Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 328 di martedì 06 marzo 2012
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PARLAVECCHIO,  segretario f.f., dà lettura  del  processo  verbale
  della  seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9 del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico  che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art 127) sono effettuate mediante  procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Barbagallo è in congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Scoma  è  in  missione,  per
  motivi istituzionali, dal 6 all'8 marzo 2012.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposta scritta ad interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che è pervenuta la  risposta  scritta  alla
  seguente interrogazione:

   - da parte dell'Assessore per il Territorio e l'Ambiente:

   N. 2264 - Chiarimenti in ordine ai contenuti dei piani di utilizzo
  delle aree demaniali marittime.
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2455  -  Immediata  erogazione delle  risorse  destinate  alle
  autonomie locali per l'anno 2012.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Economia
   Firmatario: Falcone Marco

   N.     2456    -    Chiarimenti    sull'utilizzo    delle    nuove
  apparecchiature presso l'ospedale Basso Ragusa di Militello in  Val
  di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario:Falcone Marco

   N.  2457  -  Provvedimenti  conseguenti all'esclusione  di  alcune
  associazioni  o complessi bandistici dal piano di ripartizione  dei
  contributi di cui alla legge regionale 10 dicembre 1985, n. 44, per
  l'anno 2011.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Ardizzone Giovanni

   N.  2458  -  Chiarimenti sulla gestione del  settore  'danza'  nel
  Teatro Massimo Bellini di Catania.
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Raia Concetta

   N.  2459 - Chiarimenti sulla mancata attribuzione dello status  di
  comune montano a Ragalna (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  2460  -  Chiarimenti  sulla  mancata  liquidazione  di  quanto
  spettante alla ditta Davì-Scarfi per ritrovamenti archeologici.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2461 - Notizie sulla mancata assunzione dei lavoratori precari
  della Multiservizi s.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore

   N. 2466 - Notizie sulla nomina delle 'commissioni invalidi' presso
  l'ASP di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Lentini Salvatore

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in commissione:

   N. 2467 - Chiarimenti sull'applicazione in Sicilia della normativa
  in  materia  di  soppressione della figura del  direttore  generale
  negli enti locali.
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Galvagno Michele

   L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo  e  alla
  competente Commissione.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2462  -  Notizie sui tempi di costituzione e sulla operatività
  della nuova società consortile Beni culturali nell'ambito del piano
  di riordino regionale delle società partecipate.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Scoma Francesco

   N.  2463  - Revoca del provvedimento di trasferimento dell'addetto
  stampa dell'Azienda sanitaria provinciale di Ragusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Leontini Innocenzo; Ammatuna Roberto

   N.  2464 - Notizie in merito alla pubblicazione del manuale  'Vini
  dell'Etna   2012'   nell'ambito   del   progetto   'Innovazione   e
  valorizzazione della filiera vitivinicola siciliana'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N.  2465 - Interventi urgenti per garantire l'erogazione del buono
  socio-sanitario 2012.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Salute
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero   352    Iniziative  al  fine  di  sbloccare   le   risorse
  comunitarie,  sostenere le imprese e favorire nuove opportunità  di
  lavoro  produttivo , degli onorevoli Barbagallo, Lupo,  Galvagno  e
  Mattarella, presentata il 28 febbraio 2012;

   numero  353  Iniziative volte a scongiurare i previsti tagli  alla
  scuola  e  per l'approvazione in tempi brevi di una legge  organica
  sul   diritto  allo  studio ,  degli  onorevoli  Barbagallo,  Lupo,
  Galvagno e Mattarella, presentata il 28 febbraio 2012;

   numero  354   Interventi  volti  ad  accelerare  la  realizzazione
  dell'autostrada  Siracusa-Ragusa-Gela , degli  onorevoli  Federico,
  Minardo, Digiacomo e Calanducci, presentata il 29 febbraio 2012;

   numero  355   Misure  urgenti  a  sostegno  dell'emittenza  locale
  durante  il processo di transizione dal sistema analogico a  quello
  digitale  terrestre ,  degli onorevoli Colianni,  Arena,  Romano  e
  Federico, presentata il 29 febbraio 2012;

   numero  356  Iniziative, anche a livello centrale, atte a favorire
  il  credito agevolato e la ripresa produttiva delle piccole e medie
  imprese  siciliane , degli onorevoli Fiorenza, Colianni, Musotto  e
  D'Agostino, presentata il 29 febbraio 2012.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

            Comunicazione relativa alla mozione numero 345

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  a  seguito  dell'approvazione,  nella
  seduta  n. 326 del 28 febbraio 2012, dell'ordine del giorno n.  639
   Delucidazioni  ed  adozione di opportune  misure  in  ordine  alla
  società  'Sicilia e-Servizi s.p.a.' , è da intendersi assorbita  la
  mozione n. 345, presentata dall'onorevole Leontini ed altri in data
  21 febbraio 2012, di contenuto pressoché identico.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di nuova denominazione di Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che:

   con  nota,  pervenuta  il  5  marzo  2012  e  protocollata  al  n.
  2296/AULAPG  di  pari  data, l'onorevole Francesco  Musotto,  nella
  qualità  di  Presidente del Gruppo parlamentare  Movimento  per  le
  autonomie , ha comunicato che lo stesso  Gruppo ha mutato l'attuale
  denominazione in  MPA Movimento per le Autonomie - Alleati  per  il
  Sud , allegando il relativo simbolo con annessa descrizione;

      con  nota,  pervenuta  alla  Presidenza  l'1   marzo  2012    e
  protocollata al n. 2329/AULAPG del 6 marzo successivo,  l'onorevole
  Raimondo Maira, nella qualità di Presidente del Gruppo parlamentare
   I  Popolari  d'Italia Domani  (PID), ha comunicato che  lo  stesso
  Gruppo  ha  mutato  l'attuale denominazione  in    PID  -  Cantiere
  Popolare .

   L'Assemblea ne prende atto.

   fenomeno della mafia in Sicilia (Doc.VIII)

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Discussione sulla relazione per l'anno 2010 della Commissione
   parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in
     Sicilia, approvata ai sensi dell'art. 7, comma 1, della legge
              regionale 14 gennaio 1991, n. 4 (Doc. VII)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  sulla  relazione  per l'anno  2010  della  Commissione
  parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della  mafia  in
  Sicilia,  approvata  ai sensi dell'art. 7,  comma  1,  della  legge
  regionale 14 gennaio 1991, n. 4 (Doc. VII).
   Invito  i componenti la Commissione Antimafia a prendere posto  al
  banco delle Commissioni.
   Ha  facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Speziale, per svolgere la relazione.

   SPEZIALE,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  come stabilito dal Regolamento interno, la Commissione
  Antimafia  è  tenuta,  ogni anno, a predisporre  una  relazione  da
  sottoporre  alla  valutazione  e alla  discussione  del  Parlamento
  siciliano.  Per  la  verità, questa prassi si  era  interrotta  per
  alcuni  anni,  sotto la mia presidenza e grazie al  contributo  dei
  colleghi della Commissione Antimafia è stata ripresa.
   Per cui, mi permetterete di leggere la relazione della Commissione
  sul  fenomeno della mafia in Sicilia, in modo tale che, mi  auguro,
  si  possano aprire discussioni e spunti circa l'attività  svolta  e
  circa   l'attività  che  nello  scorcio  finale  della  legislatura
  possiamo continuare a svolgere.
   La Commissione d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in
  Sicilia, istituita ai sensi della regionale 14 gennaio 1991, n.  4,
  nell'anno 2010, è stata impegnata in attività complesse volte  alla
  verifica     dell'efficacia    di     normative     di     settore,
  all'approfondimento scientifico della fenomenologia della  mafia  e
  alla  realizzazione  di interventi concernenti  la  modifica  della
  legislazione nazionale e regionale di settore.
   Ha quindi proceduto ad un'attenta verifica dei risultati raggiunti
  dalle principali leggi di settore della Regione: la legge regionale
  20  novembre  2008,  n.  15   Norme di contrasto  alla  criminalità
  organizzata  e la legge regionale 13 settembre 1999, n.  20   Nuove
  norme  in  materia di interventi contro la mafia  e  di  misure  di
  solidarietà  in  favore  delle  vittime  della  mafia  e  dei  loro
  familiari .
   E'  stata inoltre analizzata un'interessante correlazione  tra  la
  presenza  della  Commissione negli enti locali  per  promuovere  la
  conoscenza  delle  disposizioni della  suddetta  legge  e  la  loro
  efficacia nelle realtà visitate.
   La  Commissione ha proceduto alla realizzazione di audizioni volte
  ad approfondire tematiche di particolare interesse o casi segnalati
  da denunce circostanziate, principalmente ma non esclusivamente nel
  settore dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
   Ha  deliberato  l'adozione di un Protocollo di  legalità  relativo
  alle   energie   alternative  volto  a  limitare  i  tentativi   di
  infiltrazione mafiosa nel comparto.
   Ha  proseguito  l'intenso lavoro degli anni  precedenti  sui  beni
  confiscati.  Si  è  anche  occupata  di  specifici  casi   ritenuti
  emblematici  per  la  lotta alla mafia, come  quello  dell'ex-feudo
  Verbum  Caudo , promuovendo incontri istituzionali che  sono  stati
  fondamentali al fine di risolvere la questione tramite  un  accordo
  poi intercorso tra le parti.
   Ha  organizzato  un importante convegno presso la Sala  gialla  di
  Palazzo   dei  Normanni  su   Gestione  e  destinazione  dei   beni
  confiscati     alla    criminalità    organizzata:    problematiche
  applicative ,  a  cui hanno partecipato autorevoli esponenti  della
  politica  regionale,  della magistratura  e  delle  amministrazioni
  statali  e  regionali;  durante  l'incontro  sono  state  formulate
  proposte volte a migliorare la normativa regionale antimafia e sono
  emerse  alcune criticità relative alle competenze di  molti  comuni
  siciliani nella gestione dei beni immobili confiscati.
   La  Commissione,  d'intesa  con la Presidenza  dell'Assemblea,  ha
  istituito due sottocommissioni d'indagine: la  Sottocommissione  di
  indagine  sugli  eventuali  rapporti  tra  il  settore  bancario  e
  attività connesse al fenomeno mafioso, in  particolare al racket  e
  all'usura   e  la  Sottocommissione d'inchiesta sui condizionamenti
  della  criminalità  organizzata  nei  finanziamenti  comunitari  al
  comparto agricolo siciliano .
   Sulla  base di un documento approvato dalla Commissione  nazionale
  antimafia  e  nell'ottica  di dare una  risposta  alle  istanze  di
  moralizzazione  della  pubblica  amministrazione,  ha  discusso  ed
  elaborato  uno schema di disegno di legge finalizzato ad introdurre
  nuove  cause ostative alla nomina o di decadenza per alcune cariche
  politiche e dirigenziali.
   La  Commissione,  nel  corso del 2010, ha tenuto  quindici  sedute
  plenarie in sede, l''Ufficio di presidenza si è riunito 6 volte  (3
  volte  fuori sede), le Sottocommissioni si sono riunite otto volte.
  Le audizioni svolte dalla Commissione e dalle Sottocommissioni sono
  state  particolarmente significative, tra le quali possiamo  citare
  quelle del direttore regionale della Banca d'Italia, dott. Giuseppe
  Sopranzetti e dell'amministratore delegato di Unicredit-BDS,  dott.
  Roberto Bertola.
   La  Commissione ha quindi proceduto alla verifica delle  leggi  di
  settore.
   La  legge  regionale 20 novembre 2008, n. 15   Norme di  contrasto
  alla criminalità organizzata
   votata  all'unanimità dall'ARS, è stata il frutto di un attento  e
  approfondito  lavoro svolto dalla Commissione regionale  antimafia.
  Autorevolissime  autorità istituzionali l'hanno indicata  come  una
  legge innovativa ed efficace e alcune disposizioni legislative  ivi
  presenti  sono state inserite nella recente legislazione  nazionale
  antimafia,  ad  esempio  quelle  relative  alla  tracciabilità  dei
  pagamenti nel settore degli appalti. Pur tuttavia non possiamo fare
  a  meno  di  notare  che il ridimensionamento dei finanziamenti  di
  alcuni  capitoli  di  spesa  per  l'anno  2010/2011  e  la  mancata
  emanazione  di alcuni regolamenti attuativi ne hanno inficiato,  in
  alcune parti, l'efficacia.
   La  possibilità di istituire nelle scuole primarie e secondarie di
  primo  grado dei corsi di legalità, come previsto dall'articolo  1,
  nel  primo anno di applicazione della legge, è stata accolta  molto
  favorevolmente  da  parte  degli  istituti  scolastici   regionali.
  Purtroppo,  nella  legge  di  bilancio  per  il  2010,  i  fondi  a
  disposizione sono stati azzerati, rendendo in tal modo  impossibile
  continuare  e  sviluppare  il percorso  formativo  iniziato  l'anno
  precedente.
   Una  delle disposizioni legislative più importanti della  legge  è
  senza dubbio quella relativa alla concessione di contributi per gli
  imprenditori che denunciano richieste estorsive. Nel primo anno  di
  applicazione  la suddetta norma ha favorito la presentazione  di  8
  denunce  all'autorità  giudiziaria  ed  il  conseguente  rinvio   a
  giudizio dei presunti estortori .
   Tuttavia,  a  fronte di un cospicuo stanziamento  finanziario  per
  l'anno  2009/2010,  si è registrato un fortissimo ridimensionamento
  per  il  2010/2011  che indubbiamente, se riconfermato  negli  anni
  avvenire, ne indebolirà l'operatività.
   L'obbligo  di  costituzione  di parte  civile  della  Regione  nei
  processi  di mafia, prevista dall'articolo 4, ha avuto  un  impatto
  significativo, almeno da un  punto di vista simbolico, nella  lotta
  alla criminalità organizzata. Ai sensi del suddetto articolo 4,  la
  Giunta regionale ha deliberato la costituzione di parte civile  per
  quattro volte.
   La  razionalizzazione  delle spese per  il  rimborso  delle  spese
  legali  per la costituzione di parte civile, prevista dall'articolo
  12,  andrà  pienamente a regime negli anni a  venire,  tuttavia  un
  primo  dato  è  degno  di segnalazione: nel  2009  lo  stanziamento
  regionale nel Fondo di riferimento ammontava a 2 milioni  300  mila
  euro,  nei  primi 6 mesi del 2010 è stato ridotto a 400 mila  euro,
  generando  in tal modo un significativo risparmio per  il  bilancio
  regionale.
   Voglio  comunque qui fare una ulteriore precisazione ed invito  il
  Governo, tramite l'assessore Pier Carmelo Russo,  a porre la dovuta
  attenzione. Mi viene segnalato da più parti che la Giunta regionale
  non  sempre  ottempera all'obbligo normativo di  costituirsi  parte
  civile  in  tutti  i processi di mafia. Sarebbe necessario  che  da
  parte   del   Governo  ci  sia  una  attenta  valutazione   attorno
  all'applicabilità della norma e ci si muova affinché la norma possa
  essere resa applicabile in tutti i processi di mafia.
   La  legge  regionale  13 settembre 1999, n. 20,   Nuove  norme  in
  materia di interventi contro la mafia e di misure di solidarietà in
  favore delle vittime della mafia e dei loro familiari  è una  legge
  complessa   finalizzata  al  sostegno  delle   realtà   associative
  impegnate  nel  contrasto  alla  criminalità  organizzata  e   alle
  relative vittime.
   Tra  le  disposizioni più rilevanti annoveriamo i contributi  alle
  associazioni  e  alle  fondazioni  impegnate  nel  contrasto   alla
  criminalità organizzata. Molte associazioni antiracket e  antiusura
  sono state fondamentali nell'aiutare gli imprenditori ad affrontare
  le  problematiche causate dall'azione della mafia  e,  allo  stesso
  tempo, sono state di grande aiuto per diffondere una cultura  della
  legalità all'interno della società siciliana.
   Le   associazioni  antiracket  operanti  in  Sicilia   che   hanno
  beneficiato dei contributi regionali ai sensi dell'articolo 17 sono
  state,  nel  2009,  trentacinque. Pur tuttavia,  risulta  evidente,
  nell'ottica  di una razionalizzazione delle spese, la necessità  di
  sostenere finanziariamente soprattutto quelle strutture associative
  che  sono  state  realmente attive e operative nel  contrasto  alla
  criminalità  organizzata. Un possibile metro  di  giudizio  atto  a
  valutare  l'efficacia  della loro azione  sul  territorio  potrebbe
  essere  dato dalla costituzione di parte civile nei processi contro
  la  criminalità  organizzata e la mafia. Secondo i dati  in  nostro
  possesso,  sono  12  le  strutture  associative  che  si  sarebbero
  costituite, negli ultimi anni, parte civile nei processi per  reati
  collegabili alla mafia.
   Da un'analisi complessiva della legge si è inoltre evidenziata una
  sovrapposizione  tra i fondi statali e regionali,  ad  esempio  nel
  delicato settore dei contributi alle vittime del terrorismo e della
  mafia,   ma   anche  relativamente  ai  requisiti   necessari   per
  l'assunzione  presso pubbliche amministrazioni.  E'  utile,  a  tal
  riguardo,  sottolineare che una parte considerevole  del  Fondo  di
  rotazione  per  la  solidarietà alle  vittime  dei  reati  di  tipo
  mafioso,   previsto   dalla   legislazione   nazionale,   ha    una
  disponibilità finanziaria di gran lunga superiore al Fondo previsto
  per  gli  stanziamenti della Regione, inoltre è  alimentato  con  i
  fondi  provenienti  dalle  confische alla criminalità  organizzata,
  quindi provenienti per la maggior parte dalla Sicilia.
   Conseguentemente, sarebbe auspicabile una razionalizzazione  della
  spesa  regionale  per  le  vittime di mafia  ed  usura,  eliminando
  innanzi  tutto  quei  contributi già  previsti  dalla  legislazione
  nazionale  e  attribuendo un ruolo più attivo all'ufficio  speciale
  per  le  vittime della mafia, soprattutto per quel che concerne  le
  informazioni  alle  vittime  che, in  alcuni  casi,  non  conoscono
  appieno   la  normativa  a  loro  applicabile.  In  tal  modo,   si
  libererebbero cospicue risorse che potrebbero essere  impiegate  in
  nuovi settori ad esempio nella gestione dei beni confiscati.
   E'  stata  analizzata un'interessante correlazione tra le presenze
  della  Commissione negli enti locali, e la conoscenza e l'efficacia
  delle disposizioni della legge regionale 15/08. Alcuni dati sono  a
  tal  riguardo  molto  significativi. A  Catania,  dove  sono  stati
  realizzati  alcuni  incontri dalla Commissione  e  dall'Ufficio  di
  presidenza  con i sindacati e le associazioni di categoria  locali,
  si   sono   registrate  numerose  richieste   di   contributi   per
  l'istituzione  dei laboratori della legalità. Al  contrario,  nella
  provincia  di  Enna,  dove  né  la  Commissione  né  l'Ufficio   di
  presidenza hanno effettuato incontri con i rappresentanti politici,
  istituzionali o economici, non ci sono state richieste per accedere
  ai  contributi previsti dagli articoli 1 e 3. Gli ottimi  risultati
  registrati  dai  comuni  della  provincia  di  Caltanissetta  sono,
  probabilmente,  ascrivibili  agli  innumerevoli  incontri  con   le
  istituzioni e le associazioni locali organizzati dalla Presidenza.
   Bisogna tuttavia precisare che questi dati avrebbero bisogno di un
  campione  più  ampio  e meglio  strutturato   per  essere  definiti
  scientifici,  pur  tuttavia possono sicuramente  rappresentare  una
  linea  di  tendenza che dovrebbe essere maggiormente  sviluppata  e
  analizzata  in futuro, soprattutto focalizzando la reale  efficacia
  della  comunicazione  relativa alle leggi approvate  dall'Assemblea
  regionale siciliana.
   I  risultati della verifica della legge 20/99 hanno evidenziato la
  necessità   di   realizzare  modifiche  normative  finalizzate   ad
  eliminare interventi regionali già previsti dalla normativa statale
  e  di modificare la concessione dei contributi alle associazioni  e
  alle fondazioni secondo criteri meritocratici.
   La  legge  regionale 20 novembre 2008, n. 15 ha  fatto  registrare
  giudizi  molto  positivi  da parte della  società  civile  e  delle
  istituzioni grazie ad alcune innovazioni legislative che, in parte,
  sono  state  anche  prese  a modello dalla  legislazione  nazionale
  antimafia.  Pur tuttavia, non si può fare a meno di notare  che  la
  mancanza  di alcuni regolamenti attuativi e le limitazioni  imposte
  dal  ridimensionamento di alcuni capitoli di  spesa  ne  hanno,  in
  alcune parti, inficiato l'efficacia.
   E'  stato  adottato  un   protocollo di legalità  per  le  energie
  alternative, che come tutti sanno è stato nell'occhio  del  ciclone
  nel  corso  degli  ultimi anni e di una particolare  attenzione  da
  parte delle Forze dell'ordine  della Magistratura.
   Il   settore   degli  insediamenti  produttivi  per   le   energie
  alternative,  grazie alle agevolazioni concesse dalla  legislazione
  nazionale,  è  stato  contraddistinto, negli ultimi  tempi,  da  un
  rilevante   numero   di  imprese  che  hanno   realizzato   ingenti
  investimenti nel settore.
   La   Commissione,  avendo  approfondito  la  tematica,  e  temendo
  infiltrazioni  della  criminalità  organizzata,  ha  approvato   un
  Protocollo  d'intesa che si propone di essere un utile strumento  a
  disposizione delle amministrazioni atto a rendere l'intero comparto
  meno permeabile alle infiltrazioni della mafia.
   Il  predetto  Protocollo, similmente ad altri  già  operativi  nel
  nostro  territorio, è focalizzato su un continuo e intenso  scambio
  di  informazioni tra Prefettura, Assessorato regionale dell'energia
  e  dei  servizi di pubblica e utilità, Questura, Comune  e  impresa
  assegnataria  delle  autorizzazioni per  gli  insediamenti  per  la
  produzione  di energia rinnovabile relativamente agli  appalti,  ai
  sub-appalti,  all'assunzione  del personale  ed  agli  investimenti
  realizzati.
   Tra  le informazioni che l'impresa è obbligata a fornire, ci  sono
  quelle  relative all'impianto produttivo e al personale  incaricato
  di  svolgere  i lavori; inoltre, la stessa impresa, si  obbliga  ad
  acquisire  le informazioni  antimafia  concernenti le  imprese  con
  cui  stabilirà  eventuali  rapporti  relativi  a  subappalti  o   a
  forniture.
   Infine,  al  fine di rendere i controlli più celeri  ed  efficaci,
  l'impresa si impegna a favorire l'esercizio dei poteri ispettivi da
  parte  delle  autorità,  nominando  a  tal  proposito  un  soggetto
  referente per le attività e per le finalità del Protocollo.
   In  sintesi,  il  Protocollo  potrà  essere  un  valido  strumento
  soprattutto per superare le lacune della normativa di settore e  le
  rigidità  burocratiche causate dai riparti  di  competenza  tra  le
  varie amministrazioni.
   La  Commissione si è occupata attivamente della questione dei beni
  confiscati  seguendo  tre direttive. E' un  tema  fondamentale  sul
  quale  penso che dovremmo intervenire sul piano normativo,  innanzi
  tutto,   attraverso  alcuni  incontri  con  autorità  politiche   e
  istituzionali,  ha  esercitato  un'incisiva  azione  al   fine   di
  promuovere  modifiche  ad una legislazione nazionale  (in  continua
  evoluzione) che tende indubbiamente a penalizzare le Regioni  nelle
  assegnazioni degli immobili e delle somme confiscate alla mafia.
   Un   secondo   aspetto  dell'attività  sui   beni   confiscati   è
  l'incessante  impegno  profuso nella risoluzione  di  singoli  casi
  ritenuti particolarmente significativi e simbolici.
   A  tal  riguardo  è  da  segnalare la problematica  dell'ex  feudo
   Verbumcaudo', di Polizzi Generosa, un bene immobile confiscato  al
  noto  mafioso  Michele  Greco al centro di una  lunga  e  complessa
  questione  giudiziaria.  Il  bene  in  questione  era  gravato   da
  un'ipoteca  che  ne rendeva difficile l'assegnazione  per  finalità
  sociali, e l'opposizione dei creditori interessati alla riscossione
  del  credito  vantato  ne stava provocando la  messa  all'asta.  Le
  caratteristiche   geografiche  ed  economiche   di    Verbumcaudo',
  contraddistinto dalla lontananza dai centri urbani  e  quindi  poco
  appetibili   agli  ipotetici  investitori,  nel  caso  di   un'asta
  pubblica, avrebbero potuto favorire una riacquisizione del bene  da
  parte della mafia.
   Oltre a rappresentare un simbolo della sopraffazione mafiosa,  nel
  corso  degli anni, il suddetto feudo  Verbumcaudo' ha rappresentato
  anche  un  problema  di ordine pubblico, come hanno  dimostrato  le
  pesanti  intimidazioni mafiose al sindacalista della CGIL, Vincenzo
  Liarda,  da  sempre impegnato per assegnare il bene  a  cooperative
  chiaramente  lontane  da qualsiasi connivenza con  l'organizzazione
  mafiosa. L'attività della Commissione è stata incisiva, molti  suoi
  componenti  hanno  partecipato attivamente alle  manifestazioni  di
  solidarietà   per  l'assegnazione  dell'ex-feudo  alle  cooperative
  antiracket, contribuendo in tal modo a tenere vivo l'interesse  dei
  media e della pubblica opinione sulla questione. Allo stesso tempo,
  assieme ad alcune istituzioni locali e all'Agenzia nazionale per  i
  beni  sequestrati  e  confiscati alla criminalità  organizzata,  ha
  esercitato   un'opera  di  pressione  politica  e   mediatica   sui
  creditori,  promuovendo incontri con la Pirelli Re, titolare  della
  cartolarizzazione, e con Unicredit, titolare del credito.
   Alla fine di questo difficile percorso, le istituzioni regionali e
  le  banche  sono  addivenute  ad  un  accordo  finalizzato  ad  una
  sostanziale   riduzione  dell'ipoteca,  alla  rateizzazione   della
  stessa,  e  ad  altre  facilitazioni che  hanno  evitato  la  messa
  all'asta  del  bene  e  ne  prefigurano,  in  un  prossimo  futuro,
  l'assegnazione   a  fini  sociali.  Poi  è  stato   successivamente
  assegnato, la relazione si riferisce all'anno 2010.
   La  terza  direttrice  su cui si è mossa la Commissione  è  quella
  dell'approfondimento  scientifico e culturale  della  tematica  dei
  beni confiscati attraverso l'organizzazione di un convegno.
   Il  convegno  sulla   Gestione e destinazione dei beni  confiscati
  alla    criminalità   organizzata:   problematiche    applicative ,
  organizzato  dalla  Commissione, aveva  due  obiettivi  prefissati:
  sensibilizzare   i  rappresentanti  delle  amministrazioni   locali
  sull'importanza  di  superare  le  molte  criticità  relative  alla
  gestione  e  ai  finanziamenti dei beni confiscati e realizzare  un
  confronto  tra  esperti  al  fine di condividere  le  conoscenze  e
  formulare  delle proposte volte a migliorare la normativa regionale
  di settore.
   Gli   scopi   prefissati  sono  stati  pienamente  raggiunti:   la
  partecipazione  dei  rappresentanti degli enti locali  siciliani  è
  stata  numerosa  e  particolarmente  interessata,  i  relatori  del
  Convegno hanno condiviso dati, analisi e proposte che sono state la
  base  dell'elaborazione di un disegno di legge sull'istituzione  di
  un'agenzia   regionale  per  i  beni  confiscati  alla  criminalità
  organizzata.
   I  dati e le analisi diffuse sono state esaurienti e significative
  grazie  soprattutto  all'autorevolezza e alla  professionalità  dei
  relatori. In particolare, sono stati trattati i temi della capacità
  di  spesa  degli enti locali siciliani relativamente  alle  risorse
  messe  a  disposizione dal PON sicurezza 2007/2013,  dell'efficacia
  dei  Consorzi  nella gestione dei beni confiscati,  del  ruolo  dei
  tribunali  di  sorveglianza  nel settore,  delle  esperienze  delle
  cooperative   che  gestiscono  i  patrimoni  confiscati   e   delle
  iniziative,  anche  politiche, finalizzate  alla  razionalizzazione
  della materia de qua.
   La  capacità  di  spesa degli enti locali siciliani  dei  fondi  a
  disposizione   dell'Obiettivo  operativo  2.5  del  PON   Sicurezza
  2007/2013,  relativo  ai beni confiscati, è  insufficiente.  Su  un
  budget  disponibile  di   29.294.813,76, la  Sicilia,  ad  oggi,  é
  riuscita ad impiegare solo 10 milioni 751 mila euro, pari al 37 per
  cento del totale. Come si evince dalla tabella allegata, che elenca
  le capacità di spesa delle regioni dell'obiettivo 1, solo la Puglia
  è riuscita ad utilizzare una percentuale di risorse minore rispetto
  alla   Sicilia.  Dai  dati  riportati  nella  tabella  8,  si  nota
  un'inspiegabile  sperequazione  nella  divisione  dei   fondi:   la
  Sicilia,  regione  dove insiste quasi la metà dei  beni  confiscati
  dell'intero territorio nazionale, è destinataria solamente del  32%
  delle risorse indirizzate alle regioni dell'obiettivo 1
   Nel  corso degli ultimi anni, sono nati Consorzi finalizzati  alla
  gestione dei beni immobili e aziendali confiscati. Alcuni Consorzi,
  supportati  da un apparato burocratico professionale e dall'impegno
  politico  dei  rappresentanti degli enti locali, sono  riusciti  ad
  ottenere risultati considerevoli. Ad esempio, il Consorzio Sviluppo
  e  Legalità  di  San Giuseppe Jato, che riunisce  otto  comuni  del
  palermitano,   è   stato  capace  di  promuovere  la   riammissione
  nell'economia legale di circa 700 ettari di terreni agricoli  e  di
  numerosi fabbricati rurali, utilizzando esclusivamente la selezione
  con procedura ad evidenza pubblica nella scelta delle cooperative e
  delle associazioni incaricate di gestire i beni.
   Queste  ultime  riescono  a fatturare  circa  5  milioni  di  euro
  l'anno, generando un forte volano nell'economia legale in territori
  contraddistinti da un forte radicamento mafioso.
   Purtroppo, non tutte le esperienze dei Consorzi possono registrare
  siffatti  risultati, pur tuttavia alcuni casi possono essere  degli
  esempi  di  best  pratice nell'ottica di un modello sicuramente  da
  sviluppare.
   La  giurisprudenza  promossa  dal Tribunale  di  Palermo  è  stata
  essenziale  al fine di limitare le criticità relative al  sequestro
  dei  beni  appartenenti ad esponenti della criminalità organizzata,
  soprattutto a causa dell'occupazione dei beni da parte di  persone
  legate ai vecchi proprietari.
   Da  un'analisi  sul  numero  di confische  e  sulle   innovazioni
  giurisprudenziali,  la magistratura delle altre province  siciliane
  non  appare  ugualmente produttiva rispetto  a  quella  palermitana
  nella materia de qua.
   Come  evidenziato  da  gran parte dei relatori  del  Convegno,  la
  gestione  a fini produttivi dei beni aziendali confiscati  è  molto
  difficile. Pur tuttavia, alcune cooperative, come   Libera ,  hanno
  registrato numerosi successi ed hanno anche creato un  modello   di
  best practice copiato in altre parti d'Italia e nel mondo.
   Durante  il  Convegno  sono  emerse le  difficoltà  relative  alla
  capacità  da  parte  degli  enti  locali  siciliani  di  realizzare
  strutture  burocratiche efficienti e capaci di dare  risposte  alle
  problematiche inerenti le confische. I dati, acquisiti dall'Ufficio
  speciale per la legalità,  sono a tal riguardo emblematici: su  390
  richieste  rivolte  ai  comuni siciliani  sulla  loro  capacità  di
  affrontare la gestione dei beni confiscati, hanno risposto soltanto
  300  (il  77%).  Di questi, 106 hanno nel proprio  patrimonio  beni
  confiscati,  ma  circa  la metà (60 su 106) ha  dichiarato  di  non
  poterli utilizzare a causa della mancanza di risorse finanziarie da
  destinare  alla riqualificazione degli stessi. Alcuni comuni  hanno
  addirittura  dichiarato di non essere a conoscenza delle  fonti  di
  finanziamento previste, come quella del PON Sicurezza 2007/2013
   Il  problema  dovuto alla mancanza di informazione,  competenza  e
  attenzione  di molti enti locali siciliani è esasperato dall'enorme
  quantità  di  beni sotto confisca: in Sicilia, sono circa  1.821  i
  beni  confiscati  ancora  in gestione al demanio  che  non  possono
  essere assegnati agli enti locali, alle province e alla Regione   a
  causa   di   alcune  criticità  ivi  presenti  (gravami  ipotecari,
  occupazioni  da parte dei prevenuti, azioni giudiziarie,  civili  e
  penali,  pendenti,  immobili in proprietà  indivisa).  Sono  invece
  1.940 i beni già assegnati (di cui circa l'85% assegnato agli  enti
  locali).
   Infine,  l'ultima  problematica  emersa,  è  relativa  all'assurdo
  pagamento  dei canoni che la Regione siciliana paga allo Stato  sui
  beni confiscati locati dalle amministrazioni regionali: nell'ultimo
  decennio i trasferimenti regionali hanno raggiunto la cifra  di  35
  milioni di euro
   Dall'analisi  delle criticità e delle proposte  venute  in  essere
  durante  il  convegno, è emersa la necessità di  creare  un  quadro
  legislativo  regionale capace di supportare  gli  enti  locali  (ma
  anche  le  associazioni del terzo settore) nella  preparazione  dei
  progetti  finalizzati all'assegnazione dei beni  confiscati  e  dei
  finanziamenti  disponibili  (sia  per  quel  che  concerne  il  PON
  sicurezza, ma anche per tutti gli altri Fondi regionali, statali ed
  europei).  A  tal fine la Commissione ritiene necessario  approvare
  una  legge  che  istituisca in tempi brevi un'agenzia  per  i  beni
  confiscati  alla  criminalità organizzata, dotata  di  un  apparato
  burocratico  altamente specializzato e incaricato, tra l'altro,  di
  supportare   enti   locali   e   associazioni   no   profit   nella
  predisposizione  dei  progetti. Si creerebbe  così  un  modello  di
   burocrazia  attiva   con  una mission fortemente  indirizzata  nel
  Sfare  sistema  con gli enti locali al fine di superare le rigidità
  delle  competenze nella gestione produttiva dei beni  confiscati  e
  nell'utilizzo  pieno  ed  esaustivo  dei  contributi  nazionali  ed
  europei.
   Come  già  avevo rilevato la Commissione si è data  due  strumenti
  operativi con due sottocommissioni:
    Sottocommissione  di  indagine sugli eventuali  rapporti  tra  il
  settore  bancario  e  attività  connesse  al  fenomeno  mafioso  in
  particolare al racket e all'usura .
   I  fenomeni di usura e racket rappresentano oggi due problematiche
  che  compromettono  gravemente  il sistema  economico  regionale  e
  nazionale.
   Il  racket  è  una  fattispecie  criminale  saldamente  legata  al
  controllo territoriale e risulta a tutt'oggi uno degli aspetti  più
  rilevanti  del  potere  mafioso. La Sottocommissione  non  ha  però
  trovato connivenze  strutturali  col sistema bancario siciliano, al
  di là di singoli episodi che, ad oggi, sembrano limitati.
   L'usura  invece  è  senza dubbio un fenomeno che  storicamente  ha
  sempre  avuto  connivenze  col  sistema  bancario  e  che  tende  a
  manifestarsi  maggiormente  nelle fasi di  andamento  congiunturale
  sfavorevole (a causa delle improvvise e gravi carenze di  liquidità
  per  le  piccole  e  medie  imprese, ma  anche  per  le  difficoltà
  nell'accesso  al  credito) e nelle realtà dove è  meno  robusto  il
  tessuto  sociale  e minore la presenza di forme  associative  e  di
  solidarietà.
   L'usura,  pur  non  essendo la prima fonte di finanziamento  della
  criminalità   organizzata,   rappresenta   una   componente   molto
  importante della stessa, essenzialmente per due ragioni.  La  prima
  ragione  concerne  il  riciclaggio di denaro   sporco    che  viene
  facilitato  dai  giri d'affari connessi ai prestiti elargiti  dagli
   uomini  d'onore . Il secondo motivo è relativo  al  controllo  del
  sistema economico da parte della criminalità organizzata, controllo
  che  si estende e si diffonde anche grazie all'appropriazione delle
  attività commerciali i cui titolari non riescono a pagare il denaro
  avuto in prestito dall'usuraio.
   La  prima  questione da affrontare è quella relativa al  grado  di
  rischio usura a cui sono sottoposte oggi le imprese siciliane. Come
  ha  confermato  il direttore regionale della Banca d'Italia,  dott.
  Sopranzetti,  durante  un'audizione tenuta dalla  Sottocommissione,
  l'economia della Sicilia, già affetta dai noti problemi strutturali
  tipici  del  Mezzogiorno, non poteva non risentire, nel  corso  del
  2009,  della grave crisi internazionale, crisi che ha provocato  il
  sostanziale arresto dell'economia mondiale (il prodotto mondiale si
  è  contratto  dello 0,6%) e, in Italia, ha registrato  la  peggiore
  flessione  del  PIL dal secondo dopoguerra (oltre il 5%).  Pertanto
  tutti  i principali settori dell'economia isolana hanno registrato,
  nello   scorso   anno,   riduzioni   nei   livelli   di   attività,
  principalmente  nei  settori dell'industria,  dell'edilizia  e  del
  commercio. Inoltre, è da registrare un  altro fattore che rende  la
  Sicilia  sensibile  all'usura:  l'alto  costo  del  denaro,   altra
  questione fondamentale. Purtroppo, in Sicilia esso  risulta  ancora
  troppo dipendente dai costi connessi alla mancanza di legalità  sia
  al livello di criminalità organizzata, sia a livello di criminalità
  comune.  Infine, l'ultimo fattore di rischio-usura, è la  rilevante
  presenza  di  un'economia  sommersa che,  operando  parzialmente  o
  totalmente  nell'illegalità, è soggetta  all'influenza  dei  canali
  finanziamento illeciti.
   Pur  tuttavia, malgrado le suddette criticità, il grado  di  usura
  presente  in Sicilia non sembra maggiore rispetto a quello presente
  in  altre  regioni. Dai dati forniti dalla Banca d'Italia  e  dalla
  SCommissione regionale ABI Sicilia , in Sicilia non c'è  stata  una
  riduzione  nella  concessione del credito e,  inoltre,  risulta  ad
  essere  la  prima regione d'Italia per la crescita degli  impieghi.
  Infine,  i controlli della Banca d'Italia, contrariamente  ai  dati
  registrati  in  altre regioni, soprattutto del Nord  Italia,  hanno
  segnalato  una  bassa percentuale di operazioni bancarie  sospette,
  usualmente legate al riciclaggio di denaro sporco e all'usura.
   In  sintesi, la Commissione rileva la necessità di contrastare  il
  fenomeno  del  racket  e dell'usura in maniera  costante  e  decisa
  rafforzando,   oltre   alle  istituzioni  atte   alla   repressione
  dell'illegalità,  il   sistema  bancario  e  le   associazioni   di
  categoria.
   La  seconda  Sottocommissione è quella relativa all'inchiesta  sui
  condizionamenti  della  criminalità organizzata  nei  finanziamenti
  comunitari al comparto agricolo siciliano
   La  Sottocommissione,  i  cui lavori  sono  ancora  in  corso,  ha
  analizzato alcune criticità relative al sistema agricolo  regionale
  ed  ha proposto, nei limiti di competenza, alcune misure volte alla
  risoluzione delle stesse.
   Durante   alcune   audizioni,  ha  messo  in   luce   un'eccessiva
  farraginosità dell'intera filiera di vendita dei prodotti  agricoli
  siciliani   e   la  necessità  di  semplificarla  e  renderla   più
  trasparente. A tal riguardo, a seguito delle audizioni realizzate e
  tenendo  conto delle competenze regionali nella materia de qua,  la
  Commissione ritiene auspicabile approvare una norma che  renda  più
  trasparente il sistema dei prezzi tramite l esposizione del  doppio
  prezzo  (prezzo  d'acquisto e prezzo di  vendita)  e  con  l'esatta
  provenienza  dei  prodotti agricoli. Una maggiore  trasparenza  dei
  prezzi    e   il   ridimensionamento   della   filiera   produttiva
  diminuirebbero   in   maniera   sostanziale   le   possibilità   di
  infiltrazioni mafiose nel comparto agricolo.
   Durante   i  lavori  della  Sottocommissione  sono  emerse   gravi
  criticità nel coordinamento delle istituzioni (Guardia di  Finanza,
  Corpo  forestale nazionale e regionale, uffici delle dogane,  corpi
  dei  carabinieri  specializzati come  i  NAS,  ecc)  preposte  alla
  repressione  delle  frodi per quello che concerne  l'origine  e  la
  qualità  dei  prodotti. Sarebbe quindi auspicabile la creazione  di
  nuove  sedi  di coordinamento o il rafforzamento delle  stesse,  ad
  esempio   sfruttando  in  maniera  più  proficua  il  ruolo   delle
  prefetture.
   Sulla  base di suggerimenti e conclusioni presenti in un documento
  approvato dalla Commissione nazionale antimafia e nel tentativo  di
  rafforzare  la legalità tramite l'individuazione di strumenti  atti
  ad  impedire contaminazioni nel buon andamento dell'azione politica
  ed  amministrativa regionale e locale, la Commissione ha elaborato,
  ed  intende  riproporre,  a  seguito  di  un  dibattito  serrato  e
  complesso,  il  disegno di legge  Norme in materia di  incarichi  e
  nomine pubbliche .
   Lo   strumento  individuato  a  raggiungere  i  suddetti  fini   è
  l'individuazione della condanna di primo grado (per  alcuni  reati)
  come  causa ostativa e di decadenza per l'accesso o il mantenimento
  delle  cariche di assessore regionale, provinciale e  comunale,  di
  incarichi, consulenze e nomine presso le amministrazioni regionali,
  locali,  le  aziende  sanitarie e gli  enti  sottoposti  a  tutela,
  vigilanza  e  controllo  della Regione.  Le  fattispecie  di  reato
  elencate  nel disegno di legge sono individuate come cause ostative
  o  di  decadenza in quanto ritenute diretta espressione di  crimini
  commessi  dalla  mafia o di crimini, non direttamente  legati  alla
  criminalità organizzata, ma ritenuti talmente odiosi che, venuti in
  essere,    comprometterebbero   il   rapporto   di   fiducia    tra
  amministratori e amministrati.
   Il  suddetto disegno di legge, firmato da alcuni componenti  della
  Commissione   e   approvato   anche   dalla   Commissione    Affari
  Istituzionali , renderebbe senza dubbio la legislazione  regionale,
  relativa   alle  cariche  elettive  e  dirigenziali,   ancora   più
  restrittiva  rispetto  a  quella nazionale, evidenziando  l'impegno
  della   classe   politica  siciliana  verso   una    moralizzazione
  dell'azione amministrativa.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
  649,   di  approvazione  della  relazione  per  l'anno  2010  della
  commissione  parlamentare  di inchiesta e  vigilanza  sul  fenomeno
  della  mafia in Sicilia, approvata ai sensi dell'art. 7,  comma  1,
  della  legge  regionale 14 gennaio 1991, n. 4 (Doc. VII),  a  firma
  degli   onorevoli  Cracolici,  Musotto,  Di  Benedetto,  Gucciardi,
  Romano, Buzzanca e Parlavecchio.
   Comunico, altresì, che tutti i deputati presenti in Aula appongono
  la firma al documento.
   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   isole minori

   Presidenza del vicepresidente Oddo


        Comunicazioni del Governo sul trasporto pubblico locale
                e sui collegamenti con le isole minori

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su richiesta del Governo, motivata
  da  ragioni di salute, e non sorgendo osservazioni, si passa al  IV
  punto  dell'ordine  del  giorno:  Comunicazioni  del  Governo   sul
  trasporto pubblico locale e sui collegamenti con le isole minori.
   Ha  facoltà  di  parlare l'assessore per le  infrastrutture  e  la
  mobilità  per  svolgere le comunicazioni del Governo sul  trasporto
  pubblico locale.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità, Signor Presidente, onorevoli deputati, in questa fase  la
  comunicazione si limiterà all'indicazione delle risorse disponibili
  e  degli interventi deliberati sia dalla Giunta, sia dal Parlamento
  regionale.
   Con  delibera  207  del 2011, la Giunta regionale  di  Governo  ha
  deliberato  di avvalersi della facoltà prevista dall'art.  311  del
  DPR   207/2010,  recante:   Regolamento  di  esecuzione  del  d.lgs
  163/2006   e, in particolare, di ridurre nei limiti del  cosiddetto
   V  d'obbligo ,  il  valore dei contratti di fornitura  di  beni  e
  servizi tutti quanti nessuno escluso.
   Allo stato, tuttavia, per quanto riguarda il trasporto pubblico su
  gomma  vi  è  uno stanziamento, previsto dal disegno  di  legge  di
  bilancio,   e   dunque   dalla  legge  5/2012   di   autorizzazione
  all'esercizio  provvisorio,  di  importo  corrispondente  a  quello
  dell'anno precedente, vale a dire vi è allo stato dell'arte il  100
  per  cento  di  disponibilità per il trasporto  pubblico  su  gomma
  rispetto  a  quanto  vi  era  nell'anno precedente,  nell'esercizio
  finanziario 2011.
   Questo comporta che la regione siciliana può operare in dodicesimi
  a  valere  su  una  dotazione finanziaria,  ripeto,  corrispondente
  all'intero fabbisogno non ridotto del 20 per cento.
   Tuttavia,  poiché  il  disegno di legge finanziaria   prevede  una
  riduzione   di   questo  tipo,  del  20  per  cento,  l'assessorato
  infrastrutture  si  è visto costretto ad avviare  una  riflessione,
  pronunciata  sulla  riduzione anche per il  trasporto  pubblico  su
  gomma, nella misura del quinto d'obbligo.
   Perché cosa potrebbe capitare? Posta pari a cento la disponibilità
  sul  disegno di legge bilancio, l'amministrazione potrebbe  operare
  in  dodicesimi  su  cento,  anzi per  comodità  diciamo  120,  così
  potrebbe operare in dodicesimi quindi potrebbe erogare 10 al mese.
   Se   però,  così  come  è  stato  proposto  il  disegno  di  legge
  finanziaria,  intervenisse una previsione che  riduce  del  20  per
  cento  la  disponibilità su base annua delle risorse del  trasporto
  pubblico su gomma, significherebbe che nel caso in cui la legge  di
  bilancio, la legge finanziaria venga approvata il primo aprile, per
  i  residui  nove  mesi bisognerebbe applicare  una  percentuale  di
  riduzione pari al 20 per cento più n, dove n è quello che non si  è
  ridotto nei tre mesi precedenti.
   Quindi   sfioreremmo  il  30  per  cento  di  riduzione,  il   che
  significherebbe  che  ci  sarebbero  cospicue  contrazioni,  quindi
  stiamo già ragionando sulle riduzioni, il che comporta naturalmente
  delle effervescenze.
   Discorso  diverso per quanto concerne il trasporto pubblico  da  e
  per   le  isole  minori,  in  quanto  la  legge  di  autorizzazione
  all'esercizio provvisorio ha già previsto un importo ridotto del 20
  per  cento. Vale a dire, a contratti vigenti il fabbisogno è di  68
  milioni   di   euro  e,  viceversa,  la  legge  di   autorizzazione
  all'esercizio  provvisorio consente, prevede una  disponibilità  su
  base annua di 55 milioni di euro.
   Ciò  significa che per il trasporto pubblico su gomma la riduzione
  del  20  per  cento  non è contenuta nella legge di  autorizzazione
  all'esercizio provvisorio, mentre il trasporto pubblico da e per le
  isole minori la riduzione è già attuata.
   Capisco   che   è  abbastanza  complesso  starmi  appresso   nella
  enumerazione che ho fornito, ma in estrema sintesi la situazione  è
  questa:  da  punto di vista finanziario, il trasporto  pubblico  su
  gomma,  legge  5/2012,  disponibilità  uguale  a  quella  dell'anno
  scorso;   legge  5/2012  trasporto  da  e  per  le  isole   minori,
  disponibilità finanziaria pari a quella dell'anno scorso meno il 20
  per cento. Legge già operativa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Buzzanca.  Ne  ha
  facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io la  ringrazio
  Assessore perché lei molto chiaramente ci sta dicendo ciò che aveva
  già anticipato, in Commissione per la verità. E in quella sede, noi
  abbiamo detto al Governo che abbiamo chiesto anche suo tramite  che
  venisse  a riferire in Commissione sia l'assessore per il  bilancio
  sia  lo  stesso Governatore. E  certamente non sfugge al Governo  e
  non   sfugge   a   questa   Presidenza  e   all'Aula   l'importanza
  dell'argomento che stiamo trattando stasera.
   Io  intanto  vorrei incominciare dal trasporto da e per  le  isole
  minori per significare tutta la drammaticità e per far presente che
  questo comporterebbe dei tagli certamente insopportabili.
   I  collegamenti  avrebbero, in questo  modo,  un  taglio  che  poi
  determinerebbe,  per  esempio, la mancanza di trasporto  di  acqua,
  perché   inevitabilmente  succederà  che  il  trasporto  dell'acqua
  potrebbe divenire in qualche maniera insufficiente.
   E  vi  sarebbero  difficoltà notevoli per quello che  riguarda  il
  collegamento  con le isole minori, all'interno delle  isole  Eolie,
  penso ad Alicudi, Filicudi, Panarea; penso a quelle isole che molto
  spesso restano purtroppo isolate quando vi sono delle intemperie  o
  anche  quando  le  condizioni meteo-marine non sono particolarmente
  avverse, ma comunque tali da creare problemi.
   Io  penso che il Governo in questo momento debba farsi  carico  di
  questo problema. Penso che il Governo non può mandare una circolare
  con  la quale indicare allo stesso assessorato delle infrastrutture
  che bisogna tagliare del venti per cento le spese
   E  ci siamo resi conto - e lei lo ha detto molto chiaramente anche
  in  Commissione, assessore - che pur percorrendo quella  strada  si
  arriverebbe  a un risparmio certamente non sufficiente a  garantire
  questa  riduzione.  E  tuttavia  si verificherebbe  una  condizione
  insopportabile  perché verrebbero meno le stesse condizioni  minime
  di sicurezza all'interno dei diversi assessorati.
   Io  penso che questa situazione vada affrontata globalmente, anche
  perché  non  stiamo  parlando  di somme particolarmente  rilevanti,
  parliamo  di  una  contrazione  che  per  quello  che  riguarda  il
  collegamento con le isole Eolie è intorno a 13 milioni di  euro.  E
  penso che in un bilancio della regione così ampio e così articolato
  non  riuscire  a  trovare  13 milioni  di  euro  per  garantire  un
  principio  che  è  sancito dalla Costituzione, mi sembra  veramente
  inaccettabile. Verrebbe in questo caso ad essere minata  la  stessa
  continuità territoriale della quale siamo tutti consapevoli  e  che
  molto spesso diciamo di voler garantire.
   Lo  ha  detto tante volte lo stesso Governatore, ne ha fatto cenno
  nel  momento  in  cui  vi  era,  e legittimamente,  da  fare  delle
  rivendicazioni nei confronti di FS, di RFI,  tutte quelle  vertenze
  che sono in piedi e che noi dobbiamo cercare di affrontare.
   Stesso ragionamento vale anche per il trasporto gommato. Poiché  è
  evidente che nel momento in cui lei ha perfetta consapevolezza  che
  in ogni caso, pur in vigenza di uno stesso stanziamento in bilancio
  di  medesime somme appostate, è chiaro che lei sa che questa  somma
  verrà decurtata a parimenti del 20 per cento e quindi aggiungeremmo
  al  danno la beffa. Perché si arriverebbe nel mese di aprile o  nel
  mese  di maggio a dover dire ai comuni che devono poi garantire  il
  trasporto pubblico locale su gomma che vi sarà una decurtazione che
  in  ogni  caso  sarà ben superiore al 20 per cento e  che  potrebbe
  addirittura raggiungere il 30 per cento e più.
   Si  rende  conto,  signor Assessore, che questa è  una  situazione
  insostenibile,  a  meno  che  noi  non  vogliamo  rivoluzionare  il
  trasporto  pubblico  locale.  Pensare che  questo  trasporto  debba
  essere  ridimensionato o pensare che questo trasporto debba  essere
  affidato  non  so  a  chi e non so con quali  modalità  perché  nel
  momento  in  cui  ci fosse una riduzione del 20  per  cento  e  nel
  momento in cui non si garantissero il numero di corse adeguate  per
  dare  risposte  ai  cittadini è evidente che  si  registrerebbe  un
  circolo   vizioso  che  non  consentirebbe  alle  diverse   aziende
  municipalizzate  di  arrivare a garantire  il  servizio  con  grave
  pregiudizio  e con grave danno anche dal punto di vista dell'ordine
  pubblico. Dobbiamo renderci conto che ci troviamo di fronte ad  una
  catena  che  rischierebbe  di  rompersi  in  qualunque  momento   e
  porterebbe gli stessi lavoratori a protestare e a bloccare  vieppiù
  e  ancor  prima  che  vi sia la decurtazione il  servizio  pubblico
  locale che è un servizio essenziale.
   Pertanto,  io mi affido, signor Presidente, alla sensibilità della
  Presidenza  perché  si  portino avanti nei  confronti  del  Governo
  regionale tutti quegli adempimenti che siano finalizzati a dare  la
  possibilità non solo di garantire la continuità territoriale, ma di
  garantire  il  trasporto pubblico locale che così irrimediabilmente
  verrebbe soppresso.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà. Non essendoci altri deputati che hanno chiesto di parlare,
  sono chiuse le iscrizioni a parlare.

   PANARELLO.    Signor   Presidente,   naturalmente   prendo    atto
  dell'illustrazione  del  punto di vista  dell'Assessore.  Resta  il
  fatto,  Assessore,  che nel momento in cui  è  stata  sollevata  la
  questione,  l'altra  volta il Presidente della Regione,  convenendo
  sulla  fondatezza  delle argomentazioni che  in  quella  sede  fece
  l'onorevole Beninati, ci assicurò che lei ci avrebbe fornito  tutte
  le  spiegazioni utili a fugare la preoccupazione - che è molto viva
  tra la popolazione delle Eolie, ma credo che la cosa riguardi anche
  le  altre isole minori della Sicilia, quindi, parliamo delle Eolie,
  ma la questione riguarda le Egadi e le altre isole che sono servite
  con  gli stessi mezzi - di avere un immediato pregiudizio in quanto
  le  aziende che operano in quel territorio hanno già comunicato che
  saranno costrette a rivedere il servizio. Naturalmente sullo sfondo
  c'è anche una preoccupazione che riguarda la stagione turistica.
   Ora,  io capisco le differenze richiamate dall'Assessore, ma penso
  che  sarebbe  giusto,  ovviamente rappresentando  la  questione  al
  Presidente  della  Regione e all'Assessore per l'economia,  che  si
  correggesse  questa  differenza  per  evitare  che  la  parte   più
  sensibile  della  popolazione siciliana che utilizza  il  trasporto
  pubblico locale sia tutelata al pari degli altri cittadini.
   Costoro  hanno  problemi particolari, e non credo che  la  Regione
  possa  trascurare  questo aspetto. Pertanto,  si  intervenga  sulla
  finanziaria, si intervenga in termini concreti.
   Inoltre,  aggiungo  che  io  ho avuto modo  di  parlare,  dopo  la
  riunione  che  abbiamo  fatto  nella  Provincia  di  Messina,   con
  l'Assessore Armao; egli sostiene che da parte del Governo nazionale
  c'è stato un atteggiamento negativo rispetto alle Regioni a Statuto
  speciale  nel  confronto  con le Regioni a  Statuto  ordinario  per
  quanto  riguarda il trasporto pubblico locale, nel senso  che  alla
  Regioni  a  Statuto  ordinario,  mi  diceva  l'Assessore,  è  stata
  riconosciuto un trasferimento specifico a questo scopo, mentre  per
  alle Regioni a Statuto speciale è stata operata una differenza.
   Naturalmente  riferisco  a  voce una  discussione  telefonica  ma,
  comunque, qualunque sia il tema oggi e, fermo restando la richiesta
  condivisibile  nei  confronti  del  Governo  nazionale   di   avere
  un'attenzione  particolare per i problemi  del  trasporto  pubblico
  locale,   così   come   si  configurano  in  Sicilia,   credo   che
  nell'immediato da parte del Governo della Regione ci  debba  essere
  un atteggiamento che eviti che da parte di coloro che abitano nelle
  isole minori si possano interpretare gli atti che lei ha illustrato
  come un atteggiamento di incomprensione da parte della Regione  nei
  confronti di quelle comunità.
   Ecco   perché  mi  associo  alle  considerazioni,  alla  richiesta
  contenuta  nell'interrogazione del collega Beninati, di  correggere
  immediatamente gli indirizzi attuali, fermo restando che,  in  sede
  di  bilancio,  bisognerà anche qui prevedere interventi tali da non
  pregiudicare  il diritto alla mobilità degli abitanti  delle  isole
  minori  e,  soprattutto, evitare, perché questo  sarebbe  un  danno
  all'economia  non  solo di quelle comunità ma  dell'intera  Regione
  siciliana,  di non pregiudicare la possibilità di avere gli  stessi
  flussi  turistici  con interventi nei trasporti adeguati,  come  ci
  sono  stati  negli altri anni, anzi bisognerebbe fare in  modo  che
  attraverso  interventi  intelligenti  in  questo  campo  si   possa
  favorire  l'aumento  dei flussi turistici  verso  le  nostre  isole
  minori.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
  intervengo  per  sollecitare l'Assessore su  questa  questione  dei
  trasporti  che  riguardano soprattutto le isole minori,  specie  le
  isole  Eolie  anche  perché, la settimana  scorsa,  già  una  delle
  società  di  navigazione del trasporto delle persone ha  licenziato
  dieci  persone.  Non vorrei che questa fosse una lunga  catena  che
  inizia  con una delle società e che vedrà, poi, coinvolte anche  le
  società dell'Ustica lines e della Siremar.
   Per  evitare  ciò,  pregherei  l'assessore,  se  è  possibile,  di
  rivedere   il   piano,  quelle  linee  che,  in   questo   momento,
  rappresentano il piano di trasporto per le isole minori. Dico  ciò,
  nel  senso  che  ci  sono  delle linee  che  spesso  confliggono  e
  combaciano  con le stesse compagnie, che hanno gli stessi  orari  e
  che  trasportano le persone negli stessi orari. Bisognerebbe, se  è
  possibile, ridurre i costi visto che abbiamo questo grande problema
  del  bilancio finanziario ed è necessario fare dei tagli anche  nel
  settore  dei trasporti e se è possibile istituire un tavolo tecnico
  con   queste  compagnie  di  navigazione,  con  i  funzionari   del
  Dipartimento  dei  trasporti per trovare  una  soluzione  condivisa
  dalle  compagnie  e  dall'Assessorato, al fine di  eliminare  tutte
  quelle  corse che sono doppie, effettuate dalle stesse compagnie  e
  che potrebbero rappresentare, in effetti, una riduzione di costo.
   L'anno  scorso  dovevamo  fare onore ad un  contratto  con  queste
  compagnie  e non vi abbiamo ottemperato per una cifra di  circa  13
  milioni  di  euro;  avevamo  previsto anche  un  emendamento  nella
  finanziaria  scorsa che, poi,  non è stato approvato. A  questi  13
  milioni di euro se ne aggiungono altri 20 milioni di euro,  se  non
  ricordo  male,  dell'esercizio  in corso.  Quindi,  quelli  passati
  costituiscono  già un problema oneroso anche per la Regione  perché
  avevamo  un  contratto  firmato, per quelli  di  quest'anno  vorrei
  evitare  che ci fossero altri contenziosi da parte delle compagnie,
  ma vorrei evitare soprattutto che ci fossero altri licenziamenti.
   Pregherei l'assessore, se è possibile, di istituire immediatamente
  questo  tavolo  tecnico per individuare quelle  corse  che  possono
  essere ridotte e  quale può essere l'accordo con  le compagnie  per
  evitare ulteriori licenziamenti.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, visto che l'onorevole Beninati  ha
  chiesto di essere iscritto a parlare in quanto non è in Aula perché
  impegnato a ricevere, assieme ad altri, una delegazione dei forconi
  e  degli agricoltori e l'onorevole Caronia mi chiede di parlare, mi
  sembra giusto che se ci sono altri colleghi si iscrivano ora o  mai
  più,  come  si  dice in altre occasioni. Non avendo alcun  deputato
  chiesto di parlare, dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Romano. Ne ha facoltà.

   ROMANO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intervengo
  brevemente per riprendere questo problema. Le chiedo, Assessore, di
  rivedere  questa decisione, questo taglio assunto. Le isole  minori
  hanno  un problema serio. Gli intervenuti conoscono bene i problemi
  perché  sulle  isole  Eolie, isole alle quali siamo  molto  legati,
  esiste  un problema generale e credo che questo Governo, in  questi
  ultimi  mesi,  abbia posto una grande disattenzione al  tema  delle
  isole minori.
   Questo  ulteriore taglio da lei proposto mette in crisi un sistema
  isole; siccome sull'argomento sono già state spese molte parole  le
  ricordo,  assessore,  che anche nel sistema sanitario  ultimamente,
  cito i punti  nascita per tutti,  c'è stata una grossa scure calata
  sulle  isole minori per temi diversi e per problemi diversi. Credo,
  che la Regione debba ripensare, signor Presidente, un attimo se  le
  isole, in modo particolare le isole Eolie, possano e debbano essere
  un  punto  di  importanza strategica per ciò che rappresentano  nel
  Mediterraneo,  per  la loro storia, per la loro  cultura,  per  gli
  effetti economici diretti ed indiretti che producono.
   Questi  tagli  isoleranno  sempre  più  le  isole  minori;  non  è
  possibile,  assessore  Russo, pensare che questa  possa  essere  la
  soluzione  finale  ad  un problema complesso che  passa  attraverso
  un'idea  che  deve  essere  un sostegno forte,  almeno  ai  servizi
  indispensabili:  si citava il servizio di collegamento  e  servizio
  delle  acque, io penso al sistema di depurazione, penso al  sistema
  elettrico,  penso  al sistema dei trasporto.  Cito  queste  cose  a
  titoli  perché, ognuno di essi, è collegato, in qualche modo,  alla
  finanza pubblica e, in qualche modo, al sostegno che la Regione dà.
   E,  allora, assessore, mi riservo di presentare su questo tema  un
  ordine  del  giorno  che gli uffici stanno  preparando  e  che  tra
  qualche  minuto  sarà  in  Aula, in cui riprendo  un'idea  lanciata
  qualche  anno  fa,  la  consegno  a  questi  uffici  perché   venga
  consegnata  al Governo, naturalmente per istituire una delega  alle
  isole  minori  perché giudico che questo Governo sia,  nei  singoli
  rami, profondamente distratto rispetto al titolo Isole minori.
   Con  questo ordine del giorno ricordo al Governo, credo che  fosse
  anche  nel  programma del Governo eletto nel 2008 l'istituzione  di
  una delega particolare, allora si parlava di un assessorato junior,
  non  so  come si dicesse, con la delega al tema delle isole minori.
  Non  possiamo trattare le isole minori a pezzi così, ogni assessore
  taglia  il  20 per centro, taglia un posto letto, taglia  un  punto
  nascita,   taglia   un   porto,  taglia  un  approdo   in   maniera
  indiscriminata, senza un visione  d'insieme.
   L'ordine  del giorno sarà in Aula fra qualche minuto e le  chiedo,
  signor  Presidente, di farne un buon uso e di farlo avere  a  tutti
  gli assessori  perché ognuno di essi ha competenze su questo tema.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a paralare l'onorevole Beninati.  Ne  ha
  facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  sono  arrivato
  tardi   e,   purtroppo,   non   ho  potuto   sentire   l'intervento
  dell'assessore  Russo  sull'argomento,  quindi  non  vorrei  essere
  ripetitivo.
   In  Sala  Rossa  c'è in corso, come lei sa, una riunione  alquanto
  importante  e  delicata  col presidente  Cascio  e  quasi  tutti  i
  capigruppo - infatti, come vede, in Aula non ci sono molte presenze
  -  sul problema della protesta che c'è in atto, qui fuori, da parte
  dei cosiddetti  forconi .
   Detto ciò, casualmente un giorno mi sono trovato in Commissione  e
  ho preso atto che giustamente lei sul problema ha deciso di essere,
  come si dice, operativo rispetto ad una delibera di Giunta - se non
  ho  capito  male  - che è stata fatta, in cui si prendeva  atto  di
  applicare dei tagli su alcuni voci dove la Regione ha dei contratti
  in  essere. Le mie informazioni sono queste. In ogni caso si è dato
  seguito ad un deliberato di Giunta

   RUSSO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. E' la  legge
  numero 5 del 2012

   PRESIDENTE.   Assessore,  faccia  terminare,   poi   eventualmente
  replicherà al momento opportuno.

   BENINATI.    che  dava  il  taglio  e  che  la  Giunta   ha   pure
  ulteriormente...
   Io  le  devo dire, che se fosse stato un atto che lei doveva  fare
  non sarei entrato nel merito. Però, il problema - lei, grazie ad  i
  suoi uffici ed alla sua direzione, lo conosce molto meglio di me  -
  è  che il servizio per le isole minori, che riguarda certamente  le
  isole Eolie, le isole Egadi, le Pelagie, Ustica, è un servizio  che
  effettivamente  -  ho  presentato al riguardo  un'interrogazione  -
  secondo  il  mio  punto di vista, Assessore, se è stato  deciso  di
  mettere in atto immediatamente questo taglio sui dodicesimi,  senza
  attendere la finanziaria che forse potrebbe rivedere noi, in questo
  momento,  stiamo facendo un danno - e, se possibile  le  chiedo  di
  rimediare  -  perché,  alla fine, non è che  questo  danno  si  sta
  facendo a tutti, perché non mi risulta, se non ho capito male,  che
  ci  sia per i servizi a terra questo taglio. Ora, se effettivamente
  si  può  in  qualche modo, Assessore, rimediare a questa  anomalia,
  perché  è  un'anomalia, perché noi siamo senza bilancio,  siamo  in
  esercizio provvisorio e si è deciso in una norma, o comunque  si  è
  già  applicato  questo taglio, sapendo che - e  questa  è  la  cosa
  antipatica  e devo dire, lo ha ratificato un giorno in  Commissione
  l'ufficio dei trasporti - già sono state impegnate le somme  per  i
  pagamenti  dell'ultima  tranche,  che  ora  creerà  di  sicuro   un
  problema,  perché l'Assessorato con l'Assessorato all'economia  non
  si  parlano. Quindi, da un lato l'Assessorato ai trasporti  ha  già
  fatto gli impegni e diverso, di fatto, dal 2012 è partito il taglio
  nei dodicesimi.
   Assessore, questo devo dirlo, già alcune compagnie, mi risulta dai
  giornali, stanno mettendo in mobilità persone o quanto meno  stanno
  sospendendo alcune persone dal lavoro.
   Lei  sa  bene  che  c'è un arretrato di contenzioso  di  circa  13
  milioni  di  euro.  Complessivamente in  bilancio,  quest'anno,  ci
  vogliono 101 milioni di euro. Di fatto, oggi, ce ne sono 55.
   Ora  io dico, siccome sono somme che nel bene o nel male, sono già
  acclarate  che si devono, i 13 mila sull'adeguamento,  10  milioni,
  c'è  tutto, i 76 erano quelli che servivano e ne servivano di  più.
  Ora  dico,  andarci  ad imbarcare, già per il  pregresso,  poi  sui
  contratti,  il quinto d'obbligo si può non si può, è legittimo  che
  la  Regione  su un servizio, su un contratto, io non  entro  è  una
  materia giuridica, certo è antipaticissimo, è brutto esteticamente,
  che la Regione abbia fatto dei contratti, non di anno ma di diversi
  anni, con dei servizi e, di botto, comunica che, effettivamente, il
  servizio  non è più di dieci ma sarà di otto. Anche perché  chi  ha
  fatto  questi  servizi o vinto queste gare, lo ha  fatto  anche  in
  prospettiva  degli  impegni e campagne di miglioramento  di  queste
  tratte con i mezzi, per cui la cosa è molto delicata.
   Siccome,  capisco che tutte le emergenze, ormai, sono  una  dietro
  l'altra,  non  colpevolizzo lei, assessore Russo,  però  quando  il
  Governo  nella sua interezza decide di fare delle azioni  che  sono
  convinto lei non condivida, penso che un momento di riflessione  su
  questa vicenda andava fatto e  ancora oggi, se si può, va fatto, si
  deve  fare  perché,  con l'andazzo che c'è, non  so  se  faremo  il
  bilancio entro il 30 marzo, forse ad aprile.
   Signor Presidente, anche lei è di una provincia dove le isole sono
  il  fiore  all'occhiello per quel residuo turismo che oggi  esiste,
  lei  sa che alla BIT di Milano hanno date le tratte non sapendo che
  c'era  questa decurtazione che metterebbe in discussione tutto  per
  gli alberghi e per tutto il resto.
   Ma sa il danno che si creerà alla Regione per questa situazione?
   Allora,  dico  e  concludo, assessore Russo, si  può  ancora  fare
  qualcosa, facciamola, perché già avere decurtato per i servizi  per
  le  isole  minori,  quasi a voler punire  solo  questa  realtà,   a
  discapito di altri

   PRESIDENTE, Onorevole Beninati, la invito a concludere.

   BENINATI.   Mi   appresto  a  concludere,  dicevo,  mi   dispiace,
  assessore,  doverla richiamare su questa posizione e  se  anche  il
  Governo  si  è  posto  questo  problema,  sinceramente,  lei   deve
  difendere una situazione che già vede nel bilancio 2012 - a  fronte
  di 101 milioni di euro che necessitano a conti fatti, con l'impegno
  già  fatto per l'ultima spesa che era la settima tranche o la sesta
  - ce ne sono 55. Il problema è serio

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Caronia.  Ne  ha
  facoltà.
   Onorevoli  colleghi, cortesemente cinque minuti,  non mi  chiedete
  di  riaprire di nuovo le iscrizioni; onorevole Ardizzone, le  posso
  dare due minuti in via del tutto eccezionale.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  in  realtà  sarò
  breve  perché  i  colleghi che mi hanno preceduto,  in  particolare
  l'onorevole  Beninati,  hanno delineato la drammaticità  di  questa
  trattativa   che   ormai  è  diventata  anche  oggetto   della   IV
  Commissione, competente.
   Domani  avremo un'audizione proprio per cercare di capire, insieme
  all'assessore  Armao, come poter recuperare queste  somme  che  non
  sono soltanto indispensabili per il collegamento delle isole minori
  ma  che  servono anche al sostentamento di un comparto economico  e
  lavorativo che già si trova in forte difficoltà, ma che avrebbe, da
  questa scelta definitiva, una contrazione letale.
   E' chiaro che la valutazione di quello che oggi sta avvenendo, non
  ultima la rappresentanza dei parlamentari e dei rappresentanti  del
  movimento  dei  Forconi presente oggi qui in  Assemblea  regionale,
  urla  e asserisce motivazioni che sono, a mio avviso, assolutamente
  condivisibili e che si collegano strettamente con la  politica  che
  questo  Governo  non  ha  attuato, ossia  una  riorganizzazione  in
  termini  di  trasporto pubblico locale in particolare,  proprio  in
  relazione al trasporto marittimo.
   Il trasporto marittimo vive oggi una situazione quasi paradossale:
  da   una   parte,  la  Regione  ha  contribuito  all'acquisto,   ha
  partecipato  attraverso la sua società, una società  costituita  ad
  arte  che  è appunto la  Mediterranea Holding , ad acquistare,  con
  una  fideiussione  di  cui abbiamo lungamente dibattuto  in  questa
  Aula,  la  Siremar, una parte della società Siremar, che si  occupa
  dei  trasferimenti dalle Isole, da e per la Sicilia  con  le  isole
  minori  e,  dall'altra, la Regione cofinanzia,  anzi  finanzia  per
  intero  servizi integrativi. Servizi integrativi che  oggi  vengono
  decurtati,   o  meglio,  sono  stati  già  decurtati   perché   con
  l'esercizio  provvisorio,  per chi  lo  ha  votato  chiaramente  in
  maniera favorevole,  abbiamo già una riduzione che sicuramente è al
  di  sotto  di  quelle  che sono le clausole di  un  contratto  che,
  comunque,  vedono soccombere una Sicilia che ha un grande interesse
  non soltanto di tipo economico ma anche di tipo sociale a collegare
  la Regione con queste isole.
   Io  voglio  ricordare a me stessa e all'Assemblea che il trasporto
  dei turisti dalla Sicilia verso le  Eolie, e viceversa, costituisce
  una  delle fonti maggiori di reddito in termini di turismo  che  la
  Sicilia abbia.
   Pensare  di  volere in qualche modo ridurre le corse oltre  che  a
  danneggiare,  appunto,  il  comparto economico  e  l'indotto,  crea
  immediatamente  un impoverimento di quelle che sono delle  bellezze
  naturali  che,  oggi, ci vedono protagonisti anche nell'immaginario
  collettivo in termini di turismo.
   Io  ritengo che questa scelta sia assolutamente in contro tendenza
  rispetto  a  quella  che doveva essere l'idea di  sviluppo  di  una
  Regione a vocazione turistica, ma credo che lo sia ancora di più in
  relazione a quelle che erano le paventate riforme di tipo economico-
  finanziario che questo Governo aveva stabilito di fare o  perlomeno
  aveva dichiarato di fare.
   E'  chiaro  che spendere 69 milioni per l'acquisto di una  società
  che  poteva  essere  trasferita alla Regione a  titolo  gratuito  e
  l'utilizzo  contemporaneo di 55 milioni per fare tratte integrative
  al trasporto delle isole minori mi sembra perlomeno paradossale.
   La   razionalizzazione  delle  corse  di  cui   parlava   poc'anzi
  l'onorevole Rinaldi è qualcosa che abbiamo invocato già da anni,  è
  qualcosa  di  cui  si  è  discusso, così  come  si  è  discusso  in
  Commissione,  così  come si è discusso anche in Aula.  Ebbene,  una
  razionalizzazione di queste corse in termini di economicità  per  i
  siciliani,  ancora non l'abbiamo vista. Non è stata  affrontato,  a
  mio avviso, in maniera adeguato quello che è questo comparto perché
  pensare  che esistono delle tratte che vengono fatte a distanza  di
  cinque minuti l'una dall'altra creando una concorrenza tra pubblico
  e  pubblico,  a  mio avviso, oggi è una scelta scellerata  che  una
  Regione  che si propone con il suo organico direttivo ed  esecutivo
  di  volere  ridimensionare  in termini economici  non  si  può  più
  permettere.
   Ecco che, oggi, questa nostra valutazione va fatta alla luce delle
  ulteriori  direttive  che  l'assessore Armao  ha  dato  in  maniera
  inequivocabile, cioè quella di continuare a tagliare  un  ulteriore
  20   per   cento   rispetto  ad  una  decurtazione   che   troviamo
  assolutamente ingiustificata e, a mio avviso, per quelle  che  sono
  le mie conoscenze di tipo giuridico, illegittima.
   Ora,  io  mi chiedo, al di là della legittimità di questo atto,  è
  pensabile  che  una Regione che dovrebbe avere nello  sviluppo  del
  turismo  e  dovrebbe  creare un'economia attorno  a  questo,  possa
  mortificare  il  trasporto  pubblico locale  marittimo  ancora  una
  volta?
   Domani si parlerà anche di trasporto pubblico locale su gomma e su
  ferro.
   Io  credo  che  se  una  Regione,  in  prima  battuta,  non  creda
  nell'opportunità  di rimanere quanto meno nello status  quo  non  è
  neanche  credibile  nei tavoli nazionali quando rivendica  treni  a
  lunga  percorrenza o altre misure di compensazione  che  servono  a
  rendere maggiormente agibile lo spostamento da e per la Sicilia.
   Mi  auguro che la sensibilità dimostrata dall'assessore  Russo  in
  Commissione  venga  domani in qualche modo raccolta  dall'assessore
  Armao  perché  è  chiaro che quando l'assessore Russo  ci  porta  i
  capitoli  di  bilancio,  che sono anch'essi essenziali,  dai  quali
  eventualmente trovare forme compensative per recuperare il gap  nel
  servizio  del trasporto pubblico locale non possiamo che  allargare
  le braccia. E' come dire:  fare la guerra tra i poveri è una scelta
  che dobbiamo fare noi?
   Io    credo   che   si   possa   razionalizzare   moltissimo.   La
  razionalizzazione  avviene  anche  all'interno  del   sistema   del
  trasporto   pubblico  marittimo  facendo  una  pianificazione   del
  trasporto Siremar e del trasporto dei privati che fanno il servizio
  integrativo.  Questa  è  un'immediata  razionalizzazione  che   non
  comporta  oneri aggiuntivi. Anzi, probabilmente, ci  potrebbe  fare
  produrre delle economie.
   Dall'altra,  pensare  che  i  livelli  occupazionali  -  si  parla
  dell'intero indotto del trasporto pubblico locale -, 8 mila persone
  sarebbero per strada.
   Questi  sono i dati che le organizzazioni sindacali, due settimane
  fa,  ci  hanno portato in Commissione in una relazione  dettagliata
  che è stata depositata e che è agli atti.
   Penso  che  in  un  momento di emergenza come  quella  che  stiamo
  vivendo  non ci possiamo certamente permettere questo.  Quindi,  un
  invito  al  Governo  affinché  domani,  anche  in  Commissione,  si
  affronti con responsabilità un tema delicato per tutti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   sicuramente
  l'argomento che trattiamo merita un'attenzione particolare, sia per
  la  sua caratteristica di strumento come trasporto pubblico locale,
  che  contribuisce  allo sviluppo della Sicilia, e  poi  sicuramente
  l'onorevole  Panarello,  al  di là della  competenza  territoriale,
  ritengo  che  così  come per la vostra realtà messinese,  anche  la
  realtà  siciliana, in questo caso, si ritrova su  questo  argomento
  con grande sensibilità.
   Intendo  sottolineare  un aspetto: abbiamo  più  volte,  anche  in
  Commissione Bilancio, dibattuto il principio della riduzione  della
  spesa,  in  riferimento all'andamento complessivo della  crisi  che
  stiamo  attraversando e, in quella sede in più  occasioni,  abbiamo
  ribadito,  io  personalmente ho sempre ribadito un principio,  cioè
  che  non  è  possibile  pensare ad una riduzione  indiscriminata  e
  quindi  a  cosiddetti   tagli lineari , perché  ritengo  che  nella
  necessità   di   procedere   a  tagli  e   razionalizzazioni   vada
  salvaguardato un principio di priorità.
   Un  principio  di  priorità che tenga conto di  quella  che  è  la
  necessità, in questo caso, del servizio che in senso, a mio  avviso
  prioritario, debba essere garantito, perché non è solo un  problema
  che   riguarda  il  trasporto  marittimo,  ma  è  un  problema  che
  riguarderà  pure il trasporto pubblico locale nella sua  più  ampia
  eccezione, quindi noi abbiamo ad oggi un'azienda regionale,  che  è
  l'AST,  che  sicuramente avrà in questa direzione una necessità  di
  capire  come rideterminare costi e risultati e, quindi,  un  taglio
  sostanziale per dei servizi.
   Allora, probabilmente, in questo senso, va ulteriormente fatta una
  riflessione, va approfondito questo ragionamento, per  capire  come
  anche   dall'andamento  del  dibattito  è  venuto   fuori,   signor
  Assessore,  se  è vero come è vero, che da una parte  procediamo  a
  questi  tagli e dall'altra ci sono interventi finanziari a sostegno
  di altre iniziative che, sostanzialmente, contribuiscono in maniera
  determinante ad un incremento di costi.
   Allora,  dico  che in questo senso voglio difendere un  principio,
  che  è il principio della priorità per i servizi necessari per  una
  Sicilia che già di problemi ne ha tanti e, quindi, anche in  questo
  senso,  non  può essere ulteriormente penalizzata e, poi,  forse  è
  giunto  il  momento in cui, al di là delle grandi  indicazioni  del
  Governo  tecnico  nazionale  che abbiamo,  che  si  limita   a  dei
  provvedimenti quasi burocratici, che hanno solo la forza di  questa
  ampia  base  parlamentare per far sì che tutti i cittadini  possano
  abbassare  la testa, mi auguro che il Governo regionale  in  questo
  senso  abbia  una fantasia che sia quella di capire  come,  pur  in
  presenza  di una necessità che è quella di rideterminare  riduzioni
  di  spesa,  possa avere da ora in poi un momento di  inversione  di
  tendenza  per dire che ci sono aspetti che riguardano  servizi  che
  vanno  tutelati ed aspetti che riguardano servizi che forse possono
  essere in parte tagliati; o comunque il principio della priorità mi
  auguro che torni ad essere un principio di grande attenzione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone.  Ne  ha
  facoltà.

   ARDIZZONE.  Grazie signor Presidente. Il mio non  è  e  non  vuole
  essere   un  intervento  di  circostanza,  perché  molto  è   stato
  evidenziato  dai  colleghi  parlamentari  che  mi  hanno  preceduto
  ricordando  che  l'allarme da parte di alcuni sindaci,  almeno  per
  quelli  della  mia  provincia, delle isole minori,  il  sindaco  di
  Lipari, il sindaco di Santa Venerina, ma anche il sindaco di Leni e
  tutti  gli  altri  sindaci  delle isole  minori  hanno  sentito  la
  necessità di invitare i parlamentari a riflettere ancora una  volta
  e  ancora  di  più  su questi tagli, dei quali si  sapeva  già  dal
  settembre  del  2011, però a pacchetti della BIT  già  avviati,  ad
  impegni  già  assunti  da parte degli stessi  sindaci  con  i  vari
  soggetti  che operano nel settore turistico e, quindi, ivi comprese
  le  compagnie  di  navigazioni, avrebbero compromesso,   così  come
  comprometteranno, il percorso già avviato.
   Mi  sembra  più che evidente che il Governo, al di là della  buona
  volontà,  per  carità, dell'assessore Russo,  debba  intervenire  a
  ridurre, laddove c'è da ridurre e, probabilmente, l'assessore Armao
  non può non tracciare un percorso diverso da quello che fino adesso
  ha adottato, perché significa non avere contezza di quelle che sono
  le  risorse  nella  nostra Sicilia, parlo di risorse  turistiche  e
  risorse  culturale,  e  una  miopia  da  parte  dell'assessore  per
  l'economia di questo procedere. Lo ha dimostrato in passato, questa
  è la riprova.
   Noi  confidiamo  che si possa trovare da parte del  Governo,  solo
  grazie  alla persona dell'assessore Pier Carmelo Russo, per evitare
  equivoci  di  fondo,  e con la I Commissione  e  l'Aula  dopo,  una
  soluzione che possa ridare quella serenità che è giusta e  doverosa
  nei  confronti  degli  amministratori e dei cittadini  tutti  delle
  isole minori.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, mi è appena giunta
  una  dichiarazione  del sindaco di Santa Maria  Salina,  nella  sua
  qualità  di  presidente dell'ANCIM, che vi leggo:  Le  sconcertanti
  dichiarazioni dell'Assessore Russo Pietro Carmelo, ci impongono  di
  depositare  le  fasce  in Prefettura perché riteniamo  non  sia  il
  giusto metodo per effettuare tagli .
   Ora,   io   conosco  Massimo  Lo  Schiavo  come  persona   capace,
  intelligente e vivace e, quindi, dalle sue parole colgo che  due  e
  due soltanto sono le  possibilità: o lui non ha capito o io non  mi
  sono spiegato; garbo mi impone per optare per la seconda tesi, ma è
  una  questione di garbo. Perché il taglio effettuato sul  trasporto
  da e per le isole minori è una condizione di sofferenza condivisa -
  e   in   questo   intendo  rispondere  all'onorevole  Beninati   in
  particolare - nel senso che oggi il taglio che io sono costretto ad
  applicare   dipende  dall'Aula,  nel  senso   che   la   legge   di
  autorizzazione  all'esercizio provvisorio n.  5/2012  -  do  questa
  informazione anche a lei onorevole Romano - già contiene un importo
  ridotto  e,  quindi,  quand'anche io  lo  volessi,  quand'anche  io
  volessi ripristinare la dotazione finanziaria originaria non potrei
  perché mi insegnate che io posso operare sullo stanziamento che  la
  legge mi assegna e per di più in dodicesimi.
   Oggi  la  legge,  a fronte di una richiesta di mantenimento  della
  dotazione finanziaria a 68 milioni da parte dell'Assessorato  delle
  infrastrutture, autorizza una spesa su 55 milioni di euro.
   Su  questo  argomento  io  ho  ricevuto  il  2  marzo  (questo   a
  dimostrazione  del  fatto che non solo ci  parliamo,  ma  lavoriamo
  assieme)  una lettera dell'Assessore regionale per l'economia  dove
  viene  definito testualmente come provvisorio questo  stanziamento,
  con  la  possibilità  di  ripristino e reintegrazione  affidata  ai
  lavori parlamentari in sede di legge di bilancio e in sede di legge
  finanziaria. Quindi, lo stato dell'arte è, però, che al momento c'è
  una disponibilità scaturente da legge da 55 milioni.
   Volevo,  infine, ringraziare l'onorevole Rinaldi per il fatto  che
  ha  suffragato l'iniziativa,  già avviata da circa un mese e  mezzo
  dall'Assessorato delle infrastrutture, di riunire in tavolo tecnico
  le  società, ma ovviamente altro tale tavolo tecnico, così  il  mio
  amico  Massimo  Lo Schiavo è rassicurato anche in questo,  è  stato
  convocato  proprio oggi con tutti i sindaci delle isole minori,  in
  modo  tale da ragionare su quello che è possibile fare e su  quello
  che non è possibile fare.
   Però,  con  molta franchezza, devo segnarlo un dato e come  sempre
  faccio  lo  faccio con i numeri che non sono né di  destra,  né  di
  centro, né di sinistra, non sono tecnici, non sono politici,  hanno
  una propria logica intrinseca.
   Dal  2055  al 2011 - e non c'è nessun giudizio di merito da  parte
  mia  -  lo  stanziamento destinato al trasporto da e per  le  isole
  minori  è passato da 24 milioni di euro a 72 milioni 981 mila,  c'è
  stato un incremento in sei anni del 204 per cento.
   Forse,  questo è un elemento di riflessione ulteriore   che  dovrà
  essere utilizzato; ripeto, non c'è nessun giudizio di merito, è  un
  dato numerico che va comunque preso in considerazione.
   Non  sto  dicendo che c'è stato qualcuno che ha  grassato' qualcun
  altro;  c'è  un dato di appesantimento  del bilancio della  Regione
  siciliana per il 204 per cento. Non ho detto altro.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
  651   Revoca della riduzione della dotazione del bilancio regionale
  prevista per i servizi di trasporto marittimo con le isole minori ,
  degli onorevoli Beninati, Buzzanca e Ardizzone.
   Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.  Signor  Presidente, non posso che dare  parere  negativo
  perché  si assume in questo ordine del giorno che il taglio dipenda
  da una delibera in Giunta sulla quale  pertanto il Governo potrebbe
  intervenire.
   La  disponibilità finanziaria attuale  dipende da legge e, quindi,
  in  nessun modo il Governo può intervenire allo stato, si porti  in
  Aula  domattina   e  quindi  si  può  deliberare  di  riportare  lo
  stanziamento   a  63  milioni. Così come è redatto  non  posso  che
  esprimere parere negativo.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, certamente non sfugge all'Aula che in
  sede  di  autorizzazione all'esercizio provvisorio, è una  proposta
  che  viene  dal Governo, è una proposta portata da una  maggioranza
  che  non è certamente la mia, ed è un gravissimo errore che è stato
  commesso, assessore. Io mi auguro che lei che è certamente l'anello
  terminale,  lei  è  stato  molto  chiaro  in  commissione  e  lo  è
  altrettanto   chiaro  adesso  in  Aula,  e  io   ritengo   comunque
  inaccettabile   il  comportamento  del  governo   allora,   ritengo
  inaccettabile il comportamento della maggioranza in Aula in cui  si
  autorizzò   questo  esercizio  provvisorio,  l'ennesimo   esercizio
  provvisorio,  il quarto esercizio provvisorio, e quando  non  si  è
  tenuto  conto di quella che è la fotografia della realtà, perché  è
  vero  che  i  numeri  non sono né di destra né di  sinistra  né  di
  centro,  non  sono tecnici  e non  sono politici, io  lo  condivido
  pienamente,  i  numeri  sono numeri, però nel  momento  in  cui  si
  enuncia  e  si passa alla fase della enunciazione dei numeri,  così
  freddi, possono diventare particolarmente caldi,  perché se è  vero
  che  c'è un incremento notevole del costo  del trasporto, sia  esso
  navale sia esso su gomma, è la conseguenza diretta di due elementi:
  il  primo  è  il  costo del carburante che ha avuto  una  impennata
  impensabile,  il  secondo  è  il  miglioramento  del  servizio  del
  collegamento  con le isole minori perché a nessuno  sfugge,  a  chi
  conosce bene le isole Eolie, come noi che veniamo da quella  realtà
  e da quella provincia, sappiamo che vi è stato un momento nel quale
  il collegamento con le isole Eolie era talmente  deficitario da far
  sollevare  gli  stessi  isolani e quindi porre  all'attenzione  del
  Parlamento  non  solo  siciliano, ma anche italiano,  la  questione
  della continuità territoriale.
   Con   questo  ordine  del  giorno  pensiamo  di  poter  dire  alla
  Presidenza che è necessario intervenire per evitare non solo che si
  interrompa  un  servizio essenziale ma anche che possano  insorgere
  dei  problemi  di  ordine pubblico. Il secondo,  dire  al  Governo,
  attraverso  l'assessore  Russo,  perché  non  a  caso  noi  abbiamo
  richiesto   in   commissione   la  presenza   del   governatore   e
  dell'assessore Armao perché ci rendiamo conto che alla fine  da  lì
  parte  l'input verso una certa direzione e da quella direzione  poi
  si  passa all'Aula e l'Aula segue un governo con la maggioranza che
  lo sostiene, ovviamente si comporta in un certo modo.
   Noi  impegniamo  subito il Governo e preghiamo  la  Presidenza  di
  farsi  parte diligente perché questo è un momento nel  quale  vi  è
  necessità  di assumere responsabilmente il carico del trasporto  in
  Sicilia.

   PRESIDENTE.  Se  non erro, il Governo ha espresso  la  volontà  di
  trovare  una  soluzione, visto che è citata per quanto riguarda  la
  disponibilità finanziaria sul capitolo è provvisoria.
   Ovviamente ci vuole una norma specifica.

   Quindi,  direi  che l'ordine del giorno possiamo  accettarlo  come
  raccomandazione, assessore?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Sì.

   PANARELLO. Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno.

   RINALDI. Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno.

   ROMANO. Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, non voglio mettere  l'assessore  in
  difficoltà per un problema di giunta perché è ovvio che alla revoca
  l'assessore  non  può dirmi che no. Ma, se togliamo   revocare  con
  urgenza    e  scriviamo   pervenire  nel  bilancio  in   corso   di
  approvazione, al ripristino del quinto d'obbligo che è stato tolto
  e  via  dicendo,  penso  che è una cosa  anche  più  giusta  perché
  l'assessore  dice che c'è questo problema, ha dovuto prendere  atto
  di  una norma. E allora noi cosa possiamo fare come Parlamento?  Se
  non facciamo questo che dobbiamo fare? Non possiamo fare nulla.
   Però,  siccome c'è una condivisione sull'argomento,  è  ovvio  che
  sulla  revoca  -  me  ne  rendo  conto  per  quello  che  ha  detto
  l'assessore - è impossibile che l'assessore dica sì, ma  certamente
  intervenire  durante  l'esame del bilancio  a  ripristinare  questa
  dotazione mi sembra il minimo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, possiamo sostituire l'ordine  del
  giorno  numero 651 con il 652, mettiamo le stesse firme  che  erano
  nel  651 e il dispositivo diventa questo:  impegna il Governo della
  Regione  a predisporre nello specifico disegno di legge, come  ogni
  volta   spiegato  e  richiesto  di  fronte  alla  specialità  delle
  problematiche  sollevate in materia di collegamenti  con  le  isole
  minori che consente di affrontare organicamente e concretamente  le
  numerose esigenze ad oggi disattese della popolazione locale .
   Le  firme  sono degli onorevoli Beninati, Buzzanca  e  Romano  che
  l'aveva  stilato, hanno chiesto di firmarlo i colleghi Panarello  e
  Rinaldi e tutti noi, Ardizzone, tutti i presenti.
   Ne  facciamo solo uno, il 652, perché l'ordine del giorno  n.  651
  parla  un linguaggio che tecnicamente non sta bene; se non c'è  una
  norma, non produce nessun effetto.
   Questo produce l'effetto di far presentare al Governo la norma che
  questo  Parlamento poi sicuramente dibatterà e spero che approverà,
  questo voglio dire. Se no, non facciamo niente.
   Quindi,  inviterei ad andare avanti con il 652 e ad  impegnare  il
  Governo  a presentare subito una norma specifica. Scusate colleghi,
  ma  mi pare l'unica soluzione concreta. A prescindere da tutto, può
  anche  andare  sulla  finanziaria, ma può comunque  predisporre  la
  norma, sì, se la può predisporre, la predispone.
   L'ordine del giorno n. 651 è ritirato.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Il parere del Governo sull'ordine del giorno n. 652?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Col parere favorevole del Governo, pongo in  votazione
  l'ordine del giorno n. 652.
   Chi è contrario si alzi; chi è favorevole rimanga seduto.

                            (E' approvato)

   mafia in Sicilia per l'anno 2011 (Doc. VIII).

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Discussione sulla relazione per l'anno 2011 della Commissione
   parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in
     Sicilia, approvata ai sensi dell'art. 7, comma 1, della legge
              regionale 14 gennaio 1991, n. 4 (Doc. VIII)

   Si  passa  al  III punto all'ordine del giorno: Discussione  sulla
  relazione  per  l'anno  2011  della  Commissione  parlamentare   di
  inchiesta  e  vigilanza  sul  fenomeno  della  mafia  in   Sicilia,
  approvata  ai sensi dell'art. 7, comma 1, della legge regionale  14
  gennaio 1991, n. 4 (Doc. VIII).
   Comunico  all'Aula  di  avere proposto all'onorevole  Speziale  di
  estrapolare le parti più importanti e di andare in estrema sintesi.
  Poi ogni deputato, essendo in possesso della relazione che riguarda
  il 2011, potrà approfondire tutto ciò che ritiene utile.

  PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione e
  relatore, onorevole Speziale.

  SPEZIALE,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  avendo già consegnato ai deputati nei  giorni  scorsi,
  attraverso e-mail, la relazione del 2011, mi rimetto al testo.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
  650,   di  approvazione  della  relazione  per  l'anno  2011  della
  Commissione  parlamentare  di inchiesta e  vigilanza  sul  fenomeno
  della  mafia in Sicilia, approvata ai sensi dell'art. 7,  comma  1,
  della  legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4 (Doc. VIII),  a  firma
  degli   onorevoli  Cracolici,  Musotto,  Di  Benedetto,  Gucciardi,
  Romano, Buzzanca e Parlavecchio.
   Tutti  i  deputati presenti in Aula appongono la firma  all'ordine
  del giorno.
   Lo  pongo in votazione.  Chi è contrario si alzi; chi è favorevole
  rimanga seduto.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è  rinviata  a  domani,
  mercoledì  7 marzo 2012, alle ore 16,00 con il seguente ordine  del
  giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  - Comunicazioni

  II   -  Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello  Statuto
   siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. a.s.  2962  e
   a.s.  2976  (n.  8/I),  di  iniziativa parlamentare,  concernenti
   modifiche dello Statuto della Regione in materia di riduzione del
   numero dei deputati regionali

  III  -Discussione del disegno di legge:

   - Norme urgenti per il passaggio al digitale terrestre. Modifiche
     in  materia  di  composizione del Comitato  regionale  per  le
     comunicazioni  (n. 867/A)
             Relatore: on. Mancuso

                   La seduta è tolta alle ore 18.17

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

      Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica «Territorio e
                               Ambiente»

   BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione ed all'Assessore per il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   la  legge  regionale  29 novembre 2005, n.  15  (Disposizioni  sul
  rilascio  delle  concessioni  di beni  demaniali  e  sull'esercizio
  diretto   delle  funzioni  amministrative  in  materia  di  demanio
  marittimo)  con  l'art. 4 (Piani di utilizzo delle  aree  demaniali
  marittime)  ha  sancito: '1) le attività e le opere consentite  sul
  demanio  marittimo,  ai  sensi dell'art. 1  della  presente  legge,
  possono  essere  esercitate e autorizzate solo in  conformità  alle
  previsioni  di  appositi  piani di utilizzo  delle  aree  demaniali
  marittime,  approvati dall'Assessorato regionale del  territorio  e
  dell'ambiente su proposta dei comuni costieri. Detti  piani  devono
  prevedere appositi spazi per l'accesso di animali di affezione';
   solamente  presso  le spiagge di Priolo e di  Vulcano  sono  stati
  previsti degli appositi spazi per gli animali di affezione;

   premesso ancora che:

   il  D.D.G.  n.  476 del 1  giugno 2007 del dirigente generale  del
  dipartimento   del  territorio  e  dell'ambiente  ha  espressamente
  sancito  il transito la sosta ed il bagno di cani ed altri animali,
  anche  se  al  guinzaglio,  senza prima preoccuparsi  del  rispetto
  dell'obbligo di legge sopra richiamato;

   il mancato rispetto di tale divieto comporta una sanzione da 100 a
  1.000  euro  ai  sensi dell'art. 1164, comma 2,  del  codice  della
  navigazione;

   le  linee guida per la redazione dei piani di utilizzo del demanio
  marittimo di cui al recente decreto 4 luglio 2011, pubblicato nella
  GURS  n.  35  del  19.08.2011,  hanno previsto  in  attuazione  del
  disposto legislativo le aree attrezzate per l'accesso di animali di
  affezione;  su 122 comuni costieri solamente 52 hanno  definito  le
  procedure  di  redazione  dei  piani  e  trasmesso  gli  stessi  al
  competente dipartimento dell'Assessorato Territorio;

   considerato che:

   l'Assessorato non può approvare un piano di utilizzo  del  demanio
  marittimo senza la previsione di appositi spazi per gli animali  di
  affezione come statuito dall'art. 4 della l.r. 15/2005;

   i  piani  proposti  dai 52 comuni siciliani e quelli  che  saranno
  proposti  dagli  altri  70  comuni  costieri  debbono  prevedere  i
  suddetti spazi per gli animali d'affezione come sancito dalla norma
  regionale  ed  in  assenza di tale previsione non sono  conformi  a
  legge;

   per sapere:

   se  i piani già proposti da 52 comuni costieri prevedano gli spazi
  per  animali  d'affezione secondo le indicazioni delle linee  guida
  pubblicate sulla GURS n. 35/2011 per la redazione dei P.D.U.M.;

   come  intendano  provvedere qualora tali  piani  di  utilizzo  non
  prevedessero  le  aree  attrezzate  per  l'accesso  di  animali  di
  affezione nella GURS;

   se  nelle indicazioni che verranno date ad eventuali commissari ad
  acta   sarà   richiamata  l'attenzione  sull'obbligatorietà   della
  suddetta previsione;

   come intendano procedere per l'applicazione della norma già citata
  in  tempi  'non burocratici' ma sostanziali ed effettivi e comunque
  al fine di consentire ai cittadini, entro la prossima primavera, di
  usufruire  degli  spazi  previsti per gli  animali  di  affezione».
  (2264)

   Risposta.  -  «Con   riferimento  all'interrogazione  indicata  in
  oggetto,  si rappresenta quanto segue.
   Relativamente al punto in cui si chiede se i piani proposti dai 52
  Comuni  costieri  prevedano  spazi  per  animali  d'affezione,  può
  affermarsi  che, dai PUDM finora visionati dal competente  Servizio
  dell'Assessorato,  tutti  i Comuni hanno previsto  nelle  norme  di
  attuazione dei relativi provvedimenti gli spazi per gli animali  di
  affezione.  Si  precisa  inoltre, che  nell'eventualità  in  cui  i
  successivi  PUDM che verranno analizzati non prevedano  i  suddetti
  spazi,   si   provvederà  anche  d'ufficio  all'inserimento   della
  previsione riguardante gli stessi , in sede di approvazione.
   Con  riguardo,  infine,  a  quanto  richiesto  relativamente  alla
  concreta  applicazione della previsione in parola, deve  precisarsi
  che in atto nessuno dei PUDM presentati ed esaminati è stato ancora
  approvato in via definitiva, tenuto conto che le Linee guida di cui
  al D.A. n. 95 del 4/7/2011 hanno previsto procedure di approvazione
  diverse rispetto a quelle di cui alle Linee guida del 2006,  e  ciò
  ha  determinato  la necessità di chiedere ai Comuni  interessati  i
  prescritti adeguamenti procedurali.
   E'  evidente quindi, che vi sarà un certo slittamento nei tempi di
  approvazione dei PUDM, fermo restando l'impegno a definirli con  la
  dovuta celerità non appena perverranno le richieste integrazioni».

                              L'Assessore
                       Avv. Sebastiano Di Betta