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Resoconto d'Aula della Seduta n. 320 di mercoledì 08 febbraio 2012
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   CORDARO  f.f.,  segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo:
   gli  onorevoli Arena, D'Aquino, Falcone, Scammacca e Vinciullo per
  oggi; l'onorevole Apprendi dal 9 al 12 febbraio 2012.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegno
                               di legge
                      alla competente Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  é  stato
  presentato e inviato alla commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Norme  concernenti le funzioni e gli organi  di  governo  delle
  province regionali. Disposizioni transitorie. (n. 860)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  7  febbraio  2012  e
  inviato in pari data.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati, in data 7 febbraio 2012, alle competenti commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Istituzione della  Consulta delle elette in Sicilia  (n. 850)
   di iniziativa parlamentare,

   -  Norme in materia di pubblicazione tramite la rete internet e di
  riutilizzo  dei documenti e dei dati della pubblica amministrazione
  regionale e locale (n. 851)
   di iniziativa governativa,

   - Istituzione del Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza (n. 853)
   di iniziativa parlamentare,

   -  Riconoscimento della funzione sociale ed educativa svolta dagli
  oratori,   dagli  istituti  cattolici  e  dagli   enti   di   culto
  riconosciuti dallo Stato (n. 857)
   di iniziativa parlamentare,

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Modifiche all'articolo 19, commi 1 e 2, e all'articolo 20, comma
  4,  della  legge  regionale 27 aprile 1999, n. 10,  in  materia  di
  canoni superficiari (n. 855)
   di iniziativa parlamentare,

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Istituzione della Fondazione  Dopo di Noi Sicilia  (n. 852)
   di iniziativa parlamentare,

   -  Norme  sul  riordino dei rapporti tra la  Regione  siciliana  e
  l'Istituto  di ricovero e cura a carattere scientifico  di  diritto
  privato    Oasi   Maria   SS.  di  Troina   e   sul   potenziamento
  dell'efficacia delle attività socio-sanitarie (n. 854)
   di iniziativa parlamentare,

   - Norme sulla musicoterapica (n. 856)
   di iniziativa parlamentare.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N. 2396 - Iniziative nei confronti dell'operazione di integrazione
  di Alitalia con Wind Jet e Blu Panorama.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Marrocco Livio

   N.   2398  -  Chiarimenti  circa  l'erogazione  di  quanto  dovuto
  all'istituto Fernando Santi ed iniziative conseguenti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.  2414  - Notizie sul totale abbandono del palazzo settecentesco
  che ospitava l'ex ospedale 'Trigona' di Noto (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2415  -  Chiarimenti  sulla mancata  nomina  del  collaudatore
  tecnico-amministrativo per l'emergenza 'Etna 2002'.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Maesano Ascenzio Maria Catena

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in commissione:

   N.  2397 - Iniziative in materia di esenzione dalla partecipazione
  ai costi della spesa sanitaria.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo  e  alla
  competente Commissione.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2394  -  Notizie  circa la revoca della concessione  demaniale
  marittima alla società Laguna dello Stagnone.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Adamo Giulia

   N.  2395  -  Notizie sulla mancata utilizzazione delle risorse  di
  provenienza  statale  assegnate agli enti locali  della  Sicilia  e
  destinate ad interventi per la sicurezza stradale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Giuffrida Salvatore

   N.  2416  -  Verifica della legittimità dell'iter per il  rilascio
  della  concessione  allo  sfruttamento delle  sorgenti  del  bacino
  acquifero  di  Capo  Favara, nel comune di Santo Stefano  Quisquina
  (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la mozione numero  339
   Interventi  a  livello  centrale  per  attenuare  in  Sicilia   le
  conseguenze dell'imposizione fiscale sui fabbricati rurali ,  degli
  onorevoli Caputo, Vinciullo, Falcone, Pogliese, Buzzanca  e  Bosco,
  presentata il 7 febbraio 2012.

   Avverto  che la mozione testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   Informativa  del Governo regionale sugli orientamenti del  Governo
  nazionale circa la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Informativa  del Governo regionale sugli orientamenti  del  Governo
  nazionale  circa  la  realizzazione  del  ponte  sullo  Stretto  di
  Messina.

                        Sull'ordine dei lavori

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, era proprio lei a presiedere  quando
  ho  evidenziato  che avevo presentato - approfitto  della  presenza
  proprio  dell'assessore Chinnici - un'interrogazione con  richiesta
  di  risposta  urgente.  I giornali, peraltro,   La  Repubblica   in
  particolare,  oggi evidenziano questo problema, relativamente  alla
  nomina di un vice commissario al comune di Palermo.
   E' chiaro che la risposta non può che essere urgente
   La  Presidenza dell'Assemblea, così come previsto dal Regolamento,
  presieduta  dall'onorevole  Oddo,  aveva  già  preso  contatti  col
  Governo.
   Gradirei sapere, visto che è presente l'assessore Chinnici, se  il
  Governo   è  pronto  o  meno  a  dare  risposta  all'interrogazione
  presentata   dal  Gruppo  UDC,  mi  risulta  che   ci   sia   anche
  un'interrogazione  presentata dal Gruppo PDL, se  non  erro,  sulla
  vicenda,  a nostro avviso in violazione della legge, relativa  alla
  nomina di un vice commissario al comune di Palermo.
   Siccome  abbiamo appreso dalla stampa che il vice commissario  non
  si  è  insediato, per non creare problemi, peraltro, all'eccellente
  prefetto,  la dottoressa Latella, sarebbe opportuno che il  Governo
  riferisse  su  questa materia. Mi fa piacere  che  sia  proprio  un
  magistrato in Aula: la dottoressa Chinnici.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ardizzone, come  da  lei  sollecitato,  la
  Presidenza si è adoperata e ha mosso gli opportuni passi presso  il
  Governo,  il  quale  ha  assicurato la sua presenza  in  Aula,  per
  rispondere a queste interrogazioni urgenti, in una data tra martedì
  e mercoledì.
   Il Presidente della Regione, poi se l'assessore Chinnici vuole

   CHINNICI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Confermo quanto detto dalla Presidenza.

   PRESIDENTE.  L'assessore Chinnici conferma quanto  pervenuto  alla
  Presidenza. Abbiamo avuto la risposta scritta da parte del Governo.
  D'accordo, onorevole Ardizzone?


   Presidenza del vicepresidente Formica


   Informativa del Governo regionale sugli orientamenti del Governo
  nazionale circa la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina

   PRESIDENTE.  Riprendiamo la trattazione del  II  punto  all'ordine
  del giorno. Ha facoltà di parlare l'assessore Pier Carmelo Russo.

   RUSSO PIER CARMELO, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
  Signor Presidente, signori deputati, giuro che è solo un caso  che,
  proprio  oggi, sul supplemento Sud de  Il Sole 24 Ore',  sia  stata
  pubblicata una mia intervista relativa, fra l'altro, alla questione
  del ponte sullo Stretto. Vi giuro che è del tutto casuale.
   L'intervista in questione inizia in questi termini:  Non condivido
  la posizione di chi fa battaglie ideologiche intorno al ponte sullo
  Stretto. Tengo a precisare che non sono mai stato un feticista  del
  ponte,  non mi hanno mai appassionato le posizioni ideologiche  sul
  progetto,  né  a favore né contro. Ero possibilista e lo  rimango .
  Potrei perfino chiudere qua.
   Devo  dire che la situazione è abbastanza complessa. Perché questa
  è  stata  la  posizione assunta? Perché, preparandomi, come  sempre
  faccio  quando devo confrontarmi con un consesso così  qualificato,
  ho  fatto  un minimo di rassegna stampa negli anni e, a  marzo  del
  2009, vi erano dichiarazioni di questo tipo:  Il Cipe ha deliberato
  uno  stanziamento  di 1,3 miliardi per il ponte  sullo  Stretto  di
  Messina. I lavori del ponte sono pronti a partire .
   I  giudizi  di  vari  esponenti di Governo, politici  e  così  via
  dicendo su questo intervento da 1 miliardo e 300 milioni del Cipe -
  ripeto,  siamo a marzo 2009 - erano i seguenti:  E' sfida storica ;
   Apertura cantieri: ormai non è più un sogno  .  Risposta  concreta
  del  Governo a effetto crisi , siamo nel 2009 e non nel 2012;   Con
  ponte  riparte  sogno per Sicilia moderna  e  Opera strategica  per
  Sud  e  per Europa . Addirittura dal Cipe:  Avvio al New  Deal  del
  Sud ,  Il ponte ripaga le speranze dei siciliani .  Ringrazio anche
  da siciliano .
   Ho  volutamente omesso, perché sono del tutto irrilevanti, i  nomi
  di  chi  ha  fatto queste dichiarazioni. Singolarmente,  a  gennaio
  2012, vengono fuori dichiarazioni di questo tipo.
   A  proposito dell'incontro - e introduco l'argomento odierno - tra
  il  Governatore Lombardo e il premier Monti, si è dichiarato:   Del
  ponte  non  ce  ne frega niente  .  Ci sono tali e  tante  priorità
  gravissime in Sicilia che il ponte sullo stretto non si  farà  mai
  E'  servito  solo  a  distribuire incarichi .  Sono  due  posizioni
  egualmente rispettabili

   CORDARO. Chi l'ha detta l'ultima cosa?

   RUSSO PIER CARMELO, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
  Sono posizioni egualmente rispettabili. Chi è fortemente pro; chi è
  fortemente  contro. Qualche momento di confusione a me lo  generano
  quando  è  la  stessa  persona  a  fare  quelle  dichiarazioni.  E,
  soprattutto,  affermazioni in cui si dice:   Sono  serviti  solo  a
  distribuire  incarichi  quando, poi, si è creata  tre  anni  prima,
  eventualmente,  la provvista per quegli incarichi. Direbbe,  forse,
  l'onorevole  avvocato Cordaro:  Desistenza volontaria o  pentimento
  operoso .  Ed ecco perché, a mio modo di vedere, è bene  conservare
  una  posizione  di equilibrata riflessione, non assumere  posizioni
  feticistiche  non  foss'altro per non correre il rischio,  tra  due
  anni, di dire cose inverse.
   Mi limiterò, come devo, a fare la cronaca dello stato dell'arte.
   Per  quanto  riguarda  l'assessorato che al momento  vede  la  mia
  presenza, la nostra competenza come assessorato alle infrastrutture
  è stata quella di coordinare la Conferenza di servizio per le opere
  prodromiche all'effettuazione del ponte, conferenze di servizio che
  si  sono  svolte  fra novembre e dicembre 2011 e  che  hanno  visto
  l'esame,  da  parte  dei dipartimenti della  Regione  Sicilia,  del
  progetto definitivo.
   Nel corso dell'incontro di circa quindici giorni fa occorso con il
  Presidente   del  Consiglio  dei  ministri  e  con  autorevolissimi
  esponenti  del Governo nazionale, si è rilevato che, contrariamente
  alle notizie diffusesi, non vi era stato alcun definanziamento  del
  ponte,  non  vi  era stata alcuna  rapina', come si era  detto,  ma
  semplicemente  vi  era stato un intervento assunto,  peraltro,  dal
  Cipe,  così  c'è stato riferito, del settembre 2011 - ante  Governo
  Monti  -  con  il  quale,  questa  è  relata  refero,  la  cosa  ha
  scarsissima  importanza,  a mio modo di vedere,  atteso  che,  come
  sempre,  preferisco concentrarmi sul topo piuttosto che sul  colore
  del gatto.
   Non  c'è  alcun  definanziamento, c'è semplicemente l'esigenza  di
  completare   l'istruttoria  susseguente  allo  studio  di   impatto
  ambientale  consegnato  dalla  società   Ponte  sullo  Stretto'  ed
  esitato  -  quando parlo di norma, sono in grado di  documentare  -
  esitato  lo  scorso 22 dicembre 2011, dalla Commissione tecnica  di
  verifica  VIA  e VAS (Valutazione impatto ambientale e  Valutazione
  ambientale  strategica) dove sono state richieste  integrazioni  al
  progetto  definitivo dell'attraversamento stabile dello Stretto  di
  Messina  e  dei  collegamenti stradali e  ferroviari  sui  versanti
  Calabria  e Sicilia, con una poderosa relazione di ben 47 facciate,
  dove  sono  stati  chiesti  elementi di  chiarimento  sul  progetto
  definitivo che esiste che verranno riscontrati.
   La  richiesta è del 22 dicembre 2011, è particolarmente  poderosa,
  riguarda, credo, 103 aspetti.
   Questo  è lo stato dell'arte: non c'è un definanziamento, non  c'è
  il  crollo.  E'  da considerarsi ancora un'opera rilevante.  Non  è
  possibile  certamente immaginare che a risorse così importanti  per
  la Regione siciliana, la stessa Regione non possa accedere.
   Dichiaro   ancora  in  questa  intervista:   Ho   visto   numerosi
  interventi  che  servono a migliorare la mobilità  del  Mezzogiorno
  continentale.  Se  in  Campania,  Puglia,  Calabria  e   Basilicata
  migliorano i collegamenti ne beneficerà anche la Sicilia. Ma non ho
  visto interventi a beneficio della nostra Isola .
    Quindi questo, nell'ambito della programmazione infrastrutturale,
  sarà  il  tema.  Il  ponte esiste a livello di progettazione,  deve
  accompagnarsi  a  un  importante intervento di  infrastrutturazione
  perché,  se mi permettete il paragone certo inappropriato  e  forse
  eccessivamente  libero,  la cassata è bella  perché  c'è  anche  il
  mandarino  su, ma solo il mandarino non fa la cassata ,  quindi  la
  metafora significa, tante opere infrastrutturali importanti, cui si
  aggiunge il ponte sullo Stretto.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor Presidente, francamente mi dispiace, Assessore,
  che sia lei a rappresentare il Governo.

   RUSSO PIER CARMELO, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
  Se vuole me ne vado.

   ARDIZZONE. No, avrei preferito la presenza del Governatore  ma  su
  questo punto mi rendo conto delle difficoltà del Governatore tant'è
  che  su  questo punto è scappato perché si è trovato in difficoltà.
  Perchè stiamo parlando di ponte sullo Stretto?
   Presidente già le chiedo qualche minuto in più, perché  parlerò  a
  norme del mio gruppo.
   Lei  oggi  ha  espresso le sue opinioni personali, avrebbe  dovuto
  riferire perché se mi dice che, ma non voglio polemizzare con  lei,
  sa  quanto la stimo, possiamo avere pure posizioni diversi  ma  sui
  fatti  concreti  poi ci siamo intesi; però, mi rendo  conto  che  a
  proposito di gatto, topo non ho capito questa caccia, il colore del
  gatto come doveva essere, prendere il topo. Ma qua mi sembra che la
  fine  del  topo la faranno i siciliani e gli italiani  che  saranno
  costretti a pagare una penale di 800 milioni di euro. Infatti,  non
  ci  sono  posizioni  a  favore  o  contro.  Se  lei  chiede  a  me,
  ideologicamente,   qual   è   la  mia   posizione   personale   io,
  ideologicamente, sono a favore del ponte.
   Ma  non è più in discussione questa materia, se lei mi dice; ma da
  messinese,  da  siciliano, se le fanno il ponte bene,  prendono  il
  ponte  e  lo  calano ad unire le due sponde, come non  si  può  non
  essere  a favore in considerazione che mette in moto tanto sviluppo
  e tanto denaro?
   La  sua  informativa è stata incompleta. Lei ci dice che il  ponte
  non  è stato definanziato e sospeso, questa é la dichiarazione  che
  aveva  fatto  il presidente Lombardo. Lei si è documentato  con  la
  rassegna  stampa,  sperò non solo, perché a proposito  di  rassegna
  stampa gliela darò io.
   Partiamo  allora  dal 2007, presidente Cuffaro,  presidente  della
  provincia  di  Catania ed europarlamentare Lombardo,  ministro  dei
  lavori pubblici l'onorevole Di Pietro.
   La  questione  é  sempre la stessa. Chi pagherà la  penale  se  il
  progetto  non sarà definitivo, se non sarà conforme?  Se  il  ponte
  sullo stretto non si realizzerà? Il punto è stato sempre lo stesso.
   Che cosa mi sarei aspettato? Qual è lo stato dell'arte e alla luce
  - quello che manca nella sua informativa è questo - della decisione
  della  Commissione dell'Unione Europea del mese di ottobre,  quando
  il  ponte  non viene più ritenuto  opera prioritaria' per  l'Unione
  Europea  e viene ritenuto prioritario, giustamente, il collegamento
  Berlino-Helsinki-Palermo,   attraverso    il    nodo    ferroviario
  potenziando le ferrovie da Napoli a Reggio Calabria e da Messina  a
  Palermo  attraverso  Catania, in questo corridoio  salta  il  Ponte
  sullo Stretto.
   E non lo dico io  Lo dice Kallas, che è il Commissario dell'Unione
  Europea  per  i  trasporti  -  le darò  copia  delle  dichiarazioni
  rilasciate da Kallas - dice che è un problema tutto italiano.
   E  in quel momento, quando era Ministro Raffaele Fitto, si è visto
  il potenziamento della rete ferroviaria che da Napoli porta a Bari.
  Però,  in  quel momento il Governatore non si ribella,  nessuno  si
  ribella,  e noi arriviamo a Palermo attraverso Catania. Poi  arriva
  questo  definanziamento, perché il definanziamento  c'è;  se  prima
  c'erano  un miliardo e 300 milioni e adesso non ci sono  più,  sarà
  stato  il  Governo Berlusconi, sarà stato il Governo  Monti,  e  lo
  stesso   Matteoli   ebbe  a  dire:   Non  è  un   problema   perché
  interverranno  i  privati.  Il  Ponte  lo  faremo:  possono  essere
  d'accordo o fuori .
   Per  me,  anche  questa non era una dichiarazione da  prendere  in
  considerazione.  Si  voleva salvare idealmente, ideologicamente  il
  Ponte.
   Il  Governo  regionale si vuole rendere complice?  Assessore,  lei
  dice  che il progetto definitivo non è ancora approvato, allora  si
  vuole  ancora rendere complice del pagamento della penale in favore
  di  Impregilo? Dalla sua informativa mi sarei aspettato che lei  mi
  dicesse quanto fino adesso si è speso.
   Glielo dico io: si è speso poco meno (che sono tantissimi) di  300
  milioni  di euro, dal 1981 al 2009 in favore della Società  Stretto
  di  Messina';  173  milioni per la ricerca, studi  di  fattibilità,
  progettazione di massima e preliminari. Previsti e spesi altri  110
  milioni per il progetto definitivo. Il progetto definitivo -  anche
  per sua stessa ammissione - è carente, non è completo.
   Possiamo pure parlare attraverso gli articoli di stampa, e  allora
  le  darò  la  nota  del dottore Ciucci, del 2005,  inviata  non  al
  sottoscritto, e probabilmente neanche al Governo regionale, ma alla
  rappresentante dei Verdi, dove spiega che non si rischia ancora  il
  pagamento  della pensale, perché prima ci sono tutte una  serie  di
  fasi. E le ricordo io le fasi, proprio perché questa è l'Aula  dove
  vengono  verbalizzati  gli  atti, vengono  verbalizzate  le  nostre
  dichiarazioni rispetto a tutte le dichiarazioni e le interviste che
  si  possono fare. E mi riferisco soprattutto alle dichiarazioni del
  Presidente della Regione e non certamente sue.
   Se  il  CIPE - e su questo io chiedo l'impegno del Governo  -  non
  blocca il progetto che è carente, noi pagheremmo 66 milioni di euro
  di  fondi pubblici, come previsto dal contratto fra la  Stretto  di
  Messina'  e   General  Contractor'. Se si va avanti  e  si  approva
  questo progetto, per degli elaborati che sono estremamente carenti,
  si   evita   di   innescare  un  meccanismo  di  non  ritorno   che
  obbligherebbe lo Stato a pagare ulteriormente altri 56  milioni  di
  euro  per il progetto esecutivo che ancora non c'è, e pagare penali
  fino  al  10  per  cento del valore del complesso degli  interventi
  previsti.  Perché le ricordo, in quanto membro di  questo  Governo,
  che  la gara iniziale era di 4 miliardi e 400 milioni di euro,  con
  un  ribasso  di 500 milioni di euro, aggiudicata da Impregilo,  noi
  arriviamo a 8 miliardi e mezzo.
   Lei mi parla della sua intervista, lei è persona autorevole perché
  rappresenta   questo   Governo,  ma   io   le   posso   dire   pure
  dell'intervista fatta al dottor Aurelio Misili, che è  stato  colui
  che  ha  espresso parere contrario o favorevole ad  un  ordine  del
  giorno che poi bloccava il finanziamento al ponte sullo Stretto, il
  quale  ha  detto:  Il problema sono state le opere  compensative  a
  Villa  San Giovanni ed a Messina . Insomma, dobbiamo trovare sempre
  una  scusa  su  tutto  quello che è successo e  far  pagare  sempre
  l'ultimo.
   Allora, quello che voglio dire è che il Governo Lombardo si assuma
  la  responsabilità  di  dire basta; basta con  questo  rimpallo  di
  responsabilità perché il ponte non si farà, non si farà perché  non
  è finanziato. E, visto che non è finanziato, non rendetevi complici
  del  pagamento di penali per 800 milioni, perché io non vorrei -  e
  le  darò  pure  su  questo copia di un articolo - che  Impregilo  è
  l'unica ad essere garantita dicendo  io sono in calo, le mie azioni
  sono in calo, ma comunque sono garantita perché ho un contratto con
  il  ponte  sullo Stretto  e più si va avanti con una  progettazione
  che  è  carente più noi, classe dirigente, ci rendiamo responsabili
  del pagamento di una penale.
   Mi  dica  se  questa non è complicità, consapevole o inconsapevole
  questo  non lo so, e su questo avrebbe dovuto riferire il  Governo.
  Cosa che non ha fatto perché, di sicuro, il Presidente Lombardo non
  ha  voluto  fare,  perché è sempre pronto a  prendere  le  distanze
  quando  si pagano le penali ed ha voluto dare questa responsabilità
  a lei, assessore Russo.
   Allora, che il Governo sia confacente e si adoperi presso il  CIPE
  perché  il  progetto venga definitivamente accantonato e che  tutti
  coloro  che  si  sono resi responsabili di questa truffa  ai  danni
  della  Sicilia  e degli italiani chiedano scusa, ma soprattutto  si
  individuino  le responsabilità, perché da 300 milioni di  euro  che
  già  abbiamo sborsato pagheremo altri 800 milioni di euro per avere
  un nulla, cioè quello che fino ad adesso noi abbiamo.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.   Signor   Presidente,  signor   Assessore,   onorevoli
  colleghi,  francamente rimango sorpreso nel  vedere  come  un'opera
  così  importante possa rimanere impigliata - mi consenta -  in  una
  polemica  strapaesana. Voglio ricordare a me stesso, prima  che  ai
  colleghi,  che la Sicilia e l'Italia stanno rincorrendo  da  alcuni
  mesi il profilo di un Paese serio, operazione molto difficile.
   Noi  siamo  stati apprezzati negli ultimi mesi come un Paese  poco
  serio  e  i mercati ci hanno fortemente penalizzato, fino  a  farci
  sfiorare  di  un  pelo  soltanto l'assoluto fallimento  e  disastro
  economico finanziario.
   Ora,  mi  chiedo  con quale serietà e con quale  autorevolezza  ci
  possiamo  presentare all'opinione pubblica regionale,  nazionale  e
  internazionale,  definanziando o ammettendo il  definanziamento  di
  un'opera strategica come quella del ponte sullo Stretto.
   Noi  dovremmo  essere, al contrario, sufficientemente  rassicurati
  dalla relazione dell'Assessore che, se non ho capito male, apre uno
  spiraglio in positivo sulla realizzazione di quest'opera, perché se
  così  non  fosse,  se  anziché realizzare il  ponte  sullo  Stretto
  dovessimo  pagare  una  penale di 800  milioni  di  euro,  andremmo
  incontro  non  solo ad un disastro finanziario,  economico,  ma  un
  disastro di credibilità di caratura internazionale.
   Il  ponte  sullo Stretto è stato per molti anni una grande  favola
  italiana, anzi una cantafavola. Ricordo a me stesso, prima  che  ai
  colleghi,  che una delle cause del disastro politico alle  elezioni
  del   2001  fu  determinato  proprio  da  una  presa  di  posizione
  ideologica  del  centro  sinistra contro il  ponte  sullo  Stretto.
  Alcuni dissero che il risultato elettorale era stato determinato in
  Sicilia  da una posizione che noi avevamo preso, e che l'elettorato
  penalizzò.
   A  distanza  di  11 anni, siamo al punto di partenza,  siamo  alla
  solita cantafavola.
   Chi  ne  parla  era  tra  quelli che riteneva  che  prima  che  si
  realizzasse  il  ponte sullo Stretto ci fossero altre  priorità  in
  Sicilia: la Siracusa-Ragusa-Gela, la 514, la Palermo-Agrigento,  il
  rafforzamento della linea ferroviaria. Devo dire che non è nato  il
  ponte  sullo Stretto né nessuna di queste opere ha ancora visto  la
  luce, nessuna di queste opere è diventata da progetto cantiere.
   L'unica  opera  realizzata, pronta per essere  inaugurata,  signor
  Presidente,  è  l'aeroporto di Comiso, completato  da  anni  e  non
  ancora aperto.
   Sviluppo  Italia, salva Italia, Creditalia, io ho un concetto  ben
  preciso  su segnali da dare all'Italia e al Mezzogiorno di  Italia.
  Ma  perché, insieme all'inseguimento di queste opere importanti,  a
  quelle  che  sono  state delle cantafavole,  delle  scorribande  di
  carattere  elettoralistico, non proviamo ad aprire  l'aeroporto  di
  Comiso?  Non  ce  ne  sono  tanti  pronti  da  inaugurare  e   devo
  riconoscere  che  c'è  stata un'attività interessante,  decisa,  da
  parte del Governo, da parte dell'assessore Russo.
   Quindi,  di  accantonare l'opera adesso che si  sono  spese  delle
  risorse, a mio parere non se ne deve parlare. Bisogna procedere  in
  modo  serio, nella consapevolezza che tutto questo che è ancora  un
  progetto diventerà cantiere fra qualche anno, diventerà un'opera  e
  un  servizio  fra qualche decennio. Ma disarmare in questo  momento
  sarebbe un errore imperdonabile.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'ascoltare la
  relazione  dell'assessore Russo, mi rendo conto  che  ci  sono  due
  verità  o  forse  due  bugie, e questo lo apprendo  dalla  rassegna
  stampa  o  da  una  agenzia Ansa. Lo ascolto con le  mie  orecchie,
  ascolto  qui  in Aula che non c'è nessun definanziamento,  lo  dice
  l'assessore  Russo.  Ho  ascoltato  il  Presidente  della   Regione
  siciliana,  onorevole  Raffaele Lombardo, all'uscita  dell'incontro
  con  il Presidente Monti, che gli ha riferito che il ponte è  stato
  definanziato dal precedente Governo.
   Questo è quello che ho sentito io e che hanno sentito gli italiani
  e  i  siciliani,  ma  ho anche ascoltato, in  quella  fase,  alcune
  dichiarazioni  che ha reso il Ministro Clini, che  testualmente  ha
  detto  il ponte non rientra più tra le priorità . Poi vi sono altre
  agenzie  di  stampa  che  sono  state  rilanciate  e  che  facevano
  riferimento   ad  alcune  rivelazioni  del  CIPE,  di   un   organo
  amministrativo, che diceva che in questo momento quelle  somme  non
  sono  più  disponibili, vi è un iter che diventa  iter  governativo
  attraverso due strumenti, l'ultima è la legge di stabilità, con  la
  quale  si  rifinanziano  due miliardi e ottocento  milioni  per  il
  Mezzogiorno,  a  fronte  di un precedente definanziamento  di  nove
  miliardi.  In  quella occasione si rinvia, per la destinazione,  al
  Ministero delle Infrastrutture, allora retto dal Ministro  Matteoli
  e  quest'ultimo,  rivolgendosi al proprio collega, allora  ministro
  dell'Economia Tremonti, ribadisce che l'opera è tra le priorità.
   Signor   assessore,  dobbiamo  renderci  conto  di  ciò  che   sta
  accadendo,  di  ciò  che stiamo facendo e di ciò  che  accadrà  sul
  territorio, da qui ai prossimi dieci, venti anni.
   E'  vero, noi in questi anni abbiamo visto quest'opera prima  come
  una  chimera, poi un sogno, qualcuno come una iattura;  c'è  sempre
  chi, al servizio di qualcuno, gioca a guastare, gioca a rompere, ce
  ne rendiamo conto e rispettiamo tutte le posizioni. Però un fatto è
  certo, signor Assessore, noi abbiamo visto una grande comunità come
  quella calabrese, una grande comunità quella messinese, subordinare
  il  proprio  modello  di  sviluppo alla nascita  di  questa  grande
  infrastruttura.  Il ministro Matteoli ha detto in un'occasione  che
  il  ponte  si  farà  con finanziamenti privati,  ma  certamente  si
  riferiva a quella parte che andrà in gara, e che rappresenta i  due
  terzi dell'opera, perché un terzo, come è noto, e come nasce da una
  precisa  legge  di circa trenta anni fa, è a carico  del  pubblico.
  Che succede? Chi deve dare una posizione chiara al territorio?
   Chi  deve,  in  forza  ed  in  virtù della  partecipazione  attiva
  all'interno dello stretto di Messina?
   Voi  sapete che quella società è composta da elementi precisi,  da
  soggetti istituzionali precisi, e tra questi non vi è né il sindaco
  di  Messina, né il sindaco di Villa San Giovanni, né il sindaco  di
  Reggio Calabria, ma il Presidente della Regione o un suo delegato.
   È  in  quella  sede che dobbiamo far valere le nostre  ragioni,  e
  dobbiamo  sapere qual è la posizione del Governo,  perché  qui  non
  emerge. Signor assessore, lei non può dirci che non è innamorato né
  disinnamorato  del  ponte, questo ce lo può dire  in  un  colloquio
  privato,  parlando al bar, conversando personalmente con me  o  con
  chicchessia, ma la posizione ufficiale del Governo, per  bocca  del
  presidente  Lombardo,  che  quella  che  è  stata  sbandierata,   è
  favorevole. E io ho anche assistito a delle assemblee, a dei cortei
  capeggiati dal presidente Lombardo nella mia città.
   Oggi  lei  assume una posizione che io prendo per  buona.,  è  una
  posizione  sua  personale,  non  è  quella  del  Governo,   che   è
  favorevole.  Qui siamo per un dibattito che porti ad un  risultato,
  che  ci consegni un risultato, che ci dia un'idea del percorso  che
  il  Governo  regionale  intende  seguire,  quale  componente  della
  società  Stretto  di Messina che, ricordiamolo, è l'unica  che  può
  recedere dal proposito.
   Se  dovesse  capitare che non si va avanti nella procedura  -  noi
  sappiamo,  e  il codice civile ce lo insegna - pagheremmo  tante  e
  tali penali da poter forse costruire metà ponte. Deve essere quella
  società, della quale fanno parte il Governo regionale della Sicilia
  e  della Calabria, a dirci come vuole regolarsi. Non si può  andare
  avanti  con  annunci  di stampa, non si può mortificare  un  intero
  territorio che resta al palo.
   A Messina, ma so che anche a Villa San Giovanni, siamo in una fase
  di  revisione  del  piano  regolatore  generale,  e  come  dobbiamo
  comportarci  con  le  linee guida? A che  Santo  dobbiamo  votarci?
  Dobbiamo  sottostare  agli umori di questo  o  quel  Governo?  Alle
  posizioni  annunciate di questo o quel governatore? Alle  posizioni
  dette  e  poi smentite da questo o quel Presidente? Alle  posizioni
  del CIPE, annunciate e non ancora pubblicate? Questo è il ruolo che
  deve  esercitare chi questo ruolo ha avuto assegnato da  una  legge
  precisa, e cioè il Governatore della Sicilia.
   Noi  dobbiamo saperlo, e dobbiamo saperlo subito perché  il  danno
  non  è soltanto nei numeri, negli euro che dovremo o no versare nel
  caso in cui non si dovesse andare avanti, il danno è nel modello di
  sviluppo,  il  danno  consiste  nel  fatto  che  noi  non   potremo
  consegnare ai giovani una speranza, ma al contrario, in questo modo
  li    obbligheremo    a    restare   al    palo,    ad    affidarsi
  all'improvvisazione, a non sapere qual è la sorte del territorio, a
  non capire da che parte sta la ragione.
   Assessore,  dica  al  Governatore di essere  Lui  responsabile  in
  questa  fase e di questa procedura, se ne faccia carico,  non  farà
  nulla  di meno e nulla di più del proprio dovere nei confronti  del
  popolo siciliano.

   ROMANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ROMANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  sembra  di
  assistere,  ad un teatro visto e rivisto, trent'anni di  dibattiti,
  di  confronti, di discussioni, di convegni, di tavole  rotonde,  di
  manifestazioni, di sfilate, e siamo sempre punto e  daccapo,  è  un
  cane  che  si morde la coda, su questo tema torniamo un passino  in
  avanti e si fanno cento passi indietro.
   Assessore, mi dispiace dirlo, ma anch'io sono rimasto deluso dalla
  sua  relazione e voglio ricordare alcuni passi politici. Quest'Aula
  non  è  una conferenza di servizio, dove dobbiamo approvare  più  o
  meno un progetto, sciorinare dati, numeri o quanto altro, assessore
  Russo, siamo una sede politica, dobbiamo dare dignità a questa Aula
  e dare alcune linee guida.
   Ricordo  all'Aula che almeno due governi nazionali hanno vinto  le
  elezioni  con almeno nei primi cinque punti il ponte sullo  stretto
  di   Messina;  le  ultime  amministrazioni,  tranne  un  brevissimo
  periodo,  compresa questa che governa comune e provincia, ha  vinto
  le elezioni con questo tema.
   Il  Governo  Lombardo, eletto nel 2008, aveva tra i  primi  cinque
  punti il ponte sullo stretto di Messina.
   Partiamo   da   questo  dato  -  giustifico,  capisco   ribaltoni,
  movimenti, cambiamenti o cambi di maggioranza per qualunque motivo,
  ma  il  programma resta quello, gli uomini che rappresentano questo
  Governo  debbono in qualche modo interpretare questo.  Allora,  non
  sono  opinioni  personali, assessore. Chiedo di capire  qual  è  la
  linea  di  Governo  su  questo. Chiedo di capire  se  siamo  ancora
  interessati.  Chiedo di capire se questo Governo è  interessato  al
  corridoio  uno Berlino, all'alta velocità. Chiedo di capire  perché
  siamo   seduti  nella  società  Ponte  sullo  stretto.  Chiedo   di
  intervenire  sul  CIPE, e non mi appassiona  molto  il  tema  delle
  penali, anche se capisco che è un problema che abbiamo, ma prima di
  parlare  delle  penali  dobbiamo affrontare assieme  un  intervento
  serio  - e lo dico alla presidenza dell'Assemblea - perché il  CIPE
  possa  rimettere quel rapporto, non toglierlo o chiarire perché  lo
  ha  spostato.  Su  questo ho letto anch'io tante  cose,  ed  ho  la
  sensazione  che, visto che il progetto esecutivo non era esecutivo,
  ha spostato le somme su altri interventi cantierabili, lasciando la
  voce   in   piedi.   Immagino  che  sia  più  o  meno   questa   la
  giustificazione, ma non è possibile cancellare questa opera.
   Io sono tra quelli che non sono ideologicamente innamorato, perché
  non  credo  all'ideologia di un Ponte, io penso ad  un  modello  di
  sviluppo della nostra Terra, che passi anche attraverso il Ponte. È
  una   cosa   molto  diversa   Non  mi  appassiona  l'ideologia   di
  un'autostrada,  di un aeroporto o di un ponte, mi appassiona  molto
  di  più un modello di sviluppo della nostra terra che deve superare
  il  gap infrastrutturale lontano 60 anni dal Nord Europa, dall'alta
  velocità.
   Credo  che,  al di là di un piagnisteo messinese, il  Governo,  su
  questo  tema,  deve  fare  chiarezza, perché  se  no  in  città  ci
  organizzeremo per fare le barricate.
   Noi  non possiamo immaginare di avere lavorato 40 anni per niente,
  signor Assessore.
   Abbiamo  impegnato  risorse, abbiamo pensato di costruire  un'area
  integrata dello Stretto, una grande area metropolitana che  partiva
  da  Gioia  Tauro e finiva al Porto di Milazzo, che è nato  come  un
  grande  modello di sviluppo dove dentro c'era pure il  Ponte,  e  i
  finanziamenti  che stanno arrivando in questi mesi  al  sistema  di
  portualità della Sicilia e della Calabria funziona se c'è il Ponte.
  E  dico  ancora  che  gli effetti immediati  di  queste  scellerate
  decisioni - così come le ho definite - sono quelle che 85  famiglie
  sono in mezzo alla strada, e mi auguro che ci ascoltino, perché  il
  sistema  nazionale ferroviario, giustamente, sta  smontando  perché
  non ha più interesse, perché la Sicilia e la Calabria resteranno un
  sistema di territori dove il sistema ferroviario può funzionare  da
  Messina a Milazzo o da Palermo a Cefalù, perché l'alta velocità non
  c'è,  e il sistema ferroviario non funziona. Le ferrovie non  hanno
  nessun motivo di investire, e non abbiamo bisogno di Zamberletti  e
  di  Misiti  per  farci spiegare queste cose, perché  Zamberletti  e
  Misiti nell'intervista citata poco fa, ieri dicevano: ma che  senso
  ha tutto questo
   Allora   ripartiamo  a  dire  cose  serie  in  quest'Aula,  tutti
  Assumiamoci  impegni e responsabilità. Ieri, l'onorevole  Cracolici
  parlava  della  stagione  della responsabilità,  che  è  una  nuova
  stagione. Smettiamo di giocare, se vogliamo dire sì, diciamo sì, se
  vogliamo  dire no, diciamo no, ma chiudiamo questa barzelletta  che
  prende in giro mezzo milione di abitanti, ma io dico che prende  in
  giro  8  milioni di abitanti, quelli della Sicilia e  quelli  della
  Calabria.
   Signor Presidente, credo che abbiamo questa grande responsabilità,
  e  credo  che  la  Regione debba fare e domandare chiarezza,  dirci
  quali  iniziative intenda intraprendere. Signor assessore, nel  mio
  intervento  non volevo parlare di quattro articoletti  di  giornale
  più o meno disordinati, ma volevo chiederle l'impegno del Governo a
  cofinanziare  quei  famosi  2 miliardi di  euro  impegnati  per  il
  completamento della progettazione e le opere iniziali del Ponte con
  i fondi FAS, ed è possibile farlo per le opere compensative.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  ho  le
  certezze  che hanno espresso alcuni colleghi sulla indispensabilità
  del  Ponte  sullo  Stretto ai fini dello sviluppo della  Sicilia  e
  della Calabria.
   Penso  che  la  discussione,  ovviamente,  non  deve  partire   da
  pregiudizi,  ma  considero anche questo una  sorta  di  conformismo
  rispetto  a teorie che hanno un semplice difetto, che non sono  nel
  corso di decenni.
   Una  classe dirigente, parlo della Sicilia e non solo di  Messina,
  dovrebbe  interrogarsi  sul  fatto che attorno  a  questa  ipotesi,
  praticamente, si discute da oltre 40 anni, naturalmente,  tralascio
  cose che tutti quanti sappiamo.
   L'onorevole Ardizzone suggeriva all'assessore di riandare al 2007,
  se  dovessimo,  qui,  affrontare questo tema  si  dovrebbe  andare,
  probabilmente, molto più indietro nel tempo.
   Resta  il  fatto  che, attorno a questa ipotesi,   la  Sicilia  ha
  rinunciato a progettare per se stessa ed a discutere con il Governo
  nazionale  un  sistema di trasporti e di collegamenti che  fossero,
  effettivamente,  all'altezza dei bisogni della Sicilia,  delle  sue
  necessità di sviluppo ed ha sacrificato  o, comunque, ha subito  un
  arretramento,  dal  punto  di vista delle  infrastrutture,  che  ha
  precipitato   la   Sicilia  in  una  condizione   al   limite   del
  sottosviluppo.
   Considero  un  fatto di subalternità, e non di grande intelligenza
  politica,  continuare  a  pensare il tema  delle  infrastrutture  e
  dell'insularità   risolvibile  attraverso   un'infrastruttura   che
  continua a destare perplessità sul terreno della fattibilità  anche
  tecnica,  che  non  è  cosa  da  poco,  che  continua  a  suscitare
  fortissime perplessità sul terreno dell'impatto ambientale  in  una
  zona  fortemente  antropizzata  e  peculiare  dal  punto  di  vista
  ambientale e paesaggistico.
   Penso,  e  voglio  dirlo all'assessore affinché  lo  riferisca  al
  Presidente  della  Regione, che forse sarebbe il caso  di  prendere
  atto che siamo in presenza di una discussione che sposta sempre  in
  avanti  il tema delle infrastrutture in Sicilia e sposta in  avanti
  la  possibilità  di  affrontare, sulla base  delle  esigenze  della
  Sicilia,  il  tema della viabilità, il tema di una rete ferroviaria
  degna  di  una  grande  Regione  del  Mezzogiorno,  il  tema  della
  portualità,  che  in  un'isola dovrebbe  essere  uno  straordinario
  traino  di  sviluppo  economico ed,  invece,  siamo  in  condizioni
  pietose  ed il tema della stessa aeroportualità, oltre a quello che
  si  chiama  l'intermodalità che dovrebbe consentire di rendere  più
  efficace il sistema dei trasporti e di collegamento.
   Anche  perché  noi  dobbiamo  uscire da  questa  ipocrisia  e  non
  prendere  atto  del  fatto  che  l'Unione  europea,  assessore,  ha
  stabilito  che, oggi, non è più un'opera prioritaria  per  l'Unione
  europea, in rapporto alla questione dei  corridoi', perché forse  i
  colleghi  si vogliono ancora illudere o farne argomento di polemica
  politica, ma secondo me ci facciamo del male; ci facciamo del male
   Dobbiamo prendere atto che l'idea costruita dal Governo nazionale,
  in  rapporto  con l'Unione europea, di considerare strategica,  dal
  punto  di  vista europeo, questa grande opera pubblica, non  esiste
  più
   Immagino, quindi, che anche l'orientamento del Cipe ha preso  atto
  di  questa  novità e, quindi,  se continuano a permanere  tutte  le
  obiezioni,   le   difficoltà,   le  complicazioni   rispetto   alla
  realizzazione  di  questa opera, allora si chiuda  questa  partita;
  facciamo in modo che il tema del sistema infrastrutturale siciliano
  sia posto in termini diversi e non sia fatto discendere da un'opera
  che,  probabilmente,  continuerà a non farsi  e  si  continuerà  un
  dibattito  che indurrà la classe dirigente siciliana  e  l'opinione
  pubblica siciliana a non cimentarsi con i problemi veri che,  oggi,
  si  pongono in Sicilia dal punto di vista delle infrastrutture e di
  un  corretto  rapporto  anche con lo Stato  e  con  le  sue  grandi
  aziende, a partire dalle Ferrovie.
   Chiedo, quindi, al Governo di ripensare anche con un confronto con
  lo   Stato  sulla  base  delle  nostre  esigenze  infrastrutturali,
  prescindendo  da  un'opera  che, ormai è dimostrato,  continuerà  a
  stare   sopra  di  noi  senza  offrirci  mai,  effettivamente,   la
  possibilità di risolvere i problemi infrastrutturali della Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci.  Ne  ha
  facoltà.

   BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Russo,
  permettetemi  di fare una considerazione di base, purtroppo,  molto
  amara:  una  vicenda come questa, purtroppo, non poteva non  essere
  che  tutta  quanta siciliana, credo che in nessuna altra parte  del
  mondo potrebbe accadere quanto sta continuando ad accadere da noi.
   Finalmente dopo decenni di questioni, di discussioni, un  Governo,
  facendo  bene,  facendo  male, determina un  sì  al  Ponte  e,  nel
  concreto,  avviene che, fino ad ora, si sono spesi un  bel  po'  di
  soldini  senza  concludere niente perché si sta  soltanto  parlando
  ancora  di  fatti  preliminari, di livelli  di  programmazione,  di
  livelli  di  progettazione,  si  sta parlando,  esclusivamente,  di
  rischi  di  penali  -  si è parlato di 800 milioni  di  rischio  di
  penale, cioè oltre il 50 per cento dello stanziamento che Monti ha,
  tra  virgolette,  congelato  - e, quindi, mentre da  una  parte  si
  dovrebbe  lavorare per cercare di avere una via comune per  evitare
  tutto  questo, qui siamo, caro amico assessore Russo, di  fronte  a
  che cosa?
   L'assessore,  in una intervista, ha detto che lui è  attendista  e
  non è legato idealmente né al pro né al contro, però la Regione  è,
  insieme all'Anas e alla Regione Calabria ed allo Stato, il soggetto
  fondante  di  tutta questa questione e non può avere una  posizione
  tra  virgolette  neutra  o da  bar , deve avere una posizione netta
  e chiara: o  sono  o  non sono
   Ha  fatto bene il collega, onorevole Romano, quando ha chiesto  al
  Governo che posizione intendesse assumere, se vuole portare  avanti
  il  progetto  o  no; se vuole, eventualmente, fare,  come  sostiene
  l'onorevole  Romano, una valutazione sui fondi Fas da assegnare  ad
  opere complementari o compensative.
   Il  fatto che il Governo riferisce che il Governo Monti ha pensato
  di  congelare 1 miliardo e 600 milioni, considerato che il progetto
  per  il Ponte non è pronto, e spenderli per altre strutture,   pone
  una serie di riflessioni.
   Pone la stessa questione per la quale ieri abbiamo polemizzato con
  il  Governatore  Lombardo  che riferiva  entusiasta  e  con  grande
  enfasi  che  erano stati avviati i tavoli tecnici per  risolvere  i
  problemi   sollevati   dal    movimento   dei   forconi   e   degli
  autotrasportatori .
   Quindi, se noi congeliamo, perché si deve vedere come spendere, in
  sostanza  non  si  sta   spendendo un bel nulla;  al  di  là  delle
  iniziative  che  si vorrebbero portare avanti, secondo  l'assessore
  Russo, riguardanti la Messina-Palermo o la Agrigento-Palermo, credo
  che  bisogna  porsi  un  interrogativo a monte  poiché  il   famoso
  corridoio Palermo-Berlino o il famoso corridoio Palermo-Helsinki ha
  un senso con il Ponte o senza il Ponte?
   La  risposta  è  evidente, non si può pensare  ad  avere  corridoi
  ferroviari senza il Ponte.
   Nel momento in cui il Ponte non viene costruito e, quindi, non  si
  realizza  la più grande arteria di carattere europeo che  interessa
  le   infrastrutture  del  Mezzogiorno  della  Sicilia,  qual  è  la
  conseguenza che oggi vive la Sicilia?
   Vive  l'arretratezza nel settore del trasporto,  arretratezza  con
  conseguenze   incredibili  sul  piano  della   commercializzazione,
  pensiamo  a  quello  che sta accadendo adesso  sul  problema  degli
  autotrasportatori e dei forconi, con l'aggravio  di  costo  per  il
  ritardo  che deve subire il nostro prodotto che dalla Sicilia  deve
  arrivare nel nord Italia ed in Europa ed il tutto costellato da  un
  non  piccolo particolare, onorevole Lenza: la società dei traghetti
  perde,  mediamente,  circa 200 milioni l'anno  Che cosa volete  che
  siano  altri  200 milioni che si perdono insieme ai  soldi  che  si
  perderanno per le penali.
   Tutto questo non è consentito, perché continuare a farci del male?
   Ieri,  polemizzando,  abbiamo detto che  Il Fatto  Quotidiano   ha
  richiamato l'attenzione di tutti i parlamentari siciliani perché si
  rischiano  di  perdere  o si sono perduti  220  milioni;  oggi,  la
  rassegna  stampa  è  tutta piena di questa  notizia:  dal  ministro
  Fabrizio Barca a scendere non si parla che di questa notizia  e  di
  questo  rischio che diventa ogni giorno più concreto, un disimpegno
  automatico al contrario di somme che continuiamo a perdere.
      Potrei fare come l'onorevole Digiacomo che sostiene di iniziare
  dall'aeroporto  di  Comiso,  ma mi chiedo  che  senso  abbia  tutto
  questo,  senza che la dorsale est, quella che dal porto di Augusta,
  che dovrebbe essere complessiva del nostro trasporto, sia collegata
  a Catania e a Messina.
   Piuttosto  che fare giochini, una volta tanto cerchiamo di  essere
  seri,  si assuma una posizione unica e definitiva, non è consentito
  rimettersi ai giochini che hanno congelato, mentre nel frattempo il
  ministro  dell'ambiente, Clini, blocca il via perché ha  dichiarato
  che  il  Ponte non è prioritario, senza che ci siano compensazioni,
  senza  capire  cosa vuole la Regione, senza capire  che  si  stanno
  perdendo  soldi ogni minuto, oltre circa 300 milioni  che  si  sono
  spesi.
   Non  è  consentito  perché  poi è legittima  la  protesta,  poi  è
  legittima  l'antipolitica, poi è legittimo che vengano i forconi  e
  che  si infilzino fisicamente. Non è possibile continuare ad essere
  così possibilisti ed incapaci di una decisione unica e coerente con
  l'interesse complessivo del nostro territorio.
   Sotto  questo  profilo,  vorrei dire  all'assessore  Russo  ed  al
  Governo di battere un colpo, non voglio polemizzare con i volantini
  che  il  Movimento  per  l'autonomia  ha  distribuito  ponendo   la
  battaglia del Ponte sullo Stretto come quasi la madre di  tutte  le
  battaglie  da  svolgere  nei  confronti  dell'autonomia   e   della
  battaglia  che si intendeva fare. Non mi interessa questo  tipo  di
  polemica.
   E' possibile che anche su questo non si abbia la capacità di avere
  un'unica  voce,  un'unica  posizione  nei  confronti  del   Governo
  nazionale  e  di  superare tutte le impasse che  stanno  provocando
  perdita   di  soldi,  arretratezza  e  proteste  proprio  di   chi,
  attraverso  quel Ponte, vedrebbe risolte molte delle questioni  che
  sta ponendo.
   Mi  riferisco agli autotrasportatori ed agli agricoltori,  vittime
  di  chi ancora vuole continuare non a fare il ponte, ma a non farlo
  fare perché qualcuno ha interesse ad intascare milioni e milioni di
  euro  per  progetti  che non vanno avanti  e  per  penali  che  nel
  frattempo scorrono.
   Mi  auguro che il Governo batta un colpo in termini di coerenza  e
  serietà  e di legare il tutto a quel progetto europeo che è l'unico
  che dovremmo avere a cuore.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza Nicola. Ne ha
  facoltà.

   LEANZA Nicola. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi riferisco
  all'ultimo   intervento   che  condivido  in   larghissima   parte,
  dell'onorevole Bufardeci: il Ponte sullo Stretto è una  priorità  e
  le priorità si scrivono quando si fanno i programmi di Governo.
   Il Presidente Lombardo lo ha messo tra i primi punti del programma
  di  Governo condivisi da tutti coloro che in qualche modo lo  hanno
  votato.  E' una priorità vera, non è una scelta ideologica,  è  una
  priorità perché,  come dicevano correttamente alcuni colleghi  poco
  fa,   se  si  vuole   realizzare il corridoio 1 il  Ponte  ci  deve
  essere, non è pensabile fare l'alta velocità, poi arrivato a Reggio
  Calabria  il  famoso treno vola; non può volare   O  si  fa  l'Alta
  velocità fino a Palermo o qualcuno ancora una volta ha detto  delle
  bugie  o  qualcuno  sta facendo delle finzioni.  Ancora  una  volta
  siamo al gioco delle finzioni.
   Allora  senza il Ponte non si può fare l'Alta velocità e se l'Alta
  velocità si è fatta per 50 chilometri nelle Alpi, per 70 chilometri
  nel  Valico, ancora una volta la Sicilia è staccata rispetto ad una
  delle  più  grandi opere che si deve e si possono fare:   il  Ponte
  sullo Stretto.
   Abbiamo dimostrato che là nel valico, dove hanno deturpato  intere
  comunità,  70  chilometri  un'opera costosissima,  la  più  costosa
  d'Europa,  l'hanno  fatto perché tutti quanti erano  compatti,  qua
  ancora una volta ci facciamo del male, diamo solidarietà ai Forconi
  e  a chi protesta ed ancora una volta ci ritroviamo contro un'opera
  che in qualche modo potrebbe risolvere quei problemi.
   Diamo  solidarietà, facciamo le barricate rispetto  ai  tagli  dei
  famosi  treni,  dei treni di lunga percorrenza e  però  ancora  una
  volta  siamo  a favore o contro il ponte, o siamo ai  cavilli   per
  capire  se  chi paga, come paga o come non paga, che è fondamentale
  per  carità,  ma  noi lo diciamo dal 1981, non è di questi  quattro
  anni o in questi tre anni.
   E' giusto fare il Ponte sullo Stretto in modo da non fare regali a
  nessuno,  né  a  Impregilo  né  a  chi  traghetta  ogni  giorno  e,
  soprattutto, non facciamo regali a chi vuole temporeggiare rispetto
  ad un'opera prioritaria per la Sicilia e per i siciliani.
   Non possiamo più giocare su questo, amici miei, è inutile parlare,
  mentre  noi  siamo  divisi di punto in bianco spunta  la  Napoli  -
  Foggia  o  la  Potenza - Foggia con i nostri soldi, non  c'è  stata
  nessuna scelta per la Sicilia; hanno tolto 1 miliardo e 600 milioni
  e  li  dividiamo con la Calabria e li diamo alla Sicilia, no guarda
  caso  sono andati a finire in altri posti e scusate amici miei,  ma
  chi  deve polemizzare, la Sicilia soltanto  Ma mi chiedo dove siano
  i nostri colleghi del Parlamento nazionale
   L'unico  posto, rispetto alla Lega, l'unico posto con  il  governo
  Monti,  non  ci  sono  maggioranza ed  opposizioni,  in  Sicilia  i
  parlamentari siciliani e calabresi sono tutti in  maggioranza, e su
  questa  vicenda i parlamentari siciliani e calabresi dovevano  fare
  sentire   tranquillamente  la  loro  voce,  perché  non   ci   sono
  indicazioni  di partito diverse, se volevano veramente lo  sviluppo
  di questa terra.
   Il  Ponte  non è alternativo alle altre infrastrutture,  onorevole
  Panarello,  serve  da alibi, il Ponte è una grande  infrastruttura,
  che  non  vieta assolutamente che si faccia la Catania - Palermo  o
  che si faccia tutto il resto.
   I  soldi  del ponte non vengono tolti da altri posti,  la  maggior
  parte  sono dei privati, solo un terzo, meno di un terzo,  era  del
  pubblico  e l'Unione Europea in una decisione, onorevole Ardizzone,
  aveva dato la priorità al ponte.
   Il  Parlamento nazionale l'aveva inserito come opera assolutamente
  prioritaria, oggi, di punto in bianco, c'è lo troviamo accantonato,
  cancellato,  perché  l'accantonamento,  per  quanto  mi   riguarda,
  diventa  quasi una cancellazione, perché finalmente  per  la  prima
  volta  si  stava  facendo qualcosa, finalmente in qualche  modo  si
  stava   andando  avanti,  per  carità  sempre  con   ritardi,   con
  difficoltà, ma si stava assolutamente andando avanti.
   Sono   queste   le   occasioni  in  cui  i  parlamentari   possono
  tranquillamente dimostrare di essere attaccati alla propria  terra;
  per quanto mi riguarda era una priorità prima, diventa più priorità
  oggi,   perché   oggi  siamo  ancora  più  lontani  dall'Europa   e
  dall'Italia.
   Siamo  ancora  più  lontani, anche ai fini  della  protesta,  come
  correttamente diceva poco fa Bufardeci, ma vi rendete conto  quanto
  la  gente  aspetta  li, i costi e tutto quello che  ne  deriva,  ci
  rendiamo conto di tutto questo
   Ritengo,  signore  Presidente  ed  onorevoli  colleghi,   che   il
  dibattito,  questo dibattito si deve  rifare, si  deve   continuare
  nella  sede  più  opportuna  che  è  il  Parlamento,  ma  io   sono
  assolutamente  convinto, e su questo nessuno  me  lo  toglie  dalla
  testa  e  nessuno mi potrà convincere diversamente, che quella  del
  Ponte  è  una grande battaglia di civiltà, se me lo consentite,  ma
  soprattutto  economica, sociale, di sviluppo  economico  e  sociale
  della nostra terra.
   Sono  assolutamente convinto che il Presidente della  Regione,  il
  Governo regionale è per la tutela e per la priorità di questa opera
  e che si deve muovere e si muoverà in questa direzione.
   Sono,  altresì, convinto che se ritorniamo ancora una volta  nelle
  piazze  anche  per  quest'opera  -   io  c'ero  a  Roma  e  c'erano
  tantissimi  parlamentari  di  tutti i  gruppi  a  sostenere  quella
  battaglia,  ma   non  parlamentari soltanto, c'erano  i  leader  di
  partito  che  hanno  sostenuto quella battaglia  -  penso  che  sia
  ritornato  il  tempo  in  cui  le grandi  questioni  devono  essere
  affrontate anche  con la grande forza e la grande forza può  venire
  da un grande movimento di popolo e del popolo siciliano.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Leanza anche  per  avere  centrato,
  secondo la Presidenza, il vero obiettivo.
   Per quanto riguarda le richieste avanzate dall'onorevole Scilla  e
  dall'onorevole Caputo, la Presidenza comunica che aveva già  chiuso
  le iscrizioni a parlare e lo aveva comunicato all'Aula.
   La  Presidenza consentirà, comunque, ai colleghi di  parlare  però
  prego  i  colleghi  di  stare  attenti  alle  comunicazioni  e   al
  dibattito.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sono  confuso
  poiché non ho capito più nulla in questa Assemblea. Nel 2004 -  ero
  allora presidente della IV Commissione - posi il problema del Ponte
  sullo Stretto a questa Aula, anche perché si stava formalizzando il
  piano  regionale dei trasporti e a quell'epoca, per la  distrazione
  degli  uffici, non c'era una parola sul Ponte dello Stretto,  anche
  se già si era in grande avanzamento con i lavori di progettazione.
   Tanto è vero che in quella sede, è tutto inserito nei verbali ma è
  messo  anche  nel  piano regionale dei trasporti che  è  stato  poi
  esitato  dalla  IV  Commissione, per la prima volta  nella  Regione
  Sicilia,  mai fatto prima ed è quello oggi vigente, il Ponte  sullo
  Stretto  comparve, perché non c'era, fermo restando che  c'era  una
  grande attivazione sul fare questa grande opera.
   Non  più  lontano  di  qualche mese fa,  e  per  questo  ringrazio
  l'amministrazione  comunale di Messina, in  Consiglio  comunale  fu
  posto  proprio  all'ordine del giorno un argomento, in  un  momento
  anche  di  confusione,  con il Governo di  Berlusconi  che  si  era
  dimesso,  e  si  parlava  di  un accordo  di  programma,  la  città
  attendeva  alcune  risposte già dal 2004;  furono  individuati,  in
  Commissione, un insieme di interventi per  la città di  Messina  e,
  in  particolare  modo,  si  inserirono, nel  procedere  nella  fase
  esecutiva  del progetto, alcune opere, perché è ovvio che  in  quel
  caso  quell'opera sarebbe stata non efficace per  andare  anche  in
  appalto.
   Mi  dispiace  ricordare oggi - l'ho ricordato anche allora  -  che
  abbiamo  dei  drammi  in questa Regione  e  nello  Stato  che  sono
  rappresentati dai burocrati. Quel giorno dissi al  dottor   Ciucci,
  che  partecipò  ai  lavori  della  IV  Commissione  e  che  era  il
  responsabile,  di inserire quelle opere nel progetto così  chiamato
  definitivo, cosa che ad oggi non fu fatta.
   Già  questo  mi dà da pensare, purtroppo, che su questo argomento,
  mentre l'onorevole Leanza come altri e come io devo dire sposiamo -
  forse  anche  il  Presidente della Regione,  dico  forse  -  perché
  nell'accordo  di programma che fu proposto e che grazie  sempre  al
  Comune  di Messina per la parte Regione Sicilia - perché devo  dire
  che  per  la  parte  Calabria  lì intervenne  il  Presidente  della
  Regione,  Scopelliti,  che si fece carico  di  tutte  le  opere  da
  inserire  e  da chiedere che fossero inserite in quest'opera  -  la
  Regione Sicilia, lei non c'entra assessore, non ha motivo,  era  il
  Presidente della Regione  che è stato ed è totalmente latitante.
   Veda, onorevole Leanza, lei oggi mi dice che si tratta di un'opera
  strategica,  ma qua vi dovete mettere d'accordo con  il  Presidente
  della  Regione, anche la parte della maggioranza attuale, perché  è
  bello  dire  che siamo tutti d'accordo, ma non penso che  il  PD  è
  sempre stato d'accordo al Ponte.
    Quindi, io comincio a pensare e mi sono ormai convinto - premesso
  che  non  ho capito più nulla, perché le posizioni oggi sono  molto
  strane - che il Presidente della Regione, in questo periodo, si sia
  defilato da questo problema, si è tirato fuori, perché è ovvio  che
  non  può  prendere  una posizione quale era quella  della  campagna
  elettorale, perché certamente era con un'altra maggioranza, non era
  con questa, era con noi, poi ha ritenuto che noi non eravamo idonei
  a  continuare con lui e si è fatto un altra maggioranza. Oggi nella
  maggioranza che lo sostiene, non so quanti sono d'accordo al Ponte,
  il vero problema è questo.
   Concludo  invitando questa Assemblea, il Presidente della Regione,
  eccetto l'assessore Russo che non c'entra nulla in questa storia  e
  che  poi  ha  espresso la sua posizione, lui è  giustamente  al  di
  fuori,  legge le carte, certo non sa tutti i passaggi politici,  io
  ancora  ricordo  le  bandiere del Movimento per  le  Autonomie  che
  invasero  Messina. Messina fu invasa dal Movimento per le Autonomie
  che  voleva  il  ponte,  ma si figuri se  noi  come  città  eravamo
  d'accordo.
   Oggi,  però, questa attenzione del Governo regionale la vedo molto
  smussata.
   Prendendo spunto dalle parole dell'onorevole Leanza che  ha  fatto
  un  intervento,  è  ovvio, a favore del ponte,  ritengo  opportuno,
  signor  Presidente, che sull'argomento o si fa un  incontro  in  IV
  Commissione   alla  presenza  del  Presidente  della   Regione   o,
  altrimenti, vedete di avere chiarezza di tutti  i passaggi. Perché,
  veda, di Ciucci non mi fido più e oggi non solo è commissario della
   Società Ponte', ma  ha anche il ruolo di presidente dell'Anas.  Di
  Moretti,   che   qualcuno  ha  citato  prima,  anche   lui   nostro
  responsabile per l'Italia per i trasporti e per le ferrovie che  ha
   scassato'  i traghetti in Sicilia e anno dopo anno ha smontato  le
  ferrovie  dello Stato a Messina, non mi fido neanche più ed  allora
  bisogna  aprire una discussione su questi due grandi burocrati  che
  in  Italia e in Sicilia, in questi anni, hanno massacrato il Sud  e
  lo  dico con molta franchezza, perché effettivamente Ciucci  da  un
  lato è l'artefice, anche questo se ci dovessero essere dei problemi
  di  rivalsa  di Impregilo, perché tutte quelle opere  che  oggi  il
  viceministro alle Infrastrutture Misili giustamente dice che creano
  problemi perché nel progetto non erano previste, non è vero, perché
  la  Regione  Sicilia  nel  piano regionale  dei  trasporti,  da  me
  presieduto,  e  dall'Assemblea  approvato  in  Aula,  tutte  queste
  carenze al progetto le aveva richieste, sono state inserite, ma mai
  messe.
   Ora  si  può verificare l'assurdo: che viene chiesto un  danno  in
  quanto il Ponte  era carente di queste opere in  progetto e se  non
  si potrà ricorrere a sistemarle qualcuno li dovrà pagare.
   Mi  domando perché non si siano messe nel progetto fatto oggi  nel
  2009-2010  quelle necessità che la comunità di Messina e  le  altre
  chiedevano
   Questo  è  un  quesito,  signor Presidente,  che  va  approfondito
  veramente.
   A  questo punto concludo dicendo mi sono confuso, serve forse  una
  riflessione  a  360 gradi su questo silenzio del Governo  regionale
  sul Ponte.
   Vedo   l'onorevole  Leanza  ed  altri  fautori  del  ponte,   vedo
  l'onorevole Panarello che è contro, ma questo Governo oggi da chi è
  amministrato in Sicilia? Dal Presidente Lombardo e da chi ha  vinto
  le elezioni o da Lombardo con chi ha perso le elezioni?
   Questo  è  un  quesito,  signor Presidente,  che  sistematicamente
  ricorrerà in questo ultimo periodo della legislatura. Questo  è  il
  vero quesito che io pongo all'Aula e al Presidente della Regione.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che  il
  dibattito  di questa sera sia un momento importante, perché  ognuno
  di  noi  può  dichiarare esattamente quali  sono  gli  auspici  che
  desidera per la propria Terra.
   E'  chiaro  che ci sono due Italia: un'Italia ricca,  opulenta,  e
  un'Italia  un  po' più povera. Magari per chi viene in  vacanza  in
  Sicilia  sarà  romantico prendere il traghetto, e poi  al  tramonto
  raggiunge la nostra Terra. Per noi che ci viviamo, per noi  che  ci
  lavoriamo,   per   chi  opera  nelle  piccole  e  grandi   imprese,
  traghettare  è un problema perché si perde tempo, perché  il  tempo
  oggi  regola  la  vita economica e sociale di ogni  comunità.  Ecco
  perchè  penso  che  essere favorevole al  ponte  sia  la  cosa  più
  semplice,  più spontanea, più naturale che ogni soggetto  siciliano
  possa esprimere.
   E come il ponte, tutte le grandi infrastrutture. Signor Assessore,
  nella  nostra provincia attendiamo da anni una strada, la 514,  una
  storia  vecchia di 20 anni, forse di 30 anni. Potrei  raccontare  i
  sentimenti, le emozioni, che ha procurato questo collegamento della
  514.  E  voglio  raccontare un'altra storia che  riguarda  un'altra
  infrastruttura che è l'aeroporto di Comiso.
   La ringrazio per l'incontro che ha fatto lunedì, e se le cose sono
  come io ho letto, l'aeroporto di Comiso potrà diventare per noi una
  grande  realtà,  diventerà  una  infrastruttura  a  servizio  anche
  dell'agricoltura, che oggi vive un momento così difficile, ma anche
  delle  province limitrofe. Potremmo trasportare le nostre merci  in
  tutta  Europa,  in tutto il mondo, e quindi potrebbe  diventare  un
  piccolo,  o  un grande segnale per coloro che protestano.  E  hanno
  anche  ragione di protestare, perché oggi l'economia si muove anche
  attraverso i tempi.
   E  se  noi  riusciamo a portare avanti questo progetto,  Lei  avrà
  fatto  due cose importanti e, insieme a tanti uomini di buona fede,
  di  buona coscienza, resterà nella storia per l'aver fatto  partire
  questa  infrastruttura; se poi sarà così in gamba  da  far  partire
  anche  la 514, penso che qualcuno gliele dedicherà un paio di righe
  che  resteranno, non oggi, ma domani, nel tempo,  per  far  si  che
  l'attività  ragusana,  la  Sicilia  orientale  si  possa  ricordare
  dell'assessore Russo. E non finisco qua assessore, perché veda,  io
  ho  letto  da  qualche parte che l'8678 della Siracusa-Gela  va  in
  appalto non appena sarà fatta la scheda legale delle infrastrutture
  votata a Bruxelles.
   Ecco, questi 3 punti, io penso che lei li possa portare avanti  da
  qui alla prossima tornata elettorale, ma non per diventare prodotto
  di  scambio nelle campagne elettorali, ma per diventare prodotto di
  impegno  che  la  politica siciliana oggi offre  alla  collettività
  siciliana. Purtroppo, oggi la politica, in Sicilia come in  Italia,
  non  vive un grande momento e l'unica arma che noi abbiamo è quella
  di  rispondere con i fatti, con i fatti che poi sono doni  che  noi
  diamo  alle  nostre  famiglie, alle famiglie  dei  siciliani,  alla
  collettività siciliana, perché c'è il seme della speranza che penso
  che  ognuno di noi debba coltivare e non fare morire anche rispetto
  alle esigenze che vive in questo momento la nostra terra.
   Io  chiudo qui il mio intervento signor Presidente, rammentando al
  nostro  Assessore  di  tenere sotto stretta osservazione  questi  3
  punti.  Il  ponte  sullo  Stretto di Messina,  chiaramente,  è  una
  infrastruttura talmente importante e imponente che forse neanche un
  ordine del giorno di 90 deputati servirebbe, e forse neanche se  ci
  recassimo  tutti  insieme a Roma. Qui c'è  bisogno  della  politica
  fatta  da  un  Presidente  della Regione siciliana  con  tutti  gli
  assessori regionali.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO. Rinuncio al mio intervento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Scilla.  Ne  ha
  facoltà.

   SCILLA.  Signor Presidente, signor assessore, onorevoli  colleghi,
  io  sarò  brevissimo.  E'  già intervenuto  il  nostro  Capogruppo,
  quindi, grande Sud si è espresso sulla materia.
   Intervengo  soltanto  per chiarire, rispetto al  ragionamento  che
  faceva   l'onorevole   Leanza,  la  bontà  e   la   valenza   della
  realizzazione  di  questa  opera  strutturale,  che  è  sicuramente
  fondamentale  e  strategica  per un vero  rilancio  socio-economico
  della  nostra Isola. Il ponte serve, il ponte, dal nostro punto  di
  vista,  va  sostenuto perché, comunque, non è in  competizione  con
  altre realizzazioni.
   Fare  il ponte non significa escludere altre opere. Fare il  ponte
  significa  creare  le  condizioni  di  avvicinamento  della  nostra
  economia,  delle nostre attività produttive all'Europa  e,  quindi,
  dare un importantissimo aiuto alle nostre attività economiche.
   Sulla  bontà  e  sull'utilità del ponte  noi  non  abbiamo  nessun
  dubbio,  e  siamo  pronti  a  sostenerlo  con  qualsiasi  tipo   di
  iniziativa  parlamentare, politica, proprio  perché  riteniamo  sia
  un'opera assolutamente strategica.
   In tutto questo ragionamento, l'elemento negativo, come al solito,
  diventa il Governo, il presidente Lombardo. Vorrei capire perché il
  presidente Lombardo, che ha fatto della realizzazione del ponte  un
  punto  fondante della sua campagna elettorale del 2008, oggi è  chi
  non  riesce, dal ruolo istituzionale più alto, più importante della
  nostra Regione, ad incidere per ottenere questo risultato.
   Fino  a qualche giorno fa, fino a qualche mese fa per l'esattezza,
  poteva  avere l'alibi che a Roma governava Berlusconi,  che  doveva
  andare  per forza contro la Sicilia e, quindi, in qualche  maniera,
  lavorava  per  rallentare la realizzazione di questa  opera.  Oggi,
  questo  problema  non c'è più. Abbiamo un governo tecnico,  con  il
  quale  il presidente Lombardo dice di avere avuto un'interlocuzione
  molto positiva, e noi non capiamo da cosa nasca questa positività.
   Il vero problema rispetto ad un'opera che riteniamo strategica,  è
  la  composizione ribaltonista del Governo che attualmente  sostiene
  la  Regione, perché chi non vuole il ponte è il Partito Democratico
  che sostiene il governatore Lombardo.
   Lombardo,  quindi, non può continuare a raccontare  le  favole  ai
  siciliani.  Bisogna  capire esattamente cosa voglia  fare.  L'altra
  sera,   nella  replica,  ha  accusato  il  Parlamento   di   essere
  ribaltonista, nel senso che una parte che sarebbe il vecchio centro-
  destra,  quindi,  il  Grande Sud, il PDL e  il  PID,  che  vogliono
  bloccare  la sua politica riformatrice, rinnovatrice per un  futuro
  migliore  della  Sicilia. Di tutto questo, tranne  le  parole,  nel
  concreto  non  c'è  nulla.  Oggi c'è  una  maggioranza  di  Governo
  sostenuta dal Partito Democratico, che è contro la realizzazione di
  un'opera strategica e fondamentale.
   Siccome  noi  la  riteniamo talmente strategica che  non  vogliamo
  ingannare  i siciliani, occorre che il governatore faccia chiarezza
  e  riporti  la  barra nel rispetto di quelle che  sono  le  normali
  regole democratiche.
   Non si può governare, portando a fare le scelte strategiche chi ha
  perduto le elezioni. Il Partito Democratico ha perduto le elezioni.
  Il  Partito Democratico è stato bocciato dall'elettorato del  2008.
  Oggi  si  trova a fare le scelte fondamentali per il  futuro  della
  nostra Terra.
   Chi  è complice di questa operazione? Il governatore Lombardo  che
  farebbe bene ad iniziare a capire che deve fare delle scelte  serie
  e  che,  forse,  è  arrivato il momento che lui stesso  stacchi  la
  spina,  perché  con questa contraddizione vera che c'è  all'interno
  della  sua  maggioranza, noi oggi rischiamo di  essere  mortificati
  dall'intera stampa nazionale ed estera.
   Non  si  è  riuscito a spendere nulla, caro assessore  Russo  Pier
  Carmelo - per me le differenze sono importanti - mi rivolgo a  lei,
  perché  in questo contesto del ponte non c'entra nulla e, comunque,
  da  tecnico,  è  stato  forse tra le poche cose  buone  che  questo
  Governo ha potuto esprimere.
   Oggi,  il Governatore Lombardo non mette chiarezza, caro onorevole
  Leanza.  Chi  è che non vuole il ponte? Non certo Grande  Sud.  Non
  certo  il PDL. Se poi Lei è costretto, Lei eletto nel centrodestra,
  a  litigare  con  Cracolici anche per la questione delle  province,
  questa  è  la  prova  provata che non potete continuare  ad  andare
  avanti,   ed   ogni  giorno  in  più  che  continua  questa   farsa
  ribaltonista di cui vergognarsi, per la Sicilia è un giorno  sempre
  negativo.
   Allora,  con  estrema chiarezza, caro Presidente, vista  la  bontà
  dell'opera,  fate all'interno della maggioranza questa  verifica  e
  fate  delle  scelte definitive, anche alla luce di quello  che  sta
  succedendo a Palermo, dove voi da un lato a livello regionale avete
  l'appoggio del PD, ma quando devono scegliere il sindaco a  Palermo
  non vogliono voi dell'MPA, non vogliono voi del Terzo Polo. Allora,
  la  politica si fa nel rispetto delle regole, la politica si fa con
  una logica costruttiva, la politica non si improvvisa.
   Nel  ribadire, da parte di Grande Sud, la disponibilità totale  ad
  ogni forma di iniziativa per poter portare a casa questo risultato,
  che  è  fondamentale  per il destino ed il  futuro  dei  siciliani,
  chiediamo   al  Governatore  Lombardo  di  assumersi   le   proprie
  responsabilità o di dimettersi, permettendo alla nostra Sicilia  un
  Governo  diverso e migliore che esca dalle urne, dalla volontà  dei
  siciliani.

   RUSSO Pier Carmelo, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
  Chiedo di parlare per una replica.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO Pier Carmelo, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
  Signor Presidente, onorevoli deputati, chiedo scusa se forse ho mal
  interpretato,   in  via  iniziale,  il  senso  delle  comunicazioni
  odierne, ma mi sono strettamente attenuto al testo dell'ordine  del
  giorno,  dove  testualmente veniva chiesto al Governo regionale  di
  riferire   sugli  orientamenti  del  Governo  nazionale  circa   la
  realizzazione del ponte sullo stretto di Messina.
   La passione che contraddistingue l'Aula ha poi portato a virare la
  discussione  sugli  orientamenti del Governo  regionale.  Nulla  in
  contrario,  ma  quelle  che  sono state  lette  come  insufficienti
  comunicazioni,  erano dovute alla mia fedeltà al  mandato  ricevuto
  dall'Aula.
   Posto  che  viene  viceversa chiesto quale sia l'orientamento  del
  Governo  regionale  al riguardo, preciso che sull'orientamento  del
  Governo regionale non c'è alcuna modifica rispetto all'orientamento
  fino ad oggi espresso, né ce ne sarebbe ragione.
   L'unica questione che verrà posta dal Governo regionale al Governo
  nazionale  è  quella  di leggere la richiesta  di  integrazioni  al
  progetto definitivo come conferma della volontà di eseguire l'opera
  e non come tattica dilatoria per l'esecuzione della stessa.
   Tradotto  in  forma ancora più semplificata: non  si  capisce  per
  quale  ragione si chieda l'integrazione del progetto definitivo  in
  modo così poderoso e ponderoso se quell'opera non si voglia fare.
   Quindi,  non  c'è  alcuna modifica e desidero rassicurare  chi  ha
  espresso   qualche  perplessità  sulla  posizione  del   Presidente
  Lombardo,  ma  più che io lo possono fare le cellule  dei  telefoni
  cellulari, perché la penultima telefonata prima di entrare in  Aula
  - l'ultima è stata quella di mia figlia che mi riferiva sugli esiti
  di  un  esame  universitario - alle ore 16.30, è stata  quella  del
  presidente  Lombardo, corredata di messaggio:   Ricordi  che  siamo
  favorevoli al Ponte .
   Infine,   devo  dire  che  qualche  livello  di  incertezza   l'ho
  registrato  in chi assume posizioni diverse rispetto a  quelle  dei
  leader   di   riferimento,  mantenendosi  ferme   sulle   posizioni
  precedentemente  espresse, vale a dire - come dicevo  all'inizio  -
  nel  2009 si espresse una posizione fortemente favorevole al Ponte,
  salvo  poi  dire  nel 2012 che era una specie di  inciucio   -  non
  voglio  usare termini più impegnativi - che era servito soltanto  a
  distribuire incarichi.
   Evidentemente  ne ha conoscenza all'interno chi finanziò  l'opera,
  non io

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  dagli  onorevoli  Mattarella, Donegani,  Di  Benedetto,  Faraone  e
  Ferrara  l'ordine del giorno n. 644  Iniziative urgenti  presso  il
  Governo  nazionale  per la realizzazione del raddoppio  ferroviario
  della tratta Fiumetorto-Cefalù-Castelbuono. Completamento corridoio
  unico .
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIERCARMELO, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è  stato  presentato l'ordine  del  giorno  n.  645
   Iniziative  per  la  riapertura della strada provinciale  Polizzi-
  Portella-Colla ,  dagli  onorevoli  Falcone,  Caputo,  Buzzanca   e
  Pogliese.

   RUSSO  PIERCARMELO, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
  Dichiaro di accettarlo come raccomandazione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.17, è ripresa alle ore 18.25)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  sull'ordine  dei lavori per dire che, a mio avviso,  è  prioritario
  che  il  Governo si adegui e dia esecuzione agli ordini del  giorno
  già  approvati  su  questa materia, altrimenti tutto  il  dibattito
  d'Aula   è   pura  discettazione,  pura  retorica   e   non   serve
  assolutamente a nessuno.
   Ricordo l'ultimo ordine del giorno, approvato da tutta l'Aula, che
  portava   proprio  la  sua  firma,  Presidente  Formica  e   quella
  dell'onorevole  Beninati,  come primi firmatari  e  che  riguardava
  tutti  i punti nascita. A quell'ordine del giorno non è stato  dato
  assolutamente  seguito,  anzi  credo  che  l'istituzione   dovrebbe
  chiedere  scusa perché si riferiva anche alla vicenda di Mistretta.
  Dovrebbe  chiedere  scusa per il comportamento  dell'assessore  nei
  confronti di monsignor Michele Giordano, un comportamento arrogante
  ed  irriguardoso  per  quello che rappresenta  monsignor  Giordano,
  definendolo in maniera dispregiativa  Prete. Prete stia  zitto    e
  ci   sono  le  registrazioni.  E  un  comportamento  arrogante   ed
  irriguardoso   si   è  tenuto  anche  da  parte   del   commissario
  dell'azienda  sanitaria  di Messina nei confronti  del  sindaco  di
  Mistretta,  che è stato fisicamente e materialmente  buttato  fuori
  dalla stanza.
   Se,  quindi, sono queste le condizioni, io, fin quando  non  viene
  data  esecuzione a quell'ordine del giorno lascio,  e  mi  dispiace
  solamente per i colleghi che hanno presentato le mozioni e l'ordine
  del giorno, lascio quest'Aula.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, non  mi  sento  di
  criticare  la posizione dell'onorevole Ardizzone, perché credo  che
  sia  l'unica  posizione che si può assumere  in  quest'Aula  e  nei
  rapporti  con  il Governo per la parte che rappresenta  l'assessore
  Massimo  Russo, visto che non c'è dialogo, non c'è democrazia,  non
  c'è  rispetto  istituzionale tra gli ordini del  giorno,  gli  atti
  ispettivi, le partecipazioni dell'assessore in Commissione  Sanità,
  gli impegni presi dal Governo anche nelle varie sedi istituzionali.
   Per cui non capisco cosa dovremmo attenderci dall'assessore Russo,
  il  quale  agisce legibus solutus. Non gli interessano  neanche  le
  leggi  e  gli impegni che promanano dal suo assessorato. E la  cosa
  più  grave  è che questo stato di cose le ha trasmesse,  trasferite
  agli  organi  decentrati, cioè alle aziende sanitarie  ed  ai  suoi
  vertici.
   Per  quello  che riguarda l'interrogazione da me sottoscritta,  si
  prende atto che il punto nascita di Mazzarino è stato chiuso  -  in
  violazione   delle  stesse  disposizioni  del  direttore   generale
  dell'azienda provinciale sanitaria - da un direttore di  distretto,
  cosa  che  non  è possibile fare tant'è che l'interrogazione,  così
  com'è  stata  da me formulata, mira a sapere su quali  disposizioni
  possa  essere  previsto un intervento di chiusura da  parte  di  un
  direttore di distretto.
   Se  noi  vogliamo  continuare  verso un  rapporto  di  correttezza
  istituzionale e di rapporti tra i singoli deputati, il Governo, tra
  l'Aula  e  il  Governo, tra la Commissione, in  questo  caso  della
  Commissione Sanità ed il Governo, bisogna cambiare atteggiamento  e
  registro  perché  io  mi  appello alla  memoria,  non  soltanto  la
  disattenzione  e  la non ottemperanza ad un ordine  del  giorno  da
  parte  dell'assessore Russo emanato dall'Aula ma anche  ad  un  suo
  impegno ed intervento diretto che ebbe a fare sui punti nascita  in
  VI Commissione legislativa.
   Da  questo  punto di vista mi appello alla memoria del  presidente
  della  VI  Commissione  per sapere se, in effetti,  è  stato  preso
  questo   impegno  e  se  gli  atti  successivi  hanno  denegato   e
  misconosciuto.
   Ecco  perché  non mi sento di restare in Aula con i  colleghi  del
  gruppo  dei Popolari di Italia Domani perché verrebbe avallata  una
  farsa  generale  di  rapporti  in  cui  il  nostro  regolamento   è
  calpestato ed in cui la deontologia istituzionale tra Governo, Aula
  e deputati è sostanzialmente inesistente.
   La  democrazia  non  è questa. La democrazia  è  confronto,  anche
  scontro  ma,  in  ogni caso, è rispetto dei ruoli  altrui  e  degli
  impegni  presi,  cosa che con l'assessore Russo non avviene  perché
  con  i  suoi decreti ha annullato la legge di riforma dallo  stesso
  voluto  figuriamoci che rispetto può dare a me  singolo  e  piccolo
  deputato o ai colleghi altrettanto semplici e piccoli deputati.

   su punti di nascita

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Discussione unificata di mozioni, interpellanze e interrogazioni
   in materia di  punti nascita  (mozioni 318 e 330, interrogazioni
                             2109 e 2258)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III  punto  all'ordine  del   giorno:
  Discussione unificata di mozioni, interpellanze e interrogazioni in
  materia di  punti nascita  (mozioni 318 e 330, interrogazioni  2109
  e 2258). Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   con  decreto  dell'Assessore  regionale  per  la  salute  è  stata
  disposta la chiusura dei 'punti nascita' degli ospedali di  Cefalù,
  Corleone e Petralia, in provincia di Palermo;

   tale  provvedimento  ha disatteso le istanza  dei  sindaci  e  dei
  cittadini  e  gli impegni assunti nella VI Commissione  legislativa
  permanente  dell'Assemblea regionale siciliana 'Servizi  sociali  e
  sanitari'  dall'Assessore  per  la  salute  Massimo  Russo  e   dal
  Presidente della Regione;

   la decisione è in contrasto anche con i provvedimenti e ordini del
  giorno approvati dall'Assemblea regionale siciliana;

   CONSIDERATO che:

   la   decisione   adottata   dall'Assessore   per   la   salute   è
  pregiudizievole  per  i  cittadini,  ed  in  particolare   per   la
  salvaguardia  della  salute  delle  donne  in  gravidanza   e   dei
  nascituri;

   i  territori interessati dal decreto purtroppo sono distanti dalla
  città  e  non  hanno un sistema viario e stradale tale  da  rendere
  facilmente raggiungibile un presidio ospedaliero di zona;

   RITENUTO che:

   la  sopracitata decisione metta a rischio l'incolumità e la salute
  dei cittadini in quanto vi è concreto e serio pericolo per le donna
  in gravidanza e per i nascituri;

   quindi,  al  fine di evitare disagi e gravi danni al diritto  alla
  salute  dei cittadini, si debba richiedere l'adozione di una misura
  urgente  in favore del mantenimento dei punti nascita di  Petralia,
  Cefalù  e  Corleone e l'adozione del provvedimento  di  revoca  del
  predetto decreto assessoriale,

                   impegna il Governo della Regione

   a revocare il decreto assessoriale di chiusura dei 'punti nascita'
  di  Petralia,  Cefalù e Corleone, al fine di evitare situazioni  di
  pericolo   per   la  sicurezza  e  la  salute  dei  cittadini   del
  territorio». (318)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che, con decreto dell'Assessore regionale per la  salute,
  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 1  -
  Parte I - del 5 gennaio 2012, recante 'Riordino e razionalizzazione
  della rete dei punti nascita' si dispone, a partire dal prossimo 30
  settembre, la chiusura di 28 'punti nascita' nell'Isola, di cui  20
  unità  operative pubbliche e 8 case di cura private, in quanto  non
  raggiungono   i   500  parti  all'anno  previsti   dagli   standard
  ministeriali e che lo stesso decreto, inoltre, prevede 'multe'  per
  le strutture che oltrepassino il limite del 20% di parti cesarei;

   PREMESSO inoltre che tale decreto subentra al provvedimento varato
  lo  scorso  settembre, incrementando il numero delle  strutture  da
  chiudere,  e  che  cancella  di fatto  anche  le  cinque  eccezioni
  inizialmente  previste e, tra queste, anche il punto nascita  dell'
  ospedale Carlo Basilotta di Nicosia (EN);

   CONSIDERATO   che  tale  decisione  è  in  contrasto   anche   con
  provvedimenti   e   ordini  del  giorno  approvati   dall'Assemblea
  regionale siciliana;

   RITENUTO  che il sopra citato decreto, riguardante anche il  punto
  nascita  dell'ospedale  Basilotta,  causerà,  inevitabilmente,  una
  migrazione  delle  partorienti verso le grandi e lontane  strutture
  ospedaliere, con pesanti ripercussioni sulla sicurezza  e  la  vita
  stessa  delle donne e dei nascituri, che dovranno affrontare rischi
  di spostamento su strade e con mezzi inadeguati e inefficienti, che
  definire  da terzo mondo è riduttivo, nonché un aggravio  economico
  per  tante famiglie che, in un momento congiunturale così  negativo
  potrebbero non essere in grado di sostenere;

   RITENUTO   inoltre  che  se  è  probabile  che  i  tagli   operati
  consentiranno  di  ridurre  o  appianare  il  deficit  della  spesa
  sanitaria regionale, eliminare presìdi sanitari soltanto sulla base
  del  numero  dei parti annui (500) è un criterio assai  discutibile
  che  non tiene conto delle difficoltà di chi vive in aree disagiate
  per  ragioni  territoriali  e  di collegamenti  viari  come  quello
  ennese;

   CONSTATATO  che  l'ospedale di Nicosia  si  colloca  in  una  zona
  interna,  nella quale mediamente nascono 300 bambini  all'anno,  di
  cui  solo  il  20% con parto cesareo, e che non si tratta  solo  di
  bimbi  nicosiani, in quanto la struttura viene utilizzata anche  da
  donne  provenienti dalla zona Nord della provincia  di  Enna  e  da
  comuni del messinese e del palermitano;

   RITENUTO  che la decisione adottata dall'Assessore per  la  salute
  relativa a 'La nuova geografia delle strutture sanitarie'  mette  a
  rischio  non solo la salute, ma addirittura la vita delle  mamme  e
  dei  bambini che portano in grembo, in considerazione del fatto che
  le  vie di collegamento tra i diversi comuni sono troppo spesso  in
  pessime condizioni, se non addirittura impercorribili,

                   impegna il Governo della Regione

   a  revocare  il  decreto  assessoriale di soppressione  del  punto
  nascita  dell'ospedale Carlo Basilotta di Nicosia, al fine  di  non
  mettere  in  concreto e serio pericolo la vita delle  mamme  e  dei
  nascituri, ma anche perché è un importante struttura sanitaria  per
  una  popolazione che per la propria collocazione geografica  è  già
  fortemente penalizzata». (330)

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che  il preannunciato decreto sui 'punti  nascita'  nella
  Regione  prevedrebbe deroghe, sia pur temporanee,  all'orientamento
  della  conferenza  Stato-Regioni di sopprimere le  strutture  nelle
  quali si effettuano meno di 500 parti l'anno;

   considerato che:

   le  deroghe  vengono  motivate con la condivisibile  necessità  di
  tutelare i cittadini di territori particolarmente disagiati;

   sembrerebbe escluso, dalle predette deroghe, l'ospedale di Lipari,
  presidio di riferimento per tutti t abitanti delle isole Eolie;

   una  simile  eventualità apparirebbe del tutto ingiustificata,  in
  considerazione   della  eccezionalità  della  situazione   eoliana,
  determinata dai disagi oggettivi che discendono dall'insularità;

   tale ipotesi inficerebbe la credibilità delle deroghe preventivate
  ed  alimenterebbe  la sfiducia nelle istituzioni  degli  eoliani  e
  dell'opinione pubblica regionale e nazionale;

   le  legittime  rivendicazioni della comunità  eoliana  (più  volte
  ribadite  nei  mesi  scorsi  a  tutte le  istituzioni  nazionali  e
  regionali,  a partire dal Presidente della Repubblica) a  mantenere
  un  presidio sanitario adeguato a tutelare la salute delle donne  e
  dei  nascituri,  merita  di  trovare un  positivo  riscontro  nelle
  deroghe previste dal predetto decreto;

   la  deroga  potrebbe  essere  utilizzata  per  definire  soluzioni
  efficaci,   in   termini   di  sicurezza,   per   una   situazione,
  oggettivamente, particolare;

   per sapere:

   se  non  valutino necessario inserire tra le deroghe previste  nel
  decreto sui 'punti nascita' l'ospedale di Lipari;

   se  non  considerino  opportuno  prevedere,  di  concerto  con  il
  Ministero  della  salute,  tenuto  conto  della  peculiarità  della
  situazione  eoliana,  le misure necessarie per  assicurare,  in  un
  contesto  di  sicureza  per  la  salute  dell'utenza,  un  presidio
  sanitario adeguato a consentire di poter continuare a nascere nelle
  isole Eolie». (2109)

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   la deliberazione n. 2625 del 9/12/2010, avente per oggetto il D.A.
  1372  del  25  maggio 2010, rimodulazione della rete ospedaliera  e
  adeguamento dotazione posti letto di ricovero ospedaliero,  non  ha
  previsto il mantenimento delle attività di ricovero di ostetricia e
  ginecologia all'interno del presidio ospedaliero di Mazzarino  (CL)
  ed  è stato concordato con il dipartimento regionale pianificazione
  strategica  dell'Assessorato regionale Salute  di  rinviare  al  31
  marzo 2011 la rimodulazione dei posti letto di tale specialità  per
  evitare  discontinuità  di  servizio, assicurando  il  mantenimento
  delle attività di ricovero fino all'attuazione del provvedimento di
  riordino dei punti nascita;

   in  data  13/01/2011 la dr.ssa Lezzi, coordinatore  sanitario  del
  distretto ospedaliero CL2, sospendeva l'attività del punto  nascita
  fino a nuove disposizioni;

   in  data  08/02/2011  il  dr Palmeri, direttore  del  dipartimento
  materno-infantile disponeva che 'Essendo chiuso il punto nascita ci
  sia  un  solo  turno  di  Pronta Disponibilità  20/8  e  che  venga
  assicurato il servizio 8/20';
   in  data  24/02/2011  il  dottore Palmeri riteneva  necessaria  la
  temporanea sospensione delle attività del punto nascita per carenze
  di  risorse,  e  di conseguenza trasferisce preso le  UU.OO.CC.  di
  ostetricia attrezzate di (Gela - Caltanissetta) tutte le emergenze-
  urgenze;

   in  data  17/06/2011  il direttore del dipartimento  decretava  la
  chiusura delle attività del presidio 'Santo Stefano' di Mazzarino;

   in data 22/09/2011 il dottor Palmeri confermava la sospensione del
  presidio fino a nuova disposizione;

   in  data  3  ottobre 2011 con delibera 1666 il direttore  generale
  aveva  ricollocato  i  dirigenti medici di  Ost/Gin.  del  P.O.  di
  Mazzarino   risultanti  in  esubero  a  seguito  dei  processi   di
  rifunzionalizzazione della rete ospedaliera;

   considerato che:

   presso il presidio ospedaliero di Mazzarino la chiusura del  punto
  nascita  è  stata  operata prima dell'emanazione  del  D.A.  e  che
  contestualmente non è stata garantita presso il pronto soccorso  la
  figura professionale del ginecologo e dell'ostetrico;

   il sindaco di Mazzarino ha inoltrato un esposto alla Procura della
  Repubblica  per  ipotesi  di reato per l'interruzione  di  pubblico
  servizio  e che lo stesso sindaco, pur avendo formalmente richiesto
  gli  atti  alla direzione dell'ASP di Caltanissetta, non è  ne  mai
  venuto in possesso;

   tale  situazione,  oltre al disagio creato all'interno  di  questo
  comprensorio,   ha  innescato  malumore  e  tensioni  difficilmente
  gestibili,  poiché  l'opinione pubblica condanna fortemente  questo
  agire dell'ASP che in modo incomprensibile ha deciso di penalizzare
  ulteriormente il p.o. di Mazzarino;

   per sapere:

   con  quale  atto amministrativo sia stata decisa la  chiusura  del
  punto  nascita di Mazzarino e se la procedura operata dal distretto
  sia  sopportabile sotto il profilo legale ed amministrativo,  visto
  che la chiusura del punto nascita non è stato adottato dall'ASP  di
  Caltanissetta ma piuttosto dal distretto sanitario di zona;

   se non si ritenga necessaria l'emanazione di atti per ripristinare
  non  solo condizioni di sicurezza sanitaria e sociale, ma anche  di
  parità di trattamento tra i vari presidi ospedalieri». (2258)

   Onorevoli  colleghi,  la  Presidenza  è  dell'idea  di  fare   una
  discussione unificata, se il Governo è d'accordo, sia sulle mozioni
  che sulle interrogazioni.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, signor assessore, onorevoli  colleghi,
  intervengo  perché sono firmatario della mozione n. 318, presentata
  il  9  gennaio  2012,  che  segue  mozioni  ed  ordini  del  giorno
  presentati  sullo stesso tema, in particolare sulla  riapertura  o,
  comunque,  per  scongiurare la chiusura  dei  punti  nascita  degli
  ospedali  di Petraia Sottana, Corleone e Cefalù, tutti in provincia
  di Palermo.
   Non so che cosa il Parlamento si aspetta da questo dibattito, alla
  presenza  del responsabile della sanità siciliana né in  verità  so
  che  cosa di nuovo potrebbe dirci l'assessore rispetto a quello che
  ha già fatto.
   Tranne  che l'assessore non voglia fare atto di contezza e  quindi
  ritornare  sui  suoi passi e revocare i provvedimenti  che  ha  già
  emanato seppur diluiti nel tempo, mi chiedo a che serve in tal caso
  ed in tal senso un dibattito di questo tipo.
   Ci  sono  stati  diversi  richiami alla memoria  e  tutti  diretti
  all'ottimo  Presidente  della  VI Commissione,  onorevole  Laccoto,
  perché  quella commissione è stata teatro di una serie di incontri,
  tutti  carichi di tensione, che hanno visto la presenza dei sindaci
  dei comuni nei cui territori ricadono gli ospedali.
   Per  gli ospedali di Petralia Sottana, Corleone e Cefalù,  se  non
  sono  stati  presi gli impegni, poco ci manca o poco ci mancava  in
  quelle date.
   Ricordo  quando  il  Presidente della Regione  che  credo  sia  il
  titolare  del Governo di questa Regione perché gli altri  assessori
  agiscono  per  delega, ha incontrato in una delle sale  di  Palazzo
  d'Orléans,   alla   presenza  del  Presidente  del   consiglio   di
  amministrazione dell'ospedale di Cefalù, fidato correligionario  di
  partito  del  Presidente della Regione - lui si  definisce  così  -
  addirittura  uno  che si deve candidare alle regionali  nelle  file
  dell'MPA.  Lì si è detto, ma se il tetto e la deroga per  Cefalù  è
  quello dei 500 parti e Cefalù ne aveva, non voglio andare ai numeri
  perché  vado a mente, ma si superavano i 460 parti a Cefalù.  Si  è
  detto  che se a un ospedale mancano 21, 22 o 30 parti per  rimanere
  aperto,  perché  si chiude l'ospedale di Cefalù, il  punto  nascita
  dell'ospedale di Cefalù?
   Fra  l'altro ospitato nel San Raffaele che è un polo di eccellenza
  -  lo  definisce così il Governo e, una volta tanto, sono d'accordo
  con il Governo - della sanità siciliana.
   Allora  il  Presidente  Lombardo disse - era presente  l'onorevole
  Apprendi,  erano presenti altri deputati, erano presenti i  sindaci
  delle  Madonie  interessati a quella parte, quindi  parliamo  delle
  basse  Madonie dell'ospedale di Cefalù, il Presidente della Regione
  -   ma  se si tratta di pochi parti è un peccato chiudere il  punto
  nascita  di  Cefalù .  Abbiamo incassato  un  risultato  importante
  perché lo ha detto il Presidente della Regione, quindi il capo  del
  Governo  che  ha conferito delega all'Assessore alla sanità  quindi
  delegato.
   Sull'ospedale di Petralia Sottana, il Presidente della Regione  ha
  voluto  incontrare nella sala giunta i sindaci delle  Alte  Madonie
  che  hanno rappresentato le motivazioni - tutte oggettive  e  tutte
  difficilmente  contestabili  -  che  meditavano  a   sostegno   del
  mantenimento di quel presidio.
   Per  chi  conosce la viabilità di quelle zone, io mi riferisco  in
  questo momento in cui sono tutte zone innevate, le cui strade  sono
  intransitabili,  immaginate  oggi  in  queste  condizioni  se   una
  partoriente,   in   condizioni  di  fortissimo   disagio,   dovesse
  attraversare  da Petralia Sottana o da Blufi o dai comuni  di  quel
  territorio  e  arrivare all'ospedale di Cefalù  o  all'ospedale  di
  Termini  Imerese perché se chiude Cefalù bisogna andare  a  Termini
  Imerese.
   Io  immagino quali sono le condizioni di tutela della mamma e  dei
  nascituri  quando uno deve partire da quel territorio. Sapete  cosa
  mi  hanno  risposto?   Noi abbiamo calcolato,  attraverso  il  sito
  Michelin - quindi con Google - l'attraversamento , quindi,  siccome
  da Petralia Sottana o da Blufi o da Petralia Soprana o da Geraci ci
  sono 40 chilometri, in tempi di percorrenza si può arrivare, ma non
  sono quaranta chilometri dell'autostrada Palermo-Mazara del Vallo o
  Palermo-Catania, parliamo di uno dei territori più difficili e  più
  proibitivi dal punto di vista della viabilità.
   Il  Presidente  della Regione disse:  guardate, mi voglio  rendere
  conto  personalmente della vicenda e voglio venire, anzi mi impegno
  a venire a visitare l'ospedale di Petralia Sottana .
   Inutile  dirle che ancora gli abitanti delle Madonie aspettano  la
  presenza  del  Presidente  della Regione  che  doveva  valutare  e,
  quindi,   immagino  prima  che  venisse  emesso  un  provvedimento,
  valutare  la fondatezza delle istanze dei sindaci, dei medici,  dei
  comitati e delle parrocchie.
   Fra  l'altro, non so se in questi tempi può servire la mano divina
  o religiosa, ma voglio dire che a Petralia Sottana sono arrivati al
  punto  tale  che il Vescovo di Cefalù, sabato mattina  celebra  una
  messa  nella  chiesa di Petralia Sottana, per pregare  affinché  il
  Governo  e,  quindi, l'assessore Russo non chiuda il punto  nascita
  dell'ospedale di Petralia.
   La politica addirittura non è più tenuta in considerazione e ci si
  affida  al  volere dell'Onnipotente per evitare una tragedia  quale
  quella della chiusura dell'ospedale.
   Per  Corleone è il paradosso: Corleone prima era stata individuata
  nei  provvedimenti originari dell'assessore Russo tra gli  ospedali
  per   i   quali  veniva  concessa  la  deroga  per  le  peculiarità
  dell'ospedale di Corleone anche perché privare del punto nascita il
  Comune di Corleone, un territorio che ha operato un grande riscatto
  nella  lotta  contro la mafia e si è affrancato  da  un  sillogismo
   Corleone  uguale  Mafia',  adesso  Corleone  è  concretamente   la
  capitale dell'antimafia, si è deciso di lasciare, anche per  questi
  motivi, il punto nascita. L'assessore ha pensato bene di sopprimere
  anche le deroghe.
   Chiedo che l'assessore che da questo Parlamento - voglio ricordare
  ai più o ai pochi presenti - è stato sfiduciato, è stato censurato,
  è  un  assessore censurato in questo Parlamento non per  motivi  di
  antipatia  ma perché questo Parlamento ha ritenuto che la  gestione
  dell'assessore non sia in sintonia con le istanze della sicurezza e
  della salute dei cittadini.
   Quindi,   signor  Presidente,  non  credo  che  questo  Parlamento
  dall'assessore   Russo   si   possa   aspettare    nulla.    Voglio
  tranquillizzare l'onorevole D'Agostino, evidentemente è preoccupato
  che io intervenga nei confronti dell'assessore Russo ma voglio dire
  che  i fatti che ha operato l'assessore Russo sono così concludenti
  e  inequivocabili  che noi non ci aspettiamo nulla  di  diverso  da
  quello  che lui ha fatto in distonia con quanto si era impegnato  a
  fare in Commissione.
   Pertanto,   personalmente, per quanto mi riguarda, nonostante  sia
  firmatario di una mozione esco dall'Aula e mi allontano perché  non
  in  intendo assistere ancora a quello che dice l'assessore Russo  e
  che poi puntualmente si impegna a non fare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
  intervengo  perché  ho  ripresentato anche stasera  un  ordine  del
  giorno  che  riguarda la chiusura dei punti nascita  e  soprattutto
  quello che riguarda il punto nascita di Mistretta e Lipari,  che  è
  un   argomento  che  abbiamo  trattato  più  volte  in  Aula  e  in
  Commissione.
   Perché  ripresento  questo ordine del giorno e  chiedo  che  venga
  ridiscusso questo argomento? Perché rispetto al provvedimento e  al
  decreto  che  era  stato emanato dall'assessore Russo  erano  state
  inserite  delle  deroghe per alcuni punti nascita. In  Commissione,
  successivamente  a  questo  decreto, avevamo  chiesto  -  tutta  la
  deputazione  di  Messina  ma anche altri colleghi  -  per  i  punti
  nascita di altri paesi disagiati, soprattutto quelli che sono nelle
  isole  minori ma anche nelle zone montane, di rivedere questo piano
  che era stato varato dall'assessore e si era dato tempo fino al  30
  giugno  di  quest'anno per esaminare tutti quei punti  nascita  che
  avessero, al di là degli elementi individuati per la loro chiusura,
  la  possibilità di avere una deroga e, quindi, di restare in piedi.
  Ad ottobre del 2012 si dovrà decidere quali saranno i punti nascita
  che resteranno aperti.
   Chiedo  nuovamente  all'assessore di rivalutare,  di  rivedere  la
  posizione   dell'isola  di  Lipari  che,  per  la  sua   condizione
  geografica e quindi territoriale, per il disagio della percorrenza,
  noi  abbiamo  visto anche in quest'ultimo periodo le avversità  del
  tempo  che hanno costretto più volte ad interrompere i collegamenti
  con  le isole minori e non per un giorno ma anche per una settimana
  intera,  così  come  Mistretta  che è  in  una  condizione  montana
  disagiata e che necessita del mantenimento di questo punto nascita.
   Quindi,  io chiedo che questi ordini del giorno e anche le mozioni
  vengano  votate  dall'Aula  perché altrimenti  è  inutile  fare  un
  dibattito  per  poi ascoltare la replica dell'assessore  Russo  che
  resterà  fermo sulle posizioni già espresse sia in Commissione  che
  in questa Aula.
   O  la  politica, al di là della appartenenza a un ruolo e il ruolo
  viene determinato dentro l'Aula con un voto e sul voto, determinato
  dall'Aula, poi la politica e il Governo devono tenere conto  oppure
  è  inutile  che  noi  continuiamo a svolgere dibattiti  e  facciamo
  votare ordini del giorno e mozioni in quest'Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Buzzanca.  Ne  ha
  facoltà.

   BUZZANCA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo  che
  l'Aula debba prendere atto di un fatto che è incontrovertibile:  in
  diverse  occasioni - non solo in quest'Aula ma anche in Commissione
  -  sono  state  fatte  delle raccomandazioni all'Assessore  per  la
  sanità  e  si  è inteso dare un indirizzo che viene dal Parlamento;
  questo indirizzo può avere punto di partenza in quest'Aula o in  VI
  Commissione, la Commissione competente.
   Prendiamo  atto  che poi ciò che viene raccomandato  all'Assessore
  alla  salute,  non  per  un capriccio, perché  io  ritengo  che  la
  battaglia che in questo momento si sta svolgendo in Sicilia, oggi i
  giornali  riportano un momento di grande tensione  all'interno  del
  Consiglio  comunale di Noto, addirittura la minaccia di  dimissioni
  del Sindaco e dell'intero Consiglio comunale ove non si addivenisse
  ad  una  soluzione,  qualcuno parlava di  Palermo,  si  parlerà  di
  Paternò.  Vi  è  la  firma dell'onorevole  Lino  Leanza  in  questa
  mozione,   in  questo  ordine  del  giorno  e  mi  pare   che   sia
  incontrovertibile che l'assessore faccia  orecchie da mercante'.
   Quest'Aula ha votato un ordine del giorno che era stato  proposto,
  qualche  giorno  prima di Natale, a seguito  del  decreto  che  poi
  doveva  essere  pubblicato e che era stato  emanato  dall'Assessore
  senza  il  necessario confronto in VI Commissione, poi il confronto
  c'è  stato. Anche lì sono state proposte delle modifiche, vi  erano
  anche modifiche concrete, motivazioni precise, non si capiva perché
  vi erano alcune deroghe ed altre no.
   Abbiamo  cercato di dire all'Assessore Russo che vi era  necessità
  di  guardare con attenzione ad alcuni punti nascita, si pensava, in
  quella occasione, a Lipari e a Mistretta, erano fatti concreti.
     Quest'Aula  approvò un ordine del giorno, mi pare che  fosse  il
  Presidente   Formica  il  primo  firmatario  insieme  all'onorevole
  Beninati  e l'Aula all'unanimità approvò questo documento  che,  di
  fatto, congelava la posizione dell'assessore Russo e la rinviava  a
  dopo il primo ottobre 2012, cioè tra dieci mesi circa.
   L'Assessore, in effetti, ha preso atto di questo ordine del giorno
  però  ribaltandolo,  dicendo  che se ne  riparlerà,  eventualmente,
  nell'articolo   18  del  suo  decreto,  eventuale   deroghe,   dice
  l'Assessore,  all'articolo 18, in relazione a quanto  previsto  dal
  Piano sanitario regionale potranno essere previste in seguito  alla
  presentazione dei piani di riconversione dall'1 ottobre 2012.
   Noi  ci rendiamo conto che vi sono esigenze di natura diversa,  ci
  rendiamo conto che, purtroppo, la sanità sta vivendo il momento più
  drammatico della propria esistenza.
   Ieri,  signor Presidente, diceva l'onorevole Cracolici -  che  non
  vedo  in  Aula -  secondo voi, se domandassimo ai siciliani  se  si
  stava    meglio   dieci   anni   fa   rispetto   ad   oggi,    cosa
  risponderebbero? . L'onorevole Cracolici non so in che mondo  vive,
  mi  dispiace che non sia presente, certamente si stava meglio dieci
  anni fa per molte congiunture sfavorevoli, perché dieci anni fa noi
  abbiamo  visto  cosa è successo: la caduta delle  Torri,  la  crisi
  globale,  la bolla speculativa, tutti fatti che noi conosciamo,  ma
  voglio  dire,  vi  sono responsabilità precise in  questo  momento,
  perché  io  sfiderei  tutti quanti voi  a  fare  una  telefonata  e
  prenotare,  per  esempio,  una risonanza magnetica,  piuttosto  che
  un'ecografia   e  sapere quanto è il tempo di attesa.  Io  sfiderei
  tutti  quanti  per cercare di capire se il territorio  oggi  ha  un
  ruolo  migliore  come era previsto dalla riforma  che  noi  abbiamo
  votato,  che  quest'Aula ha votato, che il PDL ha  votato  rispetto
  alla rete ospedaliera.
   Sta  languendo  l'una e piange l'altra. Eppure, noi ci  accorgiamo
  che  l'Assessore fa  orecchie da mercante'. Allora  che  senso  ha,
  onorevole  Rinaldi, oggi parlare di mozione e di ordine del  giorno
  quando  già  vi è un decreto pubblicato e quando già i giochi  sono
  fatti. Presidente Laccoto, i giochi sono fatti a discapito di tutto
  e di tutti   Io, signor Presidente, ho ascoltato in quella giornata
  infausta  l'assessore Russo quando si rivolgeva al prete  e  diceva
  prete   stia zitto' o  stai zitto perché io quando lei fa  l'omelia
  non la interrompo'.
   Veda,   Presidente, qui c'è un delirio di onnipotenza:  quando  il
  prete parla, parla a nome

   PRESIDENTE. Onorevole,  rispettiamo le persone

   BUZZANCA.  Io non offendo nessuno e penso di farlo con  il  dovuto
  rispetto  che  devo alle istituzioni, però, signor  Presidente,  il
  prete  parla per proclamare il Vangelo, a nome di Cristo,  l'omelia
  viene  recitata a nome di Cristo; l'Assessore Russo penso che parli
  esplicitamente a nome tutt'al più del Presidente Lombardo  per  cui
  anche  noi  ci  associamo a quella che è la posizione  assunta  dai
  colleghi  che ci hanno preceduto. In una occasione ricordo  che  il
  partito  democratico  lasciò  l'Aula e  il  Presidente  sospese  la
  seduta. La invito a fare altrettanto.

   PRESIDENTE. Ovviamente, la Presidenza deve contemperare l'esigenza
  del  dibattito, quando ritiene che c'è un tema molto urgente e  che
  interessa i cittadini, con la richiesta dei gruppi.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO.  Signor  Presidente,  chiedo  di  parlare  perché   ho
  assistito  ad  alcuni interventi di colleghi e  mi  è  sembrato  di
  partecipare ad una sorta di  valzer della vanità' piuttosto che una
   sagra dell'ipocrisia', possiamo anche aggiungere questo. Delle due
  l'una:  o il problema c'è e però manca l'Aula ma soprattutto  manca
  l'opposizione che non può, intanto, non esserci se deve  contestare
  che  è  un  diritto  legittimo  e che deve  esercitare  se  intende
  esercitarlo e non può neppure permettersi di prendere la  parola  e
  poi  abbandonare l'Aula. Ma per quale motivo? Solo per fare  l'atto
  di presenza, la cosiddetta  reprimenda' nei confronti dell'accusato
  Assessore,  di  un'eventuale maggioranza che  sostiene  chiaramente
  questo piano dell'assessore? Per poi giungere a che cosa?.
   Per  arrivare  alla conclusione che poi ognuno ha  svolto  il  suo
  compitino  zelante e porta a casa il risultato  per  dire:   io  ho
  attaccato l'Assessore, piuttosto che il Governo, che si è  permesso
  di  chiudere  il  punto nascite di questo comune piuttosto  che  di
  quest'altro ospedale .
   A me sembra un atteggiamento puerile, più da consiglio comunale di
  un  paese di poco conto piuttosto che di un'Aula parlamentare,  non
  c'è  serietà,  non  c'è serietà neanche nel  dibattito  e  non  c'è
  serietà,  ovviamente, o meglio, non c'è assolutamente convincimento
  che  questo  sia un problema perché se questo fosse un problema,  e
  altre  volte questa Assemblea ha dimostrato che davanti a  problemi
  seri   c'era   partecipazione   e  anche   interventi   competenti,
  pertinenti, accorati e compìti senza essere fuori, senza  sbavature
  e senza essere fuori da quello che deve essere il nostro crinale.
   E'  possibile  che  si voglia lasciare agli atti  parlamentari  il
  pensiero  che  qui siamo davanti ad un Governo di  pazzi  e  ad  un
  assessore  masochista che decide; per che cosa a questo punto?  Per
  la  sua  vanagloria  di tagliare i punti nascita  della  Sicilia  e
  quindi    di   ridimensionare,   perché   chiaramente   sono    dei
  ridimensionamenti, alcuni presìdi ospedalieri e  di  farlo  perché,
  per  non  raggiungere  nessun obiettivo. Ma nessuno,  a  cominciare
  dall'onorevole Caputo che ha il vizio di fare a tutti la  morale  -
  lui che non può permettersi di fare la morale - ma possibile che si
  viene  qui  ad  esercitare questo ruolo, veramente ipocrita,  senza
  avere  il coraggio di dire che questo è un piano che, invece, salva
  le  vite  umane, dà una qualità alla sanità in Sicilia? Ci permette
  di  essere  equiparati  come standard ai livelli  mondiali  che  ci
  richiede  l'organizzazione mondiale per la  sanità,  un  organismo,
  così, giusto per citarne uno che, evidentemente, non vale nulla.
   Nessuno che abbia l'onestà, non dico il coraggio, solo l'onestà di
  dire queste cose, di riconoscerlo apertamente? Certamente, dispiace
  che  un  punto  nascita  venga tolto ad un  ospedale  e  credo  che
  all'assessore eccome se gli dispiace ricevere da anni rimproveri  e
  accuse  perché  ha ridimensionato un Comune, un ospedale  piuttosto
  che un altro.
   Signor  assessore,  dopo che lei ha adottato  questa  riforma,  ha
  fatto questi tagli indolori, io credo che non ci siano stati questi
  drammatici casi di malasanità e non soltanto nei punti nascita.
   Per  fortuna,  nei punti nascita ce ne sono stati veramente  molti
  meno di quanti ce n'erano in passato, per cui, il sistema sanitario
  è andato al disastro. Riconosciamole queste cose
   La riforma sanitaria sta funzionando, anche sotto il profilo della
  qualità delle prestazioni e grazie al taglio doloroso ed impopolare
  dei punti nascita, noi stiamo dando prospettive, dal punto di vista
  statistico,  ma guardate che stiamo parlando delle vite  umane  che
  nasceranno,  alle  future generazioni ed alle  famiglie,  di  avere
  un'assistenza sanitaria di livello adeguato agli standard mondiali,
  europei  di  Paesi  civilizzati.  Noi,  invece,  vogliamo  rimanere
  nell'inciviltà, signor Presidente, e per questo ci affatichiamo  in
  questo triste dibattito, questo è un triste dibattito che non porta
  a niente e che, però, farà accademia e ce lo ricorderemo e qualcuno
  porterà qualche documento nel proprio paese, vantando chissà  quale
  strale lanciato nei confronti dell'assessore. Ben poca cosa

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Beninati.  Ne  ha
  facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  purtroppo,
  devo  intervenire anche se non era previsto il mio  intervento,  ma
  obiettivamente credo che le regole debbano valere per tutti. Non ci
  sono regole di serie A o di serie B.
   Questa  Assemblea ha votato un ordine del giorno.  Obiettivamente,
  questo  ordine  del  giorno  è nato dopo  un  dibattito  tenuto  in
  commissione   VI,   anche  a  seguito  di  una  quasi   contestuale
  attivazione,  da  parte di questa Aula, tramite il  sottoscritto  e
  devo  dire  che con il presidente Laccoto, proprio in quella  sede,
  quando  si parò di questo decreto, il primo, il presidente  Laccoto
  invitò il Governo ad andare in commissione.
   Il decreto, se non ricordo male, era del 2 dicembre o poco prima e
  fu  immediatamente dal presidente Laccoto, intercettato per vedere,
  forse,  di  considerare alcune situazioni - fermo restando  che  si
  possano  riconoscere i cinquecento punti nascita, non è  questo  il
  punto  -  ma  si  disse,  in quella sede che  forse  era  opportuno
  applicare alcune deroghe.
   Se  non ricordo male, l'assessore intervenne con alcune deroghe e,
  in  quella sede in commissione, si discusse di quelle deroghe.  Era
  presente  anche  l'onorevole Cracolici, erano presenti  tutti.  Non
  c'era  un problema di maggioranza o di opposizione. Si trattava  di
  avere un poco di buonsenso.
   Quel giorno intervenni io, ricordo a me stesso - è verbalizzato  -
  e  chiesi un attimo di riflessione al Governo e dissi al presidente
  Laccoto che, forse, questo suo intervento era intempestivo, non  me
  ne  doveva volere perché, avendo già l'assessore deciso tutto,  non
  credo   che  tornerà  indietro,  anzi  dissi  pure  in  quest'Aula:
   secondo me è tempo perso .
   Devo  dire che il Presidente Laccoto si fece carico di tutto  ciò,
  perché si era reso conto che alcune cose andavano riviste, andavano
  bloccate,  perché  in  alcuni  posti  c'erano  effettivamente   dei
  problemi,  non ultimo le principali le due isole minori,  Lipari  e
  Pantelleria, nella nostra provincia Mistretta, così come  vale  per
  Petralia,  e  anzi  ci  fu un intervento ben deciso  dell'onorevole
  Cracolici su Petraia. È ovvio che c'era un'attenzione da parte  dei
  parlamentari,  sia  di  maggioranza  che  di  opposizione,  ed  ero
  convinto, signor Assessore, che lei non tornava indietro,  e  anzi,
  per  punizione,  a  quanti hanno sollevato questo problema,  quelle
  deroghe  che aveva già previsto le ha pure tolte. E quindi  deroghe
  per nessuno.
   E non ci fu altro modo di chiede al Governo una riflessione in tal
  senso,  non  si  intravedeva  nessuna disponibilità  a  condividere
  qualcosa  che  voleva questa Assemblea, questi  parlamentari  tutti
  uniti, sia di centro destra che di centrosinistra. L'unico modo  fu
  l'approvazione  di  un  ordine  del  giorno  presentato  da  me   e
  dall'onorevole  Formica, che chiedeva semplicemente di  riflettere,
  di  valutare,  come  si  disse in Commissione,  di  fare  ulteriori
  verifiche. Tutto questo in effetti si è fatto.
   Però,  signor  Assessore, lei ha fatto  un  decreto,  e  forse  lo
  interpreta in un altro modo, ma di fatto lei ha decretato i  numeri
  di  punti nascita, un po' in controtendenza rispetto all'ordine del
  giorno  che  le chiedeva prima di definire i punti nascita  su  cui
  c'erano dei problemi, e la Commissione li aveva ben esplicitati, ma
  nel decreto questi punti nascita non ci sono più.
   E'  vero  che  con  l'ultimo  articolo del  decreto  ha  istituito
  eventuali  deroghe  in relazione a quanto previsto potranno  essere
  previste  a seguito della presentazione di piani di riconversione ,
  ma   sicuramente  andremo  a  peggiorare,  perché   si   parla   di
  accorpamenti  di  quelli  esistenti,  non  certamente  di   deroghe
  riduttive.   E  mi  stranezza  che  lei,  onorevole  Laccoto,   non
  interviene  su  questo, perché quale Presidente di una  Commissione
  deve essere al di sopra delle parti, non può tirarsi indietro.
   Signor  Assessore, l'ordine del giorno non è che le diceva contro,
  recitava:  ad assicurare che nelle more della definizione del nuovo
  assetto della rete regionale dei  punti nascita , e comunque fino a
  quando  non saranno individuati formalmente i reparti di ostetricia
  e  ginecologia dell'ospedalità pubblica e privata da dimettere dopo
  il  1 ottobre 2012, in tutte le Aziende sanitarie provinciali siano
  adottati e seguiti uniformemente gli stessi criteri organizzativi e
  di  adeguamento strutturale evitando che vengano   .  Ma  di  tutto
  questo non c'è una parola, c'è soltanto che la data si rimanda, non
  c'è né un  ritenuto , né un  considerato , per cui oggi di fatto  è
  inutile  che ci prendiamo in giro, i punti nascita così  come  sono
  stati tagliati resteranno.
   Questo ordine del giorno, Assessore non me ne voglia, non è  stato
  tenuto  in considerazione. Questo è un vulnus che si crea purtroppo
  spesso  ormai in Assemblea, l'ordine del giorno si è fatto e rimane
  carta   straccia.  Nella  premessa  al  decreto  non  c'è   neanche
  l'intervento del presidente Laccato, che aveva chiesto di  rivedere
  queste  posizioni. Il decreto ormai è questo, le  deroghe  potranno
  essere  fatte  ad ottobre, ma non c'è scritto sotto  i  500  parti,
  addirittura  le  deroghe sono per accorpare a mille,  questo  è  il
  decreto, totalmente in contrasto, caro Presidente Laccoto, a quello
  che  lei  si  era  fatto carico di far rispettare. I  sindaci  sono
  venuti tutti, ma hanno perso - come ho ripetuto la volta scorsa, ma
  glielo ripeto - tempo.
   Mi scusi, ma la Commissione non ha prodotto nulla.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sono   stato
  chiamato  diverse  volte  in  causa,  credo  di  dovere  fare   una
  ricostruzione quanto più fedele della situazione dei punti  nascita
  dicendo qual è stata la realtà anche in Commissione.
   In effetti noi abbiamo avuto tre sedute in Commissione e c'è stata
  un'illustrazione anche con tensioni, a volte, per  questo  decreto.
  Ci  sono  state  le ragioni dell'Assessore che ha  richiamato  alle
  indicazioni   dell'organizzazione   mondiale   della   sanità,   la
  Conferenza  Stato-Regione, ci sono state le ragioni dei  componenti
  della  Commissione, dei deputati, dei sindaci, poi  successivamente
  dei  territori  e il decreto che era stato fatto, praticamente,  ha
  trovato  un  punto di sintesi, di incontro, là dove la Commissione,
  all'unanimità,  con  il  consenso  dell'Assessore  aveva   chiesto,
  tramite la mia persona, che questo decreto fosse operativo  dal  30
  giugno  2012,  così  come  dovevano fare le  proposte  i  Direttori
  generali.
   Molte  discussioni vi sono state sulle deroghe, e  la  Commissione
  aveva   ritenuto   che   erano   di  competenza,   come   atto   di
  programmazione, o per lo meno per i criteri della Commissione, e su
  questo  si  era  convenuto, e cioè se deroghe ci  dovevano  essere,
  dovevano essere fatte dopo il piano di riconversione, entro ottobre
  2012, per avere un piano operativo dal gennaio 2013.
   Quindi,  il  decreto in linea di massima rispecchia  quelle  erano
  state  le decisioni della Commissione, tranne che nell'applicazione
  i  Direttori generali stanno usando pesi diversi e misure  diverse,
  nel  senso  che  se  il decreto e le proposte dei Direttori  devono
  avvenire entro il 30 giugno 2012, è giusto che nel frattempo ci  si
  attrezzi intanto per quanto riguarda i servizi alternativi.
   Dobbiamo  essere  onesti con noi stessi, perché  altrimenti,  come
  diceva  qualcuno, questo dibattito non ha senso, se fatto  solo  in
  una  direzione contro l'Assessore, non si riesce ad ottenere, nello
  spirito dei lavori della Commissione, i risultati prefissi.
   Allora  noi dobbiamo pretendere - perché questo è stato  accettato
  dall'assessore  e dalla Commissione - che prima di  poter  chiudere
  qualsiasi  punto  nascita vi siano i servizi alternativi.  E  vi  è
  l'assicurazione da parte dell'Assessore in questo senso, no che  il
  decreto non doveva essere emanato, ma doveva essere emanato  con  i
  criteri e con i tempi stabiliti in Commissione.
   Il  primo punto è che questi servizi alternativi, alcuni Direttori
  generali, non li stanno prevedendo, non possono chiudere tout court
  i punti nascita senza garantirli. C'è chi dà ragioni di budget; chi
  di   indicazioni   date  dall'Assessorato,   chi   dai   funzionari
  dell'Assessorato ed altro.
   Sta  di  fatto che il dibattito di questa sera ha un senso se  noi
  riusciamo ad incanalare tutto in una veste che possa portare a  dei
  risultati  costruttivi,  perchè  altrimenti  diventa  un  dibattito
  sterile,  solo per fare e per dire ognuno nei nostri paesi,  io  in
  provincia di Messina, altri in altre province: noi abbiamo fatto la
  battaglia, ma questa battaglia è questo
   Ed  allora, partendo dal presupposto, assessore, uno sforzo  credo
  che  lo  debba  fare anche il suo assessorato nel dare  indicazioni
  precise ai Direttori generali che, prima di poter chiudere, ed  era
  questo  un  punto  fondamentale che io avevo fatto,  ed  era  nella
  decisione   della   Commissione,  accettata  anche  dall'assessore,
  bisognava predisporre i servizi alternativi.
   Quello  che, invece, sta avvenendo - se lei non lo sa, lo possiamo
  verificare  giorno  dopo  giorno -  è  che  i  Direttori  generali,
  naturalmente,  anche  perché  credono che  così  possono  risolvere
  immediatamente il problema di budget, attendono il termine  del  30
  giugno  per  chiudere  i  punti nascita  senza  dare  quei  servizi
  alternativi. Questo era il punto programmatico della Commissione.
   Il  secondo punto, che era stato pure accettato - richiesto allora
  dal  professore Ettore Scollo - che per i nuovi punti  nascita,  vi
  fosse, dopo il 30 giugno, l'attivazione delle guardie attive. Altro
  punto  di  cui  la  Commissione  si  è  fatta  carico,  assieme  ai
  componenti scientifici.
   Il  terzo  punto trattato riguardava le deroghe, che noi  dicevamo
  entro  ottobre,  qui è scritto entro settembre, ma dovevano  essere
  valutate dalla commissione.
   È  inutile qui fare il muro contro muro. Abbiamo una realtà che  è
  una realtà, purtroppo, obtorto collo, che stiamo accettando per  le
  condizioni  economiche, per le condizioni di  sicurezza,  peraltro,
  che  ci  impongono, che ci vengono da quella che era la  conferenza
  Stato-Regione  allora,  perché  è stata  fatta  dall'Organizzazione
  mondiale  della Sanità, dal mondo scientifico, per la chiusura  dei
  punti  nascita  in  Sicilia, in questa fase, per  quelli  che  sono
  inferiori a 500 parti.
   Fermo  restando  il  problema  delle  deroghe  da  affrontare   in
  Commissione, così come si era stabilito - e questo è il  punto  che
  credo  abbia  creato  maggiore preoccupazione nelle  popolazioni  -
  ritengo,  assessore, che Lei si debba fare carico in maniera  molto
  chiara,  perché  questi  erano i risultati di  un  lungo  dibattito
  avvenuto  in tre sedute di Commissione, cioè predisporre i  servizi
  alternativi prima di qualsiasi chiusura di punto nascita.
   Questa è la realtà. E questa è la descrizione vera e propria della
  situazione,  al  di sopra, anche, di quelle che possono  essere  le
  parti.   Invito,  quindi,  l'Assemblea  tutta  ad  aiutare   questo
  percorso,  in una visione anche costruttiva, e chiedo all'assessore
  di  venire incontro, attraverso l'accettazione di quelle che  erano
  state le decisioni della Commissione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, per  agevolare  il  dibattito  e
  addivenire ad una conclusione che sia opportuna ed accettabile  per
  tutti,  la  Presidenza  non può che richiamare,  oltre  quello  che
  diceva  l'onorevole  Laccoto, e cioè tutto il lavoro  che  è  stato
  svolto  in  Commissione,  e  successivamente  in  quest'Aula,  dove
  abbiamo   avuto  un  lungo  dibattito,  dove  sono  intervenuti   i
  rappresentanti di quasi tutte le province siciliane, in  merito  ad
  una  serie  di  ordini  del giorno che erano stati  presentati  dai
  diversi deputati in rappresentanza dei territori, che chiedevano il
  mantenimento,  o  comunque  che ci  fosse  il  presidio  del  punto
  nascita.
   In  quella  sede, l'Assessore aveva dato la sua disponibilità,  il
  suo  assenso ad accettarne uno che, per caso, era stato  presentato
  da  me e dall'onorevole Beninati, ma poco c'entra, era in linea con
  i   deliberati  della  Commissione  e,  sostanzialmente,   chiedeva
  all'Assessore di fermarsi, non smantellare nulla ed  in  attesa  di
  mettere in capo tutte quelle misure alternative necessarie, e  fino
  al  primo ottobre lasciare che questi presidi, questi punti nascita
  potessero continuare a funzionare. Ed è stato votato all'unanimità,
  dopo numerosi interventi.
   Quindi,  per  il  prestigio  stesso  dell'Assemblea  e  dell'Aula,
  chiediamo   che   venga  rispettato,  e  che  ci  sia,   veramente,
  l'esecutività di quell'ordine del giorno del Parlamento.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  assessore, intanto credo che sia abbastanza mortificante  dibattere
  oggi   due   argomenti  così  significativi,   quello   storico   e
  fondamentale del ponte sullo stretto, e questo importante sul  tema
  della  sanità, e nello specifico sui punti nascita, con una ventina
  di deputati presenti, al di là di qualcuno che si è allontanato per
  protesta.  Protesta che nasce da quell'episodio -  permettetemi  di
  dire,  altrettanto  spiacevole - quando in una  seduta  in  cui  si
  discuteva  la  censura  all'assessore  Russo,  la  maggioranza  non
  partecipò.  Sono  stati due errori, sia quello che,  probabilmente,
  anche  questo. Credo che il dibattito ed il confronto debba  essere
  sempre  chiaro, trasparente, diretto. Non occorre questo  gioco  di
  ostruzionismi che, alla fine, è proprio una di quelle  ragioni  che
  allontana la gente dalla politica e dalle istituzioni.
   Assessore,  prendo  spunto da quello che da  ultimo  ha  detto  il
  presidente  Laccoto  e  dal riassunto che ha  fatto  il  presidente
  Formica.  Credo che questo suo provvedimento possa ancora  avere  i
  margini  per  potere  essere migliorato, e per  potere  vivere  nel
  coinvolgimento  delle forze politiche, al di  là  delle  logiche  e
  delle questioni squisitamente di merito.
   Mi  auguro che le aperture e le indicazioni, formulate con  grande
  lealtà  dal presidente Laccoto e richiamate nel redattore, in  quel
  caso,   dell'ordine   del   giorno,   dell'onorevole   Formica    e
  dell'onorevole  Beninati e votato all'unanimità in  quella  seduta,
  possano   essere  ancora  oggi,  al  di  là  dei  passi   fatti   e
  dell'esecutività nella sostanza, tenuti nella dovuta considerazione
  per potere, eventualmente, migliorare.
   Ma   io   ho   richiesto  di  intervenire,  anche   per   cogliere
  l'opportunità di dirle, con molta chiarezza e con molta  franchezza
  che, per quanto attiene alle questioni del punto nascita, nella mia
  provincia  di  Siracusa,  viviamo, al di là  dello  specifico,  una
  situazione  di  grande disagio, e anche colleghi di altre  province
  poc'anzi  hanno citato le questioni che attengono agli ospedali  di
  Avola  e  Noto.  La  invito, fermamente,  in  maniera  convinta  ad
  occuparsene,  perché  sta avvenendo una cosa molto  grave  e  molto
  triste.
   Ricordo quello che avvenne il venerdì antecedente il voto del  per
  l'elezione  del  sindaco  di  Noto,  con  la  distribuzione  di  un
  volantino che era strumento, evidentemente elettorale, che,  a  mio
  avviso, aiutò l'attuale sindaco che probabilmente avrebbe vinto  lo
  stesso,  non  lo  so. Ma, certamente, male non gli fece,  anzi   Lo
  aiutò  sicuramente,  e  lo  aiutò  perché  in  quell'occasione   il
  Presidente    Lombardo,   cambiando   ancora   una    volta    idea
  sull'argomento,  ritornò sostanzialmente alla soluzione  Cittadini,
  la  distribuzione in un unico ospedale Avola-Noto dei  reparti  per
  acuti, così com'erano già all'epoca, e siamo fermi ancora a questo.
  Se   lei   avrà  letto  la  rassegna  stampa,  le  viene  richiesto
  l'adeguamento  del  piano  sanitario finalizzato  al  potenziamento
  dell'ospedale di Noto con 154 posti letto, di Avola con  151  posti
  letto.  Vengono definite una serie di vicende che vengono corrette,
  alcune  indicazioni  della  Gazzetta ufficiale  in  cui  si  indica
  l'ospedale  Trigona  di Noto come presidio da rifunzionalizzare  in
  PTA,  e  tante altre cose che riguardano una serie di lavori  e  di
  spese che sono state fatte sia ad Avola che Noto.
   Per evitare scontri istituzionali, Le dico di occuparsene e che ci
  sia  quell'attenzione che non c'é. E' passato quasi un anno da quel
  venerdì prima del ballottaggio e siamo ancora a  caro amico'. Siamo
  ancora  in  una  situazione nella quale la vicenda  è  incancrenita
  rischiando  lo  scontro tra campanili piuttosto  che  la  soluzione
  seria ed ordinata.
   E  sta  accadendo la stessa cosa ad Augusta e Lentini. Lei conosce
  molto  bene  la realtà e sa che il grande sforzo che è stato  fatto
  per  quanto riguarda l'ospedale di Lentini, finalmente aperto,  non
  può sotto questo profilo creare ulteriori problemi sull'ospedale di
  Augusta.
   L'ospedale di Augusta in tema di deroghe che cosa avanza, che cosa
  dice?
   Nel suo decreto il dato è 3029 l'attività del bacino provinciale e
  che  sono  circa  1.100 i parti confermati nella  zona  nord  della
  città.
   La  deroga nel territorio di Augusta, che sappiamo tutti che  cosa
  ha  subito  in termini di danno ambientale, e che cosa ha  dato  in
  termini  di  ricchezza  a tutta l'Italia, segnatamente  anche  alla
  nostra Regione Sicilia, sapendo bene che nella nostra provincia  vi
  è  l'unica delle società che ha sede legale in Sicilia con tutte le
  conseguenze.
   Si  chiede  un ragionamento sulla deroga, ma la deroga  non  viene
  fatta  perché si sostengono le logiche dei numeri, e nel  frattempo
  non  si  applica neanche l'articolo 6 della legge  n.  5,  che  era
  quello  di privilegiare il territorio, perché era proprio in quella
  zona  industriale che doveva vivere la compensazione di essere zona
  industriale  ad alto rischio ambientale, e di avere dato  al  paese
  quelle ricchezze in termini di accise.
   Se  non  avviene né l'una né l'altra, almeno faccia la  deroga  in
  termini di punto nascita, in considerazione che se oggi quei numeri
  non sono quelli che in astratto consentirebbero la sua deroga, sono
  dovuti al fatto che scientificamente l'ASL prima e l'ASP dopo,  non
  ha  più potenziato quell'ospedale, perché ogni medico che andava in
  pensione non veniva sostituito.
   Signor  Assessore,  sotto questo profilo,  cerchi  di  trovare  le
  soluzioni  per  dare  risposte a questi territori  molto  delicati.
  Glielo  chiedo  sommessamente, ma lo  faccia  con  attenzione,  con
  solerzia.
   Abbiamo  visto  che cosa ha comportato in termini di  protesta  la
  manifestazione  di  Augusta bloccando il porto,  se  non  si  danno
  risposte,  ed ormai sono passati tre anni dalla legge n.  6.  Credo
  che  poi  si  legittimi  la  protesta e  si  legittimino  anche  le
  richieste come quelle che molti fanno di volere tutto, ben  sapendo
  che solo chiedendo tutto, forse si ottiene qualcosa.
   Nel frattempo qui non si sta applicando neanche la norma.
   Al  di  là  del  punto nascita, le quali le chiedo  di  incontrare
  prontamente  gli amministratori di Avola e di Noto,  e  trovare  la
  giusta  sintesi, dando seguito agli impegni che erano stati assunti
  dal  Presidente Lombardo in quella sede, e di fare altrettanto  con
  Augusta   per  quanto  riguarda  la  possibilità  di   deroga   per
  compensarla di quei danni.
   Le  dico  anche di guardare con molta attenzione alla  gestione  e
  alla amministrazione dell'ASP di Siracusa. Troppa gente per vincere
  il concorso deve essere del Movimento per l'autonomia. Questo non è
  consentito   Glielo  dico in maniera chiara e  trasparente.  Troppa
  gente  mi dice che solo rivolgendosi a qualcuno del gruppo MPA,  si
  possono avere delle chance.
   Assessore,  nell'interesse suo, nell'interesse  della  sanità,  mi
  creda,  controlli anche questo. Ne va del suo buon nome, oltre  che
  della  sanità.  Non abbiamo bisogno che vinca qualcuno  del  gruppo
  MPA,  abbiamo  bisogno che vinca qualcuno bravo, a prescindere  dal
  partito. E questo molto spesso non avviene.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Colianni.  Ne  ha
  facoltà.

   COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo è difficile
  parlare con un'opposizione che decide di abbandonare l'Aula.  Certe
  volte  penso  che  piuttosto  che il vescovo  di  Cefalù,  che  sta
  pregando per il Governo, forse bisognerebbe riunire tutte le Chiese
  apostoliche  siciliane per pregare che questa  opposizione,  almeno
  quella dei Falchi e non quella dei Colombi, assuma una posizione un
  attimo più dialogale in questo Parlamento.
   Perché  vedete parlare per poi uscire fuori non è una  gran  bella
  cosa.  L'onorevole  Beninati e l'onorevole  Bufardeci  fanno  parte
  delle Colombe ma, ogni tanto, si tingono anche di atteggiamenti  un
  po'  esagerati,  come  l'ultimo apprezzamento fatto  dall'onorevole
  Bufardeci,  perché  dire pubblicamente in  un  Parlamento  che  per
  vincere un concorso si deve essere dell'MPA, a me sembra di  enorme
  gravità.  In questa sede non abbiamo mai citato il PDL  per  potere
  raggiungere successi nelle professioni. Questo va stigmatizzato, io
  voglio farlo pur sapendo quanto l'onorevole Bufardeci, di solito, è
  persona  saggia che fa interventi equilibrati. Questo mi è sembrato
  un  po' troppo e, seppure in tono sommesso vorrei dirglielo, perché
  lui possa non reiterare, ma ritirare le cose dette.
   Detto questo signor Presidente, vorrei che facessimo chiarezza  su
  questa  vicenda. Ci sono state, Presidente Laccoto, delle cose  che
  in  Commissione  non  sono andate, perchè  poi  in  Aula  ci  siamo
  presentati con documenti di difesa territoriale.
   L'assessore  ha fatto una scelta di assoluta coerenza,  a  Massimo
  Russo  possiamo dire tutto, meno che non sia stato un uomo coerente
  e deciso rispetto all'applicazione della norma.
   Ma  vorrei  parlare ai colleghi, e vorrei dire che il  più  grande
  errore  lo abbiamo fatto noi, e lo abbiamo fatto in VI Commissione,
  quando  abbiamo legato le mani all'Assessore. Sono convinto che  la
  politica  esiste per fare le regole, ma è l'unico strumento  idoneo
  per  infrangere  le regole, la politica e l'unico luogo  e  l'unico
  posto  nel  quale risiede la capacità di modificare le  regole,  ma
  quando vi è un dibattito vero, un dibattito reale, un dibattito  di
  una  politica che, anziché diventare difensivistica unicamente  del
  proprio  territorio  e del proprio giardino,  diventa  invece,  una
  politica che infrange le regole per farne altre, che siano figli di
  un  range  di applicazioni, figli di un razionale che va  da  tutti
  condiviso.   Voglio  essere  più  chiaro,  quando  in   Commissione
  l'Assessore è venuto con una ipotesi di lavoro legato alle Isole  e
  quant'altro, ebbene proprio dai banchi della politica è stato detto
  o si fa tutto o non si fa nulla, e questo non è possibile.
   Sono  io  il  primo che ho difeso tante volte una  idea,  che  era
  l'idea  per la quale occorreva immaginare in alcune realtà che  gli
  ospedali  erano  fatti  degli stabilimenti,  lo  ha  deciso  questo
  Parlamento che gli ospedali possono prevedere l'accorpamento,  anzi
  il  nostro  sistema sanitario è vincolato a questa  impostazione  e
  cioè che un ospedale è fatto da più stabilimenti.
   Allora  avremmo  potuto decidere di sommare gli  stabilimenti  per
  sommare anche la quantità di nascite e lasciare quell'ospedale,  in
  alcuni  territori che hanno la necessità -  penso  a  Nicosia,  nei
  Nebrodi,  penso alla realtà di Nicosia e Leonforte così distanti  -
  avrebbe avuto un senso far diventare i due stabilimenti un ospedale
  e  consentire  che  il  numero  dei  nascituri  fosse  raggiunto  e
  realizzare  le condizioni perché fosse l'équipe medica a spostarsi,
  piuttosto  che  spostare le persone che devono dare alla  luce,  ma
  questa è la politica quando la politica ragiona, quando cerca delle
  soluzioni che siano delle soluzioni ragionate.
   A   Cefalù  avremmo  potuto  ragionare  dicendo  all'Assessore  di
  applicare un  range' da verificare triennalmente per vedere se quel
  meno  20  poteva  diventare più 20; avremmo potuto ragionare  sulle
  Isole,  sostenendo che nascere nelle isole è difficile e, pertanto,
  possiamo  spostare i professionisti e gli specialisti nelle  isole;
  avremmo  potuto  ragionare di questo e, invece,  amici  miei  della
  politica,  a  cominciare  da me, abbiamo  detto  all'Assessore,  in
  Commissione   che  non se ne fa nulla delle deroghe,  perché  o  si
  fanno  tutte, anche  quelle di casa mia o non si va avanti
   O  abbiamo questo coraggio morale, etico, di dirci che siamo stati
  noi  a  bloccare  le mani ad un Assessore che doveva  assolutamente
  rispettare le regole e questa politica è stata incapace  a  trovare
  momenti di equilibrio al nostro interno.
   Signor   Presidente,  voglio rivolgere un invito  all'Assessore  e
  l'invito  che  voglio  rivolgergli è che  l'Assessore  pur  dovendo
  difendere,  assolutamente, le posizioni di equilibrio,  di  regole,
  di severità e di rigore, chiedo all'Assessore che possa discutersi,
  in  Commissione parlamentare, con un senso di responsabilità che la
  politica  ad  oggi non ha avuto e caro Presidente che non  possiamo
  trovare  in  questo  dibattito oggi in cui  le  persone  vanno  via
  dicendo  che  c'è qualcuno che deve pregare per il Governo,  non  è
  possibile trovare qui la mediazione, ma chiedo all'Assessore che si
  faccia parte attiva e al Presidente della Commissione che si  possa
  avere  un  sereno  confronto, riprendendo il  dialogo  da  dove  lo
  abbiamo  lasciato,  facendo  in  modo  che  si  possa  trovare   un
  equilibrio  possibile fra le forze politiche e il  Governo,  perché
  noi  siamo  stati  sempre bravi quando Governo e  Parlamento  hanno
  saputo dialogare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Scilla.  Ne  ha
  facoltà.

   SCILLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor  Assessore,
  ho  apprezzato  l'ultimo intervento nel  tentativo,  anche  dicendo
  cose,  non dico non vere, ma cercando di arrampicarsi sugli specchi
  da  parte dell'onorevole Colianni, di difendere l'Assessore  perché
  le  cose  che il collega che mi ha preceduto ha detto,  sono  delle
  cose  vere,  assolutamente  vere, nel  senso  che  la  politica  ha
  l'obbligo,  il  dovere  di cercare di andare oltre  i  regolamenti,
  oltre  i  decreti, oltre anche alle leggi a volte perché  viceversa
  nominare un Assessore rispetto ad un altro non ha senso.
   Considerato  che  vi  è un Assessore che è convinto  che  da  solo
  vorrebbe   cambiare  il  mondo,  unto  da  non  so   quale   potere
  sovrannaturale, ma che nei fatti ha dimostrato,  dal mio  punto  di
  vista,  una non competenza della materia notevole - basta farsi  un
  giro  per  gli ospedali siciliani, io parlo per quanto riguarda  la
  mia  provincia  a  Trapani - e tutte queste  novità,  che  qualcuno
  vorrebbe sostenere, non le trovo e non le trovo dal punto di  vista
  organizzativo;    è  stato  detto  dal  mio  capogruppo   onorevole
  Bufardeci, le nomine non sono fatte in merito alla meritocrazia, le
  nomine  vengono  fatte se si appartiene a un ambiente  politico  o,
  peggio  ancora,  se si appartiene a un partito; è  un  fatto  ormai
  assodato,  diremo  nomi, cognomi perché non si  può  continuare  in
  questa maniera.
   Sono  stati  esternalizzati dei servizi non  tenendo  conto  delle
  graduatorie che già c'erano nelle nostre aziende, mortificando  chi
  da  molti  anni  lavora nelle aziende e che ora, di fatto,  rischia
  seriamente di non avere più un posto di lavoro.
   Questi,  cari amici miei, sono fatti oggettivi, non c'è un attacco
  che  vuole essere pretestuoso nei confronti di chi non ha  assoluto
  rispetto verso il Parlamento.
   Questo  Parlamento,  quando  votò all'unanimità  quell'ordine  del
  giorno  proposto  dal collega Beninati, verteva proprio  in  questo
  senso.
   Caro   Presidente  Laccoto,  lei  mi  deve  ascoltare,  perché   è
  importante,  io  ho  apprezzato  il  suo  ragionamento  e   la  sua
  ricostruzione  vera che dimostra, anche lì, che le  cose  che  sono
  state  dette e gli impegni che sono stati presi di fatto  non  sono
  stati  mantenuti,  perché in quel decreto,  che  oggi  già  c'è,  i
  servizi  alternativi di fatto non ci sono e lei stesso ha  ripetuto
  in  quest'Aula  che  è  un principio fondamentale  rispetto  ad  un
  accordo che doveva andare verso la soluzione del problema.
   Considerato  che  l'assessore  Russo  non  si  può  permettere  di
  stabilire cose che deve stabilire la politica, il Parlamento,  deve
  scendere da questo piedistallo e confrontarsi realisticamente con i
  parlamentari  e  lei  lì ha un compito assolutamente  fondamentale,
  caro  Presidente Laccoto, perché non si può continuare - e  ritorno
  alla mia provincia per portare un esempio pratico - a pensare,  non
  di  farlo, di chiudere il punto nascita a Pantelleria. E' da pazzi
  Non ci può essere nessuna norma.
   Vero  è che si parla di un progetto specifico per le Isole minori,
  potrebbe  essere anche utile, ci mancherebbe, ma il punto  nascita,
  la  possibilità per i panteschi di poter nascere in quell'Isola, il
  fatto  stesso  che si vive in quel territorio, già di  fatto  è  un
  problema  reale  e  con le condizioni meteo - in questi  giorni  ne
  possiamo avere contezza - e con le ristrettezze economiche non sono
  tutte  le  famiglie che si possono permettere 20  giorni  prima  di
  andare a Trapani per poter programmare una nascita.
   Questi  sono fatti oggettivi o sono fatti demagogici  Questi  sono
  fatti  che vogliono essere un attacco per forza all'Assessore Russo
  che, ricordo a tutti, è stato sfiduciato da questo Parlamento:  c'è
  stata  una  scelta  specifica del Partito  Democratico  che  doveva
  sostenere  l'Assessore Russo, perché il giorno in  cui  votammo  la
  sfiducia,  i  parlamentari del Partito Democratico erano  fuori  da
  quest'Aula, bastava che entrassero e non c'erano i numeri per poter
  portare a termine la sfiducia politica di un atteggiamento,  di  un
  modo  di  fare  politica  che anche a voi, che  siete  costretti  a
  sostenerlo, vi dà fastidio, perché non è il problema - come  diceva
  qualcuno - difendere la propria posizione.
   Io  per  quanto riguarda il punto nascita, per quanto riguarda  la
  mia  città natale, è stato tolto e non ho parlato di Mazara  perché
  potrebbe rientrare in una logica generale di difesa del territorio,
  ma  non  posso certo accettare che a Pantelleria, ripeto, si  pensi
  senza   nessun   coinvolgimento   delle   forze   politiche,    dei
  parlamentari, dell'amministrazione.
   Caro  Presidente  Laccoto, il problema è l'atteggiamento  politico
  dell'Assessore  e  lei,  a  tutela di  questo  Parlamento,  siccome
  rappresenta  una Commissione che ha il dovere di poter interloquire
  per  poter portare quelle scelte che erano presenti in quell'ordine
  del  giorno,  perché non è vero che questo Parlamento fa  finta  di
  nulla o vuole fare demagogia o fare speculazione, questo Parlamento
  è un Parlamento che ha dimostrato tante volte di voler lavorare per
  ottenere dei risultati, ma quando si ha di fronte chi, ripeto,  non
  ha  il rispetto delle istituzioni democraticamente elette vuol dire
  che non ci siamo.
   Per  tali motivi,  non ci fidiamo, abbiamo forti perplessità, ecco
  perché noi continueremo le nostre battaglie non, ripeto, per  voler
  essere  per  forza contrari, il  ragionamento è quello di  rivedere
  questo  decreto, di rivederlo, entrando nel merito, sapendo che  ci
  sono  delle norme da rispettare, ma non basta come qualcuno  voleva
  dire  perché l'organizzazione mondiale della salute o il  Ministero
  ha  fatto  delle  scelte e, quindi, chiudiamo qualche  altro  punto
  nascita  per  cercare  di dimostrare che  la  Sicilia  ormai  si  è
  modernizzata, che la Sicilia è al passo dei tempi.
   Essere al passo dei tempi, essere moderni, sapere dialogare con le
  istituzioni nazionali e regionali significa, però, sapere difendere
  le  esigenze  e le istanze di questo territorio, non a chiacchiere,
  non  con  falsità,  ma  con  verità e con realtà  assoluta.  Grazie
  Presidente.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Benedictis. Ne ha
  facoltà.

   DE   BENEDICTIS.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi   la
  discussione di stasera riguarda i punti nascita, ma si inserisce in
  un  contesto  che  a  tratti è emerso anche nella  discussione  dei
  colleghi.
   Chi interviene - e lo fa anche a nome del gruppo a cui appartiene,
  che   ha  sostenuto,  io  per  primo,  questa  scommessa  che   con
  l'Assessore  Russo portiamo avanti, voglio dirlo - non  può  essere
  tacciato di demagogia né di cattiva volontà politica.
   Abbiamo sostenuto, consapevoli delle difficoltà, un processo,  una
  promessa di riforma e di riorganizzazione dei servizi per cui anche
  nello  specifico,  credo, che si possa iniziare questa  discussione
  facendo  piazza  pulita, almeno per quanto ci  riguarda,  di  tutte
  quelle  e,  ve ne sono, strumentalizzazioni, posizioni demagogiche,
  che immaginano che la Sicilia può restare lontana da un percorso di
  rinnovamento,  da  un  percorso  di virtuosità,  dalle  regole  che
  richiamano  la  sicurezza nei punti nascita, dalla ipotesi  che  si
  possa continuare a mantenere un servizio che ha, in questo momento,
  rispetto  alla media italiana, il più alto numero di parti cesarei,
  come il più alto numero in percentuale di mortalità neonatale.
   Quindi, lungi da noi l'idea di difendere l'indifendibile e di  non
  accedere  ad  un  sistema che possa garantire  più  sicurezza  alle
  nostre donne, innanzitutto, e ai nostri figli, perché di questo  si
  tratta.
   Detto questo e lo abbiamo ampiamente discusso in Commissione e  lo
  abbiamo  ampiamente approfondito con l'ausilio degli esperti  e  di
  consulenti  che hanno mostrato le tematiche in oggetto,  non  vi  è
  dubbio  che il tema qui, questo è un Parlamento, non è una politica
  è di natura più politica.
   Cioè  se  il  percorso che è stato seguito è quello più  idoneo  a
  conseguire un risultato atteso che vi sono certamente una serie  di
  resistenze pretestuose che alcuni mettono in campo, ma vi è anche -
  e questo è appunto il clima che affiorava in molti degli interventi
  e  che  all'inizio dicevo - una diffidenza maturata, una diffidenza
  verso  le  tante  promesse che c'eravamo tutti quanti  impegnati  a
  mantenere e che nel tessuto della popolazione siciliana si stenta a
  riconoscere.
   Io  non ho incontrato un operatore della sanità che è convinto che
  si  siano fatti passi avanti. Non solo, ma sono molti i casi in cui
  si  sono dette delle cose e non si sono fatte e, se così non fosse,
  anche   un  provvedimento  come  quello  in  oggetto,  per   quanto
  discutibile  o  per quanto difficile da digerire  nella  tradizione
  delle  nostre  abitudini, potrebbe incontrare diverso apprezzamento
  perché  sapremmo  tutti che si va, comunque,  attraverso  sacrifici
  verso una evoluzione.
   Purtroppo  così non è stato dappertutto, purtroppo  abbiamo  delle
  difficoltà   e   di  questo  ce  ne  dobbiamo  fare  carico   senza
  presunzioni,  ma  con  l'umiltà  di  riconoscere  che  un  percorso
  difficile  necessita  di  fatica,  che  ci  possono  essere   anche
  imprevisti  lungo la strada e che forse se questo  avviene,  e  sta
  continuando ad avvenire, non tutto è avvenuto nella perfezione ed è
  esente da critiche.
   Ora  lo  ha detto il Presidente della Commissione, noi avevamo  in
  Commissione  ipotizzato  un  percorso  che  serviva   non   già   a
  disconoscere  la  necessità  di  questo  adeguamento,  che   è   un
  adeguamento, lo ricordo anche ai colleghi, previsto dal Patto della
  salute,  è  previsto dall'accordo Stato-Regioni, se poi ci mettiamo
  a  discutere sul numero dei parti chiedendo una deroga, non solo io
  non  ci sto, ma tutti quanti facciamo demagogia perché sappiamo che
  non è possibile.
   Stiamo discutendo delle modalità attraverso cui approdare a questo
  risultato  e,  ripeto,  vi erano delle modalità  individuate  nelle
  sedute  della  Commissione  che  il  presidente  Laccoto  è   stato
  costretto a richiamare, segno che non sono state attuate, segno che
  -  e qui concludo la mia prima parte dell'intervento - il senso  di
  quello che stiamo dicendo è, semmai, quello di ricondurci al  senso
  ed   allo  spirito  del  percorso  che  avevamo  individuato  nella
  Commissione e che serviva a dire a tutti, ed a dirci fra di  noi  e
  insieme  agli  operatori e ai responsabili  della  sanità,  che  si
  avviava  un percorso che non ha un tempo di scadenza 2012, che  può
  anche  avere  un  tempo di scadenza maggiore, ma è  giusto  che  lo
  facciamo  prima  possibile, ma prima possibile era  conciliato  con
  l'ipotesi   di  predisporre  un  piano  e  tutti  quanti  potessimo
  convincerci, in ogni territorio, che quel piano era fattibile,  era
  assistito  dalle  risorse,  dalle  strumentazioni  necessarie,   le
  risorse  umane  e  strumentali e prefigurava un  cammino,  per  cui
  potevamo  arrivare,  in tempi veloci e rapidi, con  certezza,  alla
  dismissione  dei punti nascita che erano al di sotto  della  soglia
  prevista   ed  alla  sicurezza  nei  punti  nascita  che   venivano
  individuati.
   Il  percorso  che è stato decretato è inverso, si  sono  decisi  a
  priori i punti nascita, sulla base della quantificazione dei  parti
  avvenuti  nell'anno precedente, e si è deciso, quindi, di  adeguare
  un percorso per raggiungere quel risultato.
   Io  credo che non sfugga a nessuno che non è tanto un problema  di
  programmazione  clinica, ma è un problema di  modulazione  politica
  degli interventi.
   Questo  si  salda  con  gli  interventi  di  alcuni  colleghi  che
  richiamavano, per esempio, alcune situazioni specifiche.  Mi  tocca
  intervenire  sul  caso di Siracusa e lo farò brevemente,  perché  è
  stato oggetto di un intervento precedente, nel caso di Avola  e  di
  Noto,  segnalo  all'assessore - e lo faccio in  questa  sede  -  la
  necessità  di ripristinare una certezza che vi era  nei primi  mesi
  del  2011, si è tardato nel darvi attuazione, questa certezza si  è
  scomposta  in occasione della campagna elettorale e da   allora  ad
  oggi non è avvenuto nulla.
   Il problema non è la preoccupazione che molti hanno che si proceda
  all'accorpamento  dei  reparti per acuti  all'interno  di  un  solo
  presidio,  il   problema, a mio avviso, è che non si  fa  nulla  di
  tutto  questo, nel senso che quella risposta sanitaria carente  che
  oggi il territorio offre, carente era e carente rimane e non si  ha
  certezza  del quando e del come si uscirà da questo stato  d'empass
  nella programmazione in campo.
   E'  peggio, vorrei dirlo, nella situazione di Augusta e di Lentini
  dove  vi  sono state violente proteste che hanno visto la città  di
  Lentini,  con  la  presenza  di  elementi  che  hanno  destato   la
  preoccupazione  degli organi di polizia   e  sono  gli  stessi  che
  hanno  visto  la stessa preoccupazione degli organi di  polizia  in
  occasione delle ultime manifestazioni dei  forconi  che nulla hanno
  a  che  fare  con il disagio vero e il bisogno di quelle  categorie
  rappresentate.
   Insomma, vi è uno spazio anche per la delinquenza organizzata  che
  lasciamo  nella  indecisione in cui si trovano  i  sindaci  che  si
  vedono  un  provvedimento,  sotto  forma  di  lettera,  inviato   a
  settembre, che assicura la prossima variazione, con decreto,  della
  rete  ospedaliera  nella  provincia, sono  trascorsi  cinque  mesi,
  questo  non  è  avvenuto e non è avvenuto nulla di quello  che  era
  promesso  e  nella indeterminatezza si assiste anche a  discussioni
  che  non hanno fondamento, come quelle di poco fa, perché non vi  è
  dubbio  che, nel distretto Nord, il punto nascita uno ed  uno  solo
  può  essere, ma c'è bisogno di farlo con una compensazione, ma  non
  per una questione di merito o di ripartizione di peso, ma perché il
  territorio di Augusta può cedere all'ospedale di Lentini  il  punto
  nascita, come è previsto - io credo anche giusto che sia -   ma  va
  riconosciuto  ad Augusta un peso importante in termini  di  offerta
  sanitaria  legato  alle  specificità che le  patologie  in  area  a
  rischio industriale richiedono, così come era previsto, così come è
  stato promesso, così come ancora non è stato mantenuto.
    E' questo clima di incertezza che rende più difficile a Siracusa,
  come  altrove, ho voluto fare solo un esempio, anche il cammino  di
  un   provvedimento  in  sé  giusto  come  quello  che  oggi  stiamo
  discutendo, per cui io non posso votare favorevolmente le  mozioni,
  ma  chiedo coerentemente ed in assonanza con quello che ha detto il
  Presidente,  che  si  ritorni  allo spirito  del  deliberato  della
  Commissione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Romano.  Ne  ha
  facoltà.

   ROMANO.  Signor  Presidente,   avevo chiesto  di  intervenire,  in
  contemporanea,  quando  ho   alzato la mano  insieme  all'onorevole
  D'Agostino, per cui si faccia aiutare se ha difficoltà nel vedere.

   PRESIDENTE.  Onorevole Romano, sa quando era previsto l'intervento
  dell'onorevole  D'Agostino? Era il penultimo,  siccome  l'onorevole
  D'Agostino  insisteva per intervenire, l'abbiamo fatto intervenire.
  Lei deve stare più attento.

   ROMANO. Sono un po' distratto, meno male che c'è il Presidente che
  controlla l'ordine dei lavori.
   Mi  permetto di intervenire, dicevo signor Presidente,  assessore,
  perché sono anch'io firmatario, ho posto la mia firma, condividendo
  l'ordine  del  giorno presentato dal collega Rinaldi,  non  per  un
  fatto di demagogia, di bandiera nei confronti di una comunità  come
  quella  di  Mistretta  e  delle  isole  Eolie,   e  di  Lipari   in
  particolare,  ma  perché con lei ci siamo confrontati  più  di  una
  volta,  signor assessore, su questo tema, continuo a sostenere  che
  ci sono delle eccezioni che vanno in qualche misura pesate.
   E' già stato detto, provo a ridirlo in ordine molto semplice: alle
  isole  Eolie  non si passa da 4 giorni,  vorrei - in  qualche  modo
  siamo  tutti padri - immaginare che i nostri figli debbano  restare
  in  balia di un elicottero, piuttosto che di una nave che non passi
  diventa un'esperienza traumatica, secondo me, per tutti.
   Le  soluzioni  c'erano, ne abbiamo parlato. L'ordine  del  giorno,
  assessore,  lo  prenda  come  una  provocazione  e,  comunque,  una
  determinazione di taluni deputati che ritengono che la  Commissione
  possa  e  debba avere un ruolo più forte, presidente  Laccoto,  più
  incisivo nei confronti del Governo, ma visto che il dibattito si  è
  aperto  e  qualche minuto ce l'ho sul tema più ampio della riforma,
  assessore a me piace dirle -  come le ho detto più di una  volta  -
  che questa è stata una riforma bellissima, coraggiosa, forse tra le
  riforme  più importanti che questo Governo ha fatto, va  difesa,  è
  stata  votata da questa Aula con una maggioranza bulgara,  con  una
  buona  maggioranza  ed  abbiamo tutti rimesso  su  questa  riforma,
  assessore Russo, grandi speranze.
   Mi  permetto di dire, l'ho interpretata così, non da tecnico della
  sanità    con   i   punti   di   eccellenza   anche   in   Sicilia,
  deospedalizzazione,  risparmio della spesa.   Mi  pare  che  questi
  possano essere tre punti di sintesi di quella riforma, al di là  di
  tutti gli aspetti tecnici.
   Mi  piacerebbe  in  un  immediato futuro, in un  prossimo  futuro,
  confrontarci  su  questi  tre parametri, quanto  abbiamo  aumentato
  l'eccellenza  e  la qualità della nostra sanità,  non  lo  dico  in
  maniera  ironica,  lo  dico per un confronto serio,  assessore,  su
  questo  tema, quanto abbiamo aumentato l'eccellenza, quanto abbiamo
  diminuito  l'ospedalizzazione,  quanto  abbiamo  risparmiato  nella
  spesa. Credo che su questi tre punti noi dobbiamo confrontarci.
   Mi  permetto di dire ancora che io non accetto quella  mozione  di
  sfiducia,  per me non è una mozione che è stata votata  da  18,  17
  parlamentari rimasti in Aula, è un atto politico di una  minoranza,
  di   una   maggioranza,   di   un  gruppo   per   motivi   diversi;
  quest'Assemblea non ha sfiduciato l'Assessore; se oggi  l'Assessore
  è  qui oggi c'è stato un coro di attenzione rispetto ad un processo
  che è in divenire  e che tutti riteniamo essere in divenire.
   Per  avviarmi alla conclusione dell'intervento, volevo anche  dire
  che  non sono tra i fortunati, non trovo primari, Assessore, se c'è
  questa  fortuna in giro per la Sicilia che ci sono primari  targati
  MPA,  me lo faccia sapere, perché io nella mia provincia non ne  ho
  visto  uno,   probabilmente non ci sono neanche nomine  di  vertice
  targate in un certo modo, anzi stiamo provando a confrontarci su un
  sistema  sanitario con taluni eccellenti, taluni  meno  eccellenti,
  direttori generali che provano a tenere in piedi questo meccanismo.
   Quindi,  credo  che nessuno voglia mettere la croce sulle  spalle,
  l'assessore  Russo ha fatto un lavoro, secondo me, che  non  poteva
  fare  nessun altro, nessun altro di quest'Aula avrebbe potuto fare;
  non  ho detto non avrebbe potuto fare di meglio: non avrebbe potuto
  fare, punto  Questo è il mio personale giudizio.
   Dopodiché   possiamo   migliorare  tutto,  che   la   Commissione,
  Assessore, riprenda il lavoro. La provocazione di questo ordine del
  giorno,  come  altre interrogazioni che arrivano,  sul  tema  della
  sanità,  tendono a sistemare, noi non lavoriamo contro  l'Assessore
  Russo, tutt'altro - io non sono fra questi - io lavoro per la buona
  sanità  in  Sicilia, se concorriamo tutti, e non  è  demagogia,  ad
  immaginare  questo  percorso virtuoso, allora  possiamo  ridare  un
  ruolo  alla Commissione, rivedere, se è il  caso, Assessore  Russo,
  alcune  scelte  assieme,  quello dei punti  nascita  o  quello  dei
  sistemi integrati degli ospedali.
   Io ero con lei, Assessore, quando a Mistretta abbiamo avuto un po'
  di   confusione  nella  piazza   e  abbiamo  proposto  il   sistema
  dell'ospedale  Patti S. Agata- Mistretta, un sistema  integrato  di
  tre  punti  con  unico ospedale. E' un modello che  funziona,  però
  dobbiamo  arrivare  ai  PTA,  al  sistema  integrato,  ai   servizi
  alternativi, diceva il Presidente Laccoto.
   Dare  un  ruolo forte a questo Parlamento ed avere la capacità  di
  immaginare  che  i punti d'eccellenza che abbiamo  o  che  vogliamo
  costruire in Sicilia diventino, anche nel settore della sanità, uno
  dei  modelli  su  cui  i siciliani non siano  costretti,  sempre  e
  comunque, ad andare fuori a farsi curare.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice.  Ne  ha
  facoltà.

   LO   GIUDICE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   signor
  Assessore,  mi sembra che ci sia sempre il dibattito pro  o  contro
  l'Assessore Russo.
   Io  desidererei  parlare  stasera,  in  questo  breve  intervento,
  esclusivamente di sanità.  Qualcuno ha detto poco fa  che  le  cose
  vanno  male.  signor Presidente, lei sa meglio  di  me,  in  quanto
  medico,  che,  purtroppo, noi siamo più poveri rispetto  a  qualche
  anno fa.
   Le  risorse sono quelle che sono e dobbiamo, purtroppo, far fronte
  alla  maggiore richiesta da parte della popolazione dei  siciliani,
  le  richieste  che  ci  vengono fatte sono  sempre  esorbitanti  e,
  quindi,  le  risorse  sono sempre quelle  e   dobbiamo  cercare  di
  barcamenarci.
   Sicuramente  questa non è colpa dell'assessore Russo,  sicuramente
  non  voglio  dissertare come qualcuno ha fatto sugli  atteggiamenti
  dell'assessore, ognuno si assume le proprie responsabilità.
   Riguardo,  signor  Presidente,  ai  punti  nascita,  io   concordo
  perfettamente con quanto ha detto il Presidente Laccato.
   Lei  sa  meglio  di me, perché lei, Presidente, in qualche  seduta
  scorsa, è intervenuto a proposito della chiusura dei punti nascita.
  Dal  punto di vista scientifico, questo non lo dice l'onorevole  Lo
  Giudice,  non  lo  dice l'assessore Russo, lo dice l'Organizzazione
  Mondiale  della  Sanità,  e  quindi, di  riflesso,  a  cascata,  si
  garantisce la vita sia della puerpera che del nascituro solo se  si
  ha  una notevole manualità. Allora, non si può scendere al di sotto
  dei  500 parti, altrimenti l'ostetrico o l'ostetrica, il ginecologo
  perde  la  manualità e, quindi, mette a rischio la vita  sia  della
  paziente che del nascituro.
   Questo  ci  viene detto, e noi, come ricorderà bene il  presidente
  Laccoto, abbiamo ricevuto quella commissione regionale composta  da
  insigni  luminari  ostetrici, i quali  ci  suggerivano  che  doveva
  essere portata avanti questa situazione. E, sicuramente, di  qua  a
  qualche anno, dai 500 parti bisognerà passare, necessariamente,  ai
  1000 parti.
   Ero  contrario per tutte le deroghe che il signor assessore  aveva
  dato,  deroghe a riguardo di cinque paesi siciliani,  per  cui  era
  stata concessa la deroga.
   Io  sono  della  provincia di Trapani, però, vorrei essere  questa
  sera  oggettivo, non fare un discorso soggettivo e portare sostegno
  al mio territorio.
   Come diceva, poco fa, però, l'onorevole Scilla, se deroghe bisogna
  dare,  esse  devono essere date a due territori che sono  in  netta
  difficoltà.  Uno, signor Presidente, si ritrova nel suo territorio,
  si tratta di Lipari, le Isole Eolie, sono quattro giorni che non si
  riesce a raggiungerle  Lo stesso discorso vale per Pantelleria.
   Perché  vede,  quando  si  danno  delle  regole  ad  altri  paesi,
  sicuramente, sono intervenuti e noi ne abbiamo ricevuto, i colleghi
  della  commissione sanità lo sanno,  decine e decine di sindaci,  i
  quali reclamavano per campanilismo, per quale motivo si chiudeva il
  punto nascita nella loro città piuttosto che in un'altra città dove
  si  continuava nell'operatività di quel punto nascita.  Se  andiamo
  dietro a questi campanilismi, signor Presidente, ci perderemo e  ci
  perdiamo.  Dobbiamo, allora, essere oggettivi  e  seri.  Le  uniche
  deroghe,  a mio giudizio, devono essere date per le Isole  Eolie  e
  per Pantelleria. E concordo, perfettamente, con quanto ha detto  il
  presidente Laccoto.
   La  commissione ha fatto un lavoro egregio. Il discorso a  cui  il
  presidente  accennava,  il  discorso dei servizi  alternativi  sono
  necessari  ed  indispensabili  e, sicuramente,  noi  vigileremo  su
  questo.
   L'importante è, assessore Russo, collaborare su tutto  quello  che
  succederà perché ancora ci aspettano tempi no duri, durissimi.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza Nicola. Ne ha
  facoltà.

   LEANZA  NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in premessa
  vorrei  rilevare  come  la  presenza dell'assessore  Russo,  ci  fa
  parlare  tutti,  nel  senso che diventa un  fatto  positivo  perché
  invoglia,  al  contrario  di  quanto  diceva  poco  fa  l'onorevole
  D'Agostino, invoglia: 21 deputati presenti, 21 iscritti a parlare.
   Stasera è un dibattito importante perché raramente succede che  in
  leggi importanti intervengano tanti colleghi parlamentari. E questo
  è  un  fatto positivo democratico importante. Ed è la dimostrazione
  che  per quanto riguarda la questione, il tema dei punti nascita  è
  stato un tema molto dibattuto. Ricordo di avere partecipato a tutte
  e  tre le sedute della commissione, pur non facendo parte della  VI
  commissione, e sono stati dei veri incontri di commissione  in  cui
  si  è  dibattuto  seriamente  e si è approfondito  questo  tema  in
  maniera seria.
   E  ritengo  che l'aver applicato quanto deciso dall'Organizzazione
  mondiale  della sanità e dalla conferenza Stato-Regioni  sia  stata
  una cosa civile importante e assolutamente giusta da fare.
   Devo,  però, segnalare alcune cose. Aver partecipato al  dibattito
  in  Commissione mi ha fatto venire la voglia di approfondire questo
  argomento e mi sono accorto, caro assessore, che in alcuni casi, ci
  siamo  ritrovati in ospedali che avevano 550, 600 parti e  per  una
  decisione,  tra virgolette, politica, e cioè il depotenziamento  di
  alcuni  ospedali,  che ha determinato, in questo  caso  in  maniera
  esponenziale,   nel  giro  di  pochi  anni,  il  decremento   della
  quantificazione delle nascite. E l'aver pensato che soltanto l'anno
  precedente  poteva  essere  il  punto di  riferimento,  ovviamente,
  qualche  difficoltà rispetto ad una corsa in cui qualcuno è partito
  prima  o è partito agevolato, pur non sapendo, ovviamente,  che  si
  stava  arrivando a questa determinazione, mi ha fatto  nascere  dei
  seri  dubbi.  Ecco  perché  oggi  sto  intervenendo  ed  ho  voluto
  approfondire proprio questo argomento.
   Mi  sembra assolutamente opportuno che fino al 30 giugno tutte  le
  strutture debbano essere messe in condizioni di pari opportunità.
     Questo  è  un  tema fondamentale, caro assessore, perché  non  è
  pensabile  che  un  ospedale a cui abbiamo tolto il  primario,  due
  aiuti,  l'anestesista e la sala operatoria, che la  possono  vedere
  due  volte  alla  settimana, possa arrivare a 500. E'  praticamente
  impossibile   Dobbiamo trovare le condizioni di metterli  tutti  ai
  punti di partenza con eguali pari opportunità. Questo è il punto su
  cui   ho  voluto  in  qualche  modo  soffermarmi,  facendo  visita,
  guardando,  informandomi  e ho capito, almeno  in  alcuni  ospedali
  della  mia provincia, che in condizioni normali avevano superato  i
  500  nascituri durante l'anno e, quindi, questo mi ha fatto venire,
  ovviamente, qualche perplessità e qualche proposta che  sto  qui  a
  dirle  e  cioè  penso che lei ha fatto bene a fare il  decreto,  ha
  fatto  bene  ad ascoltare la Commissione e l'Aula e farebbe  ancora
  meglio se questo dibattito di stasera la portasse, anche, non  dico
  a  rivedere  il  decreto, ad integrare, eventualmente,  il  decreto
  rispetto  a  quelle parti dell'ordine del giorno di cui si  parlava
  poco  fa,  non bloccando quello che abbiamo determinato, bloccando,
  semplicemente,  la  decisione, già a priori,  da  parte  di  alcuni
  direttori generali, di chiudere, senza se e senza ma, alcuni  punti
  nascita.
   Ritengo  anche  che sulla questione posta dal presidente  Laccoto,
  rispetto ai servizi alternativi, è stato fatto un grande dibattito,
  ma   vada   puntualmente  affrontata  perché  quello  è  un   punto
  fondamentale, qualificante. Così come vada affrontata la  questione
  delle guardie attive perché anche quello è un punto qualificante  e
  determinante. E mi sembra fondamentale, a questo punto che  proprio
  il  dibattito  di  questa sera possa far sì  che  l'assessore,  non
  toccando nulla al momento, questo dibattito stasera per l'assessore
  possa  essere,  in qualche modo, la possibilità di  ricontattare  i
  direttori  generali,  di risentire, se vuole  la  Commissione,  per
  cercare di approfondire quello che è un problema serissimo e che ha
  fatto  bene,  l'assessore  Russo, a  mettere  come  uno  dei  punti
  prioritari della sua azione di governo.
   Quello di stasera è un dibattito vero. Ho presentato un ordine del
  giorno  relativamente al comune di Bronte, all'ospedale di  Bronte.
  In  questi  giorni c'è stata la neve, quattro, cinque  giorni.  Non
  chiedo  la  deroga sic et simpliciter, vorrei ricordare, però,  che
  autorevoli  professori, consulenti, avevano discusso seriamente  in
  Commissione  questo  tema. Non è che il decreto  deve  chiudere  la
  porta ad una eventuale deroga, se qualche azione di mala sanità c'è
  stata,  è  stata fatta in qualche policlinico, in qualche  ospedale
  che  supera  abbondantemente i 500 posti letto, fermo restando  che
  deve  restare  assolutamente  il limite  dei  500.  Se  qualcosa  è
  successo,  è  successo  in  altri posti  e  lo  abbiamo  letto  nei
  giornali.
   Credo  che  questa sera possa essere un'occasione per un dibattito
  vero,  serio, approfondito e che la commissione debba  essere  quel
  luogo  di  vera  compensazione per approfondire  e  migliorare,  se
  possibile, quanto deciso dall'assessore.
   Un  decreto  può  anche essere rettificato, si può aggiustare,  se
  necessario,  non  toccando minimamente la motivazione  per   cui  è
  nato, e cioè quello di rendere più sicuri i nascituri, le mamme, il
  territorio,  quello  di  far  sì che finalmente  un  bambino  possa
  nascere in un ambiente certo e sicuro.
   Ritengo che il dibattito di stasera, ci debba fare riflettere  sul
  fatto  che  forse,  rispetto a tutto quello che è  stato  fatto  in
  commissione, senza bisogno di votazione, una discussione vera  come
  sono stati veri i tre incontri che abbiamo fatto, come è stato vero
  l'approccio  che  lei  ha avuto nei confronti di  questo  argomento
  molto serio e molto sentito, si possa fare.
   E'  giusto che il Parlamento dia ogni tanto qualche sollecitazione
  alla  prova  del  decreto  che lei ha fatto.  In  alcuni  casi,  il
  depotenziamento  è  come se in una partita  di  calcio  con  undici
  giocatori, si rimane in otto, sette, è chiaro che quella partita si
  perde.  Cerchiamo di trovare il giusto equilibrio per  far  sì  che
  questo   decreto  e  questa  decisione  che  è  una  decisione   di
  grandissima  civiltà, possa essere condivisa da  tutti, soprattutto
  da  quella parte di popolazione più debole, che ha meno possibilità
  di difendersi.
   Assessore,  vorrei fare un accenno pure ai ticket.  Approfondisca,
  ascolti.  Ci  sono  molte difficoltà. Lei fa  spesso  e  volentieri
  incontri  con gli operatori. In questo momento ci sono  grandissime
  difficoltà.  Alcune cose si possono aggiustare  attraverso  i  suoi
  uffici, attraverso le ASP che possono darle alcuni suggerimenti.
   Abbiamo territori dove ci si è trovati a dover guardare, quasi con
  paura,  che la sanità, nonostante sia migliorata e sia più  vicino,
  da  un  punto  di  vista della qualità dei servizi,  al  cittadino,
  all'apparenza  l'opinione pubblica rischia di non percepirla.  Oggi
  la questione dei ticket ha dato, in qualche modo, meno sicurezza ai
  cittadini.  Ovviamente  non  è colpa sua.  Se  possiamo  aggiustare
  qualche  cosa,  non sarebbe sbagliato e sarebbe una cosa  corretta,
  utile ed importante nell'interesse della collettività siciliana.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, abbiamo concluso  il  dibattito,
  credo che l'assessore voglia intervenire. Ne ha facoltà.

   RUSSO,  assessore  per  la salute. Grazie  Presidente,  grazie  ai
  parlamentari.  Ritengo quanto mai opportuno  questo  dibattito.  E'
  oltremodo importante per me perché costituisce l'occasione per dare
  conto  a  voi  che  avete sollecitato il mio intervento  con  delle
  mozioni,  ma a tutti quanti che hanno seguito con molta  attenzione
  questo  tema, di dare conto - e mi permetto di dire con grandissima
  umiltà   -   del  percorso  tecnico,  normativo  che  ha   condotto
  all'emanazione  del  decreto che riorganizza  i  punti  nascita  in
  Sicilia.
   E'  un  tema  questo  particolarmente difficile,   particolarmente
  complicato,  che  esige un approccio rigoroso dal  punto  di  vista
  tecnico, un atteggiamento culturale improntato a serietà e a  senso
  di  responsabilità, Un atteggiamento che mi sia consentito dire non
  ho registrato propriamente in tutti gli interventi, perché è facile
  fare  demagogia  sulle  cose  serie che  riguardano  un  valore  di
  civiltà, riguardano la sicurezza dei nostri nascituri delle  nostre
  mamme e dei nostri operatori.
   Qualcuno  ha  detto  che ha avvertito un senso  di  mortificazione
  nell'intervenire  in  un'Aula  semideserta,  semideserta  per   non
  offendere  coloro  che sono presenti, siamo quasi  in  20,  signori
  parlamentari,  anche io lo ho avvertito, caro onorevole  Bufardeci,
  però,   alla  fine,  questo  sentimento  si  è  trasformato   nella
  consapevolezza che al momento del mio ingresso qui era  di  diverso
  tenore. Pensavo infatti che ci fossero giù ad aspettarmi i sindaci,
  le  mamme  con  la  pancia, quelle che vogliono  fare  un  bambino;
  pensavo  che  ci  fosse  l'opposizione,  l'intero  Parlamento   per
  sostenere con la presenza forte che questo decreto andava contro la
  logica,  contro  la  buona sanità, contro ogni regola.  Invece,  ho
  trovato  voi che siete qui, qualcuno forse per un atto di presenza,
  qualche  altro  per  fare  - senza offesa  -  la  parte  perché  le
  telecamere registrano e quindi smarcano la recita a soggetto  nella
  pseduo-tutela dei territori.
   L'assenza, come dire, della maggioranza che ha sostenuto le  buone
  ragioni  di  questo decreto, questa assenza sostiene le ragioni  di
  questo  decreto. Se si fosse trattato di un decreto che disarticola
  il sistema sanitario, avremmo avuto ben altra attenzione, ben altre
  presenze senza nulla togliere alla vostra. Ho detto che però voglio
  dare   conto  puntualmente  con  rigore,  con  modestia,   mi   sia
  consentito, del percorso che dico subito necessitato che ha portato
  all'emanazione  di  un decreto, che è stato poi  ritirato  dopo  un
  costruttivo  rapporto, dopo una costruttiva interlocuzione  con  la
  Commissione  salute, ed infine con l'emanazione del decreto  del  2
  dicembre.
   Nel  novembre  del  2008,  sono  stato  invitato  ad  un  convegno
  all'Università  di  Milano La Bocconi. Si  parlava  di  sanità,  si
  parlava  dei sistemi sanitari regionali. In quella sede, ho  patito
  veramente, onorevole Bufardeci, una mia grande mortificazione  come
  cittadino  siciliano. Ero assessore da poco  e  quindi  non  potevo
  riceverlo  come assessore, ma certamente come rappresentante  della
  Sicilia.  Vedere  illustrate  tutte le situazioni  rapportate  alle
  altre  regioni, che davano conto di una Sicilia, di una Campania  e
  di  una Calabria sempre ultime, prime soltanto nelle cose negative.
  A cominciare dai parti cesari e della mortalità prenatale: i primi.
   In Sicilia si muore per parto. In Sicilia ci sono patologie legate
  alla  fase  appunto della nascita; in Sicilia ci sono  i  più  alti
  numeri - insieme alla Campania - dei parti cesari.
   Non  possiamo soltanto dire non è giusto, dobbiamo fare  qualcosa,
  bisogna fare qualcosa, bisogna attivarsi per fare qualche cosa, per
  cambiare  questi  dati  che  dicono molto;  dicono  di  un  sistema
  sanitario feudale. Chi ha fatto alcuni interventi ed è andato  via,
  lo  ha  fatto per fare la propria parte ma l'acredine che ha  messo
  forse rivela qualcosa di più profondo.
   E'  cambiata la sanità in questi tre anni, non c'è più il  sistema
  feudale,  non  c'è  più  l'azienda  di  riferimento  di  questo   o
  quell'onorevole. Abbiamo cambiato modernizzando il nostro  sistema,
  cercando  di  abbattere quei parametri negativi, per restituire  ai
  cittadini siciliani quanto meno la dignità di dire  abbiamo avviato
  un percorso virtuoso'.
   Ma  come  si fa? Soggiacendo all'ignoranza laddove c'è bisogno  di
  conoscenze  tecniche? Deve prevalere la mozione  e  l'interpellanza
  rispetto  a quello che è riconosciuto a livello mondiale?  Vogliamo
  veramente  lasciare la Sicilia ultima che scivoli  oltre  l'Africa?
  Oppure dobbiamo chiederci quali sono le strade da intraprendere per
  conquistare  posizioni, per modernizzarci, per  metterci  al  passo
  delle altre regioni e delle altre nazioni?
   Come  si fa a dire correttamente che la strada da intraprendere  è
  una  e  soltanto una che è quella prevista da norme, da regolamenti
  che  altre  regioni, altre nazioni hanno intrapreso? Si fa  appunto
  aderendo  alle  comunità scientifiche, agli indicatori  che  devono
  essere presi in considerazione per avviare delle azioni.
   Già  con  il decreto ministeriale governativo del 2000, in Italia,
  si  è  posta  la  questione dei punti nascita e  sono  stati  fatti
  progetti-obiettivo per portare i punti nascita ad un livello, ad un
  livello  che  è riconosciuto a livello mondiale. Ovviamente,  è  il
  senso e il valore della statistica. Si dice che la sicurezza -  non
  il  risparmio  -  dei punti nascita è garantita  laddove  si  fanno
  almeno 500 parti l'anno. Ovviamente, c'è un approccio tecnico che è
  il  precipitato  di  una evoluzione scientifica,  di  un  progresso
  scientifico,  di una statistica medica che ti impone alcune  scelte
  che dobbiamo considerare se vogliamo non vergognarci quando andiamo
  nelle  università  e  non  soltanto  quelle  nostrane  in  cui   ti
  dimostrano che la Sicilia è indietro
   Oppure ci dobbiamo affidare a qualche onorevole che non sa di  che
  cosa parla e pretende  .

   PRESIDENTE. Assessore, anche a lei il mio invito a non  esacerbare
  il dibattito.

   RUSSO, assessore per la salute di adottare un concetto di legalità
  molto  personale e che rispettiamo. Ma si tratta di  opinioni.  Noi
  vogliamo  consentire alla Sicilia di fare un tratto  di  strada.  E
  bisogna  farlo.  Lo dobbiamo fare per impedire che  si  muoia,  che
  muoiano  i nostri bambini e che muoiano le nostre donne  e  che  si
  espongano a responsabilità i nostri professionisti
   E allora dobbiamo mettere mano all'organizzazione. Ed è quello che
  abbiamo  fatto. E di questo voglio dare atto per chi  non  conosce.
  Anche  io  non  conoscevo, ci mancherebbe  altro   Per  chi  invece
  utilizza le non corrette informazioni per fare polemiche inutili, a
  questo non sono disposto.
   Sono  convinto  che  nel vostro animo c'è un  atteggiamento  molto
  responsabile  e  molto serio. Siccome si tratta  della  vita  delle
  persone, dobbiamo far prevalere questo valore rispetto alla  tutela
  di  interessi  municipali. E poi dobbiamo fare valere un  principio
  etico.  Noi dobbiamo rispettare le regole. L'etica non è  una  cosa
  che  cambia,  è quello che ci dice ciò che è giusto  e  ciò  che  è
  sbagliato.  E  c'è  un'etica pubblica che  dobbiamo  rispettare.  E
  l'etica pubblica è il riferirsi a valori che fanno parte di  norme,
  che  disciplinano un certo settore. E c'è l'Organizzazione mondiale
  della  sanità,  e c'è il decreto ministeriale del 2000,  e  c'è  un
  accordo  Stato-Regioni, e c'è un nostro piano sanitario.  Che  cosa
  bisogna  fare?  Quali  scelte  bisognava  fare  se  non  quelle  di
  adeguarsi a questo iter necessitato perché molto tecnico?
   Non  possiamo  svegliarci un giorno e cambiare  la  scienza  delle
  costruzioni  perché  a noi non va bene, che bisogna  mettere  tanto
  calcestruzzo in un pilastro  Dobbiamo accettarlo, riconoscerlo.
     E  il  legislatore poi dà delle indicazioni; ed è un legislatore
  che  attraverso un patto Governo- Regioni dà un indirizzo nazionale
  che  diventa  cogente nel momento in cui c'è un atto normativo,  un
  patto, appunto, Stato-Regioni.
   Ci  dobbiamo  sottrarre  a  questo?  Perché  quell'atto  normativo
  prevede anche le deroghe  Quindi contempla le regole. Ma in Sicilia
  siamo  davvero  speciali in tutto  A declinare  la  specialità  non
  sempre  è  stato fatto nell'interesse della nostra gente;  è  stato
  fatto  nell'interesse di altri che hanno portato la Sicilia lontana
  dalle regioni che si evolvono. Non credo comunque che le montagne o
  il   mare  appartengano  soltanto  alla  Sicilia,  anzi,  ci  hanno
  insegnato  sin dai banchi delle scuole elementari che  esistono  le
  Alpi,  esiste l'Appennino tosco-emiliano, esistono vette,  comunità
  montane che stanno lontane dalle realtà cittadine  Lì non  ci  sono
  gli  ospedali,  non  ci  sono  i  punti  nascita,  eppure  c'è  una
  popolazione che cresce, che invecchia, che muore, che  vive  e  che
  presenta  standard  di qualità della vita certamente  migliori  dei
  nostri. E non ci sono i punti nascita in ogni maso aperto o  chiuso
  -  e  qualcuno sa di che cosa parliamo  Ci sono i collegamenti  che
  consentono   il   trasferimento  più  veloce,  il  più   efficiente
  possibile,  perché  se  questa  è  la  logica  dovremmo  avere  una
  cardiochirurgia,  una  neurochirurgia,  una  ortopedia,  non  nella
  propria città ma in ogni condominio
   Allora a che serve la scienza, l'evoluzione scientifica? Il tema è
  che dobbiamo darci un'organizzazione del sistema che sia consono  a
  parametri  sperimentati che hanno reso virtuose delle regioni,  che
  assicurano la qualità assistenziale. Questo dobbiamo inseguire.
   Credo  che  il Portogallo fosse la nazione che aveva il  più  alto
  indice  di  mortalità  perinatale, il  più  alto  indice  di  parti
  cesarei;  ed  è  stato proprio il Portogallo che,  addirittura,  ha
  messo  un tetto per le nascite di 2000 parti l'anno. Credo, se  non
  sbaglio, che sia il Portogallo la nazione che ha adesso le migliori
  performance, si nasce cioè nella massima sicurezza.
   Io  non sono un tecnico della materia, sono un po' il tecnico  del
  merito, che si avvale della comunità scientifica, che supporta. Io,
  prima  di  entrare in quest'Aula, prima che iniziasse il dibattito,
  ho  ricevuto  diverse  telefonate di  ginecologi  di  questo  mondo
  professionale,  che hanno detto:  Dott. Russo si batta,  non  ceda,
  perché  questa  è la strada giusta, perché non ne possiamo  più  di
  essere mortificati rispetto agli altri, anzi dobbiamo andare avanti
  e   dimostrare   che   anche   a  determinate   latitudini   scelte
  apparentemente impopolari possono essere fatte .
   E c'è la gente che capisce, perché la gente capisce perfettamente.
  Sapete   quando   la   gente  non  capisce?   Quando   gli   stessi
  amministratori di questi comuni che si lamentano magari portano  le
  proprie mogli e le proprie figlie a partorire altrove  Questo è  il
  dato  più  rilevante: le persone che si stanno per ora mobilitando,
  ma  sono  poche. Infatti siete in pochi voi, non c'è  nessuno,  c'è
  qualcuno che monta la protesta poi, alla fine, la gente ha  capito:
  perché  non  c'è  nessun taglio ragionieristico,  nessuna  esigenza
  economica,  c'è  soltanto  l'esigenza  di  assicurare  il   miglior
  percorso.
   Pertanto, noi siamo stati obbligati, ma io voglio dire che abbiamo
  scelto  di  cambiare le cose perché sappiamo qual è il  valore  che
  vogliamo  tutelare.  Ma, certamente, siamo  stati  obbligati  dalla
  Conferenza Stato-Regione del 2010 che impose che le regioni  in  un
  triennio  - io voglio leggere testualmente, signor Presidente,   in
  modo  che rimanga documentalmente come dato di riferimento che  non
  ci  siamo  inventati nulla, aggiungo io, purtroppo,  c'è  stata  la
  necessità che intervenisse quel provvedimento per farci fare questa
  scelta.  La  responsabilità  significa  scegliere,  talvolta  senza
  essere  costretti.  L'accordo Stato-Regioni del 16  dicembre  2010,
  linee di indirizzo per la promozione, il miglioramento, guardate la
  definizione  e sentite i termini, dice  linee di indirizzo  per  la
  promozione  e  il miglioramento della qualità e della  sicurezza  e
  dell'appropriatezza  degli  interventi assistenziali  nel  percorso
  nascita  e  per  la  riduzione  del  taglio  cesareo.  Lettera   A)
  razionalizzazione/riduzione  progressiva  dei  punti  nascita   con
  numero  di  parti inferiore a 1.000 annuo, prevedendo l'abbinamento
  per pari complessità di attività dell'U.O. , eccetera.
   Poi  ti indica, ti definisce il modello assistenziale cosa ci deve
  essere  nei punti nascita che dobbiamo collocare laddove  si  fanno
  1.000 parti l'anno e poi ti dice le deroghe. Il tema è quello delle
  deroghe,  ti  dice   ed  ancora,  in particolare,  quanto  previsto
  dall'accordo  Stato-Regioni si raccomanda  di  adottare  stringenti
  criteri  per la riorganizzazione della rete assistenziale, fissando
  il  numero  di almeno 1.000 nascite annue quale parametro  standard
  cui  tendere nel triennio per il mantenimento/attivazione dei punti
  nascita.  La possibilità di punti nascita con numerosità  inferiore
  e,  comunque,  non  al  di sotto di 500 parti l'anno  potrà  essere
  prevista  solo  sulla  base  di motivate  valutazioni  legate  alla
  specificità   dei  bisogni  reali  delle  varie  aree   geografiche
  interessate e con rilevanti difficoltà di attivazione dello STAM.
   Questo  è  il perimetro all'interno del quale dobbiamo collocarci.
  Delle due l'una: o accettiamo, se non proprio per scelta culturale,
  per   scelta   valoriale   che  bisogna  migliorare   il   percorso
  assistenziale e quindi tutto il percorso materno infantile,  quanto
  meno  dobbiamo  accettare che abbiamo un vincolo di tipo  normativo
  che dobbiamo rispettare.
   Io  capisco  che qualcuno è insofferente alle regole e  magari  mi
  taccia  di essere colui che se ne frega delle regole ma sono  delle
  opinioni,  le  rispettiamo  soprattutto  in  un'Aula  parlamentare,
  specialmente  perché  dette, comunque entro un limite  accettabile,
  dai parlamentari.
   Questo  è il dato, che facciamo? Lo dimentichiamo, lo obliteriamo,
  ci   dice   che   nel  triennio,  cioè  entro  il   2013,   dovremo
  tendenzialmente  arrivare a una rete dei punti  nascita  che  hanno
  queste  caratteristiche: 1.000 parti l'anno o, meglio, hanno  altre
  caratteristiche, quelle strutturali, organizzative, tecnologiche di
  cui  parlerò da qui ad un momento. Però, la base di partenza  è  di
  1000  parti  l'anno. Ti dice anche che puoi fare delle deroghe,  ma
  comunque  con  riferimento ai punti nascita  che  fanno  500  parti
  l'anno.
   Il  piano sanitario, votato da voi attraverso la commissione,  con
  un  parere  -  l'unico caso previsto dalla legge -  vincolante,  ha
  approvato l'impostazione e c'eravamo dati degli step. Noi  dobbiamo
  tendere  a  1.000  parti l'anno, con deroga a 500 parti  l'anno  ma
  poiché  quando  l'abbiamo approvato, nel luglio  del  2011,  quindi
  abbiamo quasi perso un anno, avevamo detto: iniziamo a delineare la
  rete   dei   punti   nascita  -  è  quello  che   stiamo   facendo,
  sostanzialmente,  con  il  decreto  del  2  dicembre  del  2011   -
  cominciamo  a  individuare i punti nascita  con  500  parti  l'anno
  distinguendo  il primo e il secondo livello, livelli che  dipendono
  dall'organizzazione,  dalla tecnologia,  dalla  presenza  di  altre
  strutture.  Iniziamo  da 500 parti e facciamo una  riorganizzazione
  della  rete  e  piuttosto  che  di  disattivazione,  di  cessazione
  parlerei di riconversione e poi vi spiegherò anche perché.
   Prevediamo  eventualmente - era previsto dal piano sanitario,  dal
  piano  della salute che avete votato voi, che avete accettato  voi,
  che  avete valutato voi parlamentari presenti in Commissione, delle
  eccezioni  partendo da dati oggettivi: un numero congruo di  parti,
  oltre 120, 150, non ricordo bene, una distanza superiore ad un'ora.
   C'è poco da ridere se utilizziamo il web Michelin piuttosto che un
  altro parametro, che è quello che utilizzano le ambulanze e cioè il
  servizio dell'emergenza-urgenza per calcolare gli spostamenti.  Non
  c'è nulla di poco serio. C'è molto di serio.
   Avevamo  individuato  cinque  eccezioni,  sulla  base  di   questi
  parametri:  Bronte, Nicosia, Corleone, Mussomeli, Santo Stefano  di
  Quisquina.
   Avevamo fatto questo decreto, lo avevamo portato per il parere  in
  commissione Salute e lì sono prevalse istanze localistiche,  più  o
  meno nobili.
   La  commissione ha dato un percorso e voglio dare atto a tutta  la
  commissione  di un atteggiamento molto costruttivo e  responsabile.
  Si   è  fatta  carico  del  problema.,  aveva  approvato  il  piano
  sanitario, ha dato indicazione al Governo di procedere sulla strada
  della riorganizzazione dei punti nascita e di rinviare le eccezioni
  ad  un  momento  successivo, quando i direttori generali  avrebbero
  fatto  un  piano  di riorganizzazione, non  solo  dei  nuovi  punti
  nascita,  ma anche dei punti nascita dismessi e poi valutare  anche
  alla luce del contesto generale.
   Questo abbiamo fatto, né più né meno. Questo è fatto, è scritto, è
  documentato  nel  decreto. Da quaranta scendiamo a  ventisette,  da
  settantadue  a  quaranta  punti nascita; Cinquecento,  non  abbiamo
  previsto  le  deroghe. Nel decreto abbiamo previsto  che  eventuali
  modifiche   -  credo  che  sia  l'ultimo  articolo  -   lo   voglio
  testualmente  leggere   eventuali deroghe  in  relazione  a  quanto
  previsto dal piano sanitario regionale, potranno essere previste in
  seguito  alla  presentazione dei piani di  riconversione  a  datare
  dall'1.10.2012 .  Come  dire,  molto  opportunamente,   prendiamoci
  ancora  del tempo per fare due cose, fondamentalmente. La prima:  i
  punti  nascita nuovi, quelli che devono avere certe caratteristiche
  devono avere, al momento in cui inizieranno ad operare, esattamente
  le  caratteristiche previste dall'allegato tecnico del decreto  che
  non   fa  che  ripetere  l'indicazione  ministeriale,  oggetto  poi
  dell'accordo Stato-Regioni.
   Quindi,  cosa abbiamo fatto? Abbiamo già fatto le riunioni  con  i
  direttori generali.
   Oggi  ho  firmato  il  decreto per il  comitato  percorso  nascita
  regionale e locale, perché è previsto dal decreto nazionale che  ci
  sia  un  comitato  che governi questa materia, che  governi  questo
  processo di riorganizzazione del sistema.
   Entro  giugno, i direttori generali dovranno modificare le  piante
  organiche   perché   è   ovvio  che  dobbiamo   concentrare   delle
  professionalità  in  quei punti che sono deputati  a  fare  più  di
  cinquecento parti l'anno. Bisogna fare investimenti tecnologici per
  assicurare  le  guardie attive, bisogna aumentare il  numero  delle
  sale  parto  e, quindi, da una parte, bisogna fare in modo  che  al
  primo di ottobre, i punti nascita individuati come luoghi in cui si
  nasce, siano conformi al decreto ministeriale.
   Dall'altro,  e  bene ha fatto il presidente Laccoto a  ricordarlo,
  bisogna attuare i percorsi nascita perché noi non dobbiamo dare  la
  sensazione  a  Mistretta, piuttosto che a  Bronte  adesso,  ma  non
  sappiamo se rimarrà tale,  piuttosto che a Paternò, piuttosto che a
  Cefalù  che  abbiamo cancellato un reparto che, alla  bisogna,  può
  garantire,  comunque,  la  sicurezza  di  un  parto  precipitoso  e
  interpello  l'onorevole Ferrara come medico. Il  parto  precipitoso
  può  avvenire in qualsiasi posto, ma ovviamente, nei posti  in  cui
  vengono  dismessi i punti nascita e non i reparti di  ostetricia  e
  ginecologia, c'è un ostetrico, un ginecologo che, comunque, possono
  svolgere al meglio la propria  funzione.
   Ecco  perché dobbiamo parlare di riconversione. La persona gravida
  verrà  seguita  fino  al  momento dell'evento  parto,  infatti  nel
  decreto  c'è  scritto  di distinguere le gravidanze  a  rischio  da
  quelle  fisiologiche.  Se sono fisiologiche  sappiamo  che  c'è  un
  giorno   in   cui   fisiologicamente,   c'è   un   arco   temporale
  ristrettissimo  in cui sappiamo che deve nascere il  bambino  o  la
  bambina,  e  se  si tratta di un parto fisiologico la  persona  può
  trasferirsi anche ad un'ora di distanza, non c'è alcun problema.
   Allora, retoricamente dobbiamo porre questa domanda: vogliamo  che
  le  nostre donne partoriscano vicino casa in un luogo che sotto  il
  profilo  degli indici, della statica, sono poco sicuri  o  vogliamo
  che  nascano a distanza di un'ora rispetto al luogo in cui  abitano
  in un luogo certamente più sicuro?
   Poi  potrà anche esserci la disgrazia nel luogo più sicuro, ma noi
  dobbiamo ragionare razionalmente, tenendo massimamente in conto gli
  indici,  i  parametri  e  quello che è un dato  riconosciuto  nella
  comunità scientifica, quindi ci siamo attrezzati, da qui a ottobre,
  opportunamente  lo  ha ricordato il presidente Laccoto,  lavoreremo
  sia  per  rendere  effettivo il luogo di  primo,  secondo  livello,
  secondo  i  parametri  previsti dal  punto  di  vista  tecnico  dal
  Ministero della salute, sia per rendere effettivo il percorso della
  nascita,  di modo che il cittadino di Mistretta abbia la sensazione
  di esser ancor più seguito e, anticipo, non lo sa nessuno ancora, a
  breve daremo ad ogni donna il quaderno della gravidanza, che non  è
  una pubblicazione per pubblicizzare le cose che abbiamo fatto, è un
  quaderno che descrive puntualmente tutte le fasi della gravidanza e
  dice alla donna come, dove e quando fare l'ecografia piuttosto  che
  gli  ulteriori controlli, quindi accompagna la donna in un percorso
  scandito puntualmente a priori e che dà anche sicurezza psicologica
  e,  quindi, stiamo lavorando all'integrazione tra l'Ospedale  e  il
  territorio,  perché  questo  garantisce  la  qualità  del  percorso
  nascita. Le deroghe: le deroghe, però, poi le dovremo riportare  al
  quadro normativo; possiamo pure ipotizzarlo, ma siamo già nel 2013,
  cioè domani, dovranno avere 500 parti l'anno.
   Sette anni fa, quindi non è un merito nostro, magari all'epoca  fu
  un  demerito,  a  Lampedusa c'era un punto  nascita,  fu  chiuso  e
  Lampedusa è l'isola più lontana, distante.
   Non  parlo  soltanto dei Lampedusani, parlo delle 15.000  e  passa
  persone  che per tre mesi, quattro mesi hanno affollato l'isola  di
  Lampedusa,  persone autoctone e immigrate, molte delle quali  hanno
  partorito,  molte  delle quali sono arrivate lì gravide  c'è  stato
  soltanto un caso di parto precipitoso che è stato assistito  in  un
  poliambulatorio, tutte le altre hanno partorito a Villa  Sofia,  al
  Cervello

   PRESIDENTE. La prego di accelerare.

   RUSSO, assessore per la salute. Dobbiamo sondare tutto il terreno,
  anche  perché  sono  state  poste da  tutte  le  persone  che  sono
  intervenute  questioni  che, per rispetto,  meritano  comunque  una
  risposta. Sono stati fatti parti sulla terraferma e non è  successo
  nulla,  nessun morto, nessun rischio per le donne né per i bambini.
  Quindi è un modello già sperimentato.
   Nessuno  lo ha detto, dobbiamo invece lavorare molto e  lo  stiamo
  facendo  sulla  rete  del  trasporto  neonatale,  sulla  rete   del
  trasporto materno, STEN e STAM, e siamo già in dirittura di arrivo.
  La   materia   è  esattamente  questa  su  cui  chiedo   veramente,
  responsabilmente,  apporti  critici,  costruttivi,  però   dobbiamo
  metterci  d'accordo: o ci muoviamo all'interno di questo  perimetro
  per  cui  il  Governo  veramente è disponibile ad  accogliere  ogni
  suggerimento  di  miglioramento anche   nell'interlocuzione  con  i
  direttori generali, oppure si dica a priori contestiamo questo però
  -  voglio  dire  -  la Regione che fa parte della Conferenza  delle
  regioni si è impegnata a fare questo lavoro.
   Ora  qui  non  voglio scivolare in terreno che non mi  appartiene,
  però  è  bene  che  si  dica:  queste  indicazioni  provengono  dal
  precedente  Governo,  dal  precedente  Ministro  della  salute  del
  precedente  Governo  e,  ovviamente, sono state  riprese  anche  da
  questo  Ministro che ha lodato in una trasmissione  radiofonica  la
  Sicilia per la scelta che ha fatto.
   Quindi,  non   buttiamola in  caciara , in politica,  la  politica
  bassa che poi allontana le istituzioni dei cittadini. E' una scelta
  nazionale su cui c'è un monitoraggio governativo in ordine alla sua
  applicazione,  non vorremmo poi essere richiamati,  come  sempre  è
  accaduto prima di questo triennio, perché la Sicilia non rispetta i
  patti  che  sottoscrive, almeno io non ci metterei  la  faccia  per
  difendere   cose  che  non  sono  difendibili.  Per   cui,   signor
  Presidente,  lei  che  è stato sottoscrittore  di  un  intelligente
  ordine del giorno, interpellanza, muoviamoci tutti all'interno  del
  miglioramento  del  percorso nascita, aiutiamo  anche  le  comunità
  locali,  i sindaci che hanno i problemi, lo comprendiamo,  facciamo
  tutti  uno  sforzo  culturale responsabile, spieghiamo,  noi  siamo
  disponibili,  non deve essere l'assessore Russo,  devono  essere  i
  medici,  gli  ostetrici,  i  ginecologi  che  hanno  costruito  con
  grandissima soddisfazione questa riforma e non significa  abdicare,
  significa  esaltare  la  politica che ha  gli  elementi  e  sceglie
  responsabilmente.
   Soltanto   alcune  battute  le  devo  all'onorevole  Bufardeci   e
  all'onorevole De Benedictis su Siracusa. Su Noto e Avola, siamo  in
  dirittura  d'arrivo, avevamo detto che non potevamo  mantenere  due
  ospedali che avessero dei duplicati per cui a breve trasferiremo  i
  reparti  da Noto ad Avola e a Noto - e questo è qualcosa  di  molto
  positivo - insedieremo, con un rapporto pubblico-privato, tre  case
  di cura private.
   Aspettiamo una risposta da parte dei privati che stanno  lavorando
  in   questa   direzione,   ovviamente   svolgeranno   lì   funzioni
  complementari non duplicate rispetto all'ospedale di Avola.
   Onorevole Bufardeci, lei ha detto delle cose molto gravi e  quindi
  se ne assume la responsabilità. Per carità di Dio, io sono abituato
  a  chiedere  sempre la dimostrazione di quello che si  dice  perchè
  altrimenti  inseguiamo le voci. Io non ho mai creduto e,  comunque,
  ho  sempre  richiamato - lo farò comunque anche adesso  e  lo  dico
  pubblicamente   -  che  nell'ospedale  non  si  può   entrare   per
  appartenenza,  si entra per competenza e non soltanto nell'ospedale
  dovrebbe  essere  così,  ma io non ho  mai  inseguito  le  voci  di
  qualche  anno  fa in cui si diceva che a Siracusa  si  vincevano  i
  concorsi   se   si   era  amico  di  Bufardeci  o  della   Ministra
  Prestigiacomo

   BUFARDECI. Non era così

   RUSSO, assessore per la salute  non ci ho mai creduto e quindi  io
  non credo che sia così. Ad ogni modo, se lei ha elementi, così come
  l'ho   detto   all'onorevole  Vinciullo,  lo  dico  anche   a   lei
  pubblicamente,  vada immediatamente alla Procura  della  Repubblica
  perché saremmo dinanzi ad un grave reato, ad un reato rilevante dal
  punto  di  vista  penalistico e a un danno  ancor  maggiore  per  i
  pazienti  che si curano da medici che appartengono ad un partito  e
  che, invece, non sono competenti.

   PRESIDENTE.    Assessore,   la   Presidenza   nell'accorpare    la
  discussione, ovviamente, ha tenuto conto del fatto che  c'erano  le
  diverse  prese di posizione. La Presidenza non intende  mettere  ai
  voti  nessuna  delle mozioni e delle interpellanze che  sono  state
  presentate, perché sarebbe fuori luogo.
   Però,  Assessore,  così  come lei ha  detto,  nel  rispetto  delle
  regole,  ora   la  Presidenza darà un suggerimento  anche  su  come
  proseguire, ovviamente la prima cosa che bisogna fare è  rispettare
  il  voto  d'Aula  e cioè, come lei ha richiamato,  il  n.  614  che
  assorbiva,  che  era di carattere generale, da più  parti  è  stato
  sottolineato  -  tant'è che c'è stato questo dibattito  -  che  non
  tutte  le  ASP  lo stanno rispettando. Lei deve fare  in  modo  che
  quell'ordine del giorno venga applicato, altrimenti tutto  ciò  che
  lei ha detto in quest'Aula stasera, poi verrà vanificato.

   RUSSO,  assessore  per  la  salute.  Chiedo  di  parlare  per  una
  precisazione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO,   assessore  per  la  salute.  Signor  Presidente,  signori
  deputati, la riorganizzazione dei punti nascita, in parte, è  stata
  già  fatta,  ma  in  un'altra logica che era quella  del  piano  di
  rientro  che,  pure,  sottolineava la  necessità  di  mettere  mano
  all'organizzazione punti nascita, con il decreto del  2010,  quando
  si  è  rifatta  la rete ospedaliera. Attenzione a questo  passaggio
  perché  altrimenti si sovrappongono dei dati ed io capisco che  poi
  nessuno  può avere la memoria di tutto, tant'è vero che  io  stesso
  l'ho  dimenticato. Con il decreto del 2010 che, ovviamente ha avuto
  il  parere  della commissione, è stato conosciuto dalla commissione
  e, dunque, indirettamente dal Parlamento, noi abbiamo riorganizzato
  la  rete ospedaliera ed abbiamo previsto la soppressione, all'epoca
  era  solo soppressione, del punto nascita ad Alcamo, a Pantelleria,
  a  Niscemi, ad Augusta, salvo poi aggregarla a Lentini (a Noto  era
  già  chiuso prima del nostro decreto), a Mazzarino, a Leonforte,  a
  Piazza  Armerina, a Lipari e a Mistretta. Signor Presidente, questi
  punti  nascita non possono più esistere  E dico anche  di  più,  mi
  permetto:  se domani scappa il morto in uno di questi,  perché  non
  tutti  sono ancora chiusi, , c'è anche una responsabilità  di  tipo
  penale per chi non ha chiuso: si chiama  cooperazione colposa .
   Lì  non  si  poteva  più  nascere  Però,  facendomi  carico  della
  necessità,  nel  frattempo abbiamo sviluppato il percorso  nascita,
  perché  siamo  nel  maggio  del 2010, lo Stato-Regioni  arriva  nel
  dicembre  2010,  nel  frattempo,  prepariamo  il  piano  sanitario.
  Abbiamo fatto una riunione con tutti i direttori generali chiedendo
  loro,  specialmente  ai  punti nascita  di  cui  al  decreto  2010,
  assicurate il più tempestivamente possibile il percorso nascita.  E
  lì  è  possibile che non tutti abbiano operato il meglio  e  me  ne
  faccio  carico.  Inquadriamo, quindi, le  questioni:  alcuni  punti
  nascita  dovrebbero  essere  già chiusi,  se  non  sono  chiusi  e,
  comunque,  se  sono stati chiusi dobbiamo, ed è  mio  compito,  mio
  obbligo,  me  ne  assumo la responsabilità,  attivare  il  percorso
  nascita   e  quindi  l'attività  consultoriale  legata   a   quella
  ospedaliera, la presenza comunque dell'ostetrico e del ginecologo.

   PRESIDENTE.  Assessore,  concordo  con  quanto  lei  dice,   però,
  ovviamente, nel rispetto della programmazione da lei avviata e  nel
  rispetto  dello  stesso  voto d'Aula, lei faccia  sì  che  ciò  che
  quest'Aula ha votato venga rispettato. Sostanzialmente, se  vengono
  a mancare in alcuni ospedali - mi si dice Mistretta, ma anche altri
  posti, Alcamo, altri posti - vengono a scadere dei contratti e  non
  vengono  rinnovati  dai  manager, nelle more  di  quanto  prevedeva
  l'ordine  del  giorno  dell'Aula, perché l'ordine  del  giorno  era
  aderente  al  decreto  da lei emanato, faccia  sì  che  questo  non
  avvenga  e  che  venga rispettato. La Presidenza poi suggerisce,  a
  norma  dell'articolo 69, comma 6, di riportare  in  commissione  la
  vicenda,  di  ridiscutere,  come  sollecitato  anche  dallo  stesso
  assessore, ed è il motivo per cui la Presidenza non metterà ai voti
  stasera gli ordini del giorno. Cosa dice il comma 6?
    I  deputati hanno, inoltre, facoltà di chiamare nel loro seno gli
  assessori  per  avere chiarimenti sugli affari di loro  competenza,
  possono  altresì chiedere ai rappresentanti del Governo di riferire
  anche   per   iscritto  in  merito  all'esecuzione   di   leggi   e
  all'attuazione data agli ordini del giorno e risoluzioni  approvate
  dall'Assemblea .
   Pertanto, mi sembra opportuno che, visto che siamo in presenza  di
  questo   e   considerata  la  disponibilità  che   l'Assessore   ha
  dimostrato, ma che ci sia la prerogativa e venga rispettato il voto
  d'Aula,  la commissione potrà convocare l'Assessore affinché  venga
  riverificato tutto il percorso.
   Tutti gli ordini del giorno sono assorbiti.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì,  14  febbraio
  2012, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  - Comunicazioni

  II  -  Seguito della discussione della relazione conclusiva della
  commissione parlamentare speciale di indagine e di studio sulla
  formazione professionale
             Relatore: on. Panarello

                   La seduta è tolta alle ore 20.55

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
                            alle ore 22.45

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli