Presidenza del presidente Cascio
CORDARO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente.
Sul processo verbale della seduta precedente
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha delle osservazioni sul verbale, onorevole Mancuso?
Questo è un colpo di scena. Mi interessa sentire il suo
intervento. Stavo per firmare il verbale ma, a questo punto, mi
fermo. Ha facoltà di parlare.
MANCUSO. Signor Presidente, non firmi il verbale perché bisogna
chiarire degli aspetti che a noi non sono chiari. Naturalmente,
parlo con il combinato disposto del resoconto stenografico, da un
lato, e con il risultato della votazione di ieri. Alle 18.42, il
risultato della votazione dà come deputati in congedo otto persone;
dal verbale, risultano in congedo tre persone. Vi è di più: che
anche l'onorevole Spampinato, che ha giurato in Aula ed è stato
dichiarato dal Presidente presente in Aula perché ha giurato e,
quindi, poi, ha partecipato al voto, risulta in congedo.
Il computo della votazione fatta ieri sera, quindi, è nullo in
quanto i congedi sono tre da verbale, mentre nel verbale del
computo della votazione sono in otto con la prova che l'onorevole
Spampinato, come risulta da verbale, era presente in Aula e gli
altri colleghi che non risultano in congedo.
La prego, quindi, di annullare sia la votazione di ieri sia il
verbale. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, é ovvio che vale il verbale della
macchina, della votazione; ovviamente, se sono stati fatti degli
errori, come lei fa notare agli uffici, lo verificheremo nel
verbale e correggeremo il verbale nel senso da lei evidenziato.
MANCUSO. Signor Presidente, l'errore non sta nel resoconto
stenografico; sta nel verbale di votazione. E' al contrario. Otto
congedanti non ci sono; ce ne sono solo tre congedanti, come
risulta da verbale e, peraltro, con l'errore macroscopico che
l'onorevole Spampinato risulta in congedo ma ha giurato un minuto
prima ed è in Aula, come dal verbale stesso risulta.
L'onorevole Spampinato è presente in Aula e risulta in congedo;
quindi, lei deve annullare, signor Presidente, sia la votazione di
ieri sia il verbale di votazione, non il resoconto stenografico,
che è completamente veritiero in tutte le sue parti perché, qui,
gli stenografi e i coadiutori addetti lavorano per noi ogni
secondo, per darci la situazione. Quello che hanno sbagliato, non
so come, quindi, è proprio il verbale di votazione che è
completamente errato.
PRESIDENTE. Intanto l'ho firmato, poi faremo una verifica,
onorevole Mancuso, durante la seduta e, poi, daremo le risposte
all'Aula.
MANCUSO. Quindi, il verbale non è approvato.
PRESIDENTE. In questo momento, stiamo per fare le verifiche
rispetto alle difformità tra il verbale e la scheda di votazione,
l'estratto di votazione.
Il verbale della seduta precedente viene quindi approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del presidente Cascio
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli
Cimino, Colianni, Calanducci e Romano.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute, da parte dell'Assessore
per le Risorse agricole e alimentari, le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
N. 2124 - Notizie in ordine a presunte omissioni e/o inadempienze
nonché sulle misure urgenti da adottare a seguito dei gravi danni
causati dagli eventi calamitosi verificatisi in contrada
Gianfanetto nel territorio di Vittoria (RG) dal 28 febbraio 2011
all'1 marzo 2011.
Firmatario: Incardona Carmelo
N. 2125 - Notizie sulle linee di sostegno ai centri di ricerca in
agricoltura.
Firmatario: Incardona Carmelo
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che:
- l'onorevole Salvino Caputo, con nota prot. n. 5206 del 12
giugno 2012, ha chiesto di apporre la firma ai disegni di legge n.
904 Misure urgenti per la transizione alla tecnologia digitale
terrestre , e n. 922 Disegno di legge voto da sottoporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
della Regione, recante Modifiche all'articolo 17, commi 10, 11 e
12 del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito dalla legge 3
agosto 2009, n. 102 ed all'articolo 14 del decreto legge 31 maggio
2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122' ;
- gli onorevoli Barbagallo Giovanni, Lentini, Panarello, Dina,
Beninati, Campagna, Marziano e Rinaldi, con nota del 12 giugno
2012, acquisita al prot. 5216 del 12 giugno 2012, hanno chiesto
di apporre la firma al disegno di legge: n. 922 Disegno di legge
voto da sottoporre al Parlamento della Repubblica ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto della Regione, recante Modifiche
all'articolo 17, commi 10, 11 e 12 del decreto legge 1 luglio 2009,
n. 78, convertito dalla legge 3 agosto 2009, n. 102 ed all'articolo
14 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge
30 luglio 2010, n. 122' ;
- l'onorevole Salvatore Lentini, con nota prot. 5214 del 12 giugno
2012, ha chiesto di apporre la firma ai seguenti disegni di legge:
n. 903 Interventi finanziari urgenti a favore della Fondazione
Teatro Massimo di Palermo, della Fondazione Orchestra sinfonica
siciliana, dell'Ente autonomo regionale Teatro Vincenzo Bellini di
Catania, dell'Associazione Ente Teatro di Sicilia Stabile di
Catania, dell'Associazione Teatro Biondo Stabile di Palermo,
dell'Ente autonomo regionale Teatro di Messina .
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
alla competente Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Agenzia della Regione siciliana per le erogazioni in agricoltura
(ARSEA). Designazione componente effettivo con funzioni di
Presidente del Collegio dei revisori dei conti. (n. 233/I).
pervenuto in data 11 giugno 2012 e inviato in data 13 giugno 2012.
- Azienda speciale servizi alle imprese della Camera di commercio
di Trapani. Designazione componente effettivo e supplente in seno
al Collegio dei revisori. (n. 234/I).
pervenuto in data 11 giugno 2012 e inviato in data 13 giugno 2012.
- Ente regionale per il diritto allo studio universitario (ERSU)
di Catania. Designazione Presidente. (n. 235/I).
pervenuto in data 11 giugno 2012 e inviato in data 13 giugno 2012.
- Ente parco minerario Floristella Grottacalda di Enna.
Designazione componenti in seno al consiglio. (n. 236/I).
pervenuto in data 11 giugno 2012 e inviato in data 13 giugno 2012.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico il parere reso dalla Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Opera Pia Conservatorio Santa Rosa-Asilo Nobile Ceraolo
Giuseppina Sciacca Giardina di Patti - Designazione componente del
consiglio di amministrazione. (n. 230/I).
reso in data 6 giugno 2012 e inviato in data 13 giugno 2012.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2607 - Iniziative per impedire la chiusura della sezione
distaccata di Avola del Tribunale di Siracusa.
- Presidente Regione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2608 - Chiarimenti sui tagli ai finanziamenti regionali
all'Associazione regionale allevatori siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatari: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2609 - Provvedimenti urgenti per il ripristino degli
stanziamenti per l'erogazione del buono scuola.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Scoma Francesco; D'Asero Antonino
N. 2610 - Iniziative urgenti a tutela dei coltivatori e dei
produttori di uva da tavola nel territorio di Mazzarrone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Economia
Firmatario: Fiorenza Cataldo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 2607
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'approvazione della
mozione n. 365 Iniziative a livello centrale in tema di
riorganizzazione della distribuzione sul territorio regionale degli
uffici giudiziari nella seduta d'Aula n. 355 del 12 giugno 2012, è
da intendersi assorbita l'interrogazione con richiesta di risposta
orale n. 2607, testé comunicata.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Rinvio dello svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
della rubrica
Risorse agricole e alimentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sul II punto dell'ordine del
giorno: Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del
Regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica Risorse agricole e alimentari , il Presidente informa che
l'assessore per le risorse agricole e alimentari, onorevole
professore Francesco Aiello, ha comunicato, con nota prot. n. 35433
del 13 giugno 2012, che non potrà essere presente attesi
indifferibili impegni istituzionali.
Pertanto lo svolgimento della rubrica è rinviato ad altra data.
Rinvio dello svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
della rubrica Salute
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sul III punto dell'ordine del
giorno: Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del
Regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica Salute , il Presidente dà lettura della nota prot. n.
47887 del 13 giugno 2012, protocollata in pari data al numero
5218/AULAPG, dell'Assessore per la salute, dottor Massimo Russo:
«Gent. On.le Presidente,
spiace comunicare che anche oggi non sarà possibile prendere parte
alla seduta odierna dell'Assemblea regionale nella quale avrebbe
dovuto svolgersi la discussione di alcune interrogazioni e di una
interpellanza relative alla rubrica salute', perché già da ieri
fuori sede per impegni precedentemente assunti non procrastinabili.
Al proposito, duole dover ancora una volta verificare che la
predisposizione e la comunicazione dell'Ordine del giorno nella
stessa giornata della riunione d'Aula collide con la efficace
programmazione dei propri impegni settimanali, soprattutto quando
questi hanno luogo al di fuori della Sicilia e nell'espletamento di
incarichi istituzionali.
Si chiede, pertanto, di rinviare ad altra data la trattazione
della rubrica Salute', comunicando con congruo anticipo la nuova
seduta a ciò dedicata.
L'Assessore
Dott. Massimo Russo»
Pertanto lo svolgimento della rubrica è rinviato ad altra data.
VINCIULLO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
assessore, spero che nessuno dei colleghi abbia la faccia tosta,
oggi, di giustificare l'assessore Russo. Altre volte, qualcuno ha
avuto questo coraggio, soprattutto dai banchi dell'estrema
sinistra, perché ha ritenuto che il comportamento di un uomo che si
ritiene legibus solutus, cioè l'assessore Russo è convinto di
essere al di sopra delle leggi e, caro rappresentante del Governo,
ciò non è consentito a nessuno.
Non è la prima volta che l'assessore Russo non si presenta in
Aula.
L'assessore Russo è un cronico assente in quest'Aula perché è un
assessore che non ha quasi mai risposto alle interrogazioni
parlamentari che sono state poste al suo assessorato; è stato già
censurato una prima volta.
Credo che lei, signor Presidente, debba mettere nuovamente
all'ordine del giorno una censura di un assessore che è
assolutamente assente, che non si presenta in Aula perché non ha
risposte da dare, perché cerca solo ed esclusivamente, attraverso
un'abile campagna elettorale, di dare l'impressione di una sanità
che non è. Queste ventilate riforme, questi atteggiamenti farisei
che egli tiene, questa voglia di dare lezioni dal punto di vista
morale a tutti si sposano con un comportamento assolutamente
insopportabile.
Signor Presidente, lei ha davanti a se un'unica strada da
percorrere: deve fare rispettare questa Assemblea e l'Assemblea si
rispetta costringendo l'assessore Russo a venire in Aula.
Le chiedo, da oggi e fin quando l'Aula sarà ancora in carica,
tutti i giorni, di mettere all'ordine del giorno le risposte
dell'assessore Russo. Vediamo quando Sua Santità sarà disposto a
venire in Aula e a confrontarsi con noi miseri mortali.
Noi non possiamo assolutamente tornare nei nostri collegi, nelle
nostre province, senza essere in grado di dare risposte ai
cittadini.
Quando presentiamo una interrogazione, non lo facciamo perché non
abbiamo altro da fare; lo facciamo perché ci sono interessi
legittimi da parte dei cittadini che sono stati messi in
discussione. E sono stati messi in discussione da un assessorato
che, in questi quattro anni, ha fatto clientela dal momento stesso
in cui sono stati nominati i direttori generali e, poi, via via,
tutti gli uomini che fanno parte del suo gabinetto e del suo
assessorato e tutti coloro i quali sono andati in seguito a
ricoprire ruoli apicali nelle varie ASP.
Per questo motivo, signor Presidente, rigettando tutte le
considerazioni di ordine morale che l'assessore Russo fa tutti i
giorni sui giornali, lo invitiamo a venire in Aula e a rispondere.
Se non ha tempo per rispondere ai legittimi rappresentanti del
popolo, se non ha come fare per rispondere a queste sollecitazioni,
quasi quotidiane, che gli arrivano d'oltre Stretto, abbia la
dignità di dimettersi e di andare a casa perché non può pensare di
fare l'assessore di questa Regione senza confrontarsi con il
popolo, senza confrontarsi con i rappresentanti del popolo.
E' veramente insopportabile e inqualificabile il comportamento che
questo assessore continua a tenere, senza considerare che questa
giornata sta costando a tutti i siciliani, a tutti i siciliani,
molto in termini di natura economica perché stiamo bloccando un
Parlamento che non lavorerà, che non farà nulla perché sapeva che,
oggi, avrebbe risposto l'assessore.
Non vorrei che l'assessore Aiello, anche lui, inizi ad
intraprendere questo percorso.
Anche nei confronti dell'assessore Aiello bisogna intervenire in
maniera dura, pesante, e spiegare che l'attività in Aula ha la
precedenza su qualsiasi altro tipo di attività. Non è possibile che
facciano tanto per fare gli assessori e poi l'unica cosa che sono
disposti a fare è quella di andare oltre lo Stretto senza portare
alcun risultato concreto per la Sicilia e sottrarsi quasi
quotidianamente al confronto con il Parlamento.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intendo
andare a fondo, come qualche collega dice, perché ormai abbiamo
raggiunto il fondo, quindi, non penso di andare oltre. Intervengo,
però, sulla vicenda che ho sentito.
Signor Presidente, capisco che la nota trasmessa dall'assessore
Russo la metta in imbarazzo perché mi verrebbe da dire ma allora,
l'assessore Russo, forse, sarebbe il caso che convocasse lui
l'Aula visto che, giustamente, a due richieste di convocazione
sulla materia respinge sempre la sua presenza. Allora, ce lo dica
lui quando ha il piacere di venire e se l'Aula lo accoglie saremo
tutti qui presenti ad ascoltarlo.
Credo, infatti, che ormai la situazione abbia superato i limiti.
Colgo l'occasione, signor Presidente, e valuti lei se questo si può
fare, poiché c'è una legge che dovremmo, penso se si voterà o meno
lo dirà il Parlamento, avevo presentato tempo fa un ordine del
giorno proprio sulla materia salute , su un problema molto serio,
degli accorpamenti dei laboratori esterni.
Annunzio fin da adesso che con tutti i colleghi, all'unisono,
abbiamo depositato anche un emendamento in seconda Commissione,
dove vogliamo che non si continui a non fare rispettare sui
territori la libertà di scelta dei laboratori.
Allora, siccome proprio su questa materia, se ci sono i
presupposti, se si voterà questo testo, se c'è qualunque motivo per
poter riscrivere quell'ordine del giorno che è stato depositato da
me e da tanti altri colleghi che sarebbe il caso di discutere -
perché mi risulta che, in questi giorni, l'assessore Russo, in
dispregio assoluto di quanto la VI Commissione lo aveva invitato a
fare, sta provvedendo alla pubblicazione del decreto - , siccome
l'ordine del giorno voleva bloccare questa fattispecie, se ci sono
i presupposti, se lei lo riterrà opportuno, di metterlo in
discussone anche senza l'assessore Russo. Non era importante,
infatti, la sua presenza, visto che non viene. Ma almeno questa
Assemblea possa dare qualche segnale a questo assessore che devo
dire del Parlamento ne fa un uso molto, molto indecoroso e devo
dire non lo merita nessuno dei deputati qui presenti e lei, signor
Presidente, capisco l'imbarazzo, però, a questo punto, che
l'assessore Russo ci dica lui che avrà il piacere di venire e noi
accoglieremo con molta ansia questa sua determinazione.
PRESIDENTE. Ovviamente, non mi sento di biasimare le giuste
lamentele dei parlamentari. La Presidenza fa tutto. L'assessore
Russo è stato avvertito abbondantemente in anticipo rispetto alle
sedute d'Aula.
Evidentemente ritiene gli altri impegni più importanti di quelli
parlamentari.
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, fatemi svolgere il
ruolo, atteso il mio noviziato.
Credo che ci sia stata un po' di esasperazione nei toni.
Signor Presidente, ho già esordito, ieri, dando il parere sulla
mozione che abbiamo condiviso, come rappresentante del Governo, e
abbiamo anche dato la disponibilità, insieme alla presidenza del
Governo e ai Gruppi parlamentari, di farci carico di promuovere il
tavolo con il Governo per trattare il tema oggetto dell'ordine del
giorno di ieri.
(Proteste in Aula)
Mi stavo semplicemente permettendo, visto che non sono stato
presente nei quattro anni precedenti, di immaginare che sia molto
semplice concordare insieme all'assessore Russo un giorno per
trattare la sua rubrica. Non credo che si sottrarrà. Mi posso
illudere che sia così?
Che in un Paese normale ci sia la buona volontà. Considerato che
sono appena arrivato, mi permettete di illudermi che in un Paese
normale sia possibile concordare tra il Governo ed il Parlamento un
momento in cui si possa discutere un tema fondamentale come quello
della sanità? Non levatemi questo sogno, datemi l'illusione che
anche noi viviamo in un Paese normale, fermo restando che,
onorevole Vinciullo, mi permetto di dire che all'ordine del giorno
dei lavori di questo Parlamento ci sono altri importanti
provvedimenti che possono essere presi e, sicuramente, non sarà
l'assessore Russo o la sua mancanza a bloccare l'attività del
Parlamento, se ce n'è la volontà.
PRESIDENTE. Apprezziamo la sua difficile difesa d'ufficio ma,
assessore, le assicuro non c'è accanimento da parte di nessuno nei
confronti dell'assessore per la salute che, purtroppo, ahimè,
costantemente, diserta i lavori del Parlamento da ben quattro anni.
Non si avventuri in difese impossibili. E' un consiglio; poi,
ovviamente, lei può fare quello che vuole.
Presidenza del presidente Cascio
Discussione del disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento
della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della
Regione recante 'Modifiche all'articolo 17, commi 10, 11 e 12 del
decreto legge 1 luglio 2009, convertito con legge 3 agosto 2009, n.
102 ed all'articolo 14 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78
convertito con legge 30 luglio 2010, n. 122. (n. 922/A)
PRESIDENTE. Si passa al IV punto all'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento
della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della
Regione recante 'Modifiche all'articolo 17, commi 10, 11 e 12 del
decreto legge 1 luglio 2009, convertito con legge 3 agosto 2009, n.
102 ed all'articolo 14 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78
convertito con legge 30 luglio 2010, n. 122 . (n. 922/A).
Invito i componenti la V Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare il vicepresidente e relatore, onorevole
Lentini, per svolgere la relazione.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, questo disegno di legge voto ha la
speranza di raggiungere, nella bontà dei colleghi deputati
nazionali, questo obiettivo, perché con questa legge voto andiamo a
modificare alcuni articoli, che sono veramente di fondamentale
interesse riguardo il precariato.
Ci rivolgiamo in questo momento, per capirci, ai precari della
legge 85/95, ai precari della legge 21/2003, ai precari della legge
16/2006. Il problema è abbastanza annoso perché questi lavoratori
da tantissimi anni non possono accedere a mutui, a finanziamenti e
non possono partecipare neanche alla vita attiva della famiglia che
è di fondamentale importanza. I figli di questo precariato ne
piangono ogni giorno le conseguenze.
Questo disegno di legge prevede la proroga per il prossimo
triennio, dal 2012 al 2014, della normativa nazionale sopra
richiamata, articolo 17 commi 10, 11 e 12 del decreto legislativo
dell'1 luglio 2009, n. 78, che ha stabilito i percorsi di
stabilizzazione.
Al contempo, si chiede al Parlamento nazionale di volere
rimuovere, ai fini delle stesse stabilizzazioni, alcuni limiti
imposti dai principi generali e dai vincoli di finanza pubblica
evidenziati anche dalla Corte dei Conti in sede di applicazione
della legge regionale 29 dicembre 2010, n. 24.
In particolare, viene previsto che la disposizione del comma 7,
dell'articolo 76 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ai sensi della quale
è fatto divieto agli enti nei quali l'incidenza delle spese di
personale è pari o superiore al 40 per cento delle spese correnti
di procedere all'assunzione di personale a qualsiasi titolo e a con
qualsivoglia tipologia contrattuale e che restanti enti possono
procedere, invece, all'assunzione di personale a tempo
indeterminato nel limite massimo del 20 per cento corrispondente
alle cessazioni dell'anno precedente. Non si applica ai processi
assunzionali effettuati secondo le richiamate procedure di
stabilizzazione e alle proroghe dei rapporti di lavoro a tempo
determinato.
Viene così stabilita, in altre parole, la non computabilità delle
stabilizzazioni effettuate ai fini del rispetto dei limiti di cui
all'articolo 76.
Per il resto, mi rimetto al testo.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per un chiarimento che può servire anche alla comunicazione esterna
sulla legge voto di cui stiamo parlando, perché sono convinto che
domani nel resoconto dei lavori d'Aula spunterà di nuovo la legge
per stabilizzare i 22 mila precari della Regione.
Vorrei chiarire invece che, anche a seguito della conferma che
abbiamo avuto in V Commissione nell'audizione con l'Assessore e i
dirigenti del settore, questa platea si è ormai ridotta a 18 mila
che non sono pochissimi, ma sono 4 mila in meno dei 22 mila di cui
si parla sempre. Lo dico anche a merito di tutte quelle
Amministrazioni che in questi anni hanno utilizzato prima la
cosiddetta legge Prodi cosiddetta e poi la scadenza del 31 dicembre
2011 per procedere alla stabilizzazione.
Ci sono cioè 4 mila persone che, vero è che hanno subìto una sorte
di declassamento dalle mansioni che svolgevano alla fascia B, ma
hanno avuto in cambio la stabilizzazione ed il rapporto di lavoro a
tempo indeterminato.
Anche per chiarire qual è la platea e che non c'è soggetto altro
rispetto agli ex 22 mila precari, attualmente la platea dei precari
per cui questa legge viene fatta è composta da poco meno di 18 mila
persone.
Lo dico perché non è da poco, nel rapporto con l'esterno, chiarire
che uno sforzo soprattutto le Amministrazioni locali lo hanno
fatto. Lo dico anche perché, in particolare, questo sforzo è stato
fatto nella mia provincia, dove rimangono solo alcuni comuni con
una platea di lavoratori precari, mentre la gran parte delle
Amministrazioni locali ha proceduto alla stabilizzazione.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor presidente, onorevole Assessore, un solo consiglio,
Assessore: lei ha rischiato di esordire male perché ha difeso
l'indifendibile. Quindi, la vorrei invitare - è un consiglio e lo
prenda in modo affettuoso da collega parlamentare - di essere un
po' più cauto nel difendere chi ha dimostrato in questi anni di
avere continuamente offeso l'Aula.
Su questa vicenda del disegno di legge voto, io devo dire che
arriva in Aula grazie esclusivamente al lavoro di tanti
parlamentari che hanno preso veramente a cuore - è il caso di dirlo
- la vicenda dei lavoratori precari siciliani.
Se oggi arriviamo ad una iniziativa che, indubbiamente, ha la sua
valenza, ma che sappiamo tutti che se non è seguita a Roma, come
dovrebbe essere, rischiamo di produrre una legge voto che non avrà
alcun risultato, perché se questo disegno di legge, che oggi
diventa legge della Regione e che si appresta a diventare legge
dello Stato, non diventa tale entro il 31 dicembre di quest'anno
noi possiamo celebrare il funerale, dal punto di vista
occupazionale, di circa 18-19 mila lavoratori precari degli Enti
locali che, com'è noto, il 31 dicembre dovranno essere avviati al
licenziamento dagli Enti di appartenenza e dagli Enti in cui si
trovano a lavorare.
Se questo disegno di legge arriva in Parlamento, arriva grazie ai
parlamentari e non certamente all'azione di un Governo che si è
totalmente disinteressato del futuro dei lavoratori degli enti
locali che sono in regimi di precariato.
Se fosse stato per questo Governo, onorevole assessore pro-tempore
appena arrivato in Aula a ricoprire questa carica, in termini di
responsabilità oggettiva e non temporale, debbo dirle che se fosse
stato per lei o per i suoi predecessori o per il Presidente di
questa Regione, ormai prossimo ad andare a casa, per fortuna di
tutti i 5 milioni di siciliani, questi lavoratori sarebbero già
pronti con le valigie perché non c'è stata nessuna iniziativa di
questo Governo finalizzata a tutelare 19 mila persone. E se andiamo
ad elencare i tanti atti ispettivi, gli ordini del giorno, le
mozioni approvate da questo Parlamento finalizzate, mi fermo perché
non voglio disturbare l'Assessore che sta lavorando per la Sicilia
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Senza ironia, ma è proprio così
CAPUTO. Nessuna ironia, solo un atto di rispetto, se parla al
telefono io mi fermo.
Volevo dire che grazie alla sensibilità di parlamentari di ogni
schieramento politico che hanno apposto la firma a questo disegno
di legge e a cui hanno creduto fin dall'inizio, tant'è che hanno
costituito un intergruppo parlamentare composto da parlamentari di
tutti i Gruppi politici proprio per focalizzare l'attenzione del
Parlamento su questo disegno di legge.
Voglio ringraziare il vicepresidente della V Commissione,
onorevole Lentini, che con grande sensibilità ha impresso una
velocità particolare a questo disegno di legge.
Ciò dimostra che questo Parlamento, ancora una volta, si
sostituisce ad un Governo assente, latitante e prossimo al congedo
definitivo.
Mi auguro che il voto di quest'Aula arrivi presto e che ci sia
un'attenzione da parte del Parlamento - e ripeto da parte del
Parlamento perché il Governo sicuramente non lo farà - affinché il
Parlamento nazionale debba trasformare in legge questo disegno di
legge voto.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, l'onorevole Caputo si è fatto un po' trascinare nel suo
intervento e ha detto che tutti i siciliani ce l'hanno con
Lombardo. A dire il vero qualche dozzina di siciliani vogliono bene
a Lombardo; stiamo parlando di coloro i quali in questi anni, per
tanto tempo, hanno avuto incarichi di varia natura e di conseguenza
questi si augurano che Lombardo possa durare quanto più tempo
possibile.
Al di là della battuta, credo, signor Presidente, parlo a nome di
tutto il Gruppo parlamentare del PDL, che oggi velocemente dobbiamo
passare all'approvazione di questo disegno di legge voto da
sottoporre al Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'articolo
18 dello Statuto.
L'onorevole Marziano ha detto bene nel suo intervento, non è vero
che ci troviamo di fronte a 22 mila precari, stiamo parlando di un
numero ridotto cioè di 17.965 precari e per coloro i quali non
sono oggi stabilizzati la responsabilità non è di questa Assemblea
che aveva dato a tutti gli enti locali la possibilità di
stabilizzare e di evitare che oggi i precari si trovassero in
questa situazione veramente sgradevole e difficile.
Abbiamo approvato una legge, abbiamo dato la possibilità ai
comuni, alle province, di stabilizzarli; alcune province - in modo
particolare, la mia - il comune di Siracusa, la provincia
regionale, tanti grossi comuni hanno provveduto a stabilizzare il
personale.
Le responsabilità oggi sono di chi, in questi anni, non aveva
creduto alla legge voluta dal Parlamento regionale ed oggi si trova
nella necessità di dovere invocare, da parte del Parlamento
nazionale, la possibilità che le parole nel triennio 2010-2012'
siano sostituite dalle parole nel triennio 2012-2014', altrimenti
noi ci troveremmo, al 31 dicembre di quest'anno, con quasi 18 mila
lavoratori che lavorano da anni, perché stiamo parlando dei
lavoratori impegnati con la legge 85/95, la 21/93, la 16/06, che
non avrebbero più cosa fare.
Chiedo, a nome del Gruppo del PDL, dal momento che si tratta di
una legge voto, di passare oggi stesso - se fosse possibile -
all'approvazione della legge senza appesantirla con emendamenti che
nulla hanno a che fare con la legge voto.
Noi, in buona sostanza, ci stiamo rivolgendo al Parlamento
nazionale che ha potestà assoluta su questa materia affinché si
renda conto che, non una nuova platea, ma sempre la stessa platea
di lavoratori dal '95 ad oggi ha la necessità di poter vedere i
propri contratti rinnovati per altri tre anni.
Che senso ha appesantire questo provvedimento con altri
emendamenti? Ritengo, invece, che il lavoro svolto dalla V
Commissione, il lavoro che è stato svolto dal Presidente e relatore
della V Commissione sia un lavoro che può andare bene e, quindi
,deve essere immediatamente sottoposto all'approvazione da parte
del Parlamento.
Non perdiamo altro tempo su questa vicenda, già troppo tempo si è
perso. Facciamo in modo che la legge possa essere immediatamente
questa sera stessa approvata in maniera tale da poter essere
inviata al Parlamento nazionale per i provvedimenti che la Camera e
il Senato riterranno opportuni e - aggiungo - necessari prendere a
tutela di 18 mila lavoratori.
PRESIDENTE. Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare,
dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
1. All'articolo 17, comma 10, del decreto legge l luglio 2009, n.
78, convertito con legge 3 agosto 2009, n. 102, le parole nel
triennio 2010-2012' sono sostituite con le parole nel triennio 2012-
2014'.
2. All'articolo 17, comma 11, del decreto legge 1 luglio 2009, n.
78, convertito con legge 3 agosto 2009, n. 102, le parole nel
triennio 2010-2012' sono sostituite con le parole nel triennio 2012-
2014'.
3. All'articolo 17, comma 12, del decreto legge l luglio 2009, n.
78, convertito con modificazioni con legge 3 agosto 2009, n. 102,
le parole nel triennio 2010-2012' sono sostituite con le parole nel
triennio 2012-2014' e le parole non oltre il 31 dicembre 2012' con
le parole non oltre il 31 dicembre 2014'.
4. All'articolo 14, comma 24 ter, del decreto legge 31 maggio
2010, n. 78, convertito con legge 30 luglio 2010, n. 122 e
successive modifiche ed integrazioni, le parole 'al comma 9' sono
sostituite con le seguenti 'all'articolo 76, comma 7, del decreto
legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con legge 6 agosto 2008,
n. 133 e successive modifiche ed integrazioni, e di cui
all'articolo l, comma 557, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e
successive modifiche ed integrazioni,'.
5. All'articolo 14, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito con legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modifiche
ed integrazioni, è aggiunto il seguente comma:
24 quater. Le disposizioni di cui all'articolo 76, comma 7, del
decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con legge 6 agosto
2008, n. 133 e successive modifiche ed integrazioni, non si
applicano, altresì, ai processi assunzionali effettuati dagli enti
di cui al comma 24 bis secondo le procedure di cui ai commi 10, 11
e 12 dell'articolo 17 del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78,
convertito con legge 3 agosto 2009, n. 102 e successive modifiche
ed integrazioni.'».
Comunico che sono stati presentati, dagli onorevoli Cracolici e
Galvagno, gli emendamenti 1.1 e 1.2.
Si passa all'emendamento 1.1. Ne do lettura:
«All'art. 1, comma 4, alla fine del terzo rigo, dopo 7'
aggiungere e 4'».
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema che è
trattato oggi dall'Assemblea regionale siciliana è di particolare
importanza. Mi volevo rifare all'intervento dell'onorevole Caputo e
di chi, all'interno dell'Assemblea, la pensa in questa maniera.
Quello che oggi si consuma qua è un passaggio di un percorso che è
complesso, lungo e delicato e se possiamo sperare di ottenere
qualche risultato su questo tema particolarmente complesso e
delicato, lo possiamo ottenere se c'è una unità di intenti da parte
del Governo e da parte del Parlamento, oltre che delle parti
sociali e oltre di chi rappresenta il Governo del territorio.
Il Governo non credo sia stato assente, tanto è vero che la
formulazione che va oggi in discussione dell'emendamento è frutto
di una collaborazione tra gli uffici, non parliamo nemmeno
dell'Assessore, ma degli uffici dell'Assessorato e della
Commissione.
Il Governo non è assente perché ha partecipato a tutti i momenti
in cui si è potuto procedere a cercare di trovare l'intesa di un
percorso che dovrà vedere ancora dei passaggi fondamentali che
saranno quelli del confronto tra forze politiche regionali e
Governo della nazione.
Soltanto se c'è, e io credo che ci spossa essere, un'intesa tra le
forze politiche rappresentate all'interno dell'Assemblea regionale,
il Governo della Regione e le altre forze sociali, i rappresentanti
degli enti locali, si potrà sperare di ottenere un qualche
risultato.
Mi permetto, rivolgendomi ed entrando nel tema degli emendamenti
presentati, di proporre - ma credo lo abbia proposto l'onorevole
Vinciullo - di immaginare un'approvazione dello schema
semplicemente così come presentato, per un semplice motivo,
onorevole Galvagno e onorevole Leontini che avete presentato gli
emendamenti sull'articolo 1.
Una delle condizioni necessarie per potere immaginare la
stabilizzazione dei precari è quella del rispetto del patto di
stabilità.
L'emendamento che noi proponiamo al Parlamento nazionale non mette
in discussione questo principio. L'unica cosa di cui cerchiamo di
ottenere oltre la proroga affinché non ci sia, comunque, un
percorso finalizzato soltanto alla proroga, anche la deroga al
cosiddetto turnover, ovvero all'incidenza del costo del personale
sulle spese correnti ed immaginiamo, altresì, di poter fare la
stessa cosa per la trasformazione dei contratti, ma tutto questo
non intacca il patto di stabilità.
Quindi, iniziare a parlare di patto di deroga al patto di
stabilità potrebbe creare, secondo me, un indebolimento della
proposta che - torno a ripetere è un suggerimento - secondo me va
fatta così come è stata presentata dalla Commissione.
GALVAGNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non so se il
Governo è stato o meno latitante, non sta a me deciderlo, ma vorrei
che qui, onorevole Assessore, avessimo ben chiaro il problema.
Lei si occupa del problema da poco
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Lo abbiamo studiato.
GALVAGNO. E allora, lo studiamo insieme. La data del 31 dicembre
è il limite massimo posto dal legislatore nazionale per la
stabilizzazione dei rapporti con i precari. Noi cosa facciamo con
il disegno di legge voto? Chiediamo di prorogare questo termine al
2014 per avere il tempo di fare questa stabilizzazione.
Ed allora, delle due l'una: o questa è una manovra per illudere i
precari che in ogni caso il 31 dicembre, rebus sic stantibus,
saranno a casa oppure dobbiamo derogare al patto di stabilità. Nel
momento in cui si proroga il termine ma non possiamo fare le
stabilizzazioni perché oltre il 70 per cento dei comuni e delle
province in Sicilia ha sforato il 50 per cento della spesa per il
personale, rammento per esempio che Messina è al 67 per cento,
Enna è al 68 per cento e così si seguito, almeno tre quarti dei
comuni in Sicilia, purtroppo, con la spesa dei precari che va
computata così come la Corte dei Conti, fra l'altro, ci ha
richiamato in questi giorni sull'argomento, non abbiamo concluso
nulla, abbiamo solo illuso la gente O c'è la deroga sul patto di
stabilità o non vale neanche proporre ed approvare il disegno di
legge.
Per quanto riguarda l'emendamento A.1 che riguarda le scuole degli
enti locali, io le rammento che ci sono tantissimi enti locali che
hanno scuole paritarie. Un esempio per tutti: Liceo linguistico di
Palermo, Liceo linguistico di Enna, Conservatorio musicale di
Caltanissetta, sono i primi che mi vengono in mente. Quindi, se non
c'è la deroga non abbiamo fatto niente, abbiamo fatto una manovra
elettorale per il voto di ottobre o, come credo, di marzo dell'anno
prossimo.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il testo non è
sicuramente risolutivo, ma è il primo passo per affrontare una
questione complessa che questo Parlamento ha affrontato e che sarà
chiamato ad affrontare ancora, perché penso che avviare oggi questo
percorso aiuterà, in qualche modo, a derogare alle norme nazionali
che sostanzialmente impediscono la stabilizzazione.
Però il testo, pur comprendendo le preoccupazioni del collega
Galvagno, avvia un percorso che diventa necessario, ma che, se non
è accompagnato dall'approvazione di una norma che sposta il termine
della 24 dal 31 dicembre 2012 al 31 dicembre 2013, in attesa di
effettuare la ricognizione, ente per ente, del fabbisogno del
personale, noi rischiamo che al 31 dicembre il problema si porrà
nella sua crudezza e nella crudeltà nei confronti dei lavoratori
che non potranno avere rinnovato il contratto.
Per cui, chiedo all'Assessore un impegno suppletivo nel potere, o
con il disegno di legge n. 900 o con un altro disegno di legge,
focalizzare l'attenzione sulla necessità di spostare il termine del
31 dicembre 2012 al 31 dicembre 2013, perché in questo momento,
anche rispetto alle disposizioni normative nazionali, gli enti
locali in particolare stanno facendo la ricognizione del fabbisogno
del personale non rispetto alle dotazioni organiche complessive, ma
area per area di ogni singolo ente.
Quindi, dovremmo trovare il modo e la maniera - e questo è un
impegno che deve assumere principalmente il Governo e quindi
l'Assessore oggi presente in Aula - di consentire quella trattativa
necessaria, a partire da oggi, con il Parlamento nazionale perché
possano essere derogate tutte quelle norme che, sostanzialmente,
poi vanificherebbero qualunque tentativo di stabilizzazione se non
con una deroga generale sia alle questioni del patto di stabilità,
sia alle questioni del costo del personale, sia alle questioni
relative alle dotazioni organiche, sia le questioni relative al
fabbisogno, sia un altro elemento, che secondo me va posto in
essere, le decisioni della Corte Costituzionale e gli stessi pareri
della Corte Costituzionale per quanto riguarda la categoria C e la
categoria D, ma anche quello che di recente ha scritto il giudice
contabile, la Corte dei Conti, cioè la difficoltà di procedere
esattamente come ha proceduto la Regione nello stabilizzare 4.200
lavoratori di categoria A e di categoria B.
Quindi, Assessore, credo che lei abbia davanti qual è la vicenda
che rischia semplicemente di farci indignare tutti, di farci
lanciare appelli di disperazione, ma ritengo che se non lo si
affronti organicamente rispetto al quadro normativo e alla
complessità della vicenda - ed oggi io credo che sarà utile
approvare questo testo - si rischia di arrivare alla fine di questa
legislatura che si chiuderà in anticipo senza che ci sia un
interlocutore e, soprattutto, considerando che il Ministro Fornero
è già impegnata a polemizzare con l'INPS sul numero degli esodati,
19 mila persone sono poca cosa rispetto alle migliaia e migliaia di
lavoratori cosiddetti esodati.
Quindi, caro Assessore, una grande attenzione e alla fine mi
permetto suggerirle un incontro con tutti i parlamentari siciliani
di Camera e Senato i quali si possano fare carico di una riunione
congiunta della Commissione Lavoro al Senato e alla Camera per
predisporre il testo indispensabile perché solo con una norma
nazionale o il recepimento del testo di oggi si può avviare a
soluzione una questione che non può essere trattata come una
semplice stabilizzazione, è qualcosa di più.
Serve una deroga complessiva ad una platea enorme di persone di
lavoratori, oggi contrattualizzati ma a termine, che in realtà
rischiano tantissimo.
Quindi, la pregherei, Assessore, oltre a seguire attentamente il
testo di oggi, di fare in modo che dalla vicenda si esca fuori
dall'indignazione, dalla protesta, dalla consapevolezza della
gravità e si passi ad una fase di una proposta che abbia a che fare
con il quadro normativo attuale che è complesso e complicato.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, vorrei invitare i colleghi a tenere
conto delle finalità di questa legge che stiamo approvando che -
vorrei ricordare - è frutto di un'iniziativa dell'intergruppo sui
temi del lavoro ai quali hanno partecipato diversi colleghi ed è
stata poi approfondita nella Commissione di merito e vuole tentare
di indicare al Parlamento nazionale una strada che, senza mettere
in discussione il patto di stabilità che io non capisco, mi
dispiace che l'onorevole Galvagno abbia usato i termini di presa
in giro , sarebbe singolare che ci fosse qualcuno che vuole
prendere in giro i precari. Mi sembra un'espressione fuori luogo.
Si è valutato con gli uffici - come ha ricordato l'assessore - non
con il Governo, con gli uffici competenti, che hanno pure contatti
con il Governo nazionale su questa materia, di indicare un percorso
che consenta, senza la deroga al Patto di stabilità, che allo
stato, come voi sapete, anche per questioni meno significative, è
irrinunciabile per il Governo nazionale, di aiutare uno sbocco per
una situazione che tutti quanti consideriamo molto grave.
Personalmente, non discuto sulle scuole paritarie, signor
Presidente, però, non mi pare che questa sia una norma che si possa
inserire in questo contesto considerato che il presupposto di
questo assetto che ci siamo dati è di non chiedere la deroga al
Patto di stabilità.
Quindi, chiedo ai colleghi, per coerenza, senza sottovalutare i
temi che sono stati sollevati negli emendamenti, se si vuole fare
qualcosa che abbia una sua coerenza, di ritirare questi emendamenti
e consentire l'approvazione del testo così come è stato formulato.
Si tratterà successivamente, per quanto riguarda tutte le altre
questioni che sono state qui sollevate, a partire dal personale
delle scuole paritarie degli enti locali, di individuare un altro
percorso e l'assessore se ne faccia carico attraverso gli uffici
di attivare un confronto con il ministero competente ed il Governo
nazionale per trovare una soluzione.
Viceversa dico al collega Galvagno, di cui apprezzo la passione,
che verrà fatta qualcosa che è in contraddizione con il testo che
abbiamo predisposto e che tutti assieme abbiamo valutato, parlo di
coloro che ci hanno lavorato e può essere un modo per
rappresentare, intanto, al Parlamento nazionale la specificità
siciliana e allo stesso Governo consentire di approvare una norma
che permetta, intanto, di prorogare i contratti di diritto privato,
che è la priorità delle priorità e, nel contempo, di attivare
procedure di stabilizzazione, quelle possibili, in presenza ed in
costanza del Patto di stabilità.
Se si vuole mettere la deroga al Patto di stabilità - lo voglio
dire con assoluta chiarezza - faremo una cosa che non consentirà di
affrontare il tema che abbiamo posto nel corso di queste settimane
di discussione, sia nell'intergruppo che nella Commissione di
merito, naturalmente il Parlamento può decidere di farlo, ma si
sappia che in questo caso si fa venire meno una possibilità che si
è individuata fermo restando il Patto di stabilità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha
facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima
dell'intervento del Governo avevo accolto questo disegno di legge
come un'azione della Commissione che racchiudeva la volontà del
Parlamento perché le istanze di circa 20 mila ragazzi che, in tutto
il territorio siciliano, hanno richiesto, quanto meno, la
possibilità di raggiungere la cosiddetta stabilizzazione, era ed è
un argomento che ogni singolo parlamentare ha sposato nel proprio
territorio.
Tutti conosciamo come la pensa il Governo nazionale su questa
materia e tutti conosciamo questo Governo nazionale cosa ha detto a
questo Governo regionale, perché ho avuto la fortuna di ascoltare
il Ragioniere generale della Regione proprio il giorno dopo
l'incontro avvenuto presso il Ministero dell'economia e delle
finanze e dopo aver ascoltato il Governo mi sono cadute le braccia,
perché l'assessore presente in Aula non solo non ha tenuto conto di
quanto il Ragioniere generale dello Stato ha rappresentato in
Commissione Bilancio a tutti i parlamentari, ma addirittura è
arrivato ancora al richiamo della politica del tutti insieme per
fare una cosa .
Assessore Spampanato, siamo molto avanti, il Governo nazionale ha
detto che quello che lei ha dichiarato in Aula non va assolutamente
bene, anzi ha detto che non è possibile, anche se tutto il
Parlamento sarà d'accordo con 630 deputati, sul disegno di legge
che noi rappresentiamo il Governo sarà contrario.
Personalmente, ho già individuato il percorso e se dobbiamo
essere coerenti, piuttosto che farne carta straccia e inviarlo a
Roma e lavarci le mani, dobbiamo essere consequenziali a quello che
ha detto il Governo nazionale.
Cosa ha detto il Governo nazionale al Governo regionale: dovete
pensare ai precari degli enti locali, dovete pensare ai forestali,
dovete pensare ai Fondi europei e posso finire non so dove e
quando, dovete presentarmi un Piano pluriennale che, sotto il
profilo economico, regga e dia chiaramente una svolta a quella che
h stata la politica regionale fino a ieri; se questo documento, se
questo disegno-voto non è accompagnato da questo Piano pluriennale
richiesto dal Governo nazionale non è nulla, al di là di quella che
può essere la volontà di tutto il Parlamento regionale e nazionale.
Quindi, la prego assessore, considerato che già il Governo
nazionale ci ha dato una linea anche in questa materia, se il
Governo non accompagna questo Piano pluriennale, che significa come
li vuole stabilizzare, dove li vuole stabilizzare, cosa devono
fare, qual è l'impegno economico regionale e quale deve essere
l'impegno economico pluriennale, se non c'è questo facciamo un
esercizio oratorio - e ne facciamo tanti in questa Aula - che non
arriveranno a raggiungere il risultato che la Commissione si è
augurato.
Personalmente, non credo che volete fare una legge manifesto,
volete e vogliamo fare una legge-voto che raggiunga il risultato e
per raggiungerlo questo provvedimento deve essere accompagnato da
quel Piano pluriennale richiesto dal ministro al nostro Ragioniere
generale-
Pertanto, per quanto mi riguarda il disegno di legge dovrà essere
accompagnato quanto meno da una relazione del Governo sul Piano
pluriennale e prima del voto finale il Governo lo presenti
viceversa chi vuole esercitarsi con l'oratoria e chi vuole votare
una legge-manifesto lo faccia pure, io voterò questo provvedimento
se il Governo si impegna con il Piano pluriennale richiesto dal
governo ed allegato a questo disegno di legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Campagna. Ne ha
facoltà.
CAMPAGNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per fortuna
intervengo dopo il collega Mancuso che ha ripreso l'intervento del
collega Panepinto che aveva iniziato questo ragionamento.
E' chiaro ed evidente che nessuno, e mi riferisco al collega
Filippo Panarello, pensa di prendere in giro i precari, credo che
nessuno viene qua per prendere in giro qualcuno, però, come dice il
collega Mancuso noi rischiamo di prendere in giro i precari, se
effettivamente, come dice il collega Mancuso, e concordo
pienamente, questo disegno di legge non viene accompagnato da una
relazione, perché questo era il mio intento.
Io ho lavorato in Quinta Commissione, però ci siamo resi tutti
conto che non basta votare questo disegno di legge e, signor
Presidente, le rivolgo un invito di non mettere in votazione questo
disegno di legge, di chiudere la discussione sugli emendamenti e
rinviare il voto finale di questo disegno di legge quando
l'assessore sarà pronto e verrà in Aula a dirci che è completo
l'iter affinché si possa mandare al Parlamento nazionale e che
questo disegno di legge possa poi vedere la luce e quanto meno
siamo con la coscienza a posto, onorevoli colleghi.
Altrimenti va a finire, signor Presidente, che si vota questo
disegno di legge, ad ottobre - come pare che sia - noi andremo a
votare ed andremo in giro in campagna elettorale dicendo che
abbiamo fatto un bel disegno di legge per la stabilizzazione e a
dicembre noi ci ritroveremo con i precari che ci verranno a
chiamare dicendo che stato fatto un disegno di legge che non è
valso a nulla.
Pertanto, signor assessore, l'invito è rivolto principalmente a
lei ed al signor Presidente per non farci votare questo disegno di
legge che, per quanto mi riguarda, è un disegno legge monco se
non c'è una relazione precisa da parte di questo Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
l'Assemblea regionale siciliana, nel procedere con un dibattito
articolato e con un confronto serio, non solo porta avanti in
maniera razionale la propria attività, ma cerca di dare un
contributo a quello che è un percorso normativo - legislativo, a
mio avviso, difficile e articolato e che sicuramente al di là della
questione di principio, dove tutti siamo portati a dare un
contributo, c'è anche la necessità di approfondire un aspetto che è
stato più volte evidenziato.
Sulla questione della norma di stabilizzazione dei precari e la
deroga per eventuali proroghe, c'è stato un passaggio delicato che
questa Assemblea, questo Parlamento, sicuramente ricorderà e siamo
nell'ottobre 2010 quando la paventata mancata proroga sui precari
diventava un motivo di trattativa con il Governo nazionale per la
deroga al patto di stabilità.
In quella occasione ricorderete il famoso incontro all'Albergo
delle Povere dove il Governo, in maniera maldestra, pensando di
promuovere una sommossa popolare, con il coinvolgimento dei
sindaci, per invitarli a marciare su Roma, ebbe in quella occasione
ad essere, in maniera chiara ed evidenziata, da parte del Governo
nazionale, un aspetto che riguardava il cosiddetto processo di
razionalizzazione di una fase nuova, che doveva esserci, in cui
oltre a richiedere deroghe c'era bisogno di capire come realmente
veniva utilizzato il personale, quale rapporto costo-servizio
veniva a determinarsi, come si interveniva sulle piante organiche
e, quindi, avviare una fase di razionale intervento sugli enti
locali attraverso i processi di stabilizzazione.
Ahimè, questo non è stato fatto perché è stato preso alla leggera,
si è passati con il disegno legge della finanziaria, con
l'esercizio provvisorio del 2011, con la finanziaria del 2011, con
l'ulteriore norma del 2012 e siamo qui a ragionare su un disegno di
legge che, in maniera così squisitamente tecnica e anche sintetica,
non determinerà quei risultati che richiedono questi momenti
ulteriori di integrazione.
La relazione con un intervento a valere su un Piano pluriennale, a
valere in un contesto che veda non solo questi costi sul personale
precario degli enti locali, ma sul più ampio contesto che vede
varie forme, a qualsiasi titolo, di personale precario e che alla
fine questi costi determinano una ricaduta sul territorio e,
quindi, sulla reale capacità di incidere per la crescita socio-
economica della Sicilia, questo è l'elemento caratterizzante su cui
dobbiamo soffermarci e, fra l'altro, suffragato da una relazione
che in Commissione Bilancio, più di una volta, il nuovo Ragioniere
generale della Regione siciliana ha voluto evidenziare.
Quindi, se questo è il senso della iniziativa legislativa che si
vuole portare avanti, se questo è l'obiettivo che si vuole
raggiungere attraverso questo disegno di legge e cioè la
possibilità di intervenire in maniera seria e definitiva e se in
questa direzione manca un presupposto essenziale, che fra l'altro è
stato più volte richiesto, ma allora a che serve insistere su una
strada che va necessariamente modificata?
Questo è il senso del ragionamento serio che a, mio avviso, deve
fare l'Assemblea ed in questa direzione ritengo, signor assessore,
che vada fatto un approfondimento e, alla luce di ciò, con un
momento di verifica, anche preventiva, e di un tavolo tecnico che
vada a negoziare questo aspetto, ritengo si potrà parlare di un
disegno di legge-voto razionale che possa avere reali margini di
successo. Questo è il senso dell'azione che l'Assemblea vuole avere
ed in questa direzione ritengo che vada fatto questo tipo di
iniziativa e, quindi, l'impegno anche da parte vostra.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che vivo
un imbarazzo nell'intervenire, non soltanto per il tema
assolutamente scottante che trattiamo questa sera, ma anche e
soprattutto per come questa vicenda è stata, nel suo complesso,
strutturata e poi portata in Aula.
A me spiace che questa sera non sia presente in Aula l'onorevole
Lenza, che è il primo firmatario di questo disegno di legge,
perché gli avrei chiesto e lo chiedo a voi, onorevoli colleghi,
come possa essere possibile, al di là degli stracci volati la
settimana scorsa fra i due ex amanti, Leanza e Lombardo, che
costoro non si parlassero nei mesi precedenti
E' possibile che dobbiamo scoprire in Aula, dopo che da mesi si
parla di un disegno di legge che salverà il destino di migliaia di
precari in Sicilia, che se non siamo in condizione di compulsare e
di ottenere la copertura economica del Piano pluriennale, stiamo
parlando di aria fritta
Non voglio pensare che ci siano colleghi che, su un tema come
questo, abbiano pensato o avevano pensato di farsi la campagna
elettorale perché sarebbe devastante, gravissimo
Assessore Spampinato, mi aspetto, non in quanto assessore
Spampinato, ma in quanto rappresentante di un Governo e di un
Governatore del quale noi pensiamo tutto il male possibile, mi
aspetto che sia solidale con quest'Aula, che il Governo ci dica una
parola chiarificatrice e mi aspetto, soprattutto, che se questo
disegno di legge dovesse essere approvato, perché io ritengo che
tuttavia oggi dobbiamo approvarlo poiché è pur sempre un disegno
di legge-voto, fra le tante vertenze che il Governo regionale ha in
atto nei confronti del Governo nazionale, questa è la vertenza
delle vertenze
Parliamo di decine di migliaia di famiglie siciliane, quindi,
approviamo il disegno di legge così com'è. Abbiamo sanato un vulnus
relativo al personale delle scuole paritarie, approviamolo,
inseriamolo nel disegno di legge voto, dopodiché il Governo
regionale si intesti questa battaglia, altrimenti, dopo non avere
fatto nulla per quattro anni, non capisco che cosa ci stia ancora a
fare, salvo, signor assessore, se la volontà di prendere tempo, da
parte del Governo, non sia una volontà dettatale dal Presidente
Lombardo che ha ripensato sulle sue dimissioni del 28 luglio e
vuole prendere qualche altro mese di tempo. Lei questo non può né
confermarlo né smentirlo.
Il Presidente Lombardo - chi lo ha sostenuto dice che mantiene gli
impegni - con noi non ne ha mantenuti mai, né quando eravamo amici
né quando siamo diventati suoi avversari; però voglio dire, che se
questa fosse una parte dell'intesa, sarebbe altresì un ulteriore
disdoro.
Pertanto, la mia richiesta, signor Presidente, è precisa: si
approvi il disegno di legge-voto, il Governo prenda in Aula
l'impegno di farne una battaglia di principio e di inserirlo in
quel ragionamento che nella Conferenza Stato-Regioni vede più
tavoli tecnici, i famosi tavoli tecnici aperti dal Presidente
Lombardo con il Governo Monti, perché finalmente si possa dare una
parola di certezza e non il fumo che costituisce questo disegno di
legge senza gli impegni che vanno presi.
Una parola di chiarezza a qualche decina di migliaia di famiglie
siciliane.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Benedetto. Ne ha
facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
norma che si vuole fare porta a risolvere un problema e non ad
assolvere coscienze. Credo, quindi, che su alcuni aspetti dobbiamo
avere la giusta misura e fare la giusta riflessione.
Prima questione: stiamo chiedendo una proroga per consentire una
stabilizzazione. Se noi nel testo non inseriamo la deroga al Patto
di stabilità, avremo la proroga, ma non avremo la stabilizzazione.
E' chiaro a tutti che stiamo facendo la proposta di un disegno di
legge che dovrà approvare il Parlamento nazionale, che potrà
modificare, potrà emendare, potrà cambiare, ma il nostro dovere è
presentare un disegno di legge che consenta di arrivare alla
stabilizzazione, poi se il Parlamento nazionale apporta modifiche
che azzoppano la stabilizzazione è un conto, ma è serietà di questo
Parlamento presentare una norma che consenta di intervenire
concretamente e con risultati definitivi rispetto allo stato degli
enti locali della Sicilia e se non lo conosciamo noi lo stato degli
enti locali della Sicilia, è chiaro che non possiamo pretendere
che, poi, venga conosciuto a livello nazionale.
L'altra questione riguarda i miei forti dubbi che una norma così
fatta, che investe deroghe al Patto di stabilità, alle proroghe al
2014, e che interviene su una normativa nazionale e, quindi,
applicabile in tutta Italia, non sappiamo con quali ricadute nella
regione Lombardia, Piemonte, Veneto, Calabria, dove non c'è il
problema della Sicilia, dove il problema del precariato non c'è, ma
queste modifiche normative possono portare ricadute di non poco
conto sul sistema e sulla stabilità dei conti nazionali.
Inviterei, quindi, a proporre una norma la cui applicazione sia
limitata all'emergenza Sicilia, non una norma che intervenga in
deroga ed applicabile a tutto il panorama nazionale. Una norma,
quindi, che venga orientata rispetto all'emergenza regionale.
Infine, anche in questo caso, se si vuole essere seri bisogna
essere credibili, perché non è più il tempo di proporre
imbroglietti di bassa lega al Parlamento nazionale, perché non c'è
un bel giudizio sulla nostra situazione, sugli enti locali
siciliani, sul sistema dei conti della nostra Regione, pertanto,
vanno indicate, con precisione, il fatto che le risorse che vengono
utilizzate per questa applicazione normativa, sono risorse della
Regione e degli enti locali, indicando che si attinge al Fondo per
il precariato, si devono assumere impegni perché questo Fondo
venga mantenuto nella sua dimensione, altrimenti, l'immagine che
diamo, per essere chiari, è quella che noi pensiamo semplicemente
ad avere una proroga e non siamo credibili nei termini della
stabilizzazione.
Se diamo questa immagine, io penso che potremo dimenticarci una
norma nazionale che dia respiro ai precari della Sicilia, ma
permettetemi di dire, insieme ai precari c'è un problema di servizi
per i Comuni che, ormai in gran parte, sono assolti dai precari
che, in atto, vi prestano attività.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI, vicepresidente della commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi è evidente che con questo disegno di
legge ci rivolgiamo, solo ed esclusivamente, perché è di iniziativa
parlamentare regionale, alla Regione siciliana.
Riguardo al disegno di legge, volevo far presente ai colleghi che
è bipartisan, tant'è che l'intergruppo che si è organizzato per
mettere per iscritto questo testo, affinché possa essere utile ai
precari e al precariato, era composto da deputati di diverse
formazioni politiche, da colleghi di centro-destra e colleghi di
centro-sinistra, quindi, è abbastanza evidente che il problema
investe l'intera Regione siciliana e su questo, a mio avviso, non
c'è nessuna pretesa o nessuna campagna elettorale per cui un solo
deputato possa permettersi di andare in giro e sventolare a
bandiere spiegate il tipo di campagna elettorale, come la deve fare
e se è stato lui a fare questa cosa.
E' un disegno di legge bipartisan.
Dopo tantissimi anni, questo Governo e anche il Parlamento
regionale si possono intestare, considerate le difficoltà del
mondo del precariato, la scelta di prorogare di due anni la
scadenza del 31 dicembre, perché non è pensabile che questo Governo
o chicchessia possa arrivare al 31 dicembre, con poche possibilità.
La fretta è quella di iniziare un percorso, visto che non lo
dobbiamo fare solo noi, ma anche il Parlamento nazionale, di farlo
arrivare il prima possibile sui banchi delle varie Commissioni del
Parlamento nazionale affinché il disegno di legge venga esitato
favorevolmente e si dia la possibilità al prossimo Governo,
nell'arco di due anni, di mettere per iscritto come è possibile
stabilizzare.
E' sotto gli occhi di tutti, in Commissione e, comunque, tutti i
deputati che sono inseriti nel contesto del precariato, che
conoscono bene questa materia perché investiti dagli enti locali,
conoscono benissimo, dei ventiduemilacinquecento, oggi sono circa
18 mila, le qualifiche, l'età dei vari LSU, dei vari ex
articolisti, oggi legge regionale 85 del 1995, si conosce di tutto
e di più.
L'unica cosa che possiamo fare, considerato che il Parlamento
nazionale può chiedere un allegato con cui si possa quantificare il
numero dei precari o le qualifiche o altro o le possibili risorse
che la Regione siciliana mette a disposizione, per il 90 per cento
per la legge numero 16 del 2006 ed il 60 per cento per la legge
numero 21 del 2003, è di fare in fretta.
Questo disegno di legge, a mio avviso, deve essere immediatamente
approvato per dare ragione ai tanti soggetti che lavorano in questa
benedetta Sicilia, che offrono la loro attività, che per alcuni
enti è pure indispensabile poiché sono rimasti solo i precari in
alcuni enti locali e, quindi, noi ancora facciamo l'annacata per
approvare questo disegno di legge e, alla fine, è necessario
l'intervento del Parlamento nazionale.
Nessuna pretesa, nessuna formalizzazione, non ci sono campagne
elettorali che tengono, anche perché dopo venticinque anni vorrei
capire di cosa stiamo parlando. Il primo deputato che userà il
precariato per fare campagna elettorale, credo che non soltanto
perderà la campagna elettorale ma non otterrà il voto neppure della
moglie.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho apprezzato
moltissimo il taglio che ha dato la Commissione, non vorrei citare
nessun collega, altrimenti dovrei citare tutti coloro che sono
intervenuti come l'onorevole Panarello e l'onorevole Lentini,
perché, senza tanti giri di parole, stiamo chiedendo al Parlamento
nazionale, utilizzando il nostro articolo 18, una proroga; il 31
dicembre 2012 ci vede in enorme difficoltà, visto e considerato
quanto abbiamo consumato nell'arco di questi mesi per quanto
concerne, anche, le varie impugnative del Commissario dello Stato
rispetto a cosa ci siamo convinti di fare come Assemblea regionale
siciliana.
A questo associamo un piano pluriennale - obiettivamente
indispensabile - dove non solo diciamo che in Sicilia siamo in una
situazione particolare, ma cerchiamo anche di spiegare il perché ci
troviamo in tale condizione e come viene utilizzato questo
personale nei vari enti locali, e non vado oltre, per quanto
concerne anche il funzionamento dei servizi essenziali a
prescindere dalla storia del precariato siciliano che riguarda
soprattutto gli enti locali, il resto, sanno bene i colleghi come è
stato affrontato e come è stato in parte risolto.
Dimostriamo, pertanto, la serietà della Regione siciliana anche
rispetto al ruolo del Governo di questa Regione che dice una cosa
precisa in quel famoso Piano, cioè che il bacino non è composto
soltanto da X' unità, queste unità sono evidentemente
riconducibili a queste categorie, a queste qualifiche, dopo di che
indichiamo le risorse che andremo ad impiegare, spieghiamo il
motivo per il quale nei comuni succede qualcosa di grave nel
momento in cui questo personale venga posto in liquidazione', -
termine che uso con accezione tragica - considerando il periodo
trascorso di 15-20 anni e anche oltre per alcuni.
Ma parlando di proroga, di contratti che vanno a scadere, di
stabilizzazione - questo Parlamento non può fare altro che
approvare questo disegno di legge - decideremo quando votare, cosa
che valuterà la Presidenza, apprezzando le circostanze, se dare o
meno il voto finale questa sera, impegniamo il Governo a
predisporre questo Piano pluriennale per quanto concerne la
questione della proposta che noi facciamo con legge-voto di proroga
al 2014.
Credo che dovremmo chiuderla qui. Perché se ognuno di noi
rilancia anche rispetto ad altre questioni che riguardano deroghe
rispetto al patto di stabilità, credo che andremmo a creare una
situazione di effettiva confusione che non trasmette bene la nostra
reale intenzione e che, sostanzialmente, perde anche di significato
il convincerci - come abbiamo fatto in queste ore - di ricorrere
alla legge-voto, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della
Regione.
Affronterei con estrema linearità e senza aggiungere altro
rispetto alle cose indispensabili.
L'assessore Armao e il neo assessore Spampinato devono sapere che
dall'indomani dell'approvazione di questo disegno di legge, fatta
questa operazione, o mettono mano seriamente ad un Piano che verrà
trasmesso e verrà poi discusso - perché non solo il Governo ma
la Commissione competente può chiedere alla corrispettiva
Commissione della Camera dei Deputati per intraprendere un lavoro
serio nei confronti del Governo nazionale e nei confronti del
Parlamento nazionale per andare ad illustrare, nella maniera più
seria possibile, qual è la reale questione e tutte le complessità
che stanno, anche, dietro e a sostengo di quella che è stata la
scelta di andare a approvare una legge come questa.
Mi fermerei qui e darei la possibilità al Governo di valutare in
tempi rapidi cosa realmente si può mettere in campo e, d'altro
lato, alla Commissione di muoversi conseguentemente per quanto
concerne gli incontri che vanno fatti a Roma e subito associati a
quella che è l'azione del Governo regionale.
Il resto mi sembra materia che preoccupa quasi tutti, sento anche
discorsi che vanno chissà verso quale campagna elettorale che
dovrebbero, rispetto a queste questioni - non si capisce bene che
cosa - ottenere o su che cosa speculare, io dico: insomma, la
prova di serietà che possiamo dare è che stiamo facendo quello che
in questo momento possiamo fare, che ci stiamo limitando a chiedere
una proroga e che rispetto a questa richiesta noi associamo,
seriamente, quello che è un piano nel quale la Regione spieghi
seriamente cosa vuole fare rispetto a questa proroga che chiede.
Tutto il resto mi sembra, sinceramente, materia che non solo
confonde i precari, ma confonde noi stessi e ci fa entrare in una
situazione di tremenda confusione che non aiuta sicuramente né
questo Parlamento né il Governo a fare bene la sua parte.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rischio in
alcuni casi di ripetere concetti che sono stati già espressi,
Assessore, ma incombe a me, quale componente di questa Commissione,
intanto richiedere di integrare anche con la mia firma - Presidente
Cascio e Uffici - questo disegno di legge, proprio perché
componente della V Commissione. Perché non c'è ombra di dubbio che
questo disegno di legge è assolutamente condivisibile, però la
preoccupazione, che ha avanzato nel suo intervento il presidente
Lentini, la faccio mia.
Sono convinto che non c'è grande vanto di andare ad operare in
campagna elettorale portando questo disegno di legge, che è
sicuramente un disegno di legge che vuole essere, al di là che di
legge-voto, vuole essere un disegno di legge che è manifesto. E'
sostanzialmente un proposito e andare - fra virgolette - a lucrare
su questa iniziativa, credo che possa comportare, oggettivamente,
dei rischi, ma mi sia permessa qualche considerazione.
Io credo che sia assolutamente inevitabile innanzitutto
attrezzarsi nei confronti del Governo nazionale, e credo che questo
allo stato non sia stato fatto, che effettivamente siamo di fronte
ad una operazione che non è quella che Giannantonio Stella o
qualche altro editorialista continua a scrivere secondo la quale in
Sicilia si stanno facendo ulteriori assunzioni ad un numero già
assolutamente superiore alla media di dipendenti regionali, perché
questo viene contrabbandato, questo viene affermato, non c'è mass
media, non c'è editorialista che non dica che in Sicilia si sta
operando non una stabilizzazione di gente che lavora e che è ormai
è diventata determinate nella funzionalità della Pubblica
Amministrazione per molti versi, ma si fa affermazione diversa, che
certamente, travisando i fatti, irrita l'opinione pubblica in un
momento in è già afflitta da quello stato di crisi che accelera ed
enfatizza l'antipolitica della quale oggi siamo un po' tutti fatti
oggetto.
Ma dico questo perché non basta, Governo e signori tutti di
quest'Aula, rappresentare un piano nel quale si spiega quello che
è avvenuto dal punto di vista sociale, amministrativo della nostra
Regione per quanto riguarda la stabilizzazione di queste migliaia e
migliaia di lavoratori, di soggetti che offrono e prestano
un'attività - ribadisco - funzionale e determinante per le
Pubbliche Amministrazioni.
La stabilizzazione del mondo del precariato è quella che in altre
parti del nostro Paese, soprattutto nel Nord, nel settentrione, è
stata la cassa integrazione . E' stata un ammortizzatore sociale,
diciamolo chiaramente Attraverso le varie norme che hanno
consentito l'assunzione del mondo del precariato, ed oggi una
corretta stabilizzazione, siamo alla polemica tra la Fornero e
Mastropasqua sul numero degli esodati e vogliamo oggi anche
discutere di quello che potrebbe essere amplificato, un numero di
esodati che verrebbe fuori dal fatto che gente che ha lavorato per
decenni, possiamo parlare in termini temporali di questa
dimensione, e che non avrebbero nè la pensione nè la retribuzione
se ampliassimo tutto questo. Allora, a mio avviso, intanto va fatta
una operazione di carattere socio-economico-amministrativo nello
spiegare questo fenomeno. Con tutte le deformazioni ed eccessi
che questo ha comportato nella Pubblica Amministrazione elefantiaca
e, comunque, non tanto e non sempre al servizio del cittadino e
dell'impresa nella sua articolazione lenta nell'espletare le
funzioni.
Ma è evidente che questo, per potersi meglio confrontare con
l'opinione pubblica, è un dato indispensabile. Spiegare tutto
questo, proprio come fenomeno socio-economico-amministrativo che ha
interessato la nostra Regione e gli Enti locali di quest'Isola
Insieme a questo occorre essere credibili ed è per questo che
tutti quanti abbiamo compreso, anche dalle interlocuzioni che
questo Governo ha avuto con il Governo Monti e con il suo
Presidente, è evidente che al colpo di bacchetta di una
lamentazione, che in molti casi è fine a se stessa ed
ingiustificata, perché, per altro, non si sanno spendere neanche i
fondi comunitari, per dire la cosa più banalmente grave che accade
in questa Regione così in crisi, è evidente che bisogna operare una
relazione che sia accompagnata da un vero piano pluriennale che
possa effettivamente spiegare, nella logica triennale, nella logica
temporale anche della proroga e dello slittamento dal 31 dicembre
2012 al 31 dicembre 2014, quella che è l'azione economico-
finanziaria, qual è la politica che la Regione siciliana e il suo
Governo vuole mettere in campo per essere esaustivo delle necessità
che occorrono e per essere credibili nei confronti del Governo
nazionale e del Parlamento nazionale che deve approvare una legge-
voto che vive di tutte quelle riserve mentali che noi, per molti
versi, abbiamo alimentato anche per nostra responsabilità.
Io credo che vada operata una funzione di responsabilità Credo
che vada operata un'autocritica nella gestione di questo fenomeno e
vada esplicitato con capacità di esporre ragioni, fatti economici,
necessità funzionali all'Amministrazione, situazione e ambiente
socio-economico di quello che la Regione ha dato e ha rappresentato
per tutto questo mondo di chi avuto bisogno dell'ammortizzatore
sociale , va a carico dello Stato, sia che si chiami CIG , sia che
si chiami stabilizzazione , oggi, di un mondo del precariato.
Assessore mi rivolgo a lei che oggi è qui presente, credo che
questo debba essere fatto, lo dico al Governo ma anche a tutti noi,
non soltanto per quello che oggi riguarda la materia del precariato
ma che debba essere fatto, visto che ancora oggi, Sant'Antonio 13
giugno, siamo ancora con una manovra non completa per quanto
riguarda Bilancio e Finanziaria , vada fatto anche per altri
segmenti fondamentali del mondo del lavoro, a partire da quello
della forestazione che, vorrei ricordare, ad oggi ha, rispetto
all'impegno assunto dal Governatore, meno del 70% di quello che
occorrerebbe per mantenere l'impegno del 2009 e circa il 50% delle
giornate di garanzia, secondo legge.
Anche su questo occorre un piano pluriennale ed una relazione
che spieghi ai siciliani, ma ancora di più, in questo caso agli
altri, quello che si sta cercando di portare avanti per essere
credibili.
Senza questo credo che si rischi di approvare una legge- voto che,
qualcuno ci tenterà perché sono convinto, Presidente Lentini, che
qualcuno tenterà di portare avanti questa legge per cercare di
raccogliere voti, sbagliando, perché occorre fare quello che ho
detto, innanzitutto la relazione e l'impegno pluriennale per essere
credibili, in una logica di spiegazione del fenomeno precariato
in Sicilia.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e i lavoro.
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, una cosa che appare
chiara dal dibattito, anzi forse esaspererò ancora di più il
concetto, è che nessuna speculazione politica si può fare su questa
legge-voto.
Io non credo che qualcuno possa speculare politicamente dopo
l'approvazione della legge-voto, ma che credo che nessuno possa
speculare su una legge nazionale che possa risolvere il problema,
perché il tema riguarda persone che per venti anni sono state prese
in giro, per cui abbiamo l'obbligo di risolvere il problema.
Quindi, non credo che ci potremo avvicinare a nessuno dei precari
nemmeno nell'auspicata ipotesi che si possa risolvere il problema.
Quindi, sgombrando il capo da questo tipo di considerazione, in
maniera serena dobbiamo cercare ognuno di noi di dare il nostro
apporto. Ringrazio in maniera particolare l'onorevole Mancuso
perché ha colto il tema.
Probabilmente sono stato timido, nel mio primo intervento, forse
per non sembrare come chi vuole propagandare l'azione del Governo.
Però il tema posto dall'onorevole Mancuso che è stato ripreso da
altri interventi, non ultimo, dall'onorevole Oddo e dall'onorevole
Bufardeci è il senso di questa iniziativa; perché nessuno possa
pensare che si vada avanti con una semplice proroga del tema,
perché se non riusciamo ad essere credibili nei confronti del
Governo nazionale che c'è un serio piano di stabilizzazione dei
precari non andiamo da nessuna parte.
Quindi, la nostra azione, perché è iniziata anche se non
riconosciuta da parte del Governo un'azione, ha avuto una duplice
valenza. Da una parte la valenza politica. Credo che abbiamo dato
tutta la disponibilità - almeno per il poco tempo che mi riguarda,
per quel piccolo segmento di tempo che mi riguarda, alla
Commissione - ma tutti i momenti politici che hanno riguardato
questo tema, la partecipazione anche alle iniziative degli
intergruppo', da cui è nato anche, permettetemi di tirare le
orecchie ai Gruppi parlamentari, un tavolo con gli enti locali, con
le forze sociali a cui non hanno partecipato invece i
rappresentanti dei Gruppi parlamentari.
Abbiamo cercato di avere una interlocuzione con la deputazione
nazionale, anche da questo punto di vista è iniziata
un'interlocuzione necessaria e dovuta con i deputati nazionali
eletti in Sicilia e mi permetto di ringraziare, per tutti, ma non
solo lei, l'onorevole Samperi particolarmente accalorata da questo
tema, ma soprattutto è iniziata un'interlocuzione politica con il
Governo che mi auguro si concretizzerà la settimana prossima con un
incontro del Presidente della Regione con il Ministro Patroni
Griffi che in questo momento è il titolare del Ministero per la
Pubblica Amministrazione.
Ma parallelamente, signor Presidente e onorevoli colleghi, è
iniziata anche un'interlocuzione di ordine tecnico con gli Uffici
del Ministero del Lavoro. Perché per dare quella sensazione che non
sia solo una sensazione, ma sia una realtà, c'è stato chiesto, e
gli Uffici dell'Assessorato hanno prontamente risposto, quindi,
onorevole Oddo, non dobbiamo aspettare l'indomani dell'approvazione
del disegno di legge, ma siamo pronti, sin da oggi, ad immaginare
questo tipo di percorso perché già ci sono stati richiesti, per
anche testare la serietà della volontà politica oltre che del
Parlamento anche del Governo, una serie di dati, ci hanno chiesto
lo screening delle 18.947 persone che dovranno essere, speriamo,
stabilizzate.
Ci hanno chiesto le loro qualifiche, ci hanno chiesto le loro
anzianità, ci hanno chiesto le loro disponibilità, ci hanno chiesto
tutta una serie di dati, ci hanno chiesto il costo che graverà sul
bilancio della Regione, ci hanno chiesto, cioè, tutte quelle
condizioni che credo siano indispensabili per dare quello che è il
senso di un percorso che non vuole arrivare alla proroga, ma vuole,
attraverso la proroga, risolvere definitivamente il tema.
Quindi, da parte nostra credo che, quanto meno, ci sia la buona
volontà che non è sufficiente, onorevole Mancuso, assolutamente.
Da un punto di vista tecnico il disegno di legge è stato
presentato dalla Commissione, non poteva essere corredato dalla
relazione da parte del Governo, fermo restando che, se si decidesse
di rinviare il voto finale, la relazione del Governo, così
richiesta da tanti deputati, potrà essere presente.
Ciò nonostante, se si decidesse, altresì, di arrivare
immediatamente al voto non per questo la relazione non potrà
arrivare a questo Parlamento.
PRESIDENTE. Stiamo trattando l'emendamento 1.1 a firma degli
onorevoli Cracolici, Galvagno. Su questo emendamento c'è una
richiesta di ritiro da parte dell'Assessore.
GALVAGNO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Questo vuol dire che non lo ritira?
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo, non c'è
dubbio
Al di là delle parole, più o meno opportune, che si sono dette, io
vorrei per l'ultima volta cercare di far capire ai colleghi che la
lettura del comma 4, dell'articolo 76 del disegno di legge n. 78 è
di una semplicità immensa. E' fatto divieto agli enti di procedere
ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, anche con
riferimento ai processi di stabilizzazione. .
Oggi cosa si verifica? La spesa corrente si abbassa perché
diminuiscono i trasferimenti dello Stato e della Regione. L'ultimo
taglio che abbiamo fatto è di 15 milioni di euro. Si abbassa la
spesa corrente ed aumenta la spesa del personale. E' un fatto
automatico, per cui i comuni sono tutti oltre il 60 - 70 per
cento.
Per cui senza il recepimento del comma 4 non serve a niente fare
questo disegno di legge, ammesso che dovessimo farla noi, o
comunque approvare il disegno di legge-voto.
Quindi, annunzio il voto favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI. vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.2, a firma degli onorevoli Cracolici,
Galvagno. Ne do lettura:
«All'articolo 1, comma 5, nel comma aggiunto, al primo rigo, dopo
7' aggiungere e 4'».
Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI. vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto;.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A.1 degli onorevoli Leontini, Cordaro, al
quale appone la firma l'onorevole Bufardeci. Ne do lettura:
«All'articolo 1 è aggiunto il seguente comma:
6. Rientra nel regime di deroga al patto di stabilità la spesa
relativa alla gestione delle scuole paritarie e dell'infanzia poste
in essere dagli enti locali».
Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI. vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
CORDARO. Voglio che resti a verbale il presidente Lentini ha detto
che non è attinente.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge n. 922/A
avverrà successivamente.
Presidenza del presidente Cascio
Sul processo verbale della seduta precedente
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con riferimento alla richiesta di
chiarimenti dell'onorevole Mancuso, deciso precisare quanto segue:
nella giornata di ieri si sono tenute due sedute, la n. 354, nella
quale sono stati annunciati i congedi degli onorevoli Buzzanca,
Leanza e Picciolo e la missione dell'onorevole Musotto, e la
seduta n. 355, nella quale sono stati annunciati i congedi degli
onorevoli Cimino, Scammacca della Bruca e Federico, per un totale
di sette congedi caricati nel sistema elettronico.
Per quanto riguarda l'onorevole Spampinato, egli è stato
proclamato deputato nella prima parte della seduta n. 355, ma è
stato insediato nella carica, prestando il giuramento di rito, in
un secondo momento nel corso della medesima seduta.
Il suo nominativo era stato perciò inserito tra i congedi in
quanto lo stesso deputato, ai sensi dell'articolo 86, comma 2, del
Regolamento interno, non era ancora entrato nel pieno esercizio
delle proprie funzioni, e pertanto il suo nominativo non poteva
essere computato per l'accertamento del numero legale.
Una volta effettuato il giuramento, ai sensi dell'articolo 1 del
Regolamento interno, l'onorevole Spampinato non ha tuttavia preso
parte, pur essendo presente, alla votazione a scrutinio segreto
sulla proposta di insussistenza della causa di incompatibilità in
capo all'onorevole Buzzanca, e pertanto non ha annullato il
proprio congedo, non avendo fisicamente votato, (ai fini puramente
parlamentari) attraverso l'inserimento della tessera personale nel
sistema elettronico di voto.
Ecco perché, con riferimento alla votazione in parola, l'onorevole
Spampinato figura tra i deputati in congedo, pur essendo stato
presente alla seduta ai fini amministrativi dal momento del
giuramento.
Ciò premesso, va pienamente riconfermata la correttezza e la
legittimità del verbale di votazione in questione in uno alla
fedeltà del verbale di seduta d'Aula.
Così rimane stabilito. Quindi, il verbale si intende approvato.
Annunzio di ordini del giorno numeri 714, 715, 716, 717, 710 e
votazione
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati
i seguenti ordini del giorno:
- n. 714, degli onorevoli Pogliese e Vinciullo;
- n. 715 Affidamento del Canale Galermi al Consorzio di Bonifica
di Siracusa , dell'onorevole Vinciullo;
- n. 716, degli onorevoli Panepinto, Marineo, Panarello, Ammatuna,
Termine, Apprendi;
- n. 717 Notizie sull'accordo UE-Marocco in tema di sgravi
doganali , dell'onorevole Vinciullo.
Presidenza del presidente Cascio
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente io sono intervenuto poco fa anzi
un'ora fa sul problema della sanità. Più di dieci giorni fa ho
depositato, tranne che ce ne saranno altri ordine del giorno, un
ordine del giorno, e non penso che questi siano competenza solo
di materia attinente al testo in Aula, ma non capisco perché il
mio che è stato presentato più di dieci giorni fa all'Assemblea
non è tra questi. E' un ordine del giorno che riguarda il problema
della sanità: si occupa dei laboratori di analisi.
Forse sarà una svista, se gli Uffici possono verificare.
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Il primo ordine del giorno, il n. 714, attiene a
materia di lavoro, perché parla di indotto di Termini Imerese e
questioni FIAT, il secondo, il n. 715, parla di Consorzi di
bonifica di Siracusa, il terzo attiene alla rete idrica e il
quarto, il n. 717, si occupa di agricoltura siciliana.
Il Presidente Laccato, in qualità di presidente della Commissione
sanità', ha chiesto che due i ordini del giorno, credo il suo e
un altro, fossero discussi in presenza dell'assessore per la
salute, ma l'assessore per la salute non viene in Aula da alcuni
anni, quindi forse è il caso che li esaminiamo oggi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, all'ordine del giorno n. 714
appongono la firma gli onorevoli Caputo e Apprendi. Ne do lettura:
...impegna il Governo della Regione ad attivarsi al fine di porre
in essere tutti quei provvedimenti che sono propedeutici
all'attivazione della ZFU del comprensorio di Termini Imerese
affinché manifesti il proprio interesse a recuperare investimenti
per la zona industriale in oggetto per favorire i giovani che
vogliono adoperarsi nel settore imprenditoriale creando nuovi posti
di lavoro ad operare con maggiore incisività nel rappresentare le
esigenze di un territorio messo in ginocchio da scelte
imprenditoriali più o meno discutibili o condivisibili al Governo
nazionale allo scopo di trovare una definitiva e valida soluzione
che permetta di porre fine alla vertenza stessa.
A questo aggiungo che pochi minuti fa il Ministro Passera ha
dichiarato che, rispetto alla soluzione di Termini Imerese,
valuteranno nuove proposte.
SPAMPINATO. assessore per la famiglia, per le politiche sociali e
il lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. assessore per la famiglia, per le politiche sociali e
il lavoro. Signor Presidente volevo invitare i firmatari a
modificare la parola maggiore con ulteriore.
PRESIDENTE. Onorevole assessore, gli ordini del giorno sono
inemendabili.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 715, a firma dell'onorevole
Vinciullo, che impegna il Governo ad affidare le competenze sul
canale di Galermi al Consorzio di Bonifica di Siracusa togliendolo
al Genio civile di Siracusa.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, credo che la cosa migliore sia
fare in modo che l'Assessore lo accetti come raccomandazione
piuttosto che farlo bocciare.
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. E' accolto come raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno n. 716, a firma degli onorevoli
Ammatuna, Panepinto, Marinello, Termine, Apprendi, che impegna il
Governo della Regione a revocare ogni atto di nomina dei commissari
nelle province in cui gli amministratori locali si sono opposti
fermamente alla consegna ai soggetti gestori degli impianti e delle
reti di distribuzione, anche in considerazione che il 30 giugno è
il termine per lo scioglimento degli ATO previsto da una norma
nazionale; ad evitare che possano sorgere problemi di ordine
pubblico, in considerazione che il ricorso al Prefetto, come nel
caso di Siracusa, sembra prefigurare un intervento militare per la
consegna degli impianti; a dare corso rapidamente all'istruttoria
che consenta l'impiego di circa 800 milioni di euro, previsti
nell'Accordo di Programma Quadro, in direzione della
infrastrutturazione idrica in Sicilia.
DI BENEDETTO. Dichiaro di apporvi la firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, occorre rettificare la parola
revocare', nella parte impegnativa dell'ordine del giorno, con la
parola sospendere'.
Con questa rettifica, pongo in votazione l'ordine del giorno n.
716.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 717, a firma dell'onorevole
Vinciullo.
ARENA. Chiedo di apporre la mia firma.
MINARDO. Anch'io.
FEDERICO. Anch'io.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prede atto.
L'ordine del giorno impegna il Governo ad adottare presso il
Governo nazionale e comunitario tutte le iniziative atte a
contrastare questo accordo che rappresenta, per l'agrumicoltura
siciliana, una catastrofe dai risvolti inimmaginabili; ad
intervenire con una seria politica di contrasto all'invasione del
prodotto agricolo marocchino sui mercati nazionali, a tutela
dell'intero comparto agricolo siciliano; a prevedere interventi a
sostegno degli agricoltori siciliani, onde evitare di vedere
distrutta una delle fondamentali ricchezze dell'economia regionale.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato, dagli onorevoli Beninati,
Leontini, Dina e Cordaro, l'ordine del giorno n. 710 Sospensione
del decreto assessoriale 0825/12 del 28.05.2012 dell'assessore per
la salute e ulteriori atti finalizzati all'accorpamento di
laboratori di analisi convenzionati .
Comunico che hanno chiesto di apporre la propria firma all'ordine
del giorno gli onorevoli Vinciullo, Mancuso, Ferrara, Campagna,
Campagna, Oddo, Panepinto, Caronia, Galvagno, Marinello, Arena e
tutti i deputati presenti in Aula.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della Repubblica
ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione recante
'Modifiche all'articolo 17, commi 10, 11 e 12 del decreto legge 1
luglio 2009, convertito con legge 3 agosto 2009, n. 102 ed
all'articolo 14 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito
con legge 30 luglio 2010, n. 122». (922/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio palese
nominale del disegno di legge «Disegno di legge voto da sottoporre
al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto della Regione recante 'Modifiche all'articolo 17, commi 10,
11 e 12 del decreto legge 1 luglio 2009, convertito con legge 3
agosto 2009, n. 102 ed all'articolo 14 del decreto legge 31 maggio
2010, n. 78 convertito con legge 30 luglio 2010, n. 122». (922/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 52
Votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 49
Contrari 2
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì, 20 giugno
2012, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I - Comunicazioni
II - Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del
Regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica: Famiglia, politiche sociali e lavoro (v. allegato)
III - Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del
regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica: Risorse agricole e alimentari (v. allegato)
IV - Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del
regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica: Salute (v. allegato)
V - Discussione del disegno di legge:
- Norme in materia di entrata. Finanziamento di leggi di spesa .
(900/A) (Seguito)
Relatore: on. Galvagno
La seduta è tolta alle ore 18.38
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
alle ore 21.15
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Risorse agricole e
Alimentari»
INCARDONA. - «Al Presidente della Regione, premesso che
dal 28.02.2011 al giorno 1.03.2001, nel territorio di Vittoria
(RG), in contrada Giafanetto, si è abbattuta una serie di eventi
calamitosi; tra questi, una violenta tromba d'aria con effetti
devastanti sia sulle strutture serricole in legno, sia sulla
produzione: infatti, l'evento calamitoso di cui trattasi ha
distrutto ben 120.000 mq. di strutture serricole in legno e
l'intera produzione in esse coltivata;
una valutazione approssimativa dei danni subiti dalle strutture
serricole in legno, dalla produzione in essere in quel momento e
della necessaria integrazione salariale e contributiva dei
lavoratori, per un importo complessivo stimato in circa 2.500.000
euro, è stata espressa a seguito dei rilevamenti effettuati dalla
condotta agraria di Vittoria e tempestivamente trasmessa
all'ispettorato provinciale dell'agricoltura di Ragusa che ha
trasmesso gli atti all'Assessorato regionale delle risorse agricole
e alimentari;
il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, con
nota n. 0016042 del 21.07.2011, in ottemperanza a quanto previsto
dal d.lgs. 29.03.2004, n. 102, così come modificato dal d.lgs.
18.04.2008 n. 82, ha affermato che gli imprenditori agricoli
danneggiati avevano diritto al risarcimento
tramite il fondo di solidarietà nazionale, ma tale risarcimento
non poteva essere erogato in quanto la Giunta regionale, con
propria delibera da adottarsi entro il termine perentorio di 60
giorni dalla fine dell'evento calamitoso, prorogabili di ulteriori
30 giorni in presenza di eccezionali e motivate difficoltà, avrebbe
dovuto chiedere l'attivazione degli interventi compensativi
previsti dal suddetto fondo;
sia l'ispettorato provinciale di Ragusa dell'agricoltura che
l'Assessorato regionale Risorse agricole hanno attivato le
procedure, limitatamente al riconoscimento dei contributi
previdenziali ex legge 296/2006, art. 1, comma 1.079, riguardante
le integrazioni salariali in favore dei lavoratori agricoli nelle
aree colpite da avversità atmosferiche comprese nel piano
assicurativo nazionale vigente;
paradossalmente, secondo quanto espresso dal Ministero delle
politiche agricole, richiesto con nota n. 35895 del 24 giugno 2001
dalla Regione siciliana, sull'applicabilità dell'art. 5, comma 4,
del piano assicurativo agricolo 2011, le strutture serricole in
legno possono essere risarcite con le somme del fondo di
solidarietà nazionale, in quanto, pur essendo le stesse strutture
comprese nel piano assicurativo vigente, nel concreto nessuna
compagnia assicurativa ha mai manifestato né tanto meno accettato
la disponibilità ad accendere posizioni assicurative;
considerato che:
alla luce delle superiori considerazioni, ad oggi, malgrado le
varie forme di proteste mirate a sensibilizzare le istituzioni a
tutti i livelli, gli imprenditori agricoli proprietari delle
strutture serricole in legno distrutte dagli eventi calamitosi
verificatisi in contrada Giafanetto nel territorio di Vittoria dal
28.02.2011 al giorno 01.03.2001 non hanno ricevuto indennizzo
alcuno del danno subito;
gli istituti di credito, in mancanza di polizze assicurative a
copertura di eventuali danni, non attivano alcuna linea di credito
in favore di quegli imprenditori che intendono riavviare in proprio
le attività distrutte;
per sapere:
i motivi dell'omessa richiesta, nei tempi previsti dal d.lgs.
29.03.2004, n. 102, così come modificato dal d.lgs. 18.04.2008, n.
82, di attivazione degli interventi compensativi del fondo di
solidarietà nazionale in favore degli imprenditori agricoli le cui
strutture serricole sono andate distrutte dagli eventi calamitosi
verificatisi in contrada Giafanetto nel territorio di Vittoria dal
28.02.2011 al giorno 1.03.2001;
se si intenda inserire nelle prossime variazioni del bilancio
della Regione siciliana, così come ritiene necessario e
indifferibile l'interrogante, la somma occorrente, secondo le stime
fatte dalla condotta agraria di Vittoria, a risarcire gli
imprenditori e operatori agricoli per il danno subìto dai suddetti
eventi calamitosi». (2124)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con l'atto ispettivo parlamentare 2124 del 5 ottobre
2011, l'onorevole Incardona ha richiesto chiarimenti in ordine a
presunte omissioni e/o inadempienze nonché sulle misure urgenti da
adottare a seguito dei gravi danni causati dagli eventi calamitosi
verificatisi in c/da Giafanetto nel territorio di Vittoria (RG) dal
28 febbraio 2011 al 1 marzo 2011.
Con riferimento alle richieste di delucidazioni contenute
nell'interrogazione in questione, si rappresenta prioritariamente
che, per quanto concerne i danni arrecati al comparto agricolo da
avversità atmosferiche, il competente Dipartimento regionale
Interventi Strutturali per l'Agricoltura, opera in ottemperanza al
disposto del D.lgs. n.102/04, modificato dal D.lgs. n.82/08, che
prevede, prioritariamente, il ricorso alle polizze agevolate a
favore delle aziende agricole rientranti nel Piano Assicurativo
Agricolo Annuale; inoltre, il predetto Dipartimento regionale
agisce, in aggiunta a quanto sopra rappresentato, attraverso
interventi compensativi alle aziende agricole ricadente nelle zone
delimitate, a condizione che i danni subiti non siano inferiori al
30% della Produzione Lorda Vendibile aziendale.
Tale normativa esclude dall'indennizzo i danni causati, da eventi
avversi, a produzioni o strutture agricole rientrante nel Piano
Assicurativo Agricolo Annuale, predisposto dal competente Ministero
delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
La problematica citata nell'interrogazione rientra tra quelle
previste nel Piano Assicurativo Agricolo Annuale e quindi va
esclusa dagli interventi compensativi.
L'Ispettorato Provinciale dell'Agricoltura di Ragusa, ha
formulato nel rispetto delle norme e disposizioni, una procedura di
delimitazioni territoriale ai fini del riconoscimento dei benefici
di cui all'art. 1 comma 1079 della legge 296/2006 e la proposta in
questione è stata inoltrata alle competenti strutture centrali
dell' Assessorato regionale delle Risorse Agricole ed Alimentari,
che non appena a conoscenza della questione in esame, hanno
chiesto al Ministero delle Politiche agricole, di esprimersi sulla
problematica delle serre in legno e film di plastica. Il Ministero,
nel riscontrare la suddetta richiesta con nota prot. n. 16042 del
21/7/2011, ha risposto che le serre avrebbero dovuto essere
coperte da assicurazione; pertanto in assenza di tale condizione
non poteva essere corrisposto l'indennizzo tranne che gli stessi
imprenditori o le loro organizzazioni, avessero segnalato in tempo
e cioè prima dell'evento, la mancata possibilità di assicurare le
suddette serre con struttura in legno.
Ovviamente la richiesta di declaratoria del danno, facendo
intervenire ex post il Fondo di Solidarietà Nazionale, doveva
deliberarsi nei termini previsti dal D.lgs 102/2004 e cioè entro 60
gironi dal verificarsi dell'evento o al massimo entro 90 giorni nei
casi di ulteriore eccezionalità; termine abbondantemente superato
dal momento in cui gli Uffici ne sono venuti a conoscenza.
Detto ciò, si evidenzia come in realtà l'Assessorato, nelle sue
articolazioni centrali e periferiche, non erano a conoscenza del
rifiuto, da parte delle Compagnie assicurative, di stipulare
contratti a difesa delle serre in legno, altrimenti si sarebbero
attivate, nei tempi previsti, a richiedere la declaratoria
nazionale.
Per quanto riguarda il secondo punto dell'atto ispettivo
parlamentare in argomento, si precisa che la problematica
sollevata, oltre che essere di carattere strettamente finanziaria,
riveste connotazioni di natura normativa, in quanto relegata alle
modalità applicative del Fondo di Solidarietà Nazionale».
L'Assessore
dott. Elio D'Antrassi
INCARDONA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
risorse agricole e alimentari, premesso che:
la Regione siciliana ha realizzato un centro per le colture
protette all'interno dell'aeroporto 'Vincenzo Magliocco';
tale struttura, già da tempo ultimata dal 2007, è costata alle
casse della Regione circa 200 mila euro ma non è mai stata avviata;
considerato che:
gli interventi a sostegno degli enti di ricerca applicata in
agricoltura hanno visto un accorpamento al centro operativo di
Acireale della sezione distaccata di Vittoria dell'osservatorio per
le malattie delle piante, specializzato in attività di ricerca e
sperimentazione;
le competenze ed attività dell'agenzia Asca (analisi e servizi per
la certificazione in agricoltura) di Ispica sono state
ridimensionate e trasferite all'istituto zooprofilattico
sperimentale;
nell'azienda agricola sperimentale Don Pietro di Ragusa, che fa
parte del CO.RE.RAS., sono stati investiti circa 4,5 milioni di
euro (fra le attività rientra il progetto di selezione clonale dei
vitigni autoctoni), ma ad oggi risultano esserci difficoltà di
ordine finanziario in relazione al rinnovo dei contratti dei
tecnici, non ancora siglati;
il centro di ricerca applicata in agricoltura di contrada Perciata
non ha mai funzionato secondo quelle che erano gli scopi e le
previsioni originarie, nonostante l'immissione in ruolo di sei
tecnici avvenuta nel 2010;
per sapere quali linee di intervento la Regione abbia programmato
a sostegno dei centri di ricerca in agricoltura». (2125)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con l'atto ispettivo parlamentare 2125 del 5 ottobre
2011, l'onorevole Incardona ha richiesto notizie in ordine alle
linee di sostegno ai centri di ricerca in agricoltura.
In riferimento all'interrogazione in argomento si rappresenta che
il competente Dipartimento regionale Interventi Infrastrutturali
per l'Agricoltura ha regolarmente proseguito l'attività
sperimentale/divulgativa che ha avuto come obiettivo prioritario il
collaudo delle innovazioni e la diffusione delle conoscenze al
mondo agricolo siciliano.
Tuttavia, si precisa, che è stato necessario rivedere
l'organizzazione di alcuni centri sperimentali, nell'ottica di
rendere più efficiente e razionale l'attività svolta e, nel
contempo, contenere la spesa pubblica.
Tale approccio, peraltro, è espressamente dettato dall'attuale
indirizzo politico.
Nel caso specifico dell'Unità Operativa Specializzata Analisi e
servizi per la certificazione in agricoltura - A.S.C.A. di Ispica,
è stata avviata una collaborazione con l'Istituto Zooprofilattico,
al fine di garantire il servizio di analisi in modo continuativo e
più efficiente.
Si ricorda, infatti, che il divieto posto dalla normativa
regionale di assumere (anche a contratto), da un lato, e la forte
riduzione delle risorse finanziarie della Legge 499/99, dall'altro,
hanno compromesso lo svolgimento dell'attività in modo regolare.
Infine, appare opportuno formulare alcune precisazioni,
relativamente all'Azienda Don Pietro ed al Centro di ricerca Ibleo,
rispetto a quanto riportato nelle premesse dell'interrogazione in
oggetto.
Azienda Don Pietro di Comiso: l'attività programmata è stata
regolarmente espletata presso l'azienda Don Pietro, ivi compresa
quella relativa alla selezione clonale di vitigni autoctoni. A far
data dal 30/11/2011, i beni dell'Azienda in questione sono stati
consegnati al competente Dipartimento regionale degli Interventi
Infrastrutturali per l'Agricoltura.
Centro di ricerca Ibleo (Contrada Perciata, Comiso): è bene
precisare che non si tratta di un Ente con una propria figura
giuridica, bensì di un Centro dotato di strutture, ove vengono
svolte le attività di ricerca e sperimentazione, in partenariato
con la Provincia regionale di Ragusa e con l'Università degli studi
di Catania.
Tanto premesso vengono, qui di seguito, menzionati gli interventi
realizzati:
a) sono state ripristinate delle serre esistenti ( già realizzate
dall'Università di Catania);
b) è stato reso funzionante un laboratorio già esistente,
mediante l'acquisto di reagenti ed alcune apparecchiature
necessarie;
c) sono state realizzate nuove infrastrutture quali bancali di
coltivazione, necessarie allo svolgimento di alcune prove
sperimentali;
d) è stato ripristinato l'impianto di Susino, sede di prove
sperimentali prevista dal progetto;
e) sono stati allestiti dei campi sperimentali, completi di
raklativi impianti di irrigazione, atti alle semine parcellari di
piante biocide etc., per consentire lo svolgimento di prove
sperimentali previste dal progetto;
f) si è provveduto a realizzare un impianto di fertirrigazione
computerizzato, completo di vasca di accumulo di acqua;
g) su decisione del comitato tecnico- scientifico è stato
eseguito il livellamento di circa un ettaro di terreno, che dovrà
ospitare il primo nuovo nucleo di serre; infatti è stato già
conferito l'incarico per la realizzazione di tre serre fisse
multitunnel ed è stato pubblicato un nuovo bando, già chiuso, per
la realizzazione di un'altra serra fissa multitunnel, che dovrà
ospitare la coltivazione dei piccoli frutti».
L'Assessore
dott. Elio D'Antrassi