Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli
Forzese, Calanducci e Vinciullo.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Piena integrazione della persona con D.S.A. (n. 889)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ardizzone e
Ragusa in data 13 aprile 2012.
- Disposizione per l'accesso consapevole e responsabile al gioco
lecito (n. 890)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Forzese,
Adamo, Ardizzone, Dina, Giuffrida, Lentini, Nicotra e Ragusa in
data 13 aprile 2012.
- Norme in materia di politiche sociali e per la realizzazione di
un sistema integrato di interventi e servizi sociali (n. 891)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Minardo in
data 16 aprile 2012.
- Norme per regolamentare il gioco lecito (n. 892)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ardizzone,
Adamo, Nicotra, Ragusa, Giuffrida,Forzese, Dina e Lentini in data
17 aprile 2012.
- Apertura stagione venatoria 2012 (n. 893)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Oddo,
Apprendi, Marinello e Donegani in data 17 aprile 2012.
- Natura giuridica delle Camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura. Applicabilità degli articoli 16 e
seguenti della legge regionale n. 11/2010 (n. 894)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli De
Benedictis, Cracolici, Lupo, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, Di
Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Donegani, Faraone, Ferrara,
Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Marinello, Marziano, Mattarella,
Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e
Termine in data 17 aprile 2012.
- Sistema integrato dei servizi sociali e socio-sanitari nella
regione. (n. 895)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli De
Benedictis, Cracolici, lupo, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, Di
Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Donegani, Faraone, Ferrara,
Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Marinello, Marziano, Mattarella,
Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e
Termine in data 17 aprile 2012.
- Riordino della legislazione ed acquisizione di nuove competenze
nell'ambito del comparto agro-forestale-ambientale. Modifiche ed
integrazione della legge regionale 14 aprile 2004, n. 14. (n. 896)
di iniziativa popolare, presentato in data 19 marzo 2012.
- Disciplina dei tirocini formativi e di orientamento. (n. 897)
di iniziativa popolare, presentato in data 3 aprile 2012.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Disposizioni attuative dell'articolo 2, comma 553, della legge
24 dicembre 2007, n. 244 (n. 884)
di iniziativa parlamentare, inviato il 16 aprile 2012, parere V.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Agenzia comunale per il risanamento e la riqualificazione urbana
della città di Messina (n. 885)
di iniziativa parlamentare, inviato il 16 aprile 2012, parere I.
- Norme per la promozione del turismo e delle attività sportive
invernali nelle aree montane della Sicilia (n. 888)
di iniziativa parlamentare, inviato il 16 aprile 2012, parere UE.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Attività di formazione-lavoro estive per gli studenti siciliani
dai 14 ai 17 anni (n. 887)
di iniziativa parlamentare, inviato il 16 aprile 2012.
- Istituzione del Museo regionale ebraico (n. 883)
di iniziativa parlamentare, inviato il 16 aprile 2012.
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE. Comunico i pareri resi dalla Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Ente parco minerario Floristella Grottacalda di Enna.
Designazione Presidente. (n. 213/I).
reso in data 12 aprile 2012 e inviato in data 16 aprile 2012.
- Agenzia della Regione siciliana per le erogazioni in agricoltura
(A.R.S.E.A.). Nomina direttore. (n. 216/I).
reso in data 12 aprile 2012 e inviato in data 16 aprile 2012.
- Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane.
Designazione componente effettivo del collegio dei revisori dei
conti. (n. 219/I).
reso in data 12 aprile 2012 e inviato in data 16 aprile 2012.
- Camera di commercio di Caltanissetta. Designazione componente
effettivo in seno al Collegio dei revisori dei conti. (n. 220/I).
reso in data 12 aprile 2012 e inviato in data 16 aprile 2012.
- Camera di commercio di Messina. Designazione componente
effettivo in seno al Collegio dei revisori dei conti. (n. 221/I).
reso in data 12 aprile 2012 e inviato in data 16 aprile 2012.
- Camera di commercio di Siracusa. Designazione componente
effettivo in seno al Collegio dei revisori dei conti. (n. 222/I).
reso in data 12 aprile 2012 e inviato in data 16 aprile 2012.
- Azienda speciale servizi alle imprese della Camera di commercio
di Trapani. Designazione componente effettivo con funzioni di
presidente in seno al Collegio dei revisori dei conti. (n. 223/I).
reso in data 12 aprile 2012 e inviato in data 16 aprile 2012.
- PROMO.TEN (Promozione territoriale ennese) Azienda autonoma
speciale della Camera di Commercio, industria, artigianato e
agricoltura di Enna. Designazione componente effettivo con funzioni
di presidente in seno al Collegio dei revisori dei conti. (n.
224/I).
reso in data 12 aprile 2012 e inviato in data 16 aprile 2012.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2517 - Iniziative per l'attuazione delle disposizioni in
materia di assistenza ai minori affetti da disabilità.
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Panepinto Giovanni
N. 2518 - Iniziative a tutela della salute dei cittadini residenti
nelle aree prossime al sito NTRF di Niscemi (CL).
- Presidente Regione
Firmatario: Digiacomo Giuseppe
N. 2521 - Misure concernenti la realizzazione di un inceneritore
nel territorio di Menfi (AG).
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Panepinto Giovanni
N. 2522 - Iniziative concernenti il bando per la riqualificazione
e l'ampliamento dell'offerta ricettiva locale in favore delle
imprese operanti nel settore turistico.
- Assessore Attività produttive
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Panepinto Giovanni
N. 2523 - Notizie sul mancato finanziamento dei lavori di restauro
del Castello Ursino di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Falcone Marco
N. 2524 - Notizie sullo stato di abbandono dell'ex convento di San
Domenico di Augusta (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Vinciullo Vincenzo.
N. 2526 - Ripristino dell'ufficio Serit nel comune di Noto (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Marziano Bruno
N. 2530 - Chiarimenti sul mancato intervento della Regione a
sostegno dei lavoratori della ex CESAME.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Falcone Marco
N. 2531 - Chiarimenti sulla chiusura dell'ufficio di sanità
marittima di Augusta (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2532 - Applicazione in Sicilia della sentenza della Corte di
Cassazione n. 5771 del 2012 in tema di ipoteche trascritte dalla
SERIT Sicilia s.p.a.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2533 - Iniziative per fronteggiare fenomeni di continue
inondazioni ed allagamenti nella frazione Pantano Gelsari nel
territorio di Augusta (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2534 - Eventuale rettifica del bando di concorso per 71 posti
di operatore socio-sanitario indetto dall'ASP 8 di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2535 - Chiarimenti in ordine a quanto verificatosi nel
Consiglio comunale di Pachino (SR).
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Marziano Bruno
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2516 - Provvedimenti urgenti per il contrasto alla criminalità
organizzata e mafiosa.
- Presidente Regione
Firmatario: Corona Roberto.
N. 2519 - Notizie circa le decisioni della Regione siciliana sul
futuro e sulle sorti dell'Azienda siciliana trasporti s.p.a.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Leontini Innocenzo; D'Asero Antonino; Torregrossa
Raimondo; Bosco Antonino; Scoma Francesco; Leanza Edoardo;
Vinciullo Vincenzo; Corona Roberto
N. 2520 - Notizie in ordine alla mancata applicazione nella
Regione siciliana della normativa nazionale sulla liberalizzazione
di turni e orari delle farmacie.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Scoma Francesco
N. 2525 - Notizie sui disservizi nei trasporti espletati dall'AST
s.p.a.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
Firmatario: Giuffrida Salvatore
N. 2527 - Chiarimenti sulla nomina del commissario liquidatore
della cooperativa 'Capricorno'.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 2528 - Chiarimenti sul servizio di ippoterapia della casa di
cura Villa delle Ginestre di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Salute
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 2529 - Notizie in merito alla prevista fusione dell'istituto
superiore 'Piersanti Mattarella' di Castellammare del Golfo (TP) e
dell'istituto superiore 'Danilo Dolci' di Alcamo (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Mattarella Bernardo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 133 - Interventi urgenti per salvaguardare il funzionamento del
liceo linguistico provinciale 'A. Lincoln' di Enna.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Colianni Paolo
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata, in data 16 aprile
2012, la mozione numero 362 Iniziative a sostegno della famiglia ,
degli onorevoli Forzese, Adamo, Ardizzone, Dina, Giuffrida,
Lentini, Nicotra e Ragusa.
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione relativa ad atti ispettivi e politici
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'accettazione come
raccomandazione, da parte del Governo, nella seduta n. 344 del 17-
18 aprile 2012, degli ordini del giorno:
- n. 669 Iniziative concernenti il trasporto pubblico locale in
Sicilia si intendono superate la mozione n. 328 e l'interrogazione
n. 2298, di contenuto pressoché identico.
- n. 679 Applicazione in Sicilia della sentenza della Cassazione
n. 5771/2012 in tema di ipoteche trascritte dalla SERIT Sicilia
s.p.a. , si intende superata l'interrogazione n. 2532, di identico
contenuto.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di nomina di segretario di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo che, con nota del 17 aprile 2012, pervenuta
il 19 aprile successivo e protocollata al n. 3795/AulaPg di pari
data, l'onorevole Cataldo Fiorenza ha comunicato che il Gruppo
parlamentare Misto ha nominato segretario del Gruppo medesimo
l'onorevole Giuseppe Lo Giudice.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Comunicazioni del Presidente della Regione
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Presidente della Regione.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
LOMBARDO, Presidente della Regione. Signor Presidente, la
ringrazio e ringrazio i deputati presenti per aver accolto, lei,
questa mia richiesta di convocare l'Assemblea, perché ritenevo
doveroso rendere conto ai colleghi e, attraverso di loro, al popolo
siciliano, intanto dello stato della vicenda giudiziaria che
riguarda il Presidente della Regione, e poi, forse anche
soprattutto, per rassegnare le mie valutazioni sull'operato del
Governo e le determinazioni che intendiamo adottare.
Questa seduta si svolge per parlare all'Assemblea regionale
siciliana, intanto, a seguito di una decisione del giudice di
Catania che ha disposto l'imputazione del Presidente della Regione,
assunta il 29 marzo del 2012, qualche giorno fa, esattamente a due
anni da quando si lesse dell'avvio della relativa indagine.
E' fin troppo chiaro, ovviamente, che io non intendo, con il mio
discorso, né giudicarmi, né tanto meno assolvermi, sarebbe
ovviamente troppo comodo, non mi compete, non compete a noi questa
funzione, compete alla magistratura, cui dobbiamo rispetto assoluto
perché cardine tra i più importanti della nostra democrazia e
insostituibile regolatore del vivere civile.
Ma i siciliani e i colleghi devono sapere da me, signor Presidente
- anche perché francamente non godo, non dispongo di molti mezzi di
comunicazione per far conoscere il mio punto di vista - che
rispetto a questa decisione del giudice di avviso opposto è stata
la pubblica accusa, non qualche amico compiacente, la Procura della
Repubblica di Catania che, sotto la guida di tre diversi
responsabili, ha chiesto, a proposito della conclusione di questa
indagine che mi riguarda, l'archiviazione.
Poiché la Procura della Repubblica ha argomentato, con dovizia di
motivazioni e facendo riferimento alla giurisprudenza, oltre che
alle risultanze delle indagini che vengono svolte, da oltre un
lustro, nel corso del quale con impiego di uomini e mezzi tutto di
me è stato vagliato, ha concluso che non sussistono gli elementi
idonei a sostenere l'accusa.
Sappia questa Aula che nelle risultanze di questa lunga indagine
non c'è, non esiste, non sussiste un video, un contatto illecito,
non una relazione di servizio fatta da chi di competenza, non una
telefonata, non un solo fatto, non un patto, non uno scambio, non
un favore, non un procurato vantaggio, uno solo, che mi leghi agli
esponenti del crimine organizzato o che provi una mia
responsabilità.
Come ho avuto modo di dire pubblicamente altre volte, ho
conosciuto un professionista insospettabile, come altre centinaia,
ben introdotto nella pubblica amministrazione, che nulla mi ha
chiesto, nulla ha avuto né per sé né per altri, dotato, sino al
momento del suo arresto, di porto d'armi, quindi titolare di una
fedina penale pulita e di referenze positive da parte degli organi
competenti, incontrato sporadicamente e mai colto, dacché
intercettato, neppure a parlarmi al telefono, mai.
Così come ho conosciuto il titolare di un distributore di
carburante, conosciuto come sindaco, vent'anni fa, di un piccolo
comune, incontrato casualmente solo nel suo esercizio commerciale,
mai fuori di là, solo casualmente nel suo esercizio commerciale
dove non mi trovavo, tanto per chiarire, a prova della non
affidabilità del suo dire, la fatidica notte che precedeva le
elezioni europee del 2004, come tale individuata dagli inquirenti,
una vigilia elettorale in cui il soggetto era sottoposto a
vigilanza.
A costui non avrei consentito neppure un appuntamento per un
congiunto con un dirigente regionale, motivo questo della sua ira e
degli improperi rivolti.
Non ho conosciuto taluni collaboratori, mai, neppure sentiti
nominare prima di questi mesi e di questi giorni, che contraddicono
se stessi con le loro stesse dichiarazioni, legati - questo lo
affermano e lo dichiarano - a candidati di altri partiti alleati
del mio alle scorse elezioni regionali ma diversi dal mio, come
loro stessi dichiarano, anche se una disonesta, pervicace, credo,
illecita manipolazione della verità anche oggi fa credere di
potersi attribuire a me metodi e sistemi per l'accaparramento dei
consensi che gli stessi collaboratori attribuiscono ad altri
candidati di partiti diversi dal mio. Con questi soggetti non ho
avuto nessuna relazione, nessuno scambio, nessuna contropartita.
Qualcuno sostiene che, comunque, è riprovevole moralmente solo
avere avuto contatti o rapporti con loro, avere stretto patti con
loro, anche se poi mancano i presupposti minimi che la
giurisprudenza individua come la consapevolezza, la causalità o la
concretezza perché si configuri il reato di concorso esterno, io
sono perfettamente d'accordo con loro, con quanti sostengono che è
riprovevole comunque anche il solo contatto e il solo rapporto,
infatti non ci sono stati né contatti né rapporti, né tanto meno
qualcosa che somigli vagamente ad una contropartita, che credo è
stata alacremente ma vanamente cercata dagli inquirenti per anni e
anni.
Si può costruire una prova logica secondo cui se c'è un appoggio
elettorale ci sarà pure stato un concreto vantaggioso, seppure
ancora neppure ipotizzato per Cosa Nostra? Si tratta di
un'associazione benefica che elargirebbe voti e denaro? Ovvero è
più logico concludere che, siccome non c'è stato vantaggio né in
questi quattro anni né nei precedenti, non può esserci stato
appoggio elettorale se non perché, come dichiarato, mi è capitato
di leggerlo nei giorni scorsi da attendibili collaboratori ed
assunto in sentenza, in questo territorio Cosa Nostra forse suole
puntare su candidati ritenuti vincenti per alimentare negli
adepti, il convincimento circa la lungimiranza e la infallibilità
dei suoi vertici nel compiere le scelte politiche giuste.
Queste considerazioni, non per indurvi a propendere per il
giustizialismo, piuttosto che per il garantismo. Non sono un
garantista e non mi converto al garantismo, certamente oggi a
vantaggio di me stesso, semmai, visto che da qualche giorno è
iniziato l'ultimo anno di questa legislatura, siccome archiviata
questa, ci sarà un'altra legislatura e sarà eletto un nuovo
Presidente della Regione, ci sarà un nuovo Governo, lo dico per chi
verrà, per quelli che verranno - mi auguro ovviamente tutti voi -,
la si smetta, per l'avvenire, con la barbarie strumentale di
invocare dimissioni, di tormentare le persone e le istituzioni,
ancor prima, non dico di una sentenza definitiva di primo grado ma
anche prima che abbia inizio un processo, prima che si sia deciso,
da parte del giudice, se debba esserci processo.
Comunque, è per me una scelta mia per il rispetto che nutro verso
l'istituzione che i siciliani mi hanno dato l'onore e il privilegio
di guidare, cosa che ho fatto seppur tra tante manchevolezze ed
errori, con spirito di dedizione assoluta, mi dimetterò prima che
un verdetto venga pronunciato, di rinvio a giudizio piuttosto che
di archiviazione, di condanna piuttosto che di assoluzione, se si
dovessero seguire vie diverse o se dovessi pensare ad un rinvio a
giudizio a questo equivarrebbe, da quello che capisco, il giudizio
immediato un momento prima anche di questa scelta.
Sicché quel verdetto, seppure favorevole, raggiungerà il cittadino
mettendo al riparo la Presidenza. E' una scelta che compirò anche
per la stima che nutro nei confronti di tutti voi e nei confronti
dei componenti del Governo che presiedo, persone integre,
trasparenti, competenti e generose.
Onorevoli colleghi e siciliani che mi ascoltate, il nostro
Governo, a differenza di altri, non è neppure sfiorato da un
sospetto. Non si sono compiuti atti che possano essere sospettati
di interesse di parte più o meno illecito. Questo ad onore e vanto
della Sicilia.
Mentre altrove, in altre regioni, i governi sono ben più che
sfiorati da sospetti.
Questo Governo, pur dal 29 marzo 2010, circa due anni fa, allorché
con grande clamore fu diffusa la notizia dell'indagine e da allora
è stato un quotidiano massacro politico e morale, ha continuato ad
operare.
Solo per citare qualche obiettivo raggiunto, con la collaborazione
di questa Assemblea, abbiamo approvato con tanti rimaneggiamenti e
aggiustamenti, il bilancio e la finanziaria, con qualche norma
seria, ispirata al rigore e allo sviluppo, un bilancio che è stato
costruito tra mille difficoltà e non poteva che essere così.
Mi chiedo come avremmo potuto, con una spesa obbligatoria, con una
spesa corrente ingessata come quella della nostra regione,
nonostante i tagli, fronteggiare due manovre del Governo nazionale
che riducono i trasferimenti di circa un miliardo e mezzo e fare i
conti con una anticipazione, tra l'altro, non restituita, di 800
milioni di fondi Fas e 600 milioni di mancata premialità per gli
obiettivi raggiunti nel settore della sanità.
Quella notte, quella mattina, tante norme sono state inserite in
bilancio ed in finanziaria, delle quali di parecchie, sicuramente,
faremmo a meno, così come probabilmente ci sarà da tornare per
quanto riguarda la quadratura dei conti.
Credo che l'impegno e lo sforzo, tenuto conto della riduzione
delle entrate tributarie che è stata compiuta, non sono sicuramente
di poco conto.
Abbiamo, in questi ultimi tempi, avviato a conclusione la
liquidazione di molte partecipate, ridotto i consiglieri di
amministrazione da 7, 9 ad un massimo di tre e gli emolumenti che
riguardano gli amministratori ad un massimo di 50 mila euro e 25
per i consiglieri, talvolta superavano i 100, 150 mila euro e
mentre ci si scandalizza di queste consulenza - una volta per tutte
faremo un censimento di quelle vere - si dimentica, forse, che
abbiamo trovato ed abolito consulenze professionali anche da un
milione di euro in queste società partecipate.
Abbiamo acquisito per intero al patrimonio della Regione una
finanziaria regionale a tutti gli effetti quale sarà del tutto
regionale la nostra IRFIS.
Abbiamo destinato 120 milioni di euro al credito d'imposta per
gli investimenti, approvato la semplificazione burocratica che
potrà reimpostare, in termini di correttezza e di efficienza, il
rapporto tra la burocrazia e i cittadini.
Abbiamo mantenuto il blocco delle assunzioni, abbiamo stabilizzato
i regionali del comparto sottraendoli alla precarietà; abbiamo
avviato, speriamo che vada in porto, il decentramento del servizio
dell'Azienda forestale.
Abbiamo risanato, rispettando il piano di rientro, il bilancio
della sanità e impostato il modello di un sistema sanitario non più
incentrato sui posti letto ospedalieri, ma che dovrà convertirsi
verso i servizi del territorio.
Abbiamo bloccato lo scandalo dei termovalorizzatori, attorno ai
quali andrà riletta la storia della nascita e della caduta di vari
governi regionali.
Abbiamo dirottato sul fondo sociale europeo la formazione
professionale sottoponendola alle regole europee che assicureranno
una migliore qualità della formazione, sciolto le undici aree di
sviluppo industriale e istituito, al loro posto, un unico ente.
Abbiamo varato norme contro le frodi in agricoltura. Ora, dinanzi
a voi abbiamo la possibilità di continuare questo lavoro di
decentramento, decentrando appunto ulteriori competenze, risorse e
personale dalla Regione agli enti locali nella legge, che dovrà
essere comunque approvata prima della primavera dell'anno prossimo,
di riforma dell'ente intermedio, perché la Regione, con questo
decentramento, possa più agilmente esercitare le funzioni solo di
programmazione, di controllo devolvendo il più possibile le tante
competenze gestionali che oggi esercita.
Contiamo di ridurre ulteriormente i conti della politica e di
ottenere - sarà difficile, ma dobbiamo impegnarci, dobbiamo
impegnarci tutti dal Governo nazionale - condizioni che consentano
di stabilizzare il precariato dei comuni, degli enti locali
essenziale per il funzionamento di questi enti. E dobbiamo cercare
di ristrutturare, si dovrà cercare di ristrutturare la spesa
passando a tagli mirati piuttosto che a quei tagli orizzontali che,
talvolta, fanno giustizia di iniziative che meritano di essere
tenute in vita. E dobbiamo continuare a procedere
nell'accelerazione - è un lavoro che abbiamo avviato e che sta
dando buoni risultati - della spesa europea.
Abbiamo avviato - e mi avvio a concludere, onorevoli colleghi e
signor Presidente - una radicale inversione di tendenza del modo di
operare dei Governi.
Abbiamo intaccato interessi consolidati e imboccato la strada di
riforme radicali e di scelte autonome e autonomistiche che prima
non erano neppure immaginabili.
Sono convinto che per arrivare alla meta, alla meta della
liberazione della Sicilia dalle ipoteche dello sfruttamento e del
saccheggio, della inefficienza e dello sperpero, se i siciliani lo
vorranno, occorre tempo e persone determinate, coraggiose, libere
nel pensare e nell'agire.
Per queste ragioni credo che le prossime elezioni regionali non
debbano coincidere con le elezioni politiche nazionali. La
coincidenza porterebbe ad una omologazione di schieramenti e di
alleanze e l'integrazione, l'incastro di queste elezioni
difficilmente potrebbe portare bene alla Sicilia e alla sua classe
dirigente.
La mia scelta, la nostra scelta, la scelta di quanti si sono
ritrovati e/o vorranno ritrovarsi attorno ad un programma
riformista ed autonomista che abbiamo avviato faticosamente e a
costo di notevoli sacrifici è che si differenzino i due momenti
elettorali e, visto che il Governo Monti porterà a termine la
legislatura nazionale, in Sicilia si anticipi la verifica
elettorale all'autunno prossimo.
Intanto, è nostro dovere, onorevoli colleghi, signori Assessori,
continuare a servire la nostra Terra momento per momento, fino
all'ultimo giorno che ci sarà dato nel ruolo che, oggi, ricopriamo
che è il più alto e ambizioso cui un siciliano possa aspirare.
Grazie.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Grazie Presidente.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Io direi che il dibattito possiamo farlo direttamente adesso senza
bisogno di interrompere l'Aula, non c'è motivo di farlo.
Per contenere i tempi degli interventi, io vorrei concludere il
dibattito entro un paio di ore.
Io direi che i gruppi più grossi si potranno organizzare parlando,
penso, al massimo, tre deputati e i gruppi più piccoli uno, due,
insomma, cerchiamo di limitare l'intervento, grosso modo, ad una
decina di minuti.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, signor
presidente Lombardo, al di là delle responsabilità giudiziarie che
saranno accertate dalla Magistratura, ritengo che spetti al
Parlamento e, quindi, alla politica fare un passo avanti e lanciare
un chiaro segnale alla nostra Regione.
Oggi non è in discussione nessun principio garantista, noi non
siamo e non saremo mai un Tribunale penale, Presidente, noi siamo
chiamati a giudicare sulla politica e sul buon funzionamento delle
istituzioni. Abbiamo atteso, in queste settimane, un atto di
dignità politica, abbiamo soprattutto atteso invano che la
richiesta di tale atto di dignità politica provenisse anche da
alcuni settori della stessa ribaltonista maggioranza.
Signori deputati riteniamo importante l'esempio che la politica
deve dare all'opinione pubblica e i segnali che si devono lanciare
alle organizzazioni criminali. Come tale, quindi, ci chiediamo come
fate a sostenere un Presidente che risulta comunque in contatto con
numerosi soggetti condannati o indagati per mafia?
Sorvolo sul numero dei pentiti che hanno riferito della vicinanza
di Lombardo a Cosa Nostra, sorvolo su ciò che emerge dalle carte
delle indagini che porterà il giudice di Catania, il 9 maggio, a
pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio per concorso
esterno in associazione mafiosa.
Riteniamo, invece, che le dimissioni proteggano le istituzioni dal
discredito che il semplice sospetto della contiguità con la
criminalità mafiosa di un Presidente, irreparabilmente, comporta.
La questione che emerge su Lombardo e le questioni che sullo
stesso Presidente vengono e si risaltano devono, infatti, essere
considerati dal Parlamento, dalla politica e dalle istituzioni con
occhi diversi e, per certi versi, più severi di quelli degli
inquirenti.
Il nostro giudizio sul contesto nel quale il Presidente opera e
sul complesso delle sue relazioni prescinde anche dalla decisione
di rinvio a giudizio che spetta esclusivamente alla Magistratura.
Le nostre sono e devono restare solo valutazioni di tipo politico.
Mi chiedo: se la politica rinuncia a darsi un severo codice etico,
perché poi sorprenderci se la Magistratura opera un'azione di
supplenza?
Ad alcuni colleghi parlamentari chiedo come faranno a continuare
ad operare in memoria, ad onorare la memoria di Paolo Borsellino,
giudice esemplare, uomo di destra, che in uno dei suoi interventi
più significativi dopo la morte di Giovanni Falcone, lanciò un
anatema a quei politici che avevano tradito per viltà, calcolo o
complicità, che avevano perduto per sempre il diritto alla parola.
Profetico nel dire che un politico non deve solo essere onesto e
leale nei confronti dello Stato, ma deve anche sembrarlo non
chiedendo consensi, non avendo relazioni, non coltivando rapporto
con un pezzo o con una parte dell'anti-Stato mafioso.
Infine, mi rivolgo a lei, onorevole Presidente della Regione,
desidero parlare direttamente a lei e alla sua dignità, sì alla
dignità, una parola ricamata sull'abito d'onore di ogni servitore
dello Stato.
Chi ha giurato sulla Costituzione dovrebbe essere disposto a dare
la propria vita per difenderla da ogni macchia e da ogni mano che
la vorrebbero infangare, quelle mani che hanno strappato la vita a
tanti.
Vi sono parole che nascono, invece, per essere marce e hanno il
potere di fare marcire ciò che vi è intorno, una di queste parole è
la parola mafia', quando qualcuno accosta la parola politico'
alla parola mafia' bisogna pronunciare due volte la parola
dignità'.
Lasci cadere dentro sé queste due parole, ascolti la parola
dignità', lasci cadere dentro di sé queste due parole e ascolti il
suono che proviene dalla campana della sua coscienza, salvi il suo
ed il nostro nome e salvi anche l'onore dei siciliani che ancora
credono nel Parlamento e nelle Istituzioni.
Cari colleghi, onorevole Presidente della Regione, queste sono le
parole che l'onorevole Fabio Granata ha rivolto all'ex Ministro
Romano appena qualche mese fa, io ho operato semplicemente una
modifica, ho sostituito alla parola Romano' la parola Lombardo' e
l'ho fatto perché ho il dovere di chiederle come si sarebbe
sentito, Presidente Lombardo, se questa opposizione responsabile ed
istituzionalmente corretta avesse usato, in questi mesi ed in
questi anni, toni e parole di tal guisa.
Ometto tutto quello che gli altri amici suoi, forcaioli e
giustizialisti, hanno in questi anni, caro onorevole Cracolici,
sottoposto all'attenzione dei media; ometto di ribadire che per
questi signori che sono suoi alleati sarebbe bastata una semplice
richiesta di rinvio a giudizio per allontanare il disdoro dalle
Istituzioni, ma chiedo a lei, onorevole Presidente della Regione,
come si sarebbe sentito, perché io sono certo che lei si sarebbe
sentito male, perché lei è un garantista, anzi lo era, perché lei
complice e prigioniero ha ordinato a suo fratello, onorevole
Lombardo Angelo Salvatore, di votare favorevolmente alla mozione di
sfiducia all'ex Ministro Saverio Romano e lo ha fatto sul
presupposto che una richiesta di imputazione coatta dovesse
allontanare un uomo delle Istituzioni da uno scranno così
importante e prestigioso, appunto quello di Ministro, come se,
invece, quello del Presidente della Regione fosse scevro da ogni
valutazione di tal tipo.
Veda, onorevole Presidente Lombardo, noi in questi anni abbiamo
dimostrato ai siciliani che abbiamo coerenza, dignità, siamo stati
sempre chiari e abbiamo sempre operato nell'interesse esclusivo
della Sicilia. A noi già oggi basterebbe che lei, nel suo
intervento di replica, ammettesse di provare un po' di vergogna per
quello che è accaduto in questi mesi ed anche per il voto di suo
fratello, non perché abbia votato la sfiducia, perché per carità ci
mancherebbe, probabilmente qualcun altro l'avrebbe fatto, ma perché
lei oggi si trova nelle stesse condizioni e viene qua a dirci cose
che abbiamo già letto sui giornali, nulla di nuovo, però quello che
importa oggi, onorevole Presidente della Regione, è che noi
ribadiamo, con assoluta semplicità, le ragioni per le quali lei
deve andare a casa e ci deve andare subito.
Vede, l'onorevole Cracolici, che si iscriveva alla pretora dei
garantisti quando si trattava di lei e che per l'onorevole Cuffaro
ha detto qualcosa di diverso con la richiesta di rinvio a giudizio
- se vuole, onorevole Cracolici, le do la rassegna stampa perché è
copiosa - adesso ci spiegherà nel suo intervento che i siciliani
sono ricchi, che le famiglie siciliane vivono nell'agio, che i
medici che avete messo in lista in realtà sono dei ragionieri e,
magari, anche che il sole sorge da ovest
Però, ormai, cari colleghi, cari amici, i siciliani hanno capito.
Lei, onorevole Presidente della Regione, alla fine, dopo tanto
egoismo, se vuole lasciare un atto di generosità a questa terra, si
dimetta e lo faccia subito Anche perché, vede, negli ultimi
giorni, nelle ultime settimane, ho avuto la sensazione che lei, che
è stato abbastanza confuso negli ultimi anni, adesso lo è del tutto
e mi è sembrato corretto, riflettendo, accostarlo alla regina Maria
Antonietta, la quale, durante la Rivoluzione francese, ai
cortigiani che le comunicavano che era finito il pane rispose:
Dategli le brioches .
Ebbene, onorevole Presidente della Regione, noi abbiamo sventato,
ad esempio, addirittura una piccola prebendina che era pronta per
lei di 2 milioni e che riguardava il suo cerimoniale, un altro po'
di consulenze - lei è il recordman della storia - e qualche piccola
ristrutturazione a Palazzo D'Orleans, questo lo abbiamo sottoposto
all'attenzione dell'Aula, sono venute meno ecco, però, che la
similitudine puntava a questo.
Cinque anni di esercizio provvisorio, cinque anni di bilancio
falso - e spero che, prima o poi, qualcuno se ne accorga - cinque
anni di recessione, il disastro della burocrazia, il disastro
dell'amministrazione, quarantatre assessori che si sono succeduti
senza iniziare mai o portare a termine un progetto, cinquanta
direttori regionali che, dopo avere iniziato, sono stati mandati a
casa nella preoccupazione che potessero cominciare a comprendere
qualcosa di quello che dovevano fare. Questa è l'eredità che lei ci
lascia e cioè il disastro
Presidente Lombardo, se ne vada, si dimetta, liberi la Sicilia, lo
faccia subito prima che la Sicilia, in un modo o in un altro, si
liberino di lei.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone. Ne ha
facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi oggi, in
quest'Aula, abbiamo visto recitare una parte senza alcuna
originalità rispetto a quello che è stato ampiamente detto sui
giornali e non ci aspettavamo nulla di più, nulla di meno di quanto
è stato detto.
Il Gruppo parlamentare UDC ha una convinzione e visto che lei,
Presidente Lombardo, è uno a cui la politica piace, come a tutti
noi, per carità, lei si dimetterà solo quando avrà raggiunto
l'intesa con il partito democratico sulle elezioni regionali e
politiche, tutto il resto è fuffa
Non ci sono altre ragioni.
Lei ha ricordato, Presidente Lombardo, alcune cose che il suo
Governo ha portato avanti.
Al contrario, noi potremmo dire che ha fallito sulla sanità. E'
proprio di questi giorni tutto quello che è successo a Palermo
sulla chiusura del reparto di oncologia del Policlinico, una
rincorsa fra lo Stato e la Regione siciliana; ha fallito sul
turismo, è di qualche giorno fa, del 21 aprile 2012, un articolo
eloquente sul Quotidiano di Sicilia', Regione molti clientes
pochi turisti e si fa il riferimento al modello Catalogna,
Barcellona di Spagna, simile la Catalogna alla Regione siciliana,
dove il PIL turistico è al 14 per cento mentre la Sicilia è ferma
al 3 per cento e noi sul turismo ci siamo messi a rincorrere
Montecatini e Fiuggi perché è aumentata, sostanzialmente, l'età dei
turisti che arrivano in Sicilia, turisti più attempati. Noi
avremmo gradito altro.
Ha ricordato ciò che è stato fatto in questa finanziaria, sfido
chiunque a dirci se si è compreso qualcosa, molti hanno appreso dai
giornali quello che è successo.
Vorrei ricordare l'intervento accorato del collega Orazio Ragusa
sulla soppressione e il decentramento dell'Azienda Foreste, vedremo
cosa ne uscirà fuori.
Gli albergatori non stanno esultando, Presidente Lombardo, perché
i tagli ai trasporti sono devastanti per le isole minori, c'è
praticamente un sistema che crolla.
Lei ha ricordato che è stata portata avanti una riforma sulla
burocrazia per snellirla eppure è stata necessaria una proroga, in
una delle tanti leggi che abbiamo varato.
I fondi europei, perché il dato fondamentale è sempre quello: La
Sicilia è ultima in Italia per somme spese; ad oggi, risulta appena
il 7,8 per cento dei Fondi su circa 6.540 miliardi di euro
complessivi. Questo è il dato che ci dovrebbe far riflettere.
Noi ci saremmo aspettati le sue dimissioni nel mese di gennaio,
subito dopo l'incontro col premier Monti, che abbiamo scoperto -
anche perché era presente il Presidente Cascio - le ha fatto fare
un po' di anticamera.
Lei è venuto in quest'Aula, ci ha detto che il Ponte sullo Stretto
si sarebbe fatto, forse sì o forse no, ci ha detto che avrebbero
ripristinato i treni a lunga percorrenza e ci aveva dato pure una
data, una scadenza dal primo marzo. Siamo quasi al primo maggio e
ancora non c'è traccia di questo treno a lunga percorrenza.
Sono questi gli esempi, pochi esempi, ma che rappresentano qual è
lo stato di inefficienza del suo Governo, la mancanza di
autorevolezza che, a livello nazionale, ha il suo Governo. Questo è
il dato che ci dovrebbe fare riflettere, non altro. Non stiamo qui
a parlare di problemi giudiziari.
Nelle premesse lei ha detto di avere rispetto della Magistratura.
Noi abbiamo rispetto della Magistratura almeno quanto ne ha lei, e
forse anche di più, e ci rimettiamo ad essa, non intendiamo
assolutamente commentare questi fatti.
Le ribadiamo che noi non crediamo che lei si dimetterà, se non
prima aver raggiunto questa intesa con il Partito democratico, cosa
che è sotto gli occhi di tutti. Non giriamoci intorno
Nel momento in cui ci sarà una garanzia per il suo futuro politico
personale, da quello si decideranno le sorti di questo Parlamento
e, quindi, della Sicilia. Tutti noi ci aspettiamo una svolta
diversa, un Governo diverso, un Governo che non ripercorra i vecchi
cliché, i governi-fotocopia, perché lei, Presidente della Regione,
alla fine, ha sancito la conclusione dei governi, sia di
centrodestra che di centrosinistra, che hanno portato la Sicilia al
baratro.
Occorre veramente una svolta, occorre prendere coscienza che i
tempi sono maturi, anche per la Sicilia, per fare cose diverse e
nuove. Basta con i clientes, onorevole Presidente della Regione, è
questo quello che contestano all'esterno.
Anche oggi, Giannantonio Stella inizia a parlare con le consulenze
non so su quale pianta.
Lei doveva dire prima: è vero, non è vero, si risponde punto su
punto.
Noi non siamo credibili; non siamo credibili a Roma né nel resto
d'Italia, non siamo credibili perché dopo i fatti di Giampilieri -
mi dispiace dirlo - e lei lo ha pure giustificato, un incarico a un
organista, non so quello che fa, un suonatore di piano bar, dopo 37
morti a Giampilieri.
Sono queste le cose che ci portano a dire: tu sei deputato
regionale, ma non ti vergogni?
Io mi assumo la mia parte di responsabilità, Presidente della
Regione, e tutti noi ci dovremmo vergognare di fronte a certe cose
perché dovremmo andare avanti come esempio, sono queste le cose, e
la vergogna dovrebbe essere più alta per chi ha maggiore
responsabilità di Governo, perché non sono dei begli esempi che
stiamo mandando alle future generazioni.
Quindi, prendiamo atto di quello che lei ci ha detto in
quest'Aula, ripeto, che non è nulla di più e nulla di meno di
quanto è stato detto nel corso di queste giornate.
Nessuno la sta incalzando perché si dimetta, Presidente della
Regione, perché siamo convinti che lei fin quando non troverà la
soluzione per il suo futuro politico, sicuramente non si dimetterà,
con buona pace della Sicilia, dei siciliani e di questo Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pogliese. Ne ha
facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
signori assessori, onorevoli colleghi, io ho ascoltato con grande
attenzione l'intervento del Presidente della Regione nel quale ha
cercato di ricostruire, in maniera molto sintetica, le tappe della
sua vicenda giudiziaria e con il quale ha cercato di immaginare il
suo percorso processuale e politico.
Io non entrerò minimamente all'interno di questa vicenda
giudiziaria poiché siamo stati sempre convinti garantisti,
continuiamo ad esserlo, non siamo certamente garantisti a
fisarmonica, a secondo chi è il soggetto coinvolto da spiacevoli
vicende giudiziarie e, quindi, salto a piè pari questo argomento,
limitandomi soltanto a sottolineare ed a condividere la riflessione
che il collega Cordaro ha esternato prima di me sulla incoerenza
del Partito Democratico, di Futuro e Libertà e del Movimento
dell'Autonomia a livello nazionale, laddove in una analoga vicenda
giudiziaria hanno presentato e votato una mozione di sfiducia
individuale, il riferimento, ovviamente, è all'ex Ministro Saverio
Romano.
Ma veniamo al terreno sul quale noi vogliamo confrontarci,
probabilmente su cui dobbiamo scontrarci, che è quello
esclusivamente politico, ed è lì che il giudizio sull'onorevole
Lombardo e sul suo Governo è assolutamente negativo, anzi oserei
dire assolutamente disastroso, e cercherò di dimostrarlo in maniera
molto sintetica.
Innanzitutto dal punto di vista etico, perché quello che è
accaduto all'interno della Regione siciliana offende la dignità e
la coerenza di tutti i siciliani.
Aver avviato un percorso ribaltonista, credo che offenda la
dignità di tutti i siciliani, non soltanto di quelli di centro-
destra, che il 13 aprile del 2008 hanno votato per l'onorevole
Raffaele Lombardo e per la sua coalizione, ma anche per chi votò,
orgogliosamente, a sinistra e un anno dopo ha visto vincere chi ha
perso e perdere chi ha vinto.
Il tema delle maggioranze variabili, che è stato esternato durante
una conferenza dal governatore Lombardo, che poi è stato
scientificamente attuato con formule che hanno prodotto una
instabilità politica senza precedenti e che ha paralizzato la
macchina burocratica amministrativa della Regione.
Vi è un tema, che è stato esternato prima di me, anche
dall'onorevole Ardizzone che, credo, certifichi il fallimento di
questa esperienza amministrativa e politica che è quello della
percentuale di utilizzo dei Fondi europei.
Il ministro Barca, non l'onorevole Pogliese o l'onorevole
Leontini, il ministro Barca nel dicembre scorso ha certificato come
la Sicilia sia l'ultima regione in Italia e l'ultima regione in
Europa a utilizzare i fondi europei: il 9,1 per cento delle
risorse.
Questo è il frutto del turn over dei dirigenti, dell'instabilità
politica che ha determinato la paralisi della macchina burocratica
e amministrativa della Regione, prima la sostituzione della
dottoressa Palocci, dopo l'individuazione del dottor Leopardi; poi
su questo ramo, ovviamente un turn over di alcuni direttori
generali.
Qualche mese fa il Gruppo parlamentare del PDL, grazie ad un input
dell'onorevole Beninati, ha avviato uno studio attraverso il quale
abbiamo individuato i vari settori dell'amministrazione regionale
con il turn over che si è registrato negli stessi e abbiamo messo
in relazione la percentuale di utilizzo dei Fondi europei. Abbiamo
puntualmente dimostrato, caro onorevole Beninati, quello che
abbiamo sempre detto all'interno di quest'Aula parlamentare:
laddove c'è stato un turn over maggiore c'è stata una percentuale
minore di utilizzo dei fondi europei a testimonianza che
l'instabilità politica ed amministrativa ha determinato la paralisi
della macchina della Regione.
E tutto ciò è accaduto in un contesto di gravissima crisi
economica congiunturale le cui cause, certamente, non possono
essere ascritte esclusivamente a questo Governo, ma una parte di
responsabilità devono essere necessariamente ascritte a questo
Governo.
La Sicilia, in questo momento, ha la percentuale più alta di
disoccupazione in Italia, superiore al 15 per cento. I dati sul PIL
reale sono disastrosi, dal più 1,1 per cento del 2010 si è passati
allo 0,3 per cento del 2011, almeno 2,2 per cento per le previsioni
del 2012.
C'è stata esclusivamente un'occupazione militare del potere
attraverso la nomina di commissari, consulenti, senza precedenti.
Questo Governo ha raggiunto un altro record difficilmente
eguagliabile, quattro esercizi provvisori in quattro anni. Si è
navigato a vista, oltre, e mi avvio alla conclusione, a una
gestione di alcuni settori dell'amministrazione regionale
assolutamente disastrosi.
Qualche mese fa, con una pomposa conferenza stampa, si è
presentata la rivoluzione della formazione professionale in
Sicilia, targata Lombardo, in riferimento alla legge 24, al PROF,
ebbene la rivoluzione Lombardo in Sicilia, è bene che si sappia,
per chi non lo ha evidenziato, ha determinato il passaggio da 245
milioni di euro del 2011 a 295 milioni del 2012, cinquantamilioni
di euro in più, con la differenza rispetto al passato di vedere
impegnati esclusivamente i fondi europei, dodici enti nuovi, lo
sblocco del blocco delle assunzioni.
Ebbene, questo è il tema della rivoluzione sulla formazione
professionale voluta dal Presidente Lombardo. Per non parlare poi
dell'Avviso 7, dell'Avviso 8, dei 140 milioni di euro per l'Avviso
7, dei 180 milioni di euro per l'Avviso 8, puntualmente bloccati e
bocciati dalla Corte dei Conti.
Ecco perché - e concludo, signor Presidente - ci auguriamo che la
sua esperienza governativa alla guida dalla Sicilia possa
concludersi al più presto. Dimettendosi farebbe un ottimo servigio
alla sua e alla nostra Terra. Grazie.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cristaudo è in congedo per
motivi di salute.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende la discussione sulle comunicazione del Presidente della
Regione
PRESIDETE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha
facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevole Presidente Lombardo,
onorevoli colleghi, signori del Governo, io credo che l'intervento
del Presidente Lombardo sia lo specchio della sua personalità, di
quella che almeno io interpreto essere la sua personalità, il suo
modo di agire, il suo modo di fare e di dichiararsi, perché in
questo intervento ed in queste sue dichiarazioni ho visto
contraddizioni e rilanci.
Ho visto contraddizioni perché lei, signor Presidente della
Regione, ha detto che non voleva né assolversi né giudicarsi, poi
non ha resistito a questo suo principio e, in un certo qual senso,
ha indugiato in alcuni esempi che lei che ci ha voluto
rappresentare per dimostrare la sua estraneità ai fatti che le sono
contestati. Poi ha rilanciato, lei non sa fare a meno di
rilanciare, anzi, più è in difficoltà più rilancia, fa parte della
sua natura e della sua caratteristica di uomo - per carità, non lo
voglio giudicare, lei è così, ma credo che non sia stato tanto
carino da parte sua, in questo contesto, a mo' di sua
giustificazione, rilanciare dicendo che lei immune da tutto,
ritiene altri partiti, altre forze politiche responsabili
gravemente di eventuali contatti e commistioni.
Ma credo che sia stato ancora una volta in errore e abbia
dimostrato, a mio avviso, con questa sue dichiarazione una natura
sbagliata, sbagliato lo dico evidentemente sul piano politico e non
certamente quello dell'uomo, sul quale non voglio incidere e
incedere, perché quando lei sostiene che non vuole convertirsi ad
essere garantista - quasi se essere garantista fosse una forma di
abiura, come se questo fosse un male, come se dire io non è perché
oggi mi trovo a difendere me stesso divento garantista, guai -
bene, anche in questo lei, per le ragioni che le hanno
rappresentato colleghi prima di me, dimostra di essere
contraddittorio, in contrasto con le sue affermazioni ed i suoi
comportamenti.
Continua a rilanciare e dice una cosa poi che, peraltro, è
palesemente errata perché io credo che il garantismo sia una forma
di democrazia fondamentale del vivere comune, sia una convinzione
dello spirito nel rapporto democratico con gli altri, a qualunque
attività si possa assegnare la nostra azione, credo che il
garantismo sia un dato fondamentale del rapporto tra gli uomini,
guai se non ci sono regole e garanzie.
Io, che per tanti anni ho praticato le aule del Tribunale, non
posso non essere garantista, tante ne ho visto, immaginiamoci di
una vicenda come questa che vede la Procura chiedere una cosa e
l'Ufficio del GIP chiederne una perfettamente opposta, quali
contraddizioni ci potranno essere; quindi, si immagini se uno non
debba essere ulteriormente garantista di fronte a queste
fattispecie, ci mancherebbe altro, ma lei non avrebbe dovuto anche
in questo caso dire attenzione, ma quale garantismo, non mi
converto .
Lei si doveva convertire ad un ragionamento diverso perché è
chiaro che questa Aula non può giudicarla né tanto meno può
assolverlo, non può fare nulla, questa Aula può ascoltare le sue
dichiarazioni e rendere il proprio convincimento che io credo sia
quello che il suo Governo e la sua azione politica oggi merita di
andare a casa e di arrivare alle dimissioni non per questi fatti
giudiziali, ai quali ribadisco personalmente non intendo
partecipare in un giudizio.
Io sono orgoglioso del mio garantismo e sono altrettante
orgoglioso nel dirle e a dirlo a questa Aula che personalmente ho
creduto, in una fase di questa legislatura, alla possibilità
concreta di un cambiamento, di un rinnovamento e che lei potesse
essere interprete di tutto questo con la sua azione politica
insieme ad altri, a chi insieme a me, per esempio, riteneva che
effettivamente fosse necessario un momento di rottura, di
discontinuità, di cambiamento forte, ma poi lei questo cambiamento,
di discontinuità che lei ricorderà, io reclamavo, innanzitutto,
parlando di spesa comunitaria, parlando di azione politica, non
parlando di altro o parlando di nomine, di consulenze o parlando di
vicende più o meno interne.
Lo dicevo sempre che noi non saremo ricordati per questo o quella
vicenda molto piccola e molto parziale, potremo forse essere
ricordati se effettivamente avremo avviato un momento di grande
cambiamento che innanzitutto è buona amministrazione chi spende e
chi spende bene, non è buona amministrazione chi fa rischiare ogni
giorno di attivare un bancomat all'incontrario che dalle casse dei
siciliani fa restituire somme a Bruxelles.
Io ho creduto in quel momento; poi lei, forse costretto, qualcuno
diceva prigioniero consapevole, ha adottato scelte diverse, forse è
stato costretto, forse per spirito di conservazione, di
sopravvivenza politica o per altre ragioni, e quindi è evidente che
io mi sento pienamente più che legittimato a dirle: Presidente
Lombardo, non sia così orgoglioso di tutti questi momenti che lei
vuole contrabbandare per essere momento di riforme e di
rivoluzione in Sicilia.
La dottoressa Chinnici per prima sa che la semplificamene
amministrativa che abbiamo approvato qui in Aula e che ha visto me
e il Gruppo Grande Sud , insieme ad altri, promotore di alcune
iniziative normative, altro non è che un mero recepimento di norme
nazionali che ancora in Sicilia non si applicavano, riforme e
rivoluzioni purtroppo in quel settore ancora non ve ne sono, e ce
ne sarebbe grande bisogno.
Al di là di tutto quello a cui lei vuole fare riferimento per
quanto riguarda i termovalorizzatori dicendo che scriveranno una
rilettura, che spiegheranno alcune vicende, io questi li considero
suoi eventuali conti interni con altre parti di questo Parlamento
ma non la soluzione del problema rifiuti che, come abbiamo visto
qualche giorno fa, in sede di finanziaria è stato lungamente
dibattuto per portarlo, speriamo, ad un traguardo di definizione.
Lei è un uomo impegnato nella sua attività, anche con competenza,
in un settore, quello dell'agricoltura; lei ha sempre vantato
questa sua competenza e questa sua vicinanza al mondo
dell'agricoltura. Ma io credo, insisto, che uno dei grandi
tradimenti di questo Governo è proprio nei confronti
dell'agricoltura, perché non essere stato alla testa di tutto il
movimento che portava alla necessità della dichiarazione dello
stato di crisi facendo una battaglia vera, concreta che avrebbe
trovato, mi creda, tante altre regioni pronte a stare al suo fianco
a fare questa battaglia con il governo nazionale e con Bruxelles,
il non avere modificato e rimodulato il PSR che, alla fine, non
avrà risolto sostanzialmente nessuno dei problemi strutturali
dell'agricoltura attuale, sono delle responsabilità troppo gravi
come quella, ormai siamo stanchi quasi di ripeterlo, dei fondi
comunitari ancora ben lontani dall'essere spesi e quindi
dall'essere investiti per il rinnovo della nostro regione così come
occorreva.
E mi sia consentita un'ultima considerazione: la Sicilia ha
vissuto una pagina drammatica che è legata alla posizione e alla
decisione e alla condanna di Totò Cuffaro, e, quindi, oggi ancora
di più la Sicilia vive un momento di particolare disagio e
difficoltà nel momento in cui il Presidente che sostanzialmente ne
è conseguenza, perché non c'è dubbio che se ritorniamo, macchina
indietro, a poco più di quattro anni addietro, la sua candidatura è
figlia, per non dire esclusivamente, ma è certamente figlia di
quella presidenza, è figlia delle indicazioni del partito di allora
di Totò Cuffaro ed oggi vive questa grandissima difficoltà nel
rinnovare una situazione di disagio, speriamo ovviamente che non lo
rinnovi in nient'altro, ma che sia a rinnovare una situazione di
grande disagio è evidente, per quel disagio io credo che la Sicilia
e i siciliani oggi siano in grande difficoltà.
Ma la difficoltà che oggi i siciliani avvertono ancor di più è
quella di un Governo che non sta riuscendo in alcun modo a dare
soluzione ad uno stato di recessione che aumenta ogni giorno di
più.
Le conseguenze che lei ha indicato le lascio alla sua
determinazione. Ha ragione l'onorevole Ardizzone nel ritenerle
legate e collegate a vicende squisitamente politiche, perché qui
dobbiamo parlare di politica
Eventualmente questa logica e questo passo devono essere fatti con
i tempi e con i modi della politica indicando che quanto prima
avverrà questo momento, meglio sarà per potere fare ripartire una
macchina che è assolutamente ingessata da un collo di bottiglia che
il è suo decisionismo ed il suo accentrare tutto su se stesso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Marrocco. Ne ha
facoltà
MARROCCO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, mi accingo a questo intervento non avendo
preparato alcun discorso scritto, se non qualche appunto rispetto
agli interventi che si sono susseguiti ed all'intervento stesso
del Presidente della Regione.
Senza snocciolare alcun numero, senza fare riferimento ad
enunciamenti di filosofia o alcun tipo di demagogia che altri
sicuramente, forse meglio di me, possono porre in essere, senza
alcuna citazione di alcuno, benché meno di magistrati o di
personalità che hanno contraddistinto l'operato dello Stato al
quale, penso e mi auguro tutti noi, credono fortemente nella sua
accezione più alta.
Soprattutto perché spesso queste cose vengono fatte senza memoria
storica e alcune volte anche fuori luogo rispetto al pulpito dal
quale proviene la predica, dimenticando, come spesso accade, che si
fa riferimento a vicende storiche non tanto lontane, anzi non del
tutto lontane, a fatti storici che hanno contraddistinto questa
regione, anche nella storia più recente, tanto da assistere ad
interventi di colleghi che, in qualche modo, oggi sembrano quasi
vergini rispetto alle vicende che hanno interessato la nostra
Sicilia e anche questo Governo negli anni passati.
Penso che oggi tutto questo non debba essere ricordato. Penso che
lei, Presidente Lombardo, abbia scelto quello che noi abbiamo
sempre, in qualche modo, sottolineato essere uno dei momenti più
importanti della nuova politica in questo momento difficile della
Sicilia e dell'Italia.
Il riferimento all'etica dell'esempio, alla necessità di far
riferimento ai fatti piuttosto che alle parole.
Penso che è con questo metodo che lei ha voluto oggi intervenire
in quest'Aula, pensando a quanto difficile sia stato in questi anni
governare questo territorio.
E' proprio su questa necessità, su queste esigenze, su queste
difficoltà che noi ci siamo ritrovati in questa azione di governo.
Sapevamo e sappiamo quanto importante, oggi, sia invertire una
tendenza rispetto al passato e quanto difficile è stato porre in
essere alcune scelte complicate, alcune scelte che hanno
sicuramente reciso i contatti con vecchie logiche del passato, con
vecchi equilibri del passato.
Sui fatti noi ci ritroviamo e ci ritroveremo anche nei messi
prossimi. E' con i fatti che lei ha in qualche modo, oggi, dato
esempio di un momento nuovo nella politica siciliana.
Quando lei ha preannunciato le dimissioni, un attimo prima di una
sentenza o del rinvio a giudizio, oggi ha sancito un fatto nuovo
nella politica siciliana che altri forse non hanno nemmeno
immaginato quando si sono ritrovati nella sua stessa situazione.
Ecco perché è sulla politica dei fatti, sulla necessità di
inaugurare una stagione nella quale sia l'etica dell'esempio ad
essere il primo grande riferimento che noi ci ritroviamo, perché
proprio in un momento così difficile, nel quale proprio il sistema
dei partiti è in grande difficoltà, proprio in un momento nel quale
i valori sembrano quasi scomparsi dai punti di riferimento
fondamentali dell'agire politico quotidiano, noi ci ritroviamo
proprio su questa necessità di fare riferimento, assolutamente,
all'etica dell'esempio, quindi nessun giro di parole, Presidente,
nessuna demagogia, ma assolutamente tenere la barra dritta sulla
necessità di dare la dimostrazione che molte cose si possono fare,
tante altre ancora sono da fare in questo territorio così
difficile, in questa regione così difficile e due sono le vicende
che oggi lei ha citato: una quella giudiziaria sulla quale - ripeto
- diamo atto della sua inversione di tendenza rispetto ai fatti
politici che hanno contraddistinto altri uomini nel passato; e una,
quella politica sulla quale, opportunità del voto anticipato,
sicuramente dobbiamo confrontarci e sulla quale troveremo una
condivisione di azione così com'è stato in questi periodi di
Governo congiunto che c'è stato in Sicilia.
(Assume la presidenza il Vicepresidente Formica)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Incardona. Ne ha
facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, io sarò brevissimo nel mio intervento che,
sostanzialmente, soltanto per ribadire un concetto che quest'Aula
ha già avuto modo di dibattere nel corso del varo della prima
finanziaria nel 2009.
Oggi, il Presidente Lombardo ha parlato dell'opportunità di fare
in modo che la formazione professionale siciliana possa essere
sottoposta alle regole del Fondo sociale europeo.
Allora, chiedo, al Presidente Lombardo come mai questo non fu
possibile quando l'allora assessore Incardona lo propose in
quest'Aula, e 46 o 48 parlamentari firmarono quell'emendamento? Lo
dico soprattutto all'onorevole Pippo Digiacomo che vergognosamente
ricorda sulla stampa un evento, dimenticando di ricordare che c'era
una parte politica, quella rappresentata nel PDL dall'onorevole
Ignazio La Russa e dal senatore Maurizio Gasparri, che uscirono dal
Governo regionale di Lombardo e io in quel momento rappresentavo
quell'area di Governo.
Quindi, se io sono uscito dal Governo, l'ho fatto per quella
ragione e non solo, onorevole Digiacomo, oggi il Presidente
Lombardo viene in quest'Aula a ribadire un concetto e lei
vergognosamente, strumentalmente, invece, dice altro.
Allora, veda, onorevole Lombardo, lei nel corso di questi anni -
condivido l'espressione che ha usato poco fa il mio Capogruppo,
l'onorevole Bufardeci - ci sarebbe stata la possibilità,
l'opportunità e una volta fu uno dei primi approcci che noi avemmo
quando facevo parte del suo Governo, c'erano parecchi soldi della
Comunità europea che sarebbe stato possibile spendere e allora la
cosa che le chiesi era proprio questa, quella di accelerare sulla
spesa.
Oggi, così come a tutti coloro che per formazione, ed io per
motivi personali, potrei essere il primo dei giustizialisti,
potrei essere il primo a chiedere che quando c'è un sospetto,
quando c'è un'azione giudiziaria in corso si debba immediatamente
invocare la forca, eppure per la mia formazione professionale sono
invece un garantista convinto, perché anch'io ho frequentato da
avvocato le aule di Giustizia e so che i Magistrati, con lo stesso
ordine giudiziario, si contraddicono nelle decisioni eppure
applicano tutti lo stesso Codice.
Evidentemente c'è anche, diciamo così, un intervento della ragione
umana, dell'interpretazione dell'uomo, che ha una sua influenza e
allora i tre gradi del giudizio servono affinché ci sia un giudizio
ancor più meditato, ancor più sviscerato, ancor più approfondito
sotto tutti gli aspetti di fatto e di diritto. Ecco perché io sono
un garantista convinto ed ecco perché io dico che la giustizia va
rispettata nel senso che vanno rispettate le leggi e la legge dice
che non si può pronunciare una sentenza al di fuori delle Aule di
Tribunale.
Ecco perché io sono un garantista convinto, però la sua
presidenza della Regione è stata una presidenza fallimentare sul
piano amministrativo.
Lei sarà un grande e abilissimo politico, sarà un soggetto che,
quando siede al tavolo delle trattative, riesce ad ottenere più di
quello che il suo partito rappresenta, ma sul piano amministrativo
e sul piano di governo, sul piano della programmazione, sul piano
della consequenzialità, della coerenza non solo politica, non solo
umana ma anche amministrativa, ha dimostrato completamente di non
possedere queste doti in un momento in cui la Sicilia avrebbe
meritato cose diverse, in un momento in cui la Sicilia aveva
bisogno di una spinta in avanti, in un momento in cui c'era bisogno
che le imprese siciliane, che le categorie siciliane ottenessero
quel ristoro per le differenze in cui si trovano ad operare
rispetto alle altre imprese dell'Europa, potevano e dovevano
ricevere quelle risorse che l'Unione europea aveva assegnato a
questa Terra. Invece, con la sua gestione, tutto questo non è stato
possibile; tanti assessori, come è stato ricordato, si sono
susseguiti, tantissimi dirigenti, tantissime marce avanti e passi
indietro dal punto di vista amministrativo.
Ecco perché io sono d'accordo con coloro che già hanno invocato,
non le dimissioni ad ottobre, a settembre, ma le dimissioni
immediate perché c'è un fallimento politico ed amministrativo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, io non voglio assolutamente iscrivermi in
questo dibattito tra quanti si dichiarano garantisti, per la verità
nessuno si è dichiarato giustizialista, ma vorrei esercitare fino
in fondo il compito che mi hanno e ci hanno assegnato gli elettori,
ovvero il compito di rappresentanza politica.
E parto da questa condizione per me imprescindibile per esprimere
il compiacimento mio delle dichiarazioni che il Presidente della
Regione ha fatto nel dire con nettezza che i siciliani saranno
chiamati al voto nel prossimo autunno, e non quindi a discutere su
quando si dimette il Presidente, ma discutere quando si vota; le
dimissioni sono una conseguenza tecnica della ragione prevalente
che è appunto il voto.
E il voto, per onestà nei confronti dei cittadini, nei confronti
della politica, in un momento nel quale è sottoposta - credo - alla
sua più grave crisi nel rapporto di credibilità con l'opinione
pubblica e se in Sicilia si fa questa scelta, la si fa per
restituire autorevolezza, credibilità, forza alla politica, che,
spesso a parole, tutti difendiamo ma che ogni giorno, tanti di noi,
con i propri comportamenti, finiscono per screditarla e
indebolirla.
E questo gesto di nettezza fa onore al Presidente della Regione e
fa onore anche a questa esperienza. Mi permetto di dire, tanto più
che veniamo da un passato non remoto, ma molto recente, nel quale
la politica, un certo bizantinismo politico, un certo tatticismo
politico, o una certa idea della politica ha costretto questa
nostra regione a galleggiare nella delegittimazione e nella scarsa
credibilità che una vicenda precedente a questa che riguarda oggi
il Presidente della Regione ha investito per anni la politica
siciliana a tal punto da sottoporre non ad un voto anticipato, ma
ad un voto ad una riconferma di una candidatura di una persona che
era già sottoposta a rinvio a giudizio per fatti gravi.
Questa è la storia del passato recente e rispetto a questa storia
credo che il gesto di oggi del Presidente della Regione è un gesto
forte, chiaro, che non consente più giochi verbali e lessicali.
I siciliani saranno chiamati al voto perché la politica fa un
gesto in questa direzione, lo fa il Presidente della Regione,
consentitemi di dire lo fa anche chi come noi in queste settimane
ha, in qualche modo, detto la propria per affermare questo gesto di
nettezza prescindendo dalla tecnicalità' di una vicenda
giudiziaria che, voglio qui ribadirlo, è esclusiva questione che
riguarda l'uomo Raffaele Lombardo e le questioni che riguardano il
suo processo.
Altra cosa è la vicenda che deve riguardare l'uomo politico
Raffaele Lombardo, il Parlamento siciliano che è connesso all'uomo
politico in quanto il sistema dell'elezione diretta ha introdotto
il principio di immediata conseguenza dei gesti e dei comportamenti
del Presidente della Regione e la necessità che questi gesti
restituiscano valore alle cose per cui ci battiamo.
E lo facciamo oggi non nascondendoci dietro un dito, perché non
c'è dubbio che questa esperienza, se vogliamo salvarla, come io
credo, se vogliamo salvare anche l'originalità e consentitemi di
dire anche il coraggio che qui in Sicilia abbiamo avuto
nell'anticipare la decomposizione di quella che appariva
un'alleanza invincibile, una corazzata invincibile, che era il
vecchio centrodestra, e lo abbiamo fatto in Sicilia non a seguito
di una crisi nazionale, ma forse, possiamo dire con un pizzico di
orgoglio, anticipando una crisi nazionale di quel blocco politico
che aveva vinto e si candidava non a governare, ma a comandare nel
nostro Paese, e anche qui in Sicilia per la verità.
Questa alleanza in Sicilia si è destrutturata, non per ragioni di
antipatia o di simpatia o perché Lombardo era più o meno
affidabile, si è destrutturata perché non appena quella vecchia
alleanza ha cominciato a dover affrontare i problemi di questa
Terra, senza dover girare più la faccia come per anni si faceva e
si continuava a fare, è deragliata, è naufragata, è un po' come la
nave Concordia che ha preso gli scogli e ha cominciato ad imbarcare
acqua. Solo che avevamo dinanzi a noi due atteggiamenti: o guardare
la nave che affondava e, magari, limitarci ad inviare qualche
scialuppa per salvare qualche superstite, o provare a salvare la
Sicilia, provare in qualche modo a non far naufragare con quella
maggioranza anche i siciliani.
Ed è quello che abbiamo fatto, ed è quello per cui oggi siamo qui
a discutere di risultati, di provvedimenti legislativi di riforme
senza precedenti, di possibilità che la Sicilia ha avuto di
conoscere la stagione del riformismo.
Certo, nel pieno del bombardamento, perchè non c'è dubbio che la
vicenda politica in qualche modo ha incrociato anche la vicenda
giudiziaria e sarebbe stupido e sciocco non vedere gli effetti che
questa vicenda giudiziaria ha avuto, soprattutto, sul piano
mediatico, nel cercare di attenuare ed offuscare anche l'importanza
e la novità politica che si è aperta nella nostra regione.
Ed è per tale ragione che credo, se vogliamo salvare, rilanciare
questa esperienza, come ha detto il Presidente della Regione, la
possibilità di rimettere e di sottoporre al giudizio dei siciliani
un progetto riformista ed autonomista ed io credo che per fare
questo bisogna, appunto, sottrarsi al più grande nemico che oggi
corre questo progetto che è il logoramento, il galleggiare,
l'attendere, l'attesa. L'attesa non si capisce di cosa, non si
capisce di chi.
La lentezza, quindi, con la quale da questo dibattito oggi
usciamo, poi il Presidente della Regione, onorevole Lombardo, come
uomo gestirà la sua vicenda processuale.
Credo che tutti noi gli auguriamo di uscirne a testa alta, ma
altra cosa è l'istituzione e la politica di questa regione. Uscire,
quindi, a testa alta anche da questo punto di vista, ribadendo che
la Sicilia può avere una nuova possibilità, di affrontare nodi
irrisolti, nodi gravi che si protraggono nel tempo, una certa idea
che si è fatta consolidare nel rapporto tra i politici ed i
siciliani: un grande supermarket Un grande supermarket dove
comprare qualcosa, dove tutto è in vendita. E, invece, restituire
alla politica quella sobrietà, quel rigore ed anche quella
necessità che le scelte, essendo scelte, per loro natura dividono.
Ci sarà qualcuno che sarà contento, ma sarà inevitabile che
qualcuno, in nome delle scelte, sarà scontento. Pensare di
accontentare tutti, aprendo la stagione delle riforme, è solo una
grande presa in giro.
Mi auguro che la Sicilia possa andare avanti nella direzione che
abbiamo tracciato, con cui abbiamo faticosamente lavorato in questi
due anni.
Ci attende, fra qualche ora, l'esito di una vicenda ulteriore,
controversa, che è l'approvazione del bilancio e l'esito nel
giudizio da parte del Commissario dello Stato. Pensiamo che
quell'esito produrrà inevitabilmente qualche altro problema, ma
credo che tutto questo non ci debba far perdere la barra del
timone, che la strada del cambiamento è una strada senza via di
ritorno, non si può fermare ed è per questa ragione che mi auguro
che i siciliani, nel prossimo autunno, possano conoscere
l'originalità di una alleanza politica che metta, innanzitutto, al
centro l'interesse dei siciliani prima di ogni cosa e prima di
tutto anche rispetto alle stesse ragioni della politica nazionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, la presenza del Presidente della
Regione è per me fondamentale, importante, perché ho militato nel
Movimento per le autonomie per cinque anni. Ripeto delle cose che
il Presidente della Regione ben conosce e che non ho problemi a far
sapere agli onorevoli deputati e alla Presidenza.
Non voglio assolutamente mettermi contro il Governo, ma voglio
evidenziare che nell'arco di questi anni ho avuto modo di
conoscere bene il Presidente della Regione, avendo passato in sua
compagnia molto tempo, durante la mia militanza nell'MPA.
Quando sono stato eletto deputato regionale rivestivo la carica di
consigliere comunale a Palermo, vicepresidente del Consiglio
comunale di Palermo, e, poco tempo dopo, sono stato avvicinato dal
Presidente della Regione che mi invitava, per amore di partito e
anche per motivi personali, a dimettermi dal Consiglio comunale e
dalla carica di vicepresidente del Consiglio comunale.
L'ho fatto immediatamente perché ho sempre creduto in un progetto
che ha visto tutto il Movimento per l'autonomia, fin dalla sua
nascita, a correre e rincorrere ed andare contro quei partiti che
nell'arco di questi anni hanno compiuto solo malefatte.
Ricordo che non eravamo organici a nessuno, i partiti ci
rincorrevano perché cercavano la nostra forza. La guerra contro il
pet-cocke di Gela e di Priolo, la battaglia di Termini Imerese
contro la spazzatura, il ponte a Messina e, infine, la
manifestazione di Roma, che è risultata straordinaria.
Dopo l'elezione il Presidente Lombardo si è chiuso nelle stanze di
Palazzo d'Orleans, chi vi parla l'ha capito subito e due anni fa e
questo mi ha portato a fare la scelta di fare un passo indietro
perché ho visto un progetto fallire.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, la nostra responsabilità
sta nel fatto di avere fatto votare tante persone affinché
sposassimo un progetto politico. Noi avevamo un progetto politico e
a quel progetto avevo creduto molto. Due anni fa già immaginavo che
andasse a finire così, avevo scelto di starmene seduto nel mio
posto, senza disturbare il Governo e appoggiandolo nei casi in cui
portava delle cose serie e l'ho fatto fino all'ultimo momento.
Non c'è un assessore di questa Giunta che può dire cose diverse.
Ho sempre lottato per combattere in qualche modo la disoccupazione,
ho sempre lottato affinché i precari dopo vent'anni trovassero una
risoluzione e questo non è avvenuto.
I fondi sociali non sono stati utilizzati, ma non soltanto quelli
della formazione professionale bensì di tutte le rubriche. Si è
perso tanto, si è perso un progetto politico, signor Presidente,
che per me era fondamentale.
Onorevole Presidente, ormai siamo in campagna elettorale - io lo
sono da sempre, per me non è cambiato mai nulla - l'ho sempre
apprezzato e per quanto riguarda la sua posizione giudiziaria mi
dispiace profondamente, perché io non credo a queste cose, io credo
che è stato solo ed esclusivamente un fallimento amministrativo.
Sulla sua persona non ho niente da dire e spero che le cose
andranno bene e me lo auguro di cuore.
Ricordiamoci che quando dai governi e dalle istituzioni non
discendono buon senso e buon esempio prima o poi sale la
rivoluzione. Fuori c'è tanta gente che piange e che da tutti noi si
aspetta un modesto contributo, un contributo che noi non siamo
stati capaci, ad oggi, di dare.
Io non chiedo solo le dimissioni del Presidente della Regione,
chiedo le dimissioni di tutti i deputati Dobbiamo andare di nuovo
a votare perché il fallimento non è solo del Governo ma è di tutte
le Istituzioni
Presidenza del Presidente Cascio
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
signori Assessori, onorevoli colleghi, abbiamo ascoltato
l'intervento del Presidente della Regione, gran parte dedicato alla
sua vicenda giudiziaria.
Noi, rispetto a questo, ribadiamo, ovviamente, massimo rispetto,
massima fiducia sull'operato della Magistratura; non vi è dubbio,
comunque, che l'imputazione coatta ordinata dal giudice è un fatto
grave che non può che avere conseguenze anche sul piano politico.
Per quanto riguarda le valutazioni sull'azione di Governo cui ha
fatto cenno il Presidente della Regione, noi abbiamo già detto in
diverse riunioni di organismi di Partito che, indubbiamente, il
bilancio è luce ed ombre. Avremmo voluto ottenere di più, siamo
convinti che molte cose buone sono state fatte: cito solo la legge
elettorale, così come potrei parlare di credito di imposta, di
altre iniziative sul piano anche sociale, ma mi preme sottolineare
che gran parte delle cose buone fatte da questo Governo sono dovute
al grande impegno del nostro Partito e del nostro Gruppo
all'Assemblea regionale.
Molte iniziative legislative sono partite da noi. Abbiamo
continuato a dare indicazioni forti al Governo regionale affinché
si affrontasse l'emergenza economica e sociale che travolge la
nostra Regione e questi risultati positivi noi li rivendichiamo con
grande forza e con grande orgoglio.
Già a giugno scorso, per quanto ci riguardava, si era conclusa la
fase di transizione del Governo tecnico e avevamo chiesto, così
come chiediamo adesso, le elezioni anticipate per rilanciare
l'azione di Governo, per tornare alle urne affinché gli elettori
siciliani potessero chiaramente indicare il nuovo progetto di
governo per la Sicilia, rilanciando noi la proposta dell'alleanza
tra progressisti, moderati ed autonomisti che, per quanto ci
riguarda, non è mai venuta meno e che anche qui, oggi, vogliamo
ribadire.
Abbiamo allora avanzato questa nostra valutazione politica, a
prescindere dalla vicenda giudiziaria che allora si trovava in una
fase diversa, perché ritenevamo che ciò servisse alla Sicilia, che
fosse utile per la Sicilia tornare al voto per uscire dalle
elezioni con una forte legittimazione democratica rispetto
all'alleanza che noi proponevamo e proponiamo. E quando dico
progressisti, intendo tutti i partiti progressisti, perché questa è
ed era la nostra proposta, non sempre facile ovviamente da
realizzare, ma un obiettivo che noi continuiamo a coltivare e per
il quale continuiamo a lavorare, un'alleanza tra tutti i
progressisti moderati e anche il suo partito, onorevole Presidente.
Credo che lei oggi abbia indicato con chiarezza il riferimento
temporale per le elezioni anticipate, parlando del prossimo autunno
e ciò, ovviamente, ha come presupposto le sue dimissioni.
Per questo non credo che si tratti di barbarie quando si parla
delle sue dimissioni, credo che faccia parte delle valutazioni
politiche che è doveroso fare nelle attuali condizioni in cui ci
troviamo.
Non condivido però - e questo voglio sottolinearlo con grande
chiarezza - le sue valutazioni quando lei dice che non è bene che
la Sicilia vada al voto per le elezioni regionali
contemporaneamente alle elezioni nazionali, perché non condivido
che sia un male per la Sicilia che ci sia una coerenza di alleanze
politiche per le elezioni regionali e per le elezioni politiche
nazionali.
Noi riteniamo che le elezioni regionali anticipate in autunno
debbano esserci in ogni caso e a prescindere dal fatto che si
possano svolgere le politiche nazionali.
Noi riteniamo che è bene anche per la nostra Regione che le
alleanze politiche per le elezioni regionali siano coerenti
rispetto alle alleanze politiche che, come Partito democratico,
intendiamo e intenderemo stringere anche per le elezioni politiche
nazionali.
Concludo ribadendo la nostra valutazione politica che la nuova
fase politica che è necessario che si apra in Sicilia con le
elezioni regionali, per quanto ci riguarda se ce ne saranno le
condizioni, e ci auguriamo che ce ne siano e che ci siano le
condizioni, vedano insieme tutte le forze politiche, progressiste,
moderate, autonomiste per rilanciare una nuova fase politica in
grado di assicurare alla nostra Regione le riforme e i necessari
cambiamenti di cui la nostra Sicilia ha fortemente bisogno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maira. Ne ha
facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, so che devo essere
sintetico per recuperare il tempo assegnato al Gruppo e che è
stato ultimamente utilizzato dall'onorevole Cordaro.
Come già più volte riferito a quest'Aula, mi iscrivo a pieno
titolo e senza alcuna vergogna ma anzi con grande convinzione tra
coloro i quali sono garantisti per convinzione, forse anche per
eccesso. Questo lo dico perché, noi del Gruppo PID Cantiere
Popolare, non vogliamo essere giudici delle vicende giudiziarie del
presidente Lombardo, non possiamo essere giudici. Va scorporata la
politica dai fatti di giustizia, personali e forse anche di Gruppo.
Altri in quest'Aula sono stati, nel passato più o meno recente,
giustizialisti convinti.
Mi augurerei tanto che i siciliani avessero memoria e, se non ce
l'hanno, provvederemo noi in competizione elettorale a rinfrescare
la memoria perché, a sentire alcuni passaggi degli interventi di
oggi, sembra di sentire altre persone, quelle stesse persone che,
per esempio, per la vicenda del presidente Cuffaro sono state,
forse per fatti meno importanti di quelli ingiustamente addebitati
al presidente Lombardo, di una violenza inaudita.
Quelle stesse persone che, quando non erano ancora organicamente
nel Governo Lombardo, ricordo sono state estremamente violente nei
confronti di una mozione di sfiducia dell'assessore Armao e oggi,
invece, sembrano tutti folgorati sulla via dell'agnellino. Bene,
cosi non può essere Nella vita bisogna essere coerenti in un senso
o nell'altro: o si è giustizialista o si è garantisti.
Io sono sempre per la garanzia e un accenno all'intervento
dell'onorevole Cordaro, perché credo che qualcuno non abbia voluto
intendere una cosa chiarissima che ha detto il collega Cordaro, che
intanto ha riferito tra virgolette, perché così deve essere
interpretato il suo intervento, le cose che l'onorevole Granata,
riferite al ministro Romano, ha detto in Aula a Montecitorio e
anche fuori dall'Aula. Ed era una sfida ironica, forse anche
polemica, per marcare la differenza tra chi è garantista sempre che
è giustizialista a rate.
La cosa che mi dispiace di più, e lo dico perché già sui vari siti
gira un messaggio: Le parole conclusive dell'intervento
dell'onorevole Cordaro sono inquietanti . Credo che la inquietudine
artatamente possa essere stata lanciata da quest'Aula da qualche
collega improvvido e mi riferisco alla chiusura dell'intervento
dell'onorevole Cordaro laddove ebbe a dire pochi minuti fa:
Presidente Lombardo, si dimetta Lo faccia prima che ci pensino
gli altri , sia chiaro: gli altri sono la politica e il popolo
siciliano e nessun altro o altri possono essere fraudolentemente
intesi in questa dizione.
Lo dico perché so quanto è sensibile, giustamente, Raffaele
Lombardo ad allusioni di questo genere, per cui i colleghi che
hanno gridato poc'anzi E allora, uccidetelo , vadano a fare
teatro al Biondo non certamente in quest' Aula perché in
quest'Aula, fino a prova contraria, noi cerchiamo di fare cose
serie.
PRESIDENTE. Onorevole Maira, aveva promesso un intervento ridotto;
pur tuttavia, se è alla conclusione, concluda.
MAIRA. Io volevo soltanto dire che l'onorevole Lombardo dice che
vuole scorporare la sua vicenda politica dai fatti giudiziari. Non
è così, perché nel momento in cui egli aggancia le sue dimissioni
ad un minuto prima della decisione di un giudice, di fatto aggancia
la sua decisione politica ad un fatto giudiziario.
La Sicilia ha bisogno di chiarezza perché stiamo perdendo tutti
credibilità. Ci dica con certezza quando l'onorevole Lombardo si
vuole dimettere perché tutti noi abbiamo necessità di capire quello
che dobbiamo fare.
Io ebbi a dire tre anni fa: Raffaele fermati - te lo ricordi
questo inciso? - Raffaele fermati, Raffaele fermati . Ora ti
dico: Raffaele accelera, Raffaele accelera, Raffaele accelera,
per il bene di tutti .
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino. Ne ha
facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, io ho molto apprezzato le parole
del Presidente della Regione e ho apprezzato anche gli interventi
che si sono succeduti anche chi, dalla parte dell'opposizione, ha
però inteso porre le condizioni per un ragionamento, per un
dibattito anche fra le opposte fazioni, ma che fosse improntato
alla costruzione di un processo politico che in avvenire deve
ritrovarsi la Sicilia per evitare, al solito, di essere in
quest'Aula autoreferenziale.
Ho apprezzato meno chi ha preferito ergersi a giudice, a
inquisitore, a moralista di maniera, a tribuno, anche a
predicatore.
Tutto questo non fa onore a quest'Aula e non fa onore neppure
all'efficacia di questo dibattito perché nessuno deve provare a
giudicare prima del tempo. Si tratta come abbiamo visto, come
abbiamo letto sui giornali in questi anni, e ne abbiamo letto di
tutti i colori, di questioni delicate, di questioni complicate dove
le generalizzazioni, le banalizzazioni non sono ammesse; certamente
non sono ammesse in quest'Aula, possono essere ammesse in altre
sedi, non in quest'Aula.
Sia, dunque, la politica un po' più accorta, così come deve essere
più accorta anche la stampa su questa materia considerato che la
stessa Magistratura catanese su questa vicenda è apparsa divisa in
maniera lacerante.
E devo dire all'onorevole Cordaro che io non vedo qual è il
paragone così ardito che lui ha provato a fare con la questione
legata all'ex ministro Saverio Romano, perché mi è sembrato
assolutamente fuori luogo, mi è sembrato fuori tempo. Da un lato,
uno che non ha mai minimamente provato a dimettersi, dall'altro
invece un Presidente della Regione che viene in Aula e dice che si
dimetterà un minuto prima dell'eventuale giudizio, addirittura
anche se questo giudizio dovesse o potesse essere favorevole a lui.
Il suo è stato un intervento senza senso, di basso livello,
offensivo anche per la sua intelligenza che altre volte invece
abbiamo apprezzato; ha tradito un po' di rancore, ci è sembrato più
ventricolo che onorevole Cordaro.
Allora, io mi chiedo, onorevole Presidente della Regione, perché
dimettersi? In uno Stato non garantista, ci mancherebbe altro se
non siamo tutti garantisti, ma in uno Stato di diritto questo non è
né un dovere e neppure un obbligo, anzi potrebbe addirittura
rivelarsi politicamente un errore.
Altra cosa è se il Presidente della Regione decide di dimettersi
per difendersi meglio, forse con un accento un po' più egoista,
cosa che in passato, questo anche qui al contrario di quanto detto
prima, il modo di fare che lui non ha utilizzato.
Io credo che il Presidente della Regione lo debba a se stesso,
certamente alla sua famiglia, certamente al suo partito che ama
come la sua famiglia. E' una sua scelta, una scelta di egoismo che,
in qualche modo, va anche apprezzata e va anche tutelata.
Certo, non saremo noi, onorevole Presidente, a chiederle le
dimissioni, non le abbiamo mai invocate, non le abbiamo mai
chieste, anzi le rifuggiamo perché sarebbe stato opportuno che lei
avesse potuto governare ancora un altro anno e completare il suo
mandato. Ma altra cosa è se lei decide ancora una volta di farlo e
di farlo non soltanto per gli interessi suoi legittimi,
processuali, ma di farlo per difendere gli interessi di questa
Istituzione, gli interessi della Presidenza della Regione, gli
interessi di questa Assemblea, gli interessi di questi deputati che
lei ha degnamente rappresentato in questi quattro anni di Governo
regionale.
Qui siamo allo snaturamento dei principio statutari, dei principi
fondamentali della stessa autonomia siciliana, della stessa
indipendenza della Sicilia dentro l'Italia.
Allora, questo è un atto di generosità che può anche essere
strumentalizzato, come qualcuno ha provato a fare in quest'Aula -
lo ha fatto l'onorevole Ardizzone - con uno sguardo miope, con
delle vedute piccole, ci può stare, ma certo non può essere
disconosciuto come hanno fatto altri, perché il gesto è un gesto di
grande dignità, è un gesto di grande coraggio, è un gesto che,
appunto, non nasconde alcuna vergogna, tutto il contrario.
Questa, signor Presidente, non è una sede di tribunale e non deve
trasformarsi in una sede di tribunale; noi qui guardiamo agli atti
amministrativi e agli atti politici che ne conseguono e dei quali,
in parte, siamo responsabili. Qui dobbiamo giudicare l'azione di
questo Governo in questi quattro anni perché la si può girare come
la si vuole, ma è innegabile i risultati conseguiti con la riforma
sulla sanità: non siamo stati commissariati, abbiamo risparmiato
qualche miliardo di euro. Se qualcuno vuole contestare anche
questi fatti credo che venga molto ma molto complicato.
Sono innegabili i risultati sul piano finanziario con tagli
strutturali e drammatici al bilancio della Regione che con coraggio
nessuno aveva osato fare e anzi abbiamo dovuto fare per colpa di
errori del passato enormi, gravi, probabilmente, difficilmente
riparabili.
E' stata importante la prima riforma di questo Governo sulla
riorganizzazione dei Dipartimenti che ha tagliato tantissime
strutture che erano solamente zone d'ombra e di clientela che, con
coraggio, sono state tagliate.
Vogliamo anche ricordare gli interventi coraggiosi sull'energia e,
quindi, i termovalorizzatori che sono stati bloccati. Anche qui le
zone d'ombra sono ben più delle zone chiare oppure il fotovoltaico
che è stato preferito allo sviluppo dell'eolico.
Io credo che tutti i risultati ottenuti nel risparmio della
formazione, sulla legge del credito d'imposta, gli interventi e gli
investimenti sui comuni e sulle strutture private che si stanno
realizzando in questi mesi e che si sono fatti in questi anni,
siano assolutamente senza precedenti.
Altro che ribaltone Ribaltone di cosa, sul piano politico
Un Governo che è stato eletto legittimamente dal popolo siciliano,
che si è confrontato in quest'Aula su un programma e su alcuni temi
scottanti e che poi non ha visto più dalla sua parte alcuni partiti
della cosiddetta maggioranza che avrebbero, invece, dovuto
sostenerlo nel percorso di completamento di un programma, di
rafforzamento di un'azione di governo che, davanti a delle scelte
molto coraggiose, molto delicate, molto impopolari, questa parte ha
preferito defilarsi.
Dall'altra parte ci sono le conseguenze politiche. Le elezioni
anticipate per salvare l'autonomia politica della Sicilia ed
evitare la restaurazione in questa regione.
Noi abbiamo la speranza di non dover consegnare la Sicilia al
vecchio sistema di potere, di sprechi, di affari poco chiari che,
in maniera compiuta ed efficace lei, onorevole Presidente della
Regione, è riuscito a sradicare in questi anni.
Non rinunciamo neppure a proseguire in un percorso politico con
chi ci ha permesso e ci ha consentito di provare a cambiare la
Sicilia con rigore e lungimiranza riallacciandoci ad una proposta
politica originale, come ha detto prima l'onorevole Cracolici, che
è stata anticipatoria in tutta Italia e che ha, oggi, i meriti che
ha e che gli vengono obiettivamente riconosciuti da tutti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la cifra politica
del dibattito di questa mattina ci dà la consapevolezza della
situazione reale in cui ci troviamo e che da tempo noi denunciamo.
Il Presidente della Regione, come del resto aveva fatto in
precedenza, questa mattina è venuto in Aula per proclamare la sua
estraneità rispetto ad una serie di accuse che gli vengono mosse.
A noi non interessava questa autodifesa in occasione della prima
seduta in cui il Presidente ha dato comunicazione a quest'Aula e
non interessa, a maggior ragione, questa mattina.
E' stato già sottolineato da qualcun altro: il problema non è tra
il signor Raffaele Lombardo e il Presidente Raffaele Lombardo. Il
signor Raffaele Lombardo, nella qualità di cittadino di questa
Repubblica, ha tutto il sacrosanto diritto e in tutte le sedi di
dimostrare la sua estraneità, ma non può interessare a quest'Aula
l'esito di ciò che avverrà per quanto riguarda l'onorevole Raffaele
Lombardo, Presidente della Regione siciliana.
A noi non interessa la vicenda e lo diciamo perché ci crediamo,
onorevole Presidente, lei è stato eletto dai siciliani per
governare questa Regione e, quindi, a noi non può interessare
l'esito di una vicenda che è tutta da dimostrare, ma interessa
tantissimo se lei è stato in grado di governare questa Regione, se
lei è stato messo nelle condizioni di governare questa Regione, se
lei ha raggiunto i risultati per cui si era impegnato di fronte al
popolo siciliano al momento delle elezioni.
Allora se facciamo un'analisi di questi risultati, da questa
analisi non può che discendere una considerazione: lei ha fallito e
ha fallito su tutti i campi
Lei ha fallito perché è partito come rappresentante di un
movimento e di un popolo autonomista e tutto ha fatto tranne che
portare avanti le istanze autonomiste.
Via, via gli atti del suo Governo sono stati atti Roma-
dipendenti, via, via gli atti del suo Governo hanno testimoniato
non tanto una rottura vera con i Governi nazionali e con le
decisioni dei governi nazionali, ma un assoggettamento continuo a
decisioni che hanno distrutto la nostra terra e le dichiarazioni,
il dibattito di quest'Aula di stamattina, alla fine ci fanno
giungere ad una considerazione: i nodi sono arrivati al termine e
quindi le varie forze politiche che sono state, come dire, complici
con lei nel tradire il voto dei Siciliani, il PD tradendo i
Siciliani che lo avevano collocato all'opposizione e lei tradendo i
Siciliani che, a larghissima maggioranza, l'avevano collocato in
maggioranza, bene, oggi ognuno cerca, con le dichiarazioni più
varie e variopinte, di sbarcarsi, di sbarcarsi dalla sua
Presidenza, di chiedere chiarezza.
Ebbene, l'unica chiarezza possibile e immaginabile è che si vada
subito davanti agli elettori, come avviene in qualsiasi Paese
democratico.
Lei, Presidente, si deve dimettere subito, ma non per i fatti che
le vengono contestati, Presidente, non per quei fatti, lei si deve
dimettere subito per evitare che ci sia il Corriere della Sera
che un giorno sì e un giorno no vada addosso alla Sicilia con
argomenti pretestuosi.
Lei si deve dimettere subito per evitare che ci sia il disimpegno
totale dei fondi europei come è avvenuto fino adesso. Lei si deve
dimettere subito per evitare che noi andiamo incontro ad ulteriore
falcidia rispetto ai fondi che abbiamo a disposizione.
Lei si deve dimettere subito perché non è riuscito né a risanare
il bilancio e addirittura pare andiamo incontro ad una impugnativa
così imponente, così vasta dell'ultima finanziaria da costringere
quest'Aula a reintervenire in queste ore, forse oggi stesso o
domani, per cercare di porre rimedio a quattro anni di disastri.
Lei si deve dimettere subito, Presidente, perché non ha dato
nessuna risposta a ciò che le veniva affidato con il voto dei
siciliani.
Lei potrà avere anche le attenuanti che ha avuto maggioranze
variopinte ma, alla fine, Presidente, è stato lei con le sue scelte
a scegliere questa strada, una strada e dei compagni di strada che,
come lei ha notato, non hanno esitato e non esitano, per motivi di
bottega, a chiederle di fare ciò che, fino al un mese fa, non le
chiedevano e a dire, oggi, tutto e il contrario di tutto rispetto a
quello che dicevano.
Lei si deve dimettere subito, Presidente, per mettere la Sicilia
in condizione, con un voto libero che dia nuova forza al prestigio
delle istituzioni che lei rappresenta e cioè del Governo regionale
in una fase difficile, complicata a livello nazionale, europeo ed
anche mondiale in cui c'è una contrazione delle risorse imponenti e
in cui assistiamo al tentativo, da parte degli Stati membri della
Comunità europea, di tirare la coperta verso i loro fabbisogni
lasciando scoperti i più deboli e in cui c'è il tentativo, già
messo in opera dal Governo nazionale con gli ultimi provvedimenti,
di distruggere le Regioni più povere, le Regioni più in difficoltà
e fra queste c'è, certamente, la Sicilia.
Noi abbiamo da dare risposte ed anche risposte pesanti a 22 mila
precari nel mondo dei Comuni e forse anche ad altri 30-35 mila
precari variamente distribuiti; noi dobbiamo dare risposta ai
forestali.
Per fare questo la Sicilia ha bisogno di un Presidente nella
pienezza delle sue funzioni, la Sicilia ha bisogno di un Presidente
rilegittimato da un voto popolare.
Solo un Presidente rilegittimato da un voto popolare avrà
l'autorevolezza di andare a Roma e trattare da pari a pari perché,
altrimenti, saremo spazzati via; altro che tavoli permanenti
durante i quali discutere cosa avverrà dei fondi destinati alla
Sicilia L'abbiamo già visto.
Noi perdiamo i Fondi europei che ci erano stati assegnati e quelli
che non si riprende l'Europa se li è già ripresi lo Stato ed, entro
un anno, se ne riprenderà un'altra quota fondamentale, per cui o
noi andiamo subito a votare, subito, noi dobbiamo votare a giugno
per fare in modo che con un nuovo Governo e un nuovo Presidente
legittimato si possa fare una battaglia vera non per salvare i
partiti politici ma per salvare i siciliani che stanno morendo di
fame, per salvare i precari, per salvare le imprese che non hanno
più lavoro perché non ci sono più bandi, perché non ci sono più
appalti, perché non circolano più risorse.
Al voto subito, ma non tanto per i motivi che sono stati addotti
un po' da tutti qui e anche da lei, e cioè i fatti giudiziari; lei
ha il diritto di difendersi - e concludo, Presidente - e ha tutto
il sostegno, anche da parte nostra, a difendersi, lei ha un dovere:
non essere più qui ricattato dalle richieste di questo piuttosto
che di quell'altra fazione politica che pensano di lucrare qualche
posticino di sotto Governo in questa fine dell'Impero.
Quindi chiarezza, dimissioni subito e al voto a giugno.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, credo che tutti condividiamo un punto di questa
discussione di oggi; capisco che può essere anche pesante la mia
definizione che dovremmo evitare doppiezze, massimalismi e
dovremmo, soprattutto, avere memoria meno corta di quella che ho
sentito esprimere qui e voglio, in pochi minuti, parlare di questi
ultimi 12 anni, dove abbiamo visto interpretare ruoli di primo
piano da Presidente del Consiglio dei Ministri a Presidente della
Regione siciliana, da imputati e non da indagati.
E non mi rivolgo solo ai colleghi che hanno cultura giuridica
perché ognuno, qui dentro, sa qual è la sostanziale differenza e
anche errori di valutazioni, fatti nel passato, che ci hanno visto
sprecare intere legislature, poi finite in malo modo.
Questa è la prima questione su cui dovremmo riflettere con estrema
serietà senza farci tentare dalla demagogia, senza strumentalizzare
e pensando che ogni atto che noi facciamo, evidentemente, rispetto
agli anni che ci stanno davanti sono atti molto delicati, anche
decidere un'elezione anticipata è un atto estremamente delicato.
A me sembra invece che qualcuno la dà già per acquisita e si
tratta di dire semplicemente quando, come e con chi. A me sembra
così ovvio e scontato il fatto che ognuno discuta rispetto ad
un'ipotesi di elezione anticipata quando, come e con chi, che
vorrei tralasciare questo aspetto e vorrei riferirmi alle
comunicazioni che ha fatto il Presidente della Regione.
Perché ha fatto uno sforzo in termini di onestà intellettuale?
Uno: massimo rispetto della Magistratura, inquirente e giudicante,
nessun complotto. C'è una differenza rispetto a questi anni che
dobbiamo saper cogliere in un modo o in un altro e ritengo con
estrema obiettività se ci riusciamo.
Seconda questione: ho sentito parlare di sensibilità e opportunità
politica. E' quella stessa sensibilità ed opportunità politica che
vorrei ricordare ai colleghi, soprattutto del PID, abbiamo da
questo podio espresso quando si è trattato di discutere della
mozione di sfiducia all'onorevole Presidente della Regione, allora
Totò Cuffaro.
Nessuno di noi fece confusione fra garantismo e, soprattutto,
nessuno di noi ha mai interpretato quel giustizialismo che alcuni
colleghi hanno invece tratteggiato e me ne dispiace.
Sono atti parlamentari, chiunque può andare a rileggere e
sicuramente intuirà, capirà leggendo che la differenza è
sostanziale.
Ricordo quel dibattito, fu un dibattito sulla mozione di sfiducia
estremamente attento agli elementi caratterizzanti della nostra
democrazia e del nostro Stato di diritto. Fu una scelta politica
fatta dal gruppo del Partito Democratico, non fu altro, nessuno
attaccò a testa bassa introducendo elementi di giustizialismo così
come si possono andare a leggere gli atti alla Camera dei Deputati
e al Senato della Repubblica sulla vicenda romana.
E' di merito che dobbiamo parlare perché è ovvio che si è aperta
la campagna elettorale, ma questo non è luogo dove si debbono fare
comizi, questo è luogo dove deve esserci, evidentemente, uno sforzo
da parte di tutti per un confronto serio sulle cose che abbiamo
ascoltato.
Io ho detto che si tratta di uno sforzo di onestà intellettuale,
potrei andare oltre aggiungendo che, guardate, in questo momento
parlare che è opportuno politicamente dimettersi rispetto ad
un'imputazione coatta è una novità, volenti o nolenti, è una
novità.
Non mi pare che in giro in questo momento in Italia e non solo, a
livello anche regionale e, perché no, ampliamolo a tutti i luoghi
in cui si esercita la sana e buona politica, si sta discutendo di
opportunità politica., si sta solo discutendo quando siamo
costretti a dimetterci, perché non si può fare a meno di presentare
le dimissioni.
Qua si sta discutendo di altro. Si sta discutendo se è opportuno
che un Presidente della Regione leghi il suo destino, che
chiaramente ognuno di noi spera che sia un destino di assoluzione
come si diceva una volta a formula piena , ora non saprei, il
nuovo codice forse utilizza qualche altra definizione e,
soprattutto, nessuno sta comunque scomodando quelli che sono alcuni
elementi sostanziali e indispensabili del nostro stato di diritto.
Guardate, mi auguro che il Gup scriva una sentenza di
archiviazione, ma nel contempo capisco cosa significa imputazione
coatta e capisco che anticipare quel giudizio, secondo me, dovrebbe
essere un fatto che politicamente dovrebbe vederci tutti più sereni
anche nel confronto rispetto alle questioni legate a future o
attuali coalizioni o future o attuali maggioranze che sosterranno
il Presidente della Regione, chiunque sarà eletto. Invece,
confondiamo i due piani.
Noi, oggi, chiamati a discutere su comunicazioni del Presidente
della Regione che sapevamo che, evidentemente, erano imperniate
sulla sua vicenda personale, stiamo facendo una confusione
terribile tanto da rendere questo dibattito meno importante di come
poteva essere.
Noi vogliamo discutere di quello che è stato fatto in questi
quattro anni, cosa è successo? Si vada ad una altra seduta, si dia
ad ognuno di noi la possibilità di esprimere quanto è accaduto in
questa terra, si dia ad ognuno di noi la possibilità di dire quello
che è accaduto due anni e qualche mese fa. Si parli dei
termovalorizzatori dei rifiuti, si parli di piani di rientro, si
parli del perché della rottura, si parli del perché sono state
fatte alcune scelte coraggiose anche da parte nostra rispetto a
quanto stava arrivando da oltre Oceano, ma che sapevamo che
sbarcava in Europa con quelli che erano effetti devastanti.
Oggi si parla di finanza regionale, si dimentica quello che è
accaduto in questi dodici, quindici anni, si dimentica la finanza
creativa di un tempo, si dimentica che tutto ciò veniva fatto con
estrema superficialità e con disattenzione da parte degli organi di
controllo. Questo ce lo dobbiamo dire con estrema fermezza
Risanamento: oggi è quasi necessario, da un lato, e volontà
politica, dall'altro lato, perchè è chiaro che eravamo sull'orlo
del baratro E sull'orlo del baratro non c'è la Regione siciliana,
c'è l'Italia con tutto ciò che ne consegue, ne discende rispetto a
quelle che sono anche le funzioni delegate che può svolgere una
Regione non solo come la nostra.
Allora, vedete, sono molto deluso da questo dibattito, signor
Presidente, perché dalle comunicazioni a quello che ne è venuto
fuori è tutt'altra cosa. Oggi bisognava esprimere senso delle
istituzioni, obiettività, serietà, non anticipare la campagna
elettorale che faremo nelle piazze e nei luoghi dove è evidente che
ognuno di noi farà tutto quello che è giusto fare.
Oggi dovevamo concentrarci e fare uno sforzo per avere maggiore
senso di ciò che sta accadendo e sta accadendo in Sicilia, volete o
non volete, lo dico in particolar modo ad alcuni colleghi, anche
qui una novità: si decide di andare ad elezioni anticipate rispetto
ad opportunità politica, altro che garantismo, giustizialismo,
confusione, ognuno piega le cose come vuole.
Questo non fa onore a tutti noi. Fa onore a tutti noi parlare di
merito, sapere cosa realmente in questo momento c'è da fare e c'è
da fare un'altra cosa, onorevole Presidente della Regione, che lei,
secondo me, deve gridare, su questa benedetta spesa europea
rispetto ai ritardi: i rischi, oggi, ancora ci sono, ma che siamo
nella fase di overbooking lo dobbiamo anche dire e dobbiamo esserne
fieri tutti, non solo il Governo di questa Regione o coloro che,
bene o male, hanno fatto qualcosa come tanti di noi, per evitare di
accumulare ancora ritardi che sono soprattutto figli di una certa
fase. E lì che si va, evidentemente, anche ad identificare o meno
una classe dirigente credibile o che può avere una prospettiva.
Tutto il resto, scusatemi, non mi pare che, tutto sommato, fa onore
a questo Parlamento.
Capisco che, da questo punto di vista, sto esprimendo, quasi,
concetti supponenti, ma mi permetto di concludere in un modo: penso
che nella mente di ognuno di noi c'è comunque come antidoto
all'antipolitica volgare la sana e buona politica e di questo,
tutto sommato, ne possiamo essere, da questo punto di vista, un po'
più fieri tutti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musotto. Ne ha
facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, signori Assessori presenti, devo dire che sono
un convinto sostenitore e assertore del primato della politica.
La politica, soprattutto in un regime democratico, è il momento
maggiore, il livello maggiore di dibattito, di sintesi ma anche di
interpretazione di ciò che avviene attorno a noi e nella società.
Oggi ne abbiamo avuto una dimostrazione, si possono condividere o
meno alcuni interventi, ma certamente abbiamo avuto una grande
dimostrazione da parte del Presidente della Regione che non era
obbligato a fare questo passaggio in Aula, di comunicazione su
fatti - diciamocelo chiaramente - che da due anni ci vengono
ammanniti se non proprio quotidianamente, con periodicità,
attraverso i giornali, attraverso interventi, attraverso altri
momenti di informazione in cui si dicono sempre le stesse cose.
Il Presidente della Regione, oggi, non ha citato il momento che
noi viviamo nel mondo giudiziario che è quello dell'interpretazione
giuridica di questi fatti, le amicizie, i rapporti.
Un momento in cui, ieri, sono state depositate delle motivazioni
non già di un tribunale ma della Corte suprema di Cassazione di
comportamenti che certamente sono distanti da quelli che vengono
attribuiti al nostro Presidente della Regione, dove si parla di
mediazione, di rapporti costanti, continui ma che in nessun modo
tale condotta può configurare il concorso esterno con
l'associazione mafiosa.
Un momento di evoluzione giurisprudenziale che certamente libera,
assolutamente, il Presidente della Regione rispetto ai fatti che
gli vengono contestati che oggi ha voluto sottolineare.
Non una condotta specifica, non un favore, non un finanziamento,
non un appalto favorito e vinto dalla criminalità organizzata, non
delle condotte che abbiano finalizzato e legittimato dei
comportamenti criminali, nessun vantaggio da parte
dell'associazione criminosa Cosa nostra' rispetto all'operato del
Presidente della Regione e di tutti gli Assessori della Giunta
Lombardo.
Non si tratta certamente di indagini superficiali oppure che hanno
ad attenzione un arco di tempo limitato ma sono anni e anni di
attenzione meticolosa, compiuta da detective di grande
professionalità, da corpi speciali della Guardia di finanza, dei
Carabinieri e della Polizia di Stato.
Nulla di tutto questo se non le solite cose: amico, conosce, si è
visto, eccetera, con una sottolineatura che è stata fatta e che
deve essere rilevata che è quella della millanteria da parte di
coloro i quali svolgono attività criminose, attività illegali di
volere millantare amicizie, di volere fare capire che si hanno
agganci particolari all'interno della politica.
Devo dire - e mi dispiace - non voglio mai parlare della mia
esperienza personale ma soltanto chi è passato attraverso questo
tritacarne' può capire, e ne è uscito assolutamente indenne dopo
anni e anni, quale disagio si avverta.
L'altro ieri su un giornale leggevo che uno di questi,
innumerevoli, pentiti, per dire il peggio di un certo individuo
diceva è anche amico di Ciccio Musotto', quasi a volere
significare che si toccava il fondo, e questo a cui si faceva
riferimento non era amico mio.
E da questa affermazione, ben si comprende, si potrebbe costruire,
cosa gli abbia fatto, eccetera.
Devo dire, tranne un intervento - e mi dispiace - dell'amico e
collega Cordaro, si sono sentiti soltanto degli interventi politici
che possono essere condivisi o meno.
Ricordo un altro episodio e poi non parlerò più di me: quando il 4
ottobre 1995 mi trovavo nella splendida Basilica di San Francesco -
chi è di Palermo la conosce - e c'era un concerto di musica sacra
promosso dalla Provincia regionale di Palermo, io ero seduto
accanto a un personaggio straordinario che era il Cardinale di
Palermo, Salvatore Pappalardo, che mi diceva: Presidente ma che
si dice? ed io gli rispondevo Eminenza, purtroppo l'unica cosa
che si dice è che da qui a giorni mi dovranno arrestare .
Il Cardinale Pappalardo mi disse una frase straordinaria Caro
Presidente, purtroppo nel mondo giudiziario palermitano c'è
qualcuno che si sente come Torquemada e, dopo una breve pausa,
riprese Ma Torquemada era Torquemada, si affidi a Dio , un minimo
di solidarietà umana.
Purtroppo, io mi rendo conto che molta gente oggi si sente
Torquemada, cioè questa santa inquisizione, giustizialisti,
garantisti, posso dire banalità.
Ognuno di noi, all'interno della nostra coscienza di cittadini
abbiamo un metro per giudicare che è la giustizia, vorremmo che la
giustizia fosse una giustizia applicata nel miglior modo possibile
e soprattutto che non venisse travolta gente innocente rispetto a
questo metodo accusatorio, calunniatorio che, purtroppo, è stato
strumento per arrestare, distruggere vite umane in maniera
ingiusta.
Poi andiamo a quella che è la politica. Oggi il Presidente della
Regione è venuto a dirci: anticipiamo ad ottobre le elezioni
regionali. Posso dire una cosa?
E' un problema suo, è una sua scelta; è una scelta che
politicamente il Presidente della Regione ha fatto e fa ma è una
scelta che nessuno di noi gli chiede, perché se gli dobbiamo
chiedere di dimettersi, di andarsene a casa perché il Governo non
ha funzionato, non ha dato risposte, non ha dato soprattutto una
svolta a quella che è la politica regionale siciliana allora c'è un
metodo che è la mozione di sfiducia in cui si discute ciò che è
stato fatto o che non è stato fatto, bene o male, poi sarà il
dibattito, saranno le valutazione dei partiti, saranno le
valutazioni dei singoli deputati a farle quindi con una conclusione
a maggioranza o no, che se ne vada a casa ed andiamo immediatamente
alle elezioni.
Io pensavo, tempo fa riflettevo con l'onorevole D'Agostino, se
oggi il Presidente della Regione fosse venuto a dire: Domani mi
dimetto , gli avremmo detto Presidente, non lasci la Sicilia in
una situazione drammatica. Presidente non lo può fare, perché ci
lascia la Sicilia senza risposte. E' un atto di viltà, è un atto
di vigliaccheria .
Oggi che il Presidente è venuto a dirci quelle che sono le sue
considerazioni politiche, che vuole anticipare assolutamente le
elezioni regionali rispetto a quelle nazionali, invece, tutto il
resto.
Quindi, per concludere vorrei sottolineare una cosa: il Presidente
è venuto oggi in quest'Aula con grande dignità, se un atto gli si
può sottolineare - e lo faccio da un punto di vista umano, al di là
della politica rispetto a vicende che, purtroppo, molti di noi
hanno dovuto attraversare - a dire delle cose anche con grande
distacco, senza fare riferimento alcuno, ripeto, a quelle che sono
le novelle della Corte Superiore di Cassazione che rispetto ai
fatti che gli vengono contestati a lui, che addirittura hanno
determinato una motivazione e una richiesta di archiviazione da
parte della Procura cioè dall'accusatore, dal Pubblico Ministero,
che ha detto di archiviare, mentre il Gip ha detto una cosa
completamente diversa, non è venuto qui a millantare, ha fatto una
scelta, delle valutazioni politiche che poi sono state - devo dire
con grande furbizia - condivise e sottolineate dal Gruppo del PD
che è venuto qui a levare qualsiasi argomento di discussione e di
scontro frontale nel momento in cui ha detto andiamo alle elezioni
e guardiamo avanti.
Un augurio che tutti noi dobbiamo fare è che questo nostro
dibattito oggi possa realmente servire a costruire un panorama
politico che sia realmente favorevole per costruire una nuova
Sicilia, una nuova Regione siciliana, un nuovo Governo che sia in
grado di dare delle risposte alle drammatiche aspettative ed ai
problemi della nostra Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bonomo. Ne ha
facoltà.
BONOMO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, le mie riflessioni si possono sintetizzare in
due parole chiare e semplici: solidarietà e fiducia.
Solidarietà all'uomo Raffaele Lombardo perché dell'uomo Raffaele
Lombardo i colleghi del Movimento popolare siciliano, insieme a me,
hanno potuto apprezzare, in questi anni, sicuramente lo spirito di
abnegazione, di sacrificio, lo spirito con cui ha messo la Sicilia
e i siciliani avanti a sé stesso e alla sua famiglia.
A me piace parlare di lui come un uomo che lavora venti ore al
giorno e quando i miei amici a volte mi dicono: ma vi sentite
all'una di notte , vi sentite alle quattro del mattino , quello
per me è l'onore di un uomo che in questi anni, da quando lo
conosco, ha anteposto la sua stessa vita, la sua stessa vita per
l'interesse della Sicilia.
Bene, a quell'uomo va la totale e assoluta solidarietà del
Movimento popolare siciliano, dei miei amici e dei nostri
molteplici sostenitori. Onorevole Presidente della Regione ti
rinnoviamo la nostra stima assoluta sapendo che hai ereditato un
pesantissimo fardello sulle tue spalle.
Le nostre valutazioni non possono non riportarci indietro nel
tempo, a quel Documento di programmazione economico-finanziaria da
cui ebbe inizio una nuova svolta per il Governo regionale e per il
futuro della politica regionale. In effetti, celato dietro le
quinte, veniva fuori, in maniera veemente, lo scandalo dei
termovalorizzatori.
Vorrei ricordare a me stesso e a tutti voi che da quel momento, da
quando si disse no ad un ulteriore scempio economico, e non solo,
per la nostra Regione, iniziarono una serie di disguidi, di
problemi, una serie di evidenti difficoltà sul piano politico, ma
anche su altri livelli; ma oggi non voglio toccare il piano
giudiziario, non spetta a me, non è compito mio, ma sul piano
politico, cari colleghi, quel momento ha segnato la differenza.
Sul no ai termovalorizzatori in Sicilia è iniziata una
discontinuità.
Il Presidente della Regione è venuto in Aula e ha chiesto, al di
là degli schieramenti di Governo, di maggioranza e di opposizione,
un sostegno sul nuovo progetto per la nostra Regione che vedeva: a)
la riconversione dei conti pubblici, con tutti i sacrifici che
questo prevedeva; b) un nuovo modo di portare avanti la politica in
campo e finanziario e sanitario; c) la riproposizione di un nuovo
modo di fare formazione. Bene, onorevole Presidente della Regione,
su quei temi hai avuto e hai il nostro sostegno assoluto; su quei
temi noi siamo pronti a seguirti fino a fine di questa legislatura,
qualsiasi sia la condizione politica che la dovrà determinare, ma
soprattutto siamo pronti come Movimento popolare siciliano, come
Movimento che si spinge oltre all'idea dell'autonomia, quasi a
toccare l'idea della secessione, ad andare avanti insieme a te, con
i nostri sostenitori, per ridisegnare un nuovo volto nella nostra
Terra.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza Nicola. Ne ha
facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco fa,
dopo l'intervento dell'onorevole Oddo e dell'onorevole Musetto, ho
avuto la tentazione di rinunciare perché condividevo in pieno
quanto detto da loro, i due colleghi avevano completato ciò che
volevo dire e l'intervento che volevo fare.
Ha detto bene l'onorevole Oddo, e lo ribadisco, l'intervento del
Presidente Lombardo oggi è stato un intervento di altissimo livello
politico, di grandissima dignità personale e, soprattutto, se mi
consentite, ha dimostrato ancora una volta di essere avanti, molto
più avanti degli altri.
Nessuno poteva pretendere le dimissioni per quello che gli è
successo, certamente ha anticipato tutti, anche gli esponenti del
suo partito, perché ancora una volta ha voluto dimostrare che le
Istituzioni, regionale o provinciale, ovunque esso sia stato, sono
venuti prima di ogni cosa; le Istituzioni prima di tutto.
Stamattina ci aspettavamo che questo gesto venisse apprezzato, per
carità poi su livello politico, diceva bene Musotto, sulla
contrapposizione politica, perché no legislativa, c'è tempo per
discuterne e c'è tempo per discuterne in un'altra occasione, se il
Presidente lo desidera anche in un'altra seduta, ma quello di oggi
era un intervento che dava la statura del Presidente Lombardo e che
dimostra ancora una volta che le Istituzioni vanno rispettate, e
lui lo ha fatto.
Lo ha fatto con coraggio, con determinazione, io direi con
ostinazione a voler ribadire ancora una volta una fiducia
illimitata nei confronti della Magistratura e dei magistrati, e lo
ha fatto, come è solito fare, con coraggio, con coerenza, con
serietà, con sobrietà.
Noi rispettiamo questa decisione, Presidente Lombardo, la
rispettiamo e siamo convinti che i fatti ti daranno ragione, ma
questa decisione ci fa soffrire perché questo Governo merita di
essere ricordato per quello che ha fatto, per le azioni e per le
leggi che ha messo su e per tutto quanto ha attivato in ogni campo,
luci ed ombre. Ma siamo in presenza di una crisi mondiale, siamo in
presenza di qualcosa di straordinario, siamo in presenza di un
Governo Monti in cui i cittadini piangono lacrime e sangue e dove
la Regione siciliana, come è stato ben detto poco fa, ha dovuto
pagare ben due miliardi di euro in due manovre dei governi
nazionali, ben due miliardi di euro, e lo sappiamo perfettamente
visto l'ultima legge finanziaria e l'ultimo disegno di legge sul
bilancio che abbiamo dovuto approvare e dove, nostro malgrado,
abbiamo dovuto costringere i siciliani a tagli che non erano nelle
intenzioni di nessuno in questa Assemblea.
Dal 29 marzo 2010 è cambiata gran parte della storia di questa
legislatura, e questo ci dispiace enormemente, ma è giusta la
scelta del Presidente Lombardo perché la cosa peggiore che si può
fare in questo momento, come diceva il capogruppo Cracolici, è il
galleggiamento o, peggio ancora, il logoramento. Solo una persona
forte negli ultimi due anni ha potuto resistere a quello che
abbiamo visto, non è tipo che molla; noi ci presenteremo a questo
appuntamento con le carte in regola, con la coscienza a posto, ma
convinti di aver fatto gran parte del nostro dovere.
Ho la sensazione paradossale che a non volere queste elezioni
siano le persone o le forze politiche che da mesi e mesi ci
chiedono di fare le elezioni. Sanno perfettamente che fra quattro
o cinque mesi si voterà e che il responso tornerà agli elettori.
Io mi auguro che gli elettori valuteranno con consapevolezza tutto
ciò che è stato fatto ed è giusto, assolutamente giusto, che in
questi pochi mesi che ancora rimangono, prima delle eventuali
dimissioni, il Governo faccia un ultimo sforzo, Presidente
Lombardo, un grande sforzo di comunicazione, dire chiaramente ciò
che è stato fatto, ciò che si poteva fare e ciò che non è stato
fatto.
Si metta a punto, una volta per tutte, una grande operazione
verità, si chieda e si definisca nei minimi dettagli le tante ed
importanti iniziative che questo Governo ancora deve completare e
deve portare a termine, a partire, mi auguro, dalla spesa dei Fondi
europei.
C'è un overbooking, diceva poco fa l'onorevole Oddo, di cui
dovremmo essere contenti, non scontenti, ma dobbiamo fare in modo
che queste risorse vengano spese, che possano essere riaperti i
cantieri e possano, una volta per tutte, essere messa sul mercato
tutta questa liquidità.
Io devo dire che oggi sono amareggiato, sono - se mi consenti,
caro Presidente della Regione - commosso ed emozionato perché non è
stata una decisione facile e, come al solito, nelle decisioni
importanti te ne assumi tutta la responsabilità.
Noi seguiremo, accetteremo questa tua impostazione sapendo
perfettamente che è la prima volta che qualcuno si dimette da
Presidente della Regione, da un incarico assolutamente prestigioso
e importante senza aspettare il rinvio a giudizio.
In questo momento partiti importantissimi, governatori, Presidenti
di Regioni, intere Regioni sono toccati da scandali di una gravità
enorme e nessuno sente il bisogno no di dare le dimissioni, neanche
di spiegare cosa sta succedendo.
Oggi è una pagina importante, mi auguro assolutamente che i
siciliani capiscano un gesto così serio, responsabile, certamente
fuori dal comune che il Presidente Lombardo ha preannunciato e che
farà.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, volevo informarvi che è arrivata
da pochi minuti una robusta impugnativa da parte del Commissario
dello Stato sul disegno di legge di bilancio, in virtù della quale
saremo costretti a tornare in Aula per il riesame e credo che in
questa occasione non basterà, come è avvenuto nel passato, un
semplice ordine del giorno per promulgare la legge senza le parti
impugnate.
Saremo costretti a convocare l'Aula, non so se per oggi
pomeriggio, gli uffici stanno studiando insieme al Governo cosa,
dell'impalcatura strutturale del bilancio della Regione, viene
messo in discussione. Spero di avere qualche novità nel giro di
alcuni minuti.
Tra oggi e domani pomeriggio, dovremo tornare a riunirci per
consentire la pubblicazione e la promulgazione, alla fine di questo
mese, del disegno di legge di bilancio.
Sospendo la seduta in attesa del Presidente della Regione.
(La seduta, sospesa alle ore 13.46, riprende alle ore 13.47)
Seguito della discussione sulle comunicazioni del Presidente della
Regione
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi abbiamo
preso atto di una novità nelle comunicazioni del Presidente
Lombardo e nell'argomentazione utilizzata sulle vicende giudiziarie
occorse. La novità risiede nel fatto che, tra il 13 aprile 2010 e
la data odierna, si è dissolta la tesi del complotto al quale una
molteplicità di poteri mediatici, investigativi, giudiziari,
politici avrebbero partecipato. Si è dissolta perché si è dovuto
prendere atto, invece, di un'iniziativa ben precisa, circostanziata
da parte di un ufficio giudiziario che, in uno con l'imputazione
coatta, ha inoltrato la richiesta di rinvio a giudizio.
Quindi, una novità oggettiva rispetto alla quale quello che oggi è
accaduto non è eleganza politica ed istituzionale, è anch'essa
presa d'atto coatta di una vicenda rispetto alla quale le
argomentazioni difensive si sono dissolte.
Diceva il Presidente Lombardo il 13 aprile 2010: qualora ci fosse
una mezza iniziativa giudiziaria a me riferita, io staccherei la
spina immediatamente , aggiungeva che non c'era, ma che c'era,
invece, un complotto mediatico per il quale alcuni ambienti si
erano preoccupati di organizzare la canea .
Non era così, aveva torto, per altro c'erano state anche delle
sbavature di carattere giudiziario di altra natura con querele per
diffamazione eccetera.
Il de profundis cantato oggi dall'onorevole Cracolici ed il
necrologio politico che, a seguito del de profundis dell'onorevole
Cracolici, ha pronunciato l'onorevole Leanza, sono una presa d'atto
coatta della oggettiva novità che si è determinata nella politica
regionale.
L'apparire è più importante dell'essere in politica dice
l'onorevole Cracolici, ecco perché improvvisamente, Presidente
Cascio, si suggeriscono le dimissioni e le consultazioni ad
ottobre, perché altrimenti mi dovreste spiegare da quale Protagora
o da quale Gorgia di Leontini potrebbe venire mai il suggerimento
sofistico che la giornata odierna, che lascia insoddisfatti alcuni
colleghi, si caratterizza per una sorta di insensibilità a ciò che
il contenuto delle dichiarazioni di Raffaele Lombardo sprigiona.
Me lo dovreste spiegare, per quale motivo una maggioranza ed un
Governo, che sono sorti contro le elezioni, decidono di andarsene
prima delle elezioni e tutto questo è eleganza politica ed
istituzionale Tutto questo è garbo Tutto questo è adesione ai
bisogni dei siciliani
Siete sorti contro la volontà popolare, ve ne state andando prima
della consultazione popolare perché la patologia ha avuto la meglio
sulla fisiologia, perché il negativo ha avuto la meglio sul
positivo, perché non si decide che le elezioni anticipate siano un
fatto positivo così per garbo ed eleganza politica Era la prima
volta che ascoltavo argomentazioni di questo tipo.
Sono insoddisfatto io per il contenuto ed il livello del dibattito
da parte dei colleghi che hanno voluto sostenere queste tesi.
Il collega D'Agostino si è distratto ed ha attribuito al collega
Cordaro, che molto elegantemente non ha parlato con le proprie
parole, parole dell'onorevole Granata e l'onorevole D'Agostino si
è scandalizzato perché erano troppo dure, ma erano troppo dure le
parole di Granata allora e l'onorevole Cordaro le ha citate al
contrario.
Per dire, la situazione è speculare, adesso come la mettete?
Non erano parole sue, erano parole di Granata e questi oggi è
vostro alleato.
Bene, la situazione per la quale si va incontro alle elezioni
anticipate è il disastro.
Stamattina i colleghi, ascoltando gli interventi, apprendevano
contestualmente la notizia che il Presidente dell'Assemblea ha
ufficializzato: la falcidie della legge finanziaria e di bilancio,
ottanta commi, soprattutto le entrate. Un disastro, uno sterminio,
è stato messo in discussione persino il ricorso al mercato e quando
noi dicevamo che le entrate erano destituite di fondamento avevamo
ragione, avevamo chiesto e richiesto che si mettesse mano ad
un'operazione di risanamento alla quale nessuno ha voluto mettere
mano.
Il collega Cracolici ha utilizzato due definizioni: Il nostro
progetto riformista ed autonomista, dovrà, attraverso le elezioni,
rilanciarsi nel futuro .
Correggiamo: il vostro progetto ribaltonista e trasformista dalla
consultazione elettorale troverà la verifica negativa che merita e,
sicuramente, libererà la Sicilia da questo episodio negativo della
sua storia politica, recente e lontana.
Ma, vedete, cari colleghi, siccome di volta in volta, quando si
affrontano questi dibattiti, si ritorna ad utilizzare la solfa dei
motivi per cui si è soddisfatti e si manifestano soddisfazioni per
gli argomenti contro i quali ci si è scagliati.
Il Partito Democratico, per esempio, parla della politica
riformista di questo Governo e inalbera il destino della sanità, è
l'unico partito che ha votato contro la riforma della sanità, con
dichiarazioni, il Presidente Raffaele Lombardo se ne ricordi,
perché allora eravamo promotori di molte parti della articolazione
- sebbene, poi, una divergenza ci divise definitivamente sulla
impostazione e la filosofia di massima - ma si disse che era la
legge utile ad impegnare il Presidente Lombardo nella sua
occupazione più brillante, quella di occupare posti clientelari e
di potere, fu la dichiarazione dell'onorevole Cracolici: Votiamo
contro questa legge perché è la fotografia del sistema Lombardo,
attraverso questa legge Lombardo occuperà il potere in sanità .
Oggi si vantano dell'impegno riformatore contenuto nella legge
sulla sanità, impegno riformatore che, sicuramente, ha riformato i
canoni perché un assessore sedicente tecnico - ma io ho sempre
corretto, sarebbe stato più opportuno dire esterno e non tecnico,
perché al Ministero di Grazia e Giustizia un Magistrato può essere
un tecnico, alla Sanità no, è un esterno come tanti altri - questa
è la vera novità, oggi, questo esterno è diventato leader politico
e nelle sue liste, in collaborazione con il suo collega Armao,
inserisce a iosa medici, primari, personale di sanità, chissà per
quale recondito legame tra il suo ruolo di Governo e di assessore e
l'ingresso massiccio in lista di personale proveniente dai ranghi
della Sanità
Questa è una novità, riformatrice la chiamano loro, noi la
chiamiamo catastroficamente clientelare e prevaricatrice delle
istituzioni.
I dirigenti cambiano ogni 5 mesi, sono cambiati ogni 5 mesi,
purtroppo, nei settori chiave e siamo andati sotto ogni criterio
minimo di efficienza, siamo diventati il fanalino di coda
dell'Europa nel grado di attingimento alle politiche comunitarie e
ai fondi comunitari, lo hanno detto i colleghi che mi hanno
preceduto, su 6 miliardi e 200 milioni abbiamo speso, appena, il 7
per cento, quindi, veramente una cattiva figura internazionale.
Siamo stati esclusi dal novero di tutte le terre aventi diritto
congruo di appartenere ad un quadro di politiche che, l'anno
prossimo, ci vedrà esclusi.
Siamo all'ultimo anno dell'ultimo quinquennio di appartenenza:
nella Formazione ci siamo bloccati e abbiamo perduto un sacco di
soldi per gli Avvisi 7 e 8 e per quanto accaduto negli ultimi mesi;
in agricoltura, non dobbiamo dirlo noi perché la situazione è un
disastro senza precedenti con interventi che, persino contenuti -
ho finito, Presidente - nelle leggi vengono poi disattesi, mi
riferisco alla legge numero 25, rimasta lettera morta perché non è
stato emanato un regolamento attuatore. Ma di quale politica
riformatrice parlate? Dovete attenervi al fatto nuovo, importante
che è quello per cui, oggi, avete in collaborazione cantato il de
profundis e pronunciato il necrologio.
C'è un fatto giudiziario in itinere che potrà prendere una piega
rispetto alla quale, per evitare la piaga, bisogna che i due
destini vengano scorporati: quello della persona onorevole Raffaele
Lombardo e quello del Presidente della Regione.
I due destini, in questo caso, si scompagnano, si divaricano ed è
giusto che questo accada perché la moglie di Cesare non deve
essere, ma, soprattutto, deve apparire onesta.
Questo hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto.
L'onorevole Cracolici si è compiaciuto per aver ascoltato che si
voterà ad ottobre. Si voterà ad ottobre perché, evidentemente, il
presidente Lombardo si dimetterà tra qualche settimana, badate, non
si può dire un minuto prima della decisione di rinvio a giudizio,
perché se la decisione di rinvio a giudizio dovesse essere
formalizzata tra qualche mese si consumerebbe la legislatura.
La prego, Presidente, non dobbiamo utilizzare trucchetti
argomentativi, credo che le parole siano state chiare, non ho
motivo di ritenere che ci sia la necessità di reiterarle o
rettificarle o precisarle, ma è chiaro che tutti abbiamo sentito
ciò che dovevamo sentire. Questa Istituzione e questa Terra vengono
liberate in anticipo, e questo è il dato negativo ma positivo,
comunque, per la liberazione e per ciò che potrà rappresentare
attraverso un ricorso alle urne ad una nuova consultazione
elettorale, dà un peso, quello che costringe il Presidente della
Regione piuttosto che al lavoro sul terreno delle riforme o delle
politiche riformatrici o del destino delle nostre comunità a dover
dimostrare la sua estraneità a certi fatti che, stavolta, gli
vengono contestati nelle sedi cosiddette competenti.
Siccome le due cose non possono procedere parallelamente, chi si
occupa della propria terra non può occuparsi di dovere tutti i
giorni dimostrare che è estraneo. Noi speriamo che lo dimostrerà
definitivamente, ma se il parallelismo coatto delle due attività è
purtroppo obbligatorio, bisogna far cadere una delle due. Bene, in
questo caso siccome una non si può far cadere perché viene maturata
attraverso approfondite indagini e valutazioni nelle sedi
cosiddette competenti, in questa sede siamo competenti a far venir
meno l'altro aspetto e cioè quello della pesantezza di un ruolo, di
una condizione e quello della necessità che una maggioranza
ribaltonista, usurpatrice e prevaricatrice, finalmente, si
allontani da questo ruolo usurpato e consenta al popolo di
verificare i propri sentimenti, i propri orientamenti e le proprie
posizioni.
(Applausi)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione per
diritto di replica.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, la
ringrazio e devo dirvi che ringrazio, bene o male, tutti i colleghi
anche quanti con atteggiamento di sicura onestà intellettuale hanno
espresso opinioni che potrebbero apparire non gradite ma che
ritengo, in ogni caso, utili all'economia complessiva di questo
confronto.
In questa replica, che non sarà lunga, perché non c'è dubbio che i
temi che abbiamo accennato e che ho anche inserito nella mia
introduzione saranno presto oggetto di un confronto elettorale che
sarà, probabilmente, aspro e nel quale, innanzi a dati obiettivi,
saranno chiamati gli elettori a giudicare. Semmai, intendo
ribadire, perché ho raccolto negli interventi che ci sono stati -
quasi tutti apprezzati, anche e forse particolarmente, caro Lino,
quello di chi forse un po' incline all'emozione ha operato non
soltanto in politica con me da una trentina di anni a questa parte
e, quindi, conosce di me azioni politiche e della vita di ogni
giorno -, ebbene, ho voluto fare un intervento nel quale sono stati
riscontrate, negativamente, valutazioni che riguardano il tema di
questa vicenda giudiziaria.
Beh, credo che sarebbe stato ipocrita; chi si è lamentato del
fatto che ho trattato questo argomento, avrebbe avuto semmai
ragione di lamentarsi che, oggi, questo argomento trattato perché
oggi è stato concordato lo svolgimento di questa seduta, ma
richiesta la convocazione all'indomani di quella imputazione
sarebbe stato, francamente, grave da parte mia eludere e non
trattare questo tema che testimonia, per quanto mi riguarda e per
quanto riguarda le intenzioni che ho espresso, che mi porterà a
difendermi non dal processo ma a difendermi, intanto, e a
difendermi nel processo perché, signor Presidente, onorevoli
colleghi, non ho mai pensato e tentato di difendermi dal processo,
non ho mai parlato di teoremi o di complotti, riferendomi
certamente alla Magistratura rispetto alla quale ho sempre ribadito
il mio rispetto, ma purtroppo, ahimè, non mi sono difeso, non mi
sono difeso tout-court, non ho sentito, non ho visto e, molto
spesso, da qualche tempo a questa parte, non ho letto,
comprenderete perfettamente che non sarà così.
E ho detto anche, con molta chiarezza e con molta onestà che, se
dovessimo essere alla vigilia di un verdetto mi dimetterò un minuto
prima del verdetto. Se questo verdetto dovesse arrivare fra
quindici giorni sarà quello il momento. Se questo verdetto dovesse
arrivare dopo, non so, gli esperti calcolano in mesi, anni o secoli
questo momento, allora, varrà una scelta politica precisa le cui
motivazioni, a proposito, per carità dal mio punto di vista, ma
anche da quello di altri amici, partiti ed alleati con i quali ho
avviato questo tratto di attività di Governo e di presenza nella
maggioranza, in quel caso, ovviamente, non c'è dubbio che
anticiperemo le elezioni per evitare quella coincidenza.
E, a proposito di alleanze e di programmi di Governo, ma ritengo
che, mi auguro con minori esitazioni, mi auguro con minori
ostacoli, non è facile che siano di meno questi ostacoli, questo
progetto riformista e questo progetto autonomista possa riprendere
il suo corso, certo, con un vigore diverso e molto più grande dopo
le elezioni che mi auguro, penso, si possano tenere in autunno e
non alla vigilia di ferragosto.
E ho detto, per carità, e/o anche altri partiti ed alleati perché
in quel caso, se di ostacolo, ne comprendo perfettamente le
ragioni, perché il mio è stato un percorso fatto di conflitti e
contrapposizioni che non è che mi sono scelto per il gusto del
conflitto e della contrapposizione, ma per le scelte che ho
operato, oggettivamente, le conseguenze non potevano che essere il
conflitto, talvolta l'incomprensione, siccome non ci sarò io, mi
auguro che questo percorso possa vedere incamminarsi lungo la
strada delle riforme di una sempre maggiore autonomia nelle classi
dirigenti anche altri alleati.
Sono intervenuto, ho chiesto la convocazione - signor Presidente,
la ringrazio per averla fissata oggi - di questa seduta
dell'Assemblea anche per dirle le mie cose. Qualcuno dice: E'
garantismo, è giustizialismo. Dici le tue ragioni , eccetera
perché converrete, a proposito non di complotti, ma di una
pressione mediatica tutta o quasi tutta a senso unico che, ragioni
per le mie tesi, che sarebbero le tesi della difesa,
paradossalmente sostenute come vi dicevo dall'accusa, non c'è stato
spazio nella gran parte dei mezzi di comunicazione, qualcuno dei
quali, ingiustamente, penso, da oggi in poi, ritenuto di
ispirazione di sinistra, è diventato, anche oggi, oggettivamente,
il bollettino quotidiano degli interessi politici e dei progetti
delle forze politiche che, oggi, si sono schierate, non oggi, da
tempo si sono schierate all'opposizione dell'attività di Governo.
A molte delle osservazioni che sono state fatte, ma non
politicamente, credo si risponda molto facilmente e, ahimè, a
proposito di quel bollettino quotidiano, sono costretto qui dentro,
spero che molti siciliani mi ascoltino, a far valere le nostre
ragioni, le nostre tesi rispetto a chi, ad esempio, parla di
strumentalizzazione della sanità quando nelle sue file, avvalendosi
di risorse elettorali che non voglio definire clientelari ma di un
sistema sanitario che ci siamo lasciati alle spalle, ci sono fior
fiore di parlamentari europei, qualcuno eletto ancora indigenza
della carica di direttore generale o di qualche azienda e, per
carità, in diverse forze politiche parlamentari che qui siedono,
che hanno lavorato e ora credo siano in aspettativa nel sistema
sanitario regionale.
Sento ancora ripetere, ad esempio - non è polemica -, dopo che a
Giampilieri e a San Fratello abbiamo investito quel poco che
potevamo delle nostre risorse regionali, con poca solidarietà,
riscontrando da parte di un Governo che certo quello nazionale vive
difficoltà economiche non indifferenti, la storia di un ragazzino
che, per raggranellare qualche euro, indicatomi dal mondo cattolico
e da tutti i comitati per la rinascita di quella città, ha il torto
di recuperare una decina di euro a sera, lavorando in un piano bar.
Sento ripetermi di fare una verifica; la faremo, nero su bianco, e
con i numeri se siamo ancora l'ultima Regione d'Italia, a proposito
di investimenti, del POR e per quanto riguarda il Fondo sociale
europeo. Sa bene che pur essendo in overbooking stiamo cercando di
fare l'impossibile per finanziare, mi auguro che resti in vita un
pezzo importante - condivido onorevole Formica - della nostra
finanziaria di qualche sera fa. Una finanziaria che,
disordinatamente, caoticamente - eravamo presenti -, abbiamo
composto e che non può non andare incontro alle attenzioni ed ai
rilievi duri del Commissario dello Stato anche perché nuove norme -
è una condizione del bilancio nazionale - anche per quanto riguarda
le entrate, non ci consentono di andare al di fuori di certi
pareggi rispetto ai quali dobbiamo apprestarci.
Ed ancora le consulenze e i costi della politica. Vedete, al di là
della favola delle migliaia di consulenze, qualcuno mi obiettava
che ce ne fossero addirittura 50.000 alla Regione, faremo i conti,
ma credo che non si vada al di sopra del 25-30 per cento dei costi
complessivi di indennità, consulenze, consigli di amministrazione e
quant'altro che vigevano prima che ci insediassimo nel sistema
della Regione, degli enti e delle partecipate.
Mi sono limitato, e vorrei che non le sottovalutaste come
patrimonio per la prossima legislatura piuttosto che usarle - credo
sia nostro diritto usarle - anche per la valutazione del corpo
elettorale che sarà chiamato a scegliere. Sì, avremo recepito una
norma nazionale, avremmo potuto non farlo per quanto riguarda la
semplificazione burocratica. Abbiamo bloccato e tenuto bloccate le
assunzioni da quando ci siamo insediati e non è una tentazione da
poco dire di no, anzi dire di sì alla richiesta ed alla domanda di
lavoro da parte di tanta gente bisognosa che sta attorno a noi.
Abbiamo, finalmente, stabilizzato qualche migliaio di dipendenti
regionali, cinquemila circa, che, di anno in anno, alla vigilia di
Natale, piuttosto che pensare alle feste di fine anno venivano a
perorare la loro causa, ad impetrare ancora una proroga che li
rendeva dipendenti dal sistema politico e da questo sono stati
liberati.
Abbiamo avviato timidamente, approfittando forse della confusione
e mi auguro che questa norma passi il vaglio del Commissario dello
Stato, il decentramento e abbiamo soppresso due dipartimenti, uno
dei quali, l'Agenzia per il lavoro, aveva ricevuto le stimmate
della critica dura da parte dei quotidiani nazionali, dai quali non
mi aspetto e non mi illudo che ci sia una rettifica della propria
posizione.
Abbiamo risanato il bilancio della sanità ed abbiamo istituito un
ente - quante difficoltà, quanti ostacoli, quante marce avanti e
quante indietro prima di istituire questo ente - che sostituisce le
11 aziende sanitarie che credo che insieme mettessero e avessero
reclutato qualcosa come 500, 600, 700 - per carità, magari con
indennità risibili - consiglieri di amministrazione o componenti di
assemblea.
Mi avvio alla conclusione e vorrei dire all'onorevole Cordaro, in
maniera particolare, che non mi inquieta per niente né la sua
citazione che sicuramente le sarà sfuggita e anzi, se fosse
possibile - talvolta correggiamo gli errori di grammatica e i
resoconti d'Aula del nostro dire - cancellare quelle due parole,
capisco bene che è stata una distrazione -, e cioè: che si dimetta
prima che in un modo o nell'altro la Sicilia si liberi di lei , che
però, combinato con la sorte di Maria Antonietta , non credo debba
inquietare alcuno, ma potrebbe portare qualcuno a guardare a lei
con una certa preoccupazione e quindi ricorrere, se fosse
superstizioso, a toccare il cosiddetto metallo .
Ma non è questo che contesto di lei, quanto piuttosto quella sorta
di rancore, quella sorta di bava alla bocca che non abbiamo visto
fisicamente sulle sue labbra.
Veda, onorevole Cordaro, devo dirle, sempre con molta serenità, e
glielo dico perché mi pare giusto e legittimo che risponda, non
dico che si tratti di legittima difesa ma se c'è qualcosa che
magari ci viene attribuito in negativo, voglio dirle che siamo
fieri che alcune cose non ci siano ed alcune cose abbiamo abolito e
rispetto alle quali credo che, volente o nolente, più
spiritualmente che con le parole lei si sente il difensore.
Una formazione professionale che ora si paga con il Fondo sociale
europeo, sarà qualche milione in più ma allora c'era il Fondo
sociale europeo ed il bilancio della Regione, complessivamente non
so se erano meno di 500 milioni di euro all'anno; una formazione
professionale che - non ricordo bene gli anni, se era nel 2004 o
2005 - fa lievitare gli addetti e gli operatori, la gran parte dei
quali non formatori ma amministrativi da 2500 persone a 9000 fino a
raggiungere il tetto record del 47 per cento degli operatori nella
formazione di tutta Italia. Per carità abbiamo approvato
CORDARO. Io non c'ero
LOMBARDO, presidente della Regione. Lo so che lei non c'era, ma si
può essere i difensori d'ufficio o non solo d'ufficio, coloro i
quali, di questo sistema, si ergono a difensori.
E sono stati anni diversi, per carità, in questa riforma e con
questa riforma che sembra che trovi mille ostacoli, non c'è stato
il pacchetto dei progetti finanziati scambiato con il pacchetto
delle assunzioni assicurate.
Sono stati anni rispetto ai quali, signor Presidente, onorevoli
colleghi, abbiamo interrotto qualche altro andazzo, se così
possiamo definirlo. Abbiamo contestato che potesse continuare
quello stillicidio di risorse che è costato, mi pare, si presume,
ci si aspetta, si rivendica qualcosa come 140 milioni di euro, non
so se sessanta o ottanta sono già stati versati per un censimento
che è stato condotto, per quanto riguarda i beni patrimoniali della
Regione, in termini tali per cui nel sostenere e nel giustificare
le cosiddette valorizzazioni abbiamo dovuto fare un grande sforzo
di integrazione di atti e di integrazioni di documenti.
Ci siamo trovati dinanzi, a proposito delle grandi difficoltà
finanziarie, signor Presidente, onorevoli colleghi, ad un sistema
dell'acqua pubblica o privata costruito in maniera tale che cedendo
l'acqua dei siciliani ad un prezzo irrisorio l'abbiamo dovuta
ricomprare o pagare come acqua più che salata, altro che
dissalatori. Capisco che per ognuno di questi capitoli l'acqua si
sia trasformata in vino e, però, questa è una realtà che non
abbiamo consentito che continuasse.
E, a proposito di ribaltoni, una volta per tutte cerchiamo di dire
la verità ai siciliani.
Veda, onorevole Leontini, le è molto caro questo tema, non è che
abbia scelto una vita ed una gestione del Governo, a tutti i costi
scomoda e conflittuale, io coerentemente col programma e col
progetto e con l'impegno morale che ho assunto nel candidarmi a
Presidente della Regione, ho portato avanti alcune cose. Non potevo
che assecondare una riforma della sanità che, nonostante tutte le
critiche, è stata premiata dal risanamento finanziario e ci vede o
vede chi di competenza, giorno per giorno, aprire nosocomi,
riaprire centri che servono a salvare le vite o ad assicurare la
riabilitazione a gente che era costretta ad andare fuori per farsi
curare.
E' vero che lei ha votato e che voi avete votate. Ma da chi sono
venuti gli strali fino ai giorni scorsi, fino alle ore scorse, nei
comuni in cui si vota contro quella riforma della sanità?
Diciamo che su questo argomento, ma anche non dimentichiamo -
credo la finanziaria dei primi mesi del nostro impegno e cioè del
2008 - l'abolizione dell'ARRA e l'indicazione precisa di una svolta
che, a proposito di rifiuti, abbiamo sposato.
Un sistema dei rifiuti - quando dico leggeremo, non leggeremo,
eccetera - che, a fronte di un investimento di 4 miliardi di euro
circa - di queste cifre si comincia a parlare credo dopo che cade
il governo Capodicasa e si esaurisce il governo Leanza -, prevedeva
conti alla mano, me li hanno fatti vedere, nero su bianco, un
incasso in una ventina d'anni di 50, 60 miliardi di euro.
Vedete, rispetto a queste cose, vi dico con molta franchezza che
comprendo che magari su ispirazione cogente dei leader politici che
non stanno qui seduti non si poteva non determinare questa vostra
scelta di passaggio all'opposizione per coerenza e per serietà; per
coerenza e per serietà, si poteva stare con un Governo che aveva
fatto saltare quelle cose e, beh, ci sarebbero stati problemi di
carattere materiale non indifferente per impedire e per evitare
quella scelta
Ora, voglio dirle, io non so, queste cose, che comprese, per
carità, le altre partecipate, le Multiservizi, piuttosto che le
altre partecipate, è bene guardare anche a queste che sono in fase
di liquidazione; come vogliamo definirlo quel sistema, un sistema
che avrebbe zavorrato il Governo e la Regione per sempre, fino a
farlo affondare
Noi abbiamo avuto il coraggio di interrompere quella spirale.
Credo, veda, che lei che ha parlato con competenza, che le è
propria per la sua professione, peraltro, per i reati di cui al
110, al 416 bis eccetera, a proposito di multiservizi, a proposito
di società che dovevano costruire i termovalorizzatori, qualche
ditta che compone le quali gli viene attribuita in quanto a
patronage e, sa bene, che non mi appartiene questo patronage, come
non mi appartengono nomi famosi che hanno lavorato e lavorano, per
carità legittimamente, in quelle società, si potrebbe dare, se si
vuole, un contributo non casuale ma concreto e consapevole affinché
tante verità vengano alla luce.
Noi ci dedichiamo alla politica; chi prenderà il testimone e
continuerà questa azione politica perché i siciliani sicuramente
non potranno e non vorranno tornare indietro e ci confronteremo
alla luce di queste considerazioni e di altre migliaia di
considerazioni sulle quali non siamo stati bravi; ma come potevamo,
fondavamo un quotidiano per caso? Noi siamo stati bravi a
comunicare perché i cittadini possano scegliere liberamente.
(Applausi)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà
alle ore 16.30 per deliberare in seguito all'impugnativa del
Commissario dello Stato.
(La seduta, sospesa alle ore 14.27, è ripresa alle ore 17.52)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'impugnativa del
Commissario dello Stato.
MANCUSO, segretario f.f,:
Il Commissario dello Stato per la Regione siciliana con ricorso
notificato il 26 aprile 2012 ha impugnato la deliberazione
legislativa recante Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2012. Legge di stabilità regionale. (ddl. n. 801/A),
approvata dall'Assemblea il 18 aprile 2012, e precisamente:
ARTICOLO 1:
- comma 2 per violazione degli articoli 117, terzo comma e 81,
quarto comma della Costituzione;
ARTICOLO 2:
comma 3, lett. b) e c), per violazione degli articoli 81, 4 comma
e 97 della Costituzione;
commi 6, 7 e 8 per violazione dell'articolo 81, 4 comma della
Costituzione;
comma 10 per violazione degli articoli 3 e 97 della Costituzione;
comma 15 per violazione degli articoli 81, 4 comma e 117, 3
comma della Costituzione;
comma 18 per violazione degli articoli 81, 4 comma e 117, 2
comma lett. m) della Costituzione;
comma 22 per violazione degli articoli 3 e 97 della Costituzione;
comma 26 per violazione degli articoli 3 e 97 della Costituzione;
commi 27 e 28 per violazione degli articoli 97, e 117, 2 comma
lett. e) della Costituzione;
comma 30 per violazione dell'articolo 36 dello Statuto speciale e
degli articoli 23, 117, 1 comma e 120 della Costituzione;
comma 34 per violazione dell'articolo 97 della Costituzione;
ARTICOLO 8:
- comma 8 per violazione dell'art. 97 della Costituzione;
- comma 9 per violazione degli articoli 81, comma 4 e 97 della
Costituzione;
- comma 10 per violazione degli articoli 3 e 97 della
Costituzione;
- comma 12 limitatamente all'inciso 8, 9, 10 e per violazione
degli articoli 3 e 97 della Costituzione;
- commi dal 14 al 17 per violazione degli articoli 3 e 117,
comma 2 lett. e) della Costituzione;
- comma 18 per violazione dell'art. 117, comma 1 e 2 lett. e)
della Costituzione;
ARTICOLO 11:
- comma 2 per violazione dell'art. 81, comma 4 della
Costituzione;
- comma 3 lett. a) per violazione degli articoli 3, 97 e 117,
comma 2 lett. l) e comma 3 della Costituzione;
- comma 4 per violazione degli articoli 3, 51 e 97 della
Costituzione;
- comma 12, limitatamente all'ultimo periodo, per violazione
dell'articolo 117, comma 3 della Costituzione;
- comma 16 per violazione dell'art. 117, comma 2 lett. l) e
comma 2 della Costituzione;
- commi 21 e 22 per violazione degli articoli 9, 11, 97 e 117,
comma 1 lett. s) della Costituzione;
- comma 26 per violazione degli articoli 3 e 97 della
Costituzione;
- commi 29 limitatamente all'inciso e l'incompatibilità con
qualsiasi impiego pubblico, e 35 per violazione dell'articolo 117,
comma 2 lett. l) della Costituzione;
- comma 42 per violazione dell'art. 117, commi 1 e 2 lett. s)
della Costituzione;
- comma 57 per violazione dell'articolo 117, comma 2 lett. e)
della Costituzione;
- comma 61 per violazione degli articoli 3, 97 e 117, comma
2 lett. l) della Costituzione;
- commi 82, 83 e 84 per violazione dell'articolo 117, comma
2 lett. e) della Costituzione;
- commi 86, 88, 92, 93, 94, 95 e 96 per violazione degli articoli
3 e 97 della Costituzione;
- comma 97 per violazione dell'art. 117, comma 2 lett. l) e 3
comma della Costituzione;
- comma 102 per violazione degli articoli 3 e 97 della
Costituzione;
- comma 103 per violazione degli articoli 3, 51 e 97 della
Costituzione;
- comma 105 per violazione dell'articolo 97 della Costituzione;
- comma 109 limitatamente all'inciso Qualora il gestore
dell'impianto sia cittadino residente nel territorio regionale o
società con sede legale in Sicilia, gli oneri di cui sopra sono
ridotti nella misura del 30 per cento per violazione degli
articoli 3, 117, comma 1, 120 della Costituzione;
- comma 112 per violazione degli articoli 3 e 97 della
Costituzione;
- comma 113 per violazione dell'articolo 117, commi 1 e 2 lett.
s) della Costituzione e per interferenza in materia penale in
relazione ai limiti posti dall'art. 14 dello Statuto Speciale;
- comma 116 per violazione degli articoli 3, 117, comma 3 della
Costituzione e 17 dello Statuto Speciale;
- comma 118 per violazione degli articoli 3 e 97 della
Costituzione;
- comma 120 per violazione dell'art. 117, comma 2 lett. e) della
Costituzione;
- commi 121, 122, 123, 124, 125, 126 e 127 per violazione degli
articoli 3 e 97 della Costituzione;
- comma 129 per violazione degli articoli 81, comma 4 e 97 della
Costituzione;
- commi 131, 132, 133, 134, 135, 136, 137, 138, 139, 140 e 141
per violazione dell'articolo 81, comma 4 della Costituzione;
- comma 142 per violazione degli articoli 9, 97 e 117, comma 2
lett. s) della Costituzione;
- comma 146 per violazione dell'articolo 81, comma 4 della
Costituzione;
- comma 147 per violazione degli articoli 3 e 97 della
Costituzione;
- comma 148 per violazione dell'art. 81, comma 4 della
Costituzione;
- comma 152 per violazione degli articoli 3 e 97 della
Costituzione;
- comma 153 per violazione degli articoli 3, 97 e 81, comma 4
della Costituzione;
- commi 154, 155, 156 e 157 per violazione dell'articolo 81,
comma 4 della Costituzione .
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come avevo anticipato questa
mattina e come avete avuto modo di ascoltare, la portata
dell'impugnativa è talmente corposa che non siamo in condizione, al
momento, di immaginare una soluzione.
I nostri Uffici, insieme agli Uffici del Governo, quindi insieme
ai funzionari dell'assessorato per l'economia, stanno lavorando per
potere, entro domani mattina, provvedere ad elaborare una via
d'uscita rispetto al problema che si è manifestato in queste ore.
Pertanto, rinvieremo la seduta a domani.
Volevo ricordare, però, che domani, alle 10.30, si terrà una
seduta solenne in ricordo di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, in
occasione del 30 anniversario del loro eccidio. Pertanto, alla
fine di questa seduta, verosimilmente intorno a mezzogiorno,
potremo cominciare l'Aula per riprendere a lavorare sulla questione
bilancio e finanziaria .
La seduta, è rinviata a domani, 27 aprile 2012, alle ore 12.00,
con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
- Comunicazioni
La seduta è tolta alle ore 17.59
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
alle ore 19.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli