Presidenza del presidente Cascio
MANCUSO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta numero 339 del 31 marzo 2012 che, non sorgendo osservazioni,
si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
MANCUSO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta numero 340 del 31 marzo 2012 che, non sorgendo osservazioni,
si intende approvato.
Comunicazione relativa all'onorevole Roberto Corona
PRESIDENTE. Invito il deputato Segretario a dare lettura della
nota dell'onorevole Roberto Corona dell'11 aprile 2012, pervenuta
in pari data e protocollata al n. 3523/SGALPG-AULAPG-RAGPG-CPPG
dell'11 aprile 2012, e dell'allegato provvedimento del GIP (n.
18603/09 RG GIP; n. 60829/08 RG PM) del 6 aprile 2012.
MANCUSO, segretario f.f.:
«Il sottoscritto on. Roberto Corona comunica alla S.V. che con
l'allegato provvedimento del GIP è stata modificata la precedente
misura adottata dallo stesso GIP per cui lo stesso potrà risiedere
a Palermo dal lunedì al giovedì per l'espletamento dell'attività
politica con le modalità previste nel su citato provvedimento.
Quanto sopra per gli atti consequenziali
Roberto Corona
Palermo, 11 aprile 2012».
«Il GIP
Vista la retroestesa istanza;
Visto il parere del P.M.;
Ritenuto che persistono le ragioni poste a fondamento della misura
e che però deve essere consentito al Corona l'espletamento
dell'attività politica;
PQM
a parziale modifica della misura in atto dispone che dal lunedì
al giovedì Roberto Corona sia sottoposto all'obbligo di dimora nel
comune di Palermo con obbligo di permanenza a casa dalle 20.00 alle
8.00 e dal giovedì alla domenica sia sottoposto all'obbligo di
dimora nel comune di Messina con il divieto di uscire dalle 20.00
alle 8.00.
Si comunichi.
6/04/2012
F.to Dott.ssa Maddalena Cipriani».
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Marinello, Forzese e Aricò
sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore Economia
N. 2424 - Interventi urgenti per garantire il regolare
funzionamento dei servizi di trasporto pubblico effettuati
dall'Ast.
Firmatario: Mattarella Bernardo
- da parte dell'Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
N. 1247 - Iniziative per la revisione del sistema di controllo e
vigilanza sull'attività di gestione dei rifiuti.
Firmatario: Apprendi Giuseppe
- da parte dell'Assessore Istruzione e Formazione
N. 1525 - Verifica delle scelte operate dal consiglio di
amministrazione dell'istituto per ciechi 'Florio e Salamone' di
Palermo.
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 2160 - Chiarimenti in merito al mancato avvio dei corsi di
formazione professionale per i minori soggetti ad obbligo
scolastico.
Firmatario: Mattarella Bernardo
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Attività di formazione-lavoro estive per gli studenti siciliani
dai 14 ai 17 anni. (n. 887)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ragusa e
Lentini in data 4 aprile 2012.
- Norme per la promozione del turismo e delle attività sportive
invernali nelle aree montane della Sicilia. (n. 888)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Giuffrida,
Adamo, Ardizzone, Dina, Forzese, Lentini, Nicotra e Ragusa in data
4 aprile 2012.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
alla competente Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane.
Designazione componente effettivo del collegio dei revisori dei
conti. (n. 219/I).
pervenuto in data 3 aprile 2012 e inviato in data 11 aprile 2012.
- Camera di commercio di Caltanissetta. Designazione componente
effettivo in seno al Collegio dei revisori dei conti. (n. 220/I).
pervenuto in data 3 aprile 2012 e inviato in data 11 aprile 2012.
- Camera di commercio di Messina. Designazione componente
effettivo in seno al Collegio dei revisori dei conti. (n. 221/I).
pervenuto in data 3 aprile 2012 e inviato in data 11 aprile 2012.
- Camera di commercio di Siracusa. Designazione componente
effettivo in seno al Collegio dei revisori dei conti. (n. 222/I).
pervenuto in data 3 aprile 2012 e inviato in data 11 aprile 2012.
- Azienda speciale servizi alle imprese della Camera di commercio
di Trapani. Designazione componente effettivo con funzioni di
presidente in seno al Collegio dei revisori dei conti. (n. 223/I).
pervenuto in data 3 aprile 2012 e inviato in data 11 aprile 2012.
- PROMO.TEN (Promozione territoriale ennese) Azienda autonoma
speciale della Camera di Commercio, industria, artigianato e
agricoltura di Enna. Designazione componente effettivo con funzioni
di presidente in seno al Collegio dei revisori dei conti. (n.
224/I).
pervenuto in data 3 aprile 2012 e inviato in data 11 aprile 2012.
- Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana.
Sezione consultiva. Designazione componente. (n. 225/I).
pervenuto in data 10 aprile 2012 e inviato in data 11 aprile 2012.
Comunicazione di proroga per espressione di parere
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 2 aprile 2012, è stata
concessa una proroga di giorni dieci, a decorrere dal 6 aprile
2012, per l'espressione del parere Ente parco minerario
Floristella Grottacalda di Enna. Designazione Presidente (n.
213/I) e A.R.S.E.A. Agenzia della Regione siciliana per le
erogazioni in agricoltura (n. 216/I).
Comunicazione relativa alla relazione annuale per l'anno 2011 del
Garante per la tutela
dei diritti fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento
sociale
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la relazione annuale relativa
all'anno 2011 del Garante per la tutela dei diritti fondamentali
dei detenuti e per il loro reinserimento sociale, trasmessa ai
sensi del comma 4 dell'articolo 33 della legge regionale n. 5/2005.
Copia della stessa è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Comunicazione di trasmissione di atti alla Corte
Costituzionale
PRESIDENTE. Comunico che il Tribunale di Modica (RG) con ordinanza
del 5 marzo 2012 ha ritenuto rilevante e non manifestamente
infondata la questione di legittimità costituzionale relativa
all'articolo 7, comma 1, della legge regionale 15 maggio 1991, n.
27, e successive modifiche ed integrazioni, sospendendo il giudizio
e disponendo la trasmissione immediata degli atti alla Corte
Costituzionale.
Copia della predetta ordinanza è disponibile presso l'archivio
delle Commissioni.
Comunicazione di questione di legittimità costituzionale
PRESIDENTE. Comunico che la Corte Costituzionale, con sentenza n.
67 del 19 marzo 2012, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale
della legge della Regione siciliana 24 giugno 1986, n. 31 (Norme
per l'applicazione nella Regione siciliana della legge 27 dicembre
1985, n. 816, concernente aspettative, permessi e indennità degli
amministratori locali. Determinazione delle misure dei compensi per
i componenti delle commissioni provinciali di controllo. Norme in
materia di ineleggibilità e incompatibilità per i consiglieri
comunali, provinciali e di quartiere), in combinato disposto con la
legge della Regione siciliana 26 agosto 1992, n. 7 (Norme per
l'elezione con suffragio popolare del Sindaco. Nuove norme per
l'elezione dei consigli comunali, per la composizione degli organi
collegiali dei comuni, per il funzionamento degli organi
provinciali e comunali e per l'introduzione della preferenza
unica), nella parte in cui non prevedono che la carica di sindaco o
di assessore di comuni con popolazione superiore a ventimila
abitanti sia incompatibile con la carica di deputato dell'Assemblea
regionale.
Copia della predetta sentenza è disponibile presso l'archivio
delle Commissioni.
Comunicazione di deliberazione della Corte dei Conti
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della Corte
dei Conti Indagine sulle politiche attive del lavoro e sulla
gestione dell'Agenzia regionale per l'impiego, con particolare
riferimento alla gestione del Fondo unico per il precariato' .
Comunico, altresì, che copia della stessa è stata trasmessa alla V
e alla II Commissione.
Copia della predetta delibera è disponibile presso l'archivio
delle Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
MANCUSO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che l'Assemblea regionale
siciliana, con l'approvazione della legge di stabilità regionale
per l'anno 2011, ha recepito, nell'ordinamento regionale, l'art. 2,
comma 186, lett. d), della legge 23 dicembre 2009, n. 191, che
obbliga i comuni con popolazione inferiore ai 100.000 abitanti a
sopprimere la figura del direttore generale;
considerato che alla data odierna, a quanto sembra, la quasi
totalità degli enti locali interessati da questa nuova disposizione
legislativa non ha ancora iniziato l'iter procedurale per la
soppressione della figura del direttore generale, iter che prevede,
tra l'altro, la modifica dello statuto se in esso è prevista la
suddetta figura dirigenziale;
preso atto che tale inadempienza dovrebbe essere sanzionata da
procedure intraprese proprio dall'Assessorato regionale Autonomie
locali;
per sapere:
se stiano effettuando i dovuti controlli presso gli enti locali al
fine di appurare la piena applicazione della norma;
se siano a conoscenza di quanti siano i comuni che abbiano già
provveduto alla soppressione della figura del direttore generale;
quali procedure d'infrazione pensino di applicare agli enti locali
siciliani che non hanno ancora ottemperato a quanto previsto dalla
legge regionale di stabilità». (2507)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia e
all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che la
Corte dei conti nella propria 'Relazione sull'indagine relativa al
sistema del TPL' in Sicilia del giugno 2003 evidenziava che 'L
'AST, (...), è l'unica Azienda pubblica regionale e la sua attività
ha sempre avuto una valenza sociale, essendole stati affidati tutti
quei servizi che per la loro elevata antieconomicità non erano di
interesse delle aziende private';
valutato che tali considerazioni ribadivano e confermavano la
medesima relazione del 2001 della stessa Corte dei conti che, con
maggiore dettaglio, individuava la tipologia dei sevizi affidati e
la ragione tecnica della loro antieconomicità;
considerato che:
negli anni 2009/2010 con un'opera di risanamento gestionale, la
dirigenza e i vertici dell'AST, anche con la guida del consiglio di
sorveglianza, presieduto dal Ragioniere generale della Regione
siciliana, responsabile, peraltro, delle scelte strategiche
societarie e del controllo dei conti, hanno portato la società,
nonostante l'elevato valore sociale delle tratte operate e il
vertiginoso aumento dei costi delle materie prime, a risultati
operativi positivi con l'utilizzo delle sole leve gestionali;
nonostante l'azione di risanamento peraltro a ridosso della grande
crisi economica dello scorso 2011 con l'ulteriore esplosione dei
costi, la Giunta regionale ha adottato la delibera 401/2010 -
comunicata nel corso del 2011 - con la quale decideva di recuperare
la parte di utili conseguiti da AST nel corso dell'esercizio 2009,
già appostati nella riserva straordinaria così come deliberato
dall'assemblea dei soci, sulle somme appostate per AST nel bilancio
regionale 2010, azzerando così il risultato positivo realizzato;
visto il comunicato stampa diramato dalle organizzazioni sindacali
di categoria del 28/03/2012 dal titolo 'La Regione vuole svendere
l'AST - Finalmente è tutto chiaro sull'affare';
per sapere se intendano ancora puntare sulla propria storica
società regionale come azienda strategica del TPL, considerato il
ruolo dalla stessa rivestita - anche per le tratte sociali -
valutata anche l'opera di risanamento aziendale intrapresa in
questi anni seppure nelle oggettive difficoltà economiche e
finanziarie imposte dalla crisi globale, che hanno consentito
positivi risultati di bilancio negli anni 2009/2010, oppure
disfarsene disperdendo il grande capitale umano e patrimoniale che
essa rappresenta». (2510)
LENTINI-GIUFFRIDA
«Al Presidente della Regione, in riferimento ai gravi eventi
alluvionali che hanno investito la provincia di Messina nel
novembre 2011, ed in particolare il Comune di Barcellona Pozzo di
Gotto, causando immani danni sia alle strutture pubbliche che a
quelle private dell'intera città, messa in ginocchio dalla forza
della natura e dall'incuria degli uomini;
preso atto:
della situazione in cui versano, altresì, le frazioni di
Migliardo, Femminamorta e Pozzo Perla, dove alcuni residenti sono
stati costretti a lasciare le proprie abitazioni devastate e rese
inagibili dal fenomeno calamitoso;
della dignità con cui la popolazione di Barcellona, unitamente a
tutti i comuni viciniori coinvolti, ha reagito agli eventi
dimostrando, con le pochissime risorse, peraltro messe a
disposizione esclusivamente dalla Regione, dalla Provincia e dal
Comune, una capacità e volontà eccezionali, in spregio alla totale
assenza del Governo centrale che ha, sino ad oggi, del tutto
ignorato la tragedia che ha colpito la fascia tirrenica messinese;
che le attività commerciali di tutto il territorio interessato
dagli eventi alluvionali del novembre 2011, ed in particolare
Barcellona Pozzo di Gotto, attendono un concreto sostegno economico
(liquidazione dei danni certificati, apertura di credito agevolato,
sgravi fiscali ad esempio) per poter ripartire e ritornare ad
essere competitivi sul territorio;
osservato che il C.D.M. del 5/12/2011 ha varato una serie di
misure anti-crisi provvedendo alla proroga degli stati di calamità
naturale solo per le città di Genova, Roma e l'Aquila, ignorando i
fatti alluvionali de quibus;
considerato, infine, che proprio a Barcellona Pozzo di Gotto si è
registrato il drammatico crollo del ponte di collegamento tra le
frazioni di Spinesante e Calderà, infrastruttura di particolare
rilievo strategico per tutto il litorale del Longano (peraltro
evento simbolo e di copertina dei fatti alluvionali per i media
nazionali e locali), e che a tutt'oggi non si ha alcuna notizia in
merito, nonostante il tema sia stato ripetutamente e con forza
sollevato in sede locale da amministratori e comitati civici
spontanei;
per sapere:
cosa intenda fare nell'immediato il Dipartimento regionale della
Protezione civile, di fatto divenuto unico interlocutore
attendibile per tutti gli eventi calamitosi registratisi nel
recente passato nella Provincia di Messina, per porre in essere un
concreto e fattivo intervento per la ricostruzione di una
infrastruttura che svolge un ruolo strategico per lo sviluppo
economico di Barcellona P.di G. ed in particolare di tutto il
litorale del Longano. L'assenza del ponte, infatti,
nell'approssimarsi del periodo estivo, oltre a porre
definitivamente in ginocchio le numerose attività commerciali del
territorio mettendone a rischio la sopravvivenza economica,
determina un maggiore allarme per la incolumità della popolazione
locale, che si triplicherà nel periodo residenziale estivo, in
assenza di adeguate vie di fuga o vie di soccorso emergenziale;
se non intenda voler valutare tecnicamente immediate soluzioni
emergenziali idonee a ridurre il rischio per la popolazione ed il
disagio conseguente, mettendo mano a specifici studi geologici e
strutturali che possano consentire la realizzazione prioritaria
anche di manufatti precari per l'attraversamento emergenziale o,
comunque, rappresentare il prodromo per la realizzazione
prioritaria dell'infrastruttura a finanziamento ottenuto;
se non ritenga, infine, di dovere richiedere, secondo le
prerogative a tal uopo riconosciutele dallo Statuto siciliano, una
apposita sua convocazione sul tema in un prossimo C.D.M. allo scopo
di sollecitare la definitiva presa d'atto del Governo sui fatti
alluvionali del Messinese, da troppo tempo vergognosamente
trascurati in sede nazionale». (2511)
PICCIOLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
per il restauro del Castello Ursino di Catania, tra l'altro uno
dei più importanti musei d'Italia, restauro che avrebbe permesso la
totale fruibilità della stupenda struttura monumentale etnea, erano
stati stanziati 5,9 milioni di euro, tramite i fondi del POR
Sicilia 2000/2006 Misura 6.05;
nello specifico, tale restauro prevedeva il completamento delle
scale per il primo e secondo piano del Castello, piani attualmente
chiusi per l'impossibilità appunto di garantirne un sicuro e facile
accesso;
considerato che i tecnici della Regione hanno comunicato che tali
fondi sono andati perduti perché il progetto di restauro è stato
inviato in ritardo dal Comune di Catania;
tenuto conto che il Comune di Catania, carte alla mano, ha
dimostrato che il progetto del restauro non solo è stato inviato
nei tempi previsti, ma è stata presentata anche una variante per
l'inserimento di una scala antincendio non prevista dal progetto
iniziale;
preso atto che, alla luce di quanto sopra, risultano delle
gravissime responsabilità, all'interno dell'Assessorato Beni
culturali, che hanno causato la perdita di fondi essenziali per
l'intero comparto turistico della Città di Catania, negando, di
fatto, ai turisti di potere visitare una delle più belle
costruzioni del periodo svevo in Sicilia;
per sapere:
se non ritengano urgentissimo verificare i reali motivi per cui la
città di Catania ha perso ben 5,9 milioni di euro dei fondi europei
destinati al restauro del Castello Ursino;
se non ritengano improcrastinabile avviare una inchiesta al fine
di individuare i responsabili di tale incredibile e vergognosa
vicenda;
quali iniziative intendano adottare per recuperare e/o
ripristinare i fondi de quibus che possano permettere l'inizio dei
lavori di ristrutturazione di uno dei musei più importanti
d'Italia». (2512)
FALCONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
con provvedimento n. 422 del 19 marzo 2012 a firma dei commissari
straordinari del CEFOP, in risposta ad una richiesta formulata con
protocollo riservato dal Garante per la tutela dei diritti
fondamentali dei detenuti, è stata disposto, con decorrenza 20
marzo 2012, 'il distacco' di una dipendente CEFOP, in servizio
nello sportello polifunzionale di Carini, presso la sede
dell'ufficio del Garante di Via Magliocco, 36, a Palermo;
rilevato che non si comprende la ragione della sinergia tra l'ente
di formazione in oggetto, quale soggetto privato, e le precipue
finalità dell'ufficio regionale del Garante;
ritenuto che:
il provvedimento si configurerebbe come vero atto di favoritismo,
stante che i compiti che la predetta dipendente Cefop è chiamata a
svolgere non hanno alcuna rilevanza per le attività del Garante,
ma, ancor più, sono da classificare attività meramente ordinarie
che possono essere svolte dai dipendenti della Regione in servizio
presso l'ufficio del Garante medesimo;
l'organico dell'ufficio del Garante, sede di Palermo e di Catania,
a detta dello stesso Garante, senatore Fleres, risulta essere
sovradimensionato, non si comprendono pertanto le ragioni per cui
se ne debba aumentare ulteriormente il numero avvalendosi,
peraltro, di personale esterno all'amministrazione regionale;
per sapere:
se il Garante, per l'assegnazione della predetta dipendente Cefop,
si sia avvalso delle disposizioni di cui all'art. 33 della l.r.
5/2005, che fa obbligo al medesimo, per la richiesta di personale,
di utilizzare il potere di proposta da formulare al Presidente
della Regione;
in base a quale norma di legge il Garante abbia ritenuto di
doversi avvalere della dipendente Cefop che 'espleta il suo
incarico presso i locali della sede dell'ufficio del Garante di
Palermo';
quali disposizioni normative abbiano indotto gli amministratori
straordinari del Cefop ad autorizzare la predetta dipendente ad
espletare il suo incarico di lavoro, anziché presso le sedi
dell'ente di formazione, all'interno dell'ufficio del Garante per
attività di orientamento formativo propria del Cefop, attività
assolutamente normali che possono essere assolte senza avvalersi di
trasferimenti presso uffici diversi dal Cefop;
se non ritengano, stante anche la preoccupante condizione
gestionale dell'ente di formazione, di adottare i necessari
provvedimenti per revocare l'illegittima disposizione dei
commissari straordinari del Cefop su richiesta del Garante». (2513)
CRACOLICI
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
MANCUSO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che sul sito della Regione si legge: 'In linea con le
politiche europee, le strategie nazionali e gli interventi locali
nel campo della 'Società dell'Informazione', la Regione Siciliana
ha avviato un'opera di profonda trasformazione ed ammodernamento
volta a migliorare l'efficacia e l'efficienza della pubblica
amministrazione.';
premesso inoltre che:
i registri tumori sono strumenti fondamentali per il monitoraggio
dello stato di salute della popolazione regionale e sono
riconosciuti quale parte integrante del SISR (Sistema Informativo
Sanitario Regionale), pertanto autorizzati al trattamento dei dati
sensibili;
solo grazie ai registri tumori è possibile avere questo tipo di
informazioni ed infatti le regioni italiane stanno cercando di
istituirli e di accreditarli attraverso l'Associazione Italiana dei
Registri Tumori (AIRTUM). Il tutto allo scopo di monitorare e
prevenire il 'cancro' che sta devastando da anni i territori a
'rischio';
quindi è concreta l'urgenza di munirsi di questo meccanismo di
sorveglianza sanitaria;
i registri tumori nel mondo sono collegati tra loro
dall'Associazione Internazionale dei Registri Tumori (IACR),
riconosciuta anche dall'OMS, solo se hanno raggiunto standard di
qualità specifici, in grado di rendere validi i confronti. In
questo modo, grazie al lavoro dei professionisti che operano con i
registri, l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro
dell'OMS pubblica un volume periodico che è la fonte mondiale più
accreditata di dati sui tumori: 'Cancer incidence in Five
Continents';
queste informazioni sono utilizzate dalle organizzazioni sanitarie
per le politiche di controllo dei tumori e per il piano oncologico
nazionale che si prefiggono come primo obiettivo quello estendere
la rete dei registri di tumori a coprire la maggior parte della
popolazione, così da poter individuare anche specifiche esposizioni
e fattori di rischio;
i registri tumori sono da considerare delle efficienti linee guida
per la gestione delle malattie tumorali;
l'attivazione dei suddetti registri consente anche un controllo
della spesa sanitaria se si considera che proprio attraverso di
essi è possibile monitorare l'evoluzione delle patologie
oncologiche, concentrando e razionalizzando i successivi interventi
in modo da incidere positivamente sui costi dell'assistenza
sanitaria;
attraverso questo processo si è altresì in condizione di accertare
quale sia in termini di bilancio il saldo attivo delle industrie
presenti sul territorio regionale origine (ormai è conclamato dagli
studi) degli inquinanti, causa delle malattie e mortalità della
popolazione residente nei territori;
considerato che:
è stata promulgata la legge 14 aprile 2009, n. 5, 'Norme per il
riordino del Servizio sanitario regionale', che, con l'art. 27
dispone l'Organizzazione della Rete regionale dei Registri tumori,
che così recita:
'1. E' istituita la Rete siciliana territoriale della
registrazione dei tumori.
2. La funzione di coordinamento, indirizzo e gestione dei dati a
livello centrale è affidata all'Osservatorio epidemiologico
regionale.
3. La Rete siciliana territoriale della registrazione dei tumori è
costituita a livello territoriale dalle strutture individuate
dall'articolo 24 della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2
(Registro tumori delle province di Catania, Messina, Palermo,
Ragusa, Trapani e il Registro di patologia di Siracusa) che
svolgono funzioni di rilevazione e gestione dei dati su base
territoriale.
4. Al fine di raggiungere la copertura completa del territorio
regionale, le aree provinciali attualmente non coperte da
registrazione sono attribuite ai Registri territorialmente attigui
già riconosciuti ai sensi della legge regionale 8 febbraio 2007, n.
2, e precisamente la provincia di Agrigento al Registro tumori di
Trapani, la provincia di Caltanissetta al Registro tumori di
Ragusa, la provincia di Enna al Registro tumori di Catania.
5. Le Aziende sanitarie provinciali o le Aziende ospedaliere da
cui dipendono i Registri tumori sono tenute a garantire adeguate
risorse umane e strumentali, tenendo conto delle figure
professionali con esperienza specifica nel settore
dell'epidemiologia e della registrazione dei tumori.
6. Al fine di non interrompere le attività dei Registri tumori, le
strutture sanitarie interessate sono autorizzate a prorogare i
contratti del personale precario attualmente in servizio';
con l'art. 18 è disposto il Sistema dei controlli, che, al primo
comma, così recita: '1. L'Assessorato regionale della sanità svolge
il controllo sulla gestione delle Aziende sanitarie.';
Lo scopo e gli obiettivi del registro tumori sono (dal sito
internet Registro Tumori Integrato per Catania, Messina e
Siracusa):
individuare eventuali modificazioni di incidenza di tumori già
presenti sul territorio, al fine di correlarle con le cause di
cancro (storico - Carta 2000);
sorvegliare l'insorgenza di nuova patologia tumorale per
l'individuazione di nuovi fattori di rischio (Decreti
Interministeriali e D.Lgs.277\91);
programmare interventi di prevenzione primaria (es: campagne
d'informazione) per la rimozione delle cause dall'ambiente di vita
e di lavoro (Carta 2000);
valutare l'efficacia degli interventi preventivi (es: screening,
organizzazione dei servizi sanitari) tramite il variare
dell'incidenza dei tumori;
intervenire con la prevenzione secondaria (diagnosi precoce) per
aumentare la sopravvivenza e la qualità di vita del paziente
oncologico;
migliorare la qualità degli interventi diagnostici e terapeutici,
fornendo dati sulla sopravvivenza in rapporto allo stadio di
malattia (sorveglianza della patologia);
contribuire alla valutazione dell'efficacia di protocolli
diagnostici e terapeutici;
fornire dati per migliorare e razionalizzare l'accesso alle
strutture ospedaliere e del territorio in rapporto ai bisogni
emergenti (programmazione sanitaria);
esaltare il rapporto costi/benefici, migliorare la salute dei
pazienti affetti da patologia oncologica, razionalizzando la spesa
sanitaria e riducendo gli sprechi, per risparmiare risorse che
permetteranno poi di intervenire in maniera più mirata;
l'utilizzo di linguaggi e protocolli comuni: ciò permetterà una
maggiore integrazione fra le strutture con maggiore uniformità ed
un risparmio di risorse umane ed economiche;
sorveglianza della qualità dell'assistenza: 'la verifica dei
percorsi clinici (diagnostici, terapeutici e di follow-up)
permetterà di valutare eventuali interventi inadeguati sia
diagnostici che terapeutici, permettendo, oltre ad un ulteriore
risparmio di risorse, anche di valutarne l'impatto in termini di
sopravvivenza';
accertato che:
l'Amministrazione regionale, Assessorato Salute, dispone di aree
interdipartimentali preposte ai sistemi informativi, statistica,
monitoraggi;
la dichiarazione dell'area ad elevato rischio di crisi ambientale
del Mela del settembre 2002 così recita:
'Visti gli studi e le indagini del Ministero dell'ambiente sulla
situazione ambientale dell'area del comprensorio del Mela,
presentati nella riunione tenutasi presso l'Assessorato regionale
del territorio e dell'ambiente del 28 marzo 2000;
Vista la delibera di Giunta del 17 maggio 2002, n. 150, con la
quale si dà mandato all'Assessore per il territorio e l'ambiente di
porre in essere le iniziative necessarie per pervenire alla
dichiarazione di area ad elevato rischio di crisi ambientale per il
comprensorio del Mela (Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace
del Mela, S. Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, San Pier
Niceto);
Considerata l'elevata concentrazione di insediamenti industriali
nel comprensorio del Mela;
Considerato l'elevato carico antropico;
Considerata l'attiguità degli insediamenti urbani alla succitata
area industriale;
Considerato che l'elevato carico ambientale ha determinato una
situazione che protende verso valori dei parametri ambientali tali
da richiedere rapidi ed improrogabili interventi di risanamento e
riqualificazione ambientale;
Accertati i recenti studi dell'OMS, già richiamati nelle mie
precedenti interrogazioni, che conclamano l'effettiva potenziale
esposizione della popolazione alle malattie tumorali';
visto che (dal sito internet 'Registro Tumori Integrato' per
Catania, Messina e Siracusa):
'le Autorità sanitarie della Regione siciliana, con la legge
regionale n. 13 del 09-2003, pubblicata sulla G.U.R.S il 12/06/2003
art. 20, comma 4, hanno istituito il registro tumori integrato di
Catania e Messina (RTI), 'per fornire dati alle istituzioni
sanitarie al fine di una più appropriata programmazione degli
interventi di prevenzione e cura e per lo studio dei fenomeni
connessi alle cause';
la legge istitutiva ha individuato l'Istituto di Igiene
dell'Università di Catania e presso l'ospedale Papardo di Messina
come referente, in collaborazione con l'ordine dei medici e
chirurghi della Provincia di Catania, quale referente e depositario
della ricerca epidemiologica;
una successiva legge regionale, la n.17 del 28/12/2004, art. 127,
c. 65, ha abbinato ai registri tumori integrati di Catania e
Messina anche quello di Siracusa;
la legge n. 5 del 14 aprile 2009 (legge per il riordino del
Servizio Sanitario Regionale), ha sancito l'accorpamento della
Provincia di Enna al RTI;
il registro tumori integrato è funzionalmente ed
amministrativamente diretto da un comitato tecnico scientifico
composto da medici esperti in oncologia;
preso atto che:
la popolazione del territorio interessato non ha informazione
dell'avvenuta istituzione del R.T.;
la non informazione è motivo di tensione sociale e di interventi
conoscitivi anche in sede della commissione ambiente della
Provincia regionale di Messina;
l'istituzione del registro tumori è motivo di spesa corrente (2003-
2012) per l'amministrazione regionale;
alla data non ha mai prodotto benefici, né risulta che sia in
alcun modo essere stato attivato;
per entrare a regime ed essere motivo degli attesi benefici il
registro tumori ha un percorso di medio-lungo periodo;
ritenuto che:
l'attivazione sia motivo di prevenzione e salvaguardia della
salute per la popolazione e necessaria per il controllo economico
dell'amministrazione regionale competente e potenziale strumento
per le scelte regionali in tema di sviluppo;
è uno strumento che avrebbe dovuto (nei 9 anni) dare i risultati
attesi, qualora attivato come dalla legge regionale istitutiva;
per sapere:
quali siano le motivazioni del ritardo operato per la messa a
regime del Registro Tumori;
quali le spese sino alla data sostenute dall'Amministrazione
regionale;
quali i report sullo stato della situazione mensili e/o semestrali
e annuali redatti e trasmessi dalle Aree Interdipartimentali
preposte alla vigilanza e controllo all'Assessorato Salute;
di chi siano le responsabilità per quanto sopra;
quali interventi e/o provvedimenti abbiano adottato per dare
concretezza all'attivazione del R.T.I.;
quali provvedimenti intendano adottare per l'attivazione
dell'atteso 'Registro Tumori Integrato'». (2505)
CORONA
«Al Presidente della Regione, premesso che:
la miniera di Pasquasia, situata tra Enna e Caltanissetta, è il
più importante sito estrattivo in Italia e tra i primi tre al mondo
per la produzione di sali potassici;
la miniera, chiusa nel 1992 dopo trentatré anni di attività, dava
lavoro a circa 1.000 operai (incluso l'indotto) e aveva uno
standard di produttività giornaliera di 900 tonnellate di salgemma,
rappresentando una realtà centrale sul fronte dell'occupazione e
dello sviluppo economico nei territori di Enna, Agrigento e
Caltanissetta;
considerato che:
vista la presenza nel sito di una grande quantità di amianto e
olio dielettrico, nel giugno 2011 fu firmato un protocollo tra il
Ministero dell'ambiente e la Regione siciliana, con il quale veniva
destinata la somma di 20 milioni di euro per l'avvio dei lavori di
bonifica dai materiali inquinanti;
l'accordo prevedeva non solo la bonifica e la messa in sicurezza
del sito minerario, ma l'esame contestuale di una possibile ripresa
delle attività estrattive;
la miniera detiene sali potassici per almeno trent'anni di
attività estrattiva, rappresentando un'importante opportunità di
sviluppo economico ed occupazionale per le aree interne della
Sicilia;
preso atto che:
un funzionario dell'Assessorato regionale Territorio e ambiente,
responsabile dell'ufficio speciale delle aree ad alto rischio
ambientale in Sicilia, intervenendo ad una trasmissione
radiofonica, ha riferito che sarebbe in atto la progettazione di
una discarica nel sito di Pasquasia per ricevere amianto
proveniente da tutta la Sicilia;
il suddetto funzionario, successivamente contattato dagli organi
di stampa, ha ulteriormente spiegato che del progetto si starebbe
occupando il dipartimento regionale dell'energia, dell'acqua e dei
rifiuti;
rilevato altresì che:
l'inquinamento di Pasquasia è un tema molto delicato, che si
ripropone da tanti anni e che ha sempre suscitato preoccupazione
tra le popolazioni interessate;
all'atto della firma del programma quadro tra Regione siciliana,
Provincia regionale di Enna e Comune di Enna si ipotizzò, previa
verifica delle condizioni geologiche e tecniche, di realizzare una
discarica all'interno del sito per depositare solo ed
esclusivamente l'amianto proveniente dalla bonifica del sito
stesso;
ritenuto che sarebbe incomprensibile, mentre è in atto una
bonifica che consentirà la rimozione dei materiali inquinanti dal
sito, non individuare il percorso amministrativo e legislativo più
idoneo a ricreare le condizioni di riavvio delle attività
estrattive;
per sapere:
se sia a conoscenza dell'esistenza di un progetto che
individuerebbe in Pasquasia il sito per lo smaltimento dell'amianto
proveniente da tutta la Sicilia;
se e quali iniziative urgenti si intendano adottare per chiarire i
contenuti e gli obiettivi dell'intervento di bonifica e del
successivo programma di riqualificazione e riutilizzo del sito
minerario». (2508)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
GALVAGNO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
l'azienda autonoma delle Terme di Sciacca è stata oggetto di
privatizzazione in forza della legge regionale n. 10 del 1999 e nel
2011, dopo la trasformazione, nel 2006, in società per azioni, è
stata messa in liquidazione, ma con possibilità di proseguire
l'attività in attesa di rendere concreto il processo di
privatizzazione;
il personale, circa una trentina di dipendenti a tempo
indeterminato, svolge l'attività propria termale, mentre altri
dipendenti stagionali quella alberghiera;
considerato che tra i candidati inseriti nelle liste elettorali
delle prossime amministrative a Sciacca (AG) vi sarebbero alcuni
dipendenti della società 'Terme di Sciacca Spa', inseriti tutti
nella lista del MPA, e che gli uffici della struttura termale
spesso sarebbero frequentati da componenti il predetto partito,
così come numerosi incontri pre-elettorali si terrebbero con
sistematicità nei locali della predetta società o all'interno della
struttura alberghiera che momentaneamente non svolge attività
operativa a causa della periodica chiusura stagionale;
ritenuto che il percorso di privatizzazione sta incontrando delle
serie difficoltà a trovare applicazione tra gli operatori economici
del settore e che ogni energia va spesa affinché la trasformazione
operativa delle Terme di Sciacca in spa avvenga nel minor tempo
possibile;
per sapere se non ritengano opportuno intervenire, con la massima
urgenza, per dare piena e completa attuazione alla privatizzazione,
al fine di garantire l'utilizzo della risorsa termale per la sua
effettiva vocazione e non disperdere le professionalità dei
dipendenti volte alla gestione di un'azienda termale, piuttosto che
ad altre attività». (2509)
BOSCO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
nel 2009, al Comune di Salemi, in provincia di Trapani, è stata
donata la Kim's Video, collezione di 55.000 film di cinema
indipendente, da parte del cinefilo newyorkese, di origini coreane,
Yongman Kim;
l'amministrazione comunale ha accettato la donazione alle
condizioni poste dal collezionista: tenerla intatta, aggiornarla e
renderla accessibile;
a tale scopo, la Regione siciliana ha erogato un contributo di
867.000 euro;
secondo notizie di stampa, ad oggi, a soli due mesi dalla scadenza
del progetto, la catalogazione della suddetta collezione sarebbe
ferma a 3.582 dvd, appena il 10 per cento del numero complessivo di
film;
qualche mese fa, Oliviero Toscani, fotografo che, al momento
dell'acquisizione della collezione Kim'S Video, era anche assessore
alla creatività dell'amministrazione di Salemi, ha denunciato, in
una lettera inviata al Presidente della Regione, che la 'più grande
collezione di cinema indipendente americano marcisce, abbandonata
negli scatoloni di cartone, in mezzo a topi e scarafaggi, e che il
progetto di catalogazione rischia di naufragare definitivamente con
il commissariamento del Comune';
considerato che:
il 20 marzo scorso, il commissario straordinario del Comune ha
dichiarato di 'capire la straordinaria potenzialità di questo
sancta sanctorum cinematografico' e ha annunciato un'ispezione;
in un articolo, pubblicato il 5 aprile scorso dal quotidiano on
line 'Corrieredelmezzogiorno.it', si legge che 'centinaia di
scatoloni sono ancora per terra, sistemati alla rinfusa, mentre una
sola parete ospita i film fino ad ora catalogati: 3.582 su 55.000
titoli. Un elenco dei film regalati da Yongman Kim non si trova,
mentre i responsabili sostengono che molti erano doppioni e molte
custodie erano vuote';
per sapere:
se quanto dichiarato dalla stampa e da Oliviero Toscano risponda
al vero;
se non ritengano di dovere avviare immediatamente dei controlli
per verificare come sono stati spesi i fondi destinati alla
catalogazione della collezione e quale sia ad oggi lo stato
effettivo dei 55.000 titoli in possesso del Comune di Salemi;
quali provvedimenti siano stati presi per tutelare la collezione e
per renderla al più presto fruibile;
se sia ipotizzabile, previa autorizzazione dell'ex proprietario
della collezione e del Comune di Salemi, che tale patrimonio
cinematografico venga trasferito presso la Scuola di Cinema di
Palermo, che si trova presso i Cantieri culturali della Zisa, allo
scopo di una migliore custodia e fruizione». (2514)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
MATTARELLA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e per l'identità siciliana, premesso che:
il 28 marzo scorso è stata sottoscritta una convenzione con la
onlus 'Arthesia' di Palermo;
tale convenzione prevede l'impiego, per due mesi, di 55
disoccupati, rimasti senza lavoro dopo la chiusura della società
'Federico II' (che fino a qualche tempo fa gestiva servizi
aggiuntivi nei musei siciliani);
la convenzione è stata stipulata senza il ricorso ad alcuna gara o
bando pubblico, poiché la onlus, iscritta all'albo delle
associazioni di volontariato, per natura giuridica può evitare le
procedure di evidenza pubblica;
ogni lavoratore, per questo incarico a tempo determinato,
percepirà poco più di 500 euro al mese, mentre il costo complessivo
previsto per l'amministrazione regionale sarà di 67.100 euro;
secondo quanto pubblicato dal quotidiano 'La Repubblica,
nell'edizione del 5 aprile scorso, la onlus 'Arhesia'b ha sede 'in
via Filiciuzza, lungo tre numeri civici ai quali, nella mattina del
4 aprile alle 11, corrispondevano altrettante saracinesche chiuse';
considerato che:
per i servizi di custodia e vigilanza di musei e beni culturali la
Regione siciliana dispone di 590 custodi di ruolo, di 260 precari
stabilizzati nelle aree A e B, che possono essere adibiti a queste
mansioni, di 240 dipendenti full-time e 250 part-time della società
'Beni Culturali' (interamente partecipata della Regione siciliana)
oltre a 300 ex Pip, transitati un paio di anni fa dal Comune alla
Regione;
per pagare gli stipendi di oltre 1.500 custodi la Regione impegna
circa 60 milioni di euro;
la spesa per il personale risulta spaventosamente superiore
all'introito della vendita dei biglietti dei siti museali;
a tale proposito, il quotidiano cita alcuni casi limite: dieci
custodi dell'area archeologica di Ravanusa in un anno hanno
registrato un solo visitatore, per giunta non pagante; i
quattordici custodi del museo archeologico di Marianopoli nel 2008
hanno avuto solo 34 visitatori per un incasso di appena 63 euro; il
museo di storia naturale di Terrasini, nello stesso periodo, ha
avuto 488 visitatori paganti, ha incassato 811 euro e speso per 23
custodi un milione di euro;
il dirigente generale dell'Assessorato Beni culturali, secondo il
quotidiano 'La Repubblica', avrebbe 'chiesto ed ottenuto dai suoi
dirigenti un piano esigenziale per l'anno in corso', dal quale
risulterebbero 'necessità in ordine ai servizi di vigilanza e
custodia con carattere non sostitutivo';
secondo il sindacato Cobas-Codir, invece, la convenzione con la
onlus 'Arthesia' 'sbeffeggia tutti i disoccupati siciliani senza
santi in paradiso. L'amministrazione si appresta, senza scrupoli, a
creare altre aspettative di precariato';
per sapere:
come sia possibile che con un numero talmente rilevante di
personale, diretto e indiretto, destinato a svolgere funzioni di
vigilanza nei musei e nei beni culturali dell'Isola sia necessaria
un'ulteriore convenzione con tale associazione;
se non ritengano di dovere sospendere immediatamente tale accordo
e provvedere alle esigenze con il personale interno, sia per
rispondere alle esigenze di risparmio ormai indispensabili in tutti
i settori della pubblica amministrazione, che per non creare nuovi
bacini di precariato». (2515)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
MATTARELLA
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Comunicazione relativa agli ordini del giorno numero 432 e 518
PRESIDENTE. Comunico che:
- in esito all'ordine del giorno n. 432 Interventi urgenti per il
settore agricolo finalizzati alla riduzione degli oneri
previdenziali a carico delle aziende ricadenti in aree montane e
nelle regioni ex Obiettivo 1 ed all'azzeramento delle accise per i
carburanti ad uso agricolo , accettato come raccomandazione dal
Governo nella seduta n. 250 del 30 aprile 2011, il Presidente della
Regione, con nota prot. n. 5061 del 3 aprile 2012 (pervenuta il 5
aprile successivo e protocollata al n. 3465/Aulapg del 6 aprile
2012) ha rappresentato che la problematica risulta superata dalla
legge regionale 24 novembre 2011, n. 25;
- in esito all'ordine del giorno n. 518 Interventi a sostegno
dei lavoratori GESIP per garantire i livelli occupazionali, il
pagamento delle retribuzioni e l'erogazione dei servizi , accettato
come raccomandazione dal Governo nella seduta n. 250 del 30 aprile
2011, il Presidente della Regione, con nota prot. n. 5060 del 3
aprile 2012 (pervenuta il 5 aprile successivo e protocollata al n.
3466/Aulapg del 6 aprile 2012) ha trasmesso, in allegato alla nota
stessa, copia della relazione fornita dal Dipartimento regionale
Bilancio e Tesoro, prot. n. 1105/Gab del 22 febbraio 2012.
Il testo integrale delle suddette note, con gli annessi allegati,
è reperibile nell'apposita banca dati del sito web dell'Assemblea
regionale siciliana: www.ars.sicilia.it.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa al Gruppo parlamentare UDC Unione di Centro
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, facendo seguito alla comunicazione
resa nella seduta n. 338 del 29 marzo 2012, preciso che il cambio
di denominazione del Gruppo parlamentare Unione di Centro - per il
terzo Polo' in UDC Unione di Centro', decorre dal 29 marzo 2012,
data in cui è pervenuta a questa Presidenza la relativa nota del
Capogruppo, onorevole Adamo.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di composizione di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che, con nota del 31 marzo
2012, pervenuta in pari data e protocollata al n. 3327/AulaPg del 3
aprile successivo, l'onorevole Cataldo Fiorenza ha comunicato che
il Gruppo parlamentare Misto è composto dai seguenti deputati:
on. FIORENZA Cataldo, presidente;
on. CAPPADONA Nunzio, vicepresidente;
on. DE LUCA Cateno, componente;
on. VITRANO Gaspare, componente;
on. LO GIUDICE Giuseppe, componente.
L'Assemblea ne prende atto.
Invito, pertanto, il Gruppo Misto a procedere alla nomina di un
segretario, a norma dell'art. 25 del Regolamento interno ARS,
dandone comunicazione a questa Presidenza.
Rinvio del seguito della discussione del disegno di legge
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2012.
Legge di stabilità regionale» (801/A)
Onorevoli colleghi, sul II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge numero 801/A «Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2012. Legge di stabilità
regionale», do lettura della nota del 10 aprile 2012, prot.
2311/Gab, inviata dal Capo di Gabinetto dell'Assessore per
l'economia:
«Al Sig. Capo di Gabinetto dell'onorevole Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana
Palermo
Oggetto: Comunicazione.
Si rappresenta che l'Assessore regionale per l'economica, prof.
Avv. Gaetano Armao, giovedì 12 aprile 2012 sarà impegnato in Roma,
congiuntamente con l'Assessore regionale per la salute, per
partecipare ai lavori del tavolo tecnico su bilancio e spesa
sanitaria della Regione siciliana, convocato alle ore 15.00, presso
la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Pertanto non potrà partecipare ai lavori d'Aula, convocata per
giovedì 12 aprile p.v. alle ore 11.00.
Si allega copia della convocazione.
Il Capo di
Gabinetto
F. Nicosia»
Pertanto, anche in considerazione del fatto che la Commissione
Bilancio è convocata per le ore 16.00, sospendo la seduta
avvertendo che riprenderà alle ore 18.00.
(la seduta, sospesa alle ore 12.13, è ripresa alle ore 18.13)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, poiché la Commissione Bilancio è ancora
riunita, per consentirle di ultimare i lavori e con l'auspicio di
completare l'esame del disegno di legge finanziaria nella giornata
di domani, la seduta è rinviata a domani, venerdì 13 aprile 2012,
alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I - Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
- «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2012.
Legge di stabilità regionale» (n. 801/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Savona
Relatore di minoranza: on. D'Asero
III - Votazione finale del disegno di legge:
- «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-
2014» (nn. 800-800 bis-800 ter-800 quater/A)
La seduta è tolta alle ore 18.14
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Economia»
MATTARELLA. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
l'Ast, Azienda siciliana trasporti, società partecipata della
Regione siciliana, da tempo non riesce più a garantire il regolare
funzionamento del servizio di trasporto su gomma nell'Isola a causa
di una gravissima crisi di liquidità;
da giorni, in diversi comuni in provincia di Palermo, studenti e
lavoratori pendolari non riescono a raggiungere scuole e posti di
lavoro, poiché i mezzi dell'Ast riducono o annullano del tutto le
corse previste;
questa perdurante situazione ha determinato svariate proteste di
cittadini e amministratori locali;
il 9 febbraio scorso, a Carini, gli studenti hanno protestato al
capolinea in piazza, bloccando l'unico pullman che avrebbe dovuto
effettuare il collegamento con il capoluogo e che non poteva essere
sufficiente ad assicurare il posto ai 700 abbonati locali;
a fianco dei cittadini che protestavano anche il sindaco di
Carini, Giuseppe Agrusa, che, attraverso le pagine del Giornale di
Sicilia, ha denunciato: 'Questa intollerabile situazione va avanti
da due mesi. Dei quattro autobus che dovrebbero coprire le corse
con Palermo, fino alle 8.45, ne partono solo due o tre, ieri
addirittura uno solo. L'Ast sostiene che il problema dipende dalla
mancanza di carburante. Una motivazione inaccettabile per un
servizio pubblico così importante';
il 10 febbraio, il direttore generale dell'Ast, Emanuele Nicolosi,
intervistato dal Giornale di Sicilia, ha ammesso la gravità dei
disservizi: 'Non è un problema economico, ma di liquidità. Appena
la Regione, credo nei prossimi giorni, accrediterà il dovuto,
l'azienda potrebbe saldare le fatture pregresse. L'Ast è sana, ma è
costretta a scontare il mancato incasso dei crediti dai Comuni e
dalla Regione';
i crediti vantati dall'Ast ammonterebbero a 40 milioni di euro, 20
dovuti dalla Regione siciliana e 20 dai Comuni dell'Isola, mentre i
debiti sarebbero pari a circa 18 milioni di euro, di cui il 70% per
carburanti, ricambi e stipendi;
secondo il direttore dell'Ast 'in passato la Regione trasferiva le
somme con estrema precisione. Adesso non più. Di conseguenza, non
siamo in grado di far fronte alla mole di uscite, dagli stipendi al
pagamento delle forniture';
considerato che:
nonostante i ripetuti solleciti dei dirigenti dell'Ast, i vertici
della Regione siciliana continuano a non fornire risposte sui tempi
di pagamento;
la mancanza di liquidità costringe quotidianamente l'Ast a tenere
fermi i pullman rimasti senza gasolio o a non riparare i mezzi
guasti, poiché i fornitori si rifiutano di rispondere alle
richieste dell'azienda fino a quando le fatture precedenti non
risulteranno saldate;
potrebbe configurarsi addirittura l'ipotesi di interruzione di
servizio essenziale da parte della Regione siciliana, maggiore
azionista dell'Ast;
per sapere:
se abbiano provveduto a corrispondere all'Ast le somme dovute;
nel caso in cui ciò non sia ancora avvenuto, cosa impedisca alla
Regione siciliana di effettuare i versamenti che causano gli
inaccettabili disagi evidenziati;
se e come intendano risolvere il problema, nei tempi più rapidi
possibili, per assicurare ai cittadini un servizio di trasporto
pubblico puntuale ed efficiente». (2424)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'Interrogazione parlamentare
citata in oggetto va puntualizzato, come già evidenziato in altre
risposte parlamentari dai contenuti simili, che tra i crediti
vantati da AST S.p.A. nei confronti della Regione Siciliana,
l'unico di competenza della Ragioneria Generale di questo
Assessorato è quello relativo al contributo di ricapitalizzazione
ex art. 76 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 il cui saldo
per l'anno 2011 è subordinato alla presentazione del Bilancio di
esercizio ai sensi della normativa vigente.
Analogamente l'erogazione dell'anticipo del 50% del contributo in
argomento per l'anno 2012 è subordinata alla presentazione del
Budget per l'esercizio in corso.
Entrambi i documenti non sono stati ancora presentati, pertanto la
mancata erogazione di queste tranches del contributo in argomento
è imputabile unicamente all'Azienda Siciliana Trasporti S.p.A.
Ciò nonostante questa Amministrazione ha gia proceduto, in via del
tutto eccezionale, ad erogare un anticipo pari a 4.000.000,00 di
euro sul saldo per l'anno 2011, affinché l'A.S.T. S.p.A. potesse
far fronte agli impegni ritenuti più urgenti quali le retribuzioni
del personale ed i debiti erariali, ma appare evidente che non si
potrà procedere ad erogare ulteriori somme se la società non
provvederà a presentare i suddetti bilanci.
Appare, comunque, necessario, con riguardo all'evoluzione della
normativa nazionale in tema di liberalizzazioni dei servizi
pubblici locali adeguare la normativa regionale in materia di
trasporti pubblici locali ridefinendo la propria strategia nel
settore».
L'Assessore
Prof. Avv. Gaetano
Armao
Rubrica «Energia e Servizi di pubblica utilità»
APPRENDI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'energia e i servizi di pubblica utilità, premesso che:
le recenti attività d'indagine da parte dell'autorità giudiziaria
e i relativi riscontri sul sistema gestionale dei rifiuti (vedi il
report dell'ARPA Sicilia in materia di gestione delle discariche)
hanno evidenziato che l'anello debole della catena è rappresentato
dal sistema di controllo e vigilanza che in Sicilia è assolutamente
insufficiente rispetto al volume ed al sistema di gestione dei
rifiuti;
il sistema di controllo affidato alle province e l'attività
derivante dal sistema di verifica del piano di monitoraggio e
controllo, di cui ogni impianto dovrebbe essere fornito, si è
dimostrato assolutamente insufficiente;
considerato che:
la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del
4/04/01 che stabilisce i criteri minimi per le ispezioni ambientali
al punto 7 recita: 'L'esistenza di un sistema di ispezioni e il
loro svolgimento costituiscono un deterrente alle violazioni
ambientali poiché consentono alla autorità di individuare le
infrazioni e di far rispettare la normativa ambientale mediante
sanzioni ed altri mezzi. Pertanto le ispezioni costituiscono un
anello indispensabile della catena regolamentare ed uno strumento
efficiente per contribuire ad un'attuazione più coerente e al
rispetto della normativa ambientale(...)';
la soluzione ipotizzabile è di strutturare un servizio di
controllo e vigilanza attivato tra i diversi soggetti, dipartimenti
ed Assessorato regionale - enti locali - ARPA Sicilia, con il
compito preciso di procedere all'attività di controllo sul
territorio onde evitare che pratiche non conformi alle indicazioni
di legge possano determinare casi come quello di Bellolampo a
Palermo;
per sapere se non ritenga che l'attività in questione possa essere
affidata ad ARPA Sicilia in corresponsabilità con il dipartimento
rifiuti ed acque per le attività di coordinamento e quali ragioni
fino ad oggi abbiano impedito l'affidamento dell'attività di
controllo ad ARPA Sicilia». (1247)
Risposta. - «Con riferimento all'atto di sindacato ispettivo
presentato dall'onorevole interrogante, volto a conoscere le
notizie per la revisione del sistema di controllo e vigilanza
sull'attività di gestione dei rifiuti, pervenuto a questo
Assessorato con nota prot. 1631/In.15 del 1 Settembre 2010, si
rappresenta quanto segue.
Il sistema di controllo e vigilanza sull'attività di gestione dei
rifiuti nella nostra regione, ai sensi di quanto disposto della
legge regionale 8 aprile 2010 n. 9 coordinato con il disposto del
D.Lgs. 152 ed in attuazione delle direttive comunitarie in materia
di gestione del ciclo dei rifiuti, è articolato in un complesso
sistema di controllo all'interno del quale lo Stato svolge la
funzione di indirizzo e coordinamento, le Regioni svolgono attività
pianificatoria, i Comuni svolgono attività gestionale anche per il
tramite delle società d'ambito ed infine alle Province Regionali
vengono attributi compiti di verifica e controllata.
Con riferimento all'attività di controllo, l'art. 3 della legge
regionale 8 aprile 2010 n. 9, attribuisce alla Province Regionali
le funzioni di verifica e controllo nel complesso sistema di
gestione integrata dei rifiuti.
Per effetto di quanto disposto dalla norma, le Province regionali
in un ottica complessiva di funzionamento efficiente del sistema,
sono chiamate ad esercitare attività di controllo e verifica in
ordine agli interventi di bonifica, alle attività di gestione, di
intermediazione e di commercio dei rifiuti, ivi compreso
l'accertamento delle violazioni delle disposizioni di cui alla
parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 e
successive modifiche ed integrazioni in materia di gestione e di
bonifica dei siti inquinanti.
Sempre nell'ambito delle competenze di cui al suddetto comma 1
dell'articolo 3, le Province regionali devono sottoporre ad
adeguati controlli periodici, gli enti e le imprese che producono
rifiuti pericolosi, le imprese che raccolgono e trasportano rifiuti
a titolo professionale, gli stabilimenti e le imprese che
smaltiscono o recuperano rifiuti, le attività sottoposte alla
procedure semplificate di cui agli articoli 214, 215 e 216 citati.
I relativi dati, ai sensi dell'articolo 3 comma 1 lettera e) della
legge regionale 8 aprile 2010 n. 9, dovranno essere trasmessi
all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente,
all'Assessorato Regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilità ed all'Agenzia regionale per la protezione ambientale,
nella considerazione che ai sensi della medesima normativa, le
Province possono avvalersi per le attività di propria competenza
del supporto tecnico scientifico dell' Arpa Sicilia.
Alla luce di quanto sopra, risulta evidente che le attività di
controllo risultano essere in capo alle Province regionale secondo
quanto stabilito dalla Regione Siciliana con legge ed in
particolare con la legge regionale n. 9 del 2010, prevedendo
esclusivamente forme di collaborazione tra le Province e l'Arpa e
che esclusivamente mediante modifica della norma sopra citata è
possibile affidare all'Agenzia regionale di protezione ambientale
il controllo e la vigilanza sull'attività di gestione dei rifiuti.
Pur tuttavia è mio intendimento valutare, anche in raccordo con la
competente commissione parlamentare o con apposita commissione,
l'eventualità di una modifica normativa al fine di affidare,
effettuando le opportune valutazioni, l'attività di vigilanza
all'Agenzia regionale per la protezione ambientale».
L'Assessore
G. Marino
Rubrica «Istruzione e Formazione professionale»
BARBAGALLO. - «All'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana, premesso che:
l'istituto per ciechi 'Florio e Salamone' di Palermo, istituto
d'istruzione e di educazione per effetto del regio decreto 27
ottobre 1926, n. 2263, presenta negli ultimi anni caratteri di
involuzione e di degrado, anche a causa dei contrasti sorti
all'interno del consiglio di amministrazione dell'istituto che
hanno portato nel febbraio di quest'anno alle dimissioni di tre
componenti, in polemica con gli orientamenti gestionali del
Presidente dello stesso c.d.a.;
l'istituto è finanziato ordinariamente dalla Regione siciliana
attraverso un capitolo di bilancio dedicato, il cui stanziamento
per il 2010 era superiore ai due milioni di euro; ciononostante si
è assistito ad un progressivo deterioramento dei servizi che si
accompagna ad un abbastanza esplicito progetto di privatizzazione,
già avviato alcuni anni fa e che portò al commissariamento
dell'ente;
il numero dei convittori assistiti è progressivamente diminuito,
passando dagli oltre novanta dell'anno scolastico 2005/2006, ai
circa sessanta dell'attuale anno scolastico e ciò appare funzionale
ad un disegno che sembra mirato alla chiusura delle attività di
istruzione ed al forte potenziamento dell'assistenza sanitaria a
soggetti con plurimenomazioni sensoriali;
in effetti i servizi sono ormai ridotti al minimo e le attività
languono: il centro di documentazione tiflopedagogica, istituito
dalla l.r. n. 15 del 1993, è poco più di un simulacro; il centro di
consulenza, sempre istituito dalla citata l.r. n. 15 del 1993, non
è mai stato attivato; il laboratorio di informatica, che è dotato
di una rilevante aula didattica multimediale, svolge un servizio
minimale, sebbene disponga di attrezzature - inutilizzate - che
consentono la trascrizione, la trascodifica e la stampa in
caratteri braille o a caratteri ingranditi (large print) di testi
fruibili da non vedenti o da istituzioni scolastiche; da oltre
quattro anni, da quando cioè non è stato rinnovato il contratto al
precedente dirigente entrato in aperto contrasto con i vertici
dell'istituto, è vacante il posto di dirigente dell'area educativa
e convittuale, affidato ad interim al dirigente dell'area
amministrativa;
premesso, ancora:
il baricentro degli interessi degli amministratori dell'istituto
sembra volersi spostare sul realizzando centro per gravi
pluriminorati non vedenti che trova le sue radici nella l.r. n. 16
del 1986, che ha previsto la costituzione di due centri per
pluriminorati non vedenti presso gli istituti per ciechi di Palermo
e di Catania, ma che per oltre 25 anni è rimasta sulla carta anche
se, tuttavia, è stata redatta una pianta organica che prevede 138
unità di personale per l'assistenza ad una ventina di ricoverati,
che porteranno nelle casse dell'istituto almeno sette milioni di
euro l'anno per sole rette di ricovero;
per la realizzazione della struttura l'istituto ha stipulato un
accordo con la società immobiliare Malù che fa riferimento al
patron del Palermo calcio, Zamparini, che, in cambio di una vasta
area cedutagli dall'istituto in via Lanza di Scalea dove intende
realizzare un ipermercato, si è impegnato a costruire una struttura
da adibire funzionalmente a centro per gravi entro il 2011;
un altro tema che appassiona il c.d.a. dell'istituto è l'ingente
patrimonio immobiliare di proprietà dell'ente, valutato intorno ai
cento milioni di euro, già al centro del tentativo di
privatizzazione poi abortito nel 1999 per la strenua opposizione
dei sindacati dei lavoratori, che pare essere la causa prevalente
dei contrasti in seno allo stesso c.d.a. e che è stato inserito
all'ordine del giorno dei lavori per ben otto sedute consecutive e
per ultimo all'o.d.g. dell'8 novembre di quest'anno;
considerato che:
tra le proprietà immobiliari spicca l'edificio che ospita
l'istituto (villa del Pigno), a suo tempo donato da Ignazio Florio
con l'espressa condizione che, venuto a mancare l'istituto,
l'immobile sarebbe ritornato alla famiglia Florio, oggi
rappresentata da un componente all'interno del c.d.a., ipotesi non
troppo peregrina visto che circolano voci su propositi di
trasformare la villa in albergo di lusso, dopo aver dismesso le
attività pedagogiche dell'istituto in favore delle ben più
remunerative attività sanitarie;
forti perplessità suscitano alcune vicende gestionali: l'assenza
da oltre quattro anni del dirigente l'area pedagogica e
convittuale, sostituito con un interim al dirigente amministrativo,
nonostante la presenza di numerosi docenti aventi i titoli per
poter ricoprire la funzione ed il tentativo - reiterato in numerose
sedute del c.d.a. - di sostituire detta funzione con un'altra di
carattere amministrativo, che appare francamente mirata a
precostituire un incarico ad personam; l'ammontare delle spese
legali che per il 2010 prevedono uno stanziamento in bilancio di 90
mila euro; l'ammontare delle spese sostenute per l'equipe medico-
psico-pedagogica, pletorica e dispendiosa soprattutto se
confrontata con i costi della convenzione in essere fino al 2003
con l'ASL 6 di Palermo per lo svolgimento di identico servizio,
revocata per eccessiva onerosità ;
ritenuto che:
altre anomalie evidenti sembrano essere: il mantenimento in
servizio di persone con cui era stato stipulato contratto a termine
senza deliberazione specifica del c.d.a.; l'inserimento nel nuovo
statuto dell'ente di una previsione secondo la quale 'il C.d.a. con
specifica delibera, ha facoltà di rendere note le proprie
deliberazioni alle quali esso ritenga opportuno e conveniente dare
pubblicità', che viola le più recenti normative in materia di
trasparenza e, da ultimo, il decreto legislativo n. 150 del 2009;
non può che suscitare forti perplessità la situazione relativa
alla composizione dei c.d.a. degli analoghi istituti di Palermo e
Catania. L'articolo 127 della l.r. n. 17 del 2004 ha previsto
l'abrogazione del comma 1 dell'articolo 4 della l.r. n. 33 del 1991
che aveva portato a 4 i componenti all'interno del c.d.a. degli
istituti designati dalla Unione italiana ciechi. L'Ufficio
legislativo e legale della Regione, cui era stato posto il quesito
sull'applicabilità della norma, ha risposto il 24 giugno 2005
all'Assessorato regionale della famiglia (titolare della vigilanza
sull'istituto Ardizzone Gioeni' di Catania) che nel c.d.a. non
dovevano più figurare i quattro designati dalla U.I.C., mentre il 5
ottobre 2005 ha risposto all'Assessorato regionale dei beni
culturali (titolare della vigilanza sull'istituto Florio e Salamone
di Palermo) che nel c.d.a. dovevano continuare a restare i quattro
componenti designati dall'U.I.C. in virtù dell'applicabilità di
un'altra norma: l'art. 2 della l.r. n. 16 del 1995 (che tuttavia si
fondava espressamente sulla norma abrogata). Allo stato nel c.d.a.
di Palermo siedono i quattro della U.I.C., nel c.d.a. di Catania
no;
per sapere:
come intenda ovviare all'evidente disparità di trattamento tra
l'Istituto 'Florio e Salamone' di Palermo e l'istituto Ardizzone
Gioeni di Catania relativamente alla composizione dei rispettivi
c.d.a. e se non ritenga che anch'essi debbano sottostare alle
normative recenti che hanno imposto una drastica riduzione dei
componenti i c.d.a. degli enti del settore pubblico;
se risulti conforme al vero che l'INPDAP ha di recente inviato
all'istituto 'Florio e Salamone' una nota relativa all'omesso
pagamento di euro 276 mila per oneri previdenziali riferiti agli
anni 2005, 2006, 2007 e l'ingiunzione di immediato pagamento della
somma omnicomprensiva di euro 397 mila;
se l'istituto abbia provveduto ad effettuare gli accantonamenti
necessari per il pagamento del TFR ai suoi impiegati;
se risulti conforme al vero che l'istituto abbia affrontato oneri
non indifferenti per ospitare in lussuosi alberghi cittadini
componenti del c.d.a. e altre personalità estranee all'istituto
stesso;
se non ritenga di dover avviare un'approfondita indagine per
accertare se le scelte operate dal c.d.a. dell'istituto e quelle
che ancora si intendono perseguire corrispondano agli scopi
istitutivi ed alla diverse leggi che ne hanno previsto il
finanziamento». (1525)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto, si
trasmette copia della nota del Dirigente Generale di codesto
Assessorato prot. n. 3468/11 del 04/10/2011 con la quale, a seguito
di ricognizione del Servizio 15, Diritto allo Studio, si relaziona
in merito a quanto sollevato dall'onorevole interrogante».
Il Capo di Gabinetto
Nino Emanuele
L'Assessore
Prof. Mario Centorrino
Nota del Dirigente Generale Assessorato Istruzione
«Con riferimento alla nota prot. n. 2532/Gab del 31 agosto 2011
avente per oggetto <Interrogazione n. 1525 dell'On. BARBAGALLO
Giovanni: "Verifica delle scelte operate dal Consiglio di
Amministrazione dell'Istituto per Ciechi "Florio e Salamone" di
Palermo">, si comunica che precedentemente con nota prot. n. 1193
del 27/04/2011 dell'Ufficio di Diretta Collaborazione della S.V. è
stato trasmesso a questo Dipartimento il dossier prodotto dalla
C.G.I.L. Funzione Pubblica, Segreteria Provinciale di Palermo,
riportante una descrizione a riguardo della situazione gestionale
ed affaristica operata ai danni dell'Istituto per Ciechi <Opere
Riunite "Florio e Salamone"> con sede in Palermo.
Tale dossier citava e conteneva, tra l'altro, l'interrogazione
parlamentare n. 1525 dell'Onorevole Barbagallo Giovanni, presentata
all'A.R.S. il 30 novembre 2010 avente per titolo "Verifica delle
scelte operate dal Consiglio di Amministrazione dell'Istituto per
Ciechi Florio e Salamone' di Palermo" .
Preso atto di quanto riportato nel suddetto dossier e in
particolare nella sopra riportata interrogazione n. 1525
dell'Onorevole Barbagallo Giovanni questo Dipartimento, con nota
prot. n. 988/11 del 17/05/2011 indirizzata alla S.V., ha comunicato
che "si ritiene conducente che venga esercitata un'azione ispettiva
contabile e tecnico-amministrativa nei confronti dell'Istituto in
parola al fine di verificare eventuali situazioni di irregolarità
nella gestione e nell'amministrazione del detto Istituto ancor
prima che venga espletata la "selezione per l'attribuzione di
posizioni organizzative"" e a tal fine segnalava alla S.V. di
valutare l'opportunità di procedere in tale direzione designando un
nominativo al quale affidare l'incarico ispettivo, da affiancare ad
un ulteriore ispettore contabile designato dal Dipartimento
Regionale Bilancio e Tesoro dell'Economia, al fine di accertare la
consistenza dei rilievi e delle anomalie denunciate nel dossier
sopra citato.
Con nota prot. n. 2094/Gab. dell'11/07/2011 la S.V. ha comunicato
a questo Dipartimento che "si riteneva necessaria ed urgente
un'azione ispettiva contabile e tecnico-amministrativa, al fine di
verificare la sussistenza delle eventuali situazioni di
irregolarità, riportate nel dossier sopra menzionato, relativamente
alla gestione e all'amministrazione dell'Istituto in questione"
inoltre che la stessa S.V. ha disposto di incaricare il dott.
Antonino Emanuele, Capo di Gabinetto della S.V. per l'incarico
ispettivo di cui sopra da affiancare alla dirigente, designata
dall'Assessore Regionale dell'Economia, dott.ssa Angela Antinoro
del Servizio Vigilanza dello stesso Assessorato all'Economia,
assegnando, agli stessi, mesi tre a partire dalla notifica del
provvedimento per relazionare alla S.V. sulle risultanze
dell'azione ispettiva condotta.
Questo Dipartimento, per il tramite del Servizio 15 Diritto allo
studio, ha richiesto all'Istituto in parola chiarimenti in merito
all'accantonamento per il pagamento del TFR e al pagamento degli
oneri previdenziali dei suoi impiegati.
A tal fine con la nota prot. n. 1916 del 27/07/2011 l'Istituto in
parola ha relazionato in merito all'argomento e di seguito
sinteticamente si riporta quanto riferito:
relativamente all'accantonamento del TFR, l'Istituto dei ciechi
stesso, fin dal 1982, ha costituito una polizza collettiva presso
l'Istituto Nazionale Assicurazioni per l'accantonamento progressivo
del TFR dovuto al personale che prevede il pagamento di un premio
annuale per una somma pari alla quota di TFR maturata nell'anno
maggiorata della rivalutazione sulle somme relative all'anno
precedente. All'atto della cessazione dal servizio di un dipendente
l'INA liquida la posizione dello stesso in favore dell'Istituto
che, dopo aver operato le ritenute erariali dovute, provvede al
pagamento dello stesso dipendente.
Negli ultimi anni, per deficienza di cassa, il premio annuo non è
stato corrisposto, per cui al 31/12/2009 si era accumulato un
debito nei confronti dell'INA di 417.434,05. Riferisce sempre
l'Istituto in oggetto che tuttavia i dipendenti che hanno fatto
richiesta di pensionamento, hanno ricevuto il TFR spettante (l'INA
ha liquidato le somme accantonate fino all'ultimo pagamento e
l'Istituto ha integrato la parte mancante) e che, nel momento in
cui la liquidità di cassa lo consentirà, lo stesso Istituto
procederà ad estinguere il debito.
A riguardo degli oneri previdenziali l'Istituto in parola
riferisce che, in base alla vigente normativa, l'Istituto all'atto
della emissione degli ordinativi di pagamento delle retribuzioni,
contestualmente emette gli ordinativi relativi agli oneri
previdenziali dovuti sulle predette retribuzioni e pertanto
dichiara che tali oneri previdenziali vengono regolarmente versati
mensilmente e a riprova di quanto riferito ha trasmesso (con nota
prot. n. 2112 del 08/09/2011) una fotocopia della certificazione
rilasciata dall'INPDAP in data 07/10/2010 avente per oggetto
"Attestazione di regolarità contributiva" nella quale l'Ente
suddetto attesta che in tale data non risultano morosità
contributive a carico dell'Istituto dei Ciechi Florio e Salamone,
salvo eventuali conguagli in corso di elaborazione.
Per quanto sopra riportato si rimane in attesa delle risultanze
dell'azione ispettiva di cui sopra».
Il Dirigente
Generale
(Dott. Ludovico Albert)
MATTARELLA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'istruzione e la formazione professionale, premesso che:
il 15 ottobre scorso, l'associazione onlus 'Città solidale', di
Catania, ha annunciato di volere avviare un'azione legale contro la
Regione siciliana poiché questa sarebbe responsabile di procurata
evasione scolastica, per l'anno 2011/2012, ai danni dei minori che
assolvono l'obbligo di istruzione attraverso la frequenza di
percorsi di formazione professionale;
in una lettera-denuncia, firmata dal presidente dell'associazione
Piero Quinci e inviata anche al Ministro della pubblica istruzione
e al Presidente della Repubblica, si legge che nell'azione politica-
amministrativa dell'Assessore e del relativo servizio regionale di
istruzione e formazione professionale 'si ravvisano profili di
illegalità, di interruzione di servizio di interesse pubblico, di
ostacolo all'esercizio del diritto primario all'istruzione e alla
formazione professionale, di impedimento e discriminazione sociale
rispetto alle scelte effettuate dalle famiglie dei minori';
nella nota si spiega che, ad oggi, in Sicilia 'sono in evasione
scolastica di massa circa 7.000 allievi';
la lettera sottolinea che 'con circolare regionale n. 1 del 3
febbraio 2011, protocollo n. 229, l'assessore obbligava le scuole
secondarie di primo grado a trattenere le domande di iscrizioni ai
percorsi triennali fino a nuove disposizioni e avvertiva, altresì,
che l'attivazione dei percorsi triennali restava subordinata al
finanziamento dei relativi capitoli di spesa regionali';
considerato che:
a detta dell'associazione che ha sottoscritto la denuncia,
nonostante tale circolare, 'migliaia di minori, che si sono
iscritti presso i centri di formazione professionale accreditati
dalla Regione al primo anno dei percorsi triennali di formazione
professionale per l'assolvimento dell'anno di istruzione 2011/2012,
si ritrovano, ad oggi, senza alcuna comunicazione e senza alcuna
certezza circa il finanziamento e l'avvio dell'attività formativa';
sempre secondo le lettera-denuncia, anche 'gli allievi dei secondi
e terzi anni dei percorsi triennali di formazione professionale,
autorizzati dalla Regione Sicilia nell'anno 2011/2012, sono in
evasione scolastica dal 15 settembre';
l'associazione sottolinea che 'nelle altre regioni italiane si è
già avviata la messa a regime dei percorsi di istruzione e
formazione professionale di cui al capo III del decreto legislativo
17 ottobre 2005, n. 226, in concomitanza dell'avvio dell'anno
scolastico';
in un articolo, pubblicato a pagina 31 del quotidiano 'La Sicilia'
il 19 ottobre scorso, si legge che, in conseguenza del mancato
avvio dei corsi OIF, 'anche 3.000 persone, tra docenti ed esperti
di laboratorio sono in cassa integrazione a zero ore';
l'articolo spiega che l'Assessore per l'istruzione ha stabilito
che i secondi e terzi anni 'debbano essere finanziati ricorrendo al
Fondo sociale europeo, così come fatto per i corsi di formazione
professionale rivolti agli adulti non in obbligo scolastico';
ciò significa, sempre secondo il quotidiano, che 'la progettazione
dovrà essere presentata entro il 26 ottobre e che, tra verifiche,
approvazioni e controlli, bene che vada, si potrà cominciare a
gennaio, facendo perdere ai ragazzi tre mesi di scuola, ed ammesso
che l'Unione Europea non sollevi dubbi sulla legittimità di questa
operazione, dal momento che le leggi comunitarie prevedono che
all'istruzione dell'obbligo scolastico provvedano i singoli stati';
il Ministero, si continua a leggere nell'articolo, 'avrebbe
stanziato ed erogato alla Sicilia 15 milioni di euro per i percorsi
di formazione professionale per i minori, fondi che dovrebbero
servire per avviare i primi anni ma sui quali non ci sarebbero
ancora disposizioni amministrative';
dall'Assessorato, scrive il quotidiano, 'dicono che stanno
lavorando sugli elenchi dei ragazzi che pure sono a loro
disposizione dal marzo scorso';
per sapere:
se quanto denunciato corrisponda al vero;
se non ritengano di dovere intervenire tempestivamente per avviare
i corsi previsti dalla legge assicurando ai minori e alle loro
famiglie il diritto all'istruzione». (2160)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto, si
trasmette copia della nota del Dirigente del Servizio Scuola
dell'Infanzia ed Istruzione di ogni ordine e grado statali di
codesto Assessorato, dott.ssa Anna Buttafuoco, prot. n. 26859 del
15/03/2012 e pervenuta a codesto Ufficio di Gabinetto con prot. n.
835 del 15/03/2012, con la quale si relaziona in merito a quanto
sollevato dall'onorevole Interrogante».
Il Capo di Gabinetto
Nino Emanuele
L'Assessore
Prof. Mario Centorrino
Nota del Dirigente Servizio all'Infanzia e istruzione
Con riferimento alla nota prot. n. 538 del 22.02.2012, relativa
all'oggetto, nel premettere che l'Associazione ONLS Città
Solidale di Catania non risulta essere tra gli Enti di Formazione
Professionale autorizzati, dal Servizio scrivente, a svolgere le
attività relative ai Percorsi Triennali di Istruzione e Formazione
professionale, di cui alla Delibera n. 342 adottata dalla Giunta
Regionale della Sicilia in data 1ottobre 2010, con la quale è stato
recepito l'Accordo del 29 aprile 2010, si rappresenta quanto segue:
- con D.D.G. n. 4518 del 11.11.2011 è stato approvato per
l'anno scolastico 2011/2012 il Piano Regionale Definitivo
dell'Offerta Formativa per l'Obbligo di Istruzione dei percorsi
triennali di istruzione e formazione professionale da realizzare da
parte degli Enti di Formazione Professionale;
- con D.D.G. n. 4522 del 14 novembre 2011 è stato autorizzato,
per l'anno scolastico 2011/2012, l'avvio delle attività relative
ai percorsi triennali di istruzione e formazione professionale da
realizzare da parte degli Enti di Formazione Professionale, di cui
al D.D.G. n. 4518 del 11.11.2011;
- con D.D.G. n. 4950 del 30.12.2011 è stata approvata la
graduatoria definitiva dei progetti presentati a valere sull'Avviso
n. 19/2011 Avviso per la presentazione e di progetti per la
realizzazione a titolo sperimentale del secondo, terzo e quarto
anno dei percorsi formativi di istruzione e formazione
professionale .
In merito al sopra citato D.D.G. n. 4950 del 30.12.2011, si
precisa che sono state trasmesse, agli Enti interessati che hanno
presentato il prescritto Atto di accettazione, le singole note di
autorizzazione all'avvio delle attività».
Il Dirigente del Servizio
Dott. Anna Buttafuoco