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Resoconto d'Aula della Seduta n. 363 di mercoledì 11 luglio 2012
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   RINALDI,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

     PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art 127) sono effettuate mediante  procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo gli onorevoli:  Gentile,
  Currenti,  Bonomo,  Scammacca, Scilla e  Nicola  Leanza  per  oggi;
  Marinese dal 9 al 30 luglio per motivi di salute.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Cessazione dalla carica di Assessore regionale per le autonomie
                     locali e la funzione pubblica

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato Segretario  a  dare  lettura  del
  decreto  presidenziale  n. 314/Area  1  S.G.  del  5  luglio  2012,
  trasmesso  con  nota prot. n. 31032 del 6 luglio  successivo  dalla
  Segreteria  generale della Presidenza della Regione, qui  pervenuta
  il  9  luglio  2012 (protocollata al n. 6060/AulaPg dell'11  luglio
  2012), relativo alla cessazione dalla carica di Assessore regionale
  per  le  autonomie  locali e la funzione pubblica della  dottoressa
  Caterina  Chinnici, con contestuale assunzione temporanea da  parte
  del  Presidente  della  Regione  delle  funzioni  di  Assessore  al
  suddetto ramo dell'Amministrazione regionale.

   RINALDI, segretario f.f.:

   «D.P. n. 314/Area 1 /S.G.

                             IL PRESIDENTE

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9, come sostituito dall'articolo
  1, comma 1, lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n.
  2,  che,  nel prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto
  del Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare
  e   revocare   gli   Assessori   da  preporre   ai   singoli   rami
  dell'Amministrazione regionale;

   VISTA  la  legge  regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge  regionale 15 maggio 2000, n.  10,  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTO il decreto presidenziale 10 maggio 2001, n. 8 concernente la
  disciplina  degli uffici di diretta collaborazione  del  Presidente
  della  Regione  e  degli  Assessori regionali,  ed  in  particolare
  l'articolo 2, comma 12;

   VISTA  la  propria nota prot. n. 2672 del 24 aprile  2008  con  la
  quale,  a  seguito  della proclamazione alla carica  di  Presidente
  della  Regione  Siciliana,  resa nota dalla  Corte  di  Appello  di
  Palermo  con nota prot. P/08/67/El. Reg. del 24 aprile  2008,  sono
  state assunte le relative funzioni;

   VISTO  il decreto presidenziale 27 maggio 2008, n. 278, pubblicato
  nella GURS n. 24 del 30.5.2008, con il quale è stato costituito  il
  Governo della Regione siciliana della XV legislatura;

   VISTA  la  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione siciliana;

   VISTO  il Decreto Presidenziale n. 544/Area 1 /S.G. dell'1 ottobre
  2010,  pubblicato nella GURS n. 46 del 22.10.2010, con il quale  il
  Presidente  della Regione ha nominato gli Assessori  regionali  con
  relative   preposizioni  ai  rami  dell'Amministrazione  regionale,
  confermando  la  preposizione  della  dott.ssa  Caterina   Chinnici
  all'Assessorato regionale delle Autonomie Locali e  della  Funzione
  Pubblica;

   VISTA  la  nota prot. n. 045/Ris del 5 luglio 2012  con  la  quale
  l'Ufficio  di  Gabinetto del Presidente della Regione trasmette  la
  lettera  di dimissioni della dott.ssa Caterina Chinnici,  datata  5
  luglio   2012,   dalla  carica  di  Assessore  regionale   preposto
  all'Assessorato regionale delle Autonomie Locali e  della  Funzione
  Pubblica;

   RITENUTO  a  seguito  di tali dimissioni,  al  fine  di  garantire
  continuità  nell'esercizio delle funzioni  politico-amministrative,
  che   il   Presidente  della  Regione  Siciliana  debba   assumere,
  temporaneamente,  le  funzioni  di  Assessore  regionale   per   le
  Autonomie Locali e la Funzione Pubblica;

                                DECRETA

                                Art. 1
   Per quanto in premessa specificato, la dott.ssa Caterina Chinnici,
  a  seguito  delle dimissioni di cui sopra - che vengono  accolte  -
  cessa dalla carica di Assessore regionale per le Autonomie Locali e
  la Funzione Pubblica.

                                Art. 2
   Al  fine  di  assicurare continuità nell'esercizio delle  funzioni
  politico-amministrative  il  Presidente  della  Regione   Siciliana
  assume, temporaneamente, le funzioni di Assessore regionale per  le
  Autonomie Locali e la Funzione Pubblica.

                                Art. 3
   Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
  Regione Siciliana.

   Palermo, li  5 luglio 2012

                                         IL PRESIDENTE
                                    (On.le    Dott.    Raffaele
                               Lombardo)»

   L'Assemblea ne prende atto.

        Seguito della discussione delle proposte di modifica al
                          Regolamento interno
              dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. X)

   PRESIDENTE.  Si  passa al II punto all'ordine del giorno:  Seguito
  della discussione delle proposte di modifica al Regolamento interno
  dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. X).
   Ricordo  all'Assemblea  che  nella scorsa  seduta  è  avvenuto  il
  passaggio  alla  discussione delle singole  proposte  di  modifiche
  senza  alcuna  osservazione. Pertanto è da considerarsi  chiusa  la
  discussione generale.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   desidero
  intervenire   in  merito  alla  discussione  sulle   modifiche   al
  Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana.
   Ritengo  che,  poiché c'era un'intesa di massima su  alcune  norme
  fondamentali   ma  non  si  era  raggiunta  un'intesa  complessiva,
  onorevole  Mancuso,  su  quelle norme  che  riguardano  proprio  la
  questione  del voto segreto, anche in considerazione del fatto  che
  l'Assemblea  ha già votato la riduzione del numero dei parlamentari
  e  anche  la questione del numero per richiedere il voto segreto  è
  rapportata  al  minor numero di parlamentari - nella considerazione
  che, comunque, il Regolamento interno non può essere cambiato da un
  momento  all'altro - suggerirei alla Presidenza, anche  se  non  ha
  bisogno  di  suggerimenti, e se l'Aula è d'accordo, di  accantonare
  quegli  articoli che riguardano la questione della  segretezza  del
  voto    e    passare   celermente   alla   discussione   e   quindi
  all'approvazione  delle  norme  regolamentari   sulle   quali   c'è
  un'intesa  di massima, che è stata raggiunta in sede di Commissione
  per il Regolamento.
   In  ogni  caso,   se  dovessero nascere ulteriori  approfondimenti
  chiedo  che  si  possa invertire l'ordine del  giorno  per  passare
  immediatamente  alla discussione del secondo punto  all'ordine  del
  giorno  con  tutti  i  tempi previsti dal Regolamento  interno  per
  quello  che riguarda la presentazione di emendamenti. Mi  riferisco
  alle  norme  sulla  trasparenza, impropriamente  definite   blocca-
  nomine .

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor   Presidente,  al  fine  di   aiutare   le   sue
  determinazioni, considerato che la IV Commissione ha  oggi  esitato
  il disegno di legge n. 931, che era uno di quelli individuati dalla
  Conferenza  dei Capigruppo per queste ultime sedute, e  considerato
  che  è un disegno di legge di appena due articoli che serve solo  a
  demandare   l'operatività   al   decreto   assessoriale,   se   nel
  ragionamento    per    l'organizzazione   dei   lavori    dell'Aula
  eventualmente,  prima  di dare i termine  per  l'altro  disegno  di
  legge,  il   blocca-nomine , la Presidenza  possa  chiudere  questa
  seduta,  aprirne  un'altra  e inserire  all'ordine  del  giorno  il
  disegno di legge n. 931 in  modo che sia questo sia il 908  blocca-
  nomine   possano  avere  lo stesso termine di  presentazione  degli
  emendamenti,  partendo  da oggi. Diversamente,  dovremmo  rinviarne
  l'inserimento  alla  seduta di  martedì e, naturalmente,  sarà  più
  complesso giungere alla votazione del disegno di legge n. 931.
   Su   quanto   detto  dall'onorevole  Ardizzone  esprimo   la   mia
  condivisione, lo avevo già detto ieri.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza, avendo  preso  atto
  del  dibattito  di  ieri  che  si è svolto  sulla  questione  delle
  modifiche  al  Regolamento interno e avendo rinviato  ad  oggi  per
  trovare  una soluzione condivisa, se l'Aula è d'accordo si potrebbe
  procedere in questo modo: si stralcia la parte che riguarda il voto
  segreto per un successivo approfondimento e si approva la rimanente
  parte, dato che penso che non ci siamo grandi problemi sul resto.
   Per   quanto  riguarda  la  proposta  dell'onorevole  Mancuso   di
  iscrivere all'ordine del giorno il disegno di legge n. 931/A  nella
  giornata  odierna e quindi  se interrompere l'Aula o meno, vedremo.
  Se  il disegno di legge è pronto per essere inserito all'ordine del
  giorno  dell'Aula,  si   procederà come  prescrive  il  Regolamento
  interno.
   Quindi,  proporrei di procedere, stralciando la parte che riguarda
  il  voto  segreto, anche agevolmente, e di esitare  il  disegno  di
  legge.
   Se non sorgono osservazioni così resta stabilito.

   interno dell'Assemblea regionale siciliana (Doc.X)

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Riprende il seguito della discussione delle proposte di modifica
  al Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. X)

   PRESIDENTE.  Riprende il seguito della discussione delle  proposte
  di   modifica  al  Regolamento  interno  dell'Assemblea   regionale
  siciliana (Doc. X).
   Onorevole   Mancuso,  ovviamente  la  invitiamo  a  ritirare   gli
  emendamenti  che  lei  aveva presentato  sull'argomento,  dato  che
  viene stralciato, per andare ad una approvazione rapida.
   Se  si  addiviene ad una approvazione rapida, dato che  stralciamo
  le prime due parti.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, accogliendo il suo invito, dichiaro di
  ritirare tutti gli emendamenti. Naturalmente per quanto riguarda lo
  stralcio, sarà la Commissione per il Regolamento, eventualmente,  a
  riproporre quei due articoli la prossima legislatura.
   Ritengo  invece di mantenere in vita l'emendamento su  snellimento
  delle  modalità  di  svolgimento delle  interrogazioni  a  risposta
  orale,  anticipazione  per iscritto alla risposta ,  perché  questo
  autorizzerebbe il Governo a non venire - già non viene in Aula  per
  rispondere -, poi se anticipa al deputato la risposta significa che
  non verrà  proprio perché ritiene di avere risposto.
   Ritengo,  quindi,  di  non cassare il comma 5  dell'articolo  140,
  altrimenti  i prossimi assessori prenderanno il brutto vizio  degli
  assessori  in  carica che sono venuti molto poco a rispondere  alle
  interrogazioni dei parlamentari.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, ne approfitto perché è da qualche anno
  che chiedo l'inserimento del question time nel Parlamento regionale
  siciliano  e,  visto  che c'è questa ipotesi  di  preannunciare  la
  risposta  scritta  al deputato, chiedo formalmente  se  può  essere
  inserito in questa modifica del nostro Regolamento il question time
  anche per il Parlamento regionale siciliano.

   PRESIDENTE.  Onorevole Rinaldi, il question time  nel  Regolamento
  interno c'è già. Non lo abbiamo finora attivato, ma c'è già.
   Sarà,  quindi,  cura della Presidenza organizzare  nella  prossima
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari,  l'attivazione
  formale di quell'articolo.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  Governo
  ancora una volta è assente.
   Penso  che stiamo portando avanti un provvedimento con il  Governo
  assente, mi va bene.
   Una  volta tanto devo dare ragione all'onorevole Mancuso e  andare
  oltre rispetto a quello che ha detto il collega, al di là del fatto
  che  è  notorio che gli assessori di questo Governo in genere  sono
  muti,  sordi, non riescono a trovare il tempo per venire in Aula  e
  non  vedono  -  condivido con lei - sono come le tre  scimmie:  non
  vedono,  non  sentono, soprattutto, non sono in grado  di  parlare,
  tant'è vero che non vengono qui in Aula. Il problema è un altro.
   Noi non solo dobbiamo prevedere l'obbligatorietà della presenza in
  Aula   e   il   fatto   che  debbano  venire  a   rispondere   alle
  interrogazioni,  altrimenti vanifichiamo il nostro  lavoro,  ma  io
  inserirei  una norma che prevede, se entro tre mesi non  vengano  a
  rispondere  in  Aula, la decadenza automatica da assessori.  Questo
  perché  ci  troviamo  con assessori che, da  oltre  due  anni,  non
  vengono a rispondere in Aula. Tra le altre cose, poi, questo cambio
  continuo di assessori a cui siamo abituati fa sì che è venuta  meno
  la   buona  creanza  di  farsi  carico  delle  interrogazioni   dei
  predecessori.
   Sarei  dell'idea  di  prevedere una sanzione nei  confronti  degli
  assessori che non hanno rispetto per questo Parlamento. Del  resto,
  questi  assessori,  come  fanno ad avere  rispetto  per  il  nostro
  Parlamento? Molti di loro non si sono mai candidati, alcuni si sono
  candidati e sono notoriamente dei  trombati . C'è gente che non  ha
  mai avuto la fiducia da parte degli elettori e, quindi, sarebbe  il
  caso  di ricordare loro quali sono i doveri che hanno nei confronti
  di   coloro  i  quali,  invece,  sono   stati  eletti  dal  popolo,
  prevedendo  una  sanzione ben precisa e cioè la decadenza  per  gli
  assessori  che,  scoccato il novantesimo giorno da quando  è  stata
  depositata  l'interrogazione, non si sono presentati  in  Aula  per
  fornire la risposta.
   Del  resto, ad esempio, se l'assessore Massimo Russo - l'unico che
  è rimasto in carica tutti questi anni e che quindi avrebbe avuto la
  possibilità   di  rispondere  -  viene  in  Aula  e   risponde   ad
  interrogazioni  di  due anni fa, com'è avvenuto  la  volta  scorsa,
  pensate  possa  essere  utile il compito e la funzione  a  cui  noi
  siamo  stati  chiamati, cioè quella di verificare l'attività  degli
  assessori?
   Signor Presidente, le chiedo una norma restrittiva che preveda  la
  decadenza  per  gli  assessori che non vengono in  Aula  a  fornire
  risposta alle interrogazioni.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo, purtroppo  non  abbiamo  questa
  facoltà, pur concordando la Presidenza con lei sulla questione  del
  rapporto tra Parlamento e Governo che merita un'apposita seduta per
  rivisitare  questo  rapporto  e  gli  obblighi  e  gli  oneri   che
  comportano  le  cariche,  anche nel  rispetto  del  Parlamento.  La
  materia, certamente, sarà oggetto di una prossima rivisitazione per
  vedere   come  ovviare  a  questa  mancanza  cronica  di   rispetto
  istituzionale da parte del Governo.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, intervengo sull'ordine  dei  lavori
  perché non ho capito bene.
   Si  stralcia  la parte relativa al quorum sul voto  segreto  e  il
  resto è tutto argomento di discussione?

   PRESIDENTE. Vengono stralciati i primi due commi che riguardano il
  voto segreto. Il resto vediamo di approvarlo stasera.
   Si passa alla proposta di modifica: Facoltà di presentazione nuovi
  emendamenti in Aula.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  chiedo  di  parlare  su   questo
  emendamento perché credo che la proposta sia abbastanza  vincolante
  in  termini di lavoro perché si vieta al Governo, si vieta anche ai
  capigruppo,   si  vieta  alla  commissione  di  potere   presentare
  emendamenti  ad  un disegno di legge che può avere  le  condizioni,
  stante la compatibilità dell'emendamento con quello che è

   CRACOLICI. Onorevole Di Mauro ha cambiato opinione?

   DI   MAURO.  Ma  quale  cambiare  opinione.  Voglio  dire,  signor
  Presidente,  che questa norma che vieta nella maniera più  assoluta
  la  possibilità a un capogruppo o alla commissione  o  allo  stesso
  Governo   di  potere  presentare  emendamenti,  credo   sia   molto
  restrittiva.  Per  cui inviterei la Presidenza  a  rivedere  questa
  impostazione,  a  tenere  conto che  i  Gruppi  parlamentari  hanno
  necessità  di fare valere, anche se in ritardo rispetto  ai  lavori
  delle  commissioni, le ragioni e le esigenze di un Gruppo  o  della
  stessa   commissione  per  potere  dare  un  contributo  ai  lavori
  parlamentari.
   E  non  credo  che,  tutto sommato, questo emendamento  possa,  mi
  permetto di dire, cambiare o stravolgere le cose. La possibilità di
  partecipare  al  dibattito, concretamente, con un  emendamento  che
  viene presentato da una figura rappresentativa di questo Parlamento
  o  Governo  o  la  stessa commissione o il capogruppo  è  un  fatto
  assolutamente positivo e chi l'ha previsto nel tempo non credo  che
  abbia  determinato  una  forzatura.  E'  un  modo  per  partecipare
  concretamente  alla conclusione di un iter parlamentare  che  trova
  anche  in  questa  sede,  che  è la massima  assise,  la  sede  del
  Parlamento,  per  un contributo ulteriore alla  definizione  di  un
  percorso.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Mauro, la ratio della  norma  che  viene
  proposta  è  quella di rispondere proprio ad una esigenza  che  più
  volte  è  stata  posta  da  tutti i parlamentari:  quella  di  fare
  lavorare  compiutamente le Commissioni e quindi di  dare  tempo  ai
  disegni  di legge di essere approfonditi nelle Commissioni  stesse.
  Del  resto,  la  materia,  come lei sollecitava,  riguarderebbe  la
  materia  nuova che entra eventualmente in Aula. Ma anche in  questo
  caso  ci  sarebbe,  comunque,  la possibilità  di  rinviare  questa
  materia  nuova in Commissione e quindi di dare la facoltà di  avere
  accesso  a  quel  disegno  di legge anche a  materie  completamente
  nuove, però passando dal vaglio della Commissione.
   Mi  pare  che  sia  una  proposta ragionevole  per  consentire  un
  ordinato svolgimento dei lavori.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  prende  la
  parola  affinché sia chiaro e non passi il messaggio  che  noi  non
  vorremmo andare avanti su questo testo.
   Innanzitutto,  concordiamo  sullo stralcio  dei  primi  due  punti
  riguardanti  il  voto  segreto  perché  riteniamo  che   si   debba
  approfondire anche alla luce di eventuali evenienze che  riguardano
  il  numero di questa Assemblea in futuro e, quindi, non so se  quei
  numeri  fossero  congrui  poiché  a  questo  punto  sarebbe  meglio
  aderire  alla proposta dell'onorevole Mancuso di ieri e di togliere
  completamente  il  voto  segreto  se  il  limite  deve  essere  poi
  consentito  soltanto ad un gruppo composto da dodici piuttosto  che
  da ventiquattro membri.
   Questo,  secondo me, è tema di approfondimento e, quindi, è  stato
  saggio  da  parte della Presidenza stralciarlo; ma anche sul  terzo
  punto riguardante la  facoltà di presentazione di nuovi emendamenti
  in  Aula, noi non siamo pregiudizialmente contrari e capiamo che in
  questo  modo  si  sta  dando un ruolo importante  alla  Commissione
  legislativa,  che  lavorerà  con  maggiore  pienezza   di   poteri,
  diventando  depositaria della materia. Il lavoro della  Commissione
  diventa fondamentale per l'Aula.
   Però,  signor Presidente, dobbiamo anche capirci su come  funziona
  oggi  questo Parlamento, comprese le Commissioni. Io le  faccio  un
  esempio,  lo  dico  perché comunque la colpa  è  sempre  di  chi  è
  ignorante, e in questo momento l'ignorante sono io.
   Personalmente non sapevo nulla  di questo testo, nonostante svolga
  le funzioni di presidente del Gruppo parlamentare MPA e chi l'aveva
  discusso  nell'Ufficio di Presidenza piuttosto che  in  Commissione
  per  il  Regolamento, dove era presente il nostro ex capogruppo  ma
  nessun   componente  dell'MPA,  questo  è  un   esempio   di   come
  difficilmente le cose funzionano se non c'è la massima  pubblicità.
  Il nostro Gruppo da questa proposta, che - ripeto - sostanzialmente
  condividiamo   però   è   un   esempio   che   portiamo   all'esame
  dell'Assemblea,  è  rimasto  tagliato  fuori  pure  nella  fase  di
  conoscenza, e non soltanto nella fase di decisione.
   Allora,  potrebbe accadere che un presidente di Commissione,  dove
  all'interno non è rappresentato un gruppo parlamentare, che decide,
  anche  per  motivi di urgenza, di andare avanti su  un  disegno  di
  legge  piuttosto  che  di  proporlo repentinamente,  se  non  si  è
  assolutamente  attenti, piuttosto che assolutamente  informati,  un
  gruppo  parlamentare - mettiamo caso nella prossima legislatura  di
  opposizione  e  magari  di entità ridotta -  rischia,  non  essendo
  presente  in quella Commissione e non essendo informato  magari  di
  un'iniziativa di legge che proviene dal Governo e così via, di  non
  sapere quello che accade e di essere tagliato fuori da una materia,
  magari  anche insignificante e banale, e a quel punto di non  avere
  il  diritto  se non rimesso l'insindacabile giudizio del Presidente
  dell'Assemblea di poter avere voce su quell'argomento.
   Io  credo che forse bisognerebbe migliorare questo comma con delle
  accortezze,  con delle prudenze che mettano tutti nelle  condizioni
  di  essere  informati.  Per  esempio, dovremmo  ragionare  su  come
  emendarlo  previa  necessità di informare tutti  i  deputati  della
  presentazione  di  quel disegno di legge in  quella  Commissione  e
  della   discussione  che  sta  avvenendo,  magari  attraverso   una
  telefonata  da  parte della  batteria', non so,  ma  credo  che  su
  questo  argomento un minimo di approfondimento in più  si  dovrebbe
  fare.  Quindi, se potessimo stralciarlo insieme agli  altri  due  e
  magari ridiscuterlo nella prossima seduta, senza volerlo boicottare
  o   affossare,  ma  semplicemente  migliorare,  signor  Presidente,
  sarebbe un gesto gradito dal mio gruppo parlamentare.

   PRESIDENTE.    Onorevole   D'Agostino,   capisco   benissimo    le
  argomentazioni che lei porta avanti, che sono simili peraltro  alle
  considerazioni che la Presidenza ha espresso per quanto riguarda il
  voto  segreto e che le esplicito, perché sul voto segreto  anche  a
  giudizio  della Presidenza la riflessione è necessaria  in  quanto,
  intanto  in corso di questa legislatura, ha dimostrato che è  stato
  esercitato  poche volte e già  per esempio con il  numero  di  nove
  deputati,  nove richiedenti, in buona parte (quasi il 50 per  cento
  dei  casi),  non è stato raggiunto il quorum, pertanto quel  numero
  può  apparire  anche  congruo tant'è che  più  volte  non  è  stato
  recepito.  Poi  c'è il rischio che un intero gruppo,  in  questa  o
  nella   prossima   legislatura,  possa   raggiungere   i   diciotto
  componenti,  quindi  è  come  dire  che  solo  la  maggioranza  può
  richiederlo.
   Sulla questione che lei appalesa riguardo alla possibilità che  ci
  sia un Gruppo parlamentare che non fa parte di una Commissione,  le
  faccio  presente, però, una questione che discenderà dall'eventuale
  adozione di questo articolo: ovviamente, dopo l'adozione di  questo
  articolo tutti i gruppi saranno  molto, ma molto più attenti per il
  lavoro che si svolgerà nelle Commissioni.
   Questo  sarà  notorio,  sarà  ovvio,  lei  lo  comprende,  lo   ha
  esplicitato. D'ora in poi, se passa questo articolo, ciascun gruppo
  parlamentare  e ogni singolo deputato sarà molto più interessato  a
  ciò  che  avviene in Commissione, anche se non ne fa parte, perché,
  come  lei  ben  sa, qualsiasi deputato ha diritto a  presenziare  i
  lavori della Commissione e, quindi, ad attrezzarsi in merito.
   Però  mi  creda, onorevole D'Agostino, a giudizio della Presidenza
  ritengo  che  introduciamo  un argomento  di  valorizzazione  e  di
  miglioramento del lavoro complessivo, su questo non c'è dubbio.
   Sarà  cura  della Presidenza dare disposizioni, e  lo  farà,  agli
  uffici  perché  venga  pubblicizzato e  scritto  in  una  circolare
  inviata a tutti i gruppi e ad ogni Commissione.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO.   Signor  Presidente, apprezzo  assolutamente  le  sue
  conclusioni e le dico che siamo assolutamente d'accordo.  Però,  se
  non ci fosse stato lo stralcio dei primi due punti, io non mi sarei
  imprudentemente  proposto  per un accantonamento  anche  di  questo
  punto,  visto  che  i  primi due sono stati accantonati  e  saranno
  discussi non so quando, immagino che ci sia lo spazio per discutere
  anche  il  terzo  comma.  Nel frattempo  io  mi  farò,  ovviamente,
  promotore  di una proposta che, senza snaturare quel comma,  questo
  glielo posso garantire, lo migliori e metta nelle condizioni  anche
  il  singolo  deputato, che fa parte del Gruppo misto e  che  quindi
  difficilmente avrà voce in rappresentanza in tante Commissioni,  di
  essere comunque avvertito.
   Poi sarà cura sua essere parte attiva del lavoro.

   PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino sarà cura della Presidenza  ..

   D'AGOSTINO. No, lo dobbiamo emendare

   PRESIDENTE.  Bisogna  regolamentare i lavori perché  non  possiamo
  fare  finta di procedere con la  modifica del Regolamento  per  poi
  stralciare  tutto.  Bisogna portare avanti un  lavoro  corretto  di
  impostazione   migliore,  più  efficiente,  per   quanto   riguarda
  complessivamente i lavori nel Parlamento.
   L'argomento è stato pure sollevato ieri dal presidente del  Gruppo
  parlamentare,  onorevole  Maira, e la Presidenza  è  d'accordo  nel
  rivedere  il  criterio  attraverso cui si  ha  l'accesso  in  Aula,
  eventualmente di materia.

   D'AGOSTINO. Lo dobbiamo emendare, altrimenti lo bocciamo in Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevole D'Agostino,  non possiamo stralciare tutto,
  eventualmente  lo si boccia in Aula. La Presidenza le  sta  dicendo
  che  è favorevole nell'intervenire esplicitando e assorbendo le sue
  richieste.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENEDICTIS.  Signor  Presidente, ho  ascoltato  le  argomentazioni
  dell'onorevole D'Agostino, che rispetto, però volevo esprimere  una
  mia  condivisione all'articolo, perché se ci rifacciamo all'attuale
  formulazione del comma 1 bis dell'articolo 111, altro non  contiene
  che  un'eccezione ad un principio che è giusto. Le leggo l'articolo
  anche  per dare un contributo alla riflessione:  Non possono essere
  presentati  in Assemblea emendamenti che non siano stati presentati
  e   ritenuti  ammissibili  nella  competente  Commissione,   ovvero
  connessi con essi .
   Questo  può  non essere condivisibile. E' scritto. Lo abbiamo  già
  sancito  e  operiamo  secondo questo criterio, fermo  restando  che
  questo criterio viene poi motivato dall'insindacabile apprezzamento
  del  Presidente, qualcuno lo deve fare ed è bene che lo  faccia  il
  Presidente;  ma  nell'attuale formulazione  questo  criterio  viene
  falsato  e  viene  fatto  venire meno  dalle  eccezioni,  che  sono
  corpose, perché Governo, Commissione o tutti i Gruppi parlamentari,
  cioè tutto il Parlamento, per bocca del proprio Presidente  possono
  in realtà derogare da questo principio.
   Questo  ha  comportato,  finora, una confusione nei lavori  d'Aula
  che  in  realtà hanno delegittimato i lavori delle Commissioni.  Il
  punto è questo.
   Se   dobbiamo   trovare   un  equilibrio   di   funzioni   e   una
  consequenzialità fra il lavoro che si compie nelle Commissioni e il
  lavoro  che  si  compie in Aula oppure se l'Aula deve  iniziare  un
  percorso  che  prescinde  dal  lavoro  che  è  stato  fatto   nelle
  Commissioni. Molto spesso questo è stato fatto e non ad opera delle
  Commissioni stesse, dalla Commissione o dai Gruppi parlamentari, ma
  proprio  ad  opera  del Governo che ha disertato  o  ha  trascurato
  l'impegno  nei  lavori parlamentari e, quindi, nelle Commissioni  e
  poi  ha  presentato  una  messe  di  emendamenti  ad  inizio  della
  discussione  che  prescindevano da quello  era  stato  fatto  nelle
  Commissioni.  Quindi, una norma di coerenza,  da  questo  punto  di
  vista,  non  può  che  essere apprezzata dal  Parlamento  e  questo
  emendamento correttivo, modificativo del comma 1 bis, dell'articolo
  111, va in questa direzione.
   Le   preoccupazioni  dell'onorevole  D'Agostino   possono   essere
  legittime,   ma   io  credo  che  oggi  abbiamo  strumenti,   anche
  informatici,  che ci consegnano, ci recapitano a  casa  sui  nostri
  terminali, in tempo reale, l'andamento dei lavori in ogni minuto.
   Non  soltanto, abbiamo in Assemblea, questo può sembrare un  fatto
  quasi  di  immagine,  ma possiamo farlo apprezzare  in  termini  di
  sostanza,  una  disseminazione di schermi in cui  in  ogni  momento
  chiunque  è  informato dei tempi e dei contenuti dei  lavori  della
  Commissione.
   Quindi,  se  si  vuole  aggiungere  -  e  la  rassicurazione   del
  Presidente va in questa direzione - una modalità per essere  ancora
  più informati e presenti da parte di tutti credo che sia giusto, ma
  pensare che i lavori delle Commissioni possano essere ribaltati  in
  Aula  credo  che  tradisca  il principio stesso  di  questa  norma.
  Infatti,  l'attuale formulazione del comma 1 bis non ha prodotto  i
  risultati voluti, perché in realtà le eccezioni che qui si tende ad
  eliminare ne hanno vanificato il senso.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De Benedictis, la  Presidenza  è  talmente
  d'accordo  con  le  considerazioni che lei ha svolto  partendo  dal
  presupposto   che,   comunque,  anche   la   formulazione   attuale
  dell'articolo  dà  la  possibilità - ove ci sia  effettivamente  il
  bisogno di introdurre una nuova materia  perchè è un fatto urgente,
  perché  è un fatto essenziale, perché è un fatto che prima non  era
  conosciuto  -  alla Presidenza, valutate le circostanze,  di  poter
  intervenire ed eventualmente inserire materia nuova. Per  il  resto
  non  possiamo non prendere atto del fatto che spesso, per la tutela
  anche  di un singolo parlamentare che magari non era presente nelle
  Commissioni, poi si viene a stravolgere il consueto lavoro  d'Aula.
  Ritengo che sia un modo, con questo articolo, per regolamentare  in
  maniera  corretta il lavoro del Parlamento perché comunque, laddove
  ci  fosse  veramente  la  necessità, la  modifica  dà  spazio  alla
  Presidenza di intervenire su una richiesta urgente del Governo e su
  una richiesta motivata di un Gruppo parlamentare.
   Inviterei,  quindi, i deputati ad approvarlo sotto  questa  forma,
  anche  con le rassicurazioni che ha già fornito la Presidenza circa
  la pubblicità per i singoli deputati, come richiesto dall'onorevole
  D'Agostino, e sia per la possibilità di andare ad inserire  materia
  nuova.
   Onorevole  D'Agostino,  la  Presidenza  non  lo  stralcia.  Se  il
  Parlamento si prende la briga di volerlo eliminare, lo elimina.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor Presidente, io ritorno ancora  sulla  questione
  del  richiamo  all'ordine  dei  lavori.  Le  considerazioni  svolte
  dall'onorevole     D'Agostino    sono    abbastanza     pertinenti,
  obiettivamente,  sia perché il Gruppo dell'MPA non è  rappresentato
  in  Commissione  per il Regolamento, così come non  è  presente  il
  Gruppo dell'UDC, per cui mi affido alla sua saggezza.
   Signor  Presidente, su quelle norme dove non c'è accordo è inutile
  discutere in Aula, perché è un argomento così delicato che riguarda
  la materia regolamentare che, probabilmente, interesserà quest'Aula
  per i prossimi quindici anni, neanche per i prossimi cinque.
   Laddove non c'è l'accordo, è forse opportuno stralciare le norme.
   Devo dire, per esempio, che ieri l'onorevole Cracolici ha proposto
  una  norma, che è già stata distribuita, rispetto alla quale  tutta
  l'Aula  è  d'accordo.  Laddove ci sono emendamenti  sui  quali  c'è
  l'accordo  si  vada  avanti,  dove  non  c'è  l'accordo  è  inutile
  insistere  e  si  ritornerà  con  calma  in  Commissione   per   il
  Regolamento, inutile fare discussioni di merito ora.

   CALANDUCCI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALANDUCCI.  Signor Presidente, non c'è dubbio che  si  tratta  di
  Regolamento  e,  pertanto,  di regole e,  come  ha  detto  bene  il
  deputato  che  mi ha preceduto, le regole vanno rispettate  con  la
  maggiore partecipazione possibile. Non c'è dubbio che questo  è  un
  argomento che si presta a tante  valutazioni. I lati positivi della
  proposta, sicuramente, ci sono e vanno in direzione di un  proficuo
  lavoro   che  può  legittimare  ancora  di  più  il  lavoro   delle
  Commissioni.
   Però,  veda,  il  mandato parlamentare non è collettivo  e  non  è
  nemmeno  di  gruppo,  il  mandato  parlamentare  è  singolo  e  può
  succedere,  come capita osservare anche in quest'Aula, che  qualche
  parlamentarepossa  e  voglia  esercitare  in  perfetta   condizione
  autonoma il proprio mandato, non facendo parte di un gruppo che  lo
  renda esplicitamente partecipe di un certo lavoro, potrebbe, anche,
  come   lamentato   precedentemente,  essere   escluso   da   queste
  valutazioni.
   Ora, siccome già allo stato attuale, gli emendamenti presentati in
  Aula  subiscono un primo vaglio dagli uffici della Presidenza,  dal
  Presidente   che  li  può  rendere  inammissibili,  successivamente
  necessitano di un supporto notevole,  che è quello di un presidente
  di  Gruppo  parlamentare e, comunque, del parere della Commissione,
  poi  questa,  nel  lavoro d'Aula, è gratificata, perché  il  parere
  della  Commissione,  in qualche maniera, può  indirizzare  il  voto
  d'Aula.  Pertanto credo che,  in assenza, non dico  dell'unanimità,
  ma  in  assenza  di una palese maggioranza nella  modifica  di  una
  regola che può attenere al nostro lavoro quotidiano, credo che  sia
  opportuno, per migliorarla e per non creare condizioni sulle regole
  di  spaccatura  notevole,  stralciarla e discutere  e  valutare  in
  merito sulla soluzione ottimale.

   PRESIDENTE.    Onorevole   Calanducci,   bisogna    fare    alcune
  precisazioni.
   Già,  oggi, il singolo parlamentare non può presentare emendamenti
  in  Aula. Già oggi è così  Nel Regolamento è così  Inoltre, ad  una
  più  approfondita lettura della proposta di modifica,  non  cambia,
  assolutamente   nulla.  Leggo  l'articolo:   Non   possono   essere
  presentati,   in  Assemblea,  emendamenti  che  non   siano   stati
  presentati  e  ritenuti  ammissibili nella competente  Commissione,
  ovvero,  strettamente  connessi con essi,  secondo  l'insindacabile
  apprezzamento del Presidente , il che significa che possono  essere
  presentati  anche  emendamenti che non  sono  stati  presentati  in
  commissione purché attinenti e connessi con la materia  che  stiamo
  trattando.
   Del  resto,  il  singolo parlamentare non può presentarne  neppure
  oggi

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, questa discussione sul Regolamento è
  nata male e rischia di evolversi peggio. Il Regolamento si modifica
  con  la  condivisione dell'Aula e, quindi, se c'è una  condivisione
  dell'Aula  bene;  se così non fosse, suggerisco  di  sospendere  un
  attimo  la  trattazione  della  materia  e  di  verificare  con   i
  presidenti  dei   Gruppi  parlamentari l'eventuale  possibilità  di
  trattare o meno queste modifiche e di passare all'esame del disegno
  di  legge   blocca nomine , incardinandolo subito,  sospendendo  al
  momento la trattazione del provvedimento della Commissione  per  il
  Regolamento  in  maniera tale che ci sia il tempo per  approfondire
  tra i colleghi e per trovare una sintesi.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il   collega
  Cracolici,  simpaticamente, richiede di passare  dalle  cose  serie
  alla pubblicità, perché il decreto  blocca nomine , nella sostanza,
  è una pubblicità che serve anche al suo Gruppo parlamentare.
   Signor Presidente, il terzo emendamento proposto vuole togliere la
  prerogativa  al  Governo, alla Commissione e ad  un  presidente  di
  Gruppo  parlamentare  di  presentare  emendamenti  in  Aula,  nella
  sostanza è questo, perché  sono le uniche parti cassate, non  viene
  sostituito,   si  toglie a queste figure - Governo,  Presidente  di
  Commissione, presidente di Gruppo parlamentare - quella che  è  una
  prerogativa   indispensabile  nei lavori  parlamentari,  perché  il
  singolo  parlamentare,  a  differenza di come  dice  qualcuno,  può
  sempre presentare in Aula emendamenti, lo può fare prima che inizia
  la  discussione  generale. Quindi, non c'è un eventuale  blocco  di
  presentazione di emendamenti al testo, ma, aldilà di questo,  -  io
  non volevo entrare nel merito - ritengo come principio generale che
  le regole, e su questo sono d'accordo con l'onorevole Cracolici,  o
  sono  condivise  da tutti o non possiamo trattare  la  modifica  al
  Regolamento  con un disegno di legge perché, come la Presidenza  ha
  registrato, ci sono cinque posizioni differenti: io la penso in  un
  modo  sul  voto segreto, l'onorevole Di Mauro ne ha detto un'altra,
  l'onorevole  Calanducci  un'altra ancora,  l'onorevole   D'Agostino
  un'altra  ancora, l'onorevole Cracolici addirittura di non parlarne
  più.
   Il Regolamento che varrà da qui a quando sarà rivoluzionato chissà
  quando,  io non penso che può essere trattato così se non  c'è  una
  condivisione  dell'Aula, e qualora  venisse bocciato? Sulle  regole
  ci  dividiamo?  Un  Parlamento si può  dividere  sulle  regole  che
  servono a regolamentare un'Assemblea? Io ritengo di no.
   Ritengo  che  un  incontro dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari
  questa  sera  stessa deve portare al raggiungimento di  una  intesa
  sulla proposta che ha fatto la Commissione per il Regolamento.
   Se non c'è condivisione su alcune norme, come la Presidenza ha già
  benissimo  fatto,  vengono stralciate anche le  altre  norme  sulle
  quali non c'è condivisione da parte della Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari svolta velocemente e  si  portano  avanti
  quelle  piccole  cose che, naturalmente, hanno la  condivisione  di
  tutti.  Altrimenti  qui  finiamo veramente dopodomani,  ci  saranno
  ancora gli interventi degli altri colleghi parlamentari.
   Signor  Presidente, la invito pertanto a convocare una  Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, anche in via informale, per
  vedere dove siamo d'accordo tutti e dopo, eventualmente, si faranno
  le  altre  norme  con un altro ragionamento in Commissione  per  il
  Regolamento  e così passiamo immediatamente all'esame  degli  altri
  disegni di legge.

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, la Presidenza  è  consapevole  del
  fatto  che  per  le regole ci vuole un accordo che comprenda  tutta
  l'Aula, perché le regole sono di tutti, tant'è che la Presidenza ha
  cercato  di snellire l'iter procedurale stralciando le parti  sulle
  quali non c'era accordo.
     Se  su  questo  argomento  c'è bisogno,  anche  con  una  rapida
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, di  raggiungere
  un minimo di intesa possibile sulle cose possibili, la Presidenza è
  d'accordo nel farla.
   Sospendo pertanto la seduta e convoco immediatamente la Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

          (La seduta, sospesa alle ore 17.25, è ripresa alle
                               ore17.50)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata ad  oggi,  mercoledì  11
  luglio 2012, alle ore 17.55, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


   I  -  Discussione, ai sensi dell'articolo 68 bis  del  Regolamento
  interno, del disegno di legge:
         «Norme in materia di trasparenza della propaganda elettorale
  per il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana». (n.  908)

   II - Discussione dei disegni di legge:

   1)  «Interventi  per  effettuare  una  nuova   perimetrazione  dei
  parchi». (n. 931/A)
        Relatore: on. Mancuso

   2) «Norme in materia di entrata. Finanziamento di leggi di spesa».
  (n. 900/A) (Seguito)
        Relatore: on. Galvagno

   3)  «Promozione della mutualità volontaria e sostegno alle società
  di mutuo soccorso». (nn. 454-703/A)
        Relatore: on. Gucciardi

   IV  -   Seguito  della discussione delle proposte di  modifica  al
  Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. X)
        Relatore: il Presidente

                   La seduta è tolta alle ore 17.51

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli