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Resoconto d'Aula della Seduta n. 349 di mercoledì 16 maggio 2012
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   Presidenza del presidente Cascio


   MUSOTTO,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art 127) sono effettuate mediante  procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lentini e Ammatuna sono  in
  congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
  legge:

   -   Interventi finanziari urgenti a favore della Fondazione Teatro
  Massimo di Palermo, della Fondazione Orchestra sinfonica siciliana,
  dell'Ente  autonomo regionale Teatro Vincenzo Bellini  di  Catania,
  dell'Associazione  Ente  Teatro  di  Sicilia  stabile  di  Catania,
  dell'Associazione  Teatro  Biondo  stabile  di  Palermo,  dell'Ente
  Autonomo regionale Teatro di Messina.  (n. 903)
   di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Barbagallo,
  Raia,  Pogliese, Giuffrida, Lupo, Mattarella, Rinaldi e Formica  in
  data 11 maggio  2012.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Mineo  è  da  intendersi  in
  missione per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissione legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -    Natura   giuridica  delle  Camere  di  commercio,  industria,
  artigianato  e  agricoltura.  Applicabilità  degli  articoli  16  e
  seguenti della legge regionale n. 11/2010. (n. 894)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 9 maggio 2012.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Apertura stagione venatoria 2012. (n. 893)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 9 maggio 2012.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Piena integrazione della persona con D.S.A. (n. 889)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 9 maggio 2012, parere V.

   - Norme per regolamentare il gioco lecito. (n. 892)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 9 maggio 2012, parere I.

   -  Sistema  integrato  dei servizi sociali e socio-sanitari  nella
  regione. (n. 895)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 9 maggio 2012, parere I.

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
  alla Commissione:

                       AFFARI  ISTITUZIONALI (I)

   -   Camera   di  commercio  di  Trapani.  Designazione  componente
  effettivo in seno al collegio dei revisori dei conti. (n. 226/I).
   pervenuto in data 7 maggio 2012 e inviato in data 9 maggio 2012.

   -   Camera  di  Commercio  di  Siracusa.  Designazione  componente
  effettivo in seno al collegio dei revisori dei conti. (n. 227/I).
   pervenuto in data 7 maggio 2012 e inviato in data 9 maggio 2012.

   -  Camera di Commercio di Enna. Designazione compo-nente effettivo
  in seno al collegio dei revisori dei conti. (n. 228/I).
   pervenuto in data 7 maggio 2012 e inviato in data 9 maggio 2012.

   -   Camera  di  Commercio  di  Messina.  Designazione  compo-nente
  effettivo in seno al collegio dei revisori dei conti. (n. 229/I).
   pervenuto in data 7 maggio 2012 e inviato in data 9 maggio 2012.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2541  -  Iniziative per il recupero dei finanziamenti  europei
  atti al completamento del nuovo porto commerciale di Augusta (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2542 - Notizie sulla grave soppressione della condotta agraria
  di Augusta (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo
   N.  2543  -  Attivazione  di  corsi  e  conferenze,  nelle  scuole
  siciliane di ogni ordine e grado, per la sensibilizzazione  all'uso
  della bicicletta come mezzo di trasporto urbano.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le  interrogazioni testè  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  2540  - Notizie in ordine alla regolarità dei bandi pubblicati
  per  l'espletamento di lavori di manutenzione presso il  Comune  di
  Adrano (CT).
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari: Leontini Innocenzo; Torregrossa Raimondo

   Avverto  che  l'interrogazione sarà  inviata  al  Governo  e  alla
  competente Commissione.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N. 2544 - Notizie sul servizio di desalinizzazione delle acque nel
  territorio regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Parlavecchio Mario

   N.   2545  -  Incompatibilità  dell'incarico  di  consigliere   di
  amministrazione  della  fondazione  Orchestra  sinfonica  siciliana
  conferito al prof. Antonio Cognata, sovrintendente della fondazione
  Teatro Massimo, per conflitto di interessi.
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Greco Giovanni

   N.  2546 - Chiarimenti in merito al mancato utilizzo del corpo  di
  ballo  del Teatro Massimo e alla scritturazione della Compagnia  di
  Kiev.
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Greco Giovanni

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

    Comunicazione relativa agli ordini del giorno numeri 682, 690 e
                                  691

   PRESIDENTE.  Comunico  che, a seguito di coordinamento  finale,  i
  titoli  degli  ordini del giorno n. 682, n. 690 e n. 691, accettati
  come  raccomandazione dal Governo nella seduta  n.  344  del  17-18
  aprile 2012,  sono rispettivamente i seguenti:

   N.  682  -   Interventi urgenti presso il Governo nazionale  e  la
  Commissione  europea, mirati alla revisione  dei  regolamenti   che
  disciplinano  l'applicazione dei regimi di aiuto  in  'de  minimis'
  (cosiddetti aiuti 'di importo minore');
   N.  690  -   Iniziative  in  favore  del  Comune  di  Palermo  per
  assicurare il proseguimento della società GESIP s.r.l.  ;
   N.  691  -  Assegnazioni agli enti locali e corresponsione  di  un
  contributo straordinario in favore delle imprese commerciali .

   L'Assemblea ne prende atto.

  Rinvio dello svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
     Regolamento  interno, di interrogazioni e interpellanze della
                  rubrica  Infrastrutture e mobilità

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  svolgimento,  ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno,   di   interrogazioni  ed  interpellanze   della   rubrica
   Infrastrutture e mobilità .
   Comunico che in data 14 maggio 2012 è pervenuta dall'Assessore per
  le Infrastrutture e la mobilità, dottor Pier Carmelo Russo, la nota
  prot. 46176, protocollata al numero 4403/AulaPg del 15 maggio 2012,
  della quale do lettura:

   «Con  riferimento alla seduta d'Aula convocata il 16 maggio  2012,
  nella   quale   è   previsto,  tra  l'altro,  lo   svolgimento   di
  interrogazioni  ed  interpellanze della rubrica   Infrastrutture  e
  mobilità ,   si  rappresenta  l'impossibilità  dello  scrivente   a
  partecipare  a  causa della concomitante convocazione  a  Roma,  da
  parte  della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della  riunione
  relativa all'operatività dell'aeroporto di Comiso.
   Si  chiede,  pertanto, a codesta Presidenza il differimento  della
  trattazione delle suddette interrogazioni ad altra data».

   Pertanto, lo svolgimento della rubrica  Infrastrutture e mobilità'
  é rinviato ad altra data.

             Rinvio della discussione di disegni di legge

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III  punto  all'ordine  del   giorno:
  discussione di disegni di legge.
   Onorevoli colleghi, comunico che, con nota prot. 3096/Gab  del  15
  maggio  2012,  protocollata  al numero 4439/AulaPg  in  pari  data,
  l'assessore  per l'economia, avvocato Gaetano Armao, ha  trasmesso,
  per   le   determinazioni  di  competenza,   l'allegata   richiesta
  proveniente dalla Ragioneria Generale e connessa all'esigenza di un
  differimento   della  trattazione  dei  disegni  di   legge   posti
  all'ordine del giorno della seduta dell'ARS di mercoledì 16  maggio
  2012.
   Dò  lettura della nota prot. n. 29423 del 15 maggio 2012, a  firma
  del Ragioniere Generale della Regione, dottor Biagio Bossone:

   «In  relazione a recenti confronti con gli organi statali è emersa
  l'esigenza   di   approfondimenti  e  verifiche  che   inducono   a
  prospettare  l'opportunità  di  differire  di  qualche  giorno   la
  trattazione  dei  disegni di legge in oggetto, al  fine  di  meglio
  calibrare   le  misure  finanziarie  da  adottare,  con   opportuni
  emendamenti, ai testi posti all'esame dell'Aula».

   Onorevoli  colleghi, in considerazione delle superiori  richieste,
  rinvio la trattazione del III punto dell'ordine del giorno.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il rinvio  della
  seduta  odierna  certamente mette a nudo  una  serie  di  questioni
  aperte, per cui mi rivolgo a lei, signor Presidente, che non ha mai
  svolto  un semplice e mero ruolo notarile in questo Parlamento,  ma
  di  fatto  è stato protagonista, ha partecipato, ha dato contributi
  importanti   ed  essenziali  per  le  attività  di  quest'Assemblea
  parlamentare.
   Noi oggi ci troviamo di fronte a due vicende che, rispetto a tante
  altre, rischiano di creare non solo problemi di ordine pubblico, ma
  anche  un grave e grande disagio economico e sociale in una Sicilia
  che certamente non è una regione della ricca Germania.
   Oggi,   alle  11.00,  l'onorevole  Savona  ha  convocato   la   II
  Commissione per capire e comprendere per intero dei numeri che sono
  ballerini  nonché la questione che riguarda l'avviamento al  lavoro
  di ventisettemila persone.
   Ieri  non  si  è trovato modo di comprendere quante risorse  siano
  necessarie,  quante  disponibili  ve  ne  sino  sul  PSR,  con  una
  situazione che può scoppiare da un minuto all'altro, perché ad oggi
  questa  Regione non è nelle condizioni di comprendere e capire  che
  risposte  dare,  quelle risposte che la gente ormai  non  chiede  a
  soggetti precisi ma alla politica.
   Ormai  tutto si chiede alla politica, c'era un tempo in cui  tutto
  si chiedeva alle divinità, agli dei, oggi si chiede alla politica.
   Signor  Presidente,  in  ordine a questo problema,  le  chiedo  di
  intervenire  nelle  forme  e nei modi che  riterrà  più  utili  per
  attenzionare questa vicenda, considerato che la norma impugnata sul
  mutuo  potrà  essere promulgata solo dopo il 5  giugno  e  che,  se
  sommata ad un'altra che andrà a scoppiare nelle prossime settimane,
  riguarderà questa volta non qualche centinaio di persone  ma  altri
  ventiduemila  contrattisti siciliani che, dopo il 31 dicembre,  non
  potranno proseguire le loro attività. E il Commissario dello  Stato
  ha  detto che il Parlamento non ha competenza relativamente ad  una
  norma che proponeva la proroga, al 31 dicembre 2013.
   Noi  ci  ritroveremo, nei prossimi mesi, ad avere  circa  50  mila
  persone  fuori dal campo del lavoro e non stiamo parlando del  caso
  degli operai forestali, ma stiamo parlando di quel settore che, nei
  tanti Comuni siciliani, rappresenta l'unico comparto con 100,  200,
  300,  400 unità lavorative, che mette in condizione di poter creare
  reddito  per tutte le altre attività (dal commercio, alle  attività
  artigianali)   cioè,   sostanzialmente   il   sostentamento   quasi
  alimentare  arriva  da  queste  risorse,  dai  salari  che  vengono
  percepiti dagli operai forestali.
   Signor  Presidente, siccome tutti noi siamo consapevoli di  essere
  ormai  alle ultime settimane di legislatura, così come ci dicono  i
  giornali,  come  ci ha dichiarato il Presidente della  Regione,  la
  pregherei non di assumere ruoli suppletivi, perché il Governo  c'è,
  non  è  in  Aula  ma c'è, ma cominciare da oggi a fare  assumere  a
  questo  Parlamento  un  ruolo che confermi  la  dignità  di  questa
  Assemblea  legislativa  e, al tempo stesso,  impedisca  una  deriva
  qualunquistica,  una  deriva che ci porterà  alla  delegittimazione
  complessiva  non  solo  dei  Parlamentari  ma  della   politica   e
  l'alternativa  alla  politica è altro, e  sicuramente  non  rientra
  nelle regole della democrazia.
   Signor  Presidente, consapevole della sua sensibilità,  del  ruolo
  che  ha  svolto  in  questi anni, la prego di  essere  puntualmente
  presente  in  queste vicende, sulla vicenda dei forestali  e  sulla
  vicenda  dei  contrattisti, chiedendo l'incontro sia al  Presidente
  della   Camera,  al  Presidente  del  Senato,  e  magari  facendosi
  promotore  di  un  incontro  con  tutti  i  Parlamentari  nazionali
  siciliani,  affinché  si  possa  attenzionare  una  questione   che
  riguarda  -  ripeto  -  22  mila persone; poi  si  potrà  discutere
  all'infinito sul luogo, funzioni, responsabilità.
   Di  fatto, oggi, la Sicilia rischia di perdere qualcosa come quasi
  50  mila persone, numeri che hanno carattere biblico e non  c'è  né
  esagerazione né eccesso nel riportarli.
   Signor  Presidente, la invito ad assumere, nella sua  funzione  di
  Presidente  di questa Assemblea, le iniziative necessarie  affinché
  non  cada  tutto  in  un caos, non cada tutto nella  difficoltà  di
  individuare punti di responsabilità e punti di assunzione di atti e
  di provvedimenti.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non vi è dubbio che la  Presidenza
  si  assumerà tutte le responsabilità che il momento storico impone,
  ma  non  vi  è  dubbio che anche la richiesta di rinvio  di  questa
  seduta  da  parte del Governo, dalla Ragioneria generale,  serve  -
  credo  -  e servirà a focalizzare la risoluzione dei problemi  che,
  onorevole Panepinto, ci stanno molto a cuore e che sono soprattutto
  quelli dei forestali, dei contrattisti degli enti locali, ma  anche
  dei  teatri, perché anche nel settore culturale in Sicilia si muove
  un  indotto  molto  importante. Per cui, se la  seduta  oggi  verrà
  rinviata,  verrà  rinviata  per  trovare  una  soluzione  a  questi
  problemi  che  sono  i problemi più urgenti in  questo  momento  in
  Sicilia.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  iscrivo  a
  questo esercizio retorico della dialettica perché, da quello che si
  legge  nelle  ultime settimane, ci sono colleghi che  si  ergono  a
  paladini  di  situazioni che sono improponibili  e,  come  oggi  ci
  scrive  l'assessore  Armao,  naturalmente  viene  rimangiato  tutto
  quello   che  è  stato  affermato,  al  contrario,  in  Commissione
  Bilancio.
   Qualcuno   si   è   assunto,  ed  è  stata  la   maggioranza,   la
  responsabilità  di trasmettere in Aula testi che  già  conoscevamo,
  che  non potevano avere nessun tipo di sbocco legislativo. Lo hanno
  fatto con un atto di arroganza e infatti, quando abbiamo lasciato i
  lavori della Commissione la settimana scorsa, loro hanno rilanciato
  cercando  di  tappare diversi buchi con proposte  che  non  reggono
  sotto il profilo finanziario ed economico.
   Signor Presidente, lei forse più di me è preoccupato di quello che
  potrà  accadere nelle prossime ore in Sicilia. Non ci sono soltanto
  i  27 mila forestali, i 22 mila precari, ci sono i 2 mila operatori
  dei   trasporti,  ma  ci  sono  soprattutto  quelle   imprese   che
  aspettavano,  con  la copertura del cofinanziamento  regionale,  un
  miliardo di euro di fondi europei.
   Sappiamo  bene  che  questa scelta del  Governo  ha  distrutto  la
  Sicilia, dove la copertura era stata data con il cosiddetto mutuo e
  oggi  perderemo un treno che non è quantificabile sotto il  profilo
  economico. Questo non può passare nel silenzio di un'Assemblea  che
  aspetta la seduta della Commissione Bilancio di questa mattina, che
  non risolverà nulla. Non si può risolvere nulla, dato che le scelte
  fatte  sul  bilancio sono state scelte che hanno messo in ginocchio
  la Sicilia.
   Abbiamo  invocato  le  dimissioni dell'assessore  per  l'economia,
  Gaetano  Armao,  proprio per dare credibilità,  in  questo  momento
  storico, agli interlocutori che devono aiutare la Sicilia che, come
  ha  detto  l'onorevole Panepinto, non stanno  in  questa  terra  ma
  stanno  al  governo  centrale.  Non credo  che  ci  possano  essere
  presidenti  della Camera e del Senato, parlamentari nazionali,  che
  hanno  la  volontà  di  riparare quello  che  è  stato  danneggiato
  irrimediabilmente dall'assessore per l'economia.
   Mi  sembra  che la politica, prima di chiedere a Roma,  deve  dare
  dimostrazione  che questo è possibile secondo la credibilità  delle
  proposte, ma soprattutto di chi le deve rappresentare.
   Ci  presenteremo  in Commissione Bilancio ponendo come  condizione
  che  l'assessore  per  l'economia non  possa  rappresentare  queste
  gravose  istanze in nessun tavolo perché, quando lo ha  fatto,  non
  solo  ha  portato delle notizie non corrispondenti al vero,  ma  ha
  fatto   perdere  di  credibilità  il  Governo  regionale  e  questo
  Parlamento.
   Non  è possibile, perché questo Parlamento oggi ha davanti un muro
  invalicabile  che  è  fatto  anche di  soggettività  rispetto  alle
  rappresentazioni e alle rivendicazioni che la Sicilia deve fare.

   CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo   sia
  indispensabile,  oggi  più che mai, continuare  a  lavorare  e  non
  sospendere i lavori di questa seduta.
   Ritengo  che il momento buio che sta vivendo il nostro  Parlamento
  sia  un momento di grande difficoltà e di emergenza. Con l'assenza,
  la  latitanza,  l'incompetenza, l'inadeguatezza del  Governo  della
  Regione,  è  indispensabile che le redini di questo percorso  possa
  assumerle direttamente l'Assemblea regionale siciliana, con i  suoi
  Uffici, con i suoi tecnici, con le sue professionalità, con le  sue
  esperienze.
   Signor  Presidente,  quando una finanziaria,  quando  un  bilancio
  viene  in parte impugnato, di fatto la responsabilità è del Governo
  che ha proposto quella finanziaria e quel bilancio.
   Ma  quando questa situazione viene più volte reiterata,  allora  è
  necessario  che  il  Governo si faccia  da  parte  ed  essendo  gli
  strumenti  finanziari strumenti propri del Parlamento, tecnicamente
  l'Assemblea,  con  i  suoi vertici, deve poter  fare  una  proposta
  alternativa  e seria per fare recuperare credibilità, autorevolezza
  e buon gusto ad un'Aula che, negli anni e nella storia, ha avuto un
  ruolo determinante.
   Oggi la Sicilia non è soltanto commissariata, come gli amici della
  minoranza  nel  tempo  hanno sostenuto, oggi  purtroppo  la  nostra
  Regione  è  totalmente  ingessata, tutte  le  ragionerie  dei  vari
  assessorati regionali non riescono a dare nessuna risposta a quanti
  hanno  lavorato e hanno operato per la Sicilia, non vi  è  un  solo
  dipartimento che riesce ad erogare e dare risposte concrete sia  di
  fondi  regionali, sia di fondi europei, sia di spesa corrente,  sia
  di investimenti.
   Indipendentemente  dai  ruoli  che abbiamo  in  quest'Aula,  siamo
  deputasti  regionali che vogliamo poter tutelare gli  interessi  di
  questa  nostra Terra. Basta con l'opposizione e con la maggioranza.
  Ciascuno  di  noi,  rispetto alla propria esperienza,  deve  potere
  creare le condizioni per mettere in moto la macchina regionale, con
  gli uffici del Bilancio e dell'Assemblea.
   Non   è  corretto  dare  sempre  la  colpa  alla  nostra  pubblica
  Amministrazione  e  alla  nostra  burocrazia,  oggi  vi  sono   gli
  strumenti della finanza regionale che sono totalmente congelati.
   E  allora  ai  vertici dell'Assemblea va l'onere, per  non  essere
  accusati  di  omissione  colposa, di creare  le  condizioni  perché
  quest'Aula,  oggi stesso, possa votare una variazione  di  bilancio
  immediata, finendola con le sciocchezze che sono state proposte nei
  giorni passati dal Governo e cominciando a lavorare seriamente  con
  le  strutture  dell'Assemblea  regionale,  che  storicamente  hanno
  sempre  contribuito  a dare quei giusti suggerimenti  per  superare
  l'empasse che il Governo ha causato in questi giorni.

   D'ASERO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in un momento così
  difficile che va denunziato e che è motivo di forte critica,  oltre
  a  sottolineare  la  scarsa sensibilità che il Governo  ha  con  la
  dimostrata  assenza  anche in questa occasione,  ritengo  opportuno
  esprimere alcune considerazioni di carattere tecnico su quello  che
  è il momento che noi stiamo attraversando.
   Mi  permetto di dire, signor Presidente, che l'Aula, l'Istituzione
  che  noi  rappresentiamo e di cui lei è il  massimo  garante,  deve
  potere,  non  solo  registrare  e denunciare,  ma  anche  sostenere
  percorsi che devono evitare il ripetersi di momenti di disastro.
   Quanto  al  problema dei precari, signor Presidente,  nel  2010  è
  stata approvata da questa Assemblea la legge 24, che ipotizzava  la
  stabilizzazione del personale precario ed individuava  un  percorso
  di  cui  il  Governo doveva farsi carico e che, nella  sostanza,  è
  stato solo motivo di critica a chi sollecitava quel percorso.
   Io lo ebbi a fare in questa sede alla fine del 2010 dopo che, come
  tutti  ricorderanno,  ci  fu un primo momento  in  cui  il  Governo
  nazionale  ebbe ad eccepire sul patto di stabilità una riserva  sul
  problema  del  precariato e - se vi ricordate  -  l'allora  Governo
  organizzò  all'Albergo delle Povere un'assemblea dei sindaci  e  di
  tutti  coloro  i quali hanno voluto partecipare. Sommessamente  io,
  assieme  ad  altri  colleghi, partecipai; però  non  abbiamo  avuto
  diritto  di  parola perché il Governo anche questo aveva stabilito,
  zittirci,  però  in  questa  sede,  dopo  quell'incontro,   abbiamo
  denunziato  che  i  tempi  dovevano essere  motivo  di  una  nostra
  dimostrata  attività  e  di  una nostra dimostrata  sensibilità.  E
  questo perché il Governo nazionale ci disse che avrebbe consentito,
  ancora  una  volta,  una  deroga al  patto  di  stabilità,  se  noi
  prendevamo  coscienza di questo peso, di questo  costo,  di  questa
  realtà che la Sicilia oggi ha, che deve determinare un rapporto tra
  costo  e  servizio, una rivisitazione delle piante organiche  degli
  enti locali, una capacità di capire come determinare il processo di
  stabilizzazione.
   Bene,  in  quest'Aula qualcuno ebbe a dirmi che  forse  io  me  la
  prendevo troppo.
   Dopo   quella   occasione,  in  riferimento  sempre  allo   stesso
  ragionamento,   nel  marzo  2011,  in  occasione  dell'approvazione
  dell'ennesimo esercizio provvisorio - che, ahimè, questo Governo ha
  continuato a regalarci e continua ancora oggi a regalarci -,  nella
  precarietà   sottolineò   sempre  lo   stesso   argomento,   perché
  sicuramente  siamo già sulla posizione di inadempienti,  siamo  già
   ripetenti    e   quindi   dobbiamo  per   tempo   avviare   questo
  ragionamento. Non se ne fece niente
   In  Commissione  Bilancio  ebbi  a  ripeterlo  quando  il  Governo
  illustrava  le  sue linee di intervento, quando le audizioni  hanno
  portato,   con  i  rappresentanti  sindacali  delle  categorie,   a
  denunziare questo problema. Arrivammo al mese di ottobre  del  2011
  ed  io,  in questa sede, sollecitai ancora una volta che il periodo
  stava per scadere e che, pertanto, sull'argomento ci sarebbe stata,
  poi, una esplosione delle contraddizioni. Siamo a questo punto.  Io
  dico, quindi, che quando l'Assemblea avverte i problemi, avvista  i
  pericoli,  dobbiamo forse attivare procedure che devono mettere  in
  mora, che devono creare motivi di risposta obbligatoria, che devono
  dare  un report di quello che è il lavoro che anche il Governo deve
  pur  fare in questo senso. Ora siamo in questa condizione  in  cui,
  sicuramente,  si  è innestata una prima problematica  di  carattere
  sociale.
   E'  chiaro  che  ancora  una volta ribadiamo,  assieme  al  gruppo
  politico che rappresento, la necessità di capire cosa il Governo ha
  fatto,  cosa intende fare in questi giorni perché si possa  avviare
  un  ragionamento, che non può essere quello di accusare sempre  gli
  altri.
   Il  Governo  centrale  si è espresso; probabilmente  si  esprimerà
  ancora una volta, consentendoci ancora un momento di deroga, ma noi
  dobbiamo   essere  credibili  nel  proporre  qualche   momento   di
  organizzazione  di questa bomba sociale che va ad innescarsi.  Così
  come  l'altro  problema che sicuramente è oggetto della  difficoltà
  finanziaria sui forestali. Sicuramente, al di là degli annunci  che
  sono  diventati  poi  motivo di propaganda elettorale,  in  cui  il
  Governo  ha  detto che sicuramente 50.000 persone  non  andranno  a
  casa, questo ritengo che sia lo spirito, il senso di responsabilità
  che  tutti  sottolineiamo, perché nessuno vuole, in un  momento  di
  grande    crisi,    di   grande   tensione   sociale,    alimentare
  strumentalizzazioni.
   La  situazione,  però,  è  questa: in un momento  in  cui  risorse
  pubbliche   non  utilizzate,  fondi  comunitari  ancora   bloccati,
  situazioni  di grande disastro, noi dobbiamo pretendere  attraverso
  un'azione  di report  cosa il Governo ha fatto e cosa intende  fare
  in  questo  preciso  momento in cui, ancora una  volta,  per  avere
  un'ipotesi  di deroga, dobbiamo essere credibili nel  proporre  una
  nostra ipotesi di lavoro che veda come si determini un rapporto fra
  costi  e  servizi, pianta organica e impegno serio e razionale  del
  personale.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò  breve  per
  dire  che  siamo stupiti dalla mancanza del Governo  stamattina  in
  Aula, a fronte di un disagio fortissimo che si avverte in Sicilia e
  che noi tocchiamo con mano. Stamattina, venendo qui per partecipare
  ai  lavori d'Aula, ci siamo resi conto come dagli agricoltori  agli
  operatori dei teatri, dalla formazione ai trasporti è un  grido  di
  allarme  che  sale,  è un grido di allarme che ci  assale,  che  ci
  preoccupa  e  che  purtroppo non riesce ad essere raccolto  da  chi
  dovrebbe avere orecchie per sentire.
   Questo,  signor Presidente, è inaccettabile per l'Assemblea,  deve
  essere  inaccettabile  per  questa  Presidenza,  ma  soprattutto  è
  inaccettabile da parte dei siciliani.
   In questo momento rischiamo la vera paralisi della Sicilia, perché
  non  vi  è  la  possibilità di trasferire  le  somme  neanche  alle
  autonomie  locali.  Si deve ancora tenere la Conferenza  Regione  -
  Autonomie  locali e quindi si deve pensare al riparto  delle  somme
  per  le  autonomie locali che poi, in termini concreti, vuole  dire
  non poter pagare gli stipendi agli operatori dei trasporti pubblici
  locali,  agli  operatori dei settori per la  raccolta  dei  rifiuti
  solidi urbani.
   Oggi,  nella mia città di Messina, è stato proclamato lo  sciopero
  perché non riusciamo a pagare gli stipendi di maggio. Pur avendo la
  consapevolezza  che  siamo in un momento  di  grave  difficoltà,  è
  veramente  incomprensibile come si possa essere così  superficiali,
  come  si  possa rimandare di giorno in giorno, come  si  possa,  di
  volta  in  volta, scoprire che i conti non sono a posto e come,  di
  volta  in  volta, si scarichi il barile e si ricerchi  altrove  una
  responsabilità  che  è  qui, che è di  questo  Governo  e  che  noi
  vogliamo indicare ai siciliani.
   Signor   Presidente,  tante  volte  questa  Presidenza   è   stata
  sensibile, tante volte è autorevolmente intervenuta per cercare  di
  sollecitare finalmente un intervento concreto. Noi non siamo più in
  grado  di  spiegare  ai siciliani ciò che sta succedendo.  Noi  non
  siamo  più  in  grado di far capire ai lavoratori che non  possiamo
  pagare  gli stipendi perché altri non ci trasferiscono  i  fondi  e
  questo  riverbera di volta in volta. E arriverà fino  a  colpire  i
  ragazzi, i giovani, chi resta indietro, i servizi sociali, da qui a
  qualche settimana.
   Allora,  io  non so qual è la strategia che il Governo  in  questo
  momento vuole porre in essere.
   Non  so come dobbiamo scandire i tempi per giungere alla soluzione
  di una questione che abbiamo già posto nel mese di luglio dell'anno
  scorso  e  che  poi abbiamo ribadito a settembre,  a  ottobre  e  a
  gennaio, quando abbiamo detto che l'esercizio provvisorio altro non
  era  che  un modo per rinviare il problema, per dare poi  ad  altri
  questo peso e per non affrontarlo seriamente.
   Il  tempo,  purtroppo,  ci  ha dato ragione.  Siamo  stati  facili
  profeti.
   Signor  Presidente,  si  faccia carico di sollecitare  in  maniera
  incisiva il Governo perché venga subito in Aula, perché si affronti
  oggi la questione, in quanto rinviare oggi l'approvazione di questo
  disegno  di  legge sarebbe veramente insopportabile  da  parte  dei
  siciliani e comporterebbe l'aggravio di tanti problemi e l'aggravio
  di tanti costi.
   Non  pagare gli stipendi agli operatori del settore della raccolta
  dei  rifiuti  solidi urbani significa poi gravare  i  comuni  e  le
  aziende speciali di costi che diventano veramente insopportabili.
   Quindi, noi facciamo voti affinché la Presidenza si faccia  carico
  di  questa  necessità e speriamo che l'Assemblea  si  renda  conto,
  ciascuno per il proprio ruolo e per la propria funzione, che non  è
  più  tempo  di  rinviare, ma è tempo finalmente di fare,  di  agire
  nell'interesse dei siciliani.

   BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il vaso
  sia  ormai  colmo.  E' la situazione che ci vede  ormai  in  questi
  giorni fin dall'ultima seduta d'Aula ad oggi.
   Veda,  signor  Presidente,  io da deputato  dell'opposizione,  non
  certamente  da componente del Governo, già il giorno  dopo  che  si
  chiuse l'Aula la settimana scorsa, ero a conoscenza che la giornata
  di  oggi  forse  era  inutile, perché l'avere voluto  ulteriormente
  accelerare  tutto  un  insieme di processi sapendo  benissimo  -  e
  questo  è un fatto tecnico - che nel primo disegno di legge  numero
  899  -  e  i colleghi dell'opposizione devono saperle queste  cose,
  perché  non  si può non sapere un fatto tecnico - i 75  milioni  di
  euro che dovrebbero andare nei fondi globali non ci sono, ma questo
  non si sa oggi e la cosa strana, che mi stupisce - premesso che  il
  Governo oggi è assente, si è dato alla fuga - però, sinceramente lo
  si sapeva, io lo sapevo già da più di 5-6 giorni, perché di quei 75
  milioni di euro, sarò più preciso, ce ne sono forse 12.
   Il   Governo,  l'assessore,  chiunque  ruota  attorno  all'attuale
  Governo  deve prendere coscienza che ormai il fallimento è assoluto
  perché  un'operazione del genere, con tutte  le  persone  che  oggi
  manifestano là fuori, mette tutti noi in difficoltà, perché poi  ci
  si  confonde quando si parla dell'Assemblea e della Regione.  Bene,
  queste  sono  tutte responsabilità - che sia chiaro -  del  Governo
  della Regione, perché si poteva, aggiungo di più, tenuto conto  che
  è  inutile  trattare il primo testo e pertanto è fuori luogo  anche
  parlare  del secondo, in quanto era come posizionare quelle risorse
  nel secondo testo; a questo punto tutto ciò era chiaro da giorni se
  non, penso, anche da più tempo.
   Signor  Presidente,  credo che il Governo debba  essere  veramente
  cosciente  e  ritirare tutto perché non c'è nulla da fare,  si  può
  fare  solo  una  cosa e andarlo a dire a tutte queste  persone  che
  manifestano fuori, che per il momento il Governo non è in grado  di
  affrontare  questa  questione, forse attendere  una  variazione  di
  bilancio prima possibile a giugno.
   Io do la strada, visto che il Governo non riesce a trovarla, non è
  che  ci  voleva poi tanto, basta confrontarsi anche con gli  uffici
  della   nostra   Assemblea,  ai  quali  devo  riconoscere   qualità
  importanti in questo momento e, quindi, sospendere qualunque  cosa,
  non  farci tornare qui a perdere un'ulteriore giornata e  fare  una
  variazione  al momento opportuno quando il Governo avrà  chiaro  di
  cosa dispone.
   Altrimenti, potremmo ulteriormente, se oggi si andasse  avanti  su
  quei  testi,  andare  ad  una ulteriore cattiva  figura  di  questa
  Assemblea, figura che non merita, considerato che alcuni di noi  in
  quest'Assemblea  ci  siamo da tanti anni con dignità  e  devo  dire
  anche  con coerenza. Io, come tanti altri miei colleghi, non merito
  di essere mortificato da un Governo che non sa più cosa fare.
   Me  ne  dispiace per l'assessore Armao che, certamente, avrà fatto
  del suo meglio ma non è mestiere suo affrontare questo tema. Ci  ha
  rinviato  di  mese  in mese, noi siamo qui a  cercare  di  dare  un
  contributo,  l'abbiamo  dato  all'approvazione  dell'ultima  norma,
  abbiamo  tenuto il numero legale, abbiamo fatto tutto il possibile,
  tutto   ciò   che   un'opposizione  possa   fare   per   senso   di
  responsabilità, però oggi siamo arrivati al culmine.
   Signor Presidente, lei nel suo ruolo istituzionale deve fare delle
  valutazioni, affrontare con il Presidente della Regione, una  volta
  per  tutte,  questa materia, capire cosa effettivamente il  Governo
  possa   continuare ad affrontare, dopodiché cerchiamo  di  togliere
  questa spina che ormai è in un corto circuito continuo.
   Io  sono  perché si faccia il più possibile in Aula e si  sviluppi
  sempre un percorso condiviso, però adesso credo che non ci sia  più
  molto  da  sperare.  La  prova di oggi è eclatante:  al  banco  del
  Governo non c'è nessuno, in una situazione che può esplodere da  un
  momento   all'altro   anche   fuori  da   quest'Assemblea.   Signor
  Presidente, i disagi li conosciamo tutti, i trasporti sono ormai in
  una situazione che definire catastrofica è ben poco.
   Aggiungo di più, signor Presidente, il problema dei forestali che,
  giustamente,  sono  lì  ad appellare, e concludo,  il  loro  giusto
  risentimento  perché non si può arrivare all'ultimo momento,  siamo
  ormai  prossimi a giugno, ebbene i forestali porteranno  un  grande
  disagio  a questa Terra, perché si aggiungerà ad un altro problema,
  che  l'Assessore per l'agricoltura, ridendo, più volte, mi ha detto
  che  non  era un problema suo, quello che  non si potrà  quest'anno
  bruciare buona parte di alcune opere che erano invece possibili, se
  c'era  un  interesse del Governo ad affrontare,  veramente,  questo
  problema.
   Quest'anno  avremo un problema serissimo in Sicilia:  i  forestali
  non lavoreranno e tutto questo accumulo di materiale sarà miccia di
  incendi in tutta l'Isola.
   La situazione, credetemi, non è da sottovalutare. Pertanto, spero,
  signor  Presidente che in questi giorni, lei si  faccia  carico  di
  incontrare  il  Presidente della Regione  per  affrontare  le  cose
  possibili  e  non riunirci più in giornate inutili come  quella  di
  oggi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Apprendi.  Ne  ha
  facoltà.

   APPRENDI. Signor Presidente, l'assenza del Governo chiaramente non
  mi   agevola  nell'intervento  che  sto  per  fare  che   riguarda,
  specificatamente,  i problemi legati alla ex  Fiat,  non  mi  piace
  chiamarla  così,  però diciamo allo stabilimento  Fiat  di  Termini
  Imerese.
   Per   due   anni   abbiamo  seguito,  come  Commissione   Attività
  produttive, tutta questa vicenda che ha portato, l'1 dicembre 2011,
  alla  firma  di  un protocollo d'intesa che vedeva  protagonisti  i
  rappresentanti  del  Ministero  del lavoro,  i  rappresentanti  del
  Ministero  dell'industria, la società DR  Motor,  i  rappresentanti
  delle  organizzazioni  sindacali e la Regione  siciliana,  chiudere
  questo protocollo con alcuni paletti importanti che venivano messi,
  soprattutto  prevedendo che 640 lavoratori di  quello  stabilimento
  venissero  accompagnati  alla pensione e,  successivamente,  dall'1
  gennaio 2012, doveva iniziare l'attività in questo stabilimento.
   Ora,  le  proteste dei lavoratori di questi giorni, che  rimangono
  inascoltate  da  parte del Governo centrale,  devono,  secondo  me,
  investire   il   nostro   Parlamento,  perché   intanto   una   sua
  rappresentanza  ha  seguito tutta la vertenza  e,  poi,  perché  il
  Governo  nazionale,  nella  persona del ministro  Passera,  non  dà
  ascolto  alle  richieste di incontro che vengono rappresentate  sia
  dai lavoratori sia dalla stessa Commissione Attività produttive.
   C'è un'escalation che cresce: in questi giorni sono state occupate
  banche, è stato occupato l'ufficio delle entrate e il territorio  è
  in  grave sofferenza. Per cui, signor Presidente, ciò che le chiedo
  h  di intervenire nella sua persona, nel suo ruolo affinché sia  il
  ministro Passera sia il ministro Fornero ricevano le organizzazioni
  sindacali  per verificare la validità di quell'accordo,  perché  se
  quell'accordo ha una sua validità, allora bisogna pensare a  queste
  640  persone che devono andare in pensione che, in questo  momento,
  non  prendono né cassa integrazione e nemmeno stipendi  e,  quindi,
  avviare l'apertura di questo stabilimento con i primi lavori.
   Se  questo accordo non è più valido, allora bisogna decidere quali
  saranno  i  passi  successivi da fare.  Quindi,  le  chiedo  questo
  impegno specifico nella qualità di Presidente.
   L'altra  cosa di cui volevo parlare e qui, come è stato  detto  da
  chi  mi  ha preceduto, ci sono le piazza infiammate per i  problemi
  della crisi che sta coinvolgendo tutto il Paese, c'è un disegno  di
  legge  che ho presentato insieme ad altri parlamentari, insieme  al
  mio  partito,  che  riguarda  il  rapporto  fra  i  contribuenti  e
  l'ufficio delle riscossioni.
   Indipendentemente  dall'azione che fa il  Governo,  credo  che  il
  nostro Parlamento possa andare avanti e fare quei provvedimenti che
  possano  in qualche maniera aiutare i contribuenti che,  in  questo
  momento  -  sia  le  imprese  sia  i  singoli  cittadini   -   sono
  attanagliati dalla crisi.
   Le  chiedo,  signor  Presidente, di  far  sì  che  la  Commissione
  competente,  al  più  presto possibile, passi all'esame  di  questa
  legge.  Peraltro, la stessa Equitalia, a livello nazionale, l'altro
  giorno,  due giorni fa, ha abbassato i tassi dal 9 al 7 per  cento,
  quindi   sono  provvedimenti  che  possiamo  fare  e,  quindi,   il
  Parlamento può sganciarsi anche dal Governo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nemmeno a citare
  il  Governo  perché continua ad essere assente, vorrei  iniziare  a
  parlare  raccontando un aneddoto che riguardò il grande  Napoleone.
  Qualche  minuto dopo la battaglia di Waterloo, Napoleone chiese  ai
  suoi generali di convocare il Governo e uno di quei generali ebbe a
  dire:   Maestà, ce ne sono pochi perché sono rimasti coloro i quali
  non  hanno  ancora  tradito e coloro i quali  non  possono  tradire
  perché non hanno un prezzo .
   Mi  pare  di capire che il presidente Lombardo è stato tradito  da
  tutti   perché oggi nessuno dei suoi assessori è presente in  Aula.
  Ma  la  cosa  più grave è che ho l'impressione che oggi non  stanno
  tradendo  Lombardo questi assessori che continuano  ad  assentarsi,
  soprattutto  l'assessore per l'economia - che dovrebbe essere  qui,
  insieme  a  noi,  a  discutere di una vicenda così  drammatica  che
  riguarda il futuro di oltre 50.000 famiglie -, oggi stanno tradendo
  la Sicilia.
   Ed  è  una  cosa  insopportabile che noi,  come  opposizione,  non
  possiamo  né  accettare  né tanto meno  far  finta  di  non  capire
  l'assenza del Governo in un momento drammatico.
   Dovrebbe  essere  qui il Governo a spiegarci perché,  dopo  essere
  stati  convocati  di  mattina  proprio  perché  dovevamo  approvare
  urgentemente  il  provvedimento, dopo che hanno  avuto  altri  otto
  giorni  di tempo per apportare eventuali modifiche e per concordare
  col  Governo nazionale e col Commissario dello Stato, non sono  qui
  presenti.
   La  cosa drammatica, Presidente, è che non deve essere delegato il
  Presidente  dell'Assemblea a rappresentare  le  difficoltà  che  il
  Governo  ha; c'è un Presidente della Regione che, comprendiamo,  ha
  anche  altri problemi più importanti per la sua vita, ma c'è  anche
  un  Vicepresidente della Regione che non abbiamo mai visto, che non
  ha  mai  esercitato queste funzioni e che sarebbe  il  caso,  anche
  perché  è un esperto e fine giurista, che cominciasse ad esercitare
  queste funzioni e avesse il coraggio civile di venire in quest'Aula
  a rappresentare il Governo.
   Forse, si vergogna a rappresentare il Governo, forse non condivide
  le  scelte  di  questo  Governo, allora, sarebbe  il  caso  che  il
  Vicepresidente si dimettesse e passasse ad altri la mano di  questo
  ruolo così importante che deve essere esercitato nel momento in cui
  l'intero   Governo  e  soprattutto  il  suo  Presidente   sono   in
  difficoltà. Drammaticità del momento.
   Era  stato presentato come  il Governo dei migliori ,  il  Governo
  dei  tecnici ,  il  Governo  di coloro  i  quali  avrebbero  dovuto
  riformare  la  sanità,  i lavori pubblici,  le  infrastrutture,  il
  Governo  - così come spesso ha ribadito in Aula lo stesso assessore
  Armao  che finalmente aveva tagliato le mani ai politici fannulloni
  e  a  coloro  i  quali,  negli anni, avevano  sperperato  le  somme
  investite in Sicilia.
   Ma dov'è questo  Governo dei migliori ? Dov'è questo moralizzatore
  della  vita  pubblica siciliana che ci aveva detto che la  politica
  aveva  fallito e solo lui, dall'alto della sua esperienza  e  della
  sua  funzione  tecnica, poteva finalmente risanare  i  conti  ed  i
  bilanci della Sicilia?
   Credo che oggi si siano dati, per l'ennesima volta, alla fuga. Non
  vengono  in  Aula  a  rispondere alle interrogazioni,  non  vengono
  nemmeno in Aula a giustificare l'assenza di un piano per risanare i
  conti della Sicilia.
   Vedete,  a differenza di altri che alzano la voce per dire  adesso
  di essere contro questo Governo, io sono stato sempre contro questo
  Governo. Non ho, quindi, la necessità di rifarmi una verginità e di
  ricostruirmi  un'identità però credo, signor  Presidente,  che  sia
  giunto  il momento che questo Governo venga commissariato,  che  il
  Parlamento   assuma  su  di  sè  i  compiti  che  gli  sono   stati
  riconosciuti dalla legge, che i nostri funzionari, che sono  bravi,
  di  cui  tutti riconoscono il valore, finalmente comincino  a  fare
  sentire  la loro voce contro coloro i quali, pur esponenti politici
  di  un Governo tecnico ad oggi, dopo cinque mesi, non sono riusciti
  a  portare, in quest'Aula, un bilancio e non sono riusciti  a  dare
  risposte  concrete ai 27 mila forestali con tutto ciò che comporta,
  perché  veda,  signor  Presidente,  c'è  un'emergenza  incendi  che
  scatterà di qui a qualche giorno.
   Stamattina  per  venire a Palermo abbiamo avuto difficoltà  perché
  già  sulla  circonvallazione  vi erano  degli  incendi.  Non  siamo
  riusciti a proseguire con le macchine, siamo stati fermi per un po'
  di  tempo e se gli incendi sono già nella città di Palermo,  vorrei
  fare  riflettere  su  cosa succederà, da qui a  qualche  settimana,
  nelle nostre foreste e cosa succederà nel demanio forestale.
   Corriamo  il  rischio che ciò che abbiamo realizzato negli  ultimi
  anni con grossi sacrifici e con grande investimento venga distrutto
  dalle fiamme.
   Non possiamo continuare a perdere tempo. Non possiamo continuare a
  non  impiegare  gli  uomini dell'antincendio  della  forestale  che
  devono pulire percorsi, devono fare tutto ciò che è necessario  per
  impedire  che un incendio distrugga tutto quello che abbiamo  fatto
  in  questi  anni; e, perché no, parlare dei 22 mila  precari  degli
  enti locali per i quali questa Assemblea aveva dato delle soluzioni
  e  che il Governo non è riuscito a trasformare in atti concreti  e,
  perché  no,  gli  enti sordi, i ciechi, tutte  le  associazioni  di
  quelli  che  sono  stati inseriti nella tabella H perché  veramente
  bisognosi e che attendono risposte concrete.
   Signor  Presidente, desidero che lei abbia ancora una volta,  coma
  ha  dimostrato  nel  passato,  un  sussulto  di  dignità.  Oggi  il
  Parlamento non deve chiudere, oggi dobbiamo approvare ciò  che  era
  stato   messo   in  discussione  per  dare  risposte  concrete   ai
  lavoratori, per dare risposte concrete alla Sicilia.
   Oggi,  dobbiamo  continuare a rimanere in Aula  e  costringere  il
  Governo a venire in Aula ed a riferire su ciò che vuole fare,  come
  lo vuole fare, quando lo vuole fare.
   Non possiamo assolutamente accettare un rinvio sine die.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Digiacomo.  Ne  ha
  facoltà.

   DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la vicenda della
  quale  parlerò tra poco, ci ha visti entrambi protagonisti.  Non  è
  usuale  che  io pretenda l'attenzione della Presidenza ma  c'è  una
  ragione.  La  vicenda  della quale andrò  a  parlare  ci  ha  visto
  entrambi  protagonisti. Lei giovane assessore ai  trasporti  ed  io
  giovane  sindaco  di  Cosimo. Si tratta dell'aeroporto  di  Comiso.
  Entrambi  firmammo  una  convenzione  nella  quale  impegnavamo  45
  milioni di euro a valere sui fondi comunitari. Quella convenzione è
  stata  portata a termine, Presidente, i soldi sono stati  spesi,  è
  stato  costruito, chiavi in mano, uno degli aeroporti  più  moderni
  del Mediterraneo.
   Se lei ricorda, Presidente, nella convenzione mi faceva obbligo di
  individuare una società di gestione; la società di gestione è stata
  individuata con procedura europea. A contendersela sono  stati  due
  gruppi  di  valenza internazionale, uno facente capo  alla  SAC  di
  Catania  uno alla SEA di Milano. Sulla base d'asta di otto  milioni
  di  euro c'è stato un rilancio da parte della SEA che ha portato  a
  tredici  milioni  l'offerta,  uno della  SAC  che  l'ha  portata  a
  diciassette milioni di euro.
   Quindi,  l'aeroporto di Comiso non solo è fatto, ma ha  anche  una
  società ben capitalizzata per farlo partire.
   Deve sapere, signor Presidente, e devono sapere i deputati che  la
  vicenda  si  è  incagliata sul costo dei servizi di  assistenza  al
  volo.  Devo dire che, con tutte le difficoltà del caso, l'Assemblea
  e  il  Governo sono intervenuti, il Governo ha messo a disposizione
  per  le  operazioni di start up, se ricorda, 4,5 milioni  di  euro,
  pensando   che  questa  risorsa  fosse  ampiamente  sufficiente   a
  soddisfare le operazioni di avvio almeno per i primi quattro anni.
   Inopinatamente  l'ENAV  vuole  due  milioni  e  seicentomila  euro
  l'anno, ma la cosa grave è che cerca una fideiussione sine die  per
  quando,   esaurite queste risorse, qualcuno dovrà pagare i  servizi
  di assistenza al volo.
   Deve  sapere, signor Presidente, che in questo momento, in Italia,
  l'ENAV  paga i servizi di assistenza al volo di tutti gli aeroporti
  italiani,  compreso  Crotone dove si effettua circa  un  volo  alla
  settimana,  compreso  Albenga,  dove  fino  a  qualche   tempo   fa
  l'aeroporto era utilizzato quasi esclusivamente per voli di  stato,
  per portare un autorevole ministro del Governo italiano da Roma  ad
  Albenga e viceversa.
   Quindi, signor Presidente, Comiso, aeroporto che nasce per volontà
  del  Governo  siciliano, che l'ha visto protagonista,  unico  nuovo
  aeroporto  non  solo in Sicilia ma in Italia - non  ci  sono  altri
  aeroporti  da  aprire, c'è solo Comiso -, anziché diventare  quello
  per  cui  abbiamo avuto le risorse, una grande opportunità  per  un
  territorio  ben più vasto di Comiso e della provincia di  Ragusa  -
  intercettiamo un'aerea di 2,5 milioni di abitanti - (non si capisce
  qual  è il raggio d'azione, oggi, di un aeroporto, deve sapere  che
  Trapani, che è più vicino alla sua terra, per esempio ha una  forte
  influenza  d'azione anche su Comiso, perché se io vado a Barcellona
  con  5  euro, Trapani è interessante anche per Comiso), quindi,  la
  portata  di  Comiso non è soltanto di quella mezza Sicilia,  è  una
  portata  che  può  essere  ben  più vasta  a  coprire  buona  parte
  dell'Africa e dell'Asia, tuttora scoperta da un aeroporto Dia.
   Comiso  si incaglia su una pretesa filosofia al risparmio fatta  -
  mi  perdoni il termine, signor Presidente, dopo anni non me  ne  ha
  sentiti  usare  di così pesanti - di una politica al risparmio,  di
   autentici  cialtroni , perché deve sapere che mentre si  fanno  le
  pulci  sui costi di assistenza al volo, nella peggiore consuetudine
  italiana   il  Governo  sta  pagando  sessanta  vigili  del   fuoco
  accasermati da due anni a Ragusa, che non fanno nulla e sono  messi
  in attesa che l'aeroporto parta.
   Quindi,  per un verso vogliamo risparmiare, per l'altro  verso  il
  Governo non sa che sta spendendo quattrocentomila euro al mese  per
  vigili del fuoco posti lì a non far nulla.
   A  conclusione di questo ragionamento, che già nei fatti spiega le
  ragioni  di  proteste anche clamorose ed importanti, io la  invito,
  data  la  singolarità di questa vicenda, a farsene  carico,  signor
  Presidente,  e  di  stabilire un momento, un luogo,  alla  presenza
  ovviamente  del Governo, per dire basta a questa vicenda  veramente
  vergognosa,  anche  perché siamo ai limiti  del  danno  all'erario,
  perché  questo aeroporto è stato costruito, quasi interamente,  con
  soldi  pubblici.  La  società  di gestione  demandata,  appunto,  a
  svolgere  il servizio, è in prevalente capitale pubblico  e  stiamo
  facendo  una  colossale  cattiva figura nei  confronti  dell'Unione
  europea  e,  soprattutto, stiamo privando questo  territorio  della
  Sicilia  sud-orientale,  di  un  aeroporto,  cioè  di  una   grande
  occasione di servizio, di ricchezza e di lavoro.

   PRESIDENTE. Onorevole Digiacomo, relativamente a questo  argomento
  direi,  la  settimana  prossima, riconvocando  l'assessore  per  le
  Infrastrutture, il quale oggi non è potuto intervenire per i motivi
  che  ho  letto,  di inserire anche questo argomento all'ordine  del
  giorno  in  maniera  tale  da  poter avere  una  risposta,  qualora
  arrivasse, più o meno immediata da parte del Governo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, confesso che non
  sarò originale nel mio intervento perché le cose che hanno detto  i
  colleghi   che   mi  hanno  preceduto,  sono  da  me  assolutamente
  condivise. Ma perché ho chiesto ugualmente di intervenire?
   Non soltanto perché, così come si suol dire, uno lascia la traccia
  di   una   propria  posizione  politica  in  questo   momento   ma,
  soprattutto, per una ragione.
   Io   credo   che,  nello  svolgimento  dei  lavori,   qua   stiamo
  intervenendo sull'ordine dei lavori, e per questo chiedo di parlare
  e  mi rivolgo a lei, innanzitutto, perché è inutile che io dica che
  il  Governo  non  c'è, che il Governo ci fa venire per  promuovere,
  ancora  una volta, una manovra o per lo meno per tentare, ormai  da
  sei  mesi  a questa parte, di promuovere una manovra che viene  poi
  continuamente o rinviata con i noti esercizi provvisori di gennaio,
  marzo  ed aprile o che viene riproposta per gli stralci in  seguito
  alle  impugnative, ma perché nel momento in cui siamo  anche,  come
  tutti  sanno, per un verso impegnati nei ballottaggi elettorali  di
  domenica  e lunedì, e nell'altro, soprattutto è questa la  ragione,
  in  un  momento in cui l'antipolitica è diventato uno  tsunami  per
  quello  che abbiamo visto anche dai risultati elettorali, io  credo
  che questa Assemblea e lei Presidente, debba cercare di tutelare al
  massimo il rischio della generalizzazione.
   La  generalizzazione è una brutta malattia, è un contagio che  non
  piace,  personalmente lo ripudio e lo rigetto e intervengo  proprio
  per  dirle  questo,  Presidente, qua occorre  che  l'Assemblea,  in
  questo  caso  al  posto  del Governo che è incapace  a  fare  tutto
  questo,   perché  diciamolo  chiaramente  siamo  alla  trasmissione
   Dilettanti  allo sbaraglio , siamo alla  Corrida ,  perché  non  è
  oggettivamente possibile in un momento - ribadisco - di grandissima
  difficoltà,  di crisi economico-finanziaria, di crisi sociale,  con
  tutto  ciò  che accade, con tutti i lavoratori che sono  in  questo
  momento  a  Piazza  Indipendenza, in  una  Sicilia  in  grandissima
  difficoltà, non è consentito proseguire in questa linea.
   Quindi,  mi  rivolgo  a lei perché, nell'espletamento  del  nostro
  compito parlamentare, attraverso un ordine dei lavori da concordare
  in Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari, lavoriamo noi
  sostanzialmente  e  ci  impegniamo  noi  a  modificare  ciò  che  è
  eventualmente  modificabile,  se  c'è  una  soluzione.  Altrimenti,
  nonostante  -  come  è stato già detto brillantemente  poc'anzi  da
  alcuni  colleghi,  in questo caso credo dall'onorevole  Beninati  -
  avere  consentito  con  la  nostra presenza,  nell'interesse  della
  Regione  siciliana,  che  venissero  varati  alcuni  provvedimenti,
  saremmo  veramente ad uno sfascio ancora maggiore. Ma  il  Governo,
  per  molti  versi,  non  ci  ha ascoltato  su  tanti  suggerimenti,
  operando magari anche alcune imboscate in sede di finanziaria.
   Tutti ricordiamo come venne approvata quella finanziaria dopo vari
  tentativi  di intesa per poi scoprire all'improvviso, per  esempio,
  una  norma  che,  nella  mia città di Siracusa,  consente  che  una
  frazione  di essa, una circoscrizione di essa, una zona  importante
  di  essa,  come  Cassibile, vada a votare, ai  fini  dell'eventuale
  separazione  dell'eventuale autonomia dalla città, da  sola,  senza
  che  voti  il resto della città. Questa è un'imboscata della  quale
  nessuno  ha  parlato  e della quale io faccio ammenda  con  i  miei
  concittadini per non essermene accorto in quella notte,  in  quella
  frenesia di faldoni che venivano contrabbandati per accordo  mentre
  questo accordo non ci era mai stato.
   Siccome  non  voglio  andare incontro a  nuovi  agguati,  a  nuovi
  imboscate,  a nuovi tradimenti, per il fair play, l'educazione  che
  ci  deve essere tra le Istituzioni e tra chi pensa di rappresentare
  il  Governo  e  chiede  ad un'Aula di essere pronta  ad  approvare,
  chiedo  che il calendario dei lavori, forte di un lavoro preventivo
  fatto  dall'Assemblea, visto che il Governo è stato incapace, possa
  promuovere  la  migliore manovra possibile ma,  in  quel  contesto,
  vengano   operati  i  correttivi  ad  agguati  mossi  in   assoluto
  tradimento,  innanzitutto del buon senso, della legge e  poi  anche
  dei  rapporti parlamentari, e che vengano operati gli aggiustamenti
  che  ancora  necessitano,  visto che, come  lei  ricorderà,  signor
  Presidente,  in quei famosi provvedimenti vennero stralciate  altre
  norme  che avrebbero dovuto essere adesso oggetto della discussione
  di quest'Assemblea.
   Invece, in questa Assemblea non sono state trattate le altre norme
  che  dovevano  servire ad operare riforme nel contesto  complessivo
  della  nostra Regione. Siamo ancora fermi agli stralci perché siamo
  ancora  fermi,  col  dilettantismo che ha  governato  finora,  alle
  impugnative  e  a proposte che sono state rigettate,  mettendo  nel
  caos  lavoratori, precari, mondo della forestazione, con  quel  che
  significa  essere già oggi, in estate, con questo caldo,  il  mondo
  delle politiche sociali, dei non vedenti, dei sordi, il mondo delle
  attività culturali e tutto il resto.
   Signor  Presidente, lei oggi ha un sovraccarico, per l'Istituzione
  che rappresenta, di occuparsi di questa materia in maniera tale che
  l'Aula  non  venga  convocata  per guardare  scranni  vuoti,  senza
  neanche  l'educazione  di  una proposta,  qualunque  essa  sia,  da
  emendare eventualmente.
   Questo sovraccarico di responsabilità istituzionali e di governare
  i lavori convocando l'Aula con una proposta concreta, effettiva che
  le forze parlamentari devono portare avanti, visto che il Governo è
  assolutamente latitante e soprattutto dilettante per quello che  ha
  dimostrato di fare.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a conclusione di questo  dibattito
  sull'ordine  dei lavori, vorrei fare una riflessione a  voce  alta,
  visto  che sono stato tirato in ballo spesse volte da interventi  o
  chiamato  ad  una  maggiore corresponsabilità nell'esercizio  delle
  funzioni,  cosa che, in questi quattro anni, ho cercato  sempre  di
  esercitare,  mantenendo il mio ruolo ma, a volte, andando  oltre  e
  cercando  di  vicariare le assenze, qualora ve  ne  fossero  state,
  della Presidenza o del Governo della Regione.
   Tutto   questo  avendo  sempre  in  ossequio  il  principio  della
  separazione dei poteri che dà all'Esecutivo il compito di governare
  e al Legislativo il compito di controllare e di fare le leggi.
   E'  ovvio che, in questo momento di grande criticità, mi assumerò,
  come   sempre,  non  soltanto  le  mie  responsabilità   ma   anche
  responsabilità che vanno oltre il mio ruolo, come a volte ho  fatto
  nel  corso  di  questa legislatura, quindi seguirò personalmente  i
  lavori  della Commissione Bilancio e seguirò in maniera ancora  più
  incalzante l'attività del Governo.
   Voglio  ricordare alle forze politiche che, più di  due  anni  fa,
  immaginando  probabilmente quello che sarebbe successo in  Sicilia,
  mi  spinsi  un  po' oltre il mio ruolo istituzionale e  proposi  un
  Governo politico con tutte le forze dentro, immaginando che saremmo
  andati  incontro ad un periodo di grandi difficoltà per  la  nostra
  Terra.  Una volta sancita la rottura tra il patto elettorale,  dopo
  il  primo  ribaltone, dopo la nascita del secondo Governo Lombardo,
  proposi  una  sorta di patto civico regionale che vedesse  presenti
  tutte politiche, nel tentativo di salvare questa Terra.
   Allora,  quando feci questa proposta, fui quasi crocifisso  e  fui
  censurato  da  buona  parte  delle  forze  politiche  presenti   in
  Parlamento.   Questo   non   mi  ha  fatto   dimenticare   le   mie
  responsabilità;  sono  andato  avanti  sempre,   avendo   a   cuore
  l'interesse  di questa Istituzione - che è quella che  rappresento,
  grazie   al   vostro  sostegno  -  ma  soprattutto  gli   interessi
  dell'Isola.
   Non potendo tecnicamente realizzare oggi la seduta perché, con  la
  mancanza del Governo, non possiamo andare avanti, in quanto oggi la
  mancanza  del  Governo  è  sostanziale, visto  che  mancherebbe  la
  copertura  finanziaria  alle  leggi che  vogliamo  approvare,  devo
  necessariamente rinviare la seduta e, per avere il  tempo  adeguato
  per  potere  portare a compimento le leggi che riteniamo  di  dover
  approvare, il Governo mi ha chiesto alcuni giorni.
   La  seduta,  quindi,  si terrà martedì 22  maggio,  cioè  tra  sei
  giorni, alle ore 11.00 e, probabilmente, prima di cominciare l'Aula
  terremo  una  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  in
  maniera tale da verificare anche l'ordine dei lavori, non solo  per
  la  seduta  di  martedì  ma  anche  per  il  resto  della  sessione
  primaverile.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  22  aprile
  2012, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


   I - Comunicazioni

   II - Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del Regolamento
  interno,   di   interrogazioni  e  interpellanze   della   rubrica:
   Infrastrutture e mobilità  (V. allegato)

   III  -  Comunicazioni  del  Governo sulle  problematiche  connesse
  all'apertura dell'aeroporto di Comiso

   IV - Discussione dei disegni di legge:

    1)  - Determinazione Fondi globali. (n. 899/A) (Seguito)
    Relatore: on. Galvagno

    2)  - Norme in materia di entrata. Finanziamento di leggi di spesa.
         (n. 900/A) (Seguito)
    Relatore: on. Galvagno

                   La seduta è tolta alle ore 12.06

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
                            alle ore 14.00

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli