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Resoconto d'Aula della Seduta n. 356 di mercoledì 13 giugno 2012
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   Presidenza del presidente Cascio


   CORDARO,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta precedente.

             Sul processo verbale della seduta precedente

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ha delle osservazioni sul verbale, onorevole Mancuso?
   Questo  è  un  colpo  di  scena.  Mi  interessa  sentire  il   suo
  intervento.  Stavo per firmare il verbale ma, a  questo  punto,  mi
  fermo. Ha facoltà di parlare.

   MANCUSO.  Signor Presidente, non firmi il verbale  perché  bisogna
  chiarire  degli  aspetti che a noi non sono  chiari.  Naturalmente,
  parlo  con il combinato disposto del resoconto stenografico, da  un
  lato,  e  con il risultato della votazione di ieri. Alle 18.42,  il
  risultato della votazione dà come deputati in congedo otto persone;
  dal  verbale, risultano in congedo tre persone. Vi è  di  più:  che
  anche  l'onorevole Spampinato, che ha giurato in Aula  ed  è  stato
  dichiarato  dal Presidente presente in Aula perché  ha  giurato  e,
  quindi, poi, ha partecipato al voto, risulta in congedo.
   Il  computo  della votazione fatta ieri sera, quindi, è  nullo  in
  quanto  i  congedi  sono  tre da verbale, mentre  nel  verbale  del
  computo  della votazione sono in otto con la prova che  l'onorevole
  Spampinato,  come risulta da verbale, era presente in  Aula  e  gli
  altri colleghi che non risultano in congedo.
   La  prego,  quindi, di annullare sia la votazione di ieri  sia  il
  verbale. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, é ovvio che vale il verbale  della
  macchina,  della votazione; ovviamente, se sono stati  fatti  degli
  errori,  come  lei  fa  notare agli uffici,  lo  verificheremo  nel
  verbale e correggeremo il verbale nel senso da lei evidenziato.

   MANCUSO.   Signor  Presidente,  l'errore  non  sta  nel  resoconto
  stenografico;  sta nel verbale di votazione. E' al contrario.  Otto
  congedanti  non  ci  sono;  ce ne sono solo  tre  congedanti,  come
  risulta  da  verbale  e,  peraltro, con l'errore  macroscopico  che
  l'onorevole Spampinato risulta in congedo ma ha giurato  un  minuto
  prima ed è in Aula, come dal verbale stesso risulta.
   L'onorevole  Spampinato è presente in Aula e risulta  in  congedo;
  quindi, lei deve annullare, signor Presidente, sia la votazione  di
  ieri  sia  il  verbale di votazione, non il resoconto stenografico,
  che  è  completamente veritiero in tutte le sue parti perché,  qui,
  gli  stenografi  e  i  coadiutori addetti  lavorano  per  noi  ogni
  secondo,  per darci la situazione. Quello che hanno sbagliato,  non
  so  come,  quindi,  è  proprio  il  verbale  di  votazione  che   è
  completamente errato.

   PRESIDENTE.  Intanto  l'ho  firmato,  poi  faremo  una   verifica,
  onorevole  Mancuso,  durante la seduta e, poi, daremo  le  risposte
  all'Aula.

   MANCUSO. Quindi, il verbale non è approvato.

   PRESIDENTE.  In  questo  momento, stiamo  per  fare  le  verifiche
  rispetto  alle difformità tra il verbale e la scheda di  votazione,
  l'estratto di votazione.
   Il verbale della seduta precedente viene quindi approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art 127) sono effettuate mediante  procedimento
  elettronico.


   Presidenza del presidente Cascio


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi  gli  onorevoli
  Cimino, Colianni, Calanducci e Romano.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute, da parte  dell'Assessore
  per  le  Risorse  agricole e alimentari, le risposte  scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   N.  2124 - Notizie in ordine a presunte omissioni e/o inadempienze
  nonché  sulle misure urgenti da adottare a seguito dei gravi  danni
  causati   dagli   eventi   calamitosi  verificatisi   in   contrada
  Gianfanetto  nel territorio di Vittoria (RG) dal 28  febbraio  2011
  all'1 marzo 2011.
   Firmatario: Incardona Carmelo

   N.  2125 - Notizie sulle linee di sostegno ai centri di ricerca in
  agricoltura.
   Firmatario: Incardona Carmelo

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -  l'onorevole  Salvino Caputo, con nota prot.  n.  5206  del   12
  giugno 2012, ha chiesto di apporre la firma ai disegni di legge  n.
  904   Misure  urgenti  per la transizione alla tecnologia  digitale
  terrestre ,  e  n.  922   Disegno di legge voto  da  sottoporre  al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
  della Regione, recante  Modifiche all'articolo 17, commi 10,  11  e
  12 del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito dalla legge 3
  agosto  2009, n. 102 ed all'articolo 14 del decreto legge 31 maggio
  2010, n. 78, convertito dalla  legge 30 luglio 2010, n. 122' ;

   -  gli  onorevoli  Barbagallo Giovanni, Lentini, Panarello,  Dina,
  Beninati,  Campagna, Marziano e Rinaldi, con  nota  del  12  giugno
  2012,  acquisita al  prot. 5216 del 12 giugno 2012, hanno   chiesto
  di  apporre la firma al disegno di legge: n. 922  Disegno di  legge
  voto   da  sottoporre  al  Parlamento  della  Repubblica  ai  sensi
  dell'articolo  18  dello Statuto della Regione, recante   Modifiche
  all'articolo 17, commi 10, 11 e 12 del decreto legge 1 luglio 2009,
  n. 78, convertito dalla legge 3 agosto 2009, n. 102 ed all'articolo
  14 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla  legge
  30 luglio 2010, n. 122' ;
   - l'onorevole Salvatore Lentini, con nota prot. 5214 del 12 giugno
  2012,  ha chiesto di apporre la firma ai seguenti disegni di legge:
  n.  903   Interventi finanziari urgenti a favore  della  Fondazione
  Teatro  Massimo  di  Palermo, della Fondazione Orchestra  sinfonica
  siciliana, dell'Ente autonomo regionale Teatro Vincenzo Bellini  di
  Catania,  dell'Associazione  Ente  Teatro  di  Sicilia  Stabile  di
  Catania,   dell'Associazione  Teatro  Biondo  Stabile  di  Palermo,
  dell'Ente autonomo regionale Teatro di Messina .

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
  alla competente Commissione:

                       AFFARI  ISTITUZIONALI (I)

   - Agenzia della Regione siciliana per le erogazioni in agricoltura
  (ARSEA).   Designazione  componente  effettivo  con   funzioni   di
  Presidente del Collegio dei revisori dei conti. (n. 233/I).
   pervenuto in data 11 giugno 2012 e inviato in data 13 giugno 2012.

   -  Azienda speciale servizi alle imprese della Camera di commercio
  di  Trapani. Designazione componente effettivo e supplente in  seno
  al Collegio dei revisori. (n. 234/I).
   pervenuto in data 11 giugno 2012 e inviato in data 13 giugno 2012.

   -  Ente  regionale per il diritto allo studio universitario (ERSU)
  di Catania. Designazione Presidente. (n. 235/I).
   pervenuto in data 11 giugno 2012 e inviato in data 13 giugno 2012.

   -   Ente   parco  minerario  Floristella  Grottacalda   di   Enna.
  Designazione componenti in seno al consiglio. (n. 236/I).
   pervenuto in data 11 giugno 2012 e inviato in data 13 giugno 2012.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE. Comunico il parere reso dalla Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI  (I)

   -   Opera   Pia  Conservatorio  Santa  Rosa-Asilo  Nobile  Ceraolo
  Giuseppina Sciacca Giardina di Patti - Designazione componente  del
  consiglio di amministrazione. (n. 230/I).
   reso in data 6 giugno 2012 e inviato in data 13 giugno 2012.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2607  -  Iniziative  per impedire la  chiusura  della  sezione
  distaccata di Avola del Tribunale di Siracusa.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo
   N.  2608  -  Chiarimenti  sui  tagli  ai  finanziamenti  regionali
  all'Associazione regionale allevatori siciliani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.   2609   -  Provvedimenti  urgenti  per  il  ripristino   degli
  stanziamenti per l'erogazione del buono scuola.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari: Scoma Francesco; D'Asero Antonino

   N.  2610  -  Iniziative  urgenti a tutela dei  coltivatori  e  dei
  produttori di uva da tavola nel territorio di Mazzarrone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Economia
   Firmatario: Fiorenza Cataldo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 2607

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  a  seguito  dell'approvazione   della
  mozione   n.  365   Iniziative  a  livello  centrale  in  tema   di
  riorganizzazione della distribuzione sul territorio regionale degli
  uffici giudiziari  nella seduta d'Aula n. 355 del 12 giugno 2012, è
  da  intendersi assorbita l'interrogazione con richiesta di risposta
  orale n. 2607, testé comunicata.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


     Rinvio dello svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
                             della rubrica
                     Risorse agricole e alimentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, sul  II  punto  dell'ordine  del
  giorno:  Svolgimento,  ai  sensi  dell'art.  159,  comma   3,   del
  Regolamento  interno,  di interrogazioni e di  interpellanze  della
  rubrica  Risorse agricole e alimentari , il Presidente informa  che
  l'assessore  per  le  risorse  agricole  e  alimentari,   onorevole
  professore Francesco Aiello, ha comunicato, con nota prot. n. 35433
  del   13  giugno  2012,   che  non  potrà  essere  presente  attesi
  indifferibili impegni istituzionali.

   Pertanto lo svolgimento della rubrica è rinviato ad altra data.
   Rinvio  dello  svolgimento di interrogazioni  e  di  interpellanze
  della rubrica  Salute


   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, sul III  punto  dell'ordine  del
  giorno:  Svolgimento,  ai  sensi  dell'art.  159,  comma   3,   del
  Regolamento  interno,  di interrogazioni e di  interpellanze  della
  rubrica   Salute ,  il Presidente dà lettura della  nota  prot.  n.
  47887  del  13  giugno 2012, protocollata in pari  data  al  numero
  5218/AULAPG, dell'Assessore per la salute, dottor Massimo Russo:

   «Gent. On.le Presidente,
   spiace comunicare che anche oggi non sarà possibile prendere parte
  alla  seduta  odierna dell'Assemblea regionale nella quale  avrebbe
  dovuto  svolgersi la discussione di alcune interrogazioni e di  una
  interpellanza relative alla rubrica  salute', perché  già  da  ieri
  fuori sede per impegni precedentemente assunti non procrastinabili.
   Al  proposito,  duole  dover ancora una volta  verificare  che  la
  predisposizione  e la comunicazione dell'Ordine  del  giorno  nella
  stessa  giornata  della  riunione d'Aula collide  con  la  efficace
  programmazione  dei propri impegni settimanali, soprattutto  quando
  questi hanno luogo al di fuori della Sicilia e nell'espletamento di
  incarichi istituzionali.
   Si  chiede,  pertanto, di rinviare ad altra  data  la  trattazione
  della  rubrica  Salute', comunicando con congruo anticipo la  nuova
  seduta a ciò dedicata.

                                                          L'Assessore
                                                 Dott. Massimo Russo»

   Pertanto lo svolgimento della rubrica è rinviato ad altra data.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  assessore,  spero che nessuno dei colleghi abbia la  faccia  tosta,
  oggi,  di giustificare l'assessore Russo. Altre volte, qualcuno  ha
  avuto   questo   coraggio,  soprattutto  dai  banchi   dell'estrema
  sinistra, perché ha ritenuto che il comportamento di un uomo che si
  ritiene   legibus  solutus, cioè l'assessore Russo  è  convinto  di
  essere al di sopra  delle leggi e, caro rappresentante del Governo,
  ciò non è consentito a nessuno.
   Non  è  la  prima volta che l'assessore Russo non si  presenta  in
  Aula.
   L'assessore Russo è un cronico assente in quest'Aula perché  è  un
  assessore  che  non  ha  quasi  mai  risposto  alle  interrogazioni
  parlamentari che sono state poste al suo assessorato; è  stato  già
  censurato una prima volta.
   Credo   che  lei,  signor  Presidente,  debba  mettere  nuovamente
  all'ordine   del  giorno  una  censura  di  un  assessore   che   è
  assolutamente  assente, che non si presenta in Aula perché  non  ha
  risposte  da dare, perché cerca solo ed esclusivamente,  attraverso
  un'abile campagna  elettorale, di dare l'impressione di una  sanità
  che  non  è. Queste ventilate riforme, questi atteggiamenti farisei
  che  egli  tiene, questa voglia di dare lezioni dal punto di  vista
  morale  a  tutti  si  sposano  con un  comportamento  assolutamente
  insopportabile.
   Signor  Presidente,  lei  ha davanti  a  se  un'unica  strada   da
  percorrere: deve fare rispettare questa Assemblea e l'Assemblea  si
  rispetta costringendo l'assessore Russo a venire in Aula.
   Le  chiedo,  da  oggi e fin quando l'Aula sarà ancora  in  carica,
  tutti  i  giorni,  di  mettere all'ordine del giorno  le   risposte
  dell'assessore  Russo. Vediamo quando Sua Santità sarà  disposto  a
  venire in Aula e a confrontarsi con noi miseri mortali.
   Noi  non possiamo assolutamente tornare nei nostri collegi,  nelle
  nostre  province,  senza  essere  in  grado  di  dare  risposte  ai
  cittadini.
   Quando presentiamo una interrogazione, non lo facciamo perché  non
  abbiamo  altro  da  fare;  lo facciamo  perché  ci  sono  interessi
  legittimi  da  parte  dei  cittadini  che  sono  stati   messi   in
  discussione.  E  sono stati messi in discussione da un  assessorato
  che,  in questi quattro anni, ha fatto clientela dal momento stesso
  in  cui  sono stati nominati i direttori generali e, poi, via  via,
  tutti  gli  uomini  che fanno parte del suo  gabinetto  e  del  suo
  assessorato  e  tutti  coloro i quali  sono  andati  in  seguito  a
  ricoprire ruoli apicali nelle varie ASP.
   Per   questo  motivo,  signor  Presidente,  rigettando  tutte   le
  considerazioni di ordine morale che l'assessore Russo  fa  tutti  i
  giorni sui giornali, lo invitiamo a venire in Aula e a rispondere.
   Se  non  ha  tempo per rispondere ai legittimi rappresentanti  del
  popolo, se non ha come fare per rispondere a queste sollecitazioni,
  quasi  quotidiane,  che  gli  arrivano d'oltre  Stretto,  abbia  la
  dignità di dimettersi e di andare a casa perché non può pensare  di
  fare  l'assessore  di  questa Regione  senza  confrontarsi  con  il
  popolo, senza confrontarsi con i rappresentanti del popolo.
   E' veramente insopportabile e inqualificabile il comportamento che
  questo  assessore continua a tenere, senza considerare  che  questa
  giornata  sta  costando a tutti i siciliani, a tutti  i  siciliani,
  molto  in  termini di natura economica perché stiamo  bloccando  un
  Parlamento che non lavorerà, che non farà nulla perché sapeva  che,
  oggi, avrebbe risposto l'assessore.
   Non   vorrei   che  l'assessore  Aiello,  anche  lui,   inizi   ad
  intraprendere questo percorso.
   Anche  nei confronti dell'assessore Aiello bisogna intervenire  in
  maniera  dura,  pesante, e spiegare che l'attività in  Aula  ha  la
  precedenza su qualsiasi altro tipo di attività. Non è possibile che
  facciano  tanto per fare gli assessori e poi l'unica cosa che  sono
  disposti  a fare è quella di andare oltre lo Stretto senza  portare
  alcun   risultato  concreto  per  la  Sicilia  e  sottrarsi   quasi
  quotidianamente al confronto con il Parlamento.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  intendo
  andare  a  fondo, come qualche collega dice, perché  ormai  abbiamo
  raggiunto  il fondo, quindi, non penso di andare oltre. Intervengo,
  però, sulla vicenda che ho sentito.
   Signor  Presidente,  capisco che la nota trasmessa  dall'assessore
  Russo  la metta in imbarazzo perché mi verrebbe da dire  ma allora,
  l'assessore  Russo,  forse,  sarebbe il  caso  che  convocasse  lui
  l'Aula   visto  che, giustamente, a due richieste  di  convocazione
  sulla  materia respinge sempre la sua presenza. Allora, ce lo  dica
  lui  quando ha il piacere di venire e se l'Aula lo accoglie  saremo
  tutti qui presenti ad ascoltarlo.
   Credo,  infatti, che ormai la situazione abbia superato i  limiti.
  Colgo l'occasione, signor Presidente, e valuti lei se questo si può
  fare, poiché c'è una legge che dovremmo, penso se si voterà o  meno
  lo  dirà  il  Parlamento, avevo presentato tempo fa un  ordine  del
  giorno  proprio sulla materia  salute , su un problema molto serio,
  degli accorpamenti dei laboratori esterni.
   Annunzio  fin  da  adesso  che con tutti i colleghi,  all'unisono,
  abbiamo  depositato  anche un emendamento in  seconda  Commissione,
  dove  vogliamo  che  non  si continui a  non  fare  rispettare  sui
  territori la libertà di scelta dei laboratori.
   Allora,  siccome  proprio  su  questa  materia,  se  ci   sono   i
  presupposti, se si voterà questo testo, se c'è qualunque motivo per
  poter riscrivere quell'ordine del giorno che è stato depositato  da
  me  e  da  tanti altri colleghi che sarebbe il caso di discutere  -
  perché  mi  risulta  che, in questi giorni, l'assessore  Russo,  in
  dispregio assoluto di quanto la VI Commissione lo aveva invitato  a
  fare,  sta provvedendo alla pubblicazione del decreto - ,   siccome
  l'ordine del giorno voleva bloccare questa fattispecie, se ci  sono
  i  presupposti,  se  lei  lo  riterrà  opportuno,  di  metterlo  in
  discussone  anche  senza  l'assessore Russo.  Non  era  importante,
  infatti,  la  sua presenza, visto che non viene. Ma  almeno  questa
  Assemblea  possa dare qualche segnale a questo assessore  che  devo
  dire  del  Parlamento ne fa un uso molto, molto indecoroso  e  devo
  dire  non lo merita nessuno dei deputati qui presenti e lei, signor
  Presidente,  capisco  l'imbarazzo,  però,  a  questo   punto,   che
  l'assessore Russo ci dica lui che avrà il piacere di venire  e  noi
  accoglieremo con molta ansia questa sua determinazione.

   PRESIDENTE.  Ovviamente,  non  mi sento  di  biasimare  le  giuste
  lamentele  dei  parlamentari. La Presidenza fa  tutto.  L'assessore
  Russo  è stato avvertito abbondantemente in anticipo rispetto  alle
  sedute d'Aula.
   Evidentemente ritiene gli altri impegni più importanti  di  quelli
  parlamentari.

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, fatemi svolgere  il
  ruolo, atteso il mio noviziato.
   Credo che ci sia stata un po' di esasperazione nei toni.
   Signor  Presidente, ho già esordito, ieri, dando il  parere  sulla
  mozione  che abbiamo condiviso, come rappresentante del Governo,  e
  abbiamo  anche  dato la disponibilità, insieme alla presidenza  del
  Governo e ai Gruppi parlamentari, di farci carico di promuovere  il
  tavolo con il Governo per trattare il tema oggetto dell'ordine  del
  giorno di ieri.

                          (Proteste in Aula)

   Mi  stavo  semplicemente permettendo, visto  che  non  sono  stato
  presente  nei quattro anni precedenti, di immaginare che sia  molto
  semplice  concordare  insieme all'assessore  Russo  un  giorno  per
  trattare  la  sua  rubrica. Non credo che si  sottrarrà.  Mi  posso
  illudere che sia così?
   Che  in un Paese normale ci sia la buona volontà. Considerato  che
  sono  appena arrivato, mi permettete di illudermi che in  un  Paese
  normale sia possibile concordare tra il Governo ed il Parlamento un
  momento in cui si possa discutere un tema fondamentale come  quello
  della  sanità?  Non levatemi questo sogno, datemi  l'illusione  che
  anche  noi  viviamo  in  un  Paese  normale,  fermo  restando  che,
  onorevole Vinciullo, mi permetto di dire che all'ordine del  giorno
  dei   lavori   di  questo  Parlamento  ci  sono  altri   importanti
  provvedimenti  che  possono essere presi e, sicuramente,  non  sarà
  l'assessore  Russo  o  la  sua mancanza a bloccare  l'attività  del
  Parlamento, se ce n'è la volontà.

   PRESIDENTE.  Apprezziamo  la sua difficile  difesa  d'ufficio  ma,
  assessore, le assicuro non c'è accanimento da parte di nessuno  nei
  confronti  dell'assessore  per  la salute  che,  purtroppo,  ahimè,
  costantemente, diserta i lavori del Parlamento da ben quattro anni.
  Non  si  avventuri  in difese impossibili. E'  un  consiglio;  poi,
  ovviamente, lei può fare quello che vuole.


   Presidenza del presidente Cascio


   Discussione del disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento
    della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della
   Regione recante 'Modifiche all'articolo 17, commi 10, 11 e 12 del
  decreto legge 1 luglio 2009, convertito con legge 3 agosto 2009, n.
    102 ed all'articolo 14 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78
       convertito con legge 30 luglio 2010, n. 122.  (n. 922/A)
   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  all'ordine   del   giorno:
   Discussione del disegno di legge voto da sottoporre al  Parlamento
  della  Repubblica  ai  sensi dell'articolo 18 dello  Statuto  della
  Regione recante 'Modifiche all'articolo 17, commi 10, 11 e  12  del
  decreto legge 1 luglio 2009, convertito con legge 3 agosto 2009, n.
  102  ed  all'articolo 14 del decreto legge 31 maggio  2010,  n.  78
  convertito con legge 30 luglio 2010, n. 122 .  (n. 922/A).
   Invito   i   componenti  la  V  Commissione   a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà  di  parlare il vicepresidente e  relatore,  onorevole
  Lentini, per svolgere la relazione.

   LENTINI,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, questo disegno di legge voto ha  la
  speranza   di  raggiungere,  nella  bontà  dei  colleghi   deputati
  nazionali, questo obiettivo, perché con questa legge voto andiamo a
  modificare  alcuni  articoli, che sono  veramente  di  fondamentale
  interesse riguardo il precariato.
   Ci  rivolgiamo  in questo momento, per capirci, ai  precari  della
  legge 85/95, ai precari della legge 21/2003, ai precari della legge
  16/2006.  Il problema è abbastanza annoso perché questi  lavoratori
  da tantissimi anni non possono accedere a mutui, a finanziamenti  e
  non possono partecipare neanche alla vita attiva della famiglia che
  è  di  fondamentale  importanza. I figli di  questo  precariato  ne
  piangono ogni giorno le conseguenze.
   Questo  disegno  di  legge  prevede la  proroga  per  il  prossimo
  triennio,  dal  2012  al  2014,  della  normativa  nazionale  sopra
  richiamata,  articolo 17 commi 10, 11 e 12 del decreto  legislativo
  dell'1   luglio  2009,  n.  78,  che ha  stabilito  i  percorsi  di
  stabilizzazione.
   Al   contempo,  si  chiede  al  Parlamento  nazionale  di   volere
  rimuovere,  ai  fini  delle stesse stabilizzazioni,  alcuni  limiti
  imposti  dai  principi generali e dai vincoli di  finanza  pubblica
  evidenziati  anche  dalla Corte dei Conti in sede  di  applicazione
  della legge regionale 29 dicembre 2010, n. 24.
   In  particolare, viene previsto che la disposizione del  comma  7,
  dell'articolo  76  del  decreto  legge  25  giugno  2008,  n.  112,
  convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ai sensi della  quale
  è  fatto  divieto agli enti nei quali l'incidenza  delle  spese  di
  personale  è pari o superiore al 40 per cento delle spese  correnti
  di procedere all'assunzione di personale a qualsiasi titolo e a con
  qualsivoglia  tipologia contrattuale e che  restanti  enti  possono
  procedere,   invece,   all'assunzione   di   personale   a    tempo
  indeterminato  nel  limite massimo del 20 per cento  corrispondente
  alle  cessazioni dell'anno precedente. Non si applica  ai  processi
  assunzionali   effettuati  secondo  le  richiamate   procedure   di
  stabilizzazione  e  alle proroghe dei rapporti di  lavoro  a  tempo
  determinato.
   Viene  così stabilita, in altre parole, la non computabilità delle
  stabilizzazioni effettuate ai fini del rispetto dei limiti  di  cui
  all'articolo 76.
   Per il resto, mi rimetto al testo.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per un chiarimento che può servire anche alla comunicazione esterna
  sulla  legge voto di cui stiamo parlando, perché sono convinto  che
  domani  nel resoconto dei lavori d'Aula spunterà di nuovo la  legge
  per stabilizzare i 22 mila precari della Regione.
   Vorrei  chiarire  invece che, anche a seguito della  conferma  che
  abbiamo avuto in V Commissione nell'audizione con l'Assessore  e  i
  dirigenti del settore, questa platea si è ormai ridotta a  18  mila
  che  non sono pochissimi, ma sono 4 mila in meno dei 22 mila di cui
  si   parla  sempre.  Lo  dico  anche  a  merito  di  tutte   quelle
  Amministrazioni  che  in  questi anni  hanno  utilizzato  prima  la
  cosiddetta legge Prodi cosiddetta e poi la scadenza del 31 dicembre
  2011 per procedere alla stabilizzazione.
   Ci sono cioè 4 mila persone che, vero è che hanno subìto una sorte
  di  declassamento dalle mansioni che svolgevano alla fascia  B,  ma
  hanno avuto in cambio la stabilizzazione ed il rapporto di lavoro a
  tempo indeterminato.
   Anche  per chiarire qual è la platea e che non c'è soggetto  altro
  rispetto agli ex 22 mila precari, attualmente la platea dei precari
  per cui questa legge viene fatta è composta da poco meno di 18 mila
  persone.
   Lo dico perché non è da poco, nel rapporto con l'esterno, chiarire
  che  uno  sforzo  soprattutto le Amministrazioni  locali  lo  hanno
  fatto. Lo dico anche perché, in particolare, questo sforzo è  stato
  fatto  nella mia provincia, dove rimangono solo alcuni  comuni  con
  una  platea  di  lavoratori precari, mentre  la  gran  parte  delle
  Amministrazioni locali ha proceduto alla stabilizzazione.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor presidente, onorevole Assessore, un solo consiglio,
  Assessore:  lei  ha  rischiato di esordire male  perché  ha  difeso
  l'indifendibile. Quindi, la vorrei invitare - è un consiglio  e  lo
  prenda  in  modo affettuoso da collega parlamentare - di essere  un
  po'  più  cauto nel difendere chi ha dimostrato in questi  anni  di
  avere continuamente offeso l'Aula.
   Su  questa  vicenda del disegno di legge voto, io  devo  dire  che
  arriva   in   Aula  grazie  esclusivamente  al  lavoro   di   tanti
  parlamentari che hanno preso veramente a cuore - è il caso di dirlo
  - la vicenda dei lavoratori precari siciliani.
   Se  oggi arriviamo ad una iniziativa che, indubbiamente, ha la sua
  valenza,  ma che sappiamo tutti che se non è seguita a  Roma,  come
  dovrebbe essere, rischiamo di produrre una legge voto che non  avrà
  alcun  risultato,  perché  se questo disegno  di  legge,  che  oggi
  diventa  legge  della Regione e che si appresta a  diventare  legge
  dello  Stato,  non diventa tale entro il 31 dicembre di  quest'anno
  noi   possiamo   celebrare  il  funerale,  dal   punto   di   vista
  occupazionale,  di circa 18-19 mila lavoratori precari  degli  Enti
  locali  che, com'è noto, il 31 dicembre dovranno essere avviati  al
  licenziamento  dagli Enti di appartenenza e dagli Enti  in  cui  si
  trovano a lavorare.
   Se  questo disegno di legge arriva in Parlamento, arriva grazie ai
  parlamentari  e non certamente all'azione di un Governo  che  si  è
  totalmente  disinteressato  del futuro dei  lavoratori  degli  enti
  locali che sono in regimi di precariato.
   Se fosse stato per questo Governo, onorevole assessore pro-tempore
  appena  arrivato in Aula a ricoprire questa carica, in  termini  di
  responsabilità oggettiva e non temporale, debbo dirle che se  fosse
  stato  per  lei  o per i suoi predecessori o per il  Presidente  di
  questa  Regione, ormai prossimo ad andare a casa,  per  fortuna  di
  tutti  i  5  milioni di siciliani, questi lavoratori sarebbero  già
  pronti  con  le valigie perché non c'è stata nessuna iniziativa  di
  questo Governo finalizzata a tutelare 19 mila persone. E se andiamo
  ad  elencare  i  tanti atti ispettivi, gli ordini  del  giorno,  le
  mozioni approvate da questo Parlamento finalizzate, mi fermo perché
  non voglio disturbare l'Assessore che sta lavorando per la Sicilia

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Senza ironia, ma è proprio così

   CAPUTO.  Nessuna  ironia, solo un atto di rispetto,  se  parla  al
  telefono io mi fermo.
   Volevo  dire che grazie alla sensibilità di parlamentari  di  ogni
  schieramento  politico che hanno apposto la firma a questo  disegno
  di  legge  e a cui hanno creduto fin dall'inizio, tant'è che  hanno
  costituito un intergruppo parlamentare composto da parlamentari  di
  tutti  i  Gruppi politici proprio per focalizzare l'attenzione  del
  Parlamento su questo disegno di legge.
   Voglio   ringraziare  il  vicepresidente  della   V   Commissione,
  onorevole  Lentini,  che  con grande sensibilità  ha  impresso  una
  velocità particolare a questo disegno di legge.
   Ciò   dimostra  che  questo  Parlamento,  ancora  una  volta,   si
  sostituisce ad un Governo assente, latitante e prossimo al  congedo
  definitivo.
   Mi  auguro  che il voto di quest'Aula arrivi presto e che  ci  sia
  un'attenzione  da  parte del Parlamento - e  ripeto  da  parte  del
  Parlamento  perché il Governo sicuramente non lo farà - affinché il
  Parlamento  nazionale debba trasformare in legge questo disegno  di
  legge voto.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Assessore, l'onorevole Caputo si è fatto un po' trascinare nel  suo
  intervento  e  ha  detto  che  tutti i  siciliani  ce  l'hanno  con
  Lombardo. A dire il vero qualche dozzina di siciliani vogliono bene
  a  Lombardo; stiamo parlando di coloro i quali in questi anni,  per
  tanto tempo, hanno avuto incarichi di varia natura e di conseguenza
  questi  si  augurano  che Lombardo possa durare  quanto  più  tempo
  possibile.
   Al  di là della battuta, credo, signor Presidente, parlo a nome di
  tutto il Gruppo parlamentare del PDL, che oggi velocemente dobbiamo
  passare  all'approvazione  di  questo  disegno  di  legge  voto  da
  sottoporre  al  Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'articolo
  18 dello Statuto.
   L'onorevole Marziano ha detto bene nel suo intervento, non è  vero
  che ci troviamo di fronte a 22 mila precari, stiamo parlando di  un
  numero  ridotto cioè di 17.965 precari e per coloro  i  quali   non
  sono oggi stabilizzati la responsabilità  non è di questa Assemblea
  che  aveva  dato  a  tutti  gli  enti  locali  la  possibilità   di
  stabilizzare  e  di  evitare che oggi i precari  si  trovassero  in
  questa situazione veramente sgradevole e difficile.
   Abbiamo  approvato  una  legge, abbiamo  dato  la  possibilità  ai
  comuni, alle province, di stabilizzarli; alcune province - in  modo
  particolare,  la  mia  -  il  comune  di  Siracusa,  la   provincia
  regionale,  tanti grossi comuni hanno provveduto a stabilizzare  il
  personale.
   Le  responsabilità  oggi sono di chi, in questi  anni,  non  aveva
  creduto alla legge voluta dal Parlamento regionale ed oggi si trova
  nella  necessità  di  dovere  invocare,  da  parte  del  Parlamento
  nazionale,  la  possibilità che le parole  nel triennio  2010-2012'
  siano  sostituite dalle parole  nel triennio 2012-2014', altrimenti
  noi  ci troveremmo, al 31 dicembre di quest'anno, con quasi 18 mila
  lavoratori  che  lavorano  da  anni,  perché  stiamo  parlando  dei
  lavoratori  impegnati con la legge 85/95, la 21/93, la  16/06,  che
  non avrebbero più cosa fare.
   Chiedo,  a  nome del Gruppo del PDL, dal momento che si tratta  di
  una  legge  voto,  di passare oggi stesso - se  fosse  possibile  -
  all'approvazione della legge senza appesantirla con emendamenti che
  nulla hanno a che fare con la legge voto.
   Noi,  in  buona  sostanza,  ci  stiamo  rivolgendo  al  Parlamento
  nazionale  che  ha potestà assoluta su questa materia  affinché  si
  renda  conto che, non una nuova platea, ma sempre la stessa  platea
  di  lavoratori  dal '95 ad oggi ha la necessità di poter  vedere  i
  propri contratti rinnovati per altri tre anni.
   Che   senso   ha  appesantire  questo  provvedimento   con   altri
  emendamenti?  Ritengo,  invece,  che  il  lavoro  svolto  dalla   V
  Commissione, il lavoro che è stato svolto dal Presidente e relatore
  della  V  Commissione sia un lavoro che può andare bene  e,  quindi
  ,deve  essere immediatamente sottoposto all'approvazione  da  parte
  del Parlamento.
   Non perdiamo altro tempo su questa vicenda, già troppo tempo si  è
  perso.  Facciamo  in modo che la legge possa essere  immediatamente
  questa  sera  stessa  approvata in maniera  tale  da  poter  essere
  inviata al Parlamento nazionale per i provvedimenti che la Camera e
  il Senato riterranno opportuni e - aggiungo - necessari prendere  a
  tutela di 18 mila lavoratori.

   PRESIDENTE.  Non avendo alcun altro deputato chiesto  di  parlare,
  dichiaro  chiusa  la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.

   1.  All'articolo 17, comma 10, del decreto legge l luglio 2009, n.
  78,  convertito  con  legge 3 agosto 2009, n. 102,  le  parole  nel
  triennio 2010-2012' sono sostituite con le parole nel triennio 2012-
  2014'.

   2.  All'articolo 17, comma 11, del decreto legge 1 luglio 2009, n.
  78,  convertito  con  legge 3 agosto 2009, n. 102,  le  parole  nel
  triennio 2010-2012' sono sostituite con le parole nel triennio 2012-
  2014'.

   3.  All'articolo 17, comma 12, del decreto legge l luglio 2009, n.
  78,  convertito con modificazioni con legge 3 agosto 2009, n.  102,
  le parole nel triennio 2010-2012' sono sostituite con le parole nel
  triennio 2012-2014' e le parole non oltre il 31 dicembre 2012'  con
  le parole non oltre il 31 dicembre 2014'.

   4.  All'articolo  14, comma 24 ter, del decreto  legge  31  maggio
  2010,  n.  78,  convertito  con legge 30  luglio  2010,  n.  122  e
  successive modifiche ed integrazioni, le parole 'al comma  9'  sono
  sostituite  con le seguenti 'all'articolo 76, comma 7, del  decreto
  legge  25 giugno 2008, n. 112, convertito con legge 6 agosto  2008,
  n.   133   e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  e  di   cui
  all'articolo l, comma 557, della legge 27 dicembre 2006, n.  296  e
  successive modifiche ed integrazioni,'.

   5.  All'articolo  14,  del decreto legge 31 maggio  2010,  n.  78,
  convertito con legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive  modifiche
  ed integrazioni, è aggiunto il seguente comma:

   24  quater. Le disposizioni di cui all'articolo 76, comma  7,  del
  decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con legge 6 agosto
  2008,  n.  133  e  successive modifiche  ed  integrazioni,  non  si
  applicano, altresì, ai processi assunzionali effettuati dagli  enti
  di  cui al comma 24 bis secondo le procedure di cui ai commi 10, 11
  e  12  dell'articolo  17 del decreto legge 1 luglio  2009,  n.  78,
  convertito  con legge 3 agosto 2009, n. 102 e successive  modifiche
  ed integrazioni.'».

   Comunico  che sono stati presentati, dagli onorevoli  Cracolici  e
  Galvagno, gli emendamenti 1.1 e 1.2.
   Si passa all'emendamento 1.1. Ne do lettura:
   «All'art.  1,  comma  4,  alla  fine  del  terzo  rigo,  dopo   7'
  aggiungere  e 4'».

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  il  tema  che  è
  trattato  oggi dall'Assemblea regionale siciliana è di  particolare
  importanza. Mi volevo rifare all'intervento dell'onorevole Caputo e
  di chi, all'interno dell'Assemblea, la pensa in questa maniera.
   Quello che oggi si consuma qua è un passaggio di un percorso che è
  complesso,  lungo  e  delicato e se possiamo  sperare  di  ottenere
  qualche  risultato  su  questo  tema  particolarmente  complesso  e
  delicato, lo possiamo ottenere se c'è una unità di intenti da parte
  del  Governo  e  da  parte del Parlamento, oltre  che  delle  parti
  sociali e oltre di chi rappresenta il Governo del territorio.
   Il  Governo  non  credo sia stato assente, tanto  è  vero  che  la
  formulazione che va oggi in discussione dell'emendamento  è  frutto
  di   una  collaborazione  tra  gli  uffici,  non  parliamo  nemmeno
  dell'Assessore,   ma   degli   uffici  dell'Assessorato   e   della
  Commissione.
   Il  Governo non è assente perché ha partecipato a tutti i  momenti
  in  cui si è potuto procedere a cercare di trovare l'intesa  di  un
  percorso  che  dovrà  vedere ancora dei passaggi  fondamentali  che
  saranno  quelli  del  confronto tra  forze  politiche  regionali  e
  Governo della nazione.
   Soltanto se c'è, e io credo che ci spossa essere, un'intesa tra le
  forze politiche rappresentate all'interno dell'Assemblea regionale,
  il Governo della Regione e le altre forze sociali, i rappresentanti
  degli  enti  locali,  si  potrà  sperare  di  ottenere  un  qualche
  risultato.
   Mi  permetto, rivolgendomi ed entrando nel  tema degli emendamenti
  presentati,  di  proporre - ma credo lo abbia proposto  l'onorevole
  Vinciullo   -   di   immaginare   un'approvazione   dello    schema
  semplicemente  così  come  presentato,  per  un  semplice   motivo,
  onorevole  Galvagno e onorevole Leontini che avete  presentato  gli
  emendamenti sull'articolo 1.
   Una   delle   condizioni  necessarie  per  potere  immaginare   la
  stabilizzazione  dei  precari è quella del rispetto  del  patto  di
  stabilità.
   L'emendamento che noi proponiamo al Parlamento nazionale non mette
  in  discussione questo principio. L'unica  cosa di cui cerchiamo di
  ottenere  oltre  la  proroga affinché  non  ci  sia,  comunque,  un
  percorso  finalizzato soltanto alla proroga,  anche  la  deroga  al
  cosiddetto  turnover, ovvero all'incidenza del costo del  personale
  sulle  spese  correnti ed immaginiamo, altresì, di  poter  fare  la
  stessa  cosa  per la trasformazione dei contratti, ma tutto  questo
  non intacca il patto di stabilità.
   Quindi,  iniziare  a  parlare  di patto  di  deroga  al  patto  di
  stabilità  potrebbe  creare,  secondo me,  un  indebolimento  della
  proposta che - torno a ripetere è un suggerimento - secondo  me  va
  fatta così come è stata presentata dalla Commissione.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non so  se  il
  Governo è stato o meno latitante, non sta a me deciderlo, ma vorrei
  che  qui,  onorevole Assessore,  avessimo ben chiaro  il  problema.
  Lei si occupa del problema da poco

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Lo abbiamo studiato.

    GALVAGNO. E allora,  lo studiamo insieme. La data del 31 dicembre
  è  il  limite  massimo  posto  dal  legislatore  nazionale  per  la
  stabilizzazione dei rapporti con i precari. Noi cosa  facciamo  con
  il  disegno di legge voto? Chiediamo di prorogare questo termine al
  2014 per avere il tempo di fare questa stabilizzazione.
   Ed allora, delle due l'una: o questa è una manovra per illudere  i
  precari  che  in  ogni  caso il 31 dicembre, rebus  sic  stantibus,
  saranno a casa oppure dobbiamo derogare al patto di stabilità.  Nel
  momento  in  cui  si  proroga il termine ma non  possiamo  fare  le
  stabilizzazioni  perché oltre il 70 per cento dei  comuni  e  delle
  province in Sicilia ha sforato il 50 per cento della spesa  per  il
  personale,  rammento per esempio che Messina è  al  67  per  cento,
  Enna  è  al 68 per cento e così si seguito,  almeno tre quarti  dei
  comuni  in  Sicilia,  purtroppo, con la spesa dei  precari  che  va
  computata  così  come  la  Corte dei  Conti,  fra  l'altro,  ci  ha
  richiamato  in  questi giorni sull'argomento, non abbiamo  concluso
  nulla,  abbiamo solo illuso la gente  O c'è la deroga sul patto  di
  stabilità  o non vale neanche proporre ed approvare il  disegno  di
  legge.
   Per quanto riguarda l'emendamento A.1 che riguarda le scuole degli
  enti locali, io le rammento che ci sono tantissimi enti locali  che
  hanno scuole paritarie. Un esempio per tutti: Liceo linguistico  di
  Palermo,  Liceo  linguistico  di Enna,  Conservatorio  musicale  di
  Caltanissetta, sono i primi che mi vengono in mente. Quindi, se non
  c'è  la  deroga non abbiamo fatto niente, abbiamo fatto una manovra
  elettorale per il voto di ottobre o, come credo, di marzo dell'anno
  prossimo.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il testo  non  è
  sicuramente  risolutivo,  ma è il primo passo  per  affrontare  una
  questione complessa che questo Parlamento ha affrontato e che  sarà
  chiamato ad affrontare ancora, perché penso che avviare oggi questo
  percorso  aiuterà, in qualche modo, a derogare alle norme nazionali
  che sostanzialmente impediscono la stabilizzazione.
   Però  il  testo,  pur comprendendo le preoccupazioni  del  collega
  Galvagno, avvia un percorso che diventa necessario, ma che, se  non
  è accompagnato dall'approvazione di una norma che sposta il termine
  della   24  dal 31 dicembre 2012 al 31 dicembre 2013, in attesa  di
  effettuare  la  ricognizione, ente per  ente,  del  fabbisogno  del
  personale,  noi rischiamo che al 31 dicembre il problema  si  porrà
  nella  sua  crudezza e nella crudeltà nei confronti dei  lavoratori
  che non potranno avere rinnovato il contratto.
   Per cui, chiedo all'Assessore un impegno suppletivo nel potere,  o
  con  il  disegno di legge n. 900 o con un altro disegno  di  legge,
  focalizzare l'attenzione sulla necessità di spostare il termine del
  31  dicembre  2012 al 31 dicembre 2013, perché in  questo  momento,
  anche  rispetto  alle  disposizioni normative nazionali,  gli  enti
  locali in particolare stanno facendo la ricognizione del fabbisogno
  del personale non rispetto alle dotazioni organiche complessive, ma
  area per area di ogni singolo ente.
   Quindi,  dovremmo trovare il modo e la maniera -  e  questo  è  un
  impegno  che  deve  assumere principalmente  il  Governo  e  quindi
  l'Assessore oggi presente in Aula - di consentire quella trattativa
  necessaria,  a partire da oggi, con il Parlamento nazionale  perché
  possano  essere  derogate tutte quelle norme che,  sostanzialmente,
  poi  vanificherebbero qualunque tentativo di stabilizzazione se non
  con  una deroga generale sia alle questioni del patto di stabilità,
  sia  alle  questioni  del costo del personale, sia  alle  questioni
  relative  alle  dotazioni organiche, sia le questioni  relative  al
  fabbisogno,  sia  un altro elemento, che secondo  me  va  posto  in
  essere, le decisioni della Corte Costituzionale e gli stessi pareri
  della Corte Costituzionale per quanto riguarda la categoria C e  la
  categoria  D, ma anche quello che di recente ha scritto il  giudice
  contabile,  la  Corte  dei Conti, cioè la difficoltà  di  procedere
  esattamente  come ha proceduto la Regione nello stabilizzare  4.200
  lavoratori di categoria A e di categoria B.
   Quindi,  Assessore, credo che lei abbia davanti qual è la  vicenda
  che  rischia  semplicemente  di farci  indignare  tutti,  di  farci
  lanciare  appelli  di disperazione, ma ritengo che  se  non  lo  si
  affronti  organicamente  rispetto  al  quadro  normativo   e   alla
  complessità  della  vicenda  - ed oggi  io  credo  che  sarà  utile
  approvare questo testo - si rischia di arrivare alla fine di questa
  legislatura  che  si  chiuderà in anticipo  senza  che  ci  sia  un
  interlocutore e, soprattutto, considerando che il Ministro  Fornero
  è  già impegnata a polemizzare con l'INPS sul numero degli esodati,
  19 mila persone sono poca cosa rispetto alle migliaia e migliaia di
  lavoratori cosiddetti esodati.
   Quindi,  caro  Assessore, una grande attenzione  e  alla  fine  mi
  permetto  suggerirle un incontro con tutti i parlamentari siciliani
  di  Camera e Senato i quali si possano fare carico di una  riunione
  congiunta  della Commissione  Lavoro  al Senato e alla  Camera  per
  predisporre  il  testo indispensabile perché  solo  con  una  norma
  nazionale  o  il  recepimento del testo di oggi si  può  avviare  a
  soluzione  una  questione  che non può  essere  trattata  come  una
  semplice stabilizzazione, è qualcosa di più.
   Serve  una  deroga complessiva ad una platea enorme di persone  di
  lavoratori,  oggi  contrattualizzati ma a termine,  che  in  realtà
  rischiano tantissimo.
   Quindi,  la pregherei, Assessore, oltre a seguire attentamente  il
  testo  di  oggi, di fare in modo che dalla vicenda  si  esca  fuori
  dall'indignazione,  dalla  protesta,  dalla  consapevolezza   della
  gravità e si passi ad una fase di una proposta che abbia a che fare
  con il quadro normativo attuale che è complesso e complicato.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, vorrei invitare i colleghi a  tenere
  conto  delle finalità di questa legge che stiamo approvando  che  -
  vorrei  ricordare - è frutto di un'iniziativa dell'intergruppo  sui
  temi  del lavoro ai quali hanno partecipato diversi colleghi  ed  è
  stata  poi approfondita nella Commissione di merito e vuole tentare
  di  indicare al Parlamento nazionale una strada che, senza  mettere
  in  discussione  il  patto di stabilità  che  io  non  capisco,  mi
  dispiace  che l'onorevole Galvagno abbia usato i termini di   presa
  in  giro ,  sarebbe  singolare  che ci  fosse  qualcuno  che  vuole
  prendere in giro i precari. Mi sembra un'espressione fuori luogo.
   Si è valutato con gli uffici - come ha ricordato l'assessore - non
  con  il Governo, con gli uffici competenti, che hanno pure contatti
  con il Governo nazionale su questa materia, di indicare un percorso
  che  consenta,  senza  la deroga al Patto di stabilità,   che  allo
  stato, come voi sapete, anche per questioni meno significative,   è
  irrinunciabile per il Governo nazionale, di aiutare uno sbocco  per
  una situazione che tutti quanti consideriamo molto grave.
   Personalmente,   non  discuto  sulle  scuole  paritarie,    signor
  Presidente, però, non mi pare che questa sia una norma che si possa
  inserire  in  questo  contesto considerato che  il  presupposto  di
  questo  assetto che ci siamo dati è di non chiedere  la  deroga  al
  Patto di stabilità.
   Quindi,  chiedo  ai colleghi, per coerenza, senza sottovalutare  i
  temi  che sono stati sollevati negli emendamenti, se si vuole  fare
  qualcosa che abbia una sua coerenza, di ritirare questi emendamenti
  e consentire l'approvazione del testo così come è stato formulato.
   Si  tratterà successivamente,  per quanto riguarda tutte le  altre
  questioni  che  sono state qui sollevate, a partire  dal  personale
  delle  scuole paritarie degli enti locali, di individuare un  altro
  percorso e  l'assessore se ne  faccia carico attraverso gli  uffici
  di  attivare un confronto con il ministero competente ed il Governo
  nazionale per  trovare una soluzione.
   Viceversa  dico  al collega Galvagno, di cui apprezzo la passione,
  che  verrà fatta qualcosa  che è in contraddizione con il testo che
  abbiamo predisposto e che tutti assieme abbiamo valutato, parlo  di
  coloro   che   ci  hanno  lavorato  e  può  essere  un   modo   per
  rappresentare,  intanto,  al Parlamento  nazionale  la  specificità
  siciliana  e allo stesso Governo consentire di approvare una  norma
  che permetta, intanto, di prorogare i contratti di diritto privato,
  che  è  la  priorità delle priorità e, nel contempo,   di  attivare
  procedure di stabilizzazione, quelle possibili, in presenza  ed  in
  costanza del Patto di stabilità.
   Se  si  vuole  mettere la deroga al Patto di stabilità - lo voglio
  dire con assoluta chiarezza - faremo una cosa che non consentirà di
  affrontare il tema che abbiamo posto nel corso di queste  settimane
  di  discussione,  sia  nell'intergruppo che  nella  Commissione  di
  merito,  naturalmente il Parlamento può decidere di  farlo,  ma  si
  sappia che in questo caso si fa  venire meno una possibilità che si
  è individuata fermo restando il Patto di stabilità.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Mancuso.  Ne  ha
  facoltà.

   MANCUSO.    Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,    prima
  dell'intervento del Governo avevo accolto questo disegno  di  legge
  come  un'azione  della Commissione che racchiudeva la  volontà  del
  Parlamento perché le istanze di circa 20 mila ragazzi che, in tutto
  il   territorio  siciliano,  hanno  richiesto,  quanto   meno,   la
  possibilità di raggiungere la cosiddetta stabilizzazione, era ed  è
  un  argomento che ogni singolo parlamentare ha sposato nel  proprio
  territorio.
   Tutti  conosciamo  come la pensa il Governo  nazionale  su  questa
  materia e tutti conosciamo questo Governo nazionale cosa ha detto a
  questo  Governo regionale, perché ho avuto la fortuna di  ascoltare
  il  Ragioniere  generale  della  Regione  proprio  il  giorno  dopo
  l'incontro  avvenuto  presso  il Ministero  dell'economia  e  delle
  finanze e dopo aver ascoltato il Governo mi sono cadute le braccia,
  perché l'assessore presente in Aula non solo non ha tenuto conto di
  quanto  il  Ragioniere  generale dello Stato  ha  rappresentato  in
  Commissione  Bilancio  a  tutti i parlamentari,  ma  addirittura  è
  arrivato  ancora al richiamo della  politica del tutti insieme  per
  fare una cosa .
   Assessore Spampanato, siamo molto avanti, il Governo nazionale  ha
  detto che quello che lei ha dichiarato in Aula non va assolutamente
  bene,  anzi  ha  detto  che  non è possibile,  anche  se  tutto  il
  Parlamento  sarà d'accordo con 630 deputati, sul disegno  di  legge
  che noi rappresentiamo il Governo sarà contrario.
   Personalmente,  ho   già  individuato il percorso  e  se  dobbiamo
  essere  coerenti, piuttosto  che farne carta straccia e inviarlo  a
  Roma e lavarci le mani, dobbiamo essere consequenziali a quello che
  ha detto il Governo nazionale.
   Cosa  ha  detto il Governo nazionale al Governo regionale:  dovete
  pensare  ai precari degli enti locali, dovete pensare ai forestali,
  dovete  pensare  ai Fondi europei  e posso finire  non  so  dove  e
  quando,  dovete  presentarmi un Piano  pluriennale  che,  sotto  il
  profilo economico, regga e dia chiaramente una svolta a quella  che
  h  stata la politica regionale fino a ieri; se questo documento, se
  questo  disegno-voto non è accompagnato da questo Piano pluriennale
  richiesto dal Governo nazionale non è nulla, al di là di quella che
  può essere la volontà di tutto il Parlamento regionale e nazionale.
   Quindi,  la  prego  assessore,  considerato  che  già  il  Governo
  nazionale  ci  ha  dato una linea anche in questa  materia,  se  il
  Governo non accompagna questo Piano pluriennale, che significa come
  li  vuole  stabilizzare,  dove li vuole stabilizzare,  cosa  devono
  fare,  qual  è  l'impegno economico regionale e quale  deve  essere
  l'impegno  economico  pluriennale, se non c'è  questo  facciamo  un
  esercizio oratorio - e ne facciamo tanti in questa Aula -  che  non
  arriveranno  a  raggiungere il risultato che la  Commissione  si  è
  augurato.
   Personalmente,   non  credo che volete fare una  legge  manifesto,
  volete e vogliamo  fare una legge-voto che raggiunga il risultato e
  per  raggiungerlo questo provvedimento deve essere accompagnato  da
  quel  Piano pluriennale richiesto dal ministro al nostro Ragioniere
  generale-
   Pertanto, per quanto mi riguarda il disegno di legge dovrà  essere
  accompagnato  quanto meno da una relazione del  Governo  sul  Piano
  pluriennale  e  prima  del  voto  finale  il  Governo  lo  presenti
  viceversa chi  vuole esercitarsi con l'oratoria e chi vuole  votare
  una legge-manifesto lo faccia pure,  io voterò questo provvedimento
  se  il  Governo  si impegna con il Piano pluriennale richiesto  dal
  governo ed allegato a questo disegno di legge.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Campagna.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMPAGNA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  per  fortuna
  intervengo dopo il collega Mancuso che ha ripreso l'intervento  del
  collega Panepinto che aveva iniziato questo ragionamento.
   E'  chiaro  ed  evidente che nessuno, e mi  riferisco  al  collega
  Filippo  Panarello, pensa di prendere in giro i precari, credo  che
  nessuno viene qua per prendere in giro qualcuno, però, come dice il
  collega  Mancuso noi rischiamo di prendere in giro  i  precari,  se
  effettivamente,   come  dice  il  collega   Mancuso,   e   concordo
  pienamente, questo disegno di legge non viene accompagnato  da  una
  relazione, perché questo era il mio intento.
   Io  ho  lavorato in Quinta Commissione, però ci siamo  resi  tutti
  conto  che  non  basta votare questo disegno  di  legge  e,  signor
  Presidente, le rivolgo un invito di non mettere in votazione questo
  disegno  di  legge, di chiudere la discussione sugli emendamenti  e
  rinviare  il  voto  finale  di  questo  disegno  di  legge   quando
  l'assessore  sarà  pronto e verrà in Aula a dirci  che  è  completo
  l'iter  affinché  si possa mandare  al Parlamento nazionale  e  che
  questo  disegno di legge possa poi  vedere la luce  e  quanto  meno
  siamo con la coscienza a posto, onorevoli colleghi.
   Altrimenti  va  a finire, signor Presidente, che  si  vota  questo
  disegno  di legge,  ad ottobre - come pare che sia - noi andremo  a
  votare   ed  andremo  in  giro in campagna elettorale  dicendo  che
  abbiamo  fatto un bel disegno di legge per la stabilizzazione  e  a
  dicembre  noi  ci  ritroveremo con i  precari  che  ci  verranno  a
  chiamare  dicendo che stato fatto un disegno di  legge  che  non  è
  valso a nulla.
   Pertanto,  signor  assessore, l'invito è rivolto principalmente  a
  lei ed  al signor Presidente per non farci votare questo disegno di
  legge  che,  per quanto mi riguarda,  è un disegno legge  monco  se
  non c'è una relazione precisa da parte di questo Governo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo   che
  l'Assemblea  regionale siciliana, nel procedere  con  un  dibattito
  articolato  e  con  un confronto serio, non solo  porta  avanti  in
  maniera  razionale  la  propria  attività,  ma  cerca  di  dare  un
  contributo  a  quello che è un percorso normativo - legislativo,  a
  mio avviso, difficile e articolato e che sicuramente al di là della
  questione  di  principio,  dove  tutti  siamo  portati  a  dare  un
  contributo, c'è anche la necessità di approfondire un aspetto che è
  stato più volte evidenziato.
   Sulla  questione della norma di stabilizzazione dei precari  e  la
  deroga per eventuali proroghe, c'è stato un passaggio delicato  che
  questa Assemblea, questo Parlamento, sicuramente ricorderà e  siamo
  nell'ottobre 2010 quando la paventata mancata proroga  sui  precari
  diventava un motivo di trattativa con il Governo nazionale  per  la
  deroga al patto di stabilità.
   In  quella  occasione  ricorderete il famoso incontro  all'Albergo
  delle  Povere dove il Governo, in maniera maldestra,   pensando  di
  promuovere  una  sommossa  popolare,  con  il  coinvolgimento   dei
  sindaci, per invitarli a marciare su Roma, ebbe in quella occasione
  ad  essere, in maniera chiara ed evidenziata, da parte del  Governo
  nazionale,  un  aspetto  che riguardava il cosiddetto  processo  di
  razionalizzazione  di una fase nuova, che doveva  esserci,  in  cui
  oltre  a  richiedere deroghe c'era bisogno di capire come realmente
  veniva  utilizzato  il  personale,  quale  rapporto  costo-servizio
  veniva  a  determinarsi, come si interveniva sulle piante organiche
  e,  quindi,  avviare  una fase di razionale intervento  sugli  enti
  locali attraverso i processi di stabilizzazione.
   Ahimè, questo non è stato fatto perché è stato preso alla leggera,
  si   è  passati  con  il  disegno  legge  della  finanziaria,   con
  l'esercizio provvisorio del 2011, con la finanziaria del 2011,  con
  l'ulteriore norma del 2012 e siamo qui a ragionare su un disegno di
  legge che, in maniera così squisitamente tecnica e anche sintetica,
  non  determinerà  quei  risultati  che  richiedono  questi  momenti
  ulteriori di integrazione.
   La relazione con un intervento a valere su un Piano pluriennale, a
  valere  in un contesto che veda non solo questi costi sul personale
  precario  degli  enti locali, ma sul più ampio  contesto  che  vede
  varie  forme, a qualsiasi titolo, di personale precario e che  alla
  fine  questi  costi  determinano una  ricaduta  sul  territorio  e,
  quindi,  sulla  reale capacità di incidere per la  crescita  socio-
  economica della Sicilia, questo è l'elemento caratterizzante su cui
  dobbiamo  soffermarci e, fra l'altro, suffragato da  una  relazione
  che  in Commissione Bilancio, più di una volta, il nuovo Ragioniere
  generale della Regione siciliana ha voluto evidenziare.
   Quindi, se questo è il senso della iniziativa legislativa  che  si
  vuole  portare  avanti,  se  questo  è  l'obiettivo  che  si  vuole
  raggiungere  attraverso  questo  disegno  di  legge  e    cioè   la
  possibilità di intervenire in maniera seria e definitiva  e  se  in
  questa direzione manca un presupposto essenziale, che fra l'altro è
  stato  più volte richiesto, ma allora a che serve insistere su  una
  strada che va necessariamente modificata?
   Questo  è il senso del ragionamento serio che a, mio avviso,  deve
  fare l'Assemblea ed in  questa direzione ritengo, signor assessore,
  che  vada  fatto un approfondimento e,  alla luce  di ciò,  con  un
  momento  di verifica, anche preventiva, e di un tavolo tecnico  che
  vada  a  negoziare questo aspetto, ritengo si potrà parlare  di  un
  disegno  di  legge-voto razionale che possa avere reali margini  di
  successo. Questo è il senso dell'azione che l'Assemblea vuole avere
  ed  in  questa  direzione ritengo che vada  fatto  questo  tipo  di
  iniziativa e, quindi, l'impegno anche da parte vostra.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che vivo
  un   imbarazzo   nell'intervenire,  non  soltanto   per   il   tema
  assolutamente  scottante  che trattiamo questa  sera,  ma  anche  e
  soprattutto  per  come questa vicenda è stata, nel  suo  complesso,
  strutturata e poi portata in Aula.
   A  me  spiace che questa sera non sia presente in Aula l'onorevole
  Lenza,  che  è  il  primo firmatario di questo  disegno  di  legge,
  perché  gli  avrei  chiesto e lo chiedo a voi, onorevoli  colleghi,
  come  possa  essere  possibile,  al di là degli stracci  volati  la
  settimana  scorsa  fra  i  due ex amanti, Leanza  e  Lombardo,  che
  costoro non si parlassero nei mesi precedenti
   E'  possibile che dobbiamo  scoprire in Aula, dopo che da mesi  si
  parla di un disegno di legge che salverà il destino di migliaia  di
  precari in Sicilia, che se non siamo in condizione di compulsare  e
  di  ottenere  la copertura economica del Piano pluriennale,  stiamo
  parlando di aria fritta
   Non  voglio  pensare che ci siano colleghi che, su  un  tema  come
  questo,  abbiano  pensato o avevano pensato di  farsi  la  campagna
  elettorale perché sarebbe devastante, gravissimo
   Assessore   Spampinato,  mi  aspetto,  non  in  quanto   assessore
  Spampinato,  ma  in quanto rappresentante di un  Governo  e  di  un
  Governatore  del  quale noi pensiamo tutto il  male  possibile,  mi
  aspetto che sia solidale con quest'Aula, che il Governo ci dica una
  parola  chiarificatrice e mi aspetto, soprattutto,  che  se  questo
  disegno  di  legge dovesse essere approvato, perché io ritengo  che
  tuttavia  oggi dobbiamo approvarlo poiché  è pur sempre un  disegno
  di legge-voto, fra le tante vertenze che il Governo regionale ha in
  atto  nei  confronti del Governo nazionale, questa  è  la  vertenza
  delle vertenze
   Parliamo  di  decine  di migliaia di famiglie  siciliane,  quindi,
  approviamo il disegno di legge così com'è. Abbiamo sanato un vulnus
  relativo   al   personale  delle  scuole  paritarie,  approviamolo,
  inseriamolo  nel  disegno  di  legge  voto,  dopodiché  il  Governo
  regionale  si intesti questa battaglia, altrimenti, dopo non  avere
  fatto nulla per quattro anni, non capisco che cosa ci stia ancora a
  fare, salvo, signor assessore, se la volontà di prendere tempo,  da
  parte  del  Governo, non sia una volontà dettatale  dal  Presidente
  Lombardo  che  ha ripensato sulle sue dimissioni del  28  luglio  e
  vuole  prendere qualche altro mese di tempo. Lei questo non può  né
  confermarlo né smentirlo.
   Il Presidente Lombardo - chi lo ha sostenuto dice che mantiene gli
  impegni - con noi non ne ha mantenuti mai, né quando eravamo  amici
  né  quando siamo diventati suoi avversari; però voglio dire, che se
  questa  fosse  una parte dell'intesa, sarebbe altresì un  ulteriore
  disdoro.
   Pertanto,  la  mia  richiesta, signor Presidente,  è  precisa:  si
  approvi  il  disegno  di  legge-voto, il  Governo  prenda  in  Aula
  l'impegno  di  farne una battaglia di principio e di  inserirlo  in
  quel  ragionamento  che  nella Conferenza  Stato-Regioni  vede  più
  tavoli  tecnici,  i  famosi tavoli tecnici  aperti  dal  Presidente
  Lombardo con il Governo Monti, perché finalmente si possa dare  una
  parola di certezza e non il fumo che costituisce questo disegno  di
  legge senza gli impegni che vanno presi.

   Una  parola di chiarezza a qualche decina di migliaia di  famiglie
  siciliane.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Benedetto. Ne  ha
  facoltà.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
  norma  che si vuole  fare porta a risolvere un problema  e  non  ad
  assolvere coscienze. Credo, quindi, che su alcuni aspetti  dobbiamo
  avere la giusta misura e fare la giusta riflessione.
   Prima  questione: stiamo chiedendo una proroga per consentire  una
  stabilizzazione. Se noi nel testo non inseriamo la deroga al  Patto
  di stabilità, avremo la proroga, ma non avremo la stabilizzazione.
   E'  chiaro a tutti che stiamo facendo la proposta di un disegno di
  legge  che  dovrà  approvare  il Parlamento  nazionale,  che  potrà
  modificare, potrà emendare, potrà cambiare, ma il nostro  dovere  è
  presentare  un  disegno  di  legge che consenta  di  arrivare  alla
  stabilizzazione,  poi se il Parlamento nazionale apporta  modifiche
  che azzoppano la stabilizzazione è un conto, ma è serietà di questo
  Parlamento   presentare  una  norma  che  consenta  di  intervenire
  concretamente e con risultati definitivi rispetto allo stato  degli
  enti locali della Sicilia e se non lo conosciamo noi lo stato degli
  enti  locali  della  Sicilia, è chiaro che non possiamo  pretendere
  che, poi, venga conosciuto a livello nazionale.
   L'altra questione riguarda i miei  forti dubbi che una norma  così
  fatta, che investe deroghe al Patto di stabilità, alle proroghe  al
  2014,  e  che  interviene  su una normativa  nazionale  e,  quindi,
  applicabile in tutta Italia, non sappiamo con quali ricadute  nella
  regione  Lombardia, Piemonte, Veneto, Calabria,  dove  non  c'è  il
  problema della Sicilia, dove il problema del precariato non c'è, ma
  queste  modifiche normative possono portare ricadute  di  non  poco
  conto sul sistema e sulla stabilità dei conti nazionali.
   Inviterei,  quindi, a proporre una norma la cui  applicazione  sia
  limitata  all'emergenza Sicilia, non una norma  che  intervenga  in
  deroga  ed  applicabile a tutto il panorama nazionale.  Una  norma,
  quindi, che venga orientata rispetto all'emergenza regionale.
   Infine,  anche  in  questo caso, se si vuole essere  seri  bisogna
  essere   credibili,  perché  non  è  più  il  tempo   di   proporre
  imbroglietti di bassa lega al Parlamento nazionale, perché non  c'è
  un  bel  giudizio  sulla  nostra  situazione,  sugli   enti  locali
  siciliani,  sul  sistema dei conti della nostra Regione,  pertanto,
  vanno indicate, con precisione, il fatto che le risorse che vengono
  utilizzate  per questa applicazione normativa, sono  risorse  della
  Regione e degli enti locali, indicando che si attinge al Fondo  per
  il  precariato,  si  devono  assumere impegni perché  questo  Fondo
  venga  mantenuto nella sua dimensione, altrimenti,  l'immagine  che
  diamo,  per  essere chiari, è quella che noi pensiamo semplicemente
  ad  avere  una  proroga  e non siamo credibili  nei  termini  della
  stabilizzazione.
   Se  diamo  questa immagine, io penso che potremo dimenticarci  una
  norma  nazionale  che  dia  respiro ai precari  della  Sicilia,  ma
  permettetemi di dire, insieme ai precari c'è un problema di servizi
  per  i  Comuni che, ormai in gran parte, sono assolti  dai  precari
  che, in atto, vi prestano attività.

   LENTINI,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI,  vicepresidente  della  commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi è evidente che con questo disegno di
  legge ci rivolgiamo, solo ed esclusivamente, perché è di iniziativa
  parlamentare regionale, alla Regione siciliana.
   Riguardo al disegno di legge, volevo far presente  ai colleghi che
  è  bipartisan,  tant'è che l'intergruppo che si è  organizzato  per
  mettere per iscritto questo testo, affinché  possa essere utile  ai
  precari  e  al  precariato, era composto  da  deputati  di  diverse
  formazioni  politiche, da colleghi di centro-destra e  colleghi  di
  centro-sinistra,  quindi,  è abbastanza evidente  che  il  problema
  investe  l'intera Regione siciliana e su questo, a mio avviso,  non
  c'è  nessuna pretesa o nessuna campagna elettorale per cui un  solo
  deputato  possa  permettersi  di andare  in  giro  e  sventolare  a
  bandiere spiegate il tipo di campagna elettorale, come la deve fare
  e se è stato lui a fare questa cosa.
   E' un disegno di legge bipartisan.
   Dopo  tantissimi  anni,  questo  Governo  e  anche  il  Parlamento
  regionale  si  possono intestare, considerate   le  difficoltà  del
  mondo  del  precariato,  la  scelta di prorogare  di  due  anni  la
  scadenza del 31 dicembre, perché non è pensabile che questo Governo
  o chicchessia possa arrivare al 31 dicembre, con poche possibilità.
  La  fretta  è  quella di iniziare un percorso,  visto  che  non  lo
  dobbiamo fare solo noi, ma anche il  Parlamento nazionale, di farlo
  arrivare il prima possibile sui banchi delle varie Commissioni  del
  Parlamento  nazionale affinché il disegno di  legge  venga  esitato
  favorevolmente  e  si  dia  la  possibilità  al  prossimo  Governo,
  nell'arco  di  due anni, di mettere per iscritto come  è  possibile
  stabilizzare.
   E'  sotto gli occhi di tutti, in Commissione e, comunque, tutti  i
  deputati  che  sono  inseriti  nel  contesto  del  precariato,  che
  conoscono  bene questa materia perché investiti dagli enti  locali,
  conoscono  benissimo, dei ventiduemilacinquecento, oggi sono  circa
  18   mila,  le  qualifiche,  l'età  dei  vari  LSU,  dei  vari   ex
  articolisti, oggi legge regionale 85 del 1995, si conosce di  tutto
  e di più.
   L'unica  cosa  che possiamo fare,  considerato che  il  Parlamento
  nazionale può chiedere un allegato con cui si possa quantificare il
  numero  dei precari  o le qualifiche o altro o le possibili risorse
  che  la Regione siciliana mette a disposizione, per il 90 per cento
  per  la  legge numero 16 del 2006 ed il 60 per cento per  la  legge
  numero 21 del 2003, è di fare in fretta.
   Questo  disegno di legge, a mio avviso, deve essere immediatamente
  approvato per dare ragione ai tanti soggetti che lavorano in questa
  benedetta  Sicilia, che offrono la loro attività,  che  per  alcuni
  enti  è pure indispensabile poiché  sono rimasti solo i precari  in
  alcuni enti locali e, quindi, noi ancora facciamo  l'annacata   per
  approvare  questo  disegno  di legge e,  alla  fine,  è  necessario
  l'intervento del Parlamento nazionale.
   Nessuna  pretesa,  nessuna formalizzazione, non ci  sono  campagne
  elettorali  che tengono, anche perché dopo venticinque anni  vorrei
  capire  di  cosa stiamo parlando. Il primo deputato  che  userà  il
  precariato  per  fare campagna elettorale, credo che  non  soltanto
  perderà la campagna elettorale ma non otterrà il voto neppure della
  moglie.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho   apprezzato
  moltissimo il taglio che ha dato la Commissione, non vorrei  citare
  nessun  collega,  altrimenti dovrei citare tutti  coloro  che  sono
  intervenuti  come  l'onorevole  Panarello  e  l'onorevole  Lentini,
  perché,  senza tanti giri di parole, stiamo chiedendo al Parlamento
  nazionale,  utilizzando il nostro articolo 18, una proroga;  il  31
  dicembre  2012  ci vede in enorme difficoltà, visto  e  considerato
  quanto  abbiamo  consumato  nell'arco di  questi  mesi  per  quanto
  concerne,  anche, le varie impugnative del Commissario dello  Stato
  rispetto  a cosa ci siamo convinti di fare come Assemblea regionale
  siciliana.
   A   questo   associamo  un  piano  pluriennale  -   obiettivamente
  indispensabile - dove non solo diciamo che in Sicilia siamo in  una
  situazione particolare, ma cerchiamo anche di spiegare il perché ci
  troviamo  in  tale  condizione  e  come  viene  utilizzato   questo
  personale  nei  vari  enti locali, e non  vado  oltre,  per  quanto
  concerne   anche   il  funzionamento  dei  servizi   essenziali   a
  prescindere  dalla  storia del precariato  siciliano  che  riguarda
  soprattutto gli enti locali, il resto, sanno bene i colleghi come è
  stato affrontato e come è stato in parte risolto.
   Dimostriamo,  pertanto, la serietà della Regione  siciliana  anche
  rispetto  al ruolo del Governo di questa Regione che dice una  cosa
  precisa  in  quel famoso Piano, cioè che il bacino non  è  composto
  soltanto   da    X'   unità,   queste  unità   sono   evidentemente
  riconducibili a queste categorie, a queste qualifiche, dopo di  che
  indichiamo  le  risorse  che andremo ad  impiegare,  spieghiamo  il
  motivo  per  il  quale  nei comuni succede qualcosa  di  grave  nel
  momento  in cui  questo personale venga posto in  liquidazione',  -
  termine  che  uso con accezione tragica - considerando  il  periodo
  trascorso di 15-20 anni e anche oltre per alcuni.
   Ma  parlando  di  proroga, di contratti che vanno  a  scadere,  di
  stabilizzazione  -  questo  Parlamento  non  può  fare  altro   che
  approvare questo disegno di legge -  decideremo quando votare, cosa
  che  valuterà la Presidenza, apprezzando le circostanze, se dare  o
  meno   il  voto  finale  questa  sera,  impegniamo  il  Governo   a
  predisporre  questo  Piano  pluriennale  per  quanto  concerne   la
  questione della proposta che noi facciamo con legge-voto di proroga
  al 2014.
   Credo  che  dovremmo  chiuderla qui.   Perché  se  ognuno  di  noi
  rilancia  anche rispetto ad altre questioni che riguardano  deroghe
  rispetto  al  patto di stabilità, credo che andremmo a  creare  una
  situazione di effettiva confusione che non trasmette bene la nostra
  reale intenzione e che, sostanzialmente, perde anche di significato
  il  convincerci - come abbiamo fatto in queste ore -  di  ricorrere
  alla  legge-voto,  ai  sensi dell'articolo 18 dello  Statuto  della
  Regione.
   Affronterei  con  estrema  linearità  e  senza  aggiungere   altro
  rispetto alle cose indispensabili.
   L'assessore Armao e il neo assessore Spampinato devono sapere  che
  dall'indomani dell'approvazione di questo disegno di  legge,  fatta
  questa operazione, o mettono mano seriamente ad un Piano che  verrà
  trasmesso  e verrà  poi discusso - perché non solo il  Governo   ma
  la   Commissione   competente  può  chiedere   alla   corrispettiva
  Commissione della Camera dei Deputati per intraprendere  un  lavoro
  serio  nei  confronti  del Governo nazionale e  nei  confronti  del
  Parlamento  nazionale per andare ad illustrare, nella  maniera  più
  seria  possibile, qual è la reale questione e tutte le  complessità
  che  stanno, anche, dietro e a sostengo di quella che  è  stata  la
  scelta di andare a approvare  una legge come questa.
   Mi  fermerei qui e darei la possibilità al Governo di valutare  in
  tempi  rapidi  cosa realmente si può mettere in  campo  e,  d'altro
  lato,  alla  Commissione  di muoversi conseguentemente  per  quanto
  concerne  gli incontri che vanno fatti a Roma e subito associati  a
  quella che è l'azione del Governo regionale.
   Il  resto mi sembra materia che preoccupa quasi tutti, sento anche
  discorsi  che  vanno  chissà verso quale  campagna  elettorale  che
  dovrebbero, rispetto a queste questioni -  non si capisce bene  che
  cosa  -   ottenere   o su che cosa speculare, io dico: insomma,  la
  prova di serietà che possiamo dare è che stiamo facendo quello  che
  in questo momento possiamo fare, che ci stiamo limitando a chiedere
  una  proroga  e  che  rispetto a questa  richiesta  noi  associamo,
  seriamente,  quello  che è un piano nel quale  la  Regione  spieghi
  seriamente cosa vuole fare rispetto a questa proroga che chiede.
   Tutto  il  resto  mi sembra, sinceramente, materia  che  non  solo
  confonde i precari, ma confonde noi stessi e ci fa entrare  in  una
  situazione  di  tremenda confusione che non  aiuta  sicuramente  né
  questo Parlamento né il Governo a fare bene la sua parte.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  rischio  in
  alcuni  casi  di  ripetere concetti che sono  stati  già  espressi,
  Assessore, ma incombe a me, quale componente di questa Commissione,
  intanto richiedere di integrare anche con la mia firma - Presidente
  Cascio   e  Uffici  -  questo  disegno  di  legge,  proprio  perché
  componente della V Commissione. Perché non c'è ombra di dubbio  che
  questo  disegno  di  legge è assolutamente condivisibile,  però  la
  preoccupazione,  che ha avanzato nel suo intervento  il  presidente
  Lentini, la faccio mia.
   Sono  convinto  che non c'è grande vanto di andare ad  operare  in
  campagna  elettorale  portando  questo  disegno  di  legge,  che  è
  sicuramente un disegno di legge che vuole essere, al di là  che  di
  legge-voto,  vuole essere un disegno di legge che è  manifesto.  E'
  sostanzialmente un proposito e andare - fra virgolette - a  lucrare
  su  questa  iniziativa, credo che possa comportare, oggettivamente,
  dei rischi, ma mi sia permessa qualche considerazione.
   Io   credo   che   sia   assolutamente  inevitabile   innanzitutto
  attrezzarsi nei confronti del Governo nazionale, e credo che questo
  allo  stato non sia stato fatto, che effettivamente siamo di fronte
  ad  una  operazione  che  non è quella che  Giannantonio  Stella  o
  qualche altro editorialista continua a scrivere secondo la quale in
  Sicilia  si  stanno facendo ulteriori assunzioni ad un  numero  già
  assolutamente superiore alla media di dipendenti regionali,  perché
  questo  viene contrabbandato, questo viene affermato, non c'è  mass
  media,  non  c'è editorialista che non dica che in Sicilia  si  sta
  operando non una stabilizzazione di gente che lavora e che è  ormai
  è   diventata   determinate  nella  funzionalità   della   Pubblica
  Amministrazione per molti versi, ma si fa affermazione diversa, che
  certamente,  travisando i fatti, irrita l'opinione pubblica  in  un
  momento in è già afflitta da quello stato di crisi che accelera  ed
  enfatizza l'antipolitica della quale oggi siamo un po' tutti  fatti
  oggetto.
   Ma  dico  questo  perché non basta,  Governo  e signori  tutti  di
  quest'Aula, rappresentare  un piano nel quale si spiega quello  che
  è  avvenuto dal punto di vista sociale, amministrativo della nostra
  Regione per quanto riguarda la stabilizzazione di queste migliaia e
  migliaia   di  lavoratori,  di  soggetti  che  offrono  e  prestano
  un'attività  -  ribadisco  -  funzionale  e  determinante  per   le
  Pubbliche Amministrazioni.
   La  stabilizzazione del mondo del precariato è quella che in altre
  parti  del nostro Paese, soprattutto nel Nord, nel settentrione,  è
  stata   la cassa integrazione . E' stata un ammortizzatore sociale,
  diciamolo   chiaramente   Attraverso  le  varie  norme  che   hanno
  consentito  l'assunzione  del mondo del  precariato,  ed  oggi  una
  corretta  stabilizzazione, siamo alla polemica  tra  la  Fornero  e
  Mastropasqua  sul  numero  degli  esodati  e  vogliamo  oggi  anche
  discutere  di quello che potrebbe essere amplificato, un numero  di
  esodati che verrebbe fuori dal fatto che gente che ha lavorato  per
  decenni,   possiamo   parlare  in  termini  temporali   di   questa
  dimensione,  e che non avrebbero nè la pensione nè la  retribuzione
  se ampliassimo tutto questo. Allora, a mio avviso, intanto va fatta
  una  operazione  di carattere socio-economico-amministrativo  nello
  spiegare  questo fenomeno. Con tutte le  deformazioni  ed  eccessi
  che questo ha comportato nella Pubblica Amministrazione elefantiaca
  e,  comunque,  non tanto e non sempre al servizio del  cittadino  e
  dell'impresa  nella  sua  articolazione  lenta  nell'espletare   le
  funzioni.
   Ma  è  evidente  che  questo, per potersi meglio  confrontare  con
  l'opinione  pubblica,  è  un  dato indispensabile.  Spiegare  tutto
  questo, proprio come fenomeno socio-economico-amministrativo che ha
  interessato la nostra Regione e gli Enti locali di quest'Isola
   Insieme  a  questo occorre essere credibili ed è  per  questo  che
  tutti  quanti  abbiamo  compreso, anche  dalle  interlocuzioni  che
  questo  Governo  ha  avuto  con il  Governo  Monti  e  con  il  suo
  Presidente,  è  evidente  che  al   colpo  di  bacchetta   di   una
  lamentazione,   che  in  molti  casi  è  fine  a   se   stessa   ed
  ingiustificata, perché, per altro, non si sanno spendere neanche  i
  fondi  comunitari, per dire la cosa più banalmente grave che accade
  in questa Regione così in crisi, è evidente che bisogna operare una
  relazione  che  sia accompagnata da un vero piano  pluriennale  che
  possa effettivamente spiegare, nella logica triennale, nella logica
  temporale  anche della proroga e dello slittamento dal 31  dicembre
  2012  al  31  dicembre  2014,  quella  che  è  l'azione  economico-
  finanziaria, qual è la politica che la Regione siciliana e  il  suo
  Governo vuole mettere in campo per essere esaustivo delle necessità
  che  occorrono  e  per essere credibili nei confronti  del  Governo
  nazionale e del Parlamento nazionale che deve approvare una  legge-
  voto  che vive di tutte quelle riserve mentali che noi,  per  molti
  versi, abbiamo alimentato anche per nostra responsabilità.
   Io  credo  che vada operata una funzione di responsabilità   Credo
  che vada operata un'autocritica nella gestione di questo fenomeno e
  vada  esplicitato con capacità di esporre ragioni, fatti economici,
  necessità  funzionali  all'Amministrazione, situazione  e  ambiente
  socio-economico di quello che la Regione ha dato e ha rappresentato
  per  tutto  questo  mondo di chi avuto bisogno  dell'ammortizzatore
  sociale , va a carico dello Stato, sia che si chiami  CIG , sia che
  si chiami  stabilizzazione , oggi, di un mondo del precariato.
   Assessore  mi  rivolgo a lei che oggi è qui  presente,  credo  che
  questo debba essere fatto, lo dico al Governo ma anche a tutti noi,
  non soltanto per quello che oggi riguarda la materia del precariato
  ma  che debba essere fatto, visto che ancora oggi, Sant'Antonio  13
  giugno,  siamo  ancora  con una manovra  non  completa  per  quanto
  riguarda   Bilancio  e  Finanziaria , vada fatto  anche  per  altri
  segmenti  fondamentali del mondo del lavoro, a  partire  da  quello
  della  forestazione  che, vorrei ricordare, ad  oggi  ha,  rispetto
  all'impegno  assunto dal Governatore, meno del 70%  di  quello  che
  occorrerebbe per mantenere l'impegno del 2009 e circa il 50%  delle
  giornate di garanzia, secondo legge.
       Anche  su questo occorre un piano pluriennale ed una relazione
  che  spieghi  ai siciliani, ma ancora di più, in questo  caso  agli
  altri,   quello  che si sta cercando di portare avanti  per  essere
  credibili.
   Senza questo credo che si rischi di approvare una legge- voto che,
  qualcuno  ci tenterà perché sono convinto, Presidente Lentini,  che
  qualcuno  tenterà  di portare avanti questa legge  per  cercare  di
  raccogliere  voti, sbagliando, perché occorre fare  quello  che  ho
  detto, innanzitutto la relazione e l'impegno pluriennale per essere
  credibili,  in una logica di spiegazione del fenomeno   precariato
  in Sicilia.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e i lavoro.

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, una cosa che  appare
  chiara  dal  dibattito,  anzi forse esaspererò  ancora  di  più  il
  concetto, è che nessuna speculazione politica si può fare su questa
  legge-voto.
   Io  non  credo  che  qualcuno possa speculare  politicamente  dopo
  l'approvazione  della legge-voto, ma che credo  che  nessuno  possa
  speculare  su una legge nazionale che possa risolvere il  problema,
  perché il tema riguarda persone che per venti anni sono state prese
  in giro, per cui abbiamo l'obbligo di risolvere il problema.
    Quindi, non credo che ci potremo avvicinare a nessuno dei precari
  nemmeno  nell'auspicata ipotesi che si possa risolvere il problema.
  Quindi,  sgombrando  il capo da questo tipo di  considerazione,  in
  maniera  serena  dobbiamo cercare ognuno di noi di dare  il  nostro
  apporto.  Ringrazio  in  maniera  particolare  l'onorevole  Mancuso
  perché ha colto il tema.
   Probabilmente  sono stato timido, nel mio primo intervento,  forse
  per non sembrare come chi vuole propagandare l'azione del Governo.
   Però  il tema posto dall'onorevole Mancuso che è stato ripreso  da
  altri  interventi, non ultimo, dall'onorevole Oddo e dall'onorevole
  Bufardeci  è  il senso di questa iniziativa;  perché nessuno  possa
  pensare  che  si  vada avanti con una semplice  proroga  del  tema,
  perché  se  non  riusciamo ad essere credibili  nei  confronti  del
  Governo  nazionale  che c'è un serio piano di  stabilizzazione  dei
  precari non andiamo da nessuna parte.
   Quindi,  la  nostra  azione,  perché  è  iniziata  anche  se   non
  riconosciuta da parte del Governo un'azione, ha avuto  una  duplice
  valenza. Da una parte la valenza politica.  Credo che abbiamo  dato
  tutta la disponibilità -  almeno per il poco tempo che mi riguarda,
  per   quel  piccolo  segmento  di  tempo  che  mi  riguarda,   alla
  Commissione  -   ma  tutti i momenti politici che hanno  riguardato
  questo   tema,  la  partecipazione  anche  alle  iniziative   degli
   intergruppo',  da  cui  è nato anche, permettetemi  di  tirare  le
  orecchie ai Gruppi parlamentari, un tavolo con gli enti locali, con
  le   forze   sociali   a  cui  non  hanno  partecipato   invece   i
  rappresentanti dei Gruppi parlamentari.
   Abbiamo  cercato  di avere una interlocuzione con  la  deputazione
  nazionale,   anche   da   questo  punto   di   vista   è   iniziata
  un'interlocuzione  necessaria e dovuta  con  i  deputati  nazionali
  eletti  in Sicilia e mi permetto di ringraziare, per tutti, ma  non
  solo  lei, l'onorevole Samperi particolarmente accalorata da questo
  tema,  ma soprattutto è iniziata un'interlocuzione politica con  il
  Governo che mi auguro si concretizzerà la settimana prossima con un
  incontro  del  Presidente  della Regione con  il  Ministro  Patroni
  Griffi  che  in questo momento è il titolare del Ministero  per  la
  Pubblica Amministrazione.
   Ma  parallelamente,   signor Presidente e  onorevoli  colleghi,  è
  iniziata  anche un'interlocuzione di ordine tecnico con gli  Uffici
  del Ministero del Lavoro. Perché per dare quella sensazione che non
  sia  solo  una sensazione, ma sia una realtà, c'è stato chiesto,  e
  gli  Uffici  dell'Assessorato hanno prontamente  risposto,  quindi,
  onorevole Oddo, non dobbiamo aspettare l'indomani dell'approvazione
  del  disegno di legge, ma siamo pronti, sin da oggi, ad  immaginare
  questo  tipo  di  percorso perché già ci sono stati richiesti,  per
  anche  testare  la  serietà della volontà politica  oltre  che  del
  Parlamento anche del Governo,  una serie di dati, ci hanno  chiesto
  lo  screening  delle 18.947 persone che dovranno essere,  speriamo,
  stabilizzate.
   Ci  hanno  chiesto le loro qualifiche, ci hanno  chiesto  le  loro
  anzianità, ci hanno chiesto le loro disponibilità, ci hanno chiesto
  tutta una serie di dati, ci hanno chiesto il costo che graverà  sul
  bilancio  della  Regione,  ci  hanno chiesto,  cioè,  tutte  quelle
  condizioni che credo siano indispensabili per dare quello che è  il
  senso di un percorso che non vuole arrivare alla proroga, ma vuole,
  attraverso la proroga, risolvere definitivamente il tema.
   Quindi,  da parte nostra credo che, quanto meno, ci sia  la  buona
  volontà che non è sufficiente, onorevole Mancuso, assolutamente.
   Da  un  punto  di  vista  tecnico il  disegno  di  legge  è  stato
  presentato  dalla  Commissione, non poteva essere  corredato  dalla
  relazione da parte del Governo, fermo restando che, se si decidesse
  di  rinviare  il  voto  finale,  la  relazione  del  Governo,  così
  richiesta da tanti deputati, potrà essere presente.
      Ciò   nonostante,  se  si  decidesse,  altresì,   di   arrivare
  immediatamente  al  voto  non per questo  la  relazione  non  potrà
  arrivare a questo Parlamento.

   PRESIDENTE.  Stiamo  trattando l'emendamento  1.1  a  firma  degli
  onorevoli  Cracolici,  Galvagno.  Su  questo  emendamento  c'è  una
  richiesta di ritiro da parte dell'Assessore.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Questo vuol dire che non lo ritira?

   GALVAGNO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo,  non  c'è
  dubbio
   Al di là delle parole, più o meno opportune, che si sono dette, io
  vorrei per l'ultima volta  cercare di far capire ai colleghi che la
  lettura del comma 4, dell'articolo 76 del disegno di legge n. 78  è
  di una semplicità immensa.  E' fatto divieto agli enti di procedere
  ad   assunzioni  di  personale  a  qualsiasi  titolo,   anche   con
  riferimento ai processi di stabilizzazione. .
   Oggi  cosa  si  verifica?  La  spesa corrente  si  abbassa  perché
  diminuiscono i trasferimenti dello Stato e della Regione.  L'ultimo
  taglio  che  abbiamo fatto è di 15 milioni di euro. Si  abbassa  la
  spesa  corrente  ed  aumenta la spesa del personale.  E'  un  fatto
  automatico,  per cui i comuni sono tutti oltre  il  60  -   70  per
  cento.
   Per  cui senza il recepimento del comma 4 non serve a niente  fare
  questo  disegno  di  legge,  ammesso che  dovessimo  farla  noi,  o
  comunque approvare il disegno di legge-voto.
   Quindi, annunzio il voto favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO,  assessore per la famiglia, le politiche sociali e  il
  lavoro.  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LENTINI. vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.2, a firma degli onorevoli Cracolici,
  Galvagno. Ne do lettura:
   «All'articolo 1, comma 5, nel comma aggiunto, al primo rigo,  dopo
   7' aggiungere  e 4'».
   Il parere del Governo?

   SPAMPINATO,  assessore per la famiglia, le politiche sociali e  il
  lavoro.  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LENTINI. vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto;.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento A.1 degli onorevoli Leontini, Cordaro, al
  quale appone la firma l'onorevole Bufardeci. Ne do lettura:
   «All'articolo 1 è aggiunto il seguente comma:
    6.  Rientra nel regime di deroga al patto di stabilità  la  spesa
  relativa alla gestione delle scuole paritarie e dell'infanzia poste
  in essere dagli enti locali».
   Il parere del Governo?

   SPAMPINATO,  assessore per la famiglia, le politiche sociali e  il
  lavoro.  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LENTINI. vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

   CORDARO. Voglio che resti a verbale il presidente Lentini ha detto
  che non è attinente.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 1.  Chi  è  favorevole
  resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Avverto  che  la  votazione finale del disegno di legge  n.  922/A
  avverrà successivamente.


   Presidenza del presidente Cascio


             Sul processo verbale della seduta precedente

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con riferimento alla richiesta  di
  chiarimenti dell'onorevole Mancuso, deciso precisare quanto  segue:
  nella  giornata di ieri si sono tenute due sedute, la n. 354, nella
  quale  sono  stati  annunciati i congedi degli onorevoli  Buzzanca,
  Leanza  e  Picciolo  e la missione dell'onorevole  Musotto,   e  la
  seduta  n.  355, nella quale sono stati annunciati i congedi  degli
  onorevoli  Cimino, Scammacca della Bruca e Federico, per un  totale
  di sette congedi caricati nel sistema elettronico.
   Per   quanto  riguarda  l'onorevole  Spampinato,  egli   è   stato
  proclamato deputato nella prima parte della seduta n.  355,  ma   è
  stato  insediato nella carica, prestando il giuramento di rito,  in
  un secondo momento nel corso della medesima seduta.
   Il  suo  nominativo era stato perciò inserito  tra  i  congedi  in
  quanto lo stesso deputato, ai sensi dell'articolo 86, comma 2,  del
  Regolamento  interno, non era ancora entrato  nel  pieno  esercizio
  delle  proprie  funzioni, e pertanto il suo nominativo  non  poteva
  essere computato per l'accertamento del numero legale.
   Una  volta effettuato il giuramento, ai sensi dell'articolo 1  del
  Regolamento  interno, l'onorevole Spampinato non ha tuttavia  preso
  parte,  pur  essendo presente, alla votazione a  scrutinio  segreto
  sulla  proposta di insussistenza della causa di incompatibilità  in
  capo  all'onorevole  Buzzanca, e pertanto  non  ha   annullato   il
  proprio  congedo, non avendo fisicamente votato, (ai fini puramente
  parlamentari) attraverso l'inserimento della tessera personale  nel
  sistema elettronico di voto.
   Ecco perché, con riferimento alla votazione in parola, l'onorevole
  Spampinato  figura  tra i deputati in congedo,  pur  essendo  stato
  presente  alla  seduta  ai  fini  amministrativi  dal  momento  del
  giuramento.
   Ciò  premesso,  va  pienamente riconfermata la  correttezza  e  la
  legittimità  del  verbale di votazione in  questione  in  uno  alla
  fedeltà del verbale di seduta d'Aula.
   Così rimane stabilito.  Quindi,  il verbale si intende approvato.

    Annunzio di ordini del giorno numeri 714, 715, 716, 717, 710 e
                               votazione


   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati
  i seguenti ordini del giorno:

   - n. 714, degli onorevoli Pogliese e Vinciullo;
   -  n. 715  Affidamento del Canale Galermi al Consorzio di Bonifica
  di Siracusa , dell'onorevole Vinciullo;
   - n. 716, degli onorevoli Panepinto, Marineo, Panarello, Ammatuna,
  Termine, Apprendi;
   -  n.  717   Notizie  sull'accordo UE-Marocco in  tema  di  sgravi
  doganali , dell'onorevole Vinciullo.


   Presidenza del presidente Cascio


   BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente io sono intervenuto  poco  fa   anzi
  un'ora  fa  sul problema della sanità. Più di dieci  giorni  fa  ho
  depositato,  tranne che ce ne saranno altri ordine del  giorno,  un
  ordine  del giorno,  e  non penso che questi siano competenza  solo
  di  materia attinente al testo in Aula,  ma  non capisco perché  il
  mio  che  è stato  presentato più di dieci  giorni fa all'Assemblea
  non  è tra questi. E' un ordine del giorno che riguarda il problema
  della sanità:  si occupa dei laboratori di analisi.
   Forse sarà una svista,  se gli Uffici possono verificare.


   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE.  Il  primo ordine del giorno, il n.  714,   attiene  a
  materia  di  lavoro, perché parla di indotto di Termini  Imerese  e
  questioni  FIAT,  il  secondo, il n.  715,  parla  di  Consorzi  di
  bonifica  di  Siracusa, il terzo attiene alla  rete  idrica   e  il
  quarto, il n. 717, si occupa di agricoltura siciliana.
   Il  Presidente Laccato, in qualità di presidente della Commissione
   sanità', ha chiesto che  due i ordini del giorno, credo  il suo  e
  un  altro,   fossero  discussi in presenza dell'assessore   per  la
  salute,  ma l'assessore per la salute non viene in Aula  da  alcuni
  anni, quindi forse è il caso che li esaminiamo oggi.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, all'ordine  del  giorno  n.  714
  appongono la firma gli onorevoli Caputo e Apprendi. Ne do lettura:
    ...impegna il Governo della Regione ad attivarsi al fine di porre
  in   essere    tutti  quei  provvedimenti  che  sono   propedeutici
  all'attivazione  della  ZFU  del comprensorio  di  Termini  Imerese
  affinché  manifesti il proprio interesse a recuperare  investimenti
  per  la  zona  industriale in oggetto per favorire  i  giovani  che
  vogliono adoperarsi nel settore imprenditoriale creando nuovi posti
  di  lavoro ad operare con maggiore incisività nel rappresentare  le
  esigenze   di   un   territorio  messo  in  ginocchio   da   scelte
  imprenditoriali più o meno discutibili o condivisibili  al  Governo
  nazionale  allo scopo di trovare una definitiva e valida  soluzione
  che permetta di porre fine alla vertenza stessa.
   A  questo  aggiungo  che pochi minuti fa il  Ministro  Passera  ha
  dichiarato  che,  rispetto  alla  soluzione  di  Termini   Imerese,
  valuteranno nuove proposte.

   SPAMPINATO. assessore per la famiglia, per le politiche sociali  e
  il lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   SPAMPINATO. assessore per la famiglia, per le politiche sociali  e
  il  lavoro.  Signor  Presidente  volevo  invitare  i  firmatari   a
  modificare la parola   maggiore  con  ulteriore.

   PRESIDENTE.   Onorevole  assessore, gli  ordini  del  giorno  sono
  inemendabili.
   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto;   chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 715, a  firma  dell'onorevole
  Vinciullo,  che  impegna il Governo ad affidare le  competenze  sul
  canale  di Galermi al Consorzio di Bonifica di Siracusa togliendolo
  al Genio civile di Siracusa.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, credo che la cosa  migliore  sia
  fare  in  modo  che  l'Assessore  lo accetti  come  raccomandazione
  piuttosto che farlo bocciare.

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. E' accolto come raccomandazione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'ordine del giorno n. 716, a firma  degli  onorevoli
  Ammatuna,  Panepinto, Marinello, Termine, Apprendi, che impegna  il
  Governo della Regione a revocare ogni atto di nomina dei commissari
  nelle  province  in cui gli amministratori locali si  sono  opposti
  fermamente alla consegna ai soggetti gestori degli impianti e delle
  reti  di distribuzione, anche in considerazione che il 30 giugno  è
  il  termine  per lo scioglimento degli ATO previsto  da  una  norma
  nazionale;  ad  evitare  che  possano sorgere  problemi  di  ordine
  pubblico,  in considerazione che il ricorso al Prefetto,  come  nel
  caso di Siracusa, sembra prefigurare un intervento militare per  la
  consegna  degli  impianti; a dare corso rapidamente all'istruttoria
  che  consenta  l'impiego  di circa 800 milioni  di  euro,  previsti
  nell'Accordo    di    Programma   Quadro,   in   direzione    della
  infrastrutturazione idrica in Sicilia.

   DI BENEDETTO. Dichiaro di apporvi la firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, occorre  rettificare  la  parola
   revocare', nella parte impegnativa dell'ordine del giorno, con  la
  parola  sospendere'.
   Con  questa rettifica, pongo in votazione l'ordine del  giorno  n.
  716.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 717, a  firma  dell'onorevole
  Vinciullo.

   ARENA. Chiedo di apporre la mia firma.

   MINARDO. Anch'io.

   FEDERICO. Anch'io.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prede atto.
   L'ordine  del  giorno  impegna il Governo ad  adottare  presso  il
  Governo  nazionale  e  comunitario  tutte  le  iniziative  atte   a
  contrastare  questo  accordo che rappresenta,  per  l'agrumicoltura
  siciliana,   una   catastrofe  dai  risvolti   inimmaginabili;   ad
  intervenire  con una seria politica di contrasto all'invasione  del
  prodotto  agricolo  marocchino  sui  mercati  nazionali,  a  tutela
  dell'intero  comparto agricolo siciliano; a prevedere interventi  a
  sostegno  degli  agricoltori  siciliani,  onde  evitare  di  vedere
  distrutta una delle fondamentali ricchezze dell'economia regionale.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico   che  è  stato  presentato,  dagli  onorevoli  Beninati,
  Leontini,  Dina e Cordaro, l'ordine del giorno n. 710   Sospensione
  del  decreto assessoriale 0825/12 del 28.05.2012 dell'assessore per
  la   salute  e  ulteriori  atti  finalizzati  all'accorpamento   di
  laboratori di analisi convenzionati .
   Comunico  che hanno chiesto di apporre la propria firma all'ordine
  del  giorno  gli  onorevoli Vinciullo, Mancuso, Ferrara,  Campagna,
  Campagna,  Oddo, Panepinto, Caronia, Galvagno, Marinello,  Arena  e
  tutti i deputati presenti in Aula.
   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della Repubblica
     ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione recante
   'Modifiche all'articolo 17, commi 10, 11 e 12 del decreto legge 1
      luglio 2009, convertito con legge 3 agosto 2009, n. 102 ed
  all'articolo 14 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito
              con legge 30 luglio 2010, n. 122». (922/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa alla votazione finale per  scrutinio  palese
  nominale  del disegno di legge «Disegno di legge voto da  sottoporre
  al  Parlamento  della  Repubblica ai sensi  dell'articolo  18  dello
  Statuto della Regione recante 'Modifiche all'articolo 17, commi  10,
  11  e  12  del decreto legge 1 luglio 2009, convertito con  legge  3
  agosto  2009, n. 102 ed all'articolo 14 del decreto legge 31  maggio
  2010, n. 78 convertito con legge 30 luglio 2010, n. 122». (922/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

        Presenti                         52
        Votanti                          51
        Maggioranza                 26
        Favorevoli                     49
        Contrari                           2

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì,  20  giugno
  2012, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


  I  - Comunicazioni

  II  -   Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del
  Regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanze della
  rubrica:  Famiglia, politiche sociali e lavoro  (v. allegato)
  III  -  Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del
  regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanze della
  rubrica:  Risorse agricole e alimentari  (v. allegato)
  IV  -   Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del
  regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanze della
  rubrica:  Salute  (v. allegato)
  V  -  Discussione del disegno di legge:
   - Norme in materia di entrata. Finanziamento di leggi di spesa .
     (900/A) (Seguito)
             Relatore: on. Galvagno

                   La seduta è tolta alle ore 18.38

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
                            alle ore 21.15

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Risorse agricole e
                              Alimentari»

   INCARDONA. - «Al Presidente della Regione, premesso che

   dal  28.02.2011  al giorno 1.03.2001, nel territorio  di  Vittoria
  (RG),  in  contrada Giafanetto, si è abbattuta una serie di  eventi
  calamitosi;  tra  questi, una violenta tromba  d'aria  con  effetti
  devastanti  sia  sulle  strutture serricole  in  legno,  sia  sulla
  produzione:  infatti,  l'evento  calamitoso  di  cui  trattasi   ha
  distrutto  ben  120.000  mq.  di strutture  serricole  in  legno  e
  l'intera produzione in esse coltivata;

   una  valutazione  approssimativa dei danni subiti dalle  strutture
  serricole  in legno, dalla produzione in essere in quel  momento  e
  della   necessaria   integrazione  salariale  e  contributiva   dei
  lavoratori,  per un importo complessivo stimato in circa  2.500.000
  euro,  è stata espressa a seguito dei rilevamenti effettuati  dalla
  condotta   agraria   di   Vittoria  e   tempestivamente   trasmessa
  all'ispettorato  provinciale  dell'agricoltura  di  Ragusa  che  ha
  trasmesso gli atti all'Assessorato regionale delle risorse agricole
  e alimentari;

   il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, con
  nota  n.  0016042 del 21.07.2011, in ottemperanza a quanto previsto
  dal  d.lgs.  29.03.2004, n. 102, così come  modificato  dal  d.lgs.
  18.04.2008  n.  82,  ha  affermato che  gli  imprenditori  agricoli
  danneggiati avevano diritto al risarcimento

   tramite  il  fondo di solidarietà nazionale, ma tale  risarcimento
  non  poteva  essere  erogato in quanto  la  Giunta  regionale,  con
  propria  delibera  da adottarsi entro il termine perentorio  di  60
  giorni  dalla fine dell'evento calamitoso, prorogabili di ulteriori
  30 giorni in presenza di eccezionali e motivate difficoltà, avrebbe
  dovuto   chiedere   l'attivazione  degli  interventi   compensativi
  previsti dal suddetto fondo;

   sia  l'ispettorato  provinciale  di  Ragusa  dell'agricoltura  che
  l'Assessorato   regionale  Risorse  agricole  hanno   attivato   le
  procedure,   limitatamente   al   riconoscimento   dei   contributi
  previdenziali  ex legge 296/2006, art. 1, comma 1.079,  riguardante
  le  integrazioni salariali in favore dei lavoratori agricoli  nelle
  aree   colpite  da  avversità  atmosferiche  comprese   nel   piano
  assicurativo nazionale vigente;

   paradossalmente,  secondo  quanto  espresso  dal  Ministero  delle
  politiche agricole, richiesto con nota n. 35895 del 24 giugno  2001
  dalla  Regione siciliana, sull'applicabilità dell'art. 5, comma  4,
  del  piano  assicurativo agricolo 2011, le strutture  serricole  in
  legno   possono  essere  risarcite  con  le  somme  del  fondo   di
  solidarietà  nazionale, in quanto, pur essendo le stesse  strutture
  comprese  nel  piano  assicurativo vigente,  nel  concreto  nessuna
  compagnia  assicurativa ha mai manifestato né tanto meno  accettato
  la disponibilità ad accendere posizioni assicurative;

   considerato che:

   alla  luce  delle superiori considerazioni, ad oggi,  malgrado  le
  varie  forme  di proteste mirate a sensibilizzare le istituzioni  a
  tutti  i  livelli,  gli  imprenditori  agricoli  proprietari  delle
  strutture  serricole  in  legno distrutte dagli  eventi  calamitosi
  verificatisi in contrada Giafanetto nel territorio di Vittoria  dal
  28.02.2011  al  giorno  01.03.2001 non  hanno  ricevuto  indennizzo
  alcuno del danno subito;

   gli  istituti  di credito, in mancanza di polizze  assicurative  a
  copertura di eventuali danni, non attivano alcuna linea di  credito
  in favore di quegli imprenditori che intendono riavviare in proprio
  le attività distrutte;

   per sapere:

   i  motivi  dell'omessa richiesta, nei tempi  previsti  dal  d.lgs.
  29.03.2004, n. 102, così come modificato dal d.lgs. 18.04.2008,  n.
  82,  di  attivazione  degli interventi compensativi  del  fondo  di
  solidarietà nazionale in favore degli imprenditori agricoli le  cui
  strutture  serricole sono andate distrutte dagli eventi  calamitosi
  verificatisi in contrada Giafanetto nel territorio di Vittoria  dal
  28.02.2011 al giorno 1.03.2001;

   se  si  intenda  inserire nelle prossime variazioni  del  bilancio
  della   Regione   siciliana,  così  come   ritiene   necessario   e
  indifferibile l'interrogante, la somma occorrente, secondo le stime
  fatte   dalla  condotta  agraria  di  Vittoria,  a  risarcire   gli
  imprenditori e operatori agricoli per il danno subìto dai  suddetti
  eventi calamitosi». (2124)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «Con  l'atto ispettivo parlamentare 2124 del 5 ottobre
  2011,  l'onorevole Incardona ha richiesto chiarimenti in  ordine  a
  presunte omissioni e/o inadempienze nonché sulle misure urgenti  da
  adottare  a seguito dei gravi danni causati dagli eventi calamitosi
  verificatisi in c/da Giafanetto nel territorio di Vittoria (RG) dal
  28 febbraio 2011 al 1 marzo 2011.
   Con   riferimento   alle  richieste  di  delucidazioni   contenute
  nell'interrogazione in questione, si rappresenta   prioritariamente
  che,  per quanto concerne i danni arrecati al comparto agricolo  da
  avversità   atmosferiche,  il  competente  Dipartimento   regionale
  Interventi Strutturali per l'Agricoltura, opera in ottemperanza  al
  disposto  del  D.lgs. n.102/04, modificato dal D.lgs. n.82/08,  che
  prevede,  prioritariamente, il ricorso  alle  polizze  agevolate  a
  favore  delle  aziende agricole rientranti nel  Piano  Assicurativo
  Agricolo  Annuale;  inoltre,  il  predetto  Dipartimento  regionale
  agisce,  in  aggiunta  a  quanto  sopra  rappresentato,  attraverso
  interventi compensativi alle aziende agricole ricadente nelle  zone
  delimitate, a condizione che i danni subiti non siano inferiori  al
  30% della Produzione Lorda Vendibile aziendale.
   Tale  normativa esclude dall'indennizzo i danni causati, da eventi
  avversi,  a  produzioni o strutture agricole rientrante  nel  Piano
  Assicurativo Agricolo Annuale, predisposto dal competente Ministero
  delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
   La   problematica  citata nell'interrogazione rientra  tra  quelle
  previste  nel  Piano  Assicurativo Agricolo  Annuale  e  quindi  va
  esclusa dagli interventi compensativi.
      L'Ispettorato  Provinciale  dell'Agricoltura  di   Ragusa,   ha
  formulato nel rispetto delle norme e disposizioni, una procedura di
  delimitazioni territoriale ai fini del riconoscimento  dei benefici
  di  cui all'art. 1 comma 1079 della legge 296/2006 e la proposta in
  questione  è stata   inoltrata  alle competenti strutture  centrali
  dell'  Assessorato regionale delle Risorse Agricole ed  Alimentari,
  che   non  appena  a  conoscenza della questione  in  esame,  hanno
  chiesto  al Ministero delle Politiche agricole, di esprimersi sulla
  problematica delle serre in legno e film di plastica. Il Ministero,
  nel  riscontrare la suddetta richiesta con nota prot. n. 16042  del
  21/7/2011,  ha   risposto  che  le serre  avrebbero  dovuto  essere
  coperte  da  assicurazione; pertanto in assenza di tale  condizione
  non  poteva  essere corrisposto l'indennizzo tranne che gli  stessi
  imprenditori o le loro organizzazioni, avessero segnalato in  tempo
  e  cioè prima dell'evento, la mancata possibilità di assicurare  le
  suddette serre con struttura in legno.
   Ovviamente  la  richiesta  di  declaratoria  del  danno,   facendo
  intervenire  ex  post  il  Fondo di Solidarietà  Nazionale,  doveva
  deliberarsi nei termini previsti dal D.lgs 102/2004 e cioè entro 60
  gironi dal verificarsi dell'evento o al massimo entro 90 giorni nei
  casi  di  ulteriore eccezionalità; termine abbondantemente superato
  dal momento in cui gli Uffici ne sono venuti a conoscenza.
   Detto  ciò, si evidenzia come in realtà l'Assessorato,  nelle  sue
  articolazioni  centrali e  periferiche, non erano a conoscenza  del
  rifiuto,  da  parte  delle  Compagnie  assicurative,  di  stipulare
  contratti  a  difesa delle serre in legno, altrimenti si  sarebbero
  attivate,   nei  tempi  previsti,  a  richiedere  la   declaratoria
  nazionale.
   Per   quanto   riguarda  il  secondo  punto  dell'atto   ispettivo
  parlamentare   in   argomento,  si  precisa  che  la   problematica
  sollevata, oltre che essere di carattere  strettamente finanziaria,
  riveste connotazioni di natura  normativa, in quanto  relegata alle
  modalità applicative del Fondo di Solidarietà Nazionale».

  L'Assessore

  dott. Elio D'Antrassi

   INCARDONA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  risorse agricole e alimentari, premesso che:

   la  Regione  siciliana  ha realizzato un  centro  per  le  colture
  protette all'interno dell'aeroporto 'Vincenzo Magliocco';

   tale  struttura, già da tempo ultimata dal 2007,  è  costata  alle
  casse della Regione circa 200 mila euro ma non è mai stata avviata;

   considerato che:

   gli  interventi  a  sostegno degli enti di  ricerca  applicata  in
  agricoltura  hanno  visto un accorpamento al  centro  operativo  di
  Acireale della sezione distaccata di Vittoria dell'osservatorio per
  le  malattie delle piante, specializzato in attività di  ricerca  e
  sperimentazione;

   le competenze ed attività dell'agenzia Asca (analisi e servizi per
  la   certificazione   in   agricoltura)  di   Ispica   sono   state
  ridimensionate    e   trasferite   all'istituto     zooprofilattico
  sperimentale;

   nell'azienda  agricola sperimentale Don Pietro di Ragusa,  che  fa
  parte  del  CO.RE.RAS., sono stati investiti circa 4,5  milioni  di
  euro (fra le attività rientra il progetto di selezione clonale  dei
  vitigni  autoctoni),  ma ad oggi risultano  esserci  difficoltà  di
  ordine  finanziario  in  relazione al  rinnovo  dei  contratti  dei
  tecnici, non ancora siglati;

   il centro di ricerca applicata in agricoltura di contrada Perciata
  non  ha  mai  funzionato secondo quelle che erano gli  scopi  e  le
  previsioni  originarie, nonostante l'immissione  in  ruolo  di  sei
  tecnici avvenuta nel 2010;

   per  sapere quali linee di intervento la Regione abbia programmato
  a sostegno dei centri di ricerca in agricoltura». (2125)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «Con  l'atto ispettivo parlamentare 2125 del 5 ottobre
  2011,  l'onorevole Incardona  ha richiesto notizie  in ordine  alle
  linee di sostegno ai centri di ricerca in agricoltura.
   In  riferimento all'interrogazione in argomento si rappresenta che
  il  competente  Dipartimento regionale Interventi  Infrastrutturali
  per    l'Agricoltura   ha   regolarmente   proseguito    l'attività
  sperimentale/divulgativa che ha avuto come obiettivo prioritario il
  collaudo  delle  innovazioni e la diffusione  delle  conoscenze  al
  mondo agricolo siciliano.
   Tuttavia,   si   precisa,   che   è  stato   necessario   rivedere
  l'organizzazione  di  alcuni  centri sperimentali,  nell'ottica  di
  rendere  più  efficiente  e  razionale  l'attività  svolta  e,  nel
  contempo, contenere la spesa pubblica.
   Tale  approccio,  peraltro, è espressamente  dettato  dall'attuale
  indirizzo politico.
   Nel  caso specifico dell'Unità Operativa Specializzata  Analisi  e
  servizi per la certificazione in agricoltura  - A.S.C.A. di Ispica,
  è  stata avviata una collaborazione con l'Istituto Zooprofilattico,
  al fine di garantire il servizio di analisi in modo continuativo  e
  più efficiente.
   Si   ricorda,  infatti,  che  il  divieto  posto  dalla  normativa
  regionale di assumere (anche a contratto), da un lato, e  la  forte
  riduzione delle risorse finanziarie della Legge 499/99, dall'altro,
  hanno compromesso lo svolgimento dell'attività in modo regolare.
   Infine,    appare   opportuno   formulare   alcune   precisazioni,
  relativamente all'Azienda Don Pietro ed al Centro di ricerca Ibleo,
  rispetto  a quanto riportato nelle premesse dell'interrogazione  in
  oggetto.
   Azienda  Don  Pietro  di Comiso: l'attività  programmata  è  stata
  regolarmente  espletata presso l'azienda Don Pietro,  ivi  compresa
  quella relativa alla selezione clonale di vitigni autoctoni. A  far
  data  dal  30/11/2011, i beni dell'Azienda in questione sono  stati
  consegnati  al  competente Dipartimento regionale degli  Interventi
  Infrastrutturali per l'Agricoltura.
   Centro  di  ricerca  Ibleo  (Contrada Perciata,  Comiso):  è  bene
  precisare  che  non  si tratta di un Ente con  una  propria  figura
  giuridica,  bensì  di  un Centro dotato di strutture,  ove  vengono
  svolte  le  attività di ricerca e sperimentazione, in  partenariato
  con la Provincia regionale di Ragusa e con l'Università degli studi
  di Catania.
   Tanto  premesso vengono, qui di seguito, menzionati gli interventi
  realizzati:
   a)  sono state ripristinate delle serre esistenti ( già realizzate
  dall'Università di Catania);
   b)   è  stato  reso  funzionante  un  laboratorio  già  esistente,
  mediante   l'acquisto   di   reagenti  ed  alcune   apparecchiature
  necessarie;
   c)  sono  state realizzate nuove infrastrutture quali  bancali  di
  coltivazione,   necessarie  allo  svolgimento   di   alcune   prove
  sperimentali;
   d)  è  stato  ripristinato l'impianto di  Susino,  sede  di  prove
  sperimentali prevista dal progetto;
   e)  sono  stati  allestiti  dei campi  sperimentali,  completi  di
  raklativi  impianti di irrigazione, atti alle semine parcellari  di
  piante  biocide  etc.,  per  consentire  lo  svolgimento  di  prove
  sperimentali previste dal progetto;
   f)  si  è  provveduto a realizzare un impianto di  fertirrigazione
  computerizzato, completo di vasca di accumulo di acqua;
   g)   su  decisione  del  comitato  tecnico-  scientifico  è  stato
  eseguito  il livellamento di circa un ettaro di terreno, che  dovrà
  ospitare  il  primo  nuovo nucleo di serre;  infatti  è  stato  già
  conferito  l'incarico  per  la realizzazione  di  tre  serre  fisse
  multitunnel  ed è stato pubblicato un nuovo bando, già chiuso,  per
  la  realizzazione  di un'altra serra fissa multitunnel,  che  dovrà
  ospitare la coltivazione dei piccoli frutti».

  L'Assessore

  dott. Elio D'Antrassi