Presidenza del presidente Cascio
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Cessazione di sospensione dalla carica di deputato regionale e
contestuale cessazione di supplenza
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, in data 13 febbraio 2012,
nota fax dell'onorevole Mancuso indirizzata al Presidente
dell'Assemblea (protocollata al n. 1386/Aula PG-Rag-SgalPG di pari
data), con la quale è stata trasmessa documentazione concernente la
scarcerazione dello stesso deputato (verbale di scarcerazione
redatto dalla Legione Carabinieri Sicilia' - stazione di Adrano, e
ordinanza di scarcerazione n. 18603/09 R.G.G.I.P. e 60829/08
R.G.P.M. emessa il 13 febbraio 2012 dal Giudice per le indagini
preliminari presso il Tribunale di Roma).
Pertanto, a decorrere dalla data di revoca del provvedimento
giudiziario con cui è stata disposta la misura cautelare (13
febbraio 2012), come indicato nel Decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 30 dicembre 2011 (di sospensione
dell'onorevole Mancuso), cessa tanto la sospensione dell'onorevole
Fabio Maria Mancuso dalla carica di deputato regionale quanto,
contestualmente, la supplenza dell'onorevole Ascenzio Maria Catena
Maesano.
L'Assemblea ne prende atto.
Sospendo, quindi, brevemente la seduta onde procedere
all'aggiornamento del sistema elettronico di votazione.
(La seduta sospesa, alle ore 16.35, è ripresa alle ore
16.39).
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Speziale è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione gli onorevoli:
- Cracolici il 14 febbraio 2012;
- Ruggirello dal 16 al 17 febbraio 2012.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposta scritta a interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore per
i Beni culturali e l'identità siciliana, la risposta scritta alla
seguente interrogazione:
N. 1385 - Misure per evitare il declassamento dell'area
archeologica di Akrai e dei suoi musei (SR).
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
Norme per la disciplina del mutuo sociale (n. 861)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Pogliese,
Buzzanca, Caputo, Falcone, Vinciullo, Bufardeci, Scilla, Mineo,
Cimino e Incardona il 10 febbraio 2012
Istituzione della Giornata regionale del ricordo', 10 febbraio,
in memoria delle vittime della foibe e dell'esodo giuliano-dalmata.
Riconoscimento simbolico ai parenti delle vittime siciliane . (n.
862)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Arena il 14
febbraio 2012.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)
- Norme in materia di contenimento dei costi relativi alla
riscossione. (n. 859)
di iniziativa parlamentare, inviato il 9 febbraio 2012, parere I
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Norme a favore dell'imprenditoria siciliana. (n. 858)
di iniziativa parlamentare, inviato il 9 febbraio 2012, parere
ANTIMAFIA e UE.
Comunicazione di apposizione di firme a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunica che:
- l'onorevole Michele Galvagno, con nota prot. n. 1311 del 9
febbraio 2012, ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge
n. 855 Modifiche all'articolo 19, commi 1 e 2, e all'articolo 20,
comma 4, della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, in materia di
canoni superficiari ;
- l'onorevole Salvatore Giuffrida con nota prot. n. 1395 del 14
febbraio ha chiesto di appone la propria firma al disegno di legge
n. 684 Interventi per l'immigrazione .
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico il parere reso dalla competente Commissione
Ambiente e territorio' (IV):
- Piano regionale di propaganda turistica 2012. (n. 201/IV)
reso in data 7 febbraio 2012 e inviato in data 9 febbraio 2012.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Cultura,
formazione e lavoro' (V), nella seduta n. 269 del 7 febbraio 2012,
ha approvato la risoluzione: Indirizzo in ordine alla nomina dei
commissari straordinari dell'Ente CEFOP . (n. 15/V)
Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della Giunta
regionale n. 31 del 27 gennaio 2012 relativa a: P.O. FESR Sicilia
2007-2013 - Rimodulazione risorse finanziarie degli obiettivi
operativi 3.3.3 e 3.3.1 dell'Asse 3 di competenza del dipartimento
regionale del turismo, dello sport e dello spettacolo .
La predetta delibera è stata trasmessa ai sensi dell'articolo 50
comma 3 della legge regionale n. 9/2009 alla II Commissione
legislativa e alla Commissione per l'esame delle questioni
concernenti l'attività dell'Unione Europea.
Copia della stessa è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2417 - Nomina del commissario straordinario presso il comune di
Palagonia (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Falcone Marco
N. 2419 - Chiarimenti sulla realizzazione del centro di eccellenza
materno-infantile di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Falcone Marco
N. 2420 - Iniziative per l'assegnazione alla Sicilia delle risorse
derivanti dalle royalties sull'estrazione di
petrolio e gas naturale.
- Assessore Economia
Firmatario: Panepinto Giovanni
N. 2422 - Riforma dei consorzi di bonifica.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: Pogliese Salvatore
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2418 - Chiarimenti sulla gestione dei parchi regionali
siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 2421 - Provvedimenti in merito all'ufficio del Garante per la
tutela dei diritti fondamentali dei detenuti.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 2423 - Interventi urgenti per risolvere i gravi problemi legati
alla liquidazione dell'EAS (Ente acquedotti siciliani).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 2424 - Interventi urgenti per garantire il regolare
funzionamento dei servizi di trasporto pubblico effettuati
dall'Ast.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
Firmatario: Mattarella Bernardo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 340 Interventi a livello centrale per il completamento
delle opere pubbliche non ancora attuate nei comuni della Vale del
Belice colpiti dagli eventi sismici del gennaio del 1968 , degli
onorevoli Lo Giudice, Gucciardi, Ruggirello, Ferrara, Scilla,
Marrocco, Caputo, Ragusa, Cappadona, Cristaudo e Bonomo, presentata
il 7 febbraio 2012;
numero 341 Sfiducia al Presidente della Regione , degli onorevoli
Leontini, Beninati, Bosco, Buzzanca, Campagna, Caputo, D'Asero,
Maira, Caronia, Cascio Salvatore, Cordaro, Bufardeci, Cimino,
Incardona, Mineo, Scilla, Falcone, Formica, Leanza Edoardo,
Limoli, Marinese, Pogliese, Scoma, Torregrossa e Vinciullo,
presentata il 9 febbraio 2012.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 607
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito di coordinamento finale, il
titolo dell'ordine del giorno n. 607, accettato come
raccomandazione nella seduta d'Aula n. 307 del 21 dicembre 2011, è
il seguente: Individuazione nel bilancio della Regione delle somme
necessarie a garantire la copertura finanziaria delle previsioni
contenute nel disegno di legge n. 750/A Norme in materia di
ricollocazione del personale dell'Ente Autonomo Fiera del
Mediterraneo' .
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 7 febbraio 2012, pervenuta
in pari data e protocollata al n. 1315/AulaPg del 9 febbraio
successivo, l'onorevole Rinaldi ha ritirato l'interrogazione con
richiesta di risposta scritta n. 2283 Chiarimenti sullo
svolgimento della prova per mobilità volontaria
regionale/interregionale per n. 2 dirigenti medici di chirurgia
generale, n. 1 dirigente medico di chirurgia toracica e n. 1
dirigente medico di urologia presso l'azienda ospedaliera Papardo-
Piemonte di Messina', dallo stesso parlamentare presentata in data
14 dicembre 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 2413
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della discussione unificata di
mozioni e di interrogazioni in materia di punti nascita', svoltasi
nella seduta n. 320 dell'8 febbraio 2012, l'interrogazione con
richiesta di risposta scritta n. 2413 Iniziative per assicurare
adeguati livelli di assistenza, con particolare riferimento ai
punti nascita', nelle zone svantaggiate della Regione', a firma
dell'onorevole Rinaldi, è da intendersi assorbita e il relativo
iter concluso.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, lei certamente saprà che in questo
momento tutti i comuni siciliani, non avendo ancora ricevuto
l'ultima trimestralità 2011 né la prima trimestralità 2012, sono
sostanzialmente sull'orlo del collasso.
Si tratta di trimestralità che dovrebbero arrivare in tempi
ragionevoli e comunque non oltre la metà di gennaio per quel che
riguarda l'ultima trimestralità del 2011, mentre la prima
trimestralità del 2012 dovrebbe arrivare entro il 15 di febbraio.
Questo avviene non soltanto da parte della Ragioneria dello Stato
ma anche da parte della Regione siciliana. Cosa comporta questo
ritardo?
Dal nostro punto di vista è una indebita appropriazione del denaro
che deve giungere alle comunità locali. Comporta la probabile,
forse imminente, sospensione di servizi essenziali. Penso al
trasporto pubblico locale, penso alla raccolta dei rifiuti solidi
urbani, penso, onorevole Limoli, ai servizi sociali e ritengo che
noi non possiamo restare inermi.
Noi dobbiamo assumere una iniziativa perché se da qui a qualche
giorno non dovessero giungere nelle casse quei finanziamenti,
sospenderemmo le attività dei comuni e di fatto toglieremmo al
comune il ruolo che gli è stato assegnato dalla Costituzione e che
i cittadini hanno fatto proprio, addirittura con una elezione
diretta. Questo ragionamento vale per i comuni siciliani, vale per
le province siciliane, fino a quando saranno in vigore, io mi
auguro che resteranno in vigore e che addirittura possano adempiere
ad un ruolo fondamentale importante.
Signor Presidente, non possiamo restare inermi. Io penso che sia
necessario che l'Assemblea e quindi la Presidenza di questa
Assemblea, dopo aver accertato se ciò che sto dicendo questa sera
corrisponde o meno al vero, si faccia carico presso il Governo
centrale di una iniziativa volta a salvaguardare l'interesse dei
siciliani, e lo faccia sia nei confronti del Governo centrale sia
nei confronti del Governo regionale, magari cercando di capire qual
è il motivo per il quale ciò accade, atteso che non era mai
successo che tutti i comuni siciliani restassero al verde', nel
senso più tecnico del termine, non era mai accaduto che fossero
costretti a fare ricorso alle anticipazioni con notevole aggravio e
con interessi ormai insopportabili.
Si tratta di fare un intervento deciso, si tratta di far capire a
tutti in maniera chiara che noi non ci stiamo, che l'Assemblea non
ci sta. Io mi sarei aspettato che il Governatore esercitasse, fino
in fondo, il proprio ruolo. Ma ritengo che in questo momento vi
siano altre faccende, il Governo sia impegnato in altre faccende.
Allora assumiamo noi, come Assemblea, questo ruolo, magari
mettendo all'ordine del giorno una mozione che vada in questa
direzione, o facendo una proposta che parta dalla Presidenza e che
abbia il significato di una difesa vera, autentica delle realtà
importanti come i comuni e le province, a salvaguardia dei
cittadini.
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in parte mi
riallaccio a quanto detto dal collega Buzzanca, ma andando anche
oltre. Io credo che l'Assemblea debba intervenire - e lei ha questo
ruolo importante - su una vicenda che secondo me è antipatica.
Il Governo, come riferito dall'assessore Russo Pier Carmelo
proprio sul problema dei trasporti ha deciso - con una delibera di
giunta, alla luce dei tagli che prevede di fare nella finanziaria -
di fare una differenza tra trasporti pubblici locali, col suo
ipotetico taglio del 20 per cento, e trasporti navali.
Nella giornata di venerdì, già in questo periodo - ecco perché io
intervengo - i sindaci delle isole Eolie hanno chiesto un incontro
urgente al Presidente della Regione perché il taglio - riferito
dall'assessore Russo, ecco perché io chiedo un suo intervento,
signor Presidente - per il trasporto delle Isole minori, riguarda
principalmente le isole Eolie, le Egadi, Linosa e Lampedusa, già di
fatto è attivo, cioè nei dodicesimi del bilancio già per i
trasporti da e per le isole minori si applica il venti per cento,
cosa che, invece, per i trasporti terrestri non si applica.
Le lascio una riflessione, signor Presidente: valutare se la
Giunta poteva attuare questo comportamento, perché sullo stesso
tipo di intervento si è deciso per i trasporti navali e gli
aliscafi di applicare immediatamente il taglio sui dodicesimi,
mentre sui trasporti terrestri questo taglio in atto non è
applicato, fermo restando che il problema, come ha detto
l'onorevole Buzzanca, già esiste.
A questo punto, forse non si è capito, ma siccome siamo già a
febbraio e ad aprile inizia la stagione turistica, oltre al
problema ancora irrisolto della Siremar, sulla quale è stata
presentata, come lei ben sa, un'interrogazione a mia firma a cui
ancora il Governo, bontà sua, non ha dato risposta sulla
possibilità o meno di seguire quel tipo di procedura, io le chiedo
- perché è una cosa che i sindaci delle isole minori, il sindaco Lo
Schiavo, nella qualità di rappresentante di tutte le isole, ha
posto non più lontano di venerdì con una lettera al Presidente
della Regione, chiedendo di bloccare almeno in questo momento
questo taglio sui dodicesimi, altrimenti diventa una
disuguaglianza, in quanto per una parte di trasporti si va con i
dodicesimi senza operare alcun taglio, per l'altro genere di
trasporti si procede al taglio.
Visto che non si riesce a fermare il Governo in questi
atteggiamenti molto strani, sarebbe il caso, se lei lo ritiene,
alla luce di quanto appena esposto, di fare ragionare il Governo a
non procedere col taglio sui dodicesimi per il trasporto per le
isole minori.
PRESIDENTE. Sia sul suo argomento, che sull'argomento sollevato
dall'onorevole Buzzanca, martedì in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari chiederemo formalmente al Governo di esprimersi
al riguardo.
Se, nel frattempo, ritenete di voler formalmente presentare un
atto ispettivo
BUZZANCA. In rapporto con il Governo centrale.
Seguito della discussione della relazione conclusiva della
Commissione parlamentare speciale d'indagine e di studio sulla
formazione professionale
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno: Seguito
della discussione della relazione conclusiva della Commissione
parlamentare speciale d'indagine e di studio sulla formazione
professionale.
Ricordo che il relatore, onorevole Panarello, aveva svolto la
relazione nella seduta n. 317 del 31 gennaio scorso.
MARINESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Invito gli onorevoli colleghi che
avessero intenzione di intervenire di comunicarlo, adesso, alla
Presidenza.
MARINESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione di
indagine proposta a suo tempo dal Presidente dell'Assemblea
regionale doveva fare un excursus storico su tutta l'attività del
dipartimento della formazione professionale, con particolare
riguardo agli anni 2004-2008, non esclusivamente sul periodo 2004-
2008.
Nella relazione che è venuta fuori da questa Commissione di
indagine un excursus di tutta la normativa vigente sulla formazione
professionale, di cui credo si poteva fare anche a meno perché,
obiettivamente, la dovremmo conoscere tutti. Quello che, invece, mi
stupisce è che si è fatto riferimento al 2004-2008 per dire quali
sono stati i guasti della formazione professionale in questo
periodo. Niente, invece, è stato detto in questa relazione né nella
successiva relazione che ha fatto l'assessore Centorrino di quello
che si potrebbe fare o che si sarebbe dovuto fare.
Non c'è da parte di nessuno una proposta di disegno di legge o
comunque il tentativo di capire come dovrebbero essere fatte le
variazioni per addivenire ad un sistema di formazione che sia
spendibile nel mercato del lavoro, oggi, in Sicilia e in tutta
Italia.
Ci sono, poi, delle cose delle quali la Commissione non si è
occupata e che forse sarebbe stato meglio che se ne fosse occupata.
Si cerca di limitare il proliferare degli enti ma, nello stesso
tempo, con l'ultimo Avviso 20 - quello che dovrebbe essere,
sbagliando la dizione ma è così, il PROF 2012, 2013 e 2014 -
stranamente, quando si parla di chi può presentare progetti,
possono presentare progetti tutti coloro i quali ne hanno voglia e
non viene rispettato neanche il problema dell'accreditamento.
Teoricamente, basta che questi enti nuovi - tra i quali ci
potrebbe essere pure il panificio San Giuseppe' dell'angolo,
perché non vi è nessun criterio - chiedano l'accreditamento al
momento della presentazione della domanda. Allora, delle due,
l'una: si vuole restringere e contrarre la formazione professionale
da un lato, dall'altro lato, invece, inopinatamente si apre in
quest'altra maniera.
Altro problema: mi sarei aspettato che la Commissione avesse fatto
qualche passo indietro sul parametro unico di 135 euro. In effetti
- se ben vi ricordate - e lo abbiamo approvato anche in Assemblea,
abbiamo stabilito che il parametro unico per gli enti doveva essere
di 135 euro, costo ora/allievo. Questo parametro è stato applicato
per gli enti che avevano un parametro maggiore di 135 euro; per
quelli, invece, che avevano un parametro sotto i 135 euro, per cui
ci sarebbe stata, se il parametro fosse stato applicato, una
trasmigrazione di personale dagli enti grossi a quelli piccoli,
invece per gli enti piccoli non è stato applicato perché una
delibera di Giunta dell'ottobre del 2010 - se non ricordo male -
ha stabilito che gli enti non potevano avere un euro in più del
consolidato dell'anno precedente.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Nel 70 per cento.
MARINESE. Nel 70 per cento perché poi con il 30 per cento,
teoricamente, avremmo dovuto completare l'anno formativo.
Abbiamo fatto una variazione di bilancio nel luglio del 2011
perché immediatamente si doveva procedere al completamento al 100
per cento. Invece, l'Assessorato non è stato in grado di farlo e da
luglio il decreto di prolungamento è stato fatto nel dicembre del
2011 provocando altra mobilità ed altra cassa integrazione.
Credo che questa Commissione sia assolutamente priva di alcun
significato o, meglio, non ci ha detto nulla di innovativo.
Mi hanno fatto specie le dichiarazioni sui fondi strutturali: per
esempio, abbiamo l'Avviso 7, l'Avviso 8 e l'Avviso 9. L'Avviso 6 è
andato avanti, l'Avviso 7 è stato ricusato dalla Corte dei Conti,
mentre dell'Avviso 8 non sappiamo assolutamente niente.
Vorrei chiedere all'Assessore: se l'Avviso 7 è stato oggetto di
valutazione da parte di un nucleo di valutazione che non ha saputo
compiere, credo, il proprio dovere, tant'è vero che è stato
ricusato dalla Corte dei Conti, come mai questo nucleo di
valutazione è stato pagato e perché non si è chiesto un giudizio di
responsabilità nei confronti dei valutatori?
Dell'Avviso 8, invece, non sappiamo assolutamente niente: da circa
due anni ci dicono che sta per andare alla Corte dei Conti, è
andato alla Corte dei Conti, forse andrà alla Corte dei Conti, ma
una certezza non l'abbiamo avuto. Oltretutto, non si sono saputi
sfruttare i fondi comunitari ed io l'altro giorno sono rimasto
basito di fronte a quello che ha detto l'onorevole Musotto, quando
ha sostenuto che noi non abbiamo perso un euro di fondi comunitari.
Mi sembra strano che lui, quale ex europarlamentare e da
presidente della commissione UE, dica queste cose; così come mi ha
lasciato sorpreso anche la dichiarazione dell'onorevole Cracolici
dell'altro giorno, che finalmente richiama alla responsabilità dei
dirigenti generali.
Ma i dirigenti generali che si sono succeduti in questi
dipartimenti - abbiamo detto che alcune volte in tre anni, quattro
o cinque capi di gabinetto anche diverse volte l'assessore - non
hanno la possibilità, obiettivamente, di rispondere a nessuno
perché si giudica l'operato del dirigente generale in base alla
legge n. 10 del 2000, si giudica in base all'anno e agli obiettivi
che sono stati dati al dirigente generale.
Da quando l'onorevole Lombardo é presidente della Regione, un
obiettivo non è stato dato mai a nessuno, né agli assessori né ai
direttori, per cui non capisco come si sono poi fatti gli organi di
controllo dei dirigenti generali, come sono stati nominati questi
signori e che lavoro hanno svolto in funzione degli obiettivi dei
dirigenti generali.
Quindi, anche su questo, io credo che l'assessore dovrebbe
rispondere e vorrei sapere se, effettivamente, questi fondi
comunitari, così come ha detto l'onorevole Musotto, realmente
saranno spesi, e vorremmo delle risposte che non siano - mi
dispiace doverglielo dire, assessore, da quando c'è lei - vaghe nel
senso che un giorno si dice una cosa, in commissione se ne dice
un'altra, poi c'è un articolo di stampa che viene smentito dal
direttore, e poi viene smentito dal presidente.
Certo, io dico che gli operatori della formazione professionale
sono veramente in ambasce perché, invece di cercare di aiutarli,
sappiamo che da venti mesi non percepiscono lo stipendio ed io non
credo che l'assessorato, l'amministrazione regionale possa stare
così inerte di fronte al fatto che questa gente è veramente morta
di fame e non si fa nulla per cercare di agevolarli.
Pertanto, signor Presidente, chiedo se questa commissione di
indagine si possa prorogare per altri tre mesi per i successivi
risvolti, non dal 2004 al 2008 ma anche dal 2008 al 2011, con
particolare riferimento ai fondi strutturali.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Ha facoltà di parlare
l'assessore per una replica.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, signori deputati, ringrazio il
Parlamento per questa attenzione, ringrazio il presidente Panarello
e tutti i membri della commissione d'indagine per averci fornito
questi elementi.
Vorrei essere brevissimo e fissare alcuni punti: io sono diventato
assessore nel 2010 e ho trovato il settore della formazione con
ottomila addetti a tempo indeterminato e circa duemila addetti
dell'indotto; l'ho trovato con un giudizio negativo della Corte dei
Conti secondo cui il settore della formazione rappresentava un buco
nero dell'amministrazione regionale siciliana; ho trovato un
sistema senza regole, dove le regole venivano stabilite giorno per
giorno.
Io ho affrontato queste criticità e ho cercato di fare una riforma
in tre passaggi, di cui uno ancora non è stato completamento
esaurito: il primo passaggio che ho fatto è stato quello di rendere
obbligatorio il DURC, di introdurre il parametro unico, di creare
un sistema di ammortizzatori sociali (la cosiddetta cassa
integrazione in deroga) che permettesse un paracadute ai
lavoratori.
Tutte e tre queste misure, sia detto a chiare lettere, sono
nell'interesse dei lavoratori perché non pagare il DURC era un
delitto nei confronti dei lavoratori; avere un parametro
differenziato, che era differenziato soltanto per anzianità di
personale negli enti di formazione era un'assurdità che poteva
valere soltanto in Sicilia; non avere un sistema di ammortizzatori
e fissarsi soltanto su un fondo di garanzia che era garantito per
un milione, significava un'offesa ai lavoratori.
Questo è stato il primo passo della riforma.
Il secondo passo della riforma, onorevole Marinese, è stato una
sorta di grande operazione che abbiamo compiuto e che ci viene
riconosciuta dal Governo nazionale, di passare dal finanziamento
regionale al Fondo sociale europeo.
E' un'operazione tesa a tre cose: passare sul Fondo sociale
europeo significa stabilire un costo standard per cui c'è una
regola precisa e si finirà con questo sistema di integrazioni che
la Corte dei Conti, fra l'altro, aveva vietato; il secondo punto è
che il Fondo sociale europeo implica un controllo di qualità sulla
formazione che finora non c'era mai stato; il terzo punto è che se
non avessimo fatto questa operazione, l'intero settore della
formazione sarebbe andato in liquidazione perché la posta in
bilancio per quest'anno è pari a zero.
Il terzo passaggio che ancora si deve compiere e per il quale io
chiedo l'aiuto del Parlamento, delle forze politiche e del
sindacato, è che durante questo periodo di stabilizzazione che noi
abbiamo dato ai lavoratori della formazione, che si può calcolare
in nove anni perchè sono due anni col piano triennale, più - se
l'assessore che verrà dopo di me agirà, come credo debba agire -
c'è la possibilità per altri sette anni di confermare questo Fondo
perché abbiamo l'assicurazione che il Fondo sociale europeo sarà
reiterato per i prossimi sette anni.
Quindi noi abbiamo dato a questi lavoratori, senza dirlo
ufficialmente ma nei fatti, nove anni di Fondo. In questi nove anni
di Fondo, ma soprattutto a partire dall'anno prossimo, io mi auguro
che il Parlamento, le forze politiche, i sindacati, gli stessi enti
di formazione, insieme a me, possano formulare quello che è
necessariamente un piano di ridimensionamento del settore, perché
abbiamo un bel dire che il settore della formazione si deve
adeguare ai bisogni del lavoro, ma fin quando il settore della
formazione sarà sovradimensionato e qui, onorevole Marinese, non
faccio alcun accenno né a chi mi ha preceduto né ai direttori che
sono venuti prima, non sono abituato a rinviare a responsabilità
altrui, io dico quello che ho trovato e come ho agito e spero che,
da questo punto di vista, si possa fare qualche cosa.
Rispondo a delle sue osservazioni specifiche: mi chiedeva
dell'Avviso 20.
Onorevole Marinese, quando si finanzia un piano col Fondo sociale
europeo non si può fare una limitazione; questo piano, per
definizione, deve essere aperto a tutti.
Quello che noi abbiamo fatto, ed è riconosciuto dagli stessi enti,
è che agli enti cosiddetti storici abbiamo dato una premialità per
cui, se loro seguono quello che è necessario seguire, gli enti
storici, in qualche modo, hanno avuto un trattamento che permette
loro di avere qualcosa in più degli altri enti; non abbiamo
allargato assolutamente l'occupazione del settore, abbiamo fatto
quello che ci veniva imposto nel momento in cui finanziavamo il
settore della formazione col Fondo sociale europeo.
Lei mi parla del parametro. Sì, onorevole, è vero, il parametro
era differenziato ed era differenziato per anzianità. Noi lo
abbiamo riportato ad un unico parametro e, per evitare che gli enti
piccoli che avevano dei parametri sotto il parametro unico, fossero
eccessivamente avvantaggiati, abbiamo stabilito che per il 70 per
cento la loro spesa non poteva eccedere quella dell'anno
precedente. Tutto è stato fatto, quindi, con la massima
trasparenza.
Mi parla del completamento del piano. Il 25 per cento si sta
pagando, onorevole Marinese, e se si paga lentamente mi permetta di
dire che questo avviene, probabilmente per ritardi della pubblica
amministrazione. Non siamo esenti da critiche, non siamo esenti
probabilmente da inefficienze e così via. Ma avviene anche perché
gli enti non presentano in tempo utile la documentazione e spesso
questa documentazione è lacunosa.
Voglio dire, a questo proposito, che sarebbe bene nelle prossime
commissioni di indagine andare a vedere chi è il responsabile di
questi enti perché, molto spesso, non troviamo i responsabili di
questi enti. I responsabili, molto spesso, chiamati non rispondono.
Il che mi fa pensare che, perlomeno in alcuni casi, ci sono delle
situazioni quantomeno di irregolarità.
L'Avviso 7 è stato bocciato dalla Corte dei Conti. Noi stiamo
facendo un'indagine amministrativa per capire quali e come sono le
responsabilità del nucleo di valutatori.
Le posso però assicurare che il nuovo nucleo di valutatori è
completamente diverso e costituito con una logica diversa rispetto
a quella precedente.
L'Avviso 8 è alla Corte dei Conti. Finora avevamo avuto delle
difficoltà, ma dalla fine dell'anno e forse anche prima è alla
Corte dei Conti.
Concludo chiedendo scusa per il tono, forse un po' sostenuto.
Io sento la responsabilità di questo settore, sento molto avere
ottomila lavoratori per i quali, in qualche modo, si sono create
delle aspettative, che lavorano in un settore molto delicato con
enti che funzionano, con enti che non funzionano e così via.
Però, le voglio anche dire che tutto quello che abbiamo fatto non
è poco e sul fatto che lei mi cita che ci siano lavoratori che
attendono lo stipendio da venti mesi, la prego di precisare se
questi lavoratori non stanno godendo della cassa integrazione
perché se godono della cassa integrazione, è vero che da venti mesi
non riceveranno lo stipendio per ragioni a me ignote, perché tutto
quello che si è fatto, è stato fatto con linearità, però quanto
meno non sono lavoratori che sono stati espulsi dal mercato del
lavoro.
Ringrazio ancora per il contributo di conoscenza che ci è stato
dato da questa Commissione d'indagine. Ovviamente, siamo aperti a
qualunque prolungamento, siamo aperti a qualunque controllo si
vorrà fare.
Quello che chiediamo - e lo chiediamo con forza - è di aiutarci in
questo terzo passaggio perché se noi lasciamo i lavoratori appesi a
delle norme che sono ormai superate, superate dalla storia, dalla
legge, superate, onorevole Marinese, dalla forma di finanziamento
che abbiamo scelto, prolungheremo una situazione con grande danno
di tutti senza riuscire, poi, una volta che abbiamo creato un
sistema di sicurezza, a passare da un sistema di sicurezza ad un
sistema di efficienza nella formazione.
PRESIDENTE. Per rispondere all'onorevole Marinese dico che la
Commissione speciale di indagine ha esaurito i suoi lavori per cui
non può essere prorogata.
Se poi il Parlamento deciderà di immaginare una nuova commissione
per valutare altri aspetti, non valutati da questa Commissione,
potrà sempre decidere di farlo. Ma sicuramente questa Commissione,
anche per Regolamento, non può essere più prorogata.
Pongo in votazione la relazione sui risultati del lavoro svolto
dalla Commissione parlamentare speciale di indagine e di studio
sulla formazione professionale.
Chi è favorevole alla relazione resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, noi dovremmo commemorare l'onorevole Paolone.
La famiglia Paolone è in arrivo; pertanto, per garbo, sospendo
brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.18, riprende alle ore 17.37)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Commemorazione per la scomparsa dell'onorevole Benito Paolone
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordare una persona che ci ha
lasciati è sempre difficile perché doloroso è rivivere i momenti
trascorsi insieme, l'esperienza vissuta, l'insegnamento.
Particolarmente difficile, oggi, è per me ricordare Benito Paolone
per lo spessore che l'uomo e il politico riuscivano a trasmettere
quale personale biglietto da visita.
Ho conosciuto personalmente Benito Paolone nel 1994, all'inizio
della mia esperienza di deputato al Parlamento nazionale a Roma. Mi
colpirono, da subito, i suoi occhi vivaci ed indagatori; il suo
sguardo penetrante e profondo che voleva, da subito, capire chi
fosse il suo interlocutore. Mi colpì il sorriso, qualche volta
beffardo, che svelava l'uomo buono che sapeva da che parte stare.
Eravamo entrambi alla prima elezione in Parlamento. Io, giovane,
forte del mio vissuto al Comune di Palermo, quale consigliere ed
assessore. Lui carico di una più lunga esperienza che, dal
Consiglio comunale di Catania, lo aveva visto protagonista e del
dibattito politico in Assemblea, dal 1971 al 1994 per ben cinque
legislature.
Dalla VII alla XI non completata per occupare il seggio di
Deputato alla Camera dove resterà per tre legislature, la XI, la
XII e la XIII, fino all'aprile del 2006.
Conclusa l'esperienza romana ritorna in Consiglio comunale nella
sua Catania. Città sempre amata e che lo ama, come testimoniano i
successi elettorali in termini assoluti e di percentuali di voti
che ne caratterizzarono ogni elezione. Prova che il suo stare tra
la gente era un sentimento sincero, ispiratore dell'azione
politica. Stare tra la gente, per Benito Paolone significa
coglierne gli umori, capirne le difficoltà quotidiane, comprenderne
il disagio, condividerne le necessità. Esperienze sulle quali
costruisce, giorno dopo giorno, l'impegno politico portato avanti
nell'interesse dei più bisognosi.
Nato a Campobasso l'11 novembre del 1933, giovanissimo vive
l'esperienza della destra e il dramma della guerra che lo segnarono
per tutta la vita nella formazione ideologica. Si trasferisce a
Catania negli anni Cinquanta eleggendola sua città (anche se non ne
acquisirà mai l'accento). In città, convinto della sua missione
politica, guida, sin da ragazzo, i movimenti giovanili e
universitari del MSI, Giovane Italia, Fuan. Per poi approdare, nel
1964, in Consiglio comunale.
La sua presenza in Assemblea, iniziata nel 1971, certamente non è
passata inosservata, come testimonia la ricca attività parlamentare
svolta. Vigile e presente nei dibattiti politici, non perde
occasione per ribadire il suo punto di vista e la sua posizione.
Spirito critico ma, nello stesso tempo, propositivo non
disdegnava il confronto, spesso anche aspro, dove metteva in
evidenza la sua indole battagliera di uomo d'azione.
Rispettoso delle istituzioni, nelle quali crede fortemente, e del
loro ruolo. Ricopre con impegno, partecipazione e grande senso del
dovere, la carica di deputato questore di quest'Assemblea dal 1991
al 1994.
All'inizio del 1994 accetta, non senza difficoltà, la
trasformazione del suo partito, il Movimento Sociale Italiano-
Destra Nazionale, in Alleanza Nazionale. Partito che, pur
mantenendo legami storico-culturali con la tradizione del MSI-DN,
mostra sempre più un'apertura al conservatorismo liberale.
La linea del partito non sempre è condivisa da Paolone che nel
2006 lascia Alleanza Nazionale per approdare nelle file di
Alternativa Sociale, movimento politico fondato da Alessandra
Mussolini, dichiarando «Ho scelto la mia vita e il modello di
coerenza a cui mi sono sempre indirizzato - afferma -. In Alleanza
Nazionale ormai comandano le oligarchie che utilizzano
strumentalmente le ragioni del realismo politico per annullare i
comportamenti leali e calpestare i principi e l'etica, solo per far
vivere di rendita chi ha lo scettro del comando». In queste parole
si leggono il sentimento e il vigore politico di Benito Paolone. Il
Movimento confluirà successivamente nella nuova formazione politica
Popolo della Libertà' dove Benito Paolone militerà fino alla fine.
Lasciare l'Assemblea per passare alla Camera dei Deputati per
Benito Paolone non fu facile. Da un lato sente il bisogno, dopo 23
anni, di maturare nuove esperienze, dall'altro non vuole lasciare
quella terra per la quale si è a lungo impegnato e vuole
continuare a lottare. Alla fine, prevale il desiderio di un impegno
a livello romano al quale si sente chiamato dal successo elettorale
che vede il centro-destra stravincere in Sicilia. Vittoria così
forte da destare in Benito Paolone più forte l'impegno al quale si
sente chiamato dagli elettori anche in nome di quel cambiamento che
ha segnato il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica.
Consentitemi di ricordare la passione con cui Paolone interviene
in Aula. I suoi discorsi, privi di retorica e di proclami
elettorali, come purtroppo oggi sempre più spesso accade, lo vedono
portatore di sincere e sentite istanze degli altri, della gente,
dei giovani per i quali mostra una particolarissima attenzione.
Attenzione per il mondo giovanile che parte dal bisogno di
assicurare loro una forte formazione dove lo stare insieme, la
tenacia, la forza, la voglia di lottare sono i principi fondanti.
Tutto questo non può che realizzarsi attraverso lo sport. E lo
sport prediletto da Benito Paolone è il rugby che lo vede fondatore
dell'Amatori Catania; squadra che rappresenta nella sua vita
l'amore parallelo a quello per la politica.
Non soltanto il mondo della politica siciliana ha perso un
elemento di spicco ma anche quello del rugby e, più in generale,
dello sport.
Ricordo, a proposito, le sue battaglie in quest'Aula affinché la
Sicilia ospitasse, così come poi è effettivamente avvenuto, le
Universiadi.
Benito Paolone è stato una delle anime della Destra siciliana ed,
in particolare, il suo impegno di parlamentare regionale è
risultato determinante per la crescita di questa Regione.
Il suo grande rigore morale, la sua onestà, la sua generosità e
la sua determinazione lo hanno reso un riferimento fondamentale per
la gente e anche, come detto, per tanti giovani.
Manifesto a nome mio, ma anche e soprattutto a nome del Parlamento
regionale siciliano, vivo cordoglio ai familiari oggi presenti, la
signora Silvana, la figlia Sabrina, il figlio Alberto, ai suoi
amici e ai suoi compagni di partito per la scomparsa di un uomo e
di un politico che ha saputo segnare in modo positivo,
appassionato, autentico e costruttivo la storia politica di questa
Regione e del Paese. Grazie Benito.
(Applausi)
POGLIESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho ascoltato
con grande attenzione le splendide parole che lei ha voluto
riservare a Benito Paolone e credo che ci sia poco da aggiungere,
ma credo che sia altrettanto doveroso, da parte mia, per la
comunità umana e politica che ho l'onore di rappresentare
all'interno di quest'Aula, spendere qualche parola aggiuntiva di
stima e di affetto nei confronti di un grande uomo e di un
eccezionale combattente, quale certamente è stato Benito Paolone.
Lunedì 23 gennaio, infatti, caro Presidente, non se ne è andato
soltanto un grande parlamentare che, per ventitré anni, ha vissuto
all'interno di quest'Aula e per dodici anni all'interno della
Camera dei deputati, se ne è andato un pezzo di storia della mia
città, ma se ne è andato, altresì, un pezzo di storia della Destra
politica catanese, siciliana ed italiana.
Un uomo dalla personalità eccezionale, dalla grande umanità che
lei giustamente ricordava, un uomo amato, talvolta anche
contrastato e contestato, ma sempre rispettato, anche e soprattutto
dai suoi avversari politici per la grande lealtà che lo
caratterizzava, per la generosità d'animo che caratterizzava la sua
azione politica a favore, soprattutto, degli emarginati, degli
ultimi nella mia città, nella nostra Regione.
Un uomo che ha dedicato tutta la sua vita - come lei ha
giustamente ricordato - non soltanto per il suo partito, per la sua
città, per la sua terra, ma anche e soprattutto per lo sport che
lui amava, il rugby, grazie al quale ha svolto una eccezionale
funzione pedagogica, di riabilitazione, educativa, sottraendo
all'emarginazione, alla ghettizzazione decine di migliaia di
giovani nella mia città.
Il rugby come metafora della vita. Uno sport in cui per andare
avanti bisogna passare la palla ovale indietro, in cui vengono
impartiti gli insegnamenti di lealtà, di rispetto delle regole, di
rispetto degli avversari.
Grazie a Benito Paolone, a Catania come in Sicilia, si è portato
alto il nome e il valore pedagogico dello sport, per cui ha
sacrificato le sue energie, le sue risorse, si è indebitato
sottraendo risorse alla sua splendida famiglia in onore dello
sport.
Ecco perché credo che oggi sia doveroso ricordarlo. Tutte le leggi
ultime sullo sport che sono state approvate all'interno di
quest'Aula portano il suo nome, hanno visto il suo determinante
contributo: la legge regionale 8, la 18, la 31, hanno visto
puntualmente - all'interno di quest'Aula e nei lavori preparatori
delle commissioni - il suo determinante contributo.
Il Santa Maria Goretti', lo stadio di rugby di Catania, che
giustamente il sindaco Stancanelli da qui a breve dedicherà a lui,
è stato fortemente voluto da Benito Paolone. Ha individuato ed ha
permesso, da forza di opposizione, orgogliosamente da forza di
opposizione qual era all'interno del Movimento sociale italiano,
che venisse finanziato e, quindi, costruito. E prima di morire le
ultime energie le ha riservate per cercare di far continuare il
sogno della sua vita, la sua creatura, la Amatori Catania'.
Anche in questo sta la grandezza di un uomo. Ecco perché credo che
questo rappresenti il più bell'insegnamento che ha lasciato, non
soltanto a chi come me, come Marco Falcone, ha militato nel suo
partito, è cresciuto nel suo partito sotto l'insegnamento di Benito
Paolone, laddove noi esponenti del Movimento sociale italiano, di
Alleanza nazionale dopo, siamo stati talvolta massacrati dalle sue
interminabili discussioni, ma piene puntualmente di umanità, di
passione civile.
Ecco, quindi, perché io credo sia doveroso ricordarlo all'interno
di quest'Aula perché quell'insegnamento non è soltanto tralasciato
ad un parte politica, ma è lasciato a tutto questo Parlamento,
anche ai suoi avversari, che lo hanno sempre rispettato.
Pertanto, mi sembrava doveroso ricordarlo all'interno di
quest'Aula, che credo abbia il dovere morale di permettere che il
suo sogno, la sua creatura possa continuare a vivere.
Ecco perché mi sembrava doveroso esprimere alla sua splendida
famiglia, a Silvana, ad Alberto, a Sabrina, a tutti i suoi amici di
sempre, i sentimenti di vicinanza ma soprattutto di stima e
riconoscenza per il grande marito e per il grande padre che è stato
e che ci hanno permesso di conoscere e che dal 23 gennaio porteremo
per sempre nei nostri cuori.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Grazie, signor Presidente. Io vorrei esprimere a questa
Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana che oggi consente di
riservare, di attribuire ad un uomo, ad una persona non soltanto
l'attenzione di una seduta, non soltanto la trattazione in questa
seduta odierna di un ricordo, ma focalizzare sull'esempio che un
uomo ha lasciato, ha dato, ha costruito in tanti anni l'esempio per
i posteri, un segno, un segnale per i posteri.
Lo voglio fare, come poc'anzi ha detto l'onorevole Pogliese,
perché chi come me, all'età di 18 anni, decideva di sposare le tesi
culturali, politiche non dei partiti del cosiddetto Pentapartito'
della maggioranza di allora o del più importante partito di
opposizione, ma le tesi di un partito che era considerato fuori
dall'arco costituzionale: il Movimento Sociale Italiano - Destra
Nazionale.
E chi come me, giovane, decideva di sposare, di intraprendere quel
percorso ideologico, ideale e culturale, oggi possiamo dire che
siamo un po' più ricchi perché abbiamo saputo interpretare e
seguire l'insegnamento di un uomo, fra gli altri, l'onorevole
Benito Paolone.
Un uomo che molte volte soleva stare con i giovani, intrattenersi
con gli amici, con quelli che allora si chiamavano camerati'. Ci
intrattenevamo, ci indottrinava, ci spiegava il senso della vita,
della politica, il senso di un impegno, di una passione civile che
molte volte non sempre era sentito dai giovani nel momento in cui
iniziava il declino della politica.
La politica è cosa sporca , qualcuno diceva. La politica è cosa
che appartiene ad altri .
Si iniziava quel percorso della casta, dell'anti-casta e
l'onorevole Paolone ci spiegava le motivazioni di una forte, di una
convinta, di un'autentica passione civile, sociale e morale che
doveva invece impegnare i giovani nel sociale, nella vita, nel
quotidiano.
Stasera vogliamo ricordare, ma non soltanto come momento di
passaggio ma come insegnamento. E l'insegnamento della storia della
vita e anche dell'impegno sociale e civile diventa maestro di vita.
I latini dicevano magistra vitae; magistra vitae deve essere la
storia, la storia di un uomo, con la sua cultura, con le sue
amicizie, con le sue speranze e i suoi sogni.
Ebbene, l'onorevole Benito Paolone ci ha sicuramente insegnato
tanto, nella Catania, nella Catania più nera quando nel 1972, dopo
il 1971, quando l'allora Destra nazionale riusciva a conseguire uno
straordinario risultato: di quattro parlamentari e successivamente
numerosissimi i consiglieri comunali che sedettero sugli scranni
del Consiglio comunale del Palazzo di città di Catania. E questo
non a caso. Non perché fosse stata solo una protesta ma perché vi
erano persone, come l'onorevole Benito Paolone, che partendo dai
giovani, partendo dal seme che bisogna dare alla terra, consegnare,
offrire alla terra per far sì che dai virgulti forti nuovi possano
nascere, possano generare e possano crescere domani, bene, quello
era quello che fece l'onorevole Benito Paolone. Partendo dai
giovani, partendo dai movimenti studenteschi, partendo dal FUAN e
partendo per continuare fino al Movimento sociale prima, ad
Alleanza Nazionale dopo, sino ad arrivare ai giorni oggi.
E devo dire, lo voglio dire ai colleghi, lo voglio dire, negli
ultimi anni personalmente sono stato particolarmente legato
all'uomo, ma sono stato legato anche al maestro, al maestro che
qualche mese fa, ad esempio, in un importante studio di ingegneria,
ci spiegava le linee strategiche della pianificazione territoriale.
E mi creda, signor Presidente, io guardavo quell'uomo veramente
con grande attenzione, ma con grande curiosità, cercando di
comprendere come la sua profondità, la profondità di determinate
argomentazioni riusciva non soltanto ad essere persuasiva nei
nostri confronti, ma ad essere, a risultare talmente semplice e
chiara perfino a chi, come me, non aveva o non ha dimestichezza
in materia di urbanistica riusciva a cogliere quella materia come
cosa quotidiana, familiare, come una materia che può essere
compresa anche da chi non è un addetto ai lavori.
E poi, quando parlava dello sport, dell'amore immenso che aveva
nei confronti non soltanto dello sport in sé, ma dell'effetto e
dell'insegnamento pedagogico che lo stesso avesse.
E allora ecco perché l'onorevole Paolone si è sempre impegnato -
ha detto bene l'onorevole Pogliese - nelle più importanti leggi dal
1978 con la legge 8, che era il potenziamento dell'impiantistica
sportiva in quanto riteneva che lo sport che è socializzazione,
significa anche aggregare i giovani, sottraendoli a quella che può
essere la devianza del sociale.
Ed era questo il suo pallino. Diceva voi giovani , e lo diceva
con uno spirito, con una convinzione che voleva farci guardare
oltre la siepe, voleva che buttassimo, quasi che lanciassimo il
nostro cuore al di là della siepe per guardare oltre, Presidente.
Ecco perché noi avevamo il dovere stasera di essere qui, e lo
facciamo con grande soddisfazione; non è un momento di dolore,
questo è un momento invece di forte gratificazione di grande
arricchimento è stato per noi.
Nel rugby: una cosa io non sapevo, Presidente, ma che ho avuto il
piacere di scoprire; nel rugby, che è uno sport apparentemente
violento perché c'è l'uomo contro l'uomo, ci sono gli uomini contro
altri uomini che sembrano scontrarsi, ma, caro professore
Centorrino, dopo il primo tempo, dopo il secondo tempo c'è anche il
terzo tempo.
E il terzo tempo è il momento della riconciliazione; è il momento
della pacificazione; è il momento in cui la squadra ospitante
ospita la squadra ospite, l'accoglie, l'accoglie in un momento
conviviale, e lo fa perchè la vita non può essere sempre
contrapposizione.
L'onorevole Paolone era forte, determinato nel modo di essere, nel
sostenere le proprie tesi che erano poi le tesi del nostro mondo.
Non lo faceva con assoluta acredine, mai con odio, sicuramente con
grande veemenza e determinazione, ma col sorriso, se vogliamo, di
chi sentiva forte anche il peso e, se vogliamo, anche
l'esperienza.
Negli ultimi mesi siamo stati a Mirabello, dove il Popolo della
Libertà celebrava un momento convegnistico, un incontro, e quando
fu chiamato a discutere, a parlare, a capire, a confrontarsi con le
alte cariche istituzionali italiane, con le alte cariche del mio
partito, in quel momento, quando l'onorevole Paolone disse e puntò
il dito su alcune criticità che, puntualmente, dopo qualche
settimana o dopo qualche mese si verificarono, caro onorevole
Buzzanca, ci fu una ovazione, si alzarono tutti non per applaudire,
ma per riconoscere la caratura dell'uomo, del politico, di colui
che nulla doveva più chiedere, non aveva più nulla da chiedere,
aveva avuto tutto dalla politica e, allora, aveva un dovere:
consegnare quello che era la sua ricchezza agli altri.
Questa è una grande testimonianza.
(Applausi)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Arena. Ne ha
facoltà.
ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, la
testimonianza mia personale e del partito al quale appartengo, il
Movimento per le autonomie, è per parlare di questa straordinaria
figura che ha segnato una pagina importante nella storia politica
siciliana e catanese, sì anche perché lui che non era catanese è
stato definito più volte, e da tanti miei concittadini, il più
catanese dei politici. Questo poteva sembrare strano, ma non per
chi conosceva Benito Paolone.
Io ebbi il piacere di conoscerlo tanti anni fa, fu il mio
capogruppo e io militati, come Pogliese e Falcone, nel suo glorioso
partito e, quindi, ricordo come se fosse ieri questa goliardia,
questa simpatia anche nei momenti più drammatici.
Una volta, una seduta di consiglio comunale, a Catania, durò 26/27
ore consecutive, sicuramente c'era la stanchezza fisiologica, i
cali di attenzione, la stanchezza fisica che portavano tutti i
consiglieri, sicuramente più giovani di Benito Paolone, a muoversi,
a cercare un momento di riposo o di svago, lui no, sempre seduto al
suo posto; era seduto in alto a destra, in quello che è stato il
suo posto in tantissimi anni, consigliere comunale di lungo corso.
Ricordano tutti nella nostra città quando, nel 1993 si votava per
la prima volta a preferenza unica, io ero studente universitario e
a 23 anni fui eletto - quell'anno ero il più giovane dei
consiglieri - e che Benito Paolone, Benito per tutti, fu il più
votato dei sessanta consiglieri comunali con oltre quattromila
preferenze.
Quattromila preferenze che non erano solo preferenze che venivano
dal mondo della destra, che lui ha idealmente e, continua,
idealmente a rappresentare, ma erano preferenze che venivano da un
intera città.
Lui non aveva organizzazione, lui non aveva un computer, era
lontano da questi metodi e quando qualcuno chiedeva a Benito, che
io amavo definire il re dei capannelli perché, costantemente, in
città si fermava a parlare con la gente, ebbene lui mi spiegò che
il suo modo di fare campagna elettorale non era altro che la
moltiplicazione, una operazione algebrica dovuta a quanti
capannelli lui faceva durante la giornata, quanti capannelli lui
faceva durante la settimana, quanti capannelli lui faceva durante
il mese e durante l'anno.
I capannelli erano queste aggregazioni spontanee che Benito
riusciva alle sei del mattino, così come all'una di notte, quando
molto spesso violentandoci all'inizio, ma poi ci appassionavamo
tutti, riusciva a creare attorno a sé, in qualunque angolo della
sua amata Catania si fermasse, la pescheria, così come il mercato
ortofrutticolo, lo stadio Cibali, si è parlato di rugby, ma noi non
dimentichiamo, così come la tifoseria catanese non dimentica lo
straordinario cuore di Benito, in momenti di scomparsa del Catania
calcio, l'onorevole Pugliese lo ricorderà, quando Benito assieme a
noi con i capi della tifoseria, e tu ricorderai quel manifesto che
disegnammo e progettammo anche dal punto di vista grafico, assieme
a Benito che colorò le strade della nostra città.
Maestro di umanità, maestro di umiltà, soprattutto sempre
disponibile ad ascoltare tutti dopo avere tenuto riunioni di
gruppo, dopo avere bloccato con uno sparuto drappello i pochi
coraggiosi, eravamo all'opposizione, erano gli anni
dell'amministrazione Bianco, con centinaia e migliaia di
emendamenti, dopo essere entrato in Aula con il suo inconfondibile
sacchetto di plastica pieno di carte e pieno di appunti, non lo
dimenticherò mai, e in quella confusione riusciva sempre - e vedo
con piacere i familiari, la moglie, la figlia, il figlio, l'amico
Luciano che era sempre lì che faceva parte di questi capannelli -
riusciva anche alle due, alle tre del mattino, a dare spiegazioni
ai più giovani.
Avete parlato Salvo Pogliese e Marco Falcone di questa sua
predisposizione a stare accanto ai più giovani, non solo politici o
consiglieri, ragazzi dell'università, disoccupati, era sempre
l'ultimo a spegnere l'interruttore e molto spesso i messi comunali,
stanchi addormentati sui banchi perché noi avevamo il post
consiglio; Falcone parla del terzo tempo, io ricordo con grande
simpatia, con grande affetto, con grande commozione questo
consiglio comunale che si protraeva per mezz'ora, un'ora, due ore,
anche tre ore perché c'era il commento e poi c'era il commento sul
commento e poi c'era la programmazione del giorno dopo; un
entusiasmo straordinario che, purtroppo, nei tempi di oggi non si
riscontra più né nelle nuove né nelle vecchie generazioni, un amore
per il prossimo, un amore e una predisposizione ad ascoltare sempre
l'altro e ad aiutare l'altro.
Benito non amava raccontare, ma io sono stato testimone oculare di
decine e decine di aiuti, piccoli o grandi, che Benito Paolone,
giornalmente e quotidianamente, operava nei confronti della povera
gente.
Maestro di simpatia, maestro di goliardia ed anche la sua
coloritura verbale che spesso ci faceva sorridere. Storico un
comizio a piazza Umberto quando definì, in maniera pittoresca,
l'allora candidato, sindaco avversario che era Enzo Bianco.
E poi era così, era anche innocente, si stupiva di quello che gli
succedeva. A volte simpaticamente si definiva un perseguitato
politico.
E' stato sicuramente un uomo straordinario, un uomo che non solo
io personalmente e il mio partito Movimento per le Autonomie, con a
capo il presidente della Regione e capo del partito, Raffaele
Lombardo, piangiamo, ma è stato un uomo che ha amato ed è stato
affettuosamente riamato dalla città di Catania.
Quindi, grande maestro, e mancherà tantissimo al consiglio
comunale, a quest'Assemblea regionale, al Parlamento nazionale e a
tutti i vicoli della nostra città.
Ho partecipato commosso e addolorato al funerale e c'è stato anche
un dato politico, signor Presidente. onorevoli colleghi, proprio in
quel giorno cittadini, simpatizzanti, parenti, amici di Benito
Paolone, gli volevano tutti bene, una cattedrale stracolma, ma
Benito ha avuto proprio in un momento - e qui lui si sarebbe
soffermato con le sua analisi, che non finivamo mai, anche a
commentare questo dato - Benito Paolone ha avuto, anche nel giorno
del saluto commosso della città a lui, il grande pregio di riunire
persone che non si vedevano da anni, persone che militano in altri
partiti.
E' stato l'uomo che ha sempre simboleggiato un certo modo di
vedere e di pensare la Destra , a Catania e in Sicilia. Tanto è
vero che l'altro giorno all'estremo saluto hanno partecipato
esponenti politici di quella Destra che oggi militano in tante
formazioni politiche e che si sono ritrovate, addolorate, per -
ripeto - salutarlo per l'ultima volta.
Quindi, alla famiglia, alla moglie, ai figli, ai tanti amici,
alla città di Catania, che ha perso questo figlio, va, non soltanto
questo ricordo, ma la consapevolezza e la certezza che questo
grande figlio ha lasciato a Catania tanti insegnamenti, a
prescindere dall'impegno che spesso poi riusciva a tradursi in atti
e fatti concreti e Salvo Pogliese ci ha dato testimonianza di
diverse leggi, lui però ha lasciato questo impegno di umanità e di
vicinanza con il prossimo che noi non dimenticheremo mai, così come
la nostra città di Catania questo sui amato figlio, non nato a
Catania ma sicuramente considerato dai catanesi molto più catanese,
scusate il gioco di parole, dei tanti che sono nati.
Quindi, Benito mancherà tanto a me, mancherà tanto a questa città.
(Applausi)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Digiacomo. Ne ha
facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ahimè io non
faccio parte di quel gruppo di fortunati che hanno potuto avere una
conoscenza diretta dell'onorevole Paolone, però, ho ritenuto di
intervenire ugualmente perché, per il prestigio di quest'Aula e
anche per rispetto delle dignità e del prestigio del collega
scomparso, abbiamo ritenuto che si sentisse anche una voce da una
parte politica e dal Parlamento che non è di pari orientamento.
Credo che se una parola la dice un ex comunista possa fare piacere
Benito Paolone appartiene ad una generazione di uomini politici
più fortunati rispetto alla nostra, per loro non si sono posti
problemi drammatici, come si pongono per noi, di una
delegittimazione popolare. Loro rappresentano, in qualche modo, una
sorta di prima storia della politica siciliana, e non soltanto, in
cui la forte contrapposizione ideologica, molto forte, portava ad
una credibilità generale da parte dell'opinione pubblica, da parte
del partito; noi purtroppo siamo i figli di un'altra civiltà.
Nel resoconto che facevano i colleghi parlamentari, sul
rapportarsi dell'onorevole Paolone nei confronti della gente,
emerge la volontà del contatto diretto. Noi oggi ci scommettiamo
quasi esclusivamente con i media, con i network, con facebook, con
twitter, ma chissà se anche una dote di ulteriore estroversione,
cioè sapere parlare ancora con la gente come faceva l'onorevole
Paolone, non sarebbe una buona dote e una buona dose di umiltà che
dovremmo impegnarci a riprendere.
Io credo che questo sia un momento certamente doloroso per i suoi
amici, per i suoi colleghi, per la famiglia e che la perdita è
irrecuperabile, come sempre avviene quando un uomo importante se ne
va. Però quello che conta in via definitiva è l'esempio che noi
lasciamo, è il retaggio di memoria, è il senso del rimpianto, è
l'idea che noi sopravviviamo per quello che abbiamo lasciato.
E se dietro di noi c'è l'impegno, la correttezza, l'onestà,
portare il fardello di una scomparsa diventa, come dire, più lieve.
Non a tutti gli uomini è dato, dopo la loro morte, lasciare un
buon ricordo e avere anche momenti celebrativi importanti come
questo. Non a tutti
A Benito Paolone è stato dato questo onore perché se lo è
meritato.
Lo fa il Parlamento nella sua totalità e deve essere un buon
viatico e una buona speranza, non solo per la famiglia, non solo
per il Parlamento, ma speriamo per la politica, in generale, che
possa riguadagnare tale prestigio, tale affidabilità e tale
credibilità.
(Applausi)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, intendo soltanto aggiungere, a
conclusione di questa breve seduta, che non è consuetudine
dell'Assemblea fare sedute di celebrazione, normalmente quando va
via un collega la Presidenza traccia un ricordo della figura del
politico che scompare.
Oggi è stato dato sfogo ad un libero, spontaneo dibattito, seppur
breve, ovviamente come doveva essere, contenuto anche nei tempi,
che peraltro ha visto partecipi quattro parlamentari di
schieramenti diversi, di due, tre partiti diversi, questo è e lo
dico alla famiglia, che è presente oggi qui in Aula, ancora una
volta a sottolineare, a testimonianza dell'affetto che la Sicilia,
la classe politica e credo la società civile nutre nei confronti
dell'uomo, Benito Paolone, e anche del riconoscimento del suo agire
e del suo operato.
Vi ringrazio per avere partecipato a questa seduta.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 15
febbraio 2012, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I - Comunicazioni
II - Svolgimento, ai sensi dell'art. 143 del Regolamento interno,
dell'interrogazione:
N. 2399 - Notizie sulla recente nomina del vicecommissario
straordinario del comune di Palermo.
ARDIZZONE-ADAMO-LENTINI-DINA-FORZESE-
NICOTRA-GIUFFRIDA-RAGUSA
III - Discussione della relazione conclusiva della Commissione
parlamentare speciale di indagine sul piano di informatizzazione
della Regione siciliana, con particolare riferimento agli
affidamenti alla società 'Sicilia e-Servizi s.p.a. (Doc. VI)
Relatore: on. Savona
La seduta è tolta alle ore 18.18
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
alle ore 20.15
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica «Beni culturali»
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali e l'identità siciliana, premesso che:
in questi giorni, l'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana ha provveduto, con proprie direttive, alla
riorganizzazione della gestione dei beni culturali in Sicilia e
alla nomina dei nuovi dirigenti;
la città di Palazzolo Acreide, unitamente a Pantalica, è stata
riconosciuta quale città patrimonio dell'umanità ed inserita nella
'world heritage list';
considerato che il nuovo piano di gestione dei beni culturali in
Sicilia, così come attuato, penalizza fortemente la zona montana
della provincia di Siracusa, la città di Palazzolo Acreide e il suo
imponente patrimonio culturale e archeologico;
preso atto che :
in seguito alla riforma posta in essere dall'Assessorato regionale
Beni culturali, la casa museo Antonino Uccello, sita a Palazzolo
Acreide, sarà accorpata al museo Bellomo di Siracusa e privata di
quell'autonomia gestionale ed organizzativa che, fino ad oggi, le
ha consentito di raggiungere oltre 35 mila visitatori l'anno;
oltre al declassamento della casa museo Antonino Uccello, non si è
ritenuto opportuno istituire il parco archeologico di Akrai, così
come è avvenuto per Noto e Lentini, nonostante la storia e
l'unicità delle ricchezze che animano la zona archeologica di
Akrai;
visto che:
negli ultimi anni, molte risorse sono state investite per
rilanciare le ricerche archeologiche sul territorio Ibleo e per
recuperare importanti monumenti storici e fra questi, primo tra
tutti, il restauro del Palazzo Cappellani, che avrebbe dovuto
ospitare un antiquarium per esporre la famosa collezione Judica;
una decisione di questo tipo, oltre a rendere del tutto inutile
ogni investimento avvenuto negli ultimi anni, arreca un evidente
danno tanto alla città di Palazzolo Acreide, quanto all'intero
comprensorio Ibleo e ai beni culturali che esso ospita;
per sapere:
quali metodi e criteri siano stati adoperati per individuare ed
istituire i parchi archeologi in Sicilia, nonché secondo quale
irrazionale logica si sia provveduto all'accorpamento di alcuni
siti, così come è avvenuto per la casa museo Antonino Uccello unita
al museo Bellomo di Siracusa;
se non si ritenga opportuno, al fine di non arrecare danni e
mortificazioni ad un'area di grande importanza storico-culturale e
archeologica, come quella di Akrai, rivedere le scelte operate e
istituire il parco archeologico di Akrai, al fine di assicurare una
gestione unitaria dei beni culturali sul territorio ibleo, già
cantato anche da Virgilio, sul quale si sono combattute epiche
lotte a difesa della libertà della città di Siracusa e di tutta la
Sicilia e sorge uno dei teatri greci più famosi al mondo». (1385)
Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo dell'On. Vincenzo
Vinciullo in merito a «Misure per evitare il declassamento
dell'area archeologica di Akrai e dei suoi musei», sentito il
Dipartimento regionale dei Beni Culturali e dell'Identità
Siciliana, si riferisce come segue.
Il titolo II della legge regionale 3 novembre 2000, n. 20, prevede
il sistema dei parchi regionali, da attivare su proposte delle
Soprintendenze per i beni culturali e ambientali e/o degli Enti
locali.
Il Comune di Palazzolo Acreide, con nota del Sindaco del 27
novembre 2000, ha formulato voti per l'istituzione del Parco
archeologico regionale di Akrai.
L'allora competente Gruppo V dell'Assessorato dei Beni Culturali e
della Pubblica Istruzione, che ha istruito le proposte pervenute -
con il coordinamento scientifico del dott. Giuseppe Voza, allora
Soprintendente di Siracusa - le ha inoltrate al vaglio del
Consiglio regionale dei beni culturali e ambientali escludendo, tra
altre, la proposta del Comune di Palazzolo Acreide. Il Consiglio
regionale, nella seduta del 3 luglio del 2001 ha condiviso le
proposte pervenute dal Dipartimento.
Quindi, l'Assessore pro tempore, con proprio Decreto dell'11
luglio 2001, n. 6263, ha previsto, in una prima fase di
applicazione della norma, l'istituzione, nel territorio della
provincia di Siracusa e nell'ambito del sistema dei parchi
archeologici di cui al titolo II della legge regionale n. 20 del
2000, dei parchi archeologici di Lentini, di Eloro e Villa romana
del Tellaro, di Siracusa.
Tale situazione è rimasta immutata sino alla direttiva
presidenziale dell'agosto 2009, con cui il Presidente della Regione
ha attribuito all'Assessore regionale dei beni culturali e
ambientali e della pubblica istruzione l'obiettivo del
completamento del sistema dei parchi archeologici regionali.
Con il Decreto del Presidente della Regione Siciliana del 5
dicembre 2009, n. 12, attuativo della riforma della Amministrazione
regionale voluta dalla legge regionale 16 dicembre 2008 n. 19, sono
stati previsti unicamente i parchi archeologici di Naxos e di
Selinunte e Cave di Cusa e non gli altri previsti dal citato
Decreto Assessoriale n. 6263 del 2001.
Per tale motivo, il Dirigente Generale del Dipartimento regionale
Beni Culturali - essendo stato chiamato ad avanzare proposte
correttive al Decreto del Presidente della Regione Siciliana n. 12
del 2009 - conformemente alla direttiva presidenziale dell'agosto
2010, ha proposto all'Assessore pro-tempore l'attivazione, come
strutture intermedie del Dipartimento, di tutti i parchi
archeologici previsti nel Decreto Assessoriale n. 6263 del 2001,
che sono stati estesi anche alle aree archeologiche dei Comuni
limitrofi.
Tale proposta, apprezzata dal Comitato tecnico previsto dall'art.
5 del Decreto del Presidente della Regione Siciliana n. 12 del
2009, è stata accolta dalla Giunta di Governo con deliberazione del
24 giugno 2010, n. 243; essa, infine, è stata compresa nel
successivo Decreto del Presidente della Regione Siciliana del 28
giugno 2010, n. 370, istitutivo, tra gli altri, del Servizio Parco
archeologico di Eloro e Villa romana del Tellaro e delle aree
archeologiche dei Comuni limitrofi, tra cui quelle di Palazzolo
Acreide.
In tale logica, se pure non è stato istituito il Parco
Archeologico di Akrai, appare del tutto evidente che il Servizio
Parco Archeologico di Eloro Villa romana del Tellaro e delle aree
archeologiche dei Comuni limitrofi consente di operare e assicurare
una gestione unitaria in una vasta area che è accomunata dalla
stessa importanza di storia e cultura. D'altro canto occorre
evidenziare l'obiettivo di riduzione del numero delle strutture
intermedie del Dipartimento, previsto dalla legge regionale n. 19
del 2008, non consentiva ala creazione di ulteriori Servizi.
Relativamente alle problematiche della Casa Museo regionale
Antonino Uccello è il caso di rappresentare che la Casa - Museo di
Palazzo Acreide ha assunto carattere di museo regionale in forza
dell'art. 2, comma 2, lettera q), della legge regionale 15 maggio
del 1991, n. 17. L'articolo 3 della stessa legge n. 17/1991
stabilisce che ai musei interdisciplinari (Caltanissetta, Enna,
Catania e Ragusa) e ai musei regionali (tra cui il museo di
Palazzolo Acreide) si applicano le norme della legge regionale 7
novembre 1980, n. 116, in quanto compatibili .
Detta legge regionale 116/1980, in analogia con la legge 22
settembre del 1960, n. 1080, distingue, nelle tabelle B6 e B7 i
musei secondo la loro dimensione: la prima tabella disciplina i
musei di dimensione maggiore e di cui all'art. 6 della stessa
legge, la seconda tabella tutti gli altri musei.
In ragion di ciò, i musei di cui alla tabella B7, quale la Casa
museo regionale di Palazzolo Acreide, non possono rientrare nella
medesima tipologia di struttura intermedia dei musei di cui alla
tabella B6, tanto più in considerazione della riduzione delle
strutture intermedie del Dipartimento dei Beni Culturali, operata
con il Decreto del Presidente della Regione Siciliana n. 12 del
2009, e passate da 103 a 72.
Il citato Decreto del Presidente della Regione Siciliana n. 370
del 2010 ha, quindi, contemplato che tutti i musei regionali
disciplinati dalla tabella B7 venissero assunti quali Unità
Operative di Base, sostanzialmente articolazioni territoriali, di
quelli disciplinati dalla tabella B6 che assumono il ruolo di
polarità museale da cui emanare conformi e unitarie modalità
gestionali.
Il dirigente dell'Unità operativa museale, quindi, è a tutti gli
effetti il direttore della casa museo ed è tenuto a prestare
servizio a Palazzolo Acreide, garantendo la continuità rispetto
alla precedente organizzazione.
Va rilevato che al momento si sta sperimentando una modalità di
sbigliettamento unico tra i musei ex tabella B6 e le loro
articolazioni territoriali ex tabella B7 che spingano l'utenza, in
specie quella turistica, a visitare anche le seconde: l'acquirente
del biglietto della Galleria interdisciplinare regionale di Palazzo
Bellomo a Siracusa sarà, cioè, stimolato a visitare il museo di
Palazzolo Acreide.
Si rappresenta, ancora, che il 24 novembre scorso, la Commissione
Cultura dell'Assemblea Regionale Siciliana ha favorevolmente
esitato un emendamento al disegno di legge di stabilità finanziaria
2012, tendente a trasformare i Parchi archeologici regionali in
Parchi archeologici e interdisciplinari regionali. In questa
eventualità la Casa Museo Antonino Uccello, potrebbe transitare al
Parco archeologico e interdisciplinare di Eloro e Villa romana del
Tellaro e dei Comuni limitrofi, con gli altri musei regionali del
medesimo comprensorio, incrementando l'effetto sistema .
Infine, si informa che il Dipartimento dei Beni Culturali ha in
corso di definizione con il Ministero dei beni e delle attività
culturali e quello dello Sviluppo Economico, un progetto di Polo
museale d'eccellenza di Siracusa.
In tale futuro e prossimo assetto sembra del tutto evidente
l'interesse dell'Assessorato regionale Beni Culturali e Identità
Siciliana, per una area che sicuramente è meritevole di grande
attenzione».
L'Assessore
Sebastiano
Missineo