Presidenza del vicepresidente Formica
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Speziale sarà in missione,
per ragioni del suo ufficio, dal 9 al 10 febbraio 2012.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le seguenti risposte
scritte alle interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le Attività produttive:
N. 1238 - Notizie e chiarimenti sulla convenzione stipulata tra
l'Istituto per la promozione industriale (I.P.I.) e la Regione
siciliana.
Firmatario: Panepinto Giovanni
N. 1849 - Mancato allacciamento del servizio di fornitura
elettrica al pastificio di Corleone (PA) che lavora pasta prodotta
dai terreni confiscati.
Firmatario: Caputo Salvino
N. 2071 - Incompatibilità di un dirigente generale
dell'Assessorato Attività produttive.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2184 - Notizie sull'avviso per la costituzione di un albo per
l'affidamento di incarichi presso il consorzio ASI di Palermo e
sulle misure da adottare in favore dei precari dell'ente.
Firmatario: Lentini Salvatore
N. 2246 - Notizie sul proliferare in Sicilia di negozi che
acquistano oro usato.
Firmatari: Falcone Marco; Pogliese Salvatore; Buzzanca Giuseppe;
Caputo Salvino; Vinciullo Vincenzo.
- da parte dell'Assessore per le Infrastrutture e la Mobilità
N. 1733 - Misure per fronteggiare i disagi nei collegamenti
marittimi tra l'isola di Marettimo e la Sicilia.
Firmatario: Falcone Marco
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Istituzione della Fondazione Dopo di Noi Sicilia (n. 852)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Colianni,
Musotto, Romano, Calanducci, Parlavecchio, Arena, Federico e Leanza
Nicola il 2 febbraio 2012.
- Istituzione del Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza (n. 853)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Colianni,
Arena, Musotto, Romano, D'Aquino, Federico, Maesano, Calanducci,
Marziano, Speziale, Lentini, Lo Giudice, Parlavecchio, Adamo,
Cappadona e Leanza Nicola il 2 febbraio 2012.
- Norme sul riordino dei rapporti tra la Regione siciliana e
l'istituto di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto
privato Oasi Maria SS. di Troina e sul potenziamento
dell'efficacia delle attività socio-sanitarie (n. 854)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Colianni,
Romano, Calanducci, Arena, Federico e Parlavecchio il 2 febbraio
2012.
- Modifiche all'articolo 19, commi 1 e 2, e all'articolo 20, comma
4, della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, in materia di
canoni superficiali (n. 855)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Speziale il
3 febbraio 2012.
- Norme sulla musicoterapica (n. 856)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Gennuso e
Calanducci il 3 febbraio 2012.
- Riconoscimento della funzione sociale ed educativa svolta dagli
oratori, dagli istituti cattolici e dagli enti di culto
riconosciuti dallo Stato (n. 857).
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Leontini, Savona, Adamo, Leanza Nicola, Formica, Maira, Marrocco,
Ardizzone, Arena, Aricò, Beninati, Bosco, Buzzanca, Calanducci,
Campagna, Caputo, Caronia, Cascio Salvatore, Colianni, Cordaro,
Cristaudo, Currenti, D'Aquino, D'Asero, De Luca, Dina, Falcone,
Federico, Gentile, Giuffrida, Greco, Gucciardi, Leanza Edoardo,
Lentini, Limoli, Lo Giudice, Marinese, Mineo, Nicotra,
Parlavecchio, Pogliese, Ragusa, Rinaldi, Romano, Ruggirello,
Scilla, Scoma e Torregrossa il 3 febbraio 2012.
- Norme a favore dell'imprenditoria siciliana (n. 858)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Maira,
Cordaro, Caronia e Cascio Salvatore il 6 febbraio 2012.
- Norme in materia di contenimento dei costi relativi alla
riscossione (n. 859)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Apprendi,
Cracolici, Ammatuna, Barbagallo, De Benedictis, Di Benedetto,
Digiacomo, Di Guardo, Lupo, Donegani, Ferrara, Faraone, Galvagno,
Gucciardi, Laccoto, Marinello, Marziano, Mattarella, Oddo,
Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e Termine
il 6 febbraio 2012.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Limite ai trattamenti economici dei dirigenti generali della
Regione Sicilia. (n. 848)
di iniziativa parlamentare, inviato il 3 febbraio 2012.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Modifica di norme a semplificazione delle procedure per
concessione contributi per interessi su finanziamenti bancari e
delle società di leasing in Sicilia. (n. 847)
di iniziativa parlamentare, inviato il 3 febbraio 2012, parere
U.E.
- Interventi a favore delle piccole e medie imprese. (n. 849)
di iniziativa parlamentare, inviato il 3 febbraio 2012.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Disciplina in materia di protezione dei lavoratori dai rischi
derivanti dall'esposizione all'amianto. (n. 846)
di iniziativa parlamentare, inviato il 3 febbraio 2012, parere V.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico il parere reso dalla Commissione AFFARI
ISTITUZIONALI (I):
- Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento del
personale del Servizio sanitario della Regione siciliana (CEFPAS).
Designazione componente del collegio dei revisori (n. 200/I)
reso in data 1 febbraio 2012 e inviato in data 2 febbraio 2012.
Comunicazione di deliberazioni della Corte dei Conti
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute da parte della Corte dei
Conti le seguenti deliberazioni:
- Approvazione della relazione sulla situazione finanziaria degli
enti del servizio sanitario regionale per l'esercizio 2009 con le
allegate schede sintetiche (n. 52/2012/PRSS);
- Indagine sulla gestione dei rifiuti solidi urbani tramite ambiti
territoriali ottimali nella Regione siciliana (n. 101/2012/VSGF).
Copia delle suddette deliberazioni sono state inviate alle
competenti Commissioni e possono essere consultate presso
l'archivio delle Commissioni.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Apprendi, Arena e Scammacca
sono in congedo per oggi .
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2402 - Chiarimenti sulla scandalosa riduzione del contributo
erogato all'associazione siracusana 'amici della musica' di
Siracusa e Vittoria.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2404 - Iniziative per una efficace ed adeguata politica di
gestione degli immigrati in Sicilia.
- Presidente Regione
Firmatario: Gucciardi Baldassare
N. 2405 - Notizie sulla drammatica situazione negli sportelli
postali in Sicilia ed in particolare nella provincia di Catania.
- Presidente Regione
Firmatario: Falcone Marco
N. 2406 - Chiarimenti sulla mancata assunzione dei lavoratori
della società CO.GE.MA. di Siracusa da parte della Beni culturali
s.p.a.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2407 - Notizie sui lunghissimi tempi di attesa per visite
specialistiche nell'ospedale 'Muscatello' di Augusta (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2408 - Chiarimenti sulla mancata assunzione a tempo
indeterminato del personale precario del dipartimento della
Protezione civile della Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2409 - Iniziative per lo smantellamento della linea ad alta
tensione nel quartiere Epipoli di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2410 - Iniziative urgenti volte a garantire la salute e
l'ecosistema nell'area di Marina di Cottone nel comune di
Fiumefreddo (CT).
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Salute
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Raia Concetta
N. 2412 - Chiarimenti sullo stato della sanità pubblica nelle zone
sud della provincia di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2400 - Notizie in ordine al riconoscimento giuridico ed
economico dell'anzianità di servizio dei medici dell'ASP 1 di
Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Bosco Antonino
N. 2401 - Motivi della nomina del vicecommissario straordinario
presso il Comune di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Scoma Francesco; Bosco Antonino
N. 2403 - Provvedimenti urgenti volti a scongiurare la chiusura
del Tribunale e della Procura della Repubblica di Nicosia (EN).
- Presidente Regione
Firmatario: Colianni Paolo
N. 2411 - Iniziative per assicurare i servizi
socio-educativi ai bambini del Comune di Palermo.
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Faraone Davide
N. 2413 - Iniziative per assicurare adeguati livelli essenziali di
assistenza, con particolare riferimento ai 'punti nascita', nelle
zone svantaggiate della Regione.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Rinaldi Francesco
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 334 Iniziative, a livello centrale, a difesa delle
comunità cristiane oggetto di violenze e discriminazioni e per la
tutela del diritto alla libertà religiosa , degli onorevoli
Giuffrida, Adamo, Ragusa e Lentini, presentata il 31 gennaio 2012;
numero 335 Revoca di tutti gli incarichi di consulenza in corso
di validità nell'Amministrazione regionale , degli onorevoli
Barbagallo, Lupo, Faraone e Ammatuna, presentata il 31 gennaio
2012;
numero 336 Iniziative per tradurre in strumenti operativi il
rating antimafia per le imprese operanti nel territorio siciliano ,
degli onorevoli Ragusa, Ardizzone, Digiacomo, Ferrara e
Parlavecchio, presentata l'1 febbraio 2012;
numero 337 Interventi per l'istituzione di un tavolo tecnico
bilaterale Stato-Regione, al fine della definizione degli
interventi non ancora attuati nella Valle del Belice dopo il sisma
del 1968 , degli onorevoli Scilla, Incardona, Mineo, Cimino e
Bufardeci, presentata l'1 febbraio 2012;
numero 338 Sospensione della circolare dell'Assessore per la
salute del 18 gennaio 2012 in materia di partecipazione al costo
delle prestazioni sanitarie , degli onorevoli Falcone, Vinciullo,
Pogliese e Caputo, presentata il 2 febbraio 2012.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Mantenimento del Gruppo parlamentare P.I.D.
PRESIDENTE. Comunico che, in attuazione della delibera adottata
dal Consiglio di Presidenza nella seduta del 21 dicembre 2011, con
decreto del Presidente dell'Assemblea n. 24 del 30 gennaio 2012, è
stato autorizzato, ai sensi dell'art. 23, comma 3, del
Regolamento interno, il mantenimento del Gruppo parlamentare
P.I.D. (Popolari di Italia Domani), composto dagli onorevoli
Maira, Caronia, Cascio S. e Cordaro.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di composizione di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo che, con nota del 31 gennaio 2012, pervenuta
in pari data e protocollata al n. 1140/AulaPg del 3 febbraio
successivo, l'onorevole Cataldo Fiorenza ha comunicato che il
Gruppo parlamentare Misto è composto dai seguenti deputati:
on. FIORENZA Cataldo, presidente;
on. DE LUCA Cateno, componente;
on. VITRANO Gaspare, componente;
on. RUGGIRELLO Paolo, componente.
L'Assemblea ne prende atto.
Invito, infine, il Gruppo Misto a procedere alla nomina di un
segretario, a norma dell'art. 25 del Regolamento interno ARS,
dandone comunicazione a questa Presidenza.
Presidenza del vicepresidente Formica
Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti della Direzione
didattica
Capitano Polizzi' di Partinico (TP)
PRESIDENTE. Rivolgo un indirizzo di saluto, da parte della
Presidenza e di tutto il Parlamento, ai docenti e agli studenti
della Direzione didattica Capitano Polizzi di Partinico, che
assistono ai lavori della odierna seduta.
siciliana
Presidenza del vicepresidente Formica
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno di interrogazioni e di interpellanze della rubrica Beni
culturali e identità siciliana
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno di interrogazioni e di interpellanze della rubrica Beni
culturali e identità siciliana .
Si passa alla interrogazione n. 974 Iniziative per l'adozione del
piano territoriale paesistico regionale dell'onorevole Barbagallo.
Non essendo presente in Aula il firmatario, è trasformata con
richiesta di risposta scritta.
Per assenza dall'Aula dell'onorevole Vinciullo, l'interrogazione
n. 1331 Motivi dell'ingiustificato declassamento della
sovrintendenza di Siracusa e l'interrogazione n. 1385 Misure per
evitare il declassamento dell'area archeologica di Akrai (SR) e dei
suoi musei sono trasformate con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1746 Iniziative urgenti volte alla
tutela della cattedrale e del centro storico di Agrigento , degli
onorevoli Di Benedetto ed altri. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
dagli organi della curia arcivescovile di Agrigento, sia
pubblicamente che informalmente, é stata richiamata più volte
l'attenzione delle pubbliche autorità sui rischi che corre la
stabilità della cattedrale di Agrigento, a seguito di un movimento
franoso che interessa il costone su cui poggia l'antico monumento;
la profondità e la lunghezza della faglia attuale, oltre ad
incidere sul Duomo, interessa parte del Palazzo Vescovile, la
piazza antistante il Duomo e un'ala del contiguo Palazzo del
Seminario, per una lunghezza di parecchie decine di metri, e desta
viva preoccupazione per il degrado statico che segnala e i
conseguenti rischi che corre il Duomo e la filiera di costruzioni,
tutte coeve, che insistono lungo il costone sul lato settentrionale
della collina;
tale fenomeno, come risulta da numerosi studi di carattere storico
e scientifico, si é ripresentato con metodica ciclicità nel corso
dei secoli passati, interessando prevalentemente l'ala
settentrionale delle cattedrale, che insiste sul ciglio del
costone;
i monitoraggi messi in atto negli anni passati, probabilmente a
causa di negligenza ed incuria nell'acquisizione dei dati, non
hanno fornito dati apprezzabili per la valutazione del fenomeno
franoso;
la commissione tecnica che sta effettuando un nuovo monitoraggio
del sito, nel suo ultimo e recente sopralluogo, ha registrato un
allargamento delle fessure, a riprova che il movimento del costone
non si è arrestato ma che continua a dare palesi segni di cedimento
come ha dichiarato uno dei tecnici dopo il sopralluogo;
la commissione tecnica ha disposto, nelle more di ulteriori
approfondimenti, il transennamento della navata sinistra sul lato
nord della cattedrale;
da una prima valutazione tecnica sembrerebbe che gli interventi
posti in essere pochi anni or sono con un collegamento della
colonna dell'ala sud con quelle dell'ala nord hanno aggravato
notevolmente la situazione ed accelerato il processo di degrado
della struttura;
la protezione civile regionale, per una migliore comprensione
dell'entità del fenomeno, ha incaricato già da diversi mesi due
tecnici di fiducia per individuare le cause del danno e suggerire i
possibili interventi;
considerato che l'intera area del centro storico della città di
Agrigento è soggetta a continue azioni di movimenti del terreno che
incidono in aree ad alta intensità abitativa e con intenso sviluppo
commerciale e che rischiano di compromettere il rilevante
patrimonio architettonico oltre che costituire pericolo per la
pubblica incolumità;
per sapere:
se siano a conoscenza di quanto sopra e dell'entità del fenomeno;
quali siano le risultanze delle indagini tecniche effettuate;
se non ritengano necessario, considerato il perdurare del
movimento che interessa quel tratto di collina, programmare, di
concerto con la protezione civile regionale, interventi strutturali
di consolidamento a carattere definitivo, che mirino a preservarne
nel tempo la stabilità e la tenuta;
se non ritengano di dover avviare un'attività di studio e
monitoraggio dell'intera area del centro storico della città.»
Ha facoltà di parlare l'assessore Missineo per fornire la
risposta.
MISSINEO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
In riferimento all'interrogazione dell'onorevole Di Benedetto
Iniziative urgenti volte alla tutela della Cattedrale del centro
storico di Agrigento sulla base di una relazione del Dipartimento
Regionale dei Beni Culturali che segue la complessa problematica
della stabilità della cattedrale e del centro storico di Agrigento,
si rappresenta quanto segue:
la cattedrale di Agrigento, testimonianza della sapiente opera
ideativa e costruttiva di artigiani ed artisti sedimentatasi nel
corso di ben otto secoli, è il risultato di un lungo processo di
trasformazioni scaturite anche da cedimenti e crolli di parte delle
strutture murarie poste sul crinale settentrionale del colle su cui
sorge la città medievale.
La costruzione del primo nucleo del vasto corpo architettonico
della cattedrale, oggi corrispondente all'area del transetto e alla
prima parte delle navate, risalirebbe al 1099.
Edificata su un blocco roccioso geologicamente instabile, le frane
e i cedimenti delle strutture murarie determinano, una prima
ricostruzione nella prima metà del XIII secolo e una seconda alla
fine del XIV secolo.
La fabbrica ricostruita ed ampliata assumeva, nel suo complesso,
la conformazione planimetrica attuale nell'area occidentale delle
navate che vennero coperte da un soffitto ligneo a capriate e
puntoni.
Al XVI e al XVII secolo risalgono altre significative opere di
riadattamento strutturale. Dal 1658 al 1664 fu ridefinito il
transetto e prolungato l'abside centrale, le cui superfici vennero
adornate con decorazioni in stucco, affreschi, una tela che simula
la prospettiva di una cupola, e con un soffitto ligneo a
cassettoni.
Altra modifica di rilievo fu realizzata tra gli anni 1676-1696 e
consistette nel consolidamento delle strutture originarie e nella
riedificazione della facciata della Cattedrale a causa dei gravi
danni che il monumento subì durante il terremoto del 1693. In
quella occasione si provvide a risanare le coperture e si determinò
anche la sistemazione della spianata antistante con un'ampia rampa,
chiusa da muri e da una cancellata.
Risale a questo periodo e al secolo successivo un vasto e continuo
processo di ammodernamento dell'apparato decorativo dello spazio
interno della Cattedrale che finì per occultare tutti gli affreschi
medievali che adornavano gran parte delle superfici parietali.
Inoltre, l'intera architettura della Cattedrale mutò fisionomia
per la edificazione di nuove aggiunte, sia sul lato settentrionale
che meridionale .
Il Settecento fu il secolo dei restauri, in particolare dal 1751
al 1754 e si provvide a sanare la profonda fenditura che
attraversava il catino absidale, con grave minaccia sia per la
statica che per l'affresco.
Durante gli stessi anni anche il lato nord accusava gravi
dissesti, rendendo necessarie continue riparazioni. Tale precarietà
statica dell'abside nord, protrattasi nei secoli successivi,
richiedendo continue riparazioni.
Nei decenni dell'800 nuovi cedimenti sulla parte settentrionale
determinato la demolizione della torre del XII secolo che
minacciava imminente rovina e la costruzione di una grande
contrafforte, ancora esistente, lungo lo spigolo nord della
facciata.
Nel 1903 vennero eseguite importanti opere di consolidamento sia
sulle strutture in elevato che alle fondazioni.
Nel 1951, a seguito della frana verificatesi nel 1944 nella parte
settentrionale della collina, si intervenne con un restauro
strutturale. Nel 1966, a causa del movimento franoso che coinvolse
il versante nord-occidentale dell'abitato, la Cattedrale subì
gravissimi danni e si dovette chiudere al culto sino al 1980.
Accertata nel 1997 l'esistenza di nuovi assestamenti sulle
strutture murarie e sulla pavimentazione della navata
settentrionale e lesioni lungo la facciata, vengono realizzati in
occasione del Giubileo del 2000 altri lavori di completamento del
consolidamento .
Ma ancora nel 2004 si ripresentano i medesimi segni del degrado-
dissesto.
La protezione civile nazionale, in attuazione delle ordinanze del
Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3450 del 16 luglio 2005 e
n. 3642 del 16 gennaio 2008 - che finanziavano interventi urgenti
per fronteggiare la situazione emergenziale inerente i gravi
dissesti idrogeologici con conseguenti movimenti franosi in atto
nei territori comunali di Naro e Agrigento - realizza la
sostituzione delle coperture delle navate laterali della Cattedrale
interessate dal degrado delle travi lignee.
Nell'ambito degli interventi che hanno interessato il sito su cui
sorgono altri monumenti (Seminario vescovile, chiesa di S.
Alfonso), sono state realizzate indagini geognostiche, prove di
laboratorio ed attività di monitoraggio aventi come finalità la
costituzione di un primo stralcio iniziale di dati conoscitivi
delle condizioni di stabilità del versante collinare su cui poggia
la cattedrale.
All'intervento della protezione civile nazionale, conclusosi nel
2008, segue di recente l'accertamento di una continua evoluzione
delle lesioni sul monumento in ragione del continuo spostamento del
versante verso valle.
Sono in corso di realizzazione, infine, due interventi finanziati
dalla Protezione civile regionale. Il primo riguarda il
puntellamento di alcuni elementi strutturali lungo la navata
settentrionale, l'altro, la realizzazione di un sistema di
monitoraggio all'interno del Duomo.
Il susseguirsi degli interventi, riconfermano, dopo molti secoli,
la centralità della problematica relativa alla natura estremamente
cedevole del sito riconducendo la stessa storia artistica del
monumento alla permanente precarietà statica delle sue strutture ed
ai restauri rifacente riattamenti di conseguenza realizzati.
La causa dei dissesti e dei degradi va ricercata, dunque, nel
contesto litologico stratigrafico dell'intera zona: la cattedrale,
ma anche gli altri edifici monumentali che si trovano lungo il
margine nord della collina a cavallo di una frattura che interessa
il sottostante bancone calcarenitico, manifesta gli spostamenti
delle ciclopiche masse calcarenitiche in evoluzione.
Gli interventi di consolidamento, sinora messi in atto, hanno
rivolto l'attenzione sul monumento, sugli effetti, quindi, che i
movimenti del bancone roccioso di fondazione hanno prodotto lungo
la navata settentrionale della cattedrale.
E' ormai ritenuto evidente che soltanto gli interventi diretti
sulle strutture murarie e sulla fondazione non risolvono da sole il
problema, se non in modo temporaneo.
La soluzione definitiva all'instabilità potrebbe essere trovata
soltanto affrontando prioritariamente il problema geologico
realizzando gli studi e le opere per il consolidamento del versante
settentrionale della collina su cui sorge la cattedrale.
I dissesti dovuti ad instabilità del sottosuolo per le
caratteristiche intrinseche del sito geologico su cui sorge il
centro storico, allo stato attuale, sono stati rilevati
esclusivamente sul versante nord della collina al margine superiore
della città antica. I dissesti e i crolli di immobili, anche di
interesse monumentale, che ultimamente si sono registrati
all'interno del centro storico, sono collegabili, almeno dai dati
emersi sinora, ad altre cause antropiche: stato di abbandono,
mancata manutenzione.
Per iniziativa del Genio Civile nel 2010 era stato attivato un
tavolo tecnico formato dal comune di Agrigento e dalla protezione
civile locale e dalla sovrintendenza di Agrigento per l'avvio di
uno studio ricognitivo sulle condizioni della rete ipogeica
presente nel sottosuolo del centro storico. A tale coordinamento la
sovrintendenza ha fornito dati conoscitivi in suo possesso.
Gli interventi di consolidamento sulla cattedrale alla luce di
quanto descritti in premessa per non vanificare risorse economiche
di reale consistenza, devono compiersi congiuntamente agli
interventi di stabilizzazione del sito. Gli altri enti
direttamente interessati alla problematica hanno avviato in uno al
provvisorio puntellamento delle strutture dissestate, il
completamento del monitoraggio su tali parti del monumento. I
lavori si prevede debbano essere conclusi nel 2013.
Infine, si ritiene che nel frattempo, come d'altra parte sostenuto
dallo stesso Commissario delegato per l'attuazione dell'Ordinanza
del Presidente del Consiglio, vada avviata con urgenza una campagna
definitiva di analisi del fenomeno geologico per fornire gli
elementi fondamentali ad una eventuale progettazione risolutiva
delle opere di consolidamento generale in cui si possa
organicamente inserire quello delle strutture fondali e delle
strutture in elevato della Cattedrale.
Questo Assessorato, nel condividere le pertinenti preoccupazioni
contenute nell'interrogazione a firma dell'onorevole Di Benedetto,
che evidenzia il grave pericolo di stabilità della Cattedrale del
centro storico, sensibile alle problematiche che investono i beni
culturali della Sicilia, vigilerà e sarà parte attiva - unitamente
agli altri organi dello Stato e della Regione - affinché si possa
rispondere compiutamente e fattivamente, anche in presenza di
risorse finanziarie limitate alle sostanziali legittime aspettative
di tutela del provato patrimonio culturale della Sicilia.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Benedetto per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita.
DI BENEDETTO. Ringrazio l'assessore per la puntuale risposta
rispetto ai quesiti posti nell'interrogazione, ovviamente una
interrogazione la cui risposta viene alcuni mesi dopo la sua
presentazione, nel mentre gli studi cui faceva cenno l'assessore
sono in buona fase di avviamento.
Il problema che si pone oggi, Assessore, è trovare le risorse per
il consolidamento della collina e si dovrà intervenire, sono
d'accordo con lei, solo dopo la fine dello studio e del
monitoraggio; ma lì parliamo di risorse ingenti che dovremo vedere
di recuperare, e trovare le risorse per l'intervento successivo,
concordo con lei, sulla Cattedrale, dopo il consolidamento, sapendo
che parliamo di un monumento che è tra gli esempi più emblematici
dell'architettura arabo-normanna della nostra Isola, un monumento
in cui si identifica la città di Agrigento, attorno a cui circuita
il centro storico, che costituisce l'identità cittadina e alla
quale bisogna prestare la dovuta cura.
C'è una questione che non viene forse affrontata con la dovuta
attenzione: accanto alla Cattedrale esiste una costruzione in
cemento armato che, dal punto di vista visivo, è un obbrobrio, ed
anche dal punto di vista architettonico: il cosiddetto museo',
attualmente in disuso, che fra l'altro occupa, dal punto di vista
proprio panoramico, l'intera vallata che sta davanti e per questa
struttura mi pare siano previsti investimenti per circa 3-4
milioni di euro per il suo ripristino.
Io credo che anche queste risorse vadano bloccate perché,
insistendo sullo stesso tratto di collina, occorre necessariamente
finire gli studi del territorio, dopodiché decidere se è opportuno
intervenire su una struttura che appesantisce ulteriormente la
collina e che non è di nessun pregio monumentale, anzi, deturpa
ampiamente sia l'area urbana, che dal punto di vista panoramico la
zona.
Quindi, chiederei all'assessore, dichiarando la mia soddisfazione
per la risposta, di prestare ulteriore attenzione a questa opera
per la quale so che esiste un finanziamento, ma bisognerebbe
provvedere probabilmente a bloccarlo, almeno nelle more.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 2012 Apertura al
pubblico del castello fortezza aragonese nell'isola di Capo Passero
(SR) , a firma degli onorevoli Vinciullo e Pogliese. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
nel settembre 2009, fu inaugurato il castello-fortezza aragonese
presso l'isola di Capo Passero (SR), in seguito ai lavori di
consolidamento e di ristrutturazione;
tale monumento, nonostante i lavori ultimati, continua a rimanere
chiuso, ad oggi, senza custodi ed abbandonato a se stesso;
preso atto che:
prima dell'inaugurazione ufficiale, si avviò un periodo di
apertura, era l'estate del 2009, in cui circa tremila persone, in
poco più di un mese, si recarono sull'isola con l'obiettivo di
visitare la fortezza appena restaurata;
dopo la kermesse inaugurale sono calati il buio più totale e il
silenzio più assordante e il castello è finito inopinatamente nel
dimenticatoio;
nessuno ha saputo dare risposte alle centinaia di turisti che
hanno chiesto informazioni sulle modalità di recarsi alla fortezza,
costruita, come è noto, tra il 1606 e il 1611;
atteso che i lavori di restauro hanno richiesto un impegno
notevole di risorse pubbliche e che nessun programma di fruibilità
del luogo è mai stato attuato;
visto che:
l'Assessore regionale per i beni culturali ha investito denaro
pubblico per ristrutturare la fortezza aragonese, per acquistare
gli arredi e per realizzare un impianto fotovoltaico;
i vertici della soprintendenza hanno più volte sbandierato ai
quattro venti i dettagli degli interventi effettuati, ma oltre non
sono mai andati;
considerato che:
l'amministrazione comunale di Portopalo di Capo Passero più volte
ha manifestato l'interesse e l'intenzione di essere coinvolta
nell'apertura della fortezza per la rilevante ricaduta turistica
che tale evento potrebbe avere nella zona sud della provincia di
Siracusa;
sempre la suddetta amministrazione comunale ha evidenziato la
disponibilità a fornire il personale necessario a tale apertura;
rilevato che siamo a stagione estiva ormai inoltrata e che, di
conseguenza, solo adesso migliaia di visitatori potrebbero ammirare
e visitare la fortezza de qua agitur;
per sapere:
quali urgenti interventi vogliano porre in essere al fine di
evitare che un bene storico così rilevante, quale il castello-
fortezza di Capo Passero, continui a rimanere chiuso e privo di
qualsiasi programma di utilizzo;
se intendano stipulare una convenzione con il comune di Portopalo
di Capo Passero al fine di rendere fruibile il monumento
aragonese.»
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la
risposta.
MISSINEO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, con riferimento all'atto ispettivo
dell'onorevole Vincenzo Vinciullo recante Apertura al pubblico del
Castello fortezza aragonese nell'isola di Capo Passero, sentito il
Dipartimento regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana, si riferisce quanto segue: la Sovrintendenza per i beni
culturali di Siracusa aveva redatto il progetto di restauro del
forte spagnolo dell'isola di Capo Passero, inserito nel PIT n. 9
Ecomuseo del Mediterraneo' che fu ammesso a finanziamento a valere
sui Fondi POR 2000-2006.
I relativi lavori del sopradetto progetto furono collaudati in
data 27 agosto 2008.
Già alla data del 9 agosto 2002 era stato sottoscritto un
protocollo di intesa tra l'Amministrazione comunale di Portopalo di
Capo Passero e la Sovrintendenza dei beni culturali.
Tale protocollo sanciva l'impegno coordinato delle parti a
consentire la pubblica fruizione del monumento ubicato sull'isola
di Capo Passero nel territorio del comune di Portopalo di Capo
Passero, anche in considerazione che accordi di partenariato
conducevano all'attribuzione di maggiori punteggi per l'ammissione
al finanziamento delle iniziative.
Con la sottoscrizione di tale protocollo di intesa il Comune di
Portopalo si impegnava a curare gli aspetti connessi alla fruizione
e la Sovrintendenza a curare l'esecuzione dei lavori di restauro
del forte spagnolo. Cosa che regolarmente la stessa Sovrintendenza
ha onorato, prima redigendo il progetto, e poi curando la fase di
esecuzione fino al collaudo dei lavori stessi.
A lavori eseguiti, nel periodo estivo dell'anno 2008, la
Sovrintendenza ha avviato un periodo di apertura al pubblico del
monumento avvalendosi del proprio personale.
Tale fase si è poi conclusa sia perché nel periodo autunnale,
invernale e primaverile si assiste ad un brusco calo di presenze
turistiche nel Comune, in quanto le presenze sono dovute per lo più
a turismi di natura balneare, sia per la carenza di personale di
custodia e di risorse economiche per pagare le missioni (il sito
dista oltre sessanta chilometri dal comune capoluogo sede della
Sovrintendenza) e anche la turnazione del sopraddetto personale.
Corre l'obbligo di evidenziare che le condizioni geografiche del
monumento, bene isolato su un'isola non servita da servizio
pubblico di traghetto, anche se distante non più di un miglio dalla
terraferma, rendono il collegamento alquanto problematico.
Ne consegue che il raggiungimento del sito, dovendo attraversare
un braccio di mare abbastanza aperto, risulta condizionato dalle
condizioni meteo-climatiche del mare.
Conseguenza naturale dei sopraddetti condizionamenti climatici, ad
esempio, è stata che la programmata cerimonia di apertura dei
locali del Forte Spagnolo, a causa delle avverse condizioni del
mare e della conseguente impossibilità a raggiungerlo, si svolse
sulla terraferma.
Tale circostanza, quindi, evidenzia come la fruizione del sito,
sia condizionata dalla presenza di condizioni meteo climatiche
marine favorevoli, quali quelle che, solitamente, sono tipiche del
periodo estivo.
Si fa rilevare che, malgrado il protocollo d'intesa e le numerose
manifestazioni verbali di interesse alla fruizione del Forte, con
echi riportati anche sulla stampa locale, non risultano ulteriori
impegni formali da parte del comune di Portopalo a sostegno
dell'iniziativa congiunta.
Si evidenzia, ancora, che nell'estate 2011 si è svolto, presso i
locali della Soprintendenza, tra il Sindaco, l'onorevole Vincenzo
Vinciullo, il Soprintendente e il sottoscritto, un incontro teso a
verificare i termini per la riapertura del sito.
L'incontro si concluse con l'impegno verbale a verificare la
possibilità di poter rendere fruibile il monumento.
In ultimo, il sottoscritto, in data 17 gennaio 2012, con nota
numero 116, ha invitato il sindaco del comune di Portopalo di Capo
Passero a fare conoscere quali servizi ed impegni poteva assumere
l'Amministrazione comunale per partecipare ad un progetto
finalizzato a consentire la fruizione del Castello fortezza di
Capo Passero , prospettando la possibilità, quindi, sulla base
delle proposte della stessa Amministrazione comunale, di
sottoscrivere una specifica convenzione.
E' del tutto evidente l'interesse e la sensibilità del
sottoscritto in merito alla problematica sollevata
nell'interrogazione dell'onorevole Vincenzo Vinciullo; pertanto,
l'Assessorato sarà ancora parte diligente per trovare, con la
fattiva partecipazione del comune di Portopalo di Capo Passero, una
soluzione finalizzata alla fruizione e valorizzazione del sito.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Pogliese per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
POGLIESE. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 2061 Salvaguardia
o valorizzazione del dormitorio dei benedettini sito nel complesso
monumentale Guglielmo II di Monreale (PA) , a firma degli onorevoli
Caputo e Pugliese.
Per accordo tra le parti, l'interrogazione si intende presentata
con richiesta di risposta scritta.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
D'ASERO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
rappresentare un fatto di particolare gravità, che interessa la
Regione siciliana in seguito a quella che è la presa di posizione
dell'Unione europea circa la possibilità di non ritenere
ammissibili 220 milioni di fondi comunitari in sede di
rendicontazione. E' un fatto grave, che deve fare riflettere ed
impegnare, con senso di responsabilità, questa Assemblea. E' stato
oggetto di diversi dibattiti e sollecitazioni in Commissione
Bilancio con i responsabili del Dipartimento della programmazione
dove, ahimè, al di là di semplici e generiche indicazioni non siamo
ancora riusciti a raccogliere lo stato dell'arte reale che la
Regione rappresenta su questa problematica.
Ma quel che è più rilevante è che, dopo la difficile realtà
determinata da un Governo ribaltonista che ha, di fatto, cambiato
la maggioranza, che ha cambiato gli assessori e continua a cambiare
i dirigenti con una certa frequenza che blocca, di fatto, la
macchina amministrativa, questo è il primo elemento di gravità che
dobbiamo evidenziare.
In quest'Aula ho fatto presente in altre occasioni che abbiamo, ad
oggi, 360 milioni di euro non utilizzati per il 2009; 750 milioni
di euro non utilizzati per il 2010 e su 980 milioni di euro per il
2011 viene ad esserci lo stesso trend di impegno di spesa che è del
7,2 per cento.
Il grave momento che attraversiamo, con due miliardi di euro non
spesi davanti ad una crisi che, ormai, è epocale, deve o no far
riflettere questa Amministrazione, questo Governo, questa realtà
che, mentre la gente muore di fame, noi non spendiamo i soldi? E
perché no, amici?
Al momento in cui c'è un percorso, un iter, che è stato illustrato
anche da parte del Dipartimento Programmazione, siamo oggi in
presenza di un grave, ulteriore momento di difficoltà, perché il
Comitato di sorveglianza ha espresso parere su un'ipotesi di
riprogrammazione che è oggetto di valutazione comunitaria ancora
non definita. Al momento in cui verrà approvata questa fase, non
saremo nelle condizioni di applicarla perché nelle more c'è stata
un'ulteriore modifica da parte della Programmazione e del raccordo
Stato-Regione della programmazione comunitaria.
Allora, la realtà è di grave emergenza.
Ritengo che vada vista in questa direzione quale ipotesi di lavoro
realmente sia possibile definire, spendere immediatamente tutto ciò
che è spendibile e creare le condizioni perché, da una parte, non
si creino momenti di blocco da parte della Comunità Economica
Europea, e dall'altra si continui a capire come utilizzare le
risorse che, nel frattempo, con il procedimento della
rendicontazione N+2 rischiano continuamente di perdersi.
dell'incontro del Presidente della Regione con il Presidente del
Consiglio dei Ministri sulla crisi dell'economia siciuliana
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione sulle comunicazioni del Governo circa l'esito
dell'incontro del Presidente della Regione con il Presidente del
Consiglio dei Ministri sulla crisi dell'economia siciliana
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno:
Discussione sulle comunicazioni del Governo circa l'esito
dell'incontro del Presidente della Regione con il Presidente del
Consiglio dei Ministri sulla crisi dell'economia siciliana.
Onorevoli colleghi, voglio ricordare che il presidente Lombardo
aveva già svolto la relazione nella seduta n. 316 del 26 gennaio
2012. Quindi, se il Presidente si affida alla relazione già svolta
e non vuole intervenire, invito i deputati ad iscriversi a parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Buzzanca. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo vissuto
qualche settimana fa una fase drammatica. Abbiamo assistito al
blocco da parte dei trasportatori e non solo delle vie di entrata
delle città siciliane, abbiamo visto in ginocchio la nostra
economia, abbiamo visto centinaia e centinaia di tonnellate di
prodotti agrumicoli e non solo finire al macero, abbiamo visto e
dovuto anche sopportare con una certa rassegnazione la mancanza di
erogazione di servizi essenziali, abbiamo anche visto l'impegno
delle nostre Forze armate, della polizia, che è intervenuta con
molta puntualità, evitando che potesse verificarsi fatti gravi, che
potesse essere minato lo stesso ordine pubblico.
Questo lo abbiamo constatato, e forse era un problema già
annunciato.
Il Presidente della Regione, il governatore Lombardo, ha avuto un
incontro con il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti,
del quale ci ha riferito qui, in Aula, e abbiamo potuto constatare,
questa volta direttamente dalla voce del Presidente che, di fatto,
l'intervento si è risolto in un rinvio del problema. Un nulla di
fatto sostanzialmente, perché in quell'occasione, come lei ha
detto, onorevole Presidente, altro non si è fatto che rinviare il
tutto a quattro tavoli tecnici.
Io non capisco cosa dovranno poi esaminare, approfondire questi
tavoli tecnici, non capisco quale possa essere la soluzione, ma mi
domando, e lo domando al Presidente della Regione, quali
suggerimenti, quali indicazioni, quale strategia è stata sottoposta
all'attenzione del Presidente del Consiglio per cercare insieme a
lui, in sede di confronto, una soluzione che potesse avere poi
quelle ricadute, che potesse andare incontro alle richieste
legittime dei protestanti e dei protestatori, coloro i quali, cioè,
in qualche maniera avevano posto all'attenzione ed avevano
richiamato l'attenzione non solo del popolo siciliano, ma del
popolo italiano davanti ad una crisi drammatica che riguarda quel
settore, ma che riguarda l'intera economia siciliana.
Vorrei capire quali proposte ha fatto, signor Presidente, con
quale approccio lei ha tenuto l'incontro, se ha dato al presidente
Monti lo spaccato reale del dramma che stiamo vivendo in tutti i
settori, dall'agricoltura a quello delle risorse comunitarie.
Oggi - lo diceva l'onorevole D'Asero - abbiamo visto che ben 220
milioni di euro saranno forse revocati per gravi errori commessi
dal nostro impianto burocratico, per gravi errori che consistono
nel mancato controllo di atti che gli ispettori, in pochissimi
giorni, forse in pochissime ore, hanno rilevato. Allora, dobbiamo
affrontare con serietà questa questione, perché dietro l'angolo,
signor Presidente, onorevoli colleghi, vi è un'altra protesta.
Abbiamo visto che i cosiddetti forconi hanno rinviato la
protesta di qualche giorno, abbiamo ascoltato che sta diventando un
movimento che forse si vuole affacciare alla prossima realtà
politica partecipando alle prossime elezioni amministrative,
abbiamo intravisto nell'economia siciliana e negli occhi degli
operatori il terrore per un altro fermo, per ciò che potrebbe
accadere da qui a qualche giorno.
Non è più tempo di tavoli tecnici. Sono come le perizie che poi
lasciano il tempo che trovano, sono tavoli che non possono essere
considerati risposte serie a domande importanti, a problemi seri.
Io chiedo che il Governatore elabori una strategia, che ce la
faccia conoscere, che faccia sapere all'Assemblea regionale
siciliana, ai siciliani come intende uscire da questo guado, come
intende rimettere in moto la macchina dell'economia siciliana.
Noi stiamo languendo, non vi è settore che non subisce importanti
rallentamenti.
Vogliamo conoscere - perché è fin troppo evidente che un
confronto, per essere produttivo, per essere serio, per essere
proficuo, deve sottoporre all'attenzione di chi, poi, deve
affrontare e risolvere i problemi per ciò che riguarda quella
competenza - ciò che sta facendo il Governo regionale, come lo sta
facendo, con chi lo sta facendo e come vuole dare finalmente una
rotta che ci consenta di evitare il dramma che qualche giorno
addietro abbiamo visto con un capitano che, abbandonando la nave,
di fatto condanna a morte decine e decine di persone.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pogliese. Ne ha
facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, ho ascoltato con grande attenzione due
settimane fa l'intervento del Presidente della Regione in merito
all'incontro avuto il giorno precedente con il presidente Monti,
alla presenza anche di alcuni ministri e di alcuni assessori
regionali, alla presenza anche del Presidente dell'Assemblea
regionale siciliana, onorevole Cascio, presenza che reputo
assolutamente opportuna, che è stata anche concordata all'interno
della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari qualche
giorno prima, a testimonianza dell'assoluta necessità di
individuare un percorso sinergico che vede insieme il Governo e il
Parlamento siciliano dopo la protesta che ha paralizzato la nostra
Regione, che si inquadra in un contesto di gravissima crisi
strutturale che sta attraversando trasversalmente la nostra
economia.
In questo momento di gravissima crisi strutturale bisogna
inquadrare la mobilitazione dei forconi e degli
autotrasportatori, che credo esprima in maniera assolutamente
evidente un malessere presente all'interno della nostra realtà
economica produttiva, che ha prodotto anche, non dobbiamo
dimenticarlo, alcuni problemi oggettivi in termini non soltanto di
crollo dei consumi durante quei cinque giorni di protesta ma anche
in termini di perdita di commesse che, soprattutto nel settore
agricolo, purtroppo, abbiamo riscontrato, a favore della Spagna o
di altre regioni italiane o di altre nazioni del nord Africa.
Ma, al di là di queste oggettive riflessioni, credo che quella
protesta abbia avuto il grande merito di porre all'attenzione
nazionale e di porre all'attenzione anche del Governo regionale
alcuni oggettivi problemi.
Io prendo atto di quelli che sono stati gli impegni verbali
esternati in quell'occasione, del clima di disponibilità di cui si
è parlato. Prendo atto dell'istituzione dei tavoli tecnici sul
federalismo, sulla defiscalizzazione del carburante, sul problema
delle accise, sul problema delle cartelle esattoriali, sul problema
dell'Imu sui terreni agricoli, sulla competizione sleale, sulle
calamità naturali, sull'eco bonus, tutte problematiche che sono
state rievocate durante l'intervento del Presidente della Regione.
Io mi auguro, da siciliano, che queste problematiche trovino una
puntuale risposta, ma credo che ci sia l'assoluta necessità che il
Governo regionale faccia la sua parte perchè dobbiamo abbandonare
una volta per tutte lo stereotipo del meridionale, del siciliano
che va a Roma a chiedere a stanziamenti aggiuntivi col cappello in
mano non avendo fatto fino in fondo il proprio dovere, perché di
questo si tratta.
Dobbiamo invertire la rotta, lo dobbiamo fare in merito
all'utilizzo dei fondi europei, lo ha detto prima di me l'onorevole
Buzzanca e prima ancora l'onorevole D'Asero.
La notizia di oggi, riportata su un quotidiano nazionale, é di
estrema gravità: il blocco di 220 milioni di euro che si aggiunge
ad altri persi nel passato, che si aggiunge al dirottamento sui
Fondi Jessica e Jeremy, di risorse che potevano essere utilizzate a
fondo perduto e, grazie a quel procedimento successivo, vengono
dirottate su alcuni fondi che permettono esclusivamente l'utilizzo
a tasso agevolato per evitare il disimpegno automatico.
Vorrei leggere in maniera sintetica alcune righe di quella
relazione che i sei ispettori europei, successivamente
all'ispezione del 24 ottobre, hanno voluto esternare, laddove si
parla di carenze significative nel funzionamento dei sistemi di
gestione e di controllo tali da giustificare l'interruzione di
termini di pagamento, i servizi della Commissione, si legge nella
relazione, hanno osservato che le verifiche di gestione effettuate
su spese superiori a 50 milioni di euro erano parziali o
inadeguate.
Ebbene, su questo terreno si gioca la nostra credibilità.
Non possiamo permetterci di perdere ingenti risorse europee nel
contesto in cui viviamo di vacche magre, ma dobbiamo essere
consequenziali anche su altre problematiche.
Hanno ragione l'onorevole Adamo e l'onorevole Leontini quando
parlano dell'assoluta eresia, a distanza di sette mesi
dall'approvazione della legge regionale 25 del 2011 a sostegno
dell'agricoltura, di non veder applicate quelle normative; dobbiamo
stanziare dei fondi aggiuntivi per quanto riguarda la Crias - è una
delle richieste dei forconi assolutamente condivisibile -,
dobbiamo rendere operativa la legge regionale 11 del 2011 che
sancisce l'esenzione IRAP per le imprese giovanili e femminili,
dove manca esclusivamente il DPCM della Presidenza del Consiglio
dei Ministri e dove, mi auguro, il tavolo tecnico istituito possa
contribuire anche alla risoluzione di questo problema e devo dire
l'assessore Armano sta lottando in tal senso.
Bisogna, e concludo, procedere anche lungo la strada della nuova
formulazione della norma che permette la proroga per la
ricomposizione fondiaria, norma inizialmente prevista ma poi
impugnata dal Commissario dello Stato.
Ebbene questi sono soltanto alcuni interventi che la Regione può e
deve attuare perché dobbiamo finirla, una volta per tutte, con
rivendicare meccanismi compensativi a Roma senza aver fatto, fino
in fondo, il nostro dovere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo non ero
presente nel momento in cui il Presidente della Regione, quel
giorno, svolse il suo intervento e quindi non ho avuto il piacere
di sentirlo, comunque l'ho letto. Veda, onorevole Lombardo, in
quell'intervento inconsapevolmente lei ha dichiarato, di fatto, che
i siciliani non l'ascoltano molto.
Veda, la protesta dei forconi, così chiamati, degli
autotrasportatori, dei pescatori, e anche di altre realtà, perché
si sono unite tante altre persone, è la prova di quanto i
siciliani, anzi il popolo produttivo di questa Regione l'apprezzi e
la consideri.
A mio avviso, la situazione di grande disagio che non è di questi
giorni, ma è di diverso tempo addietro, di diversi mesi, forse pure
di anni - uno, due anni almeno -, ebbene, questa problematica a lei
ed al suo Governo interessa poco. Non si può di colpo scoprire che
c'è questo grande disagio di queste categorie. Il disagio già si
sente nell'aria da mesi, ripeto da anni.
Credo obiettivamente, onorevole Lombardo, che l'azione che da lei
è stata messa in atto in questi tre anni e mezzo - lo ripeto in
questi tre anni e mezzo - sia stata rivolta non ai problemi della
Sicilia - siamo onesti qui dentro -, lei si è solo occupato come
doveva disgregare i partiti di questa Terra.
E lei ci è riuscito, però questo non è un merito, è un danno.
All'inizio lei ha considerato i colleghi dell'UDC come coloro che
remavano contro, non si sa cosa abbiano fatto di tanto male,
remavano contro, quindi via. Successivamente il PDL sol perché in
quest'Aula - io in quel momento ero al Governo - aveva chiesto
chiarimenti sul DPEF, dando poi col PD un voto contrario al DPEF -
e l'imbarazzo quel giorno in quest'Aula fu altissimo -, avevano
solo protestato perché volevano collaborare e partecipare
all'elezione, ebbene anche questa componente fuori. Bene, a quel
punto oggi il Partito Democratico, il PD che chiede forse di avere
un Governo politico perché vorrebbe capirne di più della sua
amministrazione, onorevole Presidente, purtroppo è difficile
poterla capire questa amministrazione, quindi non se ne parla,
anche il PD o vuole prendere così com'è o altrimenti non so.
Questo è il miglior Governo, lei ha detto più volte, il governo
dei tecnici, in assoluto il migliore, quindi o prendere o lasciare.
Quanto è accaduto in questi giorni doveva essere gestito dai
partiti, non certamente da lei, anche perché, diciamocelo
chiaramente, lei non l'ha gestito, le è scappata di mano questa
protesta e, quindi, a questo punto, è la prova che la strategia
messa in atto in questi tre anni e mezzo la sta portando a rimanere
isolato in questa Assemblea e, veda, i partiti cui lei non si
ispira, forse perché vorrebbe che il suo diventasse un grande
partito, ma penso che sia difficile che ciò accada, alla fine lei
voleva essere l'unico terminale.
Lei non è alcun terminale; la protesta è partita all'insaputa di
tutti e, oggi, continua ad essere tale.
I partiti, sia di maggioranza che di opposizione, avrebbero potuto
frenare questo impeto di disagio, purtroppo, ormai, la situazione è
scappata di mano, caro Presidente. E lei ha una responsabilità
enorme di tutto ciò e se l'assumerà, secondo me, per molto tempo.
So che molti colleghi in Aula, purtroppo, ormai sono
disinteressati alla politica, però lo dico con cognizione di fatto
che non so a cosa ci porterà continuare così.
Io penso, Presidente, che questa gestione esclusiva del potere,
senza il coinvolgimento dei partiti che nel 2008, la elessero o
l'hanno eletto, oggi ha provocato uno scollamento della società
civile, ha provocato un disagio, prova che ognuno, in questo
momento
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, la prego di avviarsi alla
conclusione.
BENINATI. Sì, lo so signor Presidente, io non parlo sempre, però
se fosse possibile avere qualche minuto in più, penso di
meritarmelo perché qualche volta ho rinunciato anche a fare qualche
intervento in Aula; comunque, cercherò di concludere e di non
abusare più del giusto.
Allora, il Presidente della Regione in questo momento, me ne rendo
conto, non riesce più a gestire questa situazione di disagio.
Presidente, lei è artefice dello sfascio di questi ultimi anni
della politica in Sicilia.
Veda, io ho partecipato nel 2008 alle elezioni come tanti
colleghi, anzi colgo l'occasione di scusarmi con 17 mila persone
che, attraverso il mio consenso, l'hanno portata a stare lì seduto,
a fare il Presidente non si sa di che cosa.
Bene, nella parte conclusiva del suo intervento, lei ha citato:
Col Governo nazionale faremo fino in fondo la nostra parte .
Ma, Presidente, dopo tre anni e mezzo ma di che parla, cosa vorrà
fare lei dopo tre anni e mezzo in cui ha prodotto: quattro Governi,
ha cambiato non so quanti direttori - se avrò il tempo leggerò
quello che, senza accorgersene, lei ha fatto in particolare
all'Assessorato Attività produttive, dove ha cambiato sei direttori
-, ha fatto l'unica riforma che il Governo s'è intestata e che è la
più inopportuna, cioè quella dell'Amministrazione; in un momento
così cruciale, nel 2008 decise di riformare tutto ed ancora oggi,
la gente ed i Dipartimenti, non sono coordinati in quanto, quella
riforma, tutto bisognava fare tranne che farla durante la spesa
comunitaria.
Unica vera responsabilità di non avere, ad oggi, i conti a posto
con questa spesa comunitaria.
Bene
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, concluda.
BENINATI. Signor Presidente, io non citerò, perché non ho il
tempo, avevo proprio in mente di farle leggere e darle la memoria
di tutto quello che lei ha fatto in questi anni con i direttori,
una cosa inverosimile. Però una cosa gliela devo dire, signor
Presidente: lei forse non sa che mentre in tivù si vedeva la
contestazione dei pescatori, il suo Governo, anzi un suo Assessore
- capisco che erano fondi predestinati prima - il 2 di febbraio ha
fatto la promozione del pescato, ripeto la promozione del pescato,
a Bangkok Allora, io le chiedo se questo è un modo di gestire,
visto che in quel periodo i pescatori di tutto hanno fatto, tranne
che pescare, ma io mi domando: ma è mai possibile che si è così
distratti da una follia istituzionale e si promuove il pesce
siciliano a Bangkok?
A questa domanda tutti i colleghi, lascio questo punto
interrogativo, perché devo dirle caro Presidente, che siamo
arrivati al colmo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli eventi di cui
siamo stati tutti coinvolti in questi ultimi giorni con il blocco
stradale che ha visto fermarsi la Sicilia e gran parte del
Mezzogiorno d'Italia, ritengo che siano segnali molto forti e
importanti che devono indurre, per forza di cose, la politica ad
una riflessione profonda. Perché è chiaro che è partita una
protesta spontanea, guidata solo dal bisogno delle famiglie che
sentivano l'esigenza di manifestare all'esterno e a chi governa
oggi, sia a livello nazionale che regionale il disagio che si vive
in questi ultimi tempi. Un disagio legato a quella impossibilità di
ricondurre verso il guadagno che poi mette in sicurezza le famiglie
e che in questi ultimi mesi, purtroppo, questo è mancato.
Sostanzialmente, le richieste fatte da chi oggi protesta, sono
importanti e io penso che siano anche risolvibili.
Uno dei punti più salienti di questa protesta riguarda i debiti
contratti con l'INPS e la Serit successivamente mette in condizione
le imprese, non solo a ricondurle verso il pagamento, ma blocca i
mezzi che poi diventano strumento di lavoro per far sì che
l'azienda continuasse a produrre per creare quella forma di
finanziamento che difficilmente arriverà, in quanto i debiti
purtroppo contratti con la Serit lievitano di giorno in giorno, a
volte superando anche il 7 e l'8 per cento. E quindi non è
difficile trovare chi avendo un debito minimo di cinque mila euro,
nell'arco di cinque-sei anni raggiunge quasi i 22-23 mila euro
Per questo, in terza commissione, abbiamo invitato, il Direttore
della Serit regionale e abbiamo fatto alcune domande ben precise.
Bene, ci è stato risposto che per far sì che venissero sgravati gli
interessi sui debiti contratti con le varie istituzioni e poi
portate avanti alla Serit, c'è bisogno di una norma nazionale, vale
a dire di una legge da approvare in seno al Parlamento nazionale.
Ecco perché io penso che l'incontro che il Presidente Lombardo ha
fatto a Roma è stato di importanza vitale. E se noi riuscissimo a
convincere il governo nazionale a fare una legge che possa in
questo momento aiutare e sostenere chi ha contratto debiti con le
varie istituzioni, con l'INPS ecc. attraverso la Serit, noi avremmo
fatto una cosa importante. Io credo che questa proposta potrebbe
essere accettata dal Presidente del Consiglio, e comunque dal
Governo nazionale perché essendo noi una Regione a Statuto speciale
potremmo anche, per certi aspetti, conciliare le esigenze di questi
cittadini che ne chiedono l'impegno e il sostenimento.
Presidente Lombardo, nell'ultimo incontro che abbiamo fatto in
quest'Aula, lei ha parlato di defiscalizzazione dei prodotti
petroliferi e ha detto che avrebbe fatto un tavolo tecnico con
l'assessore per il bilancio, con l'assessore per la sanità e con
l'assessore per l'agricoltura. Io le chiedo adesso se lei sta
lavorando a questo tavolo tecnico e le chiedo soprattutto quali
sono le condizioni per far sì che questo obiettivo della
defiscalizzazione possa essere raggiunto.
Perché dico la defiscalizzazione? Perché oggi chi vive in
agricoltura, chi fa l'artigiano produce ed utilizza prodotti
petroliferi ed averli defiscalizzati in Sicilia sarebbe un
appuntamento importante, quanto mai necessario, per cui io ritengo
che anche questa necessità e questa probabilità possa essere
raggiunta proprio grazie al nostro Statuto speciale.
E' chiaro che in modo parallelo bisogna controllare i prodotti che
vengono poi importati, prodotti agricoli che noi produciamo nella
nostra terra ma che, da un po' di tempo a questa parte, vengono
importati da Paesi terzi e che vengono poi, addirittura,
falsificati come nostri prodotti.
Questo dal mio punto di vista, ma penso non solo dal mio, è una
cosa inconcepibile e non si riesce a spiegare come tanti prodotti
possano arrivare sugli scaffali della grande commercializzazione ed
invadendo anche i mercati. Per cui io ritengo che se lei avrà modo
di incontrare nuovamente il Presidente Monti è giusto che egli
condivida con noi il bisogno di riguardare e di rivedere la
politica agricola in Sicilia e nel Mezzogiorno d'Italia per far sì
che questa nostra terra diventi sempre più importante sotto il
profilo della produzione, sotto il profilo della
commercializzazione, ma soprattutto sotto il profilo dello
sviluppo.
Io ritengo che in questa vicenda non ci possono essere
appartenenze politiche perché sarebbe fin troppo facile qui stasera
addossare a questo Governo, oggi siciliano ed oggi anche nazionale,
delle responsabilità. Io penso che una politica attenta e
giudiziosa e di buon senso debba creare le condizioni per uscire da
questo disagio perché i siciliani si attendono una risposta
importante, tant'è chi ieri protestava lungo le strade, oggi inizia
ad occupare i consigli comunali e se questa protesta civile ed
intelligente continua un motivo deve esserci.
Non abbiamo altre vie da perseguire se non quella di risolvere le
questioni che attanagliano questo nostro comparto produttivo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Onorevole Presidente della Regione, signor Presidente,
onorevoli colleghi, abbiamo ascoltato qualche giorno addietro un
nuovo libro dei sogni che ci è stato raccontato dal Presidente
della Regione in Aula a seguito del suo incontro e della
delegazione governativa con il Presidente del Consiglio Monti.
Abbiamo ascoltato parole rassicuranti e allo stesso tempo
inquietanti perché soltanto la protervia del Presidente Lombardo ha
potuto rappresentare a questa Aula uno stato di cose che è
assolutamente distante e lontano dalla realtà che la Sicilia e i
siciliani stanno vivendo in questi mesi e in queste ultime
settimane.
L'incontro con il Presidente del Consiglio dei Ministri si è reso
necessario a causa di una legittima protesta di alcune fasce
sociali che vivono in una condizione di assoluta indigenza, di
alcune categorie produttive che sono ormai al collasso.
Una protesta sacrosanta fino ai limiti, ovviamente, della civiltà
e del rispetto degli altri, questo deve essere sempre chiaro, ma
una proposta sacrosanta che nasce, vivaddio, dal fatto che questo
Governo regionale ha messo in ginocchio la Sicilia e continua - ed
è notizia di oggi - a buttare nel cestino centinaia di milioni di
euro provenienti dalla Comunità europea che qualora ben spesi,
avrebbero, non dico potrebbero, dico avrebbero potuto dare risposte
alle esigenze primarie di sopravvivenza della nostra terra. Due
miliardi di euro non spesi colleghi dell'Assemblea regionale da un
Governatore e da un Governo ribaltonista che non ha legittimazione
popolare e che si regge su accordi sottobanco; che ha messo
all'opposizione chi aveva vinto le elezioni e che governa con chi
li aveva perse; che non può avere alcun prestigio politico e
istituzionale; che continua a perdere pezzi anche di quella
maggioranza ribaltonista che dovrebbe rappresentare, appunto, con
quel prestigio che non ha, l'esigenza della Sicilia e dei siciliani
a Roma al Governo nazionale.
Questa è una favola drammatica, ed è la favola drammatica di un
Governo che in quasi quattro anni ha cambiato 43 assessori e 50
direttori, che hanno dovuto ogni volta ricominciare daccapo quello
che qualcuno prima di loro aveva iniziato e che mai ha potuto
portare a compimento, determinando in tal modo la perdita di quei
fondi europei dei quali ancora oggi, si parla di 220 milioni di
euro
E con quale prestigio questo Governo regionale ribaltonista
dovrebbe chiedere al Governo nazionale e alla Comunità europea di
rinegoziare questi fondi, ricordo per averlo vissuto, che qualche
mese fa quando il Governo nazionale attraverso il ministero per
l'agricoltura si recò a Bruxelles per rivalutare la PAC, la nuova
PAC, la programmazione agricola europea chiedendo più fondi per la
Sicilia, quello che ottenne fu una risata, perché gli fu risposto:
Sma se non spendete i soldi che vi diamo, ma se mandate indietro i
soldi che vi diamo con quale faccia venite a chiedere altri fondi?
Allora, noi, cari colleghi e Presidente della regione siamo ormai
in una condizione di definitivo default. Il Presidente della
regione è venuto a raccontarci una favola. A questa favola non
crediamo. A questa favola non credono i siciliani, perché dalla
formazione ancora qualche giorno fa all'informatizzazione con la
liquidazione di Sicilia e-servizi', a tutta una serie di manovre
che hanno finalità esclusivamente clientelari e che non hanno
nessun altro scopo se non quello di azzerare quel poco di buono che
ancora funzionava in questa Regione, continua a determinare
condizioni di assoluta inadeguatezza istituzionale ed
amministrativa.
Pertanto, rispetto a queste cose per senso di responsabilità, in
un momento come quello che stiamo attraversando, il Gruppo dei
popolari non si tireranno indietro: noi abbiamo fatto delle
proposte precise. Dunque, onorevole Presidente, dimostri di avere
il prestigio che non ha e col suo Governo cerchi di rendere
operanti gli articoli 37 e 38 dello Statuto, ponga in essere le
condizioni, e mi avvio alla conclusione, per la defiscalizzazione,
ponga le condizioni perché le imprese che raffinano il petrolio
siciliano paghino l'IVA in Sicilia, ponga in essere le condizioni
per cui le royalty delle società petrolifere che distruggono la
Sicilia e che hanno guadagni davvero incredibili passino le royalty
così come noi abbiamo richiesto dal 7 per cento al 30 per cento,
ponga in essere le condizioni perché si possa intervenire
soprattutto per le categorie della pesca e dell'agricoltura sulle
accise relative ai prodotti petroliferi. Queste sono tutte cose,
sono tutte misure che se eliminiamo la parte della demagogia,
questo Governo regionale potrebbe porre in essere.
Certo, io mi rendo conto, e ho concluso signor Presidente, che
prima di potersi presentare dinanzi al Governo nazionale ci
vorrebbe un prestigio istituzionale che un Governo ribaltonista,
raccogliticcio, assolutamente lontano da quella che è la volontà
reale dei siciliani, invece non ha.
Signor Presidente, io devo dire e me ne duole sono più convinto e
più fiducioso che potrà aiutarci l'operatività e la sensibilità del
Governo nazionale piuttosto che un Governo regionale che dinanzi al
baratro continua soltanto a pensare di tutelare qualche clientela.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ardizzone. Ne ha
facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra che in
quest'Aula stiamo consumando quasi un rito, un rito consolidato,
quasi dovuto, perché il Presidente su richiesta del Parlamento
regionale ha, giustamente, riferito allo stesso, in una seduta
precedente, sul suo incontro con il Presidente Monti. Perché era
stato chiesto?
Perché subito dopo l'incontro erano uscite fuori notizie di
agenzia, e l'una smentiva l'altra: si parlava di ponte sullo
Stretto, si parlava di pesca, di buoni propositi e buoni
intendimenti, perché c'erano quelli del Movimento dei Forconi che
ascoltavano, perché c'era l'Italia che ci guardava e certamente non
abbiamo dato una bella sensazione. Noi ci saremmo aspettati da
parte del Governo regionale una relazione profonda, un'analisi
articolata.
Vedete, più volte io ho letto e riletto la relazione del
Presidente Lombardo, mi rendo conto che è stata formulata a braccio
e che quindi magari non ha avuto la possibilità
dell'approfondimento.
Ho sottoposto questa relazione, e non è uno scherzo, ad una mia
vecchia insegnante delle scuole elementari per averne un giudizio,
ed ella mi ha detto: Il ragazzo è intelligente, molto
intelligente, la relazione, però, è molto generale, dà qualche
spunto, certamente non è esaustiva, e soprattutto è una relazione
che dà aspettative .
Rispetto alla stessa relazione noi abbiamo appreso, perché è
passato già qualche giorno da quell'incontro e c'erano tutti i
buoni propositi che la Libia, la pesca, i tavoli tecnici che si
sarebbero dovuti avviare; ma, soprattutto, abbiamo avuto la
certezza perchè il Presidente Lombardo ci desse non pacche sulle
spalle, ma avesse portato un grande risultato.
Da lì a qualche giorno, come primo segnale, sarebbe stato
ripristinato uno dei treni a lunga percorrenza che rappresentava
l'Unità d'Italia; e il problema era se questo treno che passava per
tutta la Sicilia avrebbe dovuto fare riferimento a Milano o a
Torino. Io di questo treno francamente ancora non ho visto traccia,
ma era una cosa che invece era stata data per scontata
Si è parlato di defiscalizzazione e il Presidente Lombardo, anche
su stimolo del sottoscritto - peraltro, a breve, secondo l'ordine
del giorno odierno, dovrebbe riferire, proprio per volontà e
richiesta di questo Parlamento, sulla questione ponte sullo Stretto
- il Presidente ci disse: sì che il Ponte era stato definanziato ma
che era stato definanziato dal CIPE in un momento precedente, ma
non ci ha detto - e spero che nella replica ce lo dica - che cosa
vuole fare di questo ormai fantomatico progetto, di questa mega
opera, perché fu il Presidente stesso a lanciare degli strali e a
minacciare addirittura che se il Ponte non si fosse fatto, noi,
come Stato italiano, avremmo dovuto pagare una penale, che ha avuto
modo di quantificare in 800 milioni di euro.
Poi, il Presidente è corso ai ripari: No, il Ponte lo faremo,
vediamo di chi è la colpa .
Forse ce ne saremmo potuti accorgere qualche giorno prima, almeno
dieci giorni prima
Il Governo regionale, a mio avviso, si sarebbe dovuto accorgere
che l'opera già prendeva una piega strana, ben diversa, quando la
Commissione europea, nel famoso, ormai fantomatico, famigerato per
quello che mi riguarda, corridoio Berlino-Palermo stralciò
proprio, nel mese di ottobre, l'opera Ponte sullo Stretto e
garantì la continuità attraverso un percorso ferroviario che
bypassava addirittura Messina, che arrivava a Palermo attraverso
Catania.
Certo, prendiamo atto che in quel momento il Presidente Lombardo è
stato un po' distratto.
Vede, signor Presidente, non so chi ha alimentato la protesta dei
forconi; c'è chi l'ha cavalcata, chi l'ha spinta già mesi addietro.
Da parte del Governo regionale, ho il dovere di dire, rispetto ad
alcune affermazioni, che condivido, che sottoscrivo, da parte del
Presidente di Confindustria, Ivan Lo Bello, che subito, facendo le
debite differenze, disse che c'erano delle infiltrazioni mafiose.
Questa presa di posizione da parte del Governo, in quel momento
io non l'ho vista, quasi a volersi inimicare proprio il movimento
dei Forconi. Come mi aspetto che il Governo regionale, prima di
lanciare questi messaggi subliminali perché - vedete - un
Presidente che ci viene a dire: Col presidente Monti abbiamo
parlato degli investimenti che lo Stato italiano farà in Libia e,
quindi, ieri sera all'uscita di Palazzo Chigi ho incontrato il
presidente dell'ANCE (come se fosse lì a passare per caso) e ci
rivolgiamo ovviamente a Confindustria per redigere un elenco di
ditte disponibili ad impegnarsi a lavorare appunto in Libia , mi
sembra uno di quei messaggi subliminali che vengono mandati alle
imprese anche, ad esempio, di Ramacca o di Grammichele:
Attenzione, anche noi daremo il nostro elenco di ditte per
lavorare in Libia
Il lavoro alle nostre imprese noi lo dobbiamo dare, onorevole
Presidente, in Sicilia mettendo in moto tutti i meccanismi della
legalità, della trasparenza, ma soprattutto mettendo in moto i
meccanismi che riguardano la spesa europea. Noi, come siciliani,
non ci siamo presentati con le carte in regola al cospetto del
Governo nazionale. Non dico che ci hanno riso in faccia, ma quasi.
Se oggi apprendiamo - e lei già lo sapeva - di questa relazione
riservata che ci dice che comunque la Regione siciliana rischia di
perdere ulteriori 220 milioni di euro, mi dica con quali carte in
regola ci stiamo presentando al governo Monti e che cosa possiamo
reclamare?
Noi abbiamo le risorse, le capacità. Bisogna fare uno sforzo.
Ormai mancano solo quattordici mesi alla data fatidica, al
passaggio di testimone, al passaggio di mano e comunque, la
Sicilia che verrà sarà una Sicilia diversa e senz'altro migliore di
quella che abbiamo avuto negli ultimi quattro anni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l onorevole Incardona. Ne ha
facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
ascoltato le parole che il Presidente della Regione ci venne a
riferire qui in quest'Aula dopo l'incontro col Presidente Monti. E
noi di Grande Sud possiamo ben dire che ce lo aspettavamo.
L'avevamo detto. Avevamo detto che questo Governo non aveva
l'autorevolezza per affrontare un simile incontro con le carte in
regola. Avevamo detto che non c'era la statura politica necessaria
per potere reclamare, verso il Governo nazionale, quelle giuste
cose che questo territorio si aspetta, che la Sicilia da tempo
aspetta.
E perché non c'erano le carte in regola? Perché non ci sono?
Perché in questi quattro anni l'unico obiettivo che il Governatore
ha dimostrato di avere è solo quello di gestire il potere, di
mettere amici, di mettere candidati del Movimento per le Autonomie,
nei vari posti di potere.
Non si è assolutamente e minimamente interessato delle
problematiche che provengono dal territorio, quelle che sono le
esigenze delle categorie produttive.
C'era una grande opportunità, c'era l'opportunità di rilanciarla
questa Sicilia. C'erano le somme necessarie per fare un'ottima
programmazione. C'era la necessità di portare avanti delle riforme
che fossero di sostanza, non delle riforme di facciata, non delle
riforme che sostanzialmente nulla hanno cambiato ma che, anzi, sono
servite soltanto per sconvolgere alcuni equilibri e per consentire
al Governatore di mettere amici del Movimento per le Autonomie.
E badate, io non faccio accuse a chi oggi appoggia il Governo
regionale nonostante non abbia vinto le elezioni, perché sul piano
della politica ciò può anche accadere, anche se moralmente ed
eticamente non è certamente corretto. Tuttavia, quello che non può
essere consentito ulteriormente è il fatto che non siamo di fronte
ad un Governo fatto da una coalizione, siamo di fronte ad un
Governo composto da tecnici, tutti di fiducia del Presidente della
regione, con qualche piccolo gradimento da parte di qualche partito
politico, ma siamo di fronte, quindi, ad una occupazione vera e
propria del potere Un'occupazione che è consentita da un sistema
che più volte ho avuto modo di denunciare, un sistema elettorale
che ha bisogno di trovare dei contrappesi, che ha bisogno di
trovare nuovi equilibri istituzionali, che ha bisogno di riforme
costituzionali ed istituzionali di questo Parlamento nei rapporti
anche col Governo regionale.
Quindi, un Governo, dicevo, che è rimasto del tutto assolutamente
insensibile, tanto è vero che la protesta si è rivolta anche e
soprattutto nei confronti del Presidente Lombardo, che è stato più
volte invitato dal Movimento dei Forconi, dal movimento della
gente: la gente che ha aderito spontaneamente a queste
manifestazioni.
Evidentemente qualcosa di nuovo è accaduto, non è stato soltanto
un movimento di poche persone che si sono, un giorno, alzate e
hanno detto: Oggi blocchiamo la circolazione dei mezzi . Quello
che è accaduto, è stata una condivisione nella società siciliana di
una protesta che evidentemente è fondata su serie e gravi esigenze
della popolazione ed in particolare di alcune categorie, anzitutto
dei produttori agricoli, dei pescatori, degli autotrasportatori,
insomma, di tutte quelle categorie che soffrono questa condizione
insulare della Sicilia, questa condizione di grande distanza dai
mercati europei e che quindi per coprire i costi avrebbero bisogno
di aiuti diversi.
Purtroppo, ancora una volta, certamente, questo Governo, questo
territorio, questa Sicilia non riuscirà a dare le risposte, perché
ancora una volta il Governatore rimarrà insensibile.
Quello che è veramente incredibile è quel racconto che è venuto a
fare qui in quest'Aula, come se la Sicilia, e anzitutto noi
parlamentari fossimo delle persone non addette ai lavori, come se
noi non conoscessimo il territorio, come se noi non riuscissimo a
leggere i fatti della politica e a leggere le cose che accadono.
Noi avevamo richiesto che il Presidente Lombardo andasse lì con
una serie di rivendicazioni che fossero anche il frutto di un
dibattito, ma lui ha preferito non solo andare da solo, non solo
tentare di cavalcare la protesta, ma addirittura ha fatto in modo
che lì ci fosse una riunione di partito, perché c'era il
rappresentante dell'ANCE che, guarda caso, è del Movimento per le
Autonomie, c'era un parlamentare regionale che, guarda caso, è del
Movimento per le Autonomie, c'era il Presidente dell'Assemblea.
All'uscita, onorevole Presidente, lo abbiamo visto tutti in
televisione, lei si accompagnava essenzialmente con persone del
Movimento per le Autonomie.
Voleva tentare, come è solito suo, un colpo di mano che non le è
riuscito, perché purtroppo per lei i contadini, gli agricoltori,
gli autotrasportatori, i pescatori avranno, come si diceva una
volta, le scarpe grosse, ma hanno il cervello fino . Lei, quindi,
non è riuscito a prenderli in giro, non è riuscito a prenderne in
giro nessuno. La Sicilia è contro di lei e il guaio per noi è che
questo suo fallimento e questa sua incapacità a rappresentare le
esigenze dei siciliani delegittima una classe politica, anche
quella parte di classe politica che non ha colpe, anche quella
parte di classe politica che si è opposta, anche quella parte di
classe politica che le ha dato sempre i giusti suggerimenti per
fare in modo che la Sicilia potesse essere rilanciata.
D'altra parte, cosa ci potevamo aspettare da un Governo che oggi
pubblica un bando e domani lo revoca Fa una programmazione, nomina
un direttore e domani lo revoca, e dopodomani revoca l'assessore e
dopodomani ancora revoca tutto quello che ha fatto Fa sempre un
passo avanti e due indietro, quindi non potevamo che aspettarci
questo, cari colleghi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, io credo che il dibattito di stasera
segua quelle che sono state le dichiarazioni del Presidente della
Regione all'indomani dell'incontro che ha avuto e che, come Regione
Sicilia, abbiamo avuto con il Governo nazionale.
Credo che da quell'incontro sia emersa una certa disponibilità da
parte del Governo dei tecnici, di questo Governo istituzionale
nazionale, ma altrettanta richiesta è stata fatta nei nostri
confronti, cioè è stato chiesto al Governo Monti anche la nostra
parte, che noi facessimo un passo avanti circa una progettualità
che, purtroppo, dobbiamo tutti constatare anche stasera
dall'assenza degli assessori, assessori tecnici, Purtroppo, manca
questa progettualità, questa piattaforma, in uno scorcio di
legislatura, quale quella che oggi stiamo vivendo, da qui
all'aprile del 2013 che possa in un certo senso riproporre la
Regione Sicilia in una posizione diciamo di centralità nei
confronti dei problemi che oggi stiamo vivendo.
Credo che, purtroppo, stiamo rischiando di dimostrare al Governo
nazionale anche una posizione già vetusta, già vista già archiviata
nella cultura di Roma, che era quella che la Sicilia andasse con il
cappello in mano.
Se da un lato i due tavoli tecnici che dovremmo fare, quello della
pesca, degli autotrasportatori, del trasporto, dell'agricoltura,
sono giusti, dall'altro lato, quell'altro tavolo tecnico sul
bilancio e sulla sanità, ahimè, sa anche come, un modo come un
altro, per chiedere soltanto senza dimostrare.
Io credo che tutto quello che è stato detto da chi mi ha preceduto
sia assolutamente soddisfacente, nel senso che noi dobbiamo
dimostrare un passo avanti e il Governo regionale ha il dovere di
interpretare fino in fondo quelle sono le istanze immediate, cioè
un riscontro immediato che purtroppo da parte della Regione non c'è
stato.
Mi riferisco, per esempio, al problema agricolo, al problema
dell'agrumicoltura e della crisi profonda che a Catania, nel
siracusano ma anche nel trapanese, nell'agrigentino l'agrumicoltura
sta avendo.
Si è ipotizzato un ritiro e personalmente avevo ipotizzato e
presentato assieme ad altri colleghi una mozione perché si potesse
pensare, immaginare, un ritiro straordinario così come facemmo nel
2009 per cercare di alleviare quella che è una grave crisi
economica di settore.
Ebbene, l'assessore per l'agricoltura, D'Antrassi, qualche giorno
addietro è stato a Scordia, in provincia di Catania, e ha
preannunziato che sta procedendo a una specie di ritiro con tre
milioni di euro, forse quattro milioni di euro, i cui soldi in
parte saranno dati alla promozione, alla pubblicità del prodotto e
in parte si dovrebbe ipotizzare un ritiro di nicchia quasi per le
spremute, anzi per le spremute in alcune attrezzature o macchinari
che dovremo collocare nelle scuole e in alcuni edifici pubblici per
circa 900 quintali di agrumi, di arance. Mi sembra veramente cosa
di poco conto e cosa veramente patetica perché ciò non risolve
sicuramente il problema.
Noi del Popolo della Libertà abbiamo dimostrato che siamo
assolutamente pronti a fare la nostra parte, ma ci aspettiamo che
anche il Governo faccia la propria parte, che gli assessori vengano
in Aula e non per essere spettatori passivi di un ragionamento,
ma, Presidente, per aiutarla a dare delle soluzioni costruttive per
questa nostra regione, perché altrimenti non avrebbero senso e non
hanno senso degli assessori tecnici che molte volte sono trascinati
così come le onde del mare senza poter o dover o voler dare una
propria impronta.
Allora, in questo senso, Presidente, io credo che questa Assemblea
è in attesa, ma in attesa soprattutto è la protesta, è l'emergenza
sociale che abbiamo in Sicilia. Una protesta che ha assunto degli
aspetti anche di forte contraddizione, di forte anche ricaduta
negativa sulla produzione siciliana, sulla commercializzazione del
prodotto, sulle commesse del nostro prodotto siciliano nei
confronti dei mercati non solo italiani ma anche esteri, però è
altrettanto vero che questa emergenza oggi va affrontata, sebbene
e nonostante il fatto che oggi coloro che protestano, queste
persone, questo movimento, forse, rischia di degenerare o di voler
strumentalizzare questa protesta anche formando dei cartelli
politici o partitici.
Questo noi non lo possiamo consentire assolutamente, ma dobbiamo
sicuramente raccogliere quello che è invece l'emergenza Sicilia,
l'emergenza sociale per dare sicuramente, per presentarci
all'opinione pubblica non con un giudizio negativo, ma per
presentarci innanzitutto a posto con la nostra coscienza e per
poter guardare negli occhi i siciliani che ci hanno votato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musotto. Ne ha
facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che nel
dibattito di questa sera sia sfuggito un elemento importante che
credo sia fondamentale e che vorrei sottolineare partendo dalla
protesta, partendo dal disagio socio-economico di tante categorie
produttive della nostra regione.
Noi siamo qui stasera non già per parlare di questa protesta
contro il Governo Lombardo. Questa protesta è scaturita a seguito
di una serie di misure che sono state attuate dal Governo Monti e
che hanno creato, non soltanto in Sicilia ma in tutta Italia, a
determinati settori una serie di guai finanziari, hanno evidenziato
una situazione di disagio profondo dalla liberalizzazione al prezzo
della benzina, alla crisi dell'agricoltura e dei prodotti
dell'agricoltura che non già sono conseguenza di azioni concrete
che sono state poste dal Governo Lombardo, ma bensì da azioni di
questo Governo Monti che viene riconosciuto oggi a livello
mondiale, a livello europeo, come uno dei Governi più avanzati, più
capaci, più professionalmente impegnati a risolvere i problemi
finanziari dell'Europa.
Quindi, mi sembrano assolutamente demagogici questi attacchi ed
anche fuori luogo nei confronti di questo Governo Lombardo a cui si
dice che non ha avuto la dignità, il riconoscimento istituzionale
da parte del Governo Monti. Invece non è vero. Il Governo Monti, il
Governo nazionale ha dato immediatamente una risposta precisa ad
una richiesta di incontro che giustamente il Presidente Lombardo ha
voluto fare e che è seguita ad un incontro non già isolato da
parte del Presidente Lombardo e il Presidente Monti, ma il
Presidente Lombardo era accompagnato da quattro Assessori, dal
Presidente dell'Assemblea ed è stato un incontro assolutamente
positivo, concreto in cui il Presidente Lombardo ha evidenziato
quelle che potevano essere le soluzioni a questi annosi problemi
nazionali. A livello siciliano che cosa vuole la Regione siciliana?
Che cosa ha voluto sottolineare (ed è stato il leitmotiv di questo
incontro)? L'autonomia finanziaria della Sicilia che vuole attuare
sul federalismo fiscale, ma vuole riconosciuta questa capacità di
autonomia finanziaria che fa parte anche del nostro Statuto.
Quindi, una serie di incontri programmatici; domani credo che
debba venire il Ministro Barca, il 14 febbraio altri due incontri
che devono affrontare il problema del prezzo della benzina, della
crisi del settore dell'agricoltura, della crisi della pesca, delle
accise, di tutto ciò che può fare e che deve fare chi ha quella sua
capacità di autonomia finanziaria del Governo regionale.
Mi pare un procedimento assolutamente lineare che naturalmente ha
dato una risposta a quella che era la richiesta del Governo
Lombardo di questo incontro e alla richiesta di questi settori di
questi gruppi di cittadini siciliani che hanno protestato, tant'è
che la protesta è stata sospesa perché hanno riconosciuto
assolutamente sufficienti le risposte che ha dato Lombardo a
seguito dell'incontro col Governo nazionale.
Vorrei brevemente parlare dei fondi comunitari.
Mi onoro di essere Presidente della Commissione cosiddetta
europea. Vorrei ringraziare l'Ufficio di Presidenza e i miei
colleghi commissari dal Vicepresidente Bruno Marziano, agli
onorevoli Massimo Ferrara, Giovanni Greco, Cristaudo, Termine, a
tutti coloro che con grande diligenza prendono parte a tutta una
serie di audizioni che facciamo due volte la settimana con tutti i
dirigenti della programmazione.
Si è parlato di 220 milioni. Noi abbiamo avuto la certezza la
settimana scorsa parlando con i funzionari che fanno le
certificazioni che non un centesimo, non un euro è ritornato
indietro e dunque c'è stato il ritorno automatico in Europa. Questi
220 milioni è un pericolo che si vagheggia a seguito dei rapporti
che si sono avuti e i responsabili ispettori della Commissione
europea sono venuti qui a fare l'ispezione alla Regione siciliana;
quindi, che non riguardano certamente l'azione di Governo,
riguardano dei momenti burocratici, delle letture, delle
applicazioni di norme comunitarie che non sempre sono semplici e
tranquille. Va tutto bene?
No, certo, anche noi ce ne rendiamo conto. Noi abbiamo fatto, su
iniziativa della nostra Commissione, sul nostro incipit e input un
disegno di legge diventato legge della Regione siciliana, la legge
10 del 2010 che, purtroppo, non è stata applicata. Di questo noi ce
ne rammarichiamo come il Governo regionale perché, a seguito di
questa legge, avrebbe dovuto comunicare e coinvolgere l'Assemblea
regionale siciliana su tutto ciò che si è fatto e che si dovrà fare
in termini di programmazione, di modelli, di sviluppo economico
attraverso l'impegno delle risorse comunitarie.
Noi siamo certi e sicuri, e ce lo auguriamo, che tutto questo
avverrà in seguito anche in un progetto di programmazione
comunitaria e finanziaria deve essere fatto dal Governo. Ci sono
dei bandi assolutamente veri, ma su un settore, sul PSR, vorrei che
non si parlasse a vanvera.
E' stato riconosciuto dal Ministro dell'Agricoltura attuale,
ministro Catania, che la Regione siciliana è la prima regione in
Italia ad avere speso tutti i fondi del piano di sviluppo rurale, è
l'unica regione in Italia, ed è stato un riconoscimento del
Governo nazionale. Quindi, il parlare molte volte a vanvera che non
è supportato da documenti, da dichiarazioni, da affermazioni
concrete, è meglio evitare. Ripeto, va tutto bene? Assolutamente
no.
Ci rendiamo conto che, indubbiamente, ci vuole più impegno nella
programmazione comunitaria, ci vuole più stimolo nei confronti dei
funzionari preposti alla redazione dei bandi, alla formulazione di
quella che è la programmazione politica regionale sui fondi
comunitari.
Quindi, c'è tanto da fare, c'è tanto ancora da dover fare ed
impegnarsi per risolvere una situazione socio-economia che,
certamente, non è aurea, non è certamente una situazione che ben fa
sperare che, indubbiamente, ancora ha questa piaga drammatica della
disoccupazione, soprattutto giovanile, che investe l'intera Europa
ma che investe, soprattutto, la Regione siciliana.
E, quindi, siamo qui per dare maggiore stimolo, maggiore
incitamento a questo Governo perché attui quella profonda riforma
che è stata alla base del Governo Lombardo, lasciamo perdere
ribaltonista o no perché la politica guai ad avere sempre le stesse
idee; si dice che soltanto quelli un po' stupidelli' non cambiano
idea Credo che, questo Governo, abbia avuto tanto coraggio pur
avendo ereditato, non lo dobbiamo scordare, una situazione non
certamente paradisiaca e celestiale rispetto, soprattutto, a queste
famose società partecipate a cui si fa riferimento troppo spesso
che sono state soltanto sacche profonde di clientela.
Credo che il dibattito di questa sera, assolutamente utile,
assolutamente necessario, si possa non già concludere ma avviare
una fase di sollecitazione, nei confronti del Governo presieduto
dal presidente Raffaele Lombardo, di maggiore impegno, di maggiore
incisività
PRESIDENTE. Onorevole Musotto, la prego di concludere.
MUSOTTO. Ho finito, grazie, sono stato l'unico che ho parlato e,
quindi, ho fatto, rispetto a 200 interventi, uno solo. Grazie,
signor Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho ascoltato,
perché impegnato in Commissione, molti degli interventi dei
Colleghi parlamentari che mi hanno preceduto e ho fatto in tempo ad
ascoltare quello dell'amico e collega avvocato onorevole Musotto,
che io stimo e rispetto per la sua coerenza e per il suo impegno.
Però, credo, che abbia commesso, oggi, un errore di valutazione
forse nella grande foga della passione di difendere un Governo
indifendibile sotto questo ma anche altri aspetti.
Vorrei ricordare al collega avvocato Francesco Musotto, presidente
della Commissione speciale per i rapporti con l'Unione Europea che,
probabilmente, si riferiva a dati, a statistiche, a risultati che
fanno parte di qualche altra regione d'Italia o nazione d'Europa
non certamente alla Sicilia governata dal Presidente Raffaele
Lombardo, perché se è vero come asserisce che tutti i fondi sono
stati spesi e, in particolare, quelli del piano di sviluppo rurale,
beh, probabilmente, si deve adoperare a smentire molti dei
dirigenti della Programmazione di questa Regione o segnatamente
degli Interventi strutturali dell'Assessorato dell'Agricoltura,
perché proprio da loro arrivano le statistiche e i numeri di appena
un sei per cento della spendibilità dei fondi del piano di sviluppo
rurale. E se non fosse così dovremmo spiegare alle decine di
migliaia di agricoltori in piazza, perché loro sanno che i soldi
non sono stati spesi perché non sono mai arrivati al comparto
dell'agricoltura.
Vorrei ricordare al Presidente della Regione siciliana che noi
siamo alle porte del 2013, cioè tra un anno scadranno i tempi dei
fondi comunitari. Io non so ancora quanto tempo ha bisogno, quanto
devono fare, quanto devono recuperare, quanti fondi Jessica e
Jeremy devono inventarsi per evitare di restituire somme
importanti. Oggi, abbiamo appreso che siamo stati ulteriormente
richiamati dall'Unione Europea per circa 220 milioni di euro
bloccati per la incapacità di programmazione della Regione
siciliana e dei settori dedicati alla spesa dei fondi comunitari.
Il suo Governo, onorevole Presidente della Regione, ha tantissime
responsabilità, tantissime colpe che non basterebbero dieci sedute
consecutive per affrontarle analiticamente una per una. Perché un
governo che ha disatteso tutte le istanze, che ha lasciato la
Regione nel caos più assoluto, un governo che ha raggiungo il
primato dei consulenti, primato non invidiabile e le vorrei
suggerire, onorevole Presidente della Regione, di prestare molta
attenzione perché mentre lei dice che opererà per evitare che si
nominino altri consulenti, non vorrei che qualche suo assessore
nominasse qualcuno mentre lei è ancora è qui che sta leggendo i
messaggi sul suo telefonino e non sta ascoltando probabilmente gli
interventi del Parlamento.
Le vorrei soltanto dire, onorevole Presidente, che questo Governo
oggi, forse, non merita neanche più che gli diciamo di andare via
perché è un Governo che non esiste più, non esiste nei fatti, non
esiste nel territorio, non esiste nel cuore dei siciliani.
Potremmo presentare decine di mozioni di sfiducia, potremmo
parlare di qualunque altro argomento per dire Presidente della
Regione vattene a casa - dal punto di vista, chiaramente, politico-
istituzionale - lasciaci tornare al voto e dai di nuovo la
speranza ai siciliani di avere un Governo del quale siano contenti
e orgogliosi di averne determinato la nascita ; perché oggi,
presidente Formica, questo Governo non c'è. Noi parliamo con un
comitato di pietra. Parliamo con un Governo, con una maggioranza
che sono ormai avulsi dalla realtà di questa regione.
Onorevole Cracolici, capisco che le dà fastidio sentire quello che
lei all'inizio di questa legislatura diceva di questo Governo e le
dà probabilmente fastidio sentire che adesso si parla di questo
Governo e della maggioranza che lei ha voluto e difende in questo
Parlamento
Voglio dirle una cosa, onorevole Presidente della Regione. Ormai
c'è soltanto un anno e passerà in fretta. La Sicilia avrà
sicuramente un altro Governo, ma di lei sicuramente, dal punto di
vista dell'esperienza politica, non rimarrà alcun ricordo nella
mente e nel cuore dei siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne Ha
facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
Lombardo, io vorrei partire da una considerazione che credo debba
stare a cuore a tutti quanti. Il mio non vuole essere un intervento
di mera polemica, le ragioni ce ne sarebbero e sarebbero anche
tante, ma vorrei che fosse un intervento anche finalizzato ad un
ragionamento comune, nell'interesse comune. Oggi, il puntare il
dito l'uno con l'altro serve a poco, serve a nulla. La gente è
stufa, la gente è stanca, l'antipolitica cresce, la crisi cresce,
la disoccupazione cresce e sicuramente l'unica cosa che non cresce
è l'occupazione e lo sviluppo.
Allora, qua occorrerebbe un senso di responsabilità vero. E credo
che come senso di responsabilità vero per prima cosa bisogna sapere
fare autocritica, bisogna sapere fare analisi dei propri errori .
Io credo che partendo proprio dall'articolo pubblicato oggi dal
Il fatto quotidiano in cui parla Guai siciliani, l'Europa blocca
220 milioni in un recente incontro a Roma, anche Monti aveva
criticato la gestione di Lombardo deve essere un ragionamento di
carattere comune.
Vede, i Forconi sono nati a rappresentazione intanto della crisi
in agricoltura, materia che lei conosce molto bene, ma materia
nella quale io credo che non siano stati seguiti i passi necessari
per potere tentare di risolvere una situazione assolutamente
drammatica.
La drammaticità della crisi necessitava di una dichiarazione
dello stato di crisi da seguire tra Roma e Bruxelles; erano stati
fatti in un passato precedente anche dalla mia amministrazione come
assessore per l'agricoltura, questi passi. Ma nel momento in cui lo
stato di crisi non è intervenuto, non è stato seguito, la crisi in
agricoltura non potrà sopravvivere con le misure di un PSR
assolutamente inadeguato ad affrontare la crisi attuale del mondo
dell'agricoltura.
Vi è un ritardo ormai strutturale al di là dei vari assi, per cui
basta che lei si doti, e non mancherà a lei dotarsi, delle
percentuali che i dirigenti di questa Regione fino a qualche giorno
fa hanno rappresentato a tutto il Parlamento; siamo non soltanto
lontanissimi dall'avere speso, ma siamo lontanissimi anche
dall'avere impegnato. Qualcuno va contrabbandando dei dati che sono
smentiti da quelli che ufficialmente sono depositati in Assemblea
presso la Commissione speciale. Vi sono moltissimi assi in cui
l'impegno non raggiunge neanche il 50 per cento e siamo ormai al
2012. Siamo ormai a un anno dalla conclusione del periodo del
seennio del POR 2007/2013.
Presidente Lombardo, io le riconosco sicuramente una straordinaria
capacità di lavoro, lei ha una memoria straordinaria, lei è
sicuramente un uomo intelligente, però tutte queste sue qualità lei
non le ha mai finalizzate a vantaggio della soluzione di questi
problemi.
Lei è tuttora troppo impegnato nei valzer dei dirigenti o nel
valzer delle nomine. Lei si deve occupare delle cose che servono
alla Sicilia. Quante volte, dovrà darmene atto, anche durante il
ruolo che ho svolto nelle sue Giunte, ho concluso molto spesso
quella Giunta dicendo: Presidente, si ricordi che non saranno
queste nomine che risolleveranno la Sicilia; spendiamo i
finanziamenti, spendiamo i soldi, cerchiamo di essere attrattivi .
Bene, oggi come oggi siamo ormai alla fine di questo di seennio
con il rischio concreto e quotidiano non soltanto di perdere i 220
milioni, questi rischiano di essere la punta dell'icerbeg delle
somme che si vanno a perdere Magari alla fine degli oltre otto
miliardi di fondi complessivi perdessimo 220 milioni, magari Ci
metta tutte le firme di cui è capace di sottoscrivere
immediatamente Le somme rischiamo di perderne enormemente di più
perché il ritardo che ogni giorno matura è enorme Si occupi di
questo
Non dica all'improvviso, come ha fatto nella sua relazione di
qualche settimana fa Ora chiamerò tutti i dirigenti e li chiamerò
per vedere a che punto siamo . Lei sa a che punto siamo E siamo in
un punto che è estremamente critico e negativo. In lei sta
l'obbligo di questa capacità di spesa e di attrazione. Quanti
progetti ci sono fermi in Sicilia Da quelli che riguardano la mia
provincia e lei sa che mi riferisco non soltanto alle vicende della
zona industriale, ma anche alle vicende che riguardano lo sviluppo
del porto, del turismo della nostra città. Quanti scientificamente
si è lavorato per bloccare e per fare?
Io le dico molto sommessamente, onorevole Presidente, mi creda,
non solo questi tavoli che si stanno costituendo, che si insediano
che potranno dare la spinta alla soluzione di questa crisi, i
tavoli, troppo spesso, servono soltanto per procrastinare, per dare
l'impressione di un'attenzione che poi non è concretata nei fatti,
dia una dimostrazione a tutti quanti che effettivamente la volontà
c'è ed è concreta.
Per prima cosa si presenti in maniera tale che nessun premier le
possa contestare : che vieni qua a chiedere e tu per primo stai
perdendo soldi nella tua regione e non stai utilizzando i fondi che
hai a disposizione? si presenti intanto in questa maniera per
essere più credibile, e, secondo, facciamo un discorso comune al di
là dello schieramento, questa Assemblea qualche settimana fa si è
trovata unanime nel voto, per la famosa modifica dell'articolo 36
dello Statuto relativo alle spese di produzione, si faccia una
grande battaglia su quello, si faccia una grande battaglia sulle
vicende SERIT. Avrà letto sui giornali che proprio ieri nella mia
Siracusa hanno bloccato la SERIT; a Siracusa non facevano entrare
alla SERIT. Siamo ormai arrivati alle mani.
Una risposta a questa gente, non può essere il tavolo, quando di
tavoli parliamo senza avere accompagnato nel frattempo a misure
vere..
PRESIDENTE. Onorevole Bufardeci, si avvii a conclusione.
BUFARDECI. Mi permetta di concludere, sto arrivando alla fine,
vada alle soluzioni, pensi ancora oggi alle rimodulazioni del PSR
per essere effettivamente utile all'agricoltura in crisi, pensi
allo stato di crisi per ridialogare la spesa con l'Unione Europea,
questo è possibile, ancora si può fare, soprattutto perchè è in
crisi tutta l'Europa non è in crisi soltanto la Sicilia in questo
settore specifico, e faccia fronte comune su alcune battaglie,
insieme per cercare di superare le questioni presentandosi in
maniera tale da potere reclamare quello che i siciliani vogliono,
dall'articolo 36 ai fondi di interesse infrastrutturale.
Cominci a spendere le risorse che ci sono, pensi di più a questo,
e torni fra pochi giorni, doveva venire già prima, due settimana fa
disse che si sarebbe occupato di questo, ma non abbiamo avuto
nessuna risposta si occupi di questo e non ancora dell'ennesimo
walzer di nomi di probabili direttori che cambieranno ancora una
volta e che non capiranno niente, non per loro lacune e mancanze,
ma perché prima che uno diventi padrone di quella materia già sarà
finito questo Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, devo dire che non ero molto propenso
a parlare in questo dibattito ma considerato che tutti i Gruppi
hanno preso la parola ho ritenuto corretto parlare anche per conto
del mio Gruppo parlamentare in questo dibattito che però presenta
elementi un poco scoordinati.
Ho sentito qua e la alcuni interventi dei colleghi e mi sono
chiesto, ma se oggi non fosse uscito l'articolo sul Il Fatto
Quotidiano i colleghi che sono intervenuti avrebbero parlato della
relazione di quindici giorni fa del Presidente della Regione?
Perché la relazione a questo dibattito di oggi sembra un articolo
di un giornale, io sto intervenendo perché il Presidente così mi fa
rispondere dall'onorevole Leontini, era un modo per gestire al
meglio il dibattito, lo dico perché io ho assisto da più tempo in
questo Parlamento non più ad uno scontro tra opinioni, tra
obiettivi, tra programmi, ma sembra, con molta sincerità dico, di
assistere ad un dibattito che si fa anche per strada, c'è chi è
contro i politici, c'è chi ritiene che la politica ha la
responsabilità di tutti i guai del mondo, la politica, governo,
opposizione, maggioranza, minoranza, la politica, e c'è come dire
chi timidamente cerca di dire che non è così ma sostanzialmente,
questa è la vulgata, una sorta di moda in cui è dargli addosso',
e come assistere alla partita e prendersele con l'arbitro, e
invece bisognerebbe capire il risultato della partita, le ragioni.
Ma quando questo avviene nel Parlamento, dove da più tempo sento
parlare alcuni colleghi come se fossero dei turisti per caso,
parlano, vengono qui, attaccano la politica, i politici, c'è
questo clima di qualunquismo dilagante, che alligna, anche, nella
sede che, in teoria, dovrebbe, almeno per ragioni di ufficio,
difendere le ragioni della politica.
Poi, certamente, contestare gli atti di governo piuttosto che atti
amministrativi ma, sostanzialmente, partendo da un assunto che
questo è il Palazzo dove si confrontano idee per cercare di fare il
meglio per la nostra regione.
Io credo che noi non possiamo uscire da uno snodo: oggi l'economia
della Sicilia è più forte rispetto a dieci anni fa? Io credo che
questa sia la domanda da cui dobbiamo partire; oggi lo Stato, nella
sua dimensione complessiva, viene percepito più favorevole rispetto
a dieci anni fa?
Proviamo a inquadrare il nostro ragionamento su questi due temi:
una società che ha la percezione, e non solo la percezione, di
stare peggio e di avere una grande preoccupazione sempre più forte
per come si vivrà domani, e nello stesso tempo la percezione di uno
Stato, nella sua organizzazione complessiva Stato, Regioni, Comuni
etc. che viene vissuto con maggiore ostilità rispetto al passato.
Assistiamo a un fenomeno come quello delle le buste con esplosivo
mandate all'Agenzia delle Entrate, non avviene in Sicilia,
fortunatamente ma anche in Sicilia una delle ragioni del movimento
di queste settimane è stata la questione della SERIT, delle ganasce
fiscali, dei meccanismi che riguardano la coercizione dei
provvedimenti che in qualche modo sono conseguenza di una
situazione di crisi e di difficoltà; i meccanismi del rapporto con
la pubblica Amministrazione, i D.UR.C., la questione dei crediti
nei confronti della pubblica Amministrazione che non riescono a
riscuotersi.
Vorrei fare una domanda a tutti noi, perché altrimenti rischiamo
di fare un dibattito che, al solito, è una recita a soggetto: è una
questione siciliana? E' un tema che inizia e finisce nella nostra
dimensione regionale? Io credo di no Io credo che dobbiamo dirci
con grande onestà che stiamo vivendo un tempo nel quale,
sostanzialmente, la politica economica di questo Paese è saltata
per aria perché si è frenato e bloccato il modello che vedeva nel
lavoro e nella produzione della ricchezza la ragione dell'economia.
Sempre più la ragione dell'economia si fonda sull'intermediazione
e sulla finanza, anche qui nella nostra economia.
La vicenda di qualche settimana fa di Vittoria, che qualcuno
denunciava da anni e cioè di che cosa avviene, ad esempio, nella
gestione del mercato ortofrutticolo di Vittoria, dove i cosiddetti
intermediari del rapporto tra produttore e commerciante diventavano
essi stessi commercianti e fissavano il prezzo per il produttore e
quello per il consumatore: è questa la droga del mercato che si è
determinata nel nostro sistema economico.
Vittoria è l'esempio che è venuto fuori grazie all'azione di una
vicenda giudiziaria che sta facendo emergere elementi di
degenerazione nella gestione del mercato del settore
ortofrutticolo, ma quante Vittoria ci sono in giro per il nostro
sistema economico e produttivo. Se noi vogliamo fare una cosa che
serva al nostro dibattito è capire quello che dobbiamo chiedere a
Roma.
Ci sono state una serie di questioni che sono state poste nel
tavolo, che riguardano le ragioni di chi ha fatto una battaglia,
non tutta condivisibile - lo ripeto - di quello che è avvenuto
nelle settimane scorse, ma certamente che si fondava su un bisogno,
su una difficoltà, su un disagio crescente della nostra economia.
E quello che possiamo fare qui noi nella nostra regione, per
quello che attiene alle nostre competenze. Noi presenteremo,
giovedì mattina, un disegno di legge per provare a mettere mano ad
una serie di meccanismi che regolino, nel campo dell'autonomia
possibile, la gestione da parte della SERIT di tutta una serie di
procedure, comprese l'aggio, nella gestione delle sofferenze da
parte dei cittadini.
Allora, proviamo a cercare di trovare strumenti che, in qualche
modo, rispondano alla domanda di come ridurre quella lacerazione
che si sta producendo nel rapporto tra politica, Stato e cittadini.
Credo che a questo debba servire la politica. La politica deve
servire a capire la domanda e provare a trasformare, anche un
disagio forte come quello che è emerso in queste settimane, in una
risposta possibile, facendo funzionare meglio la nostra regione.
E, ad esempio, e chiudo, lo dico al Presidente della Regione
perché credo che dobbiamo porci un obiettivo, capisco che siamo
ormai a fine corsa , visto che manca un anno e mezzo alla fine di
questa legislatura. Credo che abbiamo fatto, al di là dei giudizi
che si possono avere, nel settore della sanità un lavoro che ha
consentito di introdurre un principio che prima non c'era: il
principio della responsabilità.
Sono stati dati degli obiettivi ai direttori generali delle
aziende; tra gli obiettivi c'era quello di portare a casa una serie
di risparmi e la ragione di quei risparmi faceva venire meno o
faceva confermare il rapporto di fiducia che aveva determinato
quella nomina.
Giusta, sbagliata che sia la riforma, il dato sostanziale è che si
è introdotto un principio che prima non c'era: la responsabilità.
Allora, posso provare a dire, Presidente della Regione che noi
abbiamo, al di là di tutta questa barzelletta che si fa sui fondi
strutturali - giustamente il collega Musotto ha ricordato che non
abbiamo perso un euro a fine 2011 nel rapporto con l'Europa - ma la
domanda è: siamo stati bravi a non perdere un euro o abbiamo speso
bene le risorse che abbiamo speso per non perdere un euro?
Ma quelle risorse che abbiamo speso per non perdere un euro sono
le risorse che abbiamo speso per un programma di spesa che
sostanzialmente, onorevoli colleghi, è il programma che è stato
varato nel 2000. Ed è la famosa Agenda 2000', perché l'Agenda
2007-2013 altro non è che la mera prosecuzione di un modello di
spesa fondato sulla frantumazione della spesa. Per cui potremmo
dire noi non abbiamo perso un euro, al di là delle questioni che
racconta oggi Il Fatto Quotidiano .
Ma i siciliani se ne sono accorti di come abbiamo speso i fondi
europei nel campo del fondo sociale piuttosto che del FESR o
piuttosto che del PSR. Il dato vero è come abbiamo speso le risorse
che avevamo, visto che erano ancorate ad un programma di spesa,
varato circa dieci anni fa, che non ha avuto mai un modello di
sviluppo concentrato su quattro, cinque grandi infrastrutture
economiche, ma è ridistribuito in un modello di spesa pubblica da
somministrare nel nostro sistema economico. Credo che anche qui
possiamo finirla con l'ipocrisia, dandoci degli obiettivi.
Penso - sono stati nominati adesso alcuni direttori, altri la
loro nomina scadrà fra qualche settimana - che possiamo provare a
dire a questi direttori che il loro contratto è connesso, anche, a
degli obiettivi che trimestralmente dobbiamo verificare sulla
capacità di effettuazione della spesa e di individuazione dei
meccanismi che impediscono, per certi versi, la spesa stessa? Lo
dico perché qui corriamo tutti un rischio, che tutti si lamentano e
nessuno ha responsabilità.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la invito a concludere.
CRACOLICI.. Signor Presidente le chiedo una cortesia, visto ciò
che ha capito, dallo sguardo che ci siamo scambiati, mi faccia
finire.
Ciò che penso è che dobbiamo, in qualche modo, introdurre un
meccanismo che, forse abbiamo un po' perso di vista in questi
ultimi mesi, ripeto, è il principio della responsabilità. Chi è
chiamato a rispondere per le funzioni che assolve delle scelte che
si devono produrre, deve esserne chiamato a risponderne e deve
essere verificato, in un tempo certo, che le cose per cui sta
lavorando si devono realizzare senza che anch'egli diventi, per
così dire, colui che critica l'arbitro. Ciò perché a forza di
criticare l'arbitro non sappiamo più neanche chi è l'arbitro.
Ecco perché penso che il modo per recuperare credibilità alla
politica e della politica sia restituire la responsabilità della
politica e soprattutto di chi è chiamato ad occuparsi degli atti
amministrativi in maniera tale che possa risponderne, oppure,
giustificare il perché non riesce a determinare gli atti per cui è
stato chiamato a risponderne.
PRESIDENTE. L'ultimo deputato iscritto a parlare è l'onorevole
Leontini. Ne ha facoltà
LEONTINI. Signor Presidente, abbiamo ascoltato i compiti per casa
per i prossimi cinque anni, non certamente una valutazione e
considerazione di ciò che è accaduto in Sicilia da quando il
ribaltone, attuato dal Presidente Lombardo, e sostenuto dal
collega Cracolici, ha prodotto proprio tutti quei mali ai quali
faceva riferimento il collega Cracolici, la cui soluzione lo stesso
collega proietta in un futuro avveniristico, velleitario, ambizioso
ma astratto e non rispondente alle responsabilità che gli stessi
rappresentanti del PD hanno, da quando hanno alimentato e sostenuto
il ribaltone del Presidente Lombardo.
Il collega Beninati, poc'anzi, non ha avuto il tempo di
documentare all'Aula il frutto di una sua minuziosa ricerca che
evidenzia quanto sia vergognosa la condizione attuale
dell'Amministrazione regionale della Sicilia. Ed è quello che Monti
ha detto, nonostante il Presidente Lombardo abbia propinato
all'Aula una versione edulcorata dei contenuti di quell'incontro,
in effetti, così come lo stesso Presidente Cascio ha ammesso,
Venite a parlare col Governo nazionale proprio voi che siete i
protagonisti dell'inadempienza? .
Tabella IV della spesa del FESR, documento ufficiale prodotto in
Commissione: 6 miliardi 539 milioni 605 mila 100 euro, dotazione
finanziaria originaria.
Il target al 31/12/2011, secondo un atto di indirizzo del giugno
2011, viene contratto a 930 milioni 506,794, euro viste le
difficoltà di organizzazione della programmazione da parte del
governo Lombardo. Ulteriore contrazione del target al 31/12/2011:
501 milioni 621 mila 562 euro. Sapete la spesa certificata al
21/12/2011 qual è? 265 milioni 201 mila 516 euro.
Differenza tra la spesa ed il target dell'atto di indirizzo, i
novecento milioni precedenti, 665 milioni in meno, la differenza
tra la spesa e il target modificato con la riduzione, vista la
nostra difficoltà, meno 236 milioni 420 mila, non c'era bisogno
dell'articolo sul Il Fatto Quotidiano', sono i documenti di un
disastro e di un funerale che siete stati chiamati tutti a
celebrare con la vostra politica, con il vostro ribaltone e con il
capovolgimento di tutti i programmi che riguardavano proprio
l'efficacia e l'efficienza della pubblica Amministrazione.
Ma come si poteva poi, e mi sorprende che il collega Cracolici
ponga questo obiettivo ad un governo del futuro, sostenere un ritmo
efficace ed efficiente, quando nei dipartimenti delle attività
produttive Falgares febbraio 2009 e a seguire, quindi dal febbraio
2009, Vernuccio nomina annullata, Giglione, Salerno, Romano, Greco,
Greco, sette dirigenti in trentacinque mesi, durata media di cinque
mesi per dirigente, ma di quale obiettivi parliamo? L'obiettivo
dello scoordinamento e dello sfascio della Pubblica Amministrazione
regionale, della occupazione selvaggia a mesi, senza alcuna
finalizzazione di queste nomine. Perché una nomina ha senso solo se
dura almeno tre anni ma se dura tre mesi è la fotografia di un
disastro, è la fotografia di una serie di birillate' che questo
Governo con la sua maggioranza ribaltonista', compreso il collega
Cracolici che mi ha preceduto, hanno sostenuto con grande
compiacimento e con grande soddisfazione, i protagonisti del
disastro.
Istruzione e Formazione, Monterosso, Monterosso nomina annullata,
Bonanno, Campo, Albert, Albert nel giro di due anni e mezzo, tre
anni, cinque nomine dirigenziali.
Ma di quale amministrazione state parlando? Tutte persone
pregevoli, non sto ovviamente giudicando i livelli di preparazione,
sto giudicando come vengono trattati, a che cosa vengono assegnati,
al nulla.
La legge n. 25/2011, approvata sette mesi fa, per un ammontare
complessivo di svariati milioni per la riduzione del costo del
gasolio, per l'accesso all'acquisto delle macchine agricole con
procedura agevolata, per l'accesso al credito e la ristrutturazione
finanziaria delle piccole e medie imprese, una legge neutralizzata
dall'assenza del regolamento attuativo. Come fa un governo
siciliano a produrre una sola azione credibile sedendosi ad un
tavolo romano quando è portatore e titolare di questi disastri e
di queste inadempienze? Una legge votata da questo Parlamento che
il Governo aveva poi il compito di attuare con i regolamenti
attuativi. Come fa un Governo regionale, la cui maggioranza
ribaltonista ha teorizzato, da questi microfoni, che l'esercizio
provvisorio è diventato una necessità storica e strutturale di
questa Sicilia, quando gli imprenditori, l'ultima intervista del
Presidente degli industriali è di questo mese, dichiarano che
proprio il ricorso agli esercizi provvisori determina una
inadeguata quota di trasferimenti agli enti locali, un inadeguato
pagamento delle spettanze alle imprese, una chiusura dei cantieri,
un licenziamento degli operai e uno stato di agitazione e di crisi,
Signor Presidente il collega Cracolici ha parlato tredici minuti,
me ne concede altri due.
PRESIDENTE. Prego, ma si avvii alla conclusione.
LEONTINI. Grazie Signor Presidente. Come si fa, quindi, con una
Amministrazione in queste condizione, portatrice di questi disastri
ad interloquire con il Governo nazionale, è chiaro che la risposta
sono stati i tavoli tecnici. Voi sapete che i tavoli tecnici si
citano e si istituiscono quando la soluzione non si vuole rinvenire
perché la prima cosa, lo diceva l'onorevole Bufardeci, che
bisognava fare era andare lì portatori di uno stato di crisi
dichiarato, altrimenti l'agitazione viene considerata un'agitazione
scomposta delle altrui volontà senza alcuna copertura da parte di
un governo che parte in una interlocuzione senza l'adesione a
quello che stava accadendo e alla gravità dei contenuti di quello
che stava accadendo, non si è fatta nemmeno la dichiarazione dello
stato di crisi. Evidentemente non si crede a questo e quindi si
interloquisce con strumenti insufficienti e inadeguati. Con la
Sicilia non parla nessuno, Presidente Formica, si fanno le gare per
l'accesso al mercato e non partecipano gli istituti di credito, le
gare vanno deserte, questa Sicilia si è presentata al tavolo
romano, la Sicilia ribaltonista di Lombardo si è presentata con
queste credenziali.
E poi sentiamo i capigruppo dell'allora opposizione che sono
costretti ad esaltare una legge contro la quale hanno votato in
quest'Aula nel maggio del 2009 dichiarando: questa è la legge
fatta apposta dalla mentalità di Lombardo per consentire a Lombardo
e al suo governo di trasformare definitivamente la sanità nel più
grande sistema clientelare siciliano , sono le parole del
capogruppo e dei rappresentanti dell'allora opposizione contro una
legge che noi stavamo, assieme a Lombardo, mettendo in cantiere e
predisponendo, sebbene con divergenze notevoli tra la nostra
impostazione e quella dell'assessore Russo, ma contro la quale si
scagliarono i rappresentanti del PD che, oggi, sono costretti,
malinconicamente, ad esaltare questa legge di riforma della sanità
che nulla ha prodotto.
Allora, la fotografia malinconica di questa situazione, non può
che essere l'intervento del brillantissimo collega Musotto, che da
brillante avvocato è stato costretto a fare il difensore d'ufficio
di un solitario Presidente, uomo sempre più solo, difensore
d'ufficio, nominato d'ufficio, dal banco per difendere una causa
perduta, una situazione indifendibile, una formula politica nata
dall'imbroglio delle carte politiche, dal ribaltone, dal
capovolgimento e quindi contraria alla volontà popolare.
Si è completamente spezzato l'asse tra il consenso e la
rappresentanza, la rappresentanza sta andando verso direzioni
completamente diverse, il consenso era andato in una direzione,
oggi è diventato dissenso, il dissenso in Sicilia è ancora più
forte che altrove perché il Governo Lombardo ha moltiplicato le
conseguenze di una crisi che altrove ha certe caratteristiche ed
in Sicilia è spaventosamente appesantita dalle conseguenze di
questa disamministrazione'.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Donegani e Mattarella l'ordine del giorno n. 640 Opportune
iniziative allo scopo di fronteggiare le difficoltà relative alle
operazioni di esportazione dei prodotti siciliani , che la
Presidenza ritiene sia assolutamente compatibile col dibattito e,
se il Presidente Lombardo vorrà, lo sottoporremo alla sua
attenzione per esaminarlo.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Gli argomenti e i temi che
sono stati trattati sicuramente otterranno, visto che sono andati
ben al di là e al di fuori del tema del resoconto fedele che ho
fatto circa quindici giorni fa dell'incontro che abbiamo avuto con
il Presidente del Consiglio e con alcuni ministri e sottosegretari
del suo governo, una risposta articolata e tanto lunga che,
probabilmente, renderemo all'Aula, anche se mi rendo conto che,
visti i tempi, saranno gli argomenti che tratteremo quando verrà il
tempo con dovizia di particolari, perché credo che questo sia non
soltanto il nostro diritto ma nostro dovere, un dovere di verità,
allorché ci presenteremo ai cittadini siciliani alla vigilia di un
voto che naturalmente sarà espresso anche come valutazione del
lavoro che abbiamo fatto.
Siamo stati l'unica Regione tra le regioni meridionali che, anche
per la protesta che in quei giorni si verificava in Sicilia, ha
ottenuto - e questo ha sollevato non poche proteste da parte di
nostri colleghi presidenti di regioni meridionali - un confronto
lungo, attento, costruttivo, serio col Presidente del Consiglio e
con alcuni rappresentanti del suo Governo.
In quella sede - questo è il lavoro che abbiamo fatto, non
accompagnati né da deputati di partiti e neppure da presidenti di
associazioni o da sindaci, che per la verità ci seguivano
dall'esterno di Palazzo Chigi -, abbiamo rappresentato fedelmente e
devo dire anche con un atteggiamento di serietà nei confronti di
questa Assemblea, negli stessi termini in cui avevamo esposto il
giorno prima i nostri argomenti a voi tutti parlamentari, chiedendo
anche noi che tutta l'Assemblea venisse rappresentata e fosse
partecipe attraverso la persona del suo Presidente.
In fondo, i temi e gli argomenti che una crisi economica e sociale
ha reso drammatici, non soltanto in Sicilia, negli ultimi mesi e
negli ultimi anni e che ci venivano rappresentati, certo negli
ultimi giorni anche attraverso i rappresentanti della protesta più
volte a palazzo d'Orleans, ma nei mesi precedenti da sindacalisti,
da presidenti delle associazioni di categoria che avevamo ascoltato
e certo da delegazioni, da gruppi di agricoltori, da cittadini
siciliani, ai quali abbiamo deciso, tutti insieme, ormai non
privilegiando questo o quell'altro gruppo, di rispondere.
Non abbiamo né scaricato su Monti responsabilità nostre né, come
qualcuno ha detto, ci siamo presentati col cappello in mano,
assolutamente no, non siamo abituati a far questo. Semplicemente
abbiamo riassunto alcuni temi che richiedono un nostro impegno
certamente straordinario vista la difficoltà del momento, che
richiedono una sinergia col Governo nazionale e che richiedono
indubbiamente l'impegno anche, e taluni del Governo nazionale, per
quelle che sono le sue competenze. Tali altri argomenti dal Governo
nazionale, per quanto di nostra competenza attraverso gli strumenti
che abbiamo, addirittura, non pochi tra quelli che riguardano
l'agricoltura e in particolare la pesca, vanno portati in sede
comunitaria.
Il tema dei tributi. La nostra SERIT naturalmente fa la sua parte
in quanto a espropriazioni, ipoteche, eccetera, ma molto spesso -
come sapete - la SERIT è braccio operativo di altre agenzie come
quella delle Entrate e come l'INPS, e non se ne poteva non parlare
con il Governo.
In materia di tracciabilità, di lotta alle contraffazioni, di
indicazione dei prezzi al produttore, ci stiamo attrezzando. Non
era successo questo fino ad oggi in Sicilia, che finalmente questi
punti vengano tutelati e rispettati nel resto del Paese, per quanto
riguarda molti punti di approdo delle merci provenienti da Paesi
extracomunitari non c'è dubbio che abbiamo bisogno dello Stato.
C'è da intervenire sulla grande distribuzione. Avevamo una legge
sul commercio che poi, carica di emendamenti, non so se è finita in
Commissione, se è stata cancellata dall'agenda di questa Assemblea,
per la quale ci siamo impegnati, compreso il Presidente
dell'Assemblea, ad occuparcene in questa sede mentre, ovviamente,
il tema della grande distribuzione, che è relativo sempre alla
qualità dei prodotti e alla sicurezza alimentare, non può non
impegnare sul piano nazionale - perché una parte seria dei nostri
prodotti vengono commercializzati, la gran parte in Italia, fuori
certamente dal territorio della Sicilia - il Governo nazionale.
Sulle tariffe e sui carburanti il tavolo, così come
sull'approfondimento dei temi che riguardano i costi del trasporto,
le tariffe autostradali piuttosto che l'eco bonus, per cui abbiamo
avuto, in qualche caso, risposte immediate, di questo treno a lunga
percorrenza ci è stato assicurato dal vice ministro Ciaccia che
veniva riattivato e, certamente, sarà riattivato seduta stante.
Sulla materia carburanti e non solo non c'è dubbio che se ne deve
parlare in un tavolo che è aperto da due anni e che il precedente
Governo, soltanto con due regioni a statuto speciale, Sardegna e
Sicilia, non ha inteso chiudere e che va definito perché altrove
così è stato. In quella sede, quando si parlerà, ovviamente, di
accise e si parlerà di costo dei carburanti si potranno definire
questi temi.
I tavoli non sono un rinvio del problema, i tavoli sono
sicuramente luoghi nei quali potremo approfondire alcuni argomenti
e non c'è dubbio che, per quanto riguarda il bilancio, l'ultima
manovra del Governo precedente, quella firmata Tremonti e
quest'ultima del Presidente del Consiglio Monti, comportano
ulteriori tagli per oltre un miliardo di euro. Certo, il fatto che,
nonostante la scadenza di una previsione triennale, resti attestata
ai livelli più alti la nostra partecipazione alla spesa della
sanità, non potranno che essere argomenti sui quali dobbiamo
trovare necessariamente un'intesa.
Il tema della spesa dei fondi strutturali è stato posto. Su
questo, da parte nostra come da parte di altre regioni, a
cominciare dalla Campania, si è sollecitata una collaborazione che,
nei prossimi giorni, non soltanto vedrà lavorare un gruppo di
tecnici nostri e del Ministro della coesione territoriale, e
partecipa lo stesso Ministro, vorrà incontrare sicuramente il
Governo e, perché no, anche l'Assemblea perché questo tema che
riguarda tutte le regioni meridionali possa essere affrontato e si
possa registrare un'accelerazione che, comunque, come è stato
notato, checché si sia letto da qualche parte a proposito di
interruzione dei termini di pagamento, il tutto sta ed è oggetto di
una nota che sicuramente avrete letto - speriamo che abbia fortuna
sui giornali di domani - del Dipartimento Programmazione, che
rileva che si sono fatte osservazioni sulla qualità e sulla
quantità dei controlli cui dobbiamo provvedere e che null'altro,
disimpegno, interruzione dei trasferimenti, eccetera, ha un qualche
fondamento.
Poi, sono stati fatti tanti rilievi e osservazioni di carattere
politico e il termine ribaltone è stato più volte citato in
questa sede, nel corso di questo dibattito.
Oggi io mi sono assunto la responsabilità di presiedere un Governo
di tecnici, per carità se ne potrà attribuire l'appartenenza a
questo o a quell'altro partito, ma si tratta di un Governo di
tecnici che, così come accade per molti provvedimenti legislativi,
parecchi ad iniziativa dei parlamentari, potrebbe raccogliere,
qualora se ne avesse la sensibilità e il senso di responsabilità,
la maggioranza dei consensi come avviene anche per il Governo
nazionale dei tecnici.
A questo Governo si è pervenuti per continuare un lavoro, per
continuare un impegno che, certo, è stato nel senso - lo riconosco
- del ribaltamento, del capovolgimento, dell'inversione di una
tendenza che, per carità, non so se riuscirà a salvare
complessivamente questa nostra Terra, la nostra Regione da una
tendenza che l'avrebbe portata sicuramente alla catastrofe.
Abbiamo invertito una tendenza, di questo parleremo in questa sede
e fuori da qua, che aveva portato fuori da ogni controllo la spesa
della sanità; abbiamo rispettato, a differenza di altre regioni
sottoposte a piano di rientro, i vincoli di questo accordo col
Governo nazionale.
Certo, questo ha dovuto comportare dei sacrifici e il fatto che la
nostra Regione si adeguasse a regole e parametri che valgono in
tutto il mondo, se in tutto il mondo valgono le regole
dell'Organizzazione mondiale della Sanità. Ma non c'è stata scelta
nel senso del rigore, della razionalizzazione, della
riorganizzazione, i cui meriti ci vengono riconosciuti in tutta
Italia e non soltanto in Italia, del sistema della sanità che ha
avuto - ecco la scarsa credibilità e la malafede di taluni rilievi
- il riconoscimento di chi, invece, ritiene forse di fare
dimenticare quali erano le condizioni nelle quali ci siamo trovati,
magari impugnando o illudendosi di impugnare un forcone.
Abbiamo affrontato e abbiamo ribaltato la politica dei rifiuti.
Equivaleva ed equivale, quando questo termine citiamo, al sistema
dei termovalorizzatori di cui si sono occupate Commissioni che
hanno rilevato infiltrazioni della criminalità organizzata e non
soltanto questo, la costruzione di un sistema che certamente faceva
acqua da tutte le parti e che avrebbe portato il popolo siciliano a
pagare salato un sistema ed un servizio che, a costo di sacrifici
straordinari, stiamo cercando di riportare alla normalità.
Se c'è una cosa che ci si rimprovera e non soltanto nei confronti
governativi, ma su ogni giornale, è il numero dei nostri
dipendenti. In questo campo, come sapete, abbiamo cercato di dare
stabilità alla piaga vergognosa del precariato, ma ci siamo assunti
la responsabilità, l'onere e il merito di bloccare le assunzioni. A
proposito di questo un rilievo positivo ci viene da questo Governo
in materia di una formazione che ha visto crescere, dal 2001 al
2008, e segnatamente a metà di quel periodo, i suoi operatori da
2500 a 8000-9000, e qualcuno ha lamentato anche la liquidazione di
qualche società nella quale, quando leggerete i nomi, vi renderete
conto che molti di questi hanno assonanze e coincidenze con cognomi
importanti e pesanti di questa area territoriale, per non parlare,
mentre si denunziano gli stipendi e le indennità della casta, di
indennità e di stipendi da 400-500 mila euro che erano stati
attribuiti nel passato.
Abbiamo ribaltato questa porcheria' e questa vergogna', questo
sì, e ci saremmo aspettati che con senso di responsabilità si
sostenesse questa inversione di tendenza. Non ci facciamo
illusioni.
Dopo il dibattito di questa sera saremo molto precisi sin nei
minimi particolari e renderemo conto a questa Assemblea, come è
nostro dovere, ma soprattutto all'intero popolo siciliano.
Vi ringrazio, signor Presidente, e le chiedo, se possibile, di
consentire che l'assessore competente, Pier Carmelo Russo, possa
fare la sua introduzione al dibattito sul Ponte domani pomeriggio.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Donegani e Mattarella l'ordine del giorno numero 640 Opportune
iniziative allo scopo di fronteggiare le difficoltà relative alle
operazioni di esportazione di prodotti siciliani .
All'ordine del giorno, appongono la firma gli onorevoli Bufardeci,
Buzzanca, e tutti gli altri deputati presenti in Aula. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Rinvio dell'informativa del Presidente della Regione sugli
orientamenti del Governo nazionale circa la realizzazione del ponte
sullo Stretto di Messina
PRESIDENTE. Si passa al IV punto all'ordine del giorno:
Informativa del Presidente della Regione sugli orientamenti del
Governo nazionale circa la realizzazione del ponte sullo Stretto di
Messina.
Onorevoli colleghi, come ha poc'anzi richiesto il Presidente della
Regione, il punto all'ordine del giorno è rinviato a domani.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Rinvio della discussione unificata di mozioni, interpellanze e
interrogazioni
in materia di punti nascita
PRESIDENTE. Si passa al V punto all'ordine del giorno: Discussione
unificata di mozioni, interpellanze e interrogazioni in materia di
punti nascita .
Do lettura della nota protocollo numero 9588 del 3 febbraio 2012
pervenuta a mezzo fax da parte dell'assessore per la salute in pari
data protocollata al numero 1218/AulaPg del 7 febbraio 2012:
«Gentile Presidente,
in relazione alla discussione unificata di mozioni, interpellanze
e interrogazioni in materia di punti nascita inserita al V punto
dell'ordine del giorno della seduta pubblica in oggetto, è
necessario rappresentare che il contemporaneo impegno
istituzionale, sorto per effetto della convocazione del tavolo
tecnico per le problematiche del bilancio e della spesa sanitaria
di cui al decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del
30.1.2012, mi impedisce di garantire la presenza.
Nell'invitare la S.V. a farsi portavoce nei confronti dell'Aula
del rammarico dello Scrivente, si chiede di rinviare ad una
successiva seduta la discussione del sopra citato punto dell'ordine
del giorno».
L'Assessore
Dott. Massimo Russo
L'Assemblea ne prende atto.
La trattazione del presente punto è, pertanto, rinviata alla
seduta di domani, come da intesa con il Governo.
Pertanto, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 8 febbraio
2012, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni.
II - Informativa del Governo regionale sugli orientamenti del
Governo nazionale circa la realizzazione del Ponte sullo Stretto
di Messina.
III - Discussione unificata di mozioni e interrogazioni in materia
di punti nascita .
La seduta è tolta alle ore 19.16
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
alle ore 21.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Attività produttive»
PANEPINTO. - «All'Assessore per le attività produttive, premesso
che:
con D.D.G. n. 2098 del 13/09/2005 l'ex Assessorato Industria ha
pubblicato un bando per l'affidamento ad un soggetto unico, con il
quale stipulare apposita convenzione, della realizzazione delle
attività previste dall'asse/misura 3.15 del complemento di
programmazione del P.O.R. Sicilia 2000-2006 - Azioni A) 'Creazione
e gestione dei circoli di conoscenza' e l'azione B) 'Sviluppo del
sistema di interfaccia' , coerentemente con quanto previsto nella
corrispondente scheda di misura del complemento di programmazione e
nel documento recante la 'Strategia regionale per l'innovazione';
la spesa che era stata impegnata ammontava ad euro 7.997.620,50,
I.V.A. inclusa, ed avrebbe dovuto essere integralmente finanziata
attraverso risorse economiche a valere sul P.O.R. Sicilia 2000-
2006, sull'asse 3, misura 3.15, sull'azione A) per euro
2.221.561,25 e sull'azione B) euro 5.776.059,25, con le modalità di
cui all'art. 12 del capitolato d'oneri;
l'I.P.I. (Istituto per la promozione industriale), la
fondazione Censis, e l'Unione delle camere di commercio della
Regione siciliana hanno presentato offerta congiunta di
partecipazione alla gara, nominando I.P.I. capogruppo e mandatario
del costituendo raggruppamento temporaneo d'imprese;
con D.D.G. n. 1033 del 15/06/2006 la gara è stata provvisoriamente
aggiudicata al raggruppamento Esosfera, classificatosi al primo
posto della graduatoria di merito stilata dalla commissione
giudicatrice, con un punteggio pari a 89,59/100;
con D.D.G. n. 28 del 18.01.2007 la Regione siciliana ha revocato
la suddetta aggiudicazione provvisoria, disponendo conseguentemente
ed in aderenza a quanto sancito dall'art. 13 del capitolato d'oneri
l'aggiudicazione provvisoria al raggruppamento I.P.I.,
classificatosi al secondo posto della graduatoria di merito con un
punteggio pari a 74,20/100;
con nota n. 3924 del 30 gennaio 2007, la Regione siciliana ha
sollecitato al raggruppamento I.P.I. la trasmissione dei documenti
al fine di procedere all'aggiudicazione definitiva; a tale
sollecito fondazione Censis ed Unioncamere Sicilia hanno risposto
tempestivamente, mentre I.P.I. non ha proceduto a trasmettere
alcunché;
con ordinanza cautelare, successivamente, il T.A.R. Sicilia -
Sezione di Palermo ha rigettato la richiesta di sospensione
dell'efficacia del provvedimento di revoca dell'aggiudicazione a
favore del R.T.I., il cui capofila era Ecosfera;
con nota n. 13.761 del 26 marzo 2007, la Regione siciliana ha
reiterato l'intimazione a regolarizzare la documentazione inerente
il raggruppamento I.P.I., Censis ed Unioncamere Sicilia,
riservandosi la possibilità di attivazione di azioni di rivalsa in
caso di perdita delle risorse comunitarie nei confronti dello
stesso, nel caso di mancata accettazione della aggiudicazione della
gara, così come prescritto dal capitolato d'oneri;
allo scopo di ovviare ai ritardi accumulatisi per l'inerzia dei
componenti del raggruppamento aggiudicatario, che avrebbero
impedito la chiusura dell'intero pacchetto di attività e
l'erogazione delle relative spese entro la data del 30/06/2009,
risulterebbe che l'allora D.G. ing. Giuseppe Incardona abbia scelto
di 'spacchettare' le previste attività ricomponendole in due lotti,
dei quali il primo rimasto a carico del P.O.R. Sicilia 2000-2006
per un importo pari ad euro 4.700.000,00, mentre il secondo,
attualmente in corso di realizzazione, finanziato attingendo ai
fondi nazionali provenienti dal C.I.P.E. per un importo di euro
2.297.620,50;
quanto ciò sopra descritto risulterebbe motivato dalla necessità
di erogare al R.T.I. aggiudicatario l'intera somma approvata senza
che fosse necessario accelerare i tempi per la realizzazione del
secondo lotto entro la data prevista ai fini della rendicontazione
di somme sempre a valere sul suindicato P.O.R. Sicilia;
la convenzione fra la Regione siciliana ed il raggruppamento
I.P.I., sottoscritta nel dicembre del 2007, è stata approvata dal
RUP soltanto nel mese di aprile 2008, con il progetto denominato
RE.S.IN.T. (Rete Siciliana per l'innovazione Tecnologica), e solo a
partire da quella data è stata annunciata la concreta partenza
delle attività dell'appalto servizi;
le attività del primo lotto del progetto RE.S.IN.T. sono state
concluse dal raggruppamento aggiudicatario entro la data del
30/06/2009 e, successivamente, sottoposte alla verifica
amministrativa;
rilevato che nella fattispecie si tratta del più importante
finanziamento che sia stato erogato attraverso l'ex Assessorato
regionale Industria con somme provenienti dal P.O.R. Sicilia,
durante l'esercizio finanziario 2000-2006;
per sapere:
per quale motivo la convenzione fra la Regione siciliana ed il
raggruppamento I.P.I., dopo che era stata sottoscritta nel mese di
dicembre del 2007, sia stata approvata dal R.U.P. solo nel mese di
aprile 2008;
quali siano state e quali siano le effettive modalità di
esecuzione di tale iniziativa, in rapporto a quanto previsto
dall'offerta tecnica e dai risultati attesi;
se siano noti i dati relativi ai beneficiari delle attività
realizzate, ossia quali e quanti siano i soggetti che hanno
beneficiato e beneficiano delle attività previste nell'ambito della
creazione dei circoli di conoscenze e dello sviluppo del sistema di
interfaccia;
con quali professionalità il R.T.I. aggiudicatario abbia
realizzato il primo lotto e starebbe realizzando il secondo e se,
per sostituire i soggetti originariamente indicati, siano stati
pubblicati appositi bandi per la selezione delle risorse umane e,
in caso affermativo, quali siano stati i criteri di selezione e
valutazione delle stesse;
quali siano le motivazioni per le quali i soggetti originariamente
proposti siano stati esclusi e sostituiti sebbene i loro curricula
siano stati oggetto di valutazione da parte della commissione di
valutazione dell'appalto-servizi;
se risponda al vero che numerosi presidenti e vicepresidenti delle
C.C.I.A.A. siciliane, essendo i rappresentanti legali delle stesse,
siano stati incaricati nel primo e nel secondo lotto, coinvolti
nella realizzazione dell'appalto servizi con incarichi di
consulenza;
se risponda a verità che numerosi segretari generali delle
C.C.I.A.A., che sono i dirigenti generali delle camere stesse,
insieme con altri amministratori del sistema camerale siciliano,
tra cui vari componenti delle giunte e dei consigli delle nove
C.C.I.A.A. della Sicilia, siano stati coinvolti nella realizzazione
dell'iniziativa mediante incarichi e, se ciò risponde al vero, si
chiede di conoscere il profilo dettagliato dei suddetti incarichi e
le relative retribuzioni;
se corrisponda al vero che per le attività del primo lotto (euro
4.700.000,00), non sia stata svolta alcuna attività di revisione
amministrativa di rendicontazione contabile, sulla scorta di un
parere che l'ing. Giuseppe Incardona ha 'commissionato' all'Ufficio
legislativo e legale della Regione siciliana e che, invece, si sia
proceduto all'erogazione del saldo a seguito della semplice
presentazione di una relazione sulle attività svolte;
come intenda cautelarsi l'Amministrazione regionale con la
considerazione che il recente decreto di manovra economica, in fase
di conversione in legge, abbia previsto la messa in liquidazione
dell'I.P.I., soggetto mandatario del R.T.I. affidatario
dell'appalto servizi suindicato;
quali iniziative, accertati i fatti sin qui descritti, si intenda
assumere a garanzia del corretto e trasparente andamento della
pubblica amministrazione circa l'investimento in parola». (1238)
Risposta. - «Con l'atto ispettivo in oggetto l'onorevole
interrogante, facendo riferimento al bando per l'affidamento del
servizio per la realizzazione delle attività di cui alla misura
3.15 del P.O.R. Sicilia 2000 - 2006 - azioni A (Creazione e
gestione dei circoli di conoscenza) e B (sviluppo del sistema di
interfaccia), chiedeva lumi in merito alla correttezza, alla
linearità ed alla legittimità delle azioni prodotte dai progetti
finanziati dal bando in oggetto:
In relazione all'oggetto dell'atto ispettivo de quo ed alle
questioni poste dall'interrogante, preme evidenziare quanto segue:
Il bando sopra citato veniva pubblicato in Gazzetta Ufficiale in
data 13/09/2005.
La Regione Siciliana, con D.D.G. n. 1033 del 15/06/2006, formulava
l'aggiudicazione in via definitiva dell'appalto a beneficio del
Raggruppamento Temporaneo d'Impresa (R.T.I.) capeggiato dalla
Ecosfera s.p.a.
Successivamente la stessa Regione Siciliana, con nuova D.D.G., la
n. 27 del 17/01/2007, confortata in questo intendimento dal parere
prot. n. 736 del 16/01/2007 reso dall'Ufficio legislativo e legale
della Presidenza della Regione, provvedeva a disporre l'esclusione
dalla gara dell'iniziale R.T.I., originariamente aggiudicatario
dell'appalto, contestando violazioni degli obblighi assunti in sede
di gara.
Pertanto l'aggiudicazione veniva formalizzato in capo al secondo
classificato in gara, per l'appunto il R.T.I. capeggiato da IPI e
formato da Unioncamere e Censis.
Le motivazioni addotte in seno alla Delibera di esclusione di
Ecosfera s.p.a. (che nel frattempo aveva proposto ricorso
giurisdizionale) venivano confermate dal TAR Sicilia e poi dal
C.G.A. tanto in fase cautelare, quanto nel merito, di fatto
rigettando, con sentenza n. 13 del 09/01/2008, la richiesta di
sospensione e di annullamento degli effetti della D.D.G. n.
27/2007.
Si evidenzi inoltre il fatto che il tempo intercorso fra la
stipula della convenzione fra la Regione e il R.T.I. IPI -
Unioncamere - Censis, avvenuta nel Dicembre 2007 e l'effettivo
svolgimento delle attività autorizzate, sia altresì da imputarsi ai
lunghi tempi resisi necessari per la definizione del giudizio
cautelare intentato dal R.T.I. classificatosi terzo in
graduatoria.
Infatti la Regione Siciliana, per più che evidenti motivazioni
cautelari decideva di differire l'avvio delle attività previste in
appalto all'esito finale del giudizio cautelare, con cui veniva
definitivamente respinta la richiesta di sospensione dei
provvedimenti impugnati, con ordinanza del TARS del 25/02/2008.
Pare pertanto di tutta evidenza che nessun rilievo può essere
mosso in merito ad eventuali ritardi nella formalizzazione della
formale aggiudicazione al raggruppamento secondo classificato,
stante che la vicenda giudiziaria sopra citata si sia conclusa
soltanto nei mesi di Gennaio/Febbraio del 2008, con pronuncia
giurisdizionale.
In quanto poi al supposto spacchettamento delle azioni previste
dal bando, cui fa riferimento l'interrogante, parrebbe assai più
appropriato evidenziare come l'Amministrazione regionale, proprio
con l'obiettivo di salvaguardare l'utilizzo pieno delle risorse
comunitarie, scongiurando il rischio che esse potessero perdersi
per il meccanismo del disimpegno automatico ed in considerazione
del tempo perso a causa delle predette vicende giurisdizionali,
provvedeva a suddividere in due lotti funzionali ed autonomi il
progetto; il primo lotto con fondi POR ed il secondo con fondi
statali.
Si può pertanto affermare che l'adozione di tale accorgimento
abbia consentito alla Regione di preservare e poi utilizzare in
toto le risorse comunitarie che non si sarebbero potute
rendicontare a causa dei tempi lunghi necessari all'avvio delle
attività e che invece sono state reimpiegate in seguito allo
scorrimento delle graduatorie della misura 3.15, garantendo altresì
l'intera copertura dei servizi commessi in appalto.
In quanto poi alla legittimità delle attività svolte e delle
modalità di esecuzione dell'appalto, risulta agli atti che esse
siano state rigorosamente ed analiticamente comunicate e descritte
nella corposa documentazione consegnata, così come previsto dal
bando, dalla Ditta appaltatrice alla Regione Siciliana e mai
sottoposte a formali contestazioni, successive a procedimenti di
accesso agli atti, ex L. n. 241/1990.
Va detto in tal senso che l'Amministrazione Regionale, con il
supporto di Invitalia , ha scrupolosamente verificato la effettiva
rispondenza del servizio svolto rispetto a quello commesso in
appalto e rispetto a quello descritto nell'ambito dell'offerta
tecnica presentata in sede di gara, nonché la regolarità
amministrativa e contabile della documentazione prodotta.
Tali circostanze si possono evincere nel DRS n. 1033 del
25/05/2009, con cui la stessa Amministrazione Regionale ha
approvato le attività inerenti il cosiddetto I lotto, ovverossia
quello riguardante l'utilizzo di fondi comunitari.
In quanto poi alle modalità ed ai criteri di utilizzo delle
risorse umane, va detto che i curricula inizialmente allegati
all'offerta tecnica non sono mai stati valutati dalla commissione
aggiudicatrice della gara, non avendo alcun peso ai fini
dell'attribuzione del punteggio alle singole proposte, così come si
può agevolmente evincere dalle disposizioni contenute nel bando e
nel capitolato.
Pertanto si può affermare che il più volte citato R.T.I.
aggiudicatario dei servizi in appalto non era tenuto a pubblicare
bandi per la selezione delle risorse umane da utilizzare per la
realizzazione del progetto.
Inoltre la sostituzione di parte dei soggetti inizialmente
indicati quali potenziali facenti parte dello staff di lavoro può
considerarsi assolutamente fisiologica , visto e considerato il
lasso temporale di circa tre anni dal momento della presentazione
dell'offerta al momento dell'effettivo affidamento del servizio.
Con riferimento all'ultimo quesito posto dall'On. Interrogante,
pare infine poter affermare che non vi sia nessun nesso
consequenziale fra la definizione delle attività previste nel II
lotto e l'avvenuta soppressione dell'IPI, con D.L. n. 78 del
31/05/2010.
Infatti il completamento delle attività ascrivibili all'IPI,
peraltro già in gran parte completate alla data di entrata in
vigore della legge di conversione del suddetto Decreto Legge,
vengono comunque garantite in forza della norma transitoria dettata
dall'articolo 2 del D.M. del 08/06/2010, il quale testualmente
dispone che: le attività relative ai compiti ed alle funzioni
esercitate dall'IPI continuano ad essere esercitati presso le sedi
e con gli uffici a tal fine già utilizzati, con autonomia operativa
volta a garantire la continuità dei rapporti facenti capo
all'Istituto .
Dunque dalla semplice lettura del citato articolo di legge appare
pertanto evidente il fatto che la soppressione dell'IPI non abbia
in alcun modo inciso nel corretto espletamento delle attività sopra
citate».
L' Assessore
dott. Marco Venturi
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
attività produttive, premesso che:
l'Enel di Palermo non ha ancora provveduto a fornire di energia
elettrica il Pastificio di Corleone 'Rinascita corleonese' che
lavora i prodotti delle terre confiscati alla mafia per la
lavorazione e la produzione di pasta;
tale situazione rappresenta un paradosso in quanto il pastificio
ha anche provveduto a tutti gli adempimenti, anche a quelli di
natura economica;
considerato che:
in questo modo non solo viene bloccata l'economia del territorio,
ma viene anche vanificato il coraggioso impegno di tanti giovani
che hanno deciso di rendere produttivi i terreni confiscati ai boss
di Cosa nostra in un territorio da sempre connotato per il forte
condizionamento della mafia;
la mancata erogazione dell'energia da parte dell'Enel compromette
l'economia e lo sviluppo del territorio e manda un messaggio
negativo a chi oggi vuole creare economia e lavoro nei luoghi e sui
beni sottratti all'organizzazione criminale di Cosa nostra;
per sapere quali atti o provvedimenti abbia adottato o intenda
adottare in merito alla mancata fornitura di energia elettrica da
parte della società Enel al pastificio 'Rinascita Corleone'».
(1849)
Risposta. - «La questione posta dall'onorevole interrogante, per
la natura stessa del pastificio Rinascita Corleonese assume un
grande rilievo sociale ed un enorme impatto simbolico, sul terreno
della lotta alla mafia, intesa come precondizione necessaria a
determinare sviluppo economico sano e virtuoso.
In seguito al recepimento dell'atto ispettivo, in oggetto questo
assessorato ha immediatamente posto in essere tutti gli adempimenti
necessari ad approfondire le ragioni delle difficoltà esposte
nell'atto ispettivo, attivando ogni possibile contatto con l'Enel,
il SUAP del Comune di Corleone ed i vertici della Cooperativa, per
avere contezza della questione.
Da tali approfondimenti è emerso che i ritardi sono da addebitarsi
a disfunzioni di ordine tecnico, in relazione alla richiesta di
attivazione di un nuovo contratto, formalizzata nel mese di Aprile
del 2010 dal pastificio stesso.
Specificatamente l'Enel sosteneva la necessità di un nuovo
impianto, con la realizzazione di una nuova palificazione, da
collegarsi alla cabina elettrica.
Il prolungarsi della procedura di attivazione è stato dettato
dalla opposizione dei privati interessati alla collocazione di tali
nuovi pali, in quanto ricadenti in terreni di loro proprietà.
Si è pertanto deciso di utilizzare la vecchia linea, adeguatamente
potenziata, al fine di finalmente ottemperare alla richiesta di
allaccio del pastificio de quo agitur.
A conclusione dell' iter tecnico - burocratico, nel mese di Maggio
del 2011, il pastificio Rinascita Corleonese ha ottenuto
l'allaccio dell'energia elettrica.
Nel mese di Ottobre del 2011, con una cerimonia inaugurale, il
pastificio ha finalmente iniziato la propria attività produttiva».
L'Assessore
dott. Marco Venturi
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per le
attività produttive e all'Assessore per le autonomie locali e la
funzione pubblica, premesso che:
da alcuni mesi all'interno dell'Assessorato Attività produttive vi
è un forte scontro tra lo stesso Assessore ed il dirigente
generale, esterno all'amministrazione regionale, dottor Marco
Romano;
tali dissapori nascerebbero fra l'altro, secondo notizie di
stampa, dalla nomina, effettuata dal dottor Romano, di un membro
del consiglio di amministrazione della camera di commercio di
Agrigento che ha a suo carico una condanna a tre anni per peculato;
considerato che:
tale situazione crea ovviamente un clima di conflittualità
all'interno del dipartimento guidato dal dr Romano, che rende
difficilissimo il dovuto esercizio dell'azione amministrativa;
nonostante i ripetuti inviti alle dimissioni rivolti al dottor
Romano, lo stesso continua a restare saldamente ai vertici
dell'Assessorato;
preso atto che:
a tale incresciosa situazione si è aggiunto in questi giorni il
risultato della relazione depositata dal SEPICOS, il servizio di
pianificazione e controllo strategico dell'Assessorato Attività
produttive, che ha svolto una verifica sul comportamento tenuto dal
dottor Romano;
secondo tale relazione, non solo il dottor Romano avrebbe tenuto
un comportamento lesivo degli interessi dell'amministrazione, ma
non avrebbe neanche i requisiti per potere dirigere un dipartimento
regionale;
con tale nomina, tra l'altro, si mortifica la professionalità dei
dipendenti della Regione, visto che per ricoprire tale ruolo
dirigenziale si è dovuto attingere a personale esterno
all'amministrazione, con un onere non indifferente per le casse
siciliane;
visto che:
secondo il SEPICOS, è insufficiente la guida per otto mesi del
consiglio di amministrazione del parco scientifico e tecnologico a
giustificare la nomina a dirigente generale della Regione;
il SEPICOS scrive: 'E' problematico ritenere che una piccola
società consortile possa essere assimilata ad una struttura di
massima dimensione come la Regione';
quindi, secondo l'organo di controllo dell'Assessorato Attività
produttive, è errato assimilare l'incarico di presidente di un
c.d.a. con quello di dirigente generale della Regione, rendendo, di
fatto, il dottor Romano incompatibile con il ruolo ed illegittima
la sua nomina a dirigente generale all'interno dell'amministrazione
regionale;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare per ripristinare la legalità
all'interno dell'Assessorato Attività produttive;
quali siano i motivi per i quali ancora non sia stato revocato
l'incarico al dirigente generale dottor Marco Romano, nonostante le
ripetute richieste in tal senso dello stesso Assessore Venturi».
(2071)
Risposta. - «L'onorevole interrogante, con l'atto ispettivo
indicato in oggetto, avuto riguardo alla posizione del dott. Marco
Romano quale dirigente generale del dipartimento attività
produttive, chiede di conoscere quali iniziative intendano
adottare per ripristinare la legalità all'interno dell'Assessorato
attività produttive .
Sul punto si rileva come, con atto dell'11/10/11, il suddetto
dott. Romano abbia rassegnato le proprie dimissioni dall'incarico
di dirigente generale del suddetto dipartimento.
Tale scelta ha, pertanto, contribuito a superare le criticità che
l'onorevole interrogante evidenzia con l'atto ispettivo che si
riscontra».
L'Assessore
dott. Marco Venturi
LENTINI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
attività produttive, premesso che:
i consorzi per le aree di sviluppo industriale costituiscono enti
pubblici non economici, dotati di personalità giuridica, sui quali
la Regione esercita la duplice funzione di direzione (indicando
propri rappresentanti negli organismi) e di vigilanza e controllo;
il consorzio ASI di Palermo, per l'espletamento di attività
d'istituto, s'è avvalso di personale in forme contrattuali precarie
(collaborazioni) reiterate nel tempo;
lo stesso consorzio, come appare sul sito internet istituzionale,
ha recentemente emanato un avviso per la costituzione di una 'long-
list' di professionisti destinati a 'svolgere prestazioni di
analisi economico-finanziarie e strategiche, a supporto
dell'attività gestionale dell'Ente', senza prevedere alcuna forma
di garanzia per il personale precario che fin qui ha svolto
praticamente tali mansioni;
considerato che:
l'intendimento del legislatore regionale e del Governo, più volte
ribadito, è quello di superare le situazioni di precarietà
occupazionale nell'impiego pubblico, garantendo quanti hanno
acquisito diritti e professionalità;
ugualmente è intendimento ripetutamente ribadito quello di porre
un deciso freno al proliferare di consulenze ed incarichi nella
pubblica amministrazione;
il personale che ha prestato servizio presso l'ente ha svolto
mansioni sostanzialmente riconducibili a quelle previste
nell'avviso ed ha - peraltro - acquisito specifica conoscenza ed
esperienza sul funzionamento del consorzio e delle procedure dallo
stesso adottate;
lo stesso consorzio, in sede di determinazione del fabbisogno di
personale ed in accordo con le organizzazioni sindacali, ha
previsto la stabilizzazione del personale con contratto di
collaborazione, in possesso dei requisiti previsti dalla vigente
normativa, con assegnazione a mansioni sostanzialmente
riconducibili a quelle previste dall'avviso e che, pertanto,
potrebbe facilmente ed utilmente svolgere tali attività;
lo stesso avviso appare di dubbia legittimità atteso che non
vengono assolutamente riportate le modalità di costituzione
dell'albo, i termini relativi, i requisiti richiesti e gli
ipotetici futuri incarichi che verrebbero attribuiti;
la situazione sopra prospettata risulta peraltro foriera di
contenziosi, con rischio di ricadute negative sulla pubblica
amministrazione;
per sapere:
se il citato avviso risulti legittimo ai sensi della vigente
normativa;
se ritengano d'intervenire al riguardo, anche in considerazione
del processo di riorganizzazione e risanamento del settore pubblico
regionale in genere e dell'ipotizzata riforma dei consorzi ASI
nello specifico;
quali iniziative s'intenda intraprendere per garantire
l'occupazione del personale precario del consorzio ASI di Palermo
ed evitare l'improprio ricorso a consulenze o conferimenti
d'incarichi professionali». (2184)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo in oggetto va
evidenziato come le questioni rappresentate appaiono superate dalla
recente riforma dei Consorzi ASI siciliani e dalla costituzione
dell'I.R.S.A.P.
Nel merito va detto che, allorquando il Consorzio ASI di Palermo
pubblicò l'avviso cui si fa riferimento nell'atto ispettivo in
oggetto, l'intendimento era quello di creare un albo di
professionisti di comprovato valore ed esperienza, di fiducia
dell'ente, ovvero di società professionali, da cui poter attingere
esclusivamente nel caso in cui fosse stato ottenuto uno specifico
finanziamento, da parte del Ministero dell'Economia, finalizzato
all'acquisizione di fondi della ex Cassa per il Mezzogiorno ed ex
Agensud .
Va detto che tale finanziamento non è stato più richiesto dal
Consorzio ASI di Palermo, in ragione dell'approvazione del D.D.L.
n. 794 del 30/09/2011, avente ad oggetto la costituzione
dell'Istituto Regionale per lo sviluppo delle Attività Produttive,
in sostituzione degli stessi Consorzi ASI.
Essendo pertanto la costituzione di tale albo subordinata
unicamente al finanziamento sopra richiamato, che poi non è stato
più richiesto, l'avviso pubblico in questione non ha mai avuto
alcun effetto, nonostante per breve tempo ne sia stata erroneamente
mantenuta la pubblicazione sul sito istituzionale dell'Ente
consortile, in seguito immediatamente cancellato.
In merito alle questioni riguardanti il personale precario presso
il Consorzio ASI di Palermo, va evidenziato che, da nota del
13/01/2012, prot. n. 96/2012/306, trasmessa all'attenzione di
questo assessorato, a firma del Commissario Straordinario
dell'Ente, dottoressa Angela Antinoro, nel comunicare diversi dati
ed informazioni, riguardanti l'Ente, in previsione dell'imminente
costituzione dell'I.R.S.A.P., sul tema testualmente si rappresenta
che non è in forza al Consorzio personale a tempo determinato .
Ad ogni buon conto si rappresenta che l'I.R.S.A.P. subentrerà alle
disciolte A.S.I. anche nella gestione dei rapporti di lavoro
precario, nei limiti e con le modalità all'uopo previsti dalla
vigente normativa di settore».
L'Assessore
dott. Marco Venturi
FALCONE - POGLIESE - BUZZANCA - CAPUTO -VINCIULLO. - «Al
Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia e
all'Assessore per le attività produttive, premesso che:
l'attuale crisi che sta investendo la Regione, frutto di una
recessione mondiale dagli esiti ancora drammaticamente incerti, sta
assumendo dei connotati, nel vivere quotidiano, che sta
stravolgendo e modificando l'intero modus vivendi di migliaia di
siciliani;
ogni famiglia cerca di risparmiare in tutti i modi, dagli acquisti
essenziali, bandendo il superfluo, alla scelta di evitare spese non
necessarie;
purtroppo, ultimamente, il disagio economico dei siciliani si sta
manifestando anche con la triste scelta di usare persino gli
oggetti d'oro per potere far quadrare i conti dei propri nuclei
familiari;
considerato che:
questa drammatica realtà, sintomo di una gravissima recessione in
atto, ha dato lo spunto al proliferare, in tutta la Sicilia, di
negozi che comprano oro, con una crescita esponenziale allarmante,
come denunciato dall'ANOPO, l'associazione nazionale operatori
professionisti in oro;
secondo i dati forniti da detta associazione, in Sicilia,
nell'ultimo quinquennio, si è registrato un aumento di queste
attività pari al 60%; attività che, è bene ricordare, hanno un giro
d'affari stimato intorno ai 500 mila euro all'anno, contro i 350
mila del 2010;
tenuto conto che:
gli operatori professionisti autorizzati dalla Banca d'Italia a
svolgere tale attività in Sicilia, in base alla legge 7 del 2000,
sono appena tredici;
questa discrepanza tra numero di operatori professionisti e numero
di attività operanti in Sicilia è dato dalla mancanza di una
normativa che regolamenti le aperture di tali negozi;
oggi, infatti, pare che tali negozi possano essere aperti con una
semplice autorizzazione della Questura, che la rilascia sulla
scorta del casellario penale. Non serve nient'altro, neanche il
rispetto delle più elementari regole commerciali, come l'emissione
degli scontrini fiscali;
preso atto che la stessa ANOPO stima che almeno il 50% delle
operazioni di cambio, eseguite in questi negozi, avviene in nero;
come se ciò non fosse sufficiente a sollevare parecchi dubbi sulla
regolarità di tali attività, le stesse non sono tenute a registrare
i nominativi dei propri clienti;
atteso che:
alla luce di quanto sopra, appare evidente il rischio che queste
attività possano diventare centri di smistamento di materiale
rubato o, ancora peggio, un facile sistema di riciclaggio di denaro
di dubbia provenienza;
occorre evidenziare che ci si trova dinanzi ad un fenomeno non
circoscritto ad una specifica zona della Sicilia, ma, ormai,
diffuso in maniera capillare in tutti i centri abitati dell'Isola,
dal piccolo comune alla grande città metropolitana;
tale proliferare di attività commerciali rischia anche di
diventare fonte di guadagno per la malavita organizzata;
considerato che :
necessita procedere ad una regolamentazione di queste attività, al
fine di creare regole di certezza e di trasparenza;
appare opportuna l'istituzione di un albo specifico, con la
tracciabilità degli acquisti, come ad esempio la registrazione dei
nominativi dei venditori, la trascrizione obbligatoria della
tipologia di acquisto, col tipo di merce, peso e prezzo, per
determinare quei passaggi indispensabili al fine di una corretta
regolamentazione di un settore che, oggi, lascia più di qualche
dubbio;
per sapere se non ritengano urgentissimo porre in essere un
provvedimento normativo che regolamenti, in Sicilia, l'apertura e
la gestione dei negozi che acquistano oro usato». (2246)
Risposta. - «Con riferimento alle questioni poste dall'onorevole
interrogante va segnalato che, ad oggi, non esiste in Sicilia una
norma speciale che disciplina in modo dettagliato il commercio di
oro usato.
Pertanto il commercio di oro nella nostra regione non può
ovviamente prescindere del contesto nazionale, laddove si tenga
conto del fatto che tale materia in Italia è regolamentata
unicamente da una apposita normativa intitolata Nuova disciplina
del mercato dell'oro , in attuazione della direttiva 98/80/C.E. del
12.10.1998 emanata con Legge 17 gennaio 2000, n. 7 pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 16 del 21 gennaio 2000. L'Ufficio Italiano
dei Cambi (oggi sostituito nelle funzioni dalla Banca d'Italia) in
base all'Art. 1 comma 3 legge n.7 del 17 gennaio 2000, autorizza lo
svolgimento del commercio di oro in via professionale, alle banche
o, previa comunicazione all'Ufficio italiano dei cambi, da soggetti
in possesso dei precisi requisiti attinenti la forma giuridica
della società:
Per fare maggiore chiarezza da quanto disposto dalla Legge 7/2000,
la Banca d'Italia ha provveduto alla pubblicazione del documento
esplicativo Chiarimenti in materia di oro del 26.06.2001
dichiarando: per poter qualificare, ai sensi della Legge
17/01/2000, n. 7, il commercio di rottami di oro ed individuare gli
eventuali obblighi gravanti su coloro che svolgono tale attività,
si distinguono due modalità operative:
·acquisto di oggetti preziosi usati, direttamente da privati, e
rivendita degli stessi, senza ulteriore trasformazione. Detta
attività non è qualificabile ai sensi dell'art. 1, comma 3, della
Legge 17/1/2000, n. 7; essa si configura, infatti, come commercio
di prodotti finiti che non rientrano nella definizione di "oro"
contenuta nell'art. 1, comma 1, della stessa Legge;
·acquisto di oggetti preziosi avariati, destinati alla fusione, e
successiva cessione dell'oro così ottenuto, in una qualunque delle
forme in uso (lingotti, placchette, etc.). L'operatività in
questione, esercitata in via professionale e non occasionalmente,
deve ritenersi riconducibile, sia per gli aspetti soggettivi che
oggettivi, nel disposto di cui alla Legge n. 7/2000 .
Come visto, nel primo caso, non è necessaria l'autorizzazione
dell'U.I.C. trattandosi di commercio di oggetti preziosi usati e
pertanto andrà applicata l'IVA sull'imponibile. Nel secondo caso
invece, trattandosi di cessione di rottami , quindi materiale
d'oro, è necessaria l'autorizzazione dell'Ufficio Italiano dei
Cambi, quindi essere qualificati come operatori professionali, e
godere pertanto della non applicabilità IVA sulla vendita d'oro
destinato a fusione.
Infatti l'abitudine dei compro oro , è quella di acquistare
oggetti preziosi usati dai privati cittadini (o da altri compro
oro), e rivenderli direttamente a fonderie o aziende specializzate
nel recupero di metalli preziosi.
Nulla potrebbe vietare questo comportamento se i beni ceduti
fossero qualificati per quello che realmente sono, ovvero
oreficeria usata, ma nella più ampia casistica vengono invece
qualificati come rottami. Questo espediente, di mutare
arbitrariamente la natura dei beni, consente di eludere l'I.V.A.
beneficiando di quanto stabilito dalla Legge n. 633/77 articolo 17
comma 5.
Il gestore di un semplice compro oro , intenzionato ad operare
secondo la legge, dovrebbe cedere i preziosi per quelli che
realmente sono, ovvero beni usati, specificando nella fattura la
reale natura degli oggetti ovvero oreficeria usata ed applicare
quindi all'importo della fattura l'aliquota IVA ordinaria.
La legge infatti dispone chiaramente che i beni acquistati
all'origine devono essere ceduti nello stato in cui si trovano, non
potendo il semplice compro oro lavorare o trasformare gli oggetti
preziosi, in quanto questa è una prerogativa riservata ai soli
operatori professionali o laboratori specializzati (punto 1 sopra
menzionato). Quindi quei compro oro che descrivono sul Documento
di Trasporto e Fattura i beni ceduti quali rottami anziché
oreficeria usata , oltre ad eludere l'IVA, commettono anche i
seguenti reati contemplati dalla legge 7/2000:
Chiunque svolge l'attività di cui all'articolo 1, comma 3, senza
averne dato comunicazione all'Ufficio italiano dei cambi, ovvero in
assenza dei requisiti richiesti, è punito con la reclusione da sei
mesi a quattro anni e con la multa da lire quattro milioni a lire
venti milioni. Alla stessa pena soggiace chiunque svolga l'attività
prevista dall'articolo 2, comma 1, senza esservi legittimato.
Le violazioni dell'obbligo di dichiarazione di cui all'articolo 1,
comma 2, sono punite con la sanzione amministrativa da un minimo
del 10 per cento ad un massimo del 40 per cento del valore
negoziato. Per l'accertamento delle violazioni previste dal
presente comma e per l'irrogazione delle relative sanzioni si
applicano le disposizioni del testo unico delle norme di legge in
materia valutaria, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 31 marzo 1988, n. 148, e successive modificazioni.
Per chiarire ulteriormente la differenza concreta che intercorre
tra l'oreficeria usata ed il materiale d'oro come i rottami, e la
conseguente diversità nell'applicazione dell'IVA, la Risoluzione
dell'Agenzia delle Entrate n. 375/E del 28/11/2002 ha affrontato la
possibile applicazione del disposto del comma 5 dell'art. 17 nel
settore commerciale dell'acquisto di oro usato. La Risoluzione
riportò quanto affermato dall'Ufficio Italiano Cambi e cioè che
rientrano nella nozione di materiale d'oro tutte le forme di oro
grezzo destinate ad una successiva lavorazione, e che la
caratteristica di un semilavorato è costituita dall'essere un
prodotto privo di uno specifico uso e funzione, e cioè
dall'impossibilità di utilizzare il materiale o la lega d'oro,
essendo necessaria una ulteriore stadio di lavorazione o
trasformazione che ne consenta l'utilizzo da parte del consumatore
finale .
Quindi dimostrare che si opera esclusivamente nel settore del
recupero dei metalli preziosi, senza commercializzazione di
gioielli, ed infine beneficiare come contemplato nella succitata
risoluzione, di quanto segue: l'imposta sugli acquisti di rottami
di gioielli d'oro, destinati ad essere sottoposti al procedimento
industriale di fusione e successiva affinazione chimica per il
recupero del materiale prezioso ivi contenuto, può essere assolta
mediante la particolare procedura prevista dall'art. 17, comma 5,
del DPR n. 633 del 1972. .
Alla luce di quanto rappresentato e tenuto conto della particolare
complessità di una materia che, come visto, assume un particolare
rilievo anche in tema di contrasto dei fenomeni di riciclaggio e di
contrasto alla criminalità organizzata, l'auspicio è che il
legislatore nazionale regolamenti in modo più organico la materia,
introducendo innovazioni legislative, attraverso l'affermazione di
regole e criteri più rigorosi, che corrispondano all'esigenza di
razionalizzare l'apertura e la gestione dei negozi che acquistano
oro usato, così da corrispondere a fondamentali regole di
trasparenza e di certezza».
L'Assessore
dott. Marco Venturi
Rubrica «Infrastrutture e Mobilità »
FALCONE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che il servizio di
collegamento marittimo tra le isole Egadi e la Sicilia viene
effettuato dalle compagnie Siremar e Ustica Lines;
considerato che il superiore collegamento per quanto concerne
l'isola di Marettimo viene garantito dalla compagnia Siremar per
tre volte al giorno, mentre dalla compagnia Ustica Lines per una
sola volta;
preso atto che la Siremar, che dovrebbe mettere a disposizione ben
due aliscafi, ne mette solo uno e precisamente l''Eschilo', con
evidenti disagi e disservizi per la popolazione del luogo;
tenuto conto che Marettimo, per quanto piccola, se servita - come
d'altronde avviene - da un solo aliscafo, è soggetta a prevedibili
disagi, come quello del 22 febbraio 2011, quando, a causa di un
routinario controllo sulla sicurezza, lo stesso aliscafo Eschilo è
stato costretto a non partire, per cui Marettimo è rimasta
praticamente priva di collegamenti con intuibili disagi e
conseguenti proteste dei cittadini;
preso atto che, malgrado da diversi anni si richieda il
potenziamento del servizio di collegamento marittimo, con la
necessaria disponibilità da parte della compagnia Siremar di due
aliscafi, piuttosto che uno solo, come per convenzione, ancora
nessuna risposta concreta si è ottenuta;
per sapere, alla luce di quanto sopra esposto, se non s'intenda
procedere a richiedere alla Siremar, come da contratto, l'utilizzo
di due aliscafi, al fine di garantire al meglio il collegamento
marittimo tra l'isola di Marettimo e Trapani, ponendo così fine a
tutti quei disagi dei cittadini che, malgrado le numerose proteste,
a tutt'oggi rimangono privi di un servizio che per legge dovrebbe
essere loro garantito». (1733)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n.1733 a firma
dell'onorevole Falcone, si forniscono i seguenti elementi di
risposta acquisiti per il tramite del competente Dirigente generale
delle infrastrutture, mobilità e trasporti.
Si rappresenta preliminarmente che i servizi di collegamento
marittimo sono stati appaltati dalla Regione siciliana a mezzo di
gare ad evidenza pubblica nel rispetto di quanto prevede la vigente
normativa comunitaria.
Con riferimento a quanto richiesto dall'on.le interrogante si
precisa che il collegamento tra l'Isola di Marittimo e Trapani
viene assicurato dalla Siremar, società attualmente in
amministrazione controllata, che opera per conto dello Stato in
virtù di una convenzione in regime di proroga, e pertanto il
controllo sul rispetto degli obblighi assunti è di competenza
dell'amministrazione centrale dello Stato.
Su richiesta del Dipartimento Infrastrutture, mobilità e
trasporti, la Siremar ha comunicato che assicura 4 collegamenti
veloci giornalieri tra l'Isola di Marettimo e Trapani, tramite due
aliscafi che si alternano in relazione alle esigenze operative».
L'Assessore
Carmelo Pietro Russo