Presidenza del vicepresidente Formica
BUZZANCA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli D'Agostino, Donegani e Scammacca.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione per motivi
istituzionali: gli onorevoli Campagna e Lentini per oggi;
l'onorevole Gennuso dal 15 al 18 febbraio 2012.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.
BUZZANCA, segretario f.f.:
N. 2426 - Redazione del piano paesistico della provincia di
Ragusa.
- Presidente della Regione
Firmatario: Ragusa Orazio
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
posta all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
con richiesta di risposta scritta presentata.
BUZZANCA, segretario f.f.:
N. 2425 - Iniziative in favore delle imprese agricole siciliane.
- Assessore Risorse agricole e alimentari
Firmatari: Galvagno Michele; Lupo Giuseppe; Ammatuna Roberto;
Barbagallo Giovanni; Di Guardo Antonino, Marziano Bruno; Rinaldi
Francesco.
Avverto che la interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la mozione numero 342
Interventi urgenti per il potenziamento delle tratte ferroviarie
che collegano l'aeroporto Pio La Torre' di Comiso (RG) , degli
onorevoli Federico, Musotto, Calanducci, Arena e Romano, presentata
il 14 febbraio 2012.
Ne do lettura:
Avverto che la mozione testé annunziate sarà demandata, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti della scuola media
Mazzini di Marsala
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rivolgo un indirizzo di saluto ai
docenti e agli studenti della scuola media Giuseppe Mazzini di
Marsala (TP), presenti in Aula. Benvenuti.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
LIMOLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIMOLI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, vorrei richiamare l'attenzione dell'Assemblea
regionale su un fatto doloroso e inquietante di cui abbiamo avuto
notizia oggi attraverso i mezzi di comunicazione: si è suicidato
nelle campagne di Paternò, in provincia di Catania, un imprenditore
agricolo dell'acese.
Questo dato rappresenta pleonasticamente lo stato di bisogno, di
disperazione in cui, per il periodo tragico e doloroso che stanno
vivendo, sono caduti tutti i nostri produttori, tutti nostri
agricoltori della nostra traumatizzata Sicilia.
Nel contempo noto una certa distanza, un certo distacco, come se
non se ne volesse parlare rispetto ad un ulteriore crimine che,
domani, giorno 16 febbraio, potrebbe essere perpetrato ancora una
volta sulle spalle dei siciliani, in particolare sulle spalle del
comparto agricolo siciliano, da parte del Parlamento europeo.
Sappiamo tutti che domani sarà in trattazione al Parlamento europeo
la firma di un protocollo che dovrebbe permettere la
liberalizzazione di prodotti provenienti dal nord Africa, nello
specifico provenienti dal Marocco, che entrerebbero quindi nei
nostri mercati senza nessuna normativa, senza nessuna regola, senza
che un dibattito vero venga svolto.
Credo che da parte del Governo regionale, da parte della
maggioranza e da parte di tutta l'Assemblea regionale si dovrebbe
agire per fare sì che tutti i rappresentanti nel Parlamento
europeo, sia i rappresentanti della Sicilia sia i rappresentanti
del popolo italiano, impediscano che ciò possa accadere perché
questo significherebbe dare un'ulteriore, e forse l'ultima, mazzata
nei confronti di un'economia agroalimentare siciliana che sta
soffrendo per una situazione oramai insostenibile.
Gradirei tanto - mi rivolgo anche al mio amico onorevole Cracolici
- che invece di disperderci o di continuare a parlare di primarie
per le elezioni amministrative o di accapigliarvi attorno a nomine
di consulenti, di direttori, di addetti stampa o di impiegare il
tempo in commissione per parlare di soppressione di province, di
istituzione di liberi consorzi, sarebbe bello se il popolo
siciliano, se i nostri agricoltori vedessero un impegno unitario di
tutta la classe politica regionale, un impegno che centrasse
l'emergenza, il disastro che noi stiamo vivendo.
Se poi andiamo indietro e pensiamo alla protesta dei Forconi', a
tutti i danni che hanno provocato le condizioni climatiche di
questi ultimi giorni, credo che dovremmo trovare un sussulto di
orgoglio, come classe politica regionale, per dire ai nostri
produttori, ai nostri fratelli agricoltori che la politica non è
insensibile a questo grido di dolore e di allarme che proviene
dalle nostre campagne.
Noi vogliamo impegnarci, noi possiamo richiedere con forza e non
credo sia sufficiente la lettera che lei, onorevole Presidente
della Regione, ha inviato al premier Monti in cui ha rappresentato
questo stato di cose. E' un primo passo. Ma quanto sarebbe bello se
si potesse convocare presso la sede della Regione siciliana a
Bruxelles una seduta straordinaria del Parlamento europeo per dire
che siamo lì, come classe dirigente regionale, a sostenere con
forza il tema della tracciabilità dei nostri prodotti che deve
essere richiesta nei confronti di tutti i prodotti provenienti dai
Paesi comunitari o extracomunitari e che arrivano da noi.
Se questo fosse imposto, fosse codificato in una norma, sarebbe un
segnale importante.
Oggi nel mercato di Catania sono stati rinvenuti pistacchi
iraniani, che vengono spacciati per pistacchi di Bronte. Nel grande
mercato ortofrutticolo di Vittoria sono stati trovati pomodorini di
origine tunisina che venivano spacciati per pomodorini di Pachino.
Sarebbe utile se noi riuscissimo ad imporre, anche attraverso una
task force - e per questo mi rivolgo soprattutto all'onorevole
Presidente della Regione -, un lavoro di controllo nei nostri
aeroporti, nei nostri porti e anche in tutte le autostrade, perché
questi prodotti arrivano con gli aerei, con le navi o sul gommato.
Non ci vorrebbe granché per poter dire che noi vogliamo anche
formare, prendendo a paragone il servizio svolto dai NAS, un gruppo
di persone che dovrebbero vigilare nei porti di attracco dei grandi
container o negli aeroporti e anche negli imbarcaderi di Messina e
di Reggio Calabria per far sì che tutte le merci che arrivano siano
controllate e verificate.
Come possono i nostri produttori competere, anche rispetto ai
costi di produzione che hanno i produttori del Marocco, quando una
giornata lavorativa in Marocco pare che abbia un costo di cinque o
sei euro rispetto ai 60 euro giornalieri che un nostro produttore
deve pagare ad un proprio operaio? Come si fa a combattere tutto
questo se noi non prendiamo atto, non prendiamo coscienza che è
impossibile non dedicare tempo per .
PRESIDENTE. Onorevole Limoli, la invito a concludere.
LIMOLI. Sto terminando il mio intervento.
Mi permetto di anticipare la presentazione di un ordine del giorno
per rappresentare questo stato di cose e chiedo che sia fatto
proprio dall'Assemblea regionale siciliana.
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, io ho presentato oggi, alle ore
14.00, una interrogazione urgentissima, la n. 2431, proprio sul
taglio che è stato fatto in maniera indiscriminata, devo dire, ai
trasporti e ai servizi delle isole minori. Siccome è presente il
Presidente della Regione, chiedo che l'interrogazione venga
trattata rapidissimamente, il più presto possibile, perché su
questo - forse il Presidente Lombardo conosce poco la vicenda - il
Governo e la Regione rischieranno di sicuro conseguenze anche sotto
il profilo del danno erariale, avendo fatto un taglio non per tutti
i trasporti della Sicilia, ma avendo fatto una discriminazione fra
trasporti da e per le isole minori e trasporti su gommato - è
ovvio che non lo ha fatto lei, lo ha fatto l'assessore Pier Carmelo
Russo il quale riferisce in Commissione di averlo fatto su
indicazione dell'assessore Armao. L'assessore Armao dice che non
era scritto che si doveva fare, ma il risultato è che queste somme
sono state tolte, per cui il settore del trasporto per le isole
minori è l'unico che subisce, in dodicesimi, il taglio del venti
per cento. La situazione è molto, molto seria.
Io ho avuto modo di parlare con gli uffici competenti, onorevole
Presidente della Regione, e forse lei non sa ma sono state già
impegnate somme e l'Ufficio dei trasporti non era a conoscenza del
fatto che l'Assessorato dell'Economia aveva già tagliato questi
fondi. Soldi essenziali, non i trenta milioni di euro in più che
necessitano rispetto ai settanta, ma addirittura il paradosso:
invece dei settanta, oggi nel capitolo insistono soltanto 55
milioni di euro.
Sarà una catastrofe per i servizi per le isole minori.
Oltretutto, e concludo, mentre a Messina tutti i sindaci, presenti
l'onorevole Panarello e il collega Ardizzone, hanno chiesto al
Presidente Lombardo un incontro urgentissimo, ebbene l'assessore
per il turismo è andato alla Borsa internazionale del turismo
fornendo i programmi con l'indicazione delle tratte e degli orari,
quando poi quasi tutto questo verrà stravolto.
Per cui, onorevole Presidente, prenda in mano questa vicenda
perché, mi creda, è stata fatta un'anomalia. Se un taglio doveva
operarsi, andava fatto a tutti i trasporti, ma non è questo che io
auguro perché è ovvio che i trasporti hanno il minimo essenziale di
contributo. Però non si capisce perché è stato fatto alle isole
minori che pagheranno un prezzo altissimo, anzi lo stanno già
pagando visto che sono al secondo mese di esercizio provvisorio con
il taglio del 20 per cento.
E' un problema serissimo.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Non posso darle la parola, se vuole intervenire
sull'argomento agricoltura, perché è ovvio e sacrosanto che ogni
deputato, vista l'importanza dell'argomento, voglia intervenire.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, è più che fondato e comprensibile l'allarme espresso qui
dall'onorevole Limoli.
Volevo informare l'Assemblea e il Presidente che uno dei punti
più importanti - come risulta peraltro dalle schede che abbiamo
dato in copia alla stampa e ai parlamentari - che è stato
illustrato alla presenza anche del Presidente dell'Assemblea, al
Presidente del Consiglio ed ai Ministri presenti, è stato quello
relativo alla tracciabilità e ai controlli per garantire la
sicurezza alimentare.
Anche su questo punto, come sugli altri, non si è trattato di
sollecitare interventi da parte del Governo o del Parlamento
nazionale, bensì di trovare una sinergia nella consapevolezza che
noi dobbiamo fare innanzitutto la nostra parte.
In questa nostra parte, dopo che da tempo si è elaborata una
strategia e consapevoli che non c'è dubbio che anche il Governo, lo
Stato con i suoi organi, collaborerà, collabora con noi, ed è bene
che lo facciamo insieme, le istituzioni governative e i suoi uomini
sono ad esempio quei componenti delle forze dell'ordine che
specificamente si occupano di queste materie e che già fanno il
loro mestiere indipendentemente; ma in quest'ottica, in questa
strategia si collocano diverse iniziative che sono state messe in
essere.
Quella di oggi, più clamorosa, ne abbiamo parlato, è che nei
mercati di Palermo e di Catania sono stati rinvenuti prodotti - si
è parlato di pistacchio, di altra frutta fresca, ma che delle
patate - che a proposito della tracciabilità hanno fatto
riscontrare violazione di norme: dalla fatturazione si parlava di
prodotti italiani, siciliani in particolare, mentre invece è emerso
che si trattava di prodotti importati anche da paesi
extracomunitari.
Non c'è dubbio che poi l'Istituto zooprofilattico e la sanità
stanno provvedendo a verificare, a controllare, se questi prodotti
sono a posto dal punto di vista della sicurezza alimentare.
In quanto poi al Parlamento europeo e al trattato che si
accingerebbe a ratificare domani, si tratta di un accordo già fatto
dalla Commissione già da tempo, per il quale l'allarme è stato
sollevato due o tre giorni fa, e non dai tanti parlamentari
europei, dico italiani e quantomeno meridionali, perché le
conseguenze negative valgono per tutta l'agricoltura italiana, per
quella meridionale in maniera particolare. E' una linea, quella
dell'Unione Europea, che nei trattati e negli accordi non c'è
soltanto la liberalizzazione dell'importazione di questi prodotti
agricoli che penalizzano i nostri; al tempo stesso, negli accordi è
previsto che per trattori, per concimi chimici ed altro sarà
l'Europa ad esportare in quei Paesi, e questi sono prodotti che non
si confezionano dalle nostre parti.
Abbiamo scritto al Presidente del Consiglio. Mentre interveniva
l'onorevole Beninati, ho ricevuto una telefonata da un Ministro del
Governo nazionale, perché intervenisse anch'egli - o anch'ella -
sul Presidente del Consiglio. Inoltre, ho scritto a tutti i
parlamentari italiani.
Mi si dice che i siciliani si sono già organizzati per non
esprimere parere favorevole, ma è importante anche un intervento da
parte di ciascuno di voi, per i vostri rapporti anche di
appartenenza politica, attraverso i contatti che potete avere
stasera. E' importante che si intervenga sui gruppi. Che cinque o
sette parlamentari del PPE, piuttosto che del PSE non ratificano,
non serve a nulla perché quando si arriva poi alla trattazione di
questi argomenti, sapete bene che al 90 per cento sono accordi che
portano ad una votazione, se non unanime, quasi. Ma se un gruppo,
uno dei grandi gruppi, viene sensibilizzato sull'argomento, credo
che quanto meno si possa soprassedere e avere il tempo per parlarne
perché eventualmente si possa anche tornare indietro.
Sono d'accordo per quanto riguarda il trasporto pubblico, i
collegamenti con le Isole e il trasporto pubblico locale, il
trasporto su gomma.
L'assessore Russo, quando verrà fissata la data di svolgimento
dell'interrogazione, sicuramente potrà rispondere all'onorevole
Beninati e a quanti altri ci hanno interrogato.
Annunzio di ordine del giorno numero 646
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
l'ordine del giorno n 646 «Iniziative a sostegno dell'agricoltura
siciliana», a firma degli onorevoli Limoli, Laccoto, Savona, Maira,
Buzzanca, Oddo, Cracolici, D'Asero, Cordaro, Torregrossa, Caronia,
Beninati, Minardo, Formica, Picciolo, Scoma, Bosco.
Comunico, altresì, che all'ordine del giorno appongono la firma
tutti i deputati presenti in Aula, anche per supportare l'azione
del Governo, essendo un tema sensibile.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
il 16 febbraio 2012 il Parlamento europeo si pronuncerà sulla
liberalizzazione dei prodotti agricoli dei Paesi del Nord Africa, e
che in particolare, sembra, verrà ratificato l'accordo con il
Marocco per un aumento considerevole delle quote di prodotto da
commercializzare nei mercati europei;
la produzione delle eccellenze agricole siciliane subirebbe un
durissimo colpo dall'invasione dei prodotti marocchini sul mercato
nazionale ed internazionale, i cui prezzi competitivi concorreranno
slealmente con quelli delle produzioni siciliane, tagliandole fuori
dalla grande distribuzione;
RICORDATO altresì che i costi della manodopera nei Paesi dell'area
nordafricana sono irrisori rispetto a quelli italiani, e che ciò
consentirà l'immissione nei mercati di prodotti a bassissimo costo
che l'utenza sarà invogliata a scegliere nonostante le perplessità
sulle modalità di produzione e sull'utilizzo di agenti nocivi alla
salute dell'uomo;
RITENUTO che:
in questo momento di grande crisi, in cui l'agricoltura, già
funestata dalla protesta dei 'Forconi' e dalla rigidità invernale,
dovrà anche affrontare la concorrenza sleale del mercato
marocchino, riducendo al lumicino i margini per una sana e vigorosa
ripresa del comparto;
l'innalzamento dal 12 al 13 per cento della quantità minima
contenuta nelle bottiglie di succo d'arancia basterebbe ad
incrementare la coltivazione di aranceti per più di mille ettari,
impegna il Governo della Regione
ad assumere iniziative urgenti per contrastare l'aggressione
dissennata perpetrata ai danni dell'agricoltura siciliana con la
liberalizzazione del commercio dei prodotti extracomunitari;
a richiedere al Governo nazionale una campagna di difesa del
prodotto d'eccellenza siciliano attraverso adeguate iniziative in
sede europea;
ad attivarsi perchè venga predisposto un piano per la
proposizione, in sede europea, di una 'task force' nazionale che
possa operare ai confini territoriali un controllo rigoroso sulla
tracciabilità dei prodotti provenienti dai Paesi esteri». (646)
vicecommissario straordinario
Presidenza del vicepresidente Formica
Svolgimento, ai sensi dell'art. 143 del Regolamento interno,
dell'interrogazione numero 2399 Notizie sulla recente nomina del
vicecommissario straordinario del comune di Palermo
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'art. 143 del Regolamento interno,
dell'interrogazione numero 2399 «Notizie sulla recente nomina del
vicecommissario straordinario del comune di Palermo», degli
onorevoli Ardizzone, Adamo, Lentini, Dina, Forzese, Nicotra,
Giuffrida e Ragusa. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
nel corso del mese di gennaio, il sindaco di Palermo ha rassegnato
le dimissioni dalla carica;
di conseguenza, è decaduta la giunta comunale;
il Presidente della Regione ha provveduto a nominare
legittimamente un commissario straordinario nella persona del
Prefetto, dott.ssa Luisa Latella;
dalla stampa, si è appreso della nomina di un vicecommissario,
nella persona della dott.ssa Patrizia Monterosso, attuale Capo di
Gabinetto del Presidente della Regione;
la nomina del vicecommissario sotto il profilo tecnico giuridico è
illegittima, perché assunta in palese violazione dell' art. 55
dell'ordinamento amministrativo degli enti locali nella Regione
Siciliana, approvato con l.r. 15 marzo 1963, n. 16, quale risulta a
seguito della sostituzione operata dall'art. 14 della l.r. 23
dicembre 2000, n. 30, e della modifica recata dall'art. 28, comma
1, della l.r. 3 dicembre 2003, n. 20;
l'art. 55, come sostituito, prevede infatti che 'può, con
specifica motivazione essere nominato un vicecommissario
straordinario anche per l'esercizio di funzioni delegate dal
commissario straordinario' solo 'nelle ipotesi di cessazione
anticipata e di elezione congiunta del sindaco e del consiglio';
ritenuto che:
la norma non dà luogo ad alcun dubbio interpretativo, ed a
conferma di ciò soccorre un parere dell'Ufficio legislativo e
legale della Regione siciliana, richiesto e formulato nel caso
analogo quando nel 2003 cessò dalle funzioni il sindaco di Messina
ma non il consiglio;
il parere testé citato (Pos. IV prot. 1036\2004.11) così
testualmente recita: 'La figura del commissario straordinario viene
tradizionalmente riportato allo schema del c.d. controllo
sostitutivo; nozione che abbraccia le ipotesi in cui un organo
normalmente investito di una determinata competenza viene
sostituito da un organo straordinario designato e temporaneamente
investito di quella competenza dall'autorità di controllo.
Le sostituzioni commissariali, data la loro derivazione esterna
nonché il carattere di eccezionalità rispetto alla struttura ed al
(normale) funzionamento dell'ente, debbono ammettersi con cautela,
interpretando restrittivamente le norme che le prevedono (cfr.
Enciclopedia del Diritto, voce Commissario e commissione
straordinaria).
Conseguentemente escluso appare nei loro confronti, in conformità
al disposto dell'art.14 delle Disposizioni sulla legge in generale,
il ricorrere al procedimento di interpretazione analogica, e dunque
inammissibile appare il far discendere dalla ordinaria delegabilità
di talune funzioni - sancita, per quanto attiene gli ordinari
organi dell'ente, quale ordinaria ripartizione di competenza da
porre in essere in esecuzione della facoltà in tal senso ascritta
in capo all'organo sostituito- la possibilità di procedere
parimenti a delega da parte del Commissario straordinario;
Premesso altresì che l'attività espletata in sostituzione,
ancorché posta in essere in via straordinaria ed alternativa,
costituisce esercizio di amministrazione attiva (e non di
controllo), direttamente imputabile all'ente di cui il commissario
è organo, ancorché eccezionale, non può non sottolinearsi come la
persona fisica investita, in via eccezionale, delle competenze
attribuite dall'ordinamento nelle numerate fattispecie, costituisce
centro unitario di imputazione delle funzioni e configura un organo
monocratico, quale sintesi dell'interesse pubblico sotteso alla
nomina che altera le regole ordinarie.
Ancora in via generale si osserva che, come ha avuto modo di
considerare la Corte dei Conti, anche se con riferimento a gestioni
commissariali di servizi e di trasporto o di enti lirici
(cfr.rispettivamente Sezione controllo, 3 dicembre 1992, n. 75 e
Sezione controllo enti, 7 febbraio 1995, n. 7) 'in assenza di una
previsione normativa esplicita, non è conforme a legge la nomina di
subcommissari per l'espletamento di compiti delegati' imputabili
invero al Commissario straordinario, e pertanto non possono essere
introdotti tali soggetti, investiti anch'essi di funzioni
gestionali.
Ciò in via generale esposto, e pur preso atto che per quanto
attiene specificamente la struttura dello organo sostitutivo
nell'ipotesi di amministrazione straordinaria di un Comune, in
passato, in vigenza dell'art. 55 dell'O.R.E.L. nel testo precedente
la sostituzione operata dall'art. 14 della l.r. 23 dicembre 2000 n.
30, si era proceduto, per i grandi Comuni, alla nomina di più sub-
commissari, si ritiene che tale prassi non possa reiterarsi alla
luce del disposto normativo vigente, che appare con chiarezza,
anche se implicitamente, escluderne la possibilità, se non nella
disciplinata ipotesi, riguardata al comma 2, di 'cessazione
anticipata e di elezione congiunta del sindaco e del consiglio',
nel cui caso, ai sensi del comma 4, 'con specifica motivazione' può
farsi luogo alla nomina di un ( solo) 'vice commissario
straordinario anche per l'esercizio di funzioni delegate dal
commissario straordinario'.
In applicazione di un fondamentale canone ermeneutico argomentando
a contrario, appare dunque esclusa la possibilità di procedere ad
una siffatta nomina in ogni diversa ipotesi, laddove cioè manchi
l'indicato presupposto.
Non può invero attribuirsi al legislatore regionale l'intenzione
di porre in essere un testo legislativo privo di contenuto
normativo, come sarebbe da ritenersi laddove dovesse ammettersi che
la nomina in discorso ben potrebbe disporsi ogni qualvolta una
idonea motivazione possa suffragarla.
Il principio di legalità, che impone la conformità formale,
oltreché sostanziale, al dettato normativo, appare dunque
escludere, nella specie, la possibilità di procedere alla nomina di
vice, o sub, commissari straordinari, e, a fronte delle motivazioni
esposte nella richiesta di consulenza, che pur fondate appaiono
avere sostanzialmente una valenza di merito e non giuridica, non
può che suggersi la strada di una modifica normativa.';
per sapere se abbiano effettivamente proceduto alla nomina di un
vicecommissario presso il Comune di Palermo, ed, in caso di
risposta affermativa, se non si reputi necessario revocarla in
autotutela nel rispetto dei principi basilari di legalità». (2399)
ARDIZZONE, Chiedo di parlare per illustrare l'interrogazione n.
2399.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio Gruppo
parlamentare ha prontamente presentato questa interrogazione
indipendentemente dalla vicenda Palermo - perché poteva trattarsi
anche di Catania o Messina - e, chiarisco subito, indipendentemente
dalla persona dalla dottoressa Monterosso, le cui qualità
professionali sono indubbie. Questo per chiarezza e precisazione.
Abbiamo presentato questa interrogazione perché riteniamo che
l'Aula abbia un compito, che è quello di legiferare. Contestano
sempre a noi parlamentari di non fare leggi chiare, ma forse questa
è una delle pochissime leggi chiare che abbiamo fatto, che non
lascia dubbi interpretativi e, ove ve ne fossero stati, è già
intervenuto l'Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana
in tempi non sospetti, nel 2004.
Ricordo a me stesso che tutta la vicenda - ma i palermitani lo
sanno meglio di me - nasce a seguito delle dimissioni, il 16
dicembre del 2000, dell'onorevole Leoluca Orlando da Sindaco di
Palermo.
Si pose un problema, nella vigenza nel vecchio ordinamento
regionale degli enti locali dell'articolo 55, se potessero essere
nominati vicecommissari e quanti ne potessero essere nominati.
Il Governo si orientò, sulla base della vigenza del vecchio
articolo 55, con la possibilità di nominare il commissario e a
seguire nominò tre vicecommissari - stiamo attenti perché le date
sono importanti - con decreto del 22 dicembre 2000.
Il 23 dicembre del 2000, il giorno dopo, questa Aula ha esitato la
legge 30 del 2000 che, all'articolo 14, ha disciplinato,
modificandolo integralmente, l'articolo 55 della legge 16 del 1963,
con una chiarezza unica perché ci dice che, in caso di decadenza
del Consiglio o di scioglimento, è nominato un commissario
straordinario, ecc . Nell'ipotesi di cessazione anticipata e di
elezione congiunta del Presidente e del Consiglio, si procede con
le modalità del primo comma.
E' previsto che, nel caso in cui cessano il Sindaco e la Giunta,
viene nominato un commissario; nel caso in cui cessano il Sindaco,
la Giunta e il Consiglio, può essere, motivatamente, nominato un
vicecommissario. E lo dice espressamente nell'ultimo comma:
Nell'ipotesi di cui al secondo comma - cioè nell'ipotesi di
cessazione anticipata e di elezione congiunta del Presidente e del
Consiglio - con i criteri di nomina e di compenso stabiliti nel
presente articolo può, con specifica motivazione, essere nominato
un vice Commissario . Quindi, il presupposto sono lo scioglimento,
la decadenza, l'assenza di Sindaco, Giunta e Consiglio.
Non mi risulta che a Palermo si sia sciolto il Consiglio,
tutt'altro
Il problema si pose perché bisogna fare una ricostruzione con
riferimento alla decadenza, alla sostituzione, alla sospensione del
Sindaco di Messina nel 2003.
Fu interessato l'Ufficio legislativo e legale della Regione
siciliana, il quale, con chiarezza unica, precisò che, in passato,
vigente l'articolo 55, prima della modifica intervenuta con la
legge del 23 dicembre 2000, si potevano nominare i vicecommissari;
in mancanza di una previsione espressa di legge non può essere
assolutamente nominato un vicecommissario a supporto del
commissario se non c'è anche lo scioglimento del Consiglio. A
riprova, nonostante l'insistenza dei parlamentari messinesi ma,
devo dire, anche dei parlamentari catanesi quando è stato nominato
solo il commissario, il dottor Enzo Emanuele, per Messina e per
Catania vicecommissari non ne sono stati nominati perché ci sarebbe
stata una violazione di legge.
Signor Presidente, non possiamo andare avanti con le smorfie, ed
io mi aspetto la sua replica, complichiamo la vicenda perché dalla
illegittimità amministrativa passiamo alla illiceità, che è cosa
diversa. Ma sa dove si complica tutto?
Con un suo decreto, signor Presidente. Forse i suoi consulenti e
gli esperti che le hanno fornito la documentazione si sono
dimenticati di citare il decreto dell'8 maggio 2009, firmato da lei
e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 23
del 22 maggio 2009, con il quale lei riduce i compensi per i
commissari straordinari e prevede espressamente la nomina del
vicecommissario solo nel caso in cui non esistano il Sindaco, la
Giunta e il Consiglio.
Nel caso in cui il commissario debba esercitare solo i poteri di
Sindaco e Giunta c'è un'indennità; nel caso in cui debba esercitare
i poteri del Consiglio c'è un'altra indennità. Il vicecommissario è
previsto espressamente nel caso in cui i tre organi, Sindaco,
Giunta e Consiglio, sono decaduti per un qualunque motivo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione,
onorevole Lombardo, per rispondere all'interrogazione.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ringrazio per le ulteriori precisazioni l'onorevole
Ardizzone che, insieme ai parlamentari tutti del suo Gruppo, ha
chiesto spiegazioni in ordine al decreto, da me sottoscritto, di
nomina di un vicecommissario per il Comune di Palermo.
Io ho letto, come era doveroso da parte mia, questa interrogazione
e, com'era doveroso e per questo intervengo, visto che è mia la
responsabilità della nomina del vicecommissario, ho approfondito
l'argomento per renderne conto agli interroganti e all'intera
Assemblea, come ha fatto nel corso della sua breve illustrazione
l'onorevole Ardizzone. E preciso che un'altra interrogazione sullo
stesso argomento è stata presentata degli onorevoli Bosco e Scoma,
ed è stato citato l'articolo 55 dell'Ordinamento degli Enti Locali,
modificato dall'articolo 14 della legge 30 del 2000, anch'essa
citata. In particolare, si è fatto riferimento poi ai precedenti, a
quanto avveniva precedentemente all'approvazione da parte di questa
Assemblea che, credo, in qualunque fase storica, nel 2000, come ci
auguriamo nel 2020, legifererà finalizzando la sua legislazione e
ispirandosi a criteri per il raggiungimento di obiettivi di
efficacia e di efficienza di questa stessa legislazione,
analizzando parola per parola, comma per comma, ogni articolo
ispirandosi alla logicità. E viene anche citato un parere reso
sulla legge dall'Ufficio legislativo e legale in occasione della
nomina del commissario dopo lo scioglimento di organi
amministrativi al Comune di Palermo.
Ma il parere n. 7 del 2004 non è una nuova legge, è un parere
sulla legge che lei ha citato.
Lei ha lamentato sorrisi e smorfie, ma io non ho sorriso, ho
riconosciuto l'importanza dell'interrogazione e, a riscontro di
questa valutazione che faccio, ho consultato semplicemente leggi e
pareri, a cominciare da quello da lei citato.
Stiamo parlando di un parere che poi, peraltro, è corredato - in
fondo è tutto il parere che viene citato nella interrogazione -
anche da pronunciamenti della Corte dei Conti, Sezione controllo
enti, sia del 1992 che anche di anni successivi. E, per la verità,
in questa legge citiamo l'articolo 55 che è composto da cinque
commi, per come è stato modificato, sostituendovi delle parti,
dall'articolo 14 della legge 30 del 2000, a cui noi facciamo
riferimento.
E' questo articolo 55 al quale fanno riferimento e nel quale
trovano fondamento i decreti di nomina dei commissari,
eventualmente dei vicecommissari, per come necessitasse o è
necessitato nella fattispecie di cui ci occupiamo per il Comune di
Palermo a seguito di scioglimento, piuttosto che di dimissioni,
rimozioni di sindaci etc. Tanto è vero che nella nomina del
commissario, Prefetto Luisa Latella, il secondo punto che dà
fondamento al provvedimento di nomina, dopo lo Statuto della
Regione siciliana, è proprio il vigente Ordinamento amministrativo
degli enti locali, approvato con legge del 1963 che, per quanto
riguarda l'articolo 55, viene modificato con la più volte
sopracitata legge 30 del 2000. E poi, specificamente, entrando nei
particolari si cita: visto l'articolo 55 di questo Ordinamento e la
legge 16, come modificata dalla legge 30 del 2000.
Nella buona sostanza, ovviamente, anche il decreto di nomina del
vicecommissario - come dicevo - ha quel riferimento legislativo che
giustifica e dà fondamento alla nomina dei commissari e o dei
vicecommissari. Anche per quanto riguarda la nomina del
vicecommissario noi ci riferiamo alla legge 16 del 1963, che
disciplina l'ordinamento degli enti locali, e alla legge 30 del
2000 per le integrazioni e per le parti di quella norma che vengono
sostituite.
Della norma parleremo, dell'articolo 55.
Intanto, vorrei richiamare l'attenzione sul parere dell'Ufficio
legislativo e legale della Regione siciliana, il parere n. 7 del
2004, parere che, nel nominare il vicecommissario, ovviamente io
contesto nelle sue conclusioni.
E lo contesto, e credo che sia più che legittimo, perché faccio
riferimento alla legge, cioè all'articolo 55 della legge 16 del
1963 dell'ordinamento degli enti locali, come poi sostituito.
Questo parere - leggo testualmente - recita: La figura del
commissario straordinario viene tradizionalmente riportata allo
schema del cosiddetto controllo sostitutivo .
E per comprendere qual è il significato che l'Ufficio legislativo
attribuisce alla figura del controllo sostitutivo, continuando
leggiamo che: la nozione - questa del controllo sostitutivo -
abbraccia le ipotesi in cui un organo normalmente investito di una
determinata competenza viene sostituito da un organo straordinario
designato e temporaneamente investito di quella competenza - che
veniva definita nel rigo precedente determinata, potremmo dire
limitata, potremmo dire circoscritta - dall'autorità di controllo .
Sono finite queste cinque righe.
Su questa figura, alla quale fa riferimento l'Ufficio legislativo
e legale. Lo stesso nel parere attribuisce e chiede e postula che
si dia un'interpretazione restrittiva delle norme, e a questa
figura giustamente ritiene che non possano essere assegnate
potestà relative a deleghe che questo commissario straordinario può
assumere o, a sua volta, conferire a vicecommissari o quant'altri.
Parliamoci chiaro se vogliamo comprenderci ancora di più.
Nel parere, quando si fa riferimento alla figura del commissario
straordinario, che ha determinate competenze, che viene designato
dall'organo che controlla, per fare un esempio si fa riferimento ai
commissari sostitutivi di un organo che non adempie alle sue
competenze, per cui l'organo di controllo, diffidato il consiglio
comunale che non ha approvato il bilancio, che non ha approvato il
piano regolatore, trascorso il termine della diffida nomina un
commissario al quale affida la stessa determinata competenza e, al
di là di quella competenza, questo commissario non ha poteri. A
maggior ragione non è consentito che al commissario si affidi un
vicecommissario, al quale attribuire eventualmente funzioni
delegate da parte di quel commissario.
E, nello stesso parere, l'Ufficio legislativo e legale fa
riferimento alla cessazione anticipata e all'elezione congiunta del
Sindaco e del Consiglio che, come sapete, è contemplata nel secondo
comma dell'articolo 55 del quale noi parlavamo.
L'Ufficio legislativo contesta, relegandole ad una serie di
considerazioni giuridicamente infondate - che io credo che
giuridicamente infondate non fossero - le motivazioni che stanno
alla base della richiesta del parere sottoscritta dall'allora
dirigente generale Luigi Castellucci, e forse dal redattore di
quella richiesta, il dirigente pro-tempore del servizio, dottore
Rosolino Greco, i quali, nel sottoscrivere congiuntamente la
richiesta di parere, concludono dicendo - nella nomina di un
vicecommissario, nell'ipotesi di cessazione anticipata del sindaco
- si aggiunga poi la considerazione che richiama lo spirito e il
criterio di logicità al quale non può non essersi ispirata, nel
modificare l'ordinamento con l'articolo 14 della legge 30 del 2000,
questa Assemblea regionale siciliana . Si aggiunga poi che sul
piano dell'impegno istituzionale, la presenza del Consiglio, e non
lo scioglimento e l'assenza del Consiglio, costituisce un aggravio
di impegni, stante che il commissario, in sostituzione del sindaco,
è obbligato a svolgere tutte quelle funzioni che la legge gli
prescrive nei confronti del Consiglio, ad esempio: risposte alle
interrogazioni dei consiglieri, presenze nelle sedute di Consiglio,
illustrazione delle relazioni previsionali e programmatiche
relative ai bilanci, ai programmi triennali e annuali delle opere
pubbliche, illustrazione di rendiconti, di proposte di
deliberazioni di competenza del Consiglio etc.
Come bene sapete dato che molti di noi sono stati amministratori
locali, ma credo che non ci sia bisogno di questa diretta
esperienza per renderci conto di quello di cui stiamo parlando, se
io sono commissario al posto del Sindaco oppure del Consiglio
comunale non devo illustrare al Consiglio comunale né il bilancio
di previsione né il piano regolatore. Lo delibo nella sede
competente e poi me lo approvo perché sono anche, al tempo stesso,
Consiglio comunale.
Se un vicecommissario serve, se vogliamo seguire la logica e se
questa Assemblea non avesse nel 2000 legiferato in maniera
irrazionale ed illogica, come credo che non ha fatto, e ora
arriveremo anche alla lettera della legge, non c'è dubbio che se io
sono Sindaco e Giunta e non sono anche Consiglio comunale, ho
bisogno di non di un vicecommissario - e penso al riguardo che un
intervento legislativo ulteriore sia più che utile, ora ne
parleremo citando anche degli esempi che riguardano ovviamente
altri Comuni - soprattutto se io sono Sindaco e Giunta e non sono
al tempo stesso commissario al posto del Consiglio comunale, ho
bisogno di collaboratori e di collaborazioni alle quali assegnare
funzioni delegate.
In quanto al parere, a conferma che è il fondamento e la base di
partenza che io contesto di quel parere, che per quanto riguarda il
potere del commissario straordinario sostitutivo si fa riferimento
al commissario che, diffidato l'ente, supplisce alle inadempienze
dello stesso, vengono citati due pronunciamenti della Corte dei
Conti, che peraltro intervengono in settori di enti lirici e di
enti di trasporto, che hanno visto nominati i commissari da parte
del Ministero, i quali sostituiscono per inadempienza quegli enti,
e non sono commissari straordinari per occuparsi complessivamente
della gestione di quegli enti. E' il caso del commissario
sostitutivo in caso di inadempienza per la mancata approvazione del
bilancio, al quale si ricorre anno per anno da parte
dell'Assessorato degli enti locali, a differenza invece del
commissario nominato per il Comune di Palermo.
L'articolo 55 dell'Ordinamento degli enti locali, come sostituito
e quindi riscritto dalla legge 30, è uno dei quattro o cinque
articoli che, a partire dall'articolo 43, è inserito nella sezione
in cui si tratta delle materie, delle competenze, dello
scioglimento dei Consigli comunali. E questo articolo, al primo
comma, parla della decadenza del Consiglio, al secondo comma invece
letteralmente recita nelle ipotesi di cessazione anticipata e di
elezione congiunta del Sindaco e del Consiglio, procede con le
modalità del primo comma , attingendo ovviamente a varie figure
professionali per quanto riguarda la scelta del commissario.
Nelle ipotesi di cui al secondo comma, invece, anche per
l'esercizio delle funzioni delegate con i criteri di nomina del
prima comma e con i criteri di compenso del quarto comma può, con
specifica motivazione, essere nominato un vicecommissario. Questo
sta scritto nell'articolo 55.
In questo articolo 55, secondo comma, che tratta l'argomento trae
fondamento giuridico la nomina del commissario e, per quanto ci
riguarda, del vicecommissario.
Qua ci sono tre fattispecie che dobbiamo prendere in
considerazione: una è quella dello scioglimento del Consiglio
comunale, e non è il nostro caso. Nel caso in cui si scioglie il
Consiglio comunale, il primo comma prevede la nomina del
commissario straordinario al posto del Consiglio comunale.
La seconda fattispecie: nel caso in cui si scioglie il Consiglio
comunale e decade il Sindaco, prevista dal secondo comma, che è la
fattispecie per la quale, secondo gli interroganti, si può nominare
il vicecommissario.
A mio avviso, nel secondo comma non può non essere contenuta una
terza fattispecie, e cioè il caso di cessazione anticipata del
Sindaco e della Giunta e poi l'elezione congiunta del Sindaco e del
Consiglio comunale, perché se questa fattispecie non fosse
contenuta nel secondo comma, se fossero previste soltanto queste
due fattispecie mi chiedo quale fondamento giuridico avrebbe la
nomina del commissario straordinario che viene nominato nel caso e
nella fattispecie solo delle dimissioni del Sindaco, mentre il
Consiglio comunale resta in carica?
E' chiaro quindi che l'interpretazione corretta - eccome se non
abbisogna di una precisazione, a scanso di ulteriori equivoci - di
questo secondo comma è quella che, oltre che sciogliersi il
Consiglio comunale, non c'è bisogno di aggiungere il secondo comma
perché la fattispecie era già prevista nel primo, oltre che
sciogliersi il Consiglio e andare a casa Sindaco e Giunta insieme
al Consiglio, non può non prevedersi anche la fattispecie che si
sta realizzando nel Comune di Palermo e cioè, come si realizza in
tanti altri comuni e come si realizzò nei comuni di Messina e
Catania dove si poteva nominare un vice commissario, ed era poco,
bisognava nominarne anche due o tre, su questo sì che interviene
sicuramente, fissando ad uno al massimo il numero per la nomina dei
vicecommissari. Devo dire che il vicecommissario non può che stare
affiancato al commissario che svolge le funzioni di Sindaco e di
Giunta, e non al commissario che svolge le funzioni anche di
Consiglio comunale.
Tra le altre cose, io ho dato un'occhiata alle 16 deleghe,
complicatissime, che competevano agli assessori della Giunta
Cammarata. Ho visto che la pesantezza di questa amministrazione è
scritta nel miliardo e duecento milioni di bilancio del Comune con
9.581 soggetti dipendenti, i quali peraltro hanno le rappresentanze
sindacali con le quali l'Amministrazione attiva si confronta, a
prescindere dalle competenze del Consiglio comunale.
Ho visto i 12 gruppi consiliari che in conferenza dei capigruppo
sono stati sentiti, credo ieri, dal commissario, senza il vice;
così come le sette commissioni permanenti che sicuramente vogliono
sentire, dal commissario o da un suo delegato, una parola precisa,
per non parlare delle partecipate che insieme - non vorrei
sbagliarmi, voglio essere preciso - credo che possano vantare circa
6 mila e settecento, 8 mila dipendenti, anche essi sicuramente
sindacalizzati e per i quali è necessaria l'interlocuzione da parte
del commissario straordinario ovvero di un suo vice alla gestione
di queste competenze dal commissario eventualmente delegato.
Questo, voi giuristi me lo insegnate, secondo un altro principio
di logica e di corretta amministrazione che questa Assemblea non
può avere violato con la modifica della legge 16 del 1963, appunto
attraverso la legge 30 del 2000, ovvero il principio dell'articolo
97 della Costituzione secondo il quale i pubblici uffici sono
organizzati secondo disposizioni di legge in modo che siano
assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'Amministrazione.
A tal proposito, questo è un principio per il quale, onorevoli
colleghi e signor Presidente, oggi se ne è parlato nel resto
d'Italia a proposito, in Commissione Affari Istituzionali di questa
Assemblea, in omaggio o in violazione di questo principio
costituzionale, forse saremmo più bravi o abbiamo legiferato male.
Nel Comune di Galatina, che ha 27 mila abitanti - e non è la
Sicilia - vengono nominati due vicecommissari con funzioni
delegate; nel comune di San Ferdinando di Puglia ne vengono
nominati due e là gli abitanti sono 14 mila.
Ora, siccome, mi rifiuto di ritenere che questa Assemblea abbia
nel 2000 legiferato, come dire, in maniera irrazionale, illogica e
certamente non giovando alla corretta ed efficiente amministrazione
in una città con gravi problemi e, comunque, con una dimensione
tale per cui Galatina e San Ferdinando si ritrovano moltiplicati
per 30 o per 40 e secondo una interpretazione, che io ritengo
logica e corretta, del secondo, del primo, del quinto, del terzo e
del quarto comma dell'articolo 55, ritengo non lecito questo
provvedimento di nomina del vicecommissario, ma molto di più.
Se l'Assemblea volesse quanto prima fugare ogni dubbio e,
soprattutto, magari individuando criteri connessi con le condizioni
di bilancio, ma soprattutto con la popolazione amministrata, per la
nomina di più vicecommissari, non soltanto di uno, per l'avvenire
credo che faremmo un buon servizio agli enti locali siciliani e
alla nostra Regione. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, lei deve essere particolarmente
simpatico al Presidente se è venuto qui con 20 carpette e le ha
dato una risposta così articolata e completa.
Ha facoltà di parlare per dichiararsi soddisfatto o meno della
risposta.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intenzione,
pensavo che non potesse essere diversamente, era di dichiararmi
soddisfatto perché le conseguenze non potevano essere quelle che il
Presidente si fosse presentato in questa Aula a dichiarare che la
dottoressa Monterosso non solo non si era insediata, ma che il
Governo, prendendo atto dell'errore compiuto, avesse ritirato
l'atto amministrativo.
Gli avvocati insegnano che quando si parla molto, ma non siamo in
tribunale, probabilmente c'è scarsezza di argomenti.
Lei ha citato le premesse del parere reso nel 2004 in ordine alla
vicenda di Messina, quello che è il commissario, bene, ed in questo
parere si dice che si era proceduto per i grandi comuni, prima
dell'articolo 14 - sempre con riferimento a Palermo, perché la
questione era stata posta con Palermo - alla nomina di più sub
commissari, e che tale prassi non possa reiterarsi alla luce del
disposto normativo vigente. Io su questo non dovrei più aggiungere
niente.
Se poi su questo il Presidente non mi ha risposto, richiamo quanto
ho detto in premessa.
Il decreto del Presidente della Regione dell'8 maggio, pubblicato
nella Gazzetta ufficiale del 22 maggio 2009, stabilisce,
riducendoli, i compensi per i commissari, e prevede la nomina del
vice solo nel caso in cui sono sostituiti il sindaco, la giunta e
il consiglio. Più palese di questo cosa c'è
Continuare, onorevole Presidente, a citare i casi dei comuni del
resto d'Italia dà la riprova che con tutti i commissariamenti che
noi abbiamo avuto in Sicilia non c'è mai stata la possibilità - a
parte il caso di Palermo - prima della modifica legislativa, di
nominare un vicecommissario, nel caso in cui non esercitassero più
i poteri il consiglio, il sindaco e la giunta.
Su questo mi pare c'è poco da aggiungere. Lei mi parla di
illiceità, io parto dal presupposto che siamo in presenza di un
atto amministrativamente illegittimo.
Se si persiste su questa linea - e francamente mi sarei aspettato,
Presidente, una risposta diversa - da un lato sono confortato,
perché mi sarei aspettato, e mi avrebbe fatto piacere, un parere
reso dallo Studio Carnelutti, se a lei non basta l'Ufficio
legislativo e legale che ora in questo momento lei sta smentendo.
Ma quando lei mi dice nella premessa, ed è la riprova di quello che
stiamo dicendo, della richiesta di parere che il dottore
Castellucci e il dottore Rosolino Greco sostenevano la bontà di
nominare vicecommissari perché si rendevano conto dell'esigenza di
nominarli, e quindi gli uffici della Regione dicevano di nominare i
vicecommissari, nonostante questa richiesta pressante l'Ufficio
legislativo e legale, in presenza di una norma, ha detto che non
era possibile.
Ma allora solo per lei è possibile? Con tutti i commissariamenti
che ci sono stati in Sicilia, soltanto nel caso di Palermo?
Presidente, la risposta francamente mi delude perché io penso di
avere rispetto delle Istituzioni, non spetta certamente a lei
interpretare le leggi; non è il caso, mi creda, di rivolgersi i
tribunali o al TAR perché significa che la politica ha fallito.
Però il rispetto che merita quest'Aula, il rispetto che merita
l'istituzione Presidenza della Regione, che non è chiamata ad
interpretare le leggi, bensì ad applicarle rigidamente. Ho compreso
la difficoltà del magistrato, dottoressa Chinnici, la volta
precedente, mi creda, l'ho compresa
E lei viene in quest'Aula con un gran numero di carpette a non
dirmi niente
LOMBARDO, Presidente della Regione. Non vuole sentire.
PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, si dichiari non soddisfatto.
ARDIZZONE. Onorevole Presidente, si insista su questa linea. Ogni
giorno scopriamo cose nuove, apriamo le braccia, che il popolo
siciliano sia fiducioso che ora siamo non a meno quattordici, ma a
meno 13 mesi.
Comunicazione relativa alla interrogazione numero 2401
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che a seguito della
risposta fornita dal Presidente della Regione all'interrogazione n.
2399 a firma dell'onorevole Ardizzone ed altri è da intendersi
assorbita l'interrogazione con richiesta di risposta scritta n.
2401 Motivi della nomina del vicecommissario straordinario presso
il Comune di Palermo , a firma degli onorevoli Scoma e Bosco.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione dell'ordine del giorno numero 646
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 646. Il parere del
Governo?
LOMBARDO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Col parere favorevole del Presidente della Regione e
con la firma di tutti i componenti dell'Assemblea, lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Rinvio della discussione della relazione conclusiva della
Commissione parlamentare speciale di indagine sul piano di
informatizzazione della Regione siciliana, con particolare
riferimento agli affidamenti alla società 'Sicilia e-Servizi s.p.a.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sul III punto dell'ordine del
giorno: Discussione della relazione conclusiva della Commissione
parlamentare speciale di indagine sul piano di informatizzazione
della Regione siciliana, con particolare riferimento agli
affidamenti alla società 'Sicilia e-Servizi s.p.a.' (Doc. VI),
comunico che il relativo svolgimento è rinviato a martedì prossimo,
a causa l'assenza motivata dell'assessore per l'economia, avvocato
Armao e su richiesta del capogruppo del PDL, onorevole Leontini,
impegnato a Roma per motivi familiari.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 21 febbraio
2012, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica Economia
III - Discussione della relazione conclusiva della Commissione
parlamentare speciale di indagine sul piano di informatizzazione
della Regione siciliana, con particolare riferimento agli
affidamenti alla società Sicilia e-Servizi s.p.a.' (Doc. VI)
relatore: on. Savona
La seduta è tolta alle ore 17.42
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli