Presidenza del vicepresidente Oddo
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cracolici chiede che venga
posto in congedo l'onorevole Raia, impossibilitata a partecipare ai
lavori d'Aula per motivi di salute e si allega il certificato
medico.
Onorevoli colleghi, lo specifico, perché come voi sapete, il
Consiglio di Presidenza ha deliberato, ne è stata data
comunicazione ieri, che per quanto concerne la questione delle
assenze, dei congedi, ai fini amministrativi ovviamente è una cosa,
ai fini della cosiddetta presenza ai lavori d'Aula evidentemente
cambierà come avete ben capito.
Pertanto, comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli
Raia, Gentile, Dina, Cristaudo, Scammacca, di cui allegato
certificato medico, Mineo e Cimino.
Ricordo, pertanto, che da oggi decorrono le nuove disposizioni in
materia di ritenute dalla diaria in caso di assenza dei deputati
dalle sedute d'Aula.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Istituzione della Consulta delle elette in Sicilia . (n. 850)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Pogliese, Buzzanca, Caputo e Falcone l'1 febbraio 2012.
- Norme in materia di pubblicazione tramite la rete internet e di
riutilizzo dei documenti e dei dati della pubblica amministrazione
regionale e locale. (n. 851)
di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della
Regione, onorevole Lombardo, su proposta dell'Assessore per
l'economia, avvocato Gaetano Armao, l'1 febbraio 2012.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Francesco Musotto, con nota
prot. n. 859 del 30 gennaio 2012, ha chiesto di apporre la firma al
disegno di legge n. 846 Disciplina in materia di protezione dei
lavoratori dai rischi derivanti dall'esposizione all'amianto .
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2390 - Interventi al fine di impedire il rilascio della
concessione in favore della Nestlè-Sanpellegrino per il raddoppio
dell'emungimento di acque dall'acquifero di S. Stefano di Quisquina
(AG).
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Panepinto Giovanni
N. 2391 - Iniziative volte a chiarire le disposizioni normative
relative alla composizione delle giunte comunali e provinciali.
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Di Guardo Antonino; Panepinto Giovanni
N. 2392 - Iniziative per la rimozione dei vertici dell'ASP di
Siracusa e per la riqualificazione dell'offerta sanitaria nella
zona sud della sopra menzionata provincia.
- Assessore Salute
Firmatario: Marziano Bruno
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in commissione:
N. 2387 - Stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili in
servizio presso il Comune di Bompietro (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Caputo Salvino
L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo e alla
competente Commissione.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2388 - Chiarimenti sulla regolarità del concorso per dirigente
di terza fascia indetto dall'ente autonomo Teatro di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Rinaldi Francesco
N. 2389 - Chiarimenti in merito ai lavori di completamento del
porto turistico di Capo d'Orlando (ME).
- Presidente Regione
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 2393 - Motivi del ritardo nella nomina del commissario
straordinario presso la Provincia regionale di Caltanissetta.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Adamo Giulia
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Rinvio della discussione della relazione conclusiva della
Commissione parlamentare speciale sul piano di informatizzazione
della Regione siciliana, con particolare riferimento agli
affidamenti alla società 'Sicilia e-servizi' s.p.a. (Doc. VI)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione della relazione conclusiva della Commissione
parlamentare speciale sul piano di informatizzazione della Regione
siciliana, con particolare riferimento agli affidamenti alla
società 'Sicilia e-servizi' s.p.a. (Doc. VI).
Onorevoli colleghi, avverto che essendo sorti problemi di natura
regolamentare sull'approvazione della relazione, il secondo punto
dell'ordine del giorno è rinviato.
Invito il presidente della Commissione, onorevole Savona, a
raccordarsi con la Presidenza per fare in modo che tutto venga
espletato nel giro di pochi giorni.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di
intervenire perché ho consultato la Presidenza dell'Assemblea,
nella persona del Presidente Cascio, e poi il Segretario generale.
Siccome abbiamo appreso dalla stampa, della nomina di un vice
commissario straordinario al comune di Palermo, a mio avviso
palesemente illegittima perché in violazione della legge e in
contrasto con un parere espresso dall'Ufficio legislativo e legale
della Regione siciliana, abbiamo presentato, come Gruppo UDC, e mi
risulta che anche altri Gruppi l'abbiano presentata, una
interrogazione con richiesta di carattere d'urgenza, ai sensi
dell'articolo 143 del Regolamento interno, auspicando che la
Presidenza voglia accordare l'urgenza, e quindi iscrivere
l'interrogazione, nel più breve tempo possibile, all'ordine del
giorno dell'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, le leggo l'articolo 143 del
Regolamento interno:
Sulla richiesta del deputato di riconoscere il carattere di
urgenza di una interrogazione, giudica il Presidente dell'Assemblea
il quale, sentito il governo, può disporre lo svolgimento immediato
dell'interrogazione o la sua iscrizione all'ordine del giorno,
nella seduta successiva.
Il Governo può sempre chiedere di differire la risposta,
fissandone la data .
Pertanto, la Presidenza sentirà il Governo e deciderà in merito.
CORDARO. Signor Presidente, cosa ha comunicato sul secondo punto
all'ordine del giorno?
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, ho comunicato che sono state
sollevate alcune questioni regolamentari e, quindi, ho invitato la
presidenza della Commissione, in questo caso l'onorevole Savona,
che ne è anche il relatore, a convocare immediatamente la
Commissione e a definire il tutto nell'ambito di pochissimi giorni.
Era stato chiesto, per la verità, anche nella seduta d'Aula
precedente; anche in queste ore la richiesta è stata reiterata.
La Presidenza ha assunto questa decisione che, mi pare, quella più
funzionale anche per quanto concerne le osservazioni avanzate dai
colleghi.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione della mozione numero 297 «Iniziative per agevolare
l'accesso al credito delle aziende siciliane a seguito della
trasformazione dell'IRFIS da istituto bancario a società
finanziaria regionale»
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 297 «Iniziative per agevolare
l'accesso al credito delle aziende siciliane a seguito della
trasformazione dell'IRFIS da istituto bancario a società
finanziaria regionale», a firma dell'onorevole D'Asero, Leontini ed
altri. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
il 4 febbraio 2011 a monte della ventilata trasformazione
dell'IRFIS è stata presentata una interrogazione parlamentare, a
firma dell'on. D'Asero ed altri, la n. 1632 'Interventi volti a
scongiurare l'eliminazione dell'Irfis', indirizzata al Presidente
della Regione e all'Assessore per l'economia nella quale, nel
premettere l'importante ruolo svolto dall'IRFIS negli anni a
partire dal 1952 - che con la sua struttura ha accompagnato, con
competenze consolidate, tanti imprenditori verso la presentazione
di progetti e l'acquisizione delle risorse necessarie, anche in
riferimento alle leggi n. 488 del 1992 e n. 388 del 2000 in favore
delle imprese, dell'imprenditoria giovanile e femminile e sull' e-
commerce, si paventava il pericolo, a seguito delle dichiarazioni
del Governo, della sua trasformazione da istituto bancario in
società finanziaria dalle incerte prospettive che lasciavano
presagire la creazione di uno strumento declassato al servizio
delle imprese;
inoltre con la stessa interrogazione si chiedeva al Governo se non
ritenesse di dover concertare con la Commissione 'Bilancio'
dell'Assemblea regionale siciliana tempi, modi e procedure per la
valutazione di una strategia e per l'acquisizione di strumenti
utili al fine di rafforzare l'IRFIS mediocredito della Sicilia
nella propria azione e nelle proprie competenze e se non ritenesse
inoltre il Governo di dover approfondire tutti i possibili risvolti
che la trasformazione da IRFIS-banca a IRFIS-società finanziaria
avrebbe e comportato dare lo stop alle iniziative ad oggi poste in
essere al fine di salvaguardare in assenza di un vero piano
industriale il patrimonio esistente; appello rimasto senza alcuna
risposta;
ancora, con altra interrogazione del 15 giugno 2011 degli stessi
firmatari interroganti, la numero 1908 'Chiarimenti sul futuro
dell'IRFIS', si continuava a chiedere al Governo di avviare un
percorso che potesse coinvolgere i soggetti e gli interlocutori del
sistema bancario e finanziario al fine di salvaguardare le
prerogative riservate alla Sicilia nella costituzione di un
rinnovato istituto di credito a servizio delle imprese del
territorio e di ogni altra utile possibilità che potesse consentire
alla Regione di essere centro decisionale nelle politiche del
credito e non restare succube di chi vede la Sicilia come terreno
di conquista;
CONSIDERATO che:
nonostante tutti gli appelli provenienti non solo dalla politica,
ma anche dalle forze imprenditoriali siciliane, oggi non possiamo
che registrare l'avvenuta trasformazione, con una decisione
unilaterale, di uno strumento essenziale quale era l'IRFIS da banca
ad una declassata società finanziaria con la ridenominazione di
IRFIS - FinSicilia, uno spettro in confronto alle caratteristiche
della precedente struttura, finalizzata alla sola mission di
società finanziaria specializzata nel credito agevolato e nella
erogazione di fondi regionali;
in questi anni stiamo vivendo una crisi economica che continua a
manifestare i propri effetti negativi sull'andamento del mercato
del lavoro come conseguenza di una difficoltà delle imprese ad
individuare sistemi di credito che possano aiutarle a sopravvivere
ed ad avviare una loro crescita:solo in questi ultimi due anni, per
fare un esempio, registriamo una forte perdita occupazionale che in
alcuni settori diventa quasi drammatica: 6% nell'industria, 10%
nelle costruzioni, 4,1% nell'agricoltura e gli altri settori non se
la passano certo meglio;
CONSIDERATO inoltre che:
il prodotto interno lordo della Sicilia ha raggiunto nel 2009 gli
86.015 milioni di euro con un decremento in un solo anno di circa
1,4%, dato che certamente rappresenta il termometro della
difficoltà a crescere delle aziende siciliane dovuto principalmente
alla difficoltà ad accedere al credito ed agli strumenti finanziari
pubblici di sostegno;
la spregiudicata ed irrazionale operazione che ha portato al
declassamento dell'IRFIS ed al conseguente regalo della licenza
bancaria alla UNICREDIT certo non aiuta a risolvere il problema e
che certamente meglio sarebbe stato mantenere l'istituto con le
precedenti caratteristiche, magari implementando la sua attività,
coordinando un tavolo istituzionale con imprenditori siciliani,
banche locali e fondazione Banco di Sicilia finalizzato
all'acquisizione delle azioni UNICREDIT, un'operazione finanziaria
che avrebbe mantenuto in Sicilia l'ultima vera banca siciliana
ancora rimasta,
impegna il Governo della Regione
ad attivare le procedure necessarie perché venga creato
urgentemente un organismo con il compito di predisporre tutti gli
interventi utili affinché le aziende siciliane possano finalmente
accedere al credito senza essere penalizzate da un costo maggiorato
rispetto alle aziende del Nord, così come oggi avviene». (297)
D'ASERO-LEONTINI-TORREGROSSA-CAPUTO-BOSCO-LIMOLI-
CORONA-MANCUSO-BENINATI-SCOMA-FALCONE-POGLIESE
D'ASERO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come questa
Assemblea ha avuto modo di prendere atto, la vicenda dell'IRFIS è
stata dibattuta in diverse occasioni ed è stata anche motivo di
diverse interrogazioni parlamentari che sono state presentate e
sulle quali, ahimè ad oggi, non risulta alcun riscontro.
Mi riferisco all'interrogazione n. 1632 del febbraio 2011. Mi
riferisco all'interrogazione n. 1908 del 15 giugno 2011 e, quindi,
atteso questo mancato riscontro, è stata presentata la mozione di
cui oggi se ne ha finalmente la possibilità di parlare.
Io ritengo che non possa sfuggire, a questa Assemblea regionale
siciliana, una gravità determinatasi con un fatto molto importante
che poteva rappresentare un momento di svolta per la Sicilia e,
invece, raccogliamo un ulteriore fallimento con la morte
dell'IRFIS, con il sostanziale declassamento da banca a
finanziaria.
Come voi sapete, l'IRFIS, dopo la sua storia che ha avuto modo di
dimostrare una certa valenza, accompagnando la crescita di quella
parte delle imprese siciliane che hanno avuto modo di rivolgersi ad
essa, dopo le vicende che hanno portato all'inserimento del Banco
di Sicilia in Unicredit, alla trasformazione e, quindi, alla
configurazione di un capitale sociale rappresentato, per il
settantasei per cento da Unicredit, per il ventuno per cento dalla
Regione siciliana e per il tre per cento, circa, da banche private
locali.
Quando l'Unicredit ha la governance di IRFIS, sicuramente, anche
per la presenza di un altro medio credito centrale che è proprio
alle dirette dipendenze di Unicredit, IRFIS ha avuto quattro quasi
cinque anni di parcheggio. In questi quattro anni, si è avuto modo
solo di svalutare il consistente valore dei crediti che l'IRFIS
possedeva e, pertanto, ciò ha determinato, come ben si comprende un
abbassamento del valore di bilancio dei crediti che IRFIS
rappresentava.
Dopo la presa di conoscenza da parte del sottoscritto ed anche
della Commissione bilancio' della trasformazione o del
declassamento di IRFIS da banca a finanziaria, notizia fra l'altro
raccolta dagli organi di stampa, perché era stata chiesta
l'autorizzazione alla Banca d'Italia, il sottoscritto ha
presentato un'interrogazione ma ha chiesto alla Commissione
bilancio' che si procedesse ad un momento di confronto e in
quella occasione, con ripetute sollecitazioni, chiedendo al
Governo di presentare un piano industriale perché pensasse di
guardare all'IRFIS come sviluppo, e quindi banca come banca di II
livello o come banca di sviluppo.
Non è stato mai presentato da parte del Governo nessun piano
industriale in questa direzione, ma c'è stata una pervicace
volontà unilaterale di trasformare l'IRFIS in una finanziaria,
dicendo, che questo poteva rappresentare lo strumento, così come in
altre regioni d'Italia, vedi la Lombardia ad esempio, di uno
strumento finanziario che aiutasse le imprese, dimenticando che
esiste una connotazione socio-economica diversa tra la Sicilia e la
Lombardia, dove qui c'è una micro-impresa che ha bisogno di
credito, una micro-impresa che ha bisogno di sostegno, una micro-
impresa che ha bisogno di avere quel supporto che sicuramente
questa banca di dimensioni più generali o più determinate
sicuramente trascura.
Quindi noi oggi siamo in presenza in Sicilia di una banca che
viene a fare operazioni di prelievo, operazioni di raccolta fondi,
ma che di fatto non investe più nel territorio, probabilmente
strangolando in maniera definitiva questa micro-impresa, che ancora
oggi resiste. Mentre il paragone con le altre realtà d'Italia, la
Lombardia dove c'è un'impresa con una connotazione diversa, con una
dimensione diversa, con una capacità finanziaria diversa, dove
probabilmente la banca o l'istituto di credito a supporto, per
ossigenare il polmone finanziario, non ha la stessa importanza che
invece avrebbe avuto, dico avuto perché ormai non esiste più in
Sicilia, perché lì probabilmente la finanziaria avrebbe un altro
significato.
Allora, secondo questo stile di arroganza istituzionale, di totale
assenza di risposta davanti ad una sollecitazione garbata,
rispettosa, ripetuta, insistente che il sottoscritto e anche la
Commissione Bilancio ha presentato, il Governo ha risposto con un
sonoro' silenzio ma nello stesso tempo andando avanti in maniera
incurante, indiscriminata verso questo percorso che ha portato a
questo risultato.
Qual è il risultato? La morte dell'IRFIS, la distruzione, quindi,
dell'unico baluardo di banca che la Regione siciliana aveva e,
pertanto, una totale assenza di strumenti che possano intervenire
nella direzione del micro-credito, nella direzione del sostegno
alle imprese per poterle ossigenare.
Ma ahimè, onorevoli colleghi e signor Presidente, non si è
limitato a questo la Regione siciliana e questa famigerata azione
di distruzione dell'IRFIS, perchè mentre da una parte negli anni si
è proceduto alla svalutazione dei crediti e, quindi, alla
determinazione di un valore di bilancio sempre più ridotto, ma la
cosa grave è che al momento in cui si è proceduto a questa
dismissione l'Unicredit rileva, recupera quel ramo di azienda con
quei crediti che aveva svalutato e che, comprendete benissimo,
abbassando il valore di bilancio ha potuto recuperare questa ad un
valore più basso. Nel momento in cui tornerà al valore reale si
avrà un aumento del valore dei crediti ma questo aumento non andrà
iscritto alla Regione siciliana ma a chi ha fatto l'operazione.
Questo non basta, nell'operazione su 450 milioni di crediti che
venivano riscontrati in bilancio, è stato consentito e concesso
pure un bonus del 20 per cento circa, quindi, altri 90 milioni di
euro.
Signor Presidente, sarebbe opportuno che sull'argomento, anche
questa Presidenza, ne approfondisse i contenuti. Noi abbiamo avuto
una sostanziale operazione in cui Unicredit ha fatto questa bella
azione a danno della Regione, dove ha recuperato il ramo d'azienda,
i crediti svalutati ma, udite, udite, ancor più, aggiungiamo il
bonus di 90 milioni e per completare gli abbiamo pure, come Regione
siciliana, regalato la licenza di banca.
Quindi, dico, a questo punto, è veramente grave il percorso sin
qui seguito, è veramente difficile poter dimostrare che l'azione
che il Governo ha voluto portare avanti possa veramente realizzare
e rappresentare gli interessi della Sicilia.
Fra l'altro, giusto per essere ancora più incisivi, giustamente
quando si parla di nuova società finanziaria, dico che, oggi,
diverso è il clima, diversa è la considerazione, diversa è la
condizione, perché mentre c'è questa necessità in Sicilia, dove da
un rapporto che anche l'Università di Catania ha potuto sviluppare,
si evidenzia sempre più questa necessità in cui le imprese
siciliane hanno sempre elevata dipendenza di credito bancario e,
quindi, non di attività di servizi, ma quelli sono i momenti
aggiuntivi.
Allora, in questo senso, dico che veramente si è portata avanti
un'azione criminis per la Sicilia, un'azione di grande negatività
in cui, oggi, questo grido di allarme in cui le banche stanno
togliendo il respiro alla micro impresa, in cui c'è tutto bloccato,
in cui si poteva avere, invece, un momento di grande supporto
attraverso una struttura che poteva essere della Sicilia, perché
chiedere un piano industriale significava vedere quale sviluppo,
quale obiettivo, quale programma di crescita poteva essere
realizzato, come dicevo, come banca di sviluppo o come banca di
secondo livello, pensando come realizzare anche un momento di
grande risposta e di grande capacità di inserirsi in un'azione
dove, probabilmente, il soggetto bancario, in una realtà di crisi
come quella di oggi, avrebbe avuto con un'azione di indirizzo, con
un'azione di forza, una possibilità di intervento.
Ebbene, oggi invece apprendiamo dai giornali che Unicredit
promuove un'azione a sostegno delle imprese ma con quale volontà,
con quale iniziativa, con quali risorse.
Poi, concludendo dico, sempre in questa azione, sempre in questa
capacità di prospettiva che non c'è, che forse varrebbe la pena
chiedersi: ma è vero che è necessario avere un supporto finanziario
ed anche un supporto di servizi, ma quando abbiamo una banca di
investimento, un medio credito
PRESIDENTE. La invito a concludere.
D'ASERO. un'azione che, invece, viene così lasciata in aria, ci
siamo chiesti come potrebbe e come poteva, ad esempio, una
struttura bancaria esistente intervenire per l'erogazione di mutui
e di altri prestiti a medio e a lungo termine? Per finanziamenti
per il tramite di debiti aventi caratteristiche assimilabili a
capitale proprio?
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, la invito nuovamente a concludere.
Ha sforato di un minuto e 40 secondi.
D'ASERO. Mi avvio a concludere con immediatezza, anche se
l'elasticità sullo sforamento poteva essere maggiore.
Al di là di questa battuta, dico che una brutta pagina per la
Sicilia è stata iscritta ed è ascrivibile anche a questa mancata
risposta che con un piano industriale serio sull'attività bancaria
andava fatta.
Concludo dicendo che avevo chiesto che un tavolo tecnico
istituzionale pensasse ad una cordata promossa dalla Fondazione
Banco di Sicilia, banche private e risparmiatori, per rilevare
quella quota di Unicredit. Ciò non è stato possibile, la stessa
Fondazione ha detto che, probabilmente, in Sicilia, oggi, c'è
bisogno di una banca.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intendo parlare
sulla mozione e le chiedo di concedermi qualche minuto. Noi abbiamo
il dovere di difendere l'istituzione parlamentare...
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, lei deve parlare sulla mozione?
CAPUTO. No, Presidente.
PRESIDENTE. Allora, avrà facoltà di parlare a conclusione della
discussione sulla mozione.
CAPUTO. D'accordo, signor Presidente.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, ringrazio
l'onorevole D'Asero e il gruppo parlamentare del PDL che consente
al Governo di illustrare all'Aula il percorso intrapreso per
costituire una finanziaria regionale quale l'IRFIS in Sicilia.
Ho redatto un'ampia relazione che ho depositato ed alla quale farò
riferimento in termini sintetici.
Ho visto, nella mozione, alcune considerazioni che non sono
condivisibili nelle premesse ma sono condivisibili nelle
conclusioni.
Non è condivisibile l'approccio che guarda a quel che è accaduto
come una sorta di deminutio, di declassamento dell'IRFIS. Non si
può dimenticare che l'IRFIS era detenuta al 76 per cento dal gruppo
Unicredit e, quindi, da un gruppo che poteva farne, nel rispetto
delle regole della normativa bancaria, un assorbimento pieno, una
concentrazione piena, senza nulla riconoscere alla Regione se non
una monetizzazione della partecipazione o una trasformazione della
monetizzazione in partecipazione al gruppo. Avremmo aumentato di
qualche centesimo la nostra partecipazione al gruppo Unicredit e
null'altro.
Quando si decise di dar luogo al mutamento della partecipazione
della proprietà di IRFIS, il gruppo Unicredit decise di uscire e ci
diede la possibilità di individuare altro soggetto bancario che
avrebbe potuto, insieme alla Sicilia, mantenere la licenza bancaria
e l'attività bancaria. Non c'è stata alcuna preclusione, in questo
senso. Tuttavia, gli esperimenti fatti, i tentativi fatti anche
presso gruppi bancari internazionali non hanno sortito gli effetti
auspicati poiché la configurazione di IRFIS, una banca con soli due
sportelli, una struttura molto concentrata su Palermo, una rete
sostanzialmente inesistente sul piano della vendita retail dei
prodotti finanziari rendeva poco attraente questo tipo di
intermediario.
Il tempo è passato e, quindi, a questo punto, IRFIS non poteva
restare ancora in queste condizioni, stante anche la situazione dei
crediti che, in alcuni casi, erano all'incaglio, in posizione di
difficoltà.
A questo punto, Unicredit ci ha dato la possibilità di mantenere
in vita l'istituto col prestigio che reca ed il ruolo che può
svolgere per la Sicilia e così si è addivenuti alla conclusione e
alla considerazione condivisa che Unicredit potesse acquisire la
sua parte, la parte bancaria con i crediti e, invece, la Regione
siciliana potesse acquisire l'istituto con la gestione finanziaria,
con la sostanziale ripartizione del personale sia mantenendo il
marchio, sia mantenendo gli immobili ed i beni di proprietà
dell'IRFIS.
Questo per quanto riguarda quel che è stato che non credo potesse
avere esiti diversi in relazione alla situazione economico-
finanziaria di quel momento.
Adesso l'IRFIS è una società al cento per cento regionale,
inquadrata nel modulo organizzativo di una house-providing;
qualche giorno fa, il 10 gennaio, è stato perfezionato il passaggio
del pacchetto azionario da Unicredit alla Regione che ne ha,
adesso, l'intera proprietà e, proprio lunedì, è stato nominato il
Consiglio di amministrazione nelle persone del dottor Vincenzo
Emanuele, presidente, dell'avvocato Franco Nicosia e del dottor
Americo Cernigliaro entrambi componenti del CDA.
Questa prima fase di traghettamento verso il nuovo assetto - è
stato, altresì, approvato lo Statuto - determinerà il rilancio, che
avverrà a partire dall'approvazione del bilancio, della nuova
finanziaria regionale. La Sicilia si dota di una finanziaria
regionale come le più importanti Regioni italiane. L'onorevole
D'Asero richiamava la Finlombardi in Lombardia, Friulia,
FinPiemonte, Sfirz. Le regioni italiane che più sostengono le
imprese hanno uno strumento moderno ed innovativo quale può essere
la finanziaria regionale.
E' auspicabile una serie di interventi che vedano Irfis, in primo
luogo, collaborare con il sistema finanziario europeo BEI e FEI,
col sistema finanziario nazionale Cassa depositi e prestiti, Banca
del Mezzogiorno e col sistema bancario, ma collabori anche con le
altre istituzioni finanziarie regionali, in una prospettiva di
rilancio profondo e significativo del sostegno alle imprese della
nostra Regione.
Vedete, nella relazione richiamo i risultati dell'Osservatorio sul
credito che, in qualche modo, fanno riferimento a quanto si diceva
nella mozione. Il problema delle imprese siciliane è, sì, quello
dei tassi, ma soprattutto quello delle garanzie. Oggi, quello che
fa la differenza del sistema creditizio regionale rispetto a quello
del nostro Paese è la pesante richiesta di garanzie che viene fatta
alle nostre imprese e che rende l'accesso al credito, veramente,
gravoso, pesante, difficile per le nostre imprese.
Come venire incontro alle esigenze del sistema imprenditoriale?
Favorendo e alleggerendo la richiesta di garanzie, mediante i
Consorzi Fidi. In questo, Irfis potrà sostenere le imprese e,
soprattutto, i Consorzi Fidi, attenuando la richiesta di garanzie
attraverso anche moduli innovativi come quello di tranched cover
che abbiamo appena definito in assessorato e che siamo pronti a
presentare come emendamento nel prossimo, il primissimo intervento
legislativo.
Un sistema, quindi, di sostegno ai Consorzi Fidi che, a loro
volta, agevolano l'accesso al credito da parte delle imprese.
Questo è l'obiettivo, anche se, e qui concludo, in coerenza con
quanto detto nella mozione, che resta e deve restare aperta la
possibilità di costituire un soggetto bancario in Sicilia,
riportando nella Regione la testa ed il cuore di un istituto di
credito che possa dare ai Siciliani le risposte che essi attendono,
soprattutto, in una fase così difficile per imprese e famiglie.
In tal senso, raccogliendo lo spirito della mozione, ma anche il
chiaro indirizzo che proviene dal parere reso dalla Commissione
Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana, sul piano di riordino,
poi reso esecutivo con il D.A. 1720 del 2011, intendiamo istituire
presso Irfis un gruppo di lavoro che, entro sessanta giorni,
elabori un piano industriale per la costituzione di una banca,
coinvolgendo tecnici ed imprenditori. Una banca che possa chiamare
a raccolta anche gli altri istituti siciliani ed i capitali
operanti in Sicilia.
Siamo convinti che si possa ripartire verso una struttura
bancaria, con la gradualità che merita e, quindi, in questo senso,
accogliamo la mozione nella parte in cui, per usare un'espressione
giuridica, non nella parte destruens, che non condividiamo, ma
nella parte construens che, invece, è quella che più può spingere
l'Amministrazione regionale verso un approccio innovativo ai
servizi finanziari verso le imprese.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sulla mozione numero 297?
ARMAO, assessore per l'economia. Come dicevo, non condividendone
le premesse, ne accogliamo lo spirito e l'indirizzo. Come stimolo e
come spinta, la condividiamo.
PRESIDENTE. Come raccomandazione, se il primo firmatario è
d'accordo, evidentemente.
Onorevole D'Asero, lei è disponibile, come primo firmatario?
Una cosa è accettare la mozione come raccomandazione, come chiede
il Governo, altra cosa è trasformare il parere del Governo in
favorevole o contrario e porlo ai voti. E' d'accordo, onorevole
D'Asero?
D'ASERO. Sono d'accordo.
PRESIDENTE. Allora, la mozione numero 297 è accettata come
raccomandazione.
Comunicazione relativa all'interrogazione 2399
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sulla richiesta fatta
precedentemente dall'onorevole Ardizzone, specifico che
l'interrogazione numero 2399 Notizie sulla recente nomina del
vicecommissario straordinario del Comune di Palermo indirizzata al
Presidente della Regione, Assessore per l'autonomia locale e la
funzione pubblica , firmatari gli onorevoli Ardizzone ed altri,
evidentemente, come è stato precedentemente detto, sarà trattata
osservando l'articolo 143 del Regolamento.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Caputo, aveva chiesto
di parlare a norma dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento
interno, cioè comunicazioni a conclusione dei lavori, quindi
esaurito l'ordine del giorno. Ha facoltà di parlare.
CAPUTO. Signor Presidente, lei, oggi, alla fine dei lavori
dovrebbe comunicare la nuova data di riunione del Parlamento con
l'ordine del giorno.
Credo che se continuiamo ad andare avanti in questo modo con
l'esame di attività ispettiva o a rimandare in Commissione mozioni
o relazioni su Commissioni speciali d'indagine o d'inchiesta,
rischiamo di svilire l'istituzione Parlamento.
E' chiaro che leggi di spesa in questo Parlamento non ne possono
arrivare, perché non c'è il bilancio, perché il Governo è in
esercizio provvisorio e perché il giudizio delle agenzie di rating
declassando la Regione hanno evidenziato un profondo disavanzo e la
necessità di ricorrere a manovre di riequilibrio della spesa
pubblica.
Noi non possiamo continuare a riunire il Parlamento per due, tre
ore per volta, soltanto per esaminare qualche interrogazione,
qualche mozione o rimandare, come è successo ora, in Commissione
delle relazioni. Non stiamo dando un'immagine autorevole di questo
Parlamento.
Continuare a convocare questo Parlamento dando un'immagine
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, lei deve fare la comunicazione ai
sensi dell'articolo 83, altrimenti si potrebbe aprire un dibattito
su un qualche cosa che non è previsto nemmeno nell'ombra del
Regolamento. La prego cortesemente, comunichi in modo tale che la
Presidenza possa procedere con ciò che è previsto dal nostro
Regolamento.
CAPUTO. Signor Presidente, le chiedo di non riconvocare il
Parlamento fino a quando non ci saranno disegni di legge.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, questo evidentemente lei lo farà
quando sarà Presidente di questa Assemblea.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 7 febbraio
2012, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni
II - Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanze della
Rubrica Beni culturali e identità siciliana .
III - Discussione sulle comunicazioni del Governo circa l'esito
dell'incontro del Presidente della Regione con il Presidente del
Consiglio dei Ministri sulla crisi dell'economia siciliana.
IV - Informativa del Presidente della Regione sugli orientamenti
del Governo nazionale circa la realizzazione del Ponte sullo
Stretto di Messina.
V - Discussione unificata di mozioni, interpellanze e
interrogazioni in materia di Punti nascita .
La seduta è tolta alle ore 17.18
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
alle ore 19.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
REPUBBLICA ITALIANA
Regione Siciliana
Assessorato Regionale dell'Economia
L'Assessore
IRFIS-Finsicilia, Finanziaria per lo sviluppo del sistema
economico siciliano - Mozione del 22 settembre 2011 n.297 del
Gruppo Parlamentare PDL
In seguito alle interrogazioni parlamentari numero 1632 del 4
febbraio 2011 Interventi volti a scongiurare l'eliminazione
dell'Irfis e numero 1908 Chiarimenti sul futuro dell'IRFIS , il
22 settembre 2011 il Gruppo Parlamentare PDL ha presentato
all'Assemblea Siciliana la mozione n. 297 Iniziative per
agevolare l'accesso al credito delle aziende siciliane a seguito
della trasformazione dell'IRFIS da istituto bancario a società
finanziaria regionale .
L'Assessore all'Economia in risposta alla mozione n. 297
fornisce alcuni chiarimenti.
La trasformazione di IRFIS in società finanziaria
specializzata in attività di credito agevolato ed erogazione di
finanziamenti su fondi regionali e la conseguente iscrizione
nell'elenco degli intermediari finanziari ai sensi dell'art. 106
TUB avvenuta nel corso del 2011 rappresenta uno dei passaggi di un
progetto più ampio che non si è ancora concluso e che prevede il
rafforzamento di IRFIS come intermediario finanziario che opera
esclusivamente a sostegno dell'economia e delle imprese siciliane.
Adesso anche la nostra Regione si e' dotata di una finanziaria
regionale che potrà operare a sostegno delle imprese con logica e
professionalità private, in raccordo con le istituzioni finanziarie
comunitarie (BEI e FEI), con quelle nazionali (CCDDPP, Banca del
Mezzogiorno) e con il sistema bancario regionale.
Analogamente a quanto avvenuto nelle principali Regioni
italiane (Finlombarda. Finpiemonte, Sviluppo Lazio, Friulia, Sfirs)
anche la Sicilia si dota di una finanziaria regionale. Ossia di un
soggetto tecnico che possa supportare ed assistere la Regione nella
progettazione, definizione ed attuazione delle politiche e degli
interventi a sostegno del sistema economico, imprenditoriale ed
occupazionale regionale.
E' utile in questa sede ricordare che nel corso del 2011 molte
critiche sono state sollevate sulla trasformazione di IRFIS in
società finanziaria. Nella mozione n.297 in oggetto, tale passaggio
viene, in termini non condivisibili, inquadrato come un
declassamento .
Come più volte rappresentato il progetto IRFIS Finsicilia è
nato per dare finalmente un ruolo ad un istituto che da alcuni anni
ricopriva una posizione marginale e precaria all'interno del Gruppo
bancario di appartenenza perdendo ogni indirizzo gestionale.
Il Gruppo bancario che ne aveva valutato l'incorporazione, ha
poi ritenuto di separare l'azienda bancaria (conseguentemente
acquisita) dalla struttura aziendale finanziaria passata, come
meglio si vedrà, in proprietà della Regione secondo il modulo
organizzativo dell'in house providing.
Nella proposta di acquisizione di IRFIS da parte della Regione
non vi è stata alcuna preclusione al mantenimento della licenza
bancaria che ne costituiva un elemento qualificante di rilievo.
Tuttavia, acquisita la disponibilità di Unicredit a vagliare alcune
ipotesi di partnership nel trasferimento della partecipaIone del
gruppo, seppur per un limitato periodo, si e' avviata la ricerca
di partner bancari e privati, dotati dei necessari requisiti di
onorabilità e professionalità, per l'ingresso nel capitale di
IRFIS. La ricerca, purtroppo, non ha portato alcun risultato
positivo. Sicché il Gruppo proprietario di oltre il 70% del
capitale ha ritenuto di prospettare l'operazione che avrebbe
condotto al permanere delle attività finanziarie di IRFIS o, in
alternativa, di procedere alla incorporazione dell'intermediario.
Determinazione che avrebbe penalizzato pesantemente la Regione e
fatto scomparire l'istituto.
In aggiunta, la cessione del ramo crediti a medio lungo
termine al Gruppo Unicredit non ha comportato alcuna penalizzazione
alle imprese siciliane trattandosi di impieghi a condizioni di
mercato che lo stesso Gruppo continua a garantire e ad erogare sul
territorio. La cessione dei mediocrediti agli intermediari dotati
di reti bancarie diffuse nel territorio in grado di svolgere il
monitoraggio continuo degli investimenti è un percorso evolutivo
già avvenuto nel sistema bancario da alcuni anni (Mediocredito
Centrale, Artigiancassa). L'offerta di credito complessiva in
Sicilia da parte del sistema bancario ammonta a circa 57 md. di
euro e si è ritenuto che l'IRFIS avrebbe potuto svolgere al meglio
la propria missione impegnandosi maggiormente sulle misure volte
al rafforzamento delle imprese e per metterle in grado di
sostenere un maggior debito per gli investimenti e per le commesse
produttive.
Il CdA di IRFIS nella seduta del 16 dicembre 2010, ha
approvato il progetto di riorganizzazione dell'IRFIS che prevedeva
la trasformazione della natura di IRFIS da banca a società
finanziaria.
Ciò anche a seguito di una lettera d'intenti firmata da
Unicredit Spa e Regione Sicilia.
In data 1 giugno 2011, è stata perfezionata la cessione da
IRFIS a Unicredit del ramo d'azienda relativo al business
dell'attività bancaria.
Nella stessa data, previa autorizzazione della Banca d'Italia,
l'IRFIS si è trasformata in società finanziaria specializzata in
attività di credito agevolato ed erogazione di Fondi regionali .
Di conseguenza è stata iscritta nell'elenco generale ex art.
106 TUB e nell'elenco speciale ex art. 107 TUB.
In data 19 maggio 2011, è stato avviato l'iter per la
riduzione del patrimonio netto (capitale sociale e riserve) per
87.047.773 ritenuto esuberante rispetto al nuovo oggetto sociale e
da attribuire ai soci in proporzione alle quote possedute.
Tale processo si è concluso recentemente,
La compagine sociale era così costituita.
Socio
Partecipazione Unicredit 76,26%
Regione Siciliana 21,00%
Altri azionisti 2,74%
Totale 100,00%
Gli altri azionisti hanno deciso di esercitare il diritto di
recesso a seguito della conclusione del processo di trasformazione
di IRFIS da banca a società finanziaria ex art. 107 TUB.
La nuova denominazione della società è: IRFIS Finanziaria per
lo Sviluppo della Sicilia Spa.
La sopra richiamata lettera d'intenti faceva riferimento alla
volontà della Regione Sicilia di dotarsi di una propria Finanziaria
Regionale così come hanno fatto le altre Regioni d'Italia adottando
come modello di governance il modello Finlombarda Spa, Società
Finanziaria della Regione Lombardia posseduta al 100% dalla Regione
Lombardia.
L'attuale compagine sociale è oggi costituita da Unicredit Spa
e da Regione Sicilia.
Per potere quindi realizzare una propria Finanziaria
Regionale, la Regione Sicilia ha manifestato la volontà di
acquisire la parte del capitale sociale post riduzione deliberato
dall'Assemblea Straordinaria degli azionisti del 19 maggio 2011 in
quota Unicredit SpA.
Le parti hanno affidato ad un perito esterno il compito di
effettuare la valutazione economica del patrimonio sociale
dell'IRFIS post riduzione attraverso perizia giurata.
Per cui sulla base di tale indicazione le parti hanno
perfezionato un accordo che prevede la fuoriuscita di Unicredit
Spa dalla compagine sociale di IRFIS e l'acquisto da parte della
Regione Sicilia della relativa quota di pertinenza, si da rendere
la Regione Sicilia unico azionista di IRFIS Finanziaria per lo
sviluppo della Sicilia Spa.
Lo sforzo della Regione si è concentrato sulla
riorganizzazione interna e sul potenziamento delle agevolazioni
alle imprese al fine di disporre un veicolo finanziario agile e
allo stesso tempo efficace per il settore produttivo siciliano come
già altre Regioni hanno saputo realizzare.
Oggi l'IRFIS configurata come partecipata regionale al 100% e
dotata di un'organizzazione interna adeguata è pronta a gestire
ulteriori fondi ed agevolazioni in grado di creare benefici e
sviluppo per le imprese.
Il requisito prudenziale del patrimonio di vigilanza a cui
deve sottostare l'Istituto consente di assolvere al meglio la
copertura dei rischi dell'operatività finanziaria e di fornire una
migliore copertura alla banche e ai terzi nell'assunzione dei
rischi. Si pensi alle garanzie rilasciate e alla possibilità di
emettere obbligazioni, prerogative che continuano a sussistere in
capo ad IRFIS anche senza la licenza bancaria. Il regime di società
finanziaria garantisce inoltre i migliori standard di compliance,
trasparenza e di governance richiesti dalle autorità bancarie di
vigilanza.
La dotazione finanziaria attuale consente già ad IRFIS nel
triennio 2012-2014 senza interventi aggiuntivi l'autosostenibilità
economica. Inoltre, la dotazione di fondi regionali esistenti in
gestione ma in una certa misura obsoleti e inefficaci da alcuni
anni, puo' essere in parte e sin da subito utilizzata per la
realizzazione di strumenti innovativi per le imprese come ad
esempio le Tranched cover, le cartolarizzazioni sintetiche in
grado, attraverso i confidi di attrarre liquidità e generare
effetti leva su nuovi impieghi di circa 18-20 volte l'importo
stanziato nel fondo gestito da IRFIS.
Ulteriori modalità di utilizzo di fondi già esistenti in
gestione presso l'IRFIS, con opportuni e semplici interventi di
legge, consentono senza sforzi di creare strumenti a garanzia
diretta a prima richiesta che al pari delle Tranched cover
rappresentano delle concrete opportunità per l'accesso al credito
per le imprese .
Sarebbe riduttivo accontentarsi di questo. Come indicato, la
macchina operativa di cui ora dispone la Regione incorpora già il
modello funzionale più adatto ad operare nel particolare contesto
economico regionale e a recepire tutti gli strumenti di finanza
innovativa per le imprese. IRFIS è un progetto appena avviato ma
che sta già camminando velocemente. In queste ore si stanno
veicolando verso le misure agevolative gestite da IRFIS una parte
delle risorse del fondo di 86 ml. di euro messo a disposizione
dalla Cassa Depositi e Prestiti per consentire alle imprese un
miglior accesso al credito bancario.
Alla luce di quanto esposto, le considerazioni riportate nella
mozione n. 297 di operazione spregiudicata e irrazionale e la
proposta di creare urgentemente un organismo con il compito di
predisporre tutti gli interventi utili affinchè le aziende
siciliane possano finalmente accedere al credito senza essere
penalizzate da un costo maggiorato rispetto alle aziende del
Nord non possono essere condivise.
In concomitanza con la presentazione degli Osservatori
regionali sul credito non abbiamo omesso di evidenziare le
patologie dell'offerta creditizia in Sicilia. Tali patologie, pur
presenti nei tassi di interesse (solo in alcuni casi superiori a
quelle di altre sorti del Paese), ma sopratutto sul piano delle
garanzie.
I tassi di interesse applicati ai comparti di attivita'
economica in Sicilia continuano a mostrare una marcata differenza
rispetto alle altre aree, soprattutto nel settore industriale
(6,81%), che denota rispetto al dato nazionale, una divergenza pari
a 2,23%, mentre l'edilizia fa rilevare un tasso superiore dello
0,64% e i servizi dell'1,15%. Questa analisi sui servizi bancari in
Sicilia redatta dall'Osservatorio regionale sul credito evidenzia
che l'imprenditoria sana e desiderosa di rischiare ha bisogno di
misure di sostegno sul versante del ricorso al credito e
l'assessorato all'Economia intende fare la sua parte con interventi
mirati e con l'attivita' di controllo e vigilanza, compito che
svolge periodicamente proprio l'Osservatorio regionale sul credito.
Nella Regione i tassi applicati continuano a risultare
superiori al dato medio nazionale (operazioni a revoca: Sicilia
7,52% - Italia 5,31% - operazioni a scadenza: Sicilia 3,73% -
Italia 3,37%). I dati evidenziano che i tassi attivi per i
finanziamenti applicati al settore dell'industria (6,81%) hanno
registrato un aumento piu' consistente rispetto alle altre aree del
confronto.
Altro aspetto delicato riguarda l'incidenza delle garanzie
richieste che e' aumentata in tutte le aree geografiche
confrontate; in Sicilia tale aumento ha determinato un rapporto del
47,36%, tra credito accordato e garanzie richieste. La consistenza
delle garanzie e' sempre troppo elevata, sia rispetto alle altre
regioni che al dato medio nazionale (16,45). Il sistema bancario
regionale usufruisce di un importante apporto dai confidi, che in
finanziaria stiamo rafforzando.
IRFIS Finsicilia: s'e da un lato concorrerà con gli strumenti
normativi esistenti e con quelli che l'Ars Le vorrà fornire a
sostenere il sistema dei consorzi fidi siciliani, rafforzando la
capacita delle imprese, potrà costituire il perno del sistema di
finanziamento alle pmi in raccordo con CRIAS ed IRCAC e nella
prospettiva dell'auspicata razionalizzazione di detto sistema. E'
una forma moderna ed innovativa di incentivazione dell'economia che
potrà peraltro utilizzare la Sgr che in questo momento e' inserita
nella procedura relativa al Gruppo Cape e nel contempo rafforzare
le sinergie con Sviluppo Italia Sicilia.
In data 10 gennaio 2012 e' stato sottoscritto a Palermo il
contratto di cessione del pacchetto di maggioranza del 76,26% di
Irfis, l'Istituto per il Mediocredito siciliano, da UniCredit in
favore della Regione Siciliana, in esecuzione delle intese sulla
riorganizzazione delle attivita' e della compagine azionaria
dell'istituto che ha svolto attivita' di mediocredito, raggiunte
con la lettera d'intenti sottoscritta il 26 ottobre 2010 tra il
Banco di Sicilia, la Capogruppo UniCredit e la Regione Siciliana.
Mentre il 30 gennaio 2011 l'assemblea sociale ha approvato il
nuovo statuto ed eletto il consiglio di amministrazione nelle
persone del dott. Vincenzo Emanuele, dell'avv. Francesco Nicosia e
del dott. Americo Cernigliaro.
Resta e deve restare tuttavia aperta la possibilità di
costituire un soggetto bancario in Sicilia, riportando nella
Regione la testa ed il cuore di un istituto di credito che possa
dare ai siciliani le risposte che essi attendono. Sopratutto in
questa fase così difficile per le famiglie e le imprese di Sicilia.
In tal senso, raccogliendo lo spirito della mozione, ma anche
il chiaro indirizzo che proviene dal parere reso dalla Commissione
Bilancio dell'Ars sul Piano riordino delle partecipazioni approvato
con D.A. 1720/2011, intendiamo istituire presso IRFIS Finsicilia un
gruppo di lavoro che entro sessanta giorni elabori un piano
industriale per la costituzione di una banca, coinvolgendo tecnici
e degli imprenditori. Una banca che possa chiamare a raccolta anche
altri istituti regionali e capitali siciliani.
Palermo, 1.2.2012