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Resoconto d'Aula della Seduta n. 353 di mercoledì 06 giugno 2012
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   RAGUSA,  segretario  f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art 127) sono effettuate mediante  procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lentini, Calanducci e Arena
  sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegno
                               di legge
                alla competente Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  presentato e inviato alla Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Decadenza nomine. (n. 918)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 6 giugno 2012 e inviato
  il 6 giugno 2012.

   Indirizzo di saluto agli studenti dell'istituto   Giovanni Biagio
                           Amico  di Trapani

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, formulo un  indirizzo  di  saluto
  agli  studenti  dell'istituto  di  istruzione  superiore   Giovanni
  Biagio  Amico   di  Trapani, che assistono ai  lavori  dell'odierna
  seduta.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alla competente
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alla Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI  (I)

   -  Interventi a sostegno della realizzazione di servizi di accesso
  Wi-Fi gratuiti e aperti. (n. 916)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 6 giugno 2012.

   -  Disposizioni  di attuazione dell'articolo 8 bis  dello  Statuto
  della Regione. (n. 917)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 6 giugno 2012.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico la richiesta di parere pervenuta ed assegnata
  alla Commissione:

                       AFFARI  ISTITUZIONALI (I)

   -  Opera  Pia  Conservatorio Santa Rosa - Asilo Nobile  Ceraolo  -
  Asilo   Giuseppina   Sciacca  Giardina  di   Patti .   Designazione
  componente del consiglio di amministrazione. (n. 230/I).
   pervenuto in data 1 giugno 2012 e inviato in data 5 giugno 2012.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2588  -  Chiarimenti circa la redazione del 'Progetto  per  la
  salvaguardia del sistema costiero negli ambiti a rischio  R4  delle
  coste siciliane'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Economia
   Firmatari: Cordaro Salvatore; Maira Raimondo

   N.  2589  -  Chiarimenti sul concorso per un  posto  di  dirigente
  dell'Avvocatura  provinciale  indetto dalla Provincia regionale  di
  Siracusa.
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Marziano Bruno

   N. 2590 - Iniziative a tutela del sistema costiero siciliano.
   - Presidente Regione
   Firmatari: Lupo Giuseppe; Ammatuna Roberto

   N.   2591  -  Chiarimenti  sui  ritardi  nella  concessione  delle
  agevolazioni,  di  cui alla legge regionale  n.  23  del  2011,  ai
  cittadini di Lampedusa e Linosa (AG).
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari: Di Benedetto Giacomo; Termine Salvatore

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

      Rinvio delle svolgimento della rubrica  Risorse agricole e
                              alimentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, sul  II  punto  dell'ordine  del
  giorno:  Svolgimento,  ai  sensi  dell'art.  159,  comma   3,   del
  Regolamento  interno,  di interrogazioni e di  interpellanze  della
  rubrica   Risorse agricole e alimentari , il Presidente dà  lettura
  della  nota  prot. 34086 del 6 giugno 2012, dell'Assessore  per  le
  risorse agricole e alimentari, professore Francesco Aiello:

    In  riscontro alla nota del Servizio Lavori d'Aula,  pervenuta  a
  mezzo fax il 06/0672012, con la quale viene comunicato che il punto
  II dell'ordine del giorno della seduta ARS, in oggetto specificata,
  prevede  lo  svolgimento di alcune interrogazioni ed  interpellanze
  ascritte  alla  Rubrica dell'Assessorato delle Risorse  Agricole  e
  Alimentari,  si  rappresenta  l'impossibilità  dello  scrivente  ad
  assicurare  la  propria  presenza  in  Aula,  per  l'assunzione  di
  programmati impegni istituzionali .

   Pertanto lo svolgimento della rubrica è rinviato ad altra data.

            Rinvio dello svolgimento della rubrica  Salute

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, sul III  punto  dell'ordine  del
  giorno:  Svolgimento,  ai  sensi  dell'art.  159,  comma   3,   del
  Regolamento  interno,  di interrogazioni e di  interpellanze  della
  rubrica   Salute , il Presidente dà lettura della nota prot.  46151
  del  6  giugno 2012, protocollata al n. 4995/AULAPG di  pari  data,
  dell'Assessore per la salute, dottore Massimo Russo:

     Gent.le On.le Presidente,

   spiace  dover  comunicare che non sarà possibile presenziare  alla
  seduta  odierna  dell'Assemblea  regionale  nella  quale,  come  da
  comunicazione  pervenuta ieri nel tardo pomeriggio, avrebbe  dovuto
  svolgersi  la  discussione  di  alcune  interrogazioni  e  di   una
  interpellanza relative alla rubrica  salute'.

   La  concomitante giornata inaugurale del  Forum del Mediterraneo',
  con  la  presenza  di  illustri personalità del mondo  scientifico,
  accademico,  delle  professioni e delle  istituzioni  del  settore,
  costituisce  fondato impedimento al doveroso ed adeguato  riscontro
  alle attività ispettive e conoscitive dei parlamentari.

   Si  chiede,  pertanto, di rinviare ad altra seduta la  trattazione
  della rubrica in argomento».

   Pertanto lo svolgimento della rubrica è rinviato ad altra data.

          Comunicazione di dimissioni da Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, do lettura della nota,  datata  6
  giugno 2012, a firma dell'onorevole Nicola Leanza:
   «Con la presente informo di avere formalizzato le mie irrevocabili
  dimissioni   dal  Movimento  per  le  autonomie  e  la  conseguente
  cessazione di ogni incarico rivestito all'interno del Partito.
   Per  quanto  sopra  comunico di lasciare  il  Gruppo  parlamentare
  Movimento  per le Autonomie -Alleati per il Sud, e di aderire,  con
  decorrenza immediata, al Gruppo parlamentare Misto».

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del Regolamento
      interno, di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
                         Territorio e ambiente

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento,  ai  sensi  dell'art. 159, comma  3,  del  Regolamento
  interno,  di  interrogazioni  e  di  interpellanze  della   rubrica
   Territorio e ambiente .

   Avverto,  con  riferimento agli atti ispettivi della rubrica,  che
  l'interrogazione    n.   2062    Chiarimenti    sui    lavori    di
  rifunzionalizzazione,  arredamento viario ed  ammodernamento  della
  strada  provinciale n. 21 nella zona di protezione speciale  Saline
  di Marsala (TP) , dell'onorevole Marrocco è da intendersi superata,
  in quanto ritirata dell'onorevole firmatario.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


           Comunicazione dell'agenda dei lavori parlamentari

   PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  riunitasi oggi, 6 giugno 2012, sotto  la  Presidenza
  del  Presidente  dell'Assemblea,  onorevole  Cascio,  presenti   il
  Vicepresidente  vicario, onorevole Formica,  e  il  Vicepresidente,
  onorevole Oddo, ha deliberato all'unanimità la seguente agenda  dei
  lavori.
   Priorità per le Commissioni:
   -  disegno di legge-voto in materia di stabilizzazione dei precari
  (Commissione V);
   -  disegni  di  legge  in  materia di  nomine  e  designazioni  di
  competenza del Governo regionale (Commissione I).
   L'Aula,  dopo  la  seduta odierna, terrà  seduta  a  decorrere  da
  martedì  12 giugno 2012 per la discussione del disegno di legge  n.
  900  nel  testo riformulato dalla Commissione Bilancio e di  quelli
  sopra  indicati frattanto esitati, nonché per la discussione  della
  mozione   n.  365   Iniziative  a  livello  centrale  in  tema   di
  riorganizzazione della distribuzione sul territorio regionale degli
  uffici giudiziari , a firma dell'onorevole Ardizzone ed altri.
   A  conclusione della sopra menzionata agenda dei lavori, una nuova
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi definirà  il  prosieguo  dei
  lavori.

    L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazioni dell'assessore regionale per le infrastrutture e la
                               mobilità

   RUSSO  Pier  Carmelo,  assessore per le infrastrutture  e  per  la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  Pier  Carmelo,  assessore per le infrastrutture  e  per  la
  mobilità.  Signor Presidente, signori deputati, buonasera  a  tutti
  loro,  sono  qui  perché, come vi è ormai noto, tra  pochi  giorni,
  esattamente  il  9 giugno, cesserò le funzioni di  Assessore  della
  Regione siciliana.
   Ho chiesto al Presidente dell'Assemblea regionale di concedermi il
  privilegio  di  intervenire, stasera, in  Aula,  semplicemente  per
  rivolgere il mio ringraziamento a tutti i componenti dell'Assemblea
  per il lavoro svolto insieme in questi anni e, soprattutto, per  il
  fatto  che,  con  questa  collaborazione,  leggi  importanti  della
  Regione  siciliana  sono  state approvate  ed  approvate  in  tempi
  rapidi.
   L'ultimo  atto, l'ultimo provvedimento che ho voluto sottoscrivere
  oggi  è  un provvedimento al quale tengo particolarmente e vi  dirò
  perché.
   Da  qualche  giorno, a fronte di un percorso di  segno  totalmente
  opposto,  il  Governo della Repubblica ha comunicato di considerare
  l'aeroporto  di  Comiso  aeroporto  di  interesse  non   nazionale,
  ritenendo che in quanto tale, gli oneri per la gestione, in  specie
  quelli  per  l'assistenza al volo, debbano essere  sostenuti  dalla
  Regione siciliana.
   Non  è  questa  l'impostazione,  come  abbiamo  detto  in  passate
  occasioni, della Regione siciliana che ha condizionato la spesa  di
  41  milioni  di euro, totalmente sostenuti dalla sola Regione  allo
  status di aeroporto nazionale dell'ex aeroporto militare di Comiso.
   Per  questa ragione, per rendere immediatamente palese il  rilievo
  che  la  Regione  siciliana  dà  a  questo  aeroporto,  stamane  ho
  sottoscritto la sua intitolazione ad un eroe nazionale, qual è  Pio
  La Torre.
   L'ho proposta al Presidente della Regione per il perfezionamento.
   Questo è l'ultimo atto che ho voluto compiere quale assessore alle
  infrastrutture  e  rinnovo il saluto ed il ringraziamento  a  tutti
  voi,  affidando  alla  cura e alla tutela di  quest'Aula  che  sarà
  certamente attenta, e mi dolgo di non poter collaborare ancora  con
  essa  su questo punto, il destino e le sorti di migliaia e migliaia
  di lavoratori e di decine e decine di imprese.
   Intendo  alludere  alle  imprese e  ai  lavoratori  del  trasporto
  pubblico  locale  che hanno richiesto fino ad oggi in  assessorato,
  una  riconsiderazione della dotazione finanziaria per il  trasporto
  pubblico locale.
   Vi   ringrazio  nuovamente,  vi  ringrazio  di  cuore,   anche   e
  soprattutto per il fatto che  questa collaborazione si  sia  svolta
  con  me  che non appartengo a questa Assemblea, che non sono  stato
  eletto  come tutti voi, e invece voi, mi avete aiutato in tutto  il
  mio lavoro.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  Grazie assessore Russo per l'impegno che  ha  profuso
  anche per la sua attività di amministratore.

    Comunicazione di dimissioni da vicepresidente della Commissione
                            Verifica Poteri
                     e da componente della stessa

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, do lettura  della  seguente  nota
  dell'on. Termine, pervenuta il 5 giugno 2012 e protocollata  al  n.
  4989/AulaPG in pari data:
                                              «Palermo, 5 giugno 2012

                                               Al Presidente dell'ARS
                                                 On. Francesco Cascio

                                  Al Presidente del Gruppo PD all'ARS
                                              On. Antonello Cracolici

                                                            LORO SEDI

   Con  la  presente rassegno le dimissioni da Vice Presidente  della
  Commissione Verifica Poteri all'ARS e da componente della stessa.
   Con osservanza

                                               On. Salvatore Termine»

   Al  riguardo ricordo che, ai sensi dell'articolo 40 bis, comma  1,
  Reg.  int.  ARS,  i deputati scelti a costituire la Commissione  di
  verifica dei poteri non possono rifiutarsi né dimettersi (...) .

   Allo  stesso modo si esprimono i Regolamenti di Senato  e  Camera.
  Anzi,  il Regolamento di quest'ultimo ramo del Parlamento, all'art.
  17,  comma  3,  prevede che  I deputati componenti la Giunta  delle
  elezioni  non  possono rifiutare la nomina, né dare le  dimissioni;
  quand'anche  queste siano date il Presidente della  Camera  non  le
  comunica   all'Assemblea.  Possono  essere  sostituiti,   su   loro
  richiesta,  i deputati che siano chiamati a far parte  del  Governo
  ovvero ad assumere la presidenza di un organo parlamentare .

   L'Assemblea ne prende atto.
   Ciò   premesso  e  precisato,  la  sopra  menzionata  nota   opera
  limitatamente  alle  dimissioni  dalla  carica  di  Vicepresidente,
  sempreché  l'onorevole  Termine non  intenda  rivedere  la  propria
  posizione.

   Invito,  pertanto,  l'onorevole Termine a  prendere  posto  tra  i
  banchi  della  Commissione e a partecipare ai relativi  lavori  non
  appena  si  passerà  alla trattazione del punto V  dell'ordine  del
  giorno.

   Così rimane stabilito.

  Insussistenza della causa di incompatibilità in capo all'onorevole
                          Giuseppe Buzzanca,
                    eletto nel Collegio di Messina

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al V  punto  dell'ordine
  del  giorno: «Insussistenza della causa di incompatibilità in  capo
  all'onorevole Giuseppe Buzzanca, eletto nel Collegio di Messina».
   Ricordo  che  la  Commissione per la verifica  dei  poteri,  nella
  seduta  del  30  maggio  2012, ha approvato la  prevista  relazione
  scritta (Documento IX), depositata in pari data, e che è stata  già
  distribuita.
   L'Assemblea, ai sensi del combinato disposto dell'art. 10  sexies,
  comma  1,  della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29, e successive
  modifiche ed integrazioni, e dell'art. 61, comma 1, del Regolamento
  interno,  è  chiamata  pertanto  a  deliberare  definitivamente,  a
  scrutinio segreto, sulla proposta, formulata dalla Commissione  per
  la   verifica   dei  poteri,  di  insussistenza  della   causa   di
  incompatibilità,  in capo all'onorevole Giuseppe Buzzanca,  tra  la
  carica  di  deputato regionale e quella di sindaco  del  Comune  di
  Messina.
   L'approvazione  della proposta comporterà la  conservazione  della
  carica di deputato regionale.
   La  non  approvazione,  della proposta, viceversa,  comporterà  la
  dichiarazione  di  sussistenza della causa di  incompatibilità,  ai
  sensi  e  per gli effetti dell'art. 10 sexies, comma 1  bis,  della
  legge  regionale  20 marzo 1951, n. 29, e successive  modifiche  ed
  integrazioni,   come   risultante  dalle   sentenze   della   Corte
  costituzionale nn. 143 del 2010 e 294 del 2011.
   Invito i componenti della Commissione per la verifica dei poteri a
  prendere posto al banco delle Commissioni.

                      (La Commissione si insedia)

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevole colleghi, come  prevede  il
  Regolamento  prima  della  discussione, quindi  anche  prima  della
  relazione del Presidente Maira, la invito a distribuire a  tutti  i
  colleghi  parlamentari  la relazione perché  di  questa  storia  ne
  abbiamo  tutti  sentito parlare, ci sembra anche abbastanza  chiara
  nella definizione, ma vorremmo capire soprattutto il motivo per cui
  non è stato rispettato il termine previsto dal Regolamento.
     Questo lo possiamo sapere esclusivamente guardando e leggendo le
  carte, se ci vengono consegnate, e, naturalmente, nel rispetto  del
  Regolamento  il termine affinché possiamo renderci conto  sotto  il
  profilo soggettivo prima e oggettivo dopo, per richiamo alle  norme
  regolamentari  di cosa stiamo parlando, per quale  motivo  è  stato
  perso  ulteriore  tempo  rispetto  a  quello  che  è  previsto  nel
  Regolamento.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, la relazione è stata distribuita  -
  mi  dicono  gli uffici - praticamente ora, quindi se non ho  capito
  male  servono  le  48  ore che il Regolamento prescrive  per  poter
  prendere  visione della relazione e quindi, in virtù  dell'art.  61
  del  Regolamento, ovviamente, la discussione è rinviata alla  prima
  seduta  utile  dopo  le  48  ore, cioè a  martedì  della  settimana
  prossima.

   MANCUSO.  Signor Presidente, io non ho chiesto soltanto il  rinvio
  di 48 ore, ho chiesto anche  il rispetto del Regolamento

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   c'è   stata
  consegnata  ora la relazione, e al primo comma prevede  quello  che
  lei naturalmente ha detto.
   Lo stesso articolo, all'ultimo comma, prevede altri termini che io
  posso conoscere soltanto dopo avere esaminato questa relazione.
   Quindi,  prima della discussione generale che ci sarà la settimana
  prossima,  come lei stava annunciando, è chiaro che preliminarmente
  dovremmo capire perché non è stato rispettato anche quel termine.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come  tutti  noi
  sappiamo  questa è una vicenda molto delicata, anche  perché  siamo
  qui  a  seguito  di una iniziativa di un organo giurisdizionale  e,
  quindi, il Parlamento, si potrebbe dire, è in una seduta  coatta'.

   FORMICA. Questo termine è interessante per la Regione.

   CRACOLICI.   E'  evidente  che  dovremmo  evitare  di   utilizzare
  eccessivamente artifici regolamentari per non affrontare  questioni
  che non sono rinviabili.
   La  relazione è stata distribuita adesso e vorrei sapere perché  e
  in   capo  a  chi  è  la  responsabilità della distribuzione  della
  relazione  e  se  la  relazione non dovesse  essere  notificata  ai
  colleghi parlamentari, se questa costituisce obbligo ai fini  della
  trattazione  dello  stesso punto. Non può succedere  una  sorta  di
  gestione  in  cui  non  si capisce bene  in  capo  a  chi  sono  le
  responsabilità.
   Lo  voglio  dire,  e  lo dico pubblicamente,  io  oggi  ho  voluto
  manifestare,  anche  visivamente con  il  mio  cartellino,  la  mia
  presenza  in  Aula,  come  è noto, essendo  Presidente  del  gruppo
  parlamentare,  non ho obblighi di timbratura, ma  ho  voluto  farlo
  proprio  perché ci sono momenti nei quali, credo, che il Parlamento
  non può far finta di non affrontare le questioni.
   Se   la  Presidenza  ha  già  deciso  di  rinviare  a  martedì  la
  trattazione del punto all'ordine del giorno  ne prendo  atto,  però
  non ho capito il resto.
   Bisogna avere chiara una cosa: se deve essere fissata una  data  e
  un'ora nella quale bisogna decidere a voto segreto, come prevede il
  Regolamento,  cosa fare e come trattare la questione,  deve  essere
  certa  la  giornata e l'ora affinché  nessuno possa  dire   non  lo
  avevo capito'.
   E' giusto che si sappia che ad una certa data e a una certa ora si
  voterà,  poi  si  voterà in un modo o in un altro, ma  quello  deve
  essere  definito  con  tutte  le  procedure,  dal  punto  di  vista
  burocratico e regolamentare, perfettamente determinato.
   Ripeto,  si accerti perché non è stata distribuita la relazione  e
  verifichiamo se devono essere fatti altri adempimenti da  qui  -  a
  questo punto - a martedì.

   MANCUSO. Signor Presidente vorrei rispondere perché, al solito, si
  vogliono inquinare i pozzi.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, la mia risposta servirà a  chiarire
  tutti i passaggi.
   Intanto  la Commissione verifica poteri si è riunita il 30 maggio,
  quindi  la  scorsa  settimana, è stata svolta  la  relazione  e  la
  Commissione  ha deciso di apportare delle modifiche alla  relazione
  del relatore; quindi, il relatore ha dovuto provvedere ad apportare
  le  modifiche  alla  relazione, quest'ultima è stata  modificata  e
  firmata ieri, gli uffici hanno fotocopiato il documento oggi ed ora
  lo stanno distribuendo ai deputati. Questo è esattamente quanto che
  è successo.
   Ai  sensi  dell'articolo 61 del Regolamento è  previsto  che,  una
  volta  depositata la relazione, i deputati devono avere 48 ore  per
  poterla  esaminare e valutare le proprie motivazioni, pertanto   la
  prossima  seduta  non sarà prima di 48 ore da  oggi,  significa  la
  settimana prossima.
   Includo   in  questa  risposta  anche  la  risposta  all'onorevole
  Mancuso,  del  perché  siamo  andati  oltre  l'anno  previsto   dal
  Regolamento  al  quarto comma; intanto, l'anno  non  è  un  termine
  perentorio,  ma  un termine ordinatorio, ma siamo andati  oltre  un
  anno  perché - come lei sa - questa storia, e nella relazione -  se
  avrà la possibilità di leggerla se ne accorgerà - c'è una storia di
  ricorsi e contro ricorsi infinita e pertanto  la Commissione non ha
  potuto   chiudere   il  lavoro  entro  l'anno  perché   i   ricorsi
  giurisdizionali sono durati più di un anno. Abbiamo  dovuto  sempre
  attendere un giudizio.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, ogni volta che l'onorevole  Cracolici
  vuole  emergere  nella  sua trasparenza  massima  ritiene  di  dare
  lezioni  di moralità al Parlamento, le dico chiaramente  una  cosa:
  l'onorevole  Buzzanca è decaduta non da ora e questo Parlamento  ha
  l'obbligo  di votarlo questa volta a scrutinio segreto, ma  ritengo
  che non ci sia altra soluzione.
   Le  ho fatto il richiamo all'ultimo comma dell'articolo 61, perché
  l'onorevole   Cracolici   ricorderà  la   norma   che   ha   votato
  sull'incompatibilità  dei  sindaci  e  che  quando  l'ha  votata  è
  sembrata  una  norma ad personam perché, in questo Parlamento,  c'è
  stato  solo  un  sindaco che si è dimesso prima di  essere  eletto,
  perché ha ricevuto una norma ad hoc votata da questo Parlamento  ed
  era   il  sindaco  di  Adrano che si  è dimesso  prima  per  essere
  eletto,  se  ce  la faceva, poi sono successe tutte  le  cose  che,
  naturalmente,  vengono fuori da questa Commissione e  la  norma  di
  questo  Parlamento  non  aveva bisogno  di  tutte  queste  sentenze
  giurisprudenziali o, addirittura, costituzionali.
   Rispetto a questo, quindi, mi sembra che la melina non l'ha  fatta
  né la Commissione né altri.
   Mi sembra che il lavoro svolto ha bisogno del tempo e come è stata
  fatta   quella   norma,  allora  voluta  fortemente   dal   Partito
  Democratico,  se  ne  poteva fare un'altra che chiariva  magari  un
  lavoro immane che ha fatto questa Commissione.
   Rispetto  a  questo, quindi, mi pare che le posizioni siano  molto
  chiare di chi ha voluto o non ha voluto utilizzare legislativamente
  il Parlamento per fare decadere un sindaco.

   CRACOLICI. Quando è stata fatta questa norma?

   MANCUSO. E' stata fatta nel 2007. Leggi il tuo intervento.

   MAIRA, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA,  relatore.  Signor Presidente, mi scuso perché  sono  quasi
  senza voce e, quindi, pregherei i colleghi di un minimo di silenzio
  per rendere intelligibile quanto  sto per dire.
   Come  relatore  della  posizione di  incompatibilità  del  collega
  Buzzanca,  credo  che  vadano  evidenziate  anche  altre  cose,   a
  prescindere  dal  termine annuale se ordinatorio  o  perentorio,  è
  chiaramente un termine ordinatorio.
   Vorrei  richiamare  l'attenzione dei colleghi alla  lettura  della
  relazione,  che  non è altro che un'estrema sintesi  di  un  lavoro
  particolarmente attento e defatigante che ha avuto  la  Commissione
  in questi due anni.
   La  lettura  della relazione dovrebbe convincere - mi  auguro  che
  convincerà i colleghi, a cominciare dall'onorevole Mancuso -  della
  particolare  attenzione  e  dei  particolari  passaggi  sul   piano
  procedurale  che  questa posizione ha comportato alla  Commissione,
  per il continuo assommarsi di problemi giuridici ed amministrativi,
  ad una molteplicità di riunioni, alla richiesta di pareri ad organi
  amministrativi  superiori, come il CGA, ed a  richieste  più  volte
  reiterate all'Avvocatura dello Stato di Palermo, con l'acquisizione
  di  pareri  di luminari del diritto ed anche con l'acquisizione  di
  precedenti da parte della Giunta per l'elezione del Senato,  che  è
  il nostro organo amministrativo giurisdizionale di riferimento come
  Assemblea regionale siciliana.
   Arrivando alle conclusioni - che sono riportate nella relazione  e
  che,  poi,  sinteticamente,  anche per  agevolare  la  lettura  dei
  colleghi,   certamente  in  grado  di  valutare  la   relazione   a
  prescindere dalle mie precisazioni, ma la precisazione non guasta -
  ricordo all'Aula, che questa vicenda dell'onorevole Buzzanca è  già
  venuta  all'esame dell'Aula una prima volta e questa è  la  seconda
  volta  che si esamina la posizione dell'onorevole Buzzanca che,  al
  di   là   del   merito,  si  può  sintetizzare  in  una   posizione
  semplicissima, i precedenti di questa assemblea e della Commissione
  verifica  poteri - anche corredati da pareri dell'Avvocatura  dello
  Stato,  e da giurisprudenza di legittimità che si applica ad  altri
  organismi  che  hanno la stessa duplicità di ricorso amministrativo
  e  giurisdizionale in via alternativa - porta alla conclusione,  in
  ottemperanza  ai  precedenti, che nell'eventualità  di  un  ricorso
  iniziato  in  via  amministrativa, come  quello  che  ha  coinvolto
  l'onorevole Buzzanca ed  articolato successivamente un  ricorso  in
  via giurisdizionale davanti ad un Tribunale ordinario e davanti  ad
  un  Tribunale amministrativo, a prescindere dallo stadio in cui  si
  trova  l'esame  della  posizione in  via  amministrativa,  l'organo
  amministrativo,  cioè  noi,  deve sospendere  il  proprio  giudizio
  dichiarando  la non incompatibilità della posizione, qualunque  sia
  il  deputato  coinvolto, poiché è inimmaginabile  e  non  possibile
  proceduralmente  ammissibile che sulla stessa  vicenda  ci  possano
  essere  due tipi di giudizio uno di natura amministrativa,  uno  di
  natura  giurisdizionale  perché si potrebbe  venire  a  creare  una
  sovrapposizione di giudicati che non è proceduralmente ammissibile.
   Il  problema  dell'onorevole Buzzanca è tutto  qua,  la  decisione
  della  Commissione è questa, alla prossima seduta dell'Aula  questi
  sarà   chiamata   a   votare   non  sul  merito   della   posizione
  dell'onorevole   Buzzanca,  sulla  quale  possiamo   essere   tutti
  d'accordo,  sulla sua incompatibilità, ma sul ruolo e sul  tipo  di
  decisione   che   quest'Aula   deve  prendere   alla   luce   della
  giurisprudenza e dei precedenti.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Maira, la relazione sarà  svolta  la
  prossima settimana.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  presidente, onorevoli  colleghi,  prendo  spunto
  dalla presenza dei due assessori del Governo per rappresentare  una
  situazione particolarmente grave.
   Noi  ci  troviamo  in  provincia di Messina  con  una  particolare
  emergenza che è quella degli alluvionati e delle tante  imprese che
  sono  rimaste bloccate pure essendoci una norma e pur essendoci  50
  milioni  di  euro  disponibili  per  tutta  la  Regione  siciliana,
  Presidente  dell'assemblea  la pregherei  un  attimo  perché  è  un
  argomento importante e, purtroppo, la mancata proroga a chi gestiva
  questi  fondi,  Banca  Nuova,  o la  nuova  gara,  praticamente  la
  convenzione  è  scaduta il 31 dicembre e ci  troviamo  a  giugno  e
  queste   somme  restano  bloccate  senza  che  vi  sia   stato   un
  provvedimento di proroga o nuova gara che potesse consentire ad  un
  istituto  bancario di potere dare questo aiuto alle imprese  in  un
  momento  in  cui vi è questa grave crisi economica e, specialmente,
  in  Sicilia vi sono 50 milioni di euro che restano bloccati, perché
  bisognava  fare un atto semplice ed immediato: dare la proroga  per
  un  anno  e, nel frattempo, fare il bando per la nuova convenzione,
  non si è fatto nè l'uno nè l'altro.
   Voglio  rappresentare a quest'Aula, ma anche al Governo regionale,
  che  molte  di  queste  piccole  imprese  rischiano  di  andare  in
  fallimento perché non vi è la possibilità di elargire queste somme.
   Prego  i  componenti del Governo presenti in Aula,  ma  anche  lei
  signor   Presidente dell'Assemblea,  a nome di tutto il  Parlamento
  di  sollecitare  il Governo per poter risolvere un  problema  molto
  semplice   e   cioè   o  dare  la  proroga   o   affidarla,   anche
  temporaneamente, ad altro istituto nell'attesa della  gara,  non  è
  concepibile  in  un  momento come questo bloccare  queste  somme  e
  questi aiuti.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   desideravo
  parlare,  ex  articolo  83, sulle dichiarazioni  che  oggi  abbiamo
  appreso dall'assessore Massimo Russo aprendo il  Forum Mediterraneo
  della sanità 2012 .
   Oggi   l'Assessore   ha   affermato   che   il   ticket   per   la
  compartecipazione  alle prestazioni sanitarie è insopportabile.  Su
  questa  vicenda sia io che altri colleghi, per esempio  l'onorevole
  Vinciullo, l'onorevole D'Asero, abbiamo richiamato l'attenzione del
  Governo  e, specificatamente, dell'Assessore Russo e dell'Assessore
  per  l'economia, dottor Armao, per evitare che si arrivasse a  oggi
  con una dichiarazione così grave come quella che l'Assessore per la
  salute, dottor Russo, ha fatto. Quasi come uno struzzo, mettendo la
  testa sotto la sabbia, oggi quella testa è stata messa fuori  e  si
  vorrebbe cambiare, con un capovolgimento di fronte, la situazione.
   Vorrei  ricordare a quest'Aula e al Governo che da  questi  banchi
  qualche  giorno fa, qualche settimana fa, nella manovra finanziaria
  abbiamo  richiamato  l'attenzione affinché non venissero  sottratti
  quei  6  milioni di euro che con il bilancio regionale erano  stati
  appostati  al  fine  di alleviare il costo della  compartecipazione
  sanitaria  ai ticket al fine di evitare che, non dico i poveri,  ma
  quelle  fasce che non sono più abbienti che riguardano  ad  esempio
  gli  ultra sessantacinquenni che hanno superato un reddito di 35-36
  mila euro o coloro che sono al di sotto dei 65 anni e che hanno  un
  reddito  superiore  a  ottomila  euro  l'anno,  ipotizzo  i   cassa
  integrati o quei lavoratori che hanno un reddito minimo di 700 euro
  al  mese,  oggi  sono costretti a pagare la prestazione  sanitaria,
  quindi a pagare il ticket.
   Poiché  a  firma  di  chi  oggi parla  in  quest'Aula,  firmata  e
  sottoscritta   anche   dall'onorevole   Vinciullo,   dall'onorevole
  Pogliese,  dall'onorevole  Caputo ed  altri  parlamentari,  abbiamo
  depositato  una  mozione  con la quale si chiedeva  la  sospensione
  della  circolare  che  impone ai siciliani il pagamento  di  questo
  ticket  che oggi viene considerata una  tassa sul macinato  ,  così
  si  è  espresso  l'Assessore Russo, questa  mozione,  comunicata  e
  trasmessa  al  Governo  il 15 febbraio del 2012,  depositata  il  2
  febbraio dello stesso anno, e quindi trasmessa al Governo  dopo  13
  giorni, non ha trovato seguito.
   Allora  delle due l'una, o l'assessore dà immediatamente  seguito,
  lo  abbiamo chiesto con un ordine del giorno in Commissione  sanità
  qualche  giorno  fa,  affinché venissero  stanziati  i  fondi  onde
  evitare  che  persone poco abbienti, lo abbiamo detto, per  esempio
  persone che hanno un reddito di poco superiore a 8 mila euro devono
  pagare  questo  ticket sanitario o il Governo, tramite  l'Assessore
  Russo, proponga un emendamento nella legge sullo sviluppo per poter
  evitare  che i cittadini poco abbienti devono pagare questa   tassa
  sul   macinato ,  come  egli  stesso  l'ha  chiamata,  oppure  oggi
  l'assessore Russo ha fatto becera demagogia, lo voglio ribadire.
   Noi, allora, vogliamo i fatti. Questo Parlamento si aspetta fatti.
  Questa  regione Sicilia si aspetta fatti. I siciliani si  aspettano
  fatti.  Noi,  per  quanto ci riguarda come Commissione  sanità,  in
  testa   il   presidente  Laccoto,  abbiamo  chiesto   che   venisse
  reintrodotta  quella cifra che qualche settimana fa è  stata  tolta
  per pagare anche alcune realtà che poco c'entrano con la salute dei
  siciliani  ed  auspichiamo che il nostro emendamento  possa  essere
  accolto  dal Governo e poi possa essere votato in Aula per  evitare
  che  ci  sia  questa  tassa sul macinato  come l'assessore  Massimo
  Russo si è espresso nella data odierna.

   D'ASERO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  perché
  deve essere forte e chiara, anche da parte dell'Assemblea regionale
  siciliana,  una  presa  di posizione circa la problematica  esplosa
  ieri con la denunzia da parte dell'Unione Europea del rischio fondi
  comunitari che, sostanzialmente, dopo il primo momento in  cui  c'è
  stato  il  differimento  dei  termini  che  di  fatto  rinviava  il
  cosiddetto  disimpegno automatico portandolo alla fine del  periodo
  2007  e  quindi  verso  il  2013, oggi viene  constatato  che  così
  proseguendo,  di  fatto,  non ci sarà più il  solo  disimpegno,  ma
  automaticamente la perdita dei fondi comunitari.
   Davanti  a questa dichiarazione che segue le varie iniziative  che
  anche  noi come parlamentari abbiamo fatto presso questa Assemblea,
  dove  è  stato denunziato in più occasioni che il percorso  seguito
  dal Governo era un percorso che, di fatto, ha portato ad una scarsa
  applicazione  di queste risorse comunitarie, sono state  citate  le
  percentuali  limitate che sono andate dal 7,2%  al  10%  circa  del
  cosiddetto impegno dei fondi comunitari.
   Abbiamo denunziato tante volte che sostanzialmente sui 750 milioni
  di  euro  programmati nel primo anno, vista la rendicontazione  N+2
  2007/2013  del  2009  -  2010 - 2011, già c'era  una  reale  scarsa
  applicazione  delle risorse:  su 750 milioni di euro  meno  dell'8%
  veniva  impegnato, su 850 milioni di euro per il 2010,  l'8,2%,  su
  980 milioni di euro, per il 2011, sostanzialmente c'era  il rischio
  di utilizzo del meno del 10%.
   Quindi, già una programmazione di risorse che non veniva impegnata
  come  previsto  era  nei fatti e questa denuncia  è  stata  portata
  avanti  in  questa  Assemblea,  sono state  presentate  mozioni  ed
  interrogazioni,  però  non c'è stato nessun ascolto  da  parte  del
  Governo.
   Oggi  l'autorevole voce del Commissario europeo,  di  fatto,  pone
  questo grosso problema.
   Quindi,  al di là delle chiacchiere c'è una grande emergenza,  che
  oggi,   caro  signore   Presidente  dell'Assemblea,  noi   dobbiamo
  inquadrare in due aspetti gravissimi.
   Il  primo  è  l'utilizzo dei fondi comunitari che di fatto  è  una
  opportunità  persa;  il secondo è il problema dell'emergenza  reale
  che questo rappresenta.
   Sul  problema delle emergenze dobbiamo capire come predisporre  un
  piano  straordinario sul tema dell'utilizzo dei  fondi  comunitari,
  anche  su questo tema c'è ormai un raccordo con il Ministero  delle
  politiche di coesione, dove, mi pare, nella sostanza c'è una  forma
  di  commissariamento  in maniera garbata e oltre  questo  argomento
  dico  che  c'è  un'altra  grande emergenza che è  anche  di  natura
  sociale,  il  tema  agricoltura, dove oltre all'aspetto  legato  al
  prezzo  ormai  scarsissimo  dei prodotti,  mi  rivolgo  in  maniera
  principale  all'agrumicoltura, sia essi limoni  che  agrumi,  nella
  misura  di  sette  centesimi  al  chilogrammo,  quindi  un  importo
  limitatissimo, oggi esplode un altro grosso problema, quello  della
  cosiddetta problematica fitosanitaria.
   Oggi,  noi dobbiamo difendere il nostro territorio con quella  che
  era una volta il principio sancito dall'articolo 92 del Trattato di
  Roma, le cosiddette barriere fitosanitarie.
   Queste  barriere sono venute meno ed oggi assistiamo ad un attacco
  indiscriminato  di  patologie  che stanno  distruggendo  tutti  gli
  agrumeti  e tutte le culture agricole, parlo della mosca  asiatica,
  parlo   della   cosiddetta  tristezza,  parlo  di  una   serie   di
  problematiche che, sicuramente, stanno creando un grande vuoto.
   A  questo  punto, signor Presidente, su queste problematiche  dico
  che  dobbiamo convincerci che si tratta di emergenza  e  su  queste
  dobbiamo capire come predisporre un piano straordinario e mi auguro
  che   questa  volta  potremmo  essere  ascoltati  in  maniera   più
  propositiva.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,   ve  lo  immaginate  l'ilarità  generale  che   sarebbe
  suscitata  nel Governo nazionale, all'indomani dell'Unità d'Italia,
  se  Quintino Sella si fosse alzato ed avesse detto che la tassa sul
  macinato era una delle cose peggiori che poteva succedere?
   Con  una  faccia  tosta unica, nella storia di questa  Repubblica,
  l'assessore  Russo,  dopo  avere  imposto  i  ticket  sanitari,  ha
  cambiato  idea  ed ha deciso che questi ticket, da lui  voluti,  ed
  invito  tutti i parlamentari ed i siciliani ad andare a  vedere  il
  video, quando in data 21 dicembre c'è stata la discussione in  Aula
  su  questa  imposizione  di ticket e su quanto  abbiamo  più  volte
  chiesto  all'assessore  Russo di fermarsi un  attimo  e  ragionare,
  riflettere  sul  fatto  che stava andando a colpire  una  categoria
  particolarmente  debole  quali erano i  siciliani  poveri  che,  in
  questo modo, non erano più nella condizione di curarsi, di fronte a
  queste richieste da parte del Parlamento e, in modo particolare, da
  parte mia, l'assessore Russo diceva che non era vero, che erano dei
  balzelli  che venivano imposti dal Governo nazionale e  cercava  di
  fare cadere la responsabilità sul Governo Berlusconi, poi l'abbiamo
  sbugiardato  dimostrando  che era stato il  Governo  di  Ciampi  ad
  imporre  allora  questa  necessità di  cambiare  l'imposizione  dei
  ticket sui farmaci.
   Oggi,  a  distanza  di qualche mese dalle elezioni,  forse  perché
  comincia  a  meditare di potersi candidare non  so  a  quale  ruolo
  futuro, pensa di pentirsi.
   Nemmeno  San Paolo, sulla strada di Damasco, quando si  pentì  per
  avere   perseguitato  i  cristiani,  come  può  confermare  qualche
  assessore,  nemmeno  San  Paolo pensò di rinnegare  se  stesso,  in
  misura  così  prepotente, tanto è vero che cercò di dimenticare  il
  passato e di non condannarlo.
   Qui  mi  rendo  conto  che,  uscito da  qualche  gulag  sovietico,
  l'assessore  Russo è giunto alla conclusione che il  male  assoluto
  della sanità siciliana sono i ticket.
   Di  questo  se ne sarebbe dovuto accorgere nei vari  mesi  che  in
  Commissione  sanità  abbiamo  parlato di  questa  vicenda;  avrebbe
  dovuto  rendersi  conto  che, più volte su questa  vicenda  abbiamo
  cercato  di impedirgli di portare avanti questo disegno  di  legge;
  avrebbe dovuto, quando glielo abbiamo ricordato in Aula, fermarsi e
  rendersi conto che così non era.
   Così  come  la  maggioranza  che lo sostiene,  si  sarebbe  dovuta
  accorgere dell'errore gravissimo che si stava facendo quando, nella
  passata manovra finanziaria, si sono tolti sei milioni di euro  che
  erano destinati per il pagamento dei ticket delle fasce sociali più
  deboli e così non è stato.

              Assume la Presidenza il vicepresidente Oddo

   Prendiamo atto con piacere che l'assessore Russo ha cambiato idea;
  prendiamo  atto  con  piacere - fino ad un  certo  punto  perché  a
  soffrire  in  questi mesi sono stati i siciliani e le famiglie  dei
  siciliani poveri - che ha cambiato ancora una volta idea.
   Ci saremmo augurati che fra i tanti dimissionari di questo Governo
  ci  fosse  stato anche lui, tant'è vero che, quando  abbiamo  visto
  Assessore  Russo  dimissionario,  speravamo  nell'Assessore  per  a
  Sanità  a  dire il vero e non nell'Assessore per le Infrastrutture;
  così non è stato.
   Comincia  la stagione di un lungo pentimento? Spero di  no.  Spero
  che  abbia il buon senso ed il coraggio di andare a casa; spero che
  abbia  il  buon  senso ed il coraggio di dimettersi perché  l'unica
  cosa  che ha portato questa presunta riforma che ha voluto  imporre
  alla  Sicilia è stato sangue, disperazione, forse, qualche concorso
  vinto  da  qualche trapanese in più rispetto al passato.  Trapanesi
  che un po' in tutte le province di Sicilia hanno dimostrato la loro
  bravura e la loro capacità, cosa che prima non facevano.
   Di  questo,  Presidente Oddo, dal momento che lei è  della  stessa
  provincia  dell'Assessore, siamo soddisfatti ma  credo  che  questa
  stagione di questo Assessore sia finalmente finita; occorre che  il
  Parlamento  si  riappropri  delle sue  funzioni  e  le  ricordo,  a
  proposito,   Presidente   Oddo,   che   giacciono   centinaia    di
  interrogazioni che sono state presentate all'assessore  Russo  alle
  quali  l'Assessore Russo, con spregio assoluto di questo Parlamento
  e  con la Presidenza dell'Assemblea che non ha fatto mai nulla  per
  assicurare  e garantire i diritti dei parlamentari continua  a  non
  rispondere.
   Perché,  vede, l'assessore Russo è convinto di essere al di  sopra
  delle  leggi; è convinto di potere fare in questo Parlamento e  nel
  Governo regionale quello che crede più giusto per sé. Questo non lo
  dobbiamo  consentire, Presidente Oddo. La richiamo; mi permetto  di
  richiamare  nuovamente la Presidenza e lei che, in questo  momento,
  in  maniera  autorevole,  presiede quest'Aula,  per  ricordarle  le
  centinaia  di interrogazioni a cui l'Assessore Russo  non  ha  dato
  risposta.
   Sarebbe opportuno e giusto che, prima che si dimettesse, avesse la
  bontà, il coraggio ed anche il rispetto istituzionale di venire  in
  Aula a rispondere. Grazie.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  come  lei  sa,   intervengo
  pochissime  volte sull'ordine dei lavori e, più ci  avviciniamo  ad
  una  probabile scadenza elettorale, più mi sembra che non valga  la
  pena  di intervenire, proprio perché le argomentazioni sono  sempre
  più  elettoralistiche, propagandistiche, demagogiche  che  non  nel
  merito  delle  questioni  che si debbono  affrontare.  Proprio  per
  questo,  però,  poi,  c'è un limite oltre il  quale  tacere  sembra
  peccato.  Ho ascoltato, infatti, a proposito di questa vicenda  dei
  ticket, delle cose che non fanno onore ad un parlamentare, non dico
  ad  un Parlamento, ma ad un parlamentare. Se così è, se l'Assessore
  Russo ha fatto la dichiarazione che nel merito penso nessuno di noi
  non  può  che condividere, non credo che l'abbia fatta  per  motivi
  elettoralistici.
   E,  se  lo ha fatto, è da biasimare, così come ogni cosa sbagliata
  che ciascuno di noi fa.
   Detto  questo,  però,  mistificare la realtà e,  soprattutto,  far
  venir  meno il proprio ruolo di parlamentare mi sembra che non  sia
  corretto;  scambiare questa tribuna per quella di un  comizio,  non
  sia  fare onore a questo Parlamento. Ricordo, infatti, che,  quando
  abbiamo  votato l'adeguamento del regime tariffario sui  farmaci  e
  sulle prestazioni specialistiche a quello che è la norma nazionale,
  lo  abbiamo  fatto perché questa Regione era l'ultima a  farlo  fra
  tutte  le  Regioni  d'Italia. L'ultima, e non avremmo  potuto  fare
  diversamente,  considerato che il Ministero della  Salute,  per  il
  fatto  che questa Regione è sottoposta al Piano di rientro e  se  è
  sottoposta al Piano di rientro lo è per il disastro con cui è stata
  gestita  la  sanità, soprattutto nel periodo 2000-2007 -  cito  dei
  numeri  e  cito  documenti che possono essere letti  da  tutti,  se
  vogliono  fare i parlamentari e non i demagoghi da questo palco  -,
  perciò non avevamo altra possibilità che fare da ultimi la cosa che
  tutte   le  altre  Regioni  avevano  fatto,  applicando  una  norma
  certamente ingiusta ma che è  la stessa in tutte le altre  Regioni.

   Inoltre - e questo lo sanno tutti, lo sa anche, a maggior ragione,
  chi  fa parte della Commissione  Sanità', dove il problema è  stato
  posto  ma  non  abbiamo potuto fare diversamente; questo  lo  sanno
  benissimo tutti quelli che oggi vengono, approfittando, penso anche
  in  maniera strumentale, in maniera ingiusta, del reale disagio che
  le popolazioni vivono per fare mostra delle proprie parole - se c'è
  un  modo  per  alleviare l'applicazione dura  di  questa  norma,  è
  soltanto  quello  che le altre Regioni d'Italia  hanno  cercato  di
  fare,  cioè,  con  fondi propri del proprio  bilancio,  cercare  di
  aggiungere poste economiche per modificare il regime di esenzione.
   Al  di là delle critiche, al di là degli scuotimenti di petto,  al
  di  là  delle demagogie di rito che quest'Aula ha dovuto  ascoltare
  ripetutamente,  se  un  tentativo c'è  stato  di  risolvere  questo
  problema nell'unica maniera in cui poteva essere risolto o comunque
  di  alleviarlo,  è  venuto  in seno ai  lavori  che  hanno  portato
  all'approvazione  della  finanziaria  per  iniziativa  del   Gruppo
  democratico che ha proposto un emendamento col quale, se  si  erano
  individuati dapprima 10 milioni di euro per l'anno 2012, 10 milioni
  per  il  2013 e 10 milioni per il 2014, poi ridotti a 6 milioni  in
  questa  formulazione,  la  finanziaria è stata  poi  approvata  per
  cercare, e sarebbe stata ben poca cosa, lo ripeto, per chi  non  si
  vuole  cimentare  con  le cose concrete ma preferisce  fare,  così,
  politica  spicciola; sarebbe stata comunque ben  poca  cosa  ma  un
  segnale importante in seno a quel bilancio che già prevedeva  tagli
  disastrosi.
   Questo  abbiamo proposto concretamente e questo era  stato  fatto,
  dopo  di che, quest'Aula, a maggioranza, quindi, senza nascondersi,
  perché  poi facciamo presto a nasconderci, ciascuno di noi, proprio
  per  fare in modo di coprire le spese per i forestali, le spese per
  l'ESA,  le  spese  per  altre categorie di precari,  le  spese  che
  gravano  come  un  fardello  su  questa  Regione,  in  una  maniera
  schiacciante,  ha deciso di attingere alle risorse  disponibili  e,
  siccome,   quei  7  milioni,  quei  6  milioni  non   erano   spese
  obbligatorie   ma   erano  spese  tecnicamente  reversibili,   cioè
  annullabili da parte della Regione, quel segnale che pure  non  era
  stato fatto, quest'Aula ha deciso di tirarselo indietro per coprire
  altre spese che, invece, sono obbligatorie, appunto come quelle  di
  parte dei 27 mila forestali che gravano sul bilancio della Regione.
   Allora  -  io  dico - poi possiamo giudicare se è giusto  o  se  è
  sbagliato ma togliere tutta questa parte e fare a meno della verità
  storica  per venire qua a fare comizi, come se stessimo venendo  da
  chissà  dove, non mi sembra giusto e sono intervenuto semplicemente
  perché venga lasciato, agli atti di questi lavori, la storia  dalla
  quale ci muoviamo.
   Se  questo Parlamento riuscirà a trovare risorse utili e in più  -
  ma  oggi ricordo che, fra le altre cose, abbiamo un taglio del  20%
  del trasporto pubblico locale che incide per i 6 mesi che rimangono
  del 2012 per il 40% , quindi, ho citato una cosa ma altre ne potrei
  citare di disastri che le penurie finanziarie stanno provocando  in
  ogni  comparto  -  ecco,  se c'è qualche parlamentare  che  ci  può
  spiegare  come  avremmo potuto non applicare  quella  norma  che  è
  applicata  in  tutto  il  resto d'Italia  e  come,  oggi,  potremmo
  diversamente,   con  altre  risorse,  darvi  una   attuazione   più
  temperata,  bene,  ce  lo venga a dire; le prediche,  però,  ce  le
  risparmi.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Riprende lo svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del
    Regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanze della
                    rubrica  Territorio e ambiente

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  essendo   presente   in   Aula
  l'assessore  per  il  Territorio  e  l'ambiente,  si  riprende   lo
  svolgimento,  ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno,  delle interrogazioni e delle interpellanze della  rubrica
   Territorio e ambiente .
   Per  assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari, le interrogazione
  numeri  1649  Interventi a tutela dei centri abitati del Messinese,
  già   colpiti  dagli  eventi  alluvionali  dell'1  ottobre   2009 ,
  dell'onorevole   Panarello  e  numero  1898   Delucidazioni   sulla
  richiesta di concessione demaniale marittima presentata da Arenaria
  s.r.l. ,  dell'onorevole  Incardona, si  intendono  presentate  con
  richiesta di risposta scritta.
   L'interrogazione   numero   2062   Chiarimenti   sui   lavori   di
  rifunzionalizzazione,  arredamento viario ed  ammodernamento  della
  strada  provinciale n. 21 nella zona di protezione speciale  Saline
  di Marsala (TP) è superata.
   Si  passa  all'interrogazione numero 2294   Notizie  sull'ennesimo
  incidente  ambientale avvenuto nello stabilimento  Isab  di  Priolo
  Gargallo (SR) , dell'onorevole Vinciullo.
   Ne do lettura:

    Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   in  data  20  dicembre  2011, nello stabilimento  Isab  di  Priolo
  Gargallo,  è  scoppiato  un violentissimo incendio  causato  da  un
  incidente all'interno dello stesso stabilimento;

   a  causa del suddetto incendio, una altissima colonna di fumo si è
  sprigionata dall'impianto, fumo che ha interessato tutti  i  comuni
  che sorgono nei pressi dello stesso stabilimento;

   considerato che questo ennesimo episodio è l'ultimo di  una  lunga
  serie  di  incidenti che hanno interessato, negli ultimi anni,  non
  solo  l'Isab,  ma  quasi tutti gli stabilimenti  petrolchimici  che
  sorgono nella zona industriale di Priolo Gargallo;

   tenuto conto che la popolazione residente in provincia di Siracusa
  oramai  vive  in  uno  stato di continua  paura  per  le  possibili
  ripercussioni negative che questi incidenti potrebbero avere  sulla
  salute pubblica;

   questa enorme bomba ecologica che è Priolo Gargallo sta per subire
  un ulteriore aggravio dalla realizzazione del nuovo rigassificatore
  che, siamo certi, riuscirà a consolidare il triste primato, che  ha
  Priolo Gargallo, di zona più inquinata d'Europa;

   per sapere:

   che  iniziative  intendano  adottare per  verificare  se  l'ultimo
  incidente, in ordine di tempo, avvenuto nello stabilimento Isab  di
  Priolo  Gargallo,  sia da imputare a causalità o a  negligenza  e/o
  carenza dei sistemi di controllo e sicurezza;

   se  non  ritengano  urgente intervenire  con  una  commissione  di
  controllo  e  di indagine per verificare il livello di sicurezza  e
  tutela  dei  lavoratori in atto esistenti in tutti gli stabilimenti
  industriali che ricadono nell'area di Priolo Gargallo;

   se  non ritengano opportuno sospendere l'iter delle autorizzazioni
  in  corso per la costruzione di nuovi impianti sino a quando non ci
  sarà  la  certezza che non vi è alcun rischio per  l'incolumità  di
  migliaia e migliaia di cittadini . (2294)

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

   ARICO',   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, con riferimento a quanto  richiesto
  dall'onorevole   interrogante,  si  riferiscono  testualmente   gli
  elementi di risposta forniti da ARPA Sicilia.
   A  seguito  dell'incidente occorso il 20/12/2011  e  su  richiesta
  della  polizia municipale di Priolo e della Prefettura di Siracusa,
  ARPA   Struttura   territoriale  di  Siracusa  ha   effettuato   un
  sopralluogo accertando che l'incendio si è sviluppato in una strada
  interna  dell'area  SG10  (parco  serbatoi  della  Raffineria  ISAB
  impianti   nord)  ed  ha  effettuato  un  campionamento  sull'acqua
  presente nelle vasche SG3/AI (allegato alla presente il verbale del
  sopralluogo  e  piantina  dei luoghi in  cui  si  è  verificato  il
  sopralluogo e dove è stato eseguito il campionamento).
   La Struttura territoriale ARPA di Siracusa ha inoltre prodotto una
  relazione  dell'evento,  allegata  alla  presente,  in  cui   viene
  descritta  la  dinamica  dell'incidente e  da  cui  si  evince  che
    Relativamente  alle  eventuali  refluenze  dell'incidente   sulla
  qualità dell'aria sono stati consultati i dati delle centraline più
  prossime ai centri abitati di Siracusa e Priolo nella giornata  del
  20/12/2012.  I valori rilevati, per gli inquinanti monitorati,  non
  mostrano  valori  fuori soglia nelle ore in cui  si  è  manifestato
  l'evento citato nell'interrogazione parlamentare'.
   La  ST1.3   della  Direzione  generale  della  scrivente  Agenzia,
  informata  dell'evento, ha inoltre relazionato  quanto  di  seguito
  riportato.
   L'incidente  si è verificato verso le 10.30 del 20  dicembre  2011
  presso  il  parco stoccaggi SG10 di ISAB impianti Nord al serbatoio
  DA1078 contenente benzina.
   L'evento  è  stato causata da un urto accidentale da parte  di  un
  mezzo di un'impresa esterna che, transitando su una strada interna,
  ha  urtato  una tubazione tranciando alcune valvole  di  un  tratto
  terminale di una linea di aspirazione dal serbatoio.
   Sono  state tranciate cinque valvole da circa 5 pollici; il tratto
  di  linea era esterno al bacino del serbatoio. Il manifold  su  cui
  erano  poste  le cinque valvole era a circa 1.20 m di  altezza  dal
  piano  campagna ed all'esterno della sede stradale. Ne è conseguita
  la  fuoriuscita  di  una  modesta quantità  di  benzina  che  si  è
  riversata sulla sede stradale e da qui nella scarpata adiacente  la
  strada   prendendo   fuoco   a   causa   dell'innesco   dovuto   al
  sopraggiungere di un altro mezzo della medesima ditta.  Entrambi  i
  mezzi hanno riportato dei danni; l'autocarro origine dell'innesco è
  stato  significativamente danneggiato. Le fiamme hanno  interessato
  un  fabbricato posto in prossimità della strada e alcune bobine  di
  cavi elettrici presenti.
   La fumosità è stata causata principalmente dalla combustione degli
  idrocarburi e dei cavi.
   E'stato  immediatamente attivato il piano d'emergenza  e  tutti  i
  sistemi  antincendio  del parco serbatoi sono entrati  in  funzione
  mentre  gli impianti sono rimasti regolarmente in funzione. Non  si
  sono registrati danni alle persone e agli impianti.
   L'emergenza è durata 30 minuti; le fiamme sono state domate grazie
  all'intervento  dei vigili del fuoco aziendali  e  dai  vigili  del
  fuoco del Corpo nazionale VVF.
   La  società  ha  comunicato  i seguenti  provvedimenti  a  seguito
  dell'incidente: lancio di una campagna sulla sicurezza stradale che
  coinvolgerà   sia   il   personale  sociale  che   i   contrattori;
  organizzazione   di   una   riunione   con   i   contrattori    per
  sensibilizzarli  sul tema del comportamento alla  guida;  rimozione
  del  manifold  coinvolto nell'evento e del tratto di  tubazione  ad
  esso  collegato  (e  successivamente su  tutti  gli  altri  sistemi
  analoghi)  e  sostituzione con sistemi più moderni ed efficaci  che
  operano dall'alto.
   A  seguito di precedenti eventi occorsi, come lo scoppio presso lo
  stabilimento  ISAB  Energy dell'11/08/2011 che  ha  determinato  un
  peggioramento   della   qualità   dell'aria,   il    Prefetto    ha
  meritoriamente  istituito un tavolo tecnico al fine di  coordinare,
  gestire  ed  attuare misure volte al contenimento dei  fenomeni  di
  cattiva qualità dell'aria; il tavolo è coordinato da ARPA Sicilia.
   Considerato  che  si tratta di Area ad Elevato  Rischio  di  crisi
  ambientale  8AERCA)  e  di  sito  di  interesse  nazionale(SIN)   e
  considerata altresì la frequenza con cui gli eventi incidentali  si
  sono  verificati nel corso dell'ultimo semestre del  2011  (quattro
  incidenti),   sarebbe  utile  riattivare  il   Gruppo   di   lavoro
  interagenziale per gli studi di sicurezza integrati  delle  aree  a
  rischio  ISPRA/ARPA che si sarebbe dovuto costituire a seguito  del
  rapporto  finale della commissione tecnica istituita dal  Ministero
  dell'Ambiente  nel 2005. Giova a tal fine ricordare che  l'art.  13
  del  d.lgs.  334/99,  relativo  alla  prevenzione  dei  rischi   da
  incidente rilevante, in attesa di quanto previsto dall'art. 72  del
  d.lgs. 112/98, prevedeva, per le aree ad elevata concentrazione  di
  stabilimenti  a  rischio di incidente rilevante, che  il  Ministero
  dell'ambiente:
   a) individuasse le aree ad elevata concentrazione di stabilimenti;
   b)  coordinasse  fra tutti gestori degli stabilimenti  lo  scambio
  delle  informazioni necessarie per accertare la natura  e  l'entità
  del  pericolo  globale degli incidenti rilevanti, e di  predisporre
  uno  studio  di sicurezza integrato dell'area, a cura  dei  gestori
  degli stabilimenti;
   c)  predisponesse,  sulla base delle indicazioni  contenute  nello
  studio  di  sicurezza sopra indicato, un piano  di  intervento  nel
  quale  fossero individuate le misure atte a ridurre o  eliminare  i
  fattori di rischio.
   Inoltre  nel  medesimo  articolo era  previsto  che  il  Ministero
  dell'Ambiente  insieme  al  Ministero dell'Interno,  della  Sanità,
  dell'Industri, del Commercio e dell'Artigianato e d'intesa  con  la
  conferenza  stato-regioni,  con uno o  più  decreti,  stabilisse  i
  criteri  per  l'individuazione e la perimetrazione delle  aree,  le
  procedure  per  lo scambio delle informazioni tra gestori,  per  la
  predisposizione  e  la  valutazione  dello  studio   di   sicurezza
  integrato,  le procedure per la diffusione delle informazioni  alla
  popolazione  e  le  linee  guida per la predisposizione  dei  piani
  d'intervento.
   Dal momento che i decreti attuativi sopra descritti non sono stati
  emanati,   il   Ministero  dell'Ambiente  ha  istituito,   in   via
  sperimentale,  la  Commissione tecnica, sopra  richiamata,  per  la
  valutazione di uno studio di sicurezza integrato d'area  (SSIA)  di
  Priolo-Augusta-Melilli, prodotto su base volontaria  delle  aziende
  più  rappresentative dell'area in coordinamento con  l'associazione
  degli    industriali.    Alla   Commissione    hanno    partecipato
  rappresentanti  del  Ministero dell'Ambiente, della  Prefettura  di
  Siracusa,  del Comitato tecnico Capitanerie di porto di  Augusta  e
  Siracusa, etc. Nell'ambito del progetto ARPA Sicilia si è  occupata
  della ricomposizione dei rischi utilizzando il software ARIPAR.
   In  data  9 maggio 2008 la suddetta Commissione ha predisposto  un
  rapporto finale, di cui si allega in copia uno stralcio de  p  unti
  essenziali, in cui sono presenti tutta una serie di raccomandazioni
  indirizzate ai vari gestori di impianti ed anche, alla provincia di
  Siracusa,  ai comuni coinvolti, etc. Il punto 7.6 (le  attività  di
  supporto  per  la  costituzione di un sistema  informativo  evoluto
  d'area  presso le amministrazioni pubbliche) del suddetto rapporto,
  che  aveva  come obiettivo quello di definire un progetto  unitario
  integrato     di     sistema    informativo     che     consentisse
  l'informatizzazione  e  l'elaborazione  dei  dati  utili   per   il
  controllo  dei  rischi di incidente rilevante, prevedeva  per  ARPA
  Sicilia  un  ruolo di capofila e di raccordo tra  i  vari  soggetti
  interessati per la costituzione del suddetto sistema.
   Il   15   e  16  gennaio  2009,  si  è  svolto  un  incontro   tra
  rappresentanti di ARPA Toscana, ARPA Sicilia ed ISPRA,  di  cui  si
  allega relazione, per la costituzione del sottogruppo agenziale per
  gli studi integrati di rischio d'area. A tale riunione, in cui sono
  stati  individuati i punti da sviluppare e le risorse da destinare,
  non  sono seguiti incontri successivi per mancanza di risorse umane
  ed economiche. Oggi si ritiene indifferibile concludere le attività
  già  avviate  e  pervenire in tempi brevi  alla  definizione  dello
  studio   integrato  d'area  ad  opera  dei  Gestori,  nonché   alla
  predisposizione del Piano d'intervento, ai sensi della  lettera  c)
  comma  1,  art.  3  del  d.lgs. 334/99, per l'individuazione  delle
  misure urgenti atte a ridurre o eliminare i fattori di rischio.
   Si  sottolinea,  inoltre  ,  che la pianificazione  dell'emergenza
  esterna  degli  stabilimenti industriali, prevista a  carico  della
  Prefettura   dall'art.   20   del  d.lgs.   334/99,   per   singolo
  stabilimento, nella piana di Siracusa è stata redatta attraverso un
  piano d'emergenza esterna d'area (decreto Prefetto di Siracusa  del
  26  giugno  2008). Tale piano individua le azioni da  intraprendere
  nel  caso  in  cui si verifichi un incidente rilevante  e  coordina
  anche  le  azioni  dei  vari enti su tutta la zona  industriale  di
  Siracusa. Appare necessario, quindi, che tale pian o sia verificato
  con periodiche esercitazioni, almeno annuali, che coinvolgano tutti
  gli enti preposti, la Protezione civile e la stessa popolazione.
   Considerate  inoltre le forti criticità che caratterizzano  l'aria
  ad  elevato  rischio  di  crisi ambientale di  Priolo,  si  ritiene
  opportuno  intervenire  con  una  Commissione  di  controllo  e  di
  indagine per verificare i livelli di sicurezza. L'ARPA si manifesta
  disponibile a fornire, a tal riguardo, opportuno supporto tecnico.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole  interrogante  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  sono
  in  difficoltà.  Non  so se replicare perché credo  che,  prima  di
  parlare  in Aula, ormai, dobbiamo chiedere il permesso agli  ultimi
  eredi  del Partito comunista, in quanto, abituati a quanto accadeva
  in  Unione  Sovietica, se uno pensa di dire una cosa diversa  dalla
  loro o di  .

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la prego  si attenga al tema

   VINCIULLO.  Signor Presidente, lei, poco fa, quando il  collega  è
  intervenuto  in  maniera  pesante, non  è  intervenuto  facendo  il
  Presidente, lo ha lasciato strillare. Adesso

   PRESIDENTE.  Vuol  dire  che  la prossima  volta  che  un  collega
  interverrà  in modo pesante non terremo Aula. Adesso,  si  dichiari
  soddisfatto  o  meno;  ha  quei  minuti  disponibili;  vada  avanti
  tranquillo

   VINCIULLO. Le dicevo, dato che non ho l'arroganza intellettuale di
  pensare  di essere sempre nel giusto e di rappresentare la  verità,
  mi  rendo  conto  che all'opposizione si vuole  anche  impedire  di
  svolgere   questo  ruolo  e  questa  funzione  o,   forse,   stanno
  abbandonando il Governo e quindi adesso pensano di ricollocarsi  in
  quella opposizione dove, fino adesso, siamo stati in pochi.
   Intanto,  grazie,  Assessore, per essere venuto  in  Aula.  Lei  è
  un'eccezione. Lei e l'assessore Centorrino siete fra  i  pochi  che
  venite  in Aula a rispondere. Grazie anche per la velocità  con  la
  quale è venuto a rispondere, perché assessore da pochi giorni e  ha
  avuto  la  sensibilità istituzionale che le deriva anche dal  ruolo
  che  ricopre di deputato, cioè di eletto dal popolo, a venire  e  a
  rispondere su un argomento importantissimo, di estrema gravità  per
  quanto riguarda la provincia di Siracusa.
   Sono  soddisfatto  di  quello che lei  ha  detto;  intanto,  della
  ricostruzione;  la  trovo  attenta,  minuziosa,  rispondente  quasi
  sempre  a  quelli  che  sono stati i reali  avvenimenti  che  hanno
  caratterizzato in questi ultimi anni il rischio di crisi ambientale
  della nostra provincia.
   Ho  avuto  piacere che lei partisse dal 2008, da quando c'è  stata
  questa nuova sensibilità. Ho gradito che, anziché parlare di questo
  solo  incidente  in maniera coraggiosa, abbia parlato  anche  degli
  altri tre incidenti che abbiamo avuto in provincia di Siracusa e in
  questa zona. Soltanto nel 2011, abbiamo avuto quattro incidenti.  E
  ha   ricordato   pure   come  in  questa   zona   si   vuole   dare
  l'autorizzazione  per  la realizzazione del famoso  rigassificatore
  quando  lei, giustamente, ha parlato di benzina che si  è  dispersa
  per  strada, di mezzi di una ditta esterna che transitavano  dentro
  l'area  interessata,  che la presenza di questi  mezzi  esterni  ha
  procurato l'incendio che si è sviluppato in tutta la zona  mettendo
  ancora  una  volta   a  repentaglio la  vita  e  la  sicurezza  dei
  cittadini della provincia di Siracusa.
   Fa   bene,   Assessore,  quando  dice  che  vuole  istituire   una
  commissione  per  verificare le condizioni di sicurezza  di  queste
  strutture vetuste. Queste strutture, infatti, andavano bene  decine
  di anni fa, non più adesso.
   Sono  anche  soddisfatto  del  fatto  che  lei  abbia  individuato
  nell'ARPA, cioè nell'Ufficio periferico del suo Assessorato, l'ente
  che  dovrà  gestire.  Se  da  una parte,  però,  sono  soddisfatto,
  dall'altro non posso non ricordare che da qui a qualche mese l'ARPA
  non  potrà  più effettuare alcuna attività. Abbiamo stanziato  solo
  tre  milioni di euro. Soltanto il pagamento del personale è pari  a
  tre  milioni  e  720 mila euro. Significa che,  da  qui  a  qualche
  giorno,  non  saremo  nemmeno più in  grado  di  pagare  i  tecnici
  dell'ARPA  perché  l'emendamento  che  era  stato  presentato,  che
  portava a sei milioni le somme stanziate per l'ARPA, purtroppo, non
  sono state approvate dalla maggioranza che sostiene questo Governo.
  Per  cui,  da  una parte, ci troviamo con la sua buona volontà  che
  riconosco  e  la sua attenzione, dall'altra parte, ci troviamo  con
  tecnici  altamente qualificati che possono dare  risposte  certe  e
  concrete  al  territorio; dall'altra parte, però, ci  troviamo  con
  grosse difficoltà nel pagamento degli stipendi. Non stiamo parlando
  nemmeno  dell'acquisto  di  tutte le attrezzature  di  cui  lei  ha
  parlato  e  di  tutte le varie cabine che vi sono che  misurano  se
  l'inquinamento  è fuori soglia oppure è dentro i limiti  consentiti
  dalla legge.
   Concludo perché vorrei mantenermi entro i limiti a me consentiti.
   Mi  dichiaro, pertanto, soddisfatto - lo faccio per la prima volta
  - della risposta avuta da parte dell'assessore Aricò.
   Voglio, però, invitare il Parlamento siciliano a prevedere,  nella
  prossima  manovra  che stiamo andando a fare,  le  somme  che  sono
  necessarie per fare in modo che l'ARPA possa continuare a  lavorare
  e possa continuare a vigilare sulla nostra sicurezza ed incolumità.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  su  richiesta  del  firmatario,
  l'interpellanza  numero 116  Iniziative volte  a  fare  luce  sulle
  ragioni e le procedure seguite per l'aggiornamento dello schema  di
  massima  per  la  rielaborazione del piano regolatore  generale  di
  Comiso (RG) , dell'onorevole Digiacomo, è da intendersi superata.
   Si  passa  all'interpellanza numero 131  Interventi per  garantire
  celerità  e trasparenza dell'iter amministrativo per le concessioni
  su demanio marittimo , a firma dell'onorevole Adamo.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interpellanza si  intende
  decaduta.
   Abbiamo, quindi, esaurito il punto IV dell'ordine del giorno.
   Sul   punto  VI  punto  dell'ordine  del  giorno:  Seguito   della
  discussione del disegno di legge numero 900/A  Norme in materia  di
  entrata. Finanziamento di leggi di spesa , avverto che l'esame avrà
  luogo quando la Commissione Bilancio avrà concluso i propri lavori.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  12  giugno
  2012, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  - Comunicazioni

  II  -  Seguito della discussione sulla insussistenza della causa di
  incompatibilità in capo all'on. Giuseppe Buzzanca, eletto  nel
  collegio di Messina (doc. IX)
             relatore: on. Maira

  III  - Discussione della mozione:

   N. 365   -    Iniziative   a  livello  centrale   in   tema   di
         riorganizzazione   della  distribuzione   sul   territorio
         regionale degli uffici giudiziari .
   (22 maggio 2012)
                             ARDIZZONE - ADAMO - RAGUSA - FORZESE -
                               NICOTRA   GIUFFRIDA - DINA - LENTINI

  IV  -  Discussione del disegno di legge:

   -Norme in materia di entrata. Finanziamento di leggi di spesa. (n.
     900/A) (Seguito)
             Relatore: on. Galvagno

                   La seduta è tolta alle ore 18.28

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
                            alle ore 21.00

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli