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Resoconto d'Aula della Seduta n. 318 di mercoledì 01 febbraio 2012
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.
                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cracolici chiede  che  venga
  posto in congedo l'onorevole Raia, impossibilitata a partecipare ai
  lavori  d'Aula  per  motivi di salute e si  allega  il  certificato
  medico.
   Onorevoli  colleghi,  lo specifico, perché  come  voi  sapete,  il
  Consiglio   di   Presidenza  ha  deliberato,  ne   è   stata   data
  comunicazione  ieri,  che per quanto concerne  la  questione  delle
  assenze, dei congedi, ai fini amministrativi ovviamente è una cosa,
  ai  fini  della  cosiddetta presenza ai lavori d'Aula evidentemente
  cambierà come avete ben capito.
   Pertanto,  comunico  che sono in congedo per  oggi  gli  onorevoli
  Raia,   Gentile,  Dina,  Cristaudo,  Scammacca,  di  cui   allegato
  certificato medico, Mineo e Cimino.

   Ricordo, pertanto, che da oggi decorrono le nuove disposizioni  in
  materia  di  ritenute dalla diaria in caso di assenza dei  deputati
  dalle sedute d'Aula.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   - Istituzione della  Consulta delle elette in Sicilia . (n. 850)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Vinciullo,
  Pogliese, Buzzanca, Caputo e Falcone l'1 febbraio 2012.

   -  Norme in materia di pubblicazione tramite la rete internet e di
  riutilizzo  dei documenti e dei dati della pubblica amministrazione
  regionale e locale. (n. 851)
   di   iniziativa  governativa,  presentato  dal  Presidente   della
  Regione,   onorevole  Lombardo,  su  proposta  dell'Assessore   per
  l'economia, avvocato Gaetano Armao, l'1 febbraio 2012.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Francesco Musotto,  con  nota
  prot. n. 859 del 30 gennaio 2012, ha chiesto di apporre la firma al
  disegno  di  legge n. 846  Disciplina in materia di protezione  dei
  lavoratori dai rischi derivanti dall'esposizione all'amianto .

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2390  -  Interventi  al  fine di impedire  il  rilascio  della
  concessione  in favore della Nestlè-Sanpellegrino per il  raddoppio
  dell'emungimento di acque dall'acquifero di S. Stefano di Quisquina
  (AG).
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   N.  2391  -  Iniziative volte a chiarire le disposizioni normative
  relative alla composizione delle giunte comunali e provinciali.
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Di Guardo Antonino; Panepinto Giovanni

   N.  2392  -  Iniziative per la rimozione dei vertici  dell'ASP  di
  Siracusa  e  per  la riqualificazione dell'offerta sanitaria  nella
  zona sud della sopra menzionata provincia.
   - Assessore Salute
   Firmatario: Marziano Bruno

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in commissione:

   N.  2387  -  Stabilizzazione dei lavoratori socialmente  utili  in
  servizio presso il Comune di Bompietro (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Caputo Salvino

   L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo  e  alla
  competente Commissione.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2388 - Chiarimenti sulla regolarità del concorso per dirigente
  di terza fascia indetto dall'ente autonomo Teatro di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Rinaldi Francesco

   N.  2389  -  Chiarimenti in merito ai lavori di completamento  del
  porto turistico di Capo d'Orlando (ME).
   - Presidente Regione
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N. 2393 - Motivi del ritardo nella nomina del commissario
   straordinario presso la Provincia regionale di Caltanissetta.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Adamo Giulia

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

       Rinvio della discussione della relazione conclusiva della
   Commissione parlamentare speciale sul piano di informatizzazione
       della Regione siciliana, con particolare riferimento agli
     affidamenti alla società 'Sicilia e-servizi' s.p.a. (Doc. VI)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione    della   relazione   conclusiva   della   Commissione
  parlamentare speciale sul piano di informatizzazione della  Regione
  siciliana,  con  particolare  riferimento  agli  affidamenti   alla
  società 'Sicilia e-servizi' s.p.a. (Doc. VI).
   Onorevoli  colleghi, avverto che essendo sorti problemi di  natura
  regolamentare  sull'approvazione della relazione, il secondo  punto
  dell'ordine del giorno è rinviato.
   Invito  il  presidente  della  Commissione,  onorevole  Savona,  a
  raccordarsi  con  la Presidenza per fare in modo  che  tutto  venga
  espletato nel giro di pochi giorni.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

    ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto  di
  intervenire  perché  ho  consultato la  Presidenza  dell'Assemblea,
  nella  persona del Presidente Cascio, e poi il Segretario generale.
  Siccome  abbiamo  appreso dalla stampa, della  nomina  di  un  vice
  commissario  straordinario  al comune  di  Palermo,  a  mio  avviso
  palesemente  illegittima  perché in violazione  della  legge  e  in
  contrasto con un parere espresso dall'Ufficio legislativo e  legale
  della Regione siciliana, abbiamo presentato, come Gruppo UDC, e  mi
  risulta   che   anche  altri  Gruppi  l'abbiano   presentata,   una
  interrogazione  con  richiesta  di carattere  d'urgenza,  ai  sensi
  dell'articolo  143  del  Regolamento  interno,  auspicando  che  la
  Presidenza   voglia   accordare  l'urgenza,  e   quindi   iscrivere
  l'interrogazione,  nel  più breve tempo possibile,  all'ordine  del
  giorno dell'Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ardizzone, le  leggo  l'articolo  143  del
  Regolamento interno:

    Sulla  richiesta  del  deputato di riconoscere  il  carattere  di
  urgenza di una interrogazione, giudica il Presidente dell'Assemblea
  il quale, sentito il governo, può disporre lo svolgimento immediato
  dell'interrogazione  o  la sua iscrizione  all'ordine  del  giorno,
  nella seduta successiva.
   Il   Governo  può  sempre  chiedere  di  differire  la   risposta,
  fissandone la data .

   Pertanto, la Presidenza sentirà il Governo e deciderà in merito.

   CORDARO.  Signor Presidente, cosa ha comunicato sul secondo  punto
  all'ordine del giorno?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cordaro,  ho  comunicato  che  sono  state
  sollevate alcune questioni regolamentari e, quindi, ho invitato  la
  presidenza  della  Commissione, in questo caso l'onorevole  Savona,
  che  ne  è  anche  il  relatore,  a  convocare  immediatamente   la
  Commissione e a definire il tutto nell'ambito di pochissimi giorni.
  Era  stato  chiesto,  per  la  verità, anche  nella  seduta  d'Aula
  precedente; anche in queste ore la richiesta è stata reiterata.
   La Presidenza ha assunto questa decisione che, mi pare, quella più
  funzionale  anche per quanto concerne le osservazioni avanzate  dai
  colleghi.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Discussione della mozione numero 297 «Iniziative per agevolare
     l'accesso al credito delle aziende siciliane a seguito della
       trasformazione dell'IRFIS da istituto bancario a società
                        finanziaria regionale»

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III  punto  all'ordine  del   giorno:
  Discussione   della  mozione  n.  297  «Iniziative  per   agevolare
  l'accesso  al  credito  delle aziende  siciliane  a  seguito  della
  trasformazione   dell'IRFIS   da  istituto   bancario   a   società
  finanziaria regionale», a firma dell'onorevole D'Asero, Leontini ed
  altri. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   il   4  febbraio  2011  a  monte  della  ventilata  trasformazione
  dell'IRFIS  è  stata presentata una interrogazione parlamentare,  a
  firma  dell'on.  D'Asero ed altri, la n. 1632 'Interventi  volti  a
  scongiurare  l'eliminazione dell'Irfis', indirizzata al  Presidente
  della  Regione  e  all'Assessore per l'economia  nella  quale,  nel
  premettere  l'importante  ruolo  svolto  dall'IRFIS  negli  anni  a
  partire  dal  1952 - che con la sua struttura ha accompagnato,  con
  competenze  consolidate, tanti imprenditori verso la  presentazione
  di  progetti  e l'acquisizione delle risorse necessarie,  anche  in
  riferimento alle leggi n. 488 del 1992 e n. 388 del 2000 in  favore
  delle imprese, dell'imprenditoria giovanile e femminile e sull'  e-
  commerce,  si  paventava il pericolo, a seguito delle dichiarazioni
  del  Governo,  della  sua trasformazione da  istituto  bancario  in
  società   finanziaria  dalle  incerte  prospettive  che  lasciavano
  presagire  la  creazione  di uno strumento declassato  al  servizio
  delle imprese;

   inoltre con la stessa interrogazione si chiedeva al Governo se non
  ritenesse   di  dover  concertare  con  la  Commissione  'Bilancio'
  dell'Assemblea regionale siciliana tempi, modi e procedure  per  la
  valutazione  di  una  strategia e per l'acquisizione  di  strumenti
  utili  al  fine  di rafforzare l'IRFIS mediocredito  della  Sicilia
  nella  propria azione e nelle proprie competenze e se non ritenesse
  inoltre il Governo di dover approfondire tutti i possibili risvolti
  che  la  trasformazione da IRFIS-banca a IRFIS-società  finanziaria
  avrebbe e comportato dare lo stop alle iniziative ad oggi poste  in
  essere  al  fine  di  salvaguardare in assenza  di  un  vero  piano
  industriale  il patrimonio esistente; appello rimasto senza  alcuna
  risposta;

   ancora,  con altra interrogazione del 15 giugno 2011 degli  stessi
  firmatari  interroganti,  la numero 1908  'Chiarimenti  sul  futuro
  dell'IRFIS',  si  continuava a chiedere al Governo  di  avviare  un
  percorso che potesse coinvolgere i soggetti e gli interlocutori del
  sistema  bancario  e  finanziario  al  fine  di  salvaguardare   le
  prerogative  riservate  alla  Sicilia  nella  costituzione  di   un
  rinnovato  istituto  di  credito  a  servizio  delle  imprese   del
  territorio e di ogni altra utile possibilità che potesse consentire
  alla  Regione  di  essere centro decisionale  nelle  politiche  del
  credito  e non restare succube di chi vede la Sicilia come  terreno
  di conquista;

   CONSIDERATO che:

   nonostante tutti gli appelli provenienti non solo dalla  politica,
  ma  anche  dalle forze imprenditoriali siciliane, oggi non possiamo
  che   registrare  l'avvenuta  trasformazione,  con  una   decisione
  unilaterale, di uno strumento essenziale quale era l'IRFIS da banca
  ad  una  declassata  società finanziaria con la ridenominazione  di
  IRFIS  -  FinSicilia, uno spettro in confronto alle caratteristiche
  della  precedente  struttura,  finalizzata  alla  sola  mission  di
  società  finanziaria specializzata nel credito  agevolato  e  nella
  erogazione di fondi regionali;

   in  questi anni stiamo vivendo una crisi economica che continua  a
  manifestare  i propri effetti negativi sull'andamento  del  mercato
  del  lavoro  come  conseguenza di una difficoltà delle  imprese  ad
  individuare  sistemi di credito che possano aiutarle a sopravvivere
  ed ad avviare una loro crescita:solo in questi ultimi due anni, per
  fare un esempio, registriamo una forte perdita occupazionale che in
  alcuni  settori  diventa quasi drammatica: 6%  nell'industria,  10%
  nelle costruzioni, 4,1% nell'agricoltura e gli altri settori non se
  la passano certo meglio;

   CONSIDERATO inoltre che:

   il  prodotto interno lordo della Sicilia ha raggiunto nel 2009 gli
  86.015  milioni di euro con un decremento in un solo anno di  circa
  1,4%,   dato   che  certamente  rappresenta  il  termometro   della
  difficoltà a crescere delle aziende siciliane dovuto principalmente
  alla difficoltà ad accedere al credito ed agli strumenti finanziari
  pubblici di sostegno;

   la  spregiudicata  ed irrazionale operazione  che  ha  portato  al
  declassamento  dell'IRFIS ed al conseguente  regalo  della  licenza
  bancaria  alla UNICREDIT certo non aiuta a risolvere il problema  e
  che  certamente  meglio sarebbe stato mantenere l'istituto  con  le
  precedenti  caratteristiche, magari implementando la sua  attività,
  coordinando  un  tavolo  istituzionale con imprenditori  siciliani,
  banche   locali   e   fondazione  Banco  di   Sicilia   finalizzato
  all'acquisizione delle azioni UNICREDIT, un'operazione  finanziaria
  che  avrebbe  mantenuto in Sicilia l'ultima  vera  banca  siciliana
  ancora rimasta,

                   impegna il Governo della Regione

   ad   attivare   le  procedure  necessarie  perché   venga   creato
  urgentemente un organismo con il compito di predisporre  tutti  gli
  interventi  utili affinché le aziende siciliane possano  finalmente
  accedere al credito senza essere penalizzate da un costo maggiorato
  rispetto alle aziende del Nord, così come oggi avviene». (297)

                    D'ASERO-LEONTINI-TORREGROSSA-CAPUTO-BOSCO-LIMOLI-
                       CORONA-MANCUSO-BENINATI-SCOMA-FALCONE-POGLIESE

   D'ASERO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  come   questa
  Assemblea  ha avuto modo di prendere atto, la vicenda dell'IRFIS  è
  stata  dibattuta  in diverse occasioni ed è stata anche  motivo  di
  diverse  interrogazioni parlamentari che sono  state  presentate  e
  sulle quali, ahimè ad oggi, non risulta alcun riscontro.
   Mi  riferisco  all'interrogazione n. 1632 del  febbraio  2011.  Mi
  riferisco all'interrogazione n. 1908 del 15 giugno 2011 e,  quindi,
  atteso  questo mancato riscontro, è stata presentata la mozione  di
  cui oggi se ne ha finalmente la possibilità di parlare.
   Io  ritengo  che non possa sfuggire, a questa Assemblea  regionale
  siciliana,  una gravità determinatasi con un fatto molto importante
  che  poteva  rappresentare un momento di svolta per la  Sicilia  e,
  invece,   raccogliamo  un  ulteriore  fallimento   con   la   morte
  dell'IRFIS,   con   il  sostanziale  declassamento   da   banca   a
  finanziaria.
   Come voi sapete, l'IRFIS, dopo la sua storia che ha avuto modo  di
  dimostrare una certa valenza, accompagnando la crescita  di  quella
  parte delle imprese siciliane che hanno avuto modo di rivolgersi ad
  essa,  dopo le vicende che hanno portato all'inserimento del  Banco
  di  Sicilia  in  Unicredit,  alla trasformazione  e,  quindi,  alla
  configurazione  di  un  capitale  sociale  rappresentato,  per   il
  settantasei per cento da Unicredit, per il ventuno per cento  dalla
  Regione  siciliana e per il tre per cento, circa, da banche private
  locali.
   Quando  l'Unicredit ha la governance di IRFIS, sicuramente,  anche
  per  la  presenza di un altro medio credito centrale che è  proprio
  alle  dirette dipendenze di Unicredit, IRFIS ha avuto quattro quasi
  cinque anni di parcheggio. In questi quattro anni, si è avuto  modo
  solo  di  svalutare il consistente valore dei crediti  che  l'IRFIS
  possedeva e, pertanto, ciò ha determinato, come ben si comprende un
  abbassamento  del  valore  di  bilancio  dei  crediti   che   IRFIS
  rappresentava.
   Dopo  la  presa di conoscenza da parte del sottoscritto  ed  anche
  della    Commissione     bilancio'  della  trasformazione   o   del
  declassamento di IRFIS da banca a finanziaria, notizia fra  l'altro
  raccolta   dagli  organi  di  stampa,  perché  era  stata   chiesta
  l'autorizzazione   alla  Banca  d'Italia,   il   sottoscritto    ha
  presentato   un'interrogazione  ma  ha  chiesto  alla   Commissione
   bilancio'  che  si  procedesse ad  un momento di  confronto  e  in
  quella   occasione,  con  ripetute  sollecitazioni,  chiedendo   al
  Governo  di  presentare  un piano industriale  perché  pensasse  di
  guardare all'IRFIS come sviluppo, e quindi banca come banca  di  II
  livello o come banca di sviluppo.
   Non  è  stato  mai  presentato da parte del Governo  nessun  piano
  industriale  in  questa  direzione, ma   c'è  stata  una  pervicace
  volontà   unilaterale  di trasformare l'IRFIS in  una  finanziaria,
  dicendo, che questo poteva rappresentare lo strumento, così come in
  altre  regioni  d'Italia,  vedi la Lombardia  ad  esempio,  di  uno
  strumento  finanziario  che aiutasse le imprese,  dimenticando  che
  esiste una connotazione socio-economica diversa tra la Sicilia e la
  Lombardia,   dove  qui  c'è una micro-impresa  che  ha  bisogno  di
  credito,  una micro-impresa che ha bisogno di sostegno, una  micro-
  impresa  che  ha  bisogno  di avere quel supporto  che  sicuramente
  questa   banca  di  dimensioni  più  generali  o  più   determinate
  sicuramente trascura.
   Quindi  noi  oggi siamo in presenza in Sicilia di  una  banca  che
  viene  a fare operazioni di prelievo, operazioni di raccolta fondi,
  ma  che  di  fatto  non  investe più nel territorio,  probabilmente
  strangolando in maniera definitiva questa micro-impresa, che ancora
  oggi  resiste. Mentre il paragone con le altre realtà d'Italia,  la
  Lombardia dove c'è un'impresa con una connotazione diversa, con una
  dimensione  diversa,  con  una capacità finanziaria  diversa,  dove
  probabilmente  la  banca o l'istituto di credito  a  supporto,  per
  ossigenare il  polmone finanziario, non ha la stessa importanza che
  invece  avrebbe avuto, dico avuto perché ormai non  esiste  più  in
  Sicilia,  perché lì probabilmente la finanziaria avrebbe  un  altro
  significato.
   Allora, secondo questo stile di arroganza istituzionale, di totale
  assenza   di  risposta  davanti  ad  una  sollecitazione   garbata,
  rispettosa,  ripetuta, insistente che il sottoscritto  e  anche  la
  Commissione Bilancio ha presentato, il Governo ha risposto  con  un
   sonoro'  silenzio ma nello stesso tempo andando avanti in  maniera
  incurante,  indiscriminata verso questo percorso che ha  portato  a
  questo risultato.
   Qual  è il risultato? La morte dell'IRFIS, la distruzione, quindi,
  dell'unico  baluardo  di banca che la Regione  siciliana  aveva  e,
  pertanto,  una totale assenza di strumenti che possano  intervenire
  nella  direzione  del micro-credito, nella direzione  del  sostegno
  alle imprese per poterle ossigenare.
   Ma  ahimè,  onorevoli  colleghi e  signor  Presidente,  non  si  è
  limitato a questo la Regione  siciliana  e questa famigerata azione
  di distruzione dell'IRFIS, perchè mentre da una parte negli anni si
  è   proceduto  alla  svalutazione  dei  crediti  e,  quindi,   alla
  determinazione di un valore di bilancio sempre più ridotto, ma   la
  cosa  grave  è  che  al  momento in cui si  è  proceduto  a  questa
  dismissione  l'Unicredit rileva, recupera quel ramo di azienda  con
  quei  crediti  che  aveva  svalutato e che, comprendete  benissimo,
  abbassando il valore di bilancio ha potuto recuperare questa ad  un
  valore  più  basso. Nel momento in cui tornerà al valore  reale  si
  avrà  un aumento del valore dei crediti ma questo aumento non andrà
  iscritto alla Regione siciliana ma a chi ha fatto l'operazione.
   Questo  non  basta, nell'operazione su 450 milioni di crediti  che
  venivano  riscontrati  in bilancio, è stato consentito  e  concesso
  pure  un bonus del 20 per cento circa, quindi, altri 90 milioni  di
  euro.
   Signor  Presidente,  sarebbe opportuno che  sull'argomento,  anche
  questa Presidenza, ne approfondisse i contenuti. Noi abbiamo  avuto
  una  sostanziale operazione in cui Unicredit ha fatto questa  bella
  azione a danno della Regione, dove ha recuperato il ramo d'azienda,
  i  crediti  svalutati ma, udite, udite, ancor più,  aggiungiamo  il
  bonus di 90 milioni e per completare gli abbiamo pure, come Regione
  siciliana, regalato la licenza di banca.
   Quindi,  dico, a questo punto, è veramente grave il  percorso  sin
  qui  seguito,  è veramente difficile poter dimostrare che  l'azione
  che  il Governo ha voluto portare avanti possa veramente realizzare
  e rappresentare gli interessi della Sicilia.
   Fra  l'altro,  giusto per essere ancora più incisivi,  giustamente
  quando  si  parla  di nuova società finanziaria,  dico  che,  oggi,
  diverso  è  il  clima, diversa è la considerazione,  diversa  è  la
  condizione, perché mentre c'è questa necessità in Sicilia, dove  da
  un rapporto che anche l'Università di Catania ha potuto sviluppare,
  si  evidenzia  sempre  più  questa  necessità  in  cui  le  imprese
  siciliane  hanno sempre elevata dipendenza di credito  bancario  e,
  quindi,  non  di  attività di servizi, ma  quelli  sono  i  momenti
  aggiuntivi.
   Allora,  in  questo senso, dico che veramente si è portata  avanti
  un'azione  criminis per la Sicilia, un'azione di grande  negatività
  in  cui,  oggi,  questo grido di allarme in cui  le  banche  stanno
  togliendo il respiro alla micro impresa, in cui c'è tutto bloccato,
  in  cui  si  poteva  avere, invece, un momento di  grande  supporto
  attraverso  una  struttura che poteva essere della Sicilia,  perché
  chiedere  un  piano industriale significava vedere quale  sviluppo,
  quale   obiettivo,  quale  programma  di  crescita  poteva   essere
  realizzato,  come dicevo, come banca di sviluppo o  come  banca  di
  secondo  livello,  pensando come realizzare  anche  un  momento  di
  grande  risposta  e  di grande capacità di inserirsi  in  un'azione
  dove,  probabilmente, il soggetto bancario, in una realtà di  crisi
  come quella di oggi, avrebbe avuto con un'azione di indirizzo,  con
  un'azione di forza, una possibilità di intervento.
   Ebbene,   oggi  invece  apprendiamo  dai  giornali  che  Unicredit
  promuove  un'azione a sostegno delle imprese ma con quale  volontà,
  con quale iniziativa, con quali risorse.
   Poi,  concludendo dico, sempre in questa azione, sempre in  questa
  capacità  di  prospettiva che non c'è, che forse varrebbe  la  pena
  chiedersi: ma è vero che è necessario avere un supporto finanziario
  ed  anche  un supporto di servizi, ma quando abbiamo una  banca  di
  investimento, un medio credito

   PRESIDENTE. La invito a concludere.

   D'ASERO.   un'azione che, invece, viene così lasciata in aria,  ci
  siamo  chiesti  come  potrebbe  e  come  poteva,  ad  esempio,  una
  struttura bancaria esistente intervenire per l'erogazione di  mutui
  e  di  altri  prestiti a medio e a lungo termine? Per finanziamenti
  per  il  tramite  di debiti aventi caratteristiche  assimilabili  a
  capitale proprio?

   PRESIDENTE.  Onorevole D'Asero, la invito nuovamente a concludere.
  Ha sforato di un minuto e 40 secondi.

   D'ASERO.  Mi  avvio  a  concludere  con  immediatezza,  anche   se
  l'elasticità sullo sforamento poteva essere maggiore.
   Al  di  là  di questa battuta, dico che una brutta pagina  per  la
  Sicilia  è  stata iscritta ed è ascrivibile anche a questa  mancata
  risposta  che con un piano industriale serio sull'attività bancaria
  andava fatta.
   Concludo   dicendo  che  avevo  chiesto  che  un  tavolo   tecnico
  istituzionale  pensasse  ad una cordata promossa  dalla  Fondazione
  Banco  di  Sicilia,  banche private e risparmiatori,  per  rilevare
  quella  quota  di Unicredit. Ciò non è stato possibile,  la  stessa
  Fondazione  ha  detto  che, probabilmente, in  Sicilia,  oggi,  c'è
  bisogno di una banca.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intendo parlare
  sulla mozione e le chiedo di concedermi qualche minuto. Noi abbiamo
  il dovere di difendere l'istituzione parlamentare...

   PRESIDENTE. Onorevole Caputo, lei deve parlare sulla mozione?

   CAPUTO. No, Presidente.

   PRESIDENTE.  Allora, avrà facoltà di parlare a  conclusione  della
  discussione sulla mozione.

   CAPUTO. D'accordo, signor Presidente.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  ringrazio
  l'onorevole  D'Asero e il gruppo parlamentare del PDL che  consente
  al  Governo  di  illustrare  all'Aula il  percorso  intrapreso  per
  costituire una finanziaria regionale quale l'IRFIS in Sicilia.
   Ho redatto un'ampia relazione che ho depositato ed alla quale farò
  riferimento in termini sintetici.
   Ho  visto,  nella  mozione,  alcune considerazioni  che  non  sono
  condivisibili   nelle   premesse  ma   sono   condivisibili   nelle
  conclusioni.
   Non  è  condivisibile l'approccio che guarda a quel che è accaduto
  come  una sorta di deminutio, di declassamento dell'IRFIS.  Non  si
  può dimenticare che l'IRFIS era detenuta al 76 per cento dal gruppo
  Unicredit  e,  quindi, da un gruppo che poteva farne, nel  rispetto
  delle  regole della normativa bancaria, un assorbimento pieno,  una
  concentrazione piena, senza nulla riconoscere alla Regione  se  non
  una  monetizzazione della partecipazione o una trasformazione della
  monetizzazione  in partecipazione al gruppo. Avremmo  aumentato  di
  qualche  centesimo la nostra partecipazione al gruppo  Unicredit  e
  null'altro.
   Quando  si  decise di dar luogo al mutamento della  partecipazione
  della proprietà di IRFIS, il gruppo Unicredit decise di uscire e ci
  diede  la  possibilità di individuare altro soggetto  bancario  che
  avrebbe potuto, insieme alla Sicilia, mantenere la licenza bancaria
  e  l'attività bancaria. Non c'è stata alcuna preclusione, in questo
  senso.  Tuttavia,  gli esperimenti fatti, i tentativi  fatti  anche
  presso  gruppi bancari internazionali non hanno sortito gli effetti
  auspicati poiché la configurazione di IRFIS, una banca con soli due
  sportelli,  una  struttura molto concentrata su Palermo,  una  rete
  sostanzialmente  inesistente sul piano  della  vendita  retail  dei
  prodotti   finanziari  rendeva  poco  attraente  questo   tipo   di
  intermediario.
   Il  tempo  è  passato e, quindi, a questo punto, IRFIS non  poteva
  restare ancora in queste condizioni, stante anche la situazione dei
  crediti  che,  in alcuni casi, erano all'incaglio, in posizione  di
  difficoltà.
   A  questo  punto, Unicredit ci ha dato la possibilità di mantenere
  in  vita  l'istituto col prestigio che reca ed  il  ruolo  che  può
  svolgere  per la Sicilia e così si è addivenuti alla conclusione  e
  alla  considerazione condivisa che Unicredit  potesse acquisire  la
  sua  parte,  la parte bancaria con i crediti e, invece, la  Regione
  siciliana potesse acquisire l'istituto con la gestione finanziaria,
  con  la  sostanziale ripartizione del personale sia  mantenendo  il
  marchio,  sia  mantenendo  gli immobili  ed  i  beni  di  proprietà
  dell'IRFIS.
   Questo  per quanto riguarda quel che è stato che non credo potesse
  avere   esiti  diversi  in  relazione  alla  situazione  economico-
  finanziaria di quel momento.
   Adesso  l'IRFIS  è  una  società al  cento  per  cento  regionale,
  inquadrata   nel  modulo  organizzativo  di   una  house-providing;
  qualche giorno fa, il 10 gennaio, è stato perfezionato il passaggio
  del  pacchetto  azionario  da Unicredit alla  Regione  che  ne  ha,
  adesso,  l'intera proprietà e, proprio lunedì, è stato nominato  il
  Consiglio  di  amministrazione nelle persone  del  dottor  Vincenzo
  Emanuele,  presidente, dell'avvocato Franco Nicosia  e  del  dottor
  Americo Cernigliaro entrambi componenti del CDA.
   Questa  prima fase di traghettamento verso il nuovo  assetto  -  è
  stato, altresì, approvato lo Statuto - determinerà il rilancio, che
  avverrà  a  partire  dall'approvazione del  bilancio,  della  nuova
  finanziaria  regionale.  La  Sicilia si  dota  di  una  finanziaria
  regionale  come  le  più  importanti Regioni italiane.  L'onorevole
  D'Asero   richiamava   la   Finlombardi  in   Lombardia,   Friulia,
  FinPiemonte,  Sfirz.  Le regioni italiane  che  più  sostengono  le
  imprese hanno uno strumento moderno ed innovativo quale può  essere
  la finanziaria regionale.
   E'  auspicabile una serie di interventi che vedano Irfis, in primo
  luogo,  collaborare con il sistema finanziario europeo BEI  e  FEI,
  col  sistema finanziario nazionale Cassa depositi e prestiti, Banca
  del  Mezzogiorno e col sistema bancario, ma collabori anche con  le
  altre  istituzioni  finanziarie regionali, in  una  prospettiva  di
  rilancio  profondo e significativo del sostegno alle imprese  della
  nostra Regione.
   Vedete, nella relazione richiamo i risultati dell'Osservatorio sul
  credito che, in qualche modo, fanno riferimento a quanto si  diceva
  nella  mozione. Il problema delle imprese siciliane è,  sì,  quello
  dei  tassi, ma soprattutto quello delle garanzie. Oggi, quello  che
  fa la differenza del sistema creditizio regionale rispetto a quello
  del nostro Paese è la pesante richiesta di garanzie che viene fatta
  alle  nostre  imprese e che rende l'accesso al credito,  veramente,
  gravoso, pesante, difficile per le nostre imprese.
   Come  venire  incontro alle esigenze del sistema  imprenditoriale?
  Favorendo  e  alleggerendo la richiesta  di  garanzie,  mediante  i
  Consorzi  Fidi.  In questo, Irfis potrà sostenere  le   imprese  e,
  soprattutto, i Consorzi Fidi, attenuando la richiesta  di  garanzie
  attraverso  anche moduli innovativi come quello di  tranched  cover
  che  abbiamo  appena definito in assessorato e che siamo  pronti  a
  presentare  come emendamento nel prossimo, il primissimo intervento
  legislativo.
   Un  sistema,  quindi, di sostegno ai Consorzi  Fidi  che,  a  loro
  volta, agevolano l'accesso al credito da parte delle imprese.
   Questo  è  l'obiettivo, anche se, e qui concludo, in coerenza  con
  quanto   detto  nella mozione, che resta e deve restare  aperta  la
  possibilità   di  costituire  un  soggetto  bancario  in   Sicilia,
  riportando  nella Regione la testa ed il cuore di  un  istituto  di
  credito che possa dare ai Siciliani le risposte che essi attendono,
  soprattutto, in una fase così difficile per imprese e famiglie.
   In  tal senso, raccogliendo lo spirito della mozione, ma anche  il
  chiaro  indirizzo  che proviene dal parere reso  dalla  Commissione
  Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana, sul piano di riordino,
  poi  reso esecutivo con il D.A. 1720 del 2011, intendiamo istituire
  presso  Irfis  un  gruppo  di lavoro che,  entro  sessanta  giorni,
  elabori  un  piano industriale per la costituzione  di  una  banca,
  coinvolgendo tecnici ed imprenditori. Una banca che possa  chiamare
  a  raccolta  anche  gli  altri istituti  siciliani  ed  i  capitali
  operanti in Sicilia.
   Siamo   convinti  che  si  possa  ripartire  verso  una  struttura
  bancaria, con la gradualità che merita e, quindi, in questo  senso,
  accogliamo  la mozione nella parte in cui, per usare un'espressione
  giuridica,  non  nella  parte destruens, che non  condividiamo,  ma
  nella  parte construens che, invece, è quella che più può  spingere
  l'Amministrazione  regionale  verso  un  approccio  innovativo   ai
  servizi finanziari verso le imprese.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sulla mozione numero 297?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Come dicevo, non  condividendone
  le premesse, ne accogliamo lo spirito e l'indirizzo. Come stimolo e
  come spinta, la condividiamo.

   PRESIDENTE.  Come  raccomandazione,  se  il  primo  firmatario   è
  d'accordo, evidentemente.
   Onorevole D'Asero, lei è disponibile, come primo firmatario?
   Una  cosa è accettare la mozione come raccomandazione, come chiede
  il  Governo,  altra  cosa è trasformare il parere  del  Governo  in
  favorevole  o  contrario e porlo ai voti. E'  d'accordo,  onorevole
  D'Asero?

   D'ASERO. Sono d'accordo.

   PRESIDENTE.  Allora,  la  mozione  numero  297  è  accettata  come
  raccomandazione.

            Comunicazione relativa all'interrogazione 2399

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   sulla    richiesta    fatta
  precedentemente    dall'onorevole    Ardizzone,    specifico    che
  l'interrogazione  numero  2399  Notizie sulla  recente  nomina  del
  vicecommissario straordinario del Comune di Palermo  indirizzata al
  Presidente  della Regione, Assessore per l'autonomia  locale  e  la
  funzione  pubblica ,  firmatari gli onorevoli Ardizzone  ed  altri,
  evidentemente,  come è stato precedentemente detto,  sarà  trattata
  osservando l'articolo 143 del Regolamento.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Caputo, aveva  chiesto
  di  parlare  a  norma  dell'articolo 83, comma 2,  del  Regolamento
  interno,  cioè  comunicazioni  a  conclusione  dei  lavori,  quindi
  esaurito l'ordine del giorno. Ha facoltà di parlare.

   CAPUTO.  Signor  Presidente,  lei,  oggi,  alla  fine  dei  lavori
  dovrebbe  comunicare la nuova data di riunione del  Parlamento  con
  l'ordine del giorno.
   Credo  che  se  continuiamo ad andare avanti in  questo  modo  con
  l'esame  di attività ispettiva o a rimandare in Commissione mozioni
  o  relazioni  su  Commissioni speciali  d'indagine  o  d'inchiesta,
  rischiamo di svilire l'istituzione Parlamento.
   E'  chiaro che leggi di spesa in questo Parlamento non ne  possono
  arrivare,  perché  non  c'è il bilancio, perché  il  Governo  è  in
  esercizio provvisorio e perché il giudizio delle agenzie di  rating
  declassando la Regione hanno evidenziato un profondo disavanzo e la
  necessità  di  ricorrere  a  manovre di  riequilibrio  della  spesa
  pubblica.
   Noi  non possiamo continuare a riunire il Parlamento per due,  tre
  ore  per  volta,  soltanto  per esaminare  qualche  interrogazione,
  qualche  mozione o rimandare, come è successo ora,  in  Commissione
  delle  relazioni. Non stiamo dando un'immagine autorevole di questo
  Parlamento.
   Continuare a convocare questo Parlamento dando un'immagine

   PRESIDENTE.  Onorevole Caputo, lei deve fare la  comunicazione  ai
  sensi  dell'articolo 83, altrimenti si potrebbe aprire un dibattito
  su  un  qualche  cosa  che  non è previsto nemmeno  nell'ombra  del
  Regolamento. La prego cortesemente, comunichi in modo tale  che  la
  Presidenza  possa  procedere con ciò  che  è  previsto  dal  nostro
  Regolamento.

   CAPUTO.  Signor  Presidente,  le  chiedo  di  non  riconvocare  il
  Parlamento fino a quando non ci saranno disegni di legge.

   PRESIDENTE.  Onorevole Caputo, questo evidentemente  lei  lo  farà
  quando sarà Presidente di questa Assemblea.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì,  7  febbraio
  2012, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I  -  Comunicazioni

   II  -   Svolgimento,  ai sensi dell'articolo  159,  comma  3,  del
  Regolamento  interno,  di interrogazioni e di  interpellanze  della
  Rubrica  Beni culturali e identità siciliana .

   III  -  Discussione sulle comunicazioni del Governo circa  l'esito
  dell'incontro  del Presidente della Regione con il  Presidente  del
  Consiglio dei Ministri sulla crisi dell'economia siciliana.

   IV  -  Informativa del Presidente della Regione sugli orientamenti
  del  Governo  nazionale  circa  la realizzazione  del  Ponte  sullo
  Stretto di Messina.

   V   -   Discussione   unificata  di   mozioni,   interpellanze   e
  interrogazioni in materia di  Punti nascita .

                   La seduta è tolta alle ore 17.18

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
                            alle ore 19.00

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
                          REPUBBLICA ITALIANA

                           Regione Siciliana
                  Assessorato Regionale dell'Economia
                              L'Assessore

       IRFIS-Finsicilia, Finanziaria per lo sviluppo del sistema
    economico siciliano -  Mozione del 22 settembre 2011 n.297 del
                        Gruppo Parlamentare PDL

      In  seguito alle interrogazioni parlamentari numero 1632 del  4
  febbraio   2011   Interventi  volti  a  scongiurare  l'eliminazione
  dell'Irfis   e numero 1908  Chiarimenti sul futuro dell'IRFIS ,  il
  22   settembre  2011  il  Gruppo  Parlamentare  PDL  ha  presentato
  all'Assemblea   Siciliana  la  mozione  n.   297   Iniziative   per
  agevolare  l'accesso al credito delle aziende siciliane  a  seguito
  della  trasformazione  dell'IRFIS da istituto  bancario  a  società
  finanziaria regionale  .

      L'Assessore  all'Economia  in  risposta  alla  mozione  n.  297
  fornisce alcuni chiarimenti.

      La    trasformazione   di   IRFIS   in   società    finanziaria
  specializzata  in  attività di credito agevolato ed  erogazione  di
  finanziamenti  su  fondi  regionali  e  la  conseguente  iscrizione
  nell'elenco  degli intermediari finanziari ai sensi  dell'art.  106
  TUB avvenuta nel corso del 2011 rappresenta uno dei passaggi di  un
  progetto  più ampio che non si è ancora concluso e che  prevede  il
  rafforzamento  di  IRFIS come intermediario finanziario  che  opera
  esclusivamente a sostegno dell'economia e delle imprese siciliane.
      Adesso  anche la nostra Regione si e' dotata di una finanziaria
  regionale che potrà operare a sostegno delle imprese con  logica  e
  professionalità private, in raccordo con le istituzioni finanziarie
  comunitarie  (BEI e FEI), con quelle nazionali (CCDDPP,  Banca  del
  Mezzogiorno) e con il sistema bancario regionale.
      Analogamente   a  quanto  avvenuto  nelle  principali   Regioni
  italiane (Finlombarda. Finpiemonte, Sviluppo Lazio, Friulia, Sfirs)
  anche la Sicilia si dota di una finanziaria regionale. Ossia di  un
  soggetto tecnico che possa supportare ed assistere la Regione nella
  progettazione,  definizione ed attuazione delle politiche  e  degli
  interventi  a  sostegno del sistema economico,  imprenditoriale  ed
  occupazionale regionale.
      E'  utile in questa sede ricordare che nel corso del 2011 molte
  critiche  sono  state sollevate sulla trasformazione  di  IRFIS  in
  società finanziaria. Nella mozione n.297 in oggetto, tale passaggio
  viene,   in   termini   non  condivisibili,  inquadrato   come   un
   declassamento .
      Come  più  volte rappresentato il progetto IRFIS  Finsicilia  è
  nato per dare finalmente un ruolo ad un istituto che da alcuni anni
  ricopriva una posizione marginale e precaria all'interno del Gruppo
  bancario di appartenenza perdendo ogni indirizzo gestionale.
      Il  Gruppo bancario che ne aveva valutato l'incorporazione,  ha
  poi  ritenuto  di  separare  l'azienda  bancaria  (conseguentemente
  acquisita)  dalla  struttura aziendale  finanziaria  passata,  come
  meglio  si  vedrà,  in proprietà della Regione  secondo  il  modulo
  organizzativo dell'in house providing.
      Nella  proposta di acquisizione di IRFIS da parte della Regione
  non  vi  è  stata alcuna preclusione al mantenimento della  licenza
  bancaria  che  ne costituiva un elemento qualificante  di  rilievo.
  Tuttavia, acquisita la disponibilità di Unicredit a vagliare alcune
  ipotesi  di  partnership nel trasferimento della partecipaIone  del
  gruppo,  seppur per un limitato periodo,  si e' avviata la  ricerca
  di  partner  bancari e privati, dotati dei necessari  requisiti  di
  onorabilità  e  professionalità, per  l'ingresso  nel  capitale  di
  IRFIS.  La  ricerca,  purtroppo, non  ha  portato  alcun  risultato
  positivo.  Sicché  il  Gruppo proprietario  di  oltre  il  70%  del
  capitale  ha  ritenuto  di  prospettare  l'operazione  che  avrebbe
  condotto  al  permanere delle attività finanziarie di IRFIS  o,  in
  alternativa,  di  procedere alla incorporazione dell'intermediario.
  Determinazione che avrebbe penalizzato pesantemente  la  Regione  e
  fatto scomparire l'istituto.
      In  aggiunta,  la  cessione  del ramo  crediti  a  medio  lungo
  termine al Gruppo Unicredit non ha comportato alcuna penalizzazione
  alle  imprese  siciliane trattandosi di impieghi  a  condizioni  di
  mercato che lo stesso Gruppo continua a garantire e ad erogare  sul
  territorio.  La cessione dei mediocrediti agli intermediari  dotati
  di  reti  bancarie diffuse nel territorio in grado di  svolgere  il
  monitoraggio  continuo degli investimenti è un  percorso  evolutivo
  già  avvenuto  nel  sistema bancario da alcuni  anni  (Mediocredito
  Centrale,  Artigiancassa).  L'offerta  di  credito  complessiva  in
  Sicilia  da parte del sistema bancario ammonta a circa  57  md.  di
  euro  e si è ritenuto che l'IRFIS avrebbe potuto svolgere al meglio
  la  propria missione impegnandosi maggiormente  sulle misure  volte
  al   rafforzamento  delle  imprese  e  per  metterle  in  grado  di
  sostenere un maggior debito per gli investimenti e per le  commesse
  produttive.
      Il  CdA  di  IRFIS  nella  seduta  del  16  dicembre  2010,  ha
  approvato  il progetto di riorganizzazione dell'IRFIS che prevedeva
  la  trasformazione  della  natura  di  IRFIS  da  banca  a  società
  finanziaria.
      Ciò  anche  a  seguito  di  una lettera  d'intenti  firmata  da
  Unicredit Spa e Regione Sicilia.
      In  data  1   giugno 2011, è stata perfezionata la cessione  da
  IRFIS   a   Unicredit  del  ramo  d'azienda  relativo  al  business
  dell'attività bancaria.
      Nella  stessa data, previa autorizzazione della Banca d'Italia,
  l'IRFIS  si è trasformata in  società finanziaria specializzata  in
  attività di credito agevolato ed erogazione di Fondi regionali .
      Di  conseguenza è stata iscritta nell'elenco generale  ex  art.
  106 TUB e nell'elenco speciale ex art. 107 TUB.
      In  data  19  maggio  2011,  è  stato  avviato  l'iter  per  la
  riduzione del patrimonio netto (capitale sociale e riserve)  per
  87.047.773 ritenuto esuberante rispetto al nuovo oggetto sociale  e
  da attribuire ai soci in proporzione alle quote possedute.
      Tale processo si è concluso recentemente,
      La compagine sociale era così costituita.
      Socio
      Partecipazione Unicredit    76,26%
      Regione Siciliana                21,00%
      Altri azionisti                         2,74%
      Totale                                100,00%
      Gli  altri  azionisti hanno deciso di esercitare il diritto  di
  recesso  a seguito della conclusione del processo di trasformazione
  di IRFIS da banca a società finanziaria ex art. 107 TUB.
      La  nuova denominazione della società è: IRFIS Finanziaria  per
  lo Sviluppo della Sicilia Spa.
      La  sopra richiamata lettera d'intenti faceva riferimento  alla
  volontà della Regione Sicilia di dotarsi di una propria Finanziaria
  Regionale così come hanno fatto le altre Regioni d'Italia adottando
  come  modello  di governance il  modello Finlombarda  Spa,  Società
  Finanziaria della Regione Lombardia posseduta al 100% dalla Regione
  Lombardia.
      L'attuale compagine sociale è oggi costituita da Unicredit  Spa
  e da Regione Sicilia.
      Per   potere   quindi   realizzare  una   propria   Finanziaria
  Regionale,  la  Regione  Sicilia  ha  manifestato  la  volontà   di
  acquisire  la parte del capitale sociale post riduzione  deliberato
  dall'Assemblea Straordinaria degli azionisti del 19 maggio 2011  in
  quota Unicredit SpA.
      Le  parti  hanno affidato ad un perito esterno  il  compito  di
  effettuare   la   valutazione  economica  del  patrimonio   sociale
  dell'IRFIS post riduzione attraverso perizia giurata.
      Per   cui  sulla  base  di  tale  indicazione  le  parti  hanno
  perfezionato  un accordo che prevede  la fuoriuscita  di  Unicredit
  Spa  dalla  compagine sociale di IRFIS e l'acquisto da parte  della
  Regione  Sicilia  della relativa quota di pertinenza, si da rendere
  la  Regione  Sicilia  unico azionista di IRFIS Finanziaria  per  lo
  sviluppo della Sicilia Spa.
      Lo    sforzo    della   Regione   si   è   concentrato    sulla
  riorganizzazione  interna  e sul potenziamento  delle  agevolazioni
  alle  imprese  al fine di disporre un veicolo finanziario  agile  e
  allo stesso tempo efficace per il settore produttivo siciliano come
  già altre Regioni hanno saputo realizzare.
      Oggi  l'IRFIS configurata come partecipata regionale al 100%  e
  dotata  di  un'organizzazione interna adeguata è pronta  a  gestire
  ulteriori  fondi  ed  agevolazioni in grado di  creare  benefici  e
  sviluppo per le imprese.
      Il  requisito  prudenziale del patrimonio di  vigilanza  a  cui
  deve  sottostare  l'Istituto consente di  assolvere  al  meglio  la
  copertura dei rischi dell'operatività finanziaria e di fornire  una
  migliore  copertura  alla  banche e ai  terzi  nell'assunzione  dei
  rischi.  Si  pensi alle garanzie rilasciate e alla  possibilità  di
  emettere  obbligazioni, prerogative che continuano a sussistere  in
  capo ad IRFIS anche senza la licenza bancaria. Il regime di società
  finanziaria  garantisce inoltre i migliori standard di  compliance,
  trasparenza  e di governance richiesti dalle autorità  bancarie  di
  vigilanza.
      La  dotazione  finanziaria attuale consente già  ad  IRFIS  nel
  triennio 2012-2014 senza interventi aggiuntivi  l'autosostenibilità
  economica.  Inoltre, la dotazione di fondi regionali  esistenti  in
  gestione  ma  in una certa misura obsoleti e inefficaci  da  alcuni
  anni,  puo'  essere  in  parte e sin da subito  utilizzata  per  la
  realizzazione  di  strumenti innovativi  per  le  imprese  come  ad
  esempio  le  Tranched  cover,  le cartolarizzazioni  sintetiche  in
  grado,  attraverso  i  confidi  di attrarre  liquidità  e  generare
  effetti  leva  su  nuovi  impieghi di circa 18-20  volte  l'importo
  stanziato nel fondo gestito da IRFIS.
      Ulteriori  modalità  di  utilizzo di  fondi  già  esistenti  in
  gestione  presso  l'IRFIS, con opportuni e semplici  interventi  di
  legge,   consentono  senza sforzi di creare  strumenti  a  garanzia
  diretta  a  prima  richiesta  che  al  pari  delle  Tranched  cover
  rappresentano delle concrete opportunità per l'accesso  al  credito
  per le imprese .
      Sarebbe  riduttivo accontentarsi di questo. Come  indicato,  la
  macchina operativa di cui ora dispone la Regione incorpora  già  il
  modello  funzionale più adatto ad operare nel particolare  contesto
  economico  regionale  e a recepire tutti gli strumenti  di  finanza
  innovativa  per le imprese. IRFIS è un progetto appena  avviato  ma
  che  sta  già  camminando  velocemente. In  queste  ore  si  stanno
  veicolando verso le misure agevolative gestite da IRFIS  una  parte
  delle  risorse  del fondo di 86 ml. di euro messo   a  disposizione
  dalla  Cassa  Depositi e Prestiti per consentire  alle  imprese  un
  miglior accesso al credito bancario.
      Alla  luce di quanto esposto, le considerazioni riportate nella
  mozione  n. 297  di operazione  spregiudicata e irrazionale   e  la
  proposta  di  creare  urgentemente un organismo con il  compito  di
  predisporre  tutti  gli  interventi  utili  affinchè   le   aziende
  siciliane  possano  finalmente accedere  al  credito  senza  essere
  penalizzate  da  un  costo  maggiorato rispetto  alle  aziende  del
  Nord non possono essere condivise.
      In   concomitanza   con  la  presentazione  degli   Osservatori
  regionali  sul  credito  non  abbiamo  omesso  di  evidenziare   le
  patologie  dell'offerta creditizia in Sicilia. Tali patologie,  pur
  presenti  nei tassi di interesse (solo in alcuni casi  superiori  a
  quelle  di  altre sorti del Paese), ma sopratutto sul  piano  delle
  garanzie.
      I  tassi  di  interesse  applicati  ai  comparti  di  attivita'
  economica  in Sicilia continuano a mostrare una marcata  differenza
  rispetto  alle  altre  aree, soprattutto  nel  settore  industriale
  (6,81%), che denota rispetto al dato nazionale, una divergenza pari
  a  2,23%,  mentre  l'edilizia fa rilevare un tasso superiore  dello
  0,64% e i servizi dell'1,15%. Questa analisi sui servizi bancari in
  Sicilia  redatta dall'Osservatorio regionale sul credito  evidenzia
  che   l'imprenditoria sana e desiderosa di rischiare ha bisogno  di
  misure   di  sostegno  sul  versante  del  ricorso  al  credito   e
  l'assessorato all'Economia intende fare la sua parte con interventi
  mirati  e  con  l'attivita' di controllo e vigilanza,  compito  che
  svolge periodicamente proprio l'Osservatorio regionale sul credito.
      Nella   Regione  i  tassi  applicati  continuano  a   risultare
  superiori  al  dato medio nazionale (operazioni a  revoca:  Sicilia
  7,52%  -  Italia  5,31% - operazioni a scadenza:  Sicilia  3,73%  -
  Italia  3,37%).  I  dati  evidenziano che  i  tassi  attivi  per  i
  finanziamenti  applicati  al settore dell'industria  (6,81%)  hanno
  registrato un aumento piu' consistente rispetto alle altre aree del
  confronto.
      Altro  aspetto  delicato  riguarda l'incidenza  delle  garanzie
  richieste   che   e'   aumentata  in  tutte  le  aree   geografiche
  confrontate; in Sicilia tale aumento ha determinato un rapporto del
  47,36%,  tra credito accordato e garanzie richieste. La consistenza
  delle  garanzie  e' sempre troppo elevata, sia rispetto alle  altre
  regioni  che  al dato medio nazionale (16,45). Il sistema  bancario
  regionale usufruisce di un importante apporto dai confidi,  che  in
  finanziaria stiamo rafforzando.
      IRFIS  Finsicilia: s'e da un lato concorrerà con gli  strumenti
  normativi  esistenti  e con quelli che l'Ars  Le  vorrà  fornire  a
  sostenere  il  sistema dei consorzi fidi siciliani, rafforzando  la
  capacita  delle imprese, potrà costituire il perno del  sistema  di
  finanziamento  alle  pmi in raccordo con CRIAS  ed  IRCAC  e  nella
  prospettiva  dell'auspicata razionalizzazione di detto sistema.  E'
  una forma moderna ed innovativa di incentivazione dell'economia che
  potrà  peraltro utilizzare la Sgr che in questo momento e' inserita
  nella  procedura relativa al Gruppo Cape e nel contempo  rafforzare
  le sinergie con Sviluppo Italia Sicilia.
      In  data  10  gennaio 2012 e' stato sottoscritto a  Palermo  il
  contratto  di cessione del pacchetto di maggioranza del  76,26%  di
  Irfis,  l'Istituto per il Mediocredito siciliano, da  UniCredit  in
  favore  della  Regione Siciliana, in esecuzione delle intese  sulla
  riorganizzazione  delle  attivita'  e  della  compagine   azionaria
  dell'istituto  che  ha svolto attivita' di mediocredito,  raggiunte
  con  la  lettera d'intenti sottoscritta il 26 ottobre 2010  tra  il
  Banco di Sicilia, la Capogruppo UniCredit e la Regione Siciliana.
      Mentre  il 30 gennaio 2011 l'assemblea sociale ha approvato  il
  nuovo  statuto  ed  eletto  il consiglio di  amministrazione  nelle
  persone del dott. Vincenzo Emanuele, dell'avv. Francesco Nicosia  e
  del dott. Americo Cernigliaro.
      Resta  e  deve  restare  tuttavia  aperta  la  possibilità   di
  costituire  un  soggetto  bancario  in  Sicilia,  riportando  nella
  Regione  la testa ed il cuore di un istituto di credito  che  possa
  dare  ai  siciliani le risposte che essi attendono.  Sopratutto  in
  questa fase così difficile per le famiglie e le imprese di Sicilia.
        In tal senso, raccogliendo lo spirito della mozione, ma anche
  il  chiaro indirizzo che proviene dal parere reso dalla Commissione
  Bilancio dell'Ars sul Piano riordino delle partecipazioni approvato
  con D.A. 1720/2011, intendiamo istituire presso IRFIS Finsicilia un
  gruppo  di  lavoro  che  entro sessanta  giorni  elabori  un  piano
  industriale per la costituzione di una banca, coinvolgendo  tecnici
  e degli imprenditori. Una banca che possa chiamare a raccolta anche
  altri istituti regionali e capitali siciliani.
      Palermo, 1.2.2012