servizi s.p.a
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Avverto che del processo verbale della seduta n. 325
sarà data lettura nella successiva seduta.
Seguito della discussione della relazione conclusiva della
Commissione parlamentare speciale di indagine sul piano di
informatizzazione della Regione siciliana, con particolare
riferimento agli affidamenti alla società Sicilia e-servizi
s.p.a.' (Doc. VI)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione della relazione conclusiva della Commissione
parlamentare speciale di indagine sul piano di informatizzazione
della Regione siciliana, con particolare riferimento agli
affidamenti alla società Sicilia e-servizi s.p.a.' (Doc. VI).
Ricordo all'Aula che erano già iscritti a parlare già dalla
precedente seduta gli onorevoli Caputo, Pogliese, Limoli, Marinese,
D'Asero, De Benedictis, Incardona e Leontini.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come avevo
annunciato nell'intervento della settimana scorsa, considerate
anche le conclusioni della Commissione che auspicavano due
soluzioni, delle quali, peraltro, una non era possibile: la prima
concernente la proroga della Commissione, la seconda l'istituzione
di una Commissione per continuare il lavoro già svolto.
Pertanto, abbiamo presentato una mozione che questa sera è stata
trasformata in ordine del giorno numero 344 per concludere la
discussione generale della Commissione e per continuare il lavoro
che già la Commissione ha svolto, quindi, in questo senso è stato
presentato l'ordine del giorno in linea con quanto scritto nella
relazione finale della Commissione.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, in ordine alla Società Sicilia e-Servizi , la relazione
della Commissione evidenzia talune questioni che sono ben presenti
nell'analisi che ha fatto il Governo e che ha indotto, in prima
fase, anche a mettere sotto pressione la società in ordine ai
servizi che deve rendere all'intera Amministrazione regionale, al
fine di scongiurare ipotesi di interruzione o di pregiudizio alla
funzionalità degli uffici e delle strutture preposte.
Ecco perché si è ritenuto, al fine di semplificare, in questa
fase, le relazioni del socio privato, di mettere tecnicamente in
liquidazione la società e, quindi, consentire una rarefazione delle
attività organizzative puntando, invece, a riorganizzarle e a
ripartire.
E' chiaro che l'obiettivo della Regione e del Governo regionale
non può che essere quello di ottimizzare il lavoro sin qui fatto,
mettendo da canto le cose che non vanno e puntare alla
funzionalità.
Per tali motivi, tenendo presenti le osservazioni che
opportunamente la Commissione ha fatto valutando alcune patologie,
una per tutte quella degli emolumenti di taluni dirigenti che com'è
noto sono stati ritenuti ormai incompatibili con la nostra
struttura organizzativa dal decreto attuativo sulle partecipazioni
regionali che, com'è noto, ha posto un tetto a tutti gli emolumenti
dei dirigenti delle società partecipate, quindi, quel che ha
evidenziato la Commissione è assolutamente condivisibile,
l'obiettivo è quello di ripristinare al più presto la funzionalità
piena della società e consentirne la piena valorizzazione che è
patrimonio della Regione stessa.
PRESIDENTE. La Presidenza, anche alla luce del dibattito che si è
svolto e rispetto alle conclusioni a cui è pervenuta la Commissione
stessa, sarebbe dell'idea di far votare intanto la relazione
conclusiva della Commissione e, successivamente, l'ordine del
giorno numero 648 Istituzione di una nuova commissione
parlamentare d'indagine sul piano di informatizzazione della
Regione siciliana, con particolare riferimento agli affidamenti
alla società Sicilia e-Servizi s.p.a. , degli onorevoli Leontini,
Mancuso, Limoli, D'Asero e Bosco.
Pongo in votazione la relazione conclusiva della Commissione. Il
parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Formica
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 648. Il parere del
Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Il Governo, in questo senso,
ritiene che il lavoro proficuo, posto in essere dalla Commissione,
sia già un approdo utile per l'esecutivo affinché si possano
attuare tutte le direttive e gli orientamenti che sono emersi.
Laddove l'Assemblea, nella sua sovranità, ritenesse di continuare
il lavoro con la Commissione, certamente, non è il Governo che
potrà opporsi.
Tuttavia, credo sia necessario mettere un punto fermo sugli
approfondimenti già fatti e si possa proseguire con l'attività
amministrativa della società senza attendere i risultati della
nuova Commissione.
Ritengo che un risultato di chiarimento si è già conseguito, su
questo l'esecutivo andrà avanti, è ovvio che l'Assemblea, nella sua
autonomia, potrà decidere di continuare ad approfondire tutti gli
elementi del contratto originario della società.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PICCIOLO, vicepresidente della Commissione. Condividiamo che il
lavoro fatto dalla Commissione sia stato più che proficuo, però si
ritiene che l'Aula, sovrana, determinerà.
PRESIDENTE. Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Formica
Si passa all'ordine del giorno n. 639 Delucidazioni ed adozione
di opportune misure in ordine alla società Sicilia e-servizi
s.p.a' , a firma degli onorevoli Maira, Cordaro, Caronia e Cascio
Salvatore. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Se il Parlamento chiede
all'assessore ed al dirigente generale di informare il Presidente
di profili che sono già ampiamente sviscerati nella relazione della
Commissione, è evidente che questo è superato come argomento, ma
immagino che si voglia chiedere una relazione dettagliata del
Governo all'Assemblea, su questo non credo che ci possa essere da
parte del Governo alcun tipo di preclusione.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo ai voti. Chi è favorevole rimanga seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione della mozione numero 252 «Rapida attivazione degli
impegni assunti
a seguito dell'approvazione della mozione n. 126 circa gli
interventi
per l'aumento dei massimali de minimis in agricoltura»
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione numero 252 Rapida attivazione degli
impegni assunti a seguito dell'approvazione della mozione n. 126
circa gli interventi per l'aumento dei massimali de minimis in
agricoltura , degli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani,
Marinello, Ammatuna, Barbagallo, De Benedictis, Di Benedetto,
Digiacomo, Di Guardo, Faraone, Ferrara, Galvagno, Gucciardi,
Laccoto, Lupo, Marziano, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia,
Rinaldi, Speziale e Termine.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
il comparto della produzione agricola, nel periodo di applicazione
della normativa comunitaria sugli aiuti de minimis, ha subito
un'ingiusta penalizzazione rispetto agli altri settori che hanno
registrato ragionevoli aumenti, mentre il massimale per le aziende
agricole produttrici è rimasto bloccato a 7.500 euro;
in relazione alla crisi di mercato, negli anni 2010 e 2011, è
stato autorizzato dall'Unione Europea un massimale in 'deroga' di
15.000 euro che, nei fatti, è risultato insufficiente;
le aziende agricole siciliane si trovano ad affrontare la peggiore
crisi di sempre che, oltre a risentire, come tutti i settori
produttivi, della gravissima fase congiunturale, è aggravata da
diverse deficienze strutturali;
la gravità e l'ampiezza dell'attuale crisi rischia, se non
opportunamente contrastata, di portare al fallimento migliaia di
aziende agricole siciliane, con gravi ripercussioni non solo
economiche, ma anche sociali, ambientali e occupazionali;
CONSIDERATO che questa Assemblea, nella seduta n. 118 del 3
novembre 2009, ha già approvato all'unanimità la mozione n. 126
sullo stesso argomento senza che, ad oggi, risultino esser state
prodotte specifiche iniziative in relazione ai contenuti della
medesima,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per le risorse agricole e alimentari
ad attivarsi in tempi brevi per rispettare gli impegni contenuti
nella mozione n. 126, approvata dall'Assemblea regionale siciliana
nella seduta n. 118 del 3 novembre 2009, assumendo le opportune
iniziative nei confronti del Governo nazionale e dell'Unione
Europea per addivenire alla modifica del regime degli aiuti de
minimis nel settore della produzione agricola, allineando il
massimale almeno a quello del comparto della pesca, ammontante a
30.000 euro». (252)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo per illustrare. Ne ha
facoltà.
ODDO. Signor presidente, onorevoli colleghi, la mozione riprende
una decisione che questa Aula ha assunto con specifica mozione, il
3 novembre 2009, ovviamente, l'assessore D'Antrassi, mi pare che
non era ancora assessore di questa Regione, e l'Aula discusse,
appunto, delle questioni relative al de minimis in agricoltura
ponendo le tre questioni fondamentali.
La prima, che nell'arco dell'esperienza della normativa
comunitaria, il de minimis in agricoltura è stato assolutamente
tenuto a livelli insufficienti, siamo a 7.500 che, capite bene,
nell'arco di un triennio, per quanto concerne il sostegno possibile
del contributo in conto interessi e quant'altro prevedano i
regolamenti comunitari, è assolutamente impossibile rispetto anche
alle norme che abbiamo messo in campo, cioè alle buone leggi che
abbiamo fatto, soprattutto in quest'ultimo periodo.
La seconda questione che ponevo riguarda una vicenda ingiusta e
cioè che per altri settori - faccio solo un esempio, quello della
pesca - il de minimis passò da poche migliaia di euro a trentamila
euro, sempre nell'arco del triennio, mentre, invece,
l'agroalimentare complessivamente, si va salvando nelle politiche
complessive anche nazionali ed europee, noi abbiamo un de minimis
per la pesca di 30.000 ed un de minimis per l'agricoltura di 7.500
euro.
E' ovvio che riportare all'attenzione dell'Aula questa mozione
significa intanto sottolineare come non è possibile che, dal 3
novembre 2009 ad oggi, non abbiamo prodotto nulla per quanto
concerne anche l'iniziativa nei confronti del Governo nazionale e
dell'Unione europea. E' ovvio che ormai c'è l'esigenza di
procedere, anche rispetto alla crisi che stiamo vivendo, e che non
sto qui a sottolineare perché i colleghi lo sanno bene, il Governo
sa bene quanto si sta registrando in un segmento importante della
nostra economia, cioè il comparto agricolo, in cui i problemi non
mancano e sono più seri di quanto pensiamo.
Il malessere è stato manifestato in tanti modi, non soltanto con
la questione autotrasportatori e forconi, ma anche da
organizzazioni di categoria, sentiti più volte in III Commissione,
ma non solo, anche con incontri fatti col Governo - che so essere
stati più di uno - ed evidentemente la prima questione che dovremmo
porre all'attenzione è un'iniziativa da parte del Governo regionale
nei confronti del Ministro Catania e, a sua volta, nei confronti
dell'Unione europea in cui si dica che il de minimis di 7.500 euro
non regge più.
E non può permettere, per giunta, l'attuazione di norme fatte con
una certa sapienza legislativa - mi permetto di dire ciò perché a
volte facciamo delle norme da cui non prendere esempio, ma altre
volte facciamo delle buone leggi e quando riusciamo a farle sono io
il primo a dire di valorizzarle - leggi che hanno anche riscosso in
Aula l'unanimità, quindi sono leggi che abbiamo ben studiato, ben
fatto, ben approfondito che non hanno incontrato impugnative
particolari.
Per esempio, la legge 25 è diventata famosa per le numerose
impugnative, ma se andiamo a leggere queste impugnative, credo che
in minima parte hanno a che fare con l'esigenza vera che la nostra
agricoltura registra, manifesta e sottolinea ogni piè sospinto.
Qual è la questione? Siamo stati due anni con la deroga per la
questione legata alla crisi di mercato - così definita - con un
regime de minimis che è andato per la singola azienda da 7.500 a
15.000 euro e sono stati gli anni 2010-2011 e per la trasformazione
e commercializzazione dei prodotti da 200.000 a circa 400.000 e
oltre, mi pare addirittura 500.000.
Scaduto questo biennio ci troviamo in una situazione di grande
difficoltà perché, se conteggiamo soprattutto le cooperative, e non
solo le singole aziende, le cooperative di trasformazione ecc., ci
rendiamo conto che effettivamente lo spazio di intervento è
stretto.
Possiamo richiedere un'ulteriore deroga, ed obiettivamente ci sono
le condizioni per richiedere una deroga.
La crisi che sta attraversando il Paese credo sia più grave della
crisi che abbiamo registrato per il comparto negli anni 2010-2011.
Non ci manca l'argomento per dimostrare che, se deroga è stata
fatta per il 2010-2011, deroga dovrebbe essere fatta per il 2012.
Credo che la questione vada affrontata, non solo adducendo
l'esempio del comparto pesca da poche migliaia di euro portate a
30.000, ma della ragionevolezza di un de minimis nell'agricoltura
che si attesti minimo a 30.000.
Non è solo una partita che si può giocare derogando nuovamente per
il 2012, autorizzando l'operazione di 15.000 e di 500.000 per
trasformazione e commercializzazione del prodotto. E' una partita
che dobbiamo giocare con maggiore convinzione rispetto a quanto
abbiamo fatto fino ad oggi, perché è chiaro che, se vinciamo questa
partita, forse le buone leggi fatte troveranno maggiore
apprezzamento da parte degli agricoltori siciliani, che sanno bene
che il muro di cemento armato che si identifica con il de minimis
blocca interventi che sono assolutamente necessari.
E quando parlo di interventi, mi riferisco alle capitalizzazioni,
a qualcosa che guarda al futuro e che aggredisce i nodi
strutturali. Perché guai se ci convinciamo che, con il solo
sostegno la ristrutturazione del debito, il contributo in conto
interesse e così via - non elenco tutto perché la legge è nata qua
dentro e quindi non c'è niente da elencare - noi sbarchiamo il
lunario. Noi il lunario lo sbarchiamo se aggrediamo contestualmente
i nodi strutturali e se abbiamo, comunque, uno spazio di
intervento, anche per quanto concerne il modo come sostenere le
imprese in questa fase difficile, per cercare però un futuro, un
minimo di luce che tutto sommato vediamo dentro questo tunnel che
stiamo attraversando in mezzo a mille difficoltà.
Il Governo deve impegnarsi stasera a recuperare il tempo perduto
ed aprire una negoziazione, una discussione, una interlocuzione
seria con il Governo nazionale e con l'Unione europea perché
altrimenti, da questo punto di vista, abbiamo vanificato il lavoro
che abbiamo fatto in questi ultimi due-tre anni.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intervengo brevemente per affermare che, quando si tratta di
affrontare temi concreti e di adottare misure che speriamo reali da
parte del Governo regionale, una volta tanto a favore di una
categoria importante quale è quella degli agricoltori in Sicilia,
la nostra posizione non può essere di strumentale opposizione, come
non lo è mai stata, ma è invece di adesione e di condivisione alla
posizione espressa dall'onorevole Oddo e dal Gruppo del Partito
Democratico. Ed è per questa ragione che io metto da parte, in
questo occasione, ogni polemica sul fatto che il Governo è fermo
rispetto ad indicazioni precise che dalla mozione n. 126 erano già
venute e da indicazioni che da questa provenivano in maniera
tassativa al Governo sull'aumento del regime de minimis' in
agricoltura. E quindi desidero formalmente, concludendo, dichiarare
il voto favorevole a questa mozione del Gruppo del PID, al quale
appartengo, e perché questo possa essere ancora più tangibile,
comunico formalmente che il Gruppo del PID sottoscrive in tutti i
suoi elementi la mozione all'ordine del giorno.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, così
come ha fatto precedentemente l'onorevole Cordaro, anch'io, a nome
del Gruppo del PDL, intendo comunicare che tutto il Gruppo
parlamentare voterà a favore di questa mozione. Ed anche noi
chiediamo di apporre la firma, nella speranza che oggi questa
diventi una mozione che, in maniera congiunta, possa impegnare il
Governo ad operare in maniera più rispondente a quelle che sono le
necessità che in questo momento sta vivendo la nostra terra. Un
momento di gravissima crisi che a lei, Assessore, è ben nota,
essendo notoriamente un esperto del settore. Ma i suoi predecessori
non sono stati all'altezza del compito che era stato loro affidato.
Giustamente l'onorevole Oddo - di cui condividiamo l'analisi e
condividiamo anche l'intervento - ricordava come nella seduta n.
118 del 3 novembre del 2009 era stata approvata la mozione n. 126,
dove si chiedeva al Governo regionale di prendere gli opportuni
provvedimenti per addivenire alla modifica del regime degli aiuti
de minimis' nel settore della produzione agricola, allineando il
massimale almeno a quello del comparto della pesca che, come lei sa
perfettamente, ammonta a 30 mila euro. Tutto ciò purtroppo è
rimasto lettera morta. Abbiamo avuto sicuramente una crisi
terribile nel 2010, una crisi ancora peggiore nel 2011, tanto è
vero che è stato autorizzato dall'Unione europea un massimale in
deroga di 15 mila euro. Ma credo che questa autorizzazione in
deroga sia stata del tutto insufficiente a quelle che sono
l'ampiezza e la gravità della situazione economica che sta
attraversando in questo momento il mondo agricolo. La peggiore
crisi di sempre, e non del secolo che stiamo vivendo ma anche del
secolo precedente che, per certi aspetti, possiamo accostare alla
crisi che abbiamo avuto in Sicilia alla fine del 1800 talmente le
campagne sono devastate da questa crisi che sta, in maniera
trasversale, interessando tutti i settori dell'agricoltura.
Per questo motivo, velocemente, senza polemica e senza inutile
retorica, perché in questo momento stiamo parlando di migliaia di
aziende agricole che hanno bisogno dell'aiuto della Regione e hanno
bisogno dell'apporto di nuove sostanze economiche proprio per fare
fronte alla crisi, il Gruppo del PDL, Assessore, le comunica che
voterà a favore, che apporrà la firma alla mozione, però con una
raccomandazione, quella di fare presto.
Il Parlamento vari velocemente, senza perdere tempo, senza
dilaniarci, perché potremmo essere qui a dire che cosa avete fatto
in questi quattro anni, perché non avete applicato questa mozione,
perché oggi c'è bisogno di un nuovo intervento nell'Assemblea
regionale.
Questo non lo diciamo, vi facciamo una sola raccomandazione, fate
presto, perché la Sicilia ha bisogno di questo provvedimento.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vinciullo. Credo che il suo
intervento è raccolto positivamente da tutta l'Aula perché tutta
l'Aula è d'accordo su questo.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, anche il Gruppo parlamentare dell'UDC
condivide e sottoscrive questa mozione. Io ritengo, Assessore, che
visto come volge la politica europea, c'è bisogno che il Governo
faccia sentire la sua voce in modo molto forte perché, non ultima
questa scioccante notizia dell'apertura con il commerciale fatta
con il Marocco non fa altro che appesantire, ma che potremmo
dall'altra parte aiutando e crescendo la cifra del de minimis
sostenere quella che è la nostra crisi agricola. Questo sarebbe un
passo, se vuole, significativo anche rispetto alle proteste sociali
che sono oggi in campo sul territorio regionale e che mi pare siano
in continuo aumento. Chiaramente la crisi agricola coinvolge
famiglie, coinvolge attività commerciali e io ritengo anche, caro
assessore, che lei debba farsi carico urgentemente di mettere in
moto la legge 25, che è stata da noi condivisa e votata e che può
dare un ottimo sospiro all'agricoltura siciliana, che ne ha tanto
bisogno, per non dire dell'altro.
Io non so se lei ha mai pensato se nella sua agenda c'è il
ragionamento sul marchio Sicilia, che sarebbe a questo punto
indispensabile perché noi viviamo sulla nostra pelle il fatto che
in Europa non arriva il prodotto siciliano, marcato siciliano.
Tantissime Regioni camuffano i prodotti per siciliani e poi magari
all'interno delle varie confezioni si trova scritto che è
confezionato in altre città. Io penso che a questo punto,
assessore, lei abbia un incarico tanto importante quanto ingrato,
porre le condizioni per risollevare la crisi agricola che c'è in
Sicilia.
Capisco e mi rendo conto che non è facile. Tuttavia non possiamo
stare con le mani in mano vedendo quello che sta accadendo sul
territorio, per cui la invitiamo in modo molto forte a spingere
quanto è più nelle sue possibilità per raggiungere obiettivi
importanti.
MINARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del Gruppo
parlamentare dell'MPA intervengo per apporre la firma a questa
mozione perché la condividiamo.
In un momento così difficile per un settore importante della
nostra Regione, che è l'agricoltura, sicuramente è necessario e
indispensabile l'aumento dei de minimis e quindi noi riteniamo che
è assurdo ancora mantenere 7.500 euro di de minimis, ma di
portarlo, così come comunque è previsto nella mozione, almeno a 30
mila euro, così come è nel comparto della pesca.
Noi riteniamo importante che oggi si dia una risposta, che il
Governo regionale intervenga nei confronti del Governo nazionale e
della Comunità europea proprio per dare una risposta immediata al
de minimis.
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo a nome
del Gruppo parlamentare Grande Sud per apporre la firma perché
condividiamo, e non potrebbe essere altrimenti, il significato e
l'importanza di questa mozione presentata dal Gruppo del PD,
dall'onorevole Oddo.
L'agricoltura è un settore vitale che sta soffrendo; accettare
ancora un de minimis di appena 7.500 euro è davvero una vergogna;
occorre quindi allinearlo allo stesso ammontare di trentamila euro
previsto per la pesca, ma dal nostro punto di vista occorrerebbe
lavorare per aumentare ambedue ai livelli adeguati per questi
settori produttivi.
Quindi Grande Sud' sostiene questa mozione e lo fa con assoluta
convinzione.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono d'accordo
con l'onorevole Scilla, però mi permetto di cogliere l'occasione di
questa mozione per ribadire un concetto che ho più volte espresso,
ma che purtroppo è rimasto sostanzialmente inevaso ed inascoltato.
Sono convinto che questa mozione vada votata, che è giusta e
corretta.
La disciplina del de minimis deve essere corretta, deve essere più
adeguata alle esigenze e siamo d'accordo. Però continuo a sostenere
che anche questa del de minimis è, nella sostanza, un palliativo,
un pannicello caldo rispetto alla drammaticità della crisi che vive
il comparto.
Non c'è ombra di dubbio che, a mio avviso, quello che occorreva,
non so ormai se siamo in tempo visto che siamo in limine litis, ma
il tentativo va comunque operato. Ed è un tentativo che dovrebbe
essere volto verso quella dichiarazione dello stato di crisi che è
soltanto il presupposto possibile per poter poi giungere dei
provvedimenti di vera deroga. Questa è una deroga limitata ad un
settore, a un segmento, ma qua, assessore D'Antrassi, lei sa che la
crisi dell'agricoltura - ne abbiamo a volte parlato, anche
informalmente, in vesti precedenti -, che questo PSR è figlio di
periodi storici e di previsioni storiche diverse rispetto a quello
che l'agricoltura sta vivendo in quest'ultimo periodo.
Ciò che determinò quel PSR è lontanissima dall'esigenza attuale
del mondo dell'agricoltura.
Credo che si sarebbe dovuto portare avanti con il Governo
nazionale, con il commissario europeo, quell'impegno ad operare
attraverso la dichiarazione dello stato di crisi, una modifica
strutturale, operare una rimodulazione profonda di quel PSR.
Qui abbiamo di fronte due questioni. Una è evidentemente la
questione relativa alla spesa, che deve essere fatta. Non bisogna
lasciare neanche un euro non speso, non impegnato.
Ma bisogna anche finalizzare questa spesa alla ripresa
dell'agricoltura, deve essere una spesa che dia veramente una mano
alla nostra agricoltura siciliana.
Sotto questo profilo, ascoltando gli agricoltori, ascoltando anche
le associazioni confederali, ascoltando i movimenti che
spontaneamente si sono costituiti e che oggi sono alla ribalta nel
termine della protesta nei confronti di un po' di tutte le
istituzioni, ritengo di dover dare loro ragione quando si dice che
piani, finanziamenti e misure non sono adeguate alle esigenze del
quotidiano ed alla soluzione dei problemi.
Credo che si poteva, in sede di rimodulazione, operare perché il
rapporto a sportello potesse essere accelerato ed aumentato. Un
rapporto per cui un minimo di liquidità nelle tasche del mondo
dell'agricoltura potesse pervenire e giungere.
Quindi, la mozione va bene, e anch'io, insieme al Gruppo Grande
Sud, la sottoscrivo, la voteremo, per carità. Però, assessore
D'Antrassi, credo che il Governo regionale debba assolutamente
riprendere quel discorso.
Oggi c'è un tecnico come lei a ministro dell'agricoltura del
nostro Governo nazionale, uno che conosce molto bene la questione,
sia della pesca che dell'agricoltura, per esserne stato direttore.
Non potrà non convenire con me che oggi la mera gestione
dell'ordinario in tempi di straordinaria crisi è assolutamente
inattuale ed è quasi anacronistica e, per alcuni casi, è quasi una
beffa in considerazione della situazione complessiva.
Quindi, la invito a farsi interprete di un sentimento diffuso da
parte degli agricoltori siciliani, che è quello che occorre una
revisione forte, in piena concertazione con le categorie e con i
soggetti interessati di questo PSR e di operare fortemente una
possibilità di introduzione di norme di vera deroga perché anche
con gli stessi trentamila euro, non credo che si arriverà nulla.
Questo è un atto politico, per essere molto chiari, magari
l'Europa già raccogliesse questo invito che, ribadisco, considero
un pannicello caldo , ma sono convinto che non accadrà; ecco
perché le dico che noi dobbiamo puntare molto più in alto per
tentare di ottenere qualcosa, perché se ci dovessimo accontentare
delle soluzione di un de minimis che da 7.500 euro passa a 15
mila, noi vogliamo che si strutturi a trentamila per l'emergenza,
non avremmo risolto sostanzialmente un bel nulla rispetto
all'enormità della vicenda.
Quindi, mi sento di interessarla perché lei si faccia interprete
di questo e si faccia una vera battaglia insieme al Governo
nazionale.
Oggi questa Europa non è un'Europa che aiuta l'agricoltura
italiana e siciliana. E' un'Europa che consente gli accordi di
libero scambio col Marocco dopo avere consentito in anni passati
che i trattori IVECO venissero barattati con le arance del nord
Africa ammazzando la nostra agricoltura.
Oggi ulteriori provvedimenti di questo genere danneggiano la
nostra agricoltura e la nostra economia. Oggi questa Europa non c'è
amica, nel senso della drammaticità della situazione. Oggi stiamo
pagando errori che, a mio avviso, sono figli di alcuni parametri
che altri hanno determinato ed hanno individuato negli anni 90 per
arrivare poi, all'inizio del 2002, all'avvio e alla parametrazione
a 1936,27 del nostro euro con la difficoltà di un euro che vale
troppo sul mercato rispetto a un dollaro, che vale troppo rispetto
ad uno yen, vale troppo in un mercato che è globalizzato e che si
confronta con Paesi in cui il welfare non esiste, in cui il costo
del denaro, il costo del lavoro non esiste.
Ora, tutte queste cose noi le stiamo pagando, ed allora io credo
che in un momento in cui l'Europa deve rivedere i suoi patti, deve
rivedere gli elementi fondanti dello stare insieme, ci sta di
rivedere gli elementi fondanti della PAC del PSR e dello stato di
crisi che è oggettivo.
Non c'è Regione a partire dalla Regione siciliana, la seconda
agricoltura di questo Paese, che non sia in profonda crisi. Ma è
una crisi che potremmo dire estesa anche al sistema Europa.
Quindi, io credo che, a partire da questa lontana terra d'Europa,
qual è la nostra Isola, però così significativa nella logica
complessiva anche del rapporto con paesi del nord Africa, ci sta un
governo che si batta perché questi patti e questi parametri vengano
modificati.
Mi attendo questo da lei e dal Governo regionale. Fino ad oggi,
nonostante lo abbia ripetuto, nulla è avvenuto. Non è mai troppo
tardi.
D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole ed alimentari.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole ed alimentari.
Signor Presidente, onorevoli deputati, vorrei brevemente riassumere
la posizione dell'Assessorato, e quindi dell'Amministrazione, in
riferimento al de minimis perché può dare la misura di quello che è
stato l'impegno nei confronti di questo regolamento, che è
diventato di drammatica attualità negli ultimi mesi.
La precedente deroga era stata autorizzata nel 2009, era la 261/2
del 31 ottobre 2009, intitolata Comunicazione della Commissione
che modifica il quadro di riferimento temporaneo comunitario per le
misure di aiuto di Stato a sostegno dell'accesso al finanziamento
dell'attuale situazione di crisi finanziaria ed economica . Già
l'intitolazione di questo provvedimento dà un'idea di come il de
minimis sia stato sempre trattato in deroga, e quindi questa
applicazione aveva un periodo delimitato, dal 1.1.2008 al
31.12.2010. In quell'occasione il de minimis fu portato da 7.500
a 15.000 nel triennio che ovviamente, come ha detto più di un
relatore, è un livello ridicolo, e furono immediatamente contestati
anche allora.
Successivamente, su richiesta degli Stati membri, la Commissione,
con decisione del 20.10.2010, ha esteso a tutto l'anno 2011 la
concessione degli aiuti di importo limitato e compatibile. E' molto
importante seguire questa deroga, come si è evoluta nel tempo,
perché immediatamente dopo è stata investita la Commissione delle
politiche agricole da parte della Regione siciliana, insieme alle
altre Regioni, all'inizio per potere mantenere il plafond in deroga
a 15.000 e poi per poterlo aumentare, perché unanimemente a tutte
le Regioni italiane è stato ritenuto il livello di 15.000
assolutamente inadeguato.
C'è un fattore di novità in questo scenario, dove il Governo
regionale si è impegnato, direi settimanalmente - perché la
Commissione si riunisce settimanalmente - e attualmente la
revisione del de minimis è sul tavolo di Bruxelles, però l'elemento
di novità è che, nell'ultimo mese, dopo l'incontro col Premier
Monti, è stato stabilito che l'agricoltura avesse un tavolo
settimanale separato per portare avanti una revisione delle
condizioni e degli interventi necessari per l'agricoltura
regionale; il de minimis è stato posto al centro di questa attività
e all'interno di questo tavolo è stato presente, nelle prime due
riunioni, il responsabile per le politiche comunitarie, che ha
potuto portare un contributo importante per la visione che la
Comunità europea ha di questo aspetto.
E' di tutta evidenza che è necessario che la Comunità si faccia
partecipe e si renda responsabile in questo processo perché è da lì
e solo da lì che può venire la revisione del Regolamento.
E' stato segnalato a questo tavolo dalla Regione che il problema
non è tanto un problema di assistenza.
Voi sapete benissimo che l'assistenza, quindi la concorrenza
sleale, le turbative di mercato e le conseguenti procedure di
infrazione sono gli strumenti che la comunità ha a disposizione per
poter controllare ed eventualmente reprimere procedure illegittime:
Però, in questo caso, in questo periodo, con la sofferenza che
molte aziende nella nostra Regione hanno è importante capire per
rimettere in bonis e per rendere queste aziende nuovamente in grado
di muoversi con le proprie gambe che è necessario intervenire
tempestivamente. E intervenire su condizioni e su strumenti che le
possano rialzare e farle camminare.
Quello che noi abbiamo detto e ripetuto in questi tavoli e che
abbiamo detto e ripetuto al rappresentante della Commissione
europea a quel tavolo è che la sensibilità della Comunità si deve
concentrare sul fatto che queste aziende devono essere messe in
grado di rialzarsi e di camminare, altrimenti, qualsiasi intervento
la comunità sa che la Sicilia ha speso 290 o 300 milioni di euro
nel 2011 nei piani di sviluppo rurale, però queste aziende non
possono beneficiare di questi interventi e di questi fondi perché
non hanno la capacità di interloquire e di riuscire a elaborare
delle strategie di sviluppo.
E' particolarmente urgente - è stato sottolineato a Roma, è stato
detto al rappresentante della Comunità - che questo de minimis
nuovo del quale si chiede, in deroga, l'applicazione, sia creato
tempestivamente, che sia almeno equiparato a quello della pesca, se
non superiore, e che venga considerato l'unico strumento per
recuperare quel tessuto produttivo che altrimenti andrebbe perduto,
perché queste aziende non possono essere fatte oggetto, non possono
beneficiare né di finanza agevolata comunitaria né di finanza
privata.
Il Governo è pienamente convinto e assolutamente determinato ad
avere, per l'agricoltura e per la pesca anche, una nuova
determinazione dei de minimis. E il Governo è convinto - come
ricordava prima qualche relatore - che senza questa misura non si
può trarre pieno beneficio, di tutte quelle misure, come la legge
25, che sono state approntate proprio per riaccompagnare le aziende
al mercato.
Su questo il Governo è impegnato a muoversi con determinazione su
questi tavoli e riteniamo che l'urgenza dell'ottenimento di questa
deroga sia la priorità assoluta per le prossime settimane.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole
Marziano l'ordine del giorno n. 647 Iniziative a livello nazionale
per la revisione della norma istitutiva dell'IMU sui fabbricati
rurali . Credo che su questo ordine del giorno tutti i deputati
vogliano apporre la loro firma in quanto è totalmente condivisibile
la materia di cui tratta. Prego gli uffici di prenderne nota.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la mozione. Il parere del Governo?
D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge «Norme concernenti le funzioni e
gli organi di Governo delle province regionali. Disposizioni
transitorie» (860-812-767-772-825-837-841/A)
PRESIDENTE. Si passa al IV punto all'ordine del giorno: Esame del
disegno di legge Norme concernenti le funzioni e gli organi di
Governo delle province regionali. Disposizioni transitorie». (860-
812-767-772-825-837-841/A)
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se il testo è
quello che questa mattina è stato esitato in Commissione, esso
presente a mio avviso diversi profili di incostituzionalità molto
chiari. Peraltro, in altre sentenze sia il Commissario dello Stato
che la stessa Corte sono intervenuti in quest'Assemblea cassando
quello che è successo in anni passati, quando c'era il rinvio delle
date che riguardava, appunto, la fissazione di determinate cose.
E' chiaro anche, al di là di quello che in Aula si ascolta, che il
disegno di legge non può essere un testo blindato alle province. Se
il Governo ha deciso di presentare un testo sugli enti locali si
parlerà di enti locali. Perché non ritengo innanzitutto corretto, a
distanza di qualche settimana, presentare variazioni di legge sotto
campagna elettorale. Se qualcuno si vuole assumere queste
responsabilità lo faccia, non ritengo che arriveremo a qualche
soluzione e non va bene neanche se qualcuno ritiene che chiuderemo
l'Aula con due norme che riguardano le province.
Se dobbiamo mettere mano alla legge sugli enti locali bene. Se ci
sono altre scelte, anche se la Conferenza dei capigruppo le ha
sancite, cosa che io non condivido, è chiaro che l'azione di ogni
parlamentare di intervenire in materia di enti locali deve essere
libera. Perché il Governo, dove le forze parlamentari nazionali
più importanti numericamente stanno facendo degli interventi di cui
tutti dobbiamo prendere atto e la riduzione delle province non è un
intervento sugli enti locali, ma è un intervento sulla finanza
pubblica, che è cosa diversa.
Ritiene, il Governo nazionale, che riducendo le province c'è un
risparmio di spesa?
Io ritengo di no, ma è una questione che naturalmente attiene ai
numeri, perché l'unione delle province italiane ha dimostrato che
non c'è questo risparmio.
Ma è opinabile secondo gli argomenti di ciascuno.
Allora, l'intervento che invece noi dovremmo fare - non so se si
farà nelle prossime ore - è quello né di finanza pubblica né di
enti locali. Non si comprende. Sembrerebbe che ci sia un accordo
che riguarda le due province, una delle quali in questo momento è
in scadenza, l'altra è commissariata. Se si devono mantenere in
vita, se deve restare il commissario, non si riesce a comprendere
chi deve essere il genio che interpreta questa volontà politica per
dare continuità o meno a questi territori.
Rispetto a questo, Presidente, anche se conosco il risultato - ma
ne vale della mia attività parlamentare - io formalmente pongo una
questione pregiudiziale ai sensi dell'articolo 101 del Regolamento,
nel senso che questo testo deve essere rinviato in commissione in
quanto incostituzionale. Qualora ci fosse una proposta diversa che
non è incostituzionale che può essere compresa secondo un iter
legislativo, io ritengo che debba essere presentato quel testo e
non questo testo e poi lei magari domani mi presenterà un maxi
emendamento a questo testo dove non ne teniamo conto.
Naturalmente il mio invito prima della pregiudiziale è il rinvio
in Commissione su ichiesta del Governo, il secondo invito è che il
presidente della Commissione lo richiami in Commissione.
Se domani da quello che si sente ci sarà un testo da presentare, e
deve essere blindato non in Aula, perché in Aula si presentano gli
emendamenti, ma se c'è un accordo politico a 360 gradi in
Commissione, allora forse quel testo avrà la fortuna di arrivare
entro i termini tecnici.
Qualora invece si ritenesse che questo è il testo che dovrà andare
in Aula, domani lei darà il termine per la presentazione degli
emendamenti a 24 ore, perché mi pare anche giusto che per un testo
sugli enti locali serva il lavoro di questa sera, di domani
mattina e domani pomeriggio e poi lavoriamo sugli emendamenti che
vengono presentati in Aula.
Secondo me un percorso più veloce, un percorso più condiviso, dopo
che gli uffici e chi è delegato dai gruppi politici a ragionare sul
nuovo testo, è quello di rimandare il testo in Commissione, che
domani potrà riunirsi ed esitare il nuovo testo all'unanimità, per
poi portarlo in Aula dove si spera di conseguire il risultato. Se,
invece, si vuole iniziare con maxi emendamenti e altro, domani
avremo la possibilità tutti di presentare gli emendamenti che
vogliamo.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, per la verità anche la Presidenza è
d'accordo sul fatto che il testo, così com'è, presenta profili di
incostituzionalità; del resto nella Conferenza dei Capigruppo si
era stabilito che la Commissione non poteva far altro che votare
quel testo perché le ricordo che si era al voto finale e quindi
nessuna modifica si sarebbe potuta introdurre.
Dopo di che, è ovvio che il testo, così com'è, non potrà essere
affrontato ed è ovvio che saranno apportate delle modifiche. In
quel momento, lei avrà tutto il tempo, se riterrà di rinunciare
alla pregiudiziale ovviamente, di presentare gli emendamenti nella
giornata di domani al disegno di legge; del resto il relatore non
farà neppure una relazione perché è un testo che si rimetterà
all'Aula in quanto il presidente della Commissione è assolutamente
convinto che il testo vada modificato.
Se lei mantiene la pregiudiziale bisogna votarla, come lei ben sa
meglio di me.
La mettiamo ai voti? La mantiene?
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se lei ritiene che
si deve votare lascio a voi votare, prendo atto di quello che c'è
lei la può votare. Io chiederei, prima di chiedere a me se ritiro
la pregiudiziale, di vedere se c'è il Governo disponibile a dare un
parere considerato che su una legge così importante non c'è in Aula
né l'assessore per gli enti locali, né il Presidente.
Quindi prima di chiedere a me faccia venire il Governo in Aula,
che dia un parere a quello che io ho detto, perché non è lei
l'interlocutore, lei dirige l'Aula, l'interlocutore è il Governo,
il Governo dovrebbe dare un parere sulla pregiudiziale, quindi
sulle cose che ho detto; lei naturalmente le ha ascoltate da
Presidente dell'Assemblea, tutti quanti dicono che è
incostituzionale, volete andare avanti sul testo incostituzionale?
Bene, ma quanto meno ascoltiamo il Governo
Se poi lei vuole continuare e andare avanti senza Governo, io
prendo atto che non ho la possibilità di esercitare il lavoro di
parlamentare in quanto in Aula è inutile chiedere il numero legale
perché non c'è, è una percezione, non c'è, il Governo mi deve dare
un parere e non c'è, quindi se lei vuole andare avanti per forza,
perché avete deciso così vada avanti per forza
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, il Governo, ovviamente, è stato
presente alla Conferenza dei capigruppo. Stasera stiamo solo
incardinando la norma, così come è stato stabilito all'unanimità in
Conferenza dei capigruppo.
Questa sera non si farà nient'altro se non incardinare la norma,
posto che è emerso dalla Conferenza dei capigruppo l'urgenza e la
necessità che il Parlamento dica la sua subito, posto che ci sono
delle scadenze e delle esigenze di priorità.
Tutte le altre considerazioni che lei ha fatto e che sono
assolutamente condivisibili e da condividere, circa l'opportunità
di votare il testo così come era uscito dalla Commissione, sono
delle considerazioni che sono entrate nel dibattito in Conferenza
dei capigruppo.
Questa sera, ripeto, il presidente della Commissione non farà una
relazione su quel testo perché quel testo abbisogna, su parere
unanime da parte di tutti, delle modifiche complessive.
MANCUSO Quindi alla mia richiesta di pregiudiziale lei non mi
farà dare un parere dell'assessore per gli enti locali e del
presidente della Commissione? Non è così?
PRESIDENTE. Io le sto dicendo che la sua pregiudiziale, se la
vuole mantenere la votiamo. Se lei vuole addivenire a quanto la
Presidenza le ha proposto, domani ci sarà un altro testo su cui
discutere
MANCUSO Allora è come dico io Lei la pregiudiziale la vota senza
il parere del Governo
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, lei vuole presentare una
pregiudiziale su un testo per il quale e sul quale, sia la
presidenza che il presidente della commissione, le stanno dicendo
che lei ha ragione e cioè che quel testo non è il testo definitivo?
Ma era il testo obbligato per uscire dalla commissione.
MANCUSO Signor Presidente, mi arrendo, ma mi arrendo per questa
sera.
PRESIDENTE. che era quanto le aveva suggerito la Presidenza.
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, domani avrà tutto il tempo di fare
quello che vuole. Stasera non c'è neppure la discussione generale
che si rinvia all'articolo 1.
SCILLA. Mi dia la parola.
PRESIDENTE. Le concedo trenta secondi.
SCILLA. Perché trenta secondi? Io voglio intervenire sul disegno
di legge.
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, sul disegno di legge ci vuole prima
la relazione da parte del presidente perché si tratta di
incardinare un disegno di legge; dopodiché, come sa, si esperiscono
gli altri passaggi formali.
SCILLA. ma perché bisogna incardinare un disegno di legge che è
stato da tutti
PRESIDENTE. E' già incardinato. Lei doveva stare attento prima.
SCILLA signor Presidente, non è che il Parlamento diventa un
luogo dove venire a perdere del tempo? Noi parliamo di un disegno
di legge che dovrebbe riguardare gli enti locali
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, dopo le darò la parola. Intanto do
la parola al relatore perché il disegno di legge è già incardinato,
forse non si è reso conto che è inserito nell'ordine del giorno di
questa seduta. Si faccia distribuire l'ordine del giorno.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Minardo, per illustrare la
relazione.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, mi rimetto al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, le faccio l'excursus di ciò che la
Presidenza vuole fare.
La Presidenza, viste le premesse che abbiamo trattato e visti gli
interventi sulla questione, ritiene che la discussione generale si
debba svolgere all'articolo 1 e intende quindi porre in votazione
il passaggio all'esame degli articoli.
Pongo quindi in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che il termine per la presentazione degli emendamenti è
fissato a domani, 29 febbraio 2012, alle ore 13.00.
Così resta stabilito.
Presidenza del vicepresidente Formica
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno
ARDIZZONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, abbiamo appreso dalla stampa che il
dirigente generale della Protezione civile ha inoltrato una nota ai
comuni che hanno subìto l'alluvione il 22 novembre, invitandoli a
disdire i contratti con gli alberghi che ospitano gli sfollati.
Parliamo di oltre 700 sfollati, significa creare il dissesto nei
comuni che subiscono questa vicenda.
Ho presentato una mozione su questo argomento e chiedo che venga
tenuta nella massima considerazione perché è inutile evidenziare
che siamo dinanzi ad un obbligo di legge da parte della Regione
siciliana e della Protezione civile. Mi rendo conto che per il
Governo regionale le norme rappresentino un optional, ma siccome ci
sono in gioco vite umane, sfollati, chiedo che la Presidenza si
faccia carico di istruire questa mozione perché arrivi presto in
Aula.
PRESIDENZA. Onorevole Ardizzone, la mozione a sua firma sarà
portata all'attenzione della prossima Conferenza dei Capigruppo,
così come quella dell'onorevole Beninati, che riguarda l'autorità
portuale la cui richiesta di trattazione era stata avanzata in una
precedente seduta.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Le do la parola, onorevole Beninati, solo se intende
intervenire per comunicazioni e non relativamente a quanto
stabilito. Ha facoltà di intervenire.
BENINATI. Signor Presidente, volevo ricordare a quest'Aula che si
h fatta una condivisione, si è proposta un'accelerazione su un
testo
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, non le consento di intervenire su
quel testo.
Sto comunicando l'ordine del giorno della prossima seduta d'Aula.
Ho consentito l'intervento dell'onorevole Ardizzone su un argomento
diverso. Non permetto che intervenga su questo così come non ho
consentito all'onorevole Scilla di intervenire.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 29
febbraio 2012, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
Norme concernenti le funzioni e gli organi di governo delle
province regionali- Disposizioni transitorie . (860-812-767-772-
825-837-841/A) (Seguito)
Relatore: on. Minardo
III - Discussione sulla relazione per l'anno 2010 della
Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno
della mafia in Sicilia, approvata ai sensi dell'art. 7, comma 1,
della legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4
Relatore: on. Speziale
IV - Discussione sulla relazione per l'anno 2011 della
Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno
della mafia in Sicilia, approvata ai sensi dell'art. 7, comma 1,
della legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4
Relatore: on. Speziale
V - Comunicazioni del Governo sul trasporto pubblico locale e sui
collegamenti con le Isole minori
La seduta è tolta alle ore 19.25
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
alle ore 21.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli