Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
DIGIACOMO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Bosco, Ragusa e Di
Benedetto sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute, da parte dell'Assessore
per l'istruzione e la formazione professionale, le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
N. 2138 - Interventi urgenti per evitare il ridimensionamento
dell'Istituto statale d'arte 'Luigi Sturzo' di Caltagirone (CT).
Firmatario: Arena Giuseppe
N. 2171 - Iniziative a salvaguardia dell'istituto d'arte 'Mario
D'Aleo' di Monreale (PA).
Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Aricò è in congedo per oggi
per motivi istituzionali.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2012. Legge di stabilità
regionale» (801/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge numero 801/A «Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2012. Legge di stabilità
regionale».
Invito i componenti la II Commissione Bilancio' a prendere posto
nell'apposito banco.
Si riprende dall'esame dell'emendamento del Governo Gov2R,
precisamente dal comma 9, perché fino al comma 8 era già stato
esaminato dall'Aula.
Onorevoli colleghi, su richiesta del Presidente della Regione
sospendo la seduta e convoco i Presidenti dei Gruppi parlamentari
presso il mio studio.
(La seduta, sospesa alle ore 11.26, è ripresa alle ore 12.37)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, si passa al subemendamento Gov2R 98
presentato dalla Commissione.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Savona per illustrarlo.
SAVONA, presidente della commissione e relatore di maggioranza. Si
tratta di un aggiornamento contrattuale, hanno delle risorse già
depositate nei loro conti e aspettano solo la norma che li
autorizzi. La Regione, quindi, non ha costi aggiuntivi.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento al comma 11, il Gov2R 108,
presentato dal Governo, che aggiunge, tra i capitoli che non
vengono toccati dalle riduzioni, il capitolo delle associazioni che
si occupano di contrasti alla criminalità organizzata. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
LEONTINI. Sul comma 10 non ci sono emendamenti?
PRESIDENTE. Onorevole Leontini, non ho emendamenti al comma 10,
bensì al comma 11; in questo momento stiamo esaminando i
subemendamenti ai singoli commi, non stiamo dando il voto finale
all'emendamento. Per i commi dove non ci sono emendamenti,
ovviamente, si va avanti.
Dichiaro decaduto l'emendamento Gov2R 101.
Si passa all'esame dei commi 14 e 15, oggetto di una lunga
discussione, per i quali è stata presentata una riscrittura
complessiva del Governo.
Si passa al subemendamento Gov2R 107. Il parere della commissione?
SAVONA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dalla Commissione il
subemendamento Gov2R.2.1bis aggiuntivo al comma 15, a firma della
Commissione.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato, col voto contrario dei deputati dell'UDC Unione di
Centro))
Comunico che i commi 19, 20 e 21, riguardanti il problema dei
rifiuti, sono momentaneamente accantonati in attesa di una
riscrittura complessiva.
BUFARDECI. E il comma 16?
PRESIDENTE. Preciso che stiamo andando avanti apprezzando i commi
dove vi sono emendamenti, quelli che non cito sono commi su cui non
ci sono emendamenti.
Il 14 e il 15 li abbiamo riscritti e siamo passati al 21, perché
sul comma 16 non ho emendamenti.
Onorevole Bufardeci, l'ho detto due volte inizialmente e ho
cercato di richiamare la vostra attenzione proprio per evitare di
tornare su tutti i singoli emendamenti dovendo dare sempre la
medesima spiegazione. Tutti i subemendamenti ai commi
dell'emendamento Gov2R che comportavano una riduzione di spesa,
aumentandola di fatto, sono stati dichiarati inammissibili e,
sicuramente, il suo farà parte di questi.
BUFARDECI. Non è così.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Bufardeci.
BUFARDECI. Signor Presidente, il comma 16 riguardava l'abolizione
del contributo alla Fondazione Frisone, nella nuova formulazione
del Gov2R è diventato comma 16 perché prima era comma 17 e ho
presentato un emendamento soppressivo del comma.
PRESIDENTE. Ripeto, onorevole Bufardeci, è tecnicamente
inammissibile poiché quel comma azzera uno stanziamento. Se lei
provoca l'abrogazione di quel comma, ripristina lo stanziamento e
quindi un aggravio di spesa.
BUFARDECI. Scusi, non c'è un aggravio di spesa perché era previsto
nel bilancio, è inserito nella tabella: la Fondazione Frisone ha un
contributo nella tabella di 112 mila euro.
Oggi, come se fosse una variazione di bilancio ad un bilancio
ancora non approvato, si fa un emendamento con cui si abolisce il
contributo.
PRESIDENTE. Se si vuole ripristinare il contributo, onorevole
Bufardeci, bisogna trovare la copertura finanziaria.
BUFARDECI. Scusi, ma era già prevista nel bilancio
PRESIDENTE. No Nell'emendamento Gov2R no, poiché lo stesso
riscrive tutto, contraendo la spesa e facendo accantonamenti
negativi per chissà quanti milioni di euro.
BUFARDECI. A proposito di questa Tabella H vi è stata un'ampia
polemica ieri, vi sono capitoli di questa Tabella H che vengono
aumentati, poi ve ne sono altri che vengono soppressi, modificati,
questo viene soppresso ed è stato approvato in sede di bilancio,
manca solo il voto finale.
Adesso io ho presentato un emendamento soppressivo
dell'abolizione di questo contributo ed è evidente che bisogna
trattarlo adesso perché la previsione finanziaria già c'è nel
bilancio.
PRESIDENTE. L'emendamento Gov2R è un maxi emendamento che è a
spese del bilancio che abbiamo già votato, cioè va ad incidere in
negativo sul bilancio che abbiamo già votato.
BUFARDECI. Lei, quindi, vuole discutere di questo subemendamento
successivamente?
PRESIDENTE. No, è inammissibile. Siamo già al 21, quindi,abbiamo
superato perché il 16 fa parte del maxi emendamento che non viene
modificato.
Si rivolga agli uffici per maggiore chiarezza.
BUFARDECI. Però vorrei che si possa tornare su questo comma 16.
PRESIDENTE. Non siamo in sede di votazione del maxi emendamento,
siamo ancora in tempo per tornare sul 16 e su altri commi.
Si passa al subemendamento Gov2R 93. Ne do lettura:
«Dopo il comma 21, del maxi emendamento, inserire il seguente
comma il 21 bis al fine di accelerare le procedure di
valorizzazione dei beni immobili di proprietà della Regione e
degli enti vigilati e finanziati dalla stessa, al comma 1
dell'articolo 9 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, e
successive modifiche e integrazioni, sono apportate le seguenti
modifiche: dopo la parola scopo' sono soppresse le parole da
costituire fino a pubblica'».
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signori deputati, è noto che
abbiamo affidato alla valorizzazione del patrimonio immobiliare un
rilievo significativo per garantire gli introiti di questo
bilancio ed è noto che per questa finalità abbiamo anche proposto
degli accantonamenti che, quindi, sono di grande responsabilità,
perché attende risorse da questo processo di valorizzazione.
E' noto che sul piano della valorizzazione vi è UNA norma che
vincola la Regione a realizzare la valorizzazione solo tramite una
società che all'uopo fu costituita (Sicilia patrimonio
immobiliare), che in questo momento è in una situazione di stallo
perché si è incardinato un contenzioso, ci sono problemi col socio
privato. Cosa consente questo emendamento?
Consente al dipartimento di realizzare la valorizzazione senza
necessariamente passare per una società che in questo momento non
ha un'agibilità operativa e, quindi, consente di realizzare il
processo di valorizzazione in capo al dipartimento e non alla
società, perché quella norma che viene integrata prevedeva come
unica modalità operativa della valorizzazione quella di utilizzare
la società, quella di realizzarla attraverso la società.
Se dobbiamo, in poco tempo, realizzare questo procedimento di
valorizzazione non possiamo restare ingabbiati nel contenzioso che
c'è tra il socio privato e il socio pubblico.
Quindi, questa è la ragione per la quale si ritiene di poter
operare anche direttamente in capo al dipartimento e quindi la
possibilità che questa valorizzazione sia fatta attraverso il
ricorso al dipartimento e non alla società, perché altrimenti gli
accantonamenti che stiamo facendo e che sono assai pesanti
rischiano di diventare come accantonamenti definitivi, e questo non
possiamo permettercelo.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, le chiedo scusa e le chiedo, come la
scorsa volta, la possibilità di avere prima gli emendamenti e
ritengo che anche questo emendamento, che è di un'importanza
fortissima nell'impatto sul bilancio, poteva essere discusso nella
riunione tenutasi ieri.
Ritengo, quindi, che si debba accantonare questo emendamento
perché la sua portata varia quella che è l'organizzazione della
valorizzazione, un'altra operazione completamente diversa rispetto
a quello che prevede la legge. Per avere contezza è bene che ci si
renda conto di quanto si sta votando, almeno io mi sono reso
conto, e così non possiamo dare un giudizio positivo
sull'emendamento, ma - ripeto - se succede fra cinque minuti
un'altra situazione del genere, come possiamo avere la serenità di
continuare con questi emendamenti volanti, di cui non ci rendiamo
assolutamente conto della portata importantissima?
Signor Presidente, la prego, se ce ne sono altri, li distribuisca
perché si possano esaminare preliminarmente.
PRESIDENTE. Sono emendamenti già depositati da tempo, tuttavia
possono essere accantonati per studiarli meglio e nel frattempo
passare all'esame di altri emendamenti.
MANCUSO. Questi sono stati consegnati stamattina.
PRESIDENTE. L'assessore mi garantisce che sono emendamenti già
presenti e confermo che questo emendamento è presente nel fascicolo
da diversi giorni.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Assemblea ha
lavorato su un testo che è stato il Gov2R che la Commissione di
fatto non ha neanche esitato perché abbiamo lavorato direttamente
qui e un emendamento di questo tenore è un emendamento che cambia
totalmente la strategia della Regione rispetto alla legge
finanziaria del 2005. Spero che il Presidente della Regione e
l'assessore Armao, avendo letto la legge del 2005, conoscano i
modi, i tempi e le situazioni che la legge, qui da me scaricata,
tiene conto per la valorizzazione del patrimonio immobiliare.
La Regione promuove, conformemente alla normativa vigente,
direttamente o mediante ricorso a strumenti di finanza strutturata,
la costituzione di un apposito soggetto giuridico di scopo al fine
della valorizzazione dei beni immobili con procedura ad evidenza
pubblica, con una gara che è stata espletata e in questo Fondo,
onorevole Presidente, dovevano essere inseriti i beni delle aziende
sanitarie, i beni delle IPAB e anche degli enti vigilati, tra cui
quelli delle Case popolari.
Oggi noi, senza voler in questo Fondo inserire beni delle case
popolari, andiamo a determinare che la Regione direttamente toglie
agli Istituti autonomi case popolari - quindi istituti che già di
per sé hanno la loro autonomia di bilancio - dei beni e ciò
procurerà un dislivello rispetto alla copertura del bilancio degli
Istituti e, rispetto a questa legge del 2005, vi è una notevole
differenza con quanto si vuole andare a definire.
Sarebbe secondo me il caso, trattando questo argomento, che
rispetto all'attività della Società del patrimonio immobiliare,
l'assessore riferisca in Aula, possa anche dire che tipo di ricorso
che vi è in atto su questo argomento e se la società va liquidata.
Si pone, quindi, adesso un ulteriore metodo per recepire le
risorse, perché ritengo che le due ipotesi di lavoro non possono
rimanere aperte: o si lavora per valorizzare tramite un fondo
immobiliare che prevede la legge, che con gara pubblica può essere
affidato a società, o addirittura direttamente alla Regione.
Quindi bisogna abrogare totalmente ciò che è stato fatto in
precedenza.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'assessore
evidenzia la problematica di carattere tecnico, atteso che deve
essere il Dipartimento che deve andare a sostituire, nella
procedura, la società esterna della valorizzazione e dal supporto
normativo viene fuori che, invece, si tratta di una ulteriore
società di scopo. Volevamo approfondire l'argomento perché
l'importanza e il senso di responsabilità è chiaro a tutti,
dobbiamo capire che la soluzione va trovata, però probabilmente
stiamo intraprendendo un percorso che va ulteriormente
puntualizzato.
PRESIDENTE. Accantoniamo il subemendamento Gov2R 93.
Si torna al comma 4.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor presidente, onorevoli colleghi, credo che
abbiamo bisogno di capire se l'Aula è governata, nel senso che
l'assessore per l'economia ci deve dare certezza sulle norme che
vengono presentate, ancorché siano state già depositate qualche
settimana fa, rispetto alla capacità della norma modificata di
funzionare. Perché se ho capito bene, con questo emendamento
accantonato, leggo con una certa preoccupazione la superficialità
con la quale si toglie un pezzo, perché se si fa un soggetto
giuridico di scopo, bisogna capire come si fa?
La norma lo prevedeva, ora si dice togliamo tutto il resto e
rimane un soggetto giuridico di scopo . Chi lo fa e come si fa?
Perché chiaro che non è più il Dipartimento, è un soggetto
giuridico di scopo. Non vorrei che in questo marasma generale noi
scrivessimo delle cose che non solo non funzioneranno, ma ci
aprirebbero problemi più di quelli che ci risolvono.
Quindi, chiedo all'assessore di avere il governo della manovra.
Viceversa, assessore, non può chiedere all'Aula di averlo, perché
lei deve essere padrone della materia in questa materia.
PRESIDENTE. Si torna al comma 4 con un emendamento tecnico del
Governo, il Gov2R 113.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo metto in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Abbiamo esaurito gli emendamenti legati alle tabelle, quindi
riprendiamo dai commi precedentemente accantonati che erano fuori
dalle tabelle. Si passa al comma 13.
Presidenza del Vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Si procede con il subemendamento Gov2R 29 degli
onorevoli Leontini, Mancuso e Beninati, che così recita: Il comma
13 dell'articolo 1 è soppresso; lo trovate a pagina 17 del blocco.
CRACOLICI. Signor Presidente, ma gli emendamenti che hanno effetto
di spesa
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, questo emendamento non ha effetti
di spesa, è stato già controllato. Questo controllo è stato fatto.
Onorevoli colleghi, questo emendamento è da tempo nel blocco. Il
parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Non ha refluenze sulle tabelle, quindi o viene
ritirato o deve essere posto in votazione. Si tratta del Gov2R 29,
a pagina 17.
La Presidenza, per quanto riguarda le tabelle, ha già operato lo
stralcio di quegli emendamenti che incidono sulla spesa; questo non
rientra tra quelli. Quindi, onorevole Leontini, se lei lo mantiene
lo votiamo, altrimenti lo ritiri.
LEONTINI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, il Gov2R la pagina 17 non ce l'ha.
Siamo a pagina 4, comma 13.
PRESIDENTE. E' nel blocco dei subemendamenti, pagina 17.
LEONTINI. Quando ho presentato questo emendamento, la Presidenza
ancora non si era determinata ad indicare quali degli articoli del
Gov2R dovevano essere messi da parte.
Poi, il Presidente ha indicato gli articoli 13, 18, 19, 20, 21, 34
e 35 come articoli da mettere da parte, da stralciare. Adesso
perché li stiamo esaminando?
PRESIDENTE. Li stiamo affrontando, non è che erano stati
stralciati dalla Presidenza, erano stati accantonati.
LEONTINI. Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al comma 18.
Onorevoli colleghi, si sta procedendo a riprendere quei commi che
non hanno refluenze sulle tabelle e sono i commi dove ci sono
subemendamenti, cioè quelli che erano stati stralciati
momentaneamente ieri dalla Presidenza: il 13, 18, 19, 20, 21, 34 e
35.
Il 16 è stato dichiarato inammissibile ieri. Tutti i soppressivi
che comportano tagli alla riduzione della spesa sono stati
dichiarati inammissibili.
BUFARDECI. Al 16 è stato presentato un emendamento a mia firma.
PRESIDENTE. Onorevole Bufardeci, quindi al 16 lei ha un
emendamento che non è tra quelli che sono stati dichiarati
inammissibili dalla Presidenza?
BUFARDECI. Sì.
PRESIDENTE. Lo esamineremo appena ci arriviamo. Per il momento
stiamo esaminando il 18.
Sul 18 è stato presentato dagli onorevoli Leontini, Mancuso ed
altri il subemendamento soppressivo Gov2R 34, che si trova a pagina
25 del blocco, che così recita:
«Il comma 18 dell'articolo 1 è soppresso». E' mantenuto?
MANCUSO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
MANCUSO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Gov2R 34
PRESIDENTE. La richiesta non é appoggiata a termini di
Regolamento.
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Dispongo nuovamente la verifica per accertare il
numero dei richiedenti.
Essendo la richiesta appoggiata, a termini di Regolamento, dagli
onorevoli Bufardeci, Buzzanca, Campagna, Caputo, Cimino, Corona,
Minardo, Musotto, Scoma e Vinciullo, indìco la votazione per
scrutinio segreto dell'emendamento Gov2R 34.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano: Apprendi, Arena, Bufardeci, Buzzanca, Campagna, Cappadona,
Caputo, Cimino, Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici, Currenti,
D'Asero, De Benedictis, Digiacomo, Di Guardo, Donegani, Falcone,
Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gennuso, Gentile, Laccoto,
Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Lentini, Leontini, Limoli, Lo
Giudice, Lombardo, Lupo, Maira, Mancuso, Marinello, Marrocco,
Marziano, Minardo, Musotto, Oddo, Panarello, Panepinto,
Parlavecchio, Picciolo, Pogliese, Raia, Rinaldi, Romano,
Ruggirello, Savona, Scammacca, Scoma, Speziale, Termine,
Torregrossa, Vinciullo.
Sono in congedo: Aricò, Bosco, Di Benedetto, Ragusa.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto
Presenti 59
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 22
Contrari 36
(Non è approvato)
I commi 20 e 21 rimangono comunque accantonati.
Si passa al comma 34. Comunico che è stato presentato un
subemendamento, il Gov2R 50 a firma degli onorevoli Leontini,
Mancuso e Beninati, che si trova a pagina 43 del blocco. E'
mantenuto?
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al comma 35. Comunico che è stato presento un
subemendamento, il Gov2R 51, a firma degli onorevoli Leontini,
Mancuso ed altri, che si trova a pagina 44 del blocco.
MANCUSO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si ritorna al comma 16 e alla questione posta dall'onorevole
Bufardeci.
Al comma 16 è stato presentato un subemendamento riformulato
dall'onorevole Bufardeci, il Gov2R 114. Era stato precedentemente
bocciato in quanto mancava la relativa copertura finanziaria,
adesso è stata apposta la copertura finanziaria e quindi è
ammissibile.
BUFARDECI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, grazie di avermi dato la parola e
chiedo l'attenzione innanzitutto del Presidente Lombardo, oltre che
di tutto il Governo e dei colleghi della Commissione perché credo
che la formulazione del comma 16 - che vorrebbe l'abolizione del
contributo della Fondazione Frisone, parliamo di 112 mila euro che
erano stati già approvati in sede di bilancio - sia un comma che
merita di essere assolutamente abrogato e vorrei per un attimo
l'attenzione di tutti riguardo ad una vicenda che credo stia a
cuore a tutti quanti, non soltanto a chi come me è siracusano,
perché riguarda una Fondazione che considero di particolare pregio,
che è quella di Fulvio Frisone.
Ma al di là della figura di Fulvio Frisone, credo che vi siano
tali e tanti di quegli elementi, qualche collega scherzosamente mi
diceva: ma che ti stai portando la borsa? .
Ebbene sì, ho tutta una serie di report dei quali posso fare anche
menzione e cenno per tutta l'attività che è stata fatta con
pubblicazioni, approfondimenti, studi, premi, rassegne stampa che
dicono del lavoro importante che è stato fatto, a partire per
esempio da quello del professore Mallamace e quant'altro, quindi
anche dei più importanti scienziati che vi sono in materia.
Sul piano dell'attività scientifica, Presidente Lombardo, credo
che non vi sia dubbio, sono dei dati oggettivi quelli che possiamo
riscontrare e documentare, ma so che vi è stata polemica in ordine
a questa Fondazione per la sua gestione.
In ordine a questa gestione è stata dalla stessa Fondazione
richiesta un'ispezione che la Regione ha fatto e vorrei leggere
testualmente quello che dice nel provvedimento e nel decreto del 26
novembre 2011 il dottore Schillaci, così come prima ne aveva
parlato la dottoressa Sciacca, parliamo tutti di servizi
dell'economia, che dicono verificato che non risultano
inadempimenti a carico dell'organismo di che trattasi, decreta di
liquidare le somme ed il saldo .
Quindi, è stata operata una verifica su richiesta della stessa
Fondazione, una verifica che si conclude in termini assolutamente
favorevoli alla gestione della Fondazione, ed è proprio
espressamente detto che non risultano inadempimenti .
Quindi credo che vi siano tutte le condizioni, e sarebbe
particolarmente incomprensibile che, in questa Regione, in questa
tanto vituperata Tabella H, oggi Tabella B, si mantenessero non so
quante cose e l'unico soggetto ad essere colpito sarebbe proprio
questa Fondazione che, magari, a differenza di altri, potrebbe
documentare e produrre attività scientifiche di massimo livello e
dovrebbe essere abrogata sulla scorta di ispezioni ed accertamenti
che hanno dato quel riscontro: non vi sono inadempimenti . Per
cui, ho presentato un subemendamento che recupera questa miseria di
112 mila euro. E' una somma che va a vantaggio dei disabili, premia
i soggetti disabili che si occupano di questa attività scientifica
che dà un supporto importante dal punto di vista culturale, stiamo
parlando del professore Mallamace, parliamo dei massimi scienziati
che ci sono a livello internazionale, attraverso il recupero dei
fondi per la riassegnazione dei residui passivi nell'economia.
E' una cosa che ha tutti requisiti, per cui chiedo che il
Presidente dia il parere favorevole e si eviti questa follia, mi
sia permesso di dire, di colpire in maniera specifica una
Fondazione che, per il nome che porta, ma anche per la gestione che
porta, sarebbe danneggiata in maniera incomprensibile.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
dovere contraddire le argomentazioni usate dal collega Bufardeci a
proposito della Fondazione, intanto perché c'è da dire che le somme
che vengono detratte non sono quelle che riguardano il
mantenimento, nell'ambito della Fondazione, del fisico nucleare
Fulvio Frisone, somme che vengono mantenute. Si tratta delle somme
che riguardano la fondazione.
Ora, io sono l'autore di una interrogazione parlamentare al
Presidente della Regione nella quale, allegando delle lettere del
fisico nucleare Frisone, si disconosceva il contenuto di questi
studi e li si riteneva quasi in contrapposizione con quelli che lo
stesso fisico nucleare Frisone portava avanti.
C'è stato un contenzioso per cui c'è stato un lungo periodo in cui
c'era una netta separazione tra il Fulvio Frisone, fisico nucleare
disabile che portava avanti i suoi studi, e il lavoro della
Fondazione.
Allora, sarebbe quanto meno opportuno che le indagini o
l'approfondimento sul lavoro della Fondazione lo facesse
l'Amministrazione regionale, sentendo le parti e, solo dopo,
valutasse l'opportunità del rifinanziamento, fermo restando che non
devono essere toccate le somme attraverso le quali si finanzia
direttamente la presenza del Frisone nella Fondazione.
Voglio solo ricordare che questa polemica è stata portata avanti
in modo pubblico, sulla stampa locale, con un contenzioso anche con
il comune di Melilli, che è uno dei soci della Fondazione. Allora,
sarebbe opportuno avere tutto il quadro e decidere dopo, per cui
personalmente mi sento di sostenere l'emendamento del Governo e di
decidere sulle sorti della Fondazione solo dopo che si sarà fatta
chiarezza sull'uso dei fondi.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
ringrazio il collega Bufardeci e anche il collega Marziano per
avere reso partecipe l'Assemblea regionale di alcuni colpi di coda
direi, perché ogni volta che si discute in questa Aula mi pare che
su alcuni argomenti si lavori con molta superficialità, senza
affrontare in profondità le tematiche che votiamo, le tematiche che
siamo chiamati ad affrontare.
L'articolo 16 di questo Gov2R prevede la soppressione di una
struttura che storicamente ha avuto un ruolo, e ha un ruolo in
Sicilia; se vi sono dei problemi, come diceva l'onorevole Marziano,
l'Amministrazione di per sé, con provvedimento del Ragioniere
generale, può naturalmente bloccare le risorse economiche e darle
solo dopo un giusto rendiconto economico e soprattutto dopo un
chiarimento sulla veridicità e sulla giustezza delle iniziative in
atto.
Ritengo, però, che non sia serio, non sia corretto, rispetto ad
un'Assemblea, rispetto ad un Parlamento, sopprimere un'istituzione
e poi, nel momento in cui probabilmente la Sicilia e i siciliani
apprezzeranno che quella istituzione è una istituzione seria,
dovere ritornare in Aula per ricreare un ulteriore provvedimento
legislativo, non solo di copertura finanziaria, ma soprattutto di
istituzione della legge. Mi pare che la cultura del sospetto, caro
onorevole Marziano, che diventa l'anticamera della verità, non è
ciò che vogliamo sostenere, secondo una giusta presunzione di
attività svolta che l'onorevole Bufardeci ha portato in Aula con
testi, relazioni tecniche supportate e, soprattutto, con
argomentazioni vere che questa Assemblea non può facilmente
liberare, pensando che questa struttura sia una struttura di parte
o una struttura che politicamente non sia amica del Governo o della
maggioranza dell'attuale Governo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che al subemendamento
Gov2R 114 è stato presentato dall'onorevole Bufardeci un
subemendamento tecnico, il Gov2R 114.1, che abroga il comma 16.
Votato questo, si passa al Gov2R 114. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Mi
rimetto all'Aula.
CRACOLICI. Posso conoscere l'emendamento? Non è stato distribuito.
PRESIDENTE. L'emendamento ripristina lo stanziamento in favore
della Fondazione Frisone.
CRACOLICI. La Presidenza ha ribaltato il giudizio di
ammissibilità
PRESIDENTE. No. E' stato riformulato con la copertura. Il
soppressivo originario non teneva conto della copertura ed era
stato stralciato dalla Presidenza.
Pongo in votazione il subemendamento Gov2R 114.1.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Gov2R 114.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Ammatuna, Apprendi, Barbagallo,
Cracolici, Digiacomo, Di Guardo, Ferrara, Galvagno, Gucciardi,
Marrocco e Minardo, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento Gov2R 114.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano: Ammatuna, Apprendi, Arena, Barbagallo, Bonomo, Bufardeci,
Buzzanca, Calanducci, Campagna, Caputo, Cimino, Cordaro, Corona,
Cracolici, Cristaudo, D'Agostino, D'Asero, De Benedictis,
Digiacomo, Di Guardo, Donegani, Faraone, Ferrara, Fiorenza,
Galvagno, Gennuso, Gentile, Greco, Gucciardi, Incardona, Laccoto,
Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Lentini, Leontini, Limoli, Lo
Giudice, Lombardo, Lupo, Maira, Mancuso, Marinello, Marrocco,
Marziano, Minardo, Musotto, Oddo, Panarello, Panepinto,
Parlavecchio, Picciolo, Pogliese, Raia, Rinaldi, Romano,
Ruggirello, Savona, Scammacca, Scoma, Speziale, Termine,
Torregrossa, Vinciullo.
Sono in congedo: Aricò, Bosco, Di Benedetto, Ragusa.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto
Presenti 65
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 15
Contrari 49
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, non potendo proseguire sull'articolo 1 perché
ci sono dei commi accantonati, si passa all'articolo 2.
Iniziamo col subemendamento che si trova a pagina 45 del blocco,
il Gov2R 52, a firma degli onorevoli Leontini, Mancuso ed altri. E'
un soppressivo. E' mantenuto?
MANCUSO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento
mette a repentaglio qualche centinaia di posti di lavoro in due
comparti che ritengo importanti per la Sicilia: uno è quello dei
trasporti, l'altro è quello dei collegamenti marittimi, quindi di
tutte le risorse umane che lavorano in quel settore. Noi riteniamo
che già gli interventi di riduzione della spesa e gli
accantonamenti che abbiamo già votato bastino per i sacrifici anche
per questi settori.
Io ritengo che l'Aula non possa assumersi questa grande
responsabilità di mettere sulla strada centinaia di lavoratori nei
due settori che ritengo importantissimi per la Sicilia.
Le annunzio, al di là delle belle parole che si spendono sempre
nelle ore precedenti a quella che è l'attività legislativa, quindi
la disponibilità di tutti i Gruppi parlamentari a sostenere sia il
trasporto pubblico locale sia i collegamenti marittimi, che il
nostro Gruppo parlamentare chiederà di votare per appello nominale.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi, su questo c'è un emendamento del Governo che
recepisce quanto sosteneva anche l'onorevole Mancuso.
BUZZANCA. Allora, ascoltiamo qual è questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Buzzanca, ieri c'è stata una riunione.
BUZZANCA. Io faccio il parlamentare, non faccio parte della stanza
dei bottoni.
PRESIDENTE. Quindi ascolti il Governo.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. E' opportuno precisare che da
parte del Governo nei confronti dell'aziende di trasporto marittimo
e di trasporto su gomma non c'è alcun tipo di preclusione poiché
abbiamo sostenuto, in tempi non sospetti, prima che si trattasse in
questa Aula il bilancio, di fronte alla Conferenza delle Regioni e
alla Conferenza Stato-Regioni abbiamo richiesto a viva forza
l'esclusione dal patto di stabilità del TPL e delle aziende di
trasporto.
Il Governo nazionale mentre ha, pur riducendo, riconosciuto un
importo significativo nei confronti delle Regioni a statuto
ordinario, alle Regioni a statuto speciale non ha consentito alcuna
deroga, sicché oggi ci troviamo nell'esigenza di conseguire un
obiettivo di patto di stabilità che impone per il 2012 un taglio di
1,3 miliardi di euro e non poter utilizzare il TPL fuori da questo
patto di stabilità e, pertanto, un contenimento della spesa è
necessario, obbligatorio e condizionato da questa scelta di non
voler nettizzare, scusate l'espressione tecnica, di gergo meglio
ancora, del settore economico, non voler nettizzare il TPL ed in
generale i trasporti al patto di stabilità.
Ci sarà un incontro politico la prossima settimana e, in quella
sede, ribadiremo l'esigenza di nettizzare il trasporto dal patto di
stabilità. Ma, fino a quando non arriverà la nettizzazione, uno
sforzo più pesante di quello che stiamo facendo non possiamo
sostenerlo sul piano dell'equilibrio economico finanziario, al fine
di venire incontro proprio alle esigenze rappresentate dalle
aziende pubbliche e private che godono del trasferimento.
Abbiamo introdotto una mitigazione del quinto d'obbligo fino alla
metà, quindi è arrivato alla metà, è stato assegnato un
abbattimento al 10 per cento; oltre questa misura non possiamo
sostenere sul piano dell'equilibrio del bilancio un costo che
comunque è pesante, significativo.
Converrete, onorevoli deputati, che utilizziamo risorse assai
significative, diverse centinaia di milioni di euro per assicurare
il trasporto, probabilmente una razionalizzazione, di cui
l'assessore Pier Carmelo Russo si è già fatto carico, una
razionalizzazione che non scarichi sulle imprese ma che consenta di
mettere a sistema meglio le energie disponibili, siamo convinti che
possa determinare effetti di contenimento della spesa, senza
pregiudicare le imprese.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
ritengo che dalle stesse parole dell'assessore emerga la mancanza
di un'analisi approfondita dei costi che sovrintendono il trasporto
pubblico locale e che consentono il trasporto marittimo, perché noi
già i tagli li abbiamo effettuati.
Lei, Assessore, non ha potuto partecipare a tanti incontri, per
motivi istituzionali, che la IV Commissione ha tenuto. Non ha
partecipato a quegli incontri e in quelle ripetute occasioni le
forze sindacali hanno lanciato un appello pressante e hanno
dimostrato, conti alla mano, non solo di conoscere i reali costi
che devono essere sopportati per garantire il servizio pubblico e i
servizi essenziali, ma hanno anche fatto un'analisi molto
dettagliata per quello che riguarda il dramma che si verificherebbe
nel caso in cui si continuasse a ridurre questi stanziamenti.
Penso che sia questa una scelta non solo superficiale, ma anche
irresponsabile che andrebbe a colpire segmenti importanti e non
solo nel settore della produzione, del turismo, per esempio, ma
anche per quello che riguarda gli stessi servizi, gli stessi
collegamenti, le attività scolastiche, i servizi sociali perché a
questo noi dobbiamo riferirci.
Penso che nessuno di noi manchi di senso di responsabilità.
Avvertiamo il peso di una manovra che certamente è una manovra
difficile da sopportare, da spiegare, difficile per noi e per i
cittadini che sono poi i fruitori in negativo di questi tagli.
Allora, Presidente della Regione, assumiamo con atto di
responsabilità un percorso veramente virtuoso. Non possiamo
affidarci al faremo dell'assessore Armao.
Tante volte, lei, Presidente, ha smentito questa linea, anche in
Commissione Bilancio.
Oggi, siamo in questa fattispecie. Noi, oggi, stiamo per decretare
la morte del trasporto pubblico locale e stiamo per mettere in
grave crisi il trasporto marittimo, con annessi e connessi.
Penso che questo non sia sopportabile. Spero che l'Aula, che è
distratta per argomenti che poi hanno valenza e carattere generale
e che poi, magari, diventa particolarmente attenta quando vi è da
discutere di tabelle, di finanziamenti, di prebende, di clientele,
ma questo è un fatto che non attiene a questa o a quella formazione
politica. Attiene al principio dello sviluppo dell'intera Regione
siciliana, quindi, non affrontiamola con questa superficialità; non
ci affidiamo al faremo
Io dico, assessore, Presidente, facciamo questo percorso virtuoso;
rendiamoci conto di ciò che sta accadendo e di ciò che accadrà nel
caso in cui si continuasse in questa strada scellerata.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, è evidente, e mi pare che questo
dibattito lo stia dimostrando, che i tagli sono certamente costosi
e invece la demagogia è gratis e, quindi, se ne può fare uso in
tutte le circostanze.
L'argomento dell'articolo 2 è stato un argomento dibattuto, anche
ieri alla sua presenza e alla presenza delle forze
dell'opposizione, e si è convenuto che si sarebbero fatte delle
modifiche che sono, infatti, contenute nel subemendamento che, in
forza di quella discussione e di quell'accordo, il Governo
stamattina ha presentato.
Ora, fare la passerella per dire quanto ci dispiace questo taglio,
io non voglio iscrivermi a fare la passerella; mi dispiace questo
taglio, così come mi dispiace tutto quello che questo bilancio sta
contenendo e in questo non voglio essere secondo a nessuno, però
c'è un punto e su questo abbiamo convenuto una strategia e questo
fa parte dell'elemento complessivo.
Tra l'altro - e lo ripeto - abbiamo stabilito che la riduzione per
il 2012 sarebbe, così come nella formulazione originaria
dell'emendamento, non inferiore alla misura della metà, cioè al 10
per cento massima prevista, ma stabilita - e questo è il senso
dell'emendamento che il Governo, ripeto, sulla scorta della
discussione dell'accordo di ieri - nella misura del 10 per cento.
Adesso fare una discussione collegiale preliminare alla
discussione d'Aula che snellisca proprio questo questa discussione
e che porta a questo orientamento per poi disconoscerla e
pontificare e stracciarsi le vesti per questo discorso, Presidente
l'abbiamo fatto alla sua presenza, io la prego anche di rivendicare
la dignità di quella discussione che è stata fatta ieri alla sua
presenza, perché altrimenti la discussione che abbiamo fatto è
priva di senso e di dignità.
Io penso che abbiamo fatto una discussione seria e a questo
dobbiamo arrivare.
Colgo l'occasione per dire una cosa e cioè che questo articolo
oltre al taglio doloroso contiene, e speriamo che sia così e che si
faccia finalmente un'indicazione cogente quanto mai necessaria
affinché entro il 30 settembre 2012 si organizzi il piano
complessivo del trasporto pubblico locale in Sicilia, senza il
quale, qui sì, qualunque taglio è ingestibile, perché se noi al
sistema vigente pensiamo semplicemente di ridurre le risorse non
abbiamo idea di che cosa vuol dire amministrare la riduzione di
spesa.
Allora, qui c'è bisogno assolutamente di fare una riorganizzazione
del trasporto pubblico locale in Sicilia, ad esempio, e questo
termine è fondamentale. E, quindi, quest'ultima parte del comma 1
è quanto mai necessaria e aggiungo, e qui vorrei che il Governo mi
ascoltasse, nel recepire l'articolo 25, la norma dell'articolo 25
del decreto legislativo 1 del 2012 , laddove è previsto che per
servizi pubblici locali si debbono individuare gli ambiti
territoriali ottimali, mi giunge voce che l'Assessorato competente
starebbe per individuare tre ambiti territoriali ottimali per il
trasporto pubblico locale il ché significa uccidere il trasporto
pubblico locale in Sicilia per il quale ha senso solamente un unico
ambito territoriale che corrisponde all'intero territorio
regionale, perché non si possono segmentare servizi all'interno
di porzioni del territorio che deve essere servito anche fra
porzioni stesse. Credo che sia fondamentale che - e questo lo dico
anche in relazione al successivo comma del quale discuteremo, dei
rifiuti, della riformulazione dell'articolo 6 - i bacini possono
essere tali di ambito provinciale o ultra provinciale, nel caso
della gestione dei rifiuti, ma è chiaro che del caso di cui stiamo
discutendo, del trasporto pubblico locale, richiamato dall'ultima
parte del comma 1, non si può che avere un unico bacino, ai sensi
dell'articolo 25 del decreto legislativo 1 del 2012 che ci
apprestiamo a recepire.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, è vero quanto da lei
sostenuto e in effetti ieri - questo per dare un'informativa più
completa ai colleghi - il Governo si è impegnato ieri a proporre
una modifica che rappresentava un po' un punto d'incontro rispetto
alle difficoltà che c'erano e di natura finanziaria e di natura
programmatica su questo articolo 2 e cioè sul quinto d'obbligo; e
in effetti il Governo ha presentato un emendamento che recepiva di
fatto quanto sostenuto ieri.
Però, vorrei pregare il Governo, prima di andare avanti, di
precisare in merito all'articolo 2, rispetto all'abrogazione che è
prevista dall'emendamento, se l'abrogazione prevista non va ad
alterare e a incidere sull'equilibrio finanziario della manovra
stessa, spiegando le ragioni perché incide, perché appunto il
quinto d'obbligo può incidere sui capitoli che riguardano il
personale e cioè su spese obbligate.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, questo quinto d'obbligo attiene al settore dei trasporti
e costituisce la base giuridica che è stata elaborata insieme
all'Assessore Russo per operare questo taglio del 10 per cento.
Quindi, per noi è assolutamente imprescindibile come norma per
tenere la quadratura del bilancio.
PRESIDENTE. Se va ad alterare, io inviterei gli onorevoli
colleghi a ritirare l'emendamento e passare alla votazione del
subemendamento che è stato presentato dal Governo che recepisce
l'accordo, invitando anche il Governo stesso a non continuare con
la presentazione di emendamenti in Aula che sono al di fuori di un
quadro concordato.
Pertanto, invito i colleghi a ritirare e il Governo a non abusare.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Presidente Formica, onorevoli colleghi, al di là del mio
cenno con la testa, vedo che lei ogni tanto si distrae, però più
di lei si distrae l'assessore Armao. Il Presidente Formica, che
spesso rimane inascoltato, più volte l'ha chiamata, lei stava
interloquendo e quindi non ha avuto modo di sentire, ma sono
inezie. Le cose serie invece, purtroppo, sono altre e mi fa specie
che il Presidente Formica nel richiamare il Governo sulla necessità
di mantenere il quinto d'obbligo su questo tema legato ai trasporti
marittimi e al trasporto pubblico urbano, parli di ricadute e di
conseguenze sull'occupazione dimenticando che questo settore,
quello del trasporto pubblico urbano, del trasporto marittimo è già
un settore al collasso nel quale si rischiano decine, centinaia,
migliaia di licenziamenti in Sicilia.
Come fa l'onorevole De Benedictis che si voleva iscrivere al club
della passerella, poi magari ha sbagliato perché si è voluto
iscrivere e si è iscritto d'ufficio al club del vorrei, ma non
posso , perché capisco che l'onorevole De Benedictis avrebbe voluto
protestare contro questa ulteriore riduzione del 10 per cento, ma
non lo può fare essendo prigioniero di una logica di governo.
Allora, l'opposizione mantiene sacrosanta la volontà di portare
avanti questa battaglia di equità sociale e di governabilità di due
settori strategici per la Sicilia, non soltanto in se stessi perché
garantiscono il trasporto su gomma e il trasporto marittimo, ma
perché continuare ulteriormente a penalizzare questo campo
significa andare ad incidere, in maniera forse letale, su un
settore come quello turistico per il quale ci troviamo poi, ogni
mese di maggio o di giugno di ogni benedetto anno, a comprendere
come faremo a collegare la Sicilia alle isole, a comprendere in che
modo trasportare merci e persone, con riferimento quindi ad un
settore strategico di sviluppo.
Io capisco che la parola sviluppo questo Governo non sa che cosa
sia, capisco che ancora una volta questo articolo 2 sta ponendo in
essere l'ulteriore mistificazione, perché non è vero che alle
regioni a statuto speciale il Governo nazionale ha negato la
nettizzazione del trasporto con riferimento al patto di stabilità.
Alla Sicilia lo ha negato, alla Sicilia Perché questo Governo è un
Governo che non ha credibilità E' questo quello che è successo
Allora, mentre si discute di una finanziaria, si parla del fatto
che, forse, fra una settimana il tavolo tecnico riuscirà a
risolvere il problema della riduzione del 10 per cento sui
trasporti pubblici locali e sul trasporto marittimo.
Abbiamo il coraggio di essere consequenziali Io capisco che ci
sono esigenze contrapposte; io tutelo, presidente Formica, il
trasporto pubblico locale e tutelo il trasporto marittimo, tutelo
soprattutto i lavoratori che in Sicilia operano in questi due
mondi.
Per quanto mi riguarda, questo emendamento resta impregiudicato e
chiedo ai colleghi di votarlo favorevolmente.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, una piccola
valutazione che ritengo comunque essere indispensabile.
Mi fa piacere che sia anche presente l'assessore per i trasporti
Pier Carmelo Russo. L'assessore Armao ha detto che questo Governo e
questa manovra non hanno niente contro il settore dei trasporti in
Sicilia. Mi dispiace contraddirlo, perché rispetto a un bilancio
regionale ampio che riesce a toccare diversi settori del nostro
territorio, questa manovra finanziaria è una manovra che ha deciso,
di fatto, a chi far pagare la crisi economica e a chi far pagare i
tagli più vistosi. Tant'è che questa manovra si basa su un
articolato che prevede l'accantonamento negativo soprattutto per i
comuni, il trasporto pubblico locale ed i collegamenti marittimi.
Allora, onorevole Presidente, nel momento in cui, come diceva
l'onorevole De Benedictis, vi era stata un'ipotesi per far in modo
che, di fatto, la crisi economica venisse spalmata in tutti i
settori tale da dare un senso del rigore di poco a tanto rispetto
tanto a pochi, noi avevamo fatto una proposta, come probabilmente
era anche possibile trovare una certa legittimità nella possibilità
di pagare la spesa dei privati per i dissalatori con gli
accantonamenti negativi mettendo in modo che il pagamento degli
arretrati avvenisse collegandolo direttamente con la valorizzazione
del patrimonio.
Il Governo, invece, ha previsto la possibilità di valorizzare
un'azienda, di valorizzare un mondo, chiudendo un debito pregresso
che, probabilmente, poteva essere anche chiuso con una
rateizzazione collegata con la valorizzazione del patrimonio e
colpire in modo secco il trasporto pubblico e i collegamenti
marittimi.
Dall'approvazione del quinto d'obbligo, con notevole certezza,
finirà il collegamento Porto Empedocle-Lampedusa, Lampedusa-Linosa,
finirà il collegamento con le Isole minori e lo sviluppo turistico
di questa terra, lo sviluppo turistico dell'integrazione delle
Isole minori siciliane con la nostra regione verrà totalmente
massacrato.
Ed allora, signor Presidente, noi oggi, oltre ad avere accantonato
le risorse necessarie per lo sviluppo turistico dell'Isola e la
valorizzazione dei collegamenti marittimi e del trasporto pubblico
locale, chiedendo un'ulteriore sacrifico con il quinto d'obbligo,
abbiamo di fatto deciso chi massacrare ed a chi far pagare
maggiormente il costo della crisi economica ed il costo della
gravità del bilancio della Regione.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa, a mio
avviso, è una scelta molto impopolare. Intanto, vorrei ricordare
all'onorevole De Benedictis che l'UDC non ha mai partecipato alle
Conferenze dei capigruppo per il taglio alle spese.
Onorevole Presidente della Regione, cosa comporta il taglio del 20
per cento per quanto riguarda il trasporto pubblico locale?
Comporta immediatamente 600 licenziamenti e la cancellazione di
molti percorsi di tanti studenti che si spostano da un comune
all'altro. Io conosco bene la zona delle Madonie, ma c'è anche la
zona dei Nebrodi e tante altre; quanti ragazzi la mattina si
devono spostare da un comune all'altro perché la scuola si trova in
altri comuni.
Quindi, noi dobbiamo stare attenti perché la soluzione al problema
di tagliare le spese è aguzzare l'ingegno per quelle spese che
sono superflue, ma questo è un capitolo sbagliato Non bisogna
intervenire in questo capitolo
Pensate che il trasporto pubblico locale già dal 2003 subisce
l'aumento della nafta di un euro. E pensando a questo c'è da
rabbrividire Queste sono cose vergognose Questa è una doppia
beffa
Assessore, lei sa benissimo che c'è un accordo firmato tra le
aziende e la Regione siciliana, un contratto che scade nel 2015. Su
questo, cosa ci dite?
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sento di dovere
esternare un sentimento di scoramento, di delusione profonda,
perché non c'è ombra di dubbio che io vedo che l'Aula, come si suol
dire in siciliano, unni viri e unni sviri .
Ci sono delle vicende sulle quali ci sono proclami, enfasi, altri
sulle quali c'è accanimento.
Così devo leggere, per esempio il voto di poco fa, quando si
ritiene di avere risolto i problemi della famosa Tabella H
togliendo 112 mila euro ad una fondazione per beghe interne, perché
di questo si tratta nonostante quelle beghe e quelle gestioni siano
state oggetto di ispezioni risoltesi positivamente per chi
attualmente gestisce questa fondazione e che, comunque, è una
perdita per la Regione siciliana per la sua funzione e quello che è
avvenuto poc'anzi a grandi voti, magari l'Aula non ha neanche
capito quello che si votava, ha votato quasi per logica di
appartenenza, ha votato per simpatia, perché magari qualcuno aveva
un sassolino nella scarpa nei confronti di chi oggi, in maniera
assolutamente precaria, gestisce o guida un'associazione o una
fondazione, si va a votare per danneggiare, non so bene che cosa,
perché è sicuramente una perdita. Alla stessa maniera, io leggo
questo quinto d'obbligo che ancora una volta si accanisce con un
settore.
Vedete, noi siamo una regione nella quale, in termini di
infrastrutture, siamo assolutamente arretrati: le autostrade non
sono completate; il sistema ferroviario è assolutamente
inesistente; il sistema portuale presenta tutte le ben note
problematiche che sappiamo che, peraltro - mi sia permesso - sono
problematiche che con questa gestione delle sovrintendenze vivranno
ancora altri momenti drammatici perché c'è, anche in questo caso,
una specie di logica di accanimento contro la portualità o contro i
poli nautici, alla stessa maniera con la quale rispetto all'unico
settore che è quello della gomma, che è l'unico che sostanzialmente
consente il trasporto, ci si accanisce ancora una volta perché se è
giusto e legittimo, per carità, che anche quel settore subisca i
tagli percentuali ma evidentemente proporzionali agli altri, nella
fattispecie non accade. Infatti, quel settore subisce il taglio del
20 per cento, poi subisce un accantonamento negativo che grazie al
nostro intervento è stato ridotto da 50 a 22. Poi subisce
l'obbligo, che è il quinto obbligo, che comporta ulteriori tagli ai
contratti in essere. Tutte una serie di conseguenze per le quali
questo settore viene sostanzialmente anche in questo caso preso di
mira.
Quindi, unni viri e unni sviri . Non è che ci sia una posizione
orizzontale o strategicamente effettiva nei confronti di alcuni
settori che sono veri carrozzoni e veri sperperi,; si colpisce quel
po' di iniziativa privata che è l'unica che, peraltro, funziona o
che funziona e cerca di portare avanti insieme all'AST con tutti i
problemi che ha l'AST anche di gestione in termini di risorse, nel
settore che dovrebbe essere quello da incrementare, da aiutare
visto che noi scontiamo tutti i deficit nel sistema ferroviario,
nel sistema autostradale, nel sistema portuale.
Quindi, è evidente che non possiamo non rimarcare tutto questo.
Non possiamo non evidenziare che, anche in questo caso,
bisognerebbe cercare di riparare a questo tipo di azione, a questo
tipo di comportamento che incide profondamente.
Peraltro, in questa finanziaria al momento stiamo trattando
soluzioni che sono, tra virgolette, di contenimento della spesa,
così si dice. Non so bene quando e se potremo trattare di crescita,
potremo trattare di investimenti e di miglioramenti. Non sappiamo
se troveremo, continuando di questo passo, ditte, imprese, società
che dovremo, eventualmente, tentate di salvare e di aiutare nella
crescita, perché nel frattempo queste ulteriori azioni di certo non
aiutano complessivamente in un contesto nel quale ci troviamo, per
non parlare poi di quello che è la nostra economia connessa anche
ad una incapacità di spesa comunitaria che tutti, purtroppo, ben
conosciamo e che ci viene contestata.
Quindi, il mio intervento lo dovevo fare per rimarcare questo,
nella speranza che effettivamente si possa limitare una situazione
ulteriormente drammatica a settori che, lo ribadisco, sono quasi
scientificamente presi di mira, come questo del trasporto pubblico
locale.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, io sono preoccupato, come sono
preoccupati tanti colleghi per l'assenza di una strategia. Si parla
di riduzioni per far quadrare la spesa, ma non si capisce dove
vogliamo andare, qual è l'idea di regione, qual è il modello di
sviluppo. In questo bilancio non ci sono indicazioni di
prospettiva, di futuro. Il ragionamento che si fa sul trasporto
pubblico locale non è un modo per difendere una categoria o per
difendere un settore. E' un ragionamento nel quale si sono
accumulati ritardi, da parte della Regione, abissali.
Nella legge 19 avevamo detto che dovevamo fare il piano regionale
trasporti. A me fa piacere che ci sia l'assessore Russo anche
perché le responsabilità non sono di questo Governo, c'è un
ritardo storico in questo settore. Dovevamo definire i servizi
minimi essenziali, dovevamo avere una strategia, un progetto che ci
consentisse di tenere in vita un settore che garantisce il diritto
alla mobilità e ai soggetti più deboli.
I tagli in questo settore non hanno soltanto refluenze turistiche
ed economiche, hanno refluenze sociali perché quando le aziende
devono tagliare delle linee, devono scegliere di licenziare il
personale e ridurre i servizi in questa Regione.
I nostri ritardi sono così talmente gravi che abbiamo i contratti
di servizio - il collega lo ricordava - che scadono nel 2015, ma in
attesa della scadenza dei servizi, so che c'è una linea all'interno
dell'Assessorato che vorrebbe che scadessero prima, che si
anticipasse il 2015, voglio ricordare su questo punto che la
normativa europea prevedeva ancora di più e si è raggiunto un
equilibrio, ma prevedeva 10 anni anziché 5 anni quando abbiamo
fatto la proroga e che le leggi nazionali in questo momento non
impongono. C'è un ragionamento perché prima di parlare di anticipo
della chiusura dei contratti di servizi - so che c'è un tavolo
tecnico - si deve capire qual è il progetto della Regione sul
trasporto pubblico locale.
Dicevo che il corrispettivo che viene dato a queste aziende deriva
dalla legge del 1986; noi non legiferiamo da tantissimi anni e
diamo un corrispettivo pari al due per cento, il Friuli ha fatto
una legge, di recente, di un corrispettivo pari al quattro per
cento.
Se noi avessimo adeguato soltanto questo tutte le aziende
avrebbero avuto la possibilità di fare utili, ma è dal 1995 che non
viene adeguato il contributo in conto esercizio e quindi le
responsabilità non sono delle aziende perché i fattori di
miglioramento della gestione aziendale incidono per il 5-10 per
cento, tutti i fattori che riguardano le reti di mobilità,
l'integrazione delle varie modalità di trasporto sono tutti fattori
esterni che attengono al rapporto che deve avere la Regione con gli
enti locali. Siamo, ad esempio, una delle poche Regioni che non ha
trasferito alle Province le competenze sui trasporti, ci sono una
serie di ritardi della Regione che non possono essere scaricati
soltanto sulla gestione delle aziende.
La stessa AST, della quale parlerò nell'ordine del giorno che ho
presentato perché ho trasformato la mozione in ordine del giorno, è
un'azienda che ha difficoltà, ma non è un'azienda decotta,
garantisce 26 milioni di chilometri, è un'azienda che garantisce
servizi, certamente improduttivi perché se l'AST non avesse Gela,
non avesse Siracusa, non avesse Caltagirone, non avesse il
trasporto urbano, avrebbe una velocità commerciale certamente
diversa e la velocità commerciale incide molto di più dei ritardi o
degli sprechi che ci possono essere sulle singole aziende.
Vorrei capire prima di fare la scelta qual è il progetto del
Governo, qual è il progetto della Regione. Faccio un altro esempio
per dire che noi stiamo trascurando le politiche sociale ed i più
deboli: in questo momento non abbiamo l'assessore per la Famiglia,
l'Assessorato alla Famiglia è retto dal Presidente Lombardo. Voglio
segnalare al Presidente Lombardo un capitolo, senza voler parlare
di tutti quelli che hanno bisogno: è da tre anni che ci sono le
graduatorie pronte per l'eliminazione delle barriere
architettoniche nelle case di edilizia privata.
Ho presentato un emendamento che era lo stesso emendamento che
aveva proposto l'assessore precedente e quindi che era convinto
della necessità di aiutare i disabili in Sicilia, mi è stato detto
che non si può fare perché non si possono fare emendamenti che
comprendono spesa.
Allora, siccome manca la politica perché in questo bilancio manca
la politica, se vogliamo fare un bilancio - e probabilmente questo
potrebbe essere l'ultimo bilancio - abbiamo perso tanto tempo,
riflettiamo qualche altra ora per dare qualche indicazione di
strategia che dia senso al nostro impegno e non soltanto al fatto
che dobbiamo in ogni caso accettare di votare perché altrimenti
salta tutto.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente, ho ascoltato con estrema attenzione le
preoccupazioni che sono venute da numerosi interventi dell'Aula sul
sistema del trasporto pubblico locale, preoccupazioni che, come mi
daranno atto i componenti della IV Commissione e il suo presidente
onorevole Mancuso, sono state presentissime' al Governo in sede di
audizione in IV Commissione e per questa ragione vorrei rileggere
insieme a voi la norma in esame, soffermandomi sulla norma, non
sugli ulteriori interventi contabili di cui si è parlato, perché
conto sul fatto che una rilettura passaggio per passaggio possa
dimostrare che la riduzione è assai meno cospicua di quanto non sia
apparsa a una prima lettura.
In primo luogo, il primo comma non dice affatto, in nessuna sua
parte, che si fa una riduzione nel 2013 del 20 per cento. Il primo
comma si limita a dire che possono essere ridotti nella misura
massima prevista dall'articolo 311, vale a dire da 0 a 20 per
cento. E' una norma totalmente aperta in quanto correlata al piano
dei trasporti che, così come appropriatamente richiesto da ultimo
dall'onorevole Barbagallo, deve essere fatto perentoriamente entro
settembre 2012.
Non è scritto da nessuna parte che c'è una riduzione del 20 per
cento, ma semplicemente una riduzione da 0 a 20. Se il piano dei
trasporti dovesse optare per una riduzione zero, zero sarà, uno,
due, tre o enne, fino ad un massimo ovviamente del 20 per cento.
Quindi, non è scritto da nessuna parte che c'è una riduzione del
20 per cento.
Secondo aspetto: nel medesimo comma, per evitare dubbi, si dice
che la riduzione, in ogni caso, non si applica alle obbligazioni
già sorte, vale a dire i crediti - e ci mancherebbe altro -
maturati dalle aziende per prestazioni già rese, non possono essere
oggetto di alcuna riduzione; il che significa, per stare all'anno
in esame e questo, forse. è il caso di precisarlo, se mi
consentite, con un emendamento piccolo piccolo ma addirittura da
117, il che significa che essendo trascorsi 4 mesi, su quei 4 mesi
trascorsi non ci potrà essere alcuna riduzione.
Se volete vi leggo il passaggio: con esclusione dei crediti
maturati alla data di entrata in vigore della presente legge .
Quindi, in realtà la riduzione per il 2012 è il 10 per cento meno i
crediti maturati già nell'esercizio in corso, il che significa che
ci attestiamo ad una percentuale significativamente inferiore,
mentre per il 2013 non è scritto da nessuna parte che la riduzione
sia del 20% e non si può, ovviamente, scriverlo se prima non si sa
cosa contiene il piano dei trasporti.
Quindi anche questo non è scritto.
Suggerirei, sempre che l'Aula sia d'accordo, di aggiungere
semplicemente al secondo comma le parole, ora vediamo come
scriverle eventualmente, fermo restando che tale riduzione non si
applichi ai crediti già sorti, anche nel secondo comma, a fini
meramente esplicativi, il che significa che la riduzione si attesta
nell'ordine del sei per cento.
Chiudo dicendo che la riduzione che ha operato il governo
nazionale si attesta intorno al trenta per cento.
PRESIDENTE. Assessore, dovrebbe formalizzare con un subemendamento
al Gov2R 109 quanto ha detto finora a proposito del comma due.
Pongo in votazione il Gov2R 52. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti.
(Non è approvato)
LENTINI. Chiedo che risulti a verbale il voto contrario del Gruppo
parlamentare UDC.
(Proteste degli onorevoli Cordaro e Cimino)
Per l'appello nominale è necessaria la richiesta, deve essere
formalizzata e votata.
Sono stati presentati due subemendamenti, il Gov2R 53 e il Gov2R
54 a firma degli onorevoli Leontini, Mancuso e Beninati.
CORDARO. Signor Presidente, chi erano i favorevoli e chi erano i
contrari? Io sono favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, lei sa bene che in una votazione
per alzata e seduta non si registrano i votanti.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, mi spiace farle notare che il
Regolamento di questa Assemblea deve essere rispettato. Lei ha già
fatto un errore poc'anzi, perché ha fatto votare quando, di fatto,
ancora non aveva detto che la votazione era aperta.
Adesso si verifica un altro fatto increscioso e mi spiace dirlo:
l'onorevole Lentini, dai banchi, ha chiesto di intervenire per
dichiarazione di voto e lei questo non lo ha consentito né
all'onorevole Lentini né ad altri deputati che volevano intervenire
per dichiarazione di voto.
Siccome premura non ne abbiamo, dobbiamo fare un lavoro certosino,
un lavoro fatto per bene, ritengo che lei stia facendo accelerare
dei lavori che non è giusto far accelerare perché non abbiamo
premura e vogliamo poter servire i siciliani con calma e serenità.
L'assessore Russo ha fatto delle valutazioni a cui il sottoscritto
vuole poter ribattere dicendo delle cose che, di fatto, non
condivide e vuole potere esprimere la propria dichiarazione di voto
che lei non mi può chiedere di evitare di fare perché io devo poter
esprimere il mio voto, così come qualche altro collega, onorevole
Presidente.
La prego, quindi, o di sospendere la seduta o di creare le
condizioni affinché questo Parlamento possa lavorare nei tempi
regolamentari che lei conosce come me, perché da venti anni siamo
in questa Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, premesso che la Presidenza rispetta
il Regolamento in maniera pedissequa, l'intento della Presidenza
era solo per dirle che ci sono due subemendamenti dell'onorevole
Leontini che si riferiscono ai due commi, al comma 1 dell'articolo
2 e al comma 2, sempre dello stesso articolo.
La Presidenza ritiene che, avendo l'Aula rigettato il Gov2R 52
soppressivo dell'articolo 2, questi due subemendamenti sono da
ritenersi assolutamente superati perché trattano materia omogenea e
sono tra loro collegati.
L'Aula, comunque, ha tempo di discutere su altri due
subemendamenti che sono stati presentati all'articolo 2, il Gov2R
109 del Governo, al quale è previsto il subemendamento Gov2R 103;
quindi, la Presidenza non sta strozzando il dibattito sull'articolo
in questione, dice soltanto, per le materie che abbiamo trattato,
che andiamo al Gov2R 109 del Governo che è sempre sull'articolo 2,
prima preceduto dal subemendamento Gov2R 103, se sono stati
distribuiti.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, io volevo farle notare che questo
subemendamento del Governo è correttivo e modificativo del testo. I
miei due subemendamenti che riguardavano i singoli commi potevano
essere valutati singolarmente e autonomamente perché il primo
subemendamento riguardava l'intero articolo, è chiaro che votare a
favore o votare contro significava votare a favore o contro la
soppressione dell'intero articolo.
I subemendamenti successivi entravano nello specifico e limitavano
l'intervento ai singoli commi, quindi, si può essere favorevoli
alla soppressione di un singolo comma ma non alla soppressione
dell'intero articolo, quindi logicamente i due emendamenti
riguardanti i due singoli commi andavano sottoposti al voto. A dire
il vero, secondo il Regolamento andavano sottoposti al voto prima
del subemendamento riguardante l'intero articolo ma, una volta che
la Presidenza si è determinata a fare votare prima il
subemendamento riguardante l'intero articolo, avremmo dovuto
apprezzare i due subemendamenti riguardanti i due commi perché uno
può essere favorevole a mantenere l'intero articolo ma poi
favorevole a sopprimere uno dei due commi dell'intero comma, mi
pare logico ed è anche regolare e regolamentare.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento Gov2R 109 del
Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi,
(E' approvato)
A questo punto è assorbito il Gov2R 103 dell'onorevole Lentini.
Pongo in votazione l'articolo 2 dell'emendamento Gov2R, come
modificato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore
16.30.
(La seduta, sospesa alle ore 14.19, è ripresa alle ore
17.32)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che prima della
sospensione era stato approvato l'articolo 2. La Presidenza
ritiene, in attesa di un approfondimento relativo ai commi 19, 20 e
21, riguardanti la materia dei rifiuti, di stralciarli
dall'articolo 1 (formeranno poi un articolo a parte) e di procedere
ponendo in votazione ciò che rimane dell'articolo 1.
Si passa al subemendamentoGov2R 93 bis. Lo pongo in votazione.
MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Bonomo, Cappadona, Colianni, Cracolici,
D'Agostino, De Benedictis, Di Mauro, Federico, Ferrara, Gucciardi,
Laccoto, Lombardo, Marinello, Marziano, Mattarella, Musotto, Oddo,
Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Picciolo, Rinaldi, Ruggirello,
Savona, Speziale, Termine, indìco la verifica del numero legale.
Invito gli onorevoli deputati a registrare la loro presenza con la
scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Sono presenti: Ammatuna, Arena, Bonomo, Calanducci, Cracolici,
Cristaudo, Currenti, D'Agostino, D'Asero, De Benedictis, Di Mauro,
Federico, Ferrara, Forzese, Galvagno, Gennuso, Gentile, Gucciardi,
Laccoto, Leanza Nicola, Lombardo, Marinello, Marrocco, Marziano,
Mattarella, Minardo, Musotto, Oddo, Panarello, Panepinto,
Parlavecchio, Picciolo, Raia, Rinaldi, Savona, Scammacca, Speziale
e Termine.
Sono in congedo: Aricò, Bosco, Di Benedetto, Ragusa.
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 42
L'Assemblea non è in numero legale. Pertanto, la seduta è sospesa
e riprenderà tra un'ora.
(La seduta sospesa alle ore 17.35 è ripresa alle ore 20.10)
La seduta è ripresa. Onorevoli colleghi, si riprende dall'articolo
1.
Avevamo in sospeso il Gov2R 93 bis, a cui é stato presentato dagli
onorevoli Cimino e Bufardeci il subemendamento Gov2R 93bis.1.
Invito i colleghi a prendere visione dei due subemendamenti che
sono stati presentati.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, io ritengo che questo modo di
procedere sia un'offesa a questo Parlamento. Noi siamo qui da tre
settimane, con lunghe trattative fatte al di fuori di questo
Parlamento e senza tenere conto delle osservazioni che sono state
fatte nelle Commissioni di merito.
Mi dispiace doverlo dire, ma c'è un gruppo di deputati che non
accetta assolutamente di essere mortificato in queste condizioni.
Le faccio un esempio, caro Presidente e caro Assessore Armao: la
Commissione Sanità in tutti i cinque anni ha presentato un
emendamento che praticamente oggi potrebbe essere in conflitto,
così restando le cose, con la norma nazionale e con ipotesi di
incostituzionalità.
In questa trattativa che viene fatta al di fuori di questo
Parlamento mi risulta, e non so perché, che questo emendamento non
sarebbe presente. Allora io chiedo, perché è un mio diritto, che
prima di procedere con l'articolo 1 l'Aula conosca tutto il testo
su cui si andrà a votare.
Noi siamo qua da tre settimane, abbiamo fatto un lavoro per mesi e
questo lavoro viene vanificato da una trattativa extra Parlamento
che sa di privato e non a settori?
Mi dispiace, lei ha il dovere di inserirlo perché io, come
presidente della Commissione, ho presentato un emendamento fatto
all'unanimità da tutta la Commissione e sottoscritto dal Governo, e
lei non si può permettere di toglierlo in questo momento.
Allora io dico che le trattative in questa maniera sono un'offesa.
E perché sono un'offesa?
Perché, fra l'altro, diamo uno spettacolo indecoroso all'esterno:
da tre settimane noi deputati siamo qui ad aspettare venerdì,
sabato, lunedì e martedì, mercoledì senza capire.
Io pretendo, così come dice la norma, che si passi al testo
definitivo. Quando verrà presentato il testo definitivo, molto
realmente e secondo coscienza noi decideremo se votare o meno
questo bilancio che è al di fuori di tutte le norme. Lo dico in
maniera chiara.
Non può essere una trattativa fatta nella sua stanza, Presidente,
con alcuni gruppi che non rappresentano quello che è stato il
lavoro serio fatto da alcune Commissioni.
Ora lei pensa che possa essere mortificata una Commissione che,
all'unanimità, ha sicuramente portato un testo che creerebbe grossi
problemi a coloro che partecipano ai concorsi perché dichiarato
incostituzionale rispetto alla norma nazionale? Io le chiedo
questo.
Io penso che non possiamo procedere se non abbiamo il testo.
Questi compromessi fatti sulla nostre pelle non li accettiamo più
perché se è trattativa, la trattativa deve essere fatta alla luce
del sole. La vediamo, entriamo nel merito, entriamo nel merito
della tabella H e chiedo che venga totalmente tolta in un momento
in cui sono stati tolti 75 milioni di euro agli enti locali che
rischiano così il default. In un momento in cui non si sono
affrontati i problemi veri per quanto riguarda i rifiuti, in un
momento in cui l'economia siciliana è in queste condizioni, noi ci
permettiamo di dare prebende, nella Tabella H, a questo e a
quell'ente senza tenere conto delle reali esigenze e di ciò che
vuole la popolazione siciliana. Ecco perché, signor Presidente, la
invito a rispettare il Regolamento e chiedo che venga portato prima
tutto il testo, dopo di che valuteremo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza, in merito alle
osservazioni avanzate dall'onorevole Laccoto, assicurerà certamente
all'Aula di essere messa nelle condizioni di conoscere con certezza
il testo. Ma ci mancherebbe altro La Presidenza ha tutto
l'interesse a che ci sia chiarezza e a che i membri del Parlamento
siano messi nelle condizioni di capire il testo che vanno a votare.
Ci mancherebbe In questo momento e in questa fase si torna
all'articolo 1 che aveva solo due subemendamenti da votare, dopo di
che l'Aula sarà sospesa
LACCOTO. Non è un modo di procedere. Io non ci sto ad aspettare
qua che finiscono le trattative private
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, lei è pagato per fare questo
mestiere
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avevamo in discussione il
subemendamento Gov2R 93bis.1 a firma dell'onorevole Cimino.
CIMINO. Chiedo di parlare per illustrare il subemendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
subemendamento è mio e dell'onorevole Bufardeci. Intervengo per
chiarire l'importanza dell'emendamento.
Mi piace che la Commissione Bilancio, soprattutto, possa
attenzionare quello che si sta facendo perché il Governo ha di
fatto voluto cambiare la strategia che era stata prevista con la
legge del 2005 per la valorizzazione del patrimonio. Ma il Governo
ha ulteriormente insistito su questa manovra contraddicendo, caro
onorevole Cracolici, rispetto a quello che era stato definito in
Commissione Bilancio per le aree strategiche da salvaguardare per
la valorizzazione del patrimonio, perché nell'elenco delle società
individuato con il parere vincolante della Commissione Bilancio, vi
era, come ricordiamo, anche l'area strategica della valorizzazione
del patrimonio.
Con l'emendamento che il Governo ha proposto, di fatto, si chiude
la fase della valorizzazione del patrimonio con una società, con
un'area strategica secondo quanto previsto dalla Commissione
Bilancio, ma si prevede un'azione di valorizzazione del patrimonio
che direttamente fa l'Assessorato dell'Economia. Ho voluto
predisporre questo emendamento posto che nulla quaestio sulla
strategia del Governo rispetto ad un percorso che era stato
individuato di un fondo immobiliare di un'area pubblica, la
gestione diretta. Ma il personale che aveva la garanzia
occupazionale secondo la legge della Commissione Bilancio della
razionalizzazione delle società rischia, in questo caso, con questa
norma, di rimanere fuori; questa norma dice testualmente che,
indipendentemente dalla strategia che il Governo adotta, questo
personale deve avere le garanzie occupazionali e potere mettere
l'esperienza che negli anni ha attinto seguendo questa attività e
avendo ormai formato una certa professionalità nel settore, di
avere le strategie per poter transitare nei ruoli delle altre
società regionali attinenti per materia.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, credo che abbia ragione l'onorevole
Cimino perché formalmente noi stiamo trattando il 93 bis del
Governo che, sostanzialmente, propone che il processo di
valorizzazione, con questa legge, passa direttamente al
dipartimento. A questo emendamento, il 93 bis 1, aggiunge una
postilla che dice il personale della società che fino ad oggi ha
gestito per conto dell'amministrazione regionale la valorizzazione,
vengono fatte salve le garanzie occupazionali'.
Formalmente prima dobbiamo trattare il 93 bis, poi il 93 bis 1
perché, se per caso passa questo senza quell'altro, è chiaro che
stiamo giocando a Rin Tin Tin'. Fermo restando che dico al collega
Cimino nella legge sulle società partecipate, per tutte le società
partecipate per le quali abbiamo già definito le aree strategiche e
anche quelle per le quali sono state già poste in accorpamento,
esistono le norme di garanzia occupazionale.
Quindi, credo che siamo in presenza di una norma che è già
contenuta nel nostro ordinamento legislativo.
PRESIDENTE. E' vero quello da lei sostenuto, ma è vero anche
quanto sostenuto dalla Presidenza perché nel caso in cui, è vero
quello che lei dice, che se passasse il bis 1 e poi per caso non
dovesse passare il bis, quello resterebbe appeso in aria. Ma è vero
pure che se si boccia il bis, decade automaticamente il sub che era
appeso al bis.
Gli uffici confermano questo.
Il parere del Governo sul bis 1?
ARMAO, assessore per l'economia. Vorrei fare una precisazione
all'onorevole Cimino in ordine a questo emendamento che riprende
alcune considerazioni fatte dall'onorevole Cracolici.
Il sesto comma dell'articolo 20 è già vigente e riguarda tutte le
società. In ogni caso, vorrei ricordare all'onorevole Cimino che è
componente della Commissione Bilancio che il parere vincolante
della Commissione Bilancio ed il successivo decreto di
riorganizzazione delle partecipazioni regionali, ha previsto per
Sicilia patrimonio immobiliare' la totale partecipazione pubblica.
Non c'è alcun rischio per questi dipendenti di essere abbandonati,
non è una società a prevalente capitale privato ma a prevalente
capitale pubblico di cui comunque si prevede la totale
partecipazione pubblica. Sicché questo emendamento, mi spiace
definirlo tale, ad colorandum rispetto ad un quadro normativo già
pienamente compiuto e definito non muove in avanti le garanzie per
i lavoratori di un millimetro, ha una valenza più da manifesto che
di sostanza, fermo restando che per il Governo quello che conta è
l'emendamento che consente - anche al fine di rispettare gli
impegni con tutti i beneficiari del bilancio - una celere
dismissione e valorizzazione del patrimonio immobiliare.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Credo si sia chiarito, anche alla luce delle cose dette
dall'assessore Armao, il senso delle questioni di cui stiamo
parlando. Chiedo pertanto all'onorevole Cimino di ritenere superate
le ragioni dell'emendamento ritirando il subemendamento Gov2R
93bis.1.
PRESIDENTE. Il subemendamento Gov2R 93bis.1 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il Gov2R 93bis. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato, col voto contrario dei deputati di PDL, PID e UDC
Unione di Centro)
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato, col voto contrario dei deputati di PDL, PID e UDC
Unione di Centro)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, ha già proceduto a stralciare gli
articoli 19, 20 e 21. Adesso dovrà stralciare tutti quegli articoli
che sono all'interno del Gov2R affinché si possa fare quel lavoro
che i Capigruppo, insieme al Governo, hanno fatto in queste ore,
perché c'è stato un percorso molto travagliato da parte di tutti, e
su quelli che sono gli interventi dei Forconi così come il
capogruppo del Popolo della libertà ha suggerito, il disegno di
legge che è il vecchio emendamento del Governo.
Se noi lo annunciamo ora, anche più tardi, saremo nelle condizioni
di potere continuare con i lavori dopo che il Governo ha dato
un'occhiata agli emendamenti presentati per Gruppi partitici.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, più che di uno stralcio, la
Presidenza deve comunicare che ci sono una serie di articoli, il 3
viene del tutto stralciato, dal 4 al 15 vengono estrapolati
dall'articolo 1 perché andranno a far parte di un nuovo emendamento
che il Governo si sta apprestando a formulare ed a presentare
all'Aula.
LEONTINI. La materia dei Forconi va inserita in un altro disegno
di legge?
PRESIDENTE. La materia dei Forconi sarà oggetto di un disegno di
legge autonomo che voteremo contemporaneamente alla finanziaria.
La Presidenza sarebbe dell'idea di rinviare a domani mattina, alle
ore 10.00.
Potremmo sospendere l'Aula per due o tre ore, per dare tempo al
Governo di essere in grado di dare una valutazione sugli
emendamenti presentati per l'apprezzamento da parte del Governo e,
se il Governo sarà in grado, nell'arco di due ore, di darci una
risposta, possiamo anche continuare o comunque essere nella
condizione di essere sicuri dell'orario in cui fissare l'Aula
domani.
LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, è ovvio che l'utilità di questa
sospensione deriva dalla possibilità che il Governo ci dia, fra due
ore, la possibilità di conoscere il contenuto del maxiemendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, questo è ovvio. La Presidenza lo
aveva già annunciato.
Noi stiamo dando due ore di tempo anche per essere certi
sull'orario di rinvio per domani e questo lo potremo sapere dopo
che il Governo avrà fatto un primo apprezzamento rispetto al
materiale che ha ricevuto. Pertanto, entro due ore noi saremo in
grado di dare un orario certo, saremo in grado di sapere se
continuiamo, saremo in grado di sapere se dovremo rinviare a domani
alle dieci piuttosto che a mezzogiorno; ma questo lo sapremo dopo
che il Governo sarà messo in condizione di darci una risposta.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per due ore.
(La seduta, sospesa alle ore 20.35, è ripresa alle ore 22.50)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governo ha comunicato che per
esaminare e riorganizzare il testo da sottoporre all'Aula ha
bisogno ancora di un'ora e mezza circa, e anche gli uffici hanno
necessità di avere un congruo tempo per esaminare tutti gli
emendamenti.
Pertanto, la seduta è rinviata alle ore 0.30 di mercoledì 18
aprile 2012.
(La seduta, sospesa alle ore 22.51, è ripresa alle ore 2.47)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
dal Governo l'emendamento Gov5 che va inteso come maxi emendamento.
Viene demandato agli uffici il compito di curarne il coordinamento.
(La seduta, sospesa alle ore 2.56, è ripresa alle ore 3.22)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto, su segnalazione del
Governo che a pagina 7 il comma 10 è da considerarsi cassato; le
pagine 18 e pag. 20 sono identiche e vengono cassate; rimane solo
pagina 16; la pagina 68 è cassata; la pagina 71 è totalmente
illeggibile.
Comunico, inoltre, che pure pagina 72 è totalmente illeggibile.
Sospendo, quindi, la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 3.28, è ripresa alle ore 3.31)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Comunico che il Governo ha ritirato l'emendamento di
pagina 48.
L'Assemblea ne prende atto.
Per quanto riguarda, poi gli emendamenti delle pagine 71 e 72, è
stata presentata una copia leggibile e, quindi, sono da
riconsiderare facenti parte del maxiemendamento.
L'emendamento di pagina 71 recita: Possono essere destinate,
allora, una parte delle risorse destinate all'azienda ospedaliera
universitaria, possono essere destinate alla contrattualizzazione
dei soggetti utilizzati in convenzione, entro il termine perentorio
del 31 dicembre 2008, presso le stesse, ai sensi dell'articolo 30
della legge regionale 7 agosto 1997, n. 20 e dell'articolo 10,
comma 3, del decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468,
finalizzate alla stabilizzazione occupazionale dei lavoratori
impegnati, estendendo a questi ultimi i benefici e gli incentivi
previsti all'articolo 1, comma 550, della legge 24 dicembre 2007,
n. 244.
MARROCCO. Signor Presidente, era stato ritirato.
PRESIDENTE. No, onorevole Marrocco, era illeggibile, ed è stata
presentata la copia leggibile firmata dal Governo. E anche per
l'emendamento di pagina 72, quindi, sono da considerare
reintegrati.
CRACOLICI. Ma sono emendamenti che riguardano il personale .
PRESIDENTE. Anche la Presidenza ha questa impressione, però questo
ha presentato il Governo, si tratta di nuovo personale.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e per la
mobilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e per la
mobilità. Signor Presidente, relativamente al contenuto
dell'emendamento di pagina 18 deve considerarsi ritirata la parte
che introduceva interventi urbanistici. E' necessario, però,
mantenere il comma 2 in quanto contiene una proroga.
PRESIDENTE. Assessore, l'emendamento di pagina 18 è già stato
ritirato.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e per la
mobilità. Signor Presidente, questo significa che alcune decine di
graduatorie non vengono prorogate.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che all'emendamento Gov 5
è stato presentato il subemendamento Gov 5.1, degli onorevoli
Rinaldi, Galvagno, Barbagallo e Ferrara.
Lo pongo il votazione. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, chiedo ai firmatari di trasformarlo in ordine del giorno,
perché si raggiunge lo stesso obiettivo, e il Governo ne terrà
conto; in caso contrario si interviene attraverso una norma che
interferisce su fatti di urbanistica i cui effetti non riusciamo a
valutare. I piani paesaggistici incidono sull'ordine del giorno e
la circolare la invia a seguito di questo ordine del giorno che noi
recepiamo come tale. E' la stessa cosa.
Si raggiunge l'obiettivo senza conseguenze che possono essere
quanto meno non valutabili.
RINALDI. Non è la stessa cosa, signor Presidente, ci sono 50
emendamenti. Una cosa è un emendamento, una cosa è un ordine del
giorno. Ordini del giorno ne abbiamo approvati centinaia e nessuno
è stato preso in considerazione. Se ci vogliamo prendere in giro,
lo possiamo fare.
LOMBARDO, presidente della Regione. Visto che non riusciamo a fare
una valutazione compiuta, ci rimettiamo all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento Gov5.1. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento Gov5.2 a firma dell'onorevole Rinaldi
ed altri.
MANCUSO. Signor Presidente, perché stiamo votando gli aggiuntivi?
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, non sono aggiuntivi, si tratta di 5
subemendamenti che sono stati presentati in quanto il Governo
stesso ha ammesso che si è trattato di una dimenticanza.
Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto;
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento Gov5.3. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. La Commissione si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto;
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento Gov5.4.
Sull'ordine dei lavori
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, a me sembra che non si stia procedendo
con serietà.
Era stata fatta una scrematura, anche con la Commissione, e si era
detto di passare al maxi emendamento dove avrebbero dovuto affluire
vari emendamenti, tra cui anche i subemendamenti che sono vere e
proprie dimenticanze al testo originario. Tra l'altro, temo che qui
ci sia un problema: questo testo, così come lo stiamo votando e
come è formulato, domani potrà essere completamente stravolto,
preché possono entrare dentro lo stesso tanti altri fogli che oggi
qui noi non conosciamo.
Signor Presidente, ci dobbiamo fermare un attimo e vedere di
correggere un errore che è stato commesso. Questi non sono
subemendamenti, erano degli emendamenti che, a causa di una
dimenticanza, non sono confluiti nel malloppo che è stato
presentato all'Aula.
Dobbiamo quindi fermarci un attimo per comprendere come poter
procedere in maniera compiuta e regolare, diversamente quest'Aula
rischierebbe di commettere della illegittimità, ed io credo che noi
non ne vogliamo commettere.
Onorevole Di Mauro, possiamo stare qua anche fino a domani mattina
alle 8.00, io non ho nessun problema, tanto mi avete costretto a
stare qua. Abbiamo tanto tempo, e non abbiamo nessuna premura di
andarcene. E' chiaro però che ci deve essere equità di trattamento;
disparità di trattamento, furberie o, meglio ancora, atti subdoli
non piacciono a quest'Aula.
Non credo che quest'Aula voglia commettere errori grossolani, anzi
credo che abbia tutto l'interesse per potere operare in maniera
serena e terminare al più presto.
Il mio intervento vuole essere un contributo ai lavori dell'Aula,
non vuole assolutamente essere un momento ostruzionistico o un
momento che voglia creare una battuta di arresto ai lavori
dell'Aula. Quindi, signor Presidente, io la prego e prego anche il
Governo di fare focus su queste materie, anche perché trattasi di
materie abbastanza articolate, complesse, diversificate, altrimenti
rischiamo l'empasse, corriamo il rischio di fare come quello che
vuole mangiare troppo e poi si ferma perché si ingozza Lo dobbiamo
fare
Io comunque mi riservo di intervenire per dichiarazione di voto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2012. Legge
di stabilità regionale» (n. 801/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo l'esame del
subemendamento Gov5.4 dell'onorevole Marrocco.
MARROCCO. Dichiaro di ritiralo perché identico all'emendamento di
pagina 39.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento Gov 5.6. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, è chiaro che stiamo procedendo con
una certa stanchezza, anche perché sono le quattro del mattino.
Però vorrei che valutassimo tutti assieme - non voglio soltanto
caricarne la Presidenza, ma tutti assieme -, di evitare di
approvare norme di molto probabile impugnativa, ma quello che mi
preoccupa non è l'impugnativa ma la costituzione dei precedenti.
In particolare, in materia di stabilizzazioni del personale
precario dobbiamo fare attenzione, perché viviamo in una Terra dove
la crisi industriale è drammatica, ci sono centinaia, se non
migliaia, di lavoratori che perdono il posto di lavoro, che cercano
di avere un'interlocuzione istituzionale. Se noi introduciamo il
principio che l'interlocuzione istituzionale per i lavoratori in
mobilità (penso a Telecom s.r.l., penso alla Keller, penso a tante
crisi economiche e industriali che ci sono in Sicilia), come
prospettiva diamo quella di essere stabilizzati alla Regione o
negli enti locali, noi non facciamo un bene né ai lavoratori né
alla Sicilia.
Ecco perché suggerirei a tutti noi di valutare questo tipo di
norme.
Io non voglio aggiungere altro, non voglio urtare la sensibilità
di nessuno; però credo che la Presidenza, apprestate le
circostanze, dovrebbe evitare di fare norme che magari fanno un
titolo domani su qualche giornale, che però saranno impugnate;
facciamo danni d'immagine, di approccio da parte del Parlamento su
materie così delicate.
Ci sono emendamenti che vanno in questa direzione.
PRESIDENTE. Onorevoli Cracolici, la Presidenza valuta
positivamente il suo intervento.
Il Governo ha presentato questo maxi emendamento, lo invito
pertanto a ritirare le parti che ritiene di essere a rischio di
precedente. Sostanzialmente gli emendamenti di pagina 71 e 72.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Il Governo non può che
convenire su questa impostazione, che ci porta a due conseguenze.
Quella mediata, che forse arriva fra qualche giorno, sarà
sicuramente l'impugnativa; quella immediata, cioè domani o
posdomani, sarà un'aggressione più che meritata dei media, anche
nazionali, che attaccheranno complessivamente questa norma che - vi
devo dire sinceramente - contiene una serie di spunti molto
positivi per la nostra Regione.
Quindi, vorrei invitarvi, così come anche l'onorevole Falcone, e
l'onorevole Bufardeci, ad attenersi a questa impostazione, perché,
in caso contrario, rischiamo di compromettere tutto questo lavoro
che, complessivamente, vi posso assicurare, credo che possa
soddisfare tutta l'Assemblea, eliminando da questo emendamento una
serie di norme che non passano e ci squalificano, anche se questo
può dispiacerci, perché a ciascuna di queste qualcuno di noi può
essere interessato.
Quindi, vi invito, caldamente, se non vogliamo compromettere
questo lavoro, compresa la fatica che abbiamo accumulato, a
rinunciarvi.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio dire
all'onorevole Cracolici, al Presidente della Regione, a quest'Aula
che non c'è nessuna intenzione o interesse da parte mia nel
sostenere il contenuto della pagina 72 che cercherò di spiegare.
Non saremmo qui alle quattro del mattino ad attendere per ore, anzi
per settimane, la stesura definitiva di questa finanziaria, se
volessimo delle norme che non avessero un senso. Signor Presidente,
nessuno ci squalifica, perché noi con questo articolo stiamo
esclusivamente lavorando alla soluzione di una questione che
riguarda un gruppo di lavoratori che da circa venti anni sono già
LSU, e che lavorano al Comune di Siracusa che, purtroppo,
quest'anno non hanno avuto la copertura finanziaria che si assegna
all'interno del Fondo del precariato. Che questa somma la si prenda
dal Fondo delle autonomie, o da dove si vuole, basta che comunque
complessivamente questo personale non diventi sostanzialmente
esodato, per incrementare il numero delle polemiche dei soggetti
che hanno più di 50 anni e non hanno un lavoro. Si tratta del
personale della ex Pirelli, come quello di Villafranca, che
lavorava all'impianto della SOVISCAVI di Siracusa che, ribadisco,
da venti anni ha lavorato al comune di Siracusa.
Se si ritiene che la formula trovata prima con gli Uffici sia una
formula impropria, bene, che il Governo la modifichi e che recuperi
risorse anche dal Fondo delle autonomie, così come ha fatto con gli
altri lavoratori del mondo del precariato degli LSU, ma che questo
personale non diventi domani mattina personale disoccupato, perché
- ribadisco - non è un nuovo personale, non è un soggetto nuovo è
personale LSU da venti anni, quindi partiamo da questo dato, senza
il quale chiaramente ci potrebbe essere la squalifica o il disdoro
di cui parla il Presidente della Regione. Qua non c'è nessun
disdoro, ribadisco, c'è una norma che cerca di cautelare un aspetto
sociale di dodici, tredici, undici, non so bene quanti siano questi
lavoratori che, ribadisco, da venti anni lavorano al comune di
Siracusa e che sono LSU.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Onorevole Bufardeci, in questo
maxi emendamento abbiamo accolto delle norme che non comportavano
spesa, questo invece comporta spesa. Quindi, se lo trasformiamo in
un ordine del giorno che impegna il Governo a trovare una soluzione
per questa categoria, come posso assicurarle per tantissime altre
decine e decine di lavoratori che a qualche titolo comunque sono
stati regolarmente retribuiti da dieci anni, otto anni, cinque
anni, e che per una ragione o per un'altra purtroppo si trovano
ormai nella condizione in cui si trovano questi soggetti di cui lei
parla.
Bisogna capire da quali fondi attingere per eventualmente
finanziare questo emendamento. E il Governo si impegna ad
affrontare l'argomento, ed eventualmente ad approntare una
soluzione, la approntiamo insieme. Questa, così come altre norme,
ecco perché né l'onorevole Falcone, né altri, dovranno ritenersi
titolari o destinatari di trattamenti diversificati.
PRESIDENTE. Allora gli emendamenti di pagina 71 e 72 si intendono
ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, preciso che il subemendamento Gov5.6 che
abbiamo già votato, si intende solo per la parte che riguarda
l'articolo 1, comma 2, della legge regionale n. 10 del 2000, che è
la parte centrale.
Si passa al subemendamento Gov5.7 degli onorevoli Lupo e
Cracolici. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento Gov5.8 dell'onorevole Ruggirello.
MANCUSO. Signor Presidente, lei ha detto che a pagina 48 è stato
stralciato e quindi che votiamo?
PRESIDENTE. Il 5.8 si riferisce a pagina 48. Esatto. Ha ragione
lei, onorevole Mancuso
Onorevoli colleghi, il subemendamento Gov5.8 è superato.
Siccome ho anche dettato i tempi giusti, vi prego di stare
attenti. L'ho detto molto forte. L'ho detto molto bene. State
attenti pure voi, è tardi per tutti.
Si passa all'emendamento Gov5.9 degli onorevoli Maira, Cordaro,
Corona, Cascio Salvatore. Il Governo ritiene che non ci sia bisogno
di copertura finanziaria?
LOMBARDO, presidente della Regione. No.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'onorevole Dina vi appone la firma.
Si passa al subemendamento Gov5.11 degli onorevoli Apprendi,
Panepinto, Raia e Oddo.
E' inammissibile perché illeggibile.
Si passa al subemendamento Gov5.12 degli onorevoli Apprendi,
Panepinto, Oddo e Panarello.
Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento Gov5.13, degli onorevoli Apprendi,
Panepinto ed altri.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza..
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'intero emendamento Gov5 con le precisazione
che ho fatto precedentemente.
Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza..
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato, col voto contrario dei deputati dei Gruppi PDL, PID
e UDC Unione di Centro)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento GovR4 e
il subemendamento GovR4bis.1.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 4.10, è ripresa alle ore 4.27)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si riprende l'esame del subemendamento GovR4bis.1, a
firma del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame del subemendamento GovR4bis.2. degli onorevoli
Apprendi e Cracolici.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame del subemendamento GovR4bis.5, degli onorevoli
Oddo, Apprendi, Raia e Donegani. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'esame del subemendamento GovR4bis.6, degli onorevoli
Oddo, Apprendi, Raia e Donegani. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'esame del subemendamento GovR4bis.4, degli onorevoli
Calanducci, Federico, Gennuso e Cristaudo.
CALANDUCCI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che
l'ora è tarda, ma un po' di attenzione su questo argomento è
fondamentale. Intanto, il subemendamento GovR4 bis. 4 è in realtà
un disegno di legge che è stato trasformato in subemendamento per
mantenere fede agli impegni assunti in un tavolo di trattativa con
chi rappresentava le istanze nel territorio siciliano, che diverse
volte si sono incontrate sia con il Governo che con la Presidenza
dell'Assemblea, e ci siamo impegnati a realizzare una legge che
aveva alcuni princìpi fondamentali.
Questa legge non è stata stilata per la circostanza, perché è
circa un anno che ci lavorano anche altri colleghi, personalmente
mi sono avvalso di collaborazioni esterne, degli uffici della
Regione e degli stessi tecnici. Già nella finanziaria scorsa avevo
provato a presentare un emendamento, che aveva raccolto 50 firme
dei colleghi, ma allora fu convenuto che era meglio ritirarlo per
lavorare più approfonditamente e per potere formulare una legge
completa. I punti essenziali di questa legge, vista dalla nostra
ottica, sono perfettamente costituzionali e legittimi, e cercherò
di illustrarli secondo quest'ottica.
La normativa statale che rappresenta la legge-cornice individua i
principi fondamentali che la Regione, nel disciplinare la normativa
di dettaglio nell'ambito della stessa materia, dovrà rispettare,
alla stregua dei principi costituzionali, quindi anche per i
contenuti del nostro stesso Statuto, che sono principi di rango
costituzionale. Ne consegue che, nell'esercizio della competenza
legislativa concorrente, non risulta costituzionalmente possibile,
distinguere un ambito organizzativo della Regione e aspetti
sostanziali dello Stato dai loro principi fondamentali, così come
si è pronunciata la Corte costituzionale e lo stesso articolo 17
dello stesso Statuto recita.
Quanto è affermato dai punti precedenti, è tanto vero che la
Regione siciliana ha esercitato la propria potestà legislativa in
materia di riscossione dei tributi, in quanto riconosciuto dalla
stessa Corte costituzionale attraverso la legge regionale 35 del 3
settembre 1990. In proposito la stessa normativa statale, articolo
4 della legge 158 del 1990, sancisce che alla liquidazione e
riscossione provvedono tre regioni ed anche con la legge regionale
24 agosto del 1993. In ogni caso ci sono una serie di sentenze che
legittimano questi aspetti sanciti nel sub emendamento.
La Regione, in questo caso, interverrebbe su quattro punti
salienti. Il primo è l'iscrizione ipotecaria, cosa abbastanza
contrastata e che dimostra come la Regione può legiferare in
merito, che stabilisce una soglia di 70 mila euro di debito certo,
soprattutto nei confronti dello Stato, un livello al di sopra del
quale la SERIT può iscrivere ipoteca. Il secondo aspetto riguarda
il fermo amministrativo, che si sente molto spesso e per cifre
anche irrisorie, che viene stabilito in 10 mila euro. Il terzo
punto, fondamentale, è quello che elimina le more, non interviene
nel debito principale, nella sanzione che l'ente impositore già
iscrive al ruolo, ma sulle more che si aggirano - udite bene, per
chi non lo sa - intorno al 36 per cento. Ciò vuol dire che sono
ampiamente tassi usurai. Il quarto punto è quello che, al momento
della pubblicazione della legge, decorrono 180 giorni per le
cartelle precedentemente notificate per poter essere saldate con
questi criteri. Interessi legali dopo 180 giorni e non interessi di
mora e orpelli vari che avvicinano l'imposizione più ad una azione
depressiva nei confronti del cittadino.
Ma voglio sottolineare anche un aspetto sociale, signor
Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Calanducci, la prego di concludere.
CALANDUCCI. Signor Presidente, questa è una legge che parte dalla
gente e che vuole la gente per cui lei mi deve dare la possibilità
di illustrarla.
PRESIDENTE. Onorevole Calanducci, deve concludere oppure le tolgo
la parola.
CALANDUCCI. E' un atto per far ripartire il volano economico della
nostra Regione.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, comprendo perfettamente l'impegno dell'onorevole
Calanducci, che sull'argomento credo abbia fatto più di un
approfondimento. Il Governo condivide pienamente i contenuti
dell'emendamento.
Ma vorrei informare l'Aula, ed in particolare chi più ha
approfondito l'argomento, che l'articolo che tratta la materia
contenuto nell'ultimo emendamento Gov5, è stato il frutto di un
confronto che più volte abbiamo avuto con l'Ufficio del Commissario
dello Stato. Addirittura le 99 rate e non le 72 che valgono per il
resto del Paese saranno oggetto di una impugnativa.
Allora, siccome temo che anche quello che noi abbiamo scritto e
che non è condiviso possa essere oggetto di impugnativa, a maggior
ragione lo sarebbe questo emendamento che lei propone, che è
sostitutivo del contenuto sulla materia che il Governo ha
presentato. Tenuto conto che sull'argomento torneremo sicuramente,
perché sappiamo quanto è sentita l'esigenza che si intervenga in
materia di riscossione e di SERIT, inviterei l'onorevole Calanducci
a ritirare l'emendamento e, semmai, cercare insieme, non soltanto
in sede locale ma con un confronto che dovremmo riprendere in sede
nazionale, di trovare una soluzione che potrà arrivare con un nuovo
disegno di legge. E' molto complicato E' difficilissimo che il
Governo oggi consenta alla Sicilia, piuttosto che al Friuli ovvero
alla Sardegna, di intervenire in materia tributaria, perché la
difficoltà finanziaria del nostro Paese non è minore di quella che
ha la nostra Regione.
Quindi, io sono poco ottimista e per evitare che questo
emendamento venga bocciato o poi impugnato dal Commissario dello
Stato, invito l'onorevole Calanducci e quanti altri condividono, a
ritirarlo, impegnandoci noi, dinanzi ad una più che probabile
impugnativa, ad approfondire l'argomento e ad arrivare ad una
soluzione che possa avere lo sbocco da tutti noi auspicato,
diventare, cioè, una legge che intervenga sulla materia, tanto
importante per le nostre imprese e le nostre famiglie.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevole Calanducci, la proposta di subemendamento credo che sia
condivisa da tutti, non soltanto con la sensibilità dei legislatori
che vivono i drammi di questa Terra, ma oserei dire anche a titolo
personale, perché con queste vicende di confronto con le società di
riscossione credo che, a titolo personale o anche professionale,
abbiamo tutti dei problemi, o quanto meno la gran parte.
Mi rendo conto che ha ragione il presidente Lombardo, perché nel
momento in cui noi entriamo in un meccanismo di tassazione, tra
l'altro espressamente detto nell'emendamento per quanto riguarda
tasse e imposte statali, neanche regionali, andiamo incontro ad una
impugnativa certa.
Però, considerato che l'esigenza è generale, al di là del
confronto tra Stato e Regioni, credo che possiamo tutti prendere
l'impegno che questo emendamento venga trasformato in una legge
voto, che è l'unico strumento che l'Assemblea può avere come
confronto col Governo nazionale, tenendo presente che questo tipo
di normativa può avere enorme successo in Parlamento, perché
affronta un'esigenza generale che riguarda tutte le regioni
d'Italia, e forse può trovare poco consenso del Governo nazionale,
ma grande consenso nelle Aule parlamentari.
PRESIDENTE. Onorevole Calanducci, ritira l'emendamento?
CALANDUCCI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento Gov R4 bis.3.
MANCUSO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento GovR4 bis.9, degli onorevoli Oddo,
Cracolici, Apprendi, Raia e Donegani.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, intervengo solo per chiedere se il
rubinetto è chiuso, perché se invece è ancora aperto ci deve dare
un po' di tempo.
Assessore Armao, per celerità il Gov4 è diventato un altro
emendamento del Governo, ma avevamo deciso che tutti gli
emendamenti aggiuntivi si chiudevano con l'emendamento Gov5, quindi
lei non dovrebbe dare parere favorevole a questi emendamenti e ad
altri che forse ancora ci sono, a meno che il Governo non abbia
ritenuto di riaprire il rubinetto, e allora noi siamo pronti a bere
l'acqua. Deve decidere, assessore, perché non è più possibile
andare avanti così, non finiamo più
CRACOLICI. Il bis 7 è giusto
MANCUSO. Non lo so che cosa è, forse è la cosa più bella del
mondo, e quindi, come tale si può solo apprezzare. Mi pare però che
sull'emendamento Gov4 abbiamo già fatto qualche passo un po'
eccessivo, pertanto prego il Governo e chi ha presentato questi
emendamenti di ritirarli e votare quello che abbiamo tutti
concordato nel rispetto del lavoro di ognuno di noi.
Chi voleva fare altri emendamenti poteva presentarli al Gov5, come
gli altri, dove non c'è stato nessun tipo di azione ostativa, né
del Governo né dell'Aula.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, la struttura, e di questo facciamo ammenda, ha dovuto
rilevare che è opportuno supportare con copertura finanziaria,
sebbene assai marginale e minimale, l'articolo 1 nella parte in cui
individua attività ispettive, al fine di tutelare e sostenere le
attività antifrode assegnate all'Amministrazione regionale, e poi
per quanto riguarda contrasto all'evasione e semplificazione di
materia di riscossione.
PRESIDENTE. Assessore Armao, le chiedo scusa, su cosa sta
parlando?
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, stavo
illustrando i subemendamenti GovR4 bis.8 e GovR4 bis.7, soltanto
per una esigenza di completezza, per spiegare la ragione per la
quale il Governo ha dovuto fare questa integrazione, sulla quale
chiediamo, vista l'ora tarda, anche la comprensione dell'Aula,
poiché gli uffici sono stati sottoposti ad una pressione non
indifferente.
Si tratta dell'attività ispettiva che viene disciplinata
dall'articolo 1 in ordine all'attività antifrode e all'attività di
contrasto all'evasione e semplificazione.
Gli uffici hanno evidenziato che era necessario dare una pur
minima copertura finanziaria e quindi, ripeto, faccio ammenda e mi
dispiace non aver potuto presentare l'emendamento completo, ma
l'Ufficio, la struttura è stata sottoposta ad una pressione che
avete visto tutti e quindi su questo credo che si possa avere
un'adeguata considerazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento GovR4 bis.9. Il
parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento Gov R4bis.7, del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento GovR4 bis.8, del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione dell'emendamento GovR4 bis, come emendato. Il
parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame del disegno di legge n. 801/A e
dei relativi articoli accantonati. Si riprende l'esame
dell'articolo 1.
Onorevoli colleghi, gli emendamenti all'articolo 1 sono stati
tutti assorbiti dagli emendamenti che abbiamo già approvato,
pertanto lo pongo in votazione, come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ricordo all'Aula che, quando abbiamo approvato l'articolo 4, la
Presidenza ha precisato che, rispetto a taluni emendamenti, si
sarebbe provveduto ad intervenire successivamente.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Maira il
subemendamento 4.22.1.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio porre una
questione di fondo, che non è relativa all'emendamento 1, 2 o 3.
L'anno scorso, noi abbiamo modificato la legge che disciplinava le
riserve per gli enti locali, abbiamo abrogato una serie di norme ed
una serie di riserve.
Ci siamo ritrovati, già l'anno scorso, ma anche quest'anno, un
sistema attraverso il quale, in nome della cancellazione delle
riserve, stiamo introducendo le mance.
Le riserve nascono da un fondamento che è la necessità di
finanziare, attraverso l'Assessorato delle Autonomie locali,
servizi a interesse regionale, come i trasporti degli alunni o
altre attività.
Ma, con tutto il rispetto, se dobbiamo mettere i soldi per le
autonomie locali e far diventare quel fondo un fondo da cui ognuno
poi ci mette la riserva relativa al proprio comune, credo che
abbiamo cambiato il senso delle riserve, che invece devono avere un
carattere generale, altrimenti si trasformano in mance. E se sono
mance, credo sia legittimo che ogni collega, a partire dal luogo
dove è nato, possa stabilire qual è la mancia più mancia da
garantire. Io chiedo ai colleghi, tutti, di ritirare questi
emendamenti che riguardano il fondo delle autonomie locali, le
riserve per alcuni comuni, perché è inaccettabile, perché il
carattere delle riserve deve avere un carattere generale; già c'è
qualche riserva, che abbiamo approvato, che non considero tale, ma
addirittura aggiungere ulteriori deroghe a quel principio, rende
ridicolo il fondo per le autonomie locali.
Allora, dobbiamo anche decidere, forse alla fine, prima o poi,
sarà più utile abolire il fondo per le autonomie locali, quanto
meno evitiamo questo sistema delle mance. Ripeto, chiedo ai
colleghi di ritirarli, in ogni caso non darò il mio voto a favore
di questi emendamenti. Lo dico subito, perché considero questo
modello inaccettabile, insopportabile e che, soprattutto, offende
anche gli altri colleghi che sono in quest'Aula.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, due
brevissime considerazioni.
Ricorderà l'Aula, ma in ogni caso vi è la trascrizione di un mio
intervento, quando la Presidenza decise sostanzialmente di ritirare
tutti gli emendamenti all'articolo 4 del Bilancio, che ebbi modo di
prendere la parola e non condivisi questa decisione; si prese
impegno generale che alcuni di quegli emendamenti sarebbero stati
riesaminati in sede di stesura finale del provvedimento, vuoi con
ricorso all'articolo 117, vuoi anche, così come decise la
Presidenza, con la predisposizione di apposito emendamento. Ricordo
al Governo e soprattutto all'assessore Armao che, in una delle
riunioni di Commissione Bilancio, a chiusura di una discussione,
era stato predisposto un emendamento che riguardava Caltanissetta e
che poi intenderò brevemente illustrare, e il Governo aveva anche
apposto la sigla per il parere favorevole.
Aveva una giustificazione il parere favorevole, adesso dirò quale.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Si decise in sede di Commissione Bilancio, però, di non
formalizzare il parere del Governo perché se ne sarebbe parlato più
correttamente in Aula, cosa che stiamo facendo stasera. Perché
ritengo che questa vicenda di Caltanissetta sia una vicenda diversa
dalle altre e che soltanto per esigenze di percorso si trovi ad
essere inquadrata nell'ambito delle autonomie locali? Come è facile
evincere dallo stesso tenore dell'emendamento, si fa riferimento
all'articolo 1, lettera U della legge regionale 20 luglio 2011,
numero 16, norma che espressamente, con la lettera U, ha previsto
un finanziamento per il centro storico di Caltanissetta ed è stata
già erogata una prima fase di 500 mila euro.
L'importo che stasera viene portato con l'emendamento è a
completamento di quella prima fase di finanziamento che altrimenti
farebbe restare il centro storico di Caltanissetta in mezzo al
guado perché non completerebbe la necessità del comune di
Caltanissetta.
Se si ha la bontà, lo chiedo anche agli uffici di leggere proprio
la lettera U di questo articolo 1 della legge numero 16 del 2011, è
espressamente detto che è una norma per finanziare il centro di
Caltanissetta, quindi, ritengo di non condividere le considerazioni
fatte dal collega Cracolici perché questa vicenda di Caltanissetta
è già corretta da una norma specifica per Caltanissetta.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, alle cinque
del mattino dopo due giorni di lavoro in cui stiamo chiudendo con
qualcosa che forse nessuno di noi sa bene che cosa è, mi riferisco
al cinque, al Gov5 che abbiamo votato, ora è paradossale che
dobbiamo lavorare per aggiungere qualcosa che spunta, e lei mi dica
da dove, perché noi l'articolo 4 del disegno di legge in
riferimento lo abbiamo già votato.
Ora non capisco se dobbiamo aprire la questione al di là del
merito.
Allora, se apriamo la questione credo che ciascuno di noi abbia
qualcosa di cui si è dimenticato e che vorrebbe aggiungere in
ordine alle riserve.
Allora stabilisca, signor Presidente, qual è il merito con cui
questa Aula si vuole determinare in questa direzione. Nel merito
ricordo che abbiamo già fatto tentativi di questo genere.
Io non so cosa leggeremo e cosa faremo leggere ai siciliani di ciò
che abbiamo approvato questa sera, ma certamente non vorrei essere
profeta nel dire che ciò che approveremmo sarebbe una ennesima
norma bancomat in cui abbiamo utilizzato il criterio delle riserve
come una sorta di nuova Tabella H. Già lo abbiamo fatto e adesso
carichiamo sul trasferimento agli enti locali, attraverso le
riserve, tutti i desideri di noi singoli deputati.
Se è così, lo stabiliamo. Penso che non mancano deputati che hanno
da esprimere desideri ed aggiungere i propri. Allora, ci fermiamo e
diamo il tempo per fare questi emendamenti perché questi sono
emendamenti a questo testo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 4.22.1?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, non mi metta in difficoltà, siamo
già in votazione.
Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, dichiaro il mio voto favorevole
all'emendamento in discussione.
Onorevole Cracolici, il suo intervento è assolutamente
condivisibile in termini di principio.
Però, c'è un però, ed è sostanziale e mi fa specie che l'assessore
Armao abbia dimenticato gli impegni che ha preso quando abbiamo
esitato il Bilancio. Questa partita era una partita di bilancio.
Ci avete chiesto come Gruppo parlamentare di procrastinarla ad una
fase successiva e cioè alla fase della finanziaria, per esitare
velocemente il bilancio.
Il Gruppo dei Popolari e il capogruppo, onorevole Maira, per
primo, si è fidato degli impegni presi dal Governo nella persona
dell'assessore Armao.
Io chiedo alla speaker di maggioranza, onorevole Cracolici, di
spiegarci, fermo restando e fatto salvo il principio, se quando in
questa Aula ci chiedete qualcosa per velocizzare un iter
legislativo, e noi acconsentiamo, la risposta debba essere il
mancato impegno rispetto ad un nostro impegno.
Se questo è il rapporto che si deve instaurare questa sera, ne
prendiamo atto, siamo disponibili anche a ricominciare dall'inizio,
rispetto a tutto ciò che resta, perché qui voi avete assunto degli
impegni precisi.
Stiamo parlando di un tema assolutamente di principio che,
peraltro, non riguarda Palermo ma riguarda Caltanissetta, riguarda
comunque cittadini siciliani, una comunità siciliana, ma al di là
di questo ribadisco il principio, assessore Armao, ci siamo detti
con estrema chiarezza quale era il percorso da adottare.
Il percorso da adottare prevedeva, alla fine, che questo
emendamento facesse parte di un ragionamento complessivo che
portasse la tutela di una comunità che è Caltanissetta, in questo
caso.
Lei non può esprimere parere contrario perché altrimenti significa
che rimettiamo in discussione tutto ciò che abbiamo fatto finora.
Io voto favorevolmente.
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, vede le osservazioni del capogruppo
del Partito democratico avevano un senso qualora invita i colleghi
presentatori degli emendamenti a ritirarli. E non può farlo per il
4.22.1, perché come ha detto l'onorevole Maira, come lei ricorderà
visto che era presente alle riunioni delle Conferenze dei
Capigruppo in cui il Governo si è impegnato, era un'azione, un
contributo per un centro storico di una città come Caltanissetta,
che aveva iniziato un percorso, e questo percorso si completava con
questo milione di euro che serve per raggiungere la finalità di
quella legge. Non è il contributo a cui forse lei si riferisce, al
4.3.1, che è l'emendamento successivo, che è un'altra cosa.
Rispetto a questo, quindi, ritengo che il Governo deluda quando
prende parte ad un lavoro che abbiamo fatto tutti quanti insieme e,
poi, ad una dichiarazione del capogruppo del Partito Democratico,
immotivatamente, su questo primo emendamento...
CRACOLICI. Ma l'ho chiesto a tutti, non a questo primo e darò il
mio voto contrario a tutti.
MANCUSO. Ma, io lo ripeto, su questo primo emendamento mi sarei
aspettato, quanto meno, dal Governo che si rimettesse all'Aula,
considerato l'impegno preso.
Dare il voto contrario ad impegni presi, certamente, non fa onore
a noi che abbiamo partecipato ad un tavolo, dove abbiamo ritenuto
di parlare con chi gli impegni presi, poi, li rispetta
nell'interesse della comunità di Caltanissetta.
Rispetto a questo, quindi, per quanto mi riguarda, ribadisco
quello che è stato l'impegno preso e voto favorevolmente questo
emendamento. Sarei d'accordo anche su altri, ma considerato che
questo discorso non si è fatto, non posso esprimere la stessa
vicinanza politica e di voto.
Per quanto riguarda solo questo emendamento, gli impegni presi,
per quanto riguarda il nostro Gruppo politico, si rispettano.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, Presidente della Regione. Possiamo, qua, presentare
emendamenti su questo argomento, relativamente a città che hanno
condizioni particolari da meritare finanziamenti per i centri
storici o per altre realtà che meritano investimenti da parte della
Regione, così come ha fatto l'onorevole Minardo per Modica, poco
fa, giustamente. Si tratta, anche in quel caso, di un centro
storico caratterizzato dal barocco. L'onorevole Ragusa l'ha fatto
per Scicli e tanti altri colleghi lo possono fare. Il fondo delle
autonomie, però, si esaurirebbe per questo.
C'è un emendamento, per carità, rispettabile anche questo, che
destinerebbe 20 milioni di euro per i comuni bandiera blu della
FEE, se non sbaglio. E poi tanti altri interventi.
Cosa voglio dirvi, allora? Se le riserve potessero essere
destinate ad iniziative, dovrebbero riguardare l'intero territorio
o servizi che, comunque, si sviluppano su vasta scala, anche per
altre riserve, per carità, che sono state attivate,
precedentemente, ci sarà da parte vostra l'esigenza di un
ripensamento.
Io inviterei allora i colleghi a ritirare tutti gli emendamenti.
Se un impegno, come pare, c'è stato, e me lo confermerà, me lo
avete confermato già voi, nei confronti del centro storico di
Caltanissetta, attingeremo ai fondi dell'articolo 38, dovendosi
trattare, ovviamente, di iniziative coerenti con le finalità
dell'articolo 38.
Manteniamo l'impegno e non attingiamo indiscriminatamente, invece,
più o meno fondatamente, per carità, ai fondi di riserva. Se
cortesemente manteniamo l'impegno, come sto dicendo, manteniamo
l'impegno e, però, ritiriamo tutti gli emendamenti. L'obiettivo è
raggiunto, non apriamo un varco che non sappiamo dove ci porta.
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi eravamo in corso di
votazione, quindi non do la parola più ad alcuno.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora una volta do
la mia personale fiducia alle posizioni del Governo.
Accetto di ritirare l'emendamento, le condizioni sono quelle che
ha appena espresso il Governo nella persona del Presidente della
Regione, e lo trasformo in ordine del giorno in maniera che possa
essere acquisito agli atti e possa essere tenuto in considerazione
dal Governo in una visione più ampia di quelli che sono i problemi
dei centri storici delle città siciliane.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
ROMANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo un minuto per
rappresentare che l'emendamento 4.26.2 che è diverso, tratta di un
contributo da dare all'Ente Fiera di Messina.
Voglio sottolineare soltanto 2 cose
PRESIDENTE. Onorevole Romano, è inammissibile, quindi, non perda
tempo prezioso.
ROMANO. Scusate, abbiamo votato un milione alla pagina 26 del
Gov5, abbiamo dato un milione di euro alla Fiera di Palermo, stessa
situazione.
Volevo sottolineare due aspetti: 1) il problema delle fiere di
Palermo e di Messina già affrontato nella finanziaria del 2010,
sono rimaste tutte aperte, continuiamo a caricare, in questo caso
specifico l'abbiamo dato solo a Palermo, ritirerò l'emendamento
anche se è concordato col Presidente della Commissione, però a
pagina 26 del GOV 5 troverete quasi illeggibile un foglio che dà un
milione di euro alla Fiera di Palermo. La Fiera di Messina è nelle
stesse condizioni, anzi la Fiera di Messina opera, la Fiera di
Palermo non fa attività; 2) non abbiamo risolto il problema delle
fiere ed è una questione, Presidente, che dobbiamo porci al più
presto, noi non abbiamo 500 fiere in Sicilia ne abbiamo due
soltanto, abbiamo da porci il problema delle fiere e dei 54
dipendenti che gli enti fiera hanno a carico.
Quindi, ritiro l'emendamento, ma ho posto la questione ed è stata
una discriminazione che la città di Messina sta subendo da questo
Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza ritiene
inammissibili i subemendamenti 4.26.1, il 4.26.1.1, il 4.5.1 e il
4.22.2. Il subemendamento 4.3.1. è ritirato
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Fondi globali e tabelle
1. Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui all'articolo
10 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive
modifiche ed integrazioni, per il finanziamento dei provvedimenti
legislativi che si perfezionano dopo l'approvazione del bilancio,
restano determinati per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014 nelle
misure indicate nelle tabelle A' e B', allegate alla presente
legge, rispettivamente per il fondo globale destinato alle spese
correnti e per il fondo globale destinato alle spese in conto
capitale.
2. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera c), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, le dotazioni da iscrivere in bilancio per l'eventuale
rifinanziamento, per non più di un anno, di spese in conto capitale
autorizzate da norme vigenti e per le quali nel precedente
esercizio sia previsto uno stanziamento di competenza, sono
stabilite negli importi indicati, per l'anno 2012, nell'allegata
tabella C'.
3. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera d), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, le autorizzazioni di spesa recate dalle leggi
indicate nell'allegata tabella D' sono ridotte degli importi
stabiliti, per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014, nella tabella
medesima.
4. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera e), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, le autorizzazioni di spesa recate dalle leggi a
carattere pluriennale indicate nell'allegata tabella E' sono
rimodulate degli importi stabiliti, per ciascuno degli anni
finanziari 2012, 2013 e 2014, nella tabella medesima.
5. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera f), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, le leggi di spesa indicate nella allegata tabella F'
sono abrogate.
6. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, gli stanziamenti autorizzati in relazione a
disposizioni di legge la cui quantificazione è demandata alla legge
finanziaria sono determinati nell'allegata tabella G'.
7. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera i), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, le spese autorizzate relative agli interventi di cui
all'articolo 200, comma 1, della legge regionale 23 dicembre 2000,
n. 32 e successive modifiche ed integrazioni, sono indicate
nell'allegata tabella I'.
8. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera l), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, gli importi dei nuovi limiti di impegno per ciascuno
degli anni considerati dal bilancio pluriennale, con l'indicazione
dell'anno di decorrenza e dell'anno terminale, sono determinati
nell'allegata tabella L'.
9. Ai sensi del comma 10 dell'articolo 17 della legge 31 dicembre
2009, n. 196 e successive modifiche ed integrazioni, le
disposizioni della presente legge che comportano nuove o maggiori
spese hanno effetto entro i limiti della spesa espressamente
autorizzata dalle relative norme finanziarie. Con decreto del
Ragioniere generale della Regione, da pubblicare nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana, è accertato l'avvenuto
raggiungimento dei predetti limiti di spesa. Le disposizioni
recanti espresse autorizzazioni di spesa cessano di avere efficacia
a decorrere dalla data di pubblicazione del decreto per l'anno in
corso alla medesima data».
Si passa all'esame delle tabelle allegate e dei relativi
emendamenti.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento Tab 1,
interamente sostitutivo delle tabelle A, B, C, D, E, F, G, I ed L.
CRACOLICI. Ma la Tab 1 tiene conto dell'emendamento Gov5?
PRESIDENTE. Certo. Diamo mandato agli uffici di far quadrare i
conti.
Pongo in votazione il Tab 1. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza..
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato, col voto contrario dei deputati di Grande Sud, PDL,
PID e UDC Unione di Centro)
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo fatto
una cosa che è in contrasto con la norma che abbiamo approvato.
Abbiamo stabilito che il compenso del garante - mi sono fatto
carico di una questione - fosse a titolo onorifico. Leggo nella
tabella che il titolo onorifico costa centomila euro.
PRESIDENTE. Bisogna sistemarlo, ovviamente. E' da considerarsi
come minori spese.
Abbiamo concluso l'esame delle tabelle. Pongo in votazione
l'articolo 6, nel testo risultante.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Effetti della manovra e copertura finanziaria
1. Gli effetti della manovra finanziaria e la relativa copertura
derivanti dalla presente legge sono indicati nel prospetto allegato
al presente articolo.
2. Le disposizioni della presente legge si applicano, ove non
diversamente disposto, con decorrenza 1 gennaio 2012».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato, col voto contrario dei deputati di PID, PDL,
Grande Sud e UDC Unione di Centro)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti presentati ai sensi dell'articolo 117
del Regolamento interno.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti 117.1,
117.2, 117.4, 117.5, 117.6, 117.7, 117.8, 117.9, 117.10, 117.11,
117.12, 117.13, 117.14.
La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 5.24, è ripresa alle ore 5.27)
La seduta è ripresa.
Li pongo separatamente in votazione.
(Sono approvati)
Onorevoli colleghi, sul 117.4, devo spiegare che trattasi di
emendamento tecnico, nel senso che c'è una duplicazione, quindi,
sostanzialmente dobbiamo unificare. Per questo è tecnico. Bisogna
accorpare soltanto i due aspetti. Se l'Assessore è in grado di
spiegarlo, bene, altrimenti andiamo avanti.
Annunzio di ordini del giorno e loro accettazione come
raccomandazione
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
- n. 656 Sostegno alle Associazioni sportive dilettantistiche ,
dell'onorevole Falcone;
- n. 657 Sostegno al Museo-Mostra del Tombolo di Mirabella
Imbaccari (CT) , dell'onorevole Falcone;
- n. 658 Iniziative atte a trasformare il CERISDI in organismo di
natura integralmente pubblicistica , dell'onorevole Savona;
- n. 659 Risorse per la Settimana Santa di Caltanissetta ,
dell'onorevole Maira;
- n. 660 Risorse per il Consorzio universitario di
Caltanissetta , dell'onorevole Maira;
- n. 661 Risorse per l'associazione Amici della musica' di
Caltanissetta , dell'onorevole Maira;
- n. 662 Risorse per il teatro comunale Regina Margherita' di
Caltanissetta , dell'onorevole Maira;
- n. 663 Utilizzo di risorse del capitolo 672008 del bilancio
della Regione per l'escavazione del porto di Gela (CL) , degli
onorevoli Federico e Speziale;
- n. 664 Misure urgenti per la copertura finanziaria del
personale degli sportelli multifunzionali , degli onorevoli Caputo,
Pogliese, Buzzanca, Falcone, Vinciullo;
- n. 666 Interventi finanziari a sostegno della ristrutturazione
della caserma dei carabinieri di Roccamena (PA) , degli onorevoli
Caputo, Pogliese, Buzzanca, Falcone, Vinciullo;
- n. 668 Erogazione del contributo per gli anni scolastici
2008/2009 , dell'onorevole Barbagallo;
- n. 669 Iniziative concernenti il trasporto pubblico locale in
Sicilia , dell'onorevole Barbagallo;
- n. 672 Dichiarazione dello stato di calamità per la Provincia
di Enna , dell'onorevole Falcone;
- n. 673 Interventi urgenti presso il Ministero delle politiche
agricole, alimentari e forestali mirati ad ottenere modifiche al
decreto sulla ripartizione del contingente complessivo assegnato
dalla Comunità europea per la campagna di pesca 2012 del tonno
rosso emanato il 3 aprile 2012 , degli onorevoli Caputo, Bufardeci,
Mineo, Cimino, Scilla, Incardona;
- n. 674 Ripartizione somme da proventi contravvenzionali ,
dell'onorevole Caputo;
- n. 675 Iniziative urgenti volte a destinare parte dei fondi
FAS all'attivazione di contratti di sviluppo per il rilancio
dell'apparato produttivo , dell'onorevole Apprendi;
- n. 676 Iniziative per il completamento dell'invaso di
Pietrarossa nel calapino e contestuale salvaguardia e
valorizzazione del patrimonio storico-culturale rinvenuto nel
sito , degli onorevoli Galvagno e Termine;
- n. 677 Iniziative per la messa in sicurezza degli argini dei
torrenti in Sicilia , degli onorevoli Galvagno e Termine;
- n. 678 Risorse per la messa in sicurezza del centro storico di
Favara (AG), dell'onorevole Gentile;
- n. 679 Applicazione in Sicilia della sentenza della Cassazione
n. 5771/2012 in tema di ipoteche trascritte dalla SERIT Sicilia-
S.p.A , degli onorevoli Vinciullo e Falcone;
- n. 680 Iniziative a sostegno medici siciliani in formazione
specialistica , degli onorevoli Vinciullo e Falcone;
- n. 681 Iniziative per trasferire a Palermo la sede principale
dell'Agenzia nazionale per la gestione dei beni confiscati alla
mafia , dell'onorevole Leontini;
- n. 682 Interventi urgenti presso il Governo nazionale e la
Commissione Europea , mirati alla revisione dei Regolamenti che
disciplinano l'applicazione dei regimi di aiuto in de minimis',
ossia di aiuti cosiddetti di importo minore' , degli onorevoli
Bufardeci, Mineo, Cimino, Scilla, Incardona;
- n. 683 Interventi urgenti mirati ad abbattere l'incidenza dei
costi del carburante agricolo e dell'energia elettrica per le
imprese agricole siciliane , degli onorevoli Bufardeci, Mineo,
Cimino, Scilla, Incardona;
- n. 684 Interventi urgenti per consentire l'accesso al Fondo
etico della Regione siciliana alle imprese a conduzione familiare
in stato di crisi , degli onorevoli Bufardeci, Mineo, Cimino,
Scilla, Incardona;
- n. 685 Interventi urgenti presso il Ministero delle politiche
agricole, alimentari e forestali mirati ad ottenere modifiche al
decreto sulla ripartizione del contingente complessivo assegnato
dalla Comunità Europea per la campagna di pesca 2012 del Tonno
Rosso, emanato il 3 aprile 2012 , degli onorevoli Bufardeci, Mineo,
Cimino, Scilla, Incardona;
- n. 686 Istituzione di un fondo a sostegno delle spese di
trasferimento e soggiorno, sostenute dai cittadini residenti nelle
cosiddette isole minori' per sottoporsi ai trattamenti di cure per
patologie tumorali e/o prestazioni sanitarie non erogate dalle
strutture sanitarie esistenti in loco , degli onorevoli Bufardeci,
Mineo, Cimino, Scilla, Incardona;
- n. 687 Interventi urgenti presso il Governo nazionale e la
Commissione Europea, mirati alla concessione della possibilità di
utilizzare i fondi europei in deroga' , degli onorevoli Bufardeci,
Mineo, Cimino, Scilla, Incardona;
- n. 688, degli onorevoli Lupo, Cordaro, Campagna e Ferrara;
- n. 689 Salvaguardia dei livelli occupazionali della ex Pirelli
di Villafranca e di Siracusa , dell'onorevole Bufardeci;
- n. 690, degli onorevoli Caronia, Cordaro, Dina, Marrocco, Maira
ed altri;
- n. 691, dell'onorevole Maira.
LOMBARDO, presidente della Regione. Il Governo li accetta come
raccomandazione.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 5.34, è ripresa alle ore 5.42)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2012. Legge di
stabilità regionale» (801/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio palese
nominale del disegno di legge «Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2012. Legge di stabilità regionale» (801/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Apprendi, Arena, Barbagallo, Bonomo, Calanducci,
Cappadona, Colianni, Cracolici, Cristaudo, Currenti, D'Agostino,
Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Faraone, Federico, Ferrara,
Gentile, Giuffrida, Greco, Laccoto, Lo Giudice, Lombardo, Lupo,
Marinello, Marrocco, Marziano, Minardo, Musotto, Oddo, Panarello,
Panepinto, Parlavecchio, Picciolo, Raia, Romano, Savona, Scammacca,
Termine.
Votano no: Ardizzone, Beninati, Bufardeci, Caronia, Cascio
Salvatore, Cimino, Cordaro, D'Asero, Leontini, Limoli, Maira,
Mancuso, Pogliese, Ragusa, Scilla.
Si astiene: De Benedictis.
Sono in congedo: Aricò, Bosco, Di Benedetto.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 56
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 39
Contrari 15
Astenuto 1
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per consentire alla Giunta
di Governo di approvare e presentare all'Assemblea la nota di
variazione al bilancio conseguente all'approvazione della legge
finanziaria ed alla Commissione bilancio di esprimere il relativo
parere sulla nota.
(La seduta, sospesa alle ore 5.43, è ripresa alle ore 5.52)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la Nota di variazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata, con il voto contrario dei deputati dei Gruppi PDL,
PID,
UDC Unione di Centro e Grande Sud)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 692, degli
onorevoli Lupo, Campagna, Cordaro e Ferrara, che viene accolto dal
Governo come raccomandazione.
Si passa agli emendamenti presentati, ai sensi dell'articolo 117
del Regolamento, al disegno di legge di bilancio: 117.1, 117.2 e
117.3.
Pongo in votazione l'emendamento 117.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 117.2. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 117.3. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
altri/A
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge del
bilancio come modificato dalla Nota di variazioni» (nn. 800-800 bis-
800 ter-800 quater/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio palese
nominale del disegno di legge del bilancio come modificato dalla
Nota di variazioni» (nn. 800-800 bis-800 ter-800 quater/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Apprendi, Arena, Barbagallo, Bonomo, Calanducci,
Cappadona, Colianni, Cracolici, Cristaudo, Currenti, D'Agostino, De
Benedictis, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Federico, Ferrara,
Gennuso, Gentile, Greco, Laccoto, Leanza Nicola, Lo Giudice,
Lombardo, Lupo, Marinello, Marrocco, Marziano, Minardo, Musotto,
Oddo, Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Picciolo, Raia, Romano,
Savona, Scammacca, Termine.
Votano no: Ardizzone, Beninati, Bufardeci, Caronia, Cascio
Salvatore, Cimino, Cordaro, D'Asero, Incardona, Leontini, Limoli,
Maira, Mancuso, Mineo, Pogliese, Ragusa, Scilla, Scoma.
Sono in congedo: Aricò, Bosco, Di Benedetto.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 59
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 40
Contrari 18
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a giovedì, 26 aprile
2012, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
altri/A
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni
II - Comunicazioni del Presidente della Regione.
La seduta è tolta alle ore 5.56
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
alle ore 7.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO 1
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Formazione e
Istruzione»
ARENA. - «All'Assessore per l'istruzione e per la formazione
professionale, premesso che:
Caltagirone, splendida città d'arte, costituisce un punto di
riferimento per la lavorazione della ceramica a livello nazionale e
internazionale, tanto da essere conosciuta come la 'Città della
ceramica'; un manufatto della tradizione calatina rappresenta, a
pieno titolo, un pezzo importante di storia e di cultura
tradizionale della Sicilia;
Luigi Sturzo, sindaco di Caltagirone dal 1905 al 1920, volle
valorizzare tale millenaria tradizione artistica, promuovendo
l'istituzione, nel centro calatino, di una vera e propria scuola
che consacrasse il valore artistico di un'arte, la lavorazione
della ceramica, fino ad allora superlativa espressione di fantasia
creativa di generazioni di artigiani locali;
dal 1918, anno della sua istituzione (col titolo di regia scuola
professionale), ad oggi, l'Istituto statale d'arte per la ceramica
'Luigi Sturzo' di Caltagirone ha contribuito a consacrare l'arte
della ceramica calatina nel mondo, offrendo ad un nutrito vivaio di
giovani artisti l'opportunità di imparare e tramandare
l'inestimabile patrimonio di conoscenze sulla realizzazione dei
preziosi manufatti;
considerato che:
il riordino degli istituti tecnici, disposto dalla recente riforma
scolastica attuata dal Ministro Gelmini, ha determinato
un'ingiustificata riduzione delle ore dedicate ad attività di
laboratorio e, cosa ancor più grave, ha finito per assimilare gli
istituti d'arte, frequentati da meno di 500 allievi, ai licei
artistici, calpestando, di fatto, preziose identità formative
altamente specialistiche che rappresentano patrimoni da
salvaguardare e non certamente da sopprimere;
l'Istituto statale d'arte Luigi Sturzo di Caltagirone ha, nel
corso degli anni, affrontato onerosi impegni di spesa per dotarsi
di un'efficiente struttura in grado di offrire agli studenti
laboratori ed attrezzature specifiche; ha inoltre contribuito al
mantenimento ed alla fruizione di un museo unico, presente
all'interno dei propri locali, in cui è possibile ammirare oltre
200 preziose antiche ceramiche calatine;
preso atto:
dell'assoluta importanza strategica dell'istituto 'Luigi Sturzo',
se opportunamente valutata in una sicura prospettiva occupazionale;
in un territorio già economicamente depresso come lo è il
comprensorio calatino, ostacolare processi di sviluppo del tessuto
imprenditoriale a forte connotazione artigianale, peraltro nota in
tutto il mondo, ed il conseguente indotto che ne deriva,
rappresenta una scelta incomprensibile che andrebbe certamente
rivalutata;
per sapere quali urgenti provvedimenti intenda assumere affinché
sia garantita l'autonomia amministrativa dell'Istituto d'arte
'Luigi Sturzo' di Caltagirone, salvaguardandone la peculiarità dei
modelli formativi, l'identità e la tradizione artistica quasi
secolare». (2138)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riferimento a quanto sollevato dall'onorevole
interrogante, senz'altro si conviene con le osservazioni avanzate,
soprattutto in considerazione dello stretto legame esistente fra
la tradizione dell'artigianato artistico e l'identità territoriale
espressa dall'area calatina.
In particolare, l'Istituto statale d'arte per la ceramica di
Caltagirone, operante dal 1918 e la cui meritoria fondazione è
stata opera dell'attività di don Luigi Sturzo come amministratore
locale, rappresenta un'importante risorsa culturale non soltanto
per l'area calatina ma per la stessa Sicilia, considerata l'alta
valenza artistica dei prodotti ceramici e la tradizione legata alla
stessa che l'Istituto ha saputo promuovere in tutti questi anni,
facendo della famosa ceramica di Caltagirone uno degli aspetti
culturali ed artistici dell'identità siciliana in tutto il mondo.
E se da un lato le recenti disposizioni legislative in materia
scolastica promosse dal precedente governo impongono criteri assai
stringenti in merito al dimensionamento delle scuole, con parametri
piuttosto rigidi sul numero degli alunni che dispongono
l'accorpamento degli istituti statali non rispondenti ai criteri
dettati dal MIUR e dalla normativa nazionale, non si può non
prendere in considerazione la peculiarità e la specificità
rappresentata dall'Istituto statale d'arte per la ceramica di
Caltagirone, in vista soprattutto del capitale, umano ed economico,
che esso ha saputo e continua a rappresentare per l'isola,
promuovendo nel tempo la nascita di piccole imprese artigiane che
alimenta anche un proprio indotto.
Per queste ragioni codesto Assessorato, nell'attuazione del Piano
di dimensionamento scolastico regionale, ha cercato di mantenere
l'autonomia del superiore istituto, in deroga ai criteri generali
previsti dalla normativa nazionale e da quella regionale fino alla
definitiva verifica di un passaggio al sistema di istruzione
professionale.
E' infatti intendimento dell'Assessorato dell'Istruzione e della
Formazione professionale sottoscrivere un protocollo con il
Ministero dell'Istruzione al fine di consentire agli stessi
istituti di rilasciare la qualifica di operatore delle lavorazioni
artistiche salvaguardando così il patrimonio culturale esistente
nel territorio regionale».
Il Capo di Gabinetto
Nino Emanuele
L'Assessore
Prof. Mario Centorrino
CAPUTO - POGLIESE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
per l'istruzione e la formazione professionale, premesso che:
la città di Monreale è conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo
per la magnificenza del suo duomo e per lo splendore dei mosaici
che vi si trovano all'interno e ad oggi rappresenta uno dei
monumenti più visitati della Sicilia;
l'arte del mosaico è una tradizione importante per la città di
Monreale che ha anche l'istituto d'arte 'Mario D'Aleo', la cui
intitolazione porta il nome del capitano dei carabinieri di
Monreale ucciso per mano della mafia;
considerato che la recente previsione normativa di riordino
prevede l'accorpamento dell'istituto ad altro istituto di Palermo.
Conseguentemente verrebbe meno per l'istituto di Monreale
l'autonomia amministrativa e gestionale;
ritenuto che è importante, invece, che la città di Monreale abbia
l'istituto scolastico anche per continuare la tradizione dell'arte
del mosaico presente nella cittadina normanna;
per sapere:
se vi siano provvedimenti legislativi che prevedono l'estinzione
dell'istituto Mario D'Aleo di Monreale con conseguente accoramento
in altro istituto di Palermo;
quali provvedimenti abbiano adottato o intendano adottare per
garantire il mantenimento dell'istituto nella città di Monreale;
quali provvedimenti abbiano adottato o intendano adottare per
garantire all'istituto Mario D'Aleo l'autonomia amministrativa e
gestionale». (2171)
Risposta. - «In riferimento a quanto sollevato dagli onorevoli
interroganti circa l'opportunità di derogare alle recenti
disposizioni ministeriali sul dimensionamento scolastico previste
per l'Istituto d'arte "Mario Aleo" di Monreale (PA), in ragione
della specializzazione dello stesso nell'arte dei mosaici, di cui
la città di Monreale costituisce un'importante testimonianza
artistica e culturale, si rappresenta che codesto Assessorato,
nell'attuazione del Piano di dimensionamento scolastico regionale,
ha cercato di mantenere l'autonomia del superiore istituto, in
deroga ai criteri generali previsti dalla normativa nazionale e da
quella regionale fino alla definitiva verifica di un passaggio al
sistema di istruzione professionale.
E' infatti intendimento dell'Assessorato dell'Istruzione e della
Formazione Professionale sottoscrivere un protocollo con il
Ministero dell'Istruzione al fine di consentire agli stessi
istituti di rilasciare la qualifica di operatore delle lavorazioni
artistiche salvaguardando così il patrimonio culturale esistente
nel territorio regionale».
Il Capo di Gabinetto
Nino Emanuele
L'Assessore
Prof. Mario Centorrino
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 801/A - DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E
CORRETTIVE PER L'ANNO 2012. LEGGE DI STABILITA' REGIONALE.
Subemendamenti al GOV 2 R:
Subemendamento GOV 2 R 98
Al comma 20 dell'articolo 10 della legge regionale 6 febbraio
2006, n. 9 le parole 31.12.2005 sono sostituite con le parole
31.12.2011 .
Subemendamento GOV 2 R 108
Al comma 11 dell'articolo 1 dopo le parole U.P.B 6.2.1.5.3
capitoli è aggiunto il seguente capitolo 184103 .
Subemendamento GOV 2 R 107
I commi 14 e 15 dell'articolo 1 sono sostituiti dai seguenti:
14. In relazione all'accertamento delle entrate derivanti dal
processo di valorizzazione del patrimonio, e nelle more della
definizione dei rapporti finanziari con lo Stato negli ambiti
delineati dalla giurisprudenza costituzionale in tema di
federalismo fiscale, è disposto, ai sensi dell'articolo 10, comma
2, della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive
modifiche ed integrazioni, uno specifico accantonamento negativo
previsto nella Tabella A allegata alla presente legge, pari a
192.869 migliaia di euro, finalizzato all'integrazione della
copertura finanziaria delle seguenti tipologie di spese riportate
nella medesima Tabella A:
a) fondo di cui all'articolo 71 della legge regionale n. 17/2004 e
successive modifiche ed integrazioni per 15.391 migliaia di euro;
b) spese individuate dal precedente comma 10, per le quali è
disposto uno specifico accantonamento per un ammontare complessivo
pari a 32.209 migliaia di euro corrispondente al 10 percento degli
interventi per i quali è stata disposta la riduzione del 20 per
cento, ed un ulteriore accantonamento di importo pari a 6.115
migliaia di euro corrispondente alle misure percentuali di
riduzione già apportate, nel medesimo comma 10, con le lettere a),
b) e c);
c) collegamenti marittimi con le isole minori per 18.918 migliaia
di euro;
d) trasporto pubblico locale per 22.234 migliaia di euro;
e) parte della terza trimestralità 2012 Fondo Autonome Locali per
75.000 migliaia di euro;
f) contributi previsti dall'articolo 128 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni e
dall'articolo 7 della legge regionale 11 maggio 2011, n. 8 per
12.869 migliaia di euro, da ripartire in pari percentuale su tutti
gli importi;
g) spesa per la gestione degli impianti di dissalamento delle
acque marine per le finalità di cui all'articolo 3 della legge
regionale 15 novembre 1982, n. 134 per 10.000 migliaia di euro.
Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad iscrivere,
con proprio provvedimento, sulla base di un piano di priorità da
presentare alla competente Commissione legislativa dell'Assemblea
regionale Siciliana per acquisirne il relativo parere, le relative
somme ai pertinenti capitoli del corrispondente accantonamento
positivo in relazione alla realizzazione delle entrate previste
dal presente comma.
15. In attuazione delle disposizioni contenute nel precedente
comma e fino a quando non si realizzeranno le entrate di cui al
comma 14, le autorizzazioni di spesa, relative alle seguenti
tipologie di spesa, sono ridotte per gli importi a fianco
indicati:
a) fondo di cui all'articolo 71 della legge regionale n. 17/2004 e
successive modifiche ed integrazioni per 15.391 migliaia di euro;
b) spese individuate dal precedente comma 10, per le quali è
disposto uno specifico accantonamento per un ammontare complessivo
pari a 32.209 migliaia di euro corrispondente al 10 percento degli
interventi per i quali è stata disposta la riduzione del 20 per
cento, ed un ulteriore accantonamento di importo pari a 6.115
migliaia di euro corrispondente alle misure percentuali di
riduzione già apportate, nel medesimo comma 10, con le lettere a),
b) e c);
c) collegamenti marittimi con le isole minori per 18.918 migliaia
di euro;
d) trasporto pubblico locale per 22.234 migliaia di euro;
e) parte terza trimestralità 2012 Fondo Autonomie Locali per
75.000 migliaia di euro;
f) Contributi previsti dall'articolo 128 legge regionale 12 maggio
2010, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni e dall'articolo
7 della legge regionale 11 maggio 2011, n. 8 per 12.869 migliaia
di euro, da ripartire in pari percentuale su tutti gli importi;
g) Spesa per la gestione degli impianti di dissalamento delle
acque marine per le finalità di cui all'articolo 3 della legge
regionale 15 novembre 1982, n. 134 per 10.000 migliaia di euro.
Subemendamento GOV 2 R 2.1.bis (di riscrittura della lett. f) al
comma 15)
In relazione alle decurtazioni operate, per effetto degli
accantonamenti di cui al precedente comma 14, la prima quota dei
contributi concessi in favore dei medesimi enti, subordinata, come
previsto dall'articolo 128, comma 4, lettera a), alla presentazione
di un piano analitico del programma da realizzare nell'anno di
richiesta del contributo, è corrisposta, per l'anno finanziario
2012, in misura pari all'80% della somma iscritta in bilancio per
il medesimo esercizio. .
Subemendamento GOV 2 R 113
Al comma 4 dell'articolo 1 le parole a decorrere dall'esercizio
sono sostituite con le parole per l'esercizio .
Subemendamento GOV 2 R 109
All'articolo 2, comma 2, le parole non inferiore sono sostituite
con la parola pari .
Subemendamento GOV 2 R 93 bis
All'articolo 1, dopo il comma 21, è inserito il seguente comma:
21 bis - Al fine di accelerare le procedure di valorizzazione dei
beni immobili di proprietà della Regione e degli enti vigilati e
finanziati dalla stessa, al comma 1 dell'articolo 9 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche ed
integrazioni, sono apportate le seguenti modifiche: sono soppresse
le parole da e/o fino a per .
Subemendamento GOV 5.6
All'articolo 1 comma 22 dopo le parole dei comuni irrigui
aggiungere: che vengano confermate quelli determinati nel 2010 .
L'articolo 1, comma 2 della legge regionale n. 10/2000 si
interpreta nel senso che il rinvio alle disposizioni del D.lgs 3
febbraio 1993, n. 29, è comprensivo della norma transitoria di cui
all'articolo 25, comma 2 del detto decreto legislativo n. 29/1993.
Subemendamento GOV 5.9
Istituzione dell'Ufficio regionale del Garante della persona
disabile .
1. E' istituito presso l'Assessorato regionale della famiglia,
delle politiche sociali e del lavoro, l'Ufficio regionale della
persona disabile.
2. L'Ufficio svolge la propria attività in piena autonomia e con
indipendenza di giudizio e valutazione; esso non è sottoposto ad
alcuna forma di controllo gerarchico o funzionale.
3. L'Ufficio regionale della persona disabile svolge le seguenti
funzioni:
a) persegue, in conformità i principi costituzionali ed alle
prescrizioni introdotte con la legge quadro per l'assistenza,
l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate 5
febbraio 1992, n. 104, la piena realizzazione dei diritti delle
persone con handicap, avvalendosi delle norme contenute nella
presente legge e di ogni altra disposizione normativa nazionale e
comunitaria prevista in loro favore;
b) interviene, in ambito pubblico e privato, di propria iniziativa
o sulla base di segnalazioni, provenienti da una persona disabile o
da un suo familiare, dal tutore, dal curatore, dall'amministratore
di sostegno o dall'associazione a cui risulta iscritta, ove si
lamentino disfunzioni, irregolarità, scorrettezze, prassi
amministrative anomale o irragionevoli o qualunque altro
comportamento, anche omissivo, dal quale sia derivato, o possa
derivare, un danno materiale e morale alla persona disabile;
c) promuove, anche in collaborazione con gli enti territoriali
competenti e le associazioni di disabili, ogni altra attività
diretta a sviluppare la conoscenza delle norme sull'handicap e dei
relativi mezzi di tutela, attraverso le iniziative che ritiene più
opportune per la maggiore diffusione e l'avanzamento della cultura
in materia di handicap;
d) nei procedimenti penali a carico di chi abbia commesso reati
avvalendosi impropriamente, con dolo o falsità, di strumenti
giuridici diretti a facilitare l'esistenza e l'autonomia delle
persone disabili, l'Ufficio potrà costituirsi parte civile e
richiedere il risarcimento del danno patito dalle persone disabili
in forma collettiva;
e) esprime pareri e formula proposte, su richiesta degli organi
regionali, in ordine alla normativa esistente e ai provvedimenti da
adottarsi, legislativi e regolamentari, riguardanti i diritti delle
persone disabili, esprime, altresì, pareri sulle possibili ricadute
positive delle azioni progettuali, finanziate da organismi
regionali ed aventi ad oggetto il miglioramento della qualità della
vita delle persone disabili;
f) collabora con altri soggetti istituzionali alla raccolta ed
elaborazione di dati relativi all'handicap nella Regione;
g) propone all'Amministrazione regionale competente lo svolgimento
di attività di persone idonee a svolgere attività dirette alla
tutela e salvaguardia dei diritti delle persone disabili;
h) informa delle iniziative intraprese e dei risultati ottenuti i
soggetti che hanno richiesto il suo intervento.
4. Entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, la
Presidenza della Regione e l'Assessorato regionale della famiglia,
delle politiche sociali e del lavoro, attuano gli adempimenti
organizzativi di rispettiva competenza per rendere operativo
l'Ufficio e per consentire alla persona preposta l'espletamento
delle relative funzioni.
Subemendamento GOV 5.12
1. La Regione siciliana riconosce il soccorso alpino e
speleologico siciliano (SAS), servizio regionale del Corpo
nazionale soccorso alpino e speleologico, come soggetto titolato e
qualificato per gli interventi di soccorso in ambiente impervio,
montano ed ipogeo, dando pieno recepimento alle leggi 21 marzo
2001, n. 74 e 27 dicembre 2002, n. 289, articolo 80 comma 39.
Subemendamento GOV 5.13
Il termine previsto dall'articolo 5 della legge regionale 3
novembre 1994, n. 43 e successive modifiche ed integrazioni è
prorogato fino al 31 dicembre 2012.
Subemendamento GOV. R4bis. 1
1. Per i servizi resi, ai sensi della legge regionale 22/86, della
legge 328/2000 e dell'articolo 17 della legge regionale 87/81,
dalle cooperative sociali e loro consorzi, disciplinati dalla
legge 8 novembre 1991, n. 381, a comuni, province e aziende
sanitarie provinciali, l'Istituto regionale per il credito alla
cooperazione, d'ora in poi IRCAC, è autorizzato ad intervenire, in
qualità di cessionario, in operazioni di cessione irrevocabile del
credito, pro-soluto, derivante da fatture, emesse da cooperative e
consorzi per i servizi di cui sopra, scadute da almeno tre mesi
previa apposita dichiarazione scritta di riconoscimento del debito
da parte dei suddetti enti.
2. L'IRCAC, qualora comuni, province e aziende sanitarie
provinciali, decorsi ventiquattro mesi, non abbiano ancora
corrisposto le somme relative alle cessioni del credito di cui al
comma precedente, chiede alla Ragioneria Generale della Regione la
corresponsione dell'importo a valere sui fondi assegnati dal
bilancio regionale a ciascuna delle amministrazioni debitrici, i
cui importi quindi saranno decurtati del relativo importo ceduto.
3. L'IRCAC può, altresì, intervenire nella concessione di
contributi in conto interessi, con le modalità di cui al proprio
Regolamento, per le operazioni di cessione di crediti delle
cooperative e loro consorzi, relativi ai servizi di cui al comma
1, a istituti di credito, comprese le società di factoring e di
leasing.
4. Il regime di aiuti di cui al presente articolo è attuato in
conformità al regolamento CE 1998/2006 della Commissione del 15
dicembre 2006, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea del 28 dicembre 2006, serie L 379.
5. L'Assessore regionale per le attività produttive, di concerto
con l'Assessore regionale per l'Economia, entro sessanta giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, ne emana le
disposizioni attuative.
Subemendamento GOV. R4bis. 2
All'articolo 111 della legge regionale 11/2010 sostituire il comma
2 con il seguente:
2. Gli interventi inseriti nel predetto accordo di programma
potranno essere attuati anche secondo la modalità a regia da parte
dell'Assessorato regionale per le attività produttive.
Le risorse finanziarie regionali mobilitate non possono comunque
essere utilizzate per le finalità di cui alla lettera f) del comma
18 dell'articolo 3 della legge n. 350/2003. In ottemperanza agli
obiettivi previsti dal precedente comma 1, è data priorità, ai
fini della accelerazione degli ordinari tempi di indizione, alle
gare per l'attuazione degli interventi di competenza delle
stazioni appaltanti siciliane e devolute all'Ufficio regionale per
l'espletamento di gare per l'appalto di lavori pubblici (UREGA) di
cui all'articolo 9 della legge regionale n. 12/2011.
Subemendamento GOV. R4bis. 7
1. All'articolo 3 aggiungere il seguente comma:
4 bis. Agli oneri di cui al presente articolo, valutati in 300
migliaia di euro annui per gli esercizi finanziari 2012-2014, si
provvede mediante riduzione di pari importo delle disponibilità
dell'UPB 4.2.1.5.2. capitolo 215704 del bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario 2012. Per gli esercizi finanziari 2013-
2014 gli oneri, valutati in 300 migliaia di euro annui, trovano
riscontro nel bilancio pluriennale della Regione, UPB 4.2.1.5.2. .
Subemendamento GOV. R 4 BIS
"NORME PER LA CRESCITA"
Art. 1.
Salvaguardia della produzione agricola siciliana
1. L'Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari
dipartimento interventi infrastrutturali di concerto con
l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, al fine di
assicurare la tutela dei consumatori e la trasparenza delle
informazioni sull'origine e la provenienza dei prodotti e sui
metodi di coltivazione o allevamento, anche avvalendosi del Corpo
Forestale regionale, effettua controlli periodici volti a
rafforzare l'azione di contrasto alle frodi in campo
agroalimentare e a garantire la difesa dei prodotti agricoli
locali con la verifica della provenienza e della tracciabilità
degli stessi, nonché ad assicurare il rispetto, da parte degli
operatori del settore lungo la filiera, degli obblighi di
presentazione dei prodotti e di esposizione, in maniera chiara
sull'etichetta o sul cartellino unico sul punto di vendita, delle
informazioni previste dalla normativa comunitaria, nazionale e
regionale vigente in tema di etichettatura dei prodotti agricoli,
agroalimentari e zootecnici." A tal fine, segnala alle autorità
competenti le violazioni della normativa in materia di contrasto
alla contraffazione dei prodotti agroalimentari, di etichettatura
e di presentazione dei prodotti, anche ai sensi dell'art. 4 della
legge 3 febbraio 2011, n. 4 e delle relative disposizioni
attuative in materia di obbligo di indicazione del luogo di
origine o di provenienza e trasmette le informazioni sulle
violazioni dei suddetti obblighi all'Assessorato regionale delle
attività produttive per l'irrogazione della relativa sanzione. Per
potenziare le attività di controllo di cui al presente articolo è
istituito nel bilancio della Regione un fondo la cui dotazione per
l'anno 2012 è pari ad euro 300 migliaia, provvedendosi per gli
anni successivi ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g),
della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10. I proventi delle
suindicate sanzioni sono versati in entrata nel bilancio della
Regione nell'istituendo fondo. Con decreto del Presidente della
Regione, da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, su proposta dell'Assessore
regionale per le risorse agricole ed alimentari, di concerto con
l'Assessore per l'Economia, previa delibera della Giunta
regionale, sono disciplinate le modalità di utilizzazione del
fondo.
2. Il comma 2 dell'art. 3 della legge regionale 22 dicembre 1999,
n. 28, è sostituito dal seguente:
"2. In materia di divieto di esercizio dell'attività commerciale
si applicano le disposizioni dei commi 1,2,3,4 e 5 dell'art. 71
del decreto legislativo 26 marzo 2010,n. 59 e successive modifiche
ed integrazioni".
3. Alla fine del comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 22
dicembre 1999, n. 28, è aggiunto il seguente periodo: "Il corso
deve altresì essere diretto alla formazione in materia di tutela
dei prodotti agricoli locali e contrasto alla contraffazione dei
prodotti agroalimentari".
4. L'Assessorato regionale delle attività produttive, nell'ambito
degli accordi di cui al comma 3, lettera c) dell'articolo 8 della
legge regionale 24 novembre 2011, n. 25, favorisce la creazione di
aree dedicate alla vendita dei prodotti agricoli di cui al
predetto articolo 8 negli esercizi di vendita al dettaglio di
generi alimentari e nelle strutture di media e grande
distribuzione commerciale.
5. Dopo l'articolo 18 della legge regionale 22 dicembre 2005, n.
20, è inserito il seguente:
"Art. 18 bis - Impiego dei prodotti agricoli di qualità e a
chilometro zero nei servizi di ristorazione collettiva -
Al fine di potenziare la qualità dell'offerta nei servizi di
ristorazione, negli appalti pubblici di servizi o forniture di
prodotti agricoli e agroalimentari destinati alla ristorazione
collettiva costituisce punteggio aggiuntivo utile per
l'aggiudicazione l'utilizzo di prodotti agricoli biologici,
tradizionali e di cui all'articolo 8 della legge regionale 24
novembre 2011, n. 25, la cui provenienza è certificata in
conformità alla vigente normativa comunitaria, nazionale e
regionale in tema di etichettatura dei prodotti agricoli,
agroalimentari e zootecnici. L'utilizzazione di prodotti agricoli
regionali nei servizi di ristorazione collettiva risulta
espressamente attraverso l'impiego di idonei strumenti di
informazione agli utenti dei servizi. Con decreto del Presidente
della Regione, su proposta dell'Assessore regionale delle risorse
agricole ed alimentari, sono stabilite le modalità di applicazione
del presente articolo".
6. L'Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari, al
fine del controllo dell'andamento dei prezzi nel comparto
agricolo, provvede alla sorveglianza dei prezzi dei prodotti
agricoli e sovraintende alla tenuta ed elaborazione dei dati e
delle informazioni segnalate agli "uffici prezzi" delle camere di
commercio, industria, artigianato ed agricoltura. L'Assessorato
regionale delle risorse agricole ed alimentari verifica le
segnalazioni delle associazioni dei consumatori riconosciute;
analizza le ulteriori segnalazioni ritenute meritevoli di
approfondimento; avvia indagini conoscitive finalizzate a
verificare l'andamento dei prezzi di determinati prodotti e
servizi. Per le finalità di cui al comma 6, si applicano le
disposizioni di cui all'articolo 2, commi 196 e 197, della legge
24 dicembre 2007, n. 244 e successive modifiche ed integrazioni.
L'Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari con
decreto individua modalità per il rilevamento dei dati relativi al
prezzo di vendita praticato dai produttori ed al prezzo di vendita
al consumatore finale di ciascun prodotto. Con il medesimo decreto
sono stabilite adeguate forme di pubblicità dei predetti dati,
anche attraverso la pubblicazione nel sito web della Regione.
7. All'articolo 8, comma 2, della legge regionale 24 novembre
2011, n. 25 aggiungere la seguente lettera:
"e) dirigente generale del dipartimento regionale delle attività
produttive."
Subemendamento GOV. R 4 BIS 8
All'articolo 1, comma 1, dell'emendamento Gov4Rbis le parole da
provvedendosi fino a istituendo fondo sono sostituite dalle
seguenti:
annui , cui si provvede per l'esercizio finanziario 2012 a valere
sulle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2, capitolo 215704 del
bilancio della Regione.
Per gli esercizi finanziari 2013-2014 l'onere, valutato in 300
migliaia di euro annui, trova riscontro nel bilancio pluriennale
della Regione, U.P.B. 4.2.1.5.2, accantonamento 1001.
Per gli esercizi finanziari successivi si provvede ai sensi
dell'articolo 3, comma 2, lettera g), della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10. .
Ai sensi dell'articolo 117 Regolamento interno - disegno di legge
n. 801/A
Emendamento 117.1
Alla fine del comma 2 aggiungere le parole da individuare con
successiva norma .
Emendamento 117.2
Al comma 7 dell'art. 4 del ddl 801 sostituire le parole le
autonomie locali con le parole per i comuni .
Emendamento 117.4
Al comma 3 cassare le parole la riserva di cui all'ultimo periodo
del comma 4 dell'articolo 76 della l.r. 26 marzo 2002, n. 2 e
successive modifiche ed integrazioni, quantificata in 10.000
migliaia di euro .
Al comma 4, lettera a) sostituire le parole di cui al comma 3
dell'articolo 27 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 con
di cui all'ultimo periodo del comma 4 dell'articolo 76 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2 e successive modifiche ed
integrazioni .
Emendamento 117.5
L'articolo 3 è così modificato:
1. Al primo comma le parole a decorrere dall'esercizio
finanziario 2012 sono soppresse.
2. Al quarto comma le parole dell'U.P.B. 4.2.1.5.1 e
dell'U.P.B. 4.2.1.5.99 e sono soppresse e dopo le parole
dell'U.P.B. 4.3.1.5.4 sono aggiunte le seguenti parole
dell'U.P.B. 7.3.1.3.2, dell'U.P.B. 8.2.1.3.6 e dell'U.P.B.
13.2.1.3.5 . .
Emendamento 117.6
Al comma 2 dell'art. 1 le parole la relativa spesa trova
riscontro nell'U.P.B. 1.2.1.5.2 del bilancio pluriennale della
Regione per il triennio 2012/2014 sono soppresse.
Emendamento 117.7
Al comma 7 dell'art. 1 le parole a decorrere dall'esercizio sono
sostituite con le seguenti per l'esercizio .
Emendamento 117.8
Al comma 8 dell'art. 1 l'importo 39.495 è sostituito con
l'importo 33.363 .
Emendamento 117.9
Al comma 31 dell'art. 1 dopo le parole aree protette regionali
sono aggiunte le seguenti ad eccezione delle isole minori .
Emendamento 117.10
All'articolo 1, comma 14, la cifra 192.869 è sostituita con
192.165 e la cifra 32.209 è sostituita con 31.638 ;
all'articolo 1, comma 15, la cifra 32.209 è sostituita con
31.638 .
Emendamento 117.11
All'articolo 2, comma 3, le parole somme perenti sono sostituite
con le somme eliminate nei precedenti esercizi per perenzione
amministrativa .
Emendamento 117.12
All'articolo 4 sono apportate le seguenti modifiche:
- al comma 1, la cifra 750.000 è sostituita con la cifra
691.000 ;
- al comma 2 sono eliminate le parole da l'erogazione delle tre
prime trimestralità a 59.500 migliaia di euro .
Emendamento 117.13
Al comma 1 dell'articolo 5 sono apportate le seguenti modifiche:
- dopo le parole Nelle more aggiungere le parole dei processi
di riorganizzazione interna della Amministrazione regionale, previa
verifica della imprescindibile esigenza del fabbisogno di risorse
umane da parte dei Dirigenti generali e ;
- dopo le parole fino al aggiungere le parole termine massimo
del ;
- le parole 29 dicembre 2010, n. 24 sono sostituite dalle
seguenti 11 aprile 2012, n. 23 .
I commi 2 e 3 dell'articolo 5 sono sostituiti dai seguenti:
2. Per far fronte agli oneri derivanti dall'attuazione del comma
1 è autorizzata per l'esercizio finanziario 2012 la spesa
complessiva di 19.374 migliaia di euro, di cui:
a) 736 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera a);
b) 9.541 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera b);
c) 5.373 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera c);
d) 2.336 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettere d)
ed e), di cui 1.248 migliaia di euro destinati al personale a tempo
determinato già utilizzato per l'elaborazione del piano di assetto
idrogeologico (PAI);
e) 1.140 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera f);
f) 248 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera g).
3. I contratti relativi al personale a tempo determinato
individuato all'articolo 3 della legge regionale 10 gennaio 2012,
n. 5 sono prorogati fino al termine massimo del 31 dicembre 2012,
fermo restando le prescrizioni contenute nel medesimo articolo 3. A
tal fine è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2012,
l'ulteriore spesa di 952 migliaia di euro (U.P.B. 10.3.1.3.1 -
capitolo 147320).
Emendamento 117.14
All'emendamento Gov5 a pagina 52 Composizione del consiglio di
amministrazione dei ciechi , è soppresso il comma 2.
Ai sensi dell'articolo 117 Regolamento interno - disegno di legge
n. 800-800 bis-800 ter-800 quater/A
Emendamento 117.1
1. All'emendamento Com1Bil, all'UPB 11.2.1.3.3 con variazione 34
sostituire al capitolo 2413722 il capitolo 413738 e alla
denominazione Contributo straordinario alla sede regionale
dell'Associazione italiana sclerosi multipla con sede in Palermo
la denominazione Contributo straordinario all'Associazione
siciliana medullolesi spinali onlus con sede in Palermo (ex art. 2
del capitolo 413722) .
Emendamento 117.2
1. All'emendamento Com1Bil, all'UPB 3.2.1.3.4, capitolo 372729,
sostituire il numero -100 con il numero -65 e all'UPB
4.3.1.5.4, capitolo 219202, sostituire il numero -4.600 con il
numero -4.635 .
2. All'emendamento 7.1 sopprimere le parole capitolo 212531 e le
parole capitolo 612018 .
Emendamento 117.3
1. All'emendamento Com1Bil, all'UPB 13.2.1.3.5, capitolo 377329,
sostituire il numero -109 con il numero -120 e all'UPB
4.3.1.5.4, capitolo 219205, sostituire il numero -5.051 con il
numero -5.040 .
A questi emendamenti si aggiunge l'emendamento Gov5