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Resoconto d'Aula della Seduta n. 326 di martedì 28 febbraio 2012
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE. Avverto che del processo verbale della seduta  n.  325
  sarà data lettura nella successiva seduta.

      Seguito della discussione della relazione conclusiva della
      Commissione parlamentare speciale di indagine sul piano di
      informatizzazione della Regione siciliana, con particolare
     riferimento agli affidamenti alla società  Sicilia e-servizi
                           s.p.a.' (Doc. VI)

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione  della  relazione conclusiva  della  Commissione
  parlamentare  speciale di indagine sul piano  di  informatizzazione
  della   Regione   siciliana,  con  particolare   riferimento   agli
  affidamenti alla società  Sicilia e-servizi s.p.a.' (Doc. VI).
   Ricordo  all'Aula  che  erano già iscritti  a  parlare  già  dalla
  precedente seduta gli onorevoli Caputo, Pogliese, Limoli, Marinese,
  D'Asero, De Benedictis, Incardona e Leontini.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  come   avevo
  annunciato  nell'intervento  della  settimana  scorsa,  considerate
  anche   le  conclusioni  della  Commissione  che  auspicavano   due
  soluzioni, delle quali, peraltro, una non era possibile:  la  prima
  concernente  la proroga della Commissione, la seconda l'istituzione
  di una Commissione per continuare il lavoro già svolto.
   Pertanto, abbiamo presentato una mozione che questa sera  è  stata
  trasformata  in  ordine  del giorno numero 344  per  concludere  la
  discussione generale della Commissione e per continuare  il  lavoro
  che  già la Commissione ha svolto, quindi, in questo senso è  stato
  presentato  l'ordine del giorno in linea con quanto  scritto  nella
  relazione finale della Commissione.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  in ordine alla Società  Sicilia e-Servizi , la relazione
  della  Commissione evidenzia talune questioni che sono ben presenti
  nell'analisi  che  ha fatto il Governo e che ha indotto,  in  prima
  fase,  anche  a  mettere sotto pressione la società  in  ordine  ai
  servizi  che deve rendere all'intera Amministrazione regionale,  al
  fine  di scongiurare ipotesi di interruzione o di pregiudizio  alla
  funzionalità degli uffici e delle strutture preposte.
   Ecco  perché  si  è ritenuto, al fine di semplificare,  in  questa
  fase,  le  relazioni del socio privato, di mettere tecnicamente  in
  liquidazione la società e, quindi, consentire una rarefazione delle
  attività  organizzative  puntando, invece,  a  riorganizzarle  e  a
  ripartire.
   E'  chiaro  che l'obiettivo della Regione e del Governo  regionale
  non  può che essere quello di ottimizzare il lavoro sin qui  fatto,
  mettendo   da   canto  le  cose  che  non  vanno  e  puntare   alla
  funzionalità.
   Per   tali   motivi,   tenendo  presenti   le   osservazioni   che
  opportunamente la Commissione ha fatto valutando alcune  patologie,
  una per tutte quella degli emolumenti di taluni dirigenti che com'è
  noto   sono  stati  ritenuti  ormai  incompatibili  con  la  nostra
  struttura  organizzativa dal decreto attuativo sulle partecipazioni
  regionali che, com'è noto, ha posto un tetto a tutti gli emolumenti
  dei  dirigenti  delle  società partecipate,  quindi,  quel  che  ha
  evidenziato   la   Commissione   è   assolutamente   condivisibile,
  l'obiettivo  è quello di ripristinare al più presto la funzionalità
  piena  della  società e consentirne la piena valorizzazione  che  è
  patrimonio della Regione stessa.

   PRESIDENTE. La Presidenza, anche alla luce del dibattito che si  è
  svolto e rispetto alle conclusioni a cui è pervenuta la Commissione
  stessa,  sarebbe  dell'idea  di far  votare  intanto  la  relazione
  conclusiva  della  Commissione  e,  successivamente,  l'ordine  del
  giorno   numero   648    Istituzione  di  una   nuova   commissione
  parlamentare  d'indagine  sul  piano  di  informatizzazione   della
  Regione  siciliana,  con particolare riferimento  agli  affidamenti
  alla  società  Sicilia e-Servizi s.p.a. , degli onorevoli Leontini,
  Mancuso, Limoli, D'Asero e Bosco.
   Pongo  in votazione la relazione conclusiva della Commissione.  Il
  parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole rimanga seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Formica


   Pongo  in  votazione l'ordine del giorno n. 648.   Il  parere  del
  Governo?

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Il Governo,  in  questo  senso,
  ritiene  che il lavoro proficuo, posto in essere dalla Commissione,
  sia  già  un  approdo  utile per l'esecutivo  affinché  si  possano
  attuare tutte le direttive e gli orientamenti che sono emersi.
   Laddove  l'Assemblea, nella sua sovranità, ritenesse di continuare
  il  lavoro  con  la Commissione, certamente, non è il  Governo  che
  potrà opporsi.
   Tuttavia,  credo  sia  necessario mettere  un  punto  fermo  sugli
  approfondimenti  già  fatti  e si possa proseguire  con  l'attività
  amministrativa  della  società senza attendere  i  risultati  della
  nuova Commissione.
   Ritengo  che  un risultato di chiarimento si è già conseguito,  su
  questo l'esecutivo andrà avanti, è ovvio che l'Assemblea, nella sua
  autonomia, potrà decidere di continuare ad approfondire  tutti  gli
  elementi del contratto originario della società.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   PICCIOLO,  vicepresidente della Commissione. Condividiamo  che  il
  lavoro fatto dalla Commissione sia stato più che proficuo, però  si
  ritiene che l'Aula,  sovrana, determinerà.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Formica


   Si  passa  all'ordine del giorno n. 639  Delucidazioni ed adozione
  di  opportune  misure  in  ordine alla società   Sicilia  e-servizi
  s.p.a' ,  a firma degli onorevoli Maira, Cordaro, Caronia e  Cascio
  Salvatore. Il parere del Governo?

   ARMAO,   assessore   per  l'economia.  Se  il  Parlamento   chiede
  all'assessore  ed al dirigente generale di informare il  Presidente
  di profili che sono già ampiamente sviscerati nella relazione della
  Commissione,  è evidente che questo è superato come  argomento,  ma
  immagino  che  si  voglia  chiedere una relazione  dettagliata  del
  Governo  all'Assemblea, su questo non credo che ci possa essere  da
  parte del Governo alcun tipo di preclusione.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo ai voti. Chi è favorevole rimanga seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Formica


    Discussione della mozione numero 252 «Rapida attivazione degli
                            impegni assunti
      a seguito dell'approvazione della mozione n. 126 circa gli
                              interventi
        per l'aumento dei massimali de minimis in agricoltura»

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  della  mozione  numero 252  Rapida  attivazione  degli
  impegni  assunti a seguito dell'approvazione della mozione  n.  126
  circa  gli  interventi per l'aumento dei massimali  de  minimis  in
  agricoltura , degli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi,  Donegani,
  Marinello,  Ammatuna,  Barbagallo,  De  Benedictis,  Di  Benedetto,
  Digiacomo,   Di  Guardo,  Faraone,  Ferrara,  Galvagno,  Gucciardi,
  Laccoto,  Lupo,  Marziano,  Panarello, Panepinto,  Picciolo,  Raia,
  Rinaldi, Speziale e Termine.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   il comparto della produzione agricola, nel periodo di applicazione
  della  normativa  comunitaria sugli aiuti  de  minimis,  ha  subito
  un'ingiusta  penalizzazione rispetto agli altri settori  che  hanno
  registrato ragionevoli aumenti, mentre il massimale per le  aziende
  agricole produttrici è rimasto bloccato a 7.500 euro;

   in  relazione  alla crisi di mercato, negli anni 2010  e  2011,  è
  stato  autorizzato dall'Unione Europea un massimale in 'deroga'  di
  15.000 euro che, nei fatti, è risultato insufficiente;

   le aziende agricole siciliane si trovano ad affrontare la peggiore
  crisi  di  sempre  che,  oltre a risentire, come  tutti  i  settori
  produttivi,  della gravissima fase congiunturale,  è  aggravata  da
  diverse deficienze strutturali;

   la  gravità  e  l'ampiezza  dell'attuale  crisi  rischia,  se  non
  opportunamente  contrastata, di portare al fallimento  migliaia  di
  aziende  agricole  siciliane,  con  gravi  ripercussioni  non  solo
  economiche, ma anche sociali, ambientali e occupazionali;

   CONSIDERATO  che  questa Assemblea, nella  seduta  n.  118  del  3
  novembre  2009,  ha già approvato all'unanimità la mozione  n.  126
  sullo  stesso argomento senza che, ad oggi, risultino  esser  state
  prodotte  specifiche  iniziative in relazione  ai  contenuti  della
  medesima,
                   impegna il Governo della Regione
      e per esso l'Assessore per le risorse agricole e alimentari

   ad  attivarsi in tempi brevi per rispettare gli impegni  contenuti
  nella  mozione n. 126, approvata dall'Assemblea regionale siciliana
  nella  seduta  n. 118 del 3 novembre 2009, assumendo  le  opportune
  iniziative  nei  confronti  del  Governo  nazionale  e  dell'Unione
  Europea  per  addivenire alla modifica del regime  degli  aiuti  de
  minimis  nel  settore  della  produzione  agricola,  allineando  il
  massimale  almeno a quello del comparto della pesca,  ammontante  a
  30.000 euro». (252)

   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Oddo per  illustrare.  Ne  ha
  facoltà.

   ODDO.  Signor presidente, onorevoli colleghi, la mozione  riprende
  una decisione che questa Aula ha assunto con specifica mozione,  il
  3  novembre 2009, ovviamente, l'assessore D'Antrassi, mi  pare  che
  non  era  ancora  assessore di questa Regione, e  l'Aula  discusse,
  appunto,  delle  questioni relative al de  minimis  in  agricoltura
  ponendo le tre questioni fondamentali.
   La   prima,   che   nell'arco  dell'esperienza   della   normativa
  comunitaria,  il  de  minimis in agricoltura è stato  assolutamente
  tenuto  a  livelli insufficienti, siamo a 7.500 che,  capite  bene,
  nell'arco di un triennio, per quanto concerne il sostegno possibile
  del  contributo  in  conto  interessi  e  quant'altro  prevedano  i
  regolamenti comunitari, è assolutamente impossibile rispetto  anche
  alle  norme che abbiamo messo in campo, cioè alle buone  leggi  che
  abbiamo fatto, soprattutto in quest'ultimo periodo.
   La  seconda  questione che ponevo riguarda una vicenda ingiusta  e
  cioè  che per altri settori - faccio solo un esempio, quello  della
  pesca  - il de minimis passò da poche migliaia di euro a trentamila
  euro,    sempre    nell'arco   del   triennio,   mentre,    invece,
  l'agroalimentare complessivamente, si va salvando  nelle  politiche
  complessive anche nazionali ed europee, noi abbiamo un  de  minimis
  per  la pesca di 30.000 ed un de minimis per l'agricoltura di 7.500
  euro.
   E'  ovvio  che  riportare all'attenzione dell'Aula questa  mozione
  significa  intanto  sottolineare come non è possibile  che,  dal  3
  novembre  2009  ad  oggi,  non abbiamo prodotto  nulla  per  quanto
  concerne  anche l'iniziativa nei confronti del Governo nazionale  e
  dell'Unione   europea.  E'  ovvio  che  ormai  c'è  l'esigenza   di
  procedere, anche rispetto alla crisi che stiamo vivendo, e che  non
  sto  qui a sottolineare perché i colleghi lo sanno bene, il Governo
  sa  bene quanto si sta registrando in un segmento importante  della
  nostra  economia, cioè il comparto agricolo, in cui i problemi  non
  mancano e sono più seri di quanto pensiamo.
   Il  malessere è stato manifestato in tanti modi, non soltanto  con
  la   questione   autotrasportatori   e   forconi,   ma   anche   da
  organizzazioni di categoria, sentiti più volte in III  Commissione,
  ma  non  solo, anche con incontri fatti col Governo - che so essere
  stati più di uno - ed evidentemente la prima questione che dovremmo
  porre all'attenzione è un'iniziativa da parte del Governo regionale
  nei  confronti  del Ministro Catania e, a sua volta, nei  confronti
  dell'Unione europea in cui si dica che il de minimis di 7.500  euro
  non regge più.
   E  non può permettere, per giunta, l'attuazione di norme fatte con
  una  certa sapienza legislativa - mi permetto di dire ciò perché  a
  volte  facciamo delle norme da cui non prendere esempio,  ma  altre
  volte facciamo delle buone leggi e quando riusciamo a farle sono io
  il primo a dire di valorizzarle - leggi che hanno anche riscosso in
  Aula  l'unanimità, quindi sono leggi che abbiamo ben studiato,  ben
  fatto,  ben  approfondito  che  non  hanno  incontrato  impugnative
  particolari.
   Per  esempio,  la  legge  25 è diventata famosa  per  le  numerose
  impugnative, ma se andiamo a leggere queste impugnative, credo  che
  in  minima parte hanno a che fare con l'esigenza vera che la nostra
  agricoltura registra, manifesta e sottolinea ogni piè sospinto.
   Qual  è  la questione? Siamo stati due anni con la deroga  per  la
  questione  legata alla crisi di mercato - così definita  -  con  un
  regime  de minimis che è andato per la singola azienda da  7.500  a
  15.000 euro e sono stati gli anni 2010-2011 e per la trasformazione
  e  commercializzazione dei prodotti da 200.000 a  circa  400.000  e
  oltre, mi pare addirittura 500.000.
   Scaduto  questo  biennio ci troviamo in una situazione  di  grande
  difficoltà perché, se conteggiamo soprattutto le cooperative, e non
  solo le singole aziende, le cooperative di trasformazione ecc.,  ci
  rendiamo  conto  che  effettivamente  lo  spazio  di  intervento  è
  stretto.
   Possiamo richiedere un'ulteriore deroga, ed obiettivamente ci sono
  le condizioni per richiedere una deroga.
   La  crisi che sta attraversando il Paese credo sia più grave della
  crisi  che abbiamo registrato per il comparto negli anni 2010-2011.
  Non  ci  manca  l'argomento per dimostrare che, se deroga  è  stata
  fatta per il 2010-2011, deroga dovrebbe essere fatta per il 2012.
   Credo  che  la  questione  vada  affrontata,  non  solo  adducendo
  l'esempio  del comparto pesca da poche migliaia di euro  portate  a
  30.000,  ma  della ragionevolezza di un de minimis nell'agricoltura
  che si attesti minimo a 30.000.
   Non è solo una partita che si può giocare derogando nuovamente per
  il  2012,  autorizzando l'operazione di 15.000  e  di  500.000  per
  trasformazione e commercializzazione del prodotto. E'  una  partita
  che  dobbiamo  giocare con maggiore convinzione rispetto  a  quanto
  abbiamo fatto fino ad oggi, perché è chiaro che, se vinciamo questa
  partita,   forse   le   buone  leggi  fatte   troveranno   maggiore
  apprezzamento da parte degli agricoltori siciliani, che sanno  bene
  che  il  muro di cemento armato che si identifica con il de minimis
  blocca interventi che sono assolutamente necessari.
   E  quando parlo di interventi, mi riferisco alle capitalizzazioni,
  a   qualcosa  che  guarda  al  futuro  e  che  aggredisce  i   nodi
  strutturali.  Perché  guai  se  ci convinciamo  che,  con  il  solo
  sostegno  la  ristrutturazione del debito, il contributo  in  conto
  interesse e così via - non elenco tutto perché la legge è nata  qua
  dentro  e  quindi  non c'è niente da elencare - noi  sbarchiamo  il
  lunario. Noi il lunario lo sbarchiamo se aggrediamo contestualmente
  i   nodi  strutturali  e  se  abbiamo,  comunque,  uno  spazio   di
  intervento,  anche  per quanto concerne il modo come  sostenere  le
  imprese  in  questa fase difficile, per cercare però un futuro,  un
  minimo  di luce che tutto sommato vediamo dentro questo tunnel  che
  stiamo attraversando in mezzo a mille difficoltà.
   Il  Governo deve impegnarsi stasera a recuperare il tempo  perduto
  ed  aprire  una  negoziazione, una discussione, una  interlocuzione
  seria  con  il  Governo  nazionale e con  l'Unione  europea  perché
  altrimenti, da questo punto di vista, abbiamo vanificato il  lavoro
  che abbiamo fatto in questi ultimi due-tre anni.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  intervengo  brevemente  per affermare  che,  quando  si  tratta  di
  affrontare temi concreti e di adottare misure che speriamo reali da
  parte  del  Governo  regionale, una volta tanto  a  favore  di  una
  categoria  importante quale è quella degli agricoltori in  Sicilia,
  la nostra posizione non può essere di strumentale opposizione, come
  non  lo è mai stata, ma è invece di adesione e di condivisione alla
  posizione  espressa  dall'onorevole Oddo e dal Gruppo  del  Partito
  Democratico.  Ed  è per questa ragione che io metto  da  parte,  in
  questo  occasione, ogni polemica sul fatto che il Governo  è  fermo
  rispetto ad indicazioni precise che dalla mozione n. 126 erano  già
  venute  e  da  indicazioni  che da questa  provenivano  in  maniera
  tassativa  al  Governo  sull'aumento del  regime   de  minimis'  in
  agricoltura. E quindi desidero formalmente, concludendo, dichiarare
  il  voto  favorevole a questa mozione del Gruppo del PID, al  quale
  appartengo,  e  perché  questo possa essere ancora  più  tangibile,
  comunico formalmente che il Gruppo del PID sottoscrive in  tutti  i
  suoi elementi la mozione all'ordine del giorno.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  così
  come  ha fatto precedentemente l'onorevole Cordaro, anch'io, a nome
  del  Gruppo  del  PDL,  intendo  comunicare  che  tutto  il  Gruppo
  parlamentare  voterà  a  favore di questa  mozione.  Ed  anche  noi
  chiediamo  di  apporre  la firma, nella speranza  che  oggi  questa
  diventi  una mozione che, in maniera congiunta, possa impegnare  il
  Governo ad operare in maniera più rispondente a quelle che sono  le
  necessità  che  in questo momento sta vivendo la nostra  terra.  Un
  momento  di  gravissima  crisi che a lei, Assessore,  è  ben  nota,
  essendo notoriamente un esperto del settore. Ma i suoi predecessori
  non sono stati all'altezza del compito che era stato loro affidato.
   Giustamente  l'onorevole  Oddo - di cui condividiamo  l'analisi  e
  condividiamo  anche l'intervento - ricordava come nella  seduta  n.
  118  del 3 novembre del 2009 era stata approvata la mozione n. 126,
  dove  si  chiedeva al Governo regionale di prendere  gli  opportuni
  provvedimenti per addivenire alla modifica del regime  degli  aiuti
   de  minimis' nel settore della produzione agricola, allineando  il
  massimale almeno a quello del comparto della pesca che, come lei sa
  perfettamente,  ammonta  a  30 mila euro.  Tutto  ciò  purtroppo  è
  rimasto   lettera  morta.  Abbiamo  avuto  sicuramente  una   crisi
  terribile  nel  2010, una crisi ancora peggiore nel 2011,  tanto  è
  vero  che  è stato autorizzato dall'Unione europea un massimale  in
  deroga  di  15  mila  euro. Ma credo che questa  autorizzazione  in
  deroga  sia  stata  del  tutto  insufficiente  a  quelle  che  sono
  l'ampiezza  e  la  gravità  della  situazione  economica  che   sta
  attraversando  in  questo momento il mondo  agricolo.  La  peggiore
  crisi  di sempre, e non del secolo che stiamo vivendo ma anche  del
  secolo  precedente che, per certi aspetti, possiamo accostare  alla
  crisi  che abbiamo avuto in Sicilia alla fine del 1800 talmente  le
  campagne  sono  devastate  da questa  crisi  che  sta,  in  maniera
  trasversale, interessando tutti i settori dell'agricoltura.
   Per  questo  motivo, velocemente, senza polemica e  senza  inutile
  retorica,  perché in questo momento stiamo parlando di migliaia  di
  aziende agricole che hanno bisogno dell'aiuto della Regione e hanno
  bisogno dell'apporto di nuove sostanze economiche proprio per  fare
  fronte  alla  crisi, il Gruppo del PDL, Assessore, le comunica  che
  voterà  a favore, che apporrà la firma alla mozione, però  con  una
  raccomandazione, quella di fare presto.
   Il   Parlamento  vari  velocemente,  senza  perdere  tempo,  senza
  dilaniarci, perché potremmo essere qui a dire che cosa avete  fatto
  in  questi quattro anni, perché non avete applicato questa mozione,
  perché  oggi  c'è  bisogno  di un nuovo  intervento  nell'Assemblea
  regionale.
   Questo non lo diciamo, vi facciamo una sola raccomandazione,  fate
  presto, perché la Sicilia ha bisogno di questo provvedimento.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Vinciullo.  Credo   che   il   suo
  intervento  è  raccolto positivamente da tutta l'Aula perché  tutta
  l'Aula è d'accordo su questo.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, anche il Gruppo parlamentare  dell'UDC
  condivide e sottoscrive questa mozione. Io ritengo, Assessore,  che
  visto  come  volge la politica europea, c'è bisogno che il  Governo
  faccia  sentire la sua voce in modo molto forte perché, non  ultima
  questa  scioccante  notizia dell'apertura con il commerciale  fatta
  con  il  Marocco  non  fa altro che appesantire,  ma  che  potremmo
  dall'altra  parte  aiutando e crescendo la  cifra  del  de  minimis
  sostenere quella che è la nostra crisi agricola. Questo sarebbe  un
  passo, se vuole, significativo anche rispetto alle proteste sociali
  che sono oggi in campo sul territorio regionale e che mi pare siano
  in  continuo  aumento.  Chiaramente  la  crisi  agricola  coinvolge
  famiglie,  coinvolge attività commerciali e io ritengo anche,  caro
  assessore,  che lei debba farsi carico urgentemente di  mettere  in
  moto  la legge 25, che è stata da noi condivisa e votata e che  può
  dare  un ottimo sospiro all'agricoltura siciliana, che ne ha  tanto
  bisogno, per non dire dell'altro.
   Io  non  so  se  lei  ha mai pensato se nella sua  agenda  c'è  il
  ragionamento  sul  marchio  Sicilia, che  sarebbe  a  questo  punto
  indispensabile perché noi viviamo sulla nostra pelle il  fatto  che
  in  Europa  non  arriva il prodotto siciliano,  marcato  siciliano.
  Tantissime Regioni camuffano i prodotti per siciliani e poi  magari
  all'interno  delle  varie  confezioni  si  trova  scritto   che   è
  confezionato  in  altre  città.  Io  penso  che  a  questo   punto,
  assessore,  lei abbia un incarico tanto importante quanto  ingrato,
  porre  le condizioni per risollevare la crisi agricola che  c'è  in
  Sicilia.
   Capisco  e mi rendo conto che non è facile. Tuttavia non  possiamo
  stare  con  le  mani in mano vedendo quello che sta  accadendo  sul
  territorio,  per  cui la invitiamo in modo molto forte  a  spingere
  quanto  è  più  nelle  sue  possibilità per  raggiungere  obiettivi
  importanti.

   MINARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del  Gruppo
  parlamentare  dell'MPA intervengo per apporre  la  firma  a  questa
  mozione perché la condividiamo.
   In  un  momento  così  difficile per un settore  importante  della
  nostra  Regione, che è l'agricoltura, sicuramente  è  necessario  e
  indispensabile l'aumento dei de minimis e quindi noi riteniamo  che
  è  assurdo  ancora  mantenere 7.500  euro  di  de  minimis,  ma  di
  portarlo, così come comunque è previsto nella mozione, almeno a  30
  mila euro, così come è nel comparto della pesca.
   Noi  riteniamo  importante che oggi si dia una  risposta,  che  il
  Governo regionale intervenga nei confronti del Governo nazionale  e
  della  Comunità europea proprio per dare una risposta immediata  al
  de minimis.

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  a  nome
  del  Gruppo  parlamentare Grande Sud per apporre  la  firma  perché
  condividiamo,  e non potrebbe essere altrimenti, il  significato  e
  l'importanza  di  questa  mozione presentata  dal  Gruppo  del  PD,
  dall'onorevole Oddo.
   L'agricoltura  è  un  settore vitale che sta soffrendo;  accettare
  ancora  un  de minimis di appena 7.500 euro è davvero una vergogna;
  occorre quindi allinearlo allo stesso ammontare di trentamila  euro
  previsto  per  la pesca, ma dal nostro punto di vista  occorrerebbe
  lavorare  per  aumentare  ambedue ai livelli  adeguati  per  questi
  settori produttivi.
   Quindi   Grande Sud' sostiene questa mozione e lo fa con  assoluta
  convinzione.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  d'accordo
  con l'onorevole Scilla, però mi permetto di cogliere l'occasione di
  questa  mozione per ribadire un concetto che ho più volte espresso,
  ma che purtroppo è rimasto sostanzialmente inevaso ed inascoltato.
   Sono  convinto  che questa mozione vada votata,  che  è  giusta  e
  corretta.
   La disciplina del de minimis deve essere corretta, deve essere più
  adeguata alle esigenze e siamo d'accordo. Però continuo a sostenere
  che  anche  questa del de minimis è, nella sostanza, un palliativo,
  un pannicello caldo rispetto alla drammaticità della crisi che vive
  il comparto.
   Non  c'è  ombra di dubbio che, a mio avviso, quello che occorreva,
  non so ormai se siamo in tempo visto che siamo in limine litis,  ma
  il  tentativo  va comunque operato. Ed è un tentativo che  dovrebbe
  essere volto verso quella dichiarazione dello stato di crisi che  è
  soltanto  il  presupposto  possibile per  poter  poi  giungere  dei
  provvedimenti  di vera deroga. Questa è una deroga limitata  ad  un
  settore, a un segmento, ma qua, assessore D'Antrassi, lei sa che la
  crisi   dell'agricoltura  -  ne  abbiamo  a  volte  parlato,  anche
  informalmente, in vesti precedenti -, che questo PSR  è  figlio  di
  periodi storici e di previsioni storiche diverse rispetto a  quello
  che l'agricoltura sta vivendo in quest'ultimo periodo.
   Ciò  che  determinò quel PSR è lontanissima dall'esigenza  attuale
  del mondo dell'agricoltura.
   Credo  che  si  sarebbe  dovuto  portare  avanti  con  il  Governo
  nazionale,  con  il commissario europeo, quell'impegno  ad  operare
  attraverso  la  dichiarazione dello stato di  crisi,  una  modifica
  strutturale, operare una rimodulazione profonda di quel PSR.
   Qui  abbiamo  di  fronte  due questioni. Una  è  evidentemente  la
  questione  relativa alla spesa, che deve essere fatta. Non  bisogna
  lasciare neanche un euro non speso, non impegnato.
   Ma   bisogna   anche   finalizzare  questa  spesa   alla   ripresa
  dell'agricoltura, deve essere una spesa che dia veramente una  mano
  alla nostra agricoltura siciliana.
   Sotto questo profilo, ascoltando gli agricoltori, ascoltando anche
  le   associazioni   confederali,   ascoltando   i   movimenti   che
  spontaneamente si sono costituiti e che oggi sono alla ribalta  nel
  termine  della  protesta  nei confronti  di  un  po'  di  tutte  le
  istituzioni, ritengo di dover dare loro ragione quando si dice  che
  piani,  finanziamenti e misure non sono adeguate alle esigenze  del
  quotidiano ed alla soluzione dei problemi.
   Credo  che si poteva, in sede di rimodulazione, operare perché  il
  rapporto  a  sportello potesse essere accelerato ed  aumentato.  Un
  rapporto  per  cui  un minimo di liquidità nelle tasche  del  mondo
  dell'agricoltura potesse pervenire e giungere.
   Quindi,  la  mozione va bene, e anch'io, insieme al Gruppo  Grande
  Sud,  la  sottoscrivo,  la  voteremo, per carità.  Però,  assessore
  D'Antrassi,  credo  che  il Governo regionale  debba  assolutamente
  riprendere quel discorso.
   Oggi  c'è  un  tecnico  come lei a ministro  dell'agricoltura  del
  nostro  Governo nazionale, uno che conosce molto bene la questione,
  sia della pesca che dell'agricoltura, per esserne stato direttore.
   Non  potrà  non  convenire  con  me  che  oggi  la  mera  gestione
  dell'ordinario  in  tempi di straordinaria  crisi  è  assolutamente
  inattuale ed è quasi anacronistica e, per alcuni casi, è quasi  una
  beffa in considerazione della situazione complessiva.
   Quindi,  la invito a farsi interprete di un sentimento diffuso  da
  parte  degli  agricoltori siciliani, che è quello che  occorre  una
  revisione forte, in piena concertazione con le categorie  e  con  i
  soggetti  interessati  di questo PSR e di  operare  fortemente  una
  possibilità  di introduzione di norme di vera deroga  perché  anche
  con gli stessi trentamila euro, non credo che si arriverà nulla.
   Questo  è  un  atto  politico,  per essere  molto  chiari,  magari
  l'Europa  già raccogliesse questo invito che, ribadisco,  considero
  un   pannicello  caldo , ma sono convinto  che  non  accadrà;  ecco
  perché  le  dico  che noi dobbiamo puntare molto più  in  alto  per
  tentare  di  ottenere qualcosa, perché se ci dovessimo accontentare
  delle  soluzione  di un de minimis che da 7.500 euro   passa  a  15
  mila,  noi  vogliamo che si strutturi a trentamila per l'emergenza,
  non   avremmo   risolto  sostanzialmente  un  bel  nulla   rispetto
  all'enormità della vicenda.
   Quindi,  mi  sento di interessarla perché lei si faccia interprete
  di  questo  e  si  faccia  una vera battaglia  insieme  al  Governo
  nazionale.
   Oggi  questa  Europa  non  è  un'Europa  che  aiuta  l'agricoltura
  italiana  e  siciliana. E' un'Europa che consente  gli  accordi  di
  libero  scambio col Marocco dopo avere consentito in  anni  passati
  che  i  trattori IVECO venissero barattati con le arance  del  nord
  Africa ammazzando la nostra agricoltura.
   Oggi  ulteriori  provvedimenti  di questo  genere  danneggiano  la
  nostra agricoltura e la nostra economia. Oggi questa Europa non c'è
  amica,  nel senso della drammaticità della situazione. Oggi  stiamo
  pagando  errori  che, a mio avviso, sono figli di alcuni  parametri
  che altri hanno determinato ed hanno individuato negli anni  90 per
  arrivare  poi, all'inizio del 2002, all'avvio e alla parametrazione
  a  1936,27  del nostro euro con la difficoltà di un euro  che  vale
  troppo  sul mercato rispetto a un dollaro, che vale troppo rispetto
  ad  uno yen, vale troppo in un mercato che è globalizzato e che  si
  confronta con Paesi in cui il welfare non esiste, in cui  il  costo
  del denaro, il costo del lavoro non esiste.
   Ora,  tutte queste cose noi le stiamo pagando, ed allora io  credo
  che  in un momento in cui l'Europa deve rivedere i suoi patti, deve
  rivedere  gli  elementi fondanti dello stare  insieme,  ci  sta  di
  rivedere  gli elementi fondanti della PAC del PSR e dello stato  di
  crisi che è oggettivo.
   Non  c'è  Regione  a partire dalla Regione siciliana,  la  seconda
  agricoltura  di questo Paese, che non sia in profonda crisi.  Ma  è
  una crisi che potremmo dire estesa anche al sistema Europa.
   Quindi,  io credo che, a partire da questa lontana terra d'Europa,
  qual  è  la  nostra  Isola,  però così significativa  nella  logica
  complessiva anche del rapporto con paesi del nord Africa, ci sta un
  governo che si batta perché questi patti e questi parametri vengano
  modificati.
   Mi  attendo questo da lei e dal Governo regionale. Fino  ad  oggi,
  nonostante  lo abbia ripetuto, nulla è avvenuto. Non è  mai  troppo
  tardi.

   D'ANTRASSI,  assessore   per le risorse  agricole  ed  alimentari.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ANTRASSI,  assessore  per  le risorse  agricole  ed  alimentari.
  Signor Presidente, onorevoli deputati, vorrei brevemente riassumere
  la  posizione  dell'Assessorato, e quindi dell'Amministrazione,  in
  riferimento al de minimis perché può dare la misura di quello che è
  stato  l'impegno  nei  confronti  di  questo  regolamento,  che   è
  diventato di drammatica attualità negli ultimi mesi.
   La  precedente deroga era stata autorizzata nel 2009, era la 261/2
  del  31  ottobre 2009, intitolata  Comunicazione della  Commissione
  che modifica il quadro di riferimento temporaneo comunitario per le
  misure  di  aiuto di Stato a sostegno dell'accesso al finanziamento
  dell'attuale  situazione di crisi finanziaria  ed  economica .  Già
  l'intitolazione di questo provvedimento dà un'idea di  come  il  de
  minimis  sia  stato  sempre trattato in  deroga,  e  quindi  questa
  applicazione   aveva  un  periodo  delimitato,  dal   1.1.2008   al
  31.12.2010. In quell'occasione il de minimis fu portato da 7.500
  a  15.000    nel triennio che ovviamente, come ha detto più  di  un
  relatore, è un livello ridicolo, e furono immediatamente contestati
  anche allora.
   Successivamente, su richiesta degli Stati membri, la  Commissione,
  con  decisione  del 20.10.2010, ha esteso a tutto  l'anno  2011  la
  concessione degli aiuti di importo limitato e compatibile. E' molto
  importante  seguire  questa deroga, come si è  evoluta  nel  tempo,
  perché  immediatamente dopo è stata investita la Commissione  delle
  politiche  agricole da parte della Regione siciliana, insieme  alle
  altre Regioni, all'inizio per potere mantenere il plafond in deroga
  a 15.000   e poi per poterlo aumentare, perché unanimemente a tutte
  le  Regioni  italiane  è  stato ritenuto il  livello  di  15.000
  assolutamente inadeguato.
   C'è  un  fattore  di novità in questo scenario,  dove  il  Governo
  regionale  si  è  impegnato,  direi  settimanalmente  -  perché  la
  Commissione   si  riunisce  settimanalmente  -  e  attualmente   la
  revisione del de minimis è sul tavolo di Bruxelles, però l'elemento
  di  novità  è  che, nell'ultimo mese, dopo l'incontro  col  Premier
  Monti,  è  stato  stabilito  che  l'agricoltura  avesse  un  tavolo
  settimanale  separato  per  portare  avanti  una  revisione   delle
  condizioni   e   degli  interventi  necessari   per   l'agricoltura
  regionale; il de minimis è stato posto al centro di questa attività
  e  all'interno di questo tavolo è stato presente, nelle  prime  due
  riunioni,  il  responsabile per le politiche  comunitarie,  che  ha
  potuto  portare  un  contributo importante per la  visione  che  la
  Comunità europea ha di questo aspetto.
   E'  di  tutta evidenza che è necessario che la Comunità si  faccia
  partecipe e si renda responsabile in questo processo perché è da lì
  e solo da lì che può venire la revisione del Regolamento.
   E'  stato  segnalato a questo tavolo dalla Regione che il problema
  non è tanto un problema di assistenza.
   Voi  sapete  benissimo  che l'assistenza,  quindi  la  concorrenza
  sleale,  le  turbative  di  mercato e le conseguenti  procedure  di
  infrazione sono gli strumenti che la comunità ha a disposizione per
  poter controllare ed eventualmente reprimere procedure illegittime:
  Però,  in  questo  caso, in questo periodo, con la  sofferenza  che
  molte  aziende nella nostra Regione hanno è importante  capire  per
  rimettere in bonis e per rendere queste aziende nuovamente in grado
  di  muoversi  con  le  proprie gambe che è  necessario  intervenire
  tempestivamente. E intervenire su condizioni e su strumenti che  le
  possano rialzare e farle camminare.
     Quello che noi abbiamo detto e ripetuto in questi tavoli  e  che
  abbiamo  detto  e  ripetuto  al  rappresentante  della  Commissione
  europea  a quel tavolo è che la sensibilità della Comunità si  deve
  concentrare  sul  fatto che queste aziende devono essere  messe  in
  grado di rialzarsi e di camminare, altrimenti, qualsiasi intervento
  la  comunità sa che la Sicilia ha speso 290 o 300 milioni  di  euro
  nel  2011  nei  piani di sviluppo rurale, però queste  aziende  non
  possono  beneficiare di questi interventi e di questi fondi  perché
  non  hanno  la capacità di interloquire e di riuscire  a  elaborare
  delle strategie di sviluppo.
   E'  particolarmente urgente - è stato sottolineato a Roma, è stato
  detto  al  rappresentante della Comunità - che  questo  de  minimis
  nuovo  del  quale si chiede, in deroga, l'applicazione, sia  creato
  tempestivamente, che sia almeno equiparato a quello della pesca, se
  non  superiore,  e  che  venga considerato  l'unico  strumento  per
  recuperare quel tessuto produttivo che altrimenti andrebbe perduto,
  perché queste aziende non possono essere fatte oggetto, non possono
  beneficiare  né  di  finanza agevolata comunitaria  né  di  finanza
  privata.
   Il  Governo  è pienamente convinto e assolutamente determinato  ad
  avere,   per  l'agricoltura  e  per  la  pesca  anche,  una   nuova
  determinazione  dei  de minimis. E il Governo  è  convinto  -  come
  ricordava prima qualche relatore - che senza questa misura  non  si
  può  trarre pieno beneficio, di tutte quelle misure, come la  legge
  25, che sono state approntate proprio per riaccompagnare le aziende
  al mercato.
   Su  questo il Governo è impegnato a muoversi con determinazione su
  questi  tavoli e riteniamo che l'urgenza dell'ottenimento di questa
  deroga sia la priorità assoluta per le prossime settimane.

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stato  presentato   dall'onorevole
  Marziano l'ordine del giorno n. 647  Iniziative a livello nazionale
  per  la  revisione della norma istitutiva dell'IMU  sui  fabbricati
  rurali .  Credo  che su questo ordine del giorno tutti  i  deputati
  vogliano apporre la loro firma in quanto è totalmente condivisibile
  la materia di cui tratta. Prego gli uffici di prenderne nota.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   D'ANTRASSI,  assessore  per  le  risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione la mozione. Il parere del Governo?

   D'ANTRASSI,  assessore  per  le  risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del vicepresidente Formica


   Discussione del disegno di legge «Norme concernenti le funzioni e
     gli organi di Governo delle province regionali. Disposizioni
             transitorie» (860-812-767-772-825-837-841/A)

   PRESIDENTE. Si passa al IV punto all'ordine del giorno: Esame  del
  disegno  di  legge  Norme concernenti le funzioni e gli  organi  di
  Governo delle province regionali. Disposizioni transitorie».  (860-
  812-767-772-825-837-841/A)

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  se  il  testo  è
  quello  che  questa  mattina è stato esitato in  Commissione,  esso
  presente a mio avviso diversi profili di incostituzionalità   molto
  chiari. Peraltro, in  altre sentenze sia il Commissario dello Stato
  che  la  stessa Corte sono intervenuti in quest'Assemblea  cassando
  quello che è successo in anni passati, quando c'era il rinvio delle
  date che riguardava, appunto, la fissazione di determinate cose.
   E' chiaro anche, al di là di quello che in Aula si ascolta, che il
  disegno di legge non può essere un testo blindato alle province. Se
  il  Governo ha deciso di presentare un testo sugli enti  locali  si
  parlerà di enti locali. Perché non ritengo innanzitutto corretto, a
  distanza di qualche settimana, presentare variazioni di legge sotto
  campagna   elettorale.  Se  qualcuno  si  vuole   assumere   queste
  responsabilità  lo  faccia, non ritengo che  arriveremo  a  qualche
  soluzione  e non va bene neanche se qualcuno ritiene che chiuderemo
  l'Aula con due norme che riguardano le province.
   Se  dobbiamo mettere mano alla legge sugli enti locali bene. Se ci
  sono  altre  scelte, anche se la Conferenza dei  capigruppo  le  ha
  sancite, cosa che io non condivido, è chiaro che l'azione  di  ogni
  parlamentare di intervenire in materia di enti locali  deve  essere
  libera.  Perché  il  Governo, dove le forze parlamentari  nazionali
  più importanti numericamente stanno facendo degli interventi di cui
  tutti dobbiamo prendere atto e la riduzione delle province non è un
  intervento  sugli  enti  locali, ma è un intervento  sulla  finanza
  pubblica, che è cosa diversa.
   Ritiene,  il Governo nazionale, che riducendo le province  c'è  un
  risparmio di spesa?
   Io  ritengo di no, ma è una questione che naturalmente attiene  ai
  numeri,  perché l'unione delle province italiane ha dimostrato  che
  non c'è questo risparmio.
   Ma è opinabile secondo gli argomenti di ciascuno.
   Allora, l'intervento che invece noi dovremmo fare - non so  se  si
  farà  nelle  prossime ore - è quello né di finanza pubblica  né  di
  enti  locali. Non si comprende. Sembrerebbe che ci sia  un  accordo
  che  riguarda le due province, una delle quali in questo momento  è
  in  scadenza,  l'altra è commissariata. Se si devono  mantenere  in
  vita,  se  deve restare il commissario, non si riesce a comprendere
  chi deve essere il genio che interpreta questa volontà politica per
  dare continuità o meno a questi territori.
   Rispetto a questo, Presidente, anche se conosco il risultato -  ma
  ne  vale della mia attività parlamentare - io formalmente pongo una
  questione pregiudiziale ai sensi dell'articolo 101 del Regolamento,
  nel  senso che questo testo deve essere rinviato in commissione  in
  quanto incostituzionale. Qualora ci fosse una proposta diversa  che
  non  è  incostituzionale che può essere compresa  secondo  un  iter
  legislativo,  io ritengo che debba essere presentato quel  testo  e
  non  questo  testo  e poi lei magari domani mi presenterà  un  maxi
  emendamento a questo testo dove non ne teniamo conto.
   Naturalmente il mio invito prima della pregiudiziale è  il  rinvio
  in  Commissione su ichiesta del Governo, il secondo invito è che il
  presidente della Commissione lo richiami in Commissione.
   Se domani da quello che si sente ci sarà un testo da presentare, e
  deve essere blindato non in Aula, perché in Aula si presentano  gli
  emendamenti,  ma  se  c'è  un  accordo  politico  a  360  gradi  in
  Commissione,  allora forse quel testo avrà la fortuna  di  arrivare
  entro i termini tecnici.
   Qualora invece si ritenesse che questo è il testo che dovrà andare
  in  Aula,  domani  lei  darà il termine per la presentazione  degli
  emendamenti a 24 ore, perché mi pare anche giusto che per un  testo
  sugli  enti  locali   serva il lavoro di  questa  sera,  di  domani
  mattina e domani  pomeriggio e poi lavoriamo sugli emendamenti  che
  vengono presentati in Aula.
   Secondo me un percorso più veloce, un percorso più condiviso, dopo
  che gli uffici e chi è delegato dai gruppi politici a ragionare sul
  nuovo  testo,  è  quello di rimandare il testo in Commissione,  che
  domani potrà riunirsi ed esitare il nuovo testo all'unanimità,  per
  poi  portarlo in Aula dove si spera di conseguire il risultato. Se,
  invece,  si  vuole iniziare con maxi emendamenti  e  altro,  domani
  avremo  la  possibilità  tutti di presentare  gli  emendamenti  che
  vogliamo.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, per la verità anche la Presidenza è
  d'accordo  sul fatto che il testo, così com'è, presenta profili  di
  incostituzionalità; del resto nella Conferenza  dei  Capigruppo  si
  era  stabilito che la Commissione non poteva far altro  che  votare
  quel  testo  perché le ricordo che si era al voto finale  e  quindi
  nessuna modifica si sarebbe potuta introdurre.
   Dopo  di  che, è ovvio che il testo, così com'è, non potrà  essere
  affrontato  ed  è ovvio che saranno apportate delle  modifiche.  In
  quel  momento,  lei avrà tutto il tempo, se riterrà  di  rinunciare
  alla  pregiudiziale ovviamente, di presentare gli emendamenti nella
  giornata  di domani al disegno di legge; del resto il relatore  non
  farà  neppure  una  relazione perché è un testo  che  si  rimetterà
  all'Aula  in quanto il presidente della Commissione è assolutamente
  convinto che il testo vada modificato.
   Se  lei mantiene la pregiudiziale bisogna votarla, come lei ben sa
  meglio di me.
   La mettiamo ai voti? La mantiene?

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se lei ritiene che
  si  deve votare lascio a voi votare, prendo atto di quello che  c'è
  lei  la  può votare. Io chiederei, prima di chiedere a me se ritiro
  la pregiudiziale, di vedere se c'è il Governo disponibile a dare un
  parere considerato che su una legge così importante non c'è in Aula
  né l'assessore per gli enti locali, né il Presidente.
   Quindi  prima di chiedere a me faccia venire il Governo  in  Aula,
  che  dia  un  parere a quello che io ho detto,  perché  non  è  lei
  l'interlocutore, lei dirige l'Aula, l'interlocutore è  il  Governo,
  il  Governo  dovrebbe  dare un parere sulla  pregiudiziale,  quindi
  sulle  cose  che  ho  detto; lei naturalmente le  ha  ascoltate  da
  Presidente    dell'Assemblea,   tutti   quanti   dicono    che    è
  incostituzionale,  volete andare avanti sul testo incostituzionale?
  Bene, ma quanto meno ascoltiamo il Governo
   Se  poi  lei  vuole continuare e andare avanti senza  Governo,  io
  prendo  atto che non ho la possibilità di esercitare il  lavoro  di
  parlamentare in quanto in Aula è inutile chiedere il numero  legale
  perché non c'è, è una percezione, non c'è, il Governo mi deve  dare
  un  parere e non c'è, quindi se lei vuole andare avanti per  forza,
  perché avete deciso così vada avanti per forza

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, il Governo,  ovviamente,  è  stato
  presente  alla  Conferenza  dei  capigruppo.  Stasera  stiamo  solo
  incardinando la norma, così come è stato stabilito all'unanimità in
  Conferenza dei capigruppo.
   Questa  sera non si farà nient'altro se non incardinare la  norma,
  posto che è emerso dalla Conferenza dei capigruppo l'urgenza  e  la
  necessità che il Parlamento dica la sua subito, posto che  ci  sono
  delle scadenze e delle esigenze di priorità.
   Tutte  le  altre  considerazioni che  lei  ha  fatto  e  che  sono
  assolutamente  condivisibili e da  condividere, circa l'opportunità
  di  votare  il  testo così come era uscito dalla Commissione,  sono
  delle  considerazioni che sono entrate nel dibattito in  Conferenza
  dei capigruppo.
   Questa sera, ripeto, il presidente della Commissione  non farà una
  relazione  su  quel  testo perché quel testo abbisogna,  su  parere
  unanime da parte di tutti, delle modifiche complessive.

   MANCUSO   Quindi alla mia richiesta di pregiudiziale  lei  non  mi
  farà  dare  un  parere dell'assessore per gli  enti  locali  e  del
  presidente della Commissione? Non è così?

   PRESIDENTE.  Io  le  sto dicendo che la sua pregiudiziale,  se  la
  vuole  mantenere la votiamo. Se lei vuole addivenire  a  quanto  la
  Presidenza  le ha proposto, domani ci sarà un altro  testo  su  cui
  discutere

   MANCUSO  Allora è come dico io  Lei la pregiudiziale la vota senza
  il parere del Governo

   PRESIDENTE.   Onorevole   Mancuso,  lei   vuole   presentare   una
  pregiudiziale  su  un  testo  per il quale  e  sul  quale,  sia  la
  presidenza  che il presidente della commissione, le stanno  dicendo
  che lei ha ragione e cioè che quel testo non è il testo definitivo?
  Ma era il testo obbligato per uscire dalla commissione.

   MANCUSO   Signor Presidente, mi arrendo, ma mi arrendo per  questa
  sera.

   PRESIDENTE.   che era quanto le aveva suggerito la Presidenza.

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Scilla, domani avrà tutto il tempo  di  fare
  quello  che vuole. Stasera non c'è neppure la discussione  generale
  che si rinvia all'articolo 1.

   SCILLA. Mi dia la parola.

   PRESIDENTE. Le concedo trenta secondi.

   SCILLA.  Perché trenta secondi? Io voglio intervenire sul  disegno
  di legge.

   PRESIDENTE. Onorevole Scilla, sul disegno di legge ci vuole  prima
  la   relazione  da  parte  del  presidente  perché  si  tratta   di
  incardinare un disegno di legge; dopodiché, come sa, si esperiscono
  gli altri passaggi formali.

   SCILLA.   ma perché bisogna incardinare un disegno di legge che  è
  stato da tutti

   PRESIDENTE. E' già incardinato. Lei doveva stare attento prima.

   SCILLA   signor  Presidente, non è che il  Parlamento  diventa  un
  luogo  dove venire a perdere del tempo? Noi parliamo di un  disegno
  di legge che dovrebbe riguardare gli enti locali

   PRESIDENTE. Onorevole Scilla, dopo le darò la parola.  Intanto  do
  la parola al relatore perché il disegno di legge è già incardinato,
  forse non si è reso conto che è inserito nell'ordine del giorno  di
  questa seduta. Si faccia distribuire l'ordine del giorno.
   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Minardo,  per  illustrare  la
  relazione.

   MINARDO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, mi rimetto al testo della relazione scritta.

   PRESIDENTE. Onorevole Scilla, le faccio l'excursus di ciò  che  la
  Presidenza vuole fare.
   La  Presidenza, viste le premesse che abbiamo trattato e visti gli
  interventi sulla questione, ritiene che la discussione generale  si
  debba  svolgere all'articolo 1 e intende quindi porre in  votazione
  il passaggio all'esame degli articoli.
   Pongo  quindi in votazione il passaggio all'esame degli  articoli.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Avverto  che  il termine per la presentazione degli emendamenti  è
  fissato a domani, 29 febbraio 2012, alle ore 13.00.
   Così resta stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Formica


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, abbiamo appreso dalla stampa che  il
  dirigente generale della Protezione civile ha inoltrato una nota ai
  comuni  che hanno subìto l'alluvione il 22 novembre, invitandoli  a
  disdire i contratti con gli alberghi che ospitano gli sfollati.
   Parliamo  di oltre 700 sfollati, significa creare il dissesto  nei
  comuni che subiscono questa vicenda.
   Ho  presentato una mozione su questo argomento e chiedo che  venga
  tenuta  nella  massima considerazione perché è inutile  evidenziare
  che  siamo  dinanzi ad un obbligo di legge da parte  della  Regione
  siciliana  e  della Protezione civile. Mi rendo conto  che  per  il
  Governo regionale le norme rappresentino un optional, ma siccome ci
  sono  in  gioco  vite umane, sfollati, chiedo che la Presidenza  si
  faccia  carico di istruire questa mozione perché arrivi  presto  in
  Aula.

   PRESIDENZA.  Onorevole  Ardizzone, la mozione  a  sua  firma  sarà
  portata  all'attenzione della prossima Conferenza  dei  Capigruppo,
  così  come  quella dell'onorevole Beninati, che riguarda l'autorità
  portuale la cui richiesta di trattazione era stata avanzata in  una
  precedente seduta.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Le do la parola, onorevole Beninati, solo  se  intende
  intervenire  per  comunicazioni  e  non  relativamente   a   quanto
  stabilito. Ha facoltà di intervenire.

   BENINATI. Signor Presidente, volevo ricordare a quest'Aula che  si
  h  fatta  una  condivisione, si è proposta un'accelerazione  su  un
  testo

   PRESIDENTE. Onorevole Beninati, non le consento di intervenire  su
  quel testo.
   Sto  comunicando l'ordine del giorno della prossima seduta d'Aula.
  Ho consentito l'intervento dell'onorevole Ardizzone su un argomento
  diverso.  Non permetto che intervenga su questo così  come  non  ho
  consentito all'onorevole Scilla di intervenire.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì  29
  febbraio 2012, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


  I   -   Comunicazioni

  II   - Discussione del disegno di legge:

   Norme concernenti le funzioni e gli organi di governo delle
  province regionali- Disposizioni transitorie . (860-812-767-772-
  825-837-841/A) (Seguito)
             Relatore: on. Minardo

  III    -   Discussione  sulla  relazione  per  l'anno  2010  della
   Commissione  parlamentare di inchiesta e vigilanza  sul  fenomeno
   della mafia in Sicilia, approvata ai sensi dell'art. 7, comma  1,
   della legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4

             Relatore: on. Speziale

  IV     -   Discussione  sulla  relazione  per  l'anno  2011  della
   Commissione  parlamentare di inchiesta e vigilanza  sul  fenomeno
   della mafia in Sicilia, approvata ai sensi dell'art. 7, comma  1,
   della legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4

             Relatore: on. Speziale

  V   - Comunicazioni del Governo sul trasporto pubblico locale e sui
   collegamenti con le Isole minori

                   La seduta è tolta alle ore 19.25

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
                            alle ore 21.00

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli