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Resoconto d'Aula della Seduta n. 327 di mercoledì 29 febbraio 2012
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   GALVAGNO,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta n. 325 che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
   Il  deputato segretario dà quindi lettura del verbale della seduta
  n. 326.

      Ai sensi dell'articolo 81, comma 3, del Regolamento interno

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, intervengo per fare osservare che  nel
  verbale  della  seduta  di   ieri sera, oltre  alle  violazioni  al
  Regolamento  interno, che sono evidenziate nel verbale stesso,  non
  emerge  che  l'avevamo  invitata a  non  passare  alla  discussione
  generale all'articolo 1.
    Lei ha deciso di passare all'esame dell'articolo,  ma dal verbale
  non emerge che noi lo abbiamo fatto rilevare.
   Quindi, cortesemente, chiedo venga messo a verbale quanto noi ieri
  sera  abbiamo fatto, tutte le altre violazioni al Regolamento  sono
  chiare, sotto questo profilo,  poi possiamo procedere.

   PRESIDENTE. Dispongo nel senso richiesto.
   Pertanto,  con  le  su indicate precisazioni il  processo  verbale
  della seduta n. 326 è approvato.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli Forzese e Aricò.

   L'Assemblea ne prende atto.

                     Annunzio di disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
  legge:

   -  Istituzione del Garante regionale della famiglia. (n. 870)
   di iniziativa parlamentare, presentato dal deputato  Scoma in data
  29 febbraio 2012.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Istituzione  di un canale televisivo interattivo  destinato  a
  servizi di pubblica utilità per le famiglie siciliane (n. 863)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 28 febbraio 2012

   -   Riordino   delle  istituzioni  pubbliche   di   assistenza   e
  beneficenza. (n. 864)

   di  iniziativa  parlamentare, inviato in data  28  febbraio  2012,
  parere VI Commissione

                    BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)

   -Buoni  ordinari  regionali  (B.O.R.)  per  il  credito  di  nuovi
  investimenti nelle attività produttive e obbligazioni di scopo. (n.
  866)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 28 febbraio 2012

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -Norme urgenti per il passaggio al digitale terrestre. (n. 867)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 28 febbraio 2012

   -Lavori in economia nel settore forestale. (n. 868)
   di  iniziativa  parlamentare, inviato in data  28  febbraio  2012,
  parere III Commissione.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N. 2453 - Iniziative per la rimozione dei manufatti di amianto nei
  comuni della Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Ardizzone Giovanni

   N.  2454 - Iniziative per arginare la perdita degli incassi  delle
  autostrade siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Ardizzone Giovanni

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  350  Iniziative a tutela dell'emittenza locale in  Sicilia
  ed  in  particolare  delle  emittenti a  carattere  comunitario  ed
  introduzione  di  un sistema televisivo pubblico regionale ,  degli
  onorevoli  Ferrara,  Ammatuna, Galvagno e Lupo,  presentata  il  28
  febbraio 2012;

   numero  351   Revoca della nota del Dipartimento della  Protezione
  civile  della  Regione siciliana in ordine all'invito rivolto  alle
  Amministrazioni  comunali del Messinese colpite dall'alluvione  del
  22  novembre  2011 ad interrompere i rapporti contrattuali  con  le
  strutture  alberghiere che ospitano gli sfollati , degli  onorevoli
  Ardizzone,  Adamo,  Forzese, Lentini, Ragusa,   Dina,  Giuffrida  e
  Nicotra, presentata il 28 febbraio 2012.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

         Comunicazioni relative alle mozioni numeri 344 e 339

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  a  seguito  dell'approvazione,  nella
  seduta n. 326 del 28 febbraio 2012, degli ordini del giorno:

   -  n.  648   Istituzione  di  una nuova  commissione  parlamentare
  d'indagine  sul piano di informatizzazione della Regione siciliana,
  con  particolare riferimento agli affidamenti alla società 'Sicilia
  e-Servizi  s.p.a.' , è da intendersi superata la  mozione  n.  344,
  presentata  dall'onorevole Leontini ed altri in  data  21  febbraio
  2012, di identico contenuto;

   -  n.  647  Iniziative a livello nazionale per la revisione  della
  norma  istitutiva dell'IMU sui fabbricati rurali , è da  intendersi
  superata  la  mozione n. 339, presentata dall'onorevole  Caputo  ed
  altri  in data 7 febbraio 2012, di analogo contenuto.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO.  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di  parlare
  sull'ordine dei lavori prima di passare alla discussione  generale.
  Vorrei  comprendere come andiamo avanti, considerate tutte le  cose
  che  sono  state  dette  ieri  sera, in  modo  da  capire  come  ci
  organizziamo  e  quanto  tempo, ci darà  nell'eventualità  che  lei
  ritenga  che questo disegno di legge debba essere questa  sera  già
  avviato alla discussione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, noi abbiamo  votato  il  passaggio
  agli articoli e siamo alla discussione generale sull'articolo 1.
   All'articolo   1   sono   stati  presentati  quattro   emendamenti
  soppressivi  che  voteremo congiuntamente perché sono  di  identico
  contenuto,  a  meno  che gli emendamenti non vengano  ritirati.  Se
  verranno  ritirati non si voteranno. Se non verranno  ritirati,  si
  voteranno.
   Dopodiché  si  passerà  al  voto  sull'emendamento  che  è   stato
  presentato e che è interamente sostitutivo. In base all'esito della
  votazione su quell'emendamento, si procederà, poi, sugli altri.

   MANCUSO. E gli altri?

   PRESIDENTE.   Si  procederà  con  l'esame  degli  altri.   Dipende
  dall'esito della votazione sull'emendamento sostitutivo.

   MANCUSO.  Mi riferisco agli emendamenti da me presentati,  insieme
  ad  altri parlamentari, non solo a questi. Ne abbiamo presentati di
  diversi.  Lei  non si può riferire solo a questi, ma  a  tutti  gli
  emendamenti.  Molti emendamenti si rifanno anche al  nuovo  decreto
  Monti.
   Una  volta  che completiamo l'articolo 1, ci sono, poi, tutta  una
  serie  di emendamenti aggiuntivi della materia, quindi, se  mi  può
  dire come si regola la Presidenza.

   PRESIDENTE.  La Presidenza è dell'idea di dichiarare improponibili
  tutti  gli  emendamenti aggiuntivi. La Presidenza è  dell'idea  che
  saranno dichiarati improponibili.
   Per  gli emendamenti che, invece, sono stati presentati al  testo,
  si  vedrà  in  base  all'esito della votazione: infatti,  se  viene
  approvato  il testo dell'emendamento che è interamente sostitutivo,
  decadono tutti, ovviamente. La Presidenza è stata chiara, onorevole
  Mancuso, è stata chiarissima.

   MANCUSO.  Signor Presidente, lei può dichiarare improponibili  gli
  emendamenti  estranei alla   materia, il Regolamento parla  chiaro
  Lei può dichiarare improponibile tutto quello che non è attinente a
  questa  materia, ma tutti gli emendamenti che trattano di province,
  di  tutto  quello  che è all'ordine del giorno,  come  lo  dichiara
  improponibile? Per sua scelta?

   PRESIDENTE.  La  Presidenza  ha  parlato  di  materia  aggiuntiva,
  onorevole Mancuso.

   MANCUSO.   Signor   Presidente,  mi  riferisco  agli   emendamenti
  aggiuntivi  che  riguardano la provincia e non  faccio  riferimento
  alla materia aggiuntiva, ha ragione lei, ma siccome le sto parlando
  degli  emendamenti  da  me presentati che riguardano  le  province,
  rispetto  a  questo,  a  norma di Regolamento  lei  deve  concedere
  quarantotto  ore   di tempo affinché si valutino  gli  emendamenti.
  Questo  lo  vuole  valutare  ora  o  lo  vuole  valutare  dopo?  Il
  Regolamento è chiaro.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso, la Presidenza  valuterà  dopo  le
  votazioni.  Dopo  la  votazione riguardo al testo  dell'emendamento
  1.50 che è interamente sostitutivo, la Presidenza valuterà.
   Riguardo  alla materia aggiuntiva, la Presidenza ha già detto  che
  sarà dichiarata improponibile.

   MANCUSO. Questo è  previsto dal Regolamento, articolo 121,  se non
  sbaglio,  lei  deve  concedere  quarantotto  ore.  Se  lei  ritiene
  stravolto il Regolamento

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, la Presidenza si è già espressa, le
  ha  dato  una  risposta  dopo  di che  si  passa  agli  emendamenti
  soppressivi.

   MANCUSO. Mi appello al comma 5 dell'articolo 112 del Regolamento.

   PRESIDENTE Ed io le ho risposto.

   MANCUSO. Che cosa mi ha risposto?

   PRESIDENTE. Chiusa la partita, onorevole Mancuso.

   MANCUSO. Ma cosa ha risposto?

   governo delle province regionali

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Seguito della discussione del disegno di legge 860-812-767-772-825-
  837-841/A  «Norme concernenti le funzioni e gli organi  di  governo
  delle province regionali. Disposizioni transitorie»

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione  del  disegno di legge  860-812-767-772-825-837-
  841/A  «Norme concernenti le funzioni e gli organi di governo delle
  province regionali. Disposizioni transitorie».
   Onorevoli  colleghi, ricordo che nella seduta di  ieri  era  stato
  approvato il passaggio all'esame degli articoli. Si passa all'esame
  dell'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
         Norme concernenti le funzioni e gli organi di governo
           delle province regionali. Disposizioni transitorie

   1.  Spettano alle province regionali esclusivamente le funzioni di
  indirizzo  e  di  coordinamento delle  attività  dei  comuni  nelle
  materie  e  nei  limiti indicati con legge regionale  entro  il  31
  dicembre 2012.

   2.  Sono  organi di governo della provincia regionale il Consiglio
  provinciale ed il Presidente della provincia regionale. Tali organi
  durano in carica cinque anni.

   3.  Il  Consiglio  provinciale è composto  da  non  più  di  dieci
  componenti  eletti dai consigli comunali dei Comuni  ricadenti  nel
  territorio della provincia regionale. Le modalità di elezione e  di
  determinazione  del  numero  dei  componenti,  in   rapporto   alla
  popolazione  residente nella provincia, sono  stabilite  con  legge
  regionale entro il 31 dicembre 2012.

   4.  Con  la  legge  di  cui al comma 3 sono individuate  le  norme
  regionali  da  abrogare in quanto incompatibili con le disposizioni
  della presente legge.

   5.  Il Presidente della provincia regionale è eletto dal Consiglio
  provinciale  tra  i  suoi componenti secondo le modalità  stabilite
  dalla legge di cui al comma 3.

   6.  Fatte  salve le funzioni di cui al comma 1, la Regione,  sulla
  base   dei   princìpi   di   sussidiarietà,   differenziazione   ed
  adeguatezza,  con  propria  legge,  entro  il  31  dicembre   2012,
  individua,  tra le funzioni conferite dalla normativa vigente  alle
  province  regionali, quelle da trasferire ai  Comuni  e  quelle  da
  riservare a se stessa per assicurarne l'esercizio unitario.

   7. La Regione, con la legge di cui al comma 6, provvede altresì al
  trasferimento  delle risorse umane, finanziarie e  strumentali  per
  l'esercizio  delle  funzioni  trasferite,  assicurando  nell'ambito
  delle  medesime  risorse il necessario supporto di  segreteria  per
  l'operatività degli organi della provincia.

   8. Agli organi provinciali che devono essere rinnovati entro il 31
  dicembre  2012  si applica, sino al 31 marzo 2013,  l'articolo  145
  dell'ordinamento  amministrativo degli enti  locali  (D.L.P.  6/55)
  approvato  con  legge regionale 15 marzo 1963, n. 16  e  successive
  modifiche ed integrazioni. Gli organi provinciali che devono essere
  rinnovati  successivamente al 31 dicembre 2012  restano  in  carica
  fino  alla  scadenza naturale. Decorsi i termini di  cui  al  primo
  periodo  e  al secondo periodo, si procede all'elezione  dei  nuovi
  organi provinciali di cui ai commi 3 e 5.»

   Comunico  che  all'articolo  1 sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti soppressivi:

   -  dall'onorevole Vinciullo, Pogliese, Buzzanca, Caputo e Falcone:
  1.10;
   -  dagli  onorevoli Donegani, Mattarella, Di Benedetto  e  Termine
  1.11;
   -  dagli  onorevoli  Maira, Cordaro, Caronia e  Cascio  Salvatore:
  1.20;
   - dall'onorevole Adamo: 1.21.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,   signori assessori,   sono  stati  presentati
  quattro  emendamenti  di  identico  contenuto  e  quindi  come  lei
  giustamente diceva, credo sia opportuno che vengano tutti e quattro
  unificati  e  su tutti e quattro si decida, per evitare  di  votare
  quattro volte sullo stesso argomento.
   Tra  le altre cose, dal momento che il Governo, mi pare di capire,
  o  la  Commissione,  sta predisponendo un nuovo  maxi  emendamento,
  ascolteremo  con attenzione e saremo pronti a votare anche  quello,
  non è detto che dobbiamo votare prima gli emendamenti soppressivi.
   Se votiamo il nuovo emendamento, eviteremo di votare questi.

   PRESIDENTE.  Pongo  congiuntamente in  votazione  gli  emendamenti
  1.10,  1.11,  1.20 e 1.21 di identico contenuto.  Il  parere  della
  Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CHINNICI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                         (Non sono  approvati)

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato  dalla  Commissione
  l'emendamento 1.50, interamente sostitutivo degli articoli 1 e 2.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, ricordo che il comma 5, dell'articolo
  112,  del Regolamento interno recita che gli emendamenti presentati
  ai  sensi  dei  commi  precedenti, cioè  secondo  le  regole,  sono
  esaminati  dall'Assemblea ventiquattro ore dopo la  chiusura  della
  discussione  generale.  Lei  non mi sta  dando  la  possibilità  di
  intervenire sugli emendamenti presentati.

   PRESIDENTE.  L'Aula ieri ha votato il passaggio  agli  articoli  e
  stiamo discutendo

   MANCUSO. E infatti dopo la discussione generale

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso, col passaggio  agli  articoli  la
  discussione generale si è chiusa ieri. Infatti lei si è opposto, ma
  siccome  l'Aula si è pronunciata e c'è stato un voto sovrano  della
  stessa si prosegue.
   Se  vuole può intervenire sull'articolo. Diversamente lo pongo  in
  votazione.

   MANCUSO.  Ma  non  c'è  da mettere ai voti. Gli  emendamenti  sono
  esaminati  dall'Aula  ventiquattro  ore  dopo  la  chiusura   della
  discussione generale

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.50. Il  parere  del
  Governo?

   CHINNICI,  assessore  per  le   autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

                    (Proteste dai banchi di destra)

   PRESIDENTE.  In  virtù  dell'approvazione  dell'emendamento   1.50
  decadono  tutti gli emendamenti presentati al testo. Riguardo  agli
  emendamenti   aggiuntivi  la  Presidenza  li  ha   già   dichiarati
  improponibili.

   MANCUSO. E' una vergogna.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi si parla  di  una
  intesa raggiunta su un emendamento e un articolo. Io debbo dire che
  ho  preso  cognizione,  grazie all'onorevole  Leontini,  che  c'era
  questa intesa.
   Non  siamo  presenti in I Commissione e questo è il primo  vulnus.
  Per  quanto riguarda il meglio di questo maxi emendamento chiamiamo
  le cose con nome e cognome.
   Questo emendamento non mira a fare una riforma, il gruppo dell'UDC
  è perché si faccia una riforma seria. Questo Governo non è stato in
  grado di presentare una riforma seria. Questo emendamento mira solo
  a nominare un commissario e questa volta sì, legittimamente un vice
  commissario  per  Ragusa, questa volta sì, e mira  a  prorogare  il
  Consiglio provinciale di Caltanisetta, in maniera illegittima.
   Dico  questo perché il Commissario dello Stato mi ascolti,  perché
  viene  violato, avvocato Musotto, l'articolo 97 della Costituzione,
  il  principio del buon andamento, perché andava a scadere la giunta
  di   Caltanisetta  ed  è  stato  nominato  un  commissario  per  le
  dimissioni  dell'allora Presidente, l'onorevole Federico,  noi  non
  possiamo  prorogare  di  un anno, dovendosi  le  elezioni  svolgere
  proprio nella tornata elettorale del mese di maggio.
   Quindi, dico queste cose perché andiamo incontro di sicuro ad  una
  impugnativa  del  Commissario dello Stato. Si è  voluto  mascherare
  ancora  una  volta un atteggiamento politico che non  ha  nulla  di
  istituzionale,  questo almeno per avere, noi,  da  parlamentari  la
  coscienza a posto.
   Debbo  dire, onorevole Formica, e questo mi dispiace, che  il  suo
  comportamento,  quello  assunto  poc'anzi,  che  ha   impedito   ai
  parlamentari  di  esprimere  le proprie  determinazioni  su  questo
  emendamento, sulla base di un presunto accordo fatto da non  si  sa
  chi,  non si sa come, addirittura si vociferava della nomina di  un
  commissario che sarebbe stato mandato a Ragusa, sono queste le cose
  che  interessano al Governo, ne prendiamo atto, ma  certamente  non
  sono le cose che interessano alla Sicilia.
   Noi  diciamo, molto apertamente, che il Governo non  ha  avuto  il
  coraggio di votare una riforma. Si era parlato prima di consorzi, e
  non  si  è  stati  in grado di portarlo avanti, si era  parlato  di
  riduzione  delle  giunte  e non si è stati  in  grado  di  portarlo
  avanti.
   Il  Gruppo  UDC è in sintonia con il Governo Monti, avremmo  fatto
  meglio a scrivere che eravamo per il commissariamento dei due  enti
  in  scadenza  o  già  scaduti, cioè Ragusa e Caltanisetta,  avremmo
  fatto  onore  a  noi  stessi e quanto meno avremmo  mantenuta,  per
  quello  che  ci  rimane, un po' di dignità come Parlamento  e  come
  singoli parlamentari. Complimenti

   RAGUSA. Chiedo di parlare,

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento  1.50
  non  tratta  un argomento semplice, ma il futuro e la vita  di  una
  collettività  che in questo caso riguarda la provincia  di  Ragusa.
  Una collettività che in questi anni ha dimostrato di essere operosa
  e  che  ha  creato  nel tempo un'immagine importante  chiamata   il
  miracolo della provincia di Ragusa .
   Questo emendamento mira a commissariare un popolo che ha eletto un
  presidente  in  modo  democratico,  che  ha  eletto  un   consiglio
  provinciale in modo democratico. Non può bastare un emendamento per
  cancellare  la  storia,  la cultura e  la vita  di  una  provincia,
  perché   sarebbe   stato  più  semplice  concordare   l'emendamento
  presentato a firma mia e di altri colleghi di questa provincia, per
  attuare  una  proroga che ci portasse alla stessa dimensione  delle
  altre province che scadono nel 2013.
   Il  commissariamento è un atto quasi brutale che questa  provincia
  non  può  subire e sopportare. In questi anni, nei confronti  della
  provincia  di  Ragusa,  sono stati portati atteggiamenti  politici,
  quali  il  piano  paesistico, votato e concepito in  una  notte  di
  agosto e non ancora portato a termine e che ha bloccato lo sviluppo
  di  un'intera collettività. Cerchiamo di capire ancora oggi  quando
  questo piano paesistico sarà fatto.
   La  provincia  di  Ragusa attende da anni il collegamento  Ragusa-
  Catania  con la 514 e questo Governo purtroppo non ha dato risposte
  efficienti ed importanti.
   La  provincia di Ragusa attende ancora l'autostrada, la  Siracusa-
  Gela e per colmare il tutto e le attese mai avute, noi questa sera,
  con un semplice emendamento, l'1.50, andremo a commissariare quanto
  di  importante e di democratico è emerso in questi anni. Non si può
  cancellare.
   Mi  ricollego all'intervento dell'onorevole Ardizzone:  noi  siamo
  disponibili  ad  accogliere il decreto Monti ma  non  certamente  a
  subire un commissariamento che nessuno di noi vuole.
   Signor  Presidente,  ieri sera ho presentato un  emendamento.  Era
  quello   che  bisognava  allegare  e  non  renderlo  irrecuperabile
  rispetto a questo emendamento.
   Prendo atto che lei dà per decaduto l'emendamento presentato  ieri
  sera,  ma  certamente non può trovare la condivisione  di  un  uomo
  eletto in provincia di Ragusa per commissariarla.
   Faccio  appello al Presidente della Regione. Presidente  Lombardo,
  lei sa che in I Commissione   abbiamo avuto modo di dibattere sulla
  provincia  di  Ragusa ed io le chiesi un gesto di  buon  senso:  le
  chiesi  una proroga che riportasse la data ufficiale al 2013,  così
  come  per le altre province. Questo tempo sarebbe bastato e sarebbe
  servito per cercare di creare le condizioni per una norma   che  ci
  allineasse alle altre province della Regione siciliana.
   Pertanto, mi dispiace ma voterò contro questo emendamento  proprio
  in   virtù  del  fatto  che  non  vogliamo  subire  impunemente  un
  commissariamento.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, non ho nulla da dire,  ma  purtroppo
  non  mi  ha dato il tempo. Quando legittimamente ha messo ai  voti,
  volevo dire che mi astenevo, ma non mi ha dato neanche il tempo.
   Pertanto, desidero che rimanga a verbale la mia astensione al voto
  perché,  in  tanti  anni in  Assemblea, non mi è  mai  capitato  di
  votare  una  legge  che  dice che entro  un  certo  periodo  faremo
  un'altra legge.

   INCARDONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  riallaccio
  con  il  mio  intervento a ciò  che poco fa  ha  detto  l'onorevole
  Ragusa.
   A parte il fatto che l'abolizione, l'abrogazione delle province è,
  certamente,  una  posizione che non condivido, ma nel  corso  degli
  ultimi mesi si è sviluppato un dibattito nazionale che comunque  ne
  vuole il ridimensionato.
   Il  Governo nazionale ha proposto una soluzione normativa  che  la
  Sicilia,  per  Statuto,  nell'applicarla,  deve  recepire.   Questo
  Governo,    nonostante    siano   trascorsi    ormai    tre    mesi
  dall'insediamento del Governo Monti, e proprio fu nell'immediatezza
  del suo insediamento che fu varato un decreto che contiene anche la
  rivisitazione  della  normativa  che  riguarda  le   province,   ha
  prolungato,  fino all'ultimo minuto, la proposizione in  quest'Aula
  di  un  proprio  disegno  di legge per verificare  se  ci  sono  le
  condizioni  per  l'applicazione della normativa nazionale  o  della
  previsione normativa del Governo nazionale, anche qui in Sicilia.
   E,  per  quanto ci riguarda, per quanto riguarda la  provincia  di
  Ragusa,  sarebbe  stato  più opportuno  che  oggi  si  addivenisse,
  comunque,  ad  un accordo tra i Gruppi parlamentari che  prevedesse
  l'immediato  varo  di  una  riforma e che consentisse,  con  numero
  ridotto  di  assessori, con numero ridotto di consiglieri,  che  si
  andasse al voto e non che si commissariasse la provincia di  Ragusa
  che,   peraltro,   anche  qui,  ancora  una  volta,   deve   subire
  un'ulteriore  invadenza  di organi che  sono  all'esterno  di  quel
  territorio  per  distruggerla ancora nelle sue  eccellenze,  perché
  questo  abbiamo  visto  nella sanità, nel  consorzio  di  bonifica,
  questo  ora vedremo nella provincia regionale di Ragusa. Si  tratta
  di  istituzioni che hanno ben funzionato prima ancora che arrivasse
  chi ora invece governa queste istituzioni. Ed allora, cosa vogliamo
  fare?
   Certamente, indicheremo il 31 maggio, dopo che saranno  svolte  le
  elezioni, chi? Una persona non certamente che sarà stata eletta dal
  popolo; ci sarà lì, in quella istituzione, qualcuno che curerà  gli
  interessi di questa o di quell'altra parte.
   Allora,  questa situazione che riguarda esclusivamente, in  questo
  caso,  la provincia regionale di Ragusa, esprime un trattamento  di
  difformità,   di   disparità  che  -   secondo   me   -   è   anche
  incostituzionale.
   Invito,  pertanto, l'Aula a valutare l'opportunità  di  votare  un
  simile  emendamento,  che non consente alla  provincia  di  Ragusa,
  intanto, di tornare ad avere degli organi legittimamente eletti, ma
  soprattutto usa un trattamento diverso per la provincia  di  Ragusa
  e, ancora una volta, ne penalizza la personalità. Una provincia che
  si  è  distinta  sempre per laboriosità, per avere un  senso  delle
  istituzioni  molto  forte in una Sicilia che  ha  avuto  tantissime
  difficoltà,  ma  che  a  Ragusa hanno trovato  molto  spesso  delle
  soluzioni,  proprio  per  la laboriosità, per  l'attaccamento  alle
  istituzioni ed al senso di legalità.
   Invito  quest'Aula  a  riflettere,  anche i  capigruppo,  compreso
  l'onorevole Leontini, che oggi ha firmato un provvedimento che,  mi
  pare, da ragusano non condivido.
   Vorrei  che  questo  emendamento  che  è  stato  proposto  venisse
  rivisitato perché  non possiamo subire ulteriori invadenze, perché,
  poi,  chi  lo  dovrà nominare, chi lo nominerà il  commissario?  Lo
  nominerà  il  Presidente della Regione, il Governo? Comunque,  sarà
  una persona che verrà evidentemente a tutelare gli interessi di una
  parte che, probabilmente, non sarebbe mai stata eletta a Presidente
  della Provincia.

   AMMATUNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AMMATUNA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    volevo
  manifestare il mio voto contrario a questo emendamento 1.50 per due
  motivi.  Innanzitutto perché non si permette ad un parlamentare  di
  intervenire su un emendamento che stravolge le regole di un  intero
  territorio.
   Avevo  presentato un emendamento al comma 8 del disegno  di  legge
  presentato   oggi  in  Aula  e  volevo  presentare   un   ulteriore
  emendamento  al  comma  4 di questo emendamento.  Non  mi  è  stato
  permesso  ed  io  penso  che  questa sia una  mortificazione  della
  democrazia,  sia un impedire ad un parlamentare di  manifestare  la
  propria  opinione e di affermare con chiarezza il  voto  di  questo
  parlamentare.
   L'altra  cosa che volevo dire è che con questa legge si  mortifica
  un  intero  territorio, un territorio che è il  più  lontano  dalla
  Regione,  che  è  il più lontano da Palermo, una provincia  che  ha
  dimostrato  in  questi  anni  di  lavorare  bene  con  le   proprie
  istituzioni e ha lavorato male quando queste istituzioni sono state
  commissariate.
   Il  mio  voleva  essere  un  intervento,  ancora  una  volta,  per
  manifestare tutta la mia contrarietà a questo disegno di legge  che
  penalizza uno dei territori più produttivi, più dignitosi non  solo
  della Sicilia, ma dell'Italia intera.

   LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    questo
  emendamento,  che è stato formulato sulla base di una  condivisione
  tra  i  rappresentanti dei Gruppi parlamentari e che il Governo  fa
  proprio   e  propone  in  sostituzione  e  a  modifica  del   testo
  precedente, costituisce complessivamente, dal nostro punto di vista
  (ovviamente  se  io  prendo la parola la prendo  per  esprimere  la
  posizione mia come Capogruppo e del PDL) un superamento vantaggioso
  del  testo che era stato esitato in Commissione per l'Aula;  perché
  il  testo  che  era  stato esitato dalla Commissione  prevedeva  un
  recepimento secco del decreto Monti e, quindi, l'annullamento delle
  province,  con  elezioni di secondo livello, con  il   mantenimento
  alle   province   esclusivamente  di  funzioni   di   coordinamento
  dell'attività dei comuni e, quindi, con  l'eliminazione  di  questo
  importante  ente territoriale intermedio che con la  legge  sarebbe
  stato definitivamente soppresso.
   Noi  abbiamo  sempre  manifestato la nostra non  condivisione  del
  decreto  Monti, abbiamo anche addotto delle motivazioni specifiche.
  Il  decreto Monti lo consideriamo incostituzionale. Sappiamo che il
  Consiglio  dei Ministri ha provveduto a riassorbire i contenuti  di
  questo  decreto  in  un  disegno di legge  che,  tuttavia,  non  ha
  eliminato  le  incongruenze  del  precedente  decreto  e,   quindi,
  sappiamo  anche che nei confronti di questo nuovo disegno di  legge
  del Consiglio dei Ministri sei Regioni hanno già proposto ricorso e
  anche   l'Organizzazione  nazionale  delle  province  ha   proposto
  ricorso.
   Noi,  coerentemente con la nostra posizione, abbiamo ritenuto che,
  con  questa formulazione, si scongiurasse il pericolo contenuto nel
  decreto Monti e nel recepimento del decreto Monti e cioè quello  di
  sopprimere tout court le Province.
   Con questo disegno di legge, noi, non soltanto non le sopprimiamo,
  ma  rinviamo  ad  un  ulteriore impegno legislativo  dell'Assemblea
  finalizzato  a specificare i limiti, i contenuti e le funzioni  nel
  mantenimento   della   fondamentale   funzione   amministrativa   e
  gestionale delle Province.
   Questo per quanto riguarda il significato generale.
   C'è  una  osservazione che i colleghi della provincia  di  Ragusa,
  Incardona,  Ammatuna e Ragusa hanno avanzato  e  che  è  fondata  e
  condivisibile   perché  il  comma  3  di  questo   emendamento   fa
  riferimento  ad  una fattispecie che è quella del  commissariamento
  che  interviene  quando  alcune condizioni si  verificano  in  modo
  specifico.
   Infatti, se andiamo a leggere il primo comma dell'articolo 145 del
  nostro  ordinamento  degli Enti locali esso fa riferimento  ad  una
  fattispecie  che si verifica quando, con decreto presidenziale,  si
  dichiara   la  decadenza  del  Consiglio  o  se  ne  pronuncia   lo
  scioglimento; in quel caso è nominato il Commissario. Noi,  invece,
  stiamo   applicando  questa  fattispecie  non   a   seguito   della
  dichiarazione di decadenza del Consiglio da parte della Presidenza,
  nemmeno  dopo  una pronuncia di uno scioglimento, ma lo  stiamo  in
  qualche  modo applicando a proposito di una fattispecie  che  è  la
  scadenza  naturale  di un organismo. Allora,  in  questo  caso,  la
  forzatura  è  legittimo  sottolinearla  perché  l'organismo   scade
  naturalmente, quindi, si dovrebbe procedere ad elezioni.
   Una congrua motivazione per evitare le elezioni non è segnalata in
  questo  disegno di legge che fa riferimento ad un ulteriore impegno
  legislativo  dell'Aula  per definire i contorni  di  questa  nostra
  riforma delle Province. Quindi, noi ci troviamo, in questo caso, ad
  applicare una fattispecie impropria e dobbiamo stare molto  attenti
  perché  la proroga di cui parlava Incardona, di cui parlava Ragusa,
  di  cui  parlava  Ammatuna sarebbe più congrua  perché  sarebbe  un
  mantenimento delle funzioni che noi stiamo mantenendo  in  rispetto
  della volontà democratica, democraticamente espressa.
   In  questo  caso  noi stiamo, invece, prevedendo  una  fattispecie
  commissariale  facendo riferimento a delle cause che non  esistono,
  perché  le  cause  per cui noi potremmo prevedere  questo  tipo  di
  commissariamento  sono ben precise, ma non intervengono  in  questo
  caso  perché  non c'è una pronuncia di scioglimento,  non  c'è  una
  dichiarazione   presidenziale  di  decadenza,  c'è   una   scadenza
  naturale,  democratica.  Ed allora, se  noi  stiamo  prevedendo  di
  allineare  l'assetto delle Province ad una norma che dovremmo  fare
  tra due, tre mesi e vorremmo omogeneizzare tutte e nove le Province
  con  questo  trattamento, noi non possiamo punire la  Provincia  di
  Ragusa  con l'unico commissariamento, per altro applicato,  facendo
  riferimento  ad una fattispecie che non interviene; la  fattispecie
  per cui interviene il commissariamento è un'altra ed è quella della
  dichiarazione di decadenza.
   Noi  a  Ragusa  non siamo in presenza di nessuna dichiarazione  di
  decadenza, siamo in presenza di una scadenza naturale.
   Ed  allora,  a  questo  punto, come altre volte  ha  fatto  questo
  Parlamento,  una proroga, che altre volte ha stabilito  di  quattro
  mesi o di cinque mesi, potrebbe essere prevista per un anno. Non la
  vogliamo  prevedere  per  un  anno? Prevediamola  diversamente,  ma
  prevediamo  la  proroga,   in  quanto saremmo  più  rispettosi  del
  diritto democratico delle popolazioni iblee di identificarsi in una
  serie di soggetti istituzionali, amministrativi, votati, i quali in
  questo  caso,  siccome  la  normativa sulle  province  deve  essere
  perfezionata, manterranno la loro funzione democratica che è quella
  che il popolo ha esercitato scegliendoli.
   Stiamo attenti,  il commissariamento, in questo caso, è invece una
  fattispecie completamente diversa perché riferita a delle cause che
  non  esistono  per  la  provincia di Ragusa,  quindi,  diventa  una
  penalizzazione. Peraltro - diceva bene l'onorevole Ardizzone -  nel
  caso  della  valutazione  comparativa  tra  la  sopravvivenza   del
  Consiglio  provinciale di Caltanissetta  e il commissariamento  del
  Consiglio  e  della  Giunta  di Ragusa,  esiste  una  disparità  di
  trattamento  che  è  destituita di fondamento perché  nel  caso  di
  Caltanissetta, è vero che il presidente Federico si è dimesso, ma è
  vero  che  la legge dice che alla prima tornata utile il  Consiglio
  dovrebbe essere rinnovato.
   Noi  non  lo  stimo  rinnovando, stiamo  prevedendo  un'eccezione,
  allora   eccezione  per  eccezione,  o  le  eccezioni  su  valutano
  comparativamente  e  si  omogeneizzano in positivo  o  si  valutano
  comparativamente e si omogeneizzano in negativo.  In  questo  caso,
  noi  siamo  per  valutare comparativamente le  due  circostanze  ed
  eventualmente   prevedere  una  omogeneità  di  comportamento   tra
  Caltanissetta e Ragusa. Sarebbe la soluzione più congrua e  la  più
  rispettosa  delle  volontà  democratiche  fino  ad  oggi  espresse,
  altrimenti ci troveremmo nella solita solfa dei commissariamenti  a
  cui  il  Governo Lombardo ci ha abituati e che noi dovremmo  subire
  ancora   una  volta  senza,  stavolta,  alcuna  giustificazione   e
  motivazione   né  di  carattere  istituzionale  né   di   carattere
  democratico.
   Ecco  perché  io ho aderito ad un emendamento che è aderente  alla
  mia  posizione e che è quella di evitare che il decreto Monti venga
  recepito  sic  et simpliciter. Quindi, noi con questa legge  stiamo
  evitando che le province muoiano ecco perché la mia adesione.
   Io  ho sottoscritto questo emendamento per la sua cornice, per  il
  suo  significato  complessivo,  per  il  significato  politico   ed
  istituzionale, ma questa specifica sottolineatura la  rivolgo  solo
  al   comma  3  che prevede un commissariamento che  è  incongruo  e
  destituito  di  fondamento. Siccome sarà oggetto di  ricorsi  vari,
  onde evitare questo io pregherei il Governo, magari sospendendo  il
  dibattito  per qualche minuto, di valutare solo questa fattispecie,
  cioè evitare di applicare un commissariamento che è riferito ad una
  norma,  l'articolo 145 dell'ordinamento degli Enti  locali,  che  è
  causata da motivazione che in questo caso non ricorrono, quindi  un
  riferimento improprio e  quindi non legittimo.

   MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io credo  che  per
  capire  il  punto  a cui siamo arrivati con questo  emendamento,  e
  quindi  il  maxi  emendamento sostituivo  del  testo  uscito  dalla
  commissione, occorre ricordarsi  il punto in cui siamo partiti.
   Ricordo che noi siamo partiti da un testo di legge predisposto dal
  Governo  per  un  verso e dal collega Cracolici  per  altro  verso.
  Questi  due  testi  di  legge  portavano  all'applicazione  sic  et
  simpliciter  del primo decreto Monti che, di fatto,  sopprimeva  le
  province.
   Su  questa  possibilità ricordo che si è aperto  un  dibattito  in
  Commissione e anche fuori la Commissione particolarmente vivace che
  si  appellava  alla autonomia statutaria e speciale  della  Regione
  siciliana, per cui noi avremmo avuto - come abbiamo - sulla materia
  delle  autonomie  degli  enti locali una competenza  specifica  non
  superabile da norme del Governo nazionale o del Parlamento.
   Si  è aperto anche un dibattito che riguardava la costituzionalità
  della .  Signor  Presidente,  c'è troppa  confusione,  non  si  può
  parlare

   PRESIDENTE. Lei ha ragione  Onorevoli colleghi, vi prego  di  fare
  silenzio perché non si sente nulla

   MAIRA.  Signor  Presidente, io annuncio il  mio  voto  favorevole;
  vorrà  dire  che  mi abituerò a portare degli scritti,  che  magari
  leggerò e poi depositerò agli atti. Così non si può lavorare

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Maira.

   MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, intervengo intanto per  stigmatizzare
  le ulteriori scorrettezze che quest'Aula oggi sta vivendo.
   Lei non ha ammesso ulteriori emendamenti sulla materia, ma non per
  difendere il testo, perché lei aveva già deciso - non si  è  capito
  bene  con  chi  -  cosa si doveva approvare questa sera.  Questo  è
  gravissimo   Lei  nelle norme della Province ha fatto  inserire  un
  comma   -   gravissimo    -   che  riguarda   l'abrogazione   delle
  incompatibilità.  Lasciamo perdere di chi,  ma  nella  legge  delle
  province   da  un  lato  dichiara  inammissibili  gli  emendamenti,
  dall'altro lei sceglie la materia che può andare dentro un  disegno
  di  legge  ed  entra  a gamba tesa facendo approvare  l'abrogazione
  delle   incompatibilità   che  riguardano  i  cosiddetti    primari
  ospedalieri o convenzionati .
   Questo è bene che l'Aula lo sappia  E' bene che l'Aula sappia  che
  c'è  stata una scelta scellerata sulla testa dei deputati senza che
  nessuno  ne  sapesse nulla, almeno così si dice,   e  nello  stesso
  tempo  la  violazione è quella di averlo ammesso con un emendamento
  che  riguarda completamente altra materia  Quindi, violazione nella
  violazione
   Io  naturalmente  farò tutto quello che mi è possibile  perché  in
  Aula non ci possiamo esprimere, il Regolamento lei lo calpesta, non
  gliene  frega niente,  va avanti come un treno  Spero di difendermi
  ora   parlando con il Presidente dell'Assemblea e dicendo, appunto,
  che un deputato non può assolutamente difendere le sue prerogative.
   Nel  merito, e parlo sotto il profilo politico, se si  è  arrivati
  oggi  ad un accordo, come voi dite, politico, delle forze politiche
  proprio  su  questo emendamento che è scellerato per i motivi   che
  hanno  illustrato anche i miei colleghi, che si è  arrivati  ad  un
  accordo    sull'abrogazione   di   un   articolo   che    prevedeva
  incompatibilità, ma come chiedete la mozione di sfiducia domani con
  chi  vi accordate oggi? Con quale criterio? Qual è il criterio  che
  oggi vi accordate e domani volete mandare a casa quello con cui  vi
  accordate  Ma con quale criterio  Cos'è una nuova politica  questa
  Un nuovo modo?
   Io mi svincolo da questo modo di agire  .

   CORDARO. E' il modello Lombardo

   MANCUSO.  Sarà forse il modello Lombardo che è un modello vincente
  a  questo punto  Forse, è un modello vincente  Oggi, si accorda con
  chi domani lo deve fucilare  Che politica è  Ma che modo è
   Allora,  rispetto a questo un po' di coerenza, che  è  quella  che
  rimane.
   Lei continua a fare l'uomo di parte su quella sedia, faccia quello
  che  crede,  faccia anche l'accordo politico con chi  crede  e  poi
  continui  con  questo modo di fare, di atteggiarsi  in  quest'Aula,
  colpendo  anche chi si sta sacrificando ad azioni diverse  rispetto
  alle incompatibilità.
   Per  quanto  mi  riguarda, se avrò la fortuna,  chiederò  il  voto
  segreto  finale  su questo disegno di legge e speriamo  che  l'Aula
  voti con grande coscienza la bocciatura di questo disegno di legge.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è   difficile,
  veramente  c'è  una  confusione  incredibile,  dicevo  è  difficile
  esprimere la sorpresa che proviamo, signor Presidente, rispetto  ad
  una  norma che avremmo potuto approvare serenamente, ma trovare che
  all'interno  di una norman che si poteva discutere serenamente,  si
  parla  incredibilmente  di  incompatibilità,  rimettendo  in  gioco
  convenzionati  e primari, in un momento in cui tra l'altro  proprio
  l'UDC  ha  denunciato tutta una serie di manovre  poco  chiare  sui
  concorsi per i primariati, è incredibile ed indecoroso che si ponga
  questa norma.
   Tra   l'altro,  vorrei  ricordare  che  proprio  per   un   nostro
  intervento,   molto  forte, la provincia  di  Agrigento  ha  dovuto
  ritirare  il suo programma, ha dovuto cambiare metodo nella  nomina
  dei primari, perché incredibilmente si era stabilito con una norma,
  che dovrebbe essere rivista, che il colloquio vale più dei titoli.
   Allora,  mentre si discute di queste questioni, signor Presidente,
  e  se  ne  discute  con  serietà  ed  impegno,  incredibilmente  ci
  ritroviamo   con   un   emendamento  che,  purtroppo,   è   passato
  inosservato, a quanto pare, e le chiedo di ritirare la norma  e  di
  ripresentarla in maniera chiara e comprensibile a tutti,  viceversa
  voteremo contro.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, io prima avevo parlato di un  vulnus
  a  tutta la procedura, lo so che la procedura, difficilmente, viene
  rispettata  in  quest'Aula, però parlare di un atto  di  banditismo
  istituzionale è dir poco.

   PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, stia attento ai termini  che  usa
  nei confronti dell'Istituzione parlamentare altrimenti le tolgo  la
  parola.

   ARDIZZONE.  Ribadisco  atto  - poi me la toglie  la  parola  -  di
  banditismo istituzionale.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ardizzone, le do un  primo  avvertimento  a
  rientrare nei termini previsti per un'Aula parlamentare.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, nei termini e comportamenti  che  si
  dovrebbero  tenere in quest'Aula da parte delle massime Istituzioni
  e, in primo luogo, da parte del Presidente dell'Assemblea.
   Signor  Presidente, non richiami i miei comportamenti, lei  questo
  non lo può dire.

   PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, le do un secondo avvertimento.

   ARDIZZONE. Da domani in questa Sicilia, che ha bisogno  di  medici
  che  si occupano di sanità, di primari che stiano nei reparti,  che
  cosa abbiamo fatto: abbiamo liberalizzato le candidature, si tratta
  di questo  Abbiamo abrogato tutte le incompatibilità.
   Quindi,  si abbia un po' di coraggio, facciamo una norma, rinviamo
  tutto  in  Commissione, una Commissione cui tutti  i  gruppi  siano
  presenti.
   Gradirei  sapere  quale sia la posizione del  Governo  proprio  su
  questa  norma.  Non ci trinceriamo poi dietro al discorso  che  c'è
  l'unanimismo  in Commissione, noi del gruppo parlamentare  UDC  non
  c'eravamo.
   Noi   siamo  per  una  incompatibilità  piena  fra  il  ruolo   di
  amministratore   e   di  primario,  di  dirigente   delle   aziende
  ospedaliere,  lo  abbiamo sempre ribadito ai  colleghi  che  questa
  norma  è  stata apposta con furbizia nell'ambito di una  disciplina
  che doveva riguardare la riforma delle province, noi diciamo che  è
  proprio  questo  quello  che è interessato  ed  è  chiaro  che  noi
  preannunciamo la richiesta di voto segreto su questa norma.
   Apriamo   tutti   gli  occhi   Ma  soprattutto   gradirei   sapere
  espressamente  cosa  ne  pensa  il  Governo  di  questa  norma  che
  liberalizza  le candidature dei primari, dei dirigenti ospedalieri.
  E'  questo quello che vuole la Sicilia? O è questo quello che vuole
  qualche   parlamentare   perché  ha  qualche    sindaco   primario,
  dirigente,  che sta scaldando i muscoli, diciamoci la  verità.  Poi
  ognuno  si  assume la propria responsabilità dinnanzi ai siciliani,
  ma  soprattutto dinnanzi alla propria coscienza, iniziando da  lei,
  onorevole Formica.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  perché  faccio ammenda, da sottoscrittore dell'emendamento, di  non
  avere sostanzialmente maturato il convincimento che ha esposto,  in
  corso  di intervento, l'onorevole Leontini che credo  abbia ragione
  in  quel  passaggio  in cui ritiene che, se è vero  che  c'è  stata
  deroga per Caltanissetta, uguale deroga potrebbe maturare anche per
  la provincia di Ragusa.
   Confesso  che  oggi,  non  avendo  Grande  Sud  componenti  in   I
  Commissione e, avendo partecipato soltanto all'incontro  presso  la
  stanza  del  Presidente  dell'Assemblea, in seguito  agli  incontri
  avuti  per  approfondire  il testo, faccio  ammenda  di  non  avere
  compreso  a  pieno il significato, pertanto intervento affinché  si
  tenti,   anche  con  l'articolo 117,  di  riparare  al  guasto  che
  riguarda  questa  deroga  che  viene consentita  per  il  consiglio
  provinciale  di Caltanissetta - e mi sta bene -  ma  che  così  non
  accadrebbe  per quello di Ragusa fino alla formazione  della  nuova
  amministrazione.
   Invito,  pertanto, il Governo, la Commissione, l'Aula  a  valutare
  questa possibilità per evitare questa differenza di comportamento.
   Per  quanto  riguarda, invece, il punto al comma 4 - e  in  questo
  vorrei  che  in  questo momento di confusione anche  l'Aula  e  gli
  Uffici  mi  rispondessero  -  credo che  questa  norma,  a  livello
  nazionale, sia già pienamente vigente, quindi, in questo contesto è
  la Sicilia l'eccezione.
   Se  è  così,  credo che sia giusto adeguarci alla norma nazionale,
  anche  perché,  se questa limitazione era del medico ospedaliero  e
  non   del  convenzionato,  maggiore  può  essere  l'influenza   del
  convenzionato nei comuni sotto 28 mila abitanti rispetto ai  comuni
  oltre i 28 mila abitanti.
   Quindi,  sotto questo profilo, non ho nulla da eccepire  a  questa
  norma,  capisco  la preoccupazione dei colleghi, conoscendo  alcune
  abitudini di altri soggetti, a partire dal Governatore, per  quanto
  riguarda tutto questo, ma, al di là di questo aspetto, credo che la
  norma  sia  ossequiosa  di  un principio  di  carattere  nazionale.
  Ripeto,   su  questo  nessuna  osservazione  ed  inviterei,   però,
  l'Ufficio,   per   quanto  riguarda  la  questione   dei   consigli
  provinciali, di operare uguale deroga anche per Ragusa.

   POGLIESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi, credo che sia doveroso intervenire  su  questo
  disegno di legge che tratta una tematica su cui si è registrata nel
  passato,  in  quest'ultimo anno in particolare,  grande  demagogia,
  grande qualunquismo e credo anche grande ipocrisia. Chi vi parla si
  è sempre schierato a sostegno di una tesi sulla riduzione dei costi
  della  politica,  di  contenimento della spesa complessiva,  lo  ha
  fatto nel passato, lo fa con maggiore insistenza oggi, poiché credo
  sia  ancor  più  doveroso, in un contesto di vacche  magre,  in  un
  contesto  di  crisi  economica  che attraversa  trasversalmente  la
  nostra economia, che attraversa trasversalmente gli enti locali, ma
  ritengo  che su  questa tematica, quella delle province,  sia  data
  grande dimostrazione di ipocrisia e di qualunquismo.
   Si sono esternate alcune prese di posizione in questi ultimi mesi,
  si  è parlato di creare liberi consorzi fra Comuni, lo ha fatto  il
  Governo  regionale,  tutto  ciò avrebbe comportato  la  paradossale
  situazione  di  registrare la cancellazione  di  nove  province  in
  Sicilia  e  la  contestuale creazione di  una  trentina  di  liberi
  consorzi che avrebbe comportato un aggravio di spesa e che  avrebbe
  comportato, altresì, il caos organizzativo.
   Si è parlato, altresì, di cancellazione delle province con profili
  di   illegittimità   costituzionale,  come  è  stato   puntualmente
  certificato da autorevoli esponenti del mondo accademico.
   Ecco,  quindi, perché credo che la strada imboccata sia  corretta,
  attraverso  questa strada si può arrivare all'approvazione  di  una
  legge  che  possa portare la Sicilia a battistrada di  un  percorso
  nazionale  assolutamente equilibrato, che prevede la riduzione  dei
  costi,  anche degli organi di governo delle province regionali,  ma
  che  prevede, altresì, il mantenimento delle province  regionali  e
  che prevede - quello che mi auguro, che auspico, caro Presidente  -
  anche   l'eliminazione   di  alcuni  enti   di   sottogoverno   che
  rappresentano la vera anomalia del sistema politico istituzionale e
  con  il  contestuale affidamento delle competenze di questi  organi
  eliminati alle province regionali.
   Per tali motivi ritengo che questa sia la strada più corretta e mi
  auguro che il Parlamento approvi questo disegno di legge.


   Presidenza del vicepresidente Formica


      Votazione finale del disegno di legge «Norme concernenti le
      funzioni e gli organi di governo delle province regionali.
     Disposizioni transitorie» (nn. 860-812-767-772-825-837-841/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
  nn. 860-812-767-772-825-837-841/A «Norme concernenti le funzioni  e
  gli  organi  di  governo  delle  province  regionali.  Disposizioni
  transitorie».

   ADAMO.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE. Vediamo se la richiesta è appoggiata.

   CRACOLICI. Ma se ci sono state le dichiarazioni di voto,  come  si
  chiede il voto segreto?

   PRESIDENTE. Lo stanno chiedendo altri, onorevole Cracolici.  Nulla
  quaestio. C'è una richiesta di voto segreto, dobbiamo verificare se
  è appoggiata.
   Non  essendo  la  richiesta appoggiata a termini  di  Regolamento,
  indìco la votazione per scrutinio palese nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:   Arena,   Bosco,  Buzzanca,  Calanducci,   Campagna,
  Cappadona,  Caputo,  Caronia, Cascio Salvatore, Colianni,  Cordaro,
  Cracolici, Cristaudo, Currenti, D'Agostino, D'Aquino, Di Benedetto,
  Digiacomo,  Di  Guardo,  Di  Mauro,  Faraone,  Federico,   Ferrara,
  Fiorenza,   Galvagno,   Gennuso,  Gentile,  Giuffrida,   Gucciardi,
  Laccoto,  Leanza  Nicola, Leontini, Limoli, Lo  Giudice,  Lombardo,
  Maira,  Marinello,  Marrocco, Marziano,  Minardo,  Mineo,  Musotto,
  Nicotra,   Oddo,  Panarello,  Panepinto,  Parlavecchio,   Picciolo,
  Pogliese,   Raia,   Rinaldi,  Romano,  Scoma,  Speziale,   Termine,
  Torregrossa, Vinciullo.

   Votano  no: Adamo, Ammatuna, Ardizzone, Dina, Donegani, Incardona,
  Lentini, Mancuso, Ragusa, Savona.

   Si astengono: Beninati, Bufardeci, Mattarella.

   Sono in congedo: Aricò, Cimino, De Benedictis, Forzese, Scammacca.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti          71
   Votanti            70
   Maggioranza        36
   Favorevoli          57
   Contrari            10
   Astenuti            3

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 6 marzo  2012,
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


  I   - Comunicazioni

  II     -   Discussione  sulla  relazione  per  l'anno  2010  della
   Commissione  parlamentare di inchiesta e vigilanza  sul  fenomeno
   della mafia in Sicilia, approvata ai sensi dell'art. 7, comma  1,
   della legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4

             Relatore: on. Speziale

  III    -   Discussione  sulla  relazione  per  l'anno  2011  della
   Commissione  parlamentare di inchiesta e vigilanza  sul  fenomeno
   della mafia in Sicilia, approvata ai sensi dell'art. 7, comma  1,
   della legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4

             Relatore: on. Speziale

  IV    - Comunicazioni del Governo sul trasporto pubblico locale  e
   sui collegamenti con le Isole minori

                   La seduta è tolta alle ore 17.46

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
                            alle ore 19.30

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

         ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO   DI  LEGGE  NN.  860-812-767-772-825-837-841/A  -    NORME
  CONCERNENTI  LE  FUNZIONI E GLI ORGANI DI  GOVERNO  DELLE  PROVINCE
  REGIONALI - DISPOSIZIONI TRANSITORIE .

     All'articolo 1 e 2:

  Emendamento 1.50:

   Gli articoli 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:

                                Art. 1
      Norme concernenti le funzioni e gli organi di governo delle
                          province regionali.

   1.   Nel   quadro  di  un  riassetto  complessivo  delle  funzioni
  amministrative  spettano  alle  province  regionali   funzioni   di
  indirizzo  e  di  coordinamento delle  attività  dei  comuni  nelle
  materie  e  nei  limiti indicati con legge regionale  entro  il  31
  dicembre 2012.
   2.  Con la legge di cui al comma 1 si procederà al riordino  degli
  organi di governo delle province regionali, assicurando che da tali
  disposizioni derivino significativi risparmi di spese per  il  loro
  funzionamento.  La  legge  individua gli organi  di  governo  della
  provincia regionale e disciplina la loro composizione e le modalità
  di   elezione.  La  composizione  degli  organi  collegiali   viene
  determinata  in rapporto alla popolazione residente e  comunque  in
  misura tale da garantire una riduzione di almeno il 20% rispetto ai
  limiti previsti dalla legislazione vigente.
   3. Agli organi provinciali che devono essere rinnovati entro il 31
  dicembre 2012, fatta eccezione per quelli in carica la cui scadenza
  naturale  è  prevista in data successiva, si applica,  sino  al  31
  marzo  2013,  l'articolo 145 dell'ordinamento amministrativo  degli
  enti  locali (D.L.P. 6/55) approvato con legge regionale  15  marzo
  1963,  n.  16  e successive modifiche ed integrazioni.  Gli  organi
  provinciali  che  devono  essere rinnovati  successivamente  al  31
  dicembre  2012  restano  in  carica fino  alla  scadenza  naturale.
  Decorsi i termini di cui al primo periodo e al secondo periodo,  si
  procede all'elezione dei nuovi organi provinciali.
   4.  L'articolo 15 della legge regionale 24 giugno1986,  n.  31,  è
  abrogato.

                                Art. 2.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.
   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.