Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
POGLIESE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino, le voglio leggere l'articolo 81
che recita: La seduta comincia con la lettura del processo verbale
che, se non vi sono osservazioni, si considera approvato senza
votazioni. Occorrendo la votazione, questa ha luogo per alzata e
seduta. Sul processo verbale nessun deputato può avere la parola se
non per farvi inserire una rettifica sulle proprie dichiarazioni
oppure per chiarire il proprio pensiero espresso nella seduta
precedente oppure per fatto personale.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Per fatto personale
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente non
mi rimane altra soluzione che il fatto personale e ne faccio un
fatto personale perché lo è fra me ed il Presidente, onorevole
Formica, il quale, ieri sera, rientrando dalla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari che, tra l'altro, avevamo dovuto
convocare per mettere ordine dopo i disordini che si erano
registrati in quest'Aula a causa del mancato rispetto da parte del
sottoscritto di potere fare una dichiarazione di voto - fra l'altro
sono a credito di quella dichiarazione di voto, quindi, le chiederò
di farla - e, dove avrei voluto, anche avere la possibilità di
utilizzare il Regolamento a mio favore per indirizzare i lavori
d'Aula, il Presidente ha poi comunicato alla pagina 32 del verbale,
mentre in una pagina precedente non lo aveva comunicato, lo ha
quindi specificato appositamente alla fine, che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, avrebbe stabilito che entro
domani sera, domani notte, cioè oggi, si sarebbe dovuto chiudere la
legge blocca nomine .
Bene, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari questa
cosa non l'ha mai stabilita. Mi appello, quindi, alla sensibilità
del Presidente dell'Assemblea Ormai, io non ci conto più, per
questo è un fatto personale. Mi appello al senso di onore degli
altri Presidenti dei Gruppi parlamentari, questa decisione in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari non è stata mai
presa.
Qualcuno mi potrà dire, come mi ha detto poco prima il Presidente
Cascio, durante la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, che cambia poco sul piano sostanziale.
Se cambia poco, non capisco perché non si possano tagliare queste
poche parole visto che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari non ha assolutamente stabilito di prendere questa
decisione.
Ma perché questo? Perché oggi possiamo anche fare notte e
approvare, se ce la farete, perché noi siamo contrari, ad approvare
o meno questo disegno di legge blocca nomine'. Non possiamo
sentire di fare notte e non rinviare a domani, piuttosto che a
venerdì. Abbiamo peraltro già convocato la seduta per venerdì e,
quindi, mi voglio appellare ed ancorare a questa decisione, che è
stata di pochi minuti fa, essendoci la seduta di venerdì, oggi
faremo quello che riusciremo a fare anche fino a tarda serata, non
saremo di certo noi dell'MPA a sottrarci da questo impegno, ma
pretendo che nessuno alle due o alle tre del mattino mi richiami
all'ordine rispetto ad una decisione che io avrei potuto
sottoscrivere in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Signor Presidente, questa decisione non è mai stata presa dalla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, voglio che venga
verbalizzata questa mia dichiarazione che non sarà contraddetta da
nessun Capogruppo perché non è stata mai presa, supera certamente
questa nota di verbale che mi pare essere l'ennesima furbata del
Presidente Formica.
MARROCCO. Chiedo di parlare su fatto personale.
PRESIDENTE. Onorevole Marrocco, non ha nessun fatto personale
perché l'onorevole D'Agostino aveva un fatto personale che la
Presidenza riconosce, lei, onorevole Marrocco non ha nessun fatto
personale, non è intervenuto e non ha nulla da far correggere.
Pongo ai voti l'approvazione del verbale della seduta precedente.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole D'Agostino, avrà tutte le prerogative che prevede il
Regolamento, ma è altrettanto vero che il Regolamento, oggi, sarà
seguito puntualmente così com'è.
Voglio anche ricordarle che sul complesso dei sub emendamenti
presentati, può intervenire una sola volta per illustrare tutti i
subemendamenti presentati.
Mi pare che i sub emendamenti a sua firma, onorevole D'Agostino,
siano una trentina, quindi, ribadisco, può intervenire una sola
volta per illustrare il complesso dei subemendamenti, previsto
dall'articolo 103 del Regolamento.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Comunicazione di nota di dimissioni di deputato regionale
PRESIDENTE. Comunico che, con argomentata nota datata 17 luglio
2012, pervenuta in pari data (protocollata al n. 6269/AULAPG del 18
luglio successivo), l'onorevole Cateno De Luca ha rassegnato le
dimissioni dalla carica di Deputato regionale.
Avverto che le predette dimissioni saranno poste all'ordine del
giorno della prossima seduta.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2728 - Interventi urgenti al fine di pervenire alla modifica
dell'attuale allocazione del servizio psichiatrico di diagnosi e
cura dell'ospedale Gravina di Caltagirone (CT).
- Assessore Salute
Firmatario: De Benedictis Roberto
N. 2729 - Chiarimenti sulla organizzazione della visita del Papa a
Palermo nel 2010.
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Faraone Davide
N. 2730 - Iniziative a livello nazionale per la
stabilizzazione dei precari delle pubbliche amministrazioni
siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2731 - Iniziative urgenti in favore dei laboratori di analisi e
a tutela e salvaguardia della salute dei cittadini.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2732 - Notizie sui ritardi nei pagamenti delle spettanze alle
farmacie siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Falcone Marco
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Seguito della discussione, ai sensi dell'articolo 68 bis del
Regolamento interno, del disegno di legge Norme in materia di
trasparenza della propaganda elettorale per il rinnovo
dell'Assemblea regionale siciliana (908)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione, ai sensi dell'articolo 68 bis del Regolamento
interno, del disegno di legge Norme in materia di trasparenza
della propaganda elettorale per il rinnovo dell'Assemblea regionale
siciliana (n. 908).
Invito la Commissione a prendere posto negli appositi banchi.
Ricordo che ieri l'esame del disegno di legge era stato interrotto
in fase di esame dell'emendamento 1.2.
Comunico che è in distribuzione il fascicolo dei subemendamenti
all'emendamento 1.2, interamente sostitutivo dell'articolo 1 del
disegno di legge numero 908 in corso di esame.
Il fascicolo contiene i subemendamenti presentati e ritenuti
ammissibili dalla Presidenza.
A tal proposito, comunico che sono stati ritenuti inammissibili i
subemendamenti estranei al testo, quelli privi di contenuto
normativo, nonché quelli privi del necessario nesso logico
sistematico con il testo.
Comunico che sono stati presentati i seguenti subemendamenti:
- dall'onorevole D'Agostino: 1.2.110, 1.2.111, 1.2.6, 1.2.11,
1.2.8, 1.2.14, 1.2.76, 1.2.77, 1.2.107, 1.2.80, 1.2.18, 1.2.75,
1.2.12, 1.2.21, 1.2.13, 1.2.109, 1.2.73, 1.2.74, 1.2.22, 1.2.7,
1.2.16, 1.2.9, 1.2.10, 1.2.113, 1.2.82, 1.2.19, 1.2.108, 1.2.83,
1.2.81, 1.2.114, 1.2.20, 1.2.15, 1.2.23, 1.2.24, 1.2.25, 1.2.26,
1.2.27, 1.2.28, 1.2.37, 1.2.17, 1.2.38, 1.2.106, 1.2.105, 1.2.32,
1.2.29, 1.2.30, 1.2.31, 1.2.112, 1.2.79, 1.2.78, 1.2.36, 1.2.34,
1.2.35, 1.2.33;
- dall'onorevole Marrocco: 1.2.1, 2.2.64, 1.2.46, 1.2.2, 1.247,
1.2.42, 1.2.39, 1.2.40, 1.2.41, 1.2.43, 1.2.44, 1.2.45, 1.2.48,
1.2.49, 1.2.50, 1.2.51, 1.2.52, 1.2.53, 1.2.54, 1.2.55, 1.2.56,
1.2.58, 1.2.59, 1.2.3, 1.2.63, 1.2.61, 1.2.60, 1.2.57, 1.2.62,
1.2.4, 1.2.5, 1.2.72, 1.2.71, 1.2.70, 1.2.69, 1.2.67, 1.2.68,
1.2.65, 1.2.66;
- dall'onorevole Maira: 1.2.115;
- dall'onorevole Ruggirello: 1.2.84, 1.2.85, 1.2.86, 1.2.87,
1.2.88, 1.2.89, 1.2.90, 1.2.91, 1.2.92, 1.2.93, 1.2.94, 1.2.95,
1.2.96, 1.2.97, 1.2.17, 1.2.98, 1.2.99, 1.2.100, 1.2.101, 1.2.102,
1.2.103, 1.2.104.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, io non ho capito come andranno
avanti i lavori, vorrei che lei lo specificasse bene, in maniera
tale che tutto il Parlamento possa ascoltare.
Abbiamo adesso un emendamento, che è di riscrittura, proposto da
alcuni deputati, non certamente da deputati del Gruppo MPA, a
questo emendamento abbiamo presentato dei subemendamenti, vorremmo
che questi subemendamenti venissero uno per uno commentati,
discussi, come si è sempre fatto. Voglio capire qual è la prassi:
posso intervenire io come presentatore e tutti i deputati che lo
vogliono sul sub emendamento? E in quale misura?
Questa è la domanda e vorrei una risposta.
PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino, lei ha finito il suo intervento
e non può stare sul podio. Lei aveva bisogno di una spiegazione:
stiamo affrontando l'esame dell'emendamento 1.2 al quale sono stati
presentati un centinaio di subemendamenti e prima si discutono
questi ultimi, a cominciare dall'ordine con cui sono stati
presentati e rilegati nel fascicolo.
Sul complesso di tutti i subemendamenti presentati, ciascuno
deputato presentatore, cioè lei onorevole D'Agostino ne ha
presentati 30, 40, quelli che sono, ha a disposizione 5 minuti.
FIORENZA. Quindi, io non posso parlare singolarmente per ogni
singolo sub emendamento?
PRESIDENTE. No, perché lo dice l'articolo 103. Non può parlare
singolarmente per ogni singolo sub emendamento. Glielo leggo:
ciascun deputato presentatore può altresì intervenire per non più
di cinque minuti sul complesso dei subemendamenti che siano stati
presentati al proprio emendamento . Onorevole D'Agostino, non gli
ho dato neppure la parola, quindi lei non potrebbe neppure
intervenire, onorevole D'Agostino, ai sensi dei commi 6 e 7
dell'articolo 103.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha già parlato sull'ordine dei lavori, onorevole
D'Agostino è chiarissimo il Regolamento, onorevole D'Agostino io la
invito a calmarsi perché la Presidenza non accetterà provocazioni.
COLIANNI. Non c'è problema, se vuole questo, non c'è problema.
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 1.2.110.
CALANDUCCI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARENA. Non capisco cosa significa pure lei.
CALANDUCCI. Capisco la tolleranza e la ringrazio signor
Presidente, ieri ho fatto un intervento che puntava ad alcuni
elementi.
Ho osservato con attenzione quello che è successo ieri e quello
che si preannunzia ed è già successo all'inizio di questa seduta e
mi chiedo, avendo tante volte sentito i colleghi e io stesso
avendolo pronunciato qualche volte, gradirei signor Presidente che
mi ascoltasse, altrimenti l'aspetto, non è un intervento per fare
melina, è un intervento credo, come sono abituato a fare in genere
anche nella mia vita, serio.
Oggi stiamo trattando una norma che tratta nomine o ammazza
nomine, come così si vuol dire, tipo caffè o ammazza caffè,
fuori da questa Aula, e io ricordo a me stesso per primo che noi
siamo i rappresentanti del popolo siciliano, ripeto fuori questa
Aula sono successi nei giorni precedenti, e forse nei mesi
precedenti, una serie di vicende mediatiche soprattutto prima, che
hanno imposto una certa attenzione e per chi fa parte di un gruppo
di maggioranza di un'Aula come questa, naturalmente, l'ha visto con
la diffidenza che è tipica da chi vede un attacco concentrico
rispetto ad una ipotesi politica, ma oggi si registra un fatto
nuovo, signor Presidente, - io chiedo almeno l'attenzione dei
colleghi perché soprattutto è rivolto ai colleghi il mio intervento
non tanto alla Presidenza che vedo preso da altre problematiche - e
oggi ho ricevuto una telefonata e mi hanno chiesto cos'è questo
default della Sicilia , a parte questo atteggiamento nei termini
stranieri, significa fallimento della Sicilia signor Presidente, e
non è che lo dicono solo i giornali o certa stampa faziosa, lo dice
POGLIESE. Non faccia melina.
CALANDUCCI. Forse melina la fai tu, e tante volte, io non
partecipo io dico le cose che ritengo giuste che vadano dette in un
Parlamento, questo è un Parlamento che esprime la volontà popolare
e ci stanno dicendo le massime cariche dello Stato, oggi mentre
venivo qui sentivo relazionare un giornalista sull'incontro del
Presidente della Repubblica con il Presidente del Consiglio sul
default, sul fallimento della Sicilia e noi continuiamo a parlare
di nomine. Lei deve sospendere questo punto e deve chiamare il
Governo alle sue responsabilità, l'Assessore al Bilancio, per
vedere che cosa c'è di vero o se, come mi auguro - spero e sono
certo che è così - è un attacco concentrico rispetto ad una ipotesi
autonomistica di questa Sicilia.
Non si può continuare a parlare di nomine, tutti in questo
parlamento, a turno, tutti, nessuno escluso, sono stati seduti nei
tavoli che hanno stabilito. Sto facendo questo intervento perché
gradisco che venga messo a verbale con chiarezza: mentre in Italia,
tutta l'Italia, il Capo dello Stato convoca o, comunque, sale al
Quirinale il Presidente del Consiglio per parlare della vicenda
finanziaria, questa Presidenza non sente il bisogno di rendere
edotta l'Aula sulle condizioni finanziarie, se è vero, perché io
voglio ricordare a me stesso per primo che uno dei compiti precipui
dell'Assemblea e in genere di questo Parlamento
DINA. Parli con il suo Capogruppo che era in Conferenza dei Gruppi
parlamentari
CALANDUCCI... Parlo anche con lei e parlo con chiunque perché sono
in condizione di parlare con chiunque, uno dei compiti è il voto
sul bilancio. Qua stiamo parlando del fatto che la Sicilia sta
fallendo per cui, formalizzo, chiedo la votazione sulla sospensione
del punto e una seduta straordinaria dove l'Assessore per il
Bilancio possa riferire, argomentare e rendere edotta quest'Aula
sulle condizioni finanziarie se sono reali oppure se, come immagino
io, possano essere facilmente smontate.
ARENA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARENA. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi,
il mio intervento sull'ordine dei lavori verte su due aspetti. Per
quanto riguarda il primo, vorrei andare riavvolgendo il nastro
qualche minuto indietro, Presidente, perché è stato approvato il
sommario processo verbale e, probabilmente, mi è sfuggito, però,
ieri chiederei in qualunque caso, se è possibile, anche di potere
rivedere in futuro, se le mie affermazioni non dovessero essere
rispondenti al vero, il filmato della votazione di ieri perché si è
verificato, da parte della Presidenza - e non ricordo sicuramente
male - una procedura anomala durante la votazione.
Mi spiego meglio, signor Presidente e onorevoli colleghi. Quando
Ella, signor Presidente, ha aperto la votazione, ha chiesto ed ha
invitato gli onorevoli deputati a votare con il procedimento
elettronico mentre, subito dopo, Presidente Formica, lei con un
cambio in corsa assolutamente singolare...
Presidenza del Presidente CASCIO
... e che ha invalidato, a mio avviso, Presidente Cascio, la
votazione che poi, invece, ha avuto esito positivo e di cui si dà
contezza nel sommario processo verbale, ha cambiato il sistema di
votazione dell'Aula.
Quindi, vorrei che rimanesse a verbale e vorrei che la sempre
attenta Presidenza Cascio dell'Assemblea Regionale fornisse,
coadiuvata come sempre dagli uffici, chiarimenti sulla legittimità
e regolarità di una votazione che, indetta dal Presidente con un
sistema di voto, viene immediatamente, senza spiegazione alcuna e
approfittando della concitazione, cambiata in corsa e divenendo,
quindi, da sistema elettronico ad alzata e seduta.
Tra l'altro, Presidente Cascio, se D'Agostino consente, visto che
queste cose vorrei rimanessero a verbale - Presidente Cascio,
D'Agostino - il sottoscritto, sempre nella seduta di ieri, avendo
denunciato a viva voce questa irregolarità
Presidente Cascio, ci fermiamo visto che io, assieme a D'Agostino,
tento di parlare con lei da cinque minuti. Quando l'onorevole
D'Agostino finisce riprendo.
Signor Presidente, l'Aula o una parte di questa Aula, da lei si
attende due risposte, riformulo, bignamizzo' il mio ampolloso e
noioso concetto che ho tentato di esprimere nei primi tre minuti.
Ieri il Vicepresidente dell'Assemblea ha invitato quest'Aula a
votare con il sistema elettronico. Improvvisamente, dopo che è
esplosa la violenta contestazione legittima da parte dell'Aula, il
Vicepresidente dell'Assemblea ha cambiato in corsa - fatto
assolutamente irregolare - il modo di votazione, senza informare
l'Aula, senza motivare il suo cambio in corsa e, tra l'altro, alle
mie legittime e vibrate proteste non ha proceduto alla controprova
perché in quel momento era assolutamente impossibile potere votare
in un modo che, tra l'altro, non era nemmeno stato quello
inizialmente scelto dal Presidente di turno dell'Assemblea. Siccome
era una votazione, signor Presidente, importante e siccome quella
votazione assolutamente irregolare ha poi scatenato una bagarre e
siccome su quella votazione c'è stato anche un processo verbale,
chiedo alla Presidenza e agli Uffici di rendere conto a questa
Assemblea di quei concitati, pasticciati, confusi momenti che non
hanno assolutamente visto una votazione regolare.
Nei 23 secondi che mi rimangono chiedo che ci sia anche
l'intervento degli Uffici a chiarimento, per colmare la mia
sconfinata ignoranza, sul problema del complesso dei
subemendamenti, complesso tematico, complesso generale, ci si
riferisce ad un unico presentatore e soprattutto se sull'unico
presentatore del complesso di subemendamenti, perché vorrei capire,
ripeto, visto che ho parlato di complesso tematico, ci sono
subemendamenti chiaramente molto diversi l'uno dall'altro quando ci
si riferisce a 'complesso' vorrei capire se c'è organicità nella
indicazione del complesso o si tratta di un tutt'uno.
Io ho presentato 150 subemendamenti, all'interno di questo
complesso di subemendamenti ci sono quattro tematiche che
aggrediscono gli articoli o, quanto meno, i periodi di
quell'emendamento, vorrei capire bene il significato di
complesso'.
Seconda cosa, vorrei anche capire se sulla presentazione e quindi
sulla illustrazione con i cinque minuti del relatore, del
presentatore, c'è anche il dibattito perché poc'anzi il
Vicepresidente Formica è stato ancora una volta - probabilmente
volutamente - poco chiaro.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino, lei ha già parlato sull'ordine
dei lavori.
COLIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho
l'impressione che non è una impressione, penso che sia un dato
ormai conclamato che in questa Assemblea qualcuno abbia un piccolo
interesse che è quello di fare andare avanti le cose velocemente.
Il mutismo, il silenzio, direi quasi l'autismo del PD e del PDL,
questa fase di introversione comportamentale degli amici del PD,
dei compagni di strada del PD e dei fieri avversari del PDL ha
qualcosa di strano e siccome noi pensiamo invece che vada
rispettato, signor Presidente, il significato, il valore anche
della qualità, dell'impegno parlamentare, io penso che su temi così
delicati come quelli che stiamo affrontando farebbero bene i
colleghi affetti da questo mutismo e da questa introversione, un
poco senza logorrea ma comunque con un atteggiamento magari non
prosaico, ma certamente dialogale venissero qui a parlare e a dirci
che cosa ne pensano di quello che sta avvenendo in questo
Parlamento.
Vedete, io non so Presidente, se la conduzione di questa Assemblea
è legata ad un aspetto somatico a seconda di chi siede in quello
scranno; l'impressione che nasce spontanea e che sta emergendo e
che vi sono le colombe e le aquile, c'è chi si mette in una
posizione di rigida osservanza delle regole parlamentari e c'è chi,
invece, pensa di poterle utilizzare con fasi di accelerazione
verbale in maniera tale da potere ridurre quasi a nulla il
dibattito democratico di questa Aula.
Veda, Presidente, non è consentito a nessuno creare questo clima
di follia istituzionale, non è consentito a nessuno, meno che mai
all'onorevole Formica, di sedere in quegli scranni e di mettere in
discussione quelle che sono le regole della democrazia di un
Parlamento e mi dispiace che i capigruppo degli altri partiti,
indipendentemente da quello che stiamo discutendo,
indipendentemente da quello che gli amici parlamentari pensano
rispetto all'azione politica che ciascuno liberamente mette in
essere, mi dispiace vedere così silenziosi e inerti rispetto alle
regole e non invece rispetto alla sostanza della problematica.
Qui succede questo, è sotto gli occhi di tutti, io capisco che
adesso anche nel calcio stanno facendo delle nuove regole che sono
quelle del replay per cui è possibile vedere in tempo reale,
facendo la revision delle immagini, quello che è accaduto e qui
quello che è accaduto è veramente singolare, onorevoli colleghi,
perché un Presidente di questa Assemblea - come ha detto il mio
collega, l'onorevole Arena - si permette di modificare in corsa il
tipo di votazione, non sapendoci nemmeno dire quanto erano i
deputati seduti e quanti quelli alzati, con una dichiarazione
evanescente: 'ma erano tanti'. Si permette di offendere così il
Parlamento e le regole di democrazia di questo Parlamento.
Signor Presidente, questo noi non lo consentiremo. Siccome
sappiamo che abbiamo in passato, in quest'Aula, avuto anche
conflittualità che sono parte della politica, sappiamo che la
politica è fatta anche di scontri e di posizioni che ciascuno di
noi deve assumere nel governo delle proprie idee, però, è anche
vero che non è tollerabile l'assenza di regole o, peggio ancora, il
vilipendio delle regole.
Questo vale anche per i subemendamenti; non si è mai non
consentito di discutere e di affrontare ogni subemendamento o di
dichiarare il proprio punto di vista per ogni subemendamento,
sarebbe veramente vergognoso che questo accadesse, in questo
momento, in Aula.
Pertanto, signor Presidente, le chiedo di essere non soltanto il
cultore delle regole e delle cose giuste ma, con grande umiltà che
si conviene a ciascuno di noi, essere il gestore e il garante di
questo momento così difficile per l'Aula.
Veda, io oggi ho letto le sue dichiarazioni sulla stampa e le devo
confessare che ho apprezzato quando ha detto alla stampa che
qualcosa di strano in questo Paese - e di cui parleremo dopo - sta
accadendo.
Io ho apprezzato le dichiarazioni di un Presidente dell'Assemblea
che ha visto turbate quelle che sono le regole del bon ton della
politica che è una cosa e le regole istituzionali in ragione di un
Titolo V della Costituzione che va rispettato, laddove dal
Presidente del Consiglio all'ultimo dei sindaci del Comune più
piccolo che è il Comune di Roccafiorita hanno la stessa dignità
istituzionale e non è consentito né al Sindaco di Roccafiorita, né
al Presidente del Consiglio di offendere le regole della
istituzione di questa bella, straordinaria e non facilmente
vincibile terra che è la Sicilia.
BONOMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BONOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci avviluppiamo da
qualche tempo all'interno di quest'Aula su argomenti e
argomentazioni che, probabilmente, hanno sicuramente una valenza
amministrativa e politica ma che difficilmente vengono capite dai
nostri concittadini e soprattutto da chi, insieme a noi, fa
politica sui territori.
Mentre noi stiamo qui a discutere, signor Presidente e onorevoli
colleghi, di una proposta di legge sul 'blocca nomine' che avrebbe
effetti, a mio avviso, come le ho più volte ripetuto ieri,
sicuramente incostituzionali e che potrebbe certamente essere
impugnata dal Commissario dello Stato per la forte valenza non
costituzionale di alcuni suoi aspetti, fuori da quest'Aula si sta
consumando qualcosa che resterà negli anni come il massacro vero
della nostra terra e della nostra Autonomia.
Giusto per ricapitolare e per mettere a memoria: su segnalazione
di un soggetto privato che magari parla da Vicepresidente, non so
con quale delega, si è stabilito e si è lanciato sui mass media che
la Sicilia è a rischio default.
PRESIDENTE. Onorevole Bonomo, lei ha chiesto di intervenire
sull'ordine dei lavori.
BONOMO. Sì, sull'ordine dei lavori. Non possiamo tacere, signor
Presidente, che il Presidente Monti, a seguito di input che non
riesco, oggi, a comprendere ed a decifrare, pone la questione
siciliana al centro della strategia mediatica e politica nazionale.
Ed è sull'ordine dei lavori, perché sull'ordine dei lavori le farò
una richiesta che è quella che ha fatto il collega Calanducci; se
mi fa argomentare, quindi, magari ci arriviamo.
Oggi, il Presidente Monti su un presunto default della Sicilia,
che non ho capito bene su che cosa si basa, visto che abbiamo
approvato il bilancio e visto che questo bilancio, anche se in
maniera molto tortuosa, è difficile, è stato poi vistato dal
Commissario dello Stato, va dal Presidente Napoletano e all'ordine
del giorno pone come primo punto il default della Sicilia.
Bene, siccome non riusciamo a capire con esattezza su che cosa si
basa il presunto default della Sicilia, ad effetto immediato, oggi,
prima in una commissione e poi in una delle due Aule parlamentari,
in quella del Senato, viene bocciata una norma che riconosceva una
valenza importante per un'opera infrastrutturale siciliana che
potrebbe dare, anzi darebbe, qualora ci fosse la valenza che
quest'opera infrastrutturale ha certamente, un respiro economico
importante per la nostra terra, e viene bocciata con una
significativa e forte opposizione. Magari inviterei qualche collega
di Ragusa a prendere meglio e ad argomentare meglio su questo punto
l'argomento.
Non vorrei che si stesse ingenerando, in maniera forte e violenta,
spinta da una serie di mass media che titolano oggi su alcuni
giornali: La Sicilia è fallita , non ho capito bene, un forte,
violento sentimento contro la nostra regione.
Bene, signor Presidente, noi le chiediamo di convocare una seduta
d'Aula straordinaria, di invitare l'Assessore al bilancio ed il
Presidente della Regione a riferire in Aula sul bilancio e sulle
eventuali ricadute nazionali, non possiamo non chiederle con forza
di metterlo immediatamente ai voti e di sospendere la trattazione
di questo punto, perché riteniamo che sull'onda di queste emozioni
mediatiche, non suffragate per quanto noi e lei ne siamo a
conoscenza, si facciano ulteriori danni alla nostra terra, danni
irreparabili che magari, utilizzando in maniera strumentale il
nostro Statuto e utilizzando in maniera strumentale, oggi in
quest'Aula, il nostro Regolamento, così come previsto dal
Regolamento stesso, ma prassi ha voluto fino ad oggi, in questi
quattro anni e mezzo, che i subemendamenti fossero ampiamente
dibattuti in Aula per cui le chiedo, quindi, Presidente Cascio di
fare una riflessione su quanto prima detto, non vorrei che tutto
questo abbia per la mia terra, per la nostra terra, degli effetti
che oggi non riusciamo a calcolare, perché se un manipolo di
deputati nazionali non riescono a difendere una valenza nazionale
di un'opera infrastrutturale, come l'aeroporto di Comiso, non è il
bilancio a rischio, non è il default della Sicilia a rischio, ma è
la nostra terra a rischio e su questo le chiedo di convocare una
seduta straordinaria d'Aula.
PRESIDENTE. Colleghi, per evitare che ci siano una serie di
richieste di interventi sull'ordine dei lavori che hanno tutti lo
stesso tipo di oggetto, darò all'Aula l'informativa che ho già
dato, poco fa, alla Conferenza dei Capigruppo.
Ieri pomeriggio, quando si è avuta notizia della lettera del
Presidente del Consiglio indirizzata al Presidente della Regione,
ho sentito ripetutamente il Presidente della Regione ed ho
manifestato una disponibilità assoluta, immediata a fornire
all'Aula, che era aperta ieri, così come è aperta oggi, per potere
l'Assessore per l'economia o il Presidente della Regione, tutte le
delucidazioni che potevano servire per delineare i contorni di
questa situazione.
Ho detto al Presidente della Regione, l'Aula è aperta - in termini
ovviamente istituzionali - utilizzala per rendere tutte le
comunicazioni che ritieni di dovere rendere alla luce di questa
importante novità della lettera del Presidente del Consiglio.
Questa disponibilità valeva per ieri, valeva per oggi; il
Presidente della Regione ha ritenuto di non utilizzare questa
disponibilità, probabilmente la utilizzerà fra qualche giorno,
insomma siamo comunque su questo punto ampiamente raccordati e
stabiliremo le modalità, la tempistica e quant'altro nelle prossime
ore; per cui, il Presidente della Regione, che è l'attore
principale, come l'Assessore per l'economia di questa vicenda, ha
piena e totale disponibilità a venire a riferire in Aula, che è la
sede istituzionalmente più, credo, opportuna per chiarire i
termini della vicenda.
Detto questo, noi terremo Aula venerdì di questa settimana e
tutta la settimana prossima. Ci sarà modo e tempo per definire i
contorni della vicenda, ma ovviamente il presupposto essenziale è
che il Presidente della Regione manifesti la disponibilità a venire
in Aula.
Detto questo, gradirei chiudere la vicenda della...
CALANDUCCI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. No, onorevole Calanducci, lei ha già parlato.
Per quanto riguarda la seduta di ieri, la Presidenza di turno ha
posto ai voti, per alzata e seduta, l'emendamento 1.93. Una volta
iniziata la votazione, come voi sapete, non si può concedere la
parola, anche quando è stata richiesta per dichiarazione di voto e,
comunque, non risultava alla Presidenza né agli uffici; per cui la
votazione è avvenuta, probabilmente anche i tumulti in Aula di ieri
non hanno agevolato una facilità di comprensione di quello che è
successo, certo è che non c'è stato bisogno di una controprova
rispetto all'esito della votazione, perché gli esiti della
votazione rispetto ai deputati alzati e ai deputati seduti era
talmente evidente, cioè, rispetto al voto finale, erano molti di
più i deputati contrari all'emendamento e non c'è stato bisogno di
controprova.
Come voi sapete la controprova si fa quando i numeri, rispetto ad
una votazione per alzata e seduta, non sono evidenti e chiari. Nel
caso di ieri c'erano pochi deputati alzati, cioè favorevoli
all'emendamento; moltissimi erano rimasti seduti, quindi contrari
all'emendamento per cui controprova, giustamente, dalla Presidenza
di turno non è stato ritenuto opportuno farne.
Per quanto riguarda l'andamento dei lavori di oggi, confermo
quanto detto dal Vicepresidente Formica e cioè che, ai sensi del
Regolamento e dell'articolo 103 del Regolamento, si può parlare 5
minuti sul complesso dei subemendamenti e 5 minuti per
dichiarazione di voto sull'articolo che, in questo caso, coincide
con l'emendamento, per cui 5 minuti a testa, 5 minuti a deputato
sul contesto degli emendamenti e 5 minuti a deputato, per
dichiarazione di volto, sull'articolo unico o sull'emendamento
unico.
Voglio aggiungere, altresì, che la Presidenza non ha voluto, in
questo momento, ancora contingentare ulteriormente i tempi perché,
come voi ricorderete - siamo tutti qua dentro da quattro anni - in
alcune circostanze, penso a molte finanziarie, la Presidenza ha
ritenuto per agevolare il Governo di contingentare in maniera
esagerata i tempi, così da contenere e contrarre il dibattito
parlamentare ai minimi, proprio per consentire al Governo di
portare in porto provvedimenti necessari.
Noi non arriveremo a contingentare i tempi, però vi prego di non
chiedermi di mortificare il Regolamento; il Regolamento c'è e
quella è una bandiera a cui tutti noi, in qualche modo, dobbiamo
guardare per il buon andamento dei lavori
MARROCCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio su
quest'ultimo punto intervengo, onde evitare, come dire, di
affrontare un lavoro che ci attende sui subemendamenti all'1.2 in
maniera non serena, per certi versi.
Ha fatto riferimento all'articolo 103, per mia tranquillità e
ritengo anche rispetto anche alla tranquillità dei miei colleghi,
vorrei comprendere il riferimento che ella ha fatto a questo
articolo, perché il comma 7 recita chiaramente che la limitazione
dei 5 minuti è riferita ai colleghi che hanno presentato
emendamenti e che su quell'emendamento hanno, in qualche modo,
ricevuto una serie di subemendamenti. Mi sembra abbastanza chiaro,
quindi, che la limitazione è riferita soltanto ad una fetta di
deputati, coloro che essendo primi firmatari, in questo caso, per
esempio, dell'1.2 hanno a loro volta, proprio sull'1.2 presentato
una serie di sub-emendamenti.
Questo è un passaggio che è sottile ma sostanziale, perché è
evidente che la limitazione non può essere fatta a tutti i 90
deputati, mi sembra un fatto abbastanza chiaro.
Chiedo soltanto alla Presidenza di chiarire, ulteriormente, questo
aspetto del comma 7, perchè se la limitazione fosse, e in realtà
non è, perché è chiara che in qualche modo allargata a tutti i 90
deputati, non avrebbe senso scriverla in questo modo, invece, la
ratio del comma 7 era quella di limitare la tempistica
dell'intervento a coloro i quali, evidentemente, hanno presentato,
così come si dice, sul complesso dei subemendamenti che siano
stati presentati ai propri emendamenti . In questo caso, quindi,
si fa riferimento ai firmatari dell'1.2, questo è il comma 7.
Signor Presidente, le chiedo di chiarire questo aspetto.
PRESIDENTE. Onorevole Marrocco, se dovessimo interpretare, come
lei ritiene questo comma 7, dovremmo dare la parola soltanto a lei
ed all'onorevole D'Agostino. Io l'ho interpretato in modo elastico
ed abbandonante. Esattamente il contrario.
MARROCCO. Non è così
PRESIDENTE. Onorevole Marrocco è così, ma in ogni caso, oltre i
Regolamenti che sono abbastanza chiari, esiste la consuetudine
della prassi parlamentare .
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio un
contributo di chiarezza, poi, si faccia come lei ritiene più
necessario e l'Ufficio di Presidenza che lo assiste.
Vorrei spiegare, però, se è possibile, se mi posso permettere,
all'Aula. Cosa è accaduto? C'era un disegno di legge. Su questo
disegno di legge sono stati presentati degli emendamenti e, come
prassi vuole, come Regolamento vuole, su ogni emendamento ogni
deputato può fare il suo intervento, questa è la prassi
dell'Assemblea, l'abbiamo sempre fatto e, quindi, si può avere
un'azione dilatoria, ostruzionistica, chiamatela come volete.
Nel momento in cui viene presentato un emendamento al disegno di
legge di totale riscrittura, il disegno di legge perde la natura di
disegno di legge e diventa emendamento.
Noi, quindi, non stiamo parlando adesso di un emendamento che
riscrive un articolo, ma stiamo parlando di un emendamento che ha
riscritto interamente il disegno di legge che d'altra parte
constava soltanto di uno, due articoli.
In questo modo, mi pare di capire dall'Ufficio di Presidenza, che
i subemendamenti agli emendamenti, ma che non è un emendamento è
l'intero disegno di legge, non hanno più la capacità, la
possibilità di offrire al deputato quello che è il suo diritto,
cioè quello di potere intervenire su ogni emendamento.
Ora, io capisco la trovata tecnica, è una bella trovata tecnica
che gode, immagino, anche di un consenso assolutamente ampio in
quest'Aula, e non voglio aggiungere altro, però si rende conto che
si tratta di una trovata tecnica, perché ci trovassimo davanti ad
disegno di legge con quattro articoli, dove viene presentato un
emendamento che ne riscrive uno, ritengo che, anche se si trattasse
di un tecnicismo, sia corretto poi non offrire spazio ai
subemendamenti a questo emendamento sebbene di riscrittura di un
solo articolo, ma trattandosi di un emendamento che riscrive
l'intero disegno di legge, è chiaro che quell'emendamento diventa
la legge e i subemendamenti diventano emendamenti.
Le dico questo perché non ci sia una truffa ideologica su questo
ragionamento perché mi sto convincendo che dal punto di vista
tecnico è perfettamente stringente, forse, non c'è neanche da dire
nulla, però, dal punto di vista etico, dal punto di vista dei
comportamenti di questa Assemblea, a parte che questa è la prima
volta che accade una situazione del genere, ci rendiamo conto che,
vista la delicatezza della materia, visto che si tratta di un
articolo soltanto che riscrive un disegno di legge, chiamarlo
questo emendamento e non chiamarlo legge è una questione di onestà
intellettuale.
E, allora, mettiamoci d'accordo su come permettere a tutti i
deputati, su alcuni subemendamenti, per lo meno, di potere
intervenire. Mi sembra una cosa anche di correttezza istituzionale
e di rispetto. Certo, da ora in poi ci faremo trovare molto più
preparati e molto più attrezzati rispetto alla conoscenza di tutti
questi cavilli, però non l'ho presentato io l'emendamento di
riscrittura che non è un emendamento bensì il disegno di legge
stesso.
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 1.2.110, a firma
dell'onorevole D'Agostino.
MINARDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Minardo, ho già chiarito i termini della
questione. Comunque ne ha facoltà.
MINARDO. Signor Presidente, voglio intervenire sull'ordine dei
lavori perché in apertura di seduta, il Vice Presidente Formica ha
riferito all'Aula che ci sono degli emendamenti che sono stati
dichiarati inammissibili, senza dire quali siano.
Ciò preoccupa non solo me ma anche altri parlamentari perché non
sappiamo quali degli emendamenti presentati siano più o meno
inammissibili.
Le chiedo, signor Presidente, di mettere a conoscenza l'Aula quali
siano stati dichiarati inammissibili.
Perché ho presentato un emendamento, che è l'A.6, mi auguro non
sia fra gli inammissibili, che modifica la norma in materia di
indennità spettante ai deputati regionali.
Con questo emendamento chiedo, insieme ad altri deputati
regionali, la riduzione del quaranta per cento dell'indennità
parlamentare perché in un momento così difficile, in un momento in
cui i siciliani non possono andare avanti, non possono accudire la
famiglia, credo sia giusto che noi dessimo un segnale importante
alla Sicilia ed ai siciliani.
Signor Presidente, e concludo, e chiedo di mettere a conoscenza
l'Aula quali siano gli emendamenti non ammissibili - perché non
vorrei, così come il Presidente Monti è con il Governo nazionale
contro la Sicilia, non solo, il Parlamento nazionale è contro la
Sicilia, cosa che abbiamo visto con la bocciatura dell'emendamento
riguardante l'aeroporto di Comiso.
Spero che la Presidenza possa dichiarare ammissibile questo
emendamento così possiamo discuterne e dare un segnale forte a
tutti i siciliani.
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Avevo chiesto di intervenire, signor Presidente, subito
dopo la sua comunicazione, per rendere atto che ieri sera, durante
la Giunta, una Giunta particolare, esclusivamente politica che ha
avuto all'ordine del giorno le riflessioni in merito alla
comunicazione del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Il Presidente della Regione ci ha comunicato della disponibilità
della Presidenza dell'Assemblea di mettere a disposizione della
Presidenza e dell'Assessore per l'economia l'Aula per potere
riferire su questo tema.
E' chiaro che questa lettera, questo intervento del Presidente del
Consiglio, ha dei risvolti di natura politica e dei risvolti di
natura tecnica.
E' altrettanto evidente che, per quanto riguarda la possibilità di
intervento del Presidente della Regione, c'è bisogno di una
riflessione per capire quali siano i risvolti di natura politica
che hanno portato a questo atto che definirei inusuale'.
Ritengo che il Presidente colga la disponibilità della Presidenza
dell'Assemblea per venire in Aula a riferire.
Per quanto riguarda l'aspetto più prettamente tecnico, l'assessore
Armao stamattina è già stato presso gli uffici del Ministero
dell'Economia, chiaramente per parlare anche di questo tema, ed
oggi è in Conferenza delle Regioni per cercare di risolvere il tema
delle partecipate oggetto dell'ordine del giorno della Conferenza
delle Regioni.
Queste sono le motivazioni per cui, pur ringraziando la Presidenza
dell'Assemblea della sensibilità e della disponibilità, non sono
presenti né il Presidente della Regione, né l'Assessore
all'economia.
Ribadendo che sarà necessario, utile per riflettere
complessivamente su questo argomento che non mancheranno e saranno
presenti nei prossimi giorni.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Onorevole Minardo, rispetto alla sua richiesta, la
Presidenza di turno ha già fornito chiarimenti rispetto
all'ammissibilità o inammissibilità degli emendamenti. Il suo è un
emendamento aggiuntivo e per adesso siamo al fascicolo degli
emendamenti al testo, quando arriveremo agli aggiuntivi sarà chiaro
anche il destino del suo emendamento.
Si passa al subemendamento 1.2.110 a firma dell'onorevole
D'Agostino.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa?
D'AGOSTINO. Su questo emendamento, lo voglio illustrare.
PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino il criterio l'ho detto, cinque
minuti sul complesso dei subemendamenti.
FORMICA. Non le conviene intervenire ha solo cinque minuti a
disposizione per tutti i subemendamenti.
D'AGOSTINO. Allora intervengo per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Dichiarazione di voto sempre sull'articolo 1.2?
D'AGOSTINO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.2.110
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 1.2.110 dell'onorevole D'Agostino che cassa tutto
l'intero articolo 3 bis
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . . . . . 63
Votanti . . . . . . . . . . . . . . . . . 53
Maggioranza 27
Favorevoli 10
Contrari 43
(Non �� approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.111 è uguale e quindi è superato.
Si passa al subemendamento 1.2.1 a firma dell'onorevole Marrocco.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
D'AGOSTINO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.2.1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.2.1
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . . . . . 58
Votanti . . . . . . . . . . . . . . . . . 49
Maggioranza 25
Favorevoli 7
Contrari 42
(Non è approvato)
PRESIDENTE Il subemendamento 1.2.64 è assorbito. Pongo in
votazione il subemendamento 1.2.2 a firma dell'onorevole Marrocco.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.47 a firma dell'onorevole
Marrocco.
D'AGOSTINO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.2.47
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti . . . . . 69
Votanti . . . . . . 68
Maggioranza 35
Favorevoli 26
Contrari 42
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.42.
D'AGOSTINO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.2.42
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 61
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 20
Contrari 39
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.39.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sul complesso degli emendamenti?
COLIANNI. Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. No sull'ordine dei lavori non ha diritto. Sul
complesso degli emendamenti. Se vuole può parlare per dichiarazione
di voto. Onorevole Colianni vuol parlare?
COLIANNI. Rinunzio.
PRESIDENTE. Sul complesso degli emendamenti, ed è una concessione
della Presidenza altrimenti non ha diritto a parlare, sto facendo
una interpretazione estensiva democratica del Regolamento per
consentire di parlare anche chi non ha firmato l'emendamento.
COLIANNI . Possiamo parlare tutti o un solo deputato?
PRESIDENTE. Può parlare un deputato per gruppo è una scelta
vostra, non decido io chi parla, io devo dare la parola a chi me
la richiede se ha facoltà di intervenire, se ne ha diritto, a
termini regolamentari, onorevole Colianni se vuole può intervenire.
COLIANNI. Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. No, sull'ordine dei lavori non può. Se vuole può
intervenire per dichiarazione di voto sul complesso degli
emendamenti e subemendamenti.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in altre
occasioni abbiamo ampiamente discusso, e questa è stata sempre
un'Aula aperta al dialogo e alla discussione.
Questa volta stiamo riscontrando un atteggiamento di chiusura
incomprensibile che riteniamo assolutamente fuori da quelle che,
secondo noi, sono le regole e la democrazia di questa Aula, non
c'è l'abbia a male, noi non riteniamo che il suo comportamento
per quanto con stile e con classe e con la aplomb che vi appartiene
sicuramente senza atteggiamenti inadeguati, però, sta impedendo a
questa Aula di potere esprimere il proprio parere su un tema così
delicato e così importante come quello di cui stiamo parlando.
Io mi chiedo se tutti i parlamentari, qui presenti, oggi sono
nelle condizioni di potere parlare e affrontare il tema di cui
stiamo discutendo, mi sembra improbabile ed in ogni caso un errore
procedurale quello di non consentire a ciascuno di noi di esprimere
il proprio parere su questa norma e su questo disegno di legge.
Signor Presidente, vorrei tornare, tuttavia, a chiederle ancora
una volta che quest'Aula possa discutere, al di là della presenza
del Presidente della Regione, al di là della presenza del Governo,
ma come parlamentari di quello che è successo in questi giorni e
che sta facendo discutere ampiamente la stampa e sta facendo
discutere il Paese intero sulla vicenda della lettera di Monti a
Lombardo.
Penso che abbiamo il diritto, come parlamentari e come Assemblea,
di affrontare questo tema e io sono qui a chiedere a tutti i
parlamentari di esprimersi su questa materia e soprattutto vorrei
parlare oggi a coloro i quali, l'ho detto già in occasione del
precedente intervento, vedo colpevolmente silenziosi, mentre questa
Sicilia viene mortificata nelle regole e viene mortificata nei suoi
uomini e nei suoi parlamentari e nelle sue istituzioni.
Mi sono chiesto in questi giorni perché gli interventi dell'amico
Lo Bello il giorno prima - si candidasse questo signore, avesse il
coraggio di candidarsi, avesse il coraggio di fare non il
figurino' di questa Sicilia, non il portabandiera di un viso ormai
svampito - a capo di industriali portatori di interesse e non di
quegli industriali che in questa terra faticano ogni giorno senza
alcun interesse, mettesse la sua faccia in questa Sicilia per
dimostrare che invece il mondo che gli appartiene è pronto alla
sfida del cambiamento e alla sfida del riscatto sociale.
Vedete amici miei, non è consentito né a lui né alla CISL, non è
consentito a quegli uomini occulti che hanno, in qualche maniera,
spinto la mano, il braccio e la penna del bradipo e del lento
Monti, di costui che sta delegittimando questo Paese, che sta
facendo andare in default questo Paese e che viene invece a parlare
del default della Sicilia. Si vergognassero questi signori Si
vergognassero, sapendo quello che sta accadendo nel Lazio, quello
che sta accadendo in Campania, in Calabria, si vergognassero di
scrivere quello che hanno scritto, con un amanuense che è stato
pluri-diretto dagli uomini del centralismo di questo potere romano-
centrico, di questo potere dei partiti centrali che stanno
cercando, in qualche maniera, di tentare di sconfiggere quello che
non sconfiggeranno mai e cioè la voglia e il desiderio del popolo
siciliano di non farsi sopraffare da una politica centralista che è
la politica alla quale, purtroppo, gli uomini di questi banchi così
silenziosi che prima volevano fare gli autonomisti dei loro partiti
hanno finito per essere i servi sciocchi di questi partiti
centrali.
ARENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Arena, io credo di averle già risposto
quando ho risposto all'onorevole Marrocco. Ma se vuole intervenire
lo stesso, le concedo un minuto.
ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per
riagganciarmi a quanto successo poc'anzi..
(Dai banchi del pubblico viene spiegato un vessillo col
simbolo della Trinacria, che viene rimosso ad opera degli
assistenti parlamentari)
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alla ore 18.56, è ripresa alle ore 18.58)
ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, qualcuno grida al
reato di lesa maestà senza che in questa Aula ci siano state
ostentazioni di simboli neofascisti o neonazisti ma solo bandiera
della nostra amata Sicilia.
(Applausi dai banchi di centro)
Vorrei quindi capire il reato che è stato compiuto da una
siciliana e sicilianista e autonomista convinta, dove sta e tra
l'altro quale sacrilegio si sarebbe perpetrato all'interno di
questa storica Aula. Non capisco assolutamente signor Presidente e
mi dispiace che sia stata strappata dalle mani la bandiera del
popolo siciliano che non mi risulta essere, anche se forse qualcuno
la pensa in maniera diversa, sintesi di pensieri estremisti o
anarco-insurrezionalisti.
Detto questo e scusandomi con gli Uffici per quanto successo
poc'anzi, e specificatamente con lo squisito galantuomo grande
giurista dottore Di Gregorio perché è giusto che lo faccia
pubblicamente, avevo signor Segretario generale, Uffici,
Presidente dell'Assemblea, onorevoli colleghi, formulato un quesito
poc'anzi che vorrei che la Presidenza (avevo detto un minuto e
quindi Presidente ancora ho pochi secondi) possa semplicemente
rispondere a questo quesito e cioè: il comma 7 dell'articolo 103
nella sua interpretazione letterale parla di un deputato che può
intervenire per non più di 5 minuti sul complesso dei
subemendamenti che siano presentati agli emendamenti.
Chiedo alla Presidenza: se invece un deputato volesse intervenire
non avendo subito il subemendamento sul proprio emendamento ma
essendo titolare della firma di tanti subemendamenti per quale
motivo, visto che non è riportato dal Regolamento, il deputato
presentatore e gli altri deputati non possono intervenire sui
subemendamenti?
Questa è una domanda sulla quale, e concludo, questa Assemblea
deve avere una risposta certa perché - ripeto -, signor Presidente,
il comma 7 è chiarissimo quando parla di ciascun deputato che può
intervenire 5 minuti sul complesso di subemendamenti che siano
stati presentati ai propri emendamenti, ma se io sono firmatario di
un subemendamento e quindi non ho subito subemendamenti
all'emendamento per quale motivo non posso illustrare ad uno ad uno
i miei 5.284 subemendamenti? E poi, altro quesito: su questo
subemendamento e non sul complesso, tutti coloro i quali non hanno
subito il subemendamento all'emendamento e sono presenti in
quest'Aula possono intervenire?
Questa è la formulazione di un quesito chiaro sul quale chiedo una
risposta dalla Presidenza.
PRESIDENTE. Onorevole Arena, come avevo detto poco fa all'analogo
quesito dell'onorevole Marrocco: al comma 7 dell'articolo 103 è
previsto che ciascun deputato possa intervenire per non più di 5
minuti sul complesso dei subemendamenti che siano stati presentati
ai propri emendamenti.
Per cui a stretto rigore, se dovessimo interpretarlo per come è
più facile, se lei cioè non fosse presentatore di subemendamento,
non potrebbe nemmeno intervenire. Proprio per lasciare spazio al
dibattito parlamentare abbiamo esteso, ma l'abbiamo fatto come
prassi non soltanto in questa seduta, questo comma dell'articolo
103 è per tutti i deputati che volessero intervenire. Quindi è una
interpretazione estensiva del Regolamento proprio per dare la
possibilità a tutti i deputati di intervenire.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate io non sono l'ufficio
informazioni, io non posso rispondere a tutti i quesiti sul
Regolamento interno, onorevole Minardo.
MINARDO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Sempre che parla, ma che è diventato il santone
dell'Assemblea.?
MINARDO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, solo per ribadire che il comma 7 dell'articolo
103, anche perché io come semplice parlamentare da solo, lei sa che
il Regolamento mi vieta di presentare emendamenti in Aula, quindi
li deve presentare il capogruppo o 4 parlamentari. E' giusto?
Allora, se io non posso presentare emendamenti mentre il
Regolamento al comma 7 mi dice...
PRESIDENTE. Onorevole Minardo, lei può presentare emendamenti
prima e dopo la discussione generale, come sa, quindi non è vero
che lei non può presentare emendamenti anche da singolo deputato.
MINARDO. Ma in Aula bisogna che siano almeno 4 parlamentari o il
capogruppo.
PRESIDENTE. Prima dell'inizio della discussione generale, anche un
solo deputato può presentare emendamenti e il disegno di legge è
all'ordine del giorno da una settimana.
Si passa al subemendamento 1.2.39.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.2.40. C'è una richiesta di voto
segreto?
Non c'è il numero dei richiedenti per il voto segreto.
Pongo in votazione l'emendamento 1.2.40.
PRESIDENTE Chi è contrario si alzi; chi è favorevole resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 1.2.41.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ribadisco e
vorrei che venisse verbalizzato che noi abbiamo sostituito - e
questo lei lo ha consentito - un disegno di legge con le sue
logiche assembleari e, quindi, la possibilità di presentare degli
emendamenti. L'abbiamo sostituito con un emendamento e con dei
relativi subemendamenti.
A questo punto, lei sta consentendo che cambino le regole del
gioco. E allora, se su una legge e relativi emendamenti si può
intervenire tutti in Aula, su un emendamento che tuttavia riscrive
il disegno di legge e diventa la legge stessa, perché poi non
rimane spazio per altro, perchè per i relativi subemendamenti non
si può più intervenire tutti in Aula?
Io credo che questa sia un'affermazione corretta e si tratta di un
tecnicismo; lei prima non ha risposto alla mia domanda se lo
riteneva forse tecnicamente attendibile ma eticamente accettabil,
io prendo atto che lei ha trasformato un disegno di legge sul
quale, si sono consumate tensioni, grandissimi contraddizioni e
controversie in quest'Aula, dove ovviamente l'azione politica di
una parte e di un'altra ha toccato in alcuni momenti il culmine e
lei ha trasformato questa battaglia parlamentare ridimensionando
l'azione che ogni parlamentare normalmente può avere.
Io non credo che si possano fare analogie con altri disegni di
legge e neppure analogie con finanziarie dove i percorsi erano
anche più complicati.
Io dico, però, signor Presidente, che se è vero che nella vita
bisogna essere più furbi, vuol dire che cercheremo di essere più
furbi in avanti e di essere padroni della materia assembleare e
regolamentare che, come lei vede, si presta benissimo a tante
interpretazioni e, certamente, ci saremmo aspettati che lei avrebbe
comunque consentito, magari non su tutti i subemendamenti, ma su
una buona parte di essi, di potere più volte intervenire, perché io
non posso intervenire complessivamente per cinque minuti su tutti i
subemendamenti presentati.
Ma se lei mi consente di parlare su ogni subemendamento io
interverrò su ogni subemendamento.
Le chiedo almeno un intervento su un subemendamento, non lo farò
io lo faranno gli altri colleghi, ma uno su ogni subemendamento. Io
credo che vada illustrato, credo che sia democratico fare questo
poi, per carità, mi rendo conto che il tecnicismo supera la
sostanza, ma immagino che non sia neppure una richiesta sbagliata
potere illustrare ogni subemendamento, perché le pongo la domanda:
se ogni subemendamento nascondesse veramente, avesse veramente una
ragione profonda, come si fa a riassumere cinquanta subemendamenti
in cinque minuti? E' impossibile E quindi lei vede come si passa
da un eccesso all'altro: cioè da una capacità di poter permettere a
tutta l'Aula di potere intervenire su tutto - e troppo spesso
questo è stato consentito - addirittura sul nulla, su una materia
che, invece, è di grande attualità e delicatezza non si fa.
Mi rendo conto che quando si mette insieme una grandissima
maggioranza trasversale e sotto questo profilo c'è anche lo sta
bene dato dagli uffici della Presidenza che ammettono questa
visione regolamentare, a quel punto, poi diventa complicato trovare
lo spazio democratico per poter avere parola.
Signor Presidente, io ribadisco che questo disegno di legge, che
riscrive il vecchio disegno di legge, snatura completamente la
stessa proposta che era stata originariamente presentata.
La nostra non è una posizione barricadiera per rivendicare a
questo Governo la possibilità di poter fare tutte le nomine che
vogliono come se questo fosse un capriccio, noi stiamo - e lo
abbiamo messo a verbale nelle sedute precedenti - contestando il
fatto che ad un Presidente e ad un Governo legittimamente in carica
viene negato non il diritto ma il dovere di dover compiere il
proprio ufficio.
Siamo convinti che si tratta di una norma incostituzionale e che
dovrà essere necessariamente impugnata dal Commissario dello Stato,
stiamo creando un vero e proprio mostro abominevole che vuole
assomigliare allo spoil system ma non ha nulla dello spoil system
che, peraltro, la legge già prevede per gran parte delle cose
dell'Amministrazione e quindi, in questo caso, diventa ridondante,
e stiamo creando un precedente che vedrà, ci sarà chiaramente
contestato quando il nuovo Presidente della Regione, quando sarà
eletto, si troverà a non poter fare il proprio dovere 180 giorni
prima della scadenza naturale del proprio mandato.
Spiegatemi perché è eticamente ammissibile una cosa del genere;
spiegatemi perché chi viene eletto dal popolo ed ha il diritto e il
dovere di compiere le azioni per cui è chiamato a svolgere
d'ufficio, non debba più compierle improvvisamente. E spiegatemi
pure perché e quali sono le conseguenze positive per gli enti, per
le strutture, per gli organismi che si ritroveranno ingovernati e
si ritroveranno acefale sotto questo profilo.
Come vede contesto il disegno di legge nel merito. Contesto la
riscrittura anche nella forma e le dico, signor Presidente, che non
so se abbiamo utilizzato tutte le procedure corrette e giuste,
compreso quella di non consentire a tutti i parlamentari di poter
esprimere la propria opinione.
Noi cercheremo di chiederle la parola e cercheremo di ottenerla
questa parola per sostenere la fondatezza delle nostre ragioni. Mi
auguro che sia più magnanimo e ci consenta di intervenire il più
possibile per spiegare per quale motivo questa azione parlamentare
sia contestabile dal punto di vista politico, ma sia contestabile
anche dal punto di vista regolamentare.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.2.41.
Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.
MINARDO, presidente della Commissione. Signor Presidente, lei
secondo me non ha rispettato il Regolamento. Lo dico come
Presidente di Commissione, perché lei deve chiedere il parere al
Governo ed alla Commissione. Non l'ha fatto, c'è troppa fretta in
questo disegno di legge.
Deve chiedere il parere al Governo ed alla Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Minardo, questo disegno di legge come sa non
è un disegno di legge, per così dire, ordinario, arriva in Aula con
una procedura assolutamente straordinaria e in questa legislatura è
la prima volta che giunge un testo di legge nella formulazione del
primo firmatario, per cui non c'è l'esigenza di chiedere il parere
al relatore e alla Commissione. Pur tuttavia, visto che lei è il
Presidente della Commissione, non come relatore, ma come
Presidente, le chiederò il parere.
CRACOLICI. Non come Presidente, ma come Commissione.
PRESIDENTE. Come Commissione certo. Il parere del Presidente
Minardo sul subemendamento 1.2.41?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.43. Il parere del Presidente della
Commissione?
PRESIDENTE. Per tutti gli altri subemendamenti, si rimette
all'Aula onorevole Minardo?
MINARDO. No, su questo subemendamento sono contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Il subemendamento 1.2.80 è assorbito.
Si passa al subemendamento 1.2.12. Il parere del Presidente della
Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.2.13. Il parere del Presidente della
Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.2.13. Il parere del Presidente della
Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.44. Il parere del Presidente della
Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
considerato che i colleghi mi hanno lasciato solo, mi rimetto
all'Aula.
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.2.44
ARENA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Arena, Bonomo, Calanducci, Cappadona,
Colianni, Cristaudo, D'Aquino, Di Mauro, Federico, Gentile, Greco,
Picciolo e Romano. Indico la votazione dell'emendamento 1.2.42 e ne
proclamo l'esito:
Presenti 59
Votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 13
Contrari 41
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Comunico che il subemendamento 1.2.109 è assorbito.
Si passa all'emendamento 1.2.45.
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.2.45
ARENA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Arena, Bonomo, Calanducci, Cappadona,
Colianni, Currenti, D'Aquino, Di Mauro, Federico, Greco, Picciolo e
Romano. Indico la votazione dell'emendamento 1.2.45 e ne proclamo
l'esito:
Presenti 56
Votanti 43
Maggioranza 22
Favorevoli 2
Contrari 41
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.48. Il parere del Presidente della
Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.2.49
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 1.2.49.
ARENA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Arena, Bonomo, Calanducci, Cappadona,
Colianni, D'Aquino, Di Mauro, Federico, Greco, Picciolo e Romano.
Indico la votazione dell'emendamento 1.2.49 e ne proclamo l'esito:
Presenti 58
Votanti 47
Maggioranza 24
Favorevoli 5
Contrari 42
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.50. Il parere del Presidente della
Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia,le politiche sociali e il
lavoro. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 1.2.73 che dichiaro
assorbito.
Si passa al subemendamento 1.2.51.
Richiesta di verifica del numero legale
COLIANNI. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Arena, Bonomo,
Cappadona,
Currenti, D'Aquino, Di Mauro, Federico, Greco, Minardo e Romano)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può
pigiare qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 48
L'Assemblea è in numero legale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.2.51 Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.2.52. Lo dichiaro
assorbito.
Si passa al subemendamento 1.2.74.
Richiesta di verifica del numero legale
COLIANNI. Chiedo la verifica del numero legale.
Alla richiesta si associano gli onorevoli Arena, Bonomo,
Cappadona, Currenti, D'Aquino, Di Mauro, Federico, Greco, Minardo
e Romano.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può
pigiare qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 50
L'Assemblea è in numero legale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.2.74. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il subemendamento
1.2.53. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il subemendamento
1.2.54.
Per richiamo al Regolamento
MANCUSO. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo intervenire
alla fine di questo suk ed, invece, mi vedo costretto ad intervenire
ora. Presidenti di Commissione che chiedono il numero legale, numero
legale richiesto ogni 14 secondi, emendamenti di riscrittura
completamenti del disegno di legge dove le regole si fanno in Aula
Non riesco a capire cosa stia succedendo Questo rimarrà agli atti
di questo Parlamento e per chi ritornerà da novembre in avanti sarà
una regola che varrà sempre Onorevole Cracolici, ti prego, sei
stato uno dei custodi più fedeli del Regolamento e oggi sei in
silenzio come lo sono stato io Ed è una vergogna, mi sento di
dirlo. Ed è una vergogna
CRACOLICI. Al tuo posto mi dimetterei
MANCUSO. Al tuo posto, onorevole Cracolici, mi dimetterei non solo
da Capogruppo ma anche da parlamentare, se fossi stato al tuo posto.
Signor Presidente, la prego. Cosa voglio fare? Quanto meno che si
rispettino le regole normali, quelle principali. Il Presidente di
Commissione fa il Presidente di Commissione, se sbaglia lei lo
bacchetta ed è giusto che lo faccia, il numero legale gli diciamo
ai ragazzi' che lo chiedano ogni cinque, dieci minuti e non ogni
quattordici secondi Ripristiniamo quello che l'iter minimo
indispensabile.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, rispondo a lei, ma rispondo anche
all'onorevole D'Agostino.
Mi rendo conto che in politica ognuno a volte reciti un ruolo, il
gioco delle parti, non mi scandalizzo, sono abbastanza anziano della
politica da non scandalizzarmi.
Peraltro, in questi quattro anni di legislatura ed ora che siamo
quasi a consuntivo, lo possiamo dire, le maggioranze sono state
molto variabili e, a turno, l'utilizzo del Regolamento, in maniera
più o meno elastica, ha fatto comodo, a turno, a tutti o non ha
fatto comodo, a turno, a tutti, nel senso che c'è qualche forza
politica che è all'opposizione e che oggi è maggioranza che avrebbe
voluto una gestione del Regolamento, dei lavori dell'Aula in un
certo modo. A sua volta, chi era in maggioranza, poi, è passato
all'opposizione e avrebbe preteso la stessa cosa.
Ovviamente, se avessi piegato il Regolamento alle convenienze
dell'Aula, di volta in volta, cercando di accontentare a volte gli
uni, altre volte gli altri, sarei stato Presidente, non al di sopra
delle parti, non avrei fatto gli interessi di quest'Assemblea e,
probabilmente, non avrei neanche vissuto vita tranquilla per quattro
anni come, invece, in fondo, nonostante le difficoltà di questa
legislatura, alla fine ho vissuto.
Questo perché ho utilizzato sempre lo stesso metro, questo perché
ho utilizzato sempre lo stesso criterio, sia quando il mio partito,
o la maggioranza che mi aveva eletto Presidente era in maggioranza,
sia quando la maggioranza che mi aveva eletto Presidente era
diventata minoranza, sia che i rapporti del momento con il
Presidente della Regione erano idilliaci, sia che i rapporti con il
Presidente della Regione, in quel dato momento, erano pessimi.
Ho utilizzato uno strumento che per quattro anni è valso sempre,
nella buona e nella cattiva sorte. Per cui, essere accusati, in
questo frangente, di utilizzare il Regolamento, a mio piacimento, mi
sembra poco onesto intellettualmente perché tutti voi - non credo
che in fondo al vostro cuore non abbiate un ricordo comunque
positivo della conduzione dei lavori di questa Presidenza.
Se così non fosse stato sarei stato contestato più di una volta
perché momenti di polemica molto accesa, nel corso di questi quattro
anni, ce ne sono stati parecchi e non saremmo arrivati alla fine
della legislatura, se avessi utilizzato il Regolamento a mio
piacimento. Così non è stato e credo che di questo possiate darmene
atto tutti.
COLIANNI. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, ho molto rispetto per i miei colleghi
e devo confessarle che le parole che ha detto sono parole vere.
Le diamo atto che nei momenti difficili di questa Assemblea di
avere mantenuto sempre un tono alto di questo Parlamento e le diamo
atto di grande equilibrio.
Oggi intervengo anche a seguito dell'intervento dell'onorevole
Mancuso, in effetti non è un bel vedere il silenzio di quest'Aula,
non è un bel vedere che amici che hanno governato questa Sicilia
per tanti anni - rispetto ad argomentazioni come queste - se ne
stiano in silenzio. Tornerò, per tutte le volte che mi è
consentito, a ripetere questa cosa. Vorrei che anche un solo
cittadino siciliano sappia che questi sono silenzi colpevoli. Penso
che sia indispensabile, oltre che opportuno, corretto e leale dire
ai siciliani perché state votando questa legge. Dite con estrema
chiarezza che volete privare un Presidente della Regione, eletto
dal popolo siciliano ed attualmente in carica, di quelli che sono i
ruoli che gli appartengono costituzionalmente. Il vostro è,
assolutamente, un colpo di mano fatto per evitare che le vostre
paure diventino realtà e le vostre angosce e i vostri non sogni, i
vostri turbamenti notturni di perdere questa campagna elettorale
prossima vi stanno portando a fare una politica dello struzzo e di
mettervi la testa sotto terra. Non provate un po' di vergogna a
stare in silenzio? Non provate un po' di vergogna a non spiegare ai
siciliani che vi stanno a guardare, e non avete il coraggio,
onorevole Cracolici, e Capogruppo - che non so chi sia - di
quest'altra parte, per quale ragione non venite qui a spiegare alla
gente perché non volete che Lombardo eserciti il suo ruolo di
Presidente? Dite alla gente questo Abbiate il coraggio di dire
alla gente perbene di questa Sicilia perché tacete Parlo ai tanti
uomini perbene che stanno da quella parte, silenziosi di un
silenzio colpevole e di un silenzio voluto dai vostri uomini del
partito romano.
Voi uomini della democrazia
PRESIDENTE. Onorevole Colianni, mi sfugge l'articolo del
Regolamento cui fa riferimento il suo intervento.
COLIANNI. la natura vera perché amici miei i silenzi urlano I
silenzi urlano La vostra rabbia interiore per non potere parlare e
credetemi amici miei che non è un bel vedere vedervi silenziosi
dopo che avete amministrato insieme a noi e andateci a raccontare
tutte le cose che avete fatto insieme a noi.
Andate a dire nei palchi quello che avete fatto per poi
nascondervi dietro il silenzio, ma la gente è intelligente, la
gente capisce, la gente sa, la gente osserva, la gente vede quello
che state facendo in questa Aula.
E allora, signor Presidente, e chiudo come ho aperto, noi abbiamo
solo un'arma, non ne abbiamo altre, attorno, ci ritornino i
sottogoverni questi signori, ci ritornino i sottogoverni Fate
dimettere tutti i vostri uomini e le presidenze che avete
conquistato stando insieme a noi.
Abbiate il coraggio di fare questo se siete uomini che volete fare
una politica seria in questa Sicilia.
E siccome questo, caro Presidente, non ce lo restituisce nessuno
e, purtroppo ormai, cum grande e magna passione l'abbiamo ceduta
a lor signori, adesso gridiamo a questa vergogna, al popolo
siciliano e i signori vengono qui a parlare e a dire qual è la loro
verità.
DI MAURO. Chiedo di parlare sul complesso degli emendamenti.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, chiedo di intervenire per svolgere un
ragionamento che in parte avevo affrontato ieri.
Io ho molto rispetto per la Presidenza dell'Assemblea e,
comprendendo la necessità, comunque, viste le sollecitazioni di
inserire all'ordine del giorno il disegno di legge, che per altro
non era stato esitato positivamente in sede di Commissione, dicevo
ieri e lo ripeto oggi, non riesco a comprendere come mai
continuiamo a lavorare su un disegno di legge che rispetto
all'originario ha subito una sorte di mutazione genetica.
Cosa voglio dire? Voglio dire che rispetto all'idea principale che
aveva indirizzato il disegno di legge originario, oggi noi abbiamo
un disegno di legge in cui vengono compiute una serie di
affermazioni e di interpretazioni, come per esempio che cosa si
intende sull'ordinaria amministrazione, che a mio avviso vanno al
di là di quelle che possono essere, mi permetto di dire,
l'accettabilità di queste indicazioni.
Avevo chiesto ieri, signor Presidente, di soprassedere su questo
disegno di legge perché ritengo corretta una sorta di
approfondimento; mi riferisco alle questioni di carattere tecnico,
non certo politiche, che queste sono libere interpretazione dei
parlamentari, dei gruppi parlamentari e anche di ella, e cercare di
comprendere bene se questo disegno di legge è un disegno di legge
di ordine costituzionale.
Lo dico perché voglio evitare in qualsiasi modo che questa norma
possa essere votata dall'Assemblea ed impugnata dal Commissario
dello Stato e, quindi, creare ulteriore nocumento in un momento in
cui sulla Sicilia, sull'Assemblea, sul corpo parlamentare, credo
che necessiti un minimo di chiarezza.
Siamo in un momento di grande difficoltà, fermo restando l'idea
che alcuni parlamentari hanno voluto mettere sull'emendamento che
di fatto ha mutato quello che era originariamente il disegno di
legge, credo che sia cosa corretta, me lo lasci dire, signor
Presidente, e giusta dare la possibilità alla Commissione di
approfondire questo disegno di legge, consultando importanti
giuristi che, contattati da noi, hanno espresso una sorta di
perplessità sulla validità di questo disegno di legge.
Quindi, signor Presidente, le riconfermo la necessità di un
approfondimento di questo disegno di legge che è completamento, lo
ripeto, diverso rispetto a quello originario, per far sì che
l'Assemblea possa essere chiamata a legiferare su qualcosa che è
assolutamente ammissibile, che non subisca l'onda dell'impugnativa
da parte del Commissario dello Stato e possa anche porre fine a
questo contrasto che è presente in questo momento in Assemblea tra
due parti del Parlamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.2.54.
Richiesta di verifica del numero legale
ARENA. Chiedo la verifica del numero legale.
Alla richiesta si associano gli onorevoli Arena, Bonomo, Cappadona,
Currenti, Di Mauro, Federico, Gentile, Greco, Minardo e Romano)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Per un problema di natura tecnica bisogna ripetere la
votazione, c'è stato un disguido con il sistema elettronico, vi
assicuro che si è spento il sistema.
(protesta dai banchi del centro)
DI MAURO. Noi ci appelliamo all'imparzialità dell'Aula.
PRESIDENTE. Il sistema si è spento prima che io dichiarassi la
votazione chiusa. Possiamo fare una contro prova. Il sistema si è
spento prima che io dichiarassi chiusa la votazione, quindi
ovviamente non ha registrato il numero dei voti.
Procediamo alla votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 44
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta riprenderà
alle ore 20.35.
(La seduta, sospesa alle ore 19.38, è ripresa alle ore 20.40)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la seduta è stata
precedentemente sospesa per mancanza del numero legale, purtroppo,
per un errore della Presidenza in effetti è stato dichiarato
mancante il numero legale che in effetti c'era, dovuto ad un errore
tecnico del sistema. Il sistema prevede che la richiesta di
verifica di numero legale vada fatta di volta in volta con i
richiedenti che vanno registrati nel sistema elettronico, e siccome
la prima votazione è stata annullata, e poi abbiamo fatto la
seconda votazione, nella quale non ho rimesso ai voti la richiesta
per la verifica dei richiedenti. Questo ha fatto sì che i sei
richiedenti il numero legale della prima votazione, non venissero
computati nella seconda, per cui in Aula eravamo cinquantuno ma ne
sono stati segnati 44 ed è mancato il numero legale, che in effetti
c'era.
Riprendiamo, dunque, con l'esame dell'emendamento 1.2.54.
Richiesta di verifica del numero legale
D'AGOSTINO. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Bonomo, Calanducci,
Cappadona, Fiorenza, Minardo e Romano)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 47
L'Assemblea è in numero legale.
Pongo in votazione l'emendamento 1.2.54. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
D'AGOSTINO. Signor Presidente, vorrei che si controllassero
effettivamente le presenze.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.2.22.
Richiesta di verifica del numero legale
D'AGOSTINO. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Bonomo, Calanducci,
Cappadona, Currenti e Fiorenza)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 46
L'Assemblea è in numero legale.
Anche l'onorevole Donegani ha preso parte alla votazione.
Chiedo ai Deputati Questori ed ai Deputati Segretari di aiutarmi a
verificare, dalla prossima votazione, la regolarità del voto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedi
PRESIDENTE. Informo che l'onorevole Cracolici ha comunicato che
gli onorevoli Ammatuna, Di Benedetto, Raia, Termine e Barbagallo
hanno chiesto congedo per la seduta odierna; l'onorevole Pogliese
ha comunicato che gli onorevoli Falcone ed Edoardo Leanza hanno
chiesto congedo per la seduta odierna e l'onorevole Adamo ha
comunicato che l'onorevole Forzese ha chiesto congedo per la seduta
odierna.
Anche gli onorevoli Scoma e Torregrossa sono in congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di n. 908/A
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.2.22 a firma dell'onorevole
D'Agostino. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Comunico che gli emendamenti 1.2.55 e 1.2.56 sono
assorbiti. Si passa all'emendamento 1.2.7 a firma dell'onorevole
D'Agostino.
D'AGOSTINO. Chiedo la verifica del numero legale.
Richiesta di verifica del numero legale
PRESIDENTE. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Bonomo, D'Aquino,
Fiorenza, Minardo e Romano)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 49.
L'Assemblea è in numero legale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.2.7. Il parere
della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
favorevole resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.49. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
favorevole resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che il subemendamento 1.2.58 è assorbito.
Si passa al subemendamento 1.2.59. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
favorevole resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 1.2.115, a firma
dell'onorevole Maira.
MAIRA. Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento 1.2.10. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
favorevole resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.3. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
favorevole resti seduto.
(Non è approvato)
Il subemendamento 1.2 13 è assorbito.
Si passa all'emendamento 1.2.82.
COLIANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Bonomo, Calanducci, Di Mauro, Federico,
Minardo, Pogliese, Romano e Ruggirello si associano alla
richiesta)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.2.82
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 1.2.82.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 54
Votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 5
Contrari 41
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.63. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
favorevole resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.87. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
favorevole resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.114. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
favorevole resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.88. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione.
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
favorevole resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.61. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Mi rimetto all'Aula.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto
per questo e per tutti gli altri subemendamenti che verranno posti
in votazione.
(Gli onorevoli Adamo, Ardizzone, Campagna, Cascio
Salvatore, De Benedictis, Di Giacomo, Dina, Donegani,
Faraone, Ferrara e Formica si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.2.61
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 1.2.61.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 46
Votanti 45
Maggioranza 23
Favorevoli 2
Contrari 42
Astenuto 1
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.20. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
favorevole resti seduto.
(Non è approvato)
I subemendamenti 1.2.60 e 1.2.57 sono assorbiti
Si passa al subemendamento 1.2.62.
Sull'ordine dei lavori
BONOMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BONOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi riallaccio al
mio precedente intervento sull'ordine dei lavori e a quanto
continua a succedere fuori da quest'Aula.
Riassumendo, abbiamo avuto un soggetto proveniente dalla mia
provincia che nei tempi giovani faceva insieme a me il disk jockey
- non so quanto lo abbia fatto bene o lo abbia fatto male - e che
poi ha militato nel partito socialista, il quale, ha allarmato i
mercati nazionali ed internazionali perché la Sicilia sarebbe a
rischio default.
Questo signore ha ingenerato sulla stampa nazionale, e ormai
anche sui media internazionali, il fatto che le nostre finanze e le
nostre casse sono in crac finanziario ed economico, così tanto che
il Presidente del Consiglio Monti, si è sentito in dovere di
intervenire preallarmato da quanto dichiarato su tutti i giornali,
e ribadisco che su testate nazionali oggi la Sicilia era data per
fallita.
E' dovuto intervenire anche il Presidente Napolitano, dove oggi
Monti si è recato per il preoccupante default della Sicilia.
E' chiaro che si è immediatamente innescata violenta sui media
internazionali, sulla finanza internazionale, la ovvia ed evidente
notizia che la nostra Regione non ce la fa, non ce l'avrebbe fatta
e non ce la farà
Signor Presidente, a vostro e nostro buon uso, perché
rappresentiamo il popolo, leggo due notizie Ansa, rispettivamente
delle 19.48 e delle 20.01 di stasera: Non è rischio default per la
Sicilia. Il problema non è strutturale ma di temporanea mancanza di
liquidità, ed è stato risolto con trasferimenti per 400 milioni di
euro già programmati . E' quanto si apprende da ambienti
governativi; e alle 20.01: Il bilancio della Regione Sicilia è
stato in attivo nel 2011 e nel 2010 .
Ma per quanto tempo ancora noi dobbiamo sopportare, in quest'Aula,
per quanto tempo ancora noi rappresentanti del popolo siciliano
dobbiamo vedere la nostra Terra maltrattata a livello nazionale ed
internazionale? Per quanto tempo dobbiamo permettere a uomini come
Berghezio di dire che per la Sicilia non c'è un euro?
Noi sappiamo benissimo, avendo approvato il bilancio, che la
Sicilia è creditrice nei confronti del Governo nazionale. Partiamo
dai fondi - e lo dico ai miei colleghi di Messina - che sono stati
impiegati dal Governo regionale, dalle casse regionali, come
anticipazione per le alluvioni che si sono succedute
malauguratamente nella Sicilia orientale.
I denari anticipati dalle nostre casse, devono essere trasferiti
dal Governo nazionale.
Bene Adesso apprendiamo, in grave ritardo che il default della
Sicilia non c'è.
Allora io chiedo chi ripagherà la Sicilia di questo danno di
immagine, e chiedo a tutti voi e a lei Presidente dell'Assemblea.
Se tutto questo che leggiamo dalle notizie Ansa è vero chi
risarcirà il nostro popolo chi risarcirà noi del danno di immagine?
Le faccio una proposta seria, chiediamo di iniziare un'azione
risarcitoria civile e penale nei confronti di chi ha innescato
questo meccanismo che, ancora una volta infanga la nostra Terra, la
nostra Regione e il nostro Parlamento in Italia e nel mondo.
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 1.2.62.
D'AGOSTINO. Su questo non si era discusso in Conferenza dei
capigruppo, si era deciso di fare un documento.
PRESIDENTE. Non possiamo riaprire l'argomento default, non
default.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Chiedo la richiesta di verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Ardizzone, Campagna, Cascio Salvatore,
Cracolici, De Benedictis, Ferrara, Formica, Galvagno, Gucciardi,
Laccoto, Marinello, Pogliese e Rinaldi, indìco la votazione per
scrutinio segreto e ne proclamo l'esito:
Presenti 40
L'Assemblea non è in numero legale.
Onorevoli colleghi, apprezzate le circostanze, la seduta è
rinviata a venerdì, 20 luglio 2012, alle ore 11.00, con il seguente
ordine del giorno:
I - Comunicazioni
II - Discussione, ai sensi dell'articolo 68 bis del regolamento
interno, del disegno di legge:
- Norme in materia di trasparenza della propaganda elettorale per
il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana . (n. 908) (Seguito)
III - Discussione dei disegni di legge:
1) - Interventi per effettuare una nuova perimetrazione dei
parchi (n. 931/A) (Seguito)
Relatore: on. Mancuso
2) - Norme in materia di entrata. Finanziamento di leggi di
spesa . (n. 900/A) (Seguito)
Relatore: on. Galvagno
3) - Promozione della mutualità volontaria e sostegno alle
società di mutuo soccorso . (nn. 454-703/A) (Seguito)
Relatore: on. Gucciardi
IV - Seguito della discussione delle proposte di modifica al
Regolamento interno dell'Assemblea (doc. X)
Relatore: il Presidente
La seduta è tolta alle ore 21.03
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
alle ore 23.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli