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Resoconto d'Aula della Seduta n. 345 di giovedì 26 aprile 2012
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9 del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art 127) sono effettuate mediante  procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi  gli  onorevoli
  Forzese, Calanducci e Vinciullo.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Piena integrazione della persona con D.S.A. (n. 889)
   di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ardizzone  e
  Ragusa in data 13 aprile 2012.

   -   Disposizione per l'accesso consapevole e responsabile al gioco
  lecito (n. 890)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Forzese,
  Adamo,  Ardizzone, Dina, Giuffrida, Lentini, Nicotra  e  Ragusa  in
  data 13 aprile 2012.

   -  Norme in materia di politiche sociali e per la realizzazione di
  un sistema integrato di interventi e servizi sociali (n. 891)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Minardo  in
  data 16 aprile 2012.

   - Norme per regolamentare il gioco lecito (n. 892)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Ardizzone,
  Adamo, Nicotra, Ragusa, Giuffrida,Forzese, Dina e Lentini  in  data
  17 aprile  2012.

   - Apertura stagione venatoria 2012 (n. 893)
   di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Oddo,
  Apprendi, Marinello e Donegani  in data 17 aprile  2012.

   -   Natura   giuridica  delle  Camere  di  commercio,   industria,
  artigianato  e  agricoltura.  Applicabilità  degli  articoli  16  e
  seguenti della legge regionale n. 11/2010 (n. 894)
   di   iniziativa   parlamentare  presentato  dagli   onorevoli   De
  Benedictis,  Cracolici,  Lupo, Ammatuna, Apprendi,  Barbagallo,  Di
  Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo,  Donegani,  Faraone,   Ferrara,
  Galvagno,  Gucciardi,  Laccoto,  Marinello,  Marziano,  Mattarella,
  Oddo,  Panarello,  Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi,  Speziale  e
  Termine in data 17 aprile  2012.

   -  Sistema  integrato  dei servizi sociali e socio-sanitari  nella
  regione. (n. 895)
   di   iniziativa   parlamentare  presentato  dagli   onorevoli   De
  Benedictis,  Cracolici,  lupo, Ammatuna, Apprendi,  Barbagallo,  Di
  Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo,  Donegani,  Faraone,   Ferrara,
  Galvagno,  Gucciardi,  Laccoto,  Marinello,  Marziano,  Mattarella,
  Oddo,  Panarello,  Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi,  Speziale  e
  Termine in data 17 aprile  2012.

   -  Riordino della legislazione ed acquisizione di nuove competenze
  nell'ambito  del comparto agro-forestale-ambientale.  Modifiche  ed
  integrazione della legge regionale 14 aprile 2004, n. 14. (n. 896)
   di iniziativa popolare, presentato in data 19 marzo 2012.

   - Disciplina dei tirocini formativi e di orientamento. (n. 897)
   di iniziativa popolare, presentato in data 3 aprile 2012.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Disposizioni attuative dell'articolo 2, comma 553, della legge
  24 dicembre 2007, n. 244 (n. 884)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 16 aprile 2012, parere V.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Agenzia comunale per il risanamento e la riqualificazione urbana
  della città di Messina (n. 885)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 16 aprile 2012, parere I.

   -  Norme  per la promozione del turismo e delle attività  sportive
  invernali nelle aree montane della Sicilia (n. 888)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 16 aprile 2012, parere UE.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Attività di formazione-lavoro estive per gli studenti siciliani
  dai 14 ai 17 anni (n. 887)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 16 aprile 2012.

   - Istituzione del Museo regionale ebraico (n. 883)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 16 aprile 2012.

                     Comunicazione di pareri resi

   PRESIDENTE. Comunico i pareri resi dalla Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI  (I)

   -   Ente   parco  minerario  Floristella  Grottacalda   di   Enna.
  Designazione Presidente. (n. 213/I).
   reso in data 12 aprile 2012 e inviato in data 16 aprile 2012.

   - Agenzia della Regione siciliana per le erogazioni in agricoltura
  (A.R.S.E.A.). Nomina direttore. (n. 216/I).
   reso in data 12 aprile 2012 e inviato in data 16 aprile 2012.

   -   Cassa   regionale  per  il  credito  alle  imprese  artigiane.
  Designazione  componente effettivo del collegio  dei  revisori  dei
  conti. (n. 219/I).
   reso in data 12 aprile 2012 e inviato in data 16 aprile 2012.

   -  Camera  di commercio di Caltanissetta. Designazione  componente
  effettivo in seno al Collegio dei revisori dei conti. (n. 220/I).
   reso in data 12 aprile 2012 e inviato in data 16 aprile 2012.

   -   Camera   di  commercio  di  Messina.  Designazione  componente
  effettivo in seno al Collegio dei revisori dei conti. (n. 221/I).
   reso in data 12 aprile 2012 e inviato in data 16 aprile 2012.

   -   Camera  di  commercio  di  Siracusa.  Designazione  componente
  effettivo in seno al Collegio dei revisori dei conti. (n. 222/I).
   reso in data 12 aprile 2012 e inviato in data 16 aprile 2012.

   -  Azienda speciale servizi alle imprese della Camera di commercio
  di  Trapani.  Designazione  componente effettivo  con  funzioni  di
  presidente in seno al Collegio dei revisori dei conti. (n. 223/I).
   reso in data 12 aprile 2012 e inviato in data 16 aprile 2012.

   -  PROMO.TEN  (Promozione  territoriale ennese)  Azienda  autonoma
  speciale  della  Camera  di  Commercio,  industria,  artigianato  e
  agricoltura di Enna. Designazione componente effettivo con funzioni
  di  presidente  in  seno al Collegio dei revisori  dei  conti.  (n.
  224/I).
   reso in data 12 aprile 2012 e inviato in data 16 aprile 2012.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2517  -  Iniziative  per l'attuazione  delle  disposizioni  in
  materia di assistenza ai minori affetti da disabilità.
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   N. 2518 - Iniziative a tutela della salute dei cittadini residenti
  nelle aree prossime al sito NTRF di Niscemi (CL).
   - Presidente Regione
   Firmatario: Digiacomo Giuseppe

   N.  2521  - Misure concernenti la realizzazione di un inceneritore
  nel territorio di Menfi (AG).
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   N.  2522 - Iniziative concernenti il bando per la riqualificazione
  e  l'ampliamento  dell'offerta ricettiva  locale  in  favore  delle
  imprese operanti nel settore turistico.
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario:  Panepinto Giovanni

   N. 2523 - Notizie sul mancato finanziamento dei lavori di restauro
  del Castello Ursino di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Falcone Marco

   N. 2524 - Notizie sullo stato di abbandono dell'ex convento di San
  Domenico di Augusta (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo.

   N. 2526 - Ripristino dell'ufficio Serit nel comune di Noto (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Marziano Bruno

   N.  2530  -  Chiarimenti sul mancato intervento  della  Regione  a
  sostegno dei lavoratori della ex CESAME.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  2531  -  Chiarimenti  sulla chiusura  dell'ufficio  di  sanità
  marittima di Augusta (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2532  - Applicazione in Sicilia della sentenza della Corte  di
  Cassazione  n.  5771 del 2012 in tema di ipoteche trascritte  dalla
  SERIT Sicilia s.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario:  Vinciullo Vincenzo

   N.  2533  -  Iniziative  per  fronteggiare  fenomeni  di  continue
  inondazioni  ed  allagamenti  nella frazione  Pantano  Gelsari  nel
  territorio di Augusta (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario:  Vinciullo Vincenzo

   N.  2534 - Eventuale rettifica del bando di concorso per 71  posti
  di operatore socio-sanitario indetto dall'ASP 8 di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario:  Vinciullo Vincenzo

   N.  2535  -  Chiarimenti  in  ordine  a  quanto  verificatosi  nel
  Consiglio comunale di Pachino (SR).
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Marziano Bruno

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2516 - Provvedimenti urgenti per il contrasto alla criminalità
  organizzata e mafiosa.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Corona Roberto.

   N.  2519 - Notizie circa le decisioni della Regione siciliana  sul
  futuro e sulle sorti dell'Azienda siciliana trasporti s.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari:   Leontini  Innocenzo;  D'Asero  Antonino;  Torregrossa
  Raimondo;   Bosco   Antonino;  Scoma  Francesco;  Leanza   Edoardo;
  Vinciullo Vincenzo; Corona Roberto

   N.  2520  -  Notizie  in  ordine alla mancata  applicazione  nella
  Regione  siciliana della normativa nazionale sulla liberalizzazione
  di turni e orari delle farmacie.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Scoma Francesco

   N.  2525 - Notizie sui disservizi nei trasporti espletati dall'AST
  s.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Economia
   Firmatario: Giuffrida Salvatore

   N.  2527  -  Chiarimenti sulla nomina del commissario  liquidatore
  della cooperativa 'Capricorno'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.  2528  - Chiarimenti sul servizio di ippoterapia della casa  di
  cura Villa delle Ginestre di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Salute
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.  2529  -  Notizie in merito alla prevista fusione dell'istituto
  superiore 'Piersanti Mattarella' di Castellammare del Golfo (TP)  e
  dell'istituto superiore 'Danilo Dolci' di Alcamo (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Mattarella Bernardo
   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N. 133 - Interventi urgenti per salvaguardare il funzionamento del
  liceo linguistico provinciale 'A. Lincoln' di Enna.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Colianni Paolo

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che è stata presentata, in  data  16  aprile
  2012, la mozione numero 362  Iniziative a sostegno della famiglia ,
  degli   onorevoli  Forzese,  Adamo,  Ardizzone,  Dina,   Giuffrida,
  Lentini, Nicotra e Ragusa.

   Avverto  che la mozione testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

          Comunicazione relativa ad atti ispettivi e politici

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  a  seguito  dell'accettazione   come
  raccomandazione, da parte del Governo, nella seduta n. 344 del  17-
  18 aprile 2012, degli ordini del giorno:

     - n. 669  Iniziative concernenti il trasporto pubblico locale in
  Sicilia  si intendono superate la mozione n. 328 e l'interrogazione
  n. 2298, di contenuto pressoché identico.

   -  n. 679  Applicazione in Sicilia della sentenza della Cassazione
  n.  5771/2012  in tema di ipoteche trascritte dalla  SERIT  Sicilia
  s.p.a. ,  si intende superata l'interrogazione n. 2532, di identico
  contenuto.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione di nomina di segretario di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Informo che, con nota del 17 aprile  2012,  pervenuta
  il  19  aprile successivo e protocollata al n. 3795/AulaPg di  pari
  data,  l'onorevole  Cataldo Fiorenza ha comunicato  che  il  Gruppo
  parlamentare  Misto  ha  nominato segretario  del  Gruppo  medesimo
  l'onorevole Giuseppe Lo Giudice.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


              Comunicazioni del Presidente della Regione

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Comunicazioni del Presidente della Regione.
   Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

   LOMBARDO,   Presidente  della  Regione.  Signor   Presidente,   la
  ringrazio  e  ringrazio i deputati presenti per aver accolto,  lei,
  questa  mia  richiesta  di convocare l'Assemblea,  perché  ritenevo
  doveroso rendere conto ai colleghi e, attraverso di loro, al popolo
  siciliano,  intanto  dello  stato  della  vicenda  giudiziaria  che
  riguarda   il   Presidente  della  Regione,  e  poi,  forse   anche
  soprattutto,  per  rassegnare le mie valutazioni  sull'operato  del
  Governo e le determinazioni che intendiamo adottare.
   Questa  seduta  si  svolge  per  parlare  all'Assemblea  regionale
  siciliana,  intanto,  a  seguito di una decisione  del  giudice  di
  Catania che ha disposto l'imputazione del Presidente della Regione,
  assunta il 29 marzo del 2012, qualche giorno fa, esattamente a  due
  anni da quando si lesse dell'avvio della relativa indagine.
   E'  fin troppo chiaro, ovviamente, che io non intendo, con il  mio
  discorso,   né  giudicarmi,  né  tanto  meno  assolvermi,   sarebbe
  ovviamente troppo comodo, non mi compete, non compete a noi  questa
  funzione, compete alla magistratura, cui dobbiamo rispetto assoluto
  perché  cardine  tra  i più importanti della  nostra  democrazia  e
  insostituibile regolatore del vivere civile.
   Ma i siciliani e i colleghi devono sapere da me, signor Presidente
  - anche perché francamente non godo, non dispongo di molti mezzi di
  comunicazione  per  far  conoscere il mio  punto  di  vista  -  che
  rispetto a questa decisione del giudice di avviso opposto  è  stata
  la pubblica accusa, non qualche amico compiacente, la Procura della
  Repubblica   di  Catania  che,  sotto  la  guida  di  tre   diversi
  responsabili, ha chiesto, a proposito della conclusione  di  questa
  indagine che mi riguarda, l'archiviazione.
   Poiché la Procura della Repubblica ha argomentato, con dovizia  di
  motivazioni  e facendo riferimento alla giurisprudenza,  oltre  che
  alle  risultanze  delle indagini che vengono svolte,  da  oltre  un
  lustro, nel corso del quale con impiego di uomini e mezzi tutto  di
  me  è  stato vagliato, ha concluso che non sussistono gli  elementi
  idonei a sostenere l'accusa.
   Sappia  questa Aula che nelle risultanze di questa lunga  indagine
  non  c'è,  non esiste, non sussiste un video, un contatto illecito,
  non  una relazione di servizio fatta da chi di competenza, non  una
  telefonata,  non un solo fatto, non un patto, non uno scambio,  non
  un  favore, non un procurato vantaggio, uno solo, che mi leghi agli
  esponenti   del   crimine  organizzato  o   che   provi   una   mia
  responsabilità.
   Come  ho  avuto  modo  di  dire  pubblicamente  altre  volte,   ho
  conosciuto  un professionista insospettabile, come altre centinaia,
  ben  introdotto  nella pubblica amministrazione, che  nulla  mi  ha
  chiesto,  nulla  ha avuto né per sé né per altri, dotato,  sino  al
  momento  del suo arresto, di porto d'armi, quindi titolare  di  una
  fedina  penale pulita e di referenze positive da parte degli organi
  competenti,   incontrato  sporadicamente  e   mai   colto,   dacché
  intercettato, neppure a parlarmi al telefono, mai.
   Così  come  ho  conosciuto  il  titolare  di  un  distributore  di
  carburante,  conosciuto come sindaco, vent'anni fa, di  un  piccolo
  comune,  incontrato casualmente solo nel suo esercizio commerciale,
  mai  fuori  di  là, solo casualmente nel suo esercizio  commerciale
  dove  non  mi  trovavo,  tanto  per chiarire,  a  prova  della  non
  affidabilità  del  suo  dire, la fatidica notte  che  precedeva  le
  elezioni  europee del 2004, come tale individuata dagli inquirenti,
  una  vigilia  elettorale  in  cui  il  soggetto  era  sottoposto  a
  vigilanza.
   A  costui  non  avrei  consentito neppure un appuntamento  per  un
  congiunto con un dirigente regionale, motivo questo della sua ira e
  degli improperi rivolti.
   Non  ho  conosciuto  taluni collaboratori,  mai,  neppure  sentiti
  nominare prima di questi mesi e di questi giorni, che contraddicono
  se  stessi  con le loro stesse dichiarazioni, legati  -  questo  lo
  affermano  e  lo dichiarano - a candidati di altri partiti  alleati
  del  mio  alle scorse elezioni regionali  ma diversi dal mio,  come
  loro  stessi dichiarano, anche se una disonesta, pervicace,  credo,
  illecita  manipolazione  della verità  anche  oggi  fa  credere  di
  potersi  attribuire a me metodi e sistemi per l'accaparramento  dei
  consensi  che  gli  stessi  collaboratori  attribuiscono  ad  altri
  candidati  di partiti diversi dal mio. Con questi soggetti  non  ho
  avuto nessuna relazione, nessuno scambio, nessuna contropartita.
   Qualcuno  sostiene  che, comunque, è riprovevole  moralmente  solo
  avere  avuto contatti o rapporti con loro, avere stretto patti  con
  loro,   anche   se  poi  mancano  i  presupposti  minimi   che   la
  giurisprudenza individua  come la consapevolezza, la causalità o la
  concretezza  perché si configuri il reato di concorso  esterno,  io
  sono perfettamente d'accordo con loro, con quanti sostengono che  è
  riprovevole  comunque anche il solo contatto e  il  solo  rapporto,
  infatti  non ci sono stati né contatti né rapporti, né  tanto  meno
  qualcosa  che somigli vagamente ad una contropartita, che  credo  è
  stata alacremente ma vanamente cercata  dagli inquirenti per anni e
  anni.
   Si  può  costruire una prova logica secondo cui se c'è un appoggio
  elettorale   ci  sarà  pure stato un concreto vantaggioso,  seppure
  ancora   neppure  ipotizzato  per  Cosa  Nostra?   Si   tratta   di
  un'associazione  benefica che elargirebbe voti e denaro?  Ovvero  è
  più  logico concludere che, siccome non c'è stato vantaggio  né  in
  questi  quattro  anni  né nei precedenti,  non  può  esserci  stato
  appoggio  elettorale se non perché, come dichiarato, mi è  capitato
  di  leggerlo  nei  giorni  scorsi da attendibili  collaboratori  ed
  assunto  in sentenza, in questo territorio Cosa Nostra forse  suole
  puntare  su  candidati  ritenuti  vincenti   per  alimentare  negli
  adepti,  il  convincimento circa la lungimiranza e la infallibilità
  dei suoi vertici nel compiere le scelte politiche giuste.
   Queste  considerazioni,  non  per  indurvi  a  propendere  per  il
  giustizialismo,  piuttosto  che per  il  garantismo.  Non  sono  un
  garantista  e  non  mi converto al garantismo,  certamente  oggi  a
  vantaggio  di  me  stesso, semmai, visto che da  qualche  giorno  è
  iniziato  l'ultimo  anno di questa legislatura, siccome  archiviata
  questa,  ci  sarà  un'altra legislatura  e  sarà  eletto  un  nuovo
  Presidente della Regione, ci sarà un nuovo Governo, lo dico per chi
  verrà, per quelli che verranno - mi auguro ovviamente tutti voi  -,
  la  si  smetta,  per  l'avvenire, con la  barbarie  strumentale  di
  invocare  dimissioni, di  tormentare le persone e  le  istituzioni,
  ancor prima, non dico di una sentenza definitiva di primo grado  ma
  anche  prima che abbia inizio un processo, prima che si sia deciso,
  da parte del giudice, se debba esserci processo.
   Comunque, è per me una scelta mia per il rispetto che nutro  verso
  l'istituzione che i siciliani mi hanno dato l'onore e il privilegio
  di  guidare,  cosa  che ho fatto seppur tra tante manchevolezze  ed
  errori,  con spirito di dedizione assoluta, mi dimetterò prima  che
  un  verdetto venga pronunciato, di rinvio a giudizio piuttosto  che
  di  archiviazione, di condanna piuttosto che di assoluzione, se  si
  dovessero seguire vie diverse o se dovessi pensare ad un  rinvio  a
  giudizio  a questo equivarrebbe, da quello che capisco, il giudizio
  immediato un momento prima anche di questa scelta.
   Sicché quel verdetto, seppure favorevole, raggiungerà il cittadino
  mettendo  al riparo la Presidenza. E' una scelta che compirò  anche
  per  la  stima che nutro nei confronti di tutti voi e nei confronti
  dei   componenti   del  Governo  che  presiedo,  persone   integre,
  trasparenti, competenti e generose.
   Onorevoli  colleghi  e  siciliani  che  mi  ascoltate,  il  nostro
  Governo,  a  differenza  di altri, non è  neppure  sfiorato  da  un
  sospetto.  Non si sono compiuti atti che possano essere  sospettati
  di  interesse di parte più o meno illecito. Questo ad onore e vanto
  della Sicilia.
   Mentre  altrove,  in altre regioni, i governi  sono  ben  più  che
  sfiorati da sospetti.
   Questo Governo, pur dal 29 marzo 2010, circa due anni fa, allorché
  con  grande clamore fu diffusa la notizia dell'indagine e da allora
  è  stato un quotidiano massacro politico e morale, ha continuato ad
  operare.
   Solo per citare qualche obiettivo raggiunto, con la collaborazione
  di questa Assemblea, abbiamo approvato con tanti rimaneggiamenti  e
  aggiustamenti,  il  bilancio e la finanziaria,  con  qualche  norma
  seria, ispirata al rigore e allo sviluppo, un bilancio che è  stato
  costruito tra mille difficoltà e non poteva che essere così.
   Mi chiedo come avremmo potuto, con una spesa obbligatoria, con una
  spesa   corrente  ingessata  come  quella  della  nostra   regione,
  nonostante i tagli, fronteggiare due manovre del Governo  nazionale
  che riducono i trasferimenti di circa un miliardo e mezzo e fare  i
  conti  con una anticipazione, tra l'altro, non restituita,  di  800
  milioni  di fondi Fas e 600 milioni di mancata premialità  per  gli
  obiettivi raggiunti nel settore della sanità.
   Quella  notte, quella mattina, tante norme sono state inserite  in
  bilancio  ed in finanziaria, delle quali di parecchie, sicuramente,
  faremmo  a  meno, così come probabilmente ci sarà  da  tornare  per
  quanto riguarda la quadratura dei conti.
   Credo  che  l'impegno  e lo sforzo, tenuto conto  della  riduzione
  delle entrate tributarie che è stata compiuta, non sono sicuramente
  di poco conto.
   Abbiamo,  in  questi  ultimi  tempi,  avviato  a  conclusione   la
  liquidazione  di  molte  partecipate,  ridotto  i  consiglieri   di
  amministrazione da 7, 9 ad un massimo di tre e gli  emolumenti  che
  riguardano gli amministratori ad un massimo di 50 mila  euro  e  25
  per  i  consiglieri, talvolta superavano i 100,  150  mila  euro  e
  mentre ci si scandalizza di queste consulenza - una volta per tutte
  faremo  un  censimento  di quelle vere - si dimentica,  forse,  che
  abbiamo  trovato ed abolito consulenze professionali anche  da   un
  milione di euro in queste società partecipate.
   Abbiamo  acquisito  per  intero al patrimonio  della  Regione  una
  finanziaria  regionale a tutti gli effetti  quale  sarà  del  tutto
  regionale la nostra IRFIS.
     Abbiamo  destinato 120 milioni di euro al credito d'imposta  per
  gli  investimenti,  approvato  la semplificazione  burocratica  che
  potrà  reimpostare, in termini di correttezza e di  efficienza,  il
  rapporto tra la burocrazia e i cittadini.
   Abbiamo mantenuto il blocco delle assunzioni, abbiamo stabilizzato
  i  regionali  del  comparto sottraendoli alla  precarietà;  abbiamo
  avviato,  speriamo che vada in porto, il decentramento del servizio
  dell'Azienda forestale.
   Abbiamo  risanato,  rispettando il piano di rientro,  il  bilancio
  della sanità e impostato il modello di un sistema sanitario non più
  incentrato  sui  posti letto ospedalieri, ma che dovrà  convertirsi
  verso i servizi del territorio.
   Abbiamo  bloccato lo scandalo dei termovalorizzatori,  attorno  ai
  quali andrà riletta la storia della nascita e della caduta di  vari
  governi regionali.
   Abbiamo   dirottato  sul  fondo  sociale  europeo  la   formazione
  professionale  sottoponendola alle regole europee che assicureranno
  una  migliore qualità della formazione, sciolto le undici  aree  di
  sviluppo industriale e istituito, al loro posto, un unico ente.
    Abbiamo varato norme contro le frodi in agricoltura. Ora, dinanzi
  a  voi  abbiamo  la  possibilità di  continuare  questo  lavoro  di
  decentramento, decentrando appunto ulteriori competenze, risorse  e
  personale  dalla  Regione agli enti locali nella legge,  che  dovrà
  essere comunque approvata prima della primavera dell'anno prossimo,
  di  riforma  dell'ente intermedio, perché la  Regione,  con  questo
  decentramento, possa più agilmente esercitare le funzioni  solo  di
  programmazione, di controllo devolvendo il più possibile  le  tante
  competenze gestionali che oggi esercita.
   Contiamo  di  ridurre ulteriormente i conti della  politica  e  di
  ottenere   -  sarà  difficile,  ma  dobbiamo  impegnarci,  dobbiamo
  impegnarci  tutti dal Governo nazionale - condizioni che consentano
  di  stabilizzare  il  precariato  dei  comuni,  degli  enti  locali
  essenziale per il funzionamento di questi enti. E dobbiamo  cercare
  di  ristrutturare,  si  dovrà cercare  di  ristrutturare  la  spesa
  passando a tagli mirati piuttosto che a quei tagli orizzontali che,
  talvolta,  fanno  giustizia di iniziative che  meritano  di  essere
  tenute    in    vita.   E   dobbiamo   continuare    a    procedere
  nell'accelerazione  - è un lavoro che abbiamo  avviato  e  che  sta
  dando buoni risultati - della spesa europea.
   Abbiamo  avviato - e mi avvio a concludere, onorevoli  colleghi  e
  signor Presidente - una radicale inversione di tendenza del modo di
  operare dei Governi.
   Abbiamo  intaccato interessi consolidati e imboccato la strada  di
  riforme  radicali e di scelte autonome e autonomistiche  che  prima
  non erano neppure immaginabili.
   Sono  convinto  che  per  arrivare  alla  meta,  alla  meta  della
  liberazione della Sicilia dalle ipoteche dello sfruttamento  e  del
  saccheggio, della inefficienza e dello sperpero, se i siciliani  lo
  vorranno,  occorre tempo e persone determinate, coraggiose,  libere
  nel pensare e nell'agire.
   Per  queste  ragioni credo che le prossime elezioni regionali  non
  debbano   coincidere  con  le  elezioni  politiche  nazionali.   La
  coincidenza  porterebbe ad una omologazione di  schieramenti  e  di
  alleanze   e   l'integrazione,  l'incastro   di   queste   elezioni
  difficilmente potrebbe portare bene alla Sicilia e alla sua  classe
  dirigente.
   La  mia  scelta,  la nostra scelta, la scelta di  quanti  si  sono
  ritrovati   e/o  vorranno  ritrovarsi  attorno  ad   un   programma
  riformista  ed  autonomista che abbiamo avviato faticosamente  e  a
  costo  di  notevoli sacrifici è che si differenzino i  due  momenti
  elettorali  e,  visto  che il Governo Monti porterà  a  termine  la
  legislatura   nazionale,  in  Sicilia  si  anticipi   la   verifica
  elettorale all'autunno prossimo.
   Intanto,  è  nostro dovere, onorevoli colleghi, signori Assessori,
  continuare  a  servire la nostra Terra momento  per  momento,  fino
  all'ultimo  giorno che ci sarà dato nel ruolo che, oggi, ricopriamo
  che è il più alto e ambizioso cui un siciliano possa aspirare.
   Grazie.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE. Grazie Presidente.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Io direi che il dibattito possiamo farlo direttamente adesso senza
  bisogno di interrompere l'Aula, non c'è motivo di farlo.
   Per  contenere  i tempi degli interventi, io vorrei concludere  il
  dibattito entro un paio di ore.
   Io direi che i gruppi più grossi si potranno organizzare parlando,
  penso,  al  massimo, tre deputati e i gruppi più piccoli uno,  due,
  insomma,  cerchiamo di limitare l'intervento, grosso modo,  ad  una
  decina di minuti.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  signor
  presidente Lombardo, al di là delle responsabilità giudiziarie  che
  saranno  accertate  dalla  Magistratura,  ritengo  che  spetti   al
  Parlamento e, quindi, alla politica fare un passo avanti e lanciare
  un chiaro segnale alla nostra Regione.
   Oggi  non  è in discussione nessun principio garantista,  noi  non
  siamo  e non saremo mai un Tribunale penale, Presidente, noi  siamo
  chiamati a giudicare sulla politica e sul buon funzionamento  delle
  istituzioni.  Abbiamo  atteso,  in queste  settimane,  un  atto  di
  dignità  politica,  abbiamo  soprattutto  atteso  invano   che   la
  richiesta  di  tale  atto di dignità politica provenisse  anche  da
  alcuni settori della stessa ribaltonista maggioranza.
   Signori  deputati riteniamo importante l'esempio che  la  politica
  deve  dare all'opinione pubblica e i segnali che si devono lanciare
  alle organizzazioni criminali. Come tale, quindi, ci chiediamo come
  fate a sostenere un Presidente che risulta comunque in contatto con
  numerosi soggetti condannati o indagati per mafia?
   Sorvolo  sul numero dei pentiti che hanno riferito della vicinanza
  di  Lombardo  a Cosa Nostra, sorvolo su ciò che emerge dalle  carte
  delle  indagini che porterà il giudice di Catania, il 9  maggio,  a
  pronunciarsi  sulla  richiesta di rinvio a  giudizio  per  concorso
  esterno in associazione mafiosa.
   Riteniamo, invece, che le dimissioni proteggano le istituzioni dal
  discredito  che  il  semplice  sospetto  della  contiguità  con  la
  criminalità mafiosa di un Presidente, irreparabilmente, comporta.
   La  questione  che  emerge su Lombardo e le  questioni  che  sullo
  stesso  Presidente vengono e si risaltano devono,  infatti,  essere
  considerati dal Parlamento, dalla politica e dalle istituzioni  con
  occhi  diversi  e,  per  certi versi, più severi  di  quelli  degli
  inquirenti.
   Il  nostro giudizio sul contesto nel quale il Presidente  opera  e
  sul  complesso delle sue relazioni prescinde anche dalla  decisione
  di rinvio a giudizio che spetta esclusivamente alla Magistratura.
   Le nostre sono e devono restare solo valutazioni di tipo politico.
   Mi chiedo: se la politica rinuncia a darsi un severo codice etico,
  perché  poi  sorprenderci  se la Magistratura  opera  un'azione  di
  supplenza?
   Ad  alcuni  colleghi parlamentari chiedo come faranno a continuare
  ad  operare  in memoria, ad onorare la memoria di Paolo Borsellino,
  giudice  esemplare, uomo di destra, che in uno dei suoi  interventi
  più  significativi  dopo la morte di Giovanni  Falcone,  lanciò  un
  anatema  a  quei politici che avevano tradito per viltà, calcolo  o
  complicità, che avevano perduto per sempre il diritto alla parola.
   Profetico nel dire che un politico non deve solo essere  onesto  e
  leale  nei  confronti  dello Stato, ma  deve  anche  sembrarlo  non
  chiedendo  consensi, non avendo relazioni, non coltivando  rapporto
  con un pezzo o con una parte dell'anti-Stato mafioso.
   Infine,  mi  rivolgo  a lei, onorevole Presidente  della  Regione,
  desidero  parlare  direttamente a lei e alla sua dignità,  sì  alla
  dignità,  una parola ricamata sull'abito d'onore di ogni  servitore
  dello Stato.
   Chi  ha giurato sulla Costituzione dovrebbe essere disposto a dare
  la  propria vita per difenderla da ogni macchia e da ogni mano  che
  la vorrebbero infangare, quelle mani che hanno strappato la vita  a
  tanti.
   Vi  sono  parole che nascono, invece, per essere marce e hanno  il
  potere di fare marcire ciò che vi è intorno, una di queste parole è
  la  parola   mafia', quando qualcuno accosta la  parola   politico'
  alla  parola   mafia'  bisogna  pronunciare  due  volte  la  parola
   dignità'.
   Lasci  cadere  dentro  sé  queste due parole,  ascolti  la  parola
   dignità', lasci cadere dentro di sé queste due parole e ascolti il
  suono che proviene dalla campana della sua coscienza, salvi il  suo
  ed  il  nostro nome e salvi anche l'onore dei siciliani che  ancora
  credono nel Parlamento e nelle Istituzioni.
   Cari colleghi, onorevole Presidente della Regione, queste sono  le
  parole  che  l'onorevole Fabio Granata ha rivolto  all'ex  Ministro
  Romano  appena  qualche  mese fa, io ho operato  semplicemente  una
  modifica, ho sostituito alla parola  Romano' la parola  Lombardo' e
  l'ho  fatto  perché  ho  il  dovere di chiederle  come  si  sarebbe
  sentito, Presidente Lombardo, se questa opposizione responsabile ed
  istituzionalmente  corretta avesse usato,  in  questi  mesi  ed  in
  questi anni, toni e parole di tal guisa.
   Ometto  tutto  quello  che  gli  altri  amici  suoi,  forcaioli  e
  giustizialisti,  hanno  in questi anni, caro  onorevole  Cracolici,
  sottoposto  all'attenzione dei media; ometto di  ribadire  che  per
  questi  signori che sono suoi alleati sarebbe bastata una  semplice
  richiesta  di  rinvio a giudizio per allontanare il  disdoro  dalle
  Istituzioni,  ma chiedo a lei, onorevole Presidente della  Regione,
  come  si  sarebbe sentito, perché io sono certo che lei si  sarebbe
  sentito  male, perché lei è un garantista, anzi lo era, perché  lei
  complice  e  prigioniero  ha  ordinato a  suo  fratello,  onorevole
  Lombardo Angelo Salvatore, di votare favorevolmente alla mozione di
  sfiducia  all'ex  Ministro  Saverio  Romano  e  lo  ha  fatto   sul
  presupposto  che  una  richiesta  di  imputazione  coatta   dovesse
  allontanare   un  uomo  delle  Istituzioni  da  uno  scranno   così
  importante  e  prestigioso, appunto quello di  Ministro,  come  se,
  invece,  quello del Presidente della Regione fosse scevro  da  ogni
  valutazione di tal tipo.
   Veda,  onorevole Presidente Lombardo, noi in questi  anni  abbiamo
  dimostrato ai siciliani che abbiamo coerenza, dignità, siamo  stati
  sempre  chiari  e  abbiamo sempre operato nell'interesse  esclusivo
  della  Sicilia.  A  noi  già  oggi  basterebbe  che  lei,  nel  suo
  intervento di replica, ammettesse di provare un po' di vergogna per
  quello  che è accaduto in questi mesi ed anche per il voto  di  suo
  fratello, non perché abbia votato la sfiducia, perché per carità ci
  mancherebbe, probabilmente qualcun altro l'avrebbe fatto, ma perché
  lei  oggi si trova nelle stesse condizioni e viene qua a dirci cose
  che abbiamo già letto sui giornali, nulla di nuovo, però quello che
  importa  oggi,  onorevole  Presidente  della  Regione,  è  che  noi
  ribadiamo,  con assoluta semplicità, le ragioni per  le  quali  lei
  deve andare a casa e ci deve andare subito.
   Vede,  l'onorevole Cracolici, che si iscriveva  alla  pretora  dei
  garantisti quando si trattava di lei e che per l'onorevole  Cuffaro
  ha  detto qualcosa di diverso con la richiesta di rinvio a giudizio
  -  se vuole, onorevole Cracolici, le do la rassegna stampa perché è
  copiosa  -  adesso ci spiegherà nel suo intervento che i  siciliani
  sono  ricchi,  che  le famiglie siciliane vivono nell'agio,  che  i
  medici  che  avete messo in lista in realtà sono dei ragionieri  e,
  magari, anche che il sole sorge da ovest
   Però, ormai, cari colleghi, cari amici, i siciliani hanno capito.
   Lei,  onorevole  Presidente della Regione, alla fine,  dopo  tanto
  egoismo, se vuole lasciare un atto di generosità a questa terra, si
  dimetta  e  lo  faccia  subito  Anche perché,  vede,  negli  ultimi
  giorni, nelle ultime settimane, ho avuto la sensazione che lei, che
  è stato abbastanza confuso negli ultimi anni, adesso lo è del tutto
  e mi è sembrato corretto, riflettendo, accostarlo alla regina Maria
  Antonietta,   la  quale,  durante  la  Rivoluzione   francese,   ai
  cortigiani  che  le comunicavano che era finito  il  pane  rispose:
   Dategli le brioches  .
   Ebbene,  onorevole Presidente della Regione, noi abbiamo sventato,
  ad  esempio, addirittura una piccola prebendina che era pronta  per
  lei  di 2 milioni e che riguardava il suo cerimoniale, un altro po'
  di consulenze - lei è il recordman della storia - e qualche piccola
  ristrutturazione a Palazzo D'Orleans, questo lo abbiamo  sottoposto
  all'attenzione  dell'Aula, sono venute meno  ecco,  però,  che   la
  similitudine puntava a questo.
   Cinque  anni  di  esercizio provvisorio, cinque anni  di  bilancio
  falso  - e spero che, prima o poi, qualcuno se ne accorga -  cinque
  anni  di  recessione,  il  disastro della burocrazia,  il  disastro
  dell'amministrazione, quarantatre assessori che si  sono  succeduti
  senza  iniziare  mai  o portare a termine un  progetto,   cinquanta
  direttori regionali che, dopo avere iniziato, sono stati mandati  a
  casa  nella  preoccupazione che potessero cominciare a  comprendere
  qualcosa di quello che dovevano fare. Questa è l'eredità che lei ci
  lascia e cioè il disastro
   Presidente Lombardo, se ne vada, si dimetta, liberi la Sicilia, lo
  faccia  subito prima che la Sicilia, in un modo o in un  altro,  si
  liberino di lei.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone.  Ne  ha
  facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  noi  oggi,  in
  quest'Aula,   abbiamo  visto  recitare  una  parte   senza   alcuna
  originalità  rispetto  a quello che è stato  ampiamente  detto  sui
  giornali e non ci aspettavamo nulla di più, nulla di meno di quanto
  è stato detto.
   Il  Gruppo  parlamentare UDC ha una convinzione e visto  che  lei,
  Presidente  Lombardo, è uno a cui la politica piace, come  a  tutti
  noi,  per  carità,  lei  si dimetterà solo  quando  avrà  raggiunto
  l'intesa  con  il  partito democratico sulle elezioni  regionali  e
  politiche, tutto il resto è fuffa
   Non ci sono altre ragioni.
   Lei  ha  ricordato, Presidente Lombardo, alcune cose  che  il  suo
  Governo ha portato avanti.
   Al  contrario, noi potremmo dire che ha fallito sulla  sanità.  E'
  proprio  di  questi  giorni tutto quello che è successo  a  Palermo
  sulla  chiusura  del  reparto  di oncologia  del  Policlinico,  una
  rincorsa  fra  lo  Stato  e la Regione siciliana;  ha  fallito  sul
  turismo,  è  di qualche giorno fa, del 21 aprile 2012, un  articolo
  eloquente  sul   Quotidiano di Sicilia',   Regione  molti  clientes
  pochi  turisti   e  si  fa  il riferimento  al  modello  Catalogna,
  Barcellona  di Spagna, simile la Catalogna alla Regione  siciliana,
  dove  il PIL turistico è al 14 per cento mentre  la Sicilia è ferma
  al  3  per  cento  e  noi sul turismo ci siamo messi  a  rincorrere
  Montecatini e Fiuggi perché è aumentata, sostanzialmente, l'età dei
  turisti  che  arrivano  in  Sicilia,  turisti  più  attempati.  Noi
  avremmo gradito altro.
   Ha  ricordato  ciò che è stato fatto in questa finanziaria,  sfido
  chiunque a dirci se si è compreso qualcosa, molti hanno appreso dai
  giornali quello che è successo.
   Vorrei  ricordare l'intervento accorato del collega Orazio  Ragusa
  sulla soppressione e il decentramento dell'Azienda Foreste, vedremo
  cosa ne uscirà fuori.
   Gli  albergatori non stanno esultando, Presidente Lombardo, perché
  i  tagli  ai  trasporti sono devastanti per le isole   minori,  c'è
  praticamente un sistema che crolla.
   Lei  ha  ricordato  che è stata portata avanti una  riforma  sulla
  burocrazia per snellirla eppure è stata necessaria una proroga,  in
  una delle tanti leggi che abbiamo varato.
   I  fondi europei, perché il dato fondamentale è sempre quello:  La
  Sicilia è ultima in Italia per somme spese; ad oggi, risulta appena
  il  7,8  per  cento  dei  Fondi su circa  6.540  miliardi  di  euro
  complessivi. Questo è il dato che ci dovrebbe far riflettere.
   Noi  ci  saremmo aspettati le sue dimissioni nel mese di  gennaio,
  subito  dopo l'incontro col premier Monti, che abbiamo  scoperto  -
  anche  perché era presente il Presidente Cascio - le ha fatto  fare
  un po' di anticamera.
   Lei è venuto in quest'Aula, ci ha detto che il Ponte sullo Stretto
  si  sarebbe  fatto, forse sì o forse no, ci ha detto che  avrebbero
  ripristinato i treni a lunga percorrenza e ci aveva dato  pure  una
  data,  una scadenza dal primo marzo. Siamo quasi al primo maggio  e
  ancora non c'è traccia di questo treno a lunga percorrenza.
   Sono questi gli esempi, pochi esempi, ma che rappresentano qual  è
  lo   stato  di  inefficienza  del  suo  Governo,  la  mancanza   di
  autorevolezza che, a livello nazionale, ha il suo Governo. Questo è
  il  dato che ci dovrebbe fare riflettere, non altro. Non stiamo qui
  a parlare di problemi giudiziari.
   Nelle  premesse lei ha detto di avere rispetto della Magistratura.
  Noi abbiamo rispetto della Magistratura almeno quanto ne ha lei,  e
  forse  anche  di  più,  e ci  rimettiamo ad  essa,  non  intendiamo
  assolutamente commentare questi fatti.
   Le  ribadiamo  che noi non crediamo che lei si dimetterà,  se  non
  prima aver raggiunto questa intesa con il Partito democratico, cosa
  che è sotto gli occhi di tutti. Non giriamoci intorno
   Nel momento in cui ci sarà una garanzia per il suo futuro politico
  personale,  da quello si decideranno le sorti di questo  Parlamento
  e,  quindi,  della  Sicilia. Tutti noi  ci  aspettiamo  una  svolta
  diversa, un Governo diverso, un Governo che non ripercorra i vecchi
  cliché,  i governi-fotocopia, perché lei, Presidente della Regione,
  alla   fine,  ha  sancito  la  conclusione  dei  governi,  sia   di
  centrodestra che di centrosinistra, che hanno portato la Sicilia al
  baratro.
   Occorre  veramente una svolta, occorre prendere  coscienza  che  i
  tempi  sono maturi, anche per la Sicilia, per fare cose  diverse  e
  nuove. Basta con i clientes, onorevole Presidente della Regione,  è
  questo quello che contestano all'esterno.
   Anche oggi, Giannantonio Stella inizia a parlare con le consulenze
  non so su quale pianta.
   Lei  doveva dire prima: è vero, non è vero, si risponde  punto  su
  punto.
   Noi  non siamo credibili; non siamo credibili a Roma né nel  resto
  d'Italia, non siamo credibili perché dopo i fatti di Giampilieri  -
  mi dispiace dirlo - e lei lo ha pure giustificato, un incarico a un
  organista, non so quello che fa, un suonatore di piano bar, dopo 37
  morti a Giampilieri.
   Sono  queste  le  cose  che ci portano a dire:   tu  sei  deputato
  regionale, ma non ti vergogni?
     Io  mi  assumo la mia parte di responsabilità, Presidente  della
  Regione, e tutti noi ci dovremmo vergognare di fronte a certe  cose
  perché dovremmo andare avanti come esempio, sono queste le cose,  e
  la   vergogna  dovrebbe  essere  più  alta  per  chi  ha   maggiore
  responsabilità  di Governo, perché non sono dei  begli  esempi  che
  stiamo mandando alle future generazioni.
     Quindi,  prendiamo  atto  di quello  che  lei  ci  ha  detto  in
  quest'Aula,  ripeto, che non è nulla di più  e  nulla  di  meno  di
  quanto è stato detto nel corso di queste giornate.
   Nessuno  la  sta  incalzando perché si dimetta,  Presidente  della
  Regione,  perché siamo convinti che lei fin quando non  troverà  la
  soluzione per il suo futuro politico, sicuramente non si dimetterà,
  con buona pace della Sicilia, dei siciliani e di questo Parlamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Pogliese.  Ne  ha
  facoltà.

   POGLIESE. Signor Presidente, onorevole  Presidente della  Regione,
  signori  assessori, onorevoli colleghi, io ho ascoltato con  grande
  attenzione l'intervento del Presidente della Regione nel  quale  ha
  cercato di ricostruire, in maniera molto sintetica, le tappe  della
  sua vicenda giudiziaria e con il quale ha cercato di immaginare  il
  suo percorso processuale e politico.
   Io   non   entrerò  minimamente  all'interno  di  questa   vicenda
  giudiziaria   poiché   siamo  stati  sempre  convinti   garantisti,
  continuiamo   ad  esserlo,  non  siamo  certamente   garantisti   a
  fisarmonica,  a secondo chi è il soggetto coinvolto  da  spiacevoli
  vicende  giudiziarie e, quindi, salto a piè pari questo  argomento,
  limitandomi soltanto a sottolineare ed a condividere la riflessione
  che  il  collega Cordaro ha esternato prima di me sulla  incoerenza
  del  Partito  Democratico,  di Futuro e  Libertà  e  del  Movimento
  dell'Autonomia a livello nazionale, laddove in una analoga  vicenda
  giudiziaria  hanno  presentato e votato  una  mozione  di  sfiducia
  individuale, il riferimento, ovviamente, è all'ex Ministro  Saverio
  Romano.
   Ma  veniamo  al  terreno  sul  quale  noi  vogliamo  confrontarci,
  probabilmente   su   cui   dobbiamo  scontrarci,   che   è   quello
  esclusivamente  politico,  ed è lì che il  giudizio  sull'onorevole
  Lombardo  e  sul suo Governo è assolutamente negativo, anzi  oserei
  dire assolutamente disastroso, e cercherò di dimostrarlo in maniera
  molto sintetica.
   Innanzitutto  dal  punto  di  vista etico,  perché  quello  che  è
  accaduto  all'interno della Regione siciliana offende la dignità  e
  la coerenza di tutti i siciliani.
   Aver  avviato  un  percorso ribaltonista,  credo  che  offenda  la
  dignità  di  tutti i siciliani, non soltanto di quelli  di  centro-
  destra,  che  il  13 aprile del 2008 hanno votato  per  l'onorevole
  Raffaele  Lombardo e per la sua coalizione, ma anche per chi  votò,
  orgogliosamente, a sinistra e un anno dopo ha visto vincere chi  ha
  perso e perdere chi ha vinto.
   Il tema delle maggioranze variabili, che è stato esternato durante
  una   conferenza  dal  governatore  Lombardo,  che  poi   è   stato
  scientificamente  attuato  con  formule  che  hanno  prodotto   una
  instabilità  politica  senza precedenti e  che  ha  paralizzato  la
  macchina burocratica amministrativa della Regione.
   Vi   è  un  tema,  che  è  stato  esternato  prima  di  me,  anche
  dall'onorevole  Ardizzone che, credo, certifichi il  fallimento  di
  questa  esperienza  amministrativa e politica che  è  quello  della
  percentuale di utilizzo dei Fondi europei.
   Il   ministro   Barca,  non  l'onorevole  Pogliese  o  l'onorevole
  Leontini, il ministro Barca nel dicembre scorso ha certificato come
  la  Sicilia  sia l'ultima regione in Italia e l'ultima  regione  in
  Europa  a  utilizzare  i  fondi europei: il  9,1  per  cento  delle
  risorse.
   Questo  è  il frutto del turn over dei dirigenti, dell'instabilità
  politica  che ha determinato la paralisi della macchina burocratica
  e   amministrativa  della  Regione,  prima  la  sostituzione  della
  dottoressa Palocci, dopo l'individuazione del dottor Leopardi;  poi
  su  questo  ramo,  ovviamente  un turn  over  di  alcuni  direttori
  generali.
   Qualche mese fa il Gruppo parlamentare del PDL, grazie ad un input
  dell'onorevole Beninati, ha avviato uno studio attraverso il  quale
  abbiamo  individuato i vari settori dell'amministrazione  regionale
  con  il turn over che si è registrato negli stessi e abbiamo  messo
  in  relazione la percentuale di utilizzo dei Fondi europei. Abbiamo
  puntualmente  dimostrato,  caro  onorevole  Beninati,  quello   che
  abbiamo   sempre  detto  all'interno  di  quest'Aula  parlamentare:
  laddove  c'è  stato un turn over maggiore c'è stata una percentuale
  minore   di   utilizzo  dei  fondi  europei  a  testimonianza   che
  l'instabilità politica ed amministrativa ha determinato la paralisi
  della macchina della Regione.
   E  tutto  ciò  è  accaduto  in  un contesto  di  gravissima  crisi
  economica  congiunturale  le  cui cause,  certamente,  non  possono
  essere  ascritte esclusivamente a questo Governo, ma una  parte  di
  responsabilità  devono  essere necessariamente  ascritte  a  questo
  Governo.
   La  Sicilia,  in  questo momento, ha la percentuale  più  alta  di
  disoccupazione in Italia, superiore al 15 per cento. I dati sul PIL
  reale  sono disastrosi, dal più 1,1 per cento del 2010 si è passati
  allo 0,3 per cento del 2011, almeno 2,2 per cento per le previsioni
  del 2012.
   C'è   stata  esclusivamente  un'occupazione  militare  del  potere
  attraverso la nomina di commissari, consulenti, senza precedenti.
   Questo   Governo  ha  raggiunto  un  altro  record   difficilmente
  eguagliabile,  quattro esercizi provvisori in quattro  anni.  Si  è
  navigato  a  vista,  oltre, e mi avvio  alla  conclusione,   a  una
  gestione   di   alcuni    settori  dell'amministrazione   regionale
  assolutamente disastrosi.
   Qualche  mese  fa,  con  una  pomposa  conferenza  stampa,  si   è
  presentata   la  rivoluzione  della  formazione  professionale   in
  Sicilia,  targata Lombardo, in riferimento alla legge 24, al  PROF,
  ebbene  la  rivoluzione Lombardo in Sicilia, è bene che si  sappia,
  per  chi non lo ha evidenziato, ha determinato il passaggio da  245
  milioni  di  euro del 2011 a 295 milioni del 2012, cinquantamilioni
  di  euro  in più, con la differenza rispetto al passato  di  vedere
  impegnati  esclusivamente i fondi europei, dodici  enti  nuovi,  lo
  sblocco del blocco delle assunzioni.
   Ebbene,  questo  è  il  tema  della rivoluzione  sulla  formazione
  professionale voluta dal Presidente  Lombardo. Per non parlare  poi
  dell'Avviso 7, dell'Avviso 8, dei 140 milioni di euro per  l'Avviso
  7, dei 180 milioni di euro per l'Avviso 8, puntualmente bloccati  e
  bocciati dalla Corte dei Conti.
   Ecco perché - e concludo, signor Presidente - ci auguriamo che  la
  sua   esperienza  governativa  alla  guida  dalla   Sicilia   possa
  concludersi al più presto. Dimettendosi farebbe un ottimo  servigio
  alla sua e alla nostra Terra. Grazie.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cristaudo è in  congedo  per
  motivi di salute.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Riprende la discussione sulle comunicazione del Presidente della
                                Regione

   PRESIDETE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Bufardeci.  Ne  ha
  facoltà.

   BUFARDECI.  Signor  Presidente,  onorevole  Presidente   Lombardo,
  onorevoli  colleghi, signori del Governo, io credo che l'intervento
  del  Presidente Lombardo sia lo specchio della sua personalità,  di
  quella  che almeno io interpreto essere la sua personalità, il  suo
  modo  di  agire,  il suo modo di fare e di dichiararsi,  perché  in
  questo   intervento  ed  in  queste  sue  dichiarazioni  ho   visto
  contraddizioni e  rilanci.
   Ho  visto  contraddizioni  perché  lei,  signor  Presidente  della
  Regione,  ha detto che non voleva né assolversi né giudicarsi,  poi
  non  ha resistito a questo suo principio e, in un certo qual senso,
  ha   indugiato  in  alcuni  esempi  che  lei  che  ci   ha   voluto
  rappresentare per dimostrare la sua estraneità ai fatti che le sono
  contestati.  Poi  ha  rilanciato,  lei  non  sa   fare  a  meno  di
  rilanciare, anzi, più è in difficoltà più rilancia,  fa parte della
  sua natura e della sua caratteristica di uomo - per carità, non  lo
  voglio  giudicare,  lei è così, ma  credo che non sia  stato  tanto
  carino   da   parte  sua,  in  questo  contesto,  a  mo'   di   sua
  giustificazione,  rilanciare  dicendo  che  lei  immune  da  tutto,
  ritiene   altri   partiti,   altre  forze  politiche   responsabili
  gravemente di eventuali contatti e commistioni.
   Ma  credo  che  sia  stato  ancora una volta  in  errore  e  abbia
  dimostrato, a mio avviso, con questa sue dichiarazione  una  natura
  sbagliata, sbagliato lo dico evidentemente sul piano politico e non
  certamente  quello  dell'uomo, sul  quale  non  voglio  incidere  e
  incedere,  perché quando lei sostiene che non vuole convertirsi  ad
  essere garantista - quasi  se essere garantista fosse una forma  di
  abiura, come se questo fosse un male, come se dire io non è  perché
  oggi  mi  trovo a difendere me stesso divento  garantista,  guai  -
  bene,   anche  in  questo  lei,  per  le  ragioni  che   le   hanno
  rappresentato   colleghi   prima  di   me,   dimostra   di   essere
  contraddittorio,  in contrasto con le sue affermazioni  ed  i  suoi
  comportamenti.
   Continua  a  rilanciare  e  dice una cosa  poi  che,  peraltro,  è
  palesemente errata perché io credo che il garantismo sia una  forma
  di  democrazia fondamentale del vivere comune, sia una  convinzione
  dello  spirito nel rapporto democratico con gli altri, a  qualunque
  attività  si  possa  assegnare  la  nostra  azione,  credo  che  il
  garantismo  sia un dato fondamentale del rapporto tra  gli  uomini,
  guai se non ci sono regole e garanzie.
   Io,  che  per  tanti anni ho praticato le aule del Tribunale,  non
  posso  non  essere garantista, tante ne ho visto, immaginiamoci  di
  una  vicenda come questa che vede la Procura chiedere  una  cosa  e
  l'Ufficio  del  GIP  chiederne  una  perfettamente  opposta,  quali
  contraddizioni ci potranno essere; quindi, si immagini se  uno  non
  debba   essere   ulteriormente  garantista  di  fronte   a   queste
  fattispecie, ci mancherebbe altro, ma lei non avrebbe dovuto  anche
  in  questo  caso  dire   attenzione, ma quale  garantismo,  non  mi
  converto .
   Lei  si  doveva  convertire ad un ragionamento  diverso  perché  è
  chiaro  che  questa  Aula  non può giudicarla  né  tanto  meno  può
  assolverlo,  non può fare nulla, questa Aula può ascoltare  le  sue
  dichiarazioni e rendere il proprio convincimento che io  credo  sia
  quello  che il suo Governo e la sua azione politica oggi merita  di
  andare  a  casa e di arrivare alle dimissioni non per questi  fatti
  giudiziali,   ai   quali   ribadisco  personalmente   non   intendo
  partecipare in un giudizio.
   Io   sono   orgoglioso  del  mio  garantismo  e  sono  altrettante
  orgoglioso  nel dirle e a dirlo a questa Aula che personalmente  ho
  creduto,  in  una  fase  di  questa legislatura,  alla  possibilità
  concreta  di  un cambiamento, di un rinnovamento e che lei  potesse
  essere  interprete  di  tutto questo con la  sua   azione  politica
  insieme  ad  altri, a chi insieme a me, per esempio,  riteneva  che
  effettivamente   fosse  necessario  un  momento  di   rottura,   di
  discontinuità, di cambiamento forte, ma poi lei questo cambiamento,
  di  discontinuità  che  lei ricorderà, io reclamavo,  innanzitutto,
  parlando  di  spesa comunitaria, parlando di azione  politica,  non
  parlando di altro o parlando di nomine, di consulenze o parlando di
  vicende più o meno interne.
   Lo  dicevo sempre che noi non saremo ricordati per questo o quella
  vicenda  molto  piccola  e  molto parziale,  potremo  forse  essere
  ricordati  se  effettivamente avremo avviato un momento  di  grande
  cambiamento che innanzitutto è buona amministrazione chi  spende  e
  chi  spende bene, non è buona amministrazione chi fa rischiare ogni
  giorno di attivare un bancomat all'incontrario che dalle casse  dei
  siciliani fa restituire somme a Bruxelles.
   Io  ho creduto in quel momento; poi lei, forse costretto, qualcuno
  diceva prigioniero consapevole, ha adottato scelte diverse, forse è
  stato   costretto,   forse  per  spirito   di   conservazione,   di
  sopravvivenza politica o per altre ragioni, e quindi è evidente che
  io  mi  sento  pienamente più che legittimato a dirle:   Presidente
  Lombardo, non sia così orgoglioso di tutti questi momenti  che  lei
  vuole   contrabbandare  per  essere  momento  di   riforme   e   di
  rivoluzione in Sicilia.
   La   dottoressa  Chinnici  per  prima  sa  che  la  semplificamene
  amministrativa che abbiamo approvato qui in Aula e che ha visto  me
  e  il  Gruppo  Grande Sud , insieme ad altri, promotore  di  alcune
  iniziative  normative, altro non è che un mero recepimento di norme
  nazionali  che  ancora  in Sicilia non si  applicavano,  riforme  e
  rivoluzioni purtroppo in quel settore ancora non ve ne sono,  e  ce
  ne sarebbe  grande bisogno.
   Al  di  là  di tutto quello a cui  lei vuole fare riferimento  per
  quanto  riguarda  i termovalorizzatori dicendo che scriveranno  una
  rilettura, che spiegheranno alcune vicende, io questi li  considero
  suoi  eventuali conti interni con altre parti di questo  Parlamento
  ma  non  la soluzione del problema rifiuti che, come abbiamo  visto
  qualche  giorno  fa,  in  sede di finanziaria  è  stato  lungamente
  dibattuto per portarlo, speriamo, ad un traguardo di definizione.
   Lei  è un uomo impegnato nella sua attività, anche con competenza,
  in  un  settore,  quello dell'agricoltura; lei  ha  sempre  vantato
  questa   sua   competenza   e  questa  sua   vicinanza   al   mondo
  dell'agricoltura.  Ma  io  credo,  insisto,  che  uno  dei   grandi
  tradimenti   di   questo   Governo   è   proprio   nei    confronti
  dell'agricoltura, perché non essere stato alla testa  di  tutto  il
  movimento  che  portava  alla necessità della  dichiarazione  dello
  stato  di  crisi facendo una battaglia vera, concreta  che  avrebbe
  trovato, mi creda, tante altre regioni pronte a stare al suo fianco
  a  fare questa battaglia con il governo nazionale  e con Bruxelles,
  il  non  avere modificato e rimodulato  il PSR che, alla fine,  non
  avrà  risolto  sostanzialmente  nessuno  dei  problemi  strutturali
  dell'agricoltura  attuale, sono delle responsabilità  troppo  gravi
  come  quella,  ormai  siamo stanchi quasi di ripeterlo,  dei  fondi
  comunitari   ancora  ben  lontani  dall'essere   spesi   e   quindi
  dall'essere investiti per il rinnovo della nostro regione così come
  occorreva.
   E  mi  sia  consentita  un'ultima considerazione:  la  Sicilia  ha
  vissuto  una pagina drammatica che è legata alla posizione  e  alla
  decisione  e alla condanna di Totò Cuffaro, e, quindi, oggi  ancora
  di  più  la  Sicilia  vive  un momento  di  particolare  disagio  e
  difficoltà nel momento in cui il Presidente che sostanzialmente  ne
  è  conseguenza,  perché non c'è dubbio che se ritorniamo,  macchina
  indietro, a poco più di quattro anni addietro, la sua candidatura è
  figlia,  per  non  dire esclusivamente, ma è certamente  figlia  di
  quella presidenza, è figlia delle indicazioni del partito di allora
  di  Totò  Cuffaro  ed oggi vive questa grandissima  difficoltà  nel
  rinnovare una situazione di disagio, speriamo ovviamente che non lo
  rinnovi  in  nient'altro, ma che sia a rinnovare una situazione  di
  grande disagio è evidente, per quel disagio io credo che la Sicilia
  e i siciliani  oggi siano in grande difficoltà.
   Ma  la  difficoltà che oggi i siciliani avvertono ancor di  più  è
  quella  di  un Governo che non sta riuscendo in alcun modo  a  dare
  soluzione  ad  uno stato di recessione che aumenta ogni  giorno  di
  più.
   Le   conseguenze   che  lei  ha  indicato  le  lascio   alla   sua
  determinazione.  Ha  ragione l'onorevole  Ardizzone  nel  ritenerle
  legate  e  collegate a vicende squisitamente politiche, perché  qui
  dobbiamo parlare di politica
   Eventualmente questa logica e questo passo devono essere fatti con
  i  tempi  e  con i modi della politica indicando che  quanto  prima
  avverrà  questo momento, meglio sarà per potere fare ripartire  una
  macchina che è assolutamente ingessata da un collo di bottiglia che
  il è suo decisionismo ed il suo accentrare tutto su se stesso.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Marrocco.  Ne  ha
  facoltà

   MARROCCO. Signor Presidente,  onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  mi  accingo a questo  intervento  non  avendo
  preparato  alcun discorso scritto, se non qualche appunto  rispetto
  agli  interventi  che si sono susseguiti ed  all'intervento  stesso
  del Presidente della Regione.
   Senza   snocciolare  alcun  numero,  senza  fare  riferimento   ad
  enunciamenti  di  filosofia o alcun tipo  di  demagogia  che  altri
  sicuramente,  forse meglio di me, possono porre  in  essere,  senza
  alcuna  citazione  di  alcuno,  benché  meno  di  magistrati  o  di
  personalità  che  hanno contraddistinto l'operato  dello  Stato  al
  quale,  penso e mi auguro tutti noi, credono fortemente  nella  sua
  accezione più alta.
   Soprattutto perché spesso queste cose vengono fatte senza  memoria
  storica  e  alcune volte anche fuori luogo rispetto al pulpito  dal
  quale proviene la predica, dimenticando, come spesso accade, che si
  fa  riferimento a vicende storiche non tanto lontane, anzi non  del
  tutto  lontane,  a  fatti storici che hanno contraddistinto  questa
  regione,  anche  nella storia più recente, tanto  da  assistere  ad
  interventi  di  colleghi che, in qualche modo, oggi sembrano  quasi
  vergini  rispetto  alle  vicende che hanno  interessato  la  nostra
  Sicilia e anche questo Governo negli anni passati.
   Penso che oggi tutto questo non debba essere ricordato. Penso  che
  lei,  Presidente  Lombardo, abbia scelto  quello  che  noi  abbiamo
  sempre,  in  qualche modo, sottolineato essere uno dei momenti  più
  importanti  della nuova politica in questo momento difficile  della
  Sicilia e dell'Italia.
   Il  riferimento  all'etica dell'esempio,  alla  necessità  di  far
  riferimento ai fatti piuttosto che alle parole.
   Penso  che  è con questo metodo che lei ha voluto oggi intervenire
  in quest'Aula, pensando a quanto difficile sia stato in questi anni
  governare questo territorio.
   E'  proprio  su  questa necessità, su queste esigenze,  su  queste
  difficoltà che noi ci siamo ritrovati in questa azione di governo.
   Sapevamo  e  sappiamo quanto importante, oggi, sia  invertire  una
  tendenza  rispetto al passato e quanto difficile è stato  porre  in
  essere   alcune   scelte  complicate,  alcune  scelte   che   hanno
  sicuramente reciso i contatti con vecchie logiche del passato,  con
  vecchi equilibri del passato.
   Sui  fatti  noi  ci ritroviamo e ci ritroveremo  anche  nei  messi
  prossimi.  E'  con i fatti che lei ha in qualche modo,  oggi,  dato
  esempio di un momento nuovo nella politica siciliana.
   Quando lei ha preannunciato le dimissioni, un attimo prima di  una
  sentenza  o  del rinvio a giudizio, oggi ha sancito un fatto  nuovo
  nella   politica  siciliana  che  altri  forse  non  hanno  nemmeno
  immaginato quando si sono ritrovati nella sua stessa situazione.
   Ecco  perché  è  sulla  politica dei  fatti,  sulla  necessità  di
  inaugurare  una  stagione nella quale sia l'etica  dell'esempio  ad
  essere  il  primo grande riferimento che noi ci ritroviamo,  perché
  proprio  in un momento così difficile, nel quale proprio il sistema
  dei partiti è in grande difficoltà, proprio in un momento nel quale
  i   valori  sembrano  quasi  scomparsi  dai  punti  di  riferimento
  fondamentali  dell'agire  politico quotidiano,  noi  ci  ritroviamo
  proprio  su  questa  necessità di fare riferimento,  assolutamente,
  all'etica  dell'esempio, quindi nessun giro di parole,  Presidente,
  nessuna  demagogia, ma assolutamente tenere la barra  dritta  sulla
  necessità di dare la dimostrazione che molte cose si possono  fare,
  tante  altre  ancora  sono  da  fare  in  questo  territorio   così
  difficile,  in questa regione così difficile e due sono le  vicende
  che oggi lei ha citato: una quella giudiziaria sulla quale - ripeto
  -  diamo  atto della sua inversione di tendenza rispetto  ai  fatti
  politici che hanno contraddistinto altri uomini nel passato; e una,
  quella  politica  sulla  quale, opportunità  del  voto  anticipato,
  sicuramente  dobbiamo  confrontarci e  sulla  quale  troveremo  una
  condivisione  di  azione  così com'è stato  in  questi  periodi  di
  Governo congiunto che c'è stato in Sicilia.

           (Assume la presidenza il Vicepresidente Formica)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Incardona.  Ne  ha
  facoltà.

   INCARDONA. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,   io sarò brevissimo nel mio  intervento  che,
  sostanzialmente, soltanto per ribadire un concetto  che  quest'Aula
  ha  già  avuto  modo di dibattere nel corso del  varo  della  prima
  finanziaria nel 2009.
   Oggi,  il Presidente Lombardo ha parlato dell'opportunità di  fare
  in  modo  che  la formazione professionale siciliana  possa  essere
  sottoposta alle regole del Fondo sociale europeo.
   Allora,  chiedo,  al Presidente Lombardo come mai  questo  non  fu
  possibile  quando  l'allora  assessore  Incardona  lo  propose   in
  quest'Aula, e 46 o 48 parlamentari firmarono quell'emendamento?  Lo
  dico  soprattutto all'onorevole Pippo Digiacomo che vergognosamente
  ricorda sulla stampa un evento, dimenticando di ricordare che c'era
  una  parte  politica, quella rappresentata nel  PDL  dall'onorevole
  Ignazio La Russa e dal senatore Maurizio Gasparri, che uscirono dal
  Governo  regionale  di Lombardo e io in quel momento  rappresentavo
  quell'area di Governo.
   Quindi,  se  io  sono uscito dal Governo, l'ho  fatto  per  quella
  ragione  e  non  solo,  onorevole  Digiacomo,  oggi  il  Presidente
  Lombardo  viene  in  quest'Aula  a  ribadire  un  concetto  e   lei
  vergognosamente, strumentalmente, invece, dice altro.
   Allora, veda, onorevole Lombardo, lei nel corso di questi  anni  -
  condivido  l'espressione che ha usato poco fa  il  mio  Capogruppo,
  l'onorevole   Bufardeci   -  ci  sarebbe  stata   la   possibilità,
  l'opportunità e una volta fu uno dei primi  approcci che noi avemmo
  quando  facevo parte del suo Governo, c'erano parecchi soldi  della
  Comunità  europea che sarebbe stato possibile spendere e allora  la
  cosa  che le chiesi era proprio questa, quella di accelerare  sulla
  spesa.
   Oggi,  così  come a tutti coloro che per formazione,  ed   io  per
  motivi  personali,   potrei  essere il  primo  dei  giustizialisti,
  potrei  essere  il  primo a chiedere che quando  c'è  un  sospetto,
  quando  c'è  un'azione giudiziaria in corso si debba immediatamente
  invocare la forca, eppure per la mia formazione professionale  sono
  invece  un  garantista convinto, perché anch'io ho  frequentato  da
  avvocato le aule di Giustizia e so che i Magistrati, con lo  stesso
  ordine   giudiziario,  si  contraddicono  nelle  decisioni   eppure
  applicano tutti lo stesso Codice.
   Evidentemente c'è anche, diciamo così, un intervento della ragione
  umana,  dell'interpretazione dell'uomo, che ha una sua influenza  e
  allora i tre gradi del giudizio servono affinché ci sia un giudizio
  ancor  più  meditato, ancor più sviscerato, ancor più  approfondito
  sotto tutti gli aspetti di fatto e di diritto. Ecco perché io  sono
  un  garantista convinto ed ecco perché io dico che la giustizia  va
  rispettata nel senso che vanno rispettate le leggi e la legge  dice
  che  non si può pronunciare una sentenza al di fuori delle Aule  di
  Tribunale.
   Ecco  perché  io  sono  un  garantista  convinto,   però  la   sua
  presidenza  della  Regione è stata una presidenza fallimentare  sul
  piano amministrativo.
   Lei  sarà  un grande e abilissimo politico, sarà un soggetto  che,
  quando siede al tavolo delle trattative, riesce ad ottenere più  di
  quello che il suo partito rappresenta,  ma sul piano amministrativo
  e  sul  piano di governo, sul piano della programmazione, sul piano
  della consequenzialità, della coerenza non solo politica, non  solo
  umana  ma anche amministrativa, ha dimostrato completamente di  non
  possedere  queste  doti  in un momento in cui  la  Sicilia  avrebbe
  meritato  cose  diverse,  in un momento in  cui  la  Sicilia  aveva
  bisogno di una spinta in avanti, in un momento in cui c'era bisogno
  che  le  imprese siciliane, che le categorie siciliane  ottenessero
  quel  ristoro  per  le  differenze in cui  si  trovano  ad  operare
  rispetto  alle  altre  imprese  dell'Europa,  potevano  e  dovevano
  ricevere  quelle  risorse che l'Unione europea  aveva  assegnato  a
  questa Terra. Invece, con la sua gestione, tutto questo non è stato
  possibile;  tanti  assessori, come   è  stato  ricordato,  si  sono
  susseguiti, tantissimi dirigenti, tantissime marce avanti  e  passi
  indietro dal punto di vista amministrativo.
   Ecco  perché io sono d'accordo con coloro che già hanno  invocato,
  non  le  dimissioni  ad  ottobre, a settembre,   ma  le  dimissioni
  immediate perché c'è un fallimento politico ed amministrativo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  io  non  voglio assolutamente  iscrivermi  in
  questo dibattito tra quanti si dichiarano garantisti, per la verità
  nessuno  si è dichiarato giustizialista, ma vorrei esercitare  fino
  in fondo il compito che mi hanno e ci hanno assegnato gli elettori,
  ovvero il compito di rappresentanza politica.
   E  parto da questa condizione per me imprescindibile per esprimere
  il  compiacimento  mio delle dichiarazioni che il Presidente  della
  Regione  ha  fatto  nel dire con nettezza che i  siciliani  saranno
  chiamati al voto nel prossimo autunno,  e non quindi a discutere su
  quando  si dimette il Presidente, ma discutere quando si  vota;  le
  dimissioni  sono  una conseguenza tecnica della ragione  prevalente
  che è appunto il voto.
   E  il  voto, per onestà nei confronti dei cittadini, nei confronti
  della politica, in un momento nel quale è sottoposta - credo - alla
  sua  più  grave  crisi nel rapporto di credibilità  con  l'opinione
  pubblica  e  se  in  Sicilia si fa questa  scelta,  la  si  fa  per
  restituire  autorevolezza, credibilità, forza alla  politica,  che,
  spesso a parole, tutti difendiamo ma che ogni giorno, tanti di noi,
  con   i   propri   comportamenti,  finiscono  per   screditarla   e
  indebolirla.
   E  questo gesto di nettezza fa onore al Presidente della Regione e
  fa  onore anche a questa esperienza. Mi permetto di dire, tanto più
  che  veniamo da un passato non remoto, ma molto recente, nel  quale
  la  politica,  un certo bizantinismo politico, un certo  tatticismo
  politico,  o  una  certa idea della politica  ha  costretto  questa
  nostra  regione a galleggiare nella delegittimazione e nella scarsa
  credibilità  che una vicenda precedente a questa che riguarda  oggi
  il  Presidente  della  Regione ha investito per  anni  la  politica
  siciliana  a tal punto da sottoporre non ad un voto anticipato,  ma
  ad  un voto ad una riconferma di una candidatura di una persona che
  era già sottoposta a rinvio a giudizio per fatti gravi.
   Questa  è la storia del passato recente e rispetto a questa storia
  credo  che il gesto di oggi del Presidente della Regione è un gesto
  forte, chiaro,  che non consente più giochi verbali e lessicali.
   I  siciliani  saranno chiamati al voto perché la  politica  fa  un
  gesto  in  questa  direzione, lo fa il  Presidente  della  Regione,
  consentitemi  di dire lo fa anche chi come noi in queste  settimane
  ha, in qualche modo, detto la propria per affermare questo gesto di
  nettezza   prescindendo   dalla   tecnicalità'   di   una   vicenda
  giudiziaria  che, voglio qui ribadirlo, è esclusiva  questione  che
  riguarda l'uomo Raffaele Lombardo e le questioni che riguardano  il
  suo processo.
   Altra  cosa  è  la  vicenda  che deve riguardare  l'uomo  politico
  Raffaele  Lombardo, il Parlamento siciliano che è connesso all'uomo
  politico  in quanto il sistema dell'elezione diretta ha  introdotto
  il principio di immediata conseguenza dei gesti e dei comportamenti
  del  Presidente  della  Regione e la  necessità  che  questi  gesti
  restituiscano valore alle cose per cui ci battiamo.
   E  lo  facciamo oggi non nascondendoci dietro un dito, perché  non
  c'è  dubbio che questa esperienza, se vogliamo salvarla,   come  io
  credo,  se  vogliamo salvare anche l'originalità e consentitemi  di
  dire   anche   il  coraggio  che  qui  in  Sicilia  abbiamo   avuto
  nell'anticipare   la   decomposizione  di   quella   che   appariva
  un'alleanza  invincibile, una corazzata invincibile,   che  era  il
  vecchio  centrodestra, e lo abbiamo fatto in Sicilia non a  seguito
  di  una crisi nazionale, ma forse, possiamo dire con un pizzico  di
  orgoglio,  anticipando una crisi nazionale di quel blocco  politico
  che  aveva vinto e si candidava non a governare, ma a comandare nel
  nostro Paese,  e anche qui in Sicilia per la verità.
   Questa alleanza in Sicilia si è destrutturata, non per ragioni  di
  antipatia  o  di  simpatia  o  perché  Lombardo  era  più  o   meno
  affidabile,  si  è destrutturata perché non appena  quella  vecchia
  alleanza  ha  cominciato a dover affrontare i  problemi  di  questa
  Terra,  senza dover girare più la faccia come per anni si faceva  e
  si  continuava a fare, è deragliata, è naufragata, è un po' come la
  nave Concordia che ha preso gli scogli e ha cominciato ad imbarcare
  acqua. Solo che avevamo dinanzi a noi due atteggiamenti: o guardare
  la  nave  che  affondava e, magari, limitarci  ad  inviare  qualche
  scialuppa  per salvare qualche superstite, o provare a  salvare  la
  Sicilia,  provare in qualche modo a non far naufragare  con  quella
  maggioranza anche i siciliani.
   Ed  è quello che abbiamo fatto, ed è quello per cui oggi siamo qui
  a  discutere di risultati, di provvedimenti legislativi di  riforme
  senza  precedenti,  di  possibilità che  la  Sicilia  ha  avuto  di
  conoscere la stagione del riformismo.
   Certo, nel pieno del bombardamento,  perchè non c'è dubbio che  la
  vicenda  politica  in qualche modo ha incrociato anche  la  vicenda
  giudiziaria e sarebbe stupido e sciocco non vedere gli effetti  che
  questa  vicenda  giudiziaria  ha  avuto,  soprattutto,   sul  piano
  mediatico, nel cercare di attenuare ed offuscare anche l'importanza
  e la novità politica che si è aperta nella nostra regione.
   Ed  è  per tale ragione che credo, se vogliamo salvare, rilanciare
  questa  esperienza, come ha detto il Presidente della  Regione,  la
  possibilità di rimettere e di sottoporre al giudizio dei  siciliani
  un  progetto  riformista ed autonomista ed io credo  che  per  fare
  questo  bisogna, appunto, sottrarsi al più grande nemico  che  oggi
  corre  questo  progetto  che  è  il  logoramento,  il  galleggiare,
  l'attendere,  l'attesa. L'attesa non si capisce  di  cosa,  non  si
  capisce di chi.
   La  lentezza,  quindi,  con  la quale  da  questo  dibattito  oggi
  usciamo, poi il Presidente della Regione, onorevole Lombardo,  come
  uomo gestirà la sua vicenda processuale.
   Credo  che  tutti noi gli auguriamo di uscirne a  testa  alta,  ma
  altra cosa è l'istituzione e la politica di questa regione. Uscire,
  quindi, a testa alta anche da questo punto di vista, ribadendo  che
  la  Sicilia  può  avere una nuova possibilità, di  affrontare  nodi
  irrisolti, nodi gravi che si protraggono nel tempo, una certa  idea
  che  si  è  fatta  consolidare nel rapporto tra  i  politici  ed  i
  siciliani:  un  grande  supermarket   Un  grande  supermarket  dove
  comprare  qualcosa, dove tutto è in vendita. E, invece,  restituire
  alla   politica  quella  sobrietà,  quel  rigore  ed  anche  quella
  necessità  che le scelte, essendo scelte, per loro natura dividono.
  Ci  sarà  qualcuno  che  sarà contento,  ma  sarà  inevitabile  che
  qualcuno,  in  nome  delle  scelte,  sarà  scontento.  Pensare   di
  accontentare tutti, aprendo la stagione delle riforme, è  solo  una
  grande presa in giro.
   Mi  auguro che la Sicilia possa andare avanti nella direzione  che
  abbiamo tracciato, con cui abbiamo faticosamente lavorato in questi
  due anni.
   Ci  attende,  fra  qualche ora, l'esito di una vicenda  ulteriore,
  controversa,  che  è  l'approvazione del  bilancio  e  l'esito  nel
  giudizio  da  parte  del  Commissario  dello  Stato.  Pensiamo  che
  quell'esito  produrrà inevitabilmente qualche  altro  problema,  ma
  credo  che  tutto  questo non ci debba far  perdere  la  barra  del
  timone,  che  la strada del cambiamento è una strada senza  via  di
  ritorno,  non si può fermare ed è per questa ragione che mi  auguro
  che   i   siciliani,   nel  prossimo  autunno,  possano   conoscere
  l'originalità di una alleanza politica che metta, innanzitutto,  al
  centro  l'interesse dei siciliani prima di ogni  cosa  e  prima  di
  tutto anche rispetto alle stesse ragioni della politica nazionale.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente,  la presenza  del  Presidente  della
  Regione  è per me fondamentale, importante, perché ho militato  nel
  Movimento per le autonomie per cinque anni. Ripeto delle  cose  che
  il Presidente della Regione ben conosce e che non ho problemi a far
  sapere agli onorevoli deputati e alla Presidenza.
   Non  voglio  assolutamente mettermi contro il Governo,  ma  voglio
  evidenziare  che  nell'arco  di  questi  anni   ho  avuto  modo  di
  conoscere bene il Presidente della Regione, avendo passato  in  sua
  compagnia molto tempo, durante la mia militanza nell'MPA.
   Quando sono stato eletto deputato regionale rivestivo la carica di
  consigliere  comunale  a  Palermo,  vicepresidente  del   Consiglio
  comunale di Palermo, e, poco tempo dopo, sono stato avvicinato  dal
  Presidente  della Regione che mi invitava, per amore di  partito  e
  anche  per motivi personali, a dimettermi dal Consiglio comunale  e
  dalla carica di vicepresidente del Consiglio comunale.
   L'ho  fatto immediatamente perché ho sempre creduto in un progetto
  che  ha  visto  tutto il Movimento per l'autonomia, fin  dalla  sua
  nascita,  a correre e rincorrere ed andare contro quei partiti  che
  nell'arco di questi anni hanno compiuto solo malefatte.
   Ricordo  che  non  eravamo  organici  a  nessuno,  i  partiti   ci
  rincorrevano perché cercavano la nostra forza. La guerra contro  il
  pet-cocke   di  Gela e di Priolo, la battaglia di  Termini  Imerese
  contro   la   spazzatura,  il  ponte  a  Messina  e,   infine,   la
  manifestazione di Roma, che è risultata straordinaria.
   Dopo l'elezione il Presidente Lombardo si è chiuso nelle stanze di
  Palazzo d'Orleans, chi vi parla l'ha capito subito e due anni fa  e
  questo  mi  ha  portato a fare la scelta di fare un passo  indietro
  perché ho visto un progetto fallire.
   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, la nostra  responsabilità
  sta  nel  fatto  di  avere  fatto  votare  tante  persone  affinché
  sposassimo un progetto politico. Noi avevamo un progetto politico e
  a quel progetto avevo creduto molto. Due anni fa già immaginavo che
  andasse  a  finire così, avevo scelto di starmene  seduto  nel  mio
  posto, senza disturbare il Governo e appoggiandolo nei casi in  cui
  portava delle cose serie e l'ho fatto fino all'ultimo momento.
   Non  c'è  un assessore di questa Giunta che può dire cose diverse.
  Ho sempre lottato per combattere in qualche modo la disoccupazione,
  ho  sempre lottato affinché i precari dopo vent'anni trovassero una
  risoluzione e questo non è avvenuto.
   I  fondi sociali non sono stati utilizzati, ma non soltanto quelli
  della  formazione professionale bensì di tutte le  rubriche.  Si  è
  perso  tanto,  si è perso un progetto politico, signor  Presidente,
  che per me era fondamentale.
   Onorevole Presidente, ormai siamo in campagna elettorale -  io  lo
  sono  da  sempre,  per me non è cambiato mai nulla  -  l'ho  sempre
  apprezzato  e  per quanto riguarda la sua posizione giudiziaria  mi
  dispiace profondamente, perché io non credo a queste cose, io credo
  che  è  stato  solo ed esclusivamente un fallimento amministrativo.
  Sulla  sua  persona  non ho niente da dire  e  spero  che  le  cose
  andranno bene e me lo auguro di cuore.
   Ricordiamoci  che  quando  dai governi  e  dalle  istituzioni  non
  discendono  buon  senso  e  buon  esempio  prima  o  poi  sale   la
  rivoluzione. Fuori c'è tanta gente che piange e che da tutti noi si
  aspetta  un  modesto contributo, un contributo che  noi  non  siamo
  stati capaci, ad oggi, di dare.
   Io  non  chiedo  solo le dimissioni del Presidente della  Regione,
  chiedo le dimissioni di tutti i deputati  Dobbiamo andare di  nuovo
  a  votare perché il fallimento non è solo del Governo ma è di tutte
  le Istituzioni
                   Presidenza del Presidente Cascio

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevole  Presidente  della  Regione,
  signori    Assessori,   onorevoli   colleghi,   abbiamo   ascoltato
  l'intervento del Presidente della Regione, gran parte dedicato alla
  sua vicenda giudiziaria.
   Noi,  rispetto a questo, ribadiamo, ovviamente, massimo  rispetto,
  massima  fiducia sull'operato della Magistratura; non vi è  dubbio,
  comunque, che l'imputazione coatta ordinata dal giudice è un  fatto
  grave che non può che avere conseguenze anche sul piano politico.
   Per  quanto riguarda le valutazioni sull'azione di Governo cui  ha
  fatto  cenno il Presidente della Regione, noi abbiamo già detto  in
  diverse  riunioni  di organismi di Partito che,  indubbiamente,  il
  bilancio  è  luce ed ombre. Avremmo voluto ottenere di  più,  siamo
  convinti che molte cose buone sono state fatte: cito solo la  legge
  elettorale,  così  come potrei parlare di credito  di  imposta,  di
  altre  iniziative sul piano anche sociale, ma mi preme sottolineare
  che gran parte delle cose buone fatte da questo Governo sono dovute
  al   grande  impegno  del  nostro  Partito  e  del  nostro   Gruppo
  all'Assemblea regionale.
   Molte   iniziative  legislative  sono  partite  da  noi.   Abbiamo
  continuato  a dare indicazioni forti al Governo regionale  affinché
  si  affrontasse  l'emergenza  economica e sociale che  travolge  la
  nostra Regione e questi risultati positivi noi li rivendichiamo con
  grande forza e con grande orgoglio.
   Già a giugno scorso, per quanto ci riguardava, si era conclusa  la
  fase  di  transizione del Governo tecnico e avevamo  chiesto,  così
  come  chiediamo  adesso,  le  elezioni  anticipate  per  rilanciare
  l'azione  di  Governo, per tornare alle urne affinché gli  elettori
  siciliani  potessero  chiaramente indicare  il  nuovo  progetto  di
  governo  per  la Sicilia, rilanciando noi la proposta dell'alleanza
  tra  progressisti,  moderati  ed autonomisti  che,  per  quanto  ci
  riguarda,   non  è mai venuta meno e che anche qui, oggi,  vogliamo
  ribadire.
   Abbiamo  allora  avanzato  questa nostra valutazione  politica,  a
  prescindere dalla vicenda giudiziaria che allora si trovava in  una
  fase diversa, perché ritenevamo che ciò servisse alla Sicilia,  che
  fosse  utile  per  la  Sicilia tornare al  voto  per  uscire  dalle
  elezioni   con   una  forte  legittimazione  democratica   rispetto
  all'alleanza  che  noi  proponevamo e  proponiamo.  E  quando  dico
  progressisti, intendo tutti i partiti progressisti, perché questa è
  ed  era  la  nostra  proposta,  non  sempre  facile  ovviamente  da
  realizzare, ma un obiettivo che noi continuiamo a coltivare  e  per
  il   quale  continuiamo  a  lavorare,  un'alleanza  tra   tutti   i
  progressisti moderati e anche il suo partito, onorevole Presidente.
   Credo  che  lei  oggi abbia indicato con chiarezza il  riferimento
  temporale per le elezioni anticipate, parlando del prossimo autunno
  e ciò, ovviamente, ha come presupposto le sue dimissioni.
   Per  questo  non credo che si tratti di barbarie quando  si  parla
  delle  sue  dimissioni,  credo che faccia parte  delle  valutazioni
  politiche  che è doveroso fare nelle attuali condizioni in  cui  ci
  troviamo.
   Non  condivido  però  - e questo voglio sottolinearlo  con  grande
  chiarezza - le sue valutazioni quando lei dice che non è  bene  che
  la    Sicilia   vada   al   voto   per   le   elezioni    regionali
  contemporaneamente  alle elezioni nazionali, perché  non  condivido
  che  sia un male per la Sicilia che ci sia una coerenza di alleanze
  politiche  per  le  elezioni regionali e per le elezioni  politiche
  nazionali.
   Noi  riteniamo  che  le elezioni regionali anticipate  in  autunno
  debbano  esserci  in ogni caso e a prescindere  dal  fatto  che  si
  possano svolgere le politiche nazionali.
   Noi  riteniamo  che  è  bene anche per la nostra  Regione  che  le
  alleanze   politiche  per  le  elezioni  regionali  siano  coerenti
  rispetto  alle  alleanze politiche che, come  Partito  democratico,
  intendiamo e intenderemo stringere anche per le elezioni  politiche
  nazionali.
   Concludo  ribadendo la nostra valutazione politica  che  la  nuova
  fase  politica  che  è necessario che si apra  in  Sicilia  con  le
  elezioni  regionali, per quanto ci riguarda se  ce  ne  saranno  le
  condizioni,  e  ci  auguriamo che ce ne siano e  che  ci  siano  le
  condizioni,  vedano insieme tutte le forze politiche, progressiste,
  moderate,  autonomiste per rilanciare una nuova  fase  politica  in
  grado  di  assicurare alla nostra Regione le riforme e i  necessari
  cambiamenti di cui la nostra Sicilia ha fortemente bisogno.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Maira.  Ne  ha
  facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, so che devo  essere
  sintetico  per  recuperare il tempo assegnato  al Gruppo  e  che  è
  stato ultimamente utilizzato dall'onorevole Cordaro.
   Come  già  più  volte riferito a quest'Aula, mi  iscrivo  a  pieno
  titolo  e senza alcuna vergogna ma anzi con grande convinzione  tra
  coloro  i  quali sono garantisti per convinzione, forse  anche  per
  eccesso.  Questo  lo  dico  perché, noi  del  Gruppo  PID  Cantiere
  Popolare, non vogliamo essere giudici delle vicende giudiziarie del
  presidente Lombardo, non possiamo essere giudici. Va scorporata  la
  politica dai fatti di giustizia, personali e forse anche di Gruppo.
   Altri  in  quest'Aula sono stati, nel passato più o meno  recente,
  giustizialisti convinti.
   Mi  augurerei tanto che i siciliani avessero memoria e, se non  ce
  l'hanno,  provvederemo noi in competizione elettorale a rinfrescare
  la  memoria  perché, a sentire alcuni passaggi degli interventi  di
  oggi,  sembra di sentire altre persone, quelle stesse persone  che,
  per  esempio,  per  la vicenda del presidente Cuffaro  sono  state,
  forse  per fatti meno importanti di quelli ingiustamente addebitati
  al presidente Lombardo, di una violenza inaudita.
   Quelle  stesse  persone che, quando non erano ancora organicamente
  nel  Governo Lombardo, ricordo sono state estremamente violente nei
  confronti di una mozione di sfiducia dell'assessore Armao  e  oggi,
  invece,  sembrano  tutti folgorati sulla via dell'agnellino.  Bene,
  cosi non può essere  Nella vita bisogna essere coerenti in un senso
  o nell'altro: o si è giustizialista  o si è garantisti.
   Io  sono  sempre  per  la  garanzia e  un  accenno  all'intervento
  dell'onorevole Cordaro, perché credo che qualcuno non abbia  voluto
  intendere una cosa chiarissima che ha detto il collega Cordaro, che
  intanto  ha  riferito  tra  virgolette,  perché  così  deve  essere
  interpretato  il  suo intervento, le cose che l'onorevole  Granata,
  riferite  al  ministro Romano, ha detto in Aula  a  Montecitorio  e
  anche  fuori  dall'Aula.  Ed era una sfida  ironica,   forse  anche
  polemica, per marcare la differenza tra chi è garantista sempre che
  è giustizialista a rate.
   La cosa che mi dispiace di più, e lo dico perché già sui vari siti
  gira   un   messaggio:    Le   parole  conclusive   dell'intervento
  dell'onorevole Cordaro sono inquietanti . Credo che la inquietudine
  artatamente  possa essere stata lanciata da quest'Aula  da  qualche
  collega  improvvido  e  mi riferisco alla chiusura  dell'intervento
  dell'onorevole  Cordaro  laddove  ebbe  a  dire  pochi  minuti  fa:
   Presidente  Lombardo, si dimetta  Lo faccia prima che  ci  pensino
  gli  altri  , sia chiaro: gli altri sono la politica  e  il  popolo
  siciliano  e  nessun altro o altri possono essere  fraudolentemente
  intesi in questa dizione.
   Lo  dico  perché  so  quanto  è sensibile,  giustamente,  Raffaele
  Lombardo  ad  allusioni di questo genere, per cui  i  colleghi  che
  hanno  gridato  poc'anzi   E allora, uccidetelo  ,  vadano  a  fare
  teatro   al  Biondo  non  certamente  in  quest'  Aula  perché   in
  quest'Aula,  fino  a prova contraria, noi cerchiamo  di  fare  cose
  serie.

   PRESIDENTE. Onorevole Maira, aveva promesso un intervento ridotto;
  pur tuttavia, se è alla conclusione, concluda.

   MAIRA.  Io volevo soltanto dire che l'onorevole Lombardo dice  che
  vuole scorporare la sua vicenda politica dai fatti giudiziari.  Non
  è  così,  perché nel momento in cui egli aggancia le sue dimissioni
  ad un minuto prima della decisione di un giudice, di fatto aggancia
  la sua decisione politica ad un fatto giudiziario.
   La  Sicilia  ha bisogno di chiarezza perché stiamo perdendo  tutti
  credibilità.  Ci dica con certezza quando l'onorevole  Lombardo  si
  vuole dimettere perché tutti noi abbiamo necessità di capire quello
  che dobbiamo fare.
   Io  ebbi  a dire tre anni fa:  Raffaele fermati   - te lo  ricordi
  questo  inciso?  -   Raffaele fermati, Raffaele fermati  .  Ora  ti
  dico:     Raffaele accelera, Raffaele accelera, Raffaele  accelera,
  per il bene di tutti  .

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino.  Ne  ha
  facoltà.

   D'AGOSTINO.  Signor Presidente, io ho molto apprezzato  le  parole
  del   Presidente della Regione e ho apprezzato anche gli interventi
  che  si sono succeduti anche chi, dalla parte dell'opposizione,  ha
  però  inteso  porre  le  condizioni per  un  ragionamento,  per  un
  dibattito  anche  fra le opposte fazioni, ma che  fosse  improntato
  alla  costruzione  di  un processo politico che  in  avvenire  deve
  ritrovarsi  la  Sicilia  per  evitare,  al  solito,  di  essere  in
  quest'Aula  autoreferenziale.
   Ho  apprezzato  meno  chi  ha  preferito  ergersi  a  giudice,   a
  inquisitore,   a   moralista  di  maniera,  a  tribuno,   anche   a
  predicatore.
   Tutto  questo  non  fa onore a quest'Aula e non fa  onore  neppure
  all'efficacia  di questo dibattito perché nessuno  deve  provare  a
  giudicare  prima  del  tempo. Si tratta come  abbiamo  visto,  come
  abbiamo  letto sui giornali in questi anni, e ne abbiamo  letto  di
  tutti i colori, di questioni delicate, di questioni complicate dove
  le generalizzazioni, le banalizzazioni non sono ammesse; certamente
  non  sono  ammesse in quest'Aula, possono essere ammesse  in  altre
  sedi, non in quest'Aula.
   Sia, dunque, la politica un po' più accorta, così come deve essere
  più  accorta anche la stampa su questa materia considerato  che  la
  stessa Magistratura catanese su questa vicenda è apparsa  divisa in
  maniera lacerante.
   E  devo  dire  all'onorevole Cordaro che io non  vedo  qual  è  il
  paragone  così  ardito che lui ha provato a fare con  la  questione
  legata  all'ex  ministro  Saverio  Romano,  perché  mi  è  sembrato
  assolutamente fuori luogo, mi è sembrato fuori tempo. Da  un  lato,
  uno  che  non  ha mai minimamente provato a dimettersi,  dall'altro
  invece un Presidente della Regione che viene in Aula e dice che  si
  dimetterà  un  minuto  prima dell'eventuale  giudizio,  addirittura
  anche se questo giudizio dovesse o potesse essere favorevole a lui.
  Il  suo  è  stato  un  intervento senza senso,  di  basso  livello,
  offensivo  anche  per la sua intelligenza che altre  volte   invece
  abbiamo apprezzato; ha tradito un po' di rancore, ci è sembrato più
  ventricolo che onorevole Cordaro.
   Allora,  io mi chiedo, onorevole Presidente della Regione,  perché
  dimettersi?  In uno Stato non garantista, ci mancherebbe  altro  se
  non siamo tutti garantisti, ma in uno Stato di diritto questo non è
  né  un  dovere  e  neppure  un obbligo, anzi  potrebbe  addirittura
  rivelarsi politicamente un errore.
   Altra  cosa  è se il Presidente della Regione decide di dimettersi
  per  difendersi  meglio, forse con un accento un po'  più  egoista,
  cosa  che in passato, questo anche qui al contrario di quanto detto
  prima, il modo di fare che lui non ha utilizzato.
   Io  credo  che il Presidente della Regione lo debba a  se  stesso,
  certamente  alla  sua famiglia, certamente al suo partito  che  ama
  come la sua famiglia. E' una sua scelta, una scelta di egoismo che,
  in qualche modo, va anche apprezzata e va anche tutelata.
   Certo,  non  saremo  noi,  onorevole Presidente,  a  chiederle  le
  dimissioni,  non  le  abbiamo  mai invocate,  non  le  abbiamo  mai
  chieste, anzi le rifuggiamo perché sarebbe stato opportuno che  lei
  avesse  potuto governare ancora un altro anno e completare  il  suo
  mandato. Ma altra cosa è se lei decide ancora una volta di farlo  e
  di   farlo   non   soltanto  per  gli  interessi  suoi   legittimi,
  processuali,  ma  di  farlo per difendere gli interessi  di  questa
  Istituzione,  gli  interessi della Presidenza  della  Regione,  gli
  interessi di questa Assemblea, gli interessi di questi deputati che
  lei  ha  degnamente rappresentato in questi quattro anni di Governo
  regionale.
   Qui  siamo allo snaturamento dei principio statutari, dei principi
  fondamentali   della  stessa  autonomia  siciliana,  della   stessa
  indipendenza della Sicilia dentro l'Italia.
   Allora,  questo  è  un  atto di generosità che  può  anche  essere
  strumentalizzato, come qualcuno ha provato a fare in  quest'Aula  -
  lo  ha  fatto  l'onorevole Ardizzone - con uno sguardo  miope,  con
  delle  vedute  piccole,  ci può stare,  ma  certo  non  può  essere
  disconosciuto come hanno fatto altri, perché il gesto è un gesto di
  grande  dignità,  è un gesto di grande coraggio, è  un  gesto  che,
  appunto, non nasconde alcuna vergogna, tutto il contrario.
   Questa, signor Presidente, non è una sede di tribunale e non  deve
  trasformarsi in una sede di tribunale; noi qui guardiamo agli  atti
  amministrativi e agli atti politici che ne conseguono e dei  quali,
  in  parte,  siamo responsabili. Qui dobbiamo giudicare l'azione  di
  questo Governo in questi quattro anni perché la si può girare  come
  la si vuole, ma è innegabile i risultati conseguiti  con la riforma
  sulla  sanità:  non siamo stati commissariati, abbiamo  risparmiato
  qualche  miliardo  di  euro. Se qualcuno  vuole  contestare   anche
  questi fatti credo che venga molto ma molto complicato.
   Sono  innegabili  i  risultati  sul piano  finanziario  con  tagli
  strutturali e drammatici al bilancio della Regione che con coraggio
  nessuno  aveva osato fare e anzi abbiamo dovuto fare per  colpa  di
  errori  del  passato  enormi,  gravi, probabilmente,  difficilmente
  riparabili.
   E'  stata  importante  la prima riforma di  questo  Governo  sulla
  riorganizzazione  dei  Dipartimenti  che  ha  tagliato   tantissime
  strutture che erano solamente zone d'ombra e di clientela che,  con
  coraggio, sono state tagliate.
   Vogliamo anche ricordare gli interventi coraggiosi sull'energia e,
  quindi, i termovalorizzatori che sono stati bloccati. Anche qui  le
  zone  d'ombra sono ben più delle zone chiare oppure il fotovoltaico
  che è stato preferito allo sviluppo dell'eolico.
   Io  credo  che  tutti  i risultati ottenuti  nel  risparmio  della
  formazione, sulla legge del credito d'imposta, gli interventi e gli
  investimenti  sui comuni e sulle strutture private  che  si  stanno
  realizzando  in  questi mesi e che si sono fatti  in  questi  anni,
  siano assolutamente senza precedenti.
   Altro che ribaltone  Ribaltone di cosa, sul piano politico
   Un Governo che è stato eletto legittimamente dal popolo siciliano,
  che si è confrontato in quest'Aula su un programma e su alcuni temi
  scottanti e che poi non ha visto più dalla sua parte alcuni partiti
  della   cosiddetta  maggioranza  che  avrebbero,   invece,   dovuto
  sostenerlo  nel  percorso  di completamento  di  un  programma,  di
  rafforzamento di un'azione di governo che, davanti a  delle  scelte
  molto coraggiose, molto delicate, molto impopolari, questa parte ha
  preferito defilarsi.
   Dall'altra  parte  ci sono le conseguenze politiche.  Le  elezioni
  anticipate  per  salvare  l'autonomia  politica  della  Sicilia  ed
  evitare la restaurazione in questa regione.
   Noi  abbiamo  la speranza di non dover consegnare  la  Sicilia  al
  vecchio  sistema di potere, di sprechi, di affari poco chiari  che,
  in  maniera  compiuta ed efficace lei, onorevole  Presidente  della
  Regione, è riuscito a sradicare in questi anni.
   Non  rinunciamo neppure a proseguire in un percorso  politico  con
  chi  ci  ha  permesso e ci ha consentito di provare a  cambiare  la
  Sicilia  con rigore e lungimiranza riallacciandoci ad una  proposta
  politica originale, come ha detto prima l'onorevole Cracolici,  che
  è  stata anticipatoria in tutta Italia e che ha, oggi, i meriti che
  ha e che gli vengono obiettivamente riconosciuti da tutti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la cifra politica
  del  dibattito  di  questa  mattina ci dà la  consapevolezza  della
  situazione reale in cui ci troviamo e che da tempo noi denunciamo.
   Il  Presidente  della  Regione, come  del  resto  aveva  fatto  in
  precedenza, questa mattina è venuto in Aula per proclamare  la  sua
  estraneità rispetto ad una serie di accuse che gli vengono mosse.
   A  noi  non interessava questa autodifesa in occasione della prima
  seduta  in  cui il Presidente ha dato comunicazione a quest'Aula  e
  non interessa, a maggior ragione, questa mattina.
   E'  stato già sottolineato da qualcun altro: il problema non è tra
  il  signor Raffaele Lombardo e il Presidente Raffaele Lombardo.  Il
  signor  Raffaele  Lombardo, nella qualità di  cittadino  di  questa
  Repubblica, ha tutto il sacrosanto diritto e in tutte  le  sedi  di
  dimostrare  la sua estraneità, ma non può interessare a  quest'Aula
  l'esito di ciò che avverrà per quanto riguarda l'onorevole Raffaele
  Lombardo, Presidente della Regione siciliana.
   A  noi  non  interessa la vicenda e lo diciamo perché ci crediamo,
  onorevole  Presidente,  lei  è  stato  eletto  dai  siciliani   per
  governare  questa  Regione e, quindi, a  noi  non  può  interessare
  l'esito  di  una  vicenda che è tutta da dimostrare,  ma  interessa
  tantissimo se lei è stato in grado di governare questa Regione,  se
  lei è stato messo nelle condizioni di governare questa Regione,  se
  lei ha raggiunto i risultati per cui si era impegnato di fronte  al
  popolo siciliano al momento delle elezioni.
   Allora  se  facciamo  un'analisi di questi  risultati,  da  questa
  analisi non può che discendere una considerazione: lei ha fallito e
  ha fallito su tutti i campi
   Lei  ha  fallito  perché  è  partito  come  rappresentante  di  un
  movimento  e di un popolo autonomista e tutto ha fatto  tranne  che
  portare avanti le istanze autonomiste.
     Via,  via  gli  atti  del  suo Governo  sono  stati  atti  Roma-
  dipendenti,  via,  via gli atti del suo Governo hanno  testimoniato
  non  tanto  una  rottura  vera con i Governi  nazionali  e  con  le
  decisioni  dei governi nazionali, ma un assoggettamento continuo  a
  decisioni  che  hanno distrutto la nostra terra e le dichiarazioni,
  il  dibattito  di  quest'Aula di stamattina,  alla  fine  ci  fanno
  giungere  ad una considerazione: i nodi sono arrivati al termine  e
  quindi le varie forze politiche che sono state, come dire, complici
  con  lei   nel  tradire il voto dei Siciliani,  il  PD  tradendo  i
  Siciliani che lo avevano collocato all'opposizione e lei tradendo i
  Siciliani  che, a larghissima maggioranza, l'avevano  collocato  in
  maggioranza,  bene,  oggi ognuno cerca, con  le  dichiarazioni  più
  varie   e   variopinte,  di  sbarcarsi,  di  sbarcarsi  dalla   sua
  Presidenza, di chiedere chiarezza.
   Ebbene,  l'unica chiarezza possibile e immaginabile è che si  vada
  subito  davanti  agli  elettori, come avviene  in  qualsiasi  Paese
  democratico.
   Lei, Presidente, si deve dimettere subito, ma non per i fatti  che
  le  vengono contestati, Presidente, non per quei fatti, lei si deve
  dimettere  subito per evitare che ci sia il  Corriere  della  Sera
  che  un  giorno  sì  e un giorno no vada addosso alla  Sicilia  con
  argomenti pretestuosi.
   Lei  si deve dimettere subito per evitare che ci sia il disimpegno
  totale  dei fondi europei come è avvenuto fino adesso. Lei si  deve
  dimettere  subito per evitare che noi andiamo incontro ad ulteriore
  falcidia rispetto ai fondi che abbiamo a disposizione.
   Lei  si  deve dimettere subito perché non è riuscito né a risanare
  il  bilancio e addirittura pare andiamo incontro ad una impugnativa
  così  imponente, così vasta dell'ultima finanziaria da  costringere
  quest'Aula  a  reintervenire in queste ore,  forse  oggi  stesso  o
  domani, per cercare di porre rimedio a quattro anni di disastri.
   Lei  si  deve  dimettere subito, Presidente, perché  non  ha  dato
  nessuna  risposta  a ciò che le veniva affidato  con  il  voto  dei
  siciliani.
   Lei  potrà  avere  anche le attenuanti che  ha  avuto  maggioranze
  variopinte ma, alla fine, Presidente, è stato lei con le sue scelte
  a scegliere questa strada, una strada e dei compagni di strada che,
  come lei ha notato, non hanno esitato e non esitano, per motivi  di
  bottega,  a chiederle di fare ciò che, fino al un mese fa,  non  le
  chiedevano e a dire, oggi, tutto e il contrario di tutto rispetto a
  quello che dicevano.
   Lei  si  deve dimettere subito, Presidente, per mettere la Sicilia
  in  condizione, con un voto libero che dia nuova forza al prestigio
  delle  istituzioni che lei rappresenta e cioè del Governo regionale
  in  una fase difficile, complicata a livello nazionale, europeo  ed
  anche mondiale in cui c'è una contrazione delle risorse imponenti e
  in  cui assistiamo al tentativo, da parte degli Stati membri  della
  Comunità  europea,  di tirare la coperta verso  i  loro  fabbisogni
  lasciando  scoperti  i più deboli e in cui c'è  il  tentativo,  già
  messo  in opera dal Governo nazionale con gli ultimi provvedimenti,
  di  distruggere le Regioni più povere, le Regioni più in difficoltà
  e fra queste c'è, certamente, la Sicilia.
   Noi  abbiamo da dare risposte ed anche risposte pesanti a 22  mila
  precari  nel  mondo dei Comuni e forse anche ad  altri  30-35  mila
  precari  variamente  distribuiti; noi  dobbiamo  dare  risposta  ai
  forestali.
   Per  fare  questo  la  Sicilia ha bisogno di un  Presidente  nella
  pienezza delle sue funzioni, la Sicilia ha bisogno di un Presidente
  rilegittimato da un voto popolare.
   Solo   un  Presidente  rilegittimato  da  un  voto  popolare  avrà
  l'autorevolezza di andare a Roma e trattare da pari a pari  perché,
  altrimenti,  saremo  spazzati  via;  altro  che  tavoli  permanenti
  durante  i  quali discutere cosa avverrà dei fondi  destinati  alla
  Sicilia  L'abbiamo già visto.
   Noi perdiamo i Fondi europei che ci erano stati assegnati e quelli
  che non si riprende l'Europa se li è già ripresi lo Stato ed, entro
  un  anno, se ne riprenderà un'altra quota fondamentale, per  cui  o
  noi  andiamo subito a votare, subito, noi dobbiamo votare a  giugno
  per  fare  in  modo che con un nuovo Governo e un nuovo  Presidente
  legittimato  si  possa fare una battaglia vera non  per  salvare  i
  partiti  politici ma per salvare i siciliani che stanno morendo  di
  fame,  per salvare i precari, per salvare le imprese che non  hanno
  più  lavoro  perché non ci sono più bandi, perché non ci  sono  più
  appalti, perché non circolano più risorse.
   Al  voto  subito, ma non tanto per i motivi che sono stati addotti
  un  po' da tutti qui e anche da lei, e cioè i fatti giudiziari; lei
  ha  il  diritto di difendersi - e concludo, Presidente - e ha tutto
  il sostegno, anche da parte nostra, a difendersi, lei ha un dovere:
  non  essere  più qui ricattato dalle richieste di questo  piuttosto
  che  di quell'altra fazione politica che pensano di lucrare qualche
  posticino di sotto Governo in questa fine dell'Impero.
   Quindi chiarezza, dimissioni subito e al voto a giugno.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.   Signor   Presidente,  signor  Presidente  della   Regione,
  onorevoli colleghi, credo che tutti condividiamo un punto di questa
  discussione  di oggi; capisco che può essere anche pesante  la  mia
  definizione   che  dovremmo  evitare  doppiezze,   massimalismi   e
  dovremmo,  soprattutto, avere memoria meno corta di quella  che  ho
  sentito esprimere qui e voglio, in pochi minuti, parlare di  questi
  ultimi  12  anni, dove abbiamo visto interpretare  ruoli  di  primo
  piano  da Presidente del Consiglio dei Ministri a Presidente  della
  Regione siciliana, da imputati e non da indagati.
   E  non  mi  rivolgo  solo ai colleghi che hanno cultura  giuridica
  perché  ognuno, qui dentro, sa qual è la sostanziale  differenza  e
  anche  errori di valutazioni, fatti nel passato, che ci hanno visto
  sprecare intere legislature, poi finite in malo modo.
   Questa è la prima questione su cui dovremmo riflettere con estrema
  serietà senza farci tentare dalla demagogia, senza strumentalizzare
  e  pensando che ogni atto che noi facciamo, evidentemente, rispetto
  agli  anni  che ci stanno davanti  sono atti molto delicati,  anche
  decidere un'elezione anticipata è un atto estremamente delicato.
   A  me  sembra  invece che qualcuno la dà già per  acquisita  e  si
  tratta  di  dire semplicemente quando, come e con chi. A me  sembra
  così  ovvio  e  scontato il fatto che ognuno  discuta  rispetto  ad
  un'ipotesi  di  elezione anticipata quando, come  e  con  chi,  che
  vorrei   tralasciare  questo  aspetto  e  vorrei   riferirmi   alle
  comunicazioni che ha fatto il Presidente della Regione.
   Perché  ha  fatto  uno sforzo in termini di onestà  intellettuale?
  Uno:  massimo rispetto della Magistratura, inquirente e giudicante,
  nessun  complotto. C'è una differenza rispetto a  questi  anni  che
  dobbiamo  saper  cogliere in un modo o in un altro  e  ritengo  con
  estrema obiettività se ci riusciamo.
   Seconda questione: ho sentito parlare di sensibilità e opportunità
  politica. E' quella stessa sensibilità ed opportunità politica  che
  vorrei  ricordare  ai  colleghi, soprattutto del  PID,  abbiamo  da
  questo  podio  espresso  quando si è trattato  di  discutere  della
  mozione di sfiducia all'onorevole Presidente della Regione,  allora
  Totò Cuffaro.
   Nessuno  di  noi  fece confusione fra garantismo  e,  soprattutto,
  nessuno  di noi ha mai interpretato quel giustizialismo che  alcuni
  colleghi hanno invece tratteggiato e me ne dispiace.
   Sono  atti  parlamentari,  chiunque  può  andare  a  rileggere   e
  sicuramente   intuirà,  capirà  leggendo  che   la   differenza   è
  sostanziale.
   Ricordo  quel dibattito, fu un dibattito sulla mozione di sfiducia
  estremamente  attento  agli elementi caratterizzanti  della  nostra
  democrazia  e  del nostro Stato di diritto. Fu una scelta  politica
  fatta  dal  gruppo del Partito Democratico, non fu  altro,  nessuno
  attaccò a testa bassa introducendo elementi di giustizialismo  così
  come  si possono andare a leggere gli atti alla Camera dei Deputati
  e al Senato della Repubblica sulla vicenda romana.
   E'  di  merito che dobbiamo parlare perché è ovvio che si è aperta
  la  campagna elettorale, ma questo non è luogo dove si debbono fare
  comizi, questo è luogo dove deve esserci, evidentemente, uno sforzo
  da  parte  di  tutti per un confronto serio sulle cose che  abbiamo
  ascoltato.
   Io  ho  detto che si tratta di uno sforzo di onestà intellettuale,
  potrei  andare  oltre aggiungendo che, guardate, in questo  momento
  parlare  che  è  opportuno  politicamente  dimettersi  rispetto  ad
  un'imputazione  coatta  è  una novità, volenti  o  nolenti,  è  una
  novità.
   Non mi pare che in giro in questo momento in Italia e non solo,  a
  livello  anche regionale e, perché no, ampliamolo a tutti i  luoghi
  in  cui si esercita la sana e buona politica, si sta discutendo  di
  opportunità   politica.,  si  sta  solo  discutendo  quando   siamo
  costretti a dimetterci, perché non si può fare a meno di presentare
  le dimissioni.
   Qua  si  sta discutendo di altro. Si sta discutendo se è opportuno
  che   un  Presidente  della  Regione  leghi  il  suo  destino,  che
  chiaramente  ognuno di noi spera che sia un destino di  assoluzione
  come  si  diceva  una volta  a formula piena , ora non  saprei,  il
  nuovo   codice   forse  utilizza  qualche  altra   definizione   e,
  soprattutto, nessuno sta comunque scomodando quelli che sono alcuni
  elementi  sostanziali e indispensabili del nostro stato di diritto.
  Guardate,   mi   auguro  che  il  Gup  scriva   una   sentenza   di
  archiviazione,  ma nel contempo capisco cosa significa  imputazione
  coatta e capisco che anticipare quel giudizio, secondo me, dovrebbe
  essere un fatto che politicamente dovrebbe vederci tutti più sereni
  anche  nel  confronto rispetto alle questioni  legate  a  future  o
  attuali  coalizioni o future o attuali maggioranze che  sosterranno
  il   Presidente  della  Regione,  chiunque  sarà  eletto.   Invece,
  confondiamo i due piani.
   Noi,  oggi,  chiamati a discutere su comunicazioni del  Presidente
  della  Regione  che sapevamo che, evidentemente,  erano  imperniate
  sulla   sua   vicenda  personale,  stiamo  facendo  una  confusione
  terribile tanto da rendere questo dibattito meno importante di come
  poteva essere.
   Noi  vogliamo  discutere di quello che è  stato  fatto  in  questi
  quattro anni, cosa è successo? Si vada ad una altra seduta, si  dia
  ad  ognuno di noi la possibilità di esprimere quanto è accaduto  in
  questa terra, si dia ad ognuno di noi la possibilità di dire quello
  che   è  accaduto  due  anni  e  qualche  mese  fa.  Si  parli  dei
  termovalorizzatori dei rifiuti, si parli di piani  di  rientro,  si
  parli  del  perché  della rottura, si parli del perché  sono  state
  fatte  alcune  scelte coraggiose anche da parte nostra  rispetto  a
  quanto  stava  arrivando  da  oltre Oceano,  ma  che  sapevamo  che
  sbarcava in Europa con quelli che erano effetti devastanti.
   Oggi  si  parla di finanza regionale, si dimentica  quello  che  è
  accaduto  in questi dodici, quindici anni, si dimentica la  finanza
  creativa  di un tempo, si dimentica che tutto ciò veniva fatto  con
  estrema superficialità e con disattenzione da parte degli organi di
  controllo. Questo ce lo dobbiamo dire con estrema fermezza
   Risanamento:  oggi  è  quasi necessario, da  un  lato,  e  volontà
  politica,  dall'altro lato, perchè è chiaro che  eravamo  sull'orlo
  del  baratro  E sull'orlo del baratro non c'è la Regione siciliana,
  c'è l'Italia  con tutto ciò che ne consegue, ne discende rispetto a
  quelle  che  sono anche le funzioni delegate che può  svolgere  una
  Regione non solo come la nostra.
   Allora,  vedete,  sono  molto deluso da questo  dibattito,  signor
  Presidente,  perché dalle comunicazioni a quello che  ne  è  venuto
  fuori  è  tutt'altra  cosa. Oggi bisognava  esprimere  senso  delle
  istituzioni,  obiettività,  serietà,  non  anticipare  la  campagna
  elettorale che faremo nelle piazze e nei luoghi dove è evidente che
  ognuno di noi farà tutto quello che è giusto fare.
   Oggi  dovevamo  concentrarci e fare uno sforzo per avere  maggiore
  senso di ciò che sta accadendo e sta accadendo in Sicilia, volete o
  non  volete,  lo dico in particolar modo ad alcuni colleghi,  anche
  qui una novità: si decide di andare ad elezioni anticipate rispetto
  ad  opportunità  politica,  altro che  garantismo,  giustizialismo,
  confusione, ognuno piega le cose come vuole.
   Questo  non fa onore a tutti noi. Fa onore a tutti noi parlare  di
  merito, sapere cosa realmente in questo momento c'è da fare  e  c'è
  da fare un'altra cosa, onorevole Presidente della Regione, che lei,
  secondo  me,  deve  gridare,  su  questa  benedetta  spesa  europea
  rispetto  ai ritardi: i rischi, oggi, ancora ci sono, ma che  siamo
  nella fase di overbooking lo dobbiamo anche dire e dobbiamo esserne
  fieri  tutti, non solo il Governo di questa Regione o  coloro  che,
  bene o male, hanno fatto qualcosa come tanti di noi, per evitare di
  accumulare ancora ritardi che sono soprattutto figli di  una  certa
  fase.  E lì che si va, evidentemente, anche ad identificare o  meno
  una  classe  dirigente credibile o che può avere  una  prospettiva.
  Tutto il resto, scusatemi, non mi pare che, tutto sommato, fa onore
  a questo Parlamento.
   Capisco  che,  da  questo punto di vista, sto  esprimendo,  quasi,
  concetti supponenti, ma mi permetto di concludere in un modo: penso
  che  nella  mente  di  ognuno  di noi c'è  comunque  come  antidoto
  all'antipolitica  volgare la sana e buona  politica  e  di  questo,
  tutto sommato, ne possiamo essere, da questo punto di vista, un po'
  più fieri tutti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Musotto.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSOTTO.  Signor  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  onorevoli colleghi, signori Assessori presenti, devo dire che  sono
  un convinto sostenitore e assertore del primato della politica.
   La  politica, soprattutto in un regime democratico, è  il  momento
  maggiore, il livello maggiore di dibattito, di sintesi ma anche  di
  interpretazione di ciò che avviene attorno a noi e nella società.
   Oggi ne abbiamo avuto una dimostrazione, si possono condividere  o
  meno  alcuni  interventi, ma certamente abbiamo  avuto  una  grande
  dimostrazione  da parte del Presidente della Regione  che  non  era
  obbligato  a  fare  questo passaggio in Aula, di  comunicazione  su
  fatti  -  diciamocelo  chiaramente - che da  due  anni  ci  vengono
  ammanniti   se   non  proprio  quotidianamente,  con   periodicità,
  attraverso  i  giornali,  attraverso interventi,  attraverso  altri
  momenti di informazione in cui si dicono sempre le stesse cose.
   Il  Presidente della Regione, oggi, non ha citato il  momento  che
  noi viviamo nel mondo giudiziario che è quello dell'interpretazione
  giuridica di questi fatti, le amicizie, i rapporti.
   Un  momento  in cui, ieri, sono state depositate delle motivazioni
  non  già  di  un tribunale ma della Corte suprema di Cassazione  di
  comportamenti  che certamente sono distanti da quelli  che  vengono
  attribuiti  al nostro Presidente della Regione, dove  si  parla  di
  mediazione,  di rapporti costanti, continui ma che in  nessun  modo
  tale   condotta   può   configurare   il   concorso   esterno   con
  l'associazione mafiosa.
   Un  momento di evoluzione giurisprudenziale che certamente libera,
  assolutamente, il Presidente della Regione rispetto  ai  fatti  che
  gli vengono contestati che oggi ha voluto sottolineare.
   Non  una  condotta specifica, non un favore, non un finanziamento,
  non  un appalto favorito e vinto dalla criminalità organizzata, non
  delle   condotte   che  abbiano  finalizzato  e   legittimato   dei
  comportamenti    criminali,    nessun    vantaggio     da     parte
  dell'associazione criminosa  Cosa nostra' rispetto all'operato  del
  Presidente  della  Regione e di tutti gli  Assessori  della  Giunta
  Lombardo.
   Non si tratta certamente di indagini superficiali oppure che hanno
  ad  attenzione  un arco di tempo limitato ma sono anni  e  anni  di
  attenzione   meticolosa,   compiuta   da   detective   di    grande
  professionalità, da corpi speciali della Guardia  di  finanza,  dei
  Carabinieri e della Polizia di Stato.
   Nulla di tutto questo se non le solite cose: amico, conosce, si  è
  visto,  eccetera, con una sottolineatura che è stata  fatta  e  che
  deve  essere  rilevata che è quella della millanteria da  parte  di
  coloro  i  quali svolgono attività criminose, attività illegali  di
  volere  millantare  amicizie, di volere fare capire  che  si  hanno
  agganci particolari all'interno della politica.
   Devo  dire  -  e  mi dispiace - non voglio mai parlare  della  mia
  esperienza  personale ma soltanto chi è passato  attraverso  questo
   tritacarne'  può capire, e ne è uscito assolutamente indenne  dopo
  anni e anni, quale disagio si avverta.
   L'altro   ieri   su  un  giornale  leggevo  che  uno  di   questi,
  innumerevoli,  pentiti, per dire il peggio di  un  certo  individuo
  diceva    è  anche  amico  di  Ciccio  Musotto',  quasi  a   volere
  significare  che  si toccava il fondo, e questo  a  cui  si  faceva
  riferimento non era amico mio.
   E da questa affermazione, ben si comprende, si potrebbe costruire,
  cosa gli abbia fatto, eccetera.
   Devo  dire,  tranne un intervento - e mi dispiace -  dell'amico  e
  collega Cordaro, si sono sentiti soltanto degli interventi politici
  che possono essere condivisi o meno.
   Ricordo un altro episodio e poi non parlerò più di me: quando il 4
  ottobre 1995 mi trovavo nella splendida Basilica di San Francesco -
  chi  è di Palermo la conosce -  e c'era un concerto di musica sacra
  promosso  dalla  Provincia  regionale di  Palermo,  io  ero  seduto
  accanto  a  un  personaggio straordinario che era il  Cardinale  di
  Palermo, Salvatore Pappalardo, che mi diceva:   Presidente  ma  che
  si  dice?   ed io gli rispondevo  Eminenza, purtroppo l'unica  cosa
  che si dice è che da qui a giorni mi dovranno arrestare .
   Il  Cardinale  Pappalardo mi disse una frase  straordinaria   Caro
  Presidente,   purtroppo  nel  mondo  giudiziario  palermitano   c'è
  qualcuno  che  si sente come Torquemada  e, dopo una  breve  pausa,
  riprese  Ma Torquemada era Torquemada, si affidi a Dio , un  minimo
  di solidarietà umana.
   Purtroppo,  io  mi  rendo  conto che molta  gente  oggi  si  sente
  Torquemada,   cioè   questa  santa  inquisizione,   giustizialisti,
  garantisti, posso dire banalità.
   Ognuno  di  noi, all'interno della nostra coscienza  di  cittadini
  abbiamo un metro per giudicare che è la giustizia, vorremmo che  la
  giustizia  fosse una giustizia applicata nel miglior modo possibile
  e  soprattutto che non venisse travolta gente innocente rispetto  a
  questo  metodo accusatorio, calunniatorio che, purtroppo,  è  stato
  strumento   per  arrestare,  distruggere  vite  umane  in   maniera
  ingiusta.
   Poi  andiamo a quella che è la politica. Oggi il Presidente  della
  Regione  è  venuto  a  dirci: anticipiamo ad  ottobre  le  elezioni
  regionali. Posso dire una cosa?
   E'   un  problema  suo,  è  una  sua  scelta;  è  una  scelta  che
  politicamente il Presidente della Regione ha fatto e fa  ma  è  una
  scelta  che  nessuno  di  noi gli chiede, perché  se  gli  dobbiamo
  chiedere  di dimettersi, di andarsene a casa perché il Governo  non
  ha  funzionato,  non ha dato risposte, non ha dato soprattutto  una
  svolta a quella che è la politica regionale siciliana allora c'è un
  metodo  che è la mozione di sfiducia in cui si discute  ciò  che  è
  stato  fatto  o  che non è stato fatto, bene o male,  poi  sarà  il
  dibattito,   saranno  le  valutazione  dei  partiti,   saranno   le
  valutazioni dei singoli deputati a farle quindi con una conclusione
  a maggioranza o no, che se ne vada a casa ed andiamo immediatamente
  alle elezioni.
   Io  pensavo,  tempo fa riflettevo con l'onorevole  D'Agostino,  se
  oggi  il  Presidente della Regione fosse venuto a dire:  Domani  mi
  dimetto ,   gli avremmo detto  Presidente, non lasci la Sicilia  in
  una  situazione drammatica. Presidente non lo può fare,  perché  ci
  lascia   la Sicilia senza risposte. E' un atto di viltà, è un  atto
  di vigliaccheria .
   Oggi  che  il Presidente è venuto a dirci quelle che sono  le  sue
  considerazioni  politiche,  che vuole anticipare  assolutamente  le
  elezioni  regionali rispetto a quelle nazionali, invece,  tutto  il
  resto.
   Quindi, per concludere vorrei sottolineare una cosa: il Presidente
  è  venuto oggi in quest'Aula con grande dignità, se un atto gli  si
  può sottolineare - e lo faccio da un punto di vista umano, al di là
  della  politica  rispetto a vicende che, purtroppo,  molti  di  noi
  hanno  dovuto  attraversare - a dire delle cose  anche  con  grande
  distacco, senza fare riferimento alcuno, ripeto, a quelle che  sono
  le  novelle  della Corte Superiore di Cassazione  che  rispetto  ai
  fatti  che  gli  vengono contestati a lui,  che  addirittura  hanno
  determinato  una  motivazione e una richiesta di  archiviazione  da
  parte  della Procura cioè dall'accusatore, dal Pubblico  Ministero,
  che  ha  detto  di archiviare, mentre il  Gip  ha  detto  una  cosa
  completamente diversa, non è venuto qui a millantare, ha fatto  una
  scelta, delle valutazioni politiche che poi sono state - devo  dire
  con  grande furbizia - condivise e sottolineate dal Gruppo  del  PD
  che  è venuto qui a levare qualsiasi argomento di discussione e  di
  scontro  frontale nel momento in cui ha detto andiamo alle elezioni
  e guardiamo avanti.
   Un  augurio  che  tutti  noi dobbiamo fare  è  che  questo  nostro
  dibattito  oggi  possa  realmente servire a costruire  un  panorama
  politico  che  sia  realmente favorevole per  costruire  una  nuova
  Sicilia, una nuova Regione siciliana, un nuovo Governo che  sia  in
  grado  di  dare delle risposte alle drammatiche aspettative  ed  ai
  problemi della nostra Regione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Bonomo.  Ne  ha
  facoltà.

   BONOMO.  Signor  Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi, le mie riflessioni si possono sintetizzare  in
  due parole chiare e semplici: solidarietà e fiducia.
   Solidarietà  all'uomo Raffaele Lombardo perché dell'uomo  Raffaele
  Lombardo i colleghi del Movimento popolare siciliano, insieme a me,
  hanno potuto apprezzare, in questi anni, sicuramente lo spirito  di
  abnegazione, di sacrificio, lo spirito con cui ha messo la  Sicilia
  e i siciliani avanti a sé stesso e alla sua famiglia.
   A  me  piace parlare di lui come un uomo che lavora venti  ore  al
  giorno  e  quando i miei amici a volte mi dicono:   ma  vi  sentite
  all'una di notte  ,  vi sentite alle quattro del mattino  ,  quello
  per  me  è  l'onore  di un uomo che in questi anni,  da  quando  lo
  conosco,  ha anteposto la sua stessa vita, la sua stessa  vita  per
  l'interesse della Sicilia.
   Bene,  a  quell'uomo  va  la  totale e  assoluta  solidarietà  del
  Movimento   popolare  siciliano,  dei  miei  amici  e  dei   nostri
  molteplici  sostenitori.  Onorevole  Presidente  della  Regione  ti
  rinnoviamo  la nostra stima assoluta sapendo che hai  ereditato  un
  pesantissimo fardello sulle tue spalle.
   Le  nostre  valutazioni  non possono non riportarci  indietro  nel
  tempo, a quel Documento di programmazione economico-finanziaria  da
  cui ebbe inizio una nuova svolta per il Governo regionale e per  il
  futuro  della  politica  regionale. In effetti,  celato  dietro  le
  quinte,  veniva  fuori,  in  maniera  veemente,  lo  scandalo   dei
  termovalorizzatori.
   Vorrei ricordare a me stesso e a tutti voi che da quel momento, da
  quando  si disse no ad un ulteriore scempio economico, e non  solo,
  per  la  nostra  Regione,  iniziarono una  serie  di  disguidi,  di
  problemi,  una serie di evidenti difficoltà sul piano politico,  ma
  anche  su  altri  livelli;  ma oggi non  voglio  toccare  il  piano
  giudiziario,  non  spetta a me, non è compito  mio,  ma  sul  piano
  politico, cari colleghi, quel momento ha segnato la differenza.
   Sul   no   ai   termovalorizzatori  in  Sicilia  è  iniziata   una
  discontinuità.
   Il  Presidente della Regione è venuto in Aula e ha chiesto, al  di
  là  degli schieramenti di Governo, di maggioranza e di opposizione,
  un sostegno sul nuovo progetto per la nostra Regione che vedeva: a)
  la  riconversione  dei conti pubblici, con tutti  i  sacrifici  che
  questo prevedeva; b) un nuovo modo di portare avanti la politica in
  campo  e finanziario e sanitario; c) la riproposizione di un  nuovo
  modo  di fare formazione. Bene, onorevole Presidente della Regione,
  su  quei temi hai avuto e hai il nostro sostegno assoluto; su  quei
  temi noi siamo pronti a seguirti fino a fine di questa legislatura,
  qualsiasi  sia la condizione politica che la dovrà determinare,  ma
  soprattutto  siamo pronti come Movimento popolare  siciliano,  come
  Movimento  che  si  spinge oltre all'idea dell'autonomia,  quasi  a
  toccare l'idea della secessione, ad andare avanti insieme a te, con
  i  nostri sostenitori, per ridisegnare un nuovo volto nella  nostra
  Terra.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza Nicola. Ne ha
  facoltà.

   LEANZA  NICOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  poco  fa,
  dopo l'intervento dell'onorevole Oddo e dell'onorevole Musetto,  ho
  avuto  la  tentazione  di rinunciare perché  condividevo  in  pieno
  quanto  detto da loro,  i due colleghi avevano completato  ciò  che
  volevo dire e l'intervento che volevo fare.
   Ha  detto bene l'onorevole Oddo, e lo ribadisco, l'intervento  del
  Presidente Lombardo oggi è stato un intervento di altissimo livello
  politico,  di grandissima dignità personale e, soprattutto,  se  mi
  consentite, ha dimostrato ancora una volta di essere avanti,  molto
  più avanti degli altri.
   Nessuno  poteva  pretendere le dimissioni per  quello  che  gli  è
  successo,  certamente ha anticipato tutti, anche gli esponenti  del
  suo  partito, perché ancora una volta ha voluto dimostrare  che  le
  Istituzioni, regionale o provinciale, ovunque esso sia stato,  sono
  venuti prima di ogni cosa; le Istituzioni prima di tutto.
   Stamattina ci aspettavamo che questo gesto venisse apprezzato, per
  carità  poi  su  livello  politico,  diceva  bene  Musotto,   sulla
  contrapposizione  politica, perché no legislativa,  c'è  tempo  per
  discuterne e c'è tempo per discuterne in un'altra occasione, se  il
  Presidente lo desidera anche in un'altra seduta, ma quello di  oggi
  era un intervento che dava la statura del Presidente Lombardo e che
  dimostra  ancora una volta che le Istituzioni vanno  rispettate,  e
  lui lo ha fatto.
   Lo  ha  fatto  con  coraggio,  con determinazione,  io  direi  con
  ostinazione   a  voler  ribadire  ancora  una  volta  una   fiducia
  illimitata nei confronti della Magistratura e dei magistrati, e  lo
  ha  fatto,   come  è solito fare, con coraggio, con  coerenza,  con
  serietà, con sobrietà.
     Noi  rispettiamo  questa  decisione,   Presidente  Lombardo,  la
  rispettiamo  e  siamo convinti che i fatti ti daranno  ragione,  ma
  questa  decisione  ci fa soffrire perché questo Governo  merita  di
  essere  ricordato per quello che ha fatto, per le azioni e  per  le
  leggi che ha messo su e per tutto quanto ha attivato in ogni campo,
  luci ed ombre. Ma siamo in presenza di una crisi mondiale, siamo in
  presenza  di  qualcosa di straordinario, siamo in  presenza  di  un
  Governo Monti in cui i cittadini piangono lacrime  e sangue e  dove
  la  Regione  siciliana, come è stato ben detto poco fa,  ha  dovuto
  pagare  ben  due  miliardi  di  euro in  due  manovre  dei  governi
  nazionali,  ben  due miliardi di euro, e lo sappiamo  perfettamente
  visto  l'ultima legge  finanziaria e l'ultimo disegno di legge  sul
  bilancio  che  abbiamo  dovuto approvare e dove,  nostro  malgrado,
  abbiamo dovuto costringere i siciliani  a tagli che non erano nelle
  intenzioni di nessuno in questa Assemblea.
   Dal  29  marzo 2010 è cambiata gran parte della storia  di  questa
  legislatura,  e  questo ci dispiace enormemente,  ma  è  giusta  la
  scelta del Presidente Lombardo perché  la cosa peggiore che si  può
  fare  in questo momento, come diceva il capogruppo Cracolici, è  il
  galleggiamento o, peggio ancora, il logoramento. Solo  una  persona
  forte  negli  ultimi  due  anni ha potuto resistere  a  quello  che
  abbiamo  visto, non è tipo che molla; noi ci presenteremo a  questo
  appuntamento con le carte in regola, con la coscienza a  posto,  ma
  convinti di aver fatto gran parte del nostro dovere.
   Ho  la  sensazione  paradossale che a non volere  queste  elezioni
  siano  le  persone  o le forze politiche che  da  mesi  e  mesi  ci
  chiedono  di fare le elezioni. Sanno perfettamente che fra  quattro
  o cinque mesi si voterà e che il responso tornerà agli elettori.
   Io mi auguro che gli elettori valuteranno con consapevolezza tutto
  ciò  che è stato fatto  ed è giusto, assolutamente giusto,  che  in
  questi  pochi  mesi   che ancora rimangono, prima  delle  eventuali
  dimissioni,   il  Governo  faccia  un  ultimo  sforzo,   Presidente
  Lombardo,  un grande sforzo di comunicazione, dire chiaramente  ciò
  che  è  stato fatto, ciò che si poteva fare e ciò che non  è  stato
  fatto.
   Si  metta  a  punto,  una volta per tutte, una  grande  operazione
  verità,  si chieda e si definisca nei minimi dettagli le  tante  ed
  importanti  iniziative che questo Governo ancora deve completare  e
  deve portare a termine, a partire, mi auguro, dalla spesa dei Fondi
  europei.
   C'è  un  overbooking,  diceva poco fa  l'onorevole  Oddo,  di  cui
  dovremmo essere contenti, non scontenti, ma dobbiamo fare  in  modo
  che  queste  risorse vengano spese, che possano essere  riaperti  i
  cantieri  e possano, una volta per tutte, essere messa sul  mercato
  tutta questa liquidità.
   Io  devo  dire  che oggi sono amareggiato, sono - se mi  consenti,
  caro Presidente della Regione - commosso ed emozionato perché non è
  stata  una  decisione  facile e, come al  solito,  nelle  decisioni
  importanti te ne assumi tutta la responsabilità.
   Noi   seguiremo,  accetteremo  questa  tua  impostazione   sapendo
  perfettamente   che  è la prima volta che qualcuno  si  dimette  da
  Presidente  della Regione, da un incarico assolutamente prestigioso
  e importante senza aspettare il rinvio a giudizio.
   In questo momento partiti importantissimi, governatori, Presidenti
  di  Regioni, intere Regioni sono toccati da scandali di una gravità
  enorme e nessuno sente il bisogno no di dare le dimissioni, neanche
  di spiegare cosa sta succedendo.
   Oggi  è  una  pagina  importante, mi auguro  assolutamente  che  i
  siciliani  capiscano un gesto così serio, responsabile,  certamente
  fuori dal comune che il Presidente Lombardo ha preannunciato e  che
  farà.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, volevo informarvi che  è  arrivata
  da  pochi  minuti una robusta impugnativa da parte del  Commissario
  dello  Stato sul disegno di legge di bilancio, in virtù della quale
  saremo  costretti a tornare in Aula per il riesame e credo  che  in
  questa  occasione  non  basterà, come è avvenuto  nel  passato,  un
  semplice  ordine del giorno per promulgare la legge senza le  parti
  impugnate.
   Saremo   costretti  a  convocare  l'Aula,  non  so  se  per   oggi
  pomeriggio,  gli uffici stanno studiando insieme al  Governo  cosa,
  dell'impalcatura  strutturale  del bilancio  della  Regione,  viene
  messo  in  discussione. Spero di avere qualche novità nel  giro  di
  alcuni minuti.
   Tra  oggi  e  domani pomeriggio, dovremo tornare  a  riunirci  per
  consentire la pubblicazione e la promulgazione, alla fine di questo
  mese, del disegno di legge di bilancio.
   Sospendo la seduta in attesa del Presidente della Regione.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.46, riprende alle ore 13.47)

  Seguito della discussione sulle comunicazioni del Presidente della
                                Regione

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Leontini.  Ne  ha
  facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  oggi  abbiamo
  preso  atto  di  una  novità  nelle  comunicazioni  del  Presidente
  Lombardo e nell'argomentazione utilizzata sulle vicende giudiziarie
  occorse. La novità risiede nel fatto che, tra il 13 aprile  2010  e
  la  data odierna, si è dissolta la tesi del complotto al quale  una
  molteplicità   di  poteri  mediatici,  investigativi,   giudiziari,
  politici  avrebbero partecipato. Si è dissolta perché si  è  dovuto
  prendere atto, invece, di un'iniziativa ben precisa, circostanziata
  da  parte  di  un ufficio giudiziario che, in uno con l'imputazione
  coatta, ha inoltrato la richiesta di rinvio a giudizio.
   Quindi, una novità oggettiva rispetto alla quale quello che oggi è
  accaduto  non  è  eleganza politica ed istituzionale,  è  anch'essa
  presa  d'atto  coatta  di  una  vicenda  rispetto  alla  quale   le
  argomentazioni difensive si sono dissolte.
   Diceva il Presidente Lombardo il 13 aprile 2010:  qualora ci fosse
  una  mezza  iniziativa giudiziaria a me riferita, io staccherei  la
  spina  immediatamente , aggiungeva che non  c'era,  ma  che  c'era,
  invece,  un  complotto mediatico per il quale  alcuni  ambienti  si
  erano preoccupati di organizzare la canea .
   Non  era  così, aveva torto, per altro c'erano  state anche  delle
  sbavature di carattere giudiziario di altra natura con querele  per
  diffamazione eccetera.
   Il  de  profundis  cantato  oggi dall'onorevole  Cracolici  ed  il
  necrologio  politico che, a seguito del de profundis dell'onorevole
  Cracolici, ha pronunciato l'onorevole Leanza, sono una presa d'atto
  coatta  della oggettiva novità che si è determinata nella  politica
  regionale.
    L'apparire  è  più  importante  dell'essere  in  politica    dice
  l'onorevole  Cracolici,  ecco  perché  improvvisamente,  Presidente
  Cascio,  si  suggeriscono  le  dimissioni  e  le  consultazioni  ad
  ottobre,  perché altrimenti mi dovreste spiegare da quale Protagora
  o  da  quale Gorgia di Leontini potrebbe venire mai il suggerimento
  sofistico che la giornata odierna, che lascia insoddisfatti  alcuni
  colleghi, si caratterizza per una sorta di insensibilità a ciò  che
  il contenuto delle dichiarazioni di Raffaele Lombardo sprigiona.
   Me  lo dovreste spiegare, per quale motivo una  maggioranza ed  un
  Governo,  che sono sorti contro le elezioni, decidono di  andarsene
  prima  delle  elezioni  e  tutto  questo  è  eleganza  politica  ed
  istituzionale   Tutto questo è garbo  Tutto questo  è  adesione  ai
  bisogni dei siciliani
   Siete  sorti contro la volontà popolare, ve ne state andando prima
  della consultazione popolare perché la patologia ha avuto la meglio
  sulla  fisiologia,  perché  il negativo  ha  avuto  la  meglio  sul
  positivo, perché non si decide che le elezioni anticipate siano  un
  fatto  positivo così per garbo ed eleganza politica  Era  la  prima
  volta che ascoltavo argomentazioni di questo tipo.
   Sono insoddisfatto io per il contenuto ed il livello del dibattito
  da parte dei colleghi che hanno voluto sostenere queste tesi.
   Il  collega D'Agostino si è distratto ed ha attribuito al  collega
  Cordaro,  che  molto elegantemente non ha parlato  con  le  proprie
  parole,  parole dell'onorevole Granata e l'onorevole D'Agostino  si
  è  scandalizzato perché erano troppo dure, ma erano troppo dure  le
  parole  di  Granata allora e  l'onorevole Cordaro le ha  citate  al
  contrario.
   Per dire, la situazione è speculare, adesso come la mettete?
   Non  erano  parole sue, erano parole di Granata e  questi  oggi  è
  vostro alleato.
   Bene,  la  situazione  per la quale si va incontro  alle  elezioni
  anticipate è il disastro.
   Stamattina  i  colleghi,  ascoltando gli interventi,  apprendevano
  contestualmente  la  notizia  che il Presidente  dell'Assemblea  ha
  ufficializzato: la falcidie della legge finanziaria e di  bilancio,
  ottanta  commi, soprattutto le entrate. Un disastro, uno sterminio,
  è stato messo in discussione persino il ricorso al mercato e quando
  noi  dicevamo che le entrate erano destituite di fondamento avevamo
  ragione,  avevamo  chiesto e richiesto  che  si  mettesse  mano  ad
  un'operazione  di risanamento alla quale nessuno ha voluto  mettere
  mano.
   Il  collega  Cracolici ha utilizzato due definizioni:   Il  nostro
  progetto  riformista ed autonomista, dovrà, attraverso le elezioni,
  rilanciarsi nel futuro .
   Correggiamo: il vostro progetto ribaltonista e trasformista  dalla
  consultazione elettorale troverà la verifica negativa che merita e,
  sicuramente, libererà la Sicilia da questo episodio negativo  della
  sua storia politica, recente e lontana.
   Ma,  vedete, cari colleghi, siccome di volta in volta,  quando  si
  affrontano questi dibattiti, si ritorna ad utilizzare la solfa  dei
  motivi per cui si è soddisfatti e si manifestano soddisfazioni  per
  gli argomenti contro i quali ci si è scagliati.
   Il   Partito  Democratico,  per  esempio,  parla  della   politica
  riformista di questo Governo e inalbera il destino della sanità,  è
  l'unico  partito che ha votato contro la riforma della sanità,  con
  dichiarazioni,  il  Presidente Raffaele  Lombardo  se  ne  ricordi,
  perché  allora eravamo promotori di molte parti della articolazione
  -  sebbene,  poi,  una  divergenza ci divise definitivamente  sulla
  impostazione  e la filosofia di massima - ma si disse  che  era  la
  legge   utile  ad  impegnare  il  Presidente  Lombardo  nella   sua
  occupazione  più brillante, quella di occupare posti clientelari  e
  di  potere, fu la dichiarazione dell'onorevole Cracolici:   Votiamo
  contro  questa  legge perché è la fotografia del sistema  Lombardo,
  attraverso questa legge Lombardo occuperà il potere in sanità .
   Oggi  si  vantano dell'impegno riformatore contenuto  nella  legge
  sulla sanità, impegno riformatore che, sicuramente, ha riformato  i
  canoni  perché  un assessore sedicente tecnico - ma  io  ho  sempre
  corretto,  sarebbe stato più opportuno dire esterno e non  tecnico,
  perché  al Ministero di Grazia e Giustizia un Magistrato può essere
  un  tecnico, alla Sanità no, è un esterno come tanti altri - questa
  è  la vera novità, oggi, questo esterno è diventato leader politico
  e  nelle  sue  liste, in collaborazione con il suo  collega  Armao,
  inserisce  a iosa medici, primari, personale di sanità, chissà  per
  quale recondito legame tra il suo ruolo di Governo e di assessore e
  l'ingresso  massiccio in lista di personale proveniente dai  ranghi
  della Sanità
   Questa  è  una  novità,  riformatrice la  chiamano  loro,  noi  la
  chiamiamo  catastroficamente  clientelare  e  prevaricatrice  delle
  istituzioni.
   I  dirigenti  cambiano  ogni 5 mesi, sono cambiati  ogni  5  mesi,
  purtroppo,  nei settori chiave e siamo andati sotto  ogni  criterio
  minimo   di  efficienza,  siamo  diventati  il  fanalino  di   coda
  dell'Europa nel grado di attingimento alle politiche comunitarie  e
  ai  fondi  comunitari,  lo  hanno detto i  colleghi  che  mi  hanno
  preceduto, su 6 miliardi e 200 milioni abbiamo speso, appena, il  7
  per  cento,  quindi,  veramente una cattiva figura  internazionale.
  Siamo  stati  esclusi dal novero di tutte le terre  aventi  diritto
  congruo  di  appartenere  ad un quadro  di  politiche  che,  l'anno
  prossimo, ci vedrà esclusi.
   Siamo  all'ultimo  anno dell'ultimo quinquennio  di  appartenenza:
  nella  Formazione ci siamo bloccati e abbiamo perduto un  sacco  di
  soldi per gli Avvisi 7 e 8 e per quanto accaduto negli ultimi mesi;
  in  agricoltura, non dobbiamo dirlo noi perché la situazione  è  un
  disastro  senza precedenti con interventi che, persino contenuti  -
  ho  finito,  Presidente  - nelle leggi vengono  poi  disattesi,  mi
  riferisco alla legge numero 25, rimasta lettera morta perché non  è
  stato  emanato  un  regolamento attuatore.  Ma  di  quale  politica
  riformatrice  parlate? Dovete attenervi al fatto nuovo,  importante
  che  è quello per cui, oggi, avete in collaborazione cantato il  de
  profundis e pronunciato il necrologio.
   C'è  un fatto giudiziario in itinere che potrà prendere una  piega
  rispetto  alla  quale,  per evitare la piaga,  bisogna  che  i  due
  destini vengano scorporati: quello della persona onorevole Raffaele
  Lombardo e quello del Presidente della Regione.
   I  due destini, in questo caso, si scompagnano, si divaricano ed è
  giusto  che  questo  accada perché la moglie  di  Cesare  non  deve
  essere, ma, soprattutto, deve apparire onesta.
   Questo hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto.
   L'onorevole Cracolici si è compiaciuto per aver ascoltato  che  si
  voterà  ad ottobre. Si voterà ad ottobre perché, evidentemente,  il
  presidente Lombardo si dimetterà tra qualche settimana, badate, non
  si  può  dire un minuto prima della decisione di rinvio a giudizio,
  perché  se  la  decisione  di  rinvio  a  giudizio  dovesse  essere
  formalizzata tra qualche mese si consumerebbe la legislatura.
   La   prego,   Presidente,   non  dobbiamo  utilizzare   trucchetti
  argomentativi,  credo  che le parole siano  state  chiare,  non  ho
  motivo  di  ritenere  che  ci  sia la  necessità  di  reiterarle  o
  rettificarle  o  precisarle, ma è chiaro che tutti abbiamo  sentito
  ciò che dovevamo sentire. Questa Istituzione e questa Terra vengono
  liberate  in  anticipo,  e questo è il dato negativo  ma  positivo,
  comunque,  per  la  liberazione e per ciò che  potrà  rappresentare
  attraverso   un  ricorso  alle  urne  ad  una  nuova  consultazione
  elettorale,  dà  un peso, quello che costringe il Presidente  della
  Regione  piuttosto che al lavoro sul terreno delle riforme o  delle
  politiche riformatrici o del destino delle nostre comunità a  dover
  dimostrare  la  sua  estraneità a certi fatti  che,  stavolta,  gli
  vengono contestati nelle sedi cosiddette competenti.
   Siccome le due cose non possono procedere parallelamente,  chi  si
  occupa  della  propria terra non può occuparsi di  dovere  tutti  i
  giorni  dimostrare che è estraneo. Noi speriamo che  lo  dimostrerà
  definitivamente, ma se il parallelismo coatto delle due attività  è
  purtroppo obbligatorio, bisogna far cadere una delle due. Bene,  in
  questo caso siccome una non si può far cadere perché viene maturata
  attraverso   approfondite  indagini  e   valutazioni   nelle   sedi
  cosiddette competenti, in questa sede siamo competenti a far  venir
  meno l'altro aspetto e cioè quello della pesantezza di un ruolo, di
  una  condizione  e  quello  della  necessità  che  una  maggioranza
  ribaltonista,   usurpatrice   e  prevaricatrice,   finalmente,   si
  allontani  da  questo  ruolo  usurpato  e  consenta  al  popolo  di
  verificare i propri sentimenti, i propri orientamenti e le  proprie
  posizioni.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione  per
  diritto di replica.

   LOMBARDO,   presidente  della  Regione.  Signor   Presidente,   la
  ringrazio e devo dirvi che ringrazio, bene o male, tutti i colleghi
  anche quanti con atteggiamento di sicura onestà intellettuale hanno
  espresso  opinioni  che  potrebbero apparire  non  gradite  ma  che
  ritengo,  in  ogni caso, utili all'economia complessiva  di  questo
  confronto.
   In questa replica, che non sarà lunga, perché non c'è dubbio che i
  temi  che  abbiamo  accennato e che ho  anche  inserito  nella  mia
  introduzione saranno presto oggetto di un confronto elettorale  che
  sarà,  probabilmente, aspro e nel quale, innanzi a dati  obiettivi,
  saranno   chiamati  gli  elettori  a  giudicare.  Semmai,   intendo
  ribadire, perché ho raccolto negli interventi che ci sono  stati  -
  quasi  tutti apprezzati, anche e forse particolarmente, caro  Lino,
  quello  di  chi  forse un po' incline all'emozione ha  operato  non
  soltanto in politica con me da una trentina di anni a questa  parte
  e,  quindi,  conosce di me azioni politiche e della  vita  di  ogni
  giorno -, ebbene, ho voluto fare un intervento nel quale sono stati
  riscontrate, negativamente, valutazioni che riguardano il  tema  di
  questa vicenda giudiziaria.
   Beh,  credo  che  sarebbe stato ipocrita; chi si è  lamentato  del
  fatto  che  ho  trattato  questo argomento,  avrebbe  avuto  semmai
  ragione  di lamentarsi che, oggi, questo argomento trattato  perché
  oggi  è  stato  concordato  lo svolgimento  di  questa  seduta,  ma
  richiesta   la  convocazione  all'indomani  di  quella  imputazione
  sarebbe  stato,  francamente, grave da  parte  mia  eludere  e  non
  trattare questo tema che testimonia, per quanto mi riguarda  e  per
  quanto  riguarda le intenzioni che ho espresso, che  mi  porterà  a
  difendermi  non  dal  processo  ma  a  difendermi,  intanto,  e   a
  difendermi  nel  processo  perché,  signor  Presidente,   onorevoli
  colleghi,  non ho mai pensato e tentato di difendermi dal processo,
  non   ho  mai  parlato  di  teoremi  o  di  complotti,  riferendomi
  certamente alla Magistratura rispetto alla quale ho sempre ribadito
  il  mio  rispetto, ma purtroppo, ahimè, non mi sono difeso, non  mi
  sono  difeso  tout-court, non ho sentito, non  ho  visto  e,  molto
  spesso,   da   qualche  tempo  a  questa  parte,  non   ho   letto,
  comprenderete perfettamente che non sarà così.
   E  ho detto anche, con molta chiarezza e con molta onestà che,  se
  dovessimo essere alla vigilia di un verdetto mi dimetterò un minuto
  prima  del  verdetto.  Se  questo  verdetto  dovesse  arrivare  fra
  quindici giorni sarà quello il momento. Se questo verdetto  dovesse
  arrivare dopo, non so, gli esperti calcolano in mesi, anni o secoli
  questo  momento, allora, varrà una scelta politica precisa  le  cui
  motivazioni,  a proposito, per carità dal mio punto  di  vista,  ma
  anche  da quello di altri amici, partiti ed alleati con i quali  ho
  avviato  questo  tratto di attività di Governo e di presenza  nella
  maggioranza,  in  quel  caso,  ovviamente,  non  c'è   dubbio   che
  anticiperemo le elezioni per evitare quella coincidenza.
   E,  a  proposito di alleanze e di programmi di Governo, ma ritengo
  che,  mi  auguro  con  minori  esitazioni,  mi  auguro  con  minori
  ostacoli,  non  è facile che siano di meno questi ostacoli,  questo
  progetto  riformista e questo progetto autonomista possa riprendere
  il  suo corso, certo, con un vigore diverso e molto più grande dopo
  le  elezioni che mi auguro, penso, si possano tenere in  autunno  e
  non alla vigilia di ferragosto.
   E  ho detto, per carità, e/o anche altri partiti ed alleati perché
  in  quel  caso,  se  di  ostacolo, ne  comprendo  perfettamente  le
  ragioni,  perché il mio è stato un percorso fatto  di  conflitti  e
  contrapposizioni  che non è che mi sono scelto  per  il  gusto  del
  conflitto  e  della  contrapposizione, ma  per  le  scelte  che  ho
  operato, oggettivamente, le conseguenze non potevano che essere  il
  conflitto,  talvolta l'incomprensione, siccome non ci sarò  io,  mi
  auguro  che  questo  percorso possa vedere  incamminarsi  lungo  la
  strada  delle riforme di una sempre maggiore autonomia nelle classi
  dirigenti anche altri alleati.
   Sono  intervenuto, ho chiesto la convocazione - signor Presidente,
  la   ringrazio   per  averla  fissata  oggi  -  di  questa   seduta
  dell'Assemblea  anche  per dirle le mie cose.  Qualcuno  dice:   E'
  garantismo,  è  giustizialismo. Dici  le  tue  ragioni ,  eccetera
  perché  converrete,  a  proposito  non  di  complotti,  ma  di  una
  pressione mediatica tutta o quasi tutta a senso unico che,  ragioni
  per   le   mie   tesi,   che  sarebbero  le  tesi   della   difesa,
  paradossalmente sostenute come vi dicevo dall'accusa, non c'è stato
  spazio  nella  gran parte dei mezzi di comunicazione, qualcuno  dei
  quali,   ingiustamente,  penso,  da  oggi  in  poi,   ritenuto   di
  ispirazione  di  sinistra, è diventato, anche oggi, oggettivamente,
  il  bollettino quotidiano degli interessi politici e  dei  progetti
  delle  forze politiche che, oggi, si sono schierate, non  oggi,  da
  tempo si sono schierate all'opposizione dell'attività di Governo.
   A   molte  delle  osservazioni  che  sono  state  fatte,  ma   non
  politicamente,  credo  si risponda molto  facilmente  e,  ahimè,  a
  proposito di quel bollettino quotidiano, sono costretto qui dentro,
  spero  che  molti  siciliani mi ascoltino, a far valere  le  nostre
  ragioni,  le  nostre  tesi rispetto a chi,  ad  esempio,  parla  di
  strumentalizzazione della sanità quando nelle sue file, avvalendosi
  di  risorse elettorali che non voglio definire clientelari ma di un
  sistema  sanitario che ci siamo lasciati alle spalle, ci sono  fior
  fiore  di  parlamentari europei, qualcuno eletto  ancora  indigenza
  della  carica  di direttore generale o di qualche  azienda  e,  per
  carità,  in  diverse forze politiche parlamentari che qui  siedono,
  che  hanno  lavorato e ora credo siano in aspettativa  nel  sistema
  sanitario regionale.
   Sento  ancora ripetere, ad esempio - non è polemica -, dopo che  a
  Giampilieri  e  a  San  Fratello abbiamo investito  quel  poco  che
  potevamo  delle  nostre  risorse regionali, con  poca  solidarietà,
  riscontrando da parte di un Governo che certo quello nazionale vive
  difficoltà  economiche non indifferenti, la storia di un  ragazzino
  che, per raggranellare qualche euro, indicatomi dal mondo cattolico
  e da tutti i comitati per la rinascita di quella città, ha il torto
  di recuperare una decina di euro a sera, lavorando in un piano bar.
   Sento ripetermi di fare una verifica; la faremo, nero su bianco, e
  con i numeri se siamo ancora l'ultima Regione d'Italia, a proposito
  di  investimenti,  del POR e per quanto riguarda il  Fondo  sociale
  europeo. Sa bene che pur essendo in overbooking stiamo cercando  di
  fare  l'impossibile per finanziare, mi auguro che resti in vita  un
  pezzo  importante  -  condivido onorevole Formica  -  della  nostra
  finanziaria   di   qualche   sera   fa.   Una   finanziaria    che,
  disordinatamente,  caoticamente  -  eravamo  presenti  -,   abbiamo
  composto  e che non può non andare incontro alle attenzioni  ed  ai
  rilievi duri del Commissario dello Stato anche perché nuove norme -
  è una condizione del bilancio nazionale - anche per quanto riguarda
  le  entrate,  non  ci consentono di andare al  di  fuori  di  certi
  pareggi rispetto ai quali dobbiamo apprestarci.
   Ed ancora le consulenze e i costi della politica. Vedete, al di là
  della  favola  delle migliaia di consulenze, qualcuno mi  obiettava
  che  ce ne fossero addirittura 50.000 alla Regione, faremo i conti,
  ma  credo che non si vada al di sopra del 25-30 per cento dei costi
  complessivi di indennità, consulenze, consigli di amministrazione e
  quant'altro  che  vigevano  prima che ci insediassimo  nel  sistema
  della Regione, degli enti e delle partecipate.
   Mi  sono  limitato,  e  vorrei  che  non  le  sottovalutaste  come
  patrimonio per la prossima legislatura piuttosto che usarle - credo
  sia  nostro  diritto  usarle - anche per la valutazione  del  corpo
  elettorale  che sarà chiamato a scegliere. Sì, avremo recepito  una
  norma   nazionale, avremmo potuto non farlo per quanto riguarda  la
  semplificazione burocratica. Abbiamo bloccato e tenuto bloccate  le
  assunzioni  da quando ci siamo insediati e non è una tentazione  da
  poco dire di no, anzi dire di sì alla richiesta ed alla domanda  di
  lavoro da parte di tanta gente bisognosa che sta attorno a noi.
   Abbiamo,  finalmente, stabilizzato qualche migliaio di  dipendenti
  regionali, cinquemila circa, che, di anno in anno, alla vigilia  di
  Natale,  piuttosto che pensare alle feste di fine anno  venivano  a
  perorare  la  loro causa, ad impetrare ancora una  proroga  che  li
  rendeva  dipendenti  dal sistema politico e da  questo  sono  stati
  liberati.
   Abbiamo  avviato timidamente, approfittando forse della confusione
  e  mi auguro che questa norma passi il vaglio del Commissario dello
  Stato,  il decentramento e abbiamo soppresso due dipartimenti,  uno
  dei  quali,  l'Agenzia  per il lavoro, aveva ricevuto  le  stimmate
  della critica dura da parte dei quotidiani nazionali, dai quali non
  mi  aspetto e non mi illudo che ci sia una rettifica della  propria
  posizione.
   Abbiamo risanato il bilancio della sanità ed abbiamo istituito  un
  ente   - quante difficoltà, quanti ostacoli, quante marce avanti  e
  quante indietro prima di istituire questo ente - che sostituisce le
  11  aziende  sanitarie che credo che insieme mettessero e  avessero
  reclutato  qualcosa  come 500, 600, 700 - per  carità,  magari  con
  indennità risibili - consiglieri di amministrazione o componenti di
  assemblea.
   Mi  avvio alla conclusione e vorrei dire all'onorevole Cordaro, in
  maniera  particolare,  che non mi inquieta per  niente  né  la  sua
  citazione  che  sicuramente  le sarà  sfuggita  e  anzi,  se  fosse
  possibile  -  talvolta correggiamo gli errori  di  grammatica  e  i
  resoconti  d'Aula del nostro dire - cancellare  quelle due  parole,
  capisco bene che è stata una distrazione -, e cioè:  che si dimetta
  prima che in un modo o nell'altro la Sicilia si liberi di lei , che
  però, combinato con  la sorte di Maria Antonietta , non credo debba
  inquietare  alcuno, ma potrebbe portare qualcuno a guardare  a  lei
  con   una  certa  preoccupazione  e  quindi  ricorrere,  se   fosse
  superstizioso, a toccare il cosiddetto  metallo .
   Ma non è questo che contesto di lei, quanto piuttosto quella sorta
  di  rancore, quella sorta di bava alla bocca che non abbiamo  visto
  fisicamente sulle sue labbra.
   Veda, onorevole Cordaro, devo dirle, sempre con molta serenità,  e
  glielo  dico  perché mi pare giusto e legittimo che  risponda,  non
  dico  che  si  tratti di legittima difesa ma se  c'è  qualcosa  che
  magari  ci  viene  attribuito in negativo, voglio dirle  che  siamo
  fieri che alcune cose non ci siano ed alcune cose abbiamo abolito e
  rispetto   alle   quali  credo  che,  volente   o   nolente,    più
  spiritualmente che con le parole lei si sente il difensore.
   Una  formazione professionale che ora si paga con il Fondo sociale
  europeo,  sarà  qualche  milione in più ma allora  c'era  il  Fondo
  sociale europeo ed il bilancio della Regione, complessivamente  non
  so  se  erano meno di 500 milioni di euro all'anno; una  formazione
  professionale  che - non ricordo bene gli anni, se era nel  2004  o
  2005 - fa lievitare gli addetti e gli operatori, la gran parte  dei
  quali non formatori ma amministrativi da 2500 persone a 9000 fino a
  raggiungere il tetto record del 47 per cento degli operatori  nella
  formazione di tutta Italia. Per carità abbiamo approvato

   CORDARO. Io non c'ero

   LOMBARDO, presidente della Regione. Lo so che lei non c'era, ma si
  può  essere  i difensori d'ufficio o non solo d'ufficio,  coloro  i
  quali, di questo sistema, si ergono a difensori.
   E  sono  stati anni diversi, per carità, in questa riforma  e  con
  questa  riforma che sembra che trovi mille ostacoli, non c'è  stato
  il  pacchetto  dei progetti finanziati scambiato con  il  pacchetto
  delle assunzioni assicurate.
   Sono  stati  anni rispetto ai quali, signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  abbiamo  interrotto  qualche  altro  andazzo,  se   così
  possiamo  definirlo.  Abbiamo  contestato  che  potesse  continuare
  quello  stillicidio di risorse che è costato, mi pare, si  presume,
  ci  si aspetta, si rivendica qualcosa come 140 milioni di euro, non
  so  se  sessanta o ottanta sono già stati versati per un censimento
  che è stato condotto, per quanto riguarda i beni patrimoniali della
  Regione,  in  termini tali per cui nel sostenere e nel giustificare
  le  cosiddette valorizzazioni abbiamo dovuto fare un grande  sforzo
  di integrazione di atti e di integrazioni di documenti.
   Ci  siamo  trovati  dinanzi, a proposito delle  grandi  difficoltà
  finanziarie, signor Presidente, onorevoli colleghi, ad  un  sistema
  dell'acqua pubblica o privata costruito in maniera tale che cedendo
  l'acqua  dei  siciliani  ad  un prezzo irrisorio  l'abbiamo  dovuta
  ricomprare  o  pagare  come  acqua  più  che  salata,   altro   che
  dissalatori. Capisco che per ognuno di questi capitoli  l'acqua  si
  sia  trasformata  in  vino e, però, questa è  una  realtà  che  non
  abbiamo consentito che continuasse.
   E, a proposito di ribaltoni, una volta per tutte cerchiamo di dire
  la verità ai siciliani.
   Veda,  onorevole Leontini, le è molto caro questo tema, non è  che
  abbia  scelto una vita ed una gestione del Governo, a tutti i costi
  scomoda  e  conflittuale,  io coerentemente  col  programma  e  col
  progetto  e  con l'impegno morale che ho assunto nel  candidarmi  a
  Presidente della Regione, ho portato avanti alcune cose. Non potevo
  che  assecondare una riforma della sanità che, nonostante tutte  le
  critiche, è stata premiata dal risanamento finanziario e ci vede  o
  vede  chi  di  competenza,  giorno  per  giorno,  aprire  nosocomi,
  riaprire  centri che servono a salvare le vite o ad  assicurare  la
  riabilitazione a gente che era costretta ad andare fuori per  farsi
  curare.
   E'  vero che lei ha votato e che voi avete votate. Ma da chi  sono
  venuti gli strali fino ai giorni  scorsi, fino alle ore scorse, nei
  comuni  in cui si vota contro quella riforma della sanità?
   Diciamo  che  su  questo argomento, ma anche non  dimentichiamo  -
  credo  la finanziaria dei primi mesi del nostro impegno e cioè  del
  2008 - l'abolizione dell'ARRA e l'indicazione precisa di una svolta
  che, a proposito di rifiuti, abbiamo sposato.
   Un  sistema  dei  rifiuti - quando dico leggeremo, non  leggeremo,
  eccetera - che, a fronte di un investimento di 4 miliardi  di  euro
  circa  - di queste cifre si comincia a parlare credo dopo che  cade
  il governo Capodicasa e si esaurisce il governo Leanza -, prevedeva
  conti  alla  mano,  me li hanno fatti vedere, nero  su  bianco,  un
  incasso in una ventina d'anni di 50, 60 miliardi di euro.
   Vedete,  rispetto a queste cose, vi dico con molta franchezza  che
  comprendo che magari su ispirazione cogente dei leader politici che
  non  stanno qui seduti non si poteva non determinare questa  vostra
  scelta di passaggio all'opposizione per coerenza e per serietà; per
  coerenza  e per serietà, si poteva stare con un Governo  che  aveva
  fatto  saltare quelle cose e, beh, ci sarebbero stati  problemi  di
  carattere  materiale non indifferente per impedire  e  per  evitare
  quella scelta
   Ora,  voglio  dirle,  io non so, queste cose,  che  comprese,  per
  carità,  le  altre partecipate, le Multiservizi, piuttosto  che  le
  altre partecipate, è bene guardare anche a queste che sono in  fase
  di  liquidazione; come vogliamo definirlo quel sistema, un  sistema
  che  avrebbe zavorrato il Governo e la Regione per sempre,  fino  a
  farlo affondare
   Noi abbiamo avuto il coraggio di interrompere quella spirale.
   Credo,  veda,  che  lei che ha parlato con competenza,  che  le  è
  propria  per la sua professione, peraltro, per i reati  di  cui  al
  110,  al 416 bis eccetera, a proposito di multiservizi, a proposito
  di  società  che  dovevano costruire i termovalorizzatori,  qualche
  ditta  che  compone  le  quali gli viene  attribuita  in  quanto  a
  patronage e, sa bene, che non mi appartiene questo patronage,  come
  non  mi appartengono nomi famosi che hanno lavorato e lavorano, per
  carità legittimamente, in quelle società, si potrebbe dare,  se  si
  vuole, un contributo non casuale ma concreto e consapevole affinché
  tante verità vengano alla luce.
   Noi  ci  dedichiamo  alla politica; chi prenderà  il  testimone  e
  continuerà  questa  azione politica perché i siciliani  sicuramente
  non  potranno  e  non vorranno tornare indietro e ci  confronteremo
  alla  luce  di  queste  considerazioni  e  di  altre  migliaia   di
  considerazioni sulle quali non siamo stati bravi; ma come potevamo,
  fondavamo  un  quotidiano  per  caso?  Noi  siamo  stati  bravi   a
  comunicare perché i cittadini possano scegliere liberamente.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa  e  riprenderà
  alle  ore  16.30  per  deliberare in  seguito  all'impugnativa  del
  Commissario dello Stato.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.27, è ripresa alle ore 17.52)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Invito il deputato segretario a dare lettura dell'impugnativa  del
  Commissario dello Stato.

   MANCUSO,  segretario f.f,:

    Il  Commissario dello Stato per la Regione siciliana con  ricorso
  notificato   il  26  aprile  2012  ha  impugnato  la  deliberazione
  legislativa  recante Disposizioni programmatiche e  correttive  per
  l'anno  2012.  Legge  di  stabilità regionale.   (ddl.  n.  801/A),
  approvata dall'Assemblea il 18 aprile 2012, e precisamente:

   ARTICOLO 1:
   -   comma 2 per violazione degli articoli 117, terzo comma  e  81,
  quarto comma della Costituzione;

   ARTICOLO 2:
   comma 3, lett. b) e c), per violazione degli articoli 81, 4  comma
  e 97 della Costituzione;
   commi  6,  7  e 8 per violazione dell'articolo 81, 4  comma  della
  Costituzione;
   comma 10 per violazione degli articoli 3 e 97 della Costituzione;
   comma  15  per violazione degli articoli 81, 4  comma  e  117,  3
  comma della Costituzione;
   comma  18  per violazione degli articoli  81, 4  comma e  117,  2
  comma lett. m) della Costituzione;
   comma 22 per violazione degli articoli 3 e 97 della Costituzione;
   comma 26 per violazione degli articoli 3 e 97 della Costituzione;
   commi  27  e 28 per violazione degli articoli 97, e 117, 2   comma
  lett. e) della Costituzione;
   comma 30 per violazione dell'articolo 36 dello Statuto speciale  e
  degli articoli 23, 117, 1  comma e 120 della Costituzione;
   comma 34 per violazione dell'articolo 97 della Costituzione;

   ARTICOLO  8:
   - comma 8 per violazione dell'art. 97 della Costituzione;
   -  comma  9 per violazione degli articoli 81, comma 4  e 97  della
  Costituzione;
   -   comma   10  per  violazione  degli  articoli  3  e  97   della
  Costituzione;
   -  comma  12  limitatamente all'inciso  8, 9, 10 e  per violazione
  degli articoli 3 e 97 della Costituzione;
   -  commi  dal 14 al 17 per violazione degli  articoli  3   e  117,
  comma 2 lett. e) della Costituzione;
   -  comma  18 per violazione dell'art. 117, comma 1 e 2 lett.  e)
  della Costituzione;

   ARTICOLO 11:
   -   comma   2   per  violazione  dell'art.  81,  comma  4   della
  Costituzione;
   -  comma 3 lett. a) per violazione  degli  articoli 3,  97  e 117,
  comma 2 lett. l) e comma 3 della Costituzione;
   -  comma  4  per  violazione  degli articoli  3,  51  e  97  della
  Costituzione;
   -  comma  12,  limitatamente all'ultimo  periodo,  per  violazione
  dell'articolo 117,  comma 3 della Costituzione;
   -  comma  16  per  violazione  dell'art. 117,  comma 2 lett. l)  e
  comma 2 della Costituzione;
   -  commi 21 e 22 per violazione  degli  articoli  9, 11, 97 e 117,
  comma 1 lett. s) della Costituzione;
   -   comma   26  per  violazione  degli  articoli  3  e  97   della
  Costituzione;
   -  commi  29  limitatamente  all'inciso  e  l'incompatibilità  con
  qualsiasi impiego pubblico,  e 35 per violazione dell'articolo 117,
  comma 2 lett. l) della Costituzione;
   -  comma  42  per violazione dell'art. 117, commi 1 e 2  lett.  s)
  della Costituzione;
   -   comma  57 per violazione dell'articolo 117,  comma 2 lett.  e)
  della Costituzione;
   -  comma  61 per violazione  degli  articoli  3, 97 e 117,   comma
  2 lett. l) della Costituzione;
   -  commi  82, 83 e 84  per  violazione  dell'articolo 117,   comma
  2 lett. e) della Costituzione;
   -  commi 86, 88, 92, 93, 94, 95 e 96 per violazione degli articoli
  3 e 97 della Costituzione;
   -  comma 97 per violazione dell'art. 117,  comma 2 lett. l)  e  3
  comma della Costituzione;
   -   comma  102  per  violazione  degli  articoli  3  e  97   della
  Costituzione;
   -  comma  103  per  violazione degli articoli 3,  51  e  97  della
  Costituzione;
   - comma 105 per violazione dell'articolo 97 della Costituzione;
   -   comma   109  limitatamente  all'inciso   Qualora  il   gestore
  dell'impianto  sia cittadino residente nel territorio  regionale  o
  società  con  sede legale in Sicilia, gli oneri di cui  sopra  sono
  ridotti  nella  misura  del  30  per cento   per  violazione  degli
  articoli 3, 117, comma 1, 120 della Costituzione;
   -   comma  112  per  violazione  degli  articoli  3  e  97   della
  Costituzione;
   -  comma 113 per violazione dell'articolo 117,  commi 1 e 2  lett.
  s)  della  Costituzione e per interferenza  in  materia  penale  in
  relazione ai limiti posti dall'art. 14 dello Statuto Speciale;
   -  comma 116 per violazione degli articoli 3, 117, comma  3  della
  Costituzione e 17 dello Statuto Speciale;
   -   comma  118  per  violazione  degli  articoli  3  e  97   della
  Costituzione;
   -  comma 120 per violazione dell'art. 117, comma 2  lett. e) della
  Costituzione;
   -  commi  121, 122, 123, 124, 125, 126 e 127 per violazione  degli
  articoli 3 e 97 della Costituzione;
   -  comma 129 per violazione  degli articoli 81, comma 4 e 97 della
  Costituzione;
   -  commi 131, 132, 133, 134, 135, 136, 137, 138, 139, 140  e   141
  per violazione dell'articolo 81, comma 4 della Costituzione;
   -  comma  142 per violazione degli articoli 9, 97 e 117,  comma  2
  lett. s) della Costituzione;
   -  comma  146  per  violazione dell'articolo 81,    comma  4 della
  Costituzione;
   -   comma  147  per  violazione  degli  articoli  3  e  97   della
  Costituzione;
   -   comma  148  per  violazione  dell'art.  81,   comma  4   della
  Costituzione;
   -   comma  152  per  violazione  degli  articoli  3  e  97   della
  Costituzione;
   -  comma  153 per violazione degli  articoli 3, 97 e 81,  comma  4
  della Costituzione;
   -  commi  154, 155, 156  e  157  per  violazione  dell'articolo 81,
  comma 4 della Costituzione .

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  come  avevo  anticipato  questa
  mattina   e  come  avete  avuto  modo  di  ascoltare,  la   portata
  dell'impugnativa è talmente corposa che non siamo in condizione, al
  momento, di immaginare una soluzione.
   I  nostri Uffici, insieme agli Uffici del Governo, quindi  insieme
  ai funzionari dell'assessorato per l'economia, stanno lavorando per
  potere,  entro  domani  mattina, provvedere ad  elaborare  una  via
  d'uscita rispetto al problema che si è manifestato in queste ore.
   Pertanto, rinvieremo la seduta a domani.
   Volevo  ricordare,  però, che domani, alle  10.30,  si  terrà  una
  seduta  solenne in ricordo di Pio La Torre e Rosario Di  Salvo,  in
  occasione  del  30  anniversario del loro eccidio.  Pertanto,  alla
  fine  di  questa  seduta,  verosimilmente  intorno  a  mezzogiorno,
  potremo cominciare l'Aula per riprendere a lavorare sulla questione
   bilancio e finanziaria .
   La  seduta,  è rinviata a domani, 27 aprile 2012, alle ore  12.00,
  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  - Comunicazioni

                   La seduta è tolta alle ore 17.59

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
                            alle ore 19.00

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli