Presidenza del vicepresidente Formica
LEANZA NICOLA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, do il preavviso di trenta minuti al fine
delle eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero avere luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli: Picciolo
e Gentile per oggi; D'Agostino dal 21 al 22 febbraio 2012.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione, per motivi
istituzionali, gli onorevoli:
Vinciullo dal 21 al 22 febbraio 2012; Caputo dal 27 al 29
febbraio 2012.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le Autonomie Locali e la Funzione
Pubblica:
N. 1656 - Modifica del bando di concorso a n. 1 posto di
istruttore amministrativo indetto dal comune di Bisacquino (PA).
Firmatario: Galvagno Michele
da parte dell'Assessore per i Beni Culturali e l'Identità
Siciliana:
N. 974 - Iniziative per l'adozione del piano territoriale
paesistico regionale.
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 1207 - Interventi per il recupero della chiesa di San Giacomo
di Sclafani Bagni (PA).
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1331 - Motivi dell'ingiustificato declassamento della
sovrintendenza di Siracusa.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1801 - Interventi urgenti per la messa in sicurezza ed il
restauro del complesso monumentale di Villa Valguarnera a Bagheria
(PA).
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 2061 - Salvaguardia e valorizzazione del dormitorio dei
benedettini sito nel complesso monumentale Guglielmo II di
Monreale (PA).
Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2427 - Iniziative in materia di procedure di riconoscimento
delle invalidità civili.
- Assessore Salute
Firmatari: Aricò Alessandro; Currenti Carmelo
N. 2428 - Notizie e chiarimenti sulla gestione amministrativa
del Comune di Piedimonte Etneo (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Raia Concetta
N. 2429 - Iniziative per dotare l'ospedale civico di Palermo di
un tomografo PET-TC.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Maira Raimondo
N. 2430 - Iniziative contro il gioco d'azzardo.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2431 - Iniziative per scongiurare la sospensione del servizio
di trasporto marittimo da e per le isole minori.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
Firmatari: Beninati Antonino; Buzzanca Giuseppe; Ardizzone
Giovanni
N. 2432 - Nomina del commissario straordinario del Comune di
Floresta (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Buzzanca Giuseppe
N. 2435 - Chiarimenti in ordine alle presunte inadempienze e
sulle misure urgenti da adottare per l'erogazione di quanto dovuto
alle aziende agricole assegnatarie di risorse comunitarie.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: Adamo Giulia
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2433 - Provvedimenti urgenti per contrastare la libera
circolazione dei prodotti agricoli del Marocco e del Nord Africa,
a tutela delle produzioni siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: Limoli Giuseppe
N. 2434 - Notizie in merito alla razionalizzazione della rete
scolastica della provincia di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Romano Fortunato
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Comunicazione di apposizione di firma a interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 15 febbraio 2012,
pervenuta in pari data e protocollata al n. 1516/Aulapg del 17
febbraio 2012, gli onorevoli Raia e Termine hanno chiesto di
apporre la firma all'interrogazione a risposta scritta n. 2425
Iniziative in favore delle imprese agricole siciliane',
presentata dall'onorevole Galvagno ed altri in data 14 febbraio
2012.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 2433
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'approvazione, nella
seduta d'Aula n. 322 del 15 febbraio 2012, dell'ordine del giorno
n. 646 Iniziative a sostegno dell'agricoltura siciliana , è da
intendersi preclusa, poiché di analogo contenuto, l'interrogazione
con richiesta di risposta scritta n. 2433 Provvedimenti urgenti
per contrastare la libera circolazione dei prodotti agricoli del
Marocco e del Nord Africa, a tutela delle produzioni siciliane , a
firma dell'onorevole Limoli, testé annunziata.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 620
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito di coordinamento finale e di
nota esplicativa dell'onorevole Greco (pervenuta il 20 febbraio
2012 e protocollata al n. 1677/Aulapg del 21 febbraio successivo),
primo firmatario dell'ordine del giorno n. 620 Iniziative in
favore del Corpo forestale regionale' - approvato nella seduta n.
311 del 28 dicembre 2011 - la parte impegnativa del documento di
indirizzo politico testé citato è così riformulata:
impegna il Governo della Regione
per le ragioni esposte in premessa ed a garanzia di una migliore
regolarità ed efficacia amministrativa nel delicato e importante
settore del Corpo forestale regionale, a porre in essere gli atti
e gli adempimenti amministrativi necessari per assicurare il
riconoscimento, al personale tecnico forestale non direttivo e
direttivo, delle qualifiche di agenti e di ufficiali di polizia
giudiziaria in relazione alle rispettive competenze e, ai
dirigenti tecnici forestali, in linea con quanto previsto per il
Corpo forestale dello Stato, della qualifica di 'Sostituto
ufficiale di pubblica sicurezza', ripristinando tal modo il giusto
rapporto gerarchico e funzionale tra i dirigenti e il personale
del comparto del Corpo e superando, in tal modo, disarmonie
organizzative e le conseguenti rilevanti difficoltà nella
gestione complessiva del comparto.
Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
Comunicazione relativa agli ordini del giorno nn. 626 e 628
PRESIDENTE. Comunico che a seguito di coordinamento finale:
- il primo firmatario dell'ordine del giorno n. 626, approvato
nella seduta n. 311 del 28 dicembre 2011, Spettanze al personale
della società Sicilia e-servizi Venture scrl' , è risultato
essere l'onorevole Savona;
- il titolo dell'ordine del giorno n. 628, approvato nella seduta
n. 311 del 28 dicembre 2011, è il seguente: Stato di attuazione
delle previsioni in materia di 'federalismo fiscale' e relative
ricadute sull'assetto socio-economico della Sicilia.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Forzese è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Economia
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Economia .
Per assenza dei rispettivi firmatari, le interrogazioni n. 1215
Iniziative per accelerare le procedure di spesa dei fondi
comunitari in Sicilia , a firma dell'onorevole Vinciullo, n. 1358
Chiarimenti in ordine alla decisione di aumento di capitale della
'Mediterranea Holding' , a firma dell'onorevole Caputo e n. 1706
Notizie sulla gestione del sito termale di Acireale , a firma
dell'onorevole Giuffrida, sono trasformate in interrogazioni con
richiesta di risposta scritta.
Si passa alla interrogazione n. 1843 Opportune iniziative allo
scopo di erogare i crediti vantati dall'A.S.T. s.p.a. nei
confronti della Regione , a firma degli onorevoli Cracolici, De
Benedictis e Di Benedetto.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia e
all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:
l'AST sta attraversando una grave crisi di liquidità che ha già
comportato il ritardo nel pagamento degli stipendi ed il blocco
delle forniture di beni e servizi da parte di numerosi creditori,
compreso il gasolio per gli autobus, e che tale situazione
potrebbe provocare a breve anche interruzioni dei servizi di
trasporto erogati all'utenza, prevalentemente formata da
lavoratori pendolari e studenti, nonostante il fatto che i crediti
vantati dall'azienda siano superiori alle spese che la stessa deve
affrontare a breve per assicurare la regolarità della gestione;
in particolare risulta che, alla data odierna, AST S.p.A. vanti
un credito nei confronti della Regione siciliana ammontante ad
euro 32.780.778,00 così composto:
contributo di ricapitalizzazione ex l.r. 11/2010 anno 2010: euro
13.236.524,50;
contributo rinnovo CCNL anni 2003-2004-2006: euro 11.147.481,84;
contributo di esercizio - saldo anno 2007 euro 167.847,55;
corrispettivo contratto di servizio TPL, 2 trimestre 2011 euro
5.237.649,08;
rimborso tessere anziani l.r. n. 87 del 1981, anno 2010: euro
2.250.000,00;
titoli di viaggio forze dell'ordine, anno 2009: euro 250.223,85;
titoli di viaggio forze dell'ordine, anno 2010: euro 255.049,60;
servizi di trasporto giochi delle isole: euro 196.176,03;
saldo rimborso tessere anziani, anno 2006: euro 27.707,87;
servizi trasporto INDA Siracusa, anno 2009: euro 12.117,60;
TOTALE: euro 32.780.777,92;
a quanto sopra deve aggiungersi il rateo di competenza per
l'anno 2011, fino ad oggi maturato ed ammontante ad euro
8.333.332,00, se sarà confermato l'importo annuale determinato nel
bilancio 2010, pari ad euro 25.000.000,00, secondo quanto previsto
nel documento redatto dalla stessa AST e trasmesso nel dicembre
2010 al consiglio di sorveglianza ed all'amministrazione della
Regione siciliana;
constatato che i ritardi, con i quali la Regione siciliana eroga
i contributi ai comuni dove AST s.p.a. gestisce i servizi urbani
di TPL, si traducono in ulteriori ritardi sui tempi di pagamento
delle fatture che AST s.p.a. emette ai comuni stessi, i quali sono
contrattualmente protetti da una clausola di salvaguardia secondo
la quale l'obbligazione al pagamento verso il fornitore sorge solo
a valle dell'incasso del contributo regionale;
per sapere:
quali ragioni giustifichino i macroscopici ritardi in oggetto e
quali profili di responsabilità ne derivino in relazione ai danni
verso il patrimonio che essi comporterebbero;
quali iniziative intendano intraprendere al fine di garantire
nei tempi più rapidi possibili la corresponsione delle somme
vantate quali crediti da A.S.T. S.p.A. » (1843)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per l'economia per fornire la
risposta.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, l'interrogazione n. 1843 ha come riferimento Opportune
iniziative allo scopo di erogare i crediti vantati all'AST nei
confronti della Regione .
In merito, con rinvio al dato scritto che poi consegnerò agli
atti, la Regione ha avviato una serie di verifiche.
Durante l'anno 2012, venuto meno il contributo di
ricapitalizzazione di cui alla legge regionale n. 2 del 2002, poi
ricostituito con la legge regionale n. 11 del 2010, l'AST S.p.A.
non avendo avuto gli esiti sperati della fase di ottimizzazione e
rimodulazione del contratto rep. N. 241/07, di cui alla delibera di
Giunta n. 402/2009 e dopo la stipula dell'Atto Aggiuntivo al
Contratto rep. n. 11164/10 di rimodulazione dei chilometri e del
corrispettivo contrattuale di cui alla delibera di Giunta n.
289/2010 e di proroga della data di scadenza, ha iniziato a
segnalare la propria grave situazione di criticità finanziaria
derivante essenzialmente dalla mancata erogazione di crediti già
scaduti vantati nei confronti dell'Amministrazione regionale per
gli importi evidenziati dagli onorevoli interroganti nell'atto
parlamentare in argomento.
Si tratta del contributo regionale di ricapitalizzazione ex legge
regionale n. 11 del 2010, acconto 2010; dei contributi per il
rinnovo del contratto collettivo nazionale per gli anni 2003-2004-
2006 di importo relativo a euro 11.147.481,84; del contributo per
l'esercizio 2007 di euro 167.847,55 e del corrispettivo del
contratto di servizio TPL, 2 semestre 2011, di euro 5.237.649,08;
del rimborso tessere anziani legge regionale n. 87 del 1981, per il
2010, di euro 2.250.000,00, dei titoli di viaggio FF.OO anno 2009 e
anno 2010, per i servizi di trasporto giochi nelle isole di euro
197.176,03, del saldo rimborso tessere anziani, anno 2006, di euro
27.707.87 nonché per il trasporto INDA Siracusa, per l'anno 2009,
di euro 12.117,60.
Per l'esercizio 2011 è stato liquidato il 50 per cento a titolo di
acconto del contributo di ricapitalizzazione pari ad euro
11.750.000,00 nonchè sul saldo dello stesso esercizio che,
comunque, potrà essere liquidato dopo la presentazione del bilancio
d'esercizio 2011 di AST S.p.A. E' in fase di erogazione un acconto
di euro 4.000.000,00per il pagamento degli stipendi del mese di
gennaio 2012e debito verso l'erario in ragione delle criticità
finanziarie della Società.
Va chiarito in ultimo che per il 2012 si potrà procedere
all'anticipo del 50 per cento soltanto dopo la presentazione del
bilancio di previsione anno 2012 e la relativa delibera di Giunta
di approvazione.
Va segnalato che, a seguito di alcuni esposti in ordine ad
irregolarità sull'utilizzo del contributo di ricapitalizzazione
all'AST, i nostri uffici sono intervenuti per richiedere una
dettagliata relazione al collegio sindacale sulle presunte
irregolarità in merito.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
CRACOLICI. Signor Presidente, Assessore, questa interrogazione
risale a quasi un anno fa, ma credo che il problema non sia
risolto. Nel senso che la vicenda AST, che è entrata
prepotentemente nelle cronache di questi giorni, anche in virtù del
fatto che ci sarebbero addirittura alcune attività che sono state
sospese, considerato il problema dei carburanti in alcune province
e alcune notizie stampa su eventuali sprechi che sono stati
consolidati, individuati o denunciati presso l'Azienda, portano
alla luce un tema, rispetto al quale vorrei che guardassimo con una
certa attenzione.
Voglio parlarne oggi proprio perché sia evidente a tutti. Una
questione è gestire in maniera corretta la corresponsione di quanto
dovuto anche per evitare sofferenze di liquidità che comportano una
esposizione bancaria da parte dell'Azienda AST che poi
inevitabilmente la Regione in qualche modo è costretta a ripianare,
altra cosa è assistere ad un clima che io non vorrei abbia come
obiettivo una accelerazione di processi di eventuale
privatizzazione. Non perché io abbia chissà quale contrarietà a
processi di privatizzazione delle aziende, nel caso specifico,
dell'AST; però credo che un clima esterno, a volte alimentato per
favorire accelerazioni si chiama svendita, non privatizzazione. Ed
in ogni caso, sono dell'avviso che questa materia vada trattata col
massimo del rigore e dell'attenzione, considerato che, qualora si
dovesse determinare un processo di privatizzazione dell'Azienda,
vorrei ricordare che l'Azienda gestisce prevalentemente attività
che sono in concessione, quindi si privatizzano le concessioni e
non privatizzerei il patrimonio dell'Azienda stessa.
Credo che questa sia una questione che in capo all'Assessore per
l'Economia, nel momento in cui esercita la vigilanza, attiene alla
sua vigilanza, la particolare attenzione sulle modalità con le
quali si potrà eventualmente procedere a processi di
privatizzazione.
Ho voluto cogliere l'occasione di questa interrogazione per dire
che la questione AST va attentamente vigilata da parte del Governo,
anche alla luce di tutti i pronunciamenti giuridici che supportano
il processo di privatizzazione o di fusione per incorporazione che
in atto sta vivendo l'Azienda siciliana trasporti.
PRESIDENTE. Per assenza del firmatario, l'interrogazione numero
2120 Chiarimenti ed iniziative per la pronta definizione dei
contenziosi pendenti tra la Multiservizi S.p.A. e alcuni
lavoratori , a firma dell'onorevole Di Benedetto, é trasformata con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 2222 Iniziative a seguito del
decremento degli introiti IRAP in Sicilia dell'onorevole Falcone.
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, con riferimento all'interrogazione n. 2222, va
preliminarmente osservato che, al di là dei profili inerenti ad
analisi di tipo economico-statistico, l'Amministrazione regionale,
alla stregua della vigente ripartizione di rapporti fra Stato e
Regione, in materia di IRAP, non può ampliare il potere di manovra
dell'aliquota di competenza delle Regioni, ai sensi dell'arti. 16
del Decreto Legislativo Istitutivo n. 446 del 15 novembre 1997,
atteso che a tutt'oggi, non essendo stato emanato il regolamento
previsto dall'art. 1, comma 44 della legge 24 dicembre 2007, n.
244, necessario per individuare le norme derogabili dalle Regioni
per la piena attuazione dell'IRAP regionale, quale tributo proprio
delle Regioni nonché per definire la disciplina della liquidazione,
dell'accertamento e della riscossione dell'IRAP regionale, resta
riservato allo Stato il potere di modificare le basi imponibili,
l'aliquota, le detrazioni e le deduzioni come, peraltro, è avvenuto
con l'ultimo decreto che ha incrementato l'addizionale IRPEF.
In tal senso la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 216/2009,
successivamente alla cosiddetta regionalizzazione dell'IRAP, quale
tributo proprio ai sensi dell'art. 1 comma 43 della L. 244/07, ha
chiarito che a prescindere dal fatto che l'istituzione avvenga
con legge regionale, queste disposizioni non modificano
sostanzialmente la disciplina dell'IRAP che rimane una imposta di
tipo statale . Conseguentemente, quindi, questo rigido meccanismo
contabile, posto sotto l'egida del controllo dello Stato, trova
ragion d'essere nello specifico vincolo di destinazione dei
predetti cespiti tributali ed erariali, al finanziamento della
spesa sanitaria che avviene in ogni caso ed indipendentemente dalle
scadenze fiscali, attraverso forme di anticipazioni sulla dotazione
complessiva, determinata in sede di riparto del fondo sanitario
nazionale.
Ciò detto, va precisato che, diversamente dai dati contabili
esposti in bilancio alla fine dell'esercizio finanziario, i dati di
gettito forniti dal Dipartimento Finanze e Credito di questo
Assessorato, in occasione dell'audizione del 15 novembre., sono
quelli utilizzati per le analisi sugli andamenti di gettito dei
singoli cespiti di entrata e sono desunti dalle tabelle riassuntive
del cosiddetto modello 43 Tes. dei versamenti registrati dal
Cassiere regionale nei relativi mesi dell'anno.
Pertanto, tenuto conto delle spiegazioni fornite nel corso
dell'audizione in ordine al significativo contenzioso insorto con
l'Agenzia delle Entrate e la Regione circa il possesso del
requisito dell'organizzazione autonoma essenziale ai fini
dell'applicazione dell'IRAP e delle osservazioni dei Deputati circa
l'incidenza del fenomeno evasivo, senza con ciò sottovalutare
l'impatto della crisi economica, appare più prudente attendere i
dati contabili di fine esercizio per svolgere più esaustive
considerazioni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Falcone per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
FALCONE. Signor presidente, onorevoli colleghi, sono parzialmente
soddisfatto della risposta dell'Assessore, perché è vero che
l'interrogazione era tesa a comprendere i motivi del decremento
dell'IRAP in Sicilia, però al contempo, voleva anche stimolare il
Governo a qualche iniziativa concreta, se non d'urto, al fine di
rimettere in moto quella che è un'economia stagnante della Regione
Sicilia.
L'assessore Armao ha detto, qualche giorno fa, qualche settimana
fa, che i livelli di spesa della Regione Sicilia sono ricollocati
ai livelli del 2001, temporalmente, nel senso che la spesa è stata
contenuta su quella che era nel 2001 e, quindi, se da un lato è un
fatto meritorio di contenimento di spesa, dall'altro lato comporta
sicuramente un boccheggiamento del nostro mercato.
Per cui, lo spirito e l'auspicio di questo interrogante, nei
confronti del Governo, è quello di movimentare, mobilitare e
stimolare la spesa, soprattutto comunitaria e dei FAS, al fine di
poter ridare ossigeno alla nostra economia e di poter aumentare
anche gli introiti IRAP in questa regione Sicilia, oltre che nello
Stato.
Sull'ordine dei lavori
BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto della
presenza dell'Assessore Armao - e per la verità avrei preferito
fosse presente anche l'assessore Pietro Carmelo Russo -perché già
la scorsa settima abbiamo preannunciato un fortissimo disagio che
riguarda tutti i Comuni siciliani, in riferimento al fatto che, a
tutt'oggi, e siamo al 21 febbraio 2012, non è stata corrisposta ai
Comuni l'ultima trimestralità per ciò che riguarda i trasferimenti
finanziari.
Lei, Assessore, certamente si renderà conto del disagio al quale i
Comuni sono sottoposti. A noi risulta, e questo devo dirlo per
onore della verità, che lei ha sollecitato gli Uffici, che si è
fatto parte diligente affinché questo problema, che sta diventando
un dramma, possa essere risolto.
Le annuncio, signor Presidente, che questo problema che, come
dicevo, sta affliggendo l'intera Sicilia, potrà avere, tra qualche
giorno, risvolti che avranno certamente ricaduta sullo stesso
ordine pubblico. Non si riesce, restando così le cose, a garantire
il trasporto pubblico locale. Già in molte città, Messina compresa,
sono state avviate le procedure di raffreddamento. Questa mattina a
Messina si è tenuta un'assemblea di Messina ambiente che è la
società che per conto del Comune esegue la raccolta dei rifiuti
solidi urbani.
A questo si aggiunga, signor Presidente e signor Assessore, che
abbiamo presentato un ordine del giorno che deve essere sottoposto
all'approvazione di quest'Aula perché lo stesso Governo regionale
si possa fare carico di un'altra grave omissione che questa volta
afferisce al Governo centrale che, a propria volta, non trasferisce
ai Comuni siciliani l'ultima trimestralità riguardo il percorso
finanziario e l'esercizio 2011.
Siamo in condizioni veramente gravi, non sappiamo più a che santo
votarci, non capiamo come si possa continuare a garantire servizi e
non sentiamo la vicinanza né del Governo centrale, né del Governo
regionale; vediamo come ci sia un distacco da parte degli stessi
Uffici della Ragioneria centrale, come ci sia una disattenzione da
parte di quegli Uffici che, al contrario, altro non devono fare che
il proprio dovere.
Signor Presidente, spero che si possa, al più presto, avere una
risposta, qui in questa Assemblea ma, soprattutto, mi auguro che
l'Assessore voglia dare una risposta a tutte le comunità siciliane
e, nel contempo, si possa discutere, magari domani o nella prossima
seduta o nella prossima sessione d'Aula, il problema che riguarda
il trasferimento dei fondi.
Signor Presidente, non si tratta qui di chiedere soldi, si tratta
al contrario di chiedere i nostri soldi I soldi che qualunque
Stato, qualunque Governo regionale o nazionale dovrebbe trasferire
in tempi certi e non tergiversare, perché se così fosse saremmo
costretti, da qui a poco, ad interrompere molti servizi.
Non credo che questo sia ciò che vuole il Governo regionale, non
credo che questo sia ciò che vuole l'Assessore per l'economia ma
soprattutto ritengo sia dovere di quest'Assemblea e di questa
Presidenza farsi parte diligente per sollecitare il Governo
regionale e il Governo centrale a fare il proprio dovere.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, intanto devo dire che condivido
totalmente l'intervento del mio capogruppo ed annuncio che farò una
richiesta al presidente Cascio per porre la questione dell'AST, ma
di tutto il trasporto pubblico locale su gomma, all'attenzione di
quest'Assemblea.
Ci sono una serie di profili dei quali noi non possiamo non
occuparci.
L'annunciato taglio del 20 per cento significa anche ridurre il
diritto alla mobilità dei soggetti più deboli.
Ci sono una serie di questioni legate alla proroga dei contratti
di servizio che come è noto scadono nel 2015.
Ci sono una serie di altri allarmi che preoccupano anche per le
garanzie e per il mantenimento dei livelli occupazionali che non
possono non essere oggetto di una riflessione più complessiva.
La stessa scelta che il socio ha fatto, che il Presidente della
Regione ha fatto di assumere la fusione per incorporazione di
Ionica Trasporti, credo meriti una riflessione specifica da parte
di tutti i parlamentari.
Domani, quindi, mi farò carico di un'iniziativa nei confronti del
Presidente dell'Assemblea perché l'Assemblea regionale siciliana si
occupi di questo argomento.
Discussione della relazione conclusiva della Commissione
parlamentare speciale di indagine sul Piano di informatizzazione
della Regione siciliana, con particolare riferimento agli
affidamenti alla Società Sicilia e-servizi S.p.A.'
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno:
Discussione della relazione conclusiva della Commissione
parlamentare speciale di indagine sul Piano di informatizzazione
della Regione siciliana, con particolare riferimento agli
affidamenti alla Società Sicilia e-serviziS.p.A.'
Invito la Commissione speciale di indagine a prendere posto
nell'apposito banco.
Invito il presidente della commissione e relatore, onorevole
Savona, a svolgere la relazione.
SAVONA, relatore. Signor Presidente, mi limiterò a fare un sunto
per quanto riguarda la relazione, parlerò dell'introduzione e delle
conclusioni alle quali siamo pervenuti.
Con decreto del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
numero 260 del 6 maggio 2011 è stata costituita, ai sensi degli
articoli 29 e 29 ter del Regolamento interno dell'A.R.S., la
Commissione di indagine sul Piano di informatizzazione della
Regione, con particolare riferimento agli affidamenti alla società
Sicilia e-servizi S.p.A. Ciò in attuazione della mozione numero 183
con la quale si invitava il Presidente dell'Assemblea a procedere
in tal senso.
La Commissione si è insediata il 21 giugno 2011 e da allora è
stata prorogata con due diversi ordini del giorno approvati
dall'Aula rispettivamente in data 21 settembre e 18 ottobre 2011.
Occorre, preliminarmente, ricordare come le commissioni d'indagine
dell'Assemblea regionale non hanno gli stessi poteri delle analoghe
commissioni d'indagine del Parlamento nazionale cui, come è noto,
l'articolo 82 della Costituzione attribuisce gli stessi poteri e le
stesse limitazioni dell'Autorità giudiziaria.
Gli strumenti d'indagine utilizzati sono quelli attribuiti dal
Regolamento interno (che, com'è noto, per espressa disposizione
costituzionale, ha natura di fonte normativa di rango primario, non
soggetta alla legge), tipici degli organi parlamentari. Tra essi il
più incisivo è quello previsto dall'articolo 69, comma 5 del
Regolamento interno che consente alle commissioni parlamentari
dell'ARS l'acquisizione di informazioni, notizie e documenti presso
gli assessorati regionali.
Dalla data di costituzione la Commissione si è riunita dieci
volte, svolgendo attività istruttoria consistita nella acquisizione
dei documenti riguardanti il Piano di informatizzazione della
Regione nonché gli atti relativi alla costituzione e all'attività
svolta dalla società partecipata regionale Sicilia e-servizi
S.p.A., istituita ai sensi dell'articolo 78 della legge regionale
numero 6 del 2001. Altro mezzo istruttorio sono state le audizioni
degli amministratori pro-tempore, dei soci e dei rappresentanti
della Regione.
In particolare nella seduta numero 6 del 5 ottobre 2011 sono stati
uditi i consiglieri di amministrazione di Sicilia e-servizi S.p.A
(d'ora innanzi SISE) nominati in rappresentanza del socio di
minoranza Sicilia e-servizi Venture Scrl (d'ora innanzi SISEV)
dottor Bosco e dottor Di Giovanna; nella seduta numero 7 del 6
ottobre 2011 si è proceduto all'audizione dei componenti del
collegio sindacale di SISE, e cioè della dottoressa Vizzini,
presidente, della dottoressa Calatabiano e del dottor Porfiri,
componenti. Successivamente, nella seduta numero 9 del 19 ottobre
2011, sono stati uditi i componenti del consiglio di
amministrazione di SISE di nomina pubblica e cioè il presidente
dottor Emanuele Spampinato e i consiglieri dottor Luca Petrucci e
dottor Luciano De Caro. Infine nella seduta numero 10 del 25
ottobre 2011 si è proceduto all'audizione congiunta dei componenti
del collegio sindacale e dei componenti del consiglio di
amministrazione di SISE e del Ragioniere generale della Regione
siciliana dottor Vincenzo Emanuele.
Sulle conclusioni raggiunte attraverso l'attività istruttoria
compiuta si tenterà di riferire nella relazione che segue,
caratterizzata necessariamente da estrema sintesi attesa la
complessità e vastità della materia oggetto di indagine,
interessata da diversi interventi legislativi e da un certo
dibattito giurisprudenziale, e atteso altresì che gran parte dei
documenti acquisiti sono da tempo di dominio pubblico.
Oltre ai documenti consultabili sulla homepage del Coordinamento
dei sistemi informativi delle Regione (d'ora innanzi CSIR) attivo
nel portale della Regione siciliana e relativi all'appalto concorso
celebrato con bando approvato con D.D.G. numero 206 dell'11 marzo
2005, la Commissione ha acquisito:
·Deliberazione della Giunta regionale numero 165 del 9/5/ 2007 e
relativi allegati;
·Deliberazione della Giunta regionale numero 98 del 24/3/2011 e
relativi allegati;
·Deliberazioni numeri 103-104 e 105 del 2008 della Sezione di
controllo della Regione siciliana della Corte dei Conti;
·Bilanci per gli esercizi 2007, 2008 e 2009 di Sicilia e servizi
S.p.A.;
·Elenchi nominativi dei dipendenti di Sicilia e-servizi S.p.A. e
del personale a vario titolo utilizzato dalla stessa;
·Relazione del 4/4/2011 a firma Sicilia e Servizi S.p.A.
·Comunicazioni in merito alla deliberazione assembleare del 27
settembre 2011, ai pagamenti in favore di Sicilia e-servizi Venture
S.c.r.l., compresi quelli relativi agli stipendi dei suoi
dipendenti nonché riscontro alla diffida del 28 settembre 2011.
·Verbali delle sedute del consiglio di amministrazione dal 2006.
·Lettera del Ragioniere generale della Regione numero di protocollo
64653 del 28 ottobre 2011.
L'indagine condotta dalla Commissione sul Piano di
informatizzazione della Regione con particolare riferimento agli
affidamenti alla società partecipata regionale Sicilia e-servizi ha
evidenziato un quadro in cui è possibile tracciare una linea di
demarcazione temporale molto netta. Se infatti, fino al 2008, il
modello societario ed il conseguente regime degli affidamenti
poteva considerarsi conforme al quadro normativo comunitario e
nazionale di riferimento, come d'altronde avallato dalla sezione di
controllo della Corte dei Conti, lo stesso non può dirsi per le
attività affidate e svolte dal 2008 fino al 31 dicembre 2010.
Invero la mancata tempestiva individuazione dell'ufficio
dell'amministrazione regionale competente a svolgere la direzione
dei lavori relativi alla PTI e la mancata strutturazione della
SISE S.p.A rappresentano una grave irregolarità che mette a
repentaglio non solo la continuità aziendale della stessa, ma
probabilmente anche l'utilità di gran parte del piano di
informatizzazione realizzato fino a questo momento.
A tale situazione ha tentato di porre rimedio il Governo regionale
attraverso una compiuta regolamentazione, in particolare per quanto
attiene al credito vantato dal socio privato SISEV, contenuta nella
nuova convenzione-quadro approvata con delibera di Giunta 98 del
2011. L'esito di tale tentativo, però, non è ad oggi apprezzabile,
non essendosi ancora raggiunto un accordo tra le parti sul debito
pregresso e non essendo stato avviato il cd popolamento della
società SISE in modo da consentirle l'autonomo raggiungimento dello
scopo sociale statutario.
La Commissione auspica pertanto che la Società partecipata e
l'amministrazione regionale, socio di maggioranza, possano chiarire
in particolare:
·le modalità di reclutamento, la natura del rapporto contrattuale
del personale in servizio (5 dirigenti, 4 quadri e 3 impiegati),
in particolare se si tratti di contratti a tempo determinato o
indeterminato.
·I criteri adottati per determinare i compensi di queste figure, in
particolare per quanto riguarda i dirigenti, apparendo in certi
casi, sproporzionati se non illegittimi.
·quale iniziative intenda adottare il socio di maggioranza Regione
siciliana sulla composizione bonaria delle controversie in merito
al debito pregresso (nel frattempo lievitato, sembrerebbe da
notizie assunte, a circa 76 milioni di euro).
A tale ultimo proposito non si può non rilevare comportamenti
omissivi ed inerzie nella realizzazione complessiva del Piano
realizzato dalla società (emblematici i disservizi , per citare un
caso, registrati nel progetto SIC).
Occorre infine verificare se esistano le condizioni, alla scadenza
contrattuale, per la prosecuzione del rapporto sociale o se non sia
più conveniente per la Regione rilevare l'intera partecipazione
azionaria, mettere in liquidazione la SISE S.p.A. e proseguire il
Piano di informatizzazione attraverso una nuova struttura
societaria.
La Commissione, pertanto, auspica che l'attività di controllo
dell'Assemblea regionale sul Piano di informatizzazione della
Regione prosegua anche attraverso la costituzione di una nuova
Commissione d'indagine o l'ulteriore proroga di quella già
istituita.
PRESIDENTE. Dichiaro aperte le iscrizioni a parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, mi dispiace che, mio malgrado, non ero
presente all'ultimo processo verbale dell'Assemblea, non so per un
fatto di giustizia o ingiustizia - questo poi lo vedremo nel corso
dei mesi a seguire - però mi premeva intervenire, questa sera, e
dico immediatamente che non condivido quella che è stata la
relazione che il Presidente ha rassegnato all'Assemblea e ne dirò
le motivazioni nei dettagli.
Premesso che, già, il Gruppo parlamentare, questa mattina, ha
presentato due mozioni: la prima che riguarda il personale
soprattutto quello interinale di Sicilia e-servizi e la seconda,
per altro come conclude la relazione, di un'ulteriore mozione per
un'ulteriore Commissione di indagine su Sicilia e-servizi.
Le motivazioni, in breve, sono queste. Sulla fotografia che ha
fatto la Commissione sotto il profilo normativo non c'è da dire
nulla, è corretta; fino al 2008 c'era una normativa poi la stessa è
cambiata, sono continuati tutta una serie di affidamenti diretti
che, a mio avviso, non potevano essere fatti, ma non solo a mio
avviso ma anche dalle leggi comunitarie, leggi statali, soprattutto
da una finanziaria, in particolare.
Nello stesso tempo la Commissione fotografa una situazione del
personale e dove in maniera del tutto contrastante con
provvedimenti del Governo chiede se questi soggetti siano impiegati
a tempo determinato, indeterminato, se la società perseguiva gli
obiettivi e quanto altro.
Io partirei dal decreto che ha firmato l'assessore Armao, il
decreto assessoriale numero 1720 del 28 settembre 2011, è il
decreto famoso del riordino delle società partecipate.
L'assessore Armao, in questo decreto, naturalmente dopo un lungo e
travagliato lavoro svolto in Commissione, all'articolo 2, oltre
naturalmente allo schema dell'articolo 1, all'articolo 2, punto 5,
scrive testualmente: Nell'area strategica attività informative e
CT della Regione della legge regionale, è mantenuta la società
Sicilia e-servizi S.p.A dotata di un management adeguato agli
obiettivi strategici della Regione nel settore di personale
reclutato nel rispetto dell'articolo 18 della legge 133/2008, il
cui andamento gestionale delle relative attività verrà puntualmente
verificato dai competenti Uffici.
La società dovrà dare tempestiva esecuzione delle determinazioni
assunte dal socio Regione in esito agli approfondimenti in atto,
anche in sede parlamentare, dei contratti di servizio ed assicurare
la massima informazione al socio pubblico e poi si continua con
le altre.
Quindi, si parte da una consapevolezza della Regione che questa
società è stata indicata in un decreto, in una discussione
parlamentare come un'area strategica, un'area strategica con
contenuto soggettivo di personale di alta qualificazione dove con
le procedure della legge, lo richiama anche il decreto 133 del
2008, i contratti erano stati stipulati; non si comprende perché
nella relazione tutto ciò non solo non viene detto ma, anzi, si
chiede se questo personale era o meno a tempo determinato,
indeterminato o altro, come se non si conoscesse dagli atti che
sono stati prodotti alla Commissione quale era appunto la genesi di
quelle che erano le azioni.
Ma la cosa che mi meraviglia non è questa, non è quella del
personale, delle 12 persone, oppure dell'azione degli altri
soggetti che sotto il profilo lavorativo sono intervenuti con
contratto interinale. La cosa che mi meraviglia è che alle
questioni poste, proprio nella mozione che è stata votata in Aula
e, alle questioni poste in una lunghissima interrogazione, la
relazione non aiuta, anzi direi che non dice nulla e su che cosa?
La relazione - leggo perché sono molto complessi e lunghi i punti
- non fa minimamente cenno alla completa inoperosità in cui versa
la società già dalla fine del 2009 e della completa assenza di
intervento, a qualsiasi titolo, da parte del collegio sindacale
che, nessuna azione ha voluto intraprendere, in tre anni, a tutela
della operatività della società, dell'inezia dei consigli di
amministrazione che si sono succeduti, della sua strutturazione,
dell'eccessivo uso di figure consulenziali , cioè non c'è neanche
una parola su qualche milione di euro che è stato speso per le
consulenze, non si fa minimamente cenno a qualche milione di euro
dato lì, fatturato e pagato, anche in quei settori professionali
ben coperti dal personale interno perché da un lato si contesta che
vengono pagati molto, dall'altro non solo vengono pagati molto
coloro che stavano all'interno della società, ma venivano pure
nominati consulenti.
Va denunciato il tentativo di insabbiare - questa è la cosa
fondamentale - il palese conflitto di interessi in cui ha operato
per lungo tempo l'amministratore delegato della società, perché per
lungo tempo la società si è trovata con un amministratore delegato
che era l'amministratore scelto dal socio privato e
l'amministratore delegato, con pieni poteri, affidava direttamente,
in violazione di legge, per milioni di euro, alle società private
che rappresentavano l'esecuzione e non c'è una parola di tutto
questo.
La relazione non fa minimamente cenno all'eccessiva onerosità
delle tariffe giornaliere, a persona, di oltre mille euro, pagate
al socio privato né al perimetro degli affidamenti che
legittimamente potevano essere assegnati al socio privato, ossia la
gestione e la conduzione della piattaforma telematica integrata,
unica ed esclusiva previsione del bando di gara, perché ormai è
palese a tutti, il bando di gara diceva due cose da un lato la
ricerca del socio privato che è stata fatta con bando pubblico,
dall'altra la costituzione di una piattaforma telematica integrata.
Tutti gli altri servizi non erano assolutamente previsti nel
bando, fino al 2008 è stato possibile affidarli, da quella
finanziaria non è stato più possibile affidarli, ma hanno
continuato nella stessa maniera.
La relazione non fa minimamente cenno al fatto che tutti i pareri
di congruità tecnico-economica rilasciata dalla PSIR, la
Commissione che doveva fare il cosiddetto collaudo sui progetti di
Sicilia e-servizi prescrive nella fase di collaudo e prima di
qualsivoglia pagamento, perché prima che il pagamento veniva
effettuato, in quanto venivano fatte solo anticipazioni, ci voleva
la congruità data da questo organo che, poi, è stato nominato da
quando l'assessore Armao era al bilancio, il computo dei cosiddetti
punti funzione' concretamente realizzati, adempimento che
l'amministrazione non ha mai posto in essere.
Il fatto più grave, signor Presidente, che doveva emergere dalla
relazione e soprattutto doveva emergere da un'azione che ora mette
a repentaglio milioni di euro ed è un danno erariale nei confronti
della Regione, perché la società, come tutti sapete, è stata posta
in liquidazione. Questa società aveva in itinere una serie di
progetti comunitari, una serie di progetti di accordi di programma-
quadro che si stavano concretizzando e, naturalmente, erano il
motore principale per attingere non solo ai fondi comunitari, ma
alla partecipazione di diverse pubbliche amministrazioni.
La relazione invita a verificare la convenienza, a porre in
liquidazione la società, non ricorrendo i presupposti dato che
l'oggetto sociale è tuttora perseguibile, non considerando che la
messa in liquidazione determina onerosi costi aggiuntivi,
esodazione del personale con il riconoscimento delle dovute
indennità, chiusura di contratti in essere ed impossibilità di
operare contratti inseriti nella programmazione comunitaria in
accordi di programma-quadro, sperpero delle risorse comunitarie
utilizzate per la costituzione, operatività e gestione di Sicilia e-
servizi con conseguente danno all'erario emergente anche sotto il
profilo comunitario.
Infine, riteniamo che tutte le attività che non sono state
attenzionate dalla Commissione siano, in questo momento, in una
condizione di monopolio perché mettendo la società Sicilia e-
servizi in liquidazione, gli unici a poter operare in tutta la
Regione siciliana per tutto il comparto informatico sono quei
soggetti che hanno il cosiddetto know-how che doveva essere
trasferito alla Sicilia e-servizi.
Oggi, ci troviamo nelle condizioni di avere un liquidatore, di
avere delle risorse umane che potevano essere patrimonio della
Regione; mi rifaccio anche alla relazione dove si dice che non si è
fatto niente sul piano strategico. Ciò non è assolutamente vero
perché alla Commissione sono stati trasferiti anche gli ultimi
verbali del Consiglio di amministrazione nuovo dove il piano, non
solo quello strategico, ma soprattutto quello del personale, era in
itinere, era stato concordato con il socio privato ma, al di là di
questo aspetto, è chiaro che, oggi, ci troviamo davanti ad una
situazione che non si riesce a comprendere, anche se questa
situazione l'abbiamo vissuta nella medesima maniera con Sicilia
Innovazione, quando una mattina, come quella di qualche settimana
fa, il socio pubblico decide di chiudere Sicilia Innovazione,
quindi, decide di non collaudare più alcun tipo di lavoro bloccando
la società.
Oggi, quando la società stava per ripartire, una mattina, una
norma di legge viene d'amblè lasciata perdere e, naturalmente,
annunciata una liquidazione della società senza capire dove
andremo, senza capire il danno economico che è stato prodotto,
senza capire che fine farà il personale, senza capire quanto
contenzioso genererà questo tipo di azione.
E perché le chiediamo la Commissione di inchiesta così come ha
concluso la commissione? Lo chiediamo perché vogliamo capire quei
milioni di euro che abbiamo messo nel bilancio del 2011 che
servivano a tamponare una situazione incresciosa di affidamenti
fatti alla società e mai collaudati, che fine hanno fatto
Vogliamo sapere che fine hanno fatto quei milioni di euro nel
bilancio della Regione, ma vogliamo anche comprendere per quale
motivo non si sia fatto luce in quel periodo quando
l'amministratore delegato rappresentava sì la società, ma era il
rappresentante dei soci privati a cui venivano affidati una serie
di servizi in violazione delle norme comunitarie e della norma
nazionale.
Quindi, è per tale motivo che non riteniamo possibile
l'approvazione se questo, appunto, deve essere il finale della
Commissione, il risultato della relazione finale di martedì 7
febbraio e chiediamo, pertanto, a questo Parlamento di
approfondire ancora meglio quanto accaduto nella società Sicilia e
Servizi e per quale motivo, repentinamente, si è chiesta la
liquidazione di una società che solo qualche mese addietro la
stessa Commissione Bilancio, il decreto dell'assessore, ha
individuato quella società come area strategica dell'area di
informatizzazione della Regione plaudendo a quello che era il
lavoro svolto da quei funzionari che sono stati insultati sui
giornali fino a qualche giorno fa.
PRESIDENTE. Ci sono numerosi iscritti a parlare e c'è anche un
impegno dell'assessore a restare fino ad un certo punto per poi
continuare domattina.
CRACOLICI. Domani mattina? Pomeriggio
PRESIDENTE. Lo hanno chiesto in molti, onorevole Cracolici, c'è
pure un impegno dell'assessore nel pomeriggio, la Presidenza era
orientata a proseguire domani mattina però se ci sono problemi si
può rinviare al pomeriggio, ci sarà il tempo di decidere nel
prosieguo dei lavori.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro, ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, la
vicenda che ci vede oggi impegnati in Parlamento è una vicenda
alquanto imbarazzante e lo è ancora di più perché l'assessore
Armao, al netto di quel decreto assessoriale che richiamava il
collega Mancuso e che di fatto certificava, caro assessore Armao,
l'esistenza in vita di Sicilia e-servizi con l'alta strategicità
dei servizi che la stessa società poneva in essere, è appena il
caso di ricordare a quest'aula che l'assessore Armao non era
l'assessore al bilancio nel 2008, non era l'assessore al bilancio
nel 2009, è diventato assessore al bilancio soltanto nell'ottobre
2010, quindi sarei stato più soddisfatto e avrei potuto parlare con
chi maggiormente avrebbe dovuto ascoltarmi se oggi in aula, come da
noi auspicato, ma come non si è verificato, vi fosse stato il vero
protagonista di questa tragedia che si sta consumando a danno di un
po' più di cento famiglie del palermitano ed il vero protagonista
di questo ulteriore affronto alla crisi economica ed occupazionale
che stiamo subendo in Sicilia è Raffaele Lombardo, presidente della
Regione dal maggio 2008, e non l'attuale assessore all'economia.
Però il Presidente Lombardo, che non perde occasione per
dimostrare quanto egli abbia nessuna cura questo Parlamento - ed io
spero che prima o poi un giorno anche i colleghi che oggi lo
sostengono al Governo possano avere un sussulto di prestigio -
mentre si discuteva in ragione del lavoro di questa Commissione di
indagine, ha pensato bene di non attendere neanche l'esito di
questa Commissione determinando la liquidazione della Società
Sicilia e-Servizi dimostrando ancora una volta, qualora ve ne
fosse la necessità, nessuna sensibilità istituzionale e nessun
rispetto di questo Parlamento.
Che poi il liquidatore sia un avvocato catanese, per carità, io
non lo conosco, sarà un uomo di altissimo profilo e non è nei
confronti del liquidatore la crociata, guarda caso registro che il
liquidatore di Sicilia e Servizi è un avvocato catanese, ma per
carità è capitato in tutti questi anni e continuerà a capitare,
non so se è casuale, lo vedremo, ma quello che è ancora più
imbarazzante - e che vorrei che fosse chiaro soprattutto ad un
uomo di legge quale è l'Assessore Gaetano Armao - è che la
liquidazione di Sicilia e Servizi che era una società nata con
una legge di questo Parlamento è stata cestinata e la liquidazione
avviene attraverso un mero atto amministrativo in barba di tutte
quelle che sono le norme sulle fonti del diritto per cui una norma
primaria non può essere, non tanto e non solo delegittimata,
cestinata da un atto di rango inferiore quale è evidentemente,
chiaramente, naturalmente, direi in maniera assolutamente
incontrovertibile un atto amministrativo.
Ebbene, il Governatore della Sicilia è riuscito a cestinare una
società creata attraverso una norma con un atto amministrativo e in
questi anni di Sgoverno Lombardo siamo riusciti a vedere anche
questo
Rispetto a questo, signor Presidente, assessore Armao, colleghi,
mi chiedo cosa avremmo dovuto fare rispetto alla protervia di
questo governatore; rispetto all'insensibilità istituzionale e
rispetto alla assoluta insensibilità del destino di più di 100
famiglie del palermitano
Vedete non possiamo chiederci sulle modalità delle assunzioni, sul
percorso, colleghi, amici miei, non ce ne possiamo accorgere
quando per caso si scopre che c'è una nuova società o un nuovo
socio privato o altri 100 da assumere. Bisogna comprendere le
situazioni prima, almeno per quanto ci è dato comprendere,
considerato che oltre al potere normativo e legislativo abbiamo
anche quel potere investigativo e quel potere di indagine che non
è, come correttamente diceva il Presidente Savona, lo stesso potere
delle Commissioni parlamentari di indagine nazionali, ma è tuttavia
un potere di indagine al di là di quei dati sconcertanti che però
ormai sono diventati normalità, perché rispetto ai padri di
famiglia che muoiono di fame in Sicilia ormai le 20, 30, 40, 80
consulenze al mese del Governatore Lombardo passano addirittura
sotto silenzio.
Io non so per quale ventura e per quale potere mediatico o per
quale potere subliminale questo accade, però questo accade. Ne ha
già parlato Fabio Mancuso e condivido.
Non interverrò neanche sul conflitto di interessi devastante che
c'è stato in questi anni tra un socio privato che esprimeva un
amministratore delegato e che poi conferiva incarichi, procedure e
lavori, però dico questo sarà la ragione per la quale io, fin da
ora signor Presidente mi associo alla richiesta dei colleghi del
Partito delle libertà e, quindi, sottoscrivo formalmente la
richiesta di una nuova commissione di indagine perché non mi pare
che il tema, senza volere entrare con ciò nelle conclusioni della
relazione, possa essere evaso così.
Abbiamo presentato l'1 febbraio un ordine del giorno, presentato
in tempi non sospetti, con il quale abbiamo chiesto al Presidente
della Regione di rivolgersi all'assessore per l'economia perché ci
desse una risposta ed io questa sera sommessamente desidero
formularle queste tre richieste, auspicando che una risposta ci
sia.
Perché il timore, assessore Armao, è che non da parte sua, ma che
da parte del suo dante causa, purtroppo ci sia stata la decisione
di abbattere quanto perveniva dalla precedente amministrazione,
anche quello che di buono c'era, buttando ancora volta nel cestino
l'acqua sporca con il bambino, ma vorremmo capire, e crediamo che
si brancoli nel buio anche in questo caso, tre cose che sono
semplici.
La prima come si farà, liquidata Sicilia e-servizi , a garantire
il funzionamento dell'intero sistema informatico
dell'amministrazione siciliana.
Il secondo punto, come si farà a scongiurare l'interruzione di
attività e di servizi che sarebbero assolutamente dannosi per il
funzionamento dell'apparato amministrativo regionale.
Il terzo punto di domanda, come farà il governo regionale, ammesso
che ne abbia voglia e più di cento famiglie ulteriori in mezzo alla
strada credo che siano un tema, a scongiurare la possibilità che
non venga rispettato, così come appare in queste ultime settimane,
il livello occupazionale di Sicilia e-servizi ed il livello
occupazione che sia in Sicilia e-servizi venture che in
Sicilia e-servizi s.p.a aveva determinato la possibilità di
creare specificità e professionalità che oggi non sono rinvenibili
all'interno della macchina amministrativa.
Noi chiediamo questo all'amministrazione regionale e temiamo che
anche per questo l'amministrazione regionale e il Governo regionale
non abbiano una risposta.
Ma temiamo soprattutto che in tempi di magra e di crisi economica
e sociale il presidente Lombardo abbia ancora una volta deciso una
misura che mette in ginocchio una branca che funzionava all'interno
della macchina regionale per portare a casa esclusivamente temi e
prebende che hanno il sapore drammatico, in questo caso, della
clientela pura.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha
facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
oggi si sta affrontando un tema molto delicato che riguarda sia le
attività di diversi operatori che hanno lavorato e dato il proprio
contributo nell'ambito della informatizzazione della nostra
Regione, ma si sta anche, così come precedentemente detto dai
colleghi, affrontando un argomento di una amministrazione regionale
che sembra schizofrenica, che sembra muoversi secondo logiche che
di fatto non seguono una attività ed un percorso voluto e portato
avanti dai precedenti governi, dall'attività della Commissione
Bilancio e anche dalle pretese della stessa Commissione di
indagine.
Nell'ambito della finanziaria passata, degli anni addietro, votata
con il parere favorevole della Commissione e dell'Aula, era stata
decisa la necessità di una razionalizzazione delle società
regionali e, nell'ambito di questa razionalizzazione, il settore
informatico era stato ritenuto un settore strategico.
Adesso, dopo il parere vincolante esitato dalla Commissione
Bilancio, non si è pensato ad un momento di approfondimento, di una
razionalizzazione delle società stesse, ma si è invece puntato
all'attività di potenziamento di alcuni settori di interesse, con
la creazione, ad esempio, di una struttura come l'IRFIS, cedendo
l'opportunità bancaria per la Regione siciliana, probabilmente
determinando un doppione rispetto a Sviluppo Sicilia con la
nomina del commissario Vattani e, nell'ambito di altre società
importanti, come la società Biosphera o come la società
Multiservizi o come la stessa società dell'informatica siciliana
la Sicilia e-servizi , si punta addirittura alla liquidazione.
Un Governo che, piuttosto che a liquidare e ad essere commissario
liquidatore di quelle cooperative decotte che, ad esempio, si
trovano nella vigilanza dell'assessorato alle attività produttive,
dovrebbe creare le condizioni per potenziare, razionalizzare,
migliorare ciò che trova, creando le condizioni per rendere quel
servizio maggiormente attinente con i tempi.
Pare strano che nelle altre Regioni d'Italia queste società,
questi gruppi di lavoro, come in Lombardia, in Veneto, in Piemonte,
riescano a svolgere un ruolo indispensabile nella informatizzazione
degli atti delle varie Regioni e solo in Sicilia si pensa che è
bene liquidare, chiudere un'esperienza che per la nostra Regione,
devo dirvi, non è una esperienza negativa, anzi
E' un'esperienza positiva perché negli anni passati sono state
coinvolte strutture internazionali con competenze uniche nel
settore, come il gruppo Engineering e Accenture spa, strutture che
hanno potuto dare un know how importante per formare anche i
giovani siciliani che hanno potuto dare l'opportunità di fare ciò
che tanti enti di formazione, in Sicilia, non hanno saputo
determinare negli anni.
Questa società, rispetto ai voleri della Commissione Bilancio,
rispetto a ciò che è stato deliberato nella finanziaria regionale,
oggi si trova a dover chiudere la sua esperienza con la nostra
Regione.
La cosa che, francamente, mi turba tanto e mi lascia sgomento è
pensare come gli operatori internazionali, chi vuole poter
investire in Sicilia, chi vuole poter dare fiducia alla nostra
amministrazione, chi vuole poter pensare che in questa terra,
indipendentemente dai contratti di localizzazione, dai contratti di
programma e, indipendentemente, da chi vuole prendere i Fondi
europei per riuscire, non tanto a fare l'investimento, ma a sanare
le proprie risorse fallimentari, possano venire in Sicilia per
investire e creare occupazione e creare sviluppo.
Manca la credibilità di chi può creare le condizioni di trovare
in Sicilia una presenza credibile, autorevole che darà
l'opportunità alla tua impresa, alla tua azienda di andare avanti.
Questo non è più neanche deciso e definito da una legge del
parlamento, perché la stessa legge del Parlamento regionale non può
tutelare e non può difendere quel percorso di credibilità e di
autorevolezza che si può dare ad una impresa, ad un'azienda che
vuole investire in questo nostro territorio.
Quinti, ben vengano le commissioni di inchiesta, ben vengano le
commissioni di indagine, ma è necessario poter creare le condizioni
affinché questa nostra Regione non torni indietro su ciò che di
buono è stato creato.
In passato, probabilmente, sono stati fatti tanti errori, ma non
tutti i provvedimenti, non tutte le iniziative del passato sono
sicuramente iniziative da abolire, da liquidare e da creare le
condizioni punitive per quei lavoratori che oggi sono presenti in
società che, nel resto d'Italia, funzionano e funzionano bene.
E pare strano che certa stampa ha voluto evidenziare, in questi
mesi, gli emolumenti dei Presidenti, dei Consiglieri di
amministrazione, dei dirigenti generali.
Ebbene, probabilmente è giusto in un momento di rigore tagliare,
eliminare tutti questi emolumenti, ma vi sono tanti lavoratori che
non sono Presidenti, che non sono amministratori delegati, che non
sono consiglieri, che sono semplici dipendenti di queste strutture
che guadagnano ben poco rispetto alle cifre che vengono date alla
stampa e che quotidianamente hanno potuto garantire un ottimo
servizio nell'Amministrazione regionale e nello specifico nella
Società Sicilia e-servizi .
Spero che l'assessore per l'economia, che è un tecnico ed è un
professionista della materia contabile, possa trovare le ragioni
per amministrare queste realtà nella logica di chi non solo le
vuole salvare, ma nella logica di chi vuol poter continuare questa
esperienza migliorandone magari l'indirizzo, l'azione, determinando
maggiori controlli, determinando una maggiore presenza del Governo
sulle iniziative che si svolgono, ma liquidare strutture come
queste e pensare di liquidare buona parte delle società regionali
non è sicuramente un buon lavoro, non è sicuramente ciò che un
Governo può fare e deve portare avanti.
Abbiamo criticato Marchionne quando ha abbandonato Termini
Imerese, abbiamo criticato le grosse aziende che potevano investire
in Sicilia quando hanno preferito gettare la spugna e andar via per
creare sviluppo in altre regioni d'Italia.
Oggi liquidando strutture come queste ci comportiamo come chi non
si vuole assumere la responsabilità di riconvertire, di rilanciare,
di migliorare, perché chiudere probabilmente è la cosa più facile e
più semplice senza alcuna responsabilità, però di fatto abbiamo
creato un grande danno di credibilità e di occupazione della nostra
Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Buzzanca. Ne ha
facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
ancora una volta ci troviamo davanti ad una situazione veramente
difficile da comprendere, vediamo come tutto in questa Regione può
diventare elastico, come le leggi qui non si applichino, forse si
interpretano e, quindi, chi le interpreta può farlo in ragione ed
in virtù di rapporti, di amicizie, di conoscenze, di interessi. Lo
può fare ad libitum, senza alcuna possibilità di essere smentito,
non c'è un Parlamento che legifera, non c'è un Parlamento che dà
gli atti di indirizzo. Tutto può accadere, come se fosse
ineludibile, come se non si potesse porre un freno a nulla.
E ciò che si è immaginato di costruire, partendo anche da lontano,
perché l'argomento del quale ci stiamo occupando è un argomento che
parte da lontano, parte dal 2001, signor Presidente,
successivamente ci sarà decreto di attuazione, nel 2006, ed in
questo interim, in questo momento di passaggio tra l'istituzione di
questa società ed il momento in cui bisogna attuarne il programma,
il progetto, il momento in cui bisogna attrarre risorse, il
momento in cui bisogna fornire servizi, diventa molto aleatorio.
Una cosa è certa, noi ci accorgiamo che molto spesso cambiano i
consigli di amministrazione, qualcuno, addirittura, viene anche
consigliato a lasciare quel consiglio di amministrazione, qualche
altro invece, al contrario, viene invitato ad entrare. Certo, si
creano, anche qui, delle illusioni e, poi, delle disillusioni,
alcuni lavoratori vengono invitati a lavorare, si accendono
rapporti che possono essere a tempo determinato, indeterminato, con
contratti di collaborazione, insomma, a diverso titolo e a diverso
livello.
Si spendono fior di milioni e poi dobbiamo pensare che la
commissione avrebbe dovuto dirci che fine ha fatto quel patrimonio
che abbiamo disperso, si calcola intorno a 60 milioni, e mi chiedo
per avere quali servizi se poi la società Sicilia e-Innovazione
spa viene sciolta e, quindi, il servizio che viene appaltato e
magari realizzato, quando viene poi collaudato, ovviamente, non può
produrre effetti benefici.
E nel frattempo, la stessa SISE, e di questo avrebbe dovuto anche
occuparsi la commissione, affida servizi alla SIVE e sono servizi
che espleta con dovizia di incarichi, con un sistema di un vero e
proprio consultificio, perché vi sono consulenti che si susseguono,
che si alternano, che danno o meno risposte, e si vuole, qui,
adesso, chiudere, ma chiudere cosa
Mettere, forse, una pietra tombale su un percorso che ha avuto i
propri pregi, i propri difetti, dal punto di vista del percorso che
l'ha portata alla nascita, ma del quale noi non conosciamo la bontà
o la mancata capacità di produrre effetti, perché questo qualcuno
ce l'ha impedito, perché nel 2008 è cambiato qualcosa
All'improvviso, consapevolmente o inconsapevolmente, ci siamo resi
conto che questa società, questa Sicilia e-servizi , non doveva
continuare il percorso o doveva continuarlo in maniera diversa da
quella che era l'origine.
Insomma, qui non si comprende se il Governo si rende conto di ciò
che sta facendo, interrompendo questo percorso e facendolo in
maniera illegittima, perché - lo dicevano i colleghi che mi hanno
preceduto - penso che non bisogna essere legali per capire che nel
momento in cui l'Assemblea legifera solo la medesima può rivedere
la propria posizione o altre realtà istituzionali, altri poteri
costituiti, per esempio la Magistratura, ed intervenendo può dire
che questo percorso è sbagliato, che bisogna intervenire per
cassarlo, ma non certamente con un decreto, non certamente con un
atto di imperio che fa il Governo, che fa il governatore o che fa
l'assessore.
E non so se il Governo si rende conto del grave danno che si
potrebbe arrecare alle casse della Regione e quindi ai siciliani.
Non so se il Governo si rende conto di quanto ci costerebbe questa
operazione ove fosse ritenuta illegittima. Perché è fin troppo
evidente che si aprirà un contenzioso.
Noi sappiamo, addirittura, che alcuni dipendenti, accendendo un
contenzioso, hanno avuto riconosciuto dal tribunale del lavoro, il
diritto a restare al lavoro. Altri lo stanno facendo. Abbiamo
queste informazioni.
Quindi, vorremmo capire dal Governo se ha piena contezza della
complessità della questione.
Non è un capriccio il nostro, quello di vederci chiaro. Non è un
capriccio del capogruppo, non è un capriccio dell'onorevole
Mancuso. E' un dovere che noi avvertiamo.
Noi vogliamo sapere quali risultati ha prodotto questa società.
Vogliamo sapere se il Governo ritiene che bisogna interrompere il
percorso e perché. E nel momento in cui si interrompe il percorso
vogliamo sapere se il Governo ha piena contezza di ciò che sta
facendo e degli effetti negativi che si produrranno, nel caso in
cui non fossero rispettate le norme. Questo noi chiediamo.
Non abbiamo la pretesa di ritenerci onniscienti. Abbiamo, al
contrario, il desiderio di dire ai siciliani che in Sicilia è
possibile investire, che in Sicilia è possibile venire, che in
Sicilia si può e si deve cambiare registro e pagina.
Perché se è vero che in Sicilia è difficile - o dalla Sicilia è
difficile attrarre investimenti - questo lo si deve a questa
confusione che noi stiamo creando, a questa mancanza di rispetto
delle regole, a questo metodo che noi applichiamo, a questo merito
che noi non rispettiamo.
Queste cose dobbiamo dire. Dobbiamo inaugurare una nuova stagione;
una stagione che finalmente ci renda, in una parola, trasparenti.
Questo è quello che vuole il Popolo della Libertà, vuole un
percorso chiaro, trasparente. Poi se questa società deve essere
sciolta, sarà sciolta. Se non deve essere sciolta, non sarà
sciolta. Ma è chiaro che noi dobbiamo sapere ed avere contezza, da
parte del Governo, della realtà e se il Governatore è a conoscenza
di questa realtà.
Perché al contrario, signor Presidente, noi ci rendiamo conto di
fare un grave danno ai servizi che dobbiamo erogare e sappiamo di
essere indietro, sappiamo che le diverse Amministrazioni hanno
difficoltà ad avviare un percorso che, all'inizio del 2011, era un
percorso che lasciava intravedere grandi investimenti, grande
innovazione, grandi risultati, sotto il profilo burocratico, una
spesa di circa duecentocinquanta milioni di euro, chissà quanti
soggetti che erano al di dentro hanno utilizzato questa grande mole
di finanziamenti per promettere chissà che cosa e per raggiungere,
poi, quali obiettivi, quali risultati. Ancora una volta fumo negli
occhi.
E poi assistiamo all'allontanamento dalla politica dei cittadini
che ci guardano con sospetto, se non con diffidenza.
Allora, poniamo una parola chiara. Facciamo un ragionamento
sereno, confrontiamoci in questa Assemblea. Facciamo in modo che,
finalmente, si tracci una via. Finalmente si individui un traguardo
e una volta tracciata la via e individuato il traguardo ci si avvii
speditamente alla soluzione del problema.
Questo noi chiediamo e spero che il Governo sia attento e spero
che la Presidenza sia attenta alle esigenze che vengono dal
Parlamento che molte volte, me lo lasci dire, signor Presidente,
non viene rispettato da questo Governo, anzi molte volte viene
tenuto in bassa o in assoluta mancanza di considerazione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono ancora circa dieci
iscritti a parlare.
La Presidenza è dell'idea di continuare il dibattito domani
mattina.
Presidenza del vicepresidente Formica
Comunicazione dell'agenda dei lavori d'Aula
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, riunitasi oggi, 21 febbraio 2012, sotto la Presidenza
del Presidente dell'Assemblea, onorevole Cascio, presente il
Vicepresidente vicario, onorevole Formica, e il Vicepresidente,
onorevole Oddo, con la partecipazione dell'Assessore per
l'economia, ha deliberato all'unanimità la seguente agenda dei
lavori parlamentari dell'Aula.
Il 20 marzo l'Aula avvierà l'esame dei documenti finanziari.
L'Aula terrà seduta nella corrente settimana per il seguito della
discussione della relazione conclusiva della Commissione d'indagine
su Sicilia e - servizi S.p.A. e per la trattazione della mozione n.
252 Rapida attivazione degli impegni assunti a seguito
dell'approvazione della mozione n. 126 circa gli interventi per
l'aumento dei massimali de minimis in agricoltura .
A partire dal 28 febbraio l'Aula terrà seduta per svolgere la
discussione sulle comunicazioni del Governo sul trasporto pubblico
locale e i collegamenti con le isole minori, nonché sui
trasferimenti finanziari agli enti locali; per la discussione delle
relazioni annuali per gli anni 2010 e 2011 della Commissione
Antimafia; per il parere sui disegni di legge di riforma dello
Statuto in materia di riduzione dei deputati regionali trasmessi
dal Senato; per la discussione del disegno di legge di riforma
delle province, di quello in materia di digitale terrestre e del
disegno di legge di imminente presentazione da parte del Governo in
materia di microfotovoltaico.
Martedì 28 febbraio si terrà una successiva Conferenza dei
Capigruppo per calendarizzare nei dettagli gli argomenti
individuati anche in relazione all'avvenuta presentazione della
mozione di sfiducia al Presidente della Regione.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 22
febbraio 2012, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Seguito della discussione della relazione conclusiva della
Commissione parlamentare speciale di indagine sul piano di
informatizzazione della Regione siciliana, con particolare
riferimento agli affidamenti alla società Sicilia e-Servizi
s.p.a.' (Doc. VI)
relatore: on. Savona
III - Discussione della mozione:
N. 252 - Rapida attivazione degli impegni assunti a seguito
dell'approvazione della mozione n. 126 circa gli
interventi per l'aumento dei massimali de minimis in
agricoltura .
(22 marzo 2011)
ODDO - CRACOLICI - APPRENDI - DONEGANI -
MARINELLO - AMMATUNA - BARBAGALLO - DE
BENEDICTIS - DI BENEDETTO - DIGIACOMO - DI
GUARDO - FARAONE -FERRARA - GALVAGNO -
GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO - MARZIANO -
PANARELLO - PANEPINTO - PICCIOLO - RAIA -
RINALDI - SPEZIALE - TERMINE
La seduta è tolta alle ore 18.37
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
alle ore 20.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO 1
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Autonomie locali e
Funzione pubblica»
GALVAGNO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
autonomie locali e la funzione pubblica, premesso che in data 24
settembre 2010, nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n.
12 - Serie speciale concorsi - è stato pubblicato il bando relativo
al concorso pubblico per titoli ed esami, a n. 1 posto di
istruttore amministrativo part-time a 18 ore a tempo indeterminato
- categoria C - posizione giuridica C1 - riservato a categorie
protette, indetto dal comune di Bisacquino (PA);
considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19, comma
4, concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone che:
'Ai fini dell'accelerazione e della trasparenza delle procedure
concorsuali' (...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
della medesima legge i posti messi a concorso siano coperti
mediante concorsi pubblici per 'soli titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
in materia di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
dispone testualmente che: 'Per gli enti locali e per
l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti a tutela e
vigilanza della medesima amministrazione, il termine previsto dal
comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
inequivocabile, che la norma si applica anche al personale delle
aziende sanitarie, con esclusione del solo personale dell'area
medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso del comune di Bisacquino, atteso che la legge prevede,
nella fattispecie, l'espletamento del concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 12 - Serie
speciale concorsi - del 24/09/2010, onde garantire il rispetto
della normativa vigente e dei principi inderogabili della
trasparenza nelle procedure concorsuali riguardanti la pubblica
amministrazione e gli enti sottoposti a tutela e vigilanza della
medesima, così come previsto dalla l.r. n. 25/1993». (1656)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con l'atto di sindacato ispettivo di cui in oggetto
l'onorevole interrogante chiede di avere notizie circa la
correttezza della procedura posta in essere dal Comune di
Bisacquino (PA) per il Concorso, per titoli ed esami, a n. 1 posto
di istruttore amministrativo, part-time, riservato alle categorie
protette , prevista dal bando pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana, serie speciale concorsi, n. 2 del 26
febbraio 2010.
In particolare si lamenta la mancata applicazione dell'art 19,
comma 4, della Legge Regionale n.25 del 1 settembre 1993, in base
al quale i posti messi a concorso sono coperti mediante concorsi
pubblici per soli titoli , disposizione la cui efficacia è stata
prorogata fino al 31dicembre 2013 con l'art. 42, comma 1, della
Legge Regionale n. 11 del 12 maggio 2010.
Con riferimento ai quesiti posti nell'interrogazione, va rilevato
che con nota prot. n. 53332/GAB del 29 marzo 2011 questo
Assessorato richiedeva al Dipartimento delle Autonomie locali
informazioni in merito alla procedura posta in essere dal Comune di
Bisacquino (PA). Con nota prot. n. 8080 del 13 aprile 2011 e nota
prot. n. 13083 del 9 giugno 2011 il citato Dipartimento riferiva di
avere invitato l'Amministrazione comunale a procedere, in
autotutela, ad un riesame degli atti posti in essere.
Il Comune di Bisacquino, sul presupposto di avere bandito il
concorso in data antecedente all'entrata in vigore della citata
legge n. 11 del 2010, rispondendo alle richieste provenienti dal
Dipartimento con nota prot. n. 10494 del 21 luglio 2011 sosteneva
che nello svolgimento del concorso de quo ha operato nel rispetto
del principio d'ordine generale del tempus regit actum . Con la
stessa nota a firma del Sindaco, del Segretario comunale e del
responsabile del procedimento, si sosteneva altresì che, da un
canto, l'eventuale intervento in autotutela, dopo mesi dalla
conclusione del concorso ( ), produrrebbe effetti opposti a quelli
perseguiti dal legislatore atteso che la ratio della norma è anche
quella di abbreviare i tempi di svolgimento dei concorsi e,
dall'altro, che l'annullamento in autotutela dovrebbe intervenire
in mancanza di controinteressati, non essendo pervenuta alcuna
richiesta di riapertura dei termini all'amministrazione esponente
da nessun potenziale candidato .
Sotto altro profilo, si rileva che il sopradetto Dipartimento per
ipotesi analoghe ha affermato che la fattispecie ricade
nell'ambito dell'autonomia normativa e organizzativa di ogni ente
locale, sancita dall'Art. 51 della Legge 8/6/1990, n. 142, nel
testo recepito dall'Art. 1, comma 1, lettera h, della Legge
Regionale 11/12/1991, n. 48, e successive modificazioni ed
integrazioni. Pertanto, non è ipotizzabile l'effettuazione di un
intervento sostitutivo, ai sensi dell'Art. 24 della L.R. 3 dicembre
1991, n. 44 .
Tanto si rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
chiarimento».
L'Assessore
dott.ssa Caterina
Chinnici
Rubrica «Beni culturali»
BARBAGALLO. - «All'Assessore per il territorio e l'ambiente e
all'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana, premesso
che il piano territoriale paesaggistico regionale è stato adottato
soltanto per le province di Messina e Trapani, oltre che per le
isole minori;
considerato che il piano paesistico regionale è uno strumento di
coordinamento e di sussidio importantissimo per i piani regolatori
in vigore e per quelli da redigere;
ritenuto che:
i ritardi accumulati rappresentano un danno grave e continuato per
l'ambiente e per il territorio;
la pianificazione urbanistica deve essere realizzata con
un'integrazione e una visione unitaria delle competenze degli
Assessorati Territorio e ambiente e Beni culturali e identità
siciliana;
per sapere quali iniziative siano state assunte per dotare la
Sicilia del piano territoriale paesistico, strumento essenziale per
la salvaguardia e la promozione del territorio regionale». (974)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione dell'onorevole
Giovanni Barbagallo che vuole sapere quali iniziative sono state
assunte per dotare la Sicilia del piano territoriale paesaggistico,
si rappresenta che lo scrivente con nota n. 2530 del 23 giugno 2011
aveva formulato già una risposta; nella considerazione che da
quella data sono intervenuti alcuni elementi di novità, si ritiene
utile aggiornare e integrare la sopradetta risposta.
L'Assessorato, che ho l'onore di dirigere, nel recente passato ha
avviato un complesso iter per rispondere a questa riconosciuta
esigenza.
A tal riguardo, in termini semplificati, si può ragionevolmente
rappresentare che il quadro dei piani paesaggistici nella Regione
Siciliana, alla data attuale, differenziato secondo il livello
dell'iter amministrativo o della progettualità è il seguente.
In regime di approvazione definitiva:
1) Piano Paesaggistico dell'Isola di Ustica;
2) Piano Paesaggistico dell'Isola di Pantelleria;
3) Piano Paesaggistico delle Isole Eolie;
4) Piano Paesaggistico dell'Ambito regionale n. 1 della provincia
di Trapani.
In regime di adozione:
1) Piano Paesaggistico delle Isole Egadi;
2) Piano Paesaggistico della provincia di Caltanissetta;
3) Piano Paesaggistico dell'Ambito regionale n. 9 della provincia
di Messina;
4) Piano Paesaggistico della provincia di Ragusa.
Favorevolmente esitati dalla Speciale Commissione Osservatorio
regionale per la qualità del paesaggio per la procedura di
adozione:
1) Ambiti regionali ricadenti nella provincia di Siracusa.
In fase di concertazione istituzionale con gli Enti locali
interessati a seguito del parere favorevole della Speciale
Commissione Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio:
1) Ambiti regionali ricadenti nella provincia di Agrigento
(concertazione conclusa);
2) Piano Paesaggistico delle Isole Pelagie (concertazione
conclusa);
3) Ambiti regionali ricadenti nella provincia di Messina (Ambito
8);
4) Ambiti regionali ricadenti nella provincia di Trapani.
Relativamente ai piani paesaggistici degli ambiti dei seguenti
territori:
1) Ambiti regionali ricadenti nella provincia di Enna;
2) Ambiti regionali ricadenti nella provincia di Catania;
3) Ambiti regionali ricadenti nella provincia di Palermo;
si prevede l'avvio delle procedure di concertazione e di adozione
dei piani entro il primo semestre del 2012.
Il crono programma di cui al decreto Assessoriale n. 44 del 17
settembre 2010, che prevedeva una articolazione temporale per
l'avvio delle procedure di concertazione istituzionale entro il
mese di settembre 2011 non è stato rispettato, in quanto il T.A.R.
di Catania, con sentenze depositate in data 1 settembre 2011, ha
annullato il Piano paesaggistico della provincia di Ragusa con la
motivazione per l'avvio di concertazione istituzionale,
propedeutiche all'adozione dei Piani paesaggistici delle restanti
province, secondo la seguente articolazione temporale:
-: dicembre 2010, il cui iter è già avviato, ha ricevuto il parere
favorevole all'avvio della concertazione istituzionale da parte
dell'Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio;
-Ambiti regionali ricadenti nella provincia di Messina (Ambito 8),
febbraio 2011;
-, aprile 2011;
-Ambiti regionali ricadenti nella provincia di Trapani, giugno
2011;
-, agosto 2011;
-, settembre 2011.
Le fasi di istruttoria dei piani paesaggistici in itinere e la
loro definitiva approvazione con decreto da parte dell'Assessorato
dei Beni Culturali, nonché la consequenziale fase di una loro
armonizzazione su base regionale, consentiranno di avere una
pianificazione organica dal punto di vista della tutela
paesaggistica e della salvaguardia del territorio della Sicilia».
L'Assessore
Sebastiano
Missineo
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni
culturali e l'identità siciliana, premesso che:
nel territorio di Sclafani Bagni (PA) si trova la chiesa di San
Giacomo la cui costruzione risale, presumibilmente, ai primi del
Cinquecento;
la chiesa è chiusa al culto da oltre dieci anni a causa delle
precarie condizioni strutturali oltre che per il grave e
mortificante stato di degrado. L'importante struttura, invero, è
divisa in tre navate che presentano archi e colonne in pietra,
diverse cappelle decorate in stucco ed un portale in pietra che,
pur gravemente danneggiato, lascia immaginare lo splendore dei
tempi passati. L'arredo sacro, inoltre, è di prim'ordine e presenta
arti decorative e figurative che collocano la chiesa in posizione
di eccellenza non solo in ambito strettamente locale;
oltre al colonnato, all'interno della chiesa rimane, sia nelle
cappelle principali sia in quelle laterali, una serie di
interessanti stucchi, in parti mutili e in parte fortemente
danneggiati dall'abbandono e dalle infiltrazioni d'acqua che
necessitano di urgenti interventi di restauro per potere salvare
quella che rimane, nonostante tutto, una delle più notevoli imprese
decorative in stucco dell'entroterra maronita; molti degli stucchi
superstiti, infatti, presentano caratteri che li fanno datare al
700 ed avvicinare a modi serpotteschi;
considerato che, a causa dell'abbandono, i locali della chiesa
sono utilizzati per deposito di mercanzie di ogni genere ed anche
per il ricovero di animali;
ritenuto che tale situazione è pregiudizievole per il valore
artistico e monumentale della chiesa sia come luogo di culto sia
come bene di importanza storico-monumentale;
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare per garantire il recupero
del prestigioso bene culturale, architettonico e monumentale della
chiesa di San Giacomo;
se intendano attivarsi nei confronti della sovrintendenza ai beni
culturali per l'immediato intervento presso la chiesa e porre fine
allo stato di abbandono e di degrado del bene;
quali provvedimenti intendano adottare al fine di effettuare un
monitoraggio di tutti i beni culturali in stato di abbandono,
utilizzando tutto il personale preposto alla catalogazione delle
opere d'arte». (1207)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione dell'onorevole
Salvino Caputo, che vuole conoscere quali provvedimenti si
intendano adottare per il recupero della chiesa di San Giacomo di
Sclafani Bagni (PA), prima di disaminare la complessa problematica,
bisogna considerare che la sopradetta chiesa non è un bene
monumentale appartenente al demanio regionale, esso è un bene
ecclesiastico soggetto all'articolo 30, commi 1 e 3 del decreto
legislativo n. 42 del 2004. In particolare il comma 1 onera ogni
altro ente ed istituto pubblico dell'obbligo di garantire la
sicurezza e la conservazione dei beni culturali di loro
appartenenza; il comma 3 obbliga i privati proprietari, possessori
o detentori di beni culturali a garantirne la conservazione.
Appare, pertanto, del tutto evidente che il mantenimento, le opere
di restauro, la tutela e la conservazione rientrano nell'ambito
delle responsabilità del solo proprietario e quindi all'Ente
ecclesiastico che detiene la chiesa di San Giacomo di Sclafani
Bagni.
Eventualmente in presenza di una richiesta dell'Ente proprietario,
seguita da un sopralluogo della Soprintendenza di Palermo, nel
quale si constati la necessità di un urgente intervento di restauro
per evitare un irreversibile degrado del monumento, pur nelle
ristrettezze delle risorse economiche nel corrispondente capitolo
di bilancio, l'Assessorato potrà cercare di finanziare, nei limiti
delle disponibilità di bilancio, un progetto di messa in sicurezza
della chiesa.
In ordine al prospettato improprio uso del monumento,
l'Amministrazione comunale ha rassicurato lo scrivente che la
chiesa non è adibita a deposito di animali.
Infine, relativamente al monitoraggio di tutti i beni culturali in
stato di abbandono, si informa che la catalogazione di essi procede
secondo una specifica programmazione approvata da questo
Assessorato e ad essa si attiene la Soprintendenza di Palermo».
L'Assessore
Sebastiano Missineo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali e l'identità siciliana, premesso che il Governo
regionale, con i soliti metodi antidemocratici che lo
contraddistinguono e senza consultare né l'Assemblea regionale
siciliana né le Commissioni parlamentari competenti, ha deciso di
varare la riforma delle sovrintendenze siciliane;
preso atto che il Governo, con decreto, ha deciso di suddividere
le sovrintendenze in due fasce, mettendo nella prima quelle di
Palermo, Messina e Catania e, nella seconda, Siracusa, Agrigento,
Ragusa, Enna, Caltanissetta e Trapani;
considerato che con detto ignobile provvedimento la sovrintendenza
della provincia di Siracusa viene declassata rispetto a quelle di
Messina, Palermo e Catania;
Siracusa, la città più antica del Mediterraneo, la cui fondazione,
certa e documentata, è precedente perfino a quella della città di
Roma, in quanto il dì natale del 734 a.C. per la città di Siracusa
è una data certa, mentre il 21 aprile del 754, per Roma, è una data
immersa solo nella leggenda;
Siracusa, per secoli, è stata la capitale della Magna Grecia, che
ha dominato non solo la Sicilia, ma tutto l'Adriatico, scontrandosi
in epiche lotte con la città di Atene, più volte mortificandola,
non solo in ambito militare, ma anche e soprattutto in quello
culturale;
lo stesso Platone ebbe a scegliere la città di Archimede, anziché
Atene, come luogo privilegiato delle sue meditazioni filosofiche;
non c'è sito della Pentacoli dove non emergono resti unici al
mondo di una città che, secondo la tradizione, ha superato perfino
un milione di abitanti quando altre, compresa la città di Roma, non
arrivavano nemmeno a un decimo della sua popolazione;
le più imponenti vestigia del passato classico, dal teatro greco
alle mura dionigiane, dal castello Eurialo al canale Galermo,
dimostrano una sapienza e una tecnica nella costruzione di
monumenti per la cultura, per la difesa militare e per
l'approvvigionamento idrico che tutto il mondo, ancora oggi, ammira
e invidia;
dopo la città di Roma, esistono in provincia di Siracusa le più
estese catacombe esistenti al mondo, in quanto, come luogo di
approdo, Siracusa è stata, dopo Antiochia, la prima sede della
chiesa universale, scelta dall'apostolo Paolo nel suo viaggio verso
Roma;
per le sue vestigia e i resti di Pantalica, per la presenza
dell'Impero romano d'Oriente, di cui Siracusa fu, perfino, capitale
degli arabi, del barocco, dell'architettura di epoca fascista, la
città di Siracusa è stata inserita nel patrimonio universale
dell'UNESCO;
considerato inoltre che, oltre alla città di Siracusa, nella
provincia aretusea insistono le città di Noto, capitale del
Barocco, di Palazzolo, con il paesaggio naturalistico ed unico
degli iblei, la città di Lentini con il suo sito archeologico;
accertato che il Governo regionale è assolutamente all'oscuro di
questa storia millenaria, tant'è che ha ritenuto di dover umiliare
e mortificare la città di Siracusa e la sua provincia, declassando,
in maniera vergognosa, la sua sovrintendenza, che è chiamata a
controllare e vigilare sul più ingente patrimonio storico e
archeologico esistente al mondo;
per sapere:
se non intendano revocare, immediatamente, il provvedimento e
riconoscere alla sovrintendenza della provincia di Siracusa quel
rispetto dovuto alla sua storia, alla sua cultura, alla sua
millenaria e documentata civiltà;
per quale motivo, invece, il Governo dove, fra l'altro, siede un
siracusano, non abbia ritenuto opportuno costituire una
macrosovrintendenza per garantire omogeneità di indirizzo e di
intervento su un'area molto più vasta di quella dell'attuale
provincia di Siracusa dove, a suo tempo, ebbe a dominare,
politicamente e culturalmente, la Pentapoli di Siracusa;
se la 'Città più bella e potente che il mondo antico ci ha
lasciato', come ebbe a riconoscere, a differenza degli attuali
governanti, una delle menti più illuminate dell'antichità,
Cicerone, non meriti di avere una sovrintendenza simile a quella di
altre province di Sicilia che non possono, ahimè per loro, vantare
una storia millenaria né una tradizione culturale, di fronte alla
quale perfino Atene ha dovuto inchinare la sua testa». (1331)
Risposta. - «Con l'interrogazione parlamentare n. 1331 l'onorevole
Vincenzo Vinciullo chiede di sapere se non si intenda revocare il
provvedimento con il quale la Soprintendenza di Siracusa, in
ossequio al decreto del Governo che classifica e divideva le
Soprintendenze della Sicilia in due fasce funzionali, è stata
inserita nella seconda fascia e, pertanto, ricollocarla, al pari
delle Soprintendenze di Palermo, Catania e Messina, nella prima
fascia.
L'onorevole interrogante chiede anche il motivo per il quale, il
Governo non abbia ritenuto opportuno costituire una
macrosovrintendenza per garantire omogeneità di indirizzo e di
intervento su un'area molto più vasta di quella dell'attuale
provincia di Siracusa.
Per comprendere meglio la problematica, è opportuno evidenziare
che, sin dal 2006, le Soprintendenze per i beni culturali e
ambientali di Palermo, di Catania e di Messina - strutture
intermedie dell'allora Dipartimento regionale dei beni culturali e
ambientali e dell'educazione permanente - erano state formalmente
indicate negli atti di nomina dei relativi Soprintendenti come
Strutture Complesse , differenziandole dalle altre sei
Soprintendenze.
Tale differenziazione è da relazionarsi al fatto che le province
di Palermo, di Catania e di Messina hanno un'estensione
territoriale, una consistenza demografica e articolazione in enti
locali di gran lunga superiori a quelle degli altri territori su
cui insistono le altre sei Soprintendenze.
Non è sembrato sostenibile o conducente affermare che gli 82
comuni della provincia di Palermo con circa 1.235.000 abitanti, i
58 comuni della provincia di Catania con circa 1.055.000 abitanti o
i 108 comuni di quella di Messina con 665.000 abitanti, possano
generare all'interno delle rispettive Soprintendenze carichi di
lavoro analoghi a quelli indotti dai 21 comuni di quella di
Siracusa con 396.000 abitanti o dai 25 comuni di quella di Enna per
177.000 abitanti.
Alla luce di tutto ciò, si può ritenere che non è stato operato
nessun declassamento per Siracusa, ma che semplicemente - con il
Decreto del Dirigente Generale 12 luglio 2010 conseguente alla
concertazione sindacale - è stata tradotta in "pesatura degli
Uffici" la pregressa differenziazione tra strutture complesse e
non; alle Soprintendenze indicate già dal 2006 come Strutture
Complesse è stato attribuito il peso 6 , alle altre il peso 5 .
Si può rilevare come la logica di riconoscimento dello status di
Struttura Complessa alle Soprintendenze di Palermo, di Catania e
di Messina, rifletta anche i principi della legge regionale del 6
marzo 1986, n. 9, che ha istituito le aree metropolitane di
Palermo, di Catania e di Messina, queste ultime attivate con
decreto presidenziale del 10 agosto 1995, n. 230.
E' il caso ancora di rappresentare, infine, che con la recente
riforma dell'organizzazione degli Uffici, le strutture intermedie
Soprintendenze per i beni culturali e ambientali del Dipartimento
regionale dei beni culturali e dell'identità siciliana sono state
sgravate dalla gestione delle più impegnative aree archeologiche
che sono state conferite ad altre strutture intermedie di nuova
istituzione del Dipartimento stesso denominate Parchi
archeologici .
In provincia di Siracusa sono stati così creati tre Parchi
archeologici e in particolare:
·il Parco archeologico di Eloro e della villa romana del Tellaro e
delle aree archeologiche di Noto e dei Comuni limitrofi,
·il Parco archeologico di Leontini e delle aree archeologiche di
Lentini e dei Comuni limitrofi,
·e il Parco archeologico di Siracusa e delle aree archeologiche dei
Comuni limitrofi.
La provincia di Siracusa ha avuto un incremento di strutture
intermedie del Dipartimento regionale dei beni culturali e, quindi,
della sua complessiva infrastrutturazione culturale.
Sembra evidente, pertanto, che nessun calo d'attenzione e
discriminazione al momento, per la storia di Siracusa e della
corrispondente Soprintendenza, ci sia stato nell'avere attribuito
alla Soprintendenza di Siracusa peso 5 e alle Soprintendenze di
Palermo, di Catania e di Messina peso 6 ; d'altronde, è il caso di
sottolineare che le sopradette pesature si differenziano per
l'aspetto economico e riguardano solamente il riconoscimento della
cosiddetta indennità parte variabile del Soprintendente e non le
sue prerogative e competenze.
In ordine alla proposta di istituire una macrosoprintendenza, si
rappresenta che non appare, al momento, coerente con il disegno
organizzativo messo in atto da parte dell'Amministrazione
regionale, poiché esso è teso a valorizzare le potenzialità dei
singoli siti, fornendo loro un minimo di autonomia gestionale ed
organizzativa.
Le Soprintendenze dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana in
tale disegno conservano un ruolo tecnico essenziale e un
fondamentale supporto per le attività dei parchi archeologici e dei
musei.
Infine, le strutture centrali del Dipartimento regionale dei Beni
Culturali restano onerate dell'attività di coordinamento e di
raccordo proprio al fine di garantire omogeneità di indirizzo e
intervento richiesto dall'onorevole interrogante».
L'Assessore
Sebastiano Missineo
MATTARELLA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali e l'identità siciliana, premesso che:
le ville settecentesche di Bagheria, in provincia di Palermo,
rappresentano una delle più interessanti espressioni
architettoniche del processo di progressiva affermazione della
residenza nobiliare extraurbana in Sicilia tra la fine del XVII
secolo e per tutto il XVIII secolo;
secondo Rudolf Wittkower, uno dei maggiori storici
dell'architettura contemporanea, 'la gloria dell'architettura
palermitana del XVIII secolo sono le ville nei dintorni della
città, particolarmente a Bagheria', mentre il critico e teorico
dell'architettura Christian Norbert-Schulz, sostiene che 'nella
Sicilia occidentale le più importanti manifestazioni
dell'architettura barocca sono le numerose ville costruite fuori
città dagli aristocratici di Palermo' e aggiunge che 'le soluzioni
più interessanti sono dovute al genio inventivo dell'architetto e
frate domenicano Tommaso Maria Napoli';
di questo importante patrimonio storico-artistico fa parte villa
Valguarnera, una delle costruzioni di maggiore interesse, sia per
la qualità architettonica del complesso sia per la sua posizione
nel paesaggio, considerata, dallo studioso di tradizioni popolari
Giuseppe Pitré, 'la più sontuosa tra le ville bagheresi';
villa Valguarnera fu edificata per volere degli omonimi principi,
la sua costruzione ebbe inizio nel 1712 su progetto di Tommaso
Maria Napoli, che utilizza un linguaggio architettonico di matrice
berniniana e una chiarezza compositiva vicina agli esempi più
avanzati del 700 italiano, in particolare piemontese. Di grande
interesse, al suo interno, i saloni affrescati da Elia
Interguglielmi e le statue marmoree di coronamento dell'attico,
opera di Ignazio Marabitti. La villa è circondata da un vasto parco
e particolarmente suggestiva è la balconata con vista sul golfo e
su monte Catalfano;
considerato che:
il 21 marzo scorso, il novantunenne principe Francesco Alliata di
Villafranca Valguarnera, uno degli attuali proprietari della villa,
ha lanciato un appello pubblico contro l'inerzia della burocrazia e
l'ostruzionismo delle comproprietarie, con l'obiettivo di 'ottenere
l'avvio concreto di tutte le opere necessarie a garantire che
l'intero complesso monumentale non sia condannato alla
distruzione';
nella lettera aperta, l'Alliata si dichiara provocatoriamente
'prigioniero politico della burocrazia' che non gli consentirebbe
di salvare dal degrado la villa e spiega di avere deciso di restare
a dormire all'interno dell'edificio 'nonostante l'umido e i rischi,
fino a quando la Sovrintendenza ai Beni Culturali non farà, assieme
ai tecnici di parte, il rilievo urgente del piano nobile e della
situazione statica dei sottotetti e finché non arriverà il nulla
osta definitivo al progetto di restauro del corpo centrale, redatto
dal professore Antonio Giuffré nel lontano 1996';
Francesco Alliata afferma che 'dopo anni di denunce e vane
battaglie legali, mirate sempre a tutelare gli abusi e rendere
fruibile il monumento, proprio in questi giorni, una iniziativa del
Fai, il Fondo per l'ambiente italiano, delle scuole e
dell'amministrazione comunale di Bagheria sembrava finalmente
infrangere l'incantesimo malefico che per decenni ha isolato Villa
Valguarnera dalla società civile';
il comproprietario dell'edificio aggiunge che 'studenti e
professori lavoravano da mesi alla realizzazione di un percorso
conoscitivo che avrebbe consentito alla cittadinanza, il prossimo
27 marzo, di inserire Villa Valguarnera tra le tappe delle Giornate
di primavera del Fai, per scoprire non solo la storia di questa
residenza storica e del suo prezioso parco, ma anche l'originario
disegno urbanistico di Bagheria';
tutto ciò, invece, non avverrà, si legge nella lettera aperta,
perché 'ancora una volta questo sito, invece di diventare simbolo
del riscatto sociale e morale di Bagheria, sembra dovere soccombere
al malaffare burocratico e agli appetiti speculativi che lo stanno
condannando alla distruzione';
in particolare, la cancellazione dell'apertura di villa
Valguarnera dalle giornate di primavera del FAI sarebbe stata
dovuta all'opposizione degli altri comproprietari del complesso, le
sorelle Teresa e Maria Correale di Santacroce, che paventavano una
situazione di pericolo per l'incolumità pubblica;
Lelia Collura, capo della delegazione Fai di Palermo, ha
dichiarato al 'Giornale di Sicilia', il 22 marzo scorso, di avere
ricevuto 'una diffida da parte di un avvocato delle sorelle
Correale' e di avere 'preso atto con dispiacere' che l'iniziativa
non si sarebbe potuta tenere, 'nonostante fosse stata allestita per
tempo' e nonostante 'il 5 dicembre 2010 un'analoga manifestazione
avesse portato a Villa Valguarnera oltre seimila visitatori';
Francesco Alliata di Villafranca aggiunge che 'se mettiamo mano ai
lavori, con progetti esecutivi presentati da anni, veniamo
denunciati per abuso, mentre se non lo facciamo veniamo denunciati
per crollo doloso' e ribadisce che 'per un verso ci vengono
impedite persino le opere indispensabili per la vivibilità della
casa, la cui urgenza è sancita da numerose sentenze, per un altro
si sostiene che proprio quel degrado, cui non viene consentito di
porre rimedio, impedirebbe la pubblica fruizione del viale, delle
corti e del giardino, che invece abbiamo salvato e restaurato
interamente a nostra cura e spese, grazie a convenzioni con l'Orto
Botanico e la Facoltà di Agraria dell'Università di Palermo';
infine, nella lettera aperta l'Alliata sostiene che 'mentre la
volontà dei legittimi proprietari di tutelare e recuperare a
proprie spese un bene prezioso per tutta la collettività continua
ad essere ostacolata, si consentiva a esponenti di primo piano
della malavita organizzata di costruire nel parco vincolato e di
programmare efferate azioni criminali all'interno degli edifici
abusivi' e denuncia che la figlia Vittoria 'continua a ricevere
intimidazioni';
per sapere:
se le gravi denunce pubbliche del principe Francesco Alliata di
Villafranca corrispondano al vero;
se non si ritenga necessario intervenire con urgenza per evitare
danni irreparabili dovuti al degrado al monumento e cosa impedisca
di avviare i necessari interventi di restauro per rendere il bene
fruibile alla cittadinanza e ai turisti». (1801)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione dell'onorevole
Bernardo Mattarella, che vuole sapere se le gravi denunce
pubbliche del signor Francesco Alliata rispondano al vero e se non
si ritenga necessario intervenire con urgenza per evitare danni
irreparabili dovuti al degrado e cosa impedisca di avviare i
necessari interventi di restauro per rendere il bene fruibile alla
cittadinanza ed ai turisti , acquisiti gli utili elementi presso il
Dipartimento, si rappresenta quanto segue.
A seguito della richiesta della signora Vittoria Alliata del 15
novembre 2010, nella qualità di comproprietaria, finalizzata ad
avere l'autorizzazione per riparare due pluviali nel complesso
monumentale di Villa Valguarnera in Bagheria, è stato approvato il
16 marzo 2011 da parte della Soprintendenza di Palermo il relativo
progetto; trattandosi di opere provvisionali già all'atto della
richiesta erano state eseguite.
Tale progetto esecutivo è l'unico pervenuto in tempi recenti alla
Soprintendenza di Palermo e dalla stessa autorizzato; non risulta
in atto giacente o inevasa alcuna richiesta di autorizzazione
riguardante il complesso monumentale di Villa Valguarnera.
Si informa che la stessa Soprintendenza con provvedimento n. 309
del 24 gennaio 2002 a seguito di una richiesta dei signori Alliata
del 14 luglio 2000, riguardante il Programma generale degli
interventi di restauro , aveva espresso il parere favorevole al
succitato programma non considerandolo esecutivo ma di massima.
In tale nota, nella considerazione della parcellizzazione del
monumento, della rilevante sua superficie, della complessità delle
lavorazioni da prevedere e le diverse soluzioni proposte dai
proprietari, la Soprintendenza valutava il Programma generale
secondo l'ottica d'intervento a comparto e secondo un ordine
prioritario d'interventi. Venivano individuati ben cinque comparti
secondo la logica dell'unitarietà dell'intervento, assumendo come
elemento gerarchico le caratteristiche tipo - morfologiche dei vari
corpi e la loro destinazione d'uso.
La Soprintendenza rinviava il proprio N.O. alla presentazione dei
singoli progetti di restauro, restava in attesa del progetto di
restauro del complesso di Villa Valguarnera, da redigere secondo la
sopradetta ottica metodologica dell'intervento di comparto e
secondo le prescrizioni contenute nella stessa nota.
Si rappresenta ancora che il complesso di Villa Valguarnera è
stato nel tempo diviso fra diversi proprietari e che, pertanto, la
buona conservazione di esso è subordinata ad un'azione da questi
ultimi condivisa e finalizzata a tale scopo.
Spiace apprendere che la signora Vittoria Alliata, come si legge
nella interrogazione dell'onorevole Bernardo Mattarella, è stata
mira di intimidazioni; di tali azioni consultando gli atti di
ufficio non è dato sapere, sicuramente le stesse azioni debbono
essere denunciate e ciò per il perseguimento e l'individuazione dei
responsabili avanti l'autorità giudiziarie.
Si sottolinea ancora che il comma3 articolo 30 del decreto
legislativo n. 42 del 2004, obbliga I privati proprietari,
possessori o detentori di beni culturali a garantirne la
conservazione; appare, pertanto, del tutto evidente che il
mantenimento, le opere di restauro, la tutela e la conservazione
rientrano nell'ambito delle responsabilità del solo proprietario.
Si evidenzia, infine, che, in presenza di eventuali richieste di
autorizzazioni da parte del o dei proprietari, lo scrivente sarà
sicuramente parte propulsiva e fattiva presso il Dipartimento dei
Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, affinché vengano
soddisfatte compiutamente e in tempi brevi le sopradette richieste,
che mirano oltre tutto alla meritevole opera della conservazione di
uno straordinario esempio di architettura del XVIII secolo».
L'Assessore
Sebastiano Missineo
CAPUTO - POGLIESE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
per i beni culturali e l'identità siciliana, premesso che:
il dormitorio dei benedettini, che si trova all'interno complesso
monumentale Guglielmo II in Monreale, è stato ristrutturato ed
inaugurato da circa 15 anni;
il monumento, nonostante il completamento dei lavori e
l'inaugurazione, non è mai stato aperto e, quindi, il passare del
tempo, senza l'esecuzione di lavori di manutenzione ordinaria e
straordinaria, ha determinato problemi strutturali e pericoli per
la sicurezza pubblica;
un mese fa, l'amministrazione comunale di Monreale aveva
evidenziato lo stato di allarme ai funzionari dell'Assessorato Beni
culturali sulla necessità di avviare interventi urgenti di
manutenzione al fine di tutelare il prestigioso bene immobile e di
avviare la apertura del monumento, atteso che dopo un lunghissimo
periodo di tempo ancora non è né accessibile né fruibile al
pubblico ed ai numerosi turisti che giornalmente visitano la città
di Monreale;
considerato che:
in data 17 agosto si è verificato un gravissimo episodio che ha
evidenziato la questione della sicurezza strutturale del monumento
ed il pericolo per l'incolumità pubblica a causa del danneggiamento
del tetto;
tale situazione ha messo in evidenza lo stato dell'immobile che,
pur rappresentando un bene di enorme interesse storico, artistico e
monumentale, ad oggi dopo un lungo restauro, costato 25 milioni di
euro, terminato da oltre 15 anni, è rimasto chiuso per l'assenza
dell'impianto di antincendio, senza subire, nel tempo, lavori di
manutenzione né ordinaria né straordinaria;
ritenuto che:
il danneggiamento del tetto determina un pericolo per l'incolumità
pubblica, atteso che il chiostro dei benedettini, adiacente al
dormitorio, è visitato, giornalmente, da numerose presenze di
turisti e visitatori;
si tratta di un monumento di grande valore che deve essere
protetto non solo ai fini della tutela del patrimonio monumentale,
ma anche per la valorizzazione dei monumenti al fine di rilanciare
l'economia legata al comparto del turismo;
per sapere :
se intendano emettere provvedimenti urgenti per garantire
l'immediata ristrutturazione del tetto del dormitorio e per
richiudere una falla lunga oltre 450 metri;
quali provvedimenti abbiano adottato per la salvaguardia del
monumento del dormitorio dei benedettini di Monreale e per evitare
lo stato di abbandono dell'importante monumento;
quali provvedimenti siano stati adottati per garantire la
sicurezza dell'intero complesso monumentale;
quali provvedimenti siano stati emessi per avviare interventi con
procedure di somma urgenza per eliminare i pericoli e sistemare le
falde a copertura del dormitorio;
quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per il
finanziamento dei lavori dell'impianto antincendio;
quali provvedimenti abbiano o intendano adottare al fine di
consentire l'apertura del bene monumentale e la fruibilità al
pubblico». (2061)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione riguardante
l'argomento in oggetto, sentito il Dipartimento dei Beni Culturali
e dell'Identità Siciliana, il cui Servizio Soprintendenza Beni
culturali di Palermo ha redatto una relazione, si riferisce quanto
segue:
I lavori di restauro del complesso monumentale Guglielmo II,
condotti dalla Soprintendenza come stazione appaltante,
comprendenti anche il restauro dell'ex dormitorio dei Benedettini,
iniziati in data 15 maggio 1991, sono stati ultimati in data 5
aprile 1997, per un importo netto, da stato finale, di £
14.322.164.521 ed il collaudo è stato approvato dall'Assessorato in
data 7 giugno 1999;
Gli stessi lavori eseguiti erano muniti di un parere a condizioni
rilasciato da parte dei Vigili del Fuoco del 1992, non avendo
ottemperato alle prescrizioni poste nel suddetto parere, i locali
predisposti per fini museali, non sono stati mai aperti al
pubblico. Infatti, l'inaugurazione cui fa riferimento l'onorevole
interrogante ha riguardato soltanto la presentazione del restauro.
L'episodio avvenuto il 17 agosto 2011, di danneggiamento del manto
di copertura dell'ex Dormitorio, non sembra riconducibile alla
presunta mancanza di manutenzione dell'immobile. Tale evento è da
ricondurre all'improvviso distacco di parte del massetto di
conglomerato cementizio, collocato su tavolato, su cui era murato
il manto di tegole alla romana. Fortunatamente il muretto d'attico
ha fermato lo scivolamento, che altrimenti avrebbe potuto arrecare
danni al sottostante portico del chiostro.
La Soprintendenza di Palermo, per fare fronte all'evento, ha
richiesto a questo Assessorato l'autorizzazione all'intervento di
somma urgenza per un importo di 90.000,00.
Tale richiesta è stata tempestivamente assentita e con decreto del
Dirigente Generale del Dipartimento sono stati finanziati i lavori
di riparazione del tetto.
La consegna dei lavori all'Impresa incaricata è stata effettuata
il 6 settembre 2011; i lavori contrattualmente dovevano essere
ultimati entro 120 giorni dalla data del verbale di consegna,
quindi, entro il 6 gennaio 2012; stante la difficoltà del
reperimento delle tegole, che per la particolare tipologia e per la
fattura di tipo artigianale non erano immediatamente disponibili, i
lavori sono stati sospesi.
La Direzione dei Lavori ha assicurato che ormai la fornitura delle
tegole è prossima e i lavori, quindi, riprenderanno e saranno
conclusi rapidamente.
Nessun danno di natura strutturale al complesso monumentale si è
verificato.
In ultimo si rappresenta che è stato incluso fra quelli ammessi a
finanziamento nella programmazione PO FESR 2007/2013 il progetto
dell'importo di 500.000,00, già in precedenza dalla
Soprintendenza inoltrato a questo Assessorato e non finanziato, del
complesso monumentale che prevede il restauro dell'area esterna e
della falda meridionale e l'adeguamento dell'impianto antincendio.
L'attuazione del sopradetto progetto finanziato sul PO FESR
2007/2013 potrà consentire l'apertura a fini museali dell'ex
Dormitorio, potenziando la fruibilità del sito, che già in atto è
uno dei più visitati nella provincia di Palermo».
L'Assessore
Sebastiano Missineo
ALLEGATO 2
(Commissione d'indagine sul Piano d'informatizzazione della
Regione siciliana - Doc. VI)
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
*********
R E L A Z I O N E
SULL'ATTIVITÀ SVOLTA DALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INDAGINE
SUL PIANO DI INFORMATIZZAZIONE DELLA REGIONE SICILIANA, CON
PARTICOLARE RIFERIMENTO AGLI AFFIDAMENTI ALLA SOCIETÀ SICILIA E-
SERVIZI S.P.A.
***********
APPROVATA DALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE SPECIALE D'INDAGINE SUL
PIANO D'INFORMATIZZAZIONE DELLA REGIONE SICILIANA, CON PARTICOLARE
RIFERIMENTO AGLI AFFIDAMENTI ALLA SOCIETA' SICILIA E-SERVIZI
S.P.A.
COMPOSTA DAI DEPUTATI
Savona, Presidente e relatore, Picciolo e Mineo, vicepresidenti,
Parlavecchio, segretario, Caronia, De Benedictis, Di Benedetto, Di
Mauro, Leontini, Mancuso e Marrocco, componenti
1 FEBBRAIO 2012
DEPOSITATA IL 22 DICEMBRE 2011
Indice
1. INTRODUZIONE 39
2. IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO 42
3. LA DISCIPLINA DI GARA 44
4. SUL MODELLO SOCIETARIO 48
5. SUGLI AFFIDAMENTI 52
6. SULLA STRUTTURAZIONE 65
7. CONCLUSIONI 72
1. Introduzione
Con decreto del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
n. 260 del 6 maggio 2011 è stata costituita, ai sensi degli
articoli 29 e 29 ter del Regolamento interno dell'A.R.S., la
Commissione di indagine sul Piano di informatizzazione della
Regione, con particolare riferimento agli affidamenti alla società
Sicilia e-servizi S.p.A. Ciò in attuazione della mozione n. 183 con
la quale si invitava il Presidente dell'Assemblea a procedere in
tal senso.
La Commissione si è insediata il 21 giugno 2011 e da allora è
stata prorogata con due diversi ordini del giorno approvati
dall'Aula rispettivamente in data 21 settembre e 18 ottobre 2011.
Occorre preliminarmente ricordare come le commissioni
d'indagine dell'Assemblea regionale non hanno gli stessi poteri
delle analoghe commissioni d'indagine del Parlamento nazionale cui,
come è noto, l'articolo 82 della Costituzione attribuisce gli
stessi poteri e le stesse limitazioni dell'Autorità giudiziaria.
Gli strumenti d'indagine utilizzati sono quelli attribuiti dal
Regolamento interno (che, com'è noto, per espressa disposizione
costituzionale, ha natura di fonte normativa di rango primario, non
soggetta alla legge), tipici degli organi parlamentari. Tra essi il
più incisivo è quello previsto dall'art. 69, comma 5 del
Regolamento interno che consente alle commissioni parlamentari
dell'ARS l'acquisizione di informazioni, notizie e documenti presso
gli assessorati regionali.
Dalla data di costituzione la Commissione si è riunita dieci
volte, svolgendo attività istruttoria consistita nella acquisizione
dei documenti riguardanti il Piano di informatizzazione della
Regione nonché gli atti relativi alla costituzione e all'attività
svolta dalla società partecipata regionale Sicilia e-servizi
S.p.A., istituita ai sensi dell'art. 78 della legge regionale n. 6
del 2001. Altro mezzo istruttorio sono state le audizioni degli
amministratori pro-tempore, dei soci e dei rappresentanti della
Regione.
In particolare nella seduta n. 6 del 5 ottobre 2011 sono stati
uditi i consiglieri di amministrazione di Sicilia e-servizi S.p.A.
(d'ora innanzi SISE) nominati in rappresentanza del socio di
minoranza Sicilia e-servizi Venture Scrl (d'ora innanzi SISEV)
dott. Bosco e dott. Di Giovanna; nella seduta n. 7 del 6 ottobre
2011 si è proceduto all'audizione dei componenti del collegio
sindacale di SISE, e cioè della dott.ssa Vizzini, presidente, della
dott.ssa Calatabiano e del dott. Porfiri, componenti.
Successivamente, nella seduta n. 9 del 19 ottobre 2011, sono stati
uditi i componenti del consiglio di amministrazione di SISE di
nomina pubblica e cioè il presidente dott. Emanuele Spampinato e i
consiglieri dott. Luca Petrucci e dott. Luciano De Caro. Infine
nella seduta n. 10 del 25 ottobre 2011 si è proceduto all'audizione
congiunta dei componenti del collegio sindacale e dei componenti
del consiglio di amministrazione di SISE e del Ragioniere generale
della Regione siciliana dott. Vincenzo Emanuele.
Sulle conclusioni raggiunte attraverso l'attività istruttoria
compiuta si tenterà di riferire nella relazione che segue,
caratterizzata necessariamente da estrema sintesi attesa la
complessità e vastità della materia oggetto di indagine,
interessata da diversi interventi legislativi e da un certo
dibattito giurisprudenziale, e atteso altresì che gran parte dei
documenti acquisiti sono da tempo di dominio pubblico.
Oltre ai documenti consultabili sulla homepage del
Coordinamento dei sistemi informativi della Regione (d'ora innanzi
CSIR) attivo nel portale della Regione siciliana e relativi
all'appalto concorso celebrato con bando approvato con D.D.G. n.
206 dell'11 marzo 2005, la Commissione ha acquisito:
·Deliberazione della Giunta regionale n. 165 del 9/5/ 2007 e
relativi allegati;
·Deliberazione della Giunta regionale n. 98 del 24/3/2011 e
relativi allegati;
·Deliberazioni nn. 103-104 e 105 del 2008 della Sezione di
controllo della Regione siciliana della Corte dei Conti;
·Bilanci per gli esercizi 2007, 2008 e 2009 di Sicilia e servizi
S.p.A.;
·Elenchi nominativi dei dipendenti di Sicilia e-servizi S.p.A. e
del personale a vario titolo utilizzato dalla stessa;
·Relazione del 4/4/2011 a firma Sicilia e-servizi S.p.A.
·Comunicazioni in merito alla deliberazione assembleare del 27
settembre 2011, ai pagamenti in favore di Sicilia e- servizi
Venture S.c.r.l., compresi quelli relativi agli stipendi dei suoi
dipendenti nonché riscontro alla diffida del 28 settembre 2011.
·Verbali delle sedute del consiglio di amministrazione dal 2006.
·Lettera del Ragioniere generale della Regione n. di prot. 64653
del 28 ottobre 2011.
2. Il quadro normativo di riferimento
Nell'ordinamento regionale le disposizioni legislative
d'interesse sono rappresentate essenzialmente dalla legge regionale
n. 15 dell'11 maggio 1993 che all'art. 6, comma 5, istituiva il
Coordinamento dei sistemi informativi della Regione siciliana
(d'ora innanzi CSIR) presso la direzione bilancio e tesoro
dell'Assessorato bilancio e finanze (oggi dell'economia) nonché
dall'art. 56 comma 2 della legge regionale 27 aprile del 1999, n.
10 (come modificato dalla l.r. 20 del 2003, dalla l.r. 9 del 2004 e
dalla l.r. 19 del 2005) sulla razionalizzazione della spesa
informatica e sul coordinamento informatico dei sistemi informativi
regionali. Tale ultima norma ha previsto la costituzione, in seno
all'amministrazione regionale, di un'apposita commissione
incaricata di esprimere i pareri obbligatori di cui all'art. 8 del
D.L. 39/93, (peraltro ora abrogato dal decreto legislativo n. 177
del 2009 citato), pareri resi, a livello nazionale, dalla Autorità
nazionale sui sistemi informatici ed aventi ad oggetto gli schemi
dei contratti concernenti l'acquisizione di beni e servizi relativi
ai sistemi informativi automatizzati per quanto concerne la
congruità tecnico-economica .
Infine il già citato art. 78 della l.r. 3 maggio 2001, n. 6 e
s.m.i che ha previsto l'istituzione di una apposita struttura
societaria per lo svolgimento delle attività informatiche di
competenza delle amministrazioni regionali.
Per quanto riguarda la normativa statale, le disposizioni in
materia di attività digitale delle pubbliche amministrazioni sono
state raccolte e riordinate in un unico atto normativo, il Codice
dell'amministrazione digitale (CAD), adottato con il decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82.
Il Codice disciplina in modo organico l'utilizzo delle
tecnologie dell'informazione e della comunicazione nell'attività
amministrativa, nei suoi aspetti organizzativi e procedimentali. Il
testo reca inoltre la disciplina dei principi giuridici
fondamentali relativi al documento informatico ed alla firma
digitale, in precedenza contenuta nel testo unico in materia di
documentazione amministrativa (Decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445).
Nell'ambito dei principi generali, il Codice afferma, tra
l'altro, il principio secondo cui le pubbliche amministrazioni
centrali e locali sono tenute ad organizzarsi rideterminando le
proprie strutture e procedimenti secondo le nuove tecnologie
dell'informazione e della comunicazione, per assicurare «la
disponibilità, la gestione, l'accesso, la trasmissione, la
conservazione e la fruibilità dell'informazione in modalità
digitale».
Altra normativa statale di riferimento è costituita dal
decreto legislativo 1 dicembre 2009, n. 177 sulla riorganizzazione
del Centro nazionale per l'informatica nella pubblica
amministrazione (CNIPA).
3. La disciplina di gara
Sicilia e-Servizi S.p.A. (SISE) è una società mista
partecipata per il 51% dalla Regione siciliana (la Regione ) e per
il restante 49% dal socio privato Sicilia e-Servizi Venture
S.c.r.l., a sua volta partecipata da Engineering S.p.A. - già Atos
Origin Italia S.p.A. - e da Accenture S.p.A..
La SISE ha per oggetto sociale la progettazione, la
realizzazione e la gestione di sistemi e servizi informatici e
telematici, l'esecuzione di attività connesse, nonché la
reingegnerizzazione di sistemi e servizi già in esercizio presso le
amministrazioni regionali, con particolare riferimento a quanto
specificato nella misura 6.05 - Reti e servizi per la Società
dell'informazione del P.O.R. Sicilia 2000-2006 .
La SISE è stata costituita sulla base del già citato art. 78
della l.r. 6 del 2001 ed in esito allo svolgimento di un'apposita
procedura ad evidenza pubblica, assimilabile al modello
dell'appalto concorso finalizzata alla scelta di un socio per la
costituzione di una società per azioni avente ad oggetto lo
svolgimento delle attività informatiche di competenza delle
Amministrazioni regionali ed al quale affidare la realizzazione
della Piattaforma telematica integrata della Regione siciliana ,
indetta, come detto, con bando approvato con Decreto del dirigente
generale n. 206 dell'11 marzo 2005 e aggiudicata al raggruppamento
temporaneo di imprese (RTI) composto dalle imprese Engineering.it
S.p.A. (già Atos Origin Italia S.p.A.) ed Accenture S.p.A.
Oggetto della Gara era quello di individuare il soggetto che
avrebbe realizzato e fornito alla Regione una Piattaforma
Telematica Integrata ( PTI ); ulteriore compito del soggetto da
selezionare era quello di assumere -per un
periodo di cinque anni a decorrere dal completo avvio di tutte le
componenti autonome della PTI, secondo le norme fissate dal
Capitolato d'appalto, e comunque per un periodo non superiore a sei
anni e sei mesi dall'avvenuto affidamento - la veste di socio di
minoranza della costituenda società mista a partecipazione pubblica
regionale.
Ancora nella gara si prevedeva che lo stesso soggetto avrebbe
svolto, in qualità di socio (operativo) della società mista,
attività di gestione e conduzione della PTI. Infine, il socio
privato era incaricato della realizzazione di nuovi progetti volti
al raggiungimento degli obiettivi di informatizzazione
dell'Amministrazione regionale siciliana, orientati a perseguire
gli obiettivi definiti nell'Accordo di Programma Quadro ( APQ ) in
materia di Società dell'Informazione sottoscritto dalla Regione,
dal Ministero dell'Economia, dal Ministero dell'Innovazione
Tecnologica e dal CNIPA, nonché gli obiettivi indicati nel Quadro
Regionale Strategico elaborato dalla Regione ( QRS ).
A seguito dell'aggiudicazione della gara al RTI, si è avviato
il processo di costituzione della SISE che, originariamente, doveva
essere partecipata dalla Regione e dalla SISEV.
In realtà, all'atto della costituzione, il capitale sociale
della SISE è stato sottoscritto dalla Sicilia e-Innovazione S.p.A.
(partecipata interamente dalla Regione) e dalla SISEV.
Contestualmente, il RTI ha sottoscritto con la Regione il
contratto di appalto misto di forniture, servizi e lavori per la
realizzazione della PTI oggetto della gara.
In data 30 giugno 2006 la Regione, Sicilia e-Innovazione,
Sicilia e-Servizi e Sicilia e-Servizi Venture hanno sottoscritto la
Convenzione di affidamento di attività informatiche, secondo lo
schema di convenzione allegato alla documentazione di gara.
Successivamente, al fine di adeguarsi al disposto normativo di
cui all'art. 13 D.L. n. 223/2006 (c.d. Decreto Bersani), la Regione
ha acquisito la partecipazione azionaria che Sicilia e-Innovazione
deteneva nella SISE.
In seguito a tale acquisizione, in data 21 maggio 2007 è stata
sottoscritta la convenzione di affidamento delle attività
informatiche , sottoscritta dalla Regione, dalla SISE e da SISEV,
per l'affidamento di attività informatiche, avente contenuto
analogo allo schema di Convenzione allegato alla documentazione di
gara.
L'oggetto della Convenzione atteneva al compimento di ogni
attività relativa a:
1. la gestione e conduzione tecnica, operativa e applicativa della
PTI realizzata dal raggruppamento temporaneo d'imprese
aggiudicatario della gara;
2. l'espletamento delle attività individuate nel POS predisposto
dal RTI in sede di offerta;
3. ogni altra attività per la gestione e lo sviluppo delle attività
informatiche di competenza delle amministrazioni regionali prevista
nel POS.
4. Sul modello societario
Dalla descrizione effettuata si rileva come la disciplina
della gara approvata con d.d.g. n. 206 dell'11 marzo 2005 citato,
contenuta nel bando e nei relativi allegati (capitolato speciale,
schema di statuto della società, schema della convenzione-quadro
tra Regione, società mista e socio privato, nonché schema dei patti
parasociali) valutata unitamente all'offerta presentata dal socio
privato, manifestata attraverso il piano strategico ed il piano
operativo, tratteggiano un modello organizzativo complesso che alla
luce del quadro normativo comunitario e nazionale, può certamente
essere iscritto alla categoria del partenariato pubblico-privato
istituzionalizzato.
Come è noto una delle modalità tipiche con cui questo modello
si può realizzare è costituito dalla società nella quale
partecipano tanto l'ente pubblico quanto un socio privato e che
pertanto viene definito società mista . La Commissione CE,
d'altronde, ha dato il proprio inquadramento giuridico di tale
fenomeno con la comunicazione interpretativa sull'applicazione del
diritto comunitario degli appalti pubblici e delle concessioni ai
Partenariati pubblico-privati istituzionalizzati, in GUCE, C-91 del
12/4/2008.
In merito alla concreta attuazione del modello di partenariato
pubblico-privato istituzionalizzato realizzato con SISE sono state
acquisite le diverse posizioni degli organi sociali della stessa
società e del rappresentante della Regione, socio di maggioranza.
In particolare gli amministratori, nel corso delle audizioni,
hanno riferito come, recentemente, gli stessi abbiano inviato una
richiesta di due diligence alla Ragioneria generale dello Stato al
fine di ottenere una valutazione quanto più attendibile ed
imparziale sulla natura giuridica della struttura societaria e sui
conseguenti risvolti nei rapporti tra soci. La Commissione ha preso
atto di tale prudente iniziativa che potrà ulteriormente chiarire,
ove possibile, la correttezza delle scelte adottate
dall'Amministrazione regionale nella complessiva vicenda del piano
di informatizzazione.
Dal suo canto il collegio sindacale, in sede di audizione, ha
in primo luogo chiarito come tra i doveri di controllo di tale
organo non rientri la valutazione circa la legittimità del modello
di funzionamento della società e dei rapporti tra soci. Tali
aspetti erano stati dati per presupposti, essendo peraltro
stabiliti a monte in atti, quelli originari del bando di gara e
relativi allegati, promananti da una P.A. sottoposta al controllo
preventivo e di legittimità della Corte dei conti. Gli stessi
componenti il collegio hanno riferito come il tema del modello
societario e degli affidamenti di SISE era stato positivamente
vagliato dal giudice contabile con tre diverse e consecutive
delibere del 2008. A tali delibere aveva peraltro fatto seguito una
nota della Ragioneria generale della Regione (n. prot. 19325 del 9
aprile 2008) in cui si invitava la SISE ha proseguire con le
attività di realizzazione dei progetti nel solco del percorso già
seguito, avendo tale prassi ricevuto il placet del giudice
contabile.
Il collegio sindacale ha riferito altresì dell'efficacia del
controllo affidato all'apposita commissione del CSIR, chiamata ad
esprimersi anche sotto il profilo della congruità tecnico-economica
dei contratti di servizio per l'acquisizione di beni e servizi.
Infine il collegio sindacale, attraverso il suo presidente, ha
riferito dell'anomalia, in più occasione segnalata agli
amministratori pro tempore, rappresentata dalla mancata
asseverazione (collaudo) delle commesse affidate alla società mista
e da questa richieste al socio industriale.
Sul punto la Commissione ha potuto appurare come tale attività
effettivamente sia entrata in crisi, facendo registrare notevoli
ritardi, nel momento in cui, approvato nel 2009 il piano di
riordino delle partecipazioni regionali, la Regione ha posto in
liquidazione la società Sicilia e-Innovazione, incaricata della
direzione dei lavori affidati nell'ambito della gestione e
conduzione della PTI. L'individuazione dell'ufficio
dell'Amministrazione regionale competente a rilevare tali funzioni
direttive (e della relativa attività di collaudo, propedeutica ai
pagamenti dei corrispettivi alla SISEV) ha richiesto, in effetti,
un lasso di tempo eccessivo, trovando una compiuta disciplina
soltanto con la stipula della scrittura privata allegata alla
delibera di Giunta n. 98 del 2011 (precisamente all'art. 3).
Si rileva altresì come gran parte del dibattito politico,
sviluppatosi specularmente all'evoluzione normativa e dottrinaria
che ha interessato il fenomeno del PPP istituzionalizzato, avente
ad oggetto la classificazione dogmatica del modello societario, si
è articolato sulla base degli atti di gara originari e sulla base
della convenzione-quadro del 2007. Tuttavia la Commissione ha
potuto constatare come la più larga parte delle questioni
giuridiche sottese, che intrecciano inscindibilmente quelle
relative alla legittimità del modello societario con quelle
relative alla legittimità delle procedure di affidamento dei
lavori, siano in gran parte superate per effetto della già citata
deliberazione della Giunta regionale n. 98 del 2011. Attraverso
tale atto il Governo regionale ha inteso dare una nuova
regolamentazione ai rapporti tra la Regione, la società mista e il
socio di minoranza, anche alla luce dell'evoluzione del quadro
normativo e giurisprudenziale che ha interessato medio tempore la
disciplina del fenomeno del PPP istituzionalizzato e degli
affidamenti di appalti o servizi da parte di società cd miste .
Così come molti dei dubbi sorti in merito al ruolo del socio di
minoranza-fornitore vanno riconsiderati alla luce di quanto
stabilito con l'art. 1 della suddetta convenzione, a mente del
quale la Regione siciliana conferma il proprio obbligo di affidare
alla società l'esecuzione di tutte le attività ed i progetti di
natura informatica di competenza delle amministrazioni regionali .
Su tale ultimo punto, tuttavia, si rinvia alle considerazioni
svolte più avanti.
5. Sugli affidamenti
Anche le criticità emerse in merito alla determinazione e
determinabilità delle prestazioni di forniture e servizi,
originariamente delineate tipologicamente e sommariamente per
macroaggregati vanno riconsiderate alla luce della convenzione-
quadro recepita nella deliberazione di Giunta n. 98 del 2011.
L'articolo 2 di tale atto, rubricato condizioni economiche per
progetti ulteriori rispetto a quelli già affidati reca, infatti,
una disciplina particolarmente dettagliata delle condizioni
economiche mediante cui determinare il corrispettivo spettante alla
società mista per l'esecuzione di ciascuno dei progetti alla stessa
affidati dalla Regione.
Sul tema la Commissione ha potuto rilevare come
l'Amministrazione ha avuto ben presente sin dall'origine le
criticità connesse alla concreta individuazione dell'attività da
affidare alla società mista successivamente alla celebrazione
dell'appalto-concorso del 2005.
Prova ne è la richiesta di parere inoltrata all'Ufficio
legislativo e legale della Regione Siciliana, parere reso con la
nota prot. 20012/305.2006.11.
Tale parere, nel confermare la legittimità del modello
organizzativo adottato, riconosceva come i documenti di gara
complessivamente considerati rimettevano alle valutazioni di merito
dell'Amministrazione la concreta individuazione delle attività da
affidare, non prima di averne valutato la sussumibilità
nell'ambito di quelle globalmente ed indistintamente considerate
negli atti di gara nonché ponderato l'opportunità e la convenienza
di procedere alla stipula di contratti di servizio aggiuntivi.
Sull'osservanza delle regole inerenti all'affidamento di
appalti pubblici di servizi nel quadro di un PPP realizzato tramite
società mista, si può rilevare come costituisca ormai un punto
incontroverso quello per cui tali regole siano rispettate anche
mediante la celebrazione di gare cd. a doppio oggetto ( i.e per
la scelta del socio industriale e per l'affidamento dei servizi
lavori). In tal senso si è pronunciata la Corte di giustizia CE (15-
9/2009, C-196/2008 Acoset) dopo che alle medesime conclusioni era
giunta la giurisprudenza amministrativa, segnatamente il Consiglio
di Stato, con il parere n. 456 del 2007, sezione seconda e
soprattutto con sent. Cons. St. n. 1 del 3/3/2008 Adunanza
plenaria.
L'orientamento estensivo circa la possibilità di affidare
appalti senza ricorrere alla pubblica gara è stato successivamente
confermato, anche se con accenti più restrittivi, con la pronuncia
n. 1555/2009 del Consiglio di Stato.
Occorre, a questo punto, un breve approfondimento sul quadro
normativo e giurisprudenziale in tema di modalità di scelta del
socio privato nelle società miste.
L'orientamento giurisprudenziale prevalente ha ritenuto
necessario l'espletamento di una gara pubblica per la scelta del
socio privato nel procedimento di costituzione di tutte le società
miste (a capitale pubblico di minoranza, come previsto dalla legge,
o di maggioranza) (1).
Lo stesso legislatore, in molte circostanze, ha previsto
espressamente l'individuazione delle modalità di scelta del socio
privato nelle società miste secondo procedure concorsuali.
Basti per tutti, il riferimento all'art. 12 della legge 23
dicembre 1992, n. 498 ( divenuto poi l'attuale art. 116 del TUEL)
che, per la prima volta, con riguardo alla fattispecie di società
mista ivi contemplata, ha introdotto la necessità di avviare
procedure di evidenza pubblica per la scelta dei soci privati. La
norma attribuisce agli enti locali la possibilità, per l'esercizio
di servizi pubblici di cui all'articolo 113-bis e per la
realizzazione delle opere necessarie al corretto svolgimento del
servizio, nonché per la realizzazione di infrastrutture ed altre
opere di interesse pubblico, di costituire apposite società per
azioni senza il vincolo della proprietà pubblica maggioritaria,
provvedendo alla scelta dei soci privati e all'eventuale
collocazione dei titoli azionari sul mercato con procedure di
evidenza pubblica.
In relazione a tale modello gestionale la Commissione europea
ha avviato la procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per
la non compatibilità con gli obiettivi dell'Unione della disciplina
interna in materia di servizi pubblici locali ed in particolare di
società miste, ritenuta contrastante soprattutto con il principio
di libera concorrenza.
In seguito a tale procedura la Presidenza del Consiglio dei
Ministri - Dipartimento per le politiche comunitarie ha adottato
una circolare interpretativa degli artt. 113 e seguenti del d.lgs.
n. 267/2000 sull'affidamento a società miste della gestione di
servizi pubblici locali (2)
La circolare ha chiarito che gli enti locali, in sede di
affidamento dei servizi pubblici a società partecipate, non
potevano eludere il passaggio dell'evidenza pubblica fermo restando
l'obbligo di espletare idonee procedure di gara al fine di
individuare il socio privato.
Si è precisato, inoltre, che l'affidamento della gestione del
servizio alle società miste configura la fattispecie dell'appalto
di pubblico servizio; per il quale si intende un contratto a titolo
oneroso concluso in forma scritta tra un'amministrazione
aggiudicatrice ed un soggetto terzo prestatore di servizi.
A tale contratto deve applicarsi la normativa comunitaria in
materia, costituita dalle norme del Trattato, cioè gli artt. 43 e
49, della direttiva che coordina le procedure di aggiudicazione
degli appalti pubblici di servizi n. 92/50/CEE del 18 giugno 1992 e
della direttiva n. 93/38/CEE sui cosiddetti settori esclusi, e la
relativa normativa nazionale di recepimento. Pertanto,
l'affidamento del servizio alla società mista deve avvenire di
regola tramite gara con le procedure dell'evidenza pubblica.
Secondo l'orientamento espresso dalla Corte di giustizia
europea, la normativa in tema di appalti pubblici non trova,
invece, applicazione quando manca un vero e proprio rapporto
contrattuale fra l'ente aggiudicatore e la società affidataria del
servizio, come nel caso di delegazione interorganica o di servizio
affidato in via eccezionale in house (3), di cui si parlerà nel
prosieguo.
Sulla spinta del diritto comunitario, si è avviato un processo
di riforme di tale materia, ancora oggi dai confini molto incerti.
Il legislatore statale nel 2001 è intervenuto con l'art. 35
della legge n. 448 riscrivendo l'art. 113 del TUEL e introducendo
l'art. 113-bis nel medesimo testo. In primo luogo si assiste alla
distinzione tra servizi a rilevanza industriale (art. 113) e quelli
privi di rilevanza industriale (art. 113-bis), divenuti in seguito
all'entrata in vigore dell'art. 14 del DL n. 269 del 2003 servizi
di rilevanza economica.
La riforma introdotta dall'art. 35 ha però lasciate aperte
tutta una serie di problematiche, in primo luogo in relazione al
permanere di forme di affidamento diretto della gestione dei
servizi pubblici contrariamente alla previsione comunitaria
improntata alla libera concorrenza nel settore dei servizi. Il
legislatore è così nuovamente intervenuto (combinato disposto
dell'art. 14 D.L. 269/03, come convertito in art. 14 L. 326/03, e
dell'art. 4, comma 234, L. 350/03, Legge Finanziaria 2004),
modificando in parte il portato della precedente riforma.
Mentre la riforma del 2001 aveva previsto quale unico modello
organizzativo l'affidamento a società di capitali individuate
attraverso l'espletamento di gare con procedure di evidenza
pubblica, la legge n. 269 del 2003 ha ripristinato la pluralità di
modelli organizzativi, adeguandoli all'evoluzione avutasi degli
indirizzi comunitari in materia.
L'art. 113, prima che intervenisse l'art. 23-bis del DL 112
del 2008, tornava ad ammettere l'utilizzo del modello della società
mista, prevedendo l'affidamento del servizio a società a capitale
misto pubblico privato purché il socio privato venisse scelto
attraverso l'espletamento di gare con procedure ad evidenza
pubblica che abbiano dato garanzia di rispetto delle norme interne
e comunitarie in materia di concorrenza secondo le linee di
indirizzo emanate dalle autorità competenti attraverso
provvedimenti o circolari specifiche (co. 5, lett. b). Si prevede,
inoltre, la cessione parziale, da parte dei soci pubblici, delle
proprie partecipazioni in società già affidatarie dirette dei
servizi mediante procedure ad evidenza pubblica da rinnovarsi alla
scadenza del periodo di affidamento (co. 12).
La disposizione, pertanto, prescriveva formalmente la
procedura ad evidenza pubblica per la scelta del socio privato a
prescindere dalla misura della sua partecipazione alla società
mista ed introduceva il nesso tra la durata di tale partecipazione
e la durata dell'affidamento del servizio pubblico alla società.
In base a quanto detto, pertanto, il modello elaborato nel
2003 risultava conforme agli orientamenti comunitari, essendo il
socio privato scelto mediante procedura ad evidenza pubblica e con
vincolo societario coincidente con la durata dell'affidamento.
La Commissione ha potuto prendere atto, altresì, di come la
legittimità del modello societario e del regime degli affidamenti
sia stato valutato positivamente dalla Corte dei Conti- sezione di
controllo- per la Regione siciliana in sede di apposizione del
visto (preventivo e di legittimità) e conseguente registrazione.
Ci si riferisce alle deliberazioni nn. 103-104-105/2008 in
cui, chiamato ad apporre il visto, tra l'altro, sui contratti di
servizio con le società Sicilia e-innovazione, Sicilia e-servizi
S.p.A., Sicilia e-ricerca, il giudice contabile ha dato il proprio
contributo chiarificatore sul tema del modello societario della
società mista e sul sistema degli affidamenti. Tali contratti di
servizio, che erano stati approvati con altrettanti decreti dei
dirigenti generali competenti e del ragioniere generale della
Regione, dopo una prima deliberazione negativa (di ricusazione del
visto) su precedenti atti aventi il medesimo oggetto, venivano
infine vistati e registrati dall'organo giurisdizionale di
controllo.
Le motivazioni di tali delibere rappresentano l'approdo
definitivo per valutare la legittimità del modello societario e
degli affidamenti alla società mista Sicilia e-servizi S.p.A.
In particolare la Corte ha chiaramente affermato come il
sistema adottato per la determinazione dei corrispettivi spettanti
per gli affidamenti ulteriori fosse sufficientemente descritto
negli atti di gara (comprendendo in essi anche l'offerta presentata
dall'originario RTI). Altresì positivamente la Corte ha valutato le
modalità previste nel bando di gara e negli atti allegati sulla
fuoriuscita del socio privato. Tali modalità sono state considerate
idonee a scongiurare il rischio che il socio privato potesse
trasformarsi in socio stabile, in spregio ai principi di
concorrenza e della gara ad evidenza pubblica come metodo
ordinario per l'affidamento di forniture e servizi.
Quanto poi alla specifica questione relativa alla applicazione
del decreto legislativo n. 163 del 2006, recante il cd. codice dei
contratti pubblici, alla SISE S.p.A., tenuto conto delle modalità
con cui la gara è stata esperita e concretamente svolta nel corso
degli anni, al fine di stabilire se detta gara copra , oltre che
la gestione e conduzione della PTI fornita dal socio privato, anche
l'acquisizione diretta dal socio privato di forniture e servizi
ulteriori , occorre rilevare come il quadro normativo,
segnatamente gli artt. 32, 57 nonché l'art. 230 delle norme
transitorie del decreto legislativo da ultimo citato, non
forniscano un quadro sufficientemente chiaro.
La Commissione osserva, tuttavia, come l'interpretazione
letterale del comma 2 dell'art 32 d.l.vo 163/2006, che esclude
dall'applicazione delle norme relative agli affidamenti con
procedure di evidenza pubblica, gli organismi di diritto pubblico,
quale certamente deve essere considerata, alla luce dei criteri
dettati dalla normativa comunitaria e nazionale, SISE S.p.A.,
possieda una certa forza persuasiva.
Sembra, peraltro, che tale orientamento sia quello condiviso
dal Governo regionale laddove, nel rinnovare la convenzione-quadro
con deliberazione n. 98/2011, ha espressamente confermato, come
detto, l'obbligo per la Regione di affidare alla SISE l'esecuzione
di tutte le attività ed i progetti di natura informatica di
competenza delle amministrazioni regionali (si veda l'art. 1 della
scrittura privata allegata alla delibera n. 98/2011) .
La Commissione ha registrato le diverse posizioni sul punto
rilevando tuttavia come la questione giuridica dell'applicazione o
meno delle norme del codice dei contratti pubblici alla fattispecie
dei rapporti tra SISE e SISEV, per la sua complessità in punto di
diritto, debba essere risolta in altra sede.
La Commissione ha potuto rilevare inoltre come l'evoluzione,
non sempre coerente, del quadro normativo e giurisprudenziale di
riferimento sia stata una delle concause delle incertezze che hanno
caratterizzato la vicenda SISE.
Dalla disamina della documentazione acquisita sembra tuttavia
potersi affermare come la Regione abbia inteso affidare, con la
gara originaria, solo una parte del complessivo POS e non invece
tutte le opere astrattamente riconducibili alla gestione e
conduzione della PTI.
L'esame degli atti di gara, infatti, conduce con un certo
grado di certezza a provare un fatto: quello per cui i servizi e le
forniture ulteriori rispetto alla fornitura della PTI, al momento
della costituzione della SISE S.p.A., potevano essere individuati
solo in modo generico ed approssimativo e che l'affidamento delle
componenti aggiuntive indicate in sede di offerta era in ogni
caso rimessa, come riconosciuto anche nel parere dell'Ufficio
legislativo e legale della Regione citato, a valutazioni ex post
rimesse al processo decisionale interno alla società e secondo le
norme vigenti nel tempo in materia .
In sostanza può condividersi l'opinione secondo cui la gara,
svoltasi nelle forme dell'appalto concorso, ha avuto ad oggetto un
vero e proprio progetto imprenditoriale da realizzarsi con un socio
di minoranza fornito della necessaria competenza, cui affidare il
compimento delle attività necessarie a realizzare quanto previsto
nel piano operativo e nel piano strategico.
La Commissione, ha potuto constatare, in effetti, come i
principali ostacoli alla regolare gestione amministrativa di SISE
siano sorti da quando la Regione siciliana, come sostenuto dagli
organi sociali, ha posto in liquidazione la società Sicilia e-
innovazione, incaricata della direzione dei lavori relativi alla
gestione e conduzione della PTI. In tal senso si è espresso sia il
presidente del consiglio di amministrazione, nella seduta del 19
ottobre 2011, sia, in una precedente audizione, il presidente del
collegio sindacale.
Quest'ultima ha spiegato come il meccanismo degli affidamenti
al socio privato si sia cronicizzato per la mancata
strutturazione della SpA ed ha riferito altresì come i soci di
SISE avessero adottato la decisione di riconoscere alla stessa
società mista il 3% a titolo di mark-up sugli affidamenti in
conseguenza della situazione creatasi per l'assenza in Sicilia e-
servizi di una struttura organica propria .
Il collegio sindacale ha rilevato, inoltre, come l'esigenza di
soddisfare le richieste dell'Amministrazione regionale, spesso
poste come richieste di servizi indifferibili e urgenti, avesse
prodotto il cronicizzarsi del ricorso al socio privato per
l'espletamento delle commesse e delle attività affidate alla
società. In questo quadro il collegio ha manifestato grande
preoccupazione per la stessa continuità aziendale ritenendo
indispensabile che, anche tardivamente, venisse attivato
immediatamente il processo di strutturazione della società con
l'acquisizione del know how da parte del socio privato, secondo
percorsi stabiliti in collaborazione con il socio di maggioranza
Regione siciliana.
Sul tema della strutturazione , tuttavia, si tornerà in
seguito.
La Commissione, infine, ha preso atto di come esistano dei
contrasti all'interno del consiglio di amministrazione sulla
definizione dei rapporti economici intercorrenti tra socio pubblico
e privato. Lo stesso Presidente, espressione del socio pubblico
Regione siciliana, pur riconoscendo la necessità di versare i
corrispettivi per i ricavi ottenuti dalla Regione per le attività
svolte dal socio di minoranza SISEV, ha chiaramente invocato uno
spirito collaborativo all'interno degli organi amministrativi della
SpA al fine di stabilire l'esatto ammontare del credito vantato dal
socio privato. Inoltre è stato sostenuto, come già accennato, che
la gestione amministrativa di SISE sia stata ostacolata per un
lungo periodo dal mancato asseveramento (collaudo) da parte della
Regione delle attività di gestione e conduzione della PTI. Sul
punto si rileva come il Governo regionale abbia inteso intervenire
con la scrittura privata allegata alla deliberazione n. 98 del 24
marzo 2011, all'articolo 3, che ha dettagliatamente disciplinato
l'attività di direzione dei lavori, dei collaudi e dei pagamenti.
In particolare con detto negozio giuridico, approvato con
delibera di Giunta, si è data regolamentazione, tra l'altro, alla
sorte del debito pregresso (descritto e quantificato al punto 10
delle premesse) per le attività svolte da SISEV sino al 31 dicembre
2010, rimettendo le relative, eventuali, controversie alla
composizione bonaria delle parti ( art. 7 scrittura privata)
attraverso la valutazione di un collegio di esperti da nominare
appositamente.
In questa sede può inoltre osservarsi come il sistema dei
controlli affidati allo CSIR, chiamato ad esprimere valutazioni
anche in tema di congruità tecnico-contabile dei nuovi contratti
stipulati con il socio privato, oltre ovviamente al già menzionato
controllo preventivo della Corte dei Conti, abbia assicurato una
costante verifica della regolarità della complessiva vicenda della
gestione e conduzione della PTI della Regione.
6. Sulla strutturazione
Ulteriori criticità sono state indagate sul tema della
cosiddetta strutturazione, ossia della dotazione di personale della
società mista.
Questa era certamente una delle obbligazioni principali
assunte da SISEV nei confronti di SISE.
Per quanto, infatti, il ruolo del socio privato a tal
proposito non sia stato negli atti di gara definito in modo
sufficientemente chiaro, può leggersi nel capitolato d'appalto come
lo stesso doveva provvedere alla fornitura e messa in esercizio
delle varie componenti della PTI in qualità di fornitore, e una
volta che le stesse parti fossero state avviate a regime,
provvedere alla gestione di quanto realizzato come fornitore,
questa volta in qualità di socio della società mista e quindi
attraverso la società mista (cfr art.1.3 del capitolato). Inoltre,
al punto 1.3.2. dello stesso capitolato, si ribadiva come resta
confermato che il soggetto selezionato porrà in essere nella
qualità di socio tutte le azioni necessarie o utili per la
realizzazione del piano operativo e del piano strategico sulla cui
base è stato prescelto e che resta confermato che è in tale veste
che questi contribuirà all'adempimento delle obbligazioni oggetto
della convenzione tra Amministrazione regionale e società mista e
che quest'ultimo è l'unico soggetto che erogherà le prestazioni
all'amministrazione regionale .
Inoltre nell'offerta presentata dal socio privato questi si
incaricava della gestione operativa della società mista che
apporterà all'interno della società mista le competenze, il know-
how, i sistemi organizzativi , l'orientamento e gli obiettivi e la
capacità di generare professionalità tipica del settore privato .
Anche tali aspetti sono stati affrontati dal Governo regionale
con la deliberazione n. 98 del 24 marzo 2011, che ha rinnovato,
come detto, la precedente convenzione-quadro di cui alla
deliberazione n. 165 2007.
In particolare, le parti Regione siciliana, SISE e SISEV hanno
espressamente convenuto che il socio di minoranza si era
obbligato, con l'accettazione incondizionata delle condizioni
previste dagli atti di gara, ivi compresa l'offerta , ad effettuare
il trasferimento e consolidamento del know how alla società che
consenta alla stessa di svolgere le attività di sua competenza e di
perseguire e mantenere gli obiettivi di cui agli atti di gara, ivi
compresa l'offerta e che la Regione, sia come committente sia
come socio di maggioranza della società, ha un forte interesse ad
agevolare il completamento del trasferimento e consolidamento del
know how e che infine la SISE spa ha stimato in circa 250 unità
l'organico necessario allo svolgimento delle attività ( punti
14,15,16 della premessa alla scrittura privata allegata alla
deliberazione n. 98/2011).
Pertanto, sebbene gli impegni in tema di popolamento
(dotazione di personale) di SISE fossero stati sottoscritti in modo
generico negli atti di gara originari, essi sono stati esplicitati
in modo preciso con la scrittura privata recentemente sottoscritta
dalla Giunta regionale .
Vale la pena di rilevare come la citata deliberazione della
Giunta regionale (n. 98 del 2011) sia stata adottata appena due
giorni dopo l'approvazione da parte dell'ARS, nella seduta 238 del
24 marzo 2011, dell'ordine del giorno n. 470 con cui l'Assemblea
impegnava il Governo regionale, tra l'altro, a sospendere ogni
nuovo affidamento di servizi alla società Sicilia e-servizi S.p.A.
ed a soprassedere dall'effettuare il cosiddetto 'popolamento' della
stessa .
La Commissione ha acquisito sul tema le valutazioni del
consiglio di amministrazione e del collegio sindacale.
Quest'ultimo organo, nell'audizione congiunta del 25 ottobre
2011, ha sostenuto come in più occasioni il collegio abbia
segnalato al consiglio di amministrazione pro tempore la necessità
di procedere in tempi brevi alla strutturazione della SPA, secondo
procedure di legge. Ciò al fine di dotare la stessa società delle
risorse umane necessarie e di consentire l'autonomo raggiungimento
dello scopo sociale . A tali richieste, tuttavia, gli organi
esecutivi non hanno mai dato corso, omettendo di predisporre i
documenti propedeutici alla strutturazione, primo fra tutti il
piano industriale.
Quest'ultimo documento si rendeva necessario, a parere del
collegio, ma è un dato chiaramente desumibile dagli atti, per
definire i profili professionali e le unità di personale richieste,
oltre che per attestare la sostenibilità economica e finanziaria
del piano di popolamento.
Dal suo canto il dott. Emanuele, Ragioniere generale della
Regione, nell'audizione del 25 ottobre 2011 ha riferito come a
giudizio dell'Amministrazione regionale, il socio privato sia
stato, e continui ad essere, per molti aspetti inadempiente nei
confronti della Regione. Lo stesso ha riferito come il mancato
trasferimento a tutt'oggi del know how a Sicilia e-servizi sia
stata una grave inadempienza. Ciò determinerebbe una pressoché
nulla autonomia gestionale di Sicilia e-servizi nella conduzione
della piattaforma informatica.
Tale dato non può che allarmare, rappresentando una patente
violazione del principio di buon andamento della pubblica
amministrazione richiesto dall'articolo 97 della Costituzione.
Sulla scorta delle informazioni acquisite dalla Commissione,
invero, l'organico della SISE, al 27 luglio 2011, risulta composto
da 5 dirigenti, 4 quadri e 3 impiegati.
Per queste figure la Commissione non ha potuto appurare la
natura del rapporto contrattuale che li lega alla società, secondo
quale normativa siano stati assunti e se si tratti di contratti a
tempo determinato o indeterminato.
Di contro la Commissione ha potuto prendere visione delle
retribuzioni percepite da questo personale ritenendole, soprattutto
per quanto riguarda i dirigenti, sproporzionate.
Altro personale è stato utilizzato facendo ricorso a tipologie
contrattuali diverse, tra cui principalmente le collaborazioni a
progetto (co.pro.), attuate in conformità alle prescrizioni di cui
agli artt. 61 e segg. del decreto legislativo n. 267 del 2003 e le
consulenze affidate ai sensi dell'articolo 20 del decreto
legislativo n. 163 del 2006.
A queste figure vanno aggiunte 9 unità di personale della
Regione assegnato alla SISE.
La maggior parte del personale, tuttavia, è stato utilizzato
attraverso altri tipi di contratto (apprendistato, interinale,
dirigenziale, consulenti a partita IVA) con risorse umane fornite
da SISEV.
In sintesi può effettivamente affermarsi come le diverse fasi
della strutturazione, che avrebbero dovuto essere avviate già dopo
la fase di start up di 18 mesi, non si sono mai concretizzate, se
non per le sole figure apicali (ammesso che anche quadri e
impiegati possano considerarsi tali).
La Commissione, pertanto, condivide le opinioni espresse circa
l'inadempienza, a tutt'oggi, da parte del socio privato che non ha
ancora prodotto, a quanto è dato conoscere, il POS 2011-2015.
Vero è, d'altro canto, come sostenuto da alcuni dei soggetti
ascoltati, che il processo di trasferimento e consolidamento del
know how (alias popolamento) non potrà che avvenire sulla base di
percorsi stabiliti dal socio di maggioranza Regione siciliana. Ciò
anche per effetto degli interventi legislativi adottati medio
tempore dal legislatore statale. Si pensi alla legge n. 133 del
2008 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge
25 giugno 2008, n. 112, che, all'articolo 18,
(rubricato Reclutamento del personale delle società pubbliche )
comma 2, così dispone: Le altre società a partecipazione pubblica
totale o di controllo adottano, con propri provvedimenti, criteri e
modalità per il reclutamento del personale e per il conferimento
degli incarichi nel rispetto dei principi, anche di derivazione
comunitaria, di trasparenza, pubblicità e imparzialità . Tale
norma, che ha positivizzato, peraltro, un costante indirizzo
giurisprudenziale costituzionale, per quanto genericamente
formulata, dà concreta attuazione, per le società a partecipazione
totale o di controllo pubblica, per molti aspetti assimilabili alla
pubblica amministrazione, al contenuto precettivo dell'art. 97
della Costituzione che, come è noto, stabilisce sia il principio di
legalità per l'organizzazione dei pubblici uffici, in modo tale che
siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità
dell'amministrazione sia, al comma 3, l'obbligo del concorso per
l'accesso nelle pubbliche amministrazioni.
7. Conclusioni
L'indagine condotta dalla Commissione sul Piano di
informatizzazione della Regione con particolare riferimento agli
affidamenti alla società partecipata regionale Sicilia e-servizi ha
evidenziato un quadro in cui è possibile tracciare una linea di
demarcazione temporale molto netta. Se infatti, fino al 2008, il
modello societario ed il conseguente regime degli affidamenti
poteva considerarsi conforme al quadro normativo comunitario e
nazionale di riferimento, come d'altronde avallato dalla sezione di
controllo della Corte dei Conti, lo stesso non può dirsi per le
attività affidate e svolte dal 2008 fino al 31 dicembre 2010.
Invero la mancata tempestiva individuazione dell'ufficio
dell'amministrazione regionale competente a svolgere la direzione
dei lavori relativi alla PTI e la mancata strutturazione della
SISE S.p.A rappresentano una grave irregolarità che mette a
repentaglio non solo la continuità aziendale della stessa, ma
probabilmente anche l'utilità di gran parte del piano di
informatizzazione realizzato fino a questo momento.
A tale situazione ha tentato di porre rimedio il Governo
regionale attraverso una compiuta regolamentazione, in particolare
per quanto attiene al credito vantato dal socio privato SISEV,
contenuta nella nuova convenzione-quadro approvata con delibera di
Giunta 98 del 2011. L'esito di tale tentativo, però, non è ad oggi
apprezzabile, non essendosi ancora raggiunto un accordo tra le
parti sul debito pregresso e non essendo stato avviato il cd
popolamento della società SISE in modo da consentirle l'autonomo
raggiungimento dello scopo sociale statutario.
La Commissione auspica pertanto che la Società partecipata e
l'amministrazione regionale, socio di maggioranza, possano chiarire
in particolare:
·le modalità di reclutamento, la natura del rapporto contrattuale
del personale in servizio (5 dirigenti, 4 quadri e 3 impiegati), in
particolare se si tratti di contratti a tempo determinato o
indeterminato.
·I criteri adottati per determinare i compensi di queste figure, in
particolare per quanto riguarda i dirigenti, apparendo in certi
casi, sproporzionati se non illegittimi.
·quale iniziative intenda adottare il socio di maggioranza Regione
siciliana sulla composizione bonaria delle controversie in merito
al debito pregresso (nel frattempo lievitato, sembrerebbe da
notizie assunte, a circa 76 milioni di euro).
A tale ultimo proposito non si può non rilevare comportamenti
omissivi ed inerzie nella realizzazione complessiva del Piano
realizzato dalla società (emblematici i disservizi , per citare un
caso, registrati nel progetto SIC).
Occorre infine verificare se esistano le condizioni, alla
scadenza contrattuale, per la prosecuzione del rapporto sociale o
se non sia più conveniente per la Regione rilevare l'intera
partecipazione azionaria, mettere in liquidazione la SISE S.p.A e
proseguire il Piano di informatizzazione attraverso una nuova
struttura societaria.
La Commissione, pertanto, auspica che l'attività di controllo
dell'Assemblea regionale sul Piano di informatizzazione della
Regione prosegua anche attraverso la costituzione di una nuova
Commissione d'indagine o l'ulteriore proroga di quella già
istituita.
1 Cons. Stato, sez. V: 3 settembre 2001, n. 4586, in Cons. Stato,
2001, I, 1949; 19 febbraio 1998, n. 192, in Giur. it., 1999, 1267.
2 Presidenza del consiglio dei Ministri-Dipartimento per le
politiche comunitarie, Circolare 19 ottobre 2001, n. 12727, avente
ad oggetto Affidamento a società miste della gestione di servizi
pubblici locali , in Riv. It. Dir. Pubbl. com. , 2001, p. 1307 ss.
3 Corte di giustizia, sentenza Teckal del 18 novembre 1999, causa C-
107/98.