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Resoconto d'Aula della Seduta n. 337 di mercoledì 28 marzo 2012
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   POGLIESE,  segretario f.f, dà lettura dei processi  verbali  delle
  sedute  numeri  335  e  336 del 27 marzo  2012  che,  non  sorgendo
  osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9 del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico  che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art 127) sono effettuate mediante  procedimento
  elettronico.

       Comunicazione di nomina di  componente della Commissione
    permanente  per l'esame delle questioni concernenti l'attività
                         dell'Unione europea'

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura del decreto n. 160  del
  27  marzo  2012,  con  il quale l'onorevole  Giuseppe  Digiacomo  è
  nominato componente della Commissione permanente  per l'esame delle
  questioni   concernenti   l'attività   dell'Unione   europea',   in
  sostituzione dell'onorevole Termine, dimissionario:

                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

                             IL PRESIDENTE

   VISTE   le   dimissione  dell'onorevole  Salvatore   Termine   da
  componente   della  Commissione  permanente   per  l'esame   delle
  questioni  concernenti l'attività dell'Unione europea , datate  20
  marzo  2012  e  pervenute alla Presidenza dell'Assemblea  in  pari
  data;

   CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione:

   VISTA   la   designazione   del  Gruppo   parlamentare    Partito
  Democratico' al quale l'onorevole Termine appartiene;

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                                DECRETA

   l'onorevole  Giuseppe  Digiacomo  è  nominato  componente   della
  Commissione  permanente  per l'esame delle  questioni  concernenti
  l'attività  dell'Unione  europea , in sostituzione  dell'onorevole
  Termine, dimissionario.

   Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.

   Palermo, 27 marzo 2012


   Presidenza del vicepresidente Formica


     Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni
                            programmatiche
      e correttive per l'anno 2012. Legge di stabilità regionale»
                                (801/A)

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione del disegno di legge numero 801/A «Disposizioni
  programmatiche  e correttive per l'anno 2012. Legge  di  stabilità
  regionale».
   Invito i componenti  la II Commissione  a prendere posto al  banco
  alla medesima assegnato.

   CORDARO. Ma dov'è il fascicolo degli emendamenti?

   PRESIDENTE. E' stato distribuito il fascicolo degli emendamenti al
  testo presentato. Non lo avete?

   CORDARO. No.

   PRESIDENTE. Adesso verifichiamo se è stato distribuito.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   signori
  Assessori,  siccome  l'onorevole  Cordaro  solleva  un   problema,
  rispondo  subito. Stamattina alcuni giornali riportano la  notizia
  di due associazioni che sarebbero a me vicine.

   CORDARO. Le ho fatto i complimenti

   VINCIULLO.  Allora,  nell'accettare  i  complimenti  che   mi   fa
  l'onorevole   Cordaro,   vorrei   ricordare   alcune    cose:    1)
  l'associazione  Meter era un'associazione che  tutti  gli  anni  ha
  avuto  132  mila euro o 147 mila euro di finanziamento e quest'anno
  ne  ha  avuti  solo 97 mila, se questo è merito della  mia  difesa,
  credo di essere avvocato delle cause perse
   Vorrei  ricordare,  altresì, che le altre  due  associazioni,  che
  svolgono  sempre un meritorio lavoro simile a questo, ma  forse  di
  molto  inferiore  per  mole di risultati,  hanno  avuto  da  questa
  Assemblea risultati sicuramente diversi.
   Per quanto riguarda i teatri, l'INDA, che fino a prova contraria è
  la  fondazione più importante che esiste in Italia e forse anche in
  Europa  perché  gestisce il più grande Teatro greco che  esiste  al
  mondo - e lo dico con orgoglio non di siracusano, ma di italiano -,
  bene,  per essere chiari l'INDA ha avuto quello che ha avuto l'anno
  scorso, né più né meno, anzi, ringrazio l'onorevole Marziano che mi
  ricorda  che  ha  avuto  stanziati 47 mila euro  in  meno.  Quindi,
  vedete,  fare  queste  riflessioni ad alta  voce  poi,  alla  fine,
  spingono  i  deputati ad intervenire e a riportare  la  verità  dei
  fatti.
   Ciò  premesso,  signor Presidente, io vorrei  che  oggi  i  lavori
  d'Aula  non  si  svolgessero come ieri; ieri  infatti  non  abbiamo
  approvato  il bilancio della regione Sicilia, abbiamo approvato  il
  bilancio di un comune di 300 abitanti; lo abbiamo fatto in  maniera
  veloce,  impedendo spesso ai deputati di parlare, durante la  quale
  discussione  il  Presidente dell'Assemblea era  contemporaneamente:
  Presidente   dell'Assemblea,   Presidente   della   Commissione   e
  Assessore,  perché  era lui stesso che dava i pareri  di  volta  in
  volta:   favorevole  o  contrario , senza dare nemmeno il tempo  di
  respirare. E quindi credo sia questo il peggiore bilancio  che  sia
  stato mai fatto da quest'Assemblea regionale, in quanto - ripeto  -
  è  un  bilancio  che  è stato fatto senza dare  la  possibilità  di
  parlare,  senza  dare la possibilità di ascoltare  le  istanze  che
  provengono   dal  territorio,  senza  ragionare  e  senza   che   i
  rappresentanti  dei partiti avessero il coraggio di  alzarsi  e  di
  dire quello che pensano del futuro della nostra terra.
   Abbiamo  approvato dunque un bilancio di cui bisogna assolutamente
  vergognarsi; un bilancio in cui le fasce sociali deboli sono  state
  escluse perché - ricordo - che non c'è il bonus socio-sanitario; il
  buono scuola è stato ulteriormente limitato; tutti gli interventi a
  favore  delle  fasce sociali più deboli sono state  escluse,  anche
  quando si è deciso di spendere sull'università, anziché guardare al
  diritto  degli  studenti di poter frequentare le università,  si  è
  preferito finanziare tutta una serie di enti inutili che in  questi
  anni sono stati dei  carrozzoni politici' che sono serviti solo  ed
  esclusivamente a garantire feudi insopportabili di abusi, e che con
  questo bilancio continueranno ad esserci anche per il 2012.
      Allora,  presidente Formica, io mi appello  al  ruolo  che  lei
  ricopre.  Vorremmo  oggi  capire  se  possiamo,  nell'approvare  la
  finanziaria,  ragionare  seriamente  oppure  se  dobbiamo  solo  ed
  esclusivamente,  come è successo ieri, approvare provvedimenti  che
  in altre sedi erano stati già concordati.
   Bene  Se è questa la sua decisione, signor Presidente, ce lo dica,
  io  fin da adesso le dico che ritirerò tutti gli emendamenti che ho
  presentato, non accetterò di farmi prendere in giro anche  oggi  da
  questa maggioranza, arrivati a questo punto, bulgara e trasversale,
  in  cui  i  partiti  che  devono fare  l'opposizione,  devono  fare
  l'opposizione,  e  quelli  che devono  governare  devono  avere  il
  coraggio di salire sul podio e dire cosa pensano, ad esempio, delle
  promesse che hanno fatto alle varie associazioni di  forconi    che
  abbiamo  incontrato e che come pare di ricordare da  ieri,  nessuna
  delle richieste a suo tempo concordata potrà mai essere soddisfatta
  dal bilancio che abbiamo approvato.
   Anzi, signor Presidente, torno nuovamente a chiederle che prima di
  approvare  la finanziaria e il bilancio, si approvino quelle  leggi
  che  nella Sala Gialla e nella Sala Rossa abbiamo concordato con  i
  rappresentanti delle categorie, perché credo che questo la gente si
  aspetti   da   noi:  un  sussulto  di  dignità,  un   sussulto   di
  autorevolezza,  la  voglia  di rispondere  in  maniera  seria  agli
  interessi della gente e di mantenere, soprattutto, la parola data e
  quanto avevamo concordato con i rappresentanti dei forconi.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, solo per  dichiarare  che  intendo
  apporre la mia firma ai sub  emendamenti  presentati dall'onorevole
  Galvagno ed altri, l'emendamento 1.1.1, 1.1.2, e 1.1.3, al  disegno
  di legge finanziaria che stiamo discutendo.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, io intervengo sull'ordine dei  lavori
  per  richiamare  il  Governo, che vedo un  po'  distratto,  su  una
  problematica  che  forse  ancora oggi, se lo  ritiene,  il  Governo
  dovrebbe riflettere tenuto conto che nel bilancio di ieri non si  è
  posta nessuna attenzione a quello che dirò.
   In  particolar  modo,  mi riferisco ai dissesti  idrogeologici  di
  questa Sicilia.
   Pochi  giorni fa a Messina la struttura commissariale  ha ritenuto
  di  organizzare su un fenomeno che ha visto 37 morti  nella  nostra
  città, paradossalmente un  workshop'. Sapete di cosa si tratta?  Si
  tratta di eventi che riguardano più o meno la fine di tutto ciò che
  spesso  avviene  nelle internalizzazioni quando  le  imprese  vanno
  fuori  e  poi   intercorrono degli accordi  tra  il  cliente  e  il
  venditore.
   Bene,  a  Messina  il 17 e il 24 di marzo 2012  si  è  tenuta  una
  settimana di studi, convegni sulle problematiche dei dissesti idro-
  geologici.
   Devo   dire   che   lo  standard  delle  persone  è  indubbiamente
  qualificatissima,  devo dire più che giusto che  si  sia  fatto  un
  evento  del  genere, però, obiettivamente, ritengo che  il  Governo
  avrebbe  dovuto  rammentare, e l'assessore Armao  ne  faceva  parte
  quando io feci l'assessore per i lavori pubblici che in quei  pochi
  mesi, nella Regione Sicilia era vigente una delibera di Giunta  del
  3  ottobre  2009 che continua a rimanere inattuata, essa  prevedeva
  che  la  Regione Sicilia, allora su mia proposta, si  occupasse  di
  questo  fenomeno una volta per tutte, cambiando la tendenza che  in
  quegli  anni   albergava nel Governo Lombardo, e  certamente  anche
  prima,  che aveva un certo modo di agire sui fenomeni  del dissesto
  idrogeologico.
   Mi fa piacere che oggi ci sia  anche l'Assessore per il territorio
  e  l'ambiente  che allora ne faceva parte, e la invito,  assessore,
  visto  che  di sicuro non conoscerà questa delibera, il  Presidente
  Lombardo forse non avrà mai avuto il tempo di dirglielo, che è  una
  delibera  che continua ad essere disattesa, perché si  continua  ad
  operare  in maniera discordante tra i vari assessorati:  ai  lavori
  pubblici  dove non si mettono i soldi per gli eventi  calamitosi  e
  per  i torrenti; al territorio e ambiente che continua a continuare
  a  fare i PAI a morto accaduto; la protezione civile che interviene
  in  maniera anche esagerata rispetto alle proprie competenze.  Beh,
  il  risultato,  signor Presidente, è che quella  delibera   e  quel
  workshop  di  Messina mi ha dato da riflettere. Ho  capito  che  il
  Governo regionale non ha fatto nulla dal 2009 ad oggi.
   Vede,  si  voleva  operare  una nuova  tendenza  sui  dissesti  in
  Sicilia,   perché  assistere  sistematicamente  a   quei   funerali
  strazianti   di persone che muoiono e la Sicilia fa solo  workshop,
  mi  dispiace  ma  il  Presidente Lombardo ha fatto  un  workshop  a
  Messina, piuttosto che fare quello che un Governo dovrebbe fare:  e
  cioè  una  legge  e ora le dico io, assessore, quello  che  avrebbe
  dovuto  fare  il  Governo.  Mi  dispiace  che  l'Assessore  per  il
  territorio  e  l'ambiente  che  si  è  appena   insediato  dovrebbe
  occuparsi  di  fare  un  recepimento della legge  sull'autorità  di
  bacino che è ben altra cosa
   Quello è un discorso serio che la Regione dovrebbe  portare avanti
  e  dovrebbe  farlo,  e  visto che da  anni  non  lo  ha  fatto,  il
  sottoscritto il 27 dicembre 2011 lo ha presentato - considerata  la
  negligenza  del  Governo  Lombardo  che  invece  di  fare   riforme
  legislative sui dissesti idrogeologici e non seguire la delibera di
  Giunta  che già dava un avvio ad un coordinamento di queste azioni,
  fra i tre assessorati, organizza invece a Messina un workshop.
   Ho  presentato un'interrogazione la cui risposta, chiedo, mi venga
  data  con  urgenza, l'ho appena depositata perché voglio sapere  se
  la Commissione, a struttura commissariale, quanto ha speso per fare
  questo workshop - fermo restando che non è questo il modo in cui un
  Governo  deve  agire: il Governo deve fare eseguire  le  leggi  per
  cambiare la tendenza dei dissesti che in Sicilia avvengono.
   Signor   Presidente,  la  invito,  su  questo  tema,  al   momento
  opportuno,  e invito il Governo, e credo sia il caso, a rimpinguare
  i  due  capitoli  dei lavori pubblici che anno  dopo  anno  vengono
  svuotati  di  competenza e gli uffici del Genio civile  trasmettono
  perizie,  ricordo al 2009 c'erano 40 milioni di perizie inevase  su
  problematiche  del  dissesto. Penso che ancora il  Governo  sia  in
  tempo per rimpinguare quei due capitoli e per valutare, una volta e
  per tutte, di dare seguito alla delibera del 3 ottobre 2009 che, su
  mia richiesta fu fatta in Giunta il sabato dopo l'evento calamitoso
  di Messina.


   Presidenza del vicepresidente Formica


            Seguito della discussione del disegno di legge
       Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2012.
                 Legge di stabilità regionale  (801/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si procede con il  seguito  della
  discussione   del   disegno  di  legge   n.   801/A    Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2012. Legge  di  stabilità
  regionale .
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
       Risultati differenziali. Determinazione fondi di riserva.

   1.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera  b)  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  e considerati gli effetti della presente  legge,  il
  saldo  netto da finanziare per l'anno 2012 è determinato in termini
  di competenza in 325.403  migliaia di euro.

   2.  Tenuto  conto degli effetti della presente legge sul  bilancio
  pluriennale  a legislazione vigente, per l'anno 2013 è  determinato
  un  saldo netto da finanziare pari a 138.549 migliaia di euro,  per
  l'anno 2014 è determinato un saldo netto da impiegare pari a 31.301
  migliaia   di  euro.  Il  Ragioniere  generale  della   Regione   è
  autorizzato   ad   effettuare   operazioni   finanziarie   per   il
  finanziamento di investimenti coerenti con l'articolo 3, comma  18,
  della  legge  24  dicembre 2003, n. 350 e successive  modifiche  ed
  integrazioni, per un ammontare complessivo pari a 545.000  migliaia
  di  euro per l'esercizio finanziario 2012,  pari a 454.000 migliaia
  di euro migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2013 e pari  a
  210.000   migliaia  di  euro  migliaia  di  euro  per   l'esercizio
  finanziario2014.

   3.  L'ammontare  complessivo dei fondi di  riserva  per  le  spese
  obbligatorie  e  di  ordine  e  per la riassegnazione  dei  residui
  passivi  di  parte  corrente e in conto  capitale  eliminati  negli
  esercizi  precedenti per perenzione amministrativa,  relativi  alle
  risorse regionali, è determinato, nell'esercizio finanziario  2012,
  in 450.000  migliaia di euro».

   ARMAO. Chiedo di accantonare l'articolo 1.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. I documenti che ci sono stati consegnati stamattina  sono
  corposi,  nel  merito  molto importanti, perché  stravolgono  sotto
  diversi  profili normativi fondamentali della Regione -  molti  dei
  nostri  colleghi  ancora  non hanno avuto modo  di  potere  leggere
  queste  profonde  innovazioni  che il  Governo  ha  proposto  negli
  emendamenti  senza entrare nel merito a tutto quello  che  è  stato
  depositato.
   Da  una  prima  occhiata  superficiale ai  documenti  notiamo  che
  determinate materie inserite nel decreto  Salva Italia' del Governo
  Monti    non    sono   neanche   considerate.   Peraltro    materie
  importantissime,  oggi,  nella città di Palermo,  attuali:  come  i
  rifiuti  dove  i termini e i tempi per intervenire ed  evitare,  da
  parte  del Governo nazionale, la cosiddetta  sostituzione' e quindi
  il  Commissariamento  metterebbe ancora una  volta  la  Sicilia  in
  ginocchio in un settore dove ancora oggi la legge n. 9 non è  stata
  attuata.
   Rispetto  a  tutto  ciò, signor Presidente,  il  Governo  dovrebbe
  riflettere su un unico emendamento da proporre ai gruppi  politici,
  in  modo che la riflessione possa essere completa da parte di tutti
  i  gruppi parlamentari, dei colleghi che vogliono prendere visioni.
  E eventualmente ritornare in Aula con idee più chiare.
   E'  chiaro  che  non  è possibile fare tutto  quello  che  oggi  è
  proposto.  Il  Governo deve fare delle scelte che non possono  fare
  assolutamente  i gruppi parlamentari. Queste scelte  devono  essere
  delle  scelte  radicali che devono tenere conto  di  quello  che  è
  stato, appunto, il decreto legge   Salva Italia  e gli impegni  che
  il Governo nazionale chiede a tutte le regioni compresa la nostra.
   Gli  articoli  2  e  3,  così come esitati  dalla  Commissione  di
  merito,  sui  quali  mi  sembra non ci sia  alcuna  difficoltà  per
  l'approvazione  mattutina. Io ritengo che anche l'articolo  4  deve
  essere votato questa mattina dall'Assemblea. Mentre sull'articolo 1
  è  una  discussione  molto più complessa, anche  se  riteniamo  che
  determinate proposte già nel bilancio sono state sopravalutate.
   Mi  sembra  che  c'è  ancora una volta da parte  del  Governo  una
  valutazione  superficiale sulle entrate dove dovremmo  stare  molto
  più attenti.
   L'articolo 5, se non ricordo male, sono i fondi globali, quelli li
  faremo poi alla fine.

   LEANZA NICOLA. No, sono le proroghe.

   MANCUSO. Quindi io ritengo che gli articoli 2, 3 e 4  ..

   PRESIDENTE.  Anche  l'articolo  5,  onorevole  Mancuso,  sono   le
  proroghe.

   MANCUSO.  Ah, sono le proroghe. Allora anche l'articolo  5  devono
  essere  oggetto  di  discussione da  parte  dell'Assemblea  appunto
  convocata stamani.

   LEANZA NICOLA. Chiede di parlare,

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  signor
  Assessore, semplicemente per confermare che per quanto mi  riguarda
  la proposta dell'onorevole Mancuso che stamattina sarebbe opportuno
  fare  gli  articoli  2, 3, 4 e 5 in modo tale che  poi  magari  c'è
  bisogno  di  una  pausa  di riflessione per  verificare  tutti  gli
  emendamenti  che  sono arrivati, soprattutto quelli  da  parte  del
  Governo  e  vedere se è possibile trovare una intesa,  la  migliore
  possibile, per coniugare sviluppo, solidarietà ed equità in  questa
  manovra  finanziaria,  considerato  che  il  bilancio  che  abbiamo
  approvato  ieri  è  un  bilancio  rigoroso,  è  stato  un  bilancio
  abbastanza  condiviso e quindi mi sembra che continuare  in  questa
  opera  di  condivisione secondo me sia utile ed  opportuno  per  la
  nostra Sicilia.

   PRESIDENTE. La Presidenza è dello stesso avviso. Inoltre  aggiunge
  che  sarebbe  auspicabile  -  e  in  questo  senso  si  muoverà  la
  Presidenza  -, una volta completati gli articoli dal  2  al  5,  si
  dovrebbe  riunire  la Commissione Bilancio con un  termine  congruo
  perché  ci  sia  anche  una  relazione da  parte  della  Ragioneria
  generale,  come è previsto dal nostro Regolamento, in maniera  tale
  che  la  Presidenza sia posta nella di svolgere  il  proprio  ruolo
  sulle proposte avanzate nel maxi-emendamento.
   Comunico che all'articolo 1 è stato presentato l'emendamento  1.1,
  degli onorevole Pogliese ed altri. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   (L'emendamento  1.1 è approvato con il voto contrario  dei  Gruppi
  parlamentari Pdl, Pid - Cantiere Popolare e Udc).

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
         Disposizioni in materia di residui attivi, passivi e
                                perenti

   1.  Le  entrate accertate contabilmente fino all'esercizio 2010  a
  fronte   delle  quali,  alla  chiusura  dell'esercizio  2011,   non
  corrispondono  crediti  da  riscuotere nei  confronti  di  debitori
  certi,  sono  eliminate  dalle scritture  contabili  della  Regione
  dell'esercizio medesimo.

   2.   Con  decreto  del  Ragioniere  generale  della  Regione,   su
  indicazione   delle   competenti   amministrazioni,   si    procede
  all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del  comma  1.
  Copia  di  detto  decreto è allegata al rendiconto  generale  della
  Regione  per l'esercizio finanziario 2011. Qualora, a fronte  delle
  somme  eliminate a norma del presente articolo, sussistano crediti,
  si  provvede  al  loro accertamento all'atto della riscossione  con
  imputazione  al conto della competenza dei pertinenti  capitoli  di
  entrata.

   3.  Le  somme  perenti  agli  effetti amministrativi  relative  ad
  impegni assunti fino all'esercizio finanziario 2001, non reiscritte
  in bilancio entro la chiusura dell'esercizio finanziario 2011, sono
  eliminate  dalle  scritture contabili della Regione  dell'esercizio
  medesimo.  Con  successivi  decreti del Ragioniere  generale  della
  Regione  si procede all'individuazione delle somme da eliminare  ai
  sensi  del  presente comma. Copia di detti decreti  è  allegata  al
  rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2011.

   4.  Gli  impegni di parte corrente assunti a carico  del  bilancio
  della  Regione  fino all'esercizio 2010 e quelli di conto  capitale
  assunti   fino  all'esercizio  2009,  per  i  quali  alla  chiusura
  dell'esercizio  2011 non corrispondono obbligazioni  giuridicamente
  vincolanti, sono eliminati dalle scritture contabili della  Regione
  dell'esercizio medesimo.

   5.  Le  disposizioni di cui ai commi 3 e 4 non si  applicano  alle
  spese  per  esecuzione  di opere, qualora  il  progetto  dell'opera
  finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti abbiano già adottato
  le  deliberazioni che indicono la gara, stabilendo le  modalità  di
  appalto.

   6.  Con  successivi decreti del Ragioniere generale della Regione,
  su   indicazione  delle  competenti  amministrazioni,  si   procede
  all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del  comma  4.
  Copia  di  detti  decreti è allegata al rendiconto  generale  della
  Regione per l'esercizio finanziario 2011.

   7.  Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi dei commi  1,
  2,  3,  4, 5, e 6, sussista ancora l'obbligo della Regione  e,  nel
  caso  di  somme  eliminate ai sensi del comma  3,  sia  documentata
  l'interruzione dei termini di prescrizione, si provvede al relativo
  pagamento  con  le  disponibilità  dei  capitoli  aventi   finalità
  analoghe a quelli su cui gravavano originariamente le spese  o,  in
  mancanza  di  disponibilità, mediante iscrizione in bilancio  delle
  relative   somme,  da  effettuarsi  con  successivi   decreti   del
  Ragioniere generale della Regione ai sensi degli articoli 26  e  27
  della  legge  31  dicembre 2009, n. 196 e successive  modifiche  ed
  integrazioni  e  dell'articolo 47 della legge  regionale  7  agosto
  1997, n. 30 e successive modifiche ed integrazioni».

      Comunico   che   all'articolo  2  non  sono  stati   presentati
  emendamenti.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli articoli 3 e 4 sono al momento accantonati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                Art. 5.
        Proroghe di contratti di personale a tempo determinato

   1. Nelle more della definizione dei processi di stabilizzazione di
  cui  al  comma 1 dell'articolo 1, della legge regionale 29 dicembre
  2010,  n. 24 e al fine di non interrompere le attività connesse  ai
  compiti straordinari in materia di protezione civile, ambientale  e
  del  territorio,  delle acque e dei rifiuti e  nel  rispetto  delle
  disposizioni contenute nell'articolo 9, comma 28 e, ove ricorrano i
  presupposti di legge, nell'articolo 14, commi 24 bis e 24  ter  del
  decreto  legge  31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni
  dalla  legge  30  luglio  2010, n. 122 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,   l'amministrazione   regionale   è   autorizzata   a
  continuare  ad  avvalersi, fino al 31 dicembre 2012, del  personale
  titolare di contratti autorizzati, ai sensi delle norme di  seguito
  indicate, già prorogati ai sensi della legge regionale 29  dicembre
  2010, n. 24:

   a)  articolo 4, comma 8, della legge regionale 14 aprile 2006,  n.
  16;

   b) articolo 1, comma 1, della legge regionale 29 dicembre 2009, n.
  13, come prorogati dall'articolo 51, comma 6, della legge regionale
  12 maggio 2010, n. 11;

   c) articolo 1, comma 6, della legge regionale 29 dicembre 2009, n.
  13, come prorogati dall'articolo 51, comma 6, della legge regionale
  12 maggio 2010, n. 11;

   d)  articolo  1,  comma 7, lettere a), c), d) ed  e)  della  legge
  regionale 29 dicembre 2009, n. 13, nei limiti imposti dalla proroga
  di  cui  all'articolo 51, comma 8, della legge regionale 12  maggio
  2010, n. 11;

   e)  articolo  1,  comma  7, lettera b) della  legge  regionale  29
  dicembre 2009, n. 13;

   f)  articolo  25 delle legge regionale 29 dicembre  2003,  n.  21;
  articolo  41 della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15; articolo
  2,  comma  3, della legge regionale 1 febbraio 2006, n. 4; articolo
  8, comma 1, della legge regionale 14 aprile 2006, n. 16;

   g)  articolo 7, comma 13, della legge regionale 22 dicembre  2005,
  n. 19 e successive modifiche ed integrazioni.

   2. Per far fronte agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1
  è autorizzata per l'esercizio finanziario 2012 la spesa complessiva
  di 23.340 migliaia di euro, di cui:

   a) 825 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera a);
   b)  12.009  migliaia di euro per le finalità del comma 1,  lettera
  b);
   c) 6.300 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera c);
   d)  2.625 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera d)
  e lettera e);
   e) 1.302 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera f);
   f) 279 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera g).

   PRESIDENTE. Comunico che all'articolo 5 sono stati presentati  tre
  emendamenti.
     Si  passa  all'emendamento 5.1 della Commissione. Il parere  del
  Governo?

   La seduta è sospesa per un minuto.

    (La seduta, sospesa  alle ore 12.24, è ripresa alle ore 12.25)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, volevo  intervenire
  prima  del collega Mancuso per chiarire che l'emendamento  proposto
  dalla  Commissione  sopperisce  ad una  dimenticanza  della  stessa
  Commissione.  Infatti,  nelle proroghe dell'esercizio  provvisorio,
  valevoli  fino  al  31 marzo 2012 e riprese nel testo  fino  al  31
  dicembre  2012, mancavano queste categorie, che sono i consorzi  di
  bonifica.   Le   stiamo  riprendendo;  se  riprendiamo   il   testo
  dell'esercizio provvisorio, vi accorgerete di questa  mancanza.  Se
  confrontiamo il testo dell'esercizio provvisorio con questo,  verrà
  fuori,  in  maniera molto chiara, che questa categoria  già  faceva
  parte di quel provvedimento ed è stata dimenticata.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza entrare  nel
  merito dell'emendamento presentato dalla Commissione, invitiamo  la
  Commissione   e   i   colleghi,  che  hanno  presentato   ulteriori
  emendamenti  rispetto  al testo che è uscito dalla  Commissione,  a
  valutarli successivamente.
   Se  si  ritiene  ora di insistere su emendamenti fuori  dal  testo
  della  Commissione, la preghiamo e la invitiamo ad iniziare l'esame
  della  finanziaria dall'articolo 1, con tutti gli  emendamenti  che
  sono  stati presentati sino ad ora. Se, invece, si vuole  procedere
  così  come  si  era detto, si ritirano e dopo -  se  è  vero  ed  è
  sicuramente  vero  quello  che  dice  l'onorevole  Dina  -  saranno
  aggiunti   in  un  maxi  emendamento,   allorquando  questo   verrà
  concertato  con  un  ragionamento fatto da tutti  i  capigruppo  di
  questa Assemblea.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, per fugare il  campo
  da    perplessità   che   possono   sottendere   a   chissà   quale
  strumentalizzazione, io accetto la proposta. Però, voglio ricordare
  al collega Mancuso che in Commissione è stato detto chiaramente,  e
  possiamo   prendere   i   verbali,  che  tutto   quello   che   era
  nell'esercizio  provvisorio  e  veniva  prorogato   sarebbe   stato
  inserito  nella  finanziaria.  Pertanto,  se  c'è  questo   impegno
  possiamo andare tranquilli.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che l'Aula,
  l'onorevole Dina, il buon senso di ognuno di noi, ci debba  portare
  a  fare una valutazione: siccome sono solo tre questi emendamenti e
  devo  dire, forse per furbizia, qualche collega nel secondo  e  nel
  terzo il Governo
   Se  voi  leggete gli emendamenti 5.2 e 5.3 sono pressochè  uguali,
  sia   quello  degli  onorevoli  Marrocco-Currenti  che  quello  del
  Governo.
     Devo dire che su questo emendamento si sono spesi un po' tutti i
  deputati   di  quest'Aula.  Il  sottoscritto,  per  esempio,   l'ha
  presentato come emendamento aggiuntivo, io invece qui me lo ritrovo
  inserito  in  questo articolo - e forse non so  se  è  una  proroga
  questa -, questa è una copertura finanziaria alla quale so che cosa
  fa  riferimento.  Forse è più corretto quando  l onorevole  Mancuso
  dice di prendere i tre emendamenti, anche quello della Commissione.
  Perché, vede, signor Presidente, questo problema del personale  dei
  PAI  è  un  vecchio problema; è dal 2005 che lo Stato  non  dà  più
  finanziamenti.  Io  la  conosco bene  questa  materia.  Allora  era
  assessore   il   presidente  Cascio.  Abbiamo   fatto   una   norma
  sull'argomento  per  coprire il fatto che lo  Stato,  il  Ministero
  dell'Ambiente,  non dava più le risorse a quel personale  che  devo
  dire  è  competente. E' da 2005 circa che noi sopperiamo con  fondi
  della Regione.
   Però  il problema, signor Presidente, è molto più complesso perché
  non me ne dispiaccio, anzi mi fa piacere che c'è l'Assessore per il
  territorio,  su  questo  problema dei PAI bisognerebbe  aprire  una
  discussione  perché sui problemi dei  dissesti i PAI non  avvengono
  in  maniera  preventiva,  avvengono a morte  accaduta  o  a  evento
  franoso  accaduto,  in  quanto purtroppo questo  strumento  avviene
  presso  gli  uffici  dell'assessorato; c'è  poca dimestichezza  sui
  territori, anzi nulla, questo personale quindi una volta per  tutte
  dovremmo chiarire di cosa si deve effettivamente occupare. Io  sono
  il  primo  a  dire sì a questa proroga, ma vogliamo una  volta  per
  tutte  porci  il problema in questi anni quante volte i  PAI  hanno
  anticipato  eventi  o  quante volte i PAI  intervengono  ad  eventi
  accaduti? Questo è il tema.
   Io  le  posso dire che a Giampilieri, il PAI di Giampilieri inserì
  come zona in frana quella opposta a dove c'è stata la frana. Forse,
  i  colleghi  non lo sanno ma è così  E quanto tempo poi  passa  dal
  momento  in cui il PAI deve essere rivisto e approvato in Giunta  -
  ed  ecco  che  si  riallaccia al problema  di  prima  della  famosa
  autorità  di  bacino  - perché la Giunta il  più  delle  volte  non
  conoscendo  di cosa si tratta, a malapena in un dischetto,  approva
  ma non sa quello che approva.
   Ed  allora,  forse il problema è molto più complesso.  Io  invito,
  quindi,  l'onorevole Dina in questo momento, fermo restando  che  a
  questa materia di sicuro sarà  fatta la proroga, però il problema è
  che  bisogna  chiarire una volta per tutte se questo personale  del
  PAI  si vuole occupare anche di prevenzione vera dei dissesti e non
  di  eventi  accaduti, perché quasi sempre oggi  in  questi  anni  è
  successo così.
   Quindi  io  invito  il  collega, gentilmente,  a  ritirare  i  tre
  emendamenti  e a discuterli nel momento opportuno con un  passaggio
  più  politico dei capigruppo della Commissione come ha detto  e  ha
  suggerito l'onorevole Mancuso.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  onde  evitare
  equivoci  dopo aver partecipato ieri al dibattito sul  bilancio  ed
  avere   espresso  le  nostre  posizioni  sul  bilancio,  ovviamente
  negative,  partendo dalla nostra valutazione sulle entrate  che  in
  modo  preoccupante sia in Commissione che in Aula abbiamo  ritenuto
  per  molti  aspetti,  sin dalla relazione del  nostro  relatore  di
  minoranza  onorevole  D'Asero,  destituite  di  fondamento   alcune
  entrate  che  facevano riferimento sia allo smobilizzo delle  quote
  nelle  partecipazioni  regionali e sia alla valorizzazione  e  alla
  vendita  degli immobili che in questo esercizio, in questa proposta
  di  bilancio  venivano  accentuate  in  modo  abnorme  e  in  modo,
  ovviamente,  non  fondato  e  non credibile,  a  fronte  di  questa
  situazione abbiamo poi cercato di fornire il nostro contributo  per
  un  miglioramento del quadro complessivo che consentisse alle spese
  di  non  essere  poi in modo offensivo contrastanti con  quanto  il
  quadro delle entrate vergognosamente documentava.
   Però,  la verità, caro collega Cracolici, è che il rischio adesso,
  passando dal bilancio alla finanziaria il quadro che si evidenzia è
  tale  da  far notare che con gli emendamenti all'articolato  e  con
  quelli   che  si  preannunciano  emendamenti  aggiuntivi   si   sta
  presentando una materia e una legge completamente diversa da quella
  che noi avevamo concordato e formulato in Commissione.
   Se  arriviamo  allo  scandalo che questo Parlamento  debba  essere
  ancora  una volta offeso e scavalcato perché gli emendamenti  fanno
  le  leggi,  allora noi faremo ad oltranza le barricate  Perché  noi
  leggiamo   che   in  materia  di  sanità  abbiamo  concordato   con
  l'Assessore,  e noi non abbiamo motivo di ritenere che  l'Assessore
  abbia  detto  cose non fondate in relazione agli  impegni  presi  a
  Roma; abbiamo ascoltato la relazione dell'Assessore, l'Assessore ha
  detto  che  il concorso siciliano in materia di spesa sanitaria  si
  attestava nella misura del 44 per cento, adesso noi leggiamo in  un
  emendamento  che lo riportiamo al 49 per cento nelle  more  di  una
  sentenza  della Corte costituzionale. Leggiamo anche che  eventuali
  migliori  risultati di esercizio verrebbero finalizzati a obiettivi
  extrasanitari  in  un emendamento dedicato alla  sanità.  Questo  è
  materiale vergognoso
   Allora,  o  noi  lo  strappiamo e parliamo  del  testo  che  dalla
  Commissione  è stato concordato per l'Aula, allora va bene,  ma  se
  dobbiamo   procedere  con  emendamenti  che  stanno   completamente
  stravolgendo la legge noi non ci stiamo.
   Signor  Presidente,  le ricordo anche che questa  Finanziaria,  in
  modo  vergognoso, è completamente inadempiente rispetto ad  impegni
  che  avevamo  preso come galantuomini in Sala Rossa,  riguardo  una
  materia   incandescente   che  è  quella  della   crisi   agricola,
  commerciale  rappresentata e rivendicata dai cosiddetti   Forconi .
  Avevamo  detto  in  quella occasione, tutti insieme,  che  dovevamo
  inserire  in  Finanziaria  alcune  misure  urgenti.  Queste  misure
  urgenti   non   sono  esistenti,  né  nell'articolato,   né   negli
  emendamenti e nemmeno nell'aggiuntivo.
   Se  questa è una classe politica che vuole continuare a vivere  la
  credibilità, non soltanto di quest'Aula, ma quella degli atti umani
  fuori  da quest'Aula, non parlo più di politica, non parlo  più  di
  Governo, parlo di credibilità dal punto di vista umano perché siamo
  usciti,  cari  colleghi,  dalla Sala  Rossa,  per  quelli  che  non
  c'eravate, stringendo la mano ad un'intera categoria e dicendo  che
  in  Finanziaria avremmo messo la norma anti taroccamento e la norma
  finalizzata  a modificare le modalità di riscossione  della  Serit.
  Tanto  è  vero  che alcuni di noi si è preso la briga  di  assumere
  informazioni nelle varie Commissioni. C'erano dei disegni di legge,
  uno  a  firma dell'onorevole Calanducci, un altro a firma di  altri
  colleghi, che giacevano in Commissione.
   Voi sapete che l'iter della Commissione è defatigante e lungo.  Si
  sa  quando  comincia  e  non si sa quando  finisce.  Avevamo  preso
  impegni di inserire tutta questa materia in Finanziaria. Adesso  la
  Finanziaria  viene,  invece,  tutta infarcita  di  emendamenti  che
  riguardano  altre  cose.  Non c'è uno straccio di  adempimento,  di
  adempienza,  di  adesione agli impegni assunti   Ma  come  potremmo
  continuare  a  difendere la credibilità di questo Parlamento  e  di
  questa Istituzione

   CRACOLICI. Di cosa stiamo parlando? Pensavo che stessimo  parlando
  dell'articolo 3.

   LEONTINI.  Onorevole  Cracolici, siamo  partiti  dall'articolo  3.
  L'articolo  3  vuole essere modificato da un emendamento  che  dice
  tutt'altro rispetto al testo che avevamo concordato in Commissione.
  Se  lei ricorda in Commissione abbiamo anche concordato che  il  44
  per  cento doveva essere la percentuale di concorso siciliano  alla
  spesa sanitaria, qui stiamo leggendo cose completamente diverse. Un
  altro  mondo,  un  altro  pianeta, un'altra  programmazione,  altri
  numeri,  addirittura  le finalità extra sanitarie  per  i  migliori
  risultati   sanitari,  ove  fossero  esistenti   minori   risultati
  sanitari,  noi destiniamo i migliori risultati sanitari a  finalità
  extra sanitarie.
   C'è  di  tutto   Se poi andate a leggere il maxi  emendamento  del
  Governo  alla Finanziaria, mi pare che ci sia un'altra  sequela  di
  prebende  distribuite  e spalmate a crema a tutte  le  associazioni
  esistenti   ed  inesistenti.  E  poi  troviamo  anche,   nonostante
  l'inadempienza,   caro  collega  Bufardeci,   nei   confronti   dei
   Forconi ,  troviamo  l'aumento  del  canone  sull'acqua  per   usi
  agricoli, l'aumento del canone dell'acqua per usi agricoli  Noi  ci
  stiamo  trasformando  in  vessatori di  una  categoria  alla  quale
  avevamo promesso che avremmo risolto alcuni problemi  C'è da  parte
  del Governo, un emendamento che aumenta i canoni dell'acqua per uso
  agricolo  Queste sono cose vergognose   Può mai essere, questo, uno
  strumento  di  governo del territorio siciliano?  Sono  questi  gli
  impegni che abbiamo assunto nei confronti delle categorie?
   Allora,  fermiamoci, signor Presidente, perché  così  non  si  può
  andare avanti, altrimenti noi presentiamo tutti gli emendamenti  ed
  interverremo  tutte  le volte che è necessario intervenire,  perché
  questo  significa  andare avanti in modo difforme  dalle  cose  che
  abbiamo   concordato  in  Commissione,  collega  Galvagno.  Avevamo
  concordato una cosa e ne stiamo facendo un'altra

   PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare numerosi deputati.  Lo  stesso
  Governo  aveva  chiesto  di intervenire. La  Presidenza  ribadisce,
  anche  in  virtù  del dibattito che si è svolto  sino  ad  ora,  di
  procedere  sugli articoli senza gli emendamenti. Stiamo  esaminando
  l'articolo 5. Se c'è il ritiro degli emendamenti

   CRACOLICI. Siamo all'articolo 5, allora non siamo all'articolo 3

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, lei lo sa meglio di  me.  Stiamo
  iniziando  l'esame del documento finanziario e la Presidenza,  come
  tutto il Parlamento, deve cercare di arrivare ad una soluzione  che
  consenta una rapida approvazione. Gli emendamenti  5.1, 5.2  e  5.3
  si intendono ritirati?

   DINA. No, non sono ritirati  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Dina, le ho consentito di  intervenire  due
  volte  e  questa sarebbe la terza. Emerge chiaramente dal dibattito
  che sin qui si è svolto che se in questa fase vogliamo procedere ad
  approvare  tre  articoli, due o tre articoli, lo si può  fare  solo
  senza emendamenti, dopodiché è stato assicurato che si procederà  a
  rivisitare  tutta  la  materia, compresi gli emendamenti,  con  una
  visione di insieme sul maxiemendamento.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, ad onor del vero,  se  noi  facciamo
  riferimento,  come  poc'anzi  ho  fatto,  agli  impegni  presi   in
  Commissione, prima di congedarci dalla Commissione avevamo  chiesto
  al  presidente Savona:  C'è la conferma delle proroghe? Di tutte le
  proroghe? .  Sì, sì tutte le proroghe .
   Se  facciamo una valutazione comparativa  tra le proroghe inserite
  quest'anno  e  le  proroghe  dell'anno scorso,  quella  che  indica
  nell'emendamento la Commissione, in effetti, è stata oggetto di una
  dimenticanza,  perché  è  una proroga che  doveva  essere  inserita
  insieme  alle  altre  e  non è stata inserita.  Questo  è  vero,  è
  fondato,  è  oggettivo. E' una proroga che manca,  fa  parte  della
  serie delle proroghe che dovevamo confermare.
   Caso   mai,   altra  cosa  che  abbiamo  denunciato   e   dovremmo
  dimenticare,   l'assessore  Armao,  vorrei   che   mi   ascoltasse,
  sull'argomento trasporto urbano su rotaie di Messina,  se  vogliamo
  riparare al vulnus che avevamo l'anno scorso sottolineato, caso mai
  ci  sarebbe da riparare a quel vulnus perché il Presidente Lombardo
  aveva  promesso che in corso d'esercizio avrebbe allocato le  somme
  per quel motivo.

   PRESIDENTE.   Ribadisco,  onorevoli  colleghi,   stiamo   parlando
  dell'articolo  5.  Se  l'Aula intende riaprire  una  discussione  a
  livello generale sul modo di procedere, è un altro discorso.
   Allora,  se  vogliamo  ascoltare  il  Governo  in  risposta   alle
  richieste  che  sono state avanzate da più parti, noi  abbiamo  due
  modi  di  procedere:  completiamo l'articolo 5  oppure  sospendiamo
  anche questo e ritorniamo agli articoli accantonati. Per completare
  l'articolo 5 intervenga il Governo per dire se è d'accordo di  dare
  copertura   al  5.1, fermo restando che gli altri  due  emendamenti
  sono stati ritirati e si approva l'articolo 5.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente,  abbiamo  già
  verificato che si tratta di dimenticanza, a questo punto  io  direi
  che  il  Governo ritira l'emendamento all'articolo 5, questo  viene
  posto  in  votazione. Lo chiudiamo e poi mi permetterà  l'onorevole
  Leontini  di dare qualche illustrazione sull'articolo 3 che  è  una
  riscrittura  del  tutto  frutto di una interlocuzione  col  Governo
  nazionale su questa cosa.
   Oggi  avremo  un  lavoro  lungo,  faticoso,  dove  credo  che   la
  riflessione  e il confronto proficuo sia la piattaforma  necessaria
  per arrivare a risultati utili nell'interesse della Sicilia. I toni
  tribunizi   non   credo   che  aiutino  né   la   riflessione,   né
  l'interlocuzione elevata. Quindi, credo che tutti possiamo fare  un
  buon  lavoro  parlando  di cose concrete e di  prospettive  per  la
  Sicilia.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 5.1. Il  parere  del
  Governo?

   ARMAO, assessore per l'economica. Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 5.2 e 5.3 sono ritirati.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 5 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 3, in precedenza accantonato.

   Il Governo ha chiesto di accantonare momentaneamente l'articolo  3
  con la riscrittura  presentata?

   ARMAO, assessore  per l'economia.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, mi permetto di
  illustrare il tenore di questo articolo.
   Avevamo  formulato  una nota, l'articolo 3, che  avete  certamente
  avuto  modo di leggere. Questa nota è stata inviata - l'articolo  3
  sapete  che  è uno dei nodi centrali di questa manovra  finanziaria
  perché  postula  una intesa con lo Stato in ordine alla  postazione
  delle  risorse  utili per definire il tema della  compartecipazione
  sanitaria.  Ho  illustrato  alla Commissione,  come  opportunamente
  richiamava  l'onorevole Leontini, la nota querelle  che  in  questo
  momento vede contrapporsi sul piano giurisdizionale lo Stato  e  la
  Regione in ordine all'entità della compartecipazione.
   Io,  noi, credo tutta l'Aula è pienamente convinta - perchè questo
  fa  parte di un ricorso presentato alla Corte costituzionale -  che
  l'onere  per  la  Sicilia sia del 44,5%.  Il tema qual  è?  Che  il
  Governo  nazionale  ha  invece un'idea opposta  che  è  quella  del
  49,11%.
   Allora, piuttosto che continuare a confrontarsi su un tema per  il
  quale il tavolo non è più quello del negoziato Stato-Regione, ma  è
  quello   della  sede  giurisdizionale,  si  è  ritenuto  -   perché
  altrimenti  non ne uscivamo e nel frattempo si avvicinava  la  data
  finale  dell'esercizio  provvisorio - di accantonare  la  questione
  che,  come  tale,  è  sottoposta  alla  giurisdizione  della  Corte
  costituzionale  in  attesa  del  pronunciamento  della  Corte,   di
  riconoscere    nelle    more    di   questo    pronunciamento    la
  compartecipazione. Ripeto, questo è il frutto  di  un  negoziato  e
  queste norme sono andate e venute via e-mail, fax da Roma, per  cui
  questa è la stesura che consente come comprendete bene di avere  un
  testo che sia condiviso dagli uffici del Ministero dell'economia  e
  dai  nostri  Uffici dell'Assessorato all'economia. Questo,  quindi,
  determina  non  un  riconoscimento  a  regime  del  49,11%,  ma  un
  riconoscimento di un atto normativo perché altrimenti, com'è  noto,
  abbiamo  impugnato  il Bilancio dello Stato  in  questo  senso  che
  prevede un'uscita compatibile col 49,11%.
   Allora,  a biglie ferme abbiamo un atto normativo dello Stato  che
  prevede    una   compartecipazione   della   Regione   al   49,11%,
  compartecipazione  che  nelle more e in attesa  del  pronunciamento
  della  Corte  e  noi  riconosciamo  con  l'accantonamento.  Quindi,
  lasciamo   le  biglie ferme , consentiamo all'accantonamento  delle
  risorse  come l'anno scorso per conseguire questo 49,11%  ,  quindi
  questo   49,11%   si   raggiunge  avvalendosi  delle   disposizioni
  finanziarie e normative che consentono di utilizzare i fondi FAS.
   E'  evidente  che nei prossimi mesi o arriverà una  pronuncia  che
  dirà  che  la  compartecipazione regionale  è  attestata  a  quanto
  sostenevamo e allora le risorse di FAS che abbiamo messo  in  campo
  non  sono  dovute  e  le potremo utilizzare in termini   liberi;  o
  invece arriverà una pronuncia che dirà che sono 49,11 allora a quel
  punto   il   contributo   regionale,  anche   mediante   FAS   sarà
  definitivamente assicurato. E' una formulazione che non consente di
  pregiudicare nulla. Per questo è stata oggetto di rinegoziazione.
   Per quanto riguarda il riferimento che l'onorevole Leontini faceva
  alle finalità extrasanitarie, anche questa è un'indicazione che  ci
  proviene dal Ministero dell'economia; comprendete bene tutti che si
  tratta  di  un'espressione ad colorandum poiché è assai improbabile
  che  si  abbiano  risorse disponibili per finalità  extrasanitarie,
  cioè che maturino risorse per finalità extrasanitarie.
   Ripeto,   non  si  tratta  di  nessuna  formulazione  che  intende
  acquisire  spazi inopinati per l'Amministrazione regionale,  ma  si
  tratta  di  una  stesura che rende il dialogo più agevole  con  gli
  uffici ministeriali.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, piuttosto  che  la
  ricostruzione che ha fatto l'Assessore Armao bisogna capire cosa  è
  cambiato  in  questi quattro giorni dove il Governo  nazionale  non
  c'entra nulla.
   Quattro  giorni  fa  il  Governo  prevedeva  il  maggiore  gettito
  previsto    dalla   legge   dell'IRAP   e   dell'IRPEF    per    la
  compartecipazione  sanitaria, comma 1  dell'articolo  3.  Oggi,  il
  comma 1 dell'articolo 3 è scomparso.
   Dove finiranno le maggiori risorse provenienti da IRAP e IRPEF? E'
  una  domanda,  poi  vedremo dove finiranno. Certamente,  non  nella
  sanità   perché  la  sanità  la  stiamo  affrontando   in   maniera
  completamente  diversa,  cioè  è cambiata  non  solo  la  filosofia
  economica di quella che deve essere la copertura finanziaria  della
  sanità,  ma  è  stravolta completamente. In che modo? E'  stravolta
  intanto  con  il  beneficio  che  il Servizio  sanitario  regionale
  diventerà  un  Servizio sanitario così efficiente  per  raggiungere
  disponibilità  che  saranno utilizzate in finalità  extrasanitarie.
  Pregherei l'Assessore Russo Massimo di dare, eventualmente,   conto
  a  questo  Parlamento  di quale potrebbero  essere  queste  risorse
  disponibili  extrasanitarie.  Abbiamo un  preventivo  dell'attività
  sanitaria.  Non  solo  questo,  ma  occupiamo  anche  un  ulteriore
  capitolo  del  Bilancio affinché venga coperto quello  che  oggi  è
  l'impegno  di  343  milioni  di euro aggiungendo  un  capitolo  del
  42.1.5.3.
   Quindi,  rispetto a quello che è lo stravolgimento della copertura
  finanziaria  dell'articolo 3 non bastano le  poche  parole  che  ha
  pronunciato  l'Assessore  Armao e dove non  si  può,  secondo  noi,
  tenere  conto,  il  conforto degli Uffici  forse  una  volta  tanto
  potrebbe essere d'aiuto.
   Non  ho  mai  letto una norma, un comma in questo  caso,  dove  la
  copertura  finanziaria è sub judice, in questo caso addirittura  la
  Corte  Costituzionale. Noi prevediamo in una  norma  che  siamo  in
  attesa   della  sentenza  della  Corte  Costituzionale,  con   quel
  principio   riteniamo che deve essere utilizzato oggi il 49,11  per
  cento
   Presidente, c'era anche lei in Commissione  Bilancio ,  ma  questa
  delibera Cipe la tiriamo fuori per capire che c'era scritto  e  che
  cosa  ci hanno detto in Commissione  Bilancio   e il Governo? Hanno
  detto  un'altra cosa, completamente diversa da quello che è scritto
  ora. Ci hanno confermato che per il 2012 e il 2013 la delibera Cipe
  dice un'altra cosa.
   Quindi, io ritengo che l'emendamento 3.1 quando ci arriveremo, non
  so  se  stiamo discutendo dell'articolo, 3 deve essere ritirato   e
  riformulato.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, io suggerirei al Governo   piuttosto
  che  scrivere     è disposta la compartecipazione  regionale   cioè
  prima  a decorrere dall'esercizio finanziario 2012 , io utilizzerei
   esclusivamente per l'esercizio finanziario 2012 , perché delle due
  l'una: o teniamo aperto un contenzioso o ci arrendiamo.
   Se  diciamo  a  decorrere,  stiamo dicendo  che  da  oggi  in  poi
  applicheremo  il 49,11 per cento, quindi stiamo risolvendo  noi  in
  via  unilaterale sulla base di un ipotetico accantonamento  che  lo
  Stato  ad oggi annuncia di poter erogare, ma è incerta l'erogazione
  e  soprattutto  è  certa  l'acquisizione per  via  legislativa  del
  presupposto della compartecipazione al 49,11 per cento.
   Quindi, io suggerirei al Governo di correggere nell'emendamento di
  riscrittura   il  concetto  di   a  decorrere   con   limitatamente
  all'anno  2012 ,  in virtù del contenzioso che richiamiamo  con  la
  Corte  Costituzionale. Mi pare che così ci stiamo arrendendo  senza
  combattere.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  per  quanto
  concerne  la  stesura,  ripeto, è frutto  di  un  negoziato  lungo,
  articolato  e  per alcuni versi defatigante con i  funzionari  e  i
  dirigenti del Ministero dell'Economia.
   Il  tema  che pone l'onorevole Cracolici è condivisibile.  Ripeto,
  per quanto riguarda la posizione della Regione che è stata espressa
  sia  in  sede di confronto amministrativo e politico-istituzionale,
  sia    in  sede  giurisdizionale  la  Regione  non  è  tenuta  alla
  compartecipazione al 49,11 per cento.
   Il   riconoscimento  avviene  nelle  more,  è  un   riconoscimento
  temporaneo, del pronunciamento della Corte.
   Quali sono gli scenari possibili quando si pronuncerà la Corte  in
  ordine  alla  compartecipazione regionale alla spesa  sanitaria?  O
  sarà riconosciuta la compartecipazione al 49,11 per cento, e quindi
  o  ci  mettiamo a decorrere o ci mettiamo per il 2012 o ci mettiamo
  fino all'eternità non cambia molto perché da quel momento in poi la
  Corte dirà la compartecipazione al 49,11.
   Quindi,  sino  a  quando la Regione non  chiuderà  questa  vicenda
  annosa   della   compartecipazione  ed  in   sede   di   attuazione
  dell'autonomia finanziaria si pagherà tutta la sanità,  come  fanno
  le   altre  regioni,  la  questione  resterà  cristallizzata  sulla
  compartecipazione al 49.11.
   Se,  invece,  la  Corte Costituzionale dirà che non  è  dovuta,  o
  meglio   ancora  che  è  dovuta  ma  che  va  compensata   con   la
  retrocessione delle accise - come abbiamo sostenuto con  molteplici
  note  e  indirizzi  epistolari che il Presidente della  Regione  ha
  inviato  ai  Presidenti del Consiglio ed ai Ministri  dell'economia
  che  si  sono succeduti - a quel punto, fermo restando,  che  nella
  peggiore  delle ipotesi potremo anche avere riconosciuto il  49.11,
  questo    andrà    contemperato   con   la   retrocessione    della
  compartecipazione alle accise secondo quanto previsto  dalla  norma
  della  finanziaria del 2006 che prevedeva che questo massimo  tetto
  raggiungibile  alla  compartecipazione dovesse essere  contemperato
  con  dei mitigamenti sul piano della restituzione delle accise,  in
  quota  parte,  per  consentire alla Regione di  raggiungere  questa
  percentuale,  non con risorse proprie, ma con risorse che  derivano
  dalla  circostanza  che lo Stato riscuote integralmente  le  accise
  nella  nostra Regione, anche per il prodotto non solo raffinato  ma
  immesso in consumo in Sicilia.
   Il   ragioniere   generale,  mentre  ieri  ero   impegnato   nella
  discussione del bilancio, ha gestito la trattativa con la dirigenza
  del  Ministero dell'economia, e per il dirigente generale questa  è
  la versione.
   Signor Presidente, se vogliamo andare avanti, possiamo accantonare
  l'articolo  3  per  un  ulteriore approfondimento  in  Commissione.
  L'importante è andare avanti, ben sapendo che si tratta di un testo
  negoziato sul quale è opportuno non tergiversare troppo.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, assessore Armao, onorevoli colleghi,
  mi  spoglio  per  un  attimo del ruolo  di  deputato  e  faccio  il
  cittadino semplice in questo momento.
   Devo  dirle,  signor  Presidente, che  non  ho  capito  perché  il
  bilancio  della Regione si sta approvando il 30 marzo. Infatti,  mi
  risulta  che  uno  dei  motivi  per  cui  andava  spostata  la  sua
  approvazione al 30 marzo era per risolvere il problema  dei  famosi
  49 o 44.
   Di  fatto,  abbiamo  perso tre mesi di esercizio  di  spesa  della
  Regione, provocando un danno alla Regione, anche se è molto  lei  è
  disattento  a  questi  problemi,  signor  Presidente,   perché   in
  esercizio  provvisorio la spesa è in dodicesimi e quindi non  parte
  per tutti i settori di competenza.
   Abbiamo  fatto  questa  operazione  per  ridurre  il  gettito,   o
  quantomeno la partecipazione della Regione, al 44 per cento per  la
  spesa sanitaria, ma di fatto non abbiamo concluso nulla.
   Questo è il dato politico
   Oggi  nel  bilancio  c'è il 49 per cento. A questo  punto  abbiamo
  procurato  un danno, anzi il Governo ha procurato un danno,  perché
  avrebbe  potuto approvare il bilancio nel mese di dicembre,  tenuto
  conto  che non c'è nessun vantaggio nel bilancio approvato  adesso.
  Mi   scuserà  l'assessore  Armao,  ma  ha  fatto  delle  bellissime
  passeggiate a Roma senza concludere nulla, perché ad oggi  tutto  è
  rimesso alla Corte Costituzionale.
   Dai  giornali abbiamo preso atto che il Governo decantava, invece,
  di  aver vinto, di avere recuperato finalmente il 44 per cento,  ma
  sono solo chiacchiere

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dobbiamo decidere  se  approvare
  adesso   questa   riscrittura  o  se  prendere  ancora   tempo   ed
  accantonarla assieme alle altre.

   LEANZA Nicola. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA   Nicola.  Signor  Presidente,  Presidente  della  Regione,
  assessore  Armao,  onorevoli colleghi, noi dobbiamo  utilizzare  un
  solo criterio.
   Avevamo detto che avremmo approvato gli articoli 2, 3, 4 e 5 senza
  emendamenti.  Se  questo deve valere per i  deputati,  deve  valere
  anche  per  il  Governo  e  quindi lo  stesso  metodo  che  abbiamo
  utilizzato  per gli articoli 2 e 5 dobbiamo utilizzarlo  anche  per
  l'articolo  3. Pertanto, invito la Presidenza a porre in  votazione
  l'articolo   3   senza  emendamenti,  così  come  è  uscito   dalla
  Commissione,  e  l'assessore Armao a riproporre questo  emendamento
  dopo  la  discussione che faremo nel primo pomeriggio. Stessa  cosa
  anche  per  l'articolo 4, così da chiudere questa mattina  rispetto
  anche  ad  una  intesa  che avevamo fatto  con  la  Commissione  ed
  iniziare  poi  una seconda fase, che è quella di una  concertazione
  fra  il  Governo ed il Parlamento relativamente al prosieguo  della
  finanziaria.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se noi approviamo l'articolo 3,  è
  ovvio  che  poi  il testo non si potrà più modificare.  Siccome  la
  differenza rispetto agli emendamenti presentati è sostanziale,  noi
  non possiamo procedere ad approvare il testo. Pertanto, propongo di
  accantonare l'intero articolo 3 per approfondirlo, che mi  pare  la
  cosa più giusta, perché non possiamo reintervenire a modificare ciò
  che l'Aula ha già votato.

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di  intervenire
  per aggiungere un fatto tecnico che ritengo importante.
   Assessore, al di là del merito e di tutta la formulazione, ritengo
  che  su  articoli  del  genere,  che investono  una  materia  molto
  articolata e delicata, una volta discussi in Commissione  Bilancio,
  ogni  ulteriore modifica dovrebbe far riflettere un po'  di  più  e
  comunque dovrebbe essere condivisa.
   Ciò premesso, il comma 2 dell'articolo 3 prevede un passaggio che,
  a  mio avviso, va modificato nel senso che le risorse eventuali che
  vengono  accantonate e che quindi poi, nella fortunata ipotesi  che
  venissero  liberate, non possono essere ipso facto  utilizzate  per
  finalità extra sanitarie in maniera autonoma, ma ritengo che  debba
  essere oggetto di una norma che determini come impegnare le risorse
  impegnate.

   PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, questo sarà tema di approfondimento
  nel  momento  in  cui affronteremo l'articolo 3 che,  non  sorgendo
  osservazioni, è accantonato.
   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4.
       Disposizioni in materia di assegnazioni agli enti locali

   1.  Nelle  more  dell'adozione dei provvedimenti  attuativi  della
  legge  5 maggio 2009, n. 42 e successive modifiche ed integrazioni,
  il  fondo  destinato  alle autonomie locali è  quantificato  per  i
  comuni,  per  l'anno  2012, in 750.000 migliaia  di  euro,  di  cui
  110.000  migliaia  di  euro destinati a spese di  investimento;  il
  fondo  destinato alle province regionali, per lo svolgimento  delle
  funzioni amministrative conferite in base alla legislazione vigente
  ed  a  titolo di sostegno allo sviluppo, è quantificato, per l'anno
  2012,  in 45.000 migliaia di euro, di cui 10.000 migliaia  di  euro
  destinati   agli   investimenti  finalizzati  allo   sviluppo   del
  territorio. Il Fondo destinato alle province è ripartito in  misura
  proporzionale alle somme assegnate nell'esercizio finanziario 2010.
  Per  l'esercizio finanziario 2012, una quota pari a 4.000  migliaia
  di  euro,  a valere sui fondi assegnati alle province, è  destinata
  alle  medesime per la realizzazione dei servizi socio-assistenziali
  in favore dei disabili, per garantire il diritto allo studio.

   2.  Le  assegnazioni di cui al comma 1 sono trasferite  a  ciascun
  comune  e  a  ciascuna provincia regionale, a  valere  sulle  somme
  iscritte  nello stato di previsione della spesa del bilancio  della
  Regione  -  rubrica  Dipartimento regionale autonomie  locali  -  a
  seguito di riparto effettuato sulla base di criteri individuati con
  decreto  dell'Assessore  regionale per le  autonomie  locali  e  la
  funzione pubblica, previo parere della Conferenza Regione-Autonomie
  locali.  Le assegnazioni annuali previste dal comma 1 sono  erogate
  in  quattro trimestralità posticipate; l'erogazione delle prime tre
  trimestralità  è  effettuata  al  netto  della  quota  del  gettito
  dell'imposta municipale propria, di cui all'articolo 13 del decreto
  legge  6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni  dalla
  legge  22  dicembre 2011, n. 214, riservata ai comuni e stimata  in
  59.500   migliaia  di  euro.  L'erogazione  dell'ultima   quota   è
  effettuata non oltre il 28 febbraio dell'anno successivo  a  quello
  di  competenza.  Le  iscrizioni  in bilancio  dell'assegnazione  in
  favore  dei  comuni,  al netto della quota  destinata  a  spese  di
  investimento e dell'ammontare complessivo delle riserve di legge di
  cui   al  comma  3,  è  effettuata  tenendo  conto  delle  predette
  disposizioni in materia di erogazione.

   3.  In  sede di riparto previsto dal comma 2 sono prioritariamente
  garantite la riserva di cui al comma 3 dell'articolo 3 della  legge
  regionale   11  maggio  2011,  n.  7  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, la riserva di cui al comma 1 dell'articolo  27  della
  legge  regionale  12 maggio 2010, n. 11 e successive  modifiche  ed
  integrazioni, quantificata in 20.000 migliaia di euro,  la  riserva
  di  cui all'ultimo periodo del comma 4 dell'articolo 76 della legge
  regionale   26   marzo  2002,  n.  2  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  quantificata in 10.000 migliaia di euro,  nonché  la
  riserva prevista dal comma 8 dell'articolo 23 della legge regionale
  29  dicembre  2003, n. 21 e successive modifiche  ed  integrazioni,
  nella  misura di 15.000 migliaia di euro in luogo della percentuale
  prevista.

   4.  In  sede  di  riparto  previsto dal  comma  2  sono,  altresì,
  garantite, per l'anno 2012, le seguenti riserve che sono erogate in
  trimestralità come indicato al predetto comma 2:

   a)  riserva  di  cui  al  comma  3 dell'articolo  27  della  legge
  regionale 12 maggio 2010, n. 11, quantificata in 20.000 migliaia di
  euro;

   b)  contributo al comune di Ragusa Ibla ai sensi dell'articolo  53
  della  legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, nella misura di  4.000
  migliaia di euro;

   c) contributi in favore dei comuni di Aidone e Piazza Armerina per
  interventi strutturali connessi rispettivamente all'opera   Dea  di
  Morgantina'  nella  misura  di  1.000  migliaia  di  euro  e   alla
  riapertura della  Villa Romana del Casale' di Piazza Armerina nella
  misura di 3.000 migliaia di euro;

   d)  contributo ai comuni delle isole minori di cui al  comma  1bis
  dell'articolo  76  della legge regionale 26  marzo  2002,  n.  2  e
  successive  modifiche  ed  integrazioni,  nella  misura  di   5.000
  migliaia di euro;

   e)  una  quota pari a 17.000 migliaia di euro per il  rimborso  ai
  comuni  ai  sensi  del  comma  7,  dell'articolo  13,  della  legge
  regionale   17   marzo  2000,  n.  8  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, delle spese sostenute nell'anno scolastico  2010/2011
  per  il  trasporto  interurbano degli  alunni  delle  scuole  medie
  superiori;

   f)  una  quota pari a 100 migliaia di euro per la copertura  degli
  oneri  di cui ai commi 7 ed 8 dell'articolo 6 della legge regionale
  6 febbraio 2008, n. 1;

   g)  trasferimento al comune di Lipari per i progetti obiettivo  di
  cui  al  comma 10 dell'articolo 4 della legge regionale  12  maggio
  2010, n. 11, nella misura di 800 migliaia di euro;

   h)  rimborso ai comuni ai sensi del comma 3 dell'articolo 9  della
  legge  regionale 14 maggio 2009, n. 6, delle spese per la  gestione
  degli asili nido nella misura di 5.000 migliaia di euro;
   i)   contributo   ai  comuni  per  il  finanziamento   del   Fondo
  miglioramento  servizi di Polizia municipale previsto dall'articolo
  20  della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23, nella misura  di
  11.000 migliaia di euro.

   5.  Al  comma  2 dell'articolo 76 della legge regionale  26  marzo
  2002,  n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, dopo le  parole
   lo  sforzo  tariffario  e  fiscale'  sono  aggiunte  le  seguenti:
  Qcomprovato  dall'effettivo esercizio anche in  sede  regolamentare
  delle  facoltà  impositive conferite dalle vigenti disposizioni  di
  legge  statale  e  dall'attivazione o aggiornamento  di  tutti  gli
  strumenti tariffari previsti dall'ordinamento'.

   6.  Al  comma  2 dell'articolo 76 della legge regionale  26  marzo
  2002,  n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, dopo le  parole
   capacità  di  riscossione' sono aggiunte le seguenti:  documentata
  ai  sensi dell'articolo 3 della legge regionale 30 gennaio 2006, n.
  1 e successive modifiche ed integrazioni.'.

   7.  Sono  abrogate  tutte le disposizioni di legge  che  prevedono
  riserve  a  valere  sul fondo per le autonomie  locali  diverse  da
  quelle disciplinate dalla presente legge.

   8.  Le  quote  dei  trasferimenti di cui al presente  articolo  da
  assegnare  in conto capitale possono essere destinate al  pagamento
  delle  rate  di ammortamento dei mutui assunti dagli  enti  per  il
  finanziamento di spese di investimento.

   9.  L'erogazione  della quarta trimestralità per  l'anno  2012  in
  favore dei comuni, ad eccezione di quelli con popolazione inferiore
  a  15.000  abitanti, deve tenere conto di meccanismi di premialità,
  sulla  base  di  criteri  individuati  con  decreto  dell'Assessore
  regionale  per le autonomie locali e la funzione pubblica,  sentito
  l'Assessore regionale per l'economia, sentita la Conferenza Regione-
  Autonomie  locali, per gli enti che dimostrino di  avere  adempiuto
  agli  obblighi  previsti  dai  precedenti  commi  nonché  di  avere
  adottato  misure di contrasto all'evasione ed elusione dei  tributi
  locali  e  di  aver dato attuazione, anche parziale,  al  piano  di
  alienazioni e valorizzazioni immobiliari previsto dall'articolo  58
  del   decreto  legge  25  giugno  2008,  n.  112,  convertito   con
  modificazioni  dalla  legge  6  agosto  2008,  n.  133,  così  come
  integrato  dall'articolo 19, comma 16 bis,  del  decreto  legge  31
  maggio  2010,  n. 78, convertito con modificazioni dalla  legge  30
  luglio 2010, n. 122 e successive modifiche ed integrazioni».

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, Presidente della Regione,  onorevoli
  colleghi, credo che ci stiamo apprestando a parlare dell'articolo 4
  però  Ella  ha  ritenuto importante e forse opportuno  soprassedere
  sull'articolo 3 perché l'approvazione di un articolo ha  poi  degli
  effetti che non possono essere più corretti, quindi consequenziali,
  e lo stesso vale per l'articolo 4.
   L'articolo  4,  così come è stato formulato dalla Commissione,  ha
  qualche  criticità,  per  esempio per  le  riserve  delle  province
  perché,  ne  cito  una per tutte, nel momento  in  cui  si  prevede
  l'abrogazione e l'eliminazione di tutte le riserve delle  autonomie
  locali  non comprese in questa norma, si eliminano anche le riserve
  delle province che non c'entrano, quindi dobbiamo specificare  che,
  eventualmente, eliminiamo tutte le riserve delle autonomie locali e
  dei comuni.
   Dopo  di  ché, onorevole Galvagno, mi sembra che questo  articolo,
  così  come  è stato formulato, non può passare per un motivo  molto
  semplice, perché non ci possono essere delle riserve specifiche per
  i  comuni,  ad  esempio per interventi di lavori  pubblici,  perché
  questi sono contributi a pioggia e molti altri comuni si potrebbero
  lamentare, aprendo un taglio.
   Quindi, propongo di soprassedere un attimo sull'articolo 4, che  è
  molto  importante,  che ha delle ricadute non  indifferenti  per  i
  comuni  per trovare un momento consequenziale di armonia  e  andare
  avanti. Ieri sera, quando alla fine si è trovato l'accordo  con  il
  maxi emendamento al bilancio, mi pare che siamo andati spediti. Se,
  oggi,  assessore  Armao, perdiamo una mezz'oretta  ma  troviamo  la
  quadra,  secondo me possiamo approvare la finanziaria  entro  oggi,
  mettendo  così  gli enti locali nelle condizioni di poter  lavorare
  serenamente e la Regione di poter operare altrettanto serenamente.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, superando la  fase
  dell'articolo 4 e iniziando il momento di confronto tra il  Governo
  e  l'Aula,  e  quindi  con  i Presidenti dei  Gruppi  parlamentari,
  ritengo  che  bisogna prestare molta attenzione agli ultimi  eventi
  che  hanno  toccato  il  nostro territorio con  calamità  naturali,
  perché  non mi pare che nella finanziaria vi sia inclusa  qualcosa.
  Così  come  non possiamo dare risposta a tutte quelle  persone  che
  abbiamo incontrato in questi ultimi mesi.
   La  finanziaria diventa un momento topico per inserire le proteste
  e  le  proposte avanzate, a partire dalla Serit, che è un  problema
  dannoso  per le nostre piccole e medie imprese siciliane, e ritengo
  che,   dopo   questa  prima  parte,  il  confronto   debba   essere
  interessante, intenso e forte, includendo in questa finanziaria due
  momenti  importanti:  l'agricoltura siciliana,  facendo  sì  che  i
  prodotti che vengono importati vengano controllati, e la Serit, che
  sono degli impegni presi già a monte.
   Signor  Presidente, le chiediamo ufficialmente, pubblicamente,  di
  ascoltare la voce del popolo che si alza molto forte, perché questa
  crisi sta toccando le famiglie in modo negativo.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, Presidente della Regione,  assessore,
  onorevoli colleghi, ci accingiamo a fare qui la finanziaria per gli
  enti   locali.  Esiste  un  problema  che  sta  creando  ai  comuni
  moltissime difficoltà, ed è il problema dell'emergenza rifiuti.
   Abbiamo  lasciato  che la legge 9, con gli articoli  6,  7  e  19,
  potesse  dare una proroga delle attività dei liquidatori degli  ATO
  fino  al  31  dicembre del 2011. Oggi non sono nate  le  SRR  e  ci
  troviamo  in una situazione in cui i Commissari liquidatori  stanno
  moltiplicando i debiti per gli enti locali. Credo che una norma  di
  due  righe che consenta, nelle more dell'attivazione delle SRR,  la
  possibilità  ai comuni di consorziarsi liberamente per la  gestione
  dei  rifiuti  in forma transitoria, consentirebbe un  risparmio  di
  centinaia  di  milioni di euro e l'accumulo di  questi  debiti  che
  continuerà a pesare in questo momento sulle casse regionali, e  più
  avanti sulle casse degli enti locali.
   Sull'emergenza rifiuti, e questo è un altro degli aspetti, non  si
  è praticamente ancora risolto il problema fondamentale. Non può, in
  ogni  caso, intervenire la Regione ad anticipare somme; non possono
  gli enti locali farlo per una gestione a volte dissennata degli ATO
  e  dei  Commissari  liquidatori. Credo sarebbe  opportuno,  con  un
  emendamento di due righe, risolvere il problema.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che  la
  preoccupazione dell'onorevole Laccoto sia reale perché è chiaro che
  noi  stiamo  vivendo  in  un momento particolarmente  delicato  per
  quello  che  riguarda il sistema di raccolta e di  smaltimento  dei
  rifiuti solidi urbani. Tuttavia, onorevole Laccoto, oggi non è  più
  data  la  possibilità  agli enti locali di scegliere  il  percorso,
  perché  lei  certamente saprà che il decreto   salva  Italia   -  e
  questo  deve saperlo anche l'assessore Russo - pone delle questioni
  in  maniera molto stringente, perché noi abbiamo l'obbligo  di  far
  coincidere  l'ambito con il territorio provinciale - e questo  deve
  essere un dato chiaro ed inequivocabile - e, quindi, il percorso  è
  obbligato e bisogna anche procedere a sciogliere qualunque tipo  di
  società che esista in house, come Messina Ambiente. Noi abbiamo già
  affrontato  questo argomento qualche mese addietro,  nonostante  le
  proteste  di  alcuni  sindacati  e nonostante  anche  le  posizioni
  politiche assunte da qualche formazione, che voleva dare una  certa
  parvenza  di autonomia, che purtroppo non esiste; dico purtroppo  o
  meno  male   Quindi,  noi  questo  argomento  dobbiamo  affrontarlo
  globalmente. Dobbiamo cercare di dire al Governo di attuare  quella
  riforma  anche perché, se questo non dovesse accadere, assisteremmo
  ad  un  altro  commissariamento che  riguarda  il  sistema.  Quindi
  dobbiamo  sapere  quello che si vuole fare e  dobbiamo  saperlo  in
  tempi  molto rapidi. Vi è la necessità di una posizione  chiara  da
  parte  del  Governo  regionale e dell'assessore competente,  perché
  quelle   norme   che  noi  abbiamo  approvato  con  il   contributo
  determinante  dell'assessore Russo, sono  rimaste,  come  sappiamo,
  lettera  morta. Abbiamo continuato a sperperare, purtroppo,  denaro
  pubblico  ed oggi, com'è noto a tutti, Palermo docet, ma  non  solo
  Palermo,  in  tanti altri comuni della Sicilia assistiamo  all'onta
  della mancanza della raccolta dei rifiuti solidi urbani.
   Penso  che dalla Presidenza sia venuta fuori una proposta di  buon
  senso  e  ritengo che vi sia la possibilità di trovare un  accordo,
  ferme  restando  le critiche che abbiamo posto sul bilancio  e  che
  proporremo   sulla  finanziaria,  come  ha  annunciato  l'onorevole
  Leontini,  perché  noi non intravediamo in questo  percorso  nessun
  meccanismo  di sviluppo e di crescita per la Sicilia, al  contrario
  vediamo come ci sia la necessità da parte del Governo e delle forze
  che  lo  sostengono di continuare a fare operazioni  clientelari  e
  spargere  prebende, fermo restando il nostro giudizio  negativo,  è
  chiaro  che cercheremo, in ogni caso, con il contributo del  Popolo
  della Libertà, di limitare i danni.
   Questo  è un argomento che va affrontato, che deve essere  oggetto
  di  un approfondimento e di una riflessione, che può essere oggetto
  di  un  emendamento che noi possiamo apprezzare nel caso in  cui  è
  aderente   alle  norme  vigenti  proprio  perché,  secondo   me   è
  inderogabile   la   necessità  di  affrontare  seriamente,   signor
  Presidente  della  Regione e signor Presidente  dell'Assemblea,  il
  problema della raccolta dei rifiuti solidi urbani in Sicilia.

   PRESIDENTE,.  Onorevoli  colleghi,  all'articolo  4   sono   stati
  presentati  una  trentina  di emendamenti.  Se  questi  emendamenti
  vengono ritirati dai firmatari, possiamo approvare l'articolo 4, ed
  eventualmente aggiungere qualcosa dopo. Non sarebbe  come  il  caso
  dell'approvazione dell'articolo 3.

   MARROCCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARROCCO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  in  ossequio  a
  quanto si è detto fino ad ora, proporrei la sospensione dell'Aula.

   PRESIDENTE. A questo vogliamo arrivare, onorevole Marrocco.

   MARROCCO.  Si,  signor  Presidente, ma ci  dobbiamo  arrivare  non
  trattando l'articolo 4 e fermando a ragionare un attimo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, lei ha detto poco fa che approvare  un
  articolo  significa creare delle conseguenze, quindi degli  effetti
  che poi non possono essere più corretti.
   Ora, io ho posto uno dei problemi, ma ne potrei porre altri. A mio
  avviso il Governo potrebbe riscrivere l'articolo 4, presentando  un
  articolo  di riscrittura che diventi utile e sul quale ci  possiamo
  ritrovare  d'accordo.  Sospendiamo mezz'ora. Quest'articolo  4  può
  diventare  anche  il fulcro di una finanziaria  se  il  Governo  si
  impegna  a riscriverlo, e dopo di che andiamo avanti. Diversamente,
  ci potrebbero essere degli effetti che non possiamo più correggere,
  come   l'anno   scorso,  che  abbiamo  dovuto   fare   un'ulteriore
  finanziaria  aggiuntiva nel mese di giugno  per  correggere  alcune
  cose.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la Presidenza prende  atto  delle
  osservazioni che sono state testè formulate dall'onorevole  Falcone
  e  dall'onorevole Marrocco, ma vuole fare una precisazione. E' vero
  quello  che  è  stato  detto a proposito  dell'articolo  3,  perché
  stabiliva  un  principio che era insuperabile, ma non  è  così  per
  l'articolo  4 qualora noi lo dovessimo approvare così  come  uscito
  dalla  Commissione, perché trattandosi di materia  aggiuntiva,  per
  esempio  eventuali  ulteriori  riserve,  potrebbero  essere  sempre
  inserite successivamente.
   Pertanto, la Presidenza è dell'avviso di votare l'articolo 4 senza
  emendamenti   e   trattare  tutta  la  materia  degli   emendamenti
  successivamente.

   CORDARO.  Signor Presidente, ma si possono trasformare  tutti  gli
  emendamenti in aggiuntivi, così da salvaguardare le prerogative dei
  colleghi?

   PRESIDENTE. Sì, però devono essere tutti ritirati.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei   dire
  all'onorevole  Cracolici, al Governo e a  tutti  quelli  che  hanno
  partecipato  in  Commissione Bilancio  a  quello  che  è  stato  un
  percorso  che ci ha portato a raggiungere l'obiettivo di presentare
  in Aula la finanziaria in quei cinque articoli.
   Se  il Parlamento, ed è legittimo l'intervento dei colleghi che mi
  hanno preceduto, vuole aprire già una trattativa sull'articolo 4, è
  chiaro  che non c'è volontà di fare la finanziaria. Quindi,  signor
  Presidente, se c'è da parte del Governo la scelta di andare  avanti
  con  gli  emendamenti sull'articolo 4, Le consiglierei di  iniziare
  dall'articolo  1  perché possiamo andare avanti, nel  senso  che  i
  nostri emendamenti non saranno ritirati per nessun articolo  e  per
  nessun emendamento aggiuntivo.
   L'accordo  che  il  Governo  ha fatto  con  tutta  la  Commissione
  Bilancio  è che l'articolo 4 deve essere votato così come  è  stato
  presentato in Aula, altrimenti andiamo avanti e si vedrà.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  leggendo  tutti
  gli emendamenti all'articolo 4, ha detto bene l'onorevole Cracolici
  che  sono  quasi  tutti emendamenti che possono essere  considerati
  aggiuntivi.  Addirittura c'è il veicolo, che è  l'emendamento  4.30
  del  Governo,  il  quale, proponendolo vorrà anche ritrattarlo.  Il
  Governo, se vuole superare l'empasse, si faccia carico di tenere in
  considerazione   buona  parte  degli  emendamenti  presentati   dai
  colleghi.
   Mi  sembra  una  cosa  talmente semplice che non  c'è  neanche  da
  discutere.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  nonostante   le
  minacce  che,  se  non  si  fa  in una  maniera  o  nell'altra,  la
  finanziaria  non  uscirà dall'Aula, è visibile che  la  finanziaria
  uscirà dall'Aula.
   Il  punto  è  che  non  dovrebbe essere una finanziaria  che  esce
  dall'Aula per dare ragione o torto a qualche deputato, ma  dovrebbe
  rispondere ad alcune esigenze del territorio, di tutti i  territori
  della   Regione   siciliana,  e  credo  che  debba  essere   questo
  l'obiettivo.
   Siccome,  per esempio sull'articolo 4, si appuntano gli  interessi
  di  molti territori, tutti legittimi, signor Presidente, trovi  lei
  il  sistema affinché, anche votando l'articolo 4 senza emendamenti,
  ci  sia  la  possibilità  per  gli  emendamenti  che  accantoniamo,
  ritiriamo,  lei  dichiara inammissibili, prima  che  si  chiuda  la
  finanziaria,  che quelle indicazioni utili per i territori  possano
  essere   recuperate,  perché  altrimenti  faremo  una  finanziaria,
  qualcuno  di  noi protesterà, ma come al solito faremo  una  brutta
  figura,  tutti, nei confronti delle nove province siciliane.  Tutto
  qua.

   PRESIDENTE. La Presidenza ritiene che sia percorribile  la  strada
  seguente: votiamo l'articolo 4, senza emendamenti...

   FALCONE. Non possiamo farlo

   PRESIDENTE.  Onorevole  Falcone, ascolti la  Presidenza.  Si  vota
  l'articolo  4  senza emendamenti. Ci sono, ovviamente,  emendamenti
  che,   se   formulati  come  riserve,  come  sosteneva  l'onorevole
  Cracolici,  e vanno sulle riserve, non potrebbero essere  presi  in
  discussione.  C'è  tutta una serie di emendamenti  che  si  possono
  ragionevolmente  considerare aggiuntivi  all'articolo  4,  compreso
  quello presentato dal Governo e, quindi, nella successiva fase, che
  si  aprirà  dopo  l'approvazione dell'articolo 4, si  concorderanno
  modi  e modalità per vedere di ricevere le richieste che sono state
  avanzate  dall'onorevole Maira da un lato,  dall'onorevole  Falcone
  dall'altro.
   Quindi, la Presidenza propone di ritirare tutti gli emendamenti  e
  votare  l'articolo  4,  così  com'è uscito  dalla  Commissione.  La
  materia che non riguarda, strettamente, si formulerà in altro modo,
  anziché agire sulla riserva, si formulerà in altro modo.
   La Presidenza non deve spiegare altro. Si può fare in altro modo.

   MARROCCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARROCCO.    Signor   Presidente,   convengo   con   l'esortazione
  dell'onorevole  Mancuso  ad  addivenire  in  Aula,  però,  non   in
  Commissione,  ad  una finanziaria che sia l'obiettivo  di  tutti  i
  deputati, di tutti i Gruppi parlamentari che, in qualche modo,  sia
  per  tutto  il  territorio siciliano, conducente ad  una  serie  di
  emergenze. La Commissione, però, non è una lobby.
   La  Commissione non può imprimere all'Aula delle decisioni, perché
  come lei sa, signor Presidente, ci sono Gruppi parlamentari che non
  sono  rappresentati  in Commissione  Bilancio'.  Ciò  non  è  colpa
  dell'Aula, certamente, la Presidenza lo sa bene perché è stata  più
  volte interessata su questo tema. E, certamente, la Commissione non
  può  assolutamente, o qualche gruppo parlamentare,  condizionare  i
  lavori  d'Aula.  Allora, questo è il senso.  La  Presidenza  ha  il
  dovere di garantire l'Aula, prima ancora che tutto il resto.
   Non  è  un modo per bloccare i lavori di questa finanziaria, anzi,
  sono  fermamente convinto di ciò che dice l'onorevole Mancuso e  ne
  convengo,   ma   è   proprio  per  questo   motivo   che   bisogna,
  assolutamente,  che l'Aula sia partecipe a questa  finanziaria  che
  tutti vogliamo fare, ma che abbia un solo obiettivo, che sia quello
  delle  esigenze dei cittadini e della Sicilia stessa, altrimenti  è
  inutile che stiamo qui a parlare.
   E  non  penso che sia conducente mettere in campo veti incrociati,
  assolutamente no perché non servono  Non è il tempo
   E'  il  tempo  di addivenire ai risultati. E così  come  quando  è
  accaduto che proprio il Gruppo parlamentare dell'onorevole  Mancuso
  ha chiesto di addivenire ad un momento di confronto,  è stato fatto
  dagli  altri  gruppi  un  passo  in  questa  direzione,  lo  stesso
  chiediamo noi, da questo pulpito, al Gruppo dell'onorevole Mancuso.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se il Governo è d'accordo  con  la
  proposta  avanzata  dalla Presidenza, cioè di votare  l'articolo  4
  così  com'è. Così come la Presidenza suggerisce, pure,  di   votare
  comunque una riscrittura dell'articolo 3, più o meno come  è  stato
  presentato,  visto che, comunque, ad avviso della  Presidenza,  nel
  giro  di due o tre giorni il problema non si potrà risolvere,  caso
  mai  potremmo recepire l'indicazione data dall'onorevole Cracolici,
  limitando al 2012 e l'approviamo, perché non credo che nel giro  di
  qualche  giorno  si possa trovare la soluzione per  la  riscrittura
  dell'articolo 3, quindi approveremmo gli articoli 4 e 3. L'articolo
  3 con quelle modifiche relativamente al 2012.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, chiedo di intervenire per comprendere
  come procedere con i lavori. Se andiamo a votare l'articolo 4, cosa
  succede? Succede che ci sono due possibilità: o ritiriamo tutti gli
  emendamenti e ,quindi, si procede, oppure dobbiamo impegnare l'Aula
  a  votare  sugli  emendamenti  che si sono  presentati  perché  non
  possono decadere.
   Presidente  Formica, rivolgo una domanda a questa  Presidenza:  se
  insistiamo  sull'articolo 4, cosa succede? Abbiamo due possibilità:
  o  c'è  un  accordo  dell'Aula per il  quale  ritiriamo  tutti  gli
  emendamenti  proposti  o diversamente gli emendamenti  rimangono  e
  dovremmo procedere alla votazione degli stessi. E' chiaro che se  i
  presentatori degli emendamenti dovessero percorrere questa  seconda
  strada,  ci  rendiamo conto che dovremmo impegnare l'Aula  a  delle
  votazioni  su ogni emendamento. Questo è il punto; non  so  se  sia
  utile

   PRESIDNETE.   Se   c'è  una  condivisione  sulla  proposta   della
  Presidenza,  pongo  in  votazione  l'articolo  4,  presentato   dal
  Governo. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   CORDARO. Chi ha ritirato tutti gli emendamenti?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cordaro,  ho  detto  che  se   c'era   una
  condivisione  dell'Aula sulla proposta della Presidenza  si  votava
  l'articolo 4. E questa condivisione c'è.
   Pertanto, chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  riprende  l'esame dell'articolo 3, in precedenza  accantonato.
  Siamo  alla  riscrittura del 3.1 con la formulazione dell'onorevole
  Cracolici, limitatamente all'articolo 12. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, sull'articolo  3  mi  sono
  permesso   di   chiedere   che   sul  principio   dell'ipotesi   di
  accantonamento  di  risorse, qualora le risorse venissero  liberate
  perché  otteniamo minore compartecipazione per la  Regione,  quindi
  maggiore  intervento  dello Stato, queste  risorse  debbano  essere
  impegnate con successiva norma e non liberamente come è possibile.

   PRESIDENTE.  Gli  uffici tengano conto di questa precisazione  che
  era stata fatta già prima dall'onorevole D'Asero ed è assolutamente
  condivisibile.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, secondo me va fatta una precisazione -
  dico  a  questa Presidenza ex articolo 117 -,  al comma 7  dobbiamo
  precisare che le riserve che vengono abrogate da questa norma  sono
  quelle  dei comuni. Signor Segretario generale, dobbiamo  precisare
  che  le riserve che stiamo abrogando, non previste in questa legge,
  sono  quelle  dei comuni, non quelle delle province, non  c'entrano
  niente.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, presenti un emendamento al  momento
  opportuno.

   FALCONE. Facciamo la precisazione col 117. Ripeto sono quelle  dei
  Comuni, questo si basa sulle riserve dei Comuni, quindi lo dobbiamo
  precisare.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, presenti un emendamento al  momento
  opportuno  perché  deve essere chiaro, quello che  fa  l'Aula  deve
  essere  chiaro e comprensibile. Non comprendiamo ciò che  dice.  Al
  momento  del 117 lei presenterà un emendamento che la Presidenza  e
  l'Aula metterà ai voti.

   CORDARO. Signor Presidente, abbiamo già approvato l'articolo 3?

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'articolo 3 è stato approvato con
  la  riscrittura  del  Governo  e la precisazione  che  aveva  fatto
  l'onorevole Cracolici limitatamente al 2012.
   L'articolo 3 è stato approvato, posto che la Presidenza riteneva e
  ritiene  che  comunque nell'arco di due, tre giorni il Governo  non
  era in grado di risolve il problema.
   Il  Governo  sta  chiedendo la possibilità di  rinviare  i  lavori
  direttamente a domani mattina per avere più tempo, da questo  punto
  di  vista, ma la presidenza ritiene che comunque il tempo  dovrebbe
  essere  sfruttato in Commissione Bilancio affinché ci sia il parere
  contabile della Ragioneria sui provvedimenti che il Governo intende
  presentare.
   Quindi,  la  Commissione è invitata a riunirsi quando  il  Governo
  sarà  pronto e ad esaminare il maxiemendamento con il parere  della
  Ragioneria. Così resta stabilito.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  domani,  giovedì  29
  marzo 2012, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


    I  -Comunicazioni

  II  -  Discussione del  disegno di legge:
     - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2012. Legge
        di stabilità regionale.
              (n. 801/A) (Seguito)
     relatore di maggioranza: on. Savona
     relatore di minoranza: on. D'Asero

    III  -Votazione finale dei disegni di legge:

     1)  -  Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
          finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014.
          (nn. 800-800 bis-800 ter-800 quater/A)
     2)  -   Norme per il riconoscimento, la catalogazione e la tutela
          dei geositi in Sicilia.  (n. 735/A)
     3)  -   Lavori in economia nel settore forestale.  (n. 868/A)

                   La seduta è tolta alle ore 13.44

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
                            alle ore 16.05

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE  N.  801/A  -   DISPOSIZIONI  PROGRAMMATICHE  E
  CORRETTIVE PER L'ANNO 2012. LEGGE DI STABILITà REGIONALE.

     All'articolo 3:

   Emendamento 3.1 (con la precisazione che le parole  a decorrere
   dall'esercizio finanziario 2012  sono sostituite con  per
   l'esercizio finanziario 2012 ):

  L'articolo 3 è così sostituito:

  1.  Nelle more della pronuncia della Corte Costituzionale adita in
  materia,  a decorrere dall'esercizio finanziario 2012, è  disposta
  la  compartecipazione  regionale al finanziamento  del  fabbisogno
  sanitario in misura corrispondente all'aliquota del 49,11% di  cui
  all'articolo 1, comma 830, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

  2.  Per il biennio 2012-2013, i migliori risultati d'esercizio del
  servizio  sanitario regionale rispetto all'equilibrio di  bilancio
  sanitario,  nella misura verificata dai competenti Tavoli  tecnici
  di  verifica  dell'attuazione del Piano di rientro, è  disponibile
  per finalità extrasanitarie.

  3.  Per l'esercizio finanziario 2012, le risorse di cui all'intesa
  tra  lo  Stato  e la Regione Siciliana, ai sensi dell'articolo  2,
  comma 90, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, per l'importo pari
  a  343.000  migliaia  di euro, sono destinate  alle  finalità  nel
  medesimo comma previste.

  4. A valere sulle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.1, dell'U.P.B.
  4.2.1.5.3,   dell'U.P.B.  4.2.1.5.5,  dell'U.P.B.   4.2.1.5.99   e
  dell'U.P.B.  4.3.1.5.4  è accantonata una quota,  pari  a  343.000
  migliaia  di euro, da utilizzare in caso di mancato raggiungimento
  entro il 31 luglio 2012 dell'intesa richiamata al comma 3.

  5.   In   relazione   all'accertamento  delle  entrate   derivanti
  dall'attuazione del comma 3 è disposto, ai sensi dell'articolo 10,
  comma  2,  della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive
  modifiche ed integrazioni, uno specifico accantonamento negativo -
  codice  1002  - previsto nella Tabella  A' allegata alla  presente
  legge.  Il  Ragioniere  Generale della Regione  è  autorizzato  ad
  iscrivere  in  bilancio,  con proprio provvedimento,  le  relative
  somme   che   sono   destinate  agli   interventi   previsti   nel
  corrispondente accantonamento positivo codice 1002.

     All'articolo 5:

   Emendamento 5.1:

   Al comma 2, lettera d):
    -dopo  le  parole   lettera d) e lettera  e)   sono  aggiunte  le
       seguenti:  di cui 1.400 migliaia di euro destinati al personale a
       tempo determinato già utilizzato per l'elaborazione del piano di
       assetto idrogeologico (PAI) ;

   dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
    - 3.  I  contratti  relativi  al personale  a  tempo  determinato
       individuato all'articolo 3 della legge regionale 10 gennaio 2012,
       n. 5 sono prorogati fino al 31 dicembre 2012, fermo restando le
       prescrizioni contenute nel medesimo articolo 3. A tal  fine  è
       autorizzata, per l'esercizio finanziario 2012, l'ulteriore spesa di
       1.068 migliaia di euro (U.P.B. 10.3.1.3.1 - capitolo 147320).