Presidenza del presidente Cascio
MUSOTTO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lentini e Ammatuna sono in
congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
legge:
- Interventi finanziari urgenti a favore della Fondazione Teatro
Massimo di Palermo, della Fondazione Orchestra sinfonica siciliana,
dell'Ente autonomo regionale Teatro Vincenzo Bellini di Catania,
dell'Associazione Ente Teatro di Sicilia stabile di Catania,
dell'Associazione Teatro Biondo stabile di Palermo, dell'Ente
Autonomo regionale Teatro di Messina. (n. 903)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Barbagallo,
Raia, Pogliese, Giuffrida, Lupo, Mattarella, Rinaldi e Formica in
data 11 maggio 2012.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Mineo è da intendersi in
missione per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissione legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Natura giuridica delle Camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura. Applicabilità degli articoli 16 e
seguenti della legge regionale n. 11/2010. (n. 894)
di iniziativa parlamentare, inviato il 9 maggio 2012.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Apertura stagione venatoria 2012. (n. 893)
di iniziativa parlamentare, inviato il 9 maggio 2012.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Piena integrazione della persona con D.S.A. (n. 889)
di iniziativa parlamentare, inviato il 9 maggio 2012, parere V.
- Norme per regolamentare il gioco lecito. (n. 892)
di iniziativa parlamentare, inviato il 9 maggio 2012, parere I.
- Sistema integrato dei servizi sociali e socio-sanitari nella
regione. (n. 895)
di iniziativa parlamentare, inviato il 9 maggio 2012, parere I.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
alla Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Camera di commercio di Trapani. Designazione componente
effettivo in seno al collegio dei revisori dei conti. (n. 226/I).
pervenuto in data 7 maggio 2012 e inviato in data 9 maggio 2012.
- Camera di Commercio di Siracusa. Designazione componente
effettivo in seno al collegio dei revisori dei conti. (n. 227/I).
pervenuto in data 7 maggio 2012 e inviato in data 9 maggio 2012.
- Camera di Commercio di Enna. Designazione compo-nente effettivo
in seno al collegio dei revisori dei conti. (n. 228/I).
pervenuto in data 7 maggio 2012 e inviato in data 9 maggio 2012.
- Camera di Commercio di Messina. Designazione compo-nente
effettivo in seno al collegio dei revisori dei conti. (n. 229/I).
pervenuto in data 7 maggio 2012 e inviato in data 9 maggio 2012.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2541 - Iniziative per il recupero dei finanziamenti europei
atti al completamento del nuovo porto commerciale di Augusta (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2542 - Notizie sulla grave soppressione della condotta agraria
di Augusta (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2543 - Attivazione di corsi e conferenze, nelle scuole
siciliane di ogni ordine e grado, per la sensibilizzazione all'uso
della bicicletta come mezzo di trasporto urbano.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testè annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 2540 - Notizie in ordine alla regolarità dei bandi pubblicati
per l'espletamento di lavori di manutenzione presso il Comune di
Adrano (CT).
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Leontini Innocenzo; Torregrossa Raimondo
Avverto che l'interrogazione sarà inviata al Governo e alla
competente Commissione.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2544 - Notizie sul servizio di desalinizzazione delle acque nel
territorio regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Parlavecchio Mario
N. 2545 - Incompatibilità dell'incarico di consigliere di
amministrazione della fondazione Orchestra sinfonica siciliana
conferito al prof. Antonio Cognata, sovrintendente della fondazione
Teatro Massimo, per conflitto di interessi.
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Greco Giovanni
N. 2546 - Chiarimenti in merito al mancato utilizzo del corpo di
ballo del Teatro Massimo e alla scritturazione della Compagnia di
Kiev.
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Greco Giovanni
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Comunicazione relativa agli ordini del giorno numeri 682, 690 e
691
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito di coordinamento finale, i
titoli degli ordini del giorno n. 682, n. 690 e n. 691, accettati
come raccomandazione dal Governo nella seduta n. 344 del 17-18
aprile 2012, sono rispettivamente i seguenti:
N. 682 - Interventi urgenti presso il Governo nazionale e la
Commissione europea, mirati alla revisione dei regolamenti che
disciplinano l'applicazione dei regimi di aiuto in 'de minimis'
(cosiddetti aiuti 'di importo minore');
N. 690 - Iniziative in favore del Comune di Palermo per
assicurare il proseguimento della società GESIP s.r.l. ;
N. 691 - Assegnazioni agli enti locali e corresponsione di un
contributo straordinario in favore delle imprese commerciali .
L'Assemblea ne prende atto.
Rinvio dello svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno, di interrogazioni e interpellanze della
rubrica Infrastrutture e mobilità
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Infrastrutture e mobilità .
Comunico che in data 14 maggio 2012 è pervenuta dall'Assessore per
le Infrastrutture e la mobilità, dottor Pier Carmelo Russo, la nota
prot. 46176, protocollata al numero 4403/AulaPg del 15 maggio 2012,
della quale do lettura:
«Con riferimento alla seduta d'Aula convocata il 16 maggio 2012,
nella quale è previsto, tra l'altro, lo svolgimento di
interrogazioni ed interpellanze della rubrica Infrastrutture e
mobilità , si rappresenta l'impossibilità dello scrivente a
partecipare a causa della concomitante convocazione a Roma, da
parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della riunione
relativa all'operatività dell'aeroporto di Comiso.
Si chiede, pertanto, a codesta Presidenza il differimento della
trattazione delle suddette interrogazioni ad altra data».
Pertanto, lo svolgimento della rubrica Infrastrutture e mobilità'
é rinviato ad altra data.
Rinvio della discussione di disegni di legge
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno:
discussione di disegni di legge.
Onorevoli colleghi, comunico che, con nota prot. 3096/Gab del 15
maggio 2012, protocollata al numero 4439/AulaPg in pari data,
l'assessore per l'economia, avvocato Gaetano Armao, ha trasmesso,
per le determinazioni di competenza, l'allegata richiesta
proveniente dalla Ragioneria Generale e connessa all'esigenza di un
differimento della trattazione dei disegni di legge posti
all'ordine del giorno della seduta dell'ARS di mercoledì 16 maggio
2012.
Dò lettura della nota prot. n. 29423 del 15 maggio 2012, a firma
del Ragioniere Generale della Regione, dottor Biagio Bossone:
«In relazione a recenti confronti con gli organi statali è emersa
l'esigenza di approfondimenti e verifiche che inducono a
prospettare l'opportunità di differire di qualche giorno la
trattazione dei disegni di legge in oggetto, al fine di meglio
calibrare le misure finanziarie da adottare, con opportuni
emendamenti, ai testi posti all'esame dell'Aula».
Onorevoli colleghi, in considerazione delle superiori richieste,
rinvio la trattazione del III punto dell'ordine del giorno.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il rinvio della
seduta odierna certamente mette a nudo una serie di questioni
aperte, per cui mi rivolgo a lei, signor Presidente, che non ha mai
svolto un semplice e mero ruolo notarile in questo Parlamento, ma
di fatto è stato protagonista, ha partecipato, ha dato contributi
importanti ed essenziali per le attività di quest'Assemblea
parlamentare.
Noi oggi ci troviamo di fronte a due vicende che, rispetto a tante
altre, rischiano di creare non solo problemi di ordine pubblico, ma
anche un grave e grande disagio economico e sociale in una Sicilia
che certamente non è una regione della ricca Germania.
Oggi, alle 11.00, l'onorevole Savona ha convocato la II
Commissione per capire e comprendere per intero dei numeri che sono
ballerini nonché la questione che riguarda l'avviamento al lavoro
di ventisettemila persone.
Ieri non si è trovato modo di comprendere quante risorse siano
necessarie, quante disponibili ve ne sino sul PSR, con una
situazione che può scoppiare da un minuto all'altro, perché ad oggi
questa Regione non è nelle condizioni di comprendere e capire che
risposte dare, quelle risposte che la gente ormai non chiede a
soggetti precisi ma alla politica.
Ormai tutto si chiede alla politica, c'era un tempo in cui tutto
si chiedeva alle divinità, agli dei, oggi si chiede alla politica.
Signor Presidente, in ordine a questo problema, le chiedo di
intervenire nelle forme e nei modi che riterrà più utili per
attenzionare questa vicenda, considerato che la norma impugnata sul
mutuo potrà essere promulgata solo dopo il 5 giugno e che, se
sommata ad un'altra che andrà a scoppiare nelle prossime settimane,
riguarderà questa volta non qualche centinaio di persone ma altri
ventiduemila contrattisti siciliani che, dopo il 31 dicembre, non
potranno proseguire le loro attività. E il Commissario dello Stato
ha detto che il Parlamento non ha competenza relativamente ad una
norma che proponeva la proroga, al 31 dicembre 2013.
Noi ci ritroveremo, nei prossimi mesi, ad avere circa 50 mila
persone fuori dal campo del lavoro e non stiamo parlando del caso
degli operai forestali, ma stiamo parlando di quel settore che, nei
tanti Comuni siciliani, rappresenta l'unico comparto con 100, 200,
300, 400 unità lavorative, che mette in condizione di poter creare
reddito per tutte le altre attività (dal commercio, alle attività
artigianali) cioè, sostanzialmente il sostentamento quasi
alimentare arriva da queste risorse, dai salari che vengono
percepiti dagli operai forestali.
Signor Presidente, siccome tutti noi siamo consapevoli di essere
ormai alle ultime settimane di legislatura, così come ci dicono i
giornali, come ci ha dichiarato il Presidente della Regione, la
pregherei non di assumere ruoli suppletivi, perché il Governo c'è,
non è in Aula ma c'è, ma cominciare da oggi a fare assumere a
questo Parlamento un ruolo che confermi la dignità di questa
Assemblea legislativa e, al tempo stesso, impedisca una deriva
qualunquistica, una deriva che ci porterà alla delegittimazione
complessiva non solo dei Parlamentari ma della politica e
l'alternativa alla politica è altro, e sicuramente non rientra
nelle regole della democrazia.
Signor Presidente, consapevole della sua sensibilità, del ruolo
che ha svolto in questi anni, la prego di essere puntualmente
presente in queste vicende, sulla vicenda dei forestali e sulla
vicenda dei contrattisti, chiedendo l'incontro sia al Presidente
della Camera, al Presidente del Senato, e magari facendosi
promotore di un incontro con tutti i Parlamentari nazionali
siciliani, affinché si possa attenzionare una questione che
riguarda - ripeto - 22 mila persone; poi si potrà discutere
all'infinito sul luogo, funzioni, responsabilità.
Di fatto, oggi, la Sicilia rischia di perdere qualcosa come quasi
50 mila persone, numeri che hanno carattere biblico e non c'è né
esagerazione né eccesso nel riportarli.
Signor Presidente, la invito ad assumere, nella sua funzione di
Presidente di questa Assemblea, le iniziative necessarie affinché
non cada tutto in un caos, non cada tutto nella difficoltà di
individuare punti di responsabilità e punti di assunzione di atti e
di provvedimenti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non vi è dubbio che la Presidenza
si assumerà tutte le responsabilità che il momento storico impone,
ma non vi è dubbio che anche la richiesta di rinvio di questa
seduta da parte del Governo, dalla Ragioneria generale, serve -
credo - e servirà a focalizzare la risoluzione dei problemi che,
onorevole Panepinto, ci stanno molto a cuore e che sono soprattutto
quelli dei forestali, dei contrattisti degli enti locali, ma anche
dei teatri, perché anche nel settore culturale in Sicilia si muove
un indotto molto importante. Per cui, se la seduta oggi verrà
rinviata, verrà rinviata per trovare una soluzione a questi
problemi che sono i problemi più urgenti in questo momento in
Sicilia.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi iscrivo a
questo esercizio retorico della dialettica perché, da quello che si
legge nelle ultime settimane, ci sono colleghi che si ergono a
paladini di situazioni che sono improponibili e, come oggi ci
scrive l'assessore Armao, naturalmente viene rimangiato tutto
quello che è stato affermato, al contrario, in Commissione
Bilancio.
Qualcuno si è assunto, ed è stata la maggioranza, la
responsabilità di trasmettere in Aula testi che già conoscevamo,
che non potevano avere nessun tipo di sbocco legislativo. Lo hanno
fatto con un atto di arroganza e infatti, quando abbiamo lasciato i
lavori della Commissione la settimana scorsa, loro hanno rilanciato
cercando di tappare diversi buchi con proposte che non reggono
sotto il profilo finanziario ed economico.
Signor Presidente, lei forse più di me è preoccupato di quello che
potrà accadere nelle prossime ore in Sicilia. Non ci sono soltanto
i 27 mila forestali, i 22 mila precari, ci sono i 2 mila operatori
dei trasporti, ma ci sono soprattutto quelle imprese che
aspettavano, con la copertura del cofinanziamento regionale, un
miliardo di euro di fondi europei.
Sappiamo bene che questa scelta del Governo ha distrutto la
Sicilia, dove la copertura era stata data con il cosiddetto mutuo e
oggi perderemo un treno che non è quantificabile sotto il profilo
economico. Questo non può passare nel silenzio di un'Assemblea che
aspetta la seduta della Commissione Bilancio di questa mattina, che
non risolverà nulla. Non si può risolvere nulla, dato che le scelte
fatte sul bilancio sono state scelte che hanno messo in ginocchio
la Sicilia.
Abbiamo invocato le dimissioni dell'assessore per l'economia,
Gaetano Armao, proprio per dare credibilità, in questo momento
storico, agli interlocutori che devono aiutare la Sicilia che, come
ha detto l'onorevole Panepinto, non stanno in questa terra ma
stanno al governo centrale. Non credo che ci possano essere
presidenti della Camera e del Senato, parlamentari nazionali, che
hanno la volontà di riparare quello che è stato danneggiato
irrimediabilmente dall'assessore per l'economia.
Mi sembra che la politica, prima di chiedere a Roma, deve dare
dimostrazione che questo è possibile secondo la credibilità delle
proposte, ma soprattutto di chi le deve rappresentare.
Ci presenteremo in Commissione Bilancio ponendo come condizione
che l'assessore per l'economia non possa rappresentare queste
gravose istanze in nessun tavolo perché, quando lo ha fatto, non
solo ha portato delle notizie non corrispondenti al vero, ma ha
fatto perdere di credibilità il Governo regionale e questo
Parlamento.
Non è possibile, perché questo Parlamento oggi ha davanti un muro
invalicabile che è fatto anche di soggettività rispetto alle
rappresentazioni e alle rivendicazioni che la Sicilia deve fare.
CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo sia
indispensabile, oggi più che mai, continuare a lavorare e non
sospendere i lavori di questa seduta.
Ritengo che il momento buio che sta vivendo il nostro Parlamento
sia un momento di grande difficoltà e di emergenza. Con l'assenza,
la latitanza, l'incompetenza, l'inadeguatezza del Governo della
Regione, è indispensabile che le redini di questo percorso possa
assumerle direttamente l'Assemblea regionale siciliana, con i suoi
Uffici, con i suoi tecnici, con le sue professionalità, con le sue
esperienze.
Signor Presidente, quando una finanziaria, quando un bilancio
viene in parte impugnato, di fatto la responsabilità è del Governo
che ha proposto quella finanziaria e quel bilancio.
Ma quando questa situazione viene più volte reiterata, allora è
necessario che il Governo si faccia da parte ed essendo gli
strumenti finanziari strumenti propri del Parlamento, tecnicamente
l'Assemblea, con i suoi vertici, deve poter fare una proposta
alternativa e seria per fare recuperare credibilità, autorevolezza
e buon gusto ad un'Aula che, negli anni e nella storia, ha avuto un
ruolo determinante.
Oggi la Sicilia non è soltanto commissariata, come gli amici della
minoranza nel tempo hanno sostenuto, oggi purtroppo la nostra
Regione è totalmente ingessata, tutte le ragionerie dei vari
assessorati regionali non riescono a dare nessuna risposta a quanti
hanno lavorato e hanno operato per la Sicilia, non vi è un solo
dipartimento che riesce ad erogare e dare risposte concrete sia di
fondi regionali, sia di fondi europei, sia di spesa corrente, sia
di investimenti.
Indipendentemente dai ruoli che abbiamo in quest'Aula, siamo
deputasti regionali che vogliamo poter tutelare gli interessi di
questa nostra Terra. Basta con l'opposizione e con la maggioranza.
Ciascuno di noi, rispetto alla propria esperienza, deve potere
creare le condizioni per mettere in moto la macchina regionale, con
gli uffici del Bilancio e dell'Assemblea.
Non è corretto dare sempre la colpa alla nostra pubblica
Amministrazione e alla nostra burocrazia, oggi vi sono gli
strumenti della finanza regionale che sono totalmente congelati.
E allora ai vertici dell'Assemblea va l'onere, per non essere
accusati di omissione colposa, di creare le condizioni perché
quest'Aula, oggi stesso, possa votare una variazione di bilancio
immediata, finendola con le sciocchezze che sono state proposte nei
giorni passati dal Governo e cominciando a lavorare seriamente con
le strutture dell'Assemblea regionale, che storicamente hanno
sempre contribuito a dare quei giusti suggerimenti per superare
l'empasse che il Governo ha causato in questi giorni.
D'ASERO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in un momento così
difficile che va denunziato e che è motivo di forte critica, oltre
a sottolineare la scarsa sensibilità che il Governo ha con la
dimostrata assenza anche in questa occasione, ritengo opportuno
esprimere alcune considerazioni di carattere tecnico su quello che
è il momento che noi stiamo attraversando.
Mi permetto di dire, signor Presidente, che l'Aula, l'Istituzione
che noi rappresentiamo e di cui lei è il massimo garante, deve
potere, non solo registrare e denunciare, ma anche sostenere
percorsi che devono evitare il ripetersi di momenti di disastro.
Quanto al problema dei precari, signor Presidente, nel 2010 è
stata approvata da questa Assemblea la legge 24, che ipotizzava la
stabilizzazione del personale precario ed individuava un percorso
di cui il Governo doveva farsi carico e che, nella sostanza, è
stato solo motivo di critica a chi sollecitava quel percorso.
Io lo ebbi a fare in questa sede alla fine del 2010 dopo che, come
tutti ricorderanno, ci fu un primo momento in cui il Governo
nazionale ebbe ad eccepire sul patto di stabilità una riserva sul
problema del precariato e - se vi ricordate - l'allora Governo
organizzò all'Albergo delle Povere un'assemblea dei sindaci e di
tutti coloro i quali hanno voluto partecipare. Sommessamente io,
assieme ad altri colleghi, partecipai; però non abbiamo avuto
diritto di parola perché il Governo anche questo aveva stabilito,
zittirci, però in questa sede, dopo quell'incontro, abbiamo
denunziato che i tempi dovevano essere motivo di una nostra
dimostrata attività e di una nostra dimostrata sensibilità. E
questo perché il Governo nazionale ci disse che avrebbe consentito,
ancora una volta, una deroga al patto di stabilità, se noi
prendevamo coscienza di questo peso, di questo costo, di questa
realtà che la Sicilia oggi ha, che deve determinare un rapporto tra
costo e servizio, una rivisitazione delle piante organiche degli
enti locali, una capacità di capire come determinare il processo di
stabilizzazione.
Bene, in quest'Aula qualcuno ebbe a dirmi che forse io me la
prendevo troppo.
Dopo quella occasione, in riferimento sempre allo stesso
ragionamento, nel marzo 2011, in occasione dell'approvazione
dell'ennesimo esercizio provvisorio - che, ahimè, questo Governo ha
continuato a regalarci e continua ancora oggi a regalarci -, nella
precarietà sottolineò sempre lo stesso argomento, perché
sicuramente siamo già sulla posizione di inadempienti, siamo già
ripetenti e quindi dobbiamo per tempo avviare questo
ragionamento. Non se ne fece niente
In Commissione Bilancio ebbi a ripeterlo quando il Governo
illustrava le sue linee di intervento, quando le audizioni hanno
portato, con i rappresentanti sindacali delle categorie, a
denunziare questo problema. Arrivammo al mese di ottobre del 2011
ed io, in questa sede, sollecitai ancora una volta che il periodo
stava per scadere e che, pertanto, sull'argomento ci sarebbe stata,
poi, una esplosione delle contraddizioni. Siamo a questo punto. Io
dico, quindi, che quando l'Assemblea avverte i problemi, avvista i
pericoli, dobbiamo forse attivare procedure che devono mettere in
mora, che devono creare motivi di risposta obbligatoria, che devono
dare un report di quello che è il lavoro che anche il Governo deve
pur fare in questo senso. Ora siamo in questa condizione in cui,
sicuramente, si è innestata una prima problematica di carattere
sociale.
E' chiaro che ancora una volta ribadiamo, assieme al gruppo
politico che rappresento, la necessità di capire cosa il Governo ha
fatto, cosa intende fare in questi giorni perché si possa avviare
un ragionamento, che non può essere quello di accusare sempre gli
altri.
Il Governo centrale si è espresso; probabilmente si esprimerà
ancora una volta, consentendoci ancora un momento di deroga, ma noi
dobbiamo essere credibili nel proporre qualche momento di
organizzazione di questa bomba sociale che va ad innescarsi. Così
come l'altro problema che sicuramente è oggetto della difficoltà
finanziaria sui forestali. Sicuramente, al di là degli annunci che
sono diventati poi motivo di propaganda elettorale, in cui il
Governo ha detto che sicuramente 50.000 persone non andranno a
casa, questo ritengo che sia lo spirito, il senso di responsabilità
che tutti sottolineiamo, perché nessuno vuole, in un momento di
grande crisi, di grande tensione sociale, alimentare
strumentalizzazioni.
La situazione, però, è questa: in un momento in cui risorse
pubbliche non utilizzate, fondi comunitari ancora bloccati,
situazioni di grande disastro, noi dobbiamo pretendere attraverso
un'azione di report cosa il Governo ha fatto e cosa intende fare
in questo preciso momento in cui, ancora una volta, per avere
un'ipotesi di deroga, dobbiamo essere credibili nel proporre una
nostra ipotesi di lavoro che veda come si determini un rapporto fra
costi e servizi, pianta organica e impegno serio e razionale del
personale.
BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò breve per
dire che siamo stupiti dalla mancanza del Governo stamattina in
Aula, a fronte di un disagio fortissimo che si avverte in Sicilia e
che noi tocchiamo con mano. Stamattina, venendo qui per partecipare
ai lavori d'Aula, ci siamo resi conto come dagli agricoltori agli
operatori dei teatri, dalla formazione ai trasporti è un grido di
allarme che sale, è un grido di allarme che ci assale, che ci
preoccupa e che purtroppo non riesce ad essere raccolto da chi
dovrebbe avere orecchie per sentire.
Questo, signor Presidente, è inaccettabile per l'Assemblea, deve
essere inaccettabile per questa Presidenza, ma soprattutto è
inaccettabile da parte dei siciliani.
In questo momento rischiamo la vera paralisi della Sicilia, perché
non vi è la possibilità di trasferire le somme neanche alle
autonomie locali. Si deve ancora tenere la Conferenza Regione -
Autonomie locali e quindi si deve pensare al riparto delle somme
per le autonomie locali che poi, in termini concreti, vuole dire
non poter pagare gli stipendi agli operatori dei trasporti pubblici
locali, agli operatori dei settori per la raccolta dei rifiuti
solidi urbani.
Oggi, nella mia città di Messina, è stato proclamato lo sciopero
perché non riusciamo a pagare gli stipendi di maggio. Pur avendo la
consapevolezza che siamo in un momento di grave difficoltà, è
veramente incomprensibile come si possa essere così superficiali,
come si possa rimandare di giorno in giorno, come si possa, di
volta in volta, scoprire che i conti non sono a posto e come, di
volta in volta, si scarichi il barile e si ricerchi altrove una
responsabilità che è qui, che è di questo Governo e che noi
vogliamo indicare ai siciliani.
Signor Presidente, tante volte questa Presidenza è stata
sensibile, tante volte è autorevolmente intervenuta per cercare di
sollecitare finalmente un intervento concreto. Noi non siamo più in
grado di spiegare ai siciliani ciò che sta succedendo. Noi non
siamo più in grado di far capire ai lavoratori che non possiamo
pagare gli stipendi perché altri non ci trasferiscono i fondi e
questo riverbera di volta in volta. E arriverà fino a colpire i
ragazzi, i giovani, chi resta indietro, i servizi sociali, da qui a
qualche settimana.
Allora, io non so qual è la strategia che il Governo in questo
momento vuole porre in essere.
Non so come dobbiamo scandire i tempi per giungere alla soluzione
di una questione che abbiamo già posto nel mese di luglio dell'anno
scorso e che poi abbiamo ribadito a settembre, a ottobre e a
gennaio, quando abbiamo detto che l'esercizio provvisorio altro non
era che un modo per rinviare il problema, per dare poi ad altri
questo peso e per non affrontarlo seriamente.
Il tempo, purtroppo, ci ha dato ragione. Siamo stati facili
profeti.
Signor Presidente, si faccia carico di sollecitare in maniera
incisiva il Governo perché venga subito in Aula, perché si affronti
oggi la questione, in quanto rinviare oggi l'approvazione di questo
disegno di legge sarebbe veramente insopportabile da parte dei
siciliani e comporterebbe l'aggravio di tanti problemi e l'aggravio
di tanti costi.
Non pagare gli stipendi agli operatori del settore della raccolta
dei rifiuti solidi urbani significa poi gravare i comuni e le
aziende speciali di costi che diventano veramente insopportabili.
Quindi, noi facciamo voti affinché la Presidenza si faccia carico
di questa necessità e speriamo che l'Assemblea si renda conto,
ciascuno per il proprio ruolo e per la propria funzione, che non è
più tempo di rinviare, ma è tempo finalmente di fare, di agire
nell'interesse dei siciliani.
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il vaso
sia ormai colmo. E' la situazione che ci vede ormai in questi
giorni fin dall'ultima seduta d'Aula ad oggi.
Veda, signor Presidente, io da deputato dell'opposizione, non
certamente da componente del Governo, già il giorno dopo che si
chiuse l'Aula la settimana scorsa, ero a conoscenza che la giornata
di oggi forse era inutile, perché l'avere voluto ulteriormente
accelerare tutto un insieme di processi sapendo benissimo - e
questo è un fatto tecnico - che nel primo disegno di legge numero
899 - e i colleghi dell'opposizione devono saperle queste cose,
perché non si può non sapere un fatto tecnico - i 75 milioni di
euro che dovrebbero andare nei fondi globali non ci sono, ma questo
non si sa oggi e la cosa strana, che mi stupisce - premesso che il
Governo oggi è assente, si è dato alla fuga - però, sinceramente lo
si sapeva, io lo sapevo già da più di 5-6 giorni, perché di quei 75
milioni di euro, sarò più preciso, ce ne sono forse 12.
Il Governo, l'assessore, chiunque ruota attorno all'attuale
Governo deve prendere coscienza che ormai il fallimento è assoluto
perché un'operazione del genere, con tutte le persone che oggi
manifestano là fuori, mette tutti noi in difficoltà, perché poi ci
si confonde quando si parla dell'Assemblea e della Regione. Bene,
queste sono tutte responsabilità - che sia chiaro - del Governo
della Regione, perché si poteva, aggiungo di più, tenuto conto che
è inutile trattare il primo testo e pertanto è fuori luogo anche
parlare del secondo, in quanto era come posizionare quelle risorse
nel secondo testo; a questo punto tutto ciò era chiaro da giorni se
non, penso, anche da più tempo.
Signor Presidente, credo che il Governo debba essere veramente
cosciente e ritirare tutto perché non c'è nulla da fare, si può
fare solo una cosa e andarlo a dire a tutte queste persone che
manifestano fuori, che per il momento il Governo non è in grado di
affrontare questa questione, forse attendere una variazione di
bilancio prima possibile a giugno.
Io do la strada, visto che il Governo non riesce a trovarla, non è
che ci voleva poi tanto, basta confrontarsi anche con gli uffici
della nostra Assemblea, ai quali devo riconoscere qualità
importanti in questo momento e, quindi, sospendere qualunque cosa,
non farci tornare qui a perdere un'ulteriore giornata e fare una
variazione al momento opportuno quando il Governo avrà chiaro di
cosa dispone.
Altrimenti, potremmo ulteriormente, se oggi si andasse avanti su
quei testi, andare ad una ulteriore cattiva figura di questa
Assemblea, figura che non merita, considerato che alcuni di noi in
quest'Assemblea ci siamo da tanti anni con dignità e devo dire
anche con coerenza. Io, come tanti altri miei colleghi, non merito
di essere mortificato da un Governo che non sa più cosa fare.
Me ne dispiace per l'assessore Armao che, certamente, avrà fatto
del suo meglio ma non è mestiere suo affrontare questo tema. Ci ha
rinviato di mese in mese, noi siamo qui a cercare di dare un
contributo, l'abbiamo dato all'approvazione dell'ultima norma,
abbiamo tenuto il numero legale, abbiamo fatto tutto il possibile,
tutto ciò che un'opposizione possa fare per senso di
responsabilità, però oggi siamo arrivati al culmine.
Signor Presidente, lei nel suo ruolo istituzionale deve fare delle
valutazioni, affrontare con il Presidente della Regione, una volta
per tutte, questa materia, capire cosa effettivamente il Governo
possa continuare ad affrontare, dopodiché cerchiamo di togliere
questa spina che ormai è in un corto circuito continuo.
Io sono perché si faccia il più possibile in Aula e si sviluppi
sempre un percorso condiviso, però adesso credo che non ci sia più
molto da sperare. La prova di oggi è eclatante: al banco del
Governo non c'è nessuno, in una situazione che può esplodere da un
momento all'altro anche fuori da quest'Assemblea. Signor
Presidente, i disagi li conosciamo tutti, i trasporti sono ormai in
una situazione che definire catastrofica è ben poco.
Aggiungo di più, signor Presidente, il problema dei forestali che,
giustamente, sono lì ad appellare, e concludo, il loro giusto
risentimento perché non si può arrivare all'ultimo momento, siamo
ormai prossimi a giugno, ebbene i forestali porteranno un grande
disagio a questa Terra, perché si aggiungerà ad un altro problema,
che l'Assessore per l'agricoltura, ridendo, più volte, mi ha detto
che non era un problema suo, quello che non si potrà quest'anno
bruciare buona parte di alcune opere che erano invece possibili, se
c'era un interesse del Governo ad affrontare, veramente, questo
problema.
Quest'anno avremo un problema serissimo in Sicilia: i forestali
non lavoreranno e tutto questo accumulo di materiale sarà miccia di
incendi in tutta l'Isola.
La situazione, credetemi, non è da sottovalutare. Pertanto, spero,
signor Presidente che in questi giorni, lei si faccia carico di
incontrare il Presidente della Regione per affrontare le cose
possibili e non riunirci più in giornate inutili come quella di
oggi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Apprendi. Ne ha
facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, l'assenza del Governo chiaramente non
mi agevola nell'intervento che sto per fare che riguarda,
specificatamente, i problemi legati alla ex Fiat, non mi piace
chiamarla così, però diciamo allo stabilimento Fiat di Termini
Imerese.
Per due anni abbiamo seguito, come Commissione Attività
produttive, tutta questa vicenda che ha portato, l'1 dicembre 2011,
alla firma di un protocollo d'intesa che vedeva protagonisti i
rappresentanti del Ministero del lavoro, i rappresentanti del
Ministero dell'industria, la società DR Motor, i rappresentanti
delle organizzazioni sindacali e la Regione siciliana, chiudere
questo protocollo con alcuni paletti importanti che venivano messi,
soprattutto prevedendo che 640 lavoratori di quello stabilimento
venissero accompagnati alla pensione e, successivamente, dall'1
gennaio 2012, doveva iniziare l'attività in questo stabilimento.
Ora, le proteste dei lavoratori di questi giorni, che rimangono
inascoltate da parte del Governo centrale, devono, secondo me,
investire il nostro Parlamento, perché intanto una sua
rappresentanza ha seguito tutta la vertenza e, poi, perché il
Governo nazionale, nella persona del ministro Passera, non dà
ascolto alle richieste di incontro che vengono rappresentate sia
dai lavoratori sia dalla stessa Commissione Attività produttive.
C'è un'escalation che cresce: in questi giorni sono state occupate
banche, è stato occupato l'ufficio delle entrate e il territorio è
in grave sofferenza. Per cui, signor Presidente, ciò che le chiedo
h di intervenire nella sua persona, nel suo ruolo affinché sia il
ministro Passera sia il ministro Fornero ricevano le organizzazioni
sindacali per verificare la validità di quell'accordo, perché se
quell'accordo ha una sua validità, allora bisogna pensare a queste
640 persone che devono andare in pensione che, in questo momento,
non prendono né cassa integrazione e nemmeno stipendi e, quindi,
avviare l'apertura di questo stabilimento con i primi lavori.
Se questo accordo non è più valido, allora bisogna decidere quali
saranno i passi successivi da fare. Quindi, le chiedo questo
impegno specifico nella qualità di Presidente.
L'altra cosa di cui volevo parlare e qui, come è stato detto da
chi mi ha preceduto, ci sono le piazza infiammate per i problemi
della crisi che sta coinvolgendo tutto il Paese, c'è un disegno di
legge che ho presentato insieme ad altri parlamentari, insieme al
mio partito, che riguarda il rapporto fra i contribuenti e
l'ufficio delle riscossioni.
Indipendentemente dall'azione che fa il Governo, credo che il
nostro Parlamento possa andare avanti e fare quei provvedimenti che
possano in qualche maniera aiutare i contribuenti che, in questo
momento - sia le imprese sia i singoli cittadini - sono
attanagliati dalla crisi.
Le chiedo, signor Presidente, di far sì che la Commissione
competente, al più presto possibile, passi all'esame di questa
legge. Peraltro, la stessa Equitalia, a livello nazionale, l'altro
giorno, due giorni fa, ha abbassato i tassi dal 9 al 7 per cento,
quindi sono provvedimenti che possiamo fare e, quindi, il
Parlamento può sganciarsi anche dal Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nemmeno a citare
il Governo perché continua ad essere assente, vorrei iniziare a
parlare raccontando un aneddoto che riguardò il grande Napoleone.
Qualche minuto dopo la battaglia di Waterloo, Napoleone chiese ai
suoi generali di convocare il Governo e uno di quei generali ebbe a
dire: Maestà, ce ne sono pochi perché sono rimasti coloro i quali
non hanno ancora tradito e coloro i quali non possono tradire
perché non hanno un prezzo .
Mi pare di capire che il presidente Lombardo è stato tradito da
tutti perché oggi nessuno dei suoi assessori è presente in Aula.
Ma la cosa più grave è che ho l'impressione che oggi non stanno
tradendo Lombardo questi assessori che continuano ad assentarsi,
soprattutto l'assessore per l'economia - che dovrebbe essere qui,
insieme a noi, a discutere di una vicenda così drammatica che
riguarda il futuro di oltre 50.000 famiglie -, oggi stanno tradendo
la Sicilia.
Ed è una cosa insopportabile che noi, come opposizione, non
possiamo né accettare né tanto meno far finta di non capire
l'assenza del Governo in un momento drammatico.
Dovrebbe essere qui il Governo a spiegarci perché, dopo essere
stati convocati di mattina proprio perché dovevamo approvare
urgentemente il provvedimento, dopo che hanno avuto altri otto
giorni di tempo per apportare eventuali modifiche e per concordare
col Governo nazionale e col Commissario dello Stato, non sono qui
presenti.
La cosa drammatica, Presidente, è che non deve essere delegato il
Presidente dell'Assemblea a rappresentare le difficoltà che il
Governo ha; c'è un Presidente della Regione che, comprendiamo, ha
anche altri problemi più importanti per la sua vita, ma c'è anche
un Vicepresidente della Regione che non abbiamo mai visto, che non
ha mai esercitato queste funzioni e che sarebbe il caso, anche
perché è un esperto e fine giurista, che cominciasse ad esercitare
queste funzioni e avesse il coraggio civile di venire in quest'Aula
a rappresentare il Governo.
Forse, si vergogna a rappresentare il Governo, forse non condivide
le scelte di questo Governo, allora, sarebbe il caso che il
Vicepresidente si dimettesse e passasse ad altri la mano di questo
ruolo così importante che deve essere esercitato nel momento in cui
l'intero Governo e soprattutto il suo Presidente sono in
difficoltà. Drammaticità del momento.
Era stato presentato come il Governo dei migliori , il Governo
dei tecnici , il Governo di coloro i quali avrebbero dovuto
riformare la sanità, i lavori pubblici, le infrastrutture, il
Governo - così come spesso ha ribadito in Aula lo stesso assessore
Armao che finalmente aveva tagliato le mani ai politici fannulloni
e a coloro i quali, negli anni, avevano sperperato le somme
investite in Sicilia.
Ma dov'è questo Governo dei migliori ? Dov'è questo moralizzatore
della vita pubblica siciliana che ci aveva detto che la politica
aveva fallito e solo lui, dall'alto della sua esperienza e della
sua funzione tecnica, poteva finalmente risanare i conti ed i
bilanci della Sicilia?
Credo che oggi si siano dati, per l'ennesima volta, alla fuga. Non
vengono in Aula a rispondere alle interrogazioni, non vengono
nemmeno in Aula a giustificare l'assenza di un piano per risanare i
conti della Sicilia.
Vedete, a differenza di altri che alzano la voce per dire adesso
di essere contro questo Governo, io sono stato sempre contro questo
Governo. Non ho, quindi, la necessità di rifarmi una verginità e di
ricostruirmi un'identità però credo, signor Presidente, che sia
giunto il momento che questo Governo venga commissariato, che il
Parlamento assuma su di sè i compiti che gli sono stati
riconosciuti dalla legge, che i nostri funzionari, che sono bravi,
di cui tutti riconoscono il valore, finalmente comincino a fare
sentire la loro voce contro coloro i quali, pur esponenti politici
di un Governo tecnico ad oggi, dopo cinque mesi, non sono riusciti
a portare, in quest'Aula, un bilancio e non sono riusciti a dare
risposte concrete ai 27 mila forestali con tutto ciò che comporta,
perché veda, signor Presidente, c'è un'emergenza incendi che
scatterà di qui a qualche giorno.
Stamattina per venire a Palermo abbiamo avuto difficoltà perché
già sulla circonvallazione vi erano degli incendi. Non siamo
riusciti a proseguire con le macchine, siamo stati fermi per un po'
di tempo e se gli incendi sono già nella città di Palermo, vorrei
fare riflettere su cosa succederà, da qui a qualche settimana,
nelle nostre foreste e cosa succederà nel demanio forestale.
Corriamo il rischio che ciò che abbiamo realizzato negli ultimi
anni con grossi sacrifici e con grande investimento venga distrutto
dalle fiamme.
Non possiamo continuare a perdere tempo. Non possiamo continuare a
non impiegare gli uomini dell'antincendio della forestale che
devono pulire percorsi, devono fare tutto ciò che è necessario per
impedire che un incendio distrugga tutto quello che abbiamo fatto
in questi anni; e, perché no, parlare dei 22 mila precari degli
enti locali per i quali questa Assemblea aveva dato delle soluzioni
e che il Governo non è riuscito a trasformare in atti concreti e,
perché no, gli enti sordi, i ciechi, tutte le associazioni di
quelli che sono stati inseriti nella tabella H perché veramente
bisognosi e che attendono risposte concrete.
Signor Presidente, desidero che lei abbia ancora una volta, coma
ha dimostrato nel passato, un sussulto di dignità. Oggi il
Parlamento non deve chiudere, oggi dobbiamo approvare ciò che era
stato messo in discussione per dare risposte concrete ai
lavoratori, per dare risposte concrete alla Sicilia.
Oggi, dobbiamo continuare a rimanere in Aula e costringere il
Governo a venire in Aula ed a riferire su ciò che vuole fare, come
lo vuole fare, quando lo vuole fare.
Non possiamo assolutamente accettare un rinvio sine die.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Digiacomo. Ne ha
facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la vicenda della
quale parlerò tra poco, ci ha visti entrambi protagonisti. Non è
usuale che io pretenda l'attenzione della Presidenza ma c'è una
ragione. La vicenda della quale andrò a parlare ci ha visto
entrambi protagonisti. Lei giovane assessore ai trasporti ed io
giovane sindaco di Cosimo. Si tratta dell'aeroporto di Comiso.
Entrambi firmammo una convenzione nella quale impegnavamo 45
milioni di euro a valere sui fondi comunitari. Quella convenzione è
stata portata a termine, Presidente, i soldi sono stati spesi, è
stato costruito, chiavi in mano, uno degli aeroporti più moderni
del Mediterraneo.
Se lei ricorda, Presidente, nella convenzione mi faceva obbligo di
individuare una società di gestione; la società di gestione è stata
individuata con procedura europea. A contendersela sono stati due
gruppi di valenza internazionale, uno facente capo alla SAC di
Catania uno alla SEA di Milano. Sulla base d'asta di otto milioni
di euro c'è stato un rilancio da parte della SEA che ha portato a
tredici milioni l'offerta, uno della SAC che l'ha portata a
diciassette milioni di euro.
Quindi, l'aeroporto di Comiso non solo è fatto, ma ha anche una
società ben capitalizzata per farlo partire.
Deve sapere, signor Presidente, e devono sapere i deputati che la
vicenda si è incagliata sul costo dei servizi di assistenza al
volo. Devo dire che, con tutte le difficoltà del caso, l'Assemblea
e il Governo sono intervenuti, il Governo ha messo a disposizione
per le operazioni di start up, se ricorda, 4,5 milioni di euro,
pensando che questa risorsa fosse ampiamente sufficiente a
soddisfare le operazioni di avvio almeno per i primi quattro anni.
Inopinatamente l'ENAV vuole due milioni e seicentomila euro
l'anno, ma la cosa grave è che cerca una fideiussione sine die per
quando, esaurite queste risorse, qualcuno dovrà pagare i servizi
di assistenza al volo.
Deve sapere, signor Presidente, che in questo momento, in Italia,
l'ENAV paga i servizi di assistenza al volo di tutti gli aeroporti
italiani, compreso Crotone dove si effettua circa un volo alla
settimana, compreso Albenga, dove fino a qualche tempo fa
l'aeroporto era utilizzato quasi esclusivamente per voli di stato,
per portare un autorevole ministro del Governo italiano da Roma ad
Albenga e viceversa.
Quindi, signor Presidente, Comiso, aeroporto che nasce per volontà
del Governo siciliano, che l'ha visto protagonista, unico nuovo
aeroporto non solo in Sicilia ma in Italia - non ci sono altri
aeroporti da aprire, c'è solo Comiso -, anziché diventare quello
per cui abbiamo avuto le risorse, una grande opportunità per un
territorio ben più vasto di Comiso e della provincia di Ragusa -
intercettiamo un'aerea di 2,5 milioni di abitanti - (non si capisce
qual è il raggio d'azione, oggi, di un aeroporto, deve sapere che
Trapani, che è più vicino alla sua terra, per esempio ha una forte
influenza d'azione anche su Comiso, perché se io vado a Barcellona
con 5 euro, Trapani è interessante anche per Comiso), quindi, la
portata di Comiso non è soltanto di quella mezza Sicilia, è una
portata che può essere ben più vasta a coprire buona parte
dell'Africa e dell'Asia, tuttora scoperta da un aeroporto Dia.
Comiso si incaglia su una pretesa filosofia al risparmio fatta -
mi perdoni il termine, signor Presidente, dopo anni non me ne ha
sentiti usare di così pesanti - di una politica al risparmio, di
autentici cialtroni , perché deve sapere che mentre si fanno le
pulci sui costi di assistenza al volo, nella peggiore consuetudine
italiana il Governo sta pagando sessanta vigili del fuoco
accasermati da due anni a Ragusa, che non fanno nulla e sono messi
in attesa che l'aeroporto parta.
Quindi, per un verso vogliamo risparmiare, per l'altro verso il
Governo non sa che sta spendendo quattrocentomila euro al mese per
vigili del fuoco posti lì a non far nulla.
A conclusione di questo ragionamento, che già nei fatti spiega le
ragioni di proteste anche clamorose ed importanti, io la invito,
data la singolarità di questa vicenda, a farsene carico, signor
Presidente, e di stabilire un momento, un luogo, alla presenza
ovviamente del Governo, per dire basta a questa vicenda veramente
vergognosa, anche perché siamo ai limiti del danno all'erario,
perché questo aeroporto è stato costruito, quasi interamente, con
soldi pubblici. La società di gestione demandata, appunto, a
svolgere il servizio, è in prevalente capitale pubblico e stiamo
facendo una colossale cattiva figura nei confronti dell'Unione
europea e, soprattutto, stiamo privando questo territorio della
Sicilia sud-orientale, di un aeroporto, cioè di una grande
occasione di servizio, di ricchezza e di lavoro.
PRESIDENTE. Onorevole Digiacomo, relativamente a questo argomento
direi, la settimana prossima, riconvocando l'assessore per le
Infrastrutture, il quale oggi non è potuto intervenire per i motivi
che ho letto, di inserire anche questo argomento all'ordine del
giorno in maniera tale da poter avere una risposta, qualora
arrivasse, più o meno immediata da parte del Governo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, confesso che non
sarò originale nel mio intervento perché le cose che hanno detto i
colleghi che mi hanno preceduto, sono da me assolutamente
condivise. Ma perché ho chiesto ugualmente di intervenire?
Non soltanto perché, così come si suol dire, uno lascia la traccia
di una propria posizione politica in questo momento ma,
soprattutto, per una ragione.
Io credo che, nello svolgimento dei lavori, qua stiamo
intervenendo sull'ordine dei lavori, e per questo chiedo di parlare
e mi rivolgo a lei, innanzitutto, perché è inutile che io dica che
il Governo non c'è, che il Governo ci fa venire per promuovere,
ancora una volta, una manovra o per lo meno per tentare, ormai da
sei mesi a questa parte, di promuovere una manovra che viene poi
continuamente o rinviata con i noti esercizi provvisori di gennaio,
marzo ed aprile o che viene riproposta per gli stralci in seguito
alle impugnative, ma perché nel momento in cui siamo anche, come
tutti sanno, per un verso impegnati nei ballottaggi elettorali di
domenica e lunedì, e nell'altro, soprattutto è questa la ragione,
in un momento in cui l'antipolitica è diventato uno tsunami per
quello che abbiamo visto anche dai risultati elettorali, io credo
che questa Assemblea e lei Presidente, debba cercare di tutelare al
massimo il rischio della generalizzazione.
La generalizzazione è una brutta malattia, è un contagio che non
piace, personalmente lo ripudio e lo rigetto e intervengo proprio
per dirle questo, Presidente, qua occorre che l'Assemblea, in
questo caso al posto del Governo che è incapace a fare tutto
questo, perché diciamolo chiaramente siamo alla trasmissione
Dilettanti allo sbaraglio , siamo alla Corrida , perché non è
oggettivamente possibile in un momento - ribadisco - di grandissima
difficoltà, di crisi economico-finanziaria, di crisi sociale, con
tutto ciò che accade, con tutti i lavoratori che sono in questo
momento a Piazza Indipendenza, in una Sicilia in grandissima
difficoltà, non è consentito proseguire in questa linea.
Quindi, mi rivolgo a lei perché, nell'espletamento del nostro
compito parlamentare, attraverso un ordine dei lavori da concordare
in Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari, lavoriamo noi
sostanzialmente e ci impegniamo noi a modificare ciò che è
eventualmente modificabile, se c'è una soluzione. Altrimenti,
nonostante - come è stato già detto brillantemente poc'anzi da
alcuni colleghi, in questo caso credo dall'onorevole Beninati -
avere consentito con la nostra presenza, nell'interesse della
Regione siciliana, che venissero varati alcuni provvedimenti,
saremmo veramente ad uno sfascio ancora maggiore. Ma il Governo,
per molti versi, non ci ha ascoltato su tanti suggerimenti,
operando magari anche alcune imboscate in sede di finanziaria.
Tutti ricordiamo come venne approvata quella finanziaria dopo vari
tentativi di intesa per poi scoprire all'improvviso, per esempio,
una norma che, nella mia città di Siracusa, consente che una
frazione di essa, una circoscrizione di essa, una zona importante
di essa, come Cassibile, vada a votare, ai fini dell'eventuale
separazione dell'eventuale autonomia dalla città, da sola, senza
che voti il resto della città. Questa è un'imboscata della quale
nessuno ha parlato e della quale io faccio ammenda con i miei
concittadini per non essermene accorto in quella notte, in quella
frenesia di faldoni che venivano contrabbandati per accordo mentre
questo accordo non ci era mai stato.
Siccome non voglio andare incontro a nuovi agguati, a nuovi
imboscate, a nuovi tradimenti, per il fair play, l'educazione che
ci deve essere tra le Istituzioni e tra chi pensa di rappresentare
il Governo e chiede ad un'Aula di essere pronta ad approvare,
chiedo che il calendario dei lavori, forte di un lavoro preventivo
fatto dall'Assemblea, visto che il Governo è stato incapace, possa
promuovere la migliore manovra possibile ma, in quel contesto,
vengano operati i correttivi ad agguati mossi in assoluto
tradimento, innanzitutto del buon senso, della legge e poi anche
dei rapporti parlamentari, e che vengano operati gli aggiustamenti
che ancora necessitano, visto che, come lei ricorderà, signor
Presidente, in quei famosi provvedimenti vennero stralciate altre
norme che avrebbero dovuto essere adesso oggetto della discussione
di quest'Assemblea.
Invece, in questa Assemblea non sono state trattate le altre norme
che dovevano servire ad operare riforme nel contesto complessivo
della nostra Regione. Siamo ancora fermi agli stralci perché siamo
ancora fermi, col dilettantismo che ha governato finora, alle
impugnative e a proposte che sono state rigettate, mettendo nel
caos lavoratori, precari, mondo della forestazione, con quel che
significa essere già oggi, in estate, con questo caldo, il mondo
delle politiche sociali, dei non vedenti, dei sordi, il mondo delle
attività culturali e tutto il resto.
Signor Presidente, lei oggi ha un sovraccarico, per l'Istituzione
che rappresenta, di occuparsi di questa materia in maniera tale che
l'Aula non venga convocata per guardare scranni vuoti, senza
neanche l'educazione di una proposta, qualunque essa sia, da
emendare eventualmente.
Questo sovraccarico di responsabilità istituzionali e di governare
i lavori convocando l'Aula con una proposta concreta, effettiva che
le forze parlamentari devono portare avanti, visto che il Governo è
assolutamente latitante e soprattutto dilettante per quello che ha
dimostrato di fare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a conclusione di questo dibattito
sull'ordine dei lavori, vorrei fare una riflessione a voce alta,
visto che sono stato tirato in ballo spesse volte da interventi o
chiamato ad una maggiore corresponsabilità nell'esercizio delle
funzioni, cosa che, in questi quattro anni, ho cercato sempre di
esercitare, mantenendo il mio ruolo ma, a volte, andando oltre e
cercando di vicariare le assenze, qualora ve ne fossero state,
della Presidenza o del Governo della Regione.
Tutto questo avendo sempre in ossequio il principio della
separazione dei poteri che dà all'Esecutivo il compito di governare
e al Legislativo il compito di controllare e di fare le leggi.
E' ovvio che, in questo momento di grande criticità, mi assumerò,
come sempre, non soltanto le mie responsabilità ma anche
responsabilità che vanno oltre il mio ruolo, come a volte ho fatto
nel corso di questa legislatura, quindi seguirò personalmente i
lavori della Commissione Bilancio e seguirò in maniera ancora più
incalzante l'attività del Governo.
Voglio ricordare alle forze politiche che, più di due anni fa,
immaginando probabilmente quello che sarebbe successo in Sicilia,
mi spinsi un po' oltre il mio ruolo istituzionale e proposi un
Governo politico con tutte le forze dentro, immaginando che saremmo
andati incontro ad un periodo di grandi difficoltà per la nostra
Terra. Una volta sancita la rottura tra il patto elettorale, dopo
il primo ribaltone, dopo la nascita del secondo Governo Lombardo,
proposi una sorta di patto civico regionale che vedesse presenti
tutte politiche, nel tentativo di salvare questa Terra.
Allora, quando feci questa proposta, fui quasi crocifisso e fui
censurato da buona parte delle forze politiche presenti in
Parlamento. Questo non mi ha fatto dimenticare le mie
responsabilità; sono andato avanti sempre, avendo a cuore
l'interesse di questa Istituzione - che è quella che rappresento,
grazie al vostro sostegno - ma soprattutto gli interessi
dell'Isola.
Non potendo tecnicamente realizzare oggi la seduta perché, con la
mancanza del Governo, non possiamo andare avanti, in quanto oggi la
mancanza del Governo è sostanziale, visto che mancherebbe la
copertura finanziaria alle leggi che vogliamo approvare, devo
necessariamente rinviare la seduta e, per avere il tempo adeguato
per potere portare a compimento le leggi che riteniamo di dover
approvare, il Governo mi ha chiesto alcuni giorni.
La seduta, quindi, si terrà martedì 22 maggio, cioè tra sei
giorni, alle ore 11.00 e, probabilmente, prima di cominciare l'Aula
terremo una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in
maniera tale da verificare anche l'ordine dei lavori, non solo per
la seduta di martedì ma anche per il resto della sessione
primaverile.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 22 aprile
2012, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I - Comunicazioni
II - Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e interpellanze della rubrica:
Infrastrutture e mobilità (V. allegato)
III - Comunicazioni del Governo sulle problematiche connesse
all'apertura dell'aeroporto di Comiso
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) - Determinazione Fondi globali. (n. 899/A) (Seguito)
Relatore: on. Galvagno
2) - Norme in materia di entrata. Finanziamento di leggi di spesa.
(n. 900/A) (Seguito)
Relatore: on. Galvagno
La seduta è tolta alle ore 12.06
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
alle ore 14.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli