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Resoconto d'Aula della Seduta n. 366 di mercoledì 18 luglio 2012
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   POGLIESE,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta precedente.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino, le voglio leggere l'articolo  81
  che recita:  La seduta comincia con la lettura del processo verbale
  che,  se  non  vi  sono osservazioni, si considera approvato  senza
  votazioni.  Occorrendo la votazione, questa ha luogo per  alzata  e
  seduta. Sul processo verbale nessun deputato può avere la parola se
  non  per  farvi  inserire una rettifica sulle proprie dichiarazioni
  oppure  per  chiarire  il proprio pensiero  espresso  nella  seduta
  precedente oppure per fatto personale.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                          Per fatto personale

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente  non
  mi  rimane  altra soluzione che il fatto personale e ne  faccio  un
  fatto  personale  perché  lo è fra me ed il  Presidente,  onorevole
  Formica,  il  quale,  ieri sera, rientrando  dalla  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari che, tra l'altro, avevamo dovuto
  convocare  per  mettere  ordine  dopo  i  disordini  che  si  erano
  registrati in quest'Aula a causa del mancato rispetto da parte  del
  sottoscritto di potere fare una dichiarazione di voto - fra l'altro
  sono a credito di quella dichiarazione di voto, quindi, le chiederò
  di  farla  -  e,  dove avrei voluto, anche avere la possibilità  di
  utilizzare  il  Regolamento a mio favore per indirizzare  i  lavori
  d'Aula, il Presidente ha poi comunicato alla pagina 32 del verbale,
  mentre  in  una  pagina precedente non lo aveva comunicato,  lo  ha
  quindi  specificato appositamente alla fine, che la Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, avrebbe stabilito  che  entro
  domani sera, domani notte, cioè oggi, si sarebbe dovuto chiudere la
  legge  blocca nomine .
   Bene,  la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari questa
  cosa  non  l'ha mai stabilita. Mi appello, quindi, alla sensibilità
  del  Presidente  dell'Assemblea  Ormai, io non ci conto  più,   per
  questo  è  un  fatto personale. Mi appello al senso di onore  degli
  altri  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari,  questa  decisione  in
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari non è  stata  mai
  presa.
   Qualcuno  mi potrà dire, come mi ha detto poco prima il Presidente
  Cascio,   durante   la   Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari, che cambia poco sul piano sostanziale.
   Se  cambia poco, non capisco perché non si possano tagliare queste
  poche  parole  visto  che la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  non  ha assolutamente stabilito  di  prendere  questa
  decisione.
   Ma  perché  questo?  Perché  oggi  possiamo  anche  fare  notte  e
  approvare, se ce la farete, perché noi siamo contrari, ad approvare
  o  meno  questo  disegno  di legge  blocca  nomine'.  Non  possiamo
  sentire  di  fare  notte e non rinviare a domani, piuttosto  che  a
  venerdì.  Abbiamo peraltro già convocato la seduta per  venerdì  e,
  quindi, mi voglio appellare ed ancorare a questa decisione,  che  è
  stata  di  pochi  minuti fa, essendoci la seduta di  venerdì,  oggi
  faremo quello che riusciremo a fare anche fino a tarda serata,  non
  saremo  di  certo  noi dell'MPA a sottrarci da questo  impegno,  ma
  pretendo  che nessuno alle due o alle tre del mattino  mi  richiami
  all'ordine   rispetto  ad  una  decisione  che  io   avrei   potuto
  sottoscrivere in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Signor  Presidente, questa decisione non è mai stata  presa  dalla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, voglio che venga
  verbalizzata questa mia dichiarazione che non sarà contraddetta  da
  nessun  Capogruppo perché non è stata mai presa, supera  certamente
  questa  nota  di verbale che mi pare essere l'ennesima furbata  del
  Presidente Formica.

   MARROCCO. Chiedo di parlare su fatto personale.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Marrocco, non ha  nessun  fatto  personale
  perché  l'onorevole  D'Agostino aveva un  fatto  personale  che  la
  Presidenza riconosce, lei, onorevole Marrocco  non ha nessun  fatto
  personale, non è intervenuto e  non ha nulla da far correggere.
   Pongo ai voti l'approvazione del verbale della seduta precedente.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole  D'Agostino, avrà tutte le prerogative  che  prevede  il
  Regolamento, ma è altrettanto vero che il Regolamento,  oggi,  sarà
  seguito puntualmente così com'è.
   Voglio  anche  ricordarle che sul complesso  dei  sub  emendamenti
  presentati, può intervenire una sola volta per illustrare  tutti  i
  subemendamenti presentati.
   Mi  pare  che i sub emendamenti a sua firma, onorevole D'Agostino,
  siano  una  trentina, quindi, ribadisco, può intervenire  una  sola
  volta  per  illustrare  il  complesso dei subemendamenti,  previsto
  dall'articolo 103 del Regolamento.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art 127) sono effettuate mediante  procedimento
  elettronico.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


       Comunicazione di nota di dimissioni di deputato regionale

   PRESIDENTE.  Comunico che, con argomentata nota datata  17  luglio
  2012, pervenuta in pari data (protocollata al n. 6269/AULAPG del 18
  luglio  successivo), l'onorevole Cateno De Luca  ha  rassegnato  le
  dimissioni dalla carica di Deputato regionale.

   Avverto  che le predette dimissioni  saranno poste all'ordine  del
  giorno della  prossima seduta.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2728  - Interventi urgenti al fine di pervenire alla  modifica
  dell'attuale  allocazione del servizio psichiatrico di  diagnosi  e
  cura dell'ospedale Gravina di Caltagirone (CT).
   - Assessore Salute
   Firmatario: De Benedictis Roberto

   N. 2729 - Chiarimenti sulla organizzazione della visita del Papa a
  Palermo nel 2010.
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Faraone Davide

   N.   2730   -   Iniziative   a   livello    nazionale    per    la
  stabilizzazione   dei   precari  delle  pubbliche   amministrazioni
  siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 2731 - Iniziative urgenti in favore dei laboratori di analisi e
  a tutela e salvaguardia della salute dei cittadini.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2732 - Notizie sui ritardi nei pagamenti delle spettanze  alle
  farmacie siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Falcone Marco

   Avverto  che  le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

     Seguito della discussione, ai sensi dell'articolo 68 bis del
    Regolamento interno, del disegno di legge  Norme in materia di
        trasparenza della propaganda elettorale per il rinnovo
               dell'Assemblea regionale siciliana  (908)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione, ai sensi dell'articolo 68 bis  del  Regolamento
  interno,  del  disegno  di legge  Norme in materia  di  trasparenza
  della propaganda elettorale per il rinnovo dell'Assemblea regionale
  siciliana  (n. 908).
   Invito la Commissione a prendere posto negli appositi banchi.
   Ricordo che ieri l'esame del disegno di legge era stato interrotto
  in fase di esame dell'emendamento 1.2.
   Comunico  che  è  in distribuzione il fascicolo dei subemendamenti
  all'emendamento  1.2, interamente sostitutivo dell'articolo  1  del
  disegno di legge numero  908 in corso di esame.
   Il  fascicolo  contiene  i subemendamenti  presentati  e  ritenuti
  ammissibili dalla Presidenza.
   A  tal proposito, comunico che sono stati ritenuti inammissibili i
  subemendamenti  estranei  al  testo,  quelli  privi  di   contenuto
  normativo,   nonché  quelli  privi  del  necessario  nesso   logico
  sistematico con il testo.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti subemendamenti:

   -  dall'onorevole  D'Agostino: 1.2.110,  1.2.111,  1.2.6,  1.2.11,
  1.2.8,  1.2.14,  1.2.76, 1.2.77, 1.2.107, 1.2.80,  1.2.18,  1.2.75,
  1.2.12,  1.2.21,  1.2.13, 1.2.109, 1.2.73, 1.2.74,  1.2.22,  1.2.7,
  1.2.16,  1.2.9,  1.2.10, 1.2.113, 1.2.82, 1.2.19, 1.2.108,  1.2.83,
  1.2.81,  1.2.114, 1.2.20, 1.2.15, 1.2.23, 1.2.24,  1.2.25,  1.2.26,
  1.2.27,  1.2.28, 1.2.37, 1.2.17, 1.2.38, 1.2.106, 1.2.105,  1.2.32,
  1.2.29,  1.2.30,  1.2.31, 1.2.112, 1.2.79, 1.2.78, 1.2.36,  1.2.34,
  1.2.35, 1.2.33;

   -  dall'onorevole Marrocco: 1.2.1, 2.2.64, 1.2.46,  1.2.2,  1.247,
  1.2.42,  1.2.39,  1.2.40, 1.2.41, 1.2.43, 1.2.44,  1.2.45,  1.2.48,
  1.2.49,  1.2.50,  1.2.51, 1.2.52, 1.2.53, 1.2.54,  1.2.55,  1.2.56,
  1.2.58,  1.2.59,  1.2.3,  1.2.63, 1.2.61, 1.2.60,  1.2.57,  1.2.62,
  1.2.4,  1.2.5,  1.2.72,  1.2.71, 1.2.70,  1.2.69,  1.2.67,  1.2.68,
  1.2.65, 1.2.66;

   - dall'onorevole Maira: 1.2.115;

   -  dall'onorevole  Ruggirello:  1.2.84,  1.2.85,  1.2.86,  1.2.87,
  1.2.88,  1.2.89,  1.2.90, 1.2.91, 1.2.92, 1.2.93,  1.2.94,  1.2.95,
  1.2.96,  1.2.97, 1.2.17, 1.2.98, 1.2.99, 1.2.100, 1.2.101, 1.2.102,
  1.2.103, 1.2.104.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO.  Signor  Presidente, io non ho  capito  come  andranno
  avanti  i  lavori, vorrei che lei lo specificasse bene, in  maniera
  tale che tutto il Parlamento possa ascoltare.
   Abbiamo  adesso un emendamento, che è di riscrittura, proposto  da
  alcuni  deputati,  non certamente da deputati del  Gruppo  MPA,   a
  questo  emendamento abbiamo presentato dei subemendamenti, vorremmo
  che  questi  subemendamenti   venissero  uno  per  uno  commentati,
  discussi,  come si è sempre fatto. Voglio capire qual è la  prassi:
  posso  intervenire io come presentatore e tutti i deputati  che  lo
  vogliono sul sub emendamento? E in quale misura?
   Questa è la domanda e vorrei una risposta.

   PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino, lei ha finito il suo  intervento
  e   non  può stare sul podio. Lei aveva bisogno di una spiegazione:
  stiamo affrontando l'esame dell'emendamento 1.2 al quale sono stati
  presentati  un  centinaio di subemendamenti e  prima  si  discutono
  questi  ultimi,  a  cominciare  dall'ordine  con  cui  sono   stati
  presentati e rilegati nel fascicolo.
   Sul  complesso  di  tutti  i subemendamenti  presentati,  ciascuno
  deputato  presentatore,  cioè  lei  onorevole  D'Agostino   ne   ha
  presentati 30, 40, quelli che sono, ha a disposizione 5 minuti.

   FIORENZA.  Quindi,  io  non posso parlare singolarmente  per  ogni
  singolo sub emendamento?

   PRESIDENTE.  No, perché lo dice l'articolo 103.  Non  può  parlare
  singolarmente  per  ogni  singolo sub  emendamento.  Glielo  leggo:
   ciascun deputato presentatore può altresì intervenire per non  più
  di  cinque minuti sul complesso dei subemendamenti che siano  stati
  presentati al proprio emendamento . Onorevole D'Agostino,  non  gli
  ho  dato  neppure  la  parola,  quindi  lei  non  potrebbe  neppure
  intervenire,  onorevole  D'Agostino, ai  sensi  dei  commi  6  e  7
  dell'articolo 103.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Ha  già  parlato sull'ordine  dei  lavori,  onorevole
  D'Agostino è chiarissimo il Regolamento, onorevole D'Agostino io la
  invito a calmarsi perché la Presidenza non accetterà provocazioni.

   COLIANNI. Non c'è problema, se vuole questo, non c'è problema.

   PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 1.2.110.

   CALANDUCCI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARENA. Non capisco cosa significa pure lei.

   CALANDUCCI.   Capisco   la  tolleranza  e  la   ringrazio   signor
  Presidente,  ieri  ho  fatto un intervento che  puntava  ad  alcuni
  elementi.
   Ho  osservato con attenzione quello che è successo ieri  e  quello
  che si preannunzia ed è già successo all'inizio di questa seduta  e
  mi  chiedo,  avendo  tante volte sentito i  colleghi  e  io  stesso
  avendolo pronunciato qualche volte, gradirei signor Presidente  che
  mi  ascoltasse, altrimenti  l'aspetto, non è un intervento per fare
  melina, è un intervento credo, come sono abituato a fare in  genere
  anche nella mia vita,  serio.
   Oggi  stiamo  trattando  una norma che  tratta  nomine  o  ammazza
  nomine,  come  così  si  vuol dire, tipo caffè  o   ammazza  caffè,
  fuori  da questa Aula, e io ricordo a me stesso per primo  che  noi
  siamo  i rappresentanti del popolo siciliano, ripeto  fuori  questa
  Aula  sono  successi  nei  giorni  precedenti,  e  forse  nei  mesi
  precedenti, una serie di vicende mediatiche soprattutto prima,  che
  hanno  imposto una certa attenzione e per chi fa parte di un gruppo
  di maggioranza di un'Aula come questa, naturalmente, l'ha visto con
  la  diffidenza  che  è  tipica da chi vede un  attacco  concentrico
  rispetto  ad  una  ipotesi politica, ma oggi si registra  un  fatto
  nuovo,  signor  Presidente,  - io chiedo  almeno  l'attenzione  dei
  colleghi perché soprattutto è rivolto ai colleghi il mio intervento
  non tanto alla Presidenza che vedo preso da altre problematiche - e
  oggi  ho  ricevuto una telefonata e mi hanno chiesto  cos'è  questo
   default  della Sicilia , a parte questo atteggiamento nei  termini
  stranieri,  significa fallimento della Sicilia signor Presidente, e
  non è che lo dicono solo i giornali o certa stampa faziosa, lo dice

   POGLIESE.  Non faccia melina.

   CALANDUCCI.  Forse  melina  la fai  tu,  e  tante  volte,  io  non
  partecipo io dico le cose che ritengo giuste che vadano dette in un
  Parlamento, questo è un Parlamento che esprime la volontà  popolare
  e  ci  stanno  dicendo le massime cariche dello Stato, oggi  mentre
  venivo  qui  sentivo relazionare un giornalista  sull'incontro  del
  Presidente  della  Repubblica con il Presidente del  Consiglio  sul
  default,  sul fallimento della Sicilia e noi continuiamo a  parlare
  di  nomine.  Lei  deve sospendere questo punto e deve  chiamare  il
  Governo  alle  sue  responsabilità, l'Assessore  al  Bilancio,  per
  vedere  che  cosa c'è di vero o se, come mi auguro - spero  e  sono
  certo che è così - è un attacco concentrico rispetto ad una ipotesi
  autonomistica di questa Sicilia.
   Non  si  può  continuare  a  parlare di nomine,  tutti  in  questo
  parlamento, a turno, tutti, nessuno escluso, sono stati seduti  nei
  tavoli  che  hanno stabilito. Sto facendo questo intervento  perché
  gradisco che venga messo a verbale con chiarezza: mentre in Italia,
  tutta  l'Italia, il Capo dello Stato convoca o, comunque,  sale  al
  Quirinale  il  Presidente del Consiglio per parlare  della  vicenda
  finanziaria,  questa  Presidenza non sente il  bisogno  di  rendere
  edotta  l'Aula sulle condizioni finanziarie, se è vero,  perché  io
  voglio ricordare a me stesso per primo che uno dei compiti precipui
  dell'Assemblea e in genere di questo Parlamento

   DINA. Parli con il suo Capogruppo che era in Conferenza dei Gruppi
  parlamentari

   CALANDUCCI... Parlo anche con lei e parlo con chiunque perché sono
  in  condizione di parlare con chiunque, uno dei compiti è  il  voto
  sul  bilancio.  Qua stiamo parlando del fatto che  la  Sicilia  sta
  fallendo per cui, formalizzo, chiedo la votazione sulla sospensione
  del  punto  e  una  seduta straordinaria dove  l'Assessore  per  il
  Bilancio  possa  riferire, argomentare e rendere edotta  quest'Aula
  sulle condizioni finanziarie se sono reali oppure se, come immagino
  io, possano essere facilmente smontate.

   ARENA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARENA.  Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli  colleghi,
  il  mio intervento sull'ordine dei lavori verte su due aspetti. Per
  quanto  riguarda  il  primo, vorrei andare riavvolgendo  il  nastro
  qualche  minuto indietro, Presidente, perché è stato  approvato  il
  sommario  processo verbale e, probabilmente, mi è  sfuggito,  però,
  ieri  chiederei in qualunque caso, se è possibile, anche di  potere
  rivedere  in  futuro, se le mie affermazioni non  dovessero  essere
  rispondenti al vero, il filmato della votazione di ieri perché si è
  verificato,  da parte della Presidenza - e non ricordo  sicuramente
  male - una procedura anomala durante la votazione.
   Mi  spiego meglio, signor Presidente e onorevoli colleghi.  Quando
  Ella,  signor Presidente, ha aperto la votazione, ha chiesto ed  ha
  invitato  gli  onorevoli  deputati a  votare  con  il  procedimento
  elettronico  mentre, subito dopo, Presidente Formica,  lei  con  un
  cambio in corsa assolutamente singolare...

                   Presidenza del Presidente CASCIO

   ...  e  che  ha  invalidato, a mio avviso, Presidente  Cascio,  la
  votazione che poi, invece, ha avuto esito positivo e di cui  si  dà
  contezza  nel sommario processo verbale, ha cambiato il sistema  di
  votazione dell'Aula.
   Quindi,  vorrei  che rimanesse a verbale e vorrei  che  la  sempre
  attenta   Presidenza  Cascio  dell'Assemblea  Regionale   fornisse,
  coadiuvata  come sempre dagli uffici, chiarimenti sulla legittimità
  e  regolarità di una votazione che, indetta dal Presidente  con  un
  sistema  di voto, viene immediatamente, senza spiegazione alcuna  e
  approfittando  della concitazione, cambiata in corsa  e  divenendo,
  quindi, da sistema elettronico ad alzata e seduta.
   Tra  l'altro, Presidente Cascio, se D'Agostino consente, visto che
  queste  cose  vorrei  rimanessero a verbale  -  Presidente  Cascio,
  D'Agostino  - il sottoscritto, sempre nella seduta di ieri,  avendo
  denunciato a viva voce questa irregolarità
   Presidente Cascio, ci fermiamo visto che io, assieme a D'Agostino,
  tento  di  parlare  con  lei da cinque minuti.  Quando  l'onorevole
  D'Agostino finisce riprendo.
   Signor  Presidente, l'Aula o una parte di questa Aula, da  lei  si
  attende  due  risposte, riformulo,  bignamizzo' il mio ampolloso  e
  noioso concetto che ho tentato di esprimere  nei primi tre minuti.
   Ieri  il  Vicepresidente dell'Assemblea ha invitato  quest'Aula  a
  votare  con  il sistema elettronico. Improvvisamente,  dopo  che  è
  esplosa la violenta contestazione legittima da parte dell'Aula,  il
  Vicepresidente  dell'Assemblea  ha  cambiato  in  corsa   -   fatto
  assolutamente  irregolare - il modo di votazione,  senza  informare
  l'Aula, senza motivare il suo cambio in corsa e, tra l'altro,  alle
  mie  legittime e vibrate proteste non ha proceduto alla controprova
  perché  in quel momento era assolutamente impossibile potere votare
  in  un  modo  che,  tra  l'altro,  non  era  nemmeno  stato  quello
  inizialmente scelto dal Presidente di turno dell'Assemblea. Siccome
  era  una votazione, signor Presidente, importante e siccome  quella
  votazione  assolutamente irregolare ha poi scatenato una bagarre  e
  siccome  su  quella votazione c'è stato anche un processo  verbale,
  chiedo  alla  Presidenza e agli Uffici di rendere  conto  a  questa
  Assemblea di quei concitati, pasticciati, confusi momenti  che  non
  hanno assolutamente visto una votazione regolare.
   Nei   23  secondi  che  mi  rimangono  chiedo  che  ci  sia  anche
  l'intervento  degli  Uffici  a  chiarimento,  per  colmare  la  mia
  sconfinata    ignoranza,   sul   problema   del    complesso    dei
  subemendamenti,  complesso  tematico,  complesso  generale,  ci  si
  riferisce  ad  un  unico presentatore e soprattutto  se  sull'unico
  presentatore del complesso di subemendamenti, perché vorrei capire,
  ripeto,  visto  che  ho  parlato di  complesso  tematico,  ci  sono
  subemendamenti chiaramente molto diversi l'uno dall'altro quando ci
  si  riferisce  a 'complesso' vorrei capire se c'è organicità  nella
  indicazione del complesso o si tratta di un tutt'uno.
   Io   ho  presentato  150  subemendamenti,  all'interno  di  questo
  complesso   di   subemendamenti  ci  sono  quattro  tematiche   che
  aggrediscono   gli   articoli  o,  quanto  meno,   i   periodi   di
  quell'emendamento,   vorrei   capire   bene   il   significato   di
   complesso'.
   Seconda cosa, vorrei anche capire se sulla presentazione e  quindi
  sulla   illustrazione  con  i  cinque  minuti  del  relatore,   del
  presentatore,   c'è   anche  il  dibattito   perché   poc'anzi   il
  Vicepresidente  Formica è stato ancora una  volta  -  probabilmente
  volutamente - poco chiaro.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevole D'Agostino, lei ha già parlato  sull'ordine
  dei lavori.

   COLIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   io   ho
  l'impressione  che non è una impressione, penso  che  sia  un  dato
  ormai  conclamato che in questa Assemblea qualcuno abbia un piccolo
  interesse  che è quello di fare andare avanti le cose  velocemente.
  Il  mutismo, il silenzio, direi quasi l'autismo del PD e  del  PDL,
  questa  fase di introversione comportamentale degli amici  del  PD,
  dei  compagni  di strada del PD e dei fieri avversari  del  PDL  ha
  qualcosa  di  strano  e  siccome  noi  pensiamo  invece  che   vada
  rispettato,  signor  Presidente, il significato,  il  valore  anche
  della qualità, dell'impegno parlamentare, io penso che su temi così
  delicati  come  quelli  che  stiamo affrontando  farebbero  bene  i
  colleghi  affetti  da questo mutismo e da questa introversione,  un
  poco  senza  logorrea ma comunque con un atteggiamento  magari  non
  prosaico, ma certamente dialogale venissero qui a parlare e a dirci
  che  cosa  ne  pensano  di  quello  che  sta  avvenendo  in  questo
  Parlamento.
   Vedete, io non so Presidente, se la conduzione di questa Assemblea
  è  legata  ad un aspetto somatico a seconda di chi siede in  quello
  scranno;  l'impressione che nasce spontanea e che sta  emergendo  e
  che  vi  sono  le  colombe e le aquile, c'è chi  si  mette  in  una
  posizione di rigida osservanza delle regole parlamentari e c'è chi,
  invece,  pensa  di  poterle utilizzare con  fasi  di  accelerazione
  verbale  in  maniera  tale  da potere  ridurre  quasi  a  nulla  il
  dibattito democratico di questa Aula.
   Veda,  Presidente, non è consentito a nessuno creare questo  clima
  di  follia istituzionale, non è consentito a nessuno, meno che  mai
  all'onorevole Formica,  di sedere in quegli scranni e di mettere in
  discussione  quelle  che  sono le regole  della  democrazia  di  un
  Parlamento  e  mi  dispiace che i capigruppo degli  altri  partiti,
  indipendentemente     da    quello    che    stiamo     discutendo,
  indipendentemente  da  quello che gli  amici  parlamentari  pensano
  rispetto  all'azione  politica che ciascuno  liberamente  mette  in
  essere,  mi dispiace vedere così silenziosi e inerti rispetto  alle
  regole e non invece rispetto alla sostanza della problematica.
   Qui  succede  questo, è sotto gli occhi di tutti, io  capisco  che
  adesso anche nel calcio stanno facendo delle nuove regole che  sono
  quelle  del  replay  per  cui è possibile vedere  in  tempo  reale,
  facendo  la  revision delle immagini, quello che è accaduto  e  qui
  quello  che  è accaduto è veramente singolare, onorevoli  colleghi,
  perché  un  Presidente di questa Assemblea - come ha detto  il  mio
  collega, l'onorevole  Arena - si permette di modificare in corsa il
  tipo  di  votazione,  non sapendoci nemmeno  dire  quanto  erano  i
  deputati  seduti  e  quanti quelli alzati,  con  una  dichiarazione
  evanescente:  'ma  erano tanti'. Si permette di offendere  così  il
  Parlamento e le regole di democrazia di questo Parlamento.
   Signor   Presidente,  questo  noi  non  lo  consentiremo.  Siccome
  sappiamo  che  abbiamo  in  passato,  in  quest'Aula,  avuto  anche
  conflittualità  che  sono  parte della politica,  sappiamo  che  la
  politica  è  fatta anche di scontri e di posizioni che ciascuno  di
  noi  deve  assumere nel governo delle proprie idee, però,  è  anche
  vero che non è tollerabile l'assenza di regole o, peggio ancora, il
  vilipendio delle regole.
   Questo  vale  anche  per  i  subemendamenti;  non  si  è  mai  non
  consentito  di discutere e di affrontare ogni subemendamento  o  di
  dichiarare  il  proprio  punto di vista  per  ogni  subemendamento,
  sarebbe  veramente  vergognoso  che  questo  accadesse,  in  questo
  momento, in Aula.
   Pertanto,  signor Presidente, le chiedo di essere non soltanto  il
  cultore delle regole e delle cose giuste ma, con grande umiltà  che
  si  conviene a ciascuno di noi, essere il gestore e il  garante  di
  questo momento così difficile per l'Aula.
   Veda, io oggi ho letto le sue dichiarazioni sulla stampa e le devo
  confessare  che  ho  apprezzato  quando ha detto  alla  stampa  che
  qualcosa di strano in questo Paese  - e di cui parleremo dopo - sta
  accadendo.
   Io  ho apprezzato le dichiarazioni di un Presidente dell'Assemblea
  che  ha  visto turbate quelle che sono le regole del bon ton  della
  politica che è una cosa e le regole istituzionali in ragione di  un
  Titolo  V  della  Costituzione  che  va  rispettato,  laddove   dal
  Presidente  del  Consiglio all'ultimo dei sindaci  del  Comune  più
  piccolo  che  è  il Comune di Roccafiorita hanno la stessa  dignità
  istituzionale e non è consentito né al Sindaco di Roccafiorita,  né
  al   Presidente  del  Consiglio  di  offendere  le   regole   della
  istituzione  di  questa  bella,  straordinaria  e  non   facilmente
  vincibile terra che è la Sicilia.

   BONOMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BONOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci avviluppiamo  da
  qualche   tempo    all'interno  di  quest'Aula   su   argomenti   e
  argomentazioni  che, probabilmente, hanno sicuramente  una  valenza
  amministrativa e politica ma che difficilmente vengono  capite  dai
  nostri  concittadini  e  soprattutto da  chi,  insieme  a  noi,  fa
  politica sui territori.
   Mentre  noi stiamo qui a discutere, signor Presidente e  onorevoli
  colleghi, di una proposta di legge sul 'blocca nomine' che  avrebbe
  effetti,  a  mio  avviso,  come  le ho  più  volte  ripetuto  ieri,
  sicuramente  incostituzionali  e  che  potrebbe  certamente  essere
  impugnata  dal  Commissario dello Stato per la  forte  valenza  non
  costituzionale di alcuni suoi aspetti, fuori da quest'Aula  si  sta
  consumando  qualcosa che resterà negli anni come il  massacro  vero
  della nostra terra e della nostra Autonomia.
   Giusto  per  ricapitolare e per mettere a memoria: su segnalazione
  di  un soggetto privato che magari parla da Vicepresidente, non  so
  con quale delega, si è stabilito e si è lanciato sui mass media che
  la Sicilia è a rischio default.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Bonomo,  lei  ha  chiesto  di  intervenire
  sull'ordine dei lavori.

   BONOMO.  Sì,  sull'ordine dei lavori. Non possiamo tacere,  signor
  Presidente,  che il Presidente Monti, a seguito di  input  che  non
  riesco,  oggi,  a  comprendere ed a decifrare,  pone  la  questione
  siciliana al centro della strategia mediatica e politica nazionale.
  Ed  è sull'ordine dei lavori, perché sull'ordine dei lavori le farò
  una  richiesta che è quella che ha fatto il collega Calanducci;  se
  mi fa argomentare, quindi, magari ci arriviamo.
   Oggi,  il  Presidente Monti su un presunto default della  Sicilia,
  che  non  ho  capito  bene su che cosa si basa, visto  che  abbiamo
  approvato  il  bilancio e visto che questo bilancio,  anche  se  in
  maniera  molto  tortuosa,  è difficile, è  stato  poi  vistato  dal
  Commissario dello Stato, va dal Presidente Napoletano e  all'ordine
  del giorno pone come primo punto il default della Sicilia.
   Bene, siccome non riusciamo a capire con esattezza su che cosa  si
  basa il presunto default della Sicilia, ad effetto immediato, oggi,
  prima  in una commissione e poi in una delle due Aule parlamentari,
  in  quella del Senato, viene bocciata una norma che riconosceva una
  valenza  importante  per  un'opera infrastrutturale  siciliana  che
  potrebbe  dare,  anzi  darebbe, qualora ci  fosse  la  valenza  che
  quest'opera  infrastrutturale ha certamente, un  respiro  economico
  importante  per  la  nostra  terra,  e  viene  bocciata   con   una
  significativa e forte opposizione. Magari inviterei qualche collega
  di Ragusa a prendere meglio e ad argomentare meglio su questo punto
  l'argomento.
   Non vorrei che si stesse ingenerando, in maniera forte e violenta,
  spinta  da  una  serie di mass media che titolano  oggi  su  alcuni
  giornali:   La  Sicilia è fallita , non ho capito bene,  un  forte,
  violento sentimento contro la nostra regione.
   Bene,  signor Presidente, noi le chiediamo di convocare una seduta
  d'Aula  straordinaria, di invitare l'Assessore al  bilancio  ed  il
  Presidente  della Regione a riferire in Aula sul bilancio  e  sulle
  eventuali ricadute nazionali, non possiamo non chiederle con  forza
  di  metterlo  immediatamente ai voti e di sospendere la trattazione
  di  questo punto, perché riteniamo che sull'onda di queste emozioni
  mediatiche,  non  suffragate  per quanto  noi  e  lei  ne  siamo  a
  conoscenza,  si facciano ulteriori danni alla nostra  terra,  danni
  irreparabili  che  magari, utilizzando in  maniera  strumentale  il
  nostro  Statuto  e  utilizzando  in maniera  strumentale,  oggi  in
  quest'Aula,   il  nostro  Regolamento,  così  come   previsto   dal
  Regolamento  stesso, ma prassi ha voluto fino ad  oggi,  in  questi
  quattro  anni  e  mezzo,  che i subemendamenti  fossero  ampiamente
  dibattuti  in Aula per cui le chiedo, quindi, Presidente Cascio  di
  fare  una  riflessione su quanto prima detto, non vorrei che  tutto
  questo  abbia per la mia terra, per la nostra terra, degli  effetti
  che  oggi  non  riusciamo a calcolare, perché  se  un  manipolo  di
  deputati  nazionali non riescono a difendere una valenza  nazionale
  di  un'opera infrastrutturale, come l'aeroporto di Comiso, non è il
  bilancio a rischio, non è il default della Sicilia a rischio, ma  è
  la  nostra  terra a rischio e su questo le chiedo di convocare  una
  seduta straordinaria d'Aula.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  per evitare che  ci  siano  una  serie  di
  richieste di interventi sull'ordine dei lavori che hanno  tutti  lo
  stesso  tipo  di oggetto, darò all'Aula l'informativa  che  ho  già
  dato, poco fa, alla Conferenza dei Capigruppo.
   Ieri  pomeriggio,  quando  si è avuta notizia  della  lettera  del
  Presidente  del Consiglio indirizzata al Presidente della  Regione,
  ho   sentito  ripetutamente  il  Presidente  della  Regione  ed  ho
  manifestato  una  disponibilità  assoluta,  immediata   a   fornire
  all'Aula, che era aperta ieri, così come è aperta oggi, per  potere
  l'Assessore per l'economia o il Presidente della Regione, tutte  le
  delucidazioni  che  potevano servire per delineare  i  contorni  di
  questa situazione.
   Ho detto al Presidente della Regione, l'Aula è aperta - in termini
  ovviamente  istituzionali  -  utilizzala  per  rendere   tutte   le
  comunicazioni  che ritieni di dovere rendere alla  luce  di  questa
  importante novità della lettera del Presidente del Consiglio.
   Questa  disponibilità  valeva  per  ieri,  valeva  per  oggi;   il
  Presidente  della  Regione  ha ritenuto di  non  utilizzare  questa
  disponibilità,  probabilmente  la utilizzerà  fra  qualche  giorno,
  insomma  siamo  comunque  su questo punto ampiamente  raccordati  e
  stabiliremo le modalità, la tempistica e quant'altro nelle prossime
  ore;   per  cui,  il  Presidente  della  Regione,  che  è  l'attore
  principale,  come l'Assessore per l'economia di questa vicenda,  ha
  piena e totale disponibilità a venire a riferire in Aula, che è  la
  sede  istituzionalmente  più,  credo,   opportuna  per  chiarire  i
  termini  della vicenda.
      Detto  questo, noi terremo Aula venerdì di questa  settimana  e
  tutta  la settimana  prossima. Ci sarà modo e tempo per definire  i
  contorni  della vicenda, ma ovviamente il presupposto essenziale  è
  che il Presidente della Regione manifesti la disponibilità a venire
  in Aula.
   Detto questo, gradirei chiudere la vicenda della...

   CALANDUCCI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. No, onorevole Calanducci, lei ha già parlato.
   Per  quanto riguarda la seduta di ieri, la Presidenza di turno  ha
  posto  ai voti, per alzata e seduta, l'emendamento 1.93. Una  volta
  iniziata  la  votazione, come voi sapete, non si può  concedere  la
  parola, anche quando è stata richiesta per dichiarazione di voto e,
  comunque, non risultava alla Presidenza né agli uffici; per cui  la
  votazione è avvenuta, probabilmente anche i tumulti in Aula di ieri
  non  hanno agevolato  una facilità di comprensione di quello che  è
  successo,  certo  è  che non c'è stato bisogno di  una  controprova
  rispetto   all'esito  della  votazione,  perché  gli  esiti   della
  votazione  rispetto  ai deputati alzati e ai  deputati  seduti  era
  talmente  evidente, cioè, rispetto al voto finale, erano  molti  di
  più i deputati contrari all'emendamento e non c'è stato bisogno  di
  controprova.
   Come voi sapete la controprova si fa quando i numeri, rispetto  ad
  una  votazione per alzata e seduta, non sono evidenti e chiari. Nel
  caso  di  ieri  c'erano  pochi  deputati  alzati,  cioè  favorevoli
  all'emendamento; moltissimi erano rimasti seduti,  quindi  contrari
  all'emendamento per cui controprova, giustamente, dalla  Presidenza
  di turno non è stato ritenuto opportuno farne.
   Per  quanto  riguarda  l'andamento dei lavori  di  oggi,  confermo
  quanto  detto dal Vicepresidente Formica e cioè che, ai  sensi  del
  Regolamento e dell'articolo 103 del Regolamento, si può  parlare  5
  minuti   sul   complesso  dei  subemendamenti  e   5   minuti   per
  dichiarazione  di voto sull'articolo che, in questo caso,  coincide
  con  l'emendamento, per cui 5 minuti a testa, 5 minuti  a  deputato
  sul   contesto  degli  emendamenti  e  5  minuti  a  deputato,  per
  dichiarazione  di  volto,  sull'articolo unico  o  sull'emendamento
  unico.
   Voglio  aggiungere, altresì, che la Presidenza non ha  voluto,  in
  questo  momento, ancora contingentare ulteriormente i tempi perché,
  come voi ricorderete - siamo tutti qua dentro da quattro anni -  in
  alcune  circostanze, penso a molte finanziarie,  la  Presidenza  ha
  ritenuto  per  agevolare  il Governo di  contingentare  in  maniera
  esagerata  i  tempi,  così da contenere e  contrarre  il  dibattito
  parlamentare  ai  minimi,  proprio per  consentire  al  Governo  di
  portare in porto provvedimenti necessari.
   Noi  non arriveremo a contingentare i tempi, però vi prego di  non
  chiedermi  di  mortificare il Regolamento;  il  Regolamento  c'è  e
  quella  è  una bandiera a cui tutti noi, in qualche modo,  dobbiamo
  guardare per il buon andamento dei lavori

   MARROCCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARROCCO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  proprio   su
  quest'ultimo  punto  intervengo,  onde  evitare,  come   dire,   di
  affrontare  un lavoro che ci attende sui subemendamenti all'1.2  in
  maniera non serena, per certi versi.
   Ha  fatto  riferimento all'articolo 103, per  mia  tranquillità  e
  ritengo  anche rispetto anche alla tranquillità dei miei  colleghi,
  vorrei  comprendere  il  riferimento che ella  ha  fatto  a  questo
  articolo,  perché il comma 7 recita chiaramente che la  limitazione
  dei   5   minuti  è  riferita  ai  colleghi  che  hanno  presentato
  emendamenti  e  che su quell'emendamento hanno,  in  qualche  modo,
  ricevuto una serie di subemendamenti. Mi sembra abbastanza  chiaro,
  quindi,  che  la limitazione è riferita soltanto ad  una  fetta  di
  deputati,  coloro che essendo primi firmatari, in questo caso,  per
  esempio,  dell'1.2 hanno a loro volta, proprio sull'1.2  presentato
  una serie di sub-emendamenti.
   Questo  è  un  passaggio  che è sottile ma sostanziale,  perché  è
  evidente  che  la limitazione non può essere fatta  a  tutti  i  90
  deputati, mi sembra un fatto abbastanza chiaro.
   Chiedo soltanto alla Presidenza di chiarire, ulteriormente, questo
  aspetto  del comma 7, perchè se la limitazione fosse, e  in  realtà
  non è, perché è chiara che in qualche modo  allargata a tutti  i 90
  deputati,   non avrebbe senso scriverla in questo modo, invece,  la
  ratio   del   comma  7  era  quella  di  limitare   la   tempistica
  dell'intervento a coloro i quali, evidentemente, hanno  presentato,
  così  come  si dice,   sul complesso dei subemendamenti che   siano
  stati  presentati ai propri emendamenti  . In questo caso,  quindi,
  si fa riferimento ai firmatari dell'1.2, questo è il comma 7.
   Signor Presidente, le chiedo di chiarire questo aspetto.

   PRESIDENTE.  Onorevole Marrocco, se dovessimo  interpretare,  come
  lei  ritiene questo comma 7, dovremmo dare la parola soltanto a lei
  ed  all'onorevole D'Agostino. Io l'ho interpretato in modo elastico
  ed abbandonante. Esattamente il contrario.

   MARROCCO. Non è così

   PRESIDENTE.  Onorevole Marrocco è così, ma in ogni caso,  oltre  i
  Regolamenti  che  sono  abbastanza chiari, esiste  la  consuetudine
  della prassi parlamentare .

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  voglio  un
  contributo  di  chiarezza,  poi, si faccia  come  lei  ritiene  più
  necessario e l'Ufficio di Presidenza che lo assiste.
   Vorrei  spiegare,  però, se è possibile, se mi  posso  permettere,
  all'Aula.  Cosa  è accaduto? C'era un disegno di legge.  Su  questo
  disegno  di legge sono stati presentati degli emendamenti  e,  come
  prassi  vuole,  come  Regolamento vuole, su ogni  emendamento  ogni
  deputato   può  fare  il  suo  intervento,  questa  è   la   prassi
  dell'Assemblea,  l'abbiamo sempre fatto e,  quindi,  si  può  avere
  un'azione dilatoria, ostruzionistica, chiamatela come volete.
   Nel  momento in cui viene presentato un emendamento al disegno  di
  legge di totale riscrittura, il disegno di legge perde la natura di
  disegno di legge e diventa emendamento.
   Noi,  quindi,  non  stiamo parlando adesso di un  emendamento  che
  riscrive un articolo, ma stiamo parlando di un emendamento  che  ha
  riscritto  interamente  il  disegno di   legge  che  d'altra  parte
  constava soltanto di uno, due articoli.
   In  questo modo, mi pare di capire dall'Ufficio di Presidenza, che
  i  subemendamenti agli emendamenti, ma che non è un  emendamento  è
  l'intero   disegno  di  legge,  non  hanno  più  la  capacità,   la
  possibilità  di  offrire al deputato quello che è il  suo  diritto,
  cioè quello di potere intervenire su ogni emendamento.
   Ora,  io  capisco la trovata tecnica, è una bella trovata  tecnica
  che  gode,  immagino, anche di un consenso assolutamente  ampio  in
  quest'Aula, e non voglio aggiungere altro, però si rende conto  che
  si  tratta di una trovata tecnica, perché ci trovassimo davanti  ad
  disegno  di   legge con quattro articoli, dove viene presentato  un
  emendamento che ne riscrive uno, ritengo che, anche se si trattasse
  di   un  tecnicismo,  sia  corretto  poi  non  offrire  spazio   ai
  subemendamenti  a questo emendamento sebbene di riscrittura  di  un
  solo  articolo,  ma  trattandosi  di un  emendamento  che  riscrive
  l'intero disegno di  legge, è chiaro che quell'emendamento  diventa
  la legge e i subemendamenti diventano emendamenti.
   Le  dico questo perché non ci sia una truffa ideologica su  questo
  ragionamento  perché  mi sto convincendo che  dal  punto  di  vista
  tecnico è perfettamente stringente, forse, non c'è neanche da  dire
  nulla,  però,  dal  punto di vista etico, dal punto  di  vista  dei
  comportamenti di questa Assemblea, a parte che questa  è  la  prima
  volta che accade una situazione del genere, ci rendiamo conto  che,
  vista  la  delicatezza della materia, visto che  si  tratta  di  un
  articolo  soltanto  che riscrive un disegno  di   legge,  chiamarlo
  questo  emendamento e non chiamarlo legge è una questione di onestà
  intellettuale.
   E,  allora,  mettiamoci d'accordo su come  permettere  a  tutti  i
  deputati,  su  alcuni  subemendamenti,  per  lo  meno,  di   potere
  intervenire.  Mi sembra una cosa anche di correttezza istituzionale
  e  di  rispetto. Certo, da ora in poi ci faremo trovare  molto  più
  preparati e molto più attrezzati rispetto alla conoscenza di  tutti
  questi  cavilli,  però  non  l'ho presentato  io  l'emendamento  di
  riscrittura  che  non è un emendamento bensì il  disegno  di  legge
  stesso.

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  subemendamento  1.2.110,    a   firma
  dell'onorevole  D'Agostino.

   MINARDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevole Minardo, ho già chiarito  i  termini  della
  questione. Comunque ne ha facoltà.

   MINARDO.  Signor  Presidente, voglio intervenire  sull'ordine  dei
  lavori perché in apertura di seduta, il Vice Presidente Formica  ha
  riferito  all'Aula  che ci sono degli emendamenti  che  sono  stati
  dichiarati inammissibili,  senza dire quali siano.
   Ciò  preoccupa non solo me ma anche altri parlamentari perché  non
  sappiamo  quali  degli  emendamenti presentati  siano  più  o  meno
  inammissibili.
   Le chiedo, signor Presidente, di mettere a conoscenza l'Aula quali
  siano stati  dichiarati inammissibili.
   Perché  ho presentato un emendamento,  che è l'A.6, mi auguro  non
  sia  fra  gli  inammissibili, che modifica la norma in  materia  di
  indennità spettante ai deputati regionali.
   Con   questo   emendamento  chiedo,  insieme  ad  altri   deputati
  regionali,  la  riduzione  del quaranta  per  cento  dell'indennità
  parlamentare perché in un momento così difficile, in un momento  in
  cui i siciliani non possono andare avanti, non possono accudire  la
  famiglia,  credo  sia giusto che noi dessimo un segnale  importante
  alla Sicilia ed ai siciliani.
   Signor  Presidente, e concludo, e chiedo di mettere  a  conoscenza
  l'Aula  quali  siano gli emendamenti non ammissibili -  perché  non
  vorrei,  così come il Presidente Monti è con  il Governo  nazionale
  contro  la Sicilia, non solo, il Parlamento nazionale  è contro  la
  Sicilia,  cosa che abbiamo visto con la bocciatura dell'emendamento
  riguardante l'aeroporto di Comiso.
   Spero  che  la  Presidenza  possa  dichiarare  ammissibile  questo
  emendamento  così  possiamo discuterne e dare un  segnale  forte  a
  tutti i siciliani.

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro.  Avevo  chiesto di intervenire, signor  Presidente,  subito
  dopo la sua comunicazione,  per rendere atto che ieri sera, durante
  la  Giunta, una Giunta particolare, esclusivamente politica che  ha
  avuto   all'ordine  del  giorno  le  riflessioni  in  merito   alla
  comunicazione del  Presidente del Consiglio dei Ministri.
   Il  Presidente  della Regione ci ha comunicato della disponibilità
  della  Presidenza  dell'Assemblea  di mettere a disposizione  della
  Presidenza  e  dell'Assessore  per l'economia  l'Aula   per  potere
  riferire su questo tema.
   E' chiaro che questa lettera, questo intervento del Presidente del
  Consiglio,  ha  dei risvolti di natura politica e dei  risvolti  di
  natura tecnica.
   E' altrettanto evidente che, per quanto riguarda la possibilità di
  intervento  del  Presidente  della  Regione,  c'è  bisogno  di  una
  riflessione  per  capire quali siano i risvolti di natura  politica
  che hanno portato a questo atto che definirei  inusuale'.
   Ritengo  che il Presidente colga la disponibilità della Presidenza
  dell'Assemblea per venire in Aula a riferire.
   Per quanto riguarda l'aspetto più prettamente tecnico, l'assessore
  Armao  stamattina  è  già  stato presso gli  uffici  del  Ministero
  dell'Economia,  chiaramente per  parlare anche di questo  tema,  ed
  oggi è in Conferenza delle Regioni per cercare di risolvere il tema
  delle  partecipate oggetto dell'ordine del giorno della  Conferenza
  delle Regioni.
   Queste sono le motivazioni per cui, pur ringraziando la Presidenza
  dell'Assemblea  della sensibilità e della disponibilità,  non  sono
  presenti   né   il   Presidente  della  Regione,   né   l'Assessore
  all'economia.
   Ribadendo    che    sarà   necessario,   utile   per    riflettere
  complessivamente su questo argomento che non mancheranno e  saranno
  presenti nei prossimi giorni.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.   Onorevole Minardo, rispetto alla sua  richiesta,  la
  Presidenza   di   turno   ha  già  fornito   chiarimenti   rispetto
  all'ammissibilità o inammissibilità degli emendamenti. Il suo è  un
  emendamento  aggiuntivo  e  per adesso  siamo  al  fascicolo  degli
  emendamenti al testo, quando arriveremo agli aggiuntivi sarà chiaro
  anche il destino del suo emendamento.
   Si   passa  al  subemendamento   1.2.110  a  firma  dell'onorevole
  D'Agostino.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Su che cosa?

   D'AGOSTINO. Su questo emendamento, lo voglio illustrare.

   PRESIDENTE.  Onorevole D'Agostino il criterio l'ho  detto,  cinque
  minuti sul complesso dei subemendamenti.

   FORMICA.  Non  le  conviene intervenire ha solo  cinque  minuti  a
  disposizione per tutti i subemendamenti.

   D'AGOSTINO.  Allora intervengo per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Dichiarazione di voto sempre sull'articolo 1.2?

   D'AGOSTINO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione.

      Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.2.110

      PRESIDENTE. Essendo  la richiesta   appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento  1.2.110 dell'onorevole D'Agostino  che  cassa  tutto
  l'intero articolo 3 bis
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

   Presenti . . . . .   63
   Votanti . . . . . . . . . . . . . . . . .   53
   Maggioranza          27
   Favorevoli           10
   Contrari             43

                           (Non �� approvato)

   Si passa al subemendamento 1.2.111 è uguale e quindi è superato.

   Si passa al subemendamento 1.2.1 a firma dell'onorevole Marrocco.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione.

   D'AGOSTINO.  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.2.1

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.2.1
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti . . . . .   58
   Votanti . . . . . . . . . . . . . . . . .   49
   Maggioranza          25
   Favorevoli             7
   Contrari             42

                           (Non è approvato)

    PRESIDENTE   Il  subemendamento 1.2.64  è  assorbito.   Pongo  in
  votazione il subemendamento  1.2.2 a firma dell'onorevole Marrocco.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si   passa   al   subemendamento  1.2.47  a  firma  dell'onorevole
  Marrocco.

   D'AGOSTINO. Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.2.47

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

   Presenti . . . . .   69
   Votanti . . . . . .  68
   Maggioranza          35
   Favorevoli           26
   Contrari             42

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento 1.2.42.

   D'AGOSTINO. Chiedo  che  la  votazione   avvenga  per  scrutinio
  segreto.

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.2.42

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

        Presenti             61
        Votanti              59
        Maggioranza          30
        Favorevoli           20
        Contrari             39

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento 1.2.39.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Sul complesso degli emendamenti?

   COLIANNI. Sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  No  sull'ordine  dei  lavori  non  ha  diritto.   Sul
  complesso degli emendamenti. Se vuole può parlare per dichiarazione
  di voto. Onorevole Colianni vuol parlare?

   COLIANNI. Rinunzio.

   PRESIDENTE.  Sul complesso degli emendamenti, ed è una concessione
  della  Presidenza altrimenti non ha diritto a parlare,  sto facendo
  una  interpretazione  estensiva  democratica  del  Regolamento  per
  consentire  di parlare anche chi non ha firmato l'emendamento.

   COLIANNI . Possiamo parlare tutti o un solo deputato?

   PRESIDENTE.  Può  parlare  un deputato per  gruppo  è  una  scelta
  vostra,  non decido io chi parla, io devo dare la parola a  chi  me
  la  richiede  se  ha facoltà di intervenire, se ne  ha  diritto,  a
  termini regolamentari, onorevole Colianni se vuole può intervenire.

   COLIANNI. Sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  No,  sull'ordine dei lavori non  può.  Se  vuole  può
  intervenire   per   dichiarazione  di  voto  sul  complesso   degli
  emendamenti e subemendamenti.

   COLIANNI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   in   altre
  occasioni  abbiamo  ampiamente discusso, e questa  è  stata  sempre
  un'Aula aperta al dialogo e alla discussione.
   Questa  volta  stiamo  riscontrando un atteggiamento  di  chiusura
  incomprensibile che riteniamo assolutamente fuori  da  quelle  che,
  secondo  noi, sono le regole e la democrazia di questa  Aula,   non
  c'è  l'abbia  a  male,  noi non riteniamo che il suo  comportamento
  per quanto con stile e con classe e con la aplomb che vi appartiene
  sicuramente  senza atteggiamenti inadeguati, però, sta impedendo  a
  questa  Aula di potere esprimere il proprio parere su un tema  così
  delicato e così importante come quello di cui stiamo parlando.
   Io  mi  chiedo se tutti i parlamentari, qui presenti,   oggi  sono
  nelle  condizioni  di potere parlare e affrontare il  tema  di  cui
  stiamo  discutendo, mi sembra improbabile ed in ogni caso un errore
  procedurale quello di non consentire a ciascuno di noi di esprimere
  il proprio parere su questa norma e su questo disegno di  legge.
   Signor  Presidente, vorrei tornare, tuttavia, a  chiederle  ancora
  una  volta che quest'Aula possa discutere, al di là della  presenza
  del  Presidente della Regione, al di là della presenza del Governo,
  ma  come  parlamentari di quello che è successo in questi giorni  e
  che  sta  facendo  discutere ampiamente la  stampa  e  sta  facendo
  discutere  il Paese intero sulla vicenda della lettera di  Monti  a
  Lombardo.
   Penso  che abbiamo il diritto, come parlamentari e come Assemblea,
  di  affrontare  questo  tema e io sono qui a  chiedere  a  tutti  i
  parlamentari  di esprimersi su questa materia e soprattutto  vorrei
  parlare  oggi  a  coloro i quali, l'ho detto già in  occasione  del
  precedente intervento, vedo colpevolmente silenziosi, mentre questa
  Sicilia viene mortificata nelle regole e viene mortificata nei suoi
  uomini e nei suoi parlamentari e nelle sue istituzioni.
   Mi  sono chiesto in questi giorni perché gli interventi dell'amico
  Lo  Bello il giorno prima - si candidasse questo signore, avesse il
  coraggio  di  candidarsi,  avesse  il  coraggio  di  fare  non   il
   figurino' di questa Sicilia, non il portabandiera di un viso ormai
  svampito -  a capo di industriali portatori di interesse e  non  di
  quegli  industriali che in questa terra faticano ogni giorno  senza
  alcun  interesse,  mettesse la sua faccia  in  questa  Sicilia  per
  dimostrare  che invece il mondo che gli appartiene  è  pronto  alla
  sfida del cambiamento e alla sfida del riscatto sociale.
   Vedete amici miei, non è consentito né a lui né alla CISL,  non  è
  consentito  a quegli uomini occulti che hanno, in qualche  maniera,
  spinto  la  mano,  il braccio e la penna del bradipo  e  del  lento
  Monti,  di  costui  che sta delegittimando questo  Paese,  che  sta
  facendo andare in default questo Paese e che viene invece a parlare
  del  default  della  Sicilia. Si vergognassero questi  signori   Si
  vergognassero, sapendo quello che sta accadendo nel  Lazio,  quello
  che  sta  accadendo in Campania, in Calabria, si  vergognassero  di
  scrivere  quello che hanno scritto,  con un amanuense che  è  stato
  pluri-diretto dagli uomini del centralismo di questo potere romano-
  centrico,  di  questo  potere  dei  partiti  centrali  che   stanno
  cercando, in qualche maniera, di tentare di sconfiggere quello  che
  non  sconfiggeranno mai e cioè la voglia e il desiderio del  popolo
  siciliano di non farsi sopraffare da una politica centralista che è
  la politica alla quale, purtroppo, gli uomini di questi banchi così
  silenziosi che prima volevano fare gli autonomisti dei loro partiti
  hanno  finito  per  essere  i  servi  sciocchi  di  questi  partiti
  centrali.

   ARENA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Arena, io credo  di  averle  già  risposto
  quando  ho risposto all'onorevole Marrocco. Ma se vuole intervenire
  lo stesso, le concedo un minuto.

   ARENA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   solo   per
  riagganciarmi a quanto successo poc'anzi..

    (Dai  banchi  del  pubblico viene spiegato  un  vessillo  col
  simbolo  della  Trinacria, che viene  rimosso  ad  opera  degli
  assistenti parlamentari)

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alla ore 18.56, è ripresa alle ore 18.58)

   ARENA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, qualcuno  grida  al
  reato  di  lesa  maestà senza che in questa  Aula  ci  siano  state
  ostentazioni  di simboli neofascisti o neonazisti ma solo  bandiera
  della nostra amata Sicilia.

                   (Applausi dai banchi di  centro)

   Vorrei  quindi  capire  il  reato che  è  stato  compiuto  da  una
  siciliana  e sicilianista e autonomista convinta, dove  sta  e  tra
  l'altro  quale  sacrilegio  si sarebbe  perpetrato  all'interno  di
  questa storica Aula. Non capisco assolutamente signor Presidente  e
  mi  dispiace  che  sia stata strappata dalle mani la  bandiera  del
  popolo siciliano che non mi risulta essere, anche se forse qualcuno
  la  pensa  in  maniera  diversa, sintesi di pensieri  estremisti  o
  anarco-insurrezionalisti.
   Detto  questo  e  scusandomi con gli Uffici  per  quanto  successo
  poc'anzi,  e  specificatamente con lo  squisito  galantuomo  grande
  giurista  dottore  Di  Gregorio  perché  è  giusto  che  lo  faccia
  pubblicamente,   avevo   signor   Segretario   generale,    Uffici,
  Presidente dell'Assemblea, onorevoli colleghi, formulato un quesito
  poc'anzi  che  vorrei che la Presidenza (avevo detto  un  minuto  e
  quindi  Presidente  ancora  ho pochi secondi)  possa  semplicemente
  rispondere  a  questo quesito e cioè: il comma 7 dell'articolo  103
  nella  sua interpretazione letterale parla di un deputato  che  può
  intervenire   per   non  più  di  5  minuti   sul   complesso   dei
  subemendamenti che siano presentati agli emendamenti.
   Chiedo  alla Presidenza: se invece un deputato volesse intervenire
  non  avendo  subito  il subemendamento sul proprio  emendamento  ma
  essendo  titolare  della  firma di tanti subemendamenti  per  quale
  motivo,  visto  che  non è riportato dal Regolamento,  il  deputato
  presentatore  e  gli  altri deputati non  possono  intervenire  sui
  subemendamenti?
   Questa  è  una  domanda sulla quale, e concludo, questa  Assemblea
  deve avere una risposta certa perché - ripeto -, signor Presidente,
  il  comma 7 è chiarissimo quando parla di ciascun deputato che  può
  intervenire  5  minuti  sul complesso di subemendamenti  che  siano
  stati presentati ai propri emendamenti, ma se io sono firmatario di
  un    subemendamento   e   quindi  non  ho  subito   subemendamenti
  all'emendamento per quale motivo non posso illustrare ad uno ad uno
  i  miei  5.284  subemendamenti? E poi,  altro  quesito:  su  questo
  subemendamento e non sul complesso, tutti coloro i quali non  hanno
  subito  il  subemendamento  all'emendamento  e  sono  presenti   in
  quest'Aula possono intervenire?
   Questa è la formulazione di un quesito chiaro sul quale chiedo una
  risposta dalla Presidenza.

   PRESIDENTE.  Onorevole Arena, come avevo detto poco fa all'analogo
  quesito  dell'onorevole Marrocco: al comma 7  dell'articolo  103  è
  previsto  che ciascun deputato possa intervenire per non più  di  5
  minuti  sul complesso dei subemendamenti che siano stati presentati
  ai propri emendamenti.
   Per  cui a stretto rigore, se dovessimo interpretarlo per  come  è
  più  facile,  se lei cioè non fosse presentatore di subemendamento,
  non  potrebbe nemmeno intervenire. Proprio per lasciare  spazio  al
  dibattito  parlamentare  abbiamo esteso, ma  l'abbiamo  fatto  come
  prassi  non  soltanto in questa seduta, questo comma  dell'articolo
  103 è per tutti i  deputati che volessero intervenire. Quindi è una
  interpretazione  estensiva  del Regolamento  proprio  per  dare  la
  possibilità a tutti i deputati di intervenire.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, scusate io  non  sono  l'ufficio
  informazioni,  io  non  posso rispondere  a  tutti  i  quesiti  sul
  Regolamento interno, onorevole Minardo.

   MINARDO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Sempre  che  parla, ma  che  è  diventato  il  santone
  dell'Assemblea.?

   MINARDO,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, solo per ribadire che  il comma 7 dell'articolo
  103, anche perché io come semplice parlamentare da solo, lei sa che
  il  Regolamento mi vieta di presentare emendamenti in Aula,  quindi
  li  deve  presentare  il  capogruppo o 4 parlamentari.  E'  giusto?
  Allora,   se  io  non  posso  presentare  emendamenti   mentre   il
  Regolamento al comma 7 mi dice...

   PRESIDENTE.  Onorevole  Minardo, lei  può  presentare  emendamenti
  prima  e dopo la discussione generale, come sa, quindi non  è  vero
  che lei non può presentare emendamenti anche da singolo deputato.

   MINARDO. Ma in Aula bisogna che siano almeno 4 parlamentari  o  il
  capogruppo.

   PRESIDENTE. Prima dell'inizio della discussione generale, anche un
  solo  deputato può presentare emendamenti e il disegno di  legge  è
  all'ordine del giorno da una settimana.
   Si passa al subemendamento 1.2.39.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                        (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  1.2.40.  C'è  una  richiesta  di  voto
  segreto?
   Non c'è il numero dei richiedenti per il voto segreto.
   Pongo in votazione l'emendamento 1.2.40.

    PRESIDENTE   Chi  è  contrario si alzi; chi  è  favorevole  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 1.2.41.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ribadisco  e
  vorrei  che  venisse verbalizzato che noi abbiamo sostituito   -  e
  questo  lei  lo  ha  consentito - un disegno di legge  con  le  sue
  logiche  assembleari e, quindi, la possibilità di presentare  degli
  emendamenti.  L'abbiamo sostituito con un  emendamento  e  con  dei
  relativi subemendamenti.
     A  questo  punto, lei sta consentendo che cambino le regole  del
  gioco.  E  allora,  se su una legge e relativi emendamenti  si  può
  intervenire tutti in Aula, su un emendamento che tuttavia  riscrive
  il  disegno  di  legge e diventa la legge stessa,  perché  poi  non
  rimane  spazio per altro, perchè per i relativi subemendamenti  non
  si può più intervenire tutti in Aula?
   Io credo che questa sia un'affermazione corretta e si tratta di un
  tecnicismo;  lei  prima  non ha risposto alla  mia  domanda  se  lo
  riteneva  forse tecnicamente attendibile ma eticamente  accettabil,
  io  prendo  atto  che lei ha trasformato un disegno  di  legge  sul
  quale,  si  sono  consumate tensioni, grandissimi contraddizioni  e
  controversie  in quest'Aula, dove ovviamente l'azione  politica  di
  una  parte e di un'altra ha toccato in alcuni momenti il culmine  e
  lei  ha  trasformato questa battaglia parlamentare  ridimensionando
  l'azione che ogni parlamentare normalmente può avere.
   Io  non  credo che si possano fare analogie con altri  disegni  di
  legge  e  neppure  analogie con finanziarie dove i  percorsi  erano
  anche più complicati.
   Io  dico,  però, signor Presidente,  che se è vero che nella  vita
  bisogna  essere più furbi, vuol dire che cercheremo di  essere  più
  furbi  in  avanti e di essere padroni della materia  assembleare  e
  regolamentare  che,  come  lei vede, si presta  benissimo  a  tante
  interpretazioni e, certamente, ci saremmo aspettati che lei avrebbe
  comunque  consentito, magari non su tutti i subemendamenti,  ma  su
  una buona parte di essi, di potere più volte intervenire, perché io
  non posso intervenire complessivamente per cinque minuti su tutti i
  subemendamenti presentati.
   Ma  se  lei  mi  consente  di parlare su  ogni  subemendamento  io
  interverrò su ogni subemendamento.
   Le  chiedo almeno un intervento su un subemendamento, non lo  farò
  io lo faranno gli altri colleghi, ma uno su ogni subemendamento. Io
  credo  che  vada illustrato, credo che sia democratico fare  questo
  poi,  per  carità,  mi  rendo conto che  il  tecnicismo  supera  la
  sostanza,  ma immagino che non sia neppure una richiesta  sbagliata
  potere  illustrare ogni subemendamento, perché le pongo la domanda:
  se  ogni subemendamento nascondesse veramente, avesse veramente una
  ragione  profonda, come si fa a riassumere cinquanta subemendamenti
  in  cinque minuti? E' impossibile  E quindi lei vede come si  passa
  da un eccesso all'altro: cioè da una capacità di poter permettere a
  tutta  l'Aula  di  potere intervenire su tutto -  e  troppo  spesso
  questo  è stato consentito - addirittura sul nulla, su una  materia
  che, invece, è di grande attualità e delicatezza non si fa.
   Mi  rendo  conto  che  quando  si mette  insieme  una  grandissima
  maggioranza  trasversale e sotto questo profilo c'è  anche  lo  sta
  bene  dato  dagli  uffici  della Presidenza  che  ammettono  questa
  visione regolamentare, a quel punto, poi diventa complicato trovare
  lo spazio democratico per poter avere parola.
   Signor  Presidente, io ribadisco che questo disegno di legge,  che
  riscrive  il  vecchio  disegno di legge, snatura  completamente  la
  stessa proposta che era stata originariamente presentata.
   La  nostra  non  è  una posizione barricadiera per  rivendicare  a
  questo  Governo la possibilità di poter fare tutte  le  nomine  che
  vogliono  come  se questo fosse un capriccio, noi stiamo   -  e  lo
  abbiamo  messo  a verbale nelle sedute precedenti - contestando  il
  fatto che ad un Presidente e ad un Governo legittimamente in carica
  viene  negato  non  il diritto ma il dovere di  dover  compiere  il
  proprio ufficio.
   Siamo  convinti che si tratta di una norma incostituzionale e  che
  dovrà essere necessariamente impugnata dal Commissario dello Stato,
  stiamo  creando  un  vero e proprio mostro  abominevole  che  vuole
  assomigliare  allo spoil system ma non ha nulla dello spoil  system
  che,  peraltro,  la  legge già prevede per gran  parte  delle  cose
  dell'Amministrazione e quindi, in questo caso, diventa  ridondante,
  e  stiamo  creando  un  precedente che vedrà, ci  sarà  chiaramente
  contestato  quando il nuovo Presidente della Regione,  quando  sarà
  eletto,  si  troverà a non poter fare il proprio dovere 180  giorni
  prima della scadenza naturale del proprio mandato.
   Spiegatemi  perché è eticamente ammissibile una cosa  del  genere;
  spiegatemi perché chi viene eletto dal popolo ed ha il diritto e il
  dovere  di  compiere  le  azioni per  cui  è  chiamato  a  svolgere
  d'ufficio,  non debba più compierle improvvisamente.  E  spiegatemi
  pure perché e quali sono le conseguenze positive per gli enti,  per
  le  strutture, per gli organismi che si ritroveranno ingovernati  e
  si ritroveranno acefale sotto questo profilo.
   Come  vede  contesto il disegno di legge nel merito.  Contesto  la
  riscrittura anche nella forma e le dico, signor Presidente, che non
  so  se  abbiamo  utilizzato tutte le procedure corrette  e  giuste,
  compreso  quella di non consentire a tutti i parlamentari di  poter
  esprimere la propria opinione.
   Noi  cercheremo di chiederle la parola e cercheremo  di  ottenerla
  questa parola per sostenere la fondatezza delle nostre ragioni.  Mi
  auguro  che sia più magnanimo e ci consenta di intervenire  il  più
  possibile  per spiegare per quale motivo questa azione parlamentare
  sia  contestabile dal punto di vista politico, ma sia  contestabile
  anche dal punto di vista regolamentare.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.2.41.
   Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.

   MINARDO,  presidente  della Commissione.  Signor  Presidente,  lei
  secondo  me  non  ha  rispettato  il  Regolamento.  Lo  dico   come
  Presidente  di Commissione, perché lei deve chiedere il  parere  al
  Governo  ed alla Commissione. Non l'ha fatto, c'è troppa fretta  in
  questo disegno di legge.
   Deve chiedere il parere al Governo ed alla Commissione.

   PRESIDENTE. Onorevole Minardo, questo disegno di legge come sa non
  è un disegno di legge, per così dire, ordinario, arriva in Aula con
  una procedura assolutamente straordinaria e in questa legislatura è
  la  prima volta che giunge un testo di legge nella formulazione del
  primo  firmatario, per cui non c'è l'esigenza di chiedere il parere
  al  relatore e alla Commissione. Pur tuttavia, visto che lei  è  il
  Presidente   della   Commissione,  non  come  relatore,   ma   come
  Presidente, le chiederò il parere.

   CRACOLICI. Non come Presidente, ma come Commissione.

   PRESIDENTE.  Come  Commissione certo.  Il  parere  del  Presidente
  Minardo sul subemendamento 1.2.41?

   MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa al subemendamento 1.2.43. Il parere del Presidente della
  Commissione?

   PRESIDENTE.  Per  tutti  gli  altri  subemendamenti,  si   rimette
  all'Aula onorevole Minardo?

   MINARDO. No, su questo subemendamento sono contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Si rimette     all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Il subemendamento 1.2.80 è  assorbito.
   Si  passa al subemendamento 1.2.12. Il parere del Presidente della
  Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO, assessore per  la famiglia, le politiche sociali e  il
  lavoro. Si rimette     all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.2.13. Il parere del Presidente  della
  Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO, assessore per  la famiglia, le politiche sociali e  il
  lavoro. Si rimette  all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.2.13. Il parere del Presidente  della
  Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento 1.2.44. Il parere del  Presidente della
  Commissione?

   MINARDO,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  considerato  che  i  colleghi mi hanno lasciato  solo,  mi  rimetto
  all'Aula.

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.2.44

   ARENA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento  dagli onorevoli Arena, Bonomo, Calanducci,  Cappadona,
  Colianni, Cristaudo, D'Aquino, Di Mauro, Federico, Gentile,  Greco,
  Picciolo e Romano. Indico la votazione dell'emendamento 1.2.42 e ne
  proclamo l'esito:

   Presenti       59
   Votanti        54
   Maggioranza    28
   Favorevoli     13
   Contrari       41

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Comunico che il subemendamento 1.2.109 è assorbito.
   Si passa all'emendamento 1.2.45.

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.2.45

   ARENA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento  dagli onorevoli Arena, Bonomo, Calanducci,  Cappadona,
  Colianni, Currenti, D'Aquino, Di Mauro, Federico, Greco, Picciolo e
  Romano.  Indico la votazione dell'emendamento 1.2.45 e ne  proclamo
  l'esito:

   Presenti            56
   Votanti             43
   Maggioranza         22
   Favorevoli           2
   Contrari            41

                           (Non è approvato)

   Si  passa al subemendamento 1.2.48. Il parere del Presidente della
  Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.2.49

   PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 1.2.49.

   ARENA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento  dagli onorevoli Arena, Bonomo, Calanducci,  Cappadona,
  Colianni,  D'Aquino, Di Mauro, Federico, Greco, Picciolo e  Romano.
  Indico la votazione dell'emendamento 1.2.49 e ne proclamo l'esito:

   Presenti       58
   Votanti        47
   Maggioranza    24
   Favorevoli      5
   Contrari       42

                           (Non è approvato)

   Si  passa al subemendamento 1.2.50. Il parere del Presidente della
  Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO,  assessore per la famiglia,le politiche sociali  e  il
  lavoro.  Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  subemendamento  1.2.73  che   dichiaro
  assorbito.
       Si passa al subemendamento 1.2.51.

                Richiesta di verifica del numero legale

   COLIANNI. Chiedo la verifica del numero legale.

       (Alla richiesta si associano gli onorevoli Arena, Bonomo,
                              Cappadona,
    Currenti, D'Aquino, Di Mauro, Federico, Greco, Minardo e Romano)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può
  pigiare qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti 48

   L'Assemblea è in numero legale.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione il subemendamento  1.2.51  Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento  1.2.52.   Lo   dichiaro
  assorbito.
   Si passa al subemendamento 1.2.74.

                Richiesta di verifica del numero legale

   COLIANNI. Chiedo la verifica del numero legale.

   Alla   richiesta   si  associano  gli  onorevoli  Arena,   Bonomo,
  Cappadona,  Currenti, D'Aquino, Di Mauro, Federico, Greco,  Minardo
  e Romano.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può
  pigiare qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti 50

   L'Assemblea è in numero legale.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione il subemendamento  1.2.74.  Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato presentato  il  subemendamento
  1.2.53.  Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi;  chi  è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato presentato  il  subemendamento
  1.2.54.

                      Per richiamo al Regolamento

   MANCUSO. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo intervenire
  alla fine di questo suk ed, invece, mi vedo costretto ad intervenire
  ora. Presidenti di Commissione che chiedono il numero legale, numero
  legale   richiesto  ogni  14  secondi,  emendamenti  di  riscrittura
  completamenti del disegno di legge dove le regole si fanno in  Aula
  Non  riesco a capire cosa stia succedendo  Questo rimarrà agli  atti
  di  questo Parlamento e per chi ritornerà da novembre in avanti sarà
  una  regola  che varrà sempre  Onorevole Cracolici,  ti  prego,  sei
  stato  uno  dei  custodi più fedeli del Regolamento e  oggi  sei  in
  silenzio  come  lo  sono stato io  Ed è una vergogna,  mi  sento  di
  dirlo. Ed è una vergogna

   CRACOLICI. Al tuo posto mi dimetterei

   MANCUSO. Al tuo posto, onorevole Cracolici, mi dimetterei non  solo
  da Capogruppo ma anche da parlamentare, se fossi stato al tuo posto.
   Signor  Presidente, la prego. Cosa voglio fare? Quanto meno che  si
  rispettino  le  regole normali, quelle principali. Il Presidente  di
  Commissione  fa  il  Presidente di Commissione, se  sbaglia  lei  lo
  bacchetta  ed è giusto che lo faccia, il numero legale  gli  diciamo
  ai  ragazzi' che lo chiedano ogni cinque, dieci minuti  e  non  ogni
  quattordici   secondi   Ripristiniamo  quello  che   l'iter   minimo
  indispensabile.

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, rispondo a lei, ma  rispondo  anche
  all'onorevole D'Agostino.
   Mi  rendo conto che in politica ognuno a volte reciti un ruolo,  il
  gioco delle parti, non mi scandalizzo, sono abbastanza anziano della
  politica da non scandalizzarmi.
   Peraltro,  in questi quattro anni di legislatura ed ora  che  siamo
  quasi  a  consuntivo,  lo possiamo dire, le maggioranze  sono  state
  molto  variabili e, a turno, l'utilizzo del Regolamento, in  maniera
  più  o  meno elastica, ha fatto comodo, a turno, a tutti  o  non  ha
  fatto  comodo,  a  turno, a tutti, nel senso che c'è  qualche  forza
  politica che è all'opposizione e che oggi è maggioranza che  avrebbe
  voluto  una  gestione del Regolamento, dei lavori  dell'Aula  in  un
  certo  modo.  A  sua volta, chi era in maggioranza, poi,  è  passato
  all'opposizione e avrebbe preteso la stessa cosa.
   Ovviamente,  se  avessi  piegato il  Regolamento  alle  convenienze
  dell'Aula, di volta in volta, cercando di accontentare a  volte  gli
  uni,  altre volte gli altri, sarei stato Presidente, non al di sopra
  delle  parti,  non  avrei fatto gli interessi di quest'Assemblea  e,
  probabilmente, non avrei neanche vissuto vita tranquilla per quattro
  anni  come,  invece,  in fondo, nonostante le difficoltà  di  questa
  legislatura, alla fine ho vissuto.
   Questo  perché ho utilizzato sempre lo stesso metro, questo  perché
  ho  utilizzato sempre lo stesso criterio, sia quando il mio partito,
  o  la maggioranza che mi aveva eletto Presidente era in maggioranza,
  sia  quando  la  maggioranza  che mi  aveva  eletto  Presidente  era
  diventata  minoranza,  sia  che  i  rapporti  del  momento  con   il
  Presidente della Regione erano idilliaci, sia che i rapporti con  il
  Presidente della Regione, in quel dato momento, erano pessimi.
   Ho  utilizzato  uno strumento che per quattro anni è valso  sempre,
  nella  buona  e  nella cattiva sorte. Per cui, essere  accusati,  in
  questo frangente, di utilizzare il Regolamento, a mio piacimento, mi
  sembra  poco onesto intellettualmente perché tutti voi -  non  credo
  che  in  fondo  al  vostro  cuore non abbiate  un  ricordo  comunque
  positivo della conduzione dei lavori di questa Presidenza.
   Se  così  non fosse stato sarei stato contestato più di  una  volta
  perché momenti di polemica molto accesa, nel corso di questi quattro
  anni,  ce  ne sono stati parecchi e non saremmo arrivati  alla  fine
  della  legislatura,  se  avessi  utilizzato  il  Regolamento  a  mio
  piacimento. Così non è stato e credo che di questo possiate  darmene
  atto tutti.

   COLIANNI. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI. Signor Presidente, ho molto rispetto per i miei colleghi
  e devo confessarle che le parole che ha detto sono parole vere.
   Le  diamo  atto che nei momenti difficili di questa  Assemblea  di
  avere mantenuto sempre un tono alto di questo Parlamento e le diamo
  atto di grande equilibrio.
   Oggi  intervengo  anche  a seguito dell'intervento  dell'onorevole
  Mancuso,  in effetti non è un bel vedere il silenzio di quest'Aula,
  non  è  un bel vedere che amici che hanno governato questa  Sicilia
  per  tanti anni - rispetto ad argomentazioni come queste  -  se  ne
  stiano  in  silenzio.  Tornerò,  per  tutte  le  volte  che  mi   è
  consentito,  a  ripetere  questa cosa. Vorrei  che  anche  un  solo
  cittadino siciliano sappia che questi sono silenzi colpevoli. Penso
  che sia indispensabile, oltre che opportuno,  corretto e leale dire
  ai  siciliani perché state votando questa legge. Dite  con  estrema
  chiarezza  che  volete privare un Presidente della Regione,  eletto
  dal popolo siciliano ed attualmente in carica, di quelli che sono i
  ruoli  che  gli  appartengono  costituzionalmente.  Il  vostro   è,
  assolutamente,  un colpo di mano fatto per evitare  che  le  vostre
  paure diventino realtà e le vostre angosce e i vostri non sogni,  i
  vostri  turbamenti  notturni di perdere questa campagna  elettorale
  prossima vi stanno portando a fare una politica dello struzzo e  di
  mettervi  la  testa sotto terra. Non provate un po' di  vergogna  a
  stare in silenzio? Non provate un po' di vergogna a non spiegare ai
  siciliani  che  vi  stanno a guardare, e  non  avete  il  coraggio,
  onorevole  Cracolici,  e Capogruppo - che  non  so  chi  sia  -  di
  quest'altra parte, per quale ragione non venite qui a spiegare alla
  gente  perché  non volete che Lombardo eserciti  il  suo  ruolo  di
  Presidente?  Dite  alla gente questo  Abbiate il coraggio  di  dire
  alla  gente perbene di questa Sicilia perché tacete  Parlo ai tanti
  uomini  perbene  che  stanno  da quella  parte,  silenziosi  di  un
  silenzio  colpevole e di un silenzio voluto dai vostri  uomini  del
  partito romano.
   Voi uomini della democrazia

   PRESIDENTE.   Onorevole   Colianni,  mi  sfugge   l'articolo   del
  Regolamento cui fa riferimento il suo intervento.

   COLIANNI.   la natura vera perché amici miei i silenzi  urlano   I
  silenzi urlano  La vostra rabbia interiore per non potere parlare e
  credetemi  amici  miei che non è un bel vedere  vedervi  silenziosi
  dopo  che  avete amministrato insieme a noi e andateci a raccontare
  tutte le cose che avete fatto insieme a noi.
   Andate  a  dire  nei  palchi  quello  che  avete  fatto  per   poi
  nascondervi  dietro  il silenzio, ma la gente  è  intelligente,  la
  gente  capisce, la gente sa, la gente osserva, la gente vede quello
  che state facendo in questa Aula.
   E  allora, signor Presidente, e chiudo come ho aperto, noi abbiamo
  solo  un'arma,  non  ne  abbiamo altre,  attorno,  ci  ritornino  i
  sottogoverni  questi  signori, ci ritornino  i  sottogoverni   Fate
  dimettere  tutti  i  vostri  uomini  e  le  presidenze  che   avete
  conquistato stando insieme a noi.
   Abbiate il coraggio di fare questo se siete uomini che volete fare
  una politica seria in questa Sicilia.
   E  siccome questo, caro Presidente, non ce lo restituisce  nessuno
  e,  purtroppo ormai,  cum  grande e magna passione l'abbiamo ceduta
  a  lor  signori,  adesso  gridiamo a  questa  vergogna,  al  popolo
  siciliano e i signori vengono qui a parlare e a dire qual è la loro
  verità.

   DI MAURO. Chiedo di parlare sul complesso degli emendamenti.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, chiedo di intervenire per svolgere un
  ragionamento che in parte avevo affrontato ieri.
   Io   ho  molto  rispetto  per  la  Presidenza  dell'Assemblea   e,
  comprendendo  la  necessità, comunque, viste le  sollecitazioni  di
  inserire  all'ordine del giorno il disegno di legge, che per  altro
  non  era stato esitato positivamente in sede di Commissione, dicevo
  ieri  e  lo  ripeto  oggi,  non  riesco  a  comprendere  come   mai
  continuiamo  a  lavorare  su  un  disegno  di  legge  che  rispetto
  all'originario ha subito una sorte di mutazione genetica.
   Cosa voglio dire? Voglio dire che rispetto all'idea principale che
  aveva  indirizzato il disegno di legge originario, oggi noi abbiamo
  un   disegno  di  legge  in  cui  vengono  compiute  una  serie  di
  affermazioni  e di interpretazioni, come per esempio  che  cosa  si
  intende  sull'ordinaria amministrazione, che a mio avviso vanno  al
  di   là  di  quelle  che  possono  essere,  mi  permetto  di  dire,
  l'accettabilità di queste indicazioni.
   Avevo  chiesto ieri, signor Presidente, di soprassedere su  questo
  disegno   di   legge   perché  ritengo  corretta   una   sorta   di
  approfondimento; mi riferisco alle questioni di carattere  tecnico,
  non  certo  politiche, che queste sono libere  interpretazione  dei
  parlamentari, dei gruppi parlamentari e anche di ella, e cercare di
  comprendere bene se questo disegno di legge è un disegno  di  legge
  di ordine costituzionale.
   Lo  dico perché voglio evitare in qualsiasi modo che questa  norma
  possa  essere  votata dall'Assemblea ed impugnata  dal  Commissario
  dello Stato e, quindi, creare ulteriore nocumento in un momento  in
  cui  sulla  Sicilia, sull'Assemblea, sul corpo parlamentare,  credo
  che necessiti un minimo di chiarezza.
   Siamo  in  un momento di grande difficoltà, fermo restando  l'idea
  che  alcuni parlamentari hanno voluto mettere sull'emendamento  che
  di  fatto  ha mutato quello che era originariamente il  disegno  di
  legge,  credo  che  sia  cosa corretta, me lo  lasci  dire,  signor
  Presidente,  e  giusta  dare  la possibilità  alla  Commissione  di
  approfondire  questo  disegno  di  legge,  consultando   importanti
  giuristi  che,  contattati  da noi, hanno  espresso  una  sorta  di
  perplessità sulla validità di questo disegno di legge.
   Quindi,  signor  Presidente,  le riconfermo  la  necessità  di  un
  approfondimento di questo disegno di legge che è completamento,  lo
  ripeto,  diverso  rispetto  a quello originario,  per  far  sì  che
  l'Assemblea  possa essere chiamata a legiferare su qualcosa  che  è
  assolutamente  ammissibile, che non subisca l'onda dell'impugnativa
  da  parte  del Commissario dello Stato e possa anche porre  fine  a
  questo contrasto che è presente in questo momento  in Assemblea tra
  due parti del Parlamento.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.2.54.

                Richiesta di verifica del numero legale

   ARENA. Chiedo la verifica del numero legale.

   Alla richiesta si associano gli onorevoli Arena, Bonomo, Cappadona,
    Currenti, Di Mauro, Federico, Gentile, Greco, Minardo e Romano)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  invito gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   PRESIDENTE. Per un problema di natura tecnica bisogna ripetere  la
  votazione,  c'è  stato un disguido con il sistema elettronico,   vi
  assicuro che si è spento il sistema.

                   (protesta dai banchi del centro)

   DI MAURO. Noi ci appelliamo all'imparzialità dell'Aula.

   PRESIDENTE.  Il  sistema si è spento prima che io  dichiarassi  la
  votazione chiusa. Possiamo fare una contro prova. Il sistema  si  è
  spento  prima  che  io  dichiarassi  chiusa  la  votazione,  quindi
  ovviamente non ha registrato il numero dei voti.
   Procediamo alla votazione.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.
                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti  44

   L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta  riprenderà
  alle ore 20.35.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.38, è ripresa alle ore 20.40)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che la  seduta  è  stata
  precedentemente sospesa per mancanza del numero legale,  purtroppo,
  per  un  errore  della  Presidenza in effetti  è  stato  dichiarato
  mancante il numero legale che in effetti c'era, dovuto ad un errore
  tecnico  del  sistema.  Il  sistema prevede  che  la  richiesta  di
  verifica  di  numero  legale vada fatta di volta  in  volta  con  i
  richiedenti che vanno registrati nel sistema elettronico, e siccome
  la  prima  votazione  è  stata annullata, e poi  abbiamo  fatto  la
  seconda  votazione, nella quale non ho rimesso ai voti la richiesta
  per  la  verifica dei richiedenti. Questo ha fatto  sì  che  i  sei
  richiedenti  il numero legale della prima votazione, non  venissero
  computati nella seconda, per cui in Aula eravamo cinquantuno ma  ne
  sono stati segnati 44 ed è mancato il numero legale, che in effetti
  c'era.
   Riprendiamo, dunque, con l'esame dell'emendamento 1.2.54.

                Richiesta di verifica del numero legale

   D'AGOSTINO. Chiedo la verifica del numero legale.

    (Alla richiesta si associano gli onorevoli Bonomo, Calanducci,
     Cappadona, Fiorenza, Minardo e Romano)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  invito  gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            47

   L'Assemblea è in numero legale.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 1.2.54. Chi è favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   D'AGOSTINO.   Signor  Presidente,  vorrei  che  si  controllassero
  effettivamente le presenze.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.2.22.

                Richiesta di verifica del numero legale

   D'AGOSTINO. Chiedo la verifica del numero legale.

    (Alla richiesta si associano gli onorevoli Bonomo, Calanducci,
                    Cappadona, Currenti e Fiorenza)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  invito  gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            46

   L'Assemblea è in numero legale.
   Anche l'onorevole Donegani ha preso parte alla votazione.
   Chiedo ai Deputati Questori ed ai Deputati Segretari di aiutarmi a
  verificare, dalla prossima votazione, la regolarità del voto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Informo che l'onorevole Cracolici ha  comunicato  che
  gli  onorevoli Ammatuna, Di Benedetto, Raia, Termine  e  Barbagallo
  hanno  chiesto congedo per la seduta odierna; l'onorevole  Pogliese
  ha  comunicato  che gli onorevoli Falcone ed Edoardo  Leanza  hanno
  chiesto  congedo  per  la  seduta odierna e  l'onorevole  Adamo  ha
  comunicato che l'onorevole Forzese ha chiesto congedo per la seduta
  odierna.
   Anche gli onorevoli Scoma e Torregrossa sono in congedo.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


           Seguito della discussione del disegno di n. 908/A

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.2.22 a firma dell'onorevole
  D'Agostino. Il parere della Commissione?

   MINARDO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli emendamenti 1.2.55  e  1.2.56  sono
  assorbiti.  Si  passa all'emendamento 1.2.7 a firma  dell'onorevole
  D'Agostino.

   D'AGOSTINO. Chiedo la verifica del numero legale.

                Richiesta di verifica del numero legale

   PRESIDENTE. Chiedo la verifica del numero legale.

     (Alla richiesta si associano gli onorevoli Bonomo, D'Aquino,
                      Fiorenza, Minardo e Romano)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  invito  gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            49.

   L'Assemblea è in numero legale.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.2.7. Il  parere
  della Commissione?

   MINARDO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  favorevole resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento 1.2.49. Il parere della Commissione?

   MINARDO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  favorevole resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico che il subemendamento 1.2.58 è assorbito.
   Si passa al subemendamento 1.2.59. Il parere della Commissione?

   MINARDO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  favorevole resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.   Si   passa  al  subemendamento  1.2.115,   a   firma
  dell'onorevole Maira.

   MAIRA. Dichiaro di ritirare l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa al subemendamento 1.2.10. Il parere della Commissione?

   MINARDO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  favorevole resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento 1.2.3. Il parere della Commissione?

   MINARDO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  favorevole resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Il subemendamento 1.2 13 è assorbito.
   Si passa all'emendamento 1.2.82.

   COLIANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

        (Gli  onorevoli  Bonomo, Calanducci,  Di  Mauro,  Federico,
      Minardo,  Pogliese,  Romano e Ruggirello  si  associano  alla
      richiesta)

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.2.82

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 1.2.82.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            54
   Votanti             46
   Maggioranza         24
   Favorevoli           5
   Contrari            41

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento 1.2.63. Il parere della Commissione?

   MINARDO,  presidente  della Commissione. Mi  rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  favorevole resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento 1.2.87. Il parere della Commissione?

   MINARDO,  presidente  della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  favorevole resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento 1.2.114. Il parere della Commissione?

   MINARDO,  presidente  della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  favorevole resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  al  subemendamento 1.2.88. Lo pongo  in  votazione.  Il
  parere della Commissione.

   MINARDO,  presidente  della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  favorevole resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento 1.2.61. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Mi rimetto all'Aula.

   CRACOLICI.  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio  segreto
  per  questo e per tutti gli altri subemendamenti che verranno posti
  in votazione.

        (Gli   onorevoli   Adamo,   Ardizzone,   Campagna,   Cascio
      Salvatore,   De  Benedictis,  Di  Giacomo,  Dina,   Donegani,
      Faraone, Ferrara e Formica si associano alla richiesta)

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.2.61

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 1.2.61.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            46
   Votanti             45
   Maggioranza         23
   Favorevoli           2
   Contrari            42
   Astenuto             1

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento 1.2.20. Il parere della Commissione?

   MINARDO,  presidente  della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  favorevole resti seduto.

                           (Non è approvato)

   I subemendamenti 1.2.60 e 1.2.57 sono assorbiti
   Si passa al subemendamento 1.2.62.

                        Sull'ordine dei lavori

   BONOMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BONOMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  riallaccio  al
  mio  precedente  intervento  sull'ordine  dei  lavori  e  a  quanto
  continua a succedere fuori da quest'Aula.
   Riassumendo,  abbiamo  avuto  un soggetto  proveniente  dalla  mia
  provincia che nei tempi giovani faceva insieme a me il disk  jockey
  -  non so quanto lo abbia fatto bene o lo abbia fatto male - e  che
  poi  ha  militato nel partito socialista, il quale, ha allarmato  i
  mercati  nazionali  ed internazionali perché la Sicilia  sarebbe  a
  rischio default.
   Questo   signore   ha ingenerato sulla stampa nazionale,  e  ormai
  anche sui media internazionali, il fatto che le nostre finanze e le
  nostre casse sono in crac finanziario ed economico, così tanto  che
  il  Presidente  del  Consiglio Monti, si è  sentito  in  dovere  di
  intervenire preallarmato da quanto dichiarato su tutti i  giornali,
  e  ribadisco che su testate nazionali oggi la Sicilia era data  per
  fallita.
   E'  dovuto  intervenire anche il Presidente Napolitano, dove  oggi
  Monti si è recato per il preoccupante default della Sicilia.
   E'  chiaro  che si è immediatamente innescata violenta  sui  media
  internazionali, sulla finanza internazionale, la ovvia ed  evidente
  notizia che la nostra Regione non ce la fa, non ce l'avrebbe  fatta
  e non ce la farà
   Signor   Presidente,   a  vostro  e  nostro   buon   uso,   perché
  rappresentiamo  il popolo, leggo due notizie Ansa,  rispettivamente
  delle 19.48 e delle 20.01 di stasera:  Non è rischio default per la
  Sicilia. Il problema non è strutturale ma di temporanea mancanza di
  liquidità, ed è stato risolto con trasferimenti per 400 milioni  di
  euro   già   programmati .  E'  quanto  si  apprende  da   ambienti
  governativi;  e  alle 20.01:  Il bilancio della Regione  Sicilia  è
  stato in attivo nel 2011 e nel 2010 .
   Ma per quanto tempo ancora noi dobbiamo sopportare, in quest'Aula,
  per  quanto  tempo  ancora noi rappresentanti del popolo  siciliano
  dobbiamo vedere la nostra Terra maltrattata a livello nazionale  ed
  internazionale? Per quanto tempo dobbiamo permettere a uomini  come
  Berghezio di dire che per la Sicilia non c'è un euro?
   Noi  sappiamo  benissimo, avendo approvato  il  bilancio,  che  la
  Sicilia  è creditrice nei confronti del Governo nazionale. Partiamo
  dai  fondi - e lo dico ai miei colleghi di Messina - che sono stati
  impiegati  dal  Governo  regionale,  dalle  casse  regionali,  come
  anticipazione   per   le   alluvioni   che   si   sono    succedute
  malauguratamente nella Sicilia orientale.
   I  denari  anticipati dalle nostre casse, devono essere trasferiti
  dal Governo nazionale.
   Bene   Adesso  apprendiamo, in grave ritardo che il default  della
  Sicilia non c'è.
   Allora  io  chiedo  chi ripagherà la Sicilia di  questo  danno  di
  immagine,  e  chiedo a tutti voi e a lei Presidente dell'Assemblea.
  Se  tutto  questo  che  leggiamo dalle  notizie  Ansa  è  vero  chi
  risarcirà il nostro popolo chi risarcirà noi del danno di immagine?
   Le  faccio  una  proposta seria, chiediamo di  iniziare  un'azione
  risarcitoria  civile  e penale nei confronti di  chi  ha  innescato
  questo meccanismo che, ancora una volta infanga la nostra Terra, la
  nostra  Regione e il nostro Parlamento in Italia e nel mondo.

   PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 1.2.62.

   D'AGOSTINO.  Su  questo  non  si era discusso  in  Conferenza  dei
  capigruppo, si era deciso di fare un documento.

   PRESIDENTE.   Non  possiamo  riaprire  l'argomento  default,   non
  default.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Chiedo la richiesta di verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento dagli onorevoli Ardizzone, Campagna, Cascio  Salvatore,
  Cracolici,  De  Benedictis, Ferrara, Formica, Galvagno,  Gucciardi,
  Laccoto,  Marinello, Pogliese e Rinaldi, indìco  la  votazione  per
  scrutinio segreto e ne proclamo l'esito:

   Presenti    40

   L'Assemblea non è in numero legale.

   Onorevoli  colleghi,  apprezzate  le  circostanze,  la  seduta   è
  rinviata a venerdì, 20 luglio 2012, alle ore 11.00, con il seguente
  ordine del giorno:

  I  - Comunicazioni

  II  -  Discussione, ai sensi dell'articolo 68 bis del regolamento
  interno, del disegno di legge:
   - Norme in materia di trasparenza della propaganda elettorale per
     il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana . (n.  908) (Seguito)

  III  - Discussione dei disegni di legge:

    1)  -   Interventi per effettuare una nuova  perimetrazione dei
         parchi  (n. 931/A) (Seguito)
             Relatore: on. Mancuso
    2)  -    Norme in materia di entrata. Finanziamento di leggi di
         spesa . (n. 900/A) (Seguito)
             Relatore: on. Galvagno
    3)  -   Promozione  della mutualità volontaria e sostegno  alle
         società di mutuo soccorso . (nn. 454-703/A) (Seguito)
             Relatore: on. Gucciardi

  IV   -    Seguito della discussione delle proposte di modifica  al
  Regolamento interno dell'Assemblea  (doc. X)

             Relatore: il Presidente

                   La seduta è tolta alle ore 21.03

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
                            alle ore 23.00

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli