Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
CORDARO segretario f.f., dà lettura dei processi verbali delle
sedute nn. 358 e 359 del 26 giugno 2012 che, non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposta scritta a interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la risposta scritta, da parte
dell'Assessore per il Territorio e l'Ambiente, alla seguente
interrogazione:
N. 2498 - Notizie sull'avviso di gara per l'ammodernamento
tecnologico e il potenziamento operativo del sistema di
radiocomunicazione del Corpo forestale della Regione siciliana.
Firmatario: Corona Roberto
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della presente seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli:
Scammacca, Arena, De Benedictis, e Falcone per oggi;
Greco dal 3 al 5 luglio 2012;
Picciolo dal 29 giugno all'8 luglio 2012 per motivi di salute;
Marinese dal 3 al 6 luglio 2012.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Campagna è stato in missione
dal 26 al 28 giugno per motivi istituzionali.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Sistema educativo integrato per la prima infanzia. (n. 935)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Laccoto in
data 2 luglio 2012.
- Modifica dell'articolo 2 della legge regionale 6 aprile 1996, n.
29. (n. 936)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Pogliese, Falcone e Caputo in data 2 luglio 2012.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
di legge
alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati ed inviati
alle competenti Commissioni:
BILANCIO (II)
- Utilizzo dei residui Fondi PAR FAS 2007/2013 per il
finanziamento dei cantieri di lavoro a favore degli enti locali e
degli enti di culto. (n. 934)
di iniziativa parlamentare, presentato il 29 giugno 2012 e inviato
il 2 luglio 2012.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Nuove norme in materia di panificazione. (n. 932)
di iniziativa governativa, presentato il 26 giugno 2012 e inviato
il 28 giugno 2012.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Istituzione e riconoscimento della funzione sociale e sportiva
del Comitato paraolimpico della Regione siciliana. (n. 933)
di iniziativa parlamentare, presentato il 29 giugno 2012 e inviato
il 2 luglio 2012.
Comunicazione di invio di disegni di legge alla competente
Commissione
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alla competente
Commissione Ambiente e Territorio' (IV):
- Norme per la funzionalità degli interventi e l'occupazione nel
settore forestale. (n. 929)
di iniziativa parlamentare, inviato il 28 giugno 2012, parere V.
- Interventi per effettuare una nuova riperimetrazione dei parchi
e delle riserve. (n. 931)
di iniziativa parlamentare, inviato il 28 giugno 2012.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico il parere reso dalla Commissione Ambiente e
territorio' (IV):
- Gestione integrata dei rifiuti. Piano di individuazione di
bacini territoriali di dimensione diversa da quella provinciale ex
articolo 5, commi 2 e 2 bis, della legge regionale 8 aprile 2010,
n. 9. Deliberazione della Giunta regionale n. 201 del 21 giugno
2012. (n. 248/IV).
pervenuto in data 27 giugno 2012, inviato in pari data, reso in
data 28 giugno 2012.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed
assegnate alla Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Camera di Commercio di Messina. Designazione componente
effettivo del Collegio dei revisori dei conti. (n. 249/I).
pervenuto in data 02 luglio 2012 e inviato in data 03 luglio 2012.
- Ente parco delle Madonie. Designazione componente effettivo del
Collegio dei revisori dei conti. (n. 250/I).
pervenuto in data 02 luglio 2012 e inviato in data 03 luglio 2012.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Ambiente e
territorio' (IV), nella seduta n. 264 del 20 giugno 2012, ha
approvato la risoluzione Azioni da intraprendere per garantire la
ripresa dell'attività del Madonne Golf Club' di Collesano (n.
24/IV).
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2660 - Notizie sulle procedure di aggiudicazione dei lavori di
ristrutturazione dei bacini gestiti dalla Bacini di Palermo s.p.a.
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Faraone Davide
N. 2662 - Iniziative a sostegno delle imprese siciliane.
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2663 - Notizie circa il decreto n. 2376 del 14 giugno 2012 del
Direttore generale della Formazione professionale.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Caputo Salvino
N. 2664 - Chiarimenti sulla procedura di assegnazione del feudo
Verbumcaudo di Polizzi Generosa (PA), bene confiscato alla mafia.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Caputo Salvino
N. 2665 - Notizie sui piani di controllo e di eradicazione della
brucellosi.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Salute
Firmatario: Caputo Salvino
N. 2666 - Commissariamento della cooperativa 'La Casa del Sole'.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2670 - Notizie in merito al trattamento del personale
proveniente dalle società regionali poste in liquidazione.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatari: Maira Raimondo; Cascio Salvatore; Caronia Maria Anna;
Cordaro Salvatore
N. 2671 - Iniziative per incrementare le risorse
disponibili nel POR FSE Sicilia 2007/ 2013, asse III.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2672 - Iniziative urgenti al fine di garantire i lavoratori del
Madonie Golf Club in ordine all'annunciata vendita della società.
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Cordaro Salvatore
N. 2673 - Utilizzo dei fondi residui relativi ai cantieri di
lavoro.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Firmatari: Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore
N. 2675 - Iniziative urgenti al fine di rendere operative le
disposizioni contenute nella legge regionale n. 25 del 2011 in
materia di aiuti alle imprese siciliane.
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: Digiacomo Giuseppe
N. 2676 - Iniziative volte alla salvaguardia dei lavoratori
impegnati nella formazione professionale.
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Apprendi Giuseppe
N. 2679 - Iniziative per la verifica dell'applicazione delle norme
in materia di composizione delle giunte nei comuni siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Di Benedetto Giacomo
N. 2680 - Nomina del Dirigente generale del Dipartimento Pesca.
- Presidente Regione
Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore; Falcone Marco;
Vinciullo Vincenzo
N. 2684 - Nomina del commissario straordinario del Comune di
Floresta (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore; Falcone Marco;
Caputo Salvino
N. 2690 - Notizie sui corsi di formazione per 'operatori tecnici
subacquei' e sull'esclusione dell'ente CEDIFOP dai progetti di cui
al c.d. 'Avviso 20'.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Lentini Salvatore
N. 2691 - Notizie sulla valutazione dei progetti di cui al c.d.
'Avviso 20' e sulle eventuali irregolarità in sede di attribuzione
dei punteggi.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Lentini Salvatore
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2661 -Iniziative per lo snellimento delle procedure previste
nel 'vademecum per l'adozione del costo standard' nel settore della
formazione professionale.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Scoma Francesco
N. 2667 - Iniziative a livello centrale in favore
dell'inapplicabilità dell' IMU in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Cimino Michele
N. 2668 - Notizie in ordine ai provvedimenti intrapresi dal
Governo regionale per migliorare i servizi di collegamento e i
servizi sanitari nelle isole e negli arcipelaghi della Sicilia.
- Presidente Regione
Firmatario: Mineo Francesco
N. 2669 - Notizie in merito alle disposizioni per favorire il
superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli
edifici privati e sull'erogazione dei contributi previsti.
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Incardona Carmelo
N. 2674 - Notizie in ordine alla redazione del piano di
comunicazione istituzionale della Regione siciliana per l'anno
2012.
- Presidente Regione
Firmatario: Corona Roberto
N. 2677 - Iniziative per contrastare i fenomeni di inquinamento
che colpiscono le coste siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 2678 - Iniziative per evitare la soppressione del servizio
antincendio nel comune di Castel di Judica (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: Falcone Marco
N. 2681 - Modifica della circolare del 23 ottobre 2004, n. 4, in
materia di grande distribuzione commerciale.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore; Falcone Marco;
Caputo Salvino
N. 2682 - Effetti della sentenza della Corte costituzionale n. 340
del 2009 sul procedimento di adozione da parte degli enti locali
dei piani delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari.
- Presidente Regione
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore; Falcone Marco;
Caputo Salvino
N. 2683 - Notizie sui criteri di attuazione del piano di rientro
sanitario adottati presso l'Azienda sanitaria provinciale n. 5 di
Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore; Falcone Marco;
Caputo Salvino
N. 2685 - Iniziative a livello centrale a sostegno del trasporto
ferroviario regionale.
- Presidente Regione
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore; Falcone Marco;
Caputo Salvino
N. 2686 - Misure per porre rimedio alle inadempienze della Regione
siciliana in materia di concessione di benefici per invalidi
civili.
- Assessore Salute
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore; Falcone Marco;
Caputo Salvino
N. 2687 - Trasferimento al patrimonio regionale di aree e beni
mobili militari dismessi.
- Presidente Regione
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore; Falcone Marco;
Caputo Salvino
N. 2688 - Iniziative per garantire l'utilizzo gratuito dei mezzi
di trasporto pubblico agli appartenenti alle forze dell'ordine.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Giuffrida Salvatore
N. 2689 - Notizie sul mancato avvio dei corsi di formazione per
operatore socio-sanitario.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Salute
Firmatario: Giuffrida Salvatore
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Comunicazione di apposizione di firma a interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta il 28 giugno 2012 e
protocollata al n. 5837/AulaPG del 2 luglio successivo, l'onorevole
Vinciullo, anche a nome degli onorevoli Pogliese, Falcone e Caputo,
ha chiesto di apporre la firma all'interrogazione n. 2358 Notizie
in merito alla mancata applicazione della legge n. 10 del 2011 (di
conversione del decreto-legge c.d. Milleproroghe) agli eventi
calamitosi del 22 novembre 2011 .
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decadenza e di decadenza di firma da atti di
indirizzo politico ed ispettivi
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della decadenza dalla carica
di deputato regionale dell'onorevole Buzzanca decadono gli atti di
indirizzo politico ed ispettivi appresso indicati:
- mozioni nn. 230, 358;
- interrogazioni nn.: 215, 970, 1191, 1505, 1522, 1547, 2432.
Ne decade, altresì la firma dai seguenti atti di indirizzo
politico e ispettivi:
- mozioni nn.: 41, 42, 44, 62, 63, 64, 65, 128, 167, 196, 207,
212, 213, 214, 217, 221, 232, 251, 256, 268, 270, 283, 286,
287, 290, 299, 300, 305, 310, 312, 319, 329, 333, 339, 341,
360;
- interrogazioni nn.: 196, 546, 645, 769, 1076, 1091, 1145, 1296,
1408, 1411, 1412, 1413, 1435, 1678, 1855, 1880, 1952, 2023, 2024,
2025, 2128, 2166, 2169, 2212, 2307, 2358, 2431, 2470, 2567.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 26 giugno 2012, pervenuta
il 2 luglio successivo e protocollata al n. 5858/AULAPG del 3
luglio 2012, l'onorevole Antonio D'Aquino ha dichiarato, a norma
dell'art. 23 del Regolamento interno, che intende appartenere al
Gruppo parlamentare MPA Movimento per le Autonomie - Alleati per
il Sud .
Dal 2 luglio, pertanto, l'onorevole D'Aquino cessa contestualmente
di far parte del Gruppo Misto.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreto presidenziale relativo alla nomina di
Assessore
per l'istruzione e la formazione professionale
PRESIDENTE. Invito il deputato Segretario a dare lettura del
decreto presidenziale n. 307/Area 1 S.G. del 30 giugno 2012,
trasmesso con nota prot. n. 30050 di pari data dalla Segreteria
generale della Presidenza della Regione, qui pervenuta il 3 luglio
successivo (protocollata al n. 5860/AulaPg-CPPg di pari data),
relativo alla nomina dell'avvocato Accursio Gallo ad Assessore
regionale preposto all'Assessorato dell'istruzione e della
formazione professionale, ed alla contestuale cessazione delle
funzioni di Assessore ad interim del predetto ramo
dell'Amministrazione regionale da parte del Presidente della
Regione.
CORDARO, segretario f.f.:
«D.P. n. 307/Area 1 /S.G.
IL PRESIDENTE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9, come sostituito dall'articolo
1, comma 1, lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n.
2, che, nel prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto
del Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare
e revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTO il decreto presidenziale 10 maggio 2001, n. 8 concernente la
disciplina degli uffici di diretta collaborazione del Presidente
della Regione e degli Assessori regionali, ed in particolare
l'articolo 2, comma 12;
VISTA la propria nota prot. n. 2672 del 24 aprile 2008 con la
quale, a seguito della proclamazione alla carica di Presidente
della Regione Siciliana, resa nota dalla Corte di Appello di
Palermo con nota prot. P/08/67/El. Reg. del 24 aprile 2008, sono
state assunte le relative funzioni;
VISTO il decreto presidenziale 27 maggio 2008, n. 278, pubblicato
nella GURS n. 24 del 30.5.2008, con il quale è stato costituito il
Governo della Regione siciliana della XV legislatura;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione siciliana;
VISTO il Decreto Presidenziale n. 544/Area 1 /S.G. dell'1 ottobre
2010, pubblicato nella GURS n. 46 del 22.10.2010, con il quale il
Presidente della Regione ha nominato gli Assessori regionali con
relative preposizioni ai rami dell'Amministrazione regionale;
VISTO il Decreto Presidenziale n. 266/Area 1 /S.G. del 14 giugno
2012 con il quale a seguito delle dimissioni del prof. Mario
Centorrino dalla carica di Assessore regionale dell'istruzione e
della formazione professionale, il Presidente della Regione ha
assunto, temporaneamente, le funzioni di Assessore regionale al
predetto ramo di Amministrazione, al fine di assicurare continuità
nell'esercizio delle funzioni politico-amministrative;
RITENUTO di nominare Assessore regionale l'Avv. Accursio Gallo,
nato a Palermo il 6 agosto 1960, con preposizione dello stesso
all'Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione
professionale e contestuale cessazione dalle funzioni
temporaneamente assunte, per il predetto ramo di Amministrazione,
dal Presidente della Regione;
DECRETA
Art. 1
Per quanto in premessa specificato, l'Avv. Accursio Gallo è
nominato Assessore regionale ed è preposto all'Assessorato
regionale dell'istruzione e della formazione professionale;
contestualmente cessano le funzioni di Assessore regionale
dell'istruzione e della formazione professionale assunte,
temporaneamente, dal Presidente della Regione.
Art. 2
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione Siciliana.
Palermo, li 30 giugno 2012
IL PRESIDENTE
(On.le Dott. Raffaele
Lombardo)»
L'Assemblea ne prende atto.
Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del Regolamento
interno,
di interrogazioni e di interpellanze della rubrica Salute
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Salute .
Comunico che per assenza dei rispettivi firmatari, le
interrogazioni numero 1743 Iniziative a sostegno del personale
impiegato a tempo parziale presso l'azienda sanitaria provinciale
di Ragusa , a firma dell'onorevole Incardona, e numero 2005
Chiarimenti sulla scoperta di larve sul corpo di un paziente nel
reparto di rianimazione del Policlinico di Messina , dell'onorevole
Limoli, si intendono presentate con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 2127 Notizie sulla chiusura
del servizio mensa per i dipendenti dell'ospedale Umberto I di
Siracusa , dell'onorevole Vinciullo.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
l'azienda sanitaria provinciale di Siracusa ha deciso di chiudere
il servizio mensa per i dipendenti dell'ospedale Umberto I di
Siracusa;
la decisione è stata presa senza fornire alcuna comunicazione al
personale che, di fatto, si è visto privare all'improvviso di un
servizio essenziale e fondamentale;
visto che:
la scelta dell'ASP siracusana è stata criticata da tutto il
personale sanitario e parasanitario del nosocomio aretuseo;
il servizio è un diritto riconosciuto ai lavoratori ed è frutto di
una contrattazione decentrata. La stessa volontà dell'azienda di
sostituire il servizio con buoni pasto, tra l'altro mai arrivati ai
lavoratori, va concordata con i sindacati, secondo quanto stabilito
dalle più elementari norme sul diritto dei lavoratori;
la cancellazione della mensa aziendale ha anche gravissime
ripercussioni sull'occupazione locale, considerato che il personale
addetto al servizio mensa sarà inevitabilmente licenziato;
considerato che:
sembrerebbe che la scelta, da parte dei vertici dell'ASP, di
eliminare il servizio mensa sia legata alla necessità di allargare
l'area dedicata al servizio urgenza;
se ciò fosse confermato, non si comprende perché, per fare dei
lavori di ampliamento, si debba eliminare un servizio per i
lavoratori. Basterebbe semplicemente individuare altri locali da
destinare a mensa e questa sarebbe la soluzione più logica. Ma, è
risaputo che all'ASP di Siracusa la logica è spesso un optional;
una possibile motivazione potrebbe anche essere quella di un
risparmio economico per l'ASP, ma tale giustificazione dovrebbe
essere supportata dall'effettiva perdita causata dal servizio
mensa, tenendo conto che i lavoratori dell'Umberto I di Siracusa
compartecipano ai costi gestionali;
per sapere:
quali siano i reali motivi che hanno causato la chiusura, da parte
della ASP n. 8, del servizio mensa presso l'ospedale Umberto I di
Siracusa;
se tale chiusura sia stata preventivamente concordata con le
organizzazioni sindacali e se c'erano le condizioni giuridiche per
farla;
per quale motivo non sia stata data, agli operatori ospedalieri,
preventiva comunicazione di tale drastica decisione;
se non ritengano opportuno inviare un ispettore all'ospedale
Umberto I di Siracusa, al fine di dare esaurienti risposte alle
numerose domande che si pongono gli operatori sanitari e
parasanitari dell'ospedale aretuseo». (2127)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per la salute per rispondere
all'interrogazione.
RUSSO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, in ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con la
quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie sulla chiusura del
servizio mensa per i dipendenti dell'Ospedale Umberto I di
Siracusa, si rappresenta di seguito quanto relazionato dall'Azienda
sanitaria provinciale di Siracusa.
Le organizzazioni sindacali hanno richiesto di assicurare
uniformità di trattamento ai dipendenti dell'ASP, stante che i
dipendenti dell'ex A.O. Umberto I utilizzavano i vecchi locali
mensa dell'ospedale di Siracusa mentre i restanti dipendenti (ex
AUSL 8) fruivano dei buoni sostitutivi della mensa.
Quindi, è stata concordata con le medesime organizzazioni
l'adozione di un nuovo regolamento finalizzato ala generale
attribuzione del servizio sostitutivo di mensa tramite buoni pasto
con l'abbandono della mensa ospedaliera.
Quanto sopra è stato sancito nel verbale della contrattazione
decentrata del 29 luglio 2011 in perfetta adesione con le norme
contrattuali di confronto sindacale.
Il regolamento, sottoscritto dalle organizzazioni sindacali delle
tre aree contrattuali ha avuto esecuzione a partire dall'1 ottobre
2011 e ciò ha contestualmente comportato, con la medesima
decorrenza, la chiusura dei locali adibiti a mensa presso il P.O.
Umberto I.
Il predetto regolamento è stato diramato, con nota protocollo N.
13246/SP dell'11 ottobre 2011, a tutti i responsabili delle UU.OO.
nonché alle organizzazioni sindacali firmatarie dei contratti
collettivi nazionali di lavoro, al fine di darne ampia diffusione a
tutti i dipendenti dell'ASP.
Il medesimo regolamento è stato, altresì, pubblicato sul sito
aziendale.
Per quanto riguarda gli spazi precedentemente occupati dalla mensa
aziendale, gli stessi potranno essere utilmente riconvertiti, vista
la loro favorevole allocazione, per l'ampliamento delle UOC di
Rianimazione e del pronto Soccorso che necessitano di ulteriori
spazi.
Si precisa infine che sull'argomento non è mai intervenuto nessun
esposto né rilievo da parte di alcuno.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiarasi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
assessore, dovremmo gridare al miracolo perché oggi finalmente
abbiamo il piacere, l'onore, non so quale altro aggettivo trovare
per indicare la presenza in Aula dell'Assessore Russo.
Signor assessore, lei è sicuramente una persona preparata, ma chi
le prepara le risposte preparato non è.
Credo che anche l'onorevole Marziano sull'argomento abbia fatto
una medesima interrogazione parlamentare perché questo accordo è
stato firmato solo con qualche sigla sindacale e non tiene conto
che vi è una differenza di fondo tra i lavoratori dell'ex ASP e i
lavoratori dell'ex ospedale Umberto I di Siracusa perché i
lavoratori dell'ex ASP, cioè dell'Azienda Sanitaria di Siracusa,
per essere chiari, sono lavoratori che fanno l'orario dalle 2 alle
14 e, quindi, finito l'orario di lavoro possono ritornare a casa
tranquillamente oppure possono andare dove vogliono a consumare i
buoni pasto preparati dal manager dell'ASP.
Diversa è la situazione per coloro i quali lavorano all'interno
della struttura ospedaliera, stiamo parlando di infermieri, tecnici
di laboratorio, medici, che spesso, proprio perché c'è cronica
carenza di personale all'interno dell'ASP di Siracusa, sono
costretti a fare turni massacranti e andare oltre le sei ore
consentite, oltre al fatto che da un po' di tempo tutti i medici e
i paramedici della provincia di Siracusa risultano tutti un po'
asini, tanto è vero che i concorsi li vincono palermitani,
catanesi, tanti suoi concittadini trapanesi, tranne i siracusani
che improvvisamente sono diventati un po' ignoranti.
Allora il risultato qual è? Che questi medici o paramedici, che
hanno la reperibilità, non avendo dove andare rimanevano in
ospedale e di conseguenza avevano bisogno della mensa e del resto
non è una cosa che ci siamo inventati noi.
Per mesi i lavoratori hanno protestato sul fatto che la mensa
presso l'ospedale Umberto I di Siracusa era stata chiusa, credo che
si tratti di uno dei pochi ospedali in Sicilia in cui la mensa è
stata chiusa - abbiamo anche questo triste primato, ne prendiamo
atto con malcelata soddisfazione - e di conseguenza nell'esprimere
tutta la mia soddisfazione per la presenza in Aula dell'assessore,
non posso che dichiararmi totalmente insoddisfatto della risposta
fornita, anche in considerazione del fatto che è leggermente in
ritardo, poiché le è stata assegnata il 4 novembre del 2011, siamo
al 4 luglio del 2012, credo che siano passati 8 - 9 mesi, un tempo
lunghissimo che nel resto d'Europa caratterizza il passaggio da
un'era ad un'altra; per noi 8 - 9 mesi sono necessari per venire
in Aula e rispondere ad un'interrogazione che fra le altre cose era
del 6 ottobre 2011. Grazie.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 2412 Chiarimenti
sullo stato della salute della sanità pubblica nelle zone sud della
provincia di Siracusa , a firma dell'onorevole Vinciullo.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana 33 del 17 luglio
2009 è stato pubblicato il provvedimento di rifunzionalizzazione
dell' ospedale Avola-Noto che prevedeva: 'Presso lo stabilimento di
Avola saranno attivati processi di
rifunzionalizzazione avuto riguardo ai dati epidemiologici ed alle
esigenze sanitarie del territorio perseguendo l'integrazione con la
medicina ambulatoriale e territoriale';
questo provvedimento sanciva, fra l'altro, l'impoverimento della
zona sud di figure apicali consequenziali a 'L'accorpamento dei
presidi di Siracusa, Noto e Avola con conseguente revisione
organica dell'assetto delle posizioni apicali relative a direzione
sanitaria, radiologia, laboratorio analisi, farmacia, anestesia e
rianimazione, nonché per le discipline per le quali è possibile un
accorpamento delle unità operative';
successivamente, in data 28 gennaio 2011, nella GURS n. 5 veniva
pubblicato il decreto dell'Assessorato regionale Salute 30 dicembre
2010, che contiene a pag. 26 una semplice tabella riassuntiva dove,
senza alcuna nota esplicativa, viene inserito e indicato il P.O.
Trigona di Noto fra i presidi ospedalieri da rifunzionalizzare e
con un PTA da realizzare a Noto entro il 31/12/2010;
la pubblicazione di questa 'Tabella' causò unanimi proteste e
reazioni negative e il rifiuto di tale indicazione da parte dei
cittadini, delle istituzioni locali, del mondo politico e dei
movimenti cittadini di Noto e di altri comuni della zona sud della
provincia di Siracusa;
in risposta a dette proteste, si decise di affidare le risoluzioni
della problematica evidenziata ad una commissione super partes di
cui facevano parte, oltre all'AGENAS, anche un tecnico per il
comune di Noto ed un tecnico per il comune di Avola, al fine di
elaborare uno studio per la ricerca della migliore delle soluzioni
da adottare al fine di razionalizzare e rafforzare il sistema e
l'offerta sanitaria nell'intera zona sud ed in particolare in
riferimento alla rifunzionalizzazione dell'ospedale Unico Avola-
Noto, posto al servizio di oltre 100.000 residenti;
preso atto che:
in seguito a dette decisioni, presso la Prefettura di Siracusa,
sono stati depositati un documento AGENAS ed un documento del
tecnico del comune di Noto, in forte contrasto per contenuti e
conclusioni;
i due documenti depositati presso la Prefettura di Siracusa non
sono stati mai sottoposti al vaglio della VI Commissione
legislativa permanente dell'ARS 'Servizi sociali e sanitari' per un
eventuale parere definitivo;
il documento AGENAS dell'11 marzo 2011 è stato ufficialmente
recepito dall'ASP di Siracusa con atto pubblico motivato assieme al
documento del tecnico di Noto;
non esiste un piano industriale proposto dal direttore generale
dell'ASP di Siracusa nè tantomeno la cronologia temporale imposta
allo stesso;
considerato che:
la AGENAS ha concluso il suo studio con una relazione,
fortemente contestata dalle amministrazioni comunali
della zona sud, dai tribunali dei diritti del malato, dalle
organizzazioni sindacali;
la commissione AGENAS ha ritenuto opportuno interpretare il
mandato, attribuendo al plesso unico una missione 'bipolare' con
l'accentramento, in un unico presidio, dei Posti/Letto per acuzie e
delle funzioni tipicamente ospedaliere e in un altro presidio dei
posti-letto per post-acuzie e delle funzioni prettamente
territoriali;
il 'Modello Bipolare', proposto e voluto fortemente dai tecnici
AGENAS, perpetua uno stato di criticità assistenziale in danno dei
pazienti lungodegenti e ricoverati per riabilitazione post-
operatoria, in quanto accentua i fattori di aumento del rischio
clinico che, invece, verrebbero ridotti se acuti e post-acuti
stessero in uno unico presidio ospedaliero, dotato di almeno 200
posti letto;
i pazienti ricoverati, nei reparti di lungodegenza e
riabilitazione, sono da ritenere pazienti 'critici' e come tali,
obbligatoriamente, da sistemare in area ospedaliera contigua ai
reparti per acuti;
il direttore generale dell'ASP di Siracusa nel programmare il
trasferimento di tutti i reparti per acuti presso lo stabilimento
di Avola e i reparti di riabilitazione e lungodegenza presso lo
stabilimento di Noto, sta agendo senza una direttiva chiara,
esplicita e motivata emanata dall'Assessorato regionale Salute;
in carenza di esplicite indicazioni dell'Assessorato
regionale Salute, il direttore generale dell'ASP di Siracusa ha già
bandito una gara di appalto che prevede la costruzione di un'altra
sala gessi, un'altra sala parto e un'altra sala operatoria sapendo
che le suddette strutture sono già ampiamente presenti presso lo
stabilimento di Noto;
nell'ottica del piano di rientro, voluto dal Ministero per la
Salute, che sta imponendo enormi sacrifici economici a tutti i
siciliani, e in questo periodo di grave crisi congiunturale, che
vede la rivolta e la protesta di tutte le categorie di lavoratori,
imprenditori, commercianti e autotrasportatori, non trova
spiegazione plausibile la spesa programmata dall'ASP di Siracusa di
1 milione 250.000 euro per le suddette strutture murarie che
risultano essere un 'doppione';
le conclusioni cui è giunta l'AGENAS, l'11 marzo 2011, sono state
pubblicamente sconfessate dal Presidente della Regione, che ha
paventato fra l'altro la possibilità che i tecnici dell'AGENAS
siano stati influenzati nelle loro decisioni;
il Presidente della Regione si è pubblicamente impegnato a
rivedere il piano organizzativo ospedaliero di Avola e Noto e, in
particolare, si è impegnato, in aggiunta al mantenimento dei posti
letto pubblici nei due presidi ospedalieri, ad integrare le carenze
con la presenza di nuovi posti letto per il raggiungimento di 151
posti letto ad Avola e 154 posti letto a Noto, nel rispetto
dell'obiettivo del mantenimento nella zona sud di Siracusa di un
livello accettabile di posti letto per acuti;
tale impegno fu suffragato da un comunicato stampa dell'ASP di
Siracusa che ribadiva tali proposte facendole proprie, qualche ora
prima che si svolgessero le elezioni per il rinnovo del consiglio
comunale di Noto;
tale proposta complessiva, integrata dall'impegno alla
contestualità ed alla realizzazione compiuta in ogni suo aspetto,
aveva determinato, per mesi, una situazione di fiduciosa attesa
delle decisioni delle competenti autorità sanitarie (ASP di
Siracusa) e l'aspettativa della presentazione di un progetto
complessivo di riqualificazione dell'offerta sanitaria nella zona
sud della provincia di Siracusa dopo la quale, solamente, si
sarebbe proceduto alla sua attuazione;
visto che:
in questi mesi, da parte della ASP di Siracusa si sono susseguiti
una serie di atti e comportamenti che hanno generato confusione,
tensione, preoccupazione, malcontento, sfiducia nelle istituzioni e
nella rappresentanza politica provinciale;
tali decisioni possono avere come conseguenza lo spreco di denaro
pubblico e l'impoverimento della offerta sanitaria in tutta la
zona, tanto da avere provocato la stesura di un documento di
protesta firmato da 4 dei 5 sindaci della zona sud; dove in
particolare si contesta:
a) l'apposizione di una insegna, con la scritta PTA, presso
l'ingresso dell' ospedale di Noto, nel tentativo maldestro di
contrabbandare il semplice trasferimento di poche suppellettili,
provenienti da altri uffici dell'ASP, con l'apertura del previsto
presidio territoriale di assistenza di cui, invece, non esiste
alcuna traccia;
b) l'appalto di attrezzature importanti e costose che ad oggi
rappresentano un vero e proprio doppione di attrezzature esistenti
(sala gessi e sala parto);
c) l'inserimento nel decreto regionale del 5 gennaio 2012 del
luogo di ubicazione dei cosiddetti 'punti nascita';
d) la mancata assegnazione del posto di direttore dell'unità
operativa complessa di ortopedia e traumatologia del presidio
ospedaliero di Noto, che pone le condizioni per il trasferimento a
Siracusa della direzione e/o del reparto di ortopedia del presidio
ospedaliero di Noto;
e) la mancanza di riscontri alle dichiarazioni rese alla stampa da
parte del direttore generale dell'ASP 8 di Siracusa circa
l'imminente cessione del presidio ospedaliero di Noto alle case di
cura private di Siracusa in mancanza di un piano operativo
costo/benefici emanato ufficialmente dall'ASP 8 di Siracusa ed
approvato dalla VI Commissione dell'ARS;
rilevato che tutto ciò ha provocato la ripresa di un comprensibile
movimento di protesta di cittadini, associazioni e movimenti che
può assumere le caratteristiche di vera e propria sollevazione
popolare;
per sapere se:
non ritengano, con l'urgenza dovuta, di adottare tutti gli atti
necessari a fornire alle amministrazioni comunali della zona sud
della provincia di Siracusa un progetto aggiornato complessivo di
riqualificazione dell'offerta sanitaria che rappresenti un vero
superamento delle conclusioni dell'AGENAS dell'11 marzo 2011 e che
sia invece rispettoso degli impegni assunti, anche dal Presidente
Lombardo, con le popolazioni e le istituzioni locali di questo
territorio;
se non ritengano di dare disposizioni affinché, nelle more della
presentazione di tale progetto, si blocchi ogni iniziativa dell'ASP
di Siracusa che possa suscitare allarme e confusione tra la
popolazione interessata e mettere in discussione la 'contestualità'
nella attuazione del progetto stesso, tenendo conto del massimo
rispetto della parametrazione dei posti letto per acuti come più
vicini possibile al parametro del 3,2 x mille e non, come avviene
adesso, pari all'1,5 per mille, aggravati dalla assenza di
attivazione dei dovuti posti letto di RSA e di post-acuzie;
non ritengano opportuno rimuovere l'attuale direttore generale
dell'ASP di Siracusa che si sta dimostrando del tutto incapace a
gestire questa difficile vicenda che rischia di mettere in
pericolo, oltre al diritto alla salute, anche l'ordine pubblico
nella zona sud della provincia di Siracusa». (2412)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per la salute per rispondere
all'interrogazione.
RUSSO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, la problematica affrontata dall'interrogante si inquadra
nel più ampio programma di riqualificazione e di rimodulazione
della rete ospedaliera e territoriale regionale che, in particolare
per la provincia di Siracusa, ha previsto l'attivazione di un
processo di rifunzionalizzazione dei presidi ospedalieri di Avola
e Noto con conseguente revisione organica dell'assetto delle
posizioni apicali relative a direzione sanitaria, radiologia,
laboratorio di analisi, farmacia, anestesia e rianimazione, nonché
per le discipline per le quali è possibile un accorpamento delle
unità operative avuto riguardo ai dati epidemiologici e alle
esigenze sanitarie del territorio perseguenti l'integrazione con la
medicina ambulatoriale e territoriale.
Per supportare ulteriormente tale processo nella sua realizzazione
e ricercare con rigore metodologico le soluzioni più idonee per
riqualificare l'offerta sanitaria ospedaliera e territoriale
nell'intera zona sud della medesima provincia, la Regione ha
ritenuto di coinvolgere l'AGENAS e gli stessi comuni interessati.
E' stata istituita una Commissione di valutazione composta da tre
membri dell'AGENAS e dai rappresentanti dei sindaci dei due Comuni,
con l'obiettivo di esprimere un parere tecnico relativo al ruolo
dei due presidi nel sistema e valutare quali tra i presidi
ospedalieri di Avola e di Noto potesse svolgere, rispettivamente,
attività per post-acuti (riabilitazione e lungodegenza) e attività
per acuti.
Sono stati pertanto analizzati diversi aspetti quali il contesto
demografico e territoriale nel quale insistono i due presidi,
nonché la sede storica della popolazione del distretto sanitaria di
Avola-Noto (composto complessivamente da cinque comuni, per un
totale di circa cento mila abitanti), il peso della popolazione
over 65 a partire dal 2006 e le distanze in termini di tempo dei
Comuni dai presidi provinciali e regionali limitrofi.
Successivamente, è stato realizzato uno studio approfondito della
domanda e dei fabbisogni sanitari di tale popolazione, sia
all'interno del proprio distretto che nell'ambito provinciale,
regionale ed extraregionale. Tale studio, effettuato partendo dai
flussi SDO 2008 e 2009 per i ricoveri erogati in regime ordinario e
diurno, mediante un sistema di indicatori qualitativi e di esito,
ha consentito la puntuale caratterizzazione della domanda sanitaria
anche nei vari presidi presso cui la popolazione si è rivolta.
Infine, sono stati analizzati i movimenti dei residenti per le
specialità erogate dai due presidi al fine di comprendere la
mobilità sanitaria per le patologie che potrebbero essere trattate
in loco. Relativamente all'offerta, è stata analizzata la
produzione 2008 e 2009 dei presidi sia per i residenti che i non
residenti nel Distretto e l'attività delle rispettive unità
operative.
Un altro parametro di fondamentale importanza ha riguardato le
caratteristiche strutturali ed architettoniche dei due presidi
rispetto al ruolo che ciascuno dovrebbe rappresentare nel sistema e
la loro predisposizione ad un'eventuale riqualificazione immediata.
Successivamente si sono analizzati i dati le informazioni relative
ai bisogni sanitari del territorio, con particolare riferimento al
Distretto Avola-Noto al fine di proporre un modello organizzativo,
basato sul ruolo e sulle funzioni da attribuire ai due presidi,
rispondente ai bisogni rilevati ed in grado di ridurre la mobilità
passività e quindi le fughe che si registrano attualmente nel
territorio, riguardanti prestazioni caratterizzate, tra l'altro, da
bassa complessità e a volte inappropriate e che possono trovare una
risposta in forme di assistenza alternative (post-acuzie,
residenzialità, assistenza primaria) allocate il più possibile
vicino alla residenza dei cittadini.
Il modello organizzativo è stato poi verificato alla luce delle
potenzialità strutturali ed organizzative dei due presidi di Avola
e Noto. La verifica ha tenuto conto della documentazione messa a
disposizione dalla ASP di Siracusa e dello stato attuale al momento
del sopralluogo effettuato nel presidio di Noto e nel presidio di
Avola.
La verifica ha utilizzato categorie di analisi di carattere
programmatorio-strategico basato su dati aggregati e criteri
parametrici generalmente utilizzati in altri contesti regionali.
Il metodo di lavoro utilizzato ha permesso di ricavare, in modo
sistemico, una serie di informazioni poste alla base per
l'espressione del parere della Commissione, partendo dagli
indirizzi di programmazione sanitaria che dal 2009 la Regione
siciliana ha assunto con particolare riguardo all'Azienda sanitaria
provinciale di Siracusa.
Il parere conclusivo è stato presentato dalla Commissione in
Prefettura e consegnato in via ufficiale all'Assessorato.
Tale attività di supporto, che non è sostitutiva dell'azione
programmatoria regionale in materia, né dell'attività progettuale
esecutiva e gestionale dell'ASP di Siracusa, ha avuto lo scopo di
suffragare tecnicamente gli orientamenti programmatori finalizzati
a rispondere alle tre principali aree di bisogno della popolazione
del distretto di Avola-Noto con i tre livelli di assistenza che il
Sistema Sanitario Regionale deve assicurare nell'ambito
dell'emergenza-urgenza, dell'assistenza ospedaliera per acuti e del
percorso post-acuto integrato con il sistema delle cure primarie e
territoriali.
In tal senso, la Commissione Agenas ha ritenuto che nessuno dei
due presidi, da solo, potesse rispondere a tale bisogno se non
attraverso un sistema integrato e bipolare' innovativo predisposto
per fornire servizi sostenibili e di qualità nei tre livelli
assistenziali per l'intera popolazione del distretto e far fronte
anche ad alcune debolezze del sistema ospedaliero dell'intera
provincia e del capoluogo, nell'attesa della messa in opera del
nuovo ospedale di Siracusa.
In relazione alle funzioni da attivare e la loro localizzazione,
il parere della Commissione Agenas, alla luce dei dati, dei
documenti, del sopralluogo e della letteratura in materia, è stato
che le sole attività ospedaliere per acuti debbano essere
concentrate nel presidio di Avola, mentre le attività di
riabilitazione specialistica degenziale e la lungodegenza debbano
essere localizzate nel presidio di Noto insieme ad un PTA di
elevata complessità. Lo stesso documento Agenas orienta a ricercare
infine la risposta all'emergenza urgenza in una soluzione
organizzativa che preveda un DEA di primo livello ad Avola e un
PTE con PPI e MSA a Noto.
Sulla base degli approfondimenti meta-progettuali eseguiti, la
Commissione Agenas ha ritenuto inoltre il modello organizzativo
proposto fattibile e sostenibile da un punto di vista strutturale.
L'orientamento espresso nel documento Agenas è stato ufficialmente
recapitato con proprio atto dall'ASP di Siracusa che, in relazione
anche allo specifico obiettivo contrattuale assegnato per l'anno
2011 relativamente alla rimodulazione della rete ospedaliera, ha
rappresentato lo stato di attuazione, a dicembre 2011, del processo
di dismissione delle funzioni per acuti del Presidio ospedaliero di
Noto e delle conseguenti procedure di trasferimento dei reparti per
acuti dal Presidio ospedaliero di Noto a quello di Avola.
Nel medesimo contesto è stata prevista l'attivazione, presso il
Presidio ospedaliero di Noto di 48 posti per post-acuti (24
riabilitazione + 24 di lungodegenza), proponendo di inserire
l'attivazione di tali posti nell'ambito di un progetto di offerta
sanitaria integrata con il privato accreditato presso detto
presidio.
Il progetto di integrazione in corso di pianificazione, è coerente
con le previsioni delle legge di riforma e con le discendenti linee
strategiche di programmazione sanitaria regionale, in
considerazione, peraltro, che una siffatta riorganizzazione
dell'offerta si rende possibile anche alla luce degli stessi
orientamenti tecnici espressi dall'Agenas in termini di
accorpamento e di rifunzionalizzazione, che ne confermano la
coerenza anche sotto il profilo delle condizioni strutturali e di
risorse del contesto locale.
Nella preintesa firmata tra l'Assessorato e due case di cura di
Siracusa si stabilisce che quest'ultime potranno svolgere presso il
polo di Noto le loro attività, comprensive per esempio della
neurochirurgia, cardiologia con aritmologia, urologia, e in
aggiunta sono disponibili a gestire i posti letto di riabilitazione
e lungodegenza pubblici, in carico al presidio di Noto secondo il
documento Agenas.
Tale accordo è in atto in fase di definizione, poiché necessita di
valutazione economica e stesura di un protocollo di intesa fra case
di cura e A.S.P., per sancire definitivamente quanto discusso fino
ad ora.
Relativamente alla segnalata mancata nomina del Direttore
dell'U.O,C. di ortopedia e traumatologia dell'ospedale di Noto,
sono stati forniti dall'Azienda di Siracusa, interpellata
sull'argomento, i chiarimenti necessari. Il Direttore generale
dell'A.S.P. di Siracusa, con nota del 9 dicembre 2011, nel
premettere che la progettazione della copertura di un posto apicale
non è di immediata applicazione ha rappresentato che la soluzione
scelta (nomina di un coordinatore delle Unità operative complesse
nella disciplina per il Distretto ospedaliero) è in linea con
quanto indicato dalle norme contrattuali ed in particolare
dall'art. 18 del CCNL 1998-2001 dell'area della dirigenza medica e
veterinaria secondo cui, nel caso di assenza per cessazione del
rapporto di lavoro del dirigente interessato, la sostituzione è
consentita per il tempo strettamente necessario ad espletare le
procedure di cui ai D.P.R. n. 484 del 1997.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiarasi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vedo che lei
ironicamente mi chiedeva se potevo dichiararmi soddisfatto della
risposta fornita da parte dell'Assessore, apprezzo la sua ironia,
perché solo di questo si può trattare.
Signor assessore, io ho apprezzato lo sforzo che gli uffici e lei
avete fatto per rispondere a questa interrogazione, che è
un'interrogazione datata, del 3 febbraio 2012, però, al solito,
alcune notizie che le sono state fornite - la colpa, quindi, non è
assolutamente sua - non sono rispondenti al vero, altre sono
assolutamente lontane dalla verità, alcune rischiano l'ilarità
generale e, in particolare, mi volevo soffermare sull'impegno che
lei ha messo nel giustificare il fatto che non è stato nominato il
direttore dell'Unità operativa complessa di ortopedia.
Lei intelligentemente, giustamente, diceva che il bando di
concorso per ricoprire il posto vacante il tempo strettamente
necessario , quando si parla di tempo strettamente necessario
immaginiamo un mese, due mesi, tre mesi, quattro mesi, eppure ci
troviamo di fronte a 18 mesi.
Diciotto mesi fa il dottor Adamo è andato in pensione, dopo 18
mesi ancora non abbiamo la possibilità assoluta di avere certezze
se il direttore dell'Unità operativa complessa di ortopedia rimarrà
oppure se verrà barattato quel posto di direttore dell'Unità
operativa complessa di oculistica dal momento che, nel frattempo,
il direttore di questa clinica che era assessore del Partito delle
Libertà si è dimesso dal medesimo partito ed è passato nell'MPA, è
diventato il candidato dell'MPA alle elezioni di Avola e il posto
che prima era un posto di Unità operativa semplice è diventato
un posto di unità operativa complessa.
Noi ci saremmo aspettati che anche l'otorino avesse identica
fortuna, perché anche lui nel frattempo aveva lasciato il Partito
delle Libertà ed era passato nell'MPA, era diventato il segretario
cittadino della Città di Siracusa dell'MPA, però abbiamo visto,
purtroppo, che è rimasto dentro il guado, non è riuscito ad
attraversare l'altra parte del guado e, quindi, anche all'interno
dell'MPA ci sono differenze fra alcuni che passano e possono
aspirare a fare i primari ed altri che passano e rimangono travolti
dalle acque.
Pertanto, la risposta per quanto riguarda il Direttore dell'unità
operativa complessa di ortopedia è veramente risibile, nel senso
che fa solo ridere, perché lei non mi può venire a citare la legge
che parla di tempi strettamente necessari e poi farsi contestare da
me il fatto che da 18 mesi quel posto sia scoperto.
Lei con dovizie di particolari parlava di ciò che ha detto
l'AGENAS, che è stata voluta dai sindaci, bene io non discuto
quello che dice l'AGENAS, condivido invece quello che dice il suo
Presidente.
Il suo Presidente della Regione venendo a Noto qualche giorno
prima delle elezioni, forse due sere prima, insieme a un documento
che è stato diffuso in migliaia di copie, mentre io facevo il
comizio a Noto, nelle ultime due ore ha detto cose diverse da
quello che ha detto l'AGENAS e cose diverse da quanto detto da lei
questa sera. Cito quello che ha detto il suo Presidente.
RUSSO, assessore per la salute. Il nostro.
VINCIULLO. Certo, è chiaro, noi le auguriamo il suo predecessore.
Il suo predecessore dice che il piano organizzativo ospedaliero
di Avola e di Noto deve essere, per la carenza, incrementato con la
presenza di nuovi posti letto per il raggiungimento di 151 posti
letto ad Avola e 151 posti letto a Noto, nel rispetto
dell'obiettivo del mantenimento della zona sud di Siracusa di un
livello accettabile di posti letto per acuti.
Ma non lo dico io, capisco che quando noi siamo in comizio si dice
tutto e il contrario di tutto, ma queste cose quella sera a Noto
sono state dette, queste cose quella sera a Noto sono state diffuse
anche attraverso un volantino stampato in migliaia di copie e di
conseguenza si è ingenerato negli elettori - perché dopo 36 ore si
votava - della città di Noto il forte convincimento che il
Presidente della Regione non la pensava come l'AGENAS e che, di
conseguenza, avremmo avuto nella provincia di Siracusa nella zona
sud un ospedale di Avola e di Noto forte di 300 posti letto.
MARZIANO. Signor Presidente, non capisco perché l'Assessore non ha
risposto alle mie interrogazioni che sono a cavallo con quelle
dell'onorevole Vinciullo.
PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Marziano. Si avvii a concludere
onorevole Vinciullo.
VINCIULLO. Pertanto, non posso non contestare anche l'ultima
dichiarazione con la quale sostiene questa sera che l'ospedale
pubblico di Noto diventerà una grande Casa di Cura.
Noi deputai del posto continuiamo ad essere contrari. Noi abbiamo
sempre investito nella sanità pubblica, della sanità privata,
assessore, non ci interessa assolutamente.
Noi vogliamo, pretendiamo che nell'ospedale Avola-Noto ci siano
solo ed esclusivamente posti letto pubblici, l'idea di trasformare
l'ospedale di Noto non so per quale motivo, non so per quali
convinzioni in una grande Casa di Cura non ci appartiene.
Vorremmo anche capire per quale motivo questa struttura non è
stata messa a bando, perché sono state scelte solo queste due case
di cura e non è stata data la possibilità anche ad altre case di
cura provenienti dal resto della Sicilia di partecipare alla
gestione di una struttura che è pubblica e che come tale non può
essere data così al primo che la chiede.
MARZIANO. Signor Presidente, non voglio fare polemica, ma fra le
due interrogazioni dell'onorevole Vinciullo, la numero 2127 e 2412,
alle quali l'Assessore ha dato risposta, ce ne sono due a mia firma
la numero 2159 e la numero 2162 che non sono state ricomprese
nell'allegato all'ordine del giorno. Vorrei capire il criterio
seguito.
PRESIDENTE. Onorevole Marziano, le assicuro che gli uffici faranno
gli opportuni accertamenti.
Si passa all'interrogazione n. 2547 Notizie sui rapporti del
Servizio sanitario regionale con la Fondazione Maugeri a firma
dell'onorevole Lentini.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
il Servizio sanitario regionale, a causa degli impegni
sottoscritti in sede di 'Piano di rientro' ed in attuazione della
legge regionale 14 aprile 2009, n.5, ha vissuto e vive tuttora
una complessa fase di riorganizzazione in un'ottica di
contenimento dei costi e, almeno nelle intenzioni, di
adeguamento alle mutate esigenze tecnico-organizzative;
nell'ambito di tale processo si è fatto ampio ricorso alla
stipula di convenzioni con soggetti esterni al Servizio sanitario
regionale, cui sono state affidate intere strutture;
tra i soggetti di cui sopra rientra la fondazione Maugeri,
soggetto di diritto privato con sede a Pavia, che già gestisce
attività riabilitative presso gli ospedali di Sciacca e Mistretta
e che, a quanto si apprende, sarà chiamata a gestire diversi
altri servizi presso diverse strutture della Sicilia occidentale;
atteso che:
da notizie di stampa si è appreso delle vicende giudiziarie che
hanno interessato ed interessano i vertici della fondazione,
accusati di aver commesso una serie di reati relativamente alla
gestione dell'ente stesso;
quanto detto, sebbene allo stato sembri riguardare vicende
svoltesi in altre regioni, determina comprensibilmente
perplessità fra i cittadini-utenti e può comportare danni
d'immagine per il Servizio sanitario regionale;
per sapere:
se siano a conoscenza dei procedimenti penali in atto nei
confronti dei vertici della fondazione Maugeri e se e come questi
eventualmente interferiscano o possano interferire coi rapporti
esistenti fra la stessa ed il Servizio sanitario regionale;
se, senza in alcun modo interferire o strumentalizzare i
procedimenti giurisdizionali in corso, s'intenda procedere ad una
specifica valutazione dei rapporti con tutti quei soggetti
esterni al Servizio sanitario regionale i cui rappresentanti
siano oggetto di accuse penali per ipotesi di reato correlate
alla loro funzione, eventualmente sospendendo la stipula di nuove
convenzioni o il rinnovo di quelle già esistenti;
quali iniziative s'intenda complessivamente adottare per
garantire che la gestione dei servizi sanitari affidati a
soggetti esterni all'amministrazione pubblica regionale si
svolga nel pieno e rigoroso rispetto della legalità e
selezionando esclusivamente quelle strutture che garantiscano
pieni ed adeguati standard rispetto nella conduzione di un
servizio pubblico essenziale e delicatissimo qual è quello
sanitario». (2547)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per la salute per rispondere
all'interrogazione.
RUSSO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, i rapporti con la Fondazione Maugeri sono regolati da una
convenzione, peraltro rimodulata da questa amministrazione con
l'adeguamento delle tariffe al ribasso, allineandole a quelle
nazionali.
La Regione, che si è sempre mossa nell'ambito della convenzione
approvata non sembra sia coinvolta nell'inchiesta attualmente in
corso nella quale, peraltro, pare che la Fondazione sia parte lesa.
In atto risulta che le attività svolte dalla Fondazione presso i
presidi ospedalieri di Sciacca e di Ristretta (dotati
rispettivamente di 32 e 22 posti letto) e di Ribera (che svolge
attualmente attività ambulatoriali) siano regolati in armonia con
quanto previsto con l'accordo convenzionale.
Obiettivo prioritario dei presidi della Fondazione è la presa in
carico per la definizione di un percorso riabilitativo di pazienti
affetti da patologie neuromotorie, cardiologiche e respiratorie
tramite l'impiego delle più avanzate tecniche diagnostiche
terapeutiche, nel rispetto della medicina basata sulla propria
efficacia, al fine di migliorare la qualità di vita dei pazienti
compatibilmente con il loro grado di disabilità.
Sulle medesime linee di attività viene parimenti svolta l'attività
di ricerca.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lentini per
dichiarasi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, alla luce dei
fatti accaduti nel territorio della Lombardia, ossia gli arresti
di alcuni dirigenti del Consiglio di Amministrazione, credevo che
la Regione siciliana, avendo dei rapporti consolidati con la
Fondazione Maugeri, si apprestasse a sospendere o a non rinnovare
i contratti fino a quando questo problema non sia risolto.
Io non conosco bene la dinamica degli incidenti, ma sicuramente i
reati sono così gravi tanto che giorno per giorno i telegiornali,
i media di tutto il paese ne fanno notizia.
Volevo aggiungere, signor Presidente, che il Ministero ha
pesantemente criticato anche il Governo regionale riguardo al Piano
di rientro sanitario ed in sede di tavolo tecnico del piano
medesimo, il Ministero ha criticato pesantemente il Governo
regionale.
Il partito parlamentare UDC ha presentato una richiesta di
audizione al Presidente dell'Assemblea affinché sia dedicata in
Parlamento una giornata per mettere a conoscenza quanto avvenuto in
questi anni il riferimento 2008-2011 e che questo problema non è
stato ancora risolto.
Questi rilievi riguardano l'assistenza relativa, sono rilievi
assistenziali di assistenza con relativa osservazione che non sono
state idonee in sede di tavolo tecnico, non sono state recepite.
Quindi, le chiedo di calendarizzare questa seduta affinché il
Parlamento, ma principalmente i siciliani possano essere messi al
corrente di quanto sta accadendo nella sanità regionale.
Sicuramente mi aspettavo da parte del Governo, signor Presidente,
che si interrompesse questo rapporto perché il Consiglio di
amministrazione di qualsiasi ente, di qualsiasi società è il cuore
pulsante di una società, è quello che dà l'indirizzo sia politico
che economico.
Sotto questo aspetto non mi ritengo soddisfatto, ma penso lo
stesso anche l'Assemblea.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza numero 132 Iniziative per
assicurare i livelli essenziali di assistenza nell'isola di
Lipari , a firma degli onorevoli Lupo, Ammatuna, Barbagallo, Di
Benedetto, Donegani, Faraone, Ferrara, Galvagno e Mattarella.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
con il decreto di approvazione del piano di rifunzionalizzazione
degli ospedali siciliani, si deciso di chiudere il punto nascita
dell'ospedale dell'Isola di Lipari;
il piano prevede i punti nascita soppressi siano sostituiti da
punti di emergenza attrezzati;
rilevato che:
questa decisione è stata fortemente contestata dagli eoliani con
cortei, scioperi, cartoline al presidente della Repubblica, con un
ricorso al TAR e una denuncia alla Procura per 'interruzione di
pubblico servizio';
osservato che:
i reali criteri di scelta dei punti nascita da chiudere appaiono
poco chiari agli amministratori locali oltre che e ai cittadini,
non sembrando tener conto delle specifiche e oggettive difficoltà
delle isole minori, mentre risulterebbero mantenuti in vita punti
nascita in altri piccoli comuni della terraferma;
tale decisione stata applicata senza consentire agli enti
territoriali di trovare una soluzione alternativa alla soppressione
di servizi essenziali per le fasce deboli della popolazione:
giovani coppie e donne in primis, costretti a sostenere costi
ingenti per i trasferimenti ed i pernottamenti delle famiglie
presso le strutture ospedaliere;
rilevato che:
nei primi giorni del mese di marzo 2012, una donna residente a
Lipari all'ottavo mese di gravidanza ha perso il bambino che
portava in grembo a seguito di un distacco di placenta: il piccolo
è morto, lei, trasportata dall'elisoccorso all'ospedale
'Papardo' di Messina, è stata salvata;
secondo i sanitari 'Il trasferimento si è reso necessario perché,
per la particolare patologia della donna, non poteva essere
assistita nel nosocomio di Lipari' (da un articolo pubblicato dal
quotidiano la Repubblica in data 09 marzo 2012);
la Procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha avviato un'inchiesta
sulla vicenda per accertare se il feto fosse già morto quando la
donna è giunta in ospedale. Dovranno anche essere accertati i tempi
di arrivo dell'elisoccorso dal momento della richiesta;
anche l'azienda sanitaria provinciale di Messina ha avviato
un'indagine amministrativa per l'accertamento 'di eventuali
anomalie e/o criticità';
visto che:
per poter assistere adeguatamente una donna con gravidanza a
rischio o con complicanze è necessario che coesistano, nello stesso
ambito, particolari servizi (quali anestesia e rianimazione, il
servizio di terapia intensiva neonatale e un centro sangue per il
servizio immunotrasfusionale;
il sindaco dell'isola in una lettera ha chiesto al Governo
nazionale che sia fatta un'indagine ministeriale sull'accaduto e
che intervenga anche l'Assessore regionale per la salute;
per sapere quali iniziative ritengano di dover assumere per fare
chiarezza su quanto delineato in premessa e per assicurare che in
un territorio svantaggiato dal punto di vista infrastrutturale,
come l'isola di Lipari, venga garantito il rispetto dei livelli
essenziali di assistenza con riferimento agli istituendi punti di
emergenza». (132)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per la salute per rispondere
all'interpellanza.
RUSSO, assessore per la salute. Signor Presidente. in ordine alla
interpellanza di cui all'oggetto, con la quale l'onorevole Lupo
chiede iniziative per assicurare i livelli essenziali di assistenza
nell'isola di Lipari, si rappresenta quanto segue.
Con decreto 2 dicembre 2011, pubblicato nella G.U.R.S. n. 1 del 5
gennaio 2012, questo Assessorato ha emanato le direttive per il
Riordino e razionalizzazione della rete dei punti nascita .
La riorganizzazione della rete è scaturita dalla necessità di
promuovere e migliorare la qualità, la sicurezza e l'appropriatezza
degli interventi assistenziali nel percorso nascite e di ridurre,
nel contempo, l'utilizzo del taglio cesareo. Tale intento è stato
formalizzato a livello nazionale con l'accordo Stato-Regioni del 16
dicembre 2010 che ha previsto tutta una serie di correttivi e di
misure di politica sanitaria come, tra gli altri, la
razionalizzazione/riduzione progressiva dei punti nascita con
numero di parti inferiore a 100/anno, prevedendo l'abbinamento per
pari complessità di attività delle UU.OO. ostetrico-ginecologiche
con quelle neonatologiche/pediatriche, nonché l'attivazione,
completamento e messa a regime del sistema di trasporto assistito
materno (STAM) e neonatale d'urgenza (STEN).
Nell'ambito della riqualificazione della rete ospedaliera e
territoriale e in sintonia con gli orientamenti programmatori
nazionali e internazionali, la Regione siciliana, con il Piano
sanitario regionale 2011/2013, e specificatamente con quanto
previsto al punto 9.2.1 Messa in sicurezza dei punti nascita e
miglioramento della qualità dell'assistenza al parto e al neonato ,
ha definito la rimodulazione della rete materno-infantile per
garantire adeguati standard di qualità relativamente
all'organizzazione ed alle funzioni collegate all'assistenza.
L'obiettivo è di migliorare il livello dei LEA, gli indicatori di
efficacia, di efficienza e di appropriatezza ed economicità delle
prestazioni erogate, con particolare riferimento al numero dei
parti cesarei garantendo maggiore soddisfacimento dei bisogni di
salute dei cittadini.
A tal fine, col Piano, si è posto l'obiettivo di riorganizzare le
UU.OO. di ostetricia e ginecologia, pediatria, neonatologia e
terapia intensiva neonatale, organizzandone i livelli di assistenza
anche in relazione alla complessità dell'attività svolta e
all'organizzazione in rete dei servizi per patologia, volume e
complessità. Il Piano ha altresì inteso valorizzarne ulteriormente
il collegamento funzionale con la rete regionale di emergenza e
potenziare il Servizio di trasporto per le emergenze neonatiali
(STEN) e Servizio di trasporto assistito materno (STAM) su base
regionale.
Si è ritenuto, infine, di dover garantire la continuità
assistenziale intesa come omogeneità dell'assisstenza erogata,
perseguendo modelli di continuità assistenziali che consentano la
distinzione tra la gravidanza fisiologica e gravidanza a rischio,
attivando in tal senso un sistema fortemente integrato al fine di
una collaborazione funzionale tra i vali livelli istituzionali,
sinergizzando le attività territoriali e ospedaliere e valorizzando
le interdipendenze esistenti fra le strutture operative, il
distretto territoriale e ospedaliero, i consultori familiari e gli
altri servizi attivi nell'ambito dell'area materno-infantile.
Pertanto, nelle aziende in cui sono disattivati i punti nascita i
Direttori generali dovranno provvedere alla riorganizzazione del
percorso nascita, per offrire alle mamme e ai neonati una migliore
qualità dell'assistenza e della presa in carico completa dal
concepimento fino al periodo immediatamente precedente al parto e,
per questo, dovranno produrre un proprio piano aziendale in cui
siano definite le strutture e le modalità attraverso cui il
percorso nascita potrà essere assicurato nel territorio anche sulla
base delle caratteristiche della popolazione di riferimento.
Per quanto attiene il tema più generale del mantenimento dei
livelli essenziali di assistenza presso l'isola di Lipari si
precisa che gli stessi sono garantiti dalla presenza, presso il
presidio ospedaliero di un reparto di medicina di accettazione e di
urgenza con 4 posti letto e di posti letto indistinti di area
medica e chirurgica in grado di garantire un primo livello
assistenziale e coordinare di concerto con il Sistema 118, qualora
necessario, un eventuale trasporto dei pazienti presso strutture
ospedaliere maggiormente qualificate ricadenti nel territorio
dell'ASP di Messina.
Relativamente allo specifico caso evidenziato nell'atto ispettivo,
si precisa che è stato disposto un accertamento ispettivo in esito
al quale questa Amministrazione, con nota prot. 50841 del 25 giugno
2012, nel trasmettere al Commissario straordinario dell'A.S.P. di
Messina le suddette risultanze in unno con le deduzioni conseguenti
ha posto in evidenza, sotto l'aspetto clinico assistenziale, che la
gestione della paziente da parte dei sanitari medici e paramedici
del presidio è stata ritenuta adeguata e pertinente, così come il
trasferimento della paziente in altro nosocomio.
Dal predetto atto ispettivo, è risultato non sussistere alcun
nesso di causalità tra il rapido aggravamento delle condizioni
cliniche del feto, sino alla morte endouterina e fattori logistico
strumentali relativi al P.O. di Lipari; tale aggravamento è
scaturito piuttosto da fattori strettamente clinici legati al
rapido evolversi in senso negativo del quadro tale da non
consentire il completamento delle manovre preparatorie a qualsiasi
tipo di anestesia.
Non è stata rilevata alcuna refluenza dell'azione programmatoria
posta in essere da questo Assessorato sulla riqualificazione della
rete regionale dei punti nascita con riferimento al P.O. di Lipari.
Pur tuttavia, è stato posto in particolare rilievo al Commissario
straordinario dell'Azienda quanto evidenziato in sede ispettiva
circa la necessaria attivazione di idonee procedure che consentano
di fronteggiare rapidamente ed efficacemente eventuali guasti in
modo da garantire la continuità funzionale della sala operatoria e
scongiurare il ripetersi di episodi d'interruzione protratta
dell'attività ferma restando la continuità del servizio di
assistenza ostetrico-ginecologica.
Allo stato, si è in attesa di conoscere i provvedimenti frattanto
eventualmente intrapresi e/o da intraprendere da parte della
direzione aziendale per la migliore organizzazione del servizio nei
diversi livelli di responsabilità interaziendali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Donegani per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
DONEGANI. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
CORONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE: Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo l'occasione
della presenza dell'assessore Russo, qui in questa seduta, per
ribadire quanto espresso stamattina in Commissione Sanità e da un
lato ringraziarlo per avere voluto informare questo Parlamento in
merito a queste sei interrogazioni e per invitarlo a rispettare
quello che è il nostro Regolamento.
Volevo capire con questo intervento come mai l'assessore risponde
solo a queste sei interrogazioni; su quale base risponde solo a
queste sei interrogazioni. Non so se per scelta personale, dei suoi
uffici, per estrazione a sorte.
Volevo avere questo tipo di informazione.
Credo, almeno ho visto qui in quest'Aula passare tantissime
interrogazioni, interpellanze presentate da tanti colleghi, tra cui
anche dal sottoscritto e l'assessore Russo, in questi quattro
anni, ha risposto, credo poco, alle numerose interrogazioni, sia
quelle in forma orale presso l'Assemblea sia anche le
interrogazioni con richiesta di risposta scritta in Commissione
Sanità
Siccome ci avviciniamo a grandi passi verso lo scioglimento di
questa Assemblea, volevo invitare l'assessore se potesse, se pur
tra tutti i suoi tanti impegni che certamente sono notevoli per la
gestione di un settore delicato che ci impegna come Assemblea sia
sul piano dei costi, perché certamente la percentuale più alta è
dedicata a questo Assessorato, a dare risposte sempre più
qualificate ai cittadini, anche sul piano dei corretti rapporti con
i colleghi parlamentari.
Novanta parlamentari che in questi anni hanno chiesto più volte
spiegazioni con atti ispettivi nell'interesse primario dei
cittadini di questa Regione siciliana.
Allora, volevo qui ribadire all'assessore se potesse, da qui alla
scadenza, magari in Aula o nella stessa Commissione, esaudire un
po' tutte le richieste che sono state presentate al suo
assessorato.
Del resto, il suo Gabinetto è il più cospicuo di questo Governo.
Può anche farsi aiutare dai suoi uffici per tirare fuori tutte
quelle richieste che sono state presentate in tutti questi anni,
anche se datate, che, alla fine possono metterci nelle condizioni
di dare risposte concrete, corrette e autorevoli.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor presidente, onorevoli colleghi, egregio
assessore, il collega Vinciullo ha poco da lamentarsi sui contenuti
delle risposte alle sue interrogazioni, perché alle sue
interrogazioni, indipendentemente dall'ordine cronologico e
dall'argomento, viene data risposta, mentre alle interrogazioni di
altri colleghi, di altri parlamentarti, non ne viene data e io,
personalmente, che sono tra quelli che non hanno ricevuto risposta
alle interrogazioni presentate all'assessore per la salute, lo dico
al di là del merito dell'eventuale risposta o dell'oggetto
dell'interrogazione, mi sono posto il problema di quale fosse il
criterio.
Allora, ho pensato che ci fosse un criterio cronologico, però il
criterio cronologico viene smentito dal fatto che si da risposta
all'interrogazione numero 2127 e poi alla numero 2412.
Nel mezzo, ci sono la 2159 che trattava lo stesso argomento della
2127 e la 2162 che trattava argomento di natura diversa, problemi
dell'ospedale di Siracusa.
Allora, ho pensato che ci fosse il criterio che si sceglie per
argomento e ho detto: siccome l'interrogazione numero 2127 è
cronologicamente prima dell'altra presentata da me, si è scelto
quel criterio .
Su altri argomenti, non si è scelta quella presentata prima ma
quella presentata dopo.
Allora, mi sono posto il problema se non ci fosse un equilibrio
tra interrogazioni presentate dalla maggioranza e dall'opposizione.
Ora, l'onorevole Vinciullo, ed altri, sono stati esponenti
dell'opposizione, della maggioranza e dell'opposizione e
dell'opposizione.
Io, esponente dell'opposizione, della maggioranza e
dell'opposizione, cioè non c'è un criterio in base al quale si
ritiene di dare le risposte alle interrogazioni, tranne che non ce
ne sia uno, malizioso, al quale non voglio pensare, che è quello
che se c'è un'interrogazione che mette in difficoltà per la
risposta, allora, questa viene postergata.
Ma nel fare la scelta, alcune vengono inserite.
Allora, chiedo, al di là del merito, per il rispetto che ci vuole
per ognuno di noi, che ci sia esplicitato il criterio con il quale
sono state fatte queste scelte e se c'è la possibilità - mi collego
a quanto detto dal collega - di sopperire al fatto che sono
interrogazioni presentate da più di un anno una, da otto mesi
un'altra, da sei mesi un'altra, cioè hanno perso efficacia come
momento di chiarimento, però possono servire evidentemente a dare
risposta a chi quelle interrogazioni ha sollecitato o ai problemi
eventualmente risolti.
Chiedo, quindi, senza spirito polemico, perché non penso che sia
l'assessore a scegliere l'interrogazione alla quale rispondere o
non rispondere, che però a questa si dia risposta e si definisca
il criterio con il quale nei prossimi giorni o nei prossimi mesi
si decide di rispondere alle interrogazioni dei parlamentari.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Federico è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
BUFARDECI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Se l'argomento è lo stesso, sono in grado di dare una
risposta a questo problema suscitato dall'onorevole Marziano.
BUFARDECI. No, è un altro argomento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, confesso che non
ho ascoltato l'intervento del collega Marziano, quindi, me ne
scuso innanzitutto con il collega Marziano stesso.
Intervengo dicendo che, nel compiacermi della presenza
dell'assessore Russo, vorrei cogliere questa opportunità della sua
presenza - nulla sia di ostacolo perché lei possa ulteriormente
dare serenità all'edilizia ospedaliera della provincia di Siracusa,
per quanto riguarda non soltanto le strutture ospedaliere della
provincia, ma innanzitutto a quelle del capoluogo dove, lei ben sa,
da gran tempo si è dibattuto prima su quella ipotesi che venne
ritenuta non ammissibile, non coltivabile con una serie di problemi
che hanno nella sostanza ingessato quella procedura che non è più
andata avanti e sostenendo legittimamente che la soluzione
migliore sarebbe stata quella dell'intero finanziamento a carico
della cassa pubblica.
Vorrei sapere, visto che ancora sono congelate le somme di circa
ottocentoquaranta milioni, qual è il futuro e se possiamo anche
fare una previsione temporale perché, ogni giorno che passa, la
nostra struttura ospedaliera appalesa tutta la sua inadeguatezza,
anche in considerazione, ribadisco, di alcune notizie che,
purtroppo, la nostra Regione ascolta con maggiore frequenza, quelle
relative anche ad eventi calamitosi e sismici.
Il fatto che la prima struttura di immediato intervento e soccorso
qual è l'ospedale sia essa stessa innanzitutto una struttura che
non ha alcun tipo di garanzia, sotto questo aspetto, perché non è
assolutamente una struttura antisismica, la dice lunga
sull'assoluta emergenza di questa vicenda, quindi, vorrei cogliere
questa opportunità perché l'Assessore mi dia una risposta.
Presidente Cascio, vorrei cogliere anche l'opportunità della
presenza dell'assessore Armao per dirgli che sia un fatto grave,
molto grave quello che è avvenuto e credo stia ancora avvenendo per
quanto riguarda l'accreditamento delle somme all'Assemblea
regionale siciliana e, quindi, ai Gruppi parlamentari.
Il fatto che sia maturato un ritardo e credo ancora non sia stato
esitato nonostante in astratto vi sia una legge che stabilisce le
modalità di accreditamento delle somme all'Assemblea; mi riferisco,
Presidente Cascio, all'articolo 61 della legge numero 2 del 2002,
che dispone che dovrebbero essere accreditate quindici giorni dopo
la pubblicazione del bilancio e la seconda tranche il 15 luglio.
Probabilmente, quando si normò questa legge, nel 2002, non si
pensava che, nel 2012, saremmo arrivati al 3 luglio senza che la
manovra economica di bilancio e finanziaria fosse completa. Ma non
credo che questa possa essere giustificazione perché il bilancio
della Regione non provveda puntualmente e tempestivamente
all'accreditamento delle somme a vantaggio dell'Assemblea, proprio
perché lei sa che contestualmente al maturare del ritardo che
ancora per quello che mi è dato sapere, permane, nei confronti di
quest'Assemblea e, quindi, non soltanto del personale, ma mi
riferisco ai Gruppi, chiaramente, riguarda il funzionamento
complessivo del Parlamento siciliano e credo che,
contemporaneamente a questo ritardo, sono stati operati
regolarmente pagamenti a ben altri soggetti che non hanno la
valenza costituzionale della nostra Assemblea, Presidente Cascio.
Rivolgendomi all'assessore Armao, quindi, invitandolo a che questi
fatti non abbiano più a verificarsi, mi rivolgo anche a lei perché
possa essere come sempre garante della efficienza della
collaborazione che non dovrebbe neanche essere richiamata tra
Parlamento siciliano e Governo che, viceversa, mi sembra,
nell'ultimo periodo, abbia assolutamente preferito altri fornitori
da pagare piuttosto che corrispondere ed accreditare le somme
all'Organo costituzionale con il quale dovrebbe rapportarsi, credo,
con ben altri termini di puntualità e di cortesia istituzionale
almeno oltre che di dovere legislativo.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco fa, era
all'ordine del giorno una mia interrogazione. Dato che sono
presente in Aula, potremmo approfittare della presenza
dell'Assessore in Aula che finalmente riconosce il ruolo del
Parlamento-
Onorevoli colleghi, ho un sospetto malizioso. Siccome l'assessore
Russo ormai apprezza la politica
PRESIDENTE. Onorevole Incardona, si rivolga alla Presidenza, non
la sentiamo nemmeno.
INCARDONA. Vorrebbe anche candidarsi a Presidente, allora, ora è
il momento di interloquire.
Detto questo, Assessore, sarò lieto di ascoltare la sua risposta
se lei avrà la bontà di rispondere.
PRESIDENTE. Era già stato dichiarato che l'interrogazione numero
1743 era trasformata in risposta scritta, ma, se l'Assessore è
disponibile, può anche rispondere all'interrogazione dell'onorevole
Incardona.
RUSSO, assessore per la salute. Non ho alcun problema lo faccio
volentieri.
PRESIDENTE. Ne do, pertanto, lettura:
«All'Assessore per la salute, tenuto conto che:
in provincia di Ragusa ci sono 124 ausiliari di ruolo con
contratto di lavoro a tempo parziale assunti dall'azienda sanitaria
locale in data 1 dicembre 2006;
rispetto alle altre aziende sanitarie provinciali della Regione
gli ausiliari di ruolo a tempo parziale assunti nello stesso
periodo degli ausiliari della provincia di Ragusa sono stati già
stabilizzati riguardo al monte ore e alla retribuzione economica;
tale anomalia pertanto rimane soltanto per la provincia di Ragusa;
considerato che:
l'ASP di Ragusa ha affidato a ditte esterne i servizi di pulizia e
sanificazione affidati agli ausiliari;
da notizie giornalistiche si è appreso che sarebbero state
impegnate risorse finanziarie per impiegare attraverso progetti
finalizzati i 400 lavoratori precari che hanno prestato servizio in
azienda negli ultimi anni con mansioni operative e che quindi è
stato compiuto un atto dalla direzione generale di concerto con
l'Assessorato regionale Salute;
ritenuto che, in considerazione delle imminenti elezioni
amministrative in programma a maggio, si andrà al voto in due
comuni della provincia, ovvero al comune di Ragusa e in quello di
Vittoria, e che la soluzione dei progetti finalizzati potrebbe
diventare un pannicello caldo' idoneo alla bisogna;
considerato infine che le risorse finanziarie, come ha dimostrato
la vicenda dei precari, risultano disponibili;
lo stesso direttore generale dell'ASP di Ragusa, Ettore Gilotta,
si impegnò pubblicamente a regolarizzare la posizione degli
ausiliari di ruolo impiegati con contratto a tempo parziale;
per sapere:
per quanto tempo l'azienda sanitaria provinciale intenda
impegnare, con l'accordo dell'Assessorato, questi lavoratori
esterni;
perché la direzione generale dell'ASP di Ragusa non abbia ancora
provveduto ad estendere il monte ore riguardante gli ausiliari di
ruolo impiegati a tempo parziale;
se e quando l'ASP di Ragusa intenda trasformare il contratto da
tempo parziale a tempo pieno ai suddetti lavoratori;
se e quali iniziative intenda adottare per allineare la situazione
dei lavoratori della provincia di Ragusa a quella delle altre
province della Sicilia». (1743)
RUSSO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, rispondo in ordine alla interrogazione di cui all'oggetto
con la quale l'onorevole Incardona chiede iniziative a sostegno del
personale impiegato a tempo parziale presso l'Azienda sanitaria
provinciale di Ragusa. La cessata AUSL n. 7 di Ragusa ha proceduto
con decorrenza dall'1 dicembre 2006 all'assunzione di n. 160 unità
di ausiliario specializzato part-time a seguito di relativa
procedura concorsuale.
L'art. 24, comma 5, del Contratto collettivo nazionale di lavoro
- comparto sanità - del 7 aprile 1999 prevede che il personale
assunto con contratto di lavoro a tempo parziale ha diritto alla
trasformazione del rapporto di lavoro da tempo parziale a tempo
pieno decorso un triennio dalla data di assunzione, purché vi sia
la disponibilità del relativo posto in dotazione organica.
La cessata AUSL n 7 con delibera n. 3085 del 20 agosto 2009 in
presenza di n. 18 posti vacanti in dotazione organica ha proceduto
alla trasformazione del rapporto di lavoro da parziale a tempo
pieno alle prime trentasei unità della relativa graduatoria c
concorsuale.
Successivamente l'ASP di Ragusa con delibera n. 758 del 7 maggio
2012 ha proceduto alla trasformazione del rapporto di lavoro da
parziale a tempo pieno di ulteriori n. 14 unità a seguito della
disponibilità in dotazione organica di ulteriori sette posti.
Pertanto l'ASP ha comunicato che procederà, nel rispetto di quanto
previsto dalle norme contrattuali vigenti e nei limiti dei posti
previsti, alla trasformazione del rapporto di lavoro da parziale a
tempo pieno non appena si renderanno vacanti i relativi posti di
ausiliario specializzato in dotazione organica.
L'Azienda ha precisato che nell'immediato non è possibile
procedere ad ulteriore trasformazione di rapporto di lavoro per le
restanti centodieci unità di ausiliario specializzato part-time in
quanto si verificherebbe uno sforamento di cinquantacinque unità
della dotazione organica dell'azienda prevista pari a
tremilatrecentonovantasei unità.
L'Azienda sta valutando la possibilità di avviare percorsi di
riqualificazione del profilo di operatore socio-sanitario riservato
al personale interno in possesso della qualifica di ausiliario.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Incardona per
dichiarasi soddisfatto o meno della riposta dell'Assessore.
INCARDONA. Signor Presidente, non posso dichiararmi soddisfatto
perchè la riposta sorvola su alcuni aspetti importanti che
riguardano la esternalizzazione di alcuni servizi, nonostante ci
fosse la disponibilità di questo personale e si sarebbe potuto
utilizzare part-time.
La sensazione che il territorio ha avuto è che i servizi che prima
venivano svolti da questo personale, poi, sono stati affidati
all'esterno in modo tale che si potesse ricorrere alla creazione,
non di nuovi posti di lavoro ma di persone che si illudono di
lavorare all'interno di una struttura con servizi esternalizzati e
si alimentano aspettative. Ma non solo questo. E' stata tolta la
possibilità a quelli che lavoravano, seppure per un certo periodo
dell'anno, di continuare a farlo per farlo fare ad altre persone
che, attraverso un indirizzo politico preciso che non si è mancato
di rilevare in tutta la sua prepotenza anche durante le recenti
campagne elettorali, ha fatto sì che si vedesse da che parte stava
il potere e, quindi, si seguisse quell'orientamento. Non posso,
quindi, che dichiararmi insoddisfatto, almeno relativamente a
questo punto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rispondo alle questioni poste
dall'onorevole Marziano e dall'onorevole Corona rispetto al
criterio di scelta degli atti ispettivi.
La norma, in linea di massima, dice che si risponde a sei atti
ispettivi perché il tempo da dedicare agli atti ispettivi ad inizio
di seduta è fissato in un'ora. Nella scelta delle interrogazioni e
delle interpellanze che vengono poste all'ordine del giorno, si
valutano alcune opzioni. Intanto, viene data priorità
all'opposizione rispetto alla maggioranza poiché l'opposizione, in
quanto tale, ha più diritto della maggioranza di interpellare o
interrogare il Governo. Non parliamo delle maggioranze e delle
minoranze in quest'Aula che sono molto variabili; parliamo, in
linea di principio, per l'interrogazione di oggi; per esempio, su
sei interrogazioni, quattro erano firmate da esponenti chiave
dell'opposizione, due erano firmate da esponenti dell'ex
maggioranza che oggi non è più maggioranza. Insomma, è complicato
addentrarsi in questo ragionamento, mi rendo conto, ma questo era
un criterio. Il primo firmatario era l'onorevole Lupo; l'altro era
l'onorevole Lentini, quindi, esponenti dell'ex maggioranza, quindi,
sei su sei dell'opposizione.
Il problema è qual è la vostra maggioranza, assessore Russo; non
riesco più a capire; ci addentriamo in discussioni complicate.
Poi, per quanto riguarda la scelta degli atti ispettivi, si valuta
la più antica, la più recente e quelle che grosso modo stanno a
metà, all'interno della scelta delle sei. Nel suo caso, onorevole
Marziano, non è rimasto perché lei purtroppo è rimasto a metà e
comunque all'interno di questo criterio c'è ovviamente una
disponibilità da parte del Governo, il Governo può essere pronto a
dare una risposta su una questione, può essere non pronto su
un'altra questione. Questa è la scelta.
RUSSO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO, assessore per la salute. Signor Presidente, la questione
che ha posto l'onorevole Bufardeci è una questione rilevantissima
che mi sta particolarmente a cuore e, peraltro, reputo che la
mancata erogazione dei fondi dell'articolo 20 abbia costituito un
vulnus all'azione di riforma intrapresa da questa Amministrazione
perché il cambiamento in sanità non si fa soltanto con gli atti
amministrativi ma richiede anche gli investimenti. Purtroppo, è
ormai opinione comune che i fondi dell'articolo 20 sono stati
congelati dal precedente Governo, proprio nell'ultimo scorcio della
legislatura e gli 840 milioni che l'Assessorato aveva programmato
in documento, mi permetto di dire, particolarmente apprezzato,
perché avevamo integrato tutte le fonti di finanziamento, quelle
regionali, quelle nazionali e quelle europee, proprio per dare
ordine al sistema ha impedito lo sviluppo del sistema. Non soltanto
l'ospedale di Siracusa su cui avevamo interloquito, ma anche il
cosiddetto Civico o Cittadella della Salute a Palermo. Dunque,
questo è un tema ormai noto che non dipende dall'Amministrazione.
Voglio però sottolineare che, proprio domani, ci sarà una riunione
tra gli Assessori per la salute e gli Assessori per il bilancio
delle varie Regioni per affrontare il tema dell'articolo 20. Siamo,
infatti, consapevoli tutti quanti che il blocco di questi fondi che
peraltro appartengono alle Regioni stia arrecando un gravissimo
pregiudizio.
Assume la Presidenza il vicepresidente Formica
RUSSO, assessore per la salute. Io, in realtà, confido che, prima
della chiusura della legislatura, il Governo nazionale faccia fino
in fondo la sua parte e dia una risposta, un segnale
importantissimo dal quale deriverebbe la messa in moto di tutte
quelle procedure, tra cui appunto la realizzazione dell'ospedale di
Siracusa per la quale realizzazione era stata prevista una somma di
oltre cento milioni, 112 milioni. Siamo in attesa che questo
avvenga e, peraltro, io stesso sono stato promotore di alcune
iniziative che abbiamo discusso in Commissione Salute che
prevedessero dinnanzi al blocco finanziario della somma la
possibilità delle Regione di avvalersi di strumenti finanziari
garantiti nel tempo dallo Stato.
E' un tema ancora aperto sul quale mi auguro si possa arrivare a
delle conclusioni precise perché sarebbe davvero un vero peccato
non potere immettere una leva di sviluppo straordinaria qual è
l'edilizia sanitaria in una regione che ha fame di opere
pubbliche.
Signor Presidente, mi permetto poi di aggiungere sul finalmente .
Voglio chiarire un aspetto fondamentale: ogni qual volta sono stato
convocato dall'Assemblea per rispondere alle interrogazioni, la
data è coincisa con i mercoledì e i giovedì di ogni settimana che
mi vedono, che vedono gli assessori di tutte le regioni impegnati
presso la Commissione salute il mercoledì - talvolta il martedì - e
il giovedì alla Conferenza delle Regioni in rappresentanza della
Regione siciliana.
Si tratta di organismi presso i quali la presenza è importante per
la Regione, non è ovviamente di meno la presenza qui in Aula.
Abbiamo cercato di contemperare le due cose e mi permetto di dire
che forse è sfuggita una volta una giustificazione ma abbiamo
documentato questo impedimento ogni qualvolta si presentasse. E se
era possibile non andare a Roma volentieri, e lo possiamo vedere
dalle date in cui sono state calendarizzate le risposte, io sono
stato presente come oggi che è martedì, e domani mattina io sono a
Roma in Commissione salute. Non c'è una mancanza di rispetto quindi
nei confronti dell'Aula. E mi scuso se questo appare nei confronti
degli onorevoli deputati; siamo assolutamente tutti consapevoli del
ruolo di rappresentanza che svolgono loro nell'interesse dei
cittadini siciliani e di rispetto che si deve all'Istituzione
parlamentare.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, vede, signor Assessore, molte delle cose nella
ricostruzione che lei ha fatto sono rispondenti al vero.
Abbiamo fatto in Commissione Bilancio con lei una importante
battaglia intanto per smontare l'idea che l'unico ospedale che si
doveva costruire in Italia e forse in Europa con il project
financing' fosse quello della città di Siracusa. E lei sa quanto io
ho lottato proprio perché questa idea che solo nella mia città vi
fossero investimenti da parte dei privati e che la mia città per 32
anni insieme a tutta la provincia fosse condannata al pagamento di
un balzello insopportabile quando nella vicina Catania si
continuava a costruire nuovi ospedali ricorrendo ai fondi pubblici,
Era una cosa che non potevo assolutamente sopportare. E di
conseguenza abbiamo tutta la Commissione approvato la distribuzione
delle somme destinate dall'ex articolo 20, comprendente anche oltre
le somme della città di Siracusa anche quelle per Augusta e quelle
per i PTA di Palazzolo e di Noto.
Però una cosa, signor Assessore, non ho assolutamente gradito ed è
il motivo per il quale sto in questo momento intervenendo, quando
lei - così come la sua ex maggioranza che si è squagliata perché
poco fa abbiamo visto un mio collega ex maggioranza che è venuto a
protestare contro di lei - ha i paraocchi e pensa che l'ex Governo
forse quello Berlusconi - ma lei non ha avuto il coraggio di dirlo
- sia stata la causa della mancata assegnazione delle somme alla
Sicilia
Io l'ho ascoltata quando faceva queste accuse precise quindi
adesso vorrei che lei mi ascoltasse.
Le cose bisogna dirle sempre come stanno. Questa allusione all'ex
Governo eventualmente lei si riferiva all'ex Governo Berlusconi.
Però, lei sa meglio di me che l'ex Governo Berlusconi, su questa
vicenda specifica della Sicilia, non ha responsabilità alcuna.
Perché lei sa che tutte le varie progettazioni che sono state
portate dalle varie regioni sono state approvate tranne quella
della Regione Puglia e della Regione Sicilia.
Perché ci sono state delle difficoltà. E noi concordiamo con lei
con il fatto che ci sono state delle ASP - comprese quelle di
Siracusa - che hanno perso tempo, che non hanno preparato i
progetti di massima come avrebbero dovuto fare, perché non hanno
scelto le aree. Perché anziché limitarsi a fare degli interventi
così come la Commissione sanità insieme a lei aveva stabilito,
aveva pensato di fare strutture faraoniche che nulla avevano a che
fare con la somma a disposizione. Tutte queste cose noi gliele
riconosciamo a lei, all'Assessorato che ha lavorato, però non può
venire qui e raccontare una storia non vera e che lei, per primo,
sa di non essere vera. Infatti, nemmeno lei era convinto di quello
che stava dicendo tanto è vero che non ha trovato il coraggio di
dire che era stato il Governo Berlusconi, E lei sa quanti viaggi io
ho fatto da semplice deputato per perorare presso i Ministri del
PDL affinché si sbloccassero i fondi destinati alla Sicilia e in
modo particolare alla mia provincia.
Per cui vede, tutto quello che ha detto, condivisibile, io ho
apprezzato la battaglia che è stata fatta, l'ho condivisa, siamo
stati tutti pronti in Commissione, credo uno dei pochi atti che io
ho votato a favore del Governo quando abbiamo finalmente stanziato
la somma per l'Ospedale di Siracusa, però non veniamo a raccontare
una storia che non sta in piedi. Se lei prova a chiamare i suoi
uffici, e io tante volte mi sono incontrato con i suoi funzionari
negli uffici, le diranno e le racconteranno che il Governo
Berlusconi, i Ministri del Governo Berlusconi non c'entrano.
Allora, dobbiamo dire un'altra cosa: e cioè che insieme alla
Puglia con la quale siamo le uniche due Regioni canaglia' mi pare
di capire, finchè non riuscite ad ottenere i finanziamenti dello
Stato, ci dobbiamo adoperare presso i nostri rappresentanti
istituzionali sia alla Camera che al Senato affinché si ritorni
alla carica con questo Governo e affinché le somme previste
dall'art. 20 che nessuno può destinare ad altre finalità,
Assessore, vengano finalmente sbloccate in maniera tale che la
Sicilia possa avere queste somme importanti
Perché queste somme non solo sono importanti per la salute dei
siciliani, ma sono soprattutto importanti per l'economia della
Sicilia, come ci spiegherà forse intervenendo anche l'assessore
Armao, perché accanto agli 810 milioni di intervento da parte dello
Stato, vi sono gli interventi da parte della Regione, vi sono gli
interventi da parte delle ASP che dovranno vendere immobili che non
useranno più, a cominciare dall'ospedale Umberto I di Siracusa,
quindi ci sarà la possibilità di immettere nel mercato un circuito
importante di denaro fresco che darà la possibilità alla nostra
asfittica economia di poter cominciare un lento, progressivo
rilancio nell'attesa di raggiungere il risultato sperato della
piena occupazione e dall'altra parte per dare una risposta certa
alle esigenze di salute da parte dei cittadini.
E quindi, dicevo Assessore - la campagna elettorale è ancora
lontana -, non cominciamo anzitempo una campagna elettorale, non
dividiamoci su un impegno così importante.
Lei oggi deve venire qui e chiedere a maggioranza, ex
maggioranza, ex opposizione, tutto il casino che è successo in
questi quattro anni, certezza di impegno
Una cosa, però, poco fa mi è piaciuta: e cioè che questa
Assemblea regionale abbia ancora una volta attestato che io sono
stato sempre opposizione. Ricordo che il primo mio intervento è
stato nel luglio del 2008, allora l'ho fatto contro il mio amico
Bufardeci, purtroppo, proprio perché io dall'inizio nonostante gli
Assessori del mio partito fossero ancora in Giunta, nonostante gli
Assessori del mio partito sono rimasti in Giunta molto tempo prima,
già a luglio del 2008 ero all'opposizione. E se quindi oggi la
Presidenza o chi ha deciso di fare il calendario, ha dato la
possibilità ad un deputato certo di opposizione in quest'Aula, di
avere delle risposte è un fatto che mi riempie di orgoglio e non mi
fa assolutamente vergognare.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, considero la sua risposta positiva come momento di
ulteriore impegno che vede lei nella qualità di Assessore per la
salute della nostra Regione, fortemente interessato ad un problema
che, come deputato della provincia di Siracusa insieme a tutti i
miei colleghi, rivolgiamo a lei ogni appello perché, anche se siamo
allo scorcio finale di questa fase della nostra vita sia
assembleare che ormai anche di governo, possa vedere però definito
e realizzato questo impegno.
Io credo che l'antipolitica ci abbia insegnato che non è ormai
epoca di potere andare a fare ragionamenti più o meno capziosi. Il
Governo precedente, non il Governo precedente, l'attuale Oggi va
fatta la battaglia, punto e basta
Anche le osservazioni del mio amico Vinciullo che tiene a fare
riferimento al luglio del 2008 quando comunque evidente era
assolutamente maggioranza perché votava tutti i provvedimenti del
Governo che fino a quel momento era Governo che sosteneva il
Presidente Lombardo, poi chiaramente ognuno poteva avere delle
differenze di valutazioni su questo e su quello, cambia molto poco
oggi 3 di luglio del 2012.
Oggi quello che bisogna fare e lì sono d'accordo con il mio amico
Vinciullo, stringiamoci tutti quanti assieme in una battaglia
comune e quindi, massimo impegno, assessore Russo, perché a partire
da domani che sento lei sarà ancora presente insieme ai suoi
colleghi delle altre Regioni, si possa accelerare finalmente lo
sblocco dell'articolo 20 e quindi lo scongelamento di queste somme
a vantaggio della provincia di Siracusa.
Signor Presidente, assessore Russo, io però ho - se vuole gliene
faccio cenno adesso o le do un appunto - cinque interrogazioni: la
n. 2036 che riguarda notizie sulla gara di assicurazione dell'ASP;
la n. 2037 sullo stato delle PTA in provincia di Siracusa, nell'ASP
di Siracusa; la n. 2252 sul paventato trasferimento dell'urologia
da Siracusa a Lentini; la n. 2274 sulla fornitura dei presidi ASP;
la n. 2585 sul decreto che riguarda i medici dello sport, sui quali
non ho avuto alcuna risposta.
Le ho trasmesse da tempo, alcune di queste sono anche a risposta
scritta, le sollecito la risposta.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo,
vista la possibilità di avere l'Assessore per la sanità in
quest'Aula, su alcune problematiche per alcuni profili che non sono
legati solo ed esclusivamente al territorio della provincia che io
rappresento in quanto parlamentare del territorio, ma perché
ritengo hanno uno spunto di riflessione per capirne anche i
contenuti e come, eventualmente, approfondirne gli aspetti.
Il problema degli acquisti centralizzati - quindi è un tema più
generale su cui devo successivamente confrontarmi - ha aperto una
fase, è stato motivo anche di alcuni confronti dove sul territorio
si viene ad avere una momento di reale difficoltà, perché vero è
che lo spirito, la ratio che porta agli acquisti centralizzati è
quello di determinare un momento di razionalizzazione della spesa e
di riduzione per economie di scala, ma è anche vero che il
principio secondo il quale la CONSIP con gli enti locali ha
stabilito un momento di riferimento dei prezzi per beni e servizi
attorno ai quali una forbice di percentuale consentita dà - in
riferimento a quei prezzi da applicare - la possibilità che il
territorio e quindi le imprese del territorio partecipino alla
fornitura di beni e servizi evitando una morte e un depauperamento
di quelle realtà esistenti.
D'altronde, sul problema degli acquisti centralizzati e sul
problema più in generale di gare che hanno avuto una conclusione
non del tutto positiva, vedasi la problematica della gara relativa
al Garibaldi di Catania, dove è stato determinato un annullamento;
dell'ASP 6 di Palermo, dove è stato determinato un annullamento;
della problematica della gara di Agrigento per acquisto di protesi
dove esistono dei rilievi anche dell'Authority sulla problematiche
relative alla gestione della stessa, io ritengo che in questo senso
debba aprirsi un momento di approfondimento perché sostanzialmente
su questi temi c'è una necessità di capire come rispondere al
territorio e alla complessiva crisi che in atto noi viviamo in
Sicilia.
E quindi questo è un aspetto dove io ritengo vada fatta una
precisazione.
E' un'occasione per me rara, quasi direi unica, Assessore, la sua
presenza qui, quindi vorrei che lei mi prestasse una grande
attenzione. Così come, anche, Assessore, vorrei chiederle: ma sulla
problematica relativa a un'altra questione, la adroterapia di cui
noi sul territorio catanese vediamo l'ipotesi di realizzare una
struttura con un impegno considerevole che ha visto anche una
modifica del Far-Pars circa 112 milioni di euro, dove sul
territorio mi fanno presente alcuni operatori che esiste già una
struttura del genere, che ha una finalità limitata e che
probabilmente in un momento in cui la razionalizzazione, la
razionalità la vogliamo far prevalere, potrebbe essere oggetto di
un confronto che probabilmente quella cospicua somma potrebbe
essere anche in parte destinata ad altre finalità.
Così come anche e concludo il ragionamento sulla problematica
della spesa e quindi del sistema sanitario regionale dove alla luce
di ipotesi che vedono riduzioni di costi, riduzioni di spesa tanto
evidenziate e declamate da parte dell'Assessore, io mi permetto di
evidenziare che il sistema sanitario regionale dal 2007 ad oggi, e
segnatamente dal 2008, ha visto una crescita complessiva di 100
milioni di euro annui raggiungendo, e passando quindi da 8 milioni
e sei, 8 milioni e sette, e otto e 8 milioni e 9 nel 2010 e ha
raggiunto, come è stato anche evidenziato dalla relazione della
Corte dei Conti, nel 2011, 9 miliardi e 400 mila euro. Quindi nel
2011, l'incremento è stato di 540 milioni di euro.
Io ritengo che su questo aspetto vada anche qui formulato un
ulteriore approfondimento e spiegazione.
Concludo dicendo che un altro capitolo che ha visto ancora una sua
indeterminata valutazione è l'attività del SUES, meglio conosciuto
come 118, dove le tre voci fondamentali di costo sono: l'importo
relativo al pagamento della società che gestisce il servizio di
ambulanze e soccorritore; l'elisoccorso e la terza voce che è la
più cospicua, la voce attraverso la quale vengono pagati medici e
personale paramedico attraverso le asp, sostanzialmente diventa
anche questo voce di costo considerevole che andrebbe anche qui
rivista perché il costo complessivo del servizio ha visto anche nel
2011 un incremento di 13 milioni di euro.
Pertanto, caro Presidente, cari colleghi, Assessori, in questo
caso voi siete proprio la sintesi perché rappresentate la sanità e
l'economia, quindi il momento massimo, io ritengo che in questa
sede necessità questi dati abbiano un riscontro circa la situazione
complessiva che a me pare oggi vada anche approfondita. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si è conclusa la trattazione del
secondo punto dell'ordine del giorno.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Comunicazioni del Presidente della Regione sulla vicenda Siremar
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Presidente della Regione sulla vicenda Siremar'.
Do lettura della comunicazione con la quale il Presidente della
Regione conferisce la delega all'Assessore per la salute per
riferire all'Aula in ordine alla vicenda Siremar:
«Comunico che impegni istituzionali non prorogabili mi impediscono
di partecipare alla 360 seduta pubblica di martedì 3 luglio 2012
avente tra l'altro al punto III dell'ordine del giorno:
comunicazioni del Presidente della Regione sulla vicenda Siremar.
Per tale motivo, delego l'Assessore regionale per l'economia,
l'avvocato Gaetano Armao. Cordiali saluti».
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poc'anzi avevo
approfittato della presenza dell'assessore Armao per porgere una
questione che era quella del ritardato o mancato accreditamento
delle somme all'Assemblea e ai Gruppi. Vorrei cogliere
l'opportunità perché prima di riferire sulla Siremar che penso sia
argomento che comporterà un certo lasso di tempo, vista la sua
importanza e visto anche quello che sta avvenendo oggi sul piano
anche giudiziario' in ordine a questa materia: so di un sequestro
degli atti in ordine a questa materia, vorrei che l'Assessore dia
prima risposta e tranquillizzi l'Assemblea nel suo complesso:
personale ma anche i gruppi parlamentari in ordine a questo
ritardato o mancato accreditamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Bufardeci.
Ha facoltà di parlare l'Assessore Armao. Se lei ritiene,
assessore, ed in quale misura può dare una prima risposta adesso
oppure dopo, quando lei ritiene.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
deputati, su questo argomento ho avuto modo questo pomeriggio di
intervenire in Commissione Attività Produttive, che è stata
all'uopo convocata dal Presidente Caputo per un confronto con i
Sindaci delle Isole minori, che peraltro avevo incontrato anche in
precedenza diverse volte, anche in Commissione bilancio. Ovviamente
la situazione è molto critica e deriva da una sostanziale patologia
gravissima del settore dei trasporti.
Questa Regione spende 320 milioni di euro che è una cifra enorme
per i trasporti, abbiamo da mesi - e purtroppo questa è una
battaglia che il Governo ha dovuto fare in solitudine poiché
nessuna delle associazioni di categoria ha sostenuto questa
posizione, come parimenti gli altri stake holders di questo
settore, cioè tutti gli attori a diverso titolo coinvolti.
Abbiamo chiesto che il settore dei trasporti fosse esentato dal
Patto di stabilità pesantissimo che riguarda il bilancio 2012 e che
ancor più peserà sui bilanci 2013 e 2014 sul bilancio regionale, ma
il Governo nazionale non ha voluto addivenire a questa soluzione
che ci avrebbe consentito margini di manovra certamente più
adeguati rispetto alla rigidità che connota questo settore.
La tematica del trasporto pubblico locale è nel vivo di una
polemica a livello nazionale; anche le altre Regioni vivono in una
situazione di difficoltà: Regioni a Statuto ordinario che ricevono
i trasferimenti dallo Stato e Regioni a Statuto speciale che pagano
dal proprio bilancio questa importante serie di servizi che vengono
resi al territorio: servono al turismo, servono al commercio,
servono ai cittadini di queste isole che rischiano di diventare non
cittadini di serie B come purtroppo lo Stato italiano ha ormai
relegato i cittadini siciliani, ma di serie C o addirittura di
serie D.
Allora, questo non possiamo consentirlo, ma dobbiamo lavorare con
le risorse che abbiamo, senza esenzione dal Patto di stabilità in
un bilancio che deve rispettarlo.
Quest'anno la Corte dei Conti ha opportunamente - nel parificare
il bilancio dello Stato - fatto i complimenti all'Amministrazione
regionale che ha consentito con grande sforzo e sacrificio di
raggiungere l'obiettivo del rispetto del Patto di stabilità. E su
questo ho l'onore di informare l'Assemblea che la voce del
Presidente della Corte dei Conti ha lanciato il grido di pericolo
per il Patto di stabilità, sancito a livello nazionale dalle tre
leggi che si sono succedute e che hanno dato un peso talmente
gravoso sul bilancio regionale che rischia di diventare
insostenibile.
Purtroppo alcuni giornalisti frettolosi non hanno colto queste
puntualizzazioni che si rilevano facilmente ed agevolmente dalla
lettura della relazione del Presidente della Corte dei Conti,
laddove per l'appunto dice: Con questi pesi, con questi tagli la
Sicilia rischia di non farcela .
E' del tutto vero, il Governo della Regione lo dice da mesi: con
questo Patto di stabilità e con i conseguenti tagli che ci
porteranno a dover risparmiare circa tre miliardi e mezzo nel
triennio è veramente difficile che si possa chiudere il prossimo
bilancio e ancor di più il bilancio che viene dopo di questo.
Pertanto, credo che bisogna aprire questo tema di confronto con lo
Stato. E in questo tema bisogna collocare il settore dei trasporti.
Lo sforzo che abbiamo cercato di fare in Commissione alla presenza
del Presidente Caputo e di altri componenti della stessa è quello
di cercare all'interno delle risorse disponibili in bilancio di
trovare soluzioni, non è certamente immaginabile di rinvenire
soluzioni aggiuntive anche perché il disegno di legge in esame in
Commissione Bilancio prevede un ulteriore incremento di 10 milioni
di euro per far fronte al ritardato effetto del cosiddetto quinto
d'obbligo' sui trasporti. Questa comunque rimane una situazione
veramente delicata che il Governo regionale intende risolvere, ma
che può risolvere soltanto d'intesa con l'Assemblea, in modo che si
possano fare delle scelte spostando risorse da un settore ad un
altro. Non abbiamo tesoretti' a cui attingere per potere dare
risposte al fabbisogno assolutamente fondamentale, quale per
esempio il collegamento ro-ro con le isole minori.
PRESIDENTE. Grazie Assessore, le ricordo che l'onorevole Bufardeci
le aveva posto un quesito circa il trasferimento dei fondi
destinati all'Assemblea per il funzionamento dei Gruppi e se è in
grado di rispondere su questo.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, con la
delicatezza che il tema impone, comunico all'Aula che il
Dipartimento oggi mi ha fatto sapere di avere trasferito 12 milioni
e mezzo di euro e che nei prossimi giorni saranno trasferiti
ulteriori 2 milioni di euro che sono necessari per le esigenze
palesate dalla struttura amministrativa dell'Assemblea.
Ora posso riferire sul tema per il quale oggi è stata richiesta la
relazione sulla vicenda Siremar?
Bene, si tratta di una vicenda assai complessa su cui c'è stato
modo di interloquire tra Governo e Parlamento in passato sia in
Commissione che in Aula, e quindi adesso mi riferisco a dei fatti
nuovi che certamente rendono in divenire questa vicenda che ha
delle conseguenze e refluenze assai rilevanti per quel tema che
l'onorevole Bufardeci ha poc'anzi richiamato e che è il servizio di
trasporti alle isole minori.
A seguito del ricorso 9686 del 2012 proposto dalla società
navigazione siciliana SpA, il TAR Lazio sezione terza ter, con
sentenza 5172 del 7 giugno 2012, gravata con atti di appello
notificata oggi alle parti soccombenti, in accoglimento parziale
del gravame, ha annullato gli atti successivi alla lettera di
invito al Commissario straordinario Siremar in amministrazione
straordinaria del 29 settembre 2011, che avevano condotto
all'aggiudicazione e cessione della azienda Siremar in favore della
Compagnia delle isole, secondo l'ultima offerta migliorativa
vincolante di euro 69 milioni 150, che conteneva una congrua parte
del prezzo a pagamento differito, esattamente 13 milioni 800 alla
scadenza del 36 mese, di 10 milioni alla scadenza del 72 mese e 10
milioni 350 alla scadenza del 96 mese.
Era stata garantita secondo gli esatti termini richiesti dagli
organi dell'amministrazione straordinaria il pagamento del
corrispettivo così come declinato.
In particolare, e questo è un tema centrale immagino, è stata
presentata una garanzia, o meglio una promessa di garanzia da
perfezionarsi al momento della consegna dell'azienda, da parte di
primario istituto di credito Unicredit , il quale questa volta era
stata configurata come una garanzia piena autonoma e priva di
quella condizione che era stata apposta alla precedente garanzia.
In merito, giova ricordare che sull'esito delle procedure sono
pervenute il parere favorevole del legale della procedura il 13
ottobre 2011, il parere reso dall'Advisor Rothschild del 13 ottobre
2011, il parere favorevole del comitato di sorveglianza del 13
ottobre 2011.
Da tale documentazione si evince non solo la coerenza dell'offerta
della società Compagnia delle isole, rispetto a richieste della
procedura alla sua convenienza, ma anche che essa fosse l'unica
offerta di acquisto ammissibile proprio con riferimento alle
risultanze della procedura.
Il Tribunale amministrativo non ha invece accolto la domanda di
annullamento e/o di dichiarazione di inefficacia del contratto di
cessione, nè tanto meno ha accolto la domanda di risarcimento danni
proposto alla società ricorrente.
Da ciò consegue l'obbligo di procedere a carico
dell'amministrazione procedente ad una rinnovazione parziale della
procedura di aggiudicazione, secondo i principi indicati dalla
sentenza. Ma credo che dovrà attendersi il pronunciamento del
Consiglio di Stato sulla domanda di sospensione degli effetti della
sentenza incardinata in sede di appello essendo stato proposto un
appello con richiesta di sospensione degli effetti della sentenza
di primo grado.
La Commissione europea passando all'esame del tema degli aiuti,
che è stato ritenuto rilevante dal TAR in sede di statuizione sul
ricorso, la Commissione europea ha avviato una indagine volta a
verificare un presunto aiuto di Stato circa l'intervento
finanziario della Regione siciliana a titolo di controgaranzia
della fideiussione bancaria inizialmente prestata da Unicredit alla
società partecipata, Compagnia delle isole.
Sul punto è bene osservare che tale controgaranzia o tale
apparente controgaranzia sussidiaria era già stata debitamente
revocata dalla Regione in epoca anteriore al rilascio della
fideiussione definitiva da parte di Unicredit, mentre la
controgaranzia sulla quale si è definitivamente regolato il
rapporto è quella del 20 novembre 2011, creata da tutti i soci, e
quindi su questo atto formale che si è pronunciato poi l'organo
della procedura cioè l'amministrazione straordinaria.
Ne discende che non appare convincente la tesi recepita dalla
statuizione gravata da appello che Unicredit ha assunto il ruolo
di garante in virtù di un impegno esclusivo della Regione siciliana
mentre è invece vero che la banca ha preteso, ed è stata legata ad
essa la controgaranzia da tutti i soci della società in data 20
novembre 2011.
Ciò trova pieno riscontro nella nota che ha offerto come apporto
consuntivo l'Ufficio legislativo e legale di questa Regione, il 26
giugno 2012, secondo tale ufficio l'intervenuta revoca della
controgaranzia nelle more della procedura di aggiudicazione
dovrebbe far venir meno l'ipotesi di infrazione comunitaria.
Mi avvio alla conclusione, precisando che facendo seguito a
quanto affermato in occasione della seduta del 24 novembre 2011,
che si è tenuta presso quest'Aula, è doveroso ribadire che in
ordine al procedimento del rilascio della garanzia sussidiaria
della Regione in favore di Unicredit mai nessuna secretazione né
tantomeno alcun diniego formale di accesso agli atti sono stati
posti in essere dal sottoscritto nella qualità di assessore per
l'economia essendo infatti il provvedimento di rilascio,
interamente formato e posto in essere dal ragioniere generale, lo
schema e la controgaranzia integra un mero atto
endoprocedimentale, laddove eventualmente rilasciata e poi
ritirata, la cui redazione l'assessore non partecipa nè ha portato
alla sua preliminare conoscenza, ma solo poi a una successiva
formalità.
Ne consegue che chiaramente il primo momento in cui il
sottoscritto ha preso visione del provvedimento è il 7 ottobre 2011
tant'è che ebbi modo, in Commissione bilancio', quando si parlò di
questo profilo di dichiarare la mia non conoscenza poiché,
oggettivamente, agli atti non era mai pervenuta alla mia conoscenza
una determinazione di quel tenore.
Su questo, Signor Presidente, avrei terminato, con l'auspicio e
confidando nell'esaustività delle argomentazioni addotte.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Ringrazio l'assessore Armao della risposta che ha dato
però mi permetto sollecitarlo ulteriormente, perché come dicevo
poc'anzi, un articolo specifico della legge 2 del 2002
prevederebbe che al 15 di luglio occorrerebbe operare la seconda
semestralità.
Se si opera con ritardi, per cui ancora, per completare la tranche
di un mese mancano 2 milioni di euro, sono preoccupato di quello
che potrà avvenire il 15 di luglio.
Quindi, mi permetto nel segnalare questa vicenda, di sollecitare
fortemente l'assessore perché effettivamente non abbiano a
verificarsi ulteriori ritardi perché centellinare le risorse da
trasferire, ribadisco, a organo costituzionale, quale è questa
Assemblea mi sembrerebbe una cosa inaccettabile nella
considerazione, peraltro, che come ho detto poc'anzi, altri
pagamene sono stati regolamene operati.
Siamo ormai prossimi al 15 di luglio quindi credo che vi siano le
condizioni perché nel saldo di quello che riguarda questo periodo
ci possa essere la regolare anticipazione del semestre.
PRESIDENTE. A questo proposito, onorevole assessore, in
riferimento a quanto da lei comunicato circa i trasferimenti
all'Assemblea, le volevo solo ricordare che a parte i 2 milioni di
euro che come lei ha detto nei prossimi giorni si impegna a
trasferire, e che servono a pagare gli stipendi del personale,
strettamente, sarebbe utile, entro pochi giorni, completare il
trasferimento dell'intera prima rata che sono altri 15 milioni di
euro in tutto che dovevano essere trasferiti entro il mese di
gennaio, poi al 15 luglio c'è la seconda rata, ma questo è un
problema che si vedrà successivamente. Però, mi comunicano gli
Uffici che è indispensabile che entro il 15 luglio ci sia il
completamento della prima rata che, ripeto, doveva essere fatto
entro gennaio, perché altrimenti il Parlamento non è in condizione
di funzionare materialmente, non è un problema di pagamento degli
stipendi, perché non si tratta soltanto degli stipendi dei
parlamentari ma è il funzionamento stesso dell'intero Parlamento,
dal pagamento dei fornitori all'acquisto dei mezzi che servono per
il funzionamento dell'attività parlamentare.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. La situazione di difficoltà in
cui si trova, in termini finanziari, la Regione, evidentemente, in
una vicenda come questa il suo fenomeno, è un momento in cui, la
Corte di Conti lo ha evidenziato nel rendiconto, abbiamo una
flessione, purtroppo crescente, del gettito fiscale che è connessa
alla crisi congiunturale e ai minori trasferimenti il che determina
un appesantimento della situazione finanziaria.
Ovviamente è impegno - lungi dal perseguire qualsiasi ipotesi di
voler centellinare le risorse all'Assemblea, tutt'altro - di
provvedere nel più breve tempo possibile nell'adempimento di quelli
che sono dei vincoli precisi dettati dalla legge.
A compendio, a conclusione della relazione Siremar vorrei ribadire
che lo sviluppo della procedura è stato seguito dagli uffici della
Ragioneria generale e le determinazioni assunte sono state assunte
dalla Ragioneria generale, quindi, la lamentata secretazione degli
atti in nessun modo può essere ascritta all'Assessorato, poiché,
come ebbi a riferire all'Assemblea, sul punto ai sensi della
normativa sul procedimento amministrativo, la secretazione
dell'atto o la sua pubblicità e comunque i tempi per consentire
l'accesso al provvedimento amministrativo e all'atto
endoprocedimentale sono di competenza di chi forma l'atto e non
dell'Assessorato nella sua articolazione.
Quindi su questo credo che tutti gli approfondimenti non potranno
prescindere dall'individuare il chiaro riferimento alla Ragioneria
generale nell'adozione di qualsiasi determinazione in questo senso.
PRESIDENTE. Comunico e confermo che domani, alle ore 15.00, si
terrà la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
La seduta è rinviata a domani, mercoledì, 4 luglio 2012, alle ore
16.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni
II - Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del
Regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanze della
Rubrica: Turismo, Sport e Spettacolo (V. allegato)
III - Discussione del disegno di legge:
- Norme in materia di entrata. Finanziamento di leggi di spesa .
(n. 900/A) (Seguito)
Relatore: on. Galvagno
La seduta è tolta alle ore 18.38
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
alle ore 21.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica «Territorio
e Ambiente»
CORONA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
la Regione siciliana, Assessorato Territorio Comando del Corpo
Forestale - Servizio 9 'Pianificazione del Territorio' ha
pubblicato nella GURS S251 del 30 dicembre 2011 con numero 410031-
2011-IT, un avviso di gara - procedura aperta per appalto di
forniture per 'l'Ammodernamento tecnologico e potenziamento
operativo del sistema di radiocomunicazione del Corpo Forestale
della Regione Siciliana, compresa l'installazione di una dorsale
digitale pluricanale e la realizzazione di un sistema di
videosorveglianza di nuova generazione a tutela del patrimonio
boschivo e delle aree naturali protette';
premesso inoltre che l'appalto di cui in premessa prevede il
servizio relativo alla progettazione esecutiva, alla fornitura e
alla posa in opera di apparecchiature volte alla realizzazione
della dorsale digitale pluricanale regionale che dovrà coprire
tutto il territorio siciliano, isole comprese, il quale si
appoggerà alla dorsale analogica esistente secondo lo standard
europeo DMR (digitalmobile radio), mediante una migrazione morbida
in modo da consentire un funzionamento dual mode. La dorsale dovrà
permettere il collegamento digitale tra tutti i COP (centri
operativi provinciali) con il COR (centro operativo regionale) di
coordinamento, i distaccamenti forestali, i mezzi aerei, terrestri
e il personali AIB provvisti di dispositivi riceventi. È prevista
la messa in opera di telecamere per la videosorveglianza di aree
boschive di particolare interesse, sia fisse che mobili anche
termiche, collegate in rete. Il sistema che si vuole realizzare
dovrà essere progettato con la finalità di poter essere facilmente
integrato con le soluzioni tecnologie di ultima generazione;
premesso ancora che l'importo dell'appalto soggetto a ribasso è di
euro 27.023.200,00 oltre gli oneri per l'attuazione dei piani di
sicurezza non soggetti a ribasso pari ad euro 540.464,00, alle
somme a disposizione dell'Amministrazione pari ad euro 7.436.336,00
(IVA, D.L., collaudo, consulenze ed indagini, spese di gara,
imprevisti) per un importo complessivo del progetto pari ad euro
35.000.000,00;
rilevato che dalla lettura della relazione tecnico-illustrativa,
redatta dagli stessi tecnici progettisti, la scelta tecnologica del
nuovo sistema di radio-comunicazione è stata effettuata attraverso
una rigorosa analisi che ha preso in esame i due maggiori standard
tecnologici diffusi a livello europeo, denominati l'uno DMR e
l'altro TETRA, analisi che ha, dopo una preliminare approfondita
disamina, portato alla scelta dello standard DMR, che è risultato
preferito rispetto allo standard TETRA in base a 'considerazioni di
maggiore efficienza e maggiori costi a parità di funzionalità' ed
in particolare specificando che 'considerando il fattore costo la
minore area di copertura offerta dai sistemi TETRA comporta la
necessità di un maggior numero di stazioni base con conseguente
maggiorazione dei costi fino a cinque volte l'omologo sistema
TETRA';
ritenuto che, prescindendo da ogni valutazione sulla scelta
tecnologica operata, pur nella considerazione che il Corpo
Forestale dello Stato, come le altre quattro Forze di Polizia,
utilizza a livello nazionale lo standard TETRA, emerge dalla
lettura del progetto che il cospicuo investimento di 35 milioni di
euro sarebbe destinato all'installazione di 56 siti trasmettitori
DMR ed alla dotazione in campo di sole 200 radio, con un
conseguente costo unitario per radio, rapportato al valore del
progetto, di ben 175.000 euro;
verificato che la Regione Lombardia ha recentemente aggiudicato il
progetto per il sistema di radiocomunicazione regionale (Protezione
civile, 118, incendi boschivi) che prevede una rete mista DMR/TETRA
con complessivi 450 siti trasmettitori DMR e 22 siti TETRA più
qualche migliaio di terminali per una spesa globale di meno di
venti milioni. Praticamente, fatte le proporzioni, un decimo
dell'investimento previsto dal progetto della Regione siciliana;
verificato ancora che:
nei numerosi progetti TETRA e DMR che sono stati realizzati
recentemente da varie Amministrazioni regionali e locali il valore
medio di un terminale radio portatile non ha superato i 1000 euro e
quello di un terminale veicolare i 2000 euro, mentre nel banco in
premessa sono rispettivamente indicati per tali terminali il valore
di 3.000 e 4.500;
ritenuto che, a prescindere dalla 'tecnologia del sistema', l'alto
costo indicato nel bando non ha termini e paragoni di mercato per
l'acquisizione e l'esercizio dei sistemi richiesti dal progetto di
cui al bando esposto;
per sapere quali idonee e urgenti iniziative intendano assumere al
fine di porre in essere ogni più utile provvedimento per
l'auspicabile approfondimento da parte dei competenti organi al
fine di garantire l'interesse dell'Amministrazione ed in
particolare:
se non si ritenga necessario di ritirare in autotutela il bando
pubblicato nella GURS S251 del 30 dicembre 2011 con numero 410031-
2011-IT, recante avviso di gara - procedura aperta per appalto di
forniture per 'l'Ammodernamento tecnologico e potenziamento
operativo del sistema di radiocomunicazione del Corpo Forestale
della Regione siciliana, compresa l'installazione di una dorsale
digitale pluricanale e la realizzazione di un sistema di
videosorveglianza di nuova generazione a tutela del patrimonio
boschivo e delle aree naturali protette';
se non si ritenga necessario disporre ulteriori consulenze
tecniche, utili a meglio delineare il profilo progettuale del
previsto intervento;
se non si ritenga necessario valutare l'ipotesi di scelte
tecnologiche alternative, nell'ottica di un adeguamento della spesa
ai valori correntemente riconosciuti dal mercato;
se non si ritenga necessario operare con un diverso sistema di
gara, che abbia come scopo l'interesse dell'amministrazione
appaltante, ove nel caso alle ditte partecipanti alla gara sia
permesso di offrire il contenuto progettuale e tecnologico, dando
la possibilità all'amministrazione appaltante di esercitare le
proprie funzioni e prerogative al fine di operare la scelta dei
migliori sistemi a prezzi equi, nella logica di libero mercato e
della trasparenza per la quale si richiama l'attenzione di codesto
Governo». (2498)
Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo in oggetto, in
risposta a quanto richiesto dall'onorevole interrogante, si allega
in copia la nota prot. n. 65686 del 30/5/2012 con la quale il
Servizio Pianificazione e Programmazione del Dipartimento Comando
Corpo Forestale ha fornito un quadro sinottico dei contenuti, delle
procedure e delle considerazioni relative all'Avviso di gara in
argomento».
L'Assessore
On. dr.
Alessandro Aricò
Nota prot. n. 65686 del 30/5/2012
In riferimento all'interrogazione dell'onorevole Corona si
forniscono i seguenti chiarimenti:
Il Dipartimento Comando Corpo Forestale della R.S. ha bandito una
gara per la progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori
di "ammodernamento tecnologico e potenziamento operativo del
sistema di radiocomunicazione del Corpo Forestale della R.S.,
compresa l'installazione e la realizzazione di un sistema di
videosorveglianza di nuova generazione a tutela del patrimonio
boschivo e delle aree naturali protette" che in dettaglio prevede:
- Il servizio tecnico di progettazione esecutiva dell'intera Opera
- costo preventivato euro 300.000,00;
- L'installazione di una nuova dorsale regionale digitale
pluricanale che dovrà coprire almeno il 95% del territorio isolano
(isole minori comprese) - costo preventivato euro 16.600.000,00;
- Fornitura e messa in opera degli apparati ricetrasmettitori
radio del sistema dì radiocomunicazione del Corpo Forestale
(consistente nella sostituzione dell'attuale rete analogica con
nuova rete radio digitale DMR) - costo preventivato euro
5.000.000,00;
- Realizzazione di un sistema di videosorveglianza mobile, da
collocare su automezzi compreso elicottero, ed un sistema di
videosorveglianza fisso, compreso le consolle per l'acquisizione e
l'elaborazione dati/video tra loro interfacciati da collocare nei
COP e nel COR - costo preventivato 5.100.000,00.
Per un totale a base d'asta di circa euro 27.000.000,00 al netto
degli oneri della sicurezza per la realizzazione di tutte le opere
ed euro 7.436.336,00 per somme a disposizione della
Amministrazione.
Per quanto attiene la dotazione delle radio, il progetto
preliminare predisposto dall'Amministrazione, con la consulenza dei
Dipartimento di Informatica della facoltà di ingegneria di Palermo
per gli aspetti tecnici, prevede, a seguito delle modifiche
apportate successivamente alla pubblicazione del bando, la
fornitura di n. 400 veicolari DMR e di 300 portatili DMR del costo
unitario rispettivamente di E. 1.212,50 e di 1.000,00 a cui vanno
aggiunti circa 800 radio attualmente in dotazione al Corpo che
continueranno a funzionare in modalità dual-mode per un totale
quindi di 1.500 terminali di radiocomunicazione.
In ogni caso si deve ribadire che l'amministrazione ha posto a
base di gara un progetto preliminare che contiene le informazioni
essenziali e gli obiettivi che si vogliono perseguire, e anche i
prezzi indicati sono orientativi.
I costi effettivi e le soluzioni tecnologiche saranno determinati
a seguito dell'espletamento delle procedure di gara attualmente in
corso. Infatti ì quattro concorrenti, che hanno presentato la
propria offerta alla scadenza del bando, hanno predisposto un
progetto esecutivo, proponendo la tecnologia PMR ritenuta più
adeguata (DMR o Tetra), motivandone la scelta e tutte le
apparecchiature ed infrastrutture necessarie per la realizzazione
dell'Opera completa, con i relativi costi unitari e le
caratteristiche tecniche di dettaglio per ogni apparecchiatura.
La Commissione Giudicatrice Tecnica, costituita da due docenti
universitari esperti in materia e da un funzionario del Comando,
valuterà l'offerta economicamente più conveniente per
l'Amministrazione secondo i tre parametri previsti dalla L.R.
12/2011 (Offerta Tecnica da riferire ai Criteri e sub-criteri
individuati nel disciplinare - Offerta Temporale ed Offerta
Economica), pertanto i prezzi unitari che i concorrenti
presenteranno nella gara saranno sicuramente ribassati e
competitivi rispetto a quelli di mercato.
In definitiva, la Regione Siciliana andrà a spendere
complessivamente 21.600.000,00 euro (al lordo dei ribassi di gara)
per la realizzazione di un nuovo impianto di radiocomunicazione
digitale (comprensivo di circa 56 ponti radio e 1500 stazioni
ricetrasmittenti fisse e mobili) che come previsto nel progetto
preliminare avranno il requisito di poter funzionare in dual-mode
con l'attuale rete analogica, contro i 20.000.000,00 di euro che la
Regione Lombardia ha speso per la sola implementazione e
ottimizzazione degli impianti già esistenti che coprono in ogni
caso le sole aree antropizzate e non l'intera superficie
territoriale come nel caso della dorsale siciliana.
L'orientamento dell'Amministrazione verso lo standard DMR rispetto
al TETRA, è stato determinato dal fatto che oggi i maggiori esperti
accademici e scientifici concordano sulla preferenza di sistemi
basati sul DMR, grazie alle sue caratteristiche di robustezza delle
comunicazioni, rispetto al meno innovativo TETRA, che tiene in
considerazione soltanto i requisiti di banda.
Ciò, in particolare, comporta la necessità di maggiore densità di
copertura degli apparati TETRA rispetto a quelli DMR, che sono
oltremodo da preferire dal punto di vista della transizione
graduale dai sistemi analogici ai sistemi digitali.
Lo standard DMR è inoltre ormai consolidato per la trasmissione
contemporanea di dati e voce, le sue apparecchiature terminali sono
infatti tipicamente "dual mode".
Infine, punto di non trascurabile importanza al giorno d'oggi,
l'impatto ambientale di sistemi DMR è molto minore del
corrispettivo TETRA in termini di emissioni di CO2 (la potenza
richiesta per alimentazione/raffreddamento di una stazione base DMR
arriva ad essere soltanto un decimo rispetto a TETRA).
Le considerazioni sopra esposte trovano peraltro riscontro nelle
ultime scelte della Pubblica Amministrazione dello Stato Italiano.
I sistemi DMR sono stati infatti preferiti già nel 2010 dalla
Commissione Nazionale Radiocomunicazioni della Croce Rossa Italiana
nel suo Capitolato Tecnico relativo agli apparati Radio Terminali
(fissi, veicolari e portatili) come pure dalla Protezione civile e
di varie amministrazioni locali, come Alto Adige e Sud Tirolo e,
non ultima, dalla citata Regione Lombardia il cui sistema,
comprendente un totale di 472 postazioni, di cui 450 con sistema
DMR e 22 con sistema TETRA, come riportato nella stessa
interrogazione dell'onorevole Corona.
Un sistema basato su DMR è stato anche utilizzato dalla Protezione
Civile durante il G8 de L'Aquila, per l'organizzazione e il
presidio dell'evento.
Alla luce delle considerazioni su esposte si ritiene non sussista
nessun elemento che possa far sorgere la necessità di un
ripensamento dell'Amministrazione in merito alle scelte ed alle
procedure fin qui seguite.
Anzi si ritiene che il Comando abbia operato correttamente, nel
rispetto delle norme e perseguendo l'interesse generale.
Il Dirigente del Servizio
Dr. Salvatore Marranca
Il Dirigente
Generale
Pietro Tolomeo