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Resoconto d'Aula della Seduta n. 330 di martedì 13 marzo 2012
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   Presidenza del presidente Cascio


   D'AQUINO,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9 del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico  che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art 127) sono effettuate mediante  procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
    - Aricò per oggi;
   - Di Mauro  per il 13 e 14 marzo 2012;
   - Scammacca Della Bruca  per la corrente settimana.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposta scritta a interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che è pervenuta la  risposta  scritta  alla
  seguente interrogazione:

   - da parte dell'Assessore per il Territorio e l'Ambiente

   N.  2058  - Iniziative per aumentare i livelli di controllo  e  di
  sicurezza  delle aree del territorio di Monreale a rischio  incendi
  di natura dolosa.
   Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegno
                 di legge alla competente Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico  il disegno di legge presentato  ed  inviato
  alle competente Commissione:

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Disposizioni  per  la  salvaguardia  del  patrimonio  culturale
  cristiano ortodosso ed ebraico in Italia. (n. 875)
   di iniziativa parlamentare, presentato il l'8 marzo 2012 e inviato
  il 12 marzo 2012.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle Commissioni:

                             BILANCIO (II)
   -  Accesso al fondo etico della Regione siciliana per le imprese a
  conduzione familiare in stato di crisi. (n. 874)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'8 marzo 2012, parere III.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Istituzione  liste  di  prenotazione  nel  mercato  del  lavoro
  agricolo privato. ( n. 873)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'8 marzo 2012, parere III.

                     Comunicazione di pareri resi

   PRESIDENTE. Comunico i pareri resi dalla competente Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI  (I)

   -  Consorzio  di  richiesta sul rischio biologico  in  agricoltura
  (Co.RI.BI.A.). Designazione componente effettivo del  Collegio  dei
  revisori dei conti. (n. 204/I).
   reso in data 28 febbraio 2012 e inviato in data 8 marzo 2012.

   -   Consorzio   di  ricerca  BIO.  Evoluzione  Sicilia   (B.E.S.).
  Designazione  componente effettivo del Collegio  dei  revisori  dei
  conti. (n. 205/I).
   reso in data 28 febbraio 2012 e inviato in data 8 marzo 2012.

   -   Consorzio   di  ricerca  G.  Pietro  Ballatore.   Designazione
  componente  effettivo  del Collegio dei  revisori  dei  conti.  (n.
  206/I).
   reso in data 28 febbraio 2012 e inviato in data 8 marzo 2012.

   -  Ente  sviluppo agricolo (ESA) Designazione componenti effettivi
  del Collegio dei revisori dei conti. (n. 207/I).
   reso in data 28 febbraio 2012 e inviato in data 8 marzo 2012.

          Comunicazione di proroga per espressione di parere

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota del 12  marzo  2012,  è  stata
  concessa  una proroga di giorni quindici, a decorrere dal  5  marzo
  2012,  per l'espressione del parere  Schema di decreto inerente  la
  individuazione  degli  enti  strumentali  della  Regione   per   la
  sperimentazione dell'armonizzazione dei bilanci .

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Commissione  legislativa   Cultura,
  formazione e lavoro' (V), nella seduta n. 277 del 7 marzo 2012,  ha
  approvato   la   risoluzione:   Indirizzo   in   ordine   agli   ex
  collaboratori a progetto della SPO srl (Società per l'occupazione).
  (n. 16/V)

    Comunicazione di deliberazione pervenuta dalla Giunta regionale

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della Giunta
  regionale n. 60 del 23 febbraio 2012 relativa a:  P.O. FESR Sicilia
  2007-2013 - Rimodulazione a seguito dell'applicazione del Piano  di
  Azione Coesione .
   Copia  della stessa  è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

       Comunicazione di dichiarazione del Consiglio di Giustizia
                            Amministrativa

   PRESIDENTE. Comunico che il Consiglio di Giustizia Amministrativa,
  nella  seduta  dell'8  giugno  2011  in  sede  giurisdizionale,  ha
  dichiarato rilevante e non manifestamente infondata la questione di
  legittimità costituzionale per contrasto con gli articoli 3 e  117,
  commi secondo e terzo della Costituzione, nonché con l'articolo  14
  dello   Statuto  della  Regione,  dell'articolo  105  della   legge
  regionale   12   maggio   2010,  n.  11,   disponendo   l'immediata
  trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.

         Comunicazione di nota pervenuta dalla Corte dei Conti

   PRESIDENTE.  Comunico che è pervenuta nota della Corte  dei  Conti
  sul  programma  di  gestione 2012 e il programma  di  lavoro  delle
  sezioni  riunite  per  la  decisione  e  relazione  sul  rendiconto
  generale della Regione siciliana per l'esercizio finanziario  2011,
  definitivamente approvati.

   Comunico,  altresì, che copia della stessa è stata trasmessa  alla
  II Commissione.

   Comunicazione di trasmissione della previsione e della situazione
                              trimestrale
                 di cassa e di tesoreria della Regione

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'Assessorato regionale  dell'economia,
  dipartimento bilancio e tesoro, ha trasmesso, in data 6 marzo 2012,
  la  previsione e la situazione trimestrale di cassa e di  tesoreria
  della  Regione  in attuazione dell'art. 52, comma  5,  della  legge
  regionale  3  maggio  2001,  n.  6 e la  relazione  concernente  la
  situazione provvisoria di cassa al 31 dicembre 2011.

   Comunico,  altresì, che copia della sopracitata  documentazione  è
  stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N. 2471 - Chiarimenti circa l'applicazione, nel comune di Acireale
  (CT),   dei   parametri  nazionali   inerenti   al  dimensionamento
  scolastico.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari: Pogliese Salvatore; D'Asero Antonino

   N.  2472  -  Notizie sull'accordo UE - Marocco in tema  di  sgravi
  doganali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   2473   -   Chiarimenti  sulla  revoca  dell'   autorizzazione
  paesaggistica   rilasciata   sul   progetto   definitivo   per   la
  realizzazione  di  un  elettrodotto  denominato  Sorgente-Rizziconi
  elaborato dalla società Terna s.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Ardizzone Giovanni

   N.  2474 - Chiarimenti circa la sussistenza di eventuali illiceità
  nel settore agrumicolo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatari:  Maira  Raimondo; Cordaro Salvatore; Cascio  Salvatore;
  Caronia Maria Anna

   N.  2476  - Notizie sulla gestione dei servizi di pubblica utilità
  nella  città  di  Catania  e sulle potenziali  infiltrazioni  della
  criminalità organizzata.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Forzese Marco; Ragusa Orazio

   N.   2478  -  Chiarimenti  sulla  sospensione  del  concorso   per
  funzionario tecnico geologo presso il Comune di Melilli SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2479  -  Chiarimenti circa l'organizzazione della  visita  del
  Ministro della coesione territoriale a Siracusa.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2480 - Iniziative per la dichiarazione dello stato di calamità
  naturale  e  l'adozione di interventi urgenti per i  danni  causati
  dagli eventi atmosferici nelle province di Siracusa e Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  2477 - Interventi urgenti per avviare la procedura di mobilità
  a seguito della cessazione di attività della Multiservizi s.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Caputo Salvino

   L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo  e  alla
  competente Commissione.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

     N. 2469 - Notizie in ordine all'attuazione della legge regionale
  n. 25 del 2011.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: D'Asero Antonino

   N.  2470  -  Notizie sul piano di informatizzazione della  Regione
  siciliana  con  particolare riferimento alla messa in  liquidazione
  della società Sicilia e-Servizi s.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatari:   Leontini   Innocenzo;  Buzzanca   Giuseppe;   D'Asero
  Antonino;  Leanza Edoardo; Marinese Ignazio; Torregrossa  Raimondo;
  Beninati   Antonino;  Campagna  Alberto;  Falcone   Marco;   Limoli
  Giuseppe;  Pogliese Salvatore; Vinciullo Vincenzo; Bosco  Antonino;
  Caputo Salvino; Formica Santi; Mancuso Fabio Maria; Scoma Francesco

   N.  2475  -  Iniziative urgenti per tutelare il sistema televisivo
  siciliano.
   - Presidente Regione
   Firmatari: Ferrara Massimo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero    357     Interventi   urgenti   per    la    soppressione
  dell'addizionale  provinciale  sull'accisa   applicata  all'energia
  elettrica in Sicilia , degli onorevoli D'Asero, Vinciullo,  Limoli,
  Torregrossa, presentata il 7 marzo 2012;

   numero 358  Dichiarazione dello stato di calamità a seguito  della
  violenta  ondata  di  maltempo che ha recentemente  interessato  la
  provincia di Catania , degli onorevoli Pogliese, Caputo, Vinciullo,
  Buzzanca, presentata l'8 marzo 2012.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.


   Presidenza del presidente Cascio


   Seguito della discussione del disegno di legge «Norme urgenti in
        materia di passaggio al digitale terrestre» (n. 867/A)

   PRESIDENTE. Si passa  al punto II  dell'ordine  del giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Norme  urgenti  in  materia di passaggio  al  digitale  terrestre»
  (867/A).
     Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ricordo  che  nella  precedente  seduta  era  stato  approvato  il
  passaggio all'esame degli articoli.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
                             «Articolo 1.
               Modifica e adeguamento degli impianti di
                      radiodiffusione televisiva.

   1.  Al  fine  di  agevolare  il  passaggio  della  radiodiffusione
  televisiva dal sistema analogico al sistema digitale terrestre, nel
  territorio regionale, i titolari degli impianti esistenti alla data
  di  entrata  in  vigore della presente legge,  che  necessitano  di
  adeguamento,  qualora le modifiche non comportino  un  aumento  dei
  livelli di campo elettromagnetico, inviano al comune interessato  e
  all'ARPA, entro sessanta giorni dalla scadenza della data  prevista
  per  la  conversione  del  segnale da  analogico  a  digitale,  una
  comunicazione  contenente  una  relazione  tecnica   con   i   dati
  radioelettrici  aggiornati. La comunicazione è  soggetta,  in  ogni
  tempo,  a  verifica  da  parte del comune  anche  con  il  supporto
  dell'ARPA.

   2.  Qualora  le  modifiche agli impianti esistenti  comportino  un
  aumento dei livelli di campo elettromagnetico o comunque comportino
  modifiche ai volumi edilizi e alla sagoma dell'impianto si  applica
  il  procedimento di cui all'articolo 87 del decreto  legislativo  1
  agosto 2003, n. 259, come richiamato dall'articolo 103 della  legge
  regionale 28 dicembre 2004, n. 17».

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor  Presidente, intervengo  per  sostenere  questo
  disegno  di  legge  che  reca la firma anche dell'onorevole  Mineo,
  componente del Gruppo Grande Sud.
   Ho  chiesto  di intervenire per ribadire la ragione che  riteniamo
  più  pregnante  per il consenso, per l'appoggio  di  Grande  Sud  a
  questo disegno di legge. La ragione è la seguente: noi crediamo che
  quando  anche qualche tempo addietro abbiamo sostenuto la battaglia
  del  disegno di legge sulla semplificazione e abbiamo ritenuto quel
  disegno  di  legge un primo passo non soltanto verso  l'adeguamento
  delle  norme  regionali  a  quelle  nazionali  con  il  conseguente
  recepimento,  ma  soprattutto abbiamo sostenuto un principio,  cioè
  quello che dobbiamo cercare di introdurre per dare veramente quello
  scossone  che  ci  vuole  alla  situazione  economico-sociale   che
  viviamo, la semplificazione deve significare che tutto ciò che  non
  è espressamente vietato è consentito.
   Nella  sostanza, il disegno di legge coglie questo spirito  perché
  dice  che laddove non c'è mutamento di condizioni - in questo  caso
  le  condizioni sono date dalle onde elettromagnetiche,  dal  volume
  delle  onde stesse - non c'è bisogno di autorizzazione, basta  fare
  una comunicazione, e precisa quello che è un principio generale: il
  potere   di   controllo  rimane  sempre  in  capo  all'ente,   alle
  istituzioni, in questo caso all'ARPA.
   Questo principio, quindi, che noi abbiamo cercato di applicare  in
  quel disegno di legge che fu - ribadisco - di mero recepimento,  lo
  troviamo applicato in questo disegno di legge.
   Pertanto,   cogliendo  questo  aspetto  innovativo   e   positivo,
  nell'esprimere  il consenso al disegno di legge, ci  auguriamo  che
  l'Assemblea,  che  ha  saputo  nel passato  essere  antesignana  di
  momenti anche rivoluzionari, penso alla legge n. 7 del 1992,  penso
  ad  altri  momenti assai significativi in cui la legge regionale  è
  stata  anticipatrice  del  portato  della  legge  nazionale,  della
  sensazione, del sentimento che si viveva, possa esserlo  a  partire
  da  questa legge nell'ottica di una semplificazione vera e propria,
  qual è quella che si sta tentando di avviare con questo disegno  di
  legge.
   Il  mio è, quindi, un apprezzamento,  è l'anticipazione di un voto
  favorevole.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli
  Colianni e Musotto l'emendamento 1.1.
   Comunico, altresì, che è stato presentato il subemendamento  1.1.1
  a  firma  degli onorevoli Colianni e  Musotto che così recita:   Al
  comma  1  dell'articolo 1 sostituire le parole   entro  60  giorni'
  con le parole   entro 90 giorni successivi' .

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  abbiamo  già
  affrontato  la volta scorsa questa problematica e oggi che  andiamo
  ad  esitare  la  norma è bene che si chiarisca  quello  che  questo
  Parlamento  sta  facendo e sta anche proponendo  indirettamente  al
  Parlamento nazionale.
   Andiamo  incontro  ad  un cambiamento epocale  delle  trasmissioni
  televisive,  e  pertanto immaginare che il passaggio dall'analogico
  al  digitale  sia  soltanto il passaggio  da  una  sigla  all'altra
  sarebbe  un grandissimo errore. In realtà, stiamo rischiando  -  se
  non   diamo  questo  tempo  in  più  alle  televisioni  per  potere
  abilitarsi  alla ristrutturazione dei propri impianti -  che  tante
  televisioni  private vadano a spengersi. E soprattutto si  spengano
  in  Sicilia  dove - come ho già detto la volta scorsa -  secondo  i
  dati   del   CORECOM,  abbiamo  circa  centoventotto,   centotrenta
  emittenti  di  cui soltanto diciotto avranno l'appannaggio  di  una
  frequenza per le trasmissioni.
   La  verità è anche quella che chi ha, in virtù della norma e della
  legge  nazionale,  una frequenza scindibile in  sei  canali,  potrà
  gestire questi sei canali o in direzione delle televisioni minori o
  in  maniera  assolutamente diversa con accordi tra  le  televisioni
  maggiori.
   Io dico a questo Parlamento che occorre un controllo perché c'è la
  possibilità che vi sia un attentato vero e proprio alla  democrazia
  della   comunicazione   nel   nostro  territorio.   C'è   la   viva
  preoccupazione  che  queste emittenti non abbiano  circa  i  cento,
  duecentomila  euro che servono a riadattare le loro strumentazioni.
  C'è  la  viva  preoccupazione che tantissimi giovani  che  lavorano
  presso le televisioni possano restare senza un posto di lavoro  per
  quanto vissuto talora eroicamente.
   Pertanto,  quello che chiediamo, signor Presidente, é di  derogare
  quanto  previsto  dallo Stato, chiediamo al ministero  di  metterci
  nelle  condizioni, fino a settembre, di potere non soltanto avviare
  il  percorso, ma di poterlo gestire, tanto è vero - e l'ho  chiesto
  anche al presidente della Commissione - che la sottocommissione che
  mi  onoro  di  presiedere venerdì farà un'audizione  con  tutte  le
  televisioni  private  siciliane  per  cercare  di  monitorare,   di
  organizzare, di fare in modo che questa aggregazione in consorzi  e
  in  associazioni  sia  assolutamente  gestita  e  monitorata  dalla
  Regione piuttosto che vissuta in termini di liberismo eccessivo.
   Pertanto,  chiedo ai colleghi di approvare questo emendamento  che
  deroga  la  normativa attuale e che porta comunque a  settembre  la
  data ultima per la presentazione dei documenti.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare sul subemendamento 1.1.1.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  preannuncio la presentazione di un  subemendamento  al
  subemendamento  1.1.1, presentato dall'onorevole  Colianni,  perché
  ritengo  che  i  tempi previsti dall'onorevole Colianni  non  siano
  sufficienti   sicuramente  per  risolvere   il   problema.   Quindi
  l'emendamento  che propone la Commissione non è quello  di  novanta
  giorni,  ma  di  centottanta giorni, così come  hanno  fatto  altre
  regioni che hanno già legiferato.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.05, è ripresa alle ore 17.12)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato dalla Commissione  il
  subemendamento 1.1.1.1.

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   MARINO, assessore regionale per l'energia ed i servizi di pubblica
  utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 1, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'esprimere  il
  parere su questo disegno di legge, approfitto della circostanza per
  preannunciare che è mia intenzione presentare un ordine del giorno,
  la  prossima  settimana, per quanto riguarda gli eventi  calamitosi
  che  sono  accaduti  in provincia di Ragusa,  Siracusa  e  Catania,
  perché  è  stato colpito un comparto molto importante, il  comparto
  agricolo. Approfitto della presenza del Governo per far sì  che  si
  faccia  carico,  assessore,  di dire al  Presidente  della  Regione
  siciliana  di dichiarare lo stato di calamità perché è  importante,
  perché  i  danni sono enormi, perché l'evento ha messo in ginocchio
  un comparto per noi fondamentale.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa all'articolo  2.  Ne  do
  lettura:

                              Articolo 2
  Modifiche in materia di composizione del Comitato regionale per le
                             comunicazioni

   «1.  All'articolo 101 della legge regionale 26 marzo 2002,  n.  2,
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma  1  sostituire  la  parola   sette'  con  la  parola
   cinque';

   b) al comma 2, dopo il periodo  non sono confermabili', aggiungere
  il   seguente   periodo:   ad  eccezione  delle  ipotesi   previste
  dall'articolo 1, comma 3, della legge 31 luglio 1997, n. 249'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
                              Articolo 3.
                             Norma finale

   «1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati
  i seguenti ordini del giorno:

   -  n.  654   Proroga dello switch off in Sicilia, degli  onorevoli
  Colianni, Musotto e Calanducci;

   -  n.  655   Iniziative  a  sostegno  delle  emittenze  televisive
  siciliane , dell'onorevole Caputo.

   MARINO, assessore  per l'energia ed i servizi di pubblica utilità.
  Signor Presidente, il Governo li accoglie come raccomandazione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.17, è ripresa alle ore 17.20)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Norme urgenti in materia di passaggio al digitale terrestre»
                                (867/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge «Norme urgenti in materia  di  passaggio  al
  digitale terrestre» (867/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Apprezzate le circostanze, annullo la votazione e dispongo  che  si
  ripeta.
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            57
   Votanti             56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          53
   Astenuti              3
                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   comunico   che   l'onorevole
  Barbagallo  avrebbe votato favorevolmente il disegno di  legge,  ma
  che non ha potuto effettuare la votazione.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


     Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del Regolamento
    interno, della rubrica  Energia e servizi di pubblica utilità

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in ordine al punto III  all'ordine
  del  giorno:  Svolgimento, ai sensi dell'art. 143  del  Regolamento
  interno,  di  interrogazioni,  della rubrica  Sanità,  informo  che
  l'assessore  per  la salute ha comunicato che, a causa  di  impegni
  istituzionali precedentemente assunti, non potrà essere presenta in
  Aula prima delle ore 18.00.
   Pertanto,  non  sorgendo  osservazioni,  si  passa  al  IV   punto
  dell'ordine del giorno: Svolgimento, ai sensi dell'art. 159,  comma
  3,  del  Regolamento interno, della rubrica  Energia e  servizi  di
  pubblica utilità .
   Si   procede   allo   svolgimento  dell'interrogazione   n.   1247
   Iniziative  per la revisione del sistema di controllo e  vigilanza
  sull'attività di gestione dei rifiuti , dell'onorevole Apprendi.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
  presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa,  quindi, all'interrogazione n. 1428  Provvedimenti  per
  consentire   la  riattivazione  della  miniera  di  Pasquasia,   in
  provincia di Enna  a firma dell'onorevole Caputo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   la  miniera  di Pasquasia, in provincia di Enna, è  stata  la  più
  importante  miniera per l'estrazione di sali alcalini misti  ed  in
  particolare di kainite per la produzione di solfato di potassio;

   la  miniera,  chiusa  dal 1992, ha rappresentato  per  la  Sicilia
  un'importante fonte di sviluppo economico ed occupazionale non solo
  per la provincia di Enna, ove è situata, ma per l'intero territorio
  regionale;

   considerato che:

   il  sito  di  Pasquasia  presenta ancora  le  caratteristiche  per
  consentire la ripresa di attività estrattiva;

   la  riattivazione  della  miniera  rappresenterebbe  un'importante
  strumento per lo sviluppo economico ed occupazionale, atteso che  i
  sali  potassici ed il magnesio hanno un alto valore commerciale  in
  campo mondiale;

   per  la  riattivazione della miniera sono necessari  i  lavori  di
  bonifica  del sito per la presenza di amianto, nonché la  messa  in
  sicurezza  in  conseguenza dell'azione erosiva per il  passare  del
  tempo;

   ritenuto  che: la riapertura della miniera rappresenta un  fattore
  importante  di  sviluppo economico ed occupazionale del  territorio
  del centro della Sicilia, atteso che la riattivazione consentirebbe
  la creazione di nuovi posti di lavoro;

   per sapere:

   quali   provvedimenti  intendano  adottare   per   consentire   la
  riattivazione  della  miniera  e la  realizzazione  dei  lavori  di
  bonifica e messa in sicurezza del sito;

   quali  provvedimenti  abbiano posto in  essere  per  sostenere  ed
  incentivare lo sviluppo economico ed occupazionale della  zona  ove
  ricade  la  miniera  di  Pasquasia e  quali  provvedimenti  intenda
  adottare  per  la realizzazione di strutture idonee a creare  nuova
  occupazione».

   Ha  facoltà  di parlare l'assessore per l'energia ed i servizi  di
  pubblica utilità, dott. Marino, per rispondere all'interrogazione.

   MARINO,  assessore per l'energia ed i servizi di pubblica utilità.
  Signor   Presidente,   onorevoli  deputati,  per   potere   fornire
  all'onorevole  interrogante le necessarie  richieste  informazioni,
  occorre inquadrare l'attività della miniera di Pasquasia nel quadro
  generale delle attività estrattive che hanno caratterizzato  in  un
  dato  momento  storico le strategie economiche nella regione.  Come
  noto,  l'Ente  Minerario  Siciliano,  ente  dotato  di  personalità
  giuridica  di  diritto  pubblico, costituito  con  la  legge  della
  Regione  Siciliana  n.  2 dell'11 gennaio  1963  con  lo  scopo  di
  promuovere  la  ricerca, la coltivazione, la trasformazione  ed  il
  collocamento  commerciale  delle risorse  minerarie  esistenti  nel
  territorio  della  Regione,  ed  in particolare  degli  idrocarburi
  liquidi e gassosi, dello zolfo e dei sali potassici, socio  al  51%
  della  società  Italkali  S.p.A. viene  posto  in  liquidazione  in
  attuazione della legge regionale n. 5 del 20 gennaio 1999.
   E'  altresì  noto che tra le società del gruppo EMS,  quasi  tutte
  anch'esse  in  liquidazione, vi era la  ISPEA  S.p.A.  (100%  EMS),
  titolare  degli impianti di produzione a servizio della miniera  di
  Pasquasia, anch'essa oggi in liquidazione.
   Dal  1980  i  detti impianti di produzione sono stati concessi  in
  affitto  alla ITALKALI S.p.A.: i rapporti tra EMS, ISPEA  S.p.A  ed
  ITALKALI S.p.A. sono stati nel tempo connotati da forti e complessi
  contenziosi  ancora in corso appunto tra la proprietà, il  titolare
  della  concessione  mineraria  e  l'Amministrazione  regionale.  In
  proposito è opportuno evidenziare che, in virtù della deliberazione
  della  Giunta  regionale di Governo n. 183 del 19 maggio  2009,  la
  quota  di  proprietà  di  EMS in ITALKALI  è  stata  trasferita  al
  patrimonio  della Regione siciliana con atto notaio  Sanfilippo  17
  giugno 2009 registrato al n. rep. 17204.
   Le superiori premesse delineano una posizione dell'amministrazione
  regionale  nella duplice veste di azionista della società  ITALKALI
  (il  cui  presidente  del  Consiglio  di  amministrazione  è  stato
  nominato   tra   i  membri  designati  dalla  Regione   siciliana),
  originaria titolare l'ITALKALI, della concessione mineraria per  lo
  sfruttamento  del giacimento di Pasquasia e convenuta dalla  stessa
  ITALKALI nei numerosi giudizi da questa intentati.
   Recentemente  la  Giunta  regionale di governo  ha  deliberato  in
  merito  alle  società  partecipate  secondo  principi  ispirati  al
  contenimento  della  spesa  pubblica.  Da  ultimo,  l'Assessore  al
  Bilancio   ha  emanato  direttive con  le  quali  interviene  nella
  tematica   delle  controversie  in  materia  di  applicazione   e/o
  interpretazione   di   convenzioni  stipulate  dall'Amministrazione
  regionale con le società partecipate.
   Pertanto,  alla luce di quanto fin qui esposto, la valutazione  in
  ordine  alla ripresa dell'attività estrattiva evidentemente rientra
  nella più  ampia valutazione da parte del Governo regionale, ed  in
  particolare  dell'Assessore  all'Economia  e  dell'Assessore   alle
  Attività produttive.
   L'Assessore  regionale  dell'energia e  dei  servizi  di  pubblica
  utilità,  poco  dopo  l'insediamento ed a fronte di una  inattività
  protrattasi  per  decenni, si è trovato ad affrontare  il  problema
  correlato alla dismessa miniera di Pasquasia, a causa di un atto di
  sabotaggio  effettuato  ai  danni di uno dei  trasformatori  ancora
  presenti nell'area, con conseguente sversamento del contenuto  olio
  dielettrico nel terreno sottostante.
   Da   quel  momento  l'Assessore,  cioè  il  sottoscritto,  seppure
  consapevole  che  la  competenza apparteneva al livello  gestionale
  dell'amministrazione regionale, ha messo intorno  ad  un  tavolo  e
  coordinato  tutti  gli attori (e sono tanti), che  a  vario  titolo
  avrebbero dovuto interessarsi o avrebbero dovuto compiere azioni ed
  iniziative destinate in primis alla bonifica del sito.
   A  mero  titolo di esempio si elencano i soggetti e  le  strutture
  regionali che oggi sono interessati perché competenti ad interventi
  sul  sito  di  Pasquasia:  Commissario  delegato   per  l'emergenza
  bonifiche,  giusta  OPCM  3852 del 19 febbraio  2010,  Dipartimento
  acque  e  rifiuti:  Servizio  VI,  Gestione  integrata  rifiuti   -
  bonifiche,  Dipartimento energia: Servizio X:  Coordinamento  delle
  attività  connesse  con  la gestione dei siti  minerari  dismessi ,
  Agenzia  regionale per l'Ambiente - ARPA, RESAIS (con deliberazione
  della  Giunta  regionale n. 263 del 5 ottobre 1999 la RESAIS  viene
  autorizzata  allo svolgimento del servizio di guardiania  dei  siti
  minerari), Ufficio speciale bonifiche.
   Grazie  a questa attività di coordinamento pressante e di continuo
  stimolo  agli uffici perché venissero poste in essere le iniziative
  necessarie  alla  bonifica  del  sito,  e  sviluppatasi  attraverso
  costanti e frequenti incontri, nonché sollecitazioni formali, si  è
  giunti  a  completare  il primo intervento  di  bonifica  dell'olio
  dielettrico  sversatosi  a  seguito  dell'atto  di  sabotaggio  del
  dicembre 2010.
   Si  è  accertato, grazie ad approfondite ulteriori  indagini,  che
  occorre  completare  la bonifica del terreno dall'olio  dielettrico
  infiltratosi  ad  un livello più basso e si sta procedendo  in  tal
  senso.
   Inoltre,  e questo rappresenta la più importante azione,  è  stato
  completato  un progetto di bonifica del sito minerario dismesso  di
  Pasquasia, che permetterà di eliminare l'amianto ivi esistente  che
  per la sua realizzazione utilizzerà le risorse previste all'interno
  dell'accordo  di Programma Quadro  Miniere dismesse ,  recentemente
  stipulato con il Governo nazionale.
   Dell'evoluzione  delle  iniziative  attivate  dall'Amministrazione
  regionale  sul  sito  minerario di Pasquasia,  peraltro,  si  tiene
  costantemente  informata  la  competente  Commissione  parlamentare
  presieduta dall'onorevole interrogante in occasione delle  numerose
  audizioni sulla materia.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Caputo   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   CAPUTO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   ringrazio
  l'assessore  per la tempestività nella risposta all'interrogazione,
  ma  anche per la completezza perché, come sa l'assessore Marino, io
  conosco molto bene la vicenda di Pasquasia e devo dire che ha fatto
  una  fotografia  perfetta  e a volte impetuosa  dello  stato  della
  miniera.  So  che  c'è stato un primo intervento, dopo  decenni  di
  inattività,  e  c'è stato anche un finanziamento per effettuare  le
  bonifiche a Pasquasia.
   Pertanto, assessore, sono soddisfatto della sua risposta  e  della
  sua  attività,  soltanto volevo cogliere l'occasione per  lanciarle
  anche  un  segnale per come mi arriva, un grido di allarme,  perché
  qualcuno  dice  che  la  discarica  di  Pasquasia  dovrebbe  essere
  utilizzata come contenitore di amianto.
   La  prego di verificare questo perché sappiamo benissimo che  cosa
  significa  trasformare Pasquasia, che è una miniera  attiva  per  i
  prossimi 25 anni, in una discarica per contenere l'amianto dismesso
  in  diverse  parti della Sicilia. Ritengo sia controproducente  per
  gli interessi economici della nostra Regione e la invito a vigilare
  perché ciò non accada.

   PRESIDENTE.    Per   assenza   dei   rispettivi   firmatari,    le
  interrogazioni n. 1752 «Chiarimenti sulla liquidazione della Belice
  Ambiente S.p.a», a firma dell'onorevole Adamo, n. 1887 «Chiarimenti
  in   ordine   all'aumento  del  costo  dei  servizi,   raccolta   e
  conferimento  in  discarica  dei  rifiuti  solidi  urbani  dell'ATO
  Messina 2», a firma dell'onorevole Formica,  e n. 2231 «Notizie  in
  merito  alla mancata erogazione di finanziamenti a Caltaqua s.p.a»,
  a firma dell'onorevole Maira, si intendono presentate con richiesta
  di risposta scritta.
     Si  passa  allo svolgimento dell'interpellanza n. 103 «Avvio  di
  un'indagine  interna  e  proposizione  di  ricorso  alla  Corte  di
  Giustizia  della  Comunità europea in merito alla  condanna  subita
  dalla  Regione  siciliana  al pagamento di  risarcimento  danni  in
  favore  della Ditta New Energy», a firma dell'onorevole Mattarella.
  Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi  di  pubblica utilità e all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   il   Consiglio   di   giustizia   amministrativa   ha   condannato
  l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente al pagamento
  di un risarcimento plurimilionario in favore di una società, la New
  Energy,  per  i  ritardi considerati eccessivi nel  rilascio  delle
  autorizzazioni  necessarie  all'avvio di  un'attività  nel  settore
  dell'energia;

   la  vicenda  si  è  sviluppata nell'arco  di  ben  cinque  anni  e
  attraverso  procedure estremamente complesse e farraginose,  che  è
  necessario  ricostruire,  al  fine di meglio  individuare  i  punti
  problematici;

   la  ditta  New Energy presentò nel mese di febbraio del 2005  allo
  sportello   unico   per  le  attività  produttive   di   Modica   e
  successivamente,  con  istanza prot. n.  1789  del  20  marzo  2006
  all'Assessorato  Industria, un'istanza, ai sensi dell'art.  12  del
  D.P.R.  n.  387/2003, onde ottenere il rilascio dell'autorizzazione
  unica  per  la  realizzazione di un impianto di  energia  elettrica
  alimentato da fonti rinnovabili (biomasse);

   precedentemente alla presentazione dell'istanza di  cui  al  punto
  precedente,  ai  sensi  dell'art.  12  del  D.P.R.  203/88,   aveva
  inoltrato  richiesta di autorizzazione alle emissioni in atmosfera,
  per  un  impianto di produzione di energia elettrica  alimentato  a
  farine  animali nonché ad oli alimentari esausti provenienti  dalla
  raccolta urbana e da sanse;

   in   data  7/9/2005  l'ufficio  di  segreteria  della  commissione
  provinciale  tutela e ambiente di Ragusa, con nota 694  indirizzata
  alla  ditta  New Energy e per conoscenza all'Assessorato  regionale
  Territorio  servizio  3, aveva invitato l'azienda,  in  analogia  a
  quanto  chiesto  dall'Assessorato, a  verificare  la  coerenza  del
  progetto  presentato  con quanto previsto dal  decreto  legislativo
  133/05, il cui articolo 6 testualmente recita:
   'Art.  6.  Coincenerimento  di prodotti  trasformati  derivati  da
  materiali previsti dal regolamento 1774/2002/CE.
   1.   Il  coincenerimento  dei  prodotti  trasformati  derivati  da
  materiali  di  categoria  1, 2 e 3 di cui al  regolamento  (CE)  n.
  1774/2002 è autorizzato secondo le disposizioni dell'articolo 5,  a
  condizione  che  siano  rispettati  i  requisiti,  le  modalità  di
  esercizio e le prescrizioni di cui all'Allegato 32.
   2.  La  domanda  per  il  rilascio  delle  autorizzazioni  di  cui
  all'articolo   5   è   inviata  anche  alla  ASL   territorialmente
  competente.
   3.   Nella   documentazione  di  cui  al  decreto   del   Ministro
  dell'ambiente  1   aprile 1998, n. 148,  e  nel  Modello  unico  di
  dichiarazione ambientale, di cui alla legge 25 gennaio 1994, n. 70,
  e  successive  modificazioni,  deve essere  indicato,  nella  parte
  relativa all'individuazione e classificazione dei rifiuti di cui al
  presente  articolo,  il  codice dell'Elenco  europeo  dei  rifiuti;
  020203 'Scarti inutilizzabili per il consumo e la trasformazione'';

   in  data  18/11/2005 l'ufficio di segreteria della cpta di  Ragusa
  inviava all'Arta le conclusioni a cui era giunta la commissione  in
  sede di verifica tecnica del progetto, confermando le conclusioni a
  cui  era giunto il responsabile dell'ufficio nella fase di verifica
  di  procedibilità circa la ricadenza del progetto  nell'ambito  del
  campo  di applicazione del d.lgs 133/05 in materia di incenerimento
  e/o   coincenerimento  di  rifiuti,  e  di   conseguenza   la   non
  applicabilità del D.P.R 203/88;

   in   data   23/05/2006,   con   nota   prot.   35613   indirizzata
  all'Assessorato  Industria e per conoscenza  all'Arta  servizio  2,
  alla  CPTA  di  Ragusa ed al Comune di Modica,  l'Arta  servizio  3
  individuava  nel d.lgs. 152/06 la norma di riferimento,  osservando
  che  la competenza a rilasciare l'autorizzazione alle emissioni era
  del  commissario  delegato per l'emergenza rifiuti,  in  quanto  si
  trattava di impianto destinato a gestire rifiuti;

   in  data 24/05/2006 l'Arta servizio 2, con nota 35811 inviata alla
  CPTA   di   Ragusa,   dichiarava  l'impianto   in   questione   non
  assoggettabile a valutazione di impatto ambientale  in  quanto  non
  ricadente nelle previsioni del D.P.R. 12/04/1996 che individua  gli
  impianti assoggettabili a V.I.A. regionale;

   ulteriore  nota,  confermativa della  precedente,  veniva  inviata
  dall'Arta  servizio  2 alla CPTA di Ragusa in data  29/05/2006  con
  prot. 37174;

   in  data  11/07/2006,  con nota prot. 45511 dell'Arta  servizio  2
  inviata alla ditta New Energy e per conoscenza all'Arta servizio 3,
  alla  CPTA  di Ragusa ed all'Assessorato Industria servizio  2,  si
  contestava alla ditta, in contrasto con quanto dichiarato,  di  non
  avere  specificato di avere avanzato richiesta ai sensi dell'art.27
  del   d.lgs   22/97.   L'Arta  sospendeva  la   valutazione   circa
  l'assoggettabilità al D.P.R. 12/04/1996;

   in  data  5/10/2006,  con nota prot. 68736  dell'Arta  servizio  2
  inviata alla ditta New Energy e per conoscenza all'Arta servizio 3,
  alla  CPTA  di Ragusa ed all'Assessorato Industria servizio  2,  si
  dichiarava la non assoggettabilità di cui al D.P.R. 12/04/1996;

   in  data  14/11/2006,  con nota prot. 61399 il  Comune  di  Modica
  comunicava  all'Arta  servizio 3 e  per  conoscenza  alla  CPTA  di
  Ragusa, all'ARPA Sicilia ed alla ditta New Energy, di avere  emesso
  il proprio parere nell'ambito della procedura ex art. 269 del d.lgs
  152/06  (laddove  l'art  267  del  d.lgs.  152/06  prevede  la  non
  applicabilità  della procedura di cui all'art.  269  e  dell'intera
  parte  quinta  del  d.lgs. 152/06 per gli  impianti  sottoposti  al
  d.lgs. 133/05);

   in  data  12/03/2007,  con  nota  prot.  90,  l'Arta  servizio   3
  sollecitava alla cpta di Ragusa l'emissione del parere ai sensi del
  d.lgs. 152/06;

   in   data   21/03/2007,  con  nota  prot.  13148  dell'Assessorato
  Industria  servizio  2,  indirizzata  all'Arta  servizio  3  e  per
  conoscenza  alla  ditta  New  Energy,  si  contestava  al  predetto
  servizio  3 la mancata partecipazione alla conferenza di servizi  e
  la  mancata  produzione dell'autorizzazione ai sensi dell'art.  269
  del d.lgs. 152/06;
   in  data  17/04/2007, con nota 245, l'ufficio di segreteria  della
  CPTA di Ragusa inviava all'Arta le conclusioni a cui era giunta  la
  commissione stessa, in sede di verifica tecnica del progetto, circa
  il  desumibile superamento del valore di 50 Mw termici desunto  dal
  quadro  riassuntivo  delle emissioni e confermando  l'applicabilità
  del  d.lgs. 133/05 in materia di utilizzo di rifiuti anche  per  la
  previsione di utilizzo di olio alimentare esausto con codice CER 20
  01  25 (diversamente, ove gli oli - come affermato in seguito dalla
  ditta   New   Energy  -  provenissero  dall'industria   alimentare,
  avrebbero dovuto avere il codice 02 07 99);

   in  data  8/06/2007,  con nota prot. 43234  dell'Arta  servizio  2
  inviata  alla ditta New Energy, all'Arta servizio 3 e alla CPTA  di
  Ragusa,  si  dichiarava la non assoggettabilità di  cui  al  D.P.R.
  12/04/1996;

   in   data   12/06/2007,  con  nota  prot.  34197  dell'Assessorato
  Industria,  servizio 2, indirizzata all'Arta servizio  3,  all'Arta
  servizio  2,  alla  CPTA di Ragusa ed alla  ditta  New  Energy,  si
  richiedeva l'accertamento dell'applicabilità del d.lgs 152/06 e  si
  sollecitava la conclusione del procedimento;

   in   data   12/09/2007,  con  nota  prot.  23531  dell'Assessorato
  Industria  servizio  2  indirizzata all'Arta servizio  3,  all'Arta
  servizio  2  e per conoscenza alla ditta New Energy, si  richiedeva
  l'accertamento dell'applicabilità del d.lgs 152/06 e si sollecitava
  la conclusione del subprocedimento emissioni in atmosfera;

   in  data  26/09/2007, con nota 746 l'ufficio di  segreteria  della
  cpta di Ragusa comunicava all'Arta servizio 3, all'Arta servizio  2
  e per conoscenza alla ditta New Energy, la necessità di esperire la
  valutazione d'incidenza per la vicinanza dell'impianto proposto  ad
  una zona 'sic';

   in  data  12/10/2007,  con  nota prot. 488  dell'Arta  servizio  3
  indirizzata  alla CPTA di Ragusa, si richiedeva l'urgente  rilascio
  di  parere ai sensi del d.lgs 152/06 (va ricordato che l'art.  267,
  comma  2,  del  d.lgs  152/06 esclude l'applicabilità  della  parte
  quinta  e  quindi dell'art. 269 agli impianti sottoposti  al  d.lgs
  133/05);

   in  data  25/10/2007,  con  nota prot. 76570,  l'Arta  servizio  3
  indirizzava  alla cpta di Ragusa richiesta urgente di  rilascio  di
  parere  ai  sensi  del d.lgs. 152/06, stante  che  la  ditta  aveva
  diffidato  l'Assessorato  richiedendo  l'applicabilità  del  d.lgs.
  152/06;

   in data 5/11/2007, con nota prot. 40665 dell'Assessorato Industria
  servizio  2, indirizzata all'Arta servizio 3, all'Arta servizio  2,
  alla  CPTA  di  Ragusa ed alla ditta New Energy, si sollecitava  la
  definizione  dell'obbligo  o  meno  di  realizzare  la  valutazione
  d'incidenza.   La   ditta  veniva  invitata  a  fornire   esaustiva
  documentazione;

   in  data  13/11/2007, con nota 907, l'ufficio di segreteria  della
  CPTA  di  Ragusa  inviava all'Arta servizio 3 e servizio  2  quanto
  deliberato  dalla commissione nelle sedute del 16 e del 23  ottobre
  relativamente alla potenza termica installata, nella quale la  CPTA
  prendeva  atto  che  il quadro riassuntivo delle  emissioni  andava
  letto non già come n. 5 generatori ognuno da 5.250 Kwe e quindi per
  un  totale di 26.250 Kwe, ma che si trattava di un unico gruppo  da
  5.250  Kwe.  La  CPTA metteva anche in evidenza la connessione  tra
  limiti  e  presenza  di  zone  sic  e  quindi  la  necessità  della
  conclusione  della  valutazione d'incidenza; inoltre  rilevava  che
  dall'analisi  comparata con pratiche consimili,  emergeva  come  le
  materie  dichiarate biomasse da New Energy fossero  da  qualificare
  come rifiuti, dal momento che gli oli usati nel processo produttivo
  derivavano da raccolta urbana;

   in  data  16/11/2007, con nota 83315, l'Arta servizio 3, inoltrava
  all'Assessorato Industria servizio 2 i pareri del 16 e  23  ottobre
  emessi dalla cpta di Ragusa;

   in  data 23/11/2007, con nota prot. 43610, l'Assessorato Industria
  servizio  2 ribadiva la necessità di chiarire la questione relativa
  all'esperimento della valutazione d'incidenza;

   in  data  18  dicembre 2007 la Corte di giustizia  delle  Comunità
  europee,   sez.   III,   con  sentenza  del  18/12/2007,   C195/05,
  pronunziandosi  sulla  natura  degli scarti  alimentari  condannava
  l'Italia  avendo la stessa 'adottato indirizzi operativi validi  su
  tutto il territorio nazionale, esplicitati in particolare per mezzo
  della  circolare del Ministro dell'Ambiente 28 giugno 1999, recante
  chiarimenti interpretativi in materia di definizione di rifiuto,  e
  con   comunicato  del  Ministero  della  Salute  22  luglio   2002,
  contenente  linee guida relative alla disciplina igienico-sanitaria
  in materia di utilizzazione dei materiali e sottoprodotti derivanti
  dal  ciclo  produttivo e commerciale delle industrie agroalimentari
  nell'alimentazione  animale,  tali  da  escludere  dall'ambito   di
  applicazione  della  disciplina sui rifiuti gli  scarti  alimentari
  originati  dall'industria agroalimentare destinati alla  produzione
  di  mangimi; e avendo, per mezzo dell'art. 23 della legge 31 luglio
  2002,  n. 179, recante disposizioni in materia ambientale,  escluso
  dall'ambito di applicazione della normativa sui rifiuti  i  residui
  derivanti dalle preparazioni nelle cucine di qualsiasi tipo di cibi
  solidi,  cotti  e  crudi, non entrati nel circuito distributivo  di
  somministrazione, destinati alle strutture di ricovero per  animali
  di affezione, è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza
  dell'art.  1,  lett.  a), della direttiva del Consiglio  15  luglio
  1975, 75/442/CEE, sui rifiuti, come modificata dalla direttiva  del
  Consiglio 18 marzo 1991, 91/156/CEE';

   in   data   10/01/2008,  con  nota  prot.  1044,  dell'Assessorato
  Industria  servizio  2  indirizzata all'Arta servizio  3,  all'Arta
  servizio  2,  alla  CPTA di Ragusa ed alla  ditta  New  Energy,  si
  sollecitava  la  definizione dell'obbligo o meno di  realizzare  la
  valutazione  d'incidenza. Si invitava la ditta a fornire  esaustiva
  documentazione;

   in  data  27/02/2008, con nota prot. 16893 dell'Arta  servizio  2,
  inviata  alla ditta New Energy, all'Arta servizio 3, alla  CPTA  di
  Ragusa  ed  al Comune di Modica, si comunicava a tutti  i  soggetti
  l'obbligo  di  eseguire  la valutazione d'incidenza  da  parte  del
  Comune e si specificava che il rilascio della autorizzazione  unica
  senza la valutazione d'incidenza era inibito;

   in  data  7/03/2008, con nota 221, l'ufficio di  segreteria  della
  CPTA  di  Ragusa inviava all'Arta servizio 3 e servizio  2,  nonché
  all'Assessorato   Industria  servizio  2   le   conclusioni   della
  commissione   stessa,  laddove  la  commissione,  pur   in   attesa
  dell'attestazione del Comune di Modica, ribadiva che in merito alla
  richiesta di ulteriore verifica dell'esclusione dell'iniziativa dal
  campo  di  applicazione  del  d.lgs 133/05,  si  era  già  espressa
  rilevando  che le sanse esauste e gli oli provenienti  da  attività
  commerciali  non sono esclusi dal campo di applicazione  del  d.lgs
  133/2005  il  quale, peraltro, si occupa anche  delle  attività  di
  recupero  energetico.  Tale condizione è  ulteriormente  confermata
  dalle modifiche apportate al d.lgs 152/06 dal d.lgs. 4/2008;

   in  data  16/06/2008  la CPTA di Ragusa prendeva  atto  di  quanto
  disposto  con  nota  prot.  16893 dall'Arta  servizio  2  circa  la
  necessità di esperire preliminarmente la valutazione d'incidenza;

   in  data  4/06/2009, con nota 41650, l'Arta con atto a  firma  del
  dirigente  del  Servizio 3 diffidava la CPTA di  Ragusa  a  fissare
  limiti  ai  sensi  del  D.lgs 152/06.  La  CPTA  nella  seduta  del
  17/07/2009,  evidenziava  i problemi in materia  di  fissazione  di
  limiti  nel  caso in cui il materiale utilizzato fosse  qualificato
  come rifiuto;
   in   data   29/10/2009,  veniva  firmato  il  decreto   da   parte
  dell'Assessore  del territorio n. 213/gab di revoca del  presidente
  della CPTA di Ragusa per presunte gravi irregolarità sulla base  di
  una  relazione  redatta  dal responsabile  del  servizio  3  e  dal
  dirigente generale;

   in  data 13/11/2009, con nota 4225/gab, l'Assessore del territorio
  sospendeva l'applicazione di detto decreto;

   in  data  23  novembre  2009, con nota  86509,  il  dirigente  del
  Servizio  3  dell'Arta inviava al CGA le sue conclusioni  circa  la
  responsabilità   della  CPTA  di  Ragusa   e   la   sua   personale
  ricostruzione del quadro normativo;

   in  data  22 dicembre 2009 l'Assessore del territorio, sulla  base
  della ricostruzione effettuata, annulla va, con proprio decreto  n.
  241/GAB, il decreto di revoca del presidente della CPTA di  Ragusa,
  dichiarando insussistenti le motivazioni avanzate dal dirigente del
  servizio 3 circa le irregolarità o i ritardi della CPTA di Ragusa;

   in data 19/01/2010, con nota 3231, il dirigente generale dell'Arta
  richiedeva  un  parere  alla commissione provinciale  territorio  e
  ambiente  legato a quanto evidenziato dal CGA, al quale  era  stato
  presentato  ricorso avverso una sentenza del TAR, adito  dalla  New
  Energy, senza esplicito riferimento ad alcuna procedura;

   in  data  26/01/2010, con nota 70, l'ufficio di  segreteria  della
  CPTA  di Ragusa inviava la verifica effettuata dalla CPTA ai  sensi
  dell'art.  19 della legge regionale 39/77. La CPTA evidenziava  che
  per  la prima volta veniva richiesto un parere, più esattamente una
  verifica  relativa  alla procedura unica di  cui  all'art.  12  del
  d.lgs.  387/2003.  Confermava l'applicabilità  del  d.lgs.  133/05,
  esprimeva  verifica (e non parere) negativa per motivi espliciti  e
  perché  non  era  mai  stata fornita documentazione  differente  da
  quella  prodotta  ai sensi del D.P.R 203/88 e peraltro  antecedente
  alla richiesta di cui al D.P.R. 387/2003;

   in  data  27 gennaio 2010, nella nota n.5130 a firma del dirigente
  del  servizio  3  del Dipartimento regionale dell'ambiente,  veniva
  inviato   all'Assessorato  Industria  il  parere  in  merito   alle
  emissioni   in   atmosfera.   In   tale   parere   si   condivideva
  l'assoggettabilità  al  d.lgs  133/05  e  si  adottavano  i  limiti
  previsti  dal  d.lgs  133/05  riducendoli  ulteriormente   per   la
  vicinanza dell'impianto al sito 'sic' 'spiaggia di Maganuco';

   in  data 16/04/2010, con decreto del dirigente del servizio 2  (ex
  Industria)  n. 150, veniva  concessa  l'autorizzazione   ai   sensi
  dell'art.12  del  d.lgs. 387/2003 per un impianto  di  potenzialità
  elettrica pari a 8425 KWE;

   considerato che:

   come  si evince dagli atti prodotti sia dall'ufficio di segreteria
  della  CPTA di Ragusa, sia dalla stessa CPTA a partire dal novembre
  del  2005 e quindi in data anteriore al 20 marzo 2006, (data in cui
  la  ditta  aveva  presentato la domanda di autorizzazione)  sia  la
  ditta, sia l'Arta erano a conoscenza della necessità di esperire il
  procedimento autorizzativo ai sensi del d.lgs. 133/05;

   prima della conferenza di servizi tenutasi il 27 ottobre 2006,  la
  posizione  dell'Arta  era di coincidenza con la  qualificazione  di
  impianto di recupero di rifiuti (si veda la nota in data 23/05/2006
  prot.   35613  dell'Arta  servizio  3  indirizzata  all'Assessorato
  Industria e per conoscenza all'Arta servizio 2, alla CPTA di Ragusa
  ed  al  Comune  di  Modica) pur non accorgendosi  l'Assessorato  di
  quanto  disposto  dall'art.  267 del  d.lgs  152/06  circa  la  non
  assoggettabilità  degli  impianti di recupero  di  rifiuti  tramite
  produzione  di energia allo stesso d.lgs. 152/06. Nella  conferenza
  di  servizi  del  27 ottobre, come rilevato dal  CGA,  tuttavia  la
  procedura  deragliava,  prevedendo  la  conclusione  della   stessa
  tramite  un  autonomo  provvedimento riguardante  le  emissioni  in
  atmosfera;

   il  d.lgs.  133/05  è  norma successiva,  specifica  e  prevalente
  rispetto  al  d.lgs 387/2003 e comporta per l'Italia  l'obbligo  di
  rispettare  una dettagliata ed estremamente rigorosa  procedura  di
  pubblicità,  che prevede che: 'Le autorizzazioni alla realizzazione
  e    all'esercizio   degli   impianti   di   incenerimento   o   di
  coincenerimento sono rilasciate solo dopo aver garantito  l'accesso
  alle informazioni secondo le procedure di cui ai commi 2 e 3. Fatta
  salva   la   normativa   in  materia  di   accesso   del   pubblico
  all'informazione   ambientale  e  quanto   disposto   dal   decreto
  legislativo  24 febbraio 1997, n. 39, e dal decreto legislativo  18
  febbraio  2005, n. 59, le domande di autorizzazione e  rinnovo  per
  impianti   di   incenerimento  e  di  coincenerimento   sono   rese
  accessibili  in  uno  o più luoghi aperti al pubblico,  e  comunque
  presso  la  sede  del  comune territorialmente competente,  per  un
  periodo di tempo adeguato e comunque non inferiore a trenta giorni,
  affinché  chiunque  possa esprimere le proprie  osservazioni  prima
  della    decisione   dell'autorità   competente.    La    decisione
  dell'autorità   competente,  l'autorizzazione   e   qualsiasi   suo
  successivo aggiornamento sono rese accessibili al pubblico  con  le
  medesime modalità';

   la   ditta,  in  aperta  violazione  delle  norme  specifiche  che
  disciplinano la materia, il regolamento 1774/2002/CE e l'art. 6 del
  d.lgs.   133/05,   non  provvedeva  a  garantire   l'accesso   alle
  informazioni  ed anzi contestava l'applicabilità del d.lgs  133/05,
  facendo riferimento invece alla applicabilità del d.lgs 152/06;

   l'autorità   preposta  al  rilascio  del  parere   di   competenza
  (l'ufficio  del commissario straordinario per l'emergenza  rifiuti)
  non  provvedeva  a  sua  volta  a dare  la  prescritta  pubblicità,
  violando così il dettato della norma comunitaria, al di là del  più
  o  meno  corretto  recepimento del dettato stesso  da  parte  dello
  Stato;

   ove   fosse   stata     esatta,     mentre     è indiscutibilmente
  errata,  la  circostanza  che  l'impianto  non  producesse  energia
  elettrica  da rifiuti (la possibilità di produrre energia elettrica
  da rifiuti e di applicare agli stessi le procedure di cui al D.P.R.
  387/2003  è esplicitamente contemplata all'art.5 del d.lgs  133/05)
  si  avrebbe  avuto come conseguenza che: a)i vincoli, i sistemi  di
  contenimento  delle  emissioni, nonché  i  valori  delle  emissioni
  sarebbero  stati meno restrittivi rispetto alle previsioni;  b)  la
  ditta  avrebbe avuto la possibilità di avvalersi di quanto previsto
  dall'art.  269, comma 3, ove è detto che 'se l'autorità  competente
  non  si pronuncia in un termine pari a centoventi giorni o, in caso
  di   integrazione   della   domanda  di  autorizzazione,   pari   a
  centocinquanta  giorni  dalla ricezione della  domanda  stessa,  il
  gestore  può,  entro  i successivi sessanta giorni,  richiedere  al
  Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio di provvedere,
  notificando  tale  richiesta  anche  all'autorità  competente.   Il
  Ministro  si  esprime sulla richiesta, di concerto con  i  Ministri
  della  salute  e  delle  attività  produttive,  sentito  il  comune
  interessato,   entro   novanta  giorni   o,   nei   casi   previsti
  dall'articolo  281,  comma  1,  entro centocinquanta  giorni  dalla
  ricezione della stessa; decorso tale termine, si applica l'articolo
  2, comma 5, della legge 7 agosto 1990, n. 2421'. Non risulta che la
  ditta abbia mai utilizzato tale procedura;

   il  distaccarsi  dalla  qualificazione di  rifiuti  da  parte  del
  dirigente responsabile del servizio 3 dell'Arta e l'avallo dato dal
  dirigente  generale del Dipartimento alle conclusioni  a  cui  tale
  dirigente era giunto, non si sa sulla base di quale verifica  sulla
  peraltro  esplicita previsione normativa, ha portato a far  deviare
  l'iter di verifica sia da parte del servizio competente dell' Arta,
  sia   da   parte   del  dirigente  responsabile  del   servizio   2
  dell'Assessorato Industria;

   da  parte  del  servizio  competente dell'Arta  si  è  preteso  di
  modificare  la natura dei compiti delle CPTA, chiaramente  previsti
  dall'art.17 della legge regionale 39/77, creando la fattispecie  di
  un  parere  obbligatorio ma non vincolante che la  CPTA  di  Ragusa
  avrebbe  dovuto  formulare  a  favore  dell'Arta,  al  posto  della
  verifica  prevista  per legge a favore degli enti  locali  e  della
  tutela della salute, ulteriormente alterando il quadro reale in cui
  ci si doveva muovere;

   rappresentano  deviazioni dal corretto iter procedurale  anche  la
  circostanza che tali notizie infondate sono state fornite  al  CGA,
  nonostante  che  l'Assessore pro tempore  e  legale  rappresentante
  dell'Amministrazione  stesse  operando  su  tali  affermazioni  una
  verifica  che si sarebbe successivamente conclusa con la dichiarata
  insussistenza di tali motivazioni, ed ancora la circostanza che  da
  parte  del  dirigente  generale non si  è  provveduto  a  rimuovere
  l'evidente  anomalia data dal fatto che l'Amministrazione  è  stata
  rappresentata in giudizio da un semplice dirigente;

   dopo  oltre 4 anni dal pronunciamento dell'organo tecnico  e  dopo
  averne  contestato  le  conclusioni, il dirigente  del  servizio  3
  dell'Arta,  con  nota  n.  2583  del 16  gennaio  2010  indirizzata
  all'Avvocatura dello Stato rilevava che l'autorizzazione  richiesta
  dalla  ditta  New  Energy era subordinata  al  d.lgs.  133/05  come
  correttamente  individuato  dalla CPTA  di  Ragusa  fin  dal  primo
  momento,  commentando di suo: 'L'Azienda non sembra rendersi  conto
  del  fatto che l'esclusione dall'impianto dei prodotti soggetti  al
  d.lgs.   133/05   equivarrebbe  di  fatto   ad   una   bocciatura'.
  Successivamente, con nota 5130 del 27 gennaio 2010, di trasmissione
  del  parere  ribadiva:  'considerato che i combustibili  utilizzati
  nell'impianto  sono biomasse da rifiuti ricomprese  nell'allegato1.
  Sub-allegato  2  del D.M. 5/5/2006' ed ancora 'considerato   che  i
  materiali  conferiti  all'impianto sono classificabili  come  fonti
  energetiche  rinnovabili non fossili, costituite in particolare  da
  'biomasse  da  rifiuti'  solide  e  liquide,  così  come   definite
  dall'art. 2, comma 1, lettera a) del d.lgs. 29 dicembre 2003 n.387,
  e/o  prodotti  trasformati  derivanti  da  materiali  previsti  dal
  regolamento 1774/2002/CE; considerato infine che i materiali di cui
  sopra,  a  differenza  delle 'biomasse vergini',  rientrano  tra  i
  combustibili  consentiti' individuati dall'allegato  X  (Parte  II,
  Sezione  4)  alla  Parte  Quinta del d.lgs.  152/06;  ritenuto  che
  l'impianto nel suo insieme (ricezione dei rifiuti in ingresso  allo
  stabilimento,  stoccaggio,  pretrattamento  in  loco,  sistemi   di
  alimentazione dei materiali trattati e del combustibile ausiliario,
  linee  di trattamento termico, apparecchiature di trattamento degli
  effluenti  gassosi,  camini,  sistemi di  controllo)  configuri  un
  trattamento  termico  (coincenerimento)  di  'rifiuti  a  base   di
  biomasse'  per  la  produzione  di  energia  elettrica,  così  come
  definito dall'art. 2 comma 1, lettera e) del d.lgs. 11 maggio  2005
  n.  133;  ritenuto che sia necessario imporre limiti e prescrizioni
  tecniche restrittivi e cautelativi, per elevare al massimo il grado
  di  tutela  della  salute  pubblica e  dell'ambiente  nell'area  di
  influenza  dell'impianto, in considerazione della sua vicinanza  al
  SIC  ITA  080007 'Spiaggia di Maganuco', certificava  in  tal  modo
  quanto  verificato  dalla CPTA di Ragusa sin dal  lontano  novembre
  2005,  nonché  la  successiva osservazione della  CPTA  stessa  nel
  parere  del  16  ottobre 2007, circa la connessione  tra  limiti  e
  presenza di zone SIC e necessità della valutazione d'incidenza;

   è   singolare   che   detto  dirigente,   dopo   avere   condiviso
  l'applicabilità del d.lgs 133/05, abbia trasformato una conclusione
  da  negativa  a  positiva,  permettendo così  il  rilascio  di  una
  autorizzazione che non poteva essere rilasciata, in ogni caso,  per
  evidente violazione delle procedure di pubblicità;

   tale  positiva conclusione ha comportato la base del giudizio  del
  CGA:   'In   particolare,  nessun  rilievo  assume,  per   la   sua
  inconsistenza, l'ultima difesa delle Amministrazioni appellanti (v.
  la  citata  memoria  del  28  maggio 2008),  le  quali  giungono  a
  sostenere ex post e solo in sede di giudizio (atteso che la  revoca
  del  contributo  reca  una  diversa motivazione)  che,  sulla  base
  dell'autorizzazione  unica  intervenuta  nel   2010   (rispetto   a
  un'istanza  del 2005), la NE, fin dall'origine, non avrebbe  potuto
  avere accesso al contributo finanziario in questione (peraltro, già
  concesso e pure revocato) a causa della natura dei combustibili  in
  esso  conferibili, qualificati come rifiuti e non come biomasse.  A
  tal   proposito  il  Collegio  ritiene  che  prospettare,  in   via
  presuntiva e di prognosi controfattuale, che il predetto contributo
  sarebbe  stato  ugualmente revocato non  soltanto  collide  con  la
  realtà   che   emerge  dai  provvedimenti  adottati  dalle   stesse
  amministrazioni  appellanti, ma si rivela come  un  estremo,  inane
  sforzo  retorico  per tentare di sottrarre l'Arta alle  conseguenze
  patrimoniali  del suo illecito (in senso civilistico) operato'.  In
  altri  termini, se l'Assessorato avesse espresso un parere negativo
  per  le  motivazioni  che chiaramente emergono  dall'analisi  degli
  atti, la ditta avrebbe potuto avere sì un risarcimento, ma di  gran
  lunga inferiore;

   l'avere  rilasciato un'autorizzazione palesemente illegittima  per
  violazione   della  normativa  comunitaria,  da  cui   direttamente
  discende  il d.lgs. 133/05 di attuazione della direttiva 2000/76/CE
  in  materia  di  incenerimento  dei rifiuti,  produce  come  doppio
  effetto  paradossale  il dover risarcire la ditta  che  non  poteva
  essere  autorizzata e contemporaneamente il dover rispondere  della
  violazione del diritto comunitario;

   emergono fondati dubbi sulla veridicità di alcuni elementi forniti
  al  CGA, tra i quali un decreto ipotetico, sia sotto il riferimento
  degli  estremi (D.A. 29 dicembre 2009, n. 213/GAB),  sia  sotto  il
  profilo  giuridico, stante l'annullamento del decreto  assessoriale
  in  questione, al fine, peraltro non raggiunto, di far ricadere  la
  responsabilità sulla CPTA di Ragusa stante che il CGA su tale punto
  ha  osservato: 'Va poi rilevato, incidentalmente, che l'atto con il
  quale  l'Arta, soltanto nel mese di dicembre 2009 (D.A. 29 dicembre
  2009, n. 213/GAB) ha revocato, per reiterate violazioni di legge  e
  plurime  negligenze in relazione alla vicenda in esame,  l'incarico
  del Presidente della C.P.T.A. di Ragusa certamente non interferisce
  e   tanto   meno  attenua  la  responsabilità  dell'amministrazione
  regionale  per  il  blocco  determinatosi  nell'istruttoria   della
  pratica in questione, non potendo essa pretendere di distinguere la
  sua  posizione da quella dei propri organi consultivi'.  Tutto  ciò
  facendo  rilevare  un  tentativo,  portato  avanti  anche  in  sede
  legislativa  attraverso  una proposta di  abrogazione  delle  leggi
  istitutive  delle  CPTA, di scrollarsi di dosso  le  responsabilità
  eliminando  un  organo  posto  a  tutela  dei  cittadini,  le   cui
  indicazioni, se recepite, avrebbero impedito l'instaurarsi  di  una
  procedura altamente anomala;

   la sentenza del CGA, in ciò non confortato dalla nota 86509 del 23
  novembre 2009 dell'Arta, sembra non avere preso atto degli  effetti
  della  sentenza  della Corte di giustizia delle  Comunità  europee,
  Sez.  III, 18/12/2007, C-195/05 del 18 dicembre 2007, mentre sembra
  aver  preso in considerazione l'autorizzazione del G.R.T.N. del  19
  aprile   2005:   'Anche   a  voler  trascurare   le   condivisibili
  argomentazioni  svolte sul punto dal T.A.R. e  pure  le  risultanze
  documentali  richiamate dalla NE (ad esempio, l'autorizzazione  del
  G.R.T.N. del 19 aprile 2005 recante la qualifica dell'impianto come
  I.A.F.R.)' come elemento  per escludere l'applicabilità del decreto
  legislativo  n.  133/05,  che tuttavia reca  la  data  (successiva)
  dell'11 maggio 2005 ed è stato pubblicato nella GU n. 163 del 15-7-
  2005 - suppl. ordinario n. 122;

   a  partire dalla entrata in vigore della legge 296/06 (finanziaria
  per  il 2007) che ha vietato la concessione dei contributi pubblici
  (segnatamente Cip 6) agli impianti all'epoca non ancora autorizzati
  che  utilizzano  rifiuti per produrre energia,  si  è  notevolmente
  modificato  il  quadro  economico di sostenibilità  dell'intervento
  proposto  dalla New Energy e quindi l'opportunità del finanziamento
  stesso  e ciò può spiegare l'accanimento con il quale si è  tentato
  di  escludere  la  assoggettabilità  dell'impianto  alla  normativa
  relativa ai rifiuti;

   merita un approfondimento la discordanza relativa al fatto che  la
  CPTA di Ragusa ha espresso il proprio parere su un impianto di 5250
  KWE,  mentre l'autorizzazione rilasciata è relativa ad un  impianto
  di 8425 KWE;

   lo  stesso  CGA  non  ha  per nulla escluso che  l'Amministrazione
  regionale potesse formulare - per tempo - una conclusione  negativa
  del  procedimento, mentre l'autorizzazione rilasciata sembra essere
  inficiata dalla violazione di norme;

   la   ditta   non  ha  proposto  ricorso  contro  il   decreto   di
  autorizzazione  nonostante che lo stesso qualificasse  i  materiali
  conferiti  all'impianto  'come fonti  energetiche  rinnovabili  non
  fossili, costituite in particolare da 'biomasse da rifiuti'  solide
  e liquide, così come definite dall'art. 2, comma 1, lettera a), del
  d.lgs.  29 dicembre 2003, n. 387 e/o prodotti trasformati derivanti
  da  materiali previsti dal regolamento 1774/2002/CE' e che peraltro
  viene  affermato, contrariamente a quanto affermato dalla ditta  in
  sede  di  giudizio:  'che  il  D.M. 5  maggio  2006,  espressamente
  richiamato nella relazione tecnica presentata dalla ditta,  riporta
  prescrizioni  tecniche  relative  ai  valori  limite  di  emissione
  consentiti  per le tipologie di rifiuti disciplinati  dallo  stesso
  decreto,  e  che in particolare l'art. 4 impone di applicare  nella
  combustione  di  tali  rifiuti  i  limiti,  le  disposizioni  e  le
  prescrizioni di cui al D.Lgs. 133/2005';

   questo  episodio segnala con evidenza che il sistema dei controlli
  interni  degli  Assessorati risulta in alcuni casi inesistente  e/o
  ininfluente,   mentre   la   necessità  di   garantire   l'assoluta
  indipendenza  dei  controlli interni dal vertice burocratico  viene
  chiaramente delineata dal decreto legislativo n. 150/2009;

   per sapere:

   se  sia  stata avviata o si intenda avviare una rigorosa  indagine
  interna  per  accertare le responsabilità di una  condotta  che  ha
  portato  notevole nocumento alla Regione e se non ritenga  che  gli
  esiti   dell'indagine   debbano  essere  comunicati   all'Assemblea
  regionale siciliana;

   se  non  ritengano  che debbano essere chiaramente  delineati  nel
  concreto  operare quotidiano quali siano i compiti  dei  dirigenti,
  nella  chiarezza della distinzione rispetto ai compiti degli organi
  decisori politici;

   quali  iniziative  si  intendano assumere  affinché  le  procedure
  autorizzative siano rispettose delle norme, celeri e non  aggravate
  da  intermediazioni burocratiche o di altro genere, ferma  restando
  la  funzione  degli organi tecnici non surrogabili da  singoli,  in
  alcuni casi privi dei necessari titoli giuridici;

   quali  interventi si intendano realizzare per implementare e  fare
  funzionare un adeguato sistema di controlli interno ai diversi rami
  della Amministrazione regionale;

   se l'Amministrazione intenda chiusa la vicenda New Energy o se non
  reputi  necessario  adire  un ulteriore grado  di  giudizio,  anche
  attraverso un ricorso alla Corte di giustizia;

   se,  alla  luce delle discrepanze rilevate, non intendano revocare
  in  autotutela  il decreto di autorizzazione e di inclusione  nella
  classifica   dei   progetti  che  potevano  godere   di   beneficio
  finanziario». (103)

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'assessore Marino per  fornire
  la risposta.

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Signor   Presidente,  l'atto  di  sindacato  ispettivo   presentato
  dall'onorevole interpellante è volto a far luce sulla vicenda della
  condanna  da  parte  del Consiglio di Giustizia  Amministrativa  al
  risarcimento del danno alla ditta New energy da parte della Regione
  siciliana, Assessorato territorio e ambiente, ed in particolare  se
  sia  stata  avviata  una  rigorosa  indagine  interna  al  fine  di
  accertare  le  eventuali  responsabilità di  una  condotta  che  ha
  prodotto  nocumento all'Amministrazione regionale, quali iniziative
  si  intendono  assumere affinché le procedure  autorizzative  siano
  rispettose  delle norme procedurali, quali interventi si  intendano
  attuare  per implementare e fare funzionare un adeguato sistema  di
  controlli  interni ai diversi rami dell'amministrazione, nonché  se
  si  intenda  adire un ulteriore grado di giudizio, anche attraverso
  il  ricorso alla Corte di Giustizia  e, comunque, se non si intenda
  revocare in autotutela il provvedimento autorizzativo.
   Preliminarmente,  l'Assessorato che  dirigo,  giusta  delega  alla
  risposta ricevuta da parte del Presidente della Regione, ha chiesto
  informazioni  all'Assessorato territorio e  ambiente  che,  come  è
  noto, risulta soccombente nel giudizio oggetto dell'atto ispettivo;
  l'Assessore pro-tempore ha rappresentato quanto si va ad esporre.
   La  risposta  dell'Assessore  per il territorio  e  l'ambiente  dà
  contezza  di  un'immediata  attivazione  degli  uffici  di  diretta
  collaborazione dell'Assessore a seguito della decisione n.  1368/10
  del  4 novembre 2010 del Consiglio di Giustizia amministrativa  sul
  ricorso  in  appello  per  richiedere  al  Dirigente  generale  del
  Dipartimento   regionale  della  Funzione  pubblica,   di   avviare
  un'indagine  conoscitiva  e di verifica da  realizzarsi  attraverso
  l'ispettorato della Funzione pubblica.
   Contestualmente i predetti uffici invitavano il dirigente generale
  del dipartimento ambiente a valutare l'opportunità e/o la necessità
  di  inviare  alla  procura della Corte dei  conti  tutti  gli  atti
  relativi  alla vicenda in parola cui seguiva l'invio,  in  data  30
  novembre   2010,   alla  Procura  regionale   presso   la   Sezione
  giurisdizionale  della  Corte dei Conti  per  la  Sicilia,  di  una
  dettagliata  relazione in ordine ai contenuti  della  sentenza  del
  CGA,   accompagnata  da  denuncia   per  l'accertamento   di   ogni
  conseguente  responsabilità  e danno cagionato  all'Amministrazione
  regionale  dai  fatti  e  dalle condotte  omissive  ascrivibili  ai
  dipendenti  dell'Assessorato  del territorio  e  ambiente  ritenuti
  illegittimi  con  la  suddetta sentenza, in conseguenza  dei  quali
  l'Assessorato del territorio è stato condannato a risarcire i danni
  causati  a terzi . Nella medesima nota, l'Assessore pro-tempore  ha
  comunicato   di   avere   avviato,   inoltre,   apposite   indagini
  amministrative interne ancora oggi in corso.
   Analogamente  a  quanto  attivato  dall'Assessorato  territorio  e
  ambiente    anche   l'Assessorato   dell'energia   ha   collaborato
  all'indagine  interna  disposta  dall'Assessorato  della   funzione
  pubblica  affidata  al  dirigente del Servizio  I  dell'Ispettorato
  della stessa Funzione pubblica.
   Tale  collaborazione si è determinata attraverso incontri ed invio
  degli  atti  tutti  relativi alla vicenda  New  Energy.  L'attività
  ispettiva risulta essere ancora in corso, giusta comunicazione  del
  13 marzo 2012.
   Riguardo  poi alla richiesta in ordine alle iniziative da assumere
  affinché  le procedure autorizzative siano rispettose delle  norme,
  celeri  e  non aggravate da intermediazioni burocratiche  di  altro
  genere   posso affermare che fin dal mio insediamento, pur  con  la
  difficoltà   di   intervenire  in  una  organizzazione   fortemente
  radicata,  ho  attivato  una serie di iniziative  volte  a  rendere
  trasparenti  le  procedure autorizzative,  nonché  a  velocizzarle,
  consentendo, malgrado l'irrisolta carenza di risorse umane, così il
  superamento  di  consistenti  ritardi  che  hanno  determinato   la
  soccombenza dell'amministrazione regionale e nei giudizi  intentati
  avverso il silenzio formatosi sulle istanze degli utenti.
   Inoltre,  avendo rilevato anomalie nel sistema di  gestione  delle
  autorizzazioni  (si  pensi  che  alla  data  del  mio  insediamento
  risultavano   non  protocollati  circa  14.500  atti,   istanze   e
  integrazioni),  ritenendo  assolutamente  necessario   ripristinare
  condizioni   di  legalità,  ho  emanato  una  serie  di   direttive
  finalizzate    prioritariamente   a   riattivare   l'attività    di
  protocollazione, cui è attribuito da costante giurisprudenza valore
  certificativo   con  connotazione  pubblicistica   preordinata   al
  pubblico interesse stante la sua fede privilegiata.

   Alle direttive di cui sopra è conseguito:
   1)  l'istituzione del protocollo informatico con  lo  smaltimento,
  nell'arco di pochi mesi, dell'arretrato cifrato come sopra;
   2) il riavvio delle conferenze di servizi;
   3)  la  pubblicazione  sul  sito del competente  Dipartimento  dei
  calendari delle conferenze dei servizi in modo da offrire a ciascun
  interessato le informazioni utili;
   4)  la  rotazione,  seppure contrastando le  forti  resistenze  al
  cambiamento,  dei  funzionari addetti  al  servizio  competente  al
  rilascio delle autorizzazioni;
   5)  la  redazione del regolamento che disciplina  le  modalità  di
  accesso  alle  autorizzazioni ex articolo 12  del  D.lgs  387/2003,
  prevedendo  procedure semplificate ed ispirate al  principio  della
  massima trasparenza.
   Inoltre  nell'espletamento dell'azione di governo è stato rilevato
  un sistema contrassegnato anche dall'assenza di adeguati sistemi di
  controllo   sull'attività   e  sugli  atti,   dalla   mancanza   di
  coordinamento   tra   tutte   le  amministrazioni   coinvolte   nel
  procedimento,  dall'assenza di sistemi di  tracciabilità,  tale  da
  creare condizioni favorevoli per possibili deviazioni rispetto alla
  corretta   e   puntuale   attuazione   dei   principi   di    buona
  amministrazione, dall'assenza di serie verifiche  per  prevenire  e
  scongiurare   il   pericolo  di  infiltrazioni  della   criminalità
  organizzata.
   Al fine di porre rimedio alle citate criticità, sono state emanate
  ulteriori  direttive agli uffici esercitanti competenze in  materia
  di   autorizzazione  unica  per  fare  adeguare   loro   i   propri
  comportamenti  al  modello procedimentale  come  raffigurato  nelle
  norme di legge.
   Particolare   valenza  assume  sotto  questo   profilo   l'Accordo
  stipulato  con  tutti gli Assessorati interessati,  finalizzato,  a
  garanzia   dei   principi  di  trasparenza  e  semplificazione,   a
  ottimizzare e razionalizzare, anche attraverso la standardizzazione
  e l'informatizzazione delle procedure, i procedimenti di competenza
  della  Regione  volti  a  rilasciare  ai  privati  interessati   le
  autorizzazioni per la costruzione e l'esercizio degli  impianti  di
  produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili.
   Grazie  all'Accordo  sono stati definiti altri  impegni  specifici
  dell'Assessorato  dell'Energia e degli altri Assessorati  regionali
  tenuti,  per  le competenze esercitate, ad esprimere pareri,  nulla
  osta   e   assensi.  Gli  Assessorati  regionali,  quindi,   grazie
  all'Accordo  si  sono  impegnati ad assumere  tutte  le  iniziative
  necessarie, e ad effettuare gli opportuni interventi per un'azione,
  realmente  coordinata,  di  miglioramento  e  accelerazione   delle
  procedure di autorizzazione.
   In   particolare,   l'Amministrazione  regionale   rispetta   oggi
  rigorosamente l'ordine cronologico di trattazione delle pratiche, e
  si  è  impegnata  a non aggravare i procedimenti  e  perseguire  la
  semplificazione  dei  medesimi  con  eliminazione  di   tutti   gli
  adempimenti  non  strettamente  necessari,  a  garantire  sollecita
  risposta alle richieste di autorizzazioni, concessioni, nulla  osta
  o  atti di assenso, comunque denominati, informazioni e dati per lo
  svolgimento  delle  procedure di competenza, a  rispettare  e,  ove
  possibile,   ridurre  i  tempi  previsti  per  la   definizione   e
  l'espletamento  degli adempimenti di competenza,  a  promuovere  ed
  attuare  l'informatizzazione del procedimento e il suo espletamento
  per  via  telematica,  a standardizzare le procedure  e  uniformare
  progressivamente la modulistica.
   L'Assessorato  dell'Energia  è  il garante  del  funzionamento  di
  questo sistema.
   Obiettivo  dell'Accordo  quindi è  stato  quello  di  garantire  i
  principi   di   semplificazione,  imparzialità,   trasparenza   che
  caratterizzano il procedimento unico autorizzatorio per impianti su
  fonti  rinnovabili  attraverso un'azione  realmente  coordinata  di
  tutte le amministrazioni regionali coinvolte.
   I   suddetti  atti  integrano  e  completano  le  misure   assunte
  dall'Assessorato regionale dell'Energia e dei servizi  di  pubblica
  utilità in materia di sicurezza.
   Infatti  particolare attenzione è stata riservata dall'Assessorato
  dell'Energia   ai   temi  della  sicurezza  in   settori   cruciali
  dell'economia  isolana,  come noto, al  centro  dell'attenzione  di
  quella  imprenditoria  mafiosa interessata a riciclare  i  proventi
  delle    attività    illecite    in   iniziative    imprenditoriali
  significatamene remunerative, anche perché assistite  da  forme  di
  incentivazione  economica  a valere su risorse  pubbliche  previste
  dalla normativa vigente.
   Si  è  quindi  definita, per prevenire e reprimere  tali  fenomeni
  patologici di assoluta gravità, che come detto costituiscono  anche
  remora ad un sano sviluppo economico del territorio, e garantire la
  piena  affidabilità morale dei soggetti con cui entra  in  rapporto
  l'Assessorato nel rilascio di titoli abilitativi, una strategia  di
  contrasto  alle  infiltrazioni  mafiose  attraverso  l'adozione  di
  ulteriori  misure  di legalità, oltre a quelle  già  imposte  dalla
  legge, aventi una funzione spiccatamente cautelare e preventiva  di
  contrasto della criminalità organizzata.
   In questa ottica è stato da me sottoscritto apposito Protocollo di
  Legalità il 23 maggio 2011 presso la Prefettura di Palermo  con  il
  ministro   dell'Interno,   Maroni,   i   prefetti   dell'Isola    e
  Confindustria  Sicilia, volto a garantire sul territorio  regionale
  un più penetrante controllo di legalità nei settori economici delle
  energie  e delle fonti rinnovabili, oltre che dei rifiuti  e  delle
  acque.
   Con   la  sottoscrizione  del  Protocollo,  unico  sul  territorio
  nazionale e  sul quale sono stati espressi apprezzamenti  anche  in
  sede di Comunità europea, vengono introdotte innovative ed efficaci
  misure di cautela antimafia ed anticorruzione, che integrano quelle
  già  imposte dalla legge per garantire un più penetrante  controllo
  di legalità nei settori economici citati.
   Da  un  lato, infatti, si è esteso l'ambito di applicazione  delle
  informazioni  prefettizie  antimafia di  cui  all'articolo  10  del
  D.P.R. n. 252/98, disciplinato dall'articolo 4 del D.lgs n. 490 del
  1994,  anche ai provvedimenti di competenza dell'Assessorato  volti
  ad  abilitare  i  privati  alla  realizzazione  di  interventi  e/o
  all'esercizio di attività imprenditoriali aventi il carattere della
  pubblica utilità o del pubblico interesse, di importo superiore  ad
  euro  154.000,00  circa,  dall'altro si incentiva  e  si  valorizza
  l'utilizzo, sempre da parte dell'Assessorato, di appositi strumenti
  per  scongiurare  il  manifestarsi al suo interno  di  fenomeni  di
  corruzione   e  di  illecito  che  possano  determinare   sviamento
  dell'azione amministrativa dai suoi fini propri, nonché il  rischio
  di infiltrazioni criminali nei settori economici di competenza.
   Sempre nell'ottica di un'intensificazione dei controlli nei citati
  settori  e  per  garantire  il corretto  esercizio  delle  attività
  autorizzate,    anche    successivamente    al    rilascio    delle
  autorizzazioni, è stato sottoscritto un ulteriore protocollo con la
  Guardia  di  Finanza che prevede l'impegno dei Comandi  provinciali
  nelle  attività  di verifica, volto a garantire un'intensificazione
  dei controlli nei settori di competenza dell'Assessorato, mirati  a
  prevenire  e  reprimere  possibili  irregolarità  e/o  abusi  nella
  gestione    delle    attività   economiche   autorizzate,    nonché
  sull'utilizzo  dei  benefici economici pubblici concessi.  Inoltre,
  per i medesimi fini, inoltre, sono state redatte le circolari e  le
  direttive  applicative  dei  citati  protocolli  all'interno  delle
  strutture   dell'Assessorato  al  fine  di  assicurarne  l'uniforme
  interpretazione e la puntuale osservanza.
   Particolare valenza assumono, sotto questo aspetto, le linee guida
  di   attuazione  del  Protocollo  di  Legalità   tra  l'Assessorato
  regionale  dell'energia, il Ministero dell'Interno,  le  Prefetture
  dell'Isola  e  Confindustria Sicilia, anche in  considerazione  del
  fatto   che,  per  la  prima  volta,  sono  state  fornite  precise
  indicazioni   alla   struttura  burocratica  sulla   natura   delle
  informative  prefettizie, sulla loro disciplina,  sul  procedimento
  che occorre seguire per ottenerne il rilascio.
   Con  riferimento  al  quesito relativo alle  eventuali  intenzioni
  dell'Amministrazione  in  ordine  all'opportunità  di    adire   un
  ulteriore grado di giudizio, anche attraverso il ricorso alla Corte
  di Giustizia , si rappresenta quanto segue.
   Se  invero è noto che la sentenza amministrativa di secondo  grado
  può  essere  solo  soggetta  a ricorso per  Cassazione  per  motivi
  inerenti  la  giurisdizione (qui palesemente  insussistenti),   non
  chiara  è  l'ipotesi  che  l'interpello  configura  come  ipotetico
   ricorso alla Corte di Giustizia .
   Com'è  noto,  la  Corte di Giustizia è chiamata ad  assicurare  il
  rispetto  del  diritto  nell'interpretazione  ed  applicazione  dei
  Trattati  e  degli  atti  vincolanti  delle  istituzioni  UE;  tale
  funzione  giurisdizionale è ripartita tra  la  Corte  e  i  giudici
  nazionali, preposti in via generale  a garantire l'applicazione del
  diritto europeo.
   Deve  ritenersi  che il richiamo contenuto nell'interrogazione  in
  oggetto  intenda fare riferimento al rinvio pregiudiziale  ex  art.
  267  Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea che, lungi  dal
  costituire  un  ulteriore  grado di giudizio,  ha  ad  oggetto  una
  questione  relativa  all'interpretazione dei  Trattati  o  di  atti
  vincolanti  delle Istituzioni UE, con riferimento  ad  un  giudizio
  pendente  davanti  ad  una  giurisdizione  nazionale  per  la   cui
  decisione  è  utile o necessaria l'interpretazione della  Corte  di
  Giustizia.
   I  presupposti del rinvio (rimessi alla valutazione del giudice  a
  quo)  sono  l'esistenza del dubbio interpretativo  e  la  rilevanza
  dell'interpretazione  ai  fini  della  decisione.  Deve,  tuttavia,
  ricordarsi  che il giudice a quo ha l'obbligo di interpretare  esso
  stesso la norma, disapplicando il diritto interno in contrasto  con
  la disciplina comunitaria e applicando le norme UE self-executing.
   Soggetti  legittimati ad operare il rinvio sono  le  giurisdizioni
  nazionali  di qualsiasi grado e tipo (anche organismi arbitrali  di
  diritto  pubblico), sia di propria iniziativa  che  su  istanza  di
  parte  del procedimento pendente, con la distinzione che il giudice
  di  ultima istanza è tenuto ad operare il rinvio le altre ne  hanno
  facoltà,   ma   non  sono  obbligate,  anzi  sulla   scorta   delle
  considerazioni  già  svolte  hanno in prima  battuta  l'obbligo  di
  interpretare esse stesse il diritto dell'UE.
   Sulla  scorta  delle predette considerazioni, sarà l'Assessore  al
  Territorio e Ambiente, quale parte del giudizio conclusosi  con  la
  richiamata  sentenza  del  CGA, a dover valutare  l'opportunità,  e
  sempre che ne ricorrano i presupposti, di adire un ulteriore  grado
  di  giudizio interno, nell'ambito del quale proporre al giudice  di
  domandare  alla Corte di Giustizia di pronunciarsi su una questione
  interpretativa  del diritto comunitario necessaria  ai  fini  della
  decisione del giudizio a quo.
   Relativamente alla istituzione di appositi controlli  interni,  il
  Dipartimento  regionale  dell'Energia, in  ottemperanza  alla  l.r.
  5/2011,  ha  dettato  una rigorosa disciplina  che  regolamenta  la
  conclusione   dei   procedimenti  amministrativi   richiamando   le
  responsabilità  dirigenziali  in  ordine  alla  inosservanza  degli
  stessi da parte dei dipendenti inadempienti.
   A   tal  proposito,  fermo  restando  la  tempistica  prevista  da
  disposizioni speciali, è stato dato avvio all'iter procedurale  per
  l'adozione   del    Regolamento  sui  tempi  di   conclusione   del
  procedimento   comprensivo delle tabelle relative  ai  procedimenti
  per  i  quali sono previsti tempi di conclusione tra i 31  e  i  60
  giorni e quelli per i quali sono previsti tempi di conclusione  tra
  i  61  e i 150 giorni. Tale regolamento ha già ottenuto il previsto
  parere  favorevole  del Consiglio di Giustizia  Amministrativa,  il
  concerto dell'Assessorato delle autonomie e della funzione pubblica
  ai  sensi  della legge 10/91 e ad oggi è prossimo alla sua adozione
  definita.
   Importante  corollario  del  citato  regolamento  è  l'avvio   del
  monitoraggio  sui tempi di conclusione del procedimento  attraverso
  lo specifico obiettivo operativo  Produzione di report  trimestrali
  per   la   verifica  dei  tempi  di  conclusione  del  procedimento
  concordato dal Dirigente Generale del Dipartimento con i competenti
  Dirigenti di Aree e Servizi .
   Ai  fini  della  verifica delle motivazioni dell'inosservanza  del
  termine  di conclusione del procedimento, è avviata la costituzione
  di un nucleo ispettivo interno.
   Inoltre è stato predisposto un sistema informatizzato che consente
  all'utente  di  acquisire informazioni in  ordine  allo  stato  dei
  procedimenti in istruttoria.
   In ultimo, relativamente alla valutazione sull'eventuale revoca in
  autotutela  del provvedimento autorizzativo, occorre precisare come
  nelle  attribuzioni  dell'Assessorato dell'Energia  rientra  sì  la
  competenza al rilascio dell'autorizzazione unica alla realizzazione
  dell'impianto, ma non quella riguardante gli aspetti  di  incidenza
  ambientale  dell'attività.  Ogni questione  riguardante  i  profili
  puramente   tecnici  della  vicenda  (utilizzo  di    combustibile
  effettivamente  riconducibile  alla  categoria  delle  biomasse,  e
  ancora  acquisizione  di  preventiva - rispetto  all'autorizzazione
  all'impianto  -  autorizzazione  alle  emissioni  in  atmosfera)  è
  estranea agli ambiti operativi dell'Assessorato medesimo.
   Nello  specifico, è stato proprio nell'ambito del sub procedimento
  di autorizzazione alle emissioni in atmosfera, riservato all'ARTA e
  da  definire come presupposto al rilascio dell'autorizzazione  alla
  realizzazione  ed  esercizio  dell'impianto  (che   è   invece   di
  competenza  dell'Assessorato dell'Energia), che si sono  verificati
  quei  ritardi  e  quelle  remore, a quanto  sembra  da  imputare  a
  divergenze  di valutazioni e vedute  tecniche  da parte di  diversi
  organi  della medesima Amministrazione preposta all'Ambiente  e  al
  territorio.
   Come  rilevato, e come emerge anche dallo stralcio della pronuncia
  CGARS  riprodotto  dall'interrogante,  l'onere   risarcitorio   non
  deriva   dall'atto  conclusivo  del  procedimento,  mai  contestato
  peraltro dalla stessa controparte, ma dall'illecito ritardo con  il
  quale  il  procedimento  stesso è stato definito,  per  di  più  in
  conseguenza  di  contraddittorie posizioni assunte da  due  diverse
  emanazioni  dell'ARTA  sul  tema relativo  all'autorizzazione  alle
  emissioni in atmosfera.
   Competerebbe      dunque     all'ARTA      l'eventuale      revoca
  dell'autorizzazione  alle  emissioni,  e  solo   in   questo   caso
  l'Assessorato    dell'Energia    potrebbe    in    tesi    revocare
  l'autorizzazione   unica,  rilasciata  in   virtù   di   quell'atto
  presupposto, cui, sempre in tesi, afferirebbero i  vizi' ipotizzati
  dalla interpellanza, ma, è doveroso ricordarlo, esclusi invece  dai
  giudicati formatisi fra le parti.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Mattarella  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

    MATTARELLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, non
  posso   che  dichiararmi  non  soddisfatto,  nonostante  la   lunga
  elencazione di provvedimenti fornitaci dall'Assessore perché, nella
  sostanza, emerge chiaramente che a distanza di un anno e mezzo  dal
  deposito  di  questa  sentenza,  che ha  gravato  l'Amministrazione
  regionale  di  un risarcimento ultramilionario per l'autorizzazione
  che  non doveva essere rilasciata, la Regione è stata condannata  a
  pagare  un  risarcimento in quanto tale autorizzazione  non  doveva
  essere  rilasciata, ma è stata rilasciata tardivamente e  al  tempo
  stesso è entrata in conflitto con la normativa comunitaria.
   Un   fatto   di   estrema   cattiva  amministrazione,   di   grave
  appesantimento della finanza pubblica, proprio nel momento  in  cui
  la finanza pubblica dovrebbe essere riassestata.
   Ho  ascoltato che l'indagine ispettiva è ancora in corso  dopo  un
  anno  e  mezzo,  quindi, ad oggi, non è dato sapere quando  e  come
  quest'indagine ispettiva verrà conclusa. Così come ho ascoltato che
  nulla  è stato fatto finora per revocare questa autorizzazione  che
  indebitamente  è stata rilasciata e che per di più  tardivamente  è
  stata rilasciata provocando, ripeto, questo risarcimento.
   Mi  auguro che l'Assessorato provveda tempestivamente a concludere
  quest'attività ispettiva e che si muova rapidamente  per  rimuovere
  questo provvedimento che non poteva essere rilasciato.

   interrogazioni della Rubrica sanità

   Presidenza del presidente Cascio


     Svolgimento, ai sensi dell'art. 143 del Regolamento interno,
               di interrogazioni della rubrica  Sanità'

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del   giorno:
   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 143, del Regolamento  interno,
  delle interrogazioni della rubrica  Sanità'.
   Si   passa  allo svolgimento dell'interrogazione n. 2249  «Notizie
  sull'affidamento  di  servizi  ospedalieri  ad  enti  e  fondazioni
  extraregionali», a firma dell'onorevole Lentini. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   la   tutela  della  salute  costituisce  un  diritto  fondamentale
  riconosciuto e garantito dall'articolo 32 della Costituzione,  alla
  cui  attuazione,  ai sensi dell'articolo 117 della  Costituzione  e
  dell'articolo  17  dello  Statuto,  in  termini  di  erogazione  di
  prestazioni nei confronti dei cittadini, è chiamata la Regione;

   il   servizio   sanitario  regionale,  a   causa   degli   impegni
  sottoscritti  in  sede di piano di rientro ed in  attuazione  della
  legge regionale 14 aprile 2009, n. 5, ha vissuto e vive tuttora una
  complessa fase di riorganizzazione in un'ottica di contenimento dei
  costi  e,  almeno  nelle  intenzioni, di  adeguamento  alle  mutate
  esigenze tecnico-organizzative;

   nell'ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera, è stata
  prevista   la  riduzione  dei  posti  letto  per  acuti,   con   la
  riconversione  di  una significativa parte degli  stessi  in  posti
  letto   destinati  a  lungodegenze,  riabilitazioni  oltre  che   a
  prestazioni di day hospital;

   in  particolare, per quanto riguarda diversi presidi  ospedalieri,
  la   prevista   attivazione   dei   reparti   di   lungodegenza   e
  riabilitazione  risulta  condizione necessaria  alla  sopravvivenza
  degli  ospedali stessi, chiamati frequentemente a servire territori
  svantaggiati per condizioni geografiche;

   in  molteplici  occasioni  è  stata  ribadita  la  centralità  del
  servizio  ospedaliero  pubblico, gestito  dalle  aziende  sanitarie
  provinciali  e dalle aziende ospedaliere (ARNAS ed AOUP),  chiamato
  ad  erogare  la generalità delle prestazioni a tutta  l'utenza,  in
  maniera quanto più uniforme possibile sul territorio regionale;

   le sopra dette previsioni, riportate anche nei documenti ufficiali
  di programmazione, assegnano alle strutture private accreditate una
  funzione integrativa e di supporto ai servizi pubblici e non già il
  compito di sostituirsi ad essi;

   contrariamente  a  quanto  sopra  richiamato,  si  assiste  ad  un
  progressivo  depauperamento  dei  servizi  offerti  dall'ospedalità
  pubblica,  dove sono stati implementati i tagli ai posti-letto  per
  acuti senza la contestuale attivazione, prevista negli strumenti di
  programmazione e più volte 'annunciata' ad operatori ed utenti,  di
  quelli destinati ai servizi riabilitativi e di lungodegenza;

   in particolare, si assiste al moltiplicarsi di 'esternalizzazioni'
  nella    forma,   quantomeno   originale,   di   convenzioni    e/o
  'sperimentazioni   gestionali'   che   comportano,    nei    fatti,
  l'assegnazione  a  fondazioni,  enti  ed  istituti,  con  sedi   ed
  interessi  principali  fuori dal territorio  regionale,  di  interi
  reparti, quando non d'intere strutture, che vanno a sovrapporsi - o
  peggio ancora - a sostituirsi alla corrispondente offerta pubblica;

   a  mero  titolo  di  esempio possono richiamarsi l'insediamento  a
  Bagheria  di una sede decentrata dell'istituto ortopedico 'Rizzoli'
  (IRCSS  con sede in Emilia Romagna e gestita dalla detta  Regione),
  il  previsto affidamento alla fondazione 'Salvatore Maugeri'  (ente
  di  diritto  privato  con sede a Pavia, che già  gestisce  attività
  riabilitative  presso  gli  ospedali di  Sciacca  e  Mistretta)  di
  servizi  riabilitativi nel territorio della provincia di Palermo  e
  la convenzione con l'ospedale 'Bambin Gesù' di Roma per il previsto
  centro   di  cardiochirurgia  pediatrica  di  Taormina   (che,   in
  prospettiva,  dovrebbe  trovare definitiva allocazione  a  Palermo,
  dove  intanto  è  stato  già  dismesso il  corrispondente  servizio
  erogato dall'azienda ospedaliera 'Civico e Benfratelli');

   senza  entrare  nel merito circa il profilo delle strutture  sopra
  citate, alcune delle quali certamente di ottimo livello, non è  del
  tutto  chiaro  quali  siano i compiti ad  esse  assegnati  che  non
  possano  essere svolti direttamente dalle strutture  delle  aziende
  sanitarie  ed ospedaliere e quali siano i vantaggi per l'utenza  in
  termini di prestazioni e - tantomeno - per la Regione in termini di
  costi;

   atteso che:

   come  detto,  si  ritiene  che  la  generalità  delle  prestazioni
  sanitarie,   anche   in    ragione  dell'esigenza   di   assicurare
  universalità di accesso e uniformità di erogazione sul  territorio,
  deve  competere alle strutture sanitarie pubbliche, che non possono
  e non debbono essere surrettiziamente sostituite da altre;

   in  riferimento a diverse convenzioni non è del tutto chiaro quali
  siano  i  reali costi, attuali e futuri, a carico della  Regione  e
  quale  possa  essere  l'apporto, in termini  di  miglioramento  del
  servizio, da parte delle strutture extraregionali;

   le   'esternalizzazioni',  per  la  loro  stessa  natura,  possono
  comportare maggiori oneri per la pubblica amministrazione  rispetto
  alla  gestione  diretta esercitata secondo criteri  di  efficienza,
  efficacia, trasparenza ed economicità;

   l'attivazione  di  taluni  reparti  gestiti  secondo  le  modalità
  richiamate,  lungi dal costituire una 'integrazione' rispetto  alle
  prestazioni  erogate dalle esistenti strutture  pubbliche,  finisce
  col  sostituire  le  strutture  pubbliche  previste  nella  vigente
  programmazione;

   considerato in particolare che:

   sono  insorti numerosi contenziosi promossi dal personale  medico,
  infermieristico  e  paramedico  oggetto  di  'trasferimento'  dalle
  strutture   pubbliche  di  provenienza  verso  quelle  gestite   in
  convenzione,  anche  in  ragione della  potenziale  discrezionalità
  nell'assegnazione di orari, mansioni e trattamenti economici;

   la   sopradetta    situazione   comporta  inevitabilmente   disagi
  all'utenza e determina la dispersione, nei fatti, del patrimonio di
  professionalità   acquisita   dagli   operatori    sanitari    che,
  frequentemente,   si  trovano  assegnati  ad   altre   mansioni   e
  specialistiche;

   particolarmente oscuro appare il 'bilanciamento' fra l'apporto del
  pubblico  (strutture, attrezzature, fondi) e  quello  dei  soggetti
  convenzionati  ('know  how'  a fronte  di  una  pressoché  completa
  discrezionalità nella gestione);

   non   risulta   del  tutto  chiaro  se,  superata   la   fase   di
  'sperimentazione'   e/o   start-up,  le  strutture   extraregionali
  continueranno  ad  erogare le prestazioni  ed  in  quali  modalità,
  condizioni   e  costi  o  -  di  contro  -  se  e  come  riprenderà
  l'erogazione da parte delle aziende sanitarie/ospedaliere;

   non  si  comprende perché, per il raggiungimento  delle  auspicate
  finalità  di miglioramento dei livelli di assistenza, non si  siano
  state  valutate ipotesi alternative alla 'cessione di fatto', quali
  l'attivazione degli strumenti di partenariato per la  formazione  e
  l'aggiornamento  degli operatori, lo scambio  di  esperienze  sulle
  'best  practices',  la  prestazione di servizi  di  'advisoring'  e
  similari, che avrebbero certamente comportato costi inferiori e non
  avrebbero  in  alcun  modo interferito con  la  funzionalità  delle
  strutture e la posizione giuridica e funzionale dei dipendenti;

   per sapere:

   quali  siano,  in dettaglio, i reali costi - passati,  presenti  e
  futuri,  ivi  compresi  quelli potenziali, delle  operazioni  sopra
  richiamate;

   quali  sia  lo  stato  degli  eventuali contenziosi  promossi  dal
  personale, proveniente dalle strutture pubbliche, interessato dalle
  operazioni, e quali siano gli eventuali oneri conseguenti a  carico
  della pubblica amministrazione;
   per quali ragioni, al fine di ottenere il 'know how' destinato  al
  miglioramento  della  qualità  dell'assistenza,  non  siano   state
  considerate ipotesi alternative (convenzioni per la formazione e lo
  scambio di esperienze, formazione a distanza, advisoring' ed altre)
  che avrebbero comportato minori costi, disagi e problemi;

   se  s'intenda  procedere ad una riconsiderazione dei  processi  di
  esternalizzazione sopra evidenziati;

   in   quale  modo  le  operazioni  citate  interferiscano  con   la
  programmazione  dei  servizi  ospedalieri  offerti  dalle   aziende
  sanitarie  ed  ospedaliere  e,  in particolare,  se  ne  derivi  la
  soppressione  o la mancata attivazione di unità operative  previste
  nei P.O.;

   quali  misure s'intendano adottare per garantire compiutamente  un
  'primato'  della sanità pubblica quale erogatrice della  generalità
  dei  servizi  in maniera equa ed uniforme su tutto il  territorio».
  (2249)

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'assessore per la  salute  per
  rispondere alla interrogazione.

   RUSSO  MASSIMO,  assessore per la salute. Ho  unificato  tutte  le
  interrogazioni dell'onorevole Lentini, la n. 2249, n. 2270 e la  n.
  2271, per dare una risposta unitaria.

   LENTINI. Ma sono tre interrogazioni diverse.

   RUSSO  MASSIMO,  assessore  per la salute.  Le  ho  unificate  per
  capitoli. Risponderò singolarmente, ma le ho accorpate per temi.

   PRESIDENTE.  Assessore, se non c'è l'accordo  del  deputato,  deve
  rispondere  ad ogni singola interrogazione. Onorevole Lentini,  per
  lei va bene, la proposta dell'Assessore?

   LENTINI.  Signor  Presidente, non va  bene,  perché  posso  essere
  soddisfatto per un'interrogazione e insoddisfatto per un'altra.

   PRESIDENTE. Assessore, iniziamo con la prima, la n. 2249  «Notizie
  sull'affidamento  di  servizi  ospedalieri  ad  enti  e  fondazioni
  extraregionali». Una domanda e una risposta. Ha la  possibilità  di
  scorporare le risposte?

   RUSSO, assessore per la salute. Sì , signor Presidente.
     In  ordine all'interrogazione n. 2249 si rassegna quanto  segue.
  Relativamente  alle scelte di programmazione sanitaria  effettuate,
  in   relazione  alle  attività  dell'Istituto  ortopedico  Rizzoli,
  fondazione  Maugeri  e ospedale Bambin Gesù, si  ribadisce  che  le
  stesse   rispondono   all'obiettivo  di  garantire   alla   Regione
  un'assistenza  sanitaria che, negli ultimi anni, ha spesso  trovato
  soddisfazione  presso  le  regioni sedi  delle  predette  strutture
  sanitarie.
   In  tal senso la scelta di garantire il servizio presso la sede di
  residenza  dell'assistito risolve non solo un  problema  di  ordine
  socio-economico legato ai trasferimenti dello stesso assistito,  ma
  soprattutto  agisce nel garantire la erogazione di  prestazioni  di
  livello  attraverso  di  strutture di  eccellenza  con  un  duplice
  compito.
   Infatti,  se  da  un  lato  le predette strutture  sanitarie  sono
  chiamate  ad erogare prestazioni di livello al fine di  ridurre  la
  mobilità  passiva,  dall'altro  hanno  certamente  il  compito  del
  passaggio  di    Know  how,  al  fine di  garantire  nel  tempo  il
  consolidamento di conoscenze e competenze a tutti i professionisti.
   Inoltre,  desiderando  porre correttivi  alla  situazione  attuale
  (mobilità)  e prepararsi all'epidemiologia dell'immediato  prossimo
  futuro, occorre ribadire alcune considerazioni:
   -la  necessità  di  recuperare i casi in  fuga' e  contestualmente
      prepararsi  all'aumento di richiesta, apprestando strutture  di
      elevata qualità clinica e di appeal alberghiero, capaci di attrarre
      pazienti da un bacino più vasto di quello regionale (incluso il
      bacino del Mediterraneo).
  - mettere insieme il meglio delle competenze partendo da quelle
  oggi esistenti in Sicilia, razionalizzando i percorsi ed i livelli
  assistenziali, affinché ognuno contribuisca secondo le specifiche
  competenze al miglioramento del sistema.
  - passare alla logica di team management delle patologie.
  - importanza dell'argomento per tutti gli stakeholder: istituzioni,
  professionisti sanitari, pazienti, media, miglioramento della
  qualità delle prestazioni sanitarie erogate.
   Partendo da tali considerazioni, appare necessario che la  Regione
  si  doti  di  centri di eccellenza dedicati, al fine di ottimizzare
  risorse  umane e tecnologiche e garantire un sistema di  assistenza
  mediante il già richiamato modello di hub e spoke.
   La  tendenza  della medicina attuale è quella di creare  strutture
  dedicate  ad  un  organo o ad una patologia che  dispongano  di  un
  efficiente  filtro  medico (diagnostico e  clinico)  che  indirizzi
  secondo i criteri EBM i pazienti verso la soluzione terapeutica più
  appropriata. Inoltre, è necessario garantire un modello di gestione
  che metta al centro il paziente con i suoi bisogni e che si doti di
  un'organizzazione flessibile ed efficace per rispondere ad essi.
   Questo  tipo  di  organizzazione, incentrato sul  tipo  di  lavoro
  multidisciplinare,  permette  di far  crescere  l'esperienza  degli
  operatori,  di  abituarli a confrontarsi con diversi modelli  della
  patologia  e  di  imparare a divenire alla   sintesi'  dei  diversi
  aspetti.  Ciò  permette  di migliorare gli  outcomes  ed  anche  di
  mettersi  al riparo dalla fluttuazione della richiesta, modificando
  ed implementando l'offerta nel momento di necessità.
   Il  nuovo  modello  organizzativo mette  al  centro  del  processo
  assistenziale  il  paziente  e i suoi bisogni;  è  la  struttura  a
  doversi  rendere flessibile assumendosi il carico di  un  continuum
  assistenziale  che evita gli spostamenti dell'ammalato,  garantendo
  il  rapporto fiduciario con gli stessi interlocutori che lo seguono
  in Team.
   Lo sforzo culturale, organizzativo ed economico per l'applicazione
  di questo modello deve rispondere a criteri di riferimento quali:
   -modello organizzativo-assistenziale centrato sul Team;
  -capacità di attrarre pazienti dalle altre regioni e dalle nazioni
  vicine;
  -sviluppo di ricerca di base;
  -capacità di incidere sul territorio, non solo in termini di
  risposta diagnostico-terapeutica, ma anche di prevenzione delle
  malattie;
  -capacità di fornire know how e nuovi modelli organizzativi;
  - capacità di contribuire alla creazione di una rete assistenziale
  sul territorio, basata su diversi livelli di complessità, che
  modifichi il modello di sistema medico  prescrittivo' in assistenza
  guidata per obiettivi;
  -divulgazione di protocolli terapeutici condivisi e trasmissione
  del know how mediante l'organizzazione di work shop, strategic
  meatings, lecture degli esperti internazionali sul campo;
  -ottimizzazione dei programmi di educazione continua degli
  operatori periferici mediante teleconferenza e telemedicina,
  fornendo anche le strutture e gli strumenti per l'educazione del
  paziente;
  -divulgazione di dati epidemiologici che possano servire alle
  autorità preposte al Governo della salute.
   Per  quanto  attiene   (credo  che  questa  interpellanza  facesse
  riferimento  anche  alla cardio-chirurgia pediatrica)  all'asserita
  destrutturizzazione di alcuni reparti dell'Azienda  Civico,  ed  in
  particolare alla chiusura della cardio-chirurgia pediatrica  e  per
  adulti, si riferisce quanto segue:
   -  il  decreto  assessoriale n. 1188 del  2010,  pubblicato  nella
  Gazzetta  Ufficiale della Regione Siciliana n.  27  dell'11  giugno
  2010, recante  La rete integrata di servizi di cardiochirurgia e di
  cardiochirurgia   pediatrica ,   ha   previsto    che    l'attività
  assistenziale  di  cardiologia  e cardiochirurgia  pediatrica   sia
  organizzata  in  ambito regionale attraverso  un  sistema  di  reti
  integrate  di servizi,  secondo il modello Hub e Spoke,  articolata
  in  tre  livelli di intensità di cure secondo regole  ben  precise,
  contenute all'interno dell'allegato tecnico  al citato decreto.
   Tutto  ciò  con  la finalità di garantire, in una logica  di  risk
  management, da un lato i dovuti livelli di sicurezza ai pazienti  e
  dall'altro    orientare   l'organizzazione   verso    modelli    di
  funzionamento  efficaci ed idonei a fornire adeguate risposte  alla
  domanda regionale.
   Tale  rimodulazione ha portato alla identificazione  di  un  unico
  centro  riferimento  regionale di terzo livello di  cardiochirurgia
  pediatrica,  considerato  che il bacino d'utenza  ottimale  per  un
  centro d'eccellenza prevede non meno di 5, 7 milioni di abitanti, e
  la collocazione è stata prevista presso il Centro Materno Infantile
  di Palermo, in atto in fase di realizzazione.
   Nelle  more  della  predetta realizzazione lo  stesso  ha  trovato
  collocazione  presso  il presidio ospedaliero    San  Vincenzo   di
  Taormina,   considerato che vi era già attivo una  unità  operativa
  di cardiochirurgia pediatrica.
   L'unità  operativa  di cardiochirurgia pediatrica  del  Civico  di
  Palermo,   in questa fase, risulta identificata  come uno  dei  due
  centri  di secondo livello della Regione, essendo l'altro  previsto
  a Catania.
   Contestualmente si è proceduto alla stipula della convenzione  tra
  Regione Sicilia e IRCSS  Ospedale  pediatrico Bambin Gesù  di  Roma
  per   l'istituzione   del   Centro  Cardiologico   Pediatrico   del
  Mediterraneo che, nelle more della realizzazione del Centro Materno
  Infantile  di  Palermo,  assicura tutte  le  prestazioni  di  terzo
  livello presso il P.O.   San Vincenzo  di Taormina.
   Un ulteriore passo avanti nella realizzazione della rete integrata
  dei  servizi  di  cardiologia  e  cardiochirurgia  pediatrica   nel
  territorio  regionale  è stato effettuato con decreto  assessoriale
  numero  1994  del  28  giugno 2011 e con  il  recentissimo  decreto
  assessoriale  n. 104 del 25 gennaio 2012.
   Si   può  affermare  che  tale  organizzazione,  al  di  là  degli
  inevitabili  momenti di assestamento iniziali, non ha comportato  e
  non  comporta  carenze  assistenziali per  i  pazienti  affetti  da
  patologie  cardiologiche che necessitano di intervento  chirurgico,
  fornendo  piuttosto  alle  esigenze  di  salute  della  popolazione
  regionale risposte in linea con gli standard definiti dalle società
  scientifiche nazionale e internazionali.
   Va   sottolineato,  a  tal  riguardo,  come  l'attività  integrata
  dell'IRCSS   Bambin  Gesù     presso il  P.O.   San   Vincenzo   di
  Taormina  già  esplichi le funzioni proprie del  Centro   di  terzo
  livello, con tangibili ricadute positive sulla mobilità sanitaria.
   Per  quanto riguarda l'organizzazione della rete assistenziale  di
  cardiochirurgia   per   adulti  deve  essere   fatto   riferimento,
  innanzitutto,  al  progetto per la realizzazione dell'Istituto  del
  Cuore, che, partendo dall'analisi dei dati epidemiologici nazionali
  e  locali,  ha  tracciato  le  basi per un  approccio  strutturato,
  coordinato  e  razionale al bisogno espresso dal  territorio  della
  Sicilia occidentale.
   Il  progetto  Istituto del Cuore, finalizzato  alla  creazione  di
  modelli  assistenziali innovativi, prevede il coinvolgimento  delle
  realtà esistenti sul territorio (Policlinico universitario,   ARNAS
  Civico e ISMETT) e la valorizzazione delle esperienze specifiche di
  ogni  centro; nel maggio 2011 il Progetto è stato condiviso  con  i
  soggetti  interessati  e portato a conoscenza delle  organizzazioni
  sindacali.
   Nell'ottica  dell'impegno  a  superare  le  frammentazioni  e   le
  duplicazioni  di competenza esistenti nello stesso  territorio   va
  visto  il  programma  di fusione tra Cardiochirurgia  dell'ARNAS  -
  Civico e Ismett, per il quale nel mese di luglio 2011  è stata  già
  firmata l'apposita convenzione tra i due enti.
   In  atto,  l'attività di cardiochirurgia è svolta già in un  unico
  centro  allocato presso l'Ismett,  frutto dell'integrazione tra  le
  due  strutture suddette;  il completamento del programma di fusione
  avverrà  con  l'inserimento della cardiochirurgia  del  Policlinico
  universitario.
   In  ordine  a  quanto  richiesto circa  l'apporto  in  termini  di
  miglioramento   del servizio sanitario regionale nonché  dei  costi
  attuali  e  futuri  a carico del Servizio Sanitario  Regionale   in
  riferimento  alle diverse convenzioni stipulate con  la  Fondazione
   Maugeri   di  Pavia (Presidi Ospedalieri di Sciacca e  Ristretta),
  con  l'ospedale   Bambin  Gesù  di Roma  (Presidio  Ospedaliero  di
  Taormina)  e con l'Istituto ortopedico Rizzoli (Villa S. Teresa  di
  Bagheria), si precisa che negli ultimi anni questa Regione, al fine
  di  ridurre  sostanzialmente la migrazione  di  pazienti  siciliani
  verso  altre  regioni,  ha avvertito l'esigenza  di  esternalizzare
  alcuni  settori  del  nostro  sistema  sanitario  a  strutture   di
  eccellenza   dotate   di  apposita  caratterizzazione   produttiva,
  attraverso  una rete regionale dei servizi sanitari   per  la  cura
  delle  riabilitative, cardiochirurgiche pediatriche  e  chirurgico-
  riabilitative ortopediche, legando le stesse agli effettivi bisogni
  della popolazione residente.
   Infatti,  già  in data 12 febbraio 2003, la Fondazione   Salvatore
  Maugeri , Clinica del Lavoro e della riabilitazione,  I.R.C.C.S.  e
  l'Assessore   regionale  per  la  Sanità    pro   tempore   avevano
  sottoscritto un protocollo di intenti per lo studio e la stesura di
  progetti  esecutivi  per  la  realizzazione  in  Sicilia  di  unità
  operative   di  riabilitazione  di  eccellenza  che  introducessero
  protocolli di riabilitazione, frutto di ricerca e di esperienze già
  maturate con successo in altre regioni.
   Per quanto riguarda la Fondazione, si evidenzia che le prestazioni
  erogate   dalla  stessa  sono  riconosciute  secondo   le   tariffe
  regionali.
   Per le stesse sostanziali motivazioni si è proceduto, da parte  di
  quest'Assessorato, ad avviare, nell'anno 2010, a seguito delle note
  vicende  che hanno coinvolto il reparto cardiochirurgia  pediatrico
  dell'ARNAS  Civico  di  Palermo,  una  convenzione  con  l'ospedale
   Bambin  Gesù  di Roma che, tra le strutture di livello  nazionale,
  risultava quella con maggiore mobilità.
   Infatti,  tra i costi di mobilità passiva per la Regione siciliana
  conguagliati  dal Ministero della Salute in sede di  riparto  delle
  risorse  del  Fondo  sanitario  nazionale,  si  evidenzia  la  voce
  relativa   alle  prestazioni  rese  all'IRCCS  Ospedale  pediatrico
   Bambin  Gesù  di Roma ai residenti siciliani (1839 casi  trattati)
  per  un  valore  di circa 3,7 milioni (dato storico  attività  anno
  2010),  risorse  finanziarie sottratte alla  quota  spettante  alla
  nostra Regione.
   A  questo  si aggiungano gli ulteriori costi sociali ed  economici
  connessi  ai trasferimenti sopportati dalle famiglie siciliane  per
  essere vicine ai propri figli.
   Come già sopra evidenziato con la Convenzione sottoscritta tra  la
  Regione siciliana ed il  Bambin Gesù  si è inteso dare impulso alle
  creazioni  di  un  Centro pediatrico del Mediterraneo  quale  unico
  centro  di  terzo  livello  della Regione  siciliana  (inizialmente
  allocato   presso   il   Presidio  ospedaliero   di   Taormina   e,
  successivamente,  presso  l'Azienda  ospedaliera  Villa   Sofia   -
  Cervello di Palermo), allo scopo di sviluppare l'attività  di  alta
  specializzazione  cardiologica per la popolazione pediatrica  della
  Regione  siciliana,  nonché fungere da polo  attrattivo  per  altre
  regioni e per i Paesi del bacino Mediterraneo.
   Il  Centro pediatrico ha la finalità di essere strutturato secondo
  requisiti organizzativi corrispondenti agli standard di eccellenza,
  di  attività,  di  processo  e  di prodotto  adottati  dalla  Joint
  Commission  International,  per  l'accreditamento  delle  strutture
  sanitarie, nonché ai requisiti minimi organizzativo-strutturali  ed
  agli  standard di trattamento e risultati individuati  nelle  linee
  guida del Progetto Baby Heart, elaborato dalla Società italiana  di
  cardiologia  pediatrica  e dalla Sezione pediatrica  della  Società
  italiana di cardiochirurgia.
   Tra  gli  obblighi assunti dall'IRCCS  Bambin Gesù  di Roma  vi  è
  quello   di   costituire   un  proprio  team   sanitario   operante
  permanentemente  in loco presso la sede del Centro  pediatrico  del
  Mediterraneo  che opererà in stretta collaborazione  col  personale
  della  struttura ospitante, contribuendo con il proprio apporto  in
  termini di leadership professionale e scientifica alla formazione e
  crescita   professionale  del  personale  sanitario  del   Servizio
  sanitario regionale secondo regole di comportamento consolidate  in
  un'ottica dipartimentale.
   Come già evidenziato nelle parti che precedono un'ulteriore e  non
  ultima  finalità del progetto è quella di incentivare  la  mobilità
  attiva e di ridurre la mobilità passiva, tenuto conto che:
   -il valore della produzione sanitaria, prodotta dal Centro con sede
       nella  Regione siciliana, afferisce unicamente alla  struttura
       sanitaria in cui lo stesso centro ha sede (attualmente l'ASP di
       Messina);
  -anche i pazienti siciliani valutati preliminarmente dal Centro con
  sede nella Regione siciliana e successivamente trattati presso la
  sede di Roma, sono ricompresi nell'attività in convenzione.
   La  convenzione  ha  durata decennale  a  decorrere  dal  mese  di
  novembre  dell'anno 2010 e prevede il raggiungimento  di  specifici
  obiettivi  nel  tempo anche in relazione al volume  delle  attività
  sanitarie da erogare.
   Tra gli obiettivi si è inoltre determinato che, già al quinto anno
  di  attività,  si  dovrà registrare una mobilità passiva  uguale  a
  quella  attiva  e  che, al termine del periodo di  convenzione,  il
  Centro  con  sede nella Regione siciliana potrà pienamente  operare
  non necessitando più dell'apporto dei professionisti esterni.
   Il  costo  annuo  della  Convenzione è strettamente  correlato  ai
  volumi  e tipologie di attività sanitarie effettivamente espletata,
  fino ad un massimo di 4,8 milioni di Euro, a fronte dei quali dovrà
  registrarsi   un'attività   erogata,   in   regime   di    ricovero
  ambulatoriale, di 3,8 milioni valorizzata con le tariffe  ordinarie
  applicate dalla Regione siciliana.
   L'eventuale  ulteriore  produzione sarà remunerata  all'IRCCS  con
  tariffe  abbattute del 50 per cento. Lo stesso IRCCS  Bambin  Gesù
  assume a proprio carico i seguenti costi gestionali:
   -del proprio personale impegnato nel Centro;
  -della gestione tecnica ed amministrativa:
  -dell'adeguamento agli standard di eccellenza, di attività,  di
  processo e di prodotto adottate dalla Joint Commission
  International.
   In  atto sono in corso di validazione da parte degli Uffici  della
  Regione e dell'ASP di Messina le prestazioni effettuate dal  Centro
  effettuate  nel periodo novembre 2010 - dicembre 2011, al  fine  di
  determinare  il costo da riconoscere all'IRCCS Ospedale  pediatrico
   Bambin Gesù  di Roma.
   In ultimo l'accordo del 4 ottobre 2011 sottoscritto tra l'Istituto
  Ortopedico  Rizzoli  e  la  Regione siciliana  è  finalizzato  alla
  realizzazione di una struttura ortopedica di eccellenza  presso  la
  sede ospedaliera di Villa Santa Teresa di Bagheria (PA).
   Dall'analisi  dei dati di mobilità passiva emerge  nell'anno  2010
  per  le  attività sanitarie di ortopedia un costo pari a 32 milioni
  di  euro suddiviso quasi equamente per circa 20 milioni tra Regione
  Lombardia  e  Regione  Emilia Romagna e la  relativa  parte  di  12
  milioni  suddivisa, nella misura di circa 2 milioni, tra le Regioni
  Toscana, Veneto, Lazio, Piemonte e altre misure ancora minore.
   Per  completezza  si  evidenzia che il  Rizzoli  è  una  struttura
  sanitaria  d'eccellenza,  che  per sue  capacità  professionali  ed
  organizzative, costituisce fonte di attrazione da tutte le  Regioni
  italiane   di   pazienti  affetti  da  patologie  ortopediche   e/o
  necessitanti di attività riabilitativa ed a oggi è da ritenersi  la
  struttura  sanitaria verso cui si rivolgono la  maggior  parte  dei
  siciliani.
   La  struttura  sarà organizzata - per il periodo di  durata  della
  convenzione  pari a 9 anni - come dipartimento dello  IOR   Rizzoli
  Sicilia  con le specifiche autonomie dipartimentali previste  dalla
  normativa nazionale e regionale.
   L'Istituto   Rizzoli Sicilia  attiverà soltanto 51  dei  78  posti
  letto  previsti a regime oltre a 6 posti letto tecnici di induzione
  e  risveglio a far data dall'1 aprile 2012 con attività ortopediche
  di  tipo  programmato che si riassumono, in sintesi,  in  patologie
  chirurgiche ortopediche a maggiore diffusione su tutti i  distretti
  protesica  di  anca  e ginocchio, chirurgia ortopedica  a  maggiore
  diffusione  su  tutti  i  distretti.  L'attività  oncologica   sarà
  attivata a partire dal 2013 ed entrerà a pieno regime dal 2014  con
  l'attivazione di tutti i posti letto previsti.
   Dall'1   febbraio 2012 invece è iniziata l'attività di  assistenza
  specialistica  ambulatoriale  con  un  ambulatorio   di   ortopedia
  generale,  uno di ortopedia oncologica, uno di anestesia e  terapia
  del dolore e uno di medicina riabilitativa.
   Le  tariffe applicate al  Rizzoli Sicilia , sia per gli episodi di
  ricovero  che  per  le prestazioni ambulatoriali,  sono  quelle  in
  vigore nella nostra Regione.
   Inoltre,   l'Istituto   Rizzoli  Sicilia   si   è   impegnato   ad
  indirizzare  i cittadini siciliani verso la struttura  di  Bagheria
  per le prestazioni che sono rese presso la stessa.
   I  costi che la Regione siciliana si è impegnata a riconoscere con
  la  convenzione  sottoscritta il 4 ottobre 2011  ascendono  a  16,9
  milioni  il primo anno, 20 milioni per il secondo anno  ed  a  20,9
  milioni a partire dal terzo anno.

   PRESIDENTE.  A  facoltà  di intervenire  l'onorevole  Lentini  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   LENTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  veda   signor
  assessore, un Governo tecnico funziona per le scelte impopolari che
  vuole  fare nei confronti dei cittadini e avviene questo,  cioè  la
  scelta  del Governo tecnico. La sua nomina, caro Assessore,  doveva
  interrompere appunto i viaggi per la salute, ma in quattro anni non
  abbiamo interrotto nulla.
   Queste   giustificazioni  che  lei  dà  sui  tre   istituti   sono
  fondamentali, ma fino ad un certo punto, perché alla fine la  Corte
  dei Conti in termini di danaro, dal 2007 al 2010, ha evidenziato un
  aumento di spesa di 357 milioni, l'ha detto la Corte dei Conti, non
  l'onorevole Lentini.
   Nulla   da eccepire sulla preparazione dei tre istituti,   ma   mi
  sarei  aspettato  da  questo Governo che la formazione  si  sarebbe
  fatta  nei  loro ospedali, mandando i nostri medici ad  imparare  a
  riabilitare,   ad  imparare  la  traumatologia,  ad   imparare   la
  cardiochirurgia, ad imparare tutto.
   Oggi i medici si sentono offesi, i medici della Regione siciliana,
  eccetto quelli che sono promossi, sono offesi, sono offesi e glielo
  dice  una  persona, un deputato che non se ne sta  con  le  braccia
  conserte, ma gira per gli ospedali a  vedere tutto quello  che  non
  funziona.
   Quella degli ospedali è veramente la tragica morte, in particolare
  gli  ospedali  di Palermo che soffrono, che sono in agonia,  giorno
  dopo giorno.
   Non c'è bisogno di rispondere al telefono assessore

   PRESIDENTE.  Onorevole Lentini, stia tranquillo,  l'assessore  sta
  ascoltando,  la Presidenza sta ascoltando, l'Aula è attenta.  Prego
  onorevole Lentini.

   LENTINI.   Quindi,  non  rimango  soddisfatto  di   questa   prima
  interrogazione, passeremo a quella successiva e all'altra ancora, e
  preparerò dei documenti che possano sicuramente essere interessanti
  per  la  Procura della Repubblica. Inoltre mi sarei  aspettato,  da
  parte  sua,  il costo di prima e il costo di ora: il fatto  che  il
  paziente si rechi in Lombardia, come in Piemonte, per essere curato
  non  è  una novità, perché ci sono pure  persone che  vengono  qua,
  gliene   posso   citare  100  mila,  quindi  questa   non   è   una
  giustificazione. La vera giustificazione su questo, caro assessore,
  è  che i nostri medici si devono formare attraverso questi istituti
  nei loro ospedali
   Sul resto delle cose io non ho niente da dire.

                        Sull'ordine dei lavori

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Assessore, desideravo soltanto, in modo garbato, avere l'attenzione
  dell'assessore   Russo  su  una  vicenda   legata   ad   oltre   70
  interrogazioni  che ho presentato e a cui lei ancora  non  ha  dato
  risposta.  Così  come, in maniera lodevole, è venuto  a  rispondere
  alle  tre interrogazioni dell'onorevole Lentini, credo anche che  i
  deputati  dell'opposizione e, in modo particolare,  proprio  perché
  siamo deputati dell'opposizione avremmo il diritto di avere le  sue
  risposte in Aula.
   Vedo  però  che  a  lei  la  cosa non  interessa  minimamente,  la
  ringrazio lo stesso.
   Però,  signor  Presidente, vorrei richiamarla  su  questa  vicenda
  sicuramente poco democratica in cui si vede un assessore di  questo
  Governo che risponde a chi ritiene opportuno e non tiene conto  che
  vi  è  anche un ordine cronologico nelle risposte che dovrebbe dare
  per  il ruolo che ricopre e per essere sottoposto all'autorità  del
  Parlamento regionale.
   Pertanto, signor Presidente, mi appello a lei per l'ennesima volta
  per vedere se è possibile avere qualche risposta.

          Riprende lo svolgimento, ai sensi dell'articolo 143
             del Regolamento interno, delle interrogazioni

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione con richiesta di  risposta
  orale  n.  2270   Notizie  sulla  nomina  dei  dirigenti  di  unità
  operative  presso l'Azienda ospedaliera  Civico e  Benfratelli   di
  Palermo.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   la   tutela  della  salute  costituisce  un  diritto  fondamentale
  riconosciuto e garantito dall'articolo 32 della Costituzione,  alla
  cui  attuazione,  ai sensi dell'articolo 117 della  Costituzione  e
  dell'articolo  17  dello  Statuto,  in  termini  di  erogazione  di
  prestazioni nei confronti dei cittadini, è chiamata la Regione;

   nell'ambito della rete ospedaliera regionale l'azienda di  rilievo
  nazionale  ed  alta  specializzazione  'Civico  e  Benfratelli'  di
  Palermo  costituisce una struttura di importanza vitale e  chiamata
  ad   assicurare   l'erogazione  delle  prestazioni  sanitarie   più
  complesse rispetto a tutte le specialistiche mediche e chirurgiche;

   l'azienda  Civico è, ormai da parecchi mesi, priva degli organismi
  di  direzione  previsti dalla vigente normativa  ed  affidata  alla
  gestione  di  un  commissario straordinario, le  cui  attribuzioni,
  coerentemente  con quanto previsto in linea generale dalla  vigente
  disciplina,  dovrebbero limitarsi all'adozione di atti  urgenti  ed
  indifferibili e garantire l'ordinario funzionamento, per un periodo
  temporale limitato;

   di  contro, il commissario ha proceduto all'adozione di una  serie
  di  provvedimenti di grande rilievo, ivi compresa la sottoscrizione
  di  contratti  con altre strutture sanitarie incidenti sull'assetto
  organizzativo  e  sull'offerta di servizi dell'azienda  stessa,  la
  nomina   di  dirigenti  delle  unità  operative,  l'attivazione   e
  dismissione di strutture e servizi;

   da   ultimo,   intorno  al  30  novembre  u.s.,   il   commissario
  straordinario  dell'ARNAS ha proceduto alla nomina,  con  contratto
  quinquennale,  dei  dirigenti  dell'unità  operativa  di  chirurgia
  generale e d'urgenza e di quella di neurochirurgia;

   considerato che:

   sussistono  serie  perplessità circa la legittimità  della  nomina
  dell'attuale commissario straordinario, considerato che lo  stesso,
  nel   momento  in  cui  veniva  nominato,  non  risultava  iscritto
  nell'elenco  degli  idonei per la nomina a  direttore  generale  di
  aziende  sanitarie ed ospedaliere nella Regione siciliana, come  si
  rileva  peraltro dal curriculum vitae dello stesso, pubblicato  sul
  sito internet dell'azienda Civico;

   l'eventuale   illegittimità   della   posizione   giuridica    del
  commissario   straordinario  potrebbe  mettere  in   questione   la
  legittimità  e  l'efficacia degli atti dallo  stesso  adottati  e/o
  promossi,   con   le  immaginabili  conseguenze   in   termini   di
  contenziosi;

   la situazione rischia di essere ancora più grave e complessa anche
  a  causa della mancata nomina degli altri organismi di direzione e,
  in  particolare, del direttore sanitario (la cui assenza, in  altre
  situazioni,  ha  determinato l'annullamento in sede giurisdizionale
  di concorsi per dirigenti medici);

   in ogni caso non si comprende se la nomina, per un quinquennio, di
  dirigenti  medici  di  U.O.  -  peraltro,  curiosamente,   entrambi
  provenienti  da altra struttura sanitaria (ASP di Caltanissetta)  -
  rientri  fra le attribuzioni legittime ed opportune di chi è  stato
  chiamato ad una gestione straordinaria;

   vista   l'importanza   e   la  delicatezza  delle   specialistiche
  interessate  è quanto mai opportuno comprendere se, fra  i  criteri
  impiegati  nella  selezione per titoli  e  colloquio,  siano  stati
  inclusi   tutti   quelli   utili   ad   individuare   le   migliori
  professionalità  e,  in  particolare,  trattandosi  di   specialità
  chirurgiche,  se  siano  stati oggetto di prioritaria  valutazione,
  oltre al numero degli interventi effettuati, anche i loro esiti  in
  termini   di   mortalità   peri   e   post-operatoria   nonché   di
  appropriatezza ed efficacia delle prestazioni effettuate;

   non è chiaro, inoltre, se nell'ambito dei criteri adottati per  la
  selezione,   siano   state  considerate  le   specifiche   esigenze
  dell'azienda    che,    trattandosi   di    struttura    di    alta
  specializzazione, necessita di figure professionali  con  specifica
  esperienza rispetto a quelle prestazioni che, di norma, non sono di
  competenza degli ospedali medio-piccoli (da cui entrambi i nominati
  provengono)   e  che  presuppongono,  di  contro,  una  sufficiente
  esperienza  in reparti con idonee dotazioni tecniche, organizzative
  e strumentali;

   la  notizia delle nomine sopra dette è, inspiegabilmente,  apparsa
  sulla  stampa  (con tanto di relative smentite e precisazioni)  già
  intorno   alla   metà  del  mese  di  novembre,  cioè   ben   prima
  dell'approvazione  (avvenuta in data 29/11/2011, con  deliberazioni
  n.1682 e n.1688, in pubblicazione dal 4 dicembre successivo)  degli
  atti di concorso e di nomina dei vincitori;

   va  altresì  segnalato  che il complesso  dei  documenti  relativi
  all'intera  procedura  non  risulta accessibile  mediante  il  sito
  internet dell'azienda;

   le sopra richiamate circostanze rischiano di determinare ulteriori
  perplessità sul complessivo svolgimento delle procedure selettive e
  comportano, in ogni caso, un danno di immagine per la struttura;
   rilevato che:

   il   contesto  sopra  evidenziato  comporta  serie  e   gravissime
  preoccupazioni   rispetto   alla  funzionalità   della   principale
  struttura sanitaria della Regione;

   è  nell'interesse  dell'azienda - e per essa  della  Regione  -  e
  dell'utenza  tutta, che la guida dei reparti, a partire  da  quelli
  che,  per  la loro natura, erogano prestazioni delicate e  ad  alto
  rischio,   sia   affidata   a   soggetti   dotati   della   massima
  qualificazione professionale possibile;

   è  inoltre  interesse  pubblico fondamentale  l'assicurare  che  i
  profili  professionali dei dirigenti dei reparti siano  quanto  più
  aderenti  alle  esigenze di servizio dell'azienda, garantendo  alla
  stessa  la  capacità di attrarre la domanda di salute in  relazione
  agli  specifici  compiti  richiesti ad  una  struttura  di  rilievo
  nazionale;

   avuto  riguardo  alla complessità ed ai profili di  rischio  delle
  prestazioni  in oggetto appare evidente che, fra le caratteristiche
  richieste ai candidati, avrebbe dovuto essere adeguatamente  tenuto
  presente  l'aver  maturato  specifica  esperienza  all'interno   di
  strutture  chiamate ad erogare prestazioni di alta specializzazione
  che, peraltro, sono ben diverse da
   quelle    usualmente    erogate     da     strutture
   medio-piccole, quali quelle presso cui entrambi i nominati,  hanno
  ultimamente prestato servizio;

   l'approssimarsi della scadenza del 2015, anno in cui, per  effetto
  di  norme comunitarie, sarà garantita la libera circolazione ed  il
  libero  accesso  alle prestazioni sanitarie nell'intero  territorio
  dell'Unione  europea, imporrebbe che il Civico 'venga  messo  nelle
  condizioni di rendere efficiente e competitiva la propria  offerta,
  divenendo polo di attrazione' dei bisogni di salute dei siciliani e
  non solo;

   per sapere:

   se  le  ipotizzate  criticità  circa la  posizione  giuridica  del
  commissario   straordinario  possano  comportare   la   susseguente
  illegittimità degli atti assunti, ivi compresi quelli relativi alla
  selezione  e la nomina dei dirigenti delle U.O., e quali sarebbero,
  nel caso, le conseguenze per l'azienda e per la Regione;

   se  il mancato intervento del direttore sanitario, a tutt'oggi non
  nominato,  possa costituire un eventuale ulteriore  vizio  o  causa
  d'illegittimità degli atti richiamati;

   quali criteri siano stati adottati in sede di selezione per titoli
  e  colloquio e se, in particolare, siano stati valutati, in termini
  statistici,  oltre  ai 'volumi' di interventi  effettuati  anche  i
  relativi esiti;

   se   sia  stata  adeguatamente  considerata  come  prioritaria  la
  specifica  esperienza maturata dai candidati riguardo ad interventi
  di  alta  specializzazione ed all'interno di strutture che  erogano
  tali prestazioni;

   se  rispetto  a  quanto sopra richiesto non appaia  necessario,  o
  comunque  opportuno, assumere gli atti di competenza per la  revoca
  delle  nomine  effettuate  e l'indizione  di  una  nuova  procedura
  selettiva;

   se  la richiamata 'fuga di notizie' non determini, direttamente  o
  indirettamente,   un  danno  d'immagine  per  l'azienda   e   possa
  determinare l'insorgere di dubbi sulla regolarità della selezione e
  sulla complessiva conduzione dell'ente;

   quali iniziative s'intenda complessivamente adottare per garantire
  una gestione efficace, efficiente ed appropriata dell'ARNAS 'Civico
  e  Benfratelli'  e la valorizzazione delle migliori professionalità
  disponibili per guidarne le unità operative, a partire da quelle  -
  quali  la  neurochirurgia e la chirurgia d'urgenza  -  che  erogano
  prestazioni di alta specializzazione, anche in vista della prossima
  liberalizzazione  (2015)  dell'accesso alle  prestazioni  sanitarie
  nell'Unione  europea, al fine di ridurre la drammatica mobilità  di
  pazienti in uscita (c.d. viaggi della speranza) e divenire, semmai,
  centro di attrazione per l'eccellenza dei servizi offerti». (2270)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore Russo  per  rispondere  alla
  interrogazione.

   RUSSO  MASSIMO, assessore per la salute. In relazione alle  nomine
  effettuate  dall'ARNAS Civico per ricoprire  i   posti  apicali  di
  Neurochirurgia  e  di  Chirurgia generale ad indirizzo  di  urgenza
  (delibera adottata il 29 novembre 2011) si precisa che:
   -   per  quanto  attiene  alla  nomina  di  Direttore  di  UOC  di
  Neurochirurgia (operazioni concorsuali concluse il 3 ottobre  2011)
  l'Azienda Civico ha evidenziato che la Commissione esaminatrice  ha
  effettuato la valutazione sulla base della casistica operatoria del
  nominato,   nonché  delle  capacità  professionali   specifiche   e
  gestionali, attraverso la valutazione degli incarichi in tal  senso
  rivestiti nel corso degli anni, riportati nel curriculum e posti in
  evidenza nel corso del colloquio;
     -  relativamente alla nomina del Direttore dell'UOC di Chirurgia
  Generale  1 ad indirizzo d'Urgenza, operazioni concorsuali concluse
  il  29  settembre 2011, l'Azienda ha precisato che  la  Commissione
  esaminatrice  ha  effettuato la valutazione sulla  base  dell'ampia
  documentata  e riconosciuta esperienza maturata nel  corso  di  una
  diversificata attività professionale; la casistica operatoria che è
  apparsa vasta e variegata, riferita in particolare all'ambito della
  chirurgia d'urgenza; inoltre, si sono considerate significative  le
  capacità professionali e gestionali, maturate negli anni.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di intervenire l'onorevole  Lentini  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   LENTINI.  Signor  Presidente, riguardo  all'interrogazione  numero
  2270  e   per quanto riguarda il bando, vorrei capire,   visto  che
  l'ospedale  Civico di Palermo è commissariato da circa  un  anno  -
  cosa impossibile - se fosse presente il Direttore sanitario.
   L'ospedale  è  commissariato  da  un  anno  e  penso  che  con  il
  commissariamento della  triade' decade il direttore sanitario ed il
  direttore  amministrativo, quindi, se il  direttore  sanitario  non
  risulta essere presente, questi concorsi li poteva bandire? Ed è la
  prima domanda.
   La  seconda  domanda la rivolgo anche a lei che è  medico,  signor
  Presidente:   sul  risultato  degli  interventi,  se   ad   esempio
  l'onorevole  Lentini-medico ha operato ed  è intervenuto  su  mille
  pazienti  e  ne sono morti ottocento e se l'onorevole  X  ha  fatto
  mille interventi e ne sono morti solo dieci, le chiedo se  c'è  una
  grande differenza? Certo che sì
   La  grande differenza è nel sottovalutare che ci sono persone  che
  non  sono  capaci di avvicinarsi alla politica perché non hanno  il
  coraggio,  perché  sono  professionalmente  preparati  e   non   si
  aspettano  mai di avvicinarsi alla politica, mai, perché  sono  dei
  signori  e vengono bocciati e superati da coloro che sono bravi  ad
  operare  l'ernia al disco e non di intervenire per quanto  riguarda
  alcuni casi pericolosi, nella città di Palermo per esempio ci  sono
  ottanta casi di aneurismi.
   Per questo mi dichiaro insoddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 2271   Notizie  sulla
  gestione   dell'Azienda  ospedaliera   Civico  e  Benfratelli    di
  Palermo , a firma dell'onorevole Lentini. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   a   tutela   della  salute  costituisce  un  diritto  fondamentale
  riconosciuto e garantito dall'articolo 32 della Costituzione,  alla
  cui  attuazione,  ai sensi dell'articolo 117 della  Costituzione  e
  dell'articolo  17  dello  Statuto,  in  termini  di  erogazione  di
  prestazioni nei confronti dei cittadini, è chiamata la Regione;

   nell'attuazione di quanto sopra detto la Regione, per  il  tramite
  delle  aziende  sanitarie ed ospedaliere,  è  chiamata  ad  operare
  secondo  criteri  - anche questi costituzionalmente  sanciti  -  di
  efficacia,  efficienza, imparzialità, trasparenza e buon  andamento
  che    devono    informare   l'intero   operato   della    pubblica
  amministrazione  e  -  a  fortiori -  un  settore  delicatissimo  e
  fondamentale come quello della salute, peraltro oggetto, da  alcuni
  anni,  di  un  complesso  percorso  di  riorganizzazione  che  deve
  tendere, almeno nelle intenzioni, ad assicurare migliori livelli di
  assistenza;

   nell'ambito della rete ospedaliera regionale l'azienda di  rilievo
  nazionale  ed  alta  specializzazione  'Civico  e  Benfratelli'  di
  Palermo  costituisce una struttura di importanza vitale e  chiamata
  ad   assicurare   l'erogazione  delle  prestazioni  sanitarie   più
  complesse rispetto a tutte le specialistiche mediche e chirurgiche;

   l'azienda  Civico è, ormai da parecchi mesi, priva degli organismi
  di  direzione  previsti dalla vigente normativa  ed  affidata  alla
  gestione di un commissario straordinario;

   le  gestioni  straordinarie, coerentemente con quanto previsto  in
  linea  generale dalla vigente disciplina, dovrebbero  svolgersi  in
  situazioni  -  appunto - eccezionali e comunque ben delimitate  nel
  loro  mandato  temporale  e  nei  poteri  esercitati,  con  l'ovvio
  corollario che i competenti organi politici (nel caso di specie  il
  Governo  della  Regione  e l'Assessore per  la  salute)  dovrebbero
  tempestivamente  ripristinare il normale funzionamento,  procedendo
  alla   nomina  delle  figure  previste  dall'ordinamento   vigente,
  garantendo  altresì  il corretto funzionamento  dei  meccanismi  di
  valutazione, controllo, vigilanza ed indirizzo;

   le  stesse gestioni straordinarie, sempre in coerenza col  vigente
  ordinamento,   dovrebbero   in   linea   di   principio   limitarsi
  all'adozione degli atti di carattere urgente ed indifferibile e  la
  continuità   dell'ordinaria  attività,   esimendosi   dall'assumere
  provvedimenti  di  rilievo strutturale e permanente  che  vanno  ad
  incidere  profondamente  sull'assetto  dei  servizi  e  sulla  loro
  organizzazione;

   il  perdurante commissariamento determina l'assenza, oltre che del
  direttore  generale,  anche di quello amministrativo  e  di  quello
  sanitario,  con  inevitabili  ripercussioni  tanto  in  termini  di
  efficacia  nell'organizzazione aziendale e dei  servizi  e  mancato
  coordinamento dei rispettivi settori di competenza;

   contrariamente rispetto a quanto sopra richiamato, il  commissario
  straordinario   dell'ARNAS  Civico  e  Benfratelli   ha   proceduto
  all'adozione  di una serie di provvedimenti di grande rilievo,  ivi
  compresa   la  sottoscrizione  di  contratti  con  altre  strutture
  sanitarie  incidenti sull'assetto organizzativo e  sull'offerta  di
  servizi  dell'azienda  stessa, la nomina di dirigenti  delle  unità
  operative, l'attivazione e dismissione di strutture e servizi;

   atteso che:

   sussistono  serie  perplessità circa la legittimità  della  nomina
  dell'attuale commissario straordinario, considerato che lo  stesso,
  nel   momento  in  cui  veniva  nominato,  non  risultava  iscritto
  nell'elenco  degli  idonei per la nomina a  direttore  generale  di
  aziende  sanitarie ed ospedaliere nella Regione siciliana, come  si
  rileva  peraltro dal curriculum vitae dello stesso, pubblicato  sul
  sito internet dell'azienda Civico;

   l'eventuale   illegittimità   della   posizione   giuridica    del
  commissario   straordinario  potrebbe  mettere  in   questione   la
  legittimità  e  l'efficacia degli atti dallo  stesso  adottati  e/o
  promossi,   con   le  immaginabili  conseguenze   in   termini   di
  contenziosi;

   a  maggior  ragione  risultano ancora più  seri  e  potenzialmente
  fondati  i  rischi  di illegittimità degli atti  in  considerazione
  dell'assenza  del  direttore  sanitario,  figura  fondamentale  per
  un'azienda ospedaliera;

   ancora  più  grave  - se possibile - è il gravissimo  ritardo,  da
  parte  di chi di competenza, nel procedere, ai sensi della  vigente
  disciplina, alla nomina del direttore generale, ponendo fine ad una
  gestione straordinaria che, per definizione, dovrebbe esaurirsi nel
  più breve tempo possibile;

   negli    ultimi   mesi   l'azienda   ha   visto   la   progressiva
  destrutturazione  di diversi reparti e servizi, nel  quadro  di  un
  preoccupante depotenziamento dell'offerta sanitaria pubblica  e  di
  un  loro  conferimento  -  in varie ed anomale  forme  -  ad  enti,
  fondazioni  ed  aziende  con sede ed interessi  principali  situati
  fuori dal territorio regionale;

   di  particolare  rilievo  sono la chiusura  della  cardiochirurgia
  pediatrica  (convenzione con l'ospedale Bambin  Gesù  di  Roma  per
  l'ipotetico futuro 'Polo', ad oggi trasferito a Taormina, a  fronte
  della  dismissione del servizio operante al Civico),  l'affidamento
  alla fondazione Maugeri (ente privato con sede a Pavia) dei servizi
  di  riabilitazione  in sostituzione di quelli direttamente  gestiti
  dall'azienda,   la   chiusura  della  cardiochirurgia   che   viene
  completamente  conferita  all'ISMETT  (società  mista  di   diritto
  privato);

   a seguito delle sopra richiamate operazioni, sono insorti numerosi
  contenziosi  promossi  dal  personale  medico,  infermieristico   e
  paramedico oggetto di 'trasferimento' dalle strutture pubbliche  di
  provenienza verso quelle gestite in convenzione, anche  in  ragione
  della   potenziale  discrezionalità  nell'assegnazione  di   orari,
  mansioni e trattamenti economici;

   le  stesse  'esternalizzazioni' hanno in ogni caso  comportato  la
  pratica  dispersione del patrimonio di competenze e professionalità
  specifiche acquisite, nonché l'abbandono ed il mancato utilizzo  di
  attrezzature  e macchinari - alcuni dei quali estremamente  costosi
  ed  acquisiti  solo  di recenti - destinati alla  funzionalità  dei
  reparti;

   non  si comprende il perché, per il raggiungimento degli auspicati
  obiettivi  di  miglioramento  dei livelli  di  assistenza  mediante
  acquisizione  del  relativo 'know-how', non  siano  state  valutate
  ipotesi  alternative alla 'cessione' quali, ad esempio, la  stipula
  di  convenzioni per la formazione e l'aggiornamento del  personale,
  lo scambio di esperienze, l'advisoring, ecc.;

   nell'anno  2015 è prevista la piena entrata in vigore delle  norme
  comunitarie che garantiranno la libera circolazione dei pazienti ed
  il libero accesso alle prestazioni sanitarie nell'intero territorio
  dell'Unione  europea, col concreto rischio di vedere  aumentare  il
  'turismo sanitario' in uscita dalla Sicilia diretto - a quel  punto
  -  non  solo  verso  le altre Regioni italiane ma  anche  verso  le
  attrezzate e concorrenziali strutture degli altri Paesi europei;

   il  fenomeno  dei 'viaggi della speranza', oltre a  costituire  un
  dramma umano, sanitario e sociale per i pazienti interessati  e  le
  loro  famiglie,  rappresenta un onere estremamente gravoso  per  le
  finanze regionali che, in una prospettiva di medio termina, rischia
  di divenire economicamente insostenibile;

   alla  luce  di  quanto  appena  detto  l'ARNAS  'Civico'  dovrebbe
  attrezzarsi  per  rendere  sempre migliore  e  più  competitiva  la
  propria  offerta e non certo continuare a patire le conseguenze  di
  una   situazione  giuridica  precaria  dei  suoi  vertici  o  della
  progressiva dismissione di parte dei servizi;

   considerato che:

   il   contesto  sopra  evidenziato  comporta  serie  e   gravissime
  preoccupazioni   rispetto   alla  funzionalità   della   principale
  struttura sanitaria della Regione;

   quanto sopra detto stride con l'auspicato ed auspicabile obiettivo
  di   rendere  l'azienda  polo  di  attrazione  per  le  prestazioni
  sanitarie  di  alta specializzazione per tutti i  siciliani  e,  in
  prospettiva,  anche  per i cittadini di altre  regioni  d'Italia  e
  d'Europa;

   per sapere:

   se   sussistano   criticità  circa  la  posizione  giuridica   del
  commissario  straordinario, atteso che lo  stesso,  all'atto  della
  nomina, non risultava iscritto nell'elenco degli idonei alla nomina
  a  direttore generale di azienda sanitaria e/o ospedaliera  per  la
  Regione siciliana;

   se  tali  eventuali  criticità possano comportare  la  susseguente
  illegittimità degli atti assunti e quali sarebbero,  nel  caso,  le
  conseguenze per l'azienda e per la Regione;

   se  - a fortiori - tali atti possano risultare viziati nella forma
  e  nella  sostanza per l'assenza, oltreché del direttore  generale,
  anche  degli  altri  organi previsti e -  su  tutti  -  quella  del
  direttore sanitario;

   se  in ogni caso appaia legittimo - o comunque opportuno - che una
  gestione   straordinaria   che,  come  detto   dovrebbe   limitarsi
  all'adozione  di  atti  urgenti  ed indifferibili  ed  a  garantire
  l'ordinario  funzionamento, abbia proceduto e proceda  ad  assumere
  decisioni di grande rilievo e destinate ad incidere permanentemente
  sulla funzionalità e sull'assetto dell'azienda;

   se    s'intenda   intervenire   rispetto   alle   operazioni    di
  'esternalizzazione' sopra richiamate e quali siano, in dettaglio, i
  relativi  costi  - passati, presenti e futuri, ivi compresi  quelli
  potenziali;

   se,  ed entro quale termine, s'intenda procedere alla nomina degli
  organismi previsti dalla vigente disciplina, garantendo il pieno  e
  normale  funzionamento dell'azienda con le garanzie ed i  controlli
  previsti;

   quali iniziative s'intenda complessivamente adottare per garantire
  la piena funzionalità dell'azienda ospedaliera 'Civico-Benfratelli'
  e  per consentire alla stessa di divenire efficiente e competitiva,
  contrastando  il triste fenomeno dei 'viaggi della speranza'  verso
  strutture  collocate in altre Regioni d'Italia e,  in  un  prossimo
  futuro, in tutta Europa». (2271)
   RUSSO  MASSIMO,  assessore  per  la  salute.  Si  riferisce   alla
  legittimità  della  nomina del commissario  straordinario  e  della
  legittimità dei relativi atti adottati.
   Relativamente    alla   posizione   giuridica   del    Commissario
  straordinario,  dottor Carmelo Pullara, che all'atto  della  nomina
  non  risultava iscritto nell'elenco dei soggetti idonei alla nomina
  a  direttore generale delle Aziende sanitarie della Regione ed alla
  supposta consequenziale illegittimità degli atti da questo assunti,
  si precisa che il comma 3 dell'articolo 20 della legge regionale n.
  5  del 2009 prevede che  in caso di vacanza dell'ufficio per morte,
  dimissioni  o  decadenza  del direttore generale  dell'Azienda  del
  Servizio sanitario regionale, nelle more della nomina da parte  del
  Presidente della Regione del nuovo direttore generale, al  fine  di
  garantire   la   continuità  gestionale  della  medesima   Azienda,
  l'Assessore   regionale  per  la  sanità  nomina   un   Commissario
  straordinario  in  possesso dei medesimi  requisiti  richiesti  per
  l'iscrizione  nell'elenco  dei soggetti aspiranti  alla  nomina  di
  direttore generale delle aziende del Servizio sanitario regionale .
   Pertanto,  contrariamente a quanto asserito dall'interrogante,  la
  norma  di  legge  non  esige l'iscrizione nel suddetto  elenco,  ma
  soltanto  il  possesso  dei  requisiti richiesti  per  l'iscrizione
  nell'elenco medesimo.
   All'atto  della nomina, le autocertificazioni prodotte dal  dottor
  Pullara,  ai  sensi degli articoli 46 e 47 del DPR  n.  445/2000  e
  dell'articolo  4 della legge regionale n. 19 del 1997,  sono  state
  esaminate   dalla  Segreteria  tecnica  dell'Assessorato   che   ha
  positivamente  verificato la sussistenza  dei  requisiti  richiesti
  dalla   legge.  Per  l'effetto  risultano  insussistenti  i  timori
  paventati  dall'interrogante circa eventuali vizi di  illegittimità
  degli atti adottati dal Commissario Straordinario.
   Lo  stesso dott. Pullara è stato successivamente iscritto, con  il
  decreto  assessoriale   n. 456 del 15 marzo 2011,  nell'elenco  dei
  soggetti  idonei  alla  nomina a direttore generale  delle  Aziende
  sanitarie.
   In  relazione  all'ulteriore affermazione dell'interrogante  circa
  l'opportunità  che  il  Commissario  straordinario  possa  adottare
   decisioni   di   grande   rilievo   e   destinate   ad    incidere
  permanentemente sulla funzionalità e sull'assetto dell'Azienda   si
  osserva  che  il  comma  3  dell'articolo  20  della  citata  legge
  regionale n. 5/2009 prevede la nomina dell'organo straordinario per
  garantire  la continuità gestionale dell'Azienda tout court,  senza
  più   alcun   riferimento  alla  previsione  di  atti  urgenti   ed
  indifferibili,   esplicitamente   contenuta,   invece,   in    seno
  all'articolo 11 della previdente legge regionale n. 30/1993.
   Un'ulteriore   ed   autorevole  conferma  nella  direzione   sopra
  prospettata si rinviene anche nella giurisprudenza della  Corte  di
  Cassazione (sezione lavoro, sentenza n. 25422 del 3 dicembre 2009),
  secondo  cui  il  Commissario straordinario  di  azienda  sanitaria
  assume  tutti  i  poteri  che  la legge  attribuisce  al  direttore
  generale, senza che sia possibile distinguere tra atti di ordinaria
  e  straordinaria  amministrazione, avendo l'estensione  dei  poteri
  attinenza   alcune  con  la  straordinarietà  che  la  temporaneità
  dell'investitura dell'organo.
   La Suprema Corte ha altresì statuito il principio secondo il quale
  sono proprio le ragioni che determinano la nomina di un Commissario
  straordinario  a  richiedere la titolarità di  tutti  i  poteri  di
  organizzazione  e  di  gestione dell'ente, indispensabili  a  porre
  riparo al difetto di attività degli organi ordinari.
   Alla luce del sopravvenuto orientamento giurisprudenziale non  può
  sussistere  alcun dubbio sull'equiparazione ad ogni  effetto  della
  figura  del  commissario  straordinario di  azienda  sanitaria  con
  quella di direttore generale.
   Relativamente  all'asserita  assenza della  figura  del  Direttore
  sanitario   si   precisa  che  lo  stesso  è  stato  nominato   con
  deliberazione n. 159 del 18 marzo 2011.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Lentini   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   LENTINI.  Signor  assessore,  spero  che  lei  conosca   bene   il
  commissario  Carmelo Pullara, mi auguro che lo  conosca  bene,   sa
  benissimo  che  era  un  ex articolista,  articolo  23,  di  grande
  carriera  all'AST di Agrigento,  sa benissimo che era il  candidato
  sindaco  del  comune di Licata;  lei conosce il decreto legislativo
  del  Ministero  alla  salute numero 502  che  obbliga  le  Regioni,
  qualora  ancora  non fossero intervenute in merito,  di  sostituire
  entro  60  giorni il commissariamento, 60 giorni dalla  nomina  del
  commissario,  lei  aveva  l'obbligo di nominare  il  nuovo  manager
  dell'Ospedale Civico. Lei, non io.
   Signor   Assessore   desidero   pure   sapere,   viceversa    vado
  personalmente al Civico, accompagnato dagli Ispettori del lavoro  e
  dai  carabinieri,  vado  al Civico e vado a  vedere  se  durante  i
  colloqui  c'era  il  Direttore sanitario e non un  semplice  medico
  così,  che  non  può rispondere sicuramente, non può  mettere  alla
  prova  il  primariato  di un grande ospedale di  Palermo,  Ospedale
  Civico,  di eccellenza, dove io sono innamorato della mia  città  e
  dei miei ospedali.
   Voglio sapere questo, perché uscendo da qua adirò immediatamente.
   Signor  Assessore, ma per quale motivo dall'11 febbraio del  2011,
  dopo 14 mesi, non avete pensato a ristabilire esattamente la triade
  in quell'ospedale? Esigo una risposta, signor Presidente, perché se
  io  oggi non ho queste due risposte, andrò avanti. E chi mi conosce
  sa  bene  che  andrò avanti;  siccome non ho armadi,  non  so  dove
  mettere gli scheletri


   Presidenza del presidente Cascio


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor Presidente, vorrei, in qualche modo, riprendere
  il  discorso  fatto dall'onorevole Vinciullo che condivido,   e  mi
  rivolgo proprio a lei. Sarebbe, forse, opportuno dedicare uno o due
  pomeriggi  alla  discussione  sulle interrogazioni  in  materia  di
  sanità.
   Io  ne ho presentata una, con richiesta di urgenza, perché si sono
  rivolti   alla   mia  persona  i  rappresentanti  dell'associazione
  microcidemici della provincia di Messina, lamentando che  l'ASP  di
  Messina non forniva i filtri per la leucocitosi; significa  che  ci
  sono  persone  che  ogni  quindici giorni devono  fare  trasfusioni
  altrimenti rischiano la morte.
   Su  questo ho presentato un'interrogazione dettagliata e su questo
  gradirei  risposta,  perché non ci sono  ragioni  di  bilancio,  di
  economia  che tengano, né possiamo mettere in difficoltà i  primari
  che  debbono sbattere da un posto all'altro, non solo la testa,  ma
  anche  i  pazienti  da  un  ospedale  all'altro  per  garantire  le
  trasfusioni di sangue che sono dovute.
   Quello  che risulta (la sanità in provincia di Messina è ormai  al
  collasso  totale) è che nei mesi di ottobre-novembre  si  sia  data
  disposizione  a  non  effettuare più pagamenti,  così  il  bilancio
  risultava  in attivo e che, quindi, persone che il 27 gennaio,  con
  nome  e  cognome, avrebbero dovuto fare la trasfusione,  in  quanto
  talassemiche,  non sapevano, sette giorni prima, in quale  ospedale
  l'avrebbero potuta fare.
   Ripeto,  ho  presentato un'interrogazione. Mi sarei aspettato,  ma
  sicuramente  non  credo  che  sia stata  obiettivamente  sottoposta
  all'attenzione  dell'assessore Russo, perché,  di  sicuro,  avrebbe
  dovuto  quanto  meno avviare un'indagine amministrativa  e  poi  di
  altro  genere,  su  questa circostanza,  perché  -  ripeto  -  l'ho
  dettagliata.
   Vorremmo  scongiurare che ci siano altri episodi  in  Sicilia,  in
  provincia  di  Messina  in  particolare, come  quello  accaduto  di
  recente, rispetto al quale mi sono imposto il silenzio per i motivi
  che,  in un messaggio riservato, ho avuto modo di inviare al signor
  assessore, Massimo Russo.
   Signor Presidente, ripeto, forse è opportuno stabilire uno  o  due
  giorni  di  dibattito  pieno, quanto  meno  che  si  risponda  alle
  interrogazioni, perché il ruolo del parlamentare, che  poi  diventa
  il  terminale  dei problemi - dicono bene gli onorevoli  Lentini  e
  Vinciullo  - sì che riguardano l'organizzazione, ma che  riguardano
  poi  il  diritto alla salute dei singoli debbono e possono  trovare
  risposta  se si discutono e se si affrontano. Mi aspetto  da  parte
  sua   che vengano fissati dei giorni di dibattito proprio per  dare
  risposta alle interrogazioni.

   PRESIDENTE. In effetti, onorevole Ardizzone, siamo qui  anche  per
  questo.  Oggi, l'assessore Russo è qui proprio per rispondere  alle
  interrogazioni.  Fisseremo, d'intesa con gli  uffici  del  Governo,
  un'altra  giornata  dedicata  alle  interrogazioni  riservate  alla
  rubrica  Salute .
   Comunico  che martedì, 20 marzo 2012, alle ore 15.00, è  convocata
  la  Conferenza  dei Presidenti del Gruppi parlamentari  inerente  i
  lavori riguardanti i documenti finanziari.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 20 marzo 2012,
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


  I  - Comunicazioni.

  II  -   Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del
  Regolamento interno, della Rubrica:  Infrastrutture e mobilità .
  III  -Discussione della mozione:
   -N. 328   Opportuni provvedimenti in ordine al servizio di
     trasporto pubblico in Sicilia.
   (20 gennaio 2012)
                      BARBAGALLO  -  LUPO - DONEGANI  -  RINALDI  -
                      MATTARELLA - DI BENEDETTO - DINA -  CIMINO  -
                      D'ASERO

  IV  -  Discussione dei  disegni di legge:

    1)  -  Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
         finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014.
         (n. 800)
  2)  -  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2012.
  Legge di stabilità regionale.  (n. 801)

                   La seduta è tolta alle ore 18.35

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
                            alle ore 20.30

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO 1

      Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Territorio e
                               Ambiente»

   CAPUTO-POGLIESE.  - «Al Presidente della Regione  e  all'Assessore
  per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   nel  corso del mese di agosto si sono verificati numerosi  episodi
  di  incendio  che hanno interessato una vasta area  del  territorio
  monrealese compreso tra Casaboli, Giacalone e San Martino. Nel giro
  di  poche settimane, infatti, sono stati distrutti oltre 100 ettari
  di patrimonio boschivo;

   verosimilmente, si tratterà di incendi di origine  dolosa,  atteso
  che  sono  state  colpite aree di grande interesse  territoriale  e
  paesaggistico e collocate temporalmente in un momento in cui  è  in
  corso il lavoro sul piano regolatore generale;

   considerato  che  sono state distrutte alcune aree  paesaggistiche
  più  importanti  di  Monreale  e che  tali  incendi  possono  anche
  determinare pericoli e rischi di natura idrogeologica;

   ritenuto  che si reputa necessario elevare i livelli di  controllo
  del  territorio  delle aree più a rischio al fine di  garantire  la
  sicurezza dei cittadini e dell'assetto territoriale;

   per sapere:

   quali  provvedimenti abbiano o intendano adottare per aumentare  i
  livelli  di  controllo e di sicurezza delle aree del territorio  di
  Monreale a rischio incendi di natura dolosa;

   quali  provvedimenti abbiano o intendano adottare per la sicurezza
  del territorio e delle aree boschive di Monreale». (2058)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'atto ispettivo in  oggetto,  in
  risposta a quanto richiesto dall'onorevole interrogante, si  allega
  in  copia  la  nota prot. n. 22635 del 23/02/2012 con la  quale  il
  Servizio  Ispettorato Dipartimentale delle Foreste  ha  fornito  un
  quadro   sinottico  delle  risorse  umane  e  materiali   in   atto
  disponibili nel territorio in oggetto specificato».

   «Nota prot. n. 22635 del 23/02/2012 dell'Assessorato Territorio e
                              Ambiente -
           Servizio Ispettorato dipartimentale delle Foreste

   Al Comandante del Corpo forestale R.S.

   «Il territorio comunale di Monreale ed in particolare il complesso
  boscato  denominato   Casaboli  sono stati  nel  tempo  oggetto  di
  diversi  episodi di incendio boschivo. Se ci si sofferma  sui  dati
  statistici  rilevati  dal Corpo forestale nell'ultimo  quinquennio,
  seppur  con  fasi alterne, si osserva un andamento  di  sostanziale
  crescita.
   Di norma questi eventi sono da ricondurre a cause di natura doloso-
  colposa  e si innescano in quei periodi in cui vi è il concomitante
  manifestarsi  di due condizioni essenziali: elevata temperatura   e
  forti venti di scirocco. Condizioni frequenti che caratterizzano il
  clima  dell'area  mediterranea  e  della  Sicilia  occidentale   in
  particolare.
   Come  è  noto le competenze nel settore della difesa dagli incendi
  boschivi sono di questa Amministrazione, sulla quale ricade l'onere
  finanziario   nonché  l'azione  coordinatrice   e   tecnica   degli
  interventi inerenti la repressione degli incendi.
   L'azione messa in atto nel corso degli ultimi anni dal C.F.R.S.  è
  stata  finalizzata  sia alla repressione che  alla  prevenzione  di
  detti eventi e da sempre è stata sostenuta dall'adozione di nuovi e
  più  efficaci modelli operativi, in grado di aumentare l'efficienza
  del  sistema  antincendio,  soprattutto  nei  periodi  di  maggiore
  rischio.
   Il territorio interessato ricade tra i distretti forestali n. 1, 2
  e  3,  con giurisdizione dei Distaccamenti forestali di San martino
  delle Scale e Palermo Villagrazia.
   Con riferimento all'ultima campagna antincendio nel territorio  di
  Monreale e Casaboli la struttura a.i.b. risulta così organizzata:

   1) SQUADRE ANTICENDIO BOSCHIVO:
        -Squadra Villaciambra: servizio h24, n. 4 addetti per turno, mezzo
           a.i.b. lt 400;
  -Squadra Carpineto, servizio h24, n. 6 addetti per turno, mezzo
  a.i.b. lt 400;
  -Squadra Casaboli, servizio h24, n. 6 addetti per turno, mezzo
  a.i.b. lt 1000;
  -Squadra S. Martino, servizio h24, n. 6 addetti per turno, mezzo
  a.i.b. lt 1000;

   2) AUTOBOTTI:
        -Casaboli lt 3000;
  -S. Martino lt 3000;
  -Casotta lt 8000;

   3) TORRETTE DI AVVISTAMENTO INCENDIO:
        -Torretta Gibilmesi;
  -Torretta Portella S. Anna;
  -Torretta Fontana Fredda;

   4) RISERVE IDRICHE DI APPROVVIGIONAMENTO:
        -n. 15: Cresta, Cresta nuovo, Striglia, Porci Casaboli, Canaloni
           Casaboli;
  -n.  3 : Presti, Strafatto, Ginestra, Aglisotto, n. 2 Cannavera, n.
  2 Fontana Fredda.

   Inoltre  per  potenziare ulteriormente il  sistema  antincendio  è
  stata  sviluppata  una collaborazione con gli  Enti  preposti  alle
  forze  di  volontariato: Dipartimento Regionale Protezione  Civile,
  Provincia  regionale  di  Palermo,  che  in  sintesi  si  può  così
  riassumere:

   - Dipartimento Regionale di Protezione Civile
   Allo  stato attuale è in itinere un accordo con questo ispettorato
  che  prevede  la  disponibilità  di  n.  13  postazioni  fisse   di
  prevenzione,  che in linea di massima dovrebbero svolgere  servizio
  in  n. 2 turni giornalieri 10.00-14.00 e 14.00-18.00, garantendo la
  presenza  di  n. 4 unità, con al seguito apposito mezzo  a.ib.  con
  modulo  di  lt 450. Le postazioni che interessano l'area  in  esame
  sono le seguenti:
   San Martino (villaggio montano) e Monreale (Pioppo)

   - Provincia Regionale di Palermo-Direzione Protezione Civile
   In  data  11 agosto 2009 è stato stipulato, fra questo  IRF  e  la
  Direzione  Protezione Civile, un apposito protocollo di intesa  per
  la reciproca collaborazione nell'attività antincendio.
   Tale  cooperazione,  svoltasi anche  nella  stagione  2010,  si  è
  concretizzata nell'attività di supporto allo spegnimento attraverso
  i  presidi operativi provinciali (POP) dislocati nel territorio,  e
  nella  collaborazione  del riscontro alle segnalazioni  provenienti
  dalle   attività  di  telerilevamento  satellitare   svolte   dalla
  Provincia, in sinergia con l'università della Basilicata.
   Il  presidio operativo che interessa  la zona in esame è il POP n.
  8  -  Presidio  Operativo di Portella della  Paglia-Monreale  (Casa
  cantoniera S.P. 20 km 4+900, dove operano:
   Mezzi
   - n. 1 autobotte (capacità almeno 8.600 litri)
   - n. 1 automobile

   Personale
   - suddiviso in n. 2 turni (mattutino e pomeridiano per complessive
  12 ore)
   -  n.  4  volontari per ciascun turno dei quali almeno uno  avente
  patente     abilitativa                             alla      guida
  dell'autobotte  ed almeno un altro avente patente abilitativa  alla
  guida                         dell'automobile.
     In  linea  con le finalità degli anni precedenti  anche  per  la
  prossima  campagna  a.r.b.  si  spera di  migliorare  ulteriormente
  l'efficacia  di repressione riproponendo i protocolli  d'intesa  di
  cui si è fatto cenno.
   Si   auspica  inoltre  di   potere  ulteriormente  migliorare   la
  prevenzione  con una più intensa e capillare attività di  vigilanza
  del  territorio.  Ciò si potrà concretizzare se  vi  sarà  modo  di
  condividere  con le altre forze dell'ordine modelli  operativi  che
  prevedano un'azione coordinante di controllo nelle aree di  cui  in
  argomento».

     IL DIRIGENTE DELLA U.O.-68

     (D.T.F. Giuseppe Chiarelli)

     L'ISPETTORE RIPARTIMENTALE
            (Dr. Giovanni Marino)

         ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE N. 867/A -  NORME URGENTI PER  IL  PASSAGGIO  AL
  DIGITALE  TERRESTRE.  MODIFICHE  IN  MATERIA  DI  COMPOSIZIONE  DEL
  COMITATO REGIONALE PER LE COMUNICAZIONI .

     All'articolo 1:

  Subemendamento 1.1.1.1:

  Al  comma 1 dell'art. 1 sostituire le parole  sessanta giorni  con
   centottanta giorni successivi