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Resoconto d'Aula della Seduta n. 365 di martedì 17 luglio 2012
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   VINCIULLO, segretario f.f., dà lettura dei processi verbali  delle
  sedute  numeri  363  e 364 dell'11 luglio 2012  che,  non  sorgendo
  osservazioni, si intendono approvati.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, a proposito del verbale n. 364,
  citando  il  mio  intervento, ho ascoltato che si  dice  che  sarei
  intervenuto  per  sostenere che il disegno di legge  doveva  essere
  affrontato  senza preconcetti'. E' un riassunto - se non sbaglio  -
  assolutamente non veritiero delle cose che avrei detto

                            (Brusìo in Aula)

   DE  BENEDICTIS    Forse questa è una cosa che non interessa  tutta
  l'Aula   Volevo  segnarlo alla Presidenza,  cosicché  possa  essere
  precisato  meglio  in  sede  di stesura definitiva  del  testo  del
  verbale.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Benedictis, l'Assemblea  prende  atto  e
  apporteremo le modifiche del caso.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art 127) sono effettuate mediante  procedimento
  elettronico.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute, da parte  dell'Assessore
  per la Salute, le risposte scritte alle seguenti interrogazioni:

   N.   2072  -  Revoca  del  provvedimento  di  costituzione   delle
  commissioni  mediche per le invalidità civili adottato dall'ASP  di
  Catania.
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.  2077 - Verifica della regolarità delle procedure adottate  per
  il  rinnovo  degli  incarichi  ai  componenti  le  commissioni  per
  l'accertamento delle invalidità civili presso l'ASP di Catania.
   Firmatari: D'Asero Antonino; Limoli Giuseppe; Mancuso Fabio Maria

   N.  2400  -  Notizie  in  ordine  al riconoscimento  giuridico  ed
  economico  dell'anzianità  di servizio dei  medici  dell'ASP  1  di
  Agrigento.
   Firmatario: Bosco Antonino

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegno
                               di legge
                      alla competente Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  presentato ed inviato alla Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Norme in materia di revisori legali negli enti locali.  (n. 940)
   di iniziativa parlamentare, presentato il 12 luglio 2012 e inviato
  il 16 luglio 2012.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                              Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico il seguente disegno di  legge  inviato  alla
  competente Commissione:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE  (III)

   -   Testo   unico   della  disciplina  del   commercio   e   della
  somministrazione di alimenti e bevande nella Regione siciliana. (n.
  924)
   di iniziativa governativa, inviato il 16 luglio 2012, parere UE.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2706  -  Chiarimenti  relativi al calendario  ufficiale  delle
  manifestazioni di grande richiamo turistico per l'anno 2012.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2707  - Chiarimenti sull'interruzione del servizio di  energia
  elettrica a Castellana Sicula (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Caputo Salvino

   N. 2708 - Notizie in ordine agli impianti di dissalazione di acqua
  marina di Gela (CL) e Porto Empedocle (AG).
   - Presidente Regione
   Firmatario: Cimino Michele

   N. 2710 - Opportune iniziative per utilizzare le acque dell'invaso
  Biviere di Lentini (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 2711 - Chiarimenti in materia di tirocinio professionale per  i
  giovani laureati.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2712  -  Chiarimenti sull'esclusione dei Comuni  di  Solarino,
  Floridia,  Priolo, Ferla e Cassaro dalla proposta  di  declaratoria
  dell'eccezionalità del ciclone ATHOS.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 2714 - Notizie in merito alla presenza in servizio di direttori
  generali  di  aziende  sanitarie provinciali ed  ospedaliere  della
  Regione  che  versano  nelle  condizioni  di  incompatibilità   per
  sopraggiunti limiti di età.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Ardizzone Giovanni

   N.  2715  -  Opportune  iniziative al fine di  scongiurare  disagi
  derivanti dalle possibili chiusure di uffici postali nelle province
  siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   N.  2716  -  Soppressione dei consorzi di ripopolamento ittico  in
  Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 2717 - Interventi a sostegno dei pescatori siciliani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   2718   -  Interventi  a  favore  delle  emittenti  televisive
  siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Falcone Marco

   N.  2719  -  Riapertura dei termini per comunicare  la  variazione
  catastale dei fabbricati rurali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2720  -  Chiarimenti sull'aumento vertiginoso dei costi  della
  sanità regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2721  -  Notizie  in merito all'attività di consulenza  presso
  l'Assessorato regionale Salute ed al relativo operato.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Maira Raimondo; Caronia Maria Anna; Cordaro Salvatore

   N.   2724   -   Notizie   sull'impegno  delle  risorse   destinate
  all'attivazione  in  Sicilia  delle sezioni  primavera  per  l'anno
  scolastico 2012-2013.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Falcone Marco
   N. 2725 - Potenziamento del servizio '118' nei mesi estivi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  2726 - Notizie in merito alla mancata nomina del consiglio  di
  amministrazione dello IACP di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Maira Raimondo

   N.  2727 - Iniziative concernenti il piano di riorganizzazione  di
  Poste Italiane.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   Avverto  che  le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2703  - Notizie in merito alle anomalie emerse a carico  della
  R.T.I.   Ciro  Menotti-Musumeci  Costruzioni  -  Marino   Impianti,
  aggiudicataria  della  gara  a  procedura  aperta   per   l'appalto
  integrato dei lavori dell'ospedale 'A. Ajello' di Mazara del  Vallo
  (TP).
   - Assessore Salute
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   N.  2704 - Chiarimenti circa la revoca del provvedimento di nomina
  del consulente informatico Paolo Agate.
   - Assessore Salute

   Firmatario: Ruggirello Paolo

   N. 2705 - Chiarimenti circa l'acquisizione al demanio regionale di
  terreni  ubicati nelle isole di Levanzo, Marettimo e  Favignana  di
  proprietà della Parmatour s.p.a..
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   N.  2709  -  Interventi per la liquidazione  alle  famiglie  delle
  annualità pregresse del 'buono-scuola'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Giuffrida Salvatore

   N.  2713  -  Chiarimenti circa le dimissioni del presidente  della
  AIRGEST s.p.a. di Trapani.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   N.  2722  -  Interventi urgenti al fine di sospendere il pagamento
  dell'IMU in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: D'Asero Antonino

   N.  2723  - Chiarimenti sulla società partecipata 'Belice Ambiente
  s.p.a. ATO/TP2' in liquidazione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:

   numero  373   Interventi per l'adeguamento  della  classificazione
  sismica  dei  comuni siciliani , a firma degli onorevoli  Galvagno,
  Ammatuna, Rinaldi e Termine, presentata il 6 luglio 2012.

   Avverto  che la mozione testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

       Comunicazione di decreto di nomina di assessore regionale

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  del
  decreto  presidenziale n. 326/Area 1  S.G.  del  13  luglio   2012,
  trasmesso  con  nota prot. n. 32297 di pari data  dalla  Segreteria
  generale della Presidenza della Regione, qui pervenuta il 16 luglio
  successivo (protocollata al n. 6219/AulaPg di pari data),  relativo
  alla nomina del dottor Amleto Trigilio ad Assessore regionale per i
  beni   culturali  e  l'identità  siciliana,  in  sostituzione   del
  dimissionario professore Sebastiano Missineo.

   VINCIULLO, segretario f.f.:

   «D.P. n. 326/Area 1 /S.G.

                             IL PRESIDENTE

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9, come sostituito dall'articolo
  1, comma 1, lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n.
  2,  che,  nel prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto
  del Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare
  e   revocare   gli   Assessori   da  preporre   ai   singoli   rami
  dell'Amministrazione regionale;

   VISTA  la  legge  regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge  regionale 15 maggio 2000, n.  10,  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTO il decreto presidenziale 10 maggio 2001, n. 8 concernente la
  disciplina  degli uffici di diretta collaborazione  del  Presidente
  della  Regione  e  degli  Assessori regionali,  ed  in  particolare
  l'articolo 2, comma 12;

   VISTA  la  propria nota prot. n. 2672 del 24 aprile  2008  con  la
  quale,  a  seguito  della proclamazione alla carica  di  Presidente
  della  Regione  Siciliana,  resa nota dalla  Corte  di  Appello  di
  Palermo  con nota prot. P/08/67/El. Reg. del 24 aprile  2008,  sono
  state assunte le relative funzioni;

   VISTO  il decreto presidenziale 27 maggio 2008, n. 278, pubblicato
  nella GURS n. 24 del 30.5.2008, con il quale è stato costituito  il
  Governo della Regione siciliana della XV legislatura;

   VISTA  la  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione siciliana;

   VISTO  il Decreto Presidenziale n. 544/Area 1 /S.G. dell'1 ottobre
  2010,  pubblicato nella GURS n. 46 del 22.10.2010, con il quale  il
  Presidente  della Regione ha nominato gli Assessori  regionali  con
  relative preposizioni ai rami dell'Amministrazione regionale, tra i
  quali il prof. Sebastiano Missineo con preposizione all'Assessorato
  regionale per i beni culturali e per l'identità siciliana;

   VISTA  la  nota prot. n. 056/Ris del 12 luglio 2012 con  la  quale
  l'Ufficio  di  Gabinetto del Presidente della Regione trasmette  la
  lettera  di  dimissioni di pari data del prof. Sebastiano  Missineo
  dalla   carica  di  Assessore  regionale  preposto  all'Assessorato
  regionale per i beni culturali e per l'identità siciliana;

   RITENUTO  a  seguito di tali dimissioni, che vengono  accolte,  di
  dover  procedere,  al  fine di garantire continuità  nell'esercizio
  delle  funzioni  politico-amministrative,  alla  nomina  del  nuovo
  Assessore   regionale  per  i  beni  culturali  e  per   l'identità
  siciliana, nominando il dott. Amleto Trigilio, nato a Siracusa il 7
  dicembre  1959, in sostituzione del dimissionario prof.  Sebastiano
  Missineo;

                                DECRETA

                                Art. 1
   Per  quanto in premessa specificato il dott. Amleto Trigilio, nato
  a Siracusa il 7 dicembre 1959, è nominato Assessore regionale per i
  beni  culturali  e  per l'identità siciliana, in  sostituzione  del
  dimissionario prof. Sebastiano Missineo.

                                Art. 3
   Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
  Regione Siciliana.

   Palermo, li  13 luglio 2012

                                         IL PRESIDENTE
                                    (On.le    Dott.    Raffaele
                               Lombardo)»

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione della deliberazione del Consiglio di Presidenza in
     considerazione del grave sisma verificatosi in Emilia Romagna

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Consiglio di Presidenza,  nella
  seduta  numero  41  del  27  giugno 2012,  dopo  breve  discussione
  considerato  il  drammatico  evento  sismico  che  ha  colpito,  in
  particolar modo, il territorio dell'Emilia Romagna il 20  e  il  29
  maggio  scorsi, considerato che molte assemblee regionali  e  delle
  province  autonome  stanno  attuando in autonomia  e  con  modalità
  diverse raccolte di fondi da destinare alle popolazioni colpite dal
  terremoto, condivisa la proposta del Presidente anche nella qualità
  di  coordinatore  della Conferenza dei presidenti  delle  assemblee
  legislative  delle  regioni  e  delle province  autonome,  delibera
  all'unanimità di stanziare un contributo di 20 mila euro  a  valere
  sul  bilancio interno dell'Assemblea, da destinare alle popolazioni
  dell'Emilia  Romagna, secondo progetti di solidarietà  che  saranno
  individuati   dalla  Conferenza  dei  Presidenti  delle   assemblee
  legislative delle regioni e province autonome, in raccordo  con  la
  Presidenza dell'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna, cosa che
  stiamo  già  facendo, di dare mandato al Presidente  di  sottoporre
  all'approvazione  dell'Aula una proposta ai sensi  della  quale  ad
  ogni  deputato sia trattenuta una somma da destinare alle  medesime
  finalità  pari all'importo che viene trattenuto al singolo deputato
  nel caso di assenza da una seduta dei lavori d'Aula.

   Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.

   Comunico che domani, mercoledì 18 luglio 2012, alle ore 15,  prima
  dell'Aula,  è  convocata la Conferenza dei  Presidenti  dei  gruppi
  parlamentari per comunicazioni sull'andamento dei lavori.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


      Seguito della discussione ai sensi dell'articolo 68 bis del
     Regolamento interno del disegno di legge numero 908 «Norme in
   materia di trasparenza della propaganda elettorale per il rinnovo
                  dell'Assemblea regionale siciliana»

   PRESIDENTE.   Si   passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno
   Discussione ai sensi dell'articolo 68 bis del Regolamento  interno
  del  disegno  di  legge  «Norme  in materia  di  trasparenza  della
  propaganda  elettorale  per  il  rinnovo  dell'Assemblea  regionale
  siciliana».

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, intervengo soltanto  per  segnalarle
  che  c'è  stata  una dimenticanza da parte degli uffici  perché  ho
  visto  il  blocco degli emendamenti e non sono stati  inseriti  gli
  emendamenti  presentati a mia firma, del collega Cracolici   e  del
  collega  Lupo.  Per  cui,  vorrei che  venisse  data  assicurazione
  all'Aula   che  gli  emendamenti  aggiuntivi  saranno  regolarmente
  discussi durante l'esame del testo del disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Appena completeremo l'esame dell'articolato  verranno
  distribuiti  gli emendamenti aggiuntivi ritenuti ammissibili  dalla
  Presidenza.
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  delle commissioni.
   Ricordo  che  nella  seduta  precedente  era  stato  approvato  il
  passaggio all'esame degli articoli.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1

   1. Nei casi previsti dagli articoli 8, 8 bis e 10 dello Statuto  e
  nel  contestuale  periodo  d'indizione e  svolgimento  delle  nuove
  elezioni  e comunque nei centottanta giorni precedenti la  scadenza
  naturale  della legislatura, al fine di assicurare una  corretta  e
  trasparente  propaganda elettorale e consentire il  buon  andamento
  della  pubblica amministrazione ed un risparmio erariale legato  al
  non  ricorso  a quanto previsto dal comma 3 dell'articolo  9  della
  legge  regionale  15 maggio 2000, n. 10 e successive  modifiche  ed
  integrazioni,  è  fatto  divieto assoluto  di  procedere  a  nomine
  inerenti  agli enti e gli uffici di cui all'articolo 1 della  legge
  regionale 10/2000 e le aziende sanitarie.

   2.  Le disposizioni di cui al comma 1 trovano altresì applicazione
  per  tutti  gli  enti, le autorità e gli organismi  che  comportano
  nomine  provenienti  dal Governo regionale,  dal  Presidente  della
  Regione e dagli assessori regionale anche per delega.

   3.  Nei  casi  di  cui  al comma 1, vengono prorogate,  sino  alla
  conclusione  dell'anno solare in cui si svolgono  le  elezioni,  le
  nomine anche commissariali in atto vigenti».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -  dall'onorevole Marrocco: 1.93, 1.96, 1.98, 1.97,  1.99,  1.101,
  1.100;
   - dagli onorevoli Formica, Leontini, Cracolici, Maira, Ardizzone e
  Bufardeci: 1.2;
   -  dall'onorevole D'Agostino: 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7,  1.8,  1.9,
  1.11,  1.15, 1.14, 1.23, 1.12, 1.21, 1.13, 1.25, 1.24, 1.17,  1.26,
  1.19,  1.18, 1.27, 1.20, 1.38, 1.32, 1.29, 1.30, 1.34, 1.35,  1.33,
  1.38,  1.37, 1.31, 1.36, 1.41, 1.45, 1.39, 1.44, 1.40, 1.42,  1.43,
  1.47,  1.48, 1.49, 1.51, 1.52, 1.46, 1.50, 1.53, 1.54, 1.90,  1.91,
  1.92,  1.55, 1.56, 1.57, 1.58, 1.59, 1.60, 1.61, 1.94, 1.62,  1.63,
  1.64,  1.67, 1.65, 1.66, 1.70, 1.68, 1.69, 1.71, 1.72, 1.73,  1.74,
  1.76,  1.77, 1.78, 1.79, 1.80, 1.81, 1.82, 1.83, 1.84, 1.85,  1.86,
  1.87, 1.88, 1.89, 1.95
   - dall'onorevole Ruggirello: 1.22, 1.75;
   - dagli onorevoli Torregrossa, Corona, Bosco, Vinciullo: 1.1.

   Si passa all'emendamento 1.93.

   MARROCCO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARROCCO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'emendamento
  presentato parla da solo, non ha bisogno di grandi spiegazioni,  ma
  è  chiaro  che  va  articolata anche un  minimo  di  argomentazione
  rispetto  a  ciò  che prevede, appunto, l'articolo 1.  Ecco  perché
  mantengo  l'emendamento stesso e, anzi, chiedo che venga ovviamente
  votato.
   Perché  abbiamo  presentato questo emendamento? Perché  la  natura
  stessa  dell'articolo  1  che,  chiaramente,  ha  una  valenza  più
  politica che di sostanza, d'altronde coloro che hanno presentato il
  disegno  di  legge,  lo  hanno detto più  volte,  in  qualche  modo
  l'articolo 1 ne rappresenta la sostanza stessa proprio perché va  e
  si  inquadra  in una fattispecie, anche in termini di periodo,  che
  riguarda  l'ultima parte del mandato del Presidente della  Regione,
  individuato in alcune fattispecie previste dallo Statuto siciliano.
   A noi sembra, Presidente, che questa sia una posizione chiaramente
  del tutto demagogica perché, in qualche modo, tutti, nel bene o nel
  male,  i  gruppi parlamentari e molti dei partiti che sono presenti
  in  questa  Assemblea hanno goduto delle fattispecie di cui  si  fa
  riferimento  in  questo articolo 1 perché, a  vario  titolo,  hanno
  fatto  parte, proprio in questa legislatura, della maggioranza  che
  ha sostenuto in momenti storici diversi, questo Presidente.
   Allora,  è  chiara  la  natura demagogica che,  in  qualche  modo,
  sottende  allo spirito della norma e che, in qualche modo, vogliamo
  assolutamente combattere.
   Allora, avrebbe avuto senso, per esempio, presentare un disegno di
  legge  che entrasse in vigore dalla prossima legislatura,  per  cui
  Presidente   riteniamo   che   sia  necessario   mantenere   questo
  emendamento e che ovviamente venga posto ai voti..

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, mi rendo conto che abbiamo iniziato
  la discussione dall'articolo 1 e passando, come dice giustamente il
  Regolamento, all'esame degli emendamenti sull'articolo 1. Ora, così
  come  il  primo emendamento parla di soppressione dell'articolo  1,
  dobbiamo  anche capire, innanzitutto, perché lo stiamo chiedendo  e
  dobbiamo anche capire l'Aula dove vuole arrivare rispetto a  questo
  disegno di legge e le dico perché, signor Presidente, perché  siamo
  davanti  ad  un disegno di legge che ha un testo molto  chiaro,  un
  titolo  molto  chiaro   Norme  in  materia  di  trasparenza   della
  propaganda  elettorale  per  il  rinnovo  dell'Assemblea  regionale
  siciliana'.
   Io  non vorrei che lungo questo percorso, non so quanto sarà lungo
  o  quanto  sarà breve, ci dovessimo ritrovare a discutere di  altro
  argomento  e  trovarci nell'imbarazzo di non sapere, se  a  livello
  regolamentare, stiamo andando avanti così come si deve.
   Innanzitutto, su questo articolo 1, vogliamo subito  dire  che  ne
  chiediamo la soppressione per motivi che abbiamo già anticipato sia
  alle cronache che in Aula la volta scorsa.
   Riteniamo che questa Assemblea avrebbe dovuto svolgere un iter  un
  po'  più  approfondito di questo disegno di legge  e  vogliamo  che
  venga  verbalizzato che il nostro problema riguarda sostanzialmente
  i  profili di illegittimità costituzionale che evidentemente questo
  disegno di legge numero 908 fa trasparire.
   Il  disegno di legge, infatti, è in contrasto con tutti i principi
  che la Corte Costituzionale ha enucleato in ordine alla proroga  su
  degli    organi   amministrativi.   Si   ricorda   che   la   Corte
  Costituzionale, signor Presidente, con sentenza del 20 aprile  e  5
  maggio  del  2006 ha dichiarato l'incostituzionalità  dell'articolo
  139  della  legge  della regione Toscana, secondo  cui  gli  organi
  dell'Agenzia  generale  della  sanità disciplinata  dal  precedente
  articolo   82   della  medesima  legge,  in  carica   dal   momento
  dell'entrata in vigore della presente legge, restano in carica fino
  all'entrata  in  vigore  della legge di revisione,  in  quanto  non
  conforme  ai principi dell'ordinamento in tema di prorogatio  degli
  organi amministrativi, anche questi desumibili dall'articolo 3  del
  decreto legge numero 293 del 1994.
   Con  tale  sentenza  la Corte ha richiamato  la  propria  sentenza
  numero  464 del 1994 che ha enucleato i principi generali  di  tale
  prorogatio,  individuandoli nella cessazione delle  funzioni  degli
  organi  alla  scadenza del loro termine di durata, nell'indicazione
  di  un  ragionevole  periodo di proroga per consentire  il  rinnovo
  durante  il  quale  l'organo  scaduto può  compiere  solo  atti  di
  ordinaria   amministrazione   nella   previsione   di   un   regime
  sanzionatorio  invalidante  gli atti esorbitanti  da  tale  limite,
  nell'obbligo  della  ricostituzione  dell'organo  entro  una   data
  anteriore  alla  scadenza del periodo di proroga, nella  definitiva
  decadenza  degli organi scaduti dal momento di questa cessazione  e
  nell'assoggettamento ad un regime sanzionatorio di tutti  gli  atti
  emanati successivamente.
   Le  disposizioni  del disegno di legge, oggi in  discussione,  non
  rispettano alcuno di tali principi, signor Presidente, rendendo non
  più  certa  la cessazione delle funzioni degli organi e  quindi  la
  durata  degli organi stessi, non collegando la proroga alle strette
  esigenze  di rinnovazione dell'organo prorogato, nel prolungare  il
  periodo  di  limitazione  dei  poteri  agli  organi  agli  atti  di
  amministrazione  ordinaria, in contrasto con le esigenze  di  buona
  amministrazione  ex  articolo  97  della  Costituzione,  ovvero  in
  contrasto con la sanzione di invalidità degli atti esorbitanti, ove
  si  voglia  intendere che la prorogatio disposta con il disegno  di
  legge in esame non determini la limitazione dei poteri agli atti di
  amministrazione ordinaria, nell'illusione in ogni caso  del  regime
  sanzionatorio di tutti gli atti emanati successivamente al  periodo
  massimo fissato dal decreto legge n. 293/1994 in 45 giorni.
   Ancora  di  più,  il  disegno  di  legge  in  commento  si  palesa
  incostituzionale  poiché  il  medesimo  tende  surrettiziamente  ad
  introdurre  un sistema generalizzato di spoil system  in  contrasto
  con  i  principi di buon andamento e di imparzialità della Pubblica
  amministrazione sanciti dall'articolo 97 della Costituzione e con i
  correlati    limiti    puntualmente   individuati    dalla    Corte
  costituzionale.
   Invero,  la previsione di una proroga generalizzata di  tutti  gli
  incarichi  aventi  la  loro scadenza naturale  nell'asso  temporale
  coincidente  con il periodo di indizione, svolgimento dell'elezione
  del Presidente della Regione e dell'Assemblea regionale siciliana e
  comunque  nei  180  giorni  precedenti la scadenza  naturale  della
  legislatura, mira con tutta evidenza a consentire al nuovo  Governo
  il conferimento dei relativi incarichi, determinando in concreto un
  effetto  analogo  a  quello  decadenziale  che  soltanto   in   via
  d'eccezione  ed in ragione della particolare coesione con  l'organo
  di  vertice  politico  è  ammesso nei confronti  dei  soli  vertici
  dell'apparato   burocratico  caratterizzati  da  un   rapporto   di
  consentaneità.
   Non potendo invero procedere a disporre, come per altro il disegno
  di  legge numero 918, si era pure ipotizzato, la decadenza di tutte
  le  nomine  di designazione di competenza del Governo regionale  al
  momento della cessazione del mandato per palese incostituzionalità,
  per vie traverse, si mira ad un risultato sostanzialmente analogo.
   Ed  invero, la proposta normativa tende a ricondurre ad  una  data
  successiva ed unitaria tutta una serie di termini finali di  durata
  degli incarichi inerenti agli enti e gli uffici di cui all'articolo
  1  della legge regionale n. 10/2000 e le aziende sanitarie che  nel
  lasso di tempo considerato verrebbero viceversa a scadenza.
   Con  ciò,  sostanzialmente, espropriando il Governo in carica  del
  suo  potere  e dovere di provvedere, in ragione delle esigenze  che
  vengono a verificarsi in dipendenza delle scadenze  originariamente
  ed  ordinariamente in via generale disposte rimettendo  i  medesimi
  compiti al subentrante organo di governo.
   Atteso che la Corte costituzionale, escluso in particolare per gli
  enti  del  servizio sanitario ma, in via generale,  per  tutti  gli
  incarichi   ad   eccezione  di  quelli  di  diretta  collaborazione
  dell'organo   politico   che  possono   sussistere   nei   relativi
  procedimenti  di  nomina  delle ingerenze  di  carattere  politico,
  espressione  di interessi non riconducibili a valori  di  carattere
  neutrale   e  distaccato,  appare  con  tutta  evidenza  l'assoluta
  insussistenza di una idonea motivazione che suffraghi  l'iniziativa
  legislativa che, viceversa, si fonda esclusivamente sull'intento di
  consentire  una abnorme ed ingiustificata concentrazione  temporale
  di  una  pluralità  di  nomine nella  fase  di  avvio  della  nuova
  legislatura regionale.
   Signor  Presidente,  vorrei  che queste  parole  venissero  anche,
  letteralmente,   verbalizzate  perché  andando   incontro   ad   un
  procedimento   dove,  con  molta  chiarezza,  viene   eccepita   la
  costituzionalità di questo atto legislativo, rischiamo non soltanto
  di  incorrere  nella  sanzione  del  Commissario  dello  Stato  che
  potrebbe, immediatamente, anzi noi siamo certi di invalidare questo
  nostro  procedimento ma  stiamo anche minando e stiamo  creando  un
  precedente  in un campo nel quale forse abbiamo voluto far  passare
  il  messaggio  secondo  il quale la Giunta e  il  Presidente  della
  Regione fanno delle nomine, in questo periodo, come se questo fosse
  un  capriccio  politico o un interesse legato alla  parte  politica
  che, in questo momento, questo Governo rappresenta.
   Le  rammento,  signor Presidente, che le nomine  rappresentano  un
  dovere, un obbligo da parte di chi le deve proporre, di chi le deve
  poi  decretare.  Un  obbligo che, peraltro,  non  va  soltanto  nel
  rispetto della legge ma va anche a salvaguardare la funzione  degli
  enti  che, in questo momento, sarebbero, ovviamente, caduchi di  un
  vertice.  E  se  è così che stanno le cose, signor  Presidente,  la
  responsabilità   che   intende  prendersi  questa   Assemblea,   di
  decapitare,  di  limitare le prerogative  di  un  Presidente  della
  Regione   e   di   una  Giunta  che  hanno  non  solo  l'interesse,
  probabilmente non è neanche questo il tema, ma hanno il  dovere  di
  dotare gli organi amministrativi, le società, gli enti che da  essa
  dipendono   delle  giuste  competenze  amministrative   per   farle
  funzionare,  credo  che  questa  responsabilità,  questa  sì  tutta
  politica,  tutta  partitica,  tutta  necessitata  da  una   volontà
  vendicativa  di  limitare  le  funzioni  legittime  di  un  Governo
  legittimamente  in  carica, signor Presidente,  credo  che  debbano
  essere respinte

   PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino le devo però ricordare  che  deve
  interrompere  immediatamente il suo intervento. Ha  raddoppiato  il
  suo tempo.

   D'AGOSTINO.  Ho finito, signor Presidente. Dicevo, debbano  essere
  respinte,  debbano essere limitate proprio dal suo Ufficio,  signor
  Presidente,  perché  rischiamo di commettere  tanti  errori,  tanti
  pasticci  e  rischiamo  di dare ragione, signor  Presidente,  e  di
  questo ci dobbiamo assumere tutti la responsabilità per ciò che  ne
  deriva  a  chi,  oggi,  invoca  il commissariamento  della  Regione
  siciliana  e probabilmente il commissariamento di questo Parlamento
  regionale perché, in questo momento, le attenzioni, le tensioni, le
  invettive,    gli   interventi,   alcuni   scomposti,   drammatici,
  gravissimi,  pesantissimi che stanno avvenendo all'indirizzo  delle
  nostre istituzioni, di quelle istituzioni che dobbiamo difendere  e
  delle  quali  dobbiamo difendere soprattutto la capacità  di  poter
  andare  avanti, credo signor Presidente, che dipendano anche  dalla
  superficialità che questa Assemblea potrebbe avere su un disegno di
  legge  che sappiamo essere assolutamente pretestuoso, assolutamente
  legato  a  logiche  partitiche e legate,  questo  sì,  alla  futura
  campagna elettorale.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  soltanto  un  minuto.  Leggo  da  agenzie  di  stampa  che   stanno
  lanciando, in questo momento tutti i network e tutti i mass  media,
  una  lettera del Presidente del Consiglio indirizzata al Presidente
  della Regione in merito alle presunte dimissioni del 31 luglio.
   Signor  Presidente,  ritengo  che la sua  funzione  di  Presidente
  dell'Assemblea  debba garantire l'autonomia del nostro  Statuto  e,
  quindi,   le  chiedo  un  intervento  autorevole  affinché   questi
  parlamentari  conoscano quali sono le motivazioni che hanno  spinto
  il  Presidente del Consiglio dei Ministri a scrivere al  Presidente
  della Regione.
   Questo ce lo deve e ritengo urgentissimo che lei interloquisca con
  la   Presidenza  del  Consiglio  e  riferisca  in  Aula  quanto  il
  Presidente  del  Consiglio ha voluto dire  con  il  suo  comunicato
  stampa.

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, ovviamente, mi sono  assolutamente
  ignote  le  ragioni per cui il Presidente del Consiglio,  in  forma
  assolutamente inusuale ed anomala, abbia fatto il comunicato che ha
  fatto.  Faremo  in modo di acquisirne le motivazioni  quanto  prima
  possibile.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
     « Norme in materia di trasparenza della propaganda elettorale
       per il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana» (908)

   PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del  disegno  di
  legge « Norme in materia di trasparenza della propaganda elettorale
  per il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana» (908).
   E' iscritto a parlare l'onorevole Arena. Ne ha facoltà.

        ARENA.   Signor  Presidente,  signori  assessori,   onorevoli
  colleghi,  anzitutto  vorrei  dare il  benvenuto  in  Aula  al  neo
  assessore per i Beni culturali, dottor Trigilio.
   Sarebbe  auspicabile, piuttosto che sentire dai banchi del  sempre
  attento  Cracolici  quante iscrizioni ci sono a  parlare,  sentirlo
  dissertare e, soprattutto, capire qual è il suo odierno sostegno  a
  questo disegno di legge.
   Signor   Presidente,  non  riesco  ad  articolare  un  minimo   di
  ragionamento. Capisco che l'Aula è intemperante, ma chiedo  la  sua
  collaborazione trattandosi di materia delicata e sicuramente  assai
  complicata.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a non parlare dietro  il
  pulpito.

   ARENA.  Signor  Presidente, capisco che questa materia  appassiona
  poco.  L'Aula, assolutamente distratta, piuttosto che informarsi  e
  avere  premura di constatare se sono poche o tante le iscrizioni  a
  parlare, potrebbe esprimersi.
   Stiamo  trattando  un  disegno di legge che  vuole  sopprimere  la
  volontà   e   la  libertà  di  pensiero,  la  libertà   di   potere
  legittimamente amministrare seguendo quelle che sono  le  norme  di
  legge.
   Si  è parlato di profili di costituzionalità o incostituzionalità.
  Mi  avventuro senza pretendere di detenere verità assolute,  signor
  Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore, mi avventuro  nel
  dire   che   si   tratta  di  un  disegno  di   legge   palesemente
  incostituzionale che scomoderà, siamo convinti, non  solo  illustri
  costituzionalisti,  ma  scatenerà anche il  dibattito  che,  a  mio
  avviso,  sembra  assolutamente  scontato  e  che  potrebbe   essere
  genuino,  ma  in  quest'Aula, signor Presidente,  anche  in  questo
  momento   non  notiamo  genuinità,  ma  solo  faziosità  e  volontà
  strumentali  di impedire non solo il mio intervento,  ma  anche  la
  regolare  amministrazione della cosa pubblica, e questo disegno  di
  legge ne è un plastico esempio.
   Mi   corre  l'obbligo  di  ricordare,  a  proposito  di  giustizia
  costituzionale,  quello che avvenne a Vienna in un  Congresso  alla
  fine  degli  anni  venti.  Era il 1928, e due  insigni  giuristi  e
  costituzionalisti   dell'epoca,   signor   Presidente,    onorevoli
  colleghi,  molti  distratti, dibattevano  sulla  necessità  di  una
  giustizia  costituzionale che fosse tra l'altro esercitata  da  una
  Corte costituzionale.
   Il   primo   parlava   della  necessità   di   avere   una   Corte
  costituzionale;  il  secondo  -  Smith  -  parlava,  invece,  della
  necessità  di  ricorrere solo saltuariamente ai  giudici  ordinari,
  quindi  fare  ricorso  ai  giudici ordinari  e,  al  tempo  stesso,
  combinare  questo  intervento con quello del  Presidente,  che  era
  eletto direttamente dal Popolo.
   Questi  cenni storici sono d'obbligo in una terra in cui si  parla
  troppo  spesso  di autonomia e in una terra che oggi dimostra,  con
  questo articolo 1, di non volere assolutamente autodeterminarsi, di
  non  volere  governare, ma anzi di volere, in maniera assolutamente
  violenta,  privare  della libertà di determinazione  un  Presidente
  della Regione eletto direttamente dal popolo.
   Le  motivazioni addotte fino a questo momento dai liberticidi,  da
  coloro  i  quali  vogliono impedire la libera  estrinsecazione  del
  pensiero  e delle movenze di un Presidente eletto direttamente  dal
  popolo, sono motivazioni speciose, faziose, strumentali che tendono
  -   queste  sì  -  ad  inquinare  la  vigilia  di  questa  campagna
  elettorale.
   Quanto  a profili di costituzionalità, signor Presidente,  avrò  e
  avremo modo di tornarci, assieme agli altri colleghi che sostengono
  gli  emendamenti  e  che giustamente vorrebbero non  bloccare,  non
  arrestare,  ma impedire che si possa perpetrare uno scempio  che  è
  quello  della  democrazia,  con un  disegno  di  legge  che  questa
  democrazia  vuole  uccidere. Avremo modo di  tornare  sull'articolo
  134,  primo  comma,  avremo modo di ribadire  l'assoluta  violenza,
  l'assoluta   distanza   dagli  interessi  del   popolo,   contenuti
  all'interno  di  un disegno di legge che non sta  assolutamente  in
  piedi  e  che  sarà massacrato dal vaglio, puntuale ed attento  del
  Commissario dello Stato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  chi  mi  ha
  preceduto  ha rappresentato al Parlamento le difficoltà  di  ordine
  costituzionale che reggono questo disegno di legge, e credo che  le
  argomentazioni che sono state adottate sono, senza ombra di dubbio,
  argomentazioni  valide,  talmente valide che  i  boatos  di  questi
  giorni  hanno  indotto alcuni colleghi a presentare un  emendamento
  che  -  mi  permetto  di  dire  - stravolge  il  disegno  di  legge
  originario, nella misura in cui nel titolo del disegno di legge  si
  parlava  di norme sulla trasparenza e adesso è stato presentato  un
  emendamento che è volto alla integrazione di una norma di legge, la
  legge n. 22 del 1995, articolo 3.
   Credo   sia  cosa  ben  diversa  rispetto  al  disegno  di   legge
  originario,  nel senso che, avendo compreso che si incorreva  nelle
  ire   del  Commissario  dello  Stato,  si  cerca  ora  di  aggirare
  l'ostacolo  attraverso una norma che, mi permetto di  dire,  ha  le
  caratteristiche della legge provvedimento.
   Una norma che, di fatto, mette da parte l'articolo 8 dello Statuto
  dove  parla  dei  compiti  di ordinaria  amministrazione  che  deve
  svolgere  il  Presidente  della  Regione  allorquando  presenta  le
  dimissioni, e passare poi al successivo articolo, quando indica  la
  possibilità di revocare o modificare gli incarichi che  sono  stati
  conferiti,  non  si  capisce a discrezione di chi,  come  se  fosse
  riconosciuta  una possibilità, a chi arriva dopo, di eliminare  ciò
  che  è  stato  fatto  in precedenza, senza con questo  riuscire  ad
  argomentare adeguatamente.
   Signor Presidente, al di là di quelle che sono le violazioni della
  Carta  dello  Statuto  e,  quindi, violazioni  di  norme  che  sono
  garantite dallo Statuto e dalla Costituzione, qui c'è il desiderio,
  la  voglia,  l'interesse a bloccare l'attività di un  Governo  che,
  fino  a  quando non presenta le dimissioni, è in carica, e si vuole
  fare in modo che, considerato che l'attività non può che essere  di
  ordinaria  amministrazione dopo le dimissioni del Presidente  della
  Regione,   ci   sia  una  legislazione  che  -  io  penso   -   sia
  incostituzionale e che va contro i dettami dello Statuto.
   Io  pongo  al signor Presidente, all'Aula, ai colleghi  tutti  una
  riflessione   Sta accadendo qualcosa di strano  Un Parlamento  che,
  in  genere,  è  stato  sempre indirizzato  a  tutelare  le  proprie
  prerogative, il sacro furore che colpisce singoli parlamentari alla
  vigilia delle elezioni, porta a una norma che, non solo è contro le
  norme statutarie, ma soprattutto mi crea e mi procura molto allarme
  la  lettera del Presidente del Consiglio Monti, quasi una sorta  di
  atteggiamento costruito, un percorso costruito in parte  in  questa
  sede parlamentare e in parte a Roma, per far sì che le sorti e  gli
  indirizzi di questo Parlamento possano essere cambiati per  volontà
  di  chi  vuole  togliere la libera azione politica dei parlamentari
  che qui siedono.
   Allora,  vorrei  indurre  alla ragione i deputati,  perché  questa
  norma di legge è ben altra cosa rispetto al disegno di legge che  è
  stato  esaminato  in  Commissione, il  cui  articolo  1  era  stato
  abrogato  e  che  adesso  ha  visto  il  Presidente  dell'Assemblea
  assumere  una decisione autonoma nel mettere all'ordine del  giorno
  questo  disegno  di  legge. Ed oggi, siamo  qui  con  un  ulteriore
  modifica   del  disegno  di  legge  che  assegna  tempi,   modi   e
  comportamenti  di  oggi e per il futuro che, non  solo  violano  la
  Costituzione,  ma  -  mi permetto di dire -  creano  condizioni  di
  grande  difficoltà  per il futuro. Essere accecati  in  un  momento
  particolare  qual è quello di oggi e mettere in campo  delle  norme
  che  sono  -  fatemelo  dire  forse  con  un  termine  improprio  -
   irregolari    rispetto  al  consueto  lavoro  che  svolge   questo
  Parlamento, credo che bisogna determinarsi e organizzarsi  per  una
  riflessione  più  autentica,  più vera,  più  responsabile.  Signor
  Presidente, questo disegno di legge dovrebbe tornare, nel più breve
  tempo possibile in Commissione, anche domani mattina, perché ci sia
  una   riflessione   più   valida,  più  forte,   più   consapevole,
  inquadrandolo nel grande momento che stiamo vivendo, e  soprattutto
  con  le  sollecitazioni,  chiamiamole  eufemisticamente  così,  che
  provengono  da Roma e di cui i parlamentari non sanno nulla  ma  di
  cui stranamente la stampa è a conoscenza e ne riporta ampi stralci.
   Io   credo   che  sia  il  momento  della  ragionevolezza,   della
  responsabilità che coinvolge i singoli parlamentari e che  vede  un
  così  particolare  disegno di legge, in grado di determinare  norme
  che   il   Commissario  dello  Stato  non  potrà   che   impugnare,
  costringendo tutti quanti all'ennesima brutta figura nei  confronti
  della  vigilanza  del Commissario dello Stato e a  far  sì  che  la
  Commissione si riunisca, consulti gli esperti adeguati ed abbia  la
  consapevolezza  di portare avanti una norma che, è un  mio  modesto
  avviso,  esiste nell'articolo 8 dello Statuto, e che possa chiamare
  tutti quanti alla responsabilità.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   COLIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  sull'ordine  dei  lavori, come in precedenza ha  fatto  l'onorevole
  Mancuso,  perché  penso  che quello che  sta  accadendo  in  questo
  momento,  probabilmente, lo stiamo tutti sottovalutando.  Sento  un
  brusio  d'Aula  quasi  disinteressato,  quasi  privo  di  interesse
  rispetto ad una vicenda che è unica nella storia di questa Sicilia,
  di  questo  Paese  e  che,  a mio giudizio,  onorevole  Presidente,
  dovrebbe  indurla - ed io la consiglio in tal senso - di sospendere
  l'Aula  e  cercare  di  capire  e di  comprendere  quello  che  sta
  succedendo in questo momento nel nostro Paese e in questa Sicilia.
   Quella   a   cui   stiamo  assistendo  è  una   vicenda   che   ha
  dell'incredibile,  che  non  ha  soltanto  dei  profili  di  natura
  politica, ma sicuramente ha un profilo di natura istituzionale e di
  conflittualità istituzionale.
   E  lo  dico  ai  parlamentari,  indipendentemente  da  quello  che
  significa  il dibattito che stiamo mettendo in essere  rispetto  al
  Presidente  della Regione, rispetto alla vicenda  che  riguarda  il
  blocca-nomine,   stiamo  parlando  dell'autorevolezza   di   questo
  Parlamento, dell'autonomia di questo Parlamento, dell'autonomia  di
  questa  Sicilia che oggi, a mio giudizio, viene turbata grandemente
  da   una  lettera  del  Capo  dello  Stato  indirizzata  al  nostro
  Presidente della Regione.
   Io   ritengo   che  questo  sia  un  fatto  assolutamente   grave,
  assolutamente  da  contestare, assolutamente da non  condividere  e
  dico  ai  colleghi che potremo anche discutere di tutto quello  che
  volete,  ma  su  una cosa questo Parlamento non può  derogare  alla
  propria  autonomia,  alla  propria  autorevolezza  e  alla  propria
  autodeterminazione.   Credo   che   veramente   questo    conflitto
  istituzionale   gravissimo  vada,  in  qualche  misura,   con   una
  sospensione, valutato dal Presidente dell'Assemblea.
   Vedete, quello che è successo non è successo nei momenti più gravi
  di  questa Sicilia. Io ho vissuto personalmente, insieme a molti di
  voi, momenti drammatici, che hanno visto questo Parlamento avere le
  dimissioni,  invocare e poi ricevere le dimissioni  del  Presidente
  della  Regione Cuffaro eppure, nemmeno in quel momento, vi è  stato
  un intervento del Capo dello Stato.
   Io  ritengo  che  questo sia grave ed è questa la ragione  per  la
  quale  dico ai siciliani, oltre che a questo Parlamento, che questo
  è  assolutamente  intollerabile e i siciliani  sapranno  rispondere
  adeguatamente a quello che è un conflitto istituzionale, al di là e
  al  di  fuori della politica, perché potremo scontrarci nei palchi,
  potremo   scontrarci   sulle   posizioni   differenziate,   potremo
  scontrarci sulla natura di quello che è stato questo governo, e poi
  vedremo, chiederemo ai nostri interlocutori, ai nostri compagni  di
  strada, chiederemo a coloro i quali sono stati con noi sino ad oggi
  a  difendere  questo governo, dove stavano, dov'erano e  dove  sono
  soprattutto   oggi  a  difendere  oltre  che  il   Presidente,   la
  istituzione e di difendere un Parlamento.
   I  parlamentari non possono, a prescindere dalle loro  valutazioni
  politiche,  in  un momento come questo assistere a situazioni  come
  quelle  descritte senza invocare una presa di posizione  di  questa
  Presidenza. Signor Presidente, certamente farebbe cosa risibile  se
  lei  se ne stesse ancora seduto ad attendere forse qualche ora  per
  fare una timida telefonata, per capire che cosa sta succedendo.
   Questo  Parlamento vuole sapere ora cosa sta succedendo, e  questo
  Parlamento ritiene che ora lei debba alzarsi da quel posto e  debba
  capire,  se  possibile,  se  il  Presidente  del  Consiglio   possa
  intervenire in questo modo o modalità.

   PRESIDENTE: La invito a concludere.

   COLIANNI. Sì, signor Presidente, adesso concludo. Il signor Monti,
  che  tanto  danno  sta  facendo a questa Italia,  penso  che  vuole
  continuare a fare un danno terribile a questa Sicilia e noi abbiamo
  la  consapevolezza che questo non è proponibile e non ci  lasceremo
  intimidire.  Vedete,  questa è una Sicilia  che  prima  lascia  gli
  uomini  soli e poi li uccide, questa è una Sicilia che purtroppo  a
  sempre fatto così.
   Ebbene, sappiate - e lo diciamo prima ai siciliani e poi a  questo
  Parlamento  - che il Gruppo parlamentare dell'MPA e gli alleati  di
  oggi  sicuramente non lasceranno solo il Presidente  della  Regione
  perché soprattutto non sarà lasciato solo dai siciliani.
   Allora  noi  le  chiediamo pregiudizialmente,  signor  Presidente,
  prima  di  continuare questo dibattito, prima di andare avanti,  di
  intervenire, di sospendere l'Aula, e sappia che su questi temi  non
  indietreggiamo  di  una  virgola  e  sappia  pure  che  il   Gruppo
  parlamentare  dell'MPA sui temi in discussione,  se  è  necessario,
  farà  tutto  ciò  che  è possibile per non fare  andare  avanti  un
  dibattito specioso, un dibattito che è soltanto strumentale,


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
     « Norme in materia di trasparenza della propaganda elettorale
       per il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana» (908)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  riprende  il   seguito   della
  discussione  del  disegno  di legge n. 908   Norme  in  materia  di
  trasparenza   della   propaganda   elettorale   per   il    rinnovo
  dell'Assemblea regionale siciliana .
   E' iscritto a parlare l'onorevole Bonomo. Ne ha facoltà.

   BONOMO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   chiedo   di
  intervenire  sulle proposte del disegno di legge e  faccio  memoria
  alla  mia  prima  esperienza parlamentare. Mi  è  stato  ampiamente
  spiegato,  e abbiamo appresso dai nostri manuali, che i disegni  di
  legge  vanno discussi e dibattuti prima in Commissione  di  merito.
  Ebbene,  questo disegno di legge è approdato in I Commissione,  che
  ha  avuto  un  relativo tempo per affrontarne il  dibattito,  e  in
  quella sede il primo articolo è stato di fatto cassato.
   La  mia  domanda  è  questa,  signor  Presidente:  la  legittimità
  costituzionale  di questo percorso di legge da chi  è  stata  data,
  visto che la Commissione aveva cassato l'articolo?
   Presidente Cascio l'ho fatto una domanda alla quale pregherei  poi
  di darmi una risposta.
   Sto  chiedendo la legittimità del parere, o a memoria che ci possa
  essere  una  legittimità costituzionale di questa legge, altrimenti
  stiamo   dibattendo  una  legge  che  potrebbe  essere   facilmente
  impugnata  dal Commissario dello Stato, perché incostituzionale,  e
  che   porterebbe  la  nostra  regione  a  perdere  ulteriore  tempo
  nell'emanare  disegni  di legge, che poi  diventano  leggi  che  il
  Parlamento,  esamina,  dibatte, approva e  poi  non  possono  avere
  applicazione  perché,  il  Commissario  dello  Stato,   le   reputa
  incostituzionali.
   A  tal fine, signor Presidente, questo disegno di legge prevede il
  blocco delle nomine in una sorta quasi di semestre bianco, semestre
  bianco  che viene prima delle elezioni, o addirittura in  un  minor
  tempo intercorrente tra l'indizione o lo svolgimento delle elezioni
  anticipate,  e permetterebbe al nuovo Presidente della  Regione  di
  revocare  le  nomine già fatte; l'interdizione, fra l'altro,  viene
  motivata  con  la economicità del mancato ricorso al sistema  dello
  spoil  system, da cui oggi il Parlamento nazionale se  ne  fa  gran
  nomina  e gran menzione dimenticando che lo spoil system a  cui  fa
  riferimento  il Governo nazionale non tiene conto che  quest'ultimo
  concerne  solo  la  dirigenza  dell'Amministrazione  regionale   e,
  certamente,  non le dirigenze dell'Amministrazione  e  la  norma  è
  illegittima in quanto estesa alle nomine di Enti e Partecipate.
   Per  cui  la  pregherei,  signor  Presidente,  di  verificare   la
  legittimità  costituzionale  dell'ampliamento  della  visibilità  e
  dell'applicabilità della norma dello spoil system anche agli Enti e
  alle Partecipate.
   Il  blocco  delle  nomine  per  la dirigenza  dell'Amministrazione
  regionale   degli   Enti   pubblici  e   degli   Uffici   regionali
  importerebbe,  poi, la ultra attività dei contratti in  essere  con
  gli  attuali  dirigenti in scadenza nel periodo di blocco,  con  un
  conseguente maggior onere piuttosto che un risparmio.
   Signor Presidente, in un momento in cui i conti della Regione sono
  sovraesposti,   così   come   un   illustrato   Vicepresidente   di
  Confindustria, più volte, ci reitera dal suo pulpito  dimenticando,
  spesso,  in che condizioni le industrie della sua Terra sono  state
  lasciate anche per colpa grave della dirigenza di Confindustria, la
  prego  di verificare se questo potrebbe comportare ulteriore  costo
  per  le  Casse della Regione in quanto ci troveremmo a  pagare,  in
  caso di ricorsi, la specifica di due dirigenti per ogni Ente, a sua
  volta non confermato nella dirigenza.
   I    contratti   in   scadenza,   inoltre,   sarebbero   prorogati
  automaticamente  e  rinnovati,  almeno  nei  limiti  temporali  del
  contratto,  da  due  a sette anni e, per altro, la  disposizione  è
  inapplicabile ove non intervenga il consenso contrattualizzato  del
  dirigente a prorogare il sistema pubblico privatizzato.
   Bene,  signor  Presidente,  il blocco  delle  nomine  negli  enti,
  autorità ed organismi, per il periodo elettorale, comporta  che  la
  prorogatio si estenda oltre, ai sensi della legge n. 44  del  1994.
  Tali  limiti,  però, risultano inderogabili per la Regione  essendo
  una norma di principio.
   Anche  su  questo chiedo agli Uffici di fare un'opportuna verifica
  prima  di  portare  in  Aula un disegno  di  legge  che,  comunque,
  potrebbe essere costituzionalmente illegittimo.
   Il  disegno  di  legge,  infine, avrebbe  inevitabili  effetti  di
  arresto  e  aggravamento  dei procedimenti soprattutto  per  quanto
  riguarda    alcune    normative   comunitarie,   con    conseguente
  compromissione del regolare buon andamento dell'Amministrazione,  e
  Dio sa quanto ce n'è bisogno oggi, sia della Regione che degli Enti
  da essa controllati, in contrasto con il principio dell'articolo 97
  della Costituzione.
   Anche  su questo periodo risulta, ancora una volta, un profilo  di
  assoluta  illegittimità  rispetto alla proposta  di  legge  che  ci
  stiamo attuando a votare.
   Resta  da  aggiungere, signor Presidente - e concludo -  che  alle
  nomine delle Aziende sanitarie non è applicabile la legge regionale
  n. 10 del 2000, e il sistema normativo vigente prevede un rigido  e
  puntuale  procedimento,  anche temporale, per  quanto  riguarda  la
  nomina  dei  dirigenti delle Aziende stesse e  dei  loro  direttori
  generali.  Le relative norme del decreto legislativo 502  del  1992
  costituiscono  principi fondamentali ex articolo 19 e,  per  quanto
  riguarda  le norme sulla dirigenza sanitaria, principi  di  riforma
  per  cui  la proroga è, anche per tali aspetti, illegittima  per  i
  motivi che avevo descritto.
   Signor   Presidente,  la  pregherei  di  dare  una   risposta   e,
  soprattutto,   di   fare   una  opportuna  verifica   sull'assoluta
  costituzionalità delle legge che ci apprestiamo a votare.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Bonomo,  come  lei  sa,  la   legittimità
  costituzionale  è successiva all'approvazione della  legge,  perché
  avviene  quando  la legge va al vaglio del parere  del  Commissario
  dello  Stato, ma avendola scritta con il concorso degli uffici,  la
  legittimità costituzionale appare molto probabile.

   E' iscritto a parlare  l'onorevole Calanducci. Ne ha facoltà.

   CALANDUCCI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   da   uomo
  semplice  quale  ritengo  di  essere,  mi  chiedo:   ma   che   sta
  succedendo?
   Tutta  questa  velocità nel portare in Aula una  norma  che  tanti
  colleghi  hanno  già  definito - e non solo  colleghi,  anche  voci
  prestigiose  -, come eccezione di incostituzionalità o come  spunti
  di incostituzionalità. Non voglio parlare di questo; invece, voglio
  parlare di eccezione di moralità.
   Provo,  infatti,  a  guardare in quest'Aula  e,  al  di  là  -  mi
  riferisco  ai  Gruppi parlamentari - vedo Gruppi  che  tutti  hanno
  concorso,  prima  o  poi,  nel corso di  questa  legislatura,  alla
  composizione  della  maggioranza, per cui giocoforza,  sicuramente,
  nel  discorso  delle  nomine,  tanto  meno  è  stato  espresso   un
  gradimento, visto che a turno un po' tutti in quest'Aula sono stati
  appunto nel novero della maggioranza.
   Allora,  cosa è successo che ora ha spinto improvvisamente  questa
  accelerazione nel portare in Aula?
   E'   importante  sottolineare  l'aspetto,  se  non   altro   ultra
  velocistico, da sprinter, nel fare arrivare in Aula questa legge.
   Ora, una delle motivazioni che sento dire, a tutti i livelli,  ivi
  compreso la nota sottolineata poc'anzi che credo di volere  leggere
  e  capire  perché il Capo del governo sente il dovere di esprimersi
  in   merito  ad  un  organo  parlamentare  come  il  nostro,  senza
  interfacciarsi nelle giuste maniere, almeno cercare di capire,  non
  escludo fino a quando non riesco a comprendere.
   Dico  che  meriterebbe  una riflessione sicuramente.  Vero  è  che
  comunque  una  delle  pecche rimproverate a questa  maggioranza  e,
  probabilmente,  in  qualche  piega,  nel  volere  anche  a  ragione
  desistere, è quella della inattività in certi argomenti.
   Ora,  signor  Presidente, se non avevamo leggi importantissime  da
  portare  in  Aula,  oltre  alla  legge  numero  900,  che  completa
  l'assetto  finanziario dell'attività regionale ed altri  le  voglio
  ricordare  uno degli elementi politici più importanti registrati da
  questo  Palazzo  -  e  lei  ha  avuto il  buon  gusto  di  ricevere
  rappresentanti di forze popolari che avevano qualcosa da dimostrare
  e  da  stimolare  -  è che ci fu un impegno preso  in  Sala  Rossa,
  l'impegno preso in Sala Rossa su alcuni punti: uno di questi è  una
  legge  su  cui io e altri colleghi stavamo lavorando,  che  abbiamo
  depositato in Commissione Bilancio.
   Vero  è  che  il  Governo,  per superare l'empasse  del  ventilato
  aspetto anticostituzionale o comunque nell'ipotesi dell'impugnativa
  del  Commissario,  preferì non portare avanti ma c'era  un  impegno
  forte  e  preciso che quella legge doveva essere discussa e inviata
  in Commissione Bilancio e poi arrivare in Aula.
   Non  ho  più  notizie di questa legge: la legge sulla  Serit.  Una
  delle  argomentazioni  che tutti i rilievi di  carattere  non  solo
  sociale  ma  anche economico hanno portato alla nostra attenzione .
  Questo, assieme al disegno di legge 900, come dicevo poc'anzi, sono
  in  attesa  di  essere discussi nelle Commissioni e le  Commissioni
  hanno il dovere di velocizzare per quello che ritengono gli impegni
  parlamentari di quest'Aula per fare arrivare il disegno di legge in
  Aula.

            Assume la Presidenza il Vicepresidente Formica

   CALANDUCCI.  Invece, a sorpresa, mi trovo questa  che  non  reputo
  importante  come  non  l'ho  reputato precedentemente:quella  delle
  nomine.  L'altro, però, sicuramente, ha qualche aspetto  e  qualche
  visto  di  incostituzionalità, sicuramente la  Commissione  si  era
  espressa in una certa maniera.
   Ci  possono essere interpretazioni differenziate, non c'è  dubbio,
  ma credo che si potesse approfondire da un lato e andare avanti con
  il lavoro che serve alla Sicilia. Non dimentichiamoci che la nostra
  Terra versa in una condizione gravissima; la nostra agricoltura sta
  morendo, quelli che devono rappresentare i settori economici  della
  nostra  Terra sono in crisi e riteniamo di dovere dedicare  ad  una
  legge  che  nomina o blocca le nomine invece di mettere  energia  a
  cercare  di  avviare alla soluzione dei problemi che  investono  la
  nostra Sicilia.
   Le  imposizioni, le tasse, quelli che possono essere  il  sostegno
  per  una  ripresa economica sono e devono essere gli  elementi  che
  giustificano  la nostra presenza qui, non preoccuparci  come  si  è
  preoccupata l'Aula, nel corso di questi anni, a quelle che  possono
  essere nomine su cui riversare condivisione o meno.
   Ritengo,  dunque, signor Presidente, di non volere partecipare  in
  maniera  così irruenta ad un dibattito che non mi vede protagonista
  - né voglio essere protagonista - e vorrei che lei, con la saggezza
  che  le  riconosco  e le ho riconosciuto in tante  circostanze,  al
  Presidente Cascio che si è impegnato di fronte al popolo siciliano,
  che  la  legge sulla Serit per rimodulare quella che  è  una  seria
  oppressione  nei  confronti del popolo siciliano, possa  finalmente
  essere  esitata  in  Commissione e arrivare in Aula.  Ecco  che  il
  nostro lavoro sarebbe gratificante; ecco che la nostra presenza qui
  sarebbe giustificata. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Minardo.
   Ci  sono  altri cinque iscritti. Le iscrizioni a parlare sono  già
  chiuse.

   MINARDO,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, credo che questo disegno di legge  che  stiamo
  discutendo  e  prendendo in esame, non c'è dubbio,  per  quanto  mi
  riguarda,  che  è  in  contrasto con tutti i principi  della  Corte
  costituzionale. L'ho detto la volta scorsa e lo ribadisco anche qui
  stasera.
   Proprio  a tal proposito, voglio ricordare all'Aula che  la  Corte
  costituzionale, con sentenza del 20 aprile e del 5 maggio 2006,  la
  numero  181,  ha dichiarato l'incostituzionalità dell'articolo  139
  della legge della Regione Toscana del 24 febbraio 2005, numero  40,
  secondo   cui  gli  organi  dell'Agenzia  regionale    di   sanità,
  disciplinata dal precedente articolo 82 della medesima legge;  l'ha
  dichiarato incostituzionale.
   Dico  anche  che,  con tale sentenza, la Corte  ha  richiamato  la
  decisione  del  464  del 1994, in quanto dice che  ha  enucleato  i
  principi  generali di dare prorogatio individuali della  cessazione
  delle  funzioni  degli organi alla scadenza  del  loro  termine  di
  durata,  nella  indicazione proprio di un  ragionevole  periodo  di
  proroga  per consentirne la rinnovazione durante il quale  l'organo
  scaduto può compiere solo atti di ordinaria amministrazione.
   Proprio  questo è quello che, secondo me, questo disegno di  legge
  che  stiamo discutendo qui stasera, sicuramente sarà un disegno  di
  legge  che  sarà impugnato dal Commissario dello Stato. Attendiamo;
  vediamo  come esce il disegno di legge da quest'Aula  e  dando  già
  così  una  sfogliata  agli emendamenti., ci  sono  già  emendamenti
  interamente sostitutivi; so che ce ne sono altri che devono  ancora
  essere presentati.
   Il  Presidente  dell'Assemblea, ai  sensi  dell'articolo  68  bis,
  inserendo il disegno di legge all'ordine del giorno, ha considerato
  non concluso l'iter della Commissione.
   Non è così perché l'iter era stato concluso; il disegno di legge è
  composto  da  un solo articolo soppresso da parte della Commissione
  e,  quindi,  il Presidente dell'Assemblea non ha voluto  tenere  in
  considerazione il lavoro svolto dalla Commissione e ha  forzato  la
  mano  per  inserirlo all'ordine del giorno. Sulle disposizioni  del
  disegno  di  legge e sugli emendamenti presentati, mi riserverò  al
  momento opportuno, quando si discuterà sugli emendamenti.
   Le  faccio  una  richiesta già da ora e cioè che  gli  emendamenti
  interamente  sostitutivi vengano trasmessi in  Commissione  per  un
  immediato esame da parte della Commissione stessa.
   Questi  compiti  assegnati  alla Commissione  non  possono  essere
  preclusi  e,  quindi, sicuramente, è giusto che la  Commissione  si
  esprima sugli emendamenti interamente sostitutivi.
   Un  emendamento interamente sostitutivo dell'articolo 1  significa
  che il disegno di legge è interamente nuovo e, quindi, è giusto che
  la Commissione lo riesamini.
   Signor  Presidente, le faccio la richiesta ma la farò  al  momento
  opportuno  perché  ritengo che questo disegno  di  legge  che  oggi
  stiamo discutendo in Aula, penso sia una perdita di tempo, non solo
  perché  sarà sicuramente impugnato dal Commissario dello  Stato  ma
  perché  ci  sono  tanti  disegni di legge di grande  importanza  di
  rilevanza  per  la  Regione  e  per  i  siciliani  e  noi,  invece,
  discutiamo  un provvedimento che può avere interessi  propri  o  di
  partito per mantenere le vecchie nomine.
   Noi  non  dobbiamo  discutere di questo ma dovevamo  discutere  di
  provvedimenti importante.
   Proprio  oggi,  la  I Commissione ha già esitato  tre  disegni  di
  legge:  due  per l'Aula e uno per il Comitato per la qualità  della
  legislazione, che sicuramente sono disegni di legge importanti  che
  aiutano  le  famiglie  bisognose, le categorie  più  deboli,  tanti
  siciliani che oggi non riescono nemmeno a sopravvivere.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Romano.  Ne  ha
  facoltà.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   ROMANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ROMANO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che,  in
  premessa, sull'ordine dei lavori, vada chiarita questa lettera  che
  apprendiamo  tutti essere giunta nella mattinata agli uffici  della
  Presidenza della Regione e che non ho avuto ancora modo di leggere.
   Va  capita  la  portata e la dimensione di questa  lettera  perché
  credo che questa sia una grande interferenza istituzionale.
   Credo  sia  difficile  interpretare oggi  una  lettera  di  questa
  portata, una strumentalizzazione forte che domani la stampa farà di
  questa  lettera,  un  conflitto  di competenze,  un  conflitto  tra
  poteri, un'interferenza politica e istituzionale. Un Governo  Monti
  che  non  si  è mai occupato ad oggi della nostra Sicilia.  Non  ho
  sentito  una  sola dichiarazione di questo Governo,  dei  poteri  o
  delle  riforme,  delle  banche  o  dei  poteri  esterni  al  Paese,
  dell'Unione europea piuttosto che delle lobbies romane,  dicevo,  a
  questo  Governo non ho mai sentito dire la parola Sicilia.  Arriva,
  oggi, la parola  Sicilia  con una lettera che viene mandata come un
  ingresso  a gamba tesa durante una partita di calcio che  stravolge
  le regole del gioco.
   Allora,  signor Presidente, non esprimo un giudizio di  merito  ma
  esprimo un giudizio generale politico e raccolgo l'invito dei tanti
  colleghi  che  dicono  che, in premessa,  prima  di  cominciare  la
  partita  della campagna elettorale, se l'arbitro cambia  le  regole
  del  gioco,  qualcosa  nel  campo non funziona.  Credo  che  questa
  lettera  sia  un  arbitro che cambia le regole del gioco  prima  di
  cominciare  la  partita; la partita è la lunga campagna  elettorale
  che speriamo possa essere piena di regole e piena di valori.
   Credo,  Presidente  Formica,  rivolgo  a  lei  per  rivolgere   al
  Presidente  Cascio,  la  richiesta urgente se  il  contenuto  della
  lettera  è  quello che si riferisce in Aula e che tra  gli  iPad  e
  computers   volanti   riusciamo   a   interpretare,   va    chiesto
  immediatamente un incontro al Capo dello Stato per chiedere  se  il
  Presidente del Consiglio può e doveva interferire su processi  così
  complessi,  costituzionalmente autonomi,  legati  ad  un'esperienza
  politica difficile come quella tutta siciliana.
   Allora,   credo   che,   sull'ordine  dei  lavori,   questo   vada
  approfondito, vada capito. Questo disegno di legge, il 908, di  cui
  ci  stiamo, come dire, accingendo a parlare, sia, in qualche  modo,
  una  postilla di queste non regole, di queste non regole che ognuno
  di noi prova ad inventarsi prima della partita di pallone.
   Credo  che apriamo una campagna elettorale fuori dagli schemi,  in
  cui  la tensione è troppo alta perché ognuno di noi possa realmente
  affrontare  i  problemi  della  Sicilia.  Immagino  e  continuo  ad
  immaginare  una  politica che parli dei problemi della  gente,  che
  parli di sviluppo, che parli di solidarietà, che parli di giustizia
  sociale,   che  parli  di  futuro  alle  generazioni  che  dovranno
  esprimere un voto. Tutto questo non c'è più, in questo Parlamento e
  nel Paese. La crisi della democrazia e delle Istituzioni che stiamo
  vivendo oggi è una crisi talmente alta e noi ci mettiamo del nostro
  con  questo disegno di legge che non consente a ognuno  di  noi  il
  ruolo  vero,  alto,  nobile  della politica,  dei  parlamenti,  del
  legislatore, di chi governa e chi deve fare l'opposizione.
   Allora,  è  un  disegno di legge che stravolge  le  regole,  anche
  questo:  cambiano le regole e c'è una responsabilità di  ognuno  di
  noi   nell'assumere  ruolo  per  le  nomine  nel  Governo   e   nel
  sottogoverno e non è possibile sospendere la democrazia, oltre  che
  sospendere i processi amministrativi.
   Mi   avvio  a concludere. Non esprimo un giudizio e mi riservo  di
  intervenire  sul  disegno di legge numero  908  successivamente  ma
  credo che questo non sia il presupposto corretto per avviare questa
  lunga  stagione che doveva portare o potrà portare alla Sicilia  un
  Governo  nuovo,  un'idea  nuova, in una stagione  di  grande  crisi
  economica, dove il bisogno e lo sviluppo della nostra Sicilia  deve
  rappresentare il centro e l'obiettivo primario del Parlamento e  di
  tutti i soggetti politici che in Sicilia si assumono responsabilità
  dirette.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


      Riprende la discussione, ai sensi dell'articolo 68 bis del
      Regolamento interno, del disegno di legge  Norme in materia
       di trasparenza della propaganda elettorale per il rinnovo
              dell'Assemblea regionale siciliana  (908).

   PRESIDENTE. Riprende la discussione, ai sensi dell'articolo 68 bis
  del Regolamento interno, del disegno di legge  Norme in materia  di
  trasparenza   della   propaganda   elettorale   per   il    rinnovo
  dell'Assemblea regionale siciliana  (908).
   E' iscritto a parlare l'onorevole Fiorenza. Ne ha facoltà.

   FIORENZA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  quello che ci troviamo ad affrontare  oggi  è  un  tema
  straordinariamente delicato che riguarda la democrazia  interna  di
  questo  Parlamento e, in particolar modo. riguarda  la  possibilità
  che questo Parlamento ha di potersi esprimere in modo libero su  un
  argomento   straordinariamente  delicato  che  riguarda,  comunque,
  alcune funzioni dello Statuto.
   Allora,  la domanda che sorge spontanea - ed è la prima domanda  -
  anche  se  poi  articolerò il mio ragionamento  sul  perché  questo
  Parlamento si deve esprimere con un giudizio relativamente  ad  una
  legge  non ordinaria ma ad una legge che modifica lo Statuto  e  lo
  dice  lo stesso articolo 1  nei casi previsti dagli articoli  8,  8
  bis  e  10  dello Statuto e nel contestuale periodo di indizione  e
  svolgimento di nuove elezioni , etc. etc.
   Ne  stesura  dello stesso articolo, quindi, già si  individua  che
  parliamo di una modifica statutaria.
   Ma la domanda è, oltre a quella che ci si pone - se il Commissario
  dello  Stato darà l'assenso a questo articolato di legge - se  vale
  la  pena  che  questo  Parlamento stia a discutere  di  un  sistema
  democratico  ormai accertato, come quello dello spoil system,  alla
  conclusione ed alla fine di una legislatura.
   Se questo Parlamento, invece, non si debba chiedere se parlare, se
  discutere,   se  legiferare  anche  nell'ultimo  scorcio   di   una
  legislatura delle vere problematiche che attanagliano i  Siciliani,
  dei  veri problemi che giornalmente ogni famiglia siciliana ha, che
  sono  quelli del lavoro, che sono quelli di cercare di fare in modo
  che i propri figli non emigrino da questa Terra, che sono quelli di
  cercare  di sbarcare il lunario giorno per giorno, inventandosi  e,
  grazie  al  cielo,  fino  a quando c'è la fantasia,  riusciremo  ad
  andare  avanti,  ma  non si sa fino a quando  avremo  il  pane  per
  riuscire ad avere le energie per sostenere le nostre fantasie.
   Signor Presidente, fuori, il clima è arroventato; fuori, il  clima
  è  arroventato  contro un politica che non sa decidere;  fuori;  il
  clima  è  arroventato contro un Governo Monti che di questa Sicilia
  non  ha mai parlato nel corso del suo Governo e, nel momento in cui
  ne  parla,  lo  fa  per  chiedere se il  Governatore  Lombardo,  il
  Presidente Lombardo intende davvero o meno dimettersi.
   La  risposta,  signor  Presidente, gliela  faccia  recapitare:  il
  Presidente  Lombardo si dimetterà e noi andremo ad  elezioni  nella
  data  che  è  stata già stabilita nella scorsa ed ultima Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Noi  andremo  via da questo Parlamento; andremo via e richiederemo
  ai   Siciliani,  sostanzialmente,  di  dare  fiducia  ad  un  nuovo
  Parlamento che sia in grado di essere molto più operativo di quanto
  non  lo  sia  stato questo Parlamento, in alcuni tratti addirittura
  quasi fazioso.
   E'  un  momento estremamente complicato ed un momento estremamente
  difficile.   Leggevo   ieri   alcune   osservazioni   fatte   dalle
  associazioni  di categoria e dalle forze sociali che hanno  preteso
  che  questo  Governo  facesse  alcune riforme  importanti  ma  che,
  soprattutto, spendesse denaro per quanto riguarda gli investimenti.
   Signor  Presidente,  delle due l'una: o spendiamo  soldi  per  gli
  investimenti  oppure siamo costretti a licenziare quella  massa  di
  precariato che, sicuramente, questo Governo non ha alimentato.
   Sono   più   di  ventisettemila  i  lavoratori  della   forestale,
  venticinquemila quelli del mondo del precariato ed allora,  non  un
  solo licenziamento è stato effettuato da questo Governo.
   Dobbiamo  decidere se vogliamo soldi per fare gli  investimenti  o
  per mantenere la posizione di questi poveri lavoratori che, ancora,
  grazie al cielo, mantengono il loro posto di lavoro.
   Occupiamoci,  come  Parlamento,  in  questo  ultimo   scorcio   di
  legislatura,  di queste problematiche e non perdiamo più  tempo  su
  alchimie politiche che alla gente ed ai siciliani, vi assicuro, non
  interessano per nulla.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  D'Aquino.  Ne  ha
  facoltà.

   D'AQUINO.  Signor  presidente, onorevoli colleghi,  il  momento  è
  particolare perché io, che rientro all'Assemblea da una ventina  di
  giorni,  dopo  qualche anno che ne sono stato  fuori,  mi  trovo  a
  essere  protagonista di questo dibattito in un momento difficile  -
  abbiamo  letto,  infatti,  della lettera del  Presidente  Monti  al
  nostro Presidente della Regione - perché siamo in una fase di  fine
  legislatura  in  cui  ognuno  di noi è impegnato  a  fare  campagna
  elettorale  ed a stoppare l'avversario nel tentativo di non  fargli
  toccare  palla;  difficile in un momento in  cui  i  partiti  hanno
  costruito questo disegno di legge che  non condivido, per andare  a
  bloccare  le  nomine fiduciarie e l'operato di  un  Governo  e  del
  Presidente della Regione.
   Credo  sia  da considerare che questo disegno di legge  non  è  un
  disegno  di legge fatto o che debba essere pensato solo in funzione
  di  questo  momento, ma deve essere guardato anche in  funzione  di
  quello che sarà nel futuro.
   Andiamo  a  bloccare,  quindi, o andiamo  a  pensare  di  bloccare
  qualunque  nomina fiduciaria di un Presidente di un  Governo  della
  Regione, negli ultimi sei mesi della sua attività.
   Può essere non condivisibile  ed io non lo condivido, ma credo sia
  una  legge proposta da buona parte delle forze di questo Parlamento
  e, quindi, va attenzionata nell'ipotesi e nell'idea che ha avuto un
  percorso  particolare.  E'  stata in  qualche  modo,  forzatamente,
  bocciata in Commissione ed è stata riproposta dall'Aula.
   All'interno di questo disegno di legge, vi sono sicuramente  delle
  argomentazioni  che  vanno a contrastare con quanto  stabilito  sia
  dallo  Statuto  sia da numerose sentenze della Corte di  Cassazione
  che  stabiliscono,  per  esempio, la prorogatio  in  quarantacinque
  giorni.
   All'interno  di questa prima stesura, perché non ho  ancora  letto
  gli   emendamenti,  c'è  ad  esempio,  nell'ultimo   articolo,   la
  possibilità  di  prorogare  fino a fine  anno  delle  elezioni,  le
  presenze  di  nomine  e commissari, non pensando  che  le  elezioni
  possono essere fatte a gennaio e possono essere fatte a dicembre.
   In  questo  nostro  caso, si sta organizzando e  pensando  ad  una
  elezione  che va fatta alla fine del mese di ottobre e, quindi,  la
  proroga  di questi incarichi sarebbe di un mese, ma, se andiamo  ad
  affrontare nel futuro una elezione che è fatta a dicembre,  andiamo
  a prorogare per undici mesi gli incarichi di commissariamento e gli
  incarichi fiduciari affidati dal Governo.
   Credo poi che bisogna pensare ad una legge che vada in un contesto
  generale,  non  in  un contesto particolare.  Questa  è  una  legge
  particolare.  Dobbiamo  pensare che è  una  legge  che  avrà  delle
  conseguenze.  Secondo  me, per come è scritta,  sarà  impugnata  in
  alcune parti dal Commissario dello Stato.
   Non  ho letto l'articolo interamente sostitutivo, ma credo  che  i
  temi  siano  gli  stessi. Dobbiamo pensare  che  fra  cinque  anni,
  probabilmente, ci sarà un Governo diverso e che quindi i  promotori
  di  questa  legge  potranno  pentirsi  di  averla  fatta.  Dobbiamo
  pensare,  ad  esempio,  a  delle  altre  modifiche.  Non  mi   pare
  significativo,  mi  pare  anacronistico che  le  nomine  fatte  dal
  Governo  passino dalla Commissione di merito, sarebbe il  caso,  in
  questa  legge,  di  inserire anche che non c'è più  motivo  che  le
  nomine  passino  dalla commissione di merito  e  sappiamo  che  nel
  nostro   Regolamento  le  nomine  con  tre  voti  favorevoli   sono
  approvate.  E  dobbiamo pensare anche alle  province  e  ai  comuni
  perché se il Governo della Regione non può promulgare nomine  negli
  ultimi   sei  mesi  o  dal  momento  della  indizione  dei   comizi
  elettorali, mi pare giusto, se c'è la massima condivisione da parte
  dell'Aula di questa norma, che si pensi pure a quello che  fanno  i
  sindaci,  a  quello  che  fanno i presidenti  delle  province,  nel
  momento  di  crisi  che  viviamo e al fatto che  anche  nel  nostro
  territorio  regionale  abbiamo  province  con  15  assessori,   che
  aumentano  i numeri, province con dieci, province con nove.  Questo
  quindi  è un criterio, un modo di procedere che sicuramente  lascia
  attoniti i cittadini e lascia sconfortati noi, me compreso.
   Io sono contrario a questa norma, io vi prego di riflettere che se
  questa  norma va avanti, di uniformare anche i comuni e le province
  a  questa norma, perché non si può pensare che solo la Regione vada
  avanti  così  e  gli altri enti non lo facciano  E di  ripensare  a
  quelli che sono i provvedimenti presenti in questa norma, che  sono
  contrari allo Statuto e di ripensare soprattutto al fatto che siamo
  in emergenza campagna elettorale.
   Siamo  in emergenza e i cittadini hanno necessità di risposte.  Ci
  sono  provvedimenti importanti. Concludo dicendo di  rivederci  nei
  prossimi  momenti per ribadire, perché credo che lo faremo  un  po'
  tutti, la contrarietà a queste norme.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Parlavecchio. Ne  ha
  facoltà.

   PARLAVECCHIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,
  inizio il mio intervento chiedendo al Presidente di ritirare questo
  disegno  di  legge perché abbiamo più volte dichiarato,  più  volte
  detto che il disegno di legge deve comunque tornare in Commissione,
  anche per la mole di emendamenti che sono stati presentati in  Aula
  e  che stravolgono completamente, per quanto mi riguarda, per  come
  la penso io, il disegno di legge.
   Pertanto,  signor Presidente, le chiedo di rinviare in Commissione
  questo  disegno di legge che peraltro ha dei profili, come è  stato
  detto  più volte, di incostituzionalità. Credo non sia proponibile,
  non  è  possibile bloccare l'operato di un Presidente della Regione
  che  oggi  è  il  Presidente Lombardo,  ma  domani  sarà  un  altro
  presidente, come ieri era un altro ancora.
   Quindi,  noi  abbiamo  un problema di principio.  Un  problema  di
  realtà  di una legge che deve essere rispettata in funzione  di  un
  Presidente  della Regione che comunque deve continuare  ad  operare
  con  la  sua Giunta. Detto questo, la gravità del momento  è  anche
  voluta e dovuta dalla lettera che leggiamo adesso, da pochi minuti,
  del  Presidente   Monti  che  interviene pesantemente,  in  maniera
  forte,  pesante dal punto di vista politico, ma anche formale,  sul
  Presidente della Regione Lombardo.
   Io so perfettamente che sono delle realtà molto difficili, che non
  si  può chiedere dopo sei, sette mesi a un presidente della Regione
  che ha già dichiarato le proprie dimissioni a breve, a fine luglio,
  di  dimettersi  E' uno schiaffo istituzionale che penso la  Sicilia
  non  meriti  soprattutto da una Istituzione che per la Sicilia,  in
  questo  momento storico non ha fatto assolutamente  nulla  e  nulla
  hanno  fatto i deputati nazionali, tutti quanti insieme, per quanto
  i  siciliani cercano di contrastare un momento di grande difficoltà
  che  questa  terra ha operato; ha operato perché è  un  momento  di
  crisi  internazionale, un momento di crisi che attraversa tutto  il
  mondo,  in  un momento di crisi dove una Regione così difficilmente
  gestibile,   difficilmente  governabile   attraversi   in   maniera
  particolare.
   Leggevo  proprio stamattina che la Sicilia potrebbe  diventare  la
  Grecia dell'Italia, ebbene io mio auguro che la Sicilia non lo sia,
  non  lo  diventi anche perché le risorse ci sono e c'è  una  spinta
  perché tutto questo possa passare.
   Quindi il disegno di legge non solo è anticostituzionale, non solo
  attraverso un elenco di difficoltà per quello ho detto. Ed oggi non
  dovremmo  essere qui e lei, come Presidente pro-tempore, invece  di
  continuare  a chiacchierare dovrebbe avere la dignità di sospendere
  l'Aula e di intervenire in un momento così complesso per la Statuto
  della  Regione siciliana, ma capiamo perfettamente che  nel momento
  in  cui l'attacco è politico allora bisogna portarlo sino in fondo.
  Però  è  un attacco politico che non ha senso perché l'approvazione
  di  questo disegno di legge finirà come la finanziaria, finirà come
  la  legge  sull'agricoltura, finirà bocciato dal Commissario  dello
  Stato  e ancora una volta il popolo siciliano griderà allo scandalo
  di un'Assemblea regionale che non è capace di approvare le norme.
   L'abbiamo detto, l'abbiamo sostenuto in commissione, tant'è che in
  Commissione abbiamo bocciato questo disegno di legge  Portarlo  qui
  in  Aula  in  maniera artificiosa, portarlo in Aula scavalcando  il
  Regolamento interno ed applicando articoli di regolamento  che  non
  sono  da  applicare. E considerato che non è un momento  di  grande
  serenità  da parte dell'Assemblea, sicuramente abbiamo la necessità
  di  fermarci per riflettere sulla condizione difficile  in  cui  ci
  troviamo  oggi,  dove diventa tutto complesso e dove  gli  attacchi
  personali   scavalcano gli attacchi politici. Pensiamo alla  nostra
  terra,  pensiamo  alla Sicilia, non parliamo  sempre  delle  stesse
  cose,  fermiamo questo momento in questa Assemblea,  rimandiamo  il
  tutto  in  Commissione  e  occupiamoci  di  cose  più  serie,  come
  l'attacco istituzionale fatto dal Presidente del Consiglio Monti  a
  un Presidente della Regione che comunque è il Presidente eletto dal
  popolo siciliano.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Gennuso.  Ne  ha
  facoltà.

   GENNUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo dinanzi  ad
  uno  stravolgimento dell'attività democratica, quando un Presidente
  nei  pieni poteri della sua attività non solo parlamentare ma anche
  istituzione dovesse essere privato delle sue autonomie e dalle  sue
  virtù.
   Io  penso  che questo Parlamento anziché volare alto ed affrontare
  le  vere  problematiche della Sicilia, allora noi andiamo a parlare
  di   attività  o  di  legge  che  non  possono  essere  sicuramente
  approvate.
   Ci  troviamo  dinanzi ad una proposta di legge  inusuale  che  non
  trova     nessuna    compensazione    nell'attività    democratica,
  nell'attività  gestionale di una Regione che ha  tanto  bisogno  di
  altre cose.
   Io  credo che noi siamo in una situazione di penalizzazione  delle
  istituzioni,  vogliamo privare un Presidente della  Regione  che  a
  tutti  i  costi  vuole  risolvere i  problemi  di  questa  Regione,
  vogliamo   privare   quella  possibilità  di  potere  riservare   e
  continuare lo sviluppo di questa terra.
   Viene  proposto un disegno di legge delle nomine di una  sorta  di
  semestre   bianco,  prima  delle  elezioni  o   nel   minor   tempo
  intercorrente tra lo svolgimento delle elezioni anticipate.
   L'interdizione viene motivata nell'economia e del mancato  sistema
  del   spoil   system,  ma  il  riferimento  non  tiene  conto   che
  quest'ultimo concerne la dirigenza dell'amministrazione regionale e
  quindi la norma è illegittima in quanto estesa alle nomine di  enti
  o partecipate.
   Il   blocco  delle  nomina  della  dirigenza  dell'amministrazione
  regionale  e  degli enti e uffici regionali vigilati e  controllati
  dalla  Regione importerebbero poi la ultrattività dei contratti  in
  essere degli attuali dirigenti in scadenza nel periodo di blocco  e
  ciò costituirebbe un maggiore onere invece che risparmi.
   I    contratti    in   scadenza   prorogati   sarebbero    infatti
  automaticamente rinnovati almeno nei minimi temporali del contratto
  da due a sette anni, ex art. 9 legge n. 10 del 2000.
   Peraltro  la  disposizione inapplicabile  ove  non  intervenga  il
  consenso  contrattualizzato del dirigente da prorogare nel  sistema
  del  pubblico  impiego privatizzato, il blocco delle  nomine  negli
  Enti  autorità ed organismi per il periodo elettorale  comporta  la
  prorogatio,  si  estende oltre ai limiti della legge  n.  444/1994.
  Tali limiti sono però inderogabili con la Regione essendo norma  di
  principio.
   Il  disegno di legge avrebbe infine inevitabili effetti di arresto
  e  di  aggravamento dei procedimenti con conseguente compromissione
  del  regolare andamento dell'amministrazione sia dalla Regione  che
  degli  Enti  in  contrasto con i principi  dell'articolo  97  della
  Costituzione.
   Resta da aggiungere che alle nomine nelle aziende sanitarie non  è
  applicabile   l'articolo  10/2000  e  quindi  non   sussistono   le
  condizioni  del  risparmio erariale e il sistema normativo  vigente
  prevede una rigida e puntuale procedimentualità anche temporale per
  quanto alla nomina dei dirigenti delle aziende e dei loro direttori
  generali.
   Le   relative  norme  del  decreto  legge  502/1992  costituiscono
  principi  fondamentali  ex art. 19 e per quanto  alle  norme  della
  dirigenza  sanitaria  principi di riforma economica  e  sociale  la
  proroga anche per tali aspetti è illegittima.
   I    plurimi    profili    oltre   che   di   illegittimità,    di
  incostituzionalità  di  tutte  le disposizioni  di  legge  appaiano
  dovere  essere opportunamente e formalmente rilevati per consentire
  al Commissario dello Stato l'attivazione dei poteri di impugnazione
  di esso spettanti.
   Bene,  io  penso che noi dobbiamo ripartire da una  posizione  ben
  precisa:  che questa legge ritorni in Commissione e dal  deliberato
  della Commissione si possa continuare a lavorare. Penso che sia una
  mera  incostituzionalità su cui questo Parlamento deve  meditare  e
  ritirare quindi questo disegno di legge.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare  l'onorevole  Savona.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento a
  testimoniare  che secondo il nostro parere questa norma  in  questo
  momento  era  non dico inopportuna ma già di per sé, a mio  avviso,
  potrebbe essere considerata incostituzionale.
   In  questo momento di grave crisi  economica e finanziaria che  la
  Regione  sta  attraversando,  mi  riferisco  anche  alla  nota  del
  Presidente  del  Consiglio  per cercare  di  capire  meglio  questo
  atteggiamento.
   E per tale motivo sono andato a vedere se ci sono stati precedenti
  nella storia, ma non ricordo.
   In  un momento in cui la Sicilia ha bisogno dell'aiuto dello Stato
  che  non  arriva, per tematiche che certamente non sono  volute  da
  questo Governo ma che sono legate alla storia del precariato,  alla
  storia  dei  forestali che certamente da trent'anni ci  trasciniamo
  cercando  di  ridimensionare  il  fenomeno,  fenomeno  che  bisogna
  riequilibrare con le risorse finanziarie che noi a fatica riusciamo
  a trovare.
   Ebbene,  anziché  trovare un aiuto e avere da  parte  dello  Stato
  anche  una  sponda che possa considerare i bisogni di questa  terra
  che  è abbandonata da tutti  e che non vuole essere fagocitata  dai
  rapporti  nazionali, guarda caso, si svegliano  tutti  assieme  per
  cercare di trovare aiuti al contrario: cercando di non darci quello
  che  è nostro, ad iniziare da quel (circa) miliardo e mezzo che noi
  avanziamo dallo Stato; anziché aiutarci per il piano di rientro che
  ci  condiziona, per il quale siamo costretti a fare  un  mutuo  per
  onorare gli impegni che noi abbiamo assunto in Sicilia. Questi  non
  sono  gli  aiuti che noi ci aspettiamo da uno Stato, non  sono  gli
  aiuti  che servono per cercare di aiutare il risanamento di  questa
  terra, che nessuno in questo momento vuole  che arrivi.
   Noi   stiamo  cercando,  abbiamo  provato,  anche  in  Commissione
  bilancio,  di fare chiarezza attraverso l'intervento del Presidente
  per capire qual è la situazione, come finanziare la Regione.
   Questo, secondo me, è il momento basilare, fondamentale al fine di
  portare avanti una norma che vada a legittimare il Presidente della
  Regione e nominare i soggetti che servono per cercare di portare un
  buon governo in questa terra.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.93.

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io cerco di motivare
  la  posizione del Governo che, chiaramente, è favorevole  a  questo
  emendamento soppressivo dell'articolo 1, nel tentativo di provare a
  dare  delle  motivazioni più giuridiche, visto  e  considerato  che
  tanti  colleghi hanno dato le motivazioni politiche  che  stanno  a
  sostenere  la  contrarietà alla norma, io  mi  dichiaro  favorevole
  all'emendamento soppressivo.
   E'  chiaro  che  spesso le leggi nascono da suggestioni  e  questa
  legge  ha,  alla  base, una suggestione molto forte,  probabilmente
  eccessiva, perché necessariamente, quando si fa una legge, si  deve
  tenere   conto   della  necessità  di  garantire  l'aspetto   della
  generalità   e   dell'astrattezza  che   dà   la   possibilità   di
  regolamentare  una fattispecie, oltre che nel caso concreto,  anche
  per quanto riguarda il futuro.
   Le  motivazioni,  il ragionamento è di ordine giuridico non  so se
  a  molti interessa; sono delle valutazioni che possono essere, poi,
  oggetto di confronto.
   La  riforma  costituzionale del 2001, la legge n. 2 del  2001,  ha
  modificato  sostanzialmente anche il nostro Statuto e ha modificato
  il  nostro  Statuto per quanto riguarda le ipotesi di  scioglimento
  dell'Assemblea   regionale;  ha  inserito,   dopo   l'articolo   8,
  l'articolo  8  bis,  che  prevedeva lo scioglimento  dell'Assemblea
  regionale  nelle ipotesi di approvazione della mozione di  sfiducia
  e,  quindi,  il conseguente richiamo alle urne entro 3  mesi  dalla
  data  dello  scioglimento dell'Assemblea e ha modificato l'articolo
  10   dello   stesso   Statuto  prevedendo  ulteriore   ipotesi   di
  scioglimento  dell'Assemblea regionale per  dimissioni,  rimozione,
  impedimento  e  altre  ipotesi,  che  è  meglio  non  citare,   del
  Presidente della Regione.
   Questa  premessa  è  fatta, presidente  Minardo,  non  so  se  può
  ottenere   anche  ulteriori  considerazioni  di  natura   giuridica
  rispetto al suo lavoro, è fatta per cercare di far capire  che,  il
  costituente  del  2001,  ha sostanzialmente  immaginato  due  forme
  diverse  di scioglimento dell'Assemblea regionale: una la  possiamo
  definire   ordinatoria ,  appunto le  dimissioni  o  l'approvazione
  della  mozione  di  sfiducia; l'altra  ipotesi  di  scioglimento  è
  un'ipotesi  sanzionatoria .
   La  differenza ritengo che sia fondamentale perché è  determinante
  rispetto a quelle che sono le procedure che si dovranno seguire nel
  primo  e  nel  secondo  caso, nel caso di  scioglimento  di  natura
   sanzionatoria  o nel caso di scioglimento di natura  ordinatoria .
   Nel  primo  caso, è la stessa norma costituzionale,  è  lo  stesso
  decreto  di  scioglimento che prevede, che  indica  quali  sono  le
  procedure  da seguire per quanto riguarda la gestione  del  periodo
  che va dallo scioglimento alle nuove elezioni.
   Nel  caso  di  scioglimento sanzionatorio, lo  stesso  decreto  di
  scioglimento  prevede la nomina di commissari straordinari;  mentre
  nel  caso  di scioglimento ordinatorio è specificatamente  previsto
  che sono prorogati i poteri degli organi costituzionali, presidente
  e giunta.
   Da   queste   brevi   considerazioni  e   comunque   dall'impianto
  complessivo del tema oggi oggetto di discussione, ovvero  del  tema
  riguardante la continuità dell'azione del Governo, io credo che  si
  possa  trarre  un  principio  generale,  ma  lo  diceva  lo  stesso
  onorevole   Minardo,  ricordando  la  determinazione  della   Corte
  costituzionale  in  riferimento alla legge  regionale  toscana;  un
  principio  generale  che ricordiamo essere  condizione  per  potere
  esercitare anche la nostra potestà primaria.
     Il  principio generale è quello per cui in condizione  ordinaria
  vengono  garantite  al Governo la continuità della  propria  azione
  attraverso la proroga dei propri poteri.
   Immaginare  una  norma che vada contro questo che è  un  principio
  generale  dell'ordinamento giuridico per cui anche la  legislazione
  deve  attenersi,  ritengo possa determinare quelle  condizioni  più
  volte   richiamate  negli  interventi  degli  altri  colleghi,   di
  illegittimità.
   Per queste ragioni, chiedo che sia fatta una ulteriore riflessione
  alla luce di queste e le considerazioni esposte da altri colleghi.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Chiedo scusa, ma il Governo può intervenire  una  sola
  volta e ha parlato già l'assessore Spampinato.

     COLIANNI.  Signor Presidente, lei deve fare parlare il  Governo.
  Non ha osservato la legge.

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
   Lo  pongo  in  votazione. L'emendamento 1.93 è soppressivo  quindi
  praticamente chi è a favore si alzi, chi è contrario resti seduto.

                      (Vibrate proteste in Aula)

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.2.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Agostino.
   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, prendete  posto.  Ha  chiesto  di
  parlare l'onorevole D'Agostino sull'emendamento 1.2.

   D'AGOSTINO. No, signor Presidente, io avevo chiesto di parlare per
  dichiarazione di voto sull'emendamento 1.93.

   PRESIDENTE.  Lei può parlare subito sull'emendamento  1.2.  Le  ho
  dato la parola.

   D'AGOSTINO.  Signor  Presidente, è una  vergogna  e  lei  si  deve
  vergognare   Stia  zitto,  stia zitto,  signor  Presidente,  le  ho
  chiesto  di intervenire sull'emendamento 1.93 e lei non mi ha  dato
  la parola

                 (Reiterate vibrate proteste in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevole  D'Agostino, le faccio il  primo  richiamo.
  Lei osservi e rispetti il Parlamento.

                     (Ulteriori proteste in Aula)

   Onorevole D'Agostino, intanto rispetti il Parlamento, le faccio il
  secondo  richiamo. Le ho dato la parola, lei può intervenire,  però
  rispetti il Parlamento.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   D'AGOSTINO.  Signor Presidente, io avevo chiesto di parlare  prima
  che  lei  in  maniera  inusuale e inopinata mettesse  in  votazione
  l'emendamento  soppressivo 1.93 per esprimere la mia  dichiarazione
  di  voto.   Come  ha  fatto  a non riconoscermi  questo  sacrosanto
  diritto  regolamentare? Io lo pretendo. Quindi lei deve  invalidare
  quella  votazione  e  darmi  la  possibilità  di  svolgere  la  mia
  dichiarazione di voto. Ma sta scherzando? Ma come si permette   Lei
  non si può permettere

   PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino ha finito l'intervento?  Concluda
  il suo intervento.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, io credo che se lei fa una  piccola
  riflessione  si  renderà  conto che non mi  ha  fatto  parlare  per
  dichiarazione  di voto  E questo non mi pare che sia  regolamentare
  né accettabile. Lei mi deve far fare l'intervento.

   PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino ha concluso?

   D'AGOSTINO. No, non ho concluso. Voglio la risposta perché  lei  è
  uno  bravo, ma non può consentire una cosa del genere.  Mi  appello
  all'onorevole Cracolici e al suo senso per le istituzioni. Ma  come
  state  consentendo una cosa del genere? Avreste fatto l'inferno  se
  foste   stati  al  nostro  posto   Ma  come  si  permette,   signor
  Presidente  Io volevo fare la mia dichiarazione di voto, lei non me
  l'ha  fatta fare; non è una cosa che lei si può permettere il lusso
  di fare.
   Io  mi  sto  appellando  a  questa istituzione,  non  è  un  fatto
  personale,  è un fatto istituzionale, di decoro, di democrazia,  di
  decenza.
   Signor Presidente Cascio, la prego.

   PRESIDENTE. Continui entro il minuto a disposizione.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, lei mi deve dare una risposta,  non
  mi ha fatto fare la dichiarazione di voto.
   Non è possibile

   PRESIDENTE. Dopo che lei finisce, io le rispondo.

   D'AGOSTINO. Mi risponda perché questo mio intervento è sull'ordine
  dei lavori.
   Chiedo  innanzitutto di intervenire per fare la  dichiarazione  di
  voto, signor Presidente e chiedo al Presidente Cascio di presiedere
  la seduta.
     Presidente Cascio, la prego di presiedere la seduta perché  così
  non  si  può andare avanti. Chiedo la sospensione di questa  seduta
  immediatamente  perché  il  Presidente Formica  non  garantisce  la
  regolarità dei lavori d'Aula.

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

          (La seduta,  sospesa alle ore 19.00, è ripresa alle
                               ore19.20)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  comunico  che   è   convocata,
  immediatamente,   la   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari; sospendo pertanto ulteriormente la seduta.

        (La seduta,  sospesa alle ore 19.21, è ripresa alle ore
                                20.04)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, informo che  la  conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari ha stabilito che il termine  per
  la presentazione di eventuali subemendamenti al disegno di legge n.
  908  è fissato a domani, mercoledì 18 luglio, alle ore 10.00, e che
  l'Aula terrà seduta sempre domani, alle ore 16.00.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, considerato  che
  domani  dovrà essere calendarizzato l'assestamento di  bilancio  ed
  era  prevista  Commissione domani mattina ma  è  stata  rinviata  a
  domani  pomeriggio,  quindi sarà rinviata anche  quella  di  domani
  pomeriggio, sarà sconvocata perché vi è la seduta d'Aula.
   Rispetto   a  questo,  siccome  il  Governo,  in  Conferenza   dei
  Capigruppo,  ha  fatto  capire chiaramente  che  l'assestamento  di
  bilancio sarà accompagnato dal fondo che riguarda il disavanzo  più
  una  misura  che  riguarda i trasporti marittimi, già  diciamo  sin
  d'ora e le rappresentiamo che noi, così come oggi il Movimento  per
  l'Autonomia  non è d'accordo su varie cose che stiamo facendo,  noi
  non  saremmo  d'accordo su questo modo di operare  rispetto  ad  un
  disegno di legge, il n. 900/A, che aspetta da ben due mesi  e  dove
  ci sono misure urgentissime per la Sicilia.
   Quindi,  quello che stasera si è registrato per il 'Blocca nomine'
  non  vuole  essere  assolutamente un atteggiamento ostruzionistico,
  come  sta  facendo il Movimento per l'Autonomia, ma un'esigenza  di
  migliaia  di  lavoratori  e di siciliani, noi  riteniamo  che  quel
  disegno di legge sull'assestamento non può precedere il disegno  di
  legge n. 900/A.

   MINARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINARDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, volevo  chiedere
  alla Presidenza se era possibile, la Commissione ha licenziato  con
  il  voto  finale due disegni di legge, anzi tre perché  uno  lo  ha
  mandato al Comitato, due li ha trasmessi direttamente per l'Aula.
   Uno  riguarda le pari opportunità, quindi per le donne, e  l'altro
  riguarda l'istituzione del Garante per l'infanzia. Chiedo se questi
  due disegni di legge siano calendarizzati per l'Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Minardo, io li inserirei  ora.  Mi  dicono
  giustamente i dirigenti che la Conferenza dei Capigruppo di  domani
  è  stata  convocata proprio per questo. Pertanto, saranno  inseriti
  nell'ordine del giorno nella Conferenza dei Capigruppo di domani.

   MINARDO.  Signor  Presidente, le chiedo allora  se  provvederà  ad
  inserirli nella Conferenza dei Capigruppo.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.   Signor  Presidente,  la  ringrazio  per  avermi   dato
  l'opportunità  di  potermi esprimere dopo una  serata  convulsa  in
  questa  Assemblea. Però, signor Presidente, credo che  un  deputato
  non  può  esimersi  oggi,  dopo questa decisione,  che  sarà  stata
  condivisa,  concordata però non penso che negli  annali  di  questa
  Assemblea ci sia mai stata un'opportunità così importante  che  una
  maggioranza  di quest'Aula gradiva di poter portare avanti,  perché
  dalle  firme  dell'emendamento o del disegno di  legge  si  capisce
  chiaramente che c'è una maggioranza.
   Ora, noi, signor Presidente, abbiamo oggi fatto una cosa veramente
  strana  per  l'Assemblea,  una  modestissima  minoranza,  anzi,  un
  Governo  di  minoranza  - perché oggi è chiaro  che  ormai  c'è  un
  Governo  di  minoranza - riesce, con la minoranza  a  bloccare  una
  seduta d'Aula arrampicandosi su tutto un insieme di motivazioni che
  veramente  mi  lasciano perplesso, si è parlato di moralità,  si  è
  parlato  di  legittimità, io penso che questo Governo  sia  il  più
  legittimo che esista in questa Assemblea è il più - me ne  scuso  -
  non  tanto  morale,  perché questa norma voleva  regolamentare  una
  situazione anomala che la Regione, in effetti, per motivi non suoi,
  si  troverà ad affrontare una elezione anticipata e a questo punto,
  signor  Presidente, io inviterei l'assessore Armao,  qui  presente,
  nelle tante cose da decidere, non so quante leggi si riusciranno  a
  fare in questa Assemblea, ma io credo che la classe imprenditoriale
  della Sicilia abbia bisogno di dare risposte almeno alle cose a cui
  potete dare risposte, ma non le date.
   E'  da sei anni, signor Presidente,  anzi è da cinque anni che c'è
  un  commissario all'IRCAC,  io ero assessore alla cooperazione  nel
  2006,   e   c'era  un  commissario  all'IRCAC.  Questo  commissario
  continua, illegittimamente, a stare lì. Lei sa meglio di me che  un
  commissario per più di sei mesi si può fare solo se c'è una riforma
  in   itinere,   riforma  dell'IRCAC  io  non  ne  ho   mai   vista;
  illegittimamente questa persona gestisce da sei anni l'IRCAC.
   E' stata da poco sciolta la CRIAS. Non si riesce a fare neanche un
  commissario. Non si riesce a fare  Non vogliamo parlare dell'IRFIS
  Ci  sono  tante pratiche bloccate, assessore Armao. Lei l'IRFIS  la
  conosce bene, è stato un sostenitore. E' da mesi che non si  riesce
  a  nominare  un  presidente all'IRFIS. Questo  è  un  problema  del
  Governo.  Il  Governo non riesce a fare neanche queste cose,  però,
  non vuole neanche che si blocchino le nomine. E non si tratta di un
  blocco  di  nomine ma di un rispetto della Istituzione perché  -  e
  concludo,  signor  Presidente - noi  nel  mese  di  maggio  abbiamo
  approvato un ordine del giorno a mia firma con il quale l'Assemblea
  ha  invitato il Governo a soffermarsi in questo periodo considerata
  la  situazione  anomala sia di Governo che di elezioni  anticipate.
  L'Assemblea lo ha votato all'unanimità.
   Qui  si  è detto, signor Presidente, che l'Assemblea non rispetta.
  L'Assemblea è stata mortificata oggi, non rispettando il Governo il
  dettato dell'Assemblea. Cosa può fare una Assemblea se l'ordine del
  giorno  non viene neanche accettato, a parte il fatto che  è  stato
  approvato?
   Fare la legge. La legge non si riesce a fare, signor Presidente
   Allora, io penso che qua il problema è molto serio. Io capisco che
  il  Governo  si trova in difficoltà perché oggi vuole  fare  tutto,
  vuole gestire tutto, vuole nominare tutto, potete fare tutto quello
  che vorrete. Però, una cosa è certa. I siciliani vi osservano e  il
  vostro  trattamento  e  il  vostro modo di  fare  è  veramente  una
  vergogna per questa Sicilia.
   Voi   siete   una  minoranza  di  quest'Aula,  anzi  ormai   siete
  pochissimi.  Siete rimasti molto pochi, assessore Armao,  e  volete
  pretendere  di  essere una maggioranza e l'avete dimostrato  questa
  sera in Aula.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nel ribadire che la Conferenza dei
  Capigruppo ha stabilito di dare questo termine per la presentazione
  di  eventuali subemendamenti a domani alle ore 10.00 e l'Aula  sarà
  convocata  domani  alle  ore  16.00,  si  comunica  anche  che   la
  Conferenza  dei  Capigruppo ha stabilito che entro  domani  sera  o
  domani notte dobbiamo chiudere la legge  Blocca nomine .
   Pertanto,  onorevoli  colleghi, la seduta  è  rinviata  a  domani,
  mercoledì  18  luglio 2012, alle ore 16.00, con il seguente  ordine
  del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  - Comunicazioni

  II  -  Discussione, ai sensi dell'articolo 68 bis del regolamento
  interno, del disegno di legge:
   - Norme in materia di trasparenza della propaganda elettorale per
     il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana . (n.  908) (Seguito)

  III  - Discussione dei disegni di legge:

    1)  -   Interventi per effettuare una nuova  perimetrazione dei
         parchi  (n. 931/A) (Seguito)
             Relatore: on. Mancuso

    2)  -    Norme in materia di entrata. Finanziamento di leggi di
         spesa . (n. 900/A) (Seguito)
             Relatore: on. Galvagno

    3)  -   Promozione  della mutualità volontaria e sostegno  alle
         società di mutuo soccorso . (nn. 454-703/A) (Seguito)
             Relatore: on. Gucciardi

  IV   -    Seguito della discussione delle proposte di modifica  al
  Regolamento interno dell'Assemblea  (DOC X)

             Relatore: il Presidente

                   La seduta è tolta alle ore 20.14

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
                            alle ore 22.00

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
  ALLEGATO

         Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Salute»

   BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  la
  salute, premesso che:

   con  deliberazione  n. 3099 del 5 agosto 2011 l'azienda  sanitaria
  provinciale di Catania ha costituito le commissioni mediche per  il
  riconoscimento  delle invalidità civili ai sensi della  l.  295/90,
  per l'accertamento degli stati invalidanti o di disabilità previste
  dalla l. 104 del 5/2/1992 e dalla l. 68 del 12/3/1999;

   non sono stati rispettati i criteri previsti dall'apposito bando e
  dalla deliberazione n. 1192 del 2/7/2009;

   considerato che:

   non  è stata pubblicata la graduatoria per titoli nonostante nella
  stessa  domanda  di  partecipazione  fosse  previsto  di  accludere
  curriculum  formativo  e professionale e i  documenti  relativi  ai
  titoli posseduti;

   non  si  comprende  perché alcuni titolari delle commissioni  sono
  stati esclusi ed altri no;

   molti dei nuovi medici nominati sono incompatibili con la funzione
  di componenti e di presidenti delle commissioni;

   ritenuto che:

   si  riscontrano  palesi irregolarità poiché  sono  stati  nominati
  medici  convenzionati  operanti nello  stesso  distretto,  soggetti
  legati  da rapporto coniugale e/o di parentela, titolari di cariche
  politiche  che  operano nello stesso distretto della commissione  e
  rappresentanti sindacali della categoria degli invalidi;

   la   scelta  dell'  ASP  n.  3  di  Catania  potrebbe  determinare
  confusione,  dubbi  e mancanza di trasparenza  nelle  decisioni  da
  assumere;

   molti  medici  nominati  hanno incarichi  politici  o  sono  stati
  candidati alle ultime elezioni amministrative;

   ritenuto  ancora che qualsiasi nomina in ambito pubblico  non  può
  essere  fatta  arbitrariamente senza tener conto dei titoli  e  dei
  curriculum, così come stabilito, peraltro, da diverse sentenze  del
  TAR;

   per  sapere quali iniziative siano state assunte per la revoca  in
  autotutela del provvedimento di cui sopra adottato dall' ASP  3  di
  Catania in violazione del bando e della normativa vigente». (2072)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Barbagallo chiede la revoca del provvedimento
  di  costituzione delle commissioni mediche per le invalidità civili
  adottato  dall'ASP di Catania, si rappresenta che  con  nota  prot.
  n.1728 del 09-12-2011 il Commissario straordinario dell'Azienda  in
  parola ha esaustivamente relazionato in merito.
   Condividendo le argomentazioni rese dal Commissario, si  trasmette
  in allegato ad ogni buon fine la citata nota prot. n.1728/2011».

    L'Assessore

  dott. Massimo Russo

   D'ASERO  -  LIMOLI  - MANCUSO. - «Al Presidente  della  Regione  e
  all'Assessore  per  la salute, premesso che  la  nomina  presso  le
  commissioni   per   l'accertamento  delle   invalidità   civili   è
  regolamentata  da  un  apposito  bando,  attraverso   cui   vengono
  determinati i requisiti necessari per l'affidamento degli incarichi
  ai richiedenti;

   ricordato che:

   al  termine dell'esame delle istanze, il predetto bando prevede la
  stesura   di   una   graduatoria  a  punteggio  per  l'attribuzione
  dell'incarico;

   nella  delibera  pubblicata dalla direzione dell'ASP  di  Catania,
  nella quale vengono modificate le componenti delle commissioni  per
  le  invalidità civili, non vi è traccia della graduatoria  prevista
  dal bando predetto;

   considerato che:

   nella  ridistribuzione  degli incarichi  ai  nuovi  componenti  le
  commissioni   per  l'accertamento  delle  invalidità   civili,   la
  direzione  dell'ASP  di  Catania  non  ha  rispettato  nessuno  dei
  parametri stabiliti dal bando;

   avendo  disposto  un  turn  over  irrazionale  di  personale,   la
  dirigenza  dell'ASP  di  Catania  si  è  resa  responsabile   della
  dequalificazione  di  professionalità  ventennali,   derogando   ai
  requisiti   di  efficacia  e  di  efficienza,  e  procedendo   alla
  sostituzione di medici competenti con altro personale  inesperto  e
  non qualificato per le problematiche del settore delle invalidità;

   sottolineato  che il predetto turn over, se fosse stato  applicato
  sulla  base  di un 'necessario svecchiamento' del settore,  avrebbe
  dovuto    riguardare    tutti   gli   staff    delle    commissioni
  complessivamente, mentre, invece, la rotazione dei più  anziani  ha
  riguardato solo alcuni dei medici in servizio e lasciato altri, con
  eguale anzianità, al loro posto;

   per sapere:

   se   siano   a   conoscenza  della  delibera  di  modifica   della
  composizione delle commissioni per l'accertamento delle  invalidità
  civili;

   se non ritengano, alla luce di quanto sopra esposto, che ricorrano
  gli  estremi  per  l'avvio  di una indagine  sulla  regolarità  dei
  procedimenti adottati nella deliberazione;

   se  non  ritengano, altresì, nelle more dei predetti accertamenti,
  di  dover  provvedere  alla sospensione della  delibera  medesima».
  (2077)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con  urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole D'Asero chiede la verifica delle  regolarità
  delle  procedure  adottate  per  il  rinnovo  degli  incarichi   ai
  componenti  le  commissioni  per  l'accertamento  delle  invalidità
  civili  presso l'ASP di Catania, si rappresenta che con nota  prot.
  n. 1728 del 09-12-2011 il Commissario straordinario dell'Azienda in
  parola ha esaustivamente relazionato in merito.
   Condividendo le argomentazioni rese dal Commissario, si  trasmette
  in allegato ad ogni buon fine la citata nota prot. n. 1728/2011».

  L'Assessore

  dott. Massimo Russo

  Nota prot. n. 1728/11 del 09/12.11

  «In  riferimento  alle  interrogazioni parlamentari  inoltrate  dai
  rappresentanti   in   oggetto  si  relaziona   come   segue   nella
  considerazione  che le problematiche rappresentate  possono  essere
  chiarite con univocità di argomentazioni:
  1.  I  componenti  le Commissioni mediche per l'accertamento  delle
  invalidità   civili  sono  stati  individuati  a  seguito   di   un
  procedimento complesso avviato dall'Amministrazione con delibera n.
  2385 del 17.12.2008 e proseguito con le deliberazioni nn. 1192/2009
  e 228/2010;
  2.  Con  delibera  n. 228 del 09.02.2010 è stato  emanato  apposito
  avviso  pubblico  diretto  ai  medici del  personale  del  comparto
  dipendenti  da questa ASP di Catania nonché ai medici convenzionati
  dell'ASP  ed  ai medici ed al personale del comparto delle  Aziende
  Ospedaliere di Catania;
  3.  Le deliberazioni nn. 2385/2008 e 1192/2009 sono scaturite dalla
  necessità di procedere ad un rinnovo evitando l'instaurarsi di ogni
  ipotesi  di  radicamento o di eventuale incompatibilità  ambientale
  dato  il  lungo  incarico  ricoperto da  tutti  i  componenti,  non
  essendosi  proceduto  dall'anno 2001  ad  alcuna  variazione  nella
  composizione  delle stesse; inoltre è stato condiviso  il  criterio
  della  rotazione  dettato dalla evidente necessità  di  evitare  il
  consolidarsi di posizioni per garantire, in osservanza all'art.  97
  Cost., il principio di imparzialità e di buona amministrazione;
  4.  I  criteri di selezione sono stati individuati prioritariamente
  come  indicato al punto 2), inoltre con delibera n. 1192/2009  sono
  stati   fissati,   quali  ulteriori  criteri,  il  possesso   della
  specializzazione, diversificata per ogni singola sezione, i  titoli
  accademici posseduti e l'esperienza professionale;
  5.  Con  delibera  n.  3099  del  05.08.2011  l'Amministrazione  ha
  sostenuto  la  preminente esigenza di un turn over procedendo  alla
  nomina  fiduciaria delle Commissioni mediche nell'esercizio  di  un
  potere  che, seppur ampiamente discrezionale (art. 1 L.  295/90  ed
  art. 1 comma 2 D.M. n. 387/1991), risulta supportato da un adeguato
  impianto motivazionale;
  6.   Il   ricambio  nella  composizione  di  tutte  le  Commissioni
  scaturisce dall'interesse di questa Azienda, che per la peculiarità
  della  materia  coincide  con l'interesse pubblico,  di  consentire
  anche   ai   medici  che  nel  frattempo  abbiano   conseguito   le
  specializzazioni in medicina Legale e Medicina del Lavoro oltre  ad
  altri  pertinenti  titoli di specializzazione,  di  concorrere  per
  accedere alle Commissioni mediche;
  7.  Nelle  deliberazioni  citate ben  identificate  sono  state  le
  ipotesi di incompatibilità:
    a)  con  le  Commissioni mediche superiori  istituite  presso  il
  Ministero della Salute;
    b)  nel caso di legame con rapporto coniugale o di parentela  e/o
  affinità fino al 4  grado
    c)  nel  caso  si  ricopra l'incarico di Direttore  di  Distretto
  sanitario    dell'ASP   di   Catania,   limitatamente    all'ambito
  territoriale in cui opera la Commissione medesima;
  8.  Nel  regolamento attuativo alla delibera n. 3099 del 05.08.2011
  emanato  in  data 18.11.2011 sono state altresì previste  ulteriori
  cause di incompatibilità quali:
    d) espletare attività di medici generici e pediatri convenzionati
  limitatamente  all'ambito territoriale di scelta, come  da  vigente
  normativa;
    e)  svolgere in qualsiasi parte dell'ambito provinciale  attività
  di  CTU relativamente alla materia delle invalidità in oggetto.  Da
  intendersi  solo in quei casi in cui il CTU si sia già espresso  in
  qualità di presidente/componente;
  9.  Al  momento  dell'insediamento di tutti i  componenti  è  stata
  acquisita  una  dichiarazione di presa d'atto delle incompatibilità
  con  sottoscrizione  di  ognuno di non trovarsi  in  nessuna  delle
  condizioni determinanti le incompatibilità medesime;
  10.  E'  in  corso una accurata verifica di tutte le posizioni  e/o
  incarichi  ricoperti dai componenti nominati dell'atto deliberativo
  n.   3099/2011   a  garanzia  del  rispetto  delle  incompatibilità
  enunciate e dichiarate;
  11.  Relativamente ad incompatibilità con incarichi  politici,  per
  la  quale  si  è  già argomentato alla S.V. con nota prot.1630  del
  23.11.2011,  si  ribadisce  che non risulta  nel  quadro  normativo
  nazionale  o regionale alcuna fattispecie che ne faccia  discendere
  l'incompatibilità. E' comunque d'obbligo far conoscere che,  poiché
  già nell'atto deliberativo n. 1199/2009, si era posta attenzione  a
  tale  eventuale ulteriore garanzia di imparzialità,  non  risultano
  componenti  nominati  dall'ASP  che attualmente  rivestono  cariche
  politiche».

                                                     Il   Commissario
                                         straordinario
                                                   (dott.Gaetano
                                              Sirna)

   BOSCO.  -  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:a seguito di regolare concorso, espletato  nel
  2003, i medici che hanno partecipato per i posti disponibili presso
  l'azienda  sanitaria di Agrigento, risultati vincitori, sono  stati
  immessi  in  servizio transitando dalla medicina dei  servizi  alla
  dirigenza medica dell'azienda;

   tra  i  requisiti per la partecipazione al concorso per titoli  ed
  esami sopra citato, indispensabile era quello di essere in possesso
  di anzianità di servizio di almeno cinque anni;

   considerato che già dalla data di immissione in servizio, cioè l'1
  agosto   2006,  ai  medici  vincitori  di  concorso  doveva  essere
  riconosciuta,  sia  da un punto di vista giuridico  che  da  quello
  economico, l'anzianità di servizio prestata nei servizi precedenti,
  cosa che a tutt'oggi non è stata riconosciuta;

   sottolineato che:

   il  DPCM  8  marzo 2001 stabilisce che ai medici che  abbiano  già
  instaurato  un rapporto d'impiego con le aziende viene riconosciuto
  come salario di anzianità ai fini giuridici ed economici quanto già
  individualmente maturato dagli stessi nel servizio precedente;

   presso  le  aziende sanitarie delle otto province siciliane  -  ad
  esclusione  di quella di Agrigento dunque - i medici vincitori  del
  medesimo concorso, sin dalla data di immissione in servizio,  hanno
  avuto  riconosciuto  il diritto giuridico ed economico  dei  cinque
  anni di anzianità di servizio prestata, che era d'altronde indicato
  come requisito indispensabile per l'accesso al concorso;

   la  delibera  di Giunta regionale n. 235 del 18.05.2006  (medicina
  dei   servizi)  nella  definizione  delle  rideterminazione   delle
  dotazioni delle dotazioni organiche ha assegnato la somma di  circa
  un milione di euro quale budget 2006 per l'ASP di Agrigento al fine
  di assolvere ai maggiori oneri derivanti dal passaggio di personale
  dall'area convenzionata ai ruoli del servizio sanitario nazionale;

   visto inoltre che, in maniera difforme, la stessa ASP di Agrigento
  ha  riconosciuto agli specialisti ambulatoriali interni in rapporto
  di convenzione che sono transitati alla dipendenza il contenuto del
  D.P.C.M.  dell'8.3.2001,  e precisamente  l'anzianità  di  servizio
  maturata precedentemente sia ai fini giuridici ed economici;

   per sapere:

   quali  siano  i  motivi che ad oggi, ad oltre  cinque  anni  dalla
  immissione  in  servizio  dei  medici provenienti  dalla  medicina,
  ostacolino   il  dovuto  riconoscimento  giuridico   ed   economico
  dell'anzianità maturata dai medici vincitori di concorso;

   quali   provvedimenti  urgenti  intendano  assumere  affinché   le
  condizioni  di disparità di trattamento subite dai medici  dell'ASP
  agrigentina vengano rimosse e se non ritengano di dover  provvedere
  con  la  massima  urgenza  al predetto riconoscimento  al  fine  di
  limitare  i  costi  a carico delle casse regionali,  relativi  alla
  ritardata emissione delle spettanze dovute». (2400)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la   quale   l'onorevole  Bosco  chiede  notizie   in   merito   al
  riconoscimento  giuridico ed economico dell'anzianità  di  servizio
  dei  medici  dell'A.S.P.  di  Agrigento,  si  rappresenta  che   la
  problematica   trae  origine  dall'incertezza  interpretativa   del
  D.P.C.M.   dell'8  marzo  2001  sul  riconoscimento  dell'anzianità
  maturata  dai  medici provenienti dalla medicina dei  servizi,  nel
  pregresso  rapporto convenzionale, ai fini dell'attribuzione  delle
  indennità  di posizione e di esclusività del rapporto,  mentre  non
  sussistono    dubbi    di   interpretazione   sul    riconoscimento
  dell'anzianità  maturata  ai  fini del calcolo  delta  retribuzione
  individuale di anzianità (R.I.A.).
   L'Avvocatura dello Stato, interpellata in merito, con parere prot.
  25500  del 3 giugno 2008, e successivo n. 42202 del 28 aprile 2010,
  ha  confermato che sussiste un quadro di scarsa chiarezza sia nella
  normativa  esistente  che  nelle  indicazioni  fornite  in   merito
  dall'Aran, ed ha tuttavia richiamato l'attenzione sull'orientamento
  giurisprudenziale fornito dalla Corte di Appello di Palermo -  sez.
  Lavoro,  nella sentenza n. 158/08, la quale si è espressa  in  modo
  sfavorevole  al riconoscimento dell'anzianità maturata in  costanza
  di  rapporto  convenzionale,  sia  con  riguardo  all'indennità  di
  posizione che con riguardo all'indennità di esclusività.
   Tali  incertezze, peraltro, non sono state superate neanche  dalla
  sottoscrizione   tra  l'Aran  e  le  00.SS.  di   categoria   della
  dichiarazione   congiunta  n.  4  al   CCNL   2006/2009   e   della
  dichiarazione n. 7 contenuta nel relativo contratto integrativo.
   Lo stesso Ministero della salute, con documento del 26 maggio 2009
  inviato  alla  Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento
  della  Funzione  Pubblica, al fine di chiarire  se  l'anzianità  di
  servizio  in regime di rapporto convenzionale possa essere valutata
  nella  sua  interezza, ha rappresentato la necessità  di  pervenire
  all'adozione  di  una  interpretazione autentica  dell'art.  8  del
  D.Lgs.  n.  502/92. A fronte del complesso quadro sopra  delineato,
  nel  rilevare  che  la  materia  afferisce  a  precipue  competenze
  aziendali,  come  del  resto sottolineato dalla  stessa  Avvocatura
  dello  Stato,  tenuto  conto  dell'alea  correlata  all'esito   del
  contenzioso  pendente  con  il personale  in  argomento,  con  nota
  assessoriale prot. 86093 del 27 ottobre 2011, è stata rimessa  alla
  prudente  valutazione  delle  Aziende - nell'ambito  dell'autonomia
  gestionale  di  cui  dispongono ai sensi del  D.Lgs.  n.  502/92  e
  s.m.i.,  e  nel  rispetto dei tetti di spesa per il personale,  che
  costituiscono  limiti inderogabili ed invalicabili -  l'opportunità
  di  assumere iniziative idonee alla definizione della problematica,
  anche con il ricorso ad eventuali accordi transattivi rispondenti a
  criteri di vantaggiosità per l'Amministrazione, allo scopo di porre
  fine  alle  controversie già in atto e all'insorgenza di  ulteriori
  vertenze.
   Con riferimento all'interrogazione in oggetto, l'Azienda sanitaria
  provinciale  di Agrigento, all'uopo interpellata, ha  rappresentato
  la peculiarità della propria situazione, in quanto trovasi parte in
  causa  nella  controversia definita in  Corte  di  Appello  con  la
  sentenza  n.  159/08 che ha rigettato le richieste  dei  medici  di
  riconoscimento sia dell'indennità di posizione che di  esclusività.
  La  controversia  è  tuttora pendente in Corte di  Cassazione.  Per
  questa  ragione, pertanto, ha prudenzialmente ritenuto  di  doversi
  costituire  nel  giudizio instaurato da alcuni  medici  opponendosi
  alle relative pretese».

  L'Assessore

  dott. Massimo Russo