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Resoconto d'Aula della Seduta n. 350 di martedì 22 maggio 2012
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, autorizzo la Commissione  Bilancio
  a riunirsi contemporaneamente alla seduta d'Aula.

   CALANDUCCI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art 127) sono effettuate mediante  procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo gli onorevoli:  Dina  da
  oggi al 10 giugno 2012; Currenti per l'odierna seduta.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -   Misure  urgenti  per la transizione alla  tecnologia  digitale
  terrestre. (n. 904)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Barbagallo
  in data 17 maggio 2012.

   -  Istituzione del reddito di autonomia nella Regione Sicilia. (n.
  905)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Galvagno  e
  Termine in data 21 maggio 2012.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle Commissioni:

                             BILANCIO (II)

   -  Interventi finanziari urgenti a favore della Fondazione  Teatro
  Massimo di Palermo, della Fondazione Orchestra sinfonica siciliana,
  dell'Ente  autonomo regionale Teatro Vincenzo Bellini  di  Catania,
  dell'Associazione  Ente  Teatro  di  Sicilia  stabile  di  Catania,
  dell'Associazione  Teatro  Biondo  stabile  di  Palermo,  dell'Ente
  autonomo regionale Teatro di Messina. (n. 903)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 21maggio 2012, parere V.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Disposizioni  per  la  promozione del consumo  consapevole  dei
  prodotti  agro-alimentari sostenibili e di qualità,  la  promozione
  delle  filiere  corte' ed il sostegno allo sviluppo dei  Gruppi  di
  acquisto solidale (GAS). (n. 902)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 21maggio 2012, parere V.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Riordino della legislazione ed acquisizione di nuove competenze
  nell'ambito  del comparto agro-forestale-ambientale.  Modifiche  ed
  integrazione della legge regionale 14 aprile 2004, n. 14. (n. 896)
   di iniziativa popolare, inviato il 17 maggio 2012, parere III.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Disciplina dei tirocini formativi e di orientamento. (n. 897)
   di iniziativa popolare, inviato il 17 maggio 2012.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Disposizione per l'accesso consapevole e responsabile al  gioco
  lecito. (n. 897)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 17 maggio 2012.

      Comunicazione di trasmissione di atti alla Corte dei Conti

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della  Corte
  dei  Conti   Indagine sulla chiusura della programmazione 2000-2006
  della  Regione  siciliana in materia di fondi strutturali  europei,
  con particolare riferimento al Fondo di sviluppo regionale (FESR) .

   Si  comunica,  altresì, che copia della stessa è  stata  trasmessa
  alle  Commissioni legislative e alla Commissione per l'esame  delle
  questioni concernenti l'attività dell'unione europea.

   Copia  della  predetta  delibera è disponibile  presso  l'archivio
  delle Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2547  -  Notizie sui rapporti del Servizio sanitario regionale
  con la fondazione Maugeri.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Lentini Salvatore

   N.  2548  -  Notizie sulla richiesta del presidente dell'UREGA  di
  Siracusa  di  spostare  la  sede della  gara  per  la  sistemazione
  dell'area attendamenti e containers presso altro ufficio regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2549  -  Notizie circa una possibile emergenza  idrica  presso
  l'ospedale di Lentini (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo
   N.  2550 - Apertura di una farmacia rurale nella frazione Granieri
  del comune di Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  2551 - Notizie sul rispetto degli orari di apertura e chiusura
  delle farmacie in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   2552   -  Notizie  sui  distretti  produttivi  nella  Regione
  siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Corona Roberto

   N.  2553  -  Interventi in materia di tassazione delle provvidenze
  statali in caso di calamità naturali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatari:  Pogliese  Salvatore; Barbagallo  Giovanni;  D'Agostino
  Nicola; D'Asero Antonino; Vinciullo Vincenzo

   N.  2554 - Chiarimenti sull'esclusione della provincia di Siracusa
  dal  piano  definitivo  di ripartizione delle  somme  per  attività
  teatrali,  inerente  al capitolo di spesa 378118,  per  l'esercizio
  finanziario 2011.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2555 - Chiarimenti sull'esclusione della provincia di Siracusa
  dal  piano  definitivo  di ripartizione delle  somme  per  attività
  teatrali,  inerente  al capitolo di spesa 378110,  per  l'esercizio
  finanziario 2011.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2556 - Chiarimenti sull'esclusione della provincia di Siracusa
  dal  piano  definitivo  di ripartizione delle  somme  per  attività
  teatrali,  inerente  al capitolo di spesa 378111,  per  l'esercizio
  finanziario 2011.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2557 - Chiarimenti sull'esclusione della provincia di Siracusa
  dal  piano  definitivo  di ripartizione delle  somme  per  attività
  teatrali,  inerente  al capitolo di spesa 378112,  per  l'esercizio
  finanziario 2011.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo
   N.  2558 - Chiarimenti sull'esclusione della provincia di Siracusa
  dal  piano  definitivo  di ripartizione delle  somme  per  attività
  teatrali,  inerente  al capitolo di spesa 378113,  per  l'esercizio
  finanziario 2011.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2559 - Chiarimenti sull'esclusione della provincia di Siracusa
  dal  piano  definitivo  di ripartizione delle  somme  per  attività
  teatrali,  inerente  al capitolo di spesa 378116,  per  l'esercizio
  finanziario 2011.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2560  - Chiarimenti sull'esclusione dei comuni della provincia
  di Siracusa dalla dichiarazione dello stato di calamità naturale  a
  seguito delle grandinate del 7 marzo 2012.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2562  - Notizie sulla mancata pubblicazione su internet  delle
  delibere di Giunta regionale.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   2565  -  Notizie  sulla  chiusura  dell'unità  operativa   di
  psicogeriatria  e alzheimer presso la cittadella  della  salute  di
  Trapani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Marrocco Livio

   N. 2566 - Chiarimenti sulla mancata erogazione dei fondi destinati
  ai comuni.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Cordaro Salvatore; Maira Raimondo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2561  -  Notizie in ordine al provvedimento  di  revoca  della
  parità scolastica al liceo classico e scientifico Dante Alighieri e
  all'istituto I.T.C.G.  Pitagora  di Agrigento.
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Cimino Michele

   N.  2563 - Redazione del nuovo piano paesistico della provincia di
  Ragusa.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Ragusa Orazio
   N.  2564  -  Notizie relative all'attività svolta dalla cabina  di
  regia della Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatari: D'Asero Antonino; Leontini Innocenzo; Cordaro Salvatore

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  137  - Iniziative per il rilancio del sito turistico di  Piano
  Battaglia (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Lentini Salvatore

   N.  138 - Interventi per il potenziamento del servizio di soccorso
  di   emergenza-urgenza  nei  comuni  di  Montemaggiore  Belsito  ed
  Aliminusa (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Lentini Salvatore

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che é stata presentata, in  data  15  maggio
  2012, la seguente mozione:

   numero 364  Riperimetrazione del Parco dell'Etna , degli onorevoli
  Giuffrida, Adamo, Ardizzone, Dina e Forzese Marco.

   Avverto  che la mozione testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

               Comunicazione di ritiro di interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota del 18 maggio 2012  (pervenuta
  in  pari  data  e  protocollata al n.  4536/AulaPg  del  21  maggio
  successivo)  l'onorevole  Vinciullo,  quale  unico  firmatario,  ha
  dichiarato  di ritirare l'interrogazione con richiesta di  risposta
  orale  n.  2562,   Notizie sulla pubblicazione  su  internet  delle
  delibere di Giunta regionale , testé annunziata.

   L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 689

   PRESIDENTE.  Comunico che, a seguito di coordinamento  finale,  il
  titolo   dell'ordine   del   giorno   n.   689,   accettato    come
  raccomandazione  dal Governo nella seduta n. 344 del  17-18  aprile
  2012,  è il seguente:  Salvaguardia dei livelli occupazionali della
  ex  Pirelli di Villafranca Tirrena (ME) e di Siracusa .

   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 2446

   PRESIDENTE. Comunico, con riferimento all'interrogazione  n.  2446
   Provvedimenti  in  merito  all'applicazione  del  punto  14  della
  delibera  per  il contenimento e la razionalizzazione  della  spesa
  pubblica  e dei costi della politica , annunziata nella  seduta  n.
  325  del 28 febbraio 2012, che la stessa è da intendersi presentata
  con richiesta di risposta scritta.

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Colianni è  in  congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


             Commemorazione dell'onorevole Francesco Virga

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, prima di  passare  al  II  punto
  dell'ordine del giorno, desidero ricordare un collega, un amico che
  ci ha lasciati qualche settimana fa.
   Onorevoli  colleghi, signore e signori - mi riferisco  soprattutto
  alla   famiglia  -,  l'Assemblea  regionale  siciliana  oggi  vuole
  ricordare  e  rendere  un doveroso omaggio all'onorevole  Francesco
  Virga,  recentemente  scomparso  -  lo  scorso  5  maggio  -,   per
  ricordarne la sua storia, la sua impegnata carriera politica.
   Francesco Virga è stato deputato per ben cinque legislature, dalla
  VII alla XI.
   Nato a Palma di Montechiaro, il 20 aprile 1928, non ha mai cessato
  di guardare alle problematiche della sua terra di origine.
   Dottore in medicina e chirurgia, specialista in traumatologia e in
  medicina   legale   e   delle  assicurazioni,  medico   funzionario
  dell'Inail, ha dedicato grande sensibilità ai temi della  salute  e
  della sicurezza sul lavoro.
   Infatti, diversi sono i disegni di legge, gli atti ispettivi e gli
  scritti    dedicati   all'assetto   della   sanità   siciliana    e
  all'organizzazione  delle  sue  strutture  come,  ad  esempio,   il
  rapporto   delle   allora  cosiddette  USL  con  i   territori   di
  riferimento.  Il tema, quindi, della salute collettiva  all'interno
  dell'agenda politica è stato uno dei suoi cavalli di battaglia.
   Ma  egli  ha saputo distinguersi, altresì, durante i suoi  mandati
  parlamentari  anche sui versanti inerenti la tutela ambientale,  il
  turismo e l'occupazione.
   Con Virga ricordiamo un componente autorevole e operoso del nostro
  Parlamento  ed un protagonista indiscusso di una stagione  politica
  complessa.
   Il  suo rapporto con la politica inizia da giovanissimo, militando
  nel  FUAN,  e  continua, poi, come esponente del Movimento  sociale
  italiano-Destra nazionale.
     La sua lunga attività lo vede consigliere comunale a Palermo dal
  1960  al  1976, componente del direttivo centrale e della direzione
  nazionale  dell'MSI-Destra  nazionale  e  consigliere  comunale  di
  Borgetto,.
     Da  deputato regionale ha ricoperto incarichi di grande  rilievo
  come,  ad  esempio, quello di componente della Commissione  Sanità'
  e, soprattutto, non si dimentica il suo apporto costruttivo nella X
  legislatura, quale Presidente del Collegio dei Deputati Questori.
   Nella  VII  legislatura è componente della V Commissione  Cultura,
  formazione e lavoro ; nell'VIII e nella IX legislatura è componente
  della  VII Commissione legislativa permanente e Vicepresidente  del
  Gruppo parlamentare  Movimento sociale italiano - destra nazionale.
       Nell'VIII legislatura è, altresì, componente della Commissione
  speciale  per l'esame delle iniziative connesse con il piano  delle
  acque  in  Sicilia  e della Commissione parlamentare  regionale  su
  interventi nella Valle del Belice.
   Nella  IX  legislatura, Vicepresidente della Commissione  speciale
  per i rapporti CEE e Regione siciliana.
   Dal  1985  consigliere  comunale  a  Palermo  e  componente  della
  Commissione all'Annona.
   Nella  XI  legislatura  è nuovamente deputato  questore  ma  anche
  componente  della  Commissione per il  regolamento,  Vicepresidente
  della  Commissione speciale per irregolarità elettorali. Componente
  della  VI  Commissione legislativa permanente,   Sanità',  e  della
  Commissione per la verifica dei poteri.
   L'1 febbraio del 1995 aderisce al gruppo di  Alleanza nazionale'.
   Dal febbraio del 2007 è stato presidente dell'I.S.S.P.E., Istituto
  siciliano di studi politici ed economici, nell'ambito del  quale  -
  fino  agli  ultimi anni della sua vita - si è speso per mettere  in
  correlazione la cultura e l'impegno politico.
   Profondo conoscitore e attento osservatore del dibattito culturale
  attinente  al pensiero filosofico, politico e letterario,  egli  ha
  saputo  sottolineare  l'importanza di rielaborare  la  dottrina  di
  destra  per ricondurla a posizioni in grado di superare  i  confini
  del  quotidiano  dibattito socio-politico  e  la  vita  stessa  dei
  partiti.
   Egli  ha  saputo, inoltre, interpretare saggiamente il  ruolo  del
  politico siciliano come spicca con maestria e puntualità, dalla sua
  monografia   Angelo Nicosia e la Sicilia'. Le sue doti umane  e  il
  suo  impegno intellettuale e politico volto a perorare l'efficienza
  della  sanità  siciliana e un suo più equilibrato rapporto  con  la
  realtà   dei   territori,  è  magistralmente   testimoniato   nella
  pubblicazione    realizzata   insieme   alla    figlia    Serenella
   Legislazione  sanitaria  in  Sicilia'  che  rimane  un  punto   di
  riferimento  capace  di svelare lo spessore e la  preparazione  del
  tecnico  e  dell'uomo supportata dai suoi ben venticinque  anni  di
  esperienza   maturata  nell'ambito  della  Commissione  legislativa
   Sanità' dell'Assemblea regionale siciliana.
   L'onorevole  Virga  ha sempre ricoperto il suo ruolo  di  deputato
  d'opposizione  in  modo  vigile  e  costruttivo,  con  coscienza  e
  serietà.  E  il  suo richiamo continuo alla sanità è  stato  sempre
  caratterizzato da una equilibrata miscela di etica e di competenza.
   Così il carattere distintivo dei suoi scritti non ha mai avuto  un
  sapore  meramente  accademico e il suo agire  di  parlamentare  mai
  quello di deputato in cerca di privilegi e lontano dalla gente,  ma
  bensì, piuttosto, quello pratico di chi sa cogliere le esigenze del
  proprio tempo e farsene interprete.
   Rinnovo  quindi un sentito sentimento di solidarietà e il profondo
  cordoglio dell'Assemblea regionale siciliana alla famiglia -  della
  quale  mi  onoro di essere anche amico - oggi presente  in  Aula  e
  invito l'Aula a tributare un doveroso minuto di silenzio.

    (Tutti i  deputati,  in piedi, osservano un minuto di silenzio)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   CORONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA. Signor Presidente, la seduta odierna coincide con la prima
  seduta  di  questa  XV  legislatura. Quattro  anni  fa,  proprio  a
  quest'ora, entravano in questa Aula novanta parlamentari che  erano
  stati  eletti dal popolo siciliano per affrontare i tanti  problemi
  della nostra regione.
   Ciascuno  di  noi era carico di buone intenzioni,  di  una  grande
  volontà che derivava da una campagna elettorale affrontata in tutte
  le  nostre nove province per portare avanti e difendere un percorso
  politico  e  soprattutto  un  programma nell'interesse  dei  nostri
  concittadini.
   Bene,   oggi siamo al quarto anno di questa legislatura,  e  credo
  che ciascuno di noi debba avere la forza ma anche la consapevolezza
  di  fare  un'ampia riflessione e domandarsi se ciascuno di  noi  ha
  fatto  fino  in fondo il proprio dovere per tutelare gli  interessi
  dei siciliani.
   Noi, qui, come classe politica dobbiamo interrogarci proprio oggi,
  all'inizio  di  questo  anno  che  sarà  quello  finale  di  questa
  legislatura,  su  cosa  vorremmo fare per  il  futuro,  su  cosa  è
  possibile ancora fare per non soffocare le speranze dei siciliani.
   In  questo nuovo anno noi dovremo affrontare un percorso  politico
  molto  impegnativo. Ci saranno da rinnovare tanti comuni, da qui  a
  un  anno, il resto di quelli che sono stati rinnovati nelle  scorse
  giornate e soprattutto dobbiamo affrontare le elezioni politiche  e
  regionali.
   Signor Presidente in questa settimana, io ho avuto modo di leggere
  sulla stampa due notizie e su questo io chiedo che quest'Aula debba
  fare nei prossimi giorni un'approfondita riflessione.
   La   prima  relativa  al  fatto  che  il  presidente  Lombardo  ha
  annunciato  le  sue  dimissioni a fine luglio,  ha  ipotizzato  una
  campagna elettorale e un rinnovo di questa Assemblea per la fine di
  ottobre.
   La  seconda notizia che ho letto sulla stampa è  una dichiarazione
  in  tandem fatta dal capogruppo del PD, onorevole  Cracolici e  del
  senatore Lumia, che sosteneva alcune cose.
   Io credo che noi qui dobbiamo cercare di utilizzare quest'Aula per
  parlare  di  politica,  dobbiamo cercare di parlare  ai  siciliani,
  perché  siamo stati chiamati, appunto, per coprire questo  ruolo  e
  dobbiamo cercare di rendere conto delle nostre attività, del nostro
  impegno agli elettori che ci hanno votato.
   Pertanto la invito, signor Presidente, a fare due cose importanti:
  a  distinguere  il ruolo del Governo da quello dell'Assemblea  e  a
  presentare,  ancor  prima della scadenza, un consuntivo  di  questo
  Governo, che si è quadruplicato in questi quattro anni, che cosa ha
  fatto in maniera pragmatica, chiara intelligibile, con numeri  alla
  mano,  senza  discorsi fumosi, che cosa ha fatto  per  risolvere  i
  tanti  problemi  della  nostra Regione,  quelli  della  sanità  del
  lavoro,  dello  sviluppo, per le attività produttive,  per  portare
  avanti un disegno di crescita di questa regione.
   Vogliamo sapere, prima ancora di sciogliere questa legislatura.
   Cosi  come  questa  Assemblea  deve avere  anche  il  coraggio  di
  affrontare tutto quello che i parlamentari hanno prodotto in questi
  anni,  con  le loro interrogazioni, quante di queste interrogazioni
  non  hanno avuto risposta dal Governo, quanti disegni di legge sono
  stati  presentati che non sono approdati in Aula;  dobbiamo cercare
  di fare il nostro dovere fino in fondo.
   Ma  una  cosa  io le chiedo, Presidente, se come è  possibile  noi
  andremo  a votare a fine ottobre del 2012, dobbiamo dare un segnale
  forte a chi si aspetta da noi una coerenza.
   Questa  Aula  ha approvato una legge e ha ridotto  il  numero  dei
  parlamentari  per  ridurre  i costi della  politica,  diminuendo  i
  parlamentari da 90 a 70.
   Allora,  siccome ci sono dei sospetti che qualcuno si sia pentito,
  come  fanno i coccodrilli, prima si vota una legge e poi magari  si
  contesta  quella legge o si prendono le distanze, noi dovremmo  qui
  assumere un impegno di onore, ciascun parlamentare, per dire che se
  non  ci  sono  le condizioni perché l'iter di riforma  della  legge
  elettorale, che riduce il numero dei parlamentari non potrà  essere
  completo  da  qui  ad ottobre, nel momento in  cui  ci  saranno  da
  eleggere,  ancora  una  volta, novanta parlamentari,  noi  dobbiamo
  assumere  un  impegno e per questo io le chiedo, signor Presidente,
  se  mi  potrà dare la possibilità di presentare una mozione in  tal
  senso, e le annuncio sin da adesso, che ci sarà l'impegno da  parte
  di tutti affinché i costi della politica si riducano, non del venti
  per  cento, così come è stato fatto, ma almeno del trenta  e  anche
  del cinquanta per cento.
   Questo è un segnale che noi dobbiamo dare, in un momento di grande
  crisi   e  di  difficoltà.  Dobbiamo  assumere  questa  iniziativa,
  ciascuno  di  noi,  rinunciando  al venti, al trenta per  cento,  o
  quaranta  per  cento della propria indennità, per ridurre  i  costi
  della politica, pur mantenendo il numero di novanta parlamentari.
   Io  ritengo  sia importante anche per rappresentare le specificità
  del  nostro  territorio, della nostra Regione, le  specificità  del
  nostro Statuto e dell'identità culturale della Sicilia.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
        interno di interrogazioni e interpellanze della rubrica
                     «Infrastrutture e Mobilità».

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno   di   interrogazioni   e   interpellanze   della   rubrica
   Infrastrutture e Mobilità .
   Si passa alla interrogazione n. 1833  Opportune iniziative al fine
  di  garantire l'applicazione delle norme in materia di  alienazione
  degli alloggi popolari , a firma dell'onorevole Apprendi.
   Ne do lettura:

   «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   la l.r. n. 19/2005 all'articolo 22 fissava i termini entro i quali
  svolgere  le  procedure  relative  alla  compravendita  di  alloggi
  popolari utilizzando le agevolazioni previste dalle altre norme  di
  riferimento;

   in  ottemperanza  alla norma in alcuni casi, seppure  siano  state
  attivate le procedure, si è ancora in attesa di definire l'acquisto
  degli immobili;

   rilevato  che  in  un lotto di Palermo, il 189  di  corso  Pisani,
  costituito  da quasi 200 alloggi, gli inquilini hanno  ricevuto  la
  lettera di acquisto e in 27 hanno già pagato e fatto il preliminare
  ma non sono stati ancora chiamati per il rogito notarile;

   per sapere:

   quanti   alloggi   siano  stati  alienati  in  ottemperanza   alle
  disposizioni in oggetto;

   se  non  ritengano  opportuno porre in essere idonee  misure  allo
  scopo  di  consentire  gli  acquisti  delle  unità  abitative  alle
  condizioni e nei tempi previsti dalla normativa di riferimento.»

   Ha facoltà di parlare l'assessore Russo per fornire la risposta.

   RUSSO  Pier  Carmelo, assessore alle infrastrutture  e   mobilità.
  Signor   Presidente,  comincerei  la  risposta  dall'ultima   parte
  dell'interrogazione, vale a dire quella relativa  alla  possibilità
  di  continuare a fruire di benefici già previsti dalla legislazione
  regionale per quanto attiene l'alienazione degli immobili.
   Sotto  questo profilo, rendo noto all'Assemblea che il  Governo  è
  intervenuto  con un disegno di legge di complessivo riordino  degli
  Istituti Autonomi Case Popolari, disegno di legge che è già  stato,
  oltre che deliberato dalla Giunta, esitato dall'Ufficio Legislativo
  e  Legale,  inviato per la scheda tecnica di valutazione economico-
  finanziaria all'Assessorato al Bilancio, lo scorso 16 maggio 2012.
   In   quel   disegno   di   legge,  vi  è  l'intervento   auspicato
  dall'interrogante.
   Per  quanto  riguarda i volumi di attività svolti  dagli  Istituti
  Autonomi Case Popolari della Sicilia, posti in vendita, li  enuncio
  partitamene.
   IACP  di  Palermo: alloggi venduti circa 19.200 ed è possibile  la
  cessione di ulteriori 5.500.
   IACP  di  Catania:  venduti 4308, dei restanti  4825,   1557  sono
  occupati irregolarmente e l'Istituto sta provvedendo ad attivare le
  necessarie  procedure di sgombero, anche se i motivi ostativi  alla
  vendita  risiedono  nella  scarsa  disponibilità  economica   degli
  assegnatari,  e anche su questo il disegno di legge interviene  con
  delle politiche di agevolazione.
     IACP  di  Agrigento: sono stati venduti 2452 alloggi, mentre  vi
  sono  difficoltà ad alienare 973 alloggi trasferiti dallo Stato  in
  proprietà all'Istituto di cui 100 non risultano accatastati.
     IACP di Messina: in vendita sono stati posti 6933 alloggi di cui
  5633 di proprietà IACP e 1300 demanio dello Stato.
    IACP di Ragusa: sono stati alienati circa 1500 alloggi popolari.
     IACP di Enna: 1.512 alloggi sono stati venduti, ne rimangono  da
  alienare 710.
    IACP di Caltanissetta: 427 contratti di vendita e 90 preliminari.
     IACP  di  Siracusa: dei 7.807 appartamenti, 2904 sono stati  già
  ceduti in proprietà e lo IACP di Siracusa ha rappresentato che  per
  gli  alloggi  non ancora ceduti e per i quali è già in  itinere  la
  procedura  di vendita, superati i problemi di accatastamento  degli
  stessi, si sta procedendo via via alla stipula del relativo atto di
  cessione.
   Complessivamente gli Istituti hanno venduto 36.480 alloggi e sulla
  scorta  dei  dati disponibili risultano sottoscritti 90 preliminari
  di compravendita.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà di parlare l'onorevole interrogante  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita.

   APPRENDI.  Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi per un'organizzazione dei lavori di
  ognuno di noi.
   Stamattina  tratteremo il secondo e il terzo punto all'ordine  del
  giorno.  Dopodiché  la seduta sarà sospesa e  riprenderà  alle  ore
  16.00.  Nel  frattempo  la  Commissione Bilancio  è  autorizzata  a
  proseguire nei lavori, in maniera tale da poter tornare qui con  le
  leggi all'ordine del giorno.
   Si passa all'interrogazione n. 1953  Iniziative per fare fronte ai
  disagi dei cittadini di Lentini , a firma dell'onorevole Vinciullo.
  Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione e All'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   in  data  24 giugno 2011, numerosi studenti e lavoratori, recatisi
  alla  stazione ferroviaria di Lentini per prendere il treno  locale
  8570, proveniente da Siracusa, delle ore 6,55, hanno scoperto, loro
  malgrado,  che  il  convoglio  atteso  era  stato  soppresso  dalle
  Ferrovie dello Stato;

   la  suddetta soppressione è avvenuta senza il minimo preavviso  da
  parte  delle  FF.SS.  e  senza alcuna  alternativa  gommata  per  i
  viaggiatori,   mettendo  in  grossissime  difficoltà   chi   doveva
  raggiungere  il  proprio posto di lavoro  o  la  propria  scuola  o
  università;

   considerato che:

   continua  la  scellerata politica delle Ferrovie dello  Stato  che
  ritengono opportuno, in nome di una politica di riduzione dei costi
  che  penalizza  sempre e soltanto il Sud, trattare i propri  utenti
  della  Sicilia come burattini senza anima e senza necessità,  degni
  di subire qualsiasi tipo di sopruso e ingiustizia;

   tra  l'altro, la stazione di Lentini ha già subito abbondantemente
  i colpi di scure delle FF.SS.;

   nonostante  il  vasto  bacino di utenza, la  stazione  del  comune
  siracusano è priva della biglietteria, dei servizi igienici, non ha
  una   ristorazione  in  grado  di  rispondere  alle  esigenze   dei
  viaggiatori  e  le  macchinette  per  la  vendita  automatica   dei
  biglietti  funzionano  a singhiozzo, facendo rischiare  così  multe
  salate  ai  passeggeri  che partono da Lentini,  impossibilitati  a
  munirsi del regolare biglietto;

   tutto ciò è vergognoso ed impensabile per una stazione ferroviaria
  che deve servire un bacino di utenza di oltre cinquantamila persone
  che spazia su due province, quelle di Siracusa e Catania;

   i  servizi  che,  di contro, vengono offerti dalle Ferrovie  dello
  Stato  sono sintomatici dell'assoluta mancanza di considerazione  e
  rispetto  che  ha  le  FF.SS. hanno nei  confronti  dei  Siciliani:
  biglietti  in  costante  aumento e tratte ferroviarie  percorse  in
  tempi biblici (45 km. percorsi in un'ora abbondante);

   per sapere:

   se  non  ritengano  urgente  adoperarsi  presso  i  vertici  delle
  Ferrovie dello Stato al fine di ripristinare la tratta soppressa  e
  come mai non sia stata prevista alcuna alternativa per limitare  al
  massimo i disagi per gli utenti;

   se  non  ritengano opportuno intervenire presso  i  vertici  delle
  Ferrovie  dello Stato affinché sia data pari dignità ai viaggiatori
  siciliani, trattati sempre più come italiani di serie B.»

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l' Assessore  per  fornire  la
  risposta.

   RUSSO Pier Carmelo, assessore per le Infrastrutture e la mobilità.
  Onorevoli deputati, per quanto possa essere utile la risposta viene
  resa anche con riferimento all'interrogazione n. 1958 proposta  dal
  medesimo onorevole Vinciullo in quanto materia consimile.
   L'interrogazione  n.  1953 segnala la mancanza di  alcuni  servizi
  nella  stazione  ferroviaria  di Lentini  e  disagi  causati  dalla
  soppressione, occorsi il 24 giugno, del treno locale n. 8570  delle
  ore  6.55.  Tali  disservizi  sono da inquadrare  nella  più  ampia
  situazione  e arretratezza strutturale e tecnologica in  cui  versa
  l'intero sistema ferroviario del Sud Italia.
   Secondo quanto comunicato da Trenitalia la mancanza di un servizio
  di  ristorazione  nella stazione di Lentini dipende  esclusivamente
  dal  fatto  che  nessun  privato ad oggi ha  dimostrato  di  essere
  interessato  a  gestire tali servizi messi a gara per  società  nel
  gruppo Ferrovie dello Stato.
   La   mancanza  di  uno  sportello  di  biglietteria   deriva   dal
  progressivo  ridimensionamento  delle  risorse  che  il   Ministero
  dell'Economia  e  della  Finanza  ha  destinato  per  il  trasporto
  ferroviario regionale nell'ambito del contratto di servizio  Stato-
  Trenitalia.
   Per tali motivi dovendo la società comprimere i costi di gestione,
  ha  dovuto fare ricorso alle macchine automatiche di emissione  dei
  titoli  di  viaggio in sostituzione delle biglietterie tradizionali
  che necessitano di una presenza di personale.
   La  mancanza  di  servizi  igienici è  conseguenza  di  specifiche
  direttive  nazionali   secondo le quali  il  mantenimento  di  tali
  servizi è giustificato nelle stazioni con un volume giornaliero  di
  passeggeri di almeno 500 persone. La stazione di Lentini secondo le
  rilevazioni  eseguite dalla Direzione di  RFI  non  raggiunge  tale
  soglia.
   Per  quanto  riguarda  la soppressione del treno  8570  delle  ore
  6.55,  stando  alle  informazioni  fornite  da  Trenitalia   si   è
  verificato  giorno  23 e non il 25 giugno,  a  causa  di  un  gusto
  meccanico  imprevedibile del materiale rotabile che avrebbe  dovuto
  assicurare la corsa.
   Trattandosi di una causa improvvisa non si è potuto approntare  un
  servizio  di  bus  sostitutivo per l'utenza che ha comunque  potuto
  usufruire del treno successivo delle ore 7.25.
   In  relazione alla già richiama interrogazione n. 1958 relativa al
  ridimensionamento  dell'offerta merci,  si  rappresenta  che  anche
  questa  è conseguenza della, aggiungo, cosiddetta razionalizzazione
  dei costi di gestione delle Ferrovie, hanno avviato già da tempo su
  tutta  le  rete  a  seguito  di  ridimensionamento  dell'intervento
  finanziario  dello  Stato  e  ciò  ha  penalizzato  soprattutto  il
  Mezzogiorno e la Sicilia.
   Per  il  comparto merci la contrazione dell'offerta trova una  sua
  giustificazione,   oltre  che  nella  progressiva   riduzione   del
  contributo dello Stato, nell'attuale crisi industriale che ha avuto
  ripercussioni negative sulla richiesta di effettuazione treni merci
  da  parte  di  diversi operatori  economici e  dall'alto  costo  di
  produzione   del   servizio  a  causa   di   guasti   connessi   al
  traghettamento che incidono per un buono 27%.
   Se  a tutto questo si aggiunge la scarsa competitività del sistema
  ferroviario  isolano  per via delle basse velocità  consentite  dai
  tracciati   attuali  che,  a  parte  brevi  tratte,  sono   rimaste
  sostanzialmente uguali a quelle della configurazione della rete del
  dopoguerra,  risulterà  abbastanza chiaro, a  dire  dalla  Ferrovie
  dello  Stato,  come il trasporto ferroviario nella  lunga  distanza
  risulti antieconomico.
   Il  Governo della Regione, nell'ultimo decennio, ha invertito tale
  rotta  con l'avvio di un impegnativo piano di investimenti in parte
  realizzato,  in  parte in corso di esecuzione,  in  tale  direzione
  vanno  riguardati oltre che l'APQ di settore anche gli stanziamenti
  della  Regione  per  l'acquisto di 43  della  famiglia  Minuetto  e
  l'ulteriore  bando di gara per 53 milioni in corso di pubblicazione
  per l'acquisto di  materiale rotabile.
   Al  fine  di  eliminare  le innegabili criticità  che  penalizzano
  pesantemente  l'intera regione, l'Assessorato si è fatto  promotore
  di  diverse iniziative impegnandosi attivamente nell'ambito  di  un
  continuo e serrato confronto sia con il Governo centrale, sia con i
  vertici  di Trenitalia per cercare di migliorare le condizioni  del
  sistema ferroviario siciliano.
      A questo riguardo - e di questo non vi è traccia nella risposta
  perché  è una notizia, spero infondata, delle ultime ore - vi  sono
  ulteriori  spunti critici sulle risorse poste a disposizione  della
  Regione siciliana per la sottoscrizione del contratto di servizio.
   La  storia  del contratto di servizio è bene che sia  nota  e  che
  rimanga agli atti dell'Aula.
   A  fronte  di  una  dotazione superiore a  120  milioni  di  euro,
  originariamente superiori a 120 milioni di euro, questa dotazione è
  via  via  scemata  in  quanto  ogni  qualvolta  si  andava  su  per
  sottoscrivere  l'Accordo  di programma, la  prima  volta  l'abbiamo
  trovato  a  117, la seconda volta a 111, la terza a 107 milioni  di
  Euro.  E'  notizia di queste ore,  ripeto,  mi auguro non  fondate,
  perché  non  ho emergenze documentali, che lo stanziamento  sarebbe
  stato ulteriormente ridotto  e portato a poco più  di 80 milioni di
  euro  e  sarebbe  questa  la  ragione per  la  quale  l'Accordo  di
  programma alla cui sottoscrizione ormai da lunghi  mesi la  Regione
  siciliana  si  è  dichiarata pronta, Accordo  di  programma  che  è
  preliminare alla sottoscrizione del contratto di servizio, parrebbe
  che possa essere questa la ragione  per cui non viene sottoscritto.
   Ripeto,  non  ho emergenza documentale di queste affermazioni  che
  pertanto affido all'Aula con amplissimo beneficio di inventario, ma
  certo,  se  così fosse, il nuovo Parlamento siciliano ed  il  nuovo
  Governo  dovrebbero, a mio modo di vedere, avviare una  riflessione
  sull'opportunità  di  mantenere  il  contratto  di   servizio   con
  Trenitalia  o  piuttosto,  profittando, nel  2014,  del  regime  di
  liberalizzazione,  verificare   se  vi  siano  sul  mercato   altri
  operatori interessati ad acquisire il servizio, anche perché non mi
  risulta particolarmente chiaro come si possa giustificare lo sforzo
  finanziario  che la Regione siciliana sta compiendo per  l'acquisto
  di  53  milioni di euro di materiale rotabile, di vagoni ferroviari
  per dirla tutta, a fronte di un contratto di servizio che abbia  un
  contenuto  economico così ridotto, cioè poco più di 80  milioni  di
  euro.
   Vale  a  dire, la Regione siciliana spenderebbe per l'acquisto  di
  vagoni  una somma corrispondente a circa il 60 per cento del valore
  del contratto di servizio annuo, valore annuo.
   Al  che  mi   chiedo,  comprando questi vagoni  dove  li  facciamo
  camminare? Ho finito

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  chiarisco  che   la   risposta
  dell'assessore all'interrogazione n. 1953 si intende fornita  anche
  per  l'interrogazione n. 1958  Iniziative per la  salvaguardia  del
  trasporto  ferroviario in Sicilia , a firma dello stesso  onorevole
  Vinciullo.
   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole interrogante per  dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta fornita.

   VINCIULLO.    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signor
  Assessore, è chiaro che lei ha fatto un quadro veritiero di  quella
  che  è  la  situazione delle ferrovie in Sicilia e del resto  basta
  vedere i tempi biblici di percorrenza per poter andare da una città
  all'altra, la media è di 45 km/h.
   Se  consideriamo  questo  dato con  i  dati  non  solo  del  resto
  d'Europa,  ma anche del resto del nostro Paese, ci rendiamo  conto,
  come  giustamente lei ha ricordato, che in quest'ultimo  secolo  le
  Ferrovie dello Stato non hanno assolutamente investito in Sicilia e
  che, come lei ha amabilmente ricordato, la situazione è pressappoco
  identica  a  quella  lasciata dal fascismo, a  quella  che  abbiamo
  ereditato  nel secondo dopoguerra, però alcune cose, oggettivamente
  offendono da parte di Trenitalia.
   Quando Trenitalia sostiene che, considerato  che  vi sono meno  di
  500 persone che si fermano a Lentini, non bisogna fare pipì, questa
  diventa  una realtà drammatica, insopportabile,  perché se ci  sono
  499 passeggeri non si aprono i servizi igienici, se si arriva a 500
  si  ha  possibilità  di usufruire dei servizi  igienici  e  questa,
  oggettivamente, è una situazione insopportabile.
   Così  come non mi risulta assolutamente che vi sia stata da  parte
  di  Trenitalia  la  volontà di affidare la ristorazione  a  qualche
  società  del luogo, possibilmente l'ha cercata a Milano o  a  Roma,
  l'avesse cercata a Lentini credo che, con la disperazione  che  c'è
  in giro, non so quanti esercenti si sarebbero prestati.
   Le  ricordo che nelle scuole, dove si hanno sicuramente un  numero
  minore  di  servizi,  hanno  oggi  un  servizio  pasto  che   viene
  garantito,  immaginiamoci cosa significa in una stazione.  La  cosa
  grave però è l'ultima che lei ha detto poiché  è fuori dallo schema
  delle  risposte che era stata a suo tempo preparata.  L'accordo  di
  programma  che, come lei giustamente ricordava, è preliminare  alla
  sottoscrizione  del  contratto  di  servizio,  che  originariamente
  doveva  essere di 120 milioni di euro, sarebbe stato  portato,  con
  una  quarta rimodulazione, a 80 milioni di euro e su questo, forse,
  ma  purtroppo secondo me sarà così, il Parlamento non può  rimanere
  indifferente.
   Pur   essendo   esponente  dell'opposizione,  credo   che   questo
  Parlamento deve, in questa vicenda, sostenere il Governo  regionale
  e  chiedere con un documento unitario, con un ordine del giorno che
  venga  rivista  immediatamente questa decisione presa  dal  Governo
  nazionale, del resto che senso avrebbe spendere 53 milioni di  euro
  per  l'acquisto  di  vagoni quando poi  da  parte  dello  Stato  ne
  sarebbero rimborsati solo 80, soltanto per vagoni spenderemo,  come
  lei giustamente ricordava, circa il 65 per cento.
   Per  questo  motivo,  nel  dichiararmi oggettivamente  soddisfatto
  della  risposta  che lei ha dato, perché come suo  solito  è  stato
  puntuale ed attento, non posso però non lamentarmi, non invocare da
  parte  di  questo  Parlamento  un documento  unitario  affinché  si
  verifichi in maniera seria e concreta la possibilità che  entro  il
  2014 si passi ad altro operatore; non è più sopportabile tenere  un
  operatore  del  genere  che ha sempre mostrato  disinteresse  e  ha
  sempre dimostrato scarsa  attenzione nei confronti di questa terra.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione n.  1986   Notizie  sui
  lavori  di  ripristino  del porto turistico di  Riposto ,  a  firma
  dell'onorevole Pogliese.
   Non  essendo  in  Aula l'interrogante, si intende  presentata  con
  richiesta di risposta scritta.
   Si passa all'interrogazione n. 2045  Sospensione dell'uso gratuito
  dei mezzi pubblici per i rappresentanti delle forze dell'ordine  in
  servizio e in divisa , dell'onorevole Vinciullo.
   Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità premesso che:

   il  comma  1 dell'articolo 1 della legge regionale n. 8  del  2005
  stabilisce  che  'Gli appartenenti alla Polizia di Stato,  all'Arma
  dei  Carabinieri, alla Guardia di finanza, al Corpo dei Vigili  del
  fuoco, al Corpo di Polizia penitenziaria, al Corpo forestale,  alla
  Polizia municipale e provinciale, hanno diritto, esclusivamente per
  motivi  di  servizio,  alla  circolazione  gratuita  sui  mezzi  di
  trasporto pubblico';

   il  comma  3  dello stesso articolo dispone altresì  che  'per  la
  circolazione  gratuita sui mezzi di trasporto pubblico  locale  dei
  soggetti di cui al comma 1 non è dovuto alcun rimborso alle aziende
  esercenti il trasporto pubblico locale';

   tale  disposizione, così come strutturata, ha ovviamente  una  sua
  importanza  sociale  notevole, tenendo conto  che  la  presenza  di
  rappresentanti  dell'ordine in divisa sui  mezzi  pubblici  ha  una
  propria valenza, come deterrente per eventuali malintenzionati;

   considerato che il comma 3 dell'art. 1 della summenzionata legge è
  stato però modificato dall'art. 27, comma 7, della l.r. 22/12/2005,
  n.   19,   che,   testualmente,  cita:   'Gli   oneri   conseguenti
  all'applicazione  del  comma 1 sono a  carico  della  Regione,  che
  provvede,  con decreto dell'Assessore regionale per il turismo,  le
  comunicazioni  e  i  trasporti, da emanarsi entro  sessanta  giorni
  dalla  pubblicazione della presente legge, a stabilire le direttive
  relative alla modalità di rimborso delle aziende di trasporto';

   preso atto che:

   a copertura economica di quanto sopra, il Governo della Regione ha
  stanziato  2  milioni  e  100 mila euro  sul  capitolo  478113  del
  bilancio  regionale 2011 per il rimborso da destinare alle  aziende
  di trasporto pubblico;

   con  D.A. 41/GAB dell'1 aprile 2011, l'Assessore regionale per  le
  infrastrutture  ha  ripartito i suddetti fondi  per  singoli  corpi
  (Polizia, Finanza, Carabinieri, etc.), da destinare alle aziende di
  trasporto  pubblico locale, in base alle certificazioni  presentate
  dalle stesse istituzioni militari e civili destinatarie della norma
  de qua agitur;

   tenuto conto che:
   appare  incomprensibile che un servizio reso anche a favore  delle
  aziende  di trasporto con un risvolto sociale non indifferente  (la
  presenza  di  forze dello ordine sui mezzi pubblici a tutela  della
  loro  integrità  e per evitare danni) debba essere risarcito  dalla
  Regione, quando, inizialmente, non era previsto alcun rimborso;

   appare  ancora più inspiegabile che la Regione debba  pure  pagare
  somme sproporzionate rispetto
   al  servizio  reso  senza, peraltro, garantire a  tutte  le  forze
  dell'ordine la possibilità di potere usufruire di detto servizio;

   preso atto che:

   adottando il sistema del rimborso basato sul biglietto giornaliero
  e  non sul vero importo di spesa che ogni singolo soggetto dovrebbe
  corrispondere,  il  senso  della legge è modificato  e  quella  che
  doveva  essere una legge che favoriva forze di polizia e  sicurezza
  sui  mezzi pubblici è diventata un sorta di ulteriore finanziamento
  alle società di trasporto;

   nello specifico, rimborsando il biglietto giornaliero di andata  e
  ritorno ad ogni singolo utente, i costi aumentano di oltre  il  40%
  rispetto all'uso di un normale abbonamento, sistema decisamente più
  logico ed economico per chi usa il mezzo pubblico quotidianamente;

   come  se  tutto  questo non bastasse, la stessa distribuzione  dei
  fondi  da destinare alle aziende di trasporto, suddivisi per corpi,
  non  è  sufficiente a coprire le spese sostenute, tant'è  vero  che
  alcuni comandi regionali delle forze armate sono stati costretti  a
  bloccare  l'accesso  dei militari dipendenti a  tale  agevolazione,
  stante  la  necessità di stabilire l'onere sostenuto ed evitare  lo
  sforamento del plafond stanziato;

   per sapere:

   se  non ritengano utile rivedere l'intero sistema legislativo  che
  regolamenta  il  trasporto gratuito delle forze  dell'  ordine  sui
  mezzi  pubblici, sistema che oggi appare più un'ulteriore fonte  di
  finanziamento  per  le società di trasporto che  un  servizio  alla
  comunità;

   se,  in  attesa  di  modificare la legge oggi in  vigore,  possano
  assumere l'impegno con le società di trasporto di onorare il  costo
  del  servizio  reso prevedendo una modifica al bilancio  regionale,
  inserendo gli 8 milioni di euro necessari tra pregresso e  futuro».
  (2045)

   Invito l'assessore a rispondere all'interrogazione.

   RUSSO Pier Carmelo, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
  Signor  Presidente, signori deputati, anche in  questo  caso,  come
  fatto  in  precedenza per l'interrogazione proposta  dall'onorevole
  Apprendi,  vorrei cominciare dalla fine. Vorrei cominciare  da  una
  cifra   420 mila euro  e  questa è la dotazione finanziaria che  il
  bilancio  della Regione siciliana per l'esercizio in corso  apposta
  per  il  trasporto,  per l'uso gratuito dei mezzi  pubblici  per  i
  rappresentanti delle forze dell'ordine in servizio ed in divisa.
   Peraltro questa dotazione finanziaria, già esigua, è ulteriormente
  erosa in quanto in corso di esercizio provvisorio si è operato  per
  dodicesimi   su   un  previsione  di  spesa  di  600   mila   euro,
  sostanzialmente, quindi, risultano disponibili  dall'1   maggio  in
  poi poco più di 200 mila euro per tutta la Sicilia.
   Per fare un paragone con i valori necessari ricordo che quest'Aula
  ha autorizzato, con propria disposizione normativa, la copertura di
  debiti  fuori bilancio per tre anni per circa 6 milioni e 700  mila
  euro.
   Dunque,  la  disponibilità  necessaria  per  mantenere  i  livelli
  pregressi,  sarebbe di circa 2 milioni e mezzo di  euro  l'anno  e,
  invece,  quella di quest'anno è 420 mila euro di cui effettivamente
  disponibili 220 mila.
   Di   conseguenza  sono  state  adottate  tutte  le  dinamiche  sul
  rimborso,  sono state tutte disciplinate con decreto dell'assessore
  pro-tempore,    ma    rimborseremo    220    mila    euro    perché
  l'amministrazione,   ovviamente,  non   è   nelle   condizioni   di
  autorizzare  la  costituzione di nuovi debiti  fuori  bilancio  che
  darebbero luogo ad esigenze di intervento normativo di copertura di
  spesa postuma.
   Tanto  vale,  se  ci sono le risorse,  se vi è la  possibilità  da
  parte  del  Parlamento, di implementare le risorse  ed,  in  questo
  senso,  il  Governo  s'impegna  di  verificare  la  possibilità  di
  reperirle in altri capitoli di spesa.

   PRESIDENTE.   L'onorevole  Vinciullo  ha  facoltà  di  dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  assessore,   anch'io   vorrei  partire  dall'ultima   dichiarazione
  dell'assessore Russo, laddove l'assessore Russo dice:  se  ci  sono
  le  disponibilità  il  Governo  e l'assessorato  è  disponibile  ad
  implementare le risorse .
   Vorrei  ricordare che, in fase di approvazione del  bilancio,  più
  volte avevo presentato una serie di emendamenti tendenti proprio ad
  aumentare  la somma stanziata perché, come lei benissimo ricorderà,
  queste 600 mila euro erano del tutto ridotte a 420 mila, erano  del
  tutto  insufficienti a venire incontro a quella che è una  esigenza
  importante,  intanto perché viene riconosciuto  dalla  legge  e  la
  legge dovremmo applicarla sempre.
   Secondo motivo, perché è un problema che riguarda la sicurezza  di
  tutti  i  cittadini,  in  un momento così  difficile  per  l'ordine
  pubblico, avere sui mezzi di trasporto i rappresentanti delle forze
  dell'ordine  che indossano la divisa, credo che possa   essere   un
  momento  di  maggiore  serenità per coloro i  quali  viaggiano  sui
  nostri  mezzi di trasporto, così come può essere anche un modo  per
  evitare danneggiamenti ed atti vandalici a danno di questi mezzi.
   Per   questo   motivo   mi   dichiaro  parzialmente   soddisfatto,
  soprattutto   se   le  sue  dichiarazioni,  che   abbiamo   accolto
  positivamente,  cioè  quello  che  il  Governo  è  disponibile   ad
  implementare le risorse, troveranno oggi, quando andò a  presentare
  un  ennesimo emendamento su questa vicenda,  accoglienza  da  parte
  del Governo.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   APPRENDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
  ho  ascoltato  la  risposta  dell'onorevole  Vinciullo  per  quanto
  riguarda  il  trasporto dei rappresentanti delle forze  dell'ordine
  nei  mezzi  pubblici  e credo che alla luce di  quanto  detto,  dei
  problemi economici che ci sono e che sono sotto gli occhi di tutti,
  e ce ne rendiamo conto per primi noi parlamentari, c'è un solo modo
  per  ovviare  a questo problema e cioè predisporre una norma,  così
  come  è  stata  fatta  in altre Regioni, che preveda  il  trasporto
  gratuito nei mezzi pubblici per questioni di ordine pubblico.
   Non so perché lei stia sorridendo, ma immagino perché è d'accordo
  Ma,  finché  c'è un euro di contributo che percepisce  la  società,
  credo  che  questa cosa la possiamo richiedere perché  va  incontro
  alle  esigenze dei cittadini, quindi non è una cortesia o un favore
  che  faremmo alle forze dell'ordine o ai vigili del fuoco piuttosto
  che   alla  polizia  penitenziaria,  ma  un  servizio  in  più  che
  offriremmo al territorio che credo ne abbia tanto bisogno.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Riprende lo svolgimento di interrogazioni e interpellanze della
                                rubrica
                       Infrastrutture e mobilità

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione con richiesta di  risposta
  orale  n.  2088  Chiarimenti sul servizio di revisione  e  collaudi
  della  protezione  civile nella provincia del messinese ,  a  firma
  dell'onorevole Picciolo.
   Non   essendo   presenta   in   Aula   l'onorevole   interrogante,
  l'interrogazione  si intende presentata con richiesta  di  risposta
  scritta.
   Si  passa all'interrogazione n. 2107  Ingiustificata cancellazione
  di  alcuni  imprese da parte di comuni dall'albo delle  imprese  di
  fiducia  per  l'affidamento  dei lavori pubblici  mediante  cottimo
  d'appalto , a firma dell'onorevole Vinciullo.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  attività
  produttive,  all'Assessore per le autonomie locali  e  la  funzione
  pubblica  e  all'Assessore  per le infrastrutture  e  la  mobilità,
  premesso   che   alcuni  comuni  siciliani  stanno  provvedendo   a
  cancellare dai loro albi delle imprese di fiducia per l'affidamento
  di  lavori  pubblici mediante cottimo appalto tutte le imprese  non
  residenti nei rispettivi comuni;

   preso atto che:

   tale  irrazionale decisione scaturisce dalla interpretazione,  del
  tutto  personale, dell'art. 6 della legge regionale 2 agosto  2002,
  n.  7, che modifica il comma quinquies dell'art. 8 della legge  109
  del 1994;

   nello specifico, tale articolo stabilisce che, per importi pari  o
  inferiori  a  150.000  euro,  il sistema  di  qualificazione  delle
  imprese  di  lavori pubblici è così determinato:  'per  le  imprese
  iscritte  all'albo  separato  delle  imprese  artigiane,  istituito
  presso   le   Camere   di  commercio,  industria,   artigianato   e
  agricoltura,  il requisito richiesto per partecipare  agli  appalti
  dei   lavori  pubblici,  è  esclusivamente  la  presentazione   del
  certificato  di iscrizione, da almeno due anni, al rispettivo  albo
  camerale.';

   citando  testualmente  lo  stesso articolo,  la  legge  stabilisce
  altresì  che  'per  le  imprese cooperative  iscritte  al  registro
  prefettizio,  sezione produzione e lavoro, il  requisito  richiesto
  per  partecipare agli appalti dei lavori pubblici, è esclusivamente
  la presentazione del certificato di iscrizione, da almeno due anni,
  al registro prefettizio.';

   visto   che,   alla  luce  di  quanto  stabilito  dal  legislatore
  regionale,  appare  incontrovertibile la  volontà  di  limitare  il
  requisito  di partecipazione alla presentazione del certificato  di
  iscrizione  alle  camere  di  commercio,  industria  artigianato  e
  agricoltura,  senza,  per  altro, specificare  se  limitatamente  a
  quelle ove avviene l'affidamento dei lavori pubblici e dei servizi;

   considerato che:

   l'arbitraria  interpretazione di detta normativa sta causando  una
  confusione totale tra le imprese siciliane, visto che alcuni comuni
  applicano  correttamente detta norma, altri preferiscono  affidarsi
  ad esegesi personali e soggettive del suddetto articolato;

   tale  status sta causando danni gravissimi a tante imprese che  si
  vedono   improvvisamente  cancellate  dagli   albi   senza   potere
  partecipare alle gare;

   per  sapere  se  non  ritengano urgente emanare  un  provvedimento
  chiarificatore sulla giusta interpretazione dell'art. 6 della legge
  regionale  2 agosto 2002, n. 7, onde evitare confusioni che  spesso
  portano  a  fraintendimenti di determinati comportamenti  e  creano
  disparità di trattamenti insopportabili, all'interno della  Regione
  siciliana,  tra le imprese che, è bene ricordare, pagano  tutte  le
  tasse». (2107)

   Ha   facoltà   di   parlare  l'assessore  Russo   per   rispondere
  all'interrogazione.

   RUSSO Pier Carmelo, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
  Signor  Presidente,  signori  deputati,  vorrei  fare  una  piccola
  precisazione sulla precedente interrogazione n. 2045 dell'onorevole
  Vinciullo  relativa all'uso gratuito dei mezzi  pubblici  da  parte
  delle forze dell'ordine.
   La  risposta, per quanto possa occorrere, deve intendersi riferita
  anche all'interrogazione n. 2164 dell'onorevole Pogliese totalmente
  sovrapponibile, quanto a contenuti, alla precedente.
   In  riferimento  all'interrogazione numero 2107,  viene  segnalata
  l'ingiustificata  cancellazione di  alcune  imprese,  da  parte  di
  comuni,  dall'albo  delle imprese di fiducia per l'affidamento  dei
  lavori pubblici mediante cottimo appalto.
   In riscontro all'interrogazione in questione, sulla base di quanto
  comunicato dal Dipartimento delle infrastrutture, si evidenzia che,
  a  seguito dell'entrata in vigore della legge regionale 12/2011, la
  legge  regionale  7/2002,  in  base  alla  quale  erano  formati  i
  precedenti albi, non trova più applicazione.
   Per  effetto  dell'articolo  1 della  stessa  legge  regionale  n.
  12/2011  si applica in Sicilia il decreto legislativo n.  163/2006,
  meglio noto come  codice di contratti ,  e sue successive modifiche
  ed  integrazioni, nonché il regolamento di esecuzione, vale a  dire
  il D.P.R. n. 207/2010.
   Il  nuovo sistema di qualificazione  e requisiti per gli esecutori
  dei  lavori è quello di cui all'articolo 40 del decreto legislativo
  n.  163/2006  e  del Titolo III del regolamento di  esecuzione  già
  citato (D.P.R. n. 207/2010).
   Si  ha  motivo,  dunque, di ritenere o -  per  meglio  dire  -  si
  auspica,  che la cancellazione delle imprese in questione dall'albo
  possa  essere riferita alla carenza dei requisiti prescritti  dalla
  legge di nuova applicazione.
   Qualora  così  non  fosse  e  vi  fossero  elementi  ulteriori  da
  sottoporre  all'attenzione, l'assessorato  si  dichiara  ovviamente
  disponibile ad intervenire presso i comuni in questione.

   PRESIDENTE.   L'onorevole  Vinciullo  ha  facoltà  di  dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  assessore,  nel  dichiararmi soddisfatto della  risposta  ottenuta,
  tuttavia,  considerato che questa vicenda continua, soprattutto  in
  alcuni  comuni  della provincia di Ragusa,  ritengo  opportuno  che
  l'assessorato  diramasse una circolare a  cui  tutti  i  comuni  si
  devono  attenersi   per evitare l'insorgere  di   contrasti  ed  il
  ricorso   al   TAR  delle  ditte  per  essere  nuovamente   immesse
  nell'elenco,  anche perché non si capisce il motivo per  cui  nella
  provincia X debbano essere accettate le imprese della provincia Z e
  lo stesso discorso non debba valere nel senso opposto.
   Quindi,  sarebbe auspicabile, assessore, che venisse fatta  questa
  circolare.

   dell'aereoporto di Comiso.

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


        Comunicazioni del Governo sulle problematiche connesse
                             all'apertura
                       dell'aeroporto di Comiso

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III  punto  all'ordine  del   giorno:
  Comunicazioni del Governo sulle problematiche connesse all'apertura
  dell'aeroporto di Comiso.
   Assessore   Russo,   in   merito   all'interrogazione   n.    2264
  dell'onorevole  Pogliese,  le chiedo se  può  inviare  comunque  la
  risposta scritta agli uffici.
   Ha  facoltà  di  parlare l'assessore per le  Infrastrutture  e  la
  mobilità dottor Pier Carmelo Russo per rendere le comunicazioni del
  Governo sulle problematiche connesse all'apertura dell'aeroporto di
  Comiso.

   RUSSO Pier Carmelo, assessore per le Infrastrutture e la mobilità.
  Signor   Presidente,   signori  deputati,  la  questione   connessa
  all'aeroporto di Comiso ha avuto, dagli inizi dell'anno  in  corso,
  una  significativa  accelerazione  allorquando,  con  toni  persino
  eccessivamente vivaci forse, è stato imposto, di comune accordo fra
  la  Prefettura  e  il  Governo regionale,  un  crono-programma  non
  indicativo,  prescrittivo degli adempimenti da fare  dove  è  stato
  individuato chi fa che cosa e in che tempi.
   Devo  dire  che questo ha consentito una fortissima accelerazione,
  tanto  è  vero  che, come ho rilevato alla lettura degli  atti  del
  dibattito  di  Aula  relativo alla seduta precedente,  il  problema
  fondamentale oggi rimane quello dei costi all'assistenza  al  volo,
  problema  che  però  non è così secondario come  potrebbe  sembrare
  perché assume un valore paradigmatico.
   Cercherò di essere quanto più breve possibile. E' intervenuta, sul
  finire  dello  scorso mese di marzo, una lettera  del  Viceministro
  Ciaccia in cui testualmente si afferma che, sorgendo l'aeroporto di
  Comiso  sul  demanio  regionale, esso è pertanto  un  aeroporto  di
  interesse non nazionale e perciò i costi della assistenza  al  volo
  deve sopportarli integralmente la Regione siciliana.
   Sostanzialmente si tratta di un sillogismo: tutto quello che sorge
  sul  demanio  regionale  non è di interesse  nazionale,  per  tutto
  quello che non è di interesse nazionale lo Stato non paga nulla  e,
  dunque, pagherà la Regione.
   Il  sillogismo è un meccanismo argomentativo affascinante  però  è
  pericoloso,  perché se è sbagliata la premessa maggiore cosiddetta,
  crolla poi tutto quello che viene di seguito.
   Faccio un esempio di sillogismi affascinanti nell'enunciazione, ma
  incongrui nel risultato: le sarde salate fanno bere e ribere,  bere
  e  ribere  estingue la sete, dunque, le sarde salate estinguono  la
  sete.  Sostanzialmente la lettera del Viceministro Ciaccia  ragiona
  in questi termini.
   La  posizione  della Regione siciliana, sotto  questo  profilo,  è
  totalmente diversa per due ordini di motivi.  Il primo  che  non  è
  vero  che l'aeroporto di Comiso non sia di interesse nazionale,  in
  quanto  si  tratta  di  un  sistema integrato  con  l'aeroporto  di
  Catania;  il secondo motivo perché non è vero, ai sensi del  codice
  della  navigazione, che il fatto di sorgere sul  demanio  regionale
  renda  automaticamente,  ed  è questo  il  sillogismo  delle  sarde
  salate,  un  aeroporto di interesse non nazionale;  il  terzo  -  e
  questo è detto anche in una nota dell'Agenzia del Demanio del  2006
  relativa all'aeroporto di Comiso, che curiosamente non è nota  agli
  uffici  del  Ministero - è che il livello di interesse nazionale  o
  non  nazionale dell'aeroporto è, comunque, totalmente  indifferente
  per   quanto   riguarda  la  copertura  dei   costi   di   gestione
  dell'assistenza al volo.
   Questo in quanto, ai sensi dell'articolo 4 ter della legge 102 del
  2009,  comma  terzo, vi è un'esplicita previsione di  copertura  di
  spesa per i costi di assistenza al volo relativi a taluni aeroporti
  fra cui quello di Comiso.
   Lettura, quella che propongo all'Aula, non originata da solipsismi
  personali o dall'interesse regionale, pur rilevante e meritevole di
  attenzione, ma da una lettura che, della norma in questione, dà  la
  Corte  dei  Conti, Sezione controllo enti locali, con deliberazione
  n.  10/2011, con la quale si interroga su come sia stato  possibile
  che  fondi  destinati ad aeroporti esattamente individuati,  e  fra
  questi  quello  di Comiso, siano stati, viceversa,  utilizzati  per
  aeroporti minori che in quella norma non sono inclusi;  domanda che
  ho  ritenuto di rivolgere, in occasione della scorsa seduta che  mi
  trovavo  a  Roma per discutere questo argomento, sia  al  Ministero
  delle  Infrastrutture che al Ministero dell'Economia  senza  averne
  alcuna risposta.
   Il  vero  è,  a  mio  modo  di vedere  -   ovviamente  è  un  vero
  necessariamente  soggettivo  - che si stia  cominciando  a  rendere
  conto  della  imminenza e, a questo punto, della  immanenza  di  un
  grave  danno  erariale, scaturente dalla ritardata apertura  di  un
  aeroporto   per  cui  la  sola  Regione  siciliana,  senza   nessun
  intervento ulteriore, ha sostenuto una spesa di 41 milioni di euro.
   Anche in quella sede la Regione siciliana, per mio tramite,  si  è
  dichiarata  disponibile  a  sostenere lo  start  up  dei  costi  di
  gestione  con  le  risorse appostate da questa Assemblea  regionale
  siciliana, ma, ovviamente, a non assumere a proprio carico, in  via
  ordinaria, le spese relative all'assistenza aerea, anche perché - e
  concludo  -  si apre uno scenario oltremodo interessante  per  chi,
  come  me,  si  interessa con passione professionalmente  di  questi
  argomenti.
   La  legge,  il  decreto interministeriale, il protocollo  d'intesa
  sottoscritto   dal   Presidente  della  Regione,   con   l'espressa
  condizione  di  qualificare l'aeroporto  di  interesse  nazionale ,
  tutti  prevedono che l'affidamento dei servizi di assistenza  aerea
  sia fatto ad Enav.
   Orbene,  com'è  noto a tutti, Enav è una società  per  azioni   in
  house   rispetto  al Ministero dell'Economia e al  Ministero  delle
  Infrastrutture.
   Come  sapete, gli affidamenti  in house , gli affidamenti diretti,
  possono essere fatti soltanto dalle amministrazioni che partecipano
  al  capitale  sociale  delle  società,  la  Regione  siciliana  non
  partecipa al capitale sociale di Enav.
   Dunque,  se  dovesse,  essa Regione, affidare direttamente  questo
  compito  ad  Enav  S.p.A.,  non partecipando al  capitale  sociale,
  violerebbe le regole di affidamento in house e sarebbe passibile di
  segnalazione  alla Corte di Giustizia Europea per violazione  della
  normativa sulla concorrenza.
   Ne consegue che, se è previsto che il servizio lo debba fare Enav,
  l'unico  soggetto che può legittimamente affidare  il  servizio  ad
  Enav,  sostenendone i costi, è l'azionista stesso di Enav,  vale  a
  dire il Governo della Repubblica.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Assessore, condivido pienamente la veloce, ma puntuale, rassegna  e
  disamina dello scenario che ha disegnato l'assessore.
    Mi permetto di aggiungere qualche elemento a supporto di una tesi
  e   cioè   che  questo  aeroporto,  che   doveva  essere  il  fiore
  all'occhiello  delle  infrastrutture del  Mezzogiorno  d'Italia,  -
  perché  non sfugge a nessuno che è l'unico aeroporto nuovo  che  si
  apre  in Italia, è l'unico nuovo che si aprirà da qui a dieci  anni
  almeno  -  è senz'altro la terza struttura aeroportuale in Sicilia,
  voluta,  signor  Presidente e signor Assessore, in  un  Accordo  di
  programma quadro.
   Comiso è stato individuato come l'unico terzo aeroporto siciliano,
  in  un  Accordo  di  programma  quadro sottoscritto  dal  Ministero
  dell'economia,  ovviamente dalla Regione Sicilia,  sottoscritto  da
  ENAV e da ENAC, la cui funzione è quella di essere finestra e ponte
  non  solo  tra  quella parte del Mediterraneo e  tutta  l'Europa  -
  perché  con un volo diretto si raggiunge tutta l'Europa  -  ma  per
  coprire con volo diretto buona parte dell'Asia e dell'Africa.
   E  sulla  base  di  questo, il Presidente Cascio  -  che  è  stato
  protagonista perché è stato l'Assessore che ha emanato il decreto e
  ha firmato con me la convenzione - mi ha obbligato, con suo decreto
  signor  Presidente, a fare un aeroporto che avesse  caratteristiche
  intercontinentali.
   Il che giustifica una spesa del genere, il che giustifica il fatto
  che  lei signor Presidente mi ha fatto fare una pista di 2600 metri
  e  che  io dovessi trovare, per sua norma pubblicata nella Gazzetta
  ufficiale della Regione siciliana, il soggetto gestore che  abbiamo
  trovato e che io dovessi predisporre un progetto approvato,  signor
  Assessore, in Conferenza dei servizi, alla presenza di Enac, Enav e
  all'incirca di 34 amministratori dello Stato.
   Quindi,  la  Regione  siciliana e  lo  Stato  è  stato  pienamente
  conscio,  ormai  da  dieci anni, che nasceva in Sicilia  un  grande
  aeroporto  del Mediterraneo e, pertanto,  il Ministro  Ciaccia  che
  non  ha  avrà  avuto  tempo di leggersi le carte,  che  avrà  avuto
  cattivi  consiglieri  io  penso, ha esaminato  questa  vicenda  con
  grande superficialità, una superficialità che poi che è approdata a
  un  paradosso:  all'approvazione del  progetto  in  Conferenza  dei
  servizi, alla sua costruzione, al suo affidamento, una parte  dello
  Stato   ha  pensato  di  attrezzarsi,  vedi  i  Vigili  del  fuoco,
  accasermati nel numero di 58 presso la Caserma dei Vigili del fuoco
  di  Ragusa, a non fare nulla, a stare a braccia conserte, quindi da
  una  parte  ha  ottemperato  a quanto previsto  in  Conferenza  dei
  servizi,  da  un'altra  parte con grandi sforzi  offre  il  proprio
  personale, Guardia di finanza, dogana, polizia e quant'altro  e  da
  un'altra   parte  si  disimpegna  bloccando  di  fatto   l'apertura
  dell'aeroporto.
   Quindi, si apre una falsa vertenza signor Presidente, questo è  un
  falso problema, ma  la cosa grave è che a questo punto viene negato
  una  interlocuzione perché questa cosa sfida il buon senso, non c'è
  bisogno  di essere particolarmente avvertiti nel campo del  diritto
  amministrativo  e  della legge, questo è il buon  senso  che  porta
  all'apertura dell'aeroporto di Comiso anche perché, a proposito dei
  servizi  resi  da  parte  dell'Enav,  signor  Assessore  e   signor
  Presidente,  ci sono dei punti oscuri che andrebbero  chiariti,  ma
  perché fare le pulci alla Sicilia e non per esempio a Malpensa.
   A  Malpensa  insistono 18 comuni, altro che demanio regionale,  18
  comuni  che  attivamente  mantengono alla proprietà  del  sedime  e
  perché  a  loro  viene  ripartita quella  quota  di  un  euro  ogni
  passeggero  che significa un aiuto di milioni di euro sul  traffico
  che si svolge a Malpensa.
   Siamo  in un misto, in un groviglio, tra malafede, incompetenza  e
  distrazione.  O  come  mai  non puntare le  proprie  attenzioni  su
  aeroporti,  e  ce  ne sono tanti in Italia, in cui  si  svolge  una
  attività  di  volo  alla settimana e l'Enav rende  gratuitamente  i
  servizi.
   Faccio   voti  perché  l'Assessore,  nel  solco  delle  iniziative
  intraprese,  svolga  una  iniziativa  forte,  nei  giorni  prossimi
  venturi  cerchiamo  di  rimediare  velocemente  a  questa  che  sta
  prendendo,  non so se volontariamente o anche in buona fede,  spero
  in    buona   fede,   le   pieghe   di   una   vergognosa   vicenda
  antimeridionalistica in cui lo Stato e alti funzionari dello  Stato
  si concentrano per dare il meglio di se stessi, non per avviare una
  grande  infrastruttura nella parte più periferica  del  Mezzogiorno
  d'Italia, ma addirittura per cercare con abilità e genialità  tutte
  le cose che ne possono ritardare l'avvio.

   MINARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINARDO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    volevo
  innanzitutto  ringraziare il Governo, nella persona  dell'assessore
  Pier  Carmelo  Russo,  per  la puntualità  sull'argomento  relativo
  all'aeroporto di Comiso.
   Sicuramente,  ascoltando  le  parole dell'assessore  Pier  Carmelo
  Russo,  mi veniva di pensare che io chiedo all'assessore  Russo  di
  intraprendere  un'azione forte non solo a  livello  regionale  o  a
  livello provinciale dove è proprio il sito dell'aeroporto, ma credo
  anche  a  livello nazionale, perché non è possibile che ogni  volta
  che  c'è  una infrastruttura nella Regione siciliana alla  fine  si
  trova sempre l'escamotage per cercare di non farla decollare.
   Abbiamo  visto  sul  raddoppio della  Ragusa-Catania  che,  grazie
  all'impegno forte del Governo e quindi dell'assessore Russo,  siamo
  riusciti  comunque  a  definire  e a  far  partire  questa  strada.
  L'aeroporto di Comiso è una infrastruttura importante non solo  per
  la  provincia  di  Ragusa, ma per tutto il  territorio  della  zona
  partendo  anche da Caltanissetta, Agrigento e la zona di  Siracusa,
  credo   che   comprende  tutta  una  fascia  e,   dunque,   è   una
  infrastruttura  importante  in  quanto  ubicata  in  una  posizione
  strategica.   Ad   esempio,  ora  che  è  in   atto   la   chiusura
  dell'aeroporto di Catania, viene trasferito tutto su Palermo  ed  è
  veramente una situazione drammatica anche per i cittadini di quella
  zona e di quel territorio.
   Allora, io credo che il Governo nazionale non si può permettere di
  rispondere  con una nota che sicuramente - come diceva  l'onorevole
  Digiacomo  -  non hanno sicuramente guardato le carte,  perché  c'è
  stato  un  protocollo d'intesa ed eravamo presenti ed era  presente
  anche  il Presidente della Regione proprio nella sede della Regione
  siciliana  dove  si  è  firmato il protocollo d'intesa  anche  alla
  presenza  del  rappresentante dell'ENAC, dell'ENAV e del  Ministero
  stesso.
   Come  è  possibile,  dopo che si spendono fior  di  quattrini  per
  realizzare  una  infrastruttura importante, che alla  fine  non  si
  trovi   una    minima  parte  di  fondi  per  la   gestione   delle
  infrastrutture  stesse?  Non  restano  altri  che  cattedrali   nel
  deserto
   Noi  a questo non ci stiamo. Io la ringrazio veramente di cuore  a
  nome   di   quella  collettività  assessore,  ma   le   chiedo   di
  intraprendere  un'iniziativa, come Governo, come  Parlamento,  come
  territorio  perché  non accettiamo da parte del  Governo  nazionale
  questi soprusi nei confronti della Sicilia.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  presidente, onorevoli  colleghi,  per  la  nostra
  provincia l'aeroporto di Comiso è una tappa fondamentale.
   Io  non  voglio  qui criticare chi fino ad oggi si è  opposto,  ma
  vorrei  spendere  poche  parole per  un  percorso  politico  socio-
  economico.
   Se  da  più  parti tutti spendiamo parole per cercare il  rilancio
  della  nostra  economia,  illustri professori  universitari,  nelle
  varie  opportunità  relazionali  di  convegni  offrono  la  propria
  possibilità di sviluppo. La nostra Provincia, se riuscisse ad avere
  questa  grande infrastruttura, ha a pochi passi l'isola  di  Malta,
  dove  ogni  anno  arrivano  quindici milioni  di  persone.  Sarebbe
  facilissimo   fare  un  ponte  Malta-Ragusa,  è  quello   che   noi
  auspichiamo.  Noi viviamo di agricoltura, signor Presidente,  e  la
  cosa  più  importante sarebbe oggi caricare i carghi e spedirli  in
  Europa,  perché  per noi Isola, per noi provincia  del  sud,  viene
  difficoltoso  il trasporto a mezzi gommati e comunque il  trasporto
  in generale.
   Potremmo   ospitare   il   turismo   europeo   perché   tantissime
  infrastrutture della nostra provincia nella stagione invernale sono
  chiuse,  come  così  tantissimi anziani  nel  nord  Europa  restano
  tappati  in  casa per il freddo e potrebbero invece svernare  nella
  nostra  provincia  e  conoscere quella che  è  la  nostra  cultura,
  conoscere  quello che può diventare così importante come la  nostra
  eno-gastronomia.
   Questi  piccoli esempi che ho fatto a me bastano per capire quanto
  è indispensabile, caro Assessore Pier Carmelo Russo, per noi questa
  infrastruttura.  Io non so quali possono essere le sue  possibilità
  per  interagire col Governo nazionale. Solo una cosa, e  di  questo
  sono  certo:  in tempi non sospetti atterrò in questo aeroporto  un
  grande  politico italiano; poi non se ne parlò più. Poi si tornò  a
  parlare  di  questo aeroporto. Il Governo Berlusconi non  riuscì  a
  fare nulla per questo aeroporto. Prima di lui c'era il professore e
  il  famosissimo politico che atterrò in questo aeroporto  in  tempi
  non sospetti che faceva parte di quel Governo.
   Oggi,  abbiamo un Governo tecnico. Forse, potrebbe diventare molto
  più  facile  perché,  sgombro da legami politici,  avrebbe  qualche
  possibilità per aprire questo aeroporto. Quindi, abbiamo diviso  le
  responsabilità  gli  uni e gli altri, ma c'è  un  grande  problema:
  l'aeroporto resta ancora chiuso.
   Io spero per la nostra economia non solo provinciale, ma regionale
  e,  se  mi permette, per un attimo voglio fare il tifo per  la  mia
  provincia.  Noi  siamo  una piccola grande  provincia;  abbiamo  un
  prodotto  interno  lordo  molto  importante,  nonostante  la  crisi
  agricola  che  ci  colpisce, la crisi in  generale.  Io  la  prego,
  assessore,  da qui al 28 luglio, quando lei non sarà più assessore,
  forse  non  c'è nemmeno bisogno che la preghi perché io conosco  la
  sua  attività  amministrativa  e  so  quanto  è  intraprendente  ed
  intelligente,  per far capire a questo Governo nazionale,  in  modo
  particolare al nostro Ministro Passera, che firmasse, una volta per
  tutti,  questa  pratica affinché l'aeroporto di Comiso  diventi  un
  aeroporto  nazionale, perché la Regione siciliana, e  ad  onor  del
  vero  il  Governo Lombardo, il primo passo avanti lo ha  fatto:  ha
  stanziato 4 milioni e mezzo di euro che serviranno per i primi  due
  anni  e, se vogliamo essere consequenziali, io penso che il Governo
  nazionale dovrebbe seguire l'esempio del Governo regionale,  perché
  in quell'atto non c'è solo la cifra che è importante, in quell'atto
  c'è la voglia di riprendere un cammino e che la provincia di Ragusa
  ci chiede a noi tutti quanti.

   AMMATUNA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AMMATUNA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,   mi
  rattrista vedere un'Aula così vuota quando si tratta di un problema
  così importante qual è l'infrastruttura aeroporto di Comiso, che  è
  l'unico  aeroporto  che  da qualche anno a  questa  parte  è  quasi
  completo, quasi finito e  come ha detto l'onorevole Digiacomo  sarà
  l'unico aeroporto da qui a 7, 8 o forse 10 anni.
   Voi  sapete  che  il  problema  principale  della  Sicilia  e  del
  Mezzogiorno  è  la propria marginalità. Siccome noi parliamo  della
  provincia   di  Ragusa  questa  marginalità  diventa   ancora   più
  importante e ancora più grande, perché gli abitanti della provincia
  di   Ragusa  hanno  la  sensazione  che  possa  esistere  anche  un
  Mezzogiorno della Sicilia, nel senso che c'è una linea politica che
  può privilegiare solo il triangolo Messina, Catania e Palermo.
   C'è, quindi, una Sicilia del sud che è produttiva, la provincia di
  Ragusa è la più produttiva di tutte, dunque dobbiamo impegnarci per
  fare in modo che questo aeroporto possa essere aperto il più presto
  possibile.
   A  dire  la  verità, il Governo della Regione e  quest'Aula  hanno
  fatto  delle  cose  importanti: hanno stanziato quattro  milioni  e
  mezzo  di  euro, c'è un ostruzionismo da parte del Governo centrale
  che  bisogna abbattere in tutti i modi possibili perché nella parte
  sud  della Sicilia, quindi nella provincia di Ragusa, non c'è  solo
  l'aeroporto  di  Comiso,  c'è una grande  struttura  portuale,  fra
  qualche   mese  noi  speriamo  che  possa  penetrare  già   qualche
  chilometro di autostrada.
   Quindi, ci sono tutte le condizioni per fare in modo che la  parte
  più  sud  della Sicilia e dell'Italia, che poi sono il  centro  del
  Mediterraneo, possa essere dotata di quelle infrastrutture che sono
  indispensabili non solo per lo sviluppo della provincia  di  Ragusa
  ma   dell'Italia  intera,  perché  ci  troviamo   nel   cuore   del
  Mediterraneo e ci troviamo di fronte a quei paesi arabi in  cui  ci
  sono   stati  dei  sussulti  che  sono  stati  caratterizzati  come
   Primavera Araba .
   Vi  sono  tantissimi  esponenti della Tunisia, dell'Egitto,  della
  Libia  che  vengono in Sicilia e in questo momento non  trovano  le
  condizioni adatte per stabilire un rapporto economico.
   Dare  un  segnale  importante  per realizzare  una  infrastruttura
  importante,  qual  è  l'aeroporto di Comiso,  mi  sembra  anche  un
  grandissimo segnale verso questi Paesi.
   Secondo me la proposta che lei ha fatto, quella di organizzare una
  grande   manifestazione  in  provincia  di  Ragusa,  non  mi   pare
  sufficiente  perché  sarebbe un qualcosa che si  ferma  all'interno
  della  Sicilia.  Quindi  occorre, con in  testa  il  Governo  della
  Regione,  un momento che può essere anche una grande manifestazione
  a  Roma  perché l'aeroporto di Comiso non è di Comiso, non è  della
  provincia  di  Ragusa,  ma  è  un problema  serio,  importante  che
  interessa  tutta  la Sicilia. Quindi, una grande  manifestazione  a
  Roma che coinvolga anche l'Enav, il Ministero delle Infrastrutture,
  a   me  pare  che  sia  un  momento  indispensabile  per  dare  una
  prospettiva, per fare qualcosa di concreto per realizzare  un'opera
  strategica che, lo ripeto ancora una volta, è importante  non  solo
  per la provincia di Ragusa ma per tutta la  Sicilia.

   RUSSO Pier Carmelo, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO Pier Carmelo, assessore per le Infrastrutture e la mobilità.
  Signor  presidente,  onorevoli  deputati,  le  sollecitazioni   che
  vengono   dall'Aula  ad  assumere  iniziative  al   riguardo   sono
  positivamente  accolte e, nell'arco di brevissimo tempo,  penso  di
  organizzare  sul territorio una giornata di incontro  per  decidere
  insieme ai rappresentanti del territorio, non essendo appunto io un
  parlamentare  eletto,  a tutta la deputazione  ragusana,  perché  a
  questo   punto   immagino   non  possano  esservi   differenze   di
  schieramento  sull'apertura dell'aeroporto di  Comiso,  organizzare
  una  iniziativa  ed  assumere in quella  sede  la  decisione  delle
  modalità,  non  sul se, delle ulteriori modalità di intervento  nei
  confronti  del Governo nazionale, ulteriori rispetto a  quelle  già
  intraprese  anche con durezza epistolare piuttosto  pronunciata  da
  parte dell'Assessorato infrastrutture.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per consentire  alla  Commissione
  Bilancio  di  continuare i lavori legati ai disegni  di  legge   n.
  899/A  e  n.   900/A, sospendo la seduta avvertendo che  riprenderà
  alle ore 16.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.15, è ripresa alle ore 18.33)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al IV punto  dell'ordine
  del giorno: Discussione di disegni di legge.
   Si procede con il seguito dell'esame del disegno di legge n. 899/A
   Determinazione Fondi globali , posto al numero 1).
   Ricordo  che  nella seduta n. 348 del 9 maggio  scorso  era  stato
  approvato il passaggio all'esame degli articoli.
   Come  sapete,  è  terminata  da poco la seduta  della  Commissione
  Bilancio che aveva all'ordine l'esame del disegno di legge n. 899/A
   Determinazione fondi globali', ed è stato presentato  dal  Governo
  un  emendamento  di  riscrittura del disegno di  legge,  apprezzato
  positivamente   dalla   Commissione.  Su  questo   emendamento   di
  riscrittura,  gli  Uffici stanno lavorando per la  formalizzazione,
  anche con riferimento ai numeri delle tabelle, e pertanto necessita
  qualche  minuto  di  tempo  per  poterlo  comporre,  fotocopiare  e
  distribuire ai deputati.
   Pertanto propongo di rinviare la seduta di mezz'ora.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare, sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.    Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,    dalle
  comunicazioni  che  i nostri colleghi hanno fatto,  in  Commissione
  Bilancio sono state fatte alcune scelte che non hanno tenuto  conto
  di  altre  scelte  che  i parlamentari che non  fanno  parte  della
  Commissione volevano aggiungere, considerate anche molte situazioni
  disastrose, come il trasporto pubblico locale ed altri argomenti.
   Pertanto,  alla  ripresa  dei lavori o qualora  lo  volesse  anche
  adesso,  le  chiedo  di  prevedere  un  congruo  termine   per   la
  presentazione dei subemendamenti a questo emendamento del Governo.
   Sono  state  fatte  delle scelte mirate e sono  state  dimenticate
  altre urgenze per la Sicilia.
   Riteniamo  di dover rappresentare quello che una buona  parte  dei
  parlamentari desidera e cioè che il disegno di legge porti  ristoro
  a migliaia di persone che aspettano questi provvedimenti.
   Quindi,  piuttosto  che rimandare di mezz'ora, signor  Presidente,
  stabiliamo un percorso preciso per concludere l'iter legislativo di
  questo disegno di legge.
   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  domani  è  una  giornata  molto
  impegnativa, come ben sapete, ricorrendo il ventennale della strage
  di  Capaci e siamo un po' tutti impegnati. Giovedì il Governo  è  a
  Roma  per  il tavolo sull'attuazione dell'articolo 27 e quindi  non
  potrà  essere  presente in Aula. Si tratterebbe, quindi  di  andare
  alla prossima settimana.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ritengo  che  in
  Commissione  Bilancio, nel trattare questo emendamento del  Governo
  al  disegno  di  legge  n.  899, non sia stato  affrontato  qualche
  argomento  importante,  come quello dei  disoccupati,  il  problema
  occupazionale  in Sicilia, eppure c'era un impegno anche  da  parte
  del  Governo di affrontarlo con un subemendamento o con un  disegno
  di  legge  a  parte.  Ritengo che anche altri  nodi  siano  rimasti
  irrisolti.
   Vorremmo  capire  anche quali sono i termini per la  presentazione
  dei  subemendamenti a questo emendamento del Governo e fermarci  un
  attimo,  magari  programmando l'Aula per  venerdì,  ipotizzando  di
  rivederci anche sabato mattina.
   Signor  Presidente  dobbiamo fare attenzione, dobbiamo  ricordarci
  che  stiamo  trattando  un  disegno di  legge  che  deriva  da  due
  impugnative del Commissario dello Stato. Quindi abbiamo esigenza di
  approvarlo  al  più presto ma, al contempo, sappiamo le  difficoltà
  oggettive  per  riunire questo parlamento domani e  dopodomani  per
  cui,  eventualmente  in seduta straordinaria  potremmo  arrivare  a
  venerdì o sabato.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ricollegandomi
  agli  interventi  precedenti, anche  come  gruppo  di  Grande  Sud,
  intendiamo  rappresentare  la esigenza che,  piuttosto  che  andare
  ancora  a  tentativi,  così  come si è  sostanzialmente  fatto  nel
  passato,  si  dia  il  tempo  all'Assemblea  e  a  tutte  le  forze
  politiche,  di  potere  meglio articolare il  proprio  ruolo  e  il
  proprio  compito  nella  redazione  di  tutti  gli  eventuali   sub
  emendamenti a un testo che, ancora una volta, non si conosce ad  un
  testo  che,  ancora una volta, è assolutamente nuovo ed  originale,
  anche  rispetto  ad alcuni impegni e discussioni  che  erano  state
  fatte  in  Commissione,  con modifiche e riduzioni  di  percentuali
  sicuramente non oggetto di un accordo, almeno, con tutte  le  forze
  politiche.  Forse  tra  gli Uffici, o forse  con  una  parte  della
  maggioranza
   Nell'eventuale individuazione della data che la giornata di domani
  non  è  certamente possibile - lei dice - per la tragedia, e quindi
  nel  ricordo della tragedia che ha visto l'uccisione di  Falcone  e
  della sua compagna, della sua scorta, e poi ha detto che giovedì il
  Governo  è  impegnato  a Roma, mi permetto  di  osservare  che,  si
  potrebbe tornare in Aula anche venerdì o sabato.
   Io credo che il modo migliore per onorare Giovanni Falcone non sia
  quello di non lavorare domani, ma sia quello di individuare,  o  la
  mattina o il pomeriggio, per completare questo lavoro.
   Non  credo  che domani sia un giorno in cui l'Assemblea non  debba
  lavorare

   PRESIDENTE.  Onorevole  Bufardeci, domani sarà  presente  il  Capo
  dello   Stato,  con  il  Presidente  del  Consiglio  ed  una  folta
  rappresentanza dei Ministri del Governo nazionale. C'è un programma
  molto  articolato. Anche nella giornata di giovedì, fino  al  primo
  pomeriggio. Non si tratta di un appuntamento banale

   BUFARDECI.   Ritenevo che essendo una cerimonia, questa avesse  un
  inizio ed una conclusione nell'arco della giornata. Allora, se  c'è
  questa esigenza istituzionale, condivido nell'individuare una data,
  anche  nel  corso  di  questa stessa settimana,  magari  venerdì  o
  eventualmente sabato, ma dobbiamo evitare questo gioco al  massacro
  al  quale  siamo andati incontro in queste settimane, con tentativi
  andati   tutti,   purtroppo,  perduti  e  disattesi   dalle   varie
  impugnative.
   Credo che dare il tempo all'Assemblea di potere anche articolare i
  propri   subemendamenti,  sia  soltanto   richiedere   un   diritto
  parlamentare   assolutamente   legittimo,   nell'interesse   stesso
  dell'Assemblea.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
  intervengo  per ribadire il punto di vista che è stato sottolineato
  sotto  il  profilo  della tempistica, dai  colleghi  che  mi  hanno
  preceduto,  ma desidero ribadire, altresì, un paio di concetti  che
  non ritengo secondari.
   Intanto  credo che tutti domani dovremo partecipare alla  giornata
  di  commemorazione  del  giudice Falcone,  della  moglie  Francesca
  Morvillo  e  degli  agenti della scorta,  così  come  farò  io,  in
  rappresentanza  anche della Commissione regionale antimafia,  della
  quale  mi onoro di far parte, e sono certo che in questa Aula siamo
  consapevoli  dell'importanza delle manifestazioni commemorative  di
  domani e di dopodomani.
   Però,  signor  Presidente,  va altrettanto  ribadito,  in  maniera
  chiara  e  forte, che noi dobbiamo considerare il disegno di  legge
  che ancora deve arrivare in Aula, come lo consideriamo nei tempi in
  cui  si  fa la finanziaria. Quando si fa la finanziaria, tutti  noi
  deputati sappiamo che non c'è giorno, non c'è notte, non c'è sabato
  e non c'è domenica.
   Siccome  sono  misure  che il popolo siciliano,  che  i  cittadini
  siciliani,  attendono,  perché devono dare ristoro  e  risposte  ad
  importanti  categorie  che devono lenire  le  ferite  di  un  tempo
  socialmente assai disgraziato - fatte salve le ragioni che  portano
  il Presidente a non convocare l'Aula nelle giornate di mercoledì  e
  giovedì  - è stabilito, una volta per tutte, che rispetto a  questi
  temi non c'è alcun intento dilatorio da parte di questa opposizione
  parlamentare.  Pertanto, invito, in ragione delle  premesse  ed  in
  ragione  del  fatto  che siamo ancora, nostro  malgrado,  dopo  due
  impugnative del Commissario dello Stato, in sessione finanziaria, a
  convocare la seduta per venerdì mattina.
   Se   è   vero   che   domani  e  dopodomani  ci   saranno   queste
  manifestazioni, alle quali parteciperemo, è altrettanto vero che se
  questa  sera  saremo  in condizione di avere conoscenza  del  nuovo
  disegno  di legge, in questi due giorni ciascuno di noi potrà  fare
  la sua attività di studio per arrivare preparati venerdì mattina, e
  per evitare una procedura  random  che ci veda andare avanti a caso
  e  tentare  la  buona sorte, per far sì, se del  caso,  velocemente
  venerdì mattina, di esitare finalmente questo disegno di legge.
   Signor  Presidente, il gruppo parlamentare dei  Popolari  d'Italia
  domani,  cantiere  popolare, insiste nella  richiesta  che  non  è,
  ribadisco  e  concludo,  una  richiesta  di  differimento  sic   et
  simpliciter  ma  è una richiesta di approfondimento  necessario  al
  fine di addivenire ad una conclusione finalmente positiva di questa
  vicenda,  che è tanto paradossale quanto drammatica per i cittadini
  siciliani e che contraddistingue ancora una volta negativamente, se
  ce ne fosse il caso, il Governo Lombardo.

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  la  Commissione
  Bilancio  ha affrontato questo pomeriggio il disegno di  legge  che
  dovrebbe, come da lei annunciato, arrivare in Aula da qui a  breve.
  Ma   durante  il  dibattito  della  Commissione  Bilancio  è  stato
  evidenziato  un  po'  da  tutti  i  deputati  facenti  parte  della
  Commissione che il disegno di legge era assolutamente insufficiente
  in quanto carente rispetto agli obiettivi che voleva raggiungere e,
  per  certi  versi,  addirittura discriminante rispetto  alle  varie
  categorie  che, come sottolineato dai colleghi in precedenza,  sono
  in grandissima sofferenza a causa della  non finanziaria  di questo
  Governo.
   Signor   Presidente,  conosciamo  tutti  le  vicende   di   questa
  finanziaria  e  conosciamo tutti il pressappochismo  con  il  quale
  questa   finanziaria   è   stata   affrontata   dal   Governo,   un
  pressappochismo  che  ha  portato  il  Parlamento   ad   affrontare
  proposte,  disegni  ed  emendamenti  del  Governo  che  si   diceva
  concordati  con il Commissario dello Stato e che poi si è  scoperto
  che  concordati non erano e che hanno esposto il Parlamento stesso,
  ma  soprattutto le varie categorie dei siciliani, ad una situazione
  di disagio gravissimo.
   Allora,  siccome in Commissione Bilancio è apparso chiaro  che  il
  modo  di  procedere è fedele a quanto abbiamo già  vissuto  durante
  l'iter  della finanziaria, e cioè un modo di procedere  a  tentoni,
  che non tiene conto della realizzabilità delle proposte che vengono
  portate  e  che  non ha certezza né sulle coperture finanziarie  né
  tanto   meno   sugli  obiettivi  che  si  devono  raggiungere,   in
  Commissione  Bilancio era stato proposto da più parti  che  venisse
  affrontata  globalmente la materia della sofferenza  in  cui  versa
  l'intera  Sicilia  e segnatamente era stato posto  il  problema  di
  riproporre  quanto  meno il finanziamento dei cantieri  di  lavoro,
  inopinatamente  bocciato  dal  Commissario  dello  Stato  con   una
  dicitura  che  dovrebbe fare arrossire il Governo:   in  quanto  al
  Governo  più volte richiesto di fornire una scheda tecnica  non  ha
  risposto
   Ora, siccome tutti conosciamo lo stato di disagio e di grandissima
  sofferenza  in cui versa l'intera Sicilia e siccome si  tratterebbe
  di  un  provvedimento  erga  omnes  che  non  distingue  tra  parti
  politiche   o  categorie,  ma  è  rivolto  a  tutti  i  disoccupati
  siciliani,  io  ritengo che questa norma debba essere  inserita  in
  questo  disegno  di legge. Tenuto conto che ancora  il  disegno  di
  legge  non  è  stato  completato, così come  ha  fatto  l'onorevole
  Mancuso ma anche altri capigruppo, noi chiediamo che si possa avere
  il  tempo  di  emendare e di discutere nella sua  interezza  questa
  manovra, perché non è possibile che si trovino soluzioni per alcune
  categorie  e  non  se  ne trovino altre per  categorie  ancora  più
  bisognose,  ancora forse più importanti e, soprattutto, ancora  più
  numerose.
   Allora,  signor Presidente, si dia il tempo ai Gruppi parlamentari
  di  poter presentare subemendamenti. Se poi non è possibile  per  i
  noti  impegni  che  tutti  riconosciamo fondamentali  di  domani  e
  dopodomani,  si  vada a venerdì oppure a martedì prossimo,  ma  non
  possiamo continuare col tentare di esitare disegni di legge che non
  hanno  un respiro erga omnes, ma che soprattutto non hanno  neanche
  le coperture finanziarie adeguate.
   Quindi,  innanzitutto le regole. Evitiamo di esporre il Parlamento
  ad ulteriori figure che questo Parlamento non merita.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho capito che  i
  colleghi  chiedono  di approfondire un emendamento  di  sostanziale
  riscrittura  che  è  stato predisposto ed apprezzato  positivamente
  dalla Commissione Bilancio.
   Devo  dire  che  si tratta di un approfondimento  poco  singolare,
  visto che quell'emendamento è stato il frutto di un lavoro fatto in
  Commissione per affrontare alcuni nodi che erano rimasti  aperti  a
  seguito   dell'impugnativa   del  Commissario   dello   Stato,   in
  particolare sulla questione che assieme alla cosiddetta  Tabella  -
  che  non  so ora neanche come si chiami - aveva aperto la questione
  dei  lavoratori forestali, gli stipendi dell'EAS che sono assegnati
  ad  altri  Enti, nonché i pensionati stessi dell'EAS, i  lavoratori
  della  meccanizzazione dell'ESA, e altre questioni  che  adesso  mi
  sfuggono.
   Quindi,  nulla  di  più  di  quello che era  già  contenuto  nella
  proposta di legge di bilancio e finanziaria e per la quale  avevamo
  il  dovere di trovare una soluzione, tanto più che stiamo  parlando
  di  questioni  che riguardano la carne viva delle  persone,  perché
  riguardano stipendi ed integrazioni di pensione.
   Ora,   la  manovra  è  quella  lì,  costruita  nei  meandri  delle
  situazioni finanziarie date, è un emendamento che si può  bocciare,
  si  può  approvare, si può subemendare, ma non capisco la richiesta
  di   presentare   subemendamenti,   prima   ancora   di   conoscere
  l'emendamento  di riferimento, che al momento non si  conosce.  Non
  possiamo  riaprire una nuova procedura di subemendamenti,  come  se
  fossero  emendamenti.  Però, in generale, vorrei  dire  con  grande
  onestà,  con  grande  franchezza - perché non vorrei  che  qualcuno
  pensa  di  essere ancora come i samurai giapponesi che continuavano
  la  guerra nella giungla quando la guerra era già finita -  che  la
  guerra è finita, nel senso che mi pare del tutto ovvio e abbastanza
  noto  ai  siciliani che questa legislatura si avvia alla  chiusura.
  Sarà  il  popolo siciliano a decidere che governo e che maggioranza
  sosterrà  il nuovo Governo. Non si può pensare che tutto  è  sempre
  perennemente in conflitto, perché tutto questo va a prescindere poi
  dalle   cose   concrete,  qui  stiamo  affrontando  questioni   che
  riguardano  le  persone vive, come ho già detto, gli interventi  di
  cui  alla ex tabella H, gli interventi per i ciechi, gli interventi
  per  le  associazioni dei sordomuti, insomma le  questioni  che  ho
  capito  essere  di  interesse generale, e  non  credo  che  possano
  ascriversi ad un interesse particolare di qualcuno.
   Quindi, se vogliamo affrontare la situazione, diamo una soluzione.
  Ma  se dobbiamo fare propaganda, anche su queste cose, giocando con
  la tecnica del rinvio, dimenticando che c'è gente che non prende lo
  stipendio,  credo  che stiamo facendo un lavoro  non  buono  per  i
  siciliani,  almeno per alcuni siciliani. Ecco perché io continuo  a
  dire  la  guerra  è  finita. Se ne prendiamo tutti  consapevolezza,
  forse  facciamo una cosa che si può fare anche in meno  di  qualche
  ora  di lavoro, evitando di parlarci, allungare per una tecnica che
  nulla  ha  a  che  vedere con le questioni di cui stiamo  parlando,
  quindi  se  ci sono le condizioni vorremmo che stasera  si  potesse
  definire   la  manovra  che  è  stata  predisposta  a  seguito   di
  impugnativa  del  Commissario  dello  Stato,  altrimenti,  finiremo
  soltanto per parlarci addosso, dimenticando che la guerra è finita
   Non  credo  che  né domani, né dopodomani possiamo tenere  seduto,
  Presidente, credo lo abbia già ricordato, il 24 maggio ci  sarà  in
  Sicilia  un evento unico, i funerali di Stato per Placido  Rizzotto
  che  si terranno a Corleone, unico perché si tratta di funerali  di
  Stato  dopo  più di cinquant'anni e, credo che tutto si possa  fare
  giovedì, tranne tenere seduta del Parlamento in Assemblea.
   Se  vogliamo,  possiamo  fare  tutto  in  meno  di  un'ora  perché
  trattiamo questioni che tutti conoscono e riguardano siciliani, che
  sappiamo,  chi sono dal punto di vista di categoria e quindi  credo
  non dobbiamo dividerci sulla questione.

   PRESIDENTE.  Sto  continuando a dare  la  parola  sull'ordine  dei
  lavori,  in  attesa  che il Governo formalizzi l'emendamento,  così
  sappiamo di cosa stiamo parlando, perché finora stiamo solo facendo
  delle  ipotesi.  Quando avremo la riscrittura del Governo,  potremo
  parlare di fatti concreti e scendere nel merito della discussione.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono convinto che un
  rinvio di quarantotto ore non sposti la soluzione delle urgenze che
  abbiamo  davanti,  e che ha davanti la Sicilia,  ma  ci  serve  per
  evitare altri intoppi nei rapporti con il Commissario dello  Stato,
  come quelli che abbiamo avuto, ripetutamente, nell'ultimo mese.
   Non  credo  sia  certo  che  il Governo e  l'Assessorato  Bilancio
  possano   avere  predisposto  finalmente  degli  atti  perfetti   o
  perfettibili, che garantiscano alle varie categorie disagiate della
  Sicilia di poter avere finalmente contezza della soddisfazione  dei
  loro diritti.
   Inoltre,  l'onorevole Cracolici, nel corso del suo intervento,  ha
  detto che  la guerra è finita'
   Non è vero, non lo è assolutamente, e denuncio un fatto di estrema
  gravità  etica,  morale,  politica e  deontologica,  perché  non  è
  ammissibile  - è un fatto di bassa clientela - che i  deputati  non
  abbiano   l'ultima   ipotesi  di  disegno  di   legge,   mentre   i
  rappresentanti delle categorie disagiate lo abbiano.
   Per  poter  leggere gli atti della Commissione  Bilancio  mi  sono
  dovuto rivolgere ai miei amici delle categorie disagiate, che erano
  in possesso del testo.
   Questo  non  è ammissibile, signore Presidente  Questo offende  il
  Parlamento, e offende questi amici, che sono qui da quindici giorni
  in attesa di conoscere il loro destino.
   Quindi, prima lo decidiamo noi e poi daremo loro delle risposte.
   Non  è  possibile che io, in questo momento, da presidente  di  un
  Gruppo  parlamentare, non abbia ancora visto le norme e  invece  le
  norme  girano nel Palazzo tra le mani di chi, di certo, ha  diritto
  di averle assieme a me e non prima di me.

   BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  desideravo
  intervenire ma, purtroppo, le vicende politiche ci vedono spesso in
  situazioni  che  senza  volerlo,  maggioranza  ed  opposizione,  si
  trovano poi a dovere fare ognuno la propria parte.
   Signor  Presidente, ho sentito l'intervento del collega  onorevole
  Cracolici.  Ha  ragione quando dice che bisognerebbe accelerare  il
  più possibile e chiudere questa norma.
   Pero,  signor  Presidente,  la scorsa settimana,  quindi  non  più
  lontano  di sette giorni fa, in questa Aula, i cittadini  siciliani
  devono  sapere che eravamo presenti. Purtroppo il Governo in quella
  sede  non è stato presente, anzi era totalmente assente. E,  signor
  Presidente,  tutto quello che frettolosamente si  cerca  sempre  di
  fare,  per  arrivare  all'ultimo  momento  e  poi  quasi  dare  una
  responsabilità  a  qualcuno che vuole capire,  perché  qui  nessuno
  chiede: ognuno vuole capire. Ed è un diritto che ognuno di  noi  ha
  qui in questa Aula per il semplice fatto di essere stato eletto.  A
  volte però ci si dimentica di questo.
   Io devo sapere, io devo avere la coscienza di quello che approverò
  e voterò.
   Signor  Presidente, io la scorsa settimana ero qui. Ho fatto  pure
  un  intervento durante il quale ho messo in mora il Governo per  la
  sua  assenza. Non c'era nessuno in questa Aula perché i  componenti
  del Governo dovevano risistemare chissà che cosa  Praticamente sono
  passati  sette  giorni: oggi siamo alle ore 19.00  e  qui  qualcuno
  vuole fare passare, come se qualcosa o qualcuno vorrebbe capirne di
  più, qualche collega quasi responsabile di non volere approvare  la
  norma.
   Ma  siamo veramente al paradosso  Il Governo è in ritardo  non  da
  qualche giorno, è in ritardo da ben cinque mesi e mezzo.
   Signor  Presidente, i bilanci si fanno entro il 30 dicembre  2011.
  Siamo al 22, 23, quasi, di maggio 2012 e qualcuno vorrebbe dare una
  responsabilità a qualche collega che vuole leggere le carte.
   Ma  veramente qui abbiamo superato i limiti del buonsenso e  anche
  del vivere in comune in questa Assemblea.
   Pertanto,  la prego di fare rispettare  - certamente di accelerare
  il massimo possibile dei tempi - ma, signor Presidente, ancora oggi
  il  testo alle 19.05 non c'è. Non c'è nulla in Aula. Ma di che cosa
  stiamo  parlando,  signor  Presidente? Noi  siamo  responsabili  di
  volere  leggere  le carte che ancora neanche conosciamo?  Ma  è  il
  minimo.
   Io avrei da dire tantissime cose che il Governo ha dimenticato, ma
  evito  pure di dirle. Ma sui trasporti. C'è una situazione   Ognuno
  vorrebbe  dire la sua e quasi non può neanche esprimere    dobbiamo
  approvare. Prendere o lasciare.
   Ma di che parliamo? Signor Presidente, la prego lei che ha un alto
  senso  delle  istituzioni,  capisco la celerità  con  cui  si  deve
  approvare  questa norma ma non imputiamo una responsabilità  a  noi
  dell'opposizione che non c'entriamo nulla. Non c'entriamo nulla
   Io qui neanche vedo l'assessore Armao, che è il delegato di questi
  problemi, che è ben cinque mesi e venti giorni che ci dice che  sta
  risolvendo tutto e che ad oggi non ha risolto nulla.
   Ieri,  l'altra settimana, c'è stato un accerchiamento di un  mondo
  che non sa neanche se prenderà uno stipendio o qualcosa. Se partirà
  la  forestazione    C'è un finimondo  E noi dobbiamo  passare  come
  coloro  che  oggi  vorremmo  capire  e  quindi  non  si  può,  dice
  giustamente l'onorevole Cracolici, dobbiamo accelerare perché ormai

   Ha  ragione  Ma attenzione onorevole Cracolici questo ritardo  non
  lo  imputi a noi. Questo è un ritardo, mi scusi, del Governo. Me ne
  dispiace. Della sua maggioranza che non è in grado di risolvere  un
  problema tecnico, politico ed amministrativo.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  raramente
  nell'ultimo  periodo  mi trovo d'accordo con l'onorevole  Cracolici
  non  perché  spesso la pensiamo diversamente ma proprio  in  questo
  periodo mi viene naturale.
   Stasera sono invece assolutamente d'accordo perché le cose che  ha
  detto,  che  ha  ricordato  sono tutte  quelle  iniziative  che  la
  Conferenza  dei  Capigruppo prima, e la commissione bilancio  dopo,
  aveva calendarizzato. Non sono state introdotte nuove cose, quindi,
  è  vero  che  l'Aula  deve sapere, ed ognuno  di  noi  deve  essere
  consapevole  di  quello che vota, ma abbiamo assolutamente   Questi
  argomenti,  già  in  tantissime occasioni,  sono  stati  dibattuti,
  sviluppati, c'era semplicemente da appostare, da fare una  verifica
  dettagliata,  con  la ragioneria dello Stato e da  raccordarsi,  in
  maniera  puntuale,  con  gli uffici dello Stato,  per  cercare   di
  trovare il giusto equilibrio, per far sì che queste norme potessero
  essere  approvate  senza  precludere nulla,  soprattutto  ai  tanti
  lavoratori   che  aspettano  la  soluzione,  almeno,   con   questo
  provvedimento, dei loro problemi.
   I  temi  che  abbiamo trattato sono  i forestali, stiamo  parlando
  dell'EAS,  sono già stati ricordati abbondantemente,  non  è  stato
  inserito  nulla di nuovo. Ritengo utile, a questo punto, una  volta
  che  il  testo arriva, perché è passato dalla commissione bilancio,
  all'unanimità  tra  parentesi, sarebbe opportuno  che  l'Aula,  nei
  limiti  del  possibile,  stasera lo possa  esaminare,  per  carità,
  dibatterlo, emendarlo, se  necessario, ma sarebbe utile proprio per
  dare  delle  risposte  vere,  se tutti quanti  pensiamo,  onorevole
  Beninati,  che  il Governo ha perso tempo  Sì, ne  ha  perso  tanto
  tempo   In  effetti  siamo in ritardo, sì  assolutamente  siamo  in
  ritardo,  ma  se  stasera  possiamo, tutti,  con  grande  senso  di
  responsabilità, approvare questo testo, che è condiviso  da  tutti,
  in  tante occasioni ne abbiamo ragionato, è stato dibattuto  ed  in
  linea   di  massima  è  stato  abbastanza  condiviso,  anche  nella
  Conferenza dei Capigruppo. Ritengo che possa essere, al di là delle
  manchevolezze  dell'uno o dell'altro, l'occasione  per  potere,  in
  qualche  modo,  con un pizzico d'orgoglio, anche  con  qualcosa  di
  importante che viene dai nostri cuori, dalla nostra testa, riuscire
  a  portare a termine questo disegno di legge. Un disegno  di  legge
  importante,  che  riguarda  persone,  in  qualunque  attività  esse
  espletino e riguarda diritti acquisiti.
   Se riusciamo, quindi, a farlo fa onere a quest'Assemblea, se,  per
  carità,  vogliamo  prendere tempo eccetera, è nel  nostro  diritto.
  Ritengo, però,  che  stasera, forse, per la prima volta, non è  che
  ci  siano tante occasioni per prendere tempo,  ecco, se è possibile
  chiudiamo  questa partita, nei limiti del possibile, ma chiudiamola
  questa partita in maniera definitiva, in modo tale che nei prossimi
  giorni  ci possiamo dedicare ad altro, a tante altre emergenze  che
  voi avete assolutamente evidenziato: ci sono i trasporti, ci sono i
  precari, ci sono tantissime altre emergenze.
   Se riusciamo a farlo lo facciamo, se non ci riusciamo, per carità,
  è  nelle  competenze  di ognuno esprimere le proprie  opinioni  ed,
  ovviamente,   essere  d'accordo o contrario a ciò  che  propone  il
  Governo o l'Assemblea.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Campagna.

   CAMPAGNA. Signor Presidente, visto che stiamo perdendo tempo,  lei
  non ha sospeso

   PRESIDENTE.  Non  stiamo  perdendo tempo, onorevole  Campagna,  ci
  stiamo   confrontando  nell'attesa  che  arrivi  l'emendamento   di
  riscrittura del Governo e con questo confronto avremo già eliminato
  alcune criticità.

   CAMPAGNA. Chiarissimo, signor Presidente, non volevo assolutamente
  sostenere altro, sapevo benissimo, lei lo ha detto, non ha  sospeso
  e   ne  stiamo  approfittando  per  dibattere.   Approfittando  del
  dibattito,  però, abbiamo ascoltato i vari interventi e soprattutto
  quello  del  collega Cracolici che invita l'Aula ad accelerare  per
  non perdere tempo.
     Non  vorrei, signor Presidente, che passasse, però, il principio
  che  in  quest'Aula  ci  sono  i  deputati,  una  parte  che  vuole
  accelerare, visto e considerato che abbiamo gli interessati che  ci
  onorano  di  essere qui presenti questa sera,  e poi  c'è  un'altra
  parte  di chi come me non fa parte della Commissione Bilancio,  per
  cui non ha visto assolutamente nulla. Credo sia legittimo, prima di
  votare,  quantomeno,  e mi rivolgo al mio capogruppo,  quanto  meno
  sederci  per  capire  un po' quello che si sta facendo,  perché  ho
  visto  tanti  fogli  di carta che girano in questa  Aula,  anche  a
  garanzia e soprattutto a garanzia di chi aspetta questo disegno  di
  legge  credo  sia opportuno quantomeno verificare le poste,  quello
  che  stiamo facendo. L'onorevole Leanza è d'accordo con l'onorevole
  Cracolici,  ed  pure io sono d'accordo ad accelerare  e  ad  andare
  avanti  per  l'intera notte di oggi  e di domani  perché  mi  rendo
  conto  che non si può fare Aula domani. Pertanto, se andiamo avanti
  tutta la notte così come diceva l'onorevole Cordaro, facciamo finta
  o  comunque  come  se  fossimo a discutere  della  finanziaria,  ed
  andiamo avanti, ma con i tempi che ci vogliono; guardiamo le carte,
  ci  rendiamo conto di quello che dobbiamo guardare, se non  c'è  da
  emendare  non  emenderemo, andiamo avanti fino alla fine,  però  le
  carte  le  vogliamo vedere  E siccome fino a questo  momento,  alle
  19.10,  non  ho  visto  carte, mi pare che  siamo  un  po'  lontani
  dall'approvazione di questo disegno di legge.
   Pertanto,  signor Presidente, tutto il tempo che ci  vuole  ce  lo
  pigliamo e sono convinto, sono d'accordo con l'onorevole Cracolici,
  che  stasera  ce  ne  possiamo uscire, però  con  i  tempi  che  ci
  vogliono.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la riscrittura del Governo è quasi
  pronta, gli Uffici mi dicono che dovrebbe essere disponibile tra un
  quarto d'ora, se è puntuale la riscrittura ovviamente.
   Detto  questo, io vorrei procedere in questo modo: quando arriverà
  la  riscrittura  del Governo, sarà la riscrittura  sul  disegno  di
  legge  n.  899/A,  cioè  Determinazione dei fondi globali ;  questa
  norma,  che  è  quella che viene fuori dall'esito dei lavori  della
  Commissione  Bilancio,  contiene  sostanzialmente  un  rimedio,  un
  tentativo  di  rimedio  per forestali, EAS,  trattoristi  dell'ESA,
  teatri,  ciechi  e sordomuti ed ex tabella H, ma un  rimedio  molto
  blando,  ovviamente,  non è la soluzione di  tutti  i  mali,  è  un
  tentativo  di  rimediare  alle impugnative  del  Commissario  dello
  Stato.
   Tutto  il  resto non farà parte di questo disegno  di  legge,  nel
  senso  che  il disegno di legge di questa sera sarà la  riscrittura
  operata  dal Governo, ovviamente i parlamentari potranno presentare
  dei  subemendamenti perché è giusto che i deputati abbiano il tempo
  di guardare questa riscrittura ed eventualmente subemendarla. Tutto
  il  resto  delle norme saranno agganciate al disegno  di  legge  n.
  900/A  Norme in materia di entrata , che è già - come voi sapete  -
  in  Commissione Bilancio e che l'Aula affronterà martedì, cioè  noi
  avremo questo disegno di legge esitato per l'Aula martedì prossimo,
  e  ciò perchè noi né domani né dopodomani né venerdì potremo tenere
  Aula,  in  quanto venerdì ricorre il 65  anniversario  della  prima
  seduta  dell'ARS  ed  abbiamo tutta una serie di  eventi  legati  a
  questo avvenimento.
   Pertanto,  stasera  non appena giungerà in Aula l'emendamento  del
  Governo lo facciamo presentare formalmente, lo verifichiamo,  diamo
  tempo ai deputati per presentare i subemendamenti, e quindi io sono
  dell'avviso di continuare i nostri lavori stasera, anche se per  me
  è  un  impegno gravoso in quanto, come voi sapete già,  da  stasera
  cominciano le celebrazioni in ricordo di Falcone e proprio  stasera
  qui  nel  Palazzo ci saranno 60 magistrati di Eurojust che qualcuno
  dovrà,  in  qualche modo, anche accogliere. Pertanto, se voi  siete
  d'accordo  continuerei  così  come vi ho  appena  indicato,  perché
  perdere  un'altra settimana non mi sembra neanche il caso,  per  la
  serie di emergenze che abbiamo.

   ROMANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ROMANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto che ho  solo
  un quarto d'ora di tempo vorrei brevemente riprendere due cose alle
  quali  sono  particolarmente legato. In primo luogo,  ho presentato
  un ordine del giorno, qualche minuto fa, per stabilire un principio
  che  quest'Aula  non aveva mai stabilito, e faccio  riferimento  in
  modo particolare alla tabella H, di cui abbiamo lungamente parlato,
  ex  tabella  H,  di  cui  abbiamo a lungo  parlato  in  Commissione
  Bilancio.
   Credo  che  dobbiamo  avere il coraggio di distinguere  in  quella
  Tabella, come fatto di principio, come regola che vale anche per il
  futuro,  le  organizzazioni e le associazioni che  si  occupano  di
  assistenza  socio-sanitaria,  che si occupano  di  assistenza  alla
  persona,  dalle associazioni culturali, dai centri  studi  e  dalle
  associazioni sportive.
   Sono  temi  totalmente  diversi e credo che  noi,  come  fatto  di
  coscienza,  come problema etico, dobbiamo mettere  in  evidenza  la
  differenza. Non può essere la stessa cosa finanziare una squadra di
  calcio o finanziare  l'associazione per malati di Alzheimer. Stesso
  discorso vale per i non vedenti, per i non udenti ecc.
   Signor  Presidente,  so che la Commissione  Bilancio,  assieme  al
  Governo,  ha preso un impegno. L'assessore Armao ha preso l'impegno
  cioè  di ristabilire e di riportare in talune associazioni la quota
  minima  garantita  per  stabilire i servizi prioritari.  Credo  che
  questo sia un principio che dobbiamo stabilire e distinguere  -  in
  questa  benedetta-maledetta  Tabella  H,  oggi  tabella  B   -   la
  solidarietà e i servizi alla persona da tutto il resto.
   Chiedo a questo Governo, alla Presidenza, di stabilire, anche  per
  il  futuro,  una  regola  certa e distinguere  le  associazioni  di
  categoria A dal gruppo di categoria B. Il taglio lineare non  paga.
  Dobbiamo  pensare  che  c'è  un  mondo che  ci  guarda  con  grande
  attenzione non essendoci ancora i decreti attuativi a tante  leggi.
  Penso  ancora alla legge n. 10 sulla tutela e valorizzazione  della
  famiglia,  approvata nel 2005 da quest'Aula, come tra le leggi  più
  significative che potevano fare e che riguardano l'assistenze  alle
  famiglie  ed  ai  disabili. Ancora oggi aspettiamo  due  terzi  dei
  decreti  attuativi. Chiudo questo capitolo che si trova nell'ordine
  del  giorno  che  ho  presentato, a firma  mia  e  di  altri  venti
  parlamentari.  Insisto  nel completare i  lavori  prima  possibile.
  Sostengo  il  Suo appello, signor Presidente, e credo che  dobbiamo
  fare  uno sforzo serio perché la nostra Sicilia aspetta questo atto
  amministrativo  da  cinque  mesi. Dobbiamo  avere  il  coraggio  di
  assumerci  le nostre responsabilità e guardare non solo al  momento
  difficile che stiamo vivendo ma al bisogno di tanti. La tabella H è
  una  cosa,  ma  le  altre di cui abbiamo parlato  sono  altrettanto
  importanti.
   Credo  che  la gente aspetti risposte serie e concrete  da  questa
  Assemblea.

   RAGUSA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, premesso  che  il
  Gruppo  che  rappresento oggi come collocazione politica  si  trova
  all'opposizione  di  questo Governo,  penso che  bisogna  fare  una
  scelta di fondo, essere seri e consequenziali.
   Premesso   che  l'intervento  dei  miei  colleghi  che  mi   hanno
  preceduto, sia di destra che di sinistra, non mi interessano e  non
  mi riguardano.
   I  forestali  devono  andare a lavorare perché deve  assolutamente
  partire la stagione antincendio.
   Se da una parte qualcuno dice di mandare a lavorare i forestali  e
  poi  si  ritarda il  lavoro di otto o dieci giorni e nel  frattempo
  qualche  bosco  si  brucia, non verranno  certamente  a  cercare  i
  responsabili  all'interno di quest'Aula. Resteranno solo  i  boschi
  bruciati.
   Questo  vale per l'ESA e vale anche per l'EAS. Questo  vale  anche
  per  i  nostri  amici ciechi e sordomuti. Penso che bisogna  andare
  avanti   stasera   e  chiudere  l'intervento  di  questa   proposta
  legislativa stasera.
   Signor  Presidente,  condivido quanto da lei  espresso,  cioè  che
  arrivi in Aula il disegno di legge, si sospenda la seduta per  dare
  spazio  e  tempo per i subemendamenti e rimanere in Aula  tutta  la
  notte.
   Lei  andrà  ad ospitare i magistrati. Noi l'aspetteremo.  Ci  sarà
  sicuramente un suo sostituto.
   Ritengo  che  bisogna andare avanti per liberarci  soprattutto  di
  questa  fase  stancante e, se permette, anche un po'  umiliante  di
  questa politica siciliana.

   LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, così come  hanno
  dichiarato i colleghi che mi hanno preceduto, il disegno  di  legge
  contiene,  lo ha detto lei in premessa correttamente, il  tentativo
  di  ovviare ad alcune difficoltà macroscopiche nelle quali ci siamo
  venuti  a  trovare a seguito di decisioni da parte del  Commissario
  dello   Stato   sulla  precedente  formulazione  del  testo   della
  finanziaria.
   Premesso  che in Commissione Bilancio dalla penultima  riunione  a
  quella  odierna  non  c'è stata una sede nella  quale  si  sia  poi
  concordato in maniera definitiva la soluzione e premesso che questo
  disegno  di legge è finalizzato a salvare alcune categorie  come  i
  ciechi,  i  non udenti dalle maglie di una falce che ha reciso  con
  una  decisione le previsioni precedenti, tutto quello  che  si  sta
  verificando  in  questi giorni è la conseguenza  di  una  serie  di
  ritardi, operazioni, decisioni sbagliate che il Governo ha messo in
  campo.
   La  manovra  finanziaria  - non è mica colpa  nostra  se  oggi  ci
  troviamo  in  queste  condizioni.  Peraltro  stiamo  decidendo   di
  affrettarci  su  un  testo che ancora non esiste.  Su  cosa  stiamo
  decidendo  di affrontarci ancora non lo sappiamo. Tutti i  colleghi
  che  prendono  la  parola  dichiarano   dobbiamo  fare  in  fretta,
  dobbiamo fare in fretta', ma non conosciamo nemmeno il contenuto su
  cui   potere  esercitare  la  fretta. Non  sappiamo  nemmeno  se  è
  necessaria una valutazione meno frettolosa perché piuttosto che far
  bene  potremmo  arrecare  danno;  è  necessario  che  l'Aula  e   i
  componenti   le   Commissioni  si  rendano  conto  della   versione
  definitiva  della  manovra e in ultimo, come diceva  il  Presidente
  nella  sua  premessa, si metta razionalmente in connessione  quello
  che  noi stasera dobbiamo decidere con quello che dovremmo decidere
  martedì.
   Martedì dovremmo deliberare sulle entrate. Mi spiegate quando  mai
  le  spese sono state deliberate prima delle entrate? E se per  caso
  martedì  una sola virgola modifica tutta la manovra sulle  entrate,
  noi stasera avremmo preso in giro l'universo mondo, perché dovremmo
  modificare tutto
   Siccome  dal  punto  di vista della procedura,  della  regolarità,
  della  funzionalità, della efficacia della procedura è più coerente
  prima  mettere  mano alle entrate e poi decidere le spese  e  sulle
  spese  eventualmente decidere tutti insieme decidere  come  ovviare
  alle  difficoltà  alle  quali ci siamo venuti  a  trovare  dopo  le
  decisioni  del Commissario dello Stato, ecco perché noi  riterremmo
  più   proficuo   per  tutti,  prima  di  tutto  per  le   categorie
  destinatarie  e  poi  per il nostro lavoro  che  le  due  soluzioni
  vengano messe in connessione.
   Martedì  avremo la possibilità di fare una valutazione complessiva
  perché conosceremo anche il testo definitivo delle entrate. In quel
  caso potremmo commisurare le entrate alle spese. Noi stiamo stasera
  decidendo  alla cieca di mettere mano ad un disegno di legge  sulle
  spese che è stato già più volte oggetto di riserve da parte di  chi
  ha  valutato  e  ha  giudicato. E non  siamo  ancora  in  grado  di
  giudicare  quanto  quello  che  stasera  dovremmo  decidere  è   in
  connessione con quello che martedì dovremmo decidere
   Pertanto,  signor  Presidente, martedì prossimo  avremo  il  testo
  definitivo   sia  delle  entrate  che  delle  uscite,  avremmo   la
  possibilità,  quindi,  di commisurare i due disegni  di  legge,  di
  metterli in correlazione, di non fare danno a nessuno e di decidere
  in modo organico e definitivo.
     Il  rischio questa sera è quello di inventare una fretta  su  un
  testo  che  ancora  non  esiste, quindi il Governo  non  ha  ancora
  esercitato questa fretta, dovremmo deciderlo noi in Aula di  essere
  frettolosi  su un testo che non conosciamo. Facciamo le  cose  così
  come conviene a tutti. Prima di tutto al territorio e alla comunità
  ed  alle  categorie che attendono e poi al nostro  lavoro.  Martedì
  prossimo una valutazione organica e soprattutto connessa ci darà la
  possibilità  definitiva  di prendere una  decisione  che  metta  in
  correlazione  le  entrate con le uscite. Così come  sempre  abbiamo
  fatto.
   Peraltro  stasera  noi inventeremmo un sistema  nuovo:  quello  di
  decidere le entrate prima ancora delle spese, perché in Commissione
  Bilancio  stiamo andando a tentoni, in base alle ultime  carte  che
  arrivano   Lo  spettacolo a cui abbiamo assistito durante  l'ultima
  riunione  di Commissione è stato veramente indecoroso: c erano  due
  assessori  e  quattro funzionari con sei foglietti  diversi  e  noi
  abbiamo  ascoltato sei versioni diverse su come dovevamo  calibrare
  l'intervento  di  questa  sera, tanto è  vero  che  abbiamo  dovuto
  interrompere la Commissione Bilancio ed aggiornarla ad oggi per una
  versione definitiva che ancora non conosciamo  Tanto è vero che  il
  testo  non  esiste  Evitiamole queste procedure  Andiamo a  martedì
  prossimo, così che avremo il testo definitivo anche per decidere di
  non  presentare  emendamenti qualora il  testo  definitivo  dovesse
  essere  convincente per tutti ed avremmo anche  la  possibilità  di
  mettere  in connessione, in correlazione, le entrate con le  uscite
  perché avremo anche il testo definitivo relativo alle entrate.

   RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo  che  il
  disegno  di  legge  vada approvato questa sera  per  una  serie  di
  motivi.  Prima  di tutto non è vero che il testo non lo  conosciamo
  perché, come ha ripetuto lei, signor Presidente, contiene le  norme
  che,  in  qualche modo, si sta tentando di salvare e che riguardano
  alcuni  interessi  particolari  nella  nostra  società  e  cioè   i
  forestali, il pagamento degli stipendi dell'EAS e alcuni contributi
  per  le  categorie  disagiate che qui  oggi  sono  presenti  e  che
  rappresentano una esigenza reale. Pertanto, poiché il testo è stato
  votato  poco  fa  in  Commissione Bilancio e la maggior  parte  dei
  colleghi    era    presente,    a   cominciare    dal    capogruppo
  dell'opposizione, è chiaro che il testo è già conosciuto  E come ha
  detto  bene  lei,  sarebbe il caso di dare  una  risposta  concreta
  procedendo  all'approvazione di questo disegno  di  legge  e  tutto
  quello  che contiene, a meno che non ci sia un emendamento proposto
  e  positivo  fatto  dall'opposizione  che  possa  essere  preso  in
  considerazione immediatamente. Ma tutto ciò che riguarda il  resto,
  e cioè tutte quelle norme che nulla hanno a che fare con il disegno
  di  legge  in  argomento che era stato impugnato e che  noi  stiamo
  ripresentando  per  risolvere questo  problema,  sarebbe  bene  che
  venisse discusso martedì.
   Le  chiedo  quindi  di  procedere  con  il  disegno  di  legge  di
  riscrittura  del  Governo, appena sarà pronto per  l'Aula,  con  le
  norme  che sono state approvate in Commissione Bilancio e  giungere
  così alla sua approvazione finale.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per  circa  un
  quarto d'ora.

        (La seduta, sospesa alla ore 19.29, è ripresa alle ore
                                21.08)

   La seduta è ripresa.
   Comunico  che  è  stato presentato dal Governo l'emendamento  Gov1
  interamente   sostitutivo   del   disegno   di   legge   n.   899/A
   Determinazione  fondi globali . Questo emendamento  è  frutto  del
  lavoro  della  Commissione bilancio ma a  quel  lavoro  sono  stati
  stralciati tre emendamenti, che erano gli articoli 6, 7  e  8,  che
  sono stati trasferiti al disegno di legge n. 900/A che sarà in Aula
  martedì.
   Quindi, l'emendamento interamente sostitutivo, che  è quello che è
  stato  distribuito,  consta  di otto articoli,  compresa  la  norma
  finale,  più  tre  subemendamenti del  Governo:  Gov1.1,  Gov1.2  e
  Gov1.3.
   Come avevamo previsto questo maxiemendamento di riscrittura tratta
  alcuni temi che sono: forestali, EAS, trattoristi dell'ESA, teatri,
  ciechi e sordomuti ed ex tabella H. Tutto il resto è trasferito  al
  disegno di legge n. 900/A.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, come lei ha constatato   non  c'è  un
  emendamento  presentato ma è riscritta tutta la  legge.  A  maggior
  ragione  abbiamo  bisogno del tempo che le  abbiamo  chiesto  e  il
  Governo  ha confermato all'articolo 2 un emendamento che, a  questo
  punto,  ritengo  che  i comuni hanno finito  il  loro  percorso  di
  normale  attività  amministrativa perché  vengono  decurtati  dalla
  spesa  corrente  ulteriori 35 milioni di euro.  Sono  ribaltate  le
  spese per investimenti ma tutti sanno che le spese per investimenti
  hanno  il  blocco  che deriva da una norma nazionale  e  quindi  le
  difficoltà saranno enormi, senza entrare nel merito naturalmente di
  tutte le altre articolazioni di questo maxiemendamento.
   Quindi,  rispetto  ad un ragionamento che l'Assemblea  deve  fare,
  signore  Presidente, le ribadisco la necessità che  i  parlamentari
  hanno  diritto ad avere qualche ora - visto che, come lei ha  detto
  domani  o  dopodomani  non  è  possibile  convocare  l'Aula  -  per
  presentare  tutta una serie di subemendamenti a questo  testo  che,
  più che subemendamenti, sono emendamenti ad un testo nuovo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per avere il tempo di leggere  con
  attenzione   la   riscrittura,  quindi  l'emendamento   interamente
  sostitutivo, e presentare gli eventuali subemendamenti, sospenderei
  l'Aula per un'ora e alla ripresa cominceremo con le votazioni.
   La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 22.00

                   Presidenza del presidente Cascio

     (La seduta, sospesa alle ore 21.12, è ripresa alle ore 22.15)

   La seduta è ripresa.

    Seguito della discussione del disegno di legge «Determinazione
                         Fondi globali» 899/A

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge «Determinazione Fondi globali» 899/A
   Si   procede  con  l'emendamento  Gov1,  interamento  sostitutivo,
  presentato dal Governo.
   Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
        Canoni di concessione dei beni immobili appartenenti al
     demanio forestale. Biglietto di accesso per le aree naturali
                               protette.

   1.  Le  modalità di calcolo delle tariffe afferenti ai  canoni  di
  concessione  dei beni immobili appartenenti al demanio forestale  e
  l'individuazione  dei valori unitari da porre a  base  del  calcolo
  degli  stessi  sono  determinati  con  riferimento  alla  effettiva
  redditività  del bene oggetto della concessione in  relazione  alla
  destinazione d'uso per la quale la concessione viene richiesta o  è
  stata   già   rilasciata,  da  aggiornarsi  con  cadenza  biennale.
  L'Assessore  regionale  per le risorse  agricole  ed  alimentari  è
  autorizzato  ad emanare di concerto con l'Assessore  regionale  per
  l'economia,  entro trenta giorni dalla data di pubblicazione  della
  presente  legge, apposito decreto per la determinazione di modalità
  e  individuazione delle tariffe unitarie determinate ai  sensi  dei
  commi  1 e 2 dell'articolo 19 della legge regionale 27 aprile 1999,
  n.  10  e successive modifiche ed integrazioni. Le tariffe unitarie
  relative  alle concessioni di terreni a pascolo e dei  prodotti  di
  bosco sono stabilite annualmente con decreto del Dirigente generale
  del  Dipartimento regionale Azienda regionale foreste demaniali  di
  concerto  con  i  dirigenti  generali  del  Dipartimento  regionale
  bilancio  e  tesoro  e  Dipartimento regionale  finanze  e  credito
  dell'Assessorato  regionale dell'economia sulla  base  dei  criteri
  stabiliti dal vigente ordinamento statale.

   2.  A  decorrere dalla data di pubblicazione della presente legge,
  al  fine  di incrementare i servizi ai visitatori e le attività  di
  tutela  delle aree protette regionali, fatta eccezione  per  quelle
  ubicate nelle isole minori, è previsto il pagamento di un biglietto
  di  accesso  per le aree naturali protette e per le aree attrezzate
  da  individuare con successivo decreto dell'Assessore regionale per
  il  territorio  e  l'ambiente emanato di concerto  con  l'Assessore
  regionale  per  l'economia, sentiti gli  enti  gestori  delle  aree
  naturali  protette  ed i comuni nei quali sono ricomprese  le  aree
  interessate».

   Comunico   che  all'articolo  1  sono  stati  presentati  numerosi
  emendamenti soppressivi.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, considerato  che
  l'onorevole  Cracolici mi ha annoverato tra gli ultimi  giapponesi,
  naturalmente  questo ruolo lo svolgerò fino alla fine  affinché  si
  possa  ristabilire  una democrazia seria in  questo  Parlamento  ed
  evitare  che  passi  per positivo un ribaltone propiziato  e,  poi,
  portato avanti dall'onorevole Cracolici.
   Consiglio  all'assessore Armao, considerato che si tratta  di  una
  manovra che non condividiamo, soprattutto con il taglio alle  spese
  correnti  degli  enti  locali  di altri  34  milioni  di  euro,  di
  richiamare  la  maggioranza in Aula per dare le risposte  politiche
  alla gente che, com'è stato detto da questo pulpito, le aspetta.
   In  questo momento la maggioranza la facciamo noi, non mi pare  il
  caso  di  procedere all'esame di qualsiasi emendamento,  in  quanto
  saremo  costretti  a  chiedere il numero legale,  pertanto,  chiedo
  all'assessore  Armao di richiamare la maggioranza in Aula  affinché
  possiate  raggiungere il minimo indispensabile per  lavorare,  come
  voi  avete  detto fino a due ore fa, per i siciliani. Cosa  diversa
  significa, invece, che è come la pensiamo noi, che non solo  ve  ne
  fregate ma cercate di mettere qualche pezza dove ritenete e  questo
  non ci sembra giusto.
   Signor  Presidente,  quindi,  qualora  il  Governo  chiedesse   un
  ulteriore  rinvio  di  un'ora, due ore,  noi  saremmo  disposti  ad
  aspettare  i deputati della maggioranza che latitano. Se  così  non
  fosse  e lei dovesse procedere, chiederemmo la verifica del  numero
  legale.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato un
  emendamento  che  sopprime l'articolo 1. Lo dichiaro  inammissibile
  perché  è  un  emendamento  che sopprime un  articolo  che  produce
  entrate.   Comunico,   altresì  che   sono   stati   presentati   i
  subemendamenti  Gov1.5  e  Gov1.6  che  sopprimono  i   due   commi
  dell'articolo  1 e che nel caso venissero soppressi comporterebbero
  minori   entrate  per  l'amministrazione,  pertanto   li   dichiaro
  inammissibili.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli: Di Guardo,
  Panepinto, Raia, Speziale, Gennuso, Calanducci, Laccoto, Di Mauro e
  Parlavecchio.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Riprende l'esame del disegno di legge numero 899/A

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1.

                Richiesta di verifica del numero legale

   MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.

     (Alla richiesta si associano gli onorevoli Beninati, Cordaro,
                      Leontini, Maira e Pogliese)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  invito  gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
    Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            45
   L'Assemblea è in numero legale.

          Riprende l'esame del disegno di legge numero 899/A

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 1.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
          Disposizioni finanziarie in materia di Enti Locali

   1.   L'autorizzazione   di  spesa  relativa   alla   quota   delle
  assegnazioni, per l'anno 2012, di parte corrente, in  favore  degli
  Enti locali di cui al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale
  9  maggio 2012, n. 26 da erogare nell'esercizio finanziario 2012, è
  ridotta di 35.000 migliaia di euro per i Comuni e di 5.000 migliaia
  di euro per le Province.

   2.  In  favore  degli  Enti  locali è assegnata  per  l'anno  2012
  un'ulteriore somma pari a 70.000 migliaia di euro per i Comuni e di
  10.000   migliaia  di  euro  per  le  Province  da   destinare   ad
  investimenti coerenti con il comma 18 dell'articolo 3  della  legge
  24 dicembre 2003, n. 350 e successive modifiche ed integrazioni.

   3.  Per il finanziamento della maggiore spesa di cui al comma 2 il
  Ragioniere  generale  della  Regione è  autorizzato  ad  effettuare
  nell'anno  2012  ulteriori operazioni finanziarie  per  un  importo
  complessivo di  80.000 migliaia di euro.

   4.   I  maggiori  oneri  derivanti  dalle  operazioni  finanziarie
  previste  dal  comma 2 sono quantificati per l'anno 2012  in  5.377
  migliaia  di  euro  e  in   10.754 migliaia  di  euro  a  decorrere
  dall'anno 2013.

   5.  Agli  oneri di cui al comma 4 si fa fronte: per  l'anno  2012,
  quanto a 2.400 migliaia di euro, a valere sull'U.P.B. 4.2.1.4.1  e,
  quanto  a  2.977 migliaia di euro, a valere sull'U.P.B.  4.2.3.9.1;
  per  l'anno  2013,  quanto  a  4.529  migliaia  di  euro  a  valere
  sull'U.P.B.  4.2.1.4.1 e quanto a 6.225 migliaia di  euro  mediante
  riduzione  dell'U.P.B. 4.2.1.4.1; per l'anno 2014, quanto  a  4.150
  migliaia di euro, a valere sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e, quanto a  6.604
  migliaia di euro, a valere sull'U.P.B. 4.2.3.9.1»

   Comunico che il subemendamento Gov1.7 è inammissibile.
   Si  passa al subemendamento Gov1.8, che è soppressivo del comma  1
  dell'articolo 2.

   VINCIULLO. Signor Presidente, cade la manovra

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo, mi sto  confondendo;  di  quale
  fronte fa parte?
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  al  subemendamento Gov1.9,  che  sopprime  il  comma  2
  dell'articolo 2.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  aggiuntivo  Gov1.44,  degli  onorevoli
  Falcone, Vinciullo ed altri.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  desideravo,  prima  che   andiamo
  avanti,  invitare il Governo un attimino a riflettere su  un  fatto
  che io reputo gravissimo e che mi sorprende come i colleghi del  PD
  pensano di andare avanti e di approvare questa manovra.
   Mi  riferisco alla tabella   D  dove al capitolo 215731 è previsto
  fondo  per  far fronte alle minori partecipazioni  al  costo  delle
  prestazioni  sanitarie  delle fasce sociali più  deboli,  assessore
  stiamo  togliendo 6 milioni di euro sui 9 che erano presente,  cioè
  significa  che  i poveri della Sicilia non potranno  più  andare  a
  curarsi.
   Infatti, se già la volta scorsa quando abbiamo approvato nel  mese
  di  dicembre  il disegno di legge abbiamo contestato il  fatto  che
  erano  stati stanziate solo 9 milioni di euro ed adesso  ne  stiamo
  togliendo 6 significa che stiamo andando anche contro quella che  è
  la  volontà del governo nazionale che come voi sicuramente saprete,
  ha  in  questi  giorni, fatto sapere per bocca del  sottosegretario
  alla  sanità  che c'è la volontà da parte del governo nazionale  di
  ampliare  la fascia di colori i quali saranno esente da ticket  qui
  invece  qua la stiamo andando ad eliminare totalmente, significherà
  che  stiamo  destinando alla morte migliaia di persone che  essendo
  disoccupati  non  avendo  nemmeno la possibilità  di  mangiare  non
  avranno  nemmeno  la  possibilità di andarsi a  pagare  il  ticket,
  quindi assessore Armao la vorrei un attimino invitare a riflettere,
  nel  capitolo precedente se ci fa caso c'è una maggiore entrata per
  23  milioni  di  euro, veda se possiamo ad esempio togliere  da  li
  queste somme in maniera tale da andare a confermare la somma a  suo
  tempo  stanziata  che  era  del  tutto  indifferente,   stiamo,   a
  proposito ve lo sto dicendo senza fare polemiche, senza fare  farse
  o tragedie perché su un argomento del genere credo che non possiamo
  assolutamente fare finta di non capire, stesso discorso dicasi  per
  la penultima pagina, stiamo parlando del capitolo 373719 e il buono
  scuola  destinato  a  concorrere alle spese di frequenza,  qualcuno
  poco  fa ha parlato che sarebbe un contributo destinato soltanto  a
  chi  frequenta le scuole private, non è assolutamente così, intanto
  perché  in  Sicilia  scuole private e nel  resto  d'Italia  non  ne
  abbiamo,  abbiamo solo scuole pubbliche che si dividono in  statali
  e non statali e secondo perché è destinato a tutti i ragazzi che si
  trovano  in  condizioni  economiche  tali  che  hanno  bisogno  del
  contributo da parte della regione per l'acquisto anche dei libri di
  testo,  pertanto assessore prima di andare avanti e incominciare  a
  fare  una  opposizione molto più feroce a questo provvedimento,  la
  invitiamo un attimino a riflettere, noi vogliamo oggi approvare  il
  provvedimento  a favore dei forestali, vogliamo sicuramente  venire
  incontro  alle associazioni di categoria che qui sono presenti  per
  quanto  riguarda  non vedenti e non udenti però  non  possiamo  nel
  momento  in  cui decidiamo di venire incontro a questa  maggioranza
  che  è  totalmente  assente in Aula perché poco  fa  sono  stati  i
  pianisti a darci la possibilità di raggiungere il numero legale non
  possiamo fare finta che nel momento in cui alcune categorie vengono
  giustamente  compensate per quello che questo governo  ha  scippato
  altre  categoria  ancora  più deboli e  ancora  più  in  difficoltà
  debbono subire ulteriori torti da parte di questo governo. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone c'è un invito  a  ritiro  da  parte
  della presidenza di un emendamento Gov1.44.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Grazie presidente, lo ritiro, ho già presentato un ordine
  del  giorno che impegna il governo, come dire, a prevedere  al  più
  presto    queste   somme   per   l'abbattimento   delle    barriere
  architettoniche dei contributi che ancora dobbiamo dare per  l'anno
  2009  a  persone  indigenti con una disabilità in famiglia   e  che
  aspettano da tre anni questi contributi, serviva per pagare  il  50
  per cento degli stessi contributi perché servirebbero 3 milioni  di
  euro  però  voglio  dire lo ritiro in attesa che il  governo  venga
  incontro a queste esigenze.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Falcone. Gli  emendamenti  Gov1.10,
  Gov1.11  e  Gov1.12 sono tutti e tre inammissibili perché  sono  il
  comma tre, il comma quattro e il comma cinque perché attengono alla
  copertura  finanziaria,  quindi  sono  inammissibili,    metto   in
  votazione  l'articolo  2,  chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
                               «Art. 3.
               Interventi nel settore della forestazione

   1.  Per  l'attuazione  di  progetti,  coerenti  con  il  comma  18
  dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2003, n. 350  e  successive
  modifiche   ed   integrazioni,  finalizzati  alla   costruzione   e
  manutenzione  straordinaria di opere e impianti del demanio  e  del
  patrimonio  pubblico  forestale  nonché  per  la  ricostituzione  e
  recupero  del patrimonio pubblico boschivo, compreso l'acquisto  di
  impianti,  macchinari e attrezzature tecnico  scientifiche  per  la
  prevenzione   degli   incendi,   è  autorizzata   per   l'esercizio
  finanziario 2012 la spesa complessiva di 60.000 migliaia  di  euro.
  La spesa autorizzata dal presente comma è destinata quanto a 30.000
  migliaia  di  euro per l'espletamento delle funzioni di  competenza
  del  Dipartimento  Azienda  Foreste Demaniali  e  quanto  a  30.000
  migliaia  di  euro per l'espletamento delle funzioni di  competenza
  del Comando Corpo Forestale della Regione siciliana.

   2.  Per il finanziamento della maggiore spesa di cui al comma 1 il
  Ragioniere  generale  della  Regione è  autorizzato  ad  effettuare
  nell'anno  2012  ulteriori operazioni finanziarie  per  un  importo
  complessivo di 60.000 migliaia di euro.

   3.   I  maggiori  oneri  derivanti  dalle  operazioni  finanziarie
  previste  dal  comma 2 sono quantificati per l'anno 2012  in  4.033
  migliaia  di euro e in 8.066 migliaia di euro a decorrere dall'anno
  2013.

   4. Agli oneri di cui al comma precedente si fa fronte:
   a)  per  l'anno  2012, quanto a 1.800 migliaia di euro,  a  valere
  sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e, quanto a 2.233 migliaia di euro,  mediante
  riduzione dell'U.P.B. 4.2.1.4.1;
   b)  per  l'anno  2013, quanto a 3.397 migliaia di euro,  a  valere
  sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e, quanto a 4.669 migliaia di euro,  mediante
  riduzione dell'U.P.B. 4.2.1.4.1;
   c)  per  l'anno  2014, quanto a 3.113 migliaia di euro,  a  valere
  sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e, quanto a 4.953 migliaia di euro,  mediante
  riduzione dell'U.P.B. 4.2.1.4.1.

   5.  Per  gli  interventi di manutenzione ordinaria del  patrimonio
  boschivo  e per la prevenzione e gli interventi di controllo  degli
  incendi   boschivi  e  per  interventi  di  tipo   conservativo   è
  autorizzata, per l'esercizio finanziario 2012 la spesa  complessiva
  di  33.770  migliaia  di euro di cui 16.885 migliaia  di  euro  per
  l'espletamento  delle  funzioni  di  competenza  del   Dipartimento
  Azienda   Foreste  Demaniali  e  16.885  migliaia   di   euro   per
  l'espletamento  delle  funzioni di  competenza  del  Comando  Corpo
  Forestale della Regione siciliana.

   6.    Agli   oneri   discendenti   dal   comma   5,   quantificati
  complessivamente  in  33.770 migliaia di  euro,  si  provvede,  per
  l'esercizio finanziario 2012 mediante corrispondente utilizzo della
  riduzione   dell'autorizzazione  di  spesa  di  cui  al   comma   1
  dell'articolo  4 della legge regionale 9 maggio 2012,  n.  26  come
  disposta dal comma 1 dell'articolo 2 della presente legge».

   Il subemendamento Gov1.13 è inammissibile.
   Si  passa  al  subemendamento Gov1.14  che  sopprime  il  comma  1
  dell'articolo 3.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Tutti gli altri emendamenti all'articolo 3 sono inammissibili.
   Pongo  in  votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                    Finanziamento di leggi di spesa

   1. La spesa complessiva di 33.363 migliaia di euro autorizzata per
  l'esercizio   finanziario  2012  dall'articolo  128   della   legge
  regionale  12  maggio  2010,  n.  11  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, è rideterminata per l'esercizio finanziario  2012  in
  32.748   migliaia  di  euro  da  destinare  ai  soggetti   indicati
  nell'Allegato   1  alla  presente  legge,  tenuto   altresì   conto
  dell'articolo 7 della legge regionale 11 maggio 2011, n. 8, per gli
  importi  nello stesso specificati, ivi compresi gli impegni assunti
  nel  corso  della gestione provvisoria del bilancio  della  Regione
  autorizzata dalle legge regionali  10 gennaio 2012 n. 5 e 11 aprile
  2012 n. 23.

   2.  Fermo  restando quanto previsto al comma 1,  per  le  medesime
  finalità previste dall'articolo 128 della legge regionale n. 11 del
  2010 e con le modalità ivi previste, è autorizzata, per l'esercizio
  finanziario 2012, la spesa complessiva di 1.800 migliaia di euro  a
  titolo  di  ulteriore contributo a favore dei soggetti  di  seguito
  individuati  e  per  l'importo indicato a fianco  degli  stessi  in
  migliaia di euro:

       a)  U.P.B. 6.2.1.3.1  - cap 183704Ente naz. Sordomuti   +
     300
       b)  U.P.B. 6.2.1.3.3  - cap 183701Unione italiana  ciechi
     + 600
       c)  U.P.B. 6.2.1.3.3  - cap 183715Centro Helen Keller   +
     300
       d) U.P.B. 9.2.1.3.3  - cap 373711Stamperia Braille + 600

   3.  All'onere di cui al comma 2, quantificato in complessivi 1.800
  migliaia  di  euro,  si  provvede mediante corrispondente  utilizzo
  delle   maggiori  entrate  derivanti  dalle  disposizioni  di   cui
  all'articolo 1».

   Il subemendamento Gov1.21 è inammissibile.
   Si passa al subemendamento Gov.1.1, presentato dal Governo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   I subemendamenti Gov.1.45 e Gov.1.46 sono inammissibili.
   Il  primo ammissibile  è il Gov.47, a firma degli onorevoli Caputo
  e Leontini.
   Chiarisco:   l'emendamento  toglie  45  mila  euro  al   Consorzio
  Universitario  Mediterraneo e li immette allo Studio Teologico  San
  Paolo di Catania.
   Si  passa all'emendamento a firma dell'onorevole Leontini.  Quindi
  meno 45 al Consorzio Universitario Mediterraneo, più 45 allo Studio
  Teologico San Paolo di Catania.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al  Gov.1.48 sempre a firma degli  onorevoli  Leontini,
  Vinciullo.

   Toglie 40 mila euro all'Associazione concertistiche e aggiunge  40
  mila euro alla Meter Onlus.

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo si rivolga alla presidenza.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  per  essere
  chiari, stiamo parlando per l'ennesima volta dell'associazione  più
  importante nella lotta contro la pedofilia che c'è in Italia, no in
  Sicilia  per  essere chiari, abbiamo più volte discusso  su  questo
  argomento  e  io  la vorrei invitare un attimo a  riflettere  sulla
  differenza  abissale che c'è fra questa associazione e  soprattutto
  una  terza  per  cui trovato i fondi anziché l'onorevole  Cracolici
  perdere  la  calma, lo vorrei invitare a leggere la Tabella  H  con
  attenzione,  se l'onorevole Cracolici legge questa  Tabella  H  con
  attenzione,  anche lui si rende conto che è un fatto di  giustizia,
  stiamo riportando l'associazione Meter con il 40% in meno di quello
  che aveva tre anni fa per essere chiari

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per il bilancio. Contrario

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento a firma Leontini, Vinciullo.   Meno  38
   mila Fondazione Federico II. Più 38 mila Meter Onlus Avola .

   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per il bilancio. Contrario

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   I subemendamenti Gov1.22, Gov1.23 e Gov1.24 sono inammissibili.

   Pongo in votazione l'art. 4. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Le  chiedo scusa, intervengo per dichiarazione  di  voto
  sull'articolo  4, in quanto il Governo ha fatto la peggiore  scelta
  per  incentivare  i fondi degli Istituti dei ciechi  e  dei  sordi,
  perché abbiamo previsto un 1.800.000 euro in più, distribuito  così
  come  è scritto nell'articolo 4, però non c'è la certezza di queste
  entrate.
   Io  avrei  fatto una scelta diversa: avrei, appunto,  messo,  come
  sono  state fatte altre scelte, con altri capitoli dei soldi  certi
  che le Associazioni dei ciechi e dei sordi hanno richiesto a questo
  Parlamento.
   Questa previsione speriamo che raggiunga il risultato previsto, ma
  è  la peggiore scelta che poteva fare il Governo questa sera. Sono,
  quindi,  contrario non perché ritengo che non doveva essere  fatto,
  per così dire, un appostamento maggiore all'Associazione dei ciechi
  e dei sordi, ma perché così come c'è la previsione rischiano queste
  Associazioni che non gli viene assegnato quell'ulteriore contributo
  che hanno richiesto da due mesi a questa parte.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, assessore, la Commissione bilancio  si
  era riunita, qualche ora fa, e aveva dato un allegato al primo Gov1
  dove  declinava, per così dire, i vari interventi della ex  tabella
  H,  tra  cui  venivano  ricompresi anche un  contributo  all'Unione
  Italiana  Ciechi  operante  in Sicilia, un  contributo  alle  spese
  gestione dell'Helen Keller, dell'Unione Italiana Ciechi e così via,
  all'astanteria ed ai sordo muti. Per la precisione voglio dire  che
  nella  precedente  bozza  c'erano  2.186.000  per  quanto  riguarda
  l'Unione  Italiana Ciechi. Ce n'erano 946.000 per  quanto  riguarda
  l'Helen Keller, potrei continuare ma mi fermo a questi due esempi.
   Oggi, con questa bozza, con questo articolo che la maggioranza  ha
  voluto  approvare, stiamo dando la certezza per la Unione  Italiana
  Ciechi  di 1.486.000 e 600.000 soltanto in ragione e se ci  saranno
  delle entrate di cui all'articolo 1.
   Per  quanto riguarda, invece, l'Istituto Helen Keller  da  946.000
  si  è  passati  a  646.000 certi, più 300.000  soltanto  quando  si
  verificheranno delle entrate di cui all'articolo 1.
   Beh,  vi  devo  dire  la  verità, questa è stata  una  scelta  per
  rinvoltare  tutto  il resto che non è utilità e nobiltà  di  azione
  pregnante come quella che fanno questi istituti più l'istituto  dei
  sordomuti, ma è accessorio in un momento di grande difficoltà e  di
  grande  ristrettezze.  Spero  che  i  canoni  di  concessione,   il
  biglietto  di  accesso per le aree naturali,  quindi  l'articolo  1
  abbia un'entrata certa altrimenti abbiamo parlato di accantonamenti
  negativi, cioè non li abbiamo aiutati a questi soggetti che  vivono
  una  situazione di grande disagio e a queste realtà che agli stessi
  soggetti  danno una grande mano di aiuto per cercare  di  riportare
  una  parità  di trattamento o una situazione di parità  nella  vita
  comune nel consorzio umano.
   Per  cui  ecco perché ha detto bene l'onorevole Mancuso noi  siamo
  stati  contro questa manovra inopportuna a nostro avviso, cioè  due
  ore  di  discussione non hanno portato un beneficio ma hanno  tolto
  una  entrata,  un  contributo  certo, dando  invece  un  contributo
  incerto  e  diminuendo almeno del trenta per cento quel  contributo
  certo.  Speriamo  che  comunque ci sbagliamo,  che  il  Governo  si
  impegni  per  recuperare queste somme altrimenti da qui  a  qualche
  mese,  ad agosto, dobbiamo rimettere mano perché purtroppo  dovremo
  renderci  conto  che  abbiamo fatto un grave errore  o  che  questa
  maggioranza ha fatto un grave errore. Che si dica è giusto che  noi
  lo diciamo perché domani ove vi saranno problemi dobbiamo capire di
  chi sono le responsabilità.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                Art. 5.
            Disposizioni per l'Ente Acquedotti siciliani in
                             liquidazione

   1.  Al fine della razionalizzazione e del contenimento della spesa
  relativa    all'Ente   Acquedotti   siciliani   in    liquidazione,
  coerentemente  con  lo  stato  di liquidazione  e  con  le  residue
  attività   di  gestione  attribuite  all'Ente,  entro   90   giorni
  dall'entrata  in  vigore  della  presente  legge,  il   Commissario
  liquidatore,  nominato secondo le disposizioni di cui  al  comma  2
  dell'articolo  1, della legge regionale 31 maggio 2004,  n.  9,  al
  quale   possono  altresì  essere  conferiti,  fino  alla   completa
  liquidazione dell'EAS, i poteri di dirigente generale, provvede  ad
  adottare   apposita  delibera  di  approvazione  di  modifica   del
  regolamento interno dell'Ente che preveda non più di tre  strutture
  intermedie   quali    quella   afferente   il   settore   economico
  finanziario, quella afferente il settore tecnico e quella afferente
  gli affari legali.

   2. Coerentemente con le misure di razionalizzazione e contenimento
  di  cui  al comma 1, all'Ente Acquedotti Siciliani in liquidazione,
  ai  sensi  dell'articolo  1  della legge  regionale  n.  9/2004,  è
  autorizzata,  per l'esercizio finanziario 2012, la  spesa  entro  i
  limiti  di  11.650  migliaia di euro, a titolo di compartecipazione
  destinata,  esclusivamente, agli oneri sostenuti per la  spesa  del
  personale.

   3.  All'Istituto  Regionale del Vino e  dell'Olio  è  concesso  un
  contributo,  per l'esercizio finanziario 2012, pari a 173  migliaia
  di euro per il  concorso al pagamento degli emolumenti al personale
  proveniente  dall'EAS  in  liquidazione,  ai  sensi  del  comma   2
  quinquies  dell'articolo della legge regionale 27 aprile  1999,  n.
  10.

   4.  All'I.R.S.A.P.  (Istituto  Regionale  per  lo  Sviluppo  delle
  Attività  Produttive)  è  concesso un contributo,  per  l'esercizio
  finanziario  2012 , pari a 800 migliaia di euro per il concorso  al
  pagamento  degli  emolumenti  al  personale  proveniente  dall'Ente
  Acquedotti  Siciliani  in  liquidazione,  ai  sensi  del  comma   2
  quinquies dell'articolo 23 della legge regionale 27 aprile 1999  n.
  10.

   5.  Agli  Enti  Regionali per il diritto allo Studio Universitario
  della  Sicilia  (ERSU)  è concesso un contributo,  per  l'esercizio
  finanziario 2012,  pari a 2.000 migliaia di euro per il concorso al
  pagamento  degli  emolumenti  al  personale  proveniente  dall'Ente
  Acquedotti Siciliani in liquidazione ai sensi del comma 2 quinquies
  dell'articolo 23 della legge regionale 27 aprile 1999 n. 10.

   6.  Agli  oneri  discendenti dal presente  articolo,  quantificati
  complessivamente  in  14.623 migliaia di  euro,  si  provvede,  per
  l'esercizio finanziario 2012:

       a)  quanto a 6.000 migliaia di euro mediante riduzione di
     pari  importo dell'UPB 4.2.1.5.2. capitolo 215704,  di  cui
     1.200  migliaia  di  euro da accantonamento  1001  e  4.800
     migliaia  di  euro  da accantonamento  1003,  del  bilancio
     della Regione per l'esercizio finanziario medesimo;
       b)  quanto  a  6.000 migliaia di euro mediante  riduzione
     dell'autorizzazione  di  spesa  disposta  per   l'esercizio
     finanziario 2012 dal comma 45 dell'articolo 11 della  legge
     regionale   9  maggio  2012,  n.26   (U.P.B  4.2.1.5.99   -
     capitolo 215731);
       c)   quanto   a   2.623   migliaia   di   euro   mediante
     corrispondente        utilizzo       della        riduzione
     dell'autorizzazione  di  spesa   di   cui    al   comma   1
     dell'articolo  4  della legge regionale 9 maggio  2012,  n.
     26,  come  disposta  dal  comma  1  dell'articolo  2  della
     presente legge».

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA. Al di là della dichiarazione di voto postuma,  per
  questioni  correttezza,  l'onorevole  Falcone  non  è  abituato   a
  frequentare  la  Commissione perché di questa  vicenda  ne  abbiamo
  parlato assolutamente tantissimo, tant'è che la mia proposta, visto
  che  dobbiamo  parlare  per  la  gloria,  era  quella  di  lavorare
  all'interno  della cosiddetta tabella H e quindi fare la  riduzione
  da dentro etc. Siccome poi alla fine tutto va bene, non scarichiamo
  le colpe, c'è stata questa scelta  siccome il Governo ha assicurato
  che  ci  sono  entrate  certe e sono entrate assolutamente  sicure,
  abbiamo  alla fine accettato l'impostazione del Governo, ma  vorrei
  ricordare che siccome lei non c'era la prossima volta venga prima e
  difenda  gli  interessi  dei  ciechi e dei  sordomuti  nel  momento
  opportuno, non quando non ce n'è più bisogno o quando i  buoi  sono
  scappati.
   Voglio dire, per essere chiari, noi l'abbiamo fatto da stamattina,
  sarebbe  opportuno,  mi  auguro, che il  Governo  ed  il  dirigente
  generale, così come ha dato la certezza delle entrate mi auguro che
  sia così perché stiamo parlando di categorie con le quali tutto  il
  Parlamento ha assunto un impegno ben preciso e mi auguro che questo
  impegno venga assolutamente garantito.

   PRESIDENTE. Colleghi gli uffici mi fanno notare che la discussione
  che  è stata fatta negli ultimi due interventi, onorevole Leanza  e
  onorevole  Mancuso  o  onorevole Falcone, probabilmente  non  tiene
  conto  dell'emendamento GOV 1.1 che abbiamo approvato che  modifica
  la  copertura  finanziaria  dei capitoli della  stamperia  Braille,
  della Federico II.
   Siamo  all'articolo 5  Disposizione per l'ESA . Il GOV 1.26  e  il
  GOV 1.25 sono inammissibili.
   Si  passa all'emendamento GOV1.50 a firma degli onorevoli Leontini
  e  Mancuso  che è interamente sostitutivo del comma 1 dell'articolo
  5.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  la riscrittura  è  per  essere  più
  leggibile.   Il  Governo  cosa  propone?  Il  Governo  propone   la
  possibilità di nominare il liquidatore anche direttore generale con
  un risparmio di circa 200 mila euro sul bilancio della liquidazione
  dell'EAS.  E  il  Governo propone anche di diminuire  le  strutture
  dirigenziali a tre strutture dirigenziali.
   Noi cosa proponiamo? Non la possibilità ma invece il dovere che il
  commissario liquidatore deve essere nominato direttore generale  e,
  piuttosto  che cinque-sei strutture, due strutture con un risparmio
  non  solo di 400 mila euro ma, io ritengo, attorno a 500 mila euro.
  Quindi un'ulteriore riduzione di spesa con la nostra proposta.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione il  subemendamento  Gov1.50.  Il
  parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, in linea di principio,  l'idea  di
  ridurre a due le direzioni dell'EAS sarei pure d'accordo. Mi  pongo
  però  un   problema.  Vedo che lì ci sono due aree:  una  è  l'area
  economica-finanziaria e l'altra è l'area tecnica e legale.
   Le due cose non possono stare insieme.
   L'area  tecnica  è  quella operativa cioè quella  che  continua  a
  gestire il servizio idrico, presumo in capo ad un ingegnere in capo
  cioè a una figura tecnica. L'area legale ci vuole un avvocato,  non
  si  può  nominare  un  ingegnere capo  dell'ufficio  legale.  O  si
  stabilisce  che  l'area  legale non è  un'area  ma  è  un  servizio
  dell'EAS  ed  è un fatto, ma nominare il capo dell'ufficio  tecnico
  capo  dell'ufficio  legale  rischiamo  di  andare  a   Striscia  la
  notizia'.
   Forse  suggerirei un approfondimento al Governo visto che ha  dato
  parere  rimettendosi  all'Aula. E' una remissione  dei  peccati  mi
  pare

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, parlando  con
  il  proponente  in  effetti  questa ultima  parte  è  di  difficile
  applicabilità. Tenete conto che stiamo parlando di ente che  ha  un
  contenzioso elevatissimo. L'EAS ha un contenzioso pesantissimo  sia
  per  numero  che per entità dei contenziosi e quindi già l'avvocato
  dell'EAS  è  caricato di un onere assai rilevante.  In  più,  è  un
  soggetto che gestisce un servizio pubblico quale è la distribuzione
  dell'acqua, quindi con esigenza quotidiana di verifica sui reagenti
  su tutto quello che è connesso alla gestione del servizio pubblico.
   Quindi su questa cosa direi di riflettere con attenzione perché il
  rischio  di  perdere uno dei due dirigenti, non conosco  i  termini
  amministrativi concreti delle persone, però l'idea di  perdere  uno
  dei due settori rischia di compromettere o la capacità dell'ente di
  stare  in  giudizio  in  questa pletora di contenziosi  che  ha  o,
  piuttosto,  quella  di precludere una attenzione  da  parte  di  un
  competente  alla erogazione del servizio un controllo quotidiano  e
  costante sull'erogazione stessa.
   Quindi   pregherei il proponente dell'emendamento di mantenere  le
  tre aree perché questo consente la funzionalità di un ente che fino
  a  quando  c'è, sebbene in liquidazione, e fino a quando  eroga  un
  servizio pubblico è bene che lo faccia senza esigenze eccessive  di
  contenimento  dei costi che rischiano di  ridondare  sulla  qualità
  dei servizi erogati.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.   Signor  Presidente,  io  sto  apprendendo  casualmente
  stamattina  ho  voluto rammentare a me stesso quando  fu  fatta  la
  legge  della liquidazione dell'EAS.
   E  ricordo  a  me  stesso, io allora ero Presidente  della  quarta
  commissione,  infatti avevo questo ricordo, è mai  possibile,  bene
  allora la legge è del 31 maggio 2004.
   Assessore,  io dico questa liquidazione ma quante decine  di  anni
  deve  durare?  Questa  è  una domanda che ora  porgo,  veramente  a
  quest'Aula    perché    sinceramente   se    questa    liquidazione
  effettivamente   durerà  all'infinito,  allora  il   discorso   che
  giustamente  fa l'assessore  dice  io non me la sento di  intaccare
  da due a tre,  ma qui non è che è una struttura che deve restare  a
  vita questa liquidazione.
   Non  lo  so,  la vogliamo lasciare a vita questa liquidazione,  la
  vogliamo continuare, forse è bene, onorevole Mancuso forse  abbiamo
  sbagliato,  dovevamo mettere qualche altro settore  in  più  perché
  questa liquidazione è diventata un settore  o è una società.
   Io  sinceramente resto sbalordito che ci si preoccupi perché  oggi
  stiamo riducendo da tre a due .
   Ma  già  secondo  me  ben  otto anni che  questa  struttura  è  in
  liquidazione e concludo dicendovi, se veramente dovrà durare ancora
  chissà  quanto  anni  perché è ovvio che  questa  liquidazione  nel
  durare  infinitamente procurerà sempre un esborso della  Regione  ,
  forse  sarebbe  il caso  una volta per tutte che in  quest'Aula  si
  decidesse un termine entro cui questa liquidazione si deve  portare
  avanti.
   E  quindi  avere  oggi  posto un quesito  o  anzi  aver  posto  un
  emendamento  per  cominciare a dire  be' signori dopo  tanto  tempo
  forse  è  il caso di cominciare sa stringere, non penso che  è  una
  cosa dell'altro mondo.
   Detto  questo, si voglia lasciare i tre settori che restino  pure,
  però,  assessore, lei non c'entra neanche ma l'assessore ai  lavori
  pubblici, alle infrastrutture, qualcuno si deve occupare che  forse
  dopo otto anni qualche dubbio ci deve cominciare a sorgere.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, considerato che il principio è  quello
  di  portare  le strutture a due, non per forza l'avvocato  dell'EAS
  deve  avere  la  qualifica di dirigente, possiamo togliere  settore
  economico  finanziario  e quello afferente  il  settore  tecnico  e
  cassiamo degli affari legali, e sono due strutture.
   Poi  lo  decide il governo, vuole fare due strutture quella affari
  legali  e  economico  e non vuole fare l'area per  il  tecnico,  lo
  decide  il  governo, la scelta politica è quella di dire: piuttosto
  che  7  strutture, quindi di dirigenza, 2 dirigenze e sceglie quale
  vuole  fare.  Non  è il principio che voglio accorpare,  che  anche
  possibile,  ho fatto il Sindaco scarso per 10 anni e a  capo  della
  struttura  tecnica e legale c'era un avvocato e ha  lavorato  bene,
  anzi ha lavorato molto bene. Allora, rispetto a questo l'importante
  che  le  strutture  sono 2 e scelga se si vuole specificare  se  il
  settore   tecnico   affari  legali  oppure  settore   economico   e
  finanziario. Per quanto ci riguarda va bene ma togliamo uno dei tre
  settori. Ne restano solo due..

   ARMAO, assessore per l'economia. Mi sembra che l'onorevole Mancuso
  postuli una rimodulazione del suo emendamento nel senso che il  suo
  emendamento  potrebbe  fermarsi  a:   non  più  di  due   strutture
  intermedie   cassando da  quali  fino a  far  data  dalla  presente
  legge

   MANCUSO. No,  a far data  lo mettiamo.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Si, fino  a   far  data  dalla
  presente  legge   che rimane in vita. Con questo inciso il  Governo
  fa   proprio  l'emendamento  purché  si  limiti  a  due   strutture
  intermedie  senza  qualificarle, poi vedremo di  calibrare  meglio
  sotto questo profilo il Governo è favorevole.

   PRESIDENTE.   Assessore  Armao,  vediamo  se   ho   capito   bene:
  l'emendamento  Gov1.50  finirebbe  a   non  più  di  due  strutture
  intermedie  a far data dalla presente pubblicazione , quindi  viene
  cassato dalle parole  quali  alle parole  affari legali .
   Pongo  in votazione il subemendamento soppressivo Gov1.50.1, dalle
  parole  quali  alle parole  affari legali . Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Pongo,  quindi,  in  votazione  il  subemendamento  Gov1.50,  come
  emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al subemendamento Gov1.27:   il comma 2 dell'articolo 5 è
  soppresso .
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa al subemendamento Gov1.28  il comma 3 dell'articolo 5  è
  soppresso .
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento Gov1.29   il comma 4 dell'articolo 5  è
  soppresso .
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa al subemendamento Gov1.30  il comma 5 dell'articolo 5  è
  soppresso .
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Il subemendamento Gov1.31 è improponibile perché sopprime il comma
  6.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 5, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
         Fondo per la salvaguardia dell'equilibrio di bilancio

   1.   Le   disponibilità  finanziarie,  pari  a  complessivi   euro
  23.012.150,07, rinvenienti nelle sotto elencate Unità  previsionali
  di  base  del  bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
  finanziario   2012,   confluiscono  in  un   apposito   fondo   non
  utilizzabile destinato alla salvaguardia degli equilibri finanziari
  di bilancio:

       a)  U.P.B. 4.2.1.5.3. per euro 18.523.068,00
       b)  U.P.B. 2.2.1.3.7. per euro 919.420,78
       c)  U.P.B. 9.2.1.3.5. per euro 2.169.911,29
       d)  U.P.B. 10.3.1.3.2. per euro  99.750,00
       e)  U.P.B. 5.2.2.6.6. per euro 800.000,00
       f)  U.P.B. 6.2.1.3.1. per euro 500.000,00»

   Gli emendamenti all'articolo 6 sono tutti inammissibili.
   Pongo  quindi  in  votazione l'articolo 6. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
           Variazioni allo stato di previsione dell'entrata
               e della spesa del bilancio della Regione

   1.  Nello  stato  di  previsione dell'entrata del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2012  sono   introdotte  le
  variazioni di cui all'annessa Tabella  A'.

   2.  Nello  stato  di  previsione della spesa  del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2012  sono  introdotte   le
  variazioni di cui all'annessa Tabella  B'».

   Il   subemendamento  Gov1.43.1  è  inammissibile   perché   incide
  nuovamente  sulla tabella H che abbiamo già votato, è inammissibile
  perché incide sulla stamperia Braille per intenderci.

   Sono  inammissibili  i  subemendamenti Gov.1.43.2,  Gov.1.43.3,  e
  Gov.1.43.4, anche questo incide in Tabella H già votata.

   CORDARO. Sono i nostri subemendamenti?

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, non sono i vostri subemendamenti.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato  il  subemendamento
   Gov1.52, a firma D'Agostino: 200 mila euro a Telefono Azzurro e ad
   Arcobaleno vengono tolti all'Informatica.

   MANCUSO.  Ci  dia  tempo per presentare altri 500 emendamenti .  O
   ferma l'Aula oppure

   PRESIDENTE. Avevo consigliato il ritiro di questo emendamento.

   D'AGOSTINO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole Caronia, anche l'emendamento a sua firma è ritirato?

   CARONIA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  è  stato presentato dal Governo  il  subemendamento
   Gov1.1.2  alla Tabella B  60 mila euro per il Corecom . Il  parere
   della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   VINCIULLO. Abbiamo detto che la Tabella H non si discuteva più?

   PRESIDENTE.   Onorevole  Vinciullo,  il  Corecom   è   un   organo
   istituzionale,  non  è un'associazione, non è  Tabella  H.  Non  è
   un'associazione culturale.

   VINCIULLO. Allora io posso dire che Meter non è un'associazione ma
   un organo del Consiglio dei Ministri.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
   chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole  Pogliese,  c'è  un  suo emendamento  che  incide  sulla
   Tabella  che  noi  voteremo tra un po'. La Tabella  non  l'abbiamo
   ancora  votata. Sulla Tabella, come voi sapete, abbiamo fatto  una
   mini manovra sui teatri che destina una serie di risorse ai teatri
   della Sicilia.
   Questo  emendamento  sottrae 100 mila euro a cinque  teatri  della
  Sicilia e ne dà 500 ad uno dei cinque teatri.

   D'AGOSTINO. Non sono d'accordo. Stiamo parlando del Teatro Stabile
  di Catania. C'è un'indagine in corso.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, è  inconcepibile
  che  il Governo dia parere favorevole ad un istituto come il teatro
  Stabile  Bellini che è sottoposto a verifica, al teatro Stabile  di
  Catania  che è sottoposto a verifica da un anno e mezzo  ed  ancora
  l'assessore non ci consegna questa ispezione che certamente porterà
  alla luce quello che è stato fatto sotto il profilo economico.
   Mi dispiace che i colleghi insistano per ulteriori finanziamenti e
  deve sapere quest'Aula che il teatro Stabile di Catania spende  140
  mila  euro per il telefono. Quindi, forse questi 500 mila euro  che
  vuole dare l'assessore Armao servono per pagare il telefono, perché
  se lei dà parere favorevole significa che li vuole aiutare a pagare
  140  mila  euro di telefono più tutte le porcherie che  sono  state
  fatte in questi anni con la copertura del Governo, con la copertura
  dell'ispezione  che avete fatto e non consegnate  dopo  un  anno  e
  mezzo di ispezione. E' una vergogna, è una vergogna
   E  il  disegno  di  legge, glielo assicuro -  considerata  la  sua
  correttezza anche sotto questo profilo - vediamo se questa sera può
  avere la sua fine.

   POGLIESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,  a  me
  dispiace  intervenire in difformità rispetto a quello che  è  stato
  detto da un collega del mio gruppo parlamentare.
   Il   teatro  Stabile  di  Catania  ha  registrato  quest'anno  una
  riduzione superiore al 40 per cento dello stanziamento

   MANCUSO. Stiamo parlando di ruberie

   POGLIESE.   per  un  importo di 1.260 mila euro  che,  se  dovesse
  essere  confermata,  determinerà l'interruzione  dell'attività  del
  teatro Stabile nel mese di giugno.
   Quindi, credo che sia un'oggettiva anomalia all'interno di  questa
  manovra  correttiva, laddove giustamente sono state  trovate  delle
  risorse  aggiuntive per tutti i teatri siciliani ad  eccezione  del
  teatro  Stabile. Questo emendamento è sottoscritto da  parlamentari
  di  tutti  i  gruppi  di quest'Aula e, quindi, credo  che  sia  una
  iniziativa  che  tende  a  ridurre, in  maniera  considerevole,  la
  riduzione  di un milione 260 mila euro, per un importo  complessivo
  di 500 mila euro aggiuntivi rispetto a quelli già stanziati.
   Se  questo  non  dovesse essere confermato, ribadisco,  il  teatro
  Stabile  di  Catania  a giugno chiuderà i battenti  e,  credo,  che
  questo  possa rappresentare una sconfitta per tutta la Sicilia  dal
  punto di vista culturale e non soltanto per queste motivazioni.

   MANCUSO.  Cosa c'entra la cultura con 140 mila euro  al  mese,  ma
  cosa c'entra la cultura, cosa dice

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  penso  che
  l'iniziativa  del  collega Pogliese  ed io non  entro  nel  merito,
  perché  se serviranno o meno non è mia competenza, e c'è il Governo
  qui  presente,  dire  se serviranno questi  500  mila  euro,  però,
  obiettivamente, Presidente, non mi sembra un atto giusto, corretto,
  dopo  aver  recuperato per alcune altre realtà, io parlo della  mia
  realtà,  che  già è deficitaria perché alla fine si  è  riusciti  a
  recuperare un  milione di euro; neanche il tempo di scriverli  che,
  immediatamente,  gliene togliamo centomila. E  così  vale  per  gli
  altri.
   Ora  io dico, obiettivamente, che il collega giustamente ha questa
  necessità,  la si trovi una soluzione, assessore Armao.  Altrimenti
  lei  ci  mette  tutti in difficoltà. Lei come fa a dire  sì  ad  un
  emendamento del genere?
   Io,  purtroppo,  sarò  costretto a  votare  contro.  Lei  dovrebbe
  risolvere  questo  problema,  si deve  risolvere  questo  problema,
  perché in effetti questa integrazione di dotazione che è prevista e
  che di colpo togliamo con questo emendamento l'ha fatto il Governo.
  Quindi,  il  Governo come può, da un lato, mettere  un  milione  al
  teatro e, contestualmente, dire sì a meno 100.000?
   Io  non posso essere d'accordo, signor Presidente, io devo tornare
  nella  mia  provincia, non mi posso fare prendere in giro.  Abbiamo
  raggiunto un obiettivo con tutti i colleghi di una dotazione e ora,
  di colpo, glieli togliamo. Il Governo prima li mette e dopo un poco
  glieli toglie, Stiamo scherzando? E ci mette pure in difficoltà con
  i  colleghi.  Io  sono in difficoltà con il mio collega,  onorevole
  Pogliese. Giustamente, trovi un'altra soluzione. Non lo so, veda un
  poco,   Assessore,   si  fermi  un  attimo  perché   è   una   cosa
  antipaticissima.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, brevissimamente, credo che l'Assessore
  per  l'economia  non  abbia  messo in imbarazzo  nessuno  dando  un
  parere,  invece, io dico, opportunamente favorevole per  una  delle
  più importanti realtà culturali della nostra Isola.
   Io  ai  colleghi suggerirei in  maniera serena: qua  non  dobbiamo
  fare  una  battaglia di religione, qua dobbiamo, invece, garantire,
  questo  Parlamento  deve  garantire la funzionalità  e  i  percorsi
  positivi,  culturali,  in questo senso, che il  Teatro  stabile  di
  Catania ha rappresentato negli anni e sta rappresentando. Se,  poi,
  ci  sono  delle responsabilità di tipo amministrativo  di  qualcuno
  all'interno  dello stesso, quando sarà pronta questa  verifica,  ne
  potremo  prendere  atto e se dovremo prendere poi responsabilità  e
  sanzioni nei confronti di qualcuno, poi lo faremo.
   Però, da qui a massacrare, ad annientare, a mortificare una realtà
  importante  -  lo voglio sottolineare - come il Teatro  stabile  di
  Catania, mi sembra veramente troppo.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, tengo ad intervenire perché dopo tante
  battaglie  siamo  riusciti a trovare delle somme  che  sono  appena
  sufficienti per garantire la sopravvivenza di teatri importanti che
  riguardano tutta la Sicilia e che riguardano, soprattutto, nel caso
  che  attiene,  appunto,  a questo emendamento,  al  Teatro  stabile
  Biondo di Palermo, al Teatro Massimo e l'EAOSS, la Fondazione.
   Ora  che  il Governo regionale, dopo avere fatto versare a  questa
  Assemblea  lacrime e sangue per dare parziale copertura a legittime
  aspettative  di  questi  teatri tutti, soprattutto  per  quanto  mi
  riguarda  quelli palermitani, un  minuto dopo dà parere  favorevole
  ad un emendamento che gli decurta gli stanziamenti di 100.000 euro,
  quando  poi  alla  base  di  questo  ragionamento  c'è  quello  che
  correttamente  ha  sottoposto all'attenzione dell'Aula  l'onorevole
  Mancuso  -  e mi piace sottolineare che, per una volta, l'onorevole
  Mancuso  è d'accordo con l'onorevole D'Agostino - il che testimonia
  che  quanto  detto  evidentemente ha una clamorosa,  reale,  forte,
  radicata  base di verità, mi porta a dire che, per carità,  solo  i
  cretini   non  cambiano  idea. Allora se,  melius  re  perpensa,  i
  colleghi  che  hanno presentato questo emendamento  lo  ritirano  o
  sulla  base delle valutazioni che sono state sottoposte al Governo,
  quest'ultimo ripensa il suo parere, io credo che si renda  un  atto
  di  giustizia a questa Aula ed in ogni caso noi a tutela  del  buon
  lavoro  che  alla  fine  in  qualche modo  si  è  riusciti  a  fare
  preannuncio  che il gruppo del PID Cantiere Popolare voterà  contro
  questo subemendamento.

   ROMANO. Si ritira l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Lei è firmatario onorevole Romano,  no  lei  non  può
  ritirare  l'emendamento, non è firmatario e non  può  ritirare  una
  cosa che non le appartiene.

   ROMANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ROMANO. Chiedevo possa essere ritirato l'emendamento, io credo che
  sia  la guerra dei poveri però, perché, onorevoli, togliere i soldi
  ad ogni altro teatro che già di per se soffre io non sono contrario
  all'idea  di mettere più sul teatro Stabile di Catania, ho  trovato
  un'altra  formula ma non facciamo la guerra tra i poveri. I  teatri
  sopravvivono a malapena hanno attività, il teatro Vittorio Emanuele
  di  Messina è in grande sofferenza, ha avuto tagli del 40 per cento
  negli  ultimi cinque anni, non mi sembra opportuno questo. Dichiaro
  il mio voto contrario e chiedo eventualmente il voto segreto.

   PRESIDENTE. Lo spiego tecnicamente: questo emendamento toglie  100
  mila  euro al Bellini di Catania, al Vittorio Emanuele di  Messina,
  al  Biondo, alla Sinfonica di Palermo e al Massimo di Palermo e  li
  trasferisce sul teatro Stabile di Catania. Il parere del governo?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Quello che aveva indirizzato  il
  governo  a  dare  il  parere favorevole era la circostanza  che  la
  proposta veniva da parlamentari di diverse forze politiche,  quindi
  solo  questo aveva indotto in questo senso, dopo di che se  sorgono
  tali  e  tanti  problemi  a  questo punto  il  governo  si  rimette
  all'Aula, l'Aula è sovrana decida come ritiene.

   PRESIDENTE. Il parere della commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Si rimette all'Aula.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ha già parlato onorevole Beninati.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  ritengo
  che  oggi  si era fatto un ottimo lavoro nella redistribuzione   di
  quel  poco  che c'era a tutti i teatri. L'operazione che  ha  fatto
  l'onorevole  Pogliese  assieme ad altri colleghi  parlamentari  era
  quella  di garantire anche al Teatro Stabile meno della metà  degli
  altri, la presenza in questa redistribuzione  in qualche modo viene
  penalizzato il teatro Stabile, anzi viene assolutamente penalizzato
  nei  confronti di tutti gli altri, quindi, il fatto di  trovare  la
  soluzione  che un po' gli altri si sono sacrificati per cercare  di
  dare  al teatro Stabile una presenza, un minimo di contributo,  era
  semplicemente  non dico un atto di giustizia era  un  atto  dovuto,
  serio  che  mi  sembra  assurdo, però, che poi  campanilisticamente
  sottoposto  a critiche da parte dei colleghi dove c'è la  residenza
  degli altri teatri.
     Io vi chiedo nei limiti del possibile e con buon senso se si può
  votare,  mi  sembra  opportuno  poterlo  fare  nel  migliore   modo
  possibile.

   ROMANO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Gov 1.43

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento dagli onorevoli Bonomo, Cappadona, Cordaro, D'Agostino,
  Lupo,   Maira,  Mancuso,  Marinello,  Minardo,  Picciolo,   Ragusa,
  Rinaldi,  Romano,  Ruggirello,  Scoma  e  Torregrossa,  indìco   la
  votazione dell'emendamento Gov 1.43.
   Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole preme il tasto
  verde;  chi è contrario preme il tasto rosso; chi si astiene  preme
  il tasto bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

        Presenti                     52
        Votanti                      51
        Maggioranza             26
        Favorevoli                   9
        Contrari                     40
        Astenuti                       2

                       (L'Assemblea non approva)

          Pongo in votazione l'articolo 7, con le tabelle A e B, come
  emendato,.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che è stato presentato un emendamento dal Governo Gov.1.3
  che  obbliga  le associazioni a presentare i rendiconti finanziari.
  Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:

   n.  695  Destinazione di maggiori risorse economiche in favore  di
  enti  che operano nel settore socio-assistenziale , degli onorevoli
  Romano, D'Agostino, Scammacca ed altri;
   n.   696    Limitazioni   alla  futura   attività   amministrativa
  dell'attuale   Governo   regionale ,  degli   onorevoli   Leontini,
  Beninati, Maira, Campagna, Cordaro, Pogliese e Caputo;
   n.  697    Emanazione di apposita circolare in  materia  di  piani
  paesaggistici , dell'onorevole Rinaldi;
   n.  698  Modifiche della normativa in materia di partecipazione al
  costo delle prestazioni sanitarie , dell'onorevole Rinaldi;
   n.  699   Dispersione scolastica nel territorio di Monreale (PA) ,
  dell'onorevole Caputo;
   n.  700   Copertura economica per i trasporti locali e i trasporti
  marittimi ,  degli  onorevoli Caputo, Falcone, Beninati,  Buzzanca,
  Torregrossa, Caronia e Maira;
   n. 701 degli onorevoli Maira, Caronia, Cordaro e Cascio Salvatore;
   n.  702  Notizie sullo stop ai contributi per l'eliminazione delle
  barrire   architettoniche ,  degli  onorevoli  Falcone,   Pogliese,
  Buzzanca, Vinciullo e Caputo;
   n.  703   Promulgazione,  con l'omissione delle  parti  impugnate,
  della  delibera legislativa recante  autorizzazione al  ricorso  ad
  operazioni finanziarie  (Ddl n. 898/A), dell'onorevole Cracolici;
   n.    704    Pagamento   operatori   Sportelli   multifunzionali ,
  dell'onorevole Caputo;
   n.  705  Misure urgenti e iniziative straordinarie a sostegno  del
  comparto   produttivo   della  pesca  in  provincia   di   Palermo
  dell'onorevole Caputo;
   n.  706   Misure  urgenti  e iniziative straordinarie  a  sostegno
  dell'area industriale di Carini (PA) , dell'onorevole Caputo.

   Accoglierei gli ordini del giorno, con il parere del Governo, come
  raccomandazioni.

   FALCONE, Chiedo che vengano votati.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, il Governo ha dato la disponibilità
  per accogliere gli ordini del giorno come raccomandazione.
   Si  passa  all'ordine del giorno n. 695  destinazione di  maggiori
  risorse economiche in favore di enti che operano nel settore  socio
  assistenziale   a  firma  Romano, Minardo,  Scammacca,  Calanducci,
  Arena  Di  Mauro  ed  altri, impegna il governo ad  individuare  ed
  approntare con la massima urgenza maggiori risorse economiche  fino
  a  colmare  i  tagli effettuati a favore degli enti ed associazioni
  che da anni operano in Sicilia nel campo della tutela ed assistenza
  alla persona, dell'assistenza socio-sanitaria, dell'assistenza alla
  disabilità  e  dell'assistenza ai malati nel campo medico  e  socio
  sanitario.
   Mi  pare  che sia condivisibile e quindi questo si può  accogliere
  come raccomandazione.

   CAPUTO. Chiediamo che vengano sottoposti al voto dell'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE: Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 696 a firma Leontini, Beninati,
  Pogliese, Caputo ed altri.  Impegna il governo della regione a  non
  adottare   provvedimenti  di  nomina  apicali  o  in  consigli   di
  amministrazione  in  società enti ed aziende a  totale  o  parziale
  partecipazione regionale che dovessero scadere nel periodo compreso
  tra  la  data del presente ordine del giorno e la data  in  cui  si
  terranno le elezioni regionali prevedendo nelle more ove necessario
  ad  attivare  provvedimenti  di  proroga  o  nomina  di  commissari
  straordinari fino al 31 dicembre del 2012.
   Ovviamente, l'ordine del giorno è da intendersi integrato con  ove
  compatibile  con la legislazione', mi sembra ovvio, nel  senso  che
  non  si  può  pensare che il governo vada incontro a violazione  di
  norme esistenti. Il parere del Governo?

   ARMAO,   assessore   per  l'economia.  Il  parere   è   contrario,
  innanzitutto perché non può interpretarsi nel senso di  violare  le
  norme  sulla  proroga degli organi amministrativi  che  sono  norme
  imperative,  decorsi  45  giorni c'è la  responsabilità  penale  ed
  amministrativa di chi deve nominare gli amministratori.
   In  secondo  luogo  non  è pensabile né ipotizzabile  che  in  una
  società  venga  nominato  un  commissario  perché  non  esiste   il
  commissariamento  della società. Quindi, sotto  questo  profilo  il
  parere   non   è   solo  contrario  ma  è  contrario   evidenziando
  l'illegittimità della formulazione dell'ordine del giorno,  laddove
  se  ne  voglia  formulare uno compatibile alle  norme  vigenti,  il
  Governo è assolutamente disponibile a valutarlo. Ma questa forma  è
  del tutto illegittima.

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine del giorno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, intervengo sull'ordine del giorno, che
  è  stato in maniera incomprensibile provvisto di un parere da parte
  del Governo di illegittimità.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cordaro, il Governo ha  dato  semplicemente
  una  sua  opinione, non da pareri sugli ordini del  giorno  come  è
  ovvio. Ha dato una sua opinione personale.

   CORDARO.  Signor  Presidente, io ho solo ripetuto  quello  che  ha
  detto  l'Assessore Armao, pappagallescamente per essere ancora  più
  preciso.
   Qualche  giorno fa, quando abbiamo assistito all'ennesimo annuncio
  di  dimissioni del Presidente Lombardo, qualcuno di  noi  -  e  tra
  questi  chi interviene - si è chiesto quali interessi reconditi  il
  Presidente  Lombardo dovesse ancora tutelare per annunciare  ancora
  una  volta che si sarebbe dimesso non ieri, come la Sicilia chiede,
  ma  il  28  luglio.  Abbiamo  conferma,  questa  sera,  dal  parere
  dell'Assessore  Armao,  dall'intervento dell'Assessore  Armao,  che
  ovviamente   il   Presidente  Lombardo  avrà   reso   edotto,   che
  evidentemente,  da  qua al 28 luglio  questo  Governo  illegittimo,
  ribaltonista,  vergognoso, fallimentare  vuole  continuare  a  fare
  altri  misfatti  da  presentare al conto dei  siciliani  che  sono,
  invece, nelle condizioni che tutti sappiamo.
   Quest'ordine  del  giorno,  che vede  anche  la  firma,  aveva  la
  necessità  di iniziare a stanare le reali ragioni per cui  Lombardo
  si  dimetterà  il  28 luglio. Cominciamo a prenderne  atto,  saremo
  vigili. Voglio sperare che coloro che hanno sostenuto fino ad oggi,
  per  primi i colleghi del PD, vogliano votare favorevolmente questo
  ordine  del giorno, perché siamo sicuri che il Presidente  Lombardo
  sarà in condizione, cari colleghi del PD, negli ultimi due mesi  di
  suo governo della Sicilia di stupire anche voi.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per  richiamare l'attenzione relativamente ad un ordine del  giorno
  che  avevo  depositato,  quello dei contributi  per  l'abbattimento
  delle  barriere architettoniche alle famiglie con persona portatore
  di  handicap,  e  che non ho visto nel fascicolo degli  ordini  del
  giorno. Sarà stato una svista.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  una precisazione.
   Quest'ordine  del  giorno,  che  effettivamente  è  un   indirizzo
  dell'Assemblea,  credo che dovrebbe essere preso in  considerazione
  perché  in  una situazione ormai acclarata da parte del  Presidente
  della  Regione,  che  ha  dato  una  data  ormai  certa  alle   sue
  dimissioni,  è ovvio che le dimissioni sono un presupposto  di  una
  non  più governabilità di un governo, non c'è più questo governo  o
  quanto meno non c'è più una sintonia con la maggioranza.
   Signor  Presidente,  io  mi  sono  trovato  per  un  periodo   con
  l'onorevole  Leanza vicepresidente della Regione, ed abbiamo  fatto
  tutto  un insieme di atti, anzi abbiamo chiesto un parere su  quale
  era  il  limite  in  un periodo in cui c'è una  vacatio  di  questo
  genere,  quali  sono  gli atti che si possono  compiere.  Assessore
  Armao,  si  fanno sono atti di ordinaria amministrazione,  atti  di
  straordinaria amministrazione non se ne possono fare più.  Così   è
  previsto e lei lo accerterà, noi abbiamo avuto dei parere all'epoca
  su questo argomento, quindi credo che, tenuto conto che di fatto  è
  vero che l'atto formale di dimissioni non si è concretizzato, ma  è
  anche  vero che l'intenzione a fare ciò è manifesta, questo  ordine
  del  giorno  non  è neanche vero che vuole creare i  commissari.  I
  commissari  o le proroghe di tutti quegli enti o tutti gli  apicali
  negli  enti  nelle  società,  in  tutto  ciò  che  oggi  metterebbe
  veramente  in un disagio assoluto chi sarà il futuro governatore  a
  doversi trovare tutto un insieme di atti che forse per qualche mese
  era opportuno non fare.
   Personalmente  la ritengo una norma giusta nel momento  in  cui  è
  stato  già  fatto l'annunzio delle dimissioni. Se questo non  fosse
  stato  fatto non c'era motivo neanche di parlarne, perché  già  dal
  giorno dopo le dimissioni l'ordinaria amministrazione è automatica.
   Vorremmo  anticipare di qualche mese l'ordinaria  amministrazione,
  non  stiamo  facendo  niente di sconvolgente,  credo  che  dopo  il
  governo di questi anni e di questo ultimo periodo forse un atto  di
  giustizia che questa Assemblea e questa Regione meriterebbe.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.   Signor   Presidente,  colleghi,  capisco  che   ulteriori
  interventi appesantiscono i lavori d'Aula, soprattutto a  quest'ora
  e  dopo  una giornata particolarmente impegnativa, però l'argomento
  merita  una  ulteriore  riflessione.  Io  ho  avuto  un'impressione
  strana,  dopo avere sentito il parere del collega Armao  -  collega
  come  avvocato, che vale molto di più della deputazione e  del  far
  parte  del  Governo regionale, perché questo non ce lo  può  levare
  nessuno,  la deputazione e l'Assessorato sì - perché per  la  prima
  volta  ho  dovuto  rimarcare un dissenso  tra  le  cose  dette  dal
  Presidente della Regione e il parere espresso dall'assessore Armao.
  Perché  da  qualche giorno il Presidente Lombardo non fa altro  che
  ripetere su tutti i mass media, su tutti i giornali che è stanco di
  un  partito  - e credo che volesse dire anche di una maggioranza  -
  che lo ha spinto ad una gestione bieca del potere. Si meravigliava.
  Ma  come,  io  ho fatto un mostro? Un partito che mi  costringe  ad
  occupare  tutti  gli spazi di potere possibile  e  immaginabili   A
  fronte   di  questa  dichiarazione  altamente  etica  e  fortemente
  politica  in  positivo del Presidente della Regione, finalmente  in
  positivo, io mi aspettavo che l'assessore Armao, stasera, desse  un
  parere  favorevole a questo ordine del giorno.  E  invece  è  stato
  negativo. E mi sono trovato a chiedermi perché.
   Assessore Armao, può essere che il suo parere sia stato guidato da
  una sorta di conflitto di interesse personale visto che aspettiamo,
  di  ora  in  ora,  le sue dimissioni da assessore  e  la  nomina  a
  presidente dell'IRFIS? Questo mi dispiacerebbe, perché non fa parte
  del suo stile. Però, se è questo, io sono pronto a sottoscrivere un
  subemendamento all'ordine del giorno in cui si dice che non si  può
  fare nessuna nomina tranne quella di presidente dell'IRFIS.
   Vediamo  se  in  questo  caso,  il  suo  parere,  da  negativo  si
  trasformerà in positivo.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Chiedo di  parlare  per  fatto
  personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,   avevo  soltanto  detto  che  quello  che  c'è   scritto
  nell'ordine del giorno è giuridicamente insostenibile e mi dispiace
  che  si siano evocati principi giuridici perché è fin troppo ovvio.
  Lo  sanno  tutti che una società non può essere commissariata.  Nel
  momento   in   cui   si   invita  il  Governo   a   provvedere   al
  commissariamento delle società si sta chiedendo al Governo di  fare
  una  cosa  che  non  si può fare. E la proroga  è  sottoposta  alla
  precisa  norma  che decorsi i 45 giorni dalla scadenza  dell'organo
  scatta  la  responsabilità penale e civile per danni di  colui  che
  deve  provvedere  alla  nomina. Quindi  sotto  questo  profilo  nel
  momento  in cui si invita il Governo a violare una norma imperativa
  di  questa  Assemblea si sta chiedendo di compiere  una  violazione
  normativa.  E sotto questo profilo, ripeto, tanto che il Presidente
  ha  invitato a rendere compatibile questo ordine del giorno  con  i
  principi giuridici.
   Per  altro,  mi  dispiace  che  sia  stato  fatto  un  riferimento
  personale che non raccolgo. In ogni caso laddove non si provvede  a
  nomina,  l'avvocato onorevole Maira sa bene che  esiste  l'istituto
  della  cooptazione  poiché è noto che quando  manca  un  componente
  dell'organo  amministrativo i consigli  di  amministrazione  devono
  provvedere  alla  cooptazione.  E'  chiaro  che  il  tema   non   è
  assolutamente  e  in  nessun  modo  riferibile  anche  a  qualsiasi
  astratta  ipotesi relativa a futuri assetti societari. E'  soltanto
  una  posizione che il Governo assume di dover adempiere alle nomine
  che  giuridicamente sono dovute e non sono frutto di  chissà  quali
  esigenze  di  frettolosa sistemazione delle cose. Il Governo  e  il
  Presidente non è intenzionato ad operare in questo senso  e  quindi
  sotto questo profilo si è dato parere negativo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  faccio  quello
  che normalmente fa un parlamentare: ragiona sulle cose serie quando
  è  necessario discutere sulle cose serie, e sulle cose  poco  serie
  quando stiamo giocando.
   Siccome   io  ricordo  che  abbiamo  introdotto  il  sistema   con
  l'elezione diretta, un sistema che in qualche modo investe lo spoil
  system come modello di gestione da parte degli esecutivi che  vanno
  eletti  e  il  fatto  che  andiamo a  nuove  elezioni  determinerà,
  inevitabilmente avendo appreso che il Presidente della Regione  non
  si  ricandiderà e comunque ci sarà quindi un nuovo Presidente della
  Regione, è assai probabile che tutte le nomine fatte sino a  quando
  il  governo le potrà fare, e il governo dal punto di vista formale,
  al  di là dell'ordine del giorno, li potrà fare sino a quando è  in
  vigenza formale nel pieno della sua legittimazione istituzionale.
   Poi  c'è  un  periodo  che  la  legge prevede  sulla  attività  di
  ordinaria amministrazione che è la fase che accompagna e precede le
  elezioni,  poi  c'è la fase dopo il voto, e dopo  il  voto  c'è  un
  termine  entro il quale si procede allo spoil system per  tutte  le
  nomine e gli incarichi di natura fiduciaria.
   Quindi  è evidente che le nomine, laddove fatte, anche quelle  che
  sono già state fatte, producono l'effetto fino al momento in cui il
  nuovo Presidente valuterà qualunque altra nomina.

   MAIRA. Nella sanità non è così.

   CRACOLICI.  E  proprio nella sanità, onorevole Maira,  sicuramente
  non  si  può  non  affidare alla gestione  aziendale  una  certezza
  giuridico amministrativa.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, sono  le  ultime  occasioni  che  ci
  incontriamo in questo Parlamento con l'onorevole Cracolici  e  come
  non approfittare dell'occasione.

   PRESIDENTE. Non metta limiti alla provvidenza.

   MANCUSO. Limiti alla mia provvidenza, parlo per me, certamente non
  per l'onorevole Cracolici.
   Rispetto  a quello che detto l'onorevole Cracolici vorrei chiarire
  che  lo  spoil system ha un costo non indifferente. Colui  che,  se
  viene  nominato  viene  pagato fino  alla  data  per  cui  è  stato
  nominato,  non  ha un costo leggero, ha un costo di una  pesantezza
  che  certamente  questa regione non può sostenere,  ma  considerato
  quello  che questo ha fatto con l'aiuto dell'onorevole Cracolici  è
  ben poca cosa se parliamo di 60, 70, 80 nomine da fare nelle ultime
  3 settimane.
   Rispetto  a  questo, l'ordine del giorno ha una  valenza  politica
  dove non c'entra nulla la legittimità, non c'entrano nulla tutte le
  parole  che  sono state dette dallo spoil system o non so  a  quale
  ragione,  il Parlamento ritiene di doverlo rappresentare e  votare,
  chiaramente poi ognuno vota come ritiene.
   Pertanto,  io appongo la firma a questo ordine del giorno,  se  il
  Presidente lo pone in votazione e poi ognuno decide per  le  sorti,
  non  solo  di quello che votiamo stasera ma di quello che può  fare
  domani   il   Presidente  della  Regione.  Come  dice   l'onorevole
  Cracolici,  e  forse lì si può sbagliare ma non  voglio  aprire  un
  ginepraio, il Presidente della Regione è dimissiona rio. Io  ancora
  non ci credo.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'intervento
  dell'onorevole  Mancuso  ha anticipato alcune  mie  considerazioni.
  Però  voglio cogliere questa opportunità non soltanto per  ritenere
  che   la   dichiarazione   contraria   dell'assessore   Armao   per
  illegittimità  sembra, anche dal punto di vista tecnico  giuridico,
  destituita  di ogni fondamento perché l'illegittimità  non  attiene
  certamente ad un atto parlamentare.
   Onorevole  Cracolici,  anche lei sa che trascorsi  novanta  giorni
  entro i quali si provvede allo spool system, lo spoil system,  come
  ha   detto  bene,  costa  ed  è  già  costato  alla  Regione,   non
  dimentichiamo,  non  stiamo parlando di una  cosa  che  non  è  già
  accaduta,  è già accaduta purtroppo e con tanti giri di valzer  che
  sono avvenuti a proposito di tante nomine. Onorevole Colianni, sono
  d'accordo  con  lei  che  questo  è un  argomento  di  connotazione
  squisitamente politica, che teoricamente non dovrebbe neanche porsi
  all'attenzione dell'Assemblea perché basterebbe un minimo di stile,
  un  minimo di discrezione istituzionale perché un Presidente -  che
  sostanzialmente ormai ha postestà limitata, perché  lui  stesso  se
  l'è  posta per le ragioni che conosciamo - dovrebbe evitare atti  e
  provvedimenti che hanno una conseguenza ben più duratura del 28  di
  luglio,  o  di  quella  che  sarà una qualunque  data  nella  quale
  deciderà   di  rimettere,  formalizzandolo,  il  suo   mandato   di
  Presidente.
   Mi  permetta di dire magari una maldicenza, credo che  questo  non
  appartiene  allo stile del Presidente Lombardo il quale, viceversa,
  anche  per  esperienza diretta e personale,  ha  insegnato  che  il
  giorno  dopo  è capacissimo di revocare tutte le nomine  che  erano
  state  fatte  il giorno prima in un altro regime di collaborazione.
  Ecco  perché credo che l'Assemblea faccia bene a porre la questione
  e  ad indicare alla maggioranza, al Governo, al suo Presidente,  un
  indirizzo  di  correttezza istituzionale che dovrebbe limitarlo  in
  quella  che  è  stata  per  troppo tempo  un'occupazione  di  ruoli
  attraverso Commissari.
   Voglio   cogliere   anche  l'occasione,  signor  Presidente,   per
  rassegnare   anche   come   gruppo  il   voto   che   sarà   quello
  dell'astensione,  così  evito di intervenire  più  avanti  per  due
  ragioni  che  sono  assolutamente ovvie. La prima perché  nutriamo,
  purtroppo,  tutti i dubbi che anche questo ulteriore tentativo  del
  Governo  possa andare disatteso, possa essere un tentativo che  non
  cogliere l'obiettivo, perché non so fino a che punto effettivamente
  questo disegno di legge risponde alle censure che il Commissario ha
  mosso.  Non  comprendo, per la verità, le ragioni per le  quali  si
  debba  fare  un mutuo per investimento. Non credo che  ci  sia  una
  giustificazione  propria  e completa su  quest'argomento  e  quindi
  copre  per  l'ennesima volta  la spada di Damocle  di una ulteriore
  limitazione  di quest'Assemblea nella sua potestà, a  causa  di  un
  Governo  che, ricordo a me stesso, già dallo scorso mese di ottobre
  e  novembre predicava che sicuramente entro il 2011 avrebbe esitato
  la  manovra del bilancio preventivo, poi andammo a gennaio,  poi  a
  marzo, poi siamo arrivati ad aprile, alla prima approvazione,  alla
  seconda, ora alla terza. Per questo dubbio riteniamo giusto per  lo
  meno astenerci.
   Ritengo  inaccettabile, inoltre, che una manovra  che  ancora  una
  volta  taglia in maniera oggettivamente e strutturalmente sbagliata
  altri  33  milioni agli enti locali raccontando la favoletta:   no,
  non  li  sto  tagliando, te li assegno perché li spenda  per  spesa
  corrente .  Presidente Cascio gli enti locali non li  potranno  mai
  utilizzare  per  spesa  di investimento,  è  impraticabile  che  lo
  facciano,  lo  sappiamo tutti, date le condizioni di  un  patto  di
  stabilità che vede ancora gli enti locali allo sfascio completo per
  i  tagli  statali,  nazionali, per la follia di seguire  accordi  e
  protocolli europei che stanno ammazzando il nostro sistema.
   Per  tutte  queste ragioni, credo che sia più corretto  astenersi,
  avere  consentito  per l'ennesima volta di trattare  argomenti  che
  sono  obbligatoriamente da risolvere per quanto riguarda  il  mondo
  del  lavoro,  dei precari, dei forestali, e per dare un  minimo  di
  conforto  a  categorie strutturalmente necessarie, organicamente  -
  oserei   dire  -  necessarie  di  aiuto  e  di  collaborazione   di
  finanziamento,  quali  quelle  rappresentati  oggi   dagli   ospiti
  presenti  in quest'Aula. Ma per quanto riguarda i dati strutturali,
  credo  che  l'astensione vada nel segno di quella  correttezza  che
  abbiamo  tenuto  come  comportamento  per  far  fare  alcune   cose
  nell'interesse della Sicilia, ma distinguendoci rispetto  a  scelte
  che ci sembrano ipocrite o assolutamente sbagliate, per non dire in
  alcuni  casi assolutamente nocive per la nostra Regione  siciliana,
  che  è  stata  costretta  per oltre sei  mesi,  sostanzialmente,  a
  inseguire  bilancio  e  finanziaria,  continuamente  impugnate  per
  potere   finalmente   esitare,  speriamo,  martedì   prossimo,   il
  completamento delle manovre.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'ordine del giorno n. 697  Emanazione  di
  apposita    circolare   in   materia   di   piani   paesaggistici ,
  dell'onorevole Rinaldi . Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 698  Modifiche della
  normativa  in materia di partecipazione al costo delle  prestazioni
  sanitarie , a firma dell'onorevole Rinaldi.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Armao,
  ho l'impressione che il parere favorevole del Governo sia ipocrita.
  Pensavo, fra le altre cose, che il Presidente dell'Assemblea non lo
  mettesse  neppure in votazione, perché questo ordine del  giorno  è
  una  presa in giro insopportabile per questo Parlamento e per tutti
  i siciliani.
   Poco fa, su vostra proposta, abbiamo tolto 6 milioni di euro per i
  ticket, ed ora, dopo che l'assessore non ha raccolto il mio invito,
  non  può  venire a dare un parere favorevole su questo  ordine  del
  giorno.   E'  encomiabile  la  richiesta  formulata  dall'onorevole
  Rinaldi,  ma  la  risposta del Governo è fortemente  offensiva  per
  questo Parlamento. Ed ipocrita è il termine è esatto

   BUFARDECI. Chiedo di apporre la firma sull'ordine del giorno.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole Vinciullo, il Governo ha dato un parere favorevole. Sarà
  più  o meno ipocrita non è un problema mio dare un giudizio. Questa
  manovra  che  oggi  l'Aula ha approvato riguarda l'appostamento  di
  somme in quel capitolo per l'anno 2012, quindi, nulla osta che  nel
  2013  ci  possa  essere l'appostamento e, quindi, si  possa  tenere
  conto  dell'articolo. Questo ordine del giorno è un impegno per  il
  Governo in futuro. Non è un Governo contingente.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno  n.  699   Disciplina
  scolastica  sul  territorio di Monreale ,  a  firma  dell'onorevole
  Caputo. Il parere del Governo?

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  il  Governo
  farà  di tutto per considerare la situazione di disagio del  Comune
  di   Monreale  nell'ambito  delle  previsioni  normative   vigenti.
  Pertanto, l'ordine del giorno è accolto come raccomandazione.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'ordine del giorno  n.  700   Copertura
  economica  per  i trasporti locali e i trasporti marittimi ,  degli
  onorevoli Caputo, Falcone, Beninati, Buzzanca, Torregrossa, Caronia
  e Maira. Il parere del Governo.

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                     (E' approvato all'unanimità)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 701  degli  onorevoli  Maira,
  Caronia, Cordaro e Cascio Salvatore. Il parere del Governo.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  presidente,  onorevoli
  deputati, la questione assume connotati di delicatezza nel  momento
  in   cui   l'affidamento   a  Banca  Nuova   è   scaduto,   quindi,
  operativamente  si  dovrebbe realizzare  un  atto  di  rinnovazione
  mentre  se  fosse stato ancora in essere avremmo potuto prorogarlo,
  ce ne siamo già occupati con l'assessore Venturi.
   Io credo che il Governo abbia come obiettivo prioritario quello di
  dare immediatamente risposta alle categorie produttive interessate.
  Quindi,  sotto  questo  profilo, chiederò  al  collega  Venturi  di
  trattare,  nella  prima  giunta  possibile,  la  questione  di  una
  eventuale rinnovazione o altra soluzione che il dirigente generale,
  essendo  un  atto  gestionale e non un atto  politico  né  di  alta
  amministrazione, concernente un contratto appena scaduto valuterà.
   So  che c'è un'ipotesi da prospettare alla Giunta, che è quella di
  una rinnovazione per il tempo di celebrazione della gara. Mi sembra
  una  soluzione ragionevole, però, non posso impegnare il  dirigente
  generale poiché, ripeto, si tratta di una scelta di tipo gestionale
  afferente non al livello politico ma al livello dirigenziale.
   Quindi,  sotto  questo  profilo non  possiamo  che  accogliere  lo
  spirito  dell'ordine  del  giorno,  che  è  quello  di  non  creare
  soluzioni  di  continuità nei servizi a rendere ai commercianti  e,
  sotto  questo  profilo, la direttiva al dirigente  sarà  in  questo
  senso.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, il  fatto
  che lei abbia colto lo spirito mi tranquillizza ma fino ad un certo
  punto.
   Perché  mi  chiedo  -  e  divento voce dei  commercianti  e  degli
  artigiani in questa domanda - perché il Governo non ha indetto  per
  tempo,   prima   della  scadenza,  la  gara   per   consentire   la
  individuazione  del  nuovo  soggetto istruttore  ed  erogatore  dei
  finanziamenti per artigiani e commercianti.
   Ricordo al Governo che questa legge, che è una legge certamente di
  grande propulsione per l'economia della Sicilia, è una delle  poche
  che  ha una copertura finanziaria notevolissima, pari a 100 milioni
  di euro che aspettano di essere distribuiti ai commercianti ed agli
  artigiani  e  per  le  quali domande Banca Nuova  ha  centinaia  di
  pratiche  già  istruite  che non possono essere  erogate  perché  è
  scaduta la convenzione.
   Allora, se il Governo - assumendola come raccomandazione -  prende
  impegno  di  trovare, alla prossima Giunta, un sistema giuridico  -
  che  c'è,  assessore Armao - bypassando l'aspetto della proroga  ma
  con un atteggiamento giustificato momentaneo, sino all'espletamento
  della  gara,  noi,  nell'arco di un paio  di  mesi,  visto  che  le
  istruttorie sono state in gran parte espletate, possiamo mettere in
  condizioni il sistema del commercio e dell'artigianato siciliano di
  poter accedere a questa contribuzione.
   Se,  poi, qualche malalingua ipotizza, ma io non ci credo, che  la
  perdita di tempo è per attrarre dalle competenze dell'IRFIS  questo
  tipo  di  erogazione, è fin troppo ovvio che la  malalingua  questa
  volta esagera perché, al di là se al Presidente dell'IRFIS andrà il
  collega  Armao,  la trasformazione della stessa in  banca  d'affari
  impedirebbe un'attività di istruzione, di erogazione di questo tipo
  di  credito  agevolato  per artigiani e  commerciati.  Per  cui,  e
  concludo, mi pare di avere capito che l'assessore Armao, a nome del
  Governo,  fa proprio questo problema, l'assume come raccomandazione
  e  alla  prima Giunta di Governo troverà il sistema per  riattivare
  questo procedure.

   PRESIDENTE. Quindi, il Governo lo accoglie come raccomandazione.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'ordine del giorno numero 702  Notizie sullo stop  ai
  contributi  per  l'eliminazione  delle  barriere  architettoniche ,
  degli onorevoli Falcone e Pogliese.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  si passa all'ordine del  giorno  numero  703
   Promulgazione  con omissione delle parti impugnate della  delibera
  legislativa   recante   Autorizzazione  a  ricorso  ad   operazioni
  finanziarie , degli onorevoli Cracolici ed altri.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno numero 704  Pagamento  operatori
  Sportelli  multifunzionali , dell'onorevole Caputo. Il  parere  del
  Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno numero 705   Misure  urgenti  ed
  iniziative  straordinarie a sostegno del comparto produttivo  della
  pesca in provincia di Palermo , dell'onorevole Caputo.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno numero 706   Misure  urgenti  ed
  iniziative  straordinarie  a  sostegno  dell'area  industriale   di
  Carini , dell'onorevole Caputo. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Votazione finale per scrutinio palese nominale del disegno di
          legge «Determinazione fondi globali» (899/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge «Determinazione fondi globali» (899/A).

   CARONIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo in  qualche
  modo   esplicitare  la  mia  dichiarazione  di  voto   in   merito,
  soprattutto,  ad  alcune assurde previsioni di questo  emendamento,
  che  ha  stravolto  quella  che  era l'originaria  previsione,  già
  abbastanza  dura  ed  aspra, soprattutto nei confronti  degli  enti
  locali,  per preannunciare la mia astensione proprio perché ritengo
  che,  considerato  che  nell'ambito di questa  legge  si  parla  di
  lavoratori,   soprattutto  dei  lavoratori  della   forestale   che
  chiaramente  hanno  diritto ad una risposta in tempi  assolutamente
  rapidi.  Quindi, la nostra astensione è semplicemente  legata  alla
  sensibilità nei confronti di questo comparto, e dei lavoratori  che
  sono  interessati, ma è assolutamente contraria in merito a  quelle
  che  sono  state delle scelte che penalizzano in maniera devastante
  gli enti locali.
   Vorrei   qui  portare  ad  esempio  una  valutazione  estremamente
  leggibile a chiunque: con l'articolo 2 abbiamo di fatto depauperato
  di più di 100 milioni lo stanziamento per gli enti locali, e questo
  comporterà  dei disastri agli stessi che, al netto delle difficoltà
  che già vivono, avranno la serie difficoltà di come in qualche modo
  provvedere,  per  chi non l'ha ancora fatto, a fare  i  bilanci  di
  previsione  e poterli approvare. Ritengo gravissimo che la  Regione
  siciliana continui a sperperare del denaro, magari appostandolo  su
  una tabella ex  H , che continua ad avere delle voci che a mio modo
  di  vedere  sono assolutamente marginali, e continua  a  perpetuare
  degli errori così macroscopici che sono quelli di uccidere gli enti
  locali che oggi vivono delle difficoltà che poi vive il cittadino.
   Il  Comune  di Palermo, ad esempio, che da poco ha un sindaco,  si
  troverà  ancor di più penalizzato, perché avrà la reale  difficoltà
  di   dovere   gestire  qualcosa  come  20  milioni  in   meno   nel
  trasferimento sugli enti locali. Io ritengo che questo sia un  atto
  veramente  gravissimo che, politicamente, ha una  influenza  enorme
  sulla maggioranza e su questo Governo che sta propinando a noi come
  deputati una scelta che è assolutamente miope e anche devastante.
   Un'ultima  considerazione,  e  poi non  mi  addentrerò  perché  ci
  sarebbe da parlare per ore: un'altra gravissima leggerezza è  stata
  quella  già evidenziata dall'onorevole Vinciullo riguardo le  fasce
  deboli, da questo stralcio di finanziaria, da questo straccio direi
  anche  di  finanziaria, a cui siamo approdati dopo mesi e  mesi  di
  lavoro  in  Commissione  bilancio, che hanno  portato  alla  penosa
  approvazione  di un testo che è stato rivisitato e  falcidiato  per
  ben  due volte dal Commissario dello Stato, abbiamo sottratto somme
  alle  fasce  deboli  della  nostra  società,  togliendo  il  ticket
  sanitario  alle  fasce più deboli per 6 milioni  di  euro,  abbiamo
  azzerato   per  la  prima  volta  il  buono  socio-sanitario,   che
  quest'anno  si  troverà nel capitolo zero,  il  che  significa  che
  coloro  i  quali  che  non  si  possono  permettere  di  curarsi  a
  pagamento,  avranno  la  difficoltà  di  potere  sussistere  vivere
  fisicamente, e non avranno la possibilità di curarsi.
   Credo  che  queste  scelte,  caro  onorevole  Cracolici,  noi  non
  possiamo  considerarle  un  atto  dovuto,  e  quindi  non  possiamo
  approvare questo testo senza guardare a quelle che sono le storture
  che  condizioneranno la vita di molti siciliani.  Probabilmente  si
  tratta ormai dello stralcio di questa devastante legislatura che ci
  ha  portato,  non soltanto ad un ribaltone, ma ad un  impoverimento
  come  mai di questa Regione. Ma io credo che con questo ultimo atto
  -  perché mi auguro che sia l'ultimo degli atti finanziari che  noi
  stiamo per votare - veramente abbiamo dato un duro colpo e, chi  si
  h  reso  responsabile  di  queste scelte, dovrà  rendere  conto  ai
  siciliani, perché queste sono scelte che, purtroppo, aumenteranno a
  dismisura la povertà, e in un momento come questo credo che nessuno
  si non si possa mettere la mano sulla coscienza e guardare a quello
  che oggi noi abbiamo prodotto.
   Pertanto,  con  queste  amarissime considerazioni  mi  rivolgo  al
  Governo  per  dire  che gli ordini del giorno  che  sono  stati  in
  qualche  modo approvati e accolti sia come raccomandazione, vengano
  assolutamente rispettati, perché questo Governo non può sicuramente
  dare  vita  ad  un  ultimo  scenario,  ad  un  ultimo  palcoscenico
  deplorevole   che   sarebbe  la  nomina  di  ulteriori   ruoli   di
  sottogoverno che sarebbero un ulteriore offesa a questa Assemblea e
  ai siciliani.
   Ripeto,  con  queste  amarissime  considerazioni,  mi  auguro  che
  l'assessore Armao saprà dare seguito seriamente all'impegno che  ha
  assunto davanti a questa Assemblea perché credo che troppe storture
  abbiamo visto e sarebbe ora di finirla.
   MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido  le  cose
  che  ha detto l'onorevole Caronia, che è sempre puntuale e profonda
  nelle sue valutazioni.
   Io  vorrei  aggiungere, come giustificazione del  nostro  voto  di
  astensione, che se in votazioni come queste si potesse  votare  per
  parti separate, per alcune parti di questa manovra noi avremmo dato
  parere positivo. Quali sono queste parti lo ripeto rapidamente.
   Le cose che riguardano i forestali, le categorie svantaggiate, nei
  abbiamo qua alcuni rappresentati. Apro una parentesi e la richiudo,
  per non fare ne polemica ne vittimismo, però vorrei dire agli amici
  che  sono qua non da oggi ma da parecchi giorni, che stasera quando
  noi  abbiamo  chiesto un breve rinvio, avremmo  voluto  mettere  al
  sicuro questa manovra da eventuali errori che avrebbero potuto  far
  riaccendere  i riflettori dal Commissario dello Stato  e  quindi  a
  garanzia  delle loro aspettative e dei loro diritti e  non  era  un
  patto contro, né un fatto dilatorio, perché debbano valutare questi
  nostri  amici che questa manovra passa non tanto perché  la  stiamo
  votando stasera o lo potevamo votare domani o martedì, ma passa per
  la  presenza  dei  deputati che, al di  la  del  loro  voto,  hanno
  guardato  l'Aula presidiata e fatto sì che non mancando  il  numero
  legale, il provvedimento andasse a buon fine.
   Per queste motivazioni e per queste parti del provvedimento noi ci
  asteniamo,  avremmo potuto votare contro a tante altre  cose  ma  a
  favore  per  queste  che  ho  sottolineato  e  per  questi  aspetti
  l'astensione è la giusta mediazione.
   Ci  asteniamo anche perché questo forse è l'ultimo atto di  natura
  finanziaria che contraddistingue questa legislatura.  Papocchi   ne
  abbiamo fatto, o meglio ne ha fatto la maggioranza ed il Governo in
  materia  di bilancio e finanziaria; anche in questa ultima  manovra
  ci  sono  una  serie di assurdità e di ingiustizia  e  comunque  ci
  asteniamo  come atto di liberazione finale, ci siamo  liberati  dei
  problemi di bilancio e di finanza di questo governo.
   Io  vorrei  chiudere  con  il titolo di  quel  libro  del  maestro
  napoletano  Io speriamo che me la cavo : io, a nome della  Sicilia,
  spero che la Sicilia se la cavi dopo lo tsunami di questo Governo e
  di questa maggioranza.

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge «Determinazione fondi globali» (899/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            51
   Votanti             50
   Maggioranza         36
   Favorevoli          38
   Astenuti            12

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  gli onorevoli Vinciullo,  Caputo,  Beninati,
  Ragusa e D'Asero hanno partecipato al voto, astenendosi, ma per  un
  malfunzionamento del sistema elettronico di voto la loro astensione
  non risulta registrata.

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì,  29  maggio,
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    I  -Comunicazioni

  II  -   Discussione del disegno di legge
     Norme in materia di entrata. Finanziamento di leggi di spesa.
     (n. 900/A) (Seguito)

     La seduta è tolta alle ore 00.20 di mercoledì 23 maggio 2012

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
              alle ore 03.00 di mercoledì 23 maggio 2012

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

         ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO DI LEGGE N. 899/A -  DETERMINAZIONE FONDI GLOBALI .

     Subemendamenti all'emendamento Gov.1

   Submendamento Gov.1.1  (Subemendamento all'art. 4)

   Al comma 2 dell'articolo 4 le parole  1.800 migliaia di euro  sono
  sostituite con le parole  2.000 migliaia di euro .
   Al  comma 2 dell'articolo 4 dopo le parole  U.P.B   9.2.1.3.3 cap.
  373711  Stamperia Braille   + 600  sono aggiunte le parole:
   U.P.B   1.2.1.3.2.  cap. 105719     Federico II  + 200

   Il comma 3 dell'art.4 è sostituito dal seguente:
    All'onere  di  cui al comma 2, quantificato in complessivi  2.000
  migliaia  di  euro,  si  provvede mediante corrispondente  utilizzo
  della  riduzione di spesa di cui al comma 1 dell'articolo  4  della
  legge  regionale  9  maggio 2012, n.26 come disposta  dal  comma  1
  dell'articolo 2 della presente legge.

   Alla Tabella B sono apportate le seguenti modifiche:

    Submendamento Gov 1.47

   UPB 3.2.1.3.7 CAP. 377747      + 45

   UPB 9.2.1.3.5 CAP. 373721      - 45

    Subemendamento Gov 1.50.1

   Al comma 1 del Gov. 1.50 sono soppresse le parole da  quali   a
   affari legali

    Subemendamento Gov 1.50 (Subemendamento all'articolo 5)

   Il comma 1 è così sostituito:

    1.  Al  fine  della  razionalizzazione e del contenimento  della
   spesa  relativa  all'Ente Acquedotti siciliani  in  liquidazione,
   coerentemente  con  lo stato di liquidazione  e  con  le  residue
   attività  di  gestione  attribuite  all'ente,  entro  90   giorni
   dall'entrata  in  vigore  della presente  legge,  il  Commissario
   liquidatore, nominato secondo le disposizioni di cui  al  coma  2
   dell'articolo 1, della legge regionale 31 maggio 2004, n.  9,  al
   quale sono conferiti, fino alla completa liquidazione dell'EAS, i
   poteri di dirigente generale a far data dalla pubblicazione della
   presente legge, altresì provvede ad adottare apposita delibera di
   approvazione  di modifica del Regolamento interno  dell'Ente  che
   preveda  non  più  di  due  strutture  intermedie  quali   quella
   afferente il settore economico finanziario e quella afferente  il
   settore   tecnico  e  degli  affari  legali  a  far  data   dalla
   pubblicazione della presente legge.

    Subemendamento Gov 1.2

  Alla  Tabella  B  dello  stato  di  previsione  della  spesa   per
  l'esercizio   finanziario  2012  sono   introdotte   le   seguenti
  variazioni:

     UPB     CAPITOLI    DENOMINAZIONI     VARIAZIONI     NOMENCLATORE

  4.2.1.5.1 104534     SPESE    PER    IL 60.000,00
  0                    FUNZIONAMENTO    E
                       PER  LE  ATTIVITA'
                       ISTITUZIONALI  DEL
                       COMITATO REGIONALE
                       PER             LE
                       COMUNICAZIONI

  10.3.1.3. N. I.      SOMMA           DA -60.000,00
  99                   TRASFERIRE
                       ALL'ENTE        DI
                       SVILUPPO  AGRICOLO
                       (ESA)    PER    LA
                       CAMPAGNA        DI
                       MECCANIZZAZIONE
                       AGRICOLA

    Submendamento Gov 1.3

   1.  L'erogazione  di  contributi agli enti di  cui  alla  rubrica
   turismo,  sport  e  spettacolo - Dipartimento regionale  turismo,
   sport  e  spettacolo - dell'allegata tabella B  è  soggetta  alle
   modalità di cui all'articolo 128 della legge regionale 12  maggio
   2010, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni.

     Emendamento interamente sostitutivo del ddl

  Emendamento Gov.1 (votato per articoli separati):

       Il   disegno  di  legge  n. 899/A   Determinazione  fondi
     globali    e  le  relative  tabelle  sono  sostituiti   dai
     seguenti articoli:

                                Art. 1.
        Canoni di concessione dei beni immobili appartenenti al
          demanio forestale. Biglietto di accesso per le aree
                          naturali protette.

        1. Le modalità di calcolo delle tariffe afferenti ai canoni di
     concessione dei beni immobili appartenenti al demanio forestale e
     l'individuazione dei valori unitari da porre a base del calcolo
     degli stessi sono determinati con riferimento alla effettiva
     redditività del bene oggetto della concessione in relazione alla
     destinazione d'uso per la quale la concessione viene richiesta o è
     stata  già rilasciata, da aggiornarsi con cadenza biennale.
     L'Assessore regionale per le risorse agricole ed alimentari è
     autorizzato ad emanare di concerto con l'Assessore regionale per
     l'economia, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione della
     presente legge, apposito decreto per la determinazione di modalità
     e individuazione delle tariffe unitarie determinate ai sensi dei
     commi 1 e 2 dell'articolo 19 della legge regionale 27 aprile 1999,
     n. 10 e successive modifiche ed integrazioni. Le tariffe unitarie
     relative alle concessioni di terreni a pascolo e dei prodotti di
     bosco sono stabilite annualmente con decreto del Dirigente generale
     del Dipartimento regionale Azienda regionale foreste demaniali di
     concerto con i dirigenti generali del Dipartimento regionale
     bilancio e tesoro e Dipartimento regionale finanze e credito
     dell'Assessorato regionale dell'economia sulla base dei criteri
     stabiliti dal vigente ordinamento statale.

        2. A decorrere dalla data di pubblicazione della presente legge, al
     fine di incrementare i servizi ai visitatori e le attività di
     tutela delle aree protette regionali, fatta eccezione per quelle
     ubicate nelle isole minori, è previsto il pagamento di un biglietto
     di accesso per le aree naturali protette e per le aree attrezzate
     da individuare con successivo decreto dell'Assessore regionale per
     il territorio e l'ambiente emanato di concerto con l'Assessore
     regionale per l'economia, sentiti gli enti gestori delle aree
     naturali protette ed i comuni nei quali sono ricomprese le aree
     interessate.

                                Art. 2.
          Disposizioni finanziarie in materia di Enti Locali

        1.  L'autorizzazione di spesa relativa alla quota  delle
     assegnazioni, per l'anno 2012, di parte corrente, in favore degli
     Enti locali di cui al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale
     9 maggio 2012, n. 26 da erogare nell'esercizio finanziario 2012, è
     ridotta di 35.000 migliaia di euro per i Comuni e di 5.000 migliaia
     di euro per le Province.

        2. In favore degli Enti locali è assegnata per l'anno 2012
     un'ulteriore somma pari a 70.000 migliaia di euro per i Comuni e di
     10.000  migliaia  di euro per le Province da  destinare  ad
     investimenti coerenti con il comma 18 dell'articolo 3 della legge
     24 dicembre 2003, n. 350 e successive modifiche ed integrazioni.

        3. Per il finanziamento della maggiore spesa di cui al comma 2 il
     Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad effettuare
     nell'anno 2012 ulteriori operazioni finanziarie per un importo
     complessivo di  80.000 migliaia di euro.

        4. I maggiori oneri derivanti dalle operazioni finanziarie previste
     dal comma 2 sono quantificati per l'anno 2012 in 5.377 migliaia di
     euro e in  10.754 migliaia di euro a decorrere dall'anno 2013.

        5. Agli oneri di cui al comma 4 si fa fronte: per l'anno 2012,
     quanto a 2.400 migliaia di euro, a valere sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e,
     quanto a 2.977 migliaia di euro, a valere sull'U.P.B. 4.2.3.9.1;
     per  l'anno 2013, quanto a 4.529 migliaia di euro a  valere
     sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e quanto a 6.225 migliaia di euro mediante
     riduzione dell'U.P.B. 4.2.1.4.1; per l'anno 2014, quanto a 4.150
     migliaia di euro, a valere sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e, quanto a 6.604
     migliaia di euro, a valere sull'U.P.B. 4.2.3.9.1.

                                Art. 3.
               Interventi nel settore della forestazione

        1. Per l'attuazione di progetti, coerenti con il comma 18
     dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2003, n. 350 e successive
     modifiche  ed integrazioni, finalizzati alla costruzione  e
     manutenzione straordinaria di opere e impianti del demanio e del
     patrimonio pubblico forestale nonché per la ricostituzione e
     recupero del patrimonio pubblico boschivo, compreso l'acquisto di
     impianti, macchinari e attrezzature tecnico scientifiche per la
     prevenzione  degli incendi, è autorizzata  per  l'esercizio
     finanziario 2012 la spesa complessiva di 60.000 migliaia di euro.
     La spesa autorizzata dal presente comma è destinata quanto a 30.000
     migliaia di euro per l'espletamento delle funzioni di competenza
     del Dipartimento Azienda Foreste Demaniali e quanto a 30.000
     migliaia di euro per l'espletamento delle funzioni di competenza
     del Comando Corpo Forestale della Regione siciliana.

        2. Per il finanziamento della maggiore spesa di cui al comma 1 il
     Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad effettuare
     nell'anno 2012 ulteriori operazioni finanziarie per un importo
     complessivo di 60.000 migliaia di euro.

        3. I maggiori oneri derivanti dalle operazioni finanziarie previste
     dal comma 2 sono quantificati per l'anno 2012 in 4.033 migliaia di
     euro e in 8.066 migliaia di euro a decorrere dall'anno 2013.

        4. Agli oneri di cui al comma precedente si fa fronte:
        a)  per l'anno 2012, quanto a 1.800 migliaia di euro,  a
     valere sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e, quanto a 2.233 migliaia  di
     euro, mediante riduzione dell'U.P.B. 4.2.1.4.1;
        b)  per l'anno 2013, quanto a 3.397 migliaia di euro,  a
     valere sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e, quanto a 4.669 migliaia  di
     euro, mediante riduzione dell'U.P.B. 4.2.1.4.1;
        c)  per l'anno 2014, quanto a 3.113 migliaia di euro,  a
     valere sull'U.P.B. 4.2.1.4.1 e, quanto a 4.953 migliaia  di
     euro, mediante riduzione dell'U.P.B. 4.2.1.4.1.

        5. Per gli interventi di manutenzione ordinaria del patrimonio
     boschivo e per la prevenzione e gli interventi di controllo degli
     incendi  boschivi e per interventi di tipo  conservativo  è
     autorizzata, per l'esercizio finanziario 2012 la spesa complessiva
     di 33.770 migliaia di euro di cui 16.885 migliaia di euro per
     l'espletamento delle funzioni di competenza del Dipartimento
     Azienda  Foreste Demaniali e 16.885 migliaia  di  euro  per
     l'espletamento delle funzioni di competenza del Comando Corpo
     Forestale della Regione siciliana.

        6.  Agli  oneri  discendenti dal comma  5,  quantificati
     complessivamente in 33.770 migliaia di euro, si provvede, per
     l'esercizio finanziario 2012 mediante corrispondente utilizzo della
     riduzione  dell'autorizzazione di spesa di cui al  comma  1
     dell'articolo 4 della legge regionale 9 maggio 2012, n. 26 come
     disposta dal comma 1 dell'articolo 2 della presente legge.

                                Art. 4.
                    Finanziamento di leggi di spesa

        1. La spesa complessiva di 33.363 migliaia di euro autorizzata per
     l'esercizio finanziario 2012 dall'articolo 128 della  legge
     regionale  12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche  ed
     integrazioni, è rideterminata per l'esercizio finanziario 2012 in
     32.748  migliaia di euro da destinare ai soggetti  indicati
     nell'Allegato  1 alla presente legge, tenuto altres��  conto
     dell'articolo 7 della legge regionale 11 maggio 2011, n. 8, per gli
     importi nello stesso specificati, ivi compresi gli impegni assunti
     nel corso della gestione provvisoria del bilancio della Regione
     autorizzata dalle legge regionali  10 gennaio 2012 n. 5 e 11 aprile
     2012 n. 23.

        2. Fermo restando quanto previsto al comma 1, per le medesime
     finalità previste dall'articolo 128 della legge regionale n. 11 del
     2010 e con le modalità ivi previste, è autorizzata, per l'esercizio
     finanziario 2012, la spesa complessiva di 1.800 migliaia di euro a
     titolo di ulteriore contributo a favore dei soggetti di seguito
     individuati e per l'importo indicato a fianco degli stessi in
     migliaia di euro:

       a)  U.P.B. 6.2.1.3.1  - cap 183704Ente naz. Sordomuti   +
     300
       b)  U.P.B. 6.2.1.3.3  - cap 183701Unione italiana  ciechi
     + 600
       c)  U.P.B. 6.2.1.3.3  - cap 183715Centro Helen Keller   +
     300
       d)  U.P.B.  9.2.1.3.3  - cap 373711Stamperia  Braille   +
     600

        3.   All'onere  di  cui  al  comma  2,  quantificato  in
     complessivi  1.800  migliaia di euro, si provvede  mediante
     corrispondente  utilizzo delle maggiori  entrate  derivanti
     dalle disposizioni di cui all'articolo 1.

                                Art. 5.
            Disposizioni per l'Ente Acquedotti siciliani in
                             liquidazione

        1. Al fine della razionalizzazione e del contenimento della spesa
     relativa  all'Ente  Acquedotti siciliani  in  liquidazione,
     coerentemente con lo stato di liquidazione e con le residue
     attività  di gestione attribuite all'Ente, entro 90  giorni
     dall'entrata in vigore della presente legge, il Commissario
     liquidatore, nominato secondo le disposizioni di cui al comma 2
     dell'articolo 1, della legge regionale 31 maggio 2004, n. 9, al
     quale  possono altresì essere conferiti, fino alla completa
     liquidazione dell'EAS, i poteri di dirigente generale, provvede ad
     adottare apposita delibera di approvazione di modifica  del
     regolamento interno dell'Ente che preveda non più di tre strutture
     intermedie  quali   quella afferente il  settore  economico
     finanziario, quella afferente il settore tecnico e quella afferente
     gli affari legali.

        2. Coerentemente con le misure di razionalizzazione e contenimento
     di cui al comma 1, all'Ente Acquedotti Siciliani in liquidazione,
     ai sensi dell'articolo 1 della legge regionale n. 9/2004, è
     autorizzata, per l'esercizio finanziario 2012, la spesa entro i
     limiti di 11.650  migliaia di euro, a titolo di compartecipazione
     destinata, esclusivamente, agli oneri sostenuti per la spesa del
     personale.

        3. All'Istituto Regionale del Vino e dell'Olio è concesso un
     contributo, per l'esercizio finanziario 2012, pari a 173 migliaia
     di euro per il  concorso al pagamento degli emolumenti al personale
     proveniente dall'EAS in liquidazione, ai sensi del comma  2
     quinquies dell'articolo della legge regionale 27 aprile 1999, n.
     10.

        4.  All'I.R.S.A.P. (Istituto Regionale per lo Sviluppo delle
     Attività Produttive) è concesso un contributo, per l'esercizio
     finanziario 2012 , pari a 800 migliaia di euro per il concorso al
     pagamento degli emolumenti al personale proveniente dall'Ente
     Acquedotti Siciliani in liquidazione, ai sensi del comma  2
     quinquies dell'articolo 23 della legge regionale 27 aprile 1999 n.
     10.

        5.  Agli Enti Regionali per il diritto allo Studio Universitario
     della Sicilia (ERSU) è concesso un contributo, per l'esercizio
     finanziario 2012,  pari a 2.000 migliaia di euro per il concorso al
     pagamento degli emolumenti al personale proveniente dall'Ente
     Acquedotti Siciliani in liquidazione ai sensi del comma 2 quinquies
     dell'articolo 23 della legge regionale 27 aprile 1999 n. 10.

        6. Agli oneri discendenti dal presente articolo, quantificati
     complessivamente in 14.623 migliaia di euro, si provvede, per
     l'esercizio finanziario 2012:

       a)  quanto a 6.000 migliaia di euro mediante riduzione di
     pari  importo dell'UPB 4.2.1.5.2. capitolo 215704,  di  cui
     1.200  migliaia  di  euro da accantonamento  1001  e  4.800
     migliaia  di  euro  da accantonamento  1003,  del  bilancio
     della Regione per l'esercizio finanziario medesimo;
       b)  quanto  a  6.000 migliaia di euro mediante  riduzione
     dell'autorizzazione  di  spesa  disposta  per   l'esercizio
     finanziario 2012 dal comma 45 dell'articolo 11 della  legge
     regionale   9  maggio  2012,  n.26   (U.P.B  4.2.1.5.99   -
     capitolo 215731);
       c)   quanto   a   2.623   migliaia   di   euro   mediante
     corrispondente        utilizzo       della        riduzione
     dell'autorizzazione  di  spesa   di   cui    al   comma   1
     dell'articolo  4  della legge regionale 9 maggio  2012,  n.
     26,  come  disposta  dal  comma  1  dell'articolo  2  della
     presente legge.

                                Art. 6.
         Fondo per la salvaguardia dell'equilibrio di bilancio

        1. Le disponibilità finanziarie, pari a complessivi euro
     23.012.150,07,  rinvenienti  nelle  sotto  elencate   Unità
     previsionali  di  base  del bilancio  di  previsione  della
     Regione  per l'esercizio finanziario 2012, confluiscono  in
     un   apposito   fondo  non  utilizzabile   destinato   alla
     salvaguardia degli equilibri finanziari di bilancio:

       a)  U.P.B. 4.2.1.5.3. per euro 18.523.068,00
       b)  U.P.B. 2.2.1.3.7. per euro 919.420,78
       c)  U.P.B. 9.2.1.3.5. per euro 2.169.911,29
       d)  U.P.B. 10.3.1.3.2. per euro  99.750,00
       e)  U.P.B. 5.2.2.6.6. per euro 800.000,00
       f)  U.P.B. 6.2.1.3.1. per euro 500.000,00

                                Art. 7.
           Variazioni allo stato di previsione dell'entrata
               e della spesa del bilancio della Regione

        1.  Nello  stato di previsione dell'entrata del bilancio
     della   Regione  per  l'esercizio  finanziario  2012   sono
     introdotte le variazioni di cui all'annessa Tabella  A'.

        2.  Nello  stato di previsione della spesa del  bilancio
     della   Regione  per  l'esercizio  finanziario  2012   sono
     introdotte le variazioni di cui all'annessa Tabella  B'.

                                Art. 8.
                             Norma finale

        1.  La  presente  legge sarà pubblicata  nella  Gazzetta
     ufficiale  della Regione siciliana ed entrerà in vigore  il
     giorno stesso della pubblicazione.

        2. E' fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservarla  e
     di farla osservare come legge della Regione. .

   Allegato 1