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Resoconto d'Aula della Seduta n. 322 di mercoledì 15 febbraio 2012
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   BUZZANCA,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli D'Agostino, Donegani e Scammacca.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE.   Comunico   che   sono   in   missione   per   motivi
  istituzionali:   gli  onorevoli  Campagna  e  Lentini   per   oggi;
  l'onorevole Gennuso dal 15 al 18 febbraio 2012.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.

   BUZZANCA, segretario f.f.:

   N.  2426  -  Redazione  del piano paesistico  della  provincia  di
  Ragusa.
   - Presidente della Regione
   Firmatario: Ragusa Orazio

   PRESIDENTE.  Avverto  che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  posta all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.

   Invito  il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
  con richiesta di risposta scritta presentata.

   BUZZANCA, segretario f.f.:

   N. 2425 - Iniziative in favore delle imprese agricole siciliane.
   - Assessore Risorse agricole e alimentari
   Firmatari:  Galvagno  Michele; Lupo  Giuseppe;  Ammatuna  Roberto;
  Barbagallo  Giovanni; Di Guardo Antonino, Marziano  Bruno;  Rinaldi
  Francesco.

   Avverto  che  la interrogazione testé annunziata sarà  inviata  al
  Governo.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la mozione numero  342
   Interventi  urgenti per il potenziamento delle tratte  ferroviarie
  che  collegano  l'aeroporto  Pio La Torre' di Comiso  (RG) ,  degli
  onorevoli Federico, Musotto, Calanducci, Arena e Romano, presentata
  il 14 febbraio 2012.
   Ne do lettura:

   Avverto  che la mozione testé annunziate sarà demandata,  a  norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

   Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti della scuola media
                          Mazzini  di Marsala

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rivolgo un indirizzo di saluto  ai
  docenti  e  agli studenti della scuola media  Giuseppe Mazzini   di
  Marsala (TP), presenti in Aula. Benvenuti.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   LIMOLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LIMOLI.  Signor  Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi, vorrei richiamare l'attenzione  dell'Assemblea
  regionale  su un fatto doloroso e inquietante di cui abbiamo  avuto
  notizia  oggi attraverso i mezzi di comunicazione: si  è  suicidato
  nelle campagne di Paternò, in provincia di Catania, un imprenditore
  agricolo dell'acese.
   Questo  dato rappresenta pleonasticamente lo stato di bisogno,  di
  disperazione in cui, per il periodo tragico e doloroso  che  stanno
  vivendo,  sono  caduti  tutti  i nostri  produttori,  tutti  nostri
  agricoltori della nostra traumatizzata Sicilia.
   Nel  contempo noto una certa distanza, un certo distacco, come  se
  non  se  ne  volesse parlare rispetto ad un ulteriore crimine  che,
  domani,  giorno 16 febbraio, potrebbe essere perpetrato ancora  una
  volta  sulle spalle dei siciliani, in particolare sulle spalle  del
  comparto  agricolo  siciliano, da parte  del   Parlamento  europeo.
  Sappiamo tutti che domani sarà in trattazione al Parlamento europeo
  la   firma   di   un   protocollo  che   dovrebbe   permettere   la
  liberalizzazione  di prodotti provenienti dal  nord  Africa,  nello
  specifico  provenienti  dal Marocco, che  entrerebbero  quindi  nei
  nostri mercati senza nessuna normativa, senza nessuna regola, senza
  che un dibattito vero venga svolto.
   Credo   che  da  parte  del  Governo  regionale,  da  parte  della
  maggioranza  e da parte di tutta l'Assemblea regionale si  dovrebbe
  agire  per  fare  sì  che  tutti  i rappresentanti  nel  Parlamento
  europeo,  sia  i  rappresentanti della Sicilia sia i rappresentanti
  del  popolo  italiano,  impediscano che ciò possa  accadere  perché
  questo significherebbe dare un'ulteriore, e forse l'ultima, mazzata
  nei  confronti  di  un'economia agroalimentare  siciliana  che  sta
  soffrendo per una situazione oramai insostenibile.
   Gradirei tanto - mi rivolgo anche al mio amico onorevole Cracolici
  -  che  invece di disperderci o di continuare a parlare di primarie
  per  le elezioni amministrative o di accapigliarvi attorno a nomine
  di  consulenti, di direttori, di addetti stampa o di  impiegare  il
  tempo  in  commissione per parlare di soppressione di province,  di
  istituzione  di  liberi  consorzi,  sarebbe  bello  se  il   popolo
  siciliano, se i nostri agricoltori vedessero un impegno unitario di
  tutta  la  classe  politica  regionale, un  impegno  che  centrasse
  l'emergenza, il disastro che noi stiamo vivendo.
   Se poi andiamo indietro e pensiamo alla protesta dei  Forconi',  a
  tutti  i  danni  che  hanno provocato le condizioni  climatiche  di
  questi  ultimi  giorni, credo che dovremmo trovare un  sussulto  di
  orgoglio,  come  classe  politica regionale,  per  dire  ai  nostri
  produttori,  ai nostri fratelli agricoltori che la politica  non  è
  insensibile  a  questo  grido di dolore e di allarme  che  proviene
  dalle nostre campagne.
   Noi  vogliamo impegnarci, noi  possiamo richiedere con forza e non
  credo  sia  sufficiente  la lettera che lei,  onorevole  Presidente
  della  Regione, ha inviato al premier Monti in cui ha rappresentato
  questo stato di cose. E' un primo passo. Ma quanto sarebbe bello se
  si  potesse  convocare  presso la sede della  Regione  siciliana  a
  Bruxelles una seduta straordinaria del Parlamento europeo per  dire
  che  siamo  lì,  come classe dirigente regionale, a  sostenere  con
  forza  il  tema  della tracciabilità dei nostri prodotti  che  deve
  essere richiesta nei confronti di tutti i prodotti provenienti  dai
  Paesi comunitari o extracomunitari e che arrivano da noi.
   Se questo fosse imposto, fosse codificato in una norma, sarebbe un
  segnale importante.
   Oggi  nel  mercato  di  Catania  sono  stati  rinvenuti  pistacchi
  iraniani, che vengono spacciati per pistacchi di Bronte. Nel grande
  mercato ortofrutticolo di Vittoria sono stati trovati pomodorini di
  origine tunisina che venivano spacciati per pomodorini di Pachino.
   Sarebbe utile se noi riuscissimo ad imporre, anche attraverso  una
  task  force  -  e  per questo mi rivolgo soprattutto  all'onorevole
  Presidente  della  Regione -, un lavoro  di  controllo  nei  nostri
  aeroporti, nei nostri porti e anche in tutte le autostrade,  perché
  questi  prodotti arrivano con gli aerei, con le navi o sul gommato.
  Non  ci  vorrebbe  granché per poter dire che  noi  vogliamo  anche
  formare, prendendo a paragone il servizio svolto dai NAS, un gruppo
  di persone che dovrebbero vigilare nei porti di attracco dei grandi
  container o negli aeroporti e anche negli imbarcaderi di Messina  e
  di Reggio Calabria per far sì che tutte le merci che arrivano siano
  controllate e verificate.
   Come  possono  i  nostri produttori competere, anche  rispetto  ai
  costi di produzione che hanno i produttori del Marocco, quando  una
  giornata lavorativa in Marocco pare che abbia un costo di cinque  o
  sei   euro rispetto ai 60 euro giornalieri che un nostro produttore
  deve  pagare  ad un proprio operaio? Come si fa a combattere  tutto
  questo  se  noi non prendiamo atto, non prendiamo coscienza  che  è
  impossibile non dedicare tempo per  .

   PRESIDENTE. Onorevole Limoli, la invito a concludere.

   LIMOLI. Sto terminando il mio intervento.
   Mi permetto di anticipare la presentazione di un ordine del giorno
  per  rappresentare  questo stato di cose e  chiedo  che  sia  fatto
  proprio dall'Assemblea regionale siciliana.

   BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, io ho  presentato  oggi,  alle  ore
  14.00,  una  interrogazione urgentissima, la n. 2431,  proprio  sul
  taglio  che è stato fatto in maniera indiscriminata, devo dire,  ai
  trasporti  e  ai servizi delle isole minori. Siccome è presente  il
  Presidente   della  Regione,  chiedo  che  l'interrogazione   venga
  trattata  rapidissimamente,  il più  presto  possibile,  perché  su
  questo - forse il Presidente Lombardo conosce poco la vicenda -  il
  Governo e la Regione rischieranno di sicuro conseguenze anche sotto
  il profilo del danno erariale, avendo fatto un taglio non per tutti
  i  trasporti della Sicilia, ma avendo fatto una discriminazione fra
  trasporti  da  e per le isole minori e trasporti su  gommato  -   è
  ovvio che non lo ha fatto lei, lo ha fatto l'assessore Pier Carmelo
  Russo  il  quale  riferisce  in  Commissione  di  averlo  fatto  su
  indicazione  dell'assessore Armao. L'assessore Armao dice  che  non
  era  scritto che si doveva fare, ma il risultato è che queste somme
  sono  state  tolte, per cui il settore del trasporto per  le  isole
  minori  è  l'unico che subisce, in dodicesimi, il taglio del  venti
  per cento. La situazione è molto, molto seria.
   Io  ho  avuto modo di parlare con gli uffici competenti, onorevole
  Presidente  della  Regione, e forse lei non sa ma  sono  state  già
  impegnate somme e l'Ufficio dei trasporti non era a conoscenza  del
  fatto  che  l'Assessorato dell'Economia aveva già  tagliato  questi
  fondi.  Soldi essenziali, non i trenta milioni di euro in  più  che
  necessitano  rispetto  ai  settanta, ma addirittura  il  paradosso:
  invece  dei  settanta,  oggi  nel capitolo  insistono  soltanto  55
  milioni di euro.
   Sarà una catastrofe per i servizi per le isole minori.
   Oltretutto, e concludo, mentre a Messina tutti i sindaci, presenti
  l'onorevole  Panarello  e il collega Ardizzone,  hanno  chiesto  al
  Presidente  Lombardo un incontro urgentissimo,  ebbene  l'assessore
  per  il  turismo  è  andato alla Borsa internazionale  del  turismo
  fornendo i programmi con l'indicazione delle tratte e degli  orari,
  quando poi quasi tutto questo verrà stravolto.
   Per  cui,  onorevole  Presidente, prenda in  mano  questa  vicenda
  perché,  mi  creda, è stata fatta un'anomalia. Se un taglio  doveva
  operarsi, andava fatto a tutti i trasporti, ma non è questo che  io
  auguro perché è ovvio che i trasporti hanno il minimo essenziale di
  contributo.  Però  non si capisce perché è stato fatto  alle  isole
  minori  che  pagheranno un prezzo altissimo,  anzi  lo  stanno  già
  pagando visto che sono al secondo mese di esercizio provvisorio con
  il taglio del 20 per cento.
   E' un problema serissimo.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

       PRESIDENTE.  Non  posso darle la parola, se vuole  intervenire
  sull'argomento  agricoltura, perché è ovvio e sacrosanto  che  ogni
  deputato, vista l'importanza dell'argomento, voglia intervenire.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, è più che fondato e comprensibile l'allarme espresso  qui
  dall'onorevole Limoli.
   Volevo  informare l'Assemblea e il Presidente che  uno  dei  punti
  più  importanti  - come risulta peraltro dalle schede  che  abbiamo
  dato  in  copia  alla  stampa  e ai  parlamentari  -  che  è  stato
  illustrato  alla  presenza anche del Presidente dell'Assemblea,  al
  Presidente  del Consiglio ed ai Ministri presenti, è  stato  quello
  relativo  alla  tracciabilità  e  ai  controlli  per  garantire  la
  sicurezza alimentare.
   Anche  su  questo punto, come sugli altri, non si  è  trattato  di
  sollecitare  interventi  da  parte del  Governo  o  del  Parlamento
  nazionale,  bensì di trovare una sinergia nella consapevolezza  che
  noi dobbiamo fare innanzitutto la nostra parte.
   In  questa  nostra  parte, dopo che da tempo si  è  elaborata  una
  strategia e consapevoli che non c'è dubbio che anche il Governo, lo
  Stato con i suoi organi, collaborerà, collabora con noi, ed è  bene
  che lo facciamo insieme, le istituzioni governative e i suoi uomini
  sono  ad  esempio  quei  componenti  delle  forze  dell'ordine  che
  specificamente  si occupano di queste materie e che  già  fanno  il
  loro  mestiere  indipendentemente; ma in  quest'ottica,  in  questa
  strategia si collocano diverse iniziative che sono state  messe  in
  essere.
   Quella  di  oggi,  più clamorosa, ne abbiamo parlato,  è  che  nei
  mercati di Palermo e di Catania sono stati rinvenuti prodotti -  si
  è  parlato  di  pistacchio, di altra frutta fresca,  ma  che  delle
  patate   -   che  a  proposito  della  tracciabilità  hanno   fatto
  riscontrare violazione di norme: dalla fatturazione si  parlava  di
  prodotti italiani, siciliani in particolare, mentre invece è emerso
  che   si   trattava   di   prodotti  importati   anche   da   paesi
  extracomunitari.
   Non  c'è  dubbio che poi l'Istituto zooprofilattico  e  la  sanità
  stanno  provvedendo a verificare, a controllare, se questi prodotti
  sono a posto dal punto di vista della sicurezza alimentare.
   In  quanto  poi  al  Parlamento  europeo  e  al  trattato  che  si
  accingerebbe a ratificare domani, si tratta di un accordo già fatto
  dalla  Commissione  già da tempo, per il quale  l'allarme  è  stato
  sollevato  due  o  tre  giorni  fa, e non  dai  tanti  parlamentari
  europei,   dico  italiani  e  quantomeno  meridionali,  perché   le
  conseguenze negative valgono per tutta l'agricoltura italiana,  per
  quella  meridionale in maniera particolare. E'  una  linea,  quella
  dell'Unione  Europea,  che nei trattati e  negli  accordi  non  c'è
  soltanto  la liberalizzazione dell'importazione di questi  prodotti
  agricoli che penalizzano i nostri; al tempo stesso, negli accordi è
  previsto  che  per  trattori, per concimi  chimici  ed  altro  sarà
  l'Europa ad esportare in quei Paesi, e questi sono prodotti che non
  si confezionano dalle nostre parti.
   Abbiamo  scritto  al Presidente del Consiglio. Mentre  interveniva
  l'onorevole Beninati, ho ricevuto una telefonata da un Ministro del
  Governo  nazionale, perché intervenisse anch'egli - o  anch'ella  -
  sul  Presidente  del  Consiglio. Inoltre,  ho  scritto  a  tutti  i
  parlamentari italiani.
   Mi  si  dice  che  i  siciliani si sono già  organizzati  per  non
  esprimere parere favorevole, ma è importante anche un intervento da
  parte  di  ciascuno  di  voi,  per  i  vostri  rapporti  anche   di
  appartenenza  politica,  attraverso i  contatti  che  potete  avere
  stasera.  E' importante che si intervenga sui gruppi. Che cinque  o
  sette  parlamentari del PPE, piuttosto che del PSE non  ratificano,
  non  serve a nulla perché quando si arriva poi alla trattazione  di
  questi argomenti, sapete bene che al 90 per cento sono accordi  che
  portano  ad una votazione, se non unanime, quasi. Ma se un  gruppo,
  uno  dei grandi gruppi, viene sensibilizzato sull'argomento,  credo
  che quanto meno si possa soprassedere e avere il tempo per parlarne
  perché eventualmente si possa anche tornare indietro.
   Sono  d'accordo  per  quanto riguarda  il  trasporto  pubblico,  i
  collegamenti  con  le  Isole  e il trasporto  pubblico  locale,  il
  trasporto su gomma.
   L'assessore  Russo,  quando verrà fissata la data  di  svolgimento
  dell'interrogazione,  sicuramente  potrà  rispondere  all'onorevole
  Beninati e a quanti altri ci hanno interrogato.

               Annunzio di ordine del giorno numero 646

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  l'ordine  del  giorno n 646 «Iniziative a sostegno dell'agricoltura
  siciliana», a firma degli onorevoli Limoli, Laccoto, Savona, Maira,
  Buzzanca, Oddo, Cracolici, D'Asero, Cordaro, Torregrossa,  Caronia,
  Beninati, Minardo, Formica, Picciolo, Scoma, Bosco.
   Comunico,  altresì, che all'ordine del giorno appongono  la  firma
  tutti  i  deputati presenti in Aula, anche per supportare  l'azione
  del Governo, essendo un tema sensibile.

   Ne do lettura:

                       «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   il  16  febbraio  2012 il Parlamento europeo si  pronuncerà  sulla
  liberalizzazione dei prodotti agricoli dei Paesi del Nord Africa, e
  che  in  particolare,  sembra, verrà ratificato  l'accordo  con  il
  Marocco  per  un aumento considerevole delle quote di  prodotto  da
  commercializzare nei mercati europei;

   la  produzione  delle eccellenze agricole siciliane  subirebbe  un
  durissimo colpo dall'invasione dei prodotti marocchini sul  mercato
  nazionale ed internazionale, i cui prezzi competitivi concorreranno
  slealmente con quelli delle produzioni siciliane, tagliandole fuori
  dalla grande distribuzione;

   RICORDATO altresì che i costi della manodopera nei Paesi dell'area
  nordafricana sono irrisori rispetto a quelli italiani,  e  che  ciò
  consentirà l'immissione nei mercati di prodotti a bassissimo  costo
  che  l'utenza sarà invogliata a scegliere nonostante le perplessità
  sulle modalità di produzione e sull'utilizzo di agenti nocivi  alla
  salute dell'uomo;

   RITENUTO che:

   in  questo  momento  di  grande crisi, in cui  l'agricoltura,  già
  funestata  dalla protesta dei 'Forconi' e dalla rigidità invernale,
  dovrà   anche   affrontare  la  concorrenza  sleale   del   mercato
  marocchino, riducendo al lumicino i margini per una sana e vigorosa
  ripresa del comparto;

   l'innalzamento  dal  12  al  13 per cento  della  quantità  minima
  contenuta   nelle  bottiglie  di  succo  d'arancia  basterebbe   ad
  incrementare la coltivazione di aranceti per più di mille ettari,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  assumere  iniziative  urgenti  per  contrastare  l'aggressione
  dissennata  perpetrata ai danni dell'agricoltura siciliana  con  la
  liberalizzazione del commercio dei prodotti extracomunitari;

   a  richiedere  al  Governo nazionale una campagna  di  difesa  del
  prodotto  d'eccellenza siciliano attraverso adeguate iniziative  in
  sede europea;

   ad   attivarsi   perchè  venga  predisposto  un   piano   per   la
  proposizione,  in sede europea, di una 'task force'  nazionale  che
  possa  operare ai confini territoriali un controllo rigoroso  sulla
  tracciabilità dei prodotti provenienti dai Paesi esteri». (646)

   vicecommissario straordinario

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Svolgimento, ai sensi dell'art. 143 del Regolamento interno,
   dell'interrogazione numero 2399  Notizie sulla recente nomina del
         vicecommissario straordinario del comune di Palermo

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento,  ai  sensi  dell'art.  143  del  Regolamento  interno,
  dell'interrogazione numero 2399 «Notizie sulla recente  nomina  del
  vicecommissario   straordinario  del  comune  di  Palermo»,   degli
  onorevoli  Ardizzone,  Adamo,  Lentini,  Dina,  Forzese,   Nicotra,
  Giuffrida e Ragusa. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   nel corso del mese di gennaio, il sindaco di Palermo ha rassegnato
  le dimissioni dalla carica;

   di conseguenza, è decaduta la giunta comunale;

   il   Presidente   della   Regione   ha   provveduto   a   nominare
  legittimamente  un  commissario  straordinario  nella  persona  del
  Prefetto, dott.ssa Luisa Latella;

   dalla  stampa,  si  è appreso della nomina di un  vicecommissario,
  nella  persona della dott.ssa Patrizia Monterosso, attuale Capo  di
  Gabinetto del Presidente della Regione;

   la nomina del vicecommissario sotto il profilo tecnico giuridico è
  illegittima,  perché  assunta in palese violazione  dell'  art.  55
  dell'ordinamento  amministrativo degli enti  locali  nella  Regione
  Siciliana, approvato con l.r. 15 marzo 1963, n. 16, quale risulta a
  seguito  della  sostituzione operata dall'art.  14  della  l.r.  23
  dicembre  2000, n. 30, e della modifica recata dall'art. 28,  comma
  1, della l.r. 3 dicembre 2003, n. 20;

   l'art.  55,  come  sostituito,  prevede  infatti  che  'può,   con
  specifica    motivazione   essere   nominato   un   vicecommissario
  straordinario  anche  per  l'esercizio  di  funzioni  delegate  dal
  commissario  straordinario'  solo  'nelle  ipotesi  di   cessazione
  anticipata e di elezione congiunta del sindaco e del consiglio';

   ritenuto che:

   la  norma  non  dà  luogo  ad alcun dubbio  interpretativo,  ed  a
  conferma  di  ciò  soccorre  un parere dell'Ufficio  legislativo  e
  legale  della  Regione siciliana, richiesto e  formulato  nel  caso
  analogo  quando nel 2003 cessò dalle funzioni il sindaco di Messina
  ma non il consiglio;

   il   parere  testé  citato  (Pos.  IV  prot.  1036\2004.11)   così
  testualmente recita: 'La figura del commissario straordinario viene
  tradizionalmente   riportato  allo  schema   del   c.d.   controllo
  sostitutivo;  nozione che abbraccia le ipotesi  in  cui  un  organo
  normalmente   investito   di  una  determinata   competenza   viene
  sostituito  da  un organo straordinario designato e temporaneamente
  investito di quella competenza dall'autorità di controllo.
   Le  sostituzioni  commissariali, data la loro derivazione  esterna
  nonché il carattere di eccezionalità rispetto alla struttura ed  al
  (normale) funzionamento dell'ente, debbono ammettersi  con cautela,
  interpretando  restrittivamente le norme  che  le  prevedono  (cfr.
  Enciclopedia   del   Diritto,   voce  Commissario   e   commissione
  straordinaria).
   Conseguentemente escluso appare nei loro confronti, in  conformità
  al disposto dell'art.14 delle Disposizioni sulla legge in generale,
  il ricorrere al procedimento di interpretazione analogica, e dunque
  inammissibile appare il far discendere dalla ordinaria delegabilità
  di  talune  funzioni  -  sancita, per quanto attiene  gli  ordinari
  organi  dell'ente, quale ordinaria ripartizione  di  competenza  da
  porre  in  essere in esecuzione della facoltà in tal senso ascritta
  in   capo   all'organo  sostituito-  la  possibilità  di  procedere
  parimenti a delega da parte del Commissario straordinario;
   Premesso   altresì  che  l'attività  espletata  in   sostituzione,
  ancorché  posta  in  essere  in via straordinaria  ed  alternativa,
  costituisce  esercizio  di  amministrazione  attiva   (e   non   di
  controllo),  direttamente imputabile all'ente di cui il commissario
  è  organo, ancorché eccezionale, non può non sottolinearsi come  la
  persona  fisica  investita,  in via eccezionale,  delle  competenze
  attribuite dall'ordinamento nelle numerate fattispecie, costituisce
  centro unitario di imputazione delle funzioni e configura un organo
  monocratico,  quale  sintesi dell'interesse pubblico  sotteso  alla
  nomina che altera le regole ordinarie.
   Ancora  in  via  generale si osserva che, come ha  avuto  modo  di
  considerare la Corte dei Conti, anche se con riferimento a gestioni
  commissariali  di  servizi  e  di  trasporto  o  di   enti   lirici
  (cfr.rispettivamente Sezione controllo, 3 dicembre 1992,  n.  75  e
  Sezione controllo enti, 7 febbraio 1995, n. 7) 'in assenza  di  una
  previsione normativa esplicita, non è conforme a legge la nomina di
  subcommissari  per  l'espletamento di compiti delegati'  imputabili
  invero  al Commissario straordinario, e pertanto non possono essere
  introdotti   tali   soggetti,  investiti  anch'essi   di   funzioni
  gestionali.
   Ciò  in  via  generale esposto, e pur preso atto  che  per  quanto
  attiene   specificamente  la  struttura  dello  organo  sostitutivo
  nell'ipotesi  di  amministrazione straordinaria di  un  Comune,  in
  passato, in vigenza dell'art. 55 dell'O.R.E.L. nel testo precedente
  la sostituzione operata dall'art. 14 della l.r. 23 dicembre 2000 n.
  30,  si era proceduto, per i grandi Comuni, alla nomina di più sub-
  commissari,  si  ritiene che tale prassi non possa reiterarsi  alla
  luce  del  disposto  normativo vigente, che appare  con  chiarezza,
  anche  se  implicitamente, escluderne la possibilità, se non  nella
  disciplinata  ipotesi,  riguardata  al  comma  2,  di   'cessazione
  anticipata  e  di elezione congiunta del sindaco e del  consiglio',
  nel cui caso, ai sensi del comma 4, 'con specifica motivazione' può
  farsi   luogo   alla  nomina  di  un  (  solo)  'vice   commissario
  straordinario  anche  per  l'esercizio  di  funzioni  delegate  dal
  commissario straordinario'.
   In applicazione di un fondamentale canone ermeneutico argomentando
  a  contrario, appare dunque esclusa la possibilità di procedere  ad
  una  siffatta nomina in ogni diversa ipotesi, laddove  cioè  manchi
  l'indicato presupposto.
   Non  può  invero attribuirsi al legislatore regionale l'intenzione
  di  porre  in  essere  un  testo  legislativo  privo  di  contenuto
  normativo, come sarebbe da ritenersi laddove dovesse ammettersi che
  la  nomina  in  discorso ben potrebbe disporsi ogni  qualvolta  una
  idonea motivazione possa suffragarla.
   Il  principio  di  legalità,  che impone  la  conformità  formale,
  oltreché   sostanziale,   al  dettato  normativo,   appare   dunque
  escludere, nella specie, la possibilità di procedere alla nomina di
  vice, o sub, commissari straordinari, e, a fronte delle motivazioni
  esposte  nella  richiesta di consulenza, che pur  fondate  appaiono
  avere  sostanzialmente una valenza di merito e non  giuridica,  non
  può che suggersi la strada di una modifica normativa.';

   per  sapere se abbiano effettivamente proceduto alla nomina di  un
  vicecommissario  presso  il  Comune di  Palermo,  ed,  in  caso  di
  risposta  affermativa,  se non si reputi  necessario  revocarla  in
  autotutela nel rispetto dei principi basilari di legalità». (2399)

   ARDIZZONE,  Chiedo  di parlare per illustrare l'interrogazione  n.
  2399.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  mio  Gruppo
  parlamentare   ha  prontamente  presentato  questa   interrogazione
  indipendentemente dalla vicenda Palermo - perché  poteva  trattarsi
  anche di Catania o Messina - e, chiarisco subito, indipendentemente
  dalla   persona  dalla  dottoressa  Monterosso,  le   cui   qualità
  professionali sono indubbie. Questo per chiarezza e precisazione.
   Abbiamo  presentato  questa interrogazione  perché  riteniamo  che
  l'Aula  abbia  un  compito, che è quello di legiferare.  Contestano
  sempre a noi parlamentari di non fare leggi chiare, ma forse questa
  è  una  delle  pochissime leggi chiare che abbiamo fatto,  che  non
  lascia  dubbi  interpretativi e, ove ve ne  fossero  stati,  è  già
  intervenuto l'Ufficio legislativo e legale della Regione  siciliana
  in tempi non sospetti, nel 2004.
   Ricordo  a  me  stesso che tutta la vicenda - ma i palermitani  lo
  sanno  meglio  di  me  - nasce a seguito delle  dimissioni,  il  16
  dicembre  del  2000, dell'onorevole Leoluca Orlando da  Sindaco  di
  Palermo.
   Si  pose  un  problema,  nella  vigenza  nel  vecchio  ordinamento
  regionale  degli enti locali dell'articolo 55, se potessero  essere
  nominati vicecommissari e quanti ne potessero essere nominati.
   Il  Governo  si  orientò,  sulla base della  vigenza  del  vecchio
  articolo  55,  con la possibilità di nominare il  commissario  e  a
  seguire  nominò tre vicecommissari - stiamo attenti perché le  date
  sono importanti - con decreto del 22 dicembre 2000.
   Il 23 dicembre del 2000, il giorno dopo, questa Aula ha esitato la
  legge   30   del   2000  che,  all'articolo  14,  ha  disciplinato,
  modificandolo integralmente, l'articolo 55 della legge 16 del 1963,
  con  una  chiarezza unica perché ci dice che, in caso di  decadenza
  del   Consiglio  o  di  scioglimento,  è  nominato  un  commissario
  straordinario,  ecc . Nell'ipotesi di cessazione  anticipata  e  di
  elezione  congiunta del Presidente e del Consiglio, si procede  con
  le modalità del primo comma.
   E'  previsto che, nel caso in cui cessano il Sindaco e la  Giunta,
  viene  nominato un commissario; nel caso in cui cessano il Sindaco,
  la  Giunta  e il Consiglio, può essere, motivatamente, nominato  un
  vicecommissario.   E  lo  dice  espressamente  nell'ultimo   comma:
   Nell'ipotesi  di  cui  al secondo comma  -  cioè  nell'ipotesi  di
  cessazione anticipata e di elezione congiunta del Presidente e  del
  Consiglio  -  con i criteri di nomina e di compenso  stabiliti  nel
  presente  articolo può, con specifica motivazione, essere  nominato
  un  vice Commissario . Quindi, il presupposto sono lo scioglimento,
  la decadenza, l'assenza di Sindaco, Giunta e Consiglio.
   Non  mi  risulta  che  a  Palermo si  sia  sciolto  il  Consiglio,
  tutt'altro
   Il  problema  si  pose perché bisogna fare una  ricostruzione  con
  riferimento alla decadenza, alla sostituzione, alla sospensione del
  Sindaco di Messina nel 2003.
   Fu  interessato  l'Ufficio  legislativo  e  legale  della  Regione
  siciliana, il quale, con chiarezza unica, precisò che, in  passato,
  vigente  l'articolo  55, prima della modifica  intervenuta  con  la
  legge  del 23 dicembre 2000, si potevano nominare i vicecommissari;
  in  mancanza  di  una previsione espressa di legge non  può  essere
  assolutamente   nominato   un  vicecommissario   a   supporto   del
  commissario  se  non  c'è anche lo scioglimento  del  Consiglio.  A
  riprova,  nonostante  l'insistenza dei parlamentari  messinesi  ma,
  devo  dire, anche dei parlamentari catanesi quando è stato nominato
  solo  il  commissario, il dottor Enzo Emanuele, per Messina  e  per
  Catania vicecommissari non ne sono stati nominati perché ci sarebbe
  stata una violazione di legge.
   Signor  Presidente, non possiamo andare avanti con le smorfie,  ed
  io  mi aspetto la sua replica, complichiamo la vicenda perché dalla
  illegittimità amministrativa passiamo alla illiceità,  che  è  cosa
  diversa. Ma sa dove si complica tutto?
   Con  un suo decreto, signor Presidente. Forse i suoi consulenti  e
  gli  esperti  che  le  hanno  fornito  la  documentazione  si  sono
  dimenticati di citare il decreto dell'8 maggio 2009, firmato da lei
  e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 23
  del  22  maggio  2009, con il quale lei riduce  i  compensi  per  i
  commissari  straordinari  e  prevede espressamente  la  nomina  del
  vicecommissario solo nel caso in cui non esistano  il  Sindaco,  la
  Giunta e il Consiglio.
   Nel  caso in cui il commissario debba esercitare solo i poteri  di
  Sindaco e Giunta c'è un'indennità; nel caso in cui debba esercitare
  i poteri del Consiglio c'è un'altra indennità. Il vicecommissario è
  previsto  espressamente  nel caso in cui  i  tre  organi,  Sindaco,
  Giunta e Consiglio, sono decaduti per un qualunque motivo.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare il Presidente  della  Regione,
  onorevole Lombardo, per rispondere all'interrogazione.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  ringrazio  per  le  ulteriori  precisazioni  l'onorevole
  Ardizzone  che,  insieme ai parlamentari tutti del suo  Gruppo,  ha
  chiesto  spiegazioni in ordine al decreto, da me  sottoscritto,  di
  nomina di un vicecommissario per il Comune di Palermo.
   Io ho letto, come era doveroso da parte mia, questa interrogazione
  e,  com'era doveroso e per questo intervengo, visto che  è  mia  la
  responsabilità  della nomina del vicecommissario,  ho  approfondito
  l'argomento  per  renderne  conto agli  interroganti  e  all'intera
  Assemblea,  come  ha fatto nel corso della sua breve  illustrazione
  l'onorevole Ardizzone. E preciso che un'altra interrogazione  sullo
  stesso  argomento è stata presentata degli onorevoli Bosco e Scoma,
  ed è stato citato l'articolo 55 dell'Ordinamento degli Enti Locali,
  modificato  dall'articolo 14 della legge  30  del  2000,  anch'essa
  citata. In particolare, si è fatto riferimento poi ai precedenti, a
  quanto avveniva precedentemente all'approvazione da parte di questa
  Assemblea che, credo, in qualunque fase storica, nel 2000, come  ci
  auguriamo  nel 2020, legifererà finalizzando la sua legislazione  e
  ispirandosi  a  criteri  per  il  raggiungimento  di  obiettivi  di
  efficacia   e   di   efficienza  di  questa  stessa   legislazione,
  analizzando   parola  per parola, comma per  comma,  ogni  articolo
  ispirandosi  alla  logicità. E viene anche citato  un  parere  reso
  sulla  legge  dall'Ufficio legislativo e legale in occasione  della
  nomina   del   commissario   dopo   lo   scioglimento   di   organi
  amministrativi al Comune di Palermo.
   Ma  il  parere n. 7 del 2004 non è una nuova legge,  è  un  parere
  sulla legge che lei ha citato.
   Lei  ha  lamentato  sorrisi e smorfie, ma io non  ho  sorriso,  ho
  riconosciuto  l'importanza dell'interrogazione e,  a  riscontro  di
  questa valutazione che faccio, ho consultato semplicemente leggi  e
  pareri, a cominciare da quello da lei citato.
   Stiamo parlando di un parere che poi, peraltro, è corredato  -  in
  fondo  è  tutto  il parere che viene citato nella interrogazione  -
  anche  da  pronunciamenti della Corte dei Conti, Sezione  controllo
  enti,  sia del 1992 che anche di anni successivi. E, per la verità,
  in  questa  legge  citiamo l'articolo 55 che è composto  da  cinque
  commi,  per  come  è stato modificato, sostituendovi  delle  parti,
  dall'articolo  14  della  legge 30 del 2000,  a  cui  noi  facciamo
  riferimento.
   E'  questo  articolo  55 al quale fanno riferimento  e  nel  quale
  trovano   fondamento   i   decreti  di   nomina   dei   commissari,
  eventualmente  dei  vicecommissari,  per  come  necessitasse  o   è
  necessitato nella fattispecie di cui ci occupiamo per il Comune  di
  Palermo  a  seguito di scioglimento, piuttosto che  di  dimissioni,
  rimozioni  di  sindaci  etc.  Tanto è vero  che  nella  nomina  del
  commissario,  Prefetto  Luisa Latella,  il  secondo  punto  che  dà
  fondamento  al  provvedimento  di nomina,  dopo  lo  Statuto  della
  Regione  siciliana, è proprio il vigente Ordinamento amministrativo
  degli  enti  locali, approvato con legge del 1963 che,  per  quanto
  riguarda   l'articolo  55,  viene  modificato  con  la  più   volte
  sopracitata legge 30 del 2000. E poi, specificamente, entrando  nei
  particolari si cita: visto l'articolo 55 di questo Ordinamento e la
  legge 16, come modificata dalla legge 30 del 2000.
   Nella  buona sostanza, ovviamente, anche il decreto di nomina  del
  vicecommissario - come dicevo - ha quel riferimento legislativo che
  giustifica  e  dà  fondamento alla nomina dei commissari  e  o  dei
  vicecommissari.   Anche   per  quanto  riguarda   la   nomina   del
  vicecommissario  noi  ci  riferiamo alla legge  16  del  1963,  che
  disciplina  l'ordinamento degli enti locali, e alla  legge  30  del
  2000 per le integrazioni e per le parti di quella norma che vengono
  sostituite.
   Della norma parleremo, dell'articolo 55.
   Intanto,  vorrei  richiamare l'attenzione sul parere  dell'Ufficio
  legislativo e legale della Regione siciliana, il parere  n.  7  del
  2004,  parere  che, nel nominare il vicecommissario, ovviamente  io
  contesto nelle sue conclusioni.
   E  lo  contesto, e credo che sia più che legittimo, perché  faccio
  riferimento  alla legge, cioè all'articolo 55 della  legge  16  del
  1963 dell'ordinamento degli enti locali, come poi sostituito.
   Questo  parere  -  leggo  testualmente - recita:   La  figura  del
  commissario  straordinario  viene tradizionalmente  riportata  allo
  schema del cosiddetto controllo sostitutivo .
   E  per comprendere qual è il significato che l'Ufficio legislativo
  attribuisce  alla  figura  del controllo  sostitutivo,  continuando
  leggiamo  che:   la  nozione - questa del controllo  sostitutivo  -
  abbraccia le ipotesi in cui un organo normalmente investito di  una
  determinata  competenza viene sostituito da un organo straordinario
  designato  e temporaneamente investito di quella competenza  -  che
  veniva  definita  nel  rigo precedente determinata,  potremmo  dire
  limitata, potremmo dire circoscritta - dall'autorità di controllo .
  Sono finite queste cinque righe.
   Su  questa figura, alla quale fa riferimento l'Ufficio legislativo
  e  legale. Lo stesso nel parere attribuisce e chiede e postula  che
  si  dia  un'interpretazione restrittiva delle  norme,  e  a  questa
  figura  giustamente   ritiene  che  non  possano  essere  assegnate
  potestà relative a deleghe che questo commissario straordinario può
  assumere o, a sua volta, conferire a vicecommissari o quant'altri.
   Parliamoci chiaro se vogliamo comprenderci ancora di più.
   Nel  parere,  quando si fa riferimento alla figura del commissario
  straordinario,  che ha determinate competenze, che viene  designato
  dall'organo che controlla, per fare un esempio si fa riferimento ai
  commissari  sostitutivi  di un organo  che  non  adempie  alle  sue
  competenze,  per cui l'organo di controllo, diffidato il  consiglio
  comunale che non ha approvato il bilancio, che non ha approvato  il
  piano  regolatore,  trascorso il termine della  diffida  nomina  un
  commissario al quale affida la stessa determinata competenza e,  al
  di  là  di  quella competenza, questo commissario non ha poteri.  A
  maggior  ragione non è consentito che al commissario si  affidi  un
  vicecommissario,   al   quale  attribuire  eventualmente   funzioni
  delegate da parte di quel commissario.
   E,   nello  stesso  parere,  l'Ufficio  legislativo  e  legale  fa
  riferimento alla cessazione anticipata e all'elezione congiunta del
  Sindaco e del Consiglio che, come sapete, è contemplata nel secondo
  comma dell'articolo 55 del quale noi parlavamo.
   L'Ufficio  legislativo  contesta,  relegandole  ad  una  serie  di
  considerazioni  giuridicamente  infondate  -  che  io   credo   che
  giuridicamente  infondate non fossero - le motivazioni  che  stanno
  alla  base  della  richiesta  del parere  sottoscritta  dall'allora
  dirigente  generale  Luigi Castellucci, e forse  dal  redattore  di
  quella  richiesta,  il dirigente pro-tempore del servizio,  dottore
  Rosolino  Greco,  i  quali,  nel  sottoscrivere  congiuntamente  la
  richiesta  di  parere,  concludono dicendo -  nella  nomina  di  un
  vicecommissario, nell'ipotesi di cessazione anticipata del  sindaco
  -   si aggiunga poi la considerazione che richiama lo spirito e  il
  criterio  di  logicità al quale non può non essersi  ispirata,  nel
  modificare l'ordinamento con l'articolo 14 della legge 30 del 2000,
  questa  Assemblea  regionale siciliana . Si aggiunga  poi  che  sul
  piano dell'impegno istituzionale, la presenza del Consiglio, e  non
  lo  scioglimento e l'assenza del Consiglio, costituisce un aggravio
  di impegni, stante che il commissario, in sostituzione del sindaco,
  è  obbligato  a  svolgere tutte quelle funzioni che  la  legge  gli
  prescrive  nei  confronti del Consiglio, ad esempio: risposte  alle
  interrogazioni dei consiglieri, presenze nelle sedute di Consiglio,
  illustrazione   delle  relazioni  previsionali   e   programmatiche
  relative  ai bilanci, ai programmi triennali e annuali delle  opere
  pubbliche,   illustrazione   di   rendiconti,   di   proposte    di
  deliberazioni di competenza del Consiglio etc.
   Come  bene  sapete dato che molti di noi sono stati amministratori
  locali,  ma  credo  che  non  ci  sia  bisogno  di  questa  diretta
  esperienza per renderci conto di quello di cui stiamo parlando,  se
  io  sono  commissario  al posto del Sindaco  oppure  del  Consiglio
  comunale  non devo illustrare al Consiglio comunale né il  bilancio
  di  previsione  né  il  piano  regolatore.  Lo  delibo  nella  sede
  competente e poi me lo approvo perché sono anche, al tempo  stesso,
  Consiglio comunale.
   Se  un vicecommissario serve, se vogliamo seguire la logica  e  se
  questa   Assemblea  non  avesse  nel  2000  legiferato  in  maniera
  irrazionale  ed  illogica, come credo  che  non  ha  fatto,  e  ora
  arriveremo anche alla lettera della legge, non c'è dubbio che se io
  sono  Sindaco  e  Giunta  e non sono anche Consiglio  comunale,  ho
  bisogno di  non di un vicecommissario - e penso al riguardo che  un
  intervento  legislativo  ulteriore  sia  più  che  utile,  ora   ne
  parleremo  citando  anche  degli esempi che  riguardano  ovviamente
  altri  Comuni - soprattutto se io sono Sindaco e Giunta e non  sono
  al  tempo  stesso commissario al posto del Consiglio  comunale,  ho
  bisogno  di collaboratori e di collaborazioni alle quali  assegnare
  funzioni delegate.
   In  quanto al parere, a conferma che è il fondamento e la base  di
  partenza che io contesto di quel parere, che per quanto riguarda il
  potere  del commissario straordinario sostitutivo si fa riferimento
  al  commissario che, diffidato l'ente, supplisce alle  inadempienze
  dello  stesso,  vengono citati due pronunciamenti della  Corte  dei
  Conti,  che  peraltro intervengono in settori di enti lirici  e  di
  enti  di trasporto, che hanno visto nominati i commissari da  parte
  del  Ministero, i quali sostituiscono per inadempienza quegli enti,
  e  non  sono commissari straordinari per occuparsi complessivamente
  della   gestione  di  quegli  enti.  E'  il  caso  del  commissario
  sostitutivo in caso di inadempienza per la mancata approvazione del
  bilancio,   al   quale  si  ricorre  anno   per   anno   da   parte
  dell'Assessorato  degli  enti  locali,  a  differenza  invece   del
  commissario nominato per il Comune di Palermo.
   L'articolo  55 dell'Ordinamento degli enti locali, come sostituito
  e  quindi  riscritto  dalla legge 30, è uno dei  quattro  o  cinque
  articoli che, a partire dall'articolo 43, è inserito nella  sezione
  in   cui   si   tratta  delle  materie,  delle  competenze,   dello
  scioglimento  dei  Consigli comunali. E questo articolo,  al  primo
  comma, parla della decadenza del Consiglio, al secondo comma invece
  letteralmente recita  nelle ipotesi di cessazione anticipata  e  di
  elezione  congiunta  del Sindaco e del Consiglio,  procede  con  le
  modalità  del  primo comma , attingendo ovviamente a  varie  figure
  professionali per quanto riguarda la scelta del commissario.
   Nelle  ipotesi  di  cui  al  secondo  comma,  invece,  anche   per
  l'esercizio  delle funzioni delegate con i criteri  di  nomina  del
  prima  comma e con i criteri di compenso del quarto comma può,  con
  specifica  motivazione, essere nominato un vicecommissario.  Questo
  sta scritto nell'articolo 55.
   In  questo articolo 55, secondo comma, che tratta l'argomento trae
  fondamento  giuridico la nomina del commissario e,  per  quanto  ci
  riguarda, del vicecommissario.
   Qua   ci   sono   tre   fattispecie  che  dobbiamo   prendere   in
  considerazione:  una  è  quella dello  scioglimento  del  Consiglio
  comunale,  e  non è il nostro caso. Nel caso in cui si scioglie  il
  Consiglio   comunale,  il  primo  comma  prevede  la   nomina   del
  commissario straordinario al posto del Consiglio comunale.
   La  seconda fattispecie: nel caso in cui si scioglie il  Consiglio
  comunale e decade il Sindaco, prevista dal secondo comma, che è  la
  fattispecie per la quale, secondo gli interroganti, si può nominare
  il vicecommissario.
   A  mio avviso, nel secondo comma non può non essere contenuta  una
  terza  fattispecie,  e  cioè il caso di cessazione  anticipata  del
  Sindaco e della Giunta e poi l'elezione congiunta del Sindaco e del
  Consiglio   comunale,  perché  se  questa  fattispecie  non   fosse
  contenuta  nel  secondo comma, se fossero previste soltanto  queste
  due  fattispecie  mi chiedo quale fondamento giuridico  avrebbe  la
  nomina del commissario straordinario che viene nominato nel caso  e
  nella  fattispecie  solo delle dimissioni del  Sindaco,  mentre  il
  Consiglio comunale resta in carica?
   E'  chiaro quindi che l'interpretazione corretta - eccome  se  non
  abbisogna di una precisazione, a scanso di ulteriori equivoci -  di
  questo  secondo  comma  è  quella che,  oltre  che  sciogliersi  il
  Consiglio comunale, non c'è bisogno di aggiungere il secondo  comma
  perché  la  fattispecie  era  già prevista  nel  primo,  oltre  che
  sciogliersi  il Consiglio e andare a casa Sindaco e Giunta  insieme
  al  Consiglio, non può non prevedersi anche la fattispecie  che  si
  sta  realizzando nel Comune di Palermo e cioè, come si realizza  in
  tanti  altri  comuni  e come si realizzò nei comuni  di  Messina  e
  Catania  dove si poteva nominare un vice commissario, ed era  poco,
  bisognava  nominarne anche due o tre, su questo sì  che  interviene
  sicuramente, fissando ad uno al massimo il numero per la nomina dei
  vicecommissari. Devo dire che il vicecommissario non può che  stare
  affiancato  al commissario che svolge le funzioni di Sindaco  e  di
  Giunta,  e  non  al  commissario che svolge le  funzioni  anche  di
  Consiglio comunale.
   Tra  le  altre  cose,  io  ho dato un'occhiata  alle  16  deleghe,
  complicatissime,  che  competevano  agli  assessori  della   Giunta
  Cammarata.  Ho visto che la pesantezza di questa amministrazione  è
  scritta nel miliardo e duecento milioni di bilancio del Comune  con
  9.581 soggetti dipendenti, i quali peraltro hanno le rappresentanze
  sindacali  con  le quali l'Amministrazione attiva si  confronta,  a
  prescindere dalle competenze del Consiglio comunale.
   Ho  visto  i 12 gruppi consiliari che in conferenza dei capigruppo
  sono  stati  sentiti, credo ieri, dal commissario, senza  il  vice;
  così  come le sette commissioni permanenti che sicuramente vogliono
  sentire,  dal commissario o da un suo delegato, una parola precisa,
  per  non  parlare  delle  partecipate  che  insieme  -  non  vorrei
  sbagliarmi, voglio essere preciso - credo che possano vantare circa
  6  mila  e  settecento, 8 mila dipendenti, anche  essi  sicuramente
  sindacalizzati e per i quali è necessaria l'interlocuzione da parte
  del  commissario straordinario ovvero di un suo vice alla  gestione
  di queste competenze dal commissario eventualmente delegato.
   Questo,  voi giuristi me lo insegnate, secondo un altro  principio
  di  logica  e di corretta amministrazione che questa Assemblea  non
  può  avere violato con la modifica della legge 16 del 1963, appunto
  attraverso  la legge 30 del 2000, ovvero il principio dell'articolo
  97  della  Costituzione  secondo il quale i  pubblici  uffici  sono
  organizzati  secondo  disposizioni  di  legge  in  modo  che  siano
  assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'Amministrazione.
   A  tal  proposito,  questo è un principio per il quale,  onorevoli
  colleghi  e  signor  Presidente, oggi se ne  è  parlato  nel  resto
  d'Italia a proposito, in Commissione Affari Istituzionali di questa
  Assemblea,   in  omaggio  o  in  violazione  di  questo   principio
  costituzionale, forse saremmo più bravi o abbiamo legiferato  male.
  Nel  Comune  di Galatina, che ha 27 mila abitanti  -  e  non  è  la
  Sicilia   -  vengono  nominati  due  vicecommissari  con   funzioni
  delegate;  nel  comune  di  San Ferdinando  di  Puglia  ne  vengono
  nominati due e là gli abitanti sono 14 mila.
   Ora,  siccome,  mi rifiuto di ritenere che questa Assemblea  abbia
  nel 2000 legiferato, come dire, in maniera irrazionale, illogica  e
  certamente non giovando alla corretta ed efficiente amministrazione
  in  una  città  con gravi problemi e, comunque, con una  dimensione
  tale  per  cui  Galatina e San Ferdinando si ritrovano moltiplicati
  per  30  o  per  40 e secondo una interpretazione, che  io  ritengo
  logica e corretta, del secondo, del primo, del quinto, del terzo  e
  del  quarto  comma  dell'articolo 55,  ritengo  non  lecito  questo
  provvedimento di nomina del vicecommissario, ma molto di più.
   Se   l'Assemblea  volesse  quanto  prima  fugare  ogni  dubbio  e,
  soprattutto, magari individuando criteri connessi con le condizioni
  di bilancio, ma soprattutto con la popolazione amministrata, per la
  nomina  di  più vicecommissari, non soltanto di uno, per l'avvenire
  credo  che  faremmo un buon servizio agli enti locali  siciliani  e
  alla nostra Regione. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ardizzone, lei deve essere  particolarmente
  simpatico  al Presidente se è venuto qui con 20 carpette  e  le  ha
  dato una risposta così articolata e completa.
   Ha  facoltà  di parlare per dichiararsi soddisfatto o  meno  della
  risposta.

   ARDIZZONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'intenzione,
  pensavo  che  non potesse essere diversamente, era  di  dichiararmi
  soddisfatto perché le conseguenze non potevano essere quelle che il
  Presidente si fosse presentato in questa Aula a dichiarare  che  la
  dottoressa  Monterosso non solo non si era  insediata,  ma  che  il
  Governo,  prendendo  atto  dell'errore  compiuto,  avesse  ritirato
  l'atto amministrativo.
   Gli avvocati insegnano che quando si parla molto, ma non siamo  in
  tribunale, probabilmente c'è scarsezza di argomenti.
   Lei ha citato le premesse del parere reso nel 2004  in ordine alla
  vicenda di Messina, quello che è il commissario, bene, ed in questo
  parere  si  dice  che si era proceduto per i grandi  comuni,  prima
  dell'articolo  14  -  sempre con riferimento a Palermo,  perché  la
  questione  era  stata posta con Palermo - alla nomina  di  più  sub
  commissari,  e che tale prassi non possa reiterarsi alla  luce  del
  disposto  normativo vigente. Io su questo non dovrei più aggiungere
  niente.
   Se poi su questo il Presidente non mi ha risposto, richiamo quanto
  ho detto in premessa.
   Il  decreto del Presidente della Regione dell'8 maggio, pubblicato
  nella   Gazzetta   ufficiale  del  22  maggio   2009,   stabilisce,
  riducendoli, i compensi per i commissari, e prevede la  nomina  del
  vice  solo nel caso in cui sono sostituiti il sindaco, la giunta  e
  il consiglio. Più palese di questo cosa c'è
   Continuare, onorevole Presidente, a citare i casi dei  comuni  del
  resto  d'Italia dà la riprova che con tutti i commissariamenti  che
  noi  abbiamo avuto in Sicilia non c'è mai stata la possibilità -  a
  parte  il  caso  di Palermo - prima della modifica legislativa,  di
  nominare un vicecommissario, nel caso in cui non esercitassero  più
  i poteri il consiglio, il sindaco e la giunta.
   Su  questo  mi  pare  c'è  poco da aggiungere.  Lei  mi  parla  di
  illiceità,  io  parto dal presupposto che siamo in presenza  di  un
  atto amministrativamente illegittimo.
   Se si persiste su questa linea - e francamente mi sarei aspettato,
  Presidente,  una  risposta diversa - da un  lato  sono  confortato,
  perché  mi  sarei aspettato, e mi avrebbe fatto piacere, un  parere
  reso  dallo  Studio  Carnelutti,  se  a  lei  non  basta  l'Ufficio
  legislativo  e legale che ora in questo momento lei sta  smentendo.
  Ma quando lei mi dice nella premessa, ed è la riprova di quello che
  stiamo   dicendo,  della  richiesta  di  parere  che   il   dottore
  Castellucci  e il dottore Rosolino Greco sostenevano  la  bontà  di
  nominare vicecommissari perché si rendevano conto dell'esigenza  di
  nominarli, e quindi gli uffici della Regione dicevano di nominare i
  vicecommissari,  nonostante  questa richiesta  pressante  l'Ufficio
  legislativo  e legale, in presenza di una norma, ha detto  che  non
  era possibile.
   Ma  allora  solo per lei è possibile? Con tutti i commissariamenti
  che ci sono stati in Sicilia, soltanto nel caso di Palermo?
   Presidente, la risposta francamente mi delude perché io  penso  di
  avere  rispetto  delle  Istituzioni, non spetta  certamente  a  lei
  interpretare  le  leggi; non è il caso, mi creda, di  rivolgersi  i
  tribunali o al TAR perché significa che la politica ha fallito.
   Però  il  rispetto che merita quest'Aula, il rispetto  che  merita
  l'istituzione  Presidenza della Regione,  che  non  è  chiamata  ad
  interpretare le leggi, bensì ad applicarle rigidamente. Ho compreso
  la   difficoltà  del  magistrato,  dottoressa  Chinnici,  la  volta
  precedente, mi creda, l'ho compresa
   E  lei  viene in quest'Aula con un gran numero di carpette  a  non
  dirmi niente

    LOMBARDO, Presidente della Regione. Non vuole sentire.

   PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, si dichiari non soddisfatto.

   ARDIZZONE. Onorevole Presidente, si insista su questa linea.  Ogni
  giorno  scopriamo  cose nuove, apriamo le braccia,  che  il  popolo
  siciliano sia fiducioso che ora siamo non a meno quattordici,  ma a
  meno 13 mesi.

        Comunicazione relativa alla interrogazione numero 2401

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, comunico  che  a  seguito  della
  risposta fornita dal Presidente della Regione all'interrogazione n.
  2399  a  firma  dell'onorevole Ardizzone ed altri è  da  intendersi
  assorbita  l'interrogazione con richiesta di  risposta  scritta  n.
  2401   Motivi della nomina del vicecommissario straordinario presso
  il Comune di Palermo , a firma degli onorevoli Scoma e Bosco.
   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Formica


              Votazione dell'ordine del giorno numero 646

   Pongo  in  votazione  l'ordine del giorno n. 646.  Il  parere  del
  Governo?

   LOMBARDO, Presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Col parere favorevole del Presidente della  Regione  e
  con  la  firma di tutti i componenti dell'Assemblea,  lo  pongo  in
  votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Rinvio della discussione della relazione conclusiva della
      Commissione parlamentare speciale di indagine sul piano di
      informatizzazione della Regione siciliana, con particolare
  riferimento agli affidamenti alla società 'Sicilia e-Servizi s.p.a.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, sul III  punto  dell'ordine  del
  giorno:  Discussione della relazione conclusiva  della  Commissione
  parlamentare  speciale di indagine sul piano  di  informatizzazione
  della   Regione   siciliana,  con  particolare   riferimento   agli
  affidamenti  alla  società 'Sicilia e-Servizi  s.p.a.'  (Doc.  VI),
  comunico che il relativo svolgimento è rinviato a martedì prossimo,
  a  causa l'assenza motivata dell'assessore per l'economia, avvocato
  Armao  e  su richiesta del capogruppo del PDL, onorevole  Leontini,
  impegnato a Roma per motivi familiari.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì  21  febbraio
  2012, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  - Comunicazioni

  II  -  Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
  Regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanze della
  rubrica  Economia
  III  - Discussione della relazione conclusiva della Commissione
  parlamentare speciale di indagine sul piano di informatizzazione
  della Regione siciliana, con particolare riferimento agli
  affidamenti alla società  Sicilia e-Servizi s.p.a.' (Doc. VI)
             relatore: on. Savona

                   La seduta è tolta alle ore 17.42

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli