Presidenza del vicepresidente Oddo
PARLAVECCHIO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Barbagallo è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Scoma è in missione, per
motivi istituzionali, dal 6 all'8 marzo 2012.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la risposta scritta alla
seguente interrogazione:
- da parte dell'Assessore per il Territorio e l'Ambiente:
N. 2264 - Chiarimenti in ordine ai contenuti dei piani di utilizzo
delle aree demaniali marittime.
Firmatario: Barbagallo Giovanni
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2455 - Immediata erogazione delle risorse destinate alle
autonomie locali per l'anno 2012.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Economia
Firmatario: Falcone Marco
N. 2456 - Chiarimenti sull'utilizzo delle nuove
apparecchiature presso l'ospedale Basso Ragusa di Militello in Val
di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario:Falcone Marco
N. 2457 - Provvedimenti conseguenti all'esclusione di alcune
associazioni o complessi bandistici dal piano di ripartizione dei
contributi di cui alla legge regionale 10 dicembre 1985, n. 44, per
l'anno 2011.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Ardizzone Giovanni
N. 2458 - Chiarimenti sulla gestione del settore 'danza' nel
Teatro Massimo Bellini di Catania.
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Raia Concetta
N. 2459 - Chiarimenti sulla mancata attribuzione dello status di
comune montano a Ragalna (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Falcone Marco
N. 2460 - Chiarimenti sulla mancata liquidazione di quanto
spettante alla ditta Davì-Scarfi per ritrovamenti archeologici.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2461 - Notizie sulla mancata assunzione dei lavoratori precari
della Multiservizi s.p.a.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore
N. 2466 - Notizie sulla nomina delle 'commissioni invalidi' presso
l'ASP di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Lentini Salvatore
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in commissione:
N. 2467 - Chiarimenti sull'applicazione in Sicilia della normativa
in materia di soppressione della figura del direttore generale
negli enti locali.
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Galvagno Michele
L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo e alla
competente Commissione.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2462 - Notizie sui tempi di costituzione e sulla operatività
della nuova società consortile Beni culturali nell'ambito del piano
di riordino regionale delle società partecipate.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Scoma Francesco
N. 2463 - Revoca del provvedimento di trasferimento dell'addetto
stampa dell'Azienda sanitaria provinciale di Ragusa.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Leontini Innocenzo; Ammatuna Roberto
N. 2464 - Notizie in merito alla pubblicazione del manuale 'Vini
dell'Etna 2012' nell'ambito del progetto 'Innovazione e
valorizzazione della filiera vitivinicola siciliana'.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 2465 - Interventi urgenti per garantire l'erogazione del buono
socio-sanitario 2012.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Salute
Firmatario: Mattarella Bernardo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 352 Iniziative al fine di sbloccare le risorse
comunitarie, sostenere le imprese e favorire nuove opportunità di
lavoro produttivo , degli onorevoli Barbagallo, Lupo, Galvagno e
Mattarella, presentata il 28 febbraio 2012;
numero 353 Iniziative volte a scongiurare i previsti tagli alla
scuola e per l'approvazione in tempi brevi di una legge organica
sul diritto allo studio , degli onorevoli Barbagallo, Lupo,
Galvagno e Mattarella, presentata il 28 febbraio 2012;
numero 354 Interventi volti ad accelerare la realizzazione
dell'autostrada Siracusa-Ragusa-Gela , degli onorevoli Federico,
Minardo, Digiacomo e Calanducci, presentata il 29 febbraio 2012;
numero 355 Misure urgenti a sostegno dell'emittenza locale
durante il processo di transizione dal sistema analogico a quello
digitale terrestre , degli onorevoli Colianni, Arena, Romano e
Federico, presentata il 29 febbraio 2012;
numero 356 Iniziative, anche a livello centrale, atte a favorire
il credito agevolato e la ripresa produttiva delle piccole e medie
imprese siciliane , degli onorevoli Fiorenza, Colianni, Musotto e
D'Agostino, presentata il 29 febbraio 2012.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione relativa alla mozione numero 345
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'approvazione, nella
seduta n. 326 del 28 febbraio 2012, dell'ordine del giorno n. 639
Delucidazioni ed adozione di opportune misure in ordine alla
società 'Sicilia e-Servizi s.p.a.' , è da intendersi assorbita la
mozione n. 345, presentata dall'onorevole Leontini ed altri in data
21 febbraio 2012, di contenuto pressoché identico.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di nuova denominazione di Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che:
con nota, pervenuta il 5 marzo 2012 e protocollata al n.
2296/AULAPG di pari data, l'onorevole Francesco Musotto, nella
qualità di Presidente del Gruppo parlamentare Movimento per le
autonomie , ha comunicato che lo stesso Gruppo ha mutato l'attuale
denominazione in MPA Movimento per le Autonomie - Alleati per il
Sud , allegando il relativo simbolo con annessa descrizione;
con nota, pervenuta alla Presidenza l'1 marzo 2012 e
protocollata al n. 2329/AULAPG del 6 marzo successivo, l'onorevole
Raimondo Maira, nella qualità di Presidente del Gruppo parlamentare
I Popolari d'Italia Domani (PID), ha comunicato che lo stesso
Gruppo ha mutato l'attuale denominazione in PID - Cantiere
Popolare .
L'Assemblea ne prende atto.
fenomeno della mafia in Sicilia (Doc.VIII)
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione sulla relazione per l'anno 2010 della Commissione
parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in
Sicilia, approvata ai sensi dell'art. 7, comma 1, della legge
regionale 14 gennaio 1991, n. 4 (Doc. VII)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione sulla relazione per l'anno 2010 della Commissione
parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in
Sicilia, approvata ai sensi dell'art. 7, comma 1, della legge
regionale 14 gennaio 1991, n. 4 (Doc. VII).
Invito i componenti la Commissione Antimafia a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
onorevole Speziale, per svolgere la relazione.
SPEZIALE, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, come stabilito dal Regolamento interno, la Commissione
Antimafia è tenuta, ogni anno, a predisporre una relazione da
sottoporre alla valutazione e alla discussione del Parlamento
siciliano. Per la verità, questa prassi si era interrotta per
alcuni anni, sotto la mia presidenza e grazie al contributo dei
colleghi della Commissione Antimafia è stata ripresa.
Per cui, mi permetterete di leggere la relazione della Commissione
sul fenomeno della mafia in Sicilia, in modo tale che, mi auguro,
si possano aprire discussioni e spunti circa l'attività svolta e
circa l'attività che nello scorcio finale della legislatura
possiamo continuare a svolgere.
La Commissione d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in
Sicilia, istituita ai sensi della regionale 14 gennaio 1991, n. 4,
nell'anno 2010, è stata impegnata in attività complesse volte alla
verifica dell'efficacia di normative di settore,
all'approfondimento scientifico della fenomenologia della mafia e
alla realizzazione di interventi concernenti la modifica della
legislazione nazionale e regionale di settore.
Ha quindi proceduto ad un'attenta verifica dei risultati raggiunti
dalle principali leggi di settore della Regione: la legge regionale
20 novembre 2008, n. 15 Norme di contrasto alla criminalità
organizzata e la legge regionale 13 settembre 1999, n. 20 Nuove
norme in materia di interventi contro la mafia e di misure di
solidarietà in favore delle vittime della mafia e dei loro
familiari .
E' stata inoltre analizzata un'interessante correlazione tra la
presenza della Commissione negli enti locali per promuovere la
conoscenza delle disposizioni della suddetta legge e la loro
efficacia nelle realtà visitate.
La Commissione ha proceduto alla realizzazione di audizioni volte
ad approfondire tematiche di particolare interesse o casi segnalati
da denunce circostanziate, principalmente ma non esclusivamente nel
settore dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
Ha deliberato l'adozione di un Protocollo di legalità relativo
alle energie alternative volto a limitare i tentativi di
infiltrazione mafiosa nel comparto.
Ha proseguito l'intenso lavoro degli anni precedenti sui beni
confiscati. Si è anche occupata di specifici casi ritenuti
emblematici per la lotta alla mafia, come quello dell'ex-feudo
Verbum Caudo , promuovendo incontri istituzionali che sono stati
fondamentali al fine di risolvere la questione tramite un accordo
poi intercorso tra le parti.
Ha organizzato un importante convegno presso la Sala gialla di
Palazzo dei Normanni su Gestione e destinazione dei beni
confiscati alla criminalità organizzata: problematiche
applicative , a cui hanno partecipato autorevoli esponenti della
politica regionale, della magistratura e delle amministrazioni
statali e regionali; durante l'incontro sono state formulate
proposte volte a migliorare la normativa regionale antimafia e sono
emerse alcune criticità relative alle competenze di molti comuni
siciliani nella gestione dei beni immobili confiscati.
La Commissione, d'intesa con la Presidenza dell'Assemblea, ha
istituito due sottocommissioni d'indagine: la Sottocommissione di
indagine sugli eventuali rapporti tra il settore bancario e
attività connesse al fenomeno mafioso, in particolare al racket e
all'usura e la Sottocommissione d'inchiesta sui condizionamenti
della criminalità organizzata nei finanziamenti comunitari al
comparto agricolo siciliano .
Sulla base di un documento approvato dalla Commissione nazionale
antimafia e nell'ottica di dare una risposta alle istanze di
moralizzazione della pubblica amministrazione, ha discusso ed
elaborato uno schema di disegno di legge finalizzato ad introdurre
nuove cause ostative alla nomina o di decadenza per alcune cariche
politiche e dirigenziali.
La Commissione, nel corso del 2010, ha tenuto quindici sedute
plenarie in sede, l''Ufficio di presidenza si è riunito 6 volte (3
volte fuori sede), le Sottocommissioni si sono riunite otto volte.
Le audizioni svolte dalla Commissione e dalle Sottocommissioni sono
state particolarmente significative, tra le quali possiamo citare
quelle del direttore regionale della Banca d'Italia, dott. Giuseppe
Sopranzetti e dell'amministratore delegato di Unicredit-BDS, dott.
Roberto Bertola.
La Commissione ha quindi proceduto alla verifica delle leggi di
settore.
La legge regionale 20 novembre 2008, n. 15 Norme di contrasto
alla criminalità organizzata
votata all'unanimità dall'ARS, è stata il frutto di un attento e
approfondito lavoro svolto dalla Commissione regionale antimafia.
Autorevolissime autorità istituzionali l'hanno indicata come una
legge innovativa ed efficace e alcune disposizioni legislative ivi
presenti sono state inserite nella recente legislazione nazionale
antimafia, ad esempio quelle relative alla tracciabilità dei
pagamenti nel settore degli appalti. Pur tuttavia non possiamo fare
a meno di notare che il ridimensionamento dei finanziamenti di
alcuni capitoli di spesa per l'anno 2010/2011 e la mancata
emanazione di alcuni regolamenti attuativi ne hanno inficiato, in
alcune parti, l'efficacia.
La possibilità di istituire nelle scuole primarie e secondarie di
primo grado dei corsi di legalità, come previsto dall'articolo 1,
nel primo anno di applicazione della legge, è stata accolta molto
favorevolmente da parte degli istituti scolastici regionali.
Purtroppo, nella legge di bilancio per il 2010, i fondi a
disposizione sono stati azzerati, rendendo in tal modo impossibile
continuare e sviluppare il percorso formativo iniziato l'anno
precedente.
Una delle disposizioni legislative più importanti della legge è
senza dubbio quella relativa alla concessione di contributi per gli
imprenditori che denunciano richieste estorsive. Nel primo anno di
applicazione la suddetta norma ha favorito la presentazione di 8
denunce all'autorità giudiziaria ed il conseguente rinvio a
giudizio dei presunti estortori .
Tuttavia, a fronte di un cospicuo stanziamento finanziario per
l'anno 2009/2010, si è registrato un fortissimo ridimensionamento
per il 2010/2011 che indubbiamente, se riconfermato negli anni
avvenire, ne indebolirà l'operatività.
L'obbligo di costituzione di parte civile della Regione nei
processi di mafia, prevista dall'articolo 4, ha avuto un impatto
significativo, almeno da un punto di vista simbolico, nella lotta
alla criminalità organizzata. Ai sensi del suddetto articolo 4, la
Giunta regionale ha deliberato la costituzione di parte civile per
quattro volte.
La razionalizzazione delle spese per il rimborso delle spese
legali per la costituzione di parte civile, prevista dall'articolo
12, andrà pienamente a regime negli anni a venire, tuttavia un
primo dato è degno di segnalazione: nel 2009 lo stanziamento
regionale nel Fondo di riferimento ammontava a 2 milioni 300 mila
euro, nei primi 6 mesi del 2010 è stato ridotto a 400 mila euro,
generando in tal modo un significativo risparmio per il bilancio
regionale.
Voglio comunque qui fare una ulteriore precisazione ed invito il
Governo, tramite l'assessore Pier Carmelo Russo, a porre la dovuta
attenzione. Mi viene segnalato da più parti che la Giunta regionale
non sempre ottempera all'obbligo normativo di costituirsi parte
civile in tutti i processi di mafia. Sarebbe necessario che da
parte del Governo ci sia una attenta valutazione attorno
all'applicabilità della norma e ci si muova affinché la norma possa
essere resa applicabile in tutti i processi di mafia.
La legge regionale 13 settembre 1999, n. 20, Nuove norme in
materia di interventi contro la mafia e di misure di solidarietà in
favore delle vittime della mafia e dei loro familiari è una legge
complessa finalizzata al sostegno delle realtà associative
impegnate nel contrasto alla criminalità organizzata e alle
relative vittime.
Tra le disposizioni più rilevanti annoveriamo i contributi alle
associazioni e alle fondazioni impegnate nel contrasto alla
criminalità organizzata. Molte associazioni antiracket e antiusura
sono state fondamentali nell'aiutare gli imprenditori ad affrontare
le problematiche causate dall'azione della mafia e, allo stesso
tempo, sono state di grande aiuto per diffondere una cultura della
legalità all'interno della società siciliana.
Le associazioni antiracket operanti in Sicilia che hanno
beneficiato dei contributi regionali ai sensi dell'articolo 17 sono
state, nel 2009, trentacinque. Pur tuttavia, risulta evidente,
nell'ottica di una razionalizzazione delle spese, la necessità di
sostenere finanziariamente soprattutto quelle strutture associative
che sono state realmente attive e operative nel contrasto alla
criminalità organizzata. Un possibile metro di giudizio atto a
valutare l'efficacia della loro azione sul territorio potrebbe
essere dato dalla costituzione di parte civile nei processi contro
la criminalità organizzata e la mafia. Secondo i dati in nostro
possesso, sono 12 le strutture associative che si sarebbero
costituite, negli ultimi anni, parte civile nei processi per reati
collegabili alla mafia.
Da un'analisi complessiva della legge si è inoltre evidenziata una
sovrapposizione tra i fondi statali e regionali, ad esempio nel
delicato settore dei contributi alle vittime del terrorismo e della
mafia, ma anche relativamente ai requisiti necessari per
l'assunzione presso pubbliche amministrazioni. E' utile, a tal
riguardo, sottolineare che una parte considerevole del Fondo di
rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo
mafioso, previsto dalla legislazione nazionale, ha una
disponibilità finanziaria di gran lunga superiore al Fondo previsto
per gli stanziamenti della Regione, inoltre è alimentato con i
fondi provenienti dalle confische alla criminalità organizzata,
quindi provenienti per la maggior parte dalla Sicilia.
Conseguentemente, sarebbe auspicabile una razionalizzazione della
spesa regionale per le vittime di mafia ed usura, eliminando
innanzi tutto quei contributi già previsti dalla legislazione
nazionale e attribuendo un ruolo più attivo all'ufficio speciale
per le vittime della mafia, soprattutto per quel che concerne le
informazioni alle vittime che, in alcuni casi, non conoscono
appieno la normativa a loro applicabile. In tal modo, si
libererebbero cospicue risorse che potrebbero essere impiegate in
nuovi settori ad esempio nella gestione dei beni confiscati.
E' stata analizzata un'interessante correlazione tra le presenze
della Commissione negli enti locali, e la conoscenza e l'efficacia
delle disposizioni della legge regionale 15/08. Alcuni dati sono a
tal riguardo molto significativi. A Catania, dove sono stati
realizzati alcuni incontri dalla Commissione e dall'Ufficio di
presidenza con i sindacati e le associazioni di categoria locali,
si sono registrate numerose richieste di contributi per
l'istituzione dei laboratori della legalità. Al contrario, nella
provincia di Enna, dove né la Commissione né l'Ufficio di
presidenza hanno effettuato incontri con i rappresentanti politici,
istituzionali o economici, non ci sono state richieste per accedere
ai contributi previsti dagli articoli 1 e 3. Gli ottimi risultati
registrati dai comuni della provincia di Caltanissetta sono,
probabilmente, ascrivibili agli innumerevoli incontri con le
istituzioni e le associazioni locali organizzati dalla Presidenza.
Bisogna tuttavia precisare che questi dati avrebbero bisogno di un
campione più ampio e meglio strutturato per essere definiti
scientifici, pur tuttavia possono sicuramente rappresentare una
linea di tendenza che dovrebbe essere maggiormente sviluppata e
analizzata in futuro, soprattutto focalizzando la reale efficacia
della comunicazione relativa alle leggi approvate dall'Assemblea
regionale siciliana.
I risultati della verifica della legge 20/99 hanno evidenziato la
necessità di realizzare modifiche normative finalizzate ad
eliminare interventi regionali già previsti dalla normativa statale
e di modificare la concessione dei contributi alle associazioni e
alle fondazioni secondo criteri meritocratici.
La legge regionale 20 novembre 2008, n. 15 ha fatto registrare
giudizi molto positivi da parte della società civile e delle
istituzioni grazie ad alcune innovazioni legislative che, in parte,
sono state anche prese a modello dalla legislazione nazionale
antimafia. Pur tuttavia, non si può fare a meno di notare che la
mancanza di alcuni regolamenti attuativi e le limitazioni imposte
dal ridimensionamento di alcuni capitoli di spesa ne hanno, in
alcune parti, inficiato l'efficacia.
E' stato adottato un protocollo di legalità per le energie
alternative, che come tutti sanno è stato nell'occhio del ciclone
nel corso degli ultimi anni e di una particolare attenzione da
parte delle Forze dell'ordine della Magistratura.
Il settore degli insediamenti produttivi per le energie
alternative, grazie alle agevolazioni concesse dalla legislazione
nazionale, è stato contraddistinto, negli ultimi tempi, da un
rilevante numero di imprese che hanno realizzato ingenti
investimenti nel settore.
La Commissione, avendo approfondito la tematica, e temendo
infiltrazioni della criminalità organizzata, ha approvato un
Protocollo d'intesa che si propone di essere un utile strumento a
disposizione delle amministrazioni atto a rendere l'intero comparto
meno permeabile alle infiltrazioni della mafia.
Il predetto Protocollo, similmente ad altri già operativi nel
nostro territorio, è focalizzato su un continuo e intenso scambio
di informazioni tra Prefettura, Assessorato regionale dell'energia
e dei servizi di pubblica e utilità, Questura, Comune e impresa
assegnataria delle autorizzazioni per gli insediamenti per la
produzione di energia rinnovabile relativamente agli appalti, ai
sub-appalti, all'assunzione del personale ed agli investimenti
realizzati.
Tra le informazioni che l'impresa è obbligata a fornire, ci sono
quelle relative all'impianto produttivo e al personale incaricato
di svolgere i lavori; inoltre, la stessa impresa, si obbliga ad
acquisire le informazioni antimafia concernenti le imprese con
cui stabilirà eventuali rapporti relativi a subappalti o a
forniture.
Infine, al fine di rendere i controlli più celeri ed efficaci,
l'impresa si impegna a favorire l'esercizio dei poteri ispettivi da
parte delle autorità, nominando a tal proposito un soggetto
referente per le attività e per le finalità del Protocollo.
In sintesi, il Protocollo potrà essere un valido strumento
soprattutto per superare le lacune della normativa di settore e le
rigidità burocratiche causate dai riparti di competenza tra le
varie amministrazioni.
La Commissione si è occupata attivamente della questione dei beni
confiscati seguendo tre direttive. E' un tema fondamentale sul
quale penso che dovremmo intervenire sul piano normativo, innanzi
tutto, attraverso alcuni incontri con autorità politiche e
istituzionali, ha esercitato un'incisiva azione al fine di
promuovere modifiche ad una legislazione nazionale (in continua
evoluzione) che tende indubbiamente a penalizzare le Regioni nelle
assegnazioni degli immobili e delle somme confiscate alla mafia.
Un secondo aspetto dell'attività sui beni confiscati è
l'incessante impegno profuso nella risoluzione di singoli casi
ritenuti particolarmente significativi e simbolici.
A tal riguardo è da segnalare la problematica dell'ex feudo
Verbumcaudo', di Polizzi Generosa, un bene immobile confiscato al
noto mafioso Michele Greco al centro di una lunga e complessa
questione giudiziaria. Il bene in questione era gravato da
un'ipoteca che ne rendeva difficile l'assegnazione per finalità
sociali, e l'opposizione dei creditori interessati alla riscossione
del credito vantato ne stava provocando la messa all'asta. Le
caratteristiche geografiche ed economiche di Verbumcaudo',
contraddistinto dalla lontananza dai centri urbani e quindi poco
appetibili agli ipotetici investitori, nel caso di un'asta
pubblica, avrebbero potuto favorire una riacquisizione del bene da
parte della mafia.
Oltre a rappresentare un simbolo della sopraffazione mafiosa, nel
corso degli anni, il suddetto feudo Verbumcaudo' ha rappresentato
anche un problema di ordine pubblico, come hanno dimostrato le
pesanti intimidazioni mafiose al sindacalista della CGIL, Vincenzo
Liarda, da sempre impegnato per assegnare il bene a cooperative
chiaramente lontane da qualsiasi connivenza con l'organizzazione
mafiosa. L'attività della Commissione è stata incisiva, molti suoi
componenti hanno partecipato attivamente alle manifestazioni di
solidarietà per l'assegnazione dell'ex-feudo alle cooperative
antiracket, contribuendo in tal modo a tenere vivo l'interesse dei
media e della pubblica opinione sulla questione. Allo stesso tempo,
assieme ad alcune istituzioni locali e all'Agenzia nazionale per i
beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ha
esercitato un'opera di pressione politica e mediatica sui
creditori, promuovendo incontri con la Pirelli Re, titolare della
cartolarizzazione, e con Unicredit, titolare del credito.
Alla fine di questo difficile percorso, le istituzioni regionali e
le banche sono addivenute ad un accordo finalizzato ad una
sostanziale riduzione dell'ipoteca, alla rateizzazione della
stessa, e ad altre facilitazioni che hanno evitato la messa
all'asta del bene e ne prefigurano, in un prossimo futuro,
l'assegnazione a fini sociali. Poi è stato successivamente
assegnato, la relazione si riferisce all'anno 2010.
La terza direttrice su cui si è mossa la Commissione è quella
dell'approfondimento scientifico e culturale della tematica dei
beni confiscati attraverso l'organizzazione di un convegno.
Il convegno sulla Gestione e destinazione dei beni confiscati
alla criminalità organizzata: problematiche applicative ,
organizzato dalla Commissione, aveva due obiettivi prefissati:
sensibilizzare i rappresentanti delle amministrazioni locali
sull'importanza di superare le molte criticità relative alla
gestione e ai finanziamenti dei beni confiscati e realizzare un
confronto tra esperti al fine di condividere le conoscenze e
formulare delle proposte volte a migliorare la normativa regionale
di settore.
Gli scopi prefissati sono stati pienamente raggiunti: la
partecipazione dei rappresentanti degli enti locali siciliani è
stata numerosa e particolarmente interessata, i relatori del
Convegno hanno condiviso dati, analisi e proposte che sono state la
base dell'elaborazione di un disegno di legge sull'istituzione di
un'agenzia regionale per i beni confiscati alla criminalità
organizzata.
I dati e le analisi diffuse sono state esaurienti e significative
grazie soprattutto all'autorevolezza e alla professionalità dei
relatori. In particolare, sono stati trattati i temi della capacità
di spesa degli enti locali siciliani relativamente alle risorse
messe a disposizione dal PON sicurezza 2007/2013, dell'efficacia
dei Consorzi nella gestione dei beni confiscati, del ruolo dei
tribunali di sorveglianza nel settore, delle esperienze delle
cooperative che gestiscono i patrimoni confiscati e delle
iniziative, anche politiche, finalizzate alla razionalizzazione
della materia de qua.
La capacità di spesa degli enti locali siciliani dei fondi a
disposizione dell'Obiettivo operativo 2.5 del PON Sicurezza
2007/2013, relativo ai beni confiscati, è insufficiente. Su un
budget disponibile di 29.294.813,76, la Sicilia, ad oggi, é
riuscita ad impiegare solo 10 milioni 751 mila euro, pari al 37 per
cento del totale. Come si evince dalla tabella allegata, che elenca
le capacità di spesa delle regioni dell'obiettivo 1, solo la Puglia
è riuscita ad utilizzare una percentuale di risorse minore rispetto
alla Sicilia. Dai dati riportati nella tabella 8, si nota
un'inspiegabile sperequazione nella divisione dei fondi: la
Sicilia, regione dove insiste quasi la metà dei beni confiscati
dell'intero territorio nazionale, è destinataria solamente del 32%
delle risorse indirizzate alle regioni dell'obiettivo 1
Nel corso degli ultimi anni, sono nati Consorzi finalizzati alla
gestione dei beni immobili e aziendali confiscati. Alcuni Consorzi,
supportati da un apparato burocratico professionale e dall'impegno
politico dei rappresentanti degli enti locali, sono riusciti ad
ottenere risultati considerevoli. Ad esempio, il Consorzio Sviluppo
e Legalità di San Giuseppe Jato, che riunisce otto comuni del
palermitano, è stato capace di promuovere la riammissione
nell'economia legale di circa 700 ettari di terreni agricoli e di
numerosi fabbricati rurali, utilizzando esclusivamente la selezione
con procedura ad evidenza pubblica nella scelta delle cooperative e
delle associazioni incaricate di gestire i beni.
Queste ultime riescono a fatturare circa 5 milioni di euro
l'anno, generando un forte volano nell'economia legale in territori
contraddistinti da un forte radicamento mafioso.
Purtroppo, non tutte le esperienze dei Consorzi possono registrare
siffatti risultati, pur tuttavia alcuni casi possono essere degli
esempi di best pratice nell'ottica di un modello sicuramente da
sviluppare.
La giurisprudenza promossa dal Tribunale di Palermo è stata
essenziale al fine di limitare le criticità relative al sequestro
dei beni appartenenti ad esponenti della criminalità organizzata,
soprattutto a causa dell'occupazione dei beni da parte di persone
legate ai vecchi proprietari.
Da un'analisi sul numero di confische e sulle innovazioni
giurisprudenziali, la magistratura delle altre province siciliane
non appare ugualmente produttiva rispetto a quella palermitana
nella materia de qua.
Come evidenziato da gran parte dei relatori del Convegno, la
gestione a fini produttivi dei beni aziendali confiscati è molto
difficile. Pur tuttavia, alcune cooperative, come Libera , hanno
registrato numerosi successi ed hanno anche creato un modello di
best practice copiato in altre parti d'Italia e nel mondo.
Durante il Convegno sono emerse le difficoltà relative alla
capacità da parte degli enti locali siciliani di realizzare
strutture burocratiche efficienti e capaci di dare risposte alle
problematiche inerenti le confische. I dati, acquisiti dall'Ufficio
speciale per la legalità, sono a tal riguardo emblematici: su 390
richieste rivolte ai comuni siciliani sulla loro capacità di
affrontare la gestione dei beni confiscati, hanno risposto soltanto
300 (il 77%). Di questi, 106 hanno nel proprio patrimonio beni
confiscati, ma circa la metà (60 su 106) ha dichiarato di non
poterli utilizzare a causa della mancanza di risorse finanziarie da
destinare alla riqualificazione degli stessi. Alcuni comuni hanno
addirittura dichiarato di non essere a conoscenza delle fonti di
finanziamento previste, come quella del PON Sicurezza 2007/2013
Il problema dovuto alla mancanza di informazione, competenza e
attenzione di molti enti locali siciliani è esasperato dall'enorme
quantità di beni sotto confisca: in Sicilia, sono circa 1.821 i
beni confiscati ancora in gestione al demanio che non possono
essere assegnati agli enti locali, alle province e alla Regione a
causa di alcune criticità ivi presenti (gravami ipotecari,
occupazioni da parte dei prevenuti, azioni giudiziarie, civili e
penali, pendenti, immobili in proprietà indivisa). Sono invece
1.940 i beni già assegnati (di cui circa l'85% assegnato agli enti
locali).
Infine, l'ultima problematica emersa, è relativa all'assurdo
pagamento dei canoni che la Regione siciliana paga allo Stato sui
beni confiscati locati dalle amministrazioni regionali: nell'ultimo
decennio i trasferimenti regionali hanno raggiunto la cifra di 35
milioni di euro
Dall'analisi delle criticità e delle proposte venute in essere
durante il convegno, è emersa la necessità di creare un quadro
legislativo regionale capace di supportare gli enti locali (ma
anche le associazioni del terzo settore) nella preparazione dei
progetti finalizzati all'assegnazione dei beni confiscati e dei
finanziamenti disponibili (sia per quel che concerne il PON
sicurezza, ma anche per tutti gli altri Fondi regionali, statali ed
europei). A tal fine la Commissione ritiene necessario approvare
una legge che istituisca in tempi brevi un'agenzia per i beni
confiscati alla criminalità organizzata, dotata di un apparato
burocratico altamente specializzato e incaricato, tra l'altro, di
supportare enti locali e associazioni no profit nella
predisposizione dei progetti. Si creerebbe così un modello di
burocrazia attiva con una mission fortemente indirizzata nel
Sfare sistema con gli enti locali al fine di superare le rigidità
delle competenze nella gestione produttiva dei beni confiscati e
nell'utilizzo pieno ed esaustivo dei contributi nazionali ed
europei.
Come già avevo rilevato la Commissione si è data due strumenti
operativi con due sottocommissioni:
Sottocommissione di indagine sugli eventuali rapporti tra il
settore bancario e attività connesse al fenomeno mafioso in
particolare al racket e all'usura .
I fenomeni di usura e racket rappresentano oggi due problematiche
che compromettono gravemente il sistema economico regionale e
nazionale.
Il racket è una fattispecie criminale saldamente legata al
controllo territoriale e risulta a tutt'oggi uno degli aspetti più
rilevanti del potere mafioso. La Sottocommissione non ha però
trovato connivenze strutturali col sistema bancario siciliano, al
di là di singoli episodi che, ad oggi, sembrano limitati.
L'usura invece è senza dubbio un fenomeno che storicamente ha
sempre avuto connivenze col sistema bancario e che tende a
manifestarsi maggiormente nelle fasi di andamento congiunturale
sfavorevole (a causa delle improvvise e gravi carenze di liquidità
per le piccole e medie imprese, ma anche per le difficoltà
nell'accesso al credito) e nelle realtà dove è meno robusto il
tessuto sociale e minore la presenza di forme associative e di
solidarietà.
L'usura, pur non essendo la prima fonte di finanziamento della
criminalità organizzata, rappresenta una componente molto
importante della stessa, essenzialmente per due ragioni. La prima
ragione concerne il riciclaggio di denaro sporco che viene
facilitato dai giri d'affari connessi ai prestiti elargiti dagli
uomini d'onore . Il secondo motivo è relativo al controllo del
sistema economico da parte della criminalità organizzata, controllo
che si estende e si diffonde anche grazie all'appropriazione delle
attività commerciali i cui titolari non riescono a pagare il denaro
avuto in prestito dall'usuraio.
La prima questione da affrontare è quella relativa al grado di
rischio usura a cui sono sottoposte oggi le imprese siciliane. Come
ha confermato il direttore regionale della Banca d'Italia, dott.
Sopranzetti, durante un'audizione tenuta dalla Sottocommissione,
l'economia della Sicilia, già affetta dai noti problemi strutturali
tipici del Mezzogiorno, non poteva non risentire, nel corso del
2009, della grave crisi internazionale, crisi che ha provocato il
sostanziale arresto dell'economia mondiale (il prodotto mondiale si
è contratto dello 0,6%) e, in Italia, ha registrato la peggiore
flessione del PIL dal secondo dopoguerra (oltre il 5%). Pertanto
tutti i principali settori dell'economia isolana hanno registrato,
nello scorso anno, riduzioni nei livelli di attività,
principalmente nei settori dell'industria, dell'edilizia e del
commercio. Inoltre, è da registrare un altro fattore che rende la
Sicilia sensibile all'usura: l'alto costo del denaro, altra
questione fondamentale. Purtroppo, in Sicilia esso risulta ancora
troppo dipendente dai costi connessi alla mancanza di legalità sia
al livello di criminalità organizzata, sia a livello di criminalità
comune. Infine, l'ultimo fattore di rischio-usura, è la rilevante
presenza di un'economia sommersa che, operando parzialmente o
totalmente nell'illegalità, è soggetta all'influenza dei canali
finanziamento illeciti.
Pur tuttavia, malgrado le suddette criticità, il grado di usura
presente in Sicilia non sembra maggiore rispetto a quello presente
in altre regioni. Dai dati forniti dalla Banca d'Italia e dalla
SCommissione regionale ABI Sicilia , in Sicilia non c'è stata una
riduzione nella concessione del credito e, inoltre, risulta ad
essere la prima regione d'Italia per la crescita degli impieghi.
Infine, i controlli della Banca d'Italia, contrariamente ai dati
registrati in altre regioni, soprattutto del Nord Italia, hanno
segnalato una bassa percentuale di operazioni bancarie sospette,
usualmente legate al riciclaggio di denaro sporco e all'usura.
In sintesi, la Commissione rileva la necessità di contrastare il
fenomeno del racket e dell'usura in maniera costante e decisa
rafforzando, oltre alle istituzioni atte alla repressione
dell'illegalità, il sistema bancario e le associazioni di
categoria.
La seconda Sottocommissione è quella relativa all'inchiesta sui
condizionamenti della criminalità organizzata nei finanziamenti
comunitari al comparto agricolo siciliano
La Sottocommissione, i cui lavori sono ancora in corso, ha
analizzato alcune criticità relative al sistema agricolo regionale
ed ha proposto, nei limiti di competenza, alcune misure volte alla
risoluzione delle stesse.
Durante alcune audizioni, ha messo in luce un'eccessiva
farraginosità dell'intera filiera di vendita dei prodotti agricoli
siciliani e la necessità di semplificarla e renderla più
trasparente. A tal riguardo, a seguito delle audizioni realizzate e
tenendo conto delle competenze regionali nella materia de qua, la
Commissione ritiene auspicabile approvare una norma che renda più
trasparente il sistema dei prezzi tramite l esposizione del doppio
prezzo (prezzo d'acquisto e prezzo di vendita) e con l'esatta
provenienza dei prodotti agricoli. Una maggiore trasparenza dei
prezzi e il ridimensionamento della filiera produttiva
diminuirebbero in maniera sostanziale le possibilità di
infiltrazioni mafiose nel comparto agricolo.
Durante i lavori della Sottocommissione sono emerse gravi
criticità nel coordinamento delle istituzioni (Guardia di Finanza,
Corpo forestale nazionale e regionale, uffici delle dogane, corpi
dei carabinieri specializzati come i NAS, ecc) preposte alla
repressione delle frodi per quello che concerne l'origine e la
qualità dei prodotti. Sarebbe quindi auspicabile la creazione di
nuove sedi di coordinamento o il rafforzamento delle stesse, ad
esempio sfruttando in maniera più proficua il ruolo delle
prefetture.
Sulla base di suggerimenti e conclusioni presenti in un documento
approvato dalla Commissione nazionale antimafia e nel tentativo di
rafforzare la legalità tramite l'individuazione di strumenti atti
ad impedire contaminazioni nel buon andamento dell'azione politica
ed amministrativa regionale e locale, la Commissione ha elaborato,
ed intende riproporre, a seguito di un dibattito serrato e
complesso, il disegno di legge Norme in materia di incarichi e
nomine pubbliche .
Lo strumento individuato a raggiungere i suddetti fini è
l'individuazione della condanna di primo grado (per alcuni reati)
come causa ostativa e di decadenza per l'accesso o il mantenimento
delle cariche di assessore regionale, provinciale e comunale, di
incarichi, consulenze e nomine presso le amministrazioni regionali,
locali, le aziende sanitarie e gli enti sottoposti a tutela,
vigilanza e controllo della Regione. Le fattispecie di reato
elencate nel disegno di legge sono individuate come cause ostative
o di decadenza in quanto ritenute diretta espressione di crimini
commessi dalla mafia o di crimini, non direttamente legati alla
criminalità organizzata, ma ritenuti talmente odiosi che, venuti in
essere, comprometterebbero il rapporto di fiducia tra
amministratori e amministrati.
Il suddetto disegno di legge, firmato da alcuni componenti della
Commissione e approvato anche dalla Commissione Affari
Istituzionali , renderebbe senza dubbio la legislazione regionale,
relativa alle cariche elettive e dirigenziali, ancora più
restrittiva rispetto a quella nazionale, evidenziando l'impegno
della classe politica siciliana verso una moralizzazione
dell'azione amministrativa.
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
649, di approvazione della relazione per l'anno 2010 della
commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno
della mafia in Sicilia, approvata ai sensi dell'art. 7, comma 1,
della legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4 (Doc. VII), a firma
degli onorevoli Cracolici, Musotto, Di Benedetto, Gucciardi,
Romano, Buzzanca e Parlavecchio.
Comunico, altresì, che tutti i deputati presenti in Aula appongono
la firma al documento.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
isole minori
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazioni del Governo sul trasporto pubblico locale
e sui collegamenti con le isole minori
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su richiesta del Governo, motivata
da ragioni di salute, e non sorgendo osservazioni, si passa al IV
punto dell'ordine del giorno: Comunicazioni del Governo sul
trasporto pubblico locale e sui collegamenti con le isole minori.
Ha facoltà di parlare l'assessore per le infrastrutture e la
mobilità per svolgere le comunicazioni del Governo sul trasporto
pubblico locale.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità, Signor Presidente, onorevoli deputati, in questa fase la
comunicazione si limiterà all'indicazione delle risorse disponibili
e degli interventi deliberati sia dalla Giunta, sia dal Parlamento
regionale.
Con delibera 207 del 2011, la Giunta regionale di Governo ha
deliberato di avvalersi della facoltà prevista dall'art. 311 del
DPR 207/2010, recante: Regolamento di esecuzione del d.lgs
163/2006 e, in particolare, di ridurre nei limiti del cosiddetto
V d'obbligo , il valore dei contratti di fornitura di beni e
servizi tutti quanti nessuno escluso.
Allo stato, tuttavia, per quanto riguarda il trasporto pubblico su
gomma vi è uno stanziamento, previsto dal disegno di legge di
bilancio, e dunque dalla legge 5/2012 di autorizzazione
all'esercizio provvisorio, di importo corrispondente a quello
dell'anno precedente, vale a dire vi è allo stato dell'arte il 100
per cento di disponibilità per il trasporto pubblico su gomma
rispetto a quanto vi era nell'anno precedente, nell'esercizio
finanziario 2011.
Questo comporta che la regione siciliana può operare in dodicesimi
a valere su una dotazione finanziaria, ripeto, corrispondente
all'intero fabbisogno non ridotto del 20 per cento.
Tuttavia, poiché il disegno di legge finanziaria prevede una
riduzione di questo tipo, del 20 per cento, l'assessorato
infrastrutture si è visto costretto ad avviare una riflessione,
pronunciata sulla riduzione anche per il trasporto pubblico su
gomma, nella misura del quinto d'obbligo.
Perché cosa potrebbe capitare? Posta pari a cento la disponibilità
sul disegno di legge bilancio, l'amministrazione potrebbe operare
in dodicesimi su cento, anzi per comodità diciamo 120, così
potrebbe operare in dodicesimi quindi potrebbe erogare 10 al mese.
Se però, così come è stato proposto il disegno di legge
finanziaria, intervenisse una previsione che riduce del 20 per
cento la disponibilità su base annua delle risorse del trasporto
pubblico su gomma, significherebbe che nel caso in cui la legge di
bilancio, la legge finanziaria venga approvata il primo aprile, per
i residui nove mesi bisognerebbe applicare una percentuale di
riduzione pari al 20 per cento più n, dove n è quello che non si è
ridotto nei tre mesi precedenti.
Quindi sfioreremmo il 30 per cento di riduzione, il che
significherebbe che ci sarebbero cospicue contrazioni, quindi
stiamo già ragionando sulle riduzioni, il che comporta naturalmente
delle effervescenze.
Discorso diverso per quanto concerne il trasporto pubblico da e
per le isole minori, in quanto la legge di autorizzazione
all'esercizio provvisorio ha già previsto un importo ridotto del 20
per cento. Vale a dire, a contratti vigenti il fabbisogno è di 68
milioni di euro e, viceversa, la legge di autorizzazione
all'esercizio provvisorio consente, prevede una disponibilità su
base annua di 55 milioni di euro.
Ciò significa che per il trasporto pubblico su gomma la riduzione
del 20 per cento non è contenuta nella legge di autorizzazione
all'esercizio provvisorio, mentre il trasporto pubblico da e per le
isole minori la riduzione è già attuata.
Capisco che è abbastanza complesso starmi appresso nella
enumerazione che ho fornito, ma in estrema sintesi la situazione è
questa: da punto di vista finanziario, il trasporto pubblico su
gomma, legge 5/2012, disponibilità uguale a quella dell'anno
scorso; legge 5/2012 trasporto da e per le isole minori,
disponibilità finanziaria pari a quella dell'anno scorso meno il 20
per cento. Legge già operativa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Buzzanca. Ne ha
facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io la ringrazio
Assessore perché lei molto chiaramente ci sta dicendo ciò che aveva
già anticipato, in Commissione per la verità. E in quella sede, noi
abbiamo detto al Governo che abbiamo chiesto anche suo tramite che
venisse a riferire in Commissione sia l'assessore per il bilancio
sia lo stesso Governatore. E certamente non sfugge al Governo e
non sfugge a questa Presidenza e all'Aula l'importanza
dell'argomento che stiamo trattando stasera.
Io intanto vorrei incominciare dal trasporto da e per le isole
minori per significare tutta la drammaticità e per far presente che
questo comporterebbe dei tagli certamente insopportabili.
I collegamenti avrebbero, in questo modo, un taglio che poi
determinerebbe, per esempio, la mancanza di trasporto di acqua,
perché inevitabilmente succederà che il trasporto dell'acqua
potrebbe divenire in qualche maniera insufficiente.
E vi sarebbero difficoltà notevoli per quello che riguarda il
collegamento con le isole minori, all'interno delle isole Eolie,
penso ad Alicudi, Filicudi, Panarea; penso a quelle isole che molto
spesso restano purtroppo isolate quando vi sono delle intemperie o
anche quando le condizioni meteo-marine non sono particolarmente
avverse, ma comunque tali da creare problemi.
Io penso che il Governo in questo momento debba farsi carico di
questo problema. Penso che il Governo non può mandare una circolare
con la quale indicare allo stesso assessorato delle infrastrutture
che bisogna tagliare del venti per cento le spese
E ci siamo resi conto - e lei lo ha detto molto chiaramente anche
in Commissione, assessore - che pur percorrendo quella strada si
arriverebbe a un risparmio certamente non sufficiente a garantire
questa riduzione. E tuttavia si verificherebbe una condizione
insopportabile perché verrebbero meno le stesse condizioni minime
di sicurezza all'interno dei diversi assessorati.
Io penso che questa situazione vada affrontata globalmente, anche
perché non stiamo parlando di somme particolarmente rilevanti,
parliamo di una contrazione che per quello che riguarda il
collegamento con le isole Eolie è intorno a 13 milioni di euro. E
penso che in un bilancio della regione così ampio e così articolato
non riuscire a trovare 13 milioni di euro per garantire un
principio che è sancito dalla Costituzione, mi sembra veramente
inaccettabile. Verrebbe in questo caso ad essere minata la stessa
continuità territoriale della quale siamo tutti consapevoli e che
molto spesso diciamo di voler garantire.
Lo ha detto tante volte lo stesso Governatore, ne ha fatto cenno
nel momento in cui vi era, e legittimamente, da fare delle
rivendicazioni nei confronti di FS, di RFI, tutte quelle vertenze
che sono in piedi e che noi dobbiamo cercare di affrontare.
Stesso ragionamento vale anche per il trasporto gommato. Poiché è
evidente che nel momento in cui lei ha perfetta consapevolezza che
in ogni caso, pur in vigenza di uno stesso stanziamento in bilancio
di medesime somme appostate, è chiaro che lei sa che questa somma
verrà decurtata a parimenti del 20 per cento e quindi aggiungeremmo
al danno la beffa. Perché si arriverebbe nel mese di aprile o nel
mese di maggio a dover dire ai comuni che devono poi garantire il
trasporto pubblico locale su gomma che vi sarà una decurtazione che
in ogni caso sarà ben superiore al 20 per cento e che potrebbe
addirittura raggiungere il 30 per cento e più.
Si rende conto, signor Assessore, che questa è una situazione
insostenibile, a meno che noi non vogliamo rivoluzionare il
trasporto pubblico locale. Pensare che questo trasporto debba
essere ridimensionato o pensare che questo trasporto debba essere
affidato non so a chi e non so con quali modalità perché nel
momento in cui ci fosse una riduzione del 20 per cento e nel
momento in cui non si garantissero il numero di corse adeguate per
dare risposte ai cittadini è evidente che si registrerebbe un
circolo vizioso che non consentirebbe alle diverse aziende
municipalizzate di arrivare a garantire il servizio con grave
pregiudizio e con grave danno anche dal punto di vista dell'ordine
pubblico. Dobbiamo renderci conto che ci troviamo di fronte ad una
catena che rischierebbe di rompersi in qualunque momento e
porterebbe gli stessi lavoratori a protestare e a bloccare vieppiù
e ancor prima che vi sia la decurtazione il servizio pubblico
locale che è un servizio essenziale.
Pertanto, io mi affido, signor Presidente, alla sensibilità della
Presidenza perché si portino avanti nei confronti del Governo
regionale tutti quegli adempimenti che siano finalizzati a dare la
possibilità non solo di garantire la continuità territoriale, ma di
garantire il trasporto pubblico locale che così irrimediabilmente
verrebbe soppresso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà. Non essendoci altri deputati che hanno chiesto di parlare,
sono chiuse le iscrizioni a parlare.
PANARELLO. Signor Presidente, naturalmente prendo atto
dell'illustrazione del punto di vista dell'Assessore. Resta il
fatto, Assessore, che nel momento in cui è stata sollevata la
questione, l'altra volta il Presidente della Regione, convenendo
sulla fondatezza delle argomentazioni che in quella sede fece
l'onorevole Beninati, ci assicurò che lei ci avrebbe fornito tutte
le spiegazioni utili a fugare la preoccupazione - che è molto viva
tra la popolazione delle Eolie, ma credo che la cosa riguardi anche
le altre isole minori della Sicilia, quindi, parliamo delle Eolie,
ma la questione riguarda le Egadi e le altre isole che sono servite
con gli stessi mezzi - di avere un immediato pregiudizio in quanto
le aziende che operano in quel territorio hanno già comunicato che
saranno costrette a rivedere il servizio. Naturalmente sullo sfondo
c'è anche una preoccupazione che riguarda la stagione turistica.
Ora, io capisco le differenze richiamate dall'Assessore, ma penso
che sarebbe giusto, ovviamente rappresentando la questione al
Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia, che si
correggesse questa differenza per evitare che la parte più
sensibile della popolazione siciliana che utilizza il trasporto
pubblico locale sia tutelata al pari degli altri cittadini.
Costoro hanno problemi particolari, e non credo che la Regione
possa trascurare questo aspetto. Pertanto, si intervenga sulla
finanziaria, si intervenga in termini concreti.
Inoltre, aggiungo che io ho avuto modo di parlare, dopo la
riunione che abbiamo fatto nella Provincia di Messina, con
l'Assessore Armao; egli sostiene che da parte del Governo nazionale
c'è stato un atteggiamento negativo rispetto alle Regioni a Statuto
speciale nel confronto con le Regioni a Statuto ordinario per
quanto riguarda il trasporto pubblico locale, nel senso che alla
Regioni a Statuto ordinario, mi diceva l'Assessore, è stata
riconosciuto un trasferimento specifico a questo scopo, mentre per
alle Regioni a Statuto speciale è stata operata una differenza.
Naturalmente riferisco a voce una discussione telefonica ma,
comunque, qualunque sia il tema oggi e, fermo restando la richiesta
condivisibile nei confronti del Governo nazionale di avere
un'attenzione particolare per i problemi del trasporto pubblico
locale, così come si configurano in Sicilia, credo che
nell'immediato da parte del Governo della Regione ci debba essere
un atteggiamento che eviti che da parte di coloro che abitano nelle
isole minori si possano interpretare gli atti che lei ha illustrato
come un atteggiamento di incomprensione da parte della Regione nei
confronti di quelle comunità.
Ecco perché mi associo alle considerazioni, alla richiesta
contenuta nell'interrogazione del collega Beninati, di correggere
immediatamente gli indirizzi attuali, fermo restando che, in sede
di bilancio, bisognerà anche qui prevedere interventi tali da non
pregiudicare il diritto alla mobilità degli abitanti delle isole
minori e, soprattutto, evitare, perché questo sarebbe un danno
all'economia non solo di quelle comunità ma dell'intera Regione
siciliana, di non pregiudicare la possibilità di avere gli stessi
flussi turistici con interventi nei trasporti adeguati, come ci
sono stati negli altri anni, anzi bisognerebbe fare in modo che
attraverso interventi intelligenti in questo campo si possa
favorire l'aumento dei flussi turistici verso le nostre isole
minori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
intervengo per sollecitare l'Assessore su questa questione dei
trasporti che riguardano soprattutto le isole minori, specie le
isole Eolie anche perché, la settimana scorsa, già una delle
società di navigazione del trasporto delle persone ha licenziato
dieci persone. Non vorrei che questa fosse una lunga catena che
inizia con una delle società e che vedrà, poi, coinvolte anche le
società dell'Ustica lines e della Siremar.
Per evitare ciò, pregherei l'assessore, se è possibile, di
rivedere il piano, quelle linee che, in questo momento,
rappresentano il piano di trasporto per le isole minori. Dico ciò,
nel senso che ci sono delle linee che spesso confliggono e
combaciano con le stesse compagnie, che hanno gli stessi orari e
che trasportano le persone negli stessi orari. Bisognerebbe, se è
possibile, ridurre i costi visto che abbiamo questo grande problema
del bilancio finanziario ed è necessario fare dei tagli anche nel
settore dei trasporti e se è possibile istituire un tavolo tecnico
con queste compagnie di navigazione, con i funzionari del
Dipartimento dei trasporti per trovare una soluzione condivisa
dalle compagnie e dall'Assessorato, al fine di eliminare tutte
quelle corse che sono doppie, effettuate dalle stesse compagnie e
che potrebbero rappresentare, in effetti, una riduzione di costo.
L'anno scorso dovevamo fare onore ad un contratto con queste
compagnie e non vi abbiamo ottemperato per una cifra di circa 13
milioni di euro; avevamo previsto anche un emendamento nella
finanziaria scorsa che, poi, non è stato approvato. A questi 13
milioni di euro se ne aggiungono altri 20 milioni di euro, se non
ricordo male, dell'esercizio in corso. Quindi, quelli passati
costituiscono già un problema oneroso anche per la Regione perché
avevamo un contratto firmato, per quelli di quest'anno vorrei
evitare che ci fossero altri contenziosi da parte delle compagnie,
ma vorrei evitare soprattutto che ci fossero altri licenziamenti.
Pregherei l'assessore, se è possibile, di istituire immediatamente
questo tavolo tecnico per individuare quelle corse che possono
essere ridotte e quale può essere l'accordo con le compagnie per
evitare ulteriori licenziamenti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, visto che l'onorevole Beninati ha
chiesto di essere iscritto a parlare in quanto non è in Aula perché
impegnato a ricevere, assieme ad altri, una delegazione dei forconi
e degli agricoltori e l'onorevole Caronia mi chiede di parlare, mi
sembra giusto che se ci sono altri colleghi si iscrivano ora o mai
più, come si dice in altre occasioni. Non avendo alcun deputato
chiesto di parlare, dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Romano. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente per riprendere questo problema. Le chiedo, Assessore, di
rivedere questa decisione, questo taglio assunto. Le isole minori
hanno un problema serio. Gli intervenuti conoscono bene i problemi
perché sulle isole Eolie, isole alle quali siamo molto legati,
esiste un problema generale e credo che questo Governo, in questi
ultimi mesi, abbia posto una grande disattenzione al tema delle
isole minori.
Questo ulteriore taglio da lei proposto mette in crisi un sistema
isole; siccome sull'argomento sono già state spese molte parole le
ricordo, assessore, che anche nel sistema sanitario ultimamente,
cito i punti nascita per tutti, c'è stata una grossa scure calata
sulle isole minori per temi diversi e per problemi diversi. Credo,
che la Regione debba ripensare, signor Presidente, un attimo se le
isole, in modo particolare le isole Eolie, possano e debbano essere
un punto di importanza strategica per ciò che rappresentano nel
Mediterraneo, per la loro storia, per la loro cultura, per gli
effetti economici diretti ed indiretti che producono.
Questi tagli isoleranno sempre più le isole minori; non è
possibile, assessore Russo, pensare che questa possa essere la
soluzione finale ad un problema complesso che passa attraverso
un'idea che deve essere un sostegno forte, almeno ai servizi
indispensabili: si citava il servizio di collegamento e servizio
delle acque, io penso al sistema di depurazione, penso al sistema
elettrico, penso al sistema dei trasporto. Cito queste cose a
titoli perché, ognuno di essi, è collegato, in qualche modo, alla
finanza pubblica e, in qualche modo, al sostegno che la Regione dà.
E, allora, assessore, mi riservo di presentare su questo tema un
ordine del giorno che gli uffici stanno preparando e che tra
qualche minuto sarà in Aula, in cui riprendo un'idea lanciata
qualche anno fa, la consegno a questi uffici perché venga
consegnata al Governo, naturalmente per istituire una delega alle
isole minori perché giudico che questo Governo sia, nei singoli
rami, profondamente distratto rispetto al titolo Isole minori.
Con questo ordine del giorno ricordo al Governo, credo che fosse
anche nel programma del Governo eletto nel 2008 l'istituzione di
una delega particolare, allora si parlava di un assessorato junior,
non so come si dicesse, con la delega al tema delle isole minori.
Non possiamo trattare le isole minori a pezzi così, ogni assessore
taglia il 20 per centro, taglia un posto letto, taglia un punto
nascita, taglia un porto, taglia un approdo in maniera
indiscriminata, senza un visione d'insieme.
L'ordine del giorno sarà in Aula fra qualche minuto e le chiedo,
signor Presidente, di farne un buon uso e di farlo avere a tutti
gli assessori perché ognuno di essi ha competenze su questo tema.
PRESIDENTE. E' iscritto a paralare l'onorevole Beninati. Ne ha
facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono arrivato
tardi e, purtroppo, non ho potuto sentire l'intervento
dell'assessore Russo sull'argomento, quindi non vorrei essere
ripetitivo.
In Sala Rossa c'è in corso, come lei sa, una riunione alquanto
importante e delicata col presidente Cascio e quasi tutti i
capigruppo - infatti, come vede, in Aula non ci sono molte presenze
- sul problema della protesta che c'è in atto, qui fuori, da parte
dei cosiddetti forconi .
Detto ciò, casualmente un giorno mi sono trovato in Commissione e
ho preso atto che giustamente lei sul problema ha deciso di essere,
come si dice, operativo rispetto ad una delibera di Giunta - se non
ho capito male - che è stata fatta, in cui si prendeva atto di
applicare dei tagli su alcuni voci dove la Regione ha dei contratti
in essere. Le mie informazioni sono queste. In ogni caso si è dato
seguito ad un deliberato di Giunta
RUSSO, assessore per le infrastrutture e la mobilità. E' la legge
numero 5 del 2012
PRESIDENTE. Assessore, faccia terminare, poi eventualmente
replicherà al momento opportuno.
BENINATI. che dava il taglio e che la Giunta ha pure
ulteriormente...
Io le devo dire, che se fosse stato un atto che lei doveva fare
non sarei entrato nel merito. Però, il problema - lei, grazie ad i
suoi uffici ed alla sua direzione, lo conosce molto meglio di me -
è che il servizio per le isole minori, che riguarda certamente le
isole Eolie, le isole Egadi, le Pelagie, Ustica, è un servizio che
effettivamente - ho presentato al riguardo un'interrogazione -
secondo il mio punto di vista, Assessore, se è stato deciso di
mettere in atto immediatamente questo taglio sui dodicesimi, senza
attendere la finanziaria che forse potrebbe rivedere noi, in questo
momento, stiamo facendo un danno - e, se possibile le chiedo di
rimediare - perché, alla fine, non è che questo danno si sta
facendo a tutti, perché non mi risulta, se non ho capito male, che
ci sia per i servizi a terra questo taglio. Ora, se effettivamente
si può in qualche modo, Assessore, rimediare a questa anomalia,
perché è un'anomalia, perché noi siamo senza bilancio, siamo in
esercizio provvisorio e si è deciso in una norma, o comunque si è
già applicato questo taglio, sapendo che - e questa è la cosa
antipatica e devo dire, lo ha ratificato un giorno in Commissione
l'ufficio dei trasporti - già sono state impegnate le somme per i
pagamenti dell'ultima tranche, che ora creerà di sicuro un
problema, perché l'Assessorato con l'Assessorato all'economia non
si parlano. Quindi, da un lato l'Assessorato ai trasporti ha già
fatto gli impegni e diverso, di fatto, dal 2012 è partito il taglio
nei dodicesimi.
Assessore, questo devo dirlo, già alcune compagnie, mi risulta dai
giornali, stanno mettendo in mobilità persone o quanto meno stanno
sospendendo alcune persone dal lavoro.
Lei sa bene che c'è un arretrato di contenzioso di circa 13
milioni di euro. Complessivamente in bilancio, quest'anno, ci
vogliono 101 milioni di euro. Di fatto, oggi, ce ne sono 55.
Ora io dico, siccome sono somme che nel bene o nel male, sono già
acclarate che si devono, i 13 mila sull'adeguamento, 10 milioni,
c'è tutto, i 76 erano quelli che servivano e ne servivano di più.
Ora dico, andarci ad imbarcare, già per il pregresso, poi sui
contratti, il quinto d'obbligo si può non si può, è legittimo che
la Regione su un servizio, su un contratto, io non entro è una
materia giuridica, certo è antipaticissimo, è brutto esteticamente,
che la Regione abbia fatto dei contratti, non di anno ma di diversi
anni, con dei servizi e, di botto, comunica che, effettivamente, il
servizio non è più di dieci ma sarà di otto. Anche perché chi ha
fatto questi servizi o vinto queste gare, lo ha fatto anche in
prospettiva degli impegni e campagne di miglioramento di queste
tratte con i mezzi, per cui la cosa è molto delicata.
Siccome, capisco che tutte le emergenze, ormai, sono una dietro
l'altra, non colpevolizzo lei, assessore Russo, però quando il
Governo nella sua interezza decide di fare delle azioni che sono
convinto lei non condivida, penso che un momento di riflessione su
questa vicenda andava fatto e ancora oggi, se si può, va fatto, si
deve fare perché, con l'andazzo che c'è, non so se faremo il
bilancio entro il 30 marzo, forse ad aprile.
Signor Presidente, anche lei è di una provincia dove le isole sono
il fiore all'occhiello per quel residuo turismo che oggi esiste,
lei sa che alla BIT di Milano hanno date le tratte non sapendo che
c'era questa decurtazione che metterebbe in discussione tutto per
gli alberghi e per tutto il resto.
Ma sa il danno che si creerà alla Regione per questa situazione?
Allora, dico e concludo, assessore Russo, si può ancora fare
qualcosa, facciamola, perché già avere decurtato per i servizi per
le isole minori, quasi a voler punire solo questa realtà, a
discapito di altri
PRESIDENTE, Onorevole Beninati, la invito a concludere.
BENINATI. Mi appresto a concludere, dicevo, mi dispiace,
assessore, doverla richiamare su questa posizione e se anche il
Governo si è posto questo problema, sinceramente, lei deve
difendere una situazione che già vede nel bilancio 2012 - a fronte
di 101 milioni di euro che necessitano a conti fatti, con l'impegno
già fatto per l'ultima spesa che era la settima tranche o la sesta
- ce ne sono 55. Il problema è serio
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà.
Onorevoli colleghi, cortesemente cinque minuti, non mi chiedete
di riaprire di nuovo le iscrizioni; onorevole Ardizzone, le posso
dare due minuti in via del tutto eccezionale.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà sarò
breve perché i colleghi che mi hanno preceduto, in particolare
l'onorevole Beninati, hanno delineato la drammaticità di questa
trattativa che ormai è diventata anche oggetto della IV
Commissione, competente.
Domani avremo un'audizione proprio per cercare di capire, insieme
all'assessore Armao, come poter recuperare queste somme che non
sono soltanto indispensabili per il collegamento delle isole minori
ma che servono anche al sostentamento di un comparto economico e
lavorativo che già si trova in forte difficoltà, ma che avrebbe, da
questa scelta definitiva, una contrazione letale.
E' chiaro che la valutazione di quello che oggi sta avvenendo, non
ultima la rappresentanza dei parlamentari e dei rappresentanti del
movimento dei Forconi presente oggi qui in Assemblea regionale,
urla e asserisce motivazioni che sono, a mio avviso, assolutamente
condivisibili e che si collegano strettamente con la politica che
questo Governo non ha attuato, ossia una riorganizzazione in
termini di trasporto pubblico locale in particolare, proprio in
relazione al trasporto marittimo.
Il trasporto marittimo vive oggi una situazione quasi paradossale:
da una parte, la Regione ha contribuito all'acquisto, ha
partecipato attraverso la sua società, una società costituita ad
arte che è appunto la Mediterranea Holding , ad acquistare, con
una fideiussione di cui abbiamo lungamente dibattuto in questa
Aula, la Siremar, una parte della società Siremar, che si occupa
dei trasferimenti dalle Isole, da e per la Sicilia con le isole
minori e, dall'altra, la Regione cofinanzia, anzi finanzia per
intero servizi integrativi. Servizi integrativi che oggi vengono
decurtati, o meglio, sono stati già decurtati perché con
l'esercizio provvisorio, per chi lo ha votato chiaramente in
maniera favorevole, abbiamo già una riduzione che sicuramente è al
di sotto di quelle che sono le clausole di un contratto che,
comunque, vedono soccombere una Sicilia che ha un grande interesse
non soltanto di tipo economico ma anche di tipo sociale a collegare
la Regione con queste isole.
Io voglio ricordare a me stessa e all'Assemblea che il trasporto
dei turisti dalla Sicilia verso le Eolie, e viceversa, costituisce
una delle fonti maggiori di reddito in termini di turismo che la
Sicilia abbia.
Pensare di volere in qualche modo ridurre le corse oltre che a
danneggiare, appunto, il comparto economico e l'indotto, crea
immediatamente un impoverimento di quelle che sono delle bellezze
naturali che, oggi, ci vedono protagonisti anche nell'immaginario
collettivo in termini di turismo.
Io ritengo che questa scelta sia assolutamente in contro tendenza
rispetto a quella che doveva essere l'idea di sviluppo di una
Regione a vocazione turistica, ma credo che lo sia ancora di più in
relazione a quelle che erano le paventate riforme di tipo economico-
finanziario che questo Governo aveva stabilito di fare o perlomeno
aveva dichiarato di fare.
E' chiaro che spendere 69 milioni per l'acquisto di una società
che poteva essere trasferita alla Regione a titolo gratuito e
l'utilizzo contemporaneo di 55 milioni per fare tratte integrative
al trasporto delle isole minori mi sembra perlomeno paradossale.
La razionalizzazione delle corse di cui parlava poc'anzi
l'onorevole Rinaldi è qualcosa che abbiamo invocato già da anni, è
qualcosa di cui si è discusso, così come si è discusso in
Commissione, così come si è discusso anche in Aula. Ebbene, una
razionalizzazione di queste corse in termini di economicità per i
siciliani, ancora non l'abbiamo vista. Non è stata affrontato, a
mio avviso, in maniera adeguato quello che è questo comparto perché
pensare che esistono delle tratte che vengono fatte a distanza di
cinque minuti l'una dall'altra creando una concorrenza tra pubblico
e pubblico, a mio avviso, oggi è una scelta scellerata che una
Regione che si propone con il suo organico direttivo ed esecutivo
di volere ridimensionare in termini economici non si può più
permettere.
Ecco che, oggi, questa nostra valutazione va fatta alla luce delle
ulteriori direttive che l'assessore Armao ha dato in maniera
inequivocabile, cioè quella di continuare a tagliare un ulteriore
20 per cento rispetto ad una decurtazione che troviamo
assolutamente ingiustificata e, a mio avviso, per quelle che sono
le mie conoscenze di tipo giuridico, illegittima.
Ora, io mi chiedo, al di là della legittimità di questo atto, è
pensabile che una Regione che dovrebbe avere nello sviluppo del
turismo e dovrebbe creare un'economia attorno a questo, possa
mortificare il trasporto pubblico locale marittimo ancora una
volta?
Domani si parlerà anche di trasporto pubblico locale su gomma e su
ferro.
Io credo che se una Regione, in prima battuta, non creda
nell'opportunità di rimanere quanto meno nello status quo non è
neanche credibile nei tavoli nazionali quando rivendica treni a
lunga percorrenza o altre misure di compensazione che servono a
rendere maggiormente agibile lo spostamento da e per la Sicilia.
Mi auguro che la sensibilità dimostrata dall'assessore Russo in
Commissione venga domani in qualche modo raccolta dall'assessore
Armao perché è chiaro che quando l'assessore Russo ci porta i
capitoli di bilancio, che sono anch'essi essenziali, dai quali
eventualmente trovare forme compensative per recuperare il gap nel
servizio del trasporto pubblico locale non possiamo che allargare
le braccia. E' come dire: fare la guerra tra i poveri è una scelta
che dobbiamo fare noi?
Io credo che si possa razionalizzare moltissimo. La
razionalizzazione avviene anche all'interno del sistema del
trasporto pubblico marittimo facendo una pianificazione del
trasporto Siremar e del trasporto dei privati che fanno il servizio
integrativo. Questa è un'immediata razionalizzazione che non
comporta oneri aggiuntivi. Anzi, probabilmente, ci potrebbe fare
produrre delle economie.
Dall'altra, pensare che i livelli occupazionali - si parla
dell'intero indotto del trasporto pubblico locale -, 8 mila persone
sarebbero per strada.
Questi sono i dati che le organizzazioni sindacali, due settimane
fa, ci hanno portato in Commissione in una relazione dettagliata
che è stata depositata e che è agli atti.
Penso che in un momento di emergenza come quella che stiamo
vivendo non ci possiamo certamente permettere questo. Quindi, un
invito al Governo affinché domani, anche in Commissione, si
affronti con responsabilità un tema delicato per tutti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sicuramente
l'argomento che trattiamo merita un'attenzione particolare, sia per
la sua caratteristica di strumento come trasporto pubblico locale,
che contribuisce allo sviluppo della Sicilia, e poi sicuramente
l'onorevole Panarello, al di là della competenza territoriale,
ritengo che così come per la vostra realtà messinese, anche la
realtà siciliana, in questo caso, si ritrova su questo argomento
con grande sensibilità.
Intendo sottolineare un aspetto: abbiamo più volte, anche in
Commissione Bilancio, dibattuto il principio della riduzione della
spesa, in riferimento all'andamento complessivo della crisi che
stiamo attraversando e, in quella sede in più occasioni, abbiamo
ribadito, io personalmente ho sempre ribadito un principio, cioè
che non è possibile pensare ad una riduzione indiscriminata e
quindi a cosiddetti tagli lineari , perché ritengo che nella
necessità di procedere a tagli e razionalizzazioni vada
salvaguardato un principio di priorità.
Un principio di priorità che tenga conto di quella che è la
necessità, in questo caso, del servizio che in senso, a mio avviso
prioritario, debba essere garantito, perché non è solo un problema
che riguarda il trasporto marittimo, ma è un problema che
riguarderà pure il trasporto pubblico locale nella sua più ampia
eccezione, quindi noi abbiamo ad oggi un'azienda regionale, che è
l'AST, che sicuramente avrà in questa direzione una necessità di
capire come rideterminare costi e risultati e, quindi, un taglio
sostanziale per dei servizi.
Allora, probabilmente, in questo senso, va ulteriormente fatta una
riflessione, va approfondito questo ragionamento, per capire come
anche dall'andamento del dibattito è venuto fuori, signor
Assessore, se è vero come è vero, che da una parte procediamo a
questi tagli e dall'altra ci sono interventi finanziari a sostegno
di altre iniziative che, sostanzialmente, contribuiscono in maniera
determinante ad un incremento di costi.
Allora, dico che in questo senso voglio difendere un principio,
che è il principio della priorità per i servizi necessari per una
Sicilia che già di problemi ne ha tanti e, quindi, anche in questo
senso, non può essere ulteriormente penalizzata e, poi, forse è
giunto il momento in cui, al di là delle grandi indicazioni del
Governo tecnico nazionale che abbiamo, che si limita a dei
provvedimenti quasi burocratici, che hanno solo la forza di questa
ampia base parlamentare per far sì che tutti i cittadini possano
abbassare la testa, mi auguro che il Governo regionale in questo
senso abbia una fantasia che sia quella di capire come, pur in
presenza di una necessità che è quella di rideterminare riduzioni
di spesa, possa avere da ora in poi un momento di inversione di
tendenza per dire che ci sono aspetti che riguardano servizi che
vanno tutelati ed aspetti che riguardano servizi che forse possono
essere in parte tagliati; o comunque il principio della priorità mi
auguro che torni ad essere un principio di grande attenzione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone. Ne ha
facoltà.
ARDIZZONE. Grazie signor Presidente. Il mio non è e non vuole
essere un intervento di circostanza, perché molto è stato
evidenziato dai colleghi parlamentari che mi hanno preceduto
ricordando che l'allarme da parte di alcuni sindaci, almeno per
quelli della mia provincia, delle isole minori, il sindaco di
Lipari, il sindaco di Santa Venerina, ma anche il sindaco di Leni e
tutti gli altri sindaci delle isole minori hanno sentito la
necessità di invitare i parlamentari a riflettere ancora una volta
e ancora di più su questi tagli, dei quali si sapeva già dal
settembre del 2011, però a pacchetti della BIT già avviati, ad
impegni già assunti da parte degli stessi sindaci con i vari
soggetti che operano nel settore turistico e, quindi, ivi comprese
le compagnie di navigazioni, avrebbero compromesso, così come
comprometteranno, il percorso già avviato.
Mi sembra più che evidente che il Governo, al di là della buona
volontà, per carità, dell'assessore Russo, debba intervenire a
ridurre, laddove c'è da ridurre e, probabilmente, l'assessore Armao
non può non tracciare un percorso diverso da quello che fino adesso
ha adottato, perché significa non avere contezza di quelle che sono
le risorse nella nostra Sicilia, parlo di risorse turistiche e
risorse culturale, e una miopia da parte dell'assessore per
l'economia di questo procedere. Lo ha dimostrato in passato, questa
è la riprova.
Noi confidiamo che si possa trovare da parte del Governo, solo
grazie alla persona dell'assessore Pier Carmelo Russo, per evitare
equivoci di fondo, e con la I Commissione e l'Aula dopo, una
soluzione che possa ridare quella serenità che è giusta e doverosa
nei confronti degli amministratori e dei cittadini tutti delle
isole minori.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, mi è appena giunta
una dichiarazione del sindaco di Santa Maria Salina, nella sua
qualità di presidente dell'ANCIM, che vi leggo: Le sconcertanti
dichiarazioni dell'Assessore Russo Pietro Carmelo, ci impongono di
depositare le fasce in Prefettura perché riteniamo non sia il
giusto metodo per effettuare tagli .
Ora, io conosco Massimo Lo Schiavo come persona capace,
intelligente e vivace e, quindi, dalle sue parole colgo che due e
due soltanto sono le possibilità: o lui non ha capito o io non mi
sono spiegato; garbo mi impone per optare per la seconda tesi, ma è
una questione di garbo. Perché il taglio effettuato sul trasporto
da e per le isole minori è una condizione di sofferenza condivisa -
e in questo intendo rispondere all'onorevole Beninati in
particolare - nel senso che oggi il taglio che io sono costretto ad
applicare dipende dall'Aula, nel senso che la legge di
autorizzazione all'esercizio provvisorio n. 5/2012 - do questa
informazione anche a lei onorevole Romano - già contiene un importo
ridotto e, quindi, quand'anche io lo volessi, quand'anche io
volessi ripristinare la dotazione finanziaria originaria non potrei
perché mi insegnate che io posso operare sullo stanziamento che la
legge mi assegna e per di più in dodicesimi.
Oggi la legge, a fronte di una richiesta di mantenimento della
dotazione finanziaria a 68 milioni da parte dell'Assessorato delle
infrastrutture, autorizza una spesa su 55 milioni di euro.
Su questo argomento io ho ricevuto il 2 marzo (questo a
dimostrazione del fatto che non solo ci parliamo, ma lavoriamo
assieme) una lettera dell'Assessore regionale per l'economia dove
viene definito testualmente come provvisorio questo stanziamento,
con la possibilità di ripristino e reintegrazione affidata ai
lavori parlamentari in sede di legge di bilancio e in sede di legge
finanziaria. Quindi, lo stato dell'arte è, però, che al momento c'è
una disponibilità scaturente da legge da 55 milioni.
Volevo, infine, ringraziare l'onorevole Rinaldi per il fatto che
ha suffragato l'iniziativa, già avviata da circa un mese e mezzo
dall'Assessorato delle infrastrutture, di riunire in tavolo tecnico
le società, ma ovviamente altro tale tavolo tecnico, così il mio
amico Massimo Lo Schiavo è rassicurato anche in questo, è stato
convocato proprio oggi con tutti i sindaci delle isole minori, in
modo tale da ragionare su quello che è possibile fare e su quello
che non è possibile fare.
Però, con molta franchezza, devo segnarlo un dato e come sempre
faccio lo faccio con i numeri che non sono né di destra, né di
centro, né di sinistra, non sono tecnici, non sono politici, hanno
una propria logica intrinseca.
Dal 2055 al 2011 - e non c'è nessun giudizio di merito da parte
mia - lo stanziamento destinato al trasporto da e per le isole
minori è passato da 24 milioni di euro a 72 milioni 981 mila, c'è
stato un incremento in sei anni del 204 per cento.
Forse, questo è un elemento di riflessione ulteriore che dovrà
essere utilizzato; ripeto, non c'è nessun giudizio di merito, è un
dato numerico che va comunque preso in considerazione.
Non sto dicendo che c'è stato qualcuno che ha grassato' qualcun
altro; c'è un dato di appesantimento del bilancio della Regione
siciliana per il 204 per cento. Non ho detto altro.
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
651 Revoca della riduzione della dotazione del bilancio regionale
prevista per i servizi di trasporto marittimo con le isole minori ,
degli onorevoli Beninati, Buzzanca e Ardizzone.
Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente, non posso che dare parere negativo
perché si assume in questo ordine del giorno che il taglio dipenda
da una delibera in Giunta sulla quale pertanto il Governo potrebbe
intervenire.
La disponibilità finanziaria attuale dipende da legge e, quindi,
in nessun modo il Governo può intervenire allo stato, si porti in
Aula domattina e quindi si può deliberare di riportare lo
stanziamento a 63 milioni. Così come è redatto non posso che
esprimere parere negativo.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, certamente non sfugge all'Aula che in
sede di autorizzazione all'esercizio provvisorio, è una proposta
che viene dal Governo, è una proposta portata da una maggioranza
che non è certamente la mia, ed è un gravissimo errore che è stato
commesso, assessore. Io mi auguro che lei che è certamente l'anello
terminale, lei è stato molto chiaro in commissione e lo è
altrettanto chiaro adesso in Aula, e io ritengo comunque
inaccettabile il comportamento del governo allora, ritengo
inaccettabile il comportamento della maggioranza in Aula in cui si
autorizzò questo esercizio provvisorio, l'ennesimo esercizio
provvisorio, il quarto esercizio provvisorio, e quando non si è
tenuto conto di quella che è la fotografia della realtà, perché è
vero che i numeri non sono né di destra né di sinistra né di
centro, non sono tecnici e non sono politici, io lo condivido
pienamente, i numeri sono numeri, però nel momento in cui si
enuncia e si passa alla fase della enunciazione dei numeri, così
freddi, possono diventare particolarmente caldi, perché se è vero
che c'è un incremento notevole del costo del trasporto, sia esso
navale sia esso su gomma, è la conseguenza diretta di due elementi:
il primo è il costo del carburante che ha avuto una impennata
impensabile, il secondo è il miglioramento del servizio del
collegamento con le isole minori perché a nessuno sfugge, a chi
conosce bene le isole Eolie, come noi che veniamo da quella realtà
e da quella provincia, sappiamo che vi è stato un momento nel quale
il collegamento con le isole Eolie era talmente deficitario da far
sollevare gli stessi isolani e quindi porre all'attenzione del
Parlamento non solo siciliano, ma anche italiano, la questione
della continuità territoriale.
Con questo ordine del giorno pensiamo di poter dire alla
Presidenza che è necessario intervenire per evitare non solo che si
interrompa un servizio essenziale ma anche che possano insorgere
dei problemi di ordine pubblico. Il secondo, dire al Governo,
attraverso l'assessore Russo, perché non a caso noi abbiamo
richiesto in commissione la presenza del governatore e
dell'assessore Armao perché ci rendiamo conto che alla fine da lì
parte l'input verso una certa direzione e da quella direzione poi
si passa all'Aula e l'Aula segue un governo con la maggioranza che
lo sostiene, ovviamente si comporta in un certo modo.
Noi impegniamo subito il Governo e preghiamo la Presidenza di
farsi parte diligente perché questo è un momento nel quale vi è
necessità di assumere responsabilmente il carico del trasporto in
Sicilia.
PRESIDENTE. Se non erro, il Governo ha espresso la volontà di
trovare una soluzione, visto che è citata per quanto riguarda la
disponibilità finanziaria sul capitolo è provvisoria.
Ovviamente ci vuole una norma specifica.
Quindi, direi che l'ordine del giorno possiamo accettarlo come
raccomandazione, assessore?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Sì.
PANARELLO. Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno.
RINALDI. Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno.
ROMANO. Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, non voglio mettere l'assessore in
difficoltà per un problema di giunta perché è ovvio che alla revoca
l'assessore non può dirmi che no. Ma, se togliamo revocare con
urgenza e scriviamo pervenire nel bilancio in corso di
approvazione, al ripristino del quinto d'obbligo che è stato tolto
e via dicendo, penso che è una cosa anche più giusta perché
l'assessore dice che c'è questo problema, ha dovuto prendere atto
di una norma. E allora noi cosa possiamo fare come Parlamento? Se
non facciamo questo che dobbiamo fare? Non possiamo fare nulla.
Però, siccome c'è una condivisione sull'argomento, è ovvio che
sulla revoca - me ne rendo conto per quello che ha detto
l'assessore - è impossibile che l'assessore dica sì, ma certamente
intervenire durante l'esame del bilancio a ripristinare questa
dotazione mi sembra il minimo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, possiamo sostituire l'ordine del
giorno numero 651 con il 652, mettiamo le stesse firme che erano
nel 651 e il dispositivo diventa questo: impegna il Governo della
Regione a predisporre nello specifico disegno di legge, come ogni
volta spiegato e richiesto di fronte alla specialità delle
problematiche sollevate in materia di collegamenti con le isole
minori che consente di affrontare organicamente e concretamente le
numerose esigenze ad oggi disattese della popolazione locale .
Le firme sono degli onorevoli Beninati, Buzzanca e Romano che
l'aveva stilato, hanno chiesto di firmarlo i colleghi Panarello e
Rinaldi e tutti noi, Ardizzone, tutti i presenti.
Ne facciamo solo uno, il 652, perché l'ordine del giorno n. 651
parla un linguaggio che tecnicamente non sta bene; se non c'è una
norma, non produce nessun effetto.
Questo produce l'effetto di far presentare al Governo la norma che
questo Parlamento poi sicuramente dibatterà e spero che approverà,
questo voglio dire. Se no, non facciamo niente.
Quindi, inviterei ad andare avanti con il 652 e ad impegnare il
Governo a presentare subito una norma specifica. Scusate colleghi,
ma mi pare l'unica soluzione concreta. A prescindere da tutto, può
anche andare sulla finanziaria, ma può comunque predisporre la
norma, sì, se la può predisporre, la predispone.
L'ordine del giorno n. 651 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Il parere del Governo sull'ordine del giorno n. 652?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Col parere favorevole del Governo, pongo in votazione
l'ordine del giorno n. 652.
Chi è contrario si alzi; chi è favorevole rimanga seduto.
(E' approvato)
mafia in Sicilia per l'anno 2011 (Doc. VIII).
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione sulla relazione per l'anno 2011 della Commissione
parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in
Sicilia, approvata ai sensi dell'art. 7, comma 1, della legge
regionale 14 gennaio 1991, n. 4 (Doc. VIII)
Si passa al III punto all'ordine del giorno: Discussione sulla
relazione per l'anno 2011 della Commissione parlamentare di
inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia,
approvata ai sensi dell'art. 7, comma 1, della legge regionale 14
gennaio 1991, n. 4 (Doc. VIII).
Comunico all'Aula di avere proposto all'onorevole Speziale di
estrapolare le parti più importanti e di andare in estrema sintesi.
Poi ogni deputato, essendo in possesso della relazione che riguarda
il 2011, potrà approfondire tutto ciò che ritiene utile.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione e
relatore, onorevole Speziale.
SPEZIALE, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, avendo già consegnato ai deputati nei giorni scorsi,
attraverso e-mail, la relazione del 2011, mi rimetto al testo.
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
650, di approvazione della relazione per l'anno 2011 della
Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno
della mafia in Sicilia, approvata ai sensi dell'art. 7, comma 1,
della legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4 (Doc. VIII), a firma
degli onorevoli Cracolici, Musotto, Di Benedetto, Gucciardi,
Romano, Buzzanca e Parlavecchio.
Tutti i deputati presenti in Aula appongono la firma all'ordine
del giorno.
Lo pongo in votazione. Chi è contrario si alzi; chi è favorevole
rimanga seduto.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
mercoledì 7 marzo 2012, alle ore 16,00 con il seguente ordine del
giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni
II - Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. a.s. 2962 e
a.s. 2976 (n. 8/I), di iniziativa parlamentare, concernenti
modifiche dello Statuto della Regione in materia di riduzione del
numero dei deputati regionali
III -Discussione del disegno di legge:
- Norme urgenti per il passaggio al digitale terrestre. Modifiche
in materia di composizione del Comitato regionale per le
comunicazioni (n. 867/A)
Relatore: on. Mancuso
La seduta è tolta alle ore 18.17
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica «Territorio e
Ambiente»
BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione ed all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
la legge regionale 29 novembre 2005, n. 15 (Disposizioni sul
rilascio delle concessioni di beni demaniali e sull'esercizio
diretto delle funzioni amministrative in materia di demanio
marittimo) con l'art. 4 (Piani di utilizzo delle aree demaniali
marittime) ha sancito: '1) le attività e le opere consentite sul
demanio marittimo, ai sensi dell'art. 1 della presente legge,
possono essere esercitate e autorizzate solo in conformità alle
previsioni di appositi piani di utilizzo delle aree demaniali
marittime, approvati dall'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente su proposta dei comuni costieri. Detti piani devono
prevedere appositi spazi per l'accesso di animali di affezione';
solamente presso le spiagge di Priolo e di Vulcano sono stati
previsti degli appositi spazi per gli animali di affezione;
premesso ancora che:
il D.D.G. n. 476 del 1 giugno 2007 del dirigente generale del
dipartimento del territorio e dell'ambiente ha espressamente
sancito il transito la sosta ed il bagno di cani ed altri animali,
anche se al guinzaglio, senza prima preoccuparsi del rispetto
dell'obbligo di legge sopra richiamato;
il mancato rispetto di tale divieto comporta una sanzione da 100 a
1.000 euro ai sensi dell'art. 1164, comma 2, del codice della
navigazione;
le linee guida per la redazione dei piani di utilizzo del demanio
marittimo di cui al recente decreto 4 luglio 2011, pubblicato nella
GURS n. 35 del 19.08.2011, hanno previsto in attuazione del
disposto legislativo le aree attrezzate per l'accesso di animali di
affezione; su 122 comuni costieri solamente 52 hanno definito le
procedure di redazione dei piani e trasmesso gli stessi al
competente dipartimento dell'Assessorato Territorio;
considerato che:
l'Assessorato non può approvare un piano di utilizzo del demanio
marittimo senza la previsione di appositi spazi per gli animali di
affezione come statuito dall'art. 4 della l.r. 15/2005;
i piani proposti dai 52 comuni siciliani e quelli che saranno
proposti dagli altri 70 comuni costieri debbono prevedere i
suddetti spazi per gli animali d'affezione come sancito dalla norma
regionale ed in assenza di tale previsione non sono conformi a
legge;
per sapere:
se i piani già proposti da 52 comuni costieri prevedano gli spazi
per animali d'affezione secondo le indicazioni delle linee guida
pubblicate sulla GURS n. 35/2011 per la redazione dei P.D.U.M.;
come intendano provvedere qualora tali piani di utilizzo non
prevedessero le aree attrezzate per l'accesso di animali di
affezione nella GURS;
se nelle indicazioni che verranno date ad eventuali commissari ad
acta sarà richiamata l'attenzione sull'obbligatorietà della
suddetta previsione;
come intendano procedere per l'applicazione della norma già citata
in tempi 'non burocratici' ma sostanziali ed effettivi e comunque
al fine di consentire ai cittadini, entro la prossima primavera, di
usufruire degli spazi previsti per gli animali di affezione».
(2264)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione indicata in
oggetto, si rappresenta quanto segue.
Relativamente al punto in cui si chiede se i piani proposti dai 52
Comuni costieri prevedano spazi per animali d'affezione, può
affermarsi che, dai PUDM finora visionati dal competente Servizio
dell'Assessorato, tutti i Comuni hanno previsto nelle norme di
attuazione dei relativi provvedimenti gli spazi per gli animali di
affezione. Si precisa inoltre, che nell'eventualità in cui i
successivi PUDM che verranno analizzati non prevedano i suddetti
spazi, si provvederà anche d'ufficio all'inserimento della
previsione riguardante gli stessi , in sede di approvazione.
Con riguardo, infine, a quanto richiesto relativamente alla
concreta applicazione della previsione in parola, deve precisarsi
che in atto nessuno dei PUDM presentati ed esaminati è stato ancora
approvato in via definitiva, tenuto conto che le Linee guida di cui
al D.A. n. 95 del 4/7/2011 hanno previsto procedure di approvazione
diverse rispetto a quelle di cui alle Linee guida del 2006, e ciò
ha determinato la necessità di chiedere ai Comuni interessati i
prescritti adeguamenti procedurali.
E' evidente quindi, che vi sarà un certo slittamento nei tempi di
approvazione dei PUDM, fermo restando l'impegno a definirli con la
dovuta celerità non appena perverranno le richieste integrazioni».
L'Assessore
Avv. Sebastiano Di Betta