Presidenza del vicepresidente Formica
CORDARO f.f., segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo:
gli onorevoli Arena, D'Aquino, Falcone, Scammacca e Vinciullo per
oggi; l'onorevole Apprendi dal 9 al 12 febbraio 2012.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegno
di legge
alla competente Commissione
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge é stato
presentato e inviato alla commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme concernenti le funzioni e gli organi di governo delle
province regionali. Disposizioni transitorie. (n. 860)
di iniziativa parlamentare, presentato il 7 febbraio 2012 e
inviato in pari data.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati, in data 7 febbraio 2012, alle competenti commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Istituzione della Consulta delle elette in Sicilia (n. 850)
di iniziativa parlamentare,
- Norme in materia di pubblicazione tramite la rete internet e di
riutilizzo dei documenti e dei dati della pubblica amministrazione
regionale e locale (n. 851)
di iniziativa governativa,
- Istituzione del Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza (n. 853)
di iniziativa parlamentare,
- Riconoscimento della funzione sociale ed educativa svolta dagli
oratori, dagli istituti cattolici e dagli enti di culto
riconosciuti dallo Stato (n. 857)
di iniziativa parlamentare,
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Modifiche all'articolo 19, commi 1 e 2, e all'articolo 20, comma
4, della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, in materia di
canoni superficiari (n. 855)
di iniziativa parlamentare,
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Istituzione della Fondazione Dopo di Noi Sicilia (n. 852)
di iniziativa parlamentare,
- Norme sul riordino dei rapporti tra la Regione siciliana e
l'Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto
privato Oasi Maria SS. di Troina e sul potenziamento
dell'efficacia delle attività socio-sanitarie (n. 854)
di iniziativa parlamentare,
- Norme sulla musicoterapica (n. 856)
di iniziativa parlamentare.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2396 - Iniziative nei confronti dell'operazione di integrazione
di Alitalia con Wind Jet e Blu Panorama.
- Presidente Regione
Firmatario: Marrocco Livio
N. 2398 - Chiarimenti circa l'erogazione di quanto dovuto
all'istituto Fernando Santi ed iniziative conseguenti.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2414 - Notizie sul totale abbandono del palazzo settecentesco
che ospitava l'ex ospedale 'Trigona' di Noto (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2415 - Chiarimenti sulla mancata nomina del collaudatore
tecnico-amministrativo per l'emergenza 'Etna 2002'.
- Presidente Regione
Firmatario: Maesano Ascenzio Maria Catena
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in commissione:
N. 2397 - Iniziative in materia di esenzione dalla partecipazione
ai costi della spesa sanitaria.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Ruggirello Paolo
L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo e alla
competente Commissione.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2394 - Notizie circa la revoca della concessione demaniale
marittima alla società Laguna dello Stagnone.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Adamo Giulia
N. 2395 - Notizie sulla mancata utilizzazione delle risorse di
provenienza statale assegnate agli enti locali della Sicilia e
destinate ad interventi per la sicurezza stradale.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Giuffrida Salvatore
N. 2416 - Verifica della legittimità dell'iter per il rilascio
della concessione allo sfruttamento delle sorgenti del bacino
acquifero di Capo Favara, nel comune di Santo Stefano Quisquina
(AG).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Mattarella Bernardo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la mozione numero 339
Interventi a livello centrale per attenuare in Sicilia le
conseguenze dell'imposizione fiscale sui fabbricati rurali , degli
onorevoli Caputo, Vinciullo, Falcone, Pogliese, Buzzanca e Bosco,
presentata il 7 febbraio 2012.
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Presidenza del vicepresidente Formica
Informativa del Governo regionale sugli orientamenti del Governo
nazionale circa la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Informativa del Governo regionale sugli orientamenti del Governo
nazionale circa la realizzazione del ponte sullo Stretto di
Messina.
Sull'ordine dei lavori
ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, era proprio lei a presiedere quando
ho evidenziato che avevo presentato - approfitto della presenza
proprio dell'assessore Chinnici - un'interrogazione con richiesta
di risposta urgente. I giornali, peraltro, La Repubblica in
particolare, oggi evidenziano questo problema, relativamente alla
nomina di un vice commissario al comune di Palermo.
E' chiaro che la risposta non può che essere urgente
La Presidenza dell'Assemblea, così come previsto dal Regolamento,
presieduta dall'onorevole Oddo, aveva già preso contatti col
Governo.
Gradirei sapere, visto che è presente l'assessore Chinnici, se il
Governo è pronto o meno a dare risposta all'interrogazione
presentata dal Gruppo UDC, mi risulta che ci sia anche
un'interrogazione presentata dal Gruppo PDL, se non erro, sulla
vicenda, a nostro avviso in violazione della legge, relativa alla
nomina di un vice commissario al comune di Palermo.
Siccome abbiamo appreso dalla stampa che il vice commissario non
si è insediato, per non creare problemi, peraltro, all'eccellente
prefetto, la dottoressa Latella, sarebbe opportuno che il Governo
riferisse su questa materia. Mi fa piacere che sia proprio un
magistrato in Aula: la dottoressa Chinnici.
PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, come da lei sollecitato, la
Presidenza si è adoperata e ha mosso gli opportuni passi presso il
Governo, il quale ha assicurato la sua presenza in Aula, per
rispondere a queste interrogazioni urgenti, in una data tra martedì
e mercoledì.
Il Presidente della Regione, poi se l'assessore Chinnici vuole
CHINNICI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Confermo quanto detto dalla Presidenza.
PRESIDENTE. L'assessore Chinnici conferma quanto pervenuto alla
Presidenza. Abbiamo avuto la risposta scritta da parte del Governo.
D'accordo, onorevole Ardizzone?
Presidenza del vicepresidente Formica
Informativa del Governo regionale sugli orientamenti del Governo
nazionale circa la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina
PRESIDENTE. Riprendiamo la trattazione del II punto all'ordine
del giorno. Ha facoltà di parlare l'assessore Pier Carmelo Russo.
RUSSO PIER CARMELO, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Signor Presidente, signori deputati, giuro che è solo un caso che,
proprio oggi, sul supplemento Sud de Il Sole 24 Ore', sia stata
pubblicata una mia intervista relativa, fra l'altro, alla questione
del ponte sullo Stretto. Vi giuro che è del tutto casuale.
L'intervista in questione inizia in questi termini: Non condivido
la posizione di chi fa battaglie ideologiche intorno al ponte sullo
Stretto. Tengo a precisare che non sono mai stato un feticista del
ponte, non mi hanno mai appassionato le posizioni ideologiche sul
progetto, né a favore né contro. Ero possibilista e lo rimango .
Potrei perfino chiudere qua.
Devo dire che la situazione è abbastanza complessa. Perché questa
è stata la posizione assunta? Perché, preparandomi, come sempre
faccio quando devo confrontarmi con un consesso così qualificato,
ho fatto un minimo di rassegna stampa negli anni e, a marzo del
2009, vi erano dichiarazioni di questo tipo: Il Cipe ha deliberato
uno stanziamento di 1,3 miliardi per il ponte sullo Stretto di
Messina. I lavori del ponte sono pronti a partire .
I giudizi di vari esponenti di Governo, politici e così via
dicendo su questo intervento da 1 miliardo e 300 milioni del Cipe -
ripeto, siamo a marzo 2009 - erano i seguenti: E' sfida storica ;
Apertura cantieri: ormai non è più un sogno . Risposta concreta
del Governo a effetto crisi , siamo nel 2009 e non nel 2012; Con
ponte riparte sogno per Sicilia moderna e Opera strategica per
Sud e per Europa . Addirittura dal Cipe: Avvio al New Deal del
Sud , Il ponte ripaga le speranze dei siciliani . Ringrazio anche
da siciliano .
Ho volutamente omesso, perché sono del tutto irrilevanti, i nomi
di chi ha fatto queste dichiarazioni. Singolarmente, a gennaio
2012, vengono fuori dichiarazioni di questo tipo.
A proposito dell'incontro - e introduco l'argomento odierno - tra
il Governatore Lombardo e il premier Monti, si è dichiarato: Del
ponte non ce ne frega niente . Ci sono tali e tante priorità
gravissime in Sicilia che il ponte sullo stretto non si farà mai
E' servito solo a distribuire incarichi . Sono due posizioni
egualmente rispettabili
CORDARO. Chi l'ha detta l'ultima cosa?
RUSSO PIER CARMELO, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Sono posizioni egualmente rispettabili. Chi è fortemente pro; chi è
fortemente contro. Qualche momento di confusione a me lo generano
quando è la stessa persona a fare quelle dichiarazioni. E,
soprattutto, affermazioni in cui si dice: Sono serviti solo a
distribuire incarichi quando, poi, si è creata tre anni prima,
eventualmente, la provvista per quegli incarichi. Direbbe, forse,
l'onorevole avvocato Cordaro: Desistenza volontaria o pentimento
operoso . Ed ecco perché, a mio modo di vedere, è bene conservare
una posizione di equilibrata riflessione, non assumere posizioni
feticistiche non foss'altro per non correre il rischio, tra due
anni, di dire cose inverse.
Mi limiterò, come devo, a fare la cronaca dello stato dell'arte.
Per quanto riguarda l'assessorato che al momento vede la mia
presenza, la nostra competenza come assessorato alle infrastrutture
è stata quella di coordinare la Conferenza di servizio per le opere
prodromiche all'effettuazione del ponte, conferenze di servizio che
si sono svolte fra novembre e dicembre 2011 e che hanno visto
l'esame, da parte dei dipartimenti della Regione Sicilia, del
progetto definitivo.
Nel corso dell'incontro di circa quindici giorni fa occorso con il
Presidente del Consiglio dei ministri e con autorevolissimi
esponenti del Governo nazionale, si è rilevato che, contrariamente
alle notizie diffusesi, non vi era stato alcun definanziamento del
ponte, non vi era stata alcuna rapina', come si era detto, ma
semplicemente vi era stato un intervento assunto, peraltro, dal
Cipe, così c'è stato riferito, del settembre 2011 - ante Governo
Monti - con il quale, questa è relata refero, la cosa ha
scarsissima importanza, a mio modo di vedere, atteso che, come
sempre, preferisco concentrarmi sul topo piuttosto che sul colore
del gatto.
Non c'è alcun definanziamento, c'è semplicemente l'esigenza di
completare l'istruttoria susseguente allo studio di impatto
ambientale consegnato dalla società Ponte sullo Stretto' ed
esitato - quando parlo di norma, sono in grado di documentare -
esitato lo scorso 22 dicembre 2011, dalla Commissione tecnica di
verifica VIA e VAS (Valutazione impatto ambientale e Valutazione
ambientale strategica) dove sono state richieste integrazioni al
progetto definitivo dell'attraversamento stabile dello Stretto di
Messina e dei collegamenti stradali e ferroviari sui versanti
Calabria e Sicilia, con una poderosa relazione di ben 47 facciate,
dove sono stati chiesti elementi di chiarimento sul progetto
definitivo che esiste che verranno riscontrati.
La richiesta è del 22 dicembre 2011, è particolarmente poderosa,
riguarda, credo, 103 aspetti.
Questo è lo stato dell'arte: non c'è un definanziamento, non c'è
il crollo. E' da considerarsi ancora un'opera rilevante. Non è
possibile certamente immaginare che a risorse così importanti per
la Regione siciliana, la stessa Regione non possa accedere.
Dichiaro ancora in questa intervista: Ho visto numerosi
interventi che servono a migliorare la mobilità del Mezzogiorno
continentale. Se in Campania, Puglia, Calabria e Basilicata
migliorano i collegamenti ne beneficerà anche la Sicilia. Ma non ho
visto interventi a beneficio della nostra Isola .
Quindi questo, nell'ambito della programmazione infrastrutturale,
sarà il tema. Il ponte esiste a livello di progettazione, deve
accompagnarsi a un importante intervento di infrastrutturazione
perché, se mi permettete il paragone certo inappropriato e forse
eccessivamente libero, la cassata è bella perché c'è anche il
mandarino su, ma solo il mandarino non fa la cassata , quindi la
metafora significa, tante opere infrastrutturali importanti, cui si
aggiunge il ponte sullo Stretto.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, francamente mi dispiace, Assessore,
che sia lei a rappresentare il Governo.
RUSSO PIER CARMELO, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Se vuole me ne vado.
ARDIZZONE. No, avrei preferito la presenza del Governatore ma su
questo punto mi rendo conto delle difficoltà del Governatore tant'è
che su questo punto è scappato perché si è trovato in difficoltà.
Perchè stiamo parlando di ponte sullo Stretto?
Presidente già le chiedo qualche minuto in più, perché parlerò a
norme del mio gruppo.
Lei oggi ha espresso le sue opinioni personali, avrebbe dovuto
riferire perché se mi dice che, ma non voglio polemizzare con lei,
sa quanto la stimo, possiamo avere pure posizioni diversi ma sui
fatti concreti poi ci siamo intesi; però, mi rendo conto che a
proposito di gatto, topo non ho capito questa caccia, il colore del
gatto come doveva essere, prendere il topo. Ma qua mi sembra che la
fine del topo la faranno i siciliani e gli italiani che saranno
costretti a pagare una penale di 800 milioni di euro. Infatti, non
ci sono posizioni a favore o contro. Se lei chiede a me,
ideologicamente, qual è la mia posizione personale io,
ideologicamente, sono a favore del ponte.
Ma non è più in discussione questa materia, se lei mi dice; ma da
messinese, da siciliano, se le fanno il ponte bene, prendono il
ponte e lo calano ad unire le due sponde, come non si può non
essere a favore in considerazione che mette in moto tanto sviluppo
e tanto denaro?
La sua informativa è stata incompleta. Lei ci dice che il ponte
non è stato definanziato e sospeso, questa é la dichiarazione che
aveva fatto il presidente Lombardo. Lei si è documentato con la
rassegna stampa, sperò non solo, perché a proposito di rassegna
stampa gliela darò io.
Partiamo allora dal 2007, presidente Cuffaro, presidente della
provincia di Catania ed europarlamentare Lombardo, ministro dei
lavori pubblici l'onorevole Di Pietro.
La questione é sempre la stessa. Chi pagherà la penale se il
progetto non sarà definitivo, se non sarà conforme? Se il ponte
sullo stretto non si realizzerà? Il punto è stato sempre lo stesso.
Che cosa mi sarei aspettato? Qual è lo stato dell'arte e alla luce
- quello che manca nella sua informativa è questo - della decisione
della Commissione dell'Unione Europea del mese di ottobre, quando
il ponte non viene più ritenuto opera prioritaria' per l'Unione
Europea e viene ritenuto prioritario, giustamente, il collegamento
Berlino-Helsinki-Palermo, attraverso il nodo ferroviario
potenziando le ferrovie da Napoli a Reggio Calabria e da Messina a
Palermo attraverso Catania, in questo corridoio salta il Ponte
sullo Stretto.
E non lo dico io Lo dice Kallas, che è il Commissario dell'Unione
Europea per i trasporti - le darò copia delle dichiarazioni
rilasciate da Kallas - dice che è un problema tutto italiano.
E in quel momento, quando era Ministro Raffaele Fitto, si è visto
il potenziamento della rete ferroviaria che da Napoli porta a Bari.
Però, in quel momento il Governatore non si ribella, nessuno si
ribella, e noi arriviamo a Palermo attraverso Catania. Poi arriva
questo definanziamento, perché il definanziamento c'è; se prima
c'erano un miliardo e 300 milioni e adesso non ci sono più, sarà
stato il Governo Berlusconi, sarà stato il Governo Monti, e lo
stesso Matteoli ebbe a dire: Non è un problema perché
interverranno i privati. Il Ponte lo faremo: possono essere
d'accordo o fuori .
Per me, anche questa non era una dichiarazione da prendere in
considerazione. Si voleva salvare idealmente, ideologicamente il
Ponte.
Il Governo regionale si vuole rendere complice? Assessore, lei
dice che il progetto definitivo non è ancora approvato, allora si
vuole ancora rendere complice del pagamento della penale in favore
di Impregilo? Dalla sua informativa mi sarei aspettato che lei mi
dicesse quanto fino adesso si è speso.
Glielo dico io: si è speso poco meno (che sono tantissimi) di 300
milioni di euro, dal 1981 al 2009 in favore della Società Stretto
di Messina'; 173 milioni per la ricerca, studi di fattibilità,
progettazione di massima e preliminari. Previsti e spesi altri 110
milioni per il progetto definitivo. Il progetto definitivo - anche
per sua stessa ammissione - è carente, non è completo.
Possiamo pure parlare attraverso gli articoli di stampa, e allora
le darò la nota del dottore Ciucci, del 2005, inviata non al
sottoscritto, e probabilmente neanche al Governo regionale, ma alla
rappresentante dei Verdi, dove spiega che non si rischia ancora il
pagamento della pensale, perché prima ci sono tutte una serie di
fasi. E le ricordo io le fasi, proprio perché questa è l'Aula dove
vengono verbalizzati gli atti, vengono verbalizzate le nostre
dichiarazioni rispetto a tutte le dichiarazioni e le interviste che
si possono fare. E mi riferisco soprattutto alle dichiarazioni del
Presidente della Regione e non certamente sue.
Se il CIPE - e su questo io chiedo l'impegno del Governo - non
blocca il progetto che è carente, noi pagheremmo 66 milioni di euro
di fondi pubblici, come previsto dal contratto fra la Stretto di
Messina' e General Contractor'. Se si va avanti e si approva
questo progetto, per degli elaborati che sono estremamente carenti,
si evita di innescare un meccanismo di non ritorno che
obbligherebbe lo Stato a pagare ulteriormente altri 56 milioni di
euro per il progetto esecutivo che ancora non c'è, e pagare penali
fino al 10 per cento del valore del complesso degli interventi
previsti. Perché le ricordo, in quanto membro di questo Governo,
che la gara iniziale era di 4 miliardi e 400 milioni di euro, con
un ribasso di 500 milioni di euro, aggiudicata da Impregilo, noi
arriviamo a 8 miliardi e mezzo.
Lei mi parla della sua intervista, lei è persona autorevole perché
rappresenta questo Governo, ma io le posso dire pure
dell'intervista fatta al dottor Aurelio Misili, che è stato colui
che ha espresso parere contrario o favorevole ad un ordine del
giorno che poi bloccava il finanziamento al ponte sullo Stretto, il
quale ha detto: Il problema sono state le opere compensative a
Villa San Giovanni ed a Messina . Insomma, dobbiamo trovare sempre
una scusa su tutto quello che è successo e far pagare sempre
l'ultimo.
Allora, quello che voglio dire è che il Governo Lombardo si assuma
la responsabilità di dire basta; basta con questo rimpallo di
responsabilità perché il ponte non si farà, non si farà perché non
è finanziato. E, visto che non è finanziato, non rendetevi complici
del pagamento di penali per 800 milioni, perché io non vorrei - e
le darò pure su questo copia di un articolo - che Impregilo è
l'unica ad essere garantita dicendo io sono in calo, le mie azioni
sono in calo, ma comunque sono garantita perché ho un contratto con
il ponte sullo Stretto e più si va avanti con una progettazione
che è carente più noi, classe dirigente, ci rendiamo responsabili
del pagamento di una penale.
Mi dica se questa non è complicità, consapevole o inconsapevole
questo non lo so, e su questo avrebbe dovuto riferire il Governo.
Cosa che non ha fatto perché, di sicuro, il Presidente Lombardo non
ha voluto fare, perché è sempre pronto a prendere le distanze
quando si pagano le penali ed ha voluto dare questa responsabilità
a lei, assessore Russo.
Allora, che il Governo sia confacente e si adoperi presso il CIPE
perché il progetto venga definitivamente accantonato e che tutti
coloro che si sono resi responsabili di questa truffa ai danni
della Sicilia e degli italiani chiedano scusa, ma soprattutto si
individuino le responsabilità, perché da 300 milioni di euro che
già abbiamo sborsato pagheremo altri 800 milioni di euro per avere
un nulla, cioè quello che fino ad adesso noi abbiamo.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli
colleghi, francamente rimango sorpreso nel vedere come un'opera
così importante possa rimanere impigliata - mi consenta - in una
polemica strapaesana. Voglio ricordare a me stesso, prima che ai
colleghi, che la Sicilia e l'Italia stanno rincorrendo da alcuni
mesi il profilo di un Paese serio, operazione molto difficile.
Noi siamo stati apprezzati negli ultimi mesi come un Paese poco
serio e i mercati ci hanno fortemente penalizzato, fino a farci
sfiorare di un pelo soltanto l'assoluto fallimento e disastro
economico finanziario.
Ora, mi chiedo con quale serietà e con quale autorevolezza ci
possiamo presentare all'opinione pubblica regionale, nazionale e
internazionale, definanziando o ammettendo il definanziamento di
un'opera strategica come quella del ponte sullo Stretto.
Noi dovremmo essere, al contrario, sufficientemente rassicurati
dalla relazione dell'Assessore che, se non ho capito male, apre uno
spiraglio in positivo sulla realizzazione di quest'opera, perché se
così non fosse, se anziché realizzare il ponte sullo Stretto
dovessimo pagare una penale di 800 milioni di euro, andremmo
incontro non solo ad un disastro finanziario, economico, ma un
disastro di credibilità di caratura internazionale.
Il ponte sullo Stretto è stato per molti anni una grande favola
italiana, anzi una cantafavola. Ricordo a me stesso, prima che ai
colleghi, che una delle cause del disastro politico alle elezioni
del 2001 fu determinato proprio da una presa di posizione
ideologica del centro sinistra contro il ponte sullo Stretto.
Alcuni dissero che il risultato elettorale era stato determinato in
Sicilia da una posizione che noi avevamo preso, e che l'elettorato
penalizzò.
A distanza di 11 anni, siamo al punto di partenza, siamo alla
solita cantafavola.
Chi ne parla era tra quelli che riteneva che prima che si
realizzasse il ponte sullo Stretto ci fossero altre priorità in
Sicilia: la Siracusa-Ragusa-Gela, la 514, la Palermo-Agrigento, il
rafforzamento della linea ferroviaria. Devo dire che non è nato il
ponte sullo Stretto né nessuna di queste opere ha ancora visto la
luce, nessuna di queste opere è diventata da progetto cantiere.
L'unica opera realizzata, pronta per essere inaugurata, signor
Presidente, è l'aeroporto di Comiso, completato da anni e non
ancora aperto.
Sviluppo Italia, salva Italia, Creditalia, io ho un concetto ben
preciso su segnali da dare all'Italia e al Mezzogiorno di Italia.
Ma perché, insieme all'inseguimento di queste opere importanti, a
quelle che sono state delle cantafavole, delle scorribande di
carattere elettoralistico, non proviamo ad aprire l'aeroporto di
Comiso? Non ce ne sono tanti pronti da inaugurare e devo
riconoscere che c'è stata un'attività interessante, decisa, da
parte del Governo, da parte dell'assessore Russo.
Quindi, di accantonare l'opera adesso che si sono spese delle
risorse, a mio parere non se ne deve parlare. Bisogna procedere in
modo serio, nella consapevolezza che tutto questo che è ancora un
progetto diventerà cantiere fra qualche anno, diventerà un'opera e
un servizio fra qualche decennio. Ma disarmare in questo momento
sarebbe un errore imperdonabile.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'ascoltare la
relazione dell'assessore Russo, mi rendo conto che ci sono due
verità o forse due bugie, e questo lo apprendo dalla rassegna
stampa o da una agenzia Ansa. Lo ascolto con le mie orecchie,
ascolto qui in Aula che non c'è nessun definanziamento, lo dice
l'assessore Russo. Ho ascoltato il Presidente della Regione
siciliana, onorevole Raffaele Lombardo, all'uscita dell'incontro
con il Presidente Monti, che gli ha riferito che il ponte è stato
definanziato dal precedente Governo.
Questo è quello che ho sentito io e che hanno sentito gli italiani
e i siciliani, ma ho anche ascoltato, in quella fase, alcune
dichiarazioni che ha reso il Ministro Clini, che testualmente ha
detto il ponte non rientra più tra le priorità . Poi vi sono altre
agenzie di stampa che sono state rilanciate e che facevano
riferimento ad alcune rivelazioni del CIPE, di un organo
amministrativo, che diceva che in questo momento quelle somme non
sono più disponibili, vi è un iter che diventa iter governativo
attraverso due strumenti, l'ultima è la legge di stabilità, con la
quale si rifinanziano due miliardi e ottocento milioni per il
Mezzogiorno, a fronte di un precedente definanziamento di nove
miliardi. In quella occasione si rinvia, per la destinazione, al
Ministero delle Infrastrutture, allora retto dal Ministro Matteoli
e quest'ultimo, rivolgendosi al proprio collega, allora ministro
dell'Economia Tremonti, ribadisce che l'opera è tra le priorità.
Signor assessore, dobbiamo renderci conto di ciò che sta
accadendo, di ciò che stiamo facendo e di ciò che accadrà sul
territorio, da qui ai prossimi dieci, venti anni.
E' vero, noi in questi anni abbiamo visto quest'opera prima come
una chimera, poi un sogno, qualcuno come una iattura; c'è sempre
chi, al servizio di qualcuno, gioca a guastare, gioca a rompere, ce
ne rendiamo conto e rispettiamo tutte le posizioni. Però un fatto è
certo, signor Assessore, noi abbiamo visto una grande comunità come
quella calabrese, una grande comunità quella messinese, subordinare
il proprio modello di sviluppo alla nascita di questa grande
infrastruttura. Il ministro Matteoli ha detto in un'occasione che
il ponte si farà con finanziamenti privati, ma certamente si
riferiva a quella parte che andrà in gara, e che rappresenta i due
terzi dell'opera, perché un terzo, come è noto, e come nasce da una
precisa legge di circa trenta anni fa, è a carico del pubblico.
Che succede? Chi deve dare una posizione chiara al territorio?
Chi deve, in forza ed in virtù della partecipazione attiva
all'interno dello stretto di Messina?
Voi sapete che quella società è composta da elementi precisi, da
soggetti istituzionali precisi, e tra questi non vi è né il sindaco
di Messina, né il sindaco di Villa San Giovanni, né il sindaco di
Reggio Calabria, ma il Presidente della Regione o un suo delegato.
È in quella sede che dobbiamo far valere le nostre ragioni, e
dobbiamo sapere qual è la posizione del Governo, perché qui non
emerge. Signor assessore, lei non può dirci che non è innamorato né
disinnamorato del ponte, questo ce lo può dire in un colloquio
privato, parlando al bar, conversando personalmente con me o con
chicchessia, ma la posizione ufficiale del Governo, per bocca del
presidente Lombardo, che quella che è stata sbandierata, è
favorevole. E io ho anche assistito a delle assemblee, a dei cortei
capeggiati dal presidente Lombardo nella mia città.
Oggi lei assume una posizione che io prendo per buona., è una
posizione sua personale, non è quella del Governo, che è
favorevole. Qui siamo per un dibattito che porti ad un risultato,
che ci consegni un risultato, che ci dia un'idea del percorso che
il Governo regionale intende seguire, quale componente della
società Stretto di Messina che, ricordiamolo, è l'unica che può
recedere dal proposito.
Se dovesse capitare che non si va avanti nella procedura - noi
sappiamo, e il codice civile ce lo insegna - pagheremmo tante e
tali penali da poter forse costruire metà ponte. Deve essere quella
società, della quale fanno parte il Governo regionale della Sicilia
e della Calabria, a dirci come vuole regolarsi. Non si può andare
avanti con annunci di stampa, non si può mortificare un intero
territorio che resta al palo.
A Messina, ma so che anche a Villa San Giovanni, siamo in una fase
di revisione del piano regolatore generale, e come dobbiamo
comportarci con le linee guida? A che Santo dobbiamo votarci?
Dobbiamo sottostare agli umori di questo o quel Governo? Alle
posizioni annunciate di questo o quel governatore? Alle posizioni
dette e poi smentite da questo o quel Presidente? Alle posizioni
del CIPE, annunciate e non ancora pubblicate? Questo è il ruolo che
deve esercitare chi questo ruolo ha avuto assegnato da una legge
precisa, e cioè il Governatore della Sicilia.
Noi dobbiamo saperlo, e dobbiamo saperlo subito perché il danno
non è soltanto nei numeri, negli euro che dovremo o no versare nel
caso in cui non si dovesse andare avanti, il danno è nel modello di
sviluppo, il danno consiste nel fatto che noi non potremo
consegnare ai giovani una speranza, ma al contrario, in questo modo
li obbligheremo a restare al palo, ad affidarsi
all'improvvisazione, a non sapere qual è la sorte del territorio, a
non capire da che parte sta la ragione.
Assessore, dica al Governatore di essere Lui responsabile in
questa fase e di questa procedura, se ne faccia carico, non farà
nulla di meno e nulla di più del proprio dovere nei confronti del
popolo siciliano.
ROMANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra di
assistere, ad un teatro visto e rivisto, trent'anni di dibattiti,
di confronti, di discussioni, di convegni, di tavole rotonde, di
manifestazioni, di sfilate, e siamo sempre punto e daccapo, è un
cane che si morde la coda, su questo tema torniamo un passino in
avanti e si fanno cento passi indietro.
Assessore, mi dispiace dirlo, ma anch'io sono rimasto deluso dalla
sua relazione e voglio ricordare alcuni passi politici. Quest'Aula
non è una conferenza di servizio, dove dobbiamo approvare più o
meno un progetto, sciorinare dati, numeri o quanto altro, assessore
Russo, siamo una sede politica, dobbiamo dare dignità a questa Aula
e dare alcune linee guida.
Ricordo all'Aula che almeno due governi nazionali hanno vinto le
elezioni con almeno nei primi cinque punti il ponte sullo stretto
di Messina; le ultime amministrazioni, tranne un brevissimo
periodo, compresa questa che governa comune e provincia, ha vinto
le elezioni con questo tema.
Il Governo Lombardo, eletto nel 2008, aveva tra i primi cinque
punti il ponte sullo stretto di Messina.
Partiamo da questo dato - giustifico, capisco ribaltoni,
movimenti, cambiamenti o cambi di maggioranza per qualunque motivo,
ma il programma resta quello, gli uomini che rappresentano questo
Governo debbono in qualche modo interpretare questo. Allora, non
sono opinioni personali, assessore. Chiedo di capire qual è la
linea di Governo su questo. Chiedo di capire se siamo ancora
interessati. Chiedo di capire se questo Governo è interessato al
corridoio uno Berlino, all'alta velocità. Chiedo di capire perché
siamo seduti nella società Ponte sullo stretto. Chiedo di
intervenire sul CIPE, e non mi appassiona molto il tema delle
penali, anche se capisco che è un problema che abbiamo, ma prima di
parlare delle penali dobbiamo affrontare assieme un intervento
serio - e lo dico alla presidenza dell'Assemblea - perché il CIPE
possa rimettere quel rapporto, non toglierlo o chiarire perché lo
ha spostato. Su questo ho letto anch'io tante cose, ed ho la
sensazione che, visto che il progetto esecutivo non era esecutivo,
ha spostato le somme su altri interventi cantierabili, lasciando la
voce in piedi. Immagino che sia più o meno questa la
giustificazione, ma non è possibile cancellare questa opera.
Io sono tra quelli che non sono ideologicamente innamorato, perché
non credo all'ideologia di un Ponte, io penso ad un modello di
sviluppo della nostra Terra, che passi anche attraverso il Ponte. È
una cosa molto diversa Non mi appassiona l'ideologia di
un'autostrada, di un aeroporto o di un ponte, mi appassiona molto
di più un modello di sviluppo della nostra terra che deve superare
il gap infrastrutturale lontano 60 anni dal Nord Europa, dall'alta
velocità.
Credo che, al di là di un piagnisteo messinese, il Governo, su
questo tema, deve fare chiarezza, perché se no in città ci
organizzeremo per fare le barricate.
Noi non possiamo immaginare di avere lavorato 40 anni per niente,
signor Assessore.
Abbiamo impegnato risorse, abbiamo pensato di costruire un'area
integrata dello Stretto, una grande area metropolitana che partiva
da Gioia Tauro e finiva al Porto di Milazzo, che è nato come un
grande modello di sviluppo dove dentro c'era pure il Ponte, e i
finanziamenti che stanno arrivando in questi mesi al sistema di
portualità della Sicilia e della Calabria funziona se c'è il Ponte.
E dico ancora che gli effetti immediati di queste scellerate
decisioni - così come le ho definite - sono quelle che 85 famiglie
sono in mezzo alla strada, e mi auguro che ci ascoltino, perché il
sistema nazionale ferroviario, giustamente, sta smontando perché
non ha più interesse, perché la Sicilia e la Calabria resteranno un
sistema di territori dove il sistema ferroviario può funzionare da
Messina a Milazzo o da Palermo a Cefalù, perché l'alta velocità non
c'è, e il sistema ferroviario non funziona. Le ferrovie non hanno
nessun motivo di investire, e non abbiamo bisogno di Zamberletti e
di Misiti per farci spiegare queste cose, perché Zamberletti e
Misiti nell'intervista citata poco fa, ieri dicevano: ma che senso
ha tutto questo
Allora ripartiamo a dire cose serie in quest'Aula, tutti
Assumiamoci impegni e responsabilità. Ieri, l'onorevole Cracolici
parlava della stagione della responsabilità, che è una nuova
stagione. Smettiamo di giocare, se vogliamo dire sì, diciamo sì, se
vogliamo dire no, diciamo no, ma chiudiamo questa barzelletta che
prende in giro mezzo milione di abitanti, ma io dico che prende in
giro 8 milioni di abitanti, quelli della Sicilia e quelli della
Calabria.
Signor Presidente, credo che abbiamo questa grande responsabilità,
e credo che la Regione debba fare e domandare chiarezza, dirci
quali iniziative intenda intraprendere. Signor assessore, nel mio
intervento non volevo parlare di quattro articoletti di giornale
più o meno disordinati, ma volevo chiederle l'impegno del Governo a
cofinanziare quei famosi 2 miliardi di euro impegnati per il
completamento della progettazione e le opere iniziali del Ponte con
i fondi FAS, ed è possibile farlo per le opere compensative.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho le
certezze che hanno espresso alcuni colleghi sulla indispensabilità
del Ponte sullo Stretto ai fini dello sviluppo della Sicilia e
della Calabria.
Penso che la discussione, ovviamente, non deve partire da
pregiudizi, ma considero anche questo una sorta di conformismo
rispetto a teorie che hanno un semplice difetto, che non sono nel
corso di decenni.
Una classe dirigente, parlo della Sicilia e non solo di Messina,
dovrebbe interrogarsi sul fatto che attorno a questa ipotesi,
praticamente, si discute da oltre 40 anni, naturalmente, tralascio
cose che tutti quanti sappiamo.
L'onorevole Ardizzone suggeriva all'assessore di riandare al 2007,
se dovessimo, qui, affrontare questo tema si dovrebbe andare,
probabilmente, molto più indietro nel tempo.
Resta il fatto che, attorno a questa ipotesi, la Sicilia ha
rinunciato a progettare per se stessa ed a discutere con il Governo
nazionale un sistema di trasporti e di collegamenti che fossero,
effettivamente, all'altezza dei bisogni della Sicilia, delle sue
necessità di sviluppo ed ha sacrificato o, comunque, ha subito un
arretramento, dal punto di vista delle infrastrutture, che ha
precipitato la Sicilia in una condizione al limite del
sottosviluppo.
Considero un fatto di subalternità, e non di grande intelligenza
politica, continuare a pensare il tema delle infrastrutture e
dell'insularità risolvibile attraverso un'infrastruttura che
continua a destare perplessità sul terreno della fattibilità anche
tecnica, che non è cosa da poco, che continua a suscitare
fortissime perplessità sul terreno dell'impatto ambientale in una
zona fortemente antropizzata e peculiare dal punto di vista
ambientale e paesaggistico.
Penso, e voglio dirlo all'assessore affinché lo riferisca al
Presidente della Regione, che forse sarebbe il caso di prendere
atto che siamo in presenza di una discussione che sposta sempre in
avanti il tema delle infrastrutture in Sicilia e sposta in avanti
la possibilità di affrontare, sulla base delle esigenze della
Sicilia, il tema della viabilità, il tema di una rete ferroviaria
degna di una grande Regione del Mezzogiorno, il tema della
portualità, che in un'isola dovrebbe essere uno straordinario
traino di sviluppo economico ed, invece, siamo in condizioni
pietose ed il tema della stessa aeroportualità, oltre a quello che
si chiama l'intermodalità che dovrebbe consentire di rendere più
efficace il sistema dei trasporti e di collegamento.
Anche perché noi dobbiamo uscire da questa ipocrisia e non
prendere atto del fatto che l'Unione europea, assessore, ha
stabilito che, oggi, non è più un'opera prioritaria per l'Unione
europea, in rapporto alla questione dei corridoi', perché forse i
colleghi si vogliono ancora illudere o farne argomento di polemica
politica, ma secondo me ci facciamo del male; ci facciamo del male
Dobbiamo prendere atto che l'idea costruita dal Governo nazionale,
in rapporto con l'Unione europea, di considerare strategica, dal
punto di vista europeo, questa grande opera pubblica, non esiste
più
Immagino, quindi, che anche l'orientamento del Cipe ha preso atto
di questa novità e, quindi, se continuano a permanere tutte le
obiezioni, le difficoltà, le complicazioni rispetto alla
realizzazione di questa opera, allora si chiuda questa partita;
facciamo in modo che il tema del sistema infrastrutturale siciliano
sia posto in termini diversi e non sia fatto discendere da un'opera
che, probabilmente, continuerà a non farsi e si continuerà un
dibattito che indurrà la classe dirigente siciliana e l'opinione
pubblica siciliana a non cimentarsi con i problemi veri che, oggi,
si pongono in Sicilia dal punto di vista delle infrastrutture e di
un corretto rapporto anche con lo Stato e con le sue grandi
aziende, a partire dalle Ferrovie.
Chiedo, quindi, al Governo di ripensare anche con un confronto con
lo Stato sulla base delle nostre esigenze infrastrutturali,
prescindendo da un'opera che, ormai è dimostrato, continuerà a
stare sopra di noi senza offrirci mai, effettivamente, la
possibilità di risolvere i problemi infrastrutturali della Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha
facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Russo,
permettetemi di fare una considerazione di base, purtroppo, molto
amara: una vicenda come questa, purtroppo, non poteva non essere
che tutta quanta siciliana, credo che in nessuna altra parte del
mondo potrebbe accadere quanto sta continuando ad accadere da noi.
Finalmente dopo decenni di questioni, di discussioni, un Governo,
facendo bene, facendo male, determina un sì al Ponte e, nel
concreto, avviene che, fino ad ora, si sono spesi un bel po' di
soldini senza concludere niente perché si sta soltanto parlando
ancora di fatti preliminari, di livelli di programmazione, di
livelli di progettazione, si sta parlando, esclusivamente, di
rischi di penali - si è parlato di 800 milioni di rischio di
penale, cioè oltre il 50 per cento dello stanziamento che Monti ha,
tra virgolette, congelato - e, quindi, mentre da una parte si
dovrebbe lavorare per cercare di avere una via comune per evitare
tutto questo, qui siamo, caro amico assessore Russo, di fronte a
che cosa?
L'assessore, in una intervista, ha detto che lui è attendista e
non è legato idealmente né al pro né al contro, però la Regione è,
insieme all'Anas e alla Regione Calabria ed allo Stato, il soggetto
fondante di tutta questa questione e non può avere una posizione
tra virgolette neutra o da bar , deve avere una posizione netta
e chiara: o sono o non sono
Ha fatto bene il collega, onorevole Romano, quando ha chiesto al
Governo che posizione intendesse assumere, se vuole portare avanti
il progetto o no; se vuole, eventualmente, fare, come sostiene
l'onorevole Romano, una valutazione sui fondi Fas da assegnare ad
opere complementari o compensative.
Il fatto che il Governo riferisce che il Governo Monti ha pensato
di congelare 1 miliardo e 600 milioni, considerato che il progetto
per il Ponte non è pronto, e spenderli per altre strutture, pone
una serie di riflessioni.
Pone la stessa questione per la quale ieri abbiamo polemizzato con
il Governatore Lombardo che riferiva entusiasta e con grande
enfasi che erano stati avviati i tavoli tecnici per risolvere i
problemi sollevati dal movimento dei forconi e degli
autotrasportatori .
Quindi, se noi congeliamo, perché si deve vedere come spendere, in
sostanza non si sta spendendo un bel nulla; al di là delle
iniziative che si vorrebbero portare avanti, secondo l'assessore
Russo, riguardanti la Messina-Palermo o la Agrigento-Palermo, credo
che bisogna porsi un interrogativo a monte poiché il famoso
corridoio Palermo-Berlino o il famoso corridoio Palermo-Helsinki ha
un senso con il Ponte o senza il Ponte?
La risposta è evidente, non si può pensare ad avere corridoi
ferroviari senza il Ponte.
Nel momento in cui il Ponte non viene costruito e, quindi, non si
realizza la più grande arteria di carattere europeo che interessa
le infrastrutture del Mezzogiorno della Sicilia, qual è la
conseguenza che oggi vive la Sicilia?
Vive l'arretratezza nel settore del trasporto, arretratezza con
conseguenze incredibili sul piano della commercializzazione,
pensiamo a quello che sta accadendo adesso sul problema degli
autotrasportatori e dei forconi, con l'aggravio di costo per il
ritardo che deve subire il nostro prodotto che dalla Sicilia deve
arrivare nel nord Italia ed in Europa ed il tutto costellato da un
non piccolo particolare, onorevole Lenza: la società dei traghetti
perde, mediamente, circa 200 milioni l'anno Che cosa volete che
siano altri 200 milioni che si perdono insieme ai soldi che si
perderanno per le penali.
Tutto questo non è consentito, perché continuare a farci del male?
Ieri, polemizzando, abbiamo detto che Il Fatto Quotidiano ha
richiamato l'attenzione di tutti i parlamentari siciliani perché si
rischiano di perdere o si sono perduti 220 milioni; oggi, la
rassegna stampa è tutta piena di questa notizia: dal ministro
Fabrizio Barca a scendere non si parla che di questa notizia e di
questo rischio che diventa ogni giorno più concreto, un disimpegno
automatico al contrario di somme che continuiamo a perdere.
Potrei fare come l'onorevole Digiacomo che sostiene di iniziare
dall'aeroporto di Comiso, ma mi chiedo che senso abbia tutto
questo, senza che la dorsale est, quella che dal porto di Augusta,
che dovrebbe essere complessiva del nostro trasporto, sia collegata
a Catania e a Messina.
Piuttosto che fare giochini, una volta tanto cerchiamo di essere
seri, si assuma una posizione unica e definitiva, non è consentito
rimettersi ai giochini che hanno congelato, mentre nel frattempo il
ministro dell'ambiente, Clini, blocca il via perché ha dichiarato
che il Ponte non è prioritario, senza che ci siano compensazioni,
senza capire cosa vuole la Regione, senza capire che si stanno
perdendo soldi ogni minuto, oltre circa 300 milioni che si sono
spesi.
Non è consentito perché poi è legittima la protesta, poi è
legittima l'antipolitica, poi è legittimo che vengano i forconi e
che si infilzino fisicamente. Non è possibile continuare ad essere
così possibilisti ed incapaci di una decisione unica e coerente con
l'interesse complessivo del nostro territorio.
Sotto questo profilo, vorrei dire all'assessore Russo ed al
Governo di battere un colpo, non voglio polemizzare con i volantini
che il Movimento per l'autonomia ha distribuito ponendo la
battaglia del Ponte sullo Stretto come quasi la madre di tutte le
battaglie da svolgere nei confronti dell'autonomia e della
battaglia che si intendeva fare. Non mi interessa questo tipo di
polemica.
E' possibile che anche su questo non si abbia la capacità di avere
un'unica voce, un'unica posizione nei confronti del Governo
nazionale e di superare tutte le impasse che stanno provocando
perdita di soldi, arretratezza e proteste proprio di chi,
attraverso quel Ponte, vedrebbe risolte molte delle questioni che
sta ponendo.
Mi riferisco agli autotrasportatori ed agli agricoltori, vittime
di chi ancora vuole continuare non a fare il ponte, ma a non farlo
fare perché qualcuno ha interesse ad intascare milioni e milioni di
euro per progetti che non vanno avanti e per penali che nel
frattempo scorrono.
Mi auguro che il Governo batta un colpo in termini di coerenza e
serietà e di legare il tutto a quel progetto europeo che è l'unico
che dovremmo avere a cuore.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza Nicola. Ne ha
facoltà.
LEANZA Nicola. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi riferisco
all'ultimo intervento che condivido in larghissima parte,
dell'onorevole Bufardeci: il Ponte sullo Stretto è una priorità e
le priorità si scrivono quando si fanno i programmi di Governo.
Il Presidente Lombardo lo ha messo tra i primi punti del programma
di Governo condivisi da tutti coloro che in qualche modo lo hanno
votato. E' una priorità vera, non è una scelta ideologica, è una
priorità perché, come dicevano correttamente alcuni colleghi poco
fa, se si vuole realizzare il corridoio 1 il Ponte ci deve
essere, non è pensabile fare l'alta velocità, poi arrivato a Reggio
Calabria il famoso treno vola; non può volare O si fa l'Alta
velocità fino a Palermo o qualcuno ancora una volta ha detto delle
bugie o qualcuno sta facendo delle finzioni. Ancora una volta
siamo al gioco delle finzioni.
Allora senza il Ponte non si può fare l'Alta velocità e se l'Alta
velocità si è fatta per 50 chilometri nelle Alpi, per 70 chilometri
nel Valico, ancora una volta la Sicilia è staccata rispetto ad una
delle più grandi opere che si deve e si possono fare: il Ponte
sullo Stretto.
Abbiamo dimostrato che là nel valico, dove hanno deturpato intere
comunità, 70 chilometri un'opera costosissima, la più costosa
d'Europa, l'hanno fatto perché tutti quanti erano compatti, qua
ancora una volta ci facciamo del male, diamo solidarietà ai Forconi
e a chi protesta ed ancora una volta ci ritroviamo contro un'opera
che in qualche modo potrebbe risolvere quei problemi.
Diamo solidarietà, facciamo le barricate rispetto ai tagli dei
famosi treni, dei treni di lunga percorrenza e però ancora una
volta siamo a favore o contro il ponte, o siamo ai cavilli per
capire se chi paga, come paga o come non paga, che è fondamentale
per carità, ma noi lo diciamo dal 1981, non è di questi quattro
anni o in questi tre anni.
E' giusto fare il Ponte sullo Stretto in modo da non fare regali a
nessuno, né a Impregilo né a chi traghetta ogni giorno e,
soprattutto, non facciamo regali a chi vuole temporeggiare rispetto
ad un'opera prioritaria per la Sicilia e per i siciliani.
Non possiamo più giocare su questo, amici miei, è inutile parlare,
mentre noi siamo divisi di punto in bianco spunta la Napoli -
Foggia o la Potenza - Foggia con i nostri soldi, non c'è stata
nessuna scelta per la Sicilia; hanno tolto 1 miliardo e 600 milioni
e li dividiamo con la Calabria e li diamo alla Sicilia, no guarda
caso sono andati a finire in altri posti e scusate amici miei, ma
chi deve polemizzare, la Sicilia soltanto Ma mi chiedo dove siano
i nostri colleghi del Parlamento nazionale
L'unico posto, rispetto alla Lega, l'unico posto con il governo
Monti, non ci sono maggioranza ed opposizioni, in Sicilia i
parlamentari siciliani e calabresi sono tutti in maggioranza, e su
questa vicenda i parlamentari siciliani e calabresi dovevano fare
sentire tranquillamente la loro voce, perché non ci sono
indicazioni di partito diverse, se volevano veramente lo sviluppo
di questa terra.
Il Ponte non è alternativo alle altre infrastrutture, onorevole
Panarello, serve da alibi, il Ponte è una grande infrastruttura,
che non vieta assolutamente che si faccia la Catania - Palermo o
che si faccia tutto il resto.
I soldi del ponte non vengono tolti da altri posti, la maggior
parte sono dei privati, solo un terzo, meno di un terzo, era del
pubblico e l'Unione Europea in una decisione, onorevole Ardizzone,
aveva dato la priorità al ponte.
Il Parlamento nazionale l'aveva inserito come opera assolutamente
prioritaria, oggi, di punto in bianco, c'è lo troviamo accantonato,
cancellato, perché l'accantonamento, per quanto mi riguarda,
diventa quasi una cancellazione, perché finalmente per la prima
volta si stava facendo qualcosa, finalmente in qualche modo si
stava andando avanti, per carità sempre con ritardi, con
difficoltà, ma si stava assolutamente andando avanti.
Sono queste le occasioni in cui i parlamentari possono
tranquillamente dimostrare di essere attaccati alla propria terra;
per quanto mi riguarda era una priorità prima, diventa più priorità
oggi, perché oggi siamo ancora più lontani dall'Europa e
dall'Italia.
Siamo ancora più lontani, anche ai fini della protesta, come
correttamente diceva poco fa Bufardeci, ma vi rendete conto quanto
la gente aspetta li, i costi e tutto quello che ne deriva, ci
rendiamo conto di tutto questo
Ritengo, signore Presidente ed onorevoli colleghi, che il
dibattito, questo dibattito si deve rifare, si deve continuare
nella sede più opportuna che è il Parlamento, ma io sono
assolutamente convinto, e su questo nessuno me lo toglie dalla
testa e nessuno mi potrà convincere diversamente, che quella del
Ponte è una grande battaglia di civiltà, se me lo consentite, ma
soprattutto economica, sociale, di sviluppo economico e sociale
della nostra terra.
Sono assolutamente convinto che il Presidente della Regione, il
Governo regionale è per la tutela e per la priorità di questa opera
e che si deve muovere e si muoverà in questa direzione.
Sono, altresì, convinto che se ritorniamo ancora una volta nelle
piazze anche per quest'opera - io c'ero a Roma e c'erano
tantissimi parlamentari di tutti i gruppi a sostenere quella
battaglia, ma non parlamentari soltanto, c'erano i leader di
partito che hanno sostenuto quella battaglia - penso che sia
ritornato il tempo in cui le grandi questioni devono essere
affrontate anche con la grande forza e la grande forza può venire
da un grande movimento di popolo e del popolo siciliano.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Leanza anche per avere centrato,
secondo la Presidenza, il vero obiettivo.
Per quanto riguarda le richieste avanzate dall'onorevole Scilla e
dall'onorevole Caputo, la Presidenza comunica che aveva già chiuso
le iscrizioni a parlare e lo aveva comunicato all'Aula.
La Presidenza consentirà, comunque, ai colleghi di parlare però
prego i colleghi di stare attenti alle comunicazioni e al
dibattito.
E' iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono confuso
poiché non ho capito più nulla in questa Assemblea. Nel 2004 - ero
allora presidente della IV Commissione - posi il problema del Ponte
sullo Stretto a questa Aula, anche perché si stava formalizzando il
piano regionale dei trasporti e a quell'epoca, per la distrazione
degli uffici, non c'era una parola sul Ponte dello Stretto, anche
se già si era in grande avanzamento con i lavori di progettazione.
Tanto è vero che in quella sede, è tutto inserito nei verbali ma è
messo anche nel piano regionale dei trasporti che è stato poi
esitato dalla IV Commissione, per la prima volta nella Regione
Sicilia, mai fatto prima ed è quello oggi vigente, il Ponte sullo
Stretto comparve, perché non c'era, fermo restando che c'era una
grande attivazione sul fare questa grande opera.
Non più lontano di qualche mese fa, e per questo ringrazio
l'amministrazione comunale di Messina, in Consiglio comunale fu
posto proprio all'ordine del giorno un argomento, in un momento
anche di confusione, con il Governo di Berlusconi che si era
dimesso, e si parlava di un accordo di programma, la città
attendeva alcune risposte già dal 2004; furono individuati, in
Commissione, un insieme di interventi per la città di Messina e,
in particolare modo, si inserirono, nel procedere nella fase
esecutiva del progetto, alcune opere, perché è ovvio che in quel
caso quell'opera sarebbe stata non efficace per andare anche in
appalto.
Mi dispiace ricordare oggi - l'ho ricordato anche allora - che
abbiamo dei drammi in questa Regione e nello Stato che sono
rappresentati dai burocrati. Quel giorno dissi al dottor Ciucci,
che partecipò ai lavori della IV Commissione e che era il
responsabile, di inserire quelle opere nel progetto così chiamato
definitivo, cosa che ad oggi non fu fatta.
Già questo mi dà da pensare, purtroppo, che su questo argomento,
mentre l'onorevole Leanza come altri e come io devo dire sposiamo -
forse anche il Presidente della Regione, dico forse - perché
nell'accordo di programma che fu proposto e che grazie sempre al
Comune di Messina per la parte Regione Sicilia - perché devo dire
che per la parte Calabria lì intervenne il Presidente della
Regione, Scopelliti, che si fece carico di tutte le opere da
inserire e da chiedere che fossero inserite in quest'opera - la
Regione Sicilia, lei non c'entra assessore, non ha motivo, era il
Presidente della Regione che è stato ed è totalmente latitante.
Veda, onorevole Leanza, lei oggi mi dice che si tratta di un'opera
strategica, ma qua vi dovete mettere d'accordo con il Presidente
della Regione, anche la parte della maggioranza attuale, perché è
bello dire che siamo tutti d'accordo, ma non penso che il PD è
sempre stato d'accordo al Ponte.
Quindi, io comincio a pensare e mi sono ormai convinto - premesso
che non ho capito più nulla, perché le posizioni oggi sono molto
strane - che il Presidente della Regione, in questo periodo, si sia
defilato da questo problema, si è tirato fuori, perché è ovvio che
non può prendere una posizione quale era quella della campagna
elettorale, perché certamente era con un'altra maggioranza, non era
con questa, era con noi, poi ha ritenuto che noi non eravamo idonei
a continuare con lui e si è fatto un altra maggioranza. Oggi nella
maggioranza che lo sostiene, non so quanti sono d'accordo al Ponte,
il vero problema è questo.
Concludo invitando questa Assemblea, il Presidente della Regione,
eccetto l'assessore Russo che non c'entra nulla in questa storia e
che poi ha espresso la sua posizione, lui è giustamente al di
fuori, legge le carte, certo non sa tutti i passaggi politici, io
ancora ricordo le bandiere del Movimento per le Autonomie che
invasero Messina. Messina fu invasa dal Movimento per le Autonomie
che voleva il ponte, ma si figuri se noi come città eravamo
d'accordo.
Oggi, però, questa attenzione del Governo regionale la vedo molto
smussata.
Prendendo spunto dalle parole dell'onorevole Leanza che ha fatto
un intervento, è ovvio, a favore del ponte, ritengo opportuno,
signor Presidente, che sull'argomento o si fa un incontro in IV
Commissione alla presenza del Presidente della Regione o,
altrimenti, vedete di avere chiarezza di tutti i passaggi. Perché,
veda, di Ciucci non mi fido più e oggi non solo è commissario della
Società Ponte', ma ha anche il ruolo di presidente dell'Anas. Di
Moretti, che qualcuno ha citato prima, anche lui nostro
responsabile per l'Italia per i trasporti e per le ferrovie che ha
scassato' i traghetti in Sicilia e anno dopo anno ha smontato le
ferrovie dello Stato a Messina, non mi fido neanche più ed allora
bisogna aprire una discussione su questi due grandi burocrati che
in Italia e in Sicilia, in questi anni, hanno massacrato il Sud e
lo dico con molta franchezza, perché effettivamente Ciucci da un
lato è l'artefice, anche questo se ci dovessero essere dei problemi
di rivalsa di Impregilo, perché tutte quelle opere che oggi il
viceministro alle Infrastrutture Misili giustamente dice che creano
problemi perché nel progetto non erano previste, non è vero, perché
la Regione Sicilia nel piano regionale dei trasporti, da me
presieduto, e dall'Assemblea approvato in Aula, tutte queste
carenze al progetto le aveva richieste, sono state inserite, ma mai
messe.
Ora si può verificare l'assurdo: che viene chiesto un danno in
quanto il Ponte era carente di queste opere in progetto e se non
si potrà ricorrere a sistemarle qualcuno li dovrà pagare.
Mi domando perché non si siano messe nel progetto fatto oggi nel
2009-2010 quelle necessità che la comunità di Messina e le altre
chiedevano
Questo è un quesito, signor Presidente, che va approfondito
veramente.
A questo punto concludo dicendo mi sono confuso, serve forse una
riflessione a 360 gradi su questo silenzio del Governo regionale
sul Ponte.
Vedo l'onorevole Leanza ed altri fautori del ponte, vedo
l'onorevole Panarello che è contro, ma questo Governo oggi da chi è
amministrato in Sicilia? Dal Presidente Lombardo e da chi ha vinto
le elezioni o da Lombardo con chi ha perso le elezioni?
Questo è un quesito, signor Presidente, che sistematicamente
ricorrerà in questo ultimo periodo della legislatura. Questo è il
vero quesito che io pongo all'Aula e al Presidente della Regione.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
dibattito di questa sera sia un momento importante, perché ognuno
di noi può dichiarare esattamente quali sono gli auspici che
desidera per la propria Terra.
E' chiaro che ci sono due Italia: un'Italia ricca, opulenta, e
un'Italia un po' più povera. Magari per chi viene in vacanza in
Sicilia sarà romantico prendere il traghetto, e poi al tramonto
raggiunge la nostra Terra. Per noi che ci viviamo, per noi che ci
lavoriamo, per chi opera nelle piccole e grandi imprese,
traghettare è un problema perché si perde tempo, perché il tempo
oggi regola la vita economica e sociale di ogni comunità. Ecco
perchè penso che essere favorevole al ponte sia la cosa più
semplice, più spontanea, più naturale che ogni soggetto siciliano
possa esprimere.
E come il ponte, tutte le grandi infrastrutture. Signor Assessore,
nella nostra provincia attendiamo da anni una strada, la 514, una
storia vecchia di 20 anni, forse di 30 anni. Potrei raccontare i
sentimenti, le emozioni, che ha procurato questo collegamento della
514. E voglio raccontare un'altra storia che riguarda un'altra
infrastruttura che è l'aeroporto di Comiso.
La ringrazio per l'incontro che ha fatto lunedì, e se le cose sono
come io ho letto, l'aeroporto di Comiso potrà diventare per noi una
grande realtà, diventerà una infrastruttura a servizio anche
dell'agricoltura, che oggi vive un momento così difficile, ma anche
delle province limitrofe. Potremmo trasportare le nostre merci in
tutta Europa, in tutto il mondo, e quindi potrebbe diventare un
piccolo, o un grande segnale per coloro che protestano. E hanno
anche ragione di protestare, perché oggi l'economia si muove anche
attraverso i tempi.
E se noi riusciamo a portare avanti questo progetto, Lei avrà
fatto due cose importanti e, insieme a tanti uomini di buona fede,
di buona coscienza, resterà nella storia per l'aver fatto partire
questa infrastruttura; se poi sarà così in gamba da far partire
anche la 514, penso che qualcuno gliele dedicherà un paio di righe
che resteranno, non oggi, ma domani, nel tempo, per far si che
l'attività ragusana, la Sicilia orientale si possa ricordare
dell'assessore Russo. E non finisco qua assessore, perché veda, io
ho letto da qualche parte che l'8678 della Siracusa-Gela va in
appalto non appena sarà fatta la scheda legale delle infrastrutture
votata a Bruxelles.
Ecco, questi 3 punti, io penso che lei li possa portare avanti da
qui alla prossima tornata elettorale, ma non per diventare prodotto
di scambio nelle campagne elettorali, ma per diventare prodotto di
impegno che la politica siciliana oggi offre alla collettività
siciliana. Purtroppo, oggi la politica, in Sicilia come in Italia,
non vive un grande momento e l'unica arma che noi abbiamo è quella
di rispondere con i fatti, con i fatti che poi sono doni che noi
diamo alle nostre famiglie, alle famiglie dei siciliani, alla
collettività siciliana, perché c'è il seme della speranza che penso
che ognuno di noi debba coltivare e non fare morire anche rispetto
alle esigenze che vive in questo momento la nostra terra.
Io chiudo qui il mio intervento signor Presidente, rammentando al
nostro Assessore di tenere sotto stretta osservazione questi 3
punti. Il ponte sullo Stretto di Messina, chiaramente, è una
infrastruttura talmente importante e imponente che forse neanche un
ordine del giorno di 90 deputati servirebbe, e forse neanche se ci
recassimo tutti insieme a Roma. Qui c'è bisogno della politica
fatta da un Presidente della Regione siciliana con tutti gli
assessori regionali.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Rinuncio al mio intervento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Scilla. Ne ha
facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, signor assessore, onorevoli colleghi,
io sarò brevissimo. E' già intervenuto il nostro Capogruppo,
quindi, grande Sud si è espresso sulla materia.
Intervengo soltanto per chiarire, rispetto al ragionamento che
faceva l'onorevole Leanza, la bontà e la valenza della
realizzazione di questa opera strutturale, che è sicuramente
fondamentale e strategica per un vero rilancio socio-economico
della nostra Isola. Il ponte serve, il ponte, dal nostro punto di
vista, va sostenuto perché, comunque, non è in competizione con
altre realizzazioni.
Fare il ponte non significa escludere altre opere. Fare il ponte
significa creare le condizioni di avvicinamento della nostra
economia, delle nostre attività produttive all'Europa e, quindi,
dare un importantissimo aiuto alle nostre attività economiche.
Sulla bontà e sull'utilità del ponte noi non abbiamo nessun
dubbio, e siamo pronti a sostenerlo con qualsiasi tipo di
iniziativa parlamentare, politica, proprio perché riteniamo sia
un'opera assolutamente strategica.
In tutto questo ragionamento, l'elemento negativo, come al solito,
diventa il Governo, il presidente Lombardo. Vorrei capire perché il
presidente Lombardo, che ha fatto della realizzazione del ponte un
punto fondante della sua campagna elettorale del 2008, oggi è chi
non riesce, dal ruolo istituzionale più alto, più importante della
nostra Regione, ad incidere per ottenere questo risultato.
Fino a qualche giorno fa, fino a qualche mese fa per l'esattezza,
poteva avere l'alibi che a Roma governava Berlusconi, che doveva
andare per forza contro la Sicilia e, quindi, in qualche maniera,
lavorava per rallentare la realizzazione di questa opera. Oggi,
questo problema non c'è più. Abbiamo un governo tecnico, con il
quale il presidente Lombardo dice di avere avuto un'interlocuzione
molto positiva, e noi non capiamo da cosa nasca questa positività.
Il vero problema rispetto ad un'opera che riteniamo strategica, è
la composizione ribaltonista del Governo che attualmente sostiene
la Regione, perché chi non vuole il ponte è il Partito Democratico
che sostiene il governatore Lombardo.
Lombardo, quindi, non può continuare a raccontare le favole ai
siciliani. Bisogna capire esattamente cosa voglia fare. L'altra
sera, nella replica, ha accusato il Parlamento di essere
ribaltonista, nel senso che una parte che sarebbe il vecchio centro-
destra, quindi, il Grande Sud, il PDL e il PID, che vogliono
bloccare la sua politica riformatrice, rinnovatrice per un futuro
migliore della Sicilia. Di tutto questo, tranne le parole, nel
concreto non c'è nulla. Oggi c'è una maggioranza di Governo
sostenuta dal Partito Democratico, che è contro la realizzazione di
un'opera strategica e fondamentale.
Siccome noi la riteniamo talmente strategica che non vogliamo
ingannare i siciliani, occorre che il governatore faccia chiarezza
e riporti la barra nel rispetto di quelle che sono le normali
regole democratiche.
Non si può governare, portando a fare le scelte strategiche chi ha
perduto le elezioni. Il Partito Democratico ha perduto le elezioni.
Il Partito Democratico è stato bocciato dall'elettorato del 2008.
Oggi si trova a fare le scelte fondamentali per il futuro della
nostra Terra.
Chi è complice di questa operazione? Il governatore Lombardo che
farebbe bene ad iniziare a capire che deve fare delle scelte serie
e che, forse, è arrivato il momento che lui stesso stacchi la
spina, perché con questa contraddizione vera che c'è all'interno
della sua maggioranza, noi oggi rischiamo di essere mortificati
dall'intera stampa nazionale ed estera.
Non si è riuscito a spendere nulla, caro assessore Russo Pier
Carmelo - per me le differenze sono importanti - mi rivolgo a lei,
perché in questo contesto del ponte non c'entra nulla e, comunque,
da tecnico, è stato forse tra le poche cose buone che questo
Governo ha potuto esprimere.
Oggi, il Governatore Lombardo non mette chiarezza, caro onorevole
Leanza. Chi è che non vuole il ponte? Non certo Grande Sud. Non
certo il PDL. Se poi Lei è costretto, Lei eletto nel centrodestra,
a litigare con Cracolici anche per la questione delle province,
questa è la prova provata che non potete continuare ad andare
avanti, ed ogni giorno in più che continua questa farsa
ribaltonista di cui vergognarsi, per la Sicilia è un giorno sempre
negativo.
Allora, con estrema chiarezza, caro Presidente, vista la bontà
dell'opera, fate all'interno della maggioranza questa verifica e
fate delle scelte definitive, anche alla luce di quello che sta
succedendo a Palermo, dove voi da un lato a livello regionale avete
l'appoggio del PD, ma quando devono scegliere il sindaco a Palermo
non vogliono voi dell'MPA, non vogliono voi del Terzo Polo. Allora,
la politica si fa nel rispetto delle regole, la politica si fa con
una logica costruttiva, la politica non si improvvisa.
Nel ribadire, da parte di Grande Sud, la disponibilità totale ad
ogni forma di iniziativa per poter portare a casa questo risultato,
che è fondamentale per il destino ed il futuro dei siciliani,
chiediamo al Governatore Lombardo di assumersi le proprie
responsabilità o di dimettersi, permettendo alla nostra Sicilia un
Governo diverso e migliore che esca dalle urne, dalla volontà dei
siciliani.
RUSSO Pier Carmelo, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Chiedo di parlare per una replica.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO Pier Carmelo, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Signor Presidente, onorevoli deputati, chiedo scusa se forse ho mal
interpretato, in via iniziale, il senso delle comunicazioni
odierne, ma mi sono strettamente attenuto al testo dell'ordine del
giorno, dove testualmente veniva chiesto al Governo regionale di
riferire sugli orientamenti del Governo nazionale circa la
realizzazione del ponte sullo stretto di Messina.
La passione che contraddistingue l'Aula ha poi portato a virare la
discussione sugli orientamenti del Governo regionale. Nulla in
contrario, ma quelle che sono state lette come insufficienti
comunicazioni, erano dovute alla mia fedeltà al mandato ricevuto
dall'Aula.
Posto che viene viceversa chiesto quale sia l'orientamento del
Governo regionale al riguardo, preciso che sull'orientamento del
Governo regionale non c'è alcuna modifica rispetto all'orientamento
fino ad oggi espresso, né ce ne sarebbe ragione.
L'unica questione che verrà posta dal Governo regionale al Governo
nazionale è quella di leggere la richiesta di integrazioni al
progetto definitivo come conferma della volontà di eseguire l'opera
e non come tattica dilatoria per l'esecuzione della stessa.
Tradotto in forma ancora più semplificata: non si capisce per
quale ragione si chieda l'integrazione del progetto definitivo in
modo così poderoso e ponderoso se quell'opera non si voglia fare.
Quindi, non c'è alcuna modifica e desidero rassicurare chi ha
espresso qualche perplessità sulla posizione del Presidente
Lombardo, ma più che io lo possono fare le cellule dei telefoni
cellulari, perché la penultima telefonata prima di entrare in Aula
- l'ultima è stata quella di mia figlia che mi riferiva sugli esiti
di un esame universitario - alle ore 16.30, è stata quella del
presidente Lombardo, corredata di messaggio: Ricordi che siamo
favorevoli al Ponte .
Infine, devo dire che qualche livello di incertezza l'ho
registrato in chi assume posizioni diverse rispetto a quelle dei
leader di riferimento, mantenendosi ferme sulle posizioni
precedentemente espresse, vale a dire - come dicevo all'inizio -
nel 2009 si espresse una posizione fortemente favorevole al Ponte,
salvo poi dire nel 2012 che era una specie di inciucio - non
voglio usare termini più impegnativi - che era servito soltanto a
distribuire incarichi.
Evidentemente ne ha conoscenza all'interno chi finanziò l'opera,
non io
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
dagli onorevoli Mattarella, Donegani, Di Benedetto, Faraone e
Ferrara l'ordine del giorno n. 644 Iniziative urgenti presso il
Governo nazionale per la realizzazione del raddoppio ferroviario
della tratta Fiumetorto-Cefalù-Castelbuono. Completamento corridoio
unico .
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO PIERCARMELO, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 645
Iniziative per la riapertura della strada provinciale Polizzi-
Portella-Colla , dagli onorevoli Falcone, Caputo, Buzzanca e
Pogliese.
RUSSO PIERCARMELO, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Dichiaro di accettarlo come raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.17, è ripresa alle ore 18.25)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori per dire che, a mio avviso, è prioritario
che il Governo si adegui e dia esecuzione agli ordini del giorno
già approvati su questa materia, altrimenti tutto il dibattito
d'Aula è pura discettazione, pura retorica e non serve
assolutamente a nessuno.
Ricordo l'ultimo ordine del giorno, approvato da tutta l'Aula, che
portava proprio la sua firma, Presidente Formica e quella
dell'onorevole Beninati, come primi firmatari e che riguardava
tutti i punti nascita. A quell'ordine del giorno non è stato dato
assolutamente seguito, anzi credo che l'istituzione dovrebbe
chiedere scusa perché si riferiva anche alla vicenda di Mistretta.
Dovrebbe chiedere scusa per il comportamento dell'assessore nei
confronti di monsignor Michele Giordano, un comportamento arrogante
ed irriguardoso per quello che rappresenta monsignor Giordano,
definendolo in maniera dispregiativa Prete. Prete stia zitto e
ci sono le registrazioni. E un comportamento arrogante ed
irriguardoso si è tenuto anche da parte del commissario
dell'azienda sanitaria di Messina nei confronti del sindaco di
Mistretta, che è stato fisicamente e materialmente buttato fuori
dalla stanza.
Se, quindi, sono queste le condizioni, io, fin quando non viene
data esecuzione a quell'ordine del giorno lascio, e mi dispiace
solamente per i colleghi che hanno presentato le mozioni e l'ordine
del giorno, lascio quest'Aula.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi sento di
criticare la posizione dell'onorevole Ardizzone, perché credo che
sia l'unica posizione che si può assumere in quest'Aula e nei
rapporti con il Governo per la parte che rappresenta l'assessore
Massimo Russo, visto che non c'è dialogo, non c'è democrazia, non
c'è rispetto istituzionale tra gli ordini del giorno, gli atti
ispettivi, le partecipazioni dell'assessore in Commissione Sanità,
gli impegni presi dal Governo anche nelle varie sedi istituzionali.
Per cui non capisco cosa dovremmo attenderci dall'assessore Russo,
il quale agisce legibus solutus. Non gli interessano neanche le
leggi e gli impegni che promanano dal suo assessorato. E la cosa
più grave è che questo stato di cose le ha trasmesse, trasferite
agli organi decentrati, cioè alle aziende sanitarie ed ai suoi
vertici.
Per quello che riguarda l'interrogazione da me sottoscritta, si
prende atto che il punto nascita di Mazzarino è stato chiuso - in
violazione delle stesse disposizioni del direttore generale
dell'azienda provinciale sanitaria - da un direttore di distretto,
cosa che non è possibile fare tant'è che l'interrogazione, così
com'è stata da me formulata, mira a sapere su quali disposizioni
possa essere previsto un intervento di chiusura da parte di un
direttore di distretto.
Se noi vogliamo continuare verso un rapporto di correttezza
istituzionale e di rapporti tra i singoli deputati, il Governo, tra
l'Aula e il Governo, tra la Commissione, in questo caso della
Commissione Sanità ed il Governo, bisogna cambiare atteggiamento e
registro perché io mi appello alla memoria, non soltanto la
disattenzione e la non ottemperanza ad un ordine del giorno da
parte dell'assessore Russo emanato dall'Aula ma anche ad un suo
impegno ed intervento diretto che ebbe a fare sui punti nascita in
VI Commissione legislativa.
Da questo punto di vista mi appello alla memoria del presidente
della VI Commissione per sapere se, in effetti, è stato preso
questo impegno e se gli atti successivi hanno denegato e
misconosciuto.
Ecco perché non mi sento di restare in Aula con i colleghi del
gruppo dei Popolari di Italia Domani perché verrebbe avallata una
farsa generale di rapporti in cui il nostro regolamento è
calpestato ed in cui la deontologia istituzionale tra Governo, Aula
e deputati è sostanzialmente inesistente.
La democrazia non è questa. La democrazia è confronto, anche
scontro ma, in ogni caso, è rispetto dei ruoli altrui e degli
impegni presi, cosa che con l'assessore Russo non avviene perché
con i suoi decreti ha annullato la legge di riforma dallo stesso
voluto figuriamoci che rispetto può dare a me singolo e piccolo
deputato o ai colleghi altrettanto semplici e piccoli deputati.
su punti di nascita
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione unificata di mozioni, interpellanze e interrogazioni
in materia di punti nascita (mozioni 318 e 330, interrogazioni
2109 e 2258)
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno:
Discussione unificata di mozioni, interpellanze e interrogazioni in
materia di punti nascita (mozioni 318 e 330, interrogazioni 2109
e 2258). Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
con decreto dell'Assessore regionale per la salute è stata
disposta la chiusura dei 'punti nascita' degli ospedali di Cefalù,
Corleone e Petralia, in provincia di Palermo;
tale provvedimento ha disatteso le istanza dei sindaci e dei
cittadini e gli impegni assunti nella VI Commissione legislativa
permanente dell'Assemblea regionale siciliana 'Servizi sociali e
sanitari' dall'Assessore per la salute Massimo Russo e dal
Presidente della Regione;
la decisione è in contrasto anche con i provvedimenti e ordini del
giorno approvati dall'Assemblea regionale siciliana;
CONSIDERATO che:
la decisione adottata dall'Assessore per la salute è
pregiudizievole per i cittadini, ed in particolare per la
salvaguardia della salute delle donne in gravidanza e dei
nascituri;
i territori interessati dal decreto purtroppo sono distanti dalla
città e non hanno un sistema viario e stradale tale da rendere
facilmente raggiungibile un presidio ospedaliero di zona;
RITENUTO che:
la sopracitata decisione metta a rischio l'incolumità e la salute
dei cittadini in quanto vi è concreto e serio pericolo per le donna
in gravidanza e per i nascituri;
quindi, al fine di evitare disagi e gravi danni al diritto alla
salute dei cittadini, si debba richiedere l'adozione di una misura
urgente in favore del mantenimento dei punti nascita di Petralia,
Cefalù e Corleone e l'adozione del provvedimento di revoca del
predetto decreto assessoriale,
impegna il Governo della Regione
a revocare il decreto assessoriale di chiusura dei 'punti nascita'
di Petralia, Cefalù e Corleone, al fine di evitare situazioni di
pericolo per la sicurezza e la salute dei cittadini del
territorio». (318)
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che, con decreto dell'Assessore regionale per la salute,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 1 -
Parte I - del 5 gennaio 2012, recante 'Riordino e razionalizzazione
della rete dei punti nascita' si dispone, a partire dal prossimo 30
settembre, la chiusura di 28 'punti nascita' nell'Isola, di cui 20
unità operative pubbliche e 8 case di cura private, in quanto non
raggiungono i 500 parti all'anno previsti dagli standard
ministeriali e che lo stesso decreto, inoltre, prevede 'multe' per
le strutture che oltrepassino il limite del 20% di parti cesarei;
PREMESSO inoltre che tale decreto subentra al provvedimento varato
lo scorso settembre, incrementando il numero delle strutture da
chiudere, e che cancella di fatto anche le cinque eccezioni
inizialmente previste e, tra queste, anche il punto nascita dell'
ospedale Carlo Basilotta di Nicosia (EN);
CONSIDERATO che tale decisione è in contrasto anche con
provvedimenti e ordini del giorno approvati dall'Assemblea
regionale siciliana;
RITENUTO che il sopra citato decreto, riguardante anche il punto
nascita dell'ospedale Basilotta, causerà, inevitabilmente, una
migrazione delle partorienti verso le grandi e lontane strutture
ospedaliere, con pesanti ripercussioni sulla sicurezza e la vita
stessa delle donne e dei nascituri, che dovranno affrontare rischi
di spostamento su strade e con mezzi inadeguati e inefficienti, che
definire da terzo mondo è riduttivo, nonché un aggravio economico
per tante famiglie che, in un momento congiunturale così negativo
potrebbero non essere in grado di sostenere;
RITENUTO inoltre che se è probabile che i tagli operati
consentiranno di ridurre o appianare il deficit della spesa
sanitaria regionale, eliminare presìdi sanitari soltanto sulla base
del numero dei parti annui (500) è un criterio assai discutibile
che non tiene conto delle difficoltà di chi vive in aree disagiate
per ragioni territoriali e di collegamenti viari come quello
ennese;
CONSTATATO che l'ospedale di Nicosia si colloca in una zona
interna, nella quale mediamente nascono 300 bambini all'anno, di
cui solo il 20% con parto cesareo, e che non si tratta solo di
bimbi nicosiani, in quanto la struttura viene utilizzata anche da
donne provenienti dalla zona Nord della provincia di Enna e da
comuni del messinese e del palermitano;
RITENUTO che la decisione adottata dall'Assessore per la salute
relativa a 'La nuova geografia delle strutture sanitarie' mette a
rischio non solo la salute, ma addirittura la vita delle mamme e
dei bambini che portano in grembo, in considerazione del fatto che
le vie di collegamento tra i diversi comuni sono troppo spesso in
pessime condizioni, se non addirittura impercorribili,
impegna il Governo della Regione
a revocare il decreto assessoriale di soppressione del punto
nascita dell'ospedale Carlo Basilotta di Nicosia, al fine di non
mettere in concreto e serio pericolo la vita delle mamme e dei
nascituri, ma anche perché è un importante struttura sanitaria per
una popolazione che per la propria collocazione geografica è già
fortemente penalizzata». (330)
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che il preannunciato decreto sui 'punti nascita' nella
Regione prevedrebbe deroghe, sia pur temporanee, all'orientamento
della conferenza Stato-Regioni di sopprimere le strutture nelle
quali si effettuano meno di 500 parti l'anno;
considerato che:
le deroghe vengono motivate con la condivisibile necessità di
tutelare i cittadini di territori particolarmente disagiati;
sembrerebbe escluso, dalle predette deroghe, l'ospedale di Lipari,
presidio di riferimento per tutti t abitanti delle isole Eolie;
una simile eventualità apparirebbe del tutto ingiustificata, in
considerazione della eccezionalità della situazione eoliana,
determinata dai disagi oggettivi che discendono dall'insularità;
tale ipotesi inficerebbe la credibilità delle deroghe preventivate
ed alimenterebbe la sfiducia nelle istituzioni degli eoliani e
dell'opinione pubblica regionale e nazionale;
le legittime rivendicazioni della comunità eoliana (più volte
ribadite nei mesi scorsi a tutte le istituzioni nazionali e
regionali, a partire dal Presidente della Repubblica) a mantenere
un presidio sanitario adeguato a tutelare la salute delle donne e
dei nascituri, merita di trovare un positivo riscontro nelle
deroghe previste dal predetto decreto;
la deroga potrebbe essere utilizzata per definire soluzioni
efficaci, in termini di sicurezza, per una situazione,
oggettivamente, particolare;
per sapere:
se non valutino necessario inserire tra le deroghe previste nel
decreto sui 'punti nascita' l'ospedale di Lipari;
se non considerino opportuno prevedere, di concerto con il
Ministero della salute, tenuto conto della peculiarità della
situazione eoliana, le misure necessarie per assicurare, in un
contesto di sicureza per la salute dell'utenza, un presidio
sanitario adeguato a consentire di poter continuare a nascere nelle
isole Eolie». (2109)
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
la deliberazione n. 2625 del 9/12/2010, avente per oggetto il D.A.
1372 del 25 maggio 2010, rimodulazione della rete ospedaliera e
adeguamento dotazione posti letto di ricovero ospedaliero, non ha
previsto il mantenimento delle attività di ricovero di ostetricia e
ginecologia all'interno del presidio ospedaliero di Mazzarino (CL)
ed è stato concordato con il dipartimento regionale pianificazione
strategica dell'Assessorato regionale Salute di rinviare al 31
marzo 2011 la rimodulazione dei posti letto di tale specialità per
evitare discontinuità di servizio, assicurando il mantenimento
delle attività di ricovero fino all'attuazione del provvedimento di
riordino dei punti nascita;
in data 13/01/2011 la dr.ssa Lezzi, coordinatore sanitario del
distretto ospedaliero CL2, sospendeva l'attività del punto nascita
fino a nuove disposizioni;
in data 08/02/2011 il dr Palmeri, direttore del dipartimento
materno-infantile disponeva che 'Essendo chiuso il punto nascita ci
sia un solo turno di Pronta Disponibilità 20/8 e che venga
assicurato il servizio 8/20';
in data 24/02/2011 il dottore Palmeri riteneva necessaria la
temporanea sospensione delle attività del punto nascita per carenze
di risorse, e di conseguenza trasferisce preso le UU.OO.CC. di
ostetricia attrezzate di (Gela - Caltanissetta) tutte le emergenze-
urgenze;
in data 17/06/2011 il direttore del dipartimento decretava la
chiusura delle attività del presidio 'Santo Stefano' di Mazzarino;
in data 22/09/2011 il dottor Palmeri confermava la sospensione del
presidio fino a nuova disposizione;
in data 3 ottobre 2011 con delibera 1666 il direttore generale
aveva ricollocato i dirigenti medici di Ost/Gin. del P.O. di
Mazzarino risultanti in esubero a seguito dei processi di
rifunzionalizzazione della rete ospedaliera;
considerato che:
presso il presidio ospedaliero di Mazzarino la chiusura del punto
nascita è stata operata prima dell'emanazione del D.A. e che
contestualmente non è stata garantita presso il pronto soccorso la
figura professionale del ginecologo e dell'ostetrico;
il sindaco di Mazzarino ha inoltrato un esposto alla Procura della
Repubblica per ipotesi di reato per l'interruzione di pubblico
servizio e che lo stesso sindaco, pur avendo formalmente richiesto
gli atti alla direzione dell'ASP di Caltanissetta, non è ne mai
venuto in possesso;
tale situazione, oltre al disagio creato all'interno di questo
comprensorio, ha innescato malumore e tensioni difficilmente
gestibili, poiché l'opinione pubblica condanna fortemente questo
agire dell'ASP che in modo incomprensibile ha deciso di penalizzare
ulteriormente il p.o. di Mazzarino;
per sapere:
con quale atto amministrativo sia stata decisa la chiusura del
punto nascita di Mazzarino e se la procedura operata dal distretto
sia sopportabile sotto il profilo legale ed amministrativo, visto
che la chiusura del punto nascita non è stato adottato dall'ASP di
Caltanissetta ma piuttosto dal distretto sanitario di zona;
se non si ritenga necessaria l'emanazione di atti per ripristinare
non solo condizioni di sicurezza sanitaria e sociale, ma anche di
parità di trattamento tra i vari presidi ospedalieri». (2258)
Onorevoli colleghi, la Presidenza è dell'idea di fare una
discussione unificata, se il Governo è d'accordo, sia sulle mozioni
che sulle interrogazioni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, signor assessore, onorevoli colleghi,
intervengo perché sono firmatario della mozione n. 318, presentata
il 9 gennaio 2012, che segue mozioni ed ordini del giorno
presentati sullo stesso tema, in particolare sulla riapertura o,
comunque, per scongiurare la chiusura dei punti nascita degli
ospedali di Petraia Sottana, Corleone e Cefalù, tutti in provincia
di Palermo.
Non so che cosa il Parlamento si aspetta da questo dibattito, alla
presenza del responsabile della sanità siciliana né in verità so
che cosa di nuovo potrebbe dirci l'assessore rispetto a quello che
ha già fatto.
Tranne che l'assessore non voglia fare atto di contezza e quindi
ritornare sui suoi passi e revocare i provvedimenti che ha già
emanato seppur diluiti nel tempo, mi chiedo a che serve in tal caso
ed in tal senso un dibattito di questo tipo.
Ci sono stati diversi richiami alla memoria e tutti diretti
all'ottimo Presidente della VI Commissione, onorevole Laccoto,
perché quella commissione è stata teatro di una serie di incontri,
tutti carichi di tensione, che hanno visto la presenza dei sindaci
dei comuni nei cui territori ricadono gli ospedali.
Per gli ospedali di Petralia Sottana, Corleone e Cefalù, se non
sono stati presi gli impegni, poco ci manca o poco ci mancava in
quelle date.
Ricordo quando il Presidente della Regione che credo sia il
titolare del Governo di questa Regione perché gli altri assessori
agiscono per delega, ha incontrato in una delle sale di Palazzo
d'Orléans, alla presenza del Presidente del consiglio di
amministrazione dell'ospedale di Cefalù, fidato correligionario di
partito del Presidente della Regione - lui si definisce così -
addirittura uno che si deve candidare alle regionali nelle file
dell'MPA. Lì si è detto, ma se il tetto e la deroga per Cefalù è
quello dei 500 parti e Cefalù ne aveva, non voglio andare ai numeri
perché vado a mente, ma si superavano i 460 parti a Cefalù. Si è
detto che se a un ospedale mancano 21, 22 o 30 parti per rimanere
aperto, perché si chiude l'ospedale di Cefalù, il punto nascita
dell'ospedale di Cefalù?
Fra l'altro ospitato nel San Raffaele che è un polo di eccellenza
- lo definisce così il Governo e, una volta tanto, sono d'accordo
con il Governo - della sanità siciliana.
Allora il Presidente Lombardo disse - era presente l'onorevole
Apprendi, erano presenti altri deputati, erano presenti i sindaci
delle Madonie interessati a quella parte, quindi parliamo delle
basse Madonie dell'ospedale di Cefalù, il Presidente della Regione
- ma se si tratta di pochi parti è un peccato chiudere il punto
nascita di Cefalù . Abbiamo incassato un risultato importante
perché lo ha detto il Presidente della Regione, quindi il capo del
Governo che ha conferito delega all'Assessore alla sanità quindi
delegato.
Sull'ospedale di Petralia Sottana, il Presidente della Regione ha
voluto incontrare nella sala giunta i sindaci delle Alte Madonie
che hanno rappresentato le motivazioni - tutte oggettive e tutte
difficilmente contestabili - che meditavano a sostegno del
mantenimento di quel presidio.
Per chi conosce la viabilità di quelle zone, io mi riferisco in
questo momento in cui sono tutte zone innevate, le cui strade sono
intransitabili, immaginate oggi in queste condizioni se una
partoriente, in condizioni di fortissimo disagio, dovesse
attraversare da Petralia Sottana o da Blufi o dai comuni di quel
territorio e arrivare all'ospedale di Cefalù o all'ospedale di
Termini Imerese perché se chiude Cefalù bisogna andare a Termini
Imerese.
Io immagino quali sono le condizioni di tutela della mamma e dei
nascituri quando uno deve partire da quel territorio. Sapete cosa
mi hanno risposto? Noi abbiamo calcolato, attraverso il sito
Michelin - quindi con Google - l'attraversamento , quindi, siccome
da Petralia Sottana o da Blufi o da Petralia Soprana o da Geraci ci
sono 40 chilometri, in tempi di percorrenza si può arrivare, ma non
sono quaranta chilometri dell'autostrada Palermo-Mazara del Vallo o
Palermo-Catania, parliamo di uno dei territori più difficili e più
proibitivi dal punto di vista della viabilità.
Il Presidente della Regione disse: guardate, mi voglio rendere
conto personalmente della vicenda e voglio venire, anzi mi impegno
a venire a visitare l'ospedale di Petralia Sottana .
Inutile dirle che ancora gli abitanti delle Madonie aspettano la
presenza del Presidente della Regione che doveva valutare e,
quindi, immagino prima che venisse emesso un provvedimento,
valutare la fondatezza delle istanze dei sindaci, dei medici, dei
comitati e delle parrocchie.
Fra l'altro, non so se in questi tempi può servire la mano divina
o religiosa, ma voglio dire che a Petralia Sottana sono arrivati al
punto tale che il Vescovo di Cefalù, sabato mattina celebra una
messa nella chiesa di Petralia Sottana, per pregare affinché il
Governo e, quindi, l'assessore Russo non chiuda il punto nascita
dell'ospedale di Petralia.
La politica addirittura non è più tenuta in considerazione e ci si
affida al volere dell'Onnipotente per evitare una tragedia quale
quella della chiusura dell'ospedale.
Per Corleone è il paradosso: Corleone prima era stata individuata
nei provvedimenti originari dell'assessore Russo tra gli ospedali
per i quali veniva concessa la deroga per le peculiarità
dell'ospedale di Corleone anche perché privare del punto nascita il
Comune di Corleone, un territorio che ha operato un grande riscatto
nella lotta contro la mafia e si è affrancato da un sillogismo
Corleone uguale Mafia', adesso Corleone è concretamente la
capitale dell'antimafia, si è deciso di lasciare, anche per questi
motivi, il punto nascita. L'assessore ha pensato bene di sopprimere
anche le deroghe.
Chiedo che l'assessore che da questo Parlamento - voglio ricordare
ai più o ai pochi presenti - è stato sfiduciato, è stato censurato,
è un assessore censurato in questo Parlamento non per motivi di
antipatia ma perché questo Parlamento ha ritenuto che la gestione
dell'assessore non sia in sintonia con le istanze della sicurezza e
della salute dei cittadini.
Quindi, signor Presidente, non credo che questo Parlamento
dall'assessore Russo si possa aspettare nulla. Voglio
tranquillizzare l'onorevole D'Agostino, evidentemente è preoccupato
che io intervenga nei confronti dell'assessore Russo ma voglio dire
che i fatti che ha operato l'assessore Russo sono così concludenti
e inequivocabili che noi non ci aspettiamo nulla di diverso da
quello che lui ha fatto in distonia con quanto si era impegnato a
fare in Commissione.
Pertanto, personalmente, per quanto mi riguarda, nonostante sia
firmatario di una mozione esco dall'Aula e mi allontano perché non
in intendo assistere ancora a quello che dice l'assessore Russo e
che poi puntualmente si impegna a non fare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
intervengo perché ho ripresentato anche stasera un ordine del
giorno che riguarda la chiusura dei punti nascita e soprattutto
quello che riguarda il punto nascita di Mistretta e Lipari, che è
un argomento che abbiamo trattato più volte in Aula e in
Commissione.
Perché ripresento questo ordine del giorno e chiedo che venga
ridiscusso questo argomento? Perché rispetto al provvedimento e al
decreto che era stato emanato dall'assessore Russo erano state
inserite delle deroghe per alcuni punti nascita. In Commissione,
successivamente a questo decreto, avevamo chiesto - tutta la
deputazione di Messina ma anche altri colleghi - per i punti
nascita di altri paesi disagiati, soprattutto quelli che sono nelle
isole minori ma anche nelle zone montane, di rivedere questo piano
che era stato varato dall'assessore e si era dato tempo fino al 30
giugno di quest'anno per esaminare tutti quei punti nascita che
avessero, al di là degli elementi individuati per la loro chiusura,
la possibilità di avere una deroga e, quindi, di restare in piedi.
Ad ottobre del 2012 si dovrà decidere quali saranno i punti nascita
che resteranno aperti.
Chiedo nuovamente all'assessore di rivalutare, di rivedere la
posizione dell'isola di Lipari che, per la sua condizione
geografica e quindi territoriale, per il disagio della percorrenza,
noi abbiamo visto anche in quest'ultimo periodo le avversità del
tempo che hanno costretto più volte ad interrompere i collegamenti
con le isole minori e non per un giorno ma anche per una settimana
intera, così come Mistretta che è in una condizione montana
disagiata e che necessita del mantenimento di questo punto nascita.
Quindi, io chiedo che questi ordini del giorno e anche le mozioni
vengano votate dall'Aula perché altrimenti è inutile fare un
dibattito per poi ascoltare la replica dell'assessore Russo che
resterà fermo sulle posizioni già espresse sia in Commissione che
in questa Aula.
O la politica, al di là della appartenenza a un ruolo e il ruolo
viene determinato dentro l'Aula con un voto e sul voto, determinato
dall'Aula, poi la politica e il Governo devono tenere conto oppure
è inutile che noi continuiamo a svolgere dibattiti e facciamo
votare ordini del giorno e mozioni in quest'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Buzzanca. Ne ha
facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
l'Aula debba prendere atto di un fatto che è incontrovertibile: in
diverse occasioni - non solo in quest'Aula ma anche in Commissione
- sono state fatte delle raccomandazioni all'Assessore per la
sanità e si è inteso dare un indirizzo che viene dal Parlamento;
questo indirizzo può avere punto di partenza in quest'Aula o in VI
Commissione, la Commissione competente.
Prendiamo atto che poi ciò che viene raccomandato all'Assessore
alla salute, non per un capriccio, perché io ritengo che la
battaglia che in questo momento si sta svolgendo in Sicilia, oggi i
giornali riportano un momento di grande tensione all'interno del
Consiglio comunale di Noto, addirittura la minaccia di dimissioni
del Sindaco e dell'intero Consiglio comunale ove non si addivenisse
ad una soluzione, qualcuno parlava di Palermo, si parlerà di
Paternò. Vi è la firma dell'onorevole Lino Leanza in questa
mozione, in questo ordine del giorno e mi pare che sia
incontrovertibile che l'assessore faccia orecchie da mercante'.
Quest'Aula ha votato un ordine del giorno che era stato proposto,
qualche giorno prima di Natale, a seguito del decreto che poi
doveva essere pubblicato e che era stato emanato dall'Assessore
senza il necessario confronto in VI Commissione, poi il confronto
c'è stato. Anche lì sono state proposte delle modifiche, vi erano
anche modifiche concrete, motivazioni precise, non si capiva perché
vi erano alcune deroghe ed altre no.
Abbiamo cercato di dire all'Assessore Russo che vi era necessità
di guardare con attenzione ad alcuni punti nascita, si pensava, in
quella occasione, a Lipari e a Mistretta, erano fatti concreti.
Quest'Aula approvò un ordine del giorno, mi pare che fosse il
Presidente Formica il primo firmatario insieme all'onorevole
Beninati e l'Aula all'unanimità approvò questo documento che, di
fatto, congelava la posizione dell'assessore Russo e la rinviava a
dopo il primo ottobre 2012, cioè tra dieci mesi circa.
L'Assessore, in effetti, ha preso atto di questo ordine del giorno
però ribaltandolo, dicendo che se ne riparlerà, eventualmente,
nell'articolo 18 del suo decreto, eventuale deroghe, dice
l'Assessore, all'articolo 18, in relazione a quanto previsto dal
Piano sanitario regionale potranno essere previste in seguito alla
presentazione dei piani di riconversione dall'1 ottobre 2012.
Noi ci rendiamo conto che vi sono esigenze di natura diversa, ci
rendiamo conto che, purtroppo, la sanità sta vivendo il momento più
drammatico della propria esistenza.
Ieri, signor Presidente, diceva l'onorevole Cracolici - che non
vedo in Aula - secondo voi, se domandassimo ai siciliani se si
stava meglio dieci anni fa rispetto ad oggi, cosa
risponderebbero? . L'onorevole Cracolici non so in che mondo vive,
mi dispiace che non sia presente, certamente si stava meglio dieci
anni fa per molte congiunture sfavorevoli, perché dieci anni fa noi
abbiamo visto cosa è successo: la caduta delle Torri, la crisi
globale, la bolla speculativa, tutti fatti che noi conosciamo, ma
voglio dire, vi sono responsabilità precise in questo momento,
perché io sfiderei tutti quanti voi a fare una telefonata e
prenotare, per esempio, una risonanza magnetica, piuttosto che
un'ecografia e sapere quanto è il tempo di attesa. Io sfiderei
tutti quanti per cercare di capire se il territorio oggi ha un
ruolo migliore come era previsto dalla riforma che noi abbiamo
votato, che quest'Aula ha votato, che il PDL ha votato rispetto
alla rete ospedaliera.
Sta languendo l'una e piange l'altra. Eppure, noi ci accorgiamo
che l'Assessore fa orecchie da mercante'. Allora che senso ha,
onorevole Rinaldi, oggi parlare di mozione e di ordine del giorno
quando già vi è un decreto pubblicato e quando già i giochi sono
fatti. Presidente Laccoto, i giochi sono fatti a discapito di tutto
e di tutti Io, signor Presidente, ho ascoltato in quella giornata
infausta l'assessore Russo quando si rivolgeva al prete e diceva
prete stia zitto' o stai zitto perché io quando lei fa l'omelia
non la interrompo'.
Veda, Presidente, qui c'è un delirio di onnipotenza: quando il
prete parla, parla a nome
PRESIDENTE. Onorevole, rispettiamo le persone
BUZZANCA. Io non offendo nessuno e penso di farlo con il dovuto
rispetto che devo alle istituzioni, però, signor Presidente, il
prete parla per proclamare il Vangelo, a nome di Cristo, l'omelia
viene recitata a nome di Cristo; l'Assessore Russo penso che parli
esplicitamente a nome tutt'al più del Presidente Lombardo per cui
anche noi ci associamo a quella che è la posizione assunta dai
colleghi che ci hanno preceduto. In una occasione ricordo che il
partito democratico lasciò l'Aula e il Presidente sospese la
seduta. La invito a fare altrettanto.
PRESIDENTE. Ovviamente, la Presidenza deve contemperare l'esigenza
del dibattito, quando ritiene che c'è un tema molto urgente e che
interessa i cittadini, con la richiesta dei gruppi.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, chiedo di parlare perché ho
assistito ad alcuni interventi di colleghi e mi è sembrato di
partecipare ad una sorta di valzer della vanità' piuttosto che una
sagra dell'ipocrisia', possiamo anche aggiungere questo. Delle due
l'una: o il problema c'è e però manca l'Aula ma soprattutto manca
l'opposizione che non può, intanto, non esserci se deve contestare
che è un diritto legittimo e che deve esercitare se intende
esercitarlo e non può neppure permettersi di prendere la parola e
poi abbandonare l'Aula. Ma per quale motivo? Solo per fare l'atto
di presenza, la cosiddetta reprimenda' nei confronti dell'accusato
Assessore, di un'eventuale maggioranza che sostiene chiaramente
questo piano dell'assessore? Per poi giungere a che cosa?.
Per arrivare alla conclusione che poi ognuno ha svolto il suo
compitino zelante e porta a casa il risultato per dire: io ho
attaccato l'Assessore, piuttosto che il Governo, che si è permesso
di chiudere il punto nascite di questo comune piuttosto che di
quest'altro ospedale .
A me sembra un atteggiamento puerile, più da consiglio comunale di
un paese di poco conto piuttosto che di un'Aula parlamentare, non
c'è serietà, non c'è serietà neanche nel dibattito e non c'è
serietà, ovviamente, o meglio, non c'è assolutamente convincimento
che questo sia un problema perché se questo fosse un problema, e
altre volte questa Assemblea ha dimostrato che davanti a problemi
seri c'era partecipazione e anche interventi competenti,
pertinenti, accorati e compìti senza essere fuori, senza sbavature
e senza essere fuori da quello che deve essere il nostro crinale.
E' possibile che si voglia lasciare agli atti parlamentari il
pensiero che qui siamo davanti ad un Governo di pazzi e ad un
assessore masochista che decide; per che cosa a questo punto? Per
la sua vanagloria di tagliare i punti nascita della Sicilia e
quindi di ridimensionare, perché chiaramente sono dei
ridimensionamenti, alcuni presìdi ospedalieri e di farlo perché,
per non raggiungere nessun obiettivo. Ma nessuno, a cominciare
dall'onorevole Caputo che ha il vizio di fare a tutti la morale -
lui che non può permettersi di fare la morale - ma possibile che si
viene qui ad esercitare questo ruolo, veramente ipocrita, senza
avere il coraggio di dire che questo è un piano che, invece, salva
le vite umane, dà una qualità alla sanità in Sicilia? Ci permette
di essere equiparati come standard ai livelli mondiali che ci
richiede l'organizzazione mondiale per la sanità, un organismo,
così, giusto per citarne uno che, evidentemente, non vale nulla.
Nessuno che abbia l'onestà, non dico il coraggio, solo l'onestà di
dire queste cose, di riconoscerlo apertamente? Certamente, dispiace
che un punto nascita venga tolto ad un ospedale e credo che
all'assessore eccome se gli dispiace ricevere da anni rimproveri e
accuse perché ha ridimensionato un Comune, un ospedale piuttosto
che un altro.
Signor assessore, dopo che lei ha adottato questa riforma, ha
fatto questi tagli indolori, io credo che non ci siano stati questi
drammatici casi di malasanità e non soltanto nei punti nascita.
Per fortuna, nei punti nascita ce ne sono stati veramente molti
meno di quanti ce n'erano in passato, per cui, il sistema sanitario
è andato al disastro. Riconosciamole queste cose
La riforma sanitaria sta funzionando, anche sotto il profilo della
qualità delle prestazioni e grazie al taglio doloroso ed impopolare
dei punti nascita, noi stiamo dando prospettive, dal punto di vista
statistico, ma guardate che stiamo parlando delle vite umane che
nasceranno, alle future generazioni ed alle famiglie, di avere
un'assistenza sanitaria di livello adeguato agli standard mondiali,
europei di Paesi civilizzati. Noi, invece, vogliamo rimanere
nell'inciviltà, signor Presidente, e per questo ci affatichiamo in
questo triste dibattito, questo è un triste dibattito che non porta
a niente e che, però, farà accademia e ce lo ricorderemo e qualcuno
porterà qualche documento nel proprio paese, vantando chissà quale
strale lanciato nei confronti dell'assessore. Ben poca cosa
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io purtroppo,
devo intervenire anche se non era previsto il mio intervento, ma
obiettivamente credo che le regole debbano valere per tutti. Non ci
sono regole di serie A o di serie B.
Questa Assemblea ha votato un ordine del giorno. Obiettivamente,
questo ordine del giorno è nato dopo un dibattito tenuto in
commissione VI, anche a seguito di una quasi contestuale
attivazione, da parte di questa Aula, tramite il sottoscritto e
devo dire che con il presidente Laccoto, proprio in quella sede,
quando si parò di questo decreto, il primo, il presidente Laccoto
invitò il Governo ad andare in commissione.
Il decreto, se non ricordo male, era del 2 dicembre o poco prima e
fu immediatamente dal presidente Laccoto, intercettato per vedere,
forse, di considerare alcune situazioni - fermo restando che si
possano riconoscere i cinquecento punti nascita, non è questo il
punto - ma si disse, in quella sede che forse era opportuno
applicare alcune deroghe.
Se non ricordo male, l'assessore intervenne con alcune deroghe e,
in quella sede in commissione, si discusse di quelle deroghe. Era
presente anche l'onorevole Cracolici, erano presenti tutti. Non
c'era un problema di maggioranza o di opposizione. Si trattava di
avere un poco di buonsenso.
Quel giorno intervenni io, ricordo a me stesso - è verbalizzato -
e chiesi un attimo di riflessione al Governo e dissi al presidente
Laccoto che, forse, questo suo intervento era intempestivo, non me
ne doveva volere perché, avendo già l'assessore deciso tutto, non
credo che tornerà indietro, anzi dissi pure in quest'Aula:
secondo me è tempo perso .
Devo dire che il Presidente Laccoto si fece carico di tutto ciò,
perché si era reso conto che alcune cose andavano riviste, andavano
bloccate, perché in alcuni posti c'erano effettivamente dei
problemi, non ultimo le principali le due isole minori, Lipari e
Pantelleria, nella nostra provincia Mistretta, così come vale per
Petralia, e anzi ci fu un intervento ben deciso dell'onorevole
Cracolici su Petraia. È ovvio che c'era un'attenzione da parte dei
parlamentari, sia di maggioranza che di opposizione, ed ero
convinto, signor Assessore, che lei non tornava indietro, e anzi,
per punizione, a quanti hanno sollevato questo problema, quelle
deroghe che aveva già previsto le ha pure tolte. E quindi deroghe
per nessuno.
E non ci fu altro modo di chiede al Governo una riflessione in tal
senso, non si intravedeva nessuna disponibilità a condividere
qualcosa che voleva questa Assemblea, questi parlamentari tutti
uniti, sia di centro destra che di centrosinistra. L'unico modo fu
l'approvazione di un ordine del giorno presentato da me e
dall'onorevole Formica, che chiedeva semplicemente di riflettere,
di valutare, come si disse in Commissione, di fare ulteriori
verifiche. Tutto questo in effetti si è fatto.
Però, signor Assessore, lei ha fatto un decreto, e forse lo
interpreta in un altro modo, ma di fatto lei ha decretato i numeri
di punti nascita, un po' in controtendenza rispetto all'ordine del
giorno che le chiedeva prima di definire i punti nascita su cui
c'erano dei problemi, e la Commissione li aveva ben esplicitati, ma
nel decreto questi punti nascita non ci sono più.
E' vero che con l'ultimo articolo del decreto ha istituito
eventuali deroghe in relazione a quanto previsto potranno essere
previste a seguito della presentazione di piani di riconversione ,
ma sicuramente andremo a peggiorare, perché si parla di
accorpamenti di quelli esistenti, non certamente di deroghe
riduttive. E mi stranezza che lei, onorevole Laccoto, non
interviene su questo, perché quale Presidente di una Commissione
deve essere al di sopra delle parti, non può tirarsi indietro.
Signor Assessore, l'ordine del giorno non è che le diceva contro,
recitava: ad assicurare che nelle more della definizione del nuovo
assetto della rete regionale dei punti nascita , e comunque fino a
quando non saranno individuati formalmente i reparti di ostetricia
e ginecologia dell'ospedalità pubblica e privata da dimettere dopo
il 1 ottobre 2012, in tutte le Aziende sanitarie provinciali siano
adottati e seguiti uniformemente gli stessi criteri organizzativi e
di adeguamento strutturale evitando che vengano . Ma di tutto
questo non c'è una parola, c'è soltanto che la data si rimanda, non
c'è né un ritenuto , né un considerato , per cui oggi di fatto è
inutile che ci prendiamo in giro, i punti nascita così come sono
stati tagliati resteranno.
Questo ordine del giorno, Assessore non me ne voglia, non è stato
tenuto in considerazione. Questo è un vulnus che si crea purtroppo
spesso ormai in Assemblea, l'ordine del giorno si è fatto e rimane
carta straccia. Nella premessa al decreto non c'è neanche
l'intervento del presidente Laccato, che aveva chiesto di rivedere
queste posizioni. Il decreto ormai è questo, le deroghe potranno
essere fatte ad ottobre, ma non c'è scritto sotto i 500 parti,
addirittura le deroghe sono per accorpare a mille, questo è il
decreto, totalmente in contrasto, caro Presidente Laccoto, a quello
che lei si era fatto carico di far rispettare. I sindaci sono
venuti tutti, ma hanno perso - come ho ripetuto la volta scorsa, ma
glielo ripeto - tempo.
Mi scusi, ma la Commissione non ha prodotto nulla.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stato
chiamato diverse volte in causa, credo di dovere fare una
ricostruzione quanto più fedele della situazione dei punti nascita
dicendo qual è stata la realtà anche in Commissione.
In effetti noi abbiamo avuto tre sedute in Commissione e c'è stata
un'illustrazione anche con tensioni, a volte, per questo decreto.
Ci sono state le ragioni dell'Assessore che ha richiamato alle
indicazioni dell'organizzazione mondiale della sanità, la
Conferenza Stato-Regione, ci sono state le ragioni dei componenti
della Commissione, dei deputati, dei sindaci, poi successivamente
dei territori e il decreto che era stato fatto, praticamente, ha
trovato un punto di sintesi, di incontro, là dove la Commissione,
all'unanimità, con il consenso dell'Assessore aveva chiesto,
tramite la mia persona, che questo decreto fosse operativo dal 30
giugno 2012, così come dovevano fare le proposte i Direttori
generali.
Molte discussioni vi sono state sulle deroghe, e la Commissione
aveva ritenuto che erano di competenza, come atto di
programmazione, o per lo meno per i criteri della Commissione, e su
questo si era convenuto, e cioè se deroghe ci dovevano essere,
dovevano essere fatte dopo il piano di riconversione, entro ottobre
2012, per avere un piano operativo dal gennaio 2013.
Quindi, il decreto in linea di massima rispecchia quelle erano
state le decisioni della Commissione, tranne che nell'applicazione
i Direttori generali stanno usando pesi diversi e misure diverse,
nel senso che se il decreto e le proposte dei Direttori devono
avvenire entro il 30 giugno 2012, è giusto che nel frattempo ci si
attrezzi intanto per quanto riguarda i servizi alternativi.
Dobbiamo essere onesti con noi stessi, perché altrimenti, come
diceva qualcuno, questo dibattito non ha senso, se fatto solo in
una direzione contro l'Assessore, non si riesce ad ottenere, nello
spirito dei lavori della Commissione, i risultati prefissi.
Allora noi dobbiamo pretendere - perché questo è stato accettato
dall'assessore e dalla Commissione - che prima di poter chiudere
qualsiasi punto nascita vi siano i servizi alternativi. E vi è
l'assicurazione da parte dell'Assessore in questo senso, no che il
decreto non doveva essere emanato, ma doveva essere emanato con i
criteri e con i tempi stabiliti in Commissione.
Il primo punto è che questi servizi alternativi, alcuni Direttori
generali, non li stanno prevedendo, non possono chiudere tout court
i punti nascita senza garantirli. C'è chi dà ragioni di budget; chi
di indicazioni date dall'Assessorato, chi dai funzionari
dell'Assessorato ed altro.
Sta di fatto che il dibattito di questa sera ha un senso se noi
riusciamo ad incanalare tutto in una veste che possa portare a dei
risultati costruttivi, perchè altrimenti diventa un dibattito
sterile, solo per fare e per dire ognuno nei nostri paesi, io in
provincia di Messina, altri in altre province: noi abbiamo fatto la
battaglia, ma questa battaglia è questo
Ed allora, partendo dal presupposto, assessore, uno sforzo credo
che lo debba fare anche il suo assessorato nel dare indicazioni
precise ai Direttori generali che, prima di poter chiudere, ed era
questo un punto fondamentale che io avevo fatto, ed era nella
decisione della Commissione, accettata anche dall'assessore,
bisognava predisporre i servizi alternativi.
Quello che, invece, sta avvenendo - se lei non lo sa, lo possiamo
verificare giorno dopo giorno - è che i Direttori generali,
naturalmente, anche perché credono che così possono risolvere
immediatamente il problema di budget, attendono il termine del 30
giugno per chiudere i punti nascita senza dare quei servizi
alternativi. Questo era il punto programmatico della Commissione.
Il secondo punto, che era stato pure accettato - richiesto allora
dal professore Ettore Scollo - che per i nuovi punti nascita, vi
fosse, dopo il 30 giugno, l'attivazione delle guardie attive. Altro
punto di cui la Commissione si è fatta carico, assieme ai
componenti scientifici.
Il terzo punto trattato riguardava le deroghe, che noi dicevamo
entro ottobre, qui è scritto entro settembre, ma dovevano essere
valutate dalla commissione.
È inutile qui fare il muro contro muro. Abbiamo una realtà che è
una realtà, purtroppo, obtorto collo, che stiamo accettando per le
condizioni economiche, per le condizioni di sicurezza, peraltro,
che ci impongono, che ci vengono da quella che era la conferenza
Stato-Regione allora, perché è stata fatta dall'Organizzazione
mondiale della Sanità, dal mondo scientifico, per la chiusura dei
punti nascita in Sicilia, in questa fase, per quelli che sono
inferiori a 500 parti.
Fermo restando il problema delle deroghe da affrontare in
Commissione, così come si era stabilito - e questo è il punto che
credo abbia creato maggiore preoccupazione nelle popolazioni -
ritengo, assessore, che Lei si debba fare carico in maniera molto
chiara, perché questi erano i risultati di un lungo dibattito
avvenuto in tre sedute di Commissione, cioè predisporre i servizi
alternativi prima di qualsiasi chiusura di punto nascita.
Questa è la realtà. E questa è la descrizione vera e propria della
situazione, al di sopra, anche, di quelle che possono essere le
parti. Invito, quindi, l'Assemblea tutta ad aiutare questo
percorso, in una visione anche costruttiva, e chiedo all'assessore
di venire incontro, attraverso l'accettazione di quelle che erano
state le decisioni della Commissione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per agevolare il dibattito e
addivenire ad una conclusione che sia opportuna ed accettabile per
tutti, la Presidenza non può che richiamare, oltre quello che
diceva l'onorevole Laccoto, e cioè tutto il lavoro che è stato
svolto in Commissione, e successivamente in quest'Aula, dove
abbiamo avuto un lungo dibattito, dove sono intervenuti i
rappresentanti di quasi tutte le province siciliane, in merito ad
una serie di ordini del giorno che erano stati presentati dai
diversi deputati in rappresentanza dei territori, che chiedevano il
mantenimento, o comunque che ci fosse il presidio del punto
nascita.
In quella sede, l'Assessore aveva dato la sua disponibilità, il
suo assenso ad accettarne uno che, per caso, era stato presentato
da me e dall'onorevole Beninati, ma poco c'entra, era in linea con
i deliberati della Commissione e, sostanzialmente, chiedeva
all'Assessore di fermarsi, non smantellare nulla ed in attesa di
mettere in capo tutte quelle misure alternative necessarie, e fino
al primo ottobre lasciare che questi presidi, questi punti nascita
potessero continuare a funzionare. Ed è stato votato all'unanimità,
dopo numerosi interventi.
Quindi, per il prestigio stesso dell'Assemblea e dell'Aula,
chiediamo che venga rispettato, e che ci sia, veramente,
l'esecutività di quell'ordine del giorno del Parlamento.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
assessore, intanto credo che sia abbastanza mortificante dibattere
oggi due argomenti così significativi, quello storico e
fondamentale del ponte sullo stretto, e questo importante sul tema
della sanità, e nello specifico sui punti nascita, con una ventina
di deputati presenti, al di là di qualcuno che si è allontanato per
protesta. Protesta che nasce da quell'episodio - permettetemi di
dire, altrettanto spiacevole - quando in una seduta in cui si
discuteva la censura all'assessore Russo, la maggioranza non
partecipò. Sono stati due errori, sia quello che, probabilmente,
anche questo. Credo che il dibattito ed il confronto debba essere
sempre chiaro, trasparente, diretto. Non occorre questo gioco di
ostruzionismi che, alla fine, è proprio una di quelle ragioni che
allontana la gente dalla politica e dalle istituzioni.
Assessore, prendo spunto da quello che da ultimo ha detto il
presidente Laccoto e dal riassunto che ha fatto il presidente
Formica. Credo che questo suo provvedimento possa ancora avere i
margini per potere essere migliorato, e per potere vivere nel
coinvolgimento delle forze politiche, al di là delle logiche e
delle questioni squisitamente di merito.
Mi auguro che le aperture e le indicazioni, formulate con grande
lealtà dal presidente Laccoto e richiamate nel redattore, in quel
caso, dell'ordine del giorno, dell'onorevole Formica e
dell'onorevole Beninati e votato all'unanimità in quella seduta,
possano essere ancora oggi, al di là dei passi fatti e
dell'esecutività nella sostanza, tenuti nella dovuta considerazione
per potere, eventualmente, migliorare.
Ma io ho richiesto di intervenire, anche per cogliere
l'opportunità di dirle, con molta chiarezza e con molta franchezza
che, per quanto attiene alle questioni del punto nascita, nella mia
provincia di Siracusa, viviamo, al di là dello specifico, una
situazione di grande disagio, e anche colleghi di altre province
poc'anzi hanno citato le questioni che attengono agli ospedali di
Avola e Noto. La invito, fermamente, in maniera convinta ad
occuparsene, perché sta avvenendo una cosa molto grave e molto
triste.
Ricordo quello che avvenne il venerdì antecedente il voto del per
l'elezione del sindaco di Noto, con la distribuzione di un
volantino che era strumento, evidentemente elettorale, che, a mio
avviso, aiutò l'attuale sindaco che probabilmente avrebbe vinto lo
stesso, non lo so. Ma, certamente, male non gli fece, anzi Lo
aiutò sicuramente, e lo aiutò perché in quell'occasione il
Presidente Lombardo, cambiando ancora una volta idea
sull'argomento, ritornò sostanzialmente alla soluzione Cittadini,
la distribuzione in un unico ospedale Avola-Noto dei reparti per
acuti, così com'erano già all'epoca, e siamo fermi ancora a questo.
Se lei avrà letto la rassegna stampa, le viene richiesto
l'adeguamento del piano sanitario finalizzato al potenziamento
dell'ospedale di Noto con 154 posti letto, di Avola con 151 posti
letto. Vengono definite una serie di vicende che vengono corrette,
alcune indicazioni della Gazzetta ufficiale in cui si indica
l'ospedale Trigona di Noto come presidio da rifunzionalizzare in
PTA, e tante altre cose che riguardano una serie di lavori e di
spese che sono state fatte sia ad Avola che Noto.
Per evitare scontri istituzionali, Le dico di occuparsene e che ci
sia quell'attenzione che non c'é. E' passato quasi un anno da quel
venerdì prima del ballottaggio e siamo ancora a caro amico'. Siamo
ancora in una situazione nella quale la vicenda è incancrenita
rischiando lo scontro tra campanili piuttosto che la soluzione
seria ed ordinata.
E sta accadendo la stessa cosa ad Augusta e Lentini. Lei conosce
molto bene la realtà e sa che il grande sforzo che è stato fatto
per quanto riguarda l'ospedale di Lentini, finalmente aperto, non
può sotto questo profilo creare ulteriori problemi sull'ospedale di
Augusta.
L'ospedale di Augusta in tema di deroghe che cosa avanza, che cosa
dice?
Nel suo decreto il dato è 3029 l'attività del bacino provinciale e
che sono circa 1.100 i parti confermati nella zona nord della
città.
La deroga nel territorio di Augusta, che sappiamo tutti che cosa
ha subito in termini di danno ambientale, e che cosa ha dato in
termini di ricchezza a tutta l'Italia, segnatamente anche alla
nostra Regione Sicilia, sapendo bene che nella nostra provincia vi
è l'unica delle società che ha sede legale in Sicilia con tutte le
conseguenze.
Si chiede un ragionamento sulla deroga, ma la deroga non viene
fatta perché si sostengono le logiche dei numeri, e nel frattempo
non si applica neanche l'articolo 6 della legge n. 5, che era
quello di privilegiare il territorio, perché era proprio in quella
zona industriale che doveva vivere la compensazione di essere zona
industriale ad alto rischio ambientale, e di avere dato al paese
quelle ricchezze in termini di accise.
Se non avviene né l'una né l'altra, almeno faccia la deroga in
termini di punto nascita, in considerazione che se oggi quei numeri
non sono quelli che in astratto consentirebbero la sua deroga, sono
dovuti al fatto che scientificamente l'ASL prima e l'ASP dopo, non
ha più potenziato quell'ospedale, perché ogni medico che andava in
pensione non veniva sostituito.
Signor Assessore, sotto questo profilo, cerchi di trovare le
soluzioni per dare risposte a questi territori molto delicati.
Glielo chiedo sommessamente, ma lo faccia con attenzione, con
solerzia.
Abbiamo visto che cosa ha comportato in termini di protesta la
manifestazione di Augusta bloccando il porto, se non si danno
risposte, ed ormai sono passati tre anni dalla legge n. 6. Credo
che poi si legittimi la protesta e si legittimino anche le
richieste come quelle che molti fanno di volere tutto, ben sapendo
che solo chiedendo tutto, forse si ottiene qualcosa.
Nel frattempo qui non si sta applicando neanche la norma.
Al di là del punto nascita, le quali le chiedo di incontrare
prontamente gli amministratori di Avola e di Noto, e trovare la
giusta sintesi, dando seguito agli impegni che erano stati assunti
dal Presidente Lombardo in quella sede, e di fare altrettanto con
Augusta per quanto riguarda la possibilità di deroga per
compensarla di quei danni.
Le dico anche di guardare con molta attenzione alla gestione e
alla amministrazione dell'ASP di Siracusa. Troppa gente per vincere
il concorso deve essere del Movimento per l'autonomia. Questo non è
consentito Glielo dico in maniera chiara e trasparente. Troppa
gente mi dice che solo rivolgendosi a qualcuno del gruppo MPA, si
possono avere delle chance.
Assessore, nell'interesse suo, nell'interesse della sanità, mi
creda, controlli anche questo. Ne va del suo buon nome, oltre che
della sanità. Non abbiamo bisogno che vinca qualcuno del gruppo
MPA, abbiamo bisogno che vinca qualcuno bravo, a prescindere dal
partito. E questo molto spesso non avviene.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Colianni. Ne ha
facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo è difficile
parlare con un'opposizione che decide di abbandonare l'Aula. Certe
volte penso che piuttosto che il vescovo di Cefalù, che sta
pregando per il Governo, forse bisognerebbe riunire tutte le Chiese
apostoliche siciliane per pregare che questa opposizione, almeno
quella dei Falchi e non quella dei Colombi, assuma una posizione un
attimo più dialogale in questo Parlamento.
Perché vedete parlare per poi uscire fuori non è una gran bella
cosa. L'onorevole Beninati e l'onorevole Bufardeci fanno parte
delle Colombe ma, ogni tanto, si tingono anche di atteggiamenti un
po' esagerati, come l'ultimo apprezzamento fatto dall'onorevole
Bufardeci, perché dire pubblicamente in un Parlamento che per
vincere un concorso si deve essere dell'MPA, a me sembra di enorme
gravità. In questa sede non abbiamo mai citato il PDL per potere
raggiungere successi nelle professioni. Questo va stigmatizzato, io
voglio farlo pur sapendo quanto l'onorevole Bufardeci, di solito, è
persona saggia che fa interventi equilibrati. Questo mi è sembrato
un po' troppo e, seppure in tono sommesso vorrei dirglielo, perché
lui possa non reiterare, ma ritirare le cose dette.
Detto questo signor Presidente, vorrei che facessimo chiarezza su
questa vicenda. Ci sono state, Presidente Laccoto, delle cose che
in Commissione non sono andate, perchè poi in Aula ci siamo
presentati con documenti di difesa territoriale.
L'assessore ha fatto una scelta di assoluta coerenza, a Massimo
Russo possiamo dire tutto, meno che non sia stato un uomo coerente
e deciso rispetto all'applicazione della norma.
Ma vorrei parlare ai colleghi, e vorrei dire che il più grande
errore lo abbiamo fatto noi, e lo abbiamo fatto in VI Commissione,
quando abbiamo legato le mani all'Assessore. Sono convinto che la
politica esiste per fare le regole, ma è l'unico strumento idoneo
per infrangere le regole, la politica e l'unico luogo e l'unico
posto nel quale risiede la capacità di modificare le regole, ma
quando vi è un dibattito vero, un dibattito reale, un dibattito di
una politica che, anziché diventare difensivistica unicamente del
proprio territorio e del proprio giardino, diventa invece, una
politica che infrange le regole per farne altre, che siano figli di
un range di applicazioni, figli di un razionale che va da tutti
condiviso. Voglio essere più chiaro, quando in Commissione
l'Assessore è venuto con una ipotesi di lavoro legato alle Isole e
quant'altro, ebbene proprio dai banchi della politica è stato detto
o si fa tutto o non si fa nulla, e questo non è possibile.
Sono io il primo che ho difeso tante volte una idea, che era
l'idea per la quale occorreva immaginare in alcune realtà che gli
ospedali erano fatti degli stabilimenti, lo ha deciso questo
Parlamento che gli ospedali possono prevedere l'accorpamento, anzi
il nostro sistema sanitario è vincolato a questa impostazione e
cioè che un ospedale è fatto da più stabilimenti.
Allora avremmo potuto decidere di sommare gli stabilimenti per
sommare anche la quantità di nascite e lasciare quell'ospedale, in
alcuni territori che hanno la necessità - penso a Nicosia, nei
Nebrodi, penso alla realtà di Nicosia e Leonforte così distanti -
avrebbe avuto un senso far diventare i due stabilimenti un ospedale
e consentire che il numero dei nascituri fosse raggiunto e
realizzare le condizioni perché fosse l'équipe medica a spostarsi,
piuttosto che spostare le persone che devono dare alla luce, ma
questa è la politica quando la politica ragiona, quando cerca delle
soluzioni che siano delle soluzioni ragionate.
A Cefalù avremmo potuto ragionare dicendo all'Assessore di
applicare un range' da verificare triennalmente per vedere se quel
meno 20 poteva diventare più 20; avremmo potuto ragionare sulle
Isole, sostenendo che nascere nelle isole è difficile e, pertanto,
possiamo spostare i professionisti e gli specialisti nelle isole;
avremmo potuto ragionare di questo e, invece, amici miei della
politica, a cominciare da me, abbiamo detto all'Assessore, in
Commissione che non se ne fa nulla delle deroghe, perché o si
fanno tutte, anche quelle di casa mia o non si va avanti
O abbiamo questo coraggio morale, etico, di dirci che siamo stati
noi a bloccare le mani ad un Assessore che doveva assolutamente
rispettare le regole e questa politica è stata incapace a trovare
momenti di equilibrio al nostro interno.
Signor Presidente, voglio rivolgere un invito all'Assessore e
l'invito che voglio rivolgergli è che l'Assessore pur dovendo
difendere, assolutamente, le posizioni di equilibrio, di regole,
di severità e di rigore, chiedo all'Assessore che possa discutersi,
in Commissione parlamentare, con un senso di responsabilità che la
politica ad oggi non ha avuto e caro Presidente che non possiamo
trovare in questo dibattito oggi in cui le persone vanno via
dicendo che c'è qualcuno che deve pregare per il Governo, non è
possibile trovare qui la mediazione, ma chiedo all'Assessore che si
faccia parte attiva e al Presidente della Commissione che si possa
avere un sereno confronto, riprendendo il dialogo da dove lo
abbiamo lasciato, facendo in modo che si possa trovare un
equilibrio possibile fra le forze politiche e il Governo, perché
noi siamo stati sempre bravi quando Governo e Parlamento hanno
saputo dialogare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Scilla. Ne ha
facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
ho apprezzato l'ultimo intervento nel tentativo, anche dicendo
cose, non dico non vere, ma cercando di arrampicarsi sugli specchi
da parte dell'onorevole Colianni, di difendere l'Assessore perché
le cose che il collega che mi ha preceduto ha detto, sono delle
cose vere, assolutamente vere, nel senso che la politica ha
l'obbligo, il dovere di cercare di andare oltre i regolamenti,
oltre i decreti, oltre anche alle leggi a volte perché viceversa
nominare un Assessore rispetto ad un altro non ha senso.
Considerato che vi è un Assessore che è convinto che da solo
vorrebbe cambiare il mondo, unto da non so quale potere
sovrannaturale, ma che nei fatti ha dimostrato, dal mio punto di
vista, una non competenza della materia notevole - basta farsi un
giro per gli ospedali siciliani, io parlo per quanto riguarda la
mia provincia a Trapani - e tutte queste novità, che qualcuno
vorrebbe sostenere, non le trovo e non le trovo dal punto di vista
organizzativo; è stato detto dal mio capogruppo onorevole
Bufardeci, le nomine non sono fatte in merito alla meritocrazia, le
nomine vengono fatte se si appartiene a un ambiente politico o,
peggio ancora, se si appartiene a un partito; è un fatto ormai
assodato, diremo nomi, cognomi perché non si può continuare in
questa maniera.
Sono stati esternalizzati dei servizi non tenendo conto delle
graduatorie che già c'erano nelle nostre aziende, mortificando chi
da molti anni lavora nelle aziende e che ora, di fatto, rischia
seriamente di non avere più un posto di lavoro.
Questi, cari amici miei, sono fatti oggettivi, non c'è un attacco
che vuole essere pretestuoso nei confronti di chi non ha assoluto
rispetto verso il Parlamento.
Questo Parlamento, quando votò all'unanimità quell'ordine del
giorno proposto dal collega Beninati, verteva proprio in questo
senso.
Caro Presidente Laccoto, lei mi deve ascoltare, perché è
importante, io ho apprezzato il suo ragionamento e la sua
ricostruzione vera che dimostra, anche lì, che le cose che sono
state dette e gli impegni che sono stati presi di fatto non sono
stati mantenuti, perché in quel decreto, che oggi già c'è, i
servizi alternativi di fatto non ci sono e lei stesso ha ripetuto
in quest'Aula che è un principio fondamentale rispetto ad un
accordo che doveva andare verso la soluzione del problema.
Considerato che l'assessore Russo non si può permettere di
stabilire cose che deve stabilire la politica, il Parlamento, deve
scendere da questo piedistallo e confrontarsi realisticamente con i
parlamentari e lei lì ha un compito assolutamente fondamentale,
caro Presidente Laccoto, perché non si può continuare - e ritorno
alla mia provincia per portare un esempio pratico - a pensare, non
di farlo, di chiudere il punto nascita a Pantelleria. E' da pazzi
Non ci può essere nessuna norma.
Vero è che si parla di un progetto specifico per le Isole minori,
potrebbe essere anche utile, ci mancherebbe, ma il punto nascita,
la possibilità per i panteschi di poter nascere in quell'Isola, il
fatto stesso che si vive in quel territorio, già di fatto è un
problema reale e con le condizioni meteo - in questi giorni ne
possiamo avere contezza - e con le ristrettezze economiche non sono
tutte le famiglie che si possono permettere 20 giorni prima di
andare a Trapani per poter programmare una nascita.
Questi sono fatti oggettivi o sono fatti demagogici Questi sono
fatti che vogliono essere un attacco per forza all'Assessore Russo
che, ricordo a tutti, è stato sfiduciato da questo Parlamento: c'è
stata una scelta specifica del Partito Democratico che doveva
sostenere l'Assessore Russo, perché il giorno in cui votammo la
sfiducia, i parlamentari del Partito Democratico erano fuori da
quest'Aula, bastava che entrassero e non c'erano i numeri per poter
portare a termine la sfiducia politica di un atteggiamento, di un
modo di fare politica che anche a voi, che siete costretti a
sostenerlo, vi dà fastidio, perché non è il problema - come diceva
qualcuno - difendere la propria posizione.
Io per quanto riguarda il punto nascita, per quanto riguarda la
mia città natale, è stato tolto e non ho parlato di Mazara perché
potrebbe rientrare in una logica generale di difesa del territorio,
ma non posso certo accettare che a Pantelleria, ripeto, si pensi
senza nessun coinvolgimento delle forze politiche, dei
parlamentari, dell'amministrazione.
Caro Presidente Laccoto, il problema è l'atteggiamento politico
dell'Assessore e lei, a tutela di questo Parlamento, siccome
rappresenta una Commissione che ha il dovere di poter interloquire
per poter portare quelle scelte che erano presenti in quell'ordine
del giorno, perché non è vero che questo Parlamento fa finta di
nulla o vuole fare demagogia o fare speculazione, questo Parlamento
è un Parlamento che ha dimostrato tante volte di voler lavorare per
ottenere dei risultati, ma quando si ha di fronte chi, ripeto, non
ha il rispetto delle istituzioni democraticamente elette vuol dire
che non ci siamo.
Per tali motivi, non ci fidiamo, abbiamo forti perplessità, ecco
perché noi continueremo le nostre battaglie non, ripeto, per voler
essere per forza contrari, il ragionamento è quello di rivedere
questo decreto, di rivederlo, entrando nel merito, sapendo che ci
sono delle norme da rispettare, ma non basta come qualcuno voleva
dire perché l'organizzazione mondiale della salute o il Ministero
ha fatto delle scelte e, quindi, chiudiamo qualche altro punto
nascita per cercare di dimostrare che la Sicilia ormai si è
modernizzata, che la Sicilia è al passo dei tempi.
Essere al passo dei tempi, essere moderni, sapere dialogare con le
istituzioni nazionali e regionali significa, però, sapere difendere
le esigenze e le istanze di questo territorio, non a chiacchiere,
non con falsità, ma con verità e con realtà assoluta. Grazie
Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Benedictis. Ne ha
facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi la
discussione di stasera riguarda i punti nascita, ma si inserisce in
un contesto che a tratti è emerso anche nella discussione dei
colleghi.
Chi interviene - e lo fa anche a nome del gruppo a cui appartiene,
che ha sostenuto, io per primo, questa scommessa che con
l'Assessore Russo portiamo avanti, voglio dirlo - non può essere
tacciato di demagogia né di cattiva volontà politica.
Abbiamo sostenuto, consapevoli delle difficoltà, un processo, una
promessa di riforma e di riorganizzazione dei servizi per cui anche
nello specifico, credo, che si possa iniziare questa discussione
facendo piazza pulita, almeno per quanto ci riguarda, di tutte
quelle e, ve ne sono, strumentalizzazioni, posizioni demagogiche,
che immaginano che la Sicilia può restare lontana da un percorso di
rinnovamento, da un percorso di virtuosità, dalle regole che
richiamano la sicurezza nei punti nascita, dalla ipotesi che si
possa continuare a mantenere un servizio che ha, in questo momento,
rispetto alla media italiana, il più alto numero di parti cesarei,
come il più alto numero in percentuale di mortalità neonatale.
Quindi, lungi da noi l'idea di difendere l'indifendibile e di non
accedere ad un sistema che possa garantire più sicurezza alle
nostre donne, innanzitutto, e ai nostri figli, perché di questo si
tratta.
Detto questo e lo abbiamo ampiamente discusso in Commissione e lo
abbiamo ampiamente approfondito con l'ausilio degli esperti e di
consulenti che hanno mostrato le tematiche in oggetto, non vi è
dubbio che il tema qui, questo è un Parlamento, non è una politica
è di natura più politica.
Cioè se il percorso che è stato seguito è quello più idoneo a
conseguire un risultato atteso che vi sono certamente una serie di
resistenze pretestuose che alcuni mettono in campo, ma vi è anche -
e questo è appunto il clima che affiorava in molti degli interventi
e che all'inizio dicevo - una diffidenza maturata, una diffidenza
verso le tante promesse che c'eravamo tutti quanti impegnati a
mantenere e che nel tessuto della popolazione siciliana si stenta a
riconoscere.
Io non ho incontrato un operatore della sanità che è convinto che
si siano fatti passi avanti. Non solo, ma sono molti i casi in cui
si sono dette delle cose e non si sono fatte e, se così non fosse,
anche un provvedimento come quello in oggetto, per quanto
discutibile o per quanto difficile da digerire nella tradizione
delle nostre abitudini, potrebbe incontrare diverso apprezzamento
perché sapremmo tutti che si va, comunque, attraverso sacrifici
verso una evoluzione.
Purtroppo così non è stato dappertutto, purtroppo abbiamo delle
difficoltà e di questo ce ne dobbiamo fare carico senza
presunzioni, ma con l'umiltà di riconoscere che un percorso
difficile necessita di fatica, che ci possono essere anche
imprevisti lungo la strada e che forse se questo avviene, e sta
continuando ad avvenire, non tutto è avvenuto nella perfezione ed è
esente da critiche.
Ora lo ha detto il Presidente della Commissione, noi avevamo in
Commissione ipotizzato un percorso che serviva non già a
disconoscere la necessità di questo adeguamento, che è un
adeguamento, lo ricordo anche ai colleghi, previsto dal Patto della
salute, è previsto dall'accordo Stato-Regioni, se poi ci mettiamo
a discutere sul numero dei parti chiedendo una deroga, non solo io
non ci sto, ma tutti quanti facciamo demagogia perché sappiamo che
non è possibile.
Stiamo discutendo delle modalità attraverso cui approdare a questo
risultato e, ripeto, vi erano delle modalità individuate nelle
sedute della Commissione che il presidente Laccoto è stato
costretto a richiamare, segno che non sono state attuate, segno che
- e qui concludo la mia prima parte dell'intervento - il senso di
quello che stiamo dicendo è, semmai, quello di ricondurci al senso
ed allo spirito del percorso che avevamo individuato nella
Commissione e che serviva a dire a tutti, ed a dirci fra di noi e
insieme agli operatori e ai responsabili della sanità, che si
avviava un percorso che non ha un tempo di scadenza 2012, che può
anche avere un tempo di scadenza maggiore, ma è giusto che lo
facciamo prima possibile, ma prima possibile era conciliato con
l'ipotesi di predisporre un piano e tutti quanti potessimo
convincerci, in ogni territorio, che quel piano era fattibile, era
assistito dalle risorse, dalle strumentazioni necessarie, le
risorse umane e strumentali e prefigurava un cammino, per cui
potevamo arrivare, in tempi veloci e rapidi, con certezza, alla
dismissione dei punti nascita che erano al di sotto della soglia
prevista ed alla sicurezza nei punti nascita che venivano
individuati.
Il percorso che è stato decretato è inverso, si sono decisi a
priori i punti nascita, sulla base della quantificazione dei parti
avvenuti nell'anno precedente, e si è deciso, quindi, di adeguare
un percorso per raggiungere quel risultato.
Io credo che non sfugga a nessuno che non è tanto un problema di
programmazione clinica, ma è un problema di modulazione politica
degli interventi.
Questo si salda con gli interventi di alcuni colleghi che
richiamavano, per esempio, alcune situazioni specifiche. Mi tocca
intervenire sul caso di Siracusa e lo farò brevemente, perché è
stato oggetto di un intervento precedente, nel caso di Avola e di
Noto, segnalo all'assessore - e lo faccio in questa sede - la
necessità di ripristinare una certezza che vi era nei primi mesi
del 2011, si è tardato nel darvi attuazione, questa certezza si è
scomposta in occasione della campagna elettorale e da allora ad
oggi non è avvenuto nulla.
Il problema non è la preoccupazione che molti hanno che si proceda
all'accorpamento dei reparti per acuti all'interno di un solo
presidio, il problema, a mio avviso, è che non si fa nulla di
tutto questo, nel senso che quella risposta sanitaria carente che
oggi il territorio offre, carente era e carente rimane e non si ha
certezza del quando e del come si uscirà da questo stato d'empass
nella programmazione in campo.
E' peggio, vorrei dirlo, nella situazione di Augusta e di Lentini
dove vi sono state violente proteste che hanno visto la città di
Lentini, con la presenza di elementi che hanno destato la
preoccupazione degli organi di polizia e sono gli stessi che
hanno visto la stessa preoccupazione degli organi di polizia in
occasione delle ultime manifestazioni dei forconi che nulla hanno
a che fare con il disagio vero e il bisogno di quelle categorie
rappresentate.
Insomma, vi è uno spazio anche per la delinquenza organizzata che
lasciamo nella indecisione in cui si trovano i sindaci che si
vedono un provvedimento, sotto forma di lettera, inviato a
settembre, che assicura la prossima variazione, con decreto, della
rete ospedaliera nella provincia, sono trascorsi cinque mesi,
questo non è avvenuto e non è avvenuto nulla di quello che era
promesso e nella indeterminatezza si assiste anche a discussioni
che non hanno fondamento, come quelle di poco fa, perché non vi è
dubbio che, nel distretto Nord, il punto nascita uno ed uno solo
può essere, ma c'è bisogno di farlo con una compensazione, ma non
per una questione di merito o di ripartizione di peso, ma perché il
territorio di Augusta può cedere all'ospedale di Lentini il punto
nascita, come è previsto - io credo anche giusto che sia - ma va
riconosciuto ad Augusta un peso importante in termini di offerta
sanitaria legato alle specificità che le patologie in area a
rischio industriale richiedono, così come era previsto, così come è
stato promesso, così come ancora non è stato mantenuto.
E' questo clima di incertezza che rende più difficile a Siracusa,
come altrove, ho voluto fare solo un esempio, anche il cammino di
un provvedimento in sé giusto come quello che oggi stiamo
discutendo, per cui io non posso votare favorevolmente le mozioni,
ma chiedo coerentemente ed in assonanza con quello che ha detto il
Presidente, che si ritorni allo spirito del deliberato della
Commissione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Romano. Ne ha
facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, avevo chiesto di intervenire, in
contemporanea, quando ho alzato la mano insieme all'onorevole
D'Agostino, per cui si faccia aiutare se ha difficoltà nel vedere.
PRESIDENTE. Onorevole Romano, sa quando era previsto l'intervento
dell'onorevole D'Agostino? Era il penultimo, siccome l'onorevole
D'Agostino insisteva per intervenire, l'abbiamo fatto intervenire.
Lei deve stare più attento.
ROMANO. Sono un po' distratto, meno male che c'è il Presidente che
controlla l'ordine dei lavori.
Mi permetto di intervenire, dicevo signor Presidente, assessore,
perché sono anch'io firmatario, ho posto la mia firma, condividendo
l'ordine del giorno presentato dal collega Rinaldi, non per un
fatto di demagogia, di bandiera nei confronti di una comunità come
quella di Mistretta e delle isole Eolie, e di Lipari in
particolare, ma perché con lei ci siamo confrontati più di una
volta, signor assessore, su questo tema, continuo a sostenere che
ci sono delle eccezioni che vanno in qualche misura pesate.
E' già stato detto, provo a ridirlo in ordine molto semplice: alle
isole Eolie non si passa da 4 giorni, vorrei - in qualche modo
siamo tutti padri - immaginare che i nostri figli debbano restare
in balia di un elicottero, piuttosto che di una nave che non passi
diventa un'esperienza traumatica, secondo me, per tutti.
Le soluzioni c'erano, ne abbiamo parlato. L'ordine del giorno,
assessore, lo prenda come una provocazione e, comunque, una
determinazione di taluni deputati che ritengono che la Commissione
possa e debba avere un ruolo più forte, presidente Laccoto, più
incisivo nei confronti del Governo, ma visto che il dibattito si è
aperto e qualche minuto ce l'ho sul tema più ampio della riforma,
assessore a me piace dirle - come le ho detto più di una volta -
che questa è stata una riforma bellissima, coraggiosa, forse tra le
riforme più importanti che questo Governo ha fatto, va difesa, è
stata votata da questa Aula con una maggioranza bulgara, con una
buona maggioranza ed abbiamo tutti rimesso su questa riforma,
assessore Russo, grandi speranze.
Mi permetto di dire, l'ho interpretata così, non da tecnico della
sanità con i punti di eccellenza anche in Sicilia,
deospedalizzazione, risparmio della spesa. Mi pare che questi
possano essere tre punti di sintesi di quella riforma, al di là di
tutti gli aspetti tecnici.
Mi piacerebbe in un immediato futuro, in un prossimo futuro,
confrontarci su questi tre parametri, quanto abbiamo aumentato
l'eccellenza e la qualità della nostra sanità, non lo dico in
maniera ironica, lo dico per un confronto serio, assessore, su
questo tema, quanto abbiamo aumentato l'eccellenza, quanto abbiamo
diminuito l'ospedalizzazione, quanto abbiamo risparmiato nella
spesa. Credo che su questi tre punti noi dobbiamo confrontarci.
Mi permetto di dire ancora che io non accetto quella mozione di
sfiducia, per me non è una mozione che è stata votata da 18, 17
parlamentari rimasti in Aula, è un atto politico di una minoranza,
di una maggioranza, di un gruppo per motivi diversi;
quest'Assemblea non ha sfiduciato l'Assessore; se oggi l'Assessore
è qui oggi c'è stato un coro di attenzione rispetto ad un processo
che è in divenire e che tutti riteniamo essere in divenire.
Per avviarmi alla conclusione dell'intervento, volevo anche dire
che non sono tra i fortunati, non trovo primari, Assessore, se c'è
questa fortuna in giro per la Sicilia che ci sono primari targati
MPA, me lo faccia sapere, perché io nella mia provincia non ne ho
visto uno, probabilmente non ci sono neanche nomine di vertice
targate in un certo modo, anzi stiamo provando a confrontarci su un
sistema sanitario con taluni eccellenti, taluni meno eccellenti,
direttori generali che provano a tenere in piedi questo meccanismo.
Quindi, credo che nessuno voglia mettere la croce sulle spalle,
l'assessore Russo ha fatto un lavoro, secondo me, che non poteva
fare nessun altro, nessun altro di quest'Aula avrebbe potuto fare;
non ho detto non avrebbe potuto fare di meglio: non avrebbe potuto
fare, punto Questo è il mio personale giudizio.
Dopodiché possiamo migliorare tutto, che la Commissione,
Assessore, riprenda il lavoro. La provocazione di questo ordine del
giorno, come altre interrogazioni che arrivano, sul tema della
sanità, tendono a sistemare, noi non lavoriamo contro l'Assessore
Russo, tutt'altro - io non sono fra questi - io lavoro per la buona
sanità in Sicilia, se concorriamo tutti, e non è demagogia, ad
immaginare questo percorso virtuoso, allora possiamo ridare un
ruolo alla Commissione, rivedere, se è il caso, Assessore Russo,
alcune scelte assieme, quello dei punti nascita o quello dei
sistemi integrati degli ospedali.
Io ero con lei, Assessore, quando a Mistretta abbiamo avuto un po'
di confusione nella piazza e abbiamo proposto il sistema
dell'ospedale Patti S. Agata- Mistretta, un sistema integrato di
tre punti con unico ospedale. E' un modello che funziona, però
dobbiamo arrivare ai PTA, al sistema integrato, ai servizi
alternativi, diceva il Presidente Laccoto.
Dare un ruolo forte a questo Parlamento ed avere la capacità di
immaginare che i punti d'eccellenza che abbiamo o che vogliamo
costruire in Sicilia diventino, anche nel settore della sanità, uno
dei modelli su cui i siciliani non siano costretti, sempre e
comunque, ad andare fuori a farsi curare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha
facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, mi sembra che ci sia sempre il dibattito pro o contro
l'Assessore Russo.
Io desidererei parlare stasera, in questo breve intervento,
esclusivamente di sanità. Qualcuno ha detto poco fa che le cose
vanno male. signor Presidente, lei sa meglio di me, in quanto
medico, che, purtroppo, noi siamo più poveri rispetto a qualche
anno fa.
Le risorse sono quelle che sono e dobbiamo, purtroppo, far fronte
alla maggiore richiesta da parte della popolazione dei siciliani,
le richieste che ci vengono fatte sono sempre esorbitanti e,
quindi, le risorse sono sempre quelle e dobbiamo cercare di
barcamenarci.
Sicuramente questa non è colpa dell'assessore Russo, sicuramente
non voglio dissertare come qualcuno ha fatto sugli atteggiamenti
dell'assessore, ognuno si assume le proprie responsabilità.
Riguardo, signor Presidente, ai punti nascita, io concordo
perfettamente con quanto ha detto il Presidente Laccato.
Lei sa meglio di me, perché lei, Presidente, in qualche seduta
scorsa, è intervenuto a proposito della chiusura dei punti nascita.
Dal punto di vista scientifico, questo non lo dice l'onorevole Lo
Giudice, non lo dice l'assessore Russo, lo dice l'Organizzazione
Mondiale della Sanità, e quindi, di riflesso, a cascata, si
garantisce la vita sia della puerpera che del nascituro solo se si
ha una notevole manualità. Allora, non si può scendere al di sotto
dei 500 parti, altrimenti l'ostetrico o l'ostetrica, il ginecologo
perde la manualità e, quindi, mette a rischio la vita sia della
paziente che del nascituro.
Questo ci viene detto, e noi, come ricorderà bene il presidente
Laccoto, abbiamo ricevuto quella commissione regionale composta da
insigni luminari ostetrici, i quali ci suggerivano che doveva
essere portata avanti questa situazione. E, sicuramente, di qua a
qualche anno, dai 500 parti bisognerà passare, necessariamente, ai
1000 parti.
Ero contrario per tutte le deroghe che il signor assessore aveva
dato, deroghe a riguardo di cinque paesi siciliani, per cui era
stata concessa la deroga.
Io sono della provincia di Trapani, però, vorrei essere questa
sera oggettivo, non fare un discorso soggettivo e portare sostegno
al mio territorio.
Come diceva, poco fa, però, l'onorevole Scilla, se deroghe bisogna
dare, esse devono essere date a due territori che sono in netta
difficoltà. Uno, signor Presidente, si ritrova nel suo territorio,
si tratta di Lipari, le Isole Eolie, sono quattro giorni che non si
riesce a raggiungerle Lo stesso discorso vale per Pantelleria.
Perché vede, quando si danno delle regole ad altri paesi,
sicuramente, sono intervenuti e noi ne abbiamo ricevuto, i colleghi
della commissione sanità lo sanno, decine e decine di sindaci, i
quali reclamavano per campanilismo, per quale motivo si chiudeva il
punto nascita nella loro città piuttosto che in un'altra città dove
si continuava nell'operatività di quel punto nascita. Se andiamo
dietro a questi campanilismi, signor Presidente, ci perderemo e ci
perdiamo. Dobbiamo, allora, essere oggettivi e seri. Le uniche
deroghe, a mio giudizio, devono essere date per le Isole Eolie e
per Pantelleria. E concordo, perfettamente, con quanto ha detto il
presidente Laccoto.
La commissione ha fatto un lavoro egregio. Il discorso a cui il
presidente accennava, il discorso dei servizi alternativi sono
necessari ed indispensabili e, sicuramente, noi vigileremo su
questo.
L'importante è, assessore Russo, collaborare su tutto quello che
succederà perché ancora ci aspettano tempi no duri, durissimi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza Nicola. Ne ha
facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in premessa
vorrei rilevare come la presenza dell'assessore Russo, ci fa
parlare tutti, nel senso che diventa un fatto positivo perché
invoglia, al contrario di quanto diceva poco fa l'onorevole
D'Agostino, invoglia: 21 deputati presenti, 21 iscritti a parlare.
Stasera è un dibattito importante perché raramente succede che in
leggi importanti intervengano tanti colleghi parlamentari. E questo
è un fatto positivo democratico importante. Ed è la dimostrazione
che per quanto riguarda la questione, il tema dei punti nascita è
stato un tema molto dibattuto. Ricordo di avere partecipato a tutte
e tre le sedute della commissione, pur non facendo parte della VI
commissione, e sono stati dei veri incontri di commissione in cui
si è dibattuto seriamente e si è approfondito questo tema in
maniera seria.
E ritengo che l'aver applicato quanto deciso dall'Organizzazione
mondiale della sanità e dalla conferenza Stato-Regioni sia stata
una cosa civile importante e assolutamente giusta da fare.
Devo, però, segnalare alcune cose. Aver partecipato al dibattito
in Commissione mi ha fatto venire la voglia di approfondire questo
argomento e mi sono accorto, caro assessore, che in alcuni casi, ci
siamo ritrovati in ospedali che avevano 550, 600 parti e per una
decisione, tra virgolette, politica, e cioè il depotenziamento di
alcuni ospedali, che ha determinato, in questo caso in maniera
esponenziale, nel giro di pochi anni, il decremento della
quantificazione delle nascite. E l'aver pensato che soltanto l'anno
precedente poteva essere il punto di riferimento, ovviamente,
qualche difficoltà rispetto ad una corsa in cui qualcuno è partito
prima o è partito agevolato, pur non sapendo, ovviamente, che si
stava arrivando a questa determinazione, mi ha fatto nascere dei
seri dubbi. Ecco perché oggi sto intervenendo ed ho voluto
approfondire proprio questo argomento.
Mi sembra assolutamente opportuno che fino al 30 giugno tutte le
strutture debbano essere messe in condizioni di pari opportunità.
Questo è un tema fondamentale, caro assessore, perché non è
pensabile che un ospedale a cui abbiamo tolto il primario, due
aiuti, l'anestesista e la sala operatoria, che la possono vedere
due volte alla settimana, possa arrivare a 500. E' praticamente
impossibile Dobbiamo trovare le condizioni di metterli tutti ai
punti di partenza con eguali pari opportunità. Questo è il punto su
cui ho voluto in qualche modo soffermarmi, facendo visita,
guardando, informandomi e ho capito, almeno in alcuni ospedali
della mia provincia, che in condizioni normali avevano superato i
500 nascituri durante l'anno e, quindi, questo mi ha fatto venire,
ovviamente, qualche perplessità e qualche proposta che sto qui a
dirle e cioè penso che lei ha fatto bene a fare il decreto, ha
fatto bene ad ascoltare la Commissione e l'Aula e farebbe ancora
meglio se questo dibattito di stasera la portasse, anche, non dico
a rivedere il decreto, ad integrare, eventualmente, il decreto
rispetto a quelle parti dell'ordine del giorno di cui si parlava
poco fa, non bloccando quello che abbiamo determinato, bloccando,
semplicemente, la decisione, già a priori, da parte di alcuni
direttori generali, di chiudere, senza se e senza ma, alcuni punti
nascita.
Ritengo anche che sulla questione posta dal presidente Laccoto,
rispetto ai servizi alternativi, è stato fatto un grande dibattito,
ma vada puntualmente affrontata perché quello è un punto
fondamentale, qualificante. Così come vada affrontata la questione
delle guardie attive perché anche quello è un punto qualificante e
determinante. E mi sembra fondamentale, a questo punto che proprio
il dibattito di questa sera possa far sì che l'assessore, non
toccando nulla al momento, questo dibattito stasera per l'assessore
possa essere, in qualche modo, la possibilità di ricontattare i
direttori generali, di risentire, se vuole la Commissione, per
cercare di approfondire quello che è un problema serissimo e che ha
fatto bene, l'assessore Russo, a mettere come uno dei punti
prioritari della sua azione di governo.
Quello di stasera è un dibattito vero. Ho presentato un ordine del
giorno relativamente al comune di Bronte, all'ospedale di Bronte.
In questi giorni c'è stata la neve, quattro, cinque giorni. Non
chiedo la deroga sic et simpliciter, vorrei ricordare, però, che
autorevoli professori, consulenti, avevano discusso seriamente in
Commissione questo tema. Non è che il decreto deve chiudere la
porta ad una eventuale deroga, se qualche azione di mala sanità c'è
stata, è stata fatta in qualche policlinico, in qualche ospedale
che supera abbondantemente i 500 posti letto, fermo restando che
deve restare assolutamente il limite dei 500. Se qualcosa è
successo, è successo in altri posti e lo abbiamo letto nei
giornali.
Credo che questa sera possa essere un'occasione per un dibattito
vero, serio, approfondito e che la commissione debba essere quel
luogo di vera compensazione per approfondire e migliorare, se
possibile, quanto deciso dall'assessore.
Un decreto può anche essere rettificato, si può aggiustare, se
necessario, non toccando minimamente la motivazione per cui è
nato, e cioè quello di rendere più sicuri i nascituri, le mamme, il
territorio, quello di far sì che finalmente un bambino possa
nascere in un ambiente certo e sicuro.
Ritengo che il dibattito di stasera, ci debba fare riflettere sul
fatto che forse, rispetto a tutto quello che è stato fatto in
commissione, senza bisogno di votazione, una discussione vera come
sono stati veri i tre incontri che abbiamo fatto, come è stato vero
l'approccio che lei ha avuto nei confronti di questo argomento
molto serio e molto sentito, si possa fare.
E' giusto che il Parlamento dia ogni tanto qualche sollecitazione
alla prova del decreto che lei ha fatto. In alcuni casi, il
depotenziamento è come se in una partita di calcio con undici
giocatori, si rimane in otto, sette, è chiaro che quella partita si
perde. Cerchiamo di trovare il giusto equilibrio per far sì che
questo decreto e questa decisione che è una decisione di
grandissima civiltà, possa essere condivisa da tutti, soprattutto
da quella parte di popolazione più debole, che ha meno possibilità
di difendersi.
Assessore, vorrei fare un accenno pure ai ticket. Approfondisca,
ascolti. Ci sono molte difficoltà. Lei fa spesso e volentieri
incontri con gli operatori. In questo momento ci sono grandissime
difficoltà. Alcune cose si possono aggiustare attraverso i suoi
uffici, attraverso le ASP che possono darle alcuni suggerimenti.
Abbiamo territori dove ci si è trovati a dover guardare, quasi con
paura, che la sanità, nonostante sia migliorata e sia più vicino,
da un punto di vista della qualità dei servizi, al cittadino,
all'apparenza l'opinione pubblica rischia di non percepirla. Oggi
la questione dei ticket ha dato, in qualche modo, meno sicurezza ai
cittadini. Ovviamente non è colpa sua. Se possiamo aggiustare
qualche cosa, non sarebbe sbagliato e sarebbe una cosa corretta,
utile ed importante nell'interesse della collettività siciliana.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo concluso il dibattito,
credo che l'assessore voglia intervenire. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la salute. Grazie Presidente, grazie ai
parlamentari. Ritengo quanto mai opportuno questo dibattito. E'
oltremodo importante per me perché costituisce l'occasione per dare
conto a voi che avete sollecitato il mio intervento con delle
mozioni, ma a tutti quanti che hanno seguito con molta attenzione
questo tema, di dare conto - e mi permetto di dire con grandissima
umiltà - del percorso tecnico, normativo che ha condotto
all'emanazione del decreto che riorganizza i punti nascita in
Sicilia.
E' un tema questo particolarmente difficile, particolarmente
complicato, che esige un approccio rigoroso dal punto di vista
tecnico, un atteggiamento culturale improntato a serietà e a senso
di responsabilità, Un atteggiamento che mi sia consentito dire non
ho registrato propriamente in tutti gli interventi, perché è facile
fare demagogia sulle cose serie che riguardano un valore di
civiltà, riguardano la sicurezza dei nostri nascituri delle nostre
mamme e dei nostri operatori.
Qualcuno ha detto che ha avvertito un senso di mortificazione
nell'intervenire in un'Aula semideserta, semideserta per non
offendere coloro che sono presenti, siamo quasi in 20, signori
parlamentari, anche io lo ho avvertito, caro onorevole Bufardeci,
però, alla fine, questo sentimento si è trasformato nella
consapevolezza che al momento del mio ingresso qui era di diverso
tenore. Pensavo infatti che ci fossero giù ad aspettarmi i sindaci,
le mamme con la pancia, quelle che vogliono fare un bambino;
pensavo che ci fosse l'opposizione, l'intero Parlamento per
sostenere con la presenza forte che questo decreto andava contro la
logica, contro la buona sanità, contro ogni regola. Invece, ho
trovato voi che siete qui, qualcuno forse per un atto di presenza,
qualche altro per fare - senza offesa - la parte perché le
telecamere registrano e quindi smarcano la recita a soggetto nella
pseduo-tutela dei territori.
L'assenza, come dire, della maggioranza che ha sostenuto le buone
ragioni di questo decreto, questa assenza sostiene le ragioni di
questo decreto. Se si fosse trattato di un decreto che disarticola
il sistema sanitario, avremmo avuto ben altra attenzione, ben altre
presenze senza nulla togliere alla vostra. Ho detto che però voglio
dare conto puntualmente con rigore, con modestia, mi sia
consentito, del percorso che dico subito necessitato che ha portato
all'emanazione di un decreto, che è stato poi ritirato dopo un
costruttivo rapporto, dopo una costruttiva interlocuzione con la
Commissione salute, ed infine con l'emanazione del decreto del 2
dicembre.
Nel novembre del 2008, sono stato invitato ad un convegno
all'Università di Milano La Bocconi. Si parlava di sanità, si
parlava dei sistemi sanitari regionali. In quella sede, ho patito
veramente, onorevole Bufardeci, una mia grande mortificazione come
cittadino siciliano. Ero assessore da poco e quindi non potevo
riceverlo come assessore, ma certamente come rappresentante della
Sicilia. Vedere illustrate tutte le situazioni rapportate alle
altre regioni, che davano conto di una Sicilia, di una Campania e
di una Calabria sempre ultime, prime soltanto nelle cose negative.
A cominciare dai parti cesari e della mortalità prenatale: i primi.
In Sicilia si muore per parto. In Sicilia ci sono patologie legate
alla fase appunto della nascita; in Sicilia ci sono i più alti
numeri - insieme alla Campania - dei parti cesari.
Non possiamo soltanto dire non è giusto, dobbiamo fare qualcosa,
bisogna fare qualcosa, bisogna attivarsi per fare qualche cosa, per
cambiare questi dati che dicono molto; dicono di un sistema
sanitario feudale. Chi ha fatto alcuni interventi ed è andato via,
lo ha fatto per fare la propria parte ma l'acredine che ha messo
forse rivela qualcosa di più profondo.
E' cambiata la sanità in questi tre anni, non c'è più il sistema
feudale, non c'è più l'azienda di riferimento di questo o
quell'onorevole. Abbiamo cambiato modernizzando il nostro sistema,
cercando di abbattere quei parametri negativi, per restituire ai
cittadini siciliani quanto meno la dignità di dire abbiamo avviato
un percorso virtuoso'.
Ma come si fa? Soggiacendo all'ignoranza laddove c'è bisogno di
conoscenze tecniche? Deve prevalere la mozione e l'interpellanza
rispetto a quello che è riconosciuto a livello mondiale? Vogliamo
veramente lasciare la Sicilia ultima che scivoli oltre l'Africa?
Oppure dobbiamo chiederci quali sono le strade da intraprendere per
conquistare posizioni, per modernizzarci, per metterci al passo
delle altre regioni e delle altre nazioni?
Come si fa a dire correttamente che la strada da intraprendere è
una e soltanto una che è quella prevista da norme, da regolamenti
che altre regioni, altre nazioni hanno intrapreso? Si fa appunto
aderendo alle comunità scientifiche, agli indicatori che devono
essere presi in considerazione per avviare delle azioni.
Già con il decreto ministeriale governativo del 2000, in Italia,
si è posta la questione dei punti nascita e sono stati fatti
progetti-obiettivo per portare i punti nascita ad un livello, ad un
livello che è riconosciuto a livello mondiale. Ovviamente, è il
senso e il valore della statistica. Si dice che la sicurezza - non
il risparmio - dei punti nascita è garantita laddove si fanno
almeno 500 parti l'anno. Ovviamente, c'è un approccio tecnico che è
il precipitato di una evoluzione scientifica, di un progresso
scientifico, di una statistica medica che ti impone alcune scelte
che dobbiamo considerare se vogliamo non vergognarci quando andiamo
nelle università e non soltanto quelle nostrane in cui ti
dimostrano che la Sicilia è indietro
Oppure ci dobbiamo affidare a qualche onorevole che non sa di che
cosa parla e pretende .
PRESIDENTE. Assessore, anche a lei il mio invito a non esacerbare
il dibattito.
RUSSO, assessore per la salute di adottare un concetto di legalità
molto personale e che rispettiamo. Ma si tratta di opinioni. Noi
vogliamo consentire alla Sicilia di fare un tratto di strada. E
bisogna farlo. Lo dobbiamo fare per impedire che si muoia, che
muoiano i nostri bambini e che muoiano le nostre donne e che si
espongano a responsabilità i nostri professionisti
E allora dobbiamo mettere mano all'organizzazione. Ed è quello che
abbiamo fatto. E di questo voglio dare atto per chi non conosce.
Anche io non conoscevo, ci mancherebbe altro Per chi invece
utilizza le non corrette informazioni per fare polemiche inutili, a
questo non sono disposto.
Sono convinto che nel vostro animo c'è un atteggiamento molto
responsabile e molto serio. Siccome si tratta della vita delle
persone, dobbiamo far prevalere questo valore rispetto alla tutela
di interessi municipali. E poi dobbiamo fare valere un principio
etico. Noi dobbiamo rispettare le regole. L'etica non è una cosa
che cambia, è quello che ci dice ciò che è giusto e ciò che è
sbagliato. E c'è un'etica pubblica che dobbiamo rispettare. E
l'etica pubblica è il riferirsi a valori che fanno parte di norme,
che disciplinano un certo settore. E c'è l'Organizzazione mondiale
della sanità, e c'è il decreto ministeriale del 2000, e c'è un
accordo Stato-Regioni, e c'è un nostro piano sanitario. Che cosa
bisogna fare? Quali scelte bisognava fare se non quelle di
adeguarsi a questo iter necessitato perché molto tecnico?
Non possiamo svegliarci un giorno e cambiare la scienza delle
costruzioni perché a noi non va bene, che bisogna mettere tanto
calcestruzzo in un pilastro Dobbiamo accettarlo, riconoscerlo.
E il legislatore poi dà delle indicazioni; ed è un legislatore
che attraverso un patto Governo- Regioni dà un indirizzo nazionale
che diventa cogente nel momento in cui c'è un atto normativo, un
patto, appunto, Stato-Regioni.
Ci dobbiamo sottrarre a questo? Perché quell'atto normativo
prevede anche le deroghe Quindi contempla le regole. Ma in Sicilia
siamo davvero speciali in tutto A declinare la specialità non
sempre è stato fatto nell'interesse della nostra gente; è stato
fatto nell'interesse di altri che hanno portato la Sicilia lontana
dalle regioni che si evolvono. Non credo comunque che le montagne o
il mare appartengano soltanto alla Sicilia, anzi, ci hanno
insegnato sin dai banchi delle scuole elementari che esistono le
Alpi, esiste l'Appennino tosco-emiliano, esistono vette, comunità
montane che stanno lontane dalle realtà cittadine Lì non ci sono
gli ospedali, non ci sono i punti nascita, eppure c'è una
popolazione che cresce, che invecchia, che muore, che vive e che
presenta standard di qualità della vita certamente migliori dei
nostri. E non ci sono i punti nascita in ogni maso aperto o chiuso
- e qualcuno sa di che cosa parliamo Ci sono i collegamenti che
consentono il trasferimento più veloce, il più efficiente
possibile, perché se questa è la logica dovremmo avere una
cardiochirurgia, una neurochirurgia, una ortopedia, non nella
propria città ma in ogni condominio
Allora a che serve la scienza, l'evoluzione scientifica? Il tema è
che dobbiamo darci un'organizzazione del sistema che sia consono a
parametri sperimentati che hanno reso virtuose delle regioni, che
assicurano la qualità assistenziale. Questo dobbiamo inseguire.
Credo che il Portogallo fosse la nazione che aveva il più alto
indice di mortalità perinatale, il più alto indice di parti
cesarei; ed è stato proprio il Portogallo che, addirittura, ha
messo un tetto per le nascite di 2000 parti l'anno. Credo, se non
sbaglio, che sia il Portogallo la nazione che ha adesso le migliori
performance, si nasce cioè nella massima sicurezza.
Io non sono un tecnico della materia, sono un po' il tecnico del
merito, che si avvale della comunità scientifica, che supporta. Io,
prima di entrare in quest'Aula, prima che iniziasse il dibattito,
ho ricevuto diverse telefonate di ginecologi di questo mondo
professionale, che hanno detto: Dott. Russo si batta, non ceda,
perché questa è la strada giusta, perché non ne possiamo più di
essere mortificati rispetto agli altri, anzi dobbiamo andare avanti
e dimostrare che anche a determinate latitudini scelte
apparentemente impopolari possono essere fatte .
E c'è la gente che capisce, perché la gente capisce perfettamente.
Sapete quando la gente non capisce? Quando gli stessi
amministratori di questi comuni che si lamentano magari portano le
proprie mogli e le proprie figlie a partorire altrove Questo è il
dato più rilevante: le persone che si stanno per ora mobilitando,
ma sono poche. Infatti siete in pochi voi, non c'è nessuno, c'è
qualcuno che monta la protesta poi, alla fine, la gente ha capito:
perché non c'è nessun taglio ragionieristico, nessuna esigenza
economica, c'è soltanto l'esigenza di assicurare il miglior
percorso.
Pertanto, noi siamo stati obbligati, ma io voglio dire che abbiamo
scelto di cambiare le cose perché sappiamo qual è il valore che
vogliamo tutelare. Ma, certamente, siamo stati obbligati dalla
Conferenza Stato-Regione del 2010 che impose che le regioni in un
triennio - io voglio leggere testualmente, signor Presidente, in
modo che rimanga documentalmente come dato di riferimento che non
ci siamo inventati nulla, aggiungo io, purtroppo, c'è stata la
necessità che intervenisse quel provvedimento per farci fare questa
scelta. La responsabilità significa scegliere, talvolta senza
essere costretti. L'accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010,
linee di indirizzo per la promozione, il miglioramento, guardate la
definizione e sentite i termini, dice linee di indirizzo per la
promozione e il miglioramento della qualità e della sicurezza e
dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso
nascita e per la riduzione del taglio cesareo. Lettera A)
razionalizzazione/riduzione progressiva dei punti nascita con
numero di parti inferiore a 1.000 annuo, prevedendo l'abbinamento
per pari complessità di attività dell'U.O. , eccetera.
Poi ti indica, ti definisce il modello assistenziale cosa ci deve
essere nei punti nascita che dobbiamo collocare laddove si fanno
1.000 parti l'anno e poi ti dice le deroghe. Il tema è quello delle
deroghe, ti dice ed ancora, in particolare, quanto previsto
dall'accordo Stato-Regioni si raccomanda di adottare stringenti
criteri per la riorganizzazione della rete assistenziale, fissando
il numero di almeno 1.000 nascite annue quale parametro standard
cui tendere nel triennio per il mantenimento/attivazione dei punti
nascita. La possibilità di punti nascita con numerosità inferiore
e, comunque, non al di sotto di 500 parti l'anno potrà essere
prevista solo sulla base di motivate valutazioni legate alla
specificità dei bisogni reali delle varie aree geografiche
interessate e con rilevanti difficoltà di attivazione dello STAM.
Questo è il perimetro all'interno del quale dobbiamo collocarci.
Delle due l'una: o accettiamo, se non proprio per scelta culturale,
per scelta valoriale che bisogna migliorare il percorso
assistenziale e quindi tutto il percorso materno infantile, quanto
meno dobbiamo accettare che abbiamo un vincolo di tipo normativo
che dobbiamo rispettare.
Io capisco che qualcuno è insofferente alle regole e magari mi
taccia di essere colui che se ne frega delle regole ma sono delle
opinioni, le rispettiamo soprattutto in un'Aula parlamentare,
specialmente perché dette, comunque entro un limite accettabile,
dai parlamentari.
Questo è il dato, che facciamo? Lo dimentichiamo, lo obliteriamo,
ci dice che nel triennio, cioè entro il 2013, dovremo
tendenzialmente arrivare a una rete dei punti nascita che hanno
queste caratteristiche: 1.000 parti l'anno o, meglio, hanno altre
caratteristiche, quelle strutturali, organizzative, tecnologiche di
cui parlerò da qui ad un momento. Però, la base di partenza è di
1000 parti l'anno. Ti dice anche che puoi fare delle deroghe, ma
comunque con riferimento ai punti nascita che fanno 500 parti
l'anno.
Il piano sanitario, votato da voi attraverso la commissione, con
un parere - l'unico caso previsto dalla legge - vincolante, ha
approvato l'impostazione e c'eravamo dati degli step. Noi dobbiamo
tendere a 1.000 parti l'anno, con deroga a 500 parti l'anno ma
poiché quando l'abbiamo approvato, nel luglio del 2011, quindi
abbiamo quasi perso un anno, avevamo detto: iniziamo a delineare la
rete dei punti nascita - è quello che stiamo facendo,
sostanzialmente, con il decreto del 2 dicembre del 2011 -
cominciamo a individuare i punti nascita con 500 parti l'anno
distinguendo il primo e il secondo livello, livelli che dipendono
dall'organizzazione, dalla tecnologia, dalla presenza di altre
strutture. Iniziamo da 500 parti e facciamo una riorganizzazione
della rete e piuttosto che di disattivazione, di cessazione
parlerei di riconversione e poi vi spiegherò anche perché.
Prevediamo eventualmente - era previsto dal piano sanitario, dal
piano della salute che avete votato voi, che avete accettato voi,
che avete valutato voi parlamentari presenti in Commissione, delle
eccezioni partendo da dati oggettivi: un numero congruo di parti,
oltre 120, 150, non ricordo bene, una distanza superiore ad un'ora.
C'è poco da ridere se utilizziamo il web Michelin piuttosto che un
altro parametro, che è quello che utilizzano le ambulanze e cioè il
servizio dell'emergenza-urgenza per calcolare gli spostamenti. Non
c'è nulla di poco serio. C'è molto di serio.
Avevamo individuato cinque eccezioni, sulla base di questi
parametri: Bronte, Nicosia, Corleone, Mussomeli, Santo Stefano di
Quisquina.
Avevamo fatto questo decreto, lo avevamo portato per il parere in
commissione Salute e lì sono prevalse istanze localistiche, più o
meno nobili.
La commissione ha dato un percorso e voglio dare atto a tutta la
commissione di un atteggiamento molto costruttivo e responsabile.
Si è fatta carico del problema., aveva approvato il piano
sanitario, ha dato indicazione al Governo di procedere sulla strada
della riorganizzazione dei punti nascita e di rinviare le eccezioni
ad un momento successivo, quando i direttori generali avrebbero
fatto un piano di riorganizzazione, non solo dei nuovi punti
nascita, ma anche dei punti nascita dismessi e poi valutare anche
alla luce del contesto generale.
Questo abbiamo fatto, né più né meno. Questo è fatto, è scritto, è
documentato nel decreto. Da quaranta scendiamo a ventisette, da
settantadue a quaranta punti nascita; Cinquecento, non abbiamo
previsto le deroghe. Nel decreto abbiamo previsto che eventuali
modifiche - credo che sia l'ultimo articolo - lo voglio
testualmente leggere eventuali deroghe in relazione a quanto
previsto dal piano sanitario regionale, potranno essere previste in
seguito alla presentazione dei piani di riconversione a datare
dall'1.10.2012 . Come dire, molto opportunamente, prendiamoci
ancora del tempo per fare due cose, fondamentalmente. La prima: i
punti nascita nuovi, quelli che devono avere certe caratteristiche
devono avere, al momento in cui inizieranno ad operare, esattamente
le caratteristiche previste dall'allegato tecnico del decreto che
non fa che ripetere l'indicazione ministeriale, oggetto poi
dell'accordo Stato-Regioni.
Quindi, cosa abbiamo fatto? Abbiamo già fatto le riunioni con i
direttori generali.
Oggi ho firmato il decreto per il comitato percorso nascita
regionale e locale, perché è previsto dal decreto nazionale che ci
sia un comitato che governi questa materia, che governi questo
processo di riorganizzazione del sistema.
Entro giugno, i direttori generali dovranno modificare le piante
organiche perché è ovvio che dobbiamo concentrare delle
professionalità in quei punti che sono deputati a fare più di
cinquecento parti l'anno. Bisogna fare investimenti tecnologici per
assicurare le guardie attive, bisogna aumentare il numero delle
sale parto e, quindi, da una parte, bisogna fare in modo che al
primo di ottobre, i punti nascita individuati come luoghi in cui si
nasce, siano conformi al decreto ministeriale.
Dall'altro, e bene ha fatto il presidente Laccoto a ricordarlo,
bisogna attuare i percorsi nascita perché noi non dobbiamo dare la
sensazione a Mistretta, piuttosto che a Bronte adesso, ma non
sappiamo se rimarrà tale, piuttosto che a Paternò, piuttosto che a
Cefalù che abbiamo cancellato un reparto che, alla bisogna, può
garantire, comunque, la sicurezza di un parto precipitoso e
interpello l'onorevole Ferrara come medico. Il parto precipitoso
può avvenire in qualsiasi posto, ma ovviamente, nei posti in cui
vengono dismessi i punti nascita e non i reparti di ostetricia e
ginecologia, c'è un ostetrico, un ginecologo che, comunque, possono
svolgere al meglio la propria funzione.
Ecco perché dobbiamo parlare di riconversione. La persona gravida
verrà seguita fino al momento dell'evento parto, infatti nel
decreto c'è scritto di distinguere le gravidanze a rischio da
quelle fisiologiche. Se sono fisiologiche sappiamo che c'è un
giorno in cui fisiologicamente, c'è un arco temporale
ristrettissimo in cui sappiamo che deve nascere il bambino o la
bambina, e se si tratta di un parto fisiologico la persona può
trasferirsi anche ad un'ora di distanza, non c'è alcun problema.
Allora, retoricamente dobbiamo porre questa domanda: vogliamo che
le nostre donne partoriscano vicino casa in un luogo che sotto il
profilo degli indici, della statica, sono poco sicuri o vogliamo
che nascano a distanza di un'ora rispetto al luogo in cui abitano
in un luogo certamente più sicuro?
Poi potrà anche esserci la disgrazia nel luogo più sicuro, ma noi
dobbiamo ragionare razionalmente, tenendo massimamente in conto gli
indici, i parametri e quello che è un dato riconosciuto nella
comunità scientifica, quindi ci siamo attrezzati, da qui a ottobre,
opportunamente lo ha ricordato il presidente Laccoto, lavoreremo
sia per rendere effettivo il luogo di primo, secondo livello,
secondo i parametri previsti dal punto di vista tecnico dal
Ministero della salute, sia per rendere effettivo il percorso della
nascita, di modo che il cittadino di Mistretta abbia la sensazione
di esser ancor più seguito e, anticipo, non lo sa nessuno ancora, a
breve daremo ad ogni donna il quaderno della gravidanza, che non è
una pubblicazione per pubblicizzare le cose che abbiamo fatto, è un
quaderno che descrive puntualmente tutte le fasi della gravidanza e
dice alla donna come, dove e quando fare l'ecografia piuttosto che
gli ulteriori controlli, quindi accompagna la donna in un percorso
scandito puntualmente a priori e che dà anche sicurezza psicologica
e, quindi, stiamo lavorando all'integrazione tra l'Ospedale e il
territorio, perché questo garantisce la qualità del percorso
nascita. Le deroghe: le deroghe, però, poi le dovremo riportare al
quadro normativo; possiamo pure ipotizzarlo, ma siamo già nel 2013,
cioè domani, dovranno avere 500 parti l'anno.
Sette anni fa, quindi non è un merito nostro, magari all'epoca fu
un demerito, a Lampedusa c'era un punto nascita, fu chiuso e
Lampedusa è l'isola più lontana, distante.
Non parlo soltanto dei Lampedusani, parlo delle 15.000 e passa
persone che per tre mesi, quattro mesi hanno affollato l'isola di
Lampedusa, persone autoctone e immigrate, molte delle quali hanno
partorito, molte delle quali sono arrivate lì gravide c'è stato
soltanto un caso di parto precipitoso che è stato assistito in un
poliambulatorio, tutte le altre hanno partorito a Villa Sofia, al
Cervello
PRESIDENTE. La prego di accelerare.
RUSSO, assessore per la salute. Dobbiamo sondare tutto il terreno,
anche perché sono state poste da tutte le persone che sono
intervenute questioni che, per rispetto, meritano comunque una
risposta. Sono stati fatti parti sulla terraferma e non è successo
nulla, nessun morto, nessun rischio per le donne né per i bambini.
Quindi è un modello già sperimentato.
Nessuno lo ha detto, dobbiamo invece lavorare molto e lo stiamo
facendo sulla rete del trasporto neonatale, sulla rete del
trasporto materno, STEN e STAM, e siamo già in dirittura di arrivo.
La materia è esattamente questa su cui chiedo veramente,
responsabilmente, apporti critici, costruttivi, però dobbiamo
metterci d'accordo: o ci muoviamo all'interno di questo perimetro
per cui il Governo veramente è disponibile ad accogliere ogni
suggerimento di miglioramento anche nell'interlocuzione con i
direttori generali, oppure si dica a priori contestiamo questo però
- voglio dire - la Regione che fa parte della Conferenza delle
regioni si è impegnata a fare questo lavoro.
Ora qui non voglio scivolare in terreno che non mi appartiene,
però è bene che si dica: queste indicazioni provengono dal
precedente Governo, dal precedente Ministro della salute del
precedente Governo e, ovviamente, sono state riprese anche da
questo Ministro che ha lodato in una trasmissione radiofonica la
Sicilia per la scelta che ha fatto.
Quindi, non buttiamola in caciara , in politica, la politica
bassa che poi allontana le istituzioni dei cittadini. E' una scelta
nazionale su cui c'è un monitoraggio governativo in ordine alla sua
applicazione, non vorremmo poi essere richiamati, come sempre è
accaduto prima di questo triennio, perché la Sicilia non rispetta i
patti che sottoscrive, almeno io non ci metterei la faccia per
difendere cose che non sono difendibili. Per cui, signor
Presidente, lei che è stato sottoscrittore di un intelligente
ordine del giorno, interpellanza, muoviamoci tutti all'interno del
miglioramento del percorso nascita, aiutiamo anche le comunità
locali, i sindaci che hanno i problemi, lo comprendiamo, facciamo
tutti uno sforzo culturale responsabile, spieghiamo, noi siamo
disponibili, non deve essere l'assessore Russo, devono essere i
medici, gli ostetrici, i ginecologi che hanno costruito con
grandissima soddisfazione questa riforma e non significa abdicare,
significa esaltare la politica che ha gli elementi e sceglie
responsabilmente.
Soltanto alcune battute le devo all'onorevole Bufardeci e
all'onorevole De Benedictis su Siracusa. Su Noto e Avola, siamo in
dirittura d'arrivo, avevamo detto che non potevamo mantenere due
ospedali che avessero dei duplicati per cui a breve trasferiremo i
reparti da Noto ad Avola e a Noto - e questo è qualcosa di molto
positivo - insedieremo, con un rapporto pubblico-privato, tre case
di cura private.
Aspettiamo una risposta da parte dei privati che stanno lavorando
in questa direzione, ovviamente svolgeranno lì funzioni
complementari non duplicate rispetto all'ospedale di Avola.
Onorevole Bufardeci, lei ha detto delle cose molto gravi e quindi
se ne assume la responsabilità. Per carità di Dio, io sono abituato
a chiedere sempre la dimostrazione di quello che si dice perchè
altrimenti inseguiamo le voci. Io non ho mai creduto e, comunque,
ho sempre richiamato - lo farò comunque anche adesso e lo dico
pubblicamente - che nell'ospedale non si può entrare per
appartenenza, si entra per competenza e non soltanto nell'ospedale
dovrebbe essere così, ma io non ho mai inseguito le voci di
qualche anno fa in cui si diceva che a Siracusa si vincevano i
concorsi se si era amico di Bufardeci o della Ministra
Prestigiacomo
BUFARDECI. Non era così
RUSSO, assessore per la salute non ci ho mai creduto e quindi io
non credo che sia così. Ad ogni modo, se lei ha elementi, così come
l'ho detto all'onorevole Vinciullo, lo dico anche a lei
pubblicamente, vada immediatamente alla Procura della Repubblica
perché saremmo dinanzi ad un grave reato, ad un reato rilevante dal
punto di vista penalistico e a un danno ancor maggiore per i
pazienti che si curano da medici che appartengono ad un partito e
che, invece, non sono competenti.
PRESIDENTE. Assessore, la Presidenza nell'accorpare la
discussione, ovviamente, ha tenuto conto del fatto che c'erano le
diverse prese di posizione. La Presidenza non intende mettere ai
voti nessuna delle mozioni e delle interpellanze che sono state
presentate, perché sarebbe fuori luogo.
Però, Assessore, così come lei ha detto, nel rispetto delle
regole, ora la Presidenza darà un suggerimento anche su come
proseguire, ovviamente la prima cosa che bisogna fare è rispettare
il voto d'Aula e cioè, come lei ha richiamato, il n. 614 che
assorbiva, che era di carattere generale, da più parti è stato
sottolineato - tant'è che c'è stato questo dibattito - che non
tutte le ASP lo stanno rispettando. Lei deve fare in modo che
quell'ordine del giorno venga applicato, altrimenti tutto ciò che
lei ha detto in quest'Aula stasera, poi verrà vanificato.
RUSSO, assessore per la salute. Chiedo di parlare per una
precisazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la salute. Signor Presidente, signori
deputati, la riorganizzazione dei punti nascita, in parte, è stata
già fatta, ma in un'altra logica che era quella del piano di
rientro che, pure, sottolineava la necessità di mettere mano
all'organizzazione punti nascita, con il decreto del 2010, quando
si è rifatta la rete ospedaliera. Attenzione a questo passaggio
perché altrimenti si sovrappongono dei dati ed io capisco che poi
nessuno può avere la memoria di tutto, tant'è vero che io stesso
l'ho dimenticato. Con il decreto del 2010 che, ovviamente ha avuto
il parere della commissione, è stato conosciuto dalla commissione
e, dunque, indirettamente dal Parlamento, noi abbiamo riorganizzato
la rete ospedaliera ed abbiamo previsto la soppressione, all'epoca
era solo soppressione, del punto nascita ad Alcamo, a Pantelleria,
a Niscemi, ad Augusta, salvo poi aggregarla a Lentini (a Noto era
già chiuso prima del nostro decreto), a Mazzarino, a Leonforte, a
Piazza Armerina, a Lipari e a Mistretta. Signor Presidente, questi
punti nascita non possono più esistere E dico anche di più, mi
permetto: se domani scappa il morto in uno di questi, perché non
tutti sono ancora chiusi, , c'è anche una responsabilità di tipo
penale per chi non ha chiuso: si chiama cooperazione colposa .
Lì non si poteva più nascere Però, facendomi carico della
necessità, nel frattempo abbiamo sviluppato il percorso nascita,
perché siamo nel maggio del 2010, lo Stato-Regioni arriva nel
dicembre 2010, nel frattempo, prepariamo il piano sanitario.
Abbiamo fatto una riunione con tutti i direttori generali chiedendo
loro, specialmente ai punti nascita di cui al decreto 2010,
assicurate il più tempestivamente possibile il percorso nascita. E
lì è possibile che non tutti abbiano operato il meglio e me ne
faccio carico. Inquadriamo, quindi, le questioni: alcuni punti
nascita dovrebbero essere già chiusi, se non sono chiusi e,
comunque, se sono stati chiusi dobbiamo, ed è mio compito, mio
obbligo, me ne assumo la responsabilità, attivare il percorso
nascita e quindi l'attività consultoriale legata a quella
ospedaliera, la presenza comunque dell'ostetrico e del ginecologo.
PRESIDENTE. Assessore, concordo con quanto lei dice, però,
ovviamente, nel rispetto della programmazione da lei avviata e nel
rispetto dello stesso voto d'Aula, lei faccia sì che ciò che
quest'Aula ha votato venga rispettato. Sostanzialmente, se vengono
a mancare in alcuni ospedali - mi si dice Mistretta, ma anche altri
posti, Alcamo, altri posti - vengono a scadere dei contratti e non
vengono rinnovati dai manager, nelle more di quanto prevedeva
l'ordine del giorno dell'Aula, perché l'ordine del giorno era
aderente al decreto da lei emanato, faccia sì che questo non
avvenga e che venga rispettato. La Presidenza poi suggerisce, a
norma dell'articolo 69, comma 6, di riportare in commissione la
vicenda, di ridiscutere, come sollecitato anche dallo stesso
assessore, ed è il motivo per cui la Presidenza non metterà ai voti
stasera gli ordini del giorno. Cosa dice il comma 6?
I deputati hanno, inoltre, facoltà di chiamare nel loro seno gli
assessori per avere chiarimenti sugli affari di loro competenza,
possono altresì chiedere ai rappresentanti del Governo di riferire
anche per iscritto in merito all'esecuzione di leggi e
all'attuazione data agli ordini del giorno e risoluzioni approvate
dall'Assemblea .
Pertanto, mi sembra opportuno che, visto che siamo in presenza di
questo e considerata la disponibilità che l'Assessore ha
dimostrato, ma che ci sia la prerogativa e venga rispettato il voto
d'Aula, la commissione potrà convocare l'Assessore affinché venga
riverificato tutto il percorso.
Tutti gli ordini del giorno sono assorbiti.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 14 febbraio
2012, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Seguito della discussione della relazione conclusiva della
commissione parlamentare speciale di indagine e di studio sulla
formazione professionale
Relatore: on. Panarello
La seduta è tolta alle ore 20.55
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
alle ore 22.45
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli