Presidenza del vicepresidente Formica
POGLIESE, segretario f.f, dà lettura dei processi verbali delle
sedute numeri 335 e 336 del 27 marzo 2012 che, non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Comunicazione di nomina di componente della Commissione
permanente per l'esame delle questioni concernenti l'attività
dell'Unione europea'
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura del decreto n. 160 del
27 marzo 2012, con il quale l'onorevole Giuseppe Digiacomo è
nominato componente della Commissione permanente per l'esame delle
questioni concernenti l'attività dell'Unione europea', in
sostituzione dell'onorevole Termine, dimissionario:
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
IL PRESIDENTE
VISTE le dimissione dell'onorevole Salvatore Termine da
componente della Commissione permanente per l'esame delle
questioni concernenti l'attività dell'Unione europea , datate 20
marzo 2012 e pervenute alla Presidenza dell'Assemblea in pari
data;
CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione:
VISTA la designazione del Gruppo parlamentare Partito
Democratico' al quale l'onorevole Termine appartiene;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
DECRETA
l'onorevole Giuseppe Digiacomo è nominato componente della
Commissione permanente per l'esame delle questioni concernenti
l'attività dell'Unione europea , in sostituzione dell'onorevole
Termine, dimissionario.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 27 marzo 2012
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni
programmatiche
e correttive per l'anno 2012. Legge di stabilità regionale»
(801/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge numero 801/A «Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2012. Legge di stabilità
regionale».
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
alla medesima assegnato.
CORDARO. Ma dov'è il fascicolo degli emendamenti?
PRESIDENTE. E' stato distribuito il fascicolo degli emendamenti al
testo presentato. Non lo avete?
CORDARO. No.
PRESIDENTE. Adesso verifichiamo se è stato distribuito.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, siccome l'onorevole Cordaro solleva un problema,
rispondo subito. Stamattina alcuni giornali riportano la notizia
di due associazioni che sarebbero a me vicine.
CORDARO. Le ho fatto i complimenti
VINCIULLO. Allora, nell'accettare i complimenti che mi fa
l'onorevole Cordaro, vorrei ricordare alcune cose: 1)
l'associazione Meter era un'associazione che tutti gli anni ha
avuto 132 mila euro o 147 mila euro di finanziamento e quest'anno
ne ha avuti solo 97 mila, se questo è merito della mia difesa,
credo di essere avvocato delle cause perse
Vorrei ricordare, altresì, che le altre due associazioni, che
svolgono sempre un meritorio lavoro simile a questo, ma forse di
molto inferiore per mole di risultati, hanno avuto da questa
Assemblea risultati sicuramente diversi.
Per quanto riguarda i teatri, l'INDA, che fino a prova contraria è
la fondazione più importante che esiste in Italia e forse anche in
Europa perché gestisce il più grande Teatro greco che esiste al
mondo - e lo dico con orgoglio non di siracusano, ma di italiano -,
bene, per essere chiari l'INDA ha avuto quello che ha avuto l'anno
scorso, né più né meno, anzi, ringrazio l'onorevole Marziano che mi
ricorda che ha avuto stanziati 47 mila euro in meno. Quindi,
vedete, fare queste riflessioni ad alta voce poi, alla fine,
spingono i deputati ad intervenire e a riportare la verità dei
fatti.
Ciò premesso, signor Presidente, io vorrei che oggi i lavori
d'Aula non si svolgessero come ieri; ieri infatti non abbiamo
approvato il bilancio della regione Sicilia, abbiamo approvato il
bilancio di un comune di 300 abitanti; lo abbiamo fatto in maniera
veloce, impedendo spesso ai deputati di parlare, durante la quale
discussione il Presidente dell'Assemblea era contemporaneamente:
Presidente dell'Assemblea, Presidente della Commissione e
Assessore, perché era lui stesso che dava i pareri di volta in
volta: favorevole o contrario , senza dare nemmeno il tempo di
respirare. E quindi credo sia questo il peggiore bilancio che sia
stato mai fatto da quest'Assemblea regionale, in quanto - ripeto -
è un bilancio che è stato fatto senza dare la possibilità di
parlare, senza dare la possibilità di ascoltare le istanze che
provengono dal territorio, senza ragionare e senza che i
rappresentanti dei partiti avessero il coraggio di alzarsi e di
dire quello che pensano del futuro della nostra terra.
Abbiamo approvato dunque un bilancio di cui bisogna assolutamente
vergognarsi; un bilancio in cui le fasce sociali deboli sono state
escluse perché - ricordo - che non c'è il bonus socio-sanitario; il
buono scuola è stato ulteriormente limitato; tutti gli interventi a
favore delle fasce sociali più deboli sono state escluse, anche
quando si è deciso di spendere sull'università, anziché guardare al
diritto degli studenti di poter frequentare le università, si è
preferito finanziare tutta una serie di enti inutili che in questi
anni sono stati dei carrozzoni politici' che sono serviti solo ed
esclusivamente a garantire feudi insopportabili di abusi, e che con
questo bilancio continueranno ad esserci anche per il 2012.
Allora, presidente Formica, io mi appello al ruolo che lei
ricopre. Vorremmo oggi capire se possiamo, nell'approvare la
finanziaria, ragionare seriamente oppure se dobbiamo solo ed
esclusivamente, come è successo ieri, approvare provvedimenti che
in altre sedi erano stati già concordati.
Bene Se è questa la sua decisione, signor Presidente, ce lo dica,
io fin da adesso le dico che ritirerò tutti gli emendamenti che ho
presentato, non accetterò di farmi prendere in giro anche oggi da
questa maggioranza, arrivati a questo punto, bulgara e trasversale,
in cui i partiti che devono fare l'opposizione, devono fare
l'opposizione, e quelli che devono governare devono avere il
coraggio di salire sul podio e dire cosa pensano, ad esempio, delle
promesse che hanno fatto alle varie associazioni di forconi che
abbiamo incontrato e che come pare di ricordare da ieri, nessuna
delle richieste a suo tempo concordata potrà mai essere soddisfatta
dal bilancio che abbiamo approvato.
Anzi, signor Presidente, torno nuovamente a chiederle che prima di
approvare la finanziaria e il bilancio, si approvino quelle leggi
che nella Sala Gialla e nella Sala Rossa abbiamo concordato con i
rappresentanti delle categorie, perché credo che questo la gente si
aspetti da noi: un sussulto di dignità, un sussulto di
autorevolezza, la voglia di rispondere in maniera seria agli
interessi della gente e di mantenere, soprattutto, la parola data e
quanto avevamo concordato con i rappresentanti dei forconi.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, solo per dichiarare che intendo
apporre la mia firma ai sub emendamenti presentati dall'onorevole
Galvagno ed altri, l'emendamento 1.1.1, 1.1.2, e 1.1.3, al disegno
di legge finanziaria che stiamo discutendo.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, io intervengo sull'ordine dei lavori
per richiamare il Governo, che vedo un po' distratto, su una
problematica che forse ancora oggi, se lo ritiene, il Governo
dovrebbe riflettere tenuto conto che nel bilancio di ieri non si è
posta nessuna attenzione a quello che dirò.
In particolar modo, mi riferisco ai dissesti idrogeologici di
questa Sicilia.
Pochi giorni fa a Messina la struttura commissariale ha ritenuto
di organizzare su un fenomeno che ha visto 37 morti nella nostra
città, paradossalmente un workshop'. Sapete di cosa si tratta? Si
tratta di eventi che riguardano più o meno la fine di tutto ciò che
spesso avviene nelle internalizzazioni quando le imprese vanno
fuori e poi intercorrono degli accordi tra il cliente e il
venditore.
Bene, a Messina il 17 e il 24 di marzo 2012 si è tenuta una
settimana di studi, convegni sulle problematiche dei dissesti idro-
geologici.
Devo dire che lo standard delle persone è indubbiamente
qualificatissima, devo dire più che giusto che si sia fatto un
evento del genere, però, obiettivamente, ritengo che il Governo
avrebbe dovuto rammentare, e l'assessore Armao ne faceva parte
quando io feci l'assessore per i lavori pubblici che in quei pochi
mesi, nella Regione Sicilia era vigente una delibera di Giunta del
3 ottobre 2009 che continua a rimanere inattuata, essa prevedeva
che la Regione Sicilia, allora su mia proposta, si occupasse di
questo fenomeno una volta per tutte, cambiando la tendenza che in
quegli anni albergava nel Governo Lombardo, e certamente anche
prima, che aveva un certo modo di agire sui fenomeni del dissesto
idrogeologico.
Mi fa piacere che oggi ci sia anche l'Assessore per il territorio
e l'ambiente che allora ne faceva parte, e la invito, assessore,
visto che di sicuro non conoscerà questa delibera, il Presidente
Lombardo forse non avrà mai avuto il tempo di dirglielo, che è una
delibera che continua ad essere disattesa, perché si continua ad
operare in maniera discordante tra i vari assessorati: ai lavori
pubblici dove non si mettono i soldi per gli eventi calamitosi e
per i torrenti; al territorio e ambiente che continua a continuare
a fare i PAI a morto accaduto; la protezione civile che interviene
in maniera anche esagerata rispetto alle proprie competenze. Beh,
il risultato, signor Presidente, è che quella delibera e quel
workshop di Messina mi ha dato da riflettere. Ho capito che il
Governo regionale non ha fatto nulla dal 2009 ad oggi.
Vede, si voleva operare una nuova tendenza sui dissesti in
Sicilia, perché assistere sistematicamente a quei funerali
strazianti di persone che muoiono e la Sicilia fa solo workshop,
mi dispiace ma il Presidente Lombardo ha fatto un workshop a
Messina, piuttosto che fare quello che un Governo dovrebbe fare: e
cioè una legge e ora le dico io, assessore, quello che avrebbe
dovuto fare il Governo. Mi dispiace che l'Assessore per il
territorio e l'ambiente che si è appena insediato dovrebbe
occuparsi di fare un recepimento della legge sull'autorità di
bacino che è ben altra cosa
Quello è un discorso serio che la Regione dovrebbe portare avanti
e dovrebbe farlo, e visto che da anni non lo ha fatto, il
sottoscritto il 27 dicembre 2011 lo ha presentato - considerata la
negligenza del Governo Lombardo che invece di fare riforme
legislative sui dissesti idrogeologici e non seguire la delibera di
Giunta che già dava un avvio ad un coordinamento di queste azioni,
fra i tre assessorati, organizza invece a Messina un workshop.
Ho presentato un'interrogazione la cui risposta, chiedo, mi venga
data con urgenza, l'ho appena depositata perché voglio sapere se
la Commissione, a struttura commissariale, quanto ha speso per fare
questo workshop - fermo restando che non è questo il modo in cui un
Governo deve agire: il Governo deve fare eseguire le leggi per
cambiare la tendenza dei dissesti che in Sicilia avvengono.
Signor Presidente, la invito, su questo tema, al momento
opportuno, e invito il Governo, e credo sia il caso, a rimpinguare
i due capitoli dei lavori pubblici che anno dopo anno vengono
svuotati di competenza e gli uffici del Genio civile trasmettono
perizie, ricordo al 2009 c'erano 40 milioni di perizie inevase su
problematiche del dissesto. Penso che ancora il Governo sia in
tempo per rimpinguare quei due capitoli e per valutare, una volta e
per tutte, di dare seguito alla delibera del 3 ottobre 2009 che, su
mia richiesta fu fatta in Giunta il sabato dopo l'evento calamitoso
di Messina.
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2012.
Legge di stabilità regionale (801/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si procede con il seguito della
discussione del disegno di legge n. 801/A Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2012. Legge di stabilità
regionale .
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Risultati differenziali. Determinazione fondi di riserva.
1. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera b) della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, e considerati gli effetti della presente legge, il
saldo netto da finanziare per l'anno 2012 è determinato in termini
di competenza in 325.403 migliaia di euro.
2. Tenuto conto degli effetti della presente legge sul bilancio
pluriennale a legislazione vigente, per l'anno 2013 è determinato
un saldo netto da finanziare pari a 138.549 migliaia di euro, per
l'anno 2014 è determinato un saldo netto da impiegare pari a 31.301
migliaia di euro. Il Ragioniere generale della Regione è
autorizzato ad effettuare operazioni finanziarie per il
finanziamento di investimenti coerenti con l'articolo 3, comma 18,
della legge 24 dicembre 2003, n. 350 e successive modifiche ed
integrazioni, per un ammontare complessivo pari a 545.000 migliaia
di euro per l'esercizio finanziario 2012, pari a 454.000 migliaia
di euro migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2013 e pari a
210.000 migliaia di euro migliaia di euro per l'esercizio
finanziario2014.
3. L'ammontare complessivo dei fondi di riserva per le spese
obbligatorie e di ordine e per la riassegnazione dei residui
passivi di parte corrente e in conto capitale eliminati negli
esercizi precedenti per perenzione amministrativa, relativi alle
risorse regionali, è determinato, nell'esercizio finanziario 2012,
in 450.000 migliaia di euro».
ARMAO. Chiedo di accantonare l'articolo 1.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. I documenti che ci sono stati consegnati stamattina sono
corposi, nel merito molto importanti, perché stravolgono sotto
diversi profili normativi fondamentali della Regione - molti dei
nostri colleghi ancora non hanno avuto modo di potere leggere
queste profonde innovazioni che il Governo ha proposto negli
emendamenti senza entrare nel merito a tutto quello che è stato
depositato.
Da una prima occhiata superficiale ai documenti notiamo che
determinate materie inserite nel decreto Salva Italia' del Governo
Monti non sono neanche considerate. Peraltro materie
importantissime, oggi, nella città di Palermo, attuali: come i
rifiuti dove i termini e i tempi per intervenire ed evitare, da
parte del Governo nazionale, la cosiddetta sostituzione' e quindi
il Commissariamento metterebbe ancora una volta la Sicilia in
ginocchio in un settore dove ancora oggi la legge n. 9 non è stata
attuata.
Rispetto a tutto ciò, signor Presidente, il Governo dovrebbe
riflettere su un unico emendamento da proporre ai gruppi politici,
in modo che la riflessione possa essere completa da parte di tutti
i gruppi parlamentari, dei colleghi che vogliono prendere visioni.
E eventualmente ritornare in Aula con idee più chiare.
E' chiaro che non è possibile fare tutto quello che oggi è
proposto. Il Governo deve fare delle scelte che non possono fare
assolutamente i gruppi parlamentari. Queste scelte devono essere
delle scelte radicali che devono tenere conto di quello che è
stato, appunto, il decreto legge Salva Italia e gli impegni che
il Governo nazionale chiede a tutte le regioni compresa la nostra.
Gli articoli 2 e 3, così come esitati dalla Commissione di
merito, sui quali mi sembra non ci sia alcuna difficoltà per
l'approvazione mattutina. Io ritengo che anche l'articolo 4 deve
essere votato questa mattina dall'Assemblea. Mentre sull'articolo 1
è una discussione molto più complessa, anche se riteniamo che
determinate proposte già nel bilancio sono state sopravalutate.
Mi sembra che c'è ancora una volta da parte del Governo una
valutazione superficiale sulle entrate dove dovremmo stare molto
più attenti.
L'articolo 5, se non ricordo male, sono i fondi globali, quelli li
faremo poi alla fine.
LEANZA NICOLA. No, sono le proroghe.
MANCUSO. Quindi io ritengo che gli articoli 2, 3 e 4 ..
PRESIDENTE. Anche l'articolo 5, onorevole Mancuso, sono le
proroghe.
MANCUSO. Ah, sono le proroghe. Allora anche l'articolo 5 devono
essere oggetto di discussione da parte dell'Assemblea appunto
convocata stamani.
LEANZA NICOLA. Chiede di parlare,
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, semplicemente per confermare che per quanto mi riguarda
la proposta dell'onorevole Mancuso che stamattina sarebbe opportuno
fare gli articoli 2, 3, 4 e 5 in modo tale che poi magari c'è
bisogno di una pausa di riflessione per verificare tutti gli
emendamenti che sono arrivati, soprattutto quelli da parte del
Governo e vedere se è possibile trovare una intesa, la migliore
possibile, per coniugare sviluppo, solidarietà ed equità in questa
manovra finanziaria, considerato che il bilancio che abbiamo
approvato ieri è un bilancio rigoroso, è stato un bilancio
abbastanza condiviso e quindi mi sembra che continuare in questa
opera di condivisione secondo me sia utile ed opportuno per la
nostra Sicilia.
PRESIDENTE. La Presidenza è dello stesso avviso. Inoltre aggiunge
che sarebbe auspicabile - e in questo senso si muoverà la
Presidenza -, una volta completati gli articoli dal 2 al 5, si
dovrebbe riunire la Commissione Bilancio con un termine congruo
perché ci sia anche una relazione da parte della Ragioneria
generale, come è previsto dal nostro Regolamento, in maniera tale
che la Presidenza sia posta nella di svolgere il proprio ruolo
sulle proposte avanzate nel maxi-emendamento.
Comunico che all'articolo 1 è stato presentato l'emendamento 1.1,
degli onorevole Pogliese ed altri. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(L'emendamento 1.1 è approvato con il voto contrario dei Gruppi
parlamentari Pdl, Pid - Cantiere Popolare e Udc).
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Disposizioni in materia di residui attivi, passivi e
perenti
1. Le entrate accertate contabilmente fino all'esercizio 2010 a
fronte delle quali, alla chiusura dell'esercizio 2011, non
corrispondono crediti da riscuotere nei confronti di debitori
certi, sono eliminate dalle scritture contabili della Regione
dell'esercizio medesimo.
2. Con decreto del Ragioniere generale della Regione, su
indicazione delle competenti amministrazioni, si procede
all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del comma 1.
Copia di detto decreto è allegata al rendiconto generale della
Regione per l'esercizio finanziario 2011. Qualora, a fronte delle
somme eliminate a norma del presente articolo, sussistano crediti,
si provvede al loro accertamento all'atto della riscossione con
imputazione al conto della competenza dei pertinenti capitoli di
entrata.
3. Le somme perenti agli effetti amministrativi relative ad
impegni assunti fino all'esercizio finanziario 2001, non reiscritte
in bilancio entro la chiusura dell'esercizio finanziario 2011, sono
eliminate dalle scritture contabili della Regione dell'esercizio
medesimo. Con successivi decreti del Ragioniere generale della
Regione si procede all'individuazione delle somme da eliminare ai
sensi del presente comma. Copia di detti decreti è allegata al
rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2011.
4. Gli impegni di parte corrente assunti a carico del bilancio
della Regione fino all'esercizio 2010 e quelli di conto capitale
assunti fino all'esercizio 2009, per i quali alla chiusura
dell'esercizio 2011 non corrispondono obbligazioni giuridicamente
vincolanti, sono eliminati dalle scritture contabili della Regione
dell'esercizio medesimo.
5. Le disposizioni di cui ai commi 3 e 4 non si applicano alle
spese per esecuzione di opere, qualora il progetto dell'opera
finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti abbiano già adottato
le deliberazioni che indicono la gara, stabilendo le modalità di
appalto.
6. Con successivi decreti del Ragioniere generale della Regione,
su indicazione delle competenti amministrazioni, si procede
all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del comma 4.
Copia di detti decreti è allegata al rendiconto generale della
Regione per l'esercizio finanziario 2011.
7. Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi dei commi 1,
2, 3, 4, 5, e 6, sussista ancora l'obbligo della Regione e, nel
caso di somme eliminate ai sensi del comma 3, sia documentata
l'interruzione dei termini di prescrizione, si provvede al relativo
pagamento con le disponibilità dei capitoli aventi finalità
analoghe a quelli su cui gravavano originariamente le spese o, in
mancanza di disponibilità, mediante iscrizione in bilancio delle
relative somme, da effettuarsi con successivi decreti del
Ragioniere generale della Regione ai sensi degli articoli 26 e 27
della legge 31 dicembre 2009, n. 196 e successive modifiche ed
integrazioni e dell'articolo 47 della legge regionale 7 agosto
1997, n. 30 e successive modifiche ed integrazioni».
Comunico che all'articolo 2 non sono stati presentati
emendamenti.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli articoli 3 e 4 sono al momento accantonati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
Art. 5.
Proroghe di contratti di personale a tempo determinato
1. Nelle more della definizione dei processi di stabilizzazione di
cui al comma 1 dell'articolo 1, della legge regionale 29 dicembre
2010, n. 24 e al fine di non interrompere le attività connesse ai
compiti straordinari in materia di protezione civile, ambientale e
del territorio, delle acque e dei rifiuti e nel rispetto delle
disposizioni contenute nell'articolo 9, comma 28 e, ove ricorrano i
presupposti di legge, nell'articolo 14, commi 24 bis e 24 ter del
decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modifiche ed
integrazioni, l'amministrazione regionale è autorizzata a
continuare ad avvalersi, fino al 31 dicembre 2012, del personale
titolare di contratti autorizzati, ai sensi delle norme di seguito
indicate, già prorogati ai sensi della legge regionale 29 dicembre
2010, n. 24:
a) articolo 4, comma 8, della legge regionale 14 aprile 2006, n.
16;
b) articolo 1, comma 1, della legge regionale 29 dicembre 2009, n.
13, come prorogati dall'articolo 51, comma 6, della legge regionale
12 maggio 2010, n. 11;
c) articolo 1, comma 6, della legge regionale 29 dicembre 2009, n.
13, come prorogati dall'articolo 51, comma 6, della legge regionale
12 maggio 2010, n. 11;
d) articolo 1, comma 7, lettere a), c), d) ed e) della legge
regionale 29 dicembre 2009, n. 13, nei limiti imposti dalla proroga
di cui all'articolo 51, comma 8, della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11;
e) articolo 1, comma 7, lettera b) della legge regionale 29
dicembre 2009, n. 13;
f) articolo 25 delle legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21;
articolo 41 della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15; articolo
2, comma 3, della legge regionale 1 febbraio 2006, n. 4; articolo
8, comma 1, della legge regionale 14 aprile 2006, n. 16;
g) articolo 7, comma 13, della legge regionale 22 dicembre 2005,
n. 19 e successive modifiche ed integrazioni.
2. Per far fronte agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1
è autorizzata per l'esercizio finanziario 2012 la spesa complessiva
di 23.340 migliaia di euro, di cui:
a) 825 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera a);
b) 12.009 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera
b);
c) 6.300 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera c);
d) 2.625 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera d)
e lettera e);
e) 1.302 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera f);
f) 279 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera g).
PRESIDENTE. Comunico che all'articolo 5 sono stati presentati tre
emendamenti.
Si passa all'emendamento 5.1 della Commissione. Il parere del
Governo?
La seduta è sospesa per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 12.24, è ripresa alle ore 12.25)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo intervenire
prima del collega Mancuso per chiarire che l'emendamento proposto
dalla Commissione sopperisce ad una dimenticanza della stessa
Commissione. Infatti, nelle proroghe dell'esercizio provvisorio,
valevoli fino al 31 marzo 2012 e riprese nel testo fino al 31
dicembre 2012, mancavano queste categorie, che sono i consorzi di
bonifica. Le stiamo riprendendo; se riprendiamo il testo
dell'esercizio provvisorio, vi accorgerete di questa mancanza. Se
confrontiamo il testo dell'esercizio provvisorio con questo, verrà
fuori, in maniera molto chiara, che questa categoria già faceva
parte di quel provvedimento ed è stata dimenticata.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza entrare nel
merito dell'emendamento presentato dalla Commissione, invitiamo la
Commissione e i colleghi, che hanno presentato ulteriori
emendamenti rispetto al testo che è uscito dalla Commissione, a
valutarli successivamente.
Se si ritiene ora di insistere su emendamenti fuori dal testo
della Commissione, la preghiamo e la invitiamo ad iniziare l'esame
della finanziaria dall'articolo 1, con tutti gli emendamenti che
sono stati presentati sino ad ora. Se, invece, si vuole procedere
così come si era detto, si ritirano e dopo - se è vero ed è
sicuramente vero quello che dice l'onorevole Dina - saranno
aggiunti in un maxi emendamento, allorquando questo verrà
concertato con un ragionamento fatto da tutti i capigruppo di
questa Assemblea.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per fugare il campo
da perplessità che possono sottendere a chissà quale
strumentalizzazione, io accetto la proposta. Però, voglio ricordare
al collega Mancuso che in Commissione è stato detto chiaramente, e
possiamo prendere i verbali, che tutto quello che era
nell'esercizio provvisorio e veniva prorogato sarebbe stato
inserito nella finanziaria. Pertanto, se c'è questo impegno
possiamo andare tranquilli.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che l'Aula,
l'onorevole Dina, il buon senso di ognuno di noi, ci debba portare
a fare una valutazione: siccome sono solo tre questi emendamenti e
devo dire, forse per furbizia, qualche collega nel secondo e nel
terzo il Governo
Se voi leggete gli emendamenti 5.2 e 5.3 sono pressochè uguali,
sia quello degli onorevoli Marrocco-Currenti che quello del
Governo.
Devo dire che su questo emendamento si sono spesi un po' tutti i
deputati di quest'Aula. Il sottoscritto, per esempio, l'ha
presentato come emendamento aggiuntivo, io invece qui me lo ritrovo
inserito in questo articolo - e forse non so se è una proroga
questa -, questa è una copertura finanziaria alla quale so che cosa
fa riferimento. Forse è più corretto quando l onorevole Mancuso
dice di prendere i tre emendamenti, anche quello della Commissione.
Perché, vede, signor Presidente, questo problema del personale dei
PAI è un vecchio problema; è dal 2005 che lo Stato non dà più
finanziamenti. Io la conosco bene questa materia. Allora era
assessore il presidente Cascio. Abbiamo fatto una norma
sull'argomento per coprire il fatto che lo Stato, il Ministero
dell'Ambiente, non dava più le risorse a quel personale che devo
dire è competente. E' da 2005 circa che noi sopperiamo con fondi
della Regione.
Però il problema, signor Presidente, è molto più complesso perché
non me ne dispiaccio, anzi mi fa piacere che c'è l'Assessore per il
territorio, su questo problema dei PAI bisognerebbe aprire una
discussione perché sui problemi dei dissesti i PAI non avvengono
in maniera preventiva, avvengono a morte accaduta o a evento
franoso accaduto, in quanto purtroppo questo strumento avviene
presso gli uffici dell'assessorato; c'è poca dimestichezza sui
territori, anzi nulla, questo personale quindi una volta per tutte
dovremmo chiarire di cosa si deve effettivamente occupare. Io sono
il primo a dire sì a questa proroga, ma vogliamo una volta per
tutte porci il problema in questi anni quante volte i PAI hanno
anticipato eventi o quante volte i PAI intervengono ad eventi
accaduti? Questo è il tema.
Io le posso dire che a Giampilieri, il PAI di Giampilieri inserì
come zona in frana quella opposta a dove c'è stata la frana. Forse,
i colleghi non lo sanno ma è così E quanto tempo poi passa dal
momento in cui il PAI deve essere rivisto e approvato in Giunta -
ed ecco che si riallaccia al problema di prima della famosa
autorità di bacino - perché la Giunta il più delle volte non
conoscendo di cosa si tratta, a malapena in un dischetto, approva
ma non sa quello che approva.
Ed allora, forse il problema è molto più complesso. Io invito,
quindi, l'onorevole Dina in questo momento, fermo restando che a
questa materia di sicuro sarà fatta la proroga, però il problema è
che bisogna chiarire una volta per tutte se questo personale del
PAI si vuole occupare anche di prevenzione vera dei dissesti e non
di eventi accaduti, perché quasi sempre oggi in questi anni è
successo così.
Quindi io invito il collega, gentilmente, a ritirare i tre
emendamenti e a discuterli nel momento opportuno con un passaggio
più politico dei capigruppo della Commissione come ha detto e ha
suggerito l'onorevole Mancuso.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onde evitare
equivoci dopo aver partecipato ieri al dibattito sul bilancio ed
avere espresso le nostre posizioni sul bilancio, ovviamente
negative, partendo dalla nostra valutazione sulle entrate che in
modo preoccupante sia in Commissione che in Aula abbiamo ritenuto
per molti aspetti, sin dalla relazione del nostro relatore di
minoranza onorevole D'Asero, destituite di fondamento alcune
entrate che facevano riferimento sia allo smobilizzo delle quote
nelle partecipazioni regionali e sia alla valorizzazione e alla
vendita degli immobili che in questo esercizio, in questa proposta
di bilancio venivano accentuate in modo abnorme e in modo,
ovviamente, non fondato e non credibile, a fronte di questa
situazione abbiamo poi cercato di fornire il nostro contributo per
un miglioramento del quadro complessivo che consentisse alle spese
di non essere poi in modo offensivo contrastanti con quanto il
quadro delle entrate vergognosamente documentava.
Però, la verità, caro collega Cracolici, è che il rischio adesso,
passando dal bilancio alla finanziaria il quadro che si evidenzia è
tale da far notare che con gli emendamenti all'articolato e con
quelli che si preannunciano emendamenti aggiuntivi si sta
presentando una materia e una legge completamente diversa da quella
che noi avevamo concordato e formulato in Commissione.
Se arriviamo allo scandalo che questo Parlamento debba essere
ancora una volta offeso e scavalcato perché gli emendamenti fanno
le leggi, allora noi faremo ad oltranza le barricate Perché noi
leggiamo che in materia di sanità abbiamo concordato con
l'Assessore, e noi non abbiamo motivo di ritenere che l'Assessore
abbia detto cose non fondate in relazione agli impegni presi a
Roma; abbiamo ascoltato la relazione dell'Assessore, l'Assessore ha
detto che il concorso siciliano in materia di spesa sanitaria si
attestava nella misura del 44 per cento, adesso noi leggiamo in un
emendamento che lo riportiamo al 49 per cento nelle more di una
sentenza della Corte costituzionale. Leggiamo anche che eventuali
migliori risultati di esercizio verrebbero finalizzati a obiettivi
extrasanitari in un emendamento dedicato alla sanità. Questo è
materiale vergognoso
Allora, o noi lo strappiamo e parliamo del testo che dalla
Commissione è stato concordato per l'Aula, allora va bene, ma se
dobbiamo procedere con emendamenti che stanno completamente
stravolgendo la legge noi non ci stiamo.
Signor Presidente, le ricordo anche che questa Finanziaria, in
modo vergognoso, è completamente inadempiente rispetto ad impegni
che avevamo preso come galantuomini in Sala Rossa, riguardo una
materia incandescente che è quella della crisi agricola,
commerciale rappresentata e rivendicata dai cosiddetti Forconi .
Avevamo detto in quella occasione, tutti insieme, che dovevamo
inserire in Finanziaria alcune misure urgenti. Queste misure
urgenti non sono esistenti, né nell'articolato, né negli
emendamenti e nemmeno nell'aggiuntivo.
Se questa è una classe politica che vuole continuare a vivere la
credibilità, non soltanto di quest'Aula, ma quella degli atti umani
fuori da quest'Aula, non parlo più di politica, non parlo più di
Governo, parlo di credibilità dal punto di vista umano perché siamo
usciti, cari colleghi, dalla Sala Rossa, per quelli che non
c'eravate, stringendo la mano ad un'intera categoria e dicendo che
in Finanziaria avremmo messo la norma anti taroccamento e la norma
finalizzata a modificare le modalità di riscossione della Serit.
Tanto è vero che alcuni di noi si è preso la briga di assumere
informazioni nelle varie Commissioni. C'erano dei disegni di legge,
uno a firma dell'onorevole Calanducci, un altro a firma di altri
colleghi, che giacevano in Commissione.
Voi sapete che l'iter della Commissione è defatigante e lungo. Si
sa quando comincia e non si sa quando finisce. Avevamo preso
impegni di inserire tutta questa materia in Finanziaria. Adesso la
Finanziaria viene, invece, tutta infarcita di emendamenti che
riguardano altre cose. Non c'è uno straccio di adempimento, di
adempienza, di adesione agli impegni assunti Ma come potremmo
continuare a difendere la credibilità di questo Parlamento e di
questa Istituzione
CRACOLICI. Di cosa stiamo parlando? Pensavo che stessimo parlando
dell'articolo 3.
LEONTINI. Onorevole Cracolici, siamo partiti dall'articolo 3.
L'articolo 3 vuole essere modificato da un emendamento che dice
tutt'altro rispetto al testo che avevamo concordato in Commissione.
Se lei ricorda in Commissione abbiamo anche concordato che il 44
per cento doveva essere la percentuale di concorso siciliano alla
spesa sanitaria, qui stiamo leggendo cose completamente diverse. Un
altro mondo, un altro pianeta, un'altra programmazione, altri
numeri, addirittura le finalità extra sanitarie per i migliori
risultati sanitari, ove fossero esistenti minori risultati
sanitari, noi destiniamo i migliori risultati sanitari a finalità
extra sanitarie.
C'è di tutto Se poi andate a leggere il maxi emendamento del
Governo alla Finanziaria, mi pare che ci sia un'altra sequela di
prebende distribuite e spalmate a crema a tutte le associazioni
esistenti ed inesistenti. E poi troviamo anche, nonostante
l'inadempienza, caro collega Bufardeci, nei confronti dei
Forconi , troviamo l'aumento del canone sull'acqua per usi
agricoli, l'aumento del canone dell'acqua per usi agricoli Noi ci
stiamo trasformando in vessatori di una categoria alla quale
avevamo promesso che avremmo risolto alcuni problemi C'è da parte
del Governo, un emendamento che aumenta i canoni dell'acqua per uso
agricolo Queste sono cose vergognose Può mai essere, questo, uno
strumento di governo del territorio siciliano? Sono questi gli
impegni che abbiamo assunto nei confronti delle categorie?
Allora, fermiamoci, signor Presidente, perché così non si può
andare avanti, altrimenti noi presentiamo tutti gli emendamenti ed
interverremo tutte le volte che è necessario intervenire, perché
questo significa andare avanti in modo difforme dalle cose che
abbiamo concordato in Commissione, collega Galvagno. Avevamo
concordato una cosa e ne stiamo facendo un'altra
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare numerosi deputati. Lo stesso
Governo aveva chiesto di intervenire. La Presidenza ribadisce,
anche in virtù del dibattito che si è svolto sino ad ora, di
procedere sugli articoli senza gli emendamenti. Stiamo esaminando
l'articolo 5. Se c'è il ritiro degli emendamenti
CRACOLICI. Siamo all'articolo 5, allora non siamo all'articolo 3
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei lo sa meglio di me. Stiamo
iniziando l'esame del documento finanziario e la Presidenza, come
tutto il Parlamento, deve cercare di arrivare ad una soluzione che
consenta una rapida approvazione. Gli emendamenti 5.1, 5.2 e 5.3
si intendono ritirati?
DINA. No, non sono ritirati Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Dina, le ho consentito di intervenire due
volte e questa sarebbe la terza. Emerge chiaramente dal dibattito
che sin qui si è svolto che se in questa fase vogliamo procedere ad
approvare tre articoli, due o tre articoli, lo si può fare solo
senza emendamenti, dopodiché è stato assicurato che si procederà a
rivisitare tutta la materia, compresi gli emendamenti, con una
visione di insieme sul maxiemendamento.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, ad onor del vero, se noi facciamo
riferimento, come poc'anzi ho fatto, agli impegni presi in
Commissione, prima di congedarci dalla Commissione avevamo chiesto
al presidente Savona: C'è la conferma delle proroghe? Di tutte le
proroghe? . Sì, sì tutte le proroghe .
Se facciamo una valutazione comparativa tra le proroghe inserite
quest'anno e le proroghe dell'anno scorso, quella che indica
nell'emendamento la Commissione, in effetti, è stata oggetto di una
dimenticanza, perché è una proroga che doveva essere inserita
insieme alle altre e non è stata inserita. Questo è vero, è
fondato, è oggettivo. E' una proroga che manca, fa parte della
serie delle proroghe che dovevamo confermare.
Caso mai, altra cosa che abbiamo denunciato e dovremmo
dimenticare, l'assessore Armao, vorrei che mi ascoltasse,
sull'argomento trasporto urbano su rotaie di Messina, se vogliamo
riparare al vulnus che avevamo l'anno scorso sottolineato, caso mai
ci sarebbe da riparare a quel vulnus perché il Presidente Lombardo
aveva promesso che in corso d'esercizio avrebbe allocato le somme
per quel motivo.
PRESIDENTE. Ribadisco, onorevoli colleghi, stiamo parlando
dell'articolo 5. Se l'Aula intende riaprire una discussione a
livello generale sul modo di procedere, è un altro discorso.
Allora, se vogliamo ascoltare il Governo in risposta alle
richieste che sono state avanzate da più parti, noi abbiamo due
modi di procedere: completiamo l'articolo 5 oppure sospendiamo
anche questo e ritorniamo agli articoli accantonati. Per completare
l'articolo 5 intervenga il Governo per dire se è d'accordo di dare
copertura al 5.1, fermo restando che gli altri due emendamenti
sono stati ritirati e si approva l'articolo 5.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, abbiamo già
verificato che si tratta di dimenticanza, a questo punto io direi
che il Governo ritira l'emendamento all'articolo 5, questo viene
posto in votazione. Lo chiudiamo e poi mi permetterà l'onorevole
Leontini di dare qualche illustrazione sull'articolo 3 che è una
riscrittura del tutto frutto di una interlocuzione col Governo
nazionale su questa cosa.
Oggi avremo un lavoro lungo, faticoso, dove credo che la
riflessione e il confronto proficuo sia la piattaforma necessaria
per arrivare a risultati utili nell'interesse della Sicilia. I toni
tribunizi non credo che aiutino né la riflessione, né
l'interlocuzione elevata. Quindi, credo che tutti possiamo fare un
buon lavoro parlando di cose concrete e di prospettive per la
Sicilia.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.1. Il parere del
Governo?
ARMAO, assessore per l'economica. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 5.2 e 5.3 sono ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 5 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 3, in precedenza accantonato.
Il Governo ha chiesto di accantonare momentaneamente l'articolo 3
con la riscrittura presentata?
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, mi permetto di
illustrare il tenore di questo articolo.
Avevamo formulato una nota, l'articolo 3, che avete certamente
avuto modo di leggere. Questa nota è stata inviata - l'articolo 3
sapete che è uno dei nodi centrali di questa manovra finanziaria
perché postula una intesa con lo Stato in ordine alla postazione
delle risorse utili per definire il tema della compartecipazione
sanitaria. Ho illustrato alla Commissione, come opportunamente
richiamava l'onorevole Leontini, la nota querelle che in questo
momento vede contrapporsi sul piano giurisdizionale lo Stato e la
Regione in ordine all'entità della compartecipazione.
Io, noi, credo tutta l'Aula è pienamente convinta - perchè questo
fa parte di un ricorso presentato alla Corte costituzionale - che
l'onere per la Sicilia sia del 44,5%. Il tema qual è? Che il
Governo nazionale ha invece un'idea opposta che è quella del
49,11%.
Allora, piuttosto che continuare a confrontarsi su un tema per il
quale il tavolo non è più quello del negoziato Stato-Regione, ma è
quello della sede giurisdizionale, si è ritenuto - perché
altrimenti non ne uscivamo e nel frattempo si avvicinava la data
finale dell'esercizio provvisorio - di accantonare la questione
che, come tale, è sottoposta alla giurisdizione della Corte
costituzionale in attesa del pronunciamento della Corte, di
riconoscere nelle more di questo pronunciamento la
compartecipazione. Ripeto, questo è il frutto di un negoziato e
queste norme sono andate e venute via e-mail, fax da Roma, per cui
questa è la stesura che consente come comprendete bene di avere un
testo che sia condiviso dagli uffici del Ministero dell'economia e
dai nostri Uffici dell'Assessorato all'economia. Questo, quindi,
determina non un riconoscimento a regime del 49,11%, ma un
riconoscimento di un atto normativo perché altrimenti, com'è noto,
abbiamo impugnato il Bilancio dello Stato in questo senso che
prevede un'uscita compatibile col 49,11%.
Allora, a biglie ferme abbiamo un atto normativo dello Stato che
prevede una compartecipazione della Regione al 49,11%,
compartecipazione che nelle more e in attesa del pronunciamento
della Corte e noi riconosciamo con l'accantonamento. Quindi,
lasciamo le biglie ferme , consentiamo all'accantonamento delle
risorse come l'anno scorso per conseguire questo 49,11% , quindi
questo 49,11% si raggiunge avvalendosi delle disposizioni
finanziarie e normative che consentono di utilizzare i fondi FAS.
E' evidente che nei prossimi mesi o arriverà una pronuncia che
dirà che la compartecipazione regionale è attestata a quanto
sostenevamo e allora le risorse di FAS che abbiamo messo in campo
non sono dovute e le potremo utilizzare in termini liberi; o
invece arriverà una pronuncia che dirà che sono 49,11 allora a quel
punto il contributo regionale, anche mediante FAS sarà
definitivamente assicurato. E' una formulazione che non consente di
pregiudicare nulla. Per questo è stata oggetto di rinegoziazione.
Per quanto riguarda il riferimento che l'onorevole Leontini faceva
alle finalità extrasanitarie, anche questa è un'indicazione che ci
proviene dal Ministero dell'economia; comprendete bene tutti che si
tratta di un'espressione ad colorandum poiché è assai improbabile
che si abbiano risorse disponibili per finalità extrasanitarie,
cioè che maturino risorse per finalità extrasanitarie.
Ripeto, non si tratta di nessuna formulazione che intende
acquisire spazi inopinati per l'Amministrazione regionale, ma si
tratta di una stesura che rende il dialogo più agevole con gli
uffici ministeriali.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, piuttosto che la
ricostruzione che ha fatto l'Assessore Armao bisogna capire cosa è
cambiato in questi quattro giorni dove il Governo nazionale non
c'entra nulla.
Quattro giorni fa il Governo prevedeva il maggiore gettito
previsto dalla legge dell'IRAP e dell'IRPEF per la
compartecipazione sanitaria, comma 1 dell'articolo 3. Oggi, il
comma 1 dell'articolo 3 è scomparso.
Dove finiranno le maggiori risorse provenienti da IRAP e IRPEF? E'
una domanda, poi vedremo dove finiranno. Certamente, non nella
sanità perché la sanità la stiamo affrontando in maniera
completamente diversa, cioè è cambiata non solo la filosofia
economica di quella che deve essere la copertura finanziaria della
sanità, ma è stravolta completamente. In che modo? E' stravolta
intanto con il beneficio che il Servizio sanitario regionale
diventerà un Servizio sanitario così efficiente per raggiungere
disponibilità che saranno utilizzate in finalità extrasanitarie.
Pregherei l'Assessore Russo Massimo di dare, eventualmente, conto
a questo Parlamento di quale potrebbero essere queste risorse
disponibili extrasanitarie. Abbiamo un preventivo dell'attività
sanitaria. Non solo questo, ma occupiamo anche un ulteriore
capitolo del Bilancio affinché venga coperto quello che oggi è
l'impegno di 343 milioni di euro aggiungendo un capitolo del
42.1.5.3.
Quindi, rispetto a quello che è lo stravolgimento della copertura
finanziaria dell'articolo 3 non bastano le poche parole che ha
pronunciato l'Assessore Armao e dove non si può, secondo noi,
tenere conto, il conforto degli Uffici forse una volta tanto
potrebbe essere d'aiuto.
Non ho mai letto una norma, un comma in questo caso, dove la
copertura finanziaria è sub judice, in questo caso addirittura la
Corte Costituzionale. Noi prevediamo in una norma che siamo in
attesa della sentenza della Corte Costituzionale, con quel
principio riteniamo che deve essere utilizzato oggi il 49,11 per
cento
Presidente, c'era anche lei in Commissione Bilancio , ma questa
delibera Cipe la tiriamo fuori per capire che c'era scritto e che
cosa ci hanno detto in Commissione Bilancio e il Governo? Hanno
detto un'altra cosa, completamente diversa da quello che è scritto
ora. Ci hanno confermato che per il 2012 e il 2013 la delibera Cipe
dice un'altra cosa.
Quindi, io ritengo che l'emendamento 3.1 quando ci arriveremo, non
so se stiamo discutendo dell'articolo, 3 deve essere ritirato e
riformulato.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io suggerirei al Governo piuttosto
che scrivere è disposta la compartecipazione regionale cioè
prima a decorrere dall'esercizio finanziario 2012 , io utilizzerei
esclusivamente per l'esercizio finanziario 2012 , perché delle due
l'una: o teniamo aperto un contenzioso o ci arrendiamo.
Se diciamo a decorrere, stiamo dicendo che da oggi in poi
applicheremo il 49,11 per cento, quindi stiamo risolvendo noi in
via unilaterale sulla base di un ipotetico accantonamento che lo
Stato ad oggi annuncia di poter erogare, ma è incerta l'erogazione
e soprattutto è certa l'acquisizione per via legislativa del
presupposto della compartecipazione al 49,11 per cento.
Quindi, io suggerirei al Governo di correggere nell'emendamento di
riscrittura il concetto di a decorrere con limitatamente
all'anno 2012 , in virtù del contenzioso che richiamiamo con la
Corte Costituzionale. Mi pare che così ci stiamo arrendendo senza
combattere.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, per quanto
concerne la stesura, ripeto, è frutto di un negoziato lungo,
articolato e per alcuni versi defatigante con i funzionari e i
dirigenti del Ministero dell'Economia.
Il tema che pone l'onorevole Cracolici è condivisibile. Ripeto,
per quanto riguarda la posizione della Regione che è stata espressa
sia in sede di confronto amministrativo e politico-istituzionale,
sia in sede giurisdizionale la Regione non è tenuta alla
compartecipazione al 49,11 per cento.
Il riconoscimento avviene nelle more, è un riconoscimento
temporaneo, del pronunciamento della Corte.
Quali sono gli scenari possibili quando si pronuncerà la Corte in
ordine alla compartecipazione regionale alla spesa sanitaria? O
sarà riconosciuta la compartecipazione al 49,11 per cento, e quindi
o ci mettiamo a decorrere o ci mettiamo per il 2012 o ci mettiamo
fino all'eternità non cambia molto perché da quel momento in poi la
Corte dirà la compartecipazione al 49,11.
Quindi, sino a quando la Regione non chiuderà questa vicenda
annosa della compartecipazione ed in sede di attuazione
dell'autonomia finanziaria si pagherà tutta la sanità, come fanno
le altre regioni, la questione resterà cristallizzata sulla
compartecipazione al 49.11.
Se, invece, la Corte Costituzionale dirà che non è dovuta, o
meglio ancora che è dovuta ma che va compensata con la
retrocessione delle accise - come abbiamo sostenuto con molteplici
note e indirizzi epistolari che il Presidente della Regione ha
inviato ai Presidenti del Consiglio ed ai Ministri dell'economia
che si sono succeduti - a quel punto, fermo restando, che nella
peggiore delle ipotesi potremo anche avere riconosciuto il 49.11,
questo andrà contemperato con la retrocessione della
compartecipazione alle accise secondo quanto previsto dalla norma
della finanziaria del 2006 che prevedeva che questo massimo tetto
raggiungibile alla compartecipazione dovesse essere contemperato
con dei mitigamenti sul piano della restituzione delle accise, in
quota parte, per consentire alla Regione di raggiungere questa
percentuale, non con risorse proprie, ma con risorse che derivano
dalla circostanza che lo Stato riscuote integralmente le accise
nella nostra Regione, anche per il prodotto non solo raffinato ma
immesso in consumo in Sicilia.
Il ragioniere generale, mentre ieri ero impegnato nella
discussione del bilancio, ha gestito la trattativa con la dirigenza
del Ministero dell'economia, e per il dirigente generale questa è
la versione.
Signor Presidente, se vogliamo andare avanti, possiamo accantonare
l'articolo 3 per un ulteriore approfondimento in Commissione.
L'importante è andare avanti, ben sapendo che si tratta di un testo
negoziato sul quale è opportuno non tergiversare troppo.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, assessore Armao, onorevoli colleghi,
mi spoglio per un attimo del ruolo di deputato e faccio il
cittadino semplice in questo momento.
Devo dirle, signor Presidente, che non ho capito perché il
bilancio della Regione si sta approvando il 30 marzo. Infatti, mi
risulta che uno dei motivi per cui andava spostata la sua
approvazione al 30 marzo era per risolvere il problema dei famosi
49 o 44.
Di fatto, abbiamo perso tre mesi di esercizio di spesa della
Regione, provocando un danno alla Regione, anche se è molto lei è
disattento a questi problemi, signor Presidente, perché in
esercizio provvisorio la spesa è in dodicesimi e quindi non parte
per tutti i settori di competenza.
Abbiamo fatto questa operazione per ridurre il gettito, o
quantomeno la partecipazione della Regione, al 44 per cento per la
spesa sanitaria, ma di fatto non abbiamo concluso nulla.
Questo è il dato politico
Oggi nel bilancio c'è il 49 per cento. A questo punto abbiamo
procurato un danno, anzi il Governo ha procurato un danno, perché
avrebbe potuto approvare il bilancio nel mese di dicembre, tenuto
conto che non c'è nessun vantaggio nel bilancio approvato adesso.
Mi scuserà l'assessore Armao, ma ha fatto delle bellissime
passeggiate a Roma senza concludere nulla, perché ad oggi tutto è
rimesso alla Corte Costituzionale.
Dai giornali abbiamo preso atto che il Governo decantava, invece,
di aver vinto, di avere recuperato finalmente il 44 per cento, ma
sono solo chiacchiere
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo decidere se approvare
adesso questa riscrittura o se prendere ancora tempo ed
accantonarla assieme alle altre.
LEANZA Nicola. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA Nicola. Signor Presidente, Presidente della Regione,
assessore Armao, onorevoli colleghi, noi dobbiamo utilizzare un
solo criterio.
Avevamo detto che avremmo approvato gli articoli 2, 3, 4 e 5 senza
emendamenti. Se questo deve valere per i deputati, deve valere
anche per il Governo e quindi lo stesso metodo che abbiamo
utilizzato per gli articoli 2 e 5 dobbiamo utilizzarlo anche per
l'articolo 3. Pertanto, invito la Presidenza a porre in votazione
l'articolo 3 senza emendamenti, così come è uscito dalla
Commissione, e l'assessore Armao a riproporre questo emendamento
dopo la discussione che faremo nel primo pomeriggio. Stessa cosa
anche per l'articolo 4, così da chiudere questa mattina rispetto
anche ad una intesa che avevamo fatto con la Commissione ed
iniziare poi una seconda fase, che è quella di una concertazione
fra il Governo ed il Parlamento relativamente al prosieguo della
finanziaria.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se noi approviamo l'articolo 3, è
ovvio che poi il testo non si potrà più modificare. Siccome la
differenza rispetto agli emendamenti presentati è sostanziale, noi
non possiamo procedere ad approvare il testo. Pertanto, propongo di
accantonare l'intero articolo 3 per approfondirlo, che mi pare la
cosa più giusta, perché non possiamo reintervenire a modificare ciò
che l'Aula ha già votato.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di intervenire
per aggiungere un fatto tecnico che ritengo importante.
Assessore, al di là del merito e di tutta la formulazione, ritengo
che su articoli del genere, che investono una materia molto
articolata e delicata, una volta discussi in Commissione Bilancio,
ogni ulteriore modifica dovrebbe far riflettere un po' di più e
comunque dovrebbe essere condivisa.
Ciò premesso, il comma 2 dell'articolo 3 prevede un passaggio che,
a mio avviso, va modificato nel senso che le risorse eventuali che
vengono accantonate e che quindi poi, nella fortunata ipotesi che
venissero liberate, non possono essere ipso facto utilizzate per
finalità extra sanitarie in maniera autonoma, ma ritengo che debba
essere oggetto di una norma che determini come impegnare le risorse
impegnate.
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, questo sarà tema di approfondimento
nel momento in cui affronteremo l'articolo 3 che, non sorgendo
osservazioni, è accantonato.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Disposizioni in materia di assegnazioni agli enti locali
1. Nelle more dell'adozione dei provvedimenti attuativi della
legge 5 maggio 2009, n. 42 e successive modifiche ed integrazioni,
il fondo destinato alle autonomie locali è quantificato per i
comuni, per l'anno 2012, in 750.000 migliaia di euro, di cui
110.000 migliaia di euro destinati a spese di investimento; il
fondo destinato alle province regionali, per lo svolgimento delle
funzioni amministrative conferite in base alla legislazione vigente
ed a titolo di sostegno allo sviluppo, è quantificato, per l'anno
2012, in 45.000 migliaia di euro, di cui 10.000 migliaia di euro
destinati agli investimenti finalizzati allo sviluppo del
territorio. Il Fondo destinato alle province è ripartito in misura
proporzionale alle somme assegnate nell'esercizio finanziario 2010.
Per l'esercizio finanziario 2012, una quota pari a 4.000 migliaia
di euro, a valere sui fondi assegnati alle province, è destinata
alle medesime per la realizzazione dei servizi socio-assistenziali
in favore dei disabili, per garantire il diritto allo studio.
2. Le assegnazioni di cui al comma 1 sono trasferite a ciascun
comune e a ciascuna provincia regionale, a valere sulle somme
iscritte nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione - rubrica Dipartimento regionale autonomie locali - a
seguito di riparto effettuato sulla base di criteri individuati con
decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali e la
funzione pubblica, previo parere della Conferenza Regione-Autonomie
locali. Le assegnazioni annuali previste dal comma 1 sono erogate
in quattro trimestralità posticipate; l'erogazione delle prime tre
trimestralità è effettuata al netto della quota del gettito
dell'imposta municipale propria, di cui all'articolo 13 del decreto
legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla
legge 22 dicembre 2011, n. 214, riservata ai comuni e stimata in
59.500 migliaia di euro. L'erogazione dell'ultima quota è
effettuata non oltre il 28 febbraio dell'anno successivo a quello
di competenza. Le iscrizioni in bilancio dell'assegnazione in
favore dei comuni, al netto della quota destinata a spese di
investimento e dell'ammontare complessivo delle riserve di legge di
cui al comma 3, è effettuata tenendo conto delle predette
disposizioni in materia di erogazione.
3. In sede di riparto previsto dal comma 2 sono prioritariamente
garantite la riserva di cui al comma 3 dell'articolo 3 della legge
regionale 11 maggio 2011, n. 7 e successive modifiche ed
integrazioni, la riserva di cui al comma 1 dell'articolo 27 della
legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed
integrazioni, quantificata in 20.000 migliaia di euro, la riserva
di cui all'ultimo periodo del comma 4 dell'articolo 76 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2 e successive modifiche ed
integrazioni, quantificata in 10.000 migliaia di euro, nonché la
riserva prevista dal comma 8 dell'articolo 23 della legge regionale
29 dicembre 2003, n. 21 e successive modifiche ed integrazioni,
nella misura di 15.000 migliaia di euro in luogo della percentuale
prevista.
4. In sede di riparto previsto dal comma 2 sono, altresì,
garantite, per l'anno 2012, le seguenti riserve che sono erogate in
trimestralità come indicato al predetto comma 2:
a) riserva di cui al comma 3 dell'articolo 27 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11, quantificata in 20.000 migliaia di
euro;
b) contributo al comune di Ragusa Ibla ai sensi dell'articolo 53
della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, nella misura di 4.000
migliaia di euro;
c) contributi in favore dei comuni di Aidone e Piazza Armerina per
interventi strutturali connessi rispettivamente all'opera Dea di
Morgantina' nella misura di 1.000 migliaia di euro e alla
riapertura della Villa Romana del Casale' di Piazza Armerina nella
misura di 3.000 migliaia di euro;
d) contributo ai comuni delle isole minori di cui al comma 1bis
dell'articolo 76 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e
successive modifiche ed integrazioni, nella misura di 5.000
migliaia di euro;
e) una quota pari a 17.000 migliaia di euro per il rimborso ai
comuni ai sensi del comma 7, dell'articolo 13, della legge
regionale 17 marzo 2000, n. 8 e successive modifiche ed
integrazioni, delle spese sostenute nell'anno scolastico 2010/2011
per il trasporto interurbano degli alunni delle scuole medie
superiori;
f) una quota pari a 100 migliaia di euro per la copertura degli
oneri di cui ai commi 7 ed 8 dell'articolo 6 della legge regionale
6 febbraio 2008, n. 1;
g) trasferimento al comune di Lipari per i progetti obiettivo di
cui al comma 10 dell'articolo 4 della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11, nella misura di 800 migliaia di euro;
h) rimborso ai comuni ai sensi del comma 3 dell'articolo 9 della
legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, delle spese per la gestione
degli asili nido nella misura di 5.000 migliaia di euro;
i) contributo ai comuni per il finanziamento del Fondo
miglioramento servizi di Polizia municipale previsto dall'articolo
20 della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23, nella misura di
11.000 migliaia di euro.
5. Al comma 2 dell'articolo 76 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, dopo le parole
lo sforzo tariffario e fiscale' sono aggiunte le seguenti:
Qcomprovato dall'effettivo esercizio anche in sede regolamentare
delle facoltà impositive conferite dalle vigenti disposizioni di
legge statale e dall'attivazione o aggiornamento di tutti gli
strumenti tariffari previsti dall'ordinamento'.
6. Al comma 2 dell'articolo 76 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, dopo le parole
capacità di riscossione' sono aggiunte le seguenti: documentata
ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 30 gennaio 2006, n.
1 e successive modifiche ed integrazioni.'.
7. Sono abrogate tutte le disposizioni di legge che prevedono
riserve a valere sul fondo per le autonomie locali diverse da
quelle disciplinate dalla presente legge.
8. Le quote dei trasferimenti di cui al presente articolo da
assegnare in conto capitale possono essere destinate al pagamento
delle rate di ammortamento dei mutui assunti dagli enti per il
finanziamento di spese di investimento.
9. L'erogazione della quarta trimestralità per l'anno 2012 in
favore dei comuni, ad eccezione di quelli con popolazione inferiore
a 15.000 abitanti, deve tenere conto di meccanismi di premialità,
sulla base di criteri individuati con decreto dell'Assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, sentito
l'Assessore regionale per l'economia, sentita la Conferenza Regione-
Autonomie locali, per gli enti che dimostrino di avere adempiuto
agli obblighi previsti dai precedenti commi nonché di avere
adottato misure di contrasto all'evasione ed elusione dei tributi
locali e di aver dato attuazione, anche parziale, al piano di
alienazioni e valorizzazioni immobiliari previsto dall'articolo 58
del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con
modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, così come
integrato dall'articolo 19, comma 16 bis, del decreto legge 31
maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30
luglio 2010, n. 122 e successive modifiche ed integrazioni».
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, Presidente della Regione, onorevoli
colleghi, credo che ci stiamo apprestando a parlare dell'articolo 4
però Ella ha ritenuto importante e forse opportuno soprassedere
sull'articolo 3 perché l'approvazione di un articolo ha poi degli
effetti che non possono essere più corretti, quindi consequenziali,
e lo stesso vale per l'articolo 4.
L'articolo 4, così come è stato formulato dalla Commissione, ha
qualche criticità, per esempio per le riserve delle province
perché, ne cito una per tutte, nel momento in cui si prevede
l'abrogazione e l'eliminazione di tutte le riserve delle autonomie
locali non comprese in questa norma, si eliminano anche le riserve
delle province che non c'entrano, quindi dobbiamo specificare che,
eventualmente, eliminiamo tutte le riserve delle autonomie locali e
dei comuni.
Dopo di ché, onorevole Galvagno, mi sembra che questo articolo,
così come è stato formulato, non può passare per un motivo molto
semplice, perché non ci possono essere delle riserve specifiche per
i comuni, ad esempio per interventi di lavori pubblici, perché
questi sono contributi a pioggia e molti altri comuni si potrebbero
lamentare, aprendo un taglio.
Quindi, propongo di soprassedere un attimo sull'articolo 4, che è
molto importante, che ha delle ricadute non indifferenti per i
comuni per trovare un momento consequenziale di armonia e andare
avanti. Ieri sera, quando alla fine si è trovato l'accordo con il
maxi emendamento al bilancio, mi pare che siamo andati spediti. Se,
oggi, assessore Armao, perdiamo una mezz'oretta ma troviamo la
quadra, secondo me possiamo approvare la finanziaria entro oggi,
mettendo così gli enti locali nelle condizioni di poter lavorare
serenamente e la Regione di poter operare altrettanto serenamente.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, superando la fase
dell'articolo 4 e iniziando il momento di confronto tra il Governo
e l'Aula, e quindi con i Presidenti dei Gruppi parlamentari,
ritengo che bisogna prestare molta attenzione agli ultimi eventi
che hanno toccato il nostro territorio con calamità naturali,
perché non mi pare che nella finanziaria vi sia inclusa qualcosa.
Così come non possiamo dare risposta a tutte quelle persone che
abbiamo incontrato in questi ultimi mesi.
La finanziaria diventa un momento topico per inserire le proteste
e le proposte avanzate, a partire dalla Serit, che è un problema
dannoso per le nostre piccole e medie imprese siciliane, e ritengo
che, dopo questa prima parte, il confronto debba essere
interessante, intenso e forte, includendo in questa finanziaria due
momenti importanti: l'agricoltura siciliana, facendo sì che i
prodotti che vengono importati vengano controllati, e la Serit, che
sono degli impegni presi già a monte.
Signor Presidente, le chiediamo ufficialmente, pubblicamente, di
ascoltare la voce del popolo che si alza molto forte, perché questa
crisi sta toccando le famiglie in modo negativo.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, Presidente della Regione, assessore,
onorevoli colleghi, ci accingiamo a fare qui la finanziaria per gli
enti locali. Esiste un problema che sta creando ai comuni
moltissime difficoltà, ed è il problema dell'emergenza rifiuti.
Abbiamo lasciato che la legge 9, con gli articoli 6, 7 e 19,
potesse dare una proroga delle attività dei liquidatori degli ATO
fino al 31 dicembre del 2011. Oggi non sono nate le SRR e ci
troviamo in una situazione in cui i Commissari liquidatori stanno
moltiplicando i debiti per gli enti locali. Credo che una norma di
due righe che consenta, nelle more dell'attivazione delle SRR, la
possibilità ai comuni di consorziarsi liberamente per la gestione
dei rifiuti in forma transitoria, consentirebbe un risparmio di
centinaia di milioni di euro e l'accumulo di questi debiti che
continuerà a pesare in questo momento sulle casse regionali, e più
avanti sulle casse degli enti locali.
Sull'emergenza rifiuti, e questo è un altro degli aspetti, non si
è praticamente ancora risolto il problema fondamentale. Non può, in
ogni caso, intervenire la Regione ad anticipare somme; non possono
gli enti locali farlo per una gestione a volte dissennata degli ATO
e dei Commissari liquidatori. Credo sarebbe opportuno, con un
emendamento di due righe, risolvere il problema.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che la
preoccupazione dell'onorevole Laccoto sia reale perché è chiaro che
noi stiamo vivendo in un momento particolarmente delicato per
quello che riguarda il sistema di raccolta e di smaltimento dei
rifiuti solidi urbani. Tuttavia, onorevole Laccoto, oggi non è più
data la possibilità agli enti locali di scegliere il percorso,
perché lei certamente saprà che il decreto salva Italia - e
questo deve saperlo anche l'assessore Russo - pone delle questioni
in maniera molto stringente, perché noi abbiamo l'obbligo di far
coincidere l'ambito con il territorio provinciale - e questo deve
essere un dato chiaro ed inequivocabile - e, quindi, il percorso è
obbligato e bisogna anche procedere a sciogliere qualunque tipo di
società che esista in house, come Messina Ambiente. Noi abbiamo già
affrontato questo argomento qualche mese addietro, nonostante le
proteste di alcuni sindacati e nonostante anche le posizioni
politiche assunte da qualche formazione, che voleva dare una certa
parvenza di autonomia, che purtroppo non esiste; dico purtroppo o
meno male Quindi, noi questo argomento dobbiamo affrontarlo
globalmente. Dobbiamo cercare di dire al Governo di attuare quella
riforma anche perché, se questo non dovesse accadere, assisteremmo
ad un altro commissariamento che riguarda il sistema. Quindi
dobbiamo sapere quello che si vuole fare e dobbiamo saperlo in
tempi molto rapidi. Vi è la necessità di una posizione chiara da
parte del Governo regionale e dell'assessore competente, perché
quelle norme che noi abbiamo approvato con il contributo
determinante dell'assessore Russo, sono rimaste, come sappiamo,
lettera morta. Abbiamo continuato a sperperare, purtroppo, denaro
pubblico ed oggi, com'è noto a tutti, Palermo docet, ma non solo
Palermo, in tanti altri comuni della Sicilia assistiamo all'onta
della mancanza della raccolta dei rifiuti solidi urbani.
Penso che dalla Presidenza sia venuta fuori una proposta di buon
senso e ritengo che vi sia la possibilità di trovare un accordo,
ferme restando le critiche che abbiamo posto sul bilancio e che
proporremo sulla finanziaria, come ha annunciato l'onorevole
Leontini, perché noi non intravediamo in questo percorso nessun
meccanismo di sviluppo e di crescita per la Sicilia, al contrario
vediamo come ci sia la necessità da parte del Governo e delle forze
che lo sostengono di continuare a fare operazioni clientelari e
spargere prebende, fermo restando il nostro giudizio negativo, è
chiaro che cercheremo, in ogni caso, con il contributo del Popolo
della Libertà, di limitare i danni.
Questo è un argomento che va affrontato, che deve essere oggetto
di un approfondimento e di una riflessione, che può essere oggetto
di un emendamento che noi possiamo apprezzare nel caso in cui è
aderente alle norme vigenti proprio perché, secondo me è
inderogabile la necessità di affrontare seriamente, signor
Presidente della Regione e signor Presidente dell'Assemblea, il
problema della raccolta dei rifiuti solidi urbani in Sicilia.
PRESIDENTE,. Onorevoli colleghi, all'articolo 4 sono stati
presentati una trentina di emendamenti. Se questi emendamenti
vengono ritirati dai firmatari, possiamo approvare l'articolo 4, ed
eventualmente aggiungere qualcosa dopo. Non sarebbe come il caso
dell'approvazione dell'articolo 3.
MARROCCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in ossequio a
quanto si è detto fino ad ora, proporrei la sospensione dell'Aula.
PRESIDENTE. A questo vogliamo arrivare, onorevole Marrocco.
MARROCCO. Si, signor Presidente, ma ci dobbiamo arrivare non
trattando l'articolo 4 e fermando a ragionare un attimo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, lei ha detto poco fa che approvare un
articolo significa creare delle conseguenze, quindi degli effetti
che poi non possono essere più corretti.
Ora, io ho posto uno dei problemi, ma ne potrei porre altri. A mio
avviso il Governo potrebbe riscrivere l'articolo 4, presentando un
articolo di riscrittura che diventi utile e sul quale ci possiamo
ritrovare d'accordo. Sospendiamo mezz'ora. Quest'articolo 4 può
diventare anche il fulcro di una finanziaria se il Governo si
impegna a riscriverlo, e dopo di che andiamo avanti. Diversamente,
ci potrebbero essere degli effetti che non possiamo più correggere,
come l'anno scorso, che abbiamo dovuto fare un'ulteriore
finanziaria aggiuntiva nel mese di giugno per correggere alcune
cose.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza prende atto delle
osservazioni che sono state testè formulate dall'onorevole Falcone
e dall'onorevole Marrocco, ma vuole fare una precisazione. E' vero
quello che è stato detto a proposito dell'articolo 3, perché
stabiliva un principio che era insuperabile, ma non è così per
l'articolo 4 qualora noi lo dovessimo approvare così come uscito
dalla Commissione, perché trattandosi di materia aggiuntiva, per
esempio eventuali ulteriori riserve, potrebbero essere sempre
inserite successivamente.
Pertanto, la Presidenza è dell'avviso di votare l'articolo 4 senza
emendamenti e trattare tutta la materia degli emendamenti
successivamente.
CORDARO. Signor Presidente, ma si possono trasformare tutti gli
emendamenti in aggiuntivi, così da salvaguardare le prerogative dei
colleghi?
PRESIDENTE. Sì, però devono essere tutti ritirati.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dire
all'onorevole Cracolici, al Governo e a tutti quelli che hanno
partecipato in Commissione Bilancio a quello che è stato un
percorso che ci ha portato a raggiungere l'obiettivo di presentare
in Aula la finanziaria in quei cinque articoli.
Se il Parlamento, ed è legittimo l'intervento dei colleghi che mi
hanno preceduto, vuole aprire già una trattativa sull'articolo 4, è
chiaro che non c'è volontà di fare la finanziaria. Quindi, signor
Presidente, se c'è da parte del Governo la scelta di andare avanti
con gli emendamenti sull'articolo 4, Le consiglierei di iniziare
dall'articolo 1 perché possiamo andare avanti, nel senso che i
nostri emendamenti non saranno ritirati per nessun articolo e per
nessun emendamento aggiuntivo.
L'accordo che il Governo ha fatto con tutta la Commissione
Bilancio è che l'articolo 4 deve essere votato così come è stato
presentato in Aula, altrimenti andiamo avanti e si vedrà.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, leggendo tutti
gli emendamenti all'articolo 4, ha detto bene l'onorevole Cracolici
che sono quasi tutti emendamenti che possono essere considerati
aggiuntivi. Addirittura c'è il veicolo, che è l'emendamento 4.30
del Governo, il quale, proponendolo vorrà anche ritrattarlo. Il
Governo, se vuole superare l'empasse, si faccia carico di tenere in
considerazione buona parte degli emendamenti presentati dai
colleghi.
Mi sembra una cosa talmente semplice che non c'è neanche da
discutere.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nonostante le
minacce che, se non si fa in una maniera o nell'altra, la
finanziaria non uscirà dall'Aula, è visibile che la finanziaria
uscirà dall'Aula.
Il punto è che non dovrebbe essere una finanziaria che esce
dall'Aula per dare ragione o torto a qualche deputato, ma dovrebbe
rispondere ad alcune esigenze del territorio, di tutti i territori
della Regione siciliana, e credo che debba essere questo
l'obiettivo.
Siccome, per esempio sull'articolo 4, si appuntano gli interessi
di molti territori, tutti legittimi, signor Presidente, trovi lei
il sistema affinché, anche votando l'articolo 4 senza emendamenti,
ci sia la possibilità per gli emendamenti che accantoniamo,
ritiriamo, lei dichiara inammissibili, prima che si chiuda la
finanziaria, che quelle indicazioni utili per i territori possano
essere recuperate, perché altrimenti faremo una finanziaria,
qualcuno di noi protesterà, ma come al solito faremo una brutta
figura, tutti, nei confronti delle nove province siciliane. Tutto
qua.
PRESIDENTE. La Presidenza ritiene che sia percorribile la strada
seguente: votiamo l'articolo 4, senza emendamenti...
FALCONE. Non possiamo farlo
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, ascolti la Presidenza. Si vota
l'articolo 4 senza emendamenti. Ci sono, ovviamente, emendamenti
che, se formulati come riserve, come sosteneva l'onorevole
Cracolici, e vanno sulle riserve, non potrebbero essere presi in
discussione. C'è tutta una serie di emendamenti che si possono
ragionevolmente considerare aggiuntivi all'articolo 4, compreso
quello presentato dal Governo e, quindi, nella successiva fase, che
si aprirà dopo l'approvazione dell'articolo 4, si concorderanno
modi e modalità per vedere di ricevere le richieste che sono state
avanzate dall'onorevole Maira da un lato, dall'onorevole Falcone
dall'altro.
Quindi, la Presidenza propone di ritirare tutti gli emendamenti e
votare l'articolo 4, così com'è uscito dalla Commissione. La
materia che non riguarda, strettamente, si formulerà in altro modo,
anziché agire sulla riserva, si formulerà in altro modo.
La Presidenza non deve spiegare altro. Si può fare in altro modo.
MARROCCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARROCCO. Signor Presidente, convengo con l'esortazione
dell'onorevole Mancuso ad addivenire in Aula, però, non in
Commissione, ad una finanziaria che sia l'obiettivo di tutti i
deputati, di tutti i Gruppi parlamentari che, in qualche modo, sia
per tutto il territorio siciliano, conducente ad una serie di
emergenze. La Commissione, però, non è una lobby.
La Commissione non può imprimere all'Aula delle decisioni, perché
come lei sa, signor Presidente, ci sono Gruppi parlamentari che non
sono rappresentati in Commissione Bilancio'. Ciò non è colpa
dell'Aula, certamente, la Presidenza lo sa bene perché è stata più
volte interessata su questo tema. E, certamente, la Commissione non
può assolutamente, o qualche gruppo parlamentare, condizionare i
lavori d'Aula. Allora, questo è il senso. La Presidenza ha il
dovere di garantire l'Aula, prima ancora che tutto il resto.
Non è un modo per bloccare i lavori di questa finanziaria, anzi,
sono fermamente convinto di ciò che dice l'onorevole Mancuso e ne
convengo, ma è proprio per questo motivo che bisogna,
assolutamente, che l'Aula sia partecipe a questa finanziaria che
tutti vogliamo fare, ma che abbia un solo obiettivo, che sia quello
delle esigenze dei cittadini e della Sicilia stessa, altrimenti è
inutile che stiamo qui a parlare.
E non penso che sia conducente mettere in campo veti incrociati,
assolutamente no perché non servono Non è il tempo
E' il tempo di addivenire ai risultati. E così come quando è
accaduto che proprio il Gruppo parlamentare dell'onorevole Mancuso
ha chiesto di addivenire ad un momento di confronto, è stato fatto
dagli altri gruppi un passo in questa direzione, lo stesso
chiediamo noi, da questo pulpito, al Gruppo dell'onorevole Mancuso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se il Governo è d'accordo con la
proposta avanzata dalla Presidenza, cioè di votare l'articolo 4
così com'è. Così come la Presidenza suggerisce, pure, di votare
comunque una riscrittura dell'articolo 3, più o meno come è stato
presentato, visto che, comunque, ad avviso della Presidenza, nel
giro di due o tre giorni il problema non si potrà risolvere, caso
mai potremmo recepire l'indicazione data dall'onorevole Cracolici,
limitando al 2012 e l'approviamo, perché non credo che nel giro di
qualche giorno si possa trovare la soluzione per la riscrittura
dell'articolo 3, quindi approveremmo gli articoli 4 e 3. L'articolo
3 con quelle modifiche relativamente al 2012.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, chiedo di intervenire per comprendere
come procedere con i lavori. Se andiamo a votare l'articolo 4, cosa
succede? Succede che ci sono due possibilità: o ritiriamo tutti gli
emendamenti e ,quindi, si procede, oppure dobbiamo impegnare l'Aula
a votare sugli emendamenti che si sono presentati perché non
possono decadere.
Presidente Formica, rivolgo una domanda a questa Presidenza: se
insistiamo sull'articolo 4, cosa succede? Abbiamo due possibilità:
o c'è un accordo dell'Aula per il quale ritiriamo tutti gli
emendamenti proposti o diversamente gli emendamenti rimangono e
dovremmo procedere alla votazione degli stessi. E' chiaro che se i
presentatori degli emendamenti dovessero percorrere questa seconda
strada, ci rendiamo conto che dovremmo impegnare l'Aula a delle
votazioni su ogni emendamento. Questo è il punto; non so se sia
utile
PRESIDNETE. Se c'è una condivisione sulla proposta della
Presidenza, pongo in votazione l'articolo 4, presentato dal
Governo. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
CORDARO. Chi ha ritirato tutti gli emendamenti?
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, ho detto che se c'era una
condivisione dell'Aula sulla proposta della Presidenza si votava
l'articolo 4. E questa condivisione c'è.
Pertanto, chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 3, in precedenza accantonato.
Siamo alla riscrittura del 3.1 con la formulazione dell'onorevole
Cracolici, limitatamente all'articolo 12. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 3 mi sono
permesso di chiedere che sul principio dell'ipotesi di
accantonamento di risorse, qualora le risorse venissero liberate
perché otteniamo minore compartecipazione per la Regione, quindi
maggiore intervento dello Stato, queste risorse debbano essere
impegnate con successiva norma e non liberamente come è possibile.
PRESIDENTE. Gli uffici tengano conto di questa precisazione che
era stata fatta già prima dall'onorevole D'Asero ed è assolutamente
condivisibile.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, secondo me va fatta una precisazione -
dico a questa Presidenza ex articolo 117 -, al comma 7 dobbiamo
precisare che le riserve che vengono abrogate da questa norma sono
quelle dei comuni. Signor Segretario generale, dobbiamo precisare
che le riserve che stiamo abrogando, non previste in questa legge,
sono quelle dei comuni, non quelle delle province, non c'entrano
niente.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, presenti un emendamento al momento
opportuno.
FALCONE. Facciamo la precisazione col 117. Ripeto sono quelle dei
Comuni, questo si basa sulle riserve dei Comuni, quindi lo dobbiamo
precisare.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, presenti un emendamento al momento
opportuno perché deve essere chiaro, quello che fa l'Aula deve
essere chiaro e comprensibile. Non comprendiamo ciò che dice. Al
momento del 117 lei presenterà un emendamento che la Presidenza e
l'Aula metterà ai voti.
CORDARO. Signor Presidente, abbiamo già approvato l'articolo 3?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'articolo 3 è stato approvato con
la riscrittura del Governo e la precisazione che aveva fatto
l'onorevole Cracolici limitatamente al 2012.
L'articolo 3 è stato approvato, posto che la Presidenza riteneva e
ritiene che comunque nell'arco di due, tre giorni il Governo non
era in grado di risolve il problema.
Il Governo sta chiedendo la possibilità di rinviare i lavori
direttamente a domani mattina per avere più tempo, da questo punto
di vista, ma la presidenza ritiene che comunque il tempo dovrebbe
essere sfruttato in Commissione Bilancio affinché ci sia il parere
contabile della Ragioneria sui provvedimenti che il Governo intende
presentare.
Quindi, la Commissione è invitata a riunirsi quando il Governo
sarà pronto e ad esaminare il maxiemendamento con il parere della
Ragioneria. Così resta stabilito.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 29
marzo 2012, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
- Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2012. Legge
di stabilità regionale.
(n. 801/A) (Seguito)
relatore di maggioranza: on. Savona
relatore di minoranza: on. D'Asero
III -Votazione finale dei disegni di legge:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014.
(nn. 800-800 bis-800 ter-800 quater/A)
2) - Norme per il riconoscimento, la catalogazione e la tutela
dei geositi in Sicilia. (n. 735/A)
3) - Lavori in economia nel settore forestale. (n. 868/A)
La seduta è tolta alle ore 13.44
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
alle ore 16.05
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 801/A - DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E
CORRETTIVE PER L'ANNO 2012. LEGGE DI STABILITà REGIONALE.
All'articolo 3:
Emendamento 3.1 (con la precisazione che le parole a decorrere
dall'esercizio finanziario 2012 sono sostituite con per
l'esercizio finanziario 2012 ):
L'articolo 3 è così sostituito:
1. Nelle more della pronuncia della Corte Costituzionale adita in
materia, a decorrere dall'esercizio finanziario 2012, è disposta
la compartecipazione regionale al finanziamento del fabbisogno
sanitario in misura corrispondente all'aliquota del 49,11% di cui
all'articolo 1, comma 830, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
2. Per il biennio 2012-2013, i migliori risultati d'esercizio del
servizio sanitario regionale rispetto all'equilibrio di bilancio
sanitario, nella misura verificata dai competenti Tavoli tecnici
di verifica dell'attuazione del Piano di rientro, è disponibile
per finalità extrasanitarie.
3. Per l'esercizio finanziario 2012, le risorse di cui all'intesa
tra lo Stato e la Regione Siciliana, ai sensi dell'articolo 2,
comma 90, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, per l'importo pari
a 343.000 migliaia di euro, sono destinate alle finalità nel
medesimo comma previste.
4. A valere sulle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.1, dell'U.P.B.
4.2.1.5.3, dell'U.P.B. 4.2.1.5.5, dell'U.P.B. 4.2.1.5.99 e
dell'U.P.B. 4.3.1.5.4 è accantonata una quota, pari a 343.000
migliaia di euro, da utilizzare in caso di mancato raggiungimento
entro il 31 luglio 2012 dell'intesa richiamata al comma 3.
5. In relazione all'accertamento delle entrate derivanti
dall'attuazione del comma 3 è disposto, ai sensi dell'articolo 10,
comma 2, della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive
modifiche ed integrazioni, uno specifico accantonamento negativo -
codice 1002 - previsto nella Tabella A' allegata alla presente
legge. Il Ragioniere Generale della Regione è autorizzato ad
iscrivere in bilancio, con proprio provvedimento, le relative
somme che sono destinate agli interventi previsti nel
corrispondente accantonamento positivo codice 1002.
All'articolo 5:
Emendamento 5.1:
Al comma 2, lettera d):
-dopo le parole lettera d) e lettera e) sono aggiunte le
seguenti: di cui 1.400 migliaia di euro destinati al personale a
tempo determinato già utilizzato per l'elaborazione del piano di
assetto idrogeologico (PAI) ;
dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
- 3. I contratti relativi al personale a tempo determinato
individuato all'articolo 3 della legge regionale 10 gennaio 2012,
n. 5 sono prorogati fino al 31 dicembre 2012, fermo restando le
prescrizioni contenute nel medesimo articolo 3. A tal fine è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2012, l'ulteriore spesa di
1.068 migliaia di euro (U.P.B. 10.3.1.3.1 - capitolo 147320).