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Resoconto d'Aula della Seduta n. 344 di martedì 17 aprile 2012
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   DIGIACOMO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9 del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art 127) sono effettuate mediante  procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Bosco,  Ragusa  e   Di
  Benedetto sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute, da parte  dell'Assessore
  per l'istruzione e la formazione professionale, le risposte scritte
  alle seguenti interrogazioni:

   N.  2138  -  Interventi  urgenti per evitare il  ridimensionamento
  dell'Istituto  statale  d'arte  'Luigi Sturzo' di Caltagirone (CT).
   Firmatario: Arena Giuseppe

   N.  2171  - Iniziative a salvaguardia dell'istituto d'arte  'Mario
  D'Aleo' di Monreale (PA).
   Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Aricò è in congedo  per  oggi
  per motivi istituzionali.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni
    programmatiche e correttive per l'anno 2012. Legge di stabilità
                          regionale» (801/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione del disegno di legge numero 801/A  «Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2012. Legge  di  stabilità
  regionale».
   Invito i componenti la II Commissione  Bilancio' a prendere  posto
  nell'apposito banco.
   Si   riprende  dall'esame  dell'emendamento  del  Governo   Gov2R,
  precisamente  dal comma 9, perché fino al comma  8  era  già  stato
  esaminato dall'Aula.
   Onorevoli  colleghi,  su  richiesta del Presidente  della  Regione
  sospendo  la  seduta e convoco i Presidenti dei Gruppi parlamentari
  presso il mio studio.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.26, è ripresa alle ore 12.37)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli   colleghi,   si  passa  al  subemendamento   Gov2R   98
  presentato dalla Commissione.
   Ha facoltà di parlare  l'onorevole Savona per illustrarlo.

   SAVONA, presidente della commissione e relatore di maggioranza. Si
  tratta  di  un aggiornamento contrattuale, hanno delle risorse  già
  depositate  nei  loro  conti  e aspettano  solo  la  norma  che  li
  autorizzi. La Regione, quindi, non ha costi aggiuntivi.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa al subemendamento al comma 11, il Gov2R  108,
  presentato  dal  Governo, che aggiunge,  tra  i  capitoli  che  non
  vengono toccati dalle riduzioni, il capitolo delle associazioni che
  si  occupano di contrasti alla criminalità organizzata.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA,  presidente della commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   LEONTINI.  Sul comma 10 non ci sono emendamenti?

   PRESIDENTE.  Onorevole Leontini, non ho emendamenti al  comma  10,
  bensì   al  comma  11;  in  questo  momento  stiamo  esaminando   i
  subemendamenti  ai singoli commi, non stiamo dando il  voto  finale
  all'emendamento.  Per  i  commi  dove  non  ci  sono   emendamenti,
  ovviamente, si va avanti.
   Dichiaro decaduto l'emendamento Gov2R 101.
   Si  passa  all'esame  dei  commi 14 e 15,  oggetto  di  una  lunga
  discussione,  per  i  quali  è  stata  presentata  una  riscrittura
  complessiva del Governo.
   Si passa al subemendamento Gov2R 107. Il parere della commissione?

   SAVONA,  presidente della commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico   che   è   stato   presentato   dalla   Commissione   il
  subemendamento Gov2R.2.1bis aggiuntivo al comma 15, a  firma  della
  Commissione.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

   (E' approvato, col voto contrario dei deputati dell'UDC Unione di
                               Centro))

   Comunico  che  i  commi 19, 20 e 21, riguardanti il  problema  dei
  rifiuti,  sono  momentaneamente  accantonati  in  attesa   di   una
  riscrittura complessiva.

   BUFARDECI. E il comma 16?

   PRESIDENTE. Preciso che stiamo andando avanti apprezzando i  commi
  dove vi sono emendamenti, quelli che non cito sono commi su cui non
  ci sono emendamenti.
   Il  14  e il 15 li abbiamo riscritti e siamo passati al 21, perché
  sul comma 16 non ho emendamenti.
   Onorevole  Bufardeci,  l'ho  detto due  volte  inizialmente  e  ho
  cercato  di richiamare la vostra attenzione proprio per evitare  di
  tornare  su  tutti  i singoli emendamenti dovendo  dare  sempre  la
  medesima    spiegazione.   Tutti   i   subemendamenti   ai    commi
  dell'emendamento  Gov2R che comportavano una  riduzione  di  spesa,
  aumentandola  di  fatto,  sono  stati dichiarati  inammissibili  e,
  sicuramente, il suo farà parte di questi.

   BUFARDECI. Non è così.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Bufardeci.

   BUFARDECI.  Signor Presidente, il comma 16 riguardava l'abolizione
  del  contributo  alla Fondazione Frisone, nella nuova  formulazione
  del   Gov2R è diventato comma 16 perché  prima era comma  17  e  ho
  presentato un emendamento soppressivo del comma.

   PRESIDENTE.    Ripeto,   onorevole   Bufardeci,   è   tecnicamente
  inammissibile  poiché  quel comma azzera uno stanziamento.  Se  lei
  provoca  l'abrogazione di quel comma, ripristina lo stanziamento  e
  quindi  un aggravio di spesa.

   BUFARDECI. Scusi, non c'è un aggravio di spesa perché era previsto
  nel bilancio, è inserito nella tabella: la Fondazione Frisone ha un
  contributo nella tabella di 112 mila euro.
   Oggi,  come  se  fosse una variazione di bilancio ad  un  bilancio
  ancora  non approvato, si fa un emendamento con cui si abolisce  il
  contributo.

   PRESIDENTE.  Se  si  vuole ripristinare il  contributo,  onorevole
  Bufardeci, bisogna trovare la copertura finanziaria.

   BUFARDECI. Scusi, ma era già prevista nel bilancio

   PRESIDENTE.  No   Nell'emendamento  Gov2R  no,  poiché  lo  stesso
  riscrive  tutto,  contraendo  la  spesa  e  facendo  accantonamenti
  negativi per chissà quanti milioni di euro.

   BUFARDECI.   A  proposito di questa Tabella H vi è stata  un'ampia
  polemica  ieri, vi sono capitoli  di questa Tabella H  che  vengono
  aumentati,  poi ve ne sono altri che vengono soppressi, modificati,
  questo  viene  soppresso ed è stato approvato in sede di  bilancio,
  manca solo il voto finale.
   Adesso     io    ho   presentato   un   emendamento    soppressivo
  dell'abolizione  di  questo contributo ed è  evidente  che  bisogna
  trattarlo  adesso  perché  la previsione finanziaria  già  c'è  nel
  bilancio.

   PRESIDENTE.   L'emendamento Gov2R è un maxi emendamento  che  è  a
  spese  del bilancio che abbiamo già votato, cioè va ad incidere  in
  negativo  sul bilancio che abbiamo già votato.

   BUFARDECI.  Lei, quindi,  vuole discutere di questo subemendamento
  successivamente?

   PRESIDENTE.  No, è inammissibile. Siamo già al 21,  quindi,abbiamo
  superato  perché il 16 fa parte del maxi emendamento che non  viene
  modificato.
   Si rivolga agli uffici per maggiore chiarezza.

   BUFARDECI. Però vorrei che si possa tornare su questo comma 16.

   PRESIDENTE.  Non siamo in sede di votazione del maxi  emendamento,
  siamo ancora in tempo per tornare  sul 16 e su altri commi.
   Si passa al subemendamento Gov2R 93. Ne do lettura:
   «Dopo  il  comma  21, del maxi emendamento, inserire  il  seguente
  comma   il   21  bis   al  fine  di  accelerare  le  procedure   di
  valorizzazione  dei  beni immobili di proprietà  della  Regione   e
  degli  enti  vigilati  e  finanziati  dalla  stessa,  al  comma   1
  dell'articolo 9 della legge regionale 28 dicembre 2004,  n.  17,  e
  successive  modifiche  e integrazioni, sono apportate  le  seguenti
  modifiche:   dopo la parola  scopo' sono soppresse  le  parole   da
  costituire fino a pubblica'».

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Signori deputati,  è  noto  che
  abbiamo affidato alla valorizzazione del patrimonio immobiliare  un
  rilievo  significativo  per  garantire   gli  introiti  di   questo
  bilancio  ed è noto che per questa finalità abbiamo anche  proposto
  degli  accantonamenti  che, quindi, sono di grande  responsabilità,
  perché attende risorse da questo processo di valorizzazione.
   E'  noto  che  sul piano della valorizzazione vi è UNA  norma  che
  vincola la Regione a realizzare la valorizzazione solo tramite  una
  società    che   all'uopo   fu   costituita   (Sicilia   patrimonio
  immobiliare), che in questo momento è in una situazione  di  stallo
  perché si è incardinato un contenzioso, ci sono problemi col  socio
  privato. Cosa consente questo emendamento?
   Consente  al  dipartimento di realizzare la  valorizzazione  senza
  necessariamente passare per una società che in questo  momento  non
  ha  un'agibilità  operativa e, quindi, consente  di  realizzare  il
  processo  di  valorizzazione in capo al  dipartimento  e  non  alla
  società,  perché  quella norma che viene integrata  prevedeva  come
  unica  modalità operativa della valorizzazione quella di utilizzare
  la società, quella di realizzarla attraverso la società.
   Se  dobbiamo,  in  poco tempo, realizzare questo  procedimento  di
  valorizzazione non possiamo restare ingabbiati nel contenzioso  che
  c'è tra il socio privato e il socio pubblico.
   Quindi,  questa  è  la ragione per la quale si  ritiene  di  poter
  operare  anche direttamente in capo al dipartimento  e  quindi   la
  possibilità  che  questa  valorizzazione sia  fatta  attraverso  il
  ricorso  al dipartimento e non alla società, perché altrimenti  gli
  accantonamenti  che  stiamo  facendo  e  che  sono  assai   pesanti
  rischiano di diventare come accantonamenti definitivi, e questo non
  possiamo permettercelo.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, le chiedo scusa e le chiedo,  come  la
  scorsa  volta,  la  possibilità di avere prima  gli  emendamenti  e
  ritengo  che  anche  questo  emendamento, che  è  di  un'importanza
  fortissima nell'impatto sul bilancio, poteva essere discusso  nella
  riunione tenutasi ieri.
   Ritengo,  quindi,  che  si  debba accantonare  questo  emendamento
  perché  la  sua  portata varia quella che è l'organizzazione  della
  valorizzazione, un'altra operazione completamente diversa  rispetto
  a  quello che prevede la legge. Per avere contezza è bene che ci si
  renda  conto  di  quanto si sta  votando, almeno io  mi  sono  reso
  conto,   e   così   non   possiamo  dare   un   giudizio   positivo
  sull'emendamento,  ma  -  ripeto - se  succede  fra  cinque  minuti
  un'altra situazione del genere, come possiamo avere la serenità  di
  continuare  con questi emendamenti volanti, di cui non ci  rendiamo
  assolutamente conto della portata importantissima?
   Signor  Presidente, la prego, se ce ne sono altri, li distribuisca
  perché si possano esaminare preliminarmente.

   PRESIDENTE.  Sono  emendamenti già depositati da  tempo,  tuttavia
  possono  essere  accantonati per studiarli meglio e  nel  frattempo
  passare all'esame di altri emendamenti.

   MANCUSO. Questi sono stati consegnati stamattina.

   PRESIDENTE.  L'assessore mi garantisce che  sono  emendamenti  già
  presenti e confermo che questo emendamento è presente nel fascicolo
  da diversi giorni.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'Assemblea  ha
  lavorato  su  un  testo che è stato il Gov2R che la Commissione  di
  fatto  non  ha neanche esitato perché abbiamo lavorato direttamente
  qui  e  un emendamento di questo tenore è un emendamento che cambia
  totalmente   la  strategia  della  Regione  rispetto   alla   legge
  finanziaria  del  2005.  Spero che il Presidente  della  Regione  e
  l'assessore  Armao,  avendo letto la legge del  2005,  conoscano  i
  modi,  i  tempi e le situazioni che la legge, qui da me  scaricata,
  tiene conto per la valorizzazione del patrimonio immobiliare.
   La   Regione  promuove,  conformemente  alla  normativa   vigente,
  direttamente o mediante ricorso a strumenti di finanza strutturata,
  la  costituzione di un apposito soggetto giuridico di scopo al fine
  della  valorizzazione dei beni immobili con procedura  ad  evidenza
  pubblica,  con  una gara che è stata espletata e in  questo  Fondo,
  onorevole Presidente, dovevano essere inseriti i beni delle aziende
  sanitarie, i beni delle IPAB e anche degli enti vigilati,  tra  cui
  quelli delle Case popolari.
   Oggi  noi,  senza voler in questo Fondo inserire beni  delle  case
  popolari, andiamo a determinare che la Regione direttamente  toglie
  agli  Istituti autonomi case popolari - quindi istituti che già  di
  per  sé  hanno  la  loro autonomia di bilancio -  dei  beni  e  ciò
  procurerà un dislivello rispetto alla copertura del bilancio  degli
  Istituti  e,  rispetto a questa legge del 2005, vi è  una  notevole
  differenza con quanto si vuole andare a definire.
   Sarebbe  secondo  me  il  caso, trattando  questo  argomento,  che
  rispetto  all'attività  della Società del  patrimonio  immobiliare,
  l'assessore riferisca in Aula, possa anche dire che tipo di ricorso
  che  vi è in atto su questo argomento e se la società va liquidata.
  Si  pone,  quindi,  adesso  un ulteriore  metodo  per  recepire  le
  risorse,  perché ritengo che le due ipotesi di lavoro  non  possono
  rimanere  aperte:  o  si lavora per valorizzare  tramite  un  fondo
  immobiliare che prevede la legge, che con gara pubblica può  essere
  affidato a società, o addirittura direttamente alla Regione.
   Quindi  bisogna  abrogare totalmente ciò  che  è  stato  fatto  in
  precedenza.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   l'assessore
  evidenzia  la  problematica di carattere tecnico, atteso  che  deve
  essere  il  Dipartimento  che  deve  andare  a  sostituire,   nella
  procedura,  la società esterna della valorizzazione e dal  supporto
  normativo  viene  fuori che, invece, si tratta   di  una  ulteriore
  società   di   scopo.  Volevamo  approfondire  l'argomento   perché
  l'importanza  e  il  senso  di responsabilità  è  chiaro  a  tutti,
  dobbiamo  capire  che la soluzione va trovata,  però  probabilmente
  stiamo    intraprendendo   un   percorso   che   va   ulteriormente
  puntualizzato.

   PRESIDENTE. Accantoniamo il subemendamento Gov2R 93.
   Si torna al comma 4.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  credo   che
  abbiamo  bisogno  di capire se l'Aula è governata,  nel  senso  che
  l'assessore  per l'economia ci deve dare certezza sulle  norme  che
  vengono  presentate,  ancorché siano state già  depositate  qualche
  settimana  fa,  rispetto alla capacità della  norma  modificata  di
  funzionare.  Perché  se  ho  capito bene,  con  questo  emendamento
  accantonato,  leggo con una certa preoccupazione la  superficialità
  con  la  quale  si  toglie un pezzo, perché se si  fa  un  soggetto
  giuridico di scopo, bisogna capire come si fa?
   La  norma  lo prevedeva, ora si dice  togliamo tutto  il  resto  e
  rimane  un soggetto giuridico di scopo . Chi lo fa  e come  si  fa?
  Perché  chiaro  che  non  è  più  il Dipartimento,  è  un  soggetto
  giuridico  di scopo. Non vorrei che in questo marasma generale  noi
  scrivessimo  delle  cose  che non solo  non  funzioneranno,  ma  ci
  aprirebbero problemi più di quelli che ci risolvono.
   Quindi,  chiedo  all'assessore di avere il governo della  manovra.
  Viceversa,  assessore, non può chiedere all'Aula di averlo,  perché
  lei deve essere padrone della materia in questa materia.

   PRESIDENTE.  Si  torna al comma 4 con un emendamento  tecnico  del
  Governo, il Gov2R 113.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo metto in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Abbiamo  esaurito  gli  emendamenti legati  alle  tabelle,  quindi
  riprendiamo dai commi precedentemente  accantonati che erano  fuori
  dalle tabelle. Si passa al comma 13.

                 Presidenza del Vicepresidente Formica

   PRESIDENTE.  Si  procede  con  il subemendamento  Gov2R  29  degli
  onorevoli Leontini, Mancuso e Beninati, che così recita:  Il  comma
  13 dell'articolo 1 è soppresso; lo trovate a pagina 17 del blocco.

   CRACOLICI. Signor Presidente, ma gli emendamenti che hanno effetto
  di spesa

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, questo emendamento non ha effetti
  di spesa, è stato già controllato. Questo controllo è stato fatto.
   Onorevoli  colleghi, questo emendamento è da tempo nel blocco.  Il
  parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.   Non ha refluenze  sulle  tabelle,  quindi   o  viene
  ritirato o deve essere posto in votazione. Si tratta del Gov2R  29,
  a pagina 17.
   La  Presidenza, per quanto riguarda le tabelle, ha già operato  lo
  stralcio di quegli emendamenti che incidono sulla spesa; questo non
  rientra  tra quelli. Quindi, onorevole Leontini, se lei lo mantiene
  lo votiamo, altrimenti lo ritiri.

   LEONTINI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, il Gov2R la pagina 17 non  ce  l'ha.
  Siamo a pagina 4, comma 13.

   PRESIDENTE. E' nel blocco dei subemendamenti, pagina 17.

   LEONTINI.  Quando ho presentato questo emendamento, la  Presidenza
  ancora non si era determinata ad indicare quali degli articoli  del
  Gov2R dovevano essere messi da parte.
   Poi, il Presidente ha indicato gli articoli 13, 18, 19, 20, 21, 34
  e  35  come  articoli  da mettere da parte, da  stralciare.  Adesso
  perché li stiamo esaminando?

   PRESIDENTE.   Li  stiamo  affrontando,  non  è  che  erano   stati
  stralciati dalla Presidenza, erano stati accantonati.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirare l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa al comma 18.
    Onorevoli colleghi, si sta procedendo a riprendere quei commi che
  non  hanno  refluenze sulle tabelle e sono i  commi  dove  ci  sono
  subemendamenti,   cioè   quelli   che   erano   stati    stralciati
  momentaneamente ieri dalla Presidenza: il 13, 18, 19, 20, 21, 34  e
  35.
   Il  16  è stato dichiarato inammissibile ieri. Tutti i soppressivi
  che   comportano  tagli  alla  riduzione  della  spesa  sono  stati
  dichiarati inammissibili.

   BUFARDECI. Al 16 è stato presentato un emendamento a mia firma.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Bufardeci,  quindi  al  16   lei   ha   un
  emendamento  che  non  è  tra  quelli  che  sono  stati  dichiarati
  inammissibili dalla Presidenza?

   BUFARDECI. Sì.

   PRESIDENTE.  Lo  esamineremo appena ci arriviamo. Per  il  momento
  stiamo esaminando il 18.
   Sul  18  è  stato presentato dagli onorevoli Leontini, Mancuso  ed
  altri il subemendamento soppressivo Gov2R 34, che si trova a pagina
  25 del blocco, che così recita:
   «Il comma 18 dell'articolo 1 è soppresso». E' mantenuto?

   MANCUSO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   MANCUSO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Gov2R 34

    PRESIDENTE.   La richiesta non  é  appoggiata     a   termini   di
  Regolamento.

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE.  Dispongo  nuovamente  la  verifica  per  accertare  il
  numero dei richiedenti.
   Essendo  la  richiesta appoggiata, a termini di Regolamento,  dagli
  onorevoli  Bufardeci,  Buzzanca, Campagna, Caputo,  Cimino,  Corona,
  Minardo,  Musotto,  Scoma  e  Vinciullo,  indìco  la  votazione  per
  scrutinio segreto dell'emendamento Gov2R 34.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
                      (Si procede alla votazione)

   Votano: Apprendi, Arena, Bufardeci, Buzzanca, Campagna, Cappadona,
  Caputo,  Cimino,  Colianni, Cordaro, Corona,  Cracolici,  Currenti,
  D'Asero,  De  Benedictis, Digiacomo, Di Guardo, Donegani,  Falcone,
  Faraone,  Ferrara,  Fiorenza, Galvagno, Gennuso, Gentile,  Laccoto,
  Leanza  Edoardo,  Leanza  Nicola,  Lentini,  Leontini,  Limoli,  Lo
  Giudice,  Lombardo,  Lupo,  Maira,  Mancuso,  Marinello,  Marrocco,
  Marziano,    Minardo,   Musotto,   Oddo,   Panarello,    Panepinto,
  Parlavecchio,   Picciolo,   Pogliese,   Raia,   Rinaldi,    Romano,
  Ruggirello,   Savona,   Scammacca,   Scoma,   Speziale,    Termine,
  Torregrossa, Vinciullo.

   Sono in congedo: Aricò, Bosco, Di Benedetto, Ragusa.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto

   Presenti         59
   Votanti          58
   Maggioranza      30
   Favorevoli       22
   Contrari         36
                           (Non è approvato)

   I commi 20 e 21 rimangono comunque accantonati.
   Si  passa  al  comma  34.  Comunico  che  è  stato  presentato  un
  subemendamento,  il  Gov2R  50 a firma  degli  onorevoli  Leontini,
  Mancuso  e  Beninati,  che  si trova a pagina  43  del  blocco.  E'
  mantenuto?

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa  al  comma  35.  Comunico  che  è  stato  presento   un
  subemendamento,  il  Gov2R  51, a firma degli  onorevoli  Leontini,
  Mancuso ed altri, che si trova a pagina 44 del blocco.

   MANCUSO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  ritorna  al  comma  16 e alla questione  posta  dall'onorevole
  Bufardeci.
   Al  comma  16  è  stato  presentato un subemendamento  riformulato
  dall'onorevole  Bufardeci, il Gov2R 114. Era stato  precedentemente
  bocciato  in  quanto  mancava  la relativa  copertura  finanziaria,
  adesso  è  stata  apposta  la  copertura  finanziaria  e  quindi  è
  ammissibile.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor Presidente, grazie di avermi dato la  parola  e
  chiedo l'attenzione innanzitutto del Presidente Lombardo, oltre che
  di  tutto il Governo e dei colleghi della Commissione perché  credo
  che  la  formulazione del comma 16 - che vorrebbe l'abolizione  del
  contributo della Fondazione Frisone, parliamo di 112 mila euro  che
  erano  stati già approvati in sede di bilancio - sia un  comma  che
  merita  di  essere assolutamente abrogato e vorrei  per  un  attimo
  l'attenzione  di  tutti riguardo ad una vicenda che  credo  stia  a
  cuore  a  tutti  quanti, non soltanto a chi come me  è  siracusano,
  perché riguarda una Fondazione che considero di particolare pregio,
  che è quella di Fulvio Frisone.
   Ma  al  di  là della figura di Fulvio Frisone, credo che vi  siano
  tali e tanti di quegli elementi, qualche collega scherzosamente  mi
  diceva:  ma che ti stai portando la borsa? .
   Ebbene sì, ho tutta una serie di report dei quali posso fare anche
  menzione  e  cenno  per  tutta l'attività che  è  stata  fatta  con
  pubblicazioni, approfondimenti, studi, premi, rassegne  stampa  che
  dicono  del  lavoro  importante che è stato fatto,  a  partire  per
  esempio  da  quello del professore Mallamace e quant'altro,  quindi
  anche dei più importanti scienziati che vi sono in materia.
   Sul  piano  dell'attività scientifica, Presidente Lombardo,  credo
  che  non vi sia dubbio, sono dei dati oggettivi quelli che possiamo
  riscontrare e documentare, ma so che vi è stata polemica in  ordine
  a questa Fondazione per la sua gestione.
   In  ordine  a  questa  gestione è stata  dalla  stessa  Fondazione
  richiesta  un'ispezione che la Regione ha fatto  e  vorrei  leggere
  testualmente quello che dice nel provvedimento e nel decreto del 26
  novembre  2011  il  dottore Schillaci, così  come  prima  ne  aveva
  parlato   la   dottoressa  Sciacca,  parliamo  tutti   di   servizi
  dell'economia,   che   dicono    verificato   che   non   risultano
  inadempimenti a carico dell'organismo di che trattasi,  decreta  di
  liquidare le somme ed il saldo .
   Quindi,  è  stata operata una verifica su richiesta  della  stessa
  Fondazione,  una verifica che si conclude in termini  assolutamente
  favorevoli   alla   gestione  della  Fondazione,   ed   è   proprio
  espressamente detto che  non risultano inadempimenti .
   Quindi   credo  che  vi  siano  tutte  le  condizioni,  e  sarebbe
  particolarmente incomprensibile che, in questa Regione,  in  questa
  tanto vituperata Tabella H, oggi Tabella B, si mantenessero non  so
  quante  cose  e l'unico soggetto ad essere colpito sarebbe  proprio
  questa  Fondazione  che, magari, a differenza  di  altri,  potrebbe
  documentare e produrre attività scientifiche di massimo  livello  e
  dovrebbe  essere abrogata sulla scorta di ispezioni ed accertamenti
  che  hanno  dato  quel riscontro:  non vi sono inadempimenti .  Per
  cui, ho presentato un subemendamento che recupera questa miseria di
  112 mila euro. E' una somma che va a vantaggio dei disabili, premia
  i  soggetti disabili che si occupano di questa attività scientifica
  che  dà un supporto importante dal punto di vista culturale, stiamo
  parlando  del professore Mallamace, parliamo dei massimi scienziati
  che  ci  sono a livello internazionale, attraverso il recupero  dei
  fondi per la riassegnazione dei residui passivi nell'economia.
   E'  una  cosa  che  ha tutti  requisiti, per  cui  chiedo  che  il
  Presidente  dia il parere favorevole e si eviti questa  follia,  mi
  sia   permesso  di  dire,  di  colpire  in  maniera  specifica  una
  Fondazione che, per il nome che porta, ma anche per la gestione che
  porta, sarebbe danneggiata in maniera incomprensibile.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  dispiace
  dovere contraddire le argomentazioni usate dal collega Bufardeci  a
  proposito della Fondazione, intanto perché c'è da dire che le somme
  che   vengono   detratte  non  sono  quelle   che   riguardano   il
  mantenimento,  nell'ambito della Fondazione,  del  fisico  nucleare
  Fulvio Frisone, somme che vengono mantenute. Si tratta delle  somme
  che riguardano la fondazione.
   Ora,  io  sono  l'autore  di  una interrogazione  parlamentare  al
  Presidente  della Regione nella quale, allegando delle lettere  del
  fisico  nucleare  Frisone, si disconosceva il contenuto  di  questi
  studi e li si riteneva quasi in contrapposizione con quelli che  lo
  stesso fisico nucleare Frisone portava avanti.
   C'è stato un contenzioso per cui c'è stato un lungo periodo in cui
  c'era  una netta separazione tra il Fulvio Frisone, fisico nucleare
  disabile  che  portava  avanti i suoi  studi,  e  il  lavoro  della
  Fondazione.
   Allora,   sarebbe  quanto  meno  opportuno  che  le   indagini   o
  l'approfondimento   sul   lavoro  della   Fondazione   lo   facesse
  l'Amministrazione  regionale,  sentendo  le  parti  e,  solo  dopo,
  valutasse l'opportunità del rifinanziamento, fermo restando che non
  devono  essere  toccate le somme attraverso le  quali  si  finanzia
  direttamente la presenza del Frisone nella Fondazione.
   Voglio  solo ricordare che questa polemica è stata portata  avanti
  in modo pubblico, sulla stampa locale, con un contenzioso anche con
  il  comune di Melilli, che è uno dei soci della Fondazione. Allora,
  sarebbe  opportuno avere tutto il quadro e decidere dopo,  per  cui
  personalmente mi sento di sostenere l'emendamento del Governo e  di
  decidere  sulle sorti della Fondazione solo dopo che si sarà  fatta
  chiarezza sull'uso dei fondi.
   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   innanzitutto
  ringrazio  il  collega  Bufardeci e anche il collega  Marziano  per
  avere reso partecipe l'Assemblea regionale di alcuni colpi di  coda
  direi, perché ogni volta che si discute in questa Aula mi pare  che
  su  alcuni  argomenti  si  lavori con molta  superficialità,  senza
  affrontare in profondità le tematiche che votiamo, le tematiche che
  siamo chiamati ad affrontare.
   L'articolo  16  di  questo Gov2R prevede la  soppressione  di  una
  struttura  che  storicamente ha avuto un ruolo, e ha  un  ruolo  in
  Sicilia; se vi sono dei problemi, come diceva l'onorevole Marziano,
  l'Amministrazione   di  per  sé, con provvedimento  del  Ragioniere
  generale, può naturalmente bloccare le risorse economiche  e  darle
  solo  dopo  un  giusto rendiconto economico e soprattutto  dopo  un
  chiarimento sulla veridicità e sulla giustezza delle iniziative  in
  atto.
   Ritengo,  però, che non sia serio, non sia corretto,  rispetto  ad
  un'Assemblea,  rispetto ad un Parlamento, sopprimere un'istituzione
  e  poi,  nel momento in cui probabilmente la Sicilia e i  siciliani
  apprezzeranno  che  quella  istituzione è  una  istituzione  seria,
  dovere  ritornare  in Aula per ricreare un ulteriore  provvedimento
  legislativo,  non solo di copertura finanziaria, ma soprattutto  di
  istituzione della legge. Mi pare che la cultura del sospetto,  caro
  onorevole  Marziano, che diventa l'anticamera della verità,  non  è
  ciò  che  vogliamo  sostenere, secondo una  giusta  presunzione  di
  attività  svolta che l'onorevole Bufardeci ha portato in  Aula  con
  testi,   relazioni   tecniche  supportate   e,   soprattutto,   con
  argomentazioni  vere  che  questa  Assemblea  non  può   facilmente
  liberare, pensando che questa struttura sia una struttura di  parte
  o una struttura che politicamente non sia amica del Governo o della
  maggioranza dell'attuale Governo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, comunico che  al  subemendamento
  Gov2R   114   è   stato  presentato  dall'onorevole  Bufardeci   un
  subemendamento  tecnico, il Gov2R 114.1, che abroga  il  comma  16.
  Votato questo, si passa al  Gov2R 114. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Mi
  rimetto all'Aula.

   CRACOLICI. Posso conoscere l'emendamento? Non è stato distribuito.

   PRESIDENTE.  L'emendamento ripristina lo  stanziamento  in  favore
  della Fondazione Frisone.

   CRACOLICI.   La   Presidenza   ha   ribaltato   il   giudizio   di
  ammissibilità

   PRESIDENTE.  No.  E'  stato  riformulato  con  la  copertura.   Il
  soppressivo  originario  non teneva conto della  copertura  ed  era
  stato stralciato dalla Presidenza.
   Pongo in votazione il subemendamento Gov2R 114.1.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

    Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Gov2R 114.1

    PRESIDENTE.  Essendo la    richiesta  appoggiata,  a   termini  di
  Regolamento,   dagli   onorevoli  Ammatuna,  Apprendi,   Barbagallo,
  Cracolici,  Digiacomo,  Di  Guardo,  Ferrara,  Galvagno,  Gucciardi,
  Marrocco  e  Minardo, indìco la votazione per scrutinio segreto  del
  subemendamento Gov2R 114.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano:  Ammatuna, Apprendi, Arena, Barbagallo, Bonomo, Bufardeci,
  Buzzanca,  Calanducci, Campagna, Caputo, Cimino,  Cordaro,  Corona,
  Cracolici,   Cristaudo,   D'Agostino,   D'Asero,   De   Benedictis,
  Digiacomo,   Di  Guardo,  Donegani,  Faraone,  Ferrara,   Fiorenza,
  Galvagno,  Gennuso, Gentile, Greco, Gucciardi, Incardona,  Laccoto,
  Leanza  Edoardo,  Leanza  Nicola,  Lentini,  Leontini,  Limoli,  Lo
  Giudice,  Lombardo,  Lupo,  Maira,  Mancuso,  Marinello,  Marrocco,
  Marziano,    Minardo,   Musotto,   Oddo,   Panarello,    Panepinto,
  Parlavecchio,   Picciolo,   Pogliese,   Raia,   Rinaldi,    Romano,
  Ruggirello,   Savona,   Scammacca,   Scoma,   Speziale,    Termine,
  Torregrossa, Vinciullo.

   Sono in congedo: Aricò, Bosco, Di Benedetto, Ragusa.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto

   Presenti            65
   Votanti             64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          15
   Contrari            49

                           (Non è approvato)

   Onorevoli colleghi, non potendo proseguire sull'articolo 1  perché
  ci sono dei commi accantonati, si passa all'articolo 2.
   Iniziamo  col subemendamento che si trova a pagina 45 del  blocco,
  il Gov2R 52, a firma degli onorevoli Leontini, Mancuso ed altri. E'
  un soppressivo. E' mantenuto?

   MANCUSO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento
  mette  a  repentaglio qualche centinaia di posti di lavoro  in  due
  comparti  che ritengo importanti per la Sicilia: uno è  quello  dei
  trasporti, l'altro è quello dei collegamenti marittimi,  quindi  di
  tutte  le risorse umane che lavorano in quel settore. Noi riteniamo
  che   già   gli   interventi  di  riduzione  della  spesa   e   gli
  accantonamenti che abbiamo già votato bastino per i sacrifici anche
  per questi settori.
   Io   ritengo   che  l'Aula  non  possa  assumersi  questa   grande
  responsabilità di mettere sulla strada centinaia di lavoratori  nei
  due settori che ritengo importantissimi per la Sicilia.
   Le  annunzio, al di là delle belle parole che si  spendono  sempre
  nelle  ore precedenti a quella che è l'attività legislativa, quindi
  la  disponibilità di tutti i Gruppi parlamentari a sostenere sia il
  trasporto  pubblico  locale sia i collegamenti  marittimi,  che  il
  nostro Gruppo parlamentare chiederà di votare per appello nominale.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevoli  colleghi, su questo c'è un emendamento del Governo  che
  recepisce quanto sosteneva anche l'onorevole Mancuso.

   BUZZANCA. Allora, ascoltiamo qual è questo emendamento.

   PRESIDENTE. Onorevole Buzzanca, ieri c'è stata una riunione.

   BUZZANCA. Io faccio il parlamentare, non faccio parte della stanza
  dei bottoni.

   PRESIDENTE. Quindi ascolti il Governo.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. E' opportuno precisare  che  da
  parte del Governo nei confronti dell'aziende di trasporto marittimo
  e  di  trasporto su gomma non c'è alcun tipo di preclusione  poiché
  abbiamo sostenuto, in tempi non sospetti, prima che si trattasse in
  questa Aula il bilancio, di fronte alla Conferenza delle Regioni  e
  alla  Conferenza  Stato-Regioni  abbiamo  richiesto  a  viva  forza
  l'esclusione  dal  patto di stabilità del TPL e  delle  aziende  di
  trasporto.
   Il  Governo  nazionale mentre ha, pur riducendo,  riconosciuto  un
  importo   significativo  nei  confronti  delle  Regioni  a  statuto
  ordinario, alle Regioni a statuto speciale non ha consentito alcuna
  deroga,  sicché  oggi ci troviamo nell'esigenza  di  conseguire  un
  obiettivo di patto di stabilità che impone per il 2012 un taglio di
  1,3  miliardi di euro e non poter utilizzare il TPL fuori da questo
  patto  di  stabilità  e, pertanto, un contenimento  della  spesa  è
  necessario,  obbligatorio e condizionato da questa  scelta  di  non
  voler  nettizzare, scusate l'espressione tecnica, di  gergo  meglio
  ancora,  del settore economico, non voler nettizzare il TPL  ed  in
  generale i trasporti al patto di stabilità.
   Ci  sarà  un incontro politico la prossima settimana e, in  quella
  sede, ribadiremo l'esigenza di nettizzare il trasporto dal patto di
  stabilità.  Ma,  fino a quando non arriverà la  nettizzazione,  uno
  sforzo  più  pesante  di  quello che stiamo  facendo  non  possiamo
  sostenerlo sul piano dell'equilibrio economico finanziario, al fine
  di  venire  incontro  proprio  alle  esigenze  rappresentate  dalle
  aziende pubbliche e private che godono del trasferimento.
   Abbiamo introdotto una mitigazione del quinto d'obbligo fino  alla
  metà,   quindi   è  arrivato  alla  metà,  è  stato  assegnato   un
  abbattimento  al  10  per cento; oltre questa misura  non  possiamo
  sostenere  sul  piano  dell'equilibrio del bilancio  un  costo  che
  comunque è pesante, significativo.
   Converrete,  onorevoli  deputati, che  utilizziamo  risorse  assai
  significative, diverse centinaia di milioni di euro per  assicurare
  il   trasporto,   probabilmente  una  razionalizzazione,   di   cui
  l'assessore  Pier  Carmelo  Russo  si  è  già  fatto  carico,   una
  razionalizzazione che non scarichi sulle imprese ma che consenta di
  mettere a sistema meglio le energie disponibili, siamo convinti che
  possa  determinare  effetti  di  contenimento  della  spesa,  senza
  pregiudicare le imprese.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
  ritengo  che dalle stesse parole dell'assessore emerga la  mancanza
  di un'analisi approfondita dei costi che sovrintendono il trasporto
  pubblico locale e che consentono il trasporto marittimo, perché noi
  già i tagli li abbiamo effettuati.
   Lei,  Assessore, non ha potuto partecipare a tanti  incontri,  per
  motivi  istituzionali,  che la IV Commissione  ha  tenuto.  Non  ha
  partecipato  a  quegli incontri e in quelle ripetute  occasioni  le
  forze  sindacali  hanno  lanciato  un  appello  pressante  e  hanno
  dimostrato,  conti alla mano, non solo di conoscere i  reali  costi
  che devono essere sopportati per garantire il servizio pubblico e i
  servizi   essenziali,  ma  hanno  anche  fatto   un'analisi   molto
  dettagliata per quello che riguarda il dramma che si verificherebbe
  nel caso in cui si continuasse a ridurre questi stanziamenti.
   Penso  che sia questa una scelta non solo superficiale,  ma  anche
  irresponsabile  che andrebbe a colpire segmenti  importanti  e  non
  solo  nel  settore della produzione, del turismo, per  esempio,  ma
  anche  per  quello  che  riguarda gli stessi  servizi,  gli  stessi
  collegamenti, le attività scolastiche, i servizi sociali  perché  a
  questo noi dobbiamo riferirci.
   Penso che nessuno di noi manchi di senso di responsabilità.
   Avvertiamo  il  peso di una manovra che certamente è  una  manovra
  difficile  da sopportare, da spiegare, difficile per noi  e  per  i
  cittadini che sono poi i fruitori in negativo di questi tagli.
   Allora,   Presidente  della  Regione,  assumiamo   con   atto   di
  responsabilità  un  percorso  veramente  virtuoso.   Non   possiamo
  affidarci al  faremo  dell'assessore Armao.
   Tante  volte, lei, Presidente, ha smentito questa linea, anche  in
  Commissione Bilancio.
   Oggi, siamo in questa fattispecie. Noi, oggi, stiamo per decretare
  la  morte  del  trasporto pubblico locale e stiamo per  mettere  in
  grave crisi il trasporto marittimo, con annessi e connessi.
   Penso  che  questo non sia sopportabile. Spero che l'Aula,  che  è
  distratta per argomenti che poi hanno valenza e carattere  generale
  e  che poi, magari, diventa particolarmente attenta quando vi è  da
  discutere  di tabelle, di finanziamenti, di prebende, di clientele,
  ma questo è un fatto che non attiene a questa o a quella formazione
  politica.  Attiene al principio dello sviluppo dell'intera  Regione
  siciliana, quindi, non affrontiamola con questa superficialità; non
  ci affidiamo al  faremo
   Io dico, assessore, Presidente, facciamo questo percorso virtuoso;
  rendiamoci conto di ciò che sta accadendo e di ciò che accadrà  nel
  caso in cui si continuasse in questa strada scellerata.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE BENEDICTIS. Signor Presidente, è evidente, e mi pare che questo
  dibattito lo stia dimostrando, che i tagli sono certamente  costosi
  e  invece  la demagogia è gratis e, quindi, se ne può fare  uso  in
  tutte le circostanze.
   L'argomento dell'articolo 2 è stato un argomento dibattuto,  anche
  ieri   alla   sua   presenza   e   alla   presenza    delle   forze
  dell'opposizione,  e  si è convenuto che si sarebbero  fatte  delle
  modifiche che sono, infatti, contenute nel subemendamento  che,  in
  forza  di  quella  discussione   e  di  quell'accordo,  il  Governo
  stamattina ha presentato.
   Ora, fare la passerella per dire quanto ci dispiace questo taglio,
  io  non  voglio iscrivermi a fare la passerella; mi dispiace questo
  taglio, così come mi dispiace tutto quello che questo bilancio  sta
  contenendo  e  in questo non voglio essere secondo a nessuno,  però
  c'è  un  punto e su questo abbiamo convenuto una strategia e questo
  fa parte dell'elemento complessivo.
   Tra l'altro - e lo ripeto - abbiamo stabilito che la riduzione per
  il   2012   sarebbe,   così  come  nella  formulazione   originaria
  dell'emendamento, non inferiore alla misura della metà, cioè al  10
  per  cento  massima prevista, ma stabilita - e questo  è  il  senso
  dell'emendamento  che  il  Governo,  ripeto,  sulla  scorta   della
  discussione dell'accordo di ieri - nella misura del 10 per cento.
   Adesso   fare   una   discussione  collegiale   preliminare   alla
  discussione  d'Aula che snellisca proprio questo questa discussione
  e   che  porta  a  questo  orientamento  per  poi  disconoscerla  e
  pontificare  e stracciarsi le vesti per questo discorso, Presidente
  l'abbiamo fatto alla sua presenza, io la prego anche di rivendicare
  la  dignità di quella discussione che è stata fatta ieri  alla  sua
  presenza,  perché  altrimenti la discussione che  abbiamo  fatto  è
  priva di senso e di dignità.
   Io  penso  che  abbiamo fatto una discussione seria   e  a  questo
  dobbiamo arrivare.
   Colgo  l'occasione  per dire una cosa e cioè che  questo  articolo
  oltre al taglio doloroso contiene, e speriamo che sia così e che si
  faccia  finalmente  un'indicazione cogente  quanto  mai  necessaria
  affinché  entro  il  30  settembre  2012  si  organizzi  il   piano
  complessivo   del  trasporto pubblico locale in Sicilia,  senza  il
  quale,  qui sì,  qualunque taglio è ingestibile, perché se  noi  al
  sistema  vigente  pensiamo semplicemente di ridurre le risorse  non
  abbiamo  idea  di che cosa vuol dire amministrare  la riduzione  di
  spesa.
   Allora, qui c'è bisogno assolutamente di fare una riorganizzazione
  del  trasporto  pubblico locale in Sicilia, ad  esempio,  e  questo
  termine è fondamentale. E, quindi,  quest'ultima parte del comma  1
  è  quanto mai necessaria e aggiungo, e qui vorrei che il Governo mi
  ascoltasse,  nel recepire l'articolo 25, la norma dell'articolo  25
  del  decreto legislativo 1 del 2012 ,  laddove è previsto  che  per
  servizi   pubblici  locali  si  debbono  individuare   gli   ambiti
  territoriali ottimali, mi giunge voce che l'Assessorato  competente
  starebbe  per individuare tre ambiti territoriali ottimali  per  il
  trasporto  pubblico locale il ché significa uccidere  il  trasporto
  pubblico locale in Sicilia per il quale ha senso solamente un unico
  ambito   territoriale   che   corrisponde   all'intero   territorio
  regionale,   perché non si possono segmentare  servizi  all'interno
  di  porzioni  del  territorio  che deve essere  servito  anche  fra
  porzioni stesse. Credo che sia fondamentale che - e questo lo  dico
  anche  in relazione al successivo comma del quale discuteremo,  dei
  rifiuti,  della  riformulazione dell'articolo 6 - i bacini  possono
  essere  tali  di ambito provinciale o ultra provinciale,  nel  caso
  della  gestione dei rifiuti, ma è chiaro che del caso di cui stiamo
  discutendo,  del trasporto pubblico locale, richiamato  dall'ultima
  parte  del comma 1, non si può che avere un unico bacino, ai  sensi
  dell'articolo  25  del  decreto  legislativo  1  del  2012  che  ci
  apprestiamo a recepire.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Benedictis,  è  vero  quanto  da   lei
  sostenuto  e  in effetti ieri - questo per dare un'informativa  più
  completa  ai colleghi - il Governo si è impegnato ieri  a  proporre
  una  modifica che rappresentava un po' un punto d'incontro rispetto
  alle  difficoltà che c'erano e di natura finanziaria  e  di  natura
  programmatica su questo articolo 2 e cioè sul quinto  d'obbligo;  e
  in  effetti il Governo ha presentato un emendamento che recepiva di
  fatto quanto sostenuto ieri.
   Però,  vorrei  pregare  il Governo, prima  di  andare  avanti,  di
  precisare in merito all'articolo 2, rispetto all'abrogazione che  è
  prevista  dall'emendamento, se l'abrogazione  prevista  non  va  ad
  alterare  e  a  incidere sull'equilibrio finanziario della  manovra
  stessa,  spiegando  le  ragioni perché incide,  perché  appunto  il
  quinto  d'obbligo  può  incidere sui  capitoli  che  riguardano  il
  personale e cioè su spese obbligate.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  questo quinto d'obbligo attiene al settore dei trasporti
  e  costituisce  la  base  giuridica che è stata  elaborata  insieme
  all'Assessore  Russo per operare questo taglio del  10  per  cento.
  Quindi,  per  noi è assolutamente imprescindibile  come  norma  per
  tenere la quadratura del bilancio.

   PRESIDENTE.  Se  va  ad  alterare,  io  inviterei   gli  onorevoli
  colleghi  a  ritirare l'emendamento e passare  alla  votazione  del
  subemendamento  che  è stato presentato dal Governo  che  recepisce
  l'accordo,  invitando anche il Governo stesso a non continuare  con
  la  presentazione di emendamenti in Aula che sono al di fuori di un
  quadro concordato.
   Pertanto, invito i colleghi a ritirare e il Governo a non abusare.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Presidente Formica, onorevoli colleghi,  al di là del mio
  cenno  con la testa, vedo che  lei ogni tanto si distrae, però  più
  di  lei  si  distrae l'assessore Armao. Il Presidente Formica,  che
  spesso  rimane  inascoltato, più volte  l'ha  chiamata,  lei  stava
  interloquendo  e  quindi  non ha avuto modo  di  sentire,  ma  sono
  inezie. Le cose serie invece, purtroppo, sono altre e mi fa  specie
  che il Presidente Formica nel richiamare il Governo sulla necessità
  di mantenere il quinto d'obbligo su questo tema legato ai trasporti
  marittimi  e al trasporto pubblico urbano, parli di ricadute  e  di
  conseguenze  sull'occupazione  dimenticando  che  questo   settore,
  quello del trasporto pubblico urbano, del trasporto marittimo è già
  un  settore  al collasso nel quale si rischiano decine,  centinaia,
  migliaia di licenziamenti in Sicilia.
   Come  fa l'onorevole De Benedictis che si voleva iscrivere al club
  della  passerella,  poi  magari ha sbagliato  perché  si  è  voluto
  iscrivere  e  si è iscritto d'ufficio al club del  vorrei,  ma  non
  posso , perché capisco che l'onorevole De Benedictis avrebbe voluto
  protestare contro questa ulteriore riduzione del 10 per  cento,  ma
  non lo può fare essendo prigioniero di una logica di governo.
   Allora,  l'opposizione mantiene sacrosanta la volontà  di  portare
  avanti questa battaglia di equità sociale e di governabilità di due
  settori strategici per la Sicilia, non soltanto in se stessi perché
  garantiscono  il  trasporto su gomma e il trasporto  marittimo,  ma
  perché   continuare  ulteriormente  a  penalizzare   questo   campo
  significa  andare  ad  incidere, in maniera  forse  letale,  su  un
  settore  come quello turistico per il quale ci troviamo  poi,  ogni
  mese  di  maggio o di giugno di ogni benedetto anno, a  comprendere
  come faremo a collegare la Sicilia alle isole, a comprendere in che
  modo  trasportare  merci e persone, con riferimento  quindi  ad  un
  settore strategico di sviluppo.
   Io  capisco che la parola sviluppo questo Governo non sa che  cosa
  sia, capisco che ancora una volta questo articolo 2 sta ponendo  in
  essere  l'ulteriore  mistificazione, perché non  è  vero  che  alle
  regioni  a  statuto  speciale il Governo  nazionale  ha  negato  la
  nettizzazione del trasporto con riferimento al patto di  stabilità.
  Alla Sicilia lo ha negato, alla Sicilia  Perché questo Governo è un
  Governo che non ha credibilità  E' questo quello che è successo
   Allora,  mentre si discute di una finanziaria, si parla del  fatto
  che,  forse,  fra  una  settimana  il  tavolo  tecnico  riuscirà  a
  risolvere  il  problema  della  riduzione  del  10  per  cento  sui
  trasporti pubblici locali e sul trasporto marittimo.
   Abbiamo  il coraggio di essere consequenziali  Io capisco  che  ci
  sono  esigenze  contrapposte;  io tutelo,  presidente  Formica,  il
  trasporto  pubblico locale e tutelo il trasporto marittimo,  tutelo
  soprattutto  i  lavoratori che in Sicilia  operano  in  questi  due
  mondi.
   Per quanto mi riguarda, questo emendamento resta impregiudicato  e
  chiedo ai colleghi di votarlo favorevolmente.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  una   piccola
  valutazione che ritengo comunque essere indispensabile.
   Mi  fa  piacere che sia anche presente l'assessore per i trasporti
  Pier Carmelo Russo. L'assessore Armao ha detto che questo Governo e
  questa manovra non hanno niente contro il settore dei trasporti  in
  Sicilia.  Mi  dispiace contraddirlo, perché rispetto a un  bilancio
  regionale  ampio  che riesce a toccare diversi settori  del  nostro
  territorio, questa manovra finanziaria è una manovra che ha deciso,
  di fatto, a chi far pagare la crisi economica e a chi far pagare  i
  tagli  più  vistosi.  Tant'è  che questa  manovra  si  basa  su  un
  articolato che prevede l'accantonamento negativo soprattutto per  i
  comuni, il trasporto pubblico locale ed i collegamenti marittimi.
   Allora,  onorevole  Presidente, nel momento in  cui,  come  diceva
  l'onorevole De Benedictis, vi era stata un'ipotesi per far in  modo
  che,  di  fatto,  la crisi economica venisse spalmata  in  tutti  i
  settori  tale da dare un senso del rigore di poco a tanto  rispetto
  tanto  a  pochi, noi avevamo fatto una proposta, come probabilmente
  era anche possibile trovare una certa legittimità nella possibilità
  di   pagare  la  spesa  dei  privati  per  i  dissalatori  con  gli
  accantonamenti  negativi mettendo in modo che  il  pagamento  degli
  arretrati avvenisse collegandolo direttamente con la valorizzazione
  del patrimonio.
   Il  Governo,  invece,  ha previsto la possibilità  di  valorizzare
  un'azienda, di valorizzare un mondo, chiudendo un debito  pregresso
  che,   probabilmente,   poteva  essere   anche   chiuso   con   una
  rateizzazione  collegata  con la valorizzazione  del  patrimonio  e
  colpire  in  modo  secco  il trasporto pubblico  e  i  collegamenti
  marittimi.
   Dall'approvazione  del  quinto d'obbligo, con  notevole  certezza,
  finirà il collegamento Porto Empedocle-Lampedusa, Lampedusa-Linosa,
  finirà  il collegamento con le Isole minori e lo sviluppo turistico
  di  questa  terra,  lo  sviluppo turistico dell'integrazione  delle
  Isole  minori  siciliane  con la nostra  regione  verrà  totalmente
  massacrato.
   Ed allora, signor Presidente, noi oggi, oltre ad avere accantonato
  le  risorse  necessarie per lo sviluppo turistico dell'Isola  e  la
  valorizzazione dei collegamenti marittimi e del trasporto  pubblico
  locale,  chiedendo un'ulteriore sacrifico con il quinto  d'obbligo,
  abbiamo  di  fatto  deciso  chi massacrare  ed  a  chi  far  pagare
  maggiormente  il  costo della crisi economica  ed  il  costo  della
  gravità del bilancio della Regione.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  questa,   a  mio
  avviso,  è  una scelta molto impopolare. Intanto, vorrei  ricordare
  all'onorevole  De Benedictis che l'UDC non ha mai partecipato  alle
  Conferenze dei capigruppo per il taglio alle spese.
   Onorevole Presidente della Regione, cosa comporta il taglio del 20
  per  cento  per  quanto  riguarda  il  trasporto  pubblico  locale?
  Comporta  immediatamente 600 licenziamenti e  la  cancellazione  di
  molti  percorsi   di tanti studenti che si spostano  da  un  comune
  all'altro. Io conosco bene la zona delle Madonie, ma c'è  anche  la
  zona  dei  Nebrodi  e tante altre; quanti  ragazzi  la  mattina  si
  devono spostare da un comune all'altro perché la scuola si trova in
  altri comuni.
   Quindi, noi dobbiamo stare attenti perché la soluzione al problema
  di  tagliare  le spese  è aguzzare l'ingegno per quelle  spese  che
  sono  superflue,  ma  questo è un capitolo sbagliato   Non  bisogna
  intervenire in questo capitolo
   Pensate  che  il  trasporto pubblico locale già dal  2003  subisce
  l'aumento  della  nafta  di un euro. E pensando  a  questo  c'è  da
  rabbrividire   Queste sono cose vergognose   Questa  è  una  doppia
  beffa
   Assessore,  lei  sa benissimo che c'è un accordo  firmato  tra  le
  aziende e la Regione siciliana, un contratto che scade nel 2015. Su
  questo, cosa ci dite?

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sento di  dovere
  esternare  un  sentimento  di scoramento,  di  delusione  profonda,
  perché non c'è ombra di dubbio che io vedo che l'Aula, come si suol
  dire in siciliano,  unni viri e unni sviri .
   Ci  sono delle vicende sulle quali ci sono proclami, enfasi, altri
  sulle quali c'è accanimento.
   Così  devo  leggere,  per esempio il voto di poco  fa,  quando  si
  ritiene  di  avere  risolto  i  problemi  della  famosa  Tabella  H
  togliendo 112 mila euro ad una fondazione per beghe interne, perché
  di questo si tratta nonostante quelle beghe e quelle gestioni siano
  state   oggetto  di  ispezioni  risoltesi  positivamente  per   chi
  attualmente  gestisce  questa fondazione e  che,  comunque,  è  una
  perdita per la Regione siciliana per la sua funzione e quello che è
  avvenuto  poc'anzi  a  grandi voti, magari l'Aula  non  ha  neanche
  capito  quello  che  si  votava, ha  votato  quasi  per  logica  di
  appartenenza, ha votato per simpatia, perché magari qualcuno  aveva
  un  sassolino  nella scarpa nei confronti di chi oggi,  in  maniera
  assolutamente  precaria,  gestisce o guida  un'associazione  o  una
  fondazione, si va a votare per danneggiare, non so bene  che  cosa,
  perché  è  sicuramente una perdita. Alla stessa maniera,  io  leggo
  questo  quinto d'obbligo che ancora una volta si accanisce  con  un
  settore.
   Vedete,  noi  siamo  una  regione  nella  quale,  in  termini   di
  infrastrutture,  siamo assolutamente arretrati: le  autostrade  non
  sono   completate;   il   sistema   ferroviario   è   assolutamente
  inesistente;  il  sistema  portuale  presenta  tutte  le  ben  note
  problematiche che sappiamo che, peraltro - mi sia permesso  -  sono
  problematiche che con questa gestione delle sovrintendenze vivranno
  ancora  altri momenti drammatici perché c'è, anche in questo  caso,
  una specie di logica di accanimento contro la portualità o contro i
  poli  nautici, alla stessa maniera con la quale rispetto  all'unico
  settore che è quello della gomma, che è l'unico che sostanzialmente
  consente il trasporto, ci si accanisce ancora una volta perché se è
  giusto  e  legittimo, per carità, che anche quel settore subisca  i
  tagli  percentuali ma evidentemente proporzionali agli altri, nella
  fattispecie non accade. Infatti, quel settore subisce il taglio del
  20  per cento, poi subisce un accantonamento negativo che grazie al
  nostro  intervento  è  stato  ridotto  da  50  a  22.  Poi  subisce
  l'obbligo, che è il quinto obbligo, che comporta ulteriori tagli ai
  contratti  in essere. Tutte una serie di conseguenze per  le  quali
  questo settore viene sostanzialmente anche in questo caso preso  di
  mira.
   Quindi,   unni viri e unni sviri . Non è che ci sia una  posizione
  orizzontale  o  strategicamente effettiva nei confronti  di  alcuni
  settori che sono veri carrozzoni e veri sperperi,; si colpisce quel
  po'  di iniziativa privata che è l'unica che, peraltro, funziona  o
  che funziona e cerca di portare avanti  insieme all'AST con tutti i
  problemi che ha l'AST anche di gestione in termini di  risorse, nel
  settore  che  dovrebbe  essere quello da incrementare,  da  aiutare
  visto  che  noi scontiamo tutti i deficit nel sistema  ferroviario,
  nel sistema autostradale, nel sistema portuale.
   Quindi,  è  evidente che non possiamo non rimarcare tutto  questo.
  Non   possiamo   non  evidenziare  che,  anche  in   questo   caso,
  bisognerebbe cercare di riparare a questo tipo di azione, a  questo
  tipo di comportamento che incide profondamente.
   Peraltro,  in  questa  finanziaria  al  momento  stiamo  trattando
  soluzioni  che sono, tra virgolette, di contenimento  della  spesa,
  così si dice. Non so bene quando e se potremo trattare di crescita,
  potremo  trattare di investimenti e di miglioramenti. Non  sappiamo
  se  troveremo, continuando di questo passo, ditte, imprese, società
  che  dovremo, eventualmente, tentate di salvare e di aiutare  nella
  crescita, perché nel frattempo queste ulteriori azioni di certo non
  aiutano complessivamente in un contesto nel quale ci troviamo,  per
  non  parlare poi di quello che è la nostra economia connessa  anche
  ad  una  incapacità di spesa comunitaria che tutti, purtroppo,  ben
  conosciamo e che ci viene contestata.
   Quindi,  il  mio  intervento lo dovevo fare per rimarcare  questo,
  nella  speranza che effettivamente si possa limitare una situazione
  ulteriormente  drammatica a settori che, lo ribadisco,  sono  quasi
  scientificamente presi di mira, come questo del trasporto  pubblico
  locale.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, io sono  preoccupato,  come  sono
  preoccupati tanti colleghi per l'assenza di una strategia. Si parla
  di  riduzioni  per far quadrare la spesa, ma non  si  capisce  dove
  vogliamo  andare, qual è l'idea di regione, qual è  il  modello  di
  sviluppo.   In   questo  bilancio  non  ci  sono   indicazioni   di
  prospettiva,  di  futuro. Il ragionamento che si fa  sul  trasporto
  pubblico  locale  non è un modo per difendere una categoria  o  per
  difendere  un  settore.  E'  un  ragionamento  nel  quale  si  sono
  accumulati ritardi, da parte della Regione, abissali.
   Nella  legge 19 avevamo detto che dovevamo fare il piano regionale
  trasporti.  A  me  fa  piacere che ci sia l'assessore  Russo  anche
  perché  le  responsabilità  non sono di  questo  Governo,   c'è  un
  ritardo  storico  in  questo settore. Dovevamo definire  i  servizi
  minimi essenziali, dovevamo avere una strategia, un progetto che ci
  consentisse di tenere in vita un settore che garantisce il  diritto
  alla mobilità e ai soggetti più deboli.
    I tagli in questo settore non hanno soltanto refluenze turistiche
  ed  economiche,  hanno refluenze sociali perché quando  le  aziende
  devono  tagliare  delle linee, devono scegliere  di  licenziare  il
  personale e ridurre i servizi in questa Regione.
   I  nostri ritardi sono così talmente gravi che abbiamo i contratti
  di servizio - il collega lo ricordava - che scadono nel 2015, ma in
  attesa della scadenza dei servizi, so che c'è una linea all'interno
  dell'Assessorato  che  vorrebbe  che  scadessero  prima,   che   si
  anticipasse  il  2015, voglio ricordare su  questo  punto  che   la
  normativa  europea  prevedeva ancora di più e  si  è  raggiunto  un
  equilibrio,  ma  prevedeva 10 anni anziché 5  anni  quando  abbiamo
  fatto  la  proroga e che le leggi nazionali in questo  momento  non
  impongono. C'è un ragionamento perché prima di parlare di  anticipo
  della  chiusura  dei contratti di servizi - so che  c'è  un  tavolo
  tecnico  -  si  deve  capire qual è il progetto della  Regione  sul
  trasporto pubblico locale.
   Dicevo che il corrispettivo che viene dato a queste aziende deriva
  dalla  legge  del  1986; noi non legiferiamo da tantissimi  anni  e
  diamo  un  corrispettivo pari al due per cento, il Friuli ha  fatto
  una  legge,  di  recente, di un corrispettivo pari al  quattro  per
  cento.
   Se   noi  avessimo  adeguato  soltanto  questo  tutte  le  aziende
  avrebbero avuto la possibilità di fare utili, ma è dal 1995 che non
  viene  adeguato  il  contributo in  conto  esercizio  e  quindi  le
  responsabilità  non  sono  delle  aziende  perché  i   fattori   di
  miglioramento  della gestione aziendale incidono per  il  5-10  per
  cento,  tutti  i  fattori  che  riguardano  le  reti  di  mobilità,
  l'integrazione delle varie modalità di trasporto sono tutti fattori
  esterni che attengono al rapporto che deve avere la Regione con gli
  enti locali. Siamo, ad esempio, una delle poche Regioni che non  ha
  trasferito alle Province le competenze sui trasporti, ci  sono  una
  serie  di  ritardi  della Regione che non possono essere  scaricati
  soltanto sulla gestione delle aziende.
   La  stessa AST, della quale parlerò nell'ordine del giorno che  ho
  presentato perché ho trasformato la mozione in ordine del giorno, è
  un'azienda  che  ha  difficoltà,  ma  non  è  un'azienda   decotta,
  garantisce  26  milioni di chilometri, è un'azienda che  garantisce
  servizi,  certamente improduttivi perché se l'AST non avesse  Gela,
  non  avesse  Siracusa,  non  avesse  Caltagirone,  non  avesse   il
  trasporto  urbano,  avrebbe  una  velocità  commerciale  certamente
  diversa e la velocità commerciale incide molto di più dei ritardi o
  degli sprechi che ci possono essere sulle singole aziende.
   Vorrei  capire  prima di fare la scelta qual  è  il  progetto  del
  Governo, qual è il progetto della Regione. Faccio un altro  esempio
  per  dire che noi stiamo trascurando le politiche sociale ed i  più
  deboli:  in questo momento non abbiamo l'assessore per la Famiglia,
  l'Assessorato alla Famiglia è retto dal Presidente Lombardo. Voglio
  segnalare  al Presidente Lombardo un capitolo, senza voler  parlare
  di  tutti  quelli che hanno bisogno: è da tre anni che ci  sono  le
  graduatorie    pronte    per    l'eliminazione    delle    barriere
  architettoniche nelle case di edilizia privata.
   Ho  presentato  un emendamento che era lo stesso  emendamento  che
  aveva  proposto  l'assessore precedente e quindi che  era  convinto
  della  necessità di aiutare i disabili in Sicilia, mi è stato detto
  che  non  si  può  fare perché non si possono fare emendamenti  che
  comprendono spesa.
   Allora, siccome manca la politica perché in questo bilancio  manca
  la  politica, se vogliamo fare un bilancio - e probabilmente questo
  potrebbe  essere  l'ultimo bilancio - abbiamo  perso  tanto  tempo,
  riflettiamo  qualche  altra  ora per dare  qualche  indicazione  di
  strategia che dia senso al nostro impegno e non soltanto  al  fatto
  che  dobbiamo  in  ogni caso accettare di votare perché  altrimenti
  salta tutto.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Signor Presidente, ho ascoltato con estrema attenzione le
  preoccupazioni che sono venute da numerosi interventi dell'Aula sul
  sistema del trasporto pubblico locale, preoccupazioni che, come  mi
  daranno  atto i componenti della IV Commissione e il suo presidente
  onorevole Mancuso, sono state  presentissime' al Governo in sede di
  audizione  in IV Commissione e per questa ragione vorrei  rileggere
  insieme  a  voi la norma in esame, soffermandomi sulla  norma,  non
  sugli  ulteriori  interventi contabili di cui si è parlato,  perché
  conto  sul  fatto  che una rilettura passaggio per passaggio  possa
  dimostrare che la riduzione è assai meno cospicua di quanto non sia
  apparsa  a una prima lettura.
   In  primo  luogo, il primo comma non dice affatto, in nessuna  sua
  parte, che si fa una riduzione nel 2013 del 20 per cento. Il  primo
  comma  si  limita  a dire che possono essere ridotti  nella  misura
  massima  prevista dall'articolo 311, vale a dire  da  0  a  20  per
  cento. E' una norma totalmente aperta in quanto correlata al  piano
  dei  trasporti che, così come appropriatamente richiesto da  ultimo
  dall'onorevole Barbagallo, deve essere fatto perentoriamente  entro
  settembre 2012.
   Non  è  scritto da nessuna parte che c'è una riduzione del 20  per
  cento,  ma  semplicemente una riduzione da 0 a 20. Se il piano  dei
  trasporti  dovesse optare per una riduzione zero, zero  sarà,  uno,
  due, tre o enne, fino ad un massimo ovviamente del 20 per cento.
   Quindi,  non è scritto da nessuna parte che c'è una riduzione  del
  20 per cento.
   Secondo  aspetto: nel medesimo comma, per evitare dubbi,  si  dice
  che  la  riduzione, in ogni caso, non si applica alle  obbligazioni
  già  sorte,  vale  a  dire  i crediti - e ci  mancherebbe  altro  -
  maturati dalle aziende per prestazioni già rese, non possono essere
  oggetto  di alcuna riduzione; il che significa, per stare  all'anno
  in  esame  e  questo,  forse.  è  il  caso  di  precisarlo,  se  mi
  consentite,  con un emendamento piccolo piccolo ma  addirittura  da
  117,  il che significa che essendo trascorsi 4 mesi, su quei 4 mesi
  trascorsi non ci potrà essere alcuna riduzione.
   Se  volete  vi  leggo  il passaggio:  con esclusione  dei  crediti
  maturati  alla  data  di entrata in vigore della  presente  legge .
  Quindi, in realtà la riduzione per il 2012 è il 10 per cento meno i
  crediti maturati già nell'esercizio in corso, il che significa  che
  ci  attestiamo  ad  una  percentuale significativamente  inferiore,
  mentre  per il 2013 non è scritto da nessuna parte che la riduzione
  sia del 20% e non si può, ovviamente, scriverlo se prima non si  sa
  cosa contiene il piano dei trasporti.
   Quindi anche questo non è scritto.
   Suggerirei,  sempre  che  l'Aula  sia  d'accordo,  di   aggiungere
  semplicemente  al  secondo  comma  le  parole,  ora  vediamo   come
  scriverle eventualmente, fermo restando che tale riduzione  non  si
  applichi  ai  crediti già sorti, anche nel secondo  comma,  a  fini
  meramente esplicativi, il che significa che la riduzione si attesta
  nell'ordine del sei per cento.
   Chiudo  dicendo  che  la  riduzione  che  ha  operato  il  governo
  nazionale si attesta intorno al trenta per cento.

   PRESIDENTE. Assessore, dovrebbe formalizzare con un subemendamento
  al Gov2R 109 quanto ha detto finora a proposito del comma due.
   Pongo in votazione il Gov2R 52. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti.

                           (Non è approvato)

   LENTINI. Chiedo che risulti a verbale il voto contrario del Gruppo
  parlamentare UDC.

              (Proteste degli onorevoli Cordaro e Cimino)

   Per l'appello nominale è necessaria la richiesta, deve essere
  formalizzata e votata.
   Sono stati presentati due subemendamenti, il Gov2R 53 e il Gov2R
  54 a firma degli onorevoli Leontini, Mancuso e Beninati.

   CORDARO. Signor Presidente, chi erano i favorevoli e chi erano i
  contrari? Io sono favorevole.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, lei sa bene che in  una votazione
  per alzata e seduta non si registrano i votanti.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente,  mi  spiace  farle  notare   che   il
  Regolamento di questa Assemblea deve essere rispettato.  Lei ha già
  fatto  un errore poc'anzi, perché ha fatto votare quando, di fatto,
  ancora non aveva detto che la votazione era aperta.
   Adesso  si verifica un altro fatto increscioso e mi spiace  dirlo:
  l'onorevole  Lentini,  dai banchi, ha chiesto  di  intervenire  per
  dichiarazione  di  voto  e  lei questo  non  lo  ha  consentito  né
  all'onorevole Lentini né ad altri deputati che volevano intervenire
  per dichiarazione di voto.
   Siccome premura non ne abbiamo, dobbiamo fare un lavoro certosino,
  un  lavoro  fatto per bene, ritengo che lei stia facendo accelerare
  dei  lavori  che  non  è giusto far accelerare perché  non  abbiamo
  premura e vogliamo poter servire i siciliani con calma e serenità.
   L'assessore Russo ha fatto delle valutazioni a cui il sottoscritto
  vuole  poter  ribattere  dicendo delle  cose  che,  di  fatto,  non
  condivide e vuole potere esprimere la propria dichiarazione di voto
  che lei non mi può chiedere di evitare di fare perché io devo poter
  esprimere  il mio voto, così come qualche altro collega,  onorevole
  Presidente.
   La  prego,  quindi,  o  di sospendere la seduta  o  di  creare  le
  condizioni  affinché  questo Parlamento possa  lavorare  nei  tempi
  regolamentari che lei conosce come me, perché da venti  anni  siamo
  in questa Aula.

   PRESIDENTE. Onorevole Cimino, premesso che la Presidenza  rispetta
  il  Regolamento  in maniera pedissequa, l'intento della  Presidenza
  era  solo  per  dirle che ci sono due subemendamenti dell'onorevole
  Leontini  che si riferiscono ai due commi, al comma 1 dell'articolo
  2 e al comma 2, sempre dello stesso articolo.
   La  Presidenza ritiene che, avendo l'Aula rigettato  il  Gov2R  52
  soppressivo  dell'articolo  2, questi due  subemendamenti  sono  da
  ritenersi assolutamente superati perché trattano materia omogenea e
  sono tra loro collegati.
   L'Aula,   comunque,   ha   tempo  di  discutere   su   altri   due
  subemendamenti che sono stati presentati all'articolo 2,  il  Gov2R
  109  del Governo, al quale è previsto il subemendamento Gov2R  103;
  quindi, la Presidenza non sta strozzando il dibattito sull'articolo
  in  questione, dice soltanto, per le materie che abbiamo  trattato,
  che andiamo al Gov2R 109 del Governo che è sempre sull'articolo  2,
  prima  preceduto  dal subemendamento  Gov2R   103,  se  sono  stati
  distribuiti.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, io volevo farle notare  che  questo
  subemendamento del Governo è correttivo e modificativo del testo. I
  miei  due  subemendamenti che riguardavano i singoli commi potevano
  essere  valutati  singolarmente  e autonomamente  perché  il  primo
  subemendamento riguardava l'intero articolo, è chiaro che votare  a
  favore  o  votare contro significava votare a favore  o  contro  la
  soppressione dell'intero articolo.
   I subemendamenti successivi entravano nello specifico e limitavano
  l'intervento  ai  singoli commi, quindi, si può  essere  favorevoli
  alla  soppressione  di  un singolo comma ma non  alla  soppressione
  dell'intero   articolo,  quindi  logicamente  i   due   emendamenti
  riguardanti i due singoli commi andavano sottoposti al voto. A dire
  il  vero, secondo il Regolamento andavano sottoposti al voto  prima
  del  subemendamento riguardante l'intero articolo ma, una volta che
  la   Presidenza   si  è  determinata  a  fare   votare   prima   il
  subemendamento   riguardante  l'intero  articolo,  avremmo   dovuto
  apprezzare i due subemendamenti riguardanti i due commi perché  uno
  può   essere  favorevole  a  mantenere  l'intero  articolo  ma  poi
  favorevole  a  sopprimere uno dei due commi dell'intero  comma,  mi
  pare logico ed è anche regolare e regolamentare.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il subemendamento  Gov2R  109  del
  Governo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi,

                            (E' approvato)

   A questo punto è assorbito il Gov2R 103 dell'onorevole Lentini.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 2  dell'emendamento  Gov2R,  come
  modificato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore
  16.30.

        (La seduta, sospesa alle ore 14.19, è ripresa alle ore
                                17.32)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  ricordo   che   prima   della
  sospensione  era  stato  approvato  l'articolo  2.  La   Presidenza
  ritiene, in attesa di un approfondimento relativo ai commi 19, 20 e
  21,    riguardanti   la   materia  dei  rifiuti,   di   stralciarli
  dall'articolo 1 (formeranno poi un articolo a parte) e di procedere
  ponendo in votazione ciò che rimane dell'articolo 1.
   Si passa al subemendamentoGov2R 93 bis. Lo pongo in votazione.

   MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.

                      Verifica del numero legale

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento, dagli onorevoli Bonomo, Cappadona, Colianni, Cracolici,
  D'Agostino,  De Benedictis, Di Mauro, Federico, Ferrara,  Gucciardi,
  Laccoto,  Lombardo, Marinello, Marziano, Mattarella, Musotto,  Oddo,
  Panarello,  Panepinto, Parlavecchio, Picciolo, Rinaldi,  Ruggirello,
  Savona,  Speziale,  Termine, indìco la verifica del  numero  legale.
  Invito  gli onorevoli deputati a registrare la loro presenza con  la
  scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Sono  presenti:  Ammatuna, Arena, Bonomo,  Calanducci,  Cracolici,
  Cristaudo, Currenti, D'Agostino, D'Asero, De Benedictis, Di  Mauro,
  Federico,  Ferrara, Forzese, Galvagno, Gennuso, Gentile, Gucciardi,
  Laccoto,  Leanza  Nicola, Lombardo, Marinello, Marrocco,  Marziano,
  Mattarella,   Minardo,   Musotto,   Oddo,   Panarello,   Panepinto,
  Parlavecchio, Picciolo, Raia, Rinaldi, Savona, Scammacca,  Speziale
  e Termine.

   Sono in congedo: Aricò, Bosco, Di Benedetto, Ragusa.

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            42

   L'Assemblea non è in numero legale. Pertanto, la seduta è  sospesa
  e riprenderà tra un'ora.

     (La seduta sospesa alle ore 17.35  è ripresa alle ore 20.10)

   La seduta è ripresa. Onorevoli colleghi, si riprende dall'articolo
  1.
   Avevamo in sospeso il Gov2R 93 bis, a cui é stato presentato dagli
  onorevoli  Cimino  e  Bufardeci  il subemendamento  Gov2R  93bis.1.
  Invito  i  colleghi  a prendere visione dei due subemendamenti  che
  sono stati presentati.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  io  ritengo  che  questo  modo   di
  procedere sia un'offesa a questo Parlamento. Noi siamo qui  da  tre
  settimane,  con  lunghe  trattative fatte al  di  fuori  di  questo
  Parlamento  e senza tenere conto delle osservazioni che sono  state
  fatte nelle Commissioni di merito.
   Mi  dispiace  doverlo dire, ma c'è un gruppo di deputati  che  non
  accetta assolutamente di essere mortificato in queste condizioni.
     Le faccio un esempio, caro Presidente e caro Assessore Armao: la
  Commissione  Sanità  in  tutti  i  cinque  anni  ha  presentato  un
  emendamento  che  praticamente oggi potrebbe essere  in  conflitto,
  così  restando  le cose, con la norma nazionale e  con  ipotesi  di
  incostituzionalità.
   In  questa  trattativa  che viene fatta  al  di  fuori  di  questo
  Parlamento mi risulta, e non so perché, che questo emendamento  non
  sarebbe  presente. Allora io chiedo, perché è un mio  diritto,  che
  prima  di procedere con l'articolo 1 l'Aula conosca tutto il  testo
  su cui si andrà a votare.
   Noi siamo qua da tre settimane, abbiamo fatto un lavoro per mesi e
  questo  lavoro viene vanificato da una trattativa extra  Parlamento
  che sa di privato e non  a settori?
   Mi  dispiace,  lei  ha  il  dovere di inserirlo  perché  io,  come
  presidente  della  Commissione, ho presentato un emendamento  fatto
  all'unanimità da tutta la Commissione e sottoscritto dal Governo, e
  lei non si può permettere di toglierlo in questo momento.
   Allora io dico che le trattative in questa maniera sono un'offesa.
  E perché sono un'offesa?
   Perché,  fra l'altro, diamo uno spettacolo indecoroso all'esterno:
  da  tre  settimane  noi  deputati siamo qui ad  aspettare  venerdì,
  sabato, lunedì e martedì, mercoledì senza capire.
   Io  pretendo,  così  come dice la norma, che  si  passi  al  testo
  definitivo.  Quando  verrà presentato il  testo  definitivo,  molto
  realmente  e  secondo coscienza noi decideremo  se  votare  o  meno
  questo  bilancio che è al di fuori di tutte le norme.  Lo  dico  in
  maniera chiara.
   Non  può essere una trattativa fatta nella sua stanza, Presidente,
  con  alcuni  gruppi che non rappresentano quello  che  è  stato  il
  lavoro serio fatto da alcune Commissioni.
   Ora  lei  pensa che possa essere mortificata una Commissione  che,
  all'unanimità, ha sicuramente portato un testo che creerebbe grossi
  problemi  a  coloro  che partecipano ai concorsi perché  dichiarato
  incostituzionale  rispetto  alla  norma  nazionale?  Io  le  chiedo
  questo.
   Io  penso  che  non  possiamo procedere se non abbiamo  il  testo.
  Questi  compromessi fatti sulla nostre pelle non li accettiamo  più
  perché  se è trattativa, la trattativa deve essere fatta alla  luce
  del  sole.  La  vediamo, entriamo nel merito, entriamo  nel  merito
  della  tabella H e chiedo che venga totalmente tolta in un  momento
  in  cui  sono stati tolti 75 milioni di euro agli enti  locali  che
  rischiano  così  il  default. In un momento  in  cui  non  si  sono
  affrontati  i  problemi veri per quanto riguarda i rifiuti,  in  un
  momento in cui l'economia siciliana è in queste condizioni, noi  ci
  permettiamo  di  dare  prebende, nella Tabella  H,  a  questo  e  a
  quell'ente  senza tenere conto delle reali esigenze e  di  ciò  che
  vuole la popolazione siciliana. Ecco perché, signor Presidente,  la
  invito a rispettare il Regolamento e chiedo che venga portato prima
  tutto il testo, dopo di che valuteremo

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, la Presidenza,  in  merito  alle
  osservazioni avanzate dall'onorevole Laccoto, assicurerà certamente
  all'Aula di essere messa nelle condizioni di conoscere con certezza
  il   testo.  Ma  ci  mancherebbe  altro   La  Presidenza  ha  tutto
  l'interesse a che ci sia chiarezza e a che i membri del  Parlamento
  siano messi nelle condizioni di capire il testo che vanno a votare.
  Ci  mancherebbe   In  questo momento e  in  questa  fase  si  torna
  all'articolo 1 che aveva solo due subemendamenti da votare, dopo di
  che l'Aula sarà sospesa

   LACCOTO.  Non  è un modo di procedere. Io non ci sto ad  aspettare
  qua che finiscono le trattative private

   PRESIDENTE.  Onorevole  Laccoto, lei  è  pagato  per  fare  questo
  mestiere

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  avevamo  in   discussione   il
  subemendamento Gov2R 93bis.1 a firma dell'onorevole Cimino.

   CIMINO. Chiedo di parlare per illustrare il subemendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.    Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,    questo
  subemendamento  è  mio e dell'onorevole Bufardeci.  Intervengo  per
  chiarire l'importanza dell'emendamento.
   Mi   piace   che  la  Commissione  Bilancio,  soprattutto,   possa
  attenzionare  quello che si sta facendo perché  il  Governo  ha  di
  fatto  voluto cambiare la strategia che era stata prevista  con  la
  legge  del 2005 per la valorizzazione del patrimonio. Ma il Governo
  ha  ulteriormente insistito su questa manovra contraddicendo,  caro
  onorevole  Cracolici, rispetto a quello che era stato  definito  in
  Commissione  Bilancio per le aree strategiche da salvaguardare  per
  la  valorizzazione del patrimonio, perché nell'elenco delle società
  individuato con il parere vincolante della Commissione Bilancio, vi
  era,  come ricordiamo, anche l'area strategica della valorizzazione
  del patrimonio.
   Con  l'emendamento che il Governo ha proposto, di fatto, si chiude
  la  fase  della valorizzazione del patrimonio con una società,  con
  un'area   strategica  secondo  quanto  previsto  dalla  Commissione
  Bilancio,  ma si prevede un'azione di valorizzazione del patrimonio
  che   direttamente  fa  l'Assessorato  dell'Economia.   Ho   voluto
  predisporre  questo  emendamento posto  che  nulla  quaestio  sulla
  strategia  del  Governo  rispetto ad  un  percorso  che  era  stato
  individuato  di  un  fondo  immobiliare  di  un'area  pubblica,  la
  gestione   diretta.   Ma  il  personale  che  aveva   la   garanzia
  occupazionale  secondo  la legge della Commissione  Bilancio  della
  razionalizzazione delle società rischia, in questo caso, con questa
  norma,  di  rimanere  fuori; questa norma  dice  testualmente  che,
  indipendentemente  dalla strategia che il  Governo  adotta,  questo
  personale  deve  avere le garanzie occupazionali e  potere  mettere
  l'esperienza che negli anni ha attinto seguendo questa  attività  e
  avendo  ormai  formato una certa professionalità  nel  settore,  di
  avere  le  strategie  per poter transitare nei  ruoli  delle  altre
  società regionali attinenti per materia.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, credo che abbia ragione l'onorevole
  Cimino  perché  formalmente noi stiamo  trattando  il  93  bis  del
  Governo   che,   sostanzialmente,  propone  che  il   processo   di
  valorizzazione,   con   questa   legge,   passa   direttamente   al
  dipartimento.  A  questo emendamento, il 93  bis  1,  aggiunge  una
  postilla che dice  il personale della società che fino ad  oggi  ha
  gestito per conto dell'amministrazione regionale la valorizzazione,
  vengono fatte salve le garanzie occupazionali'.
   Formalmente  prima dobbiamo trattare il 93 bis, poi il  93  bis  1
  perché,  se  per caso passa questo senza quell'altro, è chiaro  che
  stiamo giocando a  Rin Tin Tin'. Fermo restando che dico al collega
  Cimino  nella legge sulle società partecipate, per tutte le società
  partecipate per le quali abbiamo già definito le aree strategiche e
  anche  quelle  per  le quali sono state già poste in  accorpamento,
  esistono le norme di garanzia occupazionale.
   Quindi,  credo  che  siamo in presenza di  una  norma  che  è  già
  contenuta nel nostro ordinamento legislativo.

   PRESIDENTE.  E'  vero quello da lei sostenuto,  ma  è  vero  anche
  quanto  sostenuto dalla Presidenza perché nel caso in cui,  è  vero
  quello  che lei dice, che se passasse il bis 1 e poi per  caso  non
  dovesse passare il bis, quello resterebbe appeso in aria. Ma è vero
  pure che se si boccia il bis, decade automaticamente il sub che era
  appeso al bis.
   Gli uffici confermano questo.
   Il parere del Governo sul bis 1?

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Vorrei fare  una  precisazione
  all'onorevole  Cimino in ordine a questo emendamento  che  riprende
  alcune considerazioni fatte dall'onorevole Cracolici.
   Il  sesto comma dell'articolo 20 è già vigente e riguarda tutte le
  società. In ogni caso, vorrei ricordare all'onorevole Cimino che  è
  componente  della  Commissione Bilancio che  il  parere  vincolante
  della   Commissione   Bilancio  ed   il   successivo   decreto   di
  riorganizzazione delle partecipazioni regionali,  ha  previsto  per
   Sicilia patrimonio immobiliare' la totale partecipazione pubblica.
   Non c'è alcun rischio per questi dipendenti di essere abbandonati,
  non  è  una  società a prevalente capitale privato ma a  prevalente
  capitale   pubblico   di  cui  comunque  si   prevede   la   totale
  partecipazione  pubblica.  Sicché  questo  emendamento,  mi  spiace
  definirlo  tale, ad colorandum rispetto ad un quadro normativo  già
  pienamente compiuto e definito non  muove in avanti le garanzie per
  i  lavoratori di un millimetro, ha una valenza più da manifesto che
  di  sostanza, fermo restando che per il Governo quello che conta  è
  l'emendamento  che  consente - anche  al  fine  di  rispettare  gli
  impegni  con  tutti  i  beneficiari  del  bilancio  -  una   celere
  dismissione e valorizzazione del patrimonio immobiliare.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Credo si sia chiarito, anche alla luce delle cose dette
  dall'assessore  Armao,  il  senso delle  questioni  di  cui  stiamo
  parlando. Chiedo pertanto all'onorevole Cimino di ritenere superate
  le  ragioni  dell'emendamento  ritirando  il  subemendamento  Gov2R
  93bis.1.

   PRESIDENTE. Il subemendamento Gov2R 93bis.1 è ritirato.

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il Gov2R 93bis.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

   (E' approvato, col voto contrario dei deputati di PDL, PID e UDC
                           Unione di Centro)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 1, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

   (E' approvato, col voto  contrario dei deputati di PDL, PID e UDC
                           Unione di Centro)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori
   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, ha già proceduto  a  stralciare  gli
  articoli 19, 20 e 21. Adesso dovrà stralciare tutti quegli articoli
  che  sono all'interno del Gov2R affinché si possa fare quel  lavoro
  che  i  Capigruppo, insieme al Governo, hanno fatto in queste  ore,
  perché c'è stato un percorso molto travagliato da parte di tutti, e
  su  quelli  che  sono  gli  interventi dei  Forconi  così  come  il
  capogruppo  del Popolo della libertà ha suggerito,  il  disegno  di
  legge che è il vecchio emendamento del Governo.
   Se noi lo annunciamo ora, anche più tardi, saremo nelle condizioni
  di  potere  continuare con i lavori dopo che  il  Governo  ha  dato
  un'occhiata agli emendamenti presentati per Gruppi partitici.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso,  più  che  di  uno  stralcio,  la
  Presidenza deve comunicare che ci sono una serie di articoli, il  3
  viene  del  tutto  stralciato,  dal 4  al  15  vengono  estrapolati
  dall'articolo 1 perché andranno a far parte di un nuovo emendamento
  che  il  Governo  si sta apprestando a formulare  ed  a  presentare
  all'Aula.

   LEONTINI.  La materia dei Forconi va inserita in un altro  disegno
  di legge?

   PRESIDENTE. La materia dei Forconi sarà oggetto di un  disegno  di
  legge autonomo che voteremo contemporaneamente alla finanziaria.
   La Presidenza sarebbe dell'idea di rinviare a domani mattina, alle
  ore 10.00.
   Potremmo  sospendere l'Aula per due o tre ore, per dare  tempo  al
  Governo   di  essere  in  grado  di  dare  una  valutazione   sugli
  emendamenti presentati per l'apprezzamento da parte del Governo  e,
  se  il  Governo sarà in grado, nell'arco di due ore, di  darci  una
  risposta,  possiamo  anche  continuare  o  comunque  essere   nella
  condizione  di  essere  sicuri dell'orario in  cui  fissare  l'Aula
  domani.

   LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, è ovvio  che  l'utilità  di  questa
  sospensione deriva dalla possibilità che il Governo ci dia, fra due
  ore, la possibilità di conoscere il contenuto del maxiemendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, questo è ovvio. La Presidenza  lo
  aveva già annunciato.
   Noi  stiamo  dando  due  ore  di  tempo  anche  per  essere  certi
  sull'orario  di rinvio per domani e questo lo potremo  sapere  dopo
  che  il  Governo  avrà  fatto  un primo apprezzamento  rispetto  al
  materiale  che ha ricevuto. Pertanto, entro due ore noi  saremo  in
  grado  di  dare  un  orario certo, saremo in  grado  di  sapere  se
  continuiamo, saremo in grado di sapere se dovremo rinviare a domani
  alle  dieci piuttosto che a mezzogiorno; ma questo lo sapremo  dopo
  che il Governo sarà messo in condizione di darci una risposta.
   Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per due ore.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.35, è ripresa alle ore 22.50)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governo ha comunicato  che  per
  esaminare  e  riorganizzare  il testo  da  sottoporre  all'Aula  ha
  bisogno  ancora di un'ora e mezza circa, e anche gli  uffici  hanno
  necessità  di  avere  un  congruo tempo  per  esaminare  tutti  gli
  emendamenti.
   Pertanto,  la  seduta  è rinviata alle ore 0.30  di  mercoledì  18
  aprile 2012.

     (La seduta, sospesa alle ore 22.51, è ripresa alle ore 2.47)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è stato   presentato
  dal Governo l'emendamento Gov5 che va inteso come maxi emendamento.
  Viene demandato agli uffici il compito di curarne il coordinamento.

      (La seduta, sospesa alle ore 2.56, è ripresa alle ore 3.22)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  avverto,  su  segnalazione  del
  Governo  che  a pagina 7 il comma 10 è da considerarsi cassato;  le
  pagine  18 e pag. 20 sono identiche e vengono cassate; rimane  solo
  pagina  16;  la  pagina  68 è cassata; la pagina  71  è  totalmente
  illeggibile.
   Comunico, inoltre, che pure pagina 72 è totalmente illeggibile.
   Sospendo, quindi, la seduta.

      (La seduta, sospesa alle ore 3.28, è ripresa alle ore 3.31)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Comunico che il Governo ha ritirato l'emendamento  di
  pagina 48.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Per  quanto riguarda, poi gli emendamenti delle pagine 71 e 72,  è
  stata   presentata  una  copia  leggibile  e,   quindi,   sono   da
  riconsiderare facenti parte del maxiemendamento.
   L'emendamento  di  pagina  71 recita:  Possono  essere  destinate,
  allora,  una  parte delle risorse destinate all'azienda ospedaliera
  universitaria,  possono essere destinate alla  contrattualizzazione
  dei soggetti utilizzati in convenzione, entro il termine perentorio
  del  31 dicembre 2008, presso le stesse, ai sensi dell'articolo  30
  della  legge  regionale 7 agosto 1997, n. 20  e  dell'articolo  10,
  comma 3,   del decreto  legislativo 1  dicembre   1997,     n. 468,
  finalizzate  alla  stabilizzazione  occupazionale  dei   lavoratori
  impegnati,  estendendo a questi ultimi i benefici e  gli  incentivi
  previsti  all'articolo 1, comma 550, della legge 24 dicembre  2007,
  n. 244.

   MARROCCO. Signor Presidente, era stato ritirato.

   PRESIDENTE. No, onorevole Marrocco, era illeggibile,  ed  è  stata
  presentata  la  copia leggibile firmata dal Governo.  E  anche  per
  l'emendamento   di   pagina  72,  quindi,   sono   da   considerare
  reintegrati.

   CRACOLICI. Ma sono emendamenti che riguardano il personale .

   PRESIDENTE. Anche la Presidenza ha questa impressione, però questo
  ha presentato il Governo, si tratta di nuovo personale.

   RUSSO  PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture  e  per  la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture  e  per  la
  mobilità.    Signor   Presidente,   relativamente   al    contenuto
  dell'emendamento di pagina 18 deve considerarsi ritirata  la  parte
  che   introduceva  interventi  urbanistici.  E'  necessario,  però,
  mantenere il comma 2 in quanto contiene una proroga.

   PRESIDENTE.  Assessore, l'emendamento di pagina  18  è  già  stato
  ritirato.

   RUSSO  PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture  e  per  la
  mobilità. Signor Presidente, questo significa che alcune decine  di
  graduatorie non vengono prorogate.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che all'emendamento Gov 5
  è  stato  presentato  il subemendamento Gov  5.1,  degli  onorevoli
  Rinaldi, Galvagno, Barbagallo e Ferrara.
   Lo pongo il votazione. Il parere del Governo?

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, chiedo ai firmatari di trasformarlo in ordine del giorno,
  perché  si  raggiunge lo stesso obiettivo, e il  Governo  ne  terrà
  conto;  in  caso contrario si interviene attraverso una  norma  che
  interferisce su fatti di urbanistica i cui effetti non riusciamo  a
  valutare. I piani paesaggistici incidono sull'ordine del  giorno  e
  la circolare la invia a seguito di questo ordine del giorno che noi
  recepiamo come tale. E' la stessa cosa.
   Si  raggiunge  l'obiettivo senza conseguenze  che  possono  essere
  quanto meno non valutabili.

   RINALDI.  Non  è  la stessa cosa, signor Presidente,  ci  sono  50
  emendamenti.  Una cosa è un emendamento, una cosa è un  ordine  del
  giorno.  Ordini del giorno ne abbiamo approvati centinaia e nessuno
  è  stato preso in considerazione. Se ci vogliamo prendere in  giro,
  lo possiamo fare.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Visto che non riusciamo a fare
  una valutazione compiuta, ci rimettiamo all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il subemendamento  Gov5.1.  Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa al subemendamento Gov5.2 a firma dell'onorevole  Rinaldi
  ed altri.

   MANCUSO. Signor Presidente, perché stiamo votando gli aggiuntivi?

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, non sono aggiuntivi, si tratta di 5
  subemendamenti  che  sono stati presentati  in  quanto  il  Governo
  stesso ha ammesso che si è trattato di una dimenticanza.
   Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto;

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento Gov5.3. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione. La Commissione  si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto;

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento Gov5.4.

                        Sull'ordine dei lavori

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
   .
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, a me sembra che non si stia procedendo
  con serietà.
   Era stata fatta una scrematura, anche con la Commissione, e si era
  detto di passare al maxi emendamento dove avrebbero dovuto affluire
  vari  emendamenti, tra cui anche i subemendamenti che sono  vere  e
  proprie dimenticanze al testo originario. Tra l'altro, temo che qui
  ci  sia  un  problema: questo testo, così come lo stiamo votando  e
  come  è  formulato,  domani  potrà essere completamente  stravolto,
  preché possono entrare dentro lo stesso tanti altri fogli che  oggi
  qui noi non conosciamo.
   Signor  Presidente,  ci dobbiamo fermare un  attimo  e  vedere  di
  correggere  un  errore  che  è  stato  commesso.  Questi  non  sono
  subemendamenti,  erano  degli  emendamenti  che,  a  causa  di  una
  dimenticanza,  non  sono  confluiti  nel  malloppo  che   è   stato
  presentato all'Aula.
   Dobbiamo  quindi  fermarci un attimo per  comprendere  come  poter
  procedere  in maniera compiuta e regolare, diversamente  quest'Aula
  rischierebbe di commettere della illegittimità, ed io credo che noi
  non ne vogliamo commettere.
   Onorevole Di Mauro, possiamo stare qua anche fino a domani mattina
  alle  8.00,  io non ho nessun problema, tanto mi avete costretto  a
  stare  qua.  Abbiamo tanto tempo, e non abbiamo nessuna premura  di
  andarcene. E' chiaro però che ci deve essere equità di trattamento;
  disparità  di trattamento, furberie o, meglio ancora, atti  subdoli
  non piacciono a quest'Aula.
   Non credo che quest'Aula voglia commettere errori grossolani, anzi
  credo  che  abbia tutto l'interesse per potere operare  in  maniera
  serena e terminare al più presto.
   Il  mio intervento vuole essere un contributo ai lavori dell'Aula,
  non  vuole  assolutamente essere un momento  ostruzionistico  o  un
  momento  che  voglia  creare  una  battuta  di  arresto  ai  lavori
  dell'Aula. Quindi, signor Presidente, io la prego e prego anche  il
  Governo  di fare focus su queste materie, anche perché trattasi  di
  materie abbastanza articolate, complesse, diversificate, altrimenti
  rischiamo  l'empasse, corriamo il rischio di fare come  quello  che
  vuole mangiare troppo e poi si ferma perché si ingozza  Lo dobbiamo
  fare
   Io comunque mi riservo di intervenire per dichiarazione di voto.

      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
   «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2012. Legge
                  di stabilità regionale» (n. 801/A)

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   riprendiamo   l'esame    del
  subemendamento Gov5.4 dell'onorevole Marrocco.

   MARROCCO. Dichiaro di ritiralo perché identico all'emendamento  di
  pagina 39.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa al subemendamento Gov 5.6. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, è chiaro che stiamo procedendo  con
  una  certa  stanchezza, anche perché sono le quattro  del  mattino.
  Però  vorrei  che  valutassimo tutti assieme - non voglio  soltanto
  caricarne  la  Presidenza,  ma  tutti  assieme  -,  di  evitare  di
  approvare  norme di molto probabile impugnativa, ma quello  che  mi
  preoccupa non è l'impugnativa ma la costituzione dei precedenti.
   In  particolare,  in  materia  di  stabilizzazioni  del  personale
  precario dobbiamo fare attenzione, perché viviamo in una Terra dove
  la  crisi  industriale  è  drammatica, ci sono  centinaia,  se  non
  migliaia, di lavoratori che perdono il posto di lavoro, che cercano
  di  avere  un'interlocuzione istituzionale. Se noi introduciamo  il
  principio  che  l'interlocuzione istituzionale per i lavoratori  in
  mobilità (penso a Telecom s.r.l., penso alla Keller, penso a  tante
  crisi  economiche  e  industriali che ci  sono  in  Sicilia),  come
  prospettiva  diamo  quella di essere stabilizzati  alla  Regione  o
  negli  enti  locali, noi non facciamo un bene né ai  lavoratori  né
  alla Sicilia.
   Ecco  perché  suggerirei a tutti noi di valutare  questo  tipo  di
  norme.
   Io  non  voglio aggiungere altro, non voglio urtare la sensibilità
  di   nessuno;   però  credo  che  la  Presidenza,   apprestate   le
  circostanze,  dovrebbe evitare di fare norme che  magari  fanno  un
  titolo  domani  su  qualche giornale, che però  saranno  impugnate;
  facciamo danni d'immagine, di approccio da parte del Parlamento  su
  materie così delicate.
   Ci sono emendamenti che vanno in questa direzione.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   Cracolici,   la    Presidenza    valuta
  positivamente il suo intervento.
   Il  Governo  ha  presentato  questo maxi  emendamento,  lo  invito
  pertanto  a  ritirare le parti che ritiene di essere a  rischio  di
  precedente. Sostanzialmente gli emendamenti di pagina 71 e 72.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente  della  Regione.  Il  Governo  non  può  che
  convenire  su  questa impostazione, che ci porta a due conseguenze.
  Quella   mediata,  che  forse  arriva  fra  qualche  giorno,   sarà
  sicuramente   l'impugnativa;  quella  immediata,  cioè   domani   o
  posdomani,  sarà un'aggressione più che meritata dei  media,  anche
  nazionali, che attaccheranno complessivamente questa norma che - vi
  devo  dire  sinceramente  -  contiene una  serie  di  spunti  molto
  positivi per la nostra Regione.
   Quindi,  vorrei invitarvi, così come anche l'onorevole Falcone,  e
  l'onorevole Bufardeci, ad attenersi a questa impostazione,  perché,
  in  caso contrario, rischiamo di compromettere tutto questo  lavoro
  che,   complessivamente,  vi  posso  assicurare,  credo  che  possa
  soddisfare tutta l'Assemblea, eliminando da questo emendamento  una
  serie  di norme che non passano e ci squalificano, anche se  questo
  può  dispiacerci, perché a ciascuna di queste qualcuno di  noi  può
  essere interessato.
   Quindi,  vi  invito,  caldamente, se  non  vogliamo  compromettere
  questo  lavoro,  compresa  la  fatica  che  abbiamo  accumulato,  a
  rinunciarvi.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  voglio  dire
  all'onorevole Cracolici, al Presidente della Regione, a  quest'Aula
  che  non  c'è  nessuna  intenzione o interesse  da  parte  mia  nel
  sostenere  il  contenuto della pagina 72 che cercherò di  spiegare.
  Non saremmo qui alle quattro del mattino ad attendere per ore, anzi
  per  settimane,  la  stesura definitiva di questa  finanziaria,  se
  volessimo delle norme che non avessero un senso. Signor Presidente,
  nessuno  ci  squalifica,  perché noi  con  questo  articolo  stiamo
  esclusivamente  lavorando  alla  soluzione  di  una  questione  che
  riguarda  un gruppo di lavoratori che da circa venti anni sono  già
  LSU,   e  che  lavorano  al  Comune  di  Siracusa  che,  purtroppo,
  quest'anno non hanno avuto la copertura finanziaria che si  assegna
  all'interno del Fondo del precariato. Che questa somma la si prenda
  dal  Fondo delle autonomie, o da dove si vuole, basta che  comunque
  complessivamente  questo  personale  non  diventi   sostanzialmente
  esodato,  per  incrementare il numero delle polemiche dei  soggetti
  che  hanno  più  di 50 anni e non hanno un lavoro.  Si  tratta  del
  personale  della  ex  Pirelli,  come  quello  di  Villafranca,  che
  lavorava  all'impianto della SOVISCAVI di Siracusa che,  ribadisco,
  da venti anni ha lavorato al comune di Siracusa.
   Se  si ritiene che la formula trovata prima con gli Uffici sia una
  formula impropria, bene, che il Governo la modifichi e che recuperi
  risorse anche dal Fondo delle autonomie, così come ha fatto con gli
  altri  lavoratori del mondo del precariato degli LSU, ma che questo
  personale non diventi domani mattina personale disoccupato,  perché
  -  ribadisco - non è un nuovo personale, non è un soggetto nuovo  è
  personale LSU da venti anni, quindi partiamo da questo dato,  senza
  il  quale chiaramente ci potrebbe essere la squalifica o il disdoro
  di  cui  parla  il  Presidente della Regione. Qua  non  c'è  nessun
  disdoro, ribadisco, c'è una norma che cerca di cautelare un aspetto
  sociale di dodici, tredici, undici, non so bene quanti siano questi
  lavoratori  che,  ribadisco, da venti anni lavorano  al  comune  di
  Siracusa e che sono LSU.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Onorevole Bufardeci, in questo
  maxi  emendamento abbiamo accolto delle norme che non  comportavano
  spesa, questo invece comporta spesa. Quindi, se lo trasformiamo  in
  un ordine del giorno che impegna il Governo a trovare una soluzione
  per  questa categoria, come posso assicurarle per tantissime  altre
  decine  e  decine di lavoratori che a qualche titolo comunque  sono
  stati  regolarmente  retribuiti da dieci anni,  otto  anni,  cinque
  anni,  e  che per una ragione o per un'altra purtroppo  si  trovano
  ormai nella condizione in cui si trovano questi soggetti di cui lei
  parla.
   Bisogna   capire  da  quali  fondi  attingere  per   eventualmente
  finanziare   questo  emendamento.  E  il  Governo  si  impegna   ad
  affrontare   l'argomento,  ed  eventualmente  ad   approntare   una
  soluzione,  la approntiamo insieme. Questa, così come altre  norme,
  ecco  perché  né l'onorevole Falcone, né altri, dovranno  ritenersi
  titolari o destinatari di trattamenti diversificati.

   PRESIDENTE. Allora gli emendamenti di pagina 71 e 72 si  intendono
  ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli  colleghi,  preciso  che il  subemendamento  Gov5.6  che
  abbiamo  già  votato,  si intende solo per la  parte  che  riguarda
  l'articolo 1, comma 2, della legge regionale n. 10 del 2000, che  è
  la parte centrale.
   Si   passa  al  subemendamento  Gov5.7  degli  onorevoli  Lupo   e
  Cracolici. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento Gov5.8 dell'onorevole Ruggirello.

   MANCUSO. Signor Presidente, lei ha detto che a pagina 48  è  stato
  stralciato e quindi che votiamo?

   PRESIDENTE.  Il 5.8 si riferisce a pagina 48. Esatto.  Ha  ragione
  lei, onorevole Mancuso
   Onorevoli colleghi, il subemendamento Gov5.8 è superato.
   Siccome  ho  anche  dettato  i tempi giusti,  vi  prego  di  stare
  attenti.  L'ho  detto  molto forte. L'ho detto  molto  bene.  State
  attenti pure voi, è tardi per tutti.
   Si  passa  all'emendamento Gov5.9 degli onorevoli Maira,  Cordaro,
  Corona, Cascio Salvatore. Il Governo ritiene che non ci sia bisogno
  di copertura finanziaria?

   LOMBARDO, presidente della Regione. No.

       PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'onorevole Dina vi appone la firma.
   Si  passa  al  subemendamento Gov5.11  degli  onorevoli  Apprendi,
  Panepinto, Raia e Oddo.
   E' inammissibile perché illeggibile.
   Si  passa  al  subemendamento Gov5.12  degli  onorevoli  Apprendi,
  Panepinto, Oddo e Panarello.
   Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al  subemendamento Gov5.13, degli  onorevoli  Apprendi,
  Panepinto ed altri.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza..
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.  Chi é favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'intero emendamento Gov5 con le precisazione
  che ho fatto precedentemente.
   Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza..
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

  (E' approvato, col voto contrario dei deputati dei Gruppi PDL, PID
                        e UDC Unione di Centro)
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento GovR4  e
  il subemendamento GovR4bis.1.
   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

      (La seduta, sospesa alle ore 4.10, è ripresa alle ore 4.27)

   La seduta è ripresa.
   PRESIDENTE.  Si riprende l'esame del subemendamento GovR4bis.1,  a
  firma del Governo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                          (E'  approvato)

   Si  passa all'esame del subemendamento GovR4bis.2. degli onorevoli
  Apprendi e Cracolici.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                          (E' approvato)

   Si  passa all'esame del subemendamento GovR4bis.5, degli onorevoli
  Oddo, Apprendi, Raia e Donegani. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                          (Non  è approvato)

   Si  passa all'esame del subemendamento GovR4bis.6, degli onorevoli
  Oddo, Apprendi, Raia e Donegani. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (Non è approvato)

   Si  passa all'esame del subemendamento GovR4bis.4, degli onorevoli
  Calanducci, Federico, Gennuso e Cristaudo.

   CALANDUCCI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALANDUCCI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  capisco  che
  l'ora  è  tarda,  ma  un po' di attenzione su  questo  argomento  è
  fondamentale. Intanto, il subemendamento GovR4 bis. 4 è  in  realtà
  un  disegno di legge che è stato trasformato in subemendamento  per
  mantenere fede agli impegni assunti in un tavolo di trattativa  con
  chi  rappresentava le istanze nel territorio siciliano, che diverse
  volte  si  sono incontrate sia con il Governo che con la Presidenza
  dell'Assemblea,  e ci siamo impegnati a realizzare  una  legge  che
  aveva alcuni princìpi fondamentali.
   Questa  legge  non  è stata stilata per la circostanza,  perché  è
  circa  un  anno che ci lavorano anche altri colleghi, personalmente
  mi  sono  avvalso  di  collaborazioni esterne, degli  uffici  della
  Regione e degli stessi tecnici. Già nella finanziaria scorsa  avevo
  provato  a presentare un emendamento, che aveva raccolto  50  firme
  dei  colleghi, ma allora fu convenuto che era meglio ritirarlo  per
  lavorare  più  approfonditamente e per potere formulare  una  legge
  completa.  I  punti essenziali di questa legge, vista dalla  nostra
  ottica,  sono perfettamente costituzionali e legittimi, e  cercherò
  di illustrarli secondo quest'ottica.
   La normativa statale che rappresenta la legge-cornice individua  i
  principi fondamentali che la Regione, nel disciplinare la normativa
  di  dettaglio  nell'ambito della stessa materia, dovrà  rispettare,
  alla  stregua  dei  principi costituzionali,  quindi  anche  per  i
  contenuti  del  nostro stesso Statuto, che sono principi  di  rango
  costituzionale.  Ne consegue che, nell'esercizio  della  competenza
  legislativa concorrente, non risulta costituzionalmente  possibile,
  distinguere  un  ambito  organizzativo  della  Regione  e   aspetti
  sostanziali dello Stato dai loro principi fondamentali,  così  come
  si  è  pronunciata la Corte costituzionale e lo stesso articolo  17
  dello stesso Statuto recita.
   Quanto  è  affermato dai punti precedenti, è  tanto  vero  che  la
  Regione  siciliana ha esercitato la propria potestà legislativa  in
  materia  di  riscossione dei tributi, in quanto riconosciuto  dalla
  stessa Corte costituzionale attraverso la legge regionale 35 del  3
  settembre 1990. In proposito la stessa normativa statale,  articolo
  4  della  legge  158  del 1990, sancisce che  alla  liquidazione  e
  riscossione provvedono tre regioni ed anche con la legge  regionale
  24  agosto del 1993. In ogni caso ci sono una serie di sentenze che
  legittimano questi aspetti sanciti nel sub emendamento.
   La  Regione,  in  questo  caso,  interverrebbe  su  quattro  punti
  salienti.  Il  primo  è  l'iscrizione ipotecaria,  cosa  abbastanza
  contrastata  e  che  dimostra come la  Regione  può  legiferare  in
  merito, che stabilisce una soglia di 70 mila euro di debito  certo,
  soprattutto nei confronti dello Stato, un livello al di  sopra  del
  quale  la  SERIT può iscrivere ipoteca. Il secondo aspetto riguarda
  il  fermo  amministrativo, che si sente molto spesso  e  per  cifre
  anche  irrisorie,  che viene stabilito in 10 mila  euro.  Il  terzo
  punto,  fondamentale, è quello che elimina le more, non  interviene
  nel  debito  principale, nella sanzione che l'ente  impositore  già
  iscrive  al ruolo, ma sulle more che si aggirano - udite bene,  per
  chi  non  lo sa - intorno al 36 per cento. Ciò vuol dire  che  sono
  ampiamente  tassi usurai. Il quarto punto è quello che, al  momento
  della  pubblicazione  della  legge, decorrono  180  giorni  per  le
  cartelle  precedentemente notificate per poter essere  saldate  con
  questi criteri. Interessi legali dopo 180 giorni e non interessi di
  mora  e orpelli vari che avvicinano l'imposizione più ad una azione
  depressiva nei confronti del cittadino.
   Ma   voglio   sottolineare  anche  un  aspetto   sociale,   signor
  Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevole Calanducci, la prego di concludere.

   CALANDUCCI. Signor Presidente, questa è una legge che parte  dalla
  gente  e che vuole la gente per cui lei mi deve dare la possibilità
  di illustrarla.

   PRESIDENTE. Onorevole Calanducci, deve concludere oppure le  tolgo
  la parola.

   CALANDUCCI. E' un atto per far ripartire il volano economico della
  nostra Regione.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,    comprendo   perfettamente   l'impegno   dell'onorevole
  Calanducci,  che  sull'argomento  credo  abbia  fatto  più  di   un
  approfondimento.  Il  Governo  condivide  pienamente  i   contenuti
  dell'emendamento.
   Ma   vorrei  informare  l'Aula,  ed  in  particolare  chi  più  ha
  approfondito  l'argomento, che l'articolo  che  tratta  la  materia
  contenuto  nell'ultimo emendamento Gov5, è stato il  frutto  di  un
  confronto che più volte abbiamo avuto con l'Ufficio del Commissario
  dello Stato. Addirittura le 99 rate e non le 72 che valgono per  il
  resto del Paese saranno oggetto di una impugnativa.
   Allora,  siccome temo che anche quello che noi abbiamo  scritto  e
  che  non è condiviso possa essere oggetto di impugnativa, a maggior
  ragione  lo  sarebbe  questo emendamento che  lei  propone,  che  è
  sostitutivo  del  contenuto  sulla  materia  che  il   Governo   ha
  presentato.  Tenuto conto che sull'argomento torneremo sicuramente,
  perché  sappiamo quanto è sentita l'esigenza che si  intervenga  in
  materia di riscossione e di SERIT, inviterei l'onorevole Calanducci
  a  ritirare l'emendamento e, semmai, cercare insieme, non  soltanto
  in  sede locale ma con un confronto che dovremmo riprendere in sede
  nazionale, di trovare una soluzione che potrà arrivare con un nuovo
  disegno  di  legge. E' molto complicato  E' difficilissimo  che  il
  Governo oggi consenta alla Sicilia, piuttosto che al Friuli  ovvero
  alla  Sardegna,  di  intervenire in materia tributaria,  perché  la
  difficoltà finanziaria del nostro Paese non è minore di quella  che
  ha la nostra Regione.
   Quindi,   io  sono  poco  ottimista  e  per  evitare  che   questo
  emendamento  venga  bocciato o poi impugnato dal Commissario  dello
  Stato, invito l'onorevole Calanducci e quanti altri condividono,  a
  ritirarlo,  impegnandoci  noi, dinanzi ad  una  più  che  probabile
  impugnativa,  ad  approfondire l'argomento e  ad  arrivare  ad  una
  soluzione  che  possa  avere  lo sbocco  da  tutti  noi  auspicato,
  diventare,  cioè,  una  legge che intervenga sulla  materia,  tanto
  importante per le nostre imprese e le nostre famiglie.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.   Signor  Presidente,  signor  Presidente  della   Regione,
  onorevole Calanducci, la proposta di subemendamento credo  che  sia
  condivisa da tutti, non soltanto con la sensibilità dei legislatori
  che  vivono i drammi di questa Terra, ma oserei dire anche a titolo
  personale, perché con queste vicende di confronto con le società di
  riscossione  credo  che, a titolo personale o anche  professionale,
  abbiamo tutti dei problemi, o quanto meno la gran parte.
   Mi  rendo conto che ha ragione il presidente Lombardo, perché  nel
  momento  in  cui  noi entriamo in un meccanismo di tassazione,  tra
  l'altro  espressamente detto nell'emendamento per  quanto  riguarda
  tasse e imposte statali, neanche regionali, andiamo incontro ad una
  impugnativa certa.
   Però,  considerato  che  l'esigenza  è  generale,  al  di  là  del
  confronto  tra  Stato e Regioni, credo che possiamo tutti  prendere
  l'impegno  che questo emendamento venga trasformato  in  una  legge
  voto,  che  è  l'unico  strumento che l'Assemblea  può  avere  come
  confronto  col Governo nazionale, tenendo presente che questo  tipo
  di  normativa  può  avere  enorme successo  in  Parlamento,  perché
  affronta  un'esigenza  generale  che  riguarda  tutte  le   regioni
  d'Italia,  e forse può trovare poco consenso del Governo nazionale,
  ma grande consenso nelle Aule parlamentari.

   PRESIDENTE. Onorevole Calanducci, ritira l'emendamento?

   CALANDUCCI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento Gov R4 bis.3.

   MANCUSO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  al  subemendamento GovR4 bis.9, degli  onorevoli  Oddo,
  Cracolici, Apprendi, Raia e Donegani.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, intervengo solo per  chiedere  se  il
  rubinetto  è chiuso, perché se invece è ancora aperto ci deve  dare
  un po' di tempo.
   Assessore  Armao,  per  celerità il  Gov4  è  diventato  un  altro
  emendamento   del  Governo,  ma  avevamo  deciso  che   tutti   gli
  emendamenti aggiuntivi si chiudevano con l'emendamento Gov5, quindi
  lei  non dovrebbe dare parere favorevole a questi emendamenti e  ad
  altri  che  forse ancora ci sono, a meno che il Governo  non  abbia
  ritenuto di riaprire il rubinetto, e allora noi siamo pronti a bere
  l'acqua.  Deve  decidere, assessore, perché  non  è  più  possibile
  andare avanti così, non finiamo più

   CRACOLICI. Il bis 7 è giusto

   MANCUSO.  Non  lo  so che cosa è, forse è la cosa  più  bella  del
  mondo, e quindi, come tale si può solo apprezzare. Mi pare però che
  sull'emendamento  Gov4  abbiamo già  fatto  qualche  passo  un  po'
  eccessivo,  pertanto  prego il Governo e chi ha  presentato  questi
  emendamenti  di  ritirarli  e  votare  quello  che  abbiamo   tutti
  concordato nel rispetto del lavoro di ognuno di noi.

   Chi voleva fare altri emendamenti poteva presentarli al Gov5, come
  gli  altri,  dove non c'è stato nessun tipo di azione ostativa,  né
  del Governo né dell'Aula.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  la  struttura, e di questo facciamo ammenda,  ha  dovuto
  rilevare  che  è  opportuno supportare con  copertura  finanziaria,
  sebbene assai marginale e minimale, l'articolo 1 nella parte in cui
  individua  attività ispettive, al fine di tutelare e  sostenere  le
  attività antifrode assegnate all'Amministrazione regionale,  e  poi
  per  quanto  riguarda contrasto all'evasione e  semplificazione  di
  materia di riscossione.

   PRESIDENTE.  Assessore  Armao,  le  chiedo  scusa,  su  cosa   sta
  parlando?

   ARMAO,   assessore   per  l'economia.  Signor  Presidente,   stavo
  illustrando  i  subemendamenti GovR4 bis.8 e GovR4 bis.7,  soltanto
  per  una  esigenza di completezza, per spiegare la ragione  per  la
  quale  il  Governo ha dovuto fare questa integrazione, sulla  quale
  chiediamo,  vista  l'ora  tarda, anche la  comprensione  dell'Aula,
  poiché  gli  uffici  sono stati sottoposti  ad  una  pressione  non
  indifferente.
   Si   tratta   dell'attività  ispettiva  che   viene   disciplinata
  dall'articolo 1 in ordine all'attività antifrode e all'attività  di
  contrasto all'evasione e semplificazione.
   Gli  uffici  hanno  evidenziato che era necessario  dare  una  pur
  minima copertura finanziaria e quindi, ripeto, faccio ammenda e  mi
  dispiace  non  aver  potuto presentare l'emendamento  completo,  ma
  l'Ufficio,  la  struttura è stata sottoposta ad una  pressione  che
  avete  visto  tutti  e quindi su questo credo che  si  possa  avere
  un'adeguata considerazione.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento GovR4  bis.9.  Il
  parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  al subemendamento Gov R4bis.7, del Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al subemendamento GovR4 bis.8, del Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione dell'emendamento GovR4 bis, come emendato.  Il
  parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame del disegno di legge  n.  801/A  e
  dei    relativi   articoli   accantonati.   Si   riprende   l'esame
  dell'articolo 1.
   Onorevoli  colleghi,  gli emendamenti all'articolo  1  sono  stati
  tutti  assorbiti  dagli  emendamenti  che  abbiamo  già  approvato,
  pertanto lo pongo in votazione, come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Ricordo  all'Aula che, quando abbiamo approvato l'articolo  4,  la
  Presidenza  ha  precisato che, rispetto a  taluni  emendamenti,  si
  sarebbe provveduto ad intervenire successivamente.
   Comunico   che   è  stato  presentato  dall'onorevole   Maira   il
  subemendamento 4.22.1.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio porre una
  questione di fondo, che non è relativa all'emendamento 1,  2  o  3.
  L'anno scorso, noi abbiamo modificato la legge che disciplinava  le
  riserve per gli enti locali, abbiamo abrogato una serie di norme ed
  una serie di riserve.
   Ci  siamo  ritrovati, già l'anno scorso, ma anche  quest'anno,  un
  sistema  attraverso  il  quale, in nome della  cancellazione  delle
  riserve, stiamo introducendo le mance.
   Le  riserve  nascono  da  un fondamento  che  è  la  necessità  di
  finanziare,   attraverso  l'Assessorato  delle  Autonomie   locali,
  servizi  a  interesse regionale, come i trasporti  degli  alunni  o
  altre attività.
   Ma,  con  tutto il rispetto, se dobbiamo mettere i  soldi  per  le
  autonomie locali e far diventare quel fondo un fondo da cui  ognuno
  poi  ci  mette  la  riserva relativa al proprio comune,  credo  che
  abbiamo cambiato il senso delle riserve, che invece devono avere un
  carattere generale, altrimenti si trasformano in mance. E  se  sono
  mance,  credo sia legittimo che ogni collega, a partire  dal  luogo
  dove  è  nato,  possa  stabilire qual è la  mancia  più  mancia  da
  garantire.  Io  chiedo  ai  colleghi,  tutti,  di  ritirare  questi
  emendamenti  che  riguardano il fondo delle  autonomie  locali,  le
  riserve  per  alcuni  comuni,  perché è  inaccettabile,  perché  il
  carattere delle riserve deve avere un carattere generale;  già  c'è
  qualche riserva, che abbiamo approvato, che non considero tale,  ma
  addirittura  aggiungere ulteriori deroghe a quel  principio,  rende
  ridicolo il fondo per le autonomie locali.
   Allora,  dobbiamo anche decidere, forse alla fine,  prima  o  poi,
  sarà  più  utile  abolire il fondo per le autonomie locali,  quanto
  meno  evitiamo  questo  sistema  delle  mance.  Ripeto,  chiedo  ai
  colleghi  di ritirarli, in ogni caso non darò il mio voto a  favore
  di  questi  emendamenti.  Lo dico subito, perché  considero  questo
  modello  inaccettabile, insopportabile e che, soprattutto,  offende
  anche gli altri colleghi che sono in quest'Aula.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.   Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,   due
  brevissime considerazioni.
   Ricorderà l'Aula, ma in ogni caso vi è la trascrizione di  un  mio
  intervento, quando la Presidenza decise sostanzialmente di ritirare
  tutti gli emendamenti all'articolo 4 del Bilancio, che ebbi modo di
  prendere  la  parola  e non condivisi questa  decisione;  si  prese
  impegno  generale che alcuni di quegli emendamenti sarebbero  stati
  riesaminati in sede di stesura finale del provvedimento,  vuoi  con
  ricorso   all'articolo  117,  vuoi  anche,  così  come  decise   la
  Presidenza, con la predisposizione di apposito emendamento. Ricordo
  al  Governo  e  soprattutto all'assessore Armao che, in  una  delle
  riunioni  di  Commissione Bilancio, a chiusura di una  discussione,
  era stato predisposto un emendamento che riguardava Caltanissetta e
  che  poi intenderò brevemente illustrare, e il Governo aveva  anche
  apposto la sigla per il parere favorevole.
   Aveva una giustificazione il parere favorevole, adesso dirò quale.

                  Presidenza del vicepresidente Oddo

   Si   decise  in  sede  di  Commissione  Bilancio,  però,  di   non
  formalizzare il parere del Governo perché se ne sarebbe parlato più
  correttamente  in  Aula,  cosa che stiamo facendo  stasera.  Perché
  ritengo che questa vicenda di Caltanissetta sia una vicenda diversa
  dalle  altre  e che soltanto per esigenze di percorso si  trovi  ad
  essere inquadrata nell'ambito delle autonomie locali? Come è facile
  evincere  dallo  stesso tenore dell'emendamento, si fa  riferimento
  all'articolo  1,  lettera U della legge regionale 20  luglio  2011,
  numero  16,  norma che espressamente, con la lettera U, ha previsto
  un  finanziamento per il centro storico di Caltanissetta ed è stata
  già erogata una prima fase di 500 mila euro.
   L'importo  che  stasera  viene  portato  con  l'emendamento  è   a
  completamento di quella prima fase di finanziamento che  altrimenti
  farebbe  restare  il centro storico di Caltanissetta  in  mezzo  al
  guado   perché  non  completerebbe  la  necessità  del  comune   di
  Caltanissetta.
   Se  si ha la bontà, lo chiedo anche agli uffici di leggere proprio
  la lettera U di questo articolo 1 della legge numero 16 del 2011, è
  espressamente  detto che è una norma per finanziare  il  centro  di
  Caltanissetta, quindi, ritengo di non condividere le considerazioni
  fatte  dal collega Cracolici perché questa vicenda di Caltanissetta
  è già corretta da una norma specifica per Caltanissetta.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, alle  cinque
  del  mattino dopo due giorni di lavoro in cui stiamo chiudendo  con
  qualcosa  che forse nessuno di noi sa bene che cosa è, mi riferisco
  al  cinque,  al  Gov5  che abbiamo votato, ora  è  paradossale  che
  dobbiamo lavorare per aggiungere qualcosa che spunta, e lei mi dica
  da   dove,  perché  noi  l'articolo  4  del  disegno  di  legge  in
  riferimento lo abbiamo già votato.
   Ora   non  capisco se dobbiamo aprire la questione al  di  là  del
  merito.
   Allora,  se apriamo la questione credo che ciascuno di  noi  abbia
  qualcosa  di  cui  si  è dimenticato e che vorrebbe  aggiungere  in
  ordine alle riserve.
   Allora  stabilisca, signor Presidente, qual è il  merito  con  cui
  questa  Aula si vuole determinare in questa direzione.  Nel  merito
  ricordo che abbiamo già fatto tentativi di questo genere.
   Io non so cosa leggeremo e cosa faremo leggere ai siciliani di ciò
  che  abbiamo approvato questa sera, ma certamente non vorrei essere
  profeta  nel  dire  che ciò che approveremmo sarebbe  una  ennesima
  norma  bancomat in cui abbiamo utilizzato il criterio delle riserve
  come  una  sorta di nuova Tabella H. Già lo abbiamo fatto e  adesso
  carichiamo  sul  trasferimento  agli  enti  locali,  attraverso  le
  riserve, tutti i desideri di noi singoli deputati.
   Se è così, lo stabiliamo. Penso che non mancano deputati che hanno
  da esprimere desideri ed aggiungere i propri. Allora, ci fermiamo e
  diamo  il  tempo  per  fare questi emendamenti perché  questi  sono
  emendamenti a questo testo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 4.22.1?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cordaro, non mi metta in difficoltà,  siamo
  già in votazione.
   Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  dichiaro  il  mio  voto  favorevole
  all'emendamento in discussione.
   Onorevole   Cracolici,   il   suo   intervento   è   assolutamente
  condivisibile in termini di principio.
   Però, c'è un però, ed è sostanziale e mi fa specie che l'assessore
  Armao  abbia  dimenticato gli impegni che ha preso  quando  abbiamo
  esitato il Bilancio. Questa partita era una partita di bilancio.
   Ci avete chiesto come Gruppo parlamentare di procrastinarla ad una
  fase  successiva  e cioè alla fase della finanziaria,  per  esitare
  velocemente il bilancio.
   Il  Gruppo  dei  Popolari e il capogruppo,  onorevole  Maira,  per
  primo,  si  è fidato degli impegni presi dal Governo nella  persona
  dell'assessore Armao.
   Io  chiedo  alla speaker di maggioranza, onorevole  Cracolici,  di
  spiegarci, fermo restando e fatto salvo il principio, se quando  in
  questa   Aula  ci  chiedete  qualcosa  per  velocizzare   un   iter
  legislativo,  e  noi  acconsentiamo, la risposta  debba  essere  il
  mancato impegno rispetto ad un nostro impegno.
   Se  questo  è il rapporto che si deve instaurare questa  sera,  ne
  prendiamo atto, siamo disponibili anche a ricominciare dall'inizio,
  rispetto a tutto ciò che resta, perché qui voi avete assunto  degli
  impegni precisi.
   Stiamo  parlando  di  un  tema  assolutamente  di  principio  che,
  peraltro, non riguarda Palermo ma riguarda Caltanissetta,  riguarda
  comunque cittadini siciliani, una comunità siciliana, ma al  di  là
  di  questo ribadisco il principio, assessore Armao, ci siamo  detti
  con estrema chiarezza quale era il percorso da adottare.
   Il   percorso  da  adottare  prevedeva,  alla  fine,  che   questo
  emendamento  facesse  parte  di  un  ragionamento  complessivo  che
  portasse  la tutela di una comunità che è Caltanissetta, in  questo
  caso.
   Lei non può esprimere parere contrario perché altrimenti significa
  che  rimettiamo in discussione tutto ciò che abbiamo fatto  finora.
  Io voto favorevolmente.

   MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, vede le osservazioni  del  capogruppo
  del  Partito democratico avevano un senso qualora invita i colleghi
  presentatori degli emendamenti a ritirarli. E non può farlo per  il
  4.22.1,  perché come ha detto l'onorevole Maira, come lei ricorderà
  visto   che  era  presente  alle  riunioni  delle  Conferenze   dei
  Capigruppo  in  cui  il Governo si è impegnato, era  un'azione,  un
  contributo  per  un centro storico di una città come Caltanissetta,
  che aveva iniziato un percorso, e questo percorso si completava con
  questo  milione  di euro che serve per raggiungere la  finalità  di
  quella legge. Non è il contributo a cui forse lei si riferisce,  al
  4.3.1, che è l'emendamento successivo, che è un'altra cosa.
   Rispetto  a  questo, quindi, ritengo che il Governo deluda  quando
  prende parte ad un lavoro che abbiamo fatto tutti quanti insieme e,
  poi,  ad  una dichiarazione del capogruppo del Partito Democratico,
  immotivatamente,  su questo primo emendamento...

   CRACOLICI. Ma l'ho chiesto a tutti, non a questo primo e  darò  il
  mio voto contrario a tutti.

   MANCUSO.  Ma, io lo ripeto, su questo primo emendamento  mi  sarei
  aspettato,  quanto  meno, dal Governo che si  rimettesse  all'Aula,
  considerato l'impegno preso.
   Dare  il voto contrario ad impegni presi, certamente, non fa onore
  a  noi che  abbiamo partecipato ad un tavolo, dove abbiamo ritenuto
  di   parlare   con  chi  gli  impegni  presi,  poi,   li   rispetta
  nell'interesse della comunità di Caltanissetta.
     Rispetto  a  questo,  quindi, per quanto mi riguarda,  ribadisco
  quello  che  è  stato l'impegno preso e voto favorevolmente  questo
  emendamento.  Sarei  d'accordo anche su altri, ma  considerato  che
  questo  discorso  non  si è fatto, non posso  esprimere  la  stessa
  vicinanza politica e di voto.
   Per  quanto  riguarda solo questo emendamento, gli impegni  presi,
  per quanto riguarda il nostro Gruppo politico, si rispettano.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  Presidente  della Regione.  Possiamo,  qua,  presentare
  emendamenti  su questo argomento, relativamente a città  che  hanno
  condizioni  particolari  da  meritare finanziamenti  per  i  centri
  storici o per altre realtà che meritano investimenti da parte della
  Regione,  così come ha fatto l'onorevole Minardo per  Modica,  poco
  fa,  giustamente.  Si  tratta, anche in quel  caso,  di  un  centro
  storico  caratterizzato dal barocco. L'onorevole Ragusa l'ha  fatto
  per  Scicli e tanti altri colleghi lo possono fare. Il fondo  delle
  autonomie, però, si esaurirebbe per questo.
   C'è  un  emendamento, per carità, rispettabile anche  questo,  che
  destinerebbe  20  milioni di euro per i comuni bandiera  blu  della
  FEE, se non sbaglio. E poi tanti altri interventi.
   Cosa   voglio  dirvi,  allora?  Se  le  riserve  potessero  essere
  destinate  ad iniziative, dovrebbero riguardare l'intero territorio
  o  servizi  che, comunque, si sviluppano su vasta scala, anche  per
  altre    riserve,   per   carità,   che   sono   state    attivate,
  precedentemente,   ci  sarà  da  parte  vostra  l'esigenza  di   un
  ripensamento.
   Io inviterei allora i colleghi a ritirare tutti gli emendamenti.
   Se   un  impegno, come pare, c'è stato, e me lo confermerà, me  lo
  avete  confermato  già  voi, nei confronti del  centro  storico  di
  Caltanissetta,  attingeremo  ai fondi dell'articolo  38,  dovendosi
  trattare,  ovviamente,  di  iniziative  coerenti  con  le  finalità
  dell'articolo 38.
   Manteniamo l'impegno e non attingiamo indiscriminatamente, invece,
  più  o  meno  fondatamente, per carità, ai  fondi  di  riserva.  Se
  cortesemente  manteniamo  l'impegno, come sto  dicendo,  manteniamo
  l'impegno  e, però, ritiriamo tutti gli emendamenti. L'obiettivo  è
  raggiunto, non apriamo un varco che non sappiamo dove ci porta.

   PRESIDENTE.  Allora,  onorevoli  colleghi  eravamo  in  corso   di
  votazione, quindi non do la parola più ad alcuno.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora una volta  do
  la mia personale fiducia alle posizioni del Governo.
   Accetto  di ritirare l'emendamento, le condizioni sono quelle  che
  ha  appena  espresso il Governo nella persona del Presidente  della
  Regione,  e lo trasformo in ordine del giorno in maniera che  possa
  essere  acquisito agli atti e possa essere tenuto in considerazione
  dal  Governo in una visione più ampia di quelli che sono i problemi
  dei centri storici delle città siciliane.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   ROMANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo un minuto  per
  rappresentare che l'emendamento 4.26.2 che è diverso, tratta di  un
  contributo da dare all'Ente Fiera di Messina.
   Voglio sottolineare soltanto 2 cose

   PRESIDENTE. Onorevole Romano, è inammissibile, quindi,  non  perda
  tempo prezioso.

   ROMANO.  Scusate,  abbiamo votato un milione alla  pagina  26  del
  Gov5, abbiamo dato un milione di euro alla Fiera di Palermo, stessa
  situazione.
   Volevo  sottolineare due aspetti: 1) il problema delle  fiere   di
  Palermo  e  di Messina già affrontato nella finanziaria  del  2010,
  sono  rimaste tutte aperte, continuiamo a caricare, in questo  caso
  specifico  l'abbiamo  dato solo a Palermo,  ritirerò  l'emendamento
  anche  se  è concordato col Presidente della Commissione,  però   a
  pagina 26 del GOV 5 troverete quasi illeggibile un foglio che dà un
  milione di euro alla Fiera di Palermo. La Fiera di Messina è  nelle
  stesse  condizioni,  anzi la Fiera di Messina opera,  la  Fiera  di
  Palermo  non fa attività; 2) non abbiamo risolto il problema  delle
  fiere  ed  è una questione, Presidente, che dobbiamo porci  al  più
  presto,  noi  non  abbiamo  500 fiere in  Sicilia  ne  abbiamo  due
  soltanto,  abbiamo  da  porci il problema  delle  fiere  e  dei  54
  dipendenti che gli enti fiera hanno a carico.
   Quindi, ritiro l'emendamento, ma ho posto la questione ed è  stata
  una  discriminazione che la città di Messina sta subendo da  questo
  Parlamento.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   la    Presidenza    ritiene
  inammissibili i subemendamenti 4.26.1, il 4.26.1.1, il 4.5.1  e  il
  4.22.2. Il  subemendamento 4.3.1. è ritirato
   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                              «Articolo 6
                        Fondi globali e tabelle

   1.  Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui all'articolo
  10  della  legge  regionale  8 luglio  1977,  n.  47  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, per il finanziamento dei provvedimenti
  legislativi  che si perfezionano dopo l'approvazione del  bilancio,
  restano determinati per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014 nelle
  misure  indicate  nelle tabelle  A' e  B', allegate  alla  presente
  legge,  rispettivamente per il fondo globale destinato  alle  spese
  correnti  e  per  il fondo globale destinato alle  spese  in  conto
  capitale.

   2.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera c),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, le dotazioni da iscrivere in bilancio per l'eventuale
  rifinanziamento, per non più di un anno, di spese in conto capitale
  autorizzate  da  norme  vigenti  e  per  le  quali  nel  precedente
  esercizio  sia  previsto  uno  stanziamento  di  competenza,   sono
  stabilite  negli  importi indicati, per l'anno 2012,  nell'allegata
  tabella  C'.

   3.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera d),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  le  autorizzazioni  di  spesa  recate  dalle   leggi
  indicate  nell'allegata  tabella  D'  sono  ridotte  degli  importi
  stabiliti, per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014, nella tabella
  medesima.

   4.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera e),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  le  autorizzazioni di spesa  recate  dalle  leggi  a
  carattere  pluriennale  indicate  nell'allegata  tabella   E'  sono
  rimodulate  degli  importi  stabiliti,  per  ciascuno  degli   anni
  finanziari 2012, 2013 e 2014, nella tabella medesima.

   5.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera f),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, le leggi di spesa indicate nella allegata tabella  F'
  sono abrogate.

   6.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera g),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,   gli  stanziamenti  autorizzati   in   relazione   a
  disposizioni di legge la cui quantificazione è demandata alla legge
  finanziaria sono determinati nell'allegata tabella  G'.

   7.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera i),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, le spese autorizzate relative agli interventi di  cui
  all'articolo 200, comma 1, della legge regionale 23 dicembre  2000,
  n.  32  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  sono  indicate
  nell'allegata tabella  I'.

   8.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera l),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, gli importi dei nuovi limiti di impegno per  ciascuno
  degli  anni considerati dal bilancio pluriennale, con l'indicazione
  dell'anno  di  decorrenza e dell'anno terminale,  sono  determinati
  nell'allegata tabella  L'.

   9.  Ai sensi del comma 10 dell'articolo 17 della legge 31 dicembre
  2009,   n.   196   e  successive  modifiche  ed  integrazioni,   le
  disposizioni della presente legge che comportano nuove  o  maggiori
  spese  hanno  effetto  entro  i limiti  della  spesa  espressamente
  autorizzata  dalle  relative  norme finanziarie.  Con  decreto  del
  Ragioniere  generale  della Regione, da pubblicare  nella  Gazzetta
  ufficiale   della   Regione  siciliana,  è   accertato   l'avvenuto
  raggiungimento  dei  predetti  limiti  di  spesa.  Le  disposizioni
  recanti espresse autorizzazioni di spesa cessano di avere efficacia
  a  decorrere dalla data di pubblicazione del decreto per l'anno  in
  corso alla medesima data».

   Si   passa  all'esame  delle   tabelle  allegate  e  dei  relativi
  emendamenti.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento  Tab  1,
  interamente sostitutivo delle tabelle A, B, C, D, E, F, G, I ed L.

   CRACOLICI. Ma la Tab 1 tiene conto dell'emendamento Gov5?

   PRESIDENTE.  Certo. Diamo mandato agli uffici di  far  quadrare  i
  conti.
   Pongo in votazione il Tab 1. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore di  maggioranza..
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

  (E' approvato, col voto contrario dei deputati di Grande Sud, PDL,
                      PID e UDC Unione di Centro)

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  abbiamo  fatto
  una  cosa  che  è in contrasto con la norma che abbiamo  approvato.
  Abbiamo  stabilito  che il compenso del garante  -  mi  sono  fatto
  carico  di  una questione - fosse a titolo onorifico.  Leggo  nella
  tabella che il titolo onorifico costa centomila euro.

   PRESIDENTE.  Bisogna sistemarlo, ovviamente.  E'  da  considerarsi
  come minori spese.
   Abbiamo   concluso  l'esame  delle  tabelle.  Pongo  in  votazione
  l'articolo 6, nel testo risultante.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
                              «Articolo 7
             Effetti della manovra e copertura finanziaria

   1.  Gli  effetti della manovra finanziaria e la relativa copertura
  derivanti dalla presente legge sono indicati nel prospetto allegato
  al presente articolo.

   2.  Le  disposizioni  della presente legge si applicano,  ove  non
  diversamente disposto, con decorrenza 1 gennaio 2012».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

      (E' approvato, col voto contrario dei deputati di PID, PDL,
                  Grande Sud e UDC Unione di Centro)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                              «Articolo 8
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  agli emendamenti presentati ai sensi dell'articolo  117
  del Regolamento interno.
   Comunico  che sono stati presentati i seguenti emendamenti  117.1,
  117.2,  117.4,  117.5, 117.6, 117.7, 117.8, 117.9, 117.10,  117.11,
  117.12, 117.13, 117.14.

   La seduta è sospesa per cinque minuti.

      (La seduta, sospesa alle ore 5.24, è ripresa alle ore 5.27)

   La seduta è ripresa.

   Li pongo separatamente in votazione.

                           (Sono approvati)

   Onorevoli  colleghi,  sul  117.4, devo spiegare  che  trattasi  di
  emendamento  tecnico,  nel senso che c'è una duplicazione,  quindi,
  sostanzialmente  dobbiamo unificare. Per questo è tecnico.  Bisogna
  accorpare  soltanto i due aspetti. Se l'Assessore  è  in  grado  di
  spiegarlo, bene, altrimenti andiamo avanti.

        Annunzio di ordini del giorno e loro accettazione come
                            raccomandazione


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   -  n.  656  Sostegno alle Associazioni sportive dilettantistiche ,
  dell'onorevole Falcone;
   -  n.  657   Sostegno  al Museo-Mostra del  Tombolo  di  Mirabella
  Imbaccari (CT) , dell'onorevole Falcone;
   - n. 658  Iniziative atte a trasformare il CERISDI in organismo di
  natura integralmente pubblicistica , dell'onorevole Savona;
   -  n.  659   Risorse  per  la Settimana Santa  di  Caltanissetta ,
  dell'onorevole Maira;
   -   n.   660    Risorse   per   il  Consorzio   universitario   di
  Caltanissetta , dell'onorevole Maira;
   -  n.  661   Risorse per l'associazione  Amici  della  musica'  di
  Caltanissetta , dell'onorevole Maira;
   -  n.  662  Risorse per il teatro comunale  Regina Margherita'  di
  Caltanissetta , dell'onorevole Maira;
   -  n.  663   Utilizzo di risorse del capitolo 672008 del  bilancio
  della  Regione  per  l'escavazione del porto di Gela  (CL) ,  degli
  onorevoli Federico e Speziale;
   -  n.  664   Misure  urgenti  per  la  copertura  finanziaria  del
  personale degli sportelli multifunzionali , degli onorevoli Caputo,
  Pogliese, Buzzanca, Falcone, Vinciullo;
   -  n. 666  Interventi finanziari a sostegno della ristrutturazione
  della  caserma dei carabinieri di Roccamena (PA) , degli  onorevoli
  Caputo, Pogliese, Buzzanca, Falcone, Vinciullo;
   -  n.  668   Erogazione  del contributo per  gli  anni  scolastici
  2008/2009 , dell'onorevole Barbagallo;
   -  n. 669  Iniziative concernenti il trasporto pubblico locale  in
  Sicilia , dell'onorevole Barbagallo;
   -  n.  672  Dichiarazione dello stato di calamità per la Provincia
  di Enna , dell'onorevole Falcone;
   -  n.  673  Interventi urgenti presso il Ministero delle politiche
  agricole,  alimentari e forestali mirati ad ottenere  modifiche  al
  decreto  sulla  ripartizione del contingente complessivo  assegnato
  dalla  Comunità  europea per la campagna di pesca  2012  del  tonno
  rosso emanato il 3 aprile 2012 , degli onorevoli Caputo, Bufardeci,
  Mineo, Cimino, Scilla, Incardona;
   -  n.  674   Ripartizione   somme da proventi  contravvenzionali ,
  dell'onorevole Caputo;
   -  n.  675   Iniziative urgenti volte a destinare parte dei  fondi
  FAS  all'attivazione  di  contratti di  sviluppo  per  il  rilancio
  dell'apparato produttivo , dell'onorevole Apprendi;
   -   n.  676   Iniziative  per  il  completamento  dell'invaso   di
  Pietrarossa    nel   calapino   e   contestuale   salvaguardia    e
  valorizzazione  del  patrimonio  storico-culturale  rinvenuto   nel
  sito , degli onorevoli Galvagno e Termine;
   -  n.  677  Iniziative per la messa in sicurezza degli argini  dei
  torrenti in Sicilia , degli onorevoli Galvagno e Termine;
   -  n. 678  Risorse per la messa in sicurezza del centro storico di
  Favara (AG), dell'onorevole Gentile;
   -  n. 679  Applicazione in Sicilia della sentenza della Cassazione
  n.  5771/2012  in tema di ipoteche trascritte dalla SERIT  Sicilia-
  S.p.A , degli onorevoli Vinciullo e Falcone;
   -  n.  680   Iniziative a sostegno  medici siciliani in formazione
  specialistica , degli onorevoli Vinciullo e Falcone;
   -  n.  681  Iniziative per trasferire a Palermo la sede principale
  dell'Agenzia  nazionale per la gestione dei  beni  confiscati  alla
  mafia , dell'onorevole Leontini;
   -  n.  682   Interventi urgenti presso il Governo nazionale  e  la
  Commissione  Europea  , mirati alla revisione dei  Regolamenti  che
  disciplinano  l'applicazione dei regimi di aiuto in   de  minimis',
  ossia  di  aiuti  cosiddetti  di importo minore' , degli  onorevoli
  Bufardeci, Mineo, Cimino, Scilla, Incardona;
   -  n. 683  Interventi urgenti mirati ad abbattere l'incidenza  dei
  costi  del  carburante  agricolo e dell'energia  elettrica  per  le
  imprese  agricole  siciliane , degli  onorevoli  Bufardeci,  Mineo,
  Cimino, Scilla, Incardona;
   -  n.  684   Interventi urgenti per consentire l'accesso al  Fondo
  etico  della Regione siciliana alle imprese a conduzione  familiare
  in  stato  di  crisi ,  degli onorevoli Bufardeci,  Mineo,  Cimino,
  Scilla, Incardona;
   -  n.  685  Interventi urgenti presso il Ministero delle politiche
  agricole,  alimentari e forestali mirati ad ottenere  modifiche  al
  decreto  sulla  ripartizione del contingente complessivo  assegnato
  dalla  Comunità  Europea per la campagna di pesca  2012  del  Tonno
  Rosso, emanato il 3 aprile 2012 , degli onorevoli Bufardeci, Mineo,
  Cimino, Scilla, Incardona;
   -  n.  686   Istituzione  di un fondo a sostegno  delle  spese  di
  trasferimento e soggiorno, sostenute dai cittadini residenti  nelle
  cosiddette  isole minori' per sottoporsi ai trattamenti di cure per
  patologie  tumorali  e/o prestazioni sanitarie  non  erogate  dalle
  strutture  sanitarie esistenti in loco , degli onorevoli Bufardeci,
  Mineo, Cimino, Scilla, Incardona;
   -  n.  687   Interventi urgenti presso il Governo nazionale  e  la
  Commissione  Europea, mirati alla concessione della possibilità  di
  utilizzare i fondi europei in  deroga' , degli onorevoli Bufardeci,
  Mineo, Cimino, Scilla, Incardona;
   - n. 688, degli onorevoli Lupo, Cordaro, Campagna e Ferrara;
   -  n. 689  Salvaguardia dei livelli occupazionali della ex Pirelli
  di Villafranca e di Siracusa , dell'onorevole Bufardeci;
   -  n. 690, degli onorevoli Caronia, Cordaro, Dina, Marrocco, Maira
  ed altri;
   - n. 691, dell'onorevole Maira.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Il Governo  li  accetta  come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

      (La seduta, sospesa alle ore 5.34, è ripresa alle ore 5.42)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2012. Legge di
                     stabilità regionale» (801/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa alla votazione finale per  scrutinio  palese
  nominale  del  disegno  di  legge  «Disposizioni  programmatiche   e
  correttive per l'anno 2012. Legge di stabilità regionale» (801/A).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:  Apprendi,  Arena,  Barbagallo,  Bonomo,  Calanducci,
  Cappadona,  Colianni,  Cracolici, Cristaudo, Currenti,  D'Agostino,
  Digiacomo,  Di  Guardo,  Di  Mauro,  Faraone,  Federico,   Ferrara,
  Gentile,  Giuffrida,  Greco, Laccoto, Lo Giudice,  Lombardo,  Lupo,
  Marinello,  Marrocco, Marziano,  Minardo, Musotto, Oddo, Panarello,
  Panepinto, Parlavecchio, Picciolo, Raia, Romano, Savona, Scammacca,
  Termine.

   Votano   no:  Ardizzone,  Beninati,  Bufardeci,  Caronia,   Cascio
  Salvatore,  Cimino,  Cordaro,  D'Asero,  Leontini,  Limoli,  Maira,
  Mancuso, Pogliese, Ragusa, Scilla.

   Si astiene: De Benedictis.

   Sono in congedo: Aricò, Bosco, Di Benedetto.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti           56
   Votanti             55
   Maggioranza         28
   Favorevoli          39
   Contrari            15
   Astenuto              1

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per consentire alla  Giunta
  di  Governo  di  approvare e presentare all'Assemblea  la  nota  di
  variazione  al  bilancio conseguente all'approvazione  della  legge
  finanziaria  ed alla Commissione bilancio di esprimere il  relativo
  parere sulla nota.

      (La seduta, sospesa alle ore 5.43, è ripresa alle ore 5.52)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione la Nota  di  variazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

   (E' approvata, con il voto contrario dei deputati dei Gruppi PDL,
                                 PID,
                  UDC Unione di Centro e Grande Sud)

   Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 692,  degli
  onorevoli Lupo, Campagna, Cordaro e Ferrara, che viene accolto  dal
  Governo come raccomandazione.
   Si  passa agli emendamenti presentati, ai sensi dell'articolo  117
  del  Regolamento, al disegno di legge di bilancio: 117.1,  117.2  e
  117.3.

   Pongo  in  votazione l'emendamento 117.1. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 117.2. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 117.3. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   altri/A

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge del
  bilancio come modificato dalla Nota di variazioni» (nn. 800-800 bis-
                         800 ter-800 quater/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa alla votazione finale per scrutinio  palese
  nominale  del  disegno di legge del bilancio come modificato  dalla
  Nota di variazioni» (nn. 800-800 bis-800 ter-800 quater/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:  Apprendi,  Arena,  Barbagallo,  Bonomo,  Calanducci,
  Cappadona, Colianni, Cracolici, Cristaudo, Currenti, D'Agostino, De
  Benedictis,  Digiacomo,  Di  Guardo, Di Mauro,  Federico,  Ferrara,
  Gennuso,  Gentile,  Greco,  Laccoto,  Leanza  Nicola,  Lo  Giudice,
  Lombardo,  Lupo, Marinello, Marrocco, Marziano,  Minardo,  Musotto,
  Oddo,  Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Picciolo, Raia,  Romano,
  Savona, Scammacca, Termine.

   Votano   no:  Ardizzone,  Beninati,  Bufardeci,  Caronia,   Cascio
  Salvatore,  Cimino, Cordaro, D'Asero, Incardona, Leontini,  Limoli,
  Maira, Mancuso, Mineo, Pogliese, Ragusa, Scilla, Scoma.

   Sono in congedo: Aricò, Bosco, Di Benedetto.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            59
   Votanti             58
   Maggioranza         30
   Favorevoli          40
   Contrari            18

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  giovedì,  26  aprile
  2012, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:

   altri/A

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I - Comunicazioni

   II - Comunicazioni del Presidente della Regione.

                    La seduta è tolta alle ore 5.56

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
                             alle ore 7.30

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO 1

      Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Formazione e
                              Istruzione»

   ARENA.  -  «All'Assessore per l'istruzione  e  per  la  formazione
  professionale, premesso che:

   Caltagirone,  splendida  città d'arte,  costituisce  un  punto  di
  riferimento per la lavorazione della ceramica a livello nazionale e
  internazionale,  tanto da essere conosciuta come  la  'Città  della
  ceramica';  un  manufatto della tradizione calatina rappresenta,  a
  pieno   titolo,  un  pezzo  importante  di  storia  e  di   cultura
  tradizionale della Sicilia;

   Luigi  Sturzo,  sindaco di Caltagirone dal  1905  al  1920,  volle
  valorizzare   tale  millenaria  tradizione  artistica,  promuovendo
  l'istituzione,  nel centro calatino, di una vera e  propria  scuola
  che  consacrasse  il  valore artistico di un'arte,  la  lavorazione
  della  ceramica, fino ad allora superlativa espressione di fantasia
  creativa di generazioni di artigiani locali;

   dal  1918, anno della sua istituzione (col titolo di regia  scuola
  professionale), ad oggi, l'Istituto statale d'arte per la  ceramica
  'Luigi  Sturzo'  di Caltagirone ha contribuito a consacrare  l'arte
  della ceramica calatina nel mondo, offrendo ad un nutrito vivaio di
  giovani    artisti   l'opportunità   di   imparare   e   tramandare
  l'inestimabile  patrimonio di conoscenze  sulla  realizzazione  dei
  preziosi manufatti;

   considerato che:

   il riordino degli istituti tecnici, disposto dalla recente riforma
  scolastica   attuata   dal   Ministro   Gelmini,   ha   determinato
  un'ingiustificata  riduzione  delle ore  dedicate  ad  attività  di
  laboratorio  e, cosa ancor più grave, ha finito per assimilare  gli
  istituti  d'arte,  frequentati da meno di  500  allievi,  ai  licei
  artistici,  calpestando,  di  fatto,  preziose  identità  formative
  altamente    specialistiche   che   rappresentano   patrimoni    da
  salvaguardare e non certamente da sopprimere;

   l'Istituto  statale  d'arte Luigi Sturzo di  Caltagirone  ha,  nel
  corso  degli anni, affrontato onerosi impegni di spesa per  dotarsi
  di  un'efficiente  struttura  in grado  di  offrire  agli  studenti
  laboratori  ed  attrezzature specifiche; ha inoltre contribuito  al
  mantenimento  ed  alla  fruizione  di  un  museo  unico,   presente
  all'interno  dei propri locali, in cui è possibile  ammirare  oltre
  200 preziose antiche ceramiche calatine;

   preso atto:

   dell'assoluta importanza strategica dell'istituto 'Luigi  Sturzo',
  se opportunamente valutata in una sicura prospettiva occupazionale;

   in  un  territorio  già  economicamente  depresso  come  lo  è  il
  comprensorio calatino, ostacolare processi di sviluppo del  tessuto
  imprenditoriale a forte connotazione artigianale, peraltro nota  in
  tutto   il  mondo,  ed  il  conseguente  indotto  che  ne   deriva,
  rappresenta  una  scelta  incomprensibile che  andrebbe  certamente
  rivalutata;

   per  sapere quali urgenti provvedimenti intenda assumere  affinché
  sia   garantita  l'autonomia  amministrativa  dell'Istituto  d'arte
  'Luigi Sturzo' di Caltagirone, salvaguardandone la peculiarità  dei
  modelli  formativi,  l'identità  e la  tradizione  artistica  quasi
  secolare». (2138)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In  riferimento a quanto  sollevato  dall'onorevole
  interrogante, senz'altro si conviene con le osservazioni  avanzate,
  soprattutto  in considerazione dello stretto  legame esistente  fra
  la tradizione dell'artigianato artistico  e l'identità territoriale
  espressa dall'area calatina.
   In  particolare,  l'Istituto statale d'arte  per  la  ceramica  di
  Caltagirone,  operante  dal 1918 e la cui  meritoria  fondazione  è
  stata  opera  dell'attività di don Luigi Sturzo come amministratore
  locale,  rappresenta un'importante risorsa culturale  non  soltanto
  per  l'area  calatina ma per la stessa Sicilia, considerata  l'alta
  valenza artistica dei prodotti ceramici e la tradizione legata alla
  stessa  che  l'Istituto ha saputo promuovere in tutti questi  anni,
  facendo  della  famosa  ceramica di Caltagirone  uno degli  aspetti
  culturali ed artistici dell'identità siciliana in tutto il mondo.
   E  se  da  un lato le recenti disposizioni legislative in  materia
  scolastica promosse dal precedente governo impongono criteri  assai
  stringenti in merito al dimensionamento delle scuole, con parametri
  piuttosto   rigidi   sul   numero  degli  alunni   che   dispongono
  l'accorpamento  degli istituti statali non rispondenti  ai  criteri
  dettati  dal  MIUR  e dalla normativa nazionale,  non  si  può  non
  prendere   in   considerazione  la  peculiarità  e  la  specificità
  rappresentata  dall'Istituto  statale d'arte  per  la  ceramica  di
  Caltagirone, in vista soprattutto del capitale, umano ed economico,
  che  esso  ha  saputo  e  continua  a  rappresentare  per  l'isola,
  promuovendo  nel tempo la nascita di piccole imprese artigiane  che
  alimenta anche un proprio indotto.
   Per  queste ragioni codesto Assessorato, nell'attuazione del Piano
  di  dimensionamento scolastico regionale, ha cercato  di  mantenere
  l'autonomia  del superiore istituto, in deroga ai criteri  generali
  previsti dalla normativa nazionale e da quella regionale fino  alla
  definitiva  verifica  di  un passaggio  al  sistema  di  istruzione
  professionale.
   E'  infatti intendimento dell'Assessorato dell'Istruzione e  della
  Formazione  professionale  sottoscrivere  un  protocollo   con   il
  Ministero  dell'Istruzione  al  fine  di  consentire  agli   stessi
  istituti  di rilasciare la qualifica di operatore delle lavorazioni
  artistiche  salvaguardando così il patrimonio  culturale  esistente
  nel territorio regionale».

   Il Capo di Gabinetto
      Nino Emanuele

                              L'Assessore

   Prof. Mario Centorrino

   CAPUTO  - POGLIESE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
  per l'istruzione e la formazione professionale, premesso che:

   la  città di Monreale è conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo
  per  la  magnificenza del suo duomo e per lo splendore dei  mosaici
  che  vi  si  trovano  all'interno e ad  oggi  rappresenta  uno  dei
  monumenti più visitati della Sicilia;

   l'arte  del  mosaico è una tradizione importante per la  città  di
  Monreale  che  ha  anche l'istituto d'arte 'Mario D'Aleo',  la  cui
  intitolazione  porta  il  nome  del  capitano  dei  carabinieri  di
  Monreale ucciso per mano della mafia;

   considerato  che  la  recente  previsione  normativa  di  riordino
  prevede  l'accorpamento dell'istituto ad altro istituto di Palermo.
  Conseguentemente   verrebbe  meno  per   l'istituto   di   Monreale
  l'autonomia amministrativa e gestionale;

   ritenuto che è importante, invece, che la città di Monreale  abbia
  l'istituto scolastico anche per continuare la tradizione  dell'arte
  del mosaico presente nella cittadina normanna;

   per sapere:

   se  vi  siano provvedimenti legislativi che prevedono l'estinzione
  dell'istituto Mario D'Aleo di Monreale con conseguente  accoramento
  in altro istituto di Palermo;

   quali  provvedimenti  abbiano adottato o  intendano  adottare  per
  garantire il mantenimento dell'istituto nella città di Monreale;

   quali  provvedimenti  abbiano adottato o  intendano  adottare  per
  garantire  all'istituto Mario D'Aleo l'autonomia  amministrativa  e
  gestionale». (2171)

   Risposta.  -  «In  riferimento a quanto sollevato dagli  onorevoli
  interroganti   circa   l'opportunità  di  derogare   alle   recenti
  disposizioni  ministeriali sul dimensionamento scolastico  previste
  per  l'Istituto  d'arte "Mario Aleo" di Monreale (PA),  in  ragione
  della  specializzazione dello stesso nell'arte dei mosaici, di  cui
  la   città  di  Monreale  costituisce  un'importante  testimonianza
  artistica  e  culturale,  si rappresenta che  codesto  Assessorato,
  nell'attuazione del Piano di dimensionamento scolastico  regionale,
  ha  cercato  di  mantenere l'autonomia del superiore  istituto,  in
  deroga ai criteri generali previsti dalla normativa nazionale e  da
  quella regionale fino alla definitiva verifica di un  passaggio  al
  sistema di istruzione professionale.
   E'  infatti intendimento dell'Assessorato dell'Istruzione e  della
  Formazione  Professionale  sottoscrivere  un  protocollo   con   il
  Ministero  dell'Istruzione  al  fine  di  consentire  agli   stessi
  istituti  di rilasciare la qualifica di operatore delle lavorazioni
  artistiche  salvaguardando così il patrimonio  culturale  esistente
  nel territorio regionale».

   Il Capo di Gabinetto
      Nino Emanuele

                              L'Assessore

   Prof. Mario Centorrino

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE  N.  801/A  -   DISPOSIZIONI  PROGRAMMATICHE  E
  CORRETTIVE PER L'ANNO 2012. LEGGE DI STABILITA' REGIONALE.

     Subemendamenti al GOV 2 R:

    Subemendamento GOV 2 R 98

  Al  comma  20  dell'articolo 10 della legge regionale  6  febbraio
  2006,  n.  9 le parole  31.12.2005  sono sostituite con le  parole
   31.12.2011 .

    Subemendamento GOV 2 R 108

  Al  comma  11  dell'articolo  1 dopo le  parole   U.P.B  6.2.1.5.3
  capitoli  è aggiunto il seguente capitolo  184103 .

    Subemendamento GOV 2 R 107

  I commi 14 e 15 dell'articolo 1 sono sostituiti dai seguenti:

  14.  In  relazione  all'accertamento delle entrate  derivanti  dal
  processo  di  valorizzazione del patrimonio, e  nelle  more  della
  definizione  dei  rapporti finanziari con lo  Stato  negli  ambiti
  delineati   dalla  giurisprudenza  costituzionale   in   tema   di
  federalismo fiscale, è disposto, ai sensi dell'articolo 10,  comma
  2,  della  legge  regionale  8 luglio 1977,  n.  47  e  successive
  modifiche  ed integrazioni, uno specifico accantonamento  negativo
  previsto  nella  Tabella A allegata alla presente  legge,  pari  a
  192.869  migliaia  di  euro,  finalizzato  all'integrazione  della
  copertura  finanziaria delle seguenti tipologie di spese riportate
  nella medesima Tabella A:

  a) fondo di cui all'articolo 71 della legge regionale n. 17/2004 e
  successive modifiche ed integrazioni per 15.391 migliaia di euro;

  b)  spese  individuate dal precedente comma 10,  per  le  quali  è
  disposto uno specifico accantonamento per un ammontare complessivo
  pari a 32.209 migliaia di euro corrispondente al 10 percento degli
  interventi  per i quali è stata disposta la riduzione del  20  per
  cento,  ed  un  ulteriore accantonamento di importo pari  a  6.115
  migliaia  di  euro  corrispondente  alle  misure  percentuali   di
  riduzione già apportate, nel medesimo comma 10, con le lettere a),
  b) e c);

  c)  collegamenti marittimi con le isole minori per 18.918 migliaia
  di euro;

  d) trasporto pubblico locale per 22.234 migliaia di euro;

  e)  parte della terza trimestralità 2012 Fondo Autonome Locali per
  75.000 migliaia di euro;

  f)  contributi previsti dall'articolo 128 della legge regionale 12
  maggio  2010,  n.  11  e successive modifiche  ed  integrazioni  e
  dall'articolo  7 della legge regionale 11 maggio 2011,  n.  8  per
  12.869 migliaia di euro, da ripartire in pari percentuale su tutti
  gli importi;

  g)  spesa  per  la  gestione degli impianti di dissalamento  delle
  acque  marine  per le finalità di cui all'articolo 3  della  legge
  regionale 15 novembre 1982, n. 134 per 10.000 migliaia di euro.

  Il  Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad  iscrivere,
  con  proprio provvedimento, sulla base di un piano di priorità  da
  presentare  alla competente Commissione legislativa dell'Assemblea
  regionale Siciliana per acquisirne il relativo parere, le relative
  somme  ai  pertinenti  capitoli del corrispondente  accantonamento
  positivo  in  relazione alla realizzazione delle entrate  previste
  dal presente comma.

  15.  In  attuazione  delle disposizioni contenute  nel  precedente
  comma  e fino a quando non si realizzeranno le entrate di  cui  al
  comma  14,  le  autorizzazioni di spesa,  relative  alle  seguenti
  tipologie  di  spesa,  sono  ridotte  per  gli  importi  a  fianco
  indicati:

  a) fondo di cui all'articolo 71 della legge regionale n. 17/2004 e
  successive modifiche ed integrazioni per 15.391 migliaia di euro;

  b)  spese  individuate dal precedente comma 10,  per  le  quali  è
  disposto uno specifico accantonamento per un ammontare complessivo
  pari a 32.209 migliaia di euro corrispondente al 10 percento degli
  interventi  per i quali è stata disposta la riduzione del  20  per
  cento,  ed  un  ulteriore accantonamento di importo pari  a  6.115
  migliaia  di  euro  corrispondente  alle  misure  percentuali   di
  riduzione già apportate, nel medesimo comma 10, con le lettere a),
  b) e c);

  c)  collegamenti marittimi con le isole minori per 18.918 migliaia
  di euro;

  d) trasporto pubblico locale per 22.234 migliaia di euro;

  e)  parte  terza  trimestralità 2012 Fondo  Autonomie  Locali  per
  75.000 migliaia di euro;

  f) Contributi previsti dall'articolo 128 legge regionale 12 maggio
  2010, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni e dall'articolo
  7  della  legge regionale 11 maggio 2011, n. 8 per 12.869 migliaia
  di euro, da ripartire in pari percentuale su tutti gli importi;

  g)  Spesa  per  la  gestione degli impianti di dissalamento  delle
  acque  marine  per le finalità di cui all'articolo 3  della  legge
  regionale 15 novembre 1982, n. 134 per 10.000 migliaia di euro.

    Subemendamento GOV 2 R 2.1.bis (di riscrittura della lett. f) al
    comma 15)

    In   relazione  alle  decurtazioni  operate,  per  effetto  degli
  accantonamenti  di cui al precedente comma 14, la prima  quota  dei
  contributi concessi in favore dei medesimi enti, subordinata,  come
  previsto dall'articolo 128, comma 4, lettera a), alla presentazione
  di  un  piano  analitico del programma da realizzare  nell'anno  di
  richiesta  del  contributo, è corrisposta, per  l'anno  finanziario
  2012,  in misura pari all'80% della somma iscritta in bilancio  per
  il medesimo esercizio. .

    Subemendamento GOV 2 R 113

  Al  comma 4 dell'articolo 1 le parole  a decorrere dall'esercizio
  sono sostituite con le parole  per l'esercizio .

    Subemendamento GOV 2 R 109

  All'articolo 2, comma 2, le parole  non inferiore  sono sostituite
  con la parola  pari .

    Subemendamento GOV 2 R 93 bis

  All'articolo 1, dopo il  comma 21, è inserito il seguente comma:

   21 bis - Al fine di accelerare le procedure di valorizzazione dei
  beni immobili di proprietà della Regione  e degli enti vigilati  e
  finanziati  dalla stessa, al comma 1 dell'articolo 9  della  legge
  regionale  28  dicembre  2004, n. 17  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, sono apportate le seguenti modifiche: sono soppresse
  le parole da  e/o  fino a  per .

    Subemendamento GOV 5.6

  All'articolo  1  comma  22  dopo le parole   dei  comuni  irrigui
  aggiungere:  che vengano confermate quelli determinati nel 2010 .

  L'articolo  1,  comma  2  della  legge  regionale  n.  10/2000  si
  interpreta nel senso che il rinvio alle disposizioni del  D.lgs  3
  febbraio 1993, n. 29, è comprensivo della norma transitoria di cui
  all'articolo 25, comma 2 del detto decreto legislativo n. 29/1993.

     Subemendamento GOV 5.9

   Istituzione  dell'Ufficio  regionale del  Garante  della  persona
  disabile .

    1. E'  istituito  presso l'Assessorato regionale della  famiglia,
       delle politiche sociali e del lavoro, l'Ufficio regionale della
       persona disabile.
  2. L'Ufficio svolge la propria attività in piena autonomia e con
  indipendenza di giudizio e valutazione; esso non è sottoposto ad
  alcuna forma di controllo gerarchico o funzionale.
  3. L'Ufficio regionale della persona disabile svolge le seguenti
  funzioni:

    a) persegue,  in  conformità i principi  costituzionali  ed  alle
       prescrizioni  introdotte con la legge quadro per l'assistenza,
       l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate 5
       febbraio 1992, n. 104, la piena realizzazione dei diritti delle
       persone con handicap, avvalendosi delle norme contenute  nella
       presente legge e di ogni altra disposizione normativa nazionale e
       comunitaria prevista in loro favore;
  b) interviene, in ambito pubblico e privato, di propria iniziativa
  o sulla base di segnalazioni, provenienti da una persona disabile o
  da un suo familiare, dal tutore, dal curatore, dall'amministratore
  di sostegno o dall'associazione a cui risulta iscritta, ove si
  lamentino disfunzioni, irregolarità, scorrettezze, prassi
  amministrative anomale o irragionevoli o qualunque altro
  comportamento, anche omissivo, dal quale sia derivato, o possa
  derivare, un danno materiale e morale alla persona disabile;
  c) promuove, anche in collaborazione con gli enti territoriali
  competenti e le associazioni di disabili, ogni altra attività
  diretta a sviluppare la conoscenza delle norme sull'handicap e dei
  relativi mezzi di tutela, attraverso le iniziative che ritiene più
  opportune per la maggiore diffusione e l'avanzamento della cultura
  in materia di handicap;
  d) nei procedimenti penali a carico di chi abbia commesso reati
  avvalendosi impropriamente, con dolo o falsità, di strumenti
  giuridici diretti a facilitare l'esistenza e l'autonomia delle
  persone disabili, l'Ufficio potrà costituirsi parte civile e
  richiedere il risarcimento del danno patito dalle persone disabili
  in forma collettiva;
  e) esprime pareri e formula proposte, su richiesta degli organi
  regionali, in ordine alla normativa esistente e ai provvedimenti da
  adottarsi, legislativi e regolamentari, riguardanti i diritti delle
  persone disabili, esprime, altresì, pareri sulle possibili ricadute
  positive delle azioni progettuali, finanziate da organismi
  regionali ed aventi ad oggetto il miglioramento della qualità della
  vita delle persone disabili;
  f) collabora con altri soggetti istituzionali alla raccolta ed
  elaborazione di dati relativi all'handicap nella Regione;
  g) propone all'Amministrazione regionale competente lo svolgimento
  di attività di persone idonee a svolgere attività dirette alla
  tutela e salvaguardia dei diritti delle persone disabili;
  h) informa delle iniziative intraprese e dei risultati ottenuti i
  soggetti che hanno richiesto il suo intervento.

    4. Entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, la
       Presidenza della Regione e l'Assessorato regionale della famiglia,
       delle  politiche sociali e del lavoro, attuano gli adempimenti
       organizzativi  di rispettiva competenza per rendere  operativo
       l'Ufficio e per consentire alla persona preposta l'espletamento
       delle relative funzioni.

    Subemendamento GOV 5.12

  1.   La   Regione  siciliana  riconosce  il  soccorso   alpino   e
  speleologico  siciliano  (SAS),  servizio  regionale   del   Corpo
  nazionale soccorso alpino e speleologico, come soggetto titolato e
  qualificato  per gli interventi di soccorso in ambiente  impervio,
  montano  ed  ipogeo, dando pieno recepimento alle leggi  21  marzo
  2001, n. 74 e 27 dicembre 2002, n. 289, articolo 80 comma 39.

    Subemendamento GOV 5.13

  Il  termine  previsto  dall'articolo 5  della  legge  regionale  3
  novembre  1994,  n.  43 e successive modifiche ed  integrazioni  è
  prorogato fino al 31 dicembre 2012.

   Subemendamento GOV. R4bis. 1

  1. Per i servizi resi, ai sensi della legge regionale 22/86, della
  legge  328/2000  e  dell'articolo 17 della legge regionale  87/81,
  dalle  cooperative  sociali  e loro consorzi,  disciplinati  dalla
  legge  8  novembre  1991,  n. 381, a comuni,  province  e  aziende
  sanitarie  provinciali, l'Istituto regionale per il  credito  alla
  cooperazione, d'ora in poi IRCAC, è autorizzato ad intervenire, in
  qualità di cessionario, in operazioni di cessione irrevocabile del
  credito, pro-soluto, derivante da fatture, emesse da cooperative e
  consorzi  per i servizi di cui sopra, scadute da almeno  tre  mesi
  previa apposita dichiarazione scritta di riconoscimento del debito
  da parte dei suddetti enti.

  2.   L'IRCAC,   qualora  comuni,  province  e  aziende   sanitarie
  provinciali,   decorsi  ventiquattro  mesi,  non  abbiano   ancora
  corrisposto le somme relative alle cessioni del credito di cui  al
  comma precedente, chiede alla Ragioneria Generale della Regione la
  corresponsione  dell'importo  a valere  sui  fondi  assegnati  dal
  bilancio  regionale a ciascuna delle amministrazioni debitrici,  i
  cui importi quindi saranno decurtati del relativo importo ceduto.

  3.   L'IRCAC  può,  altresì,  intervenire  nella  concessione   di
  contributi  in conto interessi, con le modalità di cui al  proprio
  Regolamento,  per  le  operazioni di  cessione  di  crediti  delle
  cooperative e loro consorzi, relativi ai servizi di cui  al  comma
  1,  a  istituti di credito, comprese le società di factoring e  di
  leasing.

  4.  Il  regime di aiuti di cui al presente articolo è  attuato  in
  conformità  al regolamento CE 1998/2006 della Commissione  del  15
  dicembre  2006,  pubblicato nella Gazzetta  ufficiale  dell'Unione
  europea del 28 dicembre 2006, serie L 379.

  5.  L'Assessore regionale per le attività produttive, di  concerto
  con  l'Assessore  regionale per l'Economia, entro sessanta  giorni
  dall'entrata  in  vigore  della  presente  legge,  ne   emana   le
  disposizioni attuative.

   Subemendamento GOV. R4bis. 2

  All'articolo 111 della legge regionale 11/2010 sostituire il comma
  2 con il seguente:

   2.  Gli  interventi  inseriti nel predetto accordo  di  programma
  potranno essere attuati anche secondo la modalità a regia da parte
  dell'Assessorato regionale per le attività produttive.

    Le risorse finanziarie regionali mobilitate non possono comunque
  essere utilizzate per le finalità di cui alla lettera f) del comma
  18  dell'articolo 3 della legge n. 350/2003. In ottemperanza  agli
  obiettivi  previsti dal precedente comma 1, è  data  priorità,  ai
  fini  della accelerazione degli ordinari tempi di indizione,  alle
  gare   per  l'attuazione  degli  interventi  di  competenza  delle
  stazioni appaltanti siciliane e devolute all'Ufficio regionale per
  l'espletamento di gare per l'appalto di lavori pubblici (UREGA) di
  cui all'articolo 9 della legge regionale n. 12/2011.

   Subemendamento GOV. R4bis. 7

  1. All'articolo 3 aggiungere il seguente comma:

   4  bis. Agli oneri di cui al presente articolo, valutati  in  300
  migliaia  di euro annui per gli esercizi finanziari 2012-2014,  si
  provvede  mediante  riduzione di pari importo delle  disponibilità
  dell'UPB 4.2.1.5.2. capitolo 215704 del bilancio della Regione per
  l'esercizio  finanziario 2012. Per gli esercizi  finanziari  2013-
  2014  gli  oneri, valutati in 300 migliaia di euro annui,  trovano
  riscontro nel bilancio pluriennale della Regione, UPB 4.2.1.5.2. .

   Subemendamento GOV. R 4 BIS

  "NORME PER LA CRESCITA"

  Art. 1.
  Salvaguardia della produzione agricola siciliana

  1.  L'Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari
  dipartimento   interventi  infrastrutturali     di  concerto   con
  l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, al fine di
  assicurare  la  tutela  dei consumatori  e  la  trasparenza  delle
  informazioni  sull'origine e la provenienza  dei  prodotti  e  sui
  metodi di coltivazione o allevamento, anche avvalendosi del  Corpo
  Forestale   regionale,  effettua  controlli  periodici   volti   a
  rafforzare   l'azione   di   contrasto   alle   frodi   in   campo
  agroalimentare  e  a  garantire la difesa  dei  prodotti  agricoli
  locali  con  la  verifica della provenienza e della  tracciabilità
  degli  stessi,  nonché ad assicurare il rispetto, da  parte  degli
  operatori  del  settore  lungo  la  filiera,  degli  obblighi   di
  presentazione  dei  prodotti e di esposizione, in  maniera  chiara
  sull'etichetta o sul cartellino unico sul punto di vendita,  delle
  informazioni  previste  dalla normativa comunitaria,  nazionale  e
  regionale  vigente in tema di etichettatura dei prodotti agricoli,
  agroalimentari  e zootecnici." A tal fine, segnala  alle  autorità
  competenti  le violazioni della normativa in materia di  contrasto
  alla  contraffazione dei prodotti agroalimentari, di etichettatura
  e  di presentazione dei prodotti, anche ai sensi dell'art. 4 della
  legge  3  febbraio  2011,  n.  4  e  delle  relative  disposizioni
  attuative  in  materia  di  obbligo di indicazione  del  luogo  di
  origine  o  di  provenienza  e  trasmette  le  informazioni  sulle
  violazioni  dei suddetti obblighi all'Assessorato regionale  delle
  attività produttive per l'irrogazione della relativa sanzione. Per
  potenziare le attività di controllo di cui al presente articolo  è
  istituito nel bilancio della Regione un fondo la cui dotazione per
  l'anno  2012  è pari ad euro 300 migliaia, provvedendosi  per  gli
  anni  successivi ai sensi dell'articolo 3, comma  2,  lettera  g),
  della  legge  regionale 27 aprile 1999, n. 10.  I  proventi  delle
  suindicate  sanzioni sono versati in entrata  nel  bilancio  della
  Regione  nell'istituendo fondo. Con decreto del  Presidente  della
  Regione,  da adottarsi entro novanta giorni dalla data di  entrata
  in   vigore  della  presente  legge,  su  proposta  dell'Assessore
  regionale  per le risorse agricole ed alimentari, di concerto  con
  l'Assessore   per   l'Economia,  previa  delibera   della   Giunta
  regionale,  sono  disciplinate le modalità  di  utilizzazione  del
  fondo.

  2.  Il comma 2 dell'art. 3 della legge regionale 22 dicembre 1999,
  n. 28, è sostituito dal seguente:

  "2.  In  materia di divieto di esercizio dell'attività commerciale
  si  applicano  le disposizioni dei commi 1,2,3,4 e 5 dell'art.  71
  del decreto legislativo 26 marzo 2010,n. 59 e successive modifiche
  ed integrazioni".

  3.  Alla fine del comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 22
  dicembre  1999, n. 28, è aggiunto il seguente periodo:  "Il  corso
  deve  altresì essere diretto alla formazione in materia di  tutela
  dei  prodotti agricoli locali e contrasto alla contraffazione  dei
  prodotti agroalimentari".

  4.  L'Assessorato regionale delle attività produttive, nell'ambito
  degli  accordi di cui al comma 3, lettera c) dell'articolo 8 della
  legge regionale 24 novembre 2011, n. 25, favorisce la creazione di
  aree  dedicate  alla  vendita  dei prodotti  agricoli  di  cui  al
  predetto  articolo  8 negli esercizi di vendita  al  dettaglio  di
  generi   alimentari   e  nelle  strutture  di   media   e   grande
  distribuzione commerciale.

  5.  Dopo l'articolo 18 della legge regionale 22 dicembre 2005,  n.
  20, è inserito il seguente:

  "Art.  18  bis  -  Impiego dei prodotti agricoli di  qualità  e  a
  chilometro zero nei servizi di ristorazione collettiva -

  Al  fine  di  potenziare la qualità dell'offerta  nei  servizi  di
  ristorazione,  negli appalti pubblici di servizi  o  forniture  di
  prodotti  agricoli  e agroalimentari destinati  alla  ristorazione
  collettiva    costituisce   punteggio   aggiuntivo    utile    per
  l'aggiudicazione   l'utilizzo  di  prodotti  agricoli   biologici,
  tradizionali  e  di  cui all'articolo 8 della legge  regionale  24
  novembre  2011,  n.  25,  la  cui  provenienza  è  certificata  in
  conformità   alla  vigente  normativa  comunitaria,  nazionale   e
  regionale   in  tema  di  etichettatura  dei  prodotti   agricoli,
  agroalimentari e zootecnici. L'utilizzazione di prodotti  agricoli
  regionali   nei   servizi  di  ristorazione   collettiva   risulta
  espressamente   attraverso  l'impiego  di  idonei   strumenti   di
  informazione  agli utenti dei servizi. Con decreto del  Presidente
  della  Regione, su proposta dell'Assessore regionale delle risorse
  agricole ed alimentari, sono stabilite le modalità di applicazione
  del presente articolo".

  6. L'Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari, al
  fine   del   controllo  dell'andamento  dei  prezzi  nel  comparto
  agricolo,  provvede  alla  sorveglianza dei  prezzi  dei  prodotti
  agricoli  e  sovraintende alla tenuta ed elaborazione dei  dati  e
  delle informazioni segnalate agli "uffici prezzi" delle camere  di
  commercio,  industria,  artigianato ed agricoltura.  L'Assessorato
  regionale  delle  risorse  agricole  ed  alimentari  verifica   le
  segnalazioni  delle  associazioni  dei  consumatori  riconosciute;
  analizza   le   ulteriori  segnalazioni  ritenute  meritevoli   di
  approfondimento;   avvia   indagini  conoscitive   finalizzate   a
  verificare  l'andamento  dei  prezzi  di  determinati  prodotti  e
  servizi.  Per  le  finalità di cui al comma  6,  si  applicano  le
  disposizioni di cui all'articolo 2, commi 196 e 197,  della  legge
  24  dicembre  2007, n. 244 e successive modifiche ed integrazioni.
  L'Assessorato  regionale delle risorse agricole ed alimentari  con
  decreto individua modalità per il rilevamento dei dati relativi al
  prezzo di vendita praticato dai produttori ed al prezzo di vendita
  al consumatore finale di ciascun prodotto. Con il medesimo decreto
  sono  stabilite  adeguate forme di pubblicità dei  predetti  dati,
  anche attraverso la pubblicazione nel sito web della Regione.

  7.  All'articolo  8,  comma 2, della legge regionale  24  novembre
  2011, n. 25 aggiungere la seguente lettera:

  "e)  dirigente generale del dipartimento regionale delle  attività
  produttive."

     Subemendamento GOV. R 4 BIS 8

   All'articolo  1, comma 1, dell'emendamento Gov4Rbis le  parole  da
   provvedendosi   fino  a  istituendo fondo  sono  sostituite  dalle
  seguenti:
    annui , cui si provvede per l'esercizio finanziario 2012 a valere
  sulle  disponibilità  dell'U.P.B. 4.2.1.5.2,  capitolo  215704  del
  bilancio della Regione.
   Per  gli  esercizi finanziari 2013-2014 l'onere, valutato  in  300
  migliaia  di  euro annui, trova riscontro nel bilancio  pluriennale
  della Regione, U.P.B. 4.2.1.5.2, accantonamento 1001.
   Per  gli  esercizi  finanziari successivi  si  provvede  ai  sensi
  dell'articolo  3,  comma 2, lettera g), della  legge  regionale  27
  aprile 1999, n. 10. .

   Ai sensi dell'articolo 117 Regolamento interno - disegno di legge
                               n. 801/A
     Emendamento 117.1

   Alla  fine  del  comma 2 aggiungere le parole  da individuare  con
  successiva norma .

     Emendamento 117.2

   Al  comma  7  dell'art.  4 del ddl 801 sostituire  le  parole   le
  autonomie locali  con le parole  per i comuni .

    Emendamento 117.4

   Al comma 3 cassare le parole  la riserva di cui all'ultimo periodo
  del  comma  4  dell'articolo 76 della l.r. 26 marzo 2002,  n.  2  e
  successive  modifiche  ed  integrazioni,  quantificata  in   10.000
  migliaia di euro .
   Al  comma  4, lettera a) sostituire le parole  di cui al  comma  3
  dell'articolo 27 della legge regionale 12 maggio 2010, n.  11   con
   di cui all'ultimo periodo del comma 4 dell'articolo 76 della legge
  regionale   26   marzo  2002,  n.  2  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni .

  Emendamento 117.5

   L'articolo 3 è così modificato:
   1.   Al   primo   comma  le  parole   a  decorrere  dall'esercizio
  finanziario 2012  sono soppresse.
   2.   Al   quarto   comma  le  parole   dell'U.P.B.  4.2.1.5.1    e
   dell'U.P.B.  4.2.1.5.99  e   sono  soppresse  e  dopo  le   parole
   dell'U.P.B.   4.3.1.5.4    sono  aggiunte   le   seguenti   parole
   dell'U.P.B.   7.3.1.3.2,  dell'U.P.B.  8.2.1.3.6   e   dell'U.P.B.
  13.2.1.3.5 . .

  Emendamento 117.6

   Al  comma  2  dell'art.  1  le parole   la  relativa  spesa  trova
  riscontro  nell'U.P.B.  1.2.1.5.2 del  bilancio  pluriennale  della
  Regione per il triennio 2012/2014  sono soppresse.

  Emendamento 117.7

   Al comma 7 dell'art. 1 le parole  a decorrere dall'esercizio  sono
  sostituite con le seguenti  per l'esercizio .

  Emendamento 117.8

   Al  comma  8  dell'art.  1  l'importo  39.495   è  sostituito  con
  l'importo  33.363 .

  Emendamento 117.9

   Al  comma  31 dell'art. 1 dopo le parole  aree protette regionali
  sono aggiunte le seguenti  ad eccezione delle isole minori .

  Emendamento 117.10

   All'articolo  1,  comma 14, la cifra  192.869   è  sostituita  con
   192.165  e la cifra  32.209  è sostituita con  31.638 ;
   all'articolo  1,  comma  15, la cifra  32.209   è  sostituita  con
   31.638 .

  Emendamento 117.11

   All'articolo 2, comma 3, le parole  somme perenti  sono sostituite
  con   le  somme  eliminate nei precedenti esercizi  per  perenzione
  amministrativa .

  Emendamento 117.12

   All'articolo 4 sono apportate le seguenti modifiche:
   -  al  comma  1,  la  cifra  750.000  è sostituita  con  la  cifra
   691.000 ;
   -  al comma 2 sono eliminate le parole da  l'erogazione delle  tre
  prime trimestralità  a  59.500 migliaia di euro .

   Emendamento 117.13

   Al comma 1 dell'articolo 5 sono apportate le seguenti modifiche:
   -  dopo  le parole  Nelle more  aggiungere le parole  dei processi
  di riorganizzazione interna della Amministrazione regionale, previa
  verifica  della imprescindibile esigenza del fabbisogno di  risorse
  umane da parte dei Dirigenti generali e ;
   -  dopo  le parole  fino al  aggiungere le parole  termine massimo
  del ;
   -  le  parole   29  dicembre 2010, n. 24   sono  sostituite  dalle
  seguenti  11 aprile 2012, n. 23 .
   I commi 2 e 3 dell'articolo 5 sono sostituiti dai seguenti:
    2.  Per far fronte agli oneri derivanti dall'attuazione del comma
  1   è   autorizzata  per  l'esercizio  finanziario  2012  la  spesa
  complessiva di 19.374 migliaia di euro, di cui:
   a) 736 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera a);
   b) 9.541 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera b);
   c) 5.373 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera c);
   d)  2.336 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettere d)
  ed e), di cui 1.248 migliaia di euro destinati al personale a tempo
  determinato già utilizzato per l'elaborazione del piano di  assetto
  idrogeologico (PAI);
   e) 1.140 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera f);
   f) 248 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera g).
    3.   I  contratti  relativi  al  personale  a  tempo  determinato
  individuato  all'articolo 3 della legge regionale 10 gennaio  2012,
  n.  5  sono prorogati fino al termine massimo del 31 dicembre 2012,
  fermo restando le prescrizioni contenute nel medesimo articolo 3. A
  tal   fine   è  autorizzata,  per  l'esercizio  finanziario   2012,
  l'ulteriore  spesa  di  952 migliaia di euro (U.P.B.  10.3.1.3.1  -
  capitolo 147320).

  Emendamento 117.14

   All'emendamento  Gov5 a pagina 52  Composizione del  consiglio  di
  amministrazione dei ciechi , è soppresso il comma 2.

   Ai sensi dell'articolo 117 Regolamento interno - disegno di legge
                  n. 800-800 bis-800 ter-800 quater/A

     Emendamento 117.1

   1. All'emendamento Com1Bil, all'UPB 11.2.1.3.3 con variazione  34
  sostituire  al  capitolo  2413722   il  capitolo   413738   e  alla
  denominazione    Contributo  straordinario  alla   sede   regionale
  dell'Associazione italiana sclerosi multipla con sede  in  Palermo
  la   denominazione    Contributo   straordinario   all'Associazione
  siciliana medullolesi spinali onlus con sede in Palermo (ex art.  2
  del capitolo 413722) .

  Emendamento 117.2

   1.  All'emendamento Com1Bil, all'UPB 3.2.1.3.4,  capitolo  372729,
  sostituire  il  numero   -100   con  il  numero   -65   e   all'UPB
  4.3.1.5.4,  capitolo 219202, sostituire il numero  -4.600   con  il
  numero  -4.635 .
   2. All'emendamento 7.1 sopprimere le parole  capitolo 212531  e le
  parole  capitolo 612018 .

     Emendamento 117.3

   1.  All'emendamento Com1Bil, all'UPB 13.2.1.3.5, capitolo  377329,
  sostituire  il  numero   -109   con  il  numero   -120   e  all'UPB
  4.3.1.5.4,  capitolo 219205, sostituire il numero  -5.051   con  il
  numero  -5.040 .

   A questi emendamenti si aggiunge l'emendamento Gov5