Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Avverto che del processo verbale della seduta
precedente sarà data lettura successivamente.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, do il
preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero aver luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Sull'ordine dei lavori
BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio per
avermi concesso la parola. Desidero sottoporre all'attenzione
dell'Aula e di questa Presidenza un gravissimo problema che sta
vivendo la città di Messina, in riferimento e sul fronte del
cosiddetto risanamento.
Lei sa bene, signor Presidente, che esiste una legge, la numero 10
del 1990 che attribuisce compiti e funzioni e che ha anche
permesso, almeno sul piano finanziario e non certamente su quello
sostanziale, lo stanziamento di alcune somme finalizzate ad
aggredire il fenomeno dei cosiddetti baraccati e delle baracche.
Lei sa anche, signor Presidente, che in questo momento il compito
e la funzione della costruzione degli edifici è in capo al
cosiddetto IACP, (Istituto autonomo case popolari); ebbene, lo
stesso istituto, signor Presidente, signor Assessore, mi rivolgo a
lei in quanto assessore di Messina, da parecchi anni, esattamente
dal 2008, è commissariato. Nonostante gli organi preposti alle
designazioni abbiano a suo tempo proposto i nomi e le terne, ancora
oggi stiamo assistendo al susseguirsi di commissariamenti, in parte
commissari ad acta, in parte commissari provveditori.
Ma il problema che stiamo vivendo e che è giunto alla ribalta
della cronaca, purtroppo non solo siciliana ma anche italiana,
afferisce a delle irregolarità, a delle illegittimità, a delle
illiceità che si consumano a causa del fatto che molti cantieri,
aperti dall'Istituto autonomo case popolari, stanno vivendo un
momento drammatico perché a fronte della ultimazione delle unità
abitative, e poiché in tante occasioni succede che le ditte che
hanno ultimato i lavori non hanno ancora provveduto ad assegnare il
manufatto ultimato per i motivi più disparati - l'ultimo ed in
ordine di tempo afferisce ad un dramma che si vive a Fondo Basile,
un rione molto popoloso di Messina, laddove 14 unità abitative
proprio perché la ditta era fallita, proprio perché l'IACP non è
riuscito nonostante avesse nominato un sistema di controllo, avesse
designato in una ditta un sistema di controllo, assistiamo al
problema grave che, certamente, scoraggia l'opinione pubblica che,
certamente, non giova al ripristino della legalità e, cioè i
legittimi assegnatari di quelle unità abitative non riescono ad
entrare in possesso delle loro unità abitative e gli abusivi
occupano tranquillamente quelle unità abitative.
Noi abbiamo provveduto anche con i vigili urbani a cercare di
ripristinare la legalità, purtroppo esistono anche delle sentenze
recenti della magistratura messinese che così recitano: in caso di
particolare difficoltà, in caso di soggetti che hanno dimostrato la
necessità di inserirsi in un sistema abitativo, non è facile
procedere all'allontanamento coatto .
Fatto è che lo stesso prefetto ha convocato per venerdì prossimo
venturo un comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico per
tentare di riportare la legalità in questo sistema. Signor
Presidente, bisogna che l'IACP venga restituito ai normali
meccanismi democratici, dopo quattro anni di commissariamento.
Annuncio il deposito di un disegno di legge finalizzato alla
nascita di un'agenzia per il risanamento che sottragga queste
competenze al compito dell'istituto che ha dimostrato negli anni
che noi o abbiamo la forza di opporci all'insediamento abusivo o al
contrario il risanamento a Messina non avrà mai fine e, quindi, non
possiamo che restare al palo ed ascoltare poi la voce di molti
cittadini, anche giovani, anche ragazzi, che si rivolgono al
sindaco della città per dire di essere profondamente delusi.
Allora, un'agenzia che possa porre in capo al comune la funzione
della costruzione e della custodia fino al legittimo affidamento e,
in caso contrario, ritengo sia necessario, signor Presidente, che
venga proclamato lo stato di emergenza a Messina, perché questo
fenomeno dura da almeno 50 anni, non possiamo più sopportare che
vi siano continue illiceità e, quindi, è necessario che si
stabilisca un percorso finalmente virtuoso, che si riposizionino le
somme arbitrariamente poste in economia qualche anno addietro e che
si permetta, alla città di Messina, di avviare un risanamento vero
ed autentico.
Quindi, chiedo che questo disegno di legge abbia il carattere
dell'urgenza e che sia reso prioritario per i motivi che ho tentato
di spiegare.
VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, cercherò di essere breve anche perché dovrò, per
l'ennesima volta, affrontare un argomento che è certamente
scabroso, che non fa onore a questo Governo regionale e rischia di
non fare onore nemmeno a questo Parlamento.
Da anni reclamiamo che alcuni assessori e, in modo particolare,
l'Assessore alla sanità, vengano a rispondere in Aula, anche perché
di fronte ad assessori, come il qui presente dottore Centorrino,
che risponde e risponde con solerzia alle interrogazioni ed agli
atti ispettivi da parte del Parlamento, ci sono alcuni assessori e,
in modo particolare, l'assessore alla Sanità, che da anni non
rispondono alle attività ispettive intraprese dal Parlamento
regionale e, quindi, dai suoi rappresentanti.
In modo particolare, oltre a non rispondere ad una serie di
interrogazioni di natura regionale, non risponde ad una serie di
interrogazioni che riguardano l'ASP di Siracusa, a cominciare da
quella strana per cui tutti i direttori generali che si
presentarono con un bilancio negativo furono commissariati eccetto
quello di Siracusa che, pur avendo anche lui sfondato ampiamente
il budget a suo tempo assegnato all'ASP di Siracusa, non solo non è
stato rimosso, ma continua a svolgere le sue funzioni.
Lo scorso mese, altri deputati di altri schieramenti politici, si
sono alzati sempre da questi banchi per lamentare una serie di
comportamenti non usuali che vengono messi in atto dal Direttore
Generale dell'ASP di Siracusa, ma dal momento che l'assessore Russo
non risponde, non sappiamo se le nostre interrogazioni sono frutto
della nostra fantasia perversa che ha deciso di prendere di punta
il direttore generale dell'ASP di Siracusa - quindi in questo caso
credo dovrò trovarmi un medico per farmi curare perché il mio
problema diventa un problema patologico -, o se invece le mancate
risposte, da parte dell'Assessore, intendono coprire ben precise
responsabilità.
In questi giorni, onorevole Leontini, abbiamo appreso una notizia
alquanto originale: tutte le cliniche private della provincia di
Siracusa si trasferiranno in una struttura pubblica; non avevamo
mai visto un trattamento di questo tipo.
Onorevoli colleghi, immaginate: tutte le cliniche private e, a
Siracusa, le cliniche private hanno svolto sempre un ruolo
dominante all'interno della sanità, la sanità pubblica è stata
sempre massacrata a favore della sanità privata, i posti letto
pubblici sono 1,78 a fronte di 3 nelle altre province, quelli
invece della sanità privata sono tra i più alti in Italia, ebbene,
di fronte a questa anomalia tutta siracusana, anziché avvertire un
riequilibrio della sanità, un riequilibrio a favore del pubblico,
si assiste invece a una cosa stranissima.
Apprendiamo dai giornali che l'ospedale di Noto chiuderà,
l'ospedale di Noto verrà consegnato interamente a tre o quattro
case di cura private, le quali diventeranno proprietarie
dell'ospedale già pubblico di Noto.
Allora, è chiaro che di fronte a questa situazione, di fronte a
queste precise richieste di risposta in Aula da parte
dell'Assessore, il Presidente dell'Assemblea regionale non può
rimanere indifferente. Non possiamo continuare a non avere
risposte.
Noi vogliamo sapere se i percorsi intrapresi dal direttore
generale dell'ASP di Siracusa sono percorsi virtuosi condivisi
anche dall'Assessore, il quale deve venire in Aula e, dopo quattro
anni deve dirci se le cose che denunciamo gli vanno bene o se il
direttore generale non ha la copertura politica, allora qualcuno
dovrebbe spiegarmi per quale motivo, nonostante l'unico direttore
generale, non in Sicilia, in Italia, il Rosso che continua a
rimanere al suo posto, nonostante la legge votata da questo
Parlamento, impedisce ai direttori generali che hanno superato il
budget a loro assegnato di continuare a svolgere le proprie
funzioni.
Veda, signor Presidente, mi appello al senso fortissimo che lei ha
delle istituzioni, affinché si faccia interprete di questo
malessere. Anche l'onorevole Ardizzone, la scorsa settimana ha
sollevato questo problema, anche alcuni deputati che hanno avuto le
risposte, non so per quale miracolo, si sono dichiarati del tutto
insoddisfatti.
Noi vogliamo sapere se in questo Parlamento le istituzioni
democratiche valgono per tutti e, quindi, tutti sono sub legibus,
oppure se c'è gente che pensa di essere erga omnes e può
permettersi di assumere atteggiamenti che nulla hanno a che fare
con le caratteristiche di questo Parlamento e dello Statuto
siciliano.
E' l'ennesima volta che chiediamo questo, è l'ennesima volta che
da questi banchi pretendiamo il rispetto dello Statuto, pretendiamo
che gli Assessori e, in modo particolare, un assessore, venga a
rispondere. Non può pensare di essere stato nel passato un
rappresentate della legge se oggi egli stesso pensa di calpestare
tutti i giorni la legge sovrana in Sicilia, cioè lo Statuto.
Noi vogliamo, signor Presidente, a meno che non costringerete un
gruppo di deputati ad occupare questa Assemblea, che per una
settimana intera l'assessore Russo venga a rispondere alle
centinaia di interrogazioni che gli sono state poste e su cui,
fino ad oggi, non ha voluto o forse non ha saputo dare risposte.
Questa vicenda veramente vergognosa deve concludersi e l'assessore
Russo deve venire in Parlamento ed assumersi le responsabilità che
i vari ras con cui governa questo Governo la sanità pubblica
commettono nelle varie province di Sicilia. Non è più tempo delle
strategie, è il tempo della democrazia. E così deve essere anche
per l'assessore Russo che deve rispondere al nostro Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza si farà carico,
ancora una volta, di ribadire il rispetto dello Statuto da parte di
tutti.
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge «Norme per il riconoscimento, la
catalogazione e la tutela dei geositi in Sicilia» (735/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Discussione
di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge numero 735/A
«Norme per il riconoscimento, la catalogazione e la tutela dei
geositi in Sicilia», posto al numero 1).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
onorevole Mancuso, per svolgere la relazione.
MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, il presente disegno di legge si propone di
promuovere la valorizzazione e la tutela del patrimonio geologico
della Regione mediante l'istituzione del catalogo regionale
dei geositi, al fine di offrire uno strumento conoscitivo degli
strumenti di pianificazione territoriale e l'Assessore regionale
per il territorio e l'ambiente affida al proprio Dipartimento
la gestione e l'aggiornamento del catalogo.
Con il termine gestito, secondo la definizione accolta dagli
organi internazionali, si intende qualsiasi località, area o
territorio in cui è possibile definire un interesse geologico e
geomorfologico per la conservazione.
Questa definizione sarà applicata nell'ambito del progetto
Geosites avviato nel 1996 con lo scopo di ottenere una selezione
rappresentativa dei geositi di rilevanza internazionale partendo
dalla compilazione di elenchi comparati regionali e nazionali.
Pertanto, il disegno di legge in esame intende allinearsi alle
altre regioni che, partecipando alle attività di censimento,
forniscono un contributo indispensabile alla comprensione
scientifica della storia del territorio in cui sono inseriti, ma
rivestono anche una notevole importanza dal punto di vista del
paesaggio, del richiamo culturale, della didattica, della
ricreazione, della biodiversità e dell'economia.
L'articolo 2 provvede, inoltre, a dettare i divieti operanti
all'interno dei geositi tra cui alterare il regime idrico con
l'effettuazione di scavi, sbancamenti e colmamenti, alterare la
morfologia del terreno e dello stato dei luoghi, apportare o
danneggiare affioramenti rocciosi, concrezioni, elementi della
biodiversità e geodiversità o resti di essa, vegetali, fossili o
reperti paleontologici, realizzazione cave e discariche.
L'articolo 3 individua nell'European Geopark Network l'organo con
cui interloquire per le operazioni di monitoraggio e verifica dei
geositi, Si tratta, in particolare, di una rete internazionale
supportata da un programma europeo che promuove lo sviluppo di tali
aree. Si precisa, infine, che l'approvazione di tale disposizione
non comporta alcun onore a carico del bilancio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
generale.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, partecipando
alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, ho
ascoltato dal Presidente Mancuso la richiesta di trattare questo
argomento e anche in quella sede dicevo, per carità, facciamolo.
Quindi, credo che possa essere occasione positiva per approfondire
ed esitare questo disegno di legge che, però, dalla lettura che sto
facendo mi auguro che sia effettivamente - innanzitutto così come
all'articolo 1 - un mero censimento di siti che meritano questa
definizione e che meritano questa classificazione, perché ho grande
preoccupazione che in questa Sicilia dai troppi divieti, dai troppi
piani paesistici, dai troppi parchi, non vorrei che per questa
ragione e per questa vicenda noi dovessimo ulteriormente ingessare
il territorio.
Quindi, eventualmente, vorrei che il testo del disegno di legge
mantenesse il principio della ricognizione dei luoghi,
dell'inserimento all'interno del soggetto definito geosito e
nient'altro per poi evitare, ribadisco, che vi possano essere
ulteriori divieti e limitazioni ad un territorio che, io credo, lo
sia già eccessivamente, soprattutto in un momento di grande crisi
economica come quella che viviamo.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza voler
polemizzare con i colleghi della maggioranza, ma facendo mia la
richiesta dell'onorevole Galvagno, anch'io mi chiedo dov'è il
Governo?
Qualche mese fa, quando dovevamo approvare i disegni di legge a
favore degli oratori, dai banchi del PD, ricordo che si alzarono
autorevoli deputati per dire che il disegno di legge non poteva
essere trattato perché mancava il Governo.
Io apprezzo la coerenza dell'onorevole Galvagno, perché quello che
sosteneva qualche mese fa continua a sostenerlo adesso e per questo
l'onorevole Galvagno è un deputato che merita il rispetto di tutti
noi; ma gli altri, quelli che qualche mese fa chiesero anche il
voto segreto contro gli oratori, dove sono oggi?
Possiamo affermare, una volta per tutte, il principio che le leggi
possono essere approvate senza la presenza del Governo? Non è la
prima volta che accade; però, se oggi, così come è successo le
altre volte, noi facciamo passare il principio che assente il
Governo il Parlamento legifera, domani nessuno potrà più venire in
Aula e invocare l'assenza del Governo.
Io sono favorevole a che questa legge vada avanti, sono favorevole
però con quanto ha dichiarato l'onorevole Bufardeci. Stiamo
attenti, vi sono alcune province come quella di Siracusa che è
ricchissima di storia, ma è anche ricchissima di vincoli, nel senso
che all'imprenditoria privata e pubblica oggi nella mia provincia
non viene data più la possibilità di fare alcuna attività, con il
risultato che la disoccupazione è a livelli così alti proprio
perché tutte le attività produttive si sono fermate.
Io non vorrei che l'approvazione di questo disegno di legge si
trasformi in un ulteriore vincolo che viene posto nei confronti di
una provincia che è già soggetta a migliaia di vincoli e che
impedisce, di fatto, all'attività imprenditoriale, ma anche
all'attività agricola - se vedete tutto quello che succede in
alcune zone di Pachino, di Porto Palo dove neppure più il
pomodorino può essere coltivato per tutta una serie di vincoli che
sono stati posti per un piano paesaggistico che ha deciso di
sigillare per sempre l'economia della nostra provincia - non vorrei
e lo ripeto con molta preoccupazione che questo nuovo disegno di
legge che stiamo andando ad approvare senza la presenza ancora una
volta del Governo (non c'è nemmeno il deputato che ha presentato il
disegno di legge) diventi un'ulteriore strumento che va a vincolare
dei territori che già sono sottoposti a vincoli insopportabili.
Per questi motivi ritengo che sia necessaria la presenza del
Governo e anche del deputato che ha presentato il disegno di legge.
Abbiamo apprezzato l'attivismo, il fervore, l'impegno con cui il
Presidente della IV Commissione, l'onorevole Mancuso, ha portato
velocemente in Aula questo disegno di legge. Abbiamo apprezzato il
lavoro che ha fatto in Commissione, l'impegno che ha messo nella
Conferenza dei capigruppo, ma di fronte ad un impegno assoluto da
parte del Presidente della Commissione nonché relatore del disegno
di legge, mi pare di capire che c'è l'assenza totale del Governo e
l'assenza totale della maggioranza che dovrebbe sostenere questo
Governo e questo disegno di legge.
Sicchè se guardassimo e provassimo solo a chiedere il numero
legale, mi pare che in Aula i deputati presenti siamo in totale
dieci su novanta ed un solo assessore su dodici, anche se parecchi
assessori sono fantasma perché non li abbiamo mai visti in questo
Parlamento. Mi sembra che una legge così importante che si deve
occupare di aspetti che andranno a condizionare le scelte
strategiche della nostra terra per i prossimi anni, nonostante il
lavoro encomiabile e straordinario del Presidente Mancuso, non può
essere svolta con una presenza così insignificante di deputati, con
l'assenza diretta del Governo e con l'assenza dell'Assessore al
ramo.
L'Aula è sovrana e, come mia abitudine, mi sottometterò alla
volontà di quest'Aula, di questi pochi deputati presenti. I
siciliani, però, devono sapere che questo è un Governo assente, che
latita, che non fa gli interessi della terra che rappresenta, che
anziché essere in Aula in un momento di difficoltà come quello che
stiamo vivendo e pensare a fare il lavoro che si deve fare, si
occupa solo ed esclusivamente di commissariamenti, di andare a
togliere gli ultimi resti di passati governi democratici
commissariando tutta la nostra Regione.
Sarebbe più opportuno che, anzichè pensare solo ed esclusivamente
a commissariare la nostra isola e la nostra terra, questo Governo e
questa maggioranza fossero anche presente in Aula e portassero a
casa alcuni provvedimenti per rilanciare la nostra asfittica o
inesistente economia. Continuando così i forconi e tutti quelli che
li sostengono hanno sicuramente ragione
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
questo disegno di legge abbia una valenza importante.
E' evidente che le preoccupazioni espresse dagli onorevoli
Bufardeci e Vinciullo sono preoccupazioni che ci spingono ad
approfondire, a chiarire, se possibile, il percorso.
La Sicilia non ha più bisogno di divieti, di vincoli, sicuramente
non ha bisogno di espropriazioni. E' altrettanto vero, però, che in
questi anni e forse anche in questi decenni, ci siamo affidati alla
improvvisazione per ciò che riguarda la profonda conoscenza del
territorio.
Al di là di iniziative che sono state affidate alla lungimiranza
delle province piuttosto che dei comuni, la Sicilia non dispone di
una vera e propria cartografia, salvo poi a dover correre per
conoscere i siti sensibili, salvo poi a dover fare tutto in fretta
quando, ahimè, si consumano delle tragedie che molto spesso sono
tragedie veramente immani.
E' ancora viva la memoria dell'1 ottobre 2009 quando 37 persone
persero la vita a Messina e a Scaletta. Ricordiamo ancora i morti
di Saponara del 22 novembre u.s. e non possiamo che dire con forza
che sentiamo lontano il Governo.
Quelle popolazioni stanno ancora soffrendo la mancanza di
interventi. Si alza il grido di allarme, il grido della sofferenza,
il grido che denuncia la lontananza delle istituzioni che avrebbero
dovuto e potuto fare di più e meglio. Tuttavia, ritengo che dotarsi
di una moderna cartografia che non sia, però, signor Presidente - e
questo lo consegno anche all'approfondimento dell'intera
Commissione e del relatore - affidata alla fredda osservazione
della burocrazia, tra virgolette, ma che conosca un nuovo
passaggio politico, un passaggio che sia finalizzato a snellire la
procedura, a vedere se quei dati forniti sono poi aderenti a quelli
che saranno i bisogni delle popolazioni, fermo restando il rispetto
per i dati scientifici che verranno da quell'approfondimento.
Ritengo che sia necessario guardare e dotarsi di un nuovo e
moderno sistema cartografico per i motivi che ho espresso e perché
ritengo che non sfugge a nessuno che in molte occasioni, purtroppo
l'abbiamo vissuto a Messina in occasione del disastro dell'1
ottobre 2009, allorquando vi sono visite che vengono dalla Comunità
europea, che vengono dalle Commissioni europee, che sono
finalizzate a dare un contributo, anche sostanziale oltre che
finanziario, alle attività di messe in sicurezza, molto spesso ci
viene chiesto se siamo dotati di una mappa vera e propria del
tessuto vulnerato o se, al contrario, stiamo subendo la violenza
che molto spesso è certamente inaudita e alla quale non si può
opporre l'uomo, della natura.
Quindi, penso che questo disegno di legge debba essere votato da
quest'Aula, magari con degli approfondimenti. Mi duole, Assessore
consegno a lei questa riflessione e lo faccio insieme agli altri
colleghi che mi hanno preceduto, che vi sia l'assenza del Governo o
meglio dell'Assessore al ramo che avrebbe potuto dare certamente un
contributo significativo anche attraverso i propri Uffici e con i
propri Uffici e mi duole altrettanto vedere l'Aula semivuota.
In questo momento stiamo affrontando un argomento che è molto
delicato, un argomento che è estremamente attuale, perché non
sfugge a nessuno che, purtroppo, la Sicilia è una di quelle regioni
a maggior rischio idrogeologico e che, quindi, attraverso la
conoscenza dei problemi che riguardano il territorio si può
giungere alla soluzione, al finanziamento, alla mappatura e quindi
alla conseguente riduzione dello stesso rischio, salvando
probabilmente molte vite umane.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è un po'
imbarazzante e anche triste affrontare questi argomenti in un'Aula
semideserta; è un eufemismo semideserta anche perché a parole
confidiamo i destini della nostra regione alla tutela del
patrimonio, al rilancio turistico, alla salvaguardia dei beni
culturali e ambientali, poi quando ne parliamo non c'è nessuno.
Credo che obiettare sulla bontà di questa norma è veramente un
errore clamoroso. Tra l'altro, sono direttive europee, credo
comunitarie, in una regione che ha nostra storia, la nostra
tradizione anche paleontologica, antica, non prevedere questo
significa fare veramente la figura dei perecottari .
In una regione che si rispetti questa è una norma che va
immediatamente adottata. Però, anche per spiegare - è un modo di
dire, loro potrebbero spiegare a me - le ragioni degli interventi
degli onorevoli Bufardeci e Vinciullo, il nostro è al solito un
problema gestionale: noi riusciamo a vincolare di tutto e di più e
siamo la regione che, in barba ai vincoli, ha il più alto
coefficiente di devastazione dei territori.
C'è una difficile operazione di coniugazione tra il regime
vincolistico e quello che poi accade di fatto, con una libera
interpretazione delle norme da parte degli uffici dell'Assessorato
regionale che, in fin dei conti, devo dire nei fatti dimostrano il
totale fallimento.
Io le parlo da una zona che una tra le più vincolate d'Europa
credo; deve sapere, signor Presidente, che è una delle zone più
devastata d'Europa. C'è una forte antropizzazione, una fortissima
presenza di piccole e medie imprese che colloca la propria attività
aziendale all'interno del territorio e molte volte delle
distorsioni interpretative portano al fallimento dell'impresa.
Noi abbiamo bisogno e necessità prima di adottare questa norma che
va adottata perché in una regione che si rispetti queste
indicazioni un Parlamento le deve dare, però mi pare anche
opportuno, signor Presidente, anche nel rispetto del lavoro fatto
della Commissione, che sia presente il Governo, perché ampio
mandato viene dato nell'articolato all'applicazione della norma a
cura dell'Assessorato regionale. Che non facciano le fesserie che
abbiamo fatto a proposito dei piani paesaggistici e di altre cose
che hanno provocato nel territorio il tumulto, ci sono stati degli
incontri con un tifo da stadio Un regime vincolistico in una parte
del territorio, ma ve ne sono tanti nel resto della Sicilia e in
alcune parti straordinarie di questa terra, in cui c'è una impresa
ogni sette abitanti. Sono trentamila in provincia di Ragusa,
operano si vedono vincolati un territorio, anche a volte per le
cattive interpretazioni di qualche profeta dell'ambiente che compie
degli errori colossali prendendo lucciole per lanterne e avvengano
poi i disastri.
Quindi, io sono per votare questa legge, ma sono anche perché il
Governo sia in Aula e illustri, di fatto, come intende operare in
un argomento così sensibile e così delicato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è intenzione della Presidenza, se
non ci sono altri interventi, di procedere alla votazione del
passaggio all'esame degli articoli e rinviare l'esame
dell'articolato a dopo il bilancio così come era stato stabilito,
ciò anche per consentire l'apporto del Governo.
MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
accogliendo le osservazioni dei colleghi, Bufardeci, Vinciullo,
Digiacomo, la Commissione ha già presentato un emendamento
che naturalmente vincola il lavoro dei tecnici, soprattutto
quello del comma III dell'articolo 1, ad un parere vincolante
della Commissione legislativa permanente.
E' chiaro che una maggiore riflessione in questi giorni ci aiuterà
a presentare nuovi miglioramenti; speriamo nell'aiuto del Governo,
noi non siamo stati fortunati in Commissione, perché abbiamo fatto
molte sedute e non abbiamo avuto mai il piacere in Commissione di
conoscere il cosiddetto nostro Assessore, non è mai venuto. Quindi,
se sarà presente in Aula noi saremo contenti, ci aiuterà magari a
migliorare questo testo.
Quindi, grazie signor Presidente, per avere inserito all'ordine
del giorno questo importante testo che ci permetterà di attingere
risorse comunitarie che non è possibile in altra maniera attivare.
PRESIDENTE. Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare,
dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, così come stabilito in sede di Conferenza dei
Capigruppo, il disegno di legge verrà trattato successivamente.
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge lavori in economia nel settore
forestale (n. 868/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge Lavori
in economia nel settore forestale (n. 868/A), posto al numero 2).
La Commissione è già insediata. Ha facoltà di parlare il relatore,
onorevole Raia, per svolgere la relazione.
RAIA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'approvazione della disposizione in argomento si rende necessaria
per reintrodurre nell'ordinamento regionale il comma 6 bis
dell'articolo 24 della legge regionale 11 febbraio 1994, n. 109,
nel testo recepito della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7, come
introdotto dall'articolo 1 della legge regionale n. 18 del 12
novembre 2002, che risulta abrogato per effetto del comma 1
dell'articolo 1 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12, e
consente all'Amministrazione regionale di potere continuare ad
espletare i lavori in economia eseguiti in amministrazione diretta
nel settore forestale, prescindendo dai limiti previsti dal comma 5
dell'articolo 125 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e
successive modifiche ed integrazioni.
Invero, nella considerazione che successivamente al 31 dicembre
2011 viene a cessare il periodo transitorio previsto dall'articolo
1 della richiamata legge regionale 12/2011 di vigenza della
pregressa normativa (comma 6 bis dell'articolo 24 del decreto
legislativo 109/1994 nel testo regionale), l'emendamento tende a
reintrodurre la disposizione dell'articolo 1 della legge regionale
12 novembre 2002, n. 18.
Circa la praticabilità della reintroduzione di un regime giuridico
speciale derogatorio per il settore agricolo-forestale per la
tipologia di interventi che possono essere effettuati in
amministrazione diretta, senza incorrere nelle norme sulla libera
concorrenza, si è espressa positivamente l'Avvocatura distrettuale
dello Stato con avviso del 31 agosto 2011 n. 14959 nei termini ivi
specificati.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io credo
necessaria questo tipo di norma, necessaria per superare
sostanzialmente alcune empasse che altrimenti la nostra Regione
avrebbe in considerazione che, successivamente al 31 dicembre 2011,
è venuto a cessare il periodo transitorio di cui alla legge
regionale n. 12 del 2011. Quindi, sotto questo profilo io credo
che, anche con il conforto del parere dell'Avvocatura dello Stato
che chiaramente ci ha dato, per quello che ho compreso, conforto
sul tema di non configurare fattispecie di concorrenza e,
viceversa, di potere operare in regime di house diretto, sia una
buona cosa sia per il personale e sia per la capacità di spesa e di
accelerazione della spesa in considerazione anche della difficoltà
complessiva.
Quindi, sotto questo profilo sin da adesso esprimo il parere
sostanzialmente favorevole, un giudizio sostanzialmente positivo
perché questi lavori in economia possano essere eseguiti
direttamente e che così si deve fare sia per il settore forestale
in senso stretto, sia per quanto riguarda i lavori realizzati anche
dall'ESA e dai consorzi di bonifica in quella logica più
complessiva che riguarda migliaia e migliaia di lavoratori e
risorse che, quindi, possono essere destinate, anche sotto questo
profilo, al mantenimento di un quadro di contesto sociale
occupazionale fondamentale.
Quindi, sotto questo profilo, eventualmente, mi sento di potere
aggiungere la mia firma a quella dei presentatori al disegno di
legge.
PRESIDENTE. Ricordo a tutti che c'è la Commissione Bilancio che
attende. Quindi, se possiamo stringere con gli interventi.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, tre minuti su cinque
per chiarire due aspetti: non solo la disponibilità da parte nostra
di fare in modo che l'Aula approvi immediatamente questo testo, ma
il punto è di perfezionarlo ulteriormente. Quindi, annuncio già che
è stato presentato un emendamento (poi è chiaro che nel momento in
cui si darà il termine per la presentazione questo verrà fatto
seguendo tutto quello che il Regolamento prescrive in tale
direzione).
Credo che non solo è un buon argomento per l'Avvocatura, ma è
anche un buon argomento che porteremo durante la discussione
sull'articolo 1. Credo che, tutto sommato, metteremo in condizioni
quest'Aula e questa nostra Regione di poter fare una cosa che è
necessaria: andare, cioè, a realizzare quei lavori direttamente
senza che questi incricino i limiti del codice degli appalti e così
via; una cosa, quindi, che è stata fatta, anche se in maniera
diversa, in altre regioni.
Penso che anche sotto il profilo sia prettamente in punta di
diritto, potremmo dire, e sia per quanto concerne anche profili
costituzionali daremo giovedì la possibilità, anche da questo punto
di vista a tutti i colleghi e non solo prima di approvare questo
disegno di legge, di rendersi conto che stiamo facendo un buon
lavoro che permetterà anche di avviare migliaia di lavoratori che
giustamente tengono a dimora il nostro patrimonio boschivo.
Mi pare, quindi, un lavoro che, fatto anche prima della scadenza
che noi già abbiamo deciso di finanziare in bilancio, mette in
condizione coloro che stanno predisponendo tutti gli atti
necessari ad avviare questi lavoratori di dare una risposta, perché
ovviamente viviamo in una situazione in cui, anche da questo punto
di vista, il lavoro forestale, quello - mi permetto di dire - utile
e sempre più da questo punto di vista anche teso a rappresentare
un economia del bosco e non solo come questione di ammortizzatore
sociale, perchè spesso e volentieri viene visto così, può avere
anche il giusto spazio all'interno di questa nostra realtà, di
questo nostro Parlamento.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto
rapidamente, per dire che ritengo molto importante il percorso di
questo disegno di legge e parimenti devo dirle che sono, ancora una
volta, profondamente dispiaciuto della totale assenza in
Commissione nel percorso legislativo dell'Assessore, tanto che ad
un certo punto ho pensato che il vero assessore nostro fosse
l'onorevole Raia. Ho detto al Presidente: abbiamo l'assessore Raia
Però, credo che il disegno di legge sia necessario, sia opportuno
portarlo avanti, sia anche opportuno migliorarlo, però, signor
Presidente, faccio voti perché questa Presidenza, che è sempre
attenta, che autorevolmente interviene, si faccia carico di
significare al Governo, ai diversi Assessori, a molti Assessori di
questo Governo che la partecipazione in Commissione e quella in
Aula è significativa per il Parlamento, è significativa ed
importante per il percorso legislativo e penso che sia utile per
snellire le procedure e per dare ai siciliani delle norme che sono
poi più aderenti ai bisogni che vengono dalla Sicilia
PRESIDENTE. Onorevole Buzzanca, sarà cura della Presidenza
sollecitarne la presenza.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori (nel frattempo salutiamo l'ingresso dell'assessore
Venturi, anche lui in Aula), intervengo per dire che, a nome del
PDL, non possiamo non dichiararci d'accordo nell'approvare questo
disegno di legge che è stato presentato dalla relatrice, onorevole
Raia. Tuttavia, crediamo che sia opportuno, così come per la
precedente legge, che vengano dati i termini per potere presentare
gli emendamenti, perché vero è che l'Avvocatura distrettuale dello
Stato, con l'avviso del 31 agosto 2011, ha detto di essere
favorevole e ha dato un parere favorevole alla reintroduzione del
regime giuridico speciale in deroga solo ed esclusivamente per il
settore agricolo e forestale e per tipologie di interventi che
riguardano rimboschimento, rinsaldamento e opere costruttive
connesse.
Ma stiamo attenti: che significa opere costruttive connesse?
Se, per un istante, immaginiamo che opere costruttive significa
opere di natura edilizia, è chiaro che la legge andrà incontro alle
forche caudine del Commissario dello Stato. Possiamo intervenire
sull'argomento solo nella misura in cui chiariamo e specifichiamo
che gli interventi sono solo di natura silvo-boschivo-pastorale,
non oltre.
Non possiamo assolutamente pensare che opere costruttive possa
essere lasciato in maniera così generica e non venga invece
chiarito che non si tratta di opere di natura edilizia e se lavori
di natura edilizia ci sono da fare, riguardano la risistemazione,
il riattamento di strutture già esistenti nella volumetria, nei
modi e nelle forme di costruzione già esistenti; ciò non significa
assolutamente una invasione dei nostri territori da parte, ad
esempio, di strutture in cemento armato.
Anche questo bisogna andarlo a chiarire; poi è chiaro che gli
incendi boschivi, le frane, le emergenze in cui stiamo tutti i
giorni, costretti, soprattutto chi ha la fortuna o la sfortuna allo
stesso tempo di vivere in zone dove vi sono grandi presenze di
boschi e penso, ad esempio, alla provincia di Messina o anche a un
territorio limitato della provincia di Siracusa, è chiaro che lì
c'è la necessità di intervenire subito, di intervenire velocemente
di intervenire soprattutto con strutture societarie che sono
nell'elenco delle ditte di fiducia della parte periferica della
Regione, proprio per evitare le lungaggini che spesso
caratterizzano le fasi, innanzitutto, della progettazione, poi,
della gara e, quindi, dell'esecuzione dei lavori.
Per essere chiari, siccome poi questa deroga si applicherebbe
anche all'Ente di Sviluppo Agricolo e ai Consorzi di bonifica,
senza chiarire, stiamo attenti, all'Ente di Sviluppo Agricolo e
all'ente di bonifica, cosa possono fare e in che misura possono
intervenire.
Siccome, in premessa, si parla di opere costruttive connesse,
sarebbe opportuno, anche con la presenza dell'assessore perché,
anche su questo, duole qui constatare che, per un provvedimento
così importante e richiesto a gran voce anche dalle sedi
periferiche dell'assessore, non vedo la presenza dell'assessore al
ramo e, in questo modo, definitivamente, stabilendo, che le leggi
di questo Parlamento, possano essere discusse e approvate senza la
presenza dell'assessore. E' chiaro, infatti, che oggi, ancora una
volta, questo principio passa e passa definitivamente, cioè nel
senso che nessuno può più invocare l'assenza del Governo per
impedire alle leggi di andare avanti.
Signor Presidente, a nome del PDL, le dico che siamo d'accordo
all'approvazione di questo disegno di legge; credo però che sia
necessario dare i tempi per poter presentare gli emendamenti in
maniera tale che, poi, anche - ci auguriamo - alla presenza del
Governo, si possa approvare velocemente, giovedì prossimo, questo
disegno di legge che è di fondamentale importanza per quanto
riguarda la salvaguardia dei nostri boschi e che, comunque, merita
un'attenzione, soprattutto nell'espressione opere costruttive'.
Non mancherà al presentatore del disegno di legge, onorevole
Colianni, di cui conosciamo la sensibilità e la capacità, anche di
intervenire egli stesso con un emendamento per rendere più chiaro e
meno soggetto ad intervento del Commissario dello Stato, solo ed
esclusivamente questo passaggio.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo la
soddisfazione per gli interventi che si sono succeduti
relativamente ad un argomento che - diciamocela tutta - è obtorto
collo e non soltanto una scelta strategica ma è una scelta di
opportunità, direi, anche di necessità.
Abbiamo varato una legge importante in passato e abbiamo detto ai
nostri lavoratori forestali che vogliamo garantire assolutamente la
stabilizzazione.
Abbiamo preso un impegno da parte di questo Parlamento e da parte
di questo Governo per dare continuità ad un lavoro così importante
che riguarda masse così significative dei nostri lavoratori
siciliani.
In verità, in passato, si sono fatte decine, decine e decine di
richieste di lavori in economia che poi venivano svolti attraverso
bandi di gara, per cui questo servizio veniva terzializzato e aveva
una rocambolesca modalità di essere poi gestito in periferia.
Noi, con questo disegno di legge, abbiamo voluto razionalizzare il
sistema. Abbiamo soprattutto voluto offrire la possibilità che
questi lavori vengano fatti in house, quindi, vengano fatti dalla
stessa amministrazione regionale e, dunque, con immediatezza, senza
la necessità di presentazione di progetti che talora rispondevano
ad interessi non sempre, devo dire, affini, non dico alla legalità
- per amor di Dio - ma comunque alla contestualità del territorio.
Riteniamo, pertanto, che, con questa modalità, rendiamo più veloce
e più fattibile una serie di lavori di salvaguardia dell'ambiente
silvo-forestale della nostra Sicilia.
Accolgo assolutamente quella che è l'indicazione dei colleghi
Oddo, Vinciullo e quant'altro hanno partecipato al dibattito
perché, in realtà, nessuno di noi vuole vicariare azioni ed
attività che riguardano altri assessorati rispetto a quello in
oggetto.
Devo anche ringraziare il Presidente Mancuso per avere velocizzato
i lavori della Commissione perché questo provvedimento andasse in
Aula immediatamente e potesse essere una risposta efficace nei
confronti dei nostri lavoratori.
Mi permetterò non soltanto di aderire a quanto gli onorevoli Oddo
e Vinciullo hanno chiesto in termini di precisazione ma anche a
specificare altri argomenti che, secondo il mio giudizio, possono,
attraverso gli emendamenti, dare maggiore efficacia alla legge. In
particolare, mi riferisco anche alla possibilità che, secondo me,
la Forestale deve avere di concludere accordi con altre pubbliche
amministrazioni perché noi si possa evitare che, tante volte,
abbiamo un'infinità di lavoratori nel settore boschivo e poi
abbiamo i nostri ospedali, il nostro verde che è allo sfacelo.
Penso al verde delle scuole, penso al verde delle Aree di sviluppo
industriale.
Allora, mi chiedo se non riteniamo, in questa occasione, di dovere
ottimizzare una quantità così significativa ed importante di
lavoratori per renderli partecipi ad un'azione comune concertata e
condivisa con gli enti locali.
Viva Dio, certe volte, è uno scoramento vedere le scuole con le
erbacce o vedere le aree di sviluppo industriale con le erbacce
quando abbiamo centinaia e centinaia di operatori del verde, tra
l'altro specializzati, che, invece, talvolta, vengono
sottoutilizzati.
E' questa la ragione per cui preannuncio questo emendamento, cioè
per meglio ottimizzare la legge.
Ringrazio ancora i presidenti delle Commissioni che hanno voluto
accelerare questa importante legge.
MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'impegno della Commissione e anche quello
della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari su questo
disegno di legge era l'urgenza di intervenire affinché si arrivasse
a risolvere un problema che riguardava la manutenzione ambientale.
Per quanto ci riguarda, l'impegno preso e io spero anche per la
Presidenza, questo testo non può assolutamente accogliere
emendamenti diversi o emendamenti che addirittura intervengono
sulla materia.
PRESIDENTE. In effetti, è così. La Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, all'unanimità, ha deliberato
l'inserimento di questi due disegni di legge proprio con la
motivazione dell'importanza dell'uno che non aveva nessun impegno
di spesa e dell'urgenza assoluta dell'altro, vista l'imminenza
dell'avviamento al lavoro dei lavori della forestale.
Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Con le precisazioni che ha voluto dare anche il Presidente della
Commissione, si fissa il termine per la presentazione degli
emendamenti, relativamente ad entrambi i disegni di legge, a
domani, mercoledì 21 marzo 2012, alle ore 12.00
Comunicazione di nuova denominazione di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che il vicepresidente, onorevole Giovanni
Greco, ha comunicato che a far data dal 20 marzo 2012 il Gruppo
parlamentare Alleati per la Sicilia' ha assunto la denominazione
Movimento Popolare Siciliano' in forma abbreviata MPS .
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a giovedì, 22 marzo
2012, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014.
(n. 800)
2) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2012.
Legge di stabilità regionale. (n. 801)
3) - Norme per il riconoscimento, la catalogazione e la tutela
dei geositi in Sicilia. (n. 735/A) (Seguito)
4) - Lavori in economia nel settore forestale. (n. 868/A)
(Seguito)
Relatore: on. Raia
La seduta è tolta alle ore 18.13
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
alle ore 20.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli