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Resoconto d'Aula della Seduta n. 347 di venerdì 27 aprile 2012
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, avverto che del verbale  n.  346
  sarà data lettura successivamente.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero avere  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   operazioni finanziarie

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Discussione del disegno di legge n. 898/A Autorizzazione ricorso
                        operazioni finanziarie

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  I  punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  di  disegni  di  legge e segnatamente  all'esame  del
  disegno  di  legge  n.  898/A  Autorizzazione  ricorso  operazioni
  finanziarie.
   Ha  facoltà di parlare l'onorevole Galvagno vicepresidente  della
  commissione e relatore per rendere la relazione.

   GALVAGNO,  vicepresidente della commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  mi  rimetto  al  testo   della
  relazione scritta.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione generale  e pongo in votazione il passaggio  all'esame
  degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

     (E' approvato, con l'astensione del Gruppo PDL  e del Gruppo
                              Grande Sud)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              Articolo 1.
             Autorizzazione ricorso operazioni finanziarie

   1.   Il  Ragioniere  generale  della  Regione  è  autorizzato   ad
  effettuare   operazioni  finanziarie  per   il   finanziamento   di
  investimenti coerenti con il comma 18 dell'articolo 3, della  legge
  24  dicembre  2003, n. 350 e successive modifiche ed  integrazioni,
  analiticamente  descritti  nell' Allegato  1 ,  per  un   ammontare
  complessivo  pari  a  557.400  migliaia  di  euro  per  l'esercizio
  finanziario  2012,  a  451.700 migliaia  di  euro  per  l'esercizio
  finanziario  2013  ed  a 210.000 migliaia di euro  per  l'esercizio
  finanziario 2014.

   Lo pongo in votazione  con la relativa tabella.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

  (E' approvato, con l'astensione del Gruppo PDL e del Gruppo Grande
                                 Sud)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              Articolo 2.
                           Modifica di norma

   1.  Al  comma  48,  sub  4 bis, dell'articolo  11  della  delibera
  legislativa  recante  Disposizioni programmatiche e correttive  per
  l'anno  2012. Legge di stabilità regionale.  (disegno di  legge  n.
  801)  approvata  in  data  18  aprile  2012,  le  parole   comma  1
  dell'articolo1  sono sostituite dalle parole  articolo 01 .

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

     (E' approvato, con  l'astensione del Gruppo PDL e del Gruppo
                              Grande Sud)
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              Articolo  3.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione.

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

  (E' approvato, con l'astensione del Gruppo PDL e del Gruppo Grande
                                 Sud)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


               Annunzio di ordine del giorno numero 694

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
  694   Provvidenze,  a favore degli enti locali, da  destinare  alle
  fasce  più deboli della popolazione ed al trasporto pubblico locale
  e  a quello marittimo , degli onorevoli Cracolici, Lupo, Gucciardi,
  Apprendi,  Marinello,  Speziale,  Panepinto,  Oddo,  Galvagno.   Il
  parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Appongono  la  firma all'ordine del giorno gli onorevoli  Formica,
  Leontini, Bufardeci, Beninati e Mancuso.
   Si passa alla votazione finale del disegno di legge.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                       Per dichiarazione di voto

   BUFARDECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  dichiarazioni  di voto, anche perché credo di non  potermi  esimere
  come  gruppo parlamentare  Grande Sud , per evidenziare che, ancora
  una  volta,  solo  grazie  alla  presenza  dell'opposizione,  della
  cosiddetta  minoranza,  ma  che  è assolutamente  determinante  per
  andare  avanti con i lavori d'Aula, si riesce a portare avanti  sia
  l'approvazione  dello  stralcio  della  legge  non  impugnata   del
  bilancio   e sia per andare avanti con  il disegno di legge  numero
  898  e con l'approvazione di questo ordine del giorno che credo sia
  quasi  una  nota che provoca  un sorriso amaro, Presidente  Cascio,
  perché  leggere  che  si impegna il Governo, una volta adottato  lo
  strumento  finanziario del bilancio, a ricercare con più attenta  e
  particolareggiata analisi ogni risorsa recuperabile per  destinarla
  agli enti locali al fine di limitare ed evitare, ove possibile,  la
  riduzione  e la chiusura di servizi essenziali e di assistenza  che
  questi destinano alle fasce più deboli della popolazione nonché per
  il  trasporto pubblico locale e il trasporto marittimo ,  viene  un
  po' da sorridere.
   Ribadisco,  un  sorriso amaro, perché, vede assessore  Armao,  non
  posso  non  ricordare, in questa circostanza, come  eravamo  ancora
  all'anno  2011,  eravamo  a  metà novembre,  quando  in  una  delle
  riunioni  della conferenza dei capigruppo, proprio  nella  sala  di
  pertinenza  del  Presidente  Cascio,  discutevamo  dell'ordine  del
  giorno,  onorevole  Cracolici,  ed anche  lei  ricorderà  come  sia
  l'assessore Armao che il Presidente Lombardo, presente a  quella  -
  come  ad  altre - conferenze dei capigruppo, dichiarava in  maniera
  netta, determinata:  Ma ci mancherebbe altro, andremo certamente  a
  mantenere la tabella di marcia per andare a trattare e approvare il
  bilancio di previsione entro il corrente anno .
   Noi  per  la verità, con molta perplessità, chiedevamo se  si  era
  certi  e  la  risposta era:  Ma ci mancherebbe altro    E  così  si
  determinava anche il calendario dei lavori, signor Presidente.
   Poi  lei  sa bene che quell'impegno, ancora una volta,  non  venne
  mantenuto, il bilancio di previsione non è stato mai né trattato né
  tanto  meno  portato all'attenzione dell'Aula entro l'anno  2011  e
  siamo  andati  al  primo  esercizio provvisorio  del  2012  che,  a
  conferma  del fatto che il Governo stesse lavorando finalmente  per
  l'approvazione,  che  era  ormai sostanzialmente  pronto  alla  sua
  trattazione e, quindi, alla discussione prima in Commissione  e  in
  Aula,  per  dare finalmente alla Sicilia lo strumento fondamentale,
  la  finanziaria ed il bilancio, si fece l'esercizio provvisorio per
  il solo mese di gennaio, ma ancora una volta, ricorderà l'onorevole
  Cracolici  e con me tutti i colleghi, che, anche in quel caso,  non
  si fece nulla e si andò a un nuovo esercizio provvisorio che questa
  volta, per sicurezza, si disse di non farlo di mese in mese,  bensì
  al 31 marzo poiché a quella data saremo stati certi, finalmente, di
  presentare  all'Aula,  alla Commissione e  alla  Sicilia  la  legge
  finanziaria  ed il disegno di legge sul bilancio per definire  ogni
  cosa a vantaggio della nostra Regione.
   Sapete  tutti  come tentò il Governo di arrivare  all'approvazione
  entro il mese di marzo, ma dimostrò di non avere la possibilità  di
  farlo  perché  i numeri non quadravano, perché già da settimane  le
  carte viaggiavano senza una definizione completa e si andò al nuovo
  esercizio provvisorio, quello del corrente mese di aprile.
   Finalmente  si trattò, si discusse, si arrivò a farlo subito  dopo
  Pasqua  e  tutti  pensavamo, ancora una volta grazie all'intervento
  determinante  sul  piano  della  presenza  in  Aula  dei   deputati
  dell'opposizione   che   hanno  consentito   l'approvazione   della
  finanziaria  e  del  bilancio, evidentemente  con  il  nostro  voto
  contrario, non condividendo grandissima parte di quella  manovra  e
  di  quello  strumento, ma siamo stati costretti da una  impugnativa
  del  Commissario dello Stato, che non è una impugnativa  qualunque,
  l'impugnativa di qualche parte secondaria, ma è strutturale.
   Quattro  articoli  che  coinvolgono una ottantina  di  norme,  che
  coinvolgono la tenuta dello strumento finanziario, che al  comma  2
  dell'articolo   1,   impugnando  il  bilancio  per   558   milioni,
  sostanzialmente azzera la possibilità di un bilancio che nella  sua
  redazione  ha privilegiato altre somme e altre spese,  per  esempio
  rispetto   a  quelle  del  cofinanziamento  dei  Fondi  comunitari,
  fondamentale   all'ottenimento  dei  finanziamenti  comunitari   da
  Bruxelles,  che  stiamo continuando a perdere, e allora,  come  non
  evidenziare, alla luce di tutto questo, che la rappresentazione che
  oggi  anche  il  Governo  dà, con la sola  presenza  dell'assessore
  all'economia, sia un po' desolante, in un momento drammatico.
   E' desolante perché soltanto lei è presente, dovrebbe essere tutto
  il  Governo  che reclama, alla sua maggioranza, la  presenza  e  la
  condivisione in un momento di drammatica crisi che sta vivendo e di
  drammatica,  chiamiamola come vogliamo, io la  chiamo   bocciatura
  che  il  Commissario dello Stato ha dato allo strumento finanziario
  ed  alla  finanziaria stessa ed al bilancio,  credo che,  assessore
  Armao, non me ne voglia, nulla di personale, ma, veramente, come  è
  stato  accennato  anche prima, credo che le conclusioni  dovrebbero
  essere naturali.
   Mi  auguro  che  quando torneremo a trattare le altre  parti,  che
  meritano   di  essere  approfondite  in  un  regime  di  variazione
  complessiva  della  finanziaria, per approfondire  altri  argomenti
  determinanti  per  la vita della nostra Isola,  a  trattare  questa
  materia possa essere altro assessore, in modo tale che non possiamo
  ancora  continuare a stare nelle condizioni di un bilancio che  sta
  vivendo la pagina più drammatica della storia di quest'Assemblea.

   CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  stavo  dicendo
  onorevoli  assessori,   ma  mi rendo conto,  con  uno  sguardo  più
  attento, che il Governo è diventato monocratico.
   Non  vorrei  che  nella  foga di andare via,  per  correre  dietro
  impegni indubbiamente elettorali, perdessimo di vista quello che  è
  successo,  la  doppia  batosta che si è abbattuta  sul  Governo  di
  questa   Regione:  il  Presidente  della  Regione  che,  ieri,   in
  quest'Aula  ha annunciato la fine della sua esperienza politica  da
  Presidente  della Regione siciliana ed il Commissario  dello  Stato
  che  ha falcidiato la finanziaria di questo Governo, perché  se  ci
  pensiamo  bene, noi abbiamo votato il GOV1, il GOV2,  il  GOV3,  il
  GOV4, cioè gli atti presentati da questo Governo.
   Non è stato, quindi, falcidiato il documento finanziario approvato
  al  Parlamento, ma quello che ha voluto questo Governo, gettando la
  Sicilia   nel   caos   assoluto,  costringendo  il   Parlamento   e
  parlamentari,  volenterosi ed attenti, di tutti i  Gruppi  politici
  presenti in Aula, a ricorrere allo strumento dell'ordine del giorno
  per salvaguardare categorie, servizi, infrastrutture che il Governo
  avrebbe dovuto avere il dovere, l'intelligenza, la competenza e  la
  professionalità di garantire prima di tutto e su tutto.
   E  noi,  oggi,  ricorriamo  alla  raccomandazione  al  Governo  di
  salvaguardare categorie e servizi, che oggi sappiamo  non  potranno
  essere garantiti.
   Come  ha detto qualche mio collega, poco fa, del PDL naturalmente,
  in  estate,  i  turisti  non  potranno  raggiungere  le  Isole,  si
  fermeranno  i  trasporti su gomma, si bloccherà  ogni  attività  di
  collegamento  in  piena  estate, i comuni  non  potranno  garantire
  servizi,  stipendi ed obbligazioni.  Voi avete gettato  la  Sicilia
  nel caos
   Ed  oggi,  la  cartolina  che fotografa il  fallimento  di  questo
  Governo, professore, avvocato, mio amico, Gaetano Armao, è  la  sua
  solitudine, lei è stato lasciato solo dal Governo ad affrontare  il
  fallimento del medesimo.
   Non  c'è  un  suo  collega che, oggi, ha sentito il  dovere  della
  solidarietà politica di essere qui a sostenerla nel momento in  cui
  questo  Parlamento,  per  altissimo senso  di  responsabilità,  sta
  votando  una legge che serve a garantire un minimo di copertura  al
  bilancio di questa Regione.
   Chiedere di dimettersi sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.  Io
  credo che lei oggi dovrebbe prendere atto da solo non soltanto  del
  fallimento  della sua azione politica da titolare  del  bilancio  e
  delle finanze di questa Regione, perché non dimentichiamo che il de
  profundis    sui  documenti  finanziari  non  l'ha   decretato   il
  Parlamento,  ma l'ha decretato il Commissario dello Stato,  che  ha
  segnato  con il rosso e con il blu le lacune di questa finanziaria,
  poi lei potrà dire da pregiatissimo e pregevolissimo professionista
  che  il  parere  del Commissario dello Stato ,  ma  per  noi  è  il
  rappresentante autorevole del Governo nella Regione Sicilia, che ha
  stravolto  la finanziaria perché è una finanziaria inapplicabile  e
  che va contro gli interessi della Sicilia.
   Allora, Assessore io le dico, ma so che lei è persona intelligente
  oltre  che di grande esperienza, credo che lei guardandosi  attorno
  non  ha  bisogno di ascoltare il Parlamento che le dice si dimetta,
  lei  deve  soltanto  prendere  atto che  è  rimasto  come  l'ultimo
  giapponese a fare la guardia al bidone di benzina, non sapendo  che
  tutti  gli  altri  giapponesi sono già scappati via.  Lei  è  stato
  lasciato solo ed è l'emblema della solitudine di questo Governo che
  è arroccato sull'Aventino contro una Sicilia che ormai non vi vuole
  e non vi tollera più
   Quindi,  non è l'Assessore Armao che deve andare via, deve  andare
  via  l'intero Governo e non dobbiamo aspettare il mese  di  luglio,
  per favore, fateci votare a maggio o a giugno, ma lasciateci votare
  perché questa agonia il popolo siciliano per la sua storia e le sue
  tradizioni non la merita.

   LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    prima
  dell'approvazione  del  bilancio e dell'esercizio  provvisorio,  la
  manovra  finanziaria, e cioè il bilancio e la finanziaria, è  stata
  sospesa  perché la maggioranza e il Governo si sono resi conto  che
  l'impianto  non  reggeva e che il Commissario dello  Stato  avrebbe
  impugnato sia le entrate false che le spese improprie.
   Tale  improvvisazione  che, peraltro, veniva  contrabbandata  come
  soluzione  concordata  con  lo stesso Commissario  ci  costrinse  a
  subire  la decisione del Governo di fare ricorso al quarto mese  di
  esercizio provvisorio.
   A distanza di un mese ci siamo ritrovati con un bilancio nel quale
  si sono dovute apportare sostanziali rettifiche alle entrate false,
  che  il  Commissario evidentemente prevedeva,  ed inoltre  si  sono
  operati  degli  accantonamenti negativi, tutte soluzioni presentate
  dall'assessore Armao come oggetto di una preventiva approvazione da
  parte  del Commissario dello Stato per ridurre i pesanti  tagli  da
  apportare al collegamento marittimo, ai trasporti pubblici  locali,
  al fondo delle autonomie locali e così via.
         Ebbene,  proprio  le  soluzioni  presentate  dal  Governo  e
  dall'Assessore tecnico sono state tutte impugnate dall'ufficio  del
  Commissario  dello  Stato e gli articoli o i  commi  formulati  dai
  parlamentari  che scorrettamente l'Assessore ha definito  impegnati
  in una attività alluvionale, sotto forma di emendamenti, sono stati
  assorbiti  dal Governo nei suoi maxiemendamenti Gov. 1.,  Gov.  2.,
  Gov. 3., e Gov. 4., quindi tutti diventati strumenti del Governo  e
  proposte dell'Assessore tecnico.
   E' stato bocciato il Governo. E' la fotografia di un disastro e di
  un  fallimento  e un Assessore tecnico che fallisce  proprio  nelle
  parti  tecniche della manovra finanziaria perché rimane in  carica,
  perché  non  avverte il bisogno di dimettersi?  Perché  non  ha  la
  sensibilità di dimostrare che il suo compito tecnico e non politico
  è  stato disatteso. Glielo chiedono gli studenti che da domani  non
  potranno  più  usufruire  del  trasporto  pubblico  locale,  glielo
  chiedono  gli  enti  locali, glielo chiedono i  turisti  perché  il
  collegamento  marittimo  con  le  isole  è  stato  profondamente  e
  sostanzialmente intaccato da questi errori e da questi  fallimenti,
  glielo  chiede  l'intera Sicilia, non glielo chiedo più  io  perché
  sarebbe la reiterazione di un invito benefico per la Sicilia, ma di
  parte,  ma  glielo chiede l'intera Regione, un tecnico del  diritto
  che  ci ha abituati  a sorbirci l'evidenza che dall'altra parte del
  diritto, c'è sempre un rovescio, che deve sempre avere la meglio.
   Le  sentenze della Corte Costituzionale quando sono a danno  della
  Regione   lui   le  presenta  come  a  favore  della  Regione,   in
  Commissione,  per rispondere al collega Mancuso, l'assessore  Armao
  si  è persino profuso nell'affermazione paradossale che quelle  del
  Commissario  dello  Stato  sono  delle  opinioni  discutibili,   ma
  opinioni eguali alle sue e alle nostre. Le opinioni dell'arbitro in
  una  partita  di  calcio  determinano delle conseguenze  cogenti  e
  determinanti, sono opinioni o sono decisioni rispetto alle quali ci
  si  deve attenere come oggi noi siamo costretti ad attenerci per il
  fallimento dell'Assessore tecnico di un Governo sedicente tecnico a
  guida politica e sostanzialmente politico?
   Le  cose  concordate  con il Commissario  dello  Stato  non  erano
  assolutamente  state  concordate, abbiamo quindi  subito  anche  le
  bugie  che  ad  oltranza  in  questi ultimi  tre  mesi  sono  state
  propinate ai parlamentari.
   Oggi  quattro disegni di legge, l'898, l'899, il 900   e  il  901,
  considerati i commi impugnati tra i quali spiccano quelli  relativi
  agli  accantonamenti negativi la cui bocciatura comporta un  taglio
  più  pesante  a  tutte  le  voci che  io  poc'anzi  ho  elencato  -
  collegamenti marittimi, trasporto pubblico locale, autonomie locali
  e  quant'altro  -  oggi noi non possiamo che dare un  contributo  a
  ridurre  i  danni  con  la nostra astensione dalla  possibilità  di
  procedere all'approvazione del disegno di legge 898, che è  l'unico
  che  consente  di mettere in piedi la manovra dal  punto  di  vista
  tecnico.
   Dopo di che tutte le altre scelte contenute negli altri disegni di
  legge  che sarebbe stato giusto sottoporre ad un chiarimento perché
  non  sarebbe  equo  per  i siciliani per un  verso  assistere  alla
  falcidia  nei  confronti  del  trasporto  pubblico  locale  e   dei
  collegamenti marittimi e per un altro verso invece procedere ad una
  arbitraria distribuzione della spesa negli altri disegni  di  legge
  non sottoposta e non subordinata invece ad un ripensamento e ad  un
  approfondimento.
   Allora, per questo Presidente, noi ci asteniamo ma per questo  noi
  chiediamo nuovamente che questo Governo abbia oggi un motivo in più
  per tagliare la corda.
   Diceva  Andreotti:  Meglio tirare a campare che tirare le  cuoia .
  Questo  Governo  oggi ha trovato un motivo per cui  invece  sarebbe
  meglio   politicamente  tirare  le  cuoia  e  andarsene   a   casa.
  L'assessore  Armao è il principe, il campione di questa situazione,
  è  il  simbolo in questa fotografia del fallimento e del  disastro.
  Gli  suggerirei  di  dimettersi senza  ulteriori  richieste  perché
  altrimenti  alla  ripresa dei lavori di Aula noi saremmo  costretti
  oltre  alla  mozione  di  sfiducia  nei  confronti  del  Presidente
  Lombardo  a  lavorare  ad  una mozione  di  sfiducia  che  riguarda
  personalmente il disastroso operato dell'assessore Armao.

   PRESIDENTE. L'onorevole Romano ha firmato l'ordine del giorno  che
  l'Aula ha approvato qualche minuto fa.

   INCARDONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  brevemente  per  sottolineare, per fare mie le  considerazioni  che
  sono state svolte qui sul fallimento del Governo regionale, ma  per
  evidenziare  una differenza di giudizio di richiesta  all'Assessore
  Armao.
   Io  non  penso che l'assessore Armao si debba dimettere perché  ha
  fallito, io sono intimamente convinto che l'assessore Armao anzichè
  dimettersi, nel senso di dovere dichiarare il suo fallimento, debba
  invece lasciare Lombardo solo, perché sono convinto che Lombardo  è
  l'artefice,  come sua abitudine, di questo due passi avanti  e  tre
  indietro su ogni norma e su ogni contenuto della finanziaria. Cioè,
  oggi l'assessore Armao rappresenta dal mio punto di vista una delle
  tante  vittime, uno dei 5 milioni e 900 mila vittime  siciliane  di
  Lombardo  e  quindi, Assessore, lei deve fare  un  gesto  che  deve
  essere  quello di andare da Lombardo e convincerlo a  dimettersi  e
  lasciare lui non lei il Governo.
     Deve  essere  Lombardo che si deve dimettere. E  noi  confidiamo
  nella sua intelligenza e nella sua capacità di convincerlo.
   Lombardo,  lasci  la Presidenza della Regione, si  dimetta  subito
  perché  ogni suo atto, ogni sua espressione durante questi  anni  è
  stato  un  fallimento costante e continuo, un prima  avanti  e  poi
  indietro su tutto, su tutto. Quattro mesi per fare un bilancio  non
  si  erano mai avuti, non era stato mai necessario impegnare quattro
  mesi per fare un bilancio della Regione siciliana.
   Lombardo  dovrebbe capirle queste cose: ma lui  è  attaccato  alla
  poltrona. Lei invece che oggi è qui in veste di tecnico,  in  veste
  di  esperto per la sua competenza professionale. Bene, io penso che
  abbia  anche  la forza e il coraggio di dire a Lombardo   basta'
  forse  glielo sta dicendo già al telefono  Quindi eventualmente  se
  non  riuscisse a convincere Lombardo a lasciare la Presidenza della
  Regione  e  quindi  a liberare la Sicilia, allora,  a  quel  punto,
  Assessore,  per  la  stima che nutro nei suoi  confronti,  lei  non
  dovrebbe  dimettersi  nel  senso  che  abbiamo  detto  poc'anzi  ma
  dovrebbe  lasciare il Governo e lasciare quindi solo  Lombardo  per
  dire   a  questo punto veditela tu  Non ti possiamo stare  accanto,
  resta  solo,  tanto  solo  sei  nel governare',  perché  tanto  gli
  Assessori  non  passano, non contano, non hanno parola,  non  hanno
  voce  in  capitolo.  E  quindi  sono costretti  addirittura  perché
  l'Assessore,  io  sono convinto che l'Assessore che  lei  se  fosse
  stato  nelle  condizioni di potere dettare una linea  nel  bilancio
  della  Regione,  della  Finanziaria  l'avrebbe  fatto  con  la  sua
  caparbietà.  Ma  io  sono convinto invece che  Lombardo  una  volta
  ascolta  lei,  una  volta ascolta il dirigente  generale.  Poi  per
  verificare ancora se il dirigente generale gli sta dicendo una cosa
  che  non  è  vera ascolta l'altro dirigente o chiama  possibilmente
  qualcuno, qualche dirigente del Comune o di altro ente per  sapere.
  E  quindi sono convinto che lui non si sa più raccapezzare.  Questa
  sua  confusione poi naturalmente si riversa sugli assessori che non
  solo  hanno  il  necessario dovere di sentire quello  che  dice  il
  Presidente,  ma  che  non hanno da parte loro la  forza  di  essere
  appunto  dei  politici  e quindi con un consenso  alle  spalle  che
  consente di dire al Presidente  no, questo non lo faccio'.
   Tutto questo comporta una debolezza che ormai è troppo evidente e,
  quindi,  caro assessore, convinca il presidente Lombardo a lasciare
  libera la Sicilia o, se non dovesse farlo, lo lasci solo lei.

   SCILLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA. Signor presidente, onorevoli colleghi, intervengo dopo che
  sono   intervenuti  sia  il  mio  capogruppo  che  il  mio  collega
  Incardona

   CRACOLICI.   Cimino, iscriviti a parlare.

   SCILLA.     Onorevole Cracolici, io intervengo per fare  chiarezza
  rispetto a ciò che ha detto l'onorevole Incardona perché secondo me
  questa  sera, mentre si sta assumendo l'atteggiamento  non  consono
  con  la drammaticità dell'evento che stiamo vivendo, perché  non  è
  soltanto  l'assessore Armao che deve andare a casa,  non  solo  gli
  altri assessori che devono andare a casa, ma penso che davvero oggi
  debba essere l'intero Governo a capire che non è in grado di potere
  amministrare questa Regione.
   Questo  Governo  e questa pseudo-maggioranza ribaltonista  che  lo
  sostiene perché, ancora una volta, al di là dei sorrisi ironici, se
  non ci fosse stata l'opposizione, dal mio punto di vista in maniera
  errata,   a   rimanere  in  Aula  per  mantenere  i  numeri,   oggi
  probabilmente,  si  compiva  un  atto  che  avrebbe  avuto  effetti
  positivi  per  la Sicilia, perché noi stiamo soltanto rinviando  un
  problema  che, ormai, produrrà effetti devastanti per  la  Sicilia,
  perché  il  bilancio e la finanziaria dimostrano che si  basano  su
  numeri  falsi, su numeri non veri. Ancora una volta il  Commissario
  dello  Stato  interviene   - prima era una  eccezione  ora  diventa
  assolutamente una regola - per bloccare i lavori che questo Governo
  ha  proposto. Ancora una volta il Commissario dello Stato  ci  dice
  semplicemente  di capire quali sono le vere entrate della  Regione,
  quali  sono le vere spese. E allora se non ci rendiamo conto che  è
  finita  la  epoca  delle  clientele,  che  è  finita  l'epoca   dei
  consulenti, che è finita l'epoca della tabella H e non si riesce  a
  capire  che  bisogna mettere al centro gli interessi dei lavoratori
  siciliani, delle imprese siciliane, questa Sicilia non avrà futuro
  E allora dal mio punto di vista, è l'ultima volta che l'opposizione
  deve  dare soccorso a questo Governo, a questa maggioranza che sono
  assolutamente  insufficienti  sul  piano  politico  e   sul   piano
  amministrativo a potere dare risposte vere.
   Il  bilancio  è  falso, il bilancio è falso  Il Commissario  dello
  Stato è stato chiaro bocciando di fatto l'articolo 1 perché non c'è
  chiarezza  sulle vere entrate. Allora, questo Governo fallisce,  si
  dimostra  indegno  solo perché non è riuscito a  fare  ciò  che  la
  Sicilia  ha  bisogno,  cioè  eliminare  gli  sprechi,  tagliare  le
  clientele,  tagliare  tutto  ciò che non  serve  alla  Sicilia,  ai
  siciliani.
   Allora,  noi come opposizione abbiamo fatto una scelta: quella  di
  rimanere  in Aula. Dal mio punto di vista, lo ripeto, è una  scelta
  sbagliata,  una  scelta  scellerata, perché  non  comprendiamo  che
  vogliamo  fare del bene alla Sicilia, vogliamo dare  un  futuro  ai
  siciliani  non c'è altra scelta o meglio c'è soltanto  una  scelta:
  quella  di mandare a casa il presidente Lombardo con questo  gruppo
  di  assessori tecnici incapaci di capire realmente quelle che  sono
  le vere esigenze della società siciliana.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


        Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
         legge «Autorizzazione ricorso operazioni finanziarie»
                                (898/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
   del   disegno   di   legge   «Autorizzazione   ricorso   operazioni
   finanziarie» (DDL N. 898/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            58
   Votanti             57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          45
   Contrari             1
   Astenuti            11

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  apprezzate  le  circostanze,  la  seduta   è
  rinviata  a  mercoledì,  9 maggio 2012,  alle  ore  16.00,  con  il
  seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  - Comunicazioni

  II  -   Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del
  Regolamento interno, di interrogazioni e interpellanze della
  rubrica:  infrastrutture e mobilità
  III  -  Discussione dei disegni di legge:
   1) Determinazione Fondi globali. (n. 899/A)

   2)  Norme  in materia di entrata. Finanziamento di leggi  di
  spesa. (n. 900/A)

                   La seduta è tolta alle ore 20.21

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
                            alle ore 22.00

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli