Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
VINCIULLO, segretario f.f., dà lettura dei processi verbali delle
sedute numeri 363 e 364 dell'11 luglio 2012 che, non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, a proposito del verbale n. 364,
citando il mio intervento, ho ascoltato che si dice che sarei
intervenuto per sostenere che il disegno di legge doveva essere
affrontato senza preconcetti'. E' un riassunto - se non sbaglio -
assolutamente non veritiero delle cose che avrei detto
(Brusìo in Aula)
DE BENEDICTIS Forse questa è una cosa che non interessa tutta
l'Aula Volevo segnarlo alla Presidenza, cosicché possa essere
precisato meglio in sede di stesura definitiva del testo del
verbale.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, l'Assemblea prende atto e
apporteremo le modifiche del caso.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute, da parte dell'Assessore
per la Salute, le risposte scritte alle seguenti interrogazioni:
N. 2072 - Revoca del provvedimento di costituzione delle
commissioni mediche per le invalidità civili adottato dall'ASP di
Catania.
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 2077 - Verifica della regolarità delle procedure adottate per
il rinnovo degli incarichi ai componenti le commissioni per
l'accertamento delle invalidità civili presso l'ASP di Catania.
Firmatari: D'Asero Antonino; Limoli Giuseppe; Mancuso Fabio Maria
N. 2400 - Notizie in ordine al riconoscimento giuridico ed
economico dell'anzianità di servizio dei medici dell'ASP 1 di
Agrigento.
Firmatario: Bosco Antonino
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegno
di legge
alla competente Commissione
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
presentato ed inviato alla Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme in materia di revisori legali negli enti locali. (n. 940)
di iniziativa parlamentare, presentato il 12 luglio 2012 e inviato
il 16 luglio 2012.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione
PRESIDENTE. Comunico il seguente disegno di legge inviato alla
competente Commissione:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Testo unico della disciplina del commercio e della
somministrazione di alimenti e bevande nella Regione siciliana. (n.
924)
di iniziativa governativa, inviato il 16 luglio 2012, parere UE.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2706 - Chiarimenti relativi al calendario ufficiale delle
manifestazioni di grande richiamo turistico per l'anno 2012.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2707 - Chiarimenti sull'interruzione del servizio di energia
elettrica a Castellana Sicula (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Caputo Salvino
N. 2708 - Notizie in ordine agli impianti di dissalazione di acqua
marina di Gela (CL) e Porto Empedocle (AG).
- Presidente Regione
Firmatario: Cimino Michele
N. 2710 - Opportune iniziative per utilizzare le acque dell'invaso
Biviere di Lentini (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2711 - Chiarimenti in materia di tirocinio professionale per i
giovani laureati.
- Presidente Regione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2712 - Chiarimenti sull'esclusione dei Comuni di Solarino,
Floridia, Priolo, Ferla e Cassaro dalla proposta di declaratoria
dell'eccezionalità del ciclone ATHOS.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2714 - Notizie in merito alla presenza in servizio di direttori
generali di aziende sanitarie provinciali ed ospedaliere della
Regione che versano nelle condizioni di incompatibilità per
sopraggiunti limiti di età.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Ardizzone Giovanni
N. 2715 - Opportune iniziative al fine di scongiurare disagi
derivanti dalle possibili chiusure di uffici postali nelle province
siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Panepinto Giovanni
N. 2716 - Soppressione dei consorzi di ripopolamento ittico in
Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2717 - Interventi a sostegno dei pescatori siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2718 - Interventi a favore delle emittenti televisive
siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Falcone Marco
N. 2719 - Riapertura dei termini per comunicare la variazione
catastale dei fabbricati rurali.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2720 - Chiarimenti sull'aumento vertiginoso dei costi della
sanità regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2721 - Notizie in merito all'attività di consulenza presso
l'Assessorato regionale Salute ed al relativo operato.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Maira Raimondo; Caronia Maria Anna; Cordaro Salvatore
N. 2724 - Notizie sull'impegno delle risorse destinate
all'attivazione in Sicilia delle sezioni primavera per l'anno
scolastico 2012-2013.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Falcone Marco
N. 2725 - Potenziamento del servizio '118' nei mesi estivi.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Falcone Marco
N. 2726 - Notizie in merito alla mancata nomina del consiglio di
amministrazione dello IACP di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Maira Raimondo
N. 2727 - Iniziative concernenti il piano di riorganizzazione di
Poste Italiane.
- Presidente Regione
Firmatario: Ruggirello Paolo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2703 - Notizie in merito alle anomalie emerse a carico della
R.T.I. Ciro Menotti-Musumeci Costruzioni - Marino Impianti,
aggiudicataria della gara a procedura aperta per l'appalto
integrato dei lavori dell'ospedale 'A. Ajello' di Mazara del Vallo
(TP).
- Assessore Salute
Firmatario: Ruggirello Paolo
N. 2704 - Chiarimenti circa la revoca del provvedimento di nomina
del consulente informatico Paolo Agate.
- Assessore Salute
Firmatario: Ruggirello Paolo
N. 2705 - Chiarimenti circa l'acquisizione al demanio regionale di
terreni ubicati nelle isole di Levanzo, Marettimo e Favignana di
proprietà della Parmatour s.p.a..
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: Ruggirello Paolo
N. 2709 - Interventi per la liquidazione alle famiglie delle
annualità pregresse del 'buono-scuola'.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Giuffrida Salvatore
N. 2713 - Chiarimenti circa le dimissioni del presidente della
AIRGEST s.p.a. di Trapani.
- Presidente Regione
Firmatario: Ruggirello Paolo
N. 2722 - Interventi urgenti al fine di sospendere il pagamento
dell'IMU in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: D'Asero Antonino
N. 2723 - Chiarimenti sulla società partecipata 'Belice Ambiente
s.p.a. ATO/TP2' in liquidazione.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Ruggirello Paolo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:
numero 373 Interventi per l'adeguamento della classificazione
sismica dei comuni siciliani , a firma degli onorevoli Galvagno,
Ammatuna, Rinaldi e Termine, presentata il 6 luglio 2012.
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di decreto di nomina di assessore regionale
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura del
decreto presidenziale n. 326/Area 1 S.G. del 13 luglio 2012,
trasmesso con nota prot. n. 32297 di pari data dalla Segreteria
generale della Presidenza della Regione, qui pervenuta il 16 luglio
successivo (protocollata al n. 6219/AulaPg di pari data), relativo
alla nomina del dottor Amleto Trigilio ad Assessore regionale per i
beni culturali e l'identità siciliana, in sostituzione del
dimissionario professore Sebastiano Missineo.
VINCIULLO, segretario f.f.:
«D.P. n. 326/Area 1 /S.G.
IL PRESIDENTE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9, come sostituito dall'articolo
1, comma 1, lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n.
2, che, nel prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto
del Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare
e revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTO il decreto presidenziale 10 maggio 2001, n. 8 concernente la
disciplina degli uffici di diretta collaborazione del Presidente
della Regione e degli Assessori regionali, ed in particolare
l'articolo 2, comma 12;
VISTA la propria nota prot. n. 2672 del 24 aprile 2008 con la
quale, a seguito della proclamazione alla carica di Presidente
della Regione Siciliana, resa nota dalla Corte di Appello di
Palermo con nota prot. P/08/67/El. Reg. del 24 aprile 2008, sono
state assunte le relative funzioni;
VISTO il decreto presidenziale 27 maggio 2008, n. 278, pubblicato
nella GURS n. 24 del 30.5.2008, con il quale è stato costituito il
Governo della Regione siciliana della XV legislatura;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione siciliana;
VISTO il Decreto Presidenziale n. 544/Area 1 /S.G. dell'1 ottobre
2010, pubblicato nella GURS n. 46 del 22.10.2010, con il quale il
Presidente della Regione ha nominato gli Assessori regionali con
relative preposizioni ai rami dell'Amministrazione regionale, tra i
quali il prof. Sebastiano Missineo con preposizione all'Assessorato
regionale per i beni culturali e per l'identità siciliana;
VISTA la nota prot. n. 056/Ris del 12 luglio 2012 con la quale
l'Ufficio di Gabinetto del Presidente della Regione trasmette la
lettera di dimissioni di pari data del prof. Sebastiano Missineo
dalla carica di Assessore regionale preposto all'Assessorato
regionale per i beni culturali e per l'identità siciliana;
RITENUTO a seguito di tali dimissioni, che vengono accolte, di
dover procedere, al fine di garantire continuità nell'esercizio
delle funzioni politico-amministrative, alla nomina del nuovo
Assessore regionale per i beni culturali e per l'identità
siciliana, nominando il dott. Amleto Trigilio, nato a Siracusa il 7
dicembre 1959, in sostituzione del dimissionario prof. Sebastiano
Missineo;
DECRETA
Art. 1
Per quanto in premessa specificato il dott. Amleto Trigilio, nato
a Siracusa il 7 dicembre 1959, è nominato Assessore regionale per i
beni culturali e per l'identità siciliana, in sostituzione del
dimissionario prof. Sebastiano Missineo.
Art. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione Siciliana.
Palermo, li 13 luglio 2012
IL PRESIDENTE
(On.le Dott. Raffaele
Lombardo)»
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione della deliberazione del Consiglio di Presidenza in
considerazione del grave sisma verificatosi in Emilia Romagna
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Consiglio di Presidenza, nella
seduta numero 41 del 27 giugno 2012, dopo breve discussione
considerato il drammatico evento sismico che ha colpito, in
particolar modo, il territorio dell'Emilia Romagna il 20 e il 29
maggio scorsi, considerato che molte assemblee regionali e delle
province autonome stanno attuando in autonomia e con modalità
diverse raccolte di fondi da destinare alle popolazioni colpite dal
terremoto, condivisa la proposta del Presidente anche nella qualità
di coordinatore della Conferenza dei presidenti delle assemblee
legislative delle regioni e delle province autonome, delibera
all'unanimità di stanziare un contributo di 20 mila euro a valere
sul bilancio interno dell'Assemblea, da destinare alle popolazioni
dell'Emilia Romagna, secondo progetti di solidarietà che saranno
individuati dalla Conferenza dei Presidenti delle assemblee
legislative delle regioni e province autonome, in raccordo con la
Presidenza dell'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna, cosa che
stiamo già facendo, di dare mandato al Presidente di sottoporre
all'approvazione dell'Aula una proposta ai sensi della quale ad
ogni deputato sia trattenuta una somma da destinare alle medesime
finalità pari all'importo che viene trattenuto al singolo deputato
nel caso di assenza da una seduta dei lavori d'Aula.
Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
Comunico che domani, mercoledì 18 luglio 2012, alle ore 15, prima
dell'Aula, è convocata la Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari per comunicazioni sull'andamento dei lavori.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione ai sensi dell'articolo 68 bis del
Regolamento interno del disegno di legge numero 908 «Norme in
materia di trasparenza della propaganda elettorale per il rinnovo
dell'Assemblea regionale siciliana»
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno
Discussione ai sensi dell'articolo 68 bis del Regolamento interno
del disegno di legge «Norme in materia di trasparenza della
propaganda elettorale per il rinnovo dell'Assemblea regionale
siciliana».
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, intervengo soltanto per segnalarle
che c'è stata una dimenticanza da parte degli uffici perché ho
visto il blocco degli emendamenti e non sono stati inseriti gli
emendamenti presentati a mia firma, del collega Cracolici e del
collega Lupo. Per cui, vorrei che venisse data assicurazione
all'Aula che gli emendamenti aggiuntivi saranno regolarmente
discussi durante l'esame del testo del disegno di legge.
PRESIDENTE. Appena completeremo l'esame dell'articolato verranno
distribuiti gli emendamenti aggiuntivi ritenuti ammissibili dalla
Presidenza.
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
delle commissioni.
Ricordo che nella seduta precedente era stato approvato il
passaggio all'esame degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
1. Nei casi previsti dagli articoli 8, 8 bis e 10 dello Statuto e
nel contestuale periodo d'indizione e svolgimento delle nuove
elezioni e comunque nei centottanta giorni precedenti la scadenza
naturale della legislatura, al fine di assicurare una corretta e
trasparente propaganda elettorale e consentire il buon andamento
della pubblica amministrazione ed un risparmio erariale legato al
non ricorso a quanto previsto dal comma 3 dell'articolo 9 della
legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, è fatto divieto assoluto di procedere a nomine
inerenti agli enti e gli uffici di cui all'articolo 1 della legge
regionale 10/2000 e le aziende sanitarie.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 trovano altresì applicazione
per tutti gli enti, le autorità e gli organismi che comportano
nomine provenienti dal Governo regionale, dal Presidente della
Regione e dagli assessori regionale anche per delega.
3. Nei casi di cui al comma 1, vengono prorogate, sino alla
conclusione dell'anno solare in cui si svolgono le elezioni, le
nomine anche commissariali in atto vigenti».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Marrocco: 1.93, 1.96, 1.98, 1.97, 1.99, 1.101,
1.100;
- dagli onorevoli Formica, Leontini, Cracolici, Maira, Ardizzone e
Bufardeci: 1.2;
- dall'onorevole D'Agostino: 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9,
1.11, 1.15, 1.14, 1.23, 1.12, 1.21, 1.13, 1.25, 1.24, 1.17, 1.26,
1.19, 1.18, 1.27, 1.20, 1.38, 1.32, 1.29, 1.30, 1.34, 1.35, 1.33,
1.38, 1.37, 1.31, 1.36, 1.41, 1.45, 1.39, 1.44, 1.40, 1.42, 1.43,
1.47, 1.48, 1.49, 1.51, 1.52, 1.46, 1.50, 1.53, 1.54, 1.90, 1.91,
1.92, 1.55, 1.56, 1.57, 1.58, 1.59, 1.60, 1.61, 1.94, 1.62, 1.63,
1.64, 1.67, 1.65, 1.66, 1.70, 1.68, 1.69, 1.71, 1.72, 1.73, 1.74,
1.76, 1.77, 1.78, 1.79, 1.80, 1.81, 1.82, 1.83, 1.84, 1.85, 1.86,
1.87, 1.88, 1.89, 1.95
- dall'onorevole Ruggirello: 1.22, 1.75;
- dagli onorevoli Torregrossa, Corona, Bosco, Vinciullo: 1.1.
Si passa all'emendamento 1.93.
MARROCCO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
presentato parla da solo, non ha bisogno di grandi spiegazioni, ma
è chiaro che va articolata anche un minimo di argomentazione
rispetto a ciò che prevede, appunto, l'articolo 1. Ecco perché
mantengo l'emendamento stesso e, anzi, chiedo che venga ovviamente
votato.
Perché abbiamo presentato questo emendamento? Perché la natura
stessa dell'articolo 1 che, chiaramente, ha una valenza più
politica che di sostanza, d'altronde coloro che hanno presentato il
disegno di legge, lo hanno detto più volte, in qualche modo
l'articolo 1 ne rappresenta la sostanza stessa proprio perché va e
si inquadra in una fattispecie, anche in termini di periodo, che
riguarda l'ultima parte del mandato del Presidente della Regione,
individuato in alcune fattispecie previste dallo Statuto siciliano.
A noi sembra, Presidente, che questa sia una posizione chiaramente
del tutto demagogica perché, in qualche modo, tutti, nel bene o nel
male, i gruppi parlamentari e molti dei partiti che sono presenti
in questa Assemblea hanno goduto delle fattispecie di cui si fa
riferimento in questo articolo 1 perché, a vario titolo, hanno
fatto parte, proprio in questa legislatura, della maggioranza che
ha sostenuto in momenti storici diversi, questo Presidente.
Allora, è chiara la natura demagogica che, in qualche modo,
sottende allo spirito della norma e che, in qualche modo, vogliamo
assolutamente combattere.
Allora, avrebbe avuto senso, per esempio, presentare un disegno di
legge che entrasse in vigore dalla prossima legislatura, per cui
Presidente riteniamo che sia necessario mantenere questo
emendamento e che ovviamente venga posto ai voti..
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, mi rendo conto che abbiamo iniziato
la discussione dall'articolo 1 e passando, come dice giustamente il
Regolamento, all'esame degli emendamenti sull'articolo 1. Ora, così
come il primo emendamento parla di soppressione dell'articolo 1,
dobbiamo anche capire, innanzitutto, perché lo stiamo chiedendo e
dobbiamo anche capire l'Aula dove vuole arrivare rispetto a questo
disegno di legge e le dico perché, signor Presidente, perché siamo
davanti ad un disegno di legge che ha un testo molto chiaro, un
titolo molto chiaro Norme in materia di trasparenza della
propaganda elettorale per il rinnovo dell'Assemblea regionale
siciliana'.
Io non vorrei che lungo questo percorso, non so quanto sarà lungo
o quanto sarà breve, ci dovessimo ritrovare a discutere di altro
argomento e trovarci nell'imbarazzo di non sapere, se a livello
regolamentare, stiamo andando avanti così come si deve.
Innanzitutto, su questo articolo 1, vogliamo subito dire che ne
chiediamo la soppressione per motivi che abbiamo già anticipato sia
alle cronache che in Aula la volta scorsa.
Riteniamo che questa Assemblea avrebbe dovuto svolgere un iter un
po' più approfondito di questo disegno di legge e vogliamo che
venga verbalizzato che il nostro problema riguarda sostanzialmente
i profili di illegittimità costituzionale che evidentemente questo
disegno di legge numero 908 fa trasparire.
Il disegno di legge, infatti, è in contrasto con tutti i principi
che la Corte Costituzionale ha enucleato in ordine alla proroga su
degli organi amministrativi. Si ricorda che la Corte
Costituzionale, signor Presidente, con sentenza del 20 aprile e 5
maggio del 2006 ha dichiarato l'incostituzionalità dell'articolo
139 della legge della regione Toscana, secondo cui gli organi
dell'Agenzia generale della sanità disciplinata dal precedente
articolo 82 della medesima legge, in carica dal momento
dell'entrata in vigore della presente legge, restano in carica fino
all'entrata in vigore della legge di revisione, in quanto non
conforme ai principi dell'ordinamento in tema di prorogatio degli
organi amministrativi, anche questi desumibili dall'articolo 3 del
decreto legge numero 293 del 1994.
Con tale sentenza la Corte ha richiamato la propria sentenza
numero 464 del 1994 che ha enucleato i principi generali di tale
prorogatio, individuandoli nella cessazione delle funzioni degli
organi alla scadenza del loro termine di durata, nell'indicazione
di un ragionevole periodo di proroga per consentire il rinnovo
durante il quale l'organo scaduto può compiere solo atti di
ordinaria amministrazione nella previsione di un regime
sanzionatorio invalidante gli atti esorbitanti da tale limite,
nell'obbligo della ricostituzione dell'organo entro una data
anteriore alla scadenza del periodo di proroga, nella definitiva
decadenza degli organi scaduti dal momento di questa cessazione e
nell'assoggettamento ad un regime sanzionatorio di tutti gli atti
emanati successivamente.
Le disposizioni del disegno di legge, oggi in discussione, non
rispettano alcuno di tali principi, signor Presidente, rendendo non
più certa la cessazione delle funzioni degli organi e quindi la
durata degli organi stessi, non collegando la proroga alle strette
esigenze di rinnovazione dell'organo prorogato, nel prolungare il
periodo di limitazione dei poteri agli organi agli atti di
amministrazione ordinaria, in contrasto con le esigenze di buona
amministrazione ex articolo 97 della Costituzione, ovvero in
contrasto con la sanzione di invalidità degli atti esorbitanti, ove
si voglia intendere che la prorogatio disposta con il disegno di
legge in esame non determini la limitazione dei poteri agli atti di
amministrazione ordinaria, nell'illusione in ogni caso del regime
sanzionatorio di tutti gli atti emanati successivamente al periodo
massimo fissato dal decreto legge n. 293/1994 in 45 giorni.
Ancora di più, il disegno di legge in commento si palesa
incostituzionale poiché il medesimo tende surrettiziamente ad
introdurre un sistema generalizzato di spoil system in contrasto
con i principi di buon andamento e di imparzialità della Pubblica
amministrazione sanciti dall'articolo 97 della Costituzione e con i
correlati limiti puntualmente individuati dalla Corte
costituzionale.
Invero, la previsione di una proroga generalizzata di tutti gli
incarichi aventi la loro scadenza naturale nell'asso temporale
coincidente con il periodo di indizione, svolgimento dell'elezione
del Presidente della Regione e dell'Assemblea regionale siciliana e
comunque nei 180 giorni precedenti la scadenza naturale della
legislatura, mira con tutta evidenza a consentire al nuovo Governo
il conferimento dei relativi incarichi, determinando in concreto un
effetto analogo a quello decadenziale che soltanto in via
d'eccezione ed in ragione della particolare coesione con l'organo
di vertice politico è ammesso nei confronti dei soli vertici
dell'apparato burocratico caratterizzati da un rapporto di
consentaneità.
Non potendo invero procedere a disporre, come per altro il disegno
di legge numero 918, si era pure ipotizzato, la decadenza di tutte
le nomine di designazione di competenza del Governo regionale al
momento della cessazione del mandato per palese incostituzionalità,
per vie traverse, si mira ad un risultato sostanzialmente analogo.
Ed invero, la proposta normativa tende a ricondurre ad una data
successiva ed unitaria tutta una serie di termini finali di durata
degli incarichi inerenti agli enti e gli uffici di cui all'articolo
1 della legge regionale n. 10/2000 e le aziende sanitarie che nel
lasso di tempo considerato verrebbero viceversa a scadenza.
Con ciò, sostanzialmente, espropriando il Governo in carica del
suo potere e dovere di provvedere, in ragione delle esigenze che
vengono a verificarsi in dipendenza delle scadenze originariamente
ed ordinariamente in via generale disposte rimettendo i medesimi
compiti al subentrante organo di governo.
Atteso che la Corte costituzionale, escluso in particolare per gli
enti del servizio sanitario ma, in via generale, per tutti gli
incarichi ad eccezione di quelli di diretta collaborazione
dell'organo politico che possono sussistere nei relativi
procedimenti di nomina delle ingerenze di carattere politico,
espressione di interessi non riconducibili a valori di carattere
neutrale e distaccato, appare con tutta evidenza l'assoluta
insussistenza di una idonea motivazione che suffraghi l'iniziativa
legislativa che, viceversa, si fonda esclusivamente sull'intento di
consentire una abnorme ed ingiustificata concentrazione temporale
di una pluralità di nomine nella fase di avvio della nuova
legislatura regionale.
Signor Presidente, vorrei che queste parole venissero anche,
letteralmente, verbalizzate perché andando incontro ad un
procedimento dove, con molta chiarezza, viene eccepita la
costituzionalità di questo atto legislativo, rischiamo non soltanto
di incorrere nella sanzione del Commissario dello Stato che
potrebbe, immediatamente, anzi noi siamo certi di invalidare questo
nostro procedimento ma stiamo anche minando e stiamo creando un
precedente in un campo nel quale forse abbiamo voluto far passare
il messaggio secondo il quale la Giunta e il Presidente della
Regione fanno delle nomine, in questo periodo, come se questo fosse
un capriccio politico o un interesse legato alla parte politica
che, in questo momento, questo Governo rappresenta.
Le rammento, signor Presidente, che le nomine rappresentano un
dovere, un obbligo da parte di chi le deve proporre, di chi le deve
poi decretare. Un obbligo che, peraltro, non va soltanto nel
rispetto della legge ma va anche a salvaguardare la funzione degli
enti che, in questo momento, sarebbero, ovviamente, caduchi di un
vertice. E se è così che stanno le cose, signor Presidente, la
responsabilità che intende prendersi questa Assemblea, di
decapitare, di limitare le prerogative di un Presidente della
Regione e di una Giunta che hanno non solo l'interesse,
probabilmente non è neanche questo il tema, ma hanno il dovere di
dotare gli organi amministrativi, le società, gli enti che da essa
dipendono delle giuste competenze amministrative per farle
funzionare, credo che questa responsabilità, questa sì tutta
politica, tutta partitica, tutta necessitata da una volontà
vendicativa di limitare le funzioni legittime di un Governo
legittimamente in carica, signor Presidente, credo che debbano
essere respinte
PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino le devo però ricordare che deve
interrompere immediatamente il suo intervento. Ha raddoppiato il
suo tempo.
D'AGOSTINO. Ho finito, signor Presidente. Dicevo, debbano essere
respinte, debbano essere limitate proprio dal suo Ufficio, signor
Presidente, perché rischiamo di commettere tanti errori, tanti
pasticci e rischiamo di dare ragione, signor Presidente, e di
questo ci dobbiamo assumere tutti la responsabilità per ciò che ne
deriva a chi, oggi, invoca il commissariamento della Regione
siciliana e probabilmente il commissariamento di questo Parlamento
regionale perché, in questo momento, le attenzioni, le tensioni, le
invettive, gli interventi, alcuni scomposti, drammatici,
gravissimi, pesantissimi che stanno avvenendo all'indirizzo delle
nostre istituzioni, di quelle istituzioni che dobbiamo difendere e
delle quali dobbiamo difendere soprattutto la capacità di poter
andare avanti, credo signor Presidente, che dipendano anche dalla
superficialità che questa Assemblea potrebbe avere su un disegno di
legge che sappiamo essere assolutamente pretestuoso, assolutamente
legato a logiche partitiche e legate, questo sì, alla futura
campagna elettorale.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto un minuto. Leggo da agenzie di stampa che stanno
lanciando, in questo momento tutti i network e tutti i mass media,
una lettera del Presidente del Consiglio indirizzata al Presidente
della Regione in merito alle presunte dimissioni del 31 luglio.
Signor Presidente, ritengo che la sua funzione di Presidente
dell'Assemblea debba garantire l'autonomia del nostro Statuto e,
quindi, le chiedo un intervento autorevole affinché questi
parlamentari conoscano quali sono le motivazioni che hanno spinto
il Presidente del Consiglio dei Ministri a scrivere al Presidente
della Regione.
Questo ce lo deve e ritengo urgentissimo che lei interloquisca con
la Presidenza del Consiglio e riferisca in Aula quanto il
Presidente del Consiglio ha voluto dire con il suo comunicato
stampa.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, ovviamente, mi sono assolutamente
ignote le ragioni per cui il Presidente del Consiglio, in forma
assolutamente inusuale ed anomala, abbia fatto il comunicato che ha
fatto. Faremo in modo di acquisirne le motivazioni quanto prima
possibile.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
« Norme in materia di trasparenza della propaganda elettorale
per il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana» (908)
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del disegno di
legge « Norme in materia di trasparenza della propaganda elettorale
per il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana» (908).
E' iscritto a parlare l'onorevole Arena. Ne ha facoltà.
ARENA. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli
colleghi, anzitutto vorrei dare il benvenuto in Aula al neo
assessore per i Beni culturali, dottor Trigilio.
Sarebbe auspicabile, piuttosto che sentire dai banchi del sempre
attento Cracolici quante iscrizioni ci sono a parlare, sentirlo
dissertare e, soprattutto, capire qual è il suo odierno sostegno a
questo disegno di legge.
Signor Presidente, non riesco ad articolare un minimo di
ragionamento. Capisco che l'Aula è intemperante, ma chiedo la sua
collaborazione trattandosi di materia delicata e sicuramente assai
complicata.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a non parlare dietro il
pulpito.
ARENA. Signor Presidente, capisco che questa materia appassiona
poco. L'Aula, assolutamente distratta, piuttosto che informarsi e
avere premura di constatare se sono poche o tante le iscrizioni a
parlare, potrebbe esprimersi.
Stiamo trattando un disegno di legge che vuole sopprimere la
volontà e la libertà di pensiero, la libertà di potere
legittimamente amministrare seguendo quelle che sono le norme di
legge.
Si è parlato di profili di costituzionalità o incostituzionalità.
Mi avventuro senza pretendere di detenere verità assolute, signor
Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore, mi avventuro nel
dire che si tratta di un disegno di legge palesemente
incostituzionale che scomoderà, siamo convinti, non solo illustri
costituzionalisti, ma scatenerà anche il dibattito che, a mio
avviso, sembra assolutamente scontato e che potrebbe essere
genuino, ma in quest'Aula, signor Presidente, anche in questo
momento non notiamo genuinità, ma solo faziosità e volontà
strumentali di impedire non solo il mio intervento, ma anche la
regolare amministrazione della cosa pubblica, e questo disegno di
legge ne è un plastico esempio.
Mi corre l'obbligo di ricordare, a proposito di giustizia
costituzionale, quello che avvenne a Vienna in un Congresso alla
fine degli anni venti. Era il 1928, e due insigni giuristi e
costituzionalisti dell'epoca, signor Presidente, onorevoli
colleghi, molti distratti, dibattevano sulla necessità di una
giustizia costituzionale che fosse tra l'altro esercitata da una
Corte costituzionale.
Il primo parlava della necessità di avere una Corte
costituzionale; il secondo - Smith - parlava, invece, della
necessità di ricorrere solo saltuariamente ai giudici ordinari,
quindi fare ricorso ai giudici ordinari e, al tempo stesso,
combinare questo intervento con quello del Presidente, che era
eletto direttamente dal Popolo.
Questi cenni storici sono d'obbligo in una terra in cui si parla
troppo spesso di autonomia e in una terra che oggi dimostra, con
questo articolo 1, di non volere assolutamente autodeterminarsi, di
non volere governare, ma anzi di volere, in maniera assolutamente
violenta, privare della libertà di determinazione un Presidente
della Regione eletto direttamente dal popolo.
Le motivazioni addotte fino a questo momento dai liberticidi, da
coloro i quali vogliono impedire la libera estrinsecazione del
pensiero e delle movenze di un Presidente eletto direttamente dal
popolo, sono motivazioni speciose, faziose, strumentali che tendono
- queste sì - ad inquinare la vigilia di questa campagna
elettorale.
Quanto a profili di costituzionalità, signor Presidente, avrò e
avremo modo di tornarci, assieme agli altri colleghi che sostengono
gli emendamenti e che giustamente vorrebbero non bloccare, non
arrestare, ma impedire che si possa perpetrare uno scempio che è
quello della democrazia, con un disegno di legge che questa
democrazia vuole uccidere. Avremo modo di tornare sull'articolo
134, primo comma, avremo modo di ribadire l'assoluta violenza,
l'assoluta distanza dagli interessi del popolo, contenuti
all'interno di un disegno di legge che non sta assolutamente in
piedi e che sarà massacrato dal vaglio, puntuale ed attento del
Commissario dello Stato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chi mi ha
preceduto ha rappresentato al Parlamento le difficoltà di ordine
costituzionale che reggono questo disegno di legge, e credo che le
argomentazioni che sono state adottate sono, senza ombra di dubbio,
argomentazioni valide, talmente valide che i boatos di questi
giorni hanno indotto alcuni colleghi a presentare un emendamento
che - mi permetto di dire - stravolge il disegno di legge
originario, nella misura in cui nel titolo del disegno di legge si
parlava di norme sulla trasparenza e adesso è stato presentato un
emendamento che è volto alla integrazione di una norma di legge, la
legge n. 22 del 1995, articolo 3.
Credo sia cosa ben diversa rispetto al disegno di legge
originario, nel senso che, avendo compreso che si incorreva nelle
ire del Commissario dello Stato, si cerca ora di aggirare
l'ostacolo attraverso una norma che, mi permetto di dire, ha le
caratteristiche della legge provvedimento.
Una norma che, di fatto, mette da parte l'articolo 8 dello Statuto
dove parla dei compiti di ordinaria amministrazione che deve
svolgere il Presidente della Regione allorquando presenta le
dimissioni, e passare poi al successivo articolo, quando indica la
possibilità di revocare o modificare gli incarichi che sono stati
conferiti, non si capisce a discrezione di chi, come se fosse
riconosciuta una possibilità, a chi arriva dopo, di eliminare ciò
che è stato fatto in precedenza, senza con questo riuscire ad
argomentare adeguatamente.
Signor Presidente, al di là di quelle che sono le violazioni della
Carta dello Statuto e, quindi, violazioni di norme che sono
garantite dallo Statuto e dalla Costituzione, qui c'è il desiderio,
la voglia, l'interesse a bloccare l'attività di un Governo che,
fino a quando non presenta le dimissioni, è in carica, e si vuole
fare in modo che, considerato che l'attività non può che essere di
ordinaria amministrazione dopo le dimissioni del Presidente della
Regione, ci sia una legislazione che - io penso - sia
incostituzionale e che va contro i dettami dello Statuto.
Io pongo al signor Presidente, all'Aula, ai colleghi tutti una
riflessione Sta accadendo qualcosa di strano Un Parlamento che,
in genere, è stato sempre indirizzato a tutelare le proprie
prerogative, il sacro furore che colpisce singoli parlamentari alla
vigilia delle elezioni, porta a una norma che, non solo è contro le
norme statutarie, ma soprattutto mi crea e mi procura molto allarme
la lettera del Presidente del Consiglio Monti, quasi una sorta di
atteggiamento costruito, un percorso costruito in parte in questa
sede parlamentare e in parte a Roma, per far sì che le sorti e gli
indirizzi di questo Parlamento possano essere cambiati per volontà
di chi vuole togliere la libera azione politica dei parlamentari
che qui siedono.
Allora, vorrei indurre alla ragione i deputati, perché questa
norma di legge è ben altra cosa rispetto al disegno di legge che è
stato esaminato in Commissione, il cui articolo 1 era stato
abrogato e che adesso ha visto il Presidente dell'Assemblea
assumere una decisione autonoma nel mettere all'ordine del giorno
questo disegno di legge. Ed oggi, siamo qui con un ulteriore
modifica del disegno di legge che assegna tempi, modi e
comportamenti di oggi e per il futuro che, non solo violano la
Costituzione, ma - mi permetto di dire - creano condizioni di
grande difficoltà per il futuro. Essere accecati in un momento
particolare qual è quello di oggi e mettere in campo delle norme
che sono - fatemelo dire forse con un termine improprio -
irregolari rispetto al consueto lavoro che svolge questo
Parlamento, credo che bisogna determinarsi e organizzarsi per una
riflessione più autentica, più vera, più responsabile. Signor
Presidente, questo disegno di legge dovrebbe tornare, nel più breve
tempo possibile in Commissione, anche domani mattina, perché ci sia
una riflessione più valida, più forte, più consapevole,
inquadrandolo nel grande momento che stiamo vivendo, e soprattutto
con le sollecitazioni, chiamiamole eufemisticamente così, che
provengono da Roma e di cui i parlamentari non sanno nulla ma di
cui stranamente la stampa è a conoscenza e ne riporta ampi stralci.
Io credo che sia il momento della ragionevolezza, della
responsabilità che coinvolge i singoli parlamentari e che vede un
così particolare disegno di legge, in grado di determinare norme
che il Commissario dello Stato non potrà che impugnare,
costringendo tutti quanti all'ennesima brutta figura nei confronti
della vigilanza del Commissario dello Stato e a far sì che la
Commissione si riunisca, consulti gli esperti adeguati ed abbia la
consapevolezza di portare avanti una norma che, è un mio modesto
avviso, esiste nell'articolo 8 dello Statuto, e che possa chiamare
tutti quanti alla responsabilità.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
COLIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori, come in precedenza ha fatto l'onorevole
Mancuso, perché penso che quello che sta accadendo in questo
momento, probabilmente, lo stiamo tutti sottovalutando. Sento un
brusio d'Aula quasi disinteressato, quasi privo di interesse
rispetto ad una vicenda che è unica nella storia di questa Sicilia,
di questo Paese e che, a mio giudizio, onorevole Presidente,
dovrebbe indurla - ed io la consiglio in tal senso - di sospendere
l'Aula e cercare di capire e di comprendere quello che sta
succedendo in questo momento nel nostro Paese e in questa Sicilia.
Quella a cui stiamo assistendo è una vicenda che ha
dell'incredibile, che non ha soltanto dei profili di natura
politica, ma sicuramente ha un profilo di natura istituzionale e di
conflittualità istituzionale.
E lo dico ai parlamentari, indipendentemente da quello che
significa il dibattito che stiamo mettendo in essere rispetto al
Presidente della Regione, rispetto alla vicenda che riguarda il
blocca-nomine, stiamo parlando dell'autorevolezza di questo
Parlamento, dell'autonomia di questo Parlamento, dell'autonomia di
questa Sicilia che oggi, a mio giudizio, viene turbata grandemente
da una lettera del Capo dello Stato indirizzata al nostro
Presidente della Regione.
Io ritengo che questo sia un fatto assolutamente grave,
assolutamente da contestare, assolutamente da non condividere e
dico ai colleghi che potremo anche discutere di tutto quello che
volete, ma su una cosa questo Parlamento non può derogare alla
propria autonomia, alla propria autorevolezza e alla propria
autodeterminazione. Credo che veramente questo conflitto
istituzionale gravissimo vada, in qualche misura, con una
sospensione, valutato dal Presidente dell'Assemblea.
Vedete, quello che è successo non è successo nei momenti più gravi
di questa Sicilia. Io ho vissuto personalmente, insieme a molti di
voi, momenti drammatici, che hanno visto questo Parlamento avere le
dimissioni, invocare e poi ricevere le dimissioni del Presidente
della Regione Cuffaro eppure, nemmeno in quel momento, vi è stato
un intervento del Capo dello Stato.
Io ritengo che questo sia grave ed è questa la ragione per la
quale dico ai siciliani, oltre che a questo Parlamento, che questo
è assolutamente intollerabile e i siciliani sapranno rispondere
adeguatamente a quello che è un conflitto istituzionale, al di là e
al di fuori della politica, perché potremo scontrarci nei palchi,
potremo scontrarci sulle posizioni differenziate, potremo
scontrarci sulla natura di quello che è stato questo governo, e poi
vedremo, chiederemo ai nostri interlocutori, ai nostri compagni di
strada, chiederemo a coloro i quali sono stati con noi sino ad oggi
a difendere questo governo, dove stavano, dov'erano e dove sono
soprattutto oggi a difendere oltre che il Presidente, la
istituzione e di difendere un Parlamento.
I parlamentari non possono, a prescindere dalle loro valutazioni
politiche, in un momento come questo assistere a situazioni come
quelle descritte senza invocare una presa di posizione di questa
Presidenza. Signor Presidente, certamente farebbe cosa risibile se
lei se ne stesse ancora seduto ad attendere forse qualche ora per
fare una timida telefonata, per capire che cosa sta succedendo.
Questo Parlamento vuole sapere ora cosa sta succedendo, e questo
Parlamento ritiene che ora lei debba alzarsi da quel posto e debba
capire, se possibile, se il Presidente del Consiglio possa
intervenire in questo modo o modalità.
PRESIDENTE: La invito a concludere.
COLIANNI. Sì, signor Presidente, adesso concludo. Il signor Monti,
che tanto danno sta facendo a questa Italia, penso che vuole
continuare a fare un danno terribile a questa Sicilia e noi abbiamo
la consapevolezza che questo non è proponibile e non ci lasceremo
intimidire. Vedete, questa è una Sicilia che prima lascia gli
uomini soli e poi li uccide, questa è una Sicilia che purtroppo a
sempre fatto così.
Ebbene, sappiate - e lo diciamo prima ai siciliani e poi a questo
Parlamento - che il Gruppo parlamentare dell'MPA e gli alleati di
oggi sicuramente non lasceranno solo il Presidente della Regione
perché soprattutto non sarà lasciato solo dai siciliani.
Allora noi le chiediamo pregiudizialmente, signor Presidente,
prima di continuare questo dibattito, prima di andare avanti, di
intervenire, di sospendere l'Aula, e sappia che su questi temi non
indietreggiamo di una virgola e sappia pure che il Gruppo
parlamentare dell'MPA sui temi in discussione, se è necessario,
farà tutto ciò che è possibile per non fare andare avanti un
dibattito specioso, un dibattito che è soltanto strumentale,
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
« Norme in materia di trasparenza della propaganda elettorale
per il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana» (908)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprende il seguito della
discussione del disegno di legge n. 908 Norme in materia di
trasparenza della propaganda elettorale per il rinnovo
dell'Assemblea regionale siciliana .
E' iscritto a parlare l'onorevole Bonomo. Ne ha facoltà.
BONOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di
intervenire sulle proposte del disegno di legge e faccio memoria
alla mia prima esperienza parlamentare. Mi è stato ampiamente
spiegato, e abbiamo appresso dai nostri manuali, che i disegni di
legge vanno discussi e dibattuti prima in Commissione di merito.
Ebbene, questo disegno di legge è approdato in I Commissione, che
ha avuto un relativo tempo per affrontarne il dibattito, e in
quella sede il primo articolo è stato di fatto cassato.
La mia domanda è questa, signor Presidente: la legittimità
costituzionale di questo percorso di legge da chi è stata data,
visto che la Commissione aveva cassato l'articolo?
Presidente Cascio l'ho fatto una domanda alla quale pregherei poi
di darmi una risposta.
Sto chiedendo la legittimità del parere, o a memoria che ci possa
essere una legittimità costituzionale di questa legge, altrimenti
stiamo dibattendo una legge che potrebbe essere facilmente
impugnata dal Commissario dello Stato, perché incostituzionale, e
che porterebbe la nostra regione a perdere ulteriore tempo
nell'emanare disegni di legge, che poi diventano leggi che il
Parlamento, esamina, dibatte, approva e poi non possono avere
applicazione perché, il Commissario dello Stato, le reputa
incostituzionali.
A tal fine, signor Presidente, questo disegno di legge prevede il
blocco delle nomine in una sorta quasi di semestre bianco, semestre
bianco che viene prima delle elezioni, o addirittura in un minor
tempo intercorrente tra l'indizione o lo svolgimento delle elezioni
anticipate, e permetterebbe al nuovo Presidente della Regione di
revocare le nomine già fatte; l'interdizione, fra l'altro, viene
motivata con la economicità del mancato ricorso al sistema dello
spoil system, da cui oggi il Parlamento nazionale se ne fa gran
nomina e gran menzione dimenticando che lo spoil system a cui fa
riferimento il Governo nazionale non tiene conto che quest'ultimo
concerne solo la dirigenza dell'Amministrazione regionale e,
certamente, non le dirigenze dell'Amministrazione e la norma è
illegittima in quanto estesa alle nomine di Enti e Partecipate.
Per cui la pregherei, signor Presidente, di verificare la
legittimità costituzionale dell'ampliamento della visibilità e
dell'applicabilità della norma dello spoil system anche agli Enti e
alle Partecipate.
Il blocco delle nomine per la dirigenza dell'Amministrazione
regionale degli Enti pubblici e degli Uffici regionali
importerebbe, poi, la ultra attività dei contratti in essere con
gli attuali dirigenti in scadenza nel periodo di blocco, con un
conseguente maggior onere piuttosto che un risparmio.
Signor Presidente, in un momento in cui i conti della Regione sono
sovraesposti, così come un illustrato Vicepresidente di
Confindustria, più volte, ci reitera dal suo pulpito dimenticando,
spesso, in che condizioni le industrie della sua Terra sono state
lasciate anche per colpa grave della dirigenza di Confindustria, la
prego di verificare se questo potrebbe comportare ulteriore costo
per le Casse della Regione in quanto ci troveremmo a pagare, in
caso di ricorsi, la specifica di due dirigenti per ogni Ente, a sua
volta non confermato nella dirigenza.
I contratti in scadenza, inoltre, sarebbero prorogati
automaticamente e rinnovati, almeno nei limiti temporali del
contratto, da due a sette anni e, per altro, la disposizione è
inapplicabile ove non intervenga il consenso contrattualizzato del
dirigente a prorogare il sistema pubblico privatizzato.
Bene, signor Presidente, il blocco delle nomine negli enti,
autorità ed organismi, per il periodo elettorale, comporta che la
prorogatio si estenda oltre, ai sensi della legge n. 44 del 1994.
Tali limiti, però, risultano inderogabili per la Regione essendo
una norma di principio.
Anche su questo chiedo agli Uffici di fare un'opportuna verifica
prima di portare in Aula un disegno di legge che, comunque,
potrebbe essere costituzionalmente illegittimo.
Il disegno di legge, infine, avrebbe inevitabili effetti di
arresto e aggravamento dei procedimenti soprattutto per quanto
riguarda alcune normative comunitarie, con conseguente
compromissione del regolare buon andamento dell'Amministrazione, e
Dio sa quanto ce n'è bisogno oggi, sia della Regione che degli Enti
da essa controllati, in contrasto con il principio dell'articolo 97
della Costituzione.
Anche su questo periodo risulta, ancora una volta, un profilo di
assoluta illegittimità rispetto alla proposta di legge che ci
stiamo attuando a votare.
Resta da aggiungere, signor Presidente - e concludo - che alle
nomine delle Aziende sanitarie non è applicabile la legge regionale
n. 10 del 2000, e il sistema normativo vigente prevede un rigido e
puntuale procedimento, anche temporale, per quanto riguarda la
nomina dei dirigenti delle Aziende stesse e dei loro direttori
generali. Le relative norme del decreto legislativo 502 del 1992
costituiscono principi fondamentali ex articolo 19 e, per quanto
riguarda le norme sulla dirigenza sanitaria, principi di riforma
per cui la proroga è, anche per tali aspetti, illegittima per i
motivi che avevo descritto.
Signor Presidente, la pregherei di dare una risposta e,
soprattutto, di fare una opportuna verifica sull'assoluta
costituzionalità delle legge che ci apprestiamo a votare.
PRESIDENTE. Onorevole Bonomo, come lei sa, la legittimità
costituzionale è successiva all'approvazione della legge, perché
avviene quando la legge va al vaglio del parere del Commissario
dello Stato, ma avendola scritta con il concorso degli uffici, la
legittimità costituzionale appare molto probabile.
E' iscritto a parlare l'onorevole Calanducci. Ne ha facoltà.
CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da uomo
semplice quale ritengo di essere, mi chiedo: ma che sta
succedendo?
Tutta questa velocità nel portare in Aula una norma che tanti
colleghi hanno già definito - e non solo colleghi, anche voci
prestigiose -, come eccezione di incostituzionalità o come spunti
di incostituzionalità. Non voglio parlare di questo; invece, voglio
parlare di eccezione di moralità.
Provo, infatti, a guardare in quest'Aula e, al di là - mi
riferisco ai Gruppi parlamentari - vedo Gruppi che tutti hanno
concorso, prima o poi, nel corso di questa legislatura, alla
composizione della maggioranza, per cui giocoforza, sicuramente,
nel discorso delle nomine, tanto meno è stato espresso un
gradimento, visto che a turno un po' tutti in quest'Aula sono stati
appunto nel novero della maggioranza.
Allora, cosa è successo che ora ha spinto improvvisamente questa
accelerazione nel portare in Aula?
E' importante sottolineare l'aspetto, se non altro ultra
velocistico, da sprinter, nel fare arrivare in Aula questa legge.
Ora, una delle motivazioni che sento dire, a tutti i livelli, ivi
compreso la nota sottolineata poc'anzi che credo di volere leggere
e capire perché il Capo del governo sente il dovere di esprimersi
in merito ad un organo parlamentare come il nostro, senza
interfacciarsi nelle giuste maniere, almeno cercare di capire, non
escludo fino a quando non riesco a comprendere.
Dico che meriterebbe una riflessione sicuramente. Vero è che
comunque una delle pecche rimproverate a questa maggioranza e,
probabilmente, in qualche piega, nel volere anche a ragione
desistere, è quella della inattività in certi argomenti.
Ora, signor Presidente, se non avevamo leggi importantissime da
portare in Aula, oltre alla legge numero 900, che completa
l'assetto finanziario dell'attività regionale ed altri le voglio
ricordare uno degli elementi politici più importanti registrati da
questo Palazzo - e lei ha avuto il buon gusto di ricevere
rappresentanti di forze popolari che avevano qualcosa da dimostrare
e da stimolare - è che ci fu un impegno preso in Sala Rossa,
l'impegno preso in Sala Rossa su alcuni punti: uno di questi è una
legge su cui io e altri colleghi stavamo lavorando, che abbiamo
depositato in Commissione Bilancio.
Vero è che il Governo, per superare l'empasse del ventilato
aspetto anticostituzionale o comunque nell'ipotesi dell'impugnativa
del Commissario, preferì non portare avanti ma c'era un impegno
forte e preciso che quella legge doveva essere discussa e inviata
in Commissione Bilancio e poi arrivare in Aula.
Non ho più notizie di questa legge: la legge sulla Serit. Una
delle argomentazioni che tutti i rilievi di carattere non solo
sociale ma anche economico hanno portato alla nostra attenzione .
Questo, assieme al disegno di legge 900, come dicevo poc'anzi, sono
in attesa di essere discussi nelle Commissioni e le Commissioni
hanno il dovere di velocizzare per quello che ritengono gli impegni
parlamentari di quest'Aula per fare arrivare il disegno di legge in
Aula.
Assume la Presidenza il Vicepresidente Formica
CALANDUCCI. Invece, a sorpresa, mi trovo questa che non reputo
importante come non l'ho reputato precedentemente:quella delle
nomine. L'altro, però, sicuramente, ha qualche aspetto e qualche
visto di incostituzionalità, sicuramente la Commissione si era
espressa in una certa maniera.
Ci possono essere interpretazioni differenziate, non c'è dubbio,
ma credo che si potesse approfondire da un lato e andare avanti con
il lavoro che serve alla Sicilia. Non dimentichiamoci che la nostra
Terra versa in una condizione gravissima; la nostra agricoltura sta
morendo, quelli che devono rappresentare i settori economici della
nostra Terra sono in crisi e riteniamo di dovere dedicare ad una
legge che nomina o blocca le nomine invece di mettere energia a
cercare di avviare alla soluzione dei problemi che investono la
nostra Sicilia.
Le imposizioni, le tasse, quelli che possono essere il sostegno
per una ripresa economica sono e devono essere gli elementi che
giustificano la nostra presenza qui, non preoccuparci come si è
preoccupata l'Aula, nel corso di questi anni, a quelle che possono
essere nomine su cui riversare condivisione o meno.
Ritengo, dunque, signor Presidente, di non volere partecipare in
maniera così irruenta ad un dibattito che non mi vede protagonista
- né voglio essere protagonista - e vorrei che lei, con la saggezza
che le riconosco e le ho riconosciuto in tante circostanze, al
Presidente Cascio che si è impegnato di fronte al popolo siciliano,
che la legge sulla Serit per rimodulare quella che è una seria
oppressione nei confronti del popolo siciliano, possa finalmente
essere esitata in Commissione e arrivare in Aula. Ecco che il
nostro lavoro sarebbe gratificante; ecco che la nostra presenza qui
sarebbe giustificata. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Minardo.
Ci sono altri cinque iscritti. Le iscrizioni a parlare sono già
chiuse.
MINARDO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, credo che questo disegno di legge che stiamo
discutendo e prendendo in esame, non c'è dubbio, per quanto mi
riguarda, che è in contrasto con tutti i principi della Corte
costituzionale. L'ho detto la volta scorsa e lo ribadisco anche qui
stasera.
Proprio a tal proposito, voglio ricordare all'Aula che la Corte
costituzionale, con sentenza del 20 aprile e del 5 maggio 2006, la
numero 181, ha dichiarato l'incostituzionalità dell'articolo 139
della legge della Regione Toscana del 24 febbraio 2005, numero 40,
secondo cui gli organi dell'Agenzia regionale di sanità,
disciplinata dal precedente articolo 82 della medesima legge; l'ha
dichiarato incostituzionale.
Dico anche che, con tale sentenza, la Corte ha richiamato la
decisione del 464 del 1994, in quanto dice che ha enucleato i
principi generali di dare prorogatio individuali della cessazione
delle funzioni degli organi alla scadenza del loro termine di
durata, nella indicazione proprio di un ragionevole periodo di
proroga per consentirne la rinnovazione durante il quale l'organo
scaduto può compiere solo atti di ordinaria amministrazione.
Proprio questo è quello che, secondo me, questo disegno di legge
che stiamo discutendo qui stasera, sicuramente sarà un disegno di
legge che sarà impugnato dal Commissario dello Stato. Attendiamo;
vediamo come esce il disegno di legge da quest'Aula e dando già
così una sfogliata agli emendamenti., ci sono già emendamenti
interamente sostitutivi; so che ce ne sono altri che devono ancora
essere presentati.
Il Presidente dell'Assemblea, ai sensi dell'articolo 68 bis,
inserendo il disegno di legge all'ordine del giorno, ha considerato
non concluso l'iter della Commissione.
Non è così perché l'iter era stato concluso; il disegno di legge è
composto da un solo articolo soppresso da parte della Commissione
e, quindi, il Presidente dell'Assemblea non ha voluto tenere in
considerazione il lavoro svolto dalla Commissione e ha forzato la
mano per inserirlo all'ordine del giorno. Sulle disposizioni del
disegno di legge e sugli emendamenti presentati, mi riserverò al
momento opportuno, quando si discuterà sugli emendamenti.
Le faccio una richiesta già da ora e cioè che gli emendamenti
interamente sostitutivi vengano trasmessi in Commissione per un
immediato esame da parte della Commissione stessa.
Questi compiti assegnati alla Commissione non possono essere
preclusi e, quindi, sicuramente, è giusto che la Commissione si
esprima sugli emendamenti interamente sostitutivi.
Un emendamento interamente sostitutivo dell'articolo 1 significa
che il disegno di legge è interamente nuovo e, quindi, è giusto che
la Commissione lo riesamini.
Signor Presidente, le faccio la richiesta ma la farò al momento
opportuno perché ritengo che questo disegno di legge che oggi
stiamo discutendo in Aula, penso sia una perdita di tempo, non solo
perché sarà sicuramente impugnato dal Commissario dello Stato ma
perché ci sono tanti disegni di legge di grande importanza di
rilevanza per la Regione e per i siciliani e noi, invece,
discutiamo un provvedimento che può avere interessi propri o di
partito per mantenere le vecchie nomine.
Noi non dobbiamo discutere di questo ma dovevamo discutere di
provvedimenti importante.
Proprio oggi, la I Commissione ha già esitato tre disegni di
legge: due per l'Aula e uno per il Comitato per la qualità della
legislazione, che sicuramente sono disegni di legge importanti che
aiutano le famiglie bisognose, le categorie più deboli, tanti
siciliani che oggi non riescono nemmeno a sopravvivere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Romano. Ne ha
facoltà.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
ROMANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che, in
premessa, sull'ordine dei lavori, vada chiarita questa lettera che
apprendiamo tutti essere giunta nella mattinata agli uffici della
Presidenza della Regione e che non ho avuto ancora modo di leggere.
Va capita la portata e la dimensione di questa lettera perché
credo che questa sia una grande interferenza istituzionale.
Credo sia difficile interpretare oggi una lettera di questa
portata, una strumentalizzazione forte che domani la stampa farà di
questa lettera, un conflitto di competenze, un conflitto tra
poteri, un'interferenza politica e istituzionale. Un Governo Monti
che non si è mai occupato ad oggi della nostra Sicilia. Non ho
sentito una sola dichiarazione di questo Governo, dei poteri o
delle riforme, delle banche o dei poteri esterni al Paese,
dell'Unione europea piuttosto che delle lobbies romane, dicevo, a
questo Governo non ho mai sentito dire la parola Sicilia. Arriva,
oggi, la parola Sicilia con una lettera che viene mandata come un
ingresso a gamba tesa durante una partita di calcio che stravolge
le regole del gioco.
Allora, signor Presidente, non esprimo un giudizio di merito ma
esprimo un giudizio generale politico e raccolgo l'invito dei tanti
colleghi che dicono che, in premessa, prima di cominciare la
partita della campagna elettorale, se l'arbitro cambia le regole
del gioco, qualcosa nel campo non funziona. Credo che questa
lettera sia un arbitro che cambia le regole del gioco prima di
cominciare la partita; la partita è la lunga campagna elettorale
che speriamo possa essere piena di regole e piena di valori.
Credo, Presidente Formica, rivolgo a lei per rivolgere al
Presidente Cascio, la richiesta urgente se il contenuto della
lettera è quello che si riferisce in Aula e che tra gli iPad e
computers volanti riusciamo a interpretare, va chiesto
immediatamente un incontro al Capo dello Stato per chiedere se il
Presidente del Consiglio può e doveva interferire su processi così
complessi, costituzionalmente autonomi, legati ad un'esperienza
politica difficile come quella tutta siciliana.
Allora, credo che, sull'ordine dei lavori, questo vada
approfondito, vada capito. Questo disegno di legge, il 908, di cui
ci stiamo, come dire, accingendo a parlare, sia, in qualche modo,
una postilla di queste non regole, di queste non regole che ognuno
di noi prova ad inventarsi prima della partita di pallone.
Credo che apriamo una campagna elettorale fuori dagli schemi, in
cui la tensione è troppo alta perché ognuno di noi possa realmente
affrontare i problemi della Sicilia. Immagino e continuo ad
immaginare una politica che parli dei problemi della gente, che
parli di sviluppo, che parli di solidarietà, che parli di giustizia
sociale, che parli di futuro alle generazioni che dovranno
esprimere un voto. Tutto questo non c'è più, in questo Parlamento e
nel Paese. La crisi della democrazia e delle Istituzioni che stiamo
vivendo oggi è una crisi talmente alta e noi ci mettiamo del nostro
con questo disegno di legge che non consente a ognuno di noi il
ruolo vero, alto, nobile della politica, dei parlamenti, del
legislatore, di chi governa e chi deve fare l'opposizione.
Allora, è un disegno di legge che stravolge le regole, anche
questo: cambiano le regole e c'è una responsabilità di ognuno di
noi nell'assumere ruolo per le nomine nel Governo e nel
sottogoverno e non è possibile sospendere la democrazia, oltre che
sospendere i processi amministrativi.
Mi avvio a concludere. Non esprimo un giudizio e mi riservo di
intervenire sul disegno di legge numero 908 successivamente ma
credo che questo non sia il presupposto corretto per avviare questa
lunga stagione che doveva portare o potrà portare alla Sicilia un
Governo nuovo, un'idea nuova, in una stagione di grande crisi
economica, dove il bisogno e lo sviluppo della nostra Sicilia deve
rappresentare il centro e l'obiettivo primario del Parlamento e di
tutti i soggetti politici che in Sicilia si assumono responsabilità
dirette.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende la discussione, ai sensi dell'articolo 68 bis del
Regolamento interno, del disegno di legge Norme in materia
di trasparenza della propaganda elettorale per il rinnovo
dell'Assemblea regionale siciliana (908).
PRESIDENTE. Riprende la discussione, ai sensi dell'articolo 68 bis
del Regolamento interno, del disegno di legge Norme in materia di
trasparenza della propaganda elettorale per il rinnovo
dell'Assemblea regionale siciliana (908).
E' iscritto a parlare l'onorevole Fiorenza. Ne ha facoltà.
FIORENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, quello che ci troviamo ad affrontare oggi è un tema
straordinariamente delicato che riguarda la democrazia interna di
questo Parlamento e, in particolar modo. riguarda la possibilità
che questo Parlamento ha di potersi esprimere in modo libero su un
argomento straordinariamente delicato che riguarda, comunque,
alcune funzioni dello Statuto.
Allora, la domanda che sorge spontanea - ed è la prima domanda -
anche se poi articolerò il mio ragionamento sul perché questo
Parlamento si deve esprimere con un giudizio relativamente ad una
legge non ordinaria ma ad una legge che modifica lo Statuto e lo
dice lo stesso articolo 1 nei casi previsti dagli articoli 8, 8
bis e 10 dello Statuto e nel contestuale periodo di indizione e
svolgimento di nuove elezioni , etc. etc.
Ne stesura dello stesso articolo, quindi, già si individua che
parliamo di una modifica statutaria.
Ma la domanda è, oltre a quella che ci si pone - se il Commissario
dello Stato darà l'assenso a questo articolato di legge - se vale
la pena che questo Parlamento stia a discutere di un sistema
democratico ormai accertato, come quello dello spoil system, alla
conclusione ed alla fine di una legislatura.
Se questo Parlamento, invece, non si debba chiedere se parlare, se
discutere, se legiferare anche nell'ultimo scorcio di una
legislatura delle vere problematiche che attanagliano i Siciliani,
dei veri problemi che giornalmente ogni famiglia siciliana ha, che
sono quelli del lavoro, che sono quelli di cercare di fare in modo
che i propri figli non emigrino da questa Terra, che sono quelli di
cercare di sbarcare il lunario giorno per giorno, inventandosi e,
grazie al cielo, fino a quando c'è la fantasia, riusciremo ad
andare avanti, ma non si sa fino a quando avremo il pane per
riuscire ad avere le energie per sostenere le nostre fantasie.
Signor Presidente, fuori, il clima è arroventato; fuori, il clima
è arroventato contro un politica che non sa decidere; fuori; il
clima è arroventato contro un Governo Monti che di questa Sicilia
non ha mai parlato nel corso del suo Governo e, nel momento in cui
ne parla, lo fa per chiedere se il Governatore Lombardo, il
Presidente Lombardo intende davvero o meno dimettersi.
La risposta, signor Presidente, gliela faccia recapitare: il
Presidente Lombardo si dimetterà e noi andremo ad elezioni nella
data che è stata già stabilita nella scorsa ed ultima Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Noi andremo via da questo Parlamento; andremo via e richiederemo
ai Siciliani, sostanzialmente, di dare fiducia ad un nuovo
Parlamento che sia in grado di essere molto più operativo di quanto
non lo sia stato questo Parlamento, in alcuni tratti addirittura
quasi fazioso.
E' un momento estremamente complicato ed un momento estremamente
difficile. Leggevo ieri alcune osservazioni fatte dalle
associazioni di categoria e dalle forze sociali che hanno preteso
che questo Governo facesse alcune riforme importanti ma che,
soprattutto, spendesse denaro per quanto riguarda gli investimenti.
Signor Presidente, delle due l'una: o spendiamo soldi per gli
investimenti oppure siamo costretti a licenziare quella massa di
precariato che, sicuramente, questo Governo non ha alimentato.
Sono più di ventisettemila i lavoratori della forestale,
venticinquemila quelli del mondo del precariato ed allora, non un
solo licenziamento è stato effettuato da questo Governo.
Dobbiamo decidere se vogliamo soldi per fare gli investimenti o
per mantenere la posizione di questi poveri lavoratori che, ancora,
grazie al cielo, mantengono il loro posto di lavoro.
Occupiamoci, come Parlamento, in questo ultimo scorcio di
legislatura, di queste problematiche e non perdiamo più tempo su
alchimie politiche che alla gente ed ai siciliani, vi assicuro, non
interessano per nulla.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Aquino. Ne ha
facoltà.
D'AQUINO. Signor presidente, onorevoli colleghi, il momento è
particolare perché io, che rientro all'Assemblea da una ventina di
giorni, dopo qualche anno che ne sono stato fuori, mi trovo a
essere protagonista di questo dibattito in un momento difficile -
abbiamo letto, infatti, della lettera del Presidente Monti al
nostro Presidente della Regione - perché siamo in una fase di fine
legislatura in cui ognuno di noi è impegnato a fare campagna
elettorale ed a stoppare l'avversario nel tentativo di non fargli
toccare palla; difficile in un momento in cui i partiti hanno
costruito questo disegno di legge che non condivido, per andare a
bloccare le nomine fiduciarie e l'operato di un Governo e del
Presidente della Regione.
Credo sia da considerare che questo disegno di legge non è un
disegno di legge fatto o che debba essere pensato solo in funzione
di questo momento, ma deve essere guardato anche in funzione di
quello che sarà nel futuro.
Andiamo a bloccare, quindi, o andiamo a pensare di bloccare
qualunque nomina fiduciaria di un Presidente di un Governo della
Regione, negli ultimi sei mesi della sua attività.
Può essere non condivisibile ed io non lo condivido, ma credo sia
una legge proposta da buona parte delle forze di questo Parlamento
e, quindi, va attenzionata nell'ipotesi e nell'idea che ha avuto un
percorso particolare. E' stata in qualche modo, forzatamente,
bocciata in Commissione ed è stata riproposta dall'Aula.
All'interno di questo disegno di legge, vi sono sicuramente delle
argomentazioni che vanno a contrastare con quanto stabilito sia
dallo Statuto sia da numerose sentenze della Corte di Cassazione
che stabiliscono, per esempio, la prorogatio in quarantacinque
giorni.
All'interno di questa prima stesura, perché non ho ancora letto
gli emendamenti, c'è ad esempio, nell'ultimo articolo, la
possibilità di prorogare fino a fine anno delle elezioni, le
presenze di nomine e commissari, non pensando che le elezioni
possono essere fatte a gennaio e possono essere fatte a dicembre.
In questo nostro caso, si sta organizzando e pensando ad una
elezione che va fatta alla fine del mese di ottobre e, quindi, la
proroga di questi incarichi sarebbe di un mese, ma, se andiamo ad
affrontare nel futuro una elezione che è fatta a dicembre, andiamo
a prorogare per undici mesi gli incarichi di commissariamento e gli
incarichi fiduciari affidati dal Governo.
Credo poi che bisogna pensare ad una legge che vada in un contesto
generale, non in un contesto particolare. Questa è una legge
particolare. Dobbiamo pensare che è una legge che avrà delle
conseguenze. Secondo me, per come è scritta, sarà impugnata in
alcune parti dal Commissario dello Stato.
Non ho letto l'articolo interamente sostitutivo, ma credo che i
temi siano gli stessi. Dobbiamo pensare che fra cinque anni,
probabilmente, ci sarà un Governo diverso e che quindi i promotori
di questa legge potranno pentirsi di averla fatta. Dobbiamo
pensare, ad esempio, a delle altre modifiche. Non mi pare
significativo, mi pare anacronistico che le nomine fatte dal
Governo passino dalla Commissione di merito, sarebbe il caso, in
questa legge, di inserire anche che non c'è più motivo che le
nomine passino dalla commissione di merito e sappiamo che nel
nostro Regolamento le nomine con tre voti favorevoli sono
approvate. E dobbiamo pensare anche alle province e ai comuni
perché se il Governo della Regione non può promulgare nomine negli
ultimi sei mesi o dal momento della indizione dei comizi
elettorali, mi pare giusto, se c'è la massima condivisione da parte
dell'Aula di questa norma, che si pensi pure a quello che fanno i
sindaci, a quello che fanno i presidenti delle province, nel
momento di crisi che viviamo e al fatto che anche nel nostro
territorio regionale abbiamo province con 15 assessori, che
aumentano i numeri, province con dieci, province con nove. Questo
quindi è un criterio, un modo di procedere che sicuramente lascia
attoniti i cittadini e lascia sconfortati noi, me compreso.
Io sono contrario a questa norma, io vi prego di riflettere che se
questa norma va avanti, di uniformare anche i comuni e le province
a questa norma, perché non si può pensare che solo la Regione vada
avanti così e gli altri enti non lo facciano E di ripensare a
quelli che sono i provvedimenti presenti in questa norma, che sono
contrari allo Statuto e di ripensare soprattutto al fatto che siamo
in emergenza campagna elettorale.
Siamo in emergenza e i cittadini hanno necessità di risposte. Ci
sono provvedimenti importanti. Concludo dicendo di rivederci nei
prossimi momenti per ribadire, perché credo che lo faremo un po'
tutti, la contrarietà a queste norme.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Parlavecchio. Ne ha
facoltà.
PARLAVECCHIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
inizio il mio intervento chiedendo al Presidente di ritirare questo
disegno di legge perché abbiamo più volte dichiarato, più volte
detto che il disegno di legge deve comunque tornare in Commissione,
anche per la mole di emendamenti che sono stati presentati in Aula
e che stravolgono completamente, per quanto mi riguarda, per come
la penso io, il disegno di legge.
Pertanto, signor Presidente, le chiedo di rinviare in Commissione
questo disegno di legge che peraltro ha dei profili, come è stato
detto più volte, di incostituzionalità. Credo non sia proponibile,
non è possibile bloccare l'operato di un Presidente della Regione
che oggi è il Presidente Lombardo, ma domani sarà un altro
presidente, come ieri era un altro ancora.
Quindi, noi abbiamo un problema di principio. Un problema di
realtà di una legge che deve essere rispettata in funzione di un
Presidente della Regione che comunque deve continuare ad operare
con la sua Giunta. Detto questo, la gravità del momento è anche
voluta e dovuta dalla lettera che leggiamo adesso, da pochi minuti,
del Presidente Monti che interviene pesantemente, in maniera
forte, pesante dal punto di vista politico, ma anche formale, sul
Presidente della Regione Lombardo.
Io so perfettamente che sono delle realtà molto difficili, che non
si può chiedere dopo sei, sette mesi a un presidente della Regione
che ha già dichiarato le proprie dimissioni a breve, a fine luglio,
di dimettersi E' uno schiaffo istituzionale che penso la Sicilia
non meriti soprattutto da una Istituzione che per la Sicilia, in
questo momento storico non ha fatto assolutamente nulla e nulla
hanno fatto i deputati nazionali, tutti quanti insieme, per quanto
i siciliani cercano di contrastare un momento di grande difficoltà
che questa terra ha operato; ha operato perché è un momento di
crisi internazionale, un momento di crisi che attraversa tutto il
mondo, in un momento di crisi dove una Regione così difficilmente
gestibile, difficilmente governabile attraversi in maniera
particolare.
Leggevo proprio stamattina che la Sicilia potrebbe diventare la
Grecia dell'Italia, ebbene io mio auguro che la Sicilia non lo sia,
non lo diventi anche perché le risorse ci sono e c'è una spinta
perché tutto questo possa passare.
Quindi il disegno di legge non solo è anticostituzionale, non solo
attraverso un elenco di difficoltà per quello ho detto. Ed oggi non
dovremmo essere qui e lei, come Presidente pro-tempore, invece di
continuare a chiacchierare dovrebbe avere la dignità di sospendere
l'Aula e di intervenire in un momento così complesso per la Statuto
della Regione siciliana, ma capiamo perfettamente che nel momento
in cui l'attacco è politico allora bisogna portarlo sino in fondo.
Però è un attacco politico che non ha senso perché l'approvazione
di questo disegno di legge finirà come la finanziaria, finirà come
la legge sull'agricoltura, finirà bocciato dal Commissario dello
Stato e ancora una volta il popolo siciliano griderà allo scandalo
di un'Assemblea regionale che non è capace di approvare le norme.
L'abbiamo detto, l'abbiamo sostenuto in commissione, tant'è che in
Commissione abbiamo bocciato questo disegno di legge Portarlo qui
in Aula in maniera artificiosa, portarlo in Aula scavalcando il
Regolamento interno ed applicando articoli di regolamento che non
sono da applicare. E considerato che non è un momento di grande
serenità da parte dell'Assemblea, sicuramente abbiamo la necessità
di fermarci per riflettere sulla condizione difficile in cui ci
troviamo oggi, dove diventa tutto complesso e dove gli attacchi
personali scavalcano gli attacchi politici. Pensiamo alla nostra
terra, pensiamo alla Sicilia, non parliamo sempre delle stesse
cose, fermiamo questo momento in questa Assemblea, rimandiamo il
tutto in Commissione e occupiamoci di cose più serie, come
l'attacco istituzionale fatto dal Presidente del Consiglio Monti a
un Presidente della Regione che comunque è il Presidente eletto dal
popolo siciliano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gennuso. Ne ha
facoltà.
GENNUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo dinanzi ad
uno stravolgimento dell'attività democratica, quando un Presidente
nei pieni poteri della sua attività non solo parlamentare ma anche
istituzione dovesse essere privato delle sue autonomie e dalle sue
virtù.
Io penso che questo Parlamento anziché volare alto ed affrontare
le vere problematiche della Sicilia, allora noi andiamo a parlare
di attività o di legge che non possono essere sicuramente
approvate.
Ci troviamo dinanzi ad una proposta di legge inusuale che non
trova nessuna compensazione nell'attività democratica,
nell'attività gestionale di una Regione che ha tanto bisogno di
altre cose.
Io credo che noi siamo in una situazione di penalizzazione delle
istituzioni, vogliamo privare un Presidente della Regione che a
tutti i costi vuole risolvere i problemi di questa Regione,
vogliamo privare quella possibilità di potere riservare e
continuare lo sviluppo di questa terra.
Viene proposto un disegno di legge delle nomine di una sorta di
semestre bianco, prima delle elezioni o nel minor tempo
intercorrente tra lo svolgimento delle elezioni anticipate.
L'interdizione viene motivata nell'economia e del mancato sistema
del spoil system, ma il riferimento non tiene conto che
quest'ultimo concerne la dirigenza dell'amministrazione regionale e
quindi la norma è illegittima in quanto estesa alle nomine di enti
o partecipate.
Il blocco delle nomina della dirigenza dell'amministrazione
regionale e degli enti e uffici regionali vigilati e controllati
dalla Regione importerebbero poi la ultrattività dei contratti in
essere degli attuali dirigenti in scadenza nel periodo di blocco e
ciò costituirebbe un maggiore onere invece che risparmi.
I contratti in scadenza prorogati sarebbero infatti
automaticamente rinnovati almeno nei minimi temporali del contratto
da due a sette anni, ex art. 9 legge n. 10 del 2000.
Peraltro la disposizione inapplicabile ove non intervenga il
consenso contrattualizzato del dirigente da prorogare nel sistema
del pubblico impiego privatizzato, il blocco delle nomine negli
Enti autorità ed organismi per il periodo elettorale comporta la
prorogatio, si estende oltre ai limiti della legge n. 444/1994.
Tali limiti sono però inderogabili con la Regione essendo norma di
principio.
Il disegno di legge avrebbe infine inevitabili effetti di arresto
e di aggravamento dei procedimenti con conseguente compromissione
del regolare andamento dell'amministrazione sia dalla Regione che
degli Enti in contrasto con i principi dell'articolo 97 della
Costituzione.
Resta da aggiungere che alle nomine nelle aziende sanitarie non è
applicabile l'articolo 10/2000 e quindi non sussistono le
condizioni del risparmio erariale e il sistema normativo vigente
prevede una rigida e puntuale procedimentualità anche temporale per
quanto alla nomina dei dirigenti delle aziende e dei loro direttori
generali.
Le relative norme del decreto legge 502/1992 costituiscono
principi fondamentali ex art. 19 e per quanto alle norme della
dirigenza sanitaria principi di riforma economica e sociale la
proroga anche per tali aspetti è illegittima.
I plurimi profili oltre che di illegittimità, di
incostituzionalità di tutte le disposizioni di legge appaiano
dovere essere opportunamente e formalmente rilevati per consentire
al Commissario dello Stato l'attivazione dei poteri di impugnazione
di esso spettanti.
Bene, io penso che noi dobbiamo ripartire da una posizione ben
precisa: che questa legge ritorni in Commissione e dal deliberato
della Commissione si possa continuare a lavorare. Penso che sia una
mera incostituzionalità su cui questo Parlamento deve meditare e
ritirare quindi questo disegno di legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Savona. Ne ha
facoltà.
SAVONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento a
testimoniare che secondo il nostro parere questa norma in questo
momento era non dico inopportuna ma già di per sé, a mio avviso,
potrebbe essere considerata incostituzionale.
In questo momento di grave crisi economica e finanziaria che la
Regione sta attraversando, mi riferisco anche alla nota del
Presidente del Consiglio per cercare di capire meglio questo
atteggiamento.
E per tale motivo sono andato a vedere se ci sono stati precedenti
nella storia, ma non ricordo.
In un momento in cui la Sicilia ha bisogno dell'aiuto dello Stato
che non arriva, per tematiche che certamente non sono volute da
questo Governo ma che sono legate alla storia del precariato, alla
storia dei forestali che certamente da trent'anni ci trasciniamo
cercando di ridimensionare il fenomeno, fenomeno che bisogna
riequilibrare con le risorse finanziarie che noi a fatica riusciamo
a trovare.
Ebbene, anziché trovare un aiuto e avere da parte dello Stato
anche una sponda che possa considerare i bisogni di questa terra
che è abbandonata da tutti e che non vuole essere fagocitata dai
rapporti nazionali, guarda caso, si svegliano tutti assieme per
cercare di trovare aiuti al contrario: cercando di non darci quello
che è nostro, ad iniziare da quel (circa) miliardo e mezzo che noi
avanziamo dallo Stato; anziché aiutarci per il piano di rientro che
ci condiziona, per il quale siamo costretti a fare un mutuo per
onorare gli impegni che noi abbiamo assunto in Sicilia. Questi non
sono gli aiuti che noi ci aspettiamo da uno Stato, non sono gli
aiuti che servono per cercare di aiutare il risanamento di questa
terra, che nessuno in questo momento vuole che arrivi.
Noi stiamo cercando, abbiamo provato, anche in Commissione
bilancio, di fare chiarezza attraverso l'intervento del Presidente
per capire qual è la situazione, come finanziare la Regione.
Questo, secondo me, è il momento basilare, fondamentale al fine di
portare avanti una norma che vada a legittimare il Presidente della
Regione e nominare i soggetti che servono per cercare di portare un
buon governo in questa terra.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.93.
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io cerco di motivare
la posizione del Governo che, chiaramente, è favorevole a questo
emendamento soppressivo dell'articolo 1, nel tentativo di provare a
dare delle motivazioni più giuridiche, visto e considerato che
tanti colleghi hanno dato le motivazioni politiche che stanno a
sostenere la contrarietà alla norma, io mi dichiaro favorevole
all'emendamento soppressivo.
E' chiaro che spesso le leggi nascono da suggestioni e questa
legge ha, alla base, una suggestione molto forte, probabilmente
eccessiva, perché necessariamente, quando si fa una legge, si deve
tenere conto della necessità di garantire l'aspetto della
generalità e dell'astrattezza che dà la possibilità di
regolamentare una fattispecie, oltre che nel caso concreto, anche
per quanto riguarda il futuro.
Le motivazioni, il ragionamento è di ordine giuridico non so se
a molti interessa; sono delle valutazioni che possono essere, poi,
oggetto di confronto.
La riforma costituzionale del 2001, la legge n. 2 del 2001, ha
modificato sostanzialmente anche il nostro Statuto e ha modificato
il nostro Statuto per quanto riguarda le ipotesi di scioglimento
dell'Assemblea regionale; ha inserito, dopo l'articolo 8,
l'articolo 8 bis, che prevedeva lo scioglimento dell'Assemblea
regionale nelle ipotesi di approvazione della mozione di sfiducia
e, quindi, il conseguente richiamo alle urne entro 3 mesi dalla
data dello scioglimento dell'Assemblea e ha modificato l'articolo
10 dello stesso Statuto prevedendo ulteriore ipotesi di
scioglimento dell'Assemblea regionale per dimissioni, rimozione,
impedimento e altre ipotesi, che è meglio non citare, del
Presidente della Regione.
Questa premessa è fatta, presidente Minardo, non so se può
ottenere anche ulteriori considerazioni di natura giuridica
rispetto al suo lavoro, è fatta per cercare di far capire che, il
costituente del 2001, ha sostanzialmente immaginato due forme
diverse di scioglimento dell'Assemblea regionale: una la possiamo
definire ordinatoria , appunto le dimissioni o l'approvazione
della mozione di sfiducia; l'altra ipotesi di scioglimento è
un'ipotesi sanzionatoria .
La differenza ritengo che sia fondamentale perché è determinante
rispetto a quelle che sono le procedure che si dovranno seguire nel
primo e nel secondo caso, nel caso di scioglimento di natura
sanzionatoria o nel caso di scioglimento di natura ordinatoria .
Nel primo caso, è la stessa norma costituzionale, è lo stesso
decreto di scioglimento che prevede, che indica quali sono le
procedure da seguire per quanto riguarda la gestione del periodo
che va dallo scioglimento alle nuove elezioni.
Nel caso di scioglimento sanzionatorio, lo stesso decreto di
scioglimento prevede la nomina di commissari straordinari; mentre
nel caso di scioglimento ordinatorio è specificatamente previsto
che sono prorogati i poteri degli organi costituzionali, presidente
e giunta.
Da queste brevi considerazioni e comunque dall'impianto
complessivo del tema oggi oggetto di discussione, ovvero del tema
riguardante la continuità dell'azione del Governo, io credo che si
possa trarre un principio generale, ma lo diceva lo stesso
onorevole Minardo, ricordando la determinazione della Corte
costituzionale in riferimento alla legge regionale toscana; un
principio generale che ricordiamo essere condizione per potere
esercitare anche la nostra potestà primaria.
Il principio generale è quello per cui in condizione ordinaria
vengono garantite al Governo la continuità della propria azione
attraverso la proroga dei propri poteri.
Immaginare una norma che vada contro questo che è un principio
generale dell'ordinamento giuridico per cui anche la legislazione
deve attenersi, ritengo possa determinare quelle condizioni più
volte richiamate negli interventi degli altri colleghi, di
illegittimità.
Per queste ragioni, chiedo che sia fatta una ulteriore riflessione
alla luce di queste e le considerazioni esposte da altri colleghi.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, ma il Governo può intervenire una sola
volta e ha parlato già l'assessore Spampinato.
COLIANNI. Signor Presidente, lei deve fare parlare il Governo.
Non ha osservato la legge.
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
Lo pongo in votazione. L'emendamento 1.93 è soppressivo quindi
praticamente chi è a favore si alzi, chi è contrario resti seduto.
(Vibrate proteste in Aula)
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.2.
Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Agostino.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prendete posto. Ha chiesto di
parlare l'onorevole D'Agostino sull'emendamento 1.2.
D'AGOSTINO. No, signor Presidente, io avevo chiesto di parlare per
dichiarazione di voto sull'emendamento 1.93.
PRESIDENTE. Lei può parlare subito sull'emendamento 1.2. Le ho
dato la parola.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, è una vergogna e lei si deve
vergognare Stia zitto, stia zitto, signor Presidente, le ho
chiesto di intervenire sull'emendamento 1.93 e lei non mi ha dato
la parola
(Reiterate vibrate proteste in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino, le faccio il primo richiamo.
Lei osservi e rispetti il Parlamento.
(Ulteriori proteste in Aula)
Onorevole D'Agostino, intanto rispetti il Parlamento, le faccio il
secondo richiamo. Le ho dato la parola, lei può intervenire, però
rispetti il Parlamento.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
D'AGOSTINO. Signor Presidente, io avevo chiesto di parlare prima
che lei in maniera inusuale e inopinata mettesse in votazione
l'emendamento soppressivo 1.93 per esprimere la mia dichiarazione
di voto. Come ha fatto a non riconoscermi questo sacrosanto
diritto regolamentare? Io lo pretendo. Quindi lei deve invalidare
quella votazione e darmi la possibilità di svolgere la mia
dichiarazione di voto. Ma sta scherzando? Ma come si permette Lei
non si può permettere
PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino ha finito l'intervento? Concluda
il suo intervento.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, io credo che se lei fa una piccola
riflessione si renderà conto che non mi ha fatto parlare per
dichiarazione di voto E questo non mi pare che sia regolamentare
né accettabile. Lei mi deve far fare l'intervento.
PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino ha concluso?
D'AGOSTINO. No, non ho concluso. Voglio la risposta perché lei è
uno bravo, ma non può consentire una cosa del genere. Mi appello
all'onorevole Cracolici e al suo senso per le istituzioni. Ma come
state consentendo una cosa del genere? Avreste fatto l'inferno se
foste stati al nostro posto Ma come si permette, signor
Presidente Io volevo fare la mia dichiarazione di voto, lei non me
l'ha fatta fare; non è una cosa che lei si può permettere il lusso
di fare.
Io mi sto appellando a questa istituzione, non è un fatto
personale, è un fatto istituzionale, di decoro, di democrazia, di
decenza.
Signor Presidente Cascio, la prego.
PRESIDENTE. Continui entro il minuto a disposizione.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, lei mi deve dare una risposta, non
mi ha fatto fare la dichiarazione di voto.
Non è possibile
PRESIDENTE. Dopo che lei finisce, io le rispondo.
D'AGOSTINO. Mi risponda perché questo mio intervento è sull'ordine
dei lavori.
Chiedo innanzitutto di intervenire per fare la dichiarazione di
voto, signor Presidente e chiedo al Presidente Cascio di presiedere
la seduta.
Presidente Cascio, la prego di presiedere la seduta perché così
non si può andare avanti. Chiedo la sospensione di questa seduta
immediatamente perché il Presidente Formica non garantisce la
regolarità dei lavori d'Aula.
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.00, è ripresa alle
ore19.20)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è convocata,
immediatamente, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari; sospendo pertanto ulteriormente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.21, è ripresa alle ore
20.04)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che la conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari ha stabilito che il termine per
la presentazione di eventuali subemendamenti al disegno di legge n.
908 è fissato a domani, mercoledì 18 luglio, alle ore 10.00, e che
l'Aula terrà seduta sempre domani, alle ore 16.00.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato che
domani dovrà essere calendarizzato l'assestamento di bilancio ed
era prevista Commissione domani mattina ma è stata rinviata a
domani pomeriggio, quindi sarà rinviata anche quella di domani
pomeriggio, sarà sconvocata perché vi è la seduta d'Aula.
Rispetto a questo, siccome il Governo, in Conferenza dei
Capigruppo, ha fatto capire chiaramente che l'assestamento di
bilancio sarà accompagnato dal fondo che riguarda il disavanzo più
una misura che riguarda i trasporti marittimi, già diciamo sin
d'ora e le rappresentiamo che noi, così come oggi il Movimento per
l'Autonomia non è d'accordo su varie cose che stiamo facendo, noi
non saremmo d'accordo su questo modo di operare rispetto ad un
disegno di legge, il n. 900/A, che aspetta da ben due mesi e dove
ci sono misure urgentissime per la Sicilia.
Quindi, quello che stasera si è registrato per il 'Blocca nomine'
non vuole essere assolutamente un atteggiamento ostruzionistico,
come sta facendo il Movimento per l'Autonomia, ma un'esigenza di
migliaia di lavoratori e di siciliani, noi riteniamo che quel
disegno di legge sull'assestamento non può precedere il disegno di
legge n. 900/A.
MINARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo chiedere
alla Presidenza se era possibile, la Commissione ha licenziato con
il voto finale due disegni di legge, anzi tre perché uno lo ha
mandato al Comitato, due li ha trasmessi direttamente per l'Aula.
Uno riguarda le pari opportunità, quindi per le donne, e l'altro
riguarda l'istituzione del Garante per l'infanzia. Chiedo se questi
due disegni di legge siano calendarizzati per l'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Minardo, io li inserirei ora. Mi dicono
giustamente i dirigenti che la Conferenza dei Capigruppo di domani
è stata convocata proprio per questo. Pertanto, saranno inseriti
nell'ordine del giorno nella Conferenza dei Capigruppo di domani.
MINARDO. Signor Presidente, le chiedo allora se provvederà ad
inserirli nella Conferenza dei Capigruppo.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato
l'opportunità di potermi esprimere dopo una serata convulsa in
questa Assemblea. Però, signor Presidente, credo che un deputato
non può esimersi oggi, dopo questa decisione, che sarà stata
condivisa, concordata però non penso che negli annali di questa
Assemblea ci sia mai stata un'opportunità così importante che una
maggioranza di quest'Aula gradiva di poter portare avanti, perché
dalle firme dell'emendamento o del disegno di legge si capisce
chiaramente che c'è una maggioranza.
Ora, noi, signor Presidente, abbiamo oggi fatto una cosa veramente
strana per l'Assemblea, una modestissima minoranza, anzi, un
Governo di minoranza - perché oggi è chiaro che ormai c'è un
Governo di minoranza - riesce, con la minoranza a bloccare una
seduta d'Aula arrampicandosi su tutto un insieme di motivazioni che
veramente mi lasciano perplesso, si è parlato di moralità, si è
parlato di legittimità, io penso che questo Governo sia il più
legittimo che esista in questa Assemblea è il più - me ne scuso -
non tanto morale, perché questa norma voleva regolamentare una
situazione anomala che la Regione, in effetti, per motivi non suoi,
si troverà ad affrontare una elezione anticipata e a questo punto,
signor Presidente, io inviterei l'assessore Armao, qui presente,
nelle tante cose da decidere, non so quante leggi si riusciranno a
fare in questa Assemblea, ma io credo che la classe imprenditoriale
della Sicilia abbia bisogno di dare risposte almeno alle cose a cui
potete dare risposte, ma non le date.
E' da sei anni, signor Presidente, anzi è da cinque anni che c'è
un commissario all'IRCAC, io ero assessore alla cooperazione nel
2006, e c'era un commissario all'IRCAC. Questo commissario
continua, illegittimamente, a stare lì. Lei sa meglio di me che un
commissario per più di sei mesi si può fare solo se c'è una riforma
in itinere, riforma dell'IRCAC io non ne ho mai vista;
illegittimamente questa persona gestisce da sei anni l'IRCAC.
E' stata da poco sciolta la CRIAS. Non si riesce a fare neanche un
commissario. Non si riesce a fare Non vogliamo parlare dell'IRFIS
Ci sono tante pratiche bloccate, assessore Armao. Lei l'IRFIS la
conosce bene, è stato un sostenitore. E' da mesi che non si riesce
a nominare un presidente all'IRFIS. Questo è un problema del
Governo. Il Governo non riesce a fare neanche queste cose, però,
non vuole neanche che si blocchino le nomine. E non si tratta di un
blocco di nomine ma di un rispetto della Istituzione perché - e
concludo, signor Presidente - noi nel mese di maggio abbiamo
approvato un ordine del giorno a mia firma con il quale l'Assemblea
ha invitato il Governo a soffermarsi in questo periodo considerata
la situazione anomala sia di Governo che di elezioni anticipate.
L'Assemblea lo ha votato all'unanimità.
Qui si è detto, signor Presidente, che l'Assemblea non rispetta.
L'Assemblea è stata mortificata oggi, non rispettando il Governo il
dettato dell'Assemblea. Cosa può fare una Assemblea se l'ordine del
giorno non viene neanche accettato, a parte il fatto che è stato
approvato?
Fare la legge. La legge non si riesce a fare, signor Presidente
Allora, io penso che qua il problema è molto serio. Io capisco che
il Governo si trova in difficoltà perché oggi vuole fare tutto,
vuole gestire tutto, vuole nominare tutto, potete fare tutto quello
che vorrete. Però, una cosa è certa. I siciliani vi osservano e il
vostro trattamento e il vostro modo di fare è veramente una
vergogna per questa Sicilia.
Voi siete una minoranza di quest'Aula, anzi ormai siete
pochissimi. Siete rimasti molto pochi, assessore Armao, e volete
pretendere di essere una maggioranza e l'avete dimostrato questa
sera in Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nel ribadire che la Conferenza dei
Capigruppo ha stabilito di dare questo termine per la presentazione
di eventuali subemendamenti a domani alle ore 10.00 e l'Aula sarà
convocata domani alle ore 16.00, si comunica anche che la
Conferenza dei Capigruppo ha stabilito che entro domani sera o
domani notte dobbiamo chiudere la legge Blocca nomine .
Pertanto, onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
mercoledì 18 luglio 2012, alle ore 16.00, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Discussione, ai sensi dell'articolo 68 bis del regolamento
interno, del disegno di legge:
- Norme in materia di trasparenza della propaganda elettorale per
il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana . (n. 908) (Seguito)
III - Discussione dei disegni di legge:
1) - Interventi per effettuare una nuova perimetrazione dei
parchi (n. 931/A) (Seguito)
Relatore: on. Mancuso
2) - Norme in materia di entrata. Finanziamento di leggi di
spesa . (n. 900/A) (Seguito)
Relatore: on. Galvagno
3) - Promozione della mutualità volontaria e sostegno alle
società di mutuo soccorso . (nn. 454-703/A) (Seguito)
Relatore: on. Gucciardi
IV - Seguito della discussione delle proposte di modifica al
Regolamento interno dell'Assemblea (DOC X)
Relatore: il Presidente
La seduta è tolta alle ore 20.14
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
alle ore 22.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Salute»
BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
con deliberazione n. 3099 del 5 agosto 2011 l'azienda sanitaria
provinciale di Catania ha costituito le commissioni mediche per il
riconoscimento delle invalidità civili ai sensi della l. 295/90,
per l'accertamento degli stati invalidanti o di disabilità previste
dalla l. 104 del 5/2/1992 e dalla l. 68 del 12/3/1999;
non sono stati rispettati i criteri previsti dall'apposito bando e
dalla deliberazione n. 1192 del 2/7/2009;
considerato che:
non è stata pubblicata la graduatoria per titoli nonostante nella
stessa domanda di partecipazione fosse previsto di accludere
curriculum formativo e professionale e i documenti relativi ai
titoli posseduti;
non si comprende perché alcuni titolari delle commissioni sono
stati esclusi ed altri no;
molti dei nuovi medici nominati sono incompatibili con la funzione
di componenti e di presidenti delle commissioni;
ritenuto che:
si riscontrano palesi irregolarità poiché sono stati nominati
medici convenzionati operanti nello stesso distretto, soggetti
legati da rapporto coniugale e/o di parentela, titolari di cariche
politiche che operano nello stesso distretto della commissione e
rappresentanti sindacali della categoria degli invalidi;
la scelta dell' ASP n. 3 di Catania potrebbe determinare
confusione, dubbi e mancanza di trasparenza nelle decisioni da
assumere;
molti medici nominati hanno incarichi politici o sono stati
candidati alle ultime elezioni amministrative;
ritenuto ancora che qualsiasi nomina in ambito pubblico non può
essere fatta arbitrariamente senza tener conto dei titoli e dei
curriculum, così come stabilito, peraltro, da diverse sentenze del
TAR;
per sapere quali iniziative siano state assunte per la revoca in
autotutela del provvedimento di cui sopra adottato dall' ASP 3 di
Catania in violazione del bando e della normativa vigente». (2072)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Barbagallo chiede la revoca del provvedimento
di costituzione delle commissioni mediche per le invalidità civili
adottato dall'ASP di Catania, si rappresenta che con nota prot.
n.1728 del 09-12-2011 il Commissario straordinario dell'Azienda in
parola ha esaustivamente relazionato in merito.
Condividendo le argomentazioni rese dal Commissario, si trasmette
in allegato ad ogni buon fine la citata nota prot. n.1728/2011».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
D'ASERO - LIMOLI - MANCUSO. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la salute, premesso che la nomina presso le
commissioni per l'accertamento delle invalidità civili è
regolamentata da un apposito bando, attraverso cui vengono
determinati i requisiti necessari per l'affidamento degli incarichi
ai richiedenti;
ricordato che:
al termine dell'esame delle istanze, il predetto bando prevede la
stesura di una graduatoria a punteggio per l'attribuzione
dell'incarico;
nella delibera pubblicata dalla direzione dell'ASP di Catania,
nella quale vengono modificate le componenti delle commissioni per
le invalidità civili, non vi è traccia della graduatoria prevista
dal bando predetto;
considerato che:
nella ridistribuzione degli incarichi ai nuovi componenti le
commissioni per l'accertamento delle invalidità civili, la
direzione dell'ASP di Catania non ha rispettato nessuno dei
parametri stabiliti dal bando;
avendo disposto un turn over irrazionale di personale, la
dirigenza dell'ASP di Catania si è resa responsabile della
dequalificazione di professionalità ventennali, derogando ai
requisiti di efficacia e di efficienza, e procedendo alla
sostituzione di medici competenti con altro personale inesperto e
non qualificato per le problematiche del settore delle invalidità;
sottolineato che il predetto turn over, se fosse stato applicato
sulla base di un 'necessario svecchiamento' del settore, avrebbe
dovuto riguardare tutti gli staff delle commissioni
complessivamente, mentre, invece, la rotazione dei più anziani ha
riguardato solo alcuni dei medici in servizio e lasciato altri, con
eguale anzianità, al loro posto;
per sapere:
se siano a conoscenza della delibera di modifica della
composizione delle commissioni per l'accertamento delle invalidità
civili;
se non ritengano, alla luce di quanto sopra esposto, che ricorrano
gli estremi per l'avvio di una indagine sulla regolarità dei
procedimenti adottati nella deliberazione;
se non ritengano, altresì, nelle more dei predetti accertamenti,
di dover provvedere alla sospensione della delibera medesima».
(2077)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole D'Asero chiede la verifica delle regolarità
delle procedure adottate per il rinnovo degli incarichi ai
componenti le commissioni per l'accertamento delle invalidità
civili presso l'ASP di Catania, si rappresenta che con nota prot.
n. 1728 del 09-12-2011 il Commissario straordinario dell'Azienda in
parola ha esaustivamente relazionato in merito.
Condividendo le argomentazioni rese dal Commissario, si trasmette
in allegato ad ogni buon fine la citata nota prot. n. 1728/2011».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
Nota prot. n. 1728/11 del 09/12.11
«In riferimento alle interrogazioni parlamentari inoltrate dai
rappresentanti in oggetto si relaziona come segue nella
considerazione che le problematiche rappresentate possono essere
chiarite con univocità di argomentazioni:
1. I componenti le Commissioni mediche per l'accertamento delle
invalidità civili sono stati individuati a seguito di un
procedimento complesso avviato dall'Amministrazione con delibera n.
2385 del 17.12.2008 e proseguito con le deliberazioni nn. 1192/2009
e 228/2010;
2. Con delibera n. 228 del 09.02.2010 è stato emanato apposito
avviso pubblico diretto ai medici del personale del comparto
dipendenti da questa ASP di Catania nonché ai medici convenzionati
dell'ASP ed ai medici ed al personale del comparto delle Aziende
Ospedaliere di Catania;
3. Le deliberazioni nn. 2385/2008 e 1192/2009 sono scaturite dalla
necessità di procedere ad un rinnovo evitando l'instaurarsi di ogni
ipotesi di radicamento o di eventuale incompatibilità ambientale
dato il lungo incarico ricoperto da tutti i componenti, non
essendosi proceduto dall'anno 2001 ad alcuna variazione nella
composizione delle stesse; inoltre è stato condiviso il criterio
della rotazione dettato dalla evidente necessità di evitare il
consolidarsi di posizioni per garantire, in osservanza all'art. 97
Cost., il principio di imparzialità e di buona amministrazione;
4. I criteri di selezione sono stati individuati prioritariamente
come indicato al punto 2), inoltre con delibera n. 1192/2009 sono
stati fissati, quali ulteriori criteri, il possesso della
specializzazione, diversificata per ogni singola sezione, i titoli
accademici posseduti e l'esperienza professionale;
5. Con delibera n. 3099 del 05.08.2011 l'Amministrazione ha
sostenuto la preminente esigenza di un turn over procedendo alla
nomina fiduciaria delle Commissioni mediche nell'esercizio di un
potere che, seppur ampiamente discrezionale (art. 1 L. 295/90 ed
art. 1 comma 2 D.M. n. 387/1991), risulta supportato da un adeguato
impianto motivazionale;
6. Il ricambio nella composizione di tutte le Commissioni
scaturisce dall'interesse di questa Azienda, che per la peculiarità
della materia coincide con l'interesse pubblico, di consentire
anche ai medici che nel frattempo abbiano conseguito le
specializzazioni in medicina Legale e Medicina del Lavoro oltre ad
altri pertinenti titoli di specializzazione, di concorrere per
accedere alle Commissioni mediche;
7. Nelle deliberazioni citate ben identificate sono state le
ipotesi di incompatibilità:
a) con le Commissioni mediche superiori istituite presso il
Ministero della Salute;
b) nel caso di legame con rapporto coniugale o di parentela e/o
affinità fino al 4 grado
c) nel caso si ricopra l'incarico di Direttore di Distretto
sanitario dell'ASP di Catania, limitatamente all'ambito
territoriale in cui opera la Commissione medesima;
8. Nel regolamento attuativo alla delibera n. 3099 del 05.08.2011
emanato in data 18.11.2011 sono state altresì previste ulteriori
cause di incompatibilità quali:
d) espletare attività di medici generici e pediatri convenzionati
limitatamente all'ambito territoriale di scelta, come da vigente
normativa;
e) svolgere in qualsiasi parte dell'ambito provinciale attività
di CTU relativamente alla materia delle invalidità in oggetto. Da
intendersi solo in quei casi in cui il CTU si sia già espresso in
qualità di presidente/componente;
9. Al momento dell'insediamento di tutti i componenti è stata
acquisita una dichiarazione di presa d'atto delle incompatibilità
con sottoscrizione di ognuno di non trovarsi in nessuna delle
condizioni determinanti le incompatibilità medesime;
10. E' in corso una accurata verifica di tutte le posizioni e/o
incarichi ricoperti dai componenti nominati dell'atto deliberativo
n. 3099/2011 a garanzia del rispetto delle incompatibilità
enunciate e dichiarate;
11. Relativamente ad incompatibilità con incarichi politici, per
la quale si è già argomentato alla S.V. con nota prot.1630 del
23.11.2011, si ribadisce che non risulta nel quadro normativo
nazionale o regionale alcuna fattispecie che ne faccia discendere
l'incompatibilità. E' comunque d'obbligo far conoscere che, poiché
già nell'atto deliberativo n. 1199/2009, si era posta attenzione a
tale eventuale ulteriore garanzia di imparzialità, non risultano
componenti nominati dall'ASP che attualmente rivestono cariche
politiche».
Il Commissario
straordinario
(dott.Gaetano
Sirna)
BOSCO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:a seguito di regolare concorso, espletato nel
2003, i medici che hanno partecipato per i posti disponibili presso
l'azienda sanitaria di Agrigento, risultati vincitori, sono stati
immessi in servizio transitando dalla medicina dei servizi alla
dirigenza medica dell'azienda;
tra i requisiti per la partecipazione al concorso per titoli ed
esami sopra citato, indispensabile era quello di essere in possesso
di anzianità di servizio di almeno cinque anni;
considerato che già dalla data di immissione in servizio, cioè l'1
agosto 2006, ai medici vincitori di concorso doveva essere
riconosciuta, sia da un punto di vista giuridico che da quello
economico, l'anzianità di servizio prestata nei servizi precedenti,
cosa che a tutt'oggi non è stata riconosciuta;
sottolineato che:
il DPCM 8 marzo 2001 stabilisce che ai medici che abbiano già
instaurato un rapporto d'impiego con le aziende viene riconosciuto
come salario di anzianità ai fini giuridici ed economici quanto già
individualmente maturato dagli stessi nel servizio precedente;
presso le aziende sanitarie delle otto province siciliane - ad
esclusione di quella di Agrigento dunque - i medici vincitori del
medesimo concorso, sin dalla data di immissione in servizio, hanno
avuto riconosciuto il diritto giuridico ed economico dei cinque
anni di anzianità di servizio prestata, che era d'altronde indicato
come requisito indispensabile per l'accesso al concorso;
la delibera di Giunta regionale n. 235 del 18.05.2006 (medicina
dei servizi) nella definizione delle rideterminazione delle
dotazioni delle dotazioni organiche ha assegnato la somma di circa
un milione di euro quale budget 2006 per l'ASP di Agrigento al fine
di assolvere ai maggiori oneri derivanti dal passaggio di personale
dall'area convenzionata ai ruoli del servizio sanitario nazionale;
visto inoltre che, in maniera difforme, la stessa ASP di Agrigento
ha riconosciuto agli specialisti ambulatoriali interni in rapporto
di convenzione che sono transitati alla dipendenza il contenuto del
D.P.C.M. dell'8.3.2001, e precisamente l'anzianità di servizio
maturata precedentemente sia ai fini giuridici ed economici;
per sapere:
quali siano i motivi che ad oggi, ad oltre cinque anni dalla
immissione in servizio dei medici provenienti dalla medicina,
ostacolino il dovuto riconoscimento giuridico ed economico
dell'anzianità maturata dai medici vincitori di concorso;
quali provvedimenti urgenti intendano assumere affinché le
condizioni di disparità di trattamento subite dai medici dell'ASP
agrigentina vengano rimosse e se non ritengano di dover provvedere
con la massima urgenza al predetto riconoscimento al fine di
limitare i costi a carico delle casse regionali, relativi alla
ritardata emissione delle spettanze dovute». (2400)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Bosco chiede notizie in merito al
riconoscimento giuridico ed economico dell'anzianità di servizio
dei medici dell'A.S.P. di Agrigento, si rappresenta che la
problematica trae origine dall'incertezza interpretativa del
D.P.C.M. dell'8 marzo 2001 sul riconoscimento dell'anzianità
maturata dai medici provenienti dalla medicina dei servizi, nel
pregresso rapporto convenzionale, ai fini dell'attribuzione delle
indennità di posizione e di esclusività del rapporto, mentre non
sussistono dubbi di interpretazione sul riconoscimento
dell'anzianità maturata ai fini del calcolo delta retribuzione
individuale di anzianità (R.I.A.).
L'Avvocatura dello Stato, interpellata in merito, con parere prot.
25500 del 3 giugno 2008, e successivo n. 42202 del 28 aprile 2010,
ha confermato che sussiste un quadro di scarsa chiarezza sia nella
normativa esistente che nelle indicazioni fornite in merito
dall'Aran, ed ha tuttavia richiamato l'attenzione sull'orientamento
giurisprudenziale fornito dalla Corte di Appello di Palermo - sez.
Lavoro, nella sentenza n. 158/08, la quale si è espressa in modo
sfavorevole al riconoscimento dell'anzianità maturata in costanza
di rapporto convenzionale, sia con riguardo all'indennità di
posizione che con riguardo all'indennità di esclusività.
Tali incertezze, peraltro, non sono state superate neanche dalla
sottoscrizione tra l'Aran e le 00.SS. di categoria della
dichiarazione congiunta n. 4 al CCNL 2006/2009 e della
dichiarazione n. 7 contenuta nel relativo contratto integrativo.
Lo stesso Ministero della salute, con documento del 26 maggio 2009
inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento
della Funzione Pubblica, al fine di chiarire se l'anzianità di
servizio in regime di rapporto convenzionale possa essere valutata
nella sua interezza, ha rappresentato la necessità di pervenire
all'adozione di una interpretazione autentica dell'art. 8 del
D.Lgs. n. 502/92. A fronte del complesso quadro sopra delineato,
nel rilevare che la materia afferisce a precipue competenze
aziendali, come del resto sottolineato dalla stessa Avvocatura
dello Stato, tenuto conto dell'alea correlata all'esito del
contenzioso pendente con il personale in argomento, con nota
assessoriale prot. 86093 del 27 ottobre 2011, è stata rimessa alla
prudente valutazione delle Aziende - nell'ambito dell'autonomia
gestionale di cui dispongono ai sensi del D.Lgs. n. 502/92 e
s.m.i., e nel rispetto dei tetti di spesa per il personale, che
costituiscono limiti inderogabili ed invalicabili - l'opportunità
di assumere iniziative idonee alla definizione della problematica,
anche con il ricorso ad eventuali accordi transattivi rispondenti a
criteri di vantaggiosità per l'Amministrazione, allo scopo di porre
fine alle controversie già in atto e all'insorgenza di ulteriori
vertenze.
Con riferimento all'interrogazione in oggetto, l'Azienda sanitaria
provinciale di Agrigento, all'uopo interpellata, ha rappresentato
la peculiarità della propria situazione, in quanto trovasi parte in
causa nella controversia definita in Corte di Appello con la
sentenza n. 159/08 che ha rigettato le richieste dei medici di
riconoscimento sia dell'indennità di posizione che di esclusività.
La controversia è tuttora pendente in Corte di Cassazione. Per
questa ragione, pertanto, ha prudenzialmente ritenuto di doversi
costituire nel giudizio instaurato da alcuni medici opponendosi
alle relative pretese».
L'Assessore
dott. Massimo Russo