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Resoconto d'Aula della Seduta n. 319 di martedì 07 febbraio 2012
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Speziale sarà  in  missione,
  per ragioni del suo ufficio, dal 9 al 10 febbraio 2012.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono pervenute  le  seguenti  risposte
  scritte alle interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per le Attività produttive:

   N.  1238  - Notizie e chiarimenti sulla convenzione stipulata  tra
  l'Istituto  per  la promozione industriale (I.P.I.)  e  la  Regione
  siciliana.
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   N.   1849  -  Mancato  allacciamento  del  servizio  di  fornitura
  elettrica al pastificio di Corleone (PA) che lavora pasta  prodotta
  dai terreni confiscati.
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.    2071    -   Incompatibilità   di   un   dirigente   generale
  dell'Assessorato Attività produttive.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2184 - Notizie sull'avviso per la costituzione di un albo  per
  l'affidamento  di incarichi presso il consorzio ASI  di  Palermo  e
  sulle misure da adottare in favore dei precari dell'ente.
   Firmatario: Lentini Salvatore

   N.  2246  -  Notizie  sul  proliferare in Sicilia  di  negozi  che
  acquistano oro usato.

   Firmatari:  Falcone Marco; Pogliese Salvatore; Buzzanca  Giuseppe;
  Caputo Salvino; Vinciullo Vincenzo.

   - da parte dell'Assessore per le Infrastrutture e la Mobilità

   N.  1733  -  Misure  per  fronteggiare i disagi  nei  collegamenti
  marittimi tra l'isola di Marettimo e la Sicilia.
   Firmatario: Falcone Marco

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   - Istituzione della Fondazione  Dopo di Noi Sicilia  (n. 852)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli  Colianni,
  Musotto, Romano, Calanducci, Parlavecchio, Arena, Federico e Leanza
  Nicola il 2 febbraio 2012.

   - Istituzione del Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza (n. 853)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Colianni,
  Arena,  Musotto,  Romano, D'Aquino, Federico, Maesano,  Calanducci,
  Marziano,  Speziale,  Lentini,  Lo  Giudice,  Parlavecchio,  Adamo,
  Cappadona e Leanza Nicola il 2 febbraio 2012.

   -  Norme  sul  riordino dei rapporti tra la  Regione  siciliana  e
  l'istituto  di ricovero e cura a carattere scientifico  di  diritto
  privato    Oasi   Maria   SS.  di  Troina   e   sul   potenziamento
  dell'efficacia delle attività socio-sanitarie (n. 854)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli  Colianni,
  Romano,  Calanducci, Arena, Federico e  Parlavecchio il 2  febbraio
  2012.

   - Modifiche all'articolo 19, commi 1 e 2, e all'articolo 20, comma
  4,  della  legge  regionale 27 aprile 1999, n. 10,  in  materia  di
  canoni superficiali (n. 855)
   di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Speziale  il
  3 febbraio 2012.

   - Norme sulla musicoterapica (n. 856)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Gennuso  e
  Calanducci il 3 febbraio 2012.

   -  Riconoscimento della funzione sociale ed educativa svolta dagli
  oratori,   dagli  istituti  cattolici  e  dagli   enti   di   culto
  riconosciuti dallo Stato (n. 857).
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Vinciullo,
  Leontini,  Savona, Adamo, Leanza Nicola, Formica, Maira,  Marrocco,
  Ardizzone,  Arena,  Aricò, Beninati, Bosco,  Buzzanca,  Calanducci,
  Campagna,  Caputo,  Caronia, Cascio Salvatore,  Colianni,  Cordaro,
  Cristaudo,  Currenti,  D'Aquino, D'Asero, De Luca,  Dina,  Falcone,
  Federico,  Gentile,  Giuffrida, Greco, Gucciardi,  Leanza  Edoardo,
  Lentini,   Limoli,   Lo   Giudice,    Marinese,   Mineo,   Nicotra,
  Parlavecchio,   Pogliese,  Ragusa,  Rinaldi,  Romano,   Ruggirello,
  Scilla, Scoma e Torregrossa il 3 febbraio 2012.

   - Norme a favore dell'imprenditoria siciliana (n. 858)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  dagli  onorevoli  Maira,
  Cordaro, Caronia e Cascio Salvatore il 6 febbraio 2012.

   -  Norme  in  materia  di  contenimento dei  costi  relativi  alla
  riscossione (n. 859)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli  Apprendi,
  Cracolici,  Ammatuna,  Barbagallo,  De  Benedictis,  Di  Benedetto,
  Digiacomo,  Di Guardo, Lupo, Donegani, Ferrara, Faraone,  Galvagno,
  Gucciardi,   Laccoto,   Marinello,  Marziano,   Mattarella,   Oddo,
  Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale  e  Termine
  il 6 febbraio 2012.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Limite  ai  trattamenti economici dei dirigenti generali  della
  Regione Sicilia. (n. 848)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 3 febbraio 2012.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -   Modifica  di  norme  a  semplificazione  delle  procedure  per
  concessione  contributi  per interessi su finanziamenti  bancari  e
  delle società di leasing in Sicilia. (n. 847)
   di  iniziativa  parlamentare, inviato il 3 febbraio  2012,  parere
  U.E.

   - Interventi a favore delle piccole e medie imprese. (n. 849)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 3 febbraio 2012.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Disciplina in materia di protezione dei lavoratori  dai  rischi
  derivanti dall'esposizione all'amianto. (n. 846)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 3 febbraio 2012, parere V.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico  il  parere reso  dalla  Commissione  AFFARI
  ISTITUZIONALI  (I):

   -  Centro  per  la  formazione permanente  e  l'aggiornamento  del
  personale  del Servizio sanitario della Regione siciliana (CEFPAS).
  Designazione componente del collegio dei revisori (n. 200/I)
   reso in data 1 febbraio 2012 e inviato in data 2 febbraio 2012.

         Comunicazione di deliberazioni della Corte dei Conti

   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute da parte della  Corte  dei
  Conti le seguenti deliberazioni:

   -  Approvazione della relazione sulla situazione finanziaria degli
  enti  del servizio sanitario regionale per l'esercizio 2009 con  le
  allegate schede sintetiche (n. 52/2012/PRSS);

   - Indagine sulla gestione dei rifiuti solidi urbani tramite ambiti
  territoriali ottimali nella Regione siciliana (n. 101/2012/VSGF).

   Copia  delle  suddette  deliberazioni  sono  state  inviate   alle
  competenti   Commissioni   e  possono  essere   consultate   presso
  l'archivio delle Commissioni.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Apprendi, Arena e Scammacca
  sono in congedo per oggi .

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2402  -  Chiarimenti sulla scandalosa riduzione del contributo
  erogato   all'associazione  siracusana  'amici  della  musica'   di
  Siracusa e Vittoria.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2404  -  Iniziative per una efficace ed adeguata  politica  di
  gestione degli immigrati in Sicilia.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Gucciardi Baldassare

   N.  2405  -  Notizie sulla drammatica situazione  negli  sportelli
  postali in Sicilia ed in particolare nella provincia di Catania.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  2406  -  Chiarimenti sulla mancata assunzione  dei  lavoratori
  della  società CO.GE.MA. di Siracusa da parte della Beni  culturali
  s.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2407  -  Notizie  sui lunghissimi tempi di attesa  per  visite
  specialistiche nell'ospedale 'Muscatello' di Augusta (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   2408   -  Chiarimenti  sulla  mancata  assunzione   a   tempo
  indeterminato   del  personale  precario  del  dipartimento   della
  Protezione civile della Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2409  - Iniziative per lo smantellamento della linea  ad  alta
  tensione nel quartiere Epipoli di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2410  -  Iniziative  urgenti volte a  garantire  la  salute  e
  l'ecosistema  nell'area  di  Marina  di  Cottone  nel   comune   di
  Fiumefreddo (CT).
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Salute
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Raia Concetta

   N. 2412 - Chiarimenti sullo stato della sanità pubblica nelle zone
  sud della provincia di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2400  -  Notizie  in  ordine  al riconoscimento  giuridico  ed
  economico  dell'anzianità  di servizio dei  medici  dell'ASP  1  di
  Agrigento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Bosco Antonino

   N.  2401  -  Motivi della nomina del vicecommissario straordinario
  presso il Comune di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Scoma Francesco; Bosco Antonino

   N.  2403  - Provvedimenti urgenti volti a scongiurare la  chiusura
  del Tribunale e della Procura della Repubblica di Nicosia (EN).
   - Presidente Regione
   Firmatario: Colianni Paolo

   N. 2411 - Iniziative per assicurare i servizi
   socio-educativi ai bambini del Comune di Palermo.
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Faraone Davide

   N. 2413 - Iniziative per assicurare adeguati livelli essenziali di
  assistenza,  con particolare riferimento ai 'punti nascita',  nelle
  zone svantaggiate della Regione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Rinaldi Francesco
   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  334   Iniziative,  a  livello  centrale,  a  difesa  delle
  comunità cristiane oggetto di violenze e discriminazioni e  per  la
  tutela   del  diritto  alla  libertà  religiosa ,  degli  onorevoli
  Giuffrida, Adamo, Ragusa e Lentini, presentata il 31 gennaio 2012;

   numero  335  Revoca di tutti gli incarichi di consulenza in  corso
  di   validità  nell'Amministrazione  regionale ,  degli   onorevoli
  Barbagallo,  Lupo,  Faraone e Ammatuna, presentata  il  31  gennaio
  2012;

   numero  336   Iniziative  per tradurre in strumenti  operativi  il
  rating antimafia per le imprese operanti nel territorio siciliano ,
  degli   onorevoli   Ragusa,   Ardizzone,   Digiacomo,   Ferrara   e
  Parlavecchio, presentata l'1 febbraio 2012;

   numero  337   Interventi per l'istituzione di  un  tavolo  tecnico
  bilaterale   Stato-Regione,  al  fine   della   definizione   degli
  interventi non ancora attuati nella Valle del Belice dopo il  sisma
  del  1968 ,  degli  onorevoli Scilla, Incardona,  Mineo,  Cimino  e
  Bufardeci, presentata l'1 febbraio 2012;

   numero  338   Sospensione della circolare  dell'Assessore  per  la
  salute  del 18 gennaio 2012 in materia di partecipazione  al  costo
  delle  prestazioni sanitarie , degli onorevoli Falcone,  Vinciullo,
  Pogliese e Caputo, presentata il 2 febbraio 2012.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

              Mantenimento del Gruppo parlamentare P.I.D.

   PRESIDENTE.  Comunico che, in attuazione della  delibera  adottata
  dal  Consiglio di Presidenza nella seduta del 21 dicembre 2011, con
  decreto del Presidente dell'Assemblea n. 24 del 30 gennaio 2012,  è
  stato   autorizzato,  ai  sensi  dell'art.  23,   comma   3,    del
  Regolamento  interno,   il  mantenimento  del  Gruppo  parlamentare
  P.I.D.  (Popolari  di  Italia  Domani),  composto  dagli  onorevoli
  Maira, Caronia, Cascio S.  e Cordaro.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione di composizione di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Informo che, con nota del 31 gennaio 2012,  pervenuta
  in  pari  data  e  protocollata al n. 1140/AulaPg  del  3  febbraio
  successivo,   l'onorevole Cataldo Fiorenza ha  comunicato   che  il
  Gruppo parlamentare Misto è composto dai seguenti deputati:
   on.  FIORENZA  Cataldo, presidente;
   on.  DE LUCA Cateno, componente;
   on.  VITRANO Gaspare, componente;
   on.  RUGGIRELLO  Paolo, componente.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Invito,  infine,  il Gruppo Misto a procedere alla  nomina  di  un
  segretario,  a  norma  dell'art. 25 del  Regolamento  interno  ARS,
  dandone comunicazione a questa Presidenza.


   Presidenza del vicepresidente Formica


    Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti della Direzione
                               didattica
                   Capitano Polizzi' di Partinico (TP)

   PRESIDENTE.  Rivolgo  un  indirizzo di  saluto,  da  parte   della
  Presidenza  e  di tutto il Parlamento, ai docenti e  agli  studenti
  della  Direzione  didattica  Capitano Polizzi   di  Partinico,  che
  assistono ai lavori della odierna seduta.

   siciliana

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
   interno di interrogazioni e di interpellanze della rubrica  Beni
                    culturali e identità siciliana

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno  di  interrogazioni e di interpellanze della rubrica   Beni
  culturali e identità siciliana .
   Si passa alla interrogazione n. 974  Iniziative per l'adozione del
  piano territoriale paesistico regionale  dell'onorevole Barbagallo.
  Non  essendo  presente  in Aula il firmatario,  è  trasformata  con
  richiesta di risposta scritta.
   Per  assenza  dall'Aula dell'onorevole Vinciullo, l'interrogazione
  n.    1331    Motivi   dell'ingiustificato   declassamento    della
  sovrintendenza di Siracusa  e l'interrogazione n. 1385  Misure  per
  evitare il declassamento dell'area archeologica di Akrai (SR) e dei
  suoi musei  sono trasformate con richiesta di risposta scritta.
   Si passa all'interrogazione n. 1746  Iniziative urgenti volte alla
  tutela  della cattedrale e del centro storico di Agrigento ,  degli
  onorevoli Di Benedetto ed altri. Ne do lettura:
   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni culturali e
  l'identità   siciliana  e  all'Assessore  per   il   territorio   e
  l'ambiente, premesso che:

   dagli   organi   della  curia  arcivescovile  di  Agrigento,   sia
  pubblicamente  che  informalmente, é  stata  richiamata  più  volte
  l'attenzione  delle  pubbliche autorità sui  rischi  che  corre  la
  stabilità  della cattedrale di Agrigento, a seguito di un movimento
  franoso che interessa il costone su cui poggia l'antico monumento;

   la  profondità  e  la  lunghezza della faglia  attuale,  oltre  ad
  incidere  sul  Duomo,  interessa parte del  Palazzo  Vescovile,  la
  piazza  antistante  il  Duomo e un'ala  del  contiguo  Palazzo  del
  Seminario, per una lunghezza di parecchie decine di metri, e  desta
  viva  preoccupazione  per  il  degrado  statico  che  segnala  e  i
  conseguenti  rischi che corre il Duomo e la filiera di costruzioni,
  tutte coeve, che insistono lungo il costone sul lato settentrionale
  della collina;

   tale fenomeno, come risulta da numerosi studi di carattere storico
  e  scientifico, si é ripresentato con metodica ciclicità nel  corso
  dei    secoli    passati,   interessando   prevalentemente    l'ala
  settentrionale  delle  cattedrale,  che  insiste  sul  ciglio   del
  costone;

   i  monitoraggi  messi in atto negli anni passati, probabilmente  a
  causa  di  negligenza ed incuria nell'acquisizione  dei  dati,  non
  hanno  fornito  dati apprezzabili per la valutazione  del  fenomeno
  franoso;

   la  commissione tecnica che sta effettuando un nuovo  monitoraggio
  del  sito,  nel suo ultimo e recente sopralluogo, ha registrato  un
  allargamento delle fessure, a riprova che il movimento del  costone
  non si è arrestato ma che continua a dare palesi segni di cedimento
  come ha dichiarato uno dei tecnici dopo il sopralluogo;

   la  commissione  tecnica  ha disposto,  nelle  more  di  ulteriori
  approfondimenti, il transennamento della navata sinistra  sul  lato
  nord della cattedrale;

   da  una  prima valutazione tecnica sembrerebbe che gli  interventi
  posti  in  essere  pochi  anni or sono con  un  collegamento  della
  colonna  dell'ala  sud  con quelle dell'ala  nord  hanno  aggravato
  notevolmente  la  situazione ed accelerato il processo  di  degrado
  della struttura;

   la  protezione  civile  regionale, per una  migliore  comprensione
  dell'entità  del  fenomeno, ha incaricato già da diversi  mesi  due
  tecnici di fiducia per individuare le cause del danno e suggerire i
  possibili interventi;

   considerato  che l'intera area del centro storico della  città  di
  Agrigento è soggetta a continue azioni di movimenti del terreno che
  incidono in aree ad alta intensità abitativa e con intenso sviluppo
  commerciale   e  che  rischiano  di  compromettere   il   rilevante
  patrimonio  architettonico  oltre che costituire  pericolo  per  la
  pubblica incolumità;

   per sapere:

   se siano a conoscenza di quanto sopra e dell'entità del fenomeno;

   quali siano le risultanze delle indagini tecniche effettuate;

   se   non  ritengano  necessario,  considerato  il  perdurare   del
  movimento  che  interessa quel tratto di collina,  programmare,  di
  concerto con la protezione civile regionale, interventi strutturali
  di  consolidamento a carattere definitivo, che mirino a preservarne
  nel tempo la stabilità e la tenuta;

   se  non  ritengano  di  dover  avviare  un'attività  di  studio  e
  monitoraggio dell'intera area del centro storico della città.»

   Ha facoltà  di  parlare l'assessore Missineo per fornire  la
       risposta.

   MISSINEO,  assessore per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  In   riferimento  all'interrogazione  dell'onorevole  Di  Benedetto
   Iniziative urgenti volte alla tutela della Cattedrale  del  centro
  storico  di Agrigento  sulla base di una relazione del Dipartimento
  Regionale  dei  Beni Culturali che segue la complessa  problematica
  della stabilità della cattedrale e del centro storico di Agrigento,
  si rappresenta quanto segue:
     la  cattedrale di Agrigento, testimonianza della sapiente  opera
  ideativa  e  costruttiva di artigiani ed artisti sedimentatasi  nel
  corso  di  ben otto secoli, è il risultato di un lungo processo  di
  trasformazioni scaturite anche da cedimenti e crolli di parte delle
  strutture murarie poste sul crinale settentrionale del colle su cui
  sorge la città medievale.
   La  costruzione  del  primo nucleo del vasto corpo  architettonico
  della cattedrale, oggi corrispondente all'area del transetto e alla
  prima parte delle navate, risalirebbe al 1099.
   Edificata su un blocco roccioso geologicamente instabile, le frane
  e  i  cedimenti  delle  strutture murarie  determinano,  una  prima
  ricostruzione nella prima metà del XIII secolo e una  seconda  alla
  fine del XIV secolo.
   La  fabbrica ricostruita ed ampliata assumeva, nel suo  complesso,
  la  conformazione planimetrica attuale nell'area occidentale  delle
  navate  che  vennero  coperte da un soffitto ligneo  a  capriate  e
  puntoni.
   Al  XVI  e  al XVII secolo risalgono altre significative opere  di
  riadattamento  strutturale.  Dal 1658  al  1664  fu  ridefinito  il
  transetto e prolungato l'abside centrale, le cui superfici  vennero
  adornate con decorazioni in stucco, affreschi, una tela che  simula
  la  prospettiva  di  una  cupola,  e  con  un  soffitto  ligneo   a
  cassettoni.
   Altra  modifica di rilievo fu realizzata tra gli anni 1676-1696  e
  consistette nel consolidamento delle strutture originarie  e  nella
  riedificazione  della facciata della Cattedrale a causa  dei  gravi
  danni  che  il  monumento subì durante il terremoto  del  1693.  In
  quella occasione si provvide a risanare le coperture e si determinò
  anche la sistemazione della spianata antistante con un'ampia rampa,
  chiusa da muri e da una cancellata.
   Risale a questo periodo e al secolo successivo un vasto e continuo
  processo di  ammodernamento  dell'apparato decorativo dello  spazio
  interno della Cattedrale che finì per occultare tutti gli affreschi
  medievali che adornavano gran parte delle superfici parietali.
   Inoltre,  l'intera architettura della Cattedrale  mutò  fisionomia
  per  la edificazione di nuove aggiunte, sia sul lato settentrionale
  che meridionale .
   Il  Settecento fu il secolo dei restauri, in particolare dal  1751
  al  1754   e  si  provvide  a  sanare  la  profonda  fenditura  che
  attraversava  il  catino absidale, con grave minaccia  sia  per  la
  statica che per l'affresco.
   Durante  gli  stessi  anni  anche  il  lato  nord  accusava  gravi
  dissesti, rendendo necessarie continue riparazioni. Tale precarietà
  statica   dell'abside  nord,  protrattasi  nei  secoli  successivi,
  richiedendo continue riparazioni.
   Nei  decenni  dell'800 nuovi cedimenti sulla parte  settentrionale
  determinato  la  demolizione  della  torre  del  XII   secolo   che
  minacciava  imminente  rovina   e  la  costruzione  di  una  grande
  contrafforte,  ancora  esistente,  lungo  lo  spigolo  nord   della
  facciata.
   Nel  1903 vennero eseguite importanti opere di consolidamento  sia
  sulle strutture in elevato che alle fondazioni.
   Nel  1951, a seguito della frana verificatesi nel 1944 nella parte
  settentrionale  della  collina,  si  intervenne  con  un   restauro
  strutturale. Nel 1966, a causa del movimento franoso che  coinvolse
  il  versante  nord-occidentale  dell'abitato,  la  Cattedrale  subì
  gravissimi danni e si dovette chiudere al culto sino al 1980.
   Accertata  nel  1997  l'esistenza  di  nuovi  assestamenti   sulle
  strutture    murarie   e   sulla   pavimentazione   della    navata
  settentrionale e lesioni lungo la facciata, vengono  realizzati  in
  occasione del Giubileo del 2000 altri lavori di  completamento  del
  consolidamento .
   Ma  ancora nel 2004 si ripresentano i medesimi segni del  degrado-
  dissesto.
   La  protezione civile nazionale, in attuazione delle ordinanze del
  Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3450 del 16 luglio 2005  e
  n.  3642  del 16 gennaio 2008 - che finanziavano interventi urgenti
  per  fronteggiare  la  situazione  emergenziale  inerente  i  gravi
  dissesti  idrogeologici con conseguenti movimenti franosi  in  atto
  nei   territori  comunali  di  Naro  e  Agrigento  -  realizza   la
  sostituzione delle coperture delle navate laterali della Cattedrale
  interessate dal degrado delle travi lignee.
   Nell'ambito degli interventi che hanno interessato il sito su  cui
  sorgono  altri  monumenti  (Seminario  vescovile,  chiesa   di   S.
  Alfonso),  sono  state realizzate indagini geognostiche,  prove  di
  laboratorio  ed  attività di monitoraggio aventi come  finalità  la
  costituzione  di  un  primo stralcio iniziale di  dati  conoscitivi
  delle  condizioni di stabilità del versante collinare su cui poggia
  la cattedrale.
   All'intervento  della protezione civile nazionale, conclusosi  nel
  2008,  segue  di recente l'accertamento di una continua  evoluzione
  delle lesioni sul monumento in ragione del continuo spostamento del
  versante verso valle.
   Sono  in corso di realizzazione, infine, due interventi finanziati
  dalla   Protezione   civile  regionale.  Il   primo   riguarda   il
  puntellamento  di  alcuni  elementi  strutturali  lungo  la  navata
  settentrionale,  l'altro,  la  realizzazione  di  un   sistema   di
  monitoraggio all'interno del Duomo.
   Il  susseguirsi degli interventi, riconfermano, dopo molti secoli,
  la  centralità della problematica relativa alla natura estremamente
  cedevole  del  sito  riconducendo la stessa  storia  artistica  del
  monumento alla permanente precarietà statica delle sue strutture ed
  ai restauri rifacente riattamenti di conseguenza realizzati.
   La  causa  dei  dissesti e dei degradi va ricercata,  dunque,  nel
  contesto  litologico stratigrafico dell'intera zona: la cattedrale,
  ma  anche  gli altri edifici  monumentali che si trovano  lungo  il
  margine  nord della collina a cavallo di una frattura che interessa
  il  sottostante  bancone calcarenitico, manifesta  gli  spostamenti
  delle ciclopiche masse calcarenitiche in evoluzione.
   Gli  interventi  di consolidamento, sinora messi  in  atto,  hanno
  rivolto  l'attenzione sul monumento, sugli effetti, quindi,  che  i
  movimenti  del bancone roccioso di fondazione hanno prodotto  lungo
  la navata settentrionale della cattedrale.
   E'  ormai  ritenuto  evidente che soltanto gli interventi  diretti
  sulle strutture murarie e sulla fondazione non risolvono da sole il
  problema, se non in modo temporaneo.
   La  soluzione  definitiva all'instabilità potrebbe essere  trovata
  soltanto   affrontando  prioritariamente  il   problema   geologico
  realizzando gli studi e le opere per il consolidamento del versante
  settentrionale della collina su cui sorge la cattedrale.
   I   dissesti   dovuti  ad  instabilità  del  sottosuolo   per   le
  caratteristiche  intrinseche del sito geologico  su  cui  sorge  il
  centro   storico,   allo  stato  attuale,   sono   stati   rilevati
  esclusivamente sul versante nord della collina al margine superiore
  della  città  antica. I dissesti e i crolli di immobili,  anche  di
  interesse   monumentale,  che  ultimamente   si   sono   registrati
  all'interno del centro storico, sono collegabili, almeno  dai  dati
  emersi  sinora,  ad  altre cause antropiche:  stato  di  abbandono,
  mancata manutenzione.
   Per  iniziativa  del Genio Civile nel 2010 era stato  attivato  un
  tavolo  tecnico formato dal comune di Agrigento e dalla  protezione
  civile  locale e dalla sovrintendenza di Agrigento per  l'avvio  di
  uno  studio  ricognitivo   sulle condizioni  della  rete   ipogeica
  presente nel sottosuolo del centro storico. A tale coordinamento la
  sovrintendenza ha fornito dati conoscitivi in suo possesso.
   Gli  interventi di consolidamento sulla cattedrale  alla  luce  di
  quanto  descritti in premessa per non vanificare risorse economiche
  di   reale   consistenza,  devono  compiersi  congiuntamente   agli
  interventi     di   stabilizzazione  del  sito.  Gli   altri   enti
  direttamente interessati alla problematica hanno avviato in uno  al
  provvisorio   puntellamento   delle   strutture   dissestate,    il
  completamento  del  monitoraggio su tali  parti  del  monumento.  I
  lavori si prevede debbano essere conclusi nel 2013.
   Infine, si ritiene che nel frattempo, come d'altra parte sostenuto
  dallo  stesso  Commissario delegato per l'attuazione dell'Ordinanza
  del Presidente del Consiglio, vada avviata con urgenza una campagna
  definitiva  di  analisi  del  fenomeno geologico  per  fornire  gli
  elementi  fondamentali  ad  una eventuale progettazione  risolutiva
  delle   opere   di  consolidamento  generale  in   cui   si   possa
  organicamente  inserire  quello delle  strutture  fondali  e  delle
  strutture in elevato della Cattedrale.
   Questo  Assessorato, nel condividere le pertinenti  preoccupazioni
  contenute  nell'interrogazione a firma dell'onorevole Di Benedetto,
  che  evidenzia il grave pericolo di stabilità della Cattedrale  del
  centro  storico, sensibile alle problematiche che investono i  beni
  culturali  della Sicilia, vigilerà e sarà parte attiva - unitamente
  agli  altri organi dello Stato e della Regione - affinché si  possa
  rispondere  compiutamente  e fattivamente,  anche  in  presenza  di
  risorse finanziarie limitate alle sostanziali legittime aspettative
  di tutela del provato patrimonio culturale della Sicilia.
   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole Di  Benedetto  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta   fornita.

   DI  BENEDETTO.  Ringrazio  l'assessore per  la  puntuale  risposta
  rispetto  ai  quesiti  posti  nell'interrogazione,  ovviamente  una
  interrogazione  la  cui  risposta viene alcuni  mesi  dopo  la  sua
  presentazione,  nel mentre gli studi cui faceva  cenno  l'assessore
  sono in buona fase di avviamento.
   Il  problema che si pone oggi, Assessore, è trovare le risorse per
  il  consolidamento  della  collina e  si  dovrà  intervenire,  sono
  d'accordo  con  lei,  solo  dopo  la  fine  dello  studio   e   del
  monitoraggio; ma lì parliamo di risorse ingenti che dovremo  vedere
  di  recuperare,  e trovare le risorse per l'intervento  successivo,
  concordo con lei, sulla Cattedrale, dopo il consolidamento, sapendo
  che  parliamo di un monumento che è tra gli esempi più  emblematici
  dell'architettura arabo-normanna della nostra Isola,  un  monumento
  in  cui si identifica la città di Agrigento, attorno a cui circuita
  il  centro  storico, che costituisce l'identità  cittadina  e  alla
  quale bisogna prestare la dovuta cura.
   C'è  una  questione che non viene forse affrontata con  la  dovuta
  attenzione:  accanto  alla  Cattedrale esiste  una  costruzione  in
  cemento  armato che, dal punto di vista visivo, è un obbrobrio,  ed
  anche  dal  punto  di vista architettonico: il cosiddetto   museo',
  attualmente in disuso, che fra l'altro occupa, dal punto  di  vista
  proprio  panoramico, l'intera vallata che sta davanti e per  questa
  struttura  mi  pare  siano  previsti investimenti   per  circa  3-4
  milioni di euro per il suo ripristino.
   Io   credo  che  anche  queste  risorse  vadano  bloccate  perché,
  insistendo sullo stesso tratto di collina,  occorre necessariamente
  finire  gli studi del territorio, dopodiché decidere se è opportuno
  intervenire  su  una  struttura che appesantisce  ulteriormente  la
  collina  e  che  non è di nessun pregio monumentale, anzi,  deturpa
  ampiamente sia l'area urbana, che dal punto di vista panoramico  la
  zona.
   Quindi,  chiederei all'assessore, dichiarando la mia soddisfazione
  per  la  risposta, di prestare ulteriore attenzione a questa  opera
  per  la  quale  so  che  esiste un finanziamento,  ma  bisognerebbe
  provvedere probabilmente a bloccarlo, almeno nelle more.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione n.  2012   Apertura  al
  pubblico del castello fortezza aragonese nell'isola di Capo Passero
  (SR) , a firma degli onorevoli Vinciullo e Pogliese. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:

   nel  settembre 2009, fu inaugurato il castello-fortezza  aragonese
  presso  l'isola  di  Capo Passero (SR), in  seguito  ai  lavori  di
  consolidamento e di ristrutturazione;

   tale  monumento, nonostante i lavori ultimati, continua a rimanere
  chiuso, ad oggi, senza custodi ed abbandonato a se stesso;

   preso atto che:

   prima  dell'inaugurazione  ufficiale,  si  avviò  un  periodo   di
  apertura,  era l'estate del 2009, in cui circa tremila persone,  in
  poco  più  di  un  mese, si recarono sull'isola con l'obiettivo  di
  visitare la fortezza appena restaurata;

   dopo  la kermesse inaugurale sono calati il buio più totale  e  il
  silenzio  più assordante e il castello è finito inopinatamente  nel
  dimenticatoio;

   nessuno  ha  saputo dare risposte alle centinaia  di  turisti  che
  hanno chiesto informazioni sulle modalità di recarsi alla fortezza,
  costruita, come è noto, tra il 1606 e il 1611;

   atteso  che  i  lavori  di  restauro hanno  richiesto  un  impegno
  notevole  di risorse pubbliche e che nessun programma di fruibilità
  del luogo è mai stato attuato;

   visto che:

   l'Assessore  regionale per i beni culturali  ha  investito  denaro
  pubblico  per  ristrutturare la fortezza aragonese, per  acquistare
  gli arredi e per realizzare un impianto fotovoltaico;

   i  vertici  della  soprintendenza hanno più volte  sbandierato  ai
  quattro venti i dettagli degli interventi effettuati, ma oltre  non
  sono mai andati;

   considerato che:

   l'amministrazione comunale di Portopalo di Capo Passero più  volte
  ha  manifestato  l'interesse  e l'intenzione  di  essere  coinvolta
  nell'apertura  della fortezza per la rilevante  ricaduta  turistica
  che  tale  evento potrebbe avere nella zona sud della provincia  di
  Siracusa;

   sempre  la  suddetta amministrazione comunale  ha  evidenziato  la
  disponibilità a fornire il personale necessario a tale apertura;

   rilevato  che siamo a stagione estiva ormai inoltrata  e  che,  di
  conseguenza, solo adesso migliaia di visitatori potrebbero ammirare
  e visitare la fortezza de qua agitur;

   per sapere:

   quali  urgenti  interventi vogliano porre in  essere  al  fine  di
  evitare  che  un  bene storico così rilevante, quale  il  castello-
  fortezza  di Capo Passero, continui a rimanere chiuso  e  privo  di
  qualsiasi programma di utilizzo;

   se  intendano stipulare una convenzione con il comune di Portopalo
  di   Capo   Passero  al  fine  di  rendere  fruibile  il  monumento
  aragonese.»

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'Assessore  per  fornire  la
  risposta.

   MISSINEO,  assessore per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Signor    Presidente,    con   riferimento    all'atto    ispettivo
  dell'onorevole Vincenzo Vinciullo recante  Apertura al pubblico del
  Castello fortezza aragonese nell'isola di Capo Passero, sentito  il
  Dipartimento   regionale   dei  beni  culturali   e   dell'identità
  siciliana, si riferisce quanto segue: la Sovrintendenza per i  beni
  culturali  di  Siracusa aveva  redatto il progetto di restauro  del
  forte  spagnolo dell'isola di Capo Passero, inserito nel PIT  n.  9
   Ecomuseo del Mediterraneo' che fu ammesso a finanziamento a valere
  sui Fondi POR 2000-2006.
   I  relativi  lavori del sopradetto progetto furono  collaudati  in
  data 27 agosto 2008.
   Già  alla  data  del  9  agosto 2002  era  stato  sottoscritto  un
  protocollo di intesa tra l'Amministrazione comunale di Portopalo di
  Capo Passero e la Sovrintendenza dei beni culturali.
     Tale  protocollo  sanciva  l'impegno coordinato  delle  parti  a
  consentire  la pubblica fruizione del monumento ubicato  sull'isola
  di  Capo  Passero  nel territorio del comune di Portopalo  di  Capo
  Passero,  anche  in  considerazione  che  accordi  di  partenariato
  conducevano  all'attribuzione di maggiori punteggi per l'ammissione
  al finanziamento delle iniziative.
   Con  la  sottoscrizione di tale protocollo di intesa il Comune  di
  Portopalo si impegnava a curare gli aspetti connessi alla fruizione
  e  la  Sovrintendenza a curare l'esecuzione dei lavori di  restauro
  del  forte spagnolo. Cosa che regolarmente la stessa Sovrintendenza
  ha  onorato, prima redigendo il progetto, e poi curando la fase  di
  esecuzione fino al collaudo dei lavori stessi.
   A   lavori  eseguiti,  nel  periodo  estivo  dell'anno  2008,   la
  Sovrintendenza  ha avviato un periodo di apertura al  pubblico  del
  monumento avvalendosi del proprio personale.
   Tale  fase  si  è  poi conclusa sia perché nel periodo  autunnale,
  invernale  e  primaverile si assiste ad un brusco calo di  presenze
  turistiche nel Comune, in quanto le presenze sono dovute per lo più
  a  turismi  di natura balneare, sia per la carenza di personale  di
  custodia  e di risorse economiche per pagare le missioni  (il  sito
  dista  oltre  sessanta chilometri dal comune capoluogo  sede  della
  Sovrintendenza) e anche la turnazione del sopraddetto personale.
   Corre l'obbligo di evidenziare che le condizioni  geografiche  del
  monumento,  bene  isolato  su  un'isola  non  servita  da  servizio
  pubblico di traghetto, anche se distante non più di un miglio dalla
  terraferma, rendono il collegamento alquanto problematico.
   Ne  consegue  che il raggiungimento del sito, dovendo attraversare
  un  braccio  di mare abbastanza aperto, risulta condizionato  dalle
  condizioni  meteo-climatiche del mare.
   Conseguenza naturale dei sopraddetti condizionamenti climatici, ad
  esempio,  è  stata  che la programmata cerimonia  di  apertura  dei
  locali  del  Forte Spagnolo, a causa delle avverse  condizioni  del
  mare  e  della conseguente impossibilità a raggiungerlo, si  svolse
  sulla terraferma.
   Tale  circostanza, quindi, evidenzia come la fruizione  del  sito,
  sia  condizionata  dalla  presenza di condizioni  meteo  climatiche
  marine favorevoli, quali quelle che, solitamente, sono tipiche  del
  periodo estivo.
   Si  fa rilevare che, malgrado il protocollo d'intesa e le numerose
  manifestazioni verbali di interesse alla fruizione del  Forte,  con
  echi  riportati anche sulla stampa locale, non risultano  ulteriori
  impegni  formali   da  parte del comune  di  Portopalo  a  sostegno
  dell'iniziativa congiunta.
   Si  evidenzia, ancora, che nell'estate 2011 si è svolto, presso  i
  locali  della Soprintendenza, tra il Sindaco, l'onorevole  Vincenzo
  Vinciullo, il Soprintendente e il sottoscritto, un incontro teso  a
  verificare i termini per la riapertura del sito.
   L'incontro  si  concluse  con l'impegno verbale  a  verificare  la
  possibilità di poter rendere fruibile il monumento.
   In  ultimo,  il  sottoscritto, in data 17 gennaio 2012,  con  nota
  numero 116, ha invitato il sindaco del comune di Portopalo di  Capo
  Passero  a fare conoscere quali servizi ed impegni poteva  assumere
  l'Amministrazione   comunale  per  partecipare   ad   un   progetto
  finalizzato  a  consentire la fruizione del  Castello  fortezza  di
  Capo  Passero ,  prospettando la possibilità,  quindi,  sulla  base
  delle   proposte   della   stessa  Amministrazione   comunale,   di
  sottoscrivere una specifica convenzione.
   E'   del   tutto   evidente  l'interesse  e  la  sensibilità   del
  sottoscritto    in     merito    alla    problematica     sollevata
  nell'interrogazione  dell'onorevole Vincenzo  Vinciullo;  pertanto,
  l'Assessorato  sarà  ancora parte diligente  per  trovare,  con  la
  fattiva partecipazione del comune di Portopalo di Capo Passero, una
  soluzione finalizzata alla fruizione e valorizzazione del sito.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Pogliese   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   POGLIESE. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione numero 2061  Salvaguardia
  o  valorizzazione del dormitorio dei benedettini sito nel complesso
  monumentale Guglielmo II di Monreale (PA) , a firma degli onorevoli
  Caputo e Pugliese.
   Per  accordo tra le parti, l'interrogazione si intende  presentata
  con richiesta di risposta scritta.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   D'ASERO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  rappresentare  un  fatto di particolare gravità, che  interessa  la
  Regione  siciliana in seguito a quella che è la presa di  posizione
  dell'Unione   europea  circa  la  possibilità   di   non   ritenere
  ammissibili   220   milioni  di  fondi  comunitari   in   sede   di
  rendicontazione.  E' un fatto grave, che deve  fare  riflettere  ed
  impegnare, con senso di responsabilità, questa Assemblea. E'  stato
  oggetto  di  diversi  dibattiti  e  sollecitazioni  in  Commissione
  Bilancio  con  i responsabili del Dipartimento della programmazione
  dove, ahimè, al di là di semplici e generiche indicazioni non siamo
  ancora  riusciti  a  raccogliere lo stato dell'arte  reale  che  la
  Regione rappresenta su questa problematica.
   Ma  quel  che  è  più  rilevante è che, dopo la  difficile  realtà
  determinata  da un Governo ribaltonista che ha, di fatto,  cambiato
  la maggioranza, che ha cambiato gli assessori e continua a cambiare
  i  dirigenti  con  una  certa frequenza che blocca,  di  fatto,  la
  macchina amministrativa, questo è il primo elemento di gravità  che
  dobbiamo evidenziare.
   In quest'Aula ho fatto presente in altre occasioni che abbiamo, ad
  oggi,  360 milioni di euro non utilizzati per il 2009; 750  milioni
  di  euro non utilizzati per il 2010 e su 980 milioni di euro per il
  2011 viene ad esserci lo stesso trend di impegno di spesa che è del
  7,2 per cento.
   Il  grave momento che attraversiamo, con due miliardi di euro  non
  spesi  davanti ad una crisi che, ormai, è epocale, deve  o  no  far
  riflettere  questa Amministrazione, questo Governo,  questa  realtà
  che,  mentre la gente muore di fame, noi non spendiamo i  soldi?  E
  perché no, amici?
   Al momento in cui c'è un percorso, un iter, che è stato illustrato
  anche  da  parte  del Dipartimento Programmazione,  siamo  oggi  in
  presenza  di un grave, ulteriore momento di difficoltà,  perché  il
  Comitato  di  sorveglianza  ha espresso  parere  su  un'ipotesi  di
  riprogrammazione  che è oggetto di valutazione  comunitaria  ancora
  non  definita. Al momento in cui verrà approvata questa  fase,  non
  saremo  nelle condizioni di applicarla perché nelle more c'è  stata
  un'ulteriore modifica da parte della Programmazione e del  raccordo
  Stato-Regione della programmazione comunitaria.
   Allora, la realtà è di grave emergenza.
   Ritengo che vada vista in questa direzione quale ipotesi di lavoro
  realmente sia possibile definire, spendere immediatamente tutto ciò
  che  è spendibile e creare le condizioni perché, da una parte,  non
  si  creino  momenti  di  blocco da parte della  Comunità  Economica
  Europea,  e  dall'altra  si continui a capire  come  utilizzare  le
  risorse   che,   nel   frattempo,  con   il    procedimento   della
  rendicontazione  N+2  rischiano continuamente di perdersi.

   dell'incontro del Presidente della Regione con il Presidente del
   Consiglio dei Ministri sulla crisi dell'economia siciuliana

   Presidenza del vicepresidente Formica


       Discussione sulle comunicazioni del Governo circa l'esito
   dell'incontro del Presidente della Regione con il Presidente del
      Consiglio dei Ministri sulla crisi dell'economia siciliana

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III  punto  all'ordine  del   giorno:
  Discussione   sulle   comunicazioni  del  Governo   circa   l'esito
  dell'incontro  del Presidente della Regione con il  Presidente  del
  Consiglio dei Ministri sulla crisi dell'economia siciliana.
     Onorevoli colleghi, voglio ricordare che il presidente  Lombardo
  aveva  già  svolto la relazione nella seduta n. 316 del 26  gennaio
  2012.  Quindi, se il Presidente si affida alla relazione già svolta
  e non vuole intervenire, invito i deputati ad iscriversi a parlare.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Buzzanca. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo  vissuto
  qualche  settimana  fa  una fase drammatica. Abbiamo  assistito  al
  blocco  da parte dei trasportatori e non solo delle vie di  entrata
  delle  città  siciliane,  abbiamo  visto  in  ginocchio  la  nostra
  economia,  abbiamo  visto centinaia e centinaia  di  tonnellate  di
  prodotti  agrumicoli e non solo finire al macero, abbiamo  visto  e
  dovuto anche sopportare con una certa rassegnazione la mancanza  di
  erogazione  di  servizi essenziali, abbiamo anche  visto  l'impegno
  delle  nostre  Forze armate, della polizia, che è  intervenuta  con
  molta puntualità, evitando che potesse verificarsi fatti gravi, che
  potesse essere minato lo stesso ordine pubblico.
   Questo  lo  abbiamo  constatato,  e  forse  era  un  problema  già
  annunciato.
   Il  Presidente della Regione, il governatore Lombardo, ha avuto un
  incontro con il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti,
  del quale ci ha riferito qui, in Aula, e abbiamo potuto constatare,
  questa  volta direttamente dalla voce del Presidente che, di fatto,
  l'intervento si è risolto in un rinvio del problema.  Un  nulla  di
  fatto  sostanzialmente,  perché in  quell'occasione,  come  lei  ha
  detto,  onorevole Presidente, altro non si è fatto che rinviare  il
  tutto a quattro tavoli tecnici.
   Io  non  capisco cosa dovranno poi esaminare, approfondire  questi
  tavoli tecnici, non capisco quale possa essere la soluzione, ma  mi
  domando,   e   lo  domando  al  Presidente  della  Regione,   quali
  suggerimenti, quali indicazioni, quale strategia è stata sottoposta
  all'attenzione del Presidente del Consiglio per cercare  insieme  a
  lui,  in  sede  di confronto, una soluzione che potesse  avere  poi
  quelle   ricadute,  che  potesse  andare  incontro  alle  richieste
  legittime dei protestanti e dei protestatori, coloro i quali, cioè,
  in   qualche  maniera  avevano  posto  all'attenzione  ed   avevano
  richiamato  l'attenzione  non solo del  popolo  siciliano,  ma  del
  popolo  italiano davanti ad una crisi drammatica che riguarda  quel
  settore, ma che riguarda l'intera economia siciliana.
   Vorrei  capire  quali  proposte ha fatto, signor  Presidente,  con
  quale  approccio lei ha tenuto l'incontro, se ha dato al presidente
  Monti  lo spaccato reale del dramma che stiamo vivendo in  tutti  i
  settori, dall'agricoltura a quello delle risorse comunitarie.
   Oggi  - lo diceva l'onorevole D'Asero - abbiamo visto che ben  220
  milioni  di  euro saranno forse revocati per gravi errori  commessi
  dal  nostro  impianto burocratico, per gravi errori che  consistono
  nel  mancato  controllo  di atti che gli ispettori,  in  pochissimi
  giorni,  forse in pochissime ore, hanno rilevato. Allora,  dobbiamo
  affrontare  con  serietà questa questione, perché dietro  l'angolo,
  signor Presidente, onorevoli colleghi, vi è un'altra protesta.
   Abbiamo  visto  che  i  cosiddetti   forconi   hanno  rinviato  la
  protesta di qualche giorno, abbiamo ascoltato che sta diventando un
  movimento  che  forse  si  vuole affacciare  alla  prossima  realtà
  politica   partecipando  alle  prossime  elezioni   amministrative,
  abbiamo  intravisto  nell'economia siciliana e  negli  occhi  degli
  operatori  il  terrore  per un altro fermo, per  ciò  che  potrebbe
  accadere da qui a qualche giorno.
   Non  è  più tempo di tavoli tecnici. Sono come le perizie che  poi
  lasciano  il tempo che trovano, sono tavoli che non possono  essere
  considerati risposte serie a domande importanti, a problemi seri.
   Io  chiedo  che il Governatore elabori una strategia,  che  ce  la
  faccia   conoscere,  che  faccia  sapere  all'Assemblea   regionale
  siciliana,  ai siciliani come intende uscire da questo guado,  come
  intende rimettere in moto la macchina dell'economia siciliana.
   Noi  stiamo languendo, non vi è settore che non subisce importanti
  rallentamenti.
   Vogliamo  conoscere  -  perché  è  fin  troppo  evidente  che   un
  confronto,  per  essere produttivo, per essere  serio,  per  essere
  proficuo,   deve  sottoporre  all'attenzione  di  chi,  poi,   deve
  affrontare  e  risolvere  i problemi per ciò  che  riguarda  quella
  competenza - ciò che sta facendo il Governo regionale, come lo  sta
  facendo,  con  chi lo sta facendo e come vuole dare finalmente  una
  rotta  che  ci  consenta di evitare il dramma  che  qualche  giorno
  addietro  abbiamo visto con un capitano che, abbandonando la  nave,
  di fatto condanna a morte decine e decine di persone.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Pogliese.  Ne  ha
  facoltà.

   POGLIESE.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli   colleghi,  ho  ascoltato  con  grande  attenzione   due
  settimane  fa l'intervento del Presidente della Regione  in  merito
  all'incontro  avuto il giorno precedente con il  presidente  Monti,
  alla  presenza  anche  di alcuni ministri  e  di  alcuni  assessori
  regionali,   alla  presenza  anche  del  Presidente  dell'Assemblea
  regionale   siciliana,  onorevole  Cascio,  presenza   che   reputo
  assolutamente  opportuna, che è stata anche concordata  all'interno
  della  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari  qualche
  giorno   prima,   a   testimonianza  dell'assoluta   necessità   di
  individuare un percorso sinergico che vede insieme il Governo e  il
  Parlamento siciliano dopo la protesta che ha paralizzato la  nostra
  Regione,  che  si  inquadra  in  un contesto  di  gravissima  crisi
  strutturale  che  sta  attraversando  trasversalmente   la   nostra
  economia.
   In   questo  momento  di  gravissima  crisi  strutturale   bisogna
  inquadrare    la    mobilitazione    dei     forconi     e    degli
  autotrasportatori,  che  credo  esprima  in  maniera  assolutamente
  evidente  un  malessere presente all'interno  della  nostra  realtà
  economica   produttiva,  che  ha  prodotto  anche,   non   dobbiamo
  dimenticarlo, alcuni problemi oggettivi in termini non soltanto  di
  crollo dei consumi durante quei cinque giorni di protesta ma  anche
  in  termini  di perdita  di commesse che, soprattutto  nel  settore
  agricolo, purtroppo, abbiamo riscontrato, a favore della  Spagna  o
  di altre regioni italiane o di altre nazioni del nord Africa.
   Ma,  al  di  là di queste oggettive riflessioni, credo che  quella
  protesta  abbia  avuto  il  grande merito di  porre  all'attenzione
  nazionale  e  di  porre all'attenzione anche del Governo  regionale
  alcuni oggettivi problemi.
   Io  prendo  atto  di  quelli che sono stati  gli  impegni  verbali
  esternati in quell'occasione, del clima di disponibilità di cui  si
  è  parlato.  Prendo  atto dell'istituzione dei tavoli  tecnici  sul
  federalismo,  sulla defiscalizzazione del carburante, sul  problema
  delle accise, sul problema delle cartelle esattoriali, sul problema
  dell'Imu  sui  terreni agricoli, sulla competizione  sleale,  sulle
  calamità  naturali,  sull'eco bonus, tutte problematiche  che  sono
  state rievocate durante l'intervento del Presidente della Regione.
   Io  mi auguro, da siciliano, che queste problematiche trovino  una
  puntuale risposta, ma credo che ci sia l'assoluta necessità che  il
  Governo  regionale faccia la sua parte perchè dobbiamo  abbandonare
  una  volta  per tutte lo stereotipo del meridionale, del  siciliano
  che va a Roma a chiedere a stanziamenti aggiuntivi col cappello  in
  mano  non  avendo fatto fino in fondo il proprio dovere, perché  di
  questo si tratta.
   Dobbiamo   invertire  la  rotta,  lo  dobbiamo  fare   in   merito
  all'utilizzo dei fondi europei, lo ha detto prima di me l'onorevole
  Buzzanca e prima ancora l'onorevole D'Asero.
   La  notizia  di oggi, riportata su un quotidiano nazionale,  é  di
  estrema  gravità: il blocco di 220 milioni di euro che si  aggiunge
  ad  altri  persi  nel passato, che si aggiunge al dirottamento  sui
  Fondi Jessica e Jeremy, di risorse che potevano essere utilizzate a
  fondo  perduto  e,  grazie a quel procedimento successivo,  vengono
  dirottate  su alcuni fondi che permettono esclusivamente l'utilizzo
  a tasso agevolato per evitare il disimpegno automatico.
   Vorrei  leggere  in  maniera  sintetica  alcune  righe  di  quella
  relazione    che   i   sei   ispettori   europei,   successivamente
  all'ispezione  del 24 ottobre, hanno voluto esternare,  laddove  si
  parla  di  carenze significative nel funzionamento dei  sistemi  di
  gestione  e  di  controllo tali da giustificare  l'interruzione  di
  termini  di pagamento, i servizi della Commissione, si legge  nella
  relazione,  hanno osservato che le verifiche di gestione effettuate
  su  spese  superiori  a  50  milioni  di  euro  erano  parziali   o
  inadeguate.
   Ebbene, su questo terreno si gioca la nostra credibilità.
   Non  possiamo permetterci di perdere ingenti risorse  europee  nel
  contesto  in  cui  viviamo  di vacche  magre,  ma  dobbiamo  essere
  consequenziali anche su altre problematiche.
   Hanno  ragione  l'onorevole  Adamo e l'onorevole  Leontini  quando
  parlano   dell'assoluta   eresia,   a  distanza   di   sette   mesi
  dall'approvazione  della legge regionale 25  del  2011  a  sostegno
  dell'agricoltura, di non veder applicate quelle normative; dobbiamo
  stanziare dei fondi aggiuntivi per quanto riguarda la Crias - è una
  delle  richieste  dei   forconi   assolutamente  condivisibile   -,
  dobbiamo  rendere operativa la legge regionale   11  del  2011  che
  sancisce  l'esenzione  IRAP per le imprese giovanili  e  femminili,
  dove  manca  esclusivamente il DPCM della Presidenza del  Consiglio
  dei  Ministri e dove, mi auguro, il tavolo tecnico istituito  possa
  contribuire anche alla risoluzione di questo problema e  devo  dire
  l'assessore Armano sta lottando in tal senso.
   Bisogna,  e concludo, procedere anche lungo la strada della  nuova
  formulazione   della  norma  che  permette  la   proroga   per   la
  ricomposizione  fondiaria,  norma  inizialmente  prevista  ma   poi
  impugnata dal Commissario dello Stato.
   Ebbene questi sono soltanto alcuni interventi che la Regione può e
  deve  attuare  perché dobbiamo finirla, una volta  per  tutte,  con
  rivendicare  meccanismi compensativi a Roma senza aver fatto,  fino
  in fondo, il nostro dovere.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Beninati.  Ne  ha
  facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo non ero
  presente  nel  momento  in cui il Presidente  della  Regione,  quel
  giorno,  svolse il suo intervento e quindi non ho avuto il  piacere
  di  sentirlo,  comunque  l'ho letto. Veda, onorevole  Lombardo,  in
  quell'intervento inconsapevolmente lei ha dichiarato, di fatto, che
  i siciliani non l'ascoltano molto.
   Veda,    la   protesta   dei   forconi,   così   chiamati,   degli
  autotrasportatori, dei pescatori, e anche di altre  realtà,  perché
  si  sono  unite  tante  altre persone,  è  la  prova  di  quanto  i
  siciliani, anzi il popolo produttivo di questa Regione l'apprezzi e
  la consideri.
   A  mio avviso, la situazione di grande disagio che non è di questi
  giorni, ma è di diverso tempo addietro, di diversi mesi, forse pure
  di anni - uno, due anni almeno -, ebbene, questa problematica a lei
  ed  al suo Governo interessa poco. Non si può di colpo scoprire che
  c'è  questo grande disagio di queste categorie. Il disagio  già  si
  sente nell'aria da mesi, ripeto da anni.
   Credo obiettivamente, onorevole Lombardo, che l'azione che da  lei
  è  stata  messa in atto in questi tre anni e mezzo - lo  ripeto  in
  questi  tre anni e mezzo - sia stata rivolta non ai problemi  della
  Sicilia  -  siamo onesti qui dentro -, lei si è solo occupato  come
  doveva disgregare i partiti di questa Terra.
   E lei ci è riuscito, però questo non è un merito, è un danno.
   All'inizio lei ha considerato i colleghi dell'UDC come coloro  che
  remavano  contro,  non  si sa cosa abbiano  fatto  di  tanto  male,
  remavano  contro, quindi via. Successivamente il PDL sol perché  in
  quest'Aula  -  io  in quel momento ero al Governo -  aveva  chiesto
  chiarimenti sul DPEF, dando poi col PD un voto contrario al DPEF  -
  e  l'imbarazzo  quel giorno in quest'Aula fu altissimo  -,  avevano
  solo   protestato   perché  volevano  collaborare   e   partecipare
  all'elezione, ebbene anche questa componente fuori.  Bene,  a  quel
  punto  oggi il Partito Democratico, il PD che chiede forse di avere
  un  Governo  politico  perché vorrebbe capirne  di  più  della  sua
  amministrazione,  onorevole  Presidente,  purtroppo   è   difficile
  poterla  capire  questa amministrazione, quindi non  se  ne  parla,
  anche il PD o vuole prendere così com'è o altrimenti non so.
   Questo  è  il miglior Governo, lei ha detto più volte, il  governo
  dei tecnici, in assoluto il migliore, quindi o prendere o lasciare.
   Quanto  è  accaduto  in questi giorni doveva  essere  gestito  dai
  partiti,   non   certamente  da  lei,  anche  perché,   diciamocelo
  chiaramente,  lei non l'ha gestito, le è scappata  di  mano  questa
  protesta  e,  quindi, a questo punto, è la prova che  la  strategia
  messa in atto in questi tre anni e mezzo la sta portando a rimanere
  isolato  in  questa Assemblea e, veda, i partiti  cui  lei  non  si
  ispira,  forse  perché  vorrebbe che il suo  diventasse  un  grande
  partito,  ma penso che sia difficile che ciò accada, alla fine  lei
  voleva essere l'unico terminale.
   Lei  non è alcun terminale; la protesta è partita all'insaputa  di
  tutti e, oggi, continua ad essere tale.
   I partiti, sia di maggioranza che di opposizione, avrebbero potuto
  frenare questo impeto di disagio, purtroppo, ormai, la situazione è
  scappata  di  mano,  caro Presidente. E lei ha  una  responsabilità
  enorme di tutto ciò e se l'assumerà, secondo me, per molto tempo.
   So   che   molti   colleghi   in  Aula,  purtroppo,   ormai   sono
  disinteressati alla politica, però lo dico con cognizione di  fatto
  che non so a cosa ci porterà continuare così.
   Io  penso,  Presidente, che questa gestione esclusiva del  potere,
  senza  il  coinvolgimento dei partiti che nel 2008, la  elessero  o
  l'hanno  eletto,  oggi ha provocato uno scollamento  della  società
  civile,  ha  provocato  un disagio, prova  che  ognuno,  in  questo
  momento

   PRESIDENTE.   Onorevole  Beninati,  la  prego  di  avviarsi   alla
  conclusione.

   BENINATI.  Sì, lo so signor Presidente, io non parlo sempre,  però
  se   fosse  possibile  avere  qualche  minuto  in  più,  penso   di
  meritarmelo perché qualche volta ho rinunciato anche a fare qualche
  intervento  in  Aula;  comunque, cercherò di concludere  e  di  non
  abusare più del giusto.
   Allora, il Presidente della Regione in questo momento, me ne rendo
  conto, non riesce più a gestire questa situazione di disagio.
   Presidente,  lei  è artefice dello sfascio di questi  ultimi  anni
  della politica in Sicilia.
   Veda,  io  ho  partecipato  nel  2008  alle  elezioni  come  tanti
  colleghi,  anzi colgo l'occasione di scusarmi con 17  mila  persone
  che, attraverso il mio consenso, l'hanno portata a stare lì seduto,
  a fare il Presidente non si sa di che cosa.
   Bene,  nella parte conclusiva del suo intervento, lei  ha  citato:
   Col Governo nazionale faremo fino in fondo la nostra parte .
   Ma,  Presidente, dopo tre anni e mezzo ma di che parla, cosa vorrà
  fare lei dopo tre anni e mezzo in cui ha prodotto: quattro Governi,
  ha  cambiato  non  so quanti direttori - se avrò il  tempo  leggerò
  quello  che,  senza  accorgersene,  lei  ha  fatto  in  particolare
  all'Assessorato Attività produttive, dove ha cambiato sei direttori
  -, ha fatto l'unica riforma che il Governo s'è intestata e che è la
  più  inopportuna, cioè quella dell'Amministrazione; in  un  momento
  così  cruciale, nel 2008 decise di riformare tutto ed ancora  oggi,
  la  gente ed i Dipartimenti, non sono coordinati in quanto,  quella
  riforma,  tutto  bisognava fare tranne che farla durante  la  spesa
  comunitaria.
   Unica  vera responsabilità di non avere, ad oggi, i conti a  posto
  con questa spesa comunitaria.
   Bene

   PRESIDENTE. Onorevole Beninati, concluda.

   BENINATI.  Signor  Presidente, io non citerò,  perché  non  ho  il
  tempo,  avevo proprio in mente di farle leggere e darle la  memoria
  di  tutto  quello che lei ha fatto in questi anni con i  direttori,
  una  cosa  inverosimile. Però una cosa  gliela  devo  dire,  signor
  Presidente:  lei  forse non sa che mentre  in  tivù  si  vedeva  la
  contestazione dei pescatori, il suo Governo, anzi un suo  Assessore
  -  capisco che erano fondi predestinati prima - il 2 di febbraio ha
  fatto  la promozione del pescato, ripeto la promozione del pescato,
  a  Bangkok   Allora, io le chiedo se questo è un modo  di  gestire,
  visto  che in quel periodo i pescatori di tutto hanno fatto, tranne
  che  pescare, ma io mi domando: ma è mai possibile che  si  è  così
  distratti  da  una  follia istituzionale e  si  promuove  il  pesce
  siciliano a Bangkok?
   A   questa   domanda  tutti  i  colleghi,  lascio   questo   punto
  interrogativo,  perché  devo  dirle  caro  Presidente,  che   siamo
  arrivati al colmo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli eventi  di  cui
  siamo  stati tutti coinvolti in questi ultimi giorni con il  blocco
  stradale  che  ha  visto  fermarsi la  Sicilia  e  gran  parte  del
  Mezzogiorno  d'Italia,  ritengo che siano  segnali  molto  forti  e
  importanti  che devono indurre, per forza di cose, la  politica  ad
  una  riflessione  profonda.  Perché è  chiaro  che  è  partita  una
  protesta  spontanea, guidata solo dal bisogno  delle  famiglie  che
  sentivano  l'esigenza di manifestare all'esterno e  a  chi  governa
  oggi, sia a livello nazionale che regionale il disagio che si  vive
  in questi ultimi tempi. Un disagio legato a quella impossibilità di
  ricondurre verso il guadagno che poi mette in sicurezza le famiglie
  e che in questi ultimi mesi, purtroppo, questo è mancato.
   Sostanzialmente,  le  richieste fatte da chi oggi  protesta,  sono
  importanti e io penso che siano anche risolvibili.
   Uno  dei  punti più salienti di questa protesta riguarda i  debiti
  contratti con l'INPS e la Serit successivamente mette in condizione
  le  imprese, non solo a ricondurle verso il pagamento, ma blocca  i
  mezzi  che  poi  diventano  strumento di  lavoro  per  far  sì  che
  l'azienda  continuasse  a  produrre  per  creare  quella  forma  di
  finanziamento  che  difficilmente  arriverà,  in  quanto  i  debiti
  purtroppo  contratti con la Serit lievitano di giorno in giorno,  a
  volte  superando  anche  il  7 e l'8 per  cento.  E  quindi  non  è
  difficile trovare chi avendo un debito minimo di cinque mila  euro,
  nell'arco di cinque-sei anni raggiunge quasi i 22-23 mila euro
     Per questo, in terza commissione, abbiamo invitato, il Direttore
  della  Serit regionale e abbiamo fatto alcune domande ben  precise.
  Bene, ci è stato risposto che per far sì che venissero sgravati gli
  interessi  sui  debiti  contratti con le varie  istituzioni  e  poi
  portate avanti alla Serit, c'è bisogno di una norma nazionale, vale
  a dire di una legge da approvare in seno al Parlamento nazionale.
    Ecco perché io penso che l'incontro che il Presidente Lombardo ha
  fatto  a Roma è stato di importanza vitale. E se noi riuscissimo  a
  convincere  il  governo nazionale a fare una  legge  che  possa  in
  questo  momento aiutare e sostenere chi ha contratto debiti con  le
  varie istituzioni, con l'INPS ecc. attraverso la Serit, noi avremmo
  fatto  una  cosa importante. Io credo che questa proposta  potrebbe
  essere  accettata  dal  Presidente del Consiglio,  e  comunque  dal
  Governo nazionale perché essendo noi una Regione a Statuto speciale
  potremmo anche, per certi aspetti, conciliare le esigenze di questi
  cittadini che ne chiedono l'impegno e il sostenimento.
   Presidente  Lombardo, nell'ultimo incontro che  abbiamo  fatto  in
  quest'Aula,  lei  ha  parlato  di  defiscalizzazione  dei  prodotti
  petroliferi  e  ha  detto che avrebbe fatto un tavolo  tecnico  con
  l'assessore  per il bilancio, con l'assessore per la sanità  e  con
  l'assessore  per  l'agricoltura. Io le chiedo  adesso  se  lei  sta
  lavorando  a  questo tavolo tecnico e le chiedo  soprattutto  quali
  sono   le  condizioni  per  far  sì  che  questo  obiettivo   della
  defiscalizzazione possa essere raggiunto.
   Perché  dico  la  defiscalizzazione?  Perché  oggi  chi  vive   in
  agricoltura,  chi  fa  l'artigiano  produce  ed  utilizza  prodotti
  petroliferi  ed  averli  defiscalizzati  in  Sicilia   sarebbe   un
  appuntamento importante, quanto mai necessario, per cui io  ritengo
  che  anche  questa  necessità  e questa  probabilità  possa  essere
  raggiunta proprio grazie al nostro Statuto speciale.
   E' chiaro che in modo parallelo bisogna controllare i prodotti che
  vengono  poi importati, prodotti agricoli che noi produciamo  nella
  nostra  terra  ma che, da un po' di tempo a questa  parte,  vengono
  importati   da   Paesi  terzi  e  che  vengono  poi,   addirittura,
  falsificati come nostri prodotti.
   Questo  dal mio punto di vista, ma penso non solo dal mio,  è  una
  cosa  inconcepibile e non si riesce a spiegare come tanti  prodotti
  possano arrivare sugli scaffali della grande commercializzazione ed
  invadendo anche i mercati. Per cui io ritengo che se lei avrà  modo
  di  incontrare  nuovamente il Presidente Monti è  giusto  che  egli
  condivida  con  noi  il  bisogno di riguardare  e  di  rivedere  la
  politica agricola in Sicilia e nel Mezzogiorno d'Italia per far  sì
  che  questa  nostra  terra diventi sempre più importante  sotto  il
  profilo    della    produzione,    sotto    il    profilo     della
  commercializzazione,  ma  soprattutto  sotto   il   profilo   dello
  sviluppo.
   Io   ritengo   che  in  questa  vicenda  non  ci  possono   essere
  appartenenze politiche perché sarebbe fin troppo facile qui stasera
  addossare a questo Governo, oggi siciliano ed oggi anche nazionale,
  delle   responsabilità.  Io  penso  che  una  politica  attenta   e
  giudiziosa e di buon senso debba creare le condizioni per uscire da
  questo  disagio  perché  i  siciliani  si  attendono  una  risposta
  importante, tant'è chi ieri protestava lungo le strade, oggi inizia
  ad  occupare  i  consigli comunali e se questa protesta  civile  ed
  intelligente continua un motivo deve esserci.
   Non abbiamo altre vie da perseguire se non quella di risolvere  le
  questioni che attanagliano questo nostro comparto produttivo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Onorevole  Presidente della Regione, signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, abbiamo ascoltato qualche giorno  addietro  un
  nuovo  libro  dei  sogni che ci è stato raccontato  dal  Presidente
  della   Regione  in  Aula  a  seguito  del  suo  incontro  e  della
  delegazione governativa con il Presidente del  Consiglio Monti.
   Abbiamo   ascoltato  parole  rassicuranti  e  allo  stesso   tempo
  inquietanti perché soltanto la protervia del Presidente Lombardo ha
  potuto  rappresentare  a  questa Aula  uno  stato  di  cose  che  è
  assolutamente distante e lontano dalla realtà che la  Sicilia  e  i
  siciliani  stanno  vivendo  in  questi  mesi  e  in  queste  ultime
  settimane.
   L'incontro con il Presidente del Consiglio dei Ministri si è  reso
  necessario  a  causa  di  una legittima protesta  di  alcune  fasce
  sociali  che  vivono  in una condizione di assoluta  indigenza,  di
  alcune categorie produttive che sono ormai al collasso.
   Una  protesta sacrosanta fino ai limiti, ovviamente, della civiltà
  e  del  rispetto degli altri, questo deve essere sempre chiaro,  ma
  una  proposta sacrosanta che nasce, vivaddio, dal fatto che  questo
  Governo regionale ha messo in ginocchio la Sicilia e continua -  ed
  è  notizia di oggi - a buttare nel cestino centinaia di milioni  di
  euro  provenienti  dalla Comunità europea che  qualora  ben  spesi,
  avrebbero, non dico potrebbero, dico avrebbero potuto dare risposte
  alle  esigenze  primarie di sopravvivenza della nostra  terra.  Due
  miliardi di euro non spesi colleghi dell'Assemblea regionale da  un
  Governatore  e da un Governo ribaltonista che non ha legittimazione
  popolare  e  che  si  regge  su accordi sottobanco;  che  ha  messo
  all'opposizione chi aveva vinto le elezioni e che governa  con  chi
  li  aveva  perse;  che  non può avere alcun  prestigio  politico  e
  istituzionale;  che  continua  a  perdere  pezzi  anche  di  quella
  maggioranza  ribaltonista che dovrebbe rappresentare, appunto,  con
  quel prestigio che non ha, l'esigenza della Sicilia e dei siciliani
  a Roma al Governo nazionale.
   Questa  è una favola drammatica, ed è la favola drammatica  di  un
  Governo  che  in quasi quattro anni ha cambiato 43 assessori  e  50
  direttori, che hanno dovuto ogni volta ricominciare daccapo  quello
  che  qualcuno  prima di loro aveva iniziato e  che  mai  ha  potuto
  portare  a compimento, determinando in tal modo la perdita di  quei
  fondi  europei  dei quali ancora oggi, si parla di 220  milioni  di
  euro
     E  con  quale  prestigio  questo Governo regionale  ribaltonista
  dovrebbe  chiedere al Governo nazionale e alla Comunità europea  di
  rinegoziare  questi fondi, ricordo per averlo vissuto, che  qualche
  mese  fa  quando il Governo nazionale attraverso il  ministero  per
  l'agricoltura si recò a Bruxelles per rivalutare la PAC,  la  nuova
  PAC, la programmazione agricola europea chiedendo più fondi per  la
  Sicilia,  quello che ottenne fu una risata, perché gli fu risposto:
  Sma se non spendete i soldi che vi diamo, ma se mandate indietro  i
  soldi che vi diamo con quale faccia venite a chiedere altri fondi?
   Allora, noi, cari colleghi e Presidente della regione siamo  ormai
  in  una  condizione  di  definitivo default.  Il  Presidente  della
  regione  è  venuto  a raccontarci una favola. A questa  favola  non
  crediamo.  A  questa favola non credono i siciliani,  perché  dalla
  formazione  ancora qualche giorno fa all'informatizzazione  con  la
  liquidazione di  Sicilia e-servizi', a tutta una serie  di  manovre
  che  hanno  finalità esclusivamente clientelari  e  che  non  hanno
  nessun altro scopo se non quello di azzerare quel poco di buono che
  ancora   funzionava  in  questa  Regione,  continua  a  determinare
  condizioni    di    assoluta   inadeguatezza    istituzionale    ed
  amministrativa.
     Pertanto, rispetto a queste cose per senso di responsabilità, in
  un  momento  come quello che stiamo attraversando,  il  Gruppo  dei
  popolari  non  si  tireranno  indietro:  noi  abbiamo  fatto  delle
  proposte  precise. Dunque, onorevole Presidente, dimostri di  avere
  il  prestigio  che  non  ha  e col suo Governo  cerchi  di  rendere
  operanti  gli  articoli 37 e 38 dello Statuto, ponga in  essere  le
  condizioni,  e mi avvio alla conclusione, per la defiscalizzazione,
  ponga  le  condizioni perché le imprese che raffinano  il  petrolio
  siciliano  paghino l'IVA in Sicilia, ponga in essere le  condizioni
  per  cui  le  royalty delle società petrolifere che distruggono  la
  Sicilia e che hanno guadagni davvero incredibili passino le royalty
  così  come noi abbiamo richiesto dal  7 per cento al 30 per  cento,
  ponga   in   essere  le  condizioni  perché  si  possa  intervenire
  soprattutto  per le categorie della pesca e dell'agricoltura  sulle
  accise  relative ai prodotti petroliferi. Queste sono  tutte  cose,
  sono  tutte  misure  che  se eliminiamo la parte  della  demagogia,
  questo Governo regionale potrebbe porre in essere.
   Certo,  io  mi  rendo conto, e ho concluso signor Presidente,  che
  prima  di  potersi  presentare  dinanzi  al  Governo  nazionale  ci
  vorrebbe  un  prestigio istituzionale che un Governo  ribaltonista,
  raccogliticcio, assolutamente lontano da quella che  è  la  volontà
  reale dei siciliani, invece non ha.
   Signor Presidente, io devo dire e me ne duole sono più convinto  e
  più fiducioso che potrà aiutarci l'operatività e la sensibilità del
  Governo nazionale piuttosto che un Governo regionale che dinanzi al
  baratro continua soltanto a pensare di tutelare qualche clientela.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole Ardizzone.  Ne  ha
  facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra che in
  quest'Aula  stiamo  consumando quasi un rito, un rito  consolidato,
  quasi  dovuto,  perché  il Presidente su richiesta  del  Parlamento
  regionale  ha,  giustamente, riferito allo stesso,  in  una  seduta
  precedente,  sul suo incontro con il Presidente Monti.  Perché  era
  stato chiesto?
   Perché  subito  dopo  l'incontro erano  uscite  fuori  notizie  di
  agenzia,  e  l'una  smentiva l'altra: si  parlava  di  ponte  sullo
  Stretto,  si  parlava  di  pesca,  di  buoni  propositi   e   buoni
  intendimenti, perché c'erano quelli del Movimento dei  Forconi  che
  ascoltavano, perché c'era l'Italia che ci guardava e certamente non
  abbiamo  dato  una  bella sensazione. Noi ci saremmo  aspettati  da
  parte  del  Governo  regionale una relazione  profonda,  un'analisi
  articolata.
   Vedete,  più  volte  io  ho  letto  e  riletto  la  relazione  del
  Presidente Lombardo, mi rendo conto che è stata formulata a braccio
  e    che    quindi    magari   non   ha   avuto   la    possibilità
  dell'approfondimento.
   Ho  sottoposto questa relazione, e non è uno scherzo, ad  una  mia
  vecchia  insegnante delle scuole elementari per averne un giudizio,
  ed   ella   mi   ha  detto:   Il  ragazzo  è  intelligente,   molto
  intelligente,  la  relazione, però, è molto  generale,  dà  qualche
  spunto,  certamente non  è esaustiva, e soprattutto è una relazione
  che dà aspettative .
   Rispetto  alla  stessa  relazione noi abbiamo  appreso,  perché  è
  passato  già  qualche giorno da quell'incontro e c'erano  tutti   i
  buoni  propositi che la Libia, la pesca, i tavoli  tecnici  che  si
  sarebbero  dovuti  avviare;  ma,  soprattutto,  abbiamo  avuto   la
  certezza  perchè il Presidente Lombardo ci desse non  pacche  sulle
  spalle, ma avesse portato un grande risultato.
   Da  lì  a  qualche  giorno,  come  primo  segnale,  sarebbe  stato
  ripristinato  uno  dei treni a lunga percorrenza che  rappresentava
  l'Unità d'Italia; e il problema era se questo treno che passava per
  tutta  la  Sicilia avrebbe dovuto fare riferimento  a  Milano  o  a
  Torino. Io di questo treno francamente ancora non ho visto traccia,
  ma era una cosa che invece era stata data per scontata
   Si  è parlato di defiscalizzazione e il Presidente Lombardo, anche
  su  stimolo del sottoscritto - peraltro, a breve, secondo  l'ordine
  del  giorno  odierno,  dovrebbe riferire,  proprio  per  volontà  e
  richiesta di questo Parlamento, sulla questione ponte sullo Stretto
  - il Presidente ci disse: sì che il Ponte era stato definanziato ma
  che  era  stato definanziato dal CIPE in un momento precedente,  ma
  non  ci ha detto - e spero che nella replica ce lo dica - che  cosa
  vuole  fare  di questo ormai fantomatico progetto, di  questa  mega
  opera, perché fu il Presidente stesso a lanciare degli strali  e  a
  minacciare  addirittura che se il Ponte non si  fosse  fatto,  noi,
  come Stato italiano, avremmo dovuto pagare una penale, che ha avuto
  modo di quantificare in 800 milioni di euro.
   Poi,  il  Presidente è corso ai ripari:  No, il Ponte  lo  faremo,
  vediamo di chi è la colpa .
   Forse  ce ne saremmo potuti accorgere qualche giorno prima, almeno
  dieci giorni prima
   Il  Governo  regionale, a mio avviso, si sarebbe dovuto  accorgere
  che  l'opera già prendeva una piega strana, ben diversa, quando  la
  Commissione europea, nel famoso, ormai fantomatico, famigerato  per
  quello   che  mi  riguarda,  corridoio   Berlino-Palermo   stralciò
  proprio,  nel  mese  di ottobre, l'opera  Ponte  sullo  Stretto   e
  garantì  la  continuità  attraverso  un  percorso  ferroviario  che
  bypassava   addirittura Messina, che arrivava a Palermo  attraverso
  Catania.
   Certo, prendiamo atto che in quel momento il Presidente Lombardo è
  stato un po' distratto.
   Vede, signor Presidente, non so chi ha alimentato la protesta  dei
  forconi; c'è chi l'ha cavalcata, chi l'ha spinta già mesi addietro.
  Da  parte del Governo regionale, ho il dovere di dire, rispetto  ad
  alcune  affermazioni, che condivido, che sottoscrivo, da parte  del
  Presidente di Confindustria, Ivan Lo Bello, che subito, facendo  le
  debite differenze, disse che c'erano delle infiltrazioni mafiose.
   Questa  presa di posizione da parte del Governo, in quel   momento
  io  non  l'ho vista, quasi a volersi inimicare proprio il movimento
  dei  Forconi.  Come mi aspetto che il Governo regionale,  prima  di
  lanciare  questi   messaggi subliminali    perché  -  vedete  -  un
  Presidente  che  ci  viene  a dire:  Col presidente  Monti  abbiamo
  parlato  degli investimenti che lo Stato italiano farà in Libia  e,
  quindi,  ieri  sera all'uscita di Palazzo Chigi  ho  incontrato  il
  presidente dell'ANCE  (come se fosse lì a passare per caso)   e  ci
  rivolgiamo  ovviamente a Confindustria per redigere  un  elenco  di
  ditte  disponibili ad impegnarsi a lavorare appunto in  Libia ,  mi
  sembra  uno  di quei messaggi subliminali che vengono mandati  alle
  imprese   anche,   ad  esempio,  di  Ramacca  o   di   Grammichele:
   Attenzione,  anche  noi  daremo il  nostro  elenco  di  ditte  per
  lavorare in Libia
   Il  lavoro  alle  nostre imprese noi lo dobbiamo  dare,  onorevole
  Presidente,  in  Sicilia mettendo in moto tutti i meccanismi  della
  legalità,  della  trasparenza, ma soprattutto mettendo  in  moto  i
  meccanismi  che  riguardano la spesa europea. Noi, come  siciliani,
  non  ci  siamo  presentati con le carte in regola al  cospetto  del
  Governo nazionale. Non dico che ci hanno riso in faccia, ma quasi.
   Se  oggi  apprendiamo - e lei già lo sapeva - di questa  relazione
  riservata che ci dice che comunque la Regione siciliana rischia  di
  perdere  ulteriori 220 milioni di euro, mi dica con quali carte  in
  regola  ci stiamo presentando al governo Monti e che cosa  possiamo
  reclamare?
   Noi abbiamo le risorse, le capacità. Bisogna fare uno sforzo.
   Ormai  mancano  solo  quattordici  mesi  alla  data  fatidica,  al
  passaggio  di  testimone, al passaggio  di   mano  e  comunque,  la
  Sicilia che verrà sarà una Sicilia diversa e senz'altro migliore di
  quella che abbiamo avuto negli ultimi quattro anni.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l  onorevole Incardona.  Ne  ha
  facoltà.

   INCARDONA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   abbiamo
  ascoltato  le  parole che il Presidente della Regione  ci  venne  a
  riferire qui in quest'Aula dopo l'incontro col Presidente Monti.  E
  noi  di  Grande  Sud  possiamo  ben dire  che  ce  lo  aspettavamo.
  L'avevamo  detto.  Avevamo  detto  che  questo  Governo  non  aveva
  l'autorevolezza per affrontare un simile incontro con le  carte  in
  regola.  Avevamo detto che non c'era la statura politica necessaria
  per  potere  reclamare, verso il Governo nazionale,  quelle  giuste
  cose  che  questo  territorio si aspetta, che la Sicilia  da  tempo
  aspetta.
   E  perché  non  c'erano le carte in regola? Perché  non  ci  sono?
  Perché  in questi quattro anni l'unico obiettivo che il Governatore
  ha  dimostrato  di  avere è solo quello di gestire  il  potere,  di
  mettere amici, di mettere candidati del Movimento per le Autonomie,
  nei vari posti di potere.
   Non   si   è   assolutamente  e  minimamente   interessato   delle
  problematiche  che provengono dal territorio, quelle  che  sono  le
  esigenze delle categorie produttive.
     C'era una grande opportunità, c'era l'opportunità di rilanciarla
  questa  Sicilia.  C'erano le somme necessarie  per  fare  un'ottima
  programmazione. C'era la necessità di portare avanti delle  riforme
  che  fossero di sostanza, non delle riforme di facciata, non  delle
  riforme che sostanzialmente nulla hanno cambiato ma che, anzi, sono
  servite  soltanto per sconvolgere alcuni equilibri e per consentire
  al Governatore di mettere amici del Movimento per le Autonomie.
     E  badate,  io non faccio accuse a chi oggi appoggia il  Governo
  regionale nonostante non abbia vinto le elezioni, perché sul  piano
  della  politica  ciò  può anche accadere, anche  se  moralmente  ed
  eticamente non è certamente corretto. Tuttavia, quello che non  può
  essere  consentito ulteriormente è il fatto che non siamo di fronte
  ad  un  Governo  fatto da una coalizione, siamo  di  fronte  ad  un
  Governo composto da tecnici, tutti di fiducia del Presidente  della
  regione, con qualche piccolo gradimento da parte di qualche partito
  politico,  ma  siamo di fronte, quindi, ad una occupazione  vera  e
  propria  del potere  Un'occupazione che è consentita da un  sistema
  che  più  volte ho avuto modo di denunciare, un sistema  elettorale
  che  ha  bisogno  di  trovare dei contrappesi, che  ha  bisogno  di
  trovare  nuovi equilibri istituzionali, che ha bisogno  di  riforme
  costituzionali ed istituzionali di questo Parlamento  nei  rapporti
  anche col Governo regionale.
   Quindi,  un Governo, dicevo, che è rimasto del tutto assolutamente
  insensibile,  tanto è vero che la protesta si  è  rivolta  anche  e
  soprattutto nei confronti del Presidente Lombardo, che è stato  più
  volte  invitato  dal  Movimento dei Forconi,  dal  movimento  della
  gente:   la   gente   che  ha  aderito  spontaneamente   a   queste
  manifestazioni.
     Evidentemente qualcosa di nuovo è accaduto, non è stato soltanto
  un  movimento  di  poche persone che si sono, un giorno,  alzate  e
  hanno  detto:   Oggi blocchiamo la circolazione dei mezzi .  Quello
  che è accaduto, è stata una condivisione nella società siciliana di
  una  protesta che evidentemente è fondata su serie e gravi esigenze
  della  popolazione ed in particolare di alcune categorie, anzitutto
  dei  produttori  agricoli, dei pescatori, degli  autotrasportatori,
  insomma,  di tutte quelle categorie che soffrono questa  condizione
  insulare  della Sicilia, questa condizione di grande  distanza  dai
  mercati  europei e che quindi per coprire i costi avrebbero bisogno
  di aiuti diversi.
   Purtroppo,  ancora una volta, certamente, questo  Governo,  questo
  territorio, questa Sicilia non riuscirà  a dare le risposte, perché
  ancora una volta il Governatore rimarrà insensibile.
   Quello che è veramente incredibile è quel racconto che è venuto  a
  fare  qui  in  quest'Aula,  come se la  Sicilia,  e  anzitutto  noi
  parlamentari fossimo delle persone non addette ai lavori,  come  se
  noi  non conoscessimo il territorio, come se noi non riuscissimo  a
  leggere i fatti della politica e a leggere le cose che accadono.
   Noi  avevamo richiesto che il Presidente Lombardo andasse  lì  con
  una  serie  di  rivendicazioni che fossero anche il  frutto  di  un
  dibattito,  ma lui ha preferito non solo andare da solo,  non  solo
  tentare  di cavalcare la protesta, ma addirittura ha fatto in  modo
  che  lì  ci  fosse  una  riunione  di  partito,  perché  c'era   il
  rappresentante dell'ANCE che, guarda caso, è del Movimento  per  le
  Autonomie, c'era un parlamentare regionale che, guarda caso, è  del
  Movimento  per  le  Autonomie, c'era il Presidente  dell'Assemblea.
  All'uscita,  onorevole  Presidente,  lo  abbiamo  visto  tutti   in
  televisione,  lei si accompagnava essenzialmente  con  persone  del
  Movimento per le Autonomie.
   Voleva tentare, come è solito suo, un colpo di mano che non  le  è
  riuscito,  perché  purtroppo per lei i contadini, gli  agricoltori,
  gli  autotrasportatori, i pescatori avranno,  come  si  diceva  una
  volta,   le scarpe grosse, ma hanno il cervello fino . Lei, quindi,
  non  è riuscito a prenderli in giro, non è riuscito a prenderne  in
  giro nessuno. La Sicilia  è contro di lei e il guaio per noi è  che
  questo  suo  fallimento e questa sua incapacità a rappresentare  le
  esigenze  dei  siciliani  delegittima una  classe  politica,  anche
  quella  parte  di  classe politica che non ha colpe,  anche  quella
  parte  di  classe politica che si è opposta, anche quella parte  di
  classe  politica  che le ha dato sempre i giusti  suggerimenti  per
  fare in modo che la Sicilia potesse essere rilanciata.
   D'altra  parte, cosa ci potevamo aspettare da un Governo che  oggi
  pubblica un bando e domani lo revoca  Fa una programmazione, nomina
  un direttore e domani lo revoca, e dopodomani revoca l'assessore  e
  dopodomani  ancora revoca tutto quello che ha fatto  Fa  sempre  un
  passo  avanti  e  due indietro, quindi non potevamo che  aspettarci
  questo, cari colleghi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, io credo che il dibattito di  stasera
  segua  quelle che sono state le dichiarazioni del Presidente  della
  Regione all'indomani dell'incontro che ha avuto e che, come Regione
  Sicilia, abbiamo avuto con il Governo nazionale.
   Credo che da quell'incontro sia emersa una certa disponibilità  da
  parte  del  Governo  dei  tecnici, di questo Governo  istituzionale
  nazionale,  ma  altrettanta richiesta  è  stata  fatta  nei  nostri
  confronti,  cioè è stato chiesto al Governo Monti anche  la  nostra
  parte,  che  noi facessimo un passo avanti circa una  progettualità
  che,   purtroppo,   dobbiamo   tutti   constatare   anche   stasera
  dall'assenza  degli assessori, assessori tecnici, Purtroppo,  manca
  questa  progettualità,  questa  piattaforma,  in  uno  scorcio   di
  legislatura,  quale  quella  che  oggi  stiamo  vivendo,   da   qui
  all'aprile  del  2013  che possa in un certo  senso  riproporre  la
  Regione  Sicilia  in  una  posizione  diciamo  di  centralità   nei
  confronti dei problemi che oggi stiamo vivendo.
   Credo  che, purtroppo, stiamo rischiando di dimostrare al  Governo
  nazionale anche una posizione già vetusta, già vista già archiviata
  nella cultura di Roma, che era quella che la Sicilia andasse con il
  cappello  in mano.
   Se da un lato i due tavoli tecnici che dovremmo fare, quello della
  pesca,  degli  autotrasportatori, del trasporto,  dell'agricoltura,
  sono   giusti,  dall'altro  lato, quell'altro  tavolo  tecnico  sul
  bilancio  e  sulla sanità, ahimè, sa anche come,  un modo  come  un
  altro, per chiedere soltanto senza dimostrare.
   Io credo che tutto quello che è stato detto da chi mi ha preceduto
  sia   assolutamente  soddisfacente,  nel  senso  che  noi  dobbiamo
  dimostrare un passo avanti e il Governo regionale ha il  dovere  di
  interpretare  fino in fondo quelle sono le istanze immediate,  cioè
  un riscontro immediato che purtroppo da parte della Regione non c'è
  stato.
   Mi  riferisco,  per  esempio, al problema  agricolo,  al  problema
  dell'agrumicoltura  e  della crisi profonda  che   a  Catania,  nel
  siracusano ma anche nel trapanese, nell'agrigentino l'agrumicoltura
  sta avendo.
   Si  è  ipotizzato  un  ritiro e personalmente avevo  ipotizzato  e
  presentato assieme ad altri colleghi una mozione  perché si potesse
  pensare, immaginare, un ritiro straordinario così come facemmo  nel
  2009  per  cercare  di  alleviare quella  che  è  una  grave  crisi
  economica di settore.
   Ebbene, l'assessore per l'agricoltura, D'Antrassi, qualche  giorno
  addietro  è  stato   a  Scordia, in  provincia  di  Catania,  e  ha
  preannunziato   che sta procedendo a una specie di ritiro  con  tre
  milioni  di  euro, forse quattro milioni di euro, i  cui  soldi  in
  parte saranno dati alla promozione, alla pubblicità del prodotto  e
  in  parte si dovrebbe ipotizzare un ritiro di nicchia quasi per  le
  spremute,  anzi per le spremute in alcune attrezzature o macchinari
  che dovremo collocare nelle scuole e in alcuni edifici pubblici per
  circa  900 quintali di agrumi, di arance. Mi sembra veramente  cosa
  di  poco  conto  e cosa veramente patetica perché ciò  non  risolve
  sicuramente il problema.
   Noi   del  Popolo  della  Libertà  abbiamo  dimostrato  che  siamo
  assolutamente  pronti a fare la nostra parte, ma ci aspettiamo  che
  anche il Governo faccia la propria parte, che gli assessori vengano
  in  Aula   e  non per essere spettatori passivi di un ragionamento,
  ma, Presidente, per aiutarla a dare delle soluzioni costruttive per
  questa nostra regione, perché altrimenti non avrebbero senso e  non
  hanno senso degli assessori tecnici che molte volte sono trascinati
  così  come  le onde del mare senza poter o dover o voler  dare  una
  propria impronta.
   Allora, in questo senso, Presidente, io credo che questa Assemblea
  è  in attesa, ma in attesa soprattutto è la protesta, è l'emergenza
  sociale  che abbiamo in Sicilia. Una protesta che ha assunto  degli
  aspetti  anche  di  forte contraddizione, di forte  anche  ricaduta
  negativa sulla produzione siciliana, sulla commercializzazione  del
  prodotto,   sulle  commesse  del  nostro  prodotto  siciliano   nei
  confronti  dei  mercati non solo italiani ma anche esteri,  però  è
  altrettanto vero  che questa emergenza oggi va affrontata,  sebbene
  e  nonostante  il  fatto  che oggi coloro  che  protestano,  queste
  persone, questo movimento, forse, rischia di degenerare o di  voler
  strumentalizzare  questa  protesta  anche  formando  dei   cartelli
  politici o partitici.
   Questo  noi non lo possiamo consentire assolutamente, ma  dobbiamo
  sicuramente  raccogliere quello che è invece  l'emergenza  Sicilia,
  l'emergenza   sociale   per  dare  sicuramente,   per   presentarci
  all'opinione  pubblica  non  con  un  giudizio  negativo,  ma   per
  presentarci  innanzitutto a posto con la  nostra  coscienza  e  per
  poter guardare negli occhi i siciliani che ci hanno votato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Musotto.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSOTTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  nel
  dibattito  di  questa sera sia sfuggito un elemento importante  che
  credo  sia  fondamentale e che vorrei sottolineare  partendo  dalla
  protesta,  partendo dal disagio socio-economico di tante  categorie
  produttive della nostra  regione.
   Noi  siamo  qui  stasera non già per parlare  di  questa  protesta
  contro  il Governo Lombardo. Questa protesta è scaturita a  seguito
  di  una serie di misure che sono state attuate dal Governo Monti  e
  che  hanno  creato, non soltanto in Sicilia ma in tutta  Italia,  a
  determinati settori una serie di guai finanziari, hanno evidenziato
  una situazione di disagio profondo dalla liberalizzazione al prezzo
  della   benzina,  alla  crisi  dell'agricoltura  e   dei   prodotti
  dell'agricoltura  che non già sono conseguenza di  azioni  concrete
  che  sono  state poste dal Governo Lombardo, ma bensì da azioni  di
  questo   Governo  Monti  che  viene  riconosciuto  oggi  a  livello
  mondiale, a livello europeo, come uno dei Governi più avanzati, più
  capaci,  più  professionalmente impegnati a  risolvere  i  problemi
  finanziari dell'Europa.
   Quindi,  mi  sembrano assolutamente demagogici questi attacchi  ed
  anche fuori luogo nei confronti di questo Governo Lombardo a cui si
  dice  che  non ha avuto la dignità, il riconoscimento istituzionale
  da parte del Governo Monti. Invece non è vero. Il Governo Monti, il
  Governo  nazionale ha dato immediatamente una risposta  precisa  ad
  una richiesta di incontro che giustamente il Presidente Lombardo ha
  voluto  fare  e  che è seguita ad un incontro non già  isolato   da
  parte  del  Presidente  Lombardo  e  il  Presidente  Monti,  ma  il
  Presidente  Lombardo  era accompagnato da  quattro  Assessori,  dal
  Presidente  dell'Assemblea  ed è stato  un  incontro  assolutamente
  positivo,  concreto  in cui il Presidente Lombardo  ha  evidenziato
  quelle  che  potevano essere le soluzioni a questi annosi  problemi
  nazionali. A livello siciliano che cosa vuole la Regione siciliana?
  Che  cosa ha voluto sottolineare (ed è stato il leitmotiv di questo
  incontro)? L'autonomia finanziaria della Sicilia che vuole  attuare
  sul  federalismo fiscale, ma vuole riconosciuta questa capacità  di
  autonomia finanziaria che fa parte anche del nostro Statuto.
   Quindi,  una  serie di incontri programmatici;  domani  credo  che
  debba  venire il Ministro Barca, il 14 febbraio altri due  incontri
  che  devono affrontare il problema del prezzo della benzina,  della
  crisi  del settore dell'agricoltura, della crisi della pesca, delle
  accise, di tutto ciò che può fare e che deve fare chi ha quella sua
  capacità di autonomia finanziaria del Governo regionale.
   Mi  pare un procedimento assolutamente lineare che naturalmente ha
  dato  una  risposta  a  quella che era  la  richiesta  del  Governo
  Lombardo  di questo incontro e alla richiesta di questi settori  di
  questi  gruppi di cittadini siciliani che hanno protestato,  tant'è
  che   la   protesta  è  stata  sospesa  perché  hanno  riconosciuto
  assolutamente  sufficienti  le risposte  che  ha  dato  Lombardo  a
  seguito dell'incontro col Governo nazionale.
   Vorrei brevemente parlare dei fondi comunitari.
   Mi   onoro  di  essere  Presidente  della  Commissione  cosiddetta
  europea.  Vorrei  ringraziare l'Ufficio di   Presidenza  e  i  miei
  colleghi   commissari  dal  Vicepresidente  Bruno  Marziano,   agli
  onorevoli  Massimo Ferrara, Giovanni Greco, Cristaudo,  Termine,  a
  tutti  coloro che con grande diligenza prendono parte a  tutta  una
  serie  di audizioni che facciamo due volte la settimana con tutti i
  dirigenti della programmazione.
   Si  è  parlato  di 220 milioni. Noi abbiamo avuto la  certezza  la
  settimana   scorsa  parlando  con  i  funzionari   che   fanno   le
  certificazioni  che  non  un centesimo, non  un  euro  è  ritornato
  indietro e dunque c'è stato il ritorno automatico in Europa. Questi
  220  milioni è un pericolo che si vagheggia a seguito dei  rapporti
  che  si  sono  avuti e  i responsabili ispettori della  Commissione
  europea  sono venuti qui a fare l'ispezione alla Regione siciliana;
  quindi,   che  non  riguardano  certamente  l'azione  di   Governo,
  riguardano   dei   momenti  burocratici,   delle   letture,   delle
  applicazioni  di norme comunitarie che non sempre sono  semplici  e
  tranquille. Va tutto bene?
   No,  certo, anche noi ce ne rendiamo conto. Noi abbiamo fatto,  su
  iniziativa della nostra Commissione, sul nostro incipit e input  un
  disegno di legge diventato legge della Regione siciliana,  la legge
  10 del 2010 che, purtroppo, non è stata applicata. Di questo noi ce
  ne  rammarichiamo come il Governo regionale perché,  a  seguito  di
  questa  legge, avrebbe dovuto comunicare e coinvolgere  l'Assemblea
  regionale siciliana su tutto ciò che si è fatto e che si dovrà fare
  in  termini  di  programmazione, di modelli, di sviluppo  economico
  attraverso l'impegno delle risorse comunitarie.
   Noi  siamo  certi  e sicuri, e ce lo auguriamo, che  tutto  questo
  avverrà   in   seguito  anche  in  un  progetto  di  programmazione
  comunitaria  e finanziaria deve essere fatto dal Governo.  Ci  sono
  dei bandi assolutamente veri, ma su un settore, sul PSR, vorrei che
  non si parlasse a vanvera.
   E'  stato  riconosciuto  dal  Ministro  dell'Agricoltura  attuale,
  ministro  Catania, che la Regione siciliana è la prima  regione  in
  Italia ad avere speso tutti i fondi del piano di sviluppo rurale, è
  l'unica  regione  in  Italia,   ed è stato  un  riconoscimento  del
  Governo nazionale. Quindi, il parlare molte volte a vanvera che non
  è  supportato  da  documenti,  da  dichiarazioni,  da  affermazioni
  concrete,  è  meglio evitare. Ripeto, va tutto bene?  Assolutamente
  no.
   Ci  rendiamo conto che, indubbiamente, ci vuole più impegno  nella
  programmazione comunitaria, ci vuole più stimolo nei confronti  dei
  funzionari preposti alla redazione dei bandi, alla formulazione  di
  quella  che  è  la  programmazione  politica  regionale  sui  fondi
  comunitari.
   Quindi,  c'è  tanto da fare, c'è tanto ancora  da  dover  fare  ed
  impegnarsi   per  risolvere  una  situazione  socio-economia   che,
  certamente, non è aurea, non è certamente una situazione che ben fa
  sperare che, indubbiamente, ancora ha questa piaga drammatica della
  disoccupazione, soprattutto giovanile, che investe l'intera  Europa
  ma che investe, soprattutto, la Regione siciliana.
   E,   quindi,  siamo  qui  per  dare  maggiore  stimolo,   maggiore
  incitamento  a questo Governo perché attui quella profonda  riforma
  che  è  stata  alla  base  del Governo Lombardo,  lasciamo  perdere
  ribaltonista o no perché la politica guai ad avere sempre le stesse
  idee;  si dice che soltanto quelli un po'  stupidelli' non cambiano
  idea   Credo  che, questo Governo, abbia avuto tanto  coraggio  pur
  avendo  ereditato,  non lo dobbiamo scordare,  una  situazione  non
  certamente paradisiaca e celestiale rispetto, soprattutto, a queste
  famose  società partecipate a cui si fa riferimento  troppo  spesso
  che sono state soltanto sacche profonde di clientela.
   Credo  che  il  dibattito  di  questa sera,  assolutamente  utile,
  assolutamente  necessario, si possa non già concludere  ma  avviare
  una  fase  di sollecitazione, nei confronti del Governo  presieduto
  dal  presidente Raffaele Lombardo, di maggiore impegno, di maggiore
  incisività

   PRESIDENTE. Onorevole Musotto, la prego di concludere.

   MUSOTTO.  Ho finito, grazie, sono stato l'unico che ho parlato  e,
  quindi,  ho  fatto,  rispetto a 200 interventi, uno  solo.  Grazie,
  signor  Presidente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  ho  ascoltato,
  perché  impegnato  in  Commissione,  molti  degli  interventi   dei
  Colleghi parlamentari che mi hanno preceduto e ho fatto in tempo ad
  ascoltare  quello dell'amico e collega avvocato onorevole  Musotto,
  che  io  stimo e rispetto per la sua coerenza e per il suo impegno.
  Però,  credo,  che abbia commesso, oggi, un errore  di  valutazione
  forse  nella  grande  foga della passione di difendere  un  Governo
  indifendibile sotto questo ma anche altri aspetti.
   Vorrei ricordare al collega avvocato Francesco Musotto, presidente
  della Commissione speciale per i rapporti con l'Unione Europea che,
  probabilmente, si riferiva a dati, a statistiche, a  risultati  che
  fanno  parte di qualche altra regione d'Italia o  nazione  d'Europa
  non  certamente  alla  Sicilia governata  dal  Presidente  Raffaele
  Lombardo,  perché se è vero come asserisce che tutti i  fondi  sono
  stati spesi e, in particolare, quelli del piano di sviluppo rurale,
  beh,  probabilmente,  si  deve  adoperare  a  smentire  molti   dei
  dirigenti  della  Programmazione di questa Regione  o  segnatamente
  degli  Interventi  strutturali  dell'Assessorato  dell'Agricoltura,
  perché proprio da loro arrivano le statistiche e i numeri di appena
  un sei per cento della spendibilità dei fondi del piano di sviluppo
  rurale.  E  se  non  fosse così dovremmo spiegare  alle  decine  di
  migliaia  di agricoltori in piazza, perché loro sanno che  i  soldi
  non  sono  stati  spesi  perché non sono mai arrivati  al  comparto
  dell'agricoltura.
   Vorrei  ricordare  al Presidente della Regione siciliana  che  noi
  siamo  alle porte del 2013, cioè tra un anno scadranno i tempi  dei
  fondi  comunitari. Io non so ancora quanto tempo ha bisogno, quanto
  devono  fare,  quanto  devono recuperare, quanti  fondi  Jessica  e
  Jeremy   devono   inventarsi  per  evitare  di   restituire   somme
  importanti.  Oggi,  abbiamo appreso che siamo  stati  ulteriormente
  richiamati  dall'Unione  Europea per  circa  220  milioni  di  euro
  bloccati   per  la  incapacità  di  programmazione  della   Regione
  siciliana e dei settori dedicati alla spesa dei fondi comunitari.
   Il  suo Governo, onorevole Presidente della Regione, ha tantissime
  responsabilità, tantissime colpe che non basterebbero dieci  sedute
  consecutive per affrontarle analiticamente una per una.  Perché  un
  governo  che  ha  disatteso tutte le istanze, che  ha  lasciato  la
  Regione  nel  caos  più assoluto, un governo che  ha  raggiungo  il
  primato  dei  consulenti,  primato  non  invidiabile  e  le  vorrei
  suggerire,  onorevole Presidente della Regione, di  prestare  molta
  attenzione  perché mentre lei dice che opererà per evitare  che  si
  nominino  altri  consulenti, non vorrei che qualche  suo  assessore
  nominasse  qualcuno mentre lei è ancora è qui che  sta  leggendo  i
  messaggi sul suo telefonino e non sta ascoltando probabilmente  gli
  interventi del Parlamento.
   Le  vorrei soltanto dire, onorevole Presidente, che questo Governo
  oggi,  forse, non merita neanche più che gli diciamo di andare  via
  perché  è un Governo che non esiste più, non esiste nei fatti,  non
  esiste nel territorio, non esiste nel cuore dei siciliani.
   Potremmo  presentare  decine  di  mozioni  di  sfiducia,  potremmo
  parlare  di  qualunque altro argomento per dire   Presidente  della
  Regione vattene a casa  - dal punto di vista, chiaramente, politico-
  istituzionale  -    lasciaci tornare al voto  e  dai  di  nuovo  la
  speranza  ai siciliani di avere un Governo del quale siano contenti
  e  orgogliosi  di  averne  determinato la  nascita ;  perché  oggi,
  presidente  Formica, questo Governo non c'è. Noi  parliamo  con  un
  comitato  di  pietra. Parliamo con un Governo, con una  maggioranza
  che sono ormai avulsi dalla realtà di questa regione.
   Onorevole Cracolici, capisco che le dà fastidio sentire quello che
  lei all'inizio di questa legislatura diceva di questo Governo e  le
  dà  probabilmente fastidio sentire che adesso si  parla  di  questo
  Governo  e della maggioranza che lei ha voluto e difende in  questo
  Parlamento
   Voglio dirle una cosa, onorevole  Presidente della Regione.  Ormai
  c'è  soltanto  un  anno   e  passerà in  fretta.  La  Sicilia  avrà
  sicuramente un altro Governo, ma di lei sicuramente, dal  punto  di
  vista  dell'esperienza politica, non rimarrà  alcun  ricordo  nella
  mente e nel cuore dei siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci.  Ne  Ha
  facoltà.

   BUFARDECI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Presidente
  Lombardo,  io vorrei partire da una considerazione che credo  debba
  stare a cuore a tutti quanti. Il mio non vuole essere un intervento
  di  mera  polemica,  le ragioni ce ne sarebbero e  sarebbero  anche
  tante,  ma vorrei che fosse un intervento anche finalizzato  ad  un
  ragionamento  comune, nell'interesse comune.  Oggi, il  puntare  il
  dito  l'uno  con l'altro serve a poco, serve a nulla.  La  gente  è
  stufa,  la gente è stanca, l'antipolitica cresce, la crisi  cresce,
  la  disoccupazione cresce e sicuramente l'unica cosa che non cresce
  è  l'occupazione e lo sviluppo.
   Allora, qua occorrerebbe un senso di responsabilità vero. E  credo
  che come senso di responsabilità vero per prima cosa bisogna sapere
  fare autocritica, bisogna sapere fare analisi dei propri errori .
   Io  credo  che partendo proprio dall'articolo pubblicato oggi  dal
   Il fatto quotidiano  in cui parla  Guai siciliani, l'Europa blocca
  220  milioni  in  un  recente incontro a Roma,  anche  Monti  aveva
  criticato  la gestione di Lombardo  deve essere un ragionamento  di
  carattere comune.
   Vede,  i Forconi sono nati a rappresentazione intanto della  crisi
  in  agricoltura,  materia che lei conosce molto  bene,  ma  materia
  nella  quale io credo che non siano stati seguiti i passi necessari
  per  potere  tentare  di  risolvere  una  situazione  assolutamente
  drammatica.
   La  drammaticità   della crisi necessitava  di  una  dichiarazione
  dello  stato di crisi da seguire tra Roma e Bruxelles; erano  stati
  fatti in un passato precedente anche dalla mia amministrazione come
  assessore per l'agricoltura, questi passi. Ma nel momento in cui lo
  stato di crisi non è intervenuto, non è stato seguito, la crisi  in
  agricoltura  non  potrà  sopravvivere  con  le  misure  di  un  PSR
  assolutamente inadeguato ad affrontare la crisi attuale  del  mondo
  dell'agricoltura.
   Vi  è un ritardo ormai strutturale al di là dei vari assi, per cui
  basta  che  lei   si  doti, e non mancherà  a  lei  dotarsi,  delle
  percentuali che i dirigenti di questa Regione fino a qualche giorno
  fa  hanno  rappresentato a tutto il Parlamento; siamo non  soltanto
  lontanissimi   dall'avere  speso,  ma  siamo  lontanissimi    anche
  dall'avere impegnato. Qualcuno va contrabbandando dei dati che sono
  smentiti  da quelli che ufficialmente sono depositati in  Assemblea
  presso  la  Commissione speciale. Vi sono moltissimi  assi  in  cui
  l'impegno  non raggiunge neanche il 50 per cento e siamo  ormai  al
  2012.   Siamo  ormai a un anno dalla conclusione  del  periodo  del
  seennio del POR 2007/2013.
   Presidente Lombardo, io le riconosco sicuramente una straordinaria
  capacità  di  lavoro,  lei  ha  una memoria  straordinaria,  lei  è
  sicuramente un uomo intelligente, però tutte queste sue qualità lei
  non  le  ha  mai finalizzate a vantaggio della soluzione di  questi
  problemi.
   Lei  è  tuttora  troppo impegnato nei valzer dei dirigenti  o  nel
  valzer  delle nomine. Lei si deve occupare delle cose  che  servono
  alla  Sicilia. Quante volte, dovrà darmene atto, anche  durante  il
  ruolo  che  ho  svolto nelle sue Giunte, ho concluso  molto  spesso
  quella  Giunta  dicendo:  Presidente, si ricordi  che  non  saranno
  queste   nomine   che  risolleveranno  la  Sicilia;   spendiamo   i
  finanziamenti, spendiamo i soldi, cerchiamo di essere attrattivi  .
   Bene,  oggi  come oggi siamo ormai alla fine di questo di  seennio
  con  il rischio concreto e quotidiano non soltanto di perdere i 220
  milioni,  questi  rischiano di essere la punta  dell'icerbeg  delle
  somme  che  si vanno a perdere  Magari alla fine degli  oltre  otto
  miliardi  di fondi complessivi perdessimo 220 milioni,  magari   Ci
  metta   tutte   le   firme  di  cui   è  capace  di   sottoscrivere
  immediatamente  Le somme rischiamo di perderne enormemente  di  più
  perché  il  ritardo che ogni giorno matura è enorme  Si  occupi  di
  questo
   Non  dica  all'improvviso, come ha fatto nella  sua  relazione  di
  qualche  settimana fa  Ora chiamerò tutti i dirigenti e li chiamerò
  per vedere a che punto siamo . Lei sa a che punto siamo  E siamo in
  un  punto  che  è  estremamente critico  e  negativo.  In  lei  sta
  l'obbligo  di  questa  capacità di spesa  e di  attrazione.  Quanti
  progetti ci sono fermi in Sicilia  Da quelli che riguardano la  mia
  provincia e lei sa che mi riferisco non soltanto alle vicende della
  zona  industriale, ma anche alle vicende che riguardano lo sviluppo
  del  porto, del turismo della nostra città. Quanti scientificamente
  si è lavorato per bloccare e per fare?
   Io  le  dico molto sommessamente, onorevole Presidente, mi  creda,
  non  solo questi tavoli che si stanno costituendo, che si insediano
  che  potranno  dare  la spinta alla soluzione di  questa  crisi,  i
  tavoli, troppo spesso, servono soltanto per procrastinare, per dare
  l'impressione di un'attenzione che poi non è concretata nei  fatti,
  dia  una dimostrazione a tutti quanti che effettivamente la volontà
  c'è ed è concreta.
   Per  prima cosa si presenti in maniera tale che nessun premier  le
  possa  contestare :  che vieni qua a chiedere e tu per  primo  stai
  perdendo soldi nella tua regione e non stai utilizzando i fondi che
  hai  a  disposizione?   si presenti intanto in questa  maniera  per
  essere più credibile, e, secondo, facciamo un discorso comune al di
  là  dello schieramento, questa Assemblea qualche settimana fa si  è
  trovata unanime nel voto,  per la famosa modifica dell'articolo  36
  dello  Statuto  relativo alle spese di produzione,  si  faccia  una
  grande  battaglia su quello, si faccia una grande  battaglia  sulle
  vicende  SERIT. Avrà letto sui giornali che proprio ieri nella  mia
  Siracusa hanno bloccato la SERIT;  a Siracusa non facevano  entrare
  alla SERIT. Siamo ormai arrivati alle mani.
   Una risposta a questa gente, non può essere il tavolo,  quando  di
  tavoli  parliamo  senza avere accompagnato nel frattempo  a  misure
  vere..

   PRESIDENTE. Onorevole Bufardeci, si avvii a conclusione.

   BUFARDECI.  Mi  permetta di concludere, sto arrivando  alla  fine,
  vada  alle soluzioni, pensi ancora oggi alle rimodulazioni del  PSR
  per  essere  effettivamente utile all'agricoltura in  crisi,  pensi
  allo stato di crisi per ridialogare  la spesa con l'Unione Europea,
  questo  è possibile, ancora si può fare,  soprattutto perchè  è  in
  crisi  tutta l'Europa non è in crisi soltanto la Sicilia in  questo
  settore  specifico,  e faccia fronte comune  su  alcune  battaglie,
  insieme  per  cercare  di  superare le questioni  presentandosi  in
  maniera  tale da potere reclamare quello che i siciliani  vogliono,
  dall'articolo 36 ai fondi di interesse infrastrutturale.
   Cominci  a spendere le risorse che ci sono, pensi di più a questo,
  e torni fra pochi giorni, doveva venire già prima, due settimana fa
  disse  che  si  sarebbe occupato di questo, ma  non  abbiamo  avuto
  nessuna  risposta  si  occupi di questo e non ancora  dell'ennesimo
  walzer  di  nomi di probabili direttori che cambieranno ancora  una
  volta  e  che non capiranno niente, non per loro lacune e mancanze,
  ma  perché prima che uno diventi padrone di quella materia già sarà
  finito questo Governo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, devo dire che non ero molto propenso
  a  parlare  in questo dibattito ma considerato che tutti  i  Gruppi
  hanno  preso la parola ho ritenuto corretto parlare anche per conto
  del  mio Gruppo parlamentare in questo dibattito che però  presenta
  elementi un poco scoordinati.
   Ho  sentito  qua e la alcuni interventi dei colleghi  e   mi  sono
  chiesto,  ma  se oggi non fosse uscito l'articolo  sul    Il  Fatto
  Quotidiano  i colleghi che sono intervenuti avrebbero parlato della
  relazione  di  quindici  giorni fa del  Presidente  della  Regione?
  Perché  la relazione a questo dibattito di oggi sembra un  articolo
  di un giornale, io sto intervenendo perché il Presidente così mi fa
  rispondere  dall'onorevole Leontini, era un  modo  per  gestire  al
  meglio il dibattito, lo dico perché io ho  assisto da più tempo  in
  questo  Parlamento  non   più  ad uno  scontro  tra  opinioni,  tra
  obiettivi, tra programmi, ma sembra, con molta sincerità  dico,  di
  assistere  ad un dibattito che si fa anche per strada,  c'è  chi  è
  contro  i  politici,  c'è  chi  ritiene  che  la  politica  ha   la
  responsabilità  di  tutti i guai del mondo, la  politica,  governo,
  opposizione, maggioranza, minoranza, la politica, e c'è  come  dire
  chi  timidamente  cerca di dire che non è così ma  sostanzialmente,
  questa  è la vulgata,  una sorta di moda in cui è  dargli addosso',
  e  come  assistere  alla partita e prendersele  con  l'arbitro,   e
  invece bisognerebbe capire il risultato della partita,  le ragioni.
  Ma  quando questo avviene nel Parlamento,  dove da più tempo  sento
  parlare  alcuni  colleghi come se fossero  dei  turisti  per  caso,
  parlano,  vengono  qui,   attaccano la politica,  i  politici,  c'è
  questo clima di qualunquismo dilagante,  che alligna, anche,  nella
  sede  che,  in  teoria,  dovrebbe, almeno per ragioni  di  ufficio,
  difendere le ragioni della politica.
   Poi, certamente, contestare gli atti di governo piuttosto che atti
  amministrativi  ma, sostanzialmente, partendo  da  un  assunto  che
  questo è il Palazzo dove si confrontano idee per cercare di fare il
  meglio per la nostra regione.
   Io credo che noi non possiamo uscire da uno snodo: oggi l'economia
  della  Sicilia è più forte rispetto a dieci anni fa? Io  credo  che
  questa sia la domanda da cui dobbiamo partire; oggi lo Stato, nella
  sua dimensione complessiva, viene percepito più favorevole rispetto
  a dieci anni fa?
   Proviamo  a inquadrare il nostro ragionamento su questi due  temi:
  una  società  che  ha la percezione, e non solo la  percezione,  di
  stare  peggio e di avere una grande preoccupazione sempre più forte
  per come si vivrà domani, e nello stesso tempo la percezione di uno
  Stato,  nella sua organizzazione complessiva Stato, Regioni, Comuni
  etc. che viene vissuto con maggiore ostilità rispetto al passato.
   Assistiamo a un fenomeno come quello delle  le buste con esplosivo
  mandate   all'Agenzia  delle  Entrate,  non  avviene  in   Sicilia,
  fortunatamente ma anche in Sicilia una delle ragioni del  movimento
  di queste settimane è stata la questione della SERIT, delle ganasce
  fiscali,   dei   meccanismi  che  riguardano  la  coercizione   dei
  provvedimenti  che  in  qualche  modo  sono  conseguenza   di   una
  situazione di crisi e di difficoltà;  i meccanismi del rapporto con
  la  pubblica  Amministrazione, i D.UR.C., la questione dei  crediti
  nei  confronti  della pubblica Amministrazione che non  riescono  a
  riscuotersi.
   Vorrei  fare una domanda a tutti noi, perché altrimenti  rischiamo
  di fare un dibattito che, al solito, è una recita a soggetto: è una
  questione siciliana? E' un tema che  inizia e finisce nella  nostra
  dimensione  regionale? Io credo di no  Io credo che dobbiamo  dirci
  con   grande  onestà  che  stiamo  vivendo  un  tempo  nel   quale,
  sostanzialmente, la politica economica di questo  Paese  è  saltata
  per  aria perché si è frenato e bloccato il modello che vedeva  nel
  lavoro e nella produzione della ricchezza la ragione dell'economia.
   Sempre  più la ragione dell'economia si fonda sull'intermediazione
  e sulla finanza, anche qui nella nostra economia.
   La  vicenda  di  qualche  settimana fa di Vittoria,  che  qualcuno
  denunciava  da  anni e cioè di che cosa avviene, ad esempio,  nella
  gestione del mercato ortofrutticolo di Vittoria,  dove i cosiddetti
  intermediari del rapporto tra produttore e commerciante diventavano
  essi stessi commercianti e fissavano il prezzo per il produttore  e
  quello per il consumatore: è questa  la droga del mercato che si  è
  determinata nel nostro sistema economico.
     Vittoria è l'esempio che è venuto fuori grazie all'azione di una
  vicenda   giudiziaria   che  sta  facendo  emergere   elementi   di
  degenerazione    nella   gestione   del   mercato    del    settore
  ortofrutticolo, ma quante Vittoria ci sono in giro  per  il  nostro
  sistema  economico e produttivo. Se noi vogliamo fare una cosa  che
  serva  al nostro dibattito è capire quello che dobbiamo chiedere  a
  Roma.
   Ci  sono  state  una serie di questioni che sono state  poste  nel
  tavolo,  che  riguardano le ragioni di chi ha fatto una  battaglia,
  non  tutta  condivisibile - lo ripeto - di quello  che  è  avvenuto
  nelle settimane scorse, ma certamente che si fondava su un bisogno,
  su una difficoltà, su un disagio crescente della nostra economia.
   E  quello  che  possiamo fare qui noi nella  nostra  regione,  per
  quello  che  attiene  alle  nostre  competenze.  Noi  presenteremo,
  giovedì  mattina, un disegno di legge per provare a mettere mano ad
  una  serie  di  meccanismi che regolino, nel  campo  dell'autonomia
  possibile, la gestione da parte della SERIT di tutta una  serie  di
  procedure,  comprese  l'aggio, nella gestione delle  sofferenze  da
  parte dei cittadini.
   Allora,  proviamo a cercare di trovare strumenti che,  in  qualche
  modo,  rispondano  alla domanda di come ridurre quella  lacerazione
  che si sta producendo nel rapporto tra politica, Stato e cittadini.
  Credo  che  a  questo debba servire la politica. La  politica  deve
  servire  a  capire  la  domanda e provare a trasformare,  anche  un
  disagio forte come quello che è emerso in queste settimane, in  una
  risposta possibile, facendo funzionare meglio la nostra regione.
   E,  ad  esempio,  e  chiudo, lo dico al Presidente  della  Regione
  perché  credo  che dobbiamo porci un obiettivo, capisco  che  siamo
  ormai a fine  corsa , visto che manca un anno e mezzo alla fine  di
  questa  legislatura. Credo che abbiamo fatto, al di là dei  giudizi
  che  si  possono avere, nel settore della sanità un lavoro  che  ha
  consentito  di  introdurre un principio che  prima  non  c'era:  il
  principio della responsabilità.
   Sono  stati  dati  degli  obiettivi ai  direttori  generali  delle
  aziende; tra gli obiettivi c'era quello di portare a casa una serie
  di  risparmi  e  la ragione di quei risparmi faceva venire  meno  o
  faceva  confermare  il  rapporto di fiducia che  aveva  determinato
  quella nomina.
   Giusta, sbagliata che sia la riforma, il dato sostanziale è che si
  è introdotto un principio che prima non c'era: la responsabilità.
   Allora,  posso  provare a dire, Presidente della Regione  che  noi
  abbiamo,  al di là di tutta questa barzelletta che si fa sui  fondi
  strutturali - giustamente il collega Musotto ha ricordato  che  non
  abbiamo perso un euro a fine 2011 nel rapporto con l'Europa - ma la
  domanda è: siamo stati bravi a non perdere un euro o abbiamo  speso
  bene le risorse che abbiamo speso per non perdere un euro?
   Ma  quelle risorse che abbiamo speso per non perdere un euro  sono
  le  risorse  che  abbiamo  speso per  un  programma  di  spesa  che
  sostanzialmente,  onorevoli colleghi, è il programma  che  è  stato
  varato  nel  2000. Ed  è  la famosa  Agenda 2000', perché  l'Agenda
  2007-2013  altro non è che la mera prosecuzione di  un  modello  di
  spesa  fondato  sulla frantumazione della spesa. Per  cui  potremmo
  dire  noi  non abbiamo perso un euro, al di là delle questioni  che
  racconta oggi  Il Fatto Quotidiano .
   Ma  i  siciliani se ne sono accorti di come abbiamo speso i  fondi
  europei  nel  campo  del fondo sociale piuttosto  che  del  FESR  o
  piuttosto che del PSR. Il dato vero è come abbiamo speso le risorse
  che  avevamo,  visto che erano ancorate ad un programma  di  spesa,
  varato  circa  dieci anni fa, che non ha avuto mai  un  modello  di
  sviluppo  concentrato  su  quattro,  cinque  grandi  infrastrutture
  economiche,  ma è ridistribuito in un modello di spesa pubblica  da
  somministrare  nel nostro sistema economico.  Credo che  anche  qui
  possiamo finirla con l'ipocrisia, dandoci degli obiettivi.
     Penso  -  sono stati nominati adesso alcuni direttori, altri  la
  loro  nomina scadrà fra qualche settimana - che possiamo provare  a
  dire a questi direttori che il loro contratto è connesso, anche,  a
  degli  obiettivi  che  trimestralmente  dobbiamo  verificare  sulla
  capacità  di  effettuazione della spesa  e  di  individuazione  dei
  meccanismi  che impediscono, per certi versi, la spesa  stessa?  Lo
  dico perché qui corriamo tutti un rischio, che tutti si lamentano e
  nessuno ha responsabilità.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici,  la invito a concludere.

   CRACOLICI..  Signor Presidente le chiedo una cortesia,  visto  ciò
  che  ha  capito,  dallo sguardo che ci siamo scambiati,  mi  faccia
  finire.
   Ciò  che  penso  è  che dobbiamo, in qualche modo,  introdurre  un
  meccanismo  che,  forse abbiamo un po' perso  di  vista  in  questi
  ultimi  mesi,  ripeto, è il principio della responsabilità.  Chi  è
  chiamato a rispondere per le funzioni che assolve delle scelte  che
  si  devono  produrre, deve esserne chiamato a  risponderne  e  deve
  essere  verificato,  in un tempo certo, che le  cose  per  cui  sta
  lavorando  si  devono realizzare senza che anch'egli  diventi,  per
  così  dire,  colui  che critica l'arbitro. Ciò perché  a  forza  di
  criticare l'arbitro non sappiamo più neanche chi è l'arbitro.
   Ecco  perché  penso  che il modo per recuperare  credibilità  alla
  politica  e  della politica sia restituire la responsabilità  della
  politica  e  soprattutto di chi è chiamato ad occuparsi degli  atti
  amministrativi  in  maniera  tale che  possa  risponderne,  oppure,
  giustificare il perché non riesce a determinare gli atti per cui  è
  stato chiamato a risponderne.

   PRESIDENTE.  L'ultimo  deputato iscritto a parlare  è  l'onorevole
  Leontini. Ne ha facoltà

   LEONTINI. Signor Presidente, abbiamo ascoltato i compiti per  casa
  per  i  prossimi  cinque  anni, non certamente  una  valutazione  e
  considerazione  di  ciò  che è accaduto in  Sicilia  da  quando  il
  ribaltone,  attuato  dal  Presidente  Lombardo,   e  sostenuto  dal
  collega  Cracolici, ha prodotto proprio tutti quei  mali  ai  quali
  faceva riferimento il collega Cracolici, la cui soluzione lo stesso
  collega proietta in un futuro avveniristico, velleitario, ambizioso
  ma  astratto e non rispondente alle responsabilità che  gli  stessi
  rappresentanti del PD hanno, da quando hanno alimentato e sostenuto
  il ribaltone del Presidente Lombardo.
   Il   collega  Beninati,  poc'anzi,   non  ha  avuto  il  tempo  di
  documentare  all'Aula  il frutto di una sua minuziosa  ricerca  che
  evidenzia    quanto   sia   vergognosa   la   condizione    attuale
  dell'Amministrazione regionale della Sicilia. Ed è quello che Monti
  ha   detto,  nonostante  il  Presidente  Lombardo  abbia  propinato
  all'Aula  una  versione edulcorata dei contenuti di quell'incontro,
  in  effetti,   così  come lo stesso Presidente Cascio  ha  ammesso,
   Venite  a  parlare col Governo nazionale proprio voi che  siete  i
  protagonisti dell'inadempienza? .
   Tabella  IV della spesa del FESR, documento ufficiale prodotto  in
  Commissione:  6  miliardi 539 milioni 605 mila 100 euro,  dotazione
  finanziaria originaria.
   Il  target al 31/12/2011, secondo un atto di indirizzo del  giugno
  2011,  viene  contratto  a  930 milioni  506,794,  euro   viste  le
  difficoltà  di  organizzazione della programmazione  da  parte  del
  governo  Lombardo. Ulteriore contrazione del target al  31/12/2011:
  501  milioni  621  mila  562 euro. Sapete la spesa  certificata  al
  21/12/2011 qual è? 265 milioni 201 mila 516 euro.
     Differenza  tra la spesa ed il target dell'atto di indirizzo,  i
  novecento  milioni precedenti, 665 milioni in meno,  la  differenza
  tra  la  spesa  e il target modificato con la riduzione,  vista  la
  nostra  difficoltà, meno 236 milioni 420 mila,  non  c'era  bisogno
  dell'articolo  sul  Il Fatto Quotidiano', sono i  documenti  di  un
  disastro  e  di  un  funerale  che siete  stati  chiamati  tutti  a
  celebrare con la vostra politica, con il vostro ribaltone e con  il
  capovolgimento  di  tutti  i  programmi  che  riguardavano  proprio
  l'efficacia e l'efficienza della pubblica Amministrazione.
   Ma  come  si  poteva poi, e mi sorprende che il collega  Cracolici
  ponga questo obiettivo ad un governo del futuro, sostenere un ritmo
  efficace  ed  efficiente,  quando nei dipartimenti  delle  attività
  produttive Falgares febbraio 2009 e a seguire, quindi dal  febbraio
  2009, Vernuccio nomina annullata, Giglione, Salerno, Romano, Greco,
  Greco, sette dirigenti in trentacinque mesi, durata media di cinque
  mesi  per  dirigente,  ma di quale obiettivi parliamo?  L'obiettivo
  dello scoordinamento e dello sfascio della Pubblica Amministrazione
  regionale,  della  occupazione  selvaggia  a  mesi,   senza  alcuna
  finalizzazione di queste nomine. Perché una nomina ha senso solo se
  dura  almeno  tre  anni ma se dura tre mesi è la fotografia  di  un
  disastro,  è la fotografia di una serie di  birillate'  che  questo
  Governo  con la sua  maggioranza ribaltonista', compreso il collega
  Cracolici   che  mi  ha  preceduto,  hanno  sostenuto  con   grande
  compiacimento  e  con  grande soddisfazione,   i  protagonisti  del
  disastro.
   Istruzione  e Formazione, Monterosso, Monterosso nomina annullata,
  Bonanno,  Campo, Albert, Albert nel giro di due anni e  mezzo,  tre
  anni, cinque nomine dirigenziali.
   Ma   di   quale  amministrazione  state  parlando?  Tutte  persone
  pregevoli, non sto ovviamente giudicando i livelli di preparazione,
  sto giudicando come vengono trattati, a che cosa vengono assegnati,
  al nulla.
   La  legge  n.  25/2011, approvata sette mesi fa, per un  ammontare
  complessivo  di  svariati milioni per la riduzione  del  costo  del
  gasolio,  per  l'accesso all'acquisto delle macchine  agricole  con
  procedura agevolata, per l'accesso al credito e la ristrutturazione
  finanziaria  delle piccole e medie imprese, una legge neutralizzata
  dall'assenza  del  regolamento  attuativo.  Come  fa   un   governo
  siciliano  a  produrre una sola azione credibile  sedendosi  ad  un
  tavolo  romano quando  è portatore e titolare di questi disastri  e
  di  queste inadempienze? Una legge votata da questo Parlamento  che
  il  Governo  aveva  poi  il compito di attuare  con  i  regolamenti
  attuativi.  Come  fa  un  Governo  regionale,  la  cui  maggioranza
  ribaltonista  ha  teorizzato, da questi microfoni, che  l'esercizio
  provvisorio  è  diventato una necessità storica  e  strutturale  di
  questa  Sicilia, quando gli imprenditori, l'ultima  intervista  del
  Presidente  degli  industriali è di  questo  mese,  dichiarano  che
  proprio   il   ricorso  agli  esercizi  provvisori  determina   una
  inadeguata  quota di trasferimenti agli enti locali, un  inadeguato
  pagamento  delle spettanze alle imprese, una chiusura dei cantieri,
  un licenziamento degli operai e uno stato di agitazione e di crisi,
  Signor  Presidente il collega Cracolici ha parlato tredici  minuti,
  me ne concede altri due.

   PRESIDENTE. Prego,  ma si avvii alla conclusione.

   LEONTINI.  Grazie Signor Presidente. Come si fa, quindi,  con  una
  Amministrazione in queste condizione, portatrice di questi disastri
  ad  interloquire con il Governo nazionale, è chiaro che la risposta
  sono  stati  i tavoli tecnici. Voi sapete che i tavoli  tecnici  si
  citano e si istituiscono quando la soluzione non si vuole rinvenire
  perché  la  prima  cosa,  lo  diceva  l'onorevole  Bufardeci,   che
  bisognava  fare  era  andare lì portatori di  uno  stato  di  crisi
  dichiarato, altrimenti l'agitazione viene considerata un'agitazione
  scomposta delle altrui volontà senza alcuna copertura da  parte  di
  un  governo  che  parte in una interlocuzione  senza  l'adesione  a
  quello  che stava accadendo e alla gravità dei contenuti di  quello
  che  stava accadendo, non si è fatta nemmeno la dichiarazione dello
  stato  di  crisi. Evidentemente non si crede a questo e  quindi  si
  interloquisce  con  strumenti insufficienti e  inadeguati.  Con  la
  Sicilia non parla nessuno, Presidente Formica, si fanno le gare per
  l'accesso al mercato e non partecipano gli istituti di credito,  le
  gare  vanno  deserte,  questa  Sicilia si è  presentata  al  tavolo
  romano,  la  Sicilia ribaltonista di Lombardo si è  presentata  con
  queste credenziali.
   E  poi  sentiamo  i  capigruppo dell'allora opposizione  che  sono
  costretti  ad  esaltare una legge contro la quale hanno  votato  in
  quest'Aula  nel maggio del 2009 dichiarando:    questa è  la  legge
  fatta apposta dalla mentalità di Lombardo per consentire a Lombardo
  e  al suo governo di trasformare definitivamente la sanità nel  più
  grande  sistema  clientelare  siciliano  ,   sono  le  parole   del
  capogruppo e dei rappresentanti dell'allora opposizione contro  una
  legge  che noi stavamo, assieme a Lombardo, mettendo in cantiere  e
  predisponendo,  sebbene  con  divergenze  notevoli  tra  la  nostra
  impostazione e quella dell'assessore Russo, ma contro la  quale  si
  scagliarono  i  rappresentanti del PD che,  oggi,  sono  costretti,
  malinconicamente, ad esaltare questa legge di riforma della  sanità
  che nulla ha prodotto.
   Allora,  la fotografia malinconica di questa situazione,  non  può
  che essere l'intervento del brillantissimo collega Musotto, che  da
  brillante  avvocato è stato costretto a fare il difensore d'ufficio
  di  un  solitario  Presidente,  uomo  sempre  più  solo,  difensore
  d'ufficio, nominato d'ufficio, dal banco per difendere   una  causa
  perduta,  una  situazione indifendibile, una formula politica  nata
  dall'imbroglio   delle   carte  politiche,   dal   ribaltone,   dal
  capovolgimento e quindi contraria alla volontà popolare.
   Si   è  completamente  spezzato  l'asse  tra  il  consenso  e   la
  rappresentanza,  la  rappresentanza  sta  andando  verso  direzioni
  completamente  diverse, il consenso era andato  in  una  direzione,
  oggi  è  diventato dissenso, il dissenso in Sicilia  è  ancora  più
  forte  che  altrove perché il Governo Lombardo ha  moltiplicato  le
  conseguenze  di  una crisi che altrove ha certe caratteristiche  ed
  in  Sicilia   è  spaventosamente appesantita dalle  conseguenze  di
  questa  disamministrazione'.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è   stato presentato  dagli  onorevoli
  Donegani  e  Mattarella  l'ordine  del  giorno  n.  640   Opportune
  iniziative  allo scopo di fronteggiare le difficoltà relative  alle
  operazioni  di  esportazione  dei  prodotti  siciliani ,   che   la
  Presidenza  ritiene sia assolutamente compatibile col dibattito  e,
  se   il  Presidente  Lombardo  vorrà,  lo  sottoporremo  alla   sua
  attenzione per esaminarlo.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente della Regione.  Gli argomenti e i  temi  che
  sono  stati trattati sicuramente otterranno, visto che sono  andati
  ben  al  di là e al di fuori del tema del resoconto fedele  che  ho
  fatto circa quindici giorni fa dell'incontro che abbiamo avuto  con
  il  Presidente del Consiglio e con alcuni ministri e sottosegretari
  del  suo  governo,  una risposta  articolata  e  tanto  lunga  che,
  probabilmente,  renderemo all'Aula, anche se mi  rendo  conto  che,
  visti i tempi, saranno gli argomenti che tratteremo quando verrà il
  tempo  con dovizia di particolari, perché credo che questo sia  non
  soltanto  il nostro diritto ma nostro dovere, un dovere di  verità,
  allorché ci presenteremo ai cittadini siciliani alla vigilia di  un
  voto  che  naturalmente sarà espresso anche  come  valutazione  del
  lavoro che abbiamo fatto.
   Siamo  stati l'unica Regione tra le regioni meridionali che, anche
  per  la  protesta che in quei giorni si verificava in  Sicilia,  ha
  ottenuto  -  e questo ha sollevato non poche proteste da  parte  di
  nostri  colleghi presidenti di regioni meridionali -  un  confronto
  lungo,  attento, costruttivo, serio col Presidente del Consiglio  e
  con alcuni rappresentanti del suo Governo.
   In  quella  sede  -  questo è il lavoro  che  abbiamo  fatto,  non
  accompagnati  né da deputati di partiti e neppure da presidenti  di
  associazioni  o  da  sindaci,  che  per  la  verità  ci   seguivano
  dall'esterno di Palazzo Chigi -, abbiamo rappresentato fedelmente e
  devo  dire  anche con un atteggiamento di serietà nei confronti  di
  questa  Assemblea, negli stessi termini in cui avevamo  esposto  il
  giorno prima i nostri argomenti a voi tutti parlamentari, chiedendo
  anche  noi  che  tutta  l'Assemblea venisse rappresentata  e  fosse
  partecipe attraverso la persona del suo Presidente.
   In fondo, i temi e gli argomenti che una crisi economica e sociale
  ha  reso drammatici, non soltanto in Sicilia, negli ultimi  mesi  e
  negli  ultimi  anni  e che ci venivano rappresentati,  certo  negli
  ultimi giorni anche attraverso i rappresentanti della protesta  più
  volte  a palazzo d'Orleans, ma nei mesi precedenti da sindacalisti,
  da presidenti delle associazioni di categoria che avevamo ascoltato
  e  certo  da  delegazioni, da gruppi di agricoltori,  da  cittadini
  siciliani,  ai  quali  abbiamo deciso,  tutti  insieme,  ormai  non
  privilegiando questo o quell'altro gruppo, di rispondere.
   Non  abbiamo né scaricato su Monti responsabilità nostre né,  come
  qualcuno  ha  detto,  ci  siamo presentati col  cappello  in  mano,
  assolutamente  no,  non siamo abituati a far questo.  Semplicemente
  abbiamo  riassunto  alcuni temi che richiedono  un  nostro  impegno
  certamente  straordinario  vista la  difficoltà  del  momento,  che
  richiedono  una  sinergia col Governo nazionale  e  che  richiedono
  indubbiamente l'impegno anche, e taluni del Governo nazionale,  per
  quelle che sono le sue competenze. Tali altri argomenti dal Governo
  nazionale, per quanto di nostra competenza attraverso gli strumenti
  che  abbiamo,  addirittura,  non pochi tra  quelli  che  riguardano
  l'agricoltura  e  in particolare la pesca, vanno  portati  in  sede
  comunitaria.
   Il  tema dei tributi. La nostra SERIT naturalmente fa la sua parte
  in  quanto a espropriazioni, ipoteche, eccetera, ma molto spesso  -
  come  sapete  - la SERIT è braccio operativo di altre agenzie  come
  quella  delle Entrate e come l'INPS, e non se ne poteva non parlare
  con il Governo.
   In  materia  di  tracciabilità, di lotta alle  contraffazioni,  di
  indicazione  dei  prezzi al produttore, ci stiamo attrezzando.  Non
  era  successo questo fino ad oggi in Sicilia, che finalmente questi
  punti vengano tutelati e rispettati nel resto del Paese, per quanto
  riguarda  molti punti di approdo delle merci provenienti  da  Paesi
  extracomunitari non c'è dubbio che abbiamo bisogno dello Stato.
   C'è  da intervenire sulla grande distribuzione. Avevamo una  legge
  sul commercio che poi, carica di emendamenti, non so se è finita in
  Commissione, se è stata cancellata dall'agenda di questa Assemblea,
  per   la   quale   ci  siamo  impegnati,  compreso  il   Presidente
  dell'Assemblea,  ad occuparcene in questa sede mentre,  ovviamente,
  il  tema  della  grande distribuzione, che è relativo  sempre  alla
  qualità  dei  prodotti  e alla sicurezza alimentare,  non  può  non
  impegnare  sul piano nazionale - perché una parte seria dei  nostri
  prodotti  vengono commercializzati, la gran parte in Italia,  fuori
  certamente dal territorio della Sicilia - il Governo nazionale.
   Sulle   tariffe   e   sui   carburanti  il   tavolo,   così   come
  sull'approfondimento dei temi che riguardano i costi del trasporto,
  le  tariffe autostradali piuttosto che l'eco bonus, per cui abbiamo
  avuto, in qualche caso, risposte immediate, di questo treno a lunga
  percorrenza  ci  è stato assicurato dal vice ministro  Ciaccia  che
  veniva riattivato e, certamente, sarà riattivato seduta stante.
   Sulla materia carburanti e non solo non c'è dubbio che se ne  deve
  parlare  in  un tavolo che è aperto da due anni e che il precedente
  Governo,  soltanto con due regioni a statuto speciale,  Sardegna  e
  Sicilia,  non  ha inteso chiudere e che va definito perché  altrove
  così  è  stato.  In quella sede, quando si parlerà, ovviamente,  di
  accise  e  si parlerà di costo dei carburanti si potranno  definire
  questi temi.
   I   tavoli  non  sono  un  rinvio  del  problema,  i  tavoli  sono
  sicuramente luoghi nei quali potremo approfondire alcuni  argomenti
  e  non  c'è  dubbio che, per quanto riguarda il bilancio,  l'ultima
  manovra   del  Governo  precedente,  quella  firmata   Tremonti   e
  quest'ultima   del  Presidente  del  Consiglio  Monti,   comportano
  ulteriori tagli per oltre un miliardo di euro. Certo, il fatto che,
  nonostante la scadenza di una previsione triennale, resti attestata
  ai  livelli  più  alti la nostra partecipazione  alla  spesa  della
  sanità,  non  potranno  che  essere argomenti  sui  quali  dobbiamo
  trovare necessariamente un'intesa.
   Il  tema  della  spesa dei fondi strutturali  è  stato  posto.  Su
  questo,  da  parte  nostra  come  da  parte  di  altre  regioni,  a
  cominciare dalla Campania, si è sollecitata una collaborazione che,
  nei  prossimi  giorni,  non soltanto vedrà lavorare  un  gruppo  di
  tecnici  nostri  e  del  Ministro della  coesione  territoriale,  e
  partecipa  lo  stesso  Ministro, vorrà  incontrare  sicuramente  il
  Governo  e,  perché no, anche l'Assemblea perché  questo  tema  che
  riguarda tutte le regioni meridionali possa essere affrontato e  si
  possa  registrare  un'accelerazione che,  comunque,  come  è  stato
  notato,  checché  si  sia letto da qualche  parte  a  proposito  di
  interruzione dei termini di pagamento, il tutto sta ed è oggetto di
  una  nota che sicuramente avrete letto - speriamo che abbia fortuna
  sui  giornali  di  domani  - del Dipartimento  Programmazione,  che
  rileva  che  si  sono  fatte osservazioni  sulla  qualità  e  sulla
  quantità  dei  controlli cui dobbiamo provvedere e che  null'altro,
  disimpegno, interruzione dei trasferimenti, eccetera, ha un qualche
  fondamento.
   Poi,  sono  stati fatti tanti rilievi e osservazioni di  carattere
  politico  e  il  termine  ribaltone  è stato più  volte  citato  in
  questa sede, nel corso di questo dibattito.
   Oggi io mi sono assunto la responsabilità di presiedere un Governo
  di  tecnici,  per  carità se ne potrà attribuire  l'appartenenza  a
  questo  o  a  quell'altro partito, ma si tratta di  un  Governo  di
  tecnici  che, così come accade per molti provvedimenti legislativi,
  parecchi  ad  iniziativa  dei parlamentari,  potrebbe  raccogliere,
  qualora  se  ne avesse la sensibilità e il senso di responsabilità,
  la  maggioranza  dei  consensi come avviene anche  per  il  Governo
  nazionale dei tecnici.
   A  questo  Governo si è pervenuti per continuare  un  lavoro,  per
  continuare un impegno che, certo, è stato nel senso - lo  riconosco
  -  del  ribaltamento,  del capovolgimento, dell'inversione  di  una
  tendenza   che,   per  carità,  non  so  se  riuscirà   a   salvare
  complessivamente  questa nostra Terra, la  nostra  Regione  da  una
  tendenza che l'avrebbe portata sicuramente alla catastrofe.
   Abbiamo invertito una tendenza, di questo parleremo in questa sede
  e  fuori da qua, che aveva portato fuori da ogni controllo la spesa
  della  sanità;  abbiamo rispettato, a differenza di  altre  regioni
  sottoposte  a  piano  di rientro, i vincoli di questo  accordo  col
  Governo nazionale.
   Certo, questo ha dovuto comportare dei sacrifici e il fatto che la
  nostra  Regione  si adeguasse a regole e parametri che  valgono  in
  tutto   il   mondo,  se  in  tutto  il  mondo  valgono  le   regole
  dell'Organizzazione mondiale della Sanità. Ma non c'è stata  scelta
  nel    senso    del   rigore,   della   razionalizzazione,    della
  riorganizzazione,  i  cui meriti ci vengono riconosciuti  in  tutta
  Italia  e non soltanto in Italia, del sistema della sanità  che  ha
  avuto  - ecco la scarsa credibilità e la malafede di taluni rilievi
  -   il  riconoscimento  di  chi,  invece,  ritiene  forse  di  fare
  dimenticare quali erano le condizioni nelle quali ci siamo trovati,
  magari impugnando o illudendosi di impugnare un forcone.
   Abbiamo  affrontato e abbiamo ribaltato la politica  dei  rifiuti.
  Equivaleva  ed equivale, quando questo termine citiamo, al  sistema
  dei  termovalorizzatori  di cui si sono  occupate  Commissioni  che
  hanno  rilevato infiltrazioni della criminalità organizzata  e  non
  soltanto questo, la costruzione di un sistema che certamente faceva
  acqua da tutte le parti e che avrebbe portato il popolo siciliano a
  pagare  salato un sistema ed un servizio che, a costo di  sacrifici
  straordinari, stiamo cercando di riportare alla normalità.
   Se  c'è una cosa che ci si rimprovera e non soltanto nei confronti
  governativi,  ma  su  ogni  giornale,  è  il  numero   dei   nostri
  dipendenti. In questo campo, come sapete, abbiamo cercato  di  dare
  stabilità alla piaga vergognosa del precariato, ma ci siamo assunti
  la responsabilità, l'onere e il merito di bloccare le assunzioni. A
  proposito di questo un rilievo positivo ci viene da questo  Governo
  in  materia  di una formazione che ha visto crescere, dal  2001  al
  2008,  e  segnatamente a metà di quel periodo, i suoi operatori  da
  2500 a 8000-9000, e qualcuno ha lamentato anche la liquidazione  di
  qualche  società nella quale, quando leggerete i nomi, vi renderete
  conto che molti di questi hanno assonanze e coincidenze con cognomi
  importanti e pesanti di questa area territoriale, per non  parlare,
  mentre  si  denunziano gli stipendi e le indennità della casta,  di
  indennità  e  di  stipendi da 400-500 mila  euro  che  erano  stati
  attribuiti nel passato.
   Abbiamo  ribaltato questa  porcheria' e questa  vergogna',  questo
  sì,  e  ci  saremmo  aspettati che con senso di  responsabilità  si
  sostenesse   questa  inversione  di  tendenza.  Non   ci   facciamo
  illusioni.
   Dopo  il  dibattito di questa sera saremo molto  precisi  sin  nei
  minimi  particolari e renderemo conto a questa  Assemblea,  come  è
  nostro dovere, ma soprattutto all'intero popolo siciliano.
   Vi  ringrazio,  signor Presidente, e le chiedo, se  possibile,  di
  consentire  che l'assessore competente, Pier Carmelo  Russo,  possa
  fare la sua introduzione al dibattito sul Ponte domani pomeriggio.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli
  Donegani  e  Mattarella l'ordine del giorno numero  640   Opportune
  iniziative  allo scopo di fronteggiare le difficoltà relative  alle
  operazioni di esportazione di prodotti siciliani .
   All'ordine del giorno, appongono la firma gli onorevoli Bufardeci,
  Buzzanca, e tutti gli altri deputati presenti in Aula. Lo pongo  in
  votazione. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

      Rinvio dell'informativa del Presidente della Regione sugli
  orientamenti del Governo nazionale circa la realizzazione del ponte
                       sullo Stretto di Messina

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  all'ordine   del   giorno:
  Informativa  del  Presidente della Regione sugli  orientamenti  del
  Governo nazionale circa la realizzazione del ponte sullo Stretto di
  Messina.
   Onorevoli colleghi, come ha poc'anzi richiesto il Presidente della
  Regione, il punto all'ordine del giorno è rinviato a domani.
   Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.

    Rinvio della discussione unificata di mozioni, interpellanze e
                            interrogazioni
                     in materia di  punti nascita

   PRESIDENTE. Si passa al V punto all'ordine del giorno: Discussione
  unificata di mozioni, interpellanze e interrogazioni in materia  di
   punti nascita .
   Do  lettura della nota protocollo numero 9588 del 3 febbraio  2012
  pervenuta a mezzo fax da parte dell'assessore per la salute in pari
  data protocollata al numero 1218/AulaPg del 7 febbraio 2012:

   «Gentile Presidente,
   in  relazione alla discussione unificata di mozioni, interpellanze
  e  interrogazioni in materia di  punti nascita  inserita al V punto
  dell'ordine  del  giorno  della  seduta  pubblica  in  oggetto,   è
  necessario    rappresentare    che   il    contemporaneo    impegno
  istituzionale,  sorto  per effetto della  convocazione  del  tavolo
  tecnico  per le problematiche del bilancio e della spesa  sanitaria
  di  cui al decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri  del
  30.1.2012, mi impedisce di garantire la presenza.
   Nell'invitare  la  S.V. a farsi portavoce nei confronti  dell'Aula
  del  rammarico  dello  Scrivente, si  chiede  di  rinviare  ad  una
  successiva seduta la discussione del sopra citato punto dell'ordine
  del giorno».

   L'Assessore

   Dott. Massimo Russo

   L'Assemblea ne prende atto.
   La  trattazione  del  presente punto è,  pertanto,  rinviata  alla
  seduta di domani, come da intesa con il Governo.
   Pertanto,  la  seduta  è rinviata a domani, mercoledì  8  febbraio
  2012, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


   I  - Comunicazioni.

  II  - Informativa del Governo regionale sugli orientamenti del
  Governo nazionale circa la realizzazione del Ponte sullo Stretto
  di Messina.

  III  - Discussione unificata di mozioni e interrogazioni in materia
  di  punti nascita .

                   La seduta è tolta alle ore 19.16

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
                            alle ore 21.30

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

  Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Attività produttive»

   PANEPINTO.  - «All'Assessore per le attività produttive,  premesso
  che:

   con  D.D.G.  n. 2098 del 13/09/2005 l'ex Assessorato Industria  ha
  pubblicato un bando per l'affidamento ad un soggetto unico, con  il
  quale  stipulare  apposita convenzione, della  realizzazione  delle
  attività   previste  dall'asse/misura  3.15  del   complemento   di
  programmazione del P.O.R. Sicilia 2000-2006 - Azioni A)  'Creazione
  e  gestione dei circoli di conoscenza' e l'azione B) 'Sviluppo  del
  sistema  di interfaccia' , coerentemente con quanto previsto  nella
  corrispondente scheda di misura del complemento di programmazione e
  nel documento recante la 'Strategia regionale per l'innovazione';

   la  spesa  che era stata impegnata ammontava ad euro 7.997.620,50,
  I.V.A.  inclusa, ed avrebbe dovuto essere integralmente  finanziata
  attraverso  risorse  economiche a valere sul P.O.R.  Sicilia  2000-
  2006,   sull'asse  3,  misura  3.15,  sull'azione   A)   per   euro
  2.221.561,25 e sull'azione B) euro 5.776.059,25, con le modalità di
  cui all'art. 12 del capitolato d'oneri;

   l'I.P.I.    (Istituto   per   la   promozione   industriale),   la
  fondazione  Censis,  e  l'Unione delle camere  di  commercio  della
  Regione   siciliana   hanno   presentato   offerta   congiunta   di
  partecipazione alla gara, nominando I.P.I. capogruppo e  mandatario
  del costituendo raggruppamento temporaneo d'imprese;

   con D.D.G. n. 1033 del 15/06/2006 la gara è stata provvisoriamente
  aggiudicata  al  raggruppamento Esosfera, classificatosi  al  primo
  posto   della  graduatoria  di  merito  stilata  dalla  commissione
  giudicatrice, con un punteggio pari a 89,59/100;

   con  D.D.G. n. 28 del 18.01.2007 la Regione siciliana ha  revocato
  la suddetta aggiudicazione provvisoria, disponendo conseguentemente
  ed in aderenza a quanto sancito dall'art. 13 del capitolato d'oneri
  l'aggiudicazione    provvisoria    al    raggruppamento     I.P.I.,
  classificatosi al secondo posto della graduatoria di merito con  un
  punteggio pari a 74,20/100;

   con  nota  n.  3924 del 30 gennaio 2007, la Regione  siciliana  ha
  sollecitato al raggruppamento I.P.I. la trasmissione dei  documenti
  al   fine  di  procedere  all'aggiudicazione  definitiva;  a   tale
  sollecito  fondazione Censis ed Unioncamere Sicilia hanno  risposto
  tempestivamente,  mentre  I.P.I. non  ha  proceduto  a  trasmettere
  alcunché;

   con  ordinanza  cautelare, successivamente, il  T.A.R.  Sicilia  -
  Sezione  di  Palermo  ha  rigettato  la  richiesta  di  sospensione
  dell'efficacia  del  provvedimento di revoca dell'aggiudicazione  a
  favore del R.T.I., il cui capofila era Ecosfera;

   con  nota  n.  13.761 del 26 marzo 2007, la Regione  siciliana  ha
  reiterato l'intimazione a regolarizzare la documentazione  inerente
  il   raggruppamento   I.P.I.,  Censis   ed   Unioncamere   Sicilia,
  riservandosi la possibilità di attivazione di azioni di rivalsa  in
  caso  di  perdita  delle risorse comunitarie  nei  confronti  dello
  stesso, nel caso di mancata accettazione della aggiudicazione della
  gara, così come prescritto dal capitolato d'oneri;

   allo  scopo  di ovviare ai ritardi accumulatisi per l'inerzia  dei
  componenti   del  raggruppamento  aggiudicatario,   che   avrebbero
  impedito   la   chiusura  dell'intero  pacchetto  di   attività   e
  l'erogazione  delle  relative spese entro la data  del  30/06/2009,
  risulterebbe che l'allora D.G. ing. Giuseppe Incardona abbia scelto
  di 'spacchettare' le previste attività ricomponendole in due lotti,
  dei  quali  il primo rimasto a carico del P.O.R. Sicilia  2000-2006
  per  un  importo  pari  ad euro 4.700.000,00,  mentre  il  secondo,
  attualmente  in  corso di realizzazione, finanziato  attingendo  ai
  fondi  nazionali  provenienti dal C.I.P.E. per un importo  di  euro
  2.297.620,50;

   quanto  ciò sopra descritto risulterebbe motivato dalla  necessità
  di  erogare al R.T.I. aggiudicatario l'intera somma approvata senza
  che  fosse  necessario accelerare i tempi per la realizzazione  del
  secondo  lotto entro la data prevista ai fini della rendicontazione
  di somme sempre a valere sul suindicato P.O.R. Sicilia;

   la  convenzione  fra  la Regione siciliana  ed  il  raggruppamento
  I.P.I.,  sottoscritta nel dicembre del 2007, è stata approvata  dal
  RUP  soltanto  nel mese di aprile 2008, con il progetto  denominato
  RE.S.IN.T. (Rete Siciliana per l'innovazione Tecnologica), e solo a
  partire  da  quella  data è stata annunciata la  concreta  partenza
  delle attività dell'appalto servizi;

   le  attività  del primo lotto del progetto RE.S.IN.T.  sono  state
  concluse  dal  raggruppamento  aggiudicatario  entro  la  data  del
  30/06/2009   e,   successivamente,    sottoposte   alla    verifica
  amministrativa;

   rilevato  che  nella  fattispecie si  tratta  del  più  importante
  finanziamento  che  sia stato erogato attraverso  l'ex  Assessorato
  regionale  Industria  con  somme provenienti  dal  P.O.R.  Sicilia,
  durante l'esercizio finanziario 2000-2006;

   per sapere:

   per  quale  motivo la convenzione fra la Regione siciliana  ed  il
  raggruppamento I.P.I., dopo che era stata sottoscritta nel mese  di
  dicembre del 2007, sia stata approvata dal R.U.P. solo nel mese  di
  aprile 2008;

   quali  siano  state  e  quali  siano  le  effettive  modalità   di
  esecuzione  di  tale  iniziativa, in  rapporto  a  quanto  previsto
  dall'offerta tecnica e dai risultati attesi;

   se  siano  noti  i  dati  relativi ai beneficiari  delle  attività
  realizzate,  ossia  quali  e  quanti siano  i  soggetti  che  hanno
  beneficiato e beneficiano delle attività previste nell'ambito della
  creazione dei circoli di conoscenze e dello sviluppo del sistema di
  interfaccia;

   con     quali    professionalità il    R.T.I. aggiudicatario abbia
  realizzato il primo lotto e starebbe realizzando il secondo  e  se,
  per  sostituire  i soggetti originariamente indicati,  siano  stati
  pubblicati appositi bandi per la selezione delle risorse  umane  e,
  in  caso  affermativo, quali siano stati i criteri di  selezione  e
  valutazione delle stesse;

   quali siano le motivazioni per le quali i soggetti originariamente
  proposti  siano stati esclusi e sostituiti sebbene i loro curricula
  siano  stati  oggetto di valutazione da parte della commissione  di
  valutazione dell'appalto-servizi;

   se risponda al vero che numerosi presidenti e vicepresidenti delle
  C.C.I.A.A. siciliane, essendo i rappresentanti legali delle stesse,
  siano  stati  incaricati nel primo e nel secondo  lotto,  coinvolti
  nella   realizzazione  dell'appalto  servizi   con   incarichi   di
  consulenza;

   se  risponda  a  verità  che  numerosi  segretari  generali  delle
  C.C.I.A.A.,  che  sono  i dirigenti generali delle  camere  stesse,
  insieme  con  altri amministratori del sistema camerale  siciliano,
  tra  cui  vari  componenti delle giunte e dei consigli  delle  nove
  C.C.I.A.A. della Sicilia, siano stati coinvolti nella realizzazione
  dell'iniziativa mediante incarichi e, se ciò risponde al  vero,  si
  chiede di conoscere il profilo dettagliato dei suddetti incarichi e
  le relative retribuzioni;

   se  corrisponda al vero che per le attività del primo lotto  (euro
  4.700.000,00),  non sia stata svolta alcuna attività  di  revisione
  amministrativa  di rendicontazione contabile, sulla  scorta  di  un
  parere che l'ing. Giuseppe Incardona ha 'commissionato' all'Ufficio
  legislativo e legale della Regione siciliana e che, invece, si  sia
  proceduto  all'erogazione  del  saldo  a  seguito  della   semplice
  presentazione di una relazione sulle attività svolte;

   come   intenda  cautelarsi  l'Amministrazione  regionale  con   la
  considerazione che il recente decreto di manovra economica, in fase
  di  conversione  in legge, abbia previsto la messa in  liquidazione
  dell'I.P.I.,    soggetto   mandatario   del   R.T.I.    affidatario
  dell'appalto servizi suindicato;

   quali  iniziative, accertati i fatti sin qui descritti, si intenda
  assumere  a  garanzia  del corretto e trasparente  andamento  della
  pubblica amministrazione circa l'investimento in parola». (1238)

   Risposta.   -   «Con  l'atto  ispettivo  in  oggetto   l'onorevole
  interrogante,  facendo riferimento al bando per  l'affidamento  del
  servizio  per  la realizzazione delle attività di cui  alla  misura
  3.15  del  P.O.R.  Sicilia 2000 - 2006 -  azioni   A  (Creazione  e
  gestione  dei circoli di conoscenza) e B (sviluppo del  sistema  di
  interfaccia),  chiedeva  lumi  in  merito  alla  correttezza,  alla
  linearità  ed  alla legittimità delle azioni prodotte dai  progetti
  finanziati dal bando in oggetto:
   In  relazione  all'oggetto  dell'atto ispettivo  de  quo  ed  alle
  questioni poste dall'interrogante, preme evidenziare quanto segue:
   Il  bando sopra citato veniva pubblicato in Gazzetta Ufficiale  in
  data 13/09/2005.
   La Regione Siciliana, con D.D.G. n. 1033 del 15/06/2006, formulava
  l'aggiudicazione  in via definitiva dell'appalto  a  beneficio  del
  Raggruppamento  Temporaneo  d'Impresa  (R.T.I.)  capeggiato   dalla
   Ecosfera s.p.a.
   Successivamente la stessa Regione Siciliana, con nuova D.D.G.,  la
  n.  27 del 17/01/2007, confortata in questo intendimento dal parere
  prot.  n. 736 del 16/01/2007 reso dall'Ufficio legislativo e legale
  della  Presidenza della Regione, provvedeva a disporre l'esclusione
  dalla  gara  dell'iniziale  R.T.I., originariamente  aggiudicatario
  dell'appalto, contestando violazioni degli obblighi assunti in sede
  di gara.
   Pertanto  l'aggiudicazione veniva formalizzato in capo al  secondo
  classificato in gara, per l'appunto il R.T.I. capeggiato da  IPI  e
  formato da Unioncamere e Censis.
   Le  motivazioni  addotte in seno alla Delibera  di  esclusione  di
  Ecosfera   s.p.a.   (che  nel  frattempo  aveva  proposto   ricorso
  giurisdizionale)  venivano confermate dal TAR  Sicilia  e  poi  dal
  C.G.A.  tanto  in  fase  cautelare, quanto  nel  merito,  di  fatto
  rigettando,  con  sentenza n. 13 del 09/01/2008,  la  richiesta  di
  sospensione  e  di  annullamento  degli  effetti  della  D.D.G.  n.
  27/2007.
   Si  evidenzi  inoltre  il  fatto che il tempo  intercorso  fra  la
  stipula  della  convenzione  fra la  Regione  e  il  R.T.I.  IPI  -
  Unioncamere  -  Censis, avvenuta nel Dicembre  2007  e  l'effettivo
  svolgimento delle attività autorizzate, sia altresì da imputarsi ai
  lunghi  tempi  resisi  necessari per la  definizione  del  giudizio
  cautelare    intentato   dal   R.T.I.   classificatosi   terzo   in
  graduatoria.
   Infatti  la  Regione  Siciliana, per più che evidenti  motivazioni
  cautelari decideva di differire l'avvio delle attività previste  in
  appalto  all'esito finale del giudizio cautelare,  con  cui  veniva
  definitivamente   respinta   la  richiesta   di   sospensione   dei
  provvedimenti impugnati, con ordinanza del TARS del 25/02/2008.
     Pare  pertanto di tutta evidenza che nessun rilievo  può  essere
  mosso  in  merito ad eventuali ritardi nella formalizzazione  della
  formale  aggiudicazione  al  raggruppamento  secondo  classificato,
  stante  che  la  vicenda giudiziaria sopra citata si  sia  conclusa
  soltanto  nei  mesi  di Gennaio/Febbraio del 2008,   con  pronuncia
  giurisdizionale.
   In  quanto poi al supposto  spacchettamento  delle azioni previste
  dal  bando, cui fa riferimento l'interrogante, parrebbe  assai  più
  appropriato  evidenziare come l'Amministrazione regionale,  proprio
  con  l'obiettivo  di salvaguardare l'utilizzo pieno  delle  risorse
  comunitarie,  scongiurando il rischio che esse  potessero  perdersi
  per  il meccanismo del  disimpegno automatico  ed in considerazione
  del  tempo  perso  a causa delle predette vicende  giurisdizionali,
  provvedeva  a  suddividere in due lotti funzionali ed  autonomi  il
  progetto;  il  primo lotto con fondi POR ed il  secondo  con  fondi
  statali.
   Si  può  pertanto  affermare che l'adozione di  tale  accorgimento
  abbia  consentito  alla Regione di preservare e poi  utilizzare  in
  toto   le   risorse   comunitarie  che  non  si  sarebbero   potute
  rendicontare  a  causa dei tempi lunghi necessari  all'avvio  delle
  attività  e  che  invece  sono state reimpiegate  in  seguito  allo
  scorrimento delle graduatorie della misura 3.15, garantendo altresì
  l'intera copertura dei servizi commessi in appalto.
   In  quanto  poi  alla legittimità delle attività  svolte  e  delle
  modalità  di  esecuzione dell'appalto, risulta agli atti  che  esse
  siano  state rigorosamente ed analiticamente comunicate e descritte
  nella  corposa  documentazione consegnata, così come  previsto  dal
  bando,  dalla  Ditta  appaltatrice alla  Regione  Siciliana  e  mai
  sottoposte  a  formali contestazioni, successive a procedimenti  di
  accesso agli atti, ex L. n. 241/1990.
   Va  detto  in  tal senso che l'Amministrazione Regionale,  con  il
  supporto di  Invitalia , ha scrupolosamente verificato la effettiva
  rispondenza  del  servizio svolto rispetto  a  quello  commesso  in
  appalto  e  rispetto  a  quello descritto nell'ambito  dell'offerta
  tecnica   presentata  in  sede  di  gara,  nonché   la   regolarità
  amministrativa e contabile della documentazione prodotta.
   Tali  circostanze  si  possono  evincere  nel  DRS  n.  1033   del
  25/05/2009,   con  cui  la  stessa  Amministrazione  Regionale   ha
  approvato  le  attività inerenti il cosiddetto I lotto,  ovverossia
  quello riguardante l'utilizzo di fondi comunitari.
   In  quanto  poi  alle  modalità ed ai criteri  di  utilizzo  delle
  risorse  umane,  va  detto  che i curricula  inizialmente  allegati
  all'offerta  tecnica non sono mai stati valutati dalla  commissione
  aggiudicatrice  della  gara,  non  avendo  alcun   peso   ai   fini
  dell'attribuzione del punteggio alle singole proposte, così come si
  può  agevolmente evincere dalle disposizioni contenute nel bando  e
  nel capitolato.
   Pertanto  si  può  affermare  che  il  più  volte  citato   R.T.I.
  aggiudicatario dei servizi in appalto non era tenuto  a  pubblicare
  bandi  per  la selezione delle risorse umane da utilizzare  per  la
  realizzazione del progetto.
   Inoltre   la  sostituzione  di  parte  dei  soggetti  inizialmente
  indicati  quali potenziali facenti parte dello staff di lavoro  può
  considerarsi  assolutamente fisiologica , visto  e  considerato  il
  lasso  temporale di circa tre anni dal momento della  presentazione
  dell'offerta al momento dell'effettivo affidamento del servizio.
   Con  riferimento  all'ultimo quesito posto dall'On.  Interrogante,
  pare   infine   poter  affermare  che  non  vi  sia  nessun   nesso
  consequenziale  fra la definizione delle attività previste  nel  II
  lotto  e  l'avvenuta  soppressione dell'IPI, con  D.L.  n.  78  del
  31/05/2010.
   Infatti  il  completamento  delle  attività  ascrivibili  all'IPI,
  peraltro  già  in  gran parte completate alla data  di  entrata  in
  vigore  della  legge  di  conversione del suddetto  Decreto  Legge,
  vengono comunque garantite in forza della norma transitoria dettata
  dall'articolo  2  del  D.M. del 08/06/2010, il  quale  testualmente
  dispone  che:   le  attività relative ai compiti ed  alle  funzioni
  esercitate dall'IPI continuano ad essere esercitati presso le  sedi
  e con gli uffici a tal fine già utilizzati, con autonomia operativa
  volta   a  garantire  la  continuità  dei  rapporti  facenti   capo
  all'Istituto .

   Dunque  dalla semplice lettura del citato articolo di legge appare
  pertanto  evidente il fatto che la soppressione dell'IPI non  abbia
  in alcun modo inciso nel corretto espletamento delle attività sopra
  citate».

   L' Assessore

   dott. Marco Venturi

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  attività produttive, premesso che:

   l'Enel  di  Palermo non ha ancora provveduto a fornire di  energia
  elettrica  il  Pastificio  di Corleone 'Rinascita  corleonese'  che
  lavora  i  prodotti  delle  terre  confiscati  alla  mafia  per  la
  lavorazione e la produzione di pasta;

   tale  situazione rappresenta un paradosso in quanto il  pastificio
  ha  anche  provveduto a tutti gli adempimenti, anche  a  quelli  di
  natura economica;

   considerato che:

   in  questo modo non solo viene bloccata l'economia del territorio,
  ma  viene  anche vanificato il coraggioso impegno di tanti  giovani
  che hanno deciso di rendere produttivi i terreni confiscati ai boss
  di  Cosa  nostra in un territorio da sempre connotato per il  forte
  condizionamento della mafia;

   la  mancata erogazione dell'energia da parte dell'Enel compromette
  l'economia  e  lo  sviluppo del territorio  e  manda  un  messaggio
  negativo a chi oggi vuole creare economia e lavoro nei luoghi e sui
  beni sottratti all'organizzazione criminale di Cosa nostra;

   per  sapere  quali atti o provvedimenti abbia adottato  o  intenda
  adottare  in merito alla mancata fornitura di energia elettrica  da
  parte  della  società  Enel  al pastificio  'Rinascita  Corleone'».
  (1849)

   Risposta.  - «La questione posta dall'onorevole interrogante,  per
  la  natura  stessa del pastificio  Rinascita Corleonese  assume  un
  grande  rilievo sociale ed un enorme impatto simbolico, sul terreno
  della  lotta  alla  mafia, intesa come precondizione  necessaria  a
  determinare sviluppo economico sano e virtuoso.
   In  seguito al recepimento dell'atto ispettivo, in oggetto  questo
  assessorato ha immediatamente posto in essere tutti gli adempimenti
  necessari  ad  approfondire  le ragioni  delle  difficoltà  esposte
  nell'atto ispettivo, attivando ogni possibile contatto con  l'Enel,
  il  SUAP del Comune di Corleone ed i vertici della Cooperativa, per
  avere contezza della questione.
   Da tali approfondimenti è emerso che i ritardi sono da addebitarsi
  a  disfunzioni  di ordine tecnico, in relazione alla  richiesta  di
  attivazione di un nuovo contratto, formalizzata nel mese di  Aprile
  del 2010  dal pastificio stesso.
   Specificatamente  l'Enel  sosteneva  la  necessità  di  un   nuovo
  impianto,  con  la  realizzazione di una  nuova  palificazione,  da
  collegarsi alla cabina elettrica.
   Il  prolungarsi  della procedura di attivazione  è  stato  dettato
  dalla opposizione dei privati interessati alla collocazione di tali
  nuovi pali, in quanto ricadenti in terreni di loro proprietà.
   Si è pertanto deciso di utilizzare la vecchia linea, adeguatamente
  potenziata,  al  fine di finalmente ottemperare alla  richiesta  di
  allaccio del pastificio de quo agitur.

   A conclusione dell' iter tecnico - burocratico, nel mese di Maggio
  del   2011,  il  pastificio   Rinascita  Corleonese   ha   ottenuto
  l'allaccio dell'energia elettrica.
   Nel  mese  di  Ottobre del 2011, con una cerimonia inaugurale,  il
  pastificio ha finalmente iniziato la propria attività produttiva».

                              L'Assessore

                          dott. Marco Venturi

   VINCIULLO.  - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  le
  attività  produttive e all'Assessore per le autonomie locali  e  la
  funzione pubblica, premesso che:

   da alcuni mesi all'interno dell'Assessorato Attività produttive vi
  è  un  forte  scontro  tra  lo  stesso Assessore  ed  il  dirigente
  generale,  esterno  all'amministrazione  regionale,  dottor   Marco
  Romano;

   tali  dissapori  nascerebbero  fra  l'altro,  secondo  notizie  di
  stampa,  dalla nomina, effettuata dal dottor Romano, di  un  membro
  del  consiglio  di  amministrazione della camera  di  commercio  di
  Agrigento che ha a suo carico una condanna a tre anni per peculato;

   considerato che:

   tale   situazione  crea  ovviamente  un  clima  di  conflittualità
  all'interno  del  dipartimento guidato dal  dr  Romano,  che  rende
  difficilissimo il dovuto esercizio dell'azione amministrativa;

   nonostante  i  ripetuti inviti alle dimissioni rivolti  al  dottor
  Romano,   lo  stesso  continua  a  restare  saldamente  ai  vertici
  dell'Assessorato;

   preso atto che:

   a  tale  incresciosa situazione si è aggiunto in questi giorni  il
  risultato  della relazione depositata dal SEPICOS, il  servizio  di
  pianificazione  e   controllo strategico dell'Assessorato  Attività
  produttive, che ha svolto una verifica sul comportamento tenuto dal
  dottor Romano;

   secondo  tale relazione, non solo il dottor Romano avrebbe  tenuto
  un  comportamento  lesivo degli interessi dell'amministrazione,  ma
  non avrebbe neanche i requisiti per potere dirigere un dipartimento
  regionale;

   con  tale nomina, tra l'altro, si mortifica la professionalità dei
  dipendenti  della  Regione,  visto che  per  ricoprire  tale  ruolo
  dirigenziale   si   è   dovuto  attingere   a   personale   esterno
  all'amministrazione,  con un onere non indifferente  per  le  casse
  siciliane;

   visto che:

   secondo  il  SEPICOS, è insufficiente la guida per otto  mesi  del
  consiglio di amministrazione del parco scientifico e tecnologico  a
  giustificare la nomina a dirigente generale della Regione;

   il  SEPICOS  scrive:  'E' problematico ritenere  che  una  piccola
  società  consortile  possa essere assimilata ad  una  struttura  di
  massima dimensione come la Regione';

   quindi,  secondo  l'organo di controllo dell'Assessorato  Attività
  produttive,  è  errato assimilare l'incarico di  presidente  di  un
  c.d.a. con quello di dirigente generale della Regione, rendendo, di
  fatto,  il  dottor Romano incompatibile con il ruolo ed illegittima
  la sua nomina a dirigente generale all'interno dell'amministrazione
  regionale;

   per sapere:

   quali  iniziative intendano adottare per ripristinare la  legalità
  all'interno dell'Assessorato Attività produttive;

   quali  siano  i  motivi per i quali ancora non sia stato  revocato
  l'incarico al dirigente generale dottor Marco Romano, nonostante le
  ripetute  richieste  in tal senso dello stesso Assessore  Venturi».
  (2071)

   Risposta.   -  «L'onorevole  interrogante,  con  l'atto  ispettivo
  indicato in oggetto, avuto riguardo alla posizione del dott.  Marco
  Romano   quale   dirigente  generale  del   dipartimento   attività
  produttive,   chiede  di  conoscere   quali  iniziative   intendano
  adottare  per ripristinare la legalità all'interno dell'Assessorato
  attività produttive .
   Sul  punto  si  rileva come, con atto dell'11/10/11,  il  suddetto
  dott.  Romano abbia  rassegnato le proprie dimissioni dall'incarico
  di dirigente generale del suddetto dipartimento.
   Tale scelta ha, pertanto, contribuito a superare le criticità  che
  l'onorevole  interrogante evidenzia con  l'atto  ispettivo  che  si
  riscontra».

                              L'Assessore

                                                  dott. Marco Venturi

   LENTINI.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  attività produttive, premesso che:

   i  consorzi per le aree di sviluppo industriale costituiscono enti
  pubblici non economici, dotati di personalità giuridica, sui  quali
  la  Regione  esercita  la duplice funzione di direzione  (indicando
  propri rappresentanti negli organismi) e di vigilanza e controllo;

   il  consorzio  ASI  di  Palermo, per  l'espletamento  di  attività
  d'istituto, s'è avvalso di personale in forme contrattuali precarie
  (collaborazioni) reiterate nel tempo;

   lo  stesso consorzio, come appare sul sito internet istituzionale,
  ha recentemente emanato un avviso per la costituzione di una 'long-
  list'  di  professionisti  destinati  a  'svolgere  prestazioni  di
  analisi    economico-finanziarie   e   strategiche,   a    supporto
  dell'attività gestionale dell'Ente', senza prevedere  alcuna  forma
  di  garanzia  per  il  personale precario che  fin  qui  ha  svolto
  praticamente tali mansioni;

   considerato che:

   l'intendimento del legislatore regionale e del Governo, più  volte
  ribadito,   è  quello  di  superare  le  situazioni  di  precarietà
  occupazionale  nell'impiego  pubblico,  garantendo   quanti   hanno
  acquisito diritti e professionalità;

   ugualmente è intendimento ripetutamente ribadito quello  di  porre
  un  deciso  freno  al proliferare di consulenze ed incarichi  nella
  pubblica amministrazione;

   il  personale  che  ha prestato servizio presso l'ente  ha  svolto
  mansioni    sostanzialmente   riconducibili   a   quelle   previste
  nell'avviso  ed ha - peraltro - acquisito specifica  conoscenza  ed
  esperienza sul funzionamento del consorzio e delle procedure  dallo
  stesso adottate;

   lo  stesso consorzio, in sede di determinazione del fabbisogno  di
  personale  ed  in  accordo  con  le  organizzazioni  sindacali,  ha
  previsto   la  stabilizzazione  del  personale  con  contratto   di
  collaborazione,  in possesso dei requisiti previsti  dalla  vigente
  normativa,    con    assegnazione   a   mansioni    sostanzialmente
  riconducibili  a  quelle  previste  dall'avviso  e  che,  pertanto,
  potrebbe facilmente ed utilmente svolgere tali attività;

   lo  stesso  avviso  appare di dubbia legittimità  atteso  che  non
  vengono   assolutamente  riportate  le  modalità  di   costituzione
  dell'albo,  i  termini  relativi,  i  requisiti  richiesti  e   gli
  ipotetici futuri incarichi che verrebbero attribuiti;

   la  situazione  sopra  prospettata  risulta  peraltro  foriera  di
  contenziosi,  con  rischio  di  ricadute  negative  sulla  pubblica
  amministrazione;

   per sapere:

   se  il  citato  avviso  risulti legittimo ai sensi  della  vigente
  normativa;

   se  ritengano  d'intervenire al riguardo, anche in  considerazione
  del processo di riorganizzazione e risanamento del settore pubblico
  regionale  in  genere e dell'ipotizzata riforma  dei  consorzi  ASI
  nello specifico;

   quali    iniziative   s'intenda   intraprendere   per    garantire
  l'occupazione del personale precario del consorzio ASI  di  Palermo
  ed   evitare   l'improprio  ricorso  a  consulenze  o  conferimenti
  d'incarichi professionali». (2184)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'atto ispettivo  in  oggetto  va
  evidenziato come le questioni rappresentate appaiono superate dalla
  recente  riforma  dei Consorzi ASI siciliani e  dalla  costituzione
  dell'I.R.S.A.P.
   Nel  merito va detto che, allorquando il Consorzio ASI di  Palermo
  pubblicò  l'avviso  cui  si fa riferimento nell'atto  ispettivo  in
  oggetto,   l'intendimento  era  quello  di  creare   un   albo   di
  professionisti  di  comprovato valore  ed  esperienza,  di  fiducia
  dell'ente, ovvero di società professionali, da cui poter  attingere
  esclusivamente nel caso in cui fosse stato ottenuto  uno  specifico
  finanziamento,  da  parte del Ministero dell'Economia,  finalizzato
  all'acquisizione di fondi della ex Cassa per il Mezzogiorno  ed  ex
   Agensud .
   Va  detto  che  tale finanziamento non è stato più  richiesto  dal
  Consorzio  ASI di Palermo, in ragione dell'approvazione del  D.D.L.
  n.   794   del   30/09/2011,  avente  ad  oggetto  la  costituzione
  dell'Istituto Regionale per lo sviluppo delle Attività  Produttive,
  in sostituzione degli stessi Consorzi ASI.
   Essendo   pertanto  la  costituzione  di  tale  albo   subordinata
  unicamente al finanziamento sopra richiamato, che poi non  è  stato
  più  richiesto,  l'avviso pubblico in questione non  ha  mai  avuto
  alcun effetto, nonostante per breve tempo ne sia stata erroneamente
  mantenuta   la  pubblicazione  sul  sito  istituzionale   dell'Ente
  consortile, in seguito immediatamente cancellato.
   In  merito alle questioni riguardanti il personale precario presso
  il  Consorzio  ASI  di Palermo, va evidenziato  che,  da  nota  del
  13/01/2012,  prot.  n.  96/2012/306,  trasmessa  all'attenzione  di
  questo   assessorato,   a   firma  del  Commissario   Straordinario
  dell'Ente, dottoressa Angela Antinoro, nel comunicare diversi  dati
  ed  informazioni, riguardanti l'Ente, in previsione  dell'imminente
  costituzione dell'I.R.S.A.P., sul tema testualmente si  rappresenta
  che  non è in forza al Consorzio personale a tempo determinato .
   Ad ogni buon conto si rappresenta che l'I.R.S.A.P. subentrerà alle
  disciolte  A.S.I.  anche  nella gestione  dei  rapporti  di  lavoro
  precario,  nei  limiti  e con le modalità all'uopo  previsti  dalla
  vigente normativa di settore».

                              L'Assessore

                                                  dott. Marco Venturi

   FALCONE  -  POGLIESE  -  BUZZANCA  -  CAPUTO  -VINCIULLO.  -   «Al
  Presidente   della   Regione,  all'Assessore   per   l'economia   e
  all'Assessore per le attività produttive, premesso che:

   l'attuale  crisi  che  sta investendo la Regione,  frutto  di  una
  recessione mondiale dagli esiti ancora drammaticamente incerti, sta
  assumendo   dei   connotati,  nel  vivere   quotidiano,   che   sta
  stravolgendo  e modificando l'intero modus vivendi di  migliaia  di
  siciliani;

   ogni famiglia cerca di risparmiare in tutti i modi, dagli acquisti
  essenziali, bandendo il superfluo, alla scelta di evitare spese non
  necessarie;

   purtroppo, ultimamente, il disagio economico dei siciliani si  sta
  manifestando  anche  con  la triste scelta  di  usare  persino  gli
  oggetti  d'oro  per potere far quadrare i conti dei  propri  nuclei
  familiari;

   considerato che:

   questa drammatica realtà, sintomo di una gravissima recessione  in
  atto,  ha  dato lo spunto al proliferare, in tutta la  Sicilia,  di
  negozi  che comprano oro, con una crescita esponenziale allarmante,
  come  denunciato  dall'ANOPO,  l'associazione  nazionale  operatori
  professionisti in oro;

   secondo   i  dati  forniti  da  detta  associazione,  in  Sicilia,
  nell'ultimo  quinquennio,  si è registrato  un  aumento  di  queste
  attività pari al 60%; attività che, è bene ricordare, hanno un giro
  d'affari  stimato intorno ai 500 mila euro all'anno, contro  i  350
  mila del 2010;

   tenuto conto che:

   gli  operatori professionisti autorizzati dalla Banca  d'Italia  a
  svolgere  tale attività in Sicilia, in base alla legge 7 del  2000,
  sono appena tredici;

   questa discrepanza tra numero di operatori professionisti e numero
  di  attività  operanti  in Sicilia è dato  dalla  mancanza  di  una
  normativa che regolamenti le aperture di tali negozi;

   oggi, infatti, pare che tali negozi possano essere aperti con  una
  semplice  autorizzazione  della Questura,  che  la  rilascia  sulla
  scorta  del  casellario penale. Non serve nient'altro,  neanche  il
  rispetto  delle più elementari regole commerciali, come l'emissione
  degli scontrini fiscali;

   preso  atto  che  la stessa ANOPO stima che almeno  il  50%  delle
  operazioni di cambio, eseguite in questi negozi, avviene in nero;

   come se ciò non fosse sufficiente a sollevare parecchi dubbi sulla
  regolarità di tali attività, le stesse non sono tenute a registrare
  i nominativi dei propri clienti;

   atteso che:

   alla  luce di quanto sopra, appare evidente il rischio che  queste
  attività  possano  diventare  centri di  smistamento  di  materiale
  rubato o, ancora peggio, un facile sistema di riciclaggio di denaro
  di dubbia provenienza;

   occorre  evidenziare che ci si trova dinanzi ad  un  fenomeno  non
  circoscritto  ad  una  specifica zona  della  Sicilia,  ma,  ormai,
  diffuso  in maniera capillare in tutti i centri abitati dell'Isola,
  dal piccolo comune alla grande città metropolitana;

   tale   proliferare  di  attività  commerciali  rischia  anche   di
  diventare fonte di guadagno per la malavita organizzata;

   considerato che :

   necessita procedere ad una regolamentazione di queste attività, al
  fine di creare regole di certezza e di trasparenza;

   appare  opportuna  l'istituzione di  un  albo  specifico,  con  la
  tracciabilità degli acquisti, come ad esempio la registrazione  dei
  nominativi  dei  venditori,  la  trascrizione  obbligatoria   della
  tipologia  di  acquisto,  col tipo di merce,  peso  e  prezzo,  per
  determinare  quei passaggi indispensabili al fine di  una  corretta
  regolamentazione  di un settore che, oggi, lascia  più  di  qualche
  dubbio;

   per  sapere  se  non  ritengano urgentissimo porre  in  essere  un
  provvedimento normativo che regolamenti, in Sicilia,  l'apertura  e
  la gestione dei negozi che acquistano oro usato». (2246)

   Risposta.  -  «Con riferimento alle questioni poste dall'onorevole
  interrogante va segnalato che, ad oggi, non esiste in  Sicilia  una
  norma  speciale che disciplina in modo dettagliato il commercio  di
  oro usato.
   Pertanto  il  commercio  di  oro  nella  nostra  regione  non  può
  ovviamente  prescindere del contesto nazionale,  laddove  si  tenga
  conto  del  fatto  che  tale  materia  in  Italia  è  regolamentata
  unicamente  da una apposita normativa intitolata  Nuova  disciplina
  del mercato dell'oro , in attuazione della direttiva 98/80/C.E. del
  12.10.1998 emanata con Legge 17 gennaio 2000, n. 7 pubblicata nella
  Gazzetta  Ufficiale  n. 16 del 21 gennaio 2000. L'Ufficio  Italiano
  dei Cambi (oggi sostituito nelle funzioni dalla Banca d'Italia)  in
  base all'Art. 1 comma 3 legge n.7 del 17 gennaio 2000, autorizza lo
  svolgimento del commercio di oro in via professionale, alle  banche
  o, previa comunicazione all'Ufficio italiano dei cambi, da soggetti
  in  possesso  dei  precisi requisiti attinenti la  forma  giuridica
  della società:
   Per fare maggiore chiarezza da quanto disposto dalla Legge 7/2000,
  la  Banca  d'Italia ha provveduto alla pubblicazione del  documento
  esplicativo    Chiarimenti  in  materia  di  oro   del   26.06.2001
  dichiarando:    per  poter  qualificare,  ai  sensi   della   Legge
  17/01/2000, n. 7, il commercio di rottami di oro ed individuare gli
  eventuali  obblighi gravanti su coloro che svolgono tale  attività,
  si distinguono due modalità operative:
    ·acquisto  di oggetti preziosi usati, direttamente da privati,  e
       rivendita degli stessi, senza ulteriore trasformazione.  Detta
       attività non è qualificabile ai sensi dell'art. 1, comma 3, della
       Legge 17/1/2000, n. 7; essa si configura, infatti, come commercio
       di prodotti finiti che non rientrano nella definizione di "oro"
       contenuta nell'art. 1, comma 1, della stessa Legge;

    ·acquisto di oggetti preziosi avariati, destinati alla fusione, e
       successiva cessione dell'oro così ottenuto, in una qualunque delle
       forme  in  uso (lingotti, placchette, etc.). L'operatività  in
       questione, esercitata in via professionale e non occasionalmente,
       deve ritenersi riconducibile, sia per gli aspetti soggettivi che
       oggettivi, nel disposto di cui alla Legge n. 7/2000 .
   Come  visto,  nel  primo  caso, non è necessaria  l'autorizzazione
  dell'U.I.C.  trattandosi di commercio di oggetti preziosi  usati  e
  pertanto  andrà applicata l'IVA sull'imponibile. Nel  secondo  caso
  invece,  trattandosi  di  cessione di  rottami ,  quindi  materiale
  d'oro,  è  necessaria  l'autorizzazione dell'Ufficio  Italiano  dei
  Cambi,  quindi  essere qualificati come operatori professionali,  e
  godere  pertanto  della non applicabilità IVA sulla  vendita  d'oro
  destinato a fusione.
   Infatti  l'abitudine  dei  compro oro ,  è  quella  di  acquistare
  oggetti  preziosi usati dai privati cittadini (o  da  altri  compro
  oro),  e rivenderli direttamente a fonderie o aziende specializzate
  nel recupero di metalli preziosi.
   Nulla  potrebbe  vietare questo comportamento  se  i  beni  ceduti
  fossero   qualificati  per  quello  che  realmente   sono,   ovvero
  oreficeria  usata,  ma  nella più ampia  casistica  vengono  invece
  qualificati   come   rottami.   Questo   espediente,   di    mutare
  arbitrariamente  la natura dei beni, consente di  eludere  l'I.V.A.
  beneficiando di quanto stabilito dalla Legge n. 633/77 articolo  17
  comma 5.
   Il  gestore  di un semplice  compro oro , intenzionato ad  operare
  secondo  la  legge,  dovrebbe cedere  i  preziosi  per  quelli  che
  realmente  sono, ovvero beni usati, specificando nella  fattura  la
  reale  natura  degli oggetti ovvero oreficeria usata  ed  applicare
  quindi all'importo della fattura l'aliquota IVA ordinaria.
   La  legge  infatti  dispone  chiaramente  che  i  beni  acquistati
  all'origine devono essere ceduti nello stato in cui si trovano, non
  potendo il semplice  compro oro  lavorare o trasformare gli oggetti
  preziosi,  in  quanto questa è una prerogativa  riservata  ai  soli
  operatori professionali o laboratori specializzati (punto  1  sopra
  menzionato). Quindi quei  compro oro  che descrivono sul  Documento
  di  Trasporto  e  Fattura  i beni ceduti  quali   rottami   anziché
   oreficeria  usata ,  oltre ad eludere l'IVA,  commettono  anche  i
  seguenti reati contemplati dalla legge 7/2000:
   Chiunque  svolge l'attività di cui all'articolo 1, comma 3,  senza
  averne dato comunicazione all'Ufficio italiano dei cambi, ovvero in
  assenza dei requisiti richiesti, è punito con la reclusione da  sei
  mesi  a quattro anni e con la multa da lire quattro milioni a  lire
  venti milioni. Alla stessa pena soggiace chiunque svolga l'attività
  prevista dall'articolo 2, comma 1, senza esservi legittimato.
   Le violazioni dell'obbligo di dichiarazione di cui all'articolo 1,
  comma  2,  sono punite con la sanzione amministrativa da un  minimo
  del  10  per  cento  ad  un massimo del 40  per  cento  del  valore
  negoziato.   Per  l'accertamento  delle  violazioni  previste   dal
  presente  comma  e  per  l'irrogazione delle relative  sanzioni  si
  applicano le disposizioni del testo unico delle norme di  legge  in
  materia  valutaria,  approvato  con decreto  del  Presidente  della
  Repubblica 31 marzo 1988, n. 148, e successive modificazioni.
   Per  chiarire ulteriormente la differenza concreta che  intercorre
  tra l'oreficeria usata ed il  materiale d'oro  come i rottami, e la
  conseguente  diversità nell'applicazione dell'IVA,  la  Risoluzione
  dell'Agenzia delle Entrate n. 375/E del 28/11/2002 ha affrontato la
  possibile  applicazione del disposto del comma 5 dell'art.  17  nel
  settore  commerciale  dell'acquisto di oro  usato.  La  Risoluzione
  riportò  quanto affermato dall'Ufficio Italiano Cambi  e  cioè  che
   rientrano nella nozione di materiale d'oro tutte le forme  di  oro
  grezzo   destinate  ad  una  successiva  lavorazione,  e   che   la
  caratteristica  di  un  semilavorato  è costituita  dall'essere  un
  prodotto   privo   di  uno  specifico  uso  e  funzione,   e   cioè
  dall'impossibilità  di utilizzare il materiale  o  la  lega  d'oro,
  essendo   necessaria  una  ulteriore  stadio   di   lavorazione   o
  trasformazione che ne consenta l'utilizzo da parte del  consumatore
  finale .
   Quindi  dimostrare  che si opera esclusivamente  nel  settore  del
  recupero   dei  metalli  preziosi,  senza  commercializzazione   di
  gioielli,  ed  infine beneficiare come contemplato nella  succitata
  risoluzione, di quanto segue:  l'imposta sugli acquisti di  rottami
  di  gioielli  d'oro, destinati ad essere sottoposti al procedimento
  industriale  di  fusione e successiva affinazione  chimica  per  il
  recupero  del materiale prezioso ivi contenuto, può essere  assolta
  mediante  la particolare procedura prevista dall'art. 17, comma  5,
  del DPR n. 633 del 1972. .
   Alla luce di quanto rappresentato e tenuto conto della particolare
  complessità  di una materia che, come visto, assume un  particolare
  rilievo anche in tema di contrasto dei fenomeni di riciclaggio e di
  contrasto  alla  criminalità  organizzata,  l'auspicio  è  che   il
  legislatore nazionale regolamenti in modo più organico la  materia,
  introducendo innovazioni legislative, attraverso l'affermazione  di
  regole  e  criteri più rigorosi, che corrispondano all'esigenza  di
  razionalizzare  l'apertura e la gestione dei negozi che  acquistano
  oro   usato,  così  da  corrispondere  a  fondamentali  regole   di
  trasparenza e di certezza».

   L'Assessore

                          dott. Marco Venturi

                 Rubrica «Infrastrutture e Mobilità »

   FALCONE.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture  e  la  mobilità,  premesso  che  il   servizio   di
  collegamento  marittimo  tra le isole  Egadi  e  la  Sicilia  viene
  effettuato dalle compagnie Siremar e Ustica Lines;

   considerato  che  il  superiore collegamento per  quanto  concerne
  l'isola  di  Marettimo viene garantito dalla compagnia Siremar  per
  tre  volte al giorno, mentre dalla compagnia Ustica Lines  per  una
  sola volta;

   preso atto che la Siremar, che dovrebbe mettere a disposizione ben
  due  aliscafi,  ne  mette solo uno e precisamente l''Eschilo',  con
  evidenti disagi e disservizi per la popolazione del luogo;

   tenuto conto che Marettimo, per quanto piccola, se servita -  come
  d'altronde  avviene - da un solo aliscafo, è soggetta a prevedibili
  disagi,  come quello del 22 febbraio 2011, quando, a  causa  di  un
  routinario controllo sulla sicurezza, lo stesso aliscafo Eschilo  è
  stato  costretto  a  non  partire,  per  cui  Marettimo  è  rimasta
  praticamente   priva  di  collegamenti  con  intuibili   disagi   e
  conseguenti proteste dei cittadini;

   preso   atto  che,  malgrado  da  diversi  anni  si  richieda   il
  potenziamento  del  servizio  di  collegamento  marittimo,  con  la
  necessaria  disponibilità da parte della compagnia Siremar  di  due
  aliscafi,  piuttosto  che  uno solo, come per  convenzione,  ancora
  nessuna risposta concreta si è ottenuta;

   per  sapere,  alla luce di quanto sopra esposto, se non  s'intenda
  procedere  a richiedere alla Siremar, come da contratto, l'utilizzo
  di  due  aliscafi, al fine di garantire al meglio  il  collegamento
  marittimo tra l'isola di Marettimo e Trapani, ponendo così  fine  a
  tutti quei disagi dei cittadini che, malgrado le numerose proteste,
  a  tutt'oggi rimangono privi di un servizio che per legge  dovrebbe
  essere loro garantito». (1733)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione n.1733  a  firma
  dell'onorevole  Falcone,  si  forniscono  i  seguenti  elementi  di
  risposta acquisiti per il tramite del competente Dirigente generale
  delle infrastrutture, mobilità e trasporti.
   Si  rappresenta  preliminarmente che  i  servizi  di  collegamento
  marittimo sono stati appaltati dalla Regione siciliana a  mezzo  di
  gare ad evidenza pubblica nel rispetto di quanto prevede la vigente
  normativa comunitaria.
   Con  riferimento  a  quanto richiesto dall'on.le  interrogante  si
  precisa  che  il  collegamento tra l'Isola di Marittimo  e  Trapani
  viene   assicurato   dalla   Siremar,   società   attualmente    in
  amministrazione  controllata, che opera per conto  dello  Stato  in
  virtù  di  una  convenzione in regime di  proroga,  e  pertanto  il
  controllo  sul  rispetto  degli obblighi assunti  è  di  competenza
  dell'amministrazione centrale dello Stato.
   Su   richiesta   del  Dipartimento  Infrastrutture,   mobilità   e
  trasporti,  la  Siremar ha comunicato che assicura  4  collegamenti
  veloci  giornalieri tra l'Isola di Marettimo e Trapani, tramite due
  aliscafi che si alternano in relazione alle esigenze operative».

                                         L'Assessore

                                         Carmelo Pietro Russo