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Resoconto d'Aula della Seduta n. 340 di sabato 31 marzo 2012
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, avverto che del processo  verbale
  della seduta precedente sarà data lettura successivamente.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lo Giudice, ha dichiarato  di
  aderire  al  Gruppo parlamentare Misto, cessando di far  parte  del
  Gruppo parlamentare Movimento popolare siciliano.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico  che  l'onorevole Cappadona ha dichiarato di  aderire  al
  Gruppo  parlamentare Misto, cessando di far cessando di  far  parte
  del Gruppo parlamentare Movimento popolare siciliano.

   L'Assemblea ne prende atto.

       Comunicazione di elezione di Presidente, Vicepresidente e
                   tesoriere di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Informo,  altresì,  che  l'onorevole  Ruggirello   ha
  comunicato che il Gruppo parlamentare  Movimento popolare siciliano
  composto  dagli  onorevoli Bonomo, Cristaudo, Greco,  Ruggirello  e
  Savona, nella riunione di Gruppo del 31 marzo 2012 tenutasi  presso
  il  locali  dell'ARS - Piazza Parlamento, 1, ha eletto:  Presidente
  l'onorevole  Paolo Ruggirello, Vicepresidente l'onorevole  Giovanni
  Greco, tesoriere l'onorevole Giovanni Cristaudo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, do il
  preavviso  di  trenta  minuti  al fine  delle  eventuali  votazioni
  mediante  procedimento  elettronico che dovessero  aver  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art 127) sono effettuate mediante  procedimento
  elettronico.
   discussione  del disegno di legge n. 886/A  Proroga dell'esercizio
  provvisorio per l'anno 2012 e disposizioni contabili .

   provvisorio per l'anno 2012 e disposizioni contabili

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Discussione del disegno di legge n. 886/A  Proroga dell'esercizio
                              provvisorio
               per l'anno 2012 e disposizioni contabili

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  I  punto  dell'ordine   del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  la  discussione del disegno di  legge  n.  886/A
   Proroga  dell'esercizio provvisorio per l'anno 2012 e disposizioni
  contabili .
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Savona,  presidente  della
  Commissione e relatore.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, mi rimette al testo della relazione scritta.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, assessori,  onorevoli  colleghi,  in
  questa settimana abbiamo assistito ad un teatrino drammatico per  i
  cittadini siciliani e quello che è più pesante da mandar giù è che,
  complessivamente,   non   riusciamo   ad   intravedere   chi    sia
  obiettivamente  responsabile  di questo  teatrino  drammatico.  Non
  parlo di responsabilità penali, parlo di responsabilità politica in
  questa sede. Certo è che mai come negli anni del governo Lombardo -
  del  governo  è  una pia illusione -, dei governi, dei  tanti,  dei
  troppi  governi  Lombardo,  mai come in questa  era  politica,  era
  accaduto  che, ancora una volta, per l'ennesima volta,  si  facesse
  ricorso  all'esercizio  provvisorio. E, se al  presidente  Lombardo
  può  essere  addebitata - è sempre politicamente che  parlo  -  una
  colpa  o,   meglio, colpa in senso penale, questa  gli  può  essere
  attribuita  per il primo anno, forse per il secondo perché  per  il
  terzo diventa già colpa cosciente, avvocato Maria, per il quarto  e
  per  il quinto, rischia di diventare dolo, cioè volontà e coscienza
  di  tenere  la  Sicilia sempre sull'orlo del baratro,  se  non  già
  dentro il baratro   .
   Rispetto  a questo modus operandi che ha contraddistinto  tutti  i
  governi  di  Raffaele  Lombardo, tutti i governi  che  partono  dal
  peccato  originale, tutti i governi ribaltonisti, tutti  i  governi
  che  non erano voluti dal popolo e che sono scollegati dalla  reale
  volontà  degli  elettori siciliani, rispetto  a  questo,  ci  siamo
  ancora  trovati per ben sette giorni a lavorare dalla mattina  alla
  sera  per dare - noi opposizione - quelle risposte che non venivano
  dal Governo.
   Ci siamo trovati dinnanzi al paradosso di essere noi opposizione a
  volere   approvare  bilancio  e  finanziaria,  a  fronte   di   una
  maggioranza  e  di  un  Governo  che cercava  soluzioni,  o  meglio
  alchimie,  per  procrastinare ancora  di  un  mese  questo  nefando
  esercizio provvisorio.
   Se l'esperienza ci insegna che da quando Lombardo è  sgovernatore'
  di  questa  Terra, tutte le finanziarie sono state  approvate  alla
  fine di aprile, se non addirittura il primo maggio
   La  spesa è stata bloccata il primo di ottobre, il bilancio  e  la
  finanziaria sono andate in Gazzetta ufficiale non prima di giugno.
   Questa  macchina  da  guerra  al contrario,  contro  i  siciliani,
  realizzata da Raffaele Lombardo è pronta, anche nell'anno 2012,  ad
  aprire i cordoni della spesa per soli quattro mesi, con buona  pace
  di  quello  sviluppo e di quel progresso economico tanto  auspicato
  dai  siciliani che mai potrà essere interpretato realmente nell'era
  Lombardo.
   Avere  lavorato una settimana ed avere buttato una settimana della
  nostra vita nella spazzatura per un bilancio ed una finanziaria che
  si  apprestavano  ad  essere false, per l'ennesima  volta,  per  un
  bilancio  e,  soprattutto, per una finanziaria che prevedevano  ben
  480  milioni di valorizzazione di beni immobili assolutamente falsi
  e non corrispondenti alle carte del bilancio.
   Rispetto  a  tutte queste cose e rispetto a surrettizi accordi,  a
  ragionamenti,  a  fibrillazioni, a riunioni fiume,  ebbene,  questa
  montagna, così platealmente, ancora una volta, produce il  topolino
  dell'ennesimo esercizio provvisorio.
   Rispetto  a  tutto  questo, cari colleghi, dico  che,  ancora  una
  volta,  quest'Aula  -  e  lo dico drammaticamente  -  certifica  il
  fallimento  della  politica dei governi  Lombardo  e  certifica  il
  fallimento del Governatore.
   Presidente  Lombardo,  al netto di ogni altro  dato  che  non  sia
  politico,  liberi  la Sicilia, per una volta,  compia  un  atto  di
  generosità e si dimetta perché possa finalmente iniziare una  nuova
  stagione  e si possano finalmente dare quelle speranze ai siciliani
  che  né  lei  né  i  suoi governi né tanto meno la sua  maggioranza
  ribaltonista  sono riusciti a dare e riusciranno  mai  a  dare,  in
  questi tempi di così tale crisi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Incardona.  Ne  ha
  facoltà.

   INCARDONA.  Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli   colleghi,
  intervengo  in questo dibattito rivolgendo un appello all'assessore
  per  le  risorse agricole ed alimentari D'Antrassi,  qui  presente.
  Assessore,  è  venuto a Ragusa, tempestivamente, quasi all'indomani
  della  sciagura che si è verificata ed il mio pensiero lo  rivolgo,
  anzitutto, a quelle imprese, a quegli imprenditori agricoli e  non,
  che  hanno sofferto tutti quei danni causati dal ciclone cosiddetto
   Atos'.
   Cosa  andremo,  oggi,  a  dire ai siciliani,  in  generale  e,  in
  particolare,  a  quelle  famiglie che aspettano  dei  provvedimenti
  importanti,  che  possano  dare loro  la  possibilità  di  reperire
  risorse  o,  quantomeno, sospendere le loro difficoltà  perché  non
  hanno  alcuna possibilità, in questo momento, di andare nelle  loro
  imprese a lavorare, anzi, sono disperati.
   Come  ci  rivolgiamo,  oggi, ai siciliani? Come  ci  rivolgiamo  a
   questi imprenditori?
   Diciamo  che  questo  Parlamento  non  è  riuscito  a  votare   la
  finanziaria e, quindi, a rendere immediatamente operativi che  loro
  si attendono.
   Questa è la condizione in cui oggi ci troviamo, una condizione che
  indebolisce ulteriormente la politica in generale.
   Cari  amici  e colleghi della maggioranza, però, non  è  possibile
  sottacere  la  responsabilità di una compagine di Governo,  di  una
  maggioranza  che,  ancora una volta, è incapace  a  dire  anche  al
  Governatore  la  necessità,  a sottolineare  la  necessità  che  il
  bilancio fosse stato votato non il 31 marzo ma già il 31 dicembre.
   Ebbene,  di  fronte  a  questa incapacità della  maggioranza,  noi
  dell'opposizione  ci  troviamo  oggi  nella  condizione  di   dover
  chiedere,  di dover sostenere la necessità che si fosse arrivati  a
  votare il bilancio, che si fosse arrivati a votare la finanziaria.
   Questo  non può che significare una sola cosa. Ne prenda  atto  il
  Presidente  Lombardo, ne prenda atto questo, lo ha  definito,  poco
  fa,   sgovernatore'.  Dico che è assolutamente  una  persona  ,  un
  politico  inadeguato  al  ruolo che oggi  riveste.  Sarà  un  bravo
   capopartito', sarà uno in grado di prendere in giro tutti  quanti,
  sarà uno in grado, quando si siede ad un tavolo politico, di potere
  ottenere  sul  piano politico più di quello che vale la  sua  forza
  politica ma è certamente un amministratore inadeguato al ruolo.
   Questo  lo  dobbiamo sottolineare e per questo condivido l'appello
  che  l'onorevole Lombardo liberi la Sicilia, finalmente la  liberi,
  si  dimetta, vada a casa perché, ancora una volta, sta costringendo
  questa  Isola  a  soffrire,  a  subire  le  conseguenze  della  sua
  inadeguatezza, della sua incapacità a programmare, a governare,  ad
  amministrare.
   Non  c'è  un atto che si sia fatto in questo Governo che  non  sia
  stato  poi  revocato.  Non ci sono stati dirigenti  che  non  siano
  stati,  a  loro volta, revocati. Non ci sono stati atti  che  hanno
  prodotto  una  vera  efficace azione amministrativa  di  governo  a
  favore della Sicilia e dei siciliani.

   E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli  colleghi,  in
  questi  giorni,  abbiamo  tutti  lavorato  in  modo  febbrile  alla
  finanziaria.  Ognuno  di  noi  ha  presentato  emendamenti;  li  ha
  accompagnati e, di volta in volta, sono stati cambiati con la prima
  stesura,  con  la  seconda  stesura, un  percorso  un  po'  strano,
  particolare, un po' ambiguo.
   Abbiamo  chiesto ufficialmente più volte al Governo  regionale  di
  fare  inserire all'interno della finanziaria i problemi legati alla
  SERIT  che  sono stati sollevati da tantissime attività produttive;
  abbiamo  chiesto  di parlare di antisofisticazione,  la  legge  che
  prevedeva la tracciabilità dei prodotti.
   Ci  siamo arrivati fino ad un certo punto ma dopo ci siamo  dovuti
  fermare.
   Questa  è  una piccola o, se vuole, una grande sconfitta perché  è
  segno  che  il nostro lavoro non è stato apprezzato,  non  è  stato
  comunque preso in considerazione.
   Dall'altra  parte, ci sono i trasporti pubblici che hanno  bisogno
  di  essere aiutati e sostenuti perché mi pare che arrivino notizie,
  anche  a  voi,  che  i  trasporti  non  funzionano  molto  bene  in
  quest'Isola.  Gli  enti locali attendono di essere  aiutati  perché
  stanno  subendo  un momento particolare e difficoltoso  nell'essere
  amministrati.
   Da  più parti, ci viene chiesto un cambiamento, un cambiamento nel
  metodo,  nel sistema e da più parti, soprattutto, da questa  parte,
  da  parte  della  politica; questa voce resta  inascoltata,  resta,
  ancora  una  volta,  senza  nessuna  risposta.  Eppure,  in  questa
  Sicilia,  ci  sono  delle  sollecitazioni sociali;  ci  sono  stati
  incontri,  scontri, se volete; ci viene chiesto di cambiare  rotta,
  di pensare soprattutto agli interessi della collettività siciliana.

             (Assume la Presidenza il Vicepresidente Oddo)

   Oggi,  prorogare  l'esercizio provvisorio è  una  piccola  ma  una
  grande, grandissima sconfitta perché è chiaro che la politica non è
  nelle condizioni di dare una risposta appropriata alle esigenze del
  popolo siciliano.
   Dicendo politica accomuniamo tutti ma è bene e giusto che si  dica
  che  c'è una parte che guida la maggioranza e c'è una parte che  fa
  opposizione, come sappiamo fare noi, con moderazione  ma  decisi  e
  convinti  che  le  proteste  e  gli inviti  dei  cittadini  vengono
  raccolti  per  poi trasformarsi in azioni politiche che  tendono  a
  fare crescere questo popolo e la nostra economia.
   Dovrà mancare l'attività di programmazione perché è chiaro che gli
  assessori, nel momento in cui non sono nelle condizioni di avere un
  bilancio  ed  una  finanziaria, non potranno  programmare  le  loro
  attività.
   Tutto questo crea nocumento all'attività politica, economica della
  nostra Regione Sicilia.
   Per  quanto  ci  riguarda, come gruppo dell'UDC, preannunciamo  il
  nostro  voto  contrario solo per un semplice motivo:  non  è  stato
  tracciato in modo chiaro il percorso di questo bilancio, di  questa
  finanziaria,  abbiamo  perso  qui a  Palermo  cinque  giorni  molto
  importanti  inseguendo  un progetto che,  oggi,  purtroppo,  viene,
  ancora una volta presentato come un fallimento.
   Chiudo, quindi, il mio intervento indicando con un no secco questa
  proposta che oggi ci viene servita in Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Leontini.  Ne  ha
  facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, assessori, onorevoli  colleghi,  il
  ministro  Fornero ha negato al Governo della Regione  siciliana  un
  appuntamento.
   E'  evidente  che  si tratta dell'esito di una oramai  conclamata,
  diffusa,  scarsa credibilità di questo Governo che,  persino  nella
  interlocuzione con il Governo nazionale, ha difficoltà ad  ottenere
  gli opportuni momenti di incontro.
   Peraltro, il ministro del lavoro Fornero avrebbe dovuto incontrare
  un  Governo  non  privato  dell'assessore  per  il  lavoro.  Questo
  Governo, da quattro mesi, è senza assessore per il lavoro.
   Il  combinato  disposto  della scarsa credibilità  del  Governo  e
  dell'assenza  dell'assessore per il  lavoro  la  dice  lunga  sulla
  condizione di questo Governo.
   Non  c'è  un  assessore per il lavoro. Non  si  è  proceduto  alla
  sostituzione  dell'assessore  Piraino  e,  in  questo  momento   di
  sessione  finanziaria,  che  avremmo  dovuto  dedicare  proprio  al
  lavoro,  alle  piccole  e medie imprese, alle rivendicazioni  degli
  agricoltori,  dei  forconi,  al lavoro agricolo  il  Governo  della
  Regione siciliana non ha l'assessore per il lavoro.
   E'  chiaro che questo è il quadro di un disastro. Di una esistenza
  precaria  trascinata,  di giorno in giorno,  malinconicamente,  tra
  vicende  che esplodono in altre sedi, che non sono quelle politiche
  e  parlamentari e vicende, come quella odierna, che  denotano  che,
  nelle  sedi  istituzionali, governative, politiche e  parlamentari,
  questo  Governo  è  oramai un pericolo per le istituzioni,  per  il
  territorio e per le nostre comunità.
   In  questi  giorni, nella relazione di maggioranza al  bilancio  e
  alla  finanziaria, abbiamo trovato dei riferimenti  al  significato
  della  manovra economica proposta dal Governo regionale e ci  siamo
  sentiti dire, incoraggiati dal Governo a ritenere che questo  fosse
  possibile,  che  la manovra economica era in linea con  le  manovre
  nazionali,  salvo  poi  a non essere nemmeno ricevuti  dal  Governo
  nazionale,  votato al risanamento e alla stabilità dei conti  della
  Regione.
   Nella medesima relazione di giovedì 22 marzo, riscontriamo che  il
  risanamento  dei  conti pubblici, unitamente ai  tagli  operati  in
  bilancio,  ha  fatto  disporre misure volte a realizzare  ulteriori
  riduzioni   di   spesa  con  la  razionalizzazione  e   l'ulteriore
  contenimento della stessa.
   Andando  avanti su questo binario, il confronto ha potuto fondarsi
  su  una  supposta  volontà del Governo di  scongiurare  il  ricorso
  all'esercizio provvisorio e, quindi, potere esaminare  la  proposta
  di bilancio e poi la proposta di finanziaria.
   Mercoledì  28 marzo, l'onorevole Leanza, facendo riferimento  alla
  proposta  del  bilancio, dice:  il bilancio che  abbiamo  approvato
  ieri,   non   lo   avevamo   approvato   ma   lo   avevamo   votato
  nell'articolato,  avremmo dovuto approvarlo  oggi;  è  un  bilancio
  rigoroso,  fatto  di equilibrio e abbastanza condiviso,  autorevole
  rappresentante della maggioranza a sostegno del Governo Lombardo'.
   Ove  non bastasse, giovedì sera, dopo 48 ore di estenuanti  rinvii
  della   riunione   che  doveva  servire  a  definire   la   manovra
  finanziaria,  l'assessore  Armao, ha incontrato  i  Presidenti  dei
  Gruppi della maggioranza e della minoranza e, dichiarando di essere
  reduce  da  un  incontro  con  il Commissario  dello  Stato,  aveva
  indicato  la  tabella  di marcia e quali erano  gli  argomenti  che
  potevano  essere  inseriti  e  quali  quelli  che  potevano  essere
  inseriti.
   Nel  mio taccuino, ho gli appunti: ok per il personale, ok  per  i
  ticket,  ok per il taroccamento, ok per la Serit parzialmente,  non
  per  la grande distribuzione locale, non per altre misure che erano
  state  previste e abbiamo segnato quale binario doveva condurci  al
  confronto  e  al dibattito. Proprio giovedì sera, dopo avere  fatto
  questi  incontri,  l'Assessore  Armao  conferma  che  c'era  questo
  binario sul quale dovevamo continuare a camminare negando qualsiasi
  volontà  di  procedere ad esercizio provvisorio  ha  detto   stiamo
  trattando  un bilancio di grande rigore in un momento economico  di
  grande  recessione, quindi è necessario un differimento'. Un giorno
  di  approfondimento,  ecco perché chiedo il  rinvio,  il  rinvio  a
  sabato,   data   odierna   doveva  quindi  servire   ad   esaminare
  definitivamente la finanziaria, ad integrarla con tutte le cose che
  c'eravamo  detti  e cioè le misure per la protezione  del  prodotto
  agricolo,  contro  il  taroccamento, le misure  per  modificare  le
  modalità di riscossione della Serit, le misure per gli investimenti
  produttivi,  le  misure per il personale, tutte le  misure  per  la
  proroga dei contratti e i precari, tutto ciò che doveva servire  ad
  integrare  in  modo  congruo la finanziaria. Oggi  ci  sentiamo  di
  dichiarare  che tutto questo percorso era destituito di fondamento,
  che  non si può procedere a votare definitivamente il bilancio e  a
  completare la finanziaria per votarla definitivamente e  che  tutta
  l'attività  del  Parlamento da martedì ad oggi è stata  un'attività
  assolutamente inutile, per cui il Parlamento è stato vittima di una
  mancanza di rispetto, di una menzogna portata avanti ad oltranza  e
  sistematicamente per nascondere il fallimento definitivo di  questo
  Governo,   di   questo  Governatore  e  di  questo  Assessore   per
  l'economia.
   Abbiamo   chiesto,   quindi,  le  dimissioni  dell'Assessore   per
  l'economia, che ha inflitto al Parlamento questa mortificazione con
  la  menzogna; abbiamo messo in guardia il Governo sulla falsità  di
  alcune  poste in entrata del bilancio. Sapevamo che questo bilancio
  aveva  degli elementi di criticità molto pesanti. Non hanno  voluto
  ascoltare le nostre sollecitazioni.
   Oggi, in maniera inusitata, apprendiamo che si cambia binario; non
  si va più verso il voto finale del bilancio e della finanziaria; si
  abbandonano le categorie e gli enti locali; si abbandona l'economia
  della Regione, le piccole e medie imprese; si abbandona tutto e  si
  ritorna  al  sistema fallimentare dell'esercizio provvisorio,  dopo
  una settimana inutile di mortificazione con la menzogna inflitta al
  Parlamento.
   Questa fotografia definitiva del fallimento non può che indurci ad
  un  voto  contrario, signor Presidente - me lo lasci dire  -  anche
  attraverso l'esame di un emendamento che mette in forse persino  le
  proroghe ai contratti perché, quando si intende coprire le proroghe
  ai  contratti con supposti aumenti di entrate e di una liquidazione
  che  deve  ancora  cominciare, quella dell'ESPI, è  chiaro  che  si
  rischia di penalizzare le categorie più deboli.
   Ecco  perché  abbiamo  presentato  un  emendamento  finalizzato  a
  proteggere   i  precari  e  ad  evitare  che  eventuali   soluzioni
  destituite di fondamento possano danneggiare i precari.
   Ovviamente, voterete. Siamo per mettere in guardia questo  Governo
  da  ulteriori  danni;  votiamo  contro  l'esercizio  provvisorio  e
  riteniamo  che  questo  Governo debba  definitivamente  gettare  la
  spugna.  Il  25 aprile è il giorno della liberazione e,  se  questo
  esercizio  provvisorio  dura un mese, diamoci  appuntamento  il  25
  aprile  e  liberiamo  la  Sicilia  da  questo  Governo,  da  questo
  Governatore e da questo Assessore alle diseconomie dell'Isola, alle
  diseconomie della nostra Regione, delle nostre popolazioni e  delle
  nostre  comunità.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,  assessori,
  speravo  che  fosse in Aula l'assessore Armao in  maniera  tale  da
  potere avere una risposta certa alla richiesta che, come gruppo del
  PDL, stiamo facendo.

   CRACOLICI. Lei gliela scriva.

   VINCIULLO.  Purtroppo,  la  risposta scritta  non  serve;  abbiamo
  bisogno  di una risposta certa -mi fa piacere che l'Assessore  stia
  arrivando - e di una risposta immediata.
   Per  me,  per  l'onorevole Falcone e per tanti  altri,  credo  che
  sarebbe facile, oggi, dire:  l'avevamo detto'.
   Nei  giorni scorsi,avevamo un po' rappresentato le difficoltà  che
  il  Governo  aveva  nel  portare avanti una finanziaria  che  fosse
  confacente a quella che erano le richieste del territorio.
   Purtroppo,  però, non siamo stati ascoltati. Oggi, ci  troviamo  a
  dovere  approvare  questo  provvedimento  che  è  un  provvedimento
  tampone,  un  provvedimento che, ancora una  volta,  non  va  negli
  interessi della Sicilia ma nell'interesse di tirare a campare,  per
  non  tirare  le  cuoia,  così come aveva detto,  a  suo  tempo,  il
  Presidente  Andreotti, così come ha ripetuto, in questi giorni,  il
  Presidente Monti.
   Il   Presidente  Leontini,  insieme  ad  altri  tre  deputati,  ha
  presentato un emendamento di soppressione del comma 2 dell'articolo
  2.  Immediatamente,  qualcuno, malignamente,  ha  fatto  sapere  ai
  precari  che   vorremmo mandare a casa i precari, che non  vorremmo
  assolutamente che fosse fatta la proroga per questi lavoratori.
   Questo emendamento, come al solito, ha spiegato brillantemente  il
  Presidente  Leontini, non serve assolutamente a  questo  ma  serve,
  semmai, a richiamare il Governo sulle proprie responsabilità.
   Abbiamo  saputo,  anche contattando gli uffici, che  potrebbe  non
  esserci  la copertura e, di conseguenza, l'emendamento non  va  nel
  senso di non tutelare i precari; l'emendamento va nel senso di  una
  ulteriore tutela e di assicurazione sulla copertura.
   Per  questo  motivo, assessore Armao - e so che lei  lo  farà  con
  l'abituale  competenza  -  le  chiediamo  la  certificazione  della
  copertura  del comma 2 dell'articolo 2. Vorremmo che, da parte  del
  Ragioniere  generale,  vi fosse oggi la certificazione  che  questa
  copertura esiste, in maniera tale che i precari potranno sapere con
  assoluta  certezza che le somme sono a disposizione e che  non  c'è
  assolutamente nessuna volontà di non venire incontro a  quelli  che
  sono  i  diritti  che  questi  lavoratori,  da  anni,  hanno  ormai
  consolidato.
   Penso,  ad  esempio, a quelli assunti dopo il terremoto  di  Santa
  Lucia  del 13 dicembre 1990, agli altri della Protezione civile  di
  Palermo  e a tutta una platea di soggetti che, da anni, lavora  con
  competenza,  con  professionalità,  con  particolare   spirito   di
  sacrificio e di abnegazione.
   Assessore,   vorremmo,   quindi,  che  lei   certificasse   questa
  copertura.  Allo  stesso tempo, vorrei richiamare quanto  ha  detto
  l'onorevole  Leontini: chiaro che questo mese  che  adesso  abbiamo
  davanti  per approvare la finanziaria futura deve servire a portare
  a  compimento tutta una serie di impegni che abbiamo assunto con il
  mondo  della  produzione e con coloro i quali  protestavano  perché
  così  come  aveva detto, qualche anno fa, il Cardinale  Pappalardo,
  durante i funerali di Carlo Alberto Dalla Chiesa,  mentre a Roma si
  discute, Sagunto si arrende .
    Bene, la stessa cosa sta accadendo qui, assessore Armao.
   Stiamo  ragionando troppo, stiamo discutendo troppo e  non  stiamo
  operando così come avremmo voluto che fosse.
   Credo,  quindi,  che questo periodo che abbiamo per l'approvazione
  della  finanziaria,  debba  servire  innanzitutto  a  risolvere  le
  modalità di riscossione con la Serit, a portare avanti una serie di
  provvedimenti a favore dell'agricoltura, soprattutto, quelli contro
  il  taroccamento dei nostri prodotti, ad abbassare  il  ticket  sui
  farmaci  che  colpiscono in maniera assurda le  fasce  sociali  più
  deboli  e  prevedere tutta una serie di provvedimenti,  in  maniera
  tale che, su rilascio del DURC, si possa congiungere immediatamente
  ad  averli, in maniera tale che le aziende possano ottenere  quanto
  loro dovuto.
   Siccome  mi  rendo conto che sto per sforare e non intendo  farlo,
  l'unica  cosa  assessore, che torno a chiederle è la certificazione
  della copertura del comma 2 dell'articolo 2.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Scilla.  Ne  ha
  facoltà.

   SCILLA. Signor presidente, onorevoli colleghi, assessori, possiamo
  dire che avevamo ragione.
   Avevamo  detto, già nella seduta di giovedì, che non  c'era  altro
  che fare: andare con la proroga dell'esercizio provvisorio.
   E' evidente che il Governo e questa maggioranza non  sono grado di
  dare  nessun tipo di risposte ai siciliani e, purtroppo, devo  dire
  che  il  problema dell'eventuale rinvio a giudizio  del  Presidente
  Lombardo diventa, rispetto all'incapacità politica e amministrativa
  del suo esecutivo, cosa di poco conto.
    Ancora una volta, far finta di nulla, far finta di non capire che
  c'è una Sicilia che brucia, far finta di non capire che le attività
  produttive  davvero stanno soffrendo in maniera enorme  e,   ancora
  una volta, riproporre l'esercizio provvisorio, la proroga, sono  la
  testimonianza del fallimento complessivo di questo Governo.
   La legge di bilancio, la finanziaria che cos'è?
   La traduzione in numeri di un progetto politico che serve per dare
  risposte, per dare opportunità. Questo fallimento dimostra che  non
  avete  nessun tipo di progetto politico e approfitto della presenza
  dell'assessore D'Antrassi in Aula per farle notare  una  cosa:  lei
  sa,  assessore,  che spesso ci siamo incontrati,  confrontati.  Lei
  dirige  un  assessorato, secondo me, molto importante, cioè  quello
  per l'agricoltura e la pesca.
   Mentre,  a  Palermo, dormite; mentre non riuscite a  difendere  la
  specificità  delle  nostre imprese, a Roma, è pronto  -  Presidente
  Oddo,  riguarda  la marineria marsalese, la nostra provincia  -  un
  decreto  per quanto riguarda le quote tonno dell'anno 2012 che,  se
  il  Ministro  Catania  firmerà,  segnerà  la  fine  di  una  intera
  marineria che della pesca del tonno è stata l'artefice primario, E'
  la storia, è la cultura di questa attività.
   Abbiano  il mare, il Mar Mediterraneo, pieno di tonni. Il tonno  è
  una  economia. Può produrre ricchezza, può dare posti di lavoro.  I
  giapponesi stanno creando, su questo tipo di pesca, una economia di
  cui voi non immaginate neanche le potenzialità.
   Noi che siamo gli artefici, gli scopritori, permettiamo al Governo
  nazionale  di  firmare  un  decreto perché,  a  livello  regionale,
  dormite.
   Lei  mi  deve  spiegare con quale motivazione manda  a  Roma,  nel
  tavolo  tecnico,  a  rappresentare la  pesca  siciliana,  il  dott.
  Giovanni Tumbiolo. Qual è il titolo che questo ha? Cosa rappresenta
  a livello istituzionale?
   Voglio  capire se è corretto ridurre la pesca siciliana in  questo
  stato  di  cose  solo perché dovete agire con le  solite  politiche
  clientelari, vergognose, che stanno mortificando un intero settore.
   E'  opportuno che comprendiate una cosa: ormai siamo alla  frutta;
  dovete  soltanto  dimettervi e andare a casa perché  non  siete  in
  grado di dare risposte alle esigenze dei siciliani.
   Nel   tavolo  tecnico  che  è  stato  istituito,  caro   assessore
  D'Antrassi,  lei  non  può  mandare  un   chicchessia   sul   piano
  istituzionale che non rappresenta nulla solo perché devono quadrare
  non so quali interessi che non sono sicuramente gli interessi della
  pesca.
   Cito  questo  esempio  ma ne posso citare  tanti  altri.  Vogliamo
  parlare  della misura agro-ambientale che gli agricoltori aspettano
  da quasi un anno? Un anno, un anno che deve servire al Dipartimento
  per  poter raddoppiare le misure agro-ambientali che sono  previste
  da un regolamento comunitario.
   Ancora  oggi,  non  si riesce a capire per quale  ragione  non  si
  riesce a produrre questo provvedimento.
   Sarebbe   per   l'agricoltore,  di  fatto,  un  raddoppiare   quel
  contributo e, in questo momento di crisi, si traduce in  soldi  che
  servono per poter respirare.
   Allora,  si  utilizzi questo mese di aprile nella  predisposizione
  della finanziaria in maniera seria, in maniera utile, nella maniera
  che serve agli interessi della Sicilia.
   Non  possiamo più sbagliare. C'è il tempo per recuperare;  occorre
  mettere  le  persone giuste al posto giusto ed evitare  di  attuare
  situazioni   che   vorrebbero,  addirittura,   smantellare   alcuni
  Dipartimenti.
   Siccome  so che, da questo punto di vista, è una persona  perbene,
  faccia  tesoro di questo mio intervento e facciamo in modo che  con
  l'utilizzo  dell'esercizio   provvisorio,  ad  aprile,  si  possano
  definire  quei provvedimenti che già ci sono; ci sono alcune  norme
  già  votate; ci sono le relative coperture finanziarie  ma  bisogna
  essere  forti e presenti perché questa emergenza va affrontata  con
  la giusta determinazione.
   Allora,   per   quanto  ci  riguarda,   voteremo   contro   questo
  provvedimento  e  vi invitiamo a fare soltanto  una  cosa  che  può
  servire  realisticamente  alla Sicilia, che è quella di abbandonare
  il  Governo  e ridare la parola ai siciliani perché già quello  che
  avete fatto è. oltre; non fate ancora più danno, non fate più  male
  agli interessi della Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Beninati.  Ne  ha
  facoltà.  A  seguire, parleranno gli onorevoli Falcone  e  D'Asero.
  Dopo il loro intervento, sarà chiusa la discussione generale.

   BENINATI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,.
  l'intervento  che  oggi  mi accingerò a  fare  sarà  molto  rapido,
  certamente, però, mi trova veramente spiazzato oggi.
   Da   diversi  giorni,  da  quando  il  Governo  ha  presentato  la
  finanziaria,  iniziata  ad incardinare,  dopodiché,  da  quando  ha
  presentato alcuni emendamenti, ho fatto continuamente dei  copia  e
  incolla   perché presentavo gli emendamenti su di un  argomento  e,
  neanche  il  tempo  di  presentarlo su quell'argomento,  ho  dovuto
  cambiare  i  miei  emendamenti perché  diventavano  emendamenti  ai
  disegni di legge nn. 724, 725, 726, 727, 728, 729.
   Voi,  Assessori , non lo sapete ma è così. Il tempo  che  presento
  quegli emendamenti ai disegni di legge nn. 724, 725, 726, 727, 728,
  729, colpo di scena, viene presentato l'emendamento GOV 1.
   Bene,  oggi, sono venuto con gli emendamenti presentati al  GOV  1
  riscritti per la terza volta.
   Penso  che questa cosa la potremmo fermare perché non ne  presento
  più,  li  ho qui e li tengo conservati perché non so più a cosa  li
  dovrò presentare, non l'ho capito più. Ho capito alle ore 11.30 che
  si tratta di esercizio provvisorio.
   E'  ovvio  che  il Governo, per sua consuetudine,  fa  l'esercizio
  provvisorio,  un  documento che si fa insomma  per  una  necessità.
  Ormai  la  necessità è venuta meno nel Governo Lombardo; ormai  c'è
  una  consuetudine;  ormai  l'esercizio  provvisorio  fa  parte  del
  principio del Governo Lombardo. Provvisorio è l'esercizio  e,  devo
  dire,  purtroppo  e  me ne dispiace, assessori,  provvisorio  è  il
  vostro  operato.  E' un operato che devo dire  di  tecnico  non  ha
  proprio nulla.
   Ho  scoperto guardando un po' i curricula professionali  di  molti
  assessori che, generalmente, quando si chiama un assessore  tecnico
  è  competente  per  materia. Obiettivamente, non  vogliatemene,  le
  vostre  sono competenze molto larvatamente per materia.  Basterebbe
  prenderne  qualcuno; basterebbe prendere quello dell'assessore  per
  la  sanità,  Russo: non so quale competenza possa mettere  nel  suo
  curriculum per materia, proprio nulla della sanità.
   Se  volessimo  andare  ancora avanti, lo stesso  assessore  Armao,
  infatti, ecco che il tecnico Assessore Armao di tecnico di bilancio
  non  ha nulla. Ha solamente una conoscenza dell'Amministrazione  in
  generale, certamente.
   Oggi,  siamo  qui,  sabato,  proprio  a  certificare  più  che  un
  fallimento,  direi qualcosa in più di un fallimento. Il fallimento,
  infatti,  è  qualcosa  che opera affinché si cerca  di  salvare  il
  tutto. Qui c'è proprio la totale anomalia di un Governo che non  fa
  nulla; all'ultimo momento, cerca di tamponare.
   L'Assessore Armao - e mi dispiace perché i nostri rapporti sono di
  grande  cordialità - però ormai ha certificato che lui il  bilancio
  anno dopo anno non lo vuole fare o anno dopo anno arriva anche  lui
  a  collaborare  a questa anomalia. Perché il danno che  il  Governo
  produce  alle  casse ed all'economia regionale,  assessore  per  il
  turismo  ed  assessore per l'agricoltura, voi forse non  lo  sapete
  bene. Fare l'esercizio provvisorio, lo ha detto prima un collega, è
  un  danno  nell'attivazione della spesa. La spesa  quando  lei  non
  l'attiva  -  quella modesta spesa che la Regione ha -  è  un  danno
  all'economia.  Quindi,  nella  Regione  Sicilia,  oltre  al   danno
  nazionale  che,  purtroppo, è quello che conosciamo,  abbiamo  pure
  l'aggravante del danno che procurate sistematicamente voi in  tutti
  i  comparti.  Ecco  perché io a questo punto  non  penso  di  dover
  aggiungere altro.
   Noi l'esercizio provvisorio avremmo dovuto fare tutto il possibile
  per  non  farlo. L'assessore Armao ci ha raccontato a fine anno  la
  storiella  della  sanità,  ci ha detto  che  avevamo  già  concluso
  l'accordo e finalmente la Sicilia avrebbe avuto il 44 per cento  di
  partecipazione  rispetto  al  49. Ebbene,  tutto  smentito,  perché
  qualche  giorno  fa  è  ritornato il 49 per cento.  Quindi,  io  mi
  domando  perché per tre mese abbiamo fatto l'esercizio provvisorio,
  visto che il 49 per cento era già inserito all'ultimo momento.
   Oggi,  non  potendo, perché si è preso atto,  purtroppo  -  me  ne
  dispiace, ma è la verità - che c'è stato più di un falso, io  direi
  che  ormai  è  una  continua distrazione  sull'argomento,  forse  è
  impegnato   in  altre  iniziative  (IRFIS,  cioè  cose  molto   più
  importanti  del  bilancio)  e  dare copertura  di  un  milione,  un
  miliardo  di  euro del patrimonio della Regione. Cioè, la  vogliamo
  rovinare del tutto questa Regione e devo dire che l'assessore Armao
  si sta impegnando bene. A quel punto ha deciso che c'è un'ulteriore
  possibilità di somme che arriveranno dallo Stato.
   Io  non  so se arriveranno, certamente con l'esercizio provvisorio
  non  c'entra  nulla, perché a questo punto se queste  sentenze  non
  fossero  arrivate non so come si sarebbe fatto il bilancio,  perché
  noi oggi non facciamo il bilancio in quanto c'è  la possibilità che
  lo Stato ci dia delle risorse; quindi, blocchiamoci di nuovo  Ma se
  questo non fosse accaduto, noi bilancio non ne avremmo fatto.
   Siccome  dimostra  -  e  concludo, signor Presidente,  grazie  per
  avermi  dato qualche minuto in più - anche un qualcosa di  recidivo
  di  questo Governo. Appena insediatosi questo Governo nel 2008 varò
  un  atto  il più errato possibile, anzi un atto fuori dalla portata
  di  un  governatore:  togliere chi aveva  fatto  la  programmazione
  comunitaria: la dottoressa Palocci. Questo ha procurato un danno  a
  questa   Regione  che  pagheremo  perché  i  ritardi  della   spesa
  comunitaria  sono tutti là;  oggi si fa un atto altro  recidivo  di
  danno verso la Regione, cioè cambiare durante il corso d'opera,  ad
  esercizio provvisorio, il Direttore del Bilancio.
   Io  so  benissimo che questo nuovo direttore è una  gran  persona,
  validissima, anche perbene, persona valida. Già il Governo ha fatto
  firmare  una  carta che, mi auguro, il direttore  di  questa  firma
  possa un giorno non doverne rispondere. Perché il direttore Bossone
  è subentrato ad un'attività del Governo che ormai è da quattro anni
  che  cammina.  Io non so se questo signore da questa  vicenda,  non
  della  firma  ma  del nuovo incarico, potrà dare  una  risposta  al
  bilancio della Regione, perché è troppo breve.
   Alla fine, si toglie colui che negli anni bene o male - scusate la
  mia  franchezza  - era a conoscenza del bilancio di questa  Regione
  nel bene o nel male e, ad attività ormai inoltrata, lo si cambia  e
  questo  è il risultato. Oggi, si è in balia delle onde, il  Governo
  naviga  a  vista,  l'assessore Armao  oggi  è  diventato  pure   il
  tecnico   ed  io non capisco come a questo punto il bilancio  potrà
  essere concluso nei termini.

   FALCONE Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, signor assessori, onorevoli colleghi,
  credo  che dinanzi alla chiara, manifesta confusione che il Governo
  ha  avuto  nel  presentare  dei maxi  emendamenti  ritirati  e  poi
  ripresentati,  cambiati,  modificati, integrati  e  così  via,  già
  qualche  giorno  fa  auspicai che era  più  opportuno  fermarsi  un
  attimo,   procedere  alla  presentazione  in  Aula   dell'esercizio
  provvisorio  e,  quindi, potere arrivare ad  una  Finanziaria  che,
  invece, al di là di qualche norma vuota o di facciata, potesse dare
  qualche  risposta  a tutte le esigenze, a tutte  le  emergenze  che
  questo  territorio  siciliano presenta e  sta  presentando  e  agli
  impegni  che questa Presidenza dell'Assemblea regionale  siciliana,
  questo Governo della Regione Sicilia ha assunto nei confronti delle
  categorie,  delle parti sociali, dei forconi, di tutti  coloro  che
  aspettano ed attendono qualche segnale chiaro da parte nostra.
   E, allora, fatta questa premessa, devo dire però che, entrando nel
  merito  di  questo esercizio provvisorio, ha fatto bene l'onorevole
  Vinciullo  a specificare i termini di un emendamento presentato  da
  parte  del  PDL,  che  è  quello della  soppressione  del  comma  2
  dell'articolo  1,  del  comma  2  dell'articolo  2,  che  riguarda,
  appunto, i precari, ma specificatamente la copertura che si dà  per
  le  proroghe dei precari. E' chiaro che è un emendamento che  vuole
  stimolare   e   vuole   chiedere  al   Governo   un'assunzione   di
  responsabilità chiara che da questa norma non emerge. E  lo  voglio
  dire anche al presidente della Commissione Bilancio.
   Quindi,  sulla  scorta  dei precedenti interventi  del  presidente
  Leontini,  dell'onorevole Vinciullo e di tanti altri che  mi  hanno
  preceduto si è arrivati ad una relazione tecnica, con la  quale  si
  dice  che la professoressa Alessi avrebbe garantito ben 15  milioni
  di  euro  dalla dismissione dell'ESPI, dalla liquidazione dell'ESPI
  come  maggiori entrate. Credo, però, che non so fino  a  che  punto
  questa relazione tecnica, fatta avere a tutti i parlamentari, possa
  fino  in  fondo dare certezza di copertura finanziaria  ed  evitare
  eventualmente un'impugnativa da parte del Commissario  dello  Stato
  per  quanto riguarda la garanzia finanziaria appostata a favore  di
  questi lavoratori.
   Quindi, l'invito che io faccio, presidente Savona - ma lo dico  al
  qui  assente  assessore Armao, che penso comunque sarà  in  qualche
  altra stanza limitrofa a quest'Aula e, quindi, ci starà ascoltando,
  ma la faccio anche agli assessori presenti - è quella che ci sia un
  emendamento di riscrittura da parte del Governo per quanto riguarda
  il  comma  2  dell'articolo 2 nella seconda parte, cioè quella  che
  riguarda  la  copertura finanziaria per i circa 800  precari  della
  Regione  Sicilia,  per dare garanzie, per dare  certezze  a  queste
  categorie.
   Seconda  cosa, signor Presidente, mi sembra veramente  inopportuno
  che  ci  sia  il comma 3 dell'articolo 2 dell'esercizio provvisorio
  che  riguarda, in sostanza, l'attuazione del Regolamento dei lavori
  pubblici, della legge n. 12 del 2011. Che nesso ha questa norma con
  l'esercizio  provvisorio  quando  è  una  norma  che  è  stata  già
  prorogata  con  la  legge n. 1 del 2012,  secondo  la  quale  si  è
  prorogato  di  un  mese  il  termine ultimo  per  poter  varare  il
  Regolamento  dei  lavori  pubblici  della  legge  n.  12  dell'anno
  precedente, e questo termine scadeva il 31 gennaio 2012.
   Per  cui, anche se non mettessimo questa norma, comunque già siamo
  in  una situazione extra legem o contra legem.  Quindi, siamo fuori
  e  siccome  parliamo  di  norme  finanziarie  mi  sembra  veramente
  inopportuna questa norma del comma 3; rinviamola, togliamola.
   Chiedo al Governo che possa o accogliere l'emendamento del  PDL  o
  possa,  invece, fare un altro emendamento, farlo proprio e  cassare
  questa  norma  che nulla c'entra con quelle che sono  le  emergenze
  finanziarie  di  bilancio e le emergenze che  questo  Governo  deve
  affrontare  per  dare  copertura vera non  soltanto  alla  prossima
  finanziaria,  ma  soprattutto  al  prossimo  bilancio  per  evitare
  un'impugnativa o un commissariamento da parte del Commissario dello
  Stato  nei confronti del nostro strumento finanziario e paralizzare
  così la nostra attività istituzionale.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo l'intervento
  del  mio  Capogruppo,  onorevole  Leontini,  al  quale  va  il  mio
  apprezzamento  e la mia stima per l' articolata relazione  nel  suo
  intervento  in  merito a questa fase che attraversiamo,  di  grande
  confusione, di grande negatività per la Regione siciliana, a cui mi
  riconosco   pienamente,   mi   permetto   di   aggiungere    alcune
  considerazioni.
   Il  momento che oggi viviamo e la fase di discussione del bilancio
  e  della  finanziaria  sicuramente rappresentano  un'occasione  per
  potere  evidenziare alcuni aspetti a cui dobbiamo,  immediatamente,
  con emergenza, dare risposta.
   Questa rappresentava l'occasione per capire come nella Finanziaria
  potevamo  aggiungere  delle iniziative per garantire  e  assicurare
  momenti di sopravvivenza della microimpresa.
   Purtroppo,  questa  opportunità  ci  viene  meno;  però,  pure  in
  presenza   di   un   momento  di  provvisorietà   -   rappresentato
  dall'esercizio  provvisorio  - ritengo importante  evidenziare  tre
  cose.
   La  prima. In presenza di 500.000 partite IVA in Sicilia,  ritengo
  ci  sia una giusta preoccupazione a cui tutti dobbiamo guardare: la
  sopravvivenza delle imprese.
   Oggi,  c'è  una  situazione  di grave  difficoltà,  una  mortalità
  aziendale    sempre    crescente,   un'assenza    di    iniziative,
  un'insensibilità  da  parte di chi deve  dare  qualche  supporto  e
  qualche risposta.
   Dico che in questo il problema importante del credito è quello che
  sta   determinando   un'asfissia  del  polmone  finanziario   della
  microimpresa  e, quindi, una mortalità conseguente.  In  questo  il
  Governo dov'è? In questo, il dibattito che l'Assemblea regionale ha
  avuto modo di affrontare quando si è parlato di IRFIS, quando si  è
  parlato  di ultima banca che la Regione siciliana aveva  e  che  ha
  regalato ad UNICREDIT, sostanzialmente, cedendo il ramo aziendale e
  regalando  la licenza bancaria, oggi poteva essere utilizzata  come
  banca di sviluppo di secondo livello, momento di ammortizzatore tra
  la  piccola impresa e la banca, come sua essenza più generale,  che
  utilizzano sempre più la Sicilia per spremerla come un limone.
   Davanti ad un momento di difficoltà che la microimpresa può  avere
  con  800-1000  euro  di fuori fido, le aziende vengono  invitate  a
  rientrare  e a chiudere e ad avere revocati i fidi e quindi,  nella
  sostanza, ad un totale blocco, ad una reale asfissia. Di questo, ci
  siamo preoccupati?
   E   alla   risposta   sui   comparti   essenziali,   l'agricoltura
  innanzitutto,  dove  ancora oggi attendiamo, dopo  l'iniziativa  di
  volere dare una risposta al problema sollecitato dai forconi,  dico
  che  non  possiamo operare per l'emergenza che ci viene sollecitata
  dai forconi.
   Dobbiamo   portare  avanti  iniziative  per  capire   anche   come
  relazionarci con il Governo nazionale.
   C'è      questo     grave    problema    dell'IMU,    spropositata
  nell'agricoltura, spropositata per l'imprenditore edile  che  oggi,
  non  avendo venduto gli immobili, gli appartamenti, sicuramente non
  può farsi carico di questa tassa.
   Questo   sarà   il  contenuto,  come  anticipato   al   Presidente
  dell'Assemblea, di un ordine del giorno che ho già  presentato  per
  capire come intervenire.
   Quale  problema possiamo risolvere in un momento  in  cui  c'è  un
  altro aspetto che è legato alla microimpresa:le entrate tributarie.
  Se  le  imprese non operano e non producono risultato  di  gestione
  positiva, non pensate che ci sarà una ripercussione negativa  sulle
  entrate  tributarie?  Quindi, se questo è collegato  ad  una  posta
  attiva del bilancio, non è anche questo motivo di preoccupazione  e
  forse  motivo  anche  di  un'iniziativa per  creare  condizioni  di
  diverso risultato?
   In questo senso il Governo cosa ci propone? Niente
   Noi  come  Assemblea ritengo, invece, che noi abbiamo il dovere  e
  diritto  di  denunciare questo aspetto, di  creare  un  momento  di
  dibattito  e,  quindi,  di  proposta  oltre  che  politica,   anche
  legislativa perché ci sia in questa direzione qualche risultato.
   E  poi,  probabilmente,  forse è opportuno  pensare  anche  ad  un
  patrimonio   che   possediamo,  il  turismo,  i   beni   culturali,
  l'ambiente,  l'enogastronomia che forse andrebbero  portati  avanti
  con  un'iniziativa che assieme potrebbe creare condizioni di grande
  prospettiva.
   Allora,  io dico se di tutto questo niente è dimostrato, niente  è
  proposto dal Governo, ma assessore Armao, allora l'invito  del  mio
  capogruppo   alle   dimissioni,  diventa  un  momento   di   grande
  sollecitazione e di opportuna richiesta.
   Ritengo che in questa direzione anche

   CRACOLICI.    L'Assessore   la   considera   una   richiesta    di
  raccomandazione

   D'ASERO.  Una  richiesta  la  faccia  come  vicepresidente   della
  Commissione  Bilancio  dove possiamo chiedere anche al Consiglio di
  Presidenza,  al  mio  collega, vicepresidente,  il  mio  presidente
  un'iniziativa  per dimostrare che in questa direzione  deve  essere
  posto un importante punto fermo.
   Concludo, dicendo, amici è finito il tempo di destreggiarci  e  di
  difenderci  pensando  di  dare  agli altri  la  responsabilità.  E'
  arrivato  il  momento  di  capire  come  dobbiamo,  con  iniziative
  concrete, dare risposte ai problemi che sono sempre crescenti e che
  sono nella direzione dell'emergenza. All'emergenza si risponde  con
  fatti concreti. Impegniamoci

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  sentito  i
  colleghi, in parte era inevitabile e presumibile che chi, svolgendo
  anche un ruolo di opposizione in Aula, utilizza quest'occasione per
  rappresentare la madre di tutti i disastri quello che sta avvenendo
  in queste ore.
   Credo  che più semplicemente bisogna provare a raccontare  in  due
  parole la verità. Che il bilancio della Regione è in una condizione
  disastrata,  non  c'era bisogno che venissero esperti  contabili  a
  raccontarcelo.  Com'è noto, sappiamo tutti che la situazione  della
  Regione  ha  prodotto  un  disastro nel  tempo  e  che  continua  a
  mantenere  una  situazione nella quale c'è un deficit   strutturale
  tra  l'entrata  e  le uscite, tra le obbligatorie e  le  cosiddette
  spese obbligate, ancorché non obbligatorie.
   Questo  è  figlio  di una Regione che tutti noi  ereditiamo,  dove
  qualcuno  ci  ha  messo  qualche mano  in  più  a  produrre  questo
  risultato. Oggi, dobbiamo fare un bilancio e una finanziaria in una
  situazione  di  crisi e di recessione del Paese  e  della  Regione,
  quindi diminuiscono le entrate e non aumentano perché si riduce  la
  base  imponibile  della nostra Regione, a fronte delle  uscite  che
  invece continuano ad essere quanto meno quelle di prima.
   Per  la verità, vorrei ricordare che quest'anno per la prima volta
  non   prevediamo  un  euro  per  la  formazione  professionale,   a
  differenza  del  passato, essendo riusciti a  fare  un'opera  quasi
  miracolosa con il Fondo sociale europeo.
   E' inutile che ci raccontiamo il bilancio e la finanziaria. C'è un
  dato:  oggi  facciamo  l'esercizio  provvisorio.  Certo,  inusuale.
  Inusuale  rispetto al momento, rispetto alla procedura che  abbiamo
  utilizzato. Però, l'esercizio provvisorio si sta facendo anche  per
  un'altra ragione, diciamocelo pure.
   Io  non  so  se ci riusciremo, ma ci dobbiamo provare. Riuscire  a
  fare  in  modo  che da qui ad una decina di giorni  possiamo  avere
  qualche  elemento  in più per verificare se è possibile  utilizzare
  nuove   entrate   per  metterle  a  disposizione  dello   sviluppo,
  dell'impresa, dell'economia di questa nostra Regione è un tentativo
  che va fatto.
   L'Assessore  ci  ha detto che queste due sentenze, in  particolare
  una,  possono aprire un varco che fino a ieri non era percorribile.
  Abbiamo il dovere di tentarci.
   Alla   luce   di  questa  sentenza  verifichiamo  se  è  possibile
  utilizzare modalità di acquisizione di nuove risorse per metterle a
  disposizione  di  chi?  Dell'economia della nostra  Regione,  dello
  sviluppo,  delle  imprese,  del  lavoro,  degli  artigiani,   delle
  cooperative,  degli  agricoltori. Secondo me ci  dobbiamo  provare.
  Ecco  il  senso  dell'esercizio provvisorio. Senza  nessun  dramma,
  nessuna  pericolosità  sociale.  Un atto  burocratico,  l'esercizio
  provvisorio, per un mese, per verificare se da qui a qualche giorno
  ci  possono  essere condizioni migliori per fare  un  bilancio  più
  utile ai siciliani.
   Se  questa è la ragione io ci sto. Votiamo l'esercizio provvisorio
  e  speriamo  che da qui a qualche giorno avremo risorse  aggiuntive
  per fare qualcosa di più e di meglio per i siciliani.

           Comunicazione relativa al Gruppo parlamentare MPS

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   ad    integrazione    della
  comunicazione resa ad inizio di seduta, con riferimento  al  Gruppo
  parlamentare   Movimento  Popolare  Siciliano ,  preciso  che   gli
  onorevoli  Lo  Giudice e Cappadona aderiscono  al  Gruppo  Misto  a
  decorrere dal 30 marzo 2012, cessando in pari data di far parte del
  Gruppo   Movimento  Popolare Siciliano  ; il  nuovo  direttivo  del
  Gruppo  parlamentare  Movimento Popolare Siciliano  decorre dal  31
  marzo 2012.
   Invito, pertanto, lo stesso Gruppo parlamentare MPS a procedere, a
  norma  dell'art.  25 del Regolamento interno,  alla  nomina  di  un
  segretario.

         Riprende la discussione del disegno di legge n. 886/A

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,   assessore   per  l'economia.  Signor  Presidente,   brevi
  considerazioni  in  ordine  alle  puntuali  considerazioni   svolte
  dall'opposizione che meritano qualche puntualizzazione.
   Nella  mia, purtroppo non più breve, carriera di avvocato  che  ho
  svolto  prima  di  diventare assessore, come tutti  sanno,  mi  era
  capitato  di  vincere le cause e dire, a colui che era beneficiario
  della  vittoria, che avevamo vinto. Mi è capitato anche di  dire  a
  colui  che  aveva perduto la sua istanza di fronte al  giudice  che
  avevamo  perso,  non  amo  quella famosa  gag  per  cui  alla  fine
  l'avvocato  vince sempre e, quando perde, perde sempre l'assistito,
  ma  mai  mi  era capitato di vincere le cause e sentire  che  aveva
  perso l'avvocato.
   E  questo,  oggi, avviene signori. L'Assemblea, il Parlamento,  la
  Sicilia   hanno   vinto  due  cause  importantissime   alla   Corte
  costituzionale basate sulle difese svolte sia in sede di conferenza
  Stato-Regioni  che  poi di fronte alla Corte  costituzionale  sulle
  argomentazioni  dell'assessorato  dell'economia,  della  Presidenza
  della  Regione  e  oggi  ci si dice che la  posizione  del  Governo
  sarebbe più debole perché ha vinto una vertenza con lo Stato che  è
  durata  anni, anni nei quali lo Stato ha via via distolto  risorse,
  gettito,  orientato  verso le finanze della  Sicilia,  per  le  sue
  esigenze  più  che legittime, e invece non le ha riconosciute  alla
  Sicilia.
   Ebbene, signori, oggi stiamo parlando, illustri onorevoli,  di due
  sentenze che hanno una valenza straordinario per il bilancio  e  le
  sorti  finanziarie  del  negoziato tra  Stato  e  Regione.  Sarebbe
  veramente inappropriato non considerarlo.
   Nella  pausa  che  avevo  chiesto, nel rinvio  che  avevo  chiesto
  qualche  giorno  fa  al  Parlamento, a  nome  dell'intero  Governo,
  argomentavamo proprio con riferimento a queste pronunce.
   E'  chiaro  che  queste pronunce sono significative,  danno  ampio
  spazio  non  ad  azioni unilaterali della Regione che  non  intende
  porre  in essere, ma ad un negoziato fitto che nei prossimi  giorni
  può  svolgersi  per  meglio chiarire le questioni  finanziarie  tra
  Stato e Regione.
   Quindi, non raccolgo l'invito di alcuni esponenti dell'opposizione
  a  presentare  le dimissioni perché ritengo che, al  contrario,  il
  Governo  abbia ottenuto un risultato inaspettato per  molti  versi,
  nuovo  e  che, purtroppo, in passato risultati del genere non  sono
  stati  ottenuti perché non è stata svolta l'azione di contrasto  ad
  alcune posizioni nazionali che avrebbe dovuto essere svolta.
   Una  considerazione.  Dice  bene  l'onorevole  Cracolici:  abbiamo
  ereditato una situazione disastrosa.
   L'ho più volte detto che la Sicilia ha vissuto per troppi anni  al
  di  sopra  delle  proprie possibilità e il Governo, il  Parlamento,
  assumendosi le proprie responsabilità - e di questo dobbiamo essere
  grati allo sforzo che ha fatto l'Assemblea regionale - nel 2011  ha
  riportato  la spesa corrente a livelli inferiori del 2001,  facendo
  quello che molte famiglie siciliane, purtroppo, hanno dovuto fare e
  cioè ridimensionare pesantemente le proprie uscite.
   Il  bilancio che è stato in massima parte approvato qualche giorno
  fa  dall'Assemblea  prevede minori spese  per  un  miliardo  e  700
  milioni, meno quasi 400 milioni di spesa corrente.
   Questo  è  il modo in cui bisogna procedere, risanando e riducendo
  le  spese  pur avendo un occhio allo sviluppo, alla crescita.  Ecco
  perché è importante una Finanziaria.
   L'abbiamo più volte chiesto all'opposizione e a correnti alternate
  abbiamo   avuto  la  disponibilità  in  questo  senso,   cioè   una
  disponibilità a fare una Finanziaria che sia di risanamento  e  che
  punti  a  rispondere alle domande che imprese e famiglie  rivolgono
  alla  Sicilia.
   Ecco perché oggi, in relazione ai fatti sopravvenuti, all'esigenza
  di  definire con lo Stato nei prossimi giorni, martedì si insedierà
  la  Commissione  paritetica. Ho già chiesto al  Ministro  Gnudi  un
  confronto in questo senso per avviare il tavolo di concertazione di
  cui  all'articolo  27  della  legge  del  federalismo  fiscale  per
  definire  nei  prossimi giorni alcune questioni essenziali  per  la
  definizione  del  bilancio e poi, entro breve termine,   concludere
  l'annosa  vicenda delle relazioni finanziarie tra  lo  Stato  e  la
  Sicilia,  che deve essere conclusa e che finora non si  è  definita
  perché, nonostante la prospettazione della posizione della Regione,
  lo  Stato  ancora non ha puntualmente corrisposto alle esigenze  di
  approntamento di risorse finanziarie e funzioni.
   Un  principio la Corte costituzionale ha affermato e  oggi  questo
  Parlamento  è  certamente  felice  di  accoglierlo:  il   principio
  dell'invarianza  del rapporto tra risorse finanziarie  e  funzioni.
  Lo Stato non può unilateralmente modificare il rapporto tra risorse
  finanziarie  e  funzioni, incrementando le funzioni  rispetto  alle
  risorse  finanziarie  disponibili o  piuttosto  diminuendo  risorse
  finanziarie rispetto alle funzioni attribuite.
   E' su questo punto che la Corte Costituzionale lancia un monito  a
  Stato  e a Regioni: sedetevi e risolvete le questioni. Noi a questo
  monito  intendiamo  corrispondere ed intendiamo adempiere  nel  più
  breve tempo possibile per dare una risposta che, giustamente, molti
  deputati  hanno  richiamato alle esigenze  delle  imprese  e  delle
  famiglie siciliane.
   Per quanto concerne la copertura, il Ragioniere generale, come  ha
  invocato il Parlamento, ha provveduto ad assumere le determinazioni
  consequenziali sottoscrivendo la copertura e la relazione  tecnica.
  Credo  che questo differimento di qualche giorno per l'approvazione
  del  bilancio  e  di  una Finanziaria articolata,  complessiva  che
  contenga  risanamento  e  crescita  ed  investimenti  sia  più  che
  proficua.
   Pertanto,  chiedo  all'eccellentissimo  Parlamento  l'approvazione
  del disegno di legge dell'esercizio provvisorio. Grazie.

   PRESIDENTE.  Dichiaro chiusa la discussione generale  e  pongo  in
  votazione  il passaggio all'esame degli articoli. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
           Proroga esercizio provvisorio del bilancio della
                                Regione

   1. Il Governo della Regione è autorizzato, a norma dell'articolo 6
  della  legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive  modifiche
  ed  integrazioni, ad esercitare provvisoriamente, fino a quando non
  sarà  approvato  con legge regionale e comunque  non  oltre  il  30
  aprile 2012, il bilancio della Regione per l'anno finanziario 2012,
  secondo  gli stati di previsione dell'entrata e della spesa  ed  il
  relativo disegno di legge presentati all'Assemblea regionale.

   2.  Restano  in  vigore le deroghe e le limitazioni all'assunzione
  degli  impegni  e  dei  relativi pagamenti  disposti  dal  comma  2
  dell'articolo 1 della legge regionale 10 gennaio 2012, n. 5».

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato  con
  interesse   la   dichiarazione  dell'onorevole   Cracolici,   molto
  interessante, e la replica del Governo.
   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  mi  sarei  aspettato  un
  atteggiamento  da parte della maggioranza, e soprattutto  da  parte
  del  Governo,  molto  aderente a canoni di  umiltà  che  meglio  si
  adattano  alla situazione che stiamo vivendo; invece, ho  ascoltato
  l'onorevole  Cracolici,  anche se più  moderatamente,  riferirsi  a
  situazioni ereditate e vantarsi addirittura che, per la prima volta
  -  dopo  quattro  anni, dico io - si sono azzerati  i  fondi  sulla
  formazione.  Nella  successiva dichiarazione da parte  del  Governo
  che,  anziché venire in Aula con il capo cosparso di cenere per  un
  fallimento  evidente dell'azione di Governo su tutti  i  punti,  su
  tutte  le  latitudini, su ogni argomento che possa  interessare  la
  vita  di questa Regione, la sopravvivenza delle attività e la  vita
  stessa   degli   imprenditori  siciliani,  degli   operatori,   dei
  dipendenti  e  dei disoccupati, viene qui a dire che  ci  vuole  un
  altro  mese di esercizio provvisorio, come se fosse la prima  volta
  che  stiamo accedendo all'esercizio provvisorio, come se non  fosse
  la  regola costante degli ultimi quattro anni, instaurata  sin  dal
  primo  esercizio finanziario e cioè sin dal dicembre  2008,  quando
  abbiamo  assistito  ad una richiesta di esercizio  provvisorio.  Il
  primo bilancio regionale di questa legislatura è stato approvato il
  30 aprile del 2009, e la stessa cosa nel 2010 e nel 2011. Qual è la
  novità?
   E   poi,   fa   veramente  ridere  che,  dopo  quattro   anni   di
  amministrazione da parte di questa Giunta, di questo  Presidente  e
  di  questo  Governo,  si  parli ancora di  problemi  ereditati.  E'
  veramente ridicolo
   Non citiamo più problemi ereditati, non citiamo più problemi nuovi
  intervenuti, perché quel che è importante è la sentenza della Corte
  Costituzionale,  che  è  intervenuta  giovedì  o   mercoledì;   noi
  discutevamo del fatto che il bilancio era apposto, che  le  entrate
  erano  apposto  e Lei, assessore, sa meglio di me che  la  sentenza
  della  Corte  Costituzionale  non  ha  una  defluenza  diretta  sul
  bilancio,  non ha una defluenza diretta sui conti, come  è  normale
  che sia. La pronuncia della Corte invita le due parti a trattare  e
  Lei  sa  meglio  di me che queste trattative si sono protratte  per
  anni  in  passato e si protrarranno, nella migliore delle  ipotesi,
  per mesi prima che si possa addivenire ad un accomodamento.
   Allora,  il  ricorso all'esercizio provvisorio non è figlio  della
  recente   sentenza   della   Corte   Costituzionale,   il   ricorso
  all'esercizio provvisorio è figlio del fatto che, dopo tre mesi  di
  esercizio  provvisorio ulteriore, il Governo,  anziché  mettere  in
  campo  tutte  le strategie e le iniziative volte ad  assicurare  il
  pareggio  di  bilancio ed una copertura certa del bilancio  stesso,
  tutto ha fatto, in altre faccende affaccendato, tranne che questo.
   Questa  è  la verità, ed è la conseguenza naturale della decisione
  già   assunta   da  quattro  anni,  di  ricorrere  sistematicamente
  all'esercizio  provvisorio ed alla data  ultima  per  approvare  il
  bilancio.  Non è una novità, è la consuetudine di quattro  anni  di
  disastro.
   Quanto all'affermazione da parte dell'onorevole Cracolici che, per
  la   prima   volta   ci  sarebbe  il  passaggio  della   formazione
  professionale dal tempo regionale ai tempi europei,  è  una  brutta
  verità  perché  da  un lato tende le garanzie ai  lavoratori  della
  formazione professionale aggirando una legge tutt'ora in vigore, la
  legge n. 24, e dall'altro lato arriva con tantissimo ritardo perché
  si  potrebbe affermare che questa trasposizione di imputazione  sui
  capitoli  poteva  essere  fatta  già  il  primo  anno,  ed  avremmo
  risparmiato un miliardo di euro.
   Quindi,  un fallimento per quanto riguarda il risparmio sui  fondi
  della  formazione ed un danno enorme provocato a diecimila  persone
  che si vedono, in maniera surrettizia, privati di ogni garanzia  di
  legge. Ed allora, ci vorrebbe umiltà da parte del Governo, umiltà e
  la  dichiarazione  di  un fallimento continuato  ed  è  l'Assemblea
  regionale  che si carica sulle proprie spalle la responsabilità  di
  non  far  mancare  lo stipendio ai lavoratori,  di  assicurare  che
  questo ennesimo, ulteriore e immotivato esercizio provvisorio possa
  essere approvato.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  solo  per
  dire  che il Gruppo parlamentare dell'UDC è contrario all'esercizio
  provvisorio.
   Ho  ascoltato gli interventi dei colleghi che si sono succeduti  e
  che si riferiscono al Governo di quattro anni, ma parliamo di falle
  che partono da 20 anni a venire. Mi viene da ridere, ma di chi è la
  colpa?  Ma  lo capite cosa c'è all'esterno? All'esterno  di  questo
  Palazzo  c'è solo miseria, da quando scendo da casa per recarmi  in
  questo  benedetto Palazzo mi viene da piangere per  quante  persone
  incontro e per quante persone delirano.
   Ma  la  colpa  di  chi  è?  Questa è una esperienza  da  chiudere,
  Assessore,  ma  non  soltanto  quella sua,  ma  quella  dell'intero
  Governo.  Ormai  ce  le siamo dette tutte, purtroppo  non  c'è  più
  speranza.  C'è soltanto da voltare pagina e parlare di cose  nuove,
  la gente ha bisogno di sentire progetti, deve capire che cosa vuole
  fare  il  Parlamento, il più vecchio Parlamento d'Europa, che  ogni
  volta tutti millantiamo con parole in latino. Alla gente del latino
  non gliene fotte niente
   Se dobbiamo fare l'esercizio provvisorio, facciamolo e la prossima
  settimana saremo di nuovo qui a rabattarci per capire come dobbiamo
  fare  il  bilancio degli otto mesi. Ce ne dobbiamo  andare  a  casa
  signor Presidente, grazie per la parola.

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, non l'ho interrotta, ma  la  invito
  per  la  prossima volta ad utilizzare un linguaggio più  consono  a
  quest'Aula.

   LENTINI.  Posso parlare come voglio  Sono un deputato  eletto  dal
  popolo.

   PRESIDENTE.   Non  è  così,  onorevole  Lentini,   la   prego   di
  accomodarsi.
   Onorevoli  colleghi,  non  essendoci  altri  deputati  iscritti  a
  parlare,  pongo  in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, l'articolo 1 è approvato col  voto  contrario
  dei gruppi parlamentari PID, PDL, UDC e Grande Sud.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
   Proroga delle misure occupazionali di cui alla legge regionale 10
                          gennaio 2012, n. 5
      e dei termini di cui all'articolo 6 della legge regionale 3
                          gennaio 2012, n. 1

   1.  È  consentita,  sino  al 30 aprile 2012,  l'utilizzazione  dei
  soggetti di cui al comma 1 dell'articolo 2 e dell'articolo 3  della
  legge regionale 10 gennaio 2012, n. 5.

   2.  Agli  oneri finanziari derivanti dal comma 1, quantificati  in
  complessivi 2.713 migliaia di euro, di cui 2.594 migliaia  di  euro
  per la proroga dei soggetti di cui al comma 1 dell'articolo 2 della
  legge  regionale 10 gennaio 2012, n. 5, e 119 migliaia di euro  per
  la  proroga dei soggetti di cui all'articolo 3 della medesima legge
  regionale  10  gennaio  2012, n. 5, si  provvede,  per  l'esercizio
  finanziario  2012, con parte delle maggiori entrate  derivanti  dal
  versamento a titolo di acconto sul risultato finale di liquidazione
  dell'Ente  siciliano per la promozione industriale  (ESPI)  che  il
  commissario  liquidatore dell'ente medesimo è tenuto ad  effettuare
  entro  10 giorni dalla entrata in vigore della presente legge,  con
  imputazione alla U.P.B. 4.2.2.7.1 capitolo 4501 capo 10.

   3.  Il  termine previsto dall'articolo 6 della legge  regionale  3
  gennaio 2012, n. 1, per la definizione delle procedure disciplinate
  dal Titolo I della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12, è fissato
  al 30 settembre 2012».

   Comunico  che  sono  stati  presentati dagli  onorevoli  Leontini,
  Mancuso, Beninati e Limoli gli emendamenti 2.1 e 2.2.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'approfondimento
  sulla  materia del bilancio che il Governo ha voluto fare  poc'anzi
  lo  faremo quando il bilancio arriverà in Aula. Però mi permetto di
  intervenire  sull'articolo 2 per specificare tre cose, che  ritengo
  importanti, se è vero che il Governo vuole prorogare i contratti.
   Se  il Governo ritiene di insistere sul comma 2 dell'articolo 2  e
  su   quella   relazione,  ritengo  che  non  ci  sia  la  copertura
  finanziaria  per  prorogare i contratti, al di là  di  come  diceva
  l'onorevole Vinciullo, che qualcuno ritiene di fare uscire fuori da
  questo  Palazzo  la  falsità che si è contro  alle  proroghe.  Noi,
  invece,  riteniamo che il Governo debba fare uno sforzo e  dare  la
  copertura  finanziaria esatta, e le spiego perché,  anche  affinché
  rimanga a verbale, a futura memoria.
   Le  sentenze 64 e 71 della Corte Costituzionale non porteranno  un
  euro  per  il  2012 nelle casse della Regione Siciliana,  anche  se
  l'assessore ritiene diversamente. Io ritengo che la Regione non  ha
  assolutamente  nulla  da esultare per una vittoria,  perché  quelle
  sentenze  ritenevano di togliere ai comuni e prendere alla Regione,
  invece,  per  fortuna,  questo non è avvenuto.  Ritengo  anche  che
  quelle  sentenze dicono, in modo chiaro e inequivocabile,  che  non
  sono  applicabili  immediatamente.  Naturalmente  questo  rimane  a
  verbale  per  poi discuterne quando si porteranno  i  numeri  della
  cosiddetta riunione paritetica fra Stato e Regione.
   Il   comma   2  dell'articolo  2,  così  come  abbiamo  detto   in
  Commissione,  tratta  di maggiori entrate.  Ma  quali  sono  queste
  maggiori  entrate?  Sono  le  eventuali  somme  della  liquidazione
  dell'ESPI e, sotto il profilo costituzionale - prego gli Uffici  di
  aiutarmi in questo - c'è il primo errore.
   Chi  ha  scritto questa norma ha dimenticato l'articolo  2491  del
  codice  civile, dove sono chiaramente indicati i poteri e i  doveri
  del  liquidatore. Nella sostanza il liquidatore prima  deve  pagare
  tutti  i  debiti, e solo dopo può ripartire ai soci. E  qualora  il
  liquidatore,   come  imporrebbe  la  Regione,   liquida   i   soci,
  personalmente  e  solidamente ne risponde.  Io  non  credo  che  la
  professoressa  Alba Alessi vorrà mettersi sulla sua  responsabilità
  contabile  qualche  milione  di euro perché  noi,  per  legge,  gli
  diciamo che entro dieci giorni ci deve trasferire denari, cosa  che
  non  può  fare  se prima non soddisfa tutti i debitori,  così  come
  prevede appunto il codice civile.
   Questa  norma deve essere riscritta per due motivi. Primo,  perché
  ritengo  che  non possiamo utilizzare maggiori entrate se  vogliamo
  salvare i precari, e quindi prevedere eventualmente minori spese, e
  secondo, perché non possiamo imporre al liquidatore quello  che  la
  legge gli vieta. Quindi, se il Governo insiste - e mi dispiace  che
  il  nuovo direttore della Ragioneria della Regione sottoscriva  una
  relazione  tecnica che è assolutamente insufficiente,  proprio  nel
  principio  dell'articolo 2491 del Codice civile  -  per  quanto  ci
  riguarda  rimane l'emendamento, e vi assumete la responsabilità  di
  non   approvarlo,   andando   avanti   con   una   norma   che    è
  incostituzionale,  imperfetta  sotto  tutti  i   profili   e   che,
  certamente, il Commissario liquidatore dell'ESPI non potrà  onorare
  ,  perché non può trasferire il denaro, per le ovvie ragioni che ho
  detto.
   L'altro   emendamento  riguarda  una  norma  di   riferimento   al
  cosiddetto  codice  degli appalti. In gergo  parlamentare  è  stato
  detto  stamattina che quella norma serve a prorogare  i  cosiddetti
  UREGA,  gli  Uffici che svolgono le gare degli appalti.  Bene   Per
  come  ricordo da presidente di Commissione, la norma che regola  le
  nuove nomine dell'UREGA non è quella richiamata in questo comma, ma
  è  il  comma 27 dell'art. 9, non c'entra nulla il richiamo fatto  o
  meglio,   questa   norma  vorrebbe  prorogare  questo   fantomatico
  regolamento  che si deve fare da mesi e che ogni volta proroghiamo,
  dove si vuole prorogare tutto.
   Allora, presentate un emendamento che proroga la data prevista  al
  comma  27  dell'art.  9;  se  invece, così  com'è  scritto,  volete
  prorogare  il regolamento, per quanto ci riguarda fate sempre  voi,
  perché  ogni qualvolta richiamate il passato sbagliate, perché  voi
  siete  quelli  che  state  interpretando al  meglio  quello  che  è
  successo  in  passato in maniera completamente  e  disordinatamente
  sotto  il profilo parlamentare, certamente confusionario,  dove  di
  proroga in proroga non si riesce mai a fare nulla.
   Si può richiamare il passato quando il presente rappresenta quello
  che  veramente  ha  dato  una svolta alla  Sicilia,  e  non  è  una
  giustificazione che ha fatto male chi c'era prima e, quindi,  posso
  fare male pure io ora, non è certamente una giustificazione.
   Allora,   signor  Presidente,  a  ragione  noi  insistiamo   sugli
  emendamenti  presentati, ma non solo insistiamo, con grande  umiltà
  chiediamo al Governo di variare la copertura sul comma 2, perché io
  ritengo  che  il  Commissario dello Stato questa  norma,  non  solo
  l'attenzionerà,  ma noi correremo il rischio che, se  questa  norma
  verrà  impugnata,  non  ci saranno le proroghe  così  come  abbiamo
  previsto  e,  per  quanto riguarda il comma 3, se l'intenzione  del
  Governo  è  la  proroga  degli  UREGA,  allora  presenti  un  altro
  emendamento dove prevedere la proroga e non per il regolamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso, la Presidenza  ha  il  dovere  di
  precisare  che  la  questione riguardante  gli  UREGA  non  c'entra
  assolutamente nulla. Abbiamo fatto, ovviamente, la dovuta verifica.
  Si  parla  semplicemente dell'articolo 6, che prevede la  questione
  del   termine  fissato  al  31  gennaio  2012  per  l'adozione  del
  regolamento, e si va solo a prorogare il termine per la definizione
  del regolamento.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  su
  questo  ultimo  suo  passaggio, per  quanto  ha  detto  l'onorevole
  Mancuso prima.
   Io  auspico  che la firma fatta porre al nuovo dirigente  generale
  non  lo  metta  in difficoltà più di tanto, perché  se  fosse  vero
  quanto  ha detto l'onorevole Mancuso, gli abbiamo fatto firmare  un
  atto non vero.
   Mi auguro che così non sia, lo smentirà l'assessore anche se avrei
  preferito, assessore Armao, che non ci fosse il suo visto,  ma  che
  ci fosse la sua firma. Il visto è una cosa, la firma senza visto  è
  un'altra cosa
   Vorrei  capire  quale  competenza può avere  un  direttore  appena
  arrivato, questo è un problema vostro, non è un problema mio.
   Sul  comma 3, ho avuto modo di interloquire con l'assessore Russo,
  che  mi  ha  parlato e ha parlato a molti colleghi,  della  proroga
  dell'UREGA.
   Se  la  proroga  dell'UREGA  resta in vita,  allora  va  fatto  un
  aggiustamento.   Quindi,   assessore,   se   lei   ritiene,   anche
  raccordandosi  con l'assessore Russo, di prorogare l'UREGA,  questo
  non è scritto nel comma 3, perché si parla di un'altra proroga.
   Siccome  l'assessore Russo è preoccupato, ed ha ragione  perché  i
  termini  sono  scaduti  già da 40 giorni ci  sono  approvazioni  di
  progetti  con  i Presidenti dell'UREGA che non sono in  carica,  si
  contatti l'assessore Russo e si chiarisca cosa vuole prorogare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Beninati, la formulazione  si  rimanda  al
  titolo.
   Bisognerebbe andare a sviluppare la questione dell'articolato  sul
  titolo  I,  quindi faremo tesoro di quanto hanno detto  i  colleghi
  perché  mi  sembra  assolutamente costruttivo il taglio  che  hanno
  dato.

   Si passa all'esame dell'emendamento 2.1.
   Onorevole Leontini, ovviamente va precisato che l'emendamento 2.1,
  soppressivo del comma 2 dell'articolo 2, di fatto sopprime il comma
  1 perché ambedue vivono in simbiosi.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Vorrei precisare che l'emendamento 2.1 serve ad agevolare
  al  Governo  la riscrittura della copertura, non per sopprimere  la
  copertura al comma 1.
   Noi riteniamo che si deve dare un'altra copertura o, se si insiste
  su  questa  copertura,  per  evitare  l'impugnativa  da  parte  del
  Commissario  dello Stato, dite di levare questo termine  perentorio
  di 10 giorni.
   Poi si assume la responsabilità, se la vedranno con il commissario
  liquidatore dell'ESPI, ma dare un termine che non esiste, in quanto
  il codice civile prevede un'altra cosa, non possiamo darlo.
   Quindi,  o si toglie il termine perentorio e poi li trasferiscono,
  altrimenti  si  cambia  copertura. Noi rimaniamo  contrari  che  la
  copertura deve provenire da maggiori entrate, noi riteniamo che  la
  copertura  deve essere con minori spese, quella della  proroga  dei
  contratti.
   Questa  è  la  nostra  idea, poi si assume  la  responsabilità  il
  Governo

   PRESIDENTE. Assessore Armao, ritiene che sia da apprezzare  quanto
  ha   detto   l'onorevole  Mancuso,  perché  eventualmente   bisogna
  formalizzarlo.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, la  questione
  riguardante la provvista finanziaria che viene individuata è  stata
  oggetto  di  una corrispondenza con l'Ente. Su questo  è  possibile
  fare  una  verifica ulteriore con gli Uffici, quindi chiedo  cinque
  minuti  di sospensione. Facciamo un'ultima verifica; per noi,  così
  come  ha  scritto la ragioneria generale, è sostenibile,  tuttavia,
  apprezzando    tutti    i   contributi   che    provengono    anche
  dall'opposizione, facciamo un'ulteriore verifica.

   PRESIDENTE. Onorevole colleghi, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.26, è ripresa alle ore 16.20)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   Onorevoli   colleghi,  comunico  che  il  Governo  ha   presentato
  l'emendamento  2.3  per  essere ancora più puntuali  rispetto  alla
  copertura finanziaria legata all'articolo 2.
   Se non sorgono osservazioni, lo pongo in votazione.

   LEONTINI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.   Le  osservazioni  sono  finalizzate  a  conoscere   il
  contenuto  dell'emendamento, non sono  in  grado  di  decodificare,
  quindi, se qualcuno me lo vuole illustrare.

   PRESIDENTE.  Possiamo invitare il Governo ad  illustrarlo  se  lei
  vuole.  Onorevole assessore illustri l'emendamento 2.3  così  siamo
  tutti a conoscenza di quello che stiamo decidendo.

   ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, ferma restando
  la validità dell'impostazione finanziaria si ritiene di scongiurare
  qualsiasi  possibile censura facendo riferimento ai  fondi  globali
  del   bilancio   triennale,  salvo  restando  che  questa   è   una
  appostazione  finanziaria  che  scongiura  qualsiasi   ipotesi   di
  rischio.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  se  io  volessi
  censire  l'opinione dell'Aula sulla veridicità di  questa  versione
  sono sicuro dell'esito, ma abbiamo qualche dubbio assessore, perché
  mi   pare   che   questa   UPB  sia  relativa  ai  fondi   per   la
  informatizzazione.

   PRESIDENTE.  Ancora più sicuri, fondi globali onorevole  Leontini,
  Così come ha affermato il Governo.

   LEONTINI. Allora, questo ovviamente non mi esime, onorevole Lenza,
  dal dire  meno male che abbiamo presentato l'emendamento  perché se
  fosse  rimasta  la  formulazione  precedente  i  precari  sarebbero
  rimasti  senza  proroghe  di  contratti,  lo  si  dica,   onorevole
  Vinciullo, urbi et orbi fuori da questa Aula
   Ancora  una  volta  il  nostro intervento è  stato  finalizzato  a
  correggere un imbroglio dell'ultima ora. Io non  so come si chiama
  Chiedo  venia,  distrazione dell'ultima ora che stava  impedendo  a
  questo  argomento di essere soddisfatto dall'esercizio provvisorio,
  quindi che ben venga la correzione da noi sollecitata,  perché così
  le proroghe dei contratti sono fatte salve.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  solo  per  dieci
  secondi.
   In  questa  ricerca di fondi, ma centomila euro per l'associazione
  dei  musei bandistici e le associazioni bandistiche di Ramacca?  Le
  associazioni delle bande musicali con sede a Ramacca?

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, se le coperture  di  spesa  sono
  ancora  più  puntuali rispetto a quanto aveva formulato il  Governo
  nella  prima stesura dell'articolo 2, comma 2, mi pare che sia  una
  cosa  positiva,  a  prescindere da  quello  che  è  stato  il  buon
  dibattito d'Aula.
   Pongo in votazione l'emendamento 2.3. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 2.1 è assorbito.

   Si  passa all'emendamento 2.2,  a firma dell'onorevole Leontini  e
  lo  invito  a  ritirarlo perché chiarita la  questione,  si  tratta
  evidentemente non solo all'articolo 6 ma anche su tutto il Titolo I
  la  questione dell'UREGA. Quindi anche leggendo tutto il  Titolo  I
  c'è la questione dell'UREGA.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato che si
  tratta  di una inefficienza del Governo, considerato che il Governo
  ci  aveva informato di una cosa diversa, ora lei correttamente dice
  che  la proroga è anche per l'UREGA, oltre che per tutto quello che
  è previsto nel disegno di  legge.
   Noi  non possiamo soccombere alle inefficienze del Governo. Rimane
  l'emendamento,   lo   votiamo  e  certamente  la   maggioranza   lo
  respingerà.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 2.2. Il  parere  del
  Governo?

   ARMAO, assessore regionale per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO,  vicepresidente  della Commissione.   La  Commissione  si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 2,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

  (E' approvato, col voto contrario dei Gruppi PDL, PID e UDC Unione
                              di Centro)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                          Disposizioni finali

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  Le  disposizioni  di cui alla presente legge  si  applicano  a
  decorrere dall'1 aprile 2012.

   3.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Avvocato  Musotto, avvocato  Cordaro,  avvocato  Arena,
  avvocato Incardona, sono costretto a chiamarvi in ausilio alla  mia
  argomentazione  perché  vorrei sapere se  quanto  sto  per  dire  è
  fondato  o  meno.  Non chiamo il collega Cracolici perchè  avvocato
  d'ufficio   della  maggioranza  e  del  Governo   e   saprei,   per
  pregiudizio,  che sarebbe dall'altra parte, anche se  la  manifesta
  infondatezza  delle  affermazioni rilasciate a questa  Aula  appena
  qualche minuto fa è macroscopica.
   Avete  tutti  ascoltato poc'anzi che il rinvio era motivato  dalla
  necessità di fruire dei risultati di due sentenze. E che questo era
  stato  l'inghippo  dal  punto di vista tecnico  che  aveva  imposto
  all'Assessore e al Governo di soprassedere e di chiedere  la  pausa
  di riflessione.
   L'Assessore per l'economia, nonché avvocato, Armao ha anche detto:
  «è strana cosa che in questa Aula si vincano le cause e addirittura
  c'è chi si lamenta del fatto che si vincano le cause».
   E  ha  citato  le  due  sentenze della  Corte  Costituzionale:  la
  sentenza  n.  64 e la sentenza n. 71. Ci mancano solo  le  percosse
  fisiche, in dialetto si dice  le legnate .
     Per il resto, la Regione siciliana, rappresentata dall'assessore
  avvocato,  è  oggetto,  da  parte della  Corte  Costituzionale,  di
  cocente boccatura.
   Sentenza   n.  64:   Nel  merito  le  questioni  sollevate   dalla
  ricorrente  Regione  non  sono  fondate,  nei  termine  di  seguito
  precisati.
   La ricorrente deduce che l'applicazione alla Regione siciliana del
  decreto legislativo n. 23 del 2011, prevista dal denunciato comma 2
  dell'articolo 14 del decreto legislativo n. 23 del 2011, si pone in
  contrasto con il richiamato disposto degli articoli 36 e  37  dello
  Statuto  d'autonomia e con le relative norme di attuazione,  perché
  la  compartecipazione dei comuni al gettito di determinati  tributi
  erariali, stabilita dai pure censurati commi da 1 a 4 dell'articolo
  2 dello stesso decreto, comporta la devoluzione ai comuni siciliani
  di  un  gettito tributario che, derivando da tributi  riscossi  nel
  territorio regionale, spetta, invece, alla Regione.
   La  questione  non è fondata perché, pur non potendosi  negare  la
  spettanza alla Regione siciliana del gettito degli indicati tributi
  riscossi  nel  suo territorio e, quindi, la potenziale  sussistenza
  del   denunciato  contrasto,  deve  ritenersi  che  proprio  questo
  contrasto rende operante la clausola di salvaguardia degli  statuti
  speciali,  contenuta nel parimenti censurato comma 2  dell'articolo
  14, secondo cui il decreto si applica nei confronti delle Regioni a
  Statuto  speciale  solo  nel rispetto dei  rispettivi  statuti.  Ne
  consegue  l'inapplicabilità alla Regione ricorrente  dei  censurati
  commi  dell'articolo  2  in  quanto non  rispettosi  dello  Statuto
  d'autonomia.
   Si   applicano,   quindi,   le  seguenti   interpretazioni:   così
  interpretata  la  suddetta  clausola  di  salvaguardia  ne  risulta
  l'erroneità del presupposto interpretativo da cui muove la  Regione
  siciliana  ricorrente, secondo cui le norme censurate  sancirebbero
  l'obbligo  di applicare il decreto legislativo n. 23 del  2011  nei
  confronti  delle  Regioni  a Statuto speciale.  Da  tale  erroneità
  consegue   l'insussistenza  del  dedotto   vulnus   degli   evocati
  parametri.
   Per questi motivi la Corte Costituzionale dichiara non fondate  le
  questioni  di  legittimità costituzionale sollevate  dalla  Regione
  siciliana .
   Ed  è la prima. Poi, c'è la seconda: sentenza n. 71 del 2012.   La
  sentenza per questi motivi  - dice la Corte Costituzionale, tutti i
  motivi  di fatto e di diritto -  è da ritenersi erronea la premessa
  interpretativa della ricorrente Regione siciliana circa la  diretta
  applicabilità  del decreto legislativo impugnato  dalla  Regione  e
  circa l'omessa previsione, nella legge di delegazione, di un rinvio
  alla procedura attuativa dello Statuto di autonomia.
   Pertanto, per questi motivi, la Corte Costituzionale dichiara  non
  fondata  la  questione  di  legittimità costituzionale  dell'intero
  decreto  legislativo 31 maggio 2011, n. 88, con  il  ricorso  della
  Regione indicato in epigrafe .
     Entrambe le sentenze sono di soccombenza, peraltro, espressa  in
  termini talmente perentori che - ripeto - a momenti ci mancano  gli
  insulti e le percosse. Rispetto a questo, l'Assessore dieci  minuti
  fa  ha  detto che noi avremmo dovuto fruire dei risultati  e  delle
  conseguenze  di queste due sentenze  Per l'ennesima volta,  perfino
  oggi,  chiamati  ad approvare un esercizio provvisorio  dopo  sette
  giorni  di  menzogne,  a  cinque minuti dal voto  finale,  ennesima
  menzogna  a  completamento della collezione così  preziosa  e  così
  aurea  che  questo Assessore per l'economia della Regione siciliana
  ha  messo in campo in questa settimana di calvario parlamentare sul
  bilancio, sulla Finanziaria e sull'esercizio provvisorio.
   Per  questo  non era peregrina la mia richiesta di fondatezza  del
  contenuto  dell'emendamento  di  poc'anzi,  perché  ormai  c'è   da
  aspettarsi  di  tutto.  Quando  persino  le  sentenze  della  Corte
  Costituzionale   vengono  contraffatte   e   capovolte   nel   loro
  significato e si dice in Aula a tutto il Parlamento cosa diversa da
  quella  che  risulta agli atti, io non so cosa  di  peggio  noi  ci
  dobbiamo  aspettare. Assessore, si dimetta  Si dimetta e  renda  un
  servizio  a  questo Parlamento e a questa Regione. Così  andando  e
  così  coprendo i fallimenti ed i disastri, lei continua a  fare  un
  danno a questa Sicilia, lei, il suo Presidente e l'intero Governo.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  le  affermazioni dell'onorevole Leontini  sono  così  in
  contrasto  con  gli  elementi  del diritto  costituzionale  che  mi
  dispiace dover replicare.
   Stamattina  non aveva letto i verbali e ha dovuto ottenere  da  me
  una  replica che ha indicato puntualmente il verbale nel  quale  si
  faceva  riferimento  ad  una circostanza che  egli  ignorava.  Egli
  parimenti ignora il concetto noto pure agli studenti del primo anno
  di diritto costituzionale delle sentenze interpretative di rigetto.
   Queste due sono sentenze interpretative di rigetto che danno piena
  ragione  alle  tesi della Regione e la Regione ha  adito  la  Corte
  Costituzionale  proprio con l'obiettivo di  ottenere  una  sentenza
  interpretativa   di   rigetto   che   affermi   la    intangibilità
  dell'autonomia finanziaria.
   Quindi,  comprendo  che il cursus honorum dell'onorevole  Leontini
  non l'abbia fatto concentrare sul diritto pubblico; tuttavia, credo
  che  investire  l'Assemblea di una questione con questa  puntualità
  forse   sarebbe  stato  opportuno  farla  procedere  da  un'analisi
  tempestiva  e  puntuale  delle questioni.  Si  tratta  di  sentenze
  interpretative  di  rigetto  che,  come  quella  del  2010,   danno
  fondamento alle posizioni della Regione.

   MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor Presidente, onorevoli colleghi, io che non  sono
  un  cultore del diritto costituzionale, ma sono siciliano  come  la
  maggior  parte  di voi mi rifaccio al detto, lo dico in  siciliano,
   cu  perdiu  vinciu  e cu vinciu perdiu . Nel senso  che,  leggendo
  quello  che  l'onorevole  Leontini ha voluto  rappresentare,  forse
  sotto  il profilo costituzionale poi l'eventuale lectio magistralis
  del professore Armao l'ascolteremo in un'aula universitaria.
   In  quest'Aula noi riteniamo di rappresentare che il merito  della
  sentenza   rinvia   tutto   al  tavolo  paritetico   e   dove   noi
  rappresenteremo  quello  che riteniamo,  il  Governo  accoglierà  o
  rigetterà.  E'  questo il succo della sentenza, ma nel merito  così
  come  ha  detto,  leggendo  la  sentenza,  il  nostro  ricorso,  il
  respingimento  è  stato chiaro - sta parlando non  un  cultore  del
  diritto  quindi  non  me ne voglia, posso fare mille  errori,  sono
  arrivato  alla maturità con grande sacrificio -. Rispetto a  questo
  la  sentenza  della Corte Costituzionale, così come è  stata  letta
  dall'onorevole  Leontini, dice nella sostanza,  ripeto  non  da  un
  cultore del diritto, che le regioni autonome a statuto speciale non
  hanno questa specialità secondo quello che ritengono, poi al tavolo
  nazionale  si  vedrà.  Quindi, come ribadito nella  sentenza  della
  Corte  Costituzionale del 2010, non me ne voglia non mi ricordo  il
  numero.
   Rispetto  a questo, sono intervenuto solo per dire che  questa   è
  un'Aula  parlamentare.  Noi, con grande  sacrificio,  cerchiamo  di
  legiferare;  con grande sacrificio cerchiamo di aiutare il  Governo
  e  questo  Parlamento a non commettere errori; non è  un  luogo  di
  contrasto  culturale e né di offese personali,  soprattutto  ad  un
  Capogruppo  di  un  partito  che, certamente,  ha  avuto  non  solo
  rispetto di questo Parlamento, ma anche di questo Governo.
   Quindi,  professore Armao, con tutto il rispetto, spero  che  alla
  fine  di  questa giornata lei con il Capogruppo del nostro  partito
  non solo non le dico le scuse perché tra uomini non c'è bisogno  di
  scusarsi, ma determinati atteggiamenti noi non li gradiamo. Grazie.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   -  n.  667   Finanziamento del progetto di  realizzazione  di  una
  condotta fognaria per il convogliamento dei reflui provenienti  dal
  Comune  di  Aci  Castello, al  vecchio allacciante' del  Comune  di
  Catania, con recapito finale al depuratore di Pantano d'Arci (CT) ,
  dell'onorevole Mancuso;

   -  n.  670   Nuovo  prezziario regionale dell'agricoltura ,  degli
  onorevoli Oddo, Apprendi, Donegani, Raia e Marinello;

   -  n. 671  Interventi presso il Governo nazionale per chiarire  le
  modalità   del   pagamento  IMU   a  carico  degli   imprenditori ,
  dell'onorevole D'Asero.

   Pongo  in  votazione  l'ordine del giorno n. 667.  Il  parere  del
  Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'ordine del giorno n. 670.  Il  parere  del
  Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'ordine del giorno n. 671.  Il  parere  del
  Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Proroga dell'esercizio provvisorio per l'anno 2012 e disposizioni
                          contabili» (886/A)

    PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Proroga dell'esercizio provvisorio per l'anno
  2012 e disposizioni contabili » (886/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano sì: Ammatuna, Apprendi, Arena, Bonomo, Cappadona, Colianni,
  Cracolici,   Cristaudo,   Currenti,  D'Agostino,   De   Benedictis,
  Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Donegani, Federico,  Ferrara,
  Fiorenza,  Galvagno,  Gentile, Greco,  Gucciardi,  Laccoto,  Leanza
  Nicola,  Lo Giudice, Lupo, Marinello, Marrocco, Marziano,  Minardo,
  Musotto,   Nicotra,   Oddo,  Panarello,  Panepinto,   Parlavecchio,
  Picciolo,  Raia,  Rinaldi, Romano, Ruggirello,  Savona,  Scammacca,
  Speziale, Termine.

   Votano  no: Beninati, Bosco, Campagna, Cascio Salvatore,  Cordaro,
  D'Asero,  Incardona,  Lentini, Leontini,  Limoli,  Maira,  Mancuso,
  Marinese, Pogliese, Ragusa, Scilla, Scoma, Torregrossa, Vinciullo.

   Si astiene: Mattarella.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  66
   Maggioranza         34
   Favorevoli          46
   Contrari            19
   Astenuto              1

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi, informo che l'onorevole Formica  ha  espresso
  voto  contrario  ma  che,  per  un mal  funzionamento  del  sistema
  elettronico, il suo voto non risulta registrato.

                 Votazione finale di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del   giorno:
  Votazione finale di disegni di legge.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Norme per il riconoscimento, la catalogazione, la tutela dei
                      geositi in Sicilia» (735/A)

   PRESIDENTE.   Si  procede  alla  votazione  finale  per   scrutinio
  nominale  del  disegno  di legge «Norme per  il  riconoscimento,  la
  catalogazione, la tutela dei geositi in Sicilia » (735/A).
   Comunico  che  è  stato  presentato dalla  Commissione,  ai  sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'emendamento 117.1.
   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Indìco la votazione per scrutinio nominale del disegno di legge  n.
  735/A.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
                      (Si procede alla votazione)
   Votano   sì:  Ammatuna,  Apprendi,  Arena,  Barbagallo,  Beninati,
  Bonomo,  Bosco,  Campagna,  Cappadona, Cascio,  Colianni,  Cordaro,
  Cristaudo, Currenti, D'Agostino, D'Asero, De Benedictis, Digiacomo,
  Di  Guardo, Di Mauro, Dina, Donegani, Federico, Ferrara,  Fiorenza,
  Formica,  Galvagno,  Gentile, Greco, Gucciardi,  Incardona,  Leanza
  Nicola,  Leontini,  Limoli, Lo Giudice, Lupo,  Mancuso,  Marinello,
  Marinese,  Marrocco, Marziano, Mattarella, Minardo, Musotto,  Oddo,
  Panarello,   Parlavecchio,  Pogliese, Ragusa,  Ruggirello,  Savona,
  Scammacca,   Scilla,   Scoma,   Speziale,   Termine,   Torregrossa,
  Vinciullo.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  58
   Maggioranza         30
   Favorevoli          58

                         (L'Assemblea approva)

   Invito  gli  Uffici a prendere nota che l'onorevole Lentini  si  è
  astenuto dal voto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
          « Lavori in economia nel settore forestale» (868/A)

    PRESIDENTE  Si procede alla votazione finale del disegno di  legge
  «Lavori in economia nel settore forestale» (868/A).
   Comunico  che  è  stato presentato dall'onorevole  Oddo,  ai  sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'emendamento 117.1.
   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Indìco la votazione per scrutinio nominale del disegno di legge  n.
  868/A.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano  sì:  Ammatuna, Apprendi, Arena, Beninati,  Bonomo,  Bosco,
  Buzzanca,   Campagna,   Cappadona,  Cascio   Salvatore,   Colianni,
  Cristaudo, Currenti, D'Agostino, D'Asero, De Benedictis, Digiacomo,
  Di   Guardo,  Di  Mauro,  Donegani,  Falcone,  Federico,   Ferrara,
  Galvagno,  Gentile,  Greco, Gucciardi, Incardona,  Laccoto,  Leanza
  Nicola,  Lentini,  Limoli,  Lo Giudice, Lupo,  Mancuso,  Marinello,
  Marinese,  Marrocco, Marziano, Mattarella, Minardo, Musotto,  Oddo,
  Panarello,  Panepinto,  Parlavecchio, Picciolo,  Pogliese,  Ragusa,
  Raia,  Ruggirello,  Savona,  Scammacca,  Scilla,  Scoma,  Speziale,
  Termine, Torregrossa, Vinciullo.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti e votanti  59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          59

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  giovedì,  12  aprile
  2012, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  -Comunicazioni.

  II  -  Discussione del disegno di legge:
   -  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2012.
   Legge di stabilità regionale.  (n. 801/A) (Seguito)
             Relatore di maggioranza: on. Savona
             Relatore di minoranza: on. D'Asero

  III  - Votazione finale del disegno di legge:

    -   Bilancio  di previsione della Regione siciliana per  l'anno
     finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio  2012-
     2014.  (nn. 800-800 bis-800 ter-800 quater/A)

                   La seduta è tolta alle ore 16.46

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
                            alle ore 18.30

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE  N.  735/A -  NORME PER IL  RICONOSCIMENTO,  LA
  CATALOGAZIONE E LA TUTELA DEI GEOSITI IN SICILIA.

     Emendamento ai sensi dell'art. 117 del Regolamento interno

   Emendamento 117.1:

  E' soppresso l'ultimo comma dell'articolo 2.

  DISEGNO  DI  LEGGE  N.  868/A -  LAVORI IN  ECONOMIA  NEL  SETTORE
  FORESTALE.

     Emendamento ai sensi dell'art. 117 del Regolamento interno

   Emendamento 117.1:

  Al   comma  1  dell'articolo  1  dopo  le  parole   che  non  sono
  configurabili  come opere edilizie  sono aggiunte le  seguenti   e
  fanno rimanere salve le situazioni naturali .

  Al  comma 1 dell'articolo 1 dopo le parole  sono realizzati   sono
  aggiunte le seguenti  di norma .

   Dopo il comma 1 dell'articolo 1 è aggiunto il seguente comma:
   2.  Resta  ferma  l'applicazione dell'articolo  125  del  decreto
  legislativo  12  aprile  2006, n. 163 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni in caso di manutenzione di opere ed impianti.'.

  DISEGNO  DI  LEGGE N. 886/A -  PROROGA DELL'ESERCIZIO  PROVVISORIO
  PER L'ANNO 2012 E DISPOSIZIONI CONTABILI.

     All'articolo 2

   Emendamento 2.3:

   all'articolo 2, comma 2, sono apportate le seguenti modifiche:

   Le parole da  parte  sino a  capo 10  sono sostituite con le
   parole  riduzione di pari importo dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 -
   capitolo 215704 .