Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che del processo verbale
della seduta precedente sarà data lettura successivamente.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lo Giudice, ha dichiarato di
aderire al Gruppo parlamentare Misto, cessando di far parte del
Gruppo parlamentare Movimento popolare siciliano.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che l'onorevole Cappadona ha dichiarato di aderire al
Gruppo parlamentare Misto, cessando di far cessando di far parte
del Gruppo parlamentare Movimento popolare siciliano.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di elezione di Presidente, Vicepresidente e
tesoriere di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo, altresì, che l'onorevole Ruggirello ha
comunicato che il Gruppo parlamentare Movimento popolare siciliano
composto dagli onorevoli Bonomo, Cristaudo, Greco, Ruggirello e
Savona, nella riunione di Gruppo del 31 marzo 2012 tenutasi presso
il locali dell'ARS - Piazza Parlamento, 1, ha eletto: Presidente
l'onorevole Paolo Ruggirello, Vicepresidente l'onorevole Giovanni
Greco, tesoriere l'onorevole Giovanni Cristaudo.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, do il
preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero aver luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
discussione del disegno di legge n. 886/A Proroga dell'esercizio
provvisorio per l'anno 2012 e disposizioni contabili .
provvisorio per l'anno 2012 e disposizioni contabili
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione del disegno di legge n. 886/A Proroga dell'esercizio
provvisorio
per l'anno 2012 e disposizioni contabili
PRESIDENTE. Si passa al I punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge n. 886/A
Proroga dell'esercizio provvisorio per l'anno 2012 e disposizioni
contabili .
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Savona, presidente della
Commissione e relatore.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, mi rimette al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, in
questa settimana abbiamo assistito ad un teatrino drammatico per i
cittadini siciliani e quello che è più pesante da mandar giù è che,
complessivamente, non riusciamo ad intravedere chi sia
obiettivamente responsabile di questo teatrino drammatico. Non
parlo di responsabilità penali, parlo di responsabilità politica in
questa sede. Certo è che mai come negli anni del governo Lombardo -
del governo è una pia illusione -, dei governi, dei tanti, dei
troppi governi Lombardo, mai come in questa era politica, era
accaduto che, ancora una volta, per l'ennesima volta, si facesse
ricorso all'esercizio provvisorio. E, se al presidente Lombardo
può essere addebitata - è sempre politicamente che parlo - una
colpa o, meglio, colpa in senso penale, questa gli può essere
attribuita per il primo anno, forse per il secondo perché per il
terzo diventa già colpa cosciente, avvocato Maria, per il quarto e
per il quinto, rischia di diventare dolo, cioè volontà e coscienza
di tenere la Sicilia sempre sull'orlo del baratro, se non già
dentro il baratro .
Rispetto a questo modus operandi che ha contraddistinto tutti i
governi di Raffaele Lombardo, tutti i governi che partono dal
peccato originale, tutti i governi ribaltonisti, tutti i governi
che non erano voluti dal popolo e che sono scollegati dalla reale
volontà degli elettori siciliani, rispetto a questo, ci siamo
ancora trovati per ben sette giorni a lavorare dalla mattina alla
sera per dare - noi opposizione - quelle risposte che non venivano
dal Governo.
Ci siamo trovati dinnanzi al paradosso di essere noi opposizione a
volere approvare bilancio e finanziaria, a fronte di una
maggioranza e di un Governo che cercava soluzioni, o meglio
alchimie, per procrastinare ancora di un mese questo nefando
esercizio provvisorio.
Se l'esperienza ci insegna che da quando Lombardo è sgovernatore'
di questa Terra, tutte le finanziarie sono state approvate alla
fine di aprile, se non addirittura il primo maggio
La spesa è stata bloccata il primo di ottobre, il bilancio e la
finanziaria sono andate in Gazzetta ufficiale non prima di giugno.
Questa macchina da guerra al contrario, contro i siciliani,
realizzata da Raffaele Lombardo è pronta, anche nell'anno 2012, ad
aprire i cordoni della spesa per soli quattro mesi, con buona pace
di quello sviluppo e di quel progresso economico tanto auspicato
dai siciliani che mai potrà essere interpretato realmente nell'era
Lombardo.
Avere lavorato una settimana ed avere buttato una settimana della
nostra vita nella spazzatura per un bilancio ed una finanziaria che
si apprestavano ad essere false, per l'ennesima volta, per un
bilancio e, soprattutto, per una finanziaria che prevedevano ben
480 milioni di valorizzazione di beni immobili assolutamente falsi
e non corrispondenti alle carte del bilancio.
Rispetto a tutte queste cose e rispetto a surrettizi accordi, a
ragionamenti, a fibrillazioni, a riunioni fiume, ebbene, questa
montagna, così platealmente, ancora una volta, produce il topolino
dell'ennesimo esercizio provvisorio.
Rispetto a tutto questo, cari colleghi, dico che, ancora una
volta, quest'Aula - e lo dico drammaticamente - certifica il
fallimento della politica dei governi Lombardo e certifica il
fallimento del Governatore.
Presidente Lombardo, al netto di ogni altro dato che non sia
politico, liberi la Sicilia, per una volta, compia un atto di
generosità e si dimetta perché possa finalmente iniziare una nuova
stagione e si possano finalmente dare quelle speranze ai siciliani
che né lei né i suoi governi né tanto meno la sua maggioranza
ribaltonista sono riusciti a dare e riusciranno mai a dare, in
questi tempi di così tale crisi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Incardona. Ne ha
facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
intervengo in questo dibattito rivolgendo un appello all'assessore
per le risorse agricole ed alimentari D'Antrassi, qui presente.
Assessore, è venuto a Ragusa, tempestivamente, quasi all'indomani
della sciagura che si è verificata ed il mio pensiero lo rivolgo,
anzitutto, a quelle imprese, a quegli imprenditori agricoli e non,
che hanno sofferto tutti quei danni causati dal ciclone cosiddetto
Atos'.
Cosa andremo, oggi, a dire ai siciliani, in generale e, in
particolare, a quelle famiglie che aspettano dei provvedimenti
importanti, che possano dare loro la possibilità di reperire
risorse o, quantomeno, sospendere le loro difficoltà perché non
hanno alcuna possibilità, in questo momento, di andare nelle loro
imprese a lavorare, anzi, sono disperati.
Come ci rivolgiamo, oggi, ai siciliani? Come ci rivolgiamo a
questi imprenditori?
Diciamo che questo Parlamento non è riuscito a votare la
finanziaria e, quindi, a rendere immediatamente operativi che loro
si attendono.
Questa è la condizione in cui oggi ci troviamo, una condizione che
indebolisce ulteriormente la politica in generale.
Cari amici e colleghi della maggioranza, però, non è possibile
sottacere la responsabilità di una compagine di Governo, di una
maggioranza che, ancora una volta, è incapace a dire anche al
Governatore la necessità, a sottolineare la necessità che il
bilancio fosse stato votato non il 31 marzo ma già il 31 dicembre.
Ebbene, di fronte a questa incapacità della maggioranza, noi
dell'opposizione ci troviamo oggi nella condizione di dover
chiedere, di dover sostenere la necessità che si fosse arrivati a
votare il bilancio, che si fosse arrivati a votare la finanziaria.
Questo non può che significare una sola cosa. Ne prenda atto il
Presidente Lombardo, ne prenda atto questo, lo ha definito, poco
fa, sgovernatore'. Dico che è assolutamente una persona , un
politico inadeguato al ruolo che oggi riveste. Sarà un bravo
capopartito', sarà uno in grado di prendere in giro tutti quanti,
sarà uno in grado, quando si siede ad un tavolo politico, di potere
ottenere sul piano politico più di quello che vale la sua forza
politica ma è certamente un amministratore inadeguato al ruolo.
Questo lo dobbiamo sottolineare e per questo condivido l'appello
che l'onorevole Lombardo liberi la Sicilia, finalmente la liberi,
si dimetta, vada a casa perché, ancora una volta, sta costringendo
questa Isola a soffrire, a subire le conseguenze della sua
inadeguatezza, della sua incapacità a programmare, a governare, ad
amministrare.
Non c'è un atto che si sia fatto in questo Governo che non sia
stato poi revocato. Non ci sono stati dirigenti che non siano
stati, a loro volta, revocati. Non ci sono stati atti che hanno
prodotto una vera efficace azione amministrativa di governo a
favore della Sicilia e dei siciliani.
E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, in
questi giorni, abbiamo tutti lavorato in modo febbrile alla
finanziaria. Ognuno di noi ha presentato emendamenti; li ha
accompagnati e, di volta in volta, sono stati cambiati con la prima
stesura, con la seconda stesura, un percorso un po' strano,
particolare, un po' ambiguo.
Abbiamo chiesto ufficialmente più volte al Governo regionale di
fare inserire all'interno della finanziaria i problemi legati alla
SERIT che sono stati sollevati da tantissime attività produttive;
abbiamo chiesto di parlare di antisofisticazione, la legge che
prevedeva la tracciabilità dei prodotti.
Ci siamo arrivati fino ad un certo punto ma dopo ci siamo dovuti
fermare.
Questa è una piccola o, se vuole, una grande sconfitta perché è
segno che il nostro lavoro non è stato apprezzato, non è stato
comunque preso in considerazione.
Dall'altra parte, ci sono i trasporti pubblici che hanno bisogno
di essere aiutati e sostenuti perché mi pare che arrivino notizie,
anche a voi, che i trasporti non funzionano molto bene in
quest'Isola. Gli enti locali attendono di essere aiutati perché
stanno subendo un momento particolare e difficoltoso nell'essere
amministrati.
Da più parti, ci viene chiesto un cambiamento, un cambiamento nel
metodo, nel sistema e da più parti, soprattutto, da questa parte,
da parte della politica; questa voce resta inascoltata, resta,
ancora una volta, senza nessuna risposta. Eppure, in questa
Sicilia, ci sono delle sollecitazioni sociali; ci sono stati
incontri, scontri, se volete; ci viene chiesto di cambiare rotta,
di pensare soprattutto agli interessi della collettività siciliana.
(Assume la Presidenza il Vicepresidente Oddo)
Oggi, prorogare l'esercizio provvisorio è una piccola ma una
grande, grandissima sconfitta perché è chiaro che la politica non è
nelle condizioni di dare una risposta appropriata alle esigenze del
popolo siciliano.
Dicendo politica accomuniamo tutti ma è bene e giusto che si dica
che c'è una parte che guida la maggioranza e c'è una parte che fa
opposizione, come sappiamo fare noi, con moderazione ma decisi e
convinti che le proteste e gli inviti dei cittadini vengono
raccolti per poi trasformarsi in azioni politiche che tendono a
fare crescere questo popolo e la nostra economia.
Dovrà mancare l'attività di programmazione perché è chiaro che gli
assessori, nel momento in cui non sono nelle condizioni di avere un
bilancio ed una finanziaria, non potranno programmare le loro
attività.
Tutto questo crea nocumento all'attività politica, economica della
nostra Regione Sicilia.
Per quanto ci riguarda, come gruppo dell'UDC, preannunciamo il
nostro voto contrario solo per un semplice motivo: non è stato
tracciato in modo chiaro il percorso di questo bilancio, di questa
finanziaria, abbiamo perso qui a Palermo cinque giorni molto
importanti inseguendo un progetto che, oggi, purtroppo, viene,
ancora una volta presentato come un fallimento.
Chiudo, quindi, il mio intervento indicando con un no secco questa
proposta che oggi ci viene servita in Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, il
ministro Fornero ha negato al Governo della Regione siciliana un
appuntamento.
E' evidente che si tratta dell'esito di una oramai conclamata,
diffusa, scarsa credibilità di questo Governo che, persino nella
interlocuzione con il Governo nazionale, ha difficoltà ad ottenere
gli opportuni momenti di incontro.
Peraltro, il ministro del lavoro Fornero avrebbe dovuto incontrare
un Governo non privato dell'assessore per il lavoro. Questo
Governo, da quattro mesi, è senza assessore per il lavoro.
Il combinato disposto della scarsa credibilità del Governo e
dell'assenza dell'assessore per il lavoro la dice lunga sulla
condizione di questo Governo.
Non c'è un assessore per il lavoro. Non si è proceduto alla
sostituzione dell'assessore Piraino e, in questo momento di
sessione finanziaria, che avremmo dovuto dedicare proprio al
lavoro, alle piccole e medie imprese, alle rivendicazioni degli
agricoltori, dei forconi, al lavoro agricolo il Governo della
Regione siciliana non ha l'assessore per il lavoro.
E' chiaro che questo è il quadro di un disastro. Di una esistenza
precaria trascinata, di giorno in giorno, malinconicamente, tra
vicende che esplodono in altre sedi, che non sono quelle politiche
e parlamentari e vicende, come quella odierna, che denotano che,
nelle sedi istituzionali, governative, politiche e parlamentari,
questo Governo è oramai un pericolo per le istituzioni, per il
territorio e per le nostre comunità.
In questi giorni, nella relazione di maggioranza al bilancio e
alla finanziaria, abbiamo trovato dei riferimenti al significato
della manovra economica proposta dal Governo regionale e ci siamo
sentiti dire, incoraggiati dal Governo a ritenere che questo fosse
possibile, che la manovra economica era in linea con le manovre
nazionali, salvo poi a non essere nemmeno ricevuti dal Governo
nazionale, votato al risanamento e alla stabilità dei conti della
Regione.
Nella medesima relazione di giovedì 22 marzo, riscontriamo che il
risanamento dei conti pubblici, unitamente ai tagli operati in
bilancio, ha fatto disporre misure volte a realizzare ulteriori
riduzioni di spesa con la razionalizzazione e l'ulteriore
contenimento della stessa.
Andando avanti su questo binario, il confronto ha potuto fondarsi
su una supposta volontà del Governo di scongiurare il ricorso
all'esercizio provvisorio e, quindi, potere esaminare la proposta
di bilancio e poi la proposta di finanziaria.
Mercoledì 28 marzo, l'onorevole Leanza, facendo riferimento alla
proposta del bilancio, dice: il bilancio che abbiamo approvato
ieri, non lo avevamo approvato ma lo avevamo votato
nell'articolato, avremmo dovuto approvarlo oggi; è un bilancio
rigoroso, fatto di equilibrio e abbastanza condiviso, autorevole
rappresentante della maggioranza a sostegno del Governo Lombardo'.
Ove non bastasse, giovedì sera, dopo 48 ore di estenuanti rinvii
della riunione che doveva servire a definire la manovra
finanziaria, l'assessore Armao, ha incontrato i Presidenti dei
Gruppi della maggioranza e della minoranza e, dichiarando di essere
reduce da un incontro con il Commissario dello Stato, aveva
indicato la tabella di marcia e quali erano gli argomenti che
potevano essere inseriti e quali quelli che potevano essere
inseriti.
Nel mio taccuino, ho gli appunti: ok per il personale, ok per i
ticket, ok per il taroccamento, ok per la Serit parzialmente, non
per la grande distribuzione locale, non per altre misure che erano
state previste e abbiamo segnato quale binario doveva condurci al
confronto e al dibattito. Proprio giovedì sera, dopo avere fatto
questi incontri, l'Assessore Armao conferma che c'era questo
binario sul quale dovevamo continuare a camminare negando qualsiasi
volontà di procedere ad esercizio provvisorio ha detto stiamo
trattando un bilancio di grande rigore in un momento economico di
grande recessione, quindi è necessario un differimento'. Un giorno
di approfondimento, ecco perché chiedo il rinvio, il rinvio a
sabato, data odierna doveva quindi servire ad esaminare
definitivamente la finanziaria, ad integrarla con tutte le cose che
c'eravamo detti e cioè le misure per la protezione del prodotto
agricolo, contro il taroccamento, le misure per modificare le
modalità di riscossione della Serit, le misure per gli investimenti
produttivi, le misure per il personale, tutte le misure per la
proroga dei contratti e i precari, tutto ciò che doveva servire ad
integrare in modo congruo la finanziaria. Oggi ci sentiamo di
dichiarare che tutto questo percorso era destituito di fondamento,
che non si può procedere a votare definitivamente il bilancio e a
completare la finanziaria per votarla definitivamente e che tutta
l'attività del Parlamento da martedì ad oggi è stata un'attività
assolutamente inutile, per cui il Parlamento è stato vittima di una
mancanza di rispetto, di una menzogna portata avanti ad oltranza e
sistematicamente per nascondere il fallimento definitivo di questo
Governo, di questo Governatore e di questo Assessore per
l'economia.
Abbiamo chiesto, quindi, le dimissioni dell'Assessore per
l'economia, che ha inflitto al Parlamento questa mortificazione con
la menzogna; abbiamo messo in guardia il Governo sulla falsità di
alcune poste in entrata del bilancio. Sapevamo che questo bilancio
aveva degli elementi di criticità molto pesanti. Non hanno voluto
ascoltare le nostre sollecitazioni.
Oggi, in maniera inusitata, apprendiamo che si cambia binario; non
si va più verso il voto finale del bilancio e della finanziaria; si
abbandonano le categorie e gli enti locali; si abbandona l'economia
della Regione, le piccole e medie imprese; si abbandona tutto e si
ritorna al sistema fallimentare dell'esercizio provvisorio, dopo
una settimana inutile di mortificazione con la menzogna inflitta al
Parlamento.
Questa fotografia definitiva del fallimento non può che indurci ad
un voto contrario, signor Presidente - me lo lasci dire - anche
attraverso l'esame di un emendamento che mette in forse persino le
proroghe ai contratti perché, quando si intende coprire le proroghe
ai contratti con supposti aumenti di entrate e di una liquidazione
che deve ancora cominciare, quella dell'ESPI, è chiaro che si
rischia di penalizzare le categorie più deboli.
Ecco perché abbiamo presentato un emendamento finalizzato a
proteggere i precari e ad evitare che eventuali soluzioni
destituite di fondamento possano danneggiare i precari.
Ovviamente, voterete. Siamo per mettere in guardia questo Governo
da ulteriori danni; votiamo contro l'esercizio provvisorio e
riteniamo che questo Governo debba definitivamente gettare la
spugna. Il 25 aprile è il giorno della liberazione e, se questo
esercizio provvisorio dura un mese, diamoci appuntamento il 25
aprile e liberiamo la Sicilia da questo Governo, da questo
Governatore e da questo Assessore alle diseconomie dell'Isola, alle
diseconomie della nostra Regione, delle nostre popolazioni e delle
nostre comunità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
speravo che fosse in Aula l'assessore Armao in maniera tale da
potere avere una risposta certa alla richiesta che, come gruppo del
PDL, stiamo facendo.
CRACOLICI. Lei gliela scriva.
VINCIULLO. Purtroppo, la risposta scritta non serve; abbiamo
bisogno di una risposta certa -mi fa piacere che l'Assessore stia
arrivando - e di una risposta immediata.
Per me, per l'onorevole Falcone e per tanti altri, credo che
sarebbe facile, oggi, dire: l'avevamo detto'.
Nei giorni scorsi,avevamo un po' rappresentato le difficoltà che
il Governo aveva nel portare avanti una finanziaria che fosse
confacente a quella che erano le richieste del territorio.
Purtroppo, però, non siamo stati ascoltati. Oggi, ci troviamo a
dovere approvare questo provvedimento che è un provvedimento
tampone, un provvedimento che, ancora una volta, non va negli
interessi della Sicilia ma nell'interesse di tirare a campare, per
non tirare le cuoia, così come aveva detto, a suo tempo, il
Presidente Andreotti, così come ha ripetuto, in questi giorni, il
Presidente Monti.
Il Presidente Leontini, insieme ad altri tre deputati, ha
presentato un emendamento di soppressione del comma 2 dell'articolo
2. Immediatamente, qualcuno, malignamente, ha fatto sapere ai
precari che vorremmo mandare a casa i precari, che non vorremmo
assolutamente che fosse fatta la proroga per questi lavoratori.
Questo emendamento, come al solito, ha spiegato brillantemente il
Presidente Leontini, non serve assolutamente a questo ma serve,
semmai, a richiamare il Governo sulle proprie responsabilità.
Abbiamo saputo, anche contattando gli uffici, che potrebbe non
esserci la copertura e, di conseguenza, l'emendamento non va nel
senso di non tutelare i precari; l'emendamento va nel senso di una
ulteriore tutela e di assicurazione sulla copertura.
Per questo motivo, assessore Armao - e so che lei lo farà con
l'abituale competenza - le chiediamo la certificazione della
copertura del comma 2 dell'articolo 2. Vorremmo che, da parte del
Ragioniere generale, vi fosse oggi la certificazione che questa
copertura esiste, in maniera tale che i precari potranno sapere con
assoluta certezza che le somme sono a disposizione e che non c'è
assolutamente nessuna volontà di non venire incontro a quelli che
sono i diritti che questi lavoratori, da anni, hanno ormai
consolidato.
Penso, ad esempio, a quelli assunti dopo il terremoto di Santa
Lucia del 13 dicembre 1990, agli altri della Protezione civile di
Palermo e a tutta una platea di soggetti che, da anni, lavora con
competenza, con professionalità, con particolare spirito di
sacrificio e di abnegazione.
Assessore, vorremmo, quindi, che lei certificasse questa
copertura. Allo stesso tempo, vorrei richiamare quanto ha detto
l'onorevole Leontini: chiaro che questo mese che adesso abbiamo
davanti per approvare la finanziaria futura deve servire a portare
a compimento tutta una serie di impegni che abbiamo assunto con il
mondo della produzione e con coloro i quali protestavano perché
così come aveva detto, qualche anno fa, il Cardinale Pappalardo,
durante i funerali di Carlo Alberto Dalla Chiesa, mentre a Roma si
discute, Sagunto si arrende .
Bene, la stessa cosa sta accadendo qui, assessore Armao.
Stiamo ragionando troppo, stiamo discutendo troppo e non stiamo
operando così come avremmo voluto che fosse.
Credo, quindi, che questo periodo che abbiamo per l'approvazione
della finanziaria, debba servire innanzitutto a risolvere le
modalità di riscossione con la Serit, a portare avanti una serie di
provvedimenti a favore dell'agricoltura, soprattutto, quelli contro
il taroccamento dei nostri prodotti, ad abbassare il ticket sui
farmaci che colpiscono in maniera assurda le fasce sociali più
deboli e prevedere tutta una serie di provvedimenti, in maniera
tale che, su rilascio del DURC, si possa congiungere immediatamente
ad averli, in maniera tale che le aziende possano ottenere quanto
loro dovuto.
Siccome mi rendo conto che sto per sforare e non intendo farlo,
l'unica cosa assessore, che torno a chiederle è la certificazione
della copertura del comma 2 dell'articolo 2.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Scilla. Ne ha
facoltà.
SCILLA. Signor presidente, onorevoli colleghi, assessori, possiamo
dire che avevamo ragione.
Avevamo detto, già nella seduta di giovedì, che non c'era altro
che fare: andare con la proroga dell'esercizio provvisorio.
E' evidente che il Governo e questa maggioranza non sono grado di
dare nessun tipo di risposte ai siciliani e, purtroppo, devo dire
che il problema dell'eventuale rinvio a giudizio del Presidente
Lombardo diventa, rispetto all'incapacità politica e amministrativa
del suo esecutivo, cosa di poco conto.
Ancora una volta, far finta di nulla, far finta di non capire che
c'è una Sicilia che brucia, far finta di non capire che le attività
produttive davvero stanno soffrendo in maniera enorme e, ancora
una volta, riproporre l'esercizio provvisorio, la proroga, sono la
testimonianza del fallimento complessivo di questo Governo.
La legge di bilancio, la finanziaria che cos'è?
La traduzione in numeri di un progetto politico che serve per dare
risposte, per dare opportunità. Questo fallimento dimostra che non
avete nessun tipo di progetto politico e approfitto della presenza
dell'assessore D'Antrassi in Aula per farle notare una cosa: lei
sa, assessore, che spesso ci siamo incontrati, confrontati. Lei
dirige un assessorato, secondo me, molto importante, cioè quello
per l'agricoltura e la pesca.
Mentre, a Palermo, dormite; mentre non riuscite a difendere la
specificità delle nostre imprese, a Roma, è pronto - Presidente
Oddo, riguarda la marineria marsalese, la nostra provincia - un
decreto per quanto riguarda le quote tonno dell'anno 2012 che, se
il Ministro Catania firmerà, segnerà la fine di una intera
marineria che della pesca del tonno è stata l'artefice primario, E'
la storia, è la cultura di questa attività.
Abbiano il mare, il Mar Mediterraneo, pieno di tonni. Il tonno è
una economia. Può produrre ricchezza, può dare posti di lavoro. I
giapponesi stanno creando, su questo tipo di pesca, una economia di
cui voi non immaginate neanche le potenzialità.
Noi che siamo gli artefici, gli scopritori, permettiamo al Governo
nazionale di firmare un decreto perché, a livello regionale,
dormite.
Lei mi deve spiegare con quale motivazione manda a Roma, nel
tavolo tecnico, a rappresentare la pesca siciliana, il dott.
Giovanni Tumbiolo. Qual è il titolo che questo ha? Cosa rappresenta
a livello istituzionale?
Voglio capire se è corretto ridurre la pesca siciliana in questo
stato di cose solo perché dovete agire con le solite politiche
clientelari, vergognose, che stanno mortificando un intero settore.
E' opportuno che comprendiate una cosa: ormai siamo alla frutta;
dovete soltanto dimettervi e andare a casa perché non siete in
grado di dare risposte alle esigenze dei siciliani.
Nel tavolo tecnico che è stato istituito, caro assessore
D'Antrassi, lei non può mandare un chicchessia sul piano
istituzionale che non rappresenta nulla solo perché devono quadrare
non so quali interessi che non sono sicuramente gli interessi della
pesca.
Cito questo esempio ma ne posso citare tanti altri. Vogliamo
parlare della misura agro-ambientale che gli agricoltori aspettano
da quasi un anno? Un anno, un anno che deve servire al Dipartimento
per poter raddoppiare le misure agro-ambientali che sono previste
da un regolamento comunitario.
Ancora oggi, non si riesce a capire per quale ragione non si
riesce a produrre questo provvedimento.
Sarebbe per l'agricoltore, di fatto, un raddoppiare quel
contributo e, in questo momento di crisi, si traduce in soldi che
servono per poter respirare.
Allora, si utilizzi questo mese di aprile nella predisposizione
della finanziaria in maniera seria, in maniera utile, nella maniera
che serve agli interessi della Sicilia.
Non possiamo più sbagliare. C'è il tempo per recuperare; occorre
mettere le persone giuste al posto giusto ed evitare di attuare
situazioni che vorrebbero, addirittura, smantellare alcuni
Dipartimenti.
Siccome so che, da questo punto di vista, è una persona perbene,
faccia tesoro di questo mio intervento e facciamo in modo che con
l'utilizzo dell'esercizio provvisorio, ad aprile, si possano
definire quei provvedimenti che già ci sono; ci sono alcune norme
già votate; ci sono le relative coperture finanziarie ma bisogna
essere forti e presenti perché questa emergenza va affrontata con
la giusta determinazione.
Allora, per quanto ci riguarda, voteremo contro questo
provvedimento e vi invitiamo a fare soltanto una cosa che può
servire realisticamente alla Sicilia, che è quella di abbandonare
il Governo e ridare la parola ai siciliani perché già quello che
avete fatto è. oltre; non fate ancora più danno, non fate più male
agli interessi della Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
facoltà. A seguire, parleranno gli onorevoli Falcone e D'Asero.
Dopo il loro intervento, sarà chiusa la discussione generale.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,.
l'intervento che oggi mi accingerò a fare sarà molto rapido,
certamente, però, mi trova veramente spiazzato oggi.
Da diversi giorni, da quando il Governo ha presentato la
finanziaria, iniziata ad incardinare, dopodiché, da quando ha
presentato alcuni emendamenti, ho fatto continuamente dei copia e
incolla perché presentavo gli emendamenti su di un argomento e,
neanche il tempo di presentarlo su quell'argomento, ho dovuto
cambiare i miei emendamenti perché diventavano emendamenti ai
disegni di legge nn. 724, 725, 726, 727, 728, 729.
Voi, Assessori , non lo sapete ma è così. Il tempo che presento
quegli emendamenti ai disegni di legge nn. 724, 725, 726, 727, 728,
729, colpo di scena, viene presentato l'emendamento GOV 1.
Bene, oggi, sono venuto con gli emendamenti presentati al GOV 1
riscritti per la terza volta.
Penso che questa cosa la potremmo fermare perché non ne presento
più, li ho qui e li tengo conservati perché non so più a cosa li
dovrò presentare, non l'ho capito più. Ho capito alle ore 11.30 che
si tratta di esercizio provvisorio.
E' ovvio che il Governo, per sua consuetudine, fa l'esercizio
provvisorio, un documento che si fa insomma per una necessità.
Ormai la necessità è venuta meno nel Governo Lombardo; ormai c'è
una consuetudine; ormai l'esercizio provvisorio fa parte del
principio del Governo Lombardo. Provvisorio è l'esercizio e, devo
dire, purtroppo e me ne dispiace, assessori, provvisorio è il
vostro operato. E' un operato che devo dire di tecnico non ha
proprio nulla.
Ho scoperto guardando un po' i curricula professionali di molti
assessori che, generalmente, quando si chiama un assessore tecnico
è competente per materia. Obiettivamente, non vogliatemene, le
vostre sono competenze molto larvatamente per materia. Basterebbe
prenderne qualcuno; basterebbe prendere quello dell'assessore per
la sanità, Russo: non so quale competenza possa mettere nel suo
curriculum per materia, proprio nulla della sanità.
Se volessimo andare ancora avanti, lo stesso assessore Armao,
infatti, ecco che il tecnico Assessore Armao di tecnico di bilancio
non ha nulla. Ha solamente una conoscenza dell'Amministrazione in
generale, certamente.
Oggi, siamo qui, sabato, proprio a certificare più che un
fallimento, direi qualcosa in più di un fallimento. Il fallimento,
infatti, è qualcosa che opera affinché si cerca di salvare il
tutto. Qui c'è proprio la totale anomalia di un Governo che non fa
nulla; all'ultimo momento, cerca di tamponare.
L'Assessore Armao - e mi dispiace perché i nostri rapporti sono di
grande cordialità - però ormai ha certificato che lui il bilancio
anno dopo anno non lo vuole fare o anno dopo anno arriva anche lui
a collaborare a questa anomalia. Perché il danno che il Governo
produce alle casse ed all'economia regionale, assessore per il
turismo ed assessore per l'agricoltura, voi forse non lo sapete
bene. Fare l'esercizio provvisorio, lo ha detto prima un collega, è
un danno nell'attivazione della spesa. La spesa quando lei non
l'attiva - quella modesta spesa che la Regione ha - è un danno
all'economia. Quindi, nella Regione Sicilia, oltre al danno
nazionale che, purtroppo, è quello che conosciamo, abbiamo pure
l'aggravante del danno che procurate sistematicamente voi in tutti
i comparti. Ecco perché io a questo punto non penso di dover
aggiungere altro.
Noi l'esercizio provvisorio avremmo dovuto fare tutto il possibile
per non farlo. L'assessore Armao ci ha raccontato a fine anno la
storiella della sanità, ci ha detto che avevamo già concluso
l'accordo e finalmente la Sicilia avrebbe avuto il 44 per cento di
partecipazione rispetto al 49. Ebbene, tutto smentito, perché
qualche giorno fa è ritornato il 49 per cento. Quindi, io mi
domando perché per tre mese abbiamo fatto l'esercizio provvisorio,
visto che il 49 per cento era già inserito all'ultimo momento.
Oggi, non potendo, perché si è preso atto, purtroppo - me ne
dispiace, ma è la verità - che c'è stato più di un falso, io direi
che ormai è una continua distrazione sull'argomento, forse è
impegnato in altre iniziative (IRFIS, cioè cose molto più
importanti del bilancio) e dare copertura di un milione, un
miliardo di euro del patrimonio della Regione. Cioè, la vogliamo
rovinare del tutto questa Regione e devo dire che l'assessore Armao
si sta impegnando bene. A quel punto ha deciso che c'è un'ulteriore
possibilità di somme che arriveranno dallo Stato.
Io non so se arriveranno, certamente con l'esercizio provvisorio
non c'entra nulla, perché a questo punto se queste sentenze non
fossero arrivate non so come si sarebbe fatto il bilancio, perché
noi oggi non facciamo il bilancio in quanto c'è la possibilità che
lo Stato ci dia delle risorse; quindi, blocchiamoci di nuovo Ma se
questo non fosse accaduto, noi bilancio non ne avremmo fatto.
Siccome dimostra - e concludo, signor Presidente, grazie per
avermi dato qualche minuto in più - anche un qualcosa di recidivo
di questo Governo. Appena insediatosi questo Governo nel 2008 varò
un atto il più errato possibile, anzi un atto fuori dalla portata
di un governatore: togliere chi aveva fatto la programmazione
comunitaria: la dottoressa Palocci. Questo ha procurato un danno a
questa Regione che pagheremo perché i ritardi della spesa
comunitaria sono tutti là; oggi si fa un atto altro recidivo di
danno verso la Regione, cioè cambiare durante il corso d'opera, ad
esercizio provvisorio, il Direttore del Bilancio.
Io so benissimo che questo nuovo direttore è una gran persona,
validissima, anche perbene, persona valida. Già il Governo ha fatto
firmare una carta che, mi auguro, il direttore di questa firma
possa un giorno non doverne rispondere. Perché il direttore Bossone
è subentrato ad un'attività del Governo che ormai è da quattro anni
che cammina. Io non so se questo signore da questa vicenda, non
della firma ma del nuovo incarico, potrà dare una risposta al
bilancio della Regione, perché è troppo breve.
Alla fine, si toglie colui che negli anni bene o male - scusate la
mia franchezza - era a conoscenza del bilancio di questa Regione
nel bene o nel male e, ad attività ormai inoltrata, lo si cambia e
questo è il risultato. Oggi, si è in balia delle onde, il Governo
naviga a vista, l'assessore Armao oggi è diventato pure il
tecnico ed io non capisco come a questo punto il bilancio potrà
essere concluso nei termini.
FALCONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, signor assessori, onorevoli colleghi,
credo che dinanzi alla chiara, manifesta confusione che il Governo
ha avuto nel presentare dei maxi emendamenti ritirati e poi
ripresentati, cambiati, modificati, integrati e così via, già
qualche giorno fa auspicai che era più opportuno fermarsi un
attimo, procedere alla presentazione in Aula dell'esercizio
provvisorio e, quindi, potere arrivare ad una Finanziaria che,
invece, al di là di qualche norma vuota o di facciata, potesse dare
qualche risposta a tutte le esigenze, a tutte le emergenze che
questo territorio siciliano presenta e sta presentando e agli
impegni che questa Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana,
questo Governo della Regione Sicilia ha assunto nei confronti delle
categorie, delle parti sociali, dei forconi, di tutti coloro che
aspettano ed attendono qualche segnale chiaro da parte nostra.
E, allora, fatta questa premessa, devo dire però che, entrando nel
merito di questo esercizio provvisorio, ha fatto bene l'onorevole
Vinciullo a specificare i termini di un emendamento presentato da
parte del PDL, che è quello della soppressione del comma 2
dell'articolo 1, del comma 2 dell'articolo 2, che riguarda,
appunto, i precari, ma specificatamente la copertura che si dà per
le proroghe dei precari. E' chiaro che è un emendamento che vuole
stimolare e vuole chiedere al Governo un'assunzione di
responsabilità chiara che da questa norma non emerge. E lo voglio
dire anche al presidente della Commissione Bilancio.
Quindi, sulla scorta dei precedenti interventi del presidente
Leontini, dell'onorevole Vinciullo e di tanti altri che mi hanno
preceduto si è arrivati ad una relazione tecnica, con la quale si
dice che la professoressa Alessi avrebbe garantito ben 15 milioni
di euro dalla dismissione dell'ESPI, dalla liquidazione dell'ESPI
come maggiori entrate. Credo, però, che non so fino a che punto
questa relazione tecnica, fatta avere a tutti i parlamentari, possa
fino in fondo dare certezza di copertura finanziaria ed evitare
eventualmente un'impugnativa da parte del Commissario dello Stato
per quanto riguarda la garanzia finanziaria appostata a favore di
questi lavoratori.
Quindi, l'invito che io faccio, presidente Savona - ma lo dico al
qui assente assessore Armao, che penso comunque sarà in qualche
altra stanza limitrofa a quest'Aula e, quindi, ci starà ascoltando,
ma la faccio anche agli assessori presenti - è quella che ci sia un
emendamento di riscrittura da parte del Governo per quanto riguarda
il comma 2 dell'articolo 2 nella seconda parte, cioè quella che
riguarda la copertura finanziaria per i circa 800 precari della
Regione Sicilia, per dare garanzie, per dare certezze a queste
categorie.
Seconda cosa, signor Presidente, mi sembra veramente inopportuno
che ci sia il comma 3 dell'articolo 2 dell'esercizio provvisorio
che riguarda, in sostanza, l'attuazione del Regolamento dei lavori
pubblici, della legge n. 12 del 2011. Che nesso ha questa norma con
l'esercizio provvisorio quando è una norma che è stata già
prorogata con la legge n. 1 del 2012, secondo la quale si è
prorogato di un mese il termine ultimo per poter varare il
Regolamento dei lavori pubblici della legge n. 12 dell'anno
precedente, e questo termine scadeva il 31 gennaio 2012.
Per cui, anche se non mettessimo questa norma, comunque già siamo
in una situazione extra legem o contra legem. Quindi, siamo fuori
e siccome parliamo di norme finanziarie mi sembra veramente
inopportuna questa norma del comma 3; rinviamola, togliamola.
Chiedo al Governo che possa o accogliere l'emendamento del PDL o
possa, invece, fare un altro emendamento, farlo proprio e cassare
questa norma che nulla c'entra con quelle che sono le emergenze
finanziarie di bilancio e le emergenze che questo Governo deve
affrontare per dare copertura vera non soltanto alla prossima
finanziaria, ma soprattutto al prossimo bilancio per evitare
un'impugnativa o un commissariamento da parte del Commissario dello
Stato nei confronti del nostro strumento finanziario e paralizzare
così la nostra attività istituzionale.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo l'intervento
del mio Capogruppo, onorevole Leontini, al quale va il mio
apprezzamento e la mia stima per l' articolata relazione nel suo
intervento in merito a questa fase che attraversiamo, di grande
confusione, di grande negatività per la Regione siciliana, a cui mi
riconosco pienamente, mi permetto di aggiungere alcune
considerazioni.
Il momento che oggi viviamo e la fase di discussione del bilancio
e della finanziaria sicuramente rappresentano un'occasione per
potere evidenziare alcuni aspetti a cui dobbiamo, immediatamente,
con emergenza, dare risposta.
Questa rappresentava l'occasione per capire come nella Finanziaria
potevamo aggiungere delle iniziative per garantire e assicurare
momenti di sopravvivenza della microimpresa.
Purtroppo, questa opportunità ci viene meno; però, pure in
presenza di un momento di provvisorietà - rappresentato
dall'esercizio provvisorio - ritengo importante evidenziare tre
cose.
La prima. In presenza di 500.000 partite IVA in Sicilia, ritengo
ci sia una giusta preoccupazione a cui tutti dobbiamo guardare: la
sopravvivenza delle imprese.
Oggi, c'è una situazione di grave difficoltà, una mortalità
aziendale sempre crescente, un'assenza di iniziative,
un'insensibilità da parte di chi deve dare qualche supporto e
qualche risposta.
Dico che in questo il problema importante del credito è quello che
sta determinando un'asfissia del polmone finanziario della
microimpresa e, quindi, una mortalità conseguente. In questo il
Governo dov'è? In questo, il dibattito che l'Assemblea regionale ha
avuto modo di affrontare quando si è parlato di IRFIS, quando si è
parlato di ultima banca che la Regione siciliana aveva e che ha
regalato ad UNICREDIT, sostanzialmente, cedendo il ramo aziendale e
regalando la licenza bancaria, oggi poteva essere utilizzata come
banca di sviluppo di secondo livello, momento di ammortizzatore tra
la piccola impresa e la banca, come sua essenza più generale, che
utilizzano sempre più la Sicilia per spremerla come un limone.
Davanti ad un momento di difficoltà che la microimpresa può avere
con 800-1000 euro di fuori fido, le aziende vengono invitate a
rientrare e a chiudere e ad avere revocati i fidi e quindi, nella
sostanza, ad un totale blocco, ad una reale asfissia. Di questo, ci
siamo preoccupati?
E alla risposta sui comparti essenziali, l'agricoltura
innanzitutto, dove ancora oggi attendiamo, dopo l'iniziativa di
volere dare una risposta al problema sollecitato dai forconi, dico
che non possiamo operare per l'emergenza che ci viene sollecitata
dai forconi.
Dobbiamo portare avanti iniziative per capire anche come
relazionarci con il Governo nazionale.
C'è questo grave problema dell'IMU, spropositata
nell'agricoltura, spropositata per l'imprenditore edile che oggi,
non avendo venduto gli immobili, gli appartamenti, sicuramente non
può farsi carico di questa tassa.
Questo sarà il contenuto, come anticipato al Presidente
dell'Assemblea, di un ordine del giorno che ho già presentato per
capire come intervenire.
Quale problema possiamo risolvere in un momento in cui c'è un
altro aspetto che è legato alla microimpresa:le entrate tributarie.
Se le imprese non operano e non producono risultato di gestione
positiva, non pensate che ci sarà una ripercussione negativa sulle
entrate tributarie? Quindi, se questo è collegato ad una posta
attiva del bilancio, non è anche questo motivo di preoccupazione e
forse motivo anche di un'iniziativa per creare condizioni di
diverso risultato?
In questo senso il Governo cosa ci propone? Niente
Noi come Assemblea ritengo, invece, che noi abbiamo il dovere e
diritto di denunciare questo aspetto, di creare un momento di
dibattito e, quindi, di proposta oltre che politica, anche
legislativa perché ci sia in questa direzione qualche risultato.
E poi, probabilmente, forse è opportuno pensare anche ad un
patrimonio che possediamo, il turismo, i beni culturali,
l'ambiente, l'enogastronomia che forse andrebbero portati avanti
con un'iniziativa che assieme potrebbe creare condizioni di grande
prospettiva.
Allora, io dico se di tutto questo niente è dimostrato, niente è
proposto dal Governo, ma assessore Armao, allora l'invito del mio
capogruppo alle dimissioni, diventa un momento di grande
sollecitazione e di opportuna richiesta.
Ritengo che in questa direzione anche
CRACOLICI. L'Assessore la considera una richiesta di
raccomandazione
D'ASERO. Una richiesta la faccia come vicepresidente della
Commissione Bilancio dove possiamo chiedere anche al Consiglio di
Presidenza, al mio collega, vicepresidente, il mio presidente
un'iniziativa per dimostrare che in questa direzione deve essere
posto un importante punto fermo.
Concludo, dicendo, amici è finito il tempo di destreggiarci e di
difenderci pensando di dare agli altri la responsabilità. E'
arrivato il momento di capire come dobbiamo, con iniziative
concrete, dare risposte ai problemi che sono sempre crescenti e che
sono nella direzione dell'emergenza. All'emergenza si risponde con
fatti concreti. Impegniamoci
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho sentito i
colleghi, in parte era inevitabile e presumibile che chi, svolgendo
anche un ruolo di opposizione in Aula, utilizza quest'occasione per
rappresentare la madre di tutti i disastri quello che sta avvenendo
in queste ore.
Credo che più semplicemente bisogna provare a raccontare in due
parole la verità. Che il bilancio della Regione è in una condizione
disastrata, non c'era bisogno che venissero esperti contabili a
raccontarcelo. Com'è noto, sappiamo tutti che la situazione della
Regione ha prodotto un disastro nel tempo e che continua a
mantenere una situazione nella quale c'è un deficit strutturale
tra l'entrata e le uscite, tra le obbligatorie e le cosiddette
spese obbligate, ancorché non obbligatorie.
Questo è figlio di una Regione che tutti noi ereditiamo, dove
qualcuno ci ha messo qualche mano in più a produrre questo
risultato. Oggi, dobbiamo fare un bilancio e una finanziaria in una
situazione di crisi e di recessione del Paese e della Regione,
quindi diminuiscono le entrate e non aumentano perché si riduce la
base imponibile della nostra Regione, a fronte delle uscite che
invece continuano ad essere quanto meno quelle di prima.
Per la verità, vorrei ricordare che quest'anno per la prima volta
non prevediamo un euro per la formazione professionale, a
differenza del passato, essendo riusciti a fare un'opera quasi
miracolosa con il Fondo sociale europeo.
E' inutile che ci raccontiamo il bilancio e la finanziaria. C'è un
dato: oggi facciamo l'esercizio provvisorio. Certo, inusuale.
Inusuale rispetto al momento, rispetto alla procedura che abbiamo
utilizzato. Però, l'esercizio provvisorio si sta facendo anche per
un'altra ragione, diciamocelo pure.
Io non so se ci riusciremo, ma ci dobbiamo provare. Riuscire a
fare in modo che da qui ad una decina di giorni possiamo avere
qualche elemento in più per verificare se è possibile utilizzare
nuove entrate per metterle a disposizione dello sviluppo,
dell'impresa, dell'economia di questa nostra Regione è un tentativo
che va fatto.
L'Assessore ci ha detto che queste due sentenze, in particolare
una, possono aprire un varco che fino a ieri non era percorribile.
Abbiamo il dovere di tentarci.
Alla luce di questa sentenza verifichiamo se è possibile
utilizzare modalità di acquisizione di nuove risorse per metterle a
disposizione di chi? Dell'economia della nostra Regione, dello
sviluppo, delle imprese, del lavoro, degli artigiani, delle
cooperative, degli agricoltori. Secondo me ci dobbiamo provare.
Ecco il senso dell'esercizio provvisorio. Senza nessun dramma,
nessuna pericolosità sociale. Un atto burocratico, l'esercizio
provvisorio, per un mese, per verificare se da qui a qualche giorno
ci possono essere condizioni migliori per fare un bilancio più
utile ai siciliani.
Se questa è la ragione io ci sto. Votiamo l'esercizio provvisorio
e speriamo che da qui a qualche giorno avremo risorse aggiuntive
per fare qualcosa di più e di meglio per i siciliani.
Comunicazione relativa al Gruppo parlamentare MPS
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ad integrazione della
comunicazione resa ad inizio di seduta, con riferimento al Gruppo
parlamentare Movimento Popolare Siciliano , preciso che gli
onorevoli Lo Giudice e Cappadona aderiscono al Gruppo Misto a
decorrere dal 30 marzo 2012, cessando in pari data di far parte del
Gruppo Movimento Popolare Siciliano ; il nuovo direttivo del
Gruppo parlamentare Movimento Popolare Siciliano decorre dal 31
marzo 2012.
Invito, pertanto, lo stesso Gruppo parlamentare MPS a procedere, a
norma dell'art. 25 del Regolamento interno, alla nomina di un
segretario.
Riprende la discussione del disegno di legge n. 886/A
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, brevi
considerazioni in ordine alle puntuali considerazioni svolte
dall'opposizione che meritano qualche puntualizzazione.
Nella mia, purtroppo non più breve, carriera di avvocato che ho
svolto prima di diventare assessore, come tutti sanno, mi era
capitato di vincere le cause e dire, a colui che era beneficiario
della vittoria, che avevamo vinto. Mi è capitato anche di dire a
colui che aveva perduto la sua istanza di fronte al giudice che
avevamo perso, non amo quella famosa gag per cui alla fine
l'avvocato vince sempre e, quando perde, perde sempre l'assistito,
ma mai mi era capitato di vincere le cause e sentire che aveva
perso l'avvocato.
E questo, oggi, avviene signori. L'Assemblea, il Parlamento, la
Sicilia hanno vinto due cause importantissime alla Corte
costituzionale basate sulle difese svolte sia in sede di conferenza
Stato-Regioni che poi di fronte alla Corte costituzionale sulle
argomentazioni dell'assessorato dell'economia, della Presidenza
della Regione e oggi ci si dice che la posizione del Governo
sarebbe più debole perché ha vinto una vertenza con lo Stato che è
durata anni, anni nei quali lo Stato ha via via distolto risorse,
gettito, orientato verso le finanze della Sicilia, per le sue
esigenze più che legittime, e invece non le ha riconosciute alla
Sicilia.
Ebbene, signori, oggi stiamo parlando, illustri onorevoli, di due
sentenze che hanno una valenza straordinario per il bilancio e le
sorti finanziarie del negoziato tra Stato e Regione. Sarebbe
veramente inappropriato non considerarlo.
Nella pausa che avevo chiesto, nel rinvio che avevo chiesto
qualche giorno fa al Parlamento, a nome dell'intero Governo,
argomentavamo proprio con riferimento a queste pronunce.
E' chiaro che queste pronunce sono significative, danno ampio
spazio non ad azioni unilaterali della Regione che non intende
porre in essere, ma ad un negoziato fitto che nei prossimi giorni
può svolgersi per meglio chiarire le questioni finanziarie tra
Stato e Regione.
Quindi, non raccolgo l'invito di alcuni esponenti dell'opposizione
a presentare le dimissioni perché ritengo che, al contrario, il
Governo abbia ottenuto un risultato inaspettato per molti versi,
nuovo e che, purtroppo, in passato risultati del genere non sono
stati ottenuti perché non è stata svolta l'azione di contrasto ad
alcune posizioni nazionali che avrebbe dovuto essere svolta.
Una considerazione. Dice bene l'onorevole Cracolici: abbiamo
ereditato una situazione disastrosa.
L'ho più volte detto che la Sicilia ha vissuto per troppi anni al
di sopra delle proprie possibilità e il Governo, il Parlamento,
assumendosi le proprie responsabilità - e di questo dobbiamo essere
grati allo sforzo che ha fatto l'Assemblea regionale - nel 2011 ha
riportato la spesa corrente a livelli inferiori del 2001, facendo
quello che molte famiglie siciliane, purtroppo, hanno dovuto fare e
cioè ridimensionare pesantemente le proprie uscite.
Il bilancio che è stato in massima parte approvato qualche giorno
fa dall'Assemblea prevede minori spese per un miliardo e 700
milioni, meno quasi 400 milioni di spesa corrente.
Questo è il modo in cui bisogna procedere, risanando e riducendo
le spese pur avendo un occhio allo sviluppo, alla crescita. Ecco
perché è importante una Finanziaria.
L'abbiamo più volte chiesto all'opposizione e a correnti alternate
abbiamo avuto la disponibilità in questo senso, cioè una
disponibilità a fare una Finanziaria che sia di risanamento e che
punti a rispondere alle domande che imprese e famiglie rivolgono
alla Sicilia.
Ecco perché oggi, in relazione ai fatti sopravvenuti, all'esigenza
di definire con lo Stato nei prossimi giorni, martedì si insedierà
la Commissione paritetica. Ho già chiesto al Ministro Gnudi un
confronto in questo senso per avviare il tavolo di concertazione di
cui all'articolo 27 della legge del federalismo fiscale per
definire nei prossimi giorni alcune questioni essenziali per la
definizione del bilancio e poi, entro breve termine, concludere
l'annosa vicenda delle relazioni finanziarie tra lo Stato e la
Sicilia, che deve essere conclusa e che finora non si è definita
perché, nonostante la prospettazione della posizione della Regione,
lo Stato ancora non ha puntualmente corrisposto alle esigenze di
approntamento di risorse finanziarie e funzioni.
Un principio la Corte costituzionale ha affermato e oggi questo
Parlamento è certamente felice di accoglierlo: il principio
dell'invarianza del rapporto tra risorse finanziarie e funzioni.
Lo Stato non può unilateralmente modificare il rapporto tra risorse
finanziarie e funzioni, incrementando le funzioni rispetto alle
risorse finanziarie disponibili o piuttosto diminuendo risorse
finanziarie rispetto alle funzioni attribuite.
E' su questo punto che la Corte Costituzionale lancia un monito a
Stato e a Regioni: sedetevi e risolvete le questioni. Noi a questo
monito intendiamo corrispondere ed intendiamo adempiere nel più
breve tempo possibile per dare una risposta che, giustamente, molti
deputati hanno richiamato alle esigenze delle imprese e delle
famiglie siciliane.
Per quanto concerne la copertura, il Ragioniere generale, come ha
invocato il Parlamento, ha provveduto ad assumere le determinazioni
consequenziali sottoscrivendo la copertura e la relazione tecnica.
Credo che questo differimento di qualche giorno per l'approvazione
del bilancio e di una Finanziaria articolata, complessiva che
contenga risanamento e crescita ed investimenti sia più che
proficua.
Pertanto, chiedo all'eccellentissimo Parlamento l'approvazione
del disegno di legge dell'esercizio provvisorio. Grazie.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Proroga esercizio provvisorio del bilancio della
Regione
1. Il Governo della Regione è autorizzato, a norma dell'articolo 6
della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche
ed integrazioni, ad esercitare provvisoriamente, fino a quando non
sarà approvato con legge regionale e comunque non oltre il 30
aprile 2012, il bilancio della Regione per l'anno finanziario 2012,
secondo gli stati di previsione dell'entrata e della spesa ed il
relativo disegno di legge presentati all'Assemblea regionale.
2. Restano in vigore le deroghe e le limitazioni all'assunzione
degli impegni e dei relativi pagamenti disposti dal comma 2
dell'articolo 1 della legge regionale 10 gennaio 2012, n. 5».
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con
interesse la dichiarazione dell'onorevole Cracolici, molto
interessante, e la replica del Governo.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sarei aspettato un
atteggiamento da parte della maggioranza, e soprattutto da parte
del Governo, molto aderente a canoni di umiltà che meglio si
adattano alla situazione che stiamo vivendo; invece, ho ascoltato
l'onorevole Cracolici, anche se più moderatamente, riferirsi a
situazioni ereditate e vantarsi addirittura che, per la prima volta
- dopo quattro anni, dico io - si sono azzerati i fondi sulla
formazione. Nella successiva dichiarazione da parte del Governo
che, anziché venire in Aula con il capo cosparso di cenere per un
fallimento evidente dell'azione di Governo su tutti i punti, su
tutte le latitudini, su ogni argomento che possa interessare la
vita di questa Regione, la sopravvivenza delle attività e la vita
stessa degli imprenditori siciliani, degli operatori, dei
dipendenti e dei disoccupati, viene qui a dire che ci vuole un
altro mese di esercizio provvisorio, come se fosse la prima volta
che stiamo accedendo all'esercizio provvisorio, come se non fosse
la regola costante degli ultimi quattro anni, instaurata sin dal
primo esercizio finanziario e cioè sin dal dicembre 2008, quando
abbiamo assistito ad una richiesta di esercizio provvisorio. Il
primo bilancio regionale di questa legislatura è stato approvato il
30 aprile del 2009, e la stessa cosa nel 2010 e nel 2011. Qual è la
novità?
E poi, fa veramente ridere che, dopo quattro anni di
amministrazione da parte di questa Giunta, di questo Presidente e
di questo Governo, si parli ancora di problemi ereditati. E'
veramente ridicolo
Non citiamo più problemi ereditati, non citiamo più problemi nuovi
intervenuti, perché quel che è importante è la sentenza della Corte
Costituzionale, che è intervenuta giovedì o mercoledì; noi
discutevamo del fatto che il bilancio era apposto, che le entrate
erano apposto e Lei, assessore, sa meglio di me che la sentenza
della Corte Costituzionale non ha una defluenza diretta sul
bilancio, non ha una defluenza diretta sui conti, come è normale
che sia. La pronuncia della Corte invita le due parti a trattare e
Lei sa meglio di me che queste trattative si sono protratte per
anni in passato e si protrarranno, nella migliore delle ipotesi,
per mesi prima che si possa addivenire ad un accomodamento.
Allora, il ricorso all'esercizio provvisorio non è figlio della
recente sentenza della Corte Costituzionale, il ricorso
all'esercizio provvisorio è figlio del fatto che, dopo tre mesi di
esercizio provvisorio ulteriore, il Governo, anziché mettere in
campo tutte le strategie e le iniziative volte ad assicurare il
pareggio di bilancio ed una copertura certa del bilancio stesso,
tutto ha fatto, in altre faccende affaccendato, tranne che questo.
Questa è la verità, ed è la conseguenza naturale della decisione
già assunta da quattro anni, di ricorrere sistematicamente
all'esercizio provvisorio ed alla data ultima per approvare il
bilancio. Non è una novità, è la consuetudine di quattro anni di
disastro.
Quanto all'affermazione da parte dell'onorevole Cracolici che, per
la prima volta ci sarebbe il passaggio della formazione
professionale dal tempo regionale ai tempi europei, è una brutta
verità perché da un lato tende le garanzie ai lavoratori della
formazione professionale aggirando una legge tutt'ora in vigore, la
legge n. 24, e dall'altro lato arriva con tantissimo ritardo perché
si potrebbe affermare che questa trasposizione di imputazione sui
capitoli poteva essere fatta già il primo anno, ed avremmo
risparmiato un miliardo di euro.
Quindi, un fallimento per quanto riguarda il risparmio sui fondi
della formazione ed un danno enorme provocato a diecimila persone
che si vedono, in maniera surrettizia, privati di ogni garanzia di
legge. Ed allora, ci vorrebbe umiltà da parte del Governo, umiltà e
la dichiarazione di un fallimento continuato ed è l'Assemblea
regionale che si carica sulle proprie spalle la responsabilità di
non far mancare lo stipendio ai lavoratori, di assicurare che
questo ennesimo, ulteriore e immotivato esercizio provvisorio possa
essere approvato.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei solo per
dire che il Gruppo parlamentare dell'UDC è contrario all'esercizio
provvisorio.
Ho ascoltato gli interventi dei colleghi che si sono succeduti e
che si riferiscono al Governo di quattro anni, ma parliamo di falle
che partono da 20 anni a venire. Mi viene da ridere, ma di chi è la
colpa? Ma lo capite cosa c'è all'esterno? All'esterno di questo
Palazzo c'è solo miseria, da quando scendo da casa per recarmi in
questo benedetto Palazzo mi viene da piangere per quante persone
incontro e per quante persone delirano.
Ma la colpa di chi è? Questa è una esperienza da chiudere,
Assessore, ma non soltanto quella sua, ma quella dell'intero
Governo. Ormai ce le siamo dette tutte, purtroppo non c'è più
speranza. C'è soltanto da voltare pagina e parlare di cose nuove,
la gente ha bisogno di sentire progetti, deve capire che cosa vuole
fare il Parlamento, il più vecchio Parlamento d'Europa, che ogni
volta tutti millantiamo con parole in latino. Alla gente del latino
non gliene fotte niente
Se dobbiamo fare l'esercizio provvisorio, facciamolo e la prossima
settimana saremo di nuovo qui a rabattarci per capire come dobbiamo
fare il bilancio degli otto mesi. Ce ne dobbiamo andare a casa
signor Presidente, grazie per la parola.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, non l'ho interrotta, ma la invito
per la prossima volta ad utilizzare un linguaggio più consono a
quest'Aula.
LENTINI. Posso parlare come voglio Sono un deputato eletto dal
popolo.
PRESIDENTE. Non è così, onorevole Lentini, la prego di
accomodarsi.
Onorevoli colleghi, non essendoci altri deputati iscritti a
parlare, pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'articolo 1 è approvato col voto contrario
dei gruppi parlamentari PID, PDL, UDC e Grande Sud.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Proroga delle misure occupazionali di cui alla legge regionale 10
gennaio 2012, n. 5
e dei termini di cui all'articolo 6 della legge regionale 3
gennaio 2012, n. 1
1. È consentita, sino al 30 aprile 2012, l'utilizzazione dei
soggetti di cui al comma 1 dell'articolo 2 e dell'articolo 3 della
legge regionale 10 gennaio 2012, n. 5.
2. Agli oneri finanziari derivanti dal comma 1, quantificati in
complessivi 2.713 migliaia di euro, di cui 2.594 migliaia di euro
per la proroga dei soggetti di cui al comma 1 dell'articolo 2 della
legge regionale 10 gennaio 2012, n. 5, e 119 migliaia di euro per
la proroga dei soggetti di cui all'articolo 3 della medesima legge
regionale 10 gennaio 2012, n. 5, si provvede, per l'esercizio
finanziario 2012, con parte delle maggiori entrate derivanti dal
versamento a titolo di acconto sul risultato finale di liquidazione
dell'Ente siciliano per la promozione industriale (ESPI) che il
commissario liquidatore dell'ente medesimo è tenuto ad effettuare
entro 10 giorni dalla entrata in vigore della presente legge, con
imputazione alla U.P.B. 4.2.2.7.1 capitolo 4501 capo 10.
3. Il termine previsto dall'articolo 6 della legge regionale 3
gennaio 2012, n. 1, per la definizione delle procedure disciplinate
dal Titolo I della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12, è fissato
al 30 settembre 2012».
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli Leontini,
Mancuso, Beninati e Limoli gli emendamenti 2.1 e 2.2.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'approfondimento
sulla materia del bilancio che il Governo ha voluto fare poc'anzi
lo faremo quando il bilancio arriverà in Aula. Però mi permetto di
intervenire sull'articolo 2 per specificare tre cose, che ritengo
importanti, se è vero che il Governo vuole prorogare i contratti.
Se il Governo ritiene di insistere sul comma 2 dell'articolo 2 e
su quella relazione, ritengo che non ci sia la copertura
finanziaria per prorogare i contratti, al di là di come diceva
l'onorevole Vinciullo, che qualcuno ritiene di fare uscire fuori da
questo Palazzo la falsità che si è contro alle proroghe. Noi,
invece, riteniamo che il Governo debba fare uno sforzo e dare la
copertura finanziaria esatta, e le spiego perché, anche affinché
rimanga a verbale, a futura memoria.
Le sentenze 64 e 71 della Corte Costituzionale non porteranno un
euro per il 2012 nelle casse della Regione Siciliana, anche se
l'assessore ritiene diversamente. Io ritengo che la Regione non ha
assolutamente nulla da esultare per una vittoria, perché quelle
sentenze ritenevano di togliere ai comuni e prendere alla Regione,
invece, per fortuna, questo non è avvenuto. Ritengo anche che
quelle sentenze dicono, in modo chiaro e inequivocabile, che non
sono applicabili immediatamente. Naturalmente questo rimane a
verbale per poi discuterne quando si porteranno i numeri della
cosiddetta riunione paritetica fra Stato e Regione.
Il comma 2 dell'articolo 2, così come abbiamo detto in
Commissione, tratta di maggiori entrate. Ma quali sono queste
maggiori entrate? Sono le eventuali somme della liquidazione
dell'ESPI e, sotto il profilo costituzionale - prego gli Uffici di
aiutarmi in questo - c'è il primo errore.
Chi ha scritto questa norma ha dimenticato l'articolo 2491 del
codice civile, dove sono chiaramente indicati i poteri e i doveri
del liquidatore. Nella sostanza il liquidatore prima deve pagare
tutti i debiti, e solo dopo può ripartire ai soci. E qualora il
liquidatore, come imporrebbe la Regione, liquida i soci,
personalmente e solidamente ne risponde. Io non credo che la
professoressa Alba Alessi vorrà mettersi sulla sua responsabilità
contabile qualche milione di euro perché noi, per legge, gli
diciamo che entro dieci giorni ci deve trasferire denari, cosa che
non può fare se prima non soddisfa tutti i debitori, così come
prevede appunto il codice civile.
Questa norma deve essere riscritta per due motivi. Primo, perché
ritengo che non possiamo utilizzare maggiori entrate se vogliamo
salvare i precari, e quindi prevedere eventualmente minori spese, e
secondo, perché non possiamo imporre al liquidatore quello che la
legge gli vieta. Quindi, se il Governo insiste - e mi dispiace che
il nuovo direttore della Ragioneria della Regione sottoscriva una
relazione tecnica che è assolutamente insufficiente, proprio nel
principio dell'articolo 2491 del Codice civile - per quanto ci
riguarda rimane l'emendamento, e vi assumete la responsabilità di
non approvarlo, andando avanti con una norma che è
incostituzionale, imperfetta sotto tutti i profili e che,
certamente, il Commissario liquidatore dell'ESPI non potrà onorare
, perché non può trasferire il denaro, per le ovvie ragioni che ho
detto.
L'altro emendamento riguarda una norma di riferimento al
cosiddetto codice degli appalti. In gergo parlamentare è stato
detto stamattina che quella norma serve a prorogare i cosiddetti
UREGA, gli Uffici che svolgono le gare degli appalti. Bene Per
come ricordo da presidente di Commissione, la norma che regola le
nuove nomine dell'UREGA non è quella richiamata in questo comma, ma
è il comma 27 dell'art. 9, non c'entra nulla il richiamo fatto o
meglio, questa norma vorrebbe prorogare questo fantomatico
regolamento che si deve fare da mesi e che ogni volta proroghiamo,
dove si vuole prorogare tutto.
Allora, presentate un emendamento che proroga la data prevista al
comma 27 dell'art. 9; se invece, così com'è scritto, volete
prorogare il regolamento, per quanto ci riguarda fate sempre voi,
perché ogni qualvolta richiamate il passato sbagliate, perché voi
siete quelli che state interpretando al meglio quello che è
successo in passato in maniera completamente e disordinatamente
sotto il profilo parlamentare, certamente confusionario, dove di
proroga in proroga non si riesce mai a fare nulla.
Si può richiamare il passato quando il presente rappresenta quello
che veramente ha dato una svolta alla Sicilia, e non è una
giustificazione che ha fatto male chi c'era prima e, quindi, posso
fare male pure io ora, non è certamente una giustificazione.
Allora, signor Presidente, a ragione noi insistiamo sugli
emendamenti presentati, ma non solo insistiamo, con grande umiltà
chiediamo al Governo di variare la copertura sul comma 2, perché io
ritengo che il Commissario dello Stato questa norma, non solo
l'attenzionerà, ma noi correremo il rischio che, se questa norma
verrà impugnata, non ci saranno le proroghe così come abbiamo
previsto e, per quanto riguarda il comma 3, se l'intenzione del
Governo è la proroga degli UREGA, allora presenti un altro
emendamento dove prevedere la proroga e non per il regolamento.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, la Presidenza ha il dovere di
precisare che la questione riguardante gli UREGA non c'entra
assolutamente nulla. Abbiamo fatto, ovviamente, la dovuta verifica.
Si parla semplicemente dell'articolo 6, che prevede la questione
del termine fissato al 31 gennaio 2012 per l'adozione del
regolamento, e si va solo a prorogare il termine per la definizione
del regolamento.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo su
questo ultimo suo passaggio, per quanto ha detto l'onorevole
Mancuso prima.
Io auspico che la firma fatta porre al nuovo dirigente generale
non lo metta in difficoltà più di tanto, perché se fosse vero
quanto ha detto l'onorevole Mancuso, gli abbiamo fatto firmare un
atto non vero.
Mi auguro che così non sia, lo smentirà l'assessore anche se avrei
preferito, assessore Armao, che non ci fosse il suo visto, ma che
ci fosse la sua firma. Il visto è una cosa, la firma senza visto è
un'altra cosa
Vorrei capire quale competenza può avere un direttore appena
arrivato, questo è un problema vostro, non è un problema mio.
Sul comma 3, ho avuto modo di interloquire con l'assessore Russo,
che mi ha parlato e ha parlato a molti colleghi, della proroga
dell'UREGA.
Se la proroga dell'UREGA resta in vita, allora va fatto un
aggiustamento. Quindi, assessore, se lei ritiene, anche
raccordandosi con l'assessore Russo, di prorogare l'UREGA, questo
non è scritto nel comma 3, perché si parla di un'altra proroga.
Siccome l'assessore Russo è preoccupato, ed ha ragione perché i
termini sono scaduti già da 40 giorni ci sono approvazioni di
progetti con i Presidenti dell'UREGA che non sono in carica, si
contatti l'assessore Russo e si chiarisca cosa vuole prorogare.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, la formulazione si rimanda al
titolo.
Bisognerebbe andare a sviluppare la questione dell'articolato sul
titolo I, quindi faremo tesoro di quanto hanno detto i colleghi
perché mi sembra assolutamente costruttivo il taglio che hanno
dato.
Si passa all'esame dell'emendamento 2.1.
Onorevole Leontini, ovviamente va precisato che l'emendamento 2.1,
soppressivo del comma 2 dell'articolo 2, di fatto sopprime il comma
1 perché ambedue vivono in simbiosi.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Vorrei precisare che l'emendamento 2.1 serve ad agevolare
al Governo la riscrittura della copertura, non per sopprimere la
copertura al comma 1.
Noi riteniamo che si deve dare un'altra copertura o, se si insiste
su questa copertura, per evitare l'impugnativa da parte del
Commissario dello Stato, dite di levare questo termine perentorio
di 10 giorni.
Poi si assume la responsabilità, se la vedranno con il commissario
liquidatore dell'ESPI, ma dare un termine che non esiste, in quanto
il codice civile prevede un'altra cosa, non possiamo darlo.
Quindi, o si toglie il termine perentorio e poi li trasferiscono,
altrimenti si cambia copertura. Noi rimaniamo contrari che la
copertura deve provenire da maggiori entrate, noi riteniamo che la
copertura deve essere con minori spese, quella della proroga dei
contratti.
Questa è la nostra idea, poi si assume la responsabilità il
Governo
PRESIDENTE. Assessore Armao, ritiene che sia da apprezzare quanto
ha detto l'onorevole Mancuso, perché eventualmente bisogna
formalizzarlo.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, la questione
riguardante la provvista finanziaria che viene individuata è stata
oggetto di una corrispondenza con l'Ente. Su questo è possibile
fare una verifica ulteriore con gli Uffici, quindi chiedo cinque
minuti di sospensione. Facciamo un'ultima verifica; per noi, così
come ha scritto la ragioneria generale, è sostenibile, tuttavia,
apprezzando tutti i contributi che provengono anche
dall'opposizione, facciamo un'ulteriore verifica.
PRESIDENTE. Onorevole colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 15.26, è ripresa alle ore 16.20)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che il Governo ha presentato
l'emendamento 2.3 per essere ancora più puntuali rispetto alla
copertura finanziaria legata all'articolo 2.
Se non sorgono osservazioni, lo pongo in votazione.
LEONTINI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Le osservazioni sono finalizzate a conoscere il
contenuto dell'emendamento, non sono in grado di decodificare,
quindi, se qualcuno me lo vuole illustrare.
PRESIDENTE. Possiamo invitare il Governo ad illustrarlo se lei
vuole. Onorevole assessore illustri l'emendamento 2.3 così siamo
tutti a conoscenza di quello che stiamo decidendo.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, ferma restando
la validità dell'impostazione finanziaria si ritiene di scongiurare
qualsiasi possibile censura facendo riferimento ai fondi globali
del bilancio triennale, salvo restando che questa è una
appostazione finanziaria che scongiura qualsiasi ipotesi di
rischio.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se io volessi
censire l'opinione dell'Aula sulla veridicità di questa versione
sono sicuro dell'esito, ma abbiamo qualche dubbio assessore, perché
mi pare che questa UPB sia relativa ai fondi per la
informatizzazione.
PRESIDENTE. Ancora più sicuri, fondi globali onorevole Leontini,
Così come ha affermato il Governo.
LEONTINI. Allora, questo ovviamente non mi esime, onorevole Lenza,
dal dire meno male che abbiamo presentato l'emendamento perché se
fosse rimasta la formulazione precedente i precari sarebbero
rimasti senza proroghe di contratti, lo si dica, onorevole
Vinciullo, urbi et orbi fuori da questa Aula
Ancora una volta il nostro intervento è stato finalizzato a
correggere un imbroglio dell'ultima ora. Io non so come si chiama
Chiedo venia, distrazione dell'ultima ora che stava impedendo a
questo argomento di essere soddisfatto dall'esercizio provvisorio,
quindi che ben venga la correzione da noi sollecitata, perché così
le proroghe dei contratti sono fatte salve.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per dieci
secondi.
In questa ricerca di fondi, ma centomila euro per l'associazione
dei musei bandistici e le associazioni bandistiche di Ramacca? Le
associazioni delle bande musicali con sede a Ramacca?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se le coperture di spesa sono
ancora più puntuali rispetto a quanto aveva formulato il Governo
nella prima stesura dell'articolo 2, comma 2, mi pare che sia una
cosa positiva, a prescindere da quello che è stato il buon
dibattito d'Aula.
Pongo in votazione l'emendamento 2.3. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 2.1 è assorbito.
Si passa all'emendamento 2.2, a firma dell'onorevole Leontini e
lo invito a ritirarlo perché chiarita la questione, si tratta
evidentemente non solo all'articolo 6 ma anche su tutto il Titolo I
la questione dell'UREGA. Quindi anche leggendo tutto il Titolo I
c'è la questione dell'UREGA.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato che si
tratta di una inefficienza del Governo, considerato che il Governo
ci aveva informato di una cosa diversa, ora lei correttamente dice
che la proroga è anche per l'UREGA, oltre che per tutto quello che
è previsto nel disegno di legge.
Noi non possiamo soccombere alle inefficienze del Governo. Rimane
l'emendamento, lo votiamo e certamente la maggioranza lo
respingerà.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.2. Il parere del
Governo?
ARMAO, assessore regionale per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato, col voto contrario dei Gruppi PDL, PID e UDC Unione
di Centro)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Disposizioni finali
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano a
decorrere dall'1 aprile 2012.
3. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Avvocato Musotto, avvocato Cordaro, avvocato Arena,
avvocato Incardona, sono costretto a chiamarvi in ausilio alla mia
argomentazione perché vorrei sapere se quanto sto per dire è
fondato o meno. Non chiamo il collega Cracolici perchè avvocato
d'ufficio della maggioranza e del Governo e saprei, per
pregiudizio, che sarebbe dall'altra parte, anche se la manifesta
infondatezza delle affermazioni rilasciate a questa Aula appena
qualche minuto fa è macroscopica.
Avete tutti ascoltato poc'anzi che il rinvio era motivato dalla
necessità di fruire dei risultati di due sentenze. E che questo era
stato l'inghippo dal punto di vista tecnico che aveva imposto
all'Assessore e al Governo di soprassedere e di chiedere la pausa
di riflessione.
L'Assessore per l'economia, nonché avvocato, Armao ha anche detto:
«è strana cosa che in questa Aula si vincano le cause e addirittura
c'è chi si lamenta del fatto che si vincano le cause».
E ha citato le due sentenze della Corte Costituzionale: la
sentenza n. 64 e la sentenza n. 71. Ci mancano solo le percosse
fisiche, in dialetto si dice le legnate .
Per il resto, la Regione siciliana, rappresentata dall'assessore
avvocato, è oggetto, da parte della Corte Costituzionale, di
cocente boccatura.
Sentenza n. 64: Nel merito le questioni sollevate dalla
ricorrente Regione non sono fondate, nei termine di seguito
precisati.
La ricorrente deduce che l'applicazione alla Regione siciliana del
decreto legislativo n. 23 del 2011, prevista dal denunciato comma 2
dell'articolo 14 del decreto legislativo n. 23 del 2011, si pone in
contrasto con il richiamato disposto degli articoli 36 e 37 dello
Statuto d'autonomia e con le relative norme di attuazione, perché
la compartecipazione dei comuni al gettito di determinati tributi
erariali, stabilita dai pure censurati commi da 1 a 4 dell'articolo
2 dello stesso decreto, comporta la devoluzione ai comuni siciliani
di un gettito tributario che, derivando da tributi riscossi nel
territorio regionale, spetta, invece, alla Regione.
La questione non è fondata perché, pur non potendosi negare la
spettanza alla Regione siciliana del gettito degli indicati tributi
riscossi nel suo territorio e, quindi, la potenziale sussistenza
del denunciato contrasto, deve ritenersi che proprio questo
contrasto rende operante la clausola di salvaguardia degli statuti
speciali, contenuta nel parimenti censurato comma 2 dell'articolo
14, secondo cui il decreto si applica nei confronti delle Regioni a
Statuto speciale solo nel rispetto dei rispettivi statuti. Ne
consegue l'inapplicabilità alla Regione ricorrente dei censurati
commi dell'articolo 2 in quanto non rispettosi dello Statuto
d'autonomia.
Si applicano, quindi, le seguenti interpretazioni: così
interpretata la suddetta clausola di salvaguardia ne risulta
l'erroneità del presupposto interpretativo da cui muove la Regione
siciliana ricorrente, secondo cui le norme censurate sancirebbero
l'obbligo di applicare il decreto legislativo n. 23 del 2011 nei
confronti delle Regioni a Statuto speciale. Da tale erroneità
consegue l'insussistenza del dedotto vulnus degli evocati
parametri.
Per questi motivi la Corte Costituzionale dichiara non fondate le
questioni di legittimità costituzionale sollevate dalla Regione
siciliana .
Ed è la prima. Poi, c'è la seconda: sentenza n. 71 del 2012. La
sentenza per questi motivi - dice la Corte Costituzionale, tutti i
motivi di fatto e di diritto - è da ritenersi erronea la premessa
interpretativa della ricorrente Regione siciliana circa la diretta
applicabilità del decreto legislativo impugnato dalla Regione e
circa l'omessa previsione, nella legge di delegazione, di un rinvio
alla procedura attuativa dello Statuto di autonomia.
Pertanto, per questi motivi, la Corte Costituzionale dichiara non
fondata la questione di legittimità costituzionale dell'intero
decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, con il ricorso della
Regione indicato in epigrafe .
Entrambe le sentenze sono di soccombenza, peraltro, espressa in
termini talmente perentori che - ripeto - a momenti ci mancano gli
insulti e le percosse. Rispetto a questo, l'Assessore dieci minuti
fa ha detto che noi avremmo dovuto fruire dei risultati e delle
conseguenze di queste due sentenze Per l'ennesima volta, perfino
oggi, chiamati ad approvare un esercizio provvisorio dopo sette
giorni di menzogne, a cinque minuti dal voto finale, ennesima
menzogna a completamento della collezione così preziosa e così
aurea che questo Assessore per l'economia della Regione siciliana
ha messo in campo in questa settimana di calvario parlamentare sul
bilancio, sulla Finanziaria e sull'esercizio provvisorio.
Per questo non era peregrina la mia richiesta di fondatezza del
contenuto dell'emendamento di poc'anzi, perché ormai c'è da
aspettarsi di tutto. Quando persino le sentenze della Corte
Costituzionale vengono contraffatte e capovolte nel loro
significato e si dice in Aula a tutto il Parlamento cosa diversa da
quella che risulta agli atti, io non so cosa di peggio noi ci
dobbiamo aspettare. Assessore, si dimetta Si dimetta e renda un
servizio a questo Parlamento e a questa Regione. Così andando e
così coprendo i fallimenti ed i disastri, lei continua a fare un
danno a questa Sicilia, lei, il suo Presidente e l'intero Governo.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, le affermazioni dell'onorevole Leontini sono così in
contrasto con gli elementi del diritto costituzionale che mi
dispiace dover replicare.
Stamattina non aveva letto i verbali e ha dovuto ottenere da me
una replica che ha indicato puntualmente il verbale nel quale si
faceva riferimento ad una circostanza che egli ignorava. Egli
parimenti ignora il concetto noto pure agli studenti del primo anno
di diritto costituzionale delle sentenze interpretative di rigetto.
Queste due sono sentenze interpretative di rigetto che danno piena
ragione alle tesi della Regione e la Regione ha adito la Corte
Costituzionale proprio con l'obiettivo di ottenere una sentenza
interpretativa di rigetto che affermi la intangibilità
dell'autonomia finanziaria.
Quindi, comprendo che il cursus honorum dell'onorevole Leontini
non l'abbia fatto concentrare sul diritto pubblico; tuttavia, credo
che investire l'Assemblea di una questione con questa puntualità
forse sarebbe stato opportuno farla procedere da un'analisi
tempestiva e puntuale delle questioni. Si tratta di sentenze
interpretative di rigetto che, come quella del 2010, danno
fondamento alle posizioni della Regione.
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io che non sono
un cultore del diritto costituzionale, ma sono siciliano come la
maggior parte di voi mi rifaccio al detto, lo dico in siciliano,
cu perdiu vinciu e cu vinciu perdiu . Nel senso che, leggendo
quello che l'onorevole Leontini ha voluto rappresentare, forse
sotto il profilo costituzionale poi l'eventuale lectio magistralis
del professore Armao l'ascolteremo in un'aula universitaria.
In quest'Aula noi riteniamo di rappresentare che il merito della
sentenza rinvia tutto al tavolo paritetico e dove noi
rappresenteremo quello che riteniamo, il Governo accoglierà o
rigetterà. E' questo il succo della sentenza, ma nel merito così
come ha detto, leggendo la sentenza, il nostro ricorso, il
respingimento è stato chiaro - sta parlando non un cultore del
diritto quindi non me ne voglia, posso fare mille errori, sono
arrivato alla maturità con grande sacrificio -. Rispetto a questo
la sentenza della Corte Costituzionale, così come è stata letta
dall'onorevole Leontini, dice nella sostanza, ripeto non da un
cultore del diritto, che le regioni autonome a statuto speciale non
hanno questa specialità secondo quello che ritengono, poi al tavolo
nazionale si vedrà. Quindi, come ribadito nella sentenza della
Corte Costituzionale del 2010, non me ne voglia non mi ricordo il
numero.
Rispetto a questo, sono intervenuto solo per dire che questa è
un'Aula parlamentare. Noi, con grande sacrificio, cerchiamo di
legiferare; con grande sacrificio cerchiamo di aiutare il Governo
e questo Parlamento a non commettere errori; non è un luogo di
contrasto culturale e né di offese personali, soprattutto ad un
Capogruppo di un partito che, certamente, ha avuto non solo
rispetto di questo Parlamento, ma anche di questo Governo.
Quindi, professore Armao, con tutto il rispetto, spero che alla
fine di questa giornata lei con il Capogruppo del nostro partito
non solo non le dico le scuse perché tra uomini non c'è bisogno di
scusarsi, ma determinati atteggiamenti noi non li gradiamo. Grazie.
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
- n. 667 Finanziamento del progetto di realizzazione di una
condotta fognaria per il convogliamento dei reflui provenienti dal
Comune di Aci Castello, al vecchio allacciante' del Comune di
Catania, con recapito finale al depuratore di Pantano d'Arci (CT) ,
dell'onorevole Mancuso;
- n. 670 Nuovo prezziario regionale dell'agricoltura , degli
onorevoli Oddo, Apprendi, Donegani, Raia e Marinello;
- n. 671 Interventi presso il Governo nazionale per chiarire le
modalità del pagamento IMU a carico degli imprenditori ,
dell'onorevole D'Asero.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 667. Il parere del
Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 670. Il parere del
Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 671. Il parere del
Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Proroga dell'esercizio provvisorio per l'anno 2012 e disposizioni
contabili» (886/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Proroga dell'esercizio provvisorio per l'anno
2012 e disposizioni contabili » (886/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Ammatuna, Apprendi, Arena, Bonomo, Cappadona, Colianni,
Cracolici, Cristaudo, Currenti, D'Agostino, De Benedictis,
Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Donegani, Federico, Ferrara,
Fiorenza, Galvagno, Gentile, Greco, Gucciardi, Laccoto, Leanza
Nicola, Lo Giudice, Lupo, Marinello, Marrocco, Marziano, Minardo,
Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello, Panepinto, Parlavecchio,
Picciolo, Raia, Rinaldi, Romano, Ruggirello, Savona, Scammacca,
Speziale, Termine.
Votano no: Beninati, Bosco, Campagna, Cascio Salvatore, Cordaro,
D'Asero, Incardona, Lentini, Leontini, Limoli, Maira, Mancuso,
Marinese, Pogliese, Ragusa, Scilla, Scoma, Torregrossa, Vinciullo.
Si astiene: Mattarella.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 46
Contrari 19
Astenuto 1
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, informo che l'onorevole Formica ha espresso
voto contrario ma che, per un mal funzionamento del sistema
elettronico, il suo voto non risulta registrato.
Votazione finale di disegni di legge
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Votazione finale di disegni di legge.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme per il riconoscimento, la catalogazione, la tutela dei
geositi in Sicilia» (735/A)
PRESIDENTE. Si procede alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Norme per il riconoscimento, la
catalogazione, la tutela dei geositi in Sicilia » (735/A).
Comunico che è stato presentato dalla Commissione, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'emendamento 117.1.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Indìco la votazione per scrutinio nominale del disegno di legge n.
735/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Ammatuna, Apprendi, Arena, Barbagallo, Beninati,
Bonomo, Bosco, Campagna, Cappadona, Cascio, Colianni, Cordaro,
Cristaudo, Currenti, D'Agostino, D'Asero, De Benedictis, Digiacomo,
Di Guardo, Di Mauro, Dina, Donegani, Federico, Ferrara, Fiorenza,
Formica, Galvagno, Gentile, Greco, Gucciardi, Incardona, Leanza
Nicola, Leontini, Limoli, Lo Giudice, Lupo, Mancuso, Marinello,
Marinese, Marrocco, Marziano, Mattarella, Minardo, Musotto, Oddo,
Panarello, Parlavecchio, Pogliese, Ragusa, Ruggirello, Savona,
Scammacca, Scilla, Scoma, Speziale, Termine, Torregrossa,
Vinciullo.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 58
(L'Assemblea approva)
Invito gli Uffici a prendere nota che l'onorevole Lentini si è
astenuto dal voto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
« Lavori in economia nel settore forestale» (868/A)
PRESIDENTE Si procede alla votazione finale del disegno di legge
«Lavori in economia nel settore forestale» (868/A).
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Oddo, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'emendamento 117.1.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Indìco la votazione per scrutinio nominale del disegno di legge n.
868/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Ammatuna, Apprendi, Arena, Beninati, Bonomo, Bosco,
Buzzanca, Campagna, Cappadona, Cascio Salvatore, Colianni,
Cristaudo, Currenti, D'Agostino, D'Asero, De Benedictis, Digiacomo,
Di Guardo, Di Mauro, Donegani, Falcone, Federico, Ferrara,
Galvagno, Gentile, Greco, Gucciardi, Incardona, Laccoto, Leanza
Nicola, Lentini, Limoli, Lo Giudice, Lupo, Mancuso, Marinello,
Marinese, Marrocco, Marziano, Mattarella, Minardo, Musotto, Oddo,
Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Picciolo, Pogliese, Ragusa,
Raia, Ruggirello, Savona, Scammacca, Scilla, Scoma, Speziale,
Termine, Torregrossa, Vinciullo.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 59
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a giovedì, 12 aprile
2012, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni.
II - Discussione del disegno di legge:
- Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2012.
Legge di stabilità regionale. (n. 801/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Savona
Relatore di minoranza: on. D'Asero
III - Votazione finale del disegno di legge:
- Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-
2014. (nn. 800-800 bis-800 ter-800 quater/A)
La seduta è tolta alle ore 16.46
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
alle ore 18.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 735/A - NORME PER IL RICONOSCIMENTO, LA
CATALOGAZIONE E LA TUTELA DEI GEOSITI IN SICILIA.
Emendamento ai sensi dell'art. 117 del Regolamento interno
Emendamento 117.1:
E' soppresso l'ultimo comma dell'articolo 2.
DISEGNO DI LEGGE N. 868/A - LAVORI IN ECONOMIA NEL SETTORE
FORESTALE.
Emendamento ai sensi dell'art. 117 del Regolamento interno
Emendamento 117.1:
Al comma 1 dell'articolo 1 dopo le parole che non sono
configurabili come opere edilizie sono aggiunte le seguenti e
fanno rimanere salve le situazioni naturali .
Al comma 1 dell'articolo 1 dopo le parole sono realizzati sono
aggiunte le seguenti di norma .
Dopo il comma 1 dell'articolo 1 è aggiunto il seguente comma:
2. Resta ferma l'applicazione dell'articolo 125 del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche ed
integrazioni in caso di manutenzione di opere ed impianti.'.
DISEGNO DI LEGGE N. 886/A - PROROGA DELL'ESERCIZIO PROVVISORIO
PER L'ANNO 2012 E DISPOSIZIONI CONTABILI.
All'articolo 2
Emendamento 2.3:
all'articolo 2, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:
Le parole da parte sino a capo 10 sono sostituite con le
parole riduzione di pari importo dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 -
capitolo 215704 .