Presidenza del vicepresidente Formica
RINALDI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli: Gentile,
Currenti, Bonomo, Scammacca, Scilla e Nicola Leanza per oggi;
Marinese dal 9 al 30 luglio per motivi di salute.
L'Assemblea ne prende atto.
Cessazione dalla carica di Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica
PRESIDENTE. Invito il deputato Segretario a dare lettura del
decreto presidenziale n. 314/Area 1 S.G. del 5 luglio 2012,
trasmesso con nota prot. n. 31032 del 6 luglio successivo dalla
Segreteria generale della Presidenza della Regione, qui pervenuta
il 9 luglio 2012 (protocollata al n. 6060/AulaPg dell'11 luglio
2012), relativo alla cessazione dalla carica di Assessore regionale
per le autonomie locali e la funzione pubblica della dottoressa
Caterina Chinnici, con contestuale assunzione temporanea da parte
del Presidente della Regione delle funzioni di Assessore al
suddetto ramo dell'Amministrazione regionale.
RINALDI, segretario f.f.:
«D.P. n. 314/Area 1 /S.G.
IL PRESIDENTE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9, come sostituito dall'articolo
1, comma 1, lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n.
2, che, nel prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto
del Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare
e revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTO il decreto presidenziale 10 maggio 2001, n. 8 concernente la
disciplina degli uffici di diretta collaborazione del Presidente
della Regione e degli Assessori regionali, ed in particolare
l'articolo 2, comma 12;
VISTA la propria nota prot. n. 2672 del 24 aprile 2008 con la
quale, a seguito della proclamazione alla carica di Presidente
della Regione Siciliana, resa nota dalla Corte di Appello di
Palermo con nota prot. P/08/67/El. Reg. del 24 aprile 2008, sono
state assunte le relative funzioni;
VISTO il decreto presidenziale 27 maggio 2008, n. 278, pubblicato
nella GURS n. 24 del 30.5.2008, con il quale è stato costituito il
Governo della Regione siciliana della XV legislatura;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione siciliana;
VISTO il Decreto Presidenziale n. 544/Area 1 /S.G. dell'1 ottobre
2010, pubblicato nella GURS n. 46 del 22.10.2010, con il quale il
Presidente della Regione ha nominato gli Assessori regionali con
relative preposizioni ai rami dell'Amministrazione regionale,
confermando la preposizione della dott.ssa Caterina Chinnici
all'Assessorato regionale delle Autonomie Locali e della Funzione
Pubblica;
VISTA la nota prot. n. 045/Ris del 5 luglio 2012 con la quale
l'Ufficio di Gabinetto del Presidente della Regione trasmette la
lettera di dimissioni della dott.ssa Caterina Chinnici, datata 5
luglio 2012, dalla carica di Assessore regionale preposto
all'Assessorato regionale delle Autonomie Locali e della Funzione
Pubblica;
RITENUTO a seguito di tali dimissioni, al fine di garantire
continuità nell'esercizio delle funzioni politico-amministrative,
che il Presidente della Regione Siciliana debba assumere,
temporaneamente, le funzioni di Assessore regionale per le
Autonomie Locali e la Funzione Pubblica;
DECRETA
Art. 1
Per quanto in premessa specificato, la dott.ssa Caterina Chinnici,
a seguito delle dimissioni di cui sopra - che vengono accolte -
cessa dalla carica di Assessore regionale per le Autonomie Locali e
la Funzione Pubblica.
Art. 2
Al fine di assicurare continuità nell'esercizio delle funzioni
politico-amministrative il Presidente della Regione Siciliana
assume, temporaneamente, le funzioni di Assessore regionale per le
Autonomie Locali e la Funzione Pubblica.
Art. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione Siciliana.
Palermo, li 5 luglio 2012
IL PRESIDENTE
(On.le Dott. Raffaele
Lombardo)»
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione delle proposte di modifica al
Regolamento interno
dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. X)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno: Seguito
della discussione delle proposte di modifica al Regolamento interno
dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. X).
Ricordo all'Assemblea che nella scorsa seduta è avvenuto il
passaggio alla discussione delle singole proposte di modifiche
senza alcuna osservazione. Pertanto è da considerarsi chiusa la
discussione generale.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
intervenire in merito alla discussione sulle modifiche al
Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana.
Ritengo che, poiché c'era un'intesa di massima su alcune norme
fondamentali ma non si era raggiunta un'intesa complessiva,
onorevole Mancuso, su quelle norme che riguardano proprio la
questione del voto segreto, anche in considerazione del fatto che
l'Assemblea ha già votato la riduzione del numero dei parlamentari
e anche la questione del numero per richiedere il voto segreto è
rapportata al minor numero di parlamentari - nella considerazione
che, comunque, il Regolamento interno non può essere cambiato da un
momento all'altro - suggerirei alla Presidenza, anche se non ha
bisogno di suggerimenti, e se l'Aula è d'accordo, di accantonare
quegli articoli che riguardano la questione della segretezza del
voto e passare celermente alla discussione e quindi
all'approvazione delle norme regolamentari sulle quali c'è
un'intesa di massima, che è stata raggiunta in sede di Commissione
per il Regolamento.
In ogni caso, se dovessero nascere ulteriori approfondimenti
chiedo che si possa invertire l'ordine del giorno per passare
immediatamente alla discussione del secondo punto all'ordine del
giorno con tutti i tempi previsti dal Regolamento interno per
quello che riguarda la presentazione di emendamenti. Mi riferisco
alle norme sulla trasparenza, impropriamente definite blocca-
nomine .
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, al fine di aiutare le sue
determinazioni, considerato che la IV Commissione ha oggi esitato
il disegno di legge n. 931, che era uno di quelli individuati dalla
Conferenza dei Capigruppo per queste ultime sedute, e considerato
che è un disegno di legge di appena due articoli che serve solo a
demandare l'operatività al decreto assessoriale, se nel
ragionamento per l'organizzazione dei lavori dell'Aula
eventualmente, prima di dare i termine per l'altro disegno di
legge, il blocca-nomine , la Presidenza possa chiudere questa
seduta, aprirne un'altra e inserire all'ordine del giorno il
disegno di legge n. 931 in modo che sia questo sia il 908 blocca-
nomine possano avere lo stesso termine di presentazione degli
emendamenti, partendo da oggi. Diversamente, dovremmo rinviarne
l'inserimento alla seduta di martedì e, naturalmente, sarà più
complesso giungere alla votazione del disegno di legge n. 931.
Su quanto detto dall'onorevole Ardizzone esprimo la mia
condivisione, lo avevo già detto ieri.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza, avendo preso atto
del dibattito di ieri che si è svolto sulla questione delle
modifiche al Regolamento interno e avendo rinviato ad oggi per
trovare una soluzione condivisa, se l'Aula è d'accordo si potrebbe
procedere in questo modo: si stralcia la parte che riguarda il voto
segreto per un successivo approfondimento e si approva la rimanente
parte, dato che penso che non ci siamo grandi problemi sul resto.
Per quanto riguarda la proposta dell'onorevole Mancuso di
iscrivere all'ordine del giorno il disegno di legge n. 931/A nella
giornata odierna e quindi se interrompere l'Aula o meno, vedremo.
Se il disegno di legge è pronto per essere inserito all'ordine del
giorno dell'Aula, si procederà come prescrive il Regolamento
interno.
Quindi, proporrei di procedere, stralciando la parte che riguarda
il voto segreto, anche agevolmente, e di esitare il disegno di
legge.
Se non sorgono osservazioni così resta stabilito.
interno dell'Assemblea regionale siciliana (Doc.X)
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione delle proposte di modifica
al Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. X)
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione delle proposte
di modifica al Regolamento interno dell'Assemblea regionale
siciliana (Doc. X).
Onorevole Mancuso, ovviamente la invitiamo a ritirare gli
emendamenti che lei aveva presentato sull'argomento, dato che
viene stralciato, per andare ad una approvazione rapida.
Se si addiviene ad una approvazione rapida, dato che stralciamo
le prime due parti.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, accogliendo il suo invito, dichiaro di
ritirare tutti gli emendamenti. Naturalmente per quanto riguarda lo
stralcio, sarà la Commissione per il Regolamento, eventualmente, a
riproporre quei due articoli la prossima legislatura.
Ritengo invece di mantenere in vita l'emendamento su snellimento
delle modalità di svolgimento delle interrogazioni a risposta
orale, anticipazione per iscritto alla risposta , perché questo
autorizzerebbe il Governo a non venire - già non viene in Aula per
rispondere -, poi se anticipa al deputato la risposta significa che
non verrà proprio perché ritiene di avere risposto.
Ritengo, quindi, di non cassare il comma 5 dell'articolo 140,
altrimenti i prossimi assessori prenderanno il brutto vizio degli
assessori in carica che sono venuti molto poco a rispondere alle
interrogazioni dei parlamentari.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, ne approfitto perché è da qualche anno
che chiedo l'inserimento del question time nel Parlamento regionale
siciliano e, visto che c'è questa ipotesi di preannunciare la
risposta scritta al deputato, chiedo formalmente se può essere
inserito in questa modifica del nostro Regolamento il question time
anche per il Parlamento regionale siciliano.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, il question time nel Regolamento
interno c'è già. Non lo abbiamo finora attivato, ma c'è già.
Sarà, quindi, cura della Presidenza organizzare nella prossima
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, l'attivazione
formale di quell'articolo.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo
ancora una volta è assente.
Penso che stiamo portando avanti un provvedimento con il Governo
assente, mi va bene.
Una volta tanto devo dare ragione all'onorevole Mancuso e andare
oltre rispetto a quello che ha detto il collega, al di là del fatto
che è notorio che gli assessori di questo Governo in genere sono
muti, sordi, non riescono a trovare il tempo per venire in Aula e
non vedono - condivido con lei - sono come le tre scimmie: non
vedono, non sentono, soprattutto, non sono in grado di parlare,
tant'è vero che non vengono qui in Aula. Il problema è un altro.
Noi non solo dobbiamo prevedere l'obbligatorietà della presenza in
Aula e il fatto che debbano venire a rispondere alle
interrogazioni, altrimenti vanifichiamo il nostro lavoro, ma io
inserirei una norma che prevede, se entro tre mesi non vengano a
rispondere in Aula, la decadenza automatica da assessori. Questo
perché ci troviamo con assessori che, da oltre due anni, non
vengono a rispondere in Aula. Tra le altre cose, poi, questo cambio
continuo di assessori a cui siamo abituati fa sì che è venuta meno
la buona creanza di farsi carico delle interrogazioni dei
predecessori.
Sarei dell'idea di prevedere una sanzione nei confronti degli
assessori che non hanno rispetto per questo Parlamento. Del resto,
questi assessori, come fanno ad avere rispetto per il nostro
Parlamento? Molti di loro non si sono mai candidati, alcuni si sono
candidati e sono notoriamente dei trombati . C'è gente che non ha
mai avuto la fiducia da parte degli elettori e, quindi, sarebbe il
caso di ricordare loro quali sono i doveri che hanno nei confronti
di coloro i quali, invece, sono stati eletti dal popolo,
prevedendo una sanzione ben precisa e cioè la decadenza per gli
assessori che, scoccato il novantesimo giorno da quando è stata
depositata l'interrogazione, non si sono presentati in Aula per
fornire la risposta.
Del resto, ad esempio, se l'assessore Massimo Russo - l'unico che
è rimasto in carica tutti questi anni e che quindi avrebbe avuto la
possibilità di rispondere - viene in Aula e risponde ad
interrogazioni di due anni fa, com'è avvenuto la volta scorsa,
pensate possa essere utile il compito e la funzione a cui noi
siamo stati chiamati, cioè quella di verificare l'attività degli
assessori?
Signor Presidente, le chiedo una norma restrittiva che preveda la
decadenza per gli assessori che non vengono in Aula a fornire
risposta alle interrogazioni.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, purtroppo non abbiamo questa
facoltà, pur concordando la Presidenza con lei sulla questione del
rapporto tra Parlamento e Governo che merita un'apposita seduta per
rivisitare questo rapporto e gli obblighi e gli oneri che
comportano le cariche, anche nel rispetto del Parlamento. La
materia, certamente, sarà oggetto di una prossima rivisitazione per
vedere come ovviare a questa mancanza cronica di rispetto
istituzionale da parte del Governo.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori
perché non ho capito bene.
Si stralcia la parte relativa al quorum sul voto segreto e il
resto è tutto argomento di discussione?
PRESIDENTE. Vengono stralciati i primi due commi che riguardano il
voto segreto. Il resto vediamo di approvarlo stasera.
Si passa alla proposta di modifica: Facoltà di presentazione nuovi
emendamenti in Aula.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, chiedo di parlare su questo
emendamento perché credo che la proposta sia abbastanza vincolante
in termini di lavoro perché si vieta al Governo, si vieta anche ai
capigruppo, si vieta alla commissione di potere presentare
emendamenti ad un disegno di legge che può avere le condizioni,
stante la compatibilità dell'emendamento con quello che è
CRACOLICI. Onorevole Di Mauro ha cambiato opinione?
DI MAURO. Ma quale cambiare opinione. Voglio dire, signor
Presidente, che questa norma che vieta nella maniera più assoluta
la possibilità a un capogruppo o alla commissione o allo stesso
Governo di potere presentare emendamenti, credo sia molto
restrittiva. Per cui inviterei la Presidenza a rivedere questa
impostazione, a tenere conto che i Gruppi parlamentari hanno
necessità di fare valere, anche se in ritardo rispetto ai lavori
delle commissioni, le ragioni e le esigenze di un Gruppo o della
stessa commissione per potere dare un contributo ai lavori
parlamentari.
E non credo che, tutto sommato, questo emendamento possa, mi
permetto di dire, cambiare o stravolgere le cose. La possibilità di
partecipare al dibattito, concretamente, con un emendamento che
viene presentato da una figura rappresentativa di questo Parlamento
o Governo o la stessa commissione o il capogruppo è un fatto
assolutamente positivo e chi l'ha previsto nel tempo non credo che
abbia determinato una forzatura. E' un modo per partecipare
concretamente alla conclusione di un iter parlamentare che trova
anche in questa sede, che è la massima assise, la sede del
Parlamento, per un contributo ulteriore alla definizione di un
percorso.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, la ratio della norma che viene
proposta è quella di rispondere proprio ad una esigenza che più
volte è stata posta da tutti i parlamentari: quella di fare
lavorare compiutamente le Commissioni e quindi di dare tempo ai
disegni di legge di essere approfonditi nelle Commissioni stesse.
Del resto, la materia, come lei sollecitava, riguarderebbe la
materia nuova che entra eventualmente in Aula. Ma anche in questo
caso ci sarebbe, comunque, la possibilità di rinviare questa
materia nuova in Commissione e quindi di dare la facoltà di avere
accesso a quel disegno di legge anche a materie completamente
nuove, però passando dal vaglio della Commissione.
Mi pare che sia una proposta ragionevole per consentire un
ordinato svolgimento dei lavori.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prende la
parola affinché sia chiaro e non passi il messaggio che noi non
vorremmo andare avanti su questo testo.
Innanzitutto, concordiamo sullo stralcio dei primi due punti
riguardanti il voto segreto perché riteniamo che si debba
approfondire anche alla luce di eventuali evenienze che riguardano
il numero di questa Assemblea in futuro e, quindi, non so se quei
numeri fossero congrui poiché a questo punto sarebbe meglio
aderire alla proposta dell'onorevole Mancuso di ieri e di togliere
completamente il voto segreto se il limite deve essere poi
consentito soltanto ad un gruppo composto da dodici piuttosto che
da ventiquattro membri.
Questo, secondo me, è tema di approfondimento e, quindi, è stato
saggio da parte della Presidenza stralciarlo; ma anche sul terzo
punto riguardante la facoltà di presentazione di nuovi emendamenti
in Aula, noi non siamo pregiudizialmente contrari e capiamo che in
questo modo si sta dando un ruolo importante alla Commissione
legislativa, che lavorerà con maggiore pienezza di poteri,
diventando depositaria della materia. Il lavoro della Commissione
diventa fondamentale per l'Aula.
Però, signor Presidente, dobbiamo anche capirci su come funziona
oggi questo Parlamento, comprese le Commissioni. Io le faccio un
esempio, lo dico perché comunque la colpa è sempre di chi è
ignorante, e in questo momento l'ignorante sono io.
Personalmente non sapevo nulla di questo testo, nonostante svolga
le funzioni di presidente del Gruppo parlamentare MPA e chi l'aveva
discusso nell'Ufficio di Presidenza piuttosto che in Commissione
per il Regolamento, dove era presente il nostro ex capogruppo ma
nessun componente dell'MPA, questo è un esempio di come
difficilmente le cose funzionano se non c'è la massima pubblicità.
Il nostro Gruppo da questa proposta, che - ripeto - sostanzialmente
condividiamo però è un esempio che portiamo all'esame
dell'Assemblea, è rimasto tagliato fuori pure nella fase di
conoscenza, e non soltanto nella fase di decisione.
Allora, potrebbe accadere che un presidente di Commissione, dove
all'interno non è rappresentato un gruppo parlamentare, che decide,
anche per motivi di urgenza, di andare avanti su un disegno di
legge piuttosto che di proporlo repentinamente, se non si è
assolutamente attenti, piuttosto che assolutamente informati, un
gruppo parlamentare - mettiamo caso nella prossima legislatura di
opposizione e magari di entità ridotta - rischia, non essendo
presente in quella Commissione e non essendo informato magari di
un'iniziativa di legge che proviene dal Governo e così via, di non
sapere quello che accade e di essere tagliato fuori da una materia,
magari anche insignificante e banale, e a quel punto di non avere
il diritto se non rimesso l'insindacabile giudizio del Presidente
dell'Assemblea di poter avere voce su quell'argomento.
Io credo che forse bisognerebbe migliorare questo comma con delle
accortezze, con delle prudenze che mettano tutti nelle condizioni
di essere informati. Per esempio, dovremmo ragionare su come
emendarlo previa necessità di informare tutti i deputati della
presentazione di quel disegno di legge in quella Commissione e
della discussione che sta avvenendo, magari attraverso una
telefonata da parte della batteria', non so, ma credo che su
questo argomento un minimo di approfondimento in più si dovrebbe
fare. Quindi, se potessimo stralciarlo insieme agli altri due e
magari ridiscuterlo nella prossima seduta, senza volerlo boicottare
o affossare, ma semplicemente migliorare, signor Presidente,
sarebbe un gesto gradito dal mio gruppo parlamentare.
PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino, capisco benissimo le
argomentazioni che lei porta avanti, che sono simili peraltro alle
considerazioni che la Presidenza ha espresso per quanto riguarda il
voto segreto e che le esplicito, perché sul voto segreto anche a
giudizio della Presidenza la riflessione è necessaria in quanto,
intanto in corso di questa legislatura, ha dimostrato che è stato
esercitato poche volte e già per esempio con il numero di nove
deputati, nove richiedenti, in buona parte (quasi il 50 per cento
dei casi), non è stato raggiunto il quorum, pertanto quel numero
può apparire anche congruo tant'è che più volte non è stato
recepito. Poi c'è il rischio che un intero gruppo, in questa o
nella prossima legislatura, possa raggiungere i diciotto
componenti, quindi è come dire che solo la maggioranza può
richiederlo.
Sulla questione che lei appalesa riguardo alla possibilità che ci
sia un Gruppo parlamentare che non fa parte di una Commissione, le
faccio presente, però, una questione che discenderà dall'eventuale
adozione di questo articolo: ovviamente, dopo l'adozione di questo
articolo tutti i gruppi saranno molto, ma molto più attenti per il
lavoro che si svolgerà nelle Commissioni.
Questo sarà notorio, sarà ovvio, lei lo comprende, lo ha
esplicitato. D'ora in poi, se passa questo articolo, ciascun gruppo
parlamentare e ogni singolo deputato sarà molto più interessato a
ciò che avviene in Commissione, anche se non ne fa parte, perché,
come lei ben sa, qualsiasi deputato ha diritto a presenziare i
lavori della Commissione e, quindi, ad attrezzarsi in merito.
Però mi creda, onorevole D'Agostino, a giudizio della Presidenza
ritengo che introduciamo un argomento di valorizzazione e di
miglioramento del lavoro complessivo, su questo non c'è dubbio.
Sarà cura della Presidenza dare disposizioni, e lo farà, agli
uffici perché venga pubblicizzato e scritto in una circolare
inviata a tutti i gruppi e ad ogni Commissione.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, apprezzo assolutamente le sue
conclusioni e le dico che siamo assolutamente d'accordo. Però, se
non ci fosse stato lo stralcio dei primi due punti, io non mi sarei
imprudentemente proposto per un accantonamento anche di questo
punto, visto che i primi due sono stati accantonati e saranno
discussi non so quando, immagino che ci sia lo spazio per discutere
anche il terzo comma. Nel frattempo io mi farò, ovviamente,
promotore di una proposta che, senza snaturare quel comma, questo
glielo posso garantire, lo migliori e metta nelle condizioni anche
il singolo deputato, che fa parte del Gruppo misto e che quindi
difficilmente avrà voce in rappresentanza in tante Commissioni, di
essere comunque avvertito.
Poi sarà cura sua essere parte attiva del lavoro.
PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino sarà cura della Presidenza ..
D'AGOSTINO. No, lo dobbiamo emendare
PRESIDENTE. Bisogna regolamentare i lavori perché non possiamo
fare finta di procedere con la modifica del Regolamento per poi
stralciare tutto. Bisogna portare avanti un lavoro corretto di
impostazione migliore, più efficiente, per quanto riguarda
complessivamente i lavori nel Parlamento.
L'argomento è stato pure sollevato ieri dal presidente del Gruppo
parlamentare, onorevole Maira, e la Presidenza è d'accordo nel
rivedere il criterio attraverso cui si ha l'accesso in Aula,
eventualmente di materia.
D'AGOSTINO. Lo dobbiamo emendare, altrimenti lo bocciamo in Aula.
PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino, non possiamo stralciare tutto,
eventualmente lo si boccia in Aula. La Presidenza le sta dicendo
che è favorevole nell'intervenire esplicitando e assorbendo le sue
richieste.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENEDICTIS. Signor Presidente, ho ascoltato le argomentazioni
dell'onorevole D'Agostino, che rispetto, però volevo esprimere una
mia condivisione all'articolo, perché se ci rifacciamo all'attuale
formulazione del comma 1 bis dell'articolo 111, altro non contiene
che un'eccezione ad un principio che è giusto. Le leggo l'articolo
anche per dare un contributo alla riflessione: Non possono essere
presentati in Assemblea emendamenti che non siano stati presentati
e ritenuti ammissibili nella competente Commissione, ovvero
connessi con essi .
Questo può non essere condivisibile. E' scritto. Lo abbiamo già
sancito e operiamo secondo questo criterio, fermo restando che
questo criterio viene poi motivato dall'insindacabile apprezzamento
del Presidente, qualcuno lo deve fare ed è bene che lo faccia il
Presidente; ma nell'attuale formulazione questo criterio viene
falsato e viene fatto venire meno dalle eccezioni, che sono
corpose, perché Governo, Commissione o tutti i Gruppi parlamentari,
cioè tutto il Parlamento, per bocca del proprio Presidente possono
in realtà derogare da questo principio.
Questo ha comportato, finora, una confusione nei lavori d'Aula
che in realtà hanno delegittimato i lavori delle Commissioni. Il
punto è questo.
Se dobbiamo trovare un equilibrio di funzioni e una
consequenzialità fra il lavoro che si compie nelle Commissioni e il
lavoro che si compie in Aula oppure se l'Aula deve iniziare un
percorso che prescinde dal lavoro che è stato fatto nelle
Commissioni. Molto spesso questo è stato fatto e non ad opera delle
Commissioni stesse, dalla Commissione o dai Gruppi parlamentari, ma
proprio ad opera del Governo che ha disertato o ha trascurato
l'impegno nei lavori parlamentari e, quindi, nelle Commissioni e
poi ha presentato una messe di emendamenti ad inizio della
discussione che prescindevano da quello era stato fatto nelle
Commissioni. Quindi, una norma di coerenza, da questo punto di
vista, non può che essere apprezzata dal Parlamento e questo
emendamento correttivo, modificativo del comma 1 bis, dell'articolo
111, va in questa direzione.
Le preoccupazioni dell'onorevole D'Agostino possono essere
legittime, ma io credo che oggi abbiamo strumenti, anche
informatici, che ci consegnano, ci recapitano a casa sui nostri
terminali, in tempo reale, l'andamento dei lavori in ogni minuto.
Non soltanto, abbiamo in Assemblea, questo può sembrare un fatto
quasi di immagine, ma possiamo farlo apprezzare in termini di
sostanza, una disseminazione di schermi in cui in ogni momento
chiunque è informato dei tempi e dei contenuti dei lavori della
Commissione.
Quindi, se si vuole aggiungere - e la rassicurazione del
Presidente va in questa direzione - una modalità per essere ancora
più informati e presenti da parte di tutti credo che sia giusto, ma
pensare che i lavori delle Commissioni possano essere ribaltati in
Aula credo che tradisca il principio stesso di questa norma.
Infatti, l'attuale formulazione del comma 1 bis non ha prodotto i
risultati voluti, perché in realtà le eccezioni che qui si tende ad
eliminare ne hanno vanificato il senso.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, la Presidenza è talmente
d'accordo con le considerazioni che lei ha svolto partendo dal
presupposto che, comunque, anche la formulazione attuale
dell'articolo dà la possibilità - ove ci sia effettivamente il
bisogno di introdurre una nuova materia perchè è un fatto urgente,
perché è un fatto essenziale, perché è un fatto che prima non era
conosciuto - alla Presidenza, valutate le circostanze, di poter
intervenire ed eventualmente inserire materia nuova. Per il resto
non possiamo non prendere atto del fatto che spesso, per la tutela
anche di un singolo parlamentare che magari non era presente nelle
Commissioni, poi si viene a stravolgere il consueto lavoro d'Aula.
Ritengo che sia un modo, con questo articolo, per regolamentare in
maniera corretta il lavoro del Parlamento perché comunque, laddove
ci fosse veramente la necessità, la modifica dà spazio alla
Presidenza di intervenire su una richiesta urgente del Governo e su
una richiesta motivata di un Gruppo parlamentare.
Inviterei, quindi, i deputati ad approvarlo sotto questa forma,
anche con le rassicurazioni che ha già fornito la Presidenza circa
la pubblicità per i singoli deputati, come richiesto dall'onorevole
D'Agostino, e sia per la possibilità di andare ad inserire materia
nuova.
Onorevole D'Agostino, la Presidenza non lo stralcia. Se il
Parlamento si prende la briga di volerlo eliminare, lo elimina.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, io ritorno ancora sulla questione
del richiamo all'ordine dei lavori. Le considerazioni svolte
dall'onorevole D'Agostino sono abbastanza pertinenti,
obiettivamente, sia perché il Gruppo dell'MPA non è rappresentato
in Commissione per il Regolamento, così come non è presente il
Gruppo dell'UDC, per cui mi affido alla sua saggezza.
Signor Presidente, su quelle norme dove non c'è accordo è inutile
discutere in Aula, perché è un argomento così delicato che riguarda
la materia regolamentare che, probabilmente, interesserà quest'Aula
per i prossimi quindici anni, neanche per i prossimi cinque.
Laddove non c'è l'accordo, è forse opportuno stralciare le norme.
Devo dire, per esempio, che ieri l'onorevole Cracolici ha proposto
una norma, che è già stata distribuita, rispetto alla quale tutta
l'Aula è d'accordo. Laddove ci sono emendamenti sui quali c'è
l'accordo si vada avanti, dove non c'è l'accordo è inutile
insistere e si ritornerà con calma in Commissione per il
Regolamento, inutile fare discussioni di merito ora.
CALANDUCCI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALANDUCCI. Signor Presidente, non c'è dubbio che si tratta di
Regolamento e, pertanto, di regole e, come ha detto bene il
deputato che mi ha preceduto, le regole vanno rispettate con la
maggiore partecipazione possibile. Non c'è dubbio che questo è un
argomento che si presta a tante valutazioni. I lati positivi della
proposta, sicuramente, ci sono e vanno in direzione di un proficuo
lavoro che può legittimare ancora di più il lavoro delle
Commissioni.
Però, veda, il mandato parlamentare non è collettivo e non è
nemmeno di gruppo, il mandato parlamentare è singolo e può
succedere, come capita osservare anche in quest'Aula, che qualche
parlamentarepossa e voglia esercitare in perfetta condizione
autonoma il proprio mandato, non facendo parte di un gruppo che lo
renda esplicitamente partecipe di un certo lavoro, potrebbe, anche,
come lamentato precedentemente, essere escluso da queste
valutazioni.
Ora, siccome già allo stato attuale, gli emendamenti presentati in
Aula subiscono un primo vaglio dagli uffici della Presidenza, dal
Presidente che li può rendere inammissibili, successivamente
necessitano di un supporto notevole, che è quello di un presidente
di Gruppo parlamentare e, comunque, del parere della Commissione,
poi questa, nel lavoro d'Aula, è gratificata, perché il parere
della Commissione, in qualche maniera, può indirizzare il voto
d'Aula. Pertanto credo che, in assenza, non dico dell'unanimità,
ma in assenza di una palese maggioranza nella modifica di una
regola che può attenere al nostro lavoro quotidiano, credo che sia
opportuno, per migliorarla e per non creare condizioni sulle regole
di spaccatura notevole, stralciarla e discutere e valutare in
merito sulla soluzione ottimale.
PRESIDENTE. Onorevole Calanducci, bisogna fare alcune
precisazioni.
Già, oggi, il singolo parlamentare non può presentare emendamenti
in Aula. Già oggi è così Nel Regolamento è così Inoltre, ad una
più approfondita lettura della proposta di modifica, non cambia,
assolutamente nulla. Leggo l'articolo: Non possono essere
presentati, in Assemblea, emendamenti che non siano stati
presentati e ritenuti ammissibili nella competente Commissione,
ovvero, strettamente connessi con essi, secondo l'insindacabile
apprezzamento del Presidente , il che significa che possono essere
presentati anche emendamenti che non sono stati presentati in
commissione purché attinenti e connessi con la materia che stiamo
trattando.
Del resto, il singolo parlamentare non può presentarne neppure
oggi
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, questa discussione sul Regolamento è
nata male e rischia di evolversi peggio. Il Regolamento si modifica
con la condivisione dell'Aula e, quindi, se c'è una condivisione
dell'Aula bene; se così non fosse, suggerisco di sospendere un
attimo la trattazione della materia e di verificare con i
presidenti dei Gruppi parlamentari l'eventuale possibilità di
trattare o meno queste modifiche e di passare all'esame del disegno
di legge blocca nomine , incardinandolo subito, sospendendo al
momento la trattazione del provvedimento della Commissione per il
Regolamento in maniera tale che ci sia il tempo per approfondire
tra i colleghi e per trovare una sintesi.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il collega
Cracolici, simpaticamente, richiede di passare dalle cose serie
alla pubblicità, perché il decreto blocca nomine , nella sostanza,
è una pubblicità che serve anche al suo Gruppo parlamentare.
Signor Presidente, il terzo emendamento proposto vuole togliere la
prerogativa al Governo, alla Commissione e ad un presidente di
Gruppo parlamentare di presentare emendamenti in Aula, nella
sostanza è questo, perché sono le uniche parti cassate, non viene
sostituito, si toglie a queste figure - Governo, Presidente di
Commissione, presidente di Gruppo parlamentare - quella che è una
prerogativa indispensabile nei lavori parlamentari, perché il
singolo parlamentare, a differenza di come dice qualcuno, può
sempre presentare in Aula emendamenti, lo può fare prima che inizia
la discussione generale. Quindi, non c'è un eventuale blocco di
presentazione di emendamenti al testo, ma, aldilà di questo, - io
non volevo entrare nel merito - ritengo come principio generale che
le regole, e su questo sono d'accordo con l'onorevole Cracolici, o
sono condivise da tutti o non possiamo trattare la modifica al
Regolamento con un disegno di legge perché, come la Presidenza ha
registrato, ci sono cinque posizioni differenti: io la penso in un
modo sul voto segreto, l'onorevole Di Mauro ne ha detto un'altra,
l'onorevole Calanducci un'altra ancora, l'onorevole D'Agostino
un'altra ancora, l'onorevole Cracolici addirittura di non parlarne
più.
Il Regolamento che varrà da qui a quando sarà rivoluzionato chissà
quando, io non penso che può essere trattato così se non c'è una
condivisione dell'Aula, e qualora venisse bocciato? Sulle regole
ci dividiamo? Un Parlamento si può dividere sulle regole che
servono a regolamentare un'Assemblea? Io ritengo di no.
Ritengo che un incontro dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
questa sera stessa deve portare al raggiungimento di una intesa
sulla proposta che ha fatto la Commissione per il Regolamento.
Se non c'è condivisione su alcune norme, come la Presidenza ha già
benissimo fatto, vengono stralciate anche le altre norme sulle
quali non c'è condivisione da parte della Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari svolta velocemente e si portano avanti
quelle piccole cose che, naturalmente, hanno la condivisione di
tutti. Altrimenti qui finiamo veramente dopodomani, ci saranno
ancora gli interventi degli altri colleghi parlamentari.
Signor Presidente, la invito pertanto a convocare una Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, anche in via informale, per
vedere dove siamo d'accordo tutti e dopo, eventualmente, si faranno
le altre norme con un altro ragionamento in Commissione per il
Regolamento e così passiamo immediatamente all'esame degli altri
disegni di legge.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, la Presidenza è consapevole del
fatto che per le regole ci vuole un accordo che comprenda tutta
l'Aula, perché le regole sono di tutti, tant'è che la Presidenza ha
cercato di snellire l'iter procedurale stralciando le parti sulle
quali non c'era accordo.
Se su questo argomento c'è bisogno, anche con una rapida
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, di raggiungere
un minimo di intesa possibile sulle cose possibili, la Presidenza è
d'accordo nel farla.
Sospendo pertanto la seduta e convoco immediatamente la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
(La seduta, sospesa alle ore 17.25, è ripresa alle
ore17.50)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, mercoledì 11
luglio 2012, alle ore 17.55, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Discussione, ai sensi dell'articolo 68 bis del Regolamento
interno, del disegno di legge:
«Norme in materia di trasparenza della propaganda elettorale
per il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana». (n. 908)
II - Discussione dei disegni di legge:
1) «Interventi per effettuare una nuova perimetrazione dei
parchi». (n. 931/A)
Relatore: on. Mancuso
2) «Norme in materia di entrata. Finanziamento di leggi di spesa».
(n. 900/A) (Seguito)
Relatore: on. Galvagno
3) «Promozione della mutualità volontaria e sostegno alle società
di mutuo soccorso». (nn. 454-703/A)
Relatore: on. Gucciardi
IV - Seguito della discussione delle proposte di modifica al
Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. X)
Relatore: il Presidente
La seduta è tolta alle ore 17.51
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli