Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 341 di giovedì 12 aprile 2012
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del presidente Cascio


   MANCUSO,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta numero 339 del 31 marzo 2012 che, non sorgendo osservazioni,
  si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9 del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico  che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art 127) sono effettuate mediante  procedimento
  elettronico.

   MANCUSO,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta numero 340 del 31 marzo 2012 che, non sorgendo osservazioni,
  si intende approvato.

          Comunicazione relativa all'onorevole Roberto Corona

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato Segretario a dare  lettura  della
  nota  dell'onorevole Roberto Corona dell'11 aprile 2012,  pervenuta
  in  pari  data  e  protocollata al n. 3523/SGALPG-AULAPG-RAGPG-CPPG
  dell'11  aprile  2012, e dell'allegato provvedimento  del  GIP  (n.
  18603/09 RG GIP; n. 60829/08 RG PM) del 6 aprile  2012.

   MANCUSO, segretario f.f.:

   «Il  sottoscritto on. Roberto Corona comunica alla  S.V.  che  con
  l'allegato  provvedimento del GIP è stata modificata la  precedente
  misura  adottata dallo stesso GIP per cui lo stesso potrà risiedere
  a  Palermo  dal  lunedì al giovedì per l'espletamento dell'attività
  politica con le modalità previste nel su citato provvedimento.
   Quanto sopra per gli atti consequenziali
                                                       Roberto Corona
   Palermo, 11 aprile 2012».

                                «Il GIP

   Vista la retroestesa istanza;
   Visto il parere del P.M.;
   Ritenuto che persistono le ragioni poste a fondamento della misura
  e   che  però  deve  essere  consentito  al  Corona  l'espletamento
  dell'attività politica;

                                  PQM

     a  parziale modifica della misura in atto dispone che dal lunedì
  al  giovedì Roberto Corona sia sottoposto all'obbligo di dimora nel
  comune di Palermo con obbligo di permanenza a casa dalle 20.00 alle
  8.00  e  dal  giovedì alla domenica sia sottoposto  all'obbligo  di
  dimora  nel comune di Messina con il divieto di uscire dalle  20.00
  alle 8.00.
   Si comunichi.
   6/04/2012
                                   F.to Dott.ssa Maddalena Cipriani».

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Marinello, Forzese e  Aricò
  sono in congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore Economia

   N.   2424   -   Interventi  urgenti  per  garantire  il   regolare
  funzionamento   dei   servizi  di  trasporto  pubblico   effettuati
  dall'Ast.
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   - da parte dell'Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità

   N.  1247 - Iniziative per la revisione del sistema di controllo  e
  vigilanza sull'attività di gestione dei rifiuti.
   Firmatario: Apprendi Giuseppe

   - da parte dell'Assessore Istruzione e Formazione

   N.   1525  -  Verifica  delle  scelte  operate  dal  consiglio  di
  amministrazione  dell'istituto per ciechi 'Florio  e  Salamone'  di
  Palermo.
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.  2160  -  Chiarimenti in merito al mancato avvio dei  corsi  di
  formazione   professionale  per  i  minori  soggetti   ad   obbligo
  scolastico.
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Attività di formazione-lavoro estive per gli studenti siciliani
  dai 14 ai 17 anni. (n. 887)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Ragusa  e
  Lentini in data 4 aprile  2012.

   -   Norme  per la promozione del turismo e delle attività sportive
  invernali nelle aree montane della Sicilia. (n. 888)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Giuffrida,
  Adamo, Ardizzone, Dina, Forzese, Lentini, Nicotra e Ragusa in  data
  4 aprile  2012.

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
  alla competente Commissione:
                       AFFARI  ISTITUZIONALI (I)

   -   Cassa   regionale  per  il  credito  alle  imprese  artigiane.
  Designazione  componente effettivo del collegio  dei  revisori  dei
  conti. (n. 219/I).
   pervenuto in data 3 aprile 2012 e inviato in data 11 aprile 2012.

   -  Camera  di commercio di Caltanissetta. Designazione  componente
  effettivo in seno al Collegio dei revisori dei conti. (n. 220/I).
   pervenuto in data 3 aprile 2012 e inviato in data 11 aprile 2012.

   -   Camera   di  commercio  di  Messina.  Designazione  componente
  effettivo in seno al Collegio dei revisori dei conti. (n. 221/I).
   pervenuto in data 3 aprile 2012 e inviato in data 11 aprile 2012.

   -   Camera  di  commercio  di  Siracusa.  Designazione  componente
  effettivo in seno al Collegio dei revisori dei conti. (n. 222/I).
   pervenuto in data 3 aprile 2012 e inviato in data 11 aprile 2012.

   -  Azienda speciale servizi alle imprese della Camera di commercio
  di  Trapani.  Designazione  componente effettivo  con  funzioni  di
  presidente in seno al Collegio dei revisori dei conti. (n. 223/I).
   pervenuto in data 3 aprile 2012 e inviato in data 11 aprile 2012.

   -  PROMO.TEN  (Promozione  territoriale ennese)  Azienda  autonoma
  speciale  della  Camera  di  Commercio,  industria,  artigianato  e
  agricoltura di Enna. Designazione componente effettivo con funzioni
  di  presidente  in  seno al Collegio dei revisori  dei  conti.  (n.
  224/I).
   pervenuto in data 3 aprile 2012 e inviato in data 11 aprile 2012.

   -  Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana.
  Sezione consultiva. Designazione componente. (n. 225/I).
   pervenuto in data 10 aprile 2012 e inviato in data 11 aprile 2012.

          Comunicazione di proroga per espressione di parere

   PRESIDENTE.  Comunico  che, con nota del 2 aprile  2012,  è  stata
  concessa  una  proroga di giorni dieci, a decorrere  dal  6  aprile
  2012,   per   l'espressione  del  parere   Ente   parco   minerario
  Floristella  Grottacalda  di  Enna.  Designazione  Presidente   (n.
  213/I)  e   A.R.S.E.A.  Agenzia  della  Regione  siciliana  per  le
  erogazioni in agricoltura  (n. 216/I).

   Comunicazione relativa alla relazione annuale per l'anno 2011 del
                         Garante per la tutela
   dei diritti fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento
                                sociale

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la relazione annuale relativa
  all'anno  2011  del Garante per la tutela dei diritti  fondamentali
  dei  detenuti  e  per il loro reinserimento sociale,  trasmessa  ai
  sensi del comma 4 dell'articolo 33 della legge regionale n. 5/2005.

   Copia  della  stessa è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.
           Comunicazione di trasmissione di atti alla Corte
                            Costituzionale

   PRESIDENTE. Comunico che il Tribunale di Modica (RG) con ordinanza
  del  5  marzo  2012  ha  ritenuto rilevante  e  non  manifestamente
  infondata  la  questione  di  legittimità  costituzionale  relativa
  all'articolo 7, comma 1, della legge regionale 15 maggio  1991,  n.
  27, e successive modifiche ed integrazioni, sospendendo il giudizio
  e  disponendo  la  trasmissione immediata  degli  atti  alla  Corte
  Costituzionale.

   Copia  della  predetta ordinanza è disponibile  presso  l'archivio
  delle Commissioni.

       Comunicazione di questione di legittimità costituzionale

   PRESIDENTE. Comunico che la Corte Costituzionale, con sentenza  n.
  67  del 19 marzo 2012, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale
  della  legge della Regione siciliana 24 giugno 1986, n.  31  (Norme
  per  l'applicazione nella Regione siciliana della legge 27 dicembre
  1985,  n. 816, concernente aspettative, permessi e indennità  degli
  amministratori locali. Determinazione delle misure dei compensi per
  i  componenti delle commissioni provinciali di controllo. Norme  in
  materia  di  ineleggibilità  e incompatibilità  per  i  consiglieri
  comunali, provinciali e di quartiere), in combinato disposto con la
  legge  della  Regione siciliana 26 agosto 1992,  n.  7  (Norme  per
  l'elezione  con  suffragio popolare del Sindaco.  Nuove  norme  per
  l'elezione dei consigli comunali, per la composizione degli  organi
  collegiali   dei   comuni,  per  il  funzionamento   degli   organi
  provinciali  e  comunali  e  per  l'introduzione  della  preferenza
  unica), nella parte in cui non prevedono che la carica di sindaco o
  di  assessore  di  comuni  con popolazione  superiore  a  ventimila
  abitanti sia incompatibile con la carica di deputato dell'Assemblea
  regionale.

   Copia  della  predetta  sentenza è disponibile  presso  l'archivio
  delle Commissioni.

         Comunicazione di deliberazione della Corte dei Conti

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della  Corte
  dei  Conti   Indagine sulle politiche attive  del  lavoro  e  sulla
  gestione  dell'Agenzia  regionale per  l'impiego,  con  particolare
  riferimento alla gestione del  Fondo unico per il precariato' .
   Comunico, altresì, che copia della stessa è stata trasmessa alla V
  e alla II Commissione.
   Copia  della  predetta  delibera è disponibile  presso  l'archivio
  delle Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   MANCUSO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali  e  la funzione pubblica, premesso che l'Assemblea regionale
  siciliana,  con  l'approvazione della legge di stabilità  regionale
  per l'anno 2011, ha recepito, nell'ordinamento regionale, l'art. 2,
  comma  186,  lett. d), della legge 23 dicembre 2009,  n.  191,  che
  obbliga  i  comuni con popolazione inferiore ai 100.000 abitanti  a
  sopprimere la figura del direttore generale;

   considerato  che  alla  data odierna, a quanto  sembra,  la  quasi
  totalità degli enti locali interessati da questa nuova disposizione
  legislativa  non  ha  ancora  iniziato l'iter  procedurale  per  la
  soppressione della figura del direttore generale, iter che prevede,
  tra  l'altro,  la modifica dello statuto se in esso è  prevista  la
  suddetta figura dirigenziale;

   preso  atto  che tale inadempienza dovrebbe essere  sanzionata  da
  procedure  intraprese proprio dall'Assessorato regionale  Autonomie
  locali;

   per sapere:

   se stiano effettuando i dovuti controlli presso gli enti locali al
  fine di appurare la piena applicazione della norma;

   se  siano  a  conoscenza di quanti siano i comuni che abbiano  già
  provveduto alla soppressione della figura del direttore generale;

   quali procedure d'infrazione pensino di applicare agli enti locali
  siciliani che non hanno ancora ottemperato a quanto previsto  dalla
  legge regionale di stabilità». (2507)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  l'economia  e
  all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che  la
  Corte dei conti nella propria 'Relazione sull'indagine relativa  al
  sistema  del  TPL'  in Sicilia del giugno 2003 evidenziava  che  'L
  'AST, (...), è l'unica Azienda pubblica regionale e la sua attività
  ha sempre avuto una valenza sociale, essendole stati affidati tutti
  quei  servizi che per la loro elevata antieconomicità non erano  di
  interesse delle aziende private';

   valutato  che  tali  considerazioni ribadivano e  confermavano  la
  medesima  relazione del 2001 della stessa Corte dei conti che,  con
  maggiore dettaglio, individuava la tipologia dei sevizi affidati  e
  la ragione tecnica della loro antieconomicità;

   considerato che:

   negli  anni  2009/2010 con un'opera di risanamento gestionale,  la
  dirigenza e i vertici dell'AST, anche con la guida del consiglio di
  sorveglianza,  presieduto  dal Ragioniere  generale  della  Regione
  siciliana,   responsabile,  peraltro,  delle   scelte   strategiche
  societarie  e  del controllo dei conti, hanno portato  la  società,
  nonostante  l'elevato  valore sociale delle  tratte  operate  e  il
  vertiginoso  aumento  dei costi delle materie  prime,  a  risultati
  operativi positivi con l'utilizzo delle sole leve gestionali;

   nonostante l'azione di risanamento peraltro a ridosso della grande
  crisi  economica dello scorso 2011 con l'ulteriore  esplosione  dei
  costi,  la  Giunta  regionale ha adottato la  delibera  401/2010  -
  comunicata nel corso del 2011 - con la quale decideva di recuperare
  la  parte di utili conseguiti da AST nel corso dell'esercizio 2009,
  già  appostati  nella  riserva straordinaria così  come  deliberato
  dall'assemblea dei soci, sulle somme appostate per AST nel bilancio
  regionale 2010, azzerando così il risultato positivo realizzato;

   visto il comunicato stampa diramato dalle organizzazioni sindacali
  di  categoria del 28/03/2012 dal titolo 'La Regione vuole  svendere
  l'AST - Finalmente è tutto chiaro sull'affare';

   per  sapere  se  intendano ancora puntare  sulla  propria  storica
  società  regionale come azienda strategica del TPL, considerato  il
  ruolo  dalla  stessa  rivestita - anche per  le  tratte  sociali  -
  valutata  anche  l'opera  di risanamento  aziendale  intrapresa  in
  questi  anni  seppure  nelle  oggettive  difficoltà  economiche   e
  finanziarie  imposte  dalla  crisi globale,  che  hanno  consentito
  positivi  risultati  di  bilancio  negli  anni  2009/2010,   oppure
  disfarsene disperdendo il grande capitale umano e patrimoniale  che
  essa rappresenta». (2510)

                                                    LENTINI-GIUFFRIDA

   «Al  Presidente  della  Regione, in riferimento  ai  gravi  eventi
  alluvionali  che  hanno  investito  la  provincia  di  Messina  nel
  novembre  2011, ed in particolare il Comune di Barcellona Pozzo  di
  Gotto,  causando  immani danni sia alle strutture pubbliche  che  a
  quelle  private dell'intera città, messa in ginocchio  dalla  forza
  della natura e dall'incuria degli uomini;

   preso atto:

   della   situazione  in  cui  versano,  altresì,  le  frazioni   di
  Migliardo,  Femminamorta e Pozzo Perla, dove alcuni residenti  sono
  stati  costretti a lasciare le proprie abitazioni devastate e  rese
  inagibili dal fenomeno calamitoso;

   della  dignità con cui la popolazione di Barcellona, unitamente  a
  tutti   i  comuni  viciniori  coinvolti,  ha  reagito  agli  eventi
  dimostrando,   con   le  pochissime  risorse,  peraltro   messe   a
  disposizione  esclusivamente dalla Regione, dalla Provincia  e  dal
  Comune, una capacità e volontà eccezionali, in spregio alla  totale
  assenza  del  Governo  centrale che ha, sino  ad  oggi,  del  tutto
  ignorato la tragedia che ha colpito la fascia tirrenica messinese;

   che  le  attività  commerciali di tutto il territorio  interessato
  dagli  eventi  alluvionali del novembre  2011,  ed  in  particolare
  Barcellona Pozzo di Gotto, attendono un concreto sostegno economico
  (liquidazione dei danni certificati, apertura di credito agevolato,
  sgravi  fiscali  ad  esempio) per poter ripartire  e  ritornare  ad
  essere competitivi sul territorio;

   osservato  che  il  C.D.M. del 5/12/2011 ha varato  una  serie  di
  misure  anti-crisi provvedendo alla proroga degli stati di calamità
  naturale solo per le città di Genova, Roma e l'Aquila, ignorando  i
  fatti alluvionali de quibus;

   considerato, infine, che proprio a Barcellona Pozzo di Gotto si  è
  registrato  il drammatico crollo del ponte di collegamento  tra  le
  frazioni  di  Spinesante e Calderà, infrastruttura  di  particolare
  rilievo  strategico  per tutto il litorale  del  Longano  (peraltro
  evento  simbolo e di copertina dei fatti alluvionali  per  i  media
  nazionali e locali), e che a tutt'oggi non si ha alcuna notizia  in
  merito,  nonostante  il tema sia stato ripetutamente  e  con  forza
  sollevato  in  sede  locale  da amministratori  e  comitati  civici
  spontanei;

   per sapere:

   cosa  intenda fare nell'immediato il Dipartimento regionale  della
  Protezione   civile,   di   fatto  divenuto   unico   interlocutore
  attendibile  per  tutti  gli  eventi  calamitosi  registratisi  nel
  recente passato nella Provincia di Messina, per porre in essere  un
  concreto  e  fattivo  intervento  per  la  ricostruzione   di   una
  infrastruttura  che  svolge  un ruolo strategico  per  lo  sviluppo
  economico  di  Barcellona  P.di G. ed in particolare  di  tutto  il
  litorale    del    Longano.   L'assenza   del    ponte,    infatti,
  nell'approssimarsi   del   periodo   estivo,    oltre    a    porre
  definitivamente  in ginocchio le numerose attività commerciali  del
  territorio   mettendone  a  rischio  la  sopravvivenza   economica,
  determina  un maggiore allarme per la incolumità della  popolazione
  locale,  che  si  triplicherà nel periodo residenziale  estivo,  in
  assenza di adeguate vie di fuga o vie di soccorso emergenziale;

   se  non  intenda  voler valutare tecnicamente immediate  soluzioni
  emergenziali idonee a ridurre il rischio per la popolazione  ed  il
  disagio  conseguente, mettendo mano a specifici studi  geologici  e
  strutturali  che  possano  consentire la realizzazione  prioritaria
  anche  di  manufatti precari per l'attraversamento emergenziale  o,
  comunque,   rappresentare   il  prodromo   per   la   realizzazione
  prioritaria dell'infrastruttura a finanziamento ottenuto;

   se   non  ritenga,  infine,  di  dovere  richiedere,  secondo   le
  prerogative a tal uopo riconosciutele dallo Statuto siciliano,  una
  apposita sua convocazione sul tema in un prossimo C.D.M. allo scopo
  di  sollecitare  la definitiva presa d'atto del Governo  sui  fatti
  alluvionali   del   Messinese,  da  troppo  tempo   vergognosamente
  trascurati in sede nazionale». (2511)

                                                             PICCIOLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:

   per  il  restauro del Castello Ursino di Catania, tra l'altro  uno
  dei più importanti musei d'Italia, restauro che avrebbe permesso la
  totale fruibilità della stupenda struttura monumentale etnea, erano
  stati  stanziati  5,9  milioni di euro, tramite  i  fondi  del  POR
  Sicilia 2000/2006 Misura 6.05;

   nello  specifico,  tale restauro prevedeva il completamento  delle
  scale  per il primo e secondo piano del Castello, piani attualmente
  chiusi per l'impossibilità appunto di garantirne un sicuro e facile
  accesso;

   considerato che i tecnici della Regione hanno comunicato che  tali
  fondi  sono andati perduti perché il progetto di restauro  è  stato
  inviato in ritardo dal Comune di Catania;

   tenuto  conto  che  il  Comune di Catania,  carte  alla  mano,  ha
  dimostrato  che il progetto del restauro non solo è  stato  inviato
  nei  tempi  previsti, ma è stata presentata anche una variante  per
  l'inserimento  di una scala antincendio non prevista  dal  progetto
  iniziale;

   preso  atto  che,  alla  luce  di quanto  sopra,  risultano  delle
  gravissime   responsabilità,  all'interno   dell'Assessorato   Beni
  culturali,  che  hanno causato la perdita di fondi  essenziali  per
  l'intero  comparto  turistico della Città di Catania,  negando,  di
  fatto,   ai  turisti  di  potere  visitare  una  delle  più   belle
  costruzioni del periodo svevo in Sicilia;

   per sapere:

   se non ritengano urgentissimo verificare i reali motivi per cui la
  città di Catania ha perso ben 5,9 milioni di euro dei fondi europei
  destinati al restauro del Castello Ursino;

   se  non ritengano improcrastinabile avviare una inchiesta al  fine
  di  individuare  i  responsabili di tale incredibile  e  vergognosa
  vicenda;

   quali   iniziative   intendano   adottare   per   recuperare   e/o
  ripristinare i fondi de quibus che possano permettere l'inizio  dei
  lavori   di  ristrutturazione  di  uno  dei  musei  più  importanti
  d'Italia». (2512)

                                                              FALCONE

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   con  provvedimento n. 422 del 19 marzo 2012 a firma dei commissari
  straordinari del CEFOP, in risposta ad una richiesta formulata  con
  protocollo  riservato  dal  Garante  per  la  tutela  dei   diritti
  fondamentali  dei  detenuti, è stata disposto,  con  decorrenza  20
  marzo  2012,  'il  distacco' di una dipendente CEFOP,  in  servizio
  nello   sportello  polifunzionale  di  Carini,   presso   la   sede
  dell'ufficio del Garante di Via Magliocco, 36, a Palermo;

   rilevato che non si comprende la ragione della sinergia tra l'ente
  di  formazione  in oggetto, quale soggetto privato, e  le  precipue
  finalità dell'ufficio regionale del Garante;

   ritenuto che:

   il  provvedimento si configurerebbe come vero atto di favoritismo,
  stante che i compiti che la predetta dipendente Cefop è chiamata  a
  svolgere  non  hanno alcuna rilevanza per le attività del  Garante,
  ma,  ancor  più, sono da classificare attività meramente  ordinarie
  che  possono essere svolte dai dipendenti della Regione in servizio
  presso l'ufficio del Garante medesimo;

   l'organico dell'ufficio del Garante, sede di Palermo e di Catania,
  a  detta  dello  stesso  Garante, senatore Fleres,  risulta  essere
  sovradimensionato, non si comprendono pertanto le ragioni  per  cui
  se   ne   debba  aumentare  ulteriormente  il  numero  avvalendosi,
  peraltro, di personale esterno all'amministrazione regionale;

   per sapere:

   se il Garante, per l'assegnazione della predetta dipendente Cefop,
  si  sia  avvalso delle disposizioni di cui all'art. 33  della  l.r.
  5/2005,  che fa obbligo al medesimo, per la richiesta di personale,
  di  utilizzare  il  potere di proposta da formulare  al  Presidente
  della Regione;

   in  base  a  quale  norma di legge il Garante  abbia  ritenuto  di
  doversi  avvalere  della  dipendente  Cefop  che  'espleta  il  suo
  incarico  presso i locali della sede dell'ufficio  del  Garante  di
  Palermo';

   quali  disposizioni  normative abbiano indotto gli  amministratori
  straordinari  del  Cefop ad autorizzare la predetta  dipendente  ad
  espletare  il  suo  incarico  di lavoro,  anziché  presso  le  sedi
  dell'ente  di formazione, all'interno dell'ufficio del Garante  per
  attività  di  orientamento formativo propria  del  Cefop,  attività
  assolutamente normali che possono essere assolte senza avvalersi di
  trasferimenti presso uffici diversi dal Cefop;

   se   non   ritengano,  stante  anche  la  preoccupante  condizione
  gestionale  dell'ente  di  formazione,  di  adottare  i   necessari
  provvedimenti   per   revocare   l'illegittima   disposizione   dei
  commissari straordinari del Cefop su richiesta del Garante». (2513)

                                                            CRACOLICI

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   MANCUSO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che  sul sito della Regione si legge: 'In  linea  con  le
  politiche  europee, le strategie nazionali e gli interventi  locali
  nel  campo  della 'Società dell'Informazione', la Regione Siciliana
  ha  avviato  un'opera di profonda trasformazione ed  ammodernamento
  volta  a  migliorare  l'efficacia  e  l'efficienza  della  pubblica
  amministrazione.';

   premesso inoltre che:

   i  registri tumori sono strumenti fondamentali per il monitoraggio
  dello   stato  di  salute  della  popolazione  regionale   e   sono
  riconosciuti  quale parte integrante del SISR (Sistema  Informativo
  Sanitario Regionale), pertanto autorizzati al trattamento dei  dati
  sensibili;

   solo  grazie ai registri tumori è possibile avere questo  tipo  di
  informazioni  ed  infatti le regioni italiane  stanno  cercando  di
  istituirli e di accreditarli attraverso l'Associazione Italiana dei
  Registri  Tumori  (AIRTUM). Il tutto allo  scopo  di  monitorare  e
  prevenire  il  'cancro' che sta devastando da anni  i  territori  a
  'rischio';

   quindi  è  concreta l'urgenza di munirsi di questo  meccanismo  di
  sorveglianza sanitaria;

   i   registri   tumori   nel   mondo  sono   collegati   tra   loro
  dall'Associazione  Internazionale  dei  Registri   Tumori   (IACR),
  riconosciuta  anche dall'OMS, solo se hanno raggiunto  standard  di
  qualità  specifici,  in  grado di rendere validi  i  confronti.  In
  questo modo, grazie al lavoro dei professionisti che operano con  i
  registri,  l'Agenzia  Internazionale  per  la  Ricerca  sul  Cancro
  dell'OMS  pubblica un volume periodico che è la fonte mondiale  più
  accreditata  di  dati  sui  tumori:  'Cancer  incidence   in   Five
  Continents';

   queste informazioni sono utilizzate dalle organizzazioni sanitarie
  per  le politiche di controllo dei tumori e per il piano oncologico
  nazionale  che si prefiggono come primo obiettivo quello  estendere
  la  rete  dei  registri di tumori a coprire la maggior parte  della
  popolazione, così da poter individuare anche specifiche esposizioni
  e fattori di rischio;

   i registri tumori sono da considerare delle efficienti linee guida
  per la gestione delle malattie tumorali;

   l'attivazione  dei suddetti registri consente anche  un  controllo
  della  spesa  sanitaria se si considera che proprio  attraverso  di
  essi   è   possibile   monitorare  l'evoluzione   delle   patologie
  oncologiche, concentrando e razionalizzando i successivi interventi
  in   modo  da  incidere  positivamente  sui  costi  dell'assistenza
  sanitaria;

   attraverso questo processo si è altresì in condizione di accertare
  quale  sia  in termini di bilancio il saldo attivo delle  industrie
  presenti sul territorio regionale origine (ormai è conclamato dagli
  studi)  degli  inquinanti, causa delle malattie e  mortalità  della
  popolazione residente nei territori;

   considerato che:

   è  stata promulgata la legge 14 aprile 2009, n. 5, 'Norme  per  il
  riordino  del  Servizio sanitario regionale', che,  con  l'art.  27
  dispone  l'Organizzazione della Rete regionale dei Registri tumori,
  che così recita:

   '1.   E'   istituita   la   Rete  siciliana   territoriale   della
  registrazione dei tumori.

   2.  La funzione di coordinamento, indirizzo e gestione dei dati  a
  livello   centrale   è  affidata  all'Osservatorio   epidemiologico
  regionale.

   3. La Rete siciliana territoriale della registrazione dei tumori è
  costituita  a  livello  territoriale  dalle  strutture  individuate
  dall'articolo  24  della legge regionale  8  febbraio  2007,  n.  2
  (Registro  tumori  delle  province di  Catania,  Messina,  Palermo,
  Ragusa,  Trapani  e  il  Registro di  patologia  di  Siracusa)  che
  svolgono  funzioni  di  rilevazione e gestione  dei  dati  su  base
  territoriale.

   4.  Al  fine  di raggiungere la copertura completa del  territorio
  regionale,   le  aree  provinciali  attualmente  non   coperte   da
  registrazione sono attribuite ai Registri territorialmente  attigui
  già riconosciuti ai sensi della legge regionale 8 febbraio 2007, n.
  2,  e precisamente la provincia di Agrigento al Registro tumori  di
  Trapani,  la  provincia  di Caltanissetta  al  Registro  tumori  di
  Ragusa, la provincia di Enna al Registro tumori di Catania.

   5.  Le  Aziende sanitarie provinciali o le Aziende ospedaliere  da
  cui  dipendono  i Registri tumori sono tenute a garantire  adeguate
  risorse   umane   e   strumentali,  tenendo  conto   delle   figure
  professionali    con    esperienza    specifica     nel     settore
  dell'epidemiologia e della registrazione dei tumori.

   6. Al fine di non interrompere le attività dei Registri tumori, le
  strutture  sanitarie  interessate sono autorizzate  a  prorogare  i
  contratti del personale precario attualmente in servizio';

   con  l'art. 18 è disposto il Sistema dei controlli, che, al  primo
  comma, così recita: '1. L'Assessorato regionale della sanità svolge
  il controllo sulla gestione delle Aziende sanitarie.';

   Lo  scopo  e  gli  obiettivi del registro tumori  sono  (dal  sito
  internet   Registro  Tumori  Integrato  per  Catania,   Messina   e
  Siracusa):

   individuare  eventuali modificazioni di incidenza  di  tumori  già
  presenti  sul  territorio, al fine di correlarle con  le  cause  di
  cancro (storico - Carta 2000);

   sorvegliare   l'insorgenza  di  nuova   patologia   tumorale   per
  l'individuazione    di   nuovi   fattori   di   rischio    (Decreti
  Interministeriali e D.Lgs.277\91);

   programmare  interventi  di  prevenzione  primaria  (es:  campagne
  d'informazione) per la rimozione delle cause dall'ambiente di  vita
  e di lavoro (Carta 2000);

   valutare  l'efficacia degli interventi preventivi (es:  screening,
  organizzazione   dei   servizi   sanitari)   tramite   il   variare
  dell'incidenza dei tumori;

   intervenire  con la prevenzione secondaria (diagnosi precoce)  per
  aumentare  la  sopravvivenza  e la qualità  di  vita  del  paziente
  oncologico;

   migliorare  la qualità degli interventi diagnostici e terapeutici,
  fornendo  dati  sulla  sopravvivenza in  rapporto  allo  stadio  di
  malattia (sorveglianza della patologia);

   contribuire   alla   valutazione  dell'efficacia   di   protocolli
  diagnostici e terapeutici;

   fornire  dati  per  migliorare  e  razionalizzare  l'accesso  alle
  strutture  ospedaliere  e del territorio  in  rapporto  ai  bisogni
  emergenti (programmazione sanitaria);

   esaltare  il  rapporto costi/benefici, migliorare  la  salute  dei
  pazienti affetti da patologia oncologica, razionalizzando la  spesa
  sanitaria  e  riducendo  gli sprechi, per risparmiare  risorse  che
  permetteranno poi di intervenire in maniera più mirata;

   l'utilizzo  di  linguaggi e protocolli comuni: ciò permetterà  una
  maggiore  integrazione fra le strutture con maggiore uniformità  ed
  un risparmio di risorse umane ed economiche;

   sorveglianza  della  qualità  dell'assistenza:  'la  verifica  dei
  percorsi   clinici  (diagnostici,  terapeutici  e   di   follow-up)
  permetterà   di   valutare  eventuali  interventi  inadeguati   sia
  diagnostici  che  terapeutici, permettendo, oltre ad  un  ulteriore
  risparmio  di risorse, anche di valutarne l'impatto in  termini  di
  sopravvivenza';

   accertato che:

   l'Amministrazione regionale, Assessorato Salute, dispone  di  aree
  interdipartimentali  preposte ai sistemi  informativi,  statistica,
  monitoraggi;

   la  dichiarazione dell'area ad elevato rischio di crisi ambientale
  del Mela del settembre 2002 così recita:

   'Visti  gli studi e le indagini del Ministero dell'ambiente  sulla
  situazione   ambientale  dell'area  del  comprensorio   del   Mela,
  presentati  nella riunione tenutasi presso l'Assessorato  regionale
  del territorio e dell'ambiente del 28 marzo 2000;

   Vista  la  delibera di Giunta del 17 maggio 2002, n. 150,  con  la
  quale si dà mandato all'Assessore per il territorio e l'ambiente di
  porre  in  essere  le  iniziative  necessarie  per  pervenire  alla
  dichiarazione di area ad elevato rischio di crisi ambientale per il
  comprensorio  del Mela (Condrò, Gualtieri Sicaminò,  Milazzo,  Pace
  del  Mela,  S.  Filippo del Mela, Santa Lucia del  Mela,  San  Pier
  Niceto);

   Considerata  l'elevata concentrazione di insediamenti  industriali
  nel comprensorio del Mela;

   Considerato l'elevato carico antropico;

   Considerata  l'attiguità degli insediamenti urbani alla  succitata
  area industriale;

   Considerato  che  l'elevato carico ambientale ha  determinato  una
  situazione che protende verso valori dei parametri ambientali  tali
  da  richiedere rapidi ed improrogabili interventi di risanamento  e
  riqualificazione ambientale;
   Accertati  i  recenti  studi dell'OMS, già  richiamati  nelle  mie
  precedenti  interrogazioni, che conclamano  l'effettiva  potenziale
  esposizione della popolazione alle malattie tumorali';

   visto  che  (dal  sito  internet 'Registro Tumori  Integrato'  per
  Catania, Messina e Siracusa):

   'le  Autorità  sanitarie  della Regione siciliana,  con  la  legge
  regionale n. 13 del 09-2003, pubblicata sulla G.U.R.S il 12/06/2003
  art.  20, comma 4, hanno istituito il registro tumori integrato  di
  Catania  e  Messina  (RTI),  'per  fornire  dati  alle  istituzioni
  sanitarie  al  fine  di  una più appropriata  programmazione  degli
  interventi  di  prevenzione e cura e per  lo  studio  dei  fenomeni
  connessi alle cause';

   la   legge   istitutiva  ha  individuato  l'Istituto   di   Igiene
  dell'Università di Catania e presso l'ospedale Papardo  di  Messina
  come  referente,  in  collaborazione  con  l'ordine  dei  medici  e
  chirurghi della Provincia di Catania, quale referente e depositario
  della ricerca epidemiologica;

   una  successiva legge regionale, la n.17 del 28/12/2004, art. 127,
  c.  65,  ha  abbinato  ai registri tumori integrati  di  Catania  e
  Messina anche quello di Siracusa;

   la  legge  n.  5  del 14 aprile 2009 (legge per  il  riordino  del
  Servizio  Sanitario  Regionale), ha  sancito  l'accorpamento  della
  Provincia di Enna al RTI;

   il    registro    tumori    integrato    è    funzionalmente    ed
  amministrativamente  diretto  da un  comitato  tecnico  scientifico
  composto da medici esperti in oncologia;

   preso atto che:

   la  popolazione  del  territorio interessato non  ha  informazione
  dell'avvenuta istituzione del R.T.;

   la  non  informazione è motivo di tensione sociale e di interventi
  conoscitivi   anche  in  sede  della  commissione  ambiente   della
  Provincia regionale di Messina;

   l'istituzione del registro tumori è motivo di spesa corrente (2003-
  2012) per l'amministrazione regionale;

   alla  data  non ha mai prodotto benefici, né risulta  che  sia  in
  alcun modo essere stato attivato;

   per  entrare  a regime ed essere motivo degli attesi  benefici  il
  registro tumori ha un percorso di medio-lungo periodo;

   ritenuto che:

   l'attivazione  sia  motivo  di prevenzione  e  salvaguardia  della
  salute  per la popolazione e necessaria per il controllo  economico
  dell'amministrazione  regionale competente e  potenziale  strumento
  per le scelte regionali in tema di sviluppo;

   è  uno  strumento che avrebbe dovuto (nei 9 anni) dare i risultati
  attesi, qualora attivato come dalla legge regionale istitutiva;

   per sapere:

   quali  siano  le motivazioni del ritardo operato per  la  messa  a
  regime del Registro Tumori;

   quali  le  spese  sino  alla  data sostenute  dall'Amministrazione
  regionale;

   quali i report sullo stato della situazione mensili e/o semestrali
  e  annuali  redatti  e  trasmessi  dalle  Aree  Interdipartimentali
  preposte alla vigilanza e controllo all'Assessorato Salute;

   di chi siano le responsabilità per quanto sopra;

   quali  interventi  e/o  provvedimenti abbiano  adottato  per  dare
  concretezza all'attivazione del R.T.I.;

   quali   provvedimenti   intendano   adottare   per   l'attivazione
  dell'atteso 'Registro Tumori Integrato'». (2505)

                                                               CORONA

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   la  miniera di Pasquasia, situata tra Enna e Caltanissetta,  è  il
  più importante sito estrattivo in Italia e tra i primi tre al mondo
  per la produzione di sali potassici;

   la  miniera, chiusa nel 1992 dopo trentatré anni di attività, dava
  lavoro  a  circa  1.000  operai (incluso  l'indotto)  e  aveva  uno
  standard di produttività giornaliera di 900 tonnellate di salgemma,
  rappresentando  una  realtà centrale sul fronte dell'occupazione  e
  dello  sviluppo  economico  nei  territori  di  Enna,  Agrigento  e
  Caltanissetta;

   considerato che:

   vista  la  presenza nel sito di una grande quantità di  amianto  e
  olio  dielettrico, nel giugno 2011 fu firmato un protocollo tra  il
  Ministero dell'ambiente e la Regione siciliana, con il quale veniva
  destinata la somma di 20 milioni di euro per l'avvio dei lavori  di
  bonifica dai materiali inquinanti;

   l'accordo  prevedeva non solo la bonifica e la messa in  sicurezza
  del sito minerario, ma l'esame contestuale di una possibile ripresa
  delle attività estrattive;

   la  miniera  detiene  sali  potassici  per  almeno  trent'anni  di
  attività  estrattiva, rappresentando un'importante  opportunità  di
  sviluppo  economico  ed  occupazionale per le  aree  interne  della
  Sicilia;

   preso atto che:

   un  funzionario dell'Assessorato regionale Territorio e  ambiente,
  responsabile  dell'ufficio  speciale delle  aree  ad  alto  rischio
  ambientale   in   Sicilia,   intervenendo   ad   una   trasmissione
  radiofonica,  ha  riferito che sarebbe in atto la progettazione  di
  una   discarica   nel  sito  di  Pasquasia  per  ricevere   amianto
  proveniente da tutta la Sicilia;

   il  suddetto funzionario, successivamente contattato dagli  organi
  di  stampa, ha ulteriormente spiegato che del progetto si  starebbe
  occupando il dipartimento regionale dell'energia, dell'acqua e  dei
  rifiuti;

   rilevato altresì che:

   l'inquinamento  di  Pasquasia è un tema  molto  delicato,  che  si
  ripropone  da  tanti anni e che ha sempre suscitato  preoccupazione
  tra le popolazioni interessate;

   all'atto  della firma del programma quadro tra Regione  siciliana,
  Provincia  regionale di Enna e Comune di Enna si  ipotizzò,  previa
  verifica delle condizioni geologiche e tecniche, di realizzare  una
  discarica   all'interno   del   sito   per   depositare   solo   ed
  esclusivamente  l'amianto  proveniente  dalla  bonifica  del   sito
  stesso;

   ritenuto  che  sarebbe  incomprensibile,  mentre  è  in  atto  una
  bonifica  che consentirà la rimozione dei materiali inquinanti  dal
  sito, non individuare il percorso amministrativo e legislativo  più
  idoneo   a   ricreare  le  condizioni  di  riavvio  delle  attività
  estrattive;

   per sapere:

   se   sia   a   conoscenza  dell'esistenza  di  un   progetto   che
  individuerebbe in Pasquasia il sito per lo smaltimento dell'amianto
  proveniente da tutta la Sicilia;

   se e quali iniziative urgenti si intendano adottare per chiarire i
  contenuti  e  gli  obiettivi  dell'intervento  di  bonifica  e  del
  successivo  programma  di riqualificazione e  riutilizzo  del  sito
  minerario». (2508)
             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                             GALVAGNO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   l'azienda  autonoma  delle Terme di Sciacca  è  stata  oggetto  di
  privatizzazione in forza della legge regionale n. 10 del 1999 e nel
  2011,  dopo la trasformazione, nel 2006, in società per  azioni,  è
  stata  messa  in  liquidazione, ma con  possibilità  di  proseguire
  l'attività   in   attesa  di  rendere  concreto  il   processo   di
  privatizzazione;

   il   personale,   circa  una  trentina  di  dipendenti   a   tempo
  indeterminato,  svolge  l'attività propria  termale,  mentre  altri
  dipendenti stagionali quella alberghiera;

   considerato  che  tra i candidati inseriti nelle liste  elettorali
  delle  prossime  amministrative a Sciacca (AG) vi sarebbero  alcuni
  dipendenti  della  società 'Terme di Sciacca Spa',  inseriti  tutti
  nella  lista  del  MPA,  e che gli uffici della  struttura  termale
  spesso  sarebbero  frequentati da componenti il  predetto  partito,
  così  come  numerosi  incontri  pre-elettorali  si  terrebbero  con
  sistematicità nei locali della predetta società o all'interno della
  struttura  alberghiera  che  momentaneamente  non  svolge  attività
  operativa a causa della periodica chiusura stagionale;

   ritenuto che il percorso di privatizzazione sta incontrando  delle
  serie difficoltà a trovare applicazione tra gli operatori economici
  del  settore e che ogni energia va spesa affinché la trasformazione
  operativa  delle  Terme di Sciacca in spa avvenga nel  minor  tempo
  possibile;

   per  sapere se non ritengano opportuno intervenire, con la massima
  urgenza, per dare piena e completa attuazione alla privatizzazione,
  al  fine di garantire l'utilizzo della risorsa termale per  la  sua
  effettiva  vocazione  e  non  disperdere  le  professionalità   dei
  dipendenti volte alla gestione di un'azienda termale, piuttosto che
  ad altre attività». (2509)

                                                                BOSCO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:

   nel  2009, al Comune di Salemi, in provincia di Trapani,  è  stata
  donata  la  Kim's  Video,  collezione  di  55.000  film  di  cinema
  indipendente, da parte del cinefilo newyorkese, di origini coreane,
  Yongman Kim;

   l'amministrazione   comunale  ha  accettato  la   donazione   alle
  condizioni poste dal collezionista: tenerla intatta, aggiornarla  e
  renderla accessibile;

   a  tale  scopo,  la Regione siciliana ha erogato un contributo  di
  867.000 euro;

   secondo notizie di stampa, ad oggi, a soli due mesi dalla scadenza
  del  progetto,  la catalogazione della suddetta collezione  sarebbe
  ferma a 3.582 dvd, appena il 10 per cento del numero complessivo di
  film;

   qualche  mese  fa,  Oliviero Toscani, fotografo  che,  al  momento
  dell'acquisizione della collezione Kim'S Video, era anche assessore
  alla  creatività dell'amministrazione di Salemi, ha denunciato,  in
  una lettera inviata al Presidente della Regione, che la 'più grande
  collezione  di cinema indipendente americano marcisce,  abbandonata
  negli scatoloni di cartone, in mezzo a topi e scarafaggi, e che  il
  progetto di catalogazione rischia di naufragare definitivamente con
  il commissariamento del Comune';

   considerato che:

   il  20  marzo scorso, il commissario straordinario del  Comune  ha
  dichiarato  di  'capire  la straordinaria  potenzialità  di  questo
  sancta sanctorum cinematografico' e ha annunciato un'ispezione;

   in  un  articolo, pubblicato il 5 aprile scorso dal quotidiano  on
  line  'Corrieredelmezzogiorno.it',  si  legge  che  'centinaia   di
  scatoloni sono ancora per terra, sistemati alla rinfusa, mentre una
  sola  parete ospita i film fino ad ora catalogati: 3.582 su  55.000
  titoli.  Un elenco dei film regalati da Yongman Kim non  si  trova,
  mentre  i responsabili sostengono che molti erano doppioni e  molte
  custodie erano vuote';

   per sapere:

   se  quanto dichiarato dalla stampa e da Oliviero Toscano  risponda
  al vero;

   se  non  ritengano di dovere avviare immediatamente dei  controlli
  per  verificare  come  sono  stati spesi  i  fondi  destinati  alla
  catalogazione  della  collezione e  quale  sia  ad  oggi  lo  stato
  effettivo dei 55.000 titoli in possesso del Comune di Salemi;

   quali provvedimenti siano stati presi per tutelare la collezione e
  per renderla al più presto fruibile;

   se  sia  ipotizzabile, previa autorizzazione dell'ex  proprietario
  della  collezione  e  del  Comune di Salemi,  che  tale  patrimonio
  cinematografico  venga trasferito presso la  Scuola  di  Cinema  di
  Palermo, che si trova presso i Cantieri culturali della Zisa,  allo
  scopo di una migliore custodia e fruizione». (2514)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)
                                                           MATTARELLA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e per l'identità siciliana, premesso che:

   il  28  marzo scorso è stata sottoscritta una convenzione  con  la
  onlus 'Arthesia' di Palermo;

   tale   convenzione  prevede  l'impiego,  per  due  mesi,   di   55
  disoccupati,  rimasti senza lavoro dopo la chiusura  della  società
  'Federico  II'  (che  fino  a  qualche  tempo  fa  gestiva  servizi
  aggiuntivi nei musei siciliani);

   la convenzione è stata stipulata senza il ricorso ad alcuna gara o
  bando   pubblico,   poiché  la  onlus,  iscritta   all'albo   delle
  associazioni di volontariato, per natura giuridica può  evitare  le
  procedure di evidenza pubblica;

   ogni   lavoratore,  per  questo  incarico  a  tempo   determinato,
  percepirà poco più di 500 euro al mese, mentre il costo complessivo
  previsto per l'amministrazione regionale sarà di 67.100 euro;

   secondo   quanto   pubblicato  dal  quotidiano   'La   Repubblica,
  nell'edizione del 5 aprile scorso, la onlus 'Arhesia'b ha sede  'in
  via Filiciuzza, lungo tre numeri civici ai quali, nella mattina del
  4 aprile alle 11, corrispondevano altrettante saracinesche chiuse';

   considerato che:

   per i servizi di custodia e vigilanza di musei e beni culturali la
  Regione  siciliana dispone di 590 custodi di ruolo, di 260  precari
  stabilizzati nelle aree A e B, che possono essere adibiti a  queste
  mansioni, di 240 dipendenti full-time e 250 part-time della società
  'Beni  Culturali' (interamente partecipata della Regione siciliana)
  oltre  a 300 ex Pip, transitati un paio di anni fa dal Comune  alla
  Regione;

   per  pagare gli stipendi di oltre 1.500 custodi la Regione impegna
  circa 60 milioni di euro;

   la  spesa  per  il  personale  risulta  spaventosamente  superiore
  all'introito della vendita dei biglietti dei siti museali;

   a  tale  proposito, il quotidiano cita alcuni casi  limite:  dieci
  custodi  dell'area  archeologica  di  Ravanusa  in  un  anno  hanno
  registrato   un  solo  visitatore,  per  giunta  non   pagante;   i
  quattordici custodi del museo archeologico di Marianopoli nel  2008
  hanno avuto solo 34 visitatori per un incasso di appena 63 euro; il
  museo  di  storia naturale di Terrasini, nello stesso  periodo,  ha
  avuto 488 visitatori paganti, ha incassato 811 euro e speso per  23
  custodi un milione di euro;

   il  dirigente generale dell'Assessorato Beni culturali, secondo il
  quotidiano 'La Repubblica', avrebbe 'chiesto ed ottenuto  dai  suoi
  dirigenti  un  piano esigenziale per l'anno in  corso',  dal  quale
  risulterebbero  'necessità  in ordine ai  servizi  di  vigilanza  e
  custodia con carattere non sostitutivo';

   secondo  il sindacato Cobas-Codir, invece, la convenzione  con  la
  onlus  'Arthesia' 'sbeffeggia tutti i disoccupati  siciliani  senza
  santi in paradiso. L'amministrazione si appresta, senza scrupoli, a
  creare altre aspettative di precariato';

   per sapere:

   come  sia  possibile  che  con  un numero  talmente  rilevante  di
  personale,  diretto e indiretto, destinato a svolgere  funzioni  di
  vigilanza  nei musei e nei beni culturali dell'Isola sia necessaria
  un'ulteriore convenzione con tale associazione;

   se  non ritengano di dovere sospendere immediatamente tale accordo
  e  provvedere  alle  esigenze  con il personale  interno,  sia  per
  rispondere alle esigenze di risparmio ormai indispensabili in tutti
  i  settori della pubblica amministrazione, che per non creare nuovi
  bacini di precariato». (2515)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           MATTARELLA

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

    Comunicazione relativa agli ordini del giorno numero 432 e 518

   PRESIDENTE. Comunico che:

   - in esito all'ordine del giorno n. 432  Interventi urgenti per il
  settore   agricolo   finalizzati   alla   riduzione   degli   oneri
  previdenziali  a carico delle aziende ricadenti in aree  montane  e
  nelle regioni ex Obiettivo 1 ed all'azzeramento delle accise per  i
  carburanti  ad  uso  agricolo , accettato come raccomandazione  dal
  Governo nella seduta n. 250 del 30 aprile 2011, il Presidente della
  Regione, con nota prot. n. 5061 del 3 aprile 2012 (pervenuta  il  5
  aprile  successivo e protocollata al n. 3465/Aulapg  del  6  aprile
  2012)  ha rappresentato che la problematica risulta superata  dalla
  legge regionale 24 novembre 2011, n. 25;

   -  in  esito all'ordine del giorno n. 518   Interventi a  sostegno
  dei  lavoratori  GESIP  per garantire i livelli  occupazionali,  il
  pagamento delle retribuzioni e l'erogazione dei servizi , accettato
  come  raccomandazione dal Governo nella seduta n. 250 del 30 aprile
  2011,  il  Presidente della Regione, con nota prot. n. 5060  del  3
  aprile 2012 (pervenuta il 5 aprile successivo e protocollata al  n.
  3466/Aulapg del 6 aprile  2012) ha trasmesso, in allegato alla nota
  stessa,  copia  della relazione fornita dal Dipartimento  regionale
  Bilancio e Tesoro, prot. n. 1105/Gab del 22 febbraio 2012.

   Il  testo integrale delle suddette note, con gli annessi allegati,
  è  reperibile nell'apposita banca dati  del sito web dell'Assemblea
  regionale siciliana: www.ars.sicilia.it.

   L'Assemblea ne prende atto.

  Comunicazione relativa al Gruppo parlamentare UDC Unione di Centro

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, facendo seguito alla comunicazione
  resa  nella seduta n. 338 del 29 marzo 2012, preciso che il  cambio
  di denominazione del Gruppo parlamentare  Unione di Centro - per il
  terzo  Polo' in  UDC Unione di Centro', decorre dal 29 marzo  2012,
  data  in  cui è pervenuta a questa Presidenza la relativa nota  del
  Capogruppo, onorevole Adamo.
   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione di composizione di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che, con nota del 31 marzo
  2012, pervenuta in pari data e protocollata al n. 3327/AulaPg del 3
  aprile  successivo, l'onorevole Cataldo Fiorenza ha comunicato  che
  il Gruppo parlamentare Misto è composto dai seguenti deputati:
   on.  FIORENZA  Cataldo, presidente;
   on. CAPPADONA Nunzio, vicepresidente;
   on. DE LUCA Cateno, componente;
   on. VITRANO Gaspare, componente;
   on. LO GIUDICE Giuseppe, componente.

   L'Assemblea ne prende atto.
   Invito,  pertanto, il Gruppo Misto a procedere alla nomina  di  un
  segretario,  a  norma  dell'art. 25 del  Regolamento  interno  ARS,
  dandone comunicazione a questa Presidenza.

       Rinvio del seguito della discussione del disegno di legge
      «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2012.
                 Legge di stabilità regionale» (801/A)

   Onorevoli  colleghi, sul II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione del disegno di legge numero 801/A  «Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2012. Legge  di  stabilità
  regionale»,  do  lettura  della nota  del  10  aprile  2012,  prot.
  2311/Gab,   inviata  dal  Capo  di  Gabinetto  dell'Assessore   per
  l'economia:

                 «Al Sig. Capo di Gabinetto dell'onorevole Presidente
                                   dell'Assemblea regionale siciliana
                                                              Palermo

   Oggetto: Comunicazione.

   Si  rappresenta  che l'Assessore regionale per l'economica,  prof.
  Avv.  Gaetano Armao, giovedì 12 aprile 2012 sarà impegnato in Roma,
  congiuntamente  con  l'Assessore  regionale  per  la  salute,   per
  partecipare  ai  lavori  del tavolo tecnico  su  bilancio  e  spesa
  sanitaria della Regione siciliana, convocato alle ore 15.00, presso
  la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
   Pertanto  non  potrà partecipare ai lavori d'Aula,  convocata  per
  giovedì 12 aprile p.v. alle ore 11.00.
   Si allega copia della convocazione.

                                                     Il    Capo    di
                                                    Gabinetto
                                                        F. Nicosia»

   Pertanto,  anche  in considerazione del fatto che  la  Commissione
  Bilancio  è  convocata  per  le  ore  16.00,  sospendo  la   seduta
  avvertendo che riprenderà alle ore 18.00.

     (la seduta, sospesa alle ore 12.13, è ripresa alle ore 18.13)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   Onorevoli  colleghi,  poiché  la  Commissione  Bilancio  è  ancora
  riunita,  per consentirle di ultimare i lavori e con l'auspicio  di
  completare l'esame del disegno di legge finanziaria nella  giornata
  di  domani, la seduta è rinviata a domani, venerdì 13 aprile  2012,
  alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


   I  - Comunicazioni

   II - Discussione del disegno di legge:
   - «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2012.
   Legge di stabilità regionale» (n. 801/A) (Seguito)
             Relatore di maggioranza: on. Savona
             Relatore di minoranza: on. D'Asero

   III - Votazione finale del disegno di legge:
    -  «Bilancio  di previsione della Regione siciliana per  l'anno
     finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio  2012-
     2014» (nn. 800-800 bis-800 ter-800 quater/A)

                   La seduta è tolta alle ore 18.14

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

                  Risposte scritte ad interrogazioni

                          Rubrica «Economia»

   MATTARELLA. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  le
  infrastrutture  e  la  mobilità  e  all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   l'Ast,  Azienda  siciliana  trasporti, società  partecipata  della
  Regione  siciliana, da tempo non riesce più a garantire il regolare
  funzionamento del servizio di trasporto su gomma nell'Isola a causa
  di una gravissima crisi di liquidità;

   da  giorni, in diversi comuni in provincia di Palermo, studenti  e
  lavoratori pendolari non riescono a raggiungere scuole e  posti  di
  lavoro,  poiché i mezzi dell'Ast riducono o annullano del tutto  le
  corse previste;

   questa  perdurante situazione ha determinato svariate proteste  di
  cittadini e amministratori locali;

   il  9 febbraio scorso, a Carini, gli studenti hanno protestato  al
  capolinea  in piazza, bloccando l'unico pullman che avrebbe  dovuto
  effettuare il collegamento con il capoluogo e che non poteva essere
  sufficiente ad assicurare il posto ai 700 abbonati locali;

   a  fianco  dei  cittadini che protestavano  anche  il  sindaco  di
  Carini, Giuseppe Agrusa, che, attraverso le pagine del Giornale  di
  Sicilia, ha denunciato: 'Questa intollerabile situazione va  avanti
  da  due  mesi. Dei quattro autobus che dovrebbero coprire le  corse
  con  Palermo,  fino  alle 8.45, ne partono solo  due  o  tre,  ieri
  addirittura uno solo. L'Ast sostiene che il problema dipende  dalla
  mancanza  di  carburante.  Una  motivazione  inaccettabile  per  un
  servizio pubblico così importante';

   il 10 febbraio, il direttore generale dell'Ast, Emanuele Nicolosi,
  intervistato  dal Giornale di Sicilia, ha ammesso  la  gravità  dei
  disservizi:  'Non è un problema economico, ma di liquidità.  Appena
  la  Regione,  credo  nei  prossimi giorni, accrediterà  il  dovuto,
  l'azienda potrebbe saldare le fatture pregresse. L'Ast è sana, ma è
  costretta  a scontare il mancato incasso dei crediti dai  Comuni  e
  dalla Regione';

   i crediti vantati dall'Ast ammonterebbero a 40 milioni di euro, 20
  dovuti dalla Regione siciliana e 20 dai Comuni dell'Isola, mentre i
  debiti sarebbero pari a circa 18 milioni di euro, di cui il 70% per
  carburanti, ricambi e stipendi;

   secondo il direttore dell'Ast 'in passato la Regione trasferiva le
  somme  con estrema precisione. Adesso non più. Di conseguenza,  non
  siamo in grado di far fronte alla mole di uscite, dagli stipendi al
  pagamento delle forniture';

   considerato che:

   nonostante i ripetuti solleciti dei dirigenti dell'Ast, i  vertici
  della Regione siciliana continuano a non fornire risposte sui tempi
  di pagamento;

   la  mancanza di liquidità costringe quotidianamente l'Ast a tenere
  fermi  i  pullman  rimasti senza gasolio o a non riparare  i  mezzi
  guasti,  poiché  i  fornitori  si  rifiutano  di  rispondere   alle
  richieste  dell'azienda  fino a quando le  fatture  precedenti  non
  risulteranno saldate;

   potrebbe  configurarsi addirittura l'ipotesi  di  interruzione  di
  servizio  essenziale  da  parte della Regione  siciliana,  maggiore
  azionista dell'Ast;

   per sapere:

   se abbiano provveduto a corrispondere all'Ast le somme dovute;

   nel  caso in cui ciò non sia ancora avvenuto, cosa impedisca  alla
  Regione  siciliana  di  effettuare i  versamenti  che  causano  gli
  inaccettabili disagi evidenziati;

   se  e  come intendano risolvere il problema, nei tempi più  rapidi
  possibili,  per  assicurare ai cittadini un servizio  di  trasporto
  pubblico puntuale ed efficiente». (2424)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.   -  «Con  riferimento  all'Interrogazione  parlamentare
  citata  in oggetto va puntualizzato, come già evidenziato in  altre
  risposte  parlamentari  dai contenuti simili,  che  tra  i  crediti
  vantati  da  AST  S.p.A.  nei confronti  della  Regione  Siciliana,
  l'unico   di  competenza  della  Ragioneria  Generale   di   questo
  Assessorato  è  quello relativo al contributo di ricapitalizzazione
  ex art. 76 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 il cui saldo
  per  l'anno  2011 è subordinato alla presentazione del Bilancio  di
  esercizio ai sensi della normativa vigente.
   Analogamente l'erogazione dell'anticipo del 50% del contributo  in
  argomento  per  l'anno  2012 è subordinata alla  presentazione  del
  Budget per l'esercizio in corso.
   Entrambi i documenti non sono stati ancora presentati, pertanto la
  mancata  erogazione di queste tranches  del contributo in argomento
  è imputabile unicamente all'Azienda Siciliana Trasporti S.p.A.
   Ciò nonostante questa Amministrazione ha gia proceduto, in via del
  tutto  eccezionale, ad erogare un anticipo pari a  4.000.000,00  di
  euro  sul  saldo per l'anno 2011, affinché l'A.S.T. S.p.A.  potesse
  far  fronte agli impegni ritenuti più urgenti quali le retribuzioni
  del  personale ed i debiti erariali, ma appare evidente che non  si
  potrà  procedere  ad  erogare ulteriori somme  se  la  società  non
  provvederà a presentare i suddetti bilanci.
   Appare,  comunque,  necessario, con riguardo all'evoluzione  della
  normativa  nazionale  in  tema  di  liberalizzazioni  dei   servizi
  pubblici  locali  adeguare la normativa  regionale  in  materia  di
  trasporti  pubblici  locali ridefinendo la  propria  strategia  nel
  settore».

                                                   L'Assessore
                                                   Prof. Avv. Gaetano
                                              Armao

            Rubrica «Energia e Servizi di pubblica utilità»

   APPRENDI.  -  «Al  Presidente della Regione  e  all'Assessore  per
  l'energia e i servizi di pubblica utilità, premesso che:

   le  recenti attività d'indagine da parte dell'autorità giudiziaria
  e  i relativi riscontri sul sistema gestionale dei rifiuti (vedi il
  report  dell'ARPA Sicilia in materia di gestione delle  discariche)
  hanno  evidenziato che l'anello debole della catena è rappresentato
  dal sistema di controllo e vigilanza che in Sicilia è assolutamente
  insufficiente  rispetto  al volume ed al sistema  di  gestione  dei
  rifiuti;

   il  sistema  di  controllo  affidato alle  province  e  l'attività
  derivante  dal  sistema  di verifica del piano  di  monitoraggio  e
  controllo,  di  cui  ogni impianto dovrebbe essere  fornito,  si  è
  dimostrato assolutamente insufficiente;

   considerato che:

   la  raccomandazione  del Parlamento europeo e  del  Consiglio  del
  4/04/01 che stabilisce i criteri minimi per le ispezioni ambientali
  al  punto  7 recita: 'L'esistenza di un sistema di ispezioni  e  il
  loro   svolgimento  costituiscono  un  deterrente  alle  violazioni
  ambientali  poiché  consentono  alla  autorità  di  individuare  le
  infrazioni  e  di  far rispettare la normativa ambientale  mediante
  sanzioni  ed  altri mezzi. Pertanto le ispezioni  costituiscono  un
  anello  indispensabile della catena regolamentare ed uno  strumento
  efficiente  per  contribuire ad un'attuazione  più  coerente  e  al
  rispetto della normativa ambientale(...)';

   la   soluzione  ipotizzabile  è  di  strutturare  un  servizio  di
  controllo e vigilanza attivato tra i diversi soggetti, dipartimenti
  ed  Assessorato  regionale - enti locali -  ARPA  Sicilia,  con  il
  compito   preciso  di  procedere  all'attività  di  controllo   sul
  territorio  onde evitare che pratiche non conformi alle indicazioni
  di  legge  possano  determinare casi come quello  di  Bellolampo  a
  Palermo;

   per sapere se non ritenga che l'attività in questione possa essere
  affidata  ad  ARPA Sicilia in corresponsabilità con il dipartimento
  rifiuti  ed acque per le attività di coordinamento e quali  ragioni
  fino  ad  oggi  abbiano  impedito  l'affidamento  dell'attività  di
  controllo ad ARPA Sicilia». (1247)

   Risposta.  -  «Con  riferimento all'atto  di  sindacato  ispettivo
  presentato  dall'onorevole  interrogante,  volto  a  conoscere   le
  notizie  per  la  revisione del sistema di  controllo  e  vigilanza
  sull'attività   di  gestione  dei  rifiuti,  pervenuto   a   questo
  Assessorato  con  nota prot. 1631/In.15 del 1  Settembre  2010,  si
  rappresenta quanto segue.
   Il  sistema di controllo e vigilanza sull'attività di gestione dei
  rifiuti  nella  nostra regione, ai sensi di quanto  disposto  della
  legge  regionale 8 aprile 2010 n. 9 coordinato con il disposto  del
  D.Lgs.  152 ed in attuazione delle direttive comunitarie in materia
  di  gestione  del ciclo dei rifiuti, è articolato in  un  complesso
  sistema  di  controllo all'interno del quale  lo  Stato  svolge  la
  funzione di indirizzo e coordinamento, le Regioni svolgono attività
  pianificatoria, i Comuni svolgono attività gestionale anche per  il
  tramite  delle  società d'ambito ed infine alle Province  Regionali
  vengono attributi compiti di verifica e controllata.
   Con  riferimento all'attività di controllo, l'art. 3  della  legge
  regionale  8 aprile 2010 n. 9, attribuisce alla Province  Regionali
  le  funzioni  di  verifica  e controllo nel  complesso  sistema  di
  gestione integrata dei rifiuti.
   Per  effetto di quanto disposto dalla norma, le Province regionali
  in  un  ottica complessiva di funzionamento efficiente del sistema,
  sono  chiamate  ad esercitare attività di controllo e  verifica  in
  ordine  agli interventi di bonifica, alle attività di gestione,  di
  intermediazione   e   di  commercio  dei  rifiuti,   ivi   compreso
  l'accertamento  delle  violazioni delle disposizioni  di  cui  alla
  parte  quarta  del  decreto legislativo 3  aprile  2006  n.  152  e
  successive  modifiche ed integrazioni in materia di gestione  e  di
  bonifica dei siti  inquinanti.
   Sempre  nell'ambito delle competenze di cui al  suddetto  comma  1
  dell'articolo  3,  le  Province  regionali  devono  sottoporre   ad
  adeguati  controlli periodici, gli enti e le imprese che  producono
  rifiuti pericolosi, le imprese che raccolgono e trasportano rifiuti
  a   titolo  professionale,  gli  stabilimenti  e  le  imprese   che
  smaltiscono  o  recuperano  rifiuti, le  attività  sottoposte  alla
  procedure semplificate di cui agli articoli 214, 215 e 216 citati.
   I relativi dati, ai sensi dell'articolo 3 comma 1 lettera e) della
  legge  regionale  8  aprile  2010 n. 9, dovranno  essere  trasmessi
  all'Assessorato   regionale   del   territorio   e   dell'ambiente,
  all'Assessorato  Regionale dell'energia e dei servizi  di  pubblica
  utilità  ed  all'Agenzia  regionale per la  protezione  ambientale,
  nella  considerazione  che ai sensi della  medesima  normativa,  le
  Province  possono  avvalersi per le attività di propria  competenza
  del supporto tecnico scientifico dell' Arpa Sicilia.
   Alla  luce  di quanto sopra, risulta evidente che le  attività  di
  controllo risultano essere in capo alle Province regionale  secondo
  quanto   stabilito  dalla  Regione  Siciliana  con  legge   ed   in
  particolare  con  la  legge regionale n.  9  del  2010,  prevedendo
  esclusivamente forme di collaborazione tra le Province e  l'Arpa  e
  che  esclusivamente mediante modifica della norma  sopra  citata  è
  possibile  affidare all'Agenzia regionale di protezione  ambientale
  il controllo e la vigilanza sull'attività di gestione dei rifiuti.
   Pur tuttavia è mio intendimento valutare, anche in raccordo con la
  competente  commissione  parlamentare o con  apposita  commissione,
  l'eventualità  di  una  modifica normativa  al  fine  di  affidare,
  effettuando  le  opportune  valutazioni,  l'attività  di  vigilanza
  all'Agenzia regionale per la protezione ambientale».

                                                          L'Assessore
                                                            G. Marino

            Rubrica «Istruzione e Formazione professionale»

   BARBAGALLO.  -  «All'Assessore per i beni culturali  e  l'identità
  siciliana, premesso che:

   l'istituto  per  ciechi 'Florio e Salamone' di  Palermo,  istituto
  d'istruzione  e  di  educazione per effetto del  regio  decreto  27
  ottobre  1926,  n.  2263, presenta negli ultimi anni  caratteri  di
  involuzione  e  di  degrado,  anche a  causa  dei  contrasti  sorti
  all'interno  del  consiglio  di amministrazione  dell'istituto  che
  hanno  portato  nel febbraio di quest'anno alle dimissioni  di  tre
  componenti,  in  polemica  con  gli  orientamenti  gestionali   del
  Presidente dello stesso c.d.a.;

   l'istituto  è  finanziato ordinariamente dalla  Regione  siciliana
  attraverso  un  capitolo di bilancio dedicato, il cui  stanziamento
  per il 2010 era superiore ai due milioni di euro; ciononostante  si
  è  assistito  ad un progressivo deterioramento dei servizi  che  si
  accompagna  ad un abbastanza esplicito progetto di privatizzazione,
  già  avviato  alcuni  anni  fa  e  che  portò  al  commissariamento
  dell'ente;

   il  numero  dei convittori assistiti è progressivamente diminuito,
  passando  dagli  oltre novanta dell'anno scolastico  2005/2006,  ai
  circa sessanta dell'attuale anno scolastico e ciò appare funzionale
  ad  un  disegno che sembra mirato alla chiusura delle  attività  di
  istruzione  ed al forte potenziamento dell'assistenza  sanitaria  a
  soggetti con plurimenomazioni sensoriali;

   in  effetti  i servizi sono ormai ridotti al minimo e le  attività
  languono:  il  centro di documentazione tiflopedagogica,  istituito
  dalla l.r. n. 15 del 1993, è poco più di un simulacro; il centro di
  consulenza, sempre istituito dalla citata l.r. n. 15 del 1993,  non
  è  mai  stato attivato; il laboratorio di informatica, che è dotato
  di  una  rilevante aula didattica multimediale, svolge un  servizio
  minimale,  sebbene  disponga di attrezzature - inutilizzate  -  che
  consentono  la  trascrizione,  la  trascodifica  e  la  stampa   in
  caratteri braille o a caratteri ingranditi (large print)  di  testi
  fruibili  da  non  vedenti o da istituzioni scolastiche;  da  oltre
  quattro anni, da quando cioè non è stato rinnovato il contratto  al
  precedente  dirigente  entrato in aperto contrasto  con  i  vertici
  dell'istituto, è vacante il posto di dirigente dell'area  educativa
  e   convittuale,   affidato  ad  interim  al  dirigente   dell'area
  amministrativa;

   premesso, ancora:

   il  baricentro  degli interessi degli amministratori dell'istituto
  sembra   volersi   spostare  sul  realizzando  centro   per   gravi
  pluriminorati non vedenti che trova le sue radici nella l.r. n.  16
  del  1986,  che  ha  previsto la costituzione  di  due  centri  per
  pluriminorati non vedenti presso gli istituti per ciechi di Palermo
  e  di Catania, ma che per oltre 25 anni è rimasta sulla carta anche
  se,  tuttavia, è stata redatta una pianta organica che prevede  138
  unità  di  personale per l'assistenza ad una ventina di ricoverati,
  che  porteranno nelle casse dell'istituto almeno sette  milioni  di
  euro l'anno per sole rette di ricovero;

   per  la  realizzazione della struttura l'istituto ha stipulato  un
  accordo  con  la  società immobiliare Malù che  fa  riferimento  al
  patron  del Palermo calcio, Zamparini, che, in cambio di una  vasta
  area  cedutagli dall'istituto in via Lanza di Scalea  dove  intende
  realizzare un ipermercato, si è impegnato a costruire una struttura
  da adibire funzionalmente a centro per gravi entro il 2011;

   un  altro  tema che appassiona il c.d.a. dell'istituto è l'ingente
  patrimonio immobiliare di proprietà dell'ente, valutato intorno  ai
  cento   milioni   di   euro,  già  al  centro  del   tentativo   di
  privatizzazione  poi  abortito nel 1999 per la strenua  opposizione
  dei  sindacati dei lavoratori, che pare essere la causa  prevalente
  dei  contrasti  in seno allo stesso c.d.a. e che è  stato  inserito
  all'ordine del giorno dei lavori per ben otto sedute consecutive  e
  per ultimo all'o.d.g. dell'8 novembre di quest'anno;

   considerato che:

   tra   le   proprietà  immobiliari  spicca  l'edificio  che  ospita
  l'istituto (villa del Pigno), a suo tempo donato da Ignazio  Florio
  con   l'espressa  condizione  che,  venuto  a  mancare  l'istituto,
  l'immobile   sarebbe   ritornato   alla   famiglia   Florio,   oggi
  rappresentata da un componente all'interno del c.d.a., ipotesi  non
  troppo   peregrina  visto  che  circolano  voci  su  propositi   di
  trasformare  la  villa in albergo di lusso, dopo aver  dismesso  le
  attività  pedagogiche  dell'istituto  in  favore  delle   ben   più
  remunerative attività sanitarie;

   forti  perplessità suscitano alcune vicende gestionali:  l'assenza
  da   oltre   quattro  anni  del  dirigente  l'area   pedagogica   e
  convittuale, sostituito con un interim al dirigente amministrativo,
  nonostante  la  presenza di numerosi docenti aventi  i  titoli  per
  poter ricoprire la funzione ed il tentativo - reiterato in numerose
  sedute  del  c.d.a. - di sostituire detta funzione con un'altra  di
  carattere   amministrativo,  che  appare   francamente   mirata   a
  precostituire  un  incarico ad personam;  l'ammontare  delle  spese
  legali che per il 2010 prevedono uno stanziamento in bilancio di 90
  mila  euro; l'ammontare delle spese sostenute per l'equipe  medico-
  psico-pedagogica,   pletorica   e   dispendiosa   soprattutto    se
  confrontata  con i costi della convenzione in essere fino  al  2003
  con  l'ASL  6  di Palermo per lo svolgimento di identico  servizio,
  revocata per eccessiva onerosità ;

   ritenuto che:

   altre  anomalie  evidenti  sembrano  essere:  il  mantenimento  in
  servizio di persone con cui era stato stipulato contratto a termine
  senza  deliberazione specifica del c.d.a.; l'inserimento nel  nuovo
  statuto dell'ente di una previsione secondo la quale 'il C.d.a. con
  specifica   delibera,  ha  facoltà  di  rendere  note  le   proprie
  deliberazioni alle quali esso ritenga opportuno e conveniente  dare
  pubblicità',  che  viola  le più recenti normative  in  materia  di
  trasparenza e, da ultimo, il decreto legislativo n. 150 del 2009;

   non  può  che  suscitare forti perplessità la situazione  relativa
  alla  composizione dei c.d.a. degli analoghi istituti di Palermo  e
  Catania.  L'articolo  127 della l.r. n. 17  del  2004  ha  previsto
  l'abrogazione del comma 1 dell'articolo 4 della l.r. n. 33 del 1991
  che  aveva  portato a 4 i componenti all'interno del  c.d.a.  degli
  istituti   designati  dalla  Unione  italiana   ciechi.   L'Ufficio
  legislativo e legale della Regione, cui era stato posto il  quesito
  sull'applicabilità  della  norma, ha risposto  il  24  giugno  2005
  all'Assessorato regionale della famiglia (titolare della  vigilanza
  sull'istituto  Ardizzone Gioeni' di Catania)  che  nel  c.d.a.  non
  dovevano più figurare i quattro designati dalla U.I.C., mentre il 5
  ottobre  2005  ha  risposto  all'Assessorato  regionale  dei   beni
  culturali (titolare della vigilanza sull'istituto Florio e Salamone
  di  Palermo) che nel c.d.a. dovevano continuare a restare i quattro
  componenti  designati  dall'U.I.C. in virtù  dell'applicabilità  di
  un'altra norma: l'art. 2 della l.r. n. 16 del 1995 (che tuttavia si
  fondava espressamente sulla norma abrogata). Allo stato nel  c.d.a.
  di  Palermo  siedono i quattro della U.I.C., nel c.d.a. di  Catania
  no;

   per sapere:

   come  intenda  ovviare all'evidente disparità di  trattamento  tra
  l'Istituto  'Florio  e Salamone' di Palermo e l'istituto  Ardizzone
  Gioeni  di  Catania relativamente alla composizione dei  rispettivi
  c.d.a.  e  se  non  ritenga che anch'essi debbano  sottostare  alle
  normative  recenti  che  hanno imposto una drastica  riduzione  dei
  componenti i c.d.a. degli enti del settore pubblico;

   se  risulti  conforme al vero che l'INPDAP ha di  recente  inviato
  all'istituto  'Florio  e  Salamone' una  nota  relativa  all'omesso
  pagamento  di  euro 276 mila per oneri previdenziali riferiti  agli
  anni  2005, 2006, 2007 e l'ingiunzione di immediato pagamento della
  somma omnicomprensiva di euro 397 mila;

   se  l'istituto  abbia provveduto ad effettuare gli  accantonamenti
  necessari per il pagamento del TFR ai suoi impiegati;

   se  risulti conforme al vero che l'istituto abbia affrontato oneri
  non  indifferenti  per  ospitare  in  lussuosi  alberghi  cittadini
  componenti  del  c.d.a.  e altre personalità estranee  all'istituto
  stesso;

   se  non  ritenga  di  dover avviare un'approfondita  indagine  per
  accertare  se le scelte operate dal c.d.a. dell'istituto  e  quelle
  che   ancora  si  intendono  perseguire  corrispondano  agli  scopi
  istitutivi  ed  alla  diverse  leggi  che  ne  hanno  previsto   il
  finanziamento». (1525)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione in  oggetto,  si
  trasmette  copia  della  nota  del Dirigente  Generale  di  codesto
  Assessorato prot. n. 3468/11 del 04/10/2011 con la quale, a seguito
  di  ricognizione del Servizio 15, Diritto allo Studio, si relaziona
  in merito a quanto sollevato dall'onorevole interrogante».

   Il Capo di Gabinetto
       Nino Emanuele

     L'Assessore

     Prof. Mario Centorrino
          Nota del Dirigente Generale Assessorato Istruzione

   «Con  riferimento alla nota prot. n. 2532/Gab del 31  agosto  2011
  avente  per  oggetto  <Interrogazione n. 1525  dell'On.  BARBAGALLO
  Giovanni:   "Verifica  delle  scelte  operate  dal   Consiglio   di
  Amministrazione  dell'Istituto per Ciechi "Florio  e  Salamone"  di
  Palermo">, si comunica che precedentemente con nota prot.  n.  1193
  del 27/04/2011 dell'Ufficio di Diretta Collaborazione della S.V.  è
  stato  trasmesso  a questo Dipartimento il dossier  prodotto  dalla
  C.G.I.L.  Funzione  Pubblica, Segreteria  Provinciale  di  Palermo,
  riportante  una descrizione a riguardo della situazione  gestionale
  ed  affaristica  operata ai danni dell'Istituto per  Ciechi  <Opere
  Riunite "Florio e Salamone"> con sede in Palermo.
   Tale  dossier  citava  e conteneva, tra l'altro,  l'interrogazione
  parlamentare n. 1525 dell'Onorevole Barbagallo Giovanni, presentata
  all'A.R.S.  il  30 novembre 2010 avente per titolo "Verifica  delle
  scelte  operate dal Consiglio di Amministrazione dell'Istituto  per
  Ciechi  Florio e Salamone'  di Palermo" .
   Preso  atto  di  quanto  riportato  nel  suddetto  dossier  e   in
  particolare   nella   sopra  riportata   interrogazione   n.   1525
  dell'Onorevole  Barbagallo Giovanni questo Dipartimento,  con  nota
  prot. n. 988/11 del 17/05/2011 indirizzata alla S.V., ha comunicato
  che "si ritiene conducente che venga esercitata un'azione ispettiva
  contabile  e tecnico-amministrativa nei confronti dell'Istituto  in
  parola  al  fine di verificare eventuali situazioni di irregolarità
  nella  gestione  e  nell'amministrazione del detto  Istituto  ancor
  prima  che  venga  espletata la "selezione  per  l'attribuzione  di
  posizioni  organizzative""  e a tal fine  segnalava  alla  S.V.  di
  valutare l'opportunità di procedere in tale direzione designando un
  nominativo al quale affidare l'incarico ispettivo, da affiancare ad
  un   ulteriore   ispettore  contabile  designato  dal  Dipartimento
  Regionale Bilancio e Tesoro dell'Economia, al fine di accertare  la
  consistenza  dei  rilievi e delle anomalie denunciate  nel  dossier
  sopra citato.
   Con  nota prot. n. 2094/Gab. dell'11/07/2011 la S.V. ha comunicato
  a  questo  Dipartimento  che  "si riteneva  necessaria  ed  urgente
  un'azione ispettiva contabile e tecnico-amministrativa, al fine  di
  verificare   la   sussistenza   delle   eventuali   situazioni   di
  irregolarità, riportate nel dossier sopra menzionato, relativamente
  alla  gestione  e all'amministrazione dell'Istituto  in  questione"
  inoltre  che  la  stessa S.V. ha disposto di  incaricare  il  dott.
  Antonino  Emanuele,  Capo di Gabinetto della  S.V.  per  l'incarico
  ispettivo  di  cui  sopra da affiancare alla  dirigente,  designata
  dall'Assessore  Regionale dell'Economia, dott.ssa  Angela  Antinoro
  del  Servizio  Vigilanza  dello  stesso  Assessorato  all'Economia,
  assegnando,  agli  stessi, mesi tre a partire  dalla  notifica  del
  provvedimento   per   relazionare  alla   S.V.   sulle   risultanze
  dell'azione ispettiva condotta.
   Questo  Dipartimento, per il tramite del Servizio 15 Diritto  allo
  studio,  ha richiesto all'Istituto in parola chiarimenti in  merito
  all'accantonamento  per il pagamento del TFR e al  pagamento  degli
  oneri previdenziali dei suoi impiegati.
   A  tal fine con la nota prot. n. 1916 del 27/07/2011 l'Istituto in
  parola   ha  relazionato  in  merito  all'argomento  e  di  seguito
  sinteticamente si riporta quanto riferito:
   relativamente  all'accantonamento del TFR, l'Istituto  dei  ciechi
  stesso,  fin dal 1982, ha costituito una polizza collettiva  presso
  l'Istituto Nazionale Assicurazioni per l'accantonamento progressivo
  del  TFR dovuto al personale che prevede il pagamento di un  premio
  annuale  per  una  somma pari alla quota di TFR maturata  nell'anno
  maggiorata  della  rivalutazione  sulle  somme  relative   all'anno
  precedente. All'atto della cessazione dal servizio di un dipendente
  l'INA  liquida  la  posizione dello stesso in favore  dell'Istituto
  che,  dopo  aver operato le ritenute erariali dovute,  provvede  al
  pagamento dello stesso dipendente.
   Negli ultimi anni, per deficienza di cassa, il premio annuo non  è
  stato  corrisposto,  per cui al 31/12/2009  si  era  accumulato  un
  debito  nei  confronti dell'INA di   417.434,05.  Riferisce  sempre
  l'Istituto  in  oggetto che tuttavia i dipendenti che  hanno  fatto
  richiesta di pensionamento, hanno ricevuto il TFR spettante  (l'INA
  ha  liquidato  le  somme  accantonate fino all'ultimo  pagamento  e
  l'Istituto  ha integrato la parte mancante) e che, nel  momento  in
  cui  la  liquidità  di  cassa  lo consentirà,  lo  stesso  Istituto
  procederà ad estinguere il debito.
   A   riguardo  degli  oneri  previdenziali  l'Istituto  in   parola
  riferisce che, in base alla vigente normativa, l'Istituto  all'atto
  della  emissione degli ordinativi di pagamento delle  retribuzioni,
  contestualmente   emette  gli  ordinativi   relativi   agli   oneri
  previdenziali  dovuti  sulle  predette  retribuzioni   e   pertanto
  dichiara che tali oneri previdenziali vengono regolarmente  versati
  mensilmente e a riprova di quanto riferito ha trasmesso  (con  nota
  prot.  n.  2112  del 08/09/2011) una fotocopia della certificazione
  rilasciata  dall'INPDAP  in  data  07/10/2010  avente  per  oggetto
  "Attestazione  di  regolarità  contributiva"  nella  quale   l'Ente
  suddetto   attesta   che  in  tale  data  non  risultano   morosità
  contributive a carico dell'Istituto dei Ciechi Florio  e  Salamone,
  salvo eventuali conguagli in corso di elaborazione.
   Per  quanto  sopra riportato si rimane in attesa delle  risultanze
  dell'azione ispettiva di cui sopra».

                                               Il           Dirigente
  Generale

   (Dott. Ludovico Albert)

   MATTARELLA.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per
  l'istruzione e la formazione professionale, premesso che:

   il  15  ottobre scorso, l'associazione onlus 'Città solidale',  di
  Catania, ha annunciato di volere avviare un'azione legale contro la
  Regione  siciliana poiché questa sarebbe responsabile di  procurata
  evasione scolastica, per l'anno 2011/2012, ai danni dei minori  che
  assolvono  l'obbligo  di  istruzione  attraverso  la  frequenza  di
  percorsi di formazione professionale;

   in  una lettera-denuncia, firmata dal presidente dell'associazione
  Piero  Quinci e inviata anche al Ministro della pubblica istruzione
  e al Presidente della Repubblica, si legge che nell'azione politica-
  amministrativa dell'Assessore e del relativo servizio regionale  di
  istruzione  e  formazione professionale 'si  ravvisano  profili  di
  illegalità,  di interruzione di servizio di interesse pubblico,  di
  ostacolo all'esercizio del diritto primario all'istruzione  e  alla
  formazione professionale, di impedimento e discriminazione  sociale
  rispetto alle scelte effettuate dalle famiglie dei minori';

   nella  nota  si spiega che, ad oggi, in Sicilia 'sono in  evasione
  scolastica di massa circa 7.000 allievi';

   la  lettera  sottolinea che 'con circolare regionale n.  1  del  3
  febbraio  2011, protocollo n. 229, l'assessore obbligava le  scuole
  secondarie di primo grado a trattenere le domande di iscrizioni  ai
  percorsi  triennali fino a nuove disposizioni e avvertiva, altresì,
  che  l'attivazione  dei percorsi triennali restava  subordinata  al
  finanziamento dei relativi capitoli di spesa regionali';

   considerato che:

   a   detta  dell'associazione  che  ha  sottoscritto  la  denuncia,
  nonostante  tale  circolare,  'migliaia  di  minori,  che  si  sono
  iscritti  presso  i centri di formazione professionale  accreditati
  dalla  Regione  al primo anno dei percorsi triennali di  formazione
  professionale per l'assolvimento dell'anno di istruzione 2011/2012,
  si  ritrovano, ad oggi, senza alcuna comunicazione e  senza  alcuna
  certezza circa il finanziamento e l'avvio dell'attività formativa';

   sempre secondo le lettera-denuncia, anche 'gli allievi dei secondi
  e  terzi  anni  dei percorsi triennali di formazione professionale,
  autorizzati  dalla  Regione Sicilia nell'anno  2011/2012,  sono  in
  evasione scolastica dal 15 settembre';

   l'associazione sottolinea che 'nelle altre regioni italiane  si  è
  già  avviata  la  messa  a  regime dei  percorsi  di  istruzione  e
  formazione professionale di cui al capo III del decreto legislativo
  17  ottobre  2005,  n.  226, in concomitanza  dell'avvio  dell'anno
  scolastico';

   in un articolo, pubblicato a pagina 31 del quotidiano 'La Sicilia'
  il  19  ottobre  scorso, si legge che, in conseguenza  del  mancato
  avvio  dei corsi OIF, 'anche 3.000 persone, tra docenti ed  esperti
  di laboratorio sono in cassa integrazione a zero ore';

   l'articolo  spiega che l'Assessore per l'istruzione  ha  stabilito
  che i secondi e terzi anni 'debbano essere finanziati ricorrendo al
  Fondo  sociale  europeo, così come fatto per i corsi di  formazione
  professionale rivolti agli adulti non in obbligo scolastico';

   ciò significa, sempre secondo il quotidiano, che 'la progettazione
  dovrà  essere presentata entro il 26 ottobre e che, tra  verifiche,
  approvazioni  e  controlli, bene che vada, si  potrà  cominciare  a
  gennaio, facendo perdere ai ragazzi tre mesi di scuola, ed  ammesso
  che  l'Unione Europea non sollevi dubbi sulla legittimità di questa
  operazione,  dal  momento  che le leggi comunitarie  prevedono  che
  all'istruzione dell'obbligo scolastico provvedano i singoli stati';

   il  Ministero,  si  continua  a  leggere  nell'articolo,  'avrebbe
  stanziato ed erogato alla Sicilia 15 milioni di euro per i percorsi
  di  formazione  professionale per i minori,  fondi  che  dovrebbero
  servire  per  avviare i primi anni ma sui quali  non  ci  sarebbero
  ancora disposizioni amministrative';

   dall'Assessorato,  scrive  il  quotidiano,  'dicono   che   stanno
  lavorando  sugli  elenchi  dei  ragazzi  che  pure  sono   a   loro
  disposizione dal marzo scorso';

   per sapere:

   se quanto denunciato corrisponda al vero;

   se non ritengano di dovere intervenire tempestivamente per avviare
  i  corsi  previsti dalla legge assicurando ai minori  e  alle  loro
  famiglie il diritto all'istruzione». (2160)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione in  oggetto,  si
  trasmette  copia  della  nota  del Dirigente  del  Servizio  Scuola
  dell'Infanzia  ed  Istruzione di ogni ordine  e  grado  statali  di
  codesto  Assessorato, dott.ssa Anna Buttafuoco, prot. n. 26859  del
  15/03/2012 e pervenuta a codesto Ufficio di Gabinetto con prot.  n.
  835  del  15/03/2012, con la quale si relaziona in merito a  quanto
  sollevato dall'onorevole Interrogante».

    Il Capo di Gabinetto
        Nino Emanuele

   L'Assessore

   Prof. Mario Centorrino

         Nota del Dirigente Servizio all'Infanzia e istruzione

     Con  riferimento alla nota prot. n. 538 del 22.02.2012, relativa
  all'oggetto,  nel  premettere  che  l'Associazione  ONLS      Città
  Solidale   di Catania non risulta essere tra gli Enti di Formazione
  Professionale autorizzati, dal Servizio scrivente,  a  svolgere  le
  attività  relative ai Percorsi Triennali di Istruzione e Formazione
  professionale, di cui alla  Delibera n. 342 adottata  dalla  Giunta
  Regionale della Sicilia in data 1ottobre 2010, con la quale è stato
  recepito l'Accordo del 29 aprile 2010, si rappresenta quanto segue:
   -  con   D.D.G.  n. 4518 del 11.11.2011  è stato   approvato   per
  l'anno   scolastico   2011/2012  il  Piano   Regionale   Definitivo
  dell'Offerta  Formativa  per l'Obbligo di Istruzione  dei  percorsi
  triennali di istruzione e formazione professionale da realizzare da
  parte degli Enti di Formazione Professionale;
   -  con  D.D.G. n.  4522 del 14 novembre 2011 è  stato autorizzato,
  per  l'anno scolastico  2011/2012, l'avvio delle attività  relative
  ai  percorsi triennali di istruzione e formazione professionale  da
  realizzare da parte degli Enti di Formazione Professionale, di  cui
  al D.D.G. n. 4518 del 11.11.2011;
   -  con  D.D.G.  n.  4950  del  30.12.2011  è  stata  approvata  la
  graduatoria definitiva dei progetti presentati a valere sull'Avviso
  n.  19/2011   Avviso  per la presentazione e  di  progetti  per  la
  realizzazione  a titolo sperimentale del secondo,  terzo  e  quarto
  anno   dei   percorsi   formativi  di   istruzione   e   formazione
  professionale .
   In  merito  al  sopra  citato  D.D.G. n. 4950 del  30.12.2011,  si
  precisa  che sono state trasmesse, agli Enti interessati che  hanno
  presentato il prescritto Atto di accettazione, le singole  note  di
  autorizzazione all'avvio delle attività».

                                            Il Dirigente del Servizio
                                                Dott. Anna Buttafuoco