Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Scammacca, Beninati,
Mattarella e Vinciullo sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Riapertura termini per pagamento condono edilizio.(n. 941)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Vinciullo ed
altri in data 19 luglio 2012.
- Norma in materia di certificazione delle competenze acquisite in
apprendistato ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo 14-
09-2011, n. 167. (n. 942)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Lentini in
data 19 luglio 2012.
- Norme relative agli I.A.C.P..(n. 943)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Vinciullo ed
altri in data 19 luglio 2012.
- Provvedimenti urgenti nel settore dell'edilizia popolare.(n.
944)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Vinciullo ed
altri in data 19 luglio 2012.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che è stato reso il seguente parere dalla
Commissione:
SERVIZI SOCIALI E SANITARI' (VI):
- Legge 15 febbraio 2010, n. 1 Istituzione delle unità operative
delle professioni sanitarie e del servizio sociale definizione dei
criteri di cui al comma 2, articolo 2: Trasmissione documento
Criteri per l'istituzione e il funzionamento delle Unità operative
delle professioni sanitarie e del servizio sociale istituite con
legge regionale n. 1 del 15 febbraio 2010 . (n. 237/VI).
reso in data 17 luglio 2012 e inviato in data 19 luglio 2012.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2733 - Misure urgenti per riaprire i termini di pagamento del
condono edilizio.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2734 - Notizie sugli interventi economici a favore dei
lavoratori in cassa integrazione.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2735 - Notizie sul decreto dell'Assessore regionale per la
salute del 20 marzo 2012 in tema di medicina dello sport.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Pogliese Salvatore
N. 2737 - Misure urgenti per riaprire i termini di pagamento del
condono edilizio.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2738 - Provvedimenti urgenti nel settore dell'edilizia
popolare.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 2736 - Iniziative conseguenti alla soppressione delle
Commissioni provinciali per la tutela dell'ambiente e la lotta
contro l'inquinamento.
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Ruggirello Paolo
N. 2739 - Sospensione in autotutela delle delibere emanate a poche
ore dal suo avvicendamento dall'ex commissario dell'ASP di Messina,
dr Francesco Poli.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Corona Roberto
Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo e
alle competenti Commissioni.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta scritta:
N. 2740 - Notizie sulla composizione della giunta del Comune di
Naso (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Rinaldi Francesco
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:
numero 374 Interventi urgenti presso il Governo nazionale mirati
ad ottenere la sospensione dell'applicazione dell'IMU sui
fabbricati rurali o ex rurali in Sicilia , a firma degli onorevoli
Cimino, Bufardeci, Incardona, Mineo e Scilla, presentata il 18
luglio 2012.
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Comunicazioni del Presidente della Regione sullo stato dei conti
della Regione siciliana
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di passare all'esame del
secondo punto all'ordine del giorno: Discussione del disegno di
legge numero 908, ha chiesto di potere riferire in Parlamento il
Presidente della Regione riguardo allo stato dei conti della
Regione.
Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, loro sanno che martedì prossimo, alle ore 12.00,
incontrerò il Presidente del Consiglio e lo farò perché l'ho
sentito telefonicamente, a seguito del ricevimento di una nota, di
una lettera da lui firmata nella quale si manifestavano le
perplessità non solo sue - sono anche nostre, ovviamente -, su
alcune criticità dei nostri conti che a lui erano stati segnalati.
Mi è stato assicurato, certo non attraverso la stampa o da parti
politiche più o meno interessate, bensì da rappresentanti delle
Istituzioni che mi sono stati anche segnalati dal Presidente del
Consiglio, salvo non ricevere dalle stesse riscontri positivi in
ordine a queste note di segnalazione di queste criticità.
Non c'è dubbio che, tra le altre cose, al Presidente del
Consiglio, chiederò copia di questi atti, in maniera tale che - se
li avessimo avuti prima, non c'è dubbio, la nostra risposta sarebbe
stata più puntuale - ma non c'è dubbio che, comunque, l'argomento è
di nostra conoscenza; ne abbiamo parlato per ultimo, almeno per
quanto riguarda me personalmente perché, in quella occasione, ero
presente ma, poi, sia il nostro Ragioniere generale sia l'Assessore
Armano ne hanno parlato, lo hanno fatto successivamente, quando, un
mese fa, abbiamo incontrato l'allora non ancora Ministro ma vice
Ministro Grilli, per dirgli, per riferirgli della situazione della
nostra finanza, del nostro bilancio, dei nostri conti, anche
perché, non c'è dubbio che, data l'importanza, il peso, ma anche
l'entità dei nostri conti e dei nostri numeri, un confronto lo
ritenevamo opportuno e abbiamo, sin da allora, auspicato, proposto
- è già partito questo lavoro di collaborazione tra noi e il
Governo nazionale - una collaborazione che, peraltro, già altre
Regioni meridionali, in maniera particolare, segnalo la Campania,
lavoro di collaborazione che hanno già iniziato.
Per quanto riguarda il nostro bilancio, vi dico cose che conoscete
meglio di me perchè l'Assemblea, che ha approvato il bilancio
modificando, per come ha ritenuto, la proposta che il Governo
avanzava, il nostro bilancio di previsione è, per quanto riguarda
questo esercizio, di 27 miliardi di euro. E, se un confronto va
fatto, un rapporto, una relazione va citata, soprattutto con una
voce che viene criminalizzata sproporzionatamente o
inappropriatamente, questo rapporto, questa relazione va fatta
soprattutto con la voce stipendi, salari e pensioni che,
complessivamente, per quanto riguarda i dipendenti regionali, pesa
per un po' più che un miliardo e mezzo. E, se, poi, facciamo caso
che la spesa corrente è, in questo nostro ultimo bilancio, di circa
15 miliardi, ci rendiamo conto di qual è la relazione e il
rapporto.
A proposito di spesa corrente, quella prevista, è di 15 miliardi,
quella in conto capitale è di 11 miliardi. Anche se sono cifre che
conoscete, perché è stata l'Assemblea ad approvare il bilancio,
credo sia bene ribadirle perché, dalle poche cose che dirò, che,
poi, potrò sviluppare, magari in appunti più completi e che esporrò
al Presidente del Consiglio, dopo di che, lo dico sin d'ora,
chiederò di incontrare, subito dopo - lo farò, formalmente, con una
nota - il Presidente della Repubblica, oltre che chiedere al
Presidente del Consiglio che convochi il Consiglio dei Ministri
perché, non soltanto dai numeri, ma da quello che si è fatto in
questi anni, sapete che c'è un articolo dello Statuto che, per
quanto riguarda le cose relative alla Sicilia, qualunque
provvedimento, iniziativa, ma anche iniziativa più importante, che
è quella della conoscenza di quello che accade in una Regione che
ha titolo a partecipare al Consiglio dei Ministri con il suo
Presidente, chiederò, appunto, di fare questi due incontri: il
primo con il Presidente della Repubblica ed il secondo con il
Consiglio dei Ministri.
Questi conti e questi numeri, quindi, 15 miliardi su 27 e qualcosa
per quanto riguarda la spesa corrente e 11 per quanto riguarda il
conto capitale.
Per avere un'idea del lavoro e dell'impegno che questa Assemblea
che, poi, approva i conti e approva il bilancio, ma anche
l'Amministrazione che consente che questi conti possano essere
approvati con dei numeri precisi, sappiamo bene che, a valori
deflazionati, rispetto al 2001, la spesa corrente è scesa a 11,7
miliardi rispetto ai 15 di allora. Sono 15 miliardi anche ora;
diciamo che la spesa corrente, nonostante gli incrementi
fisiologici, come definirli, incomprimibili, legati a contratti e
obbligazioni, è rimasta a valore nominale la stessa: 15 miliardi
nel 2001, 15 miliardi nell'ultimo bilancio.
Se, però, si calcolano questi stessi numeri, si ricalcolano a
valori deflazionati, c'è un calo di 3,1 miliardi su quei 15,
qualcosa come il 20%, mentre, a valori nominali, la spesa, come vi
dicevo, per quanto riguarda la spesa in conto capitale, questa è
passata da 5,9 miliardi a quegli 11 a valore nominale che, invece,
scende a 8,3; se si guarda, invece, ai valori deflazionati, come si
vede; quindi, c'è un incremento corrispondente della spesa per
investimenti.
Per quanto riguarda, poi - vedete -, la tenuta, la sostenibilità
di questi nostri conti, che presentano momenti di criticità e di
difficoltà, nessuno si può nascondere - figuriamoci a che cosa
servirebbe, proprio a niente -, se vogliamo fare un piccolo
confronto, per quello che può valere - si è parlato di debiti, di
buchi - abbiamo un debito di circa 6 miliardi, del quale, poi,
parleremo più dettagliatamente, un po' più avanti, che, quindi,
pesa per 6 miliardi sul nostro bilancio che, come vi dicevo, è di
27 e pesa sul nostro modesto pil regionale che è di 86 miliardi per
circa il 7 per cento.
Il debito dello Stato sapete che è del 120 per cento perché
ammonta a circa 2 mila miliardi di euro sui 1550, 1600 miliardi di
prodotto interno lordo che riguarda il nostro Stato.
Un'altra considerazione va fatta perché, se pendiamo dalle labbra
o dai rilievi e dai rating delle varie società che sono deputate a
farlo - Moody's, Standard & Poor's e Fitch misurano la tenuta dei
nostri conti, per quanto riguarda la Regione siciliana - apro una
piccola parentesi perché mi è stato fatto notare, poco fa, ci si
sarà meravigliati, dopo di che, si era parlato di crac, fallimento
etc. e, poi, verso le 20.00 di martedì scorso, un'agenzia ci ha
fatto sapere che la valutazione di ambienti governativi,
testualmente, è diversa e che i cosiddetti ambienti governativi si
impegnavano peraltro a renderci, per carità, i signori governatori
che parlano di elargizioni, atti di generosità o elemosine non
sanno quello che dicono, lo dirò al Presidente di questa Conferenza
delle Regioni alla quale partecipiamo, sedendoci attorno a un
tavolo, di richiamare i nostri colleghi e i suoi colleghi a un
minimo di serietà in più.
Qualcuno mi ha costretto a qualche precisazione che non avrei
voluto fare circa le vacanze e il tempo libero, ma anche gli altri
penso che abbiano quel minimo di conoscenza per sapere che, oltre a
essere la più generosa Regione italiana nel sostenere le
popolazioni toccate da catastrofi come quella emiliana; a
proposito del terremoto, siamo quelli che hanno dato di più mentre
hanno ricevuto meno o quasi niente per fronteggiare le nostre
emergenze, da Giampilieri a San Fratello a Saponara. E'bene che
questi colleghi si astengano dal dire sciocchezze.
Ebbene, quella nota delle ore 20.00 fu preceduta da una
valutazione, da una segnalazione proprio da una di queste tre
agenzie di rating, Fitch, che disse non è vero, non c'è rischio
default ; se questo rischio ci fosse, sarebbe per tante altre
Regioni prima della Sicilia e, forse, potrebbe toccare non soltanto
le singole Regioni bensì qualcosa di più serio e di più importante.
Il rating che ci riguarda ci mette sullo stesso piano di Milano,
Siena e Venezia, come comuni e della Liguria, dell'Umbria e del
Veneto come Regioni, mentre hanno un rating leggermente più basso
anche il Piemonte, oltre che il Lazio, la Campania, la Calabria e
il Molise.
Credo siano dati che, francamente, valga la pena che sappiamo, che
sappiano i cittadini siciliani e che vengano sottolineate anche per
la conoscenza di quanti, numerosissimi, si stanno occupando della
storia dei nostri conti.
A proposito di questi conti, uno degli argomenti più delicati che
è stato enfatizzato e che, certamente, costituisce una criticità
per quanto riguarda il bilancio, per quanto riguarda la nostra
finanza, è quello dei residui attivi.
E qua si sono letti i numeri i più svariati; si sono letti i
numeri di decine di miliardi, per cui c'è il buco e si fallisce.
Certo, è una notevole criticità ed è una delle criticità che
abbiamo affrontato, forse la prima, perché è la più importante ma
non è sicuramente la sola nel confronto con il Governo nazionale.
I residui attivi sono entrate accertate, non da noi ma le accerta
lo Stato e sono entrate non riscosse. Questi residui attivi
ammontavano, al 31 dicembre dell'anno scorso, a circa 15 miliardi.
Quattordici miliardi al 31 dicembre 2011. Il miliardo e 600
milioni di residui attivi, che si accumulano successivamente al 31
dicembre dell'anno scorso, e cioè in questi sette mesi di
quest'anno, ammontano a circa 1,6 miliardi di euro e si tratta,
comunque, di entrate certe, sulla cui certezza non possono
sussistere dubbi.
Se torniamo ai 14 miliardi, la metà circa di questa cifra, un po'
di più, 7,3, sono trasferimenti in conto capitale dello Stato o
dell'Unione europea che sono attendibili comunque, perché sono
vincolati alla realizzazione delle opere pubbliche. Si realizzano
le opere pubbliche, e giungono quei soldi, per fare un esempio; e,
comunque, di questi residui attivi per 7,3 miliardi di euro non si
può fare conto, non si possono certamente usare per quanto riguarda
la spesa.
Ci sono, poi, 3,5 miliardi di entrate tributarie, che sono
antecedenti al 2001, che lo Stato ci ha comunicato in quanto
provenienti da debiti di cittadini che avrebbero dovuto pagare
questi 3,5 miliardi.
Ora, l'Assemblea, non il Governo, ha legiferato più volte su
questa materia e ha legiferato con una norma, che intervenne circa
un decennio fa, che, in fondo, congelava quelle risorse e non le
rendeva disponibili per qualunque manovra finanziaria.
Si intervenne finanziariamente, per la verità, a partire dal 2004
in poi; si è intervenuto finanziariamente, e l'ultima volta è
successo proprio nel 2011, perché nel 2011 si è finanziato
attingendo a questi residui attivi, il credito d'imposta, per 120
milioni di euro, la sanità, per 195 milioni di euro e, poi, la
quota, che purtroppo dobbiamo pagare di più, di quella percentuale
di partecipazione al Fondo sanitario che è lievitata - come sapete
- e che è oggetto di contenzioso da parte nostra presso la Corte
Costituzionale, dal 42 al 49 per cento, per altri 245 milioni di
euro.
Fa complessivamente 2 miliardi di euro, che sono stati impegnati
con leggi dell'Assemblea, che sono state approvate dal Commissario
dello Stato e che, con i rilievi che pure vengono mossi, poi, in
sede di rendiconto, sono stati parificati dalla Corte dei Conti.
E' bene sapere che questo, quindi, è il problema dei residui
attivi, gli altri 3 miliardi e mezzo che mancano per arrivare (7,5,
3,5 e 3,5) a quei 14 miliardi, comunque, non comportano nessun
problema perché sono relativi ai FAS, relativi ad altre risorse
che, comunque, anche qua, non sono disponibili e non sono state
utilizzate per nessuna manovra finanziaria.
Sappiamo che, peraltro, è stato già istituito un fondo per
accantonare risorse, che già vede impegnati 170 milioni di euro da
mettere da parte perché, in ogni caso, si possa arrivare a
pareggiare quella spesa dei 2 miliardi.
Teniamo presente, comunque, che si tratta di 2 miliardi che
vengono da accertamenti dello Stato e che, quindi, siamo stati
autorizzati a definire e a inserire nei nostri bilanci.
Abbiamo, poi, un indebitamento - anche questo ha fatto gridare
allo scandalo -, ma che chiaramente rientra più nella fisiologia,
perché come sapete l'indebitamento per essere operato deve essere
operato entro certi limiti percentuali rispetto a quello che è il
nostro bilancio e alla capacità che abbiamo di onorare il nostro
debito, che ammonta a circa 6 miliardi di euro, dei quali un
miliardo e mezzo circa è stato, da questa Assemblea e da questo
governo, contratto in questi quattro anni, un miliardo
precedentemente, e poi, con una delibera dovuta, forzata del 2007
il grosso di questo debito, quasi il cinquanta per cento, è stato
contratto per onorare il piano di rientro della spesa sanitaria,
due miliardi seicentoquarantamilioni di euro circa.
Abbiamo un debito, quindi, di meno di sei miliardi di euro per il
quale, tanto per essere chiari, noi accantoniamo automaticamente,
per ogni euro che entra, quella quota che serve come servizio del
debito. Si mette da parte perché deve servire' il debito, onorare
l'impegno che abbiamo preso contraendo il mutuo e viene accantonata
anche quella parte che riguarda gli stipendi dei regionali.
Questa situazione e mille altre ragioni, che brevemente vedremo di
sintetizzare, determinano, invece, al momento, una obiettiva crisi
di liquidità che non riguarda le rate di mutuo, l'ultima rata di
mutuo, mi pare per circa 112 milioni di euro, è stata pagata il 30
giugno, ma siccome non riguarda e non riguarderà gli stipendi, la
crisi di liquidità riguarda, semmai, i nostri creditori e mandati
che devono essere onorati.
Ma questa crisi di liquidità è legata, indubbiamente, ad alcuni
fatti che io mi auguro possano essere ritenuti emergenziali,
possano, di fatto, mostrarsi come emergenziali e che possano poi
essere ricondotti ad una fisiologia che non determini la crisi di
liquidità.
Intanto, c'è una vicenda di mancati trasferimenti da parte dello
Stato che, dico ancora, e lo metteremo per iscritto oggi stesso per
il Presidente della Conferenza, dico ai colleghi governatori non è
né l'elemosina e neppure l'intervento straordinario per pagare i
debiti dei siciliani. E' semplicemente il dovuto, quello che lo
Stato ci deve a proposito di Piano di rientro nel settore della
sanità, per il quale mancano all'appello 275 milioni di euro, che
per quanto riguarda le anticipazioni del FAS ammontano a 302
milioni di euro, per quanto riguarda i certificati di pagamenti dei
fondi comunitari per 130 milioni di euro, e 343 milioni di euro
destinati alla partecipazione dello Stato al ripiano dei debiti
della sanità. Mentre, per quanto riguarda il FAS, come sapete, come
sappiamo, ma ne parleremo più dettagliatamente più avanti, non c'è
dubbio che il FAS ancora aspetta di essere approvato
definitivamente, è fissata la data del 31 di questo mese, ma, come
vi dicevo, la Regione ha inteso anticipare parecchie centinaia di
milioni di euro in materia di FAS.
Ci sono, a proposito della liquidità, 500 milioni di euro che noi
abbiamo anticipato ai comuni per far fronte alla emergenza rifiuti
e li abbiamo anticipati in attesa dell'approvazione della riforma
che è consistita nell'approvazione del Piano dei rifiuti che è
intervenuta soltanto qualche giorno fa, dopo che per un anno e
mezzo si è interloquito con la Protezione civile e con il governo
nazionale. Devo dirvi che già in questi giorni, con i commissari
liquidatori che sono intervenuti e con i commissari che
intervengono, laddove non si può andare avanti attraverso per far
fronte agli impegni, abbiamo recuperato qualcosa come 70 milioni di
euro.
Non c'è dubbio che poi, sia il credito di imposta per gli
investimenti che qualunque altra misura, non attecchiscono e non
producono risultati importanti se nel nostro Paese noi registriamo
una pressione fiscale del 55 per cento a cui si aggiunge, in questo
territorio meridionale, della Sicilia in maniera particolare, una
carenza su altri fronti che riguarda i servizi, come riguarda le
infrastrutture. Per cui, senza nessuna fiscalità diversa o
speciale, che dir si voglia, quel handicap strutturale originario,
cui si aggiunge il pari peso, pari come in Lombardia, di una
pressione fiscale che blocca, già lì, gli investimenti, non c'è
dubbio che non ci consente di frenare la riduzione delle entrate
tributarie che riguardano l'intero Paese, ma che colpiscono in
maniera particolare il territorio della nostra Regione.
Così come questa crisi è stata determinata dall'incremento di
esborsi per il pagamento di pensioni, perché c'è stato un aumento
di pensionati i quali hanno fruito di legislazione che ritenevano
più favorevole rispetto all'avvenire - voi sapete che ancora,
nonostante lo abbiamo ricostituito, il Fondo di Quiescenza non ha
quella dotazione necessaria per far fronte alla domanda delle
pensioni e dei pensionati.
Ecco quali sono quindi le ragioni di questa crisi di liquidità
che, nonostante la riduzione della spesa corrente, l'incremento
degli investimenti, nonostante alcune riforme, quella della
formazione, quella della sanità, quella dei rifiuti, come vi
dicevo, fin quando non entreranno a regime non potranno non
determinare queste difficoltà, che cresceranno, perché se soltanto
diamo un'occhiata ai numeri del patto di stabilità e ci rendiamo
conto che spending review e altre norme che sono state approvate di
recente, noi per il 2012 avremo un Patto di stabilità che peserà
per 1352 milioni di euro mentre questi aumenteranno a 1707 nel 2013
e a 1831 nel 2014.
Una delle ragioni, come vi dicevo, per le quali il nostro bilancio
mostra le difficoltà che sapevamo è il fatto che la sanità, che ha
attuato una riforma notevolissima, i cui meriti ci vengono
riconosciuti in sede non soltanto nazionale, e in tutte le
occasioni e i numeri parlano chiaro, non c'è dubbio, un deficit
consuntivo regionale consolidato di meno due miliardi che, per
quanto riguarda i disavanzi si conferma a 2 miliardi e 200 milioni,
copertura delle perdite erogate alle aziende per 1700 milioni e
perdite ancora da ripianare per 472 milioni che per quanto
riguarda i fondi di copertura di tali disavanzi delle aziende
ammontano a 264 milioni in quanto da incassare dallo Stato e poi a
190 milioni in quanto a fondo di riserva per le spese obbligatorie
e di ordine per la rassegnazione dei residui passivi in sanità.
Aumenta tanto la spesa sanitaria perché una finanziaria, se non
ricordo male, la finanziaria del 2006, la legge del 27 dicembre n.
296, fa lievitare dal 44,9 al 47 per cento e poi lo stabilizza
questo dato, dal 2009, cioè quello della nostra partecipazione
alla spesa sanitaria al 49,11 per cento; noi siamo arrivati ad
impugnare, addirittura, il bilancio dello Stato presso la Corte
perché riteniamo che sia stata violata la stessa norma che ho
citato che prevedeva, come ben sappiamo, un simultaneo incremento
delle entrate, credo, legate alle accise petrolifere che però lo
Stato si è guardato bene dal praticare.
Una spesa sanitaria che incide, per quanto riguarda la nostra
partecipazione per il 54,09 mentre questa percentuale era più
bassa, ovviamente in passato, sui 15 miliardi 584 milioni della
nostra spesa corrente.
Si è tanto parlato in questi giorni del personale e si è parlato a
sproposito, perché ad esempio si è fatto un confronto con il
personale di altre Regioni, molte delle quali Regioni a Statuto
ordinario. Ora perché sia chiaro, ed anche perché noi non lo
dimentichiamo, prima che si approvasse la legge n. 25, che voi
avete approvato, abbiamo operato con atti deliberativi della Giunta
di Governo, poi con la legge n. 25 del 2008 si sono bloccate le
assunzioni.
Chi parla di assunzioni o spese clientelari dice semplicemente il
falso, diffama e calunnia questo Governo e questa nostra Regione,
nel contesto di questa canea vergognosa ed oltraggiosa che si è
scatenata di recente.
Queste due leggi, la n. 24 del 2010 che li blocca poi per
ulteriori 5 anni, e però si trascura che sui 16.964 dipendenti
della Regione, 11.105 su 16.000 lavorano per l'esercizio di
funzioni che in altre Regioni sono funzioni statali e lavorano
appunto presso le Motorizzazioni, i Geni civili, i Centri per
l'impiego, come gli Ispettorati del Lavoro, gli Uffici del lavoro,
le Sovrintendenze dei Beni culturali, i Musei, i Parchi
archeologici, gli Ispettorati dell'agricoltura, il Corpo forestale,
la Polizia faunistico-venatoria e i servizi del Demanio marittimo,
e tra i 5.154 sono anche annoverati 148, coloro i quali coordinano
quei servizi altrove di competenza dello Stato.
Poi ci sono 711 persone che sono distaccate presso altri enti,
credo sempre a carico del nostro bilancio, come i Tribunali, ma per
carità, come anche gli Ersu, la Corte dei Conti ecc .
Il trend del personale regionale di cui abbiamo parlato con il
Ministro Patroni Griffi, almeno due volte io personalmente, e poi a
livello di tavoli ministeriali per affrontare questo argomento e
per affrontare questo tema, è in decrescita. Ha toccato il picco
di 19.434 unità nel 2006, erano 15.000 nel 2001, si scende per la
ragione della corsa alla pensione, per chi poteva farlo, a 17.985
nel 2011, compresa la stabilizzazione dei dipendenti del cosiddetto
comparto' che erano precari della nostra Amministrazione da tanto
tempo.
Lo stesso discorso, lo stesso trend riguarda i dirigenti della
Regione. Ne abbiamo trovato nel 2001 2.441, sono sempre
decresciuti, sono sempre ininterrottamente decresciuti dal 2001 ad
oggi, nel senso che non sono stati fatti, che piaccia o non
piaccia, non si può né esiliare né eliminare in altra forma nè,
come dire, si è legiferato per licenziare i dipendenti pubblici.
Oggi sono circa 1.917 a fine 2011, 1.818 al 30 giugno di
quest'anno.
Abbiamo messo in capo, come vi dicevo, abbiamo ricostruito, credo
dopo trenta anni, un Fondo di Quiescenza e stiamo dotando, certo
per come possiamo farlo considerata la criticità, i problemi di
liquidità, si dovrà arrivare ad un Fondo di Quiescenza, ad esempio,
valorizzando e mettendolo a rendita e non svendendolo - io
personalmente sono contrario ma, come dire, non sarà di nostra
competenza o di mia competenza, svendendo il patrimonio della
Regione, conferendoglielo e valorizzandolo per come si deve in
maniera tale che, per quanto riguarda il pagamento delle pensioni,
possa essere, questo Fondo di Quiescenza del tutto autonomo e del
tutto autosufficiente in maniera tale che venga, comunque, messa al
riparo, insieme agli stipendi, la pensione dei nostri pensionati.
Ma questi non sono, e lo sappiamo bene, i dipendenti . Sarebbero
sì In senso letterale, sono i dipendenti della Regione ma poi ci
sono tante altre categorie di cui ci facciamo carico per il
pagamento degli stipendi.
Si parla dei 30.000 forestali. Sono diventati 26.000 questi
forestali perché parecchi sono andati in pensione. E a proposito
dei regionali, del cosiddetto comparto', ma vale anche per le
altre categorie e per i gruppi di lavoratori che vi sto dicendo, un
Piano di equilibrio o di rientro, chiamiamolo come vogliamo, che
venga rispettato, riqualificando il personale e non assumendo, ci
consente in cinque, in dieci anni di essere più che in equilibrio,
ma non con i numeri delle altre regioni, ma con quelle che possono
essere le esigenze, semmai, che scaturiscono dalle scelte, che sono
delle scelte di spending review e di riduzione, di contrazione
della spesa pubblica che si stanno vivendo nel nostro Paese.
Ma così come ho detto, devo dirvi che quello che dirò al Ministro
Patroni Griffi lo dirò anche al Presidente del Consiglio.
Io ringrazio Iddio di non dovermi trovare a fare delle scelte che
non farei comunque. Non le farei, perché non credo che le esigenze
dell'economia, tanto più se si tratta della speculazione
finanziaria, debbono comprimere e dissanguare la persona. Semmai è
il contrario. Che le persone debbano sottomettere le regole e le
leggi e le scelte dell'economia.
Ora, queste persone: primo, noi le abbiamo trovate; secondo, i
22.500, che sono diventati 18.000 - ancora noi parliamo di 22.500 -
non voglio dimenticare i circa 700 del cosiddetto comparto (per
intenderci protezione civile ecc), li paghiamo noi, glielo abbiamo
detto al Ministro, li paghiamo noi. Coprono vuoti di organico -
talvolta c'è qualche dato patologico - ma c'è anche la mobilità
per ovviare a questo dato patologico tra comune e comune, tra ente
ed ente, e se si ingaggiasse dopo 15 anni di lavoro precario un
contenzioso con un ente che non ti stabilizza e non ti garantisce
la certezza io non so come finirebbe ad una Regione che ha un tal
peso rispetto ai numeri generali dello Stato che, certamente, non
vivrebbe da sola momenti di gravissima criticità.
Di questa gente io parlerò, anche, con il Presidente del
Consiglio. Così come, e non c'è dubbio che quello è un argomento
che va trattato con determinazione e con forza, ma lì a convertire
i decreti legge in legge, e certo a fare quadrare i conti facendo
le scelte giuste per il Paese, dovrà pensare il Parlamento
nazionale nel convertire i decreti legge.
Voi avete approvato una legge, noi abbiamo deliberato in omaggio
ed in ossequio a quella legge. Abbiamo razionalizzato le
partecipate per come possibile. Ad esempio in quanto ad indennità
degli amministratori - spero che questo dato non venga trascurato
- noi siamo scesi da 4 miliardi e 930, 5 milioni, sono piccole
cose ma sono significative, a 2 milioni e 600 mila euro circa.
Abbiamo deliberato, in ordine alla legge che avete approvato per
la fusione nella unica società di quelle che erano le tre
partecipate, Beni Culturali, Biosphera e Multiservizi. Non le
abbiamo inventate noi queste società, non le abbiamo assunte noi
queste persone.
Per questi enti, società a qualunque titolo controllate, vigilate,
è valso il vincolo, appunto, del blocco delle assunzioni.
Certo, potevamo liquidarle e lasciare sulla strada queste
persone, quindi, c'è stata una scelta ad personam, non lo ha
fatto questo Governo, rispetto a queste centinaia o migliaia di
persone.
Le partecipate al cento per cento dalla Regione, oggi, sono
sette, quelle per le quali c'è una maggioranza di quote della
Regione sono sei, nelle altre nove abbiamo quote di minoranza, 12
sono state messe in liquidazione; si valuteranno, poi, gli effetti
certamente non negativi di questo lavoro e di questo impegno.
Del PAR FAS, vi ho detto poco fa brevemente, e quindi mi avvio
alla conclusione per dirvi che, nonostante le criticità, questo
governo, me ne assumo la responsabilità e parlo in prima persona,
in questi quattro anni pur non essendo noi e quindi non potendo
dettare leggi in materia di macro economia, ha tagliato gli
sprechi, non dimenticate i numeri che vi abbiamo detto a proposito
della spesa corrente e della spesa in conto capitale, ha ridotto la
spesa e tagliato gli sprechi.
Per quanto riguarda alcune riforme, io credo che, celermente, vada
ricordato il Piano dei rifiuti che determinerà l'obbligo -
piaccia o non piaccia - di far crescere notevolmente, perché non
agli stessi livelli dell'Europa pretende, la differenziata.
La costruzione degli impianti di compostaggio. Sono finalmente
partite le gare, dopo l'approvazione del Piano che è avvenuta circa
dieci giorni fa - che porteranno, non piacerà a tutti, ad una
previsione di chiusura entro un tempo non lungo, anche delle
discariche, lasciamo perdere la cancellazione dal vocabolario, mi
auguro, della nostra terra, del termine inceneritori o
termovalorizzatori che dir si voglia, e quanto costa conferire in
discarica una tonnellata di rifiuti, oggi, voi sicuramente lo
sapete meglio di me.
La formazione professionale. Voglio dirvi queste cose perché come
ben sapete, perché avete partecipato a queste cose e avete vissuto
tra la gente, ogni riforma del genere non che ha portato ad un
confronto con i sindacati, ad una manifestazione contro, ad una
aggressione di questo o quell'altro uomo di questo Governo o di
questo apparato amministrativo, sono stati decine e decine, e tirar
fuori questo miracolo di una riforma della formazione caricandola,
finalmente, su un fondo sociale europeo che comunque sarà garantito
alla Regione non soltanto fino al 2020, e sottoporla a regole
rigorose che impediscono il latrocinio del passato, è stata
un'altra importante iniziativa.
La sanità. Ci muoviamo e procediamo verso un sistema della sanità
normale, oserei dire, cioè come altre regioni nelle quali non si
misura la qualità del servizio dal numero dei posti letto.
Strutture moderne che si vanno aprendo, qualcuna dopo cinquanta
anni dalla posa della prima pietra, e comunque livelli di
efficienza e di efficacia che, ripeto, non vengono esaltati da me,
ma bensì da chi di competenza, dalle autorità dello Stato e anche
dalla Commissione Europea.
Mi spiace che una riforma non si sia potuto avviare, neppure così
a carattere esemplificativo per vedere cosa avrebbe prodotto
decentrare alcuni servizi agli Enti locali ed ai Comuni.
Avevamo tentato di farlo per quanto riguarda la cura del verde, la
forestazione, ma qui è intervenuta questa grande anomalia, io la
affido a voi, ma ne parlerò anche con il Presidente del Consiglio.
Per cui, a differenza, noi, regione a statuto autonomo e
speciale, subiamo un controllo preventivo che ci scoraggia,
ovviamente, dal promulgare le leggi rispetto alle regioni a statuto
ordinario dove si promulgano le leggi e poi entro sessanta giorni
interviene un organo politico, qual è il Consiglio dei Ministri, il
quale eventualmente ricorre alla Corte Costituzionale la quale,
quando si pronunzia, possibilmente dopo un anno, non mette in
discussione gli effetti che quella legge ha prodotto.
Per fare questo lavoro abbiamo riscontrano molte difficoltà; si
dica quel che si vuole, ma in questo Governo, oltre me, anche tanti
assessori hanno collaborato, hanno sacrificato ogni cosa, anche una
parte della loro vita, la loro credibilità e l'immagine, e lo hanno
fatto esclusivamente nell'interesse della Sicilia.
E' ridicolo - lo dico per la terza volta e lo scrivo al Presidente
Errani - che queste cose non le comprendano i governatori. Ma oggi
leggiamo tante altre cosa. Chi ci ha calunniato è giusto che sarà
perseguito in sede civile ed in sede penale - mi riferisco a
qualche testata giornalistica - e a chi ci ha insultato,
avvalendosi possibilmente di un rapporto fiduciario che ha ricevuto
o in base al quale ha ricevuto qualche incarico, io glielo metterò
per iscritto che bene che quell'incarico lo lasci. Non si tratta di
molte persone, di una forse, ed è più che sufficiente
Non voglio rivolgere messaggi ad alcuno in maniera particolare.
Però, vorrei richiamare chi in questi giorni si sta esercitando
nell'arte impegnativa del darci lezioni di tenere una sola parte in
commedia, che non è facile
Io apprezzo moltissimo il lavoro di collaborazione e di
concertazione, che oggi non va più di moda, fatto con i sindacati,
ma avere una sola parte in commedia credo che sia più giusto,
piuttosto che da una parte del tavolo rivendicare migliorie,
aumenti, incrementi, ostacolare le riforme che poi fanno perdere
posti di lavoro e quant'altro, e dall'altra parte dire che dobbiamo
essere virtuosi ed evitare gli sprechi.
Teniamo una sola parte in commedia, prendiamoci pure gli insulti,
ma è quella, piuttosto che comodamente stare con un piede di qua ed
uno di là.
Gli imprenditori - alcuni dei quali noi annoveriamo, e ne siamo
lieti, anche accanto a noi, nella nostra Giunta - non c'è dubbio
che devono indicarci la strada. Io li ringrazio molto, sono
centinaia quelli che lavorano con grande impegno e con grande
sacrificio. Ma non dimentichiamo che taluni di loro hanno
intrattenuto con questo Governo della Regione - non con noi - un
rapporto talvolta parassitario e talvolta non trasparente. E questo
clima ha determinato il consolidarsi di iniziative imprenditoriali
dalle quali non so quanti vantaggi sono venuti alla nostra gente.
Sono gruppi che hanno operato in spregio alle garanzie minime
della sicurezza e della salute delle persone, che hanno realizzato
utili lasciando sulla nostra cassa oneri altissimi, in qualche caso
altissimi per la bonifica di territori e di aree marittime, così
come, invece, oneri incolmabili ed impagabili quando hanno
compromesso e distrutto la salute dei lavoratori.
A questi imprenditori abbiamo saputo dire di no Io sono lieto di
dimettermi il 31 luglio prossimo, ma se volete anche ieri, signori
assessori. Perché abbiamo detto di no all'eolico, e questo ha dato
fastidio, ma lo abbiamo fatto per salvaguardare il paesaggio ed
anche perché, a fronte di grandi investimenti che non facevano gli
imprenditori siciliani - che semmai li accompagnavano con mano - e
neppure imprenditori italiani, tutto ciò non dava lavoro alla
gente, non lasciava lavoro, tanto che si è scoperto più volte cosa
c'era di malaffare criminale attorno a questo discorso.
Lo stesso ragionamento va fatto per il sistema dei
termovalorizzatori, per cui si è ingaggiata una lotta all'ultimo
sangue. Qualcuno dei miei assessori non so per quanto tempo sarà
inseguito anche da giornalisti di oltre oceano che vogliono
intervistarlo, dal momento che ha fatto una scelta anche lui in
questo campo ed ora, da avvocato, ha deciso di difenderci rispetto
alle mille pretese di danni che grandi gruppi nazionali pretendono.
Sui rigassifigatori non abbiamo detto di no per Porto Empedocle,
perché ritenevamo che fosse compatibile, mentre altri, come le
autorità comunali si sono opposti, non so se a torto o ragione, in
altri casi abbiamo difeso soltanto gli interessi della sicurezza
della gente di quel territorio, senza pregiudiziale, abbiamo difeso
i lavoratori, a cominciare da quelli di Termini Imprese
accompagnando quella trattativa. Io li ho incontrati, e li saluto
con grande rispetto per la passione che hanno per il loro mestiere,
non si voglio mettere a vendere merci all'Ikea, vogliono continuare
a produrre macchine, e lo affido a voi onorevoli deputati, perché
c'è la volontà di venire a produrre in Sicilia, ma di venire a
produrre in Sicilia per l'Europa intera, in un settore delle auto
che entra in forte competizione con altre case automobilistiche a
cominciare dalla Fiat. Si consenta di fare concorrenza a questa
casa automobilistica che ha lasciato in mezzo ad una strada la
gente, i nostri lavoratori, e che ormai è scesa a livelli di
mercato, per quanto riguarda l'Europa intera, che non credo che
debbano temere la concorrenza né di cinesi, né di indiani.
Lo abbiamo fatto anche lottando concretamente, non con le parole
perché in questo caso la mia parola e la mia voce non può che
essere flebilissima. Ho citato alcuni punti importanti, abbiamo
lottato contro la mafia e non ci siamo mai fatti scudo di questa
lotta, anche perché come leggo in una nota che ci è stata
indirizzata qualche giorno fa, l'antimafiosità non si configura
come un merito, ma come la mancanza di un demerito, quindi non
facciamocene scudo per farla valere, se possibile in altri campi,
sarebbe come dire che debba vantare la mia virtù perché non mi
ubriaco. Sarebbe un vizio, anzi è una malattia l'alcolismo, ma non
posso dire che sono virtuoso perché non mi ubriaco. Abbiamo tenuto
e invitiamo tutti a tenere una parte in commedia, sicuramente
sbagliando, fraintendendo e facendoci fraintendere nella nostra
parte in commedia che è stata quella della difesa, e lo sarà fino
all'ultimo minuto, difesa in buona fede, sacrificando un pezzo
della nostra vita per gli interessi della Sicilia.
Non vado oltre perché poi questi argomenti saranno i temi di un
confronto democratico che non ci può essere sottratto, che non può
essere sottratto alla Sicilia, e che dovrà vedervi impegnati
democraticamente per dar vita ad un nuovo Governo per eleggere un
nuovo Presidente, perché vi auguro sinceramente che possiate
tornare, ricchi anche di questa esperienza in positivo o in
negativo, a rappresentare il popolo siciliano.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge n. 908
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
discussione ai sensi dell'articolo 68 bis del Regolamento interno
del disegno di legge n. 908.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le chiedo se
non ritiene necessario dare seguito alle parole del Presidente
della Regione, stimolando anche un dibattito, per quanto breve e
magari contingentato per gruppi parlamentari, sulle affermazioni
abbastanza chiare, gravi e anche pesanti che credo rimarranno nella
storia di questa Assemblea. Questa sarà una seduta ricordata, e
probabilmente anche tra qualche decina d'anni verrà letta, riletta
e commentata da chi si accingerà a valutare i fatti storici
gravissimi che stanno avvenendo in questi giorni in Sicilia e in
Italia.
PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino, come lei sa, questo non era un
tema iscritto all'ordine del giorno.
Il Presidente della Regione ha accolto una mia disponibilità di
alcuni giorni fa; mi ha chiamato l'altro ieri sera e abbiamo
approfittato dell'opportunità che l'Aula era già convocata per fare
in modo che potesse rendere l'Aula edotta rispetto a quello che,
insomma, stava succedendo e rispetto al tema oggetto della polemica
di questi giorni.
E' stata svolta una lunga - credo -, articolata e completa
relazione da parte del Presidente della Regione; alla fine di
questa relazione non è previsto un dibattito, tranne che non lo
chiedano tutte le forze politiche. Ho ritenuto opportuno e utile
ascoltare la relazione del Presidente della Regione per passare,
adesso, all'ordine dei lavori ordinario.
Se è il caso, considerato che il Presidente della Regione avrà un
importante incontro martedì 24 col Presidente del Consiglio, e
allora si che potrebbe essere utile ascoltare quello che in quel
colloquio viene detto e, eventualmente, sviluppare un dibattito.
Così rimane stabilito.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa è la terza
volta che il Presidente della Regione fa comunicazioni in Aula in
questa legislatura; le altre due volte non c'è stato permesso di
intervenire perché abbiamo contingentato i tempi.
Oggi, addirittura, penso che il problema riguardi più questo
Parlamento che il Presidente della Regione, ed i giornali di oggi
ce lo confermano, con gli insulti personali ad ogni deputato, fatti
anche da imprenditori coraggiosi che, piuttosto di fare
autocritica, insultano il Parlamento.
Signor Presidente, io parlo a titolo personale, e le chiedo la
possibilità di ribattere a questi signori, perché noi siamo
responsabili del mercato - chiamiamolo così - istituzionale del
nostro bilancio, ma chi è responsabile del mercato finanziario in
quest'Isola, e ci insulta, ha bisogno di qualche risposta, oppure
ce ne andiamo perché abbiamo premura del disegno blocca nomine .
Io non ho premura, io posso stare fino a stanotte, però lei non
può non darmi questa possibilità.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, lei sta parlando già sull'ordine
dei lavori.
MANCUSO. Signor Presidente, non ho bisogno di intervenire sui
numeri, perché il Presidente della Regione ha fatto un riassunto di
tutte le cose che ci siamo detti in Aula, per quattro anni, dove le
abbiamo ribadite, le abbiamo certificate, non le abbiamo
contestate, poi, nel merito, invece, non c'è nessun tipo di parola.
Signor Presidente, io vorrei parlare nel merito, e non sull'ordine
dei lavori.
Se non è possibile si troverà il modo per difendere questo
Parlamento, perché mi pare che la sua scelta non è dettata da una
sensibilità che riguarda anche l'onore ed il prestigio di ogni
Parlamentare, ma c'è premura, c'è una premura che io ritengo anche
fastidiosa da parte di miei colleghi, molto fastidiosa.
Io ritengo più importante ribattere a tutti questi sciacalli che
si stanno divertendo, da Roma, a scrivere quello che vogliono e,
dalla Sicilia, a darci lezioni su cosa e su come lo abbiamo fatto.
Quindi, io la prego, Presidente, mi dia la possibilità di parlare
sul merito; gli altri rinunceranno sicuramente, quindi sarà molto
veloce, non dico il dibattito, ma le comunicazioni di ogni
parlamentare.
FIORENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIORENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
clima instauratosi nell'Aula sia un clima di grande tensione. Ciò
che sta accadendo in questi giorni nella nostra Regione, sulla
onorabilità della Istituzione Regione siciliana , sulla
onorabilità di questo Parlamento, sia un evento straordinario,
signor Presidente, e a questa straordinarietà bisogna dare
necessariamente seguito.
Se si da seguito, si potrà dare un'occasione in più al Presidente
della Regione di manifestare non solo le proprie ragioni, in quanto
è stato personalmente chiamato, ma le ragioni di un intero popolo,
le ragioni di un'intera Assemblea, che ha tutto il diritto di
instaurare un dibattito.
Quest'Aula raramente ha avuto il Presidente della Regione e tutti
i componenti della Giunta, abbiamo un preciso dovere di dare una
risposta a istituzioni romane che di lezioni, a quanto pare, ne
hanno di bisogno, e quante ne hanno di bisogno lo sa solo Iddio.
Pertanto credo che aprire una fase di dibattito in Aula per
consentire al Presidente della Regione di non portare solo ed
esclusivamente motivazioni personali o della sua Giunta, ma
motivazioni dell'intero Parlamento, sia un diritto innegabile che a
Lei, in qualità di Presidente di questo consesso, io chiedo.
CAMPAGNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPAGNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pur condividendo
l'intervento del collega Mancuso che parla a titolo personale, ci
tiene a dirlo, io credo che la Presidenza aveva già preso una
decisione, e noi siamo stati chiamati stamattina in quest'Aula per
continuare a trattare un disegno di legge.
Bene ha fatto, signor Presidente, a dare la possibilità al
Presidente della Regione di intervenire, ma credo che, come ha
detto, ci sarà occasione dopo il 24 luglio per aprire un dibattito
e, se qualcuno pensa che aprire un dibattito sugli insulti o su
tutto quello che sta avvenendo possa essere un motivo per bloccare
l'iter di un disegno di legge che è già in discussione, anzi quasi
in dirittura d'arrivo, sbaglia.
Quindi anch'io parlo a titolo personale, però la Presidenza aveva
già deciso, di raccordo con i Presidenti dei Gruppi parlamentari
che rappresentano questa Assemblea. Credo, pertanto, che lei,
signor Presidente, debba sentire tutti i capigruppo e poi, se tutti
i capigruppo sono d'accordo, io sarò il primo ad adeguarmi.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Di Benedetto e Forzese sono
in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Di Benedetto e Forzese sono
in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
BUFARDECI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dire che non credo che sia utile lo stillicidio di interventi per
trattare un teorico ordine dei lavori, per evitare che si compia un
rito dovuto, a mio avviso, qual è quello del dibattito in ordine
alle comunicazioni del Presidente della Regione.
Credo che sia molto più utile operare in termini assolutamente
stringati, interventi di cinque minuti per ciascun Capogruppo, e
portare avanti questo dibattito, in modo tale che si possa
riprendere subito dopo la prosecuzione dei lavori con il disegno di
legge cosiddetto blocca nomine . Ed io, per evitare anche di
prolungare un intervento che potrebbe essere interpretato in
maniera diversa, voglio intervenire, sin da subito, se mi è
consentito, proprio sul dibattito, e facendo così, credo che
nell'arco di quaranta minuti, per le 13.30, avremo concluso e
potremo proseguire nell'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Bufardeci, se decideremo di fare il
dibattito, le darò nuovamente la parola.
ARENA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire per ottanta secondi e mi limiterò a questi, solo per
fare un appello alla Presidenza dell'Assemblea che in questi anni
ha sempre garantito il decoro e l'immagine delle istituzioni.
E proprio per questo, signor Presidente, contingentato come Ella e
la Conferenza dei Capigruppo ritengono opportuno, chiedo che questa
Assemblea possa intervenire non, come ha detto qualcuno, per
bloccare i lavori, ma solo per esprimere lo sdegno dell'intero
Parlamento siciliano rispetto alle notizie di questi giorno.
Ritengo che si tratti di legittima difesa, e che non ci si possa
assolutamente astenere e mi rivolgo a Lei, che è il Presidente
dell'Assemblea, a nome di tutti i deputati, e non parlo a nome di
una fazione o di un Gruppo, ma come uno dei novanta, parlo di
legittima difesa, penalisticamente parlando, di procurato allarme,
e ricordo l'articolo 658 del Codice penale - c'è qualche penalista
in Aula - parlo anche di un ben più odioso reato, che è quello
della calunnia. In questi giorni, non Lombardo, non il suo Governo,
non il suo Partito, non la sua maggioranza, ma dal primo all'ultimo
dei siciliani siamo stati mortificati, vilipesi e massacrati
ingiustamente ancora una volta.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà,
CORDARO. Signor Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
onorevoli colleghi, interventi come quello del collega Arena mi
preoccupano, nel senso che, aderendo all'invito del collega
D'Agostino, ritengo che lei, signor Presidente, oggi debba
garantire, così come ha sempre fatto in questi quattro anni, uno
spazio di democrazia ancora più importante oggi rispetto a sedute
precedenti.
Dico questo in ragione del fatto che ho avuto l'impressione - e
ribadisco l'intervento dell'onorevole Arena però mi preoccupa - che
c'è l'idea in Aula di tutelare, comunque, le prerogative del
Parlamento. Non abbiamo bisogno di interventi che surriscaldino
l'ambiente, che già - le posso garantire - è abbondantemente
riscaldato sotto il profilo che ciascuno dei parlamentari vuole
apprestare sulle nostre prerogative e su quelle dell'Assemblea
regionale.
Ma questo è tema del merito, che viene un minuto dopo che il
Presidente avrà deciso, salvo che i rappresentanti dei Gruppi non
chiedano, seppur brevemente, la possibilità di svolgere un
dibattito.
Temo però da alcuni interventi di alcuni deputati dell'MPA, e mi
rivolgo al Presidente Lombardo, che questa possa essere una scusa
per allungare i tempi. D'altro canto, il Presidente può trovare una
soluzione assolutamente mediana e compatibile con le diverse
esigenze attribuendo a ciascun Gruppo parlamentare un tempo
limitato, affinché tutti i Gruppi possano esprimersi nel tempo
massimo di tre quarti d'ora, un'ora. Questo non toglierebbe nulla
rispetto alla discussione del disegno di legge, che ho capito
alcuni deputati dell'MPA invece vivono come un problema personale,
e personale non è. Invito i colleghi a rilassarsi, perché il
pomeriggio potrebbe essere caldo e, se questa è la partenza, saremo
pronti ciascuno a fare la propria parte.
Signor Presidente, come deputati del PID Cantiere popolare, le
chiediamo di venire incontro a questa esigenza rappresentatale,
affinché si possa parlare per cinque minuti, fino alle ore 13.30
circa, in modo che, al più tardi alle 15.00, possiamo riprendere
rapidamente e proficuamente il cammino sul disegno di legge blocca-
nomine.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori perché credo che la comunicazione che ha
fatto oggi il Presidente della Regione costituisca un passo
importante di prestigio per questo Parlamento, e ringrazio il
Presidente di avere scelto di essere oggi qui e dire le cose che ha
detto sulla situazione finanziaria e sulla verità. Poi si può avere
un'opinione, se ne può avere un'altra, ma la verità è un elemento
che fa bene a tutti.
E per questa ragione, devo dire al di là dell'eventuale, possibile
strumentalità del rinvio, io considero un errore aprire un
dibattito, anche di un minuto, anche di un secondo. Noi siamo in
mezzo ad un cammino e questa presentazione della discussione che ha
fatto il Presidente ha bisogno di un altro passaggio, perché io non
considero chiusa la partita col Governo nazionale. Quello che è
avvenuto tre giorni fa è stato definito da Lei e da altri inusuale,
ma non credo che la inusualità sia stata un fatto estemporaneo. Io
credo che c'è un secondo tempo nel quale abbiamo, come Parlamento,
il dovere di valutare l'insieme delle cose, a partire dall'incontro
che ci sarà tra il Presidente Lombardo e il Presidente Monti.
Ecco perché la sacralità delle cose che ha detto, perchè più che
parlare al Parlamento parlava ai siciliani attraverso il Parlamento
e spero che la stampa possa raccontare almeno questa verità. Poi si
può avere un'opinione diversa, e proprio per questa ragione
qualunque dibattito, anche il più onesto, finisce per far venire
meno il senso della comunicazione di oggi, la comunicazione di dire
le cose stanno così.
Poi si può avere un'opinione diversa, ma costruire il dibattito
politico sui numeri e sulla verità che è di una campagna di
informazione, oppure reagire agli insulti che ci arrivano con una
risposta più o meno forte, lo considero un atto di delegittimazione
della politica.
Per questa ragione credo che noi dobbiamo chiuderla qui oggi. Dopo
di che, valutare alla luce di quello che avverrà il 24 luglio, se
tenere una seduta del Parlamento per le comunicazioni successive e
valutare assieme quello che bisogna fare, proprio perché ritengo
che ancora c'è un tempo sul quale dobbiamo tutti insieme
riflettere. Quanto è avvenuto non travolge un Governo o una parte
politica, ma travolge la Sicilia.
Nei titoli dei giornali non era scritto di tagliare l'MPA o
Lombardo, ma tagliare la Sicilia, e qui noi siamo a rappresentare
tutti i siciliani. Quindi, attenzione Non trasformiamo questa
vicenda in una commedia della politica. Ed è per questa ragione che
mi ritengo soddisfatto delle comunicazioni e non credo di dovere
aggiungere altro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Marrocco. Ne ha
facoltà.
MARROCCO. Signor Presidente, al contrario del mio collega
Cracolici, ritengo, proprio perché le comunicazioni del Presidente
intervengono in un momento sicuramente complicato, difficile,
oserei dire storico, sia necessario un supplemento, un supplemento
legato alla necessità che ogni gruppo parlamentare ha di dire la
propria rispetto a quanto accaduto in due giorni, in 48 ore, nelle
quali la vergogna totale si è in qualche modo dimostrata e
l'abbiamo toccata con mano in tutti i giornali, in tutti i media ed
ha caratterizzato il nome della Sicilia che noi tutti qua
rappresentiamo.
Abbiamo la necessità, oserei dire il dovere di difendere il buon
nome della nostra Terra, non tanto per noi ma per chi in questa
terra ci vive.
Ecco perché è necessario un supplemento di dibattito, sicuramente
regolamentato, contingentato, ma penso che ogni gruppo parlamentare
rispetto alle comunicazioni del Presidente abbia il dovere di
aggiungere qualcosa, abbia anche il dovere di dire la verità
rispetto a tutto quello che è successo in questi giorni nei media e
nei giornali rispetto a quello che alcuni governatori di altre
regioni hanno dichiarato, rispetto a quello che hanno dichiarato
alcuni partiti politici nei confronti della nostra Terra, rispetto
a quanto di falso è stato dichiarato nei confronti della Sicilia.
E' necessario un supplemento di dibattito, non ritengo che ci sia
la paura di annacquare le comunicazioni del Presidente, non c'è la
paura di sminuire le comunicazioni dello stesso, anzi, tutt'altro,
penso che ci sia la necessità di dare ulteriore forza alle
comunicazioni del Presidente e questo lo si può fare da un punto di
vista politico attraverso le dichiarazioni di ogni gruppo
parlamentare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, attendo con grande
ansia questo dibattito tant'è che come partito dell'UDC siamo
disponibili a fare martedì, personalmente lo attendo con tanta
ansia. Non siamo d'accordo a questo dibattito anche perché non
siamo venuti qua per ribattere a tutte le cose non vere che ha
detto il Presidente della Regione. Noi siamo qua per lavorare, per
bloccare le nomine che sono le vere spese di questa
amministrazione, le consulenze inutili che sono sotto gli occhi di
tutti, avete visto su Trapani, dopo un anno è mezzo si sono accorti
che non aveva nemmeno la laurea, o sappiamo esattamente la Maugeri
condannata che ancora continua a lavorare in Sicilia, abbiamo visto
quanti danari, quanti milioni sono stati spesi per lo start up, per
fare partire la Rizzoli, per fare partire la Maugeri stessa ed il
Bambin Gesù.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, sull'ordine dei lavori
LENTINI. L'UDC non è d'accordo. Vogliamo continuare col blocco
delle nomine o rivederci con tanto entusiasmo, con tanto amore,
martedì a dibattere su questo argomento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, durante i lavori
della Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari, alla
proposta legittima del collega D'Agostino di investire l'Aula di un
dibattito su ciò che si era verificato nei giorni precedenti, io,
pur riconoscendo la legittimità della proposta, obiettai che in
questo momento buttarla in politica e prendere la parola per
esercitare tutti i distinguo che derivano dalla nostra tradizione,
dalla nostra storia, dalle nostre posizioni precedenti
significherebbe indebolire la capacità di risposta del Parlamento
ad un attacco che non ha riguardato un singolo ruolo, una singola
parte, ma ha riguardato l'intera Regione.
Mi fu risposto che in effetti il dibattito lo si poteva evitare e
cercare di sostituirlo con un intervento del Presidente qualora il
Presidente dovesse aderire a questo invito. Quindi, già in
Conferenza avevamo indicato la soluzione della comunicazione del
Presidente come sostitutiva del dibattito.
Se noi dovessimo oggi prendere la parola, dopo questa relazione,
con le considerazioni che ciascuno di noi può formulare e che
derivano dalle posizioni assunte in questo Parlamento,
precedentemente, anche sui numeri, anche sul bilancio, anche sulla
finanziaria, noi riprodurremmo uno dei tanti fotogrammi di
quest'Aula nei quali la conferma delle divisioni e delle
contrapposizioni sarebbe definitiva e formale, ma nessuna capacità
di risposta in blocco del Parlamento si evidenzierebbe.
Ecco perché io sono della opinione che il dibattito può essere
utile dopo l'incontro con il Presidente Monti; poi ci saranno anche
altre occasioni di dibattito, forse la più importante dopo le
comunicazioni che il Presidente ha già anticipato di volere rendere
il 31 luglio e sono quelle, eventualmente, le occasioni nelle quali
l'epilogo, la fine di una storia, può indurre le parti ad
esprimersi, ciascuna facendo il proprio bilancio.
L'esigenza odierna non era questa. Se non ci fosse stato l'attacco
alla Sicilia, la comunicazione del Presidente Lombardo oggi non
sarebbe avvenuta, quindi l'intervento del Presidente Lombardo non è
un intervento nella dialettica delle posizioni, non è un intervento
nell'agone parlamentare delle posizioni politiche, è un intervento
istituzionale, dal suo punto di vista e dal punto di vista
dell'esercizio del suo ruolo, rispetto al quale in questo momento
il dibattito non aggiungerebbe nulla, toglierebbe soltanto, perché
proprio nell'esercizio delle distinzioni toglierebbe.
Siccome le distinzioni sono legittime, e ciascuno di noi,
prendendo la parola le opererebbe, in questo momento alleggerirebbe
la capacità del Parlamento di rispondere a questo attacco
mediatico, ma anche di altra natura che è stato portato nei
confronti della Sicilia. Ecco perché io ritengo che il dibattito
non sia utile e necessario.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Leontini. Dopo questa Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari informale ed in diretta in
Aula, ovviamente, rimango dell'avviso di confermare quanto avevo
stabilito e cioè di svolgere il dibattito a seguito dell'incontro
del Presidente della Regione Lombardo con il Presidente del
Consiglio giorno 24 corrente mese.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione, ai sensi dell'articolo 68 bis del
Regolamento interno,
del disegno di legge Norme in materia di trasparenza della
propaganda elettorale
per il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana (n. 908)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno: seguito
della discussione, ai sensi dell'articolo 68 bis del Regolamento
interno, del disegno di legge Norme in materia di trasparenza
della propaganda elettorale per il rinnovo dell'Assemblea regionale
siciliana n. 908.
Ricordo che la discussione era stata sospesa in fase di votazione
del subemendamento 1.2.62.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Caputo è in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione, ai sensi dell'articolo 68 bis del
Regolamento interno,
del disegno di legge Norme in materia di trasparenza della
propaganda elettorale
per il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana (n. 908)
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 1.2.62. Parere della
Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.93. Parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Signor Presidente, chi
rappresenta il Governo, l'assessore Armao?
PRESIDENTE. Potrebbe anche rappresentarlo.
MINARDO, presidente della Commissione. Allora bisognerebbe
chiedere il parere del Governo.
PRESIDENTE. E' un disegno di legge di iniziativa parlamentare e
potremmo farne a meno. Parere del Governo?
ARMAO, assessore all'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
Richiesta di verifica del numero legale
GRECO. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di verifica del numero legale?
Vediamo se è appoggiata.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Cascio Salvatore,
Colianni, D'Agostino, Gennuso, Gentile, e Ruggirello)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 53
L'Aula è in numero legale.
Pongo in votazione il subemendamento 1.2.93. Chi è favorevole si
alzi; chi è contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
Comunico che il subemendamento 1.2.17 è assorbito.
Si passa al subemendamento 1.2.4. Parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Parere del Governo?
ARMAO, Assessore all'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
Comunico che il subemendamento 1.2.28 è assorbito e che il
subemendamento 1.2.38 è superato.
Si passa al subemendamento 1.2.106.
COLIANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta non risulta appoggiata a termini di
Regolamento)
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
rimanga seduto.
(Non è approvato)
Comunico che il subemendamento 1.2.5 è assorbito.
Si passa al subemendamento 1.2.105. Parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Parere del Governo?
ARMAO, assessore all'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
Comunico che il subemendamento 1.2.72 è assorbito.
Si passa al subemendamento 1.2.99. Parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
Comunico che i subemendamenti 1.2.71, 1.2.32, 1.2.70 sono
assorbiti.
Si passa al subemendamento 1.2.100. Parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
Comunico che il subemendamento 1.2.29 è assorbito.
Si passa al subemendamento 1.2.102. Parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.69. Parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.30.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
D'AQUINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AQUINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo ritornare,
visto che ad ogni parlamentare tocca un minimo di tempo per
illustrare gli emendamenti, per ribadire un concetto.
Alla fine non abbiamo con questa legge, che stiamo portando a
compimento faticosamente, un risparmio sulla spesa, abbiamo
probabilmente delle complicazioni.
Qualche collega che mi ha preceduto ha giustamente manifestato
quello che era l'interesse della sua parte politica, cioè quella di
bloccare le nomine. In realtà leggendo l'emendamento interamente
sostitutivo al testo di questa legge non si fermano tutte le
nomine, ma si regolamentano le nomine, quindi, a chiarimento,
andando a votare un testo che va contro la legge numero 444 dello
Stato che stabilisce una prorogatio di 45 giorni.
Quindi, probabilmente se lo scopo è meramente politico, cioè
quello di causare un impedimento all'azione del Governo non si fa
né l'uno né l'altro, ma si costruisce un meccanismo per cui votando
una legge, ammesso che questa legge sia approvata integralmente dal
Commissario dello Stato, andremo a votare una legge che
contraddice una legge dello Stato e che porterà una serie di
ricorsi che graveranno sulle casse della Regione.
Allora la mia riflessione, anche se credo sia un partito preso
questo voto ed un tentativo di velocizzare necessariamente per
ordine di scuderia una legge, la mia riflessione è quella di fare
attenzione perché questa legge - e lo ribadiamo - va contro norme
dello Stato, va contro sentenze della Corte Costituzionale, creerà
una serie di problemi all'Amministrazione regionale e creerà una
serie di problemi a quelli che saranno la gestione della Regione
qualunque esso sia o chiunque esso sia il Presidente o i componenti
del Governo.
D'altronde questo sistema se ha un significato innescarlo,
dovrebbe essere innescato anche per gli altri enti anche per gli
Enti locali, per i Comuni e le Province, perché se dobbiamo andare
solo, a modo nostro, a penalizzare una struttura, mi chiedo come
mai gli Enti locali, le Province, la Provincia di Messina in questo
periodo, hanno ognuno un modo di procedere differente anche sul
numero degli assessori e andiamo ad instaurare diversi pesi e
diverse misure a secondo quelle che sono le strutture della Regione
e le strutture dello Stato.
Quindi, vorrei invitare i colleghi ad una riflessione per evitare
che per cercare di costruire una situazione che blocchi
politicamente o che penalizzi praticamente un Governo della Regione
che sta svolgendo la sua ordinaria amministrazione e che deve
svolgere e deve compiere delle designazioni nel rispetto della
legge, andiamo a creare una serie di contenziosi che saranno
gravemente pagati dalla nostra Regione.
GENTILE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GENTILE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel corso di
questi quattro anni, con maggioranze variabili, come ha detto lei
l'altra volta, sono stati approvati diversi disegni di legge
utilissimi per la nostra Sicilia.
Io non capisco come mai, molti detentori della verità in questo
Parlamento, per questa legge, che è una vera porcata, che ha a
pugni col Codice civile e ve lo posso anche dimostrare attraverso
un articolo, il 2383 del nuovo codice civile che recita che Gli
amministratori sono rieleggibili, salvo diversa disposizione dello
Statuto e sono revocabili dall'Assemblea in qualunque tempo, anche
se nominati nell'atto costitutivo, salvo il diritto
dell'amministratore al risarcimento dei danni se la revoca avviene
senza giusta causa. Gli amministratori non possono essere nominati
per un periodo superiore a tre esercizi e scadono alla data
dell'assemblea convocata per l'approvazione dei bilancio relativo
all'ultimo esercizio della loro carica .
Come vedete il codice civile è molto chiaro. Le nomine vanno fatte
con una scadenza ben precisa. Noi, con questa legge, che
sicuramente il Commissario dello Stato impugnerà, stiamo perdendo
del tempo utilissimo.
Abbiamo perso un'occasione, l'occasione di fare un dibattito per
dare ulteriore forza al Presidente della Regione per martedì,
dovevamo fare tutti insieme un documento perché l'attacco è stato
un attacco violento alla Sicilia, un attacco violento a questo
Parlamento.
I bilanci che noi abbiamo approvato non li ha approvati il
Governo, ma tutta l'Assemblea e, quindi, noi oggi dovevamo uscire
con un documento forte a sostegno del Presidente della Regione.
Il 24 prossimo venturo, qualunque sia la decisione presa da Monti,
non servirà a niente fare il dibattito, il dibattito andava fatto
sicuramente oggi.
infine, signor Presidente, chiede che venga sospeso questo disegno
di legge, secondo me bisogna chiedere anche un parere ad un
costituzionalista, perché l'articolo 2383 non bisogna accantonarlo.
Noi non siamo un Parlamento che può stravolgere il codice civile,
noi possiamo legiferare, ma non stravolgere il Codice civile.
CALANDUCCI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intanto non
avevo parlato in merito al blocco degli emendamenti.
PRESIDENTE. Sì, è già intervenuto, ha un minuto sull'ordine dei
lavori.
CALANDUCCI. La ringrazio, signor Presidente, per aver invitato al
Presidente a riferire al Parlamento che ritengo essere l'organo
superiore che governa le sorti di questa Regione, dal punto di
vista amministrativo è il Presidente, ma dal punto di vista
politico e morale sicuramente è il Parlamento.
Io voglio dire, sempre sull'ordine dei lavori, se è giusto
continuare a parlare di un disegno di legge che non più ho voluto
leggere e seguire, non voterò sicuramente perché non mi interessa,
di fronte ad un argomento così scottante e delicato, onorevole
Formica se vuole non parlo, voglio dire che la legge la farete
perché è una cosa semplice, i numeri li avete, ma avere la
soddisfazione di poter parlare qualche minuto di fronte ad un
argomento così serio né contro Lombardo né contro gli amici di
Lombardo o l'MPA, ma contro la Sicilia, ho già ascoltato ed
apprezzato alcuni interventi dei colleghi come quello
dell'onorevole Mancuso, dell'onorevole Cracolici, almeno nella
prima parte, però voglio dire Presidente ripensiamoci.
COLIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente questa
mattina abbiamo avuto sa quella statua di Michelangelo che ad un
certo punto qualcuno parlò e finalmente quest'oggi ho sentito
parlare da quest'Aula il capogruppo del PD e il capogruppo del PDL.
Devo dire che hanno parlato sostanzialmente per dire che non
dobbiamo parlare, quindi mi sembra che vi sia una coerenza
incredibile da parte di questa maggioranza di questa new deal della
maggioranza trasversale di questo Parlamento che parla, signor
Presidente, per dire di non parlare.
Non so, signor Presidente, se siamo affetti da sordomutismo o da
cecità, non lo so vi giuro, non so se si è abbassato il livello di
coscienza di questa Sicilia ed il livello di coscienza di questo
Parlamento, un Parlamento ed un Governo che rischiano di essere
invalidati, che rischiano di essere umiliati, che rischiano di
essere mortificati, però qualche amico pensa a dire basta
Presidente non faccia parlare Colianni, la prego, interrompa, mi
interrompa perché c'è l'amico Formica questa è la democrazia che
in questa Sicilia si vuole mettere in essere accanto agli amici
dell'UDC che le stanno accanto.
PRESIDENTE. Onorevole Colianni il suo tempo a disposizione era di
un minuto, ha usufruito di due minuti.
PARLAVECCHIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARLAVECCHIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie per
avermi dato la parola, torno sull'argomento che avevamo toccato
l'altro giorno.
Proprio questa mattina, come abbiamo visto, il Presidente della
Regione è venuto qui a rendere dichiarazioni per quanto riguarda il
problema dell'incontro con il Presidente Monti.
Ora c'è stato un dibattito molto, ma molto labile sulle
dichiarazioni del Presidente, anzi addirittura si è stabilito di
non consentire il dibattito con il Presidente della Regione che
ritengo fosse molto interessante anche perché tutti i gruppi
parlamentari potevano esprimere martedì le loro valutazioni
politiche, proprio in considerazione del fatto che l'incontro
diventa molto critico.
Anche perché leggiamo questa mattina sui giornali che la criticità
di cui l'Italia va incontro, quindi il cosiddetto default, possa
essere dovuto al fatto che le criticità discendono dalle Regioni.
Quindi, torniamo di nuovo sull'argomento che chiaramente ha
destato grandissime preoccupazioni e perplessità e sui quali siamo
stati interessati su tutti i giornali italiani, su tutte le
televisioni italiane.
Il concetto è questo dico: perché abbiamo impedito un dibattito
che poteva essere costruttivo dal punto di vista politico, che
poteva dare degli spunti al Presidente della Regione importanti per
quanto riguarda l'incontro di martedì con Monti e, invece,
continuiamo sul dibattito di un disegno di legge che
sostanzialmente continuiamo a dire essere incostituzionale,
continuiamo a sostenere che lo abbiamo discusso in Commissione di
merito, dove in Commissione di merito, sottolineo, mancavano le
persone con cui dovevamo discuterlo, tant'è che il voto è avvenuto
in considerazione del fatto che poi non c'era nessuno tranne
qualche persona, qualche deputato. Questo bisogna anche dirlo ai
cittadini siciliani che seguono questi lavori.
E' inutile che in Commissione non si viene per poi fare una
battaglia in Aula, è un disegno di legge incostituzionale votato in
Commissione, votato in Commissione.
Quindi, per la mole degli emendamenti e per l'apporto importante
che è stato dato in Commissione, la pregherei, ancora una volta,
visto che siamo ancora in tempo, anche se tutte le preghiere che le
sono state rivolte sono state inutili, di fermare questi lavori e
di metterci nelle condizioni di tornare in Commissione per potere
rivedere l'intero impianto di questo blocco, così detto Nomine ,
che, ancora una volta, lede quelli che sono i presupposti del
Presidente della Regione che sta facendo una battaglia importante
per quanto riguarda la nostra Terra.
Dico, non capisco, delle due l'una: o consentiamo, al Presidente
della Regione, un dibattito in Aula sulle sue dichiarazioni o non
capisco perché non possiamo, ancora una volta, fermare un
ragionamento che non interessa assolutamente a nessuno ma interessa
soltanto e semplicemente a tutte quelle persone che ne fanno una
bandiera politica quando, tutti i Gruppi parlamentari, quando tutti
i Partiti, in questi quattro anni, sono stati presenti in Giunta di
Governo e hanno avuto, come è stato detto anche da qualche mio
predecessore, anche loro tutti gli incarichi di sotto Governo; che
si dimettano e che si possa ritornare ad un ragionamento più
complessivo.
Ancora una volta e chiudo, quindi, la prego, cortesemente, di
potere sospendere questo ragionamento, questo dibattito perché,
torno a dire, diventa sterile su ragionamenti molto più importanti
che si potrebbero fare. Grazie.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le volevo
rivolgere una preghiera, perché, per Regolamento, so che non si può
fare, però, se lei potesse rivolgere questa preghiera a tutti i
Parlamentari che sostengono il Governo di evitare di farci
ascoltare sempre gli stessi argomenti, sempre le stesse cose,
sempre gli stessi insulti agli altri Parlamentari che non
sosteniamo il Governo, ci farebbe cosa gradita.
La preghiera che le rivolgo, quindi, è la seguente: tante volte si
sono fatte delle nuove regole in corso d'opera, facciamone una
,oggi, noi, per questo dibattito.
Lei si faccia scrivere le motivazioni per le quali chiedono la
parola e, se ciascuno di loro ripete sempre le stesse cose, ci
eviti l'intervento, per esempio, dell'onorevole Colianni che ci
distrugge e ci massacra il cervello con quelle sue elucubrazioni
mentali che non servono a nulla.
Caro Presidente, per rispetto dell'intero Parlamento, per rispetto
di quelli che siamo qui, per piacere, faccia qualche cosa per
evitarci questa tortura.
COLIANNI. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. No, no, non esiste; non è un fatto personale,
onorevole Colianni. Non l'ha offesa nessuno; è normale e, tra
l'altro, l'onorevole Incardona, aveva anche più tempo per parlare e
non l'ha utilizzato perché non aveva ancora parlato.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Si passa al subemendamento 1.2.30.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. La Commissione si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.31.
CAMPAGNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPAGNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo già
rinunciato, ma, visto che lei, signor Presidente, ha dato la parola
all'onorevole D'Agostino, allora intervengo sull'ordine dei lavori
per dire che l'ordine dei lavori è già stato stabilito.
Ora, capisco e sono contrario a quello che dice l'onorevole
Incardona: i deputati hanno il diritto di intervenire sugli
emendamenti ma non hanno il diritto, signor Presidente, di
intervenire sull'ordine dei lavori perché l'ordine dei lavori è già
stato stabilito da lei, signor Presidente, quindi, invito i
colleghi ad evitare di chiedere la parola sull'ordine dei lavori.
Allora, chiedono la parola sugli emendamenti coloro i quali,
ancora, non sono intervenuti e la invito, signor Presidente, ad
evitare di dare la parola sull'ordine dei lavori perché già è stato
stabilito da lei.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la libertà di
parola, per carità, lei la garantisce bene, però, a che cosa ci si
riferisce e voglio riallacciarmi all'intervento dell'onorevole
Incardona, quando vuole supplicarla di interrompere la tortura?
Io so che lei non si presterà a queste dichiarazioni che sono
ironiche e che irridono anche la legittimità di questo Parlamento,
di questi Parlamentari di poter esercitare il diritto di parola
che, peraltro, lei sa benissimo essere stato ampiamente compresso a
causa del tecnicismo utilizzato e non utilizzo altri termine ed
altri aggettivi per il quale, anziché discutere emendamento per
emendamento e dare la libertà di parola ad ogni deputato su ogni
emendamento e di potere esprimere la propria opinione, stiamo
parlando di subemendamenti ad un emendamento che in effetti è la
vera unica legge.
E questo la dice lunga su quanto è barocco il Regolamento di
questo Parlamento e su come proprio l'attuale maggioranza
parlamentare, su questo disegno di legge, ha utilizzato gli
strumenti tecnici che il Regolamento gli consentiva, con ciò
impedendo a noi che ci stiamo opponendo e ci stiamo opponendo a
questo disegno di legge non per fare i barricadieri - e questo lo
voglio dire perché chi ci ascolta ci senta bene - ma ci stiamo
opponendo perché voi volete impedire, per motivi esclusivamente di
vendetta politica, ad un Governo legittimamente in carica, di
potere esercitare i propri doveri - non i propri diritti soltanto -
, i propri doveri che sono anche quelli di far funzionare
l'apparato amministrativo regionale. Lo volete impedire per
vendetta; lo volete impedire per invidia; lo volete impedire per
calcolo personale e la presenza compatta, l'uso del voto e il
tecnicismo utilizzato per emendare questo disegno di legge violento
che avete voluto imporre a questo Parlamento e che adesso volete
imporre alla Regione siciliane e che vi verrà respinto in faccia
già subito dopo le elezioni
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido questo
dibattito che vorrebbero smorzare, anzi, penso che debba andare
avanti così; questa bellissima barca, infatti, si sta rompendo e
nessuno si sta rendendo conto che stiamo andando a sbattere.
Fuori, si stanno linciando; c'è incardinata una legge molto
importante e continuiamo a fare retorica e demagogia,
strumentalizzando tutto quello che avviene in quest'Aula, ma a
nessuno di noi passa per la testa che fuori siamo guardati con
lente di ingrandimento e che siamo diventati ostili nei loro
confronti.
A nessuno passa per la testa di creare un Fondo per lo sviluppo,
dove potremmo indicare come far crescere questa nostra Terra.
Ognuno di noi, qua, oggi, si sente autorizzato a rompere i lavori,
a scuotere le anime e le coscienze, all'interno di quest'Aula,
tant'è che ho anche condiviso l'intervento del nostro Presidente
della Regione, che è un momento istituzionale che, alla fine, fa
chiarezza. Ci indigniamo e ci arrabbiamo, però, se all'esterno ci
trattano male; ci indigniamo se la Sicilia viene additata come una
Regione che sta affondando. Ci dovremmo indignare dei nostri
atteggiamenti all'interno di quest'Aula perché stiamo impedendo
che i lavori vadano avanti in modo normale e regolare.
Per cui, la prego, signor Presidente, vada avanti perché
personalmente sono d'accordo su questa norma e ribadisco un
concetto fondamentale a cui sono affezionato e che voglio
ricollegare: si faccia carico, signor Presidente, di far si che
questo bilancio regionale autorizzi un capitolo per lo sviluppo
della Sicilia, dove ogni deputato possa spontaneamente elargire una
somma, un quantum, ogni cittadino possa contribuire perché sarebbe
il vero termometro per capire quanto la gente sente il bisogno di
rilancio e di sviluppo di questa Terra.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 908
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.2.31.
Richiesta di verifica del numero legale
ARENA. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Arena, Colianni,
D'Aquino, Greco e Ruggirello)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini Regolamento,
invito gli onorevoli deputati a registrare la loro presenza con la
scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti . 53.
L'Assemblea è in numero legale.
Pongo in votazione il subemendamento 1.2.31. Chi è favorevole si
alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Il subemendamento 1.2.112 è assorbito.
Si passa al subemendamento 1.2.79.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. La Commissione si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.78.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. La Commissione si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.2.67.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.2.68.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.2.36.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.34.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.35.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.66.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.33.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.2.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi:
- dagli onorevoli Speziale, Cracolici e Lupo: A1, A2;
- dagli onorevoli Pogliese, Falcone, Vinciullo, Caputo: A3;
- dagli onorevoli Speziale, Panepinto, Marinello, Panarello: A4,
- dagli onorevoli Panepinto, Apprendi, Panarello, Marziano: A7.
Si passa all'emendamento A1.
Onorevole Speziale, ci sono forti preoccupazioni rispetto
all'incostituzionalità di questo articolo aggiuntivo, per cui la
invito a ritirarlo. La invito al ritiro perché è evidente
l'incostituzionalità di questo emendamento.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, le chiedo scusa, ma essendo questo un
emendamento che era già contenuto in un disegno di legge all'esame
del Parlamento sul quale, essendo un argomento delicatissimo, che
investe il rapporto tra etica e la pubblica amministrazione,
chiederei di fare una valutazione attenta, per evitare di incorrere
in errori grossolani, come qualche volta si è incorso, circa il
fatto che si è ritenuto che l'emendamento abbia un profilo di
incostituzionalità.
Per quanto riguarda le nomine, l'emendamento stabilisce che
chiunque abbia avuto una richiesta di rinvio a giudizio per reati
di mafia e per reati contro la pubblica amministrazione, reati di
corruzione, di concussione e quant'altro, non può essere nominato
per svolgere incarichi pubblici.
La fattispecie, in modo particolare - mi rendo conto che c'è una
distrazione da parte dei colleghi ma la materia è delicatissima -
riguarda gli interessi prevalenti della pubblica amministrazione
nel tutelare gli interessi generali.
Pertanto, signor Presidente, non mi pare assolutamente che sia
fondata l'obiezione di profili di incostituzionalità, relativamente
al primo emendamento.
Per quanto riguarda il secondo emendamento, invece, che riguarda
le nomine ad assessori regionali, comunali e provinciali, da parte
degli uffici, sarebbe stata osservata una equiparazione dello
status di assessore provinciale, regionale o di assessore comunale
con lo status di consigliere provinciale. Il che investirebbe,
secondo gli uffici, il profilo di costituzionalità perché
riguarderebbe il diritto di elettorato attivo e passivo.
Mi permetto di fare osservare, signor Presidente, che non siamo in
questa fattispecie perché l'assessore viene nominato, non è eletto.
Quindi, non viene investita la sfera dell'elettorato attivo e
passivo e non c'è nessun profilo di incostituzionalità.
Pertanto, signor Presidente, capisco che questa materia è materia
delicata, però, è una materia alla quale abbiamo il dovere di
rispondere e lo dico ai colleghi. Se non cogliamo il significato
più profondo che c'è oggi della crisi del rapporto tra la politica
e la pubblica amministrazione e i cittadini, se non facciamo
percepire nettamente che vogliamo alzare la soglia dell'etica
pubblica, in un momento in cui l'attacco frontale alla politica è
totale, commettiamo un errore, un errore che spero il Parlamento
non commetta.
Signor Presidente, quindi, sono dell'avviso che bisogna superare
qualunque dubbio, si apra un dibattito, ci si confronti, ma, per
quanto mi riguarda, chiedo che gli emendamenti vengano
espressamente messi al voto.
Intendo illustrare, signor Presidente, anche il terzo
emendamento; ce n'era un quarto ma lei lo ha dichiarato
inammissibile, secondo me impropriamente, ma a suo giudizio è
inammissibile, nulla quaestio.
Per quanto riguarda un ulteriore emendamento che stabilisce che i
direttori generali e i capi di gabinetto debbono essere nominati
solo all'interno della amministrazione, a me sembra una cosa ovvia.
Che spesso si ricorra a dirigenti esterni, che non sono sottoposti
a nessun elemento di prequalificazione. L'altro emendamento
riguarda il fatto che possa essere nominato direttore generale dei
dipartimenti, capo di gabinetto, chiunque però abbia superato un
concorso di dirigente della pubblica amministrazione, cioè viene
impedito il ricorso, come spesso viene contestato, agli esterni.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare
l'attenzione dell'Aula su questi due emendamenti a firma
dell'onorevole Speziale ed altri, intanto, per chiedere ai
colleghi, soprattutto a quelli dell'MPA, di non assumere
atteggiamenti dilatori rispetto ad un tema serissimo, altrimenti
corriamo il rischio di trattare questo emendamento come altri
emendamenti che non avevano alcun significato. Questo emendamento,
signor Presidente, è molto serio, ma per le ragioni che esprimerò
nel corso del mio intervento, comunico sin d'ora che, se lei
dovesse decidere di porlo in votazione, voterei contro.
Lei ha chiesto al presentatore di ritirarlo ma, se il
presentatore non dovesse ritirarlo e dovesse quindi votarlo l'Aula,
voterò contro per le ragioni che adesso spiegherò.
Allora, colleghi, questo emendamento, onorevole Cracolici, vuole
introdurre, attraverso una disposizione normativa, un principio che
non può essere accolto nella normativa, soprattutto in quella
regionale, cioè il decreto che dispone il giudizio sia necessario e
sufficiente per impedire la nomina ad assessore regionale,
consulenti etc.
Intanto, questi emendamenti si contrappongono, in maniera palese,
quindi, questo è un vulnus costituzionale a quello che è il
principio di eguaglianza, perché riguardano soltanto nominati e non
anche eletti. L'eletto potrebbe essere anche rinviato a giudizio,
come se questo di fronte alla costituzione ne costituirebbe uno
status privilegiato rispetto al cittadino non eletto. Il cittadino
eletto ha le sue prerogative ma su un altro campo e non su questo.
Tutti i cittadini sono uguali rispetto alla legge.
Primo, quindi, vulnus costituzionale e comprendo bene le ragioni
del Presidente dell'Assemblea.
Secondo: vorrei ricordare all'amico Speziale, del quale apprezzo
lo sforzo e del quale riconosco l'onestà intellettuale, che il
decreto che dispone il giudizio non determina alcuna valutazione
nel merito delle carte processuali che attengono a questo o a quel
cittadino. Il decreto che dispone il giudizio significa, ed è anche
questa la ragione per cui è un decreto e non è né un'ordinanza né
una sentenza proprio perché immotivato, sancisce un principio, che
il giudice, in quella fase, non è in condizione di prosciogliere
l'imputato ma rinvia ad un altro giudice l'approfondimento
probatorio. E' tutto qui. Non c'è alcuna valutazione nel merito e
non c'è alcuna possibilità di far discendere dal decreto che
dispone il giudizio una qualsiasi influenza sullo status di
qualsiasi cittadino della Repubblica.
Si abbia allora - e concludo, signor Presidente, il coraggio di
scrivere tutti insieme un codice etico che non può essere relegato
né ad una norma né tanto meno alla Magistratura. Sediamoci attorno
ad un tavolo, scriviamo un codice etico e in quella sede sì
ciascuno di noi abbia il coraggio di scrivere queste cose. Ma
queste cose, per le ragioni che ho appena esemplificato - ce ne
sarebbero altre ma il tempo è finito - non lo possiamo scrivere in
un disegno di legge, in una norma perché hanno i difetti che ho
appena menzionato sotto il profilo costituzionale e sotto il
profilo processuale-penalistico.
Queste sono le ragioni per le quali insieme al Presidente
dell'Assemblea torno a chiedere al presidente Speziale, rendendomi
disponibile anche in Commissione Antimafia, della quale mi onore di
far parte, di scrivere tutti insieme un codice etico che però deve
essere distinto da quella che è una norma che ha altri criteri che
non sono questi.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Solo per mera curiosità: che metodo hanno adottato i
colleghi che hanno scritto questo emendamento?
Per quale motivo hanno estrapolato i reati che sono contro la
pubblica amministrazione?
MANCUSO. Se ci dicono il metodo, la cernita di come secondo loro
deve essere nominato o non deve essere nominato, se ha maggiore o
minore valenza chi fa un abuso d'ufficio o una corruzione ce lo
dicono il metodo adottato?
Per quale motivo alcuni reati della pubblica amministrazione si e
altri reati della pubblica amministrazione no? Avete da coprire
qualcosa, qualcuno?
Qual è la motivazione? Possiamo saperla? Li avete, infatti,
indicati, estrapolati da un codice che è preciso e questo
Parlamento secondo me si può occupare di tutti i reati che
riguardano la pubblica amministrazione. Qual è la scelta?
Allora, rispetto a questo, è chiaro che non è una scelta sotto il
profilo legislativo ma è un metodo. E' un metodo. Cosa voglio dire
con il termine metodo?
Signor. Presidente, per rappresentarlo ma lei non conosce la mia
storia; qualcuno la conosce. La mia opposizione politica, quando
facevo un altro tipo di mestiere, cioè ricoprivo un incarico
pubblico come quello di sindaco, ha inondato la Procura della
Repubblica che mi ha provocato diversi procedimenti penali per
reati contro la pubblica amministrazione, alcuni di questi presenti
in questo disegno di legge. Questo si può fare nei confronti di
chiunque. Sono stato rinviato a giudizio, ai sensi dell'articolo
429 e, dopo otto anni, sono stato assolto perché il fatto non
sussiste, bacchettando polizia giudiziaria e tutti gli atti che
erano a supporto di quei processi.
Non entro, quindi, nel merito dell'emendamento che potrebbe
essere giusto, se parliamo di determinati reati, ma entro nel
merito del metodo: si vuole fare fuori qualche avversario politico,
mettendo nelle mani di procuratori della Repubblica atti affinché
si arrivi a rinvio a giudizio e se ne è eliminato uno.
Si dovrebbe capire qual è il metodo e per quale motivo sono stati
tolti diversi reati contro la pubblica amministrazione. Il
Presidente della Commissione regionale antimafia abbia quanto meno,
quanto meno il pudore di dirci qual è stato il ragionamento e
perché ha scelto: determinati reati si e altri no. Lo dica
pubblicamente a tutti i siciliani, perché condannati, non rinviati
a giudizio, condannati per abuso d'ufficio, reato gravissimo della
pubblica amministrazione, ce ne sono centinaia e l'onorevole
Speziale li vuole ancora mantenere agli incarichi.
Vuole che ancora continuino - i condannati per abuso d'ufficio -
ad esercitare azioni di pubblica amministrazione. Ci spieghi perché
non ha inserito i reati contro la pubblica amministrazione. Ce lo
dica. Lei ha formulato, lei conosce il metodo, lei sa il metodo,
come ha scritto questo emendamento. Sono, quindi, contro il metodo.
Non entro neanche nel merito dell'emendamento perché è stato
utilizzato un metodo che è un metodo barbaro, vergognoso.
Ha fatto bene, signor Presidente, a dire di ritirarlo. Era meglio
se non c'era il dibattito non sulle dichiarazioni al Presidente ma
su questa vergogna.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi augurerei che su
questo argomento, non perché parlo io, ma su questo argomento i
colleghi ponessero grande attenzione non parlottando, non parlando
al telefono, perché questo è un argomento di una grandissima
delicatezza non tanto e non solo perché è fin troppo ovvio che il
Presidente non ammetterà questo emendamento perché viola una serie
di norme che non possono essere messe in discussione, dalla
presunzione di innocenza al fatto che essendo norme di ordine
pubblico non possono essere trattate da una legislazione di secondo
grado. Non è questo il problema.
Io credo che il vero rischio di questa discussione e di questo
emendamento è un altro. Qui si gioca ad essere i primi della
classe. Ci sono alcuni esponenti politici che a qualunque costo
devono dimostrare di essere più vergini degli altri e più bianchi
degli altri.
Iniziative di questo genere che magari faranno domani aprire le
pagine dei giornali dicendo che è una norma voluta fortemente in
questo momento di antipolitica, che faceva chiarezza, che promuove
la gogna politici che non si comportano bene .. avrà grande
risalto mediatico perché è questo il momento della mediazione di
questo tipo di argomenti.
Mentre chi, come chi vi sta parlando e gli altri che mi hanno
preceduto, dimostrano le proprie perplessità, le proprie posizioni
corrono il rischio di essere messi nella lista dei cattivi.
Questo è un gioco perverso, signor Presidente. Questo è un gioco
che la politica oggi che è in grande difficoltà non si può
permettere.
E mi chiedo: siamo in due Italie o la Sicilia è un'Italia che deve
dimostrare di essere più italiana del resto d'Italia? Perché io
vorrei capire: abbiamo letto la scorsa settimana che il Generale
dei Carabinieri Ganzer, che è stato responsabile di quel
dipartimento dei Carabinieri che si occupa di bellezze e di opere
pubbliche, è andato in pensione ed ha lasciato l'incarico soltanto
perché è andato in pensione dopo avere ricevuto una condanna
esecutiva per 8 anni per abuso d'ufficio.
Io non contesto che l'Arma dei Carabinieri, che apprezzo, abbia
tutelato un suo uomo tra i migliori ma è pur sempre stridente il
contrasto tra un generale dei Carabinieri che con una condanna
definitiva ad 8 anni resta al suo posto e questo emendamento
impropriamente inserito in questo disegno di legge.
Dobbiamo fare altri esempi? I vertici della polizia tutti più o
meno meritevoli sono rimasti al loro posto fino a quando la
Cassazione non li ha condannati in via definitiva.
Ripeto la domanda: siamo in due Italie? La Sicilia è un'Italia
diversa da quello che è la normativa nazionale?
Io non credo. E allora il senso di responsabilità e di serietà è
espungere dal disegno di legge questa norma classificandola per
quella che è. Una norma incostituzionale che questa Assemblea non
potrebbe nemmeno esaminare, non votare, non la può esaminare.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo c'è da dire
che questo dibattito alla fine miseramente si chiuderà con la
vicenda dell'impugnativa da parte del Commissario dello Stato,
quindi ovviamente un atto desiderato e voluto da parte di alcuni
amici e di gruppi politici che stanno volendo a tutti i costi.
Andare avanti in un dibattito che in realtà vorrei dire al mio
amico D'Agostino, che non è un dibattito teso ad impedire al
Presidente della regione di esercitare il suo ruolo, in realtà il
tentativo di proteggere tutti quei nominati che nel tempo sono
stati come dire tra virgolette omaggiate dalla politica quando di
volta in volta si sono trovati nel ruolo della maggioranza.
Tuttavia siccome il tema di cui stiamo parlando, e un tema
veramente importante sul piano etico, io vedete non vorrei che
qualche amico che esercita delle funzioni possa rischiare come
tanti di noi di essere affetto da una dire di sindrome che rischia
di diventare per noi politici pre - patologica che quella della
sindrome che simpaticamente io chiamo quella del carabiniere , la
sindrome della funzione.
Prende ciascuno di noi e che spesso amplifica e caratterizza il
nostro impegno come dire politico in una fase della nostra vita
politica e ci porta ad amplificare i toni rispetto ad alcuni temi.
Nella fattispecie amici miei, lo ha detto Rudy Maira, Fabio
Mancuso, lo hanno detto tutti i colleghi ma di che cosa stiamo
parlando? Stiamo sostenendo che una persone che è stata eletta non
può essere colpita da nessun tipo di abiura e invece tutte le
persone nominate dalla politica corrotta devono stare sotto il
taglione delle regole che qui vengono citate.
Il mio amico Cracolici che finalmente si dimena e mostra delle
fase sussultorie finalmente, riesce anche ad imprecare, io lo
pregherei di risolvere le sue frustrazioni interiori di salire sul
palco e raccontarci le cose che io ho letto.
Onorevole Cracolici fra un poco ci sono le elezioni, guardi che ho
comprato una campagna a Ramacca, quindi adesso, lo dico
pubblicamente, quindi posso come Limoli, chiamarlo Cracolici.
Allora le volevo dire, la prego, invece di disturbare, salga sul
podio, e ci venga a raccontare il senso di questo emendamento.
Ma vogliamo essere così ipocriti. Vogliamo veramente dare questi
messaggi alla gente. Vogliamo dire alla gente che finalmente
qualcuno si è ricucito parte del corpo intime di questa politica,
che vuole essere il primo della classe, che vuole dimostrare che
c'è il partito degli onesti?, vuole dimostrare all'antipolitica di
rappresentarne le sensazioni, le passioni e quant'altro?
Ma smettetela, vi prego. Non si può essere in questo palco in un
modo e poi uscire al bar e dire tutt'altro. Bisogna avere la
coerenza di dire che un avviso di garanzia oggi quasi quasi, alcuni
se lo iscrivono nel curriculum della politica.
Sono talmente diffusi, questi signori colleghi che hanno queste
cose per poi paradossalmente, pietosamente, incestuosamente, di
questa Magistratura che alla fine finisce per punire se stessa, poi
alla fine libera queste persone da un'accusa infamante e che ne
facciamo di questa gente?
Di tutti gli esempi che hanno segnato la storia di questo Paese,
di tutti gli uomini liberi, del diritto, della libertà di ciascuno
di potere difendere la propria onorabilità.
E volete che un avviso di garanzia diventi per questi colpevolisti
la ragione dell'impedimento dell'azione di governo?
Ma veramente questa falsità, questa purezza raccontata, questa
favola che diventa purtroppo un incubo in questa Sicilia, quando
viene portata a ragione normativa.
Ecco allora, amici - e mi permetto di dirle Presidente - la prego
faccia ritirare questo emendamento che offende l'intelligenza dei
Siciliani e di questo Parlamento.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cristaudo è in congedo per
motivi di salute.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 908
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione, ai sensi
dell'articolo 68 bis del Regolamento interno, del disegno di legge
Norme in materia di trasparenza della propaganda elettorale per il
rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana (n. 908).
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io dico al mio
amico Lillo Speziale ed ai firmatari di questo emendamento che non
hanno fatto una buona azione nel presentarlo. Non l'hanno fatto
perché credo che, così come peraltro lo stesso Speziale ha detto
nel suo intervento, affermando che se non si vota in questo momento
di antipolitica la gente ci guarderà male, affermando, quindi, che
questo non è un emendamento che ha le caratteristiche che deve
avere ogni atto legislativo, cioè deve essere un provvedimento
generale, deve essere astratto, deve rientrare nell'audio dei
principi della Costituzione, deve rientrare nell'audio dei principi
legislativi fra le norme primarie e le norme secondarie.
Tutte queste cose l'onorevole Lupo, l'onorevole Cracolici e
l'onorevole Speziale non possono non saperle, non possono non
sapere che l'indicazione che hanno fatto con la loro formulazione
non è soltanto lacunosa per quello che è stato citato in termini di
altre ipotesi di reato non incluse in questo emendamento, ma è
palesemente lacunoso per la contraddizione in termini di
legittimazione attiva e di legittimazione passiva, in termini di
incarichi alla Pubblica amministrazione. E' lacunoso palesemente in
termini di potestà legislativa della nostra Regione. Non possono
non sapere che viola principi elementare di parità, l'articolo 3
principi fondamentali sulla presunzione di innocenza .
Allora, questo emendamento serve soltanto alla piazza, serve
soltanto per vestire i panni dei puri e duri i quali possono dire a
tutti quelli che cavalcano l'antipolitica noi siamo con voi , pur
sapendo ovviamente che questa è una norma che non potrà mai essere
approvata all'esame dell'organo di controllo del Commissario dello
Stato o semmai anche il Commissario facesse questa dabbenaggine dal
punto di vista tecnico-legislativo-giuridico non potrebbe mai
passare il vaglio della Consulta.
Allora, io mi permetto di dire a chi come partito già ha un codice
etico al quale si rifà, che qui la grande scommessa per cercare di
vincere l'antipolitica non è quella di cavalcarla con emendamenti
assolutamente suggestivi e che vorrebbero essere soltanto forieri
di simpatie nei confronti della cosiddetta mala politica , ma
l'antipolitica va contrastata con la buona politica che ancora
oggi, comunque, c'è. Nella generalizzazione che molti fanno dei
politici io non mi ci ritrovo, io non mi sento un politico cattivo,
mi sento un politico che con impegno, con le mie capacità cerco di
portare avanti l'interesse generale, l'ho fatto, mi sono dimesso da
parlamentare, ho fatto il sindaco della mia città nell'interesse di
un territorio che ho ritenuto di potere bene amministrare, l'ho
fatto in ogni ruolo pubblico che ho avuto l'onore di potere
assumere grazie al consenso elettorale e quindi della gente, l'ho
fatto impegnandomi in quest'Aula nei vari ruoli che ho avuto e lo
faccio ogni giorno facendo un rapporto, creando un rapporto con i
cittadini. Da qui ad essere incluso in questa generalizzazione per
la quale ho bisogno di vestire i panni del puro e duro scrivendo
assurdità dal punto di vista tecnico-giuridico e costituzionale ne
corre. Sta a tutti noi, caro Lillo, il compito di essere veramente
assertori di questi principi, questi principi non dovrebbero avere
neanche bisogno della legge, giammai un parlamentare, giammai una
forza politica deve avere bisogno di una norma che lo ponga alla
riflessione se dare un incarico o se candidare, e qui si parla di
incarichi, un soggetto che rientra in queste fattispecie. E questo
lo dico ben consapevole e ben sapendo che fino all'altro ieri i
tribunali hanno saputo rendere giustizia rispetto ad imputazioni
che erano state date con grande forza, anche mediatica nei
confronti di esponenti politici. Ma nonostante questo giammai il
politico farà buona politica se cavalca questa antipolitica fine a
se stessa, fatta solo di protesta, l'antipolitica si batte se
ciascuno di noi saprà avere quella capacità di controllo, quella
responsabilità nella determinazione nella scelta degli uomini e
degli incarichi per cui credo, Presidente, questa norma ha già
impegnato troppo il Parlamento. Il Parlamento si è impegnato perché
ciascuno possa essere vero assertore di quei principi per i quali
ha giurato quando il 22 di maggio del 2008 è entrato in quest'Aula
non cavalcando facili suggestioni inutili per altro alla vera
soluzione delle questioni.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho troppo
rispetto per i miei colleghi parlamentari, soprattutto per chi è
intervenuto nel corso del dibattito per non cogliere che c'è stata
per certi aspetti una insensata e preconcetta opposizione con
argomentazioni che a me sembrano fuorvianti e che cercherò di fare
la mia dichiarazione di voto di in qualche modo di confutare.
Primo: nessuna spinta, al collega Bufardeci, spinta di
antipolitica, il collega Bufardeci deve sapere che questo testo era
già pronto per l'Aula oltre un anno e mezzo fa. Non è un testo che
arriva ora in Aula, che il sottoscritto il testo lo aveva portato
all'esame del Parlamento con il parere positivo della Commissione
antimafia e della Commissione Affari istituzionali già un anno e
mezzo fa. Quindi nessun furore di antipolitica caratterizza
l'emendamento da me presentato.
Secondo elemento che riguarda ciò che ho sentito e cioè che la
vicenda potrebbe riguardare gli eletti sulla quale dicono
giustamente diversi colleghi la competenza non è dell'Assemblea
regionale, la competenza appartiene al Parlamento nazionale. Non
c'è nessun riferimento in questo testo agli eletti, quindi mi pare
che le due argomentazioni siano fuori luogo, almeno in questa fase.
Cosa dice l'emendamento Presidente? L'emendamento è un emendamento
di buon senso e all'osservazione di colleghi che dicono: manca
questo reato, oppure: bisogna eliminare tal altro reato, li invito
i colleghi a fare il ruolo di parlamentare, a svolgerlo e cioè a
presentare sub emendamenti per inserire o eliminare i reati che non
sono previsti. E' chiaro che nel dibattito parlamentare comunque
c'è un arricchimento, comunque c'è una possibilità per i
parlamentari di modificare il testo ed è nelle prerogative dei
singoli parlamentari. Non sono stati presentati sub emendamenti,
gli interventi circa la voglia di modificare il testo erano
interventi dei relatori che non avevano nessuna finalità per
raggiungere l'obiettivo.
Infine, Presidente, cosa dice l'emendamento?
L'emendamento dice una cosa di buon senso e dice che un Sindaco,
un Presidente della Regione o un Presidente della Provincia, visto
che c'è lo spoil system e visto che possono nominare e nominano -
poi dirò che cosa -, il controllo sul 60% della spesa regionale è
fatta di nominati perché nominati sono i Direttori dei
Dipartimenti, nominati sono i Direttori delle ASP.
L'emendamento dice che, la Giunta di Governo o il Presidente della
Regione, anziché nominare uno che abbia avuto un rinvio a giudizio
per reati di mafia o per reati di corruzione (i temi sono due:
reati di mafia e reati di corruzione e concussione) in questo caso,
il Presidente della Provincia, il Sindaco e il Presidente della
Regione, nomino uno che non ha nessun rinvio a giudizio, una
persona che non è incappata in un rinvio a giudizio.
E' un elemento di scandalo, viola i principi di competenza
dell'Assemblea, viola la libertà individuale, viola il diritto di
elettorato attivo e passivo?
No, garantisce la pubblica Amministrazione, è una norma di
garanzia per la Pubblica Amministrazione; dico di più, è una
garanzia per il Presidente della Regione, per il Presidente della
Provincia e per il Sindaco che, di fronte a questa norma, viene
tutelato rispetto alle pressioni che possono intervenire da
elementi criminali che lo spingono a nominare qualcuno che abbia il
rinvio a giudizio per reati di mafia è a garanzia
dell'Amministrazione.
Quindi, non ho colto, Presidente, nel corso del dibattito, una
sola ragione per ritirare l'emendamento.
Per quanto riguarda, invece, il secondo emendamento che è relativo
alle nomine per gli Assessori, c'è una considerazione che hanno
fatto gli Uffici e la considerazione è che questa violerebbe, come
diceva l'onorevole Cordaro, elementi che sono già, in qualche modo,
regolamentati e disciplinati dalla legge n. 55 del 1990.
Io non sono d'accordo, poi, ovviamente, non sono io, non ho la
fonte del diritto, però, la legge n. 55 del 1990, è una legge che è
precedente alla elezione diretta dei Sindaci ed è una legge in cui,
gli Assessori, venivano eletti dagli organi: l'Assessore regionale
veniva eletto dal Parlamento regionale; l'Assessore comunale veniva
eletto dal Consiglio comunale; quello provinciale veniva eletto.
Successivamente, abbiamo attribuito un potere di nomina al
Presidente della Regione, al Presidente della Provincia e al
Sindaco, e di revoca degli Assessori.
Quel potere di nomina, quindi, non è più l'eletto, non riguarda la
sfera degli eletti, riguarda la sfera dei nominati ed essendo la
strada dei nominati, non viene leso nessun diritto di elettorato
attivo e passivo e riguarda, anche in questo caso, il principio di
garanzia della Pubblica Amministrazione.
Per questo, colleghi, al di là delle polemiche, io non sono
l'onorevole Titti Bufardeci, io non sono avvezzo a fare o
utilizzare l'argomento mafia/antimafia per costruirmi carriere
politiche.
Titti, sono qui da qualche anno, la mia carriera politica l'ho
costruita grazie ad un partito, quello sì, che aveva una
caratteristica fondamentale e che era quello che contrastava la
mafia e contrastava la corruzione.
Sono stato educato da quel partito ma non ho mai fatto un
manifesto per costruirmi carriere politiche rispetto a questi
argomenti.
Quindi, la cosa che io vi chiedo, colleghi, è di approvare
l'emendamento per cui, Presidente, chiedo che, essendo materia
delicata che riguarda il rapporto tra etica e la responsabilità,
tra etica e l'amministrazione, tra etica e politica, le chiedo il
voto nominale.
MINARDO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, io intervengo sugli emendamenti aggiuntivi che,
guardando gli emendamenti, c'è il 6 che manca dal fascicolo degli
emendamenti aggiuntivi.
Quindi, volevo sapere che fine ha fatto questo emendamento?
Se è stato dichiarato inammissibile, perché dichiarato
inammissibile?
Perché io ritengo che era un emendamento importante che riguardava
proprio la riduzione dell'indennità parlamentare del 40%, quindi,
era un aggancio alla legge.
So benissimo che la competenza della riduzione dell'indennità
parlamentare spetta al Consiglio di Presidenza e, quindi, io mi
aggancio alla legge in cui, poi, il Consiglio di Presidenza, voleva
stabilire la riduzione del 40 per cento dell'indennità in un
momento così difficile.
Quindi le chiedo notizie e, se possibile, di rivedere attentamente
la decisione se è stato dichiarato inammissibile.
PRESIDENTE. Onorevole Minardo sono stati dichiarati inammissibili
tutti gli emendamenti estranei alla materia, infatti gli unici due
sono questi che sono di contenuto assimilabile all'argomento che
stiamo trattando cioè nomine.
Tutti gli altri sono stati dichiarati inammissibili.
CALANDUCCI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALANDUCCI. Signor Presidente, l'onorevole Speziale ha ampiamente
illustrato le sue ragione che ho avuto occasione di contrastare in
sede di commissione antimafia su un argomento similare e su un
disegno di legge che includeva questa tipologia di reati.
Io credo non sono un cultore del diritto ma credo, per il mestiere
che facciamo io e lei, conosciamo molto gli uomini e le cose.
Lui fa confusione fra l'ipotesi di reato e il reato consumato.
Qui siamo certi che il suo partito dove ha costruito una carriera
fulgida sia all'insegna dell'antimafia , non è che stiamo
discutendo sulla validità del principio di chi si fregia di reati
del genere venga escluso dalla pubblica amministrazione? Stiamo
discutendo sull'opportunità di qualcuno che può incappare nelle
maglie di un giudizio e venga precluso e venga trattato come un
cittadino di serie B rispetto,ad un altro che invece per altri
motivi, anche se forse tante volte ce ne sono gli elementi, non
viene coinvolto in . Del genere.
Ne approfitto e torno subito su questo argomento per ringraziare
l'onorevole Cordaro che naturalmente avevamo la stessa posizione in
commissione antimafia e sono contento però che quando l'argomento
lo ritiene importante, come questo, si può discutere.
IO riterrei importante pure che potesse essere elemento di
discussione la dichiarazione del Presidente dopo il rischio del
default, però l'argomentazione è valida e per cui non mi faccio
meraviglia perché ne ero certo l'avevo fatto io come argomento
precedente.
Tornando al discorso di prima, io quello che dico è questo, noi
che ci occupiamo di politica ci lamentiamo che la politica sta
perdendo il primato.
Ora, indubbiamente, il primato si perde quando non si sa svolgere
con livelli di adeguatezza il proprio ruolo. Io credo che l'ipotesi
di reato, di ipotesi perchè di ipotesi una comunicazione
giudiziaria e un decreto così come giustamente si dice, sia
semplicemente un concetto di una parte.
Oggi il processo va verso le parti bilanciate che devono avere
stessi diritti e non c'è dubbio che di fronte al solo pensiero di
una parte e tante volte di un uomo non può prevalere il rischio di
compromettere non solo una vita, dietro la vita di un dirigente
che viene colpito da una accusa infamante come questo perché le
ritengo infamanti e chi si si macchia di questi reati non deve
meritare mai di svolgere e occupare certi ruoli, però stiamo
parlando di ipotesi e fino a prova contraria noi viviamo in uno
Stato di diritto, e fino a quando viviamo in uno Stato di diritto
vogliamo avere sempre la possibilità di un contraddittorio che
possa risultare anche tante volte così come la cronaca spesso
l'abbiamo sentito precedentemente dall'onorevole Mancuso che ho
apprezzato i toni e l'intensità dell'intervento, voglio dire che di
fronte ad un ipotesi non può prevalere il primato di un'altra forma
di un altro potere che è quello giudiziario.
La politica non deve perdere il suo primato e per non perdere il
suo primato deve esercitare perchè nessuno meglio dei compagni di
partito, non compagni nel senso del partito comunista, ma voglio
dire chi sta vicino all'uomo che viene toccato da una accusa
infamante nessuno sa se veramente come loro se è colpevole o
comunque se ci sono gli elementi per approfondire la colpevolezza.
Per cui io ritengo che il codice etico sollevato dall'onorevole
Cordaro sia la strada giusta.
La politica non può perdere questo primato, deve saper imporre
delle regole e deve saperle fare rispettare perché solo in questa
maniera noi possiamo dire di svolgere adeguatamente il nostro
ruolo, perché quando di fronte ad un'ipotesi e sicuramente il
compagno di viaggio o l'amico di partito riesce a cogliere
certamente l'interessamento o meno, ecco il codice etico è un
compito precipuo della politica e dei partiti che ne esercitano il
ruolo fondamentale, almeno fino ad oggi.
E' chiaro che oggi si va verso un impazzimento generale, si stanno
stravolgendo tutte le regole, si parla di fallimento della Sicilia,
si dice non è vero; poi arrivano, si inseguono, cariche dello Stato
che si prestano ad essere coinvolte in valutazioni del genere, il
Commissario dello Stato che ha l'ardire di fare delle note
riservate senza portare a conoscenza della politica e del luogo
dove si deve discutere perché i rappresentanti del popolo siamo e
restiamo noi E noi siamo commissariati.
PRESIDENTE. Onorevole Calanducci, vorrei rispondere solo
all'ultima sua affermazione. So per certo che il Commissario dello
Stato non ha fatto alcun tipo di nota riservata. Ha semplicemente
trasmesso il giudizio di parifica della Corte dei Conti con una
relazione sintetica. Quindi, posso garantire la neutralità del
Commissario dello Stato.
CALANDUCCI., Se non è così, le chiedo scusa. Io so che tutto è
stato avviato da una nota riservata del Commissario dello Stato.
PRESIDENTE. Le assicuro che non è così, che le mie parole sono
esattamente la realtà di quello che è successo.
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il presidente
Speziale nelle dichiarazioni di voto ha risposto a tutto tranne al
metodo e, peraltro, ha anche specificato che a questo disegno di
legge si lavora da un anno e mezzo e, quindi, c'è la volontà di
quella Commissione di non inserire tutti i reati della pubblica
amministrazione. C'è una volontà specifica, dopo un anno e mezzo di
lavoro, di non inserire quei reati.
Ma il presidente Speziale sa pure che le cose che ha detto quanto
meno non corrispondono al vero, perché non è vero che i reati
previsti sono quelli della mafiosità e - ci mancherebbe altro - e
della pubblica amministrazione, ma sono tutti i reati del codice
penale. La lettera a) esattamente, prevede l'associazione a
delinquere, anche per rissa, quindi chi è rinviato a giudizio per
rissa e anche per il 416 subisce questo provvedimento legislativo.
Ma andiamo oltre: chi invece riesce ad evitare il rinvio a
giudizio, perché segnatamente la Commissione dopo aver studiato ha
previsto il 429, scegliendo per esempio il giudizio abbreviato o
patteggiando la pena, e poi viene condannato, non viene sospeso.
Ma cos'è un'equità questa? Ma che metodo è dopo un anno e mezzo di
lavoro? Chi è condannato può continuare, chi è rinviato a giudizio
non può essere nominato. Ma stanno scherzando? Quindi se faccio una
corruzione per 5 milioni di euro e patteggio la pena a quattro
anni, posso continuare perché non sono stato rinviato a giudizio
Ma che modo è questo? Ma a chi vogliono fare ridere dopo un anno e
mezzo di lavoro? O sono seri, perché questo è un metodo, non è il
merito, signor Presidente. Glielo ripeto: questo è un metodo, e
dietro questo provvedimento c'è qualcuno, ci sono i nomi e i
cognomi, perché se si vuole fare un provvedimento neutro si deve
prevedere un patteggiamento, un giudizio abbreviato, la condanna,
anche in primo grado. Perché il condannato può continuare, e un
rinviato a giudizio no? E' un impazzimento di questa Assemblea
Signor Presidente, la invito a sospendere l'Aula e a parlare con i
presentatori di questo emendamento, che sono autorevoli, per
invitare a ritirarlo per dignità del Parlamento, altrimenti lo
scriviamo tutti insieme e prevediamo le cose che ho detto. E lo
presenta l'autorevole Commissione, e non che il Presidente Speciale
ci invita, provocatoriamente, a presentate il subemendamento, dopo
che ha lavorato un anno e mezzo, dopo che ha sviscerato tutta una
serie di argomentazioni, senza un ragionamento su un fatto così
importante.
Signor Presidente, faccia presentare un emendamento giusto, che
prevede tutti i reati della pubblica amministrazione e tutti i
procedimenti, non solo il rinvio a giudizio, anche il
patteggiamento, anche la condanna in primo grado, anche la condanna
in secondo grado, altrimenti ci troviamo con una disparità. Non lo
so se il Commissario dello Stato impugna questo emendamento,
secondo me lo straccerà
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Adamo. Ne ha
facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi riteniamo questa
norma estremamente semplice, quasi banale e francamente ci sembra
pretestuoso complicarla e farne una grande battaglia. Come
autorevolmente hanno detto molti colleghi, non dovrebbe essere
necessaria una norma, perché sono norme che la politica dovrebbe
darsi da sé. Ma la storia di questi giorni, di questi mesi, di
questi anni ci dice che non è così Noi diamo il sostegno a questa
norma, così come lo abbiamo dato in Commissione antimafia e la
votiamo. Forse può essere un manifesto, ma noi riteniamo che la
politica abbia bisogno anche di manifesti, abbia bisogno di
manifestare la sua volontà di cambiare. L'UDC sta manifestando la
sua volontà di cambiare, è orgoglioso di farlo e lo farà anche
sostenendo questo emendamento.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mantengo quanto
ho premesso nell'intervento. L'onorevole Speziale ha detto che non
è la fonte del diritto, e questi due emendamenti lo dimostrano.
Se non fossi amico dell'onorevole Speziale come sono, dovrei dire
che questa - e lo dovrei dire sia all'onorevole Speziale,
all'onorevole Cracolici e all'onorevole Lupo - è una norma
ignorante. Lo ribadiscono all'onorevole Adamo e all'UDC. Questa è
una norma ignorante perché questa norma, con assoluta semplicità,
il Commissario dello Stato avrà modo di valutarlo, si pone in
contrasto insanabile per le ragioni che ho poc'anzi argomentato,
con gli articoli 3 e 27 della Costituzione, cioè col principio di
uguaglianza e col principio di non colpevolezza.
Questa è una norma ignorante perché non tiene conto di quanto ho
detto in riferimento al significato giuridico del rinvio a
giudizio. Questa è una norma ignorante perché non tiene conto di
quante norme importanti sono state dimenticate in ragione di temi
che hanno solo del populismo e nulla di giuridico. Questa è una
norma ignorante perché dovete spiegarmi, amici dell'UDC e onorevole
Adamo, per quale ragione vengono tenuti fuori i delitti di
pedofilia. Questa è una norma ignorante perché vuole creare un
manifesto e sulla base di questo manifesto vuole rappresentare
all'esterno qualcosa che ormai ha del ridicolo. Questa Assemblea ha
votato già tante cose ridicole, onorevoli colleghi, ma io non mi
presterò mai - perché a differenza di tanti colleghi ho rispetto di
me stesso - ad operazioni davvero ipocrite e autolesionistiche per
il bene e per il prestigio di questa Assemblea.
Per questa ragione, signor Presidente, ribadisco quanto le ho
detto e non ho paura del voto nominale, presidente Speziale, perché
io sono sereno dei miei comportamenti, delle mie condotte, e quindi
voterò in piena coscienza e con altrettanta consapevolezza contro
questo aborto normativo che non costituisce altro che un atto di
ignoranza normativa che qualcuno, collegandolo esclusivamente alle
ragioni dell'antipolitica vuole far passare per una norma
addirittura d'avanguardia.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
discussione di questo disegno di legge sia iniziata male e rischia
di finire peggio. E quando si affrontano tematiche così importanti
alla vigilia elettorale - e per noi sarà certamente una vigilia
elettorale importante perché si procederà a breve al rinnovo dei
componenti di questa Assemblea - credo che ciascuno di noi si lasci
prendere, me lo lasci dire, dall'interesse di volere realizzare, me
lo diceva poc'anzi in privato l'onorevole Speziale, una sorta di
norma manifesto che vuole essere un messaggio da lanciare a tutti
coloro i quali ovviamente guardano alla politica e guardano alle
attività che svolgono i governi, che svolgono gli assessori, che
svolge il Presidente della Regione, che si svolge anche negli enti
locali.
Bene, io credo che un interesse così forte c'è da parte
dell'opinione pubblica, che è molto attenta, e che vive in questo
momento un travaglio di relazioni, di rapporti, con la classe
dirigente e quindi con la politica. Questa norma, mi permetto dire,
quasi la va cercando, in un tempo in cui io credo che ciascuno di
noi ha la consapevolezza di vivere un momento, lo ripeto, pre-
elettorale e come tale può essere oggetto di una serie di
attenzioni, non voglio dire organizzate, ma certamente che possono
determinare una serie di sconvolgimenti per determinare a tavolino
iniziative che possono essere di danno rispetto ad altre.
Al di là del principio che coinvolge questo emendamento, e che non
riguarda certamente l'elezione, ma riguarda una serie di misure che
sono rivolte a soggetti che non hanno avuto una condanna in primo
grado, ma che hanno ricevuto una richiesta di rinvio a giudizio,
per cui tendere al termine dello stesso, o primo giudicato, credo
che tempo ne occorra, ed è un modo per cui oggi la classe politica,
me lo lasci dire, i sindaci, i presidenti di provincia, gli
assessori, tutti coloro i quali sono chiamati comunque a
relazionarsi con la pubblica amministrazione possono essere
suscettibili di attenzione, e quindi determinare nei loro confronti
una serie di improcedibilità a proposito di ciò che è implicato in
questo emendamento e diventare, ovviamente, un luogo comune
attraverso il quale - mi permetto di dire - creare danni a persone
che potrebbero invece nel tempo volere dimostrare la loro
innocenza.
Allora io chiedo, rivolgendomi agli onorevoli che hanno
sottoscritto questo emendamento, pur apprezzandone la buona
volontà, apprezzandone l'interesse, apprezzandone anche il
significato, di soprassedere perché questa norma non può essere
affrontata come emendamento aggiuntivo, ma - mi permetto di dire -
deve essere esaminata con la dovuta oculatezza e con la dovuta
attenzione perché faccia parte di un contesto più generale, più
complessivo al fine di evitare disparità di trattamento tra
cittadini eletti e che possibilmente hanno anche responsabilità
penali diverse e cittadini che aspirano ad incarico e che, soltanto
per un modesto rinvio a giudizio, tutto da verificare, quanto meno
in sede di primo grado, possono essere danneggiati.
Signor Presidente, preannuncio, lo dico con molta franchezza, il
mio voto contrario su questo emendamento perché credo che non sia
il modo corretto e lineare di affrontare un tema così delicato che
riguarda il mondo delle professioni e il mondo di chi collabora con
la pubblica amministrazione.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio esprimere
il mio punto di vista perché ritengo che il momento sia così
difficile per la politica che arrovellarci in un dibattito del
genere non fa altro che delegittimare ulteriormente il Parlamento e
la politica in generale.
Signor Presidente, vorrei fare una proposta, sospendere l'Aula per
qualche minuto e verificare la possibilità di trovare una sintesi
per una norma che possa essere in qualche modo condivisa. Per
quando mi riguarda, se la norma dovesse rimanere così, lo dico con
molta franchezza, voterò sicuramente contro, sia per le
argomentazioni che già il mio capogruppo ha espresso, sia per un
altro argomento: quando si vuole fissare una incompatibilità
facendo riferimento alla norma penale, si entra nel merito della
libertà personale, e la libertà personale non può che essere
limitata da una legge dello Stato per una ripartizione delle
competenze tra Stato e Regione, che è stata sempre chiara e che non
è mai stata messa in discussione, se non in questa Aula, in diverse
occasioni. In tre legislature ne ho sentite tante, tanti tentativi
di interferenza di questa Assemblea attraverso qualche emendamento,
qualche proposta di legge di qualche deputato nella sfera della
libertà personale che, ripeto, è assolutamente competenza dello
Stato, perché quando si tratta di stabilire una incompatibilità che
attiene ad una condizione penale, ad una condizione della libertà
personale subentra la materia penale e quindi non è più di
competenza della Regione siciliana.
Onorevole Speziale, si possono inserire tutte le incompatibilità
che si vogliono con una norma regionale, ma che abbiano attinenza,
che non possono essere direttamente collegabili con il tema della
libertà personale quando si riceve una condanna, e siamo quindi a
valutare l'ipotesi del decreto di rinvio a giudiziose che, come ha
espresso l'onorevole Cordaro, è un decreto, ed è un atto di un
Magistrato che non è nemmeno motivato, che non entra nel merito.
Lei propone l'ipotesi del decreto di rinvio a giudizio che è, come
dire, l'alba del procedimento, e la storia ci ha dimostrato che il
principio della condanna definitiva per dire che un soggetto è
colpevole, è un principio che è il frutto di una esperienza
millenaria del diritto che viene messa in campo e viene finalmente
sancita in una norma costituzionale, perché evidentemente nel corso
della storia tanti abusi ci sono stati nei confronti di persone che
hanno subito, non solo la vergogna del processo, ma delle
conseguenze giuridiche ingiuste.
E allora, il legislatore, il padre legislatore della nostra
Costituzione inserisce quell'argomento proprio a garanzia della
libertà, a garanzia del giusto processo, della giusta condanna,
della giusta assoluzione. Invece noi qui ci vogliamo attenere ad un
principio, che è quello del decreto di rinvio a giudizio per dire
se una persona è meritevole o non è meritevole di far parte di un
determinato organismo, ancorché nominato.
Stiamo ritornando indietro nella scienza giuridica, stiamo
proponendo delle cose assurde che l'esperienza millenaria, ripeto,
aveva ormai accantonato. E' il segno del decadimento dei tempi
della politica e soprattutto del tentativo di chi insegue
l'antipolitica su tutti i fronti.
Io rilancio la mia proposta, signor Presidente, di sospendere per
qualche minuto l'Aula e chiamare i Capigruppo per fare in modo di
verificare se ci sono le condizioni per fare una norma condivisa,
che parta almeno dal presupposto di parlare dalla prima condanna in
poi, e comunque sono sempre convinto che il Commissario dello Stato
la impugnerà perché incostituzionale.
Assume la Presidenza il Vicepresidente FORMICA
ROMANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare per dichiararmi favorevole all'emendamento presentato, e
intendo motivare il perché di questo voto favorevole, che spero
possa essere esteso a tutto il Gruppo dell'MPA.
Credo che questo emendamento sancisce un principio, un principio
che in questa Aula tutti abbiamo gridato. Definisce i contorni di
alcuni reati molto gravi, cioè quelli per mafia e per corruzione,
solo per mafia e per corruzione, definisce che non è possibile
coinvolgere in nessun modo persone che hanno in itinere o sono
stati condannati in giudizio su questi reati.
Credo che sia un fatto di principio che quest'Aula deve sancire.
Io, provocatoriamente, presenterei un emendamento che possa
estendere questa norma anche ai parlamentari, ai consiglieri, ai
sindaci. E' una regola. Il Paese aspetta, la nostra Regione aspetta
questi segnali forti. Dobbiamo smettere di giocare con la mafia e
l'antimafia laddove diventa solo un modello, un modulo elettorale.
Questi sono atti concreti che dimostrano che ci può essere una
Magistratura giusta a cui tutti noi crediamo. Ci sono i gradi di
giudizio, e comunque la possibilità, tra virgolette, di aver
chiesto scusa.
Allora credo che tutti invochiamo un codice etico nella politica,
che tutti i partiti si impongono regole prima delle campagne
elettorali, durante e dopo le regole se non le impone il
Parlamento, troppo spesso i partiti ormai deboli e fuori da un
sistema democratico non sono più in grado di controllare questo
sistema.
Allora io credo che ci vogliono regole certe, trasparenza nelle
candidature, nelle nomine, se c'è da fare qualche subemendamento
all'emendamento che si faccia, con le correzioni proposta dal
collega Mancuso o il collega Cordaro, che sono certamente esperti
in materia di diritto più di me, ma io credo che questa norma dia
un segnale forte all'esterno, un segnale forte ai siciliani, dia un
segnale forte a tutti quelli che non credono più in questa politica
e immagina che nei Palazzi ci siano soltanto ladri e banditi.
Questa è la sensazione che abbiamo.
Non dobbiamo dare questa sensazione, la politica può dare un
segnale di rigenerazione e su questo io credo che dobbiamo
scommettere. Come dire, anche l'immagine e la dignità di un
Parlamento che troppo spesso viene messo sotto i piedi da coloro i
quali - candidati o no, illustri opinionisti o no, scrittori o
registri - troppo spesso in maniera demagogica superficiale, come
successo in questi giorni per il tema del fallimento del default
della Sicilia, esprimono giudizi talvolta sommari senza alcuna
motivazione.
Credo che questo emendamento possa essere un segnale serio che noi
diamo, io lo voterò e invito il Gruppo a sostenerlo fino in fondo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare perché non è la prima volta che su materia del genere si
sviluppa un dibattito in questo Parlamento, e per la verità non
solo in questa legislatura, che sfocia tra principi di garantismo o
di giustizialismo, che a volte rischiano di diventare un paravento
per non affrontare il merito delle questioni.
Io credo che si tratti di una norma molto semplice, perchè non
stiamo intervenendo su una materia che è regolata dalla legge
55/90, che regola i casi di impedimento, o di decadenza, per le
fattispecie della violazione penale e che disciplina non solo la
sentenza passata in giudicato secondo la dottrina, ma anche la
decadenza dopo una prima condanna e noi - tra virgolette - siamo il
Parlamento che ha vissuto questa fattispecie prevista dalla legge
55.
Qui stiamo intervenendo su un'altra fattispecie che sono le
nomine, disciplinate da principi come dire regolatori, per i quali
resta la facoltà di chi nomina rispetto ai nominati, quindi rimane
un rapporto di natura prevalentemente fiduciaria, connesso però al
possesso di una serie di requisiti. Se si deve nominare un
dirigente generale deve essere laureato, per essere eletto
deputato, invece, non c'è bisogno di essere laureato. Quindi, per
svolgere un'attività specialistica o specifica serve un requisito
particolare, che può essere la laurea o avere svolto l'attività per
un certo numero di anni, come per esempio il caso del direttore
generale di un'azienda sanitaria che deve avere avuto incarichi
equivalenti per almeno da cinque anni.
Sono requisiti che stabiliscono le condizioni rispetto alle quali
poi eserciti il potere di nomine e, quindi, nel rapporto
fiduciario.
Io mi chiedo e chiedo a tutti voi: Può un Parlamento, anche in un
momento come quello che stiamo vivendo, che non è un momento - io
lo dico ai colleghi che spesso dicono che la politica non può
rispondere all'antipolitica - ma la politica non può essere un muro
di gomma, non può far finta di non vedere cosa succede fuori dai
palazzi della politica, guai a quella politica che si chiude in
maniera autoreferenziale e pensa che tutto quello che succede fuori
è solo un errore.
Allora, io penso che la politica - oggi e non ieri, e chissà
magari domani - farà altre scelte, la politica ha anche il dovere
di interpretare le fasi che si vivono. E dire oggi che nella nostra
Regione, per essere nominati in un consiglio d'amministrazione
piuttosto che in un'azienda sanitaria, piuttosto che assessore -
perché anche l'assessore non è più un potere elettivo. Io ricordo
che il potere elettivo è connesso, mi permetto di dissentire col
collega Speziale, perché paradossalmente nel vecchio ordinamento,
cioè l'assessore nominato dal sindaco, poteva non avere i requisiti
di eleggibilità. Poiché oggi può essere nominato assessore anche un
consigliere comunale, noi potremmo avere una condizione specifica,
particolare per cui il consigliere comunale rinviato a giudizio,
siccome è disciplinato dalla Legge 55 viene in qualche modo
tutelato dai vincoli della stessa. Chi non è, invece, eletto
rischia di avere un doppio binario. Io sul secondo emendamento
suggerirei l'accantonamento, mentre sulla vicenda delle nomine,
non ho dubbi che il potere di nomina possa esercitarsi in Sicilia
da parte della Regione, dei comuni e delle province introducendo
tra i requisiti quello di non avere procedimenti penali, in qualche
modo, previsti da fattispecie specifiche, cioè corruzione, fatti di
mafia, concussione che sono reati per i quali l'elemento di
obiettiva condizione di imbarazzo istituzionale.
Ma questo non fa venir meno i principi costituzionali, stiamo
parlando di nomine, non stiamo parlando di prerogative di
elettorato attivo e passivo.
Perché se uno è rinviato a giudizio e si vuole candidare lo può
fare, non è questo in discussione. Stiamo parlando, invece, di
rappresentare un'amministrazione essendo nominato da un sindaco, da
un presidente o da una giunta regionale che, secondo me, deve avere
quei requisiti di onorabilità che siano a garanzia di tutte le
istituzioni.
Ecco perché io non ho dubbi a votare questo emendamento e chiedo a
tutti i colleghi - ripeto, siccome c'è sempre il rischio che ci si
appassioni su principi garantisti o giustizialisti non vedendo il
merito del problema - io credo che oggi se il Parlamento siciliano,
al pari di quello che stiamo facendo sull'articolo che abbiamo già
votato - non so se l'abbiamo votato - il blocca nomine , perché
noi stiamo facendo quella norma? La stiamo facendo oggi, perché
abbiamo visto oggi che c'è un problema rispetto ad una condizione
che si sta determinando e stiamo intervenendo da un punto di vista
legislativo per regolare una materia sia oggi che domani.
Credo che la stessa cosa vada affrontata con questo emendamento.
Ecco perché io chiedo al collega Speziale, per quanto riguarda la
vicenda degli assessori, che è una fattispecie particolarmente
delicata proprio perché lì agisce la 55, almeno per i consiglieri
comunali che possono fare gli assessori, ma anche per i deputati
che possono fare gli assessori, io credo che, da questo punto di
vista, noi rischieremmo di trovarci su un doppio binario che quello
sì apre problemi di costituzionalità. Sulle nomine non ho alcun
dubbio, pertanto io voterò a favore.
PRESIDENTE Si passa al subemendamento A1.1.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che non
posso che essere d'accordo al subemendamento presentato, quindi il
dibattito parlamentare aiuta chi ha lavorato da un anno e mezzo e
ha fatto delle dimenticanze non di poco conto. Non comprendo
ancora, nel rispetto di chi ha lavorato un anno mezzo, perché
volutamente in questo subemendamento non sono stati inseriti tutti
i reati della pubblica amministrazione. Non lo comprendo, non
riesco a capire.
Se i suggerimenti che sono stati dati nell'intervento erano anche
per quelli che venivano condannati, per quale motivo una parte dei
reati della pubblica amministrazione, da parte di chi ha lavorato
un anno e mezzo, non vengono presi in considerazione?
E dall'intervento dell'onorevole Cracolici, signor Presidente,
vorrei aggiungere una cosa laddove mi sembra ci sia una lacuna in
questo emendamento.
Considerato che parliamo solo di amministrazione regionale e non
di nomine che possono fare sia l'amministrazione regionale che gli
enti locali, così è possibile che ci troveremo tra qualche mese ad
avere segnalato al Ministero un soggetto che magari si trovi in
queste condizioni e verrà nominato dal Ministero delle
infrastrutture autorità portuale.
Perché la legge così come è scritta non vieta che l'eventuale
autorità portuale che venisse nominata non dalla Regione, ma dal
Ministero fosse sottoposta come è ovvio a questa legge che stiamo
facendo. E mi è venuto in mente mentre parlava il collega
Cracolici: chissà quante altre cose non prevede questo emendamento.
Dopo un anno e mezzo di lavoro Per questo ripeto ancora nel dire
che non si è entrati nel merito, ma invece c'è un metodo.
Perché a me viene in mente l'autorità portuale, ma quante altre
nomine sono di competenza statale su segnalazione
dell'amministrazione regionale che non è sottoposta a questa norma?
Quindi ci troveremmo nelle condizioni che chi sta a Roma potrebbe
assumere incarico anche se colpito da provvedimenti previsti da
questa norma, chi è in Sicilia è penalizzato perché la Sicilia
chiaramente ha fatto questa scelta
L'ultima chiosa. Si è voluto specificare tutti i reati di
mafiosità.
Ma sanno bene i miei colleghi, soprattutto il Presidente della
Commissione antimafia che chi è sottoposto a regime non solo di
rinvio a giudizio, ma al provvedimento 416 bis, è certamente
sottoposto a misura cautelare. Altrimenti diventerebbe grave per
questa terra avere mafiosi in giro che possano essere nominati
consulenti o all'interno di amministrazioni pubbliche. Saremmo
davvero nel ridicolo in tutto il mondo. Non credo proprio che deve
essere specificato anche quando la legge lo prevede, non solo
quella nazionale, ma ritengo che il presidio della legalità delle
Procure della Repubblica e delle Prefetture in questa terra ci
tutelino da qualche pazzo che nomina non un rinviato a giudizio ma
un indagato per mafia
Spero che questa tutela ancora rimanga e non dobbiamo
specificarla noi nella legge che eventualmente un mafioso se
rinviato a giudizio non lo dovete nominare. Perché se non è
rinviato a giudizio si può nominare? Non ho capito. E' una pazzia
E mi dispiace che c'è stato un anno e mezzo di lavoro; mi dispiace
che dopo un anno e mezzo di lavoro si sia giunti a quella che è una
conclusione amara.
Prima, fino a qualche minuto fa, il corrotto condannato poteva
assumere l'incarico; con questo subemendamento l'abbiamo
scongiurato; ci sono voluti 4 minuti di interventi, ora il mafioso
indagato può essere nominato perché stiamo stabilendo che, il
mafioso rinviato a giudizio, non può ricevere, eventualmente e,
invece, il mafioso indagato, secondo questa legge, potrebbe essere
nominato.
Per la quarta volta: mi vergogno
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Facci sognare.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non sono in
grado di farti sognare, però, dopo il tuo intervento, ho deciso di
intervenire perché hai detto che, questo emendamento cambierebbe le
sorti della politica, sarebbe una pagina nuova.
Purtroppo, per salvare la Sicilia, occorrerebbe qualcosa di
diverso che approvare questo emendamento, occorrerebbe che questo
Governo, questa maggioranza, da te sostenuta, andasse a casa e,
forse, per i siciliani potrebbe iniziare un giorno diverso.
La tematica posta da questo emendamento, dall'onorevole Speziale,
è sicuramente una tematica non importante, direi di più, ma non
penso che possa essere trattata in questa maniera proprio perché
parliamo di valutazioni che incidono sulle libertà personali, e non
sono cose di poco conto, sono cose serie dove la demagogia e il
populismo servono a poco.
Sicuramente, non è l'onorevole Speziale ad essersi costruito una
carriera politica sull'antimafia parlata, ma ci sono molti altri
che, sull'antimafia parlata, hanno costruito le loro carriere.
E se parliamo di ragionamenti seri ci dovrebbero essere autorevoli
soggetti che fanno parte del Governo regionale che, rispetto a ciò
che hanno sempre detto e rispetto a ciò che hanno detto
costruendosi, appunto, la loro carriera politica di soggetti al di
sopra delle parti, oggi, sono seduti accanto al presidente Lombardo
che, ad oggi, è indagato per concorso esterno in associazione
mafiosa. Allora, finiamola di parlare e cerchiamo di agire e mi
riferisco anche, ho sentito nel corso del dibattito di certi
Parlamentari che hanno, per esempio, chiesto, in questo disegno di
legge, di inserire, in un momento di grave crisi politica,
economica, la riduzione dello stipendio dei Parlamentari.
Probabilmente, chi l'ha proposto, sa che ci possono essere anche
altri modi, altri metodi per poter fare soldi; per chi, invece,
lavora lealmente per cercare di portare avanti le istanze della
Sicilia e dei Siciliani non può accettare queste demagogie che
offendono l'intelligenza delle persone.
E allora, nel momento in cui parliamo, noi, di nomine, e bene o
male il dibattito lo possiamo anche fare, ma quando parliamo
dell'emendamento, invece, signor Presidente, che parla delle nomine
dell'Assessore regionale, provinciale e comunale, io ricordo a me
stesso che noi abbiamo votato, in Aula, una legge che permette, al
50 per cento delle Giunte di essere nominate anche da eletti.
Quindi, già diventa inapplicabile questo emendamento ad un soggetto
che diventa Consigliere comunale, potrà essere eletto,
eventualmente, Assessore, ma nel momento in cui si crea questa
condizione non lo potrà fare più.
Ho sentito l'onorevole Cracolici che, eventualmente, su questo
punto delle nomine politiche c'è questa differenza, nelle nomine
tecniche, nelle nomine di un manager, nelle nomine di qualsiasi
posizione di sottogoverno possono avere le stesse regole.
Perchè non può essere un soggetto che subisce un avviso di
garanzia perché un magistrato ritiene dal suo punto di vista in
maniera corretta, che ci siano elementi per poter indagare questo
soggetto precludere la possibilità a quell'individuo, colpire
quell'individuo nella sua sfera personale.
Questo è un fatto, deve essere un principio sacrosanto, esiste una
legge, l'avete citata tutti la 55 del 1990 che di fatto disciplina
in questo senso la materia.
Allora se vogliamo, questo si, delle nomine di certi sottogoverni,
di certi consulenti, di manager, quelli che sono, aggiungerei
ulteriore specificità, questo lo possiamo fare: devono essere tutte
bionde, devono essere tutti alti, devono avere la laurea, devono
avere la doppia laurea, devono avere il master, ma non penso che
l'avviso di garanzia che è la parte iniziale di un procedimento
possa compromettere la libertà individuale di ogni soggetto
Allora, per quanto mi riguarda questo emendamento non può essere
assolutamente approvato perché, ripeto, uno, entra in una
disciplina che è molto più complicata ed è disciplinata da una
legge nazionale che è la 55 del '90; secondo, non può essere
applicata alla fattispecie politica perché come ho detto è una
legge regionale che abbiamo approvato noi in questo Parlamento, ha
dato la possibilità a degli eletti, con il 50 per cento, a delle
giunte di poter fare gli assessori.
E dopo di che, ripeto, non si può. E non è fare buona politica
come qualcuno ha detto, cercare di fare populismo, fare manifesti
Perchè vero è che servono anche i manifesti in questo momento di
grave difficoltà, però oggi quello che ci chiedono i siciliani,
quello che ci chiede la Sicilia non è sicuramente l'approvazione di
questo emendamento, è ben altro E' la risposta ad una risposta, ad
una crisi che sta portando la Sicilia ad un fallimento che non sarà
magari economico, ma è sicuramente sul piano politico e sul piano
morale con un governo incapace di amministrare e di dare risposte
alle vere esigenze.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento A1.1.
CORDARO. Chiedo di potere intervenire sul subemendamento A1.1.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, lei è già intervenuto più volte
sulla problematica, sul subemendamento non le è concesso di
intervenire. Questa Presidenza ha concesso di parlare sul complesso
dei subemendamenti presentati in precedenza sul blocca nomine',
vista anche la mole degli stessi. Alla fine del voto le do la
parola, onorevole Cordaro.
La Presidenza ha lasciato intervenire, sul subemendamento non da
più la parola e siamo in fase di votazione. C'è una richiesta di
verifica del numero legale?
Richiesta di verifica del numero legale
D'AGOSTINO. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Calanducci, D'Aquino,
Di Mauro,
Federico, Forzese, Greco, Lo Giudice e Ruggirello)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 52
L'Assemblea è in numero legale.
Pongo in votazione il subemendamento A.1.1.
CORDARO. Dichiaro di non partecipare al voto.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento aggiuntivo A.1.
CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho sentito
argomentazioni sul subemendamento A1.1 che andrebbero bene in un
bar, andrebbero o vanno meno bene in un Parlamento, onorevole
Romano. Perché qui noi dovremmo essere legislatori e dovremmo
sapere che una legge dovrebbe avere i connotati, ad esempio, della
generalità, dell'astrattezza, una serie di connotati che
evidentemente, tra quattro amici al bar, può anche non essere
necessario conoscere, ma in un Parlamento dovrebbe essere davvero
il minimo conoscere tali dati.
Mi rendo conto che questo Parlamento non le conosce, ma ne prendo
atto, o quanto meno una parte dei miei colleghi, ai quali
rivolgendomi adesso ai colleghi del PD, perché credo che anche loro
siano andati a scuola o all'università si ricorderanno, come mi
ricordo io, che quando studiavamo le materie c'era anche qualche
collega asino, che non volendo studiare, si comprava le produzioni
ridotte. E' vero dottore Ferrara, tu che sei laureato? Il
Pechenino, te lo ricordi?
Questo subemendamento A1.1 è frutto del Pechenino, onorevole
Mancuso, cioè, siamo intervenuti in Aula, abbiamo spiegato loro
come funziona e su dieci cose che abbiamo spiegato ne hanno capita
una e l'hanno messa in un subemendamento Quindi, avete studiato il
Pechenino. Ne prendiamo atto. Questa norma resta, tuttavia, una
norma ignorante su nove punti su dieci, uno l'avete colmato,
prendiamo atto che, se questa norma passerà, questa Assemblea la
potremo definire l'Assemblea del Pechenino. Ai miei amici del PD e
ai colleghi l'ardua sentenza.
MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei correggere
l'onorevole Cordaro, il quale ha sostenuto che l'opposizione, la
maggioranza, non si capisce più in quest'Aula chi è opposizione e
chi maggioranza, ha recepito un suggerimento d'Aula per il quale è
stato predisposto ed approvato il subemendamento A1.1.
Perché vorrei correggere il collega Cordaro? Perché chi ha
predisposto il subemendamento non ha nemmeno capito quale era il
suggerimento Perché io vorrei che qualcuno mi spiegasse, gli
uffici, perché poi c'è un problema di coordinamento, cosa vuol dire
che «Dopo le parole ecc. ecc o comunque sottoposti a giudizio o
condannati', cioè quella che è teoricamente la fattispecie
principale diventa una subordinata ad una cretinaggine che abbiamo
scritto prima» Perché di questo si tratta
Questo sub-emendamento non poteva essere accettato. E allora,
questo subemendamento non è un atto, non è una norma predisposta in
maniera ignorante, è una norma per ignoranti Siccome io, almeno in
questa materia, ignorante non mi ci sento, e siccome le cose che ho
appena sottolineato sono inoppugnabili. E mi dispiace per
Cracolici, Lupo e Speziale che l'hanno sottoscritta, per quello che
mi riguarda io ho il coraggio delle mie azioni, possibilmente altri
non ce l'hanno. E allora, ribadisco il mio voto contrario sul sub-
emendamento come corretto, e chiedo che venga esercitato il voto
segreto, che è prevalente rispetto al voto nominale.
CRACOLICI. Hai fatto già dichiarazioni di voto, quindi hai negato
il voto segreto
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, proprio perché ha fatto la
dichiarazione di voto, decade questa richiesta.
Riassume la Presidenza il Presidente Cascio
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io, nel mio
precedente intervento ho già spiegato le ragioni del mio voto
contrario, quindi non voglio ribadirle. Voglio solo invitare tutti
i colleghi ad una riflessione, in modo particolare mi rivolgo ai
proponenti l'emendamento.
Il subemendamento credo che non meriti neanche particolare
approfondimento, ma vorrei invitare ad una riflessione tutti
quanti.
La ragione di questa norma, secondo voi, qual è? Quella di
evitare che sostanzialmente la politica e i partiti possano
eventualmente affidare incarichi a soggetti che hanno quelle
particolari condizioni. E io credo che sia così.
Non fate neanche buona politica. E forse, nell'assecondare l'anti-
politica, fate un torto ancora più grave Perché io credo che
proprio ogni politico, ogni partito deve essere valutato per i
gesti che fa, per i comportamenti che tiene, per le responsabilità
che assume.
Voi volete, attraverso una norma, palesemente incostituzionale,
per le mille ragioni che sono state espresse, evitare questo
rischio perché vorreste che una norma che non è generale, che non è
astratta, che vìola principi sotto il profilo della contraddizione,
sotto il profilo della parzialità, sotto il profilo del
comportamento, della parità, per mille ragioni connesse a quelle
della innocenza presunta fino a sentenza definitiva, vorreste che
questo venga messo da canto, al posto della vostra coscienza. No,
no.
Io credo che invece partiti e politici dobbiamo essere esaminati,
valutati, votati o no dagli elettori, dai cittadini in base al
nostro comportamento. Noi vorremmo trovarci uno scudo per dire
eventualmente questa cosa non l'abbiamo fatta, ma noi queste cose
che la legge tenta di vietare non dobbiamo farle sulla base della
nostra coscienza, sulla base del nostro convincimento, sulla base
della nostra responsabilità, sulla quale poi politica o anti-
politica ci voterà, ci apprezzerà o meno. Farlo attraverso
l'espediente di una norma in cui, signor Presidente e amici tutti,
io sento, lo devo dire, siamo ormai all'epilogo di questa
legislatura, ma credo che non sia una bella cosa per questa Sala
d'Ercole ascoltare alcuni convincimenti secondo i quali intanto
votiaomola, facciamola eventualmente bocciare dal Commissario
dello Stato.
Credo che non sia una bella cosa che, eventualmente, al di là
della libertà di coscienza di ciascuno di noi, qualcuno la voti
perché votandola, il Commissario che la impugnerebbe ritarderebbe
l'entrata in vigore della legge della quale fa parte, della legge
blocca nomine.
Io credo che siamo veramente al festival del finismo,
dell'ipocrisia, al festival dello spergiuro di quello che abbiamo
detto e dichiarato agli elettori, a quest'Aula quando ci siamo
insediati.
Votiamola liberamente, ma votiamola secondo coscienza, veramente,
non perché questo ritarderebbe di una settimana l'eventuale entrata
in vigore del blocca nomine che potrebbe essere impugnato dal
Commissario. E non votiamo una norma che sappiamo incostituzionale
per scaricarla ad altri; sia la coscienza di ciascun politico, sia
la coscienza di ciascun partito, sia la responsabilità di ciascuno
di noi a determinare le scelte sulle quali dobbiamo essere
valutati, dobbiamo essere, eventualmente votati, o non votati, ma
non farlo con questo pseudo ombrello di una legge palesemente
incostituzionale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A1.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per appello
nominale.
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, ancora non ho
interpretato bene il ruolo di Governo collegato a quello di
parlamentare e faccio un uso discreto delle prerogative di
parlamentare, però, dico in premessa, meno male che c'è stato
l'intervento dell'onorevole avvocato Maira perché l'emendamento 1.1
è una contraddizione palese rispetto a ciò di cui stiamo
discutendo. Stiamo discutendo di ipotesi, di impedimenti derivanti
da un rinvio a giudizio e nell'emendamento diciamo o comunque
sottoposti a giudizio o condannati. Dico ciò per correttezza
rispetto a quello che andiamo a votare. Poi, vediamo, se in sede di
definizione del testo, questa incongruenza eventualmente salta.
La mia considerazione, onorevole Maira, lei poco fa diceva non si
capisce se questo è un Parlamento, chi è la maggioranza, chi è
l'opposizione. Visto da qua, onorevole, vedo opposizione e
minoranza, quindi capisca che, diversamente, da quello che abbiamo
studiato dove nei parlamenti normalmente c'è una opposizione ed
una maggioranza, mi creda, l'esperienza mi porta a dire, vista da
questa parte, c'è un'opposizione ed una minoranza.
Le considerazioni che cercherò di fare e non dichiarandomi di
condividere le dichiarazioni per cui la proposta di legge
presentata dall'onorevole Speziale non ha fatto una buona azione a
questo Parlamento e dichiarandomi, invece, assolutamente d'accordo
con l'onorevole Adamo sul fatto che il Parlamento deve dare una
risposta, deve dare un manifesto anche al popolo siciliano, mi
permetto di dire però che il manifesto che questo Parlamento deve
dare al popolo siciliano è un manifesto di tutti, del Parlamento.
Ho la sensazione che domani, per qualche giorno, probabilmente, ci
sarà la diversificazione tra i buoni ed i cattivi, chi ha votato a
favore e chi ha votato contro. Ma dopo due giorni avremo una
considerazione negativa tutti. Diverso sarebbe se riuscissimo a
dare invece un segnale unitario al popolo siciliano su un tema su
cui sono assolutamente d'accordo e per questo ho detto che non è
stato fatto un cattivo servizio dall'onorevole Speziale, perché ha
posto un problema.
Se io fossi Presidente della Regione, se io fossi Sindaco, se io
fossi Presidente del Consiglio, sicuramente non nominerei un
Assessore che ha queste condizioni. E su questa posizione, mi
permetto di dire, e ragionando al contrario, onorevole Cracolici,
lei si è dichiarato pure su questa posizione dicendo che è
d'accordo rispetto alle nomine non politiche, ragionando al
contrario ha detto che probabilmente non è d'accordo sulle nomine
politiche o sbaglio? Perché anche lei ha detto che, probabilmente,
alcuni aspetti di incongruenza rispetto alla legge 55 del 90 ci
sono.
Ora la proposta che faceva l'onorevole Cordaro di immaginare
unitariamente un codice etico votato da tutti anche perché sono
palesi le contraddizioni di natura costituzionale, non sono
dichiarazioni vane, perché le sanzioni penali hanno necessità di
essere regolamentate in maniera uniforme su tutto il territorio
nazionale. Non è possibile che una fattispecie possa valere per
l'Assessore del Trentino e non per l'Assessore della Sicilia.
L'uniformità della regolamentazione per cui è prevista la
competenza di natura nazionale è proprio per questo, per evitare la
determinazione delle disparità in questi campi, come per quanto
riguarda le sanzioni penali.
Quindi, in ragione, e poi mi permetto di fare un'altra
considerazione. Banalizzo il significato di rinvio a giudizio. Che
cosa è il rinvio a giudizio? E' la risposta che il giudice
dell'udienza preliminare dà al giudice dell'indagine preliminare
quando gli chiede: secondo te, è necessario approfondire questa
ipotesi di reato?'. Il giudice dell'udienza preliminare dice: sì,
secondo me questa ipotesi di reato deve essere approfondita'.
Approvando una norma di questo genere, anche involontariamente,
diamo un potere che potrebbe anche condizionare il giudice che,
nella massima buonafede, nella migliore buonafede, perché penso
che comunque sia diamo la possibilità di essere condizionato, in
quanto il giudice non deve dire che il signore è colpevole, ma deve
dire che dobbiamo approfondire. Ma quel sì, che dobbiamo
approfondire determina la decadenza, per esempio, di chi è in
carica in quel determinato momento.
Queste sono le valutazioni che, complessivamente, svolte, credo in
maniera pacata e cercando di creare un clima in questo Parlamento,
mi portano a dire: proviamo a dare un segnale unitario alla
Sicilia, proviamo ad approvare una norma, un codice etico ma in
maniera unitaria ed evitando di apparire domani buoni o cattivi
quando ci sarà un'impugnativa del Commissario dello Stato ma con un
atto inimpugnabile che faccia onore a tutti ed a questo Parlamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A1.
CORDARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
CRACOLICI. Non si può votare per scrutinio segreto. Sono state
fatte le dichiarazioni di voto
PRESIDENTE. Vediamo se ci sono i richiedenti per il voto segreto.
CAPUTO. Chi non ha fatto dichiarazioni di voto può chiedere il
voto segreto
CRACOLICI. Non si può votare con il voto segreto
PRESIDENTE. Come no
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Per un richiamo al Regolamento
MANCUSO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Il voto segreto è richiesto ai sensi dell'articolo 127,
comma 6. Quindi, Presidente, la prego di procedere al voto segreto.
CORDARO. Dovrebbe passare il principio secondo il quale io faccio
dichiarazioni di voto ed impedisco ad un altro di chiedere il voto
segreto. Ma qual è la ratio?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'articolo 131 del Regolamento
prevede che nel caso in cui venga richiesto il voto segreto non si
possano fare dichiarazioni di voto. Qua siamo nella fattispecie in
cui sono state fatte delle dichiarazioni di voto, alcune
dichiarazioni di voto, ma non c'è alcuna richiesta di voto segreto.
Il voto segreto arriva dopo che qualche deputato ha espresso una
dichiarazione di voto.
Ciò significa che se passasse, se ci fossero i richiedenti del
voto segreto, e passasse la richiesta di voto segreto, da quel
momento in poi, non si potrebbero fare più dichiarazioni di voto
tranne per motivare le astensioni. Questo è l'articolo 131.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 908
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che
siamo tutti stanchi, non soltanto per la giornata ma anche per la
durata di questa discussione.
Ci sono già precedenti che lei, nella qualità di Presidente di
questa Aula, ha esercitato interpretando, del resto come si è
sempre interpretato, che in caso di voto segreto si possono fare
solo dichiarazioni di astensione dal voto.
Quando uno fa una dichiarazione di voto? Fa una dichiarazione di
voto quando si passa al voto. Quindi, se la Presidenza ha messo in
discussione e, poi, ha dichiarato di passare al voto, il deputato
ha esercitato il suo diritto di fare la dichiarazione di voto anche
perché la dichiarazione di voto è stata fatta a seguito della
richiesta dell'onorevole Speziale che ha chiesto il voto per
appello nominale.
Quindi, su questo emendamento c'è stata una richiesta di voto per
appello nominale, una discussione ed una messa in discussione
dell'emendamento e, quindi, poi delle dichiarazioni di voto ed è
evidente che non è che uno fa le dichiarazioni di voto e, poi, alla
fine, chiede il voto segreto perché altrimenti saremmo in presenza
di un bizantinismo regolamentare.
Le dichiarazioni di voto, quindi, esistono se c'è un atto che
viene messo ai voti. Per cui uno fa una dichiarazione.
Il Regolamento dice che se c'è il voto segreto puoi dichiarare
solo che ti astieni dal voto .
Nel caso specifico non solo abbiamo fatto le dichiarazioni di voto
prima ma, poi, in corso d'opera, è stato fatto un subemendamento,
che ha modificato il Regolamento e, successivamente, sono state
fatte ulteriori dichiarazioni di voto.
Quindi, mi pare evidente che questa norma è stata discussa
attraverso le dichiarazioni di voto. Addirittura, si è esercitato
anche il potere di modifica.
Io eviterei, in una materia così delicata, di fare una cosa che
diventa un boomerang per il Parlamento. Poi, ognuno voti come
vuole, ma evitiamo di farlo violando anche le regole parlamentari
perché è chiaro che, poi, l'esito del voto diventa la violazione
della regola parlamentare. Non è il voto in sé ma diventa il come
abbiamo votato che ha determinato un esito piuttosto che un altro
e, credo che in questo caso la via maestra per tutti, anche per la
Presidenza, sia quella di garantire il rispetto del Regolamento,
così come è previsto.
Quindi, ai sensi dell'articolo 131, signor Presidente, non si
possono fare dichiarazioni se non per astensione dal voto, in caso
di richiesta del voto segreto.
Ma le dichiarazioni di voto ci sono state e non era stato
richiesto il voto segreto;
non si può chiedere dopo, altrimenti non c'erano le dichiarazioni.
Delle due l'una. Quindi, non si possono esercitare due pesi e due
misure, un solo peso e una sola unità di misura.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 15.46 è ripresa alle ore 15.53)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. C'è ancora una richiesta di scrutinio segreto o no?
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che -
ci conosciamo tutti e lei sa che sui principi sono uno testardo -
l'ammissibilità del voto segreto al punto in cui eravamo nella
procedura sia una forzatura regolamentare che si assume,
eventualmente, non i richiedenti ma la Presidenza, proprio perché,
giusto l'altro ieri, proprio per dimostrare che la richiesta di
voto segreto fa venir meno gli interventi, ma non fa venir meno gli
interventi dopo che sono intervenuti altri, perché la procedura si
attiva all'inizio. Si fanno le dichiarazioni di voto, se ci sono
dichiarazioni di voto non si può utilizzare, tranne se non ci sono
astensioni dal voto, la procedura di voto segreto.
E' stato giusto utilizzato l'altro ieri, tant'è che ho chiesto il
voto segreto e poi è mancato il numero legale. Quindi, l'ultimo
episodio è stato l'altro ieri. Ma è stato utilizzato in altri
momenti anche dalla sua Presidenza.
Detto ciò, capisco tutto ma nascondersi dietro ad un voto segreto
per manifestare con coerenza - come hanno fatto alcuni colleghi
intervenendo qui, in maniera chiara e trasparente - il proprio
punto di vista su una materia di questa natura, lo considero un
colpo al Parlamento, non facciamo una bella figura. Qualunque sarà
l'esito, non facciamo fare una bella figura a questo Parlamento.
Ecco perché credo che la richiesta di appello nominale o, in
subordine, per alzata e seduta, ma scegliere di fare una cosa in
cui, nascondendoci nel voto segreto, mi sembra, ripeto, una cosa
che, tra l'altro, carica sulla Presidenza, qualunque sarà l'esito,
la responsabilità dell'esito stesso.
COLIANNI. Accettiamo la proposta dell'Assessore, allora.
CRACOLICI. Possiamo anche ritirare la richiesta di appello
nominale, se questo serve a dirimere, in maniera più facile, la
situazione però, ripeto, l'autorizzazione adesso del voto segreto è
una violazione dell'articolo 131.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. E che mi sopporto le morali di Cracolici una volta ogni
dieci giorni? Non sono qua per sopportarmi le morali di Cracolici
Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato che l'onorevole
Cracolici ha la memoria molto corta e considerato che è
parlamentare nella stessa misura di come lo sono io, cioè da
qualche anno, lo invito a rivedersi i verbali dal 2001 in avanti e
tutte le decisioni in merito alla contestazione del 131 che ricordo
a memoria, per tre volte sono andate come lei ha deciso questa
sera, per una volta al contrario; e lì c'è stata la forzatura. Dico
ciò, in modo che resti agli atti quanto detto sia da me che
dall'onorevole Cracolici. Addirittura, una di queste tre volte si è
anche riunita la Commissione per il Regolamento per definire ciò
che, poi, oggi lei sta stabilendo. Quindi, Presidente, la libertà
di voto di ogni parlamentare non può essere, ogni volta, utilizzata
come ramanzina rispetto ad un argomento che può essere più o meno
importante.
L'appello del Governo a scrivere un testo condiviso da tutti,
perché tutti condividiamo il merito, è stato respinto con la
forzatura di votare ciò che si ritiene, non addivenendo, invece,
come è giusto che sia, ad un testo che tutto il Parlamento, con
grande serenità, può votare.
Il Governo ha parlato a vuoto, qualche parlamentare ha parlato a
vuoto, qualcuno ritiene che ciò che fa sia sempre giusto. La
democrazia non dice questo, la democrazia dice altro, la democrazia
dice che si vota ed in questo caso il Parlamento sta richiedendo
legittimamente, ai sensi del Regolamento, così come è stato fatto
altre volte, una modalità di voto che non significa nulla. Se
qualcuno ritiene che anche il sospetto stia nella richiesta di un
voto, anche quello è un metodo, è un pensiero, è un modo di vivere.
Personalmente non ho questo modo di vivere, non sospetto su una
richiesta. Ora, vedremo che risultato ci sarà quando voteremo.
PRESIDENTE. C'è una disponibilità da parte del Presidente del
Gruppo parlamentare del PD a ritirare la richiesta di votazione
palese nominale e, quindi, potremmo votare per alzata e seduta.
CORDARO. Insistiamo, affinché la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Insistete per il voto segreto nonostante la
disponibilità? Vediamo se ci sono i richiedenti il voto segreto.
(La richiesta è appoggiata a termini di Regolamento dagli
onorevoli Campagna, Caputo, Cascio Salvatore, Greco, Leontini,
Maira, Mancuso e Minardo)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A1
PRESIDENTE Indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento A1.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole preme il
pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 73
Votanti 72
Maggioranza 37
Favorevoli 32
Contrari 39
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A2.
SPEZIALE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che gli emendamenti A3 e A7 sono inammissibili.
Si passa all'emendamento A4.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
prevede la possibilità che non si possano nominare esterni alla
Pubblica Amministrazione per le funzioni di Direttori e di Capo di
Gabinetto.
C'è una polemica in corso, capisco qual è la ratio dello Spoil
System al quale spesso si fa ricorso, e l'intenzione del
legislatore era quella di potenziare e rafforzare la Pubblica
Amministrazione. In realtà, nel modo come si è utilizzata questa
norma, abbiamo visto che sono stati nominati nella funzione di
direttori, e non solo a livello regionale ma anche nei comuni,
soltanto coloro che rispondono non ad una logica di competenza, ma
ad una logica di asservimento. Per tale motivo ritengo che
l'approvazione di questa norma non solo è illegittimo
riconoscimento nei confronti dei dirigenti che hanno regolarmente
vinto un concorso e che, in quanto vincitori di un concorso,
possono essere nominati a direttori anche di terza fascia senza
ricorrere alle nomine degli esterni. Come dimostra la nostra
esperienza, gli esterni hanno costituito un costo per
l'Amministrazione ed un vantaggio per la logica di asservimento
agli interessi del potere e di chi li nomina. Chiedo, pertanto, che
l'emendamento venga mantenuto.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dire che sono d'accordo con l'emendamento, lo trovo giusto, lo
trovo corretto nella logica del contenimento della spesa, perché,
per quanto riguarda i Capi di Gabinetto, era così prima di una
norma che recentemente si fece per il caso di un esterno che fu
capo di Gabinetto del Presidente della Regione, ma il principio era
già consacrato nelle norme precedenti. Oggi lo si vuole estendere
anche ai direttori, ed io credo che tutto sommato sia corretto, con
la precisazione che siano chiaramente, come nella fattispecie è
stato richiamato, i vincitori di concorso e che possa essere
personale interno, quindi con economia per le asfittiche casse
della Regione.
Signor Presidente, chiedo di aggiungere anche il mio nome tra i
firmatari di questo emendamento con la mia dichiarazione di voto
favorevole.
PRESIDENTE. Hanno chiesto di apporre la propria firma
all'emendamento A4 anche gli onorevoli Parlavecchio, Giuffrida,
Lentini, Ammatuna, Apprendi, Incardona, Cimino, Campagna, Di
Giacomo, Caputo.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la votazione
che si è conclusa sfavorevolmente con il voto segreto
dell'emendamento Speziale altro non è che l'epilogo
contraddittorio, infelice, di un iter di legge legato al
cosiddetto blocca nomine che ipocrita era in partenza e si è
rilevato ipocrita anche nell'emendamento Speziale e che invece,
probabilmente, avrebbe potuto un po' nobilitare questo disegno di
legge. Noi, crediamo che quell'emendamento abbia in se le ragioni
profonde che permettono di avere maggiori garanzie e maggiori
trasparenze nella pubblica amministrazione per tutti gli incarichi
che possono essere assunti a vario titolo da persone che hanno
eventualmente i titoli.
E siccome il rischio è, signor Presidente, che noi si vada a
votare un disegno di legge già di per sé minato alla base da motivi
fondati di incostituzionalità, carente, e di questo credo non
faremmo una gran bella figura, di una proposta di emendamento
Speziale che invece aveva motivi per nobilitare il voto di questa
Aula, prima che si voti quest'ultimo emendamento, che poi
chiuderebbe la partita, chiedo all'Assemblea, se lo ritiene
opportuno, se è il caso di ritornare sull'emendamento bocciato e
riprendere l'invito del Governo di riscriverlo in maniera
condivisa, razionale, ragionevole, così come tutti ci si possano
ritrovare.
Io credo che non facciamo una bella figura ad uscire oggi con
questo disegno di legge, magari approvato del blocca nomine senza
quell'emendamento che invece dava un qualcosa in più e che
sicuramente sarebbe stato apprezzato a livello non solo di opinione
pubblica siciliana.
Se ci prendiamo una pausa di riflessione su questo argomento, e lo
dice da chi ha fatto anche l'ostruzionismo sul blocca nomine , ma
ormai ha chiaramente perduto la partita, perché questa legge è in
dirittura di arrivo, se non viene votata oggi ma martedì credo non
ci sia più nessuna cosa da dire. Ma perché rinunciare a riprendere
la discussione su un argomento che, invece, ha interessato e
appassionato l'intera Aula e credo abbia trovato tutti d'accordo
sui principi generali?
Allora, se è vero che eravamo d'accordo sui principi generali e
magari non d'accordo su alcuni temi legittimamente e giustamente
rimarcati in Aula e per il quale con il voto segreto si è visto che
non c'era la condivisione, perché non ritornare su quegli elementi
di condivisione generale che forse sono maggiori di quelli che non
ci hanno convinto ritornare in Aula con una proposta che unisca
l'Assemblea almeno su questo tema?
Signor Presidente, chiedo un rinvio in questo senso solo con
l'obbiettivo di riscrivere l'emendamento Speziale e spero che
l'Assemblea lo voglia accogliere e martedì, eventualmente, tornare
in Aula per il voto finale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la proposta dell'Assessore
Spampinato può essere raccolta, nel senso che abbiamo ancora una
settimana d'Aula in cui abbiamo tempo per lavorare. Abbiamo
quattro, cinque disegni di legge all'ordine del giorno, e se
l'Assemblea riesce, entro martedì, a convergere su una proposta che
poi ricalca un po' le frasi dette dall'Assessore Spampinato,
possiamo tornare in Aula tranquillamente con il nuovo testo, senza
alcun tipo di problema. Se si riesce, ci sono sia le possibilità,
sia i tempi.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considero un
errore una chiusura a riccio; probabilmente in alcuni settori può
servire una competenza specialistica esterna, poi la
responsabilità, come al solito, è in chi nomina e sarà valutato chi
ha nominato, ma decidere che è vietata, solo nella Regione
siciliana, la possibilità di ricorrere a funzionari esterni, lo
considero un errore. Ecco perché credo e spero che il collega
Speziale ci ripensi, se non ci ripensa voteremo in maniera diversa
questo emendamento.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo un
supplemento di approfondimento per due motivi, primo perché ritengo
che se si vuole fare un emendamento del genere basta abrogare la
legge con la quale abbiamo previsto gli esterni, e secondo ritengo
che è inammissibile l'emendamento perché la settimana scorsa un
decreto della Presidenza del Consiglio ha stabilito che le nomine
nei Consigli d'Amministrazione, ma vale anche per i Dipartimenti,
possono essere fatte con un esterno e due interni, con un massimo
di tre.
Allora, rispetto a questo, signor Presidente, faccio lo stesso
appello che ha fatto l'onorevole Cracolici, se la norma si deve
fare togliamo quello che abbiamo aggiunto noi, perché gli esterni
li abbiamo scritti noi nella legge, abroghiamo quello e rimane
l'originale che non prevede gli esterni, senza bisogno di duplicare
ancora una volta la norma. Se ci dobbiamo attenere a quello che
Roma ha stabilito, è chiaro che anche questo sarà uno di quegli
emendamenti che il Commissario dello Stato immediatamente
impugnerà, e faremo un'ulteriore bella figura.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei soltanto
sottolineare che siamo alla farsa finale. Prima si è fatta una
grande battaglia per il voto segreto sull'emendamento del
presidente Speziale, ed io devo dire sinceramente che non ho
assolutamente apprezzato questo provvedimento perché, come ha detto
qualcuno prima di me, chi si nasconde dietro un voto segreto non ha
il coraggio di affrontare il popolo siciliano, che spesso, a
sproposito, viene richiamato in questo Aula. Ho apprezzato invece
quei deputati che, in maniera chiara, si sono schierati contro,
alla luce del sole, senza nascondersi.
Parlavo di farsa perché l'onorevole D'Agostino adesso dice che
vorrebbe riprendere quell'emendamento, ma avrebbe potuto battersi
prima per evitare il voto segreto e poi eventualmente fare le sue
considerazioni sull'ultimo emendamento dove ho apposto la mia
firma.
Cercherò di ossequiare il regolamento, e già do il mio voto
favorevole all'emendamento A4, così spero di evitare il voto
segreto. Credo che con questa norma contribuiremo a ridurre le
spese dell'amministrazione regionale e credo che all'interno della
nostra amministrazione ci siano le competenze, ci siano le qualità
di persone che possono svolgere queste funzioni, quindi non c'è
bisogno di scienziati esterni.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente dichiaro
il mio voto contrario sull'emendamento in discussione per una
ragione semplicissima. Non si tratta di accertare se nell'ambito
dell'amministrazione regionale, vi siano bravi funzionari,
scienziati, etc. Do per scontato che ci siano. E' un atto di
fiducia, ma è anche vero che, per quanto riguarda gli assessori e
il presidente della Regione, chiunque essi siano, c'è anche un
rapporto di fiducia che, seppur limitato a pochissime persone, deve
affiancare l'amministratore, presidente della Regione o assessore
che sia.
Non è un problema di costi, perché in questo caso diventa
subordinato l'aspetto dei costi rispetto alla funzionalità
dell'assessore o del presidente della Regione perché credo che sia
il minimo che un assessore possa portarsi uno o due persone di
fiducia che lo affianchino nella predisposizione del proprio
lavoro. Tra l'altro, se non ricordo male, la presenza degli esterni
negli Uffici di Gabinetto è ridotta al lumicino, soltanto il 10 per
cento, quindi andare ad eliminare pure questo 10 per cento ritengo
sia proprio errato. Ritorniamo per un momento, anche perché è stato
oggetto di ulteriori interventi, all'emendamento e al
subemendamento integrativo all'emendamento presentato
dall'onorevole Speziale, che riguardava gli aspetti delle decadenze
e incompatibilità.
Io apprezzo la proposta che proviene dall'assessore, ma vado più
in là e anticipo una iniziativa dei deputati del PD. Ci siamo
soffermati su molti aspetti di incostituzionalità della norma
portata avanti dall'emendamento dell'onorevole Speziale.
Incostituzionalità oltre che inopportunità giuridica che non può
essere affrontata, lo abbiamo detto perché ne siamo convinti, da
quest'Aula essendo norma di competenza nazionale ed anche perché
norme direttamente e indirettamente di ordine pubblico.
Allora, siccome non vogliamo passare per coloro i quali difendono
la casta, fra l'altro non abbiamo amici in queste condizioni,
siccome non dobbiamo passare per coloro i quali sono abbarbicati al
passato, anzi siamo proiettati al futuro, e siccome dobbiamo dare
delle risposte al popolo siciliano, riteniamo che l'unica risposta
sia quella di investire della competenza di questa normativa
l'organo legislativo competente della Camera e del Senato, motivo
per cui anticipo che stiamo predisponendo e depositeremo un disegno
di legge di natura impegnativa nei confronti del Parlamento
nazionale - una legge voto - che consenta di affrontare tutti i
problemi, seppur aggiustati ed integrati, portati avanti
dall'emendamento a firma dell'onorevole Speziale, nati dal
dibattito d'Aula di modo che si possano superare i problemi di
incostituzionalità che, da più parti, sono stati sollevati.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in
merito all'emendamento A4 perché ritengo che l'opportunità di
questo emendamento sia oggi necessitata dal ricorso di soggetti
esterni all'amministrazione.
Mi riferisco soprattutto ad alcuni settori strategici
dell'Amministrazione che, purtroppo, a causa dell'avvicendamento
compulsivo, ma probabilmente anche della mancata conoscenza di
quelle che sono le realtà locali, ha fatto sì che la presenza di
dirigenti nonché di capi di gabinetto esterni non abbiano favorito
in alcun modo l'attività amministrativa della Regione.
Concordo, pertanto, con l'onorevole Maira rispetto al fatto che
l'Assessore possa avvalersi di figure di propria fiducia,
ma,soprattutto alla luce di quella che è la consuetudine che ormai
fa sì che ruoli di dirigenti o di capi di gabinetto diventino dei
palliativi, posti di sottogoverno, da affidare ad uomini che
abbiano tessere di partito vicine all'attuale Presidente della
Regione.
Per evitare che possa succedere qualcosa di analogo in futuro,
ritengo che questa norma vada votata.
A questo, lo anticipo, evitando di intervenire successivamente,
presenterò un subemendamento con il quale si estende l'efficacia
della norma anche al comma 17 dell'articolo 117 della legge
finanziaria del 2010. Onorevole Cracolici, ricorderà sicuramente
che quella legge ha rappresentato l'unica eccezione, nel senso che
il Presidente della Regione si può avvalere di un Capo di Gabinetto
esterno. Se il Presidente della Regione voglia dare esempio di
questa spending review, del fatto che si vogliano effettivamente
tagliare i costi dell'Amministrazione oltre che della politica,
dovrebbe cominciare partendo dal proprio Capo di Gabinetto che,
oggi, è una figura esterna consentita dalla legge. Legge che,
ricordo, è stata varata alle 5 del mattino fra la stanchezza di
chi, come me, si è opposto e con la forza di chi ha sostenuto quel
Governo che ha concesso - per carità, non si nega a nessuno - al
Presidente della Regione, un Capo di Gabinetto esterno.
Se questa norma, che viene sottoscritta da componenti del PD che
allora avallarono questo comportamento, viene estesa anche al
Presidente della Regione, mi sembra l'unica maniera doverosa perché
si possa parlare di coerenza.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esiste una legge
della termodinamica chiamata legge del tutto e del nulla' che poi
si applica in tante categorie della scienza. Ed anche in politica
trova la sua applicazione Siamo figli del troppo, o troppo da una
parte o troppo dall'altra
Mi permetto di suggerire due cose rispetto agli argomenti di cui
abbiamo discusso.
La prima cosa, la proposta dell'onorevole D'Agostino, mi sembra
una proposta politicamente significativa che segue un intervento di
assoluto equilibrio da parte del Governo.
Invito il Governo, ancorché i partiti politici non avessero questa
capacità trasversale, trattandosi di un periodo sicuramente in cui
ciascuno porta ad eccedere, di predisporre invece un documento e di
portarlo al vaglio, in modo autonomo, se non dovesse nascere da
questa Assemblea alla stessa.
Le chiedo, Assessore, di perseguire questo obiettivo laddove
quest'Aula non ne sia capace di produrlo.
Seconda cosa, rispetto alla questione dei Capi di Gabinetto,
vogliamo mettere insieme i direttori generali con i Capi di
Gabinetto? Ma per l'amor di dio Il Capo di Gabinetto è l'uomo che
in qualche maniera rappresenta le braccia operative dell'Assessore,
continua a mantenere quello che è un indirizzo politico ed è anche
l'elemento di controllo delle attività amministrative, di garanzia
dell'Assessore.
Laddove gli iperemi alla mia destra si placano, riuscirei a
concludere in pochi secondi, per proporre ai colleghi di dividere
l'aspetto che è legato prettamente ai direttori generali da quello
che è legato alla scelta dei capi di Gabinetto.
Chi ha avuto esperienza in questo senso, sa bene che il capo di
Gabinetto è un elemento di garanzia, di continuità politica
dell'Assessore. Cosa diversa il direttore generale, che certamente
condivido non debba essere un esterno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Parlavecchio. Ne ha
facoltà
PARLAVECCHIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
intervenuto perché volevo apporre la firma all'emendamento, e
siccome sentivo che qualcuno chiedeva il ritiro, eventualmente lo
faccio mio.
Intanto devo dire che l'onorevole Speziale, lo riconosciamo tutti,
è sempre un uomo libero e porta avanti delle istanze valide e
giuste. Detto questo, come sottolineatura che mi piaceva fare, io
sono perfettamente d'accordo nell'approvare questo emendamento per
una serie di valutazioni che sono state fatte in questi anni, da
quando la legge 10, che è la legge che regola questi rapporti tra
la politica e l'Amministrazione regionale, è in funzione.
Il Capo di Gabinetto deve essere necessariamente un interno, non
capisco perché debba essere un esterno, cioè la persona di fiducia
dell'Assessore all'interno di un'amministrazione comunale, guarda
caso noi la facciamo esterna ad un'amministrazione regionale. E' un
controsenso
Tra l'altro, le funzioni del Capo di Gabinetto sono funzioni di
raccordo politico con i direttori. Il Capo di Gabinetto ha una
struttura all'interno dell'Ufficio di Gabinetto che è capace di
avere una segreteria tecnica, un controllo strategico, insomma ci
sono tutta una serie di operazioni, da un punto di vista
amministrativo, che il capo di Gabinetto deve semplicemente
coordinare.
Per quanto riguarda i direttori, lasciatemelo dire, con le solite
eccezioni che riconosciamo, ritengo che ci siano stati direttori
esterni che non hanno totalmente reso il compito che loro dovevano
svolgere, al contrario abbiamo mortificato una classe di dirigenti
regionali che potevano benissimo portare avanti l'azione di
Governo. L'azione di Governo va spesa bene, ma va anche spesa nel
senso della riduzione della stessa spesa.
Dico questo perché non ha senso continuare su questi ragionamenti,
anche perché mi accorgo che in questi anni i Governi sono fatti da
tecnici, ed allora delle due l'una Ho facciamo i tecnici che
stanno al Governo e che quindi non hanno bisogno di direttori
esterni o facciamo i direttori interni e chiaramente mettiamo gli
esterni come politici o politici all'interno della Giunta.
PRESIDENTE. Abbiamo capito il senso del suo intervento, onorevole
Parlavecchio. E' iscritto a parlare l'onorevole Incardona. Ne ha
facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
apporre la mia firma a questo emendamento perché lo condivido sia
nel merito che nella forma, e condivido anche il subemendamento
degli onorevoli Maira e Caronia.
Tuttavia, mi pare che manchi in questa norma, che ci accingiamo a
votare, una figura. Potrebbe dipendere da un'interpretazione più o
meno estensiva l'applicazione della norma stessa anche al
segretario generale. Il Presidente Lombardo ha commesso uno scempio
assoluto nominando un soggetto che non ha i titoli, per fare il
segretario generale.
Il segretario generale, il buon senso dice, deve essere un
profondo conoscitore dell'ordinamento giuridico, dell'ordinamento
regionale, deve avere almeno la laurea in giurisprudenza. Qui siamo
di fronte, invece, ad un soggetto che non ha alcuna competenza
giuridica, che ha distrutto la formazione, che ha distrutto ogni
cosa che ha toccato, eppure per motivi di ordine politico è stato
nominata segretario generale senza titoli e senza alcuna conoscenza
dell'ordinamento giuridico regionale.
Non si può continuare in questo modo, quindi, non solo la norma è
perfettamente corretta, quella che oggi andiamo a votare, ma
addirittura andrebbe specificato anche questo aspetto, cioè quello
dei titoli che si devono avere per ciascun ramo dell'ordinamento
che si va ad amministrare, della branca amministrativa che si va ad
amministrare. Caro onorevole Cracolici, questo dovrebbe essere uno
dei requisiti da inserire in una norma, un requisito soggettivo per
potere rivestire un determinato ruolo, non l'incisione della norma
sulla libertà personale che non è di competenza di questo
Parlamento. Chiedo, quindi, all'estensore della norma, visto che
io non ho il potere di farlo, di presentare un subemendamento che
possa servire anche a fare chiarezza sui requisiti che deve avere
ciascun direttore e soprattutto il Segretario Generale.
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociale ed il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociale ed il
lavoro. Signor Presidente, abbiamo più volte fatto richiamo alla
generalità ed all'astrattezza della norma. Oggi stiamo cercando di
personalizzare le motivazioni che stanno alla base di una norma;
oltre ad essere una cosa, secondo me, non troppo elegante, fatto
riferimento ad una persona che ha le caratteristiche per essere
vertice di tutti i rami dell'Amministrazione, ha anche i requisiti
giuridici in quanto nessuna norma prevede la laurea in legge per
ricoprire quell'incarico.
Se si deve continuare a fare un dibattito, si possono avere
suggestioni interne, ma credo che sia giusto continuare, in maniera
generale, a fare riferimento alle norme, agli emendamenti e
subemendamenti e non a personalizzare, anche con dubbio gusto, gli
interventi su questo tema.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati due
subemendamenti: A4.1, degli onorevoli Maira e Caronia e A4.2,
dall'onorevole Bufardeci
Il subemendamento A4.2 In buona sostanza cancella le parole di
direttori di Dipartimenti regionali . Sostanzialmente vuole
mantenere la norma per il ricorso agli esterni per i direttori
generali.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho il dovere di
intervenire perché in un precedente intervento avevo assunto una
posizione diversa. Devo dire che, in questo caso, il dibattito
parlamentare, le considerazioni che ho ascoltato da vari colleghi
mi convincono che, in effetti, mantenere la possibilità di avere
degli esterni nell'Amministrazione sia sempre una risorsa e sarebbe
una limitazione rispetto, anche, alla normativa di carattere
nazionale. Credo, quindi, sotto questo profilo, con questo
emendamento, che la limitazione possa concernere esclusivamente il
ruolo di capo di gabinetto così come era fino a qualche settimana
fa, prima della famosa norma, per così dire, Lombardo .
Questo è il senso, però volevo dichiarare all'Aula, in maniera
molto onesta e molto leale, che sono convinto che l'esterno occorre
sicuramente all'Amministrazione.
CRACOLICI. Su questo sono d'accordo. Appongo la mia firma al
subemendamento dell'onorevole Bufardeci.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei firma il subemendamento
dell'onorevole Bufardeci che è quello che mantiene la possibilità
di ricorrere all'esterno per i direttori generali, ma la esclude
per i capi di gabinetto, esattamente il contrario dell'onorevole
Caronia.
Pongo in votazione il subemendamento A4.1.
Richiesta di verifica del numero legale
D'AGOSTINO. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Arena, Calanducci,
Caputo, D'Agostino, Forzese, Limoli, Lupo, Maira, Mancuso e
Ruggirello)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 48
L'Assemblea è in numero legale.
Pongo in votazione il subemendamento A4.2. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A4.1 che aggiunge le parole e della
Presidenza della Regione .
CRACOLICI. E' superato dall'approvazione dell'emendamento a firma
Bufardeci.
PRESIDENTE. Vale per i Capi di Gabinetto, vale per quello che
rimane dell'esclusione. L'emendamento a firma Bufardeci si
riferisce ai direttori, l'emendamento a firma Caronia si riferisce
all'estensione del divieto al Presidente della Regione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A4, degli onorevoli Speziale ed altri,
che è stato subemendato e firmato anche dall'onorevole Cimino.
Lo pongo in votazione, come modificato. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato, ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento interno, l'emendamento 117.1.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Comunico che all'articolo 2 è stato presentato l'emendamento 2.1,
a firma dell'onorevole D'Agostino, che ritarda la pubblicazione
della legge di 15 giorni.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento A4 risulta così formulato: Per motivi di
contenimento della spesa i capi di gabinetto degli assessori
regionali e del Presidente della Regione sono nominati fra il
personale interno all'Amministrazione regionale, fermo restando i
contratti in essere .
Questa è la formulazione definitiva.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati trenta ordini del giorno. Il
Governo, ovviamente, non conoscendoli non è in grado di dare un
parere, li manteniamo tanto la settimana prossima abbiamo cinque
leggi all'ordine del giorno, li approviamo la settimana prossima
cercando un minimo di attinenza alle norme che approveremo.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno n. 908
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Norme in materia di trasparenza della
propaganda elettorale per il rinnovo dell'Assemblea regionale
siciliana » (908).
D'AGOSTINO. Chiedo che vengano tolti i tesserini dei deputati che
non sono presenti in Aula. Posso farlo io, mi permette?
PRESIDENTE. Togliamo i tesserini dei deputati non presenti.
Colleghi questori, onorevole Ruggirello, lei che è questore
autorevole, mi dia una mano: togliamo i tesserini dei colleghi non
presenti.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 46
Votanti 45
Maggioranza 23
Favorevoli 45
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Interventi per
effettuare una nuova perimetrazione dei parchi» (931/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge Interventi per
effettuare una nuova perimetrazione dei parchi (n. 931/A) posto
al numero 1).
Invito i componenti la IV Commissione, «Ambiente e Territorio», a
prendere posto nel relativo banco.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Mancuso, per svolgere la relazione.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, dopo il dibattito della settimana scorsa sul disegno di
legge, c'è stato un incontro con gli Uffici durante il quale gli
stessi hanno riferito alla commissione che, dalla data di
istituzione dei parchi, è stato utilizzato il comma che prevede la
delimitazione dei parchi anche per la riperimetrazione.
Gli Uffici, quindi, ritengono che non ci sia bisogno di normativa
perché altre riperimetrazioni sono state fatte in via
amministrativa e, qualora intervenissimo con una legge, è chiaro
che per i dirigenti sarebbe non solo un'azione completamente
diversa rispetto a quella che hanno svolto fino ad oggi, ma
metterebbe in difficoltà l'ufficio.
Abbiamo concordato con lo stesso ufficio - naturalmente se lei lo
consente - il ritiro del disegno di legge e, nello stesso tempo, la
presentazione di un ordine del giorno che impegna il Governo a
ridelimitare i parchi entro 60 giorni, cioè avviare il procedimento
di concertazione con gli enti locali, con il comitato e con quanti
altri hanno l'interesse affinché questa rideterminazione venga
fatta.
Se lei lo consente, quindi, signor Presidente, viene ritirato il
disegno di legge n. 931 e contemporaneamente viene votato l'ordine
del giorno n. 720 già presentato in Assemblea.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole Mancuso
l'ordine del giorno n. 720 Rideterminazione dei confini del parco
dell'Etna .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Il disegno di legge n. 931, pertanto, non sorgendo osservazioni,
si intende ritirato.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 24 luglio
2012, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Dimissioni dell'onorevole Cateno De Luca dalla carica di
deputato regionale
II - Comunicazioni
III - Discussione dei disegni di legge:
Norme in materia di entrata. Finanziamento di leggi di
spesa . (n. 900/A) (Seguito)
Relatore: on. Galvagno
1) - Promozione della mutualità volontaria e sostegno alle
società di mutuo soccorso . (nn. 454-703/A) (Seguito)
Relatore: on. Gucciardi
IV - Seguito della discussione delle proposte di modifica al
Regolamento interno dell'Assemblea (doc. x)
Relatore: il Presidente
La seduta è tolta alle ore 16.45
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
alle ore 18.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 908 - NORME IN MATERIA DI
TRASPARENZA DELLA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL RINNOVO
DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA .
-All'articolo 1
Emendamento 1.2
L'articolo 1 è sostituito dal seguente: Art.1- Modifica di norme
in materia di nomine, designazioni ed incarichi del governo
regionale.- 1. Dopo l'articolo 3 della legge regionale 28 marzo
1995, n.22, e successive modifiche ed integrazioni, sono inseriti i
seguenti : Art. 3 bis. Norme in materia di nomine ed incarichi di
competenza del governo regionale- 1. A decorrere dalla data di
pubblicazione del decreto di indizione delle elezioni
dell'Assemblea Regionale Siciliana e del Presidente della Regione,
ai sensi dell'articolo 3 dello Statuto della Regione, ovvero dopo
il verificarsi di una causa di conclusione anticipata della
legislatura regionale di cui agli articoli 8 bis e 10 dello Statuto
della Regione, è fatto divieto al Presidente, alla Giunta ed agli
Assessori della Regione, a pena di nullità, di procedere a nomine,
designazioni o conferimenti di incarichi in organi di
amministrazione attiva, consultiva o di controllo della Regione, in
enti, aziende, consorzi, agenzie, soggetti, comunque denominati, di
diritto pubblico o privato sottoposti a tutela, controllo o
vigilanza da parte della Regione, in società controllate o
partecipate dalla Regione.
2. Al fine di garantire la continuità dell'azione amministrativa,
nel caso di cessazione per scadenza naturale delle nomine,
designazioni od incarichi dopo il verificarsi di una delle
fattispecie di cui al comma 1, il Governo della Regione nomina i
commissari straordinari, nei casi in cui ricorrano i presupposti di
legge, individuandoli prioritariamente nei soggetti la cui nomina,
designazione od incarico è giunta a scadenza dopo la data di
pubblicazione del decreto di cui al comma 1 o dopo il verificarsi
di una delle cause di conclusione anticipata di cui al predetto
comma 1. I commissari straordinari permangono in carica fino alla
nomina dei titolari da parte del nuovo Governo della Regione che vi
provvede non oltre il termine di sessanta giorni dalla data di
proclamazione del Presidente della Regione neoeletto.
3. Restano ferme le disposizioni previste dalla normativa vigente
che disciplinano i casi di cessazione anticipata per i titolari di
incarichi conferiti dal Presidente, dalla Giunta o dagli Assessori
della Regione.
Art. 3 ter - Norme relative alla conferma di incarichi fiduciari
di vertice in enti regionali o sottoposti a tutela e vigilanza
della Regione- 1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 3
bis, le designazioni, nomine o incarichi di natura fiduciaria, per
i quali non è richiesta una selezione sulla base di specifiche
competenze tecniche, relativi ad organi di vertice e a componenti
dei consigli di amministrazione o degli organi equiparati di enti,
aziende, consorzi, agenzie, soggetti, comunque denominati, di
diritto pubblico o privato sottoposti a tutela, controllo o
vigilanza da parte della Regione, in società controllate o
partecipate dalla Regione, con esclusione in particolare delle
aziende di cui all'articolo 8 della legge regionale 14 aprile 2009,
n. 5, conferiti dal Presidente, dalla Giunta o dagli Assessori
della Regione, nei centottanta giorni antecedenti alla data di
pubblicazione del decreto di cui al comma 1 dell'articolo 3 bis o
nei sessanta giorni antecedenti al verificarsi di una delle cause
di conclusione anticipata della legislatura di cui al predetto
comma 1 dell'articolo 3 bis, possono essere confermati, revocati,
modificati o rinnovati entro novanta giorni dalla data di
proclamazione del Presidente della Regione neoeletto. Decorso tale
termine le designazioni, nomine ed incarichi per i quali non si sia
provveduto si intendono confermati fino alla loro naturale
scadenza.
-Emendamenti articoli aggiuntivi
Subemendamento A.1.1 (all'emendamento A.1, non approvato)
Dopo le parole di cui all'articolo 429 del codice di procedura
penale e prima delle parole per uno dei seguenti delitti sono
aggiunte le seguenti parole o comunque sottoposti a giudizio o
condannati .
Emendamento A.4.2
Dopo le parole per motivi di contenimento della spesa la nomina
cancellare le parole di direttori di dipartimenti regionali .
Emendamento A.4.1
Dopo le parole dei singoli rami assessoriali aggiungere e della
Presidenza della Regione .
Emendamento A.4
Aggiungere il seguente articolo: Per motivi di contenimento della
spesa la nomina di direttori di dipartimenti regionali e dei capi
di gabinetto dei singoli rami assessoriali dovrà essere effettuata
fra il personale interno all'amministrazione regionale, restando
fermi i contratti in essere .
-Emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno
Emendamento 117.1
L'emendamento A.4 è così riscritto:
Per motivi di contenimento della spesa i capi di gabinetto degli
assessori regionali e del Presidente della Regione sono nominati
tra il personale interno all'Amministrazione regionale, fermo
restando i contratti in essere .