Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, autorizzo la Commissione Bilancio
a riunirsi contemporaneamente alla seduta d'Aula.
CALANDUCCI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli: Dina da
oggi al 10 giugno 2012; Currenti per l'odierna seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Misure urgenti per la transizione alla tecnologia digitale
terrestre. (n. 904)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Barbagallo
in data 17 maggio 2012.
- Istituzione del reddito di autonomia nella Regione Sicilia. (n.
905)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Galvagno e
Termine in data 21 maggio 2012.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle Commissioni:
BILANCIO (II)
- Interventi finanziari urgenti a favore della Fondazione Teatro
Massimo di Palermo, della Fondazione Orchestra sinfonica siciliana,
dell'Ente autonomo regionale Teatro Vincenzo Bellini di Catania,
dell'Associazione Ente Teatro di Sicilia stabile di Catania,
dell'Associazione Teatro Biondo stabile di Palermo, dell'Ente
autonomo regionale Teatro di Messina. (n. 903)
di iniziativa parlamentare, inviato il 21maggio 2012, parere V.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Disposizioni per la promozione del consumo consapevole dei
prodotti agro-alimentari sostenibili e di qualità, la promozione
delle filiere corte' ed il sostegno allo sviluppo dei Gruppi di
acquisto solidale (GAS). (n. 902)
di iniziativa parlamentare, inviato il 21maggio 2012, parere V.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Riordino della legislazione ed acquisizione di nuove competenze
nell'ambito del comparto agro-forestale-ambientale. Modifiche ed
integrazione della legge regionale 14 aprile 2004, n. 14. (n. 896)
di iniziativa popolare, inviato il 17 maggio 2012, parere III.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Disciplina dei tirocini formativi e di orientamento. (n. 897)
di iniziativa popolare, inviato il 17 maggio 2012.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Disposizione per l'accesso consapevole e responsabile al gioco
lecito. (n. 897)
di iniziativa parlamentare, inviato il 17 maggio 2012.
Comunicazione di trasmissione di atti alla Corte dei Conti
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della Corte
dei Conti Indagine sulla chiusura della programmazione 2000-2006
della Regione siciliana in materia di fondi strutturali europei,
con particolare riferimento al Fondo di sviluppo regionale (FESR) .
Si comunica, altresì, che copia della stessa è stata trasmessa
alle Commissioni legislative e alla Commissione per l'esame delle
questioni concernenti l'attività dell'unione europea.
Copia della predetta delibera è disponibile presso l'archivio
delle Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2547 - Notizie sui rapporti del Servizio sanitario regionale
con la fondazione Maugeri.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Lentini Salvatore
N. 2548 - Notizie sulla richiesta del presidente dell'UREGA di
Siracusa di spostare la sede della gara per la sistemazione
dell'area attendamenti e containers presso altro ufficio regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2549 - Notizie circa una possibile emergenza idrica presso
l'ospedale di Lentini (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2550 - Apertura di una farmacia rurale nella frazione Granieri
del comune di Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Falcone Marco
N. 2551 - Notizie sul rispetto degli orari di apertura e chiusura
delle farmacie in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2552 - Notizie sui distretti produttivi nella Regione
siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Corona Roberto
N. 2553 - Interventi in materia di tassazione delle provvidenze
statali in caso di calamità naturali.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatari: Pogliese Salvatore; Barbagallo Giovanni; D'Agostino
Nicola; D'Asero Antonino; Vinciullo Vincenzo
N. 2554 - Chiarimenti sull'esclusione della provincia di Siracusa
dal piano definitivo di ripartizione delle somme per attività
teatrali, inerente al capitolo di spesa 378118, per l'esercizio
finanziario 2011.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2555 - Chiarimenti sull'esclusione della provincia di Siracusa
dal piano definitivo di ripartizione delle somme per attività
teatrali, inerente al capitolo di spesa 378110, per l'esercizio
finanziario 2011.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2556 - Chiarimenti sull'esclusione della provincia di Siracusa
dal piano definitivo di ripartizione delle somme per attività
teatrali, inerente al capitolo di spesa 378111, per l'esercizio
finanziario 2011.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2557 - Chiarimenti sull'esclusione della provincia di Siracusa
dal piano definitivo di ripartizione delle somme per attività
teatrali, inerente al capitolo di spesa 378112, per l'esercizio
finanziario 2011.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2558 - Chiarimenti sull'esclusione della provincia di Siracusa
dal piano definitivo di ripartizione delle somme per attività
teatrali, inerente al capitolo di spesa 378113, per l'esercizio
finanziario 2011.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2559 - Chiarimenti sull'esclusione della provincia di Siracusa
dal piano definitivo di ripartizione delle somme per attività
teatrali, inerente al capitolo di spesa 378116, per l'esercizio
finanziario 2011.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2560 - Chiarimenti sull'esclusione dei comuni della provincia
di Siracusa dalla dichiarazione dello stato di calamità naturale a
seguito delle grandinate del 7 marzo 2012.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2562 - Notizie sulla mancata pubblicazione su internet delle
delibere di Giunta regionale.
- Presidente Regione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2565 - Notizie sulla chiusura dell'unità operativa di
psicogeriatria e alzheimer presso la cittadella della salute di
Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Marrocco Livio
N. 2566 - Chiarimenti sulla mancata erogazione dei fondi destinati
ai comuni.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Cordaro Salvatore; Maira Raimondo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2561 - Notizie in ordine al provvedimento di revoca della
parità scolastica al liceo classico e scientifico Dante Alighieri e
all'istituto I.T.C.G. Pitagora di Agrigento.
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Cimino Michele
N. 2563 - Redazione del nuovo piano paesistico della provincia di
Ragusa.
- Presidente Regione
Firmatario: Ragusa Orazio
N. 2564 - Notizie relative all'attività svolta dalla cabina di
regia della Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatari: D'Asero Antonino; Leontini Innocenzo; Cordaro Salvatore
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 137 - Iniziative per il rilancio del sito turistico di Piano
Battaglia (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Lentini Salvatore
N. 138 - Interventi per il potenziamento del servizio di soccorso
di emergenza-urgenza nei comuni di Montemaggiore Belsito ed
Aliminusa (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Lentini Salvatore
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che é stata presentata, in data 15 maggio
2012, la seguente mozione:
numero 364 Riperimetrazione del Parco dell'Etna , degli onorevoli
Giuffrida, Adamo, Ardizzone, Dina e Forzese Marco.
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di ritiro di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 18 maggio 2012 (pervenuta
in pari data e protocollata al n. 4536/AulaPg del 21 maggio
successivo) l'onorevole Vinciullo, quale unico firmatario, ha
dichiarato di ritirare l'interrogazione con richiesta di risposta
orale n. 2562, Notizie sulla pubblicazione su internet delle
delibere di Giunta regionale , testé annunziata.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 689
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito di coordinamento finale, il
titolo dell'ordine del giorno n. 689, accettato come
raccomandazione dal Governo nella seduta n. 344 del 17-18 aprile
2012, è il seguente: Salvaguardia dei livelli occupazionali della
ex Pirelli di Villafranca Tirrena (ME) e di Siracusa .
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 2446
PRESIDENTE. Comunico, con riferimento all'interrogazione n. 2446
Provvedimenti in merito all'applicazione del punto 14 della
delibera per il contenimento e la razionalizzazione della spesa
pubblica e dei costi della politica , annunziata nella seduta n.
325 del 28 febbraio 2012, che la stessa è da intendersi presentata
con richiesta di risposta scritta.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Colianni è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Commemorazione dell'onorevole Francesco Virga
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di passare al II punto
dell'ordine del giorno, desidero ricordare un collega, un amico che
ci ha lasciati qualche settimana fa.
Onorevoli colleghi, signore e signori - mi riferisco soprattutto
alla famiglia -, l'Assemblea regionale siciliana oggi vuole
ricordare e rendere un doveroso omaggio all'onorevole Francesco
Virga, recentemente scomparso - lo scorso 5 maggio -, per
ricordarne la sua storia, la sua impegnata carriera politica.
Francesco Virga è stato deputato per ben cinque legislature, dalla
VII alla XI.
Nato a Palma di Montechiaro, il 20 aprile 1928, non ha mai cessato
di guardare alle problematiche della sua terra di origine.
Dottore in medicina e chirurgia, specialista in traumatologia e in
medicina legale e delle assicurazioni, medico funzionario
dell'Inail, ha dedicato grande sensibilità ai temi della salute e
della sicurezza sul lavoro.
Infatti, diversi sono i disegni di legge, gli atti ispettivi e gli
scritti dedicati all'assetto della sanità siciliana e
all'organizzazione delle sue strutture come, ad esempio, il
rapporto delle allora cosiddette USL con i territori di
riferimento. Il tema, quindi, della salute collettiva all'interno
dell'agenda politica è stato uno dei suoi cavalli di battaglia.
Ma egli ha saputo distinguersi, altresì, durante i suoi mandati
parlamentari anche sui versanti inerenti la tutela ambientale, il
turismo e l'occupazione.
Con Virga ricordiamo un componente autorevole e operoso del nostro
Parlamento ed un protagonista indiscusso di una stagione politica
complessa.
Il suo rapporto con la politica inizia da giovanissimo, militando
nel FUAN, e continua, poi, come esponente del Movimento sociale
italiano-Destra nazionale.
La sua lunga attività lo vede consigliere comunale a Palermo dal
1960 al 1976, componente del direttivo centrale e della direzione
nazionale dell'MSI-Destra nazionale e consigliere comunale di
Borgetto,.
Da deputato regionale ha ricoperto incarichi di grande rilievo
come, ad esempio, quello di componente della Commissione Sanità'
e, soprattutto, non si dimentica il suo apporto costruttivo nella X
legislatura, quale Presidente del Collegio dei Deputati Questori.
Nella VII legislatura è componente della V Commissione Cultura,
formazione e lavoro ; nell'VIII e nella IX legislatura è componente
della VII Commissione legislativa permanente e Vicepresidente del
Gruppo parlamentare Movimento sociale italiano - destra nazionale.
Nell'VIII legislatura è, altresì, componente della Commissione
speciale per l'esame delle iniziative connesse con il piano delle
acque in Sicilia e della Commissione parlamentare regionale su
interventi nella Valle del Belice.
Nella IX legislatura, Vicepresidente della Commissione speciale
per i rapporti CEE e Regione siciliana.
Dal 1985 consigliere comunale a Palermo e componente della
Commissione all'Annona.
Nella XI legislatura è nuovamente deputato questore ma anche
componente della Commissione per il regolamento, Vicepresidente
della Commissione speciale per irregolarità elettorali. Componente
della VI Commissione legislativa permanente, Sanità', e della
Commissione per la verifica dei poteri.
L'1 febbraio del 1995 aderisce al gruppo di Alleanza nazionale'.
Dal febbraio del 2007 è stato presidente dell'I.S.S.P.E., Istituto
siciliano di studi politici ed economici, nell'ambito del quale -
fino agli ultimi anni della sua vita - si è speso per mettere in
correlazione la cultura e l'impegno politico.
Profondo conoscitore e attento osservatore del dibattito culturale
attinente al pensiero filosofico, politico e letterario, egli ha
saputo sottolineare l'importanza di rielaborare la dottrina di
destra per ricondurla a posizioni in grado di superare i confini
del quotidiano dibattito socio-politico e la vita stessa dei
partiti.
Egli ha saputo, inoltre, interpretare saggiamente il ruolo del
politico siciliano come spicca con maestria e puntualità, dalla sua
monografia Angelo Nicosia e la Sicilia'. Le sue doti umane e il
suo impegno intellettuale e politico volto a perorare l'efficienza
della sanità siciliana e un suo più equilibrato rapporto con la
realtà dei territori, è magistralmente testimoniato nella
pubblicazione realizzata insieme alla figlia Serenella
Legislazione sanitaria in Sicilia' che rimane un punto di
riferimento capace di svelare lo spessore e la preparazione del
tecnico e dell'uomo supportata dai suoi ben venticinque anni di
esperienza maturata nell'ambito della Commissione legislativa
Sanità' dell'Assemblea regionale siciliana.
L'onorevole Virga ha sempre ricoperto il suo ruolo di deputato
d'opposizione in modo vigile e costruttivo, con coscienza e
serietà. E il suo richiamo continuo alla sanità è stato sempre
caratterizzato da una equilibrata miscela di etica e di competenza.
Così il carattere distintivo dei suoi scritti non ha mai avuto un
sapore meramente accademico e il suo agire di parlamentare mai
quello di deputato in cerca di privilegi e lontano dalla gente, ma
bensì, piuttosto, quello pratico di chi sa cogliere le esigenze del
proprio tempo e farsene interprete.
Rinnovo quindi un sentito sentimento di solidarietà e il profondo
cordoglio dell'Assemblea regionale siciliana alla famiglia - della
quale mi onoro di essere anche amico - oggi presente in Aula e
invito l'Aula a tributare un doveroso minuto di silenzio.
(Tutti i deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
CORONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, la seduta odierna coincide con la prima
seduta di questa XV legislatura. Quattro anni fa, proprio a
quest'ora, entravano in questa Aula novanta parlamentari che erano
stati eletti dal popolo siciliano per affrontare i tanti problemi
della nostra regione.
Ciascuno di noi era carico di buone intenzioni, di una grande
volontà che derivava da una campagna elettorale affrontata in tutte
le nostre nove province per portare avanti e difendere un percorso
politico e soprattutto un programma nell'interesse dei nostri
concittadini.
Bene, oggi siamo al quarto anno di questa legislatura, e credo
che ciascuno di noi debba avere la forza ma anche la consapevolezza
di fare un'ampia riflessione e domandarsi se ciascuno di noi ha
fatto fino in fondo il proprio dovere per tutelare gli interessi
dei siciliani.
Noi, qui, come classe politica dobbiamo interrogarci proprio oggi,
all'inizio di questo anno che sarà quello finale di questa
legislatura, su cosa vorremmo fare per il futuro, su cosa è
possibile ancora fare per non soffocare le speranze dei siciliani.
In questo nuovo anno noi dovremo affrontare un percorso politico
molto impegnativo. Ci saranno da rinnovare tanti comuni, da qui a
un anno, il resto di quelli che sono stati rinnovati nelle scorse
giornate e soprattutto dobbiamo affrontare le elezioni politiche e
regionali.
Signor Presidente in questa settimana, io ho avuto modo di leggere
sulla stampa due notizie e su questo io chiedo che quest'Aula debba
fare nei prossimi giorni un'approfondita riflessione.
La prima relativa al fatto che il presidente Lombardo ha
annunciato le sue dimissioni a fine luglio, ha ipotizzato una
campagna elettorale e un rinnovo di questa Assemblea per la fine di
ottobre.
La seconda notizia che ho letto sulla stampa è una dichiarazione
in tandem fatta dal capogruppo del PD, onorevole Cracolici e del
senatore Lumia, che sosteneva alcune cose.
Io credo che noi qui dobbiamo cercare di utilizzare quest'Aula per
parlare di politica, dobbiamo cercare di parlare ai siciliani,
perché siamo stati chiamati, appunto, per coprire questo ruolo e
dobbiamo cercare di rendere conto delle nostre attività, del nostro
impegno agli elettori che ci hanno votato.
Pertanto la invito, signor Presidente, a fare due cose importanti:
a distinguere il ruolo del Governo da quello dell'Assemblea e a
presentare, ancor prima della scadenza, un consuntivo di questo
Governo, che si è quadruplicato in questi quattro anni, che cosa ha
fatto in maniera pragmatica, chiara intelligibile, con numeri alla
mano, senza discorsi fumosi, che cosa ha fatto per risolvere i
tanti problemi della nostra Regione, quelli della sanità del
lavoro, dello sviluppo, per le attività produttive, per portare
avanti un disegno di crescita di questa regione.
Vogliamo sapere, prima ancora di sciogliere questa legislatura.
Cosi come questa Assemblea deve avere anche il coraggio di
affrontare tutto quello che i parlamentari hanno prodotto in questi
anni, con le loro interrogazioni, quante di queste interrogazioni
non hanno avuto risposta dal Governo, quanti disegni di legge sono
stati presentati che non sono approdati in Aula; dobbiamo cercare
di fare il nostro dovere fino in fondo.
Ma una cosa io le chiedo, Presidente, se come è possibile noi
andremo a votare a fine ottobre del 2012, dobbiamo dare un segnale
forte a chi si aspetta da noi una coerenza.
Questa Aula ha approvato una legge e ha ridotto il numero dei
parlamentari per ridurre i costi della politica, diminuendo i
parlamentari da 90 a 70.
Allora, siccome ci sono dei sospetti che qualcuno si sia pentito,
come fanno i coccodrilli, prima si vota una legge e poi magari si
contesta quella legge o si prendono le distanze, noi dovremmo qui
assumere un impegno di onore, ciascun parlamentare, per dire che se
non ci sono le condizioni perché l'iter di riforma della legge
elettorale, che riduce il numero dei parlamentari non potrà essere
completo da qui ad ottobre, nel momento in cui ci saranno da
eleggere, ancora una volta, novanta parlamentari, noi dobbiamo
assumere un impegno e per questo io le chiedo, signor Presidente,
se mi potrà dare la possibilità di presentare una mozione in tal
senso, e le annuncio sin da adesso, che ci sarà l'impegno da parte
di tutti affinché i costi della politica si riducano, non del venti
per cento, così come è stato fatto, ma almeno del trenta e anche
del cinquanta per cento.
Questo è un segnale che noi dobbiamo dare, in un momento di grande
crisi e di difficoltà. Dobbiamo assumere questa iniziativa,
ciascuno di noi, rinunciando al venti, al trenta per cento, o
quaranta per cento della propria indennità, per ridurre i costi
della politica, pur mantenendo il numero di novanta parlamentari.
Io ritengo sia importante anche per rappresentare le specificità
del nostro territorio, della nostra Regione, le specificità del
nostro Statuto e dell'identità culturale della Sicilia.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno di interrogazioni e interpellanze della rubrica
«Infrastrutture e Mobilità».
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno di interrogazioni e interpellanze della rubrica
Infrastrutture e Mobilità .
Si passa alla interrogazione n. 1833 Opportune iniziative al fine
di garantire l'applicazione delle norme in materia di alienazione
degli alloggi popolari , a firma dell'onorevole Apprendi.
Ne do lettura:
«All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:
la l.r. n. 19/2005 all'articolo 22 fissava i termini entro i quali
svolgere le procedure relative alla compravendita di alloggi
popolari utilizzando le agevolazioni previste dalle altre norme di
riferimento;
in ottemperanza alla norma in alcuni casi, seppure siano state
attivate le procedure, si è ancora in attesa di definire l'acquisto
degli immobili;
rilevato che in un lotto di Palermo, il 189 di corso Pisani,
costituito da quasi 200 alloggi, gli inquilini hanno ricevuto la
lettera di acquisto e in 27 hanno già pagato e fatto il preliminare
ma non sono stati ancora chiamati per il rogito notarile;
per sapere:
quanti alloggi siano stati alienati in ottemperanza alle
disposizioni in oggetto;
se non ritengano opportuno porre in essere idonee misure allo
scopo di consentire gli acquisti delle unità abitative alle
condizioni e nei tempi previsti dalla normativa di riferimento.»
Ha facoltà di parlare l'assessore Russo per fornire la risposta.
RUSSO Pier Carmelo, assessore alle infrastrutture e mobilità.
Signor Presidente, comincerei la risposta dall'ultima parte
dell'interrogazione, vale a dire quella relativa alla possibilità
di continuare a fruire di benefici già previsti dalla legislazione
regionale per quanto attiene l'alienazione degli immobili.
Sotto questo profilo, rendo noto all'Assemblea che il Governo è
intervenuto con un disegno di legge di complessivo riordino degli
Istituti Autonomi Case Popolari, disegno di legge che è già stato,
oltre che deliberato dalla Giunta, esitato dall'Ufficio Legislativo
e Legale, inviato per la scheda tecnica di valutazione economico-
finanziaria all'Assessorato al Bilancio, lo scorso 16 maggio 2012.
In quel disegno di legge, vi è l'intervento auspicato
dall'interrogante.
Per quanto riguarda i volumi di attività svolti dagli Istituti
Autonomi Case Popolari della Sicilia, posti in vendita, li enuncio
partitamene.
IACP di Palermo: alloggi venduti circa 19.200 ed è possibile la
cessione di ulteriori 5.500.
IACP di Catania: venduti 4308, dei restanti 4825, 1557 sono
occupati irregolarmente e l'Istituto sta provvedendo ad attivare le
necessarie procedure di sgombero, anche se i motivi ostativi alla
vendita risiedono nella scarsa disponibilità economica degli
assegnatari, e anche su questo il disegno di legge interviene con
delle politiche di agevolazione.
IACP di Agrigento: sono stati venduti 2452 alloggi, mentre vi
sono difficoltà ad alienare 973 alloggi trasferiti dallo Stato in
proprietà all'Istituto di cui 100 non risultano accatastati.
IACP di Messina: in vendita sono stati posti 6933 alloggi di cui
5633 di proprietà IACP e 1300 demanio dello Stato.
IACP di Ragusa: sono stati alienati circa 1500 alloggi popolari.
IACP di Enna: 1.512 alloggi sono stati venduti, ne rimangono da
alienare 710.
IACP di Caltanissetta: 427 contratti di vendita e 90 preliminari.
IACP di Siracusa: dei 7.807 appartamenti, 2904 sono stati già
ceduti in proprietà e lo IACP di Siracusa ha rappresentato che per
gli alloggi non ancora ceduti e per i quali è già in itinere la
procedura di vendita, superati i problemi di accatastamento degli
stessi, si sta procedendo via via alla stipula del relativo atto di
cessione.
Complessivamente gli Istituti hanno venduto 36.480 alloggi e sulla
scorta dei dati disponibili risultano sottoscritti 90 preliminari
di compravendita.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole interrogante per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita.
APPRENDI. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi per un'organizzazione dei lavori di
ognuno di noi.
Stamattina tratteremo il secondo e il terzo punto all'ordine del
giorno. Dopodiché la seduta sarà sospesa e riprenderà alle ore
16.00. Nel frattempo la Commissione Bilancio è autorizzata a
proseguire nei lavori, in maniera tale da poter tornare qui con le
leggi all'ordine del giorno.
Si passa all'interrogazione n. 1953 Iniziative per fare fronte ai
disagi dei cittadini di Lentini , a firma dell'onorevole Vinciullo.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e All'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
in data 24 giugno 2011, numerosi studenti e lavoratori, recatisi
alla stazione ferroviaria di Lentini per prendere il treno locale
8570, proveniente da Siracusa, delle ore 6,55, hanno scoperto, loro
malgrado, che il convoglio atteso era stato soppresso dalle
Ferrovie dello Stato;
la suddetta soppressione è avvenuta senza il minimo preavviso da
parte delle FF.SS. e senza alcuna alternativa gommata per i
viaggiatori, mettendo in grossissime difficoltà chi doveva
raggiungere il proprio posto di lavoro o la propria scuola o
università;
considerato che:
continua la scellerata politica delle Ferrovie dello Stato che
ritengono opportuno, in nome di una politica di riduzione dei costi
che penalizza sempre e soltanto il Sud, trattare i propri utenti
della Sicilia come burattini senza anima e senza necessità, degni
di subire qualsiasi tipo di sopruso e ingiustizia;
tra l'altro, la stazione di Lentini ha già subito abbondantemente
i colpi di scure delle FF.SS.;
nonostante il vasto bacino di utenza, la stazione del comune
siracusano è priva della biglietteria, dei servizi igienici, non ha
una ristorazione in grado di rispondere alle esigenze dei
viaggiatori e le macchinette per la vendita automatica dei
biglietti funzionano a singhiozzo, facendo rischiare così multe
salate ai passeggeri che partono da Lentini, impossibilitati a
munirsi del regolare biglietto;
tutto ciò è vergognoso ed impensabile per una stazione ferroviaria
che deve servire un bacino di utenza di oltre cinquantamila persone
che spazia su due province, quelle di Siracusa e Catania;
i servizi che, di contro, vengono offerti dalle Ferrovie dello
Stato sono sintomatici dell'assoluta mancanza di considerazione e
rispetto che ha le FF.SS. hanno nei confronti dei Siciliani:
biglietti in costante aumento e tratte ferroviarie percorse in
tempi biblici (45 km. percorsi in un'ora abbondante);
per sapere:
se non ritengano urgente adoperarsi presso i vertici delle
Ferrovie dello Stato al fine di ripristinare la tratta soppressa e
come mai non sia stata prevista alcuna alternativa per limitare al
massimo i disagi per gli utenti;
se non ritengano opportuno intervenire presso i vertici delle
Ferrovie dello Stato affinché sia data pari dignità ai viaggiatori
siciliani, trattati sempre più come italiani di serie B.»
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l' Assessore per fornire la
risposta.
RUSSO Pier Carmelo, assessore per le Infrastrutture e la mobilità.
Onorevoli deputati, per quanto possa essere utile la risposta viene
resa anche con riferimento all'interrogazione n. 1958 proposta dal
medesimo onorevole Vinciullo in quanto materia consimile.
L'interrogazione n. 1953 segnala la mancanza di alcuni servizi
nella stazione ferroviaria di Lentini e disagi causati dalla
soppressione, occorsi il 24 giugno, del treno locale n. 8570 delle
ore 6.55. Tali disservizi sono da inquadrare nella più ampia
situazione e arretratezza strutturale e tecnologica in cui versa
l'intero sistema ferroviario del Sud Italia.
Secondo quanto comunicato da Trenitalia la mancanza di un servizio
di ristorazione nella stazione di Lentini dipende esclusivamente
dal fatto che nessun privato ad oggi ha dimostrato di essere
interessato a gestire tali servizi messi a gara per società nel
gruppo Ferrovie dello Stato.
La mancanza di uno sportello di biglietteria deriva dal
progressivo ridimensionamento delle risorse che il Ministero
dell'Economia e della Finanza ha destinato per il trasporto
ferroviario regionale nell'ambito del contratto di servizio Stato-
Trenitalia.
Per tali motivi dovendo la società comprimere i costi di gestione,
ha dovuto fare ricorso alle macchine automatiche di emissione dei
titoli di viaggio in sostituzione delle biglietterie tradizionali
che necessitano di una presenza di personale.
La mancanza di servizi igienici è conseguenza di specifiche
direttive nazionali secondo le quali il mantenimento di tali
servizi è giustificato nelle stazioni con un volume giornaliero di
passeggeri di almeno 500 persone. La stazione di Lentini secondo le
rilevazioni eseguite dalla Direzione di RFI non raggiunge tale
soglia.
Per quanto riguarda la soppressione del treno 8570 delle ore
6.55, stando alle informazioni fornite da Trenitalia si è
verificato giorno 23 e non il 25 giugno, a causa di un gusto
meccanico imprevedibile del materiale rotabile che avrebbe dovuto
assicurare la corsa.
Trattandosi di una causa improvvisa non si è potuto approntare un
servizio di bus sostitutivo per l'utenza che ha comunque potuto
usufruire del treno successivo delle ore 7.25.
In relazione alla già richiama interrogazione n. 1958 relativa al
ridimensionamento dell'offerta merci, si rappresenta che anche
questa è conseguenza della, aggiungo, cosiddetta razionalizzazione
dei costi di gestione delle Ferrovie, hanno avviato già da tempo su
tutta le rete a seguito di ridimensionamento dell'intervento
finanziario dello Stato e ciò ha penalizzato soprattutto il
Mezzogiorno e la Sicilia.
Per il comparto merci la contrazione dell'offerta trova una sua
giustificazione, oltre che nella progressiva riduzione del
contributo dello Stato, nell'attuale crisi industriale che ha avuto
ripercussioni negative sulla richiesta di effettuazione treni merci
da parte di diversi operatori economici e dall'alto costo di
produzione del servizio a causa di guasti connessi al
traghettamento che incidono per un buono 27%.
Se a tutto questo si aggiunge la scarsa competitività del sistema
ferroviario isolano per via delle basse velocità consentite dai
tracciati attuali che, a parte brevi tratte, sono rimaste
sostanzialmente uguali a quelle della configurazione della rete del
dopoguerra, risulterà abbastanza chiaro, a dire dalla Ferrovie
dello Stato, come il trasporto ferroviario nella lunga distanza
risulti antieconomico.
Il Governo della Regione, nell'ultimo decennio, ha invertito tale
rotta con l'avvio di un impegnativo piano di investimenti in parte
realizzato, in parte in corso di esecuzione, in tale direzione
vanno riguardati oltre che l'APQ di settore anche gli stanziamenti
della Regione per l'acquisto di 43 della famiglia Minuetto e
l'ulteriore bando di gara per 53 milioni in corso di pubblicazione
per l'acquisto di materiale rotabile.
Al fine di eliminare le innegabili criticità che penalizzano
pesantemente l'intera regione, l'Assessorato si è fatto promotore
di diverse iniziative impegnandosi attivamente nell'ambito di un
continuo e serrato confronto sia con il Governo centrale, sia con i
vertici di Trenitalia per cercare di migliorare le condizioni del
sistema ferroviario siciliano.
A questo riguardo - e di questo non vi è traccia nella risposta
perché è una notizia, spero infondata, delle ultime ore - vi sono
ulteriori spunti critici sulle risorse poste a disposizione della
Regione siciliana per la sottoscrizione del contratto di servizio.
La storia del contratto di servizio è bene che sia nota e che
rimanga agli atti dell'Aula.
A fronte di una dotazione superiore a 120 milioni di euro,
originariamente superiori a 120 milioni di euro, questa dotazione è
via via scemata in quanto ogni qualvolta si andava su per
sottoscrivere l'Accordo di programma, la prima volta l'abbiamo
trovato a 117, la seconda volta a 111, la terza a 107 milioni di
Euro. E' notizia di queste ore, ripeto, mi auguro non fondate,
perché non ho emergenze documentali, che lo stanziamento sarebbe
stato ulteriormente ridotto e portato a poco più di 80 milioni di
euro e sarebbe questa la ragione per la quale l'Accordo di
programma alla cui sottoscrizione ormai da lunghi mesi la Regione
siciliana si è dichiarata pronta, Accordo di programma che è
preliminare alla sottoscrizione del contratto di servizio, parrebbe
che possa essere questa la ragione per cui non viene sottoscritto.
Ripeto, non ho emergenza documentale di queste affermazioni che
pertanto affido all'Aula con amplissimo beneficio di inventario, ma
certo, se così fosse, il nuovo Parlamento siciliano ed il nuovo
Governo dovrebbero, a mio modo di vedere, avviare una riflessione
sull'opportunità di mantenere il contratto di servizio con
Trenitalia o piuttosto, profittando, nel 2014, del regime di
liberalizzazione, verificare se vi siano sul mercato altri
operatori interessati ad acquisire il servizio, anche perché non mi
risulta particolarmente chiaro come si possa giustificare lo sforzo
finanziario che la Regione siciliana sta compiendo per l'acquisto
di 53 milioni di euro di materiale rotabile, di vagoni ferroviari
per dirla tutta, a fronte di un contratto di servizio che abbia un
contenuto economico così ridotto, cioè poco più di 80 milioni di
euro.
Vale a dire, la Regione siciliana spenderebbe per l'acquisto di
vagoni una somma corrispondente a circa il 60 per cento del valore
del contratto di servizio annuo, valore annuo.
Al che mi chiedo, comprando questi vagoni dove li facciamo
camminare? Ho finito
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiarisco che la risposta
dell'assessore all'interrogazione n. 1953 si intende fornita anche
per l'interrogazione n. 1958 Iniziative per la salvaguardia del
trasporto ferroviario in Sicilia , a firma dello stesso onorevole
Vinciullo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole interrogante per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta fornita.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, è chiaro che lei ha fatto un quadro veritiero di quella
che è la situazione delle ferrovie in Sicilia e del resto basta
vedere i tempi biblici di percorrenza per poter andare da una città
all'altra, la media è di 45 km/h.
Se consideriamo questo dato con i dati non solo del resto
d'Europa, ma anche del resto del nostro Paese, ci rendiamo conto,
come giustamente lei ha ricordato, che in quest'ultimo secolo le
Ferrovie dello Stato non hanno assolutamente investito in Sicilia e
che, come lei ha amabilmente ricordato, la situazione è pressappoco
identica a quella lasciata dal fascismo, a quella che abbiamo
ereditato nel secondo dopoguerra, però alcune cose, oggettivamente
offendono da parte di Trenitalia.
Quando Trenitalia sostiene che, considerato che vi sono meno di
500 persone che si fermano a Lentini, non bisogna fare pipì, questa
diventa una realtà drammatica, insopportabile, perché se ci sono
499 passeggeri non si aprono i servizi igienici, se si arriva a 500
si ha possibilità di usufruire dei servizi igienici e questa,
oggettivamente, è una situazione insopportabile.
Così come non mi risulta assolutamente che vi sia stata da parte
di Trenitalia la volontà di affidare la ristorazione a qualche
società del luogo, possibilmente l'ha cercata a Milano o a Roma,
l'avesse cercata a Lentini credo che, con la disperazione che c'è
in giro, non so quanti esercenti si sarebbero prestati.
Le ricordo che nelle scuole, dove si hanno sicuramente un numero
minore di servizi, hanno oggi un servizio pasto che viene
garantito, immaginiamoci cosa significa in una stazione. La cosa
grave però è l'ultima che lei ha detto poiché è fuori dallo schema
delle risposte che era stata a suo tempo preparata. L'accordo di
programma che, come lei giustamente ricordava, è preliminare alla
sottoscrizione del contratto di servizio, che originariamente
doveva essere di 120 milioni di euro, sarebbe stato portato, con
una quarta rimodulazione, a 80 milioni di euro e su questo, forse,
ma purtroppo secondo me sarà così, il Parlamento non può rimanere
indifferente.
Pur essendo esponente dell'opposizione, credo che questo
Parlamento deve, in questa vicenda, sostenere il Governo regionale
e chiedere con un documento unitario, con un ordine del giorno che
venga rivista immediatamente questa decisione presa dal Governo
nazionale, del resto che senso avrebbe spendere 53 milioni di euro
per l'acquisto di vagoni quando poi da parte dello Stato ne
sarebbero rimborsati solo 80, soltanto per vagoni spenderemo, come
lei giustamente ricordava, circa il 65 per cento.
Per questo motivo, nel dichiararmi oggettivamente soddisfatto
della risposta che lei ha dato, perché come suo solito è stato
puntuale ed attento, non posso però non lamentarmi, non invocare da
parte di questo Parlamento un documento unitario affinché si
verifichi in maniera seria e concreta la possibilità che entro il
2014 si passi ad altro operatore; non è più sopportabile tenere un
operatore del genere che ha sempre mostrato disinteresse e ha
sempre dimostrato scarsa attenzione nei confronti di questa terra.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1986 Notizie sui
lavori di ripristino del porto turistico di Riposto , a firma
dell'onorevole Pogliese.
Non essendo in Aula l'interrogante, si intende presentata con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 2045 Sospensione dell'uso gratuito
dei mezzi pubblici per i rappresentanti delle forze dell'ordine in
servizio e in divisa , dell'onorevole Vinciullo.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità premesso che:
il comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale n. 8 del 2005
stabilisce che 'Gli appartenenti alla Polizia di Stato, all'Arma
dei Carabinieri, alla Guardia di finanza, al Corpo dei Vigili del
fuoco, al Corpo di Polizia penitenziaria, al Corpo forestale, alla
Polizia municipale e provinciale, hanno diritto, esclusivamente per
motivi di servizio, alla circolazione gratuita sui mezzi di
trasporto pubblico';
il comma 3 dello stesso articolo dispone altresì che 'per la
circolazione gratuita sui mezzi di trasporto pubblico locale dei
soggetti di cui al comma 1 non è dovuto alcun rimborso alle aziende
esercenti il trasporto pubblico locale';
tale disposizione, così come strutturata, ha ovviamente una sua
importanza sociale notevole, tenendo conto che la presenza di
rappresentanti dell'ordine in divisa sui mezzi pubblici ha una
propria valenza, come deterrente per eventuali malintenzionati;
considerato che il comma 3 dell'art. 1 della summenzionata legge è
stato però modificato dall'art. 27, comma 7, della l.r. 22/12/2005,
n. 19, che, testualmente, cita: 'Gli oneri conseguenti
all'applicazione del comma 1 sono a carico della Regione, che
provvede, con decreto dell'Assessore regionale per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, da emanarsi entro sessanta giorni
dalla pubblicazione della presente legge, a stabilire le direttive
relative alla modalità di rimborso delle aziende di trasporto';
preso atto che:
a copertura economica di quanto sopra, il Governo della Regione ha
stanziato 2 milioni e 100 mila euro sul capitolo 478113 del
bilancio regionale 2011 per il rimborso da destinare alle aziende
di trasporto pubblico;
con D.A. 41/GAB dell'1 aprile 2011, l'Assessore regionale per le
infrastrutture ha ripartito i suddetti fondi per singoli corpi
(Polizia, Finanza, Carabinieri, etc.), da destinare alle aziende di
trasporto pubblico locale, in base alle certificazioni presentate
dalle stesse istituzioni militari e civili destinatarie della norma
de qua agitur;
tenuto conto che:
appare incomprensibile che un servizio reso anche a favore delle
aziende di trasporto con un risvolto sociale non indifferente (la
presenza di forze dello ordine sui mezzi pubblici a tutela della
loro integrità e per evitare danni) debba essere risarcito dalla
Regione, quando, inizialmente, non era previsto alcun rimborso;
appare ancora più inspiegabile che la Regione debba pure pagare
somme sproporzionate rispetto
al servizio reso senza, peraltro, garantire a tutte le forze
dell'ordine la possibilità di potere usufruire di detto servizio;
preso atto che:
adottando il sistema del rimborso basato sul biglietto giornaliero
e non sul vero importo di spesa che ogni singolo soggetto dovrebbe
corrispondere, il senso della legge è modificato e quella che
doveva essere una legge che favoriva forze di polizia e sicurezza
sui mezzi pubblici è diventata un sorta di ulteriore finanziamento
alle società di trasporto;
nello specifico, rimborsando il biglietto giornaliero di andata e
ritorno ad ogni singolo utente, i costi aumentano di oltre il 40%
rispetto all'uso di un normale abbonamento, sistema decisamente più
logico ed economico per chi usa il mezzo pubblico quotidianamente;
come se tutto questo non bastasse, la stessa distribuzione dei
fondi da destinare alle aziende di trasporto, suddivisi per corpi,
non è sufficiente a coprire le spese sostenute, tant'è vero che
alcuni comandi regionali delle forze armate sono stati costretti a
bloccare l'accesso dei militari dipendenti a tale agevolazione,
stante la necessità di stabilire l'onere sostenuto ed evitare lo
sforamento del plafond stanziato;
per sapere:
se non ritengano utile rivedere l'intero sistema legislativo che
regolamenta il trasporto gratuito delle forze dell' ordine sui
mezzi pubblici, sistema che oggi appare più un'ulteriore fonte di
finanziamento per le società di trasporto che un servizio alla
comunità;
se, in attesa di modificare la legge oggi in vigore, possano
assumere l'impegno con le società di trasporto di onorare il costo
del servizio reso prevedendo una modifica al bilancio regionale,
inserendo gli 8 milioni di euro necessari tra pregresso e futuro».
(2045)
Invito l'assessore a rispondere all'interrogazione.
RUSSO Pier Carmelo, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Signor Presidente, signori deputati, anche in questo caso, come
fatto in precedenza per l'interrogazione proposta dall'onorevole
Apprendi, vorrei cominciare dalla fine. Vorrei cominciare da una
cifra 420 mila euro e questa è la dotazione finanziaria che il
bilancio della Regione siciliana per l'esercizio in corso apposta
per il trasporto, per l'uso gratuito dei mezzi pubblici per i
rappresentanti delle forze dell'ordine in servizio ed in divisa.
Peraltro questa dotazione finanziaria, già esigua, è ulteriormente
erosa in quanto in corso di esercizio provvisorio si è operato per
dodicesimi su un previsione di spesa di 600 mila euro,
sostanzialmente, quindi, risultano disponibili dall'1 maggio in
poi poco più di 200 mila euro per tutta la Sicilia.
Per fare un paragone con i valori necessari ricordo che quest'Aula
ha autorizzato, con propria disposizione normativa, la copertura di
debiti fuori bilancio per tre anni per circa 6 milioni e 700 mila
euro.
Dunque, la disponibilità necessaria per mantenere i livelli
pregressi, sarebbe di circa 2 milioni e mezzo di euro l'anno e,
invece, quella di quest'anno è 420 mila euro di cui effettivamente
disponibili 220 mila.
Di conseguenza sono state adottate tutte le dinamiche sul
rimborso, sono state tutte disciplinate con decreto dell'assessore
pro-tempore, ma rimborseremo 220 mila euro perché
l'amministrazione, ovviamente, non è nelle condizioni di
autorizzare la costituzione di nuovi debiti fuori bilancio che
darebbero luogo ad esigenze di intervento normativo di copertura di
spesa postuma.
Tanto vale, se ci sono le risorse, se vi è la possibilità da
parte del Parlamento, di implementare le risorse ed, in questo
senso, il Governo s'impegna di verificare la possibilità di
reperirle in altri capitoli di spesa.
PRESIDENTE. L'onorevole Vinciullo ha facoltà di dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
assessore, anch'io vorrei partire dall'ultima dichiarazione
dell'assessore Russo, laddove l'assessore Russo dice: se ci sono
le disponibilità il Governo e l'assessorato è disponibile ad
implementare le risorse .
Vorrei ricordare che, in fase di approvazione del bilancio, più
volte avevo presentato una serie di emendamenti tendenti proprio ad
aumentare la somma stanziata perché, come lei benissimo ricorderà,
queste 600 mila euro erano del tutto ridotte a 420 mila, erano del
tutto insufficienti a venire incontro a quella che è una esigenza
importante, intanto perché viene riconosciuto dalla legge e la
legge dovremmo applicarla sempre.
Secondo motivo, perché è un problema che riguarda la sicurezza di
tutti i cittadini, in un momento così difficile per l'ordine
pubblico, avere sui mezzi di trasporto i rappresentanti delle forze
dell'ordine che indossano la divisa, credo che possa essere un
momento di maggiore serenità per coloro i quali viaggiano sui
nostri mezzi di trasporto, così come può essere anche un modo per
evitare danneggiamenti ed atti vandalici a danno di questi mezzi.
Per questo motivo mi dichiaro parzialmente soddisfatto,
soprattutto se le sue dichiarazioni, che abbiamo accolto
positivamente, cioè quello che il Governo è disponibile ad
implementare le risorse, troveranno oggi, quando andò a presentare
un ennesimo emendamento su questa vicenda, accoglienza da parte
del Governo.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
APPRENDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
ho ascoltato la risposta dell'onorevole Vinciullo per quanto
riguarda il trasporto dei rappresentanti delle forze dell'ordine
nei mezzi pubblici e credo che alla luce di quanto detto, dei
problemi economici che ci sono e che sono sotto gli occhi di tutti,
e ce ne rendiamo conto per primi noi parlamentari, c'è un solo modo
per ovviare a questo problema e cioè predisporre una norma, così
come è stata fatta in altre Regioni, che preveda il trasporto
gratuito nei mezzi pubblici per questioni di ordine pubblico.
Non so perché lei stia sorridendo, ma immagino perché è d'accordo
Ma, finché c'è un euro di contributo che percepisce la società,
credo che questa cosa la possiamo richiedere perché va incontro
alle esigenze dei cittadini, quindi non è una cortesia o un favore
che faremmo alle forze dell'ordine o ai vigili del fuoco piuttosto
che alla polizia penitenziaria, ma un servizio in più che
offriremmo al territorio che credo ne abbia tanto bisogno.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende lo svolgimento di interrogazioni e interpellanze della
rubrica
Infrastrutture e mobilità
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione con richiesta di risposta
orale n. 2088 Chiarimenti sul servizio di revisione e collaudi
della protezione civile nella provincia del messinese , a firma
dell'onorevole Picciolo.
Non essendo presenta in Aula l'onorevole interrogante,
l'interrogazione si intende presentata con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione n. 2107 Ingiustificata cancellazione
di alcuni imprese da parte di comuni dall'albo delle imprese di
fiducia per l'affidamento dei lavori pubblici mediante cottimo
d'appalto , a firma dell'onorevole Vinciullo.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le attività
produttive, all'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica e all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità,
premesso che alcuni comuni siciliani stanno provvedendo a
cancellare dai loro albi delle imprese di fiducia per l'affidamento
di lavori pubblici mediante cottimo appalto tutte le imprese non
residenti nei rispettivi comuni;
preso atto che:
tale irrazionale decisione scaturisce dalla interpretazione, del
tutto personale, dell'art. 6 della legge regionale 2 agosto 2002,
n. 7, che modifica il comma quinquies dell'art. 8 della legge 109
del 1994;
nello specifico, tale articolo stabilisce che, per importi pari o
inferiori a 150.000 euro, il sistema di qualificazione delle
imprese di lavori pubblici è così determinato: 'per le imprese
iscritte all'albo separato delle imprese artigiane, istituito
presso le Camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura, il requisito richiesto per partecipare agli appalti
dei lavori pubblici, è esclusivamente la presentazione del
certificato di iscrizione, da almeno due anni, al rispettivo albo
camerale.';
citando testualmente lo stesso articolo, la legge stabilisce
altresì che 'per le imprese cooperative iscritte al registro
prefettizio, sezione produzione e lavoro, il requisito richiesto
per partecipare agli appalti dei lavori pubblici, è esclusivamente
la presentazione del certificato di iscrizione, da almeno due anni,
al registro prefettizio.';
visto che, alla luce di quanto stabilito dal legislatore
regionale, appare incontrovertibile la volontà di limitare il
requisito di partecipazione alla presentazione del certificato di
iscrizione alle camere di commercio, industria artigianato e
agricoltura, senza, per altro, specificare se limitatamente a
quelle ove avviene l'affidamento dei lavori pubblici e dei servizi;
considerato che:
l'arbitraria interpretazione di detta normativa sta causando una
confusione totale tra le imprese siciliane, visto che alcuni comuni
applicano correttamente detta norma, altri preferiscono affidarsi
ad esegesi personali e soggettive del suddetto articolato;
tale status sta causando danni gravissimi a tante imprese che si
vedono improvvisamente cancellate dagli albi senza potere
partecipare alle gare;
per sapere se non ritengano urgente emanare un provvedimento
chiarificatore sulla giusta interpretazione dell'art. 6 della legge
regionale 2 agosto 2002, n. 7, onde evitare confusioni che spesso
portano a fraintendimenti di determinati comportamenti e creano
disparità di trattamenti insopportabili, all'interno della Regione
siciliana, tra le imprese che, è bene ricordare, pagano tutte le
tasse». (2107)
Ha facoltà di parlare l'assessore Russo per rispondere
all'interrogazione.
RUSSO Pier Carmelo, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Signor Presidente, signori deputati, vorrei fare una piccola
precisazione sulla precedente interrogazione n. 2045 dell'onorevole
Vinciullo relativa all'uso gratuito dei mezzi pubblici da parte
delle forze dell'ordine.
La risposta, per quanto possa occorrere, deve intendersi riferita
anche all'interrogazione n. 2164 dell'onorevole Pogliese totalmente
sovrapponibile, quanto a contenuti, alla precedente.
In riferimento all'interrogazione numero 2107, viene segnalata
l'ingiustificata cancellazione di alcune imprese, da parte di
comuni, dall'albo delle imprese di fiducia per l'affidamento dei
lavori pubblici mediante cottimo appalto.
In riscontro all'interrogazione in questione, sulla base di quanto
comunicato dal Dipartimento delle infrastrutture, si evidenzia che,
a seguito dell'entrata in vigore della legge regionale 12/2011, la
legge regionale 7/2002, in base alla quale erano formati i
precedenti albi, non trova più applicazione.
Per effetto dell'articolo 1 della stessa legge regionale n.
12/2011 si applica in Sicilia il decreto legislativo n. 163/2006,
meglio noto come codice di contratti , e sue successive modifiche
ed integrazioni, nonché il regolamento di esecuzione, vale a dire
il D.P.R. n. 207/2010.
Il nuovo sistema di qualificazione e requisiti per gli esecutori
dei lavori è quello di cui all'articolo 40 del decreto legislativo
n. 163/2006 e del Titolo III del regolamento di esecuzione già
citato (D.P.R. n. 207/2010).
Si ha motivo, dunque, di ritenere o - per meglio dire - si
auspica, che la cancellazione delle imprese in questione dall'albo
possa essere riferita alla carenza dei requisiti prescritti dalla
legge di nuova applicazione.
Qualora così non fosse e vi fossero elementi ulteriori da
sottoporre all'attenzione, l'assessorato si dichiara ovviamente
disponibile ad intervenire presso i comuni in questione.
PRESIDENTE. L'onorevole Vinciullo ha facoltà di dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
assessore, nel dichiararmi soddisfatto della risposta ottenuta,
tuttavia, considerato che questa vicenda continua, soprattutto in
alcuni comuni della provincia di Ragusa, ritengo opportuno che
l'assessorato diramasse una circolare a cui tutti i comuni si
devono attenersi per evitare l'insorgere di contrasti ed il
ricorso al TAR delle ditte per essere nuovamente immesse
nell'elenco, anche perché non si capisce il motivo per cui nella
provincia X debbano essere accettate le imprese della provincia Z e
lo stesso discorso non debba valere nel senso opposto.
Quindi, sarebbe auspicabile, assessore, che venisse fatta questa
circolare.
dell'aereoporto di Comiso.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazioni del Governo sulle problematiche connesse
all'apertura
dell'aeroporto di Comiso
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno:
Comunicazioni del Governo sulle problematiche connesse all'apertura
dell'aeroporto di Comiso.
Assessore Russo, in merito all'interrogazione n. 2264
dell'onorevole Pogliese, le chiedo se può inviare comunque la
risposta scritta agli uffici.
Ha facoltà di parlare l'assessore per le Infrastrutture e la
mobilità dottor Pier Carmelo Russo per rendere le comunicazioni del
Governo sulle problematiche connesse all'apertura dell'aeroporto di
Comiso.
RUSSO Pier Carmelo, assessore per le Infrastrutture e la mobilità.
Signor Presidente, signori deputati, la questione connessa
all'aeroporto di Comiso ha avuto, dagli inizi dell'anno in corso,
una significativa accelerazione allorquando, con toni persino
eccessivamente vivaci forse, è stato imposto, di comune accordo fra
la Prefettura e il Governo regionale, un crono-programma non
indicativo, prescrittivo degli adempimenti da fare dove è stato
individuato chi fa che cosa e in che tempi.
Devo dire che questo ha consentito una fortissima accelerazione,
tanto è vero che, come ho rilevato alla lettura degli atti del
dibattito di Aula relativo alla seduta precedente, il problema
fondamentale oggi rimane quello dei costi all'assistenza al volo,
problema che però non è così secondario come potrebbe sembrare
perché assume un valore paradigmatico.
Cercherò di essere quanto più breve possibile. E' intervenuta, sul
finire dello scorso mese di marzo, una lettera del Viceministro
Ciaccia in cui testualmente si afferma che, sorgendo l'aeroporto di
Comiso sul demanio regionale, esso è pertanto un aeroporto di
interesse non nazionale e perciò i costi della assistenza al volo
deve sopportarli integralmente la Regione siciliana.
Sostanzialmente si tratta di un sillogismo: tutto quello che sorge
sul demanio regionale non è di interesse nazionale, per tutto
quello che non è di interesse nazionale lo Stato non paga nulla e,
dunque, pagherà la Regione.
Il sillogismo è un meccanismo argomentativo affascinante però è
pericoloso, perché se è sbagliata la premessa maggiore cosiddetta,
crolla poi tutto quello che viene di seguito.
Faccio un esempio di sillogismi affascinanti nell'enunciazione, ma
incongrui nel risultato: le sarde salate fanno bere e ribere, bere
e ribere estingue la sete, dunque, le sarde salate estinguono la
sete. Sostanzialmente la lettera del Viceministro Ciaccia ragiona
in questi termini.
La posizione della Regione siciliana, sotto questo profilo, è
totalmente diversa per due ordini di motivi. Il primo che non è
vero che l'aeroporto di Comiso non sia di interesse nazionale, in
quanto si tratta di un sistema integrato con l'aeroporto di
Catania; il secondo motivo perché non è vero, ai sensi del codice
della navigazione, che il fatto di sorgere sul demanio regionale
renda automaticamente, ed è questo il sillogismo delle sarde
salate, un aeroporto di interesse non nazionale; il terzo - e
questo è detto anche in una nota dell'Agenzia del Demanio del 2006
relativa all'aeroporto di Comiso, che curiosamente non è nota agli
uffici del Ministero - è che il livello di interesse nazionale o
non nazionale dell'aeroporto è, comunque, totalmente indifferente
per quanto riguarda la copertura dei costi di gestione
dell'assistenza al volo.
Questo in quanto, ai sensi dell'articolo 4 ter della legge 102 del
2009, comma terzo, vi è un'esplicita previsione di copertura di
spesa per i costi di assistenza al volo relativi a taluni aeroporti
fra cui quello di Comiso.
Lettura, quella che propongo all'Aula, non originata da solipsismi
personali o dall'interesse regionale, pur rilevante e meritevole di
attenzione, ma da una lettura che, della norma in questione, dà la
Corte dei Conti, Sezione controllo enti locali, con deliberazione
n. 10/2011, con la quale si interroga su come sia stato possibile
che fondi destinati ad aeroporti esattamente individuati, e fra
questi quello di Comiso, siano stati, viceversa, utilizzati per
aeroporti minori che in quella norma non sono inclusi; domanda che
ho ritenuto di rivolgere, in occasione della scorsa seduta che mi
trovavo a Roma per discutere questo argomento, sia al Ministero
delle Infrastrutture che al Ministero dell'Economia senza averne
alcuna risposta.
Il vero è, a mio modo di vedere - ovviamente è un vero
necessariamente soggettivo - che si stia cominciando a rendere
conto della imminenza e, a questo punto, della immanenza di un
grave danno erariale, scaturente dalla ritardata apertura di un
aeroporto per cui la sola Regione siciliana, senza nessun
intervento ulteriore, ha sostenuto una spesa di 41 milioni di euro.
Anche in quella sede la Regione siciliana, per mio tramite, si è
dichiarata disponibile a sostenere lo start up dei costi di
gestione con le risorse appostate da questa Assemblea regionale
siciliana, ma, ovviamente, a non assumere a proprio carico, in via
ordinaria, le spese relative all'assistenza aerea, anche perché - e
concludo - si apre uno scenario oltremodo interessante per chi,
come me, si interessa con passione professionalmente di questi
argomenti.
La legge, il decreto interministeriale, il protocollo d'intesa
sottoscritto dal Presidente della Regione, con l'espressa
condizione di qualificare l'aeroporto di interesse nazionale ,
tutti prevedono che l'affidamento dei servizi di assistenza aerea
sia fatto ad Enav.
Orbene, com'è noto a tutti, Enav è una società per azioni in
house rispetto al Ministero dell'Economia e al Ministero delle
Infrastrutture.
Come sapete, gli affidamenti in house , gli affidamenti diretti,
possono essere fatti soltanto dalle amministrazioni che partecipano
al capitale sociale delle società, la Regione siciliana non
partecipa al capitale sociale di Enav.
Dunque, se dovesse, essa Regione, affidare direttamente questo
compito ad Enav S.p.A., non partecipando al capitale sociale,
violerebbe le regole di affidamento in house e sarebbe passibile di
segnalazione alla Corte di Giustizia Europea per violazione della
normativa sulla concorrenza.
Ne consegue che, se è previsto che il servizio lo debba fare Enav,
l'unico soggetto che può legittimamente affidare il servizio ad
Enav, sostenendone i costi, è l'azionista stesso di Enav, vale a
dire il Governo della Repubblica.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, condivido pienamente la veloce, ma puntuale, rassegna e
disamina dello scenario che ha disegnato l'assessore.
Mi permetto di aggiungere qualche elemento a supporto di una tesi
e cioè che questo aeroporto, che doveva essere il fiore
all'occhiello delle infrastrutture del Mezzogiorno d'Italia, -
perché non sfugge a nessuno che è l'unico aeroporto nuovo che si
apre in Italia, è l'unico nuovo che si aprirà da qui a dieci anni
almeno - è senz'altro la terza struttura aeroportuale in Sicilia,
voluta, signor Presidente e signor Assessore, in un Accordo di
programma quadro.
Comiso è stato individuato come l'unico terzo aeroporto siciliano,
in un Accordo di programma quadro sottoscritto dal Ministero
dell'economia, ovviamente dalla Regione Sicilia, sottoscritto da
ENAV e da ENAC, la cui funzione è quella di essere finestra e ponte
non solo tra quella parte del Mediterraneo e tutta l'Europa -
perché con un volo diretto si raggiunge tutta l'Europa - ma per
coprire con volo diretto buona parte dell'Asia e dell'Africa.
E sulla base di questo, il Presidente Cascio - che è stato
protagonista perché è stato l'Assessore che ha emanato il decreto e
ha firmato con me la convenzione - mi ha obbligato, con suo decreto
signor Presidente, a fare un aeroporto che avesse caratteristiche
intercontinentali.
Il che giustifica una spesa del genere, il che giustifica il fatto
che lei signor Presidente mi ha fatto fare una pista di 2600 metri
e che io dovessi trovare, per sua norma pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana, il soggetto gestore che abbiamo
trovato e che io dovessi predisporre un progetto approvato, signor
Assessore, in Conferenza dei servizi, alla presenza di Enac, Enav e
all'incirca di 34 amministratori dello Stato.
Quindi, la Regione siciliana e lo Stato è stato pienamente
conscio, ormai da dieci anni, che nasceva in Sicilia un grande
aeroporto del Mediterraneo e, pertanto, il Ministro Ciaccia che
non ha avrà avuto tempo di leggersi le carte, che avrà avuto
cattivi consiglieri io penso, ha esaminato questa vicenda con
grande superficialità, una superficialità che poi che è approdata a
un paradosso: all'approvazione del progetto in Conferenza dei
servizi, alla sua costruzione, al suo affidamento, una parte dello
Stato ha pensato di attrezzarsi, vedi i Vigili del fuoco,
accasermati nel numero di 58 presso la Caserma dei Vigili del fuoco
di Ragusa, a non fare nulla, a stare a braccia conserte, quindi da
una parte ha ottemperato a quanto previsto in Conferenza dei
servizi, da un'altra parte con grandi sforzi offre il proprio
personale, Guardia di finanza, dogana, polizia e quant'altro e da
un'altra parte si disimpegna bloccando di fatto l'apertura
dell'aeroporto.
Quindi, si apre una falsa vertenza signor Presidente, questo è un
falso problema, ma la cosa grave è che a questo punto viene negato
una interlocuzione perché questa cosa sfida il buon senso, non c'è
bisogno di essere particolarmente avvertiti nel campo del diritto
amministrativo e della legge, questo è il buon senso che porta
all'apertura dell'aeroporto di Comiso anche perché, a proposito dei
servizi resi da parte dell'Enav, signor Assessore e signor
Presidente, ci sono dei punti oscuri che andrebbero chiariti, ma
perché fare le pulci alla Sicilia e non per esempio a Malpensa.
A Malpensa insistono 18 comuni, altro che demanio regionale, 18
comuni che attivamente mantengono alla proprietà del sedime e
perché a loro viene ripartita quella quota di un euro ogni
passeggero che significa un aiuto di milioni di euro sul traffico
che si svolge a Malpensa.
Siamo in un misto, in un groviglio, tra malafede, incompetenza e
distrazione. O come mai non puntare le proprie attenzioni su
aeroporti, e ce ne sono tanti in Italia, in cui si svolge una
attività di volo alla settimana e l'Enav rende gratuitamente i
servizi.
Faccio voti perché l'Assessore, nel solco delle iniziative
intraprese, svolga una iniziativa forte, nei giorni prossimi
venturi cerchiamo di rimediare velocemente a questa che sta
prendendo, non so se volontariamente o anche in buona fede, spero
in buona fede, le pieghe di una vergognosa vicenda
antimeridionalistica in cui lo Stato e alti funzionari dello Stato
si concentrano per dare il meglio di se stessi, non per avviare una
grande infrastruttura nella parte più periferica del Mezzogiorno
d'Italia, ma addirittura per cercare con abilità e genialità tutte
le cose che ne possono ritardare l'avvio.
MINARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
innanzitutto ringraziare il Governo, nella persona dell'assessore
Pier Carmelo Russo, per la puntualità sull'argomento relativo
all'aeroporto di Comiso.
Sicuramente, ascoltando le parole dell'assessore Pier Carmelo
Russo, mi veniva di pensare che io chiedo all'assessore Russo di
intraprendere un'azione forte non solo a livello regionale o a
livello provinciale dove è proprio il sito dell'aeroporto, ma credo
anche a livello nazionale, perché non è possibile che ogni volta
che c'è una infrastruttura nella Regione siciliana alla fine si
trova sempre l'escamotage per cercare di non farla decollare.
Abbiamo visto sul raddoppio della Ragusa-Catania che, grazie
all'impegno forte del Governo e quindi dell'assessore Russo, siamo
riusciti comunque a definire e a far partire questa strada.
L'aeroporto di Comiso è una infrastruttura importante non solo per
la provincia di Ragusa, ma per tutto il territorio della zona
partendo anche da Caltanissetta, Agrigento e la zona di Siracusa,
credo che comprende tutta una fascia e, dunque, è una
infrastruttura importante in quanto ubicata in una posizione
strategica. Ad esempio, ora che è in atto la chiusura
dell'aeroporto di Catania, viene trasferito tutto su Palermo ed è
veramente una situazione drammatica anche per i cittadini di quella
zona e di quel territorio.
Allora, io credo che il Governo nazionale non si può permettere di
rispondere con una nota che sicuramente - come diceva l'onorevole
Digiacomo - non hanno sicuramente guardato le carte, perché c'è
stato un protocollo d'intesa ed eravamo presenti ed era presente
anche il Presidente della Regione proprio nella sede della Regione
siciliana dove si è firmato il protocollo d'intesa anche alla
presenza del rappresentante dell'ENAC, dell'ENAV e del Ministero
stesso.
Come è possibile, dopo che si spendono fior di quattrini per
realizzare una infrastruttura importante, che alla fine non si
trovi una minima parte di fondi per la gestione delle
infrastrutture stesse? Non restano altri che cattedrali nel
deserto
Noi a questo non ci stiamo. Io la ringrazio veramente di cuore a
nome di quella collettività assessore, ma le chiedo di
intraprendere un'iniziativa, come Governo, come Parlamento, come
territorio perché non accettiamo da parte del Governo nazionale
questi soprusi nei confronti della Sicilia.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor presidente, onorevoli colleghi, per la nostra
provincia l'aeroporto di Comiso è una tappa fondamentale.
Io non voglio qui criticare chi fino ad oggi si è opposto, ma
vorrei spendere poche parole per un percorso politico socio-
economico.
Se da più parti tutti spendiamo parole per cercare il rilancio
della nostra economia, illustri professori universitari, nelle
varie opportunità relazionali di convegni offrono la propria
possibilità di sviluppo. La nostra Provincia, se riuscisse ad avere
questa grande infrastruttura, ha a pochi passi l'isola di Malta,
dove ogni anno arrivano quindici milioni di persone. Sarebbe
facilissimo fare un ponte Malta-Ragusa, è quello che noi
auspichiamo. Noi viviamo di agricoltura, signor Presidente, e la
cosa più importante sarebbe oggi caricare i carghi e spedirli in
Europa, perché per noi Isola, per noi provincia del sud, viene
difficoltoso il trasporto a mezzi gommati e comunque il trasporto
in generale.
Potremmo ospitare il turismo europeo perché tantissime
infrastrutture della nostra provincia nella stagione invernale sono
chiuse, come così tantissimi anziani nel nord Europa restano
tappati in casa per il freddo e potrebbero invece svernare nella
nostra provincia e conoscere quella che è la nostra cultura,
conoscere quello che può diventare così importante come la nostra
eno-gastronomia.
Questi piccoli esempi che ho fatto a me bastano per capire quanto
è indispensabile, caro Assessore Pier Carmelo Russo, per noi questa
infrastruttura. Io non so quali possono essere le sue possibilità
per interagire col Governo nazionale. Solo una cosa, e di questo
sono certo: in tempi non sospetti atterrò in questo aeroporto un
grande politico italiano; poi non se ne parlò più. Poi si tornò a
parlare di questo aeroporto. Il Governo Berlusconi non riuscì a
fare nulla per questo aeroporto. Prima di lui c'era il professore e
il famosissimo politico che atterrò in questo aeroporto in tempi
non sospetti che faceva parte di quel Governo.
Oggi, abbiamo un Governo tecnico. Forse, potrebbe diventare molto
più facile perché, sgombro da legami politici, avrebbe qualche
possibilità per aprire questo aeroporto. Quindi, abbiamo diviso le
responsabilità gli uni e gli altri, ma c'è un grande problema:
l'aeroporto resta ancora chiuso.
Io spero per la nostra economia non solo provinciale, ma regionale
e, se mi permette, per un attimo voglio fare il tifo per la mia
provincia. Noi siamo una piccola grande provincia; abbiamo un
prodotto interno lordo molto importante, nonostante la crisi
agricola che ci colpisce, la crisi in generale. Io la prego,
assessore, da qui al 28 luglio, quando lei non sarà più assessore,
forse non c'è nemmeno bisogno che la preghi perché io conosco la
sua attività amministrativa e so quanto è intraprendente ed
intelligente, per far capire a questo Governo nazionale, in modo
particolare al nostro Ministro Passera, che firmasse, una volta per
tutti, questa pratica affinché l'aeroporto di Comiso diventi un
aeroporto nazionale, perché la Regione siciliana, e ad onor del
vero il Governo Lombardo, il primo passo avanti lo ha fatto: ha
stanziato 4 milioni e mezzo di euro che serviranno per i primi due
anni e, se vogliamo essere consequenziali, io penso che il Governo
nazionale dovrebbe seguire l'esempio del Governo regionale, perché
in quell'atto non c'è solo la cifra che è importante, in quell'atto
c'è la voglia di riprendere un cammino e che la provincia di Ragusa
ci chiede a noi tutti quanti.
AMMATUNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMMATUNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, mi
rattrista vedere un'Aula così vuota quando si tratta di un problema
così importante qual è l'infrastruttura aeroporto di Comiso, che è
l'unico aeroporto che da qualche anno a questa parte è quasi
completo, quasi finito e come ha detto l'onorevole Digiacomo sarà
l'unico aeroporto da qui a 7, 8 o forse 10 anni.
Voi sapete che il problema principale della Sicilia e del
Mezzogiorno è la propria marginalità. Siccome noi parliamo della
provincia di Ragusa questa marginalità diventa ancora più
importante e ancora più grande, perché gli abitanti della provincia
di Ragusa hanno la sensazione che possa esistere anche un
Mezzogiorno della Sicilia, nel senso che c'è una linea politica che
può privilegiare solo il triangolo Messina, Catania e Palermo.
C'è, quindi, una Sicilia del sud che è produttiva, la provincia di
Ragusa è la più produttiva di tutte, dunque dobbiamo impegnarci per
fare in modo che questo aeroporto possa essere aperto il più presto
possibile.
A dire la verità, il Governo della Regione e quest'Aula hanno
fatto delle cose importanti: hanno stanziato quattro milioni e
mezzo di euro, c'è un ostruzionismo da parte del Governo centrale
che bisogna abbattere in tutti i modi possibili perché nella parte
sud della Sicilia, quindi nella provincia di Ragusa, non c'è solo
l'aeroporto di Comiso, c'è una grande struttura portuale, fra
qualche mese noi speriamo che possa penetrare già qualche
chilometro di autostrada.
Quindi, ci sono tutte le condizioni per fare in modo che la parte
più sud della Sicilia e dell'Italia, che poi sono il centro del
Mediterraneo, possa essere dotata di quelle infrastrutture che sono
indispensabili non solo per lo sviluppo della provincia di Ragusa
ma dell'Italia intera, perché ci troviamo nel cuore del
Mediterraneo e ci troviamo di fronte a quei paesi arabi in cui ci
sono stati dei sussulti che sono stati caratterizzati come
Primavera Araba .
Vi sono tantissimi esponenti della Tunisia, dell'Egitto, della
Libia che vengono in Sicilia e in questo momento non trovano le
condizioni adatte per stabilire un rapporto economico.
Dare un segnale importante per realizzare una infrastruttura
importante, qual è l'aeroporto di Comiso, mi sembra anche un
grandissimo segnale verso questi Paesi.
Secondo me la proposta che lei ha fatto, quella di organizzare una
grande manifestazione in provincia di Ragusa, non mi pare
sufficiente perché sarebbe un qualcosa che si ferma all'interno
della Sicilia. Quindi occorre, con in testa il Governo della
Regione, un momento che può essere anche una grande manifestazione
a Roma perché l'aeroporto di Comiso non è di Comiso, non è della
provincia di Ragusa, ma è un problema serio, importante che
interessa tutta la Sicilia. Quindi, una grande manifestazione a
Roma che coinvolga anche l'Enav, il Ministero delle Infrastrutture,
a me pare che sia un momento indispensabile per dare una
prospettiva, per fare qualcosa di concreto per realizzare un'opera
strategica che, lo ripeto ancora una volta, è importante non solo
per la provincia di Ragusa ma per tutta la Sicilia.
RUSSO Pier Carmelo, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO Pier Carmelo, assessore per le Infrastrutture e la mobilità.
Signor presidente, onorevoli deputati, le sollecitazioni che
vengono dall'Aula ad assumere iniziative al riguardo sono
positivamente accolte e, nell'arco di brevissimo tempo, penso di
organizzare sul territorio una giornata di incontro per decidere
insieme ai rappresentanti del territorio, non essendo appunto io un
parlamentare eletto, a tutta la deputazione ragusana, perché a
questo punto immagino non possano esservi differenze di
schieramento sull'apertura dell'aeroporto di Comiso, organizzare
una iniziativa ed assumere in quella sede la decisione delle
modalità, non sul se, delle ulteriori modalità di intervento nei
confronti del Governo nazionale, ulteriori rispetto a quelle già
intraprese anche con durezza epistolare piuttosto pronunciata da
parte dell'Assessorato infrastrutture.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per consentire alla Commissione
Bilancio di continuare i lavori legati ai disegni di legge n.
899/A e n. 900/A, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà
alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 13.15, è ripresa alle ore 18.33)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al IV punto dell'ordine
del giorno: Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito dell'esame del disegno di legge n. 899/A
Determinazione Fondi globali , posto al numero 1).
Ricordo che nella seduta n. 348 del 9 maggio scorso era stato
approvato il passaggio all'esame degli articoli.
Come sapete, è terminata da poco la seduta della Commissione
Bilancio che aveva all'ordine l'esame del disegno di legge n. 899/A
Determinazione fondi globali', ed è stato presentato dal Governo
un emendamento di riscrittura del disegno di legge, apprezzato
positivamente dalla Commissione. Su questo emendamento di
riscrittura, gli Uffici stanno lavorando per la formalizzazione,
anche con riferimento ai numeri delle tabelle, e pertanto necessita
qualche minuto di tempo per poterlo comporre, fotocopiare e
distribuire ai deputati.
Pertanto propongo di rinviare la seduta di mezz'ora.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare, sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dalle
comunicazioni che i nostri colleghi hanno fatto, in Commissione
Bilancio sono state fatte alcune scelte che non hanno tenuto conto
di altre scelte che i parlamentari che non fanno parte della
Commissione volevano aggiungere, considerate anche molte situazioni
disastrose, come il trasporto pubblico locale ed altri argomenti.
Pertanto, alla ripresa dei lavori o qualora lo volesse anche
adesso, le chiedo di prevedere un congruo termine per la
presentazione dei subemendamenti a questo emendamento del Governo.
Sono state fatte delle scelte mirate e sono state dimenticate
altre urgenze per la Sicilia.
Riteniamo di dover rappresentare quello che una buona parte dei
parlamentari desidera e cioè che il disegno di legge porti ristoro
a migliaia di persone che aspettano questi provvedimenti.
Quindi, piuttosto che rimandare di mezz'ora, signor Presidente,
stabiliamo un percorso preciso per concludere l'iter legislativo di
questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, domani è una giornata molto
impegnativa, come ben sapete, ricorrendo il ventennale della strage
di Capaci e siamo un po' tutti impegnati. Giovedì il Governo è a
Roma per il tavolo sull'attuazione dell'articolo 27 e quindi non
potrà essere presente in Aula. Si tratterebbe, quindi di andare
alla prossima settimana.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che in
Commissione Bilancio, nel trattare questo emendamento del Governo
al disegno di legge n. 899, non sia stato affrontato qualche
argomento importante, come quello dei disoccupati, il problema
occupazionale in Sicilia, eppure c'era un impegno anche da parte
del Governo di affrontarlo con un subemendamento o con un disegno
di legge a parte. Ritengo che anche altri nodi siano rimasti
irrisolti.
Vorremmo capire anche quali sono i termini per la presentazione
dei subemendamenti a questo emendamento del Governo e fermarci un
attimo, magari programmando l'Aula per venerdì, ipotizzando di
rivederci anche sabato mattina.
Signor Presidente dobbiamo fare attenzione, dobbiamo ricordarci
che stiamo trattando un disegno di legge che deriva da due
impugnative del Commissario dello Stato. Quindi abbiamo esigenza di
approvarlo al più presto ma, al contempo, sappiamo le difficoltà
oggettive per riunire questo parlamento domani e dopodomani per
cui, eventualmente in seduta straordinaria potremmo arrivare a
venerdì o sabato.
BUFARDECI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricollegandomi
agli interventi precedenti, anche come gruppo di Grande Sud,
intendiamo rappresentare la esigenza che, piuttosto che andare
ancora a tentativi, così come si è sostanzialmente fatto nel
passato, si dia il tempo all'Assemblea e a tutte le forze
politiche, di potere meglio articolare il proprio ruolo e il
proprio compito nella redazione di tutti gli eventuali sub
emendamenti a un testo che, ancora una volta, non si conosce ad un
testo che, ancora una volta, è assolutamente nuovo ed originale,
anche rispetto ad alcuni impegni e discussioni che erano state
fatte in Commissione, con modifiche e riduzioni di percentuali
sicuramente non oggetto di un accordo, almeno, con tutte le forze
politiche. Forse tra gli Uffici, o forse con una parte della
maggioranza
Nell'eventuale individuazione della data che la giornata di domani
non è certamente possibile - lei dice - per la tragedia, e quindi
nel ricordo della tragedia che ha visto l'uccisione di Falcone e
della sua compagna, della sua scorta, e poi ha detto che giovedì il
Governo è impegnato a Roma, mi permetto di osservare che, si
potrebbe tornare in Aula anche venerdì o sabato.
Io credo che il modo migliore per onorare Giovanni Falcone non sia
quello di non lavorare domani, ma sia quello di individuare, o la
mattina o il pomeriggio, per completare questo lavoro.
Non credo che domani sia un giorno in cui l'Assemblea non debba
lavorare
PRESIDENTE. Onorevole Bufardeci, domani sarà presente il Capo
dello Stato, con il Presidente del Consiglio ed una folta
rappresentanza dei Ministri del Governo nazionale. C'è un programma
molto articolato. Anche nella giornata di giovedì, fino al primo
pomeriggio. Non si tratta di un appuntamento banale
BUFARDECI. Ritenevo che essendo una cerimonia, questa avesse un
inizio ed una conclusione nell'arco della giornata. Allora, se c'è
questa esigenza istituzionale, condivido nell'individuare una data,
anche nel corso di questa stessa settimana, magari venerdì o
eventualmente sabato, ma dobbiamo evitare questo gioco al massacro
al quale siamo andati incontro in queste settimane, con tentativi
andati tutti, purtroppo, perduti e disattesi dalle varie
impugnative.
Credo che dare il tempo all'Assemblea di potere anche articolare i
propri subemendamenti, sia soltanto richiedere un diritto
parlamentare assolutamente legittimo, nell'interesse stesso
dell'Assemblea.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
intervengo per ribadire il punto di vista che è stato sottolineato
sotto il profilo della tempistica, dai colleghi che mi hanno
preceduto, ma desidero ribadire, altresì, un paio di concetti che
non ritengo secondari.
Intanto credo che tutti domani dovremo partecipare alla giornata
di commemorazione del giudice Falcone, della moglie Francesca
Morvillo e degli agenti della scorta, così come farò io, in
rappresentanza anche della Commissione regionale antimafia, della
quale mi onoro di far parte, e sono certo che in questa Aula siamo
consapevoli dell'importanza delle manifestazioni commemorative di
domani e di dopodomani.
Però, signor Presidente, va altrettanto ribadito, in maniera
chiara e forte, che noi dobbiamo considerare il disegno di legge
che ancora deve arrivare in Aula, come lo consideriamo nei tempi in
cui si fa la finanziaria. Quando si fa la finanziaria, tutti noi
deputati sappiamo che non c'è giorno, non c'è notte, non c'è sabato
e non c'è domenica.
Siccome sono misure che il popolo siciliano, che i cittadini
siciliani, attendono, perché devono dare ristoro e risposte ad
importanti categorie che devono lenire le ferite di un tempo
socialmente assai disgraziato - fatte salve le ragioni che portano
il Presidente a non convocare l'Aula nelle giornate di mercoledì e
giovedì - è stabilito, una volta per tutte, che rispetto a questi
temi non c'è alcun intento dilatorio da parte di questa opposizione
parlamentare. Pertanto, invito, in ragione delle premesse ed in
ragione del fatto che siamo ancora, nostro malgrado, dopo due
impugnative del Commissario dello Stato, in sessione finanziaria, a
convocare la seduta per venerdì mattina.
Se è vero che domani e dopodomani ci saranno queste
manifestazioni, alle quali parteciperemo, è altrettanto vero che se
questa sera saremo in condizione di avere conoscenza del nuovo
disegno di legge, in questi due giorni ciascuno di noi potrà fare
la sua attività di studio per arrivare preparati venerdì mattina, e
per evitare una procedura random che ci veda andare avanti a caso
e tentare la buona sorte, per far sì, se del caso, velocemente
venerdì mattina, di esitare finalmente questo disegno di legge.
Signor Presidente, il gruppo parlamentare dei Popolari d'Italia
domani, cantiere popolare, insiste nella richiesta che non è,
ribadisco e concludo, una richiesta di differimento sic et
simpliciter ma è una richiesta di approfondimento necessario al
fine di addivenire ad una conclusione finalmente positiva di questa
vicenda, che è tanto paradossale quanto drammatica per i cittadini
siciliani e che contraddistingue ancora una volta negativamente, se
ce ne fosse il caso, il Governo Lombardo.
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione
Bilancio ha affrontato questo pomeriggio il disegno di legge che
dovrebbe, come da lei annunciato, arrivare in Aula da qui a breve.
Ma durante il dibattito della Commissione Bilancio è stato
evidenziato un po' da tutti i deputati facenti parte della
Commissione che il disegno di legge era assolutamente insufficiente
in quanto carente rispetto agli obiettivi che voleva raggiungere e,
per certi versi, addirittura discriminante rispetto alle varie
categorie che, come sottolineato dai colleghi in precedenza, sono
in grandissima sofferenza a causa della non finanziaria di questo
Governo.
Signor Presidente, conosciamo tutti le vicende di questa
finanziaria e conosciamo tutti il pressappochismo con il quale
questa finanziaria è stata affrontata dal Governo, un
pressappochismo che ha portato il Parlamento ad affrontare
proposte, disegni ed emendamenti del Governo che si diceva
concordati con il Commissario dello Stato e che poi si è scoperto
che concordati non erano e che hanno esposto il Parlamento stesso,
ma soprattutto le varie categorie dei siciliani, ad una situazione
di disagio gravissimo.
Allora, siccome in Commissione Bilancio è apparso chiaro che il
modo di procedere è fedele a quanto abbiamo già vissuto durante
l'iter della finanziaria, e cioè un modo di procedere a tentoni,
che non tiene conto della realizzabilità delle proposte che vengono
portate e che non ha certezza né sulle coperture finanziarie né
tanto meno sugli obiettivi che si devono raggiungere, in
Commissione Bilancio era stato proposto da più parti che venisse
affrontata globalmente la materia della sofferenza in cui versa
l'intera Sicilia e segnatamente era stato posto il problema di
riproporre quanto meno il finanziamento dei cantieri di lavoro,
inopinatamente bocciato dal Commissario dello Stato con una
dicitura che dovrebbe fare arrossire il Governo: in quanto al
Governo più volte richiesto di fornire una scheda tecnica non ha
risposto
Ora, siccome tutti conosciamo lo stato di disagio e di grandissima
sofferenza in cui versa l'intera Sicilia e siccome si tratterebbe
di un provvedimento erga omnes che non distingue tra parti
politiche o categorie, ma è rivolto a tutti i disoccupati
siciliani, io ritengo che questa norma debba essere inserita in
questo disegno di legge. Tenuto conto che ancora il disegno di
legge non è stato completato, così come ha fatto l'onorevole
Mancuso ma anche altri capigruppo, noi chiediamo che si possa avere
il tempo di emendare e di discutere nella sua interezza questa
manovra, perché non è possibile che si trovino soluzioni per alcune
categorie e non se ne trovino altre per categorie ancora più
bisognose, ancora forse più importanti e, soprattutto, ancora più
numerose.
Allora, signor Presidente, si dia il tempo ai Gruppi parlamentari
di poter presentare subemendamenti. Se poi non è possibile per i
noti impegni che tutti riconosciamo fondamentali di domani e
dopodomani, si vada a venerdì oppure a martedì prossimo, ma non
possiamo continuare col tentare di esitare disegni di legge che non
hanno un respiro erga omnes, ma che soprattutto non hanno neanche
le coperture finanziarie adeguate.
Quindi, innanzitutto le regole. Evitiamo di esporre il Parlamento
ad ulteriori figure che questo Parlamento non merita.
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho capito che i
colleghi chiedono di approfondire un emendamento di sostanziale
riscrittura che è stato predisposto ed apprezzato positivamente
dalla Commissione Bilancio.
Devo dire che si tratta di un approfondimento poco singolare,
visto che quell'emendamento è stato il frutto di un lavoro fatto in
Commissione per affrontare alcuni nodi che erano rimasti aperti a
seguito dell'impugnativa del Commissario dello Stato, in
particolare sulla questione che assieme alla cosiddetta Tabella -
che non so ora neanche come si chiami - aveva aperto la questione
dei lavoratori forestali, gli stipendi dell'EAS che sono assegnati
ad altri Enti, nonché i pensionati stessi dell'EAS, i lavoratori
della meccanizzazione dell'ESA, e altre questioni che adesso mi
sfuggono.
Quindi, nulla di più di quello che era già contenuto nella
proposta di legge di bilancio e finanziaria e per la quale avevamo
il dovere di trovare una soluzione, tanto più che stiamo parlando
di questioni che riguardano la carne viva delle persone, perché
riguardano stipendi ed integrazioni di pensione.
Ora, la manovra è quella lì, costruita nei meandri delle
situazioni finanziarie date, è un emendamento che si può bocciare,
si può approvare, si può subemendare, ma non capisco la richiesta
di presentare subemendamenti, prima ancora di conoscere
l'emendamento di riferimento, che al momento non si conosce. Non
possiamo riaprire una nuova procedura di subemendamenti, come se
fossero emendamenti. Però, in generale, vorrei dire con grande
onestà, con grande franchezza - perché non vorrei che qualcuno
pensa di essere ancora come i samurai giapponesi che continuavano
la guerra nella giungla quando la guerra era già finita - che la
guerra è finita, nel senso che mi pare del tutto ovvio e abbastanza
noto ai siciliani che questa legislatura si avvia alla chiusura.
Sarà il popolo siciliano a decidere che governo e che maggioranza
sosterrà il nuovo Governo. Non si può pensare che tutto è sempre
perennemente in conflitto, perché tutto questo va a prescindere poi
dalle cose concrete, qui stiamo affrontando questioni che
riguardano le persone vive, come ho già detto, gli interventi di
cui alla ex tabella H, gli interventi per i ciechi, gli interventi
per le associazioni dei sordomuti, insomma le questioni che ho
capito essere di interesse generale, e non credo che possano
ascriversi ad un interesse particolare di qualcuno.
Quindi, se vogliamo affrontare la situazione, diamo una soluzione.
Ma se dobbiamo fare propaganda, anche su queste cose, giocando con
la tecnica del rinvio, dimenticando che c'è gente che non prende lo
stipendio, credo che stiamo facendo un lavoro non buono per i
siciliani, almeno per alcuni siciliani. Ecco perché io continuo a
dire la guerra è finita. Se ne prendiamo tutti consapevolezza,
forse facciamo una cosa che si può fare anche in meno di qualche
ora di lavoro, evitando di parlarci, allungare per una tecnica che
nulla ha a che vedere con le questioni di cui stiamo parlando,
quindi se ci sono le condizioni vorremmo che stasera si potesse
definire la manovra che è stata predisposta a seguito di
impugnativa del Commissario dello Stato, altrimenti, finiremo
soltanto per parlarci addosso, dimenticando che la guerra è finita
Non credo che né domani, né dopodomani possiamo tenere seduto,
Presidente, credo lo abbia già ricordato, il 24 maggio ci sarà in
Sicilia un evento unico, i funerali di Stato per Placido Rizzotto
che si terranno a Corleone, unico perché si tratta di funerali di
Stato dopo più di cinquant'anni e, credo che tutto si possa fare
giovedì, tranne tenere seduta del Parlamento in Assemblea.
Se vogliamo, possiamo fare tutto in meno di un'ora perché
trattiamo questioni che tutti conoscono e riguardano siciliani, che
sappiamo, chi sono dal punto di vista di categoria e quindi credo
non dobbiamo dividerci sulla questione.
PRESIDENTE. Sto continuando a dare la parola sull'ordine dei
lavori, in attesa che il Governo formalizzi l'emendamento, così
sappiamo di cosa stiamo parlando, perché finora stiamo solo facendo
delle ipotesi. Quando avremo la riscrittura del Governo, potremo
parlare di fatti concreti e scendere nel merito della discussione.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono convinto che un
rinvio di quarantotto ore non sposti la soluzione delle urgenze che
abbiamo davanti, e che ha davanti la Sicilia, ma ci serve per
evitare altri intoppi nei rapporti con il Commissario dello Stato,
come quelli che abbiamo avuto, ripetutamente, nell'ultimo mese.
Non credo sia certo che il Governo e l'Assessorato Bilancio
possano avere predisposto finalmente degli atti perfetti o
perfettibili, che garantiscano alle varie categorie disagiate della
Sicilia di poter avere finalmente contezza della soddisfazione dei
loro diritti.
Inoltre, l'onorevole Cracolici, nel corso del suo intervento, ha
detto che la guerra è finita'
Non è vero, non lo è assolutamente, e denuncio un fatto di estrema
gravità etica, morale, politica e deontologica, perché non è
ammissibile - è un fatto di bassa clientela - che i deputati non
abbiano l'ultima ipotesi di disegno di legge, mentre i
rappresentanti delle categorie disagiate lo abbiano.
Per poter leggere gli atti della Commissione Bilancio mi sono
dovuto rivolgere ai miei amici delle categorie disagiate, che erano
in possesso del testo.
Questo non è ammissibile, signore Presidente Questo offende il
Parlamento, e offende questi amici, che sono qui da quindici giorni
in attesa di conoscere il loro destino.
Quindi, prima lo decidiamo noi e poi daremo loro delle risposte.
Non è possibile che io, in questo momento, da presidente di un
Gruppo parlamentare, non abbia ancora visto le norme e invece le
norme girano nel Palazzo tra le mani di chi, di certo, ha diritto
di averle assieme a me e non prima di me.
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non desideravo
intervenire ma, purtroppo, le vicende politiche ci vedono spesso in
situazioni che senza volerlo, maggioranza ed opposizione, si
trovano poi a dovere fare ognuno la propria parte.
Signor Presidente, ho sentito l'intervento del collega onorevole
Cracolici. Ha ragione quando dice che bisognerebbe accelerare il
più possibile e chiudere questa norma.
Pero, signor Presidente, la scorsa settimana, quindi non più
lontano di sette giorni fa, in questa Aula, i cittadini siciliani
devono sapere che eravamo presenti. Purtroppo il Governo in quella
sede non è stato presente, anzi era totalmente assente. E, signor
Presidente, tutto quello che frettolosamente si cerca sempre di
fare, per arrivare all'ultimo momento e poi quasi dare una
responsabilità a qualcuno che vuole capire, perché qui nessuno
chiede: ognuno vuole capire. Ed è un diritto che ognuno di noi ha
qui in questa Aula per il semplice fatto di essere stato eletto. A
volte però ci si dimentica di questo.
Io devo sapere, io devo avere la coscienza di quello che approverò
e voterò.
Signor Presidente, io la scorsa settimana ero qui. Ho fatto pure
un intervento durante il quale ho messo in mora il Governo per la
sua assenza. Non c'era nessuno in questa Aula perché i componenti
del Governo dovevano risistemare chissà che cosa Praticamente sono
passati sette giorni: oggi siamo alle ore 19.00 e qui qualcuno
vuole fare passare, come se qualcosa o qualcuno vorrebbe capirne di
più, qualche collega quasi responsabile di non volere approvare la
norma.
Ma siamo veramente al paradosso Il Governo è in ritardo non da
qualche giorno, è in ritardo da ben cinque mesi e mezzo.
Signor Presidente, i bilanci si fanno entro il 30 dicembre 2011.
Siamo al 22, 23, quasi, di maggio 2012 e qualcuno vorrebbe dare una
responsabilità a qualche collega che vuole leggere le carte.
Ma veramente qui abbiamo superato i limiti del buonsenso e anche
del vivere in comune in questa Assemblea.
Pertanto, la prego di fare rispettare - certamente di accelerare
il massimo possibile dei tempi - ma, signor Presidente, ancora oggi
il testo alle 19.05 non c'è. Non c'è nulla in Aula. Ma di che cosa
stiamo parlando, signor Presidente? Noi siamo responsabili di
volere leggere le carte che ancora neanche conosciamo? Ma è il
minimo.
Io avrei da dire tantissime cose che il Governo ha dimenticato, ma
evito pure di dirle. Ma sui trasporti. C'è una situazione Ognuno
vorrebbe dire la sua e quasi non può neanche esprimere dobbiamo
approvare. Prendere o lasciare.
Ma di che parliamo? Signor Presidente, la prego lei che ha un alto
senso delle istituzioni, capisco la celerità con cui si deve
approvare questa norma ma non imputiamo una responsabilità a noi
dell'opposizione che non c'entriamo nulla. Non c'entriamo nulla
Io qui neanche vedo l'assessore Armao, che è il delegato di questi
problemi, che è ben cinque mesi e venti giorni che ci dice che sta
risolvendo tutto e che ad oggi non ha risolto nulla.
Ieri, l'altra settimana, c'è stato un accerchiamento di un mondo
che non sa neanche se prenderà uno stipendio o qualcosa. Se partirà
la forestazione C'è un finimondo E noi dobbiamo passare come
coloro che oggi vorremmo capire e quindi non si può, dice
giustamente l'onorevole Cracolici, dobbiamo accelerare perché ormai
Ha ragione Ma attenzione onorevole Cracolici questo ritardo non
lo imputi a noi. Questo è un ritardo, mi scusi, del Governo. Me ne
dispiace. Della sua maggioranza che non è in grado di risolvere un
problema tecnico, politico ed amministrativo.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, raramente
nell'ultimo periodo mi trovo d'accordo con l'onorevole Cracolici
non perché spesso la pensiamo diversamente ma proprio in questo
periodo mi viene naturale.
Stasera sono invece assolutamente d'accordo perché le cose che ha
detto, che ha ricordato sono tutte quelle iniziative che la
Conferenza dei Capigruppo prima, e la commissione bilancio dopo,
aveva calendarizzato. Non sono state introdotte nuove cose, quindi,
è vero che l'Aula deve sapere, ed ognuno di noi deve essere
consapevole di quello che vota, ma abbiamo assolutamente Questi
argomenti, già in tantissime occasioni, sono stati dibattuti,
sviluppati, c'era semplicemente da appostare, da fare una verifica
dettagliata, con la ragioneria dello Stato e da raccordarsi, in
maniera puntuale, con gli uffici dello Stato, per cercare di
trovare il giusto equilibrio, per far sì che queste norme potessero
essere approvate senza precludere nulla, soprattutto ai tanti
lavoratori che aspettano la soluzione, almeno, con questo
provvedimento, dei loro problemi.
I temi che abbiamo trattato sono i forestali, stiamo parlando
dell'EAS, sono già stati ricordati abbondantemente, non è stato
inserito nulla di nuovo. Ritengo utile, a questo punto, una volta
che il testo arriva, perché è passato dalla commissione bilancio,
all'unanimità tra parentesi, sarebbe opportuno che l'Aula, nei
limiti del possibile, stasera lo possa esaminare, per carità,
dibatterlo, emendarlo, se necessario, ma sarebbe utile proprio per
dare delle risposte vere, se tutti quanti pensiamo, onorevole
Beninati, che il Governo ha perso tempo Sì, ne ha perso tanto
tempo In effetti siamo in ritardo, sì assolutamente siamo in
ritardo, ma se stasera possiamo, tutti, con grande senso di
responsabilità, approvare questo testo, che è condiviso da tutti,
in tante occasioni ne abbiamo ragionato, è stato dibattuto ed in
linea di massima è stato abbastanza condiviso, anche nella
Conferenza dei Capigruppo. Ritengo che possa essere, al di là delle
manchevolezze dell'uno o dell'altro, l'occasione per potere, in
qualche modo, con un pizzico d'orgoglio, anche con qualcosa di
importante che viene dai nostri cuori, dalla nostra testa, riuscire
a portare a termine questo disegno di legge. Un disegno di legge
importante, che riguarda persone, in qualunque attività esse
espletino e riguarda diritti acquisiti.
Se riusciamo, quindi, a farlo fa onere a quest'Assemblea, se, per
carità, vogliamo prendere tempo eccetera, è nel nostro diritto.
Ritengo, però, che stasera, forse, per la prima volta, non è che
ci siano tante occasioni per prendere tempo, ecco, se è possibile
chiudiamo questa partita, nei limiti del possibile, ma chiudiamola
questa partita in maniera definitiva, in modo tale che nei prossimi
giorni ci possiamo dedicare ad altro, a tante altre emergenze che
voi avete assolutamente evidenziato: ci sono i trasporti, ci sono i
precari, ci sono tantissime altre emergenze.
Se riusciamo a farlo lo facciamo, se non ci riusciamo, per carità,
è nelle competenze di ognuno esprimere le proprie opinioni ed,
ovviamente, essere d'accordo o contrario a ciò che propone il
Governo o l'Assemblea.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Campagna.
CAMPAGNA. Signor Presidente, visto che stiamo perdendo tempo, lei
non ha sospeso
PRESIDENTE. Non stiamo perdendo tempo, onorevole Campagna, ci
stiamo confrontando nell'attesa che arrivi l'emendamento di
riscrittura del Governo e con questo confronto avremo già eliminato
alcune criticità.
CAMPAGNA. Chiarissimo, signor Presidente, non volevo assolutamente
sostenere altro, sapevo benissimo, lei lo ha detto, non ha sospeso
e ne stiamo approfittando per dibattere. Approfittando del
dibattito, però, abbiamo ascoltato i vari interventi e soprattutto
quello del collega Cracolici che invita l'Aula ad accelerare per
non perdere tempo.
Non vorrei, signor Presidente, che passasse, però, il principio
che in quest'Aula ci sono i deputati, una parte che vuole
accelerare, visto e considerato che abbiamo gli interessati che ci
onorano di essere qui presenti questa sera, e poi c'è un'altra
parte di chi come me non fa parte della Commissione Bilancio, per
cui non ha visto assolutamente nulla. Credo sia legittimo, prima di
votare, quantomeno, e mi rivolgo al mio capogruppo, quanto meno
sederci per capire un po' quello che si sta facendo, perché ho
visto tanti fogli di carta che girano in questa Aula, anche a
garanzia e soprattutto a garanzia di chi aspetta questo disegno di
legge credo sia opportuno quantomeno verificare le poste, quello
che stiamo facendo. L'onorevole Leanza è d'accordo con l'onorevole
Cracolici, ed pure io sono d'accordo ad accelerare e ad andare
avanti per l'intera notte di oggi e di domani perché mi rendo
conto che non si può fare Aula domani. Pertanto, se andiamo avanti
tutta la notte così come diceva l'onorevole Cordaro, facciamo finta
o comunque come se fossimo a discutere della finanziaria, ed
andiamo avanti, ma con i tempi che ci vogliono; guardiamo le carte,
ci rendiamo conto di quello che dobbiamo guardare, se non c'è da
emendare non emenderemo, andiamo avanti fino alla fine, però le
carte le vogliamo vedere E siccome fino a questo momento, alle
19.10, non ho visto carte, mi pare che siamo un po' lontani
dall'approvazione di questo disegno di legge.
Pertanto, signor Presidente, tutto il tempo che ci vuole ce lo
pigliamo e sono convinto, sono d'accordo con l'onorevole Cracolici,
che stasera ce ne possiamo uscire, però con i tempi che ci
vogliono.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la riscrittura del Governo è quasi
pronta, gli Uffici mi dicono che dovrebbe essere disponibile tra un
quarto d'ora, se è puntuale la riscrittura ovviamente.
Detto questo, io vorrei procedere in questo modo: quando arriverà
la riscrittura del Governo, sarà la riscrittura sul disegno di
legge n. 899/A, cioè Determinazione dei fondi globali ; questa
norma, che è quella che viene fuori dall'esito dei lavori della
Commissione Bilancio, contiene sostanzialmente un rimedio, un
tentativo di rimedio per forestali, EAS, trattoristi dell'ESA,
teatri, ciechi e sordomuti ed ex tabella H, ma un rimedio molto
blando, ovviamente, non è la soluzione di tutti i mali, è un
tentativo di rimediare alle impugnative del Commissario dello
Stato.
Tutto il resto non farà parte di questo disegno di legge, nel
senso che il disegno di legge di questa sera sarà la riscrittura
operata dal Governo, ovviamente i parlamentari potranno presentare
dei subemendamenti perché è giusto che i deputati abbiano il tempo
di guardare questa riscrittura ed eventualmente subemendarla. Tutto
il resto delle norme saranno agganciate al disegno di legge n.
900/A Norme in materia di entrata , che è già - come voi sapete -
in Commissione Bilancio e che l'Aula affronterà martedì, cioè noi
avremo questo disegno di legge esitato per l'Aula martedì prossimo,
e ciò perchè noi né domani né dopodomani né venerdì potremo tenere
Aula, in quanto venerdì ricorre il 65 anniversario della prima
seduta dell'ARS ed abbiamo tutta una serie di eventi legati a
questo avvenimento.
Pertanto, stasera non appena giungerà in Aula l'emendamento del
Governo lo facciamo presentare formalmente, lo verifichiamo, diamo
tempo ai deputati per presentare i subemendamenti, e quindi io sono
dell'avviso di continuare i nostri lavori stasera, anche se per me
è un impegno gravoso in quanto, come voi sapete già, da stasera
cominciano le celebrazioni in ricordo di Falcone e proprio stasera
qui nel Palazzo ci saranno 60 magistrati di Eurojust che qualcuno
dovrà, in qualche modo, anche accogliere. Pertanto, se voi siete
d'accordo continuerei così come vi ho appena indicato, perché
perdere un'altra settimana non mi sembra neanche il caso, per la
serie di emergenze che abbiamo.
ROMANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto che ho solo
un quarto d'ora di tempo vorrei brevemente riprendere due cose alle
quali sono particolarmente legato. In primo luogo, ho presentato
un ordine del giorno, qualche minuto fa, per stabilire un principio
che quest'Aula non aveva mai stabilito, e faccio riferimento in
modo particolare alla tabella H, di cui abbiamo lungamente parlato,
ex tabella H, di cui abbiamo a lungo parlato in Commissione
Bilancio.
Credo che dobbiamo avere il coraggio di distinguere in quella
Tabella, come fatto di principio, come regola che vale anche per il
futuro, le organizzazioni e le associazioni che si occupano di
assistenza socio-sanitaria, che si occupano di assistenza alla
persona, dalle associazioni culturali, dai centri studi e dalle
associazioni sportive.
Sono temi totalmente diversi e credo che noi, come fatto di
coscienza, come problema etico, dobbiamo mettere in evidenza la
differenza. Non può essere la stessa cosa finanziare una squadra di
calcio o finanziare l'associazione per malati di Alzheimer. Stesso
discorso vale per i non vedenti, per i non udenti ecc.
Signor Presidente, so che la Commissione Bilancio, assieme al
Governo, ha preso un impegno. L'assessore Armao ha preso l'impegno
cioè di ristabilire e di riportare in talune associazioni la quota
minima garantita per stabilire i servizi prioritari. Credo che
questo sia un principio che dobbiamo stabilire e distinguere - in
questa benedetta-maledetta Tabella H, oggi tabella B - la
solidarietà e i servizi alla persona da tutto il resto.
Chiedo a questo Governo, alla Presidenza, di stabilire, anche per
il futuro, una regola certa e distinguere le associazioni di
categoria A dal gruppo di categoria B. Il taglio lineare non paga.
Dobbiamo pensare che c'è un mondo che ci guarda con grande
attenzione non essendoci ancora i decreti attuativi a tante leggi.
Penso ancora alla legge n. 10 sulla tutela e valorizzazione della
famiglia, approvata nel 2005 da quest'Aula, come tra le leggi più
significative che potevano fare e che riguardano l'assistenze alle
famiglie ed ai disabili. Ancora oggi aspettiamo due terzi dei
decreti attuativi. Chiudo questo capitolo che si trova nell'ordine
del giorno che ho presentato, a firma mia e di altri venti
parlamentari. Insisto nel completare i lavori prima possibile.
Sostengo il Suo appello, signor Presidente, e credo che dobbiamo
fare uno sforzo serio perché la nostra Sicilia aspetta questo atto
amministrativo da cinque mesi. Dobbiamo avere il coraggio di
assumerci le nostre responsabilità e guardare non solo al momento
difficile che stiamo vivendo ma al bisogno di tanti. La tabella H è
una cosa, ma le altre di cui abbiamo parlato sono altrettanto
importanti.
Credo che la gente aspetti risposte serie e concrete da questa
Assemblea.
RAGUSA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso che il
Gruppo che rappresento oggi come collocazione politica si trova
all'opposizione di questo Governo, penso che bisogna fare una
scelta di fondo, essere seri e consequenziali.
Premesso che l'intervento dei miei colleghi che mi hanno
preceduto, sia di destra che di sinistra, non mi interessano e non
mi riguardano.
I forestali devono andare a lavorare perché deve assolutamente
partire la stagione antincendio.
Se da una parte qualcuno dice di mandare a lavorare i forestali e
poi si ritarda il lavoro di otto o dieci giorni e nel frattempo
qualche bosco si brucia, non verranno certamente a cercare i
responsabili all'interno di quest'Aula. Resteranno solo i boschi
bruciati.
Questo vale per l'ESA e vale anche per l'EAS. Questo vale anche
per i nostri amici ciechi e sordomuti. Penso che bisogna andare
avanti stasera e chiudere l'intervento di questa proposta
legislativa stasera.
Signor Presidente, condivido quanto da lei espresso, cioè che
arrivi in Aula il disegno di legge, si sospenda la seduta per dare
spazio e tempo per i subemendamenti e rimanere in Aula tutta la
notte.
Lei andrà ad ospitare i magistrati. Noi l'aspetteremo. Ci sarà
sicuramente un suo sostituto.
Ritengo che bisogna andare avanti per liberarci soprattutto di
questa fase stancante e, se permette, anche un po' umiliante di
questa politica siciliana.
LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, così come hanno
dichiarato i colleghi che mi hanno preceduto, il disegno di legge
contiene, lo ha detto lei in premessa correttamente, il tentativo
di ovviare ad alcune difficoltà macroscopiche nelle quali ci siamo
venuti a trovare a seguito di decisioni da parte del Commissario
dello Stato sulla precedente formulazione del testo della
finanziaria.
Premesso che in Commissione Bilancio dalla penultima riunione a
quella odierna non c'è stata una sede nella quale si sia poi
concordato in maniera definitiva la soluzione e premesso che questo
disegno di legge è finalizzato a salvare alcune categorie come i
ciechi, i non udenti dalle maglie di una falce che ha reciso con
una decisione le previsioni precedenti, tutto quello che si sta
verificando in questi giorni è la conseguenza di una serie di
ritardi, operazioni, decisioni sbagliate che il Governo ha messo in
campo.
La manovra finanziaria - non è mica colpa nostra se oggi ci
troviamo in queste condizioni. Peraltro stiamo decidendo di
affrettarci su un testo che ancora non esiste. Su cosa stiamo
decidendo di affrontarci ancora non lo sappiamo. Tutti i colleghi
che prendono la parola dichiarano dobbiamo fare in fretta,
dobbiamo fare in fretta', ma non conosciamo nemmeno il contenuto su
cui potere esercitare la fretta. Non sappiamo nemmeno se è
necessaria una valutazione meno frettolosa perché piuttosto che far
bene potremmo arrecare danno; è necessario che l'Aula e i
componenti le Commissioni si rendano conto della versione
definitiva della manovra e in ultimo, come diceva il Presidente
nella sua premessa, si metta razionalmente in connessione quello
che noi stasera dobbiamo decidere con quello che dovremmo decidere
martedì.
Martedì dovremmo deliberare sulle entrate. Mi spiegate quando mai
le spese sono state deliberate prima delle entrate? E se per caso
martedì una sola virgola modifica tutta la manovra sulle entrate,
noi stasera avremmo preso in giro l'universo mondo, perché dovremmo
modificare tutto
Siccome dal punto di vista della procedura, della regolarità,
della funzionalità, della efficacia della procedura è più coerente
prima mettere mano alle entrate e poi decidere le spese e sulle
spese eventualmente decidere tutti insieme decidere come ovviare
alle difficoltà alle quali ci siamo venuti a trovare dopo le
decisioni del Commissario dello Stato, ecco perché noi riterremmo
più proficuo per tutti, prima di tutto per le categorie
destinatarie e poi per il nostro lavoro che le due soluzioni
vengano messe in connessione.
Martedì avremo la possibilità di fare una valutazione complessiva
perché conosceremo anche il testo definitivo delle entrate. In quel
caso potremmo commisurare le entrate alle spese. Noi stiamo stasera
decidendo alla cieca di mettere mano ad un disegno di legge sulle
spese che è stato già più volte oggetto di riserve da parte di chi
ha valutato e ha giudicato. E non siamo ancora in grado di
giudicare quanto quello che stasera dovremmo decidere è in
connessione con quello che martedì dovremmo decidere
Pertanto, signor Presidente, martedì prossimo avremo il testo
definitivo sia delle entrate che delle uscite, avremmo la
possibilità, quindi, di commisurare i due disegni di legge, di
metterli in correlazione, di non fare danno a nessuno e di decidere
in modo organico e definitivo.
Il rischio questa sera è quello di inventare una fretta su un
testo che ancora non esiste, quindi il Governo non ha ancora
esercitato questa fretta, dovremmo deciderlo noi in Aula di essere
frettolosi su un testo che non conosciamo. Facciamo le cose così
come conviene a tutti. Prima di tutto al territorio e alla comunità
ed alle categorie che attendono e poi al nostro lavoro. Martedì
prossimo una valutazione organica e soprattutto connessa ci darà la
possibilità definitiva di prendere una decisione che metta in
correlazione le entrate con le uscite. Così come sempre abbiamo
fatto.
Peraltro stasera noi inventeremmo un sistema nuovo: quello di
decidere le entrate prima ancora delle spese, perché in Commissione
Bilancio stiamo andando a tentoni, in base alle ultime carte che
arrivano Lo spettacolo a cui abbiamo assistito durante l'ultima
riunione di Commissione è stato veramente indecoroso: c erano due
assessori e quattro funzionari con sei foglietti diversi e noi
abbiamo ascoltato sei versioni diverse su come dovevamo calibrare
l'intervento di questa sera, tanto è vero che abbiamo dovuto
interrompere la Commissione Bilancio ed aggiornarla ad oggi per una
versione definitiva che ancora non conosciamo Tanto è vero che il
testo non esiste Evitiamole queste procedure Andiamo a martedì
prossimo, così che avremo il testo definitivo anche per decidere di
non presentare emendamenti qualora il testo definitivo dovesse
essere convincente per tutti ed avremmo anche la possibilità di
mettere in connessione, in correlazione, le entrate con le uscite
perché avremo anche il testo definitivo relativo alle entrate.
RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che il
disegno di legge vada approvato questa sera per una serie di
motivi. Prima di tutto non è vero che il testo non lo conosciamo
perché, come ha ripetuto lei, signor Presidente, contiene le norme
che, in qualche modo, si sta tentando di salvare e che riguardano
alcuni interessi particolari nella nostra società e cioè i
forestali, il pagamento degli stipendi dell'EAS e alcuni contributi
per le categorie disagiate che qui oggi sono presenti e che
rappresentano una esigenza reale. Pertanto, poiché il testo è stato
votato poco fa in Commissione Bilancio e la maggior parte dei
colleghi era presente, a cominciare dal capogruppo
dell'opposizione, è chiaro che il testo è già conosciuto E come ha
detto bene lei, sarebbe il caso di dare una risposta concreta
procedendo all'approvazione di questo disegno di legge e tutto
quello che contiene, a meno che non ci sia un emendamento proposto
e positivo fatto dall'opposizione che possa essere preso in
considerazione immediatamente. Ma tutto ciò che riguarda il resto,
e cioè tutte quelle norme che nulla hanno a che fare con il disegno
di legge in argomento che era stato impugnato e che noi stiamo
ripresentando per risolvere questo problema, sarebbe bene che
venisse discusso martedì.
Le chiedo quindi di procedere con il disegno di legge di
riscrittura del Governo, appena sarà pronto per l'Aula, con le
norme che sono state approvate in Commissione Bilancio e giungere
così alla sua approvazione finale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per circa un
quarto d'ora.
(La seduta, sospesa alla ore 19.29, è ripresa alle ore
21.08)
La seduta è ripresa.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento Gov1
interamente sostitutivo del disegno di legge n. 899/A
Determinazione fondi globali . Questo emendamento è frutto del
lavoro della Commissione bilancio ma a quel lavoro sono stati
stralciati tre emendamenti, che erano gli articoli 6, 7 e 8, che
sono stati trasferiti al disegno di legge n. 900/A che sarà in Aula
martedì.
Quindi, l'emendamento interamente sostitutivo, che è quello che è
stato distribuito, consta di otto articoli, compresa la norma
finale, più tre subemendamenti del Governo: Gov1.1, Gov1.2 e
Gov1.3.
Come avevamo previsto questo maxiemendamento di riscrittura tratta
alcuni temi che sono: forestali, EAS, trattoristi dell'ESA, teatri,
ciechi e sordomuti ed ex tabella H. Tutto il resto è trasferito al
disegno di legge n. 900/A.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, come lei ha constatato non c'è un
emendamento presentato ma è riscritta tutta la legge. A maggior
ragione abbiamo bisogno del tempo che le abbiamo chiesto e il
Governo ha confermato all'articolo 2 un emendamento che, a questo
punto, ritengo che i comuni hanno finito il loro percorso di
normale attività amministrativa perché vengono decurtati dalla
spesa corrente ulteriori 35 milioni di euro. Sono ribaltate le
spese per investimenti ma tutti sanno che le spese per investimenti
hanno il blocco che deriva da una norma nazionale e quindi le
difficoltà saranno enormi, senza entrare nel merito naturalmente di
tutte le altre articolazioni di questo maxiemendamento.
Quindi, rispetto ad un ragionamento che l'Assemblea deve fare,
signore Presidente, le ribadisco la necessità che i parlamentari
hanno diritto ad avere qualche ora - visto che, come lei ha detto
domani o dopodomani non è possibile convocare l'Aula - per
presentare tutta una serie di subemendamenti a questo testo che,
più che subemendamenti, sono emendamenti ad un testo nuovo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per avere il tempo di leggere con
attenzione la riscrittura, quindi l'emendamento interamente
sostitutivo, e presentare gli eventuali subemendamenti, sospenderei
l'Aula per un'ora e alla ripresa cominceremo con le votazioni.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 22.00
Presidenza del presidente Cascio
(La seduta, sospesa alle ore 21.12, è ripresa alle ore 22.15)
La seduta è ripresa.
Seguito della discussione del disegno di legge «Determinazione
Fondi globali» 899/A
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge «Determinazione Fondi globali» 899/A
Si procede con l'emendamento Gov1, interamento sostitutivo,
presentato dal Governo.
Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Canoni di concessione dei beni immobili appartenenti al
demanio forestale. Biglietto di accesso per le aree naturali
protette.
1. Le modalità di calcolo delle tariffe afferenti ai canoni di
concessione dei beni immobili appartenenti al demanio forestale e
l'individuazione dei valori unitari da porre a base del calcolo
degli stessi sono determinati con riferimento alla effettiva
redditività del bene oggetto della concessione in relazione alla
destinazione d'uso per la quale la concessione viene richiesta o è
stata già rilasciata, da aggiornarsi con cadenza biennale.
L'Assessore regionale per le risorse agricole ed alimentari è
autorizzato ad emanare di concerto con l'Assessore regionale per
l'economia, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione della
presente legge, apposito decreto per la determinazione di modalità
e individuazione delle tariffe unitarie determinate ai sensi dei
commi 1 e 2 dell'articolo 19 della legge regionale 27 aprile 1999,
n. 10 e successive modifiche ed integrazioni. Le tariffe unitarie
relative alle concessioni di terreni a pascolo e dei prodotti di
bosco sono stabilite annualmente con decreto del Dirigente generale
del Dipartimento regionale Azienda regionale foreste demaniali di
concerto con i dirigenti generali del Dipartimento regionale
bilancio e tesoro e Dipartimento regionale finanze e credito
dell'Assessorato regionale dell'economia sulla base dei criteri
stabiliti dal vigente ordinamento statale.
2. A decorrere dalla data di pubblicazione della presente legge,
al fine di incrementare i servizi ai visitatori e le attività di
tutela delle aree protette regionali, fatta eccezione per quelle
ubicate nelle isole minori, è previsto il pagamento di un biglietto
di accesso per le aree naturali protette e per le aree attrezzate
da individuare con successivo decreto dell'Assessore regionale per
il territorio e l'ambiente emanato di concerto con l'Assessore
regionale per l'economia, sentiti gli enti gestori delle aree
naturali protette ed i comuni nei quali sono ricomprese le aree
interessate».
Comunico che all'articolo 1 sono stati presentati numerosi
emendamenti soppressivi.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato che
l'onorevole Cracolici mi ha annoverato tra gli ultimi giapponesi,
naturalmente questo ruolo lo svolgerò fino alla fine affinché si
possa ristabilire una democrazia seria in questo Parlamento ed
evitare che passi per positivo un ribaltone propiziato e, poi,
portato avanti dall'onorevole Cracolici.
Consiglio all'assessore Armao, considerato che si tratta di una
manovra che non condividiamo, soprattutto con il taglio alle spese
correnti degli enti locali di altri 34 milioni di euro, di
richiamare la maggioranza in Aula per dare le risposte politiche
alla gente che, com'è stato detto da questo pulpito, le aspetta.
In questo momento la maggioranza la facciamo noi, non mi pare il
caso di procedere all'esame di qualsiasi emendamento, in quanto
saremo costretti a chiedere il numero legale, pertanto, chiedo
all'assessore Armao di richiamare la maggioranza in Aula affinché
possiate raggiungere il minimo indispensabile per lavorare, come
voi avete detto fino a due ore fa, per i siciliani. Cosa diversa
significa, invece, che è come la pensiamo noi, che non solo ve ne
fregate ma cercate di mettere qualche pezza dove ritenete e questo
non ci sembra giusto.
Signor Presidente, quindi, qualora il Governo chiedesse un
ulteriore rinvio di un'ora, due ore, noi saremmo disposti ad
aspettare i deputati della maggioranza che latitano. Se così non
fosse e lei dovesse procedere, chiederemmo la verifica del numero
legale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato un
emendamento che sopprime l'articolo 1. Lo dichiaro inammissibile
perché è un emendamento che sopprime un articolo che produce
entrate. Comunico, altresì che sono stati presentati i
subemendamenti Gov1.5 e Gov1.6 che sopprimono i due commi
dell'articolo 1 e che nel caso venissero soppressi comporterebbero
minori entrate per l'amministrazione, pertanto li dichiaro
inammissibili.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli: Di Guardo,
Panepinto, Raia, Speziale, Gennuso, Calanducci, Laccoto, Di Mauro e
Parlavecchio.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende l'esame del disegno di legge numero 899/A
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1.
Richiesta di verifica del numero legale
MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Beninati, Cordaro,
Leontini, Maira e Pogliese)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 45
L'Assemblea è in numero legale.
Riprende l'esame del disegno di legge numero 899/A
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Disposizioni finanziarie in materia di Enti Locali
1. L'autorizzazione di spesa relativa alla quota delle
assegnazioni, per l'anno 2012, di parte corrente, in favore degli
Enti locali di cui al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale
9 maggio 2012, n. 26 da erogare nell'esercizio finanziario 2012, è
ridotta di 35.000 migliaia di euro per i Comuni e di 5.000 migliaia
di euro per le Province.
2. In favore degli Enti locali è assegnata per l'anno 2012
un'ulteriore somma pari a 70.000 migliaia di euro per i Comuni e di
10.000 migliaia di euro per le Province da destinare ad
investimenti coerenti con il comma 18 dell'articolo 3 della legge
24 dicembre 2003, n. 350 e successive modifiche ed integrazioni.
3. Per il finanziamento della maggiore spesa di cui al comma 2 il
Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad effettuare
nell'anno 2012 ulteriori operazioni finanziarie per un importo
complessivo di 80.000 migliaia di euro.
4. I maggiori oneri derivanti dalle operazioni finanziarie
previste dal comma 2 sono quantificati per l'anno 2012 in 5.377
migliaia di euro e in 10.754 migliaia di euro a decorrere
dall'anno 2013.
5. Agli oneri di cui al comma 4 si fa fronte: per l'anno 2012,
quanto a 2.400 migliaia di euro, a valere sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e,
quanto a 2.977 migliaia di euro, a valere sull'U.P.B. 4.2.3.9.1;
per l'anno 2013, quanto a 4.529 migliaia di euro a valere
sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e quanto a 6.225 migliaia di euro mediante
riduzione dell'U.P.B. 4.2.1.4.1; per l'anno 2014, quanto a 4.150
migliaia di euro, a valere sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e, quanto a 6.604
migliaia di euro, a valere sull'U.P.B. 4.2.3.9.1»
Comunico che il subemendamento Gov1.7 è inammissibile.
Si passa al subemendamento Gov1.8, che è soppressivo del comma 1
dell'articolo 2.
VINCIULLO. Signor Presidente, cade la manovra
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, mi sto confondendo; di quale
fronte fa parte?
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE.. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento Gov1.9, che sopprime il comma 2
dell'articolo 2.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE.. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento aggiuntivo Gov1.44, degli onorevoli
Falcone, Vinciullo ed altri.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, desideravo, prima che andiamo
avanti, invitare il Governo un attimino a riflettere su un fatto
che io reputo gravissimo e che mi sorprende come i colleghi del PD
pensano di andare avanti e di approvare questa manovra.
Mi riferisco alla tabella D dove al capitolo 215731 è previsto
fondo per far fronte alle minori partecipazioni al costo delle
prestazioni sanitarie delle fasce sociali più deboli, assessore
stiamo togliendo 6 milioni di euro sui 9 che erano presente, cioè
significa che i poveri della Sicilia non potranno più andare a
curarsi.
Infatti, se già la volta scorsa quando abbiamo approvato nel mese
di dicembre il disegno di legge abbiamo contestato il fatto che
erano stati stanziate solo 9 milioni di euro ed adesso ne stiamo
togliendo 6 significa che stiamo andando anche contro quella che è
la volontà del governo nazionale che come voi sicuramente saprete,
ha in questi giorni, fatto sapere per bocca del sottosegretario
alla sanità che c'è la volontà da parte del governo nazionale di
ampliare la fascia di colori i quali saranno esente da ticket qui
invece qua la stiamo andando ad eliminare totalmente, significherà
che stiamo destinando alla morte migliaia di persone che essendo
disoccupati non avendo nemmeno la possibilità di mangiare non
avranno nemmeno la possibilità di andarsi a pagare il ticket,
quindi assessore Armao la vorrei un attimino invitare a riflettere,
nel capitolo precedente se ci fa caso c'è una maggiore entrata per
23 milioni di euro, veda se possiamo ad esempio togliere da li
queste somme in maniera tale da andare a confermare la somma a suo
tempo stanziata che era del tutto indifferente, stiamo, a
proposito ve lo sto dicendo senza fare polemiche, senza fare farse
o tragedie perché su un argomento del genere credo che non possiamo
assolutamente fare finta di non capire, stesso discorso dicasi per
la penultima pagina, stiamo parlando del capitolo 373719 e il buono
scuola destinato a concorrere alle spese di frequenza, qualcuno
poco fa ha parlato che sarebbe un contributo destinato soltanto a
chi frequenta le scuole private, non è assolutamente così, intanto
perché in Sicilia scuole private e nel resto d'Italia non ne
abbiamo, abbiamo solo scuole pubbliche che si dividono in statali
e non statali e secondo perché è destinato a tutti i ragazzi che si
trovano in condizioni economiche tali che hanno bisogno del
contributo da parte della regione per l'acquisto anche dei libri di
testo, pertanto assessore prima di andare avanti e incominciare a
fare una opposizione molto più feroce a questo provvedimento, la
invitiamo un attimino a riflettere, noi vogliamo oggi approvare il
provvedimento a favore dei forestali, vogliamo sicuramente venire
incontro alle associazioni di categoria che qui sono presenti per
quanto riguarda non vedenti e non udenti però non possiamo nel
momento in cui decidiamo di venire incontro a questa maggioranza
che è totalmente assente in Aula perché poco fa sono stati i
pianisti a darci la possibilità di raggiungere il numero legale non
possiamo fare finta che nel momento in cui alcune categorie vengono
giustamente compensate per quello che questo governo ha scippato
altre categoria ancora più deboli e ancora più in difficoltà
debbono subire ulteriori torti da parte di questo governo. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone c'è un invito a ritiro da parte
della presidenza di un emendamento Gov1.44.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Grazie presidente, lo ritiro, ho già presentato un ordine
del giorno che impegna il governo, come dire, a prevedere al più
presto queste somme per l'abbattimento delle barriere
architettoniche dei contributi che ancora dobbiamo dare per l'anno
2009 a persone indigenti con una disabilità in famiglia e che
aspettano da tre anni questi contributi, serviva per pagare il 50
per cento degli stessi contributi perché servirebbero 3 milioni di
euro però voglio dire lo ritiro in attesa che il governo venga
incontro a queste esigenze.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Falcone. Gli emendamenti Gov1.10,
Gov1.11 e Gov1.12 sono tutti e tre inammissibili perché sono il
comma tre, il comma quattro e il comma cinque perché attengono alla
copertura finanziaria, quindi sono inammissibili, metto in
votazione l'articolo 2, chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Interventi nel settore della forestazione
1. Per l'attuazione di progetti, coerenti con il comma 18
dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2003, n. 350 e successive
modifiche ed integrazioni, finalizzati alla costruzione e
manutenzione straordinaria di opere e impianti del demanio e del
patrimonio pubblico forestale nonché per la ricostituzione e
recupero del patrimonio pubblico boschivo, compreso l'acquisto di
impianti, macchinari e attrezzature tecnico scientifiche per la
prevenzione degli incendi, è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2012 la spesa complessiva di 60.000 migliaia di euro.
La spesa autorizzata dal presente comma è destinata quanto a 30.000
migliaia di euro per l'espletamento delle funzioni di competenza
del Dipartimento Azienda Foreste Demaniali e quanto a 30.000
migliaia di euro per l'espletamento delle funzioni di competenza
del Comando Corpo Forestale della Regione siciliana.
2. Per il finanziamento della maggiore spesa di cui al comma 1 il
Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad effettuare
nell'anno 2012 ulteriori operazioni finanziarie per un importo
complessivo di 60.000 migliaia di euro.
3. I maggiori oneri derivanti dalle operazioni finanziarie
previste dal comma 2 sono quantificati per l'anno 2012 in 4.033
migliaia di euro e in 8.066 migliaia di euro a decorrere dall'anno
2013.
4. Agli oneri di cui al comma precedente si fa fronte:
a) per l'anno 2012, quanto a 1.800 migliaia di euro, a valere
sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e, quanto a 2.233 migliaia di euro, mediante
riduzione dell'U.P.B. 4.2.1.4.1;
b) per l'anno 2013, quanto a 3.397 migliaia di euro, a valere
sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e, quanto a 4.669 migliaia di euro, mediante
riduzione dell'U.P.B. 4.2.1.4.1;
c) per l'anno 2014, quanto a 3.113 migliaia di euro, a valere
sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e, quanto a 4.953 migliaia di euro, mediante
riduzione dell'U.P.B. 4.2.1.4.1.
5. Per gli interventi di manutenzione ordinaria del patrimonio
boschivo e per la prevenzione e gli interventi di controllo degli
incendi boschivi e per interventi di tipo conservativo è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2012 la spesa complessiva
di 33.770 migliaia di euro di cui 16.885 migliaia di euro per
l'espletamento delle funzioni di competenza del Dipartimento
Azienda Foreste Demaniali e 16.885 migliaia di euro per
l'espletamento delle funzioni di competenza del Comando Corpo
Forestale della Regione siciliana.
6. Agli oneri discendenti dal comma 5, quantificati
complessivamente in 33.770 migliaia di euro, si provvede, per
l'esercizio finanziario 2012 mediante corrispondente utilizzo della
riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 1
dell'articolo 4 della legge regionale 9 maggio 2012, n. 26 come
disposta dal comma 1 dell'articolo 2 della presente legge».
Il subemendamento Gov1.13 è inammissibile.
Si passa al subemendamento Gov1.14 che sopprime il comma 1
dell'articolo 3.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Tutti gli altri emendamenti all'articolo 3 sono inammissibili.
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Finanziamento di leggi di spesa
1. La spesa complessiva di 33.363 migliaia di euro autorizzata per
l'esercizio finanziario 2012 dall'articolo 128 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed
integrazioni, è rideterminata per l'esercizio finanziario 2012 in
32.748 migliaia di euro da destinare ai soggetti indicati
nell'Allegato 1 alla presente legge, tenuto altresì conto
dell'articolo 7 della legge regionale 11 maggio 2011, n. 8, per gli
importi nello stesso specificati, ivi compresi gli impegni assunti
nel corso della gestione provvisoria del bilancio della Regione
autorizzata dalle legge regionali 10 gennaio 2012 n. 5 e 11 aprile
2012 n. 23.
2. Fermo restando quanto previsto al comma 1, per le medesime
finalità previste dall'articolo 128 della legge regionale n. 11 del
2010 e con le modalità ivi previste, è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2012, la spesa complessiva di 1.800 migliaia di euro a
titolo di ulteriore contributo a favore dei soggetti di seguito
individuati e per l'importo indicato a fianco degli stessi in
migliaia di euro:
a) U.P.B. 6.2.1.3.1 - cap 183704Ente naz. Sordomuti +
300
b) U.P.B. 6.2.1.3.3 - cap 183701Unione italiana ciechi
+ 600
c) U.P.B. 6.2.1.3.3 - cap 183715Centro Helen Keller +
300
d) U.P.B. 9.2.1.3.3 - cap 373711Stamperia Braille + 600
3. All'onere di cui al comma 2, quantificato in complessivi 1.800
migliaia di euro, si provvede mediante corrispondente utilizzo
delle maggiori entrate derivanti dalle disposizioni di cui
all'articolo 1».
Il subemendamento Gov1.21 è inammissibile.
Si passa al subemendamento Gov.1.1, presentato dal Governo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
I subemendamenti Gov.1.45 e Gov.1.46 sono inammissibili.
Il primo ammissibile è il Gov.47, a firma degli onorevoli Caputo
e Leontini.
Chiarisco: l'emendamento toglie 45 mila euro al Consorzio
Universitario Mediterraneo e li immette allo Studio Teologico San
Paolo di Catania.
Si passa all'emendamento a firma dell'onorevole Leontini. Quindi
meno 45 al Consorzio Universitario Mediterraneo, più 45 allo Studio
Teologico San Paolo di Catania.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al Gov.1.48 sempre a firma degli onorevoli Leontini,
Vinciullo.
Toglie 40 mila euro all'Associazione concertistiche e aggiunge 40
mila euro alla Meter Onlus.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo si rivolga alla presidenza.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per essere
chiari, stiamo parlando per l'ennesima volta dell'associazione più
importante nella lotta contro la pedofilia che c'è in Italia, no in
Sicilia per essere chiari, abbiamo più volte discusso su questo
argomento e io la vorrei invitare un attimo a riflettere sulla
differenza abissale che c'è fra questa associazione e soprattutto
una terza per cui trovato i fondi anziché l'onorevole Cracolici
perdere la calma, lo vorrei invitare a leggere la Tabella H con
attenzione, se l'onorevole Cracolici legge questa Tabella H con
attenzione, anche lui si rende conto che è un fatto di giustizia,
stiamo riportando l'associazione Meter con il 40% in meno di quello
che aveva tre anni fa per essere chiari
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per il bilancio. Contrario
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento a firma Leontini, Vinciullo. Meno 38
mila Fondazione Federico II. Più 38 mila Meter Onlus Avola .
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per il bilancio. Contrario
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
I subemendamenti Gov1.22, Gov1.23 e Gov1.24 sono inammissibili.
Pongo in votazione l'art. 4. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Le chiedo scusa, intervengo per dichiarazione di voto
sull'articolo 4, in quanto il Governo ha fatto la peggiore scelta
per incentivare i fondi degli Istituti dei ciechi e dei sordi,
perché abbiamo previsto un 1.800.000 euro in più, distribuito così
come è scritto nell'articolo 4, però non c'è la certezza di queste
entrate.
Io avrei fatto una scelta diversa: avrei, appunto, messo, come
sono state fatte altre scelte, con altri capitoli dei soldi certi
che le Associazioni dei ciechi e dei sordi hanno richiesto a questo
Parlamento.
Questa previsione speriamo che raggiunga il risultato previsto, ma
è la peggiore scelta che poteva fare il Governo questa sera. Sono,
quindi, contrario non perché ritengo che non doveva essere fatto,
per così dire, un appostamento maggiore all'Associazione dei ciechi
e dei sordi, ma perché così come c'è la previsione rischiano queste
Associazioni che non gli viene assegnato quell'ulteriore contributo
che hanno richiesto da due mesi a questa parte.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, assessore, la Commissione bilancio si
era riunita, qualche ora fa, e aveva dato un allegato al primo Gov1
dove declinava, per così dire, i vari interventi della ex tabella
H, tra cui venivano ricompresi anche un contributo all'Unione
Italiana Ciechi operante in Sicilia, un contributo alle spese
gestione dell'Helen Keller, dell'Unione Italiana Ciechi e così via,
all'astanteria ed ai sordo muti. Per la precisione voglio dire che
nella precedente bozza c'erano 2.186.000 per quanto riguarda
l'Unione Italiana Ciechi. Ce n'erano 946.000 per quanto riguarda
l'Helen Keller, potrei continuare ma mi fermo a questi due esempi.
Oggi, con questa bozza, con questo articolo che la maggioranza ha
voluto approvare, stiamo dando la certezza per la Unione Italiana
Ciechi di 1.486.000 e 600.000 soltanto in ragione e se ci saranno
delle entrate di cui all'articolo 1.
Per quanto riguarda, invece, l'Istituto Helen Keller da 946.000
si è passati a 646.000 certi, più 300.000 soltanto quando si
verificheranno delle entrate di cui all'articolo 1.
Beh, vi devo dire la verità, questa è stata una scelta per
rinvoltare tutto il resto che non è utilità e nobiltà di azione
pregnante come quella che fanno questi istituti più l'istituto dei
sordomuti, ma è accessorio in un momento di grande difficoltà e di
grande ristrettezze. Spero che i canoni di concessione, il
biglietto di accesso per le aree naturali, quindi l'articolo 1
abbia un'entrata certa altrimenti abbiamo parlato di accantonamenti
negativi, cioè non li abbiamo aiutati a questi soggetti che vivono
una situazione di grande disagio e a queste realtà che agli stessi
soggetti danno una grande mano di aiuto per cercare di riportare
una parità di trattamento o una situazione di parità nella vita
comune nel consorzio umano.
Per cui ecco perché ha detto bene l'onorevole Mancuso noi siamo
stati contro questa manovra inopportuna a nostro avviso, cioè due
ore di discussione non hanno portato un beneficio ma hanno tolto
una entrata, un contributo certo, dando invece un contributo
incerto e diminuendo almeno del trenta per cento quel contributo
certo. Speriamo che comunque ci sbagliamo, che il Governo si
impegni per recuperare queste somme altrimenti da qui a qualche
mese, ad agosto, dobbiamo rimettere mano perché purtroppo dovremo
renderci conto che abbiamo fatto un grave errore o che questa
maggioranza ha fatto un grave errore. Che si dica è giusto che noi
lo diciamo perché domani ove vi saranno problemi dobbiamo capire di
chi sono le responsabilità.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
Art. 5.
Disposizioni per l'Ente Acquedotti siciliani in
liquidazione
1. Al fine della razionalizzazione e del contenimento della spesa
relativa all'Ente Acquedotti siciliani in liquidazione,
coerentemente con lo stato di liquidazione e con le residue
attività di gestione attribuite all'Ente, entro 90 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, il Commissario
liquidatore, nominato secondo le disposizioni di cui al comma 2
dell'articolo 1, della legge regionale 31 maggio 2004, n. 9, al
quale possono altresì essere conferiti, fino alla completa
liquidazione dell'EAS, i poteri di dirigente generale, provvede ad
adottare apposita delibera di approvazione di modifica del
regolamento interno dell'Ente che preveda non più di tre strutture
intermedie quali quella afferente il settore economico
finanziario, quella afferente il settore tecnico e quella afferente
gli affari legali.
2. Coerentemente con le misure di razionalizzazione e contenimento
di cui al comma 1, all'Ente Acquedotti Siciliani in liquidazione,
ai sensi dell'articolo 1 della legge regionale n. 9/2004, è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2012, la spesa entro i
limiti di 11.650 migliaia di euro, a titolo di compartecipazione
destinata, esclusivamente, agli oneri sostenuti per la spesa del
personale.
3. All'Istituto Regionale del Vino e dell'Olio è concesso un
contributo, per l'esercizio finanziario 2012, pari a 173 migliaia
di euro per il concorso al pagamento degli emolumenti al personale
proveniente dall'EAS in liquidazione, ai sensi del comma 2
quinquies dell'articolo della legge regionale 27 aprile 1999, n.
10.
4. All'I.R.S.A.P. (Istituto Regionale per lo Sviluppo delle
Attività Produttive) è concesso un contributo, per l'esercizio
finanziario 2012 , pari a 800 migliaia di euro per il concorso al
pagamento degli emolumenti al personale proveniente dall'Ente
Acquedotti Siciliani in liquidazione, ai sensi del comma 2
quinquies dell'articolo 23 della legge regionale 27 aprile 1999 n.
10.
5. Agli Enti Regionali per il diritto allo Studio Universitario
della Sicilia (ERSU) è concesso un contributo, per l'esercizio
finanziario 2012, pari a 2.000 migliaia di euro per il concorso al
pagamento degli emolumenti al personale proveniente dall'Ente
Acquedotti Siciliani in liquidazione ai sensi del comma 2 quinquies
dell'articolo 23 della legge regionale 27 aprile 1999 n. 10.
6. Agli oneri discendenti dal presente articolo, quantificati
complessivamente in 14.623 migliaia di euro, si provvede, per
l'esercizio finanziario 2012:
a) quanto a 6.000 migliaia di euro mediante riduzione di
pari importo dell'UPB 4.2.1.5.2. capitolo 215704, di cui
1.200 migliaia di euro da accantonamento 1001 e 4.800
migliaia di euro da accantonamento 1003, del bilancio
della Regione per l'esercizio finanziario medesimo;
b) quanto a 6.000 migliaia di euro mediante riduzione
dell'autorizzazione di spesa disposta per l'esercizio
finanziario 2012 dal comma 45 dell'articolo 11 della legge
regionale 9 maggio 2012, n.26 (U.P.B 4.2.1.5.99 -
capitolo 215731);
c) quanto a 2.623 migliaia di euro mediante
corrispondente utilizzo della riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 1
dell'articolo 4 della legge regionale 9 maggio 2012, n.
26, come disposta dal comma 1 dell'articolo 2 della
presente legge».
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Al di là della dichiarazione di voto postuma, per
questioni correttezza, l'onorevole Falcone non è abituato a
frequentare la Commissione perché di questa vicenda ne abbiamo
parlato assolutamente tantissimo, tant'è che la mia proposta, visto
che dobbiamo parlare per la gloria, era quella di lavorare
all'interno della cosiddetta tabella H e quindi fare la riduzione
da dentro etc. Siccome poi alla fine tutto va bene, non scarichiamo
le colpe, c'è stata questa scelta siccome il Governo ha assicurato
che ci sono entrate certe e sono entrate assolutamente sicure,
abbiamo alla fine accettato l'impostazione del Governo, ma vorrei
ricordare che siccome lei non c'era la prossima volta venga prima e
difenda gli interessi dei ciechi e dei sordomuti nel momento
opportuno, non quando non ce n'è più bisogno o quando i buoi sono
scappati.
Voglio dire, per essere chiari, noi l'abbiamo fatto da stamattina,
sarebbe opportuno, mi auguro, che il Governo ed il dirigente
generale, così come ha dato la certezza delle entrate mi auguro che
sia così perché stiamo parlando di categorie con le quali tutto il
Parlamento ha assunto un impegno ben preciso e mi auguro che questo
impegno venga assolutamente garantito.
PRESIDENTE. Colleghi gli uffici mi fanno notare che la discussione
che è stata fatta negli ultimi due interventi, onorevole Leanza e
onorevole Mancuso o onorevole Falcone, probabilmente non tiene
conto dell'emendamento GOV 1.1 che abbiamo approvato che modifica
la copertura finanziaria dei capitoli della stamperia Braille,
della Federico II.
Siamo all'articolo 5 Disposizione per l'ESA . Il GOV 1.26 e il
GOV 1.25 sono inammissibili.
Si passa all'emendamento GOV1.50 a firma degli onorevoli Leontini
e Mancuso che è interamente sostitutivo del comma 1 dell'articolo
5.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, la riscrittura è per essere più
leggibile. Il Governo cosa propone? Il Governo propone la
possibilità di nominare il liquidatore anche direttore generale con
un risparmio di circa 200 mila euro sul bilancio della liquidazione
dell'EAS. E il Governo propone anche di diminuire le strutture
dirigenziali a tre strutture dirigenziali.
Noi cosa proponiamo? Non la possibilità ma invece il dovere che il
commissario liquidatore deve essere nominato direttore generale e,
piuttosto che cinque-sei strutture, due strutture con un risparmio
non solo di 400 mila euro ma, io ritengo, attorno a 500 mila euro.
Quindi un'ulteriore riduzione di spesa con la nostra proposta.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento Gov1.50. Il
parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, in linea di principio, l'idea di
ridurre a due le direzioni dell'EAS sarei pure d'accordo. Mi pongo
però un problema. Vedo che lì ci sono due aree: una è l'area
economica-finanziaria e l'altra è l'area tecnica e legale.
Le due cose non possono stare insieme.
L'area tecnica è quella operativa cioè quella che continua a
gestire il servizio idrico, presumo in capo ad un ingegnere in capo
cioè a una figura tecnica. L'area legale ci vuole un avvocato, non
si può nominare un ingegnere capo dell'ufficio legale. O si
stabilisce che l'area legale non è un'area ma è un servizio
dell'EAS ed è un fatto, ma nominare il capo dell'ufficio tecnico
capo dell'ufficio legale rischiamo di andare a Striscia la
notizia'.
Forse suggerirei un approfondimento al Governo visto che ha dato
parere rimettendosi all'Aula. E' una remissione dei peccati mi
pare
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, parlando con
il proponente in effetti questa ultima parte è di difficile
applicabilità. Tenete conto che stiamo parlando di ente che ha un
contenzioso elevatissimo. L'EAS ha un contenzioso pesantissimo sia
per numero che per entità dei contenziosi e quindi già l'avvocato
dell'EAS è caricato di un onere assai rilevante. In più, è un
soggetto che gestisce un servizio pubblico quale è la distribuzione
dell'acqua, quindi con esigenza quotidiana di verifica sui reagenti
su tutto quello che è connesso alla gestione del servizio pubblico.
Quindi su questa cosa direi di riflettere con attenzione perché il
rischio di perdere uno dei due dirigenti, non conosco i termini
amministrativi concreti delle persone, però l'idea di perdere uno
dei due settori rischia di compromettere o la capacità dell'ente di
stare in giudizio in questa pletora di contenziosi che ha o,
piuttosto, quella di precludere una attenzione da parte di un
competente alla erogazione del servizio un controllo quotidiano e
costante sull'erogazione stessa.
Quindi pregherei il proponente dell'emendamento di mantenere le
tre aree perché questo consente la funzionalità di un ente che fino
a quando c'è, sebbene in liquidazione, e fino a quando eroga un
servizio pubblico è bene che lo faccia senza esigenze eccessive di
contenimento dei costi che rischiano di ridondare sulla qualità
dei servizi erogati.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, io sto apprendendo casualmente
stamattina ho voluto rammentare a me stesso quando fu fatta la
legge della liquidazione dell'EAS.
E ricordo a me stesso, io allora ero Presidente della quarta
commissione, infatti avevo questo ricordo, è mai possibile, bene
allora la legge è del 31 maggio 2004.
Assessore, io dico questa liquidazione ma quante decine di anni
deve durare? Questa è una domanda che ora porgo, veramente a
quest'Aula perché sinceramente se questa liquidazione
effettivamente durerà all'infinito, allora il discorso che
giustamente fa l'assessore dice io non me la sento di intaccare
da due a tre, ma qui non è che è una struttura che deve restare a
vita questa liquidazione.
Non lo so, la vogliamo lasciare a vita questa liquidazione, la
vogliamo continuare, forse è bene, onorevole Mancuso forse abbiamo
sbagliato, dovevamo mettere qualche altro settore in più perché
questa liquidazione è diventata un settore o è una società.
Io sinceramente resto sbalordito che ci si preoccupi perché oggi
stiamo riducendo da tre a due .
Ma già secondo me ben otto anni che questa struttura è in
liquidazione e concludo dicendovi, se veramente dovrà durare ancora
chissà quanto anni perché è ovvio che questa liquidazione nel
durare infinitamente procurerà sempre un esborso della Regione ,
forse sarebbe il caso una volta per tutte che in quest'Aula si
decidesse un termine entro cui questa liquidazione si deve portare
avanti.
E quindi avere oggi posto un quesito o anzi aver posto un
emendamento per cominciare a dire be' signori dopo tanto tempo
forse è il caso di cominciare sa stringere, non penso che è una
cosa dell'altro mondo.
Detto questo, si voglia lasciare i tre settori che restino pure,
però, assessore, lei non c'entra neanche ma l'assessore ai lavori
pubblici, alle infrastrutture, qualcuno si deve occupare che forse
dopo otto anni qualche dubbio ci deve cominciare a sorgere.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, considerato che il principio è quello
di portare le strutture a due, non per forza l'avvocato dell'EAS
deve avere la qualifica di dirigente, possiamo togliere settore
economico finanziario e quello afferente il settore tecnico e
cassiamo degli affari legali, e sono due strutture.
Poi lo decide il governo, vuole fare due strutture quella affari
legali e economico e non vuole fare l'area per il tecnico, lo
decide il governo, la scelta politica è quella di dire: piuttosto
che 7 strutture, quindi di dirigenza, 2 dirigenze e sceglie quale
vuole fare. Non è il principio che voglio accorpare, che anche
possibile, ho fatto il Sindaco scarso per 10 anni e a capo della
struttura tecnica e legale c'era un avvocato e ha lavorato bene,
anzi ha lavorato molto bene. Allora, rispetto a questo l'importante
che le strutture sono 2 e scelga se si vuole specificare se il
settore tecnico affari legali oppure settore economico e
finanziario. Per quanto ci riguarda va bene ma togliamo uno dei tre
settori. Ne restano solo due..
ARMAO, assessore per l'economia. Mi sembra che l'onorevole Mancuso
postuli una rimodulazione del suo emendamento nel senso che il suo
emendamento potrebbe fermarsi a: non più di due strutture
intermedie cassando da quali fino a far data dalla presente
legge
MANCUSO. No, a far data lo mettiamo.
ARMAO, assessore per l'economia. Si, fino a far data dalla
presente legge che rimane in vita. Con questo inciso il Governo
fa proprio l'emendamento purché si limiti a due strutture
intermedie senza qualificarle, poi vedremo di calibrare meglio
sotto questo profilo il Governo è favorevole.
PRESIDENTE. Assessore Armao, vediamo se ho capito bene:
l'emendamento Gov1.50 finirebbe a non più di due strutture
intermedie a far data dalla presente pubblicazione , quindi viene
cassato dalle parole quali alle parole affari legali .
Pongo in votazione il subemendamento soppressivo Gov1.50.1, dalle
parole quali alle parole affari legali . Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo, quindi, in votazione il subemendamento Gov1.50, come
emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento Gov1.27: il comma 2 dell'articolo 5 è
soppresso .
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento Gov1.28 il comma 3 dell'articolo 5 è
soppresso .
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento Gov1.29 il comma 4 dell'articolo 5 è
soppresso .
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento Gov1.30 il comma 5 dell'articolo 5 è
soppresso .
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Il subemendamento Gov1.31 è improponibile perché sopprime il comma
6.
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Fondo per la salvaguardia dell'equilibrio di bilancio
1. Le disponibilità finanziarie, pari a complessivi euro
23.012.150,07, rinvenienti nelle sotto elencate Unità previsionali
di base del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
finanziario 2012, confluiscono in un apposito fondo non
utilizzabile destinato alla salvaguardia degli equilibri finanziari
di bilancio:
a) U.P.B. 4.2.1.5.3. per euro 18.523.068,00
b) U.P.B. 2.2.1.3.7. per euro 919.420,78
c) U.P.B. 9.2.1.3.5. per euro 2.169.911,29
d) U.P.B. 10.3.1.3.2. per euro 99.750,00
e) U.P.B. 5.2.2.6.6. per euro 800.000,00
f) U.P.B. 6.2.1.3.1. per euro 500.000,00»
Gli emendamenti all'articolo 6 sono tutti inammissibili.
Pongo quindi in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Variazioni allo stato di previsione dell'entrata
e della spesa del bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione dell'entrata del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2012 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa Tabella A'.
2. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2012 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa Tabella B'».
Il subemendamento Gov1.43.1 è inammissibile perché incide
nuovamente sulla tabella H che abbiamo già votato, è inammissibile
perché incide sulla stamperia Braille per intenderci.
Sono inammissibili i subemendamenti Gov.1.43.2, Gov.1.43.3, e
Gov.1.43.4, anche questo incide in Tabella H già votata.
CORDARO. Sono i nostri subemendamenti?
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, non sono i vostri subemendamenti.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il subemendamento
Gov1.52, a firma D'Agostino: 200 mila euro a Telefono Azzurro e ad
Arcobaleno vengono tolti all'Informatica.
MANCUSO. Ci dia tempo per presentare altri 500 emendamenti . O
ferma l'Aula oppure
PRESIDENTE. Avevo consigliato il ritiro di questo emendamento.
D'AGOSTINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Caronia, anche l'emendamento a sua firma è ritirato?
CARONIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento
Gov1.1.2 alla Tabella B 60 mila euro per il Corecom . Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
VINCIULLO. Abbiamo detto che la Tabella H non si discuteva più?
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, il Corecom è un organo
istituzionale, non è un'associazione, non è Tabella H. Non è
un'associazione culturale.
VINCIULLO. Allora io posso dire che Meter non è un'associazione ma
un organo del Consiglio dei Ministri.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Pogliese, c'è un suo emendamento che incide sulla
Tabella che noi voteremo tra un po'. La Tabella non l'abbiamo
ancora votata. Sulla Tabella, come voi sapete, abbiamo fatto una
mini manovra sui teatri che destina una serie di risorse ai teatri
della Sicilia.
Questo emendamento sottrae 100 mila euro a cinque teatri della
Sicilia e ne dà 500 ad uno dei cinque teatri.
D'AGOSTINO. Non sono d'accordo. Stiamo parlando del Teatro Stabile
di Catania. C'è un'indagine in corso.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è inconcepibile
che il Governo dia parere favorevole ad un istituto come il teatro
Stabile Bellini che è sottoposto a verifica, al teatro Stabile di
Catania che è sottoposto a verifica da un anno e mezzo ed ancora
l'assessore non ci consegna questa ispezione che certamente porterà
alla luce quello che è stato fatto sotto il profilo economico.
Mi dispiace che i colleghi insistano per ulteriori finanziamenti e
deve sapere quest'Aula che il teatro Stabile di Catania spende 140
mila euro per il telefono. Quindi, forse questi 500 mila euro che
vuole dare l'assessore Armao servono per pagare il telefono, perché
se lei dà parere favorevole significa che li vuole aiutare a pagare
140 mila euro di telefono più tutte le porcherie che sono state
fatte in questi anni con la copertura del Governo, con la copertura
dell'ispezione che avete fatto e non consegnate dopo un anno e
mezzo di ispezione. E' una vergogna, è una vergogna
E il disegno di legge, glielo assicuro - considerata la sua
correttezza anche sotto questo profilo - vediamo se questa sera può
avere la sua fine.
POGLIESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, a me
dispiace intervenire in difformità rispetto a quello che è stato
detto da un collega del mio gruppo parlamentare.
Il teatro Stabile di Catania ha registrato quest'anno una
riduzione superiore al 40 per cento dello stanziamento
MANCUSO. Stiamo parlando di ruberie
POGLIESE. per un importo di 1.260 mila euro che, se dovesse
essere confermata, determinerà l'interruzione dell'attività del
teatro Stabile nel mese di giugno.
Quindi, credo che sia un'oggettiva anomalia all'interno di questa
manovra correttiva, laddove giustamente sono state trovate delle
risorse aggiuntive per tutti i teatri siciliani ad eccezione del
teatro Stabile. Questo emendamento è sottoscritto da parlamentari
di tutti i gruppi di quest'Aula e, quindi, credo che sia una
iniziativa che tende a ridurre, in maniera considerevole, la
riduzione di un milione 260 mila euro, per un importo complessivo
di 500 mila euro aggiuntivi rispetto a quelli già stanziati.
Se questo non dovesse essere confermato, ribadisco, il teatro
Stabile di Catania a giugno chiuderà i battenti e, credo, che
questo possa rappresentare una sconfitta per tutta la Sicilia dal
punto di vista culturale e non soltanto per queste motivazioni.
MANCUSO. Cosa c'entra la cultura con 140 mila euro al mese, ma
cosa c'entra la cultura, cosa dice
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che
l'iniziativa del collega Pogliese ed io non entro nel merito,
perché se serviranno o meno non è mia competenza, e c'è il Governo
qui presente, dire se serviranno questi 500 mila euro, però,
obiettivamente, Presidente, non mi sembra un atto giusto, corretto,
dopo aver recuperato per alcune altre realtà, io parlo della mia
realtà, che già è deficitaria perché alla fine si è riusciti a
recuperare un milione di euro; neanche il tempo di scriverli che,
immediatamente, gliene togliamo centomila. E così vale per gli
altri.
Ora io dico, obiettivamente, che il collega giustamente ha questa
necessità, la si trovi una soluzione, assessore Armao. Altrimenti
lei ci mette tutti in difficoltà. Lei come fa a dire sì ad un
emendamento del genere?
Io, purtroppo, sarò costretto a votare contro. Lei dovrebbe
risolvere questo problema, si deve risolvere questo problema,
perché in effetti questa integrazione di dotazione che è prevista e
che di colpo togliamo con questo emendamento l'ha fatto il Governo.
Quindi, il Governo come può, da un lato, mettere un milione al
teatro e, contestualmente, dire sì a meno 100.000?
Io non posso essere d'accordo, signor Presidente, io devo tornare
nella mia provincia, non mi posso fare prendere in giro. Abbiamo
raggiunto un obiettivo con tutti i colleghi di una dotazione e ora,
di colpo, glieli togliamo. Il Governo prima li mette e dopo un poco
glieli toglie, Stiamo scherzando? E ci mette pure in difficoltà con
i colleghi. Io sono in difficoltà con il mio collega, onorevole
Pogliese. Giustamente, trovi un'altra soluzione. Non lo so, veda un
poco, Assessore, si fermi un attimo perché è una cosa
antipaticissima.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, brevissimamente, credo che l'Assessore
per l'economia non abbia messo in imbarazzo nessuno dando un
parere, invece, io dico, opportunamente favorevole per una delle
più importanti realtà culturali della nostra Isola.
Io ai colleghi suggerirei in maniera serena: qua non dobbiamo
fare una battaglia di religione, qua dobbiamo, invece, garantire,
questo Parlamento deve garantire la funzionalità e i percorsi
positivi, culturali, in questo senso, che il Teatro stabile di
Catania ha rappresentato negli anni e sta rappresentando. Se, poi,
ci sono delle responsabilità di tipo amministrativo di qualcuno
all'interno dello stesso, quando sarà pronta questa verifica, ne
potremo prendere atto e se dovremo prendere poi responsabilità e
sanzioni nei confronti di qualcuno, poi lo faremo.
Però, da qui a massacrare, ad annientare, a mortificare una realtà
importante - lo voglio sottolineare - come il Teatro stabile di
Catania, mi sembra veramente troppo.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, tengo ad intervenire perché dopo tante
battaglie siamo riusciti a trovare delle somme che sono appena
sufficienti per garantire la sopravvivenza di teatri importanti che
riguardano tutta la Sicilia e che riguardano, soprattutto, nel caso
che attiene, appunto, a questo emendamento, al Teatro stabile
Biondo di Palermo, al Teatro Massimo e l'EAOSS, la Fondazione.
Ora che il Governo regionale, dopo avere fatto versare a questa
Assemblea lacrime e sangue per dare parziale copertura a legittime
aspettative di questi teatri tutti, soprattutto per quanto mi
riguarda quelli palermitani, un minuto dopo dà parere favorevole
ad un emendamento che gli decurta gli stanziamenti di 100.000 euro,
quando poi alla base di questo ragionamento c'è quello che
correttamente ha sottoposto all'attenzione dell'Aula l'onorevole
Mancuso - e mi piace sottolineare che, per una volta, l'onorevole
Mancuso è d'accordo con l'onorevole D'Agostino - il che testimonia
che quanto detto evidentemente ha una clamorosa, reale, forte,
radicata base di verità, mi porta a dire che, per carità, solo i
cretini non cambiano idea. Allora se, melius re perpensa, i
colleghi che hanno presentato questo emendamento lo ritirano o
sulla base delle valutazioni che sono state sottoposte al Governo,
quest'ultimo ripensa il suo parere, io credo che si renda un atto
di giustizia a questa Aula ed in ogni caso noi a tutela del buon
lavoro che alla fine in qualche modo si è riusciti a fare
preannuncio che il gruppo del PID Cantiere Popolare voterà contro
questo subemendamento.
ROMANO. Si ritira l'emendamento.
PRESIDENTE. Lei è firmatario onorevole Romano, no lei non può
ritirare l'emendamento, non è firmatario e non può ritirare una
cosa che non le appartiene.
ROMANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Chiedevo possa essere ritirato l'emendamento, io credo che
sia la guerra dei poveri però, perché, onorevoli, togliere i soldi
ad ogni altro teatro che già di per se soffre io non sono contrario
all'idea di mettere più sul teatro Stabile di Catania, ho trovato
un'altra formula ma non facciamo la guerra tra i poveri. I teatri
sopravvivono a malapena hanno attività, il teatro Vittorio Emanuele
di Messina è in grande sofferenza, ha avuto tagli del 40 per cento
negli ultimi cinque anni, non mi sembra opportuno questo. Dichiaro
il mio voto contrario e chiedo eventualmente il voto segreto.
PRESIDENTE. Lo spiego tecnicamente: questo emendamento toglie 100
mila euro al Bellini di Catania, al Vittorio Emanuele di Messina,
al Biondo, alla Sinfonica di Palermo e al Massimo di Palermo e li
trasferisce sul teatro Stabile di Catania. Il parere del governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Quello che aveva indirizzato il
governo a dare il parere favorevole era la circostanza che la
proposta veniva da parlamentari di diverse forze politiche, quindi
solo questo aveva indotto in questo senso, dopo di che se sorgono
tali e tanti problemi a questo punto il governo si rimette
all'Aula, l'Aula è sovrana decida come ritiene.
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Si rimette all'Aula.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha già parlato onorevole Beninati.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo
che oggi si era fatto un ottimo lavoro nella redistribuzione di
quel poco che c'era a tutti i teatri. L'operazione che ha fatto
l'onorevole Pogliese assieme ad altri colleghi parlamentari era
quella di garantire anche al Teatro Stabile meno della metà degli
altri, la presenza in questa redistribuzione in qualche modo viene
penalizzato il teatro Stabile, anzi viene assolutamente penalizzato
nei confronti di tutti gli altri, quindi, il fatto di trovare la
soluzione che un po' gli altri si sono sacrificati per cercare di
dare al teatro Stabile una presenza, un minimo di contributo, era
semplicemente non dico un atto di giustizia era un atto dovuto,
serio che mi sembra assurdo, però, che poi campanilisticamente
sottoposto a critiche da parte dei colleghi dove c'è la residenza
degli altri teatri.
Io vi chiedo nei limiti del possibile e con buon senso se si può
votare, mi sembra opportuno poterlo fare nel migliore modo
possibile.
ROMANO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Gov 1.43
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Bonomo, Cappadona, Cordaro, D'Agostino,
Lupo, Maira, Mancuso, Marinello, Minardo, Picciolo, Ragusa,
Rinaldi, Romano, Ruggirello, Scoma e Torregrossa, indìco la
votazione dell'emendamento Gov 1.43.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole preme il tasto
verde; chi è contrario preme il tasto rosso; chi si astiene preme
il tasto bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Presenti 52
Votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 9
Contrari 40
Astenuti 2
(L'Assemblea non approva)
Pongo in votazione l'articolo 7, con le tabelle A e B, come
emendato,.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato un emendamento dal Governo Gov.1.3
che obbliga le associazioni a presentare i rendiconti finanziari.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
pubblicazione.
2. E' fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:
n. 695 Destinazione di maggiori risorse economiche in favore di
enti che operano nel settore socio-assistenziale , degli onorevoli
Romano, D'Agostino, Scammacca ed altri;
n. 696 Limitazioni alla futura attività amministrativa
dell'attuale Governo regionale , degli onorevoli Leontini,
Beninati, Maira, Campagna, Cordaro, Pogliese e Caputo;
n. 697 Emanazione di apposita circolare in materia di piani
paesaggistici , dell'onorevole Rinaldi;
n. 698 Modifiche della normativa in materia di partecipazione al
costo delle prestazioni sanitarie , dell'onorevole Rinaldi;
n. 699 Dispersione scolastica nel territorio di Monreale (PA) ,
dell'onorevole Caputo;
n. 700 Copertura economica per i trasporti locali e i trasporti
marittimi , degli onorevoli Caputo, Falcone, Beninati, Buzzanca,
Torregrossa, Caronia e Maira;
n. 701 degli onorevoli Maira, Caronia, Cordaro e Cascio Salvatore;
n. 702 Notizie sullo stop ai contributi per l'eliminazione delle
barrire architettoniche , degli onorevoli Falcone, Pogliese,
Buzzanca, Vinciullo e Caputo;
n. 703 Promulgazione, con l'omissione delle parti impugnate,
della delibera legislativa recante autorizzazione al ricorso ad
operazioni finanziarie (Ddl n. 898/A), dell'onorevole Cracolici;
n. 704 Pagamento operatori Sportelli multifunzionali ,
dell'onorevole Caputo;
n. 705 Misure urgenti e iniziative straordinarie a sostegno del
comparto produttivo della pesca in provincia di Palermo
dell'onorevole Caputo;
n. 706 Misure urgenti e iniziative straordinarie a sostegno
dell'area industriale di Carini (PA) , dell'onorevole Caputo.
Accoglierei gli ordini del giorno, con il parere del Governo, come
raccomandazioni.
FALCONE, Chiedo che vengano votati.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, il Governo ha dato la disponibilità
per accogliere gli ordini del giorno come raccomandazione.
Si passa all'ordine del giorno n. 695 destinazione di maggiori
risorse economiche in favore di enti che operano nel settore socio
assistenziale a firma Romano, Minardo, Scammacca, Calanducci,
Arena Di Mauro ed altri, impegna il governo ad individuare ed
approntare con la massima urgenza maggiori risorse economiche fino
a colmare i tagli effettuati a favore degli enti ed associazioni
che da anni operano in Sicilia nel campo della tutela ed assistenza
alla persona, dell'assistenza socio-sanitaria, dell'assistenza alla
disabilità e dell'assistenza ai malati nel campo medico e socio
sanitario.
Mi pare che sia condivisibile e quindi questo si può accogliere
come raccomandazione.
CAPUTO. Chiediamo che vengano sottoposti al voto dell'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE: Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 696 a firma Leontini, Beninati,
Pogliese, Caputo ed altri. Impegna il governo della regione a non
adottare provvedimenti di nomina apicali o in consigli di
amministrazione in società enti ed aziende a totale o parziale
partecipazione regionale che dovessero scadere nel periodo compreso
tra la data del presente ordine del giorno e la data in cui si
terranno le elezioni regionali prevedendo nelle more ove necessario
ad attivare provvedimenti di proroga o nomina di commissari
straordinari fino al 31 dicembre del 2012.
Ovviamente, l'ordine del giorno è da intendersi integrato con ove
compatibile con la legislazione', mi sembra ovvio, nel senso che
non si può pensare che il governo vada incontro a violazione di
norme esistenti. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Il parere è contrario,
innanzitutto perché non può interpretarsi nel senso di violare le
norme sulla proroga degli organi amministrativi che sono norme
imperative, decorsi 45 giorni c'è la responsabilità penale ed
amministrativa di chi deve nominare gli amministratori.
In secondo luogo non è pensabile né ipotizzabile che in una
società venga nominato un commissario perché non esiste il
commissariamento della società. Quindi, sotto questo profilo il
parere non è solo contrario ma è contrario evidenziando
l'illegittimità della formulazione dell'ordine del giorno, laddove
se ne voglia formulare uno compatibile alle norme vigenti, il
Governo è assolutamente disponibile a valutarlo. Ma questa forma è
del tutto illegittima.
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, intervengo sull'ordine del giorno, che
è stato in maniera incomprensibile provvisto di un parere da parte
del Governo di illegittimità.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, il Governo ha dato semplicemente
una sua opinione, non da pareri sugli ordini del giorno come è
ovvio. Ha dato una sua opinione personale.
CORDARO. Signor Presidente, io ho solo ripetuto quello che ha
detto l'Assessore Armao, pappagallescamente per essere ancora più
preciso.
Qualche giorno fa, quando abbiamo assistito all'ennesimo annuncio
di dimissioni del Presidente Lombardo, qualcuno di noi - e tra
questi chi interviene - si è chiesto quali interessi reconditi il
Presidente Lombardo dovesse ancora tutelare per annunciare ancora
una volta che si sarebbe dimesso non ieri, come la Sicilia chiede,
ma il 28 luglio. Abbiamo conferma, questa sera, dal parere
dell'Assessore Armao, dall'intervento dell'Assessore Armao, che
ovviamente il Presidente Lombardo avrà reso edotto, che
evidentemente, da qua al 28 luglio questo Governo illegittimo,
ribaltonista, vergognoso, fallimentare vuole continuare a fare
altri misfatti da presentare al conto dei siciliani che sono,
invece, nelle condizioni che tutti sappiamo.
Quest'ordine del giorno, che vede anche la firma, aveva la
necessità di iniziare a stanare le reali ragioni per cui Lombardo
si dimetterà il 28 luglio. Cominciamo a prenderne atto, saremo
vigili. Voglio sperare che coloro che hanno sostenuto fino ad oggi,
per primi i colleghi del PD, vogliano votare favorevolmente questo
ordine del giorno, perché siamo sicuri che il Presidente Lombardo
sarà in condizione, cari colleghi del PD, negli ultimi due mesi di
suo governo della Sicilia di stupire anche voi.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per richiamare l'attenzione relativamente ad un ordine del giorno
che avevo depositato, quello dei contributi per l'abbattimento
delle barriere architettoniche alle famiglie con persona portatore
di handicap, e che non ho visto nel fascicolo degli ordini del
giorno. Sarà stato una svista.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
una precisazione.
Quest'ordine del giorno, che effettivamente è un indirizzo
dell'Assemblea, credo che dovrebbe essere preso in considerazione
perché in una situazione ormai acclarata da parte del Presidente
della Regione, che ha dato una data ormai certa alle sue
dimissioni, è ovvio che le dimissioni sono un presupposto di una
non più governabilità di un governo, non c'è più questo governo o
quanto meno non c'è più una sintonia con la maggioranza.
Signor Presidente, io mi sono trovato per un periodo con
l'onorevole Leanza vicepresidente della Regione, ed abbiamo fatto
tutto un insieme di atti, anzi abbiamo chiesto un parere su quale
era il limite in un periodo in cui c'è una vacatio di questo
genere, quali sono gli atti che si possono compiere. Assessore
Armao, si fanno sono atti di ordinaria amministrazione, atti di
straordinaria amministrazione non se ne possono fare più. Così è
previsto e lei lo accerterà, noi abbiamo avuto dei parere all'epoca
su questo argomento, quindi credo che, tenuto conto che di fatto è
vero che l'atto formale di dimissioni non si è concretizzato, ma è
anche vero che l'intenzione a fare ciò è manifesta, questo ordine
del giorno non è neanche vero che vuole creare i commissari. I
commissari o le proroghe di tutti quegli enti o tutti gli apicali
negli enti nelle società, in tutto ciò che oggi metterebbe
veramente in un disagio assoluto chi sarà il futuro governatore a
doversi trovare tutto un insieme di atti che forse per qualche mese
era opportuno non fare.
Personalmente la ritengo una norma giusta nel momento in cui è
stato già fatto l'annunzio delle dimissioni. Se questo non fosse
stato fatto non c'era motivo neanche di parlarne, perché già dal
giorno dopo le dimissioni l'ordinaria amministrazione è automatica.
Vorremmo anticipare di qualche mese l'ordinaria amministrazione,
non stiamo facendo niente di sconvolgente, credo che dopo il
governo di questi anni e di questo ultimo periodo forse un atto di
giustizia che questa Assemblea e questa Regione meriterebbe.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, colleghi, capisco che ulteriori
interventi appesantiscono i lavori d'Aula, soprattutto a quest'ora
e dopo una giornata particolarmente impegnativa, però l'argomento
merita una ulteriore riflessione. Io ho avuto un'impressione
strana, dopo avere sentito il parere del collega Armao - collega
come avvocato, che vale molto di più della deputazione e del far
parte del Governo regionale, perché questo non ce lo può levare
nessuno, la deputazione e l'Assessorato sì - perché per la prima
volta ho dovuto rimarcare un dissenso tra le cose dette dal
Presidente della Regione e il parere espresso dall'assessore Armao.
Perché da qualche giorno il Presidente Lombardo non fa altro che
ripetere su tutti i mass media, su tutti i giornali che è stanco di
un partito - e credo che volesse dire anche di una maggioranza -
che lo ha spinto ad una gestione bieca del potere. Si meravigliava.
Ma come, io ho fatto un mostro? Un partito che mi costringe ad
occupare tutti gli spazi di potere possibile e immaginabili A
fronte di questa dichiarazione altamente etica e fortemente
politica in positivo del Presidente della Regione, finalmente in
positivo, io mi aspettavo che l'assessore Armao, stasera, desse un
parere favorevole a questo ordine del giorno. E invece è stato
negativo. E mi sono trovato a chiedermi perché.
Assessore Armao, può essere che il suo parere sia stato guidato da
una sorta di conflitto di interesse personale visto che aspettiamo,
di ora in ora, le sue dimissioni da assessore e la nomina a
presidente dell'IRFIS? Questo mi dispiacerebbe, perché non fa parte
del suo stile. Però, se è questo, io sono pronto a sottoscrivere un
subemendamento all'ordine del giorno in cui si dice che non si può
fare nessuna nomina tranne quella di presidente dell'IRFIS.
Vediamo se in questo caso, il suo parere, da negativo si
trasformerà in positivo.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare per fatto
personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, avevo soltanto detto che quello che c'è scritto
nell'ordine del giorno è giuridicamente insostenibile e mi dispiace
che si siano evocati principi giuridici perché è fin troppo ovvio.
Lo sanno tutti che una società non può essere commissariata. Nel
momento in cui si invita il Governo a provvedere al
commissariamento delle società si sta chiedendo al Governo di fare
una cosa che non si può fare. E la proroga è sottoposta alla
precisa norma che decorsi i 45 giorni dalla scadenza dell'organo
scatta la responsabilità penale e civile per danni di colui che
deve provvedere alla nomina. Quindi sotto questo profilo nel
momento in cui si invita il Governo a violare una norma imperativa
di questa Assemblea si sta chiedendo di compiere una violazione
normativa. E sotto questo profilo, ripeto, tanto che il Presidente
ha invitato a rendere compatibile questo ordine del giorno con i
principi giuridici.
Per altro, mi dispiace che sia stato fatto un riferimento
personale che non raccolgo. In ogni caso laddove non si provvede a
nomina, l'avvocato onorevole Maira sa bene che esiste l'istituto
della cooptazione poiché è noto che quando manca un componente
dell'organo amministrativo i consigli di amministrazione devono
provvedere alla cooptazione. E' chiaro che il tema non è
assolutamente e in nessun modo riferibile anche a qualsiasi
astratta ipotesi relativa a futuri assetti societari. E' soltanto
una posizione che il Governo assume di dover adempiere alle nomine
che giuridicamente sono dovute e non sono frutto di chissà quali
esigenze di frettolosa sistemazione delle cose. Il Governo e il
Presidente non è intenzionato ad operare in questo senso e quindi
sotto questo profilo si è dato parere negativo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio quello
che normalmente fa un parlamentare: ragiona sulle cose serie quando
è necessario discutere sulle cose serie, e sulle cose poco serie
quando stiamo giocando.
Siccome io ricordo che abbiamo introdotto il sistema con
l'elezione diretta, un sistema che in qualche modo investe lo spoil
system come modello di gestione da parte degli esecutivi che vanno
eletti e il fatto che andiamo a nuove elezioni determinerà,
inevitabilmente avendo appreso che il Presidente della Regione non
si ricandiderà e comunque ci sarà quindi un nuovo Presidente della
Regione, è assai probabile che tutte le nomine fatte sino a quando
il governo le potrà fare, e il governo dal punto di vista formale,
al di là dell'ordine del giorno, li potrà fare sino a quando è in
vigenza formale nel pieno della sua legittimazione istituzionale.
Poi c'è un periodo che la legge prevede sulla attività di
ordinaria amministrazione che è la fase che accompagna e precede le
elezioni, poi c'è la fase dopo il voto, e dopo il voto c'è un
termine entro il quale si procede allo spoil system per tutte le
nomine e gli incarichi di natura fiduciaria.
Quindi è evidente che le nomine, laddove fatte, anche quelle che
sono già state fatte, producono l'effetto fino al momento in cui il
nuovo Presidente valuterà qualunque altra nomina.
MAIRA. Nella sanità non è così.
CRACOLICI. E proprio nella sanità, onorevole Maira, sicuramente
non si può non affidare alla gestione aziendale una certezza
giuridico amministrativa.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, sono le ultime occasioni che ci
incontriamo in questo Parlamento con l'onorevole Cracolici e come
non approfittare dell'occasione.
PRESIDENTE. Non metta limiti alla provvidenza.
MANCUSO. Limiti alla mia provvidenza, parlo per me, certamente non
per l'onorevole Cracolici.
Rispetto a quello che detto l'onorevole Cracolici vorrei chiarire
che lo spoil system ha un costo non indifferente. Colui che, se
viene nominato viene pagato fino alla data per cui è stato
nominato, non ha un costo leggero, ha un costo di una pesantezza
che certamente questa regione non può sostenere, ma considerato
quello che questo ha fatto con l'aiuto dell'onorevole Cracolici è
ben poca cosa se parliamo di 60, 70, 80 nomine da fare nelle ultime
3 settimane.
Rispetto a questo, l'ordine del giorno ha una valenza politica
dove non c'entra nulla la legittimità, non c'entrano nulla tutte le
parole che sono state dette dallo spoil system o non so a quale
ragione, il Parlamento ritiene di doverlo rappresentare e votare,
chiaramente poi ognuno vota come ritiene.
Pertanto, io appongo la firma a questo ordine del giorno, se il
Presidente lo pone in votazione e poi ognuno decide per le sorti,
non solo di quello che votiamo stasera ma di quello che può fare
domani il Presidente della Regione. Come dice l'onorevole
Cracolici, e forse lì si può sbagliare ma non voglio aprire un
ginepraio, il Presidente della Regione è dimissiona rio. Io ancora
non ci credo.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
dell'onorevole Mancuso ha anticipato alcune mie considerazioni.
Però voglio cogliere questa opportunità non soltanto per ritenere
che la dichiarazione contraria dell'assessore Armao per
illegittimità sembra, anche dal punto di vista tecnico giuridico,
destituita di ogni fondamento perché l'illegittimità non attiene
certamente ad un atto parlamentare.
Onorevole Cracolici, anche lei sa che trascorsi novanta giorni
entro i quali si provvede allo spool system, lo spoil system, come
ha detto bene, costa ed è già costato alla Regione, non
dimentichiamo, non stiamo parlando di una cosa che non è già
accaduta, è già accaduta purtroppo e con tanti giri di valzer che
sono avvenuti a proposito di tante nomine. Onorevole Colianni, sono
d'accordo con lei che questo è un argomento di connotazione
squisitamente politica, che teoricamente non dovrebbe neanche porsi
all'attenzione dell'Assemblea perché basterebbe un minimo di stile,
un minimo di discrezione istituzionale perché un Presidente - che
sostanzialmente ormai ha postestà limitata, perché lui stesso se
l'è posta per le ragioni che conosciamo - dovrebbe evitare atti e
provvedimenti che hanno una conseguenza ben più duratura del 28 di
luglio, o di quella che sarà una qualunque data nella quale
deciderà di rimettere, formalizzandolo, il suo mandato di
Presidente.
Mi permetta di dire magari una maldicenza, credo che questo non
appartiene allo stile del Presidente Lombardo il quale, viceversa,
anche per esperienza diretta e personale, ha insegnato che il
giorno dopo è capacissimo di revocare tutte le nomine che erano
state fatte il giorno prima in un altro regime di collaborazione.
Ecco perché credo che l'Assemblea faccia bene a porre la questione
e ad indicare alla maggioranza, al Governo, al suo Presidente, un
indirizzo di correttezza istituzionale che dovrebbe limitarlo in
quella che è stata per troppo tempo un'occupazione di ruoli
attraverso Commissari.
Voglio cogliere anche l'occasione, signor Presidente, per
rassegnare anche come gruppo il voto che sarà quello
dell'astensione, così evito di intervenire più avanti per due
ragioni che sono assolutamente ovvie. La prima perché nutriamo,
purtroppo, tutti i dubbi che anche questo ulteriore tentativo del
Governo possa andare disatteso, possa essere un tentativo che non
cogliere l'obiettivo, perché non so fino a che punto effettivamente
questo disegno di legge risponde alle censure che il Commissario ha
mosso. Non comprendo, per la verità, le ragioni per le quali si
debba fare un mutuo per investimento. Non credo che ci sia una
giustificazione propria e completa su quest'argomento e quindi
copre per l'ennesima volta la spada di Damocle di una ulteriore
limitazione di quest'Assemblea nella sua potestà, a causa di un
Governo che, ricordo a me stesso, già dallo scorso mese di ottobre
e novembre predicava che sicuramente entro il 2011 avrebbe esitato
la manovra del bilancio preventivo, poi andammo a gennaio, poi a
marzo, poi siamo arrivati ad aprile, alla prima approvazione, alla
seconda, ora alla terza. Per questo dubbio riteniamo giusto per lo
meno astenerci.
Ritengo inaccettabile, inoltre, che una manovra che ancora una
volta taglia in maniera oggettivamente e strutturalmente sbagliata
altri 33 milioni agli enti locali raccontando la favoletta: no,
non li sto tagliando, te li assegno perché li spenda per spesa
corrente . Presidente Cascio gli enti locali non li potranno mai
utilizzare per spesa di investimento, è impraticabile che lo
facciano, lo sappiamo tutti, date le condizioni di un patto di
stabilità che vede ancora gli enti locali allo sfascio completo per
i tagli statali, nazionali, per la follia di seguire accordi e
protocolli europei che stanno ammazzando il nostro sistema.
Per tutte queste ragioni, credo che sia più corretto astenersi,
avere consentito per l'ennesima volta di trattare argomenti che
sono obbligatoriamente da risolvere per quanto riguarda il mondo
del lavoro, dei precari, dei forestali, e per dare un minimo di
conforto a categorie strutturalmente necessarie, organicamente -
oserei dire - necessarie di aiuto e di collaborazione di
finanziamento, quali quelle rappresentati oggi dagli ospiti
presenti in quest'Aula. Ma per quanto riguarda i dati strutturali,
credo che l'astensione vada nel segno di quella correttezza che
abbiamo tenuto come comportamento per far fare alcune cose
nell'interesse della Sicilia, ma distinguendoci rispetto a scelte
che ci sembrano ipocrite o assolutamente sbagliate, per non dire in
alcuni casi assolutamente nocive per la nostra Regione siciliana,
che è stata costretta per oltre sei mesi, sostanzialmente, a
inseguire bilancio e finanziaria, continuamente impugnate per
potere finalmente esitare, speriamo, martedì prossimo, il
completamento delle manovre.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 697 Emanazione di
apposita circolare in materia di piani paesaggistici ,
dell'onorevole Rinaldi . Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 698 Modifiche della
normativa in materia di partecipazione al costo delle prestazioni
sanitarie , a firma dell'onorevole Rinaldi.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Armao,
ho l'impressione che il parere favorevole del Governo sia ipocrita.
Pensavo, fra le altre cose, che il Presidente dell'Assemblea non lo
mettesse neppure in votazione, perché questo ordine del giorno è
una presa in giro insopportabile per questo Parlamento e per tutti
i siciliani.
Poco fa, su vostra proposta, abbiamo tolto 6 milioni di euro per i
ticket, ed ora, dopo che l'assessore non ha raccolto il mio invito,
non può venire a dare un parere favorevole su questo ordine del
giorno. E' encomiabile la richiesta formulata dall'onorevole
Rinaldi, ma la risposta del Governo è fortemente offensiva per
questo Parlamento. Ed ipocrita è il termine è esatto
BUFARDECI. Chiedo di apporre la firma sull'ordine del giorno.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Vinciullo, il Governo ha dato un parere favorevole. Sarà
più o meno ipocrita non è un problema mio dare un giudizio. Questa
manovra che oggi l'Aula ha approvato riguarda l'appostamento di
somme in quel capitolo per l'anno 2012, quindi, nulla osta che nel
2013 ci possa essere l'appostamento e, quindi, si possa tenere
conto dell'articolo. Questo ordine del giorno è un impegno per il
Governo in futuro. Non è un Governo contingente.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 699 Disciplina
scolastica sul territorio di Monreale , a firma dell'onorevole
Caputo. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, il Governo
farà di tutto per considerare la situazione di disagio del Comune
di Monreale nell'ambito delle previsioni normative vigenti.
Pertanto, l'ordine del giorno è accolto come raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 700 Copertura
economica per i trasporti locali e i trasporti marittimi , degli
onorevoli Caputo, Falcone, Beninati, Buzzanca, Torregrossa, Caronia
e Maira. Il parere del Governo.
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato all'unanimità)
Si passa all'ordine del giorno n. 701 degli onorevoli Maira,
Caronia, Cordaro e Cascio Salvatore. Il parere del Governo.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor presidente, onorevoli
deputati, la questione assume connotati di delicatezza nel momento
in cui l'affidamento a Banca Nuova è scaduto, quindi,
operativamente si dovrebbe realizzare un atto di rinnovazione
mentre se fosse stato ancora in essere avremmo potuto prorogarlo,
ce ne siamo già occupati con l'assessore Venturi.
Io credo che il Governo abbia come obiettivo prioritario quello di
dare immediatamente risposta alle categorie produttive interessate.
Quindi, sotto questo profilo, chiederò al collega Venturi di
trattare, nella prima giunta possibile, la questione di una
eventuale rinnovazione o altra soluzione che il dirigente generale,
essendo un atto gestionale e non un atto politico né di alta
amministrazione, concernente un contratto appena scaduto valuterà.
So che c'è un'ipotesi da prospettare alla Giunta, che è quella di
una rinnovazione per il tempo di celebrazione della gara. Mi sembra
una soluzione ragionevole, però, non posso impegnare il dirigente
generale poiché, ripeto, si tratta di una scelta di tipo gestionale
afferente non al livello politico ma al livello dirigenziale.
Quindi, sotto questo profilo non possiamo che accogliere lo
spirito dell'ordine del giorno, che è quello di non creare
soluzioni di continuità nei servizi a rendere ai commercianti e,
sotto questo profilo, la direttiva al dirigente sarà in questo
senso.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, il fatto
che lei abbia colto lo spirito mi tranquillizza ma fino ad un certo
punto.
Perché mi chiedo - e divento voce dei commercianti e degli
artigiani in questa domanda - perché il Governo non ha indetto per
tempo, prima della scadenza, la gara per consentire la
individuazione del nuovo soggetto istruttore ed erogatore dei
finanziamenti per artigiani e commercianti.
Ricordo al Governo che questa legge, che è una legge certamente di
grande propulsione per l'economia della Sicilia, è una delle poche
che ha una copertura finanziaria notevolissima, pari a 100 milioni
di euro che aspettano di essere distribuiti ai commercianti ed agli
artigiani e per le quali domande Banca Nuova ha centinaia di
pratiche già istruite che non possono essere erogate perché è
scaduta la convenzione.
Allora, se il Governo - assumendola come raccomandazione - prende
impegno di trovare, alla prossima Giunta, un sistema giuridico -
che c'è, assessore Armao - bypassando l'aspetto della proroga ma
con un atteggiamento giustificato momentaneo, sino all'espletamento
della gara, noi, nell'arco di un paio di mesi, visto che le
istruttorie sono state in gran parte espletate, possiamo mettere in
condizioni il sistema del commercio e dell'artigianato siciliano di
poter accedere a questa contribuzione.
Se, poi, qualche malalingua ipotizza, ma io non ci credo, che la
perdita di tempo è per attrarre dalle competenze dell'IRFIS questo
tipo di erogazione, è fin troppo ovvio che la malalingua questa
volta esagera perché, al di là se al Presidente dell'IRFIS andrà il
collega Armao, la trasformazione della stessa in banca d'affari
impedirebbe un'attività di istruzione, di erogazione di questo tipo
di credito agevolato per artigiani e commerciati. Per cui, e
concludo, mi pare di avere capito che l'assessore Armao, a nome del
Governo, fa proprio questo problema, l'assume come raccomandazione
e alla prima Giunta di Governo troverà il sistema per riattivare
questo procedure.
PRESIDENTE. Quindi, il Governo lo accoglie come raccomandazione.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 702 Notizie sullo stop ai
contributi per l'eliminazione delle barriere architettoniche ,
degli onorevoli Falcone e Pogliese.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, si passa all'ordine del giorno numero 703
Promulgazione con omissione delle parti impugnate della delibera
legislativa recante Autorizzazione a ricorso ad operazioni
finanziarie , degli onorevoli Cracolici ed altri.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 704 Pagamento operatori
Sportelli multifunzionali , dell'onorevole Caputo. Il parere del
Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 705 Misure urgenti ed
iniziative straordinarie a sostegno del comparto produttivo della
pesca in provincia di Palermo , dell'onorevole Caputo.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 706 Misure urgenti ed
iniziative straordinarie a sostegno dell'area industriale di
Carini , dell'onorevole Caputo. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio palese nominale del disegno di
legge «Determinazione fondi globali» (899/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Determinazione fondi globali» (899/A).
CARONIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo in qualche
modo esplicitare la mia dichiarazione di voto in merito,
soprattutto, ad alcune assurde previsioni di questo emendamento,
che ha stravolto quella che era l'originaria previsione, già
abbastanza dura ed aspra, soprattutto nei confronti degli enti
locali, per preannunciare la mia astensione proprio perché ritengo
che, considerato che nell'ambito di questa legge si parla di
lavoratori, soprattutto dei lavoratori della forestale che
chiaramente hanno diritto ad una risposta in tempi assolutamente
rapidi. Quindi, la nostra astensione è semplicemente legata alla
sensibilità nei confronti di questo comparto, e dei lavoratori che
sono interessati, ma è assolutamente contraria in merito a quelle
che sono state delle scelte che penalizzano in maniera devastante
gli enti locali.
Vorrei qui portare ad esempio una valutazione estremamente
leggibile a chiunque: con l'articolo 2 abbiamo di fatto depauperato
di più di 100 milioni lo stanziamento per gli enti locali, e questo
comporterà dei disastri agli stessi che, al netto delle difficoltà
che già vivono, avranno la serie difficoltà di come in qualche modo
provvedere, per chi non l'ha ancora fatto, a fare i bilanci di
previsione e poterli approvare. Ritengo gravissimo che la Regione
siciliana continui a sperperare del denaro, magari appostandolo su
una tabella ex H , che continua ad avere delle voci che a mio modo
di vedere sono assolutamente marginali, e continua a perpetuare
degli errori così macroscopici che sono quelli di uccidere gli enti
locali che oggi vivono delle difficoltà che poi vive il cittadino.
Il Comune di Palermo, ad esempio, che da poco ha un sindaco, si
troverà ancor di più penalizzato, perché avrà la reale difficoltà
di dovere gestire qualcosa come 20 milioni in meno nel
trasferimento sugli enti locali. Io ritengo che questo sia un atto
veramente gravissimo che, politicamente, ha una influenza enorme
sulla maggioranza e su questo Governo che sta propinando a noi come
deputati una scelta che è assolutamente miope e anche devastante.
Un'ultima considerazione, e poi non mi addentrerò perché ci
sarebbe da parlare per ore: un'altra gravissima leggerezza è stata
quella già evidenziata dall'onorevole Vinciullo riguardo le fasce
deboli, da questo stralcio di finanziaria, da questo straccio direi
anche di finanziaria, a cui siamo approdati dopo mesi e mesi di
lavoro in Commissione bilancio, che hanno portato alla penosa
approvazione di un testo che è stato rivisitato e falcidiato per
ben due volte dal Commissario dello Stato, abbiamo sottratto somme
alle fasce deboli della nostra società, togliendo il ticket
sanitario alle fasce più deboli per 6 milioni di euro, abbiamo
azzerato per la prima volta il buono socio-sanitario, che
quest'anno si troverà nel capitolo zero, il che significa che
coloro i quali che non si possono permettere di curarsi a
pagamento, avranno la difficoltà di potere sussistere vivere
fisicamente, e non avranno la possibilità di curarsi.
Credo che queste scelte, caro onorevole Cracolici, noi non
possiamo considerarle un atto dovuto, e quindi non possiamo
approvare questo testo senza guardare a quelle che sono le storture
che condizioneranno la vita di molti siciliani. Probabilmente si
tratta ormai dello stralcio di questa devastante legislatura che ci
ha portato, non soltanto ad un ribaltone, ma ad un impoverimento
come mai di questa Regione. Ma io credo che con questo ultimo atto
- perché mi auguro che sia l'ultimo degli atti finanziari che noi
stiamo per votare - veramente abbiamo dato un duro colpo e, chi si
h reso responsabile di queste scelte, dovrà rendere conto ai
siciliani, perché queste sono scelte che, purtroppo, aumenteranno a
dismisura la povertà, e in un momento come questo credo che nessuno
si non si possa mettere la mano sulla coscienza e guardare a quello
che oggi noi abbiamo prodotto.
Pertanto, con queste amarissime considerazioni mi rivolgo al
Governo per dire che gli ordini del giorno che sono stati in
qualche modo approvati e accolti sia come raccomandazione, vengano
assolutamente rispettati, perché questo Governo non può sicuramente
dare vita ad un ultimo scenario, ad un ultimo palcoscenico
deplorevole che sarebbe la nomina di ulteriori ruoli di
sottogoverno che sarebbero un ulteriore offesa a questa Assemblea e
ai siciliani.
Ripeto, con queste amarissime considerazioni, mi auguro che
l'assessore Armao saprà dare seguito seriamente all'impegno che ha
assunto davanti a questa Assemblea perché credo che troppe storture
abbiamo visto e sarebbe ora di finirla.
MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido le cose
che ha detto l'onorevole Caronia, che è sempre puntuale e profonda
nelle sue valutazioni.
Io vorrei aggiungere, come giustificazione del nostro voto di
astensione, che se in votazioni come queste si potesse votare per
parti separate, per alcune parti di questa manovra noi avremmo dato
parere positivo. Quali sono queste parti lo ripeto rapidamente.
Le cose che riguardano i forestali, le categorie svantaggiate, nei
abbiamo qua alcuni rappresentati. Apro una parentesi e la richiudo,
per non fare ne polemica ne vittimismo, però vorrei dire agli amici
che sono qua non da oggi ma da parecchi giorni, che stasera quando
noi abbiamo chiesto un breve rinvio, avremmo voluto mettere al
sicuro questa manovra da eventuali errori che avrebbero potuto far
riaccendere i riflettori dal Commissario dello Stato e quindi a
garanzia delle loro aspettative e dei loro diritti e non era un
patto contro, né un fatto dilatorio, perché debbano valutare questi
nostri amici che questa manovra passa non tanto perché la stiamo
votando stasera o lo potevamo votare domani o martedì, ma passa per
la presenza dei deputati che, al di la del loro voto, hanno
guardato l'Aula presidiata e fatto sì che non mancando il numero
legale, il provvedimento andasse a buon fine.
Per queste motivazioni e per queste parti del provvedimento noi ci
asteniamo, avremmo potuto votare contro a tante altre cose ma a
favore per queste che ho sottolineato e per questi aspetti
l'astensione è la giusta mediazione.
Ci asteniamo anche perché questo forse è l'ultimo atto di natura
finanziaria che contraddistingue questa legislatura. Papocchi ne
abbiamo fatto, o meglio ne ha fatto la maggioranza ed il Governo in
materia di bilancio e finanziaria; anche in questa ultima manovra
ci sono una serie di assurdità e di ingiustizia e comunque ci
asteniamo come atto di liberazione finale, ci siamo liberati dei
problemi di bilancio e di finanza di questo governo.
Io vorrei chiudere con il titolo di quel libro del maestro
napoletano Io speriamo che me la cavo : io, a nome della Sicilia,
spero che la Sicilia se la cavi dopo lo tsunami di questo Governo e
di questa maggioranza.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Determinazione fondi globali» (899/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 51
Votanti 50
Maggioranza 36
Favorevoli 38
Astenuti 12
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, gli onorevoli Vinciullo, Caputo, Beninati,
Ragusa e D'Asero hanno partecipato al voto, astenendosi, ma per un
malfunzionamento del sistema elettronico di voto la loro astensione
non risulta registrata.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 29 maggio,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge
Norme in materia di entrata. Finanziamento di leggi di spesa.
(n. 900/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 00.20 di mercoledì 23 maggio 2012
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
alle ore 03.00 di mercoledì 23 maggio 2012
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 899/A - DETERMINAZIONE FONDI GLOBALI .
Subemendamenti all'emendamento Gov.1
Submendamento Gov.1.1 (Subemendamento all'art. 4)
Al comma 2 dell'articolo 4 le parole 1.800 migliaia di euro sono
sostituite con le parole 2.000 migliaia di euro .
Al comma 2 dell'articolo 4 dopo le parole U.P.B 9.2.1.3.3 cap.
373711 Stamperia Braille + 600 sono aggiunte le parole:
U.P.B 1.2.1.3.2. cap. 105719 Federico II + 200
Il comma 3 dell'art.4 è sostituito dal seguente:
All'onere di cui al comma 2, quantificato in complessivi 2.000
migliaia di euro, si provvede mediante corrispondente utilizzo
della riduzione di spesa di cui al comma 1 dell'articolo 4 della
legge regionale 9 maggio 2012, n.26 come disposta dal comma 1
dell'articolo 2 della presente legge.
Alla Tabella B sono apportate le seguenti modifiche:
Submendamento Gov 1.47
UPB 3.2.1.3.7 CAP. 377747 + 45
UPB 9.2.1.3.5 CAP. 373721 - 45
Subemendamento Gov 1.50.1
Al comma 1 del Gov. 1.50 sono soppresse le parole da quali a
affari legali
Subemendamento Gov 1.50 (Subemendamento all'articolo 5)
Il comma 1 è così sostituito:
1. Al fine della razionalizzazione e del contenimento della
spesa relativa all'Ente Acquedotti siciliani in liquidazione,
coerentemente con lo stato di liquidazione e con le residue
attività di gestione attribuite all'ente, entro 90 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, il Commissario
liquidatore, nominato secondo le disposizioni di cui al coma 2
dell'articolo 1, della legge regionale 31 maggio 2004, n. 9, al
quale sono conferiti, fino alla completa liquidazione dell'EAS, i
poteri di dirigente generale a far data dalla pubblicazione della
presente legge, altresì provvede ad adottare apposita delibera di
approvazione di modifica del Regolamento interno dell'Ente che
preveda non più di due strutture intermedie quali quella
afferente il settore economico finanziario e quella afferente il
settore tecnico e degli affari legali a far data dalla
pubblicazione della presente legge.
Subemendamento Gov 1.2
Alla Tabella B dello stato di previsione della spesa per
l'esercizio finanziario 2012 sono introdotte le seguenti
variazioni:
UPB CAPITOLI DENOMINAZIONI VARIAZIONI NOMENCLATORE
4.2.1.5.1 104534 SPESE PER IL 60.000,00
0 FUNZIONAMENTO E
PER LE ATTIVITA'
ISTITUZIONALI DEL
COMITATO REGIONALE
PER LE
COMUNICAZIONI
10.3.1.3. N. I. SOMMA DA -60.000,00
99 TRASFERIRE
ALL'ENTE DI
SVILUPPO AGRICOLO
(ESA) PER LA
CAMPAGNA DI
MECCANIZZAZIONE
AGRICOLA
Submendamento Gov 1.3
1. L'erogazione di contributi agli enti di cui alla rubrica
turismo, sport e spettacolo - Dipartimento regionale turismo,
sport e spettacolo - dell'allegata tabella B è soggetta alle
modalità di cui all'articolo 128 della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni.
Emendamento interamente sostitutivo del ddl
Emendamento Gov.1 (votato per articoli separati):
Il disegno di legge n. 899/A Determinazione fondi
globali e le relative tabelle sono sostituiti dai
seguenti articoli:
Art. 1.
Canoni di concessione dei beni immobili appartenenti al
demanio forestale. Biglietto di accesso per le aree
naturali protette.
1. Le modalità di calcolo delle tariffe afferenti ai canoni di
concessione dei beni immobili appartenenti al demanio forestale e
l'individuazione dei valori unitari da porre a base del calcolo
degli stessi sono determinati con riferimento alla effettiva
redditività del bene oggetto della concessione in relazione alla
destinazione d'uso per la quale la concessione viene richiesta o è
stata già rilasciata, da aggiornarsi con cadenza biennale.
L'Assessore regionale per le risorse agricole ed alimentari è
autorizzato ad emanare di concerto con l'Assessore regionale per
l'economia, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione della
presente legge, apposito decreto per la determinazione di modalità
e individuazione delle tariffe unitarie determinate ai sensi dei
commi 1 e 2 dell'articolo 19 della legge regionale 27 aprile 1999,
n. 10 e successive modifiche ed integrazioni. Le tariffe unitarie
relative alle concessioni di terreni a pascolo e dei prodotti di
bosco sono stabilite annualmente con decreto del Dirigente generale
del Dipartimento regionale Azienda regionale foreste demaniali di
concerto con i dirigenti generali del Dipartimento regionale
bilancio e tesoro e Dipartimento regionale finanze e credito
dell'Assessorato regionale dell'economia sulla base dei criteri
stabiliti dal vigente ordinamento statale.
2. A decorrere dalla data di pubblicazione della presente legge, al
fine di incrementare i servizi ai visitatori e le attività di
tutela delle aree protette regionali, fatta eccezione per quelle
ubicate nelle isole minori, è previsto il pagamento di un biglietto
di accesso per le aree naturali protette e per le aree attrezzate
da individuare con successivo decreto dell'Assessore regionale per
il territorio e l'ambiente emanato di concerto con l'Assessore
regionale per l'economia, sentiti gli enti gestori delle aree
naturali protette ed i comuni nei quali sono ricomprese le aree
interessate.
Art. 2.
Disposizioni finanziarie in materia di Enti Locali
1. L'autorizzazione di spesa relativa alla quota delle
assegnazioni, per l'anno 2012, di parte corrente, in favore degli
Enti locali di cui al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale
9 maggio 2012, n. 26 da erogare nell'esercizio finanziario 2012, è
ridotta di 35.000 migliaia di euro per i Comuni e di 5.000 migliaia
di euro per le Province.
2. In favore degli Enti locali è assegnata per l'anno 2012
un'ulteriore somma pari a 70.000 migliaia di euro per i Comuni e di
10.000 migliaia di euro per le Province da destinare ad
investimenti coerenti con il comma 18 dell'articolo 3 della legge
24 dicembre 2003, n. 350 e successive modifiche ed integrazioni.
3. Per il finanziamento della maggiore spesa di cui al comma 2 il
Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad effettuare
nell'anno 2012 ulteriori operazioni finanziarie per un importo
complessivo di 80.000 migliaia di euro.
4. I maggiori oneri derivanti dalle operazioni finanziarie previste
dal comma 2 sono quantificati per l'anno 2012 in 5.377 migliaia di
euro e in 10.754 migliaia di euro a decorrere dall'anno 2013.
5. Agli oneri di cui al comma 4 si fa fronte: per l'anno 2012,
quanto a 2.400 migliaia di euro, a valere sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e,
quanto a 2.977 migliaia di euro, a valere sull'U.P.B. 4.2.3.9.1;
per l'anno 2013, quanto a 4.529 migliaia di euro a valere
sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e quanto a 6.225 migliaia di euro mediante
riduzione dell'U.P.B. 4.2.1.4.1; per l'anno 2014, quanto a 4.150
migliaia di euro, a valere sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e, quanto a 6.604
migliaia di euro, a valere sull'U.P.B. 4.2.3.9.1.
Art. 3.
Interventi nel settore della forestazione
1. Per l'attuazione di progetti, coerenti con il comma 18
dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2003, n. 350 e successive
modifiche ed integrazioni, finalizzati alla costruzione e
manutenzione straordinaria di opere e impianti del demanio e del
patrimonio pubblico forestale nonché per la ricostituzione e
recupero del patrimonio pubblico boschivo, compreso l'acquisto di
impianti, macchinari e attrezzature tecnico scientifiche per la
prevenzione degli incendi, è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2012 la spesa complessiva di 60.000 migliaia di euro.
La spesa autorizzata dal presente comma è destinata quanto a 30.000
migliaia di euro per l'espletamento delle funzioni di competenza
del Dipartimento Azienda Foreste Demaniali e quanto a 30.000
migliaia di euro per l'espletamento delle funzioni di competenza
del Comando Corpo Forestale della Regione siciliana.
2. Per il finanziamento della maggiore spesa di cui al comma 1 il
Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad effettuare
nell'anno 2012 ulteriori operazioni finanziarie per un importo
complessivo di 60.000 migliaia di euro.
3. I maggiori oneri derivanti dalle operazioni finanziarie previste
dal comma 2 sono quantificati per l'anno 2012 in 4.033 migliaia di
euro e in 8.066 migliaia di euro a decorrere dall'anno 2013.
4. Agli oneri di cui al comma precedente si fa fronte:
a) per l'anno 2012, quanto a 1.800 migliaia di euro, a
valere sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e, quanto a 2.233 migliaia di
euro, mediante riduzione dell'U.P.B. 4.2.1.4.1;
b) per l'anno 2013, quanto a 3.397 migliaia di euro, a
valere sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e, quanto a 4.669 migliaia di
euro, mediante riduzione dell'U.P.B. 4.2.1.4.1;
c) per l'anno 2014, quanto a 3.113 migliaia di euro, a
valere sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e, quanto a 4.953 migliaia di
euro, mediante riduzione dell'U.P.B. 4.2.1.4.1.
5. Per gli interventi di manutenzione ordinaria del patrimonio
boschivo e per la prevenzione e gli interventi di controllo degli
incendi boschivi e per interventi di tipo conservativo è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2012 la spesa complessiva
di 33.770 migliaia di euro di cui 16.885 migliaia di euro per
l'espletamento delle funzioni di competenza del Dipartimento
Azienda Foreste Demaniali e 16.885 migliaia di euro per
l'espletamento delle funzioni di competenza del Comando Corpo
Forestale della Regione siciliana.
6. Agli oneri discendenti dal comma 5, quantificati
complessivamente in 33.770 migliaia di euro, si provvede, per
l'esercizio finanziario 2012 mediante corrispondente utilizzo della
riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 1
dell'articolo 4 della legge regionale 9 maggio 2012, n. 26 come
disposta dal comma 1 dell'articolo 2 della presente legge.
Art. 4.
Finanziamento di leggi di spesa
1. La spesa complessiva di 33.363 migliaia di euro autorizzata per
l'esercizio finanziario 2012 dall'articolo 128 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed
integrazioni, è rideterminata per l'esercizio finanziario 2012 in
32.748 migliaia di euro da destinare ai soggetti indicati
nell'Allegato 1 alla presente legge, tenuto altres�� conto
dell'articolo 7 della legge regionale 11 maggio 2011, n. 8, per gli
importi nello stesso specificati, ivi compresi gli impegni assunti
nel corso della gestione provvisoria del bilancio della Regione
autorizzata dalle legge regionali 10 gennaio 2012 n. 5 e 11 aprile
2012 n. 23.
2. Fermo restando quanto previsto al comma 1, per le medesime
finalità previste dall'articolo 128 della legge regionale n. 11 del
2010 e con le modalità ivi previste, è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2012, la spesa complessiva di 1.800 migliaia di euro a
titolo di ulteriore contributo a favore dei soggetti di seguito
individuati e per l'importo indicato a fianco degli stessi in
migliaia di euro:
a) U.P.B. 6.2.1.3.1 - cap 183704Ente naz. Sordomuti +
300
b) U.P.B. 6.2.1.3.3 - cap 183701Unione italiana ciechi
+ 600
c) U.P.B. 6.2.1.3.3 - cap 183715Centro Helen Keller +
300
d) U.P.B. 9.2.1.3.3 - cap 373711Stamperia Braille +
600
3. All'onere di cui al comma 2, quantificato in
complessivi 1.800 migliaia di euro, si provvede mediante
corrispondente utilizzo delle maggiori entrate derivanti
dalle disposizioni di cui all'articolo 1.
Art. 5.
Disposizioni per l'Ente Acquedotti siciliani in
liquidazione
1. Al fine della razionalizzazione e del contenimento della spesa
relativa all'Ente Acquedotti siciliani in liquidazione,
coerentemente con lo stato di liquidazione e con le residue
attività di gestione attribuite all'Ente, entro 90 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, il Commissario
liquidatore, nominato secondo le disposizioni di cui al comma 2
dell'articolo 1, della legge regionale 31 maggio 2004, n. 9, al
quale possono altresì essere conferiti, fino alla completa
liquidazione dell'EAS, i poteri di dirigente generale, provvede ad
adottare apposita delibera di approvazione di modifica del
regolamento interno dell'Ente che preveda non più di tre strutture
intermedie quali quella afferente il settore economico
finanziario, quella afferente il settore tecnico e quella afferente
gli affari legali.
2. Coerentemente con le misure di razionalizzazione e contenimento
di cui al comma 1, all'Ente Acquedotti Siciliani in liquidazione,
ai sensi dell'articolo 1 della legge regionale n. 9/2004, è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2012, la spesa entro i
limiti di 11.650 migliaia di euro, a titolo di compartecipazione
destinata, esclusivamente, agli oneri sostenuti per la spesa del
personale.
3. All'Istituto Regionale del Vino e dell'Olio è concesso un
contributo, per l'esercizio finanziario 2012, pari a 173 migliaia
di euro per il concorso al pagamento degli emolumenti al personale
proveniente dall'EAS in liquidazione, ai sensi del comma 2
quinquies dell'articolo della legge regionale 27 aprile 1999, n.
10.
4. All'I.R.S.A.P. (Istituto Regionale per lo Sviluppo delle
Attività Produttive) è concesso un contributo, per l'esercizio
finanziario 2012 , pari a 800 migliaia di euro per il concorso al
pagamento degli emolumenti al personale proveniente dall'Ente
Acquedotti Siciliani in liquidazione, ai sensi del comma 2
quinquies dell'articolo 23 della legge regionale 27 aprile 1999 n.
10.
5. Agli Enti Regionali per il diritto allo Studio Universitario
della Sicilia (ERSU) è concesso un contributo, per l'esercizio
finanziario 2012, pari a 2.000 migliaia di euro per il concorso al
pagamento degli emolumenti al personale proveniente dall'Ente
Acquedotti Siciliani in liquidazione ai sensi del comma 2 quinquies
dell'articolo 23 della legge regionale 27 aprile 1999 n. 10.
6. Agli oneri discendenti dal presente articolo, quantificati
complessivamente in 14.623 migliaia di euro, si provvede, per
l'esercizio finanziario 2012:
a) quanto a 6.000 migliaia di euro mediante riduzione di
pari importo dell'UPB 4.2.1.5.2. capitolo 215704, di cui
1.200 migliaia di euro da accantonamento 1001 e 4.800
migliaia di euro da accantonamento 1003, del bilancio
della Regione per l'esercizio finanziario medesimo;
b) quanto a 6.000 migliaia di euro mediante riduzione
dell'autorizzazione di spesa disposta per l'esercizio
finanziario 2012 dal comma 45 dell'articolo 11 della legge
regionale 9 maggio 2012, n.26 (U.P.B 4.2.1.5.99 -
capitolo 215731);
c) quanto a 2.623 migliaia di euro mediante
corrispondente utilizzo della riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 1
dell'articolo 4 della legge regionale 9 maggio 2012, n.
26, come disposta dal comma 1 dell'articolo 2 della
presente legge.
Art. 6.
Fondo per la salvaguardia dell'equilibrio di bilancio
1. Le disponibilità finanziarie, pari a complessivi euro
23.012.150,07, rinvenienti nelle sotto elencate Unità
previsionali di base del bilancio di previsione della
Regione per l'esercizio finanziario 2012, confluiscono in
un apposito fondo non utilizzabile destinato alla
salvaguardia degli equilibri finanziari di bilancio:
a) U.P.B. 4.2.1.5.3. per euro 18.523.068,00
b) U.P.B. 2.2.1.3.7. per euro 919.420,78
c) U.P.B. 9.2.1.3.5. per euro 2.169.911,29
d) U.P.B. 10.3.1.3.2. per euro 99.750,00
e) U.P.B. 5.2.2.6.6. per euro 800.000,00
f) U.P.B. 6.2.1.3.1. per euro 500.000,00
Art. 7.
Variazioni allo stato di previsione dell'entrata
e della spesa del bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione dell'entrata del bilancio
della Regione per l'esercizio finanziario 2012 sono
introdotte le variazioni di cui all'annessa Tabella A'.
2. Nello stato di previsione della spesa del bilancio
della Regione per l'esercizio finanziario 2012 sono
introdotte le variazioni di cui all'annessa Tabella B'.
Art. 8.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno stesso della pubblicazione.
2. E' fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservarla e
di farla osservare come legge della Regione. .
Allegato 1