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Resoconto d'Aula della Seduta n. 332 di martedì 20 marzo 2012
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   Presidenza del vicepresidente Formica


     PRESIDENTE.  Avverto  che  del  processo  verbale  della  seduta
  precedente sarà data lettura successivamente.

   Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, do il
  preavviso  di  trenta  minuti  al fine  delle  eventuali  votazioni
  mediante  procedimento  elettronico che dovessero  aver  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art 127) sono effettuate mediante  procedimento
  elettronico.

                        Sull'ordine dei lavori

   BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio  per
  avermi  concesso  la  parola.  Desidero  sottoporre  all'attenzione
  dell'Aula  e  di questa Presidenza un gravissimo problema  che  sta
  vivendo  la  città  di Messina, in riferimento  e  sul  fronte  del
  cosiddetto risanamento.
   Lei sa bene, signor Presidente, che esiste una legge, la numero 10
  del  1990  che  attribuisce  compiti e  funzioni  e  che  ha  anche
  permesso,  almeno sul piano finanziario e non certamente su  quello
  sostanziale,  lo  stanziamento  di  alcune  somme  finalizzate   ad
  aggredire il fenomeno dei cosiddetti baraccati e delle baracche.
   Lei  sa anche, signor Presidente, che in questo momento il compito
  e  la  funzione  della  costruzione degli  edifici  è  in  capo  al
  cosiddetto  IACP,  (Istituto autonomo case  popolari);  ebbene,  lo
  stesso istituto, signor Presidente, signor Assessore, mi rivolgo  a
  lei  in  quanto assessore di Messina, da parecchi anni, esattamente
  dal  2008,  è  commissariato. Nonostante gli organi  preposti  alle
  designazioni abbiano a suo tempo proposto i nomi e le terne, ancora
  oggi stiamo assistendo al susseguirsi di commissariamenti, in parte
  commissari ad acta, in parte commissari provveditori.
   Ma  il  problema  che stiamo vivendo e che è giunto  alla  ribalta
  della  cronaca,  purtroppo non solo siciliana  ma  anche  italiana,
  afferisce  a  delle  irregolarità, a delle illegittimità,  a  delle
  illiceità  che  si consumano a causa del fatto che molti  cantieri,
  aperti  dall'Istituto  autonomo case popolari,  stanno  vivendo  un
  momento  drammatico perché a fronte della ultimazione  delle  unità
  abitative,  e  poiché in tante occasioni succede che le  ditte  che
  hanno ultimato i lavori non hanno ancora provveduto ad assegnare il
  manufatto  ultimato per i motivi più disparati  -  l'ultimo  ed  in
  ordine  di tempo afferisce ad un dramma che si vive a Fondo Basile,
  un  rione  molto  popoloso di Messina, laddove 14  unità  abitative
  proprio  perché la ditta era fallita, proprio perché l'IACP  non  è
  riuscito nonostante avesse nominato un sistema di controllo, avesse
  designato  in  una  ditta  un sistema di controllo,  assistiamo  al
  problema grave che, certamente, scoraggia l'opinione pubblica  che,
  certamente,  non  giova  al ripristino della  legalità  e,  cioè  i
  legittimi  assegnatari di quelle unità abitative  non  riescono  ad
  entrare  in  possesso  delle loro unità  abitative  e  gli  abusivi
  occupano tranquillamente quelle unità abitative.
   Noi  abbiamo  provveduto anche con i vigili urbani  a  cercare  di
  ripristinare  la legalità, purtroppo esistono anche delle  sentenze
  recenti della magistratura messinese che così recitano:  in caso di
  particolare difficoltà, in caso di soggetti che hanno dimostrato la
  necessità  di  inserirsi  in un sistema  abitativo,  non  è  facile
  procedere all'allontanamento coatto .
   Fatto  è  che lo stesso prefetto ha convocato per venerdì prossimo
  venturo  un  comitato  per  la sicurezza e  l'ordine  pubblico  per
  tentare  di  riportare  la  legalità  in  questo  sistema.   Signor
  Presidente,   bisogna  che  l'IACP  venga  restituito  ai   normali
  meccanismi  democratici,  dopo quattro  anni  di  commissariamento.
  Annuncio  il  deposito  di  un disegno di  legge  finalizzato  alla
  nascita  di  un'agenzia  per il risanamento  che  sottragga  queste
  competenze  al compito dell'istituto che ha dimostrato  negli  anni
  che noi o abbiamo la forza di opporci all'insediamento abusivo o al
  contrario il risanamento a Messina non avrà mai fine e, quindi, non
  possiamo  che  restare al palo ed ascoltare poi la  voce  di  molti
  cittadini,  anche  giovani,  anche ragazzi,  che  si  rivolgono  al
  sindaco della città per dire di essere profondamente delusi.
   Allora,  un'agenzia che possa porre in capo al comune la  funzione
  della costruzione e della custodia fino al legittimo affidamento e,
  in  caso contrario, ritengo sia necessario, signor Presidente,  che
  venga  proclamato  lo stato di emergenza a Messina,  perché  questo
  fenomeno   dura da almeno 50 anni, non possiamo più sopportare  che
  vi  siano  continue  illiceità  e,  quindi,  è  necessario  che  si
  stabilisca un percorso finalmente virtuoso, che si riposizionino le
  somme arbitrariamente poste in economia qualche anno addietro e che
  si  permetta, alla città di Messina, di avviare un risanamento vero
  ed autentico.
   Quindi,  chiedo  che  questo disegno di legge abbia  il  carattere
  dell'urgenza e che sia reso prioritario per i motivi che ho tentato
  di spiegare.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  Assessori,  cercherò  di  essere  breve  anche  perché  dovrò,  per
  l'ennesima   volta,  affrontare  un  argomento  che  è   certamente
  scabroso, che non fa onore a questo Governo regionale e rischia  di
  non fare onore nemmeno a questo Parlamento.
   Da  anni  reclamiamo che alcuni assessori e, in modo  particolare,
  l'Assessore alla sanità, vengano a rispondere in Aula, anche perché
  di  fronte  ad assessori, come il qui presente dottore  Centorrino,
  che  risponde e risponde con solerzia alle interrogazioni  ed  agli
  atti ispettivi da parte del Parlamento, ci sono alcuni assessori e,
  in  modo  particolare, l'assessore alla Sanità,  che  da  anni  non
  rispondono   alle  attività  ispettive  intraprese  dal  Parlamento
  regionale e, quindi, dai suoi rappresentanti.
   In  modo  particolare,  oltre a non rispondere  ad  una  serie  di
  interrogazioni di natura regionale, non risponde ad  una  serie  di
  interrogazioni  che riguardano l'ASP di Siracusa, a  cominciare  da
  quella   strana  per  cui  tutti  i  direttori  generali   che   si
  presentarono con un bilancio negativo furono commissariati  eccetto
  quello  di  Siracusa che, pur avendo anche lui sfondato  ampiamente
  il budget a suo tempo assegnato all'ASP di Siracusa, non solo non è
  stato rimosso, ma continua a svolgere le sue funzioni.
   Lo  scorso mese, altri deputati di altri schieramenti politici, si
  sono  alzati  sempre da questi banchi per lamentare  una  serie  di
  comportamenti  non usuali che vengono messi in atto  dal  Direttore
  Generale dell'ASP di Siracusa, ma dal momento che l'assessore Russo
  non  risponde, non sappiamo se le nostre interrogazioni sono frutto
  della  nostra fantasia perversa che ha deciso di prendere di  punta
  il  direttore generale dell'ASP di Siracusa - quindi in questo caso
  credo  dovrò  trovarmi  un medico per farmi curare  perché  il  mio
  problema  diventa un problema patologico -, o se invece le  mancate
  risposte,  da parte dell'Assessore, intendono coprire  ben  precise
  responsabilità.
   In  questi giorni, onorevole Leontini, abbiamo appreso una notizia
  alquanto  originale: tutte le cliniche private della  provincia  di
  Siracusa  si  trasferiranno in una struttura pubblica; non  avevamo
  mai visto un trattamento di questo tipo.
   Onorevoli  colleghi, immaginate: tutte le cliniche  private  e,  a
  Siracusa,  le  cliniche  private  hanno  svolto  sempre  un   ruolo
  dominante  all'interno  della sanità, la sanità  pubblica  è  stata
  sempre  massacrata  a favore della sanità privata,  i  posti  letto
  pubblici  sono  1,78  a  fronte di 3 nelle altre  province,  quelli
  invece  della sanità privata sono tra i più alti in Italia, ebbene,
  di  fronte a questa anomalia tutta siracusana, anziché avvertire un
  riequilibrio  della sanità, un riequilibrio a favore del  pubblico,
  si assiste invece a una cosa stranissima.
   Apprendiamo   dai  giornali  che  l'ospedale  di  Noto   chiuderà,
  l'ospedale  di  Noto verrà consegnato interamente a tre  o  quattro
  case   di   cura   private,  le  quali  diventeranno   proprietarie
  dell'ospedale già pubblico di Noto.
   Allora,  è chiaro che di fronte a questa situazione, di  fronte  a
  queste   precise   richieste  di  risposta   in   Aula   da   parte
  dell'Assessore,  il  Presidente dell'Assemblea  regionale  non  può
  rimanere   indifferente.  Non  possiamo  continuare  a  non   avere
  risposte.
   Noi  vogliamo  sapere  se  i  percorsi  intrapresi  dal  direttore
  generale  dell'ASP  di  Siracusa sono percorsi  virtuosi  condivisi
  anche  dall'Assessore, il quale deve venire in Aula e, dopo quattro
  anni  deve dirci se le cose che denunciamo gli vanno bene o  se  il
  direttore  generale non ha la copertura politica,  allora  qualcuno
  dovrebbe  spiegarmi per quale motivo, nonostante l'unico  direttore
  generale,  non  in  Sicilia, in Italia, il Rosso  che  continua   a
  rimanere  al  suo  posto,  nonostante la  legge  votata  da  questo
  Parlamento,  impedisce ai direttori generali che hanno superato  il
  budget  a  loro  assegnato  di continuare  a  svolgere  le  proprie
  funzioni.
   Veda, signor Presidente, mi appello al senso fortissimo che lei ha
  delle   istituzioni,  affinché  si  faccia  interprete  di   questo
  malessere.  Anche  l'onorevole Ardizzone, la  scorsa  settimana  ha
  sollevato questo problema, anche alcuni deputati che hanno avuto le
  risposte,  non so per quale miracolo, si sono dichiarati del  tutto
  insoddisfatti.
   Noi  vogliamo  sapere  se  in  questo  Parlamento  le  istituzioni
  democratiche  valgono per tutti e, quindi, tutti sono sub  legibus,
  oppure  se  c'è  gente  che  pensa  di  essere  erga  omnes  e  può
  permettersi di assumere atteggiamenti che nulla hanno  a  che  fare
  con  le  caratteristiche  di  questo  Parlamento  e  dello  Statuto
  siciliano.
   E'  l'ennesima volta che chiediamo questo, è l'ennesima volta  che
  da questi banchi pretendiamo il rispetto dello Statuto, pretendiamo
  che  gli  Assessori e, in modo particolare, un assessore,  venga  a
  rispondere.  Non  può  pensare  di  essere  stato  nel  passato  un
  rappresentate  della legge se oggi egli stesso pensa di  calpestare
  tutti i giorni la legge sovrana in Sicilia, cioè lo Statuto.
   Noi vogliamo,  signor Presidente, a meno che non costringerete  un
  gruppo  di  deputati  ad  occupare questa Assemblea,  che  per  una
  settimana   intera  l'assessore  Russo  venga  a  rispondere   alle
  centinaia  di  interrogazioni che gli sono state poste  e  su  cui,
  fino ad oggi, non ha voluto o forse non ha saputo dare risposte.
   Questa vicenda veramente vergognosa deve concludersi e l'assessore
  Russo deve venire in Parlamento ed assumersi le responsabilità  che
  i  vari   ras   con cui governa questo Governo la  sanità  pubblica
  commettono  nelle varie province di Sicilia. Non è più tempo  delle
  strategie,  è  il tempo della democrazia. E così deve essere  anche
  per l'assessore Russo che deve rispondere al nostro Parlamento.

      PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la Presidenza si farà  carico,
  ancora una volta, di ribadire il rispetto dello Statuto da parte di
  tutti.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   Discussione del disegno di legge «Norme per il riconoscimento, la
       catalogazione e la tutela dei geositi in Sicilia» (735/A)

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Discussione
  di disegni di legge.
   Si  procede  con la discussione del disegno di legge numero  735/A
  «Norme  per  il  riconoscimento, la catalogazione e la  tutela  dei
  geositi in Sicilia», posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ha  facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Mancuso, per svolgere la relazione.

   MANCUSO, presidente   della   Commissione.  Signor     Presidente,
  onorevoli colleghi, il presente disegno  di  legge  si propone   di
  promuovere la valorizzazione e la tutela  del patrimonio  geologico
  della  Regione  mediante  l'istituzione  del   catalogo   regionale
  dei geositi, al fine di offrire uno  strumento  conoscitivo   degli
  strumenti  di  pianificazione  territoriale e l'Assessore regionale
  per  il territorio  e  l'ambiente  affida  al proprio  Dipartimento
  la gestione e l'aggiornamento del catalogo.
   Con  il  termine  gestito,  secondo la definizione  accolta  dagli
  organi  internazionali,  si  intende  qualsiasi  località,  area  o
  territorio  in  cui è possibile definire un interesse  geologico  e
  geomorfologico per la conservazione.
   Questa   definizione  sarà  applicata  nell'ambito  del   progetto
  Geosites  avviato nel 1996 con lo scopo di ottenere  una  selezione
  rappresentativa  dei  geositi di rilevanza internazionale  partendo
  dalla compilazione di elenchi comparati regionali e nazionali.
   Pertanto,  il  disegno di legge in esame intende  allinearsi  alle
  altre  regioni  che,  partecipando  alle  attività  di  censimento,
  forniscono   un   contributo   indispensabile   alla   comprensione
  scientifica  della storia del territorio in cui sono  inseriti,  ma
  rivestono  anche  una notevole importanza dal punto  di  vista  del
  paesaggio,   del   richiamo  culturale,  della   didattica,   della
  ricreazione, della biodiversità  e dell'economia.
   L'articolo  2  provvede, inoltre, a  dettare  i  divieti  operanti
  all'interno  dei  geositi tra cui alterare  il  regime  idrico  con
  l'effettuazione  di  scavi, sbancamenti e colmamenti,  alterare  la
  morfologia  del  terreno  e dello stato  dei  luoghi,  apportare  o
  danneggiare  affioramenti  rocciosi,  concrezioni,  elementi  della
  biodiversità  e geodiversità o resti di essa, vegetali,  fossili  o
  reperti paleontologici, realizzazione cave e discariche.
   L'articolo 3 individua nell'European Geopark Network l'organo  con
  cui  interloquire per le operazioni di monitoraggio e verifica  dei
  geositi,  Si  tratta,  in particolare, di una  rete  internazionale
  supportata da un programma europeo che promuove lo sviluppo di tali
  aree.  Si  precisa, infine, che l'approvazione di tale disposizione
  non comporta alcun onore a carico del bilancio.

   PRESIDENTE.   Onorevoli colleghi, dichiaro aperta  la  discussione
  generale.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  partecipando
  alla   Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,   ho
  ascoltato  dal  Presidente Mancuso la richiesta di trattare  questo
  argomento e anche in quella sede dicevo, per carità, facciamolo.
   Quindi, credo che possa essere occasione positiva per approfondire
  ed esitare questo disegno di legge che, però, dalla lettura che sto
  facendo  mi auguro che sia effettivamente - innanzitutto così  come
  all'articolo  1  - un mero censimento di siti che  meritano  questa
  definizione e che meritano questa classificazione, perché ho grande
  preoccupazione che in questa Sicilia dai troppi divieti, dai troppi
  piani  paesistici,  dai troppi parchi, non vorrei  che  per  questa
  ragione  e per questa vicenda noi dovessimo ulteriormente ingessare
  il territorio.
   Quindi,  eventualmente, vorrei che il testo del disegno  di  legge
  mantenesse   il   principio   della   ricognizione   dei    luoghi,
  dell'inserimento  all'interno  del  soggetto  definito  geosito   e
  nient'altro  per  poi  evitare, ribadisco, che  vi  possano  essere
  ulteriori divieti e limitazioni ad un territorio che, io credo,  lo
  sia  già eccessivamente, soprattutto in un momento di grande  crisi
  economica come quella che viviamo.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  senza  voler
  polemizzare  con i colleghi della maggioranza, ma  facendo  mia  la
  richiesta  dell'onorevole  Galvagno, anch'io  mi  chiedo  dov'è  il
  Governo?
   Qualche  mese fa, quando dovevamo approvare i disegni di  legge  a
  favore  degli oratori, dai banchi del PD, ricordo che si   alzarono
  autorevoli  deputati per dire che il disegno di  legge  non  poteva
  essere trattato perché mancava il Governo.
   Io apprezzo la coerenza dell'onorevole Galvagno, perché quello che
  sosteneva qualche mese fa continua a sostenerlo adesso e per questo
  l'onorevole Galvagno è un deputato che merita il rispetto di  tutti
  noi;  ma  gli altri, quelli che qualche mese fa  chiesero anche  il
  voto segreto contro gli oratori, dove sono oggi?
   Possiamo affermare, una volta per tutte, il principio che le leggi
  possono  essere approvate senza la presenza del Governo? Non  è  la
  prima  volta  che accade; però, se oggi, così come  è  successo  le
  altre  volte,  noi  facciamo passare il principio  che  assente  il
  Governo il Parlamento legifera, domani nessuno potrà più venire  in
  Aula e invocare l'assenza del Governo.
   Io sono favorevole a che questa legge vada avanti, sono favorevole
  però   con  quanto  ha  dichiarato  l'onorevole  Bufardeci.  Stiamo
  attenti,  vi  sono alcune province come quella di  Siracusa  che  è
  ricchissima di storia, ma è anche ricchissima di vincoli, nel senso
  che  all'imprenditoria privata e pubblica oggi nella mia  provincia
  non  viene data più la possibilità di fare alcuna attività, con  il
  risultato  che  la  disoccupazione è a livelli  così  alti  proprio
  perché tutte le attività produttive si sono fermate.
   Io  non  vorrei che l'approvazione di questo disegno di  legge  si
  trasformi in un ulteriore vincolo che viene posto nei confronti  di
  una  provincia  che  è già soggetta a migliaia  di  vincoli  e  che
  impedisce,  di  fatto,  all'attività  imprenditoriale,   ma   anche
  all'attività  agricola  - se vedete tutto  quello  che  succede  in
  alcune  zone  di  Pachino,  di  Porto  Palo  dove  neppure  più  il
  pomodorino può essere coltivato per tutta una serie di vincoli  che
  sono  stati  posti  per un piano paesaggistico  che  ha  deciso  di
  sigillare per sempre l'economia della nostra provincia - non vorrei
  e  lo  ripeto con molta preoccupazione che questo nuovo disegno  di
  legge che stiamo andando ad approvare senza la presenza ancora  una
  volta del Governo (non c'è nemmeno il deputato che ha presentato il
  disegno di legge) diventi un'ulteriore strumento che va a vincolare
  dei territori che già sono sottoposti a vincoli insopportabili.
   Per  questi  motivi  ritengo che sia necessaria  la  presenza  del
  Governo e anche del deputato che ha presentato il disegno di legge.
   Abbiamo apprezzato l'attivismo, il fervore, l'impegno con  cui  il
  Presidente  della IV Commissione, l'onorevole Mancuso,  ha  portato
  velocemente in Aula questo disegno di legge. Abbiamo apprezzato  il
  lavoro  che  ha fatto in Commissione, l'impegno che ha messo  nella
  Conferenza  dei capigruppo, ma di fronte ad un impegno assoluto  da
  parte  del Presidente della Commissione nonché relatore del disegno
  di legge, mi pare di capire che c'è l'assenza totale del Governo  e
  l'assenza  totale  della maggioranza che dovrebbe sostenere  questo
  Governo e questo disegno di legge.
   Sicchè  se  guardassimo e provassimo solo  a  chiedere  il  numero
  legale,  mi  pare che in Aula i deputati presenti siamo  in  totale
  dieci  su novanta ed un solo assessore su dodici, anche se parecchi
  assessori  sono fantasma perché non li abbiamo mai visti in  questo
  Parlamento.  Mi sembra che una legge così importante  che  si  deve
  occupare   di  aspetti  che  andranno  a  condizionare  le   scelte
  strategiche  della nostra terra per i prossimi anni, nonostante  il
  lavoro encomiabile e straordinario del Presidente Mancuso, non  può
  essere svolta con una presenza così insignificante di deputati, con
  l'assenza  diretta  del Governo e con l'assenza  dell'Assessore  al
  ramo.
   L'Aula  è  sovrana  e,  come mia abitudine, mi  sottometterò  alla
  volontà  di  quest'Aula,  di  questi  pochi  deputati  presenti.  I
  siciliani, però, devono sapere che questo è un Governo assente, che
  latita,  che non fa gli interessi della terra che rappresenta,  che
  anziché essere in Aula in un momento di difficoltà come quello  che
  stiamo  vivendo  e pensare a fare il lavoro che si  deve  fare,  si
  occupa  solo  ed esclusivamente di commissariamenti,  di  andare  a
  togliere   gli   ultimi   resti  di  passati  governi   democratici
  commissariando tutta la nostra Regione.
   Sarebbe  più opportuno che, anzichè pensare solo ed esclusivamente
  a commissariare la nostra isola e la nostra terra, questo Governo e
  questa  maggioranza fossero anche presente in Aula e  portassero  a
  casa  alcuni  provvedimenti per rilanciare la  nostra  asfittica  o
  inesistente economia. Continuando così i forconi e tutti quelli che
  li sostengono hanno sicuramente ragione

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo  che
  questo disegno di legge abbia una valenza importante.
   E'   evidente  che  le  preoccupazioni  espresse  dagli  onorevoli
  Bufardeci  e  Vinciullo  sono preoccupazioni  che  ci  spingono  ad
  approfondire, a chiarire, se possibile, il percorso.
   La  Sicilia non ha più bisogno di divieti, di vincoli, sicuramente
  non ha bisogno di espropriazioni. E' altrettanto vero, però, che in
  questi anni e forse anche in questi decenni, ci siamo affidati alla
  improvvisazione  per  ciò che riguarda la profonda  conoscenza  del
  territorio.
   Al  di  là di iniziative che sono state affidate alla lungimiranza
  delle province piuttosto che dei comuni, la Sicilia non dispone  di
  una  vera  e  propria cartografia, salvo poi a  dover  correre  per
  conoscere i siti sensibili, salvo poi a dover fare tutto in  fretta
  quando,  ahimè, si consumano delle tragedie che molto  spesso  sono
  tragedie veramente immani.
   E'  ancora  viva la memoria dell'1 ottobre 2009 quando 37  persone
  persero  la vita a Messina e a Scaletta. Ricordiamo ancora i  morti
  di Saponara  del 22 novembre u.s. e non possiamo che dire con forza
  che sentiamo lontano il Governo.
   Quelle   popolazioni  stanno  ancora  soffrendo  la  mancanza   di
  interventi. Si alza il grido di allarme, il grido della sofferenza,
  il grido che denuncia la lontananza delle istituzioni che avrebbero
  dovuto e potuto fare di più e meglio. Tuttavia, ritengo che dotarsi
  di una moderna cartografia che non sia, però, signor Presidente - e
  questo    lo   consegno   anche   all'approfondimento   dell'intera
  Commissione  e  del  relatore -  affidata alla fredda  osservazione
  della   burocrazia,  tra  virgolette,   ma  che  conosca  un  nuovo
  passaggio politico, un passaggio che sia finalizzato a snellire  la
  procedura, a vedere se quei dati forniti sono poi aderenti a quelli
  che saranno i bisogni delle popolazioni, fermo restando il rispetto
  per i dati scientifici che verranno da quell'approfondimento.
   Ritengo  che  sia  necessario guardare e dotarsi  di  un  nuovo  e
  moderno sistema cartografico per i motivi che ho espresso e  perché
  ritengo  che non sfugge a nessuno che in molte occasioni, purtroppo
  l'abbiamo  vissuto  a  Messina in  occasione  del  disastro  dell'1
  ottobre 2009, allorquando vi sono visite che vengono dalla Comunità
  europea,   che   vengono  dalle  Commissioni  europee,   che   sono
  finalizzate  a  dare  un  contributo, anche sostanziale  oltre  che
  finanziario, alle attività di messe in sicurezza, molto  spesso  ci
  viene  chiesto  se  siamo dotati di una mappa vera  e  propria  del
  tessuto  vulnerato o se, al contrario, stiamo subendo  la  violenza
  che  molto  spesso è certamente inaudita e alla quale  non  si  può
  opporre l'uomo, della natura.
   Quindi,  penso che questo disegno di legge debba essere votato  da
  quest'Aula,  magari con degli approfondimenti. Mi duole,  Assessore
  consegno  a  lei questa riflessione e lo faccio insieme agli  altri
  colleghi che mi hanno preceduto, che vi sia l'assenza del Governo o
  meglio dell'Assessore al ramo che avrebbe potuto dare certamente un
  contributo significativo anche attraverso i propri Uffici e  con  i
  propri Uffici e mi duole altrettanto vedere l'Aula semivuota.
   In  questo  momento stiamo affrontando un argomento  che  è  molto
  delicato,  un  argomento  che è estremamente  attuale,  perché  non
  sfugge a nessuno che, purtroppo, la Sicilia è una di quelle regioni
  a  maggior  rischio  idrogeologico e  che,  quindi,  attraverso  la
  conoscenza  dei  problemi  che  riguardano  il  territorio  si  può
  giungere alla soluzione, al finanziamento, alla mappatura e  quindi
  alla   conseguente   riduzione  dello  stesso   rischio,   salvando
  probabilmente molte vite umane.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è  un   po'
  imbarazzante e anche triste affrontare questi argomenti in  un'Aula
  semideserta;  è  un eufemismo  semideserta  anche perché  a  parole
  confidiamo   i  destini  della  nostra  regione  alla  tutela   del
  patrimonio,  al  rilancio  turistico, alla  salvaguardia  dei  beni
  culturali e ambientali, poi quando ne parliamo non c'è nessuno.
   Credo  che  obiettare sulla bontà di questa norma è  veramente  un
  errore  clamoroso.  Tra  l'altro,  sono  direttive  europee,  credo
  comunitarie,  in  una  regione  che ha  nostra  storia,  la  nostra
  tradizione  anche  paleontologica,  antica,  non  prevedere  questo
  significa fare veramente la figura dei  perecottari .
   In  una  regione  che  si  rispetti questa  è  una  norma  che  va
  immediatamente adottata. Però, anche per spiegare - è  un  modo  di
  dire,  loro  potrebbero spiegare a me - le ragioni degli interventi
  degli  onorevoli Bufardeci e Vinciullo, il nostro è  al  solito  un
  problema gestionale: noi riusciamo a vincolare di tutto e di più  e
  siamo  la  regione  che,  in  barba ai  vincoli,  ha  il  più  alto
  coefficiente di devastazione dei territori.
   C'è  una  difficile  operazione  di  coniugazione  tra  il  regime
  vincolistico  e  quello  che poi accade di fatto,  con  una  libera
  interpretazione  delle norme da parte degli uffici dell'Assessorato
  regionale che, in fin dei conti, devo dire nei fatti dimostrano  il
  totale fallimento.
   Io  le  parlo  da  una zona che una tra le più vincolate  d'Europa
  credo;  deve  sapere, signor Presidente, che è una delle  zone  più
  devastata  d'Europa. C'è una forte antropizzazione, una  fortissima
  presenza di piccole e medie imprese che colloca la propria attività
  aziendale   all'interno  del  territorio  e   molte   volte   delle
  distorsioni interpretative portano al fallimento dell'impresa.
   Noi abbiamo bisogno e necessità prima di adottare questa norma che
  va   adottata  perché  in  una  regione  che  si  rispetti   queste
  indicazioni  un  Parlamento  le  deve  dare,  però  mi  pare  anche
  opportuno,  signor Presidente, anche nel rispetto del lavoro  fatto
  della  Commissione,  che  sia presente  il  Governo,  perché  ampio
  mandato  viene dato nell'articolato all'applicazione della norma  a
  cura  dell'Assessorato regionale. Che non facciano le fesserie  che
  abbiamo  fatto a proposito dei piani paesaggistici e di altre  cose
  che  hanno provocato nel territorio il tumulto, ci sono stati degli
  incontri con un tifo da stadio  Un regime vincolistico in una parte
  del  territorio, ma ve ne sono tanti nel resto della Sicilia  e  in
  alcune  parti straordinarie di questa terra, in cui c'è una impresa
  ogni  sette  abitanti.  Sono trentamila  in  provincia  di  Ragusa,
  operano  si  vedono vincolati un territorio, anche a volte  per  le
  cattive interpretazioni di qualche profeta dell'ambiente che compie
  degli  errori colossali prendendo lucciole per lanterne e avvengano
  poi i disastri.
   Quindi,  io sono per votare questa legge, ma sono anche perché  il
  Governo sia in Aula e illustri,  di fatto, come intende operare  in
  un argomento così sensibile e così delicato.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è intenzione della Presidenza,  se
  non  ci  sono  altri interventi, di procedere alla   votazione  del
  passaggio    all'esame   degli   articoli   e   rinviare    l'esame
  dell'articolato  a dopo il bilancio così come era stato  stabilito,
  ciò anche per consentire l'apporto del Governo.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  accogliendo le osservazioni  dei  colleghi,  Bufardeci,  Vinciullo,
  Digiacomo,  la  Commissione  ha   già   presentato un   emendamento
  che  naturalmente  vincola  il  lavoro  dei  tecnici,   soprattutto
  quello  del comma III dell'articolo  1, ad   un  parere  vincolante
  della Commissione legislativa permanente.
   E' chiaro che una maggiore riflessione in questi giorni ci aiuterà
  a  presentare nuovi miglioramenti; speriamo nell'aiuto del Governo,
  noi  non siamo stati fortunati in Commissione, perché abbiamo fatto
  molte  sedute e non abbiamo avuto mai il piacere in Commissione  di
  conoscere il cosiddetto nostro Assessore, non è mai venuto. Quindi,
  se  sarà presente in Aula noi saremo contenti, ci aiuterà magari  a
  migliorare questo testo.
   Quindi,   grazie signor Presidente, per avere inserito  all'ordine
  del  giorno questo importante testo che ci permetterà di  attingere
  risorse comunitarie che non è possibile in altra maniera attivare.

   PRESIDENTE.  Non avendo alcun altro deputato chiesto  di  parlare,
  dichiaro  chiusa  la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, così come stabilito in sede di Conferenza  dei
  Capigruppo, il disegno di legge verrà trattato successivamente.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   Discussione del disegno di legge  lavori in economia nel settore
                         forestale  (n. 868/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge  Lavori
  in economia nel settore forestale  (n. 868/A), posto al numero 2).
   La Commissione è già insediata. Ha facoltà di parlare il relatore,
  onorevole Raia, per  svolgere la relazione.

   RAIA,    relatore.   Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
  l'approvazione della disposizione in argomento si rende  necessaria
  per   reintrodurre  nell'ordinamento  regionale  il  comma  6   bis
  dell'articolo  24 della legge regionale 11 febbraio 1994,  n.  109,
  nel  testo recepito della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7, come
  introdotto  dall'articolo 1 della legge  regionale  n.  18  del  12
  novembre  2002,  che  risulta abrogato  per  effetto  del  comma  1
  dell'articolo  1 della legge regionale 12 luglio  2011,  n.  12,  e
  consente  all'Amministrazione regionale  di  potere  continuare  ad
  espletare i lavori in economia eseguiti in amministrazione  diretta
  nel settore forestale, prescindendo dai limiti previsti dal comma 5
  dell'articolo 125 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163  e
  successive modifiche ed integrazioni.
   Invero,  nella considerazione che successivamente al  31  dicembre
  2011  viene a cessare il periodo transitorio previsto dall'articolo
  1  della  richiamata  legge  regionale  12/2011  di  vigenza  della
  pregressa  normativa  (comma  6 bis dell'articolo  24  del  decreto
  legislativo  109/1994 nel testo regionale), l'emendamento  tende  a
  reintrodurre la disposizione dell'articolo 1 della legge  regionale
  12 novembre 2002, n. 18.
   Circa la praticabilità della reintroduzione di un regime giuridico
  speciale  derogatorio  per  il settore  agricolo-forestale  per  la
  tipologia   di   interventi  che  possono  essere   effettuati   in
  amministrazione diretta, senza incorrere nelle norme  sulla  libera
  concorrenza,  si è espressa positivamente l'Avvocatura distrettuale
  dello Stato con avviso del 31 agosto 2011 n. 14959 nei termini  ivi
  specificati.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  anch'io  credo
  necessaria   questo   tipo  di  norma,  necessaria   per   superare
  sostanzialmente  alcune empasse che altrimenti  la  nostra  Regione
  avrebbe in considerazione che, successivamente al 31 dicembre 2011,
  è  venuto  a  cessare  il periodo transitorio  di  cui  alla  legge
  regionale  n.  12 del 2011. Quindi, sotto questo profilo  io  credo
  che,  anche con il conforto del parere dell'Avvocatura dello  Stato
  che  chiaramente  ci ha dato, per quello che ho compreso,  conforto
  sul   tema  di  non  configurare  fattispecie  di  concorrenza   e,
  viceversa,  di potere operare in regime di house diretto,  sia  una
  buona cosa sia per il personale e sia per la capacità di spesa e di
  accelerazione della spesa in considerazione anche della  difficoltà
  complessiva.
   Quindi,  sotto  questo  profilo sin da adesso  esprimo  il  parere
  sostanzialmente  favorevole, un giudizio  sostanzialmente  positivo
  perché   questi   lavori  in  economia  possano   essere   eseguiti
  direttamente  e che così si deve fare sia per il settore  forestale
  in senso stretto, sia per quanto riguarda i lavori realizzati anche
  dall'ESA   e  dai  consorzi  di  bonifica  in  quella  logica   più
  complessiva  che  riguarda  migliaia e  migliaia  di  lavoratori  e
  risorse  che, quindi, possono essere destinate, anche sotto  questo
  profilo,   al  mantenimento  di  un  quadro  di  contesto   sociale
  occupazionale fondamentale.
   Quindi,  sotto questo profilo, eventualmente, mi sento  di  potere
  aggiungere  la  mia firma a quella dei presentatori al  disegno  di
  legge.

   PRESIDENTE. Ricordo a tutti che c'è la Commissione  Bilancio   che
  attende. Quindi, se possiamo stringere con gli interventi.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, tre minuti su cinque
  per chiarire due aspetti: non solo la disponibilità da parte nostra
  di  fare in modo che l'Aula approvi immediatamente questo testo, ma
  il punto è di perfezionarlo ulteriormente. Quindi, annuncio già che
  è  stato presentato un emendamento (poi è chiaro che nel momento in
  cui  si  darà  il termine per la presentazione questo  verrà  fatto
  seguendo  tutto  quello  che  il  Regolamento  prescrive  in   tale
  direzione).
   Credo  che  non  solo è un buon argomento per l'Avvocatura,  ma  è
  anche  un  buon  argomento  che porteremo  durante  la  discussione
  sull'articolo 1. Credo che, tutto sommato, metteremo in  condizioni
  quest'Aula  e questa nostra Regione di poter fare una  cosa  che  è
  necessaria:  andare,  cioè, a realizzare quei  lavori  direttamente
  senza che questi incricino i limiti del codice degli appalti e così
  via;  una  cosa,  quindi, che è stata fatta, anche  se  in  maniera
  diversa, in altre regioni.
     Penso  che  anche sotto il profilo sia prettamente in  punta  di
  diritto,  potremmo dire,  e sia per quanto concerne  anche  profili
  costituzionali daremo giovedì la possibilità, anche da questo punto
  di  vista  a tutti i colleghi e non solo prima di approvare  questo
  disegno  di  legge, di rendersi conto che stiamo  facendo  un  buon
  lavoro  che permetterà anche di avviare migliaia di lavoratori  che
  giustamente tengono a dimora il nostro patrimonio boschivo.
   Mi  pare,  quindi, un lavoro che, fatto anche prima della scadenza
  che  noi  già  abbiamo deciso di finanziare in bilancio,  mette  in
  condizione   coloro  che  stanno  predisponendo  tutti   gli   atti
  necessari ad avviare questi lavoratori di dare una risposta, perché
  ovviamente viviamo in una situazione in cui, anche da questo  punto
  di vista, il lavoro forestale, quello - mi permetto di dire - utile
  e  sempre   più da questo punto di vista anche teso a rappresentare
  un  economia  del bosco e non solo come questione di ammortizzatore
  sociale,  perchè  spesso e volentieri viene visto così,  può  avere
  anche  il  giusto  spazio all'interno di questa nostra  realtà,  di
  questo nostro Parlamento.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    molto
  rapidamente, per dire che ritengo molto importante il  percorso  di
  questo disegno di legge e parimenti devo dirle che sono, ancora una
  volta,   profondamente   dispiaciuto  della   totale   assenza   in
  Commissione nel percorso legislativo dell'Assessore, tanto  che  ad
  un  certo  punto  ho  pensato che il vero  assessore  nostro  fosse
  l'onorevole Raia. Ho detto al Presidente: abbiamo l'assessore Raia
   Però,  credo che il disegno di legge sia necessario, sia opportuno
  portarlo  avanti,  sia  anche opportuno migliorarlo,  però,  signor
  Presidente,  faccio  voti perché questa Presidenza,  che  è  sempre
  attenta,  che  autorevolmente  interviene,  si  faccia  carico   di
  significare al Governo, ai diversi Assessori, a molti Assessori  di
  questo  Governo che la partecipazione in Commissione  e  quella  in
  Aula  è  significativa  per  il  Parlamento,  è  significativa   ed
  importante  per il percorso legislativo e penso che sia  utile  per
  snellire le procedure e per dare ai  siciliani delle norme che sono
  poi più aderenti ai bisogni che vengono dalla Sicilia

   PRESIDENTE.  Onorevole   Buzzanca,  sarà  cura  della   Presidenza
  sollecitarne la presenza.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori   (nel   frattempo  salutiamo  l'ingresso  dell'assessore
  Venturi,  anche lui in Aula), intervengo per dire che, a  nome  del
  PDL,  non possiamo non dichiararci d'accordo nell'approvare  questo
  disegno  di legge che è stato presentato dalla relatrice, onorevole
  Raia.  Tuttavia,  crediamo  che sia opportuno,  così  come  per  la
  precedente  legge, che vengano dati i termini per potere presentare
  gli  emendamenti, perché vero è che l'Avvocatura distrettuale dello
  Stato,  con  l'avviso  del  31 agosto  2011,  ha  detto  di  essere
  favorevole  e ha dato un parere favorevole alla reintroduzione  del
  regime giuridico speciale in deroga  solo ed esclusivamente per  il
  settore  agricolo  e forestale e per tipologie  di  interventi  che
  riguardano   rimboschimento,  rinsaldamento  e  opere   costruttive
  connesse.
   Ma stiamo attenti: che significa opere costruttive connesse?
   Se,  per  un istante, immaginiamo che opere costruttive  significa
  opere di natura edilizia, è chiaro che la legge andrà incontro alle
  forche  caudine  del Commissario dello Stato. Possiamo  intervenire
  sull'argomento  solo nella misura in cui chiariamo e  specifichiamo
  che  gli  interventi  sono solo di natura silvo-boschivo-pastorale,
  non oltre.
   Non  possiamo assolutamente pensare che  opere costruttive   possa
  essere  lasciato  in  maniera  così generica  e  non  venga  invece
  chiarito che non si tratta di opere di natura edilizia e se  lavori
  di  natura  edilizia ci sono da fare, riguardano la risistemazione,
  il  riattamento  di strutture già esistenti nella  volumetria,  nei
  modi  e nelle forme di costruzione già esistenti; ciò non significa
  assolutamente  una  invasione dei nostri  territori  da  parte,  ad
  esempio, di strutture in cemento armato.
   Anche  questo  bisogna andarlo a chiarire; poi è  chiaro  che  gli
  incendi  boschivi,  le frane, le emergenze in cui  stiamo  tutti  i
  giorni, costretti, soprattutto chi ha la fortuna o la sfortuna allo
  stesso  tempo  di  vivere in zone dove vi sono grandi  presenze  di
  boschi e penso, ad esempio, alla provincia di Messina o anche a  un
  territorio  limitato della provincia di Siracusa, è chiaro  che  lì
  c'è  la necessità di intervenire subito, di intervenire velocemente
  di  intervenire  soprattutto  con  strutture  societarie  che  sono
  nell'elenco  delle  ditte di fiducia della parte  periferica  della
  Regione,   proprio   per   evitare   le   lungaggini   che   spesso
  caratterizzano  le  fasi,  innanzitutto, della progettazione,  poi,
  della gara e, quindi, dell'esecuzione dei lavori.
   Per  essere  chiari,  siccome poi questa deroga  si  applicherebbe
  anche  all'Ente  di  Sviluppo Agricolo e ai Consorzi  di  bonifica,
  senza   chiarire, stiamo attenti, all'Ente di Sviluppo  Agricolo  e
  all'ente  di  bonifica, cosa possono fare e in che  misura  possono
  intervenire.
   Siccome,  in  premessa,  si parla di opere  costruttive  connesse,
  sarebbe  opportuno,  anche con la presenza  dell'assessore  perché,
  anche  su  questo,  duole qui constatare che, per un  provvedimento
  così   importante  e  richiesto  a  gran  voce  anche  dalle   sedi
  periferiche dell'assessore, non vedo la presenza dell'assessore  al
  ramo  e, in questo modo, definitivamente, stabilendo, che le  leggi
  di  questo Parlamento, possano essere discusse e approvate senza la
  presenza  dell'assessore. E' chiaro, infatti, che oggi, ancora  una
  volta,  questo  principio passa e passa definitivamente,  cioè  nel
  senso  che  nessuno  può  più invocare l'assenza  del  Governo  per
  impedire alle leggi di andare avanti.
   Signor  Presidente,  a nome del PDL, le dico che  siamo  d'accordo
  all'approvazione  di questo disegno di legge; credo  però  che  sia
  necessario  dare  i tempi per poter presentare gli  emendamenti  in
  maniera  tale  che, poi, anche - ci auguriamo - alla  presenza  del
  Governo,  si possa approvare velocemente, giovedì prossimo,  questo
  disegno  di  legge  che  è di fondamentale  importanza  per  quanto
  riguarda la salvaguardia dei nostri boschi e che, comunque,  merita
  un'attenzione, soprattutto nell'espressione  opere costruttive'.
   Non  mancherà  al  presentatore del disegno  di  legge,  onorevole
  Colianni, di cui conosciamo la sensibilità e la capacità, anche  di
  intervenire egli stesso con un emendamento per rendere più chiaro e
  meno  soggetto ad intervento del Commissario dello Stato,  solo  ed
  esclusivamente questo passaggio.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  esprimo   la
  soddisfazione   per   gli   interventi  che   si   sono   succeduti
  relativamente ad un argomento che - diciamocela tutta -  è  obtorto
  collo  e  non  soltanto una scelta strategica ma è  una  scelta  di
  opportunità, direi, anche di necessità.
   Abbiamo varato una legge importante in passato e abbiamo detto  ai
  nostri lavoratori forestali che vogliamo garantire assolutamente la
  stabilizzazione.
   Abbiamo preso un impegno da parte di questo Parlamento e da  parte
  di  questo Governo per dare continuità ad un lavoro così importante
  che   riguarda  masse  così  significative  dei  nostri  lavoratori
  siciliani.
   In  verità, in passato, si sono fatte decine, decine e  decine  di
  richieste  di lavori in economia che poi venivano svolti attraverso
  bandi di gara, per cui questo servizio veniva terzializzato e aveva
  una rocambolesca modalità di essere poi gestito in periferia.
   Noi, con questo disegno di legge, abbiamo voluto razionalizzare il
  sistema.  Abbiamo  soprattutto voluto offrire  la  possibilità  che
  questi  lavori vengano fatti in house, quindi, vengano fatti  dalla
  stessa amministrazione regionale e, dunque, con immediatezza, senza
  la  necessità  di presentazione di progetti che talora rispondevano
  ad  interessi non sempre, devo dire, affini, non dico alla legalità
  -  per amor di Dio - ma comunque alla contestualità del territorio.
  Riteniamo, pertanto, che, con questa modalità, rendiamo più  veloce
  e  più  fattibile una serie di lavori di salvaguardia dell'ambiente
  silvo-forestale della nostra Sicilia.
   Accolgo  assolutamente  quella che è  l'indicazione  dei  colleghi
  Oddo,  Vinciullo  e  quant'altro  hanno  partecipato  al  dibattito
  perché,  in  realtà,  nessuno  di noi  vuole  vicariare  azioni  ed
  attività  che  riguardano altri assessorati rispetto  a  quello  in
  oggetto.
   Devo anche ringraziare il Presidente Mancuso per avere velocizzato
  i  lavori della Commissione perché questo provvedimento andasse  in
  Aula  immediatamente  e  potesse essere una risposta  efficace  nei
  confronti dei nostri lavoratori.
   Mi  permetterò non soltanto di aderire a quanto gli onorevoli Oddo
  e  Vinciullo hanno chiesto in termini di precisazione  ma  anche  a
  specificare altri argomenti che, secondo il mio giudizio,  possono,
  attraverso gli emendamenti, dare maggiore efficacia alla legge.  In
  particolare, mi riferisco anche alla possibilità che,  secondo  me,
  la  Forestale deve avere di concludere accordi con altre  pubbliche
  amministrazioni  perché  noi si possa  evitare  che,  tante  volte,
  abbiamo  un'infinità  di  lavoratori nel  settore  boschivo  e  poi
  abbiamo i nostri ospedali, il nostro verde che è allo sfacelo.
   Penso al verde delle scuole, penso al verde delle Aree di sviluppo
  industriale.
   Allora, mi chiedo se non riteniamo, in questa occasione, di dovere
  ottimizzare  una  quantità  così  significativa  ed  importante  di
  lavoratori per renderli partecipi ad un'azione comune concertata  e
  condivisa con gli enti locali.
   Viva  Dio, certe volte, è uno scoramento vedere le scuole  con  le
  erbacce  o  vedere le aree di sviluppo industriale con  le  erbacce
  quando  abbiamo centinaia e centinaia di operatori del  verde,  tra
  l'altro    specializzati,    che,   invece,    talvolta,    vengono
  sottoutilizzati.
   E'  questa la ragione per cui preannuncio questo emendamento, cioè
  per meglio ottimizzare la legge.
   Ringrazio  ancora i presidenti delle Commissioni che hanno  voluto
  accelerare questa importante legge.

   MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  l'impegno della Commissione  e  anche  quello
  della  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari su  questo
  disegno di legge era l'urgenza di intervenire affinché si arrivasse
  a risolvere un problema che riguardava la manutenzione ambientale.
   Per  quanto ci riguarda, l'impegno preso e io spero anche  per  la
  Presidenza,   questo   testo   non  può  assolutamente   accogliere
  emendamenti  diversi  o  emendamenti che  addirittura  intervengono
  sulla materia.

        PRESIDENTE. In effetti, è così. La Conferenza dei  Presidenti
  dei    Gruppi    parlamentari,    all'unanimità,   ha    deliberato
  l'inserimento  di  questi  due disegni  di  legge  proprio  con  la
  motivazione  dell'importanza dell'uno che non aveva nessun  impegno
  di  spesa  e  dell'urgenza assoluta dell'altro,  vista  l'imminenza
  dell'avviamento al lavoro dei lavori della forestale.
   Non  avendo  alcun  altro deputato chiesto  di  parlare,  dichiaro
  chiusa  la  discussione generale e pongo in votazione il  passaggio
  all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Con  le precisazioni che ha voluto dare anche il Presidente  della
  Commissione,  si  fissa  il  termine  per  la  presentazione  degli
  emendamenti,  relativamente  ad entrambi  i  disegni  di  legge,  a
  domani, mercoledì 21 marzo 2012, alle ore 12.00

      Comunicazione di nuova denominazione di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che il vicepresidente,  onorevole  Giovanni
  Greco,  ha  comunicato che a far data dal 20 marzo 2012  il  Gruppo
  parlamentare   Alleati per la Sicilia' ha assunto la  denominazione
   Movimento Popolare Siciliano' in forma abbreviata  MPS .

   L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  giovedì,  22  marzo
  2012, alle ore  12.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  - Comunicazioni

  II  -  Discussione dei  disegni di legge:
    1)  -  Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
         finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014.
         (n. 800)

    2)  -  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2012.
         Legge di stabilità regionale.  (n. 801)

    3)  -  Norme per il riconoscimento, la catalogazione e la tutela
         dei geositi in Sicilia.  (n. 735/A) (Seguito)

    4)  -    Lavori in economia nel settore forestale.  (n.  868/A)
         (Seguito)
             Relatore: on. Raia

                   La seduta è tolta alle ore 18.13

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
                            alle ore 20.00

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli