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Resoconto d'Aula della Seduta n. 321 di martedì 14 febbraio 2012
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   Presidenza del presidente Cascio


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

    Cessazione di sospensione dalla carica di deputato regionale e
                  contestuale cessazione di supplenza

   PRESIDENTE.  Comunico che è pervenuta, in data 13  febbraio  2012,
  nota   fax   dell'onorevole  Mancuso  indirizzata   al   Presidente
  dell'Assemblea (protocollata al n. 1386/Aula PG-Rag-SgalPG di  pari
  data), con la quale è stata trasmessa documentazione concernente la
  scarcerazione  dello  stesso  deputato  (verbale  di  scarcerazione
  redatto dalla Legione Carabinieri  Sicilia' - stazione di Adrano, e
  ordinanza  di  scarcerazione  n.  18603/09  R.G.G.I.P.  e  60829/08
  R.G.P.M.  emessa  il 13 febbraio 2012 dal Giudice per  le  indagini
  preliminari presso il Tribunale di Roma).
   Pertanto,  a  decorrere  dalla data di  revoca  del  provvedimento
  giudiziario  con  cui  è  stata disposta la  misura  cautelare  (13
  febbraio  2012),  come  indicato nel  Decreto  del  Presidente  del
  Consiglio  dei  Ministri  del  30  dicembre  2011  (di  sospensione
  dell'onorevole  Mancuso), cessa tanto la sospensione dell'onorevole
  Fabio  Maria  Mancuso  dalla carica di deputato  regionale  quanto,
  contestualmente, la supplenza dell'onorevole Ascenzio Maria  Catena
  Maesano.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Sospendo,    quindi,   brevemente   la   seduta   onde   procedere
  all'aggiornamento del sistema elettronico di votazione.

        (La seduta sospesa, alle ore 16.35, è ripresa alle ore
                                16.39).

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Speziale è  in  congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono in missione gli onorevoli:

   - Cracolici il 14 febbraio 2012;
   - Ruggirello dal 16 al 17 febbraio 2012.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposta scritta a interrogazione

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore  per
  i  Beni culturali e l'identità siciliana, la risposta scritta  alla
  seguente interrogazione:

   N.   1385   -   Misure  per  evitare  il  declassamento  dell'area
  archeologica di Akrai e dei suoi musei (SR).
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

     Norme per la disciplina del  mutuo sociale  (n. 861)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli  Pogliese,
  Buzzanca,  Caputo,  Falcone, Vinciullo, Bufardeci,  Scilla,  Mineo,
  Cimino e Incardona il 10 febbraio 2012

    Istituzione della  Giornata regionale del ricordo', 10  febbraio,
  in memoria delle vittime della foibe e dell'esodo giuliano-dalmata.
  Riconoscimento  simbolico ai parenti delle vittime siciliane .  (n.
  862)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Arena il 14
  febbraio 2012.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni:

                    BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)

   -  Norme  in  materia  di  contenimento dei  costi  relativi  alla
  riscossione. (n. 859)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 9 febbraio 2012, parere I

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Norme a favore dell'imprenditoria siciliana. (n. 858)
   di  iniziativa  parlamentare, inviato il 9 febbraio  2012,  parere
  ANTIMAFIA e UE.

       Comunicazione di apposizione di firme a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunica che:

   -  l'onorevole  Michele Galvagno, con nota prot. n.  1311  del   9
  febbraio  2012, ha chiesto di apporre la firma al disegno di  legge
  n.  855  Modifiche all'articolo 19, commi 1 e 2, e all'articolo 20,
  comma 4, della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, in materia di
  canoni superficiari ;

   -  l'onorevole Salvatore Giuffrida con nota prot. n. 1395  del  14
  febbraio ha chiesto di appone la propria firma al disegno di  legge
  n. 684  Interventi per l'immigrazione .

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico il parere reso dalla competente  Commissione
   Ambiente e territorio'  (IV):

   - Piano regionale di propaganda turistica 2012.  (n. 201/IV)
   reso in data 7 febbraio 2012 e inviato in data 9 febbraio 2012.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Commissione  legislativa   Cultura,
  formazione e lavoro' (V), nella seduta n. 269 del 7 febbraio  2012,
  ha  approvato la  risoluzione:  Indirizzo in ordine alla nomina dei
  commissari straordinari dell'Ente CEFOP . (n. 15/V)

         Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della Giunta
  regionale n. 31 del 27 gennaio 2012 relativa a:  P.O. FESR  Sicilia
  2007-2013  -  Rimodulazione  risorse  finanziarie  degli  obiettivi
  operativi  3.3.3 e 3.3.1 dell'Asse 3 di competenza del dipartimento
  regionale del turismo, dello sport e dello spettacolo  .

   La  predetta delibera è stata trasmessa ai sensi dell'articolo  50
  comma  3  della  legge  regionale n.  9/2009  alla  II  Commissione
  legislativa   e  alla  Commissione  per  l'esame  delle   questioni
  concernenti l'attività dell'Unione Europea.

   Copia  della stessa  è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N. 2417 - Nomina del commissario straordinario presso il comune di
  Palagonia (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Falcone Marco

   N. 2419 - Chiarimenti sulla realizzazione del centro di eccellenza
  materno-infantile di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Falcone Marco

   N. 2420 - Iniziative per l'assegnazione alla Sicilia delle risorse
  derivanti  dalle  royalties  sull'estrazione  di
   petrolio e gas naturale.
   - Assessore Economia
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   N. 2422 - Riforma dei consorzi di bonifica.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: Pogliese Salvatore

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.   2418  -  Chiarimenti  sulla  gestione  dei  parchi  regionali
  siciliani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.  2421 - Provvedimenti in merito all'ufficio del Garante per  la
  tutela dei diritti fondamentali dei detenuti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N. 2423 - Interventi urgenti per risolvere i gravi problemi legati
  alla liquidazione dell'EAS (Ente acquedotti siciliani).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N.   2424   -   Interventi  urgenti  per  garantire  il   regolare
  funzionamento   dei   servizi  di  trasporto  pubblico   effettuati
  dall'Ast.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Economia
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  340   Interventi a livello centrale per  il  completamento
  delle opere pubbliche non ancora attuate nei comuni della Vale  del
  Belice  colpiti dagli eventi sismici del gennaio del  1968 ,  degli
  onorevoli  Lo  Giudice,  Gucciardi,  Ruggirello,  Ferrara,  Scilla,
  Marrocco, Caputo, Ragusa, Cappadona, Cristaudo e Bonomo, presentata
  il 7 febbraio 2012;

   numero 341  Sfiducia al Presidente della Regione , degli onorevoli
  Leontini,  Beninati,  Bosco, Buzzanca, Campagna,  Caputo,  D'Asero,
  Maira,  Caronia,  Cascio  Salvatore,  Cordaro,  Bufardeci,  Cimino,
  Incardona,   Mineo,   Scilla,  Falcone,  Formica,  Leanza  Edoardo,
  Limoli,   Marinese,  Pogliese,  Scoma,  Torregrossa  e   Vinciullo,
  presentata il 9 febbraio 2012.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

        Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 607

   PRESIDENTE.  Comunico che, a seguito di coordinamento  finale,  il
  titolo   dell'ordine   del   giorno   n.   607,   accettato    come
  raccomandazione nella seduta d'Aula n. 307 del 21 dicembre 2011,  è
  il seguente:  Individuazione nel bilancio della Regione delle somme
  necessarie  a  garantire la copertura finanziaria delle  previsioni
  contenute  nel  disegno  di legge n. 750/A   Norme  in  materia  di
  ricollocazione   del   personale  dell'Ente  Autonomo   Fiera   del
  Mediterraneo' .

   L'Assemblea ne prende atto.

               Comunicazione di ritiro di interrogazione

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 7 febbraio 2012,  pervenuta
  in  pari  data  e  protocollata al n. 1315/AulaPg  del  9  febbraio
  successivo,  l'onorevole Rinaldi ha ritirato  l'interrogazione  con
  richiesta   di   risposta  scritta  n.  2283    Chiarimenti   sullo
  svolgimento     della     prova     per     mobilità     volontaria
  regionale/interregionale  per  n. 2 dirigenti medici  di  chirurgia
  generale, n.  1  dirigente  medico  di  chirurgia toracica e  n.  1
  dirigente medico di  urologia presso l'azienda ospedaliera Papardo-
  Piemonte di Messina', dallo stesso parlamentare presentata in  data
  14 dicembre 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 2413

   PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della discussione unificata di
  mozioni e di interrogazioni in materia di  punti nascita', svoltasi
  nella  seduta  n.  320  dell'8 febbraio 2012, l'interrogazione  con
  richiesta  di  risposta scritta n. 2413  Iniziative per  assicurare
  adeguati  livelli  di  assistenza, con particolare  riferimento  ai
   punti  nascita',  nelle zone svantaggiate della Regione', a  firma
  dell'onorevole  Rinaldi, è da intendersi assorbita  e  il  relativo
  iter concluso.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, lei certamente saprà che  in  questo
  momento  tutti  i  comuni  siciliani, non  avendo  ancora  ricevuto
  l'ultima  trimestralità 2011 né la prima trimestralità  2012,  sono
  sostanzialmente sull'orlo del collasso.
   Si  tratta  di  trimestralità  che dovrebbero  arrivare  in  tempi
  ragionevoli  e comunque non oltre la metà di gennaio per  quel  che
  riguarda   l'ultima  trimestralità  del  2011,  mentre   la   prima
  trimestralità del 2012 dovrebbe arrivare entro il 15  di  febbraio.
  Questo  avviene non soltanto da parte della Ragioneria dello  Stato
  ma  anche  da  parte della Regione siciliana. Cosa comporta  questo
  ritardo?
   Dal nostro punto di vista è una indebita appropriazione del denaro
  che  deve  giungere  alle comunità locali. Comporta  la  probabile,
  forse  imminente,  sospensione  di  servizi  essenziali.  Penso  al
  trasporto  pubblico locale, penso alla raccolta dei rifiuti  solidi
  urbani,  penso, onorevole Limoli, ai servizi sociali e ritengo  che
  noi non possiamo restare inermi.
   Noi  dobbiamo assumere una iniziativa perché se da qui  a  qualche
  giorno  non  dovessero  giungere nelle  casse  quei  finanziamenti,
  sospenderemmo  le  attività dei comuni e di  fatto  toglieremmo  al
  comune il ruolo che gli è stato assegnato dalla Costituzione e  che
  i  cittadini  hanno  fatto proprio, addirittura  con  una  elezione
  diretta. Questo ragionamento vale per i comuni siciliani, vale  per
  le  province  siciliane, fino a quando saranno  in  vigore,  io  mi
  auguro che resteranno in vigore e che addirittura possano adempiere
  ad un ruolo fondamentale importante.
   Signor  Presidente, non possiamo restare inermi. Io penso che  sia
  necessario  che  l'Assemblea  e  quindi  la  Presidenza  di  questa
  Assemblea,  dopo aver accertato se ciò che sto dicendo questa  sera
  corrisponde  o  meno al vero, si faccia carico  presso  il  Governo
  centrale  di  una iniziativa volta a salvaguardare l'interesse  dei
  siciliani,  e lo faccia sia nei confronti del Governo centrale  sia
  nei confronti del Governo regionale, magari cercando di capire qual
  è  il  motivo  per  il quale ciò  accade, atteso che  non  era  mai
  successo  che tutti i comuni siciliani restassero  al  verde',  nel
  senso  più  tecnico del termine, non era mai accaduto  che  fossero
  costretti a fare ricorso alle anticipazioni con notevole aggravio e
  con interessi ormai insopportabili.
    Si tratta di fare un intervento deciso, si tratta di far capire a
  tutti in maniera chiara che noi non ci stiamo, che l'Assemblea  non
  ci  sta. Io mi sarei aspettato che il Governatore esercitasse, fino
  in  fondo,  il proprio ruolo. Ma ritengo che in questo  momento  vi
  siano altre faccende, il Governo sia impegnato in altre faccende.
   Allora   assumiamo  noi,  come  Assemblea,  questo  ruolo,  magari
  mettendo  all'ordine  del giorno una mozione  che  vada  in  questa
  direzione, o facendo una proposta che parta dalla Presidenza e  che
  abbia  il  significato di una difesa vera, autentica  delle  realtà
  importanti  come  i  comuni  e  le  province,  a  salvaguardia  dei
  cittadini.

   BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  in  parte  mi
  riallaccio  a  quanto detto dal collega Buzzanca, ma andando  anche
  oltre. Io credo che l'Assemblea debba intervenire - e lei ha questo
  ruolo importante - su una vicenda che secondo me è antipatica.
   Il  Governo,  come  riferito  dall'assessore  Russo  Pier  Carmelo
  proprio sul problema dei trasporti ha deciso -  con una delibera di
  giunta, alla luce dei tagli che prevede di fare nella finanziaria -
  di  fare  una  differenza tra trasporti pubblici  locali,  col  suo
  ipotetico taglio del 20 per cento, e trasporti navali.
   Nella giornata di venerdì, già in questo periodo - ecco perché  io
  intervengo - i sindaci delle isole Eolie hanno chiesto un  incontro
  urgente  al  Presidente della Regione perché il taglio  -  riferito
  dall'assessore  Russo,  ecco perché io chiedo  un  suo  intervento,
  signor  Presidente - per il trasporto delle Isole minori,  riguarda
  principalmente le isole Eolie, le Egadi, Linosa e Lampedusa, già di
  fatto  è  attivo,  cioè  nei dodicesimi  del  bilancio  già  per  i
  trasporti  da e per le isole minori si applica il venti per  cento,
  cosa che, invece, per i trasporti terrestri non si applica.
   Le  lascio  una  riflessione, signor Presidente:  valutare  se  la
  Giunta  poteva  attuare questo comportamento, perché  sullo  stesso
  tipo  di  intervento  si  è deciso per i  trasporti  navali  e  gli
  aliscafi  di  applicare  immediatamente il taglio  sui  dodicesimi,
  mentre  sui  trasporti  terrestri  questo  taglio  in  atto  non  è
  applicato,   fermo  restando  che  il  problema,  come   ha   detto
  l'onorevole Buzzanca, già esiste.
   A  questo  punto, forse non si è capito, ma siccome  siamo  già  a
  febbraio  e  ad  aprile  inizia  la stagione  turistica,  oltre  al
  problema  ancora  irrisolto  della Siremar,  sulla  quale  è  stata
  presentata,  come lei ben sa, un'interrogazione a mia firma  a  cui
  ancora   il  Governo,  bontà  sua,  non  ha  dato  risposta   sulla
  possibilità o meno di seguire quel tipo di procedura,  io le chiedo
  - perché è una cosa che i sindaci delle isole minori, il sindaco Lo
  Schiavo,  nella  qualità di rappresentante di tutte  le  isole,  ha
  posto  non  più  lontano di venerdì con una lettera  al  Presidente
  della  Regione,  chiedendo  di bloccare almeno  in  questo  momento
  questo    taglio   sui   dodicesimi,   altrimenti    diventa    una
  disuguaglianza, in quanto per una parte di trasporti si  va  con  i
  dodicesimi  senza  operare alcun taglio,  per  l'altro  genere   di
  trasporti si procede al taglio.
   Visto   che  non  si  riesce  a  fermare  il  Governo  in   questi
  atteggiamenti  molto strani, sarebbe il caso, se  lei  lo  ritiene,
  alla luce di quanto appena esposto, di fare ragionare il Governo  a
  non  procedere col  taglio sui dodicesimi per il trasporto  per  le
  isole minori.

   PRESIDENTE.  Sia  sul suo argomento, che sull'argomento  sollevato
  dall'onorevole  Buzzanca, martedì in Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari chiederemo formalmente al Governo di esprimersi
  al riguardo.
   Se,  nel  frattempo, ritenete di voler formalmente  presentare  un
  atto ispettivo

   BUZZANCA. In rapporto con il Governo centrale.

      Seguito della discussione della relazione conclusiva della
    Commissione parlamentare speciale d'indagine e di studio sulla
                       formazione professionale

   PRESIDENTE.  Si  passa al II punto all'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione  della  relazione conclusiva  della  Commissione
  parlamentare  speciale  d'indagine e  di  studio  sulla  formazione
  professionale.
   Ricordo  che  il  relatore, onorevole Panarello, aveva  svolto  la
  relazione nella seduta n. 317 del 31 gennaio scorso.

   MARINESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Invito gli  onorevoli  colleghi  che
  avessero  intenzione di intervenire di comunicarlo,  adesso,   alla
  Presidenza.

   MARINESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione di
  indagine   proposta  a  suo  tempo  dal  Presidente  dell'Assemblea
  regionale  doveva fare un excursus storico su tutta l'attività  del
  dipartimento   della  formazione  professionale,  con   particolare
  riguardo agli anni 2004-2008, non esclusivamente sul periodo  2004-
  2008.
   Nella  relazione  che  è  venuta fuori da  questa  Commissione  di
  indagine un excursus di tutta la normativa vigente sulla formazione
  professionale,  di cui credo si poteva fare anche  a  meno  perché,
  obiettivamente, la dovremmo conoscere tutti. Quello che, invece, mi
  stupisce  è che si è fatto riferimento al 2004-2008 per dire  quali
  sono  stati  i  guasti  della formazione  professionale  in  questo
  periodo. Niente, invece, è stato detto in questa relazione né nella
  successiva relazione che ha fatto l'assessore Centorrino di  quello
  che si potrebbe fare o che si sarebbe dovuto fare.
   Non  c'è  da parte di nessuno una proposta di disegno di  legge  o
  comunque  il  tentativo di capire come dovrebbero essere  fatte  le
  variazioni  per  addivenire ad un sistema  di  formazione  che  sia
  spendibile  nel  mercato del lavoro, oggi, in Sicilia  e  in  tutta
  Italia.
   Ci  sono,  poi,  delle cose delle quali la Commissione  non  si  è
  occupata e che forse sarebbe stato meglio che se ne fosse occupata.
   Si  cerca  di limitare il proliferare degli enti ma, nello  stesso
  tempo,  con  l'ultimo  Avviso  20 -  quello  che  dovrebbe  essere,
  sbagliando  la  dizione ma è così, il PROF  2012,  2013  e  2014  -
  stranamente,  quando  si  parla  di chi  può  presentare  progetti,
  possono presentare progetti tutti coloro i quali ne hanno voglia  e
  non viene rispettato neanche il problema dell'accreditamento.
   Teoricamente,  basta  che questi enti  nuovi  -  tra  i  quali  ci
  potrebbe  essere  pure  il  panificio  San  Giuseppe'  dell'angolo,
  perché  non  vi  è  nessun criterio - chiedano l'accreditamento  al
  momento  della  presentazione  della domanda.  Allora,  delle  due,
  l'una: si vuole restringere e contrarre la formazione professionale
  da  un  lato, dall'altro lato, invece, inopinatamente  si  apre  in
  quest'altra maniera.
   Altro problema: mi sarei aspettato che la Commissione avesse fatto
  qualche  passo indietro sul parametro unico di 135 euro. In effetti
  -  se ben vi ricordate - e lo abbiamo approvato anche in Assemblea,
  abbiamo stabilito che il parametro unico per gli enti doveva essere
  di  135 euro, costo ora/allievo. Questo parametro è stato applicato
  per  gli  enti che avevano un parametro maggiore di 135  euro;  per
  quelli, invece, che avevano un parametro sotto i 135 euro, per  cui
  ci  sarebbe  stata,  se  il parametro fosse  stato  applicato,  una
  trasmigrazione  di  personale dagli enti grossi a  quelli  piccoli,
  invece  per  gli  enti  piccoli non è stato  applicato  perché  una
  delibera  di Giunta dell'ottobre del 2010 - se non ricordo  male  -
  ha  stabilito che gli enti non potevano avere un euro  in  più  del
  consolidato dell'anno precedente.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Nel 70 per cento.

   MARINESE.  Nel  70  per  cento perché poi con  il  30  per  cento,
  teoricamente, avremmo dovuto completare l'anno formativo.
   Abbiamo  fatto  una variazione di bilancio nel  luglio  del   2011
  perché  immediatamente si doveva procedere al completamento al  100
  per cento. Invece, l'Assessorato non è stato in grado di farlo e da
  luglio  il decreto di prolungamento è stato fatto nel dicembre  del
  2011 provocando altra mobilità ed altra cassa integrazione.
   Credo  che  questa Commissione sia assolutamente  priva  di  alcun
  significato o, meglio, non ci ha detto nulla di innovativo.
   Mi  hanno fatto specie le dichiarazioni sui fondi strutturali: per
  esempio, abbiamo l'Avviso 7, l'Avviso 8 e l'Avviso 9. L'Avviso 6  è
  andato  avanti, l'Avviso 7 è stato ricusato dalla Corte dei  Conti,
  mentre dell'Avviso 8 non sappiamo assolutamente niente.
   Vorrei  chiedere all'Assessore: se l'Avviso 7 è stato  oggetto  di
  valutazione da parte di un nucleo di valutazione che non ha  saputo
  compiere,  credo,  il  proprio dovere,  tant'è  vero  che  è  stato
  ricusato  dalla  Corte  dei  Conti,  come  mai  questo  nucleo   di
  valutazione è stato pagato e perché non si è chiesto un giudizio di
  responsabilità nei confronti dei valutatori?
   Dell'Avviso 8, invece, non sappiamo assolutamente niente: da circa
  due  anni  ci  dicono che sta per andare alla Corte  dei  Conti,  è
  andato alla Corte dei Conti,  forse andrà alla Corte dei Conti,  ma
  una  certezza non l'abbiamo avuto. Oltretutto, non si  sono  saputi
  sfruttare  i  fondi  comunitari ed io l'altro giorno  sono  rimasto
  basito  di fronte a quello che ha detto l'onorevole Musotto, quando
  ha sostenuto che noi non abbiamo perso un euro di fondi comunitari.
   Mi   sembra  strano  che  lui,  quale  ex  europarlamentare  e  da
  presidente della commissione UE, dica queste cose; così come mi  ha
  lasciato  sorpreso anche la dichiarazione dell'onorevole  Cracolici
  dell'altro giorno, che finalmente richiama alla responsabilità  dei
  dirigenti generali.
   Ma   i   dirigenti  generali  che  si  sono  succeduti  in  questi
  dipartimenti - abbiamo detto che alcune volte in tre anni,  quattro
  o  cinque capi di gabinetto anche diverse volte l'assessore  -  non
  hanno  la  possibilità,  obiettivamente, di  rispondere  a  nessuno
  perché  si  giudica l'operato del dirigente generale in  base  alla
  legge n. 10 del 2000, si giudica in base  all'anno e agli obiettivi
  che sono stati dati al dirigente generale.
   Da  quando  l'onorevole Lombardo é presidente  della  Regione,  un
  obiettivo non è stato dato mai a nessuno, né agli assessori  né  ai
  direttori, per cui non capisco come si sono poi fatti gli organi di
  controllo  dei dirigenti generali, come sono stati nominati  questi
  signori  e che lavoro hanno svolto in funzione degli obiettivi  dei
  dirigenti generali.
   Quindi,  anche  su  questo,  io  credo  che  l'assessore  dovrebbe
  rispondere  e  vorrei  sapere  se,  effettivamente,  questi   fondi
  comunitari,  così  come  ha  detto l'onorevole  Musotto,  realmente
  saranno  spesi,  e  vorremmo delle risposte  che  non  siano  -  mi
  dispiace doverglielo dire, assessore, da quando c'è lei - vaghe nel
  senso  che  un giorno si dice una cosa, in commissione se  ne  dice
  un'altra,  poi  c'è  un articolo di stampa che viene  smentito  dal
  direttore, e poi viene smentito dal presidente.
   Certo,  io  dico che gli operatori della formazione  professionale
  sono  veramente in ambasce perché, invece di cercare  di  aiutarli,
  sappiamo che da venti mesi non percepiscono lo stipendio ed io  non
  credo  che  l'assessorato, l'amministrazione regionale possa  stare
  così  inerte di fronte al fatto che questa gente è veramente  morta
  di fame  e non si fa nulla per cercare di agevolarli.
   Pertanto,  signor  Presidente, chiedo  se  questa  commissione  di
  indagine  si  possa prorogare per altri tre mesi per  i  successivi
  risvolti,  non  dal  2004 al 2008 ma anche dal 2008  al  2011,  con
  particolare riferimento ai fondi strutturali.

   PRESIDENTE.  Non ci sono altri interventi. Ha facoltà  di  parlare
  l'assessore per una replica.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.  Signor Presidente, signori deputati,  ringrazio  il
  Parlamento per questa attenzione, ringrazio il presidente Panarello
  e  tutti  i membri della commissione d'indagine per averci  fornito
  questi elementi.
   Vorrei essere brevissimo e fissare alcuni punti: io sono diventato
  assessore  nel  2010 e ho trovato il settore della  formazione  con
  ottomila  addetti  a  tempo indeterminato e circa  duemila  addetti
  dell'indotto; l'ho trovato con un giudizio negativo della Corte dei
  Conti secondo cui il settore della formazione rappresentava un buco
  nero  dell'amministrazione  regionale  siciliana;  ho  trovato   un
  sistema senza regole, dove le regole venivano stabilite giorno  per
  giorno.
   Io ho affrontato queste criticità e ho cercato di fare una riforma
  in  tre  passaggi,  di  cui uno ancora non  è  stato  completamento
  esaurito: il primo passaggio che ho fatto è stato quello di rendere
  obbligatorio il DURC, di introdurre il parametro unico,  di  creare
  un   sistema   di  ammortizzatori  sociali  (la  cosiddetta   cassa
  integrazione   in   deroga)  che  permettesse  un   paracadute   ai
  lavoratori.
   Tutte  e  tre  queste  misure, sia detto a  chiare  lettere,  sono
  nell'interesse  dei lavoratori perché non pagare  il  DURC  era  un
  delitto   nei   confronti  dei  lavoratori;  avere   un   parametro
  differenziato,  che  era differenziato soltanto  per  anzianità  di
  personale  negli  enti  di formazione era un'assurdità  che  poteva
  valere  soltanto in Sicilia; non avere un sistema di ammortizzatori
  e  fissarsi soltanto su un fondo di  garanzia che era garantito per
  un milione, significava un'offesa ai lavoratori.
   Questo è stato il primo passo della riforma.
   Il  secondo passo della riforma, onorevole Marinese, è  stato  una
  sorta  di  grande operazione che abbiamo compiuto e  che  ci  viene
  riconosciuta  dal  Governo nazionale, di passare dal  finanziamento
  regionale al Fondo sociale europeo.
   E'  un'operazione  tesa  a  tre cose: passare  sul  Fondo  sociale
  europeo  significa  stabilire un costo standard  per  cui  c'è  una
  regola  precisa e si finirà con questo sistema di integrazioni  che
  la Corte dei Conti, fra l'altro, aveva vietato; il secondo punto  è
  che  il Fondo sociale europeo implica un controllo di qualità sulla
  formazione che finora non c'era mai stato; il terzo punto è che  se
  non  avessimo  fatto  questa  operazione,  l'intero  settore  della
  formazione  sarebbe  andato  in liquidazione  perché  la  posta  in
  bilancio  per quest'anno è pari a zero.
   Il  terzo passaggio che ancora si deve compiere e per il quale  io
  chiedo  l'aiuto  del  Parlamento,  delle  forze  politiche  e   del
  sindacato, è che durante questo periodo di stabilizzazione che  noi
  abbiamo  dato ai lavoratori della formazione, che si può  calcolare
  in  nove  anni perchè sono due anni col piano triennale, più  -  se
  l'assessore  che verrà dopo di me agirà, come credo debba  agire  -
  c'è  la possibilità per altri sette anni di confermare questo Fondo
  perché  abbiamo l'assicurazione che il Fondo sociale  europeo  sarà
  reiterato per i prossimi sette anni.
   Quindi   noi  abbiamo  dato  a  questi  lavoratori,  senza   dirlo
  ufficialmente ma nei fatti, nove anni di Fondo. In questi nove anni
  di Fondo, ma soprattutto a partire dall'anno prossimo, io mi auguro
  che il Parlamento, le forze politiche, i sindacati, gli stessi enti
  di  formazione,  insieme  a  me, possano  formulare  quello  che  è
  necessariamente  un piano di ridimensionamento del settore,  perché
  abbiamo  un  bel  dire  che  il settore della  formazione  si  deve
  adeguare  ai  bisogni del lavoro, ma fin quando  il  settore  della
  formazione  sarà sovradimensionato e qui, onorevole  Marinese,  non
  faccio  alcun accenno né a chi mi ha preceduto né ai direttori  che
  sono  venuti  prima, non sono abituato a rinviare a  responsabilità
  altrui, io dico quello che ho trovato e come ho agito e spero  che,
  da questo punto di vista, si possa fare qualche cosa.
   Rispondo   a  delle  sue  osservazioni  specifiche:  mi   chiedeva
  dell'Avviso 20.
   Onorevole Marinese, quando si finanzia un piano col Fondo  sociale
  europeo  non  si  può  fare  una  limitazione;  questo  piano,  per
  definizione, deve essere aperto a tutti.
   Quello che noi abbiamo fatto, ed è riconosciuto dagli stessi enti,
  è  che agli enti cosiddetti storici abbiamo dato una premialità per
  cui,  se  loro  seguono quello che è necessario seguire,  gli  enti
  storici,  in qualche modo, hanno avuto un trattamento che  permette
  loro  di  avere  qualcosa  in più degli  altri  enti;  non  abbiamo
  allargato  assolutamente l'occupazione del settore,  abbiamo  fatto
  quello  che  ci  veniva imposto nel momento in cui finanziavamo  il
  settore della formazione col Fondo sociale europeo.
   Lei  mi  parla del parametro. Sì, onorevole, è vero, il  parametro
  era  differenziato  ed  era differenziato  per  anzianità.  Noi  lo
  abbiamo riportato ad un unico parametro e, per evitare che gli enti
  piccoli che avevano dei parametri sotto il parametro unico, fossero
  eccessivamente avvantaggiati, abbiamo stabilito che per il  70  per
  cento   la   loro  spesa  non  poteva  eccedere  quella   dell'anno
  precedente.   Tutto  è  stato  fatto,  quindi,   con   la   massima
  trasparenza.
   Mi  parla  del  completamento del piano. Il 25 per  cento  si  sta
  pagando, onorevole Marinese, e se si paga lentamente mi permetta di
  dire  che  questo avviene, probabilmente per ritardi della pubblica
  amministrazione.  Non siamo esenti da critiche,  non  siamo  esenti
  probabilmente da inefficienze e così via. Ma avviene  anche  perché
  gli  enti non presentano in tempo utile la documentazione e  spesso
  questa documentazione è lacunosa.
   Voglio  dire, a questo proposito, che sarebbe bene nelle  prossime
  commissioni  di  indagine andare a vedere chi è il responsabile  di
  questi  enti  perché, molto spesso, non troviamo i responsabili  di
  questi enti. I responsabili, molto spesso, chiamati non rispondono.
  Il  che mi fa pensare che, perlomeno in alcuni casi, ci sono  delle
  situazioni quantomeno di irregolarità.
   L'Avviso  7  è  stato bocciato dalla Corte dei Conti.  Noi  stiamo
  facendo un'indagine amministrativa per capire quali e come sono  le
  responsabilità del nucleo di valutatori.
   Le  posso  però  assicurare che il nuovo nucleo  di  valutatori  è
  completamente diverso e costituito con una logica diversa  rispetto
  a quella precedente.
   L'Avviso  8  è  alla Corte dei Conti. Finora avevamo  avuto  delle
  difficoltà,  ma  dalla fine dell'anno e forse anche  prima  è  alla
  Corte dei Conti.
   Concludo chiedendo scusa per il tono, forse un po' sostenuto.
   Io  sento  la responsabilità di questo settore, sento molto  avere
  ottomila  lavoratori per i quali, in qualche modo, si  sono  create
  delle  aspettative, che lavorano in un settore molto  delicato  con
  enti che funzionano, con enti che non funzionano e così via.
   Però, le voglio anche dire che tutto quello che abbiamo fatto  non
  è  poco  e  sul  fatto che lei mi cita che ci siano lavoratori  che
  attendono  lo  stipendio da venti mesi, la prego  di  precisare  se
  questi  lavoratori  non  stanno godendo  della  cassa  integrazione
  perché se godono della cassa integrazione, è vero che da venti mesi
  non  riceveranno lo stipendio per ragioni a me ignote, perché tutto
  quello  che  si è fatto, è stato fatto con linearità,  però  quanto
  meno  non  sono lavoratori che sono stati espulsi dal  mercato  del
  lavoro.
   Ringrazio  ancora per il contributo di conoscenza che ci  è  stato
  dato  da questa Commissione d'indagine. Ovviamente, siamo aperti  a
  qualunque  prolungamento,  siamo aperti a  qualunque  controllo  si
  vorrà fare.
   Quello che chiediamo - e lo chiediamo con forza - è di aiutarci in
  questo terzo passaggio perché se noi lasciamo i lavoratori appesi a
  delle  norme che sono ormai superate, superate dalla storia,  dalla
  legge,  superate, onorevole Marinese, dalla forma di  finanziamento
  che  abbiamo scelto, prolungheremo una situazione con grande  danno
  di  tutti  senza  riuscire, poi, una volta che  abbiamo  creato  un
  sistema  di sicurezza, a passare da un sistema di sicurezza  ad  un
  sistema di efficienza nella formazione.

   PRESIDENTE.  Per  rispondere all'onorevole Marinese  dico  che  la
  Commissione speciale di indagine ha esaurito i suoi lavori per  cui
  non può essere prorogata.
   Se  poi il Parlamento deciderà di immaginare una nuova commissione
  per  valutare  altri  aspetti, non valutati da questa  Commissione,
  potrà  sempre decidere di farlo. Ma sicuramente questa Commissione,
  anche per Regolamento, non può essere più prorogata.
   Pongo  in  votazione la relazione sui risultati del lavoro  svolto
  dalla  Commissione parlamentare speciale di indagine  e  di  studio
  sulla formazione professionale.
   Chi  è favorevole alla relazione resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)

   Onorevoli colleghi, noi dovremmo commemorare l'onorevole Paolone.
   La  famiglia  Paolone è in arrivo; pertanto, per  garbo,  sospendo
  brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.18, riprende alle ore 17.37)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio


     Commemorazione per la scomparsa dell'onorevole Benito Paolone

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordare una persona  che  ci  ha
  lasciati  è sempre difficile perché doloroso è rivivere i   momenti
  trascorsi insieme, l'esperienza vissuta, l'insegnamento.
   Particolarmente difficile, oggi, è per me ricordare Benito Paolone
  per  lo  spessore che l'uomo e il politico riuscivano a trasmettere
  quale personale biglietto da visita.
   Ho  conosciuto  personalmente Benito Paolone nel 1994,  all'inizio
  della mia esperienza di deputato al Parlamento nazionale a Roma. Mi
  colpirono,  da  subito, i suoi occhi vivaci ed indagatori;  il  suo
  sguardo  penetrante  e profondo che voleva, da subito,  capire  chi
  fosse  il  suo  interlocutore. Mi colpì il sorriso,  qualche  volta
  beffardo, che svelava l'uomo buono che sapeva da che parte stare.
   Eravamo  entrambi alla prima elezione in Parlamento. Io,  giovane,
  forte  del  mio vissuto al Comune di Palermo, quale consigliere  ed
  assessore.  Lui  carico  di  una  più  lunga  esperienza  che,  dal
  Consiglio  comunale di Catania, lo aveva visto protagonista  e  del
  dibattito  politico in Assemblea, dal 1971 al 1994 per  ben  cinque
  legislature.
   Dalla  VII  alla  XI  non  completata per occupare  il  seggio  di
  Deputato  alla Camera dove resterà per tre legislature, la  XI,  la
  XII e la XIII, fino all'aprile del 2006.
   Conclusa  l'esperienza romana ritorna in Consiglio comunale  nella
  sua  Catania. Città sempre amata e che lo ama, come testimoniano  i
  successi  elettorali in termini assoluti e di percentuali  di  voti
  che  ne caratterizzarono ogni elezione. Prova che il suo stare  tra
  la   gente   era  un  sentimento  sincero,  ispiratore  dell'azione
  politica.   Stare  tra  la  gente,  per  Benito  Paolone  significa
  coglierne gli umori, capirne le difficoltà quotidiane, comprenderne
  il  disagio,  condividerne  le necessità.  Esperienze  sulle  quali
  costruisce,  giorno dopo giorno, l'impegno politico portato  avanti
  nell'interesse dei più bisognosi.
   Nato  a  Campobasso  l'11  novembre del  1933,  giovanissimo  vive
  l'esperienza della destra e il dramma della guerra che lo segnarono
  per  tutta  la  vita nella formazione ideologica. Si trasferisce  a
  Catania negli anni Cinquanta eleggendola sua città (anche se non ne
  acquisirà  mai  l'accento). In città, convinto della  sua  missione
  politica,   guida,  sin  da  ragazzo,  i  movimenti   giovanili   e
  universitari del MSI, Giovane Italia, Fuan. Per poi approdare,  nel
  1964, in Consiglio comunale.
    La sua presenza in Assemblea, iniziata nel 1971, certamente non è
  passata inosservata, come testimonia la ricca attività parlamentare
  svolta.  Vigile  e  presente  nei  dibattiti  politici,  non  perde
  occasione per ribadire il suo punto di vista e la sua posizione.
      Spirito  critico  ma,  nello  stesso  tempo,  propositivo   non
  disdegnava  il  confronto,  spesso anche  aspro,  dove  metteva  in
  evidenza la sua indole battagliera di uomo d'azione.
   Rispettoso delle istituzioni, nelle quali crede fortemente, e  del
  loro ruolo. Ricopre con impegno, partecipazione e grande senso  del
  dovere, la carica di deputato questore di quest'Assemblea dal  1991
  al 1994.
   All'inizio   del   1994   accetta,  non   senza   difficoltà,   la
  trasformazione  del  suo  partito, il Movimento  Sociale  Italiano-
  Destra   Nazionale,  in  Alleanza  Nazionale.  Partito   che,   pur
  mantenendo  legami storico-culturali con la tradizione del  MSI-DN,
  mostra sempre più un'apertura al conservatorismo liberale.
   La  linea  del partito non sempre è condivisa da Paolone  che  nel
  2006  lascia  Alleanza  Nazionale  per  approdare  nelle  file   di
  Alternativa  Sociale,  movimento  politico  fondato  da  Alessandra
  Mussolini,  dichiarando «Ho scelto la mia  vita  e  il  modello  di
  coerenza  a cui mi sono sempre indirizzato - afferma -. In Alleanza
  Nazionale    ormai   comandano   le   oligarchie   che   utilizzano
  strumentalmente  le ragioni del realismo politico per  annullare  i
  comportamenti leali e calpestare i principi e l'etica, solo per far
  vivere  di rendita chi ha lo scettro del comando». In queste parole
  si leggono il sentimento e il vigore politico di Benito Paolone. Il
  Movimento confluirà successivamente nella nuova formazione politica
   Popolo della Libertà' dove Benito Paolone militerà fino alla fine.
     Lasciare  l'Assemblea per passare alla Camera dei  Deputati  per
  Benito Paolone non fu facile. Da un lato sente il bisogno, dopo  23
  anni,  di  maturare nuove esperienze, dall'altro non vuole lasciare
  quella  terra  per  la  quale  si è  a  lungo  impegnato  e   vuole
  continuare a lottare. Alla fine, prevale il desiderio di un impegno
  a livello romano al quale si sente chiamato dal successo elettorale
  che  vede  il  centro-destra stravincere in Sicilia. Vittoria  così
  forte da destare in Benito Paolone più forte l'impegno al quale  si
  sente chiamato dagli elettori anche in nome di quel cambiamento che
  ha segnato il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica.
   Consentitemi  di ricordare la passione con cui Paolone  interviene
  in  Aula.  I  suoi  discorsi,  privi  di  retorica  e  di  proclami
  elettorali, come purtroppo oggi sempre più spesso accade, lo vedono
  portatore  di  sincere e sentite istanze degli altri, della  gente,
  dei giovani per i quali mostra una particolarissima attenzione.
   Attenzione  per  il  mondo  giovanile che  parte  dal  bisogno  di
  assicurare  loro  una forte formazione dove lo  stare  insieme,  la
  tenacia,  la forza, la voglia di lottare sono i principi  fondanti.
  Tutto  questo  non può che realizzarsi attraverso lo  sport.  E  lo
  sport prediletto da Benito Paolone è il rugby che lo vede fondatore
  dell'Amatori  Catania;  squadra  che  rappresenta  nella  sua  vita
  l'amore parallelo a quello per la politica.
   Non  soltanto  il  mondo  della politica  siciliana  ha  perso  un
  elemento  di  spicco ma anche quello del rugby e, più in  generale,
  dello sport.
   Ricordo,  a proposito, le sue battaglie in quest'Aula affinché  la
  Sicilia  ospitasse,  così  come poi è effettivamente  avvenuto,  le
  Universiadi.
    Benito Paolone è stato una delle anime della Destra siciliana ed,
  in  particolare,  il  suo  impegno  di  parlamentare  regionale   è
  risultato determinante per la crescita di questa Regione.
     Il suo grande rigore morale, la sua onestà, la sua generosità  e
  la sua determinazione lo hanno reso un riferimento fondamentale per
  la gente e anche, come detto, per tanti giovani.
   Manifesto a nome mio, ma anche e soprattutto a nome del Parlamento
  regionale siciliano, vivo cordoglio ai familiari oggi presenti,  la
  signora  Silvana,  la figlia Sabrina, il figlio  Alberto,  ai  suoi
  amici  e ai suoi compagni di partito per la scomparsa di un uomo  e
  di   un   politico   che  ha  saputo  segnare  in  modo   positivo,
  appassionato, autentico e costruttivo la storia politica di  questa
  Regione e del Paese. Grazie Benito.

                              (Applausi)

   POGLIESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho  ascoltato
  con  grande  attenzione  le  splendide parole  che  lei  ha  voluto
  riservare  a  Benito Paolone e credo che ci sia poco da aggiungere,
  ma  credo  che  sia  altrettanto doveroso, da  parte  mia,  per  la
  comunità   umana  e  politica  che  ho  l'onore  di   rappresentare
  all'interno  di quest'Aula, spendere qualche parola  aggiuntiva  di
  stima  e  di  affetto  nei confronti di un  grande  uomo  e  di  un
  eccezionale combattente, quale certamente è stato Benito Paolone.
   Lunedì  23 gennaio, infatti, caro Presidente, non se ne  è  andato
  soltanto un grande parlamentare che, per ventitré anni, ha  vissuto
  all'interno  di  quest'Aula  e per dodici  anni  all'interno  della
  Camera  dei deputati, se ne è andato un pezzo di storia  della  mia
  città,  ma se ne è andato, altresì, un pezzo di storia della Destra
  politica catanese, siciliana ed italiana.
   Un  uomo  dalla personalità eccezionale, dalla grande umanità  che
  lei   giustamente   ricordava,  un  uomo  amato,   talvolta   anche
  contrastato e contestato, ma sempre rispettato, anche e soprattutto
  dai   suoi  avversari  politici  per  la  grande  lealtà   che   lo
  caratterizzava, per la generosità d'animo che caratterizzava la sua
  azione  politica  a  favore, soprattutto, degli  emarginati,  degli
  ultimi nella mia città, nella nostra Regione.
   Un  uomo  che  ha  dedicato  tutta la  sua  vita  -  come  lei  ha
  giustamente ricordato - non soltanto per il suo partito, per la sua
  città,  per la sua terra, ma anche e soprattutto per lo  sport  che
  lui  amava,  il  rugby, grazie al quale ha svolto  una  eccezionale
  funzione   pedagogica,  di  riabilitazione,  educativa,  sottraendo
  all'emarginazione,  alla  ghettizzazione  decine  di  migliaia   di
  giovani nella mia città.
   Il  rugby  come metafora della vita. Uno sport in cui  per  andare
  avanti  bisogna  passare la palla ovale indietro,  in  cui  vengono
  impartiti gli insegnamenti di lealtà, di rispetto delle regole,  di
  rispetto degli avversari.
   Grazie  a Benito Paolone, a Catania come in Sicilia, si è  portato
  alto  il  nome  e  il  valore pedagogico dello sport,  per  cui  ha
  sacrificato  le  sue  energie,  le sue  risorse,  si  è  indebitato
  sottraendo  risorse  alla  sua splendida famiglia  in  onore  dello
  sport.
   Ecco perché credo che oggi sia doveroso ricordarlo. Tutte le leggi
  ultime  sullo  sport  che  sono  state  approvate  all'interno   di
  quest'Aula  portano  il suo nome, hanno visto il  suo  determinante
  contributo:  la  legge  regionale 8, la  18,  la  31,  hanno  visto
  puntualmente  - all'interno di quest'Aula e nei lavori  preparatori
  delle commissioni - il suo determinante contributo.
   Il   Santa  Maria  Goretti', lo stadio di rugby  di  Catania,  che
  giustamente il sindaco Stancanelli da qui a breve dedicherà a  lui,
  è  stato fortemente voluto da Benito Paolone. Ha individuato ed  ha
  permesso,  da  forza di opposizione, orgogliosamente  da  forza  di
  opposizione  qual  era all'interno del Movimento sociale  italiano,
  che venisse finanziato e, quindi, costruito.  E prima di morire  le
  ultime  energie  le ha riservate per cercare di far  continuare  il
  sogno della sua vita, la sua creatura, la  Amatori Catania'.
   Anche in questo sta la grandezza di un uomo. Ecco perché credo che
  questo  rappresenti il più bell'insegnamento che ha  lasciato,  non
  soltanto  a  chi come me, come Marco Falcone, ha militato  nel  suo
  partito, è cresciuto nel suo partito sotto l'insegnamento di Benito
  Paolone,  laddove noi esponenti del Movimento sociale italiano,  di
  Alleanza nazionale dopo, siamo stati talvolta massacrati dalle  sue
  interminabili  discussioni, ma piene puntualmente  di  umanità,  di
  passione civile.
   Ecco,  quindi, perché io credo sia doveroso ricordarlo all'interno
  di  quest'Aula perché quell'insegnamento non è soltanto tralasciato
  ad  un  parte  politica, ma è lasciato a tutto  questo  Parlamento,
  anche ai suoi avversari, che lo hanno sempre rispettato.
   Pertanto,   mi   sembrava  doveroso  ricordarlo   all'interno   di
  quest'Aula, che credo abbia il dovere morale di permettere  che  il
  suo sogno, la sua creatura possa continuare a vivere.
   Ecco  perché  mi  sembrava doveroso esprimere alla  sua  splendida
  famiglia, a Silvana, ad Alberto, a Sabrina, a tutti i suoi amici di
  sempre,  i  sentimenti  di  vicinanza ma  soprattutto  di  stima  e
  riconoscenza per il grande marito e per il grande padre che è stato
  e che ci hanno permesso di conoscere e che dal 23 gennaio porteremo
  per sempre nei nostri cuori.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Grazie, signor Presidente. Io vorrei esprimere a  questa
  Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana che oggi consente  di
  riservare,  di attribuire ad un uomo, ad una persona  non  soltanto
  l'attenzione di una seduta, non soltanto la trattazione  in  questa
  seduta  odierna di un ricordo, ma focalizzare sull'esempio  che  un
  uomo ha lasciato, ha dato, ha costruito in tanti anni l'esempio per
  i posteri, un segno, un segnale per i posteri.
   Lo  voglio  fare,  come  poc'anzi ha detto  l'onorevole  Pogliese,
  perché chi come me, all'età di 18 anni, decideva di sposare le tesi
  culturali,  politiche non dei partiti del cosiddetto  Pentapartito'
  della  maggioranza  di  allora  o del  più  importante  partito  di
  opposizione,  ma  le tesi di un partito che era  considerato  fuori
  dall'arco  costituzionale: il Movimento Sociale Italiano  -  Destra
  Nazionale.
   E chi come me, giovane, decideva di sposare, di intraprendere quel
  percorso  ideologico, ideale  e culturale, oggi possiamo  dire  che
  siamo  un  po'  più  ricchi perché abbiamo  saputo  interpretare  e
  seguire  l'insegnamento  di  un uomo, fra  gli  altri,  l'onorevole
  Benito Paolone.
   Un  uomo che molte volte soleva stare con i giovani, intrattenersi
  con  gli amici, con quelli che allora si chiamavano  camerati'.  Ci
  intrattenevamo, ci indottrinava, ci spiegava il senso  della  vita,
  della politica, il senso di un impegno, di una passione civile  che
  molte  volte non sempre era sentito dai giovani nel momento in  cui
  iniziava il declino della politica.
    La  politica è cosa sporca , qualcuno diceva.  La politica è cosa
  che appartiene ad altri .
   Si   iniziava   quel  percorso  della  casta,  dell'anti-casta   e
  l'onorevole Paolone ci spiegava le motivazioni di una forte, di una
  convinta,  di  un'autentica passione civile, sociale e  morale  che
  doveva  invece  impegnare i giovani nel sociale,  nella  vita,  nel
  quotidiano.
   Stasera  vogliamo  ricordare,  ma non  soltanto  come  momento  di
  passaggio ma come insegnamento. E l'insegnamento della storia della
  vita e anche dell'impegno sociale e civile diventa maestro di vita.
  I  latini  dicevano magistra vitae; magistra vitae deve  essere  la
  storia,  la  storia  di un uomo, con la sua  cultura,  con  le  sue
  amicizie, con le sue speranze e i suoi sogni.
   Ebbene,  l'onorevole  Benito Paolone ci ha  sicuramente  insegnato
  tanto, nella Catania, nella Catania più nera quando nel 1972,  dopo
  il 1971, quando l'allora Destra nazionale riusciva a conseguire uno
  straordinario  risultato: di quattro parlamentari e successivamente
  numerosissimi  i consiglieri comunali che sedettero  sugli  scranni
  del  Consiglio comunale del Palazzo di città di Catania.  E  questo
  non  a caso. Non perché fosse stata solo una protesta ma perché  vi
  erano  persone, come l'onorevole Benito Paolone, che  partendo  dai
  giovani, partendo dal seme che bisogna dare alla terra, consegnare,
  offrire alla terra per far sì  che dai virgulti forti nuovi possano
  nascere,  possano generare e possano crescere domani, bene,  quello
  era  quello  che  fece  l'onorevole Benito  Paolone.  Partendo  dai
  giovani, partendo dai movimenti studenteschi, partendo dal  FUAN  e
  partendo  per  continuare  fino  al  Movimento  sociale  prima,  ad
  Alleanza Nazionale dopo, sino ad arrivare ai giorni oggi.
   E  devo  dire, lo voglio dire ai colleghi, lo voglio  dire,  negli
  ultimi   anni  personalmente  sono  stato  particolarmente   legato
  all'uomo,  ma  sono stato legato anche al maestro, al  maestro  che
  qualche mese fa, ad esempio, in un importante studio di ingegneria,
  ci spiegava le linee strategiche della pianificazione territoriale.
   E  mi  creda, signor Presidente, io guardavo quell'uomo  veramente
  con  grande  attenzione,  ma  con  grande  curiosità,  cercando  di
  comprendere  come la sua profondità, la profondità  di  determinate
  argomentazioni  riusciva  non soltanto  ad  essere  persuasiva  nei
  nostri  confronti,  ma ad essere, a risultare talmente  semplice  e
  chiara  perfino a chi,  come me, non aveva o non ha   dimestichezza
  in  materia di urbanistica riusciva a cogliere quella materia  come
  cosa  quotidiana,  familiare,  come  una  materia  che  può  essere
  compresa anche da chi non è un addetto ai lavori.
     E  poi, quando parlava dello sport, dell'amore immenso che aveva
  nei  confronti  non soltanto dello sport in sé, ma  dell'effetto  e
  dell'insegnamento pedagogico che lo stesso avesse.
     E allora ecco perché l'onorevole Paolone si è sempre impegnato -
  ha detto bene l'onorevole Pogliese - nelle più importanti leggi dal
  1978  con  la  legge 8, che era il potenziamento dell'impiantistica
  sportiva  in  quanto  riteneva che lo sport che è  socializzazione,
  significa anche aggregare i giovani, sottraendoli a quella che  può
  essere la devianza del sociale.
   Ed  era  questo il suo pallino. Diceva  voi giovani , e lo  diceva
  con  uno  spirito, con una  convinzione che voleva  farci  guardare
  oltre  la  siepe, voleva che buttassimo, quasi che  lanciassimo  il
  nostro  cuore al di là della siepe per guardare oltre,  Presidente.
  Ecco  perché  noi  avevamo il dovere stasera di essere  qui,  e  lo
  facciamo  con  grande soddisfazione; non è un  momento  di  dolore,
  questo   è  un  momento  invece di forte gratificazione  di  grande
  arricchimento è stato per noi.
   Nel rugby: una cosa io non sapevo, Presidente, ma che ho avuto  il
  piacere  di  scoprire;  nel rugby, che è uno  sport  apparentemente
  violento perché c'è l'uomo contro l'uomo, ci sono gli uomini contro
  altri   uomini   che  sembrano  scontrarsi,  ma,  caro   professore
  Centorrino, dopo il primo tempo, dopo il secondo tempo c'è anche il
  terzo tempo.
   E  il terzo tempo è il momento della riconciliazione; è il momento
  della  pacificazione;  è  il momento in cui  la  squadra  ospitante
  ospita  la  squadra ospite, l'accoglie, l'accoglie  in  un  momento
  conviviale,  e  lo  fa  perchè  la  vita  non  può  essere   sempre
  contrapposizione.
   L'onorevole Paolone era forte, determinato nel modo di essere, nel
  sostenere  le proprie tesi che erano poi le tesi del nostro  mondo.
  Non  lo faceva con assoluta acredine, mai con odio, sicuramente con
  grande  veemenza e determinazione, ma col sorriso, se vogliamo,  di
  chi   sentiva   forte  anche  il  peso  e,  se   vogliamo,    anche
  l'esperienza.
   Negli  ultimi  mesi siamo stati a Mirabello, dove il Popolo  della
  Libertà  celebrava un momento convegnistico, un incontro, e  quando
  fu chiamato a discutere, a parlare, a capire, a confrontarsi con le
  alte cariche istituzionali italiane, con le alte  cariche del   mio
  partito, in quel momento, quando l'onorevole Paolone disse e  puntò
  il  dito  su  alcune  criticità  che,  puntualmente,  dopo  qualche
  settimana  o  dopo  qualche  mese si verificarono,  caro  onorevole
  Buzzanca, ci fu una ovazione, si alzarono tutti non per applaudire,
  ma  per  riconoscere la caratura dell'uomo, del politico, di  colui
  che  nulla  doveva più chiedere, non aveva più nulla  da  chiedere,
  aveva  avuto  tutto  dalla  politica e, allora,  aveva  un  dovere:
  consegnare quello che era la sua ricchezza agli altri.
   Questa è una grande testimonianza.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Arena.  Ne  ha
  facoltà.

   ARENA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,   la
  testimonianza  mia personale e del partito al quale appartengo,  il
  Movimento  per  le autonomie, è per parlare di questa straordinaria
  figura  che ha segnato una pagina importante nella storia  politica
  siciliana  e catanese, sì anche perché lui che non era  catanese  è
  stato  definito  più volte, e da tanti miei concittadini,   il  più
  catanese  dei politici. Questo poteva sembrare strano, ma  non  per
  chi conosceva Benito Paolone.
   Io  ebbi  il  piacere  di conoscerlo tanti  anni  fa,  fu  il  mio
  capogruppo e io militati, come Pogliese e Falcone, nel suo glorioso
  partito  e,  quindi, ricordo come se fosse ieri  questa  goliardia,
  questa simpatia anche nei momenti più drammatici.
   Una volta, una seduta di consiglio comunale, a Catania, durò 26/27
  ore  consecutive,  sicuramente c'era la stanchezza  fisiologica,  i
  cali  di  attenzione, la stanchezza fisica che  portavano  tutti  i
  consiglieri, sicuramente più giovani di Benito Paolone, a muoversi,
  a cercare un momento di riposo o di svago, lui no, sempre seduto al
  suo  posto; era seduto in alto a destra, in quello che è  stato  il
  suo posto in tantissimi anni, consigliere comunale di lungo corso.
   Ricordano tutti nella nostra città quando, nel 1993 si votava  per
  la prima volta a preferenza unica, io ero studente universitario  e
  a  23  anni  fui  eletto  -  quell'anno  ero  il  più  giovane  dei
  consiglieri -  e che Benito Paolone, Benito per tutti,  fu  il  più
  votato  dei  sessanta  consiglieri comunali con  oltre  quattromila
  preferenze.
   Quattromila preferenze che non erano solo preferenze che  venivano
  dal  mondo  della  destra,  che lui  ha  idealmente   e,  continua,
  idealmente a rappresentare, ma erano preferenze che venivano da  un
  intera città.
   Lui  non  aveva  organizzazione, lui non aveva  un  computer,  era
  lontano  da questi metodi e quando qualcuno chiedeva a Benito,  che
  io  amavo definire  il re dei capannelli  perché, costantemente, in
  città  si fermava a parlare con la gente, ebbene lui mi spiegò  che
  il  suo  modo  di  fare campagna elettorale non era  altro  che  la
  moltiplicazione,   una  operazione  algebrica   dovuta   a   quanti
  capannelli  lui  faceva durante la giornata, quanti capannelli  lui
  faceva  durante la settimana, quanti capannelli lui faceva  durante
  il mese e durante l'anno.
   I  capannelli  erano  queste  aggregazioni  spontanee  che  Benito
  riusciva  alle sei del mattino, così come all'una di notte,  quando
  molto  spesso  violentandoci all'inizio, ma poi  ci  appassionavamo
  tutti,  riusciva a creare attorno a sé, in qualunque  angolo  della
  sua  amata Catania si fermasse, la pescheria, così come il  mercato
  ortofrutticolo, lo stadio Cibali, si è parlato di rugby, ma noi non
  dimentichiamo,  così come la tifoseria catanese  non  dimentica  lo
  straordinario cuore di Benito, in momenti di scomparsa del  Catania
  calcio, l'onorevole Pugliese lo ricorderà, quando Benito assieme  a
  noi  con i capi della tifoseria, e tu ricorderai quel manifesto che
  disegnammo e progettammo anche dal punto di vista grafico,  assieme
  a Benito che colorò le strade della nostra città.
   Maestro   di  umanità,  maestro  di  umiltà,  soprattutto   sempre
  disponibile  ad  ascoltare  tutti dopo  avere  tenuto  riunioni  di
  gruppo,  dopo  avere  bloccato con uno sparuto  drappello  i  pochi
  coraggiosi,    eravamo    all'opposizione,    erano    gli     anni
  dell'amministrazione   Bianco,  con   centinaia   e   migliaia   di
  emendamenti,  dopo essere entrato in Aula con il suo inconfondibile
  sacchetto  di  plastica pieno di carte e pieno di appunti,  non  lo
  dimenticherò mai, e in quella confusione riusciva sempre -  e  vedo
  con  piacere i familiari, la moglie, la figlia, il figlio,  l'amico
  Luciano  che era sempre lì che faceva parte di questi capannelli  -
  riusciva  anche alle due, alle tre del mattino, a dare  spiegazioni
  ai più giovani.
   Avete  parlato  Salvo  Pogliese e  Marco  Falcone  di  questa  sua
  predisposizione a stare accanto ai più giovani, non solo politici o
  consiglieri,  ragazzi  dell'università,  disoccupati,  era   sempre
  l'ultimo a spegnere l'interruttore e molto spesso i messi comunali,
  stanchi  addormentati  sui  banchi  perché  noi  avevamo  il   post
  consiglio;  Falcone  parla del terzo tempo, io ricordo  con  grande
  simpatia,   con  grande  affetto,  con  grande  commozione   questo
  consiglio comunale che si protraeva per mezz'ora, un'ora, due  ore,
  anche tre ore perché c'era il commento e poi c'era il commento  sul
  commento  e  poi  c'era  la  programmazione  del  giorno  dopo;  un
  entusiasmo straordinario che, purtroppo, nei tempi di oggi  non  si
  riscontra più né nelle nuove né nelle vecchie generazioni, un amore
  per il prossimo, un amore e una predisposizione ad ascoltare sempre
  l'altro e ad aiutare l'altro.
   Benito non amava raccontare, ma io sono stato testimone oculare di
  decine  e  decine  di aiuti, piccoli o grandi, che Benito  Paolone,
  giornalmente e quotidianamente, operava nei confronti della  povera
  gente.
   Maestro  di  simpatia,  maestro  di  goliardia  ed  anche  la  sua
  coloritura  verbale  che  spesso ci faceva  sorridere.  Storico  un
  comizio  a  piazza  Umberto quando definì, in  maniera  pittoresca,
  l'allora candidato, sindaco avversario che era Enzo Bianco.
   E  poi era così, era anche innocente, si stupiva di quello che gli
  succedeva.  A  volte  simpaticamente si  definiva  un  perseguitato
  politico.
   E'  stato sicuramente un uomo straordinario, un uomo che non  solo
  io personalmente e il mio partito Movimento per le Autonomie, con a
  capo  il  presidente  della Regione e capo  del  partito,  Raffaele
  Lombardo,  piangiamo, ma è stato un uomo che ha amato  ed  è  stato
  affettuosamente riamato dalla città di Catania.
   Quindi,   grande  maestro,  e  mancherà  tantissimo  al  consiglio
  comunale, a quest'Assemblea regionale, al Parlamento nazionale e  a
  tutti i vicoli della nostra città.
   Ho partecipato commosso e addolorato al funerale e c'è stato anche
  un dato politico, signor Presidente. onorevoli colleghi, proprio in
  quel  giorno  cittadini, simpatizzanti, parenti,  amici  di  Benito
  Paolone,  gli  volevano  tutti bene, una cattedrale  stracolma,  ma
  Benito  ha  avuto  proprio in un momento - e  qui  lui  si  sarebbe
  soffermato  con  le  sua  analisi, che non finivamo  mai,  anche  a
  commentare questo dato - Benito Paolone ha avuto, anche nel  giorno
  del  saluto commosso della città a lui, il grande pregio di riunire
  persone che non si vedevano da anni, persone che militano in  altri
  partiti.
   E'  stato  l'uomo che ha sempre simboleggiato  un  certo  modo  di
  vedere  e di pensare  la Destra , a Catania e in Sicilia.  Tanto  è
  vero  che  l'altro  giorno  all'estremo  saluto  hanno  partecipato
  esponenti  politici  di quella Destra che oggi  militano  in  tante
  formazioni  politiche e che si sono ritrovate,  addolorate,  per  -
  ripeto - salutarlo per l'ultima volta.
   Quindi,  alla  famiglia, alla moglie,  ai figli, ai  tanti  amici,
  alla città di Catania, che ha perso questo figlio, va, non soltanto
  questo  ricordo,  ma  la consapevolezza e la  certezza  che  questo
  grande   figlio  ha  lasciato  a  Catania  tanti  insegnamenti,   a
  prescindere dall'impegno che spesso poi riusciva a tradursi in atti
  e  fatti  concreti  e  Salvo Pogliese ci ha dato  testimonianza  di
  diverse leggi, lui però ha lasciato questo impegno di umanità e  di
  vicinanza con il prossimo che noi non dimenticheremo mai, così come
  la  nostra  città di Catania questo sui amato figlio,  non  nato  a
  Catania ma sicuramente considerato dai catanesi molto più catanese,
  scusate il gioco di parole, dei tanti che sono nati.
   Quindi, Benito mancherà tanto a me, mancherà tanto a questa città.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Digiacomo.  Ne  ha
  facoltà.

   DIGIACOMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ahimè  io  non
  faccio parte di quel gruppo di fortunati che hanno potuto avere una
  conoscenza  diretta dell'onorevole Paolone, però,  ho  ritenuto  di
  intervenire  ugualmente perché, per il prestigio  di  quest'Aula  e
  anche  per  rispetto  delle  dignità e del  prestigio  del  collega
  scomparso, abbiamo ritenuto che si sentisse anche una voce  da  una
  parte  politica  e  dal Parlamento che non è di pari  orientamento.
  Credo che se una parola la dice un ex comunista possa fare piacere
   Benito  Paolone  appartiene ad una generazione di uomini  politici
  più  fortunati  rispetto alla nostra, per loro non  si  sono  posti
  problemi   drammatici,   come  si   pongono   per   noi,   di   una
  delegittimazione popolare. Loro rappresentano, in qualche modo, una
  sorta di prima storia della politica siciliana, e non soltanto,  in
  cui  la forte contrapposizione ideologica, molto forte, portava  ad
  una  credibilità generale da parte dell'opinione pubblica, da parte
  del partito; noi purtroppo siamo  i figli di un'altra civiltà.
   Nel   resoconto   che   facevano  i  colleghi  parlamentari,   sul
  rapportarsi  dell'onorevole  Paolone  nei  confronti  della  gente,
  emerge  la  volontà del contatto diretto. Noi oggi ci  scommettiamo
  quasi esclusivamente con i media, con i network, con facebook,  con
  twitter,  ma  chissà se anche una dote di ulteriore  estroversione,
  cioè  sapere  parlare ancora con la gente come  faceva  l'onorevole
  Paolone, non sarebbe una buona dote e una buona dose di umiltà  che
  dovremmo impegnarci a riprendere.
   Io  credo che questo sia un momento certamente doloroso per i suoi
  amici,  per  i  suoi colleghi, per la famiglia e che la  perdita  è
  irrecuperabile, come sempre avviene quando un uomo importante se ne
  va.  Però  quello che conta in via definitiva è l'esempio  che  noi
  lasciamo,  è  il retaggio di memoria, è il senso del  rimpianto,  è
  l'idea che noi sopravviviamo per quello che abbiamo lasciato.
   E  se  dietro  di  noi  c'è  l'impegno, la correttezza,  l'onestà,
  portare il fardello di una scomparsa diventa, come dire, più lieve.
   Non  a  tutti  gli uomini è dato, dopo la loro morte, lasciare  un
  buon  ricordo  e  avere anche momenti celebrativi  importanti  come
  questo. Non a tutti
   A  Benito  Paolone  è  stato dato questo  onore  perché  se  lo  è
  meritato.
   Lo  fa  il  Parlamento nella sua totalità e deve  essere  un  buon
  viatico  e una buona speranza, non solo per la famiglia,  non  solo
  per  il  Parlamento, ma speriamo per la politica, in generale,  che
  possa  riguadagnare  tale  prestigio,  tale  affidabilità  e   tale
  credibilità.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, intendo soltanto  aggiungere,  a
  conclusione   di  questa  breve  seduta,  che  non  è  consuetudine
  dell'Assemblea fare sedute di celebrazione, normalmente  quando  va
  via  un  collega la Presidenza traccia un ricordo della figura  del
  politico che scompare.
   Oggi  è stato dato sfogo ad un libero, spontaneo dibattito, seppur
  breve,  ovviamente come doveva essere, contenuto anche  nei  tempi,
  che   peraltro   ha   visto  partecipi  quattro   parlamentari   di
  schieramenti diversi, di due, tre partiti diversi, questo  è  e  lo
  dico  alla  famiglia, che è presente oggi qui in Aula,  ancora  una
  volta  a sottolineare, a testimonianza dell'affetto che la Sicilia,
  la  classe  politica e credo la società civile nutre nei  confronti
  dell'uomo, Benito Paolone, e anche del riconoscimento del suo agire
  e del suo operato.
   Vi ringrazio per avere partecipato a questa seduta.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  15
  febbraio 2012, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


  I  - Comunicazioni

  II  -  Svolgimento, ai sensi dell'art. 143 del Regolamento interno,
  dell'interrogazione:
   N. 2399  -  Notizie  sulla  recente nomina  del  vicecommissario
         straordinario del comune di Palermo.
                              ARDIZZONE-ADAMO-LENTINI-DINA-FORZESE-
                                           NICOTRA-GIUFFRIDA-RAGUSA

  III   -   Discussione della relazione conclusiva della Commissione
  parlamentare  speciale di indagine sul piano di  informatizzazione
  della   Regione   siciliana,  con  particolare  riferimento   agli
  affidamenti alla società 'Sicilia e-Servizi s.p.a. (Doc. VI)

             Relatore: on. Savona

                   La seduta è tolta alle ore 18.18

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
                            alle ore 20.15

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

   Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica «Beni culturali»

   VINCIULLO.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  beni culturali e l'identità siciliana, premesso che:

   in  questi  giorni, l'Assessore per i beni culturali e  l'identità
  siciliana    ha    provveduto,   con   proprie   direttive,    alla
  riorganizzazione  della gestione dei beni culturali  in  Sicilia  e
  alla nomina dei nuovi dirigenti;

   la  città  di Palazzolo Acreide, unitamente a Pantalica,  è  stata
  riconosciuta quale città patrimonio dell'umanità ed inserita  nella
  'world heritage list';

   considerato  che il nuovo piano di gestione dei beni culturali  in
  Sicilia,  così come attuato, penalizza fortemente la  zona  montana
  della provincia di Siracusa, la città di Palazzolo Acreide e il suo
  imponente patrimonio culturale e archeologico;

   preso atto che :

   in seguito alla riforma posta in essere dall'Assessorato regionale
  Beni  culturali, la casa museo Antonino Uccello, sita  a  Palazzolo
  Acreide,  sarà accorpata al museo Bellomo di Siracusa e privata  di
  quell'autonomia gestionale ed organizzativa che, fino ad  oggi,  le
  ha consentito di raggiungere oltre 35 mila visitatori l'anno;

   oltre al declassamento della casa museo Antonino Uccello, non si è
  ritenuto  opportuno istituire il parco archeologico di Akrai,  così
  come  è  avvenuto  per  Noto  e Lentini,  nonostante  la  storia  e
  l'unicità  delle  ricchezze che animano  la  zona  archeologica  di
  Akrai;

   visto che:

   negli  ultimi  anni,  molte  risorse  sono  state  investite   per
  rilanciare  le ricerche archeologiche sul territorio  Ibleo  e  per
  recuperare  importanti monumenti storici e fra  questi,  primo  tra
  tutti,  il  restauro  del Palazzo Cappellani,  che  avrebbe  dovuto
  ospitare un antiquarium per esporre la famosa collezione Judica;

   una  decisione  di questo tipo, oltre a rendere del tutto  inutile
  ogni  investimento avvenuto negli ultimi anni, arreca  un  evidente
  danno  tanto  alla  città di Palazzolo Acreide,  quanto  all'intero
  comprensorio Ibleo e ai beni culturali che esso ospita;

   per sapere:

   quali  metodi  e criteri siano stati adoperati per individuare  ed
  istituire  i  parchi  archeologi in Sicilia, nonché  secondo  quale
  irrazionale  logica  si sia provveduto all'accorpamento  di  alcuni
  siti, così come è avvenuto per la casa museo Antonino Uccello unita
  al museo Bellomo di Siracusa;

   se  non  si  ritenga opportuno, al fine di non  arrecare  danni  e
  mortificazioni ad un'area di grande importanza storico-culturale  e
  archeologica,  come quella di Akrai, rivedere le scelte  operate  e
  istituire il parco archeologico di Akrai, al fine di assicurare una
  gestione  unitaria  dei  beni culturali sul territorio  ibleo,  già
  cantato  anche  da  Virgilio, sul quale si sono  combattute  epiche
  lotte a difesa della libertà della città di Siracusa e di tutta  la
  Sicilia e sorge uno dei teatri greci più famosi al mondo». (1385)

   Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo dell'On.  Vincenzo
  Vinciullo   in  merito  a  «Misure  per  evitare  il  declassamento
  dell'area  archeologica  di Akrai e dei  suoi  musei»,  sentito  il
  Dipartimento   regionale   dei  Beni  Culturali   e   dell'Identità
  Siciliana, si riferisce come segue.
   Il titolo II della legge regionale 3 novembre 2000, n. 20, prevede
  il  sistema  dei  parchi regionali, da attivare su  proposte  delle
  Soprintendenze  per i beni culturali e ambientali  e/o  degli  Enti
  locali.
   Il  Comune  di  Palazzolo Acreide, con nota  del  Sindaco  del  27
  novembre  2000,  ha  formulato  voti per  l'istituzione  del  Parco
  archeologico regionale di Akrai.
   L'allora competente Gruppo V dell'Assessorato dei Beni Culturali e
  della Pubblica Istruzione, che ha istruito le proposte pervenute  -
  con  il  coordinamento scientifico del dott. Giuseppe Voza,  allora
  Soprintendente  di  Siracusa  -  le  ha  inoltrate  al  vaglio  del
  Consiglio regionale dei beni culturali e ambientali escludendo, tra
  altre,  la  proposta del Comune di Palazzolo Acreide. Il  Consiglio
  regionale,  nella  seduta del 3 luglio del  2001  ha  condiviso  le
  proposte pervenute dal Dipartimento.
   Quindi,  l'Assessore  pro  tempore, con  proprio  Decreto  dell'11
  luglio   2001,  n.  6263,  ha  previsto,  in  una  prima  fase   di
  applicazione  della  norma,  l'istituzione,  nel  territorio  della
  provincia  di  Siracusa  e  nell'ambito  del  sistema  dei   parchi
  archeologici di cui al titolo II della legge regionale  n.  20  del
  2000,  dei parchi archeologici di Lentini, di Eloro e Villa  romana
  del Tellaro, di Siracusa.
   Tale   situazione   è   rimasta  immutata  sino   alla   direttiva
  presidenziale dell'agosto 2009, con cui il Presidente della Regione
  ha   attribuito  all'Assessore  regionale  dei  beni  culturali   e
  ambientali   e   della   pubblica   istruzione   l'obiettivo    del
  completamento del sistema dei parchi archeologici regionali.
   Con  il  Decreto  del  Presidente della Regione  Siciliana  del  5
  dicembre 2009, n. 12, attuativo della riforma della Amministrazione
  regionale voluta dalla legge regionale 16 dicembre 2008 n. 19, sono
  stati  previsti  unicamente i parchi archeologici  di  Naxos  e  di
  Selinunte  e  Cave  di  Cusa e non gli altri  previsti  dal  citato
  Decreto Assessoriale n. 6263 del 2001.
   Per  tale motivo, il Dirigente Generale del Dipartimento regionale
  Beni  Culturali  -  essendo  stato chiamato  ad  avanzare  proposte
  correttive al Decreto del Presidente della Regione Siciliana n.  12
  del  2009  - conformemente alla direttiva presidenziale dell'agosto
  2010,  ha  proposto  all'Assessore pro-tempore l'attivazione,  come
  strutture   intermedie  del  Dipartimento,  di   tutti   i   parchi
  archeologici  previsti nel Decreto Assessoriale n. 6263  del  2001,
  che  sono  stati  estesi anche alle aree archeologiche  dei  Comuni
  limitrofi.
   Tale  proposta, apprezzata dal Comitato tecnico previsto dall'art.
  5  del  Decreto del Presidente della Regione Siciliana  n.  12  del
  2009, è stata accolta dalla Giunta di Governo con deliberazione del
  24  giugno  2010,  n.  243;  essa, infine,  è  stata  compresa  nel
  successivo  Decreto del Presidente della Regione Siciliana  del  28
  giugno 2010, n. 370, istitutivo, tra gli altri, del Servizio  Parco
  archeologico  di  Eloro e Villa romana del  Tellaro  e  delle  aree
  archeologiche  dei  Comuni limitrofi, tra cui quelle  di  Palazzolo
  Acreide.
   In   tale  logica,  se  pure  non  è  stato  istituito  il   Parco
  Archeologico  di Akrai, appare del tutto evidente che  il  Servizio
  Parco  Archeologico di Eloro Villa romana del Tellaro e delle  aree
  archeologiche dei Comuni limitrofi consente di operare e assicurare
  una  gestione  unitaria in una vasta area che  è  accomunata  dalla
  stessa  importanza  di  storia  e cultura.  D'altro  canto  occorre
  evidenziare  l'obiettivo di riduzione del  numero  delle  strutture
  intermedie del Dipartimento, previsto dalla legge regionale  n.  19
  del 2008, non consentiva ala creazione di ulteriori Servizi.
   Relativamente  alle  problematiche  della  Casa  Museo   regionale
  Antonino Uccello è il caso di rappresentare che la Casa - Museo  di
  Palazzo  Acreide ha assunto carattere di museo regionale  in  forza
  dell'art.  2, comma 2, lettera q), della legge regionale 15  maggio
  del  1991,  n.  17.  L'articolo 3 della  stessa  legge  n.  17/1991
  stabilisce  che  ai  musei interdisciplinari (Caltanissetta,  Enna,
  Catania  e  Ragusa)  e  ai musei regionali (tra  cui  il  museo  di
  Palazzolo  Acreide) si applicano le  norme della legge regionale  7
  novembre 1980, n. 116, in quanto compatibili .
   Detta  legge  regionale  116/1980, in analogia  con  la  legge  22
  settembre  del 1960, n. 1080, distingue, nelle tabelle B6  e  B7  i
  musei  secondo  la loro dimensione: la prima tabella  disciplina  i
  musei  di  dimensione  maggiore e di cui all'art.  6  della  stessa
  legge, la seconda tabella tutti gli altri musei.
   In  ragion di ciò, i musei di cui alla tabella B7, quale  la  Casa
  museo  regionale di Palazzolo Acreide, non possono rientrare  nella
  medesima  tipologia di struttura intermedia dei musei di  cui  alla
  tabella  B6,  tanto  più  in considerazione della  riduzione  delle
  strutture  intermedie del Dipartimento dei Beni Culturali,  operata
  con  il  Decreto del Presidente della Regione Siciliana n.  12  del
  2009, e passate da 103 a 72.
   Il  citato Decreto del Presidente della Regione Siciliana  n.  370
  del  2010  ha,  quindi,  contemplato che tutti  i  musei  regionali
  disciplinati  dalla  tabella  B7  venissero  assunti  quali   Unità
  Operative  di Base, sostanzialmente articolazioni territoriali,  di
  quelli  disciplinati  dalla tabella B6 che  assumono  il  ruolo  di
  polarità  museale  da  cui  emanare conformi  e  unitarie  modalità
  gestionali.
   Il  dirigente dell'Unità operativa museale, quindi, è a tutti  gli
  effetti  il  direttore  della casa museo ed  è  tenuto  a  prestare
  servizio  a  Palazzolo Acreide, garantendo la  continuità  rispetto
  alla precedente organizzazione.
   Va  rilevato  che al momento si sta sperimentando una modalità  di
  sbigliettamento  unico  tra  i  musei  ex  tabella  B6  e  le  loro
  articolazioni territoriali ex tabella B7 che spingano l'utenza,  in
  specie  quella turistica, a visitare anche le seconde: l'acquirente
  del biglietto della Galleria interdisciplinare regionale di Palazzo
  Bellomo  a  Siracusa sarà, cioè, stimolato a visitare il  museo  di
  Palazzolo Acreide.
   Si  rappresenta, ancora, che il 24 novembre scorso, la Commissione
  Cultura   dell'Assemblea  Regionale  Siciliana  ha   favorevolmente
  esitato un emendamento al disegno di legge di stabilità finanziaria
  2012,  tendente  a trasformare i Parchi archeologici  regionali  in
  Parchi   archeologici  e  interdisciplinari  regionali.  In  questa
  eventualità la Casa Museo Antonino Uccello, potrebbe transitare  al
  Parco archeologico e interdisciplinare di Eloro e Villa romana  del
  Tellaro  e dei Comuni limitrofi, con gli altri musei regionali  del
  medesimo comprensorio, incrementando l'effetto  sistema .
   Infine,  si informa che il Dipartimento dei Beni Culturali  ha  in
  corso  di  definizione con il Ministero dei beni e  delle  attività
  culturali  e quello dello Sviluppo Economico, un progetto  di  Polo
  museale d'eccellenza di Siracusa.
   In  tale  futuro  e  prossimo assetto sembra  del  tutto  evidente
  l'interesse  dell'Assessorato regionale Beni Culturali  e  Identità
  Siciliana,  per  una  area che sicuramente è meritevole  di  grande
  attenzione».

                                                        L'Assessore
                                                           Sebastiano
                                                   Missineo