Presidenza del vicepresidente Formica
GALVAGNO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta n. 325 che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Il deputato segretario dà quindi lettura del verbale della seduta
n. 326.
Ai sensi dell'articolo 81, comma 3, del Regolamento interno
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, intervengo per fare osservare che nel
verbale della seduta di ieri sera, oltre alle violazioni al
Regolamento interno, che sono evidenziate nel verbale stesso, non
emerge che l'avevamo invitata a non passare alla discussione
generale all'articolo 1.
Lei ha deciso di passare all'esame dell'articolo, ma dal verbale
non emerge che noi lo abbiamo fatto rilevare.
Quindi, cortesemente, chiedo venga messo a verbale quanto noi ieri
sera abbiamo fatto, tutte le altre violazioni al Regolamento sono
chiare, sotto questo profilo, poi possiamo procedere.
PRESIDENTE. Dispongo nel senso richiesto.
Pertanto, con le su indicate precisazioni il processo verbale
della seduta n. 326 è approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Forzese e Aricò.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
legge:
- Istituzione del Garante regionale della famiglia. (n. 870)
di iniziativa parlamentare, presentato dal deputato Scoma in data
29 febbraio 2012.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Istituzione di un canale televisivo interattivo destinato a
servizi di pubblica utilità per le famiglie siciliane (n. 863)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 28 febbraio 2012
- Riordino delle istituzioni pubbliche di assistenza e
beneficenza. (n. 864)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 28 febbraio 2012,
parere VI Commissione
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)
-Buoni ordinari regionali (B.O.R.) per il credito di nuovi
investimenti nelle attività produttive e obbligazioni di scopo. (n.
866)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 28 febbraio 2012
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
-Norme urgenti per il passaggio al digitale terrestre. (n. 867)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 28 febbraio 2012
-Lavori in economia nel settore forestale. (n. 868)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 28 febbraio 2012,
parere III Commissione.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2453 - Iniziative per la rimozione dei manufatti di amianto nei
comuni della Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Ardizzone Giovanni
N. 2454 - Iniziative per arginare la perdita degli incassi delle
autostrade siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Ardizzone Giovanni
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 350 Iniziative a tutela dell'emittenza locale in Sicilia
ed in particolare delle emittenti a carattere comunitario ed
introduzione di un sistema televisivo pubblico regionale , degli
onorevoli Ferrara, Ammatuna, Galvagno e Lupo, presentata il 28
febbraio 2012;
numero 351 Revoca della nota del Dipartimento della Protezione
civile della Regione siciliana in ordine all'invito rivolto alle
Amministrazioni comunali del Messinese colpite dall'alluvione del
22 novembre 2011 ad interrompere i rapporti contrattuali con le
strutture alberghiere che ospitano gli sfollati , degli onorevoli
Ardizzone, Adamo, Forzese, Lentini, Ragusa, Dina, Giuffrida e
Nicotra, presentata il 28 febbraio 2012.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazioni relative alle mozioni numeri 344 e 339
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'approvazione, nella
seduta n. 326 del 28 febbraio 2012, degli ordini del giorno:
- n. 648 Istituzione di una nuova commissione parlamentare
d'indagine sul piano di informatizzazione della Regione siciliana,
con particolare riferimento agli affidamenti alla società 'Sicilia
e-Servizi s.p.a.' , è da intendersi superata la mozione n. 344,
presentata dall'onorevole Leontini ed altri in data 21 febbraio
2012, di identico contenuto;
- n. 647 Iniziative a livello nazionale per la revisione della
norma istitutiva dell'IMU sui fabbricati rurali , è da intendersi
superata la mozione n. 339, presentata dall'onorevole Caputo ed
altri in data 7 febbraio 2012, di analogo contenuto.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di parlare
sull'ordine dei lavori prima di passare alla discussione generale.
Vorrei comprendere come andiamo avanti, considerate tutte le cose
che sono state dette ieri sera, in modo da capire come ci
organizziamo e quanto tempo, ci darà nell'eventualità che lei
ritenga che questo disegno di legge debba essere questa sera già
avviato alla discussione.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, noi abbiamo votato il passaggio
agli articoli e siamo alla discussione generale sull'articolo 1.
All'articolo 1 sono stati presentati quattro emendamenti
soppressivi che voteremo congiuntamente perché sono di identico
contenuto, a meno che gli emendamenti non vengano ritirati. Se
verranno ritirati non si voteranno. Se non verranno ritirati, si
voteranno.
Dopodiché si passerà al voto sull'emendamento che è stato
presentato e che è interamente sostitutivo. In base all'esito della
votazione su quell'emendamento, si procederà, poi, sugli altri.
MANCUSO. E gli altri?
PRESIDENTE. Si procederà con l'esame degli altri. Dipende
dall'esito della votazione sull'emendamento sostitutivo.
MANCUSO. Mi riferisco agli emendamenti da me presentati, insieme
ad altri parlamentari, non solo a questi. Ne abbiamo presentati di
diversi. Lei non si può riferire solo a questi, ma a tutti gli
emendamenti. Molti emendamenti si rifanno anche al nuovo decreto
Monti.
Una volta che completiamo l'articolo 1, ci sono, poi, tutta una
serie di emendamenti aggiuntivi della materia, quindi, se mi può
dire come si regola la Presidenza.
PRESIDENTE. La Presidenza è dell'idea di dichiarare improponibili
tutti gli emendamenti aggiuntivi. La Presidenza è dell'idea che
saranno dichiarati improponibili.
Per gli emendamenti che, invece, sono stati presentati al testo,
si vedrà in base all'esito della votazione: infatti, se viene
approvato il testo dell'emendamento che è interamente sostitutivo,
decadono tutti, ovviamente. La Presidenza è stata chiara, onorevole
Mancuso, è stata chiarissima.
MANCUSO. Signor Presidente, lei può dichiarare improponibili gli
emendamenti estranei alla materia, il Regolamento parla chiaro
Lei può dichiarare improponibile tutto quello che non è attinente a
questa materia, ma tutti gli emendamenti che trattano di province,
di tutto quello che è all'ordine del giorno, come lo dichiara
improponibile? Per sua scelta?
PRESIDENTE. La Presidenza ha parlato di materia aggiuntiva,
onorevole Mancuso.
MANCUSO. Signor Presidente, mi riferisco agli emendamenti
aggiuntivi che riguardano la provincia e non faccio riferimento
alla materia aggiuntiva, ha ragione lei, ma siccome le sto parlando
degli emendamenti da me presentati che riguardano le province,
rispetto a questo, a norma di Regolamento lei deve concedere
quarantotto ore di tempo affinché si valutino gli emendamenti.
Questo lo vuole valutare ora o lo vuole valutare dopo? Il
Regolamento è chiaro.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, la Presidenza valuterà dopo le
votazioni. Dopo la votazione riguardo al testo dell'emendamento
1.50 che è interamente sostitutivo, la Presidenza valuterà.
Riguardo alla materia aggiuntiva, la Presidenza ha già detto che
sarà dichiarata improponibile.
MANCUSO. Questo è previsto dal Regolamento, articolo 121, se non
sbaglio, lei deve concedere quarantotto ore. Se lei ritiene
stravolto il Regolamento
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, la Presidenza si è già espressa, le
ha dato una risposta dopo di che si passa agli emendamenti
soppressivi.
MANCUSO. Mi appello al comma 5 dell'articolo 112 del Regolamento.
PRESIDENTE Ed io le ho risposto.
MANCUSO. Che cosa mi ha risposto?
PRESIDENTE. Chiusa la partita, onorevole Mancuso.
MANCUSO. Ma cosa ha risposto?
governo delle province regionali
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge 860-812-767-772-825-
837-841/A «Norme concernenti le funzioni e gli organi di governo
delle province regionali. Disposizioni transitorie»
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge 860-812-767-772-825-837-
841/A «Norme concernenti le funzioni e gli organi di governo delle
province regionali. Disposizioni transitorie».
Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta di ieri era stato
approvato il passaggio all'esame degli articoli. Si passa all'esame
dell'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Norme concernenti le funzioni e gli organi di governo
delle province regionali. Disposizioni transitorie
1. Spettano alle province regionali esclusivamente le funzioni di
indirizzo e di coordinamento delle attività dei comuni nelle
materie e nei limiti indicati con legge regionale entro il 31
dicembre 2012.
2. Sono organi di governo della provincia regionale il Consiglio
provinciale ed il Presidente della provincia regionale. Tali organi
durano in carica cinque anni.
3. Il Consiglio provinciale è composto da non più di dieci
componenti eletti dai consigli comunali dei Comuni ricadenti nel
territorio della provincia regionale. Le modalità di elezione e di
determinazione del numero dei componenti, in rapporto alla
popolazione residente nella provincia, sono stabilite con legge
regionale entro il 31 dicembre 2012.
4. Con la legge di cui al comma 3 sono individuate le norme
regionali da abrogare in quanto incompatibili con le disposizioni
della presente legge.
5. Il Presidente della provincia regionale è eletto dal Consiglio
provinciale tra i suoi componenti secondo le modalità stabilite
dalla legge di cui al comma 3.
6. Fatte salve le funzioni di cui al comma 1, la Regione, sulla
base dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed
adeguatezza, con propria legge, entro il 31 dicembre 2012,
individua, tra le funzioni conferite dalla normativa vigente alle
province regionali, quelle da trasferire ai Comuni e quelle da
riservare a se stessa per assicurarne l'esercizio unitario.
7. La Regione, con la legge di cui al comma 6, provvede altresì al
trasferimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali per
l'esercizio delle funzioni trasferite, assicurando nell'ambito
delle medesime risorse il necessario supporto di segreteria per
l'operatività degli organi della provincia.
8. Agli organi provinciali che devono essere rinnovati entro il 31
dicembre 2012 si applica, sino al 31 marzo 2013, l'articolo 145
dell'ordinamento amministrativo degli enti locali (D.L.P. 6/55)
approvato con legge regionale 15 marzo 1963, n. 16 e successive
modifiche ed integrazioni. Gli organi provinciali che devono essere
rinnovati successivamente al 31 dicembre 2012 restano in carica
fino alla scadenza naturale. Decorsi i termini di cui al primo
periodo e al secondo periodo, si procede all'elezione dei nuovi
organi provinciali di cui ai commi 3 e 5.»
Comunico che all'articolo 1 sono stati presentati i seguenti
emendamenti soppressivi:
- dall'onorevole Vinciullo, Pogliese, Buzzanca, Caputo e Falcone:
1.10;
- dagli onorevoli Donegani, Mattarella, Di Benedetto e Termine
1.11;
- dagli onorevoli Maira, Cordaro, Caronia e Cascio Salvatore:
1.20;
- dall'onorevole Adamo: 1.21.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, signori assessori, sono stati presentati
quattro emendamenti di identico contenuto e quindi come lei
giustamente diceva, credo sia opportuno che vengano tutti e quattro
unificati e su tutti e quattro si decida, per evitare di votare
quattro volte sullo stesso argomento.
Tra le altre cose, dal momento che il Governo, mi pare di capire,
o la Commissione, sta predisponendo un nuovo maxi emendamento,
ascolteremo con attenzione e saremo pronti a votare anche quello,
non è detto che dobbiamo votare prima gli emendamenti soppressivi.
Se votiamo il nuovo emendamento, eviteremo di votare questi.
PRESIDENTE. Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti
1.10, 1.11, 1.20 e 1.21 di identico contenuto. Il parere della
Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CHINNICI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non sono approvati)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dalla Commissione
l'emendamento 1.50, interamente sostitutivo degli articoli 1 e 2.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, ricordo che il comma 5, dell'articolo
112, del Regolamento interno recita che gli emendamenti presentati
ai sensi dei commi precedenti, cioè secondo le regole, sono
esaminati dall'Assemblea ventiquattro ore dopo la chiusura della
discussione generale. Lei non mi sta dando la possibilità di
intervenire sugli emendamenti presentati.
PRESIDENTE. L'Aula ieri ha votato il passaggio agli articoli e
stiamo discutendo
MANCUSO. E infatti dopo la discussione generale
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, col passaggio agli articoli la
discussione generale si è chiusa ieri. Infatti lei si è opposto, ma
siccome l'Aula si è pronunciata e c'è stato un voto sovrano della
stessa si prosegue.
Se vuole può intervenire sull'articolo. Diversamente lo pongo in
votazione.
MANCUSO. Ma non c'è da mettere ai voti. Gli emendamenti sono
esaminati dall'Aula ventiquattro ore dopo la chiusura della
discussione generale
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.50. Il parere del
Governo?
CHINNICI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
(Proteste dai banchi di destra)
PRESIDENTE. In virtù dell'approvazione dell'emendamento 1.50
decadono tutti gli emendamenti presentati al testo. Riguardo agli
emendamenti aggiuntivi la Presidenza li ha già dichiarati
improponibili.
MANCUSO. E' una vergogna.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi si parla di una
intesa raggiunta su un emendamento e un articolo. Io debbo dire che
ho preso cognizione, grazie all'onorevole Leontini, che c'era
questa intesa.
Non siamo presenti in I Commissione e questo è il primo vulnus.
Per quanto riguarda il meglio di questo maxi emendamento chiamiamo
le cose con nome e cognome.
Questo emendamento non mira a fare una riforma, il gruppo dell'UDC
è perché si faccia una riforma seria. Questo Governo non è stato in
grado di presentare una riforma seria. Questo emendamento mira solo
a nominare un commissario e questa volta sì, legittimamente un vice
commissario per Ragusa, questa volta sì, e mira a prorogare il
Consiglio provinciale di Caltanisetta, in maniera illegittima.
Dico questo perché il Commissario dello Stato mi ascolti, perché
viene violato, avvocato Musotto, l'articolo 97 della Costituzione,
il principio del buon andamento, perché andava a scadere la giunta
di Caltanisetta ed è stato nominato un commissario per le
dimissioni dell'allora Presidente, l'onorevole Federico, noi non
possiamo prorogare di un anno, dovendosi le elezioni svolgere
proprio nella tornata elettorale del mese di maggio.
Quindi, dico queste cose perché andiamo incontro di sicuro ad una
impugnativa del Commissario dello Stato. Si è voluto mascherare
ancora una volta un atteggiamento politico che non ha nulla di
istituzionale, questo almeno per avere, noi, da parlamentari la
coscienza a posto.
Debbo dire, onorevole Formica, e questo mi dispiace, che il suo
comportamento, quello assunto poc'anzi, che ha impedito ai
parlamentari di esprimere le proprie determinazioni su questo
emendamento, sulla base di un presunto accordo fatto da non si sa
chi, non si sa come, addirittura si vociferava della nomina di un
commissario che sarebbe stato mandato a Ragusa, sono queste le cose
che interessano al Governo, ne prendiamo atto, ma certamente non
sono le cose che interessano alla Sicilia.
Noi diciamo, molto apertamente, che il Governo non ha avuto il
coraggio di votare una riforma. Si era parlato prima di consorzi, e
non si è stati in grado di portarlo avanti, si era parlato di
riduzione delle giunte e non si è stati in grado di portarlo
avanti.
Il Gruppo UDC è in sintonia con il Governo Monti, avremmo fatto
meglio a scrivere che eravamo per il commissariamento dei due enti
in scadenza o già scaduti, cioè Ragusa e Caltanisetta, avremmo
fatto onore a noi stessi e quanto meno avremmo mantenuta, per
quello che ci rimane, un po' di dignità come Parlamento e come
singoli parlamentari. Complimenti
RAGUSA. Chiedo di parlare,
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento 1.50
non tratta un argomento semplice, ma il futuro e la vita di una
collettività che in questo caso riguarda la provincia di Ragusa.
Una collettività che in questi anni ha dimostrato di essere operosa
e che ha creato nel tempo un'immagine importante chiamata il
miracolo della provincia di Ragusa .
Questo emendamento mira a commissariare un popolo che ha eletto un
presidente in modo democratico, che ha eletto un consiglio
provinciale in modo democratico. Non può bastare un emendamento per
cancellare la storia, la cultura e la vita di una provincia,
perché sarebbe stato più semplice concordare l'emendamento
presentato a firma mia e di altri colleghi di questa provincia, per
attuare una proroga che ci portasse alla stessa dimensione delle
altre province che scadono nel 2013.
Il commissariamento è un atto quasi brutale che questa provincia
non può subire e sopportare. In questi anni, nei confronti della
provincia di Ragusa, sono stati portati atteggiamenti politici,
quali il piano paesistico, votato e concepito in una notte di
agosto e non ancora portato a termine e che ha bloccato lo sviluppo
di un'intera collettività. Cerchiamo di capire ancora oggi quando
questo piano paesistico sarà fatto.
La provincia di Ragusa attende da anni il collegamento Ragusa-
Catania con la 514 e questo Governo purtroppo non ha dato risposte
efficienti ed importanti.
La provincia di Ragusa attende ancora l'autostrada, la Siracusa-
Gela e per colmare il tutto e le attese mai avute, noi questa sera,
con un semplice emendamento, l'1.50, andremo a commissariare quanto
di importante e di democratico è emerso in questi anni. Non si può
cancellare.
Mi ricollego all'intervento dell'onorevole Ardizzone: noi siamo
disponibili ad accogliere il decreto Monti ma non certamente a
subire un commissariamento che nessuno di noi vuole.
Signor Presidente, ieri sera ho presentato un emendamento. Era
quello che bisognava allegare e non renderlo irrecuperabile
rispetto a questo emendamento.
Prendo atto che lei dà per decaduto l'emendamento presentato ieri
sera, ma certamente non può trovare la condivisione di un uomo
eletto in provincia di Ragusa per commissariarla.
Faccio appello al Presidente della Regione. Presidente Lombardo,
lei sa che in I Commissione abbiamo avuto modo di dibattere sulla
provincia di Ragusa ed io le chiesi un gesto di buon senso: le
chiesi una proroga che riportasse la data ufficiale al 2013, così
come per le altre province. Questo tempo sarebbe bastato e sarebbe
servito per cercare di creare le condizioni per una norma che ci
allineasse alle altre province della Regione siciliana.
Pertanto, mi dispiace ma voterò contro questo emendamento proprio
in virtù del fatto che non vogliamo subire impunemente un
commissariamento.
Presidenza del vicepresidente Formica
BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, non ho nulla da dire, ma purtroppo
non mi ha dato il tempo. Quando legittimamente ha messo ai voti,
volevo dire che mi astenevo, ma non mi ha dato neanche il tempo.
Pertanto, desidero che rimanga a verbale la mia astensione al voto
perché, in tanti anni in Assemblea, non mi è mai capitato di
votare una legge che dice che entro un certo periodo faremo
un'altra legge.
INCARDONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi riallaccio
con il mio intervento a ciò che poco fa ha detto l'onorevole
Ragusa.
A parte il fatto che l'abolizione, l'abrogazione delle province è,
certamente, una posizione che non condivido, ma nel corso degli
ultimi mesi si è sviluppato un dibattito nazionale che comunque ne
vuole il ridimensionato.
Il Governo nazionale ha proposto una soluzione normativa che la
Sicilia, per Statuto, nell'applicarla, deve recepire. Questo
Governo, nonostante siano trascorsi ormai tre mesi
dall'insediamento del Governo Monti, e proprio fu nell'immediatezza
del suo insediamento che fu varato un decreto che contiene anche la
rivisitazione della normativa che riguarda le province, ha
prolungato, fino all'ultimo minuto, la proposizione in quest'Aula
di un proprio disegno di legge per verificare se ci sono le
condizioni per l'applicazione della normativa nazionale o della
previsione normativa del Governo nazionale, anche qui in Sicilia.
E, per quanto ci riguarda, per quanto riguarda la provincia di
Ragusa, sarebbe stato più opportuno che oggi si addivenisse,
comunque, ad un accordo tra i Gruppi parlamentari che prevedesse
l'immediato varo di una riforma e che consentisse, con numero
ridotto di assessori, con numero ridotto di consiglieri, che si
andasse al voto e non che si commissariasse la provincia di Ragusa
che, peraltro, anche qui, ancora una volta, deve subire
un'ulteriore invadenza di organi che sono all'esterno di quel
territorio per distruggerla ancora nelle sue eccellenze, perché
questo abbiamo visto nella sanità, nel consorzio di bonifica,
questo ora vedremo nella provincia regionale di Ragusa. Si tratta
di istituzioni che hanno ben funzionato prima ancora che arrivasse
chi ora invece governa queste istituzioni. Ed allora, cosa vogliamo
fare?
Certamente, indicheremo il 31 maggio, dopo che saranno svolte le
elezioni, chi? Una persona non certamente che sarà stata eletta dal
popolo; ci sarà lì, in quella istituzione, qualcuno che curerà gli
interessi di questa o di quell'altra parte.
Allora, questa situazione che riguarda esclusivamente, in questo
caso, la provincia regionale di Ragusa, esprime un trattamento di
difformità, di disparità che - secondo me - è anche
incostituzionale.
Invito, pertanto, l'Aula a valutare l'opportunità di votare un
simile emendamento, che non consente alla provincia di Ragusa,
intanto, di tornare ad avere degli organi legittimamente eletti, ma
soprattutto usa un trattamento diverso per la provincia di Ragusa
e, ancora una volta, ne penalizza la personalità. Una provincia che
si è distinta sempre per laboriosità, per avere un senso delle
istituzioni molto forte in una Sicilia che ha avuto tantissime
difficoltà, ma che a Ragusa hanno trovato molto spesso delle
soluzioni, proprio per la laboriosità, per l'attaccamento alle
istituzioni ed al senso di legalità.
Invito quest'Aula a riflettere, anche i capigruppo, compreso
l'onorevole Leontini, che oggi ha firmato un provvedimento che, mi
pare, da ragusano non condivido.
Vorrei che questo emendamento che è stato proposto venisse
rivisitato perché non possiamo subire ulteriori invadenze, perché,
poi, chi lo dovrà nominare, chi lo nominerà il commissario? Lo
nominerà il Presidente della Regione, il Governo? Comunque, sarà
una persona che verrà evidentemente a tutelare gli interessi di una
parte che, probabilmente, non sarebbe mai stata eletta a Presidente
della Provincia.
AMMATUNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMMATUNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
manifestare il mio voto contrario a questo emendamento 1.50 per due
motivi. Innanzitutto perché non si permette ad un parlamentare di
intervenire su un emendamento che stravolge le regole di un intero
territorio.
Avevo presentato un emendamento al comma 8 del disegno di legge
presentato oggi in Aula e volevo presentare un ulteriore
emendamento al comma 4 di questo emendamento. Non mi è stato
permesso ed io penso che questa sia una mortificazione della
democrazia, sia un impedire ad un parlamentare di manifestare la
propria opinione e di affermare con chiarezza il voto di questo
parlamentare.
L'altra cosa che volevo dire è che con questa legge si mortifica
un intero territorio, un territorio che è il più lontano dalla
Regione, che è il più lontano da Palermo, una provincia che ha
dimostrato in questi anni di lavorare bene con le proprie
istituzioni e ha lavorato male quando queste istituzioni sono state
commissariate.
Il mio voleva essere un intervento, ancora una volta, per
manifestare tutta la mia contrarietà a questo disegno di legge che
penalizza uno dei territori più produttivi, più dignitosi non solo
della Sicilia, ma dell'Italia intera.
LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento, che è stato formulato sulla base di una condivisione
tra i rappresentanti dei Gruppi parlamentari e che il Governo fa
proprio e propone in sostituzione e a modifica del testo
precedente, costituisce complessivamente, dal nostro punto di vista
(ovviamente se io prendo la parola la prendo per esprimere la
posizione mia come Capogruppo e del PDL) un superamento vantaggioso
del testo che era stato esitato in Commissione per l'Aula; perché
il testo che era stato esitato dalla Commissione prevedeva un
recepimento secco del decreto Monti e, quindi, l'annullamento delle
province, con elezioni di secondo livello, con il mantenimento
alle province esclusivamente di funzioni di coordinamento
dell'attività dei comuni e, quindi, con l'eliminazione di questo
importante ente territoriale intermedio che con la legge sarebbe
stato definitivamente soppresso.
Noi abbiamo sempre manifestato la nostra non condivisione del
decreto Monti, abbiamo anche addotto delle motivazioni specifiche.
Il decreto Monti lo consideriamo incostituzionale. Sappiamo che il
Consiglio dei Ministri ha provveduto a riassorbire i contenuti di
questo decreto in un disegno di legge che, tuttavia, non ha
eliminato le incongruenze del precedente decreto e, quindi,
sappiamo anche che nei confronti di questo nuovo disegno di legge
del Consiglio dei Ministri sei Regioni hanno già proposto ricorso e
anche l'Organizzazione nazionale delle province ha proposto
ricorso.
Noi, coerentemente con la nostra posizione, abbiamo ritenuto che,
con questa formulazione, si scongiurasse il pericolo contenuto nel
decreto Monti e nel recepimento del decreto Monti e cioè quello di
sopprimere tout court le Province.
Con questo disegno di legge, noi, non soltanto non le sopprimiamo,
ma rinviamo ad un ulteriore impegno legislativo dell'Assemblea
finalizzato a specificare i limiti, i contenuti e le funzioni nel
mantenimento della fondamentale funzione amministrativa e
gestionale delle Province.
Questo per quanto riguarda il significato generale.
C'è una osservazione che i colleghi della provincia di Ragusa,
Incardona, Ammatuna e Ragusa hanno avanzato e che è fondata e
condivisibile perché il comma 3 di questo emendamento fa
riferimento ad una fattispecie che è quella del commissariamento
che interviene quando alcune condizioni si verificano in modo
specifico.
Infatti, se andiamo a leggere il primo comma dell'articolo 145 del
nostro ordinamento degli Enti locali esso fa riferimento ad una
fattispecie che si verifica quando, con decreto presidenziale, si
dichiara la decadenza del Consiglio o se ne pronuncia lo
scioglimento; in quel caso è nominato il Commissario. Noi, invece,
stiamo applicando questa fattispecie non a seguito della
dichiarazione di decadenza del Consiglio da parte della Presidenza,
nemmeno dopo una pronuncia di uno scioglimento, ma lo stiamo in
qualche modo applicando a proposito di una fattispecie che è la
scadenza naturale di un organismo. Allora, in questo caso, la
forzatura è legittimo sottolinearla perché l'organismo scade
naturalmente, quindi, si dovrebbe procedere ad elezioni.
Una congrua motivazione per evitare le elezioni non è segnalata in
questo disegno di legge che fa riferimento ad un ulteriore impegno
legislativo dell'Aula per definire i contorni di questa nostra
riforma delle Province. Quindi, noi ci troviamo, in questo caso, ad
applicare una fattispecie impropria e dobbiamo stare molto attenti
perché la proroga di cui parlava Incardona, di cui parlava Ragusa,
di cui parlava Ammatuna sarebbe più congrua perché sarebbe un
mantenimento delle funzioni che noi stiamo mantenendo in rispetto
della volontà democratica, democraticamente espressa.
In questo caso noi stiamo, invece, prevedendo una fattispecie
commissariale facendo riferimento a delle cause che non esistono,
perché le cause per cui noi potremmo prevedere questo tipo di
commissariamento sono ben precise, ma non intervengono in questo
caso perché non c'è una pronuncia di scioglimento, non c'è una
dichiarazione presidenziale di decadenza, c'è una scadenza
naturale, democratica. Ed allora, se noi stiamo prevedendo di
allineare l'assetto delle Province ad una norma che dovremmo fare
tra due, tre mesi e vorremmo omogeneizzare tutte e nove le Province
con questo trattamento, noi non possiamo punire la Provincia di
Ragusa con l'unico commissariamento, per altro applicato, facendo
riferimento ad una fattispecie che non interviene; la fattispecie
per cui interviene il commissariamento è un'altra ed è quella della
dichiarazione di decadenza.
Noi a Ragusa non siamo in presenza di nessuna dichiarazione di
decadenza, siamo in presenza di una scadenza naturale.
Ed allora, a questo punto, come altre volte ha fatto questo
Parlamento, una proroga, che altre volte ha stabilito di quattro
mesi o di cinque mesi, potrebbe essere prevista per un anno. Non la
vogliamo prevedere per un anno? Prevediamola diversamente, ma
prevediamo la proroga, in quanto saremmo più rispettosi del
diritto democratico delle popolazioni iblee di identificarsi in una
serie di soggetti istituzionali, amministrativi, votati, i quali in
questo caso, siccome la normativa sulle province deve essere
perfezionata, manterranno la loro funzione democratica che è quella
che il popolo ha esercitato scegliendoli.
Stiamo attenti, il commissariamento, in questo caso, è invece una
fattispecie completamente diversa perché riferita a delle cause che
non esistono per la provincia di Ragusa, quindi, diventa una
penalizzazione. Peraltro - diceva bene l'onorevole Ardizzone - nel
caso della valutazione comparativa tra la sopravvivenza del
Consiglio provinciale di Caltanissetta e il commissariamento del
Consiglio e della Giunta di Ragusa, esiste una disparità di
trattamento che è destituita di fondamento perché nel caso di
Caltanissetta, è vero che il presidente Federico si è dimesso, ma è
vero che la legge dice che alla prima tornata utile il Consiglio
dovrebbe essere rinnovato.
Noi non lo stimo rinnovando, stiamo prevedendo un'eccezione,
allora eccezione per eccezione, o le eccezioni su valutano
comparativamente e si omogeneizzano in positivo o si valutano
comparativamente e si omogeneizzano in negativo. In questo caso,
noi siamo per valutare comparativamente le due circostanze ed
eventualmente prevedere una omogeneità di comportamento tra
Caltanissetta e Ragusa. Sarebbe la soluzione più congrua e la più
rispettosa delle volontà democratiche fino ad oggi espresse,
altrimenti ci troveremmo nella solita solfa dei commissariamenti a
cui il Governo Lombardo ci ha abituati e che noi dovremmo subire
ancora una volta senza, stavolta, alcuna giustificazione e
motivazione né di carattere istituzionale né di carattere
democratico.
Ecco perché io ho aderito ad un emendamento che è aderente alla
mia posizione e che è quella di evitare che il decreto Monti venga
recepito sic et simpliciter. Quindi, noi con questa legge stiamo
evitando che le province muoiano ecco perché la mia adesione.
Io ho sottoscritto questo emendamento per la sua cornice, per il
suo significato complessivo, per il significato politico ed
istituzionale, ma questa specifica sottolineatura la rivolgo solo
al comma 3 che prevede un commissariamento che è incongruo e
destituito di fondamento. Siccome sarà oggetto di ricorsi vari,
onde evitare questo io pregherei il Governo, magari sospendendo il
dibattito per qualche minuto, di valutare solo questa fattispecie,
cioè evitare di applicare un commissariamento che è riferito ad una
norma, l'articolo 145 dell'ordinamento degli Enti locali, che è
causata da motivazione che in questo caso non ricorrono, quindi un
riferimento improprio e quindi non legittimo.
MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che per
capire il punto a cui siamo arrivati con questo emendamento, e
quindi il maxi emendamento sostituivo del testo uscito dalla
commissione, occorre ricordarsi il punto in cui siamo partiti.
Ricordo che noi siamo partiti da un testo di legge predisposto dal
Governo per un verso e dal collega Cracolici per altro verso.
Questi due testi di legge portavano all'applicazione sic et
simpliciter del primo decreto Monti che, di fatto, sopprimeva le
province.
Su questa possibilità ricordo che si è aperto un dibattito in
Commissione e anche fuori la Commissione particolarmente vivace che
si appellava alla autonomia statutaria e speciale della Regione
siciliana, per cui noi avremmo avuto - come abbiamo - sulla materia
delle autonomie degli enti locali una competenza specifica non
superabile da norme del Governo nazionale o del Parlamento.
Si è aperto anche un dibattito che riguardava la costituzionalità
della . Signor Presidente, c'è troppa confusione, non si può
parlare
PRESIDENTE. Lei ha ragione Onorevoli colleghi, vi prego di fare
silenzio perché non si sente nulla
MAIRA. Signor Presidente, io annuncio il mio voto favorevole;
vorrà dire che mi abituerò a portare degli scritti, che magari
leggerò e poi depositerò agli atti. Così non si può lavorare
PRESIDENTE. Grazie onorevole Maira.
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, intervengo intanto per stigmatizzare
le ulteriori scorrettezze che quest'Aula oggi sta vivendo.
Lei non ha ammesso ulteriori emendamenti sulla materia, ma non per
difendere il testo, perché lei aveva già deciso - non si è capito
bene con chi - cosa si doveva approvare questa sera. Questo è
gravissimo Lei nelle norme della Province ha fatto inserire un
comma - gravissimo - che riguarda l'abrogazione delle
incompatibilità. Lasciamo perdere di chi, ma nella legge delle
province da un lato dichiara inammissibili gli emendamenti,
dall'altro lei sceglie la materia che può andare dentro un disegno
di legge ed entra a gamba tesa facendo approvare l'abrogazione
delle incompatibilità che riguardano i cosiddetti primari
ospedalieri o convenzionati .
Questo è bene che l'Aula lo sappia E' bene che l'Aula sappia che
c'è stata una scelta scellerata sulla testa dei deputati senza che
nessuno ne sapesse nulla, almeno così si dice, e nello stesso
tempo la violazione è quella di averlo ammesso con un emendamento
che riguarda completamente altra materia Quindi, violazione nella
violazione
Io naturalmente farò tutto quello che mi è possibile perché in
Aula non ci possiamo esprimere, il Regolamento lei lo calpesta, non
gliene frega niente, va avanti come un treno Spero di difendermi
ora parlando con il Presidente dell'Assemblea e dicendo, appunto,
che un deputato non può assolutamente difendere le sue prerogative.
Nel merito, e parlo sotto il profilo politico, se si è arrivati
oggi ad un accordo, come voi dite, politico, delle forze politiche
proprio su questo emendamento che è scellerato per i motivi che
hanno illustrato anche i miei colleghi, che si è arrivati ad un
accordo sull'abrogazione di un articolo che prevedeva
incompatibilità, ma come chiedete la mozione di sfiducia domani con
chi vi accordate oggi? Con quale criterio? Qual è il criterio che
oggi vi accordate e domani volete mandare a casa quello con cui vi
accordate Ma con quale criterio Cos'è una nuova politica questa
Un nuovo modo?
Io mi svincolo da questo modo di agire .
CORDARO. E' il modello Lombardo
MANCUSO. Sarà forse il modello Lombardo che è un modello vincente
a questo punto Forse, è un modello vincente Oggi, si accorda con
chi domani lo deve fucilare Che politica è Ma che modo è
Allora, rispetto a questo un po' di coerenza, che è quella che
rimane.
Lei continua a fare l'uomo di parte su quella sedia, faccia quello
che crede, faccia anche l'accordo politico con chi crede e poi
continui con questo modo di fare, di atteggiarsi in quest'Aula,
colpendo anche chi si sta sacrificando ad azioni diverse rispetto
alle incompatibilità.
Per quanto mi riguarda, se avrò la fortuna, chiederò il voto
segreto finale su questo disegno di legge e speriamo che l'Aula
voti con grande coscienza la bocciatura di questo disegno di legge.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è difficile,
veramente c'è una confusione incredibile, dicevo è difficile
esprimere la sorpresa che proviamo, signor Presidente, rispetto ad
una norma che avremmo potuto approvare serenamente, ma trovare che
all'interno di una norman che si poteva discutere serenamente, si
parla incredibilmente di incompatibilità, rimettendo in gioco
convenzionati e primari, in un momento in cui tra l'altro proprio
l'UDC ha denunciato tutta una serie di manovre poco chiare sui
concorsi per i primariati, è incredibile ed indecoroso che si ponga
questa norma.
Tra l'altro, vorrei ricordare che proprio per un nostro
intervento, molto forte, la provincia di Agrigento ha dovuto
ritirare il suo programma, ha dovuto cambiare metodo nella nomina
dei primari, perché incredibilmente si era stabilito con una norma,
che dovrebbe essere rivista, che il colloquio vale più dei titoli.
Allora, mentre si discute di queste questioni, signor Presidente,
e se ne discute con serietà ed impegno, incredibilmente ci
ritroviamo con un emendamento che, purtroppo, è passato
inosservato, a quanto pare, e le chiedo di ritirare la norma e di
ripresentarla in maniera chiara e comprensibile a tutti, viceversa
voteremo contro.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, io prima avevo parlato di un vulnus
a tutta la procedura, lo so che la procedura, difficilmente, viene
rispettata in quest'Aula, però parlare di un atto di banditismo
istituzionale è dir poco.
PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, stia attento ai termini che usa
nei confronti dell'Istituzione parlamentare altrimenti le tolgo la
parola.
ARDIZZONE. Ribadisco atto - poi me la toglie la parola - di
banditismo istituzionale.
PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, le do un primo avvertimento a
rientrare nei termini previsti per un'Aula parlamentare.
ARDIZZONE. Signor Presidente, nei termini e comportamenti che si
dovrebbero tenere in quest'Aula da parte delle massime Istituzioni
e, in primo luogo, da parte del Presidente dell'Assemblea.
Signor Presidente, non richiami i miei comportamenti, lei questo
non lo può dire.
PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, le do un secondo avvertimento.
ARDIZZONE. Da domani in questa Sicilia, che ha bisogno di medici
che si occupano di sanità, di primari che stiano nei reparti, che
cosa abbiamo fatto: abbiamo liberalizzato le candidature, si tratta
di questo Abbiamo abrogato tutte le incompatibilità.
Quindi, si abbia un po' di coraggio, facciamo una norma, rinviamo
tutto in Commissione, una Commissione cui tutti i gruppi siano
presenti.
Gradirei sapere quale sia la posizione del Governo proprio su
questa norma. Non ci trinceriamo poi dietro al discorso che c'è
l'unanimismo in Commissione, noi del gruppo parlamentare UDC non
c'eravamo.
Noi siamo per una incompatibilità piena fra il ruolo di
amministratore e di primario, di dirigente delle aziende
ospedaliere, lo abbiamo sempre ribadito ai colleghi che questa
norma è stata apposta con furbizia nell'ambito di una disciplina
che doveva riguardare la riforma delle province, noi diciamo che è
proprio questo quello che è interessato ed è chiaro che noi
preannunciamo la richiesta di voto segreto su questa norma.
Apriamo tutti gli occhi Ma soprattutto gradirei sapere
espressamente cosa ne pensa il Governo di questa norma che
liberalizza le candidature dei primari, dei dirigenti ospedalieri.
E' questo quello che vuole la Sicilia? O è questo quello che vuole
qualche parlamentare perché ha qualche sindaco primario,
dirigente, che sta scaldando i muscoli, diciamoci la verità. Poi
ognuno si assume la propria responsabilità dinnanzi ai siciliani,
ma soprattutto dinnanzi alla propria coscienza, iniziando da lei,
onorevole Formica.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché faccio ammenda, da sottoscrittore dell'emendamento, di non
avere sostanzialmente maturato il convincimento che ha esposto, in
corso di intervento, l'onorevole Leontini che credo abbia ragione
in quel passaggio in cui ritiene che, se è vero che c'è stata
deroga per Caltanissetta, uguale deroga potrebbe maturare anche per
la provincia di Ragusa.
Confesso che oggi, non avendo Grande Sud componenti in I
Commissione e, avendo partecipato soltanto all'incontro presso la
stanza del Presidente dell'Assemblea, in seguito agli incontri
avuti per approfondire il testo, faccio ammenda di non avere
compreso a pieno il significato, pertanto intervento affinché si
tenti, anche con l'articolo 117, di riparare al guasto che
riguarda questa deroga che viene consentita per il consiglio
provinciale di Caltanissetta - e mi sta bene - ma che così non
accadrebbe per quello di Ragusa fino alla formazione della nuova
amministrazione.
Invito, pertanto, il Governo, la Commissione, l'Aula a valutare
questa possibilità per evitare questa differenza di comportamento.
Per quanto riguarda, invece, il punto al comma 4 - e in questo
vorrei che in questo momento di confusione anche l'Aula e gli
Uffici mi rispondessero - credo che questa norma, a livello
nazionale, sia già pienamente vigente, quindi, in questo contesto è
la Sicilia l'eccezione.
Se è così, credo che sia giusto adeguarci alla norma nazionale,
anche perché, se questa limitazione era del medico ospedaliero e
non del convenzionato, maggiore può essere l'influenza del
convenzionato nei comuni sotto 28 mila abitanti rispetto ai comuni
oltre i 28 mila abitanti.
Quindi, sotto questo profilo, non ho nulla da eccepire a questa
norma, capisco la preoccupazione dei colleghi, conoscendo alcune
abitudini di altri soggetti, a partire dal Governatore, per quanto
riguarda tutto questo, ma, al di là di questo aspetto, credo che la
norma sia ossequiosa di un principio di carattere nazionale.
Ripeto, su questo nessuna osservazione ed inviterei, però,
l'Ufficio, per quanto riguarda la questione dei consigli
provinciali, di operare uguale deroga anche per Ragusa.
POGLIESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, credo che sia doveroso intervenire su questo
disegno di legge che tratta una tematica su cui si è registrata nel
passato, in quest'ultimo anno in particolare, grande demagogia,
grande qualunquismo e credo anche grande ipocrisia. Chi vi parla si
è sempre schierato a sostegno di una tesi sulla riduzione dei costi
della politica, di contenimento della spesa complessiva, lo ha
fatto nel passato, lo fa con maggiore insistenza oggi, poiché credo
sia ancor più doveroso, in un contesto di vacche magre, in un
contesto di crisi economica che attraversa trasversalmente la
nostra economia, che attraversa trasversalmente gli enti locali, ma
ritengo che su questa tematica, quella delle province, sia data
grande dimostrazione di ipocrisia e di qualunquismo.
Si sono esternate alcune prese di posizione in questi ultimi mesi,
si è parlato di creare liberi consorzi fra Comuni, lo ha fatto il
Governo regionale, tutto ciò avrebbe comportato la paradossale
situazione di registrare la cancellazione di nove province in
Sicilia e la contestuale creazione di una trentina di liberi
consorzi che avrebbe comportato un aggravio di spesa e che avrebbe
comportato, altresì, il caos organizzativo.
Si è parlato, altresì, di cancellazione delle province con profili
di illegittimità costituzionale, come è stato puntualmente
certificato da autorevoli esponenti del mondo accademico.
Ecco, quindi, perché credo che la strada imboccata sia corretta,
attraverso questa strada si può arrivare all'approvazione di una
legge che possa portare la Sicilia a battistrada di un percorso
nazionale assolutamente equilibrato, che prevede la riduzione dei
costi, anche degli organi di governo delle province regionali, ma
che prevede, altresì, il mantenimento delle province regionali e
che prevede - quello che mi auguro, che auspico, caro Presidente -
anche l'eliminazione di alcuni enti di sottogoverno che
rappresentano la vera anomalia del sistema politico istituzionale e
con il contestuale affidamento delle competenze di questi organi
eliminati alle province regionali.
Per tali motivi ritengo che questa sia la strada più corretta e mi
auguro che il Parlamento approvi questo disegno di legge.
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale del disegno di legge «Norme concernenti le
funzioni e gli organi di governo delle province regionali.
Disposizioni transitorie» (nn. 860-812-767-772-825-837-841/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
nn. 860-812-767-772-825-837-841/A «Norme concernenti le funzioni e
gli organi di governo delle province regionali. Disposizioni
transitorie».
ADAMO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Vediamo se la richiesta è appoggiata.
CRACOLICI. Ma se ci sono state le dichiarazioni di voto, come si
chiede il voto segreto?
PRESIDENTE. Lo stanno chiedendo altri, onorevole Cracolici. Nulla
quaestio. C'è una richiesta di voto segreto, dobbiamo verificare se
è appoggiata.
Non essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento,
indìco la votazione per scrutinio palese nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Arena, Bosco, Buzzanca, Calanducci, Campagna,
Cappadona, Caputo, Caronia, Cascio Salvatore, Colianni, Cordaro,
Cracolici, Cristaudo, Currenti, D'Agostino, D'Aquino, Di Benedetto,
Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Faraone, Federico, Ferrara,
Fiorenza, Galvagno, Gennuso, Gentile, Giuffrida, Gucciardi,
Laccoto, Leanza Nicola, Leontini, Limoli, Lo Giudice, Lombardo,
Maira, Marinello, Marrocco, Marziano, Minardo, Mineo, Musotto,
Nicotra, Oddo, Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Picciolo,
Pogliese, Raia, Rinaldi, Romano, Scoma, Speziale, Termine,
Torregrossa, Vinciullo.
Votano no: Adamo, Ammatuna, Ardizzone, Dina, Donegani, Incardona,
Lentini, Mancuso, Ragusa, Savona.
Si astengono: Beninati, Bufardeci, Mattarella.
Sono in congedo: Aricò, Cimino, De Benedictis, Forzese, Scammacca.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 71
Votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli 57
Contrari 10
Astenuti 3
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 6 marzo 2012,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Discussione sulla relazione per l'anno 2010 della
Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno
della mafia in Sicilia, approvata ai sensi dell'art. 7, comma 1,
della legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4
Relatore: on. Speziale
III - Discussione sulla relazione per l'anno 2011 della
Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno
della mafia in Sicilia, approvata ai sensi dell'art. 7, comma 1,
della legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4
Relatore: on. Speziale
IV - Comunicazioni del Governo sul trasporto pubblico locale e
sui collegamenti con le Isole minori
La seduta è tolta alle ore 17.46
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
alle ore 19.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 860-812-767-772-825-837-841/A - NORME
CONCERNENTI LE FUNZIONI E GLI ORGANI DI GOVERNO DELLE PROVINCE
REGIONALI - DISPOSIZIONI TRANSITORIE .
All'articolo 1 e 2:
Emendamento 1.50:
Gli articoli 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:
Art. 1
Norme concernenti le funzioni e gli organi di governo delle
province regionali.
1. Nel quadro di un riassetto complessivo delle funzioni
amministrative spettano alle province regionali funzioni di
indirizzo e di coordinamento delle attività dei comuni nelle
materie e nei limiti indicati con legge regionale entro il 31
dicembre 2012.
2. Con la legge di cui al comma 1 si procederà al riordino degli
organi di governo delle province regionali, assicurando che da tali
disposizioni derivino significativi risparmi di spese per il loro
funzionamento. La legge individua gli organi di governo della
provincia regionale e disciplina la loro composizione e le modalità
di elezione. La composizione degli organi collegiali viene
determinata in rapporto alla popolazione residente e comunque in
misura tale da garantire una riduzione di almeno il 20% rispetto ai
limiti previsti dalla legislazione vigente.
3. Agli organi provinciali che devono essere rinnovati entro il 31
dicembre 2012, fatta eccezione per quelli in carica la cui scadenza
naturale è prevista in data successiva, si applica, sino al 31
marzo 2013, l'articolo 145 dell'ordinamento amministrativo degli
enti locali (D.L.P. 6/55) approvato con legge regionale 15 marzo
1963, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni. Gli organi
provinciali che devono essere rinnovati successivamente al 31
dicembre 2012 restano in carica fino alla scadenza naturale.
Decorsi i termini di cui al primo periodo e al secondo periodo, si
procede all'elezione dei nuovi organi provinciali.
4. L'articolo 15 della legge regionale 24 giugno1986, n. 31, è
abrogato.
Art. 2.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.