività
  formative cofinanziate dal Fondo sociale europeo  (comma 1).
   Il  comma  3  dello stesso articolo 39 dispone che    i  pagamenti
  relativi  alle  spese del personale dipendente degli  enti  gestori
  delle  attività di cui alla legge regionale 6 marzo 1976, n.  24  e
  successive modifiche ed integrazioni sono disposti mensilmente. Gli
  enti  gestori provvedono ad accendere apposito conto da  utilizzare
  esclusivamente  per  tale  voce di spesa e,  per  singolo  progetto
  formativo,   vengono  accreditate,  da  parte  dell'Amministrazione
  regionale,  le  risorse relative alla voce di costo  del  personale
  nella misura necessaria alla copertura integrale della stessa .
   L'articolo 132 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 2003, n. 4
   Disposizioni  programmatiche e finanziarie  per  l'anno  2003   ha
  costituito  un  Fondo  di  garanzia del  personale  dipendente  del
  settore  della  formazione iscritto all'albo previsto dall'articolo
  14 della legge regionale 6 marzo 1976, n. 24, già posto in mobilità
  e  di quello risultante in esubero rispetto alla programmazione del
  piano regionale dell'offerta formativa, finalizzato ad una politica
  di sostegno del reddito.
   La  legge  regionale  16  dicembre  2008,  n.  19   Norme  per  la
  riorganizzazione  dei  dipartimenti  regionali.   Ordinamento   del
  Governo  e  dell'Amministrazione della Regione   ha  tenuto  conto,
  nella   nuova definizione della struttura amministrativa regionale,
  della ormai consolidata integrazione tra il sistema dell'istruzione
  e quello della formazione. La competenza in materia di formazione è
  stata così opportunamente scorporata da quella dell'Assessorato del
  lavoro,  per  essere  trasferita al  nuovo   Assessorato  regionale
  dell'istruzione e della formazione professionale , costituito da un
  solo  omonimo dipartimento. Tuttavia all'interno dell'  Assessorato
  della  famiglia, delle politiche sociali e del lavoro  continua  ad
  operare  una   Agenzia regionale per l'impiego,  l'orientamento,  i
  servizi e le attività formative , mentre il  Dipartimento regionale
  del  lavoro   svolge  funzioni tuttora suscettibili di  interferire
  con il settore della formazione professionale.
   La  legge  regionale 7 giugno 2011, n. 10  Interventi nel  settore
  della formazione professionale. Acquisizione di entrate al bilancio
  della  Regione e finanziamento di borse di studio per la  frequenza
  alle  scuole  di  specializzazione  nelle  facoltà  di  medicina  e
  chirurgia   ha  autorizzato (articolo 1) l'Assessore regionale  per
  l'istruzione e la formazione professionale ad attivare, nei  limiti
  dei relativi stanziamenti di bilancio,  gli interventi a carico del
  Fondo di garanzia previsto dall'art. 132 della legge regionale n. 4
  del   2003   per   i   dipendenti  del  settore  della   formazione
  professionale. Gli interventi a carico del Fondo sono finalizzati a
  disporre  misure complementari, di integrazione e di  anticipazione
  rispetto  ad  interventi  previsti dalla  normativa  nazionale;  le
  risorse del Fondo possono altresì essere destinate a contributi  in
  favore  degli enti bilaterali regionali del settore per le finalità
  previste dai contratti collettivi di lavoro.
   Si   demanda  ad  un  decreto  dell'  l'Assessore  regionale   per
  l'istruzione  e  la  formazione professionale la  disciplina  delle
  modalità operative di gestione del Fondo.
   Si   prevede  che  a  carico  del  Fondo  possano  essere  altresì
  autorizzati,  a  richiesta dei lavoratori  e  previa  concertazione
  sindacale,   interventi  di accompagnamento  alla  fuoriuscita  del
  personale. Si dispone  la confluenza nel Fondo di definanziamenti e
  somme non utilizzate del PROF.
   Nell'art.  2,  comma  1  è prevista  la copertura,  a  carico  del
  contributo  regionale di cui all'art. 9, comma  sesto  della  legge
  regionale  n.  24 del 1976, delle spese per la retribuzione  ed  ai
  relativi oneri sociali del personale degli enti di formazione   per
  un  periodo massimo di quattro mesi  antecedenti l'inizio dell'anno
  formativo.

   2: I DATI FORNITI  DALL'AMMINISTRAZIONE

   La  Commissione  ha  avviato  i  propri  lavori  richiedendo  alle
  Amministrazioni  interessate di fornire i dati in proprio  possesso
  relativi   alle   tematiche  oggetto  di   indagine.   Sono   stati
  interpellati in proposito il Dipartimento regionale dell'Istruzione
  e  della formazione professionale e, per quanto concerne l'attività
  degli   Sportelli   multifunzionali,   l'Agenzia   per   l'Impiego,
  l'Orientamento, i Servizi e le Attività formative.

   1)  I  DATI  FORNITI  DAL  DIPARTIMENTO  DELL'ISTRUZIONE  E  DELLA
  FORMAZIONE PROFESSIONALE .

   Dalla   documentazione  cortesemente  inviata   dal   Dipartimento
  dell'Istruzione  e  della  formazione  professionale,   incardinato
  nell'Assessorato  regionale  dell'Istruzione  e  della   Formazione
  professionale risultano i seguenti dati:

    A) Entità delle risorse impegnate:

      L'Amministrazione   ha   fornito  i  seguenti   dati   relativi
    all'entità delle risorse impegnate per anno formativo:

   Piano         Finanziato   Impegnato     Numero       Ore
                                          allievi       finanziate
   P.R.O.F.      265.906.822  263.557.997                2.090.321
  2004         ,32           ,46
   P.R.O.F.      190.699.742  181.896.583                1.428.426
  2005         ,60           ,20
   P.R.O.F.      243.734.037  240.147.067                1.835.307
  2006         ,72           ,58                        (1)
   P.R.O.F.      262.939.076  263.029.649                2.041.598
  2007         ,00           ,23
   P.R.O.F.      257.378.292  256.323.215                1.935.577
  2008         ,85           ,64                        (2)
   P.R.O.F.      260.045.383  260.045.383                1.938.277
  2009         ,82           ,62
   P.R.O.F.      241.094.858  241.094.858   51.694       1.923.534
  2010         ,63           ,63
   P.R.O.F.      168.559.332  168.559.332   36.378       1.252.684
  2011         ,60           ,60

   Note:
    (1)Nella programmazione del P.R.O.F. 2006 non sono più inclusi  i
       Servizi   Formativi  transitati  dal  Dipartimento  Formazione
       professionale al Dipartimento Agenzia per l'impiego. Nel PROF 2005
       i Servizi formativi incidevano per 435.000 ore ed un finanziamento
       di euro 37.509.422,37
  (2)Nella programmazione del PROF 2008 non sono più inclusi i
  progetti dell'Obbligo formativo transitati dal Dipartimento
  Formazione professionale al Dipartimento Pubblica Istruzione. Nel
  PROF 2007 l'Obbligo formativo incideva per 382.440 ore ed un
  finanziamento di  euro 45.072.329,02.

    B) Modalità di finanziamento degli enti:

   L'Amministrazione  ricorda che l'ammissione a finanziamento  degli
  enti  di  formazione  nell'ambito dei Piani regionali  dell'offerta
  formativa (PROF)  è vincolata ad apposito avviso pubblico (uno  per
  annualità)  secondo  le modalità previste dallo  stesso.  Al  bando
  possono  partecipare i soggetti aventi i requisiti richiesti  dalla
  legge  regionale n. 24 del 1976, dall'avviso stesso ed  accreditati
  ai sensi del D.A. n. 1037 del 13 aprile 2006.
   Le  istanze  pervenute entro la scadenza, fissata nel bando,  sono
  sottoposte ad una prima istruttoria formale attraverso la quale  si
  accerta il possesso dei requisiti dei ricorrenti.
   Le   istanze   pervenute  risultate  idonee  alla  predetta   fase
  istruttoria sono, successivamente, sottoposte a valutazione a  cura
  di  un apposito Comitato di valutazione nominato ai sensi dell'art.
  24 della legge regionale n. 30 del 1997. Dalla valutazione espressa
  dal  Comitato  di valutazione si ricava la graduatoria  provvisoria
  delle   proposte   formative  del  Piano   regionale   dell'Offerta
  formativa,  a cui gli enti interessati possono opporre osservazioni
  entro  un  tempo  massimo  fissato  dal  bando  o  dal  decreto  di
  approvazione della graduatoria stessa.
   Decorso  tale  termine le osservazioni, pervenute in tempo  utile,
  vengono  sottoposte  alla  valutazione  del  predetto  Comitato  di
  valutazione. Per le osservazioni valutate positivamente il Comitato
  stesso   procede  alle  modifiche  alla  graduatoria   provvisoria.
  Concluso  il lavoro di analisi delle osservazioni viene stilata  la
  graduatoria    definitiva.   Tale   ultima    graduatoria    viene,
  successivamente,     approvata    con    apposito     provvedimento
  dell'Assessore nell'ambito del quale vengono, altresì,  esplicitati
  i  criteri  di finanziamento delle proposte utilmente  inserite  in
  graduatoria.
   L'Amministrazione procede, infine, con apposito  provvedimento  al
  finanziamento  delle  proposte  in  graduatoria  nei  limiti  delle
  risorse    disponibili   e   conformemente   a   quanto    disposto
  dall'Assessore.  Le proposte finanziate ricevono,  successivamente,
  il  finanziamento  accordato  in tre  o  più  tranches  secondo  la
  tempistica e le modalità fissate in apposite circolari applicative,
  dall'avviso  o dal Vademecum per l'attuazione del P.O. Sicilia  FSE
  2007-2013.  Quanto al finanziamento dell'attività  degli  Sportelli
  multifunzionali,  questa avviene esclusivamente a  mezzo  di  fondi
  comunitari.

    N.B.: L'Amministrazione ha fornito alla Commissione dati relativi
  alla diversificazione del parametro di finanziamento ora-corso  tra
  i  vari  enti  di  formazione. Da tali  dati  è  emerso  un  quadro
  estremamente disomogeneo, caratterizzato da notevoli differenze tra
  i  diversi enti e da una  significativa forbice nel parametro  ora-
  corso, che va da 73,94 a 152,43

    C) Modalità di accreditamento e procedure di immissione nel settore
       e quantità di ore finanziate.

   a) Modalità di accreditamento
   Le modalità di accesso all'accreditamento sono ancora disciplinate
  dalle  disposizioni approvate con D.A. n. 1037 del 13 aprile  2006,
  pubblicato  nella  GURS  n.  32 del 30 giugno  2006,  e  successive
  modifiche e integrazioni. Viene  inoltre concesso  l'accreditamento
  provvisorio   sulla  base  dell'istanza  cartacea  generata   dalle
  procedure on line, riguardante gli aspetti formali e la completezza
  dei dati richiesti.
   I  destinatari  dell'Accreditamento sono le sedi  operative  degli
  organismi pubblici e privati giuridicamente autonomi che hanno  tra
  le  proprie finalità l'orientamento e/o la formazione professionale
  e  che  intendono  organizzare ed erogare attività orientative  e/o
  formative sul territorio della Regione siciliana.
   Il  sistema  regionale  di accreditamento viene  gestito  per  via
  telematica  attraverso l'apposito sito web raggiungibile  dal  sito
  internet   del  Dipartimento  regionale  Istruzione  e   formazione
  professionale.  I  soggetti interessati possono interagire  con  il
  sistema    mediante   apposite   procedure   interattive   validate
  dall'Amministrazione regionale.
   Le  procedure di accreditamento sono individuate nell'articolo  10
  del  D.A.  1037  e  ampiamente  descritte  nell'allegato  C,  parte
  integrante del suddetto D.A..
   Tutte  le  procedure ( richiesta di accreditamento,  variazioni  e
  aggiornamenti delle sedi operative) prevedono la generazione di  un
  documento   cartaceo  che  dovrà  essere  inviato,unitamente   agli
  allegati  richiesti,  alla Amministrazione. Il mancato  ricevimento
  del documento cartaceo renderà nulla la procedura on-line.
   L'Amministrazione,  a  seguito di formale e  positiva  istruttoria
  dell'istanza,  rilascia  il decreto di accreditamento  provvisorio.
  Solo  a  seguito della visita di Audit prsso le sedi operative,  se
  positive, viene rilasciato decreto di accreditamento definitivo.
   La  quasi totalità degli enti accreditati provvisoriamente,  prima
  nel 2003, poi nel 2005 e infine nel 2007, ad oggi attende ancora il
  rilascio   dell'accreditamento  effettivo,  a  causa  del   mancato
  adempimento da parte degli organi interessati.

   b) Quantità di ore finanziate

   L'Amministrazione  ha fornito la seguente tabella,  relativa  agli
  enti  ammessi  a  finanziamento aggregati  per  parametro,  da  cui
  risulta anche la quantità complessiva di ore finanziate:

      Enti                 16 enti
   ammessi a    197 enti    sopra     17 enti    Totale
  finanziament   sotto    parametro    sopra      enti      C.E.FO.
  o aggregati  parametro   135 nel   parametro  ammessi a      P
      per       135 nel    2009 ma    135 nel  finanziame
   parametro      2010      sotto      2010     nto (230)
                          parametro
                           135 nel
                             2010
   Dotazione     5.384,46    27.085,   25.260,   57.730,34
  media                           00        88
   Ore           1.060.73    433.360   429.435   1.923.534   126.390
  consolidate           9
  PROF      al
  31/12/2010
   Finanziamen
  to      2010
  senza
  integrazione 118.462.12  56.180.10 61.725.72  236.367.94 7.860.026
  compresa           0,67       1,96      5,94        8,57       ,29
  gestione
  allievi
   Finanziamen
  to       con
  parametro
  135     anno
  2011         143.199.76  58.503.60 57.973.72  259.677.09 17.062.65
  compresa              5          0         5           0         0
  gestione
  allievi

   D)   Distribuzione  territoriale  dei  corsi  e   loro   effettiva
  realizzazione (*):
   AGRIGENTO
   PIANO            CORSI            ORE              ALLIEVI
   PROF 2004        110              82.945           1.592
   PROF 2005        113              84.535           1.629
   PROF 2006        117              83.455           1.714
   PROF 2007        156              113.680          2.334
   PROF 2008        172              133.403          2.630
   PROF 2009        174              129.458          2.666
   PROF 2010        312              195.984          4.637
   PROF 2011        243              128.163          3.519

      CALTANISSETTA
   PIANO            CORSI            ORE              ALLIEVI
   PROF 2004        98               72.790           1.387
   PROF 2005        109              63.670           1.529
   PROF 2006        93               55.838           1.350
   PROF 2007        135              83.485           2.929
   PROF 2008        126              74.730           2.162
   PROF 2009        58               40.091           917
   PROF 2010        204              95.447           3.073
   PROF 2011        138              62.852           1.906
      CATANIA
   PIANO            CORSI            ORE              ALLIEVI
   PROF 2004        212              179.680          3.185
   PROF 2005        159              112.490          2.386
   PROF 2006        226              174.401          4.040
   PROF 2007        222              171.517          5.183
   PROF 2008        231              152.653          4.483
   PROF 2009        146              100.197          2.262
   PROF 2010        445              252.331          6.667
   PROF 2011        306              164.921          4.361
      ENNA
   PIANO            CORSI            ORE              ALLIEVI
   PROF 2004        81               51.930           1.287
   PROF 2005        81               46.970           1.207
   PROF 2006        88               63.665           1.411
   PROF 2007        103              72.648           1.676
   PROF 2008        94               61.835           1.543
   PROF 2009        81               58.460           2.201
   PROF 2010        194              79.220           3.003
   PROF 2011        130              51.590           1.934

      MESSINA
   PIANO            CORSI            ORE              ALLIEVI
   PROF 2004        42               33.850           701
   PROF 2005        21               13.660           300
   PROF 2006        40               31.773           581
   PROF 2007        127              96.455           2.061
   PROF 2008        268              204.540          5.801
   PROF 2009        59               63.780           902
   PROF 2010        522              307.841          7.656
   PROF 2011        417              203.687          5.697

      PALERMO
   PIANO            CORSI            ORE              ALLIEVI
   PROF 2004        320              258.952          5.517
   PROF 2005        390              300.500          5.713
   PROF 2006        496              404.435          8.840
   PROF 2007        530              432.020          10.081
   PROF 2008        532              431.134          7.931
   PROF 2019        304              248.342          4.641
   PROF 2010        976              626.748          14.284
   PROF 2011        813              406.097          12.452
   RAGUSA
   PIANO            CORSI            ORE              ALLIEVI
   PROF 2004        63               43.970           966
   PROF 2005        57               35.730           904
   PROF 2006        51               37.420           759
   PROF 2007        66               47.250           1.042
   PROF 2008        75               44.000           2.168
   PROF 2009        65               37.015           1.086
   PROF 2010        249              62.525           4.321
   PROF 2011        96               43.368           1.332

      SIRACUSA
   PIANO            CORSI            ORE              ALLIEVI
   PROF 2004        79               63.185           2.087
   PROF 2005        71               54.105           1.069
   PROF 2006        83               62.825           1.205
   PROF 2007        103              79.374           2.470
   PROF 2008        93               66.690           2.352
   PROF 2009        31               21.175           467
   PROF 2010        127              84.440           1.921
   PROF 2011        109              51.508           1.527

   TRAPANI
   PIANO            CORSI            ORE              ALLIEVI
   PROF 2004        210              145.995          3.166
   PROF 2005        197              141.175          3.061
   PROF 2006        221              155.582          3.191
   PROF 2007        250              173.680          3.762
   PROF 2008        260              188.910          4.888
   PROF 2009        135              97.500           2.205
   PROF 2010        337              211.998          4.878
   PROF 2011        265              140.498          3.630
   (*)  A maggior chiarimento è opportuno far rilevare che, a seguito
  delle   modifiche   intervenute    nelle   modalità   di   gestione
  amministrativo-contabile delle attività finanziate, fino al 2009  i
  dati  si  riferiscono  alle sole attività per  le  quali  sono  già
  pervenuti   i   verbali  di  esame  da  cui  vengono  rilevate   le
  informazioni del caso. Dall'attività 2010 in poi le informazioni in
  argomento, essendo fissate in sede di programmazione, rappresentano
  la totalità delle attività finanziate.

   E) Numero degli allievi e entità di abbandoni e successo formativo
   PIANO      ALLIEVI    ALLIEVI     TASSO DI   ABBANDONI   TASSO
             ISCRITTI   CHE  HANNO SUCCESSO               MEDIO   DI
                        TERMINATO  FORMATIVO              ABBANDONO
                        IL
                        PERCORSO
                        FORMATIVO
   PROF       12812      9172        71,59%     3640        28,41%
  2003
   PROF       18234      13064       71,65%     5170        28,35%
  2004
   PROF       17401      12745       73,24%     4656        26,76%
  2005
   PROF       22167      15121       68,21%     7046        31,79%
  2006
   PROF       25959      18761       72,27%     7198        27,73%
  2007
   PROF       29198      21291       72,92%     7907        27,08%
  2008
   PROF       16812      12022       71,51%     4790        28,49%
  2009
   POR        14129      11123       78,72%     3006        21,28%

   F) Numero di addetti (personale docente, tecnico e amministrativo)
  con rapporto di lavoro a tempo determinato e indeterminato.

   E'  stato  notato  dall'Amministrazione che il   reclutamento  del
  personale  ed  il  relativo impiego sono stati,  di  fatto,  totale
  appannaggio  degli  enti  di  formazione,  i  quali  hanno   spesso
  applicato criteri di eccessiva larghezza.
   Gli  enti  che  operano nel settore della formazione professionale
  all'interno del PROF sono 219; il 72% di tali enti ha  meno  di  20
  dipendenti  ed  assorbe  meno  del 13%  del  personale  dell'intero
  comparto,  mentre 14 di essi hanno più di cento dipendenti,  4  dei
  quali sono enti con più di 200 dipendenti.
   I dati forniti dal Dipartimento dell'istruzione e della formazione
  professionale,  aggiornati  al 31 dicembre  2008,   parlano  di  un
  totale di 7.227 addetti, di cui 3.211 amministrativi  (per un costo
  complessivo  di euro 90.697.052,91) e 4.016 docenti (per  un  costo
  complessivo di euro 123.439.143,31) .
   Dai  dati  forniti  dall'Amministrazione non  emerge  dunque,  nel
  complesso,  una  minore  entità del personale  docente  rispetto  a
  quello amministrativo, fatta eccezione per taluni enti.
   E'   interessante   notare   che  da   alcuni   studi   effettuati
  dall'Amministrazione risulta, in relazione al titolo di studio  del
  personale  docente,  che  si  tratta nel  59%  circa  dei  casi  di
  personale con diploma di scuola media superiore e nel 34% dei  casi
  di  persone  con  il diploma di laurea. Si rileva  all'interno  del
  corpo  docente un numero sia pur assai ridotto di personale con  il
  titolo di studio di diploma di scuola media inferiore o addirittura
  di licenza elementare.
   Può  rilevarsi come il 60% delle assunzioni sia avvenuto dal  2000
  in poi, con picchi in corrispondenza delle tornate elettorali.

   2)    I    DATI   FORNITI   DALL'AGENZIA  REGIONALE   PER   L'IMPIEGO
  RELATIVAMENTE AGLI SPORTELLI  MULTIFUNZIONALI

   La  Commissione  non  ha trascurato di considerare  la  situazione
  degli   Sportelli   multifunzionali,  da  tempo   trasferiti   alla
  Competenza dell'Assessorato della Famiglia, delle politiche sociali
  e del lavoro, e in particolare all'Agenzia regionale per l'impiego,
  l'orientamento,  i servizi e le attività formative,  ma  rientranti
  nell'orbita   del   sistema  della  formazione  professionale.   Il
  Dirigente   generale  dell'Agenzia  ha  cortesemente  fornito,   su
  richiesta  del  Presidente  della  Commissione,  i  seguenti   dati
  relativi alle singole tematiche oggetto di esame:

    A) Entità delle risorse impegnate

      L'Amministrazione ricorda che la competenza in materia è  stata
    attribuita all'Agenzia regionale per l'impiego, l'orientamento, i
    servizi  e  le  attività formative, facente capo  all'Assessorato
    della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, a decorrere
    dall'annualità 2005 e la legge regionale 28 dicembre 2004, n. 18,
    approvativa  del  bilancio di previsione della Regione  siciliana
    per  l'anno  finanziario 2005 e del bilancio pluriennale  per  il
    triennio  2005-2007  ha  attribuito il  capitolo  di  spesa  alla
    competente  rubrica  dell'Agenzia regionale  per  l'Impiego.  Con
    l'articolo 1 del Decreto assessoriale n. 226 del 7 febbraio  2005
    del  7  febbraio  2005  è  stato  approvato  il  Piano  regionale
    dell'offerta formativa 2005. servizi formativi e con l'articolo 2
    è   stato  incaricato  dell'attuazione  del  predetto  piano   il
    Dipartimento Agenzia regionale per l'impiego.
      Le  risorse  impegnate  per il finanziamento  dei  progetti  di
    Sportelli  multifunzionali a valere sulle annualità dal  2005  ad
    oggi  sono descritte nella tabella seguente dalla quale si evince
    per ciascun anno l'entità delle risorse finanziarie impegnate.

   ANNUALITA'                        IMPORTO IMPEGNATO
   PIANO   DEI  SERVIZI  FORMATIVI    EURO  48.435.994,11
  2005
   PIANO   DEI  SERVIZI  FORMATIVI    EURO  51.991.957,00
  2006
   PIANO   DEI  SERVIZI  FORMATIVI    EURO   57.499.550,67
  2007
   PIANO   DEI  SERVIZI  FORMATIVI    EURO   64.019.128,22
  2008
   PIANO   DEI  SERVIZI  FORMATIVI     EURO   67.570.122,80
  2009
   PIANO   DEI  SERVIZI  FORMATIVI     EURO   50.116.407,93
  2010 FINO AL 30/09/2010
   PIANO  TRIENNALE PO  FSE  2007-     EURO   40.253.101,98
  2013-    (DAL   01/10/2010    AL
  30/09/2011) AVVISO PUBBLICO N. 1
  DEL 09/02/2010
   PIANO  TRIENNALE PAR FAS  2007-     EURO   28.623.800,88
  2013-  (ELETTO A MISURA  PO  FSE
  2007-2013)-
   (DAL  01/10/2010 AL 30/09/2011)
  AVVISO   PUBBLICO   N.   2   DEL
  09/02/2010)

   N.B.:  Sul punto relativo alle entità delle risorse impegnate  per
  gli  Sportelli  multifunzionali,  la  Commissione  ha  proceduto  a
  verificare  autonomamente l'ammontare degli  stanziamenti  all'uopo
  previsti  bilancio regionale.

    Spese per il funzionamento degli Sportelli multifunzionali negli
  anni considerati
   Anno                   Stanziamento          Stanziamento attuale
                        iniziale
   2005                   50.000.000,00         49.185.000,00
   2006                   52.000.000,00         52.000.000,00
   2007                   57.500.000,00         58.979.660,60
   2008                   62.500.000,00         62.908.626,29
   2009                   52.708.000,00         59.829.089,49
   2010                   19.900.000,00         51.405.473,17

    B) Modalita' di finanziamento degli enti

      L'Amministrazione  specifica che l'ammissione  a  finanziamento
    degli  enti  di  formazione nell'ambito  dei  piani  dei  Servizi
    formativi  è  vincolata alla partecipazione  ad  apposito  Avviso
    pubblico, secondo le modalità che vengono indicate nello  stesso.
    Agli  avvisi possono partecipare i soggetti che hanno i requisiti
    previsti  dai medesimi bandi. Per  alcune annualità è intervenuto
    il  legislatore regionale, che con legge ha prorogato i  progetti
    di Sportelli multifunzionali.

         Piano dei Servizi formativi 2005

      -Circolare   assessoriale  n.  7/03/FP  del  26  giugno   2003,
    pubblicata  nella  GURS  n.  30 del 4  luglio  2003,  concernente
     Direttive  per  la programmazione e gestione del  PROF  -  Piano
    regionale  dell'offerta formativa ex legge  regionale  24/1976  e
    successive modifiche ed integrazioni per il periodo 2004-2006;
      -Nota  n.  2353  del 18 giugno 2004 del Dipartimento  regionale
    Formazione  professionale, con cui vengono indicate le  direttive
    per la presentazione dei progetti a valere del PROF 2005.

   Piano dei Servizi formativi 2006

   -Avviso  pubblico  n.  59/IV/Ag del 24  giugno  2005  fornisce  le
  direttive  per  la  programmazione  e  presentazione  dei  progetti
   Servizi formativi   a valere del PROF 2006.

   Piano dei Servizi formativi 2007

   -Avviso  pubblico  n.  74/IV/Ag del  4  agosto  2006  fornisce  le
  direttive  per  la  programmazione  e  presentazione  dei  progetti
   Servizi formativi   a valere del PROF 2007.
   La  legge  regionale 8 febbraio 2007, n. 2, art. 41   Disposizioni
  programmatiche e finanziarie per l'anno 2007  dispone  che    nelle
  more  della  riforma dei servizi per l'impiego e  della  formazione
  professionale,  al  fine  di  assicurare  i  livelli  occupazionali
  tutelati dall'art. 2 della legge regionale 1 settembre 1993, n.  25
  e  successive modifiche ed integrazioni, e contenere  la  spesa,  i
  progetti   attuativi  degli  sportelli multifunzionali,  in  essere
  nell'anno   2006,  nei  limiti  dello  stanziamento   di   bilancio
  autorizzato  con legge di bilancio, sono prorogati al  31  dicembre
  2007, con affidamento agli enti ed organismi convenzionati ai sensi
  dell'articolo  12 della legge regionale 26 novembre  2000,  n.  24.
  Qualora  dovessero determinarsi condizioni particolari, l'Assessore
  regionale  per  il  lavoro, la previdenza  sociale,  la  formazione
  professionale e l'emigrazione è autorizzato ad apportare  modifiche
  o  adeguamenti  al  piano, previa deliberazione  della  Commissione
  regionale per l'impiego .

   Piano dei Servizi formativi 2008

      - La legge regionale 31 dicembre 2007, n. 27, articolo 2, comma
    2    Variazioni  al  bilancio  della  Regione  ed   al   bilancio
    dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione siciliana  per
    l'anno   finanziario  2007.  Proroga  interventi    dispone   che
     all'articolo 41 della legge regionale 8 febbraio 2007 n.  2,  le
    parole   31  dicembre  2007   sono sostituite  dalle  parole   31
    dicembre  2008 . Al relativo onere si fa fronte nei limiti  degli
    stanziamenti di bilancio .

      Piano dei Servizi formativi 2009

    -La legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25, pubblicata nella GURS
       n.  60 del 31 dicembre 2008, dal titolo  Interventi finanziari
       urgenti per l'occupazione e lo sviluppo ,  all'articolo 1, comma 4
       dispone che  le disposizioni di cui all'articolo all'articolo 41
       della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2, così come modificate
       dall'articolo 2 comma 2 della legge regionale 31 dicembre 2007, n.
       27, possono essere prorogate, nei limiti degli stanziamenti di
       bilancio, sino al 31 marzo 2009 .
  -La legge regionale 3 aprile 2009, n. 4 pubblicata nella GURS n. 15
  dell'8 aprile 2009, all'articolo 1 autorizza il Governo della
  Regione, a norma dell'articolo 6 della legge regionale 8 luglio
  1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, ad esercitare
  provvisoriamente, fino a quando non sarà approvato con legge
  regionale e comunque non oltre il 30 aprile 2009, il bilancio della
  Regione siciliana per l'anno finanziario 2009;
  -La legge regionale 3 aprile 2009, all'articolo 2 comma 1 dispone
  che è consentita,  sino al 30 aprile 2009, l'utilizzazione dei
  soggetti di cui ai commi 1, 2, 4, 6, 7 dell'articolo 1 della legge
  regionale 29 dicembre 2008, n. 25.
  -La legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, pubblicata nella GURS n.
  22 del 20 maggio 2009, dal titolo  Disposizioni programmatiche e
  correttive per l'anno 2009  all'articolo 37 comma 1 dispone che al
  fine di consentire la tempestiva attivazione degli investimenti
  previsti nel Piano attuativo regionale (PAR) della Regione
  siciliana 2007-2013 , è autorizzata, sino al 31 dicembre 2009,
  l'utilizzazione dei soggetti di cui ai commi 1, 2, 4, 5 , 6, 7
  dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25.

   Piano dei Servizi formativi 2010 fino al 30 settembre 2010

   -La  legge regionale 13/2009, all'articolo 1, comma 4 dispone  che
   Nelle   more  dell'affidamento  mediante  procedure  di   evidenza
  pubblica  dei servizi di cui all'articolo 12 della legge  regionale
  26  novembre  2000,  n.  24,  l'Agenzia  regionale  per  l'impiego,
  l'orientamento, i servizi e le attività formative è  autorizzata  a
  prorogare  al  31  marzo 2010 i progetti attuativi degli  Sportelli
  multifunzionali  di  cui all'articolo 41 della  legge  regionale  8
  febbraio 2007, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni .
   -  La legge regionale 1 aprile 2010 n. 8, pubblicata nella GURS n.
  15   del   1   aprile  2010,  dal  titolo   Proroga  dell'esercizio
  provvisorio  del bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
  2010  e  delle misure occupazionali di cui alla legge regionale  29
  dicembre  all'articolo 2 comma 1 dispone che  E' autorizzata,  sino
  al  30  aprile 2010, l'utilizzazione dei soggetti di cui  ai  commi
  1,2,4,5 e 6 dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 2009,
  n. 13 .
   -  La  legge  regionale  12  maggio 2010  n.  11,  pubblicata  nel
  supplemento  ordinario  n. 1 alla GURS n. 23  del  14  maggio  2010
  recante  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno  2010
  all'articolo  51  comma  7 dispone che  E' altresì  autorizzata  al
  massimo fino al 30 giugno 2010 l'utilizzazione dei soggetti di  cui
  all'articolo 1, comma 4, della medesima legge regionale 13/2009 .
   -  La  legge regionale 7 luglio 2010, n. 15, pubblicata nella GURS
  n. 31 del 9 luglio 2010, dal titolo  Proroga dell'utilizzazione dei
  soggetti   impiegati   nei  progetti  attuativi   degli   Sportelli
  multifunzionali ,  dispone all'articolo 1 comma  1  la  proroga  al
  massimo  fino al 31 luglio 2010 dell'utilizzazione dei soggetti  di
  cui  all'articolo  1,  comma 4, della legge regionale  29  dicembre
  2009, n. 13.
   -  La legge regionale 17 agosto 2010, n. 19, pubblicata nella GURS
  n. 40 del 10 settembre 2010, recante  Norme in materia di Sportelli
  multifunzionali  e  interventi finanziari per corsi  di  formazione
  professionale ,  all'articolo  1 comma  4  dispone  la  proroga  al
  massimo  fino al 30 settembre 2010 dell'utilizzazione dei  soggetti
  di  cui  all'articolo 1, comma 4, della legge regionale 29 dicembre
  2009, n. 13.

   Dal 1  ottobre ad oggi

     -Avviso  pubblico n. 1 del 9 febbraio 2010 - per la chiamata  di
  progetti  per  l'attuazione di un sistema  regionale  integrato  di
  misure  di politiche attive del lavoro da destinare ai soggetti  di
  cui  al  decreto  legislativo 297/2002  per  azioni  di  promozione
  all'inserimento nel mondo del lavoro dei lavoratori svantaggiati  e
  dei lavoratori colpiti dalla crisi economica.
   -  Avviso  pubblico n. 2 del 9 febbraio 2010 - PAR-FAS  2007-2013-
  Linea  d'azione  1.1. Azioni di orientamento al lavoro  rivolto  ai
  giovani al termine del percorso scolastico - Orientamento al lavoro
  sportelli Scuola/Lavoro (eletto a misura PO FSE 2007-2013)

    C) Modalità di accreditamento e procedure di immissione nel settore

      L'Amministrazione  specifica che la  competenza  in  materia  è
    stata   assegnata  all'Assessorato  della  Istruzione   e   della
    formazione professionale ed è stata disciplinata con D.A. n. 1037
    del  13  aprile 2006, pubblicato nella GURS n. 32 del  30  giugno
    2006 e successive modifiche ed integrazioni.
      Il  sistema regionale di Accreditamento viene gestito  per  via
    telematica  dal  Dipartimento regionale Istruzione  e  formazione
    professionale  attraverso  apposito  sito  web  raggiungibile  da
    Internet.
      I  soggetti  interessati  possono  interagire  con  il  sistema
    mediante      apposite     procedure     interattive     validate
    dall'Amministrazione regionale.
      Il   sistema,  accessibile  agli  attori  del  sistema,  genera
    automaticamente  un  report,  che  viene  pubblicato   sul   web,
    aggiornato  periodicamente, dal quale è possibile  verificare  lo
    stato dell'accreditamento di ogni ente.

   D) Distribuzione territoriale degli Sportelli.

   Tipolog   AG    CL    CT   EN    ME    PA    RG   SR    TP    Tot
  ia                                                           .
   S.M.
   S.M.      10    10    26   9     15    35    7    10    25    147
   Lavoro
   S.M.      12    6     26   7     13    31    6    8     11    105
   Scuola
   Totale    22    16    52   16    28    66    13   18    36    252

   E)Numero di addetti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e
  determinato

    L'Agenzia  per  l'impiego  ha  trasmesso  la  seguente   tabella,
   contenente  la  distinzione tra personale a tempo  determinato  ed
   indeterminato, nonché personale con contratti atipici (co.co.pro.,
   contratti   occasionali,  prestazione  professionale,   ecc.,   in
   relazione agli Sportelli multifunzionali).

   TABELLA   PERSONALE   PRESENTE   NEL   SISTEMA   DEGLI   SPORTELLI
  MULTIFUNZIONALI LAVORO/SCUOLA (Avvisi pubblici nrr. 1  e  2  del  9
  febbraio 2010-sintesi)

                 Tipologia           Numero
                contrattuale       operatori
                 Tempo               1385
                indeterminato
                 Tempo               70
                determinato
                 CO.CO.PRO.          60
                 Prestazione         8
                professionale
                 Contratto           15
                occasionale
                 Nessuna             3
                indicazione
                contrattuale

   3.  LE AUDIZIONI CON I  SINDACATI E I RAPPRESENTANTI DEGLI ENTI DI
  FORMAZIONE E CON I VERTICI DELL'AMINISTRAZIONE REGIONALE

   La  Commissione speciale, su impulso del suo Presidente, ha svolto
  una  serie  di audizioni con i soggetti direttamente impegnati  nel
  settore  della  formazione ossia, da una  parte,  i  rappresentanti
  delle  associazioni  degli enti di formazione e  dei  sindacati,  e
  dall'altra  i  vertici dell'Amministrazione regionale  preposta  al
  settore,   da  cui  sono  emerse  interessanti  valutazioni   sulle
  principali  problematiche del settore. Si riportano di  seguito  le
  posizioni espresse dalle due parti in merito alle singole tematiche
  oggetto di indagine:

  I) IL NUMERO DEGLI ADDETTI:

   A) Il punto di vista dell'Amministrazione.

   L'Amministrazione  parte da un'analisi dei  dati  contenuti  nella
  documentazione consegnata alla Commissione, da cui  si  evince  che
  quanto  è  stato realizzato e finanziato in materia  di  formazione
  presenta in Sicilia dei numeri particolarmente elevati, eccezionali
  nel  panorama  nazionale. Il numero dei soggetti a contratto  nella
  Regione  rappresenta  il 46% del totale nazionale.  La  peculiarità
  della   Sicilia   è  l'elevata  quantità  di  personale   a   tempo
  indeterminato, con danno per l'elasticità del sistema, che  risulta
  poco efficiente e troppo oneroso.
   Il numero eccessivo di addetti rappresenta la prima contraddizione
  che caratterizza il mondo della formazione in Sicilia, in quanto si
  pone   in   contrasto  con  il  carattere  dinamico  che   dovrebbe
  contraddistinguere l'attività della formazione, la quale  necessita
  di  continui adattamenti, tra cui la creazione di figure di docenti
  sempre nuove.
   Sussiste  nel  sistema una sproporzione del numero  di  lavoratori
  amministrativi rispetto ai docenti.
   Si   è  cercato  di  porre  un  blocco  alle  assunzioni  a  tempo
  indeterminato, ma  i blocchi sono facilmente aggirabili .
   L'Amministrazione  ammette che fino al 2008 non esistevano  regole
  che  prevedessero un controllo da parte dell'Assessorato e solo dal
  2008 si è iniziato a porre argini. Preannuncia la pubblicazioni  di
  uno  studio  da  cui  risulta  che le  impennate  nelle  assunzioni
  coincidono con i periodi elettorali..
   Fino  alla entrata in vigore della legge  regionale n. 23 del 2002
  esisteva  un principio sancito dalla Commissione regionale  per  la
  formazione professionale, i cui compiti erano poi passati alla CRI,
  che  stabiliva  per il personale della formazione professionale  un
  rapporto docenti-amministrativi di due a uno.
   Tali  limiti  vennero meno per effetto dell'art. 39 della suddetta
  legge  23/2002  che introdusse  il meccanismo, previsto  dal  Fondo
  sociale europeo, basato sul finanziamento del progetto, per effetto
  del  quale  si  procedeva  alle assunzioni  di  persone  senza  che
  l'Amministrazione  fosse tenuta a verificare chi  fossero  e  quali
  funzioni  svolgessero.  Il  venir meno  di  tale  limiti  può  aver
  contribuito a determinare la sproporzione tra personale docente  ed
  amministrativo.
   Tale  comportamento dell'Amministrazione era stato avallato da  un
  parere   del  CGA,  suffragato  anche  da  un  parere  dell'Ufficio
  legislativo   e   legale,   in   cui  si   affermava   l'estraneità
  dell'Amministrazione  rispetto ai rapporti  che  il  sistema  della
  formazione instaurava con i terzi.
   In  generale,  l'Amministrazione ritiene  che  l'eccessivo  numero
  degli   addetti  sia  stato  determinato  da  un  quadro  normativo
  complessivo  che  non consentiva un adeguato controllo.  In  questo
  contesto  anche  l'azione sindacale volta  a  garantire  i  livelli
  occupazionali  ed  a promuovere contratti a tempo indeterminato  ha
  favorito l'incremento del personale del settore.
   Sottolinea  che  talvolta gli enti non procedevano  immediatamente
  all'assunzione  a tempo indeterminato, ma iniziavano  dei  rapporti
  Co.Co.PRO  che  venivano  prorogati di  tre  mesi  in  tre  mesi  e
  dovevano  poi  procedere all'assunzione a seguito di  pronunce  del
  giudice del lavoro.
   Ricorda pure che il numero di ore attribuito ad ogni ente  era  in
  rapporto  al  carico  di personale. Anche l'eccessivo  aumento  del
  personale   amministrativo  viene  spiegato  con  la  mancanza   di
  effettivi  controlli e si fa presente che nel 2010 si è cercato  di
  porre  rimedio  istituendo  l'Albo  allo  scopo  di  monitorare   e
  riportare  il  rapporto  all'interno  del  personale  al   40%   di
  amministrativi  e  60% di docenti, anche se  si  ammette  che  tale
  obiettivo  non  è  ancora stato raggiunto, nonché  introducendo  il
  blocco  delle assunzione . La Commissione chiede come mai venissero
  riconosciute  integrazioni economiche  a  diversi  enti  e  perché,
  essendo applicate le norme del Fondo sociale europeo, non venissero
  operate le previste verifiche.
   L'Amministrazione  riconosce che in forza  del combinato  disposto
  dell'art. 39 della legge  n. 23 del 2002  e dell'art. 9 della legge
  regionale  n.  24 del 1976, nonché di una delibera  della  CRI  che
  autorizzava  tutto  ciò,  venivano applicate  le  norme  del  Fondo
  sociale  europeo e nella rendicontazione si chiedeva l'integrazione
  per  il personale a tempo indeterminato , senza che venisse operata
  una significativa verifica da parte della stessa Amministrazione.
     Fa  presente  che  oggi  è stato adottato  un  parametro  unico,
  sostenendo  che ciò non comporterà conseguenze sugli enti  e  sulla
  mobilità  del  personale,  e  che nel complesso  la  spesa  rimarrà
  uguale. Auspica che si possa realizzare una mobilità del personale,
  nel  senso  che alcuni enti possano assorbire l'esubero strutturale
  di altri.
   Esclude  che  possano determinarsi nuovi ingressi  in  quanto  gli
  enti  devono attingere alla lista di mobilità per procedere a nuove
  assunzioni.
   Informa  la  Commissione che c'è un accordo per  riequilibrare  il
  rapporto  docenti-amministrativi mediante una riqualificazione  del
  personale.

   B) Il punto di vista degli enti e delle organizzazioni sindacali

   I rappresentanti degli enti di formazione riconoscono che dal 2004
  ad  oggi  il  numero  dei  lavoratori  impegnati  nella  formazione
  professionale  è  cresciuto  in misura esponenziale,  e  in  misura
  anomala   rispetto al panorama nazionale. Anche sulla distribuzione
  funzionale di tali operatori vi sono distorsioni. Il 45% di  questi
  lavoratori sono amministrativi e il 55% formatori (anche se  questi
  dati  risultano  diversificati nei singoli enti di formazione).  In
  Sicilia  il  personale  è  soprattutto a tempo  indeterminato,  con
  aggravio di costi per la Regione.
   I  rappresentanti  dell'ASSOFOR, associazione  che  raggruppa  una
  cinquantina di enti di  recente formazione, ascrivono ai loro  enti
  il  merito  di  avere  adottato una linea di maggiore  flessibilità
  nella  scelta del personale docente, che viene selezionato di volta
  in  volta  tra  esterni  sulla  base delle  esigenze  del  mercato.
  Ammettono   di  avere  un  organico  composto  prevalentemente   da
  amministrativi  e non considerano una anomalia tale  prevalenza  di
  personale  amministrativo,  in  considerazione  del  fatto  che  le
  attività  della formazione professionale richiedono lo  svolgimento
  di  molteplici  compiti di natura amministrativa. Sottolineano  che
  comunque  anche le scelte del personale amministrativo  sono  state
  fatte  in  maniera oculata e che il loro trattamento è  conforme  a
  quanto previsto dalla normativa nazionale.
   I  rappresentanti degli enti pongono in risalto il problema  della
  messa  in mobilità del personale, che risulta ancora regolata dalla
  circolare n. 10 del 1994, ma la cui rilevante entità (si tratta  di
  migliaia  di dipendenti) richiederebbe a loro avviso un  intervento
  legislativo.  Ritengono che tale mobilità sia dovuta essenzialmente
  a tre fattori: la riduzione del finanziamento al settanta per cento
  delle  ore, il parametro unico di 135 euro l'ora che ha determinato
  minori  risorse per gli enti, il  definanziamento  di  alcuni  enti
  (come  CEFOP, Fondazione C.A.S., Sicilform). Ricordano che la legge
  n. 10 del 2011 prevede un Albo unico ad esaurimento degli operatori
  della  formazione  professionale e ritengono che tale  impostazione
  sia  condivisibile, ma che l'Amministrazione non abbia  le  risorse
  umane per gestire sul piano organizzativo la mobilità.
   Osservano   che  l'unica  soluzione  che  viene  proposta   è   la
  riallocazione del personale in esubero verso enti che  hanno  vuoti
  in  organico,  ma  che  questa consentirà di riassorbire  solo  una
  minima parte del personale.
   Viene  rilevata  l'importanza del  limite  del  31  dicembre  2008
  stabilito per le assunzioni di personale.

   Particolare   attenzione   è  stata  dedicata   dalla   Commissione
  all'ascolto  di  alcuni  enti  che,  alla  luce  dei  dati   forniti
  dall'Amministrazione,   evidenziano   un   esubero   di    personale
  amministrativo  rispetto  al  personale  docente.  Sono   stati   in
  particolare   convocati  gli  enti  che,  per  le  loro  dimensioni,
  risultano  i  più  rappresentativi tra quelli  che  presentano  tale
  anomalia.
   Di  seguito si riportano le dichiarazioni dei rappresentanti  degli
  enti ascoltati:

   Il  rappresentante dell'ARAM  ricorda che l'ente nasce  nel  2002,
  che  le  loro  assunzioni si sono fermate nel 2006 e  che  il  loro
  personale è sempre stato a tempo indeterminato. Fa presente che  in
  passato  non  era  un  obbligo  mantenere  un  certo  rapporto  tra
  personale amministrativo e docente.
   Osserva che nel 2006 vi è stato un aumento delle ore di attività e
  un  abbassamento  del parametro, che da allora è  sempre  diminuito
  negli anni successivi.
   Rileva  che nel 2007 le ore finanziate aumentano ulteriormente  ed
  il  personale amministrativo cresce, come anche docenti e tutor, ed
  evidenzia  che  nel 2007 comincia un problema di insufficienza  del
  finanziamento a fronte di un aumento di ore, in parte  risolto  con
  un'integrazione  di finanziamento successiva e con  l'utilizzazione
  del progetto CORAP. In proposito la Commissione ha accertato che il
  detto  progetto era servito finanziare gli esuberi di  alcuni  enti
  che  si  erano  determinati a seguito di assunzioni  effettuate  in
  assenza  di   autorizzazione  e  di effettive  esigenze  formative.
  Quest'ultimo   copre   il   problema  del   costo   del   personale
  amministrativo   anche   nel  2008,   mentre   nel   2009   si   ha
  un'integrazione  del  finanziamento.  Evidenzia  che  nel  2010  il
  parametro  scende  ancora, con problemi di  esubero  del  personale
  amministrativo.
   Ricorda  che nel 2011 l'ARAM ha avviato una procedura di  mobilità
  per  un  certo numero (99) di dipendenti, poi trasformato in  Cassa
  integrazione in seguito alla legge regionale sul Fondo di garanzia.
   Spiega  che  il  problema dell'aumento di personale amministrativo
  nasce  dall'abbassamento repentino del parametro nel  2006,  e  che
  dare l'autorizzazione era esclusivo compito dell'Assessorato.
   Il  rappresentante ANCOL  rileva che il suo ente fino al 2007  non
  ha  avuto  problemi  finanziari e che questi sono   nati  nel  2008
  perché è uno dei pochi enti che si occupano di obbligo formativo.
   Osserva  che  i  problemi  sono  nati  dopo  il  passaggio   della
  competenza  sull'obbligo formativo all'Assessorato dell'Istruzione,
  e in particolare a seguito dell'abbassamento del parametro nel 2008
  e  nel 2009,  e  a seguito della diminuizione delle ore conseguente
  all'obbligo di accorpamento dei corsi.
   Conferma  i  dati  che  risultano  dalla  documentazione   fornita
  dall'Amministrazione  e  riconosce  che  c'è   sempre   stata   una
  sproporzione tra amministrativi e docenti.
   Ricorda  di  aver  aperto sedi anche in comuni  decentrati  e  che
  questo rendeva poco opportuno ricorrere all'assunzione di personale
  docente  per  cui  si faceva piuttosto ricorso a personale  docente
  esterno.
   Dichiara  di  aver  preferito  procedere  all'assunzione  a  tempo
  indeterminato, sia a tempo pieno che part -time.
   Precisa  che i docenti sono a tempo pieno, ma ce ne sono  anche  a
  progetto;   ammette  di  aver  utilizzato  personale   dell'obbligo
  formativo.
   Lamenta di non aver ricevuto le somme necessarie per pagare  tutti
  gli stipendi del personale e per procedere alla rendicontazione del
  2010  e ricorda di aver subìto negli ultimi anni numerose ispezioni
  da cui il suo ente è sempre risultato in regola.
   Il  rappresentante dell' ente EUREKA informa che il suo è un  ente
  giovane,  nato  nel  2007  raccogliendo  l'attività  di   un   ente
  precedente.
   In  riferimento  alla sproporzione tra docenti ed  amministrativi,
  osserva  che  essa è  dovuta ad una strutturazione dell'ente  nuova
  rispetto  agli schemi della legge '24, ed all'intento  di  adeguare
  l'offerta  formativa al mercato, da cui nasce l'esigenza di  creare
  una  struttura  di staff di supporto all'attività didattica  e   di
  preferire una struttura snella dal punto di vista didattico.
   Afferma  che  l'ente preferisce fare ricorso a  personale  docente
  esterno,  assunto mediante contratto occasionale ed a  progetto  in
  base alle diverse esigenze, citando in proposito alcuni esempi.
   Osserva  che  se  avessero  assunto  personale  docente  a   tempo
  indeterminato  non  avrebbero  potuto  pretendere  competenze  così
  varie.
   Sostiene che l'Amministrazione non ha mai dato vincoli precisi  in
  proposito.
   La  rappresentante dell'ente CIRPE, dopo aver ricordato che il suo
  ente  è nato negli anni '70, precisa che l'Amministrazione chiedeva
  il  rapporto  tra  docenti ed amministrativi in  termini  di  spesa
  complessiva per ciascuna delle due categorie.
   Fa  notare  che  il  suo ente ha scelto di acquisire  nel  proprio
  organico  soggetti forniti di competenze amministrative  e  docenti
  dotati di competenze di base, utilizzabili in modo trasversale,  ma
  di  lasciare  un  margine  di  flessibilità  per  le  attività  che
  richiedono  competenze specialistiche, per i quali  si  ricorre  ad
  esperti  assunti in modo occasionale con partita  IVA,  e  a  volte
  tramite CO.CO.PRO..
   Fornisce  i  dati relativi al personale nelle tre sedi dell'ente,  e
  conclude   che   da  questi  dati  non  si  evince  un   esubero   di
  amministrativi rispetto ai docenti, ribadendo  che la  maggior  parte
  di questi ultimi sono assunti a progetto.
   La  Commissione,  premessa la validità del sistema  di  reclutamento
  tramite  contratto,  cui si ricorre oggi anche  ai  massimi  livelli,
  chiede  tuttavia  come si giustifichi una quantità  così  elevata  di
  amministrativi e sospetta che ciò sia effetto di un diverso  tipo  di
  pressioni,  ed  abbia  condotto  al reclutamento  di  professionalità
  inutili, contribuendo alla crisi del sistema della formazione.
    Osserva  che questo criterio è stato poi tradotto in una continuità
  di  rapporto  di  lavoro, nato dalla stabilizzazione di  personale  a
  progetto.  Chiede  se  sia giustificato un  numero  così  elevato  di
  soggetti   a   progetto   che  potrebbero   poi   aspirare   ad   una
  stabilizzazione.  Ricorda che in passato non si poteva  procedere  se
  non  si disponeva di un certo numero di docenti a tempo indeterminato
  e che ciò era previsto dal contratto e da varie circolari.
  Il  rappresentante  dell'ANCE-Sicilia afferma che  il  suo  ente  può
  qualificarsi  come  storico , in quanto iniziò ad operare  nel  campo
  della formazione nel 1992 per assorbire taluni enti definanziati,  di
  cui   fu  assorbito  anche il personale, che  era  tutto  di  livello
  elevato.
    Ricorda  altresì che, in seguito all'incremento del  monte  ore  di
  attività  il suo ente assunse anche personale ausiliario,  procedendo
  sempre a tali assunzioni in modo regolare.
  Evidenzia  che la superiorità del personale amministrativo  ha  avuto
  inizio  da quando si è passati al sistema del Fondo sociale  europeo,
  imputando tale sproporzione al fatto che dal 2003 non è stata più  in
  vigore  la  norma che richiedeva una pari  percentuale  di  personale
  docente e personale amministrativo.
  Sottolinea che la necessità di assumere nuovo personale nacque  anche
  in  seguito  al  passaggio di parte dei dipendenti al  sistema  degli
  Sportelli multi-funzionali.
  In  merito al reclutamento del personale docente, rileva che  il  suo
  ente ha proceduto a trasferire personale amministrativo alla docenza,
  avviando   a tal fine un percorso di riqualificazione dei dipendenti.
  Fa  presente  che l'ANCE ha attinto dalla Cassa integrazione  per  il
  reclutamento di personale di varie qualifiche, ma per il reclutamento
  dei  docenti ha dovuto ricorrere in taluni casi all'utilizzazione  di
  esterni.
    Lamenta  che  il  personale degli enti   storici   viene  messo  in
  mobilità,  avvantaggiando  gli enti  nuovi ,  che  lo  assorbono.  Ma
  allorché si tratta di personale amministrativo, gli enti   nuovi  non
  sono sempre disposti ad assumerlo. Auspica l'istituzione di un Albo.
  Osserva  che  gli enti nuovi assumono il  personale a contratto  e  a
  progetto pagando troppo i docenti perché devono utilizzare i maggiori
  finanziamenti di cui dispongono.
  Individua il principale problema nel parametro di finanziamento,  che
  fa  sì  che  aumentando  la  tariffa  oraria  si  spende  altrettanto
  utilizzando meno personale. In tal modo, a fronte di un finanziamento
  maggiore  rispetto ad anni passati, si registra un numero  minore  di
  dipendenti occupati, ed un incremento dei lavoratori posti  in  Cassa
  integrazione.   Lamenta  l'insufficienza  dei  Fondi  stanziati   per
  finanziare quest'ultima.

   B) LE MODALITA' DI ACCREDITAMENTO E LE PROCEDURE DI IMMISSIONE NEL
  SETTORE.

      A)  Il  punto  di  vista  degli  enti  e  delle  organizzazioni
    sindacali

   In passato il sistema era aperto ai soli enti senza fini di lucro,
  ma  oggi  il  sistema  si è aperto anche ad  altri  soggetti  (SRL,
  scuole,   ecc.).  I  rappresentanti  degli  enti  della  formazione
  sollecitano  una  revisione delle procedure di accreditamento,  che
  non  si  basi  solo su requisiti formali. Inoltre richiedono,  come
  anche  i  sindacati, che possano svolgere attività  di  formazione,
  alternativamente, o esclusivamente soggetti che siano in  grado  di
   patrimonializzare   la  gestione, o  esclusivamente  soggetti  che
  vadano avanti con finanziamenti pubblici.
   Emerge  preoccupazione nei confronti dell'ingresso di  società  di
  capitali nel mondo della formazione. Si teme che l'introduzione  di
  bandi  pubblici  possa danneggiare gli attuali enti operatori,  che
  riconoscono  di  non  essere in grado  di  reggere  il  peso  della
  concorrenza.
   In  una  nota  scritta  consegnata dal  rappresentante  dell'ANFE-
  Sicilia  si  osserva che  a partire dall'anno 2003  si  è  preteso,
  sulla  base  del comma 1 della legge 23 dicembre 2002,  n.  23,  di
  aprire  la  gestione dei corsi finanziati dalla Regione anche  alle
  società di capitali, che hanno per loro natura come scopo il  lucro
  e il profitto. Tali nuovi enti   profit  hanno operato soltanto con
  personale   atipico   e  quindi  privo  di  garanzie  contrattuali,
  tutelate in Sicilia anche da leggi regionali .
   Qualche  rappresentante  di enti di formazione  riconosce  che  in
  passato   il   sistema  di  accreditamento  era   basato   su   una
  autorizzazione  da  parte  dell'Amministrazione,  la  quale  veniva
  concessa  solo  a  seguito di una verifica del rispetto  di  alcuni
  parametri indicatori di efficienza , ma questo oggi non accade più.
  Viene consentito agli enti di accreditarsi senza fornire i dati che
  consentirebbero di verificare la qualità del servizio svolto.
   Anche  oggi  in  sede  di  verifica ai   fini  dell'accreditamento
  vengono  chiesti una serie di dati, soprattutto in  relazione  alla
  quantità  di allievi, che però vengono auto-certificati, salvo  poi
  essere accertati dai commissari inviati per fare gli esami.

   B) Il punto di vista dell'Amministrazione

   L'Amministrazione denuncia, quale seconda contraddizione nel mondo
  della  formazione  professionale,  la  sussistenza  di  un  mercato
  chiuso. Ricorda che ben 268 enti sono accreditati ai fini del PROF,
  e  lamenta  che  i  soggetti che operano  nel  settore,  avendo  la
  sicurezza  del finanziamento, non sono incentivati a migliorare,  e
  che ciò determina situazioni di rendita.
   L'Amministrazione preannuncia che una società di AUDIT controllerà
  tutti i sistemi di accreditamento.
   Essa riferisce, in merito alle procedure di accreditamento, che la
  Regione  siciliana  ha recepito tout court  la normativa  nazionale
  del 2006 senza suddivisione per aree né per tipologia di corsi.
   Ritiene   necessario  costruire  un  sistema   di    manutenzione
  dell'accreditamento  basato  sulla dimostrazione,  da  parte  degli
  enti,  di  continuare  a  possedere  i  requisiti   richiesti   per
  l'accreditamento.

   Sul  punto relativo all'accreditamento, la Commissione ha reputato
  interessante verificare quanto stabilito in alcune leggi  di  altre
  Regioni:

   L'articolo 75 della legge della Regione Liguria 11 maggio 2009, n.
  18   Sistema  educativo  regionale  di  istruzione,  formazione   e
  orientamento   disciplina l' accreditamento regionale   definendolo
  come   il  riconoscimento  del possesso dei  requisiti  qualitativi
  essenziali di competenze, di risorse strutturali e strumentali,  di
  processo  e di risultati, indispensabili per realizzare le attività
  formative   nel   territorio  regionale  finanziate   con   risorse
  pubbliche ;  deferisce quindi alla Giunta regionale il  compito  di
  stabilire  criteri e requisiti per l'accreditamento degli organismi
  che  erogano la formazione professionale (requisiti la cui verifica
  è   effettuata  dalla  stessa  Giunta,  la  quale  provvede   anche
  all'accertamento  della loro permanenza nel  tempo),  anche  tenuto
  conto   delle   intese   assunte  a   livello   nazionale,   nonché
  l'approvazione di  norme specifiche di accreditamento, nel rispetto
  dei livelli essenziali di prestazioni stabiliti dallo Stato .

   La  legge  della Regione Toscana n. 32 del 26 luglio  2002   Testo
  unico   della  normativa  della  Regione  Toscana  in  materia   di
  educazione,  istruzione, orientamento, formazione  professionale  e
  lavoro    (articolo  32)  deferisce  ad  apposito  regolamento   di
  esecuzione  da  adottarsi  da  parte  della  Regione,  sentiti  gli
  organismi rappresentativi degli enti locali e delle parti  sociali,
  attuando le procedure di concertazione con i soggetti istituzionali
  e  con i soggetti  economici e sociali, il compito di definire   le
  regole  generali del sistema integrato disciplinato dalla  presente
  legge ,  tra  cui  quelle  attinenti alla  regolamentazione  ed  al
  controllo  del sistema al regime di accreditamento,  al  regime  di
  autorizzazione,  al sistema di accertamento delle competenze  e  di
  rilascio  delle relative attestazioni formali . Per quanto  attiene
  in  particolare alla formazione professionale, la legge prevede che
  il  regolamento regionale definisca in particolare : a) le norme di
  gestione e rendicontazione degli interventi formativi che fruiscono
  di  contributi  pubblici; b) gli standard di  qualità  dell'offerta
  formativa  attraverso  la  disciplina: 1) dell'accreditamento,  del
  monitoraggio  e  della verifica dell'offerta  formativa;  2)  della
  certificazione   dei   percorsi  e  delle   competenze   conseguite
  dall'utenza;  3)  dei  profili e delle competenze  degli  operatori
  della  formazione; 4) del potenziamento dei sistemi  informativi  e
  telematici  per  la gestione del sistema; 5) della  semplificazione
  delle  procedure di programmazione e gestione; 6) dello sviluppo  e
  l'innovazione dei modelli formativi e delle modalità di  erogazione
  dell'offerta.

    La  legge della Regione Lombardia 6 agosto 2007, n. 19  Norme sul
  sistema   educativo  di  istruzione  e  formazione  della   Regione
  Lombardia   (pubblicata nel B.U. Lombardia 6 agosto  2007,  n.  32,
  S.O.  9  agosto 2007, n. 1) istituisce (articolo 25) un   Albo  dei
  soggetti  accreditati  per l'erogazione dei  servizi  di  interesse
  generale  di istruzione e formazione professionale . L'articolo  26
  della   stessa  legge  stabilisce  poi   modalità  e  criteri   per
  l'accreditamento ,  deferendo  alla  Giunta  regionale  la  precisa
  definizione  dei necessari  requisiti,  con particolare riferimento
  a:  a)  un  sistema certificato per la gestione della  qualità;  b)
  indici  specifici di efficienza ed efficacia; c) adeguata dotazione
  logistica  e gestionale; d) affidabilità economico-finanziaria;  e)
  copertura  assicurativa per infortuni e responsabilità  civile  del
  personale   e   degli  utenti;  f)  disponibilità   di   competenze
  professionali;  g)  capacità di correlazione con il territorio;  h)
  non  essere  soggetto a procedure fallimentari  o  altre  procedure
  concorsuali. ( abbiamo ritenuto di allegare al presente  lavoro  il
  testo  integrale  della legge per il suo interesse  ai  fini  della
  materia in oggetto).

   C) LE MODALITA' DI FINANZIAMENTO DEGLI ENTI

      A)  Il  punto  di  vista  degli  enti  e  delle  organizzazioni
    sindacali

   Le  leggi regionali in vigore (l.r. n. 24/76 art. 5, l.r. n. 27/91
  art.  17,  l.r.  n.  25/93 artt. 2 e 7, l.r. n.  23/2002  art.  39)
  dispongono che l'Assessore competente provveda entro il 30 novembre
  (art.  34  della l.r. 5/11/2004 n. 15) all'approvazione  del  Piano
  formativo per l'anno successivo e che entro 90 giorni venga erogato
  agli  enti  gestori  il 90% della spesa per il  personale,  che  ha
  diritto  alla corresponsione del trattamento giuridico ed economico
  previsto  dal  CCNL di categoria, con il saldo  entro  il  mese  di
  gennaio.
   Qualche rappresentante sindacale ricorda che in passato vi era  un
  rapporto  di  fiducia  tra l'ente e l'Amministrazione,  basato  sul
  controllo preventivo della spesa (metodo della c.d.  sovvenzione ).
  Nel  2003  l'Amministrazione sostituì il metodo della  sovvenzione
  con quello della c.d.  convenzione . Da quel momento si verificò un
  aumento esponenziale degli enti (che da 58 passarono a più di 200).
  Rimandare la rendicontazione dei costi ha portato ulteriori guasti:
  il budget iniziale veniva, spesso, superato per un asserito aumento
  dei costi  , soprattutto dovuto alla crescita l costo del personale
  a tempo indeterminato.
   In   effetti,  anche  qualche  rappresentante  di  ente  focalizza
  l'attenzione sulla rendicontazione del personale, ricordando che in
  passato     si     procedeva    prima    all'assunzione    e    poi
  all'autorizzazione alla spesa e osservando che la rendicontazione a
  monte  ha  rappresentato  un ulteriore ostacolo  alle  imprese  che
  volevano essere snelle.
   Qualche  altro  rappresentante sindacale  lamenta  differenze  nel
  finanziamento  degli enti e la mancata attuazione dell'Accordo  del
  29  settembre 2009 con il Presidente della Regione e il  persistere
  di parametri diversificati.
   Al contrario, in una nota scritta presentata dal rappresentante di
  un   ente    storico ,  l'ANFE-Sicilia,  si  assume  una  posizione
  favorevole   all'adozione   di  un  parametro   diversificato.   In
  particolare   si   osserva  che  la  Regione    per   limitarsi   a
  sovvenzionare  esclusivamente  i  costi  reali  ed  effettivi   del
  personale, cui è tenuta per legge, è stata costretta negli  anni  a
  scegliere  una  parametratura  finanziaria  diversa  per  gli  enti
   storici , presenti da decenni nel settore e, conseguentemente, con
  la  stragrande  maggioranza  del personale  anziano  e  quindi  più
  costoso  dal  punto  di  vista economico, sia  per  gli  scatti  di
  anzianità   che  per  le  qualifiche  professionali,   di   livello
  superiore).  Diversa  parametratura  finanziaria  è  stata   invece
  predisposta per i nuovi enti i quali, avendo personale più giovane,
  si  trovano  a poter pagare stipendi più  leggeri , non gravati  da
  scatti  di  anzianità,  da  livelli  professionali  più  elevati  o
  quant'altro . Di conseguenza, nella stessa nota di stigmatizzano le
  più   recenti   deliberazioni  dell'Assessorato   regionale   della
  formazione  professionale e della Giunta regionale che  tendono  ad
  istituire   un  parametro  unico  del  personale  della  formazione
  professionale.
   Il decreto assessoriale del 6 maggio 2011 n. 1168 e il Decreto del
  Dirigente generale del 17 maggio 2011 n. 2117 stabiliscono  che  il
  PROF  2011 debba essere finanziato per il 70% delle ore; il Decreto
  assessoriale  del  28  dicembre 2010  n.  5146  ha  individuato  il
  consolidamento delle ore e del finanziamento per il PROF 2011.
   I  rappresentanti dell'UIL Scuola, in una nota scritta  consegnata
  alla  Commissione, lamentano che in seguito all'introduzione  delle
  cosiddette   regole europee  la spesa per la formazione  ha  subìto
  un'impennata  ed  è divenuta incontrollabile. A  supporto  di  tale
  affermazione   fanno  notare  che  nel  2002   PROF   e   Sportelli
  multifunzionali messi assieme costavano circa 222 milioni di  euro,
  mentre nel 2008 il solo PROF è costato 265 milioni di euro.

   B) Il punto di vista dell'Amministrazione

   L'Amministrazione   denuncia  una  ulteriore  contraddizione   nel
  settore, che nasce dalla natura giuridica degli enti di formazione,
  configurati come enti no-profit che vengono agevolati dal punto  di
  vista  del  bilancio e delle procedure contabili, in contrasto  con
  l'entità  reale  della  loro attività e delle  ingenti  somme  loro
  destinate (circa trecento milioni di euro). Ciò impedisce una serie
  di  controlli da parte dell'Amministrazione, e rende tali enti  non
  responsabili  della gestione del loro patrimonio, consentendo  loro
  di tenere una contabilità assai semplificata  rispetto a quella cui
  è   tenuta  una  società  per  azioni,  e  talvolta  di  effettuare
  operazioni discutibili.
   Considera  come  ultima  contraddizione  la  applicazione  di   un
  parametro differenziato tra enti, anche a parità di funzioni  e  di
  attività,   e rileva che le ragioni di tale discrasia appaiono  non
  supportate   da   criteri  oggettivi.  Afferma  di   mirare,   come
  Amministrazione,  alla  istituzione  di  un  parametro  unico,  che
  ritiene necessario anche se qualcuno potrà perderci.
   L'Amministrazione  affronta  quindi  il  problema  dell'intervento
  sulle  integrazioni, rilevando che ogni anno sulla spesa  del  PROF
  gli enti accertavano una certa cifra, ma alla fine dichiaravano  di
  avere  speso  di più e, previa verifica, ottenevano l'integrazione.
  Ciò  comportava  l'inconveniente  dell'impossibilità  di  stabilire
  preventivamente il budget della spesa.
   Osserva  che  spesso  la verifica non era trasparente,  e  che  si
  determinavano  squilibri tra gli enti che ottenevano l'integrazione
  e quelli che non la ottenevano.
   Ricorda che nel 2010 la Corte dei conti intervenne a dire che  non
  si  possono  elargire  integrazioni, e denunciò  l'Assessorato.  Il
  ragionamento  della  Corte  era  il  seguente:  tu,  impresa,  devi
  effettuare  una  valutazione dei costi del  progetto,  mettendo  in
  conto un possibile incremento di spesa.
   L'Amministrazione   osserva  che la  sovrastima  dei  costi  viene
  effettuata  per  pagare  i lavoratori e che l'impresa  scarica  sui
  lavoratori le spese sostenute.
   Lamenta  che  oggi  la  Regione  incontra  qualche  difficoltà   a
  recuperare  risorse  in quanto la Corte dei  Conti  ha  vietato  le
  compensazioni  tra crediti della Regione e degli enti,  e  vi  sono
  difficoltà  ad aggredire i conti correnti  dormienti   degli  enti.
  D'altra  parte, oggi le norme europee consentono norme di controllo
  un po' più rigide.
   Considera  eccessiva la quantità del finanziamento a carico  della
  Regione  e  nota  che  l'unica Regione  che  spende  di  più  è  la
  Lombardia, ove peraltro le risorse sono meglio utilizzate.
   Osserva  che il sistema di erogazione delle risorse si  basa  oggi
  sul c.d.  consolidato ,  per cui conta molto quello che in gergo si
  definisce  lo   storico ,  ossia la quantità  di  spesa  che  si  è
  costruita nel tempo. Spesso la domanda è generata dall'offerta.
   Ammette  che  è  difficile  per  un  sistema  così  strutturato  e
  sproporzionato,  con  gli  enti che  sovraccaricano  i  sistemi  di
  rendicontazione, riconoscere tutti i costi veri.
   Si  intende lavorare ad un passaggio dal sistema dei costi  reali
  al  sistema  dei  costi   standard . L'ente deve  sapere  di  poter
  contare  su  una certa misura di finanziamento; ciò  potrebbe  dare
  elasticità al sistema e consentire di considerare costi diversi per
  tipologie di attività diverse.
   Nel  meccanismo dei bandi occorre contemperare il principio  della
  libera concorrenza  con quello della qualità dell'offerta formativa
  in un determinato territorio.
   Appare  indispensabile dare attuazione al Fondo di  garanzia,  che
  consente  di  intervenire in situazioni evidenti di  esubero  dando
  maggiore  garanzia sia agli enti che al personale, e che tutto  ciò
  vada  ripensato  entro la normativa nazionale, anche  per  ciò  che
  riguarda gli oneri contributivi.
   Il  Dipartimento regionale del lavoro ricorda che l'art. 39  della
  legge regionale n. 23 del 2002  introdusse  il meccanismo, previsto
  dal  Fondo  sociale europeo, basato sul finanziamento del progetto,
  per effetto del quale si procedeva alle assunzioni di persone senza
  che l'Amministrazione fosse tenuta a verificare chi fossero e quali
  funzioni svolgessero.
   Tale  comportamento dell'Amministrazione era stato avallato da  un
  parere   del  CGA,  suffragato  anche  da  un  parere  dell'Ufficio
  legislativo   e   legale,   in   cui  si   affermava   l'estraneità
  dell'Amministrazione  rispetto ai rapporti  che  il  sistema  della
  formazione instaurava con i terzi.
   Sul  punto a Commissione ha rilevato che tuttavia, persistendo  il
  sistema delle integrazioni, si generava una contraddizione  tra  il
  meccanismo di finanziamento previsto dal Fondo sociale europeo, che
  apparentemente tendeva alla liberalizzazione del sistema, in quanto
  la   Regione  rinunciava  al  proprio  potere  di  controllo  e  di
  autorizzazione, e il persistere della richiesta di integrazione  di
  finanziamento  da parte degli enti. Ciò faceva sì che  teoricamente
  si era passati a finanziare i progetti, ma di fatto non era così.

   L'Amministrazione  ricorda che allora il parametro  ora-costo  non
  era   stato   ancora   introdotto;   solo  successivamente   furono
  introdotti i parametri e  questi erano differenziati, anche  se  in
  seguito ad una delibera relativa al Piano 2008 per il personale  si
  era  cercato  di  standardizzare questo costo stabilendo  un  tetto
  massimo  per  il  parametro. Fa presente  che  dal   2006  è  stato
  adottato  un  parametro unico, la cui misura  è  stata  determinata
  sulla base della considerazione del parametro medio .
   Ricorda  che  nel  2006  si  ebbe l'unico  caso  di  finanziamento
  coperto, cioè corrispondente a quanto stanziato in bilancio.

   D)LE QUANTITA' DI ABBANDONI E DI SUCCESSO FORMATIVO

   1) Il punto di vista dell'Amministrazione

   L'Amministrazione   si   sofferma   sui   dati   contenuti   nella
  documentazione  relativi  al tasso di  abbandono,  che  emerge  dal
  confronto tra il numero di iscritti iniziali e il numero di  quanti
  raggiungono la qualifica, che risultano attestati tra il 27%  e  il
  31%.  Ritiene  che  tali  dati siano significativi  ma  non  vadano
  sopravvalutati, anche tenuto conto dei livelli spesso  assai  bassi
  dell'utenza,  che  sovente  non  è  particolarmente  motivata.   Ma
  riconosce  che è un dato forse più alto che altrove, e  che  questo
  forse è determinato dalla scelta della nostra Regione di finanziare
  i  corsi  e  non  gli  allievi, come invece si fa  altrove,  e  che
  certamente vi sono degli spechi contro i quali bisogna cercare  dei
  correttivi.

   E)    GLI   SPORTELLI   MULTIFUNZIONALI:   IL   PUNTO   DI   VISTA
  DELL'AMMINISTRAZIONE

   L'Amministrazione manifesta la consapevolezza che una parte  della
  formazione  rimane  nella  competenza del  suo  Assessorato,  e  in
  particolare gli Sportelli multifunzionali.
   Esprime  soddisfazione  in merito ad una Convenzione  siglata  nel
  novembre  scorso  con le parti sociali e gli  enti  per  mettere  a
  regime il sistema degli Sportelli. Elogia in proposito il senso  di
  responsabilità  dei  dirigenti  della  Agenzia    e   ricorda   che
  l'operazione  è stata chiusa con un esubero di 8.000 dipendenti  in
  virtù della disponibilità dei lavoratori e dell'intesa raggiunta.
   Ritiene  che  gli Sportelli richiedano molteplici  interventi,  ad
  esempio  con riguardo alla loro distribuzione territoriale,  e  che
  occorra elevare la qualità del servizio e sfruttare le occasioni.
   Considera  opportuno  istituire uno  Sportello  per  segnalare  le
  opportunità di lavoro occasionale, che risulterebbe particolarmente
  utile agli immigrati, evitando che questi possano essere oggetto di
  sfruttamento.
   Dichiara che in futuro il sistema funzionerà con finanziamenti del
  Fondo sociale europeo, che però non prevede retribuibilità, ponendo
  così  un  problema  di  tutela  dei lavoratori.  Afferma  di  avere
  sensibilizzato  la dottoressa Di Liberti sul problema.  Ritiene  in
  proposito  che alcune voci potrebbero trovare copertura nel  Fondo,
  ma di altre potrebbe farsi carico la Regione.

   4.  ALCUNE  CONSIDERAZIONI  DELLA CORTE DEI CONTI   (tratte  dalle
  requisitorie  del  Procuratore  generale  relative  agli   esercizi
  finanziari   2007  e 2008, nonché dal rendiconto generale  relativo
  all'esercizio finanziario 2010)

   La  Commissione  ha  proceduto ad acquisire le   requisitorie  del
  Procuratore generale della Corte dei conti relative agli anni presi
  in considerazione.
   Particolare   attenzione  è  stata  dedicata  al   settore   della
  formazione   professionale  nelle  requisitorie   del   Procuratore
  generale  della  Corte dei conti relative agli esercizi  finanziari
  2007  e 2008. Facciamo presente che in quegli anni la competenza in
  materia,  per quanto riguarda le autorizzazioni, i pagamenti  ed  i
  controlli, spettava all'Assessorato regionale del Lavoro tramite il
  Dipartimento  della  formazione professionale. Ricordiamo  che  con
  D.P.  n.  12/2009 il Dipartimento della formazione professionale  è
  confluito nell'ambito dell'Assessorato regionale dell'Istruzione  e
  della   formazione   professionale,  ed  è   stato   accorpato   al
  Dipartimento  per l'Istruzione; è così sorto un unico  Dipartimento
  dell'istruzione e della formazione professionale.
   Come  evidenziato nella requisitoria relativa al  2007,  a  fronte
  degli  ingenti stanziamenti destinati alla formazione,  non risulta
  che  l'Amministrazione effettui specifiche e  mirate  ricerche  per
  valutare  preventivamente le esigenze del mercato del lavoro  e  la
  probabilità  di  inserimento  dei giovani  una  volta  concluso  il
  corso nè  risultano  elaborati i dati che, a  posteriori,  a  corso
  concluso,  consentano di verificare, a distanza di uno o più  anni,
  il  raggiungimento effettivo degli obiettivi previsti e,  quindi  ,
  non  si  conosce il numero effettivo degli studenti  che  risultano
  aver  trasformato  la loro esperienza formativa  in  esperienza  in
  esperienza lavorativa coerente col corso frequentato .
   Aggiunge  la  Corte dei conti:  i controlli sono  poco  utili  dal
  momento   che  hanno  carattere  formale  e  documentale   con   la
  conseguenza che non si riescono a prevenire, né a reprimere, se non
  per  via  giudiziaria, eventuali frodi o irregolarità quali  quelle
  segnalate dalla Sezione di controllo della Corte dei conti  per  la
  Regione  siciliana con deliberazione n. 7/2008 .  Ed  ancora:   gli
  iscritti ai corsi, a parte i piccoli rimborsi o le modeste borse di
  studio  percepite durante la frequenza, conseguono, al  superamento
  del  corso,  non  un diploma ma un attestato di qualifica  che  non
  sembra poter garantire uno sbocco occupazionale, come dimostrano  i
  dati sulla disoccupazione reale in Sicilia .
   La  Corte  concludeva osservando che  nella situazione attuale,  i
  corsi di formazione giovano più ai soggetti organizzatori che non a
  chi li frequenta .
   A   conclusione  dell'anno  successivo,  la  Corte   procedeva   a
  raffrontare  i  risultati relativi all'esercizio  2007  con  quelli
  relativi   al  2008,  ricavandone  i  seguenti  dati:   Nel   2007,
  risultavano finanziati 519 progetti, nel corso del 2008 sono  stati
  autorizzati  891 progetti, con un incremento di oltre  il  71%.  Di
  detti progetti, 473 sono stati finanziati con fondi statali, 31 con
  fondi dell'Unione europea e 387 con fondi della Regione siciliana.
   Nel  2007, a fronte di 519 progetti,  furono avviati 3.069  corsi,
  cui risultarono iscritti 46.035 studenti.
   Nel 2008 risultano attivati 2.514 corsi con 31.918 iscritti.
   Nel   2008   sono  stati  effettuati  pagamenti  per   complessive
  362.896.566,99  euro,  nel  2007  i  pagamenti  erano  ammontati  a
  302.945.780,48 euro.
   La  Corte  ribadisce quindi quanto osservato nel  corso  dell'anno
  precedente, ossia la mancanza di controlli amministrativi diretti a
  valutare  preventivamente le esigenze del mercato del lavoro  e  la
  probabilità  di inserimento dei giovani, sottolineando come  invece
  l'indagine  di  mercato dovrebbe essere non  solo  preliminare,  ma
  condizionante  al  fine  di rilasciare i  relativi  nulla  osta  al
  finanziamento dei progetti proposti.
   La  Corte  sottolineava  che  dei  2.324  iscritti  ai  141  corsi
  risultavano  avere  completato  il percorso  formativo  solo  1.641
  allievi,  di cui solo 196 risultavano avere ottenuto un  lavoro  in
  mansioni  definite  coerenti . In altre parole, circa il 30%  degli
  allievi si ritira prima della fine del corso, per cui in definitiva
  a  ciascun  corso  partecipano in media appena 11,6  discenti.  Dei
  predetti pochi frequentanti, in media solo uno studente e mezzo per
  corso   ottiene   un  lavoro  spendendo  la  qualifica   conseguita
  attraverso il corso di formazione.
   Se  si considera, però, che ciascun corso costa in media 108  mila
  euro,  ne  discende che ciascun frequentante costa ai  contribuenti
  9.391,00 euro.
   A  tutto ciò si aggiunge, osservava infine la Corte, che non si sa
  con quali criteri e attraverso quali selezioni vengono reclutati  i
  docenti dei corsi a garanzia della loro professionalità.
   Nel  rendiconto generale relativo all'anno 2010 la Corte dei conti
  richiama,  ancora  una  volta, l'attenzione del  Governo  regionale
  sull'esigenza  di  intraprendere le opportune  iniziative  utili  a
  fronteggiare il rischio di possibili futuri notevoli incrementi dei
  costi per il personale facendo riferimento, tra l'altro, agli oneri
  relativi  alle  retribuzioni in favore del  personale  in  servizio
  presso gli enti di formazione.

   5. LE CONCLUSIONI DELLA COMMISSIONE:

   Conclusivamente,   dal   complesso  dell'attività   svolta   dalla
  Commissione emerge un quadro estremamente critico della  situazione
  del comparto.
   Le  attuali  gravi difficoltà della formazione (ricorso  massiccio
  alla  Cassa Integrazione, crisi CESOP, sofferenza di numerosi Enti)
  nonostante    gli   interventi   positivi   assunti,   nell'attuale
  legislatura  dal  Governo e dall'ARS -blocco  delle  assunzioni  al
  31/12/2008 ed utilizzazioni delle risorse FSE per l'attività  degli
  sportelli  multifunzionali e del PROF - confermano la necessità  di
  ulteriori  misure  che  riformino profondamente  il  settore  e  ne
  assicurano  una  gestione  trasparente ed  efficiente  al  fine  di
  garantirne il futuro nell'interesse degli operatori, ma soprattutto
  dei cittadini.
   La  normativa  di  riferimento nel settore, la legge  regionale  6
  marzo 1976, n. 24  Addestramento professionale dei lavoratori , che
  pure  delinea  un impianto complessivamente apprezzabile,  richiede
  consistenti  revisioni ed aggiornamenti, al fine di  realizzare  un
  sistema  più  moderno e competitivo, che valorizzi la  qualità,  il
  merito, l'efficienza della gestione.
   Si  sintetizzano qui le conclusioni della Commissione sui  singoli
  punti all'oggetto della sua indagine.
   Il  primo  dato  che  è  emerso dai lavori  svolti,  e  sul  quale
  concordano  sia  i  rappresentanti degli  enti  di  formazione  che
  l'Amministrazione,  è  quello  relativo  all'ingente   numero   dei
  soggetti occupati nel settore, che rappresenta addirittura  il  46%
  del  totale nazionale. La peculiarità della Sicilia, come  è  stato
  rilevato  nel  corso  delle audizioni, è la rilevante  quantità  di
  personale  con  contratto  a  tempo indeterminato,  con  danno  per
  l'elasticità  del  sistema, ed il conseguente appesantimento  della
  struttura.  E' significativo, in questo contesto, che  non  si  sia
  pensato  alla   utilizzazione  di contratti  a  tempo  determinato,
  rinnovabili  con  procedure trasparenti in ragione  delle  esigenze
  formative, come è avvenuto nel comparto della pubblica istruzione.
   Dai  lavori  della  Commissione è emerso  che  molti  guasti  sono
  iniziati  con  una  norma  (l'articolo 39)  contenuta  nella  legge
  regionale 23 dicembre 2002, n. 23, che prevede  l'applicazione  nel
  settore della formazione del sistema del Fondo sociale europeo e la
  salvaguardia   del   personale.  Ciò  fu   interpretato   come   un
  allargamento  della  platea dei soggetti operanti  nel  settore,  e
  diede  luogo ad un ampliamento del personale, tanto più che non  vi
  erano vincoli all'assunzione.
   Dai  dati  acquisiti dalla Commissione si rileva  che  soprattutto
  negli  anni compresi tra il 2000 e il 2008 le assunzioni effettuate
  nel   settore   della  formazione  hanno  registrato  un   notevole
  incremento  (rappresentando  il 60%  del  totale  delle  assunzioni
  effettuate),  registrando il massimo livello nel  periodo  compreso
  tra il 2006 ed il 2008. E' interessante notare che, mentre sino  al
  biennio  2002-2003  il  numero  di  assunzioni  di  docenti  e   di
  amministrativi   risultava pressoché equivalente, nel  corso  degli
  anni  seguenti,  sino  al  2006, si è  soprattutto  accresciuta  la
  percentuale di dipendenti con funzioni amministrative.
   La  Commissione si è soffermata anche sulla circostanza  che  poco
  prima  del  2004  buona parte del personale della formazione  venne
  selezionato per essere trasferito, con qualifiche varie, presso gli
  Sportelli   multifunzionali,  che  nacquero   come   strumento   di
  monitoraggio  e di politiche attive del lavoro. Ciò  determinò  una
  riduzione  del  personale della formazione, che fece  in  un  primo
  tempo  pensare  che  si potesse pervenire ad un alleggerimento  del
  carico  di  personale a tempo indeterminato impegnato nel  settore.
  Invece le norme all'epoca vigenti furono utilizzate per procedere a
  nuove  assunzioni, con il risultato che, non solo si  procedette  a
  sostituire il personale che era stato destinato agli Sportelli,  ma
  dopo   breve  tempo  il  numero  complessivo  degli  addetti   alla
  formazione  risultò superiore a quello precedente  all'introduzione
  degli stessi Sportelli.
   Uno  dei  principali problemi appare quello del  reclutamento  del
  personale.  La  scelta  del personale ed il relativo  impiego  sono
  stati, formalmente, totale appannaggio degli enti di formazione,  i
  quali  hanno spesso applicato criteri non oggettivi, anche  per  la
  mancanza di regole chiare e vincolanti.
   La  Commissione  ritiene che l'impiego delle  risorse  umane  vada
  inquadrato  nel  nuovo  contesto,  tenendo  conto  delle  modifiche
  ordinamentali  intervenute nel campo del sistema scuola/formazione.
  Andrebbero   definiti   criteri   di   reclutamento   oggettivi   e
  trasparenti, nei quali si tenga conto dei titoli posseduti e  delle
  professionalità acquisite, tanto più se si considera che  gli  enti
  della formazione vivono ed utilizzano risorse economiche derivate.
   E'   interessante   notare   che  da   alcuni   studi   effettuati
  dall'Amministrazione risulta, in relazione al titolo di studio  del
  personale  docente,  che  si  tratta nel  59%  circa  dei  casi  di
  personale con diploma di scuola media superiore e nel 34% dei  casi
  di  persone  con  il diploma di laurea. Si rileva  all'interno  del
  corpo  docente un numero sia pur assai ridotto di personale con  il
  titolo di studio di diploma di scuola media inferiore o addirittura
  di licenza elementare.
   Dal lavoro svolto dalla Commissione, è altresì emersa la necessità
  di rivedere i criteri di accreditamento degli enti, onde evitare il
  proliferare incontrollato degli enti di formazione. Appare  inoltre
  necessario,   per  gli  stessi  enti  accreditati,  monitorare   il
  mantenimento dei requisiti nel tempo, escludendo  dal  sistema  gli
  enti  non  in  regola. Il degrado del sistema  della  formazione  è
  dipeso  anche  da  un sistema di accreditamento che  ha  consentito
  l'ingresso  di soggetti  privi di strutture adeguate, di esperienza
  e  di  professionalità misurabili. Il sistema di  accreditamento  è
  ancora  oggi  aperto  a  tutti, in quanto a  tutti  possono  essere
  rilasciati     accreditamenti   provvisori    che   permettono   la
  partecipazione ai bandi e l'erogazione dei finanziamenti  regionali
  senza  un  minimo di verifica ispettiva, causando un  accrescimento
  esponenziale del numero di enti provvisoriamente accreditati.
   Alla  luce  dell'intesa del 20 marzo 2008  tra  il  Ministero  del
  lavoro   e   previdenza  sociale,  il  Ministero   della   Pubblica
  Istruzione,  il  Ministero  dell'Università  e  della  ricerca,  le
  Regioni  e le province autonome di Trento e di Bolzano) il  sistema
  di   accreditamento   della  Regione  Sicilia   necessita   di   un
  aggiornamento  di  linee guida e di direttive, per  adeguarsi  alle
  nuove   normative   e  alle  raccomandazioni   europee   sul   tema
  dell'accreditamento. L'accreditamento dovrebbe  essere  subordinato
  alla  verifica  di  una  serie  di  requisiti,  tra  cui  anzitutto
  l'idoneità delle sedi operative, di locali e di attrezzature.
   In  ordine al problema del finanziamento degli enti di formazione,
  la Commissione ha preso atto dei dati forniti dall'Amministrazione,
  da  cui  risultano ingenti cifre stanziate nel settore, e condivide
  quanto  riferito  dalla stessa Amministrazione, la quale  considera
  eccessiva la quantità del finanziamento a carico della Regione .
   Le  audizioni  svolte  hanno  evidenziato,  in  particolare,   gli
  inconvenienti  derivanti  dal meccanismo  di  finanziamento  basato
  sulle c.d.  integrazioni , ossia su saldi di finanziamento concessi
  dall'Amministrazione  agli  enti di formazione  in  relazione  alle
  maggiori  spese che essi  dichiarino di avere effettuato nel  corso
  di   ciascun  anno  formativo  rispetto  a  quelle  originariamente
  preventivate.  Tale meccanismo ha fatto sì,  che  ogni  anno  sulla
  spesa del PROF  gli enti accertavano una certa cifra, ma alla  fine
  dichiaravano  di avere speso di più e, previa verifica,  ottenevano
  l'integrazione.  Ciò comportava l'inconveniente  dell'impossibilità
  di   stabilire  preventivamente  il  budget  della  spesa,  con  la
  conseguenza che spesso la verifica non era trasparente.
   Particolarmente dibattuto è apparso il problema del  parametro  di
  finanziamento.
   Dal   2006  l'Amministrazione  sta  procedendo  ad   adottare   un
  parametro unico, la cui misura è stata determinata sulla  base  del
  calcolo  del  parametro  medio.  L'Amministrazione  considera   una
  contraddizione  la  applicazione di un parametro differenziato  tra
  enti,  anche a parità di funzioni e di attività,  e rileva  che  le
  ragioni di tale discrasia non hanno un fondamento oggettivo.
   Contrari  all'adozione  di  un  parametro  unico  si  sono  invece
  dichiarati   gli  enti  di più antica costituzione  (i  c.d.   enti
  storici )  i  quali  hanno sostenuto l'introduzione  del  parametro
  unico può favorire gli enti che utilizzano una limitata quantità di
  personale.
   L'Amministrazione ha fornito alla Commissione dati  relativi  alla
  diversificazione  del parametro tra i vari enti di  formazione.  Da
  tali   dati   è   emerso   un   quadro  estremamente   disomogeneo,
  caratterizzato da notevoli differenze tra i diversi enti e  da  una
  significativa forbice nel parametro ora-corso, che va  da  73,94  a
  152,43.  E'  lecito  ipotizzare che  entro  tale  contesto  possano
  nascondersi eventuali discrezionalità ed irregolarità.
   Relativamente  alla  percentuale  di  successi  formativi   e   di
  abbandoni,  dai dati forniti dall'Amministrazione, che emergono dal
  confronto tra il numero di iscritti iniziali e il numero di  quanti
  raggiungono  la qualifica, si evince che negli anni considerati  il
  tasso  medio  di  successo formativo sarebbe stato all'incirca  del
  70%, mentre la percentuale di abbandoni si sarebbe attestata tra il
  27% e il 31%.
   L'Amministrazione ritiene che tali dati siano significativi ma non
  vadano sopravvalutati, anche tenuto conto dei livelli spesso  assai
  bassi  dell'utenza, che sovente non è particolarmente motivata.  Ma
  riconosce  che  forse vi sono degli spechi contro i  quali  bisogna
  cercare dei correttivi.
   Quanto,  infine, alla distribuzione territoriale  dei  corsi,  dai
  dati acquisiti dalla Commissione risulta che tale distribuzione non
  appare  proporzionata rispetto alla consistenza  demografica  delle
  diverse province, né rispetto al tasso di disoccupazione delle aree
  considerate.
   Complessivamente,  il quadro che emerge dalla  valutazione  e  dal
  lavoro svolto dalla Commissione di indagine e di studio conferma  i
  giudizi negativi sulla gestione del settore espressi da parte della
  stampa,  in  ambito parlamentare e soprattutto,  per  la  rilevanza
  istituzionale, dalla Corte dei Conti.
   E'  stato costruito un sistema fondato sulla crescita esponenziale
  della  spesa  pubblica,  e  prescindere  dalle  esigenze  effettive
  dell'utenza della qualità del servizio erogato.
   Secondo   la   Commissione,  i   dati   più   significativi   sono
  rappresentati :
   1)   dall'aumento   della  spesa  destinata  all'intero   comparto
  (Formazione  Professionale,  Sportelli  multifunzionali,  OIF)  che
  attualmente si attesta intorno alla cifra di 400 milioni  di  euro,
  senza  considerare le risorse comunitarie destinate  negli  anni  a
  finanziarie progetti di formazione.
   2)  dal  numero  degli addetti con contratto a tempo indeterminato
  che  raggiunge  nel 2008, relativamente  al PROF, la  ragguardevole
  cifra   di   7227   operatori  e,  relativamente   agli   Sportelli
  multifunzionali, la cifra di 1385 addetti, ai quali  vanno  sommati
  gli   operatori   dell'Obbligo  formativo2,  senza  trascurare   le
  assunzioni  a  tempo indeterminato operate negli  anni  successivi,
  ancorché  non  autorizzate dall'Amministrazione, ed i  rapporti  di
  lavoro a tempo determinato o a progetto.
   3)  Dalla quantità degli Enti che operano nel settore  (di cui 230
  impegnati  nel  PROF) frutto anche di un sistema di  accreditamento
  lacunoso,  ancorché   provvisorio ,  e  sostanzialmente  funzionale
   all'allargamento della platea.
   4)  Dal  sistema  di finanziamento degli Enti che,  attraverso  il
  metodo delle integrazioni , la differenziazione del parametro  ora-
  corso,   ed   il   costante   e  forse    voluto    ritardo   nella
  rendicontazione, ha concorso all'incremento della spesa annuale  ed
  è tuttora fonte di possibili contenzioso con l'Amministrazione.
   5)  Dal  reclutamento del personale che, formalmente in capo  agli
  Enti  e  fondato  su  regole  e filtri, facilmente  aggirabili,  ha
  consentito  continue   incursioni  di settori  della  burocrazia  e
  della politica sia a livello regionale sia livello periferico.
   6)  Dall'assoluta mancanza di verifiche sull'esito formativo,  non
  solo  riguardo  ai successi formativi ed agli abbandoni,  che  pure
  segnalano  evidenti  criticità, ma  soprattutto  in  rapporto  agli
  ingressi nel mercato del lavoro.
   In  sostanza  si  può affermare che il sistema  appare  costituito
  sulla  crescita  esponenziale della spesa pubblica,  indirizzato  a
  creare posti di lavoro, a prescindere dalle esigenze effettive  del
  mercato del lavoro e della qualità dei servizi erogati.
   In  questo  preoccupante  contesto, caratterizzato  dalla  vicenda
  fallimentare  di  uno  degli  enti  più  importanti,  il  CE.FO.P.,
  rischiano  di  essere vanificate le esperienze  positive  di  buona
  gestione   poste in atto da vari enti che  hanno invece  svolto  le
  proprie attività formative con impegno ed efficienza.
   Il  trasferimento della spesa sul Fondo Sociale Europeo deciso dal
  Governo  Regionale,  se  salva  il bilancio  della  Regione  da  un
  carico  divenuto insostenibile, non elimina gli elementi  di  forte
  criticità tuttora presenti nel sistema, come dimostra la crisi  del
  CE.FO.P., uno dei maggiori enti di formazione operanti nella nostra
  Regione.
   Perciò  l'Amministrazione  deve attuare  i  propositi  di  riforma
  prospettati, per rendere più moderno ed efficiente il sistema,  per
  migliorare la qualità dell'offerta formativa in connessione con  le
  esigenze  del mercato del lavoro. Assieme agli Enti ed ai sindacati
  dei  lavoratori  deve  affrontare i nodi costituiti  dall'eccessivo
  carico  di  personale a tempo indeterminato e  della  rigidità  del
  sistema. Interventi di questo tipo appaiono ancora più urgenti alla
  luce  delle novità introdotte nel sistema pensionistico, e restano,
  comunque  necessarie,  per  evitare  conseguenze  gravi  sul  piano
  sociale  in  un  contesto regionale, nazionale ed europeo  che  non
  prevede una fase di espansione della spesa pubblica  e sollecita un
  uso più attento della spesa sociale.
   Alla  luce  di  quanto  emerso nel corso  dei  propri  lavori,  la
  Commissione propone pertanto all'Assemblea regionale di  promuovere
  le  iniziative  legislative  utili a  riformare  il  sistema  della
  formazione e di esercitare con attenzione i compiti di indirizzo  e
  di  controllo  necessari per sollecitare una  gestione  rigorosa  e
  trasparente di un settore importante dal punto di vista economico e
  sociale.


   1  La legge nazionale conserva una serie di rilevanti attribuzioni
  in  materia.  Risultano in particolare attribuite allo  Stato:   la
  definizione   generale  del  sistema  educativo  di  istruzione   e
  formazione,  delle sue articolazioni cicliche e delle sue  finalità
  ultime;  la regolamentazione dell'accesso al sistema ed  i  termini
  del  diritto-dovere alla sua fruizione; la previsione generale  del
  contenuto  dei  programmi delle varie fasi e  dei  vari  cicli  del
  sistema e del nucleo essenziale dei piani di studio scolastici  per
  la   quota  nazionale ;  la previsione e la regolamentazione  delle
  prove  che consentono il passaggio ai diversi cicli; la definizione
  degli  standards  minimi formativi, richiesti per  la  spendibilità
  nazionale   dei  titoli  professionali  conseguiti  all'esito   dei
  percorsi formativi, nonché per il passaggio ai percorsi scolastici;
  la  definizione generale dei  percorsi  tra istruzione e formazione
  che   realizzano   diversi   profili,   educativi,   culturali    e
  professionali   (cui   conseguono  diversi  titoli   e   qualifiche
  riconoscibili sul piano nazionale) e la possibilità di  passare  da
  un percorso all'altro; la valutazione periodica degli apprendimenti
  e  del  comportamento  degli  studenti  del  sistema  educativo  di
  istruzione  e formazione , attribuito agli insegnanti della  stessa
  istituzione  scolastica;  i principi della valutazione  complessiva
  del  lavoro;  il modello di alternanza scuola-lavoro,  al  fine  di
  acquisire  competenze spendibili anche nel mercato  del  lavoro;  i
  principi di formazione degli insegnanti) .
  2 L'Amministrazione ha chiesto agli enti che operano nell'OIF di
  fornire i dati relativi agli addetti   impegnati  in tale ambito e
  non inseriti nel PROF. Non essendo tali dati pervenuti in tempo
  utile, non è stato possibile inserirli in questa sede.