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Resoconto d'Aula della Seduta n. 373 di lunedì 30 luglio 2012
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   DIGIACOMO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli: Ferrara e
  Incardona per oggi;
   Raia dal 30 luglio al 2 agosto 2012 per motivi di salute.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazione

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stata  presentata   la   seguente
  interrogazione con richiesta di risposta scritta:

   N. 2760 - Iniziative urgenti per il ripristino del manto stradale
  dissestato lungo le strade statali di collegamento con Agrigento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Bosco Antonino

   Avverto  che  l'interrogazione testé annunziata sarà  inviata  al
  Governo.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Si  passa  al  II  punto dell'ordine del giorno:  Discussione  di
  disegni di legge.

      Discussione del disegno di legge «Istituzione dell'Autorità
     garante per l'infanzia e l'adolescenza» (25-55-91-466-853/A)

   PRESIDENTE. Si procede al seguito della discussione del disegno di
  legge  (25-55-91-466-853/A «Istituzione dell'Autorità  garante  per
  l'infanzia e l'adolescenza», posto al numero 3).
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  alla medesima assegnato.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
          Istituzione dell'Autorità  Garante per l'infanzia e
                             l'adolescenza

    1.  E'  istituita presso la Presidenza della Regione l'Autorità
  Garante  per  l'infanzia e l'adolescenza, di  seguito  denominato
   Garante',  al fine di garantire e promuovere la piena attuazione
  dei  diritti  riconosciuti  alla  persone  minori  di  età  della
  Convenzione sui diritti del fanciullo, adottata a New York il  20
  novembre 1989,  ratificata dalla legge 27 maggio 1991, n. 176.

    2.  Il Garante svolge la propria attività in piena autonomia  e
  con indipendenza di giudizio e valutazione e non è sottoposto  ad
  alcuna forma di controllo gerarchico o funzionale».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                         Funzioni del Garante

   1. Il Garante svolge le seguenti funzioni:

   a)   vigila  sull'applicazione  nel  territorio  regionale   della
  Convenzione  sui  diritti  del  fanciullo  del  20  novembre  1989,
  ratificata  dalla  legge  27 maggio 1991,  n.  176  e  delle  altre
  convenzioni   internazionali  che  tutelano  i  soggetti   in   età
  evolutiva,  nonché  sull'applicazione delle disposizioni  contenute
  nella  normativa nazionale la cui attuazione è di competenza  della
  Regione e degli enti locali;

   b)  vigila  sui fenomeni di esclusione sociale, di discriminazione
  dei   bambini  e  degli  adolescenti,  per  motivi  di  sesso,   di
  appartenenza  etnica  e/o  religiosa.  Il  Garante  favorisce  ogni
  iniziativa  utile al riconoscimento del valore e della dignità  dei
  minori;

   c)  esprime  pareri e formula proposte, su richiesta degli  organi
  regionali, in ordine alla normativa esistente e ai provvedimenti da
  adottarsi,  legislativi, regolamentari o di  adozione  delle  buone
  prassi,  riguardanti i diritti dei minori, per rimuovere  le  cause
  che ne impediscono la tutela;

   d)  collabora  con altri soggetti istituzionali alla  raccolta  ed
  elaborazione  di dati relativi all'infanzia ed all'adolescenza,  in
  collegamento con l'Osservatorio permanente sulle famiglie e  con  i
  soggetti  incaricati  dalle  istituzioni  a  svolgere  indagini   e
  ricerche su particolari aspetti della realtà minorile;

   e) promuove e sostiene forme di partecipazione dei bambini e delle
  bambine alla vita delle comunità locali;

   f)  contribuisce  alla diffusione di una cultura  dell'infanzia  e
  dell'adolescenza finalizzata al riconoscimento dei bambini e  delle
  bambine  come soggetti titolari di diritti, favorendo la conoscenza
  di tali diritti e dei relativi mezzi di tutela;

   g)  vigila, in collaborazione con il Corecom, sulla programmazione
  radiotelevisiva,  sulla comunicazione a mezzo  stampa  e  su  altre
  forme  di  comunicazione audiovisiva e telematica sotto  i  profili
  della   percezione  e  della  rappresentazione  infantile;  formula
  proposte  innovative e segnala all'autorità per le  garanzie  nelle
  comunicazioni ed agli organi competenti eventuali trasgressioni;

   h)  promuove  iniziative  per la tutela del  diritto  dei  bambini
  all'integrità  fisica,  in particolare  per  la  prevenzione  e  la
  protezione  dai  rischi  di  espianto  di  organi,  di  mutilazione
  genitale  femminile  (MGF),  di abuso sessuale  e  di  sfruttamento
  pornografico, in relazione alle disposizioni della legge  3  agosto
  1998, n. 269; si adopera per estendere i trattamenti psicologici  e
  sanitari  per la riduzione dei danni subiti dai bambini vittime  di
  qualsiasi  tipo  di violenza, avvenuta anche fuori  dal  territorio
  nazionale,  coinvolgendo ad ogni livello le istituzioni  pubbliche,
  le  organizzazioni non governative e le organizzazioni del  privato
  sociale;

   i)  vigila  sui fenomeni dei minori scomparsi, della presenza  sul
  territorio  di minori non accompagnati, dei minori abbandonati  non
  segnalati ai servizi sociali e alla magistratura minorile;

   j)  vigila sui fenomeni dell'evasione e dell'elusione dell'obbligo
  scolastico  e del lavoro minorile, in collaborazione con  gli  enti
  competenti e con le organizzazioni del privato sociale;

   k)  vigila  sulle  attività delle strutture sanitarie,  sociali  e
  socio-assistenziali pubbliche o convenzionate e  accreditate  dalla
  Regione,  per  garantire  il  rispetto  e  la  tutela  dei  diritti
  dell'infanzia e dell'adolescenza;

   l) vigila sul trattamento dei minori in tutti gli ambienti esterni
  alla  famiglia,  e  in  particolare nei luoghi  in  cui  essi  sono
  inseriti per disposizione dell'autorità giudiziaria e attraverso  i
  servizi   sociali,   segnalando   all'autorità   amministrativa   e
  all'autorità  giudiziaria le situazioni che  richiedono  interventi
  immediati d'ordine assistenziale o giudiziario;

   m)  promuove,  anche in collaborazione con gli  enti  territoriali
  competenti  e  le  associazioni, iniziative  a  favore  dei  minori
  affetti  da malattie di rilevante impatto sociale, sotto il profilo
  della   prevenzione,  della  diagnosi  precoce,   dei   trattamenti
  terapeutici,  della riabilitazione, al fine di  garantire  loro  un
  trattamento ottimale;

   n)  fornisce  sostegno tecnico e consulenza legale agli  operatori
  dei  servizi  sociali; propone alla Giunta regionale lo svolgimento
  di  attività di formazione di personale idoneo a svolgere  attività
  di  tutela e di curatela ed attività di consulenza ai tutori e/o ai
  curatori nell'esercizio delle loro funzioni;

   o)  segnala, alle competenti amministrazioni pubbliche, fattori di
  rischio  o  di  danno  derivanti ai minori a  causa  di  situazioni
  carenti  o  inadeguate  dal punto di vista  sociale,  ambientale  o
  igienico-sanitario, relative all'abitazione e al quartiere;

   p) verifica le condizioni e gli interventi dei servizi sociali per
  l'accoglienza   e   l'inserimento   del   minore   straniero    non
  accompagnato;

   q)  riceve segnalazioni relative a casi di supposta violazione dei
  diritti dei minori, anche provenienti dai diretti interessati e  ne
  dà comunicazione agli organi competenti affinché si attivino per le
  opportune verifiche ed interventi;

   r)  segnala alla magistratura i casi di conflitto di interessi tra
  i  minori  e  chi esercita la potestà genitoriale, con  particolare
  riferimento ai casi di rischio per l'incolumità fisica;

   s)  interviene  presso  le autorità competenti  per  garantire  ai
  cittadini,  nei  procedimenti minorili civili, la conoscenza  degli
  atti amministrativi e giudiziari;

   t)  informa  il  cittadino ricorrente, l'ente  interessato  e  gli
  organi  regionali  competenti  delle iniziative  intraprese  e  dei
  relativi risultati;

   u)  collabora con l'Osservatorio permanente sulle famiglie, con il
  gruppo  interistituzionale  contro la pedofilia  e  pedopornografia
  minorile,  anche al fine di promuovere un raccordo tra le strutture
  regionali e nazionali.

   2.  Nello  svolgimento  delle funzioni di  cui  al  comma  1,  gli
  interventi  diretti  alla  tutela dei  diritti  e  degli  interessi
  individuali  delle persone minori sono effettuati, ove possibile  e
  opportuno, in raccordo con la famiglia.

   3.  Il  Garante, sulla base delle informazioni e delle  conoscenze
  acquisite nell'esercizio delle proprie funzioni:

   a)  riferisce  alle  autorità competenti e agli  organi  statutari
  della  Regione dei casi in cui rilevi o venga a conoscenza di fatti
  costituenti reato o di gravi situazioni di danno o di rischio per i
  minori;

   b)  riferisce sull'attività svolta dal suo ufficio, di norma  ogni
  sei  mesi,  alla Commissione legislativa competente e all'Assessore
  regionale  per  la famiglia, le politiche sociali ed  il  lavoro  e
  all'Assessore regionale per la salute;

   c)  in collaborazione con l'Osservatorio permanente sulle famiglie
  e  con gli osservatori tematici istituiti dalla Regione o con  essa
  convenzionati, presenta alla Presidenza della Regione e alla Giunta
  regionale  una  relazione annuale sulla condizione dell'infanzia  e
  dell'adolescenza nella Regione, sullo stato dei servizi  esistenti,
  sulle  risorse  utilizzate, sulle attività  svolte,  sui  risultati
  raggiunti e sulle attività in programma per l'anno successivo.

   4.  La relazione di cui al comma 3, lettera c), è pubblicata nella
  Gazzetta ufficiale della Regione siciliana».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                         Funzioni del Garante

   1. Il Garante svolge le seguenti funzioni:

   a)  persegue, in conformità alla Convenzione ONU sui diritti delle
  persone con disabilità ratificata dalla legge 3 marzo 2009, n.  18,
  ai  principi costituzionali ed alle prescrizioni introdotte con  la
  legge  5  febbraio 1992, n. l04, la piena realizzazione dei diritti
  delle  persone in situazione di handicap, nonché l'integrazione  ed
  inclusione   sociale   delle  persone  con   disabilità.   Per   il
  raggiungimento  delle  predette  finalità  si  avvale  delle  norme
  contenute  nella  presente  legge  e  di  ogni  altra  disposizione
  normativa  regionale, nazionale, comunitaria ed  internazionale  in
  materia;

   b)  comunica  all'Osservatorio nazionale  sulla  condizione  delle
  persone  con disabilità, di cui all'articolo 3 della legge 3  marzo
  2009,  n. 18, le violazioni della Convenzione Onu sui diritti delle
  persone  con  disabilità e predispone una relazione biennale  sullo
  stato di attuazione della predetta Convenzione nel territorio della
  Regione, avvalendosi anche dei rappresentanti del terzo settore;

   c) interviene, in ambito pubblico e privato, di propria iniziativa
  e/o  sulla  base  di segnalazioni provenienti da  una  persona  con
  disabilità  e/o  da  un  suo familiare, dal tutore,  dal  curatore,
  dall'amministratore  di  sostegno o da un'associazione  avente  per
  fine  statutario  la  tutela dei diritti e/o la promozione  sociale
  delle  persone  con  disabilità,  nei  casi  in  cui  si  lamentino
  disfunzioni,   irregolarità,  scorrettezze,  prassi  amministrative
  anomale  o  irragionevoli  o qualunque altro  comportamento,  anche
  omissivo  o discriminatorio ai sensi della legge 1 marzo  2006,  n.
  67, in contrasto con le finalità di cui alla lettera a);

   d)  sollecita e controlla che per ogni persona con disabilità  sia
  redatto il progetto individuale;

   e)  promuove,  anche in collaborazione con gli  enti  territoriali
  competenti e le associazioni delle persone con disabilità  e  delle
  loro  famiglie,  ogni  altra  attività  diretta  a  sviluppare   la
  conoscenza  delle  norme  sull'handicap e  dei  relativi  mezzi  di
  tutela, attraverso le iniziative che ritiene più opportune  per  la
  maggiore  diffusione e l'avanzamento della cultura  in  materia  di
  integrazione ed inclusione sociale delle persone con disabilità;

   f)  può  costituirsi parte civile nei procedimenti penali a carico
  di chi abbia commesso reati avvalendosi impropriamente, con dolo  o
  falsità,  di  strumenti giuridici previsti dalle  norme  richiamate
  alla lettera a) e di tutti gli altri strumenti giuridici diretti  a
  facilitare l'esistenza e l'autonomia delle persone con disabilità;

   g)  esprime  pareri e formula proposte, su richiesta degli  organi
  regionali, in ordine alla normativa esistente e ai provvedimenti da
  adottarsi, legislativi e regolamentari, riguardanti i diritti delle
  persone  con disabilità. Esprime, altresì, valutazioni sull'impatto
  delle  azioni  progettuali  finanziate da  organismi  regionali  ed
  aventi  ad oggetto il miglioramento della qualità della vita  delle
  persone con disabilità.

   h)  collabora  con altri soggetti istituzionali alla  raccolta  ed
  elaborazione  di  dati relativi alle persone con  disabilità  nella
  Regione;

   i)   propone  all'amministrazione  regionale  lo  svolgimento   di
  attività  di  formazione  dirette a  soggetti  pubblici  e  privati
  preposti  a  svolgere compiti di tutela e salvaguardia dei  diritti
  delle  persone con disabilità, secondo i rispettivi ordinamenti  di
  riferimento;

   l) informa delle iniziative intraprese e dei risultati ottenuti  i
  soggetti che hanno richiesto il suo intervento».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
        Requisiti, nomina, durata in carica, incompatibilità e
                                revoca

   1.  Il  Garante  è  nominato dalla Giunta regionale,  su  proposta
  dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche  sociali  ed
  il  lavoro. Dura in carica cinque anni e può essere rinominato  una
  sola volta. Per lo svolgimento delle funzioni e nell'esercizio  dei
  poteri  di  cui agli articoli 2 e 3, si avvale degli uffici  e  del
  personale della Segreteria generale della Presidenza della  Regione
  senza  ulteriori  e  maggiori oneri a  carico  del  bilancio  della
  Regione.

   2.  Il  Garante è scelto tra persone che dispongono di particolare
  competenza  nel  settore  della tutela dei  diritti  dei  minori  e
  dell'infanzia,   della   prevenzione   del   disagio   sociale    e
  dell'intervento  sulla  devianza minorile o che  abbiano  ricoperto
  incarichi  istituzionali e sociali di particolare importanza  negli
  stessi settori.

   3. Costituiscono titoli preferenziali per la nomina i seguenti:

   a)   laurea  in  giurisprudenza,  in  lettere,  in  filosofia,  in
  pedagogia, in psicologia, in sociologia o equipollenti;

   b) competenza giuridico-amministrativa in materia minorile;

   c)  competenza nel settore delle discipline di tutela dei  diritti
  umani   nonché  della  tutela  dei  diritti  degli  utenti  e   dei
  consumatori.

   4. La carica di Garante è incompatibile con le seguenti funzioni:

   a)   direttore   generale,   direttore   sanitario   e   direttore
  amministrativo  delle  aziende sanitarie  locali  e  delle  aziende
  ospedaliere;

   b)  amministratore di ente pubblico, azienda pubblica o società  a
  partecipazione pubblica nonché amministratore o dirigente di  ente,
  impresa  o associazione che riceva, a qualsiasi titolo, sovvenzioni
  o contributi dalla Regione;

   c) lavoratore autonomo, subordinato o professionale;

   d) giudice onorario presso i tribunali per i minorenni.

   5.  Se successivamente alla nomina è accertata una delle cause  di
  incompatibilità  di  cui  al comma 4, il Presidente  della  Regione
  invita  l'interessato a rimuovere tale causa entro quindici giorni;
  decorso infruttuosamente tale termine senza che l'interessato abbia
  provveduto,  lo  dichiara decaduto dalla carica e ne  dà  immediata
  comunicazione alla Giunta regionale per la relativa sostituzione.

   6.  La  Giunta  regionale  può revocare il  garante  per  gravi  o
  ripetute violazioni di legge o per accertata inefficienza».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                     Natura onorifica della carica

   1. Il Garante esercita le proprie funzioni a titolo onorifico».

   Onorevoli colleghi, comunico che è  stato presentato l'emendamento
  5.1:
    Al garante non spetta alcun rimborso spese .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 5 come emendato. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico   che  sono  stati  presentati  i  seguenti   emendamenti
  aggiuntivi:
   -dalla Commissione: A1;
   -dagli  onorevoli  Caronia, Caputo, Cordaro,  Maira,  Vinciullo  e
  Barbagallo: A2.

   Si  passa  all'emendamento aggiuntivo A1 che  introduce  un  nuovo
  titolo    Istituzione  dell'Autorità  Garante  della  persona   con
  disabilità nella Regione .
   Pongo   in  votazione  l'articolo  1    Istituzione  dell'Autorità
  Garante della persona con disabilità
   Ne do lettura:

                               «Art. 1.
    Istituzione dell'Autorità Garante della persona con disabilità

   1.  E'  istituito  presso l'Assessorato regionale della  famiglia,
  delle  politiche  sociali  e del lavoro, l'Autorità  Garante  della
  persona con disabilità, di seguito denominato  Garante'.

   2.  Il Garante svolge la propria attività in piena autonomia e con
  indipendenza  di giudizio e valutazione; esso non è  sottoposto  ad
  alcuna forma di controllo gerarchico o funzionale.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2  Destinatari . Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                              Destinatari

   1.  Ai  fini  della presente legge vengono definite   persone  con
  disabilità    tutti coloro, compresi gli stranieri e  gli  apolidi,
  residenti,  domiciliati  anche  temporaneamente  o  aventi  stabile
  dimora  nel  territorio regionale, la cui  condizione di  handicap
  sia stata accertata ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104.»

   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa all'articolo 3  Funzioni del garante . Ne do lettura.

                               «Art. 3.
                         Funzioni del Garante

   1. Il Garante svolge le seguenti funzioni:

   a)  persegue, in conformità alla Convenzione ONU sui diritti delle
  persone con disabilità ratificata dalla legge 3 marzo 2009, n.  18,
  ai  principi costituzionali ed alle prescrizioni introdotte con  la
  legge  5  febbraio 1992, n. l04, la piena realizzazione dei diritti
  delle  persone in situazione di handicap, nonché l'integrazione  ed
  inclusione   sociale   delle  persone  con   disabilità.   Per   il
  raggiungimento  delle  predette  finalità  si  avvale  delle  norme
  contenute  nella  presente  legge  e  di  ogni  altra  disposizione
  normativa  regionale, nazionale, comunitaria ed  internazionale  in
  materia;

   b)  comunica  all'Osservatorio nazionale  sulla  condizione  delle
  persone  con disabilità, di cui all'articolo 3 della legge 3  marzo
  2009,  n. 18, le violazioni della Convenzione Onu sui diritti delle
  persone  con  disabilità e predispone una relazione biennale  sullo
  stato di attuazione della predetta Convenzione nel territorio della
  Regione, avvalendosi anche dei rappresentanti del terzo settore;

   c) interviene, in ambito pubblico e privato, di propria iniziativa
  e/o  sulla  base  di segnalazioni provenienti da  una  persona  con
  disabilità  e/o  da  un  suo familiare, dal tutore,  dal  curatore,
  dall'amministratore  di  sostegno o da un'associazione  avente  per
  fine  statutario  la  tutela dei diritti e/o la promozione  sociale
  delle  persone  con  disabilità,  nei  casi  in  cui  si  lamentino
  disfunzioni,   irregolarità,  scorrettezze,  prassi  amministrative
  anomale  o  irragionevoli  o qualunque altro  comportamento,  anche
  omissivo  o discriminatorio ai sensi della legge 1 marzo  2006,  n.
  67, in contrasto con le finalità di cui alla lettera a);

   d)  sollecita e controlla che per ogni persona con disabilità  sia
  redatto il progetto individuale;

   e)  promuove,  anche in collaborazione con gli  enti  territoriali
  competenti e le associazioni delle persone con disabilità  e  delle
  loro  famiglie,  ogni  altra  attività  diretta  a  sviluppare   la
  conoscenza  delle  norme  sull'handicap e  dei  relativi  mezzi  di
  tutela, attraverso le iniziative che ritiene più opportune  per  la
  maggiore  diffusione e l'avanzamento della cultura  in  materia  di
  integrazione ed inclusione sociale delle persone con disabilità;

   f)  può  costituirsi parte civile nei procedimenti penali a carico
  di chi abbia commesso reati avvalendosi impropriamente, con dolo  o
  falsità,  di  strumenti giuridici previsti dalle  norme  richiamate
  alla lettera a) e di tutti gli altri strumenti giuridici diretti  a
  facilitare l'esistenza e l'autonomia delle persone con disabilità;

   g)  esprime  pareri e formula proposte, su richiesta degli  organi
  regionali, in ordine alla normativa esistente e ai provvedimenti da
  adottarsi, legislativi e regolamentari, riguardanti i diritti delle
  persone  con disabilità. Esprime, altresì, valutazioni sull'impatto
  delle  azioni  progettuali  finanziate da  organismi  regionali  ed
  aventi  ad oggetto il miglioramento della qualità della vita  delle
  persone con disabilità.

   h)  collabora  con altri soggetti istituzionali alla  raccolta  ed
  elaborazione  di  dati relativi alle persone con  disabilità  nella
  Regione;

   i)   propone  all'amministrazione  regionale  lo  svolgimento   di
  attività  di  formazione  dirette a  soggetti  pubblici  e  privati
  preposti  a  svolgere compiti di tutela e salvaguardia dei  diritti
  delle  persone con disabilità, secondo i rispettivi ordinamenti  di
  riferimento;

   l) informa delle iniziative intraprese e dei risultati ottenuti  i
  soggetti che hanno richiesto il suo intervento.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4  Poteri del garante . Ne do lettura.

                               «Art. 4.
                          Poteri del Garante

   1.  Nell'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 3 il Garante
  può:

   a)  accedere agli uffici pubblici o servizi aperti al  pubblico  e
  controllare  la  funzionalità  dei  servizi  di  assistenza  e   di
  informazione  resi alle persone con disabilità, nonché  l'agibilità
  degli  spazi  aperti al pubblico sotto il profilo  dell'assenza  di
  barriere  architettoniche  e  della  comunicazione  indirizzata   a
  persone  portatrici  di disabilità sensoriale nonché  intellettivo-
  relazionale;

   b)  richiedere  formalmente  ai soggetti  pubblici  e  privati  il
  rispetto  delle  modalità  e  dei  termini  previsti  dalle   norme
  nazionali  e  regionali  poste  a salvaguardia  dei  diritti  delle
  persone  con  disabilità  ed  in particolare  dalle  norme  di  cui
  all'articolo 3, lettera a), segnalando all'Assessore regionale  per
  la  famiglia,  le  politiche sociali ed il  lavoro  ed  alle  altre
  competenti autorità eventuali violazioni delle predette norme;

   c)   segnalare   al   sindaco  o  all'amministrazione   competente
  l'inosservanza  delle  disposizioni di  cui  ai  commi  4,  5  e  7
  dell'articolo 24 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, in materia di
  eliminazione delle barriere architettoniche;

   d)  segnalare alle direzioni provinciali del lavoro l'inosservanza
  delle  disposizioni  di cui alla legge 12  marzo  1999,  n.  68,  e
  successive modifiche ed integrazioni, da parte dei datori di lavoro
  pubblici  e  privati  o  da parte di coloro  che  risultano  essere
  aggiudicatari di appalti pubblici ai sensi dell'articolo  17  della
  legge n. 68 del 1999 e successive modifiche ed integrazioni;

   e)   informare   i   soggetti  che  hanno  subito  discriminazioni
  determinate   dalla  loro  condizione  di  disabilità,   ai   sensi
  dell'articolo  2  della legge 1 marzo 2006, n.  67,  indirizzandoli
  verso i soggetti legittimati ad agire in giudizio;

   f)  richiedere agli enti legittimati ad agire anche per  interessi
  collettivi di adìre la competente autorità giudiziaria per ottenere
  apposito  provvedimento di rimozione delle barriere architettoniche
  che determinano una oggettiva e comprovata inaccessibilità a luoghi
  pubblici   o  aperti  al  pubblico  da  parte  delle  persone   con
  disabilità. Si applicano le disposizioni contenute nell'articolo  3
  della legge 1 marzo 2006, n. 67;

   g)  controllare le strutture ed i programmi destinati alle persone
  con disabilità allo scopo di prevenire il verificarsi di ogni forma
  di  sfruttamento,  violenza ed abuso, ai sensi di  quanto  disposto
  dall'art.  16 della Convenzione Onu sui diritti delle  persone  con
  disabilità.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
        Requisiti, nomina, durata in carica, incompatibilità e
                                revoca

   1.  Il Garante è nominato con decreto dell'Assessore regionale per
  la  famiglia,  le  politiche sociali e il lavoro. Resta  in  carica
  cinque  anni  e  può  essere rinominato  una  sola  volta.  Per  lo
  svolgimento delle funzioni e nell'esercizio dei poteri di cui  agli
  articoli  3  e 4 il Garante si avvale degli uffici e del  personale
  dell'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche  sociali
  e del lavoro senza ulteriori e maggiori oneri a carico del bilancio
  della Regione.

   2.   Può   essere  nominato  Garante  chi  attesti,  con  apposita
  dichiarazione  di  essere  in possesso del  diploma  di  laurea  in
  giurisprudenza  o  in scienze politiche e/o in  scienze  sociali  o
  equipollenti  o  in medicina o in psicologia, che  presenti  idonea
  certificazione comprovante di avere svolto per almeno  cinque  anni
  attività  di  tutela e salvaguardia dei diritti delle  persone  con
  disabilità e di promozione della inclusione sociale degli stessi.

   3. Qualora, successivamente alla nomina, sia accertata la mancanza
  del  requisito  di  cui al comma 2, l'Assessore  regionale  per  la
  famiglia,  le politiche sociali  e il lavoro rimuove immediatamente
  dalla  carica  il  Garante e provvede alla  sua  sostituzione.  Può
  essere inoltre rimosso dalla carica per gravi o ripetute violazioni
  di legge o per accertata inefficienza.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
                               «Art. 6.
                     Natura onorifica della carica

   1. Il Garante esercita le proprie funzioni a titolo onorifico.»

   Comunico  che  é stato presentato anche, l'emendamento  A1.1:   Al
  Garante non spetta alcun rimborso spese .

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 6, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'A1.3. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   rispetto
  all'emendamento A2, così come avevo detto l'altra  volta  in  Aula,
  considerato che il disegno di legge che è stato da me presentato  e
  che,  poi, in qualche  modo, è stato esitato in Commissione ma  che
  non   era   approdato  mai  in  Aula  e  che,  oggi,  è   diventato
  l'emendamento  A1 che abbiamo appena approvato, è chiaro  che,  per
  buona parte, l'A2 viene assorbito dall'A1; pertanto, lo ritiro.
   Però,  vorrei  sottolineare, anche perché resti a verbale,  perché
  questa  norma, in qualche modo, era stata oggetto di un'impugnativa
  del  Commissario  dello Stato, onde evitare che ci  possano  essere
  problemi  che,  ovviamente, il titolo gratuito per  l'incarico  del
  Garante  che noi stiamo istituendo non impone ulteriori  spese  nei
  confronti  della  Regione,  per  questa  attività  che,  invece,  è
  estremamente   importante  perché  soprattutto  nell'ambito   delle
  conoscenze  giuridiche  di cui, oggi, la  Regione  dispone  con  il
  proprio  personale, possiamo fornire tutta una serie di  iniziative
  ed adempimenti che sono legate alla garanzia dei diritti.
   E'  una  rassicurazione che vorrei fosse messa a  verbale  proprio
  perché,  alla  luce della precedente impugnativa, si chiarisca  che
  l'incarico  è assolutamente onorifico, quindi non comporta spesa, e
  che   invece   viene  valorizzata  l'esperienza  e  la  conoscenza,
  soprattutto   in   campo   giuridico,   delle   strutture   interne
  dall'organigramma della Regione.
   Sono  estremamente  contenta che questa  Assemblea  abbia  accolto
  questo     emendamento,     concludendo     questa     legislatura,
  probabilmente, con uno degli atti che la Sicilia aspettava  e  cioè
  dare anche a chi non ha voce ed a coloro i quali sono soggetti  più
  deboli  della  nostra società, la possibilità di avere  un  garante
  regionale poiché nelle altre Regioni è già avvenuto.
   Noi  in  questo  eravamo  indietro, ci stiamo  uniformando  ad  un
  percorso di civiltà.
   Ritengo  che  sia  un passaggio che questa Assemblea,  in  maniera
  responsabile ed importante, sta significando.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  A1,  nel   testo
  risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Ovviamente l'emendamento A 2 è assorbito e, ovviamente, rispetto a
  quanto  diceva l'onorevole Caronia, sia l'incarico di  Garante  per
  l'infanzia  che l'incarico di Garante della persona con  disabilità
  sono  a  titolo  gratuito, cioè, non comportano  nessun  onere  per
  l'Amministrazione  né  alcun  rimborso  spese.  Questo  è  inserito
  nell'articolo 6 della norma, quindi, è specificato per legge.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, fermo restando  che
  condivido  l'intervento dell'onorevole Caronia,  come  presentatore
  del  disegno di legge devo esprimere l'apprezzamento per il  lavoro
  fatto in Commissione, per il voto d'Aula che, oggi, in un momento a
  poche  ore dalla scadenza del mandato di questo Parlamento, per  le
  anticipate  dimissioni da parte del Presidente della  Regione  che,
  credo,  non verrà meno a questo impegno, ritengo che questo disegno
  di  legge  che  di qui a poco verrà votato, rappresenta  un  grosso
  passo  in avanti per quanto riguarda la tutela dei minori  e  degli
  adolescenti e, specialmente, per quelli in condizioni di disagio.
   E', quindi, una bella pagina di questo Parlamento che serve a dare
  lustro  a  tanti  momenti poco chiari di questo Parlamento.  Volevo
  ringraziare la Commissione e tutto il Parlamento.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  innanzitutto
  pongo un problema per cui chiedo venga applicato l'articolo 117. Il
  titolo  del disegno di legge, che noi abbiamo approvato  e  su  cui
  abbiamo  inserito  l'emendamento della  Commissione  e  di  quattro
  deputati,   parla   dell'istituzione  dell'autorità   Garante   per
  l'infanzia e l'adolescenza.
   Adesso  il titolo deve essere diverso perché dobbiamo unificare  i
  due  disegni di legge e prevedere nel titolo della legge la  figura
  del Garante per soggetti diversamente abili.
   Credo  che questo sia un problema che ci dobbiamo, immediatamente,
  porre e che dobbiamo andare a risolvere in fase di approvazione del
  disegno di legge.
   Se  lo  potessimo  fare  subito credo che  l'ipotesi  non  sarebbe
  malvagia  proprio perché ci troviamo di fronte all'unificazione  di
  due disegni di legge e, di conseguenza, la figura del Garante della
  persona con disabilità deve essere prevista nel titolo della  legge
  che andiamo ad approvare.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, l'avevo già  detto. Il Titolo  II
  della  legge, ovviamente, modificherà anche il titolo  della  legge
  nel suo complesso.

   VINCIULLO.  Ciò posto, la ringrazio per l'intervento  che  lei  ha
  voluto  fare,  a  chiarimento. Volevo, insieme a tutti  i  colleghi
  della Commissione, ringraziare quest'Aula e i colleghi deputati per
  avere approvato in maniera così veloce questo disegno di legge  che
  si aspettava da tempo.
   In  particolare, il ringraziamento va all'onorevole  Arena  che  è
  stato  il  relatore  di questo disegno di  legge  che  fa  sì  che,
  finalmente,  anche  la  Sicilia si mette  al  passo  con  il  resto
  dell'Europa.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  manifesto,
  ovviamente, il mio apprezzamento per la scelta dell'Aula.
   Sono  stato tra i primi a promuovere questa iniziativa legislativa
  e  mi fa piacere che, oggi,  venga accolta dall'Assemblea. Certo in
  una  Terra  come  la  Sicilia, non è sufficiente  fare  il  Garante
  dell'infanzia,  dell'adolescenza,   per  tutelare  i   più   deboli
  dovremmo avere un'attenzione maggiore nei confronti delle politiche
  sociali sapendo che partendo dai più deboli, dagli ultimi,  poi  si
  costruisce una  società più equa anche per gli altri.
   La riflessione che ha fatto l'onorevole Vinciullo per i disabili è
  corretta,  nel senso che si possono integrare perfettamente  i  due
  disegni  di  legge,  ma  mi  auguro che,  anche  con  provvedimenti
  amministrativi nei confronti dei disabili, si faccia uno sforzo  in
  più.
   Grida   vendetta   la   graduatoria   approvata   da   tre    anni
  all'assessorato alla famiglia ed all'autonomie locali  ma  non  c'è
  copertura    finanziaria   per   quanto   riguarda   le    barriere
  architettoniche nelle case private.
   Sarebbe  importante  se riuscissimo a dare un  segnale  in  questo
  senso,  mi  auguro  che  il  senso di  responsabilità  di  tutti  i
  parlamentari prevalga.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor  Presidente,  intervengo  per  sottolineare   la
  soddisfazione  dell'esito di questi due disegni di legge,  che  poi
  sono stati opportunamente unificati oggi in Aula.
   Avendo  svolto  un ruolo da protagonista sia nella  redazione  del
  primo,  quello  che  riguarda  il Garante  dell'infanzia,  che  del
  secondo, quello che appunto riguarda il Garante per la disabilità.
   E'  un momento di crisi economica. E' un momento in cui gli ultimi
  hanno una maggiore necessità di essere tutelati. Oggi si scrive una
  pagina importante all'Assemblea regionale siciliana, una pagina che
  abbiamo   tutti  insieme  contribuito  a  scrivere   anche   in   I
  Commissione,  dove si è svolto un lavoro molto serio e  finalizzato
  ad esitare un disegno di legge, il migliore possibile.
   Abbiamo   precisato,  per  la  verità,  che   era   già   accaduto
  precedentemente, che questi sono disegni di legge che  non  pongono
  in  essere alcuna ulteriore spesa, quindi, l'auspicio è che possano
  trovare  accoglimento e, quindi, nessuna impugnazione da parte  del
  Commissario dello Stato, ed in ogni caso, per una volta, una  legge
  veramente condivisa e davvero bipartisan, a favore dell'infanzia ed
  a  favore dei disabili  credo che dia la possibilità all'Assemblea,
  questa volta, e per una volta sì, di mettere un fiore all'occhiello
  perché  stiamo facendo qualcosa di serio e qualcosa che dà risposte
  alla Sicilia, a coloro che soffrono.

   RAGUSA.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, anche noi, come Gruppo parlamentare, ci
  tenevamo a dare un esito positivo a questo disegno di  legge che ci
  pone  con grande attenzione in questa fattispecie, perché vista  la
  crisi  economica  e finanziaria e sociale che vive il nostro Paese,
  questa legge ci pone in aiuto a chi oggi vive momenti di sofferenza
  creando  la  figura  del Garante per l'infanzia  ma  anche  per  le
  disabilità. Ed è un elemento sociale che deve caratterizzare questo
  Parlamento  che, oggi, finalmente, porta avanti una  norma  che  fa
  bene  a  tutti.  Fa  bene  a  chi vive  le  difficoltà  sociali  ed
  economiche, fa bene a chi opera nel mondo del settore sociale,  ma,
  soprattutto,  fa bene alla politica. Alla politica che  con  grande
  attenzione  e  sensibilità mostra in un momento  così  delicato  di
  ricordarsi  che la società è unica e che tutti siamo  cittadini  di
  serie  A,  e  per  cui noi dobbiamo lavorare ed  impegnarci  sempre
  affinché  questa nostra società abbia un rispetto  ed  una  qualità
  sempre più decisa ed importante a livello nazionale ed europeo.
   Oggi,  penso che sia veramente un bel momento da ascriversi  nella
  storia  della politica siciliana e votare in modo favorevole questo
  disegno  di   legge non conoscendo l'appartenenza  politica,  bensì
  pensando alla nostra società.
   Il gruppo dell'UDC vota favorevolmente  questo disegno di  legge.

   BUFARDECI.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche  da  parte
  del  gruppo parlamentare  di Grande Sud l'apprezzamento che,  però,
  non  può  non  essere  preceduto da un  avverbio  che,  finalmente,
  finalmente  proprio  nella parte di questa legislatura  l'Assemblea
  trova  il tempo quasi in limine litis di fare una norma utile,  una
  norma  che serve, una norma che è anche messaggio di civiltà  e  di
  attenzione  nei  confronti dei soggetti sicuramente più  bisognosi,
  più  deboli,  e  quel  finalmente' ci sta sia in  riferimento  alla
  normativa nazionale che già è da circa un anno vigente e sia ancora
  di  più  in relazione ai principi stabiliti nelle varie convenzioni
  internazionali  a partire, innanzitutto, dalla convenzione  di  New
  York del 1989 e a quella di Strasburgo del 1996.
   Dico  questo perché io credo che l'Assemblea, oggi, stia  emanando
  una  norma sicuramente positiva e brillante, lo dobbiamo fare nella
  forma  più compiuta quindi è giusta anche ovviamente l'integrazione
  fra  i  due  disegni  di  legge e che questa integrazione  non  sia
  soltanto  di  carattere formale o nominalistica  nel  titolo  della
  legge ma che lo sia nella sostanza.
   Io credo che la sostanza sia positiva per quanto attiene almeno  a
  due  elementi,  oltre ovviamente quello dei compiti  specifici  del
  Garante.
   I due elementi ai quali voglio fare riferimento sono i compiti, se
  vogliamo,  di  supplenza del Garante, i compiti di vigilanza  e  di
  controllo, i compiti che sono connessi quindi ai poteri del Garante
  con   l'articolo  3  e  quello  che  io  considero  altro  elemento
  fondamentale  importante in questo contesto  è  sicuramente  quello
  della   piena   gratuità  della  funzione  perché  è  una   carica,
  evidentemente  onorifica,  che  può  essere  assegnata  soltanto  a
  soggetti indicati secondo quei requisiti che possono effettivamente
  svolgere  quel ruolo di attenzione, di garanzia e di vigilanza  per
  tutti  questi  soggetti, siano essi portatori di disabilità,  siano
  essi  infanti o adolescenti che abbisognano,  per le varie  ragioni
  che  purtroppo  la  vita  a volte riserva dell'attenzione  e  della
  necessaria  vigilanza e assistenza da parte di  soggetti  che  come
  vuole oggi anche la nostra Regione siano al loro fianco.
   Quindi  ben venga questa legge e mi consenta di concludere  questo
  mio breve intervento ancora una volta, finalmente si è fatta voluta
  una  legge  utile  per soggetti disabili e per soggetti  che  hanno
  bisogno, infanti e adolescenti.

   ARENA, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Onorevoli  colleghi,  vi  invito  a
  rimanere  in  Aula  dato che procederemo alla votazione  finale  di
  dieci disegni di legge.

   ARENA,  relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo  hanno
  più  volte  ribadito i colleghi che mi hanno preceduto, l'onorevole
  Vinciullo  tra  questi,  che  si è  impegnato  assieme  a  tutti  i
  componenti della Commissione  Affari istituzionali' ma c'è stato un
  ampio  coinvolgimento  di tutte le forze parlamentari  presenti  in
  questa Aula.
   Oggi, un disegno di legge che oserei definire storico perché  l'ho
  detto nella mia relazione e lo ribadisco nella seduta odierna,  che
  è    quello   dell'istituzione  del  Garante   per   l'infanzia   e
  l'adolescenza,  si  rafforza,  si  irrobustisce  con  l'importante,
  fondamentale  emendamento proposto dall'onorevole collega  Caronia,
  al  quale  il sottoscritto ha posto la firma e, in qualunque  caso,
  sostenuto    e    appoggiato   dall'intera   Commissione     Affari
  istituzionali'.
   Penso che raramente quest'Aula in tutti questi anni, nonostante io
  sia  alla  prima esperienza parlamentare, abbia avuto di votare  un
  disegno  di  legge  così  importante per  il  futuro  della  nostra
  Regione,  così  importante e così attento alle esigenze  dei  tanti
  siciliani,  mi riferisco ai minori e agli adolescenti siciliani  di
  oggi,  ma soprattutto protagonisti di un domani che mi auguro roseo
  e  diverso  da  quello  odierno, sempre più complesso,  sempre  più
  tribolato.
   E  al  tempo stesso, il disegno di legge prevede con pari  dignità
  quindi   è   opportuno,  signor  Presidente,  il   richiamo   fatto
  dall'onorevole Vinciullo non solo dal punto di vista della dicitura
  del  disegno di legge che non è più solo un disegno di  legge   che
  riguarda l'infanzia e l'adolescenza, ma è un disegno di legge  che,
  allo  stesso modo, rafforza e, quindi, tutela, anche in questo caso
  in  maniera innovativa, in maniera sicuramente importante alle loro
  esigenze, il mondo della disabilità.
   Quindi,  sono  profondamente convinto  che  quest'Aula  voterà  in
  maniera   unanime  questo  importante  disegno   di   legge;   sono
  profondamente convinto che il territorio siciliano da oggi sia  più
  forte  e, soprattutto, possa finalmente godere di una norma  attesa
  da tanto, troppo tempo.

   MINARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.. Ne ha facoltà.

   MINARDO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  poche  parole,
  anche  perché  la I Commissione riguardo a questi  due  disegni  di
  legge,  che  erano  già  stati esitati da tempo  e  trasmessi  alla
  Commissione  Bilancio per la copertura finanziaria,  all'unanimità,
  ha  chiesto  alla Commissione Bilancio di ritornare di nuovo  in  I
  Commissione questi due disegni di legge, per cercare di  eliminare,
  dove  era necessario, la parte relativa alla copertura finanziaria,
  e, quindi, di lavorare.
   Alla  fine  abbiamo cercato di portare in Aula i  due  disegni  di
  legge  che, con titoli diversi, saranno approvati in un'unica legge
  per dare quella possibilità alle categorie più deboli, alle persone
  che  veramente hanno bisogno, e quindi, di dare più forza a  quelle
  che veramente sono le persone più deboli.
   La  Commissione  ha lavorato in sintonia e, nel più   breve  tempo
  possibile,  ha  dato  questa possibilità all'Aula  di  potere  oggi
  votare due disegni di legge confluiti in un'unica legge proprio per
  dare  risposte  a  tantissimi  cittadini  che  da  tanto  tempo  la
  richiedevano.
   Voglio  ringraziare non solo i componenti della I Commissione,  in
  qualità di presidente, ma voglio ringraziare anche gli Uffici della
  Commissione  e  dell'Assemblea per il lavoro che hanno  svolto  per
  dare un risultato eccellente che la Sicilia sicuramente meritava.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cracolici ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna, per motivi di salute.
   L'Assemblea ne prende atto.

   e altri/A

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                 Votazione finale di disegni di legge

   Si  passa  al IV punto all'ordine del giorno: Votazione finale  di
  disegni di legge.

      Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Istituzione dell'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza»
                          (25-55-91-466-853A)

   PRESIDENTE.  Si  procede  con la votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del  disegno di legge «Istituzione dell'Autorità  Garante
  per l'Infanzia e l'Adolescenza» (nn. 25-55-91-466-853A)
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:   Adamo,   Ammatuna,  Apprendi,  Arena,   Bartolotta,
  Bufardeci, Calanducci, Campagna, Cappadona, Caputo, Caronia, Cascio
  Salvatore,  Cordaro, Cristaudo, Currenti, De Benedictis, Digiacomo,
  Di  Mauro,  Dina,  Donegani, Falcone, Faraone,  Federico,  Formica,
  Galvagno, Gucciardi, Leanza Edoardo, Leontini, Limoli, Lo  Giudice,
  Lupo,  Maira,  Marinello, Marrocco, Marziano, Mattarella,  Minardo,
  Mineo,  Musotto, Panarello, Panepinto, Ragusa, Rinaldi, Ruggirello,
  Savona, Scoma, Termine, Torregrossa, Vinciullo.

   Sono in congedo: Cracolici, Ferrara, Incardona, Marinese, Raia.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            50
   votanti             49
   Maggioranza         25
   Favorevoli          49

   interno dell'Assemblea

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  Votazione finale delle proposte di modifica al Regolamento interno
                        dell'Assemblea (Doc. X)

   Si  torna  al III punto dell'ordine del giorno:  Votazione  finale
  delle  proposte  di modifica al regolamento interno  dell'Assemblea
  (Doc. X).
   Avverto,  ai sensi dell'art. 39, comma 3, del Regolamento interno,
  che  per  l'approvazione delle modifiche al Regolamento  interno  è
  prevista  la  deliberazione a maggioranza assoluta  dei  componenti
  dell'Assemblea, quindi quarantasei  voti favorevoli.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Bartolotta, Beninati,
  Bosco,  Bufardeci,  Campagna, Cappadona,  Caputo,  Caronia,  Cascio
  Salvatore,  Cordaro, Cristaudo, Currenti, De Benedictis, Digiacomo,
  Di  Mauro, Donegani, Falcone, Faraone, Federico, Formica, Galvagno,
  Gucciardi,  Leanza Edoardo, Lentini, Leontini, Limoli, Lo  Giudice,
  Lupo,  Maira,  Marinello, Marrocco, Marziano, Mattarella,  Minardo,
  Mineo,   Musotto,   Ragusa,   Rinaldi,  Savona,   Scoma,   Termine,
  Torregrossa, Vinciullo.

   Si astengono: Dina, Panarello.

   Sono in congedo: Cracolici, Ferrara, Incardona, Marinese, Raia.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  50
   Maggioranza         49
   Favorevoli          47
   Astenuti              2

                         (L'Assemblea approva)

                 Votazione finale di disegni di legge

   Si  torna  al IV punto all'ordine del giorno: Votazione finale  di
  disegni di legge.

   e altri/A

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «Promozione della mutualità volontaria e istituzione dell'Albo
      regionale delle società di Mutuo soccorso» (nn. 454-703/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge  «Promozione della  mutualità  volontaria  e
  istituzione  dell'albo regionale delle società  di  mutuo  soccorso»
  (nn. 454-703/A)
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:   Adamo,   Ammatuna,  Apprendi,  Arena,   Barbagallo,
  Bartolotta,  Bufardeci,  Calanducci, Campagna,  Cappadona,  Caputo,
  Cascio  Salvatore,  Cordaro,  Cristaudo,  Currenti,  Digiacomo,  Di
  Mauro,   Dina,  Donegani,  Falcone,  Faraone,  Federico,   Formica,
  Galvagno, Gucciardi, Leanza Edoardo, Lentini, Leontini, Limoli,  Lo
  Giudice,  Lupo,  Maira, Marinello, Marrocco, Marziano,  Mattarella,
  Minardo,  Mineo,  Panarello, Panepinto,  Ragusa,  Rinaldi,  Savona,
  Scoma, Termine, Torregrossa, Vinciullo.

   Sono in congedo: Cracolici, Ferrara, Incardona, Marinese, Raia.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            48
   Votanti           47
   Maggioranza         24
   Favorevoli          47

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è sempre qualcuno che lascia  il
  tasto  prima  che chiuda la votazione. Tenetelo premuto  fino  alla
  fine. Il rischio è che poi manchi il numero legale.

   MUSOTTO. Dichiaro di avere votato favorevolmente.

   norme stralciate/A

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Norme di modifica della gestione integrata dei rifiuti» (900-Norme
                             stralciate/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge   «Norme di modifica della gestione  integrata
  dei rifiuti» (900-Norme stralciate/A)
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:   Adamo,   Ammatuna,  Apprendi,  Arena,   Barbagallo,
  Bartolotta,  Bufardeci,  Calanducci, Campagna,  Cappadona,  Caputo,
  Cascio  Salvatore,  Cordaro, Cristaudo,  Currenti,  De  Benedictis,
  Digiacomo,   Di   Mauro,  Donegani,  Falcone,  Federico,   Formica,
  Galvagno, Gucciardi, Leanza Edoardo, Lentini, Leontini, Limoli,  Lo
  Giudice,  Lupo,  Marinello,  Marrocco,  Marziano,  Minardo,  Mineo,
  Panepinto, Ragusa, Rinaldi, Savona, Termine, Torregrossa.

   Si astengono: Beninati, Bosco, Cordaro, Maira, Musotto, Panarello,
  Scoma, Vinciullo.

   Sono in congedo: Cracolici, Ferrara, Incardona, Marinese, Raia.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti             50
   Votanti            .   49
   Maggioranza      ...    25
   Favorevoli           41
   Astenuti              8

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
                              «Promozione
                   della ricerca sanitaria» (483/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge   «Promozione della ricerca sanitaria» (483/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)
   Votano   sì:   Adamo,   Ammatuna,  Apprendi,  Arena,   Barbagallo,
  Bartolotta,  Calanducci, Campagna, Cappadona, Caputo, Currenti,  De
  Benedictis,  Digiacomo,  Di  Mauro,  Donegani,  Falcone,   Faraone,
  Federico, Galvagno, Gucciardi, Leanza Edoardo, Lentini, Limoli,  Lo
  Giudice,  Lupo, Marinello, Marrocco, Marziano, Mattarella, Minardo,
  Mineo,  Panarello,  Ragusa,  Savona, Scoma,  Termine,  Torregrossa,
  Vinciullo.

   Votano no: Beninati, Formica, Leontini, Maira.

   Si  astengono: Bosco, Bufardeci, cascio Salvatore, Cordaro,  Dina,
  Musotto.

   Sono in congedo: Cracolici, Ferrara, Incardona, Marinese, Raia.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti             49
   Votanti             48
   Maggioranza         25
   Favorevoli          38
   Contrari              4
   Astenuti              6

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Istituzione della Commissione regionale per la promozione di pari
               opportunità fra uomo e donna» (n. 184/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi comunico che è stato presentato  ai
  sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno l'emendamento 117.2,
  che  così recita:  l'emendamento 3.1 è soppresso e pertanto rivivono
  le parole  presso la Presidenza della Regione .
   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Si  passa alla votazione finale per scrutinio nominale del  disegno
  di  legge «Istituzione della Commissione regionale per la promozione
  di pari opportunità fra uomo e donna»(n. 184/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:   Adamo,  Apprendi,  Arena,  Barbagallo,  Bartolotta,
  Beninati,   Bosco,  Bufardeci,  Calanducci,  Campagna,   Cappadona,
  Caputo,  Caronia, Cascio Salvatore, Cordaro, Currenti,  D'Agostino,
  De  Benedictis,  Digiacomo,  Di  Mauro,  Dina,  Donegani,  Falcone,
  Faraone,  Federico,  Formica, Galvagno,  Leanza  Edoardo,  Lentini,
  Limoli,  Lo  Giudice,  Lupo, Maira, Marinello, Marrocco,  Marziano,
  Mattarella,   Minardo,  Musotto,  Panarello,   Panepinto,   Ragusa,
  Rinaldi, Scoma, Termine, Torregrossa, Vinciullo.

   Sono in congedo: Cracolici, Ferrara, Incardona, Marinese, Raia.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  49
   Votanti             48
   Maggioranza         25
   Favorevoli          48

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Norme per l'introduzione del quoziente familiare in Sicilia»
                                (608/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge  «Norme  per  l'introduzione  del  quoziente
  familiare in Sicilia» (608/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:   Adamo,  Ammatuna,  Arena,  Barbagallo,  Bartolotta,
  Beninati,   Bosco,  Bufardeci,  Calanducci,  Campagna,   Cappadona,
  Caputo, Cascio Salvatore, Cordaro, Cristaudo, Currenti, D'Agostino,
  De  Benedictis,  Digiacomo,  Di  Mauro,  Dina,  Donegani,  Falcone,
  Faraone,  Federico, Formica, Galvagno, Gucciardi,  Leanza  Edoardo,
  Lentini,  Leontini,  Limoli, Lo Giudice,  Lupo,  Maira,  Marinello,
  Marrocco,  Mattarella,  Minardo, Mineo, Musotto,  Ragusa,  Rinaldi,
  Ruggirello, Savona, Scoma, Termine, Torregrossa, Vinciullo.

   Si astengono: Marziano, Panarello.

   Sono in congedo: Cracolici, Ferrara, Incardona, Marinese, Raia.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  52
   Votanti             51
   Maggioranza         26
   Favorevoli          49
   Astenuti             2

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


      Votazione finale del disegno di legge «Rendiconto generale
          dell'Amministrazione della Regione per l'esercizio
                     finanziario 2011» (n. 937/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge n.
  937/A  «Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione  per
  l'esercizio finanziario 2011».
   Si torna al Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione
  per l'anno finanziario 2011. Comunico che fra gli ordini del giorno
  che  abbiamo appena distribuiti, figurano il n. 718, dell'onorevole
  Laccoto,  e il n. 740, dell'onorevole Caputo.
   I   suddetti   atti  di  indirizzo  politico  sono  da  intendersi
  rispettivamente  preclusi dagli ordini del giorno 710   sospensione
  del decreto assessoriale 825/12 del 28 maggio 2012   per la salute
  e  di ulteriori atti finalizzati all'accorpamento di laboratori  di
  analisi convenzionati, approvato dalla seduta n. 356 del 13.06.2012
  e  il  n. 617  provvedimenti urgenti per la stabilizzazione dei  91
  dipendenti  ex  Spo,  accettato come raccomandazione  nella  seduta
  d'Aula 309 del 22 dicembre 2011, di contenuto analogo.
   Così rimane stabilito.

   Ordini del giorno numeri: 708, 709, 718, 719, 721, 724, 725, 726,
   727, 728, 729, 730, 731, 732, 733, 734, 735, 736, 737, 738, 739,
                   740, 741, 742, 743, 744, 745, 746


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:
   708,  709, 718, 719, 721, 724, 725, 726, 727, 728, 729, 730,  731,
  732,  733,  734, 735, 736, 737, 738, 739, 740, 741, 742, 743,  744,
  745, 746.
   Si  procede con l'ordine del giorno 708  finanziamento ai progetti
  ammissibili di avviso pubblico in materia di agevolazioni in favore
  della ricerca dello sviluppo e innovazione , a firma Ruggirello.
   Il parere del Governo?

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Il  parere  del  Governo   è
  favorevole   nei  limiti  delle  procedure  comunitarie   e   delle
  tempistiche previste dai regolamenti.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione con il parere  favorevole  del
  governo, così come specificato.
   Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno 709  Iniziative per contrastare la
  crisi  che  sta  attraversando  il settore  della  raffinazione  in
  Sicilia , a firma dell'onorevole Colianni, Donegani.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione con il parere  favorevole  del
  governo, così come specificato.

   Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno 718, a firma Laccoto. Lo dichiaro
  precluso.
   Si  passa  all'ordine del giorno 719  Por-FSE  Sicilia  2007/2013,
  asse III - incrementare le risorse disponibili , a firma Vinciullo,
  Falcone.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Sull'ordine del giorno 719, anche
  qui  il  parere  è  favorevole compatibilmente  con  le  procedure,
  considerato  che  investe  questioni di normativa  comunitaria  del
  fondo sociale europeo.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione con il parere  favorevole  del
  Governo, così come specificato.
   Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno 721  Revisione  del  sistema  di
  accreditamento e autorizzazione per le strutture che  non  svolgono
  attività  sanitaria  nell'ambito  della  procreazione  medicalmente
  assistita ,  a  firma  degli onorevoli Raia, Ferrara,  Di  Giacomo,
  Ammatuna, Faraone ed altri.
   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor presidente, la sua notoria velocità nel gestire  i
  lavori  d'Aula è proibitiva per chi come me ha qualche anno di  età
  in  più  di  lei. Quindi, mi deve perdonare se ritorno indietro  di
  qualche momento.
   Poco fa lei ha giustamente osservato che era stato ripresentato un
  ordine del giorno per quanto riguarda i lavoratori Spo. Non  è  una
  disattenzione  di  chi  lo ha presentato  e  cioè  di  chi  le  sta
  parlando,  ma soltanto è stato fatto perché il Governo,  nonostante
  avesse    assunto    quell'ordine   del   giorno    allora,    come
  raccomandazione, non ha dato minimamente seguito alla  vicenda  dei
  lavoratori della Spo.
   Ho  ripresentato, quindi, l'ordine del giorno per evidenziare  che
  il  Governo,  nonostante  siano passati  diversi  mesi,  non  si  è
  attivato  e  colgo  la presenza autorevole del  professor  avvocato
  assessore  Armao  perché  assuma l'impegno,  oggi,  di  attivare  e
  prendere  atto  dell'ordine  del giorno  che  è  stato  già  votato
  dall'assemblea.
   Signor  Assessore, le chiedo la sua attenzione e le  dico  che  ho
  ripresentato  un ordine del giorno per quello che  riguarda  la  ex
  Spo,  perché quello di prima approvato dal Parlamento non ha  avuto
  alcun seguito. Quindi, l'ho ripresentato per chiedere alla S.V.  di
  attivarsi,  per la sua competenza, per affrontare le  problematiche
  dei lavoratori della Spo.
   Immagino  che  si attiverà da qui a qualche giorno, assessore.  Ha
  detto  sì  con  la testa, quindi, la verbalizzazione  ci  dica  che
  l'Assessore  si  è  impegnato ad attivarsi per quanto  riguarda  il
  problema dei lavoratori della Spo.

   CAMPAGNA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPAGNA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  intervengo
  sulla vicenda Spo perché l'onorevole Caputo si è accontentato di un
  cenno con la testa dell'assessore Armao.
   Io  non  mi  accontento, signor Presidente, perché  siamo  a  fine
  luglio, ci accingiamo ad iniziare una campagna elettorale, io credo
  che  sia  corretto,  per chi ci sta ascoltando,  che  si  chiarisca
  questa  vicenda   che va avanti da due anni. Io non  mi  accontento
  onorevole Caputo, non mi accontento perché è giusto è corretto  che
  chi ci ascolta, gli interessati sappiano cosa farà il Governo se  è
  un  si, o è un no, se è vero che l'Assessore Armao si attiverà  per
  la   soluzione  oppure  l'Assessore  Armao  ci  dica  che  non  c'è
  possibilità in modo tale che facciamo chiarezza.
   Signor  Presidente, la invito, le chiedo,  se può fare intervenire
  l'Assessore  Armao  sulla vicenda perché non mi basta  in  campagna
  elettorale  che se ne occuperà per poi non affrontare la questione,
  se è possibile. La ringrazio.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
  intervengo  sullo stesso argomento, quello relativo  ai  lavoratori
  della  Spo,  presidente nel mese di aprile, a  fine  aprile  quando
  approvammo la finanziaria regionale avevamo redatto, io insieme  ad
  altri  colleghi  un  ordine  del giorno  che  prendeva  proprio  in
  considerazione  la possibilità di agganciare a dei  fondi  che  non
  incidessero sulle casse regionali il destino dei lavoratori Spo per
  dare a queste lavoratori e quindi a queste famiglie un futuro.
     In quella data ci venne detto dal Governo che questo, come tutti
  gli   altri  ordini  del  giorno  potevano  essere  accettati  come
  raccomandazione.  Io condivido l'intervento del  collega   Campagna
  poiché   qualsiasi   atto  meno   chiaro   potrebbe   prestarsi   a
  strumentalizzazioni  e meno che mai in questo momento  è  possibile
  che  passi  questa linea. Pertanto, chiedo che da questa Aula,  dal
  Governo  e  anche della Presidenza, se è del caso,  vengano  parole
  chiare perché se ci sono i margini ed io dico che ci sono, per dare
  una  risposta  positiva a questa categoria di lavoratori  si  dica,
  così come è giusto non tenere appesi - soprattutto in vista di  una
  campagna  elettorale  -  perché sarebbe  sgradevole  per  non  dire
  qualcosa di più complicato sotto il profilo delle conseguenze.
   Allora, una parola di chiarezza. Per quanto ci riguarda ci sono le
  condizioni  per procedere in questo senso, ci dica il Governo,  non
  attraverso  raccomandazioni o attraverso i segni della  testa,  che
  cosa vuole fare.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Armao.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  comprendo
  l'urgenza  delle  questioni rappresentate in  ordine  alla  vicenda
  della  Spo, che riguarda lavoratori che hanno legittima aspettativa
  al  loro  lavoro,  ma  credo  che  questa  vicenda  vada  esaminata
  prescindendo degli appuntamenti elettorali credo che comunque debba
  essere  esaminata  poiché il diritto al lavoro,  è  un  diritto  al
  lavoro  prima,  durante  e dopo le campagne  elettorali  come  sono
  convinto e sono certo condividono tutti i parlamentari.
   Conseguentemente,  la vicenda dalla Spo va  inquadrata  al  di  là
  della  tempistica  elettorale;  va invece  inquadrata  nell'attuale
  situazione  finanziaria  della regione negli  impegni  che  abbiamo
  assunti con il Governo nazionale nelle esigenze di riequilibrio  di
  bilancio  ben note e avvertite da tutti i parlamentari.  Sicché  da
  parte  nostra non posso che ribadire quel che avevo prima accennato
  all'onorevole   Caputo  e  che  ribadisco  all'onorevole   Cordaro,
  all'onorevole  Campagna nei loro appassionati interventi  circa  le
  vicende  della  Spo che non possono che coinvolgere  pienamente  il
  Governo  -  ripeto - nella compatibilità degli equilibri economico-
  finanziari  dell'attuale situazione della regione, che deve  tenere
  conto di non ampliare un bacino già ampio di occupazione diretta  e
  indiretta  che grava sulle casse della regione, ma deve ovviamente,
  nell'ambito  delle risorse disponibili, valutare le possibilità  di
  risposte su legittime aspettative di questi lavoratori.
   Pertanto,  come Assessore per l'economia non posso che dare questa
  risposta.  Evidentemente e opportunamente  l'ordine  del  giorno  è
  rivolto  anche all'Assessorato della famiglia e della politica  del
  lavoro.
   Personalmente  coinvolgerò affinché si  possa  dare  una  risposta
  positiva  ma  - ripeto - non avulsa dal contesto che gli  onorevoli
  deputati ben conoscono della situazione finanziaria della Regione.

   PRESIDENTE.  Si passa all'ordine del giorno n. 721  Revisione  del
  sistema di accreditamento .
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Lo accetto come raccomandazione.

   PRESIDENTE.  Si passa all'ordine del giorno n. 722   Iniziative  a
  favore del personale ASU .
   Il parere del Governo?

   MARROCCO. Chiedo di apporre la mia firma sull'ordine del giorno n.
  722.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   ARMAO, assessore per l'economia. Lo accetto come raccomandazione.

   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 723  Concessione del
  termine  di proroga di 90 giorni per l'approvazione da parte  degli
  Enti locali dello Statuto per la costituzione delle SSR .

   CAPUTO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo  approvato
  la  legge,  ma c'è un problema: il termine che è stato assegnato  è
  stato ritenuto dai Sindaci troppo limitativo: i 30 giorni non  sono
  sufficienti e hanno posto al Parlamento e al Governo l'esigenza  di
  valutare   una  tempistica  maggiore  che  si  può  fare   in   via
  amministrativa, non in via legislativa, per consentire ai  Sindaci,
  specialmente  a quelli eletti alla scorsa tornata di  organizzarsi.
  Che  il  Governo ne prenda atto perché lo si può fare con  un  atto
  amministrativo, non certamente con una delibera  legislativa.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Caputo,  abbiamo  approvato   una   legge,
  peraltro  abbiamo dato il voto finale 10 minuti fa, per cui  questo
  ordine del giorno è precluso.
   Si  passa  all'ordine del giorno n. 724  Implementazione fondi  la
  misura  112/pacchetto  Giovani - PSR 2007/2013-Reg.  CE  1698/2005-
  Bando pubblico 2010 .
   Il parere del Governo?

   LEANZA  EDOARDO.  Chiedo di apporre la mia  firma  all'ordine  del
  giorno n. 724.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Lo accetto come raccomandazione.

   PRESIDENTE.  Si passa all'ordine del giorno n. 725   Iniziative  a
  livello nazionale dell'organizzazione attività di call center .
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Lo accetto come raccomandazione.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n.  726   Dismissione
  delle   quote  di  partecipazione  dell'Italkali  da  parte   della
  Regione .

   CAPUTO.  Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del  giorno  n.
  726.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Il parere del Governo?

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Siccome si  parla  di  illecito
  mantenimento Credo sia un caso lapsus calami. E' chiaro  che  posso
  informare che le procedure

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prego il Governo
  di  dare  parere favorevole, ovviamente il termine  l'illecito'  lo
  togliamo   perché  non  so  come  sia  finito  lì  questo  termine.
  Sostituiamo le parole  un articolo'  con le parole  un illecito'.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO, assessore per l'economia.  Signor Presidente, desidero dare
  una informativa all'Aula. La procedura è ben in avanti, è già stata
  chiusa la parte riguardante le offerte, è pervenuta un'offerta  per
  l'advisor,  è  stata  nominata  la  commissione.  A  giorni  avremo
  l'aggiudicazione    dell'advisor   e   dopodichè    si    procederà
  all'apertura della data room  e quindi di tutte le procedure per la
  dismissione della partecipazione.

   PRESIDENTE. Lo pongo ai voti. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 727  Istituzione della  figura
  del garante degli animali , a firma dell'onorevole Marrocco.

   MINARDO. Appongo la mia firma.

   GUCCIARDI. Appongo la mia firma.

   LUPO. Appongo la mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 728  Sospendere la transizione
  al  digitale da parte del PMI locali emittenti televisive , a firma
  dell'onorevole Marrocco.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 729  Iniziative  al  fine  di
  garantire  la  continuità  del servizio trasporto  pubblico  locale
  delle   isole  minori  mediante  linee  marittime  ed  evitare   la
  sospensione   del  servizio dei trasporti dei rifiuti  e  materiali
  speciali , a firma dell'onorevole Marrocco.

   CAPUTO. Appongo la mia firma.

   CAMPAGNA. Appongo la mia firma.

   APPRENDI. Appongo la mia firma.

   CORDARO. Appongo la mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno n. 730   Iniziative  a  livello
  nazionale  per accelerare l'approvazione  del disegno di  legge  di
  riduzione dei deputati regionali  .
   Il parere del governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Lo accolgo come raccomandazione.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 731  Iniziative in favore della
  scuola  di  montagna e delle isole minori , a firma  dell'onorevole
  Lupo. Il parere del governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Lo accoglie come raccomandazione.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 732  Interventi  urgenti  per
  garantire il servizio di trasporto aereo, via mare e con nave e per
  le isole minori siciliane .
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Lo accoglie come raccomandazione.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 733  Iniziative per assicurare
  un futuro alla zootecnia siciliana .
   Il parere del governo?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, questo ordine
  del giorno per quanto possa essere valutabile, comunque, postula un
  intervento  legislativo, poiché prevede la concentrazione  tra  due
  enti,  di cui tra l'altro uno di matrice regionale e uno di matrice
  statale.  Probabilmente,  tolta questa parte   si  può  condividere
  laddove  si  dice    di intraprendere ogni misura  per  snellire  e
  rendere più razionale l'assistenza'.
   Quindi,  la  prima  parte  la prendiamo come  raccomandazione,  il
  resto  non è proponibile.

   PRESIDENTE.   Lo   pongo  in  votazione,   con   la   precisazione
  dell'assessore Armao.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno n. 734   Interventi  per  porre
  rimedio   alla   drammatica   situazione   dell'Aras ,   a    firma
  dell'onorevole Vinciullo.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Lo accoglie come raccomandazione.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 735  Riapertura dei termini  in
  materia  di  trasporto interurbano fra gli studenti  pendolari  dei
  comuni  privi delle scuole medie superiori , a firma dell'onorevole
  Vinciullo.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Lo accoglie come raccomandazione.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 736  Legge regionale n.  3  del
  gennaio  2012 in materia di contrasto alla violenza di  genere ,  a
  firma dell'onorevole Vinciullo.

   ARMAO, assessore per l'economia. Lo accolgo come raccomandazione.

   PRESIDENTE.  Si passa all'ordine del giorno n. 737  Notizie  sulla
  chiusura   di   numerosi  sportelli  postali  in  Sicilia   e,   in
  particolare,  in  provincia di Catania , a  firma  degli  onorevoli
  Falcone e Vinciullo.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Lo accolgo come raccomandazione.

   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 738  Adottare misure
  urgenti  per riaprire i termini di pagamento del condono edilizio ,
  a firma dell'onorevole Vinciullo.
   Onorevole Vinciullo, lei sa bene che il Governo della Regione  può
  fare  poco  rispetto a questa situazione, ci vogliono le leggi  per
  riaprire  i termini del condono edilizio, non si possono  fare  con
  gli ordini del giorno.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   sono
  disponibile  anche  ad  accettare che il Governo  lo  accolga  come
  raccomandazione; non si tratta assolutamente di riaprire i  termini
  del condono, si tratta, soltanto, di dare la possibilità, a chi  ha
  pagato  tre  rate, ad esempio, di pagare la quarta e di potere,  in
  questo modo, sanare la sua situazione.
   Se  sono somme che entrano nelle casse della Regione e nelle casse
  del  Comune,  se solo così va bene, cioè nel senso  che  si  dà  la
  possibilità di pagare la rata che rimane, si applica.
   Io,  Assessore, chiederei che lei leggesse l'ultima parte, laddove
  si dice che    si chiede di pagare anche una penale '. Avremmo così
  la  possibilità di chiudere una vicenda che, comunque, è già  stata
  chiusa  perché  i proprietari hanno pagato alcune rate,  hanno  già
  pagato  tre  rate su quattro, dovrebbero quindi  pagare la  quarta,
  più   gli  interessi  ed  una  mora nel caso  non  avessero  ancora
  pagato.  Soltanto  questo stiamo chiedendo, con questo  ordine  del
  giorno.
   Se   il   Governo   ha   difficoltà,   lo   accetti   anche   come
  raccomandazione; non si tratta assolutamente di una riapertura  dei
  termini,  assolutamente no, non mi sarei assolutamente permesso  di
  chiedere una riapertura dei termini.

   PRESIDENTE.   Credo   che  il  Governo  possa   accoglierlo   come
  raccomandazione  nella  misura in cui è compatibile  con  le  norme
  regionali.

   ARMAO, assessore per l'economia. Lo accolgo come raccomandazione.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n. 739  Provvedimenti
  urgenti  sull'edilizia popolare , a firma dell'onorevole Vinciullo.
  Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Lo accolgo come raccomandazione.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n. 740.  Lo  dichiaro
  precluso.
   Si  passa  all'ordine  del  giorno n. 741   Utilizzo  delle  somme
  versate  per tasse di concessione governative regionali ,  a  firma
  dell'onorevole Ruggirello.

   ARMAO, assessore per l'economia. Lo accolgo come raccomandazione.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n. 742   Notizie  sul
  MUOS  (Sistema intracomunicazione satellitare della Marina militare
  in fase di installazione della base militare americana di Niscemi ,
  a firma dell'onorevole Federico ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo  che  su
  questa materia, su questa installazione del cosiddetto MUOS, che  è
  un  sistema di radiocomunicazione satellitare militare,  una  delle
  quattro  antenne che sono state piazzate nel mondo, una  di  queste
  quattro  la  stanno  installando nel  territorio  di  Niscemi,  con
  notevoli  rischi, con paventati rischi per la salute dei cittadini,
  per le radiazioni che queste antenne potrebbero emettere.
   Vorrei  ricordare che, nel mondo, ne esistono soltanto  altre  tre
  che sono in zone desertiche.
   Ecco perché  io credo che la Regione Sicilia, che ha dato anche un
  parere,  un parere favorevole alla installazione di questo  sistema
  satellitare,   dovrebbe  oggi  esprimersi;   l'Assemblea   dovrebbe
  esprimersi con un voto per dire che questo sistema dovrebbe  essere
  bloccato  e  il Governo regionale dovrebbe  intervenire  presso  il
  Governo nazionale perché, a sua volta, possa intervenire anche  nei
  confronti   della   Nato.   Qui  si   innestano   anche    rapporti
  internazionali  e  ci sono anche, se vogliamo, rapporti  bilaterali
  con gli Stati Uniti. Io credo che l'ARS debba pronunciarsi per dire
  che  si  rifiuta,  che  respinge con forza la installazione  di  un
  sistema  che  può essere -  prudenzialmente noi diciamo  -  nocivo,
  fortemente  nocivo per la salute, per il territorio e, soprattutto,
  potrebbe non avere alcun tipo di ricaduta sotto ogni altro profilo.
   E  allora,  noi  diciamo che l'Assemblea, oggi, alla  chiusura  di
  questa  quindicesima  legislatura, che questo Parlamento  si  debba
  esprimere.  Ed  è  importante  che anche  il  Governo  dichiari  di
  accettare   con   forza  questo  ordine  del  giorno   per   potere
  intervenire, ripeto, presso gli organi nazionali ed internazionali,
  al  fine di evitare che un sistema militare possa comportare, negli
  anni  a  venire, nei decenni a venire, notevoli danni nei confronti
  non  soltanto  del territorio di Niscemi, ma di tutta  la  Sicilia,
  perché si è calcolato che i danni avrebbero effetti negativi  in un
  raggio  di  150  Km, a causa delle relative  radiazioni  che   tale
  sistema comporterebbe.

   PANEPINTO. Appongo la mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assembla ne prende atto.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   APPRENDI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   anch'io
  intervengo a sostegno di questo ordine del giorno anche  perché  la
  Regione,  in un'altra simile occasione, si è schierata  in  maniera
  totalmente opposta, e mi riferisco alla installazione dell'antenna,
  così chiamata, wind shear, di Isola delle Femmine.
   In  quella occasione, l'Assemblea regionale approvò un ordine  del
  giorno  per istituire una Commissione d'inchiesta e d'indagine  per
  accertare   quali  danni  potevano  scaturire  nei  confronti   dei
  cittadini residenti. E alla fine, il risultato dei lavori di quella
  Commissione  andò  nella direzione che l'antenna  non  fu  mai  più
  installata.
   E  allora,  in  questo caso, in maniera analoga, in  cui  i  danni
  sarebbero  sicuramente  maggiori  per  l'entità  dell'antenna,  per
  l'entità  della struttura che verrebbe installata,  credo  che   il
  Parlamento, in maniera forte, ma anche l'Amministrazione  regionale
  siciliana  dovrebbero dichiararsi contrari alla   installazione  di
  questo strumento, perché i danni che noi non vediamo nell'immediato
  saranno  danni  che, sicuramente, segneranno la vita delle  persone
  che stanno in quel circondario.
    Questo è un atto politico forte, un atto politico che deve essere
  chiaro senza alcun tentennamento.

   CORDARO. Appongo la mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assembla ne prende atto.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  premesso  che  la
  scorsa  settimana ho presentato  ai colleghi del Gruppo un'apposita
  interrogazione, vorrei sottolineare soltanto un aspetto, visto  che
  gli  altri  aspetti  sono stati già affrontati dai  colleghi  e  mi
  rivolgo  soprattutto all'onorevole Digiacomo che dell'aeroporto  di
  Comiso ne ha fatto una battaglia.
   Vi  è  quasi  certezza che i problemi ed i ritardi che  ha  subito
  l'avvio  dell'aeroporto di Comiso, ma soprattutto la impossibilità,
  oggi,  di qualificarlo come aeroporto di importanza nazionale  sono
  la  diretta  conseguenza delle esalazioni  del  MUOS   di  Niscemi.
  Perché? Lo spiego rapidamente.
   Il  MUOS ha una possibilità di trasmissione 24  su 24, tranne  per
  brevi   interruzioni  o  sospensioni,  nel  momento  in  cui  altre
  installazioni di questo genere possono sostituirlo nella  copertura
  mondiale del controllo aereo e non, delle Forze armate degli  Stati
  Uniti d'America.
   Soltanto  con queste brevi sospensioni dell'attività del  M.U.O.S.
  di Niscemi è consentito, compatibilmente a queste sospensioni, agli
  aerei  che  debbono  atterrare  o decollare  da  Comiso  di  potere
  operare.
   Se  a  Comiso  si  dovesse  riconoscere la  qualità  di  aeroporto
  nazionale,   queste   interruzioni  non   potrebbero   essere   più
  sostenibili,  perché l'aeroporto di natura nazionale  comporta  una
  libertà, senza disturbi nelle trasmissioni, 24 ore su 24,  per  cui
  sarebbe incompatibile la qualifica di  nazionale' dell'aeroporto di
  Comiso con l'installazione del  M.U.O.S.
   Bisogna,  allora,  decidere, senza prendere  in  giro,  anche  per
  questo   verso,  le  popolazioni  di  Comiso  e  la  politica   del
  territorio,  ma oserei dire anche la politica a livello  regionale,
  se  Comiso  deve essere elevato ad aeroporto di carattere nazionale
  non  si può installare il M.U.O.S. a Niscemi, se, invece, al di  là
  delle prese in giro, Comiso è destinato a restare come aeroporto di
  territorio e non nazionale, il M.U.O.S. diventa compatibile.
   Credo  che  abbiamo  tutti  interesse,  sia  commerciale  che   di
  trasporto  di persone, che Comiso diventi una struttura  a  livello
  nazionale e, quindi, il M.U.O.S.  a maggior ragione non può  essere
  installato e devono essere bloccati gli insediamenti già effettuati
  sul M.U.O.S. a Niscemi.

   PRESIDENTE.  Ribadisco che l'ordine del giorno n.  729  era  stato
  accolto come raccomandazione in quanto compatibile con le norme, lo
  dico principalmente agli uffici.

   DONEGANI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DONEGANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sulla materia che
  stiamo  trattando  in riferimento al  M.U.O.S.,   avrei  necessità,
  penso insieme ai colleghi, di capire il parere del Governo su  tale
  ordine  del  giorno,  lo  chiedo  all'assessore  Armao,  quindi  al
  Governo,  perché chiedo ufficialmente di mettere ai  voti  l'ordine
  del  giorno  perché  il  Parlamento  non  può  non  esimersi  dalla
  votazione.
   In  riferimento  a questo,  dico all'assessore Armao  che  noi  in
  Commissione   Territorio ed ambiente , con il  presidente  Mancuso,
  già  l'anno  scorso, con il sindaco di allora   di  Niscemi  ed  il
  sindaco di Gela, abbiamo dato un'indicazione alla commissione,  che
  è  stata  posta anche in seno all'Assemblea come atto di indirizzo,
  della gravità dell'installazione del M.U.O.S. che cade, tra l'altro
  -  e  questo è  il dato, secondo me, importante - all'interno della
  sughereta di Niscemi, che è riserva naturale ed avrebbe un  impatto
  ambientale drastico e madornale dal punto di vista dell'ecosistema,
  ma  dobbiamo anche tenere in considerazione, rispetto a quello  che
  diceva  il  collega che mi ha preceduto, rispetto all'aeroporto  di
  Comiso, che nella vicina Niscemi, c'è la vicina Gela, dove  c'è  un
  presidio industriale che rispetto alle radiazioni elettromagnetiche
  del  M.U.O.S.,  dati  che  sono stati fatti  tramite  il  ministero
  nazionale,  non evidenziano ancora le ripercussioni che ci  possono
  essere dal punto di vista dell'impatto e della compatibilità con lo
  stesso petrolchimico di Gela.
   Significa che è una bomba ad orologeria che potrebbe scoppiare  da
  un momento all'altro, oltre al fatto che ancora i dati stabiliscono
  anche  che  per  i cittadini, dove viene installato  questo  mostro
  chiamato  M.U.O.S., ci possono essere malattie  come  la  leucemia,
  cancro  al  sangue  ed  altre malattie che  sono  preoccupanti  non
  soltanto per la salute dei cittadini.
   Chiedo,  quindi, rispetto a queste preoccupazioni, il voto  d'Aula
  e,  soprattutto, al Governo di fare capire preventivamente all'Aula
  quale sia il parere su tale ordine del giorno.

   PRESIDENTE. Chiederò il parere all'assessore Armao, ma l'assessore
  può  anche non avere un suo parere, non essendo l'assessore al ramo
  può  anche non esprimere un parere, per trattare questo ordine  del
  giorno  dovremmo  avere  l'assessore  per  l'ambiente,  che  non  è
  presente  in  Aula,  se l'assessore Armao si sente  di  esprimerlo,
  bene, viceversa  ne faremo a meno.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  l'assessore
  all'economia  non  ha  valutazioni in merito da  fare,  l'Assemblea
  esprima le sue valutazioni e il Governo ne terrà conto, ma ci  sono
  anche impegni internazionali dello Stato di cui credo bisogna tener
  conto.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo brevemente
  perché  i  colleghi  che mi hanno preceduto hanno  già  focalizzato
  aspetti  importanti e, in particolare, mi riferisco  all'intervento
  dell'onorevole Donegani, ma per sottolineare anche da parte  mia  -
  avendo peraltro partecipato a riunioni, incontri organizzati  dalle
  amministrazioni  locali,  in  particolare  dall'Amministrazione  di
  Vittoria  con  il coinvolgimento anche degli altri  comuni  vicini,
  quindi di Niscemi, ma anche di altri comuni come Gela, Modica - che
  vi  è  grande  preoccupazione tra la popolazione per  la  possibile
  realizzazione del MUOS,  che nel corso di questi incontri, anche da
  parte   delle  associazioni  ambientaliste,  dell'ARCI,   è   stato
  rilevato, argomentando scientificamente, che vi sono realmente  dei
  rischi  per quanto riguarda la salute delle persone per la presenza
  dei  campi elettromagnetici che ne deriverebbero, vi sarebbero  dei
  gravissimi  rischi per la sicurezza in quanto la realizzazione  del
  MUOS rappresenterebbe di fatto un vero e proprio obiettivo militare
  sensibile, con possibili conseguenze anche per la sicurezza di quei
  territori.
   E'  chiaro  che  parliamo  di  apparecchiature  che  per  le  loro
  caratteristiche  sono,  credo, in gran  parte  coperte  da  segreto
  militare,  quindi non è neanche facile immaginare  quali  siano  le
  reali  potenzialità offensive, dannose per la salute dei cittadini,
  rappresenta  anche un elemento negativo per la crescita produttiva;
  veniva   citata   la  possibilità  che  le  mancate  autorizzazioni
  dell'Aeroporto  di  Comiso, probabilmente,  possono  essere  dovute
  anche  alla  ipotetica costruzione del MUOS  a Niscemi,  quindi  in
  linea  d'aria  a  poche decine di chilometri e tutto  ciò  crea  un
  danno   molto   serio,  non  solo  alle  popolazioni   locali,   ma
  complessivamente  alla nostra Regione e io credo  che  proprio  per
  questo sia fondamentale che oggi l'Aula si esprima con chiarezza  e
  voglio  augurarmi all'unanimità, appunto per impegnare  il  Governo
  regionale  a bloccare la costruzione o l'installazione delle  nuove
  attrezzature  per la trasmissione di antenne  nella base  americana
  di Niscemi, in provincia di Caltanissetta.
   Credo  che il Governo della Regione debba immediatamente  revocare
  le  autorizzazioni che ha concesso per realizzare l'impianto o  per
  realizzare  nuovi impianti; credo che sia molto grave  -  e  questo
  voglio  sottolinearlo con grande forza - che  il  Presidente  della
  Regione,  che il Governo della Regione abbia deciso autonomamente e
  senza  minimamente sentire il bisogno di consultare nessuno,  né  i
  sindaci  né  le  amministrazioni locali, senza  tenere  minimamente
  conto  della  volontà del Parlamento e senza sentire la Commissione
  parlamentare  competente,  è  assolutamente  grave  ripeto  che  il
  Presidente  della  Regione  abbia  ritenuto  di  dovere  rilasciare
  autorizzazioni per la costruzione del MUOS,  ignorando  qual  è  la
  reale volontà e del Parlamento siciliano e delle popolazioni locali
  che  vivono in questo momento una condizione di gravissimo disagio,
  di preoccupazione che non può che vedere solidale, voglio augurarmi
  condividendo  il voto unanime per l'approvazione di  questo  ordine
  del  giorno,  tutti  i componenti, tutti i deputati  dell'Assemblea
  regionale siciliana.
   E'  assolutamente  necessario  intervenire  ed  in  questo  faccio
  appello   alla   sua   responsabilità,  Presidente   dell'Assemblea
  regionale, per intervenire presso il Governo nazionale e presso  le
  Commissioni Difesa di Camera e Senato e, siccome, ormai parliamo ad
  un  Governo  che ha poche ore -  attendiamo tra poco le  dimissioni
  del   presidente  Lombardo  -   credo  che  anche   il   Presidente
  dell'Assemblea regionale siciliana, nella sua persona, possa  farsi
  portatore   della preoccupazione, dell'appello ed interprete  della
  volontà  espressa con questo ordine del giorno nei confronti  delle
  Istituzioni parlamentari nazionali e del Governo  nazionale.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo   che
  l'argomento meriti qualche minuto di approfondimento ed  una  presa
  di  posizione  anche  da  parte dell'assessore  Armao,  che  non  è
  l'assessore per l'ambiente, ma in questa questione c'entra in  modo
  indiretto.
    Qui non stiamo parlando dell'installazione di sistemi satellitari
  ordinari  -   assessore  Armao, non è mia  consuetudine  richiamare
  l'attenzione, ma anche per le sue vocazioni umanistiche mi permetto
  di  farlo  questa  volta - non stiamo parlando di ambiente,  stiamo
  parlando dell'installazione di un sistema d'arma.
   Il MUOS di Niscemi, signor Presidente, è un sistema d'arma, non  è
  l'antenna per recepire i programmi satellitari di Sky, è un sistema
  d'arma,  i  sistemi  d'arma servono per fare  la  guerra,  non  c'è
  bisogno di essere assessori per l'ambiente per esprimersi su questo
  argomento, senza sì e senza ma
   L'installazione  dei  sistema  d'Arma  è  derivata   da   trattati
  internazionali che solitamente passano sopra la testa dei  governi,
  nazionali  ed anche regionali. D'altra parte, sono residuati  -  mi
  perdoni l'ironia - del Piano Marshall.
   Ora  il  punto è questo: se l'installazione di un sistema  d'arma,
  tra l'altro pericoloso di per sé e pericoloso anche per l'ambiente,
  possa  essere  sottaciuto, nei propri riflessi,  alle  popolazioni
  Questo è il punto di domanda, su cui bisogna dire o sì o no.
   Se  il  popolo  siciliano ha diritto di sapere se  questo  sistema
  d'arma è dannoso alla popolazione  Se sì o se è no.
   La   drammaticità  dell'elemento  è  proprio  questa  e  a  questo
  proposito  sono state fatte interrogazioni parlamentari,  una  l'ho
  prodotta io alcune settimana or sono, altre ne sono state prodotte,
  la    Commissione   Ambiente,  con  il   suo   Presidente   ed   il
  vicepresidente Ammatuna, ha dedicato una seduta speciale  a  questo
  argomento, il  fatto è che l'argomento è stato posto da più  parti,
  ma non c'è stata ancora una risposta chiara in  merito.
   L'onorevole Maira nel suo intervento sottolineava anche un aspetto
  inquietante, anche questo è ripassato più volte in questa  sede  ed
  in  altre,  cioè  se la mancata apertura dell'aeroporto  di  Comiso
  possa  in qualche modo essere derivata dall'installazione di questo
  sistema d'arma. Il punto è che la popolazione siciliana credo abbia
  diritto  di  conoscere  la verità, non ci sono  giustificazioni  su
  questi silenzi omissivi; la gente, le popolazioni, le associazioni,
  i sindaci, i  movimenti, il Parlamento chiedono di sapere se questo
  sistema  d'arma, oltre ad essere un pericolo in sé, è  un  pericolo
  per la salute.
   A  questa domanda di verità, ad essere sinceri, ci sono stati  più
  silenzi  che  altro. Quindi, anche se in ordinaria amministrazione,
  il  Governo,  il  Parlamento, la Giunta, il  suo  Presidente,  deve
  attivarsi  perché chi deve dare la risposta è il Governo  nazionale
  che  non mi risulti vada in ordinaria amministrazione. Quindi,  una
  risposta  chiara per questo elemento, che è un elemento di  allarme
  per  le  nostre popolazioni, per queste generazioni e la  cosa  più
  grave è che lo potrebbe essere per le generazioni future.

   CALANDUCCI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALANDUCCI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi   trovo
  d'accordo  e appongo la firma all'ordine del giorno, non tanto  con
  motivazioni come in qualche intervento ho riscontrato, di carattere
  politico,  ma perché effettivamente è un settore che deve investire
  in  primis l'autorità di quest'Aula, perché tutto l'argomento è mal
  regolamentato o c'è una carenza.
   Il  problema  più  importante  è che  da  parte  delle  competenze
  regionali  manca  la cultura dell'intervento a  tutela  dei  nostri
  concittadini  del  nostro territorio, perché, allo  stato  attuale,
  l'unica  legge che seguono gli uffici periferici è quella nazionale
  del  2001-2002,  c'è  una  legge successiva  sull'installazione  di
  queste strutture,  parlo di strutture in genere che emettono  campi
  elettromagnetici, non mi addentro sugli aspetti medici, su quanto e
  come   producono   quelle   malattie   che   qualche   collega   ha
  diligentemente sottolineato, soprattutto a carattere ematico,  cioè
  la  leucemia per i bambini, comunque, non c'è dubbio che vi  è  una
  discussione  aperta,  scientifica in  merito  all'argomento  e  dei
  criteri  di limite per l'emissione dei campi elettromagnetici  sono
  sicuramente difficili da stabilire.
   Ora,  la  cultura è quella di essere permissivi nell'installazione
  di queste antenne.
   Io  preannuncio che ho presentato un emendamento, che  discuteremo
  in  seguito,  a  carico  del disegno di  legge  numero  900,  sulla
  installazione di queste antenne anche nei centri abitati.
   Proviamo  a  riappropriarci  della nostra  competenza  per  potere
  regolamentare questo settore, non c'è dubbio - e chiedo un  po'  di
  attenzione - perché l'argomento non riguarda solo una installazione
  militare,   ma   anche   tutte  le  antenne  che   emettono   campi
  elettromagnetici e  vanno tutelate le persone che ne possono essere
  esposte,  così come quelli per un impianto, non so se è un impianto
  di  guerra,  non  ho  la competenza necessaria per  esprimermi,  ma
  sicuramente    la    competenza   medica   per    essere    attenti
  all'installazione di queste strutture ce l'ho.
   Pertanto,   chiedo  a  tutti  i  colleghi  che  hanno   presentato
  quest'ordine  del giorno di associarsi all'emendamento  futuro  che
  regolamenta  e,  soprattutto, dà la responsabilità di  emendare  un
  regolamento  -  perché solo quello possiamo fare - a  carico  della
  Regione  Siciliana   e soprattutto di aggiungere,  perché  con  una
  omissione  della legge, sapete nel 2003 fu emanata  un'altra  legge
  che fu dichiarata incostituzionale perché si riteneva che favorisse
  molto   l'installazione  di  queste  strutture  a  discapito  delle
  autonomie  locali  e,  soprattutto, delle autonomie  regionali  che
  devono regolamentare il settore.
   Facciamo attenzione, incominciamo a trasmettere la cultura che  la
  Regione  deve potere emettere un regolamento, che fissi dei paletti
  -  e  preannuncio questo emendamento-  e chiedo, così come è giusto
  attenzionare   la   tutela  delle  persone   che   vivono   intorno
  all'installazione di questa struttura,  di tutelare  la  salute  di
  tutti  i  cittadini siciliani perché questi mostri di  30  metri  e
  passa  delle  antenne telefoniche che stanno sorgendo ovunque  sono
  inaccettabili
   Vanno  regolamentati  con  dei paletti  precisi  che  naturalmente
  l'ARPA,  che è l'ufficio che se ne deve occupare, non  può  fare  a
  meno  della valutazione di carattere medico-sanitario e soprattutto
  dell'impatto  ambientale, perché non  capisco  se  una  antenna  di
  qualsiasi   natura  debba  rispondere  o  no  a   questa   esigenza
  dell'impatto ambientale, mentre una pala eolica sì ed allora  credo
  che  debba essere una legge uguale per tutti e accanto a questo  la
  tutela della salute dei cittadini.
   Chiedo  di  fare  attenzione  all'emendamento  successivo  che  ho
  presentato.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 742.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa   all'ordine  del  giorno  numero  743    Notizie   sul
  ridimensionamento  del bonus regionale per  i  nuovi  nascituri  in
  Sicilia . Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione.    Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno numero  744   Approvazione  dei
  documenti finanziari dell'AST,  a firma dell'onorevole Falcone.  Il
  parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno 745  Proroga dei termini dei bandi
  metanizzazione  a firma dell'onorevole Caputo: impegna il Governo a
  prorogare il predetto termine di giorni 45.

   Il parere del Governo?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Compatibilmente con la struttura
  delle  procedure, se ci sono, con obblighi di livello  comunitario,
  il parere  è favorevole.

   PRESIDENTE. E' accolto come raccomandazione.
   L'Assemblea ne prende atto. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno 746  Interventi per l'occupazione
  produttiva dei soggetti formati nell'ambito del progetto PTTA85 , a
  firma Lentini.

   CAPUTO. Appongo la mia firma.

   PRESIDENTE. l'Assemblea ne prende atto.
   Il parere del Governo?

   ARMAO,  assessore  per  l'economia.  Impegna  anche  qui  coerenti
  iniziative  che  riguardano l'utilizzo di Fondi europei.  Pertanto,
  compatibilmente con le procedure comunitarie e con la disponibilità
  di risorse, il Governo è favorevole.

   PRESIDENTE. E' accolto come raccomandazione, onorevole Lentini.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   «Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione siciliana
  per l'esercizio finanziario 2011» (937/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge  Rendiconto generale dell'Amministrazione della
  Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2011  (937/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:   Adamo,  Apprendi,  Arena,  Bartolotta,  Calanducci,
  Caronia,  Colianni, D'Agostino, D'Aquino, De Benedictis, Digiacomo,
  Dina,   Donegani,  Galvagno,  Gucciardi,  Lentini,  Limoli,   Lupo,
  Marinello,  Marrocco,  Minardo,  Panepinto,  Parlavecchio,  Ragusa,
  Rinaldi, Romano, Ruggirello, Savona.

   Si  astengono:  Ammatuna,  Ardizzone, Beninati,  Bosco,  Campagna,
  Caputo,   Corona,  D'Asero,  Falcone,  Leanza  Edoardo,   Leontini,
  Marziano,   Panarello,   Pogliese,  Scoma,  Termine,   Torregrossa,
  Vinciullo.

   Sono in congedo: Cracolici, Ferrara, Incardona, Marinese, Raia.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            47
   Votanti             46
   Maggioranza         24
   Favorevoli          28
   Astenuti            18

                         (L'Assemblea approva)

   La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16,00.

     (La seduta, sospesa alle ore 13,24, è ripresa alle ore 16.46)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Seguito della discussione del disegno di legge «Assestamento del
    bilancio della Regione per l'anno finanziario 2012» (n. 938/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  II punto  dell'ordine  del  giorno  e,
  segnatamente, al disegno di  legge «Assestamento del bilancio della
  Regione per l'anno finanziario 2012», posto al punto 1).

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  la  questione dell'assestamento  è  comunque  complessa,
  articolata.  Abbiamo  fatto  ulteriori  verifiche  anche   con   il
  Ragioniere  generale della Regione e credo sia opportuno  procedere
  ad   un   ulteriore  approfondimento  velocissimo  in   Commissione
  bilancio,  come abbiamo peraltro concordato anche con il Presidente
  dell'Assemblea  e  il  Presidente della  Commissione  bilancio  per
  verificare taluni profili delle coperture.
   Ciò consentirà di rendere il provvedimento certamente più sicuro e
  credo  nell'interesse  dei  siciliani  che  aspettano  risposte   e
  dell'intera collettività regionale.
   Non  credo  che  un differimento di mezza giornata possa  arrecare
  pregiudizio; serve a maturare meglio le valutazioni sulle coperture
  che   sono   assai   delicate  in  questo  momento   dell'esercizio
  finanziario.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, io penso che non  abbiamo  tempo  da
  perdere. Il mio invito è quello di continuare i lavori in Aula, che
  è  la  sede deputata a valutare coperture finanziarie per  temi  di
  straordinaria importanza.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Beninati, lei  aveva  chiesto  di  parlare
  perché   l'onorevole   Caronia   è  contraria   all'ipotesi   della
  Commissione. Se lei è a favore, può intervenire, in caso contrario,
  pongo in votazione la proposta dell'assessore Armao.
   Io  condivido la proposta dell'Assessore perché avendo  due  leggi
  importanti  da  approvare, quella sull'assestamento di  bilancio  e
  quella   sulla  spending  review,  probabilmente  la   sede   della
  Commissione bilancio è la sede più consona.
   Se  si  riuscisse oggi pomeriggio a fare il lavoro in Commissione,
  domani  mattina  potremmo  in Aula, in maniera  veloce  e  spedita,
  approvare  l'intero disegno di legge. Se ci sono  problemi  tecnici
  sulle coperture, ci sarà una ragione. Non ho motivo di dubitare che
  l'Assessore  per  l'economia dica cose che non  corrispondano  alla
  realtà.   Abbiamo  avuto  anche  un  incontro,  prima   dell'inizio
  dell'Aula,  con  il  Presidente  della  Commissione  Bilancio   che
  condivideva anche lui la stessa ipotesi.
   Penso che fare buona parte del lavoro in Commissione bilancio  sia
  rendere domani mattina più fluidi i lavori in Aula, se no rischiamo
  di  rimanere impantanati in Aula tutto il pomeriggio e non fare  né
  assestamento di bilancio né  spending review.

   Pongo  in  votazione  la  proposta di rinvio  in  Commissione  del
  disegno  di  legge n. 938/A. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   PRESIDENTE.  Pertanto,  la Commissione bilancio  è  autorizzata  a
  lavorare  anche  in  concomitanza con i lavori d'Aula.  L'assessore
  Armao  è  dispensato dal presenziare i lavori d'Aula. Ci  rivediamo
  domani mattina con questa legge.

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei denunciare
  un  fatto  gravissimo  accaduto,  non  più  di  un'ora  fa,  in   I
  Commissione,
   Come  tutti sappiamo l'Aula ha approvato un provvedimento  che  va
  sotto  il  nome di  blocca  nomine', provvedimento che ha  superato
  indenne,  persino  nelle virgole, il vaglio del  Commissario  dello
  Stato.
   La I Commissione si è riunita oggi pomeriggio e a fronte del fatto
  che c'era la presenza della maggioranza necessaria per approvare le
  nomine  che  nel  frattempo  erano state inviate  alla  Commissione
  stessa,   né   il  Presidente  né  il  funzionario  preposto   alla
  Commissione hanno avvertito i componenti la Commissione che qualche
  ora  prima  l'Aula aveva modificato il Regolamento sulla  richiesta
  del  voto del numero legale in Commissione; cioè fino a due ore  fa
  non  venivano  conteggiati i richiedenti,  mentre  a  fronte  della
  modifica  del  Regolamento  approvato oggi  vengono  conteggiati  i
  richiedenti.
   Questa  comunicazione,  per ovvii motivi,  ancora  non  era  stata
  comunicata  ai  deputati. I due deputati  che  avevano  chiesto  il
  numero  legale, lo hanno fatto pensando correttamente che  il  loro
  voto   non  sarebbe  stato  conteggiato.  Ciò  significa   che   la
  Commissione  non  era  in numero legale per  approvare  le  nomine.
  Ripeto:  né  il  Presidente  della Commissione  né  il  funzionario
  preposto hanno avvertito i richiedenti delle modifiche intervenute.
  I  richiedenti  quindi non potevano conoscere tale modifica  perché
  non era stata data loro  comunicazione da parte degli uffici..
   Siccome si tratta di una decisione assolutamente in contrasto  con
  quanto quest'Aula, che è sovrana, ha deliberato una settimana fa  e
  per  evitare  che  questo  Parlamento si continui  a  macchiare  di
  atteggiamenti  poco  leciti e poco trasparenti,  chiediamo  che  la
  Presidenza annulli quel voto, perché  è un voto che non  ha  tenuto
  conto della volontà di alcuni componenti la Commissione.

   MARZIANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori..

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor  Presidente, anch'io  voglio  intervenire  sullo
  stesso  argomento, perché quello che è avvenuto in I Commissione  è
  un  fatto  grave nella conduzione dei lavori. Nello specifico,   la
  votazione  finale è risultata falsata da una mancata  comunicazione
  alla  Commissione sulla applicazione fin da oggi pomeriggio di  una
  modifica d'Aula che era intervenuta nella mattinata.
   Peraltro,  il tema che si è posto è anche che mentre i  componenti
  supplenti  non  possono partecipare alla votazione,  e  quindi  non
  possono essere computati nella presenza qualificata, all'inizio dei
  lavori  della  seduta si stava procedendo alle nomine  ancorché  in
  assenza  della maggioranza qualificata, cioè della maggioranza  dei
  componenti effettivi la Commissione.
   Subito  dopo,  quando  questa maggioranza  qualificata,  cioè  dei
  componenti effettivi la Commissione, si è determinata, due di  noi,
  io  ed  un  altro collega, abbiamo chiesto la verifica  del  numero
  legale, pensando che la esclusione dei due richiedenti rendesse non
  valida  la  seduta, proprio perché non ci sarebbe stato  il  numero
  legale.
   L'applicazione  -  già dalla seduta di oggi pomeriggio  -  di  una
  norma  regolamentare approvata stamattina ha determinato invece  un
  risultato  falsato  rispetto all'intenzione dei richiedenti.   Come
  dire,  se è vero che il Presidente può procedere alle nomine poiché
  la  legge non è stata ancora pubblicata, è ben strano che la  norma
  regolamentare  possa valere senza alcuna comunicazione  ai  singoli
  precedenti.
   Pertanto, le chiedo, signor Presidente, di attivare tutto quanto è
  nella  sua  disponibilità, tutto quanto  è  nei  suoi  poteri,  per
  chiedere  l'annullamento  della seduta della  I  Commissione  e  la
  riconvocazione con lo stesso ordine del giorno.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   ARDIZZONE.  Signor  Presidente, apprendiamo  adesso  delle  tristi
  vicende  che  sono  avvenute  in I Commissione.  Purtroppo,  questo
  Parlamento non poteva concludere in un modo peggiore.
   Ieri   il   dott.  Giovanni  Ciancimino,  e  non  per   piaggeria,
  nell'articolo  di fondo su  La Sicilia  richiamava all'etica,  alla
  morale, alla responsabilità.
   Tutti noi siamo responsabili di tutto quello che è avvenuto, ma mi
  creda,  ed  è già da dieci anni che sono in questo Parlamento,  non
  era mai successo quello che si è verificato un'ora fa.
      Formalmente,   Presidente  Cascio,   io  ho   grande   rispetto
  dell'Istituzione  che  lei  rappresenta,  mi  rivolgo  a  lei   per
  rivolgermi anche agli uffici, gradirei sapere se le nomine che sono
  state  approvate con un blitz - mi è stato riferito, noi  come  UDC
  non  siamo  presenti  in Commissione -  ne sia  data  comunicazione
  all'Aula, perché se di alcune nomine non è stata data comunicazione
  all'Aula, è chiaro che le nomine sono tutte illegittime.
     L'onorevole Formica ha parlato addirittura di illiceità,  questo
  lo  vedremo,  ma ora gli uffici mi debbono riferire  se  le  nomine
  delle quali abbiamo appreso dalla stampa, che sono state fatte  dal
  Governo  regionale  due giorni fa, se sono corredate  di  tutte  le
  dichiarazioni,  se sono corredate di tutte le dichiarazioni  perché
  altrimenti   versiamo   dalla  illegittimità   alla   illiceità   e
  soprattutto,  nel  rispetto del ruolo  di  ciascuno  di  questi  90
  parlamentari,   l'Assemblea,  quindi  lei   Presidente,   ha   dato
  comunicazione  che  sono state trasmesse per il parere,  perché  se
  così non è, l'atto che è stato compiuto non è solo illegittimo ma è
  anche  illecito e su questo va svolto un chiaro approfondimento  in
  ogni sede  Devono riferire agli Uffici adesso

   PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, non è necessario che si  riscaldi
  in questo modo  Non c'è motivo

   ARDIZZONE.  Lei già d'ufficio doveva provvedere ad emanare  queste
  norme

   PRESIDENTE. D'ufficio? Onorevole Ardizzone, io non sono il  vigile
  urbano  dell'Assemblea regionale  Io rispetto il Regolamento  e  mi
  assumo  la responsabilità di rispettare il Regolamento; ma  io  non
  controllo quello che succede normalmente in questa Assemblea 24 ore
  su 24.

   ARDIZZONE.  Nessuno  è vigile urbano  E' stata data  comunicazione
  all'Aula che sono stati trasmessi questi pareri?

   PRESIDENTE. Comunque, stia tranquillo che si farà tutto quello che
  c'è  da  fare.  Si raccoglieranno tutti gli elementi e  si  faranno
  tutti   gli  approfondimenti  che  bisogna  fare,  non  ultima   la
  consultazione  e la riunione per la Commissione per il  Regolamento
  che faremo certamente a momenti. Quindi, non si riscaldi perché non
  c'è alcun motivo.

   GRECO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO.  Signor  Presidente,  io  intervengo  come  componente   di
  Commissione e, lei lo sa, sono uno di quelli che parlo sempre poco,
  ma quando è necessario è giusto intervenire.
   L'intervento del Presidente della Provincia di Siracusa sul numero
  legale  della  Commissione era stato fatto  dopo  che  noi  avevamo
  votato il 258.1, il 259.1, il 260.1, il 261.1; al 262.1 richiede il
  numero legale. A questo punto, poiché è intervenuto pochi giorni fa
  un nuovo Regolamento che riguarda

   PRESIDENTE.  E' intervenuto oggi, non pochi giorni  fa.  L'abbiamo
  votato alle 13.30.
   GRECO. Perfetto. L'interpretazione che noi abbiamo dato è che  nel
  conteggio del numero legale valevano anche i richiedenti. Forti  di
  questa  interpretazione, abbiamo votato solamente il numero  262.1;
  richiedendo  il  numero legale e mancando il numero legale  abbiamo
  sospeso la seduta.
   Io   non   ho   capito  l'intervento  dell'onorevole   Formica   e
  dell'onorevole Ardizzone che sono così concitati, così  impazziti.,
  addirittura  che ci siano delle illiceità. Ma fatemi  la  cortesia,
  cercate  di  essere  seri   Ci  sono  stati  tanti  interventi  del
  Presidente  Formica  che  era  alla Presidenza  di  questa  onorata
  Assemblea che non ha completamente capito che cosa è la democrazia.
  Mi faccia il piacere e si vergogni del suo intervento


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                          Per fatto personale

   FORMICA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, una volta un mio collega,  anzi,  un
  Presidente  dell'Assemblea  ha  avanzato  in  quest'Aula  e  poi  è
  successo  un po' un parapiglia, che forse ci vorrebbe la  prova  di
  alfabetizzazione,  anche  dal  punto  di  vista  politico.  Sarebbe
  necessaria, sarebbe importante, sarebbe qualificante.
   Ora,  se  qualcuno non si accorge che nel momento in  cui  c'è  un
  Presidente della Regione che dichiara le dimissioni per domani e lo
  stesso  Presidente della Regione che ha fretta, non per  governare,
  non  per  porre  rimedio all'assestamento di  bilancio  dove  testé
  comunicato  all'Aula, tramite il suo Assessore per l'economia,  che
  le  coperture che avevano dato fino a qualche giorno fa erano delle
  coperture   false   e  dobbiamo  riportare  il   provvedimento   in
  Commissione    Bilancio ,  come  abbiamo  testé   deliberato,   per
  sopperire alle false coperture che lo stesso Governo ci aveva dato.
   Quindi,  un  Governo che si dimette domani, che non si  occupa  di
  governare, che ha disastrato la Sicilia, e allora questo Governo  e
  questa parte politica si sono distinti negli ultimi quindici giorni
  per  arrampicarsi sugli specchi, per impedire che passasse la legge
   regola nomine , tanto in linea con la Costituzione e con le  leggi
  che  il  Commissario dello Stato e il Ministero della Salute  hanno
  riscontrato come perfettamente legittima. Questo contro chi si  era
  esercitato  in  quest'Aula  dicendo  che  sarebbe  stata  bocciata,
  dicendo che era incostituzionale.
   Bene, cosa fanno per cercare di ovviare, non  alle condizioni  dei
  siciliani, non alle condizioni del disastro, ma a qualche ora dalla
  dimissioni  organizzano  un  blitz in Commissione  per  cercare  di
  arraffare delle nomine
   Presidente, lei che degnamente ha rappresentato questo Parlamento,
  il prestigio di quest'Aula, deve annullare quella votazione e farla
  ripetere,  perché se avevano una maggioranza, come loro dicono,  lo
  si  vede subito. Se è come diciamo noi, non avevano una maggioranza
  o  hanno estorto un voto forzando il Regolamento, bisogna ripeterla
  perché ne va del prestigio di questo Parlamento


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   MARROCCO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARROCCO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   posso
  comprendere le disquisizioni che si possono fare in campo  politico
  condendo  il tutto con demagogia, in qualche modo alzando la  voce,
  cercando di dare importanza anche ai presunti contenuti del proprio
  intervento. Però, i regolamenti, le norme sono tali, come i verbali
  di  una  seduta di Commissione, come il Regolamento, che in qualche
  modo  ordina  e  preordina  i  lavori  di  una  Commissione  e   di
  un'Assemblea.
   Per  cui,  al  di là di tutti i nervosismi, al di là di  tutte  le
  idee, le opinioni legittime che si possono avere in merito, ci sono
  uffici che hanno una dignità e devono essere rispettati per la loro
  dignità  e  per il loro lavoro. Ci sono Istituzioni, come  la  sua,
  Presidente,  e  come  la nostra che hanno il  dovere  di  difendere
  innanzitutto  la legalità. La legalità significa il rispetto  delle
  norme.
   Per  cui,  Presidente, qualora, e sono io a  dirglielo  seppur  la
  penso  totalmente  al  contrario  rispetto  ai  colleghi  che  sono
  intervenuti prima di me, io le dico che qualora il verbale della  I
  Commissione portasse in seno degli errori o qualcosa che in qualche
  modo   possa  delegittimare  il  voto  della  Commissione,  allora,
  Presidente,  lei  deve  intervenire.  Ma  siccome  sono,   altresì,
  convinto   che,   al  contrario,  tutto  è  stato  fatto   seguendo
  pedissequamente  i  dettati  del  Regolamento,  io  le  chiedo   di
  rispettare il verbale di quella seduta, Presidente.
   Dopodiché, io faccio anche un appello ai miei colleghi affinché in
  qualche modo si evitasse di fare anche interventi di un certo tipo,
  perché  ciò che in qualche modo noi in questo modo trasmettiamo  in
  termine  di immagine a coloro che ci seguono, a coloro che  poi  si
  sentono  anche  governati da questo Parlamento,  è  uno  spettacolo
  veramente triste, Presidente.
   Per cui, io mi appello al Regolamento, alla norma, al rispetto  di
  quest'ultima e so che quello che in qualche modo altri hanno tirato
  in  ballo  come illecito, come illegittimo, sono sicuro per  quello
  che  sono  i  dettati  del Regolamento stesso,  così  non  verrà  e
  ovviamente non sarà.
   Mi  ricollego  all'intervento  dell'onorevole  Ardizzone.  Non  ho
  capito   bene  a  cosa  facesse  riferimento  perchè  la   semplice
  comunicazione  in  Aula non è di per sé motivo di  illiceità  o  di
  annullamento  di  una  votazione in Commissione.  Per  cui,  vorrei
  capire   a   cosa   facesse  riferimento,  ma  mi   permetterò   di
  chiederglielo appena scenderò dal pulpito.

   MINARDO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINARDO,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  ascoltando  gli  interventi  degli  onorevoli
  Formica  ed  Ardizzone vorrei dire che la Commissione  ha  lavorato
  perfettamente,  rispettando il Regolamento,  la  norma;  quindi  le
  votazioni sono state fatte, c'è il verbale, ci sono i funzionari.
   A  me  dispiace  invece, signor Presidente, e la voglio  informare
  perché  alcuni  deputati,  con in testa l'onorevole  Formica,  sono
  venuti  a  fare  il  blitz in I Commissione, perché  con  arroganza
  proprio  per  fare  ostruzionismo e per  non  far  lavorare  quella
  Commissione e ho dovuto sospenderla, perché ha voluto verificare di
  persona  se c'era il numero legale o meno, quindi non si fidava  né
  della Commissione, né del Presidente, né del funzionario.
   Signor  Presidente,  io  capisco che ognuno  fa  la  politica  che
  ritiene,   ma  fare  attacchi  ai  funzionari  che  validamente   e
  correttamente  lavorano e comunque redigono i verbali  in  perfetta
  sintonia  con  quello  che  si svolge in Commissione,  non  capisco
  questo comportamento.
   In  ogni  caso,  la  Commissione - lo  diceva  l'onorevole  Greco,
  componente  della  Commissione  -  che  noi  abbiamo  fatto  cinque
  votazioni.  Nelle  prime quattro votazioni  eravamo  presenti  otto
  componenti effettivi, nella quinta votazione addirittura nove, dove
  c'è  stata  la  richiesta di verifica del numero  legale  da  parte
  dell'onorevole  Marziano.  La verifica  è  stata  fatta,  quindi  i
  presenti  erano  9  e  ho  messo  in  votazione;  tant'è  vero  che
  successivamente all'altro punto all'ordine del giorno non c'era  il
  numero  legale  e quindi ho sospeso la Commissione e l'ho  rinviata
  alle ore 19.00 compatibilmente con i lavori d'Aula.
   Quindi,  signor Presidente, non c'è nessun colpo di mano, non  c'è
  nessuna  falsità,  non c'è nessuna questione  che  possa  inficiare
  quella  votazione  e,  quindi, noi l'abbiamo fatto  rispettando  il
  Regolamento e pertanto quelle votazioni sono legittime  perché  c'è
  il verbale della stessa Commissione che parla.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  sono  iscritti  a  parlare  gli
  onorevoli Caputo, Panarello, Arena, Mancuso, De Benedictis, Lentini
  e  l'Assessore  Spampinato. Se l'argomento è lo stesso  per  tutti,
  siccome io ho preso la decisione di convocare la Commissione per il
  Regolamento, volevo chiudere il dibattito.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, siccome mi è capitato di partecipare
  in  sostituzione  di un collega e a fronte della  richiesta  se  ci
  fosse  il  numero  legale, perché da qui nasce  l'equivoco,  se  di
  equivoco  si  può  parlare. Io non userò argomenti politici  perché
  penso  che,  essendo parlamentare da qualche anno,  ho  appreso  in
  quest'Aula,  nel momento in cui sono entrato che bisogna  ricercare
  il  voto  consapevole dei parlamentari perché le decisioni  che  si
  assumono  se  non sono assunte in maniera consapevole  naturalmente
  non sono buone decisioni.
   Quindi,  avendo io chiesto se c'era il numero legale  mi  è  stato
  risposto dal Presidente  e dalla funzionaria che il numero legale è
  presunto  fino  a quando non viene formalizzata la  richiesta,  non
  aggiungendo, signor Presidente, che in quel caso il voto  è  valido
  solo  se si esprime la maggioranza dei componenti. Ed era del tutto
  evidente  che  c'erano  persone in  quella  sede  che  non  avevano
  intenzione di partecipare al voto e di renderlo valido.
   Io  a  questo  mi fermo e vorrei dire al collega Minardo  che  chi
  esercita  la funzione di presidente ha il dovere di sollecitare  il
  voto consapevole dei componenti dell'Organismo che presiede.
   Il  Presidente è certamente un uomo che appartiene  ad  un  Gruppo
  parlamentare ma ha il dovere, così come prevede il Regolamento,  di
  fare  rispettare,  nella  lettera e nello spirito,  il  Regolamento
  parlamentare,  così  come fanno i Presidenti quando  presiedono  il
  Parlamento. Se uno chiede:  Che cosa stiamo votando?  molto  spesso
  il  Presidente dice:  Spiego le ragioni del voto . Invece c'è stato
  da   parte  del  Presidente  e  da  parte  della  segretaria  della
  Commissione,  io  do ad entrambi la buona fede,  ma  al  Presidente
  chiedo  -  essendo un politico - di ammettere che siamo in presenza
  di  un  voto  che,  in  rapporto ai contenuti  del  voto,  è  stato
  inficiato da comportamenti che non hanno indotto i partecipanti  ad
  esprimere  un  voto  consapevole e, quindi, ci  si  è  trovati  con
  componenti di maggioranza, signor Presidente, che erano d'accordo a
  votare quel testo e due componenti dell'opposizione che sono  stati
  indotti  a  partecipare  artatamente al  voto  rendendo  valida  la
  votazione.
   Quindi,  siamo  in presenza, al di là di tutto, di  una  votazione
  inficiata   da   equivoci,   da   interpretazioni   sbagliate,   da
  comunicazioni  non  chiare a tutti i componenti  e  in  ragione  di
  questo,  senza  animosità, credo sia giusto che si ripeta  il  voto
  nelle  forme che abbiamo adesso tutti quanti chiarito in  modo  che
  se  la  volontà della Commissione è quella di procedere si  approvi
  l'ordine   del  giorno  e  i  pareri  che  erano  stati  richiesti,
  altrimenti non ci sarà un voto valido.

   ARENA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Assessore,
  perdoni  la  mia insistenza ma di fronte a delle affermazioni  così
  grossolanamente  lontane dalla realtà è chiaro ed evidente  che  il
  sottoscritto,  in  qualità di componente della Commissione   Affari
  istituzionali , deve necessariamente portare il proprio  contributo
  per  rappresentare la gravità inaudita delle affermazioni che  sono
  state espresse all'interno della Commissione ed oggi all'interno di
  quest'Aula.
   E' incredibile, signor Presidente, che lei, che tra l'altro non  è
  un  vigile  urbano  ma è arbitro imparziale di questa  Commissione,
  ascolti  come tutti noi un parlamentare parlare di voto consapevole
  o  inconsapevole,  quasi  che ognuno di noi,  nell'esercizio  delle
  proprie funzioni, si abbia bisogno di un insegnante di sostegno.
   E'  incredibile  che  si metta in discussione  quanto  è  accaduto
  all'interno  della  Commissione   Affari  istituzionali .  Si  sono
  svolte  delle votazioni in maniera assolutamente regolare.  Parlare
  impropriamente e grossolanamente di illecietà e di  illegittimità è
  sicuramente   un   abuso,  è  sicuramente  un   atto   di   estrema
  scorrettezza, anche perché, ad esempio, il vicepresidente   Formica
  non era presente al momento delle votazioni
   Le  sue  affermazioni, così brillanti, lui che è un fine giurista,
  sono affermazioni de relato.  Lui non è stato presente, lui non  sa
  assolutamente quanti eravamo, si legga il verbale, a meno  che  non
  voglia  parlare di una accozzaglia di parlamentari  che  bara,  che
  trucca e che altera il regolare svolgimento di una votazione che è,
  signor  Presidente Cascio, questo chiedo a lei e mi rivolgo a  lei,
  anche  perché  sono stati violentemente offesi gli Uffici,  sia  in
  Commissione  che in quest'Aula - se gli Uffici sbagliano  è  giusto
  che siano pesantemente bacchettati e sanzionati - ma gli Uffici non
  hanno  fatto altro che coadiuvare regolarmente e naturalmente,  non
  in  maniera faziosa quello che era il compito del Presidente  della
  Commissione  Affari  Istituzionali,  non  hanno  fatto  altro   che
  assistere  e verbalizzare una seduta di Commissione. Anche  perché,
  signor Presidente, quando ci si avventura parlando, ad esempio, del
  voto  consapevole o inconsapevole si dovrebbe cercare - chi  lo  ha
  fatto,  io ho sbiadito i ricordi - di andare a spulciare  testi  di
  diritto costituzionale che ci parlano degli interna corporis.
   Io  studiai nel   Temistocle Martines  che non sono altro che  gli
  atti   e le attività che sono svolti all'interno di un organo.  Noi
  sappiamo   che   anche   la   Corte  Costituzionale   parla   della
  insindacabilità di quelli che sono gli atti regolamentari.
   Quindi,  signor  Presidente, se un regolamento è stato  votato  da
  questa Assemblea,  non è pensabile che qualcuno per giustificare la
  propria  ignoranza sconfinata, spaventosa, assurda e non  in  linea
  con  quello  che  dovrebbe essere il compito di un  parlamentare  -
  parli  di  voto consapevole o inconsapevole - dovrebbe  sapere  che
  trattandosi di interna corporis e quindi fatto diverso dalla legge,
  la  votazione dell'Assemblea sul Regolamento diventa immediatamente
  esecutiva e, quindi, quando all'interno della Commissione coloro  i
  quali  hanno chiesto il numero legale e poi hanno capito  di  avere
  fatto  una  cappellata grossolana, tentando di riparare   e  quindi
  invocando  l'ignoranza di qualcosa che era già diventata  esecutiva
  grazie al voto di questa Assemblea, c'è qualcosa che non va  Non si
  possono  insultare  gli  uffici per i propri  errori,  non  si  può
  mortificare  il  lavoro di colleghi parlamentari  che,  invece,  la
  pensano in maniera diversa e che non hanno errato.
   Quindi,  signor  Presidente, la votazione si è svolta  in  maniera
  assolutamente   lecita,  in  maniera  assolutamente   legittima   e
  regolamentare.
   Il   Vicepresidente  Formica  che  ha  fatto  irruzione   gridando
  all'interno  della  Commissione non era  presente  alla  votazione,
  coloro  i  quali  hanno votato hanno votato consapevolmente,  hanno
  errato  sconoscendo  assolutamente  -  forse  erano  in  Aula,   ci
  accorgeremo  che  erano in Aula e forse non sono  stati  attenti  -
  quello  che  è  il  nuovo dettato e la volontà di questa  Assemblea
  regionale siciliana che dice che col cambio del Regolamento  coloro
  i  quali  chiedono il numero legale, così come avviene  all'interno
  delle  votazioni,  sono computati come presenti  all'interno  della
  votazione.
   Signor  Presidente,  sono  sicuro  che  ella  vorrà  disporre  una
  Commissione di inchiesta nel caso in cui si voglia chiarire se voto
  c'è stato e se numero legale c'è stato.
   Quindi,  le attività di natura investigativa e gli approfondimenti
  di  natura giuridica di alcuni colleghi mi sembra facciano acqua da
  tutte  le  parti   e  assomigliano tanto a quel Titanic  che  tanta
  cinematografia e tanta bibliografia ha sviluppato dal  disastro  in
  poi.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avevo chiesto di
  parlare   un  po'  per  differenziare  anche  il  modo  di  porgere
  l'argomento perché non è soltanto un problema di natura procedurale
  che  so  che  ella  con  la  sua solita competenza  e  imparzialità
  istituzionale  saprà affrontare, e su questo lei ci  lascia  sempre
  tranquilli,  qui è un problema diverso, di tutela dell'immagine  di
  questo Parlamento e, se mi consente, anche della Sicilia.
   Qui  abbiamo, Assessore, assistito alla nomina di un revisore  dei
  conti  che  non ha potuto accettare perché era ospite delle  patrie
  galere;  abbiamo  assistito  alla  nomina  di  un  assessore   alle
  autonomie  locali  che  indossa il vestito della  festa,  arriva  a
  Palermo con 42 gradi di temperatura, sale al Palazzo del Presidente
  della  Regione,  gli dicono che per un contrasto all'interno  della
  maggioranza non è più assessore, saluta il Presidente e se ne torna
  a  casa con 42 gradi di temperatura e con meno benzina in macchina.
  Ed  è  stato  nel frattempo presentato a tutta l'opinione  pubblica
  mondiale quale il nuovo assessore alle autonomie locali.
   Poco  fa, e non è compresa nell'elenco, abbiamo appreso da  organi
  di  stampa  che il suo Presidente, onorevole assessore,  ha  appena
  nominato  il presidente dell'IRCAC in quota FLI, un certo  avvocato
  Petino, e uno dei consiglieri di amministrazione della CRIAS non so
  in quota di quale residuo partito.
   Adesso, apprendiamo una serie di nomine fatte dal Presidente della
  Regione  che,  evidentemente,  ha  qualche  problema  di  patologia
  clientelare:  non  riesce  a  non nominare  cinque-sei  persone  al
  giorno.
   Onorevole  Assessore,  la prego, essendo  anche  un  apprezzato  e
  prestigioso giurista oltre che uomo di governo di questa Regione ed
  espressione  anche  di questo Parlamento, di porre  fine  a  questa
  vergogna. Vergogna che sta mortificando il Governo, e quindi  anche
  ella,  il  Parlamento e la Sicilia. Perché proprio ieri, mentre  le
  Agenzie battevano notizia che il Commissario dello Stato ha dato il
  via  libera al disegno di legge blocca nomine, ovvero significa che
  il  Governatore  non  può nominare più alcuno,  avendo  saputo  che
  domani  pomeriggio rassegna le dimissioni, vorrei capire che  senso
  ha  continuare a nominare soggetti all'interno di posti  importanti
  dal punto di vista burocratico della Regione quando è un Presidente
  della  Regione  dimissionario nei fatti,  nella  sostanza  e  nella
  realtà istituzionale.
   E'  scandaloso  Caro onorevole Ardizzone, non è più un problema di
  procedura,  ma  è  un  problema di forma, di  sostanza,  di  difesa
  dell'immagine  di  questa Sicilia che non può finire  sui  giornali
  perché  vengano nominati persone arrestate o assessori che  tornano
  indietro o componenti nominati e appresi da questo Parlamento dalle
  Agenzie di stampa.
   Stiamo  rasentando  il ridicolo  Non è consentito  a  Lombardo  di
  continuare  ad  offendere questa Sicilia come sta  facendo  per  un
  problema  di  patologia clientelare, perché a questo punto  bisogna
  veramente  preoccuparsi per la sua salute, perché non  è  possibile
  che  continua  a stare chiuso nella sua stanza e a sfornare  nomine
  quando  ha  la  Sicilia che brucia dal punto di vista  della  crisi
  economica e della crisi occupazionale.
   Signor  Presidente,  io  le chiedo non soltanto  di  convocare  la
  Commissione  per  il Regolamento, ma le chiedo di annullare  queste
  nomine  che sono veramente un'offesa non soltanto procedurale  alla
  Sicilia, e chiedo a lei Assessore, che sa che la stimo per  la  sua
  correttezza e per la sua preparazione, ma anche per il  suo  stile,
  di  intervenire  presso il Governo e rimuovere  queste  nomine  che
  sicuramente  il  prossimo Governo andrà a revocare,  ma  in  questo
  momento  stanno  dileggiando la Sicilia in ogni  parte  del  nostro
  territorio.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, se le serve un testimone  oculare  in
  questa   inchiesta   che  è  in  corso  io  naturalmente   sono   a
  disposizione.
   A  parte  questo, non intervengo nel merito perché  sono  arrivato
  dopo che ho sentito chiasso; dal secondo piano, sono sceso al primo
  piano, c'era tanto chiasso dove ognuno riteneva di raccontarla  per
  come l'ha vissuta.
   Invece,  signor presidente, siccome ho vissuto le stesse  cose  in
  altri  luoghi, che non sono quelli di un Parlamento, di Commissioni
  parlamentari.
   Mi  appello  affinché  possa richiamare quei  deputati  che  hanno
  puntato  il dito con gli uffici dell'Assemblea. Mi indigno solo  di
  questo.  Non entro nel merito di nomine o di altro, con  offese  e,
  naturalmente,  anche con qualcosa in più, che  non  fanno  onore  a
  nessuno di questi 90 deputati. Ritengo che i funzionari siano lì  a
  rappresentare  formalmente  le  regole,  a  leggere  quello  che  è
  possibile,   a   verbalizzare   tutto   come   procede.   Non   c'è
  assolutamente,    da   parte   dei   funzionari,    ritengo,    una
   partigianeria'. E, siccome in questa vicenda, l'unica cosa che  ho
  fotografato  erano le offese al Presidente - per carità  ci  stanno
  tutte, è uno come noi, è uno che è parlamentare e quindi può  anche
  lui   agire   di  partigianeria  -  ma  le  offese  ai   funzionari
  dell'Assemblea mi sembrano fuori luogo, non accettabili e,  siccome
  loro   non  possono  parlare,  non  si  possono  difendere,   colgo
  l'occasione  per  farlo io. Non so se faccio una  cosa  positiva  o
  negativa  ma  cerco  di interpretare chi  voce  non  ha  in  questo
  Parlamento  e,  anche  quando lo ha fatto  in  Commissione,  lo  ha
  ribadito  qui in Aula e spero che si penta di quello che  ha  detto
  nei confronti dei funzionari di questa Assemblea.
   Lo  ripeto,  non  entro  nel  merito, perché  entrare  nel  merito
  significa fare la storia di questo Parlamento e far anche la storia
  di molti deputati che, in altri momenti, hanno esattamente fatto la
  parte  in  commedia però capovolta. Quindi, evito  di  entrare  nel
  merito.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  non  c'è
  dubbio che questa discussione non aiuta questa Assemblea a dare  la
  migliore  immagine di sé. E, quindi, riterrei  che  al  di  là  dei
  giudizi di parte che ciascuno di noi conserva e le opinioni  e  gli
  interessi  disgiunti, credo sia interesse suo  e  interesse  nostro
  uscire  da  questa  discussione nella maniera più  elegante  e  più
  aderente possibile alla sostanza delle cose.
   Qui  non è in discussione se debba prevalere un voto di una natura
  oppure di un altro rispetto al provvedimento adottato.
   Signor  Presidente, qui appare chiaramente che la mutazione,  così
  come  è  maturata, non avrebbe dato quell'esito se si fosse  svolta
  nella  chiarezza  e nella consapevolezza di coloro  i  quali  erano
  presenti alla votazione.
   Questo  a  maggior ragione, in un contesto da cui proveniamo,  nel
  quale  questa  Aula, a maggioranza, ha esitato un provvedimento  di
  legge   che   per  molti,  durante  il  dibattito,   era   ritenuto
  incostituzionale, illegittimo e invece così non era perché l'organo
  preposto a fare una verifica di natura costituzionale lo ha esitato
  senza  alcuna impugnativa e, chiaramente, indica un percorso e  una
  intenzione ben precisa da parte della maggioranza di quest'Aula.
   Quest'Aula   ha   esitato,  questa  mattina,  un  regolamento   ma
  nell'applicazione delle norme l'indicazione precisa  del  contenuto
  va  di  pari passo anche con la definizione dell'entrata in  vigore
  della norma stessa, che è questione sostanziale. Ed è una questione
  sulla quale si è verificato oggettivamente un dubbio forte da parte
  di   chi   oggi   era   presente  nella   I   Commissione    Affari
  istituzionali'.   Il   tema   della   validità   della   decorrenza
  dell'entrata in vigore della norma stessa fa sì che quel voto -  se
  vi  fosse stata chiarezza - non sarebbe stato espresso nei  termini
  in  cui è stato dato. Poi si può concordare o meno; ciascuno di noi
  può  tifare  per una conclusione o meno di quel voto.  Ma  non  c'è
  dubbio, e tutti quanti lo stiamo dovendo constatare, che quel  voto
  si  è  espresso  nella non chiarezza e nella non consapevolezza  da
  parte  di  tutti i commissari. Se così fosse stato, quel  voto  non
  sarebbe stato dato.
   Mi   sembra  che  questo  basti,  signor  Presidente.  Non  voglio
  aggiungere  presunta malafede da parte di alcuno. Ma  questo  basti
  perché,  proprio  lei, a difesa proprio della  volontà  che  questo
  Parlamento  ha  espresso più volte e proprio  delle  necessità  che
  tutti  i  commissari esprimano con chiarezza nel merito di  ciascun
  provvedimento, signor Presidente,  perché lei possa annullare  quel
  voto   e   approfondirne  le  ragioni  nella  Commissione  per   il
  Regolamento  e  procedere eventualmente a nuova convocazione  della
  Commissione per decidere.
   Aggiungo   anche,   signor  Presidente,  che  lei   verifichi   se
  l'iscrizione  all'ordine del giorno di quest'altro punto,  avvenuta
  stamattina  stessa,  poche ore prima, da  luogo  ad  una  votazione
  regolare  o  non  avrebbe avuto bisogno di più  tempo  per  potersi
  decidere nel merito.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  ricordare  ai  colleghi  che, mentre la  Grecia,  il  Portogallo  e
  l'Irlanda   piangono  e  cercano  di  rientrare  dal  default,   il
  Parlamento  nazionale  si sta impegnando  giorno  dopo  giorno  per
  emanare  leggi e decreti affinché si possano ridurre le spese,  con
  tanta  responsabilità, quest'Aula ha prodotto finalmente una  legge
  importantissima,  che è quella di bloccare le nomine  anche  perché
  non  ci  sono  i  soldi  per  pagare, non  vedo  la  premura,  caro
  Presidente.
   Per  quanto riguarda gli ospedali e le ASP, dove ad oggi  ci  sono
  manager, in altri ci sono i commissari, quindi non si capisce,  non
  c'è  nessuna scopertura, non si capisce perché tutta questa premura
  di   nominare  personaggi  per  poi  non  servire  a  nulla  e  non
  rimpinguare invece le casse regionali che sono davvero al lumicino.
   Voglio  dire  una  cosa:  prima che questo  Governo  lasci  questa
  benedetta  legislatura,  si mettano la coscienza  a  posto  con  sé
  stessi  e  possibilmente il popolo gli possa dare una piccola  mano
  d'aiuto.  Le  difficoltà,  infatti, ci sono  e  ci  sono  state  da
  tantissimi anni, ma questo Governo sta affossando ancora  e  sempre
  di più questa Regione.
   Onorevole  Presidente della Regione, esca dalla sua stanza  perché
  fuori il popolo insorge e, se il popolo insorge, insorge per tutti;
  la  gogna politica arriva a tutti, anche a tutti noi, a coloro  che
  con tanta responsabilità, in questi anni, hanno prodotto con  anima
  e  core'  una  partita a livello umano per difendere questa  grande
  società che è importante.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli assessori e non,  onorevoli
  colleghi, intervengo non perché da questo pulpito ritengo di  avere
  doti  di verità diverse o più profonde rispetto ai colleghi che  mi
  hanno  preceduto  - presidente Cascio, mi rivolgo  proprio  a  lei,
  perché lei  ha già deciso e, -  credo, in maniera appropriata -  di
  sciogliere  il  nodo rispetto a quanto accaduto in  I  Commissione,
  sulle nomine, convocando la Commissione per il Regolamento e questa
  credo sia la decisione più saggia.
   Desidero  fornirle, però, alcuni elementi, essendo stato  presente
  in  Commissione da un certo punto in poi, non prima di averle  però
  espresso  il mio rammarico per gli appunti e, in questo,  condivido
  pienamente  quanto  detto dall'onorevole Mancuso,  che  sono  stati
  riservati all'interno della Commissione ai funzionari.
   Ho  sentito il sapore della pochezza di chi non ha il coraggio  di
  attaccare la politica.
   Probabilmente,  è  stato  un errore nel dictum,  però,  gli  unici
  responsabili  della Commissione non sono certamente  i  funzionari,
  non  sono i dirigenti; sono il presidente, il vicepresidente  e  il
  segretario che, in questo caso, è colui che parla.
   Signor Presidente, ribadisco la necessità di trenta secondi  della
  sua attenzione.
   Quando  sono  arrivato  in Commissione, si stava  procedendo  alla
  quinta votazione, che era quella legata alla nomina del CAS.  Erano
  state  già espletate le prime quattro votazioni sulla sanità, sulle
  aziende di Messina, Agrigento, etc.
   In   quel  momento,  signor  Presidente,  alla  quinta  votazione,
  l'onorevole Marziano e l'onorevole Vinciullo hanno fatto  richiesta
  di numero legale.
   Poco  importa quale sia la normativa da applicare: se quella nuova
  che  computa  i  richiedenti o quella vecchia che, invece,  non  li
  computa.
   Il tema non è sulla quinta votazione ma è sulle quattro precedenti
  votazioni e le spiego perché.
   Il  plenum,  alla  quinta  votazione, era  di  nove  deputati,  me
  compreso. Non ero presente alle prime quattro votazioni e,  quindi,
  erano  in  otto.  Se  l'onorevole Marziano interviene  alla  quinta
  votazione  e  chiede  il numero legale, lei dovrà  accertare  e  la
  Commissione  per  il Regolamento dovrà accertare  semplicemente  se
  l'onorevole  Marziano era presente o meno dalla prima  alla  quarta
  votazione.  Se era presente e non ha chiesto il numero  legale,  si
  era in otto ma, se l'onorevole Marziano non era presente, si era in
  sette  e,  siccome per la votazione sulle nomine, il numero  legale
  non può essere presunto, quelle votazioni sono invalide.
   Se ciò non dovesse essere, quelle quattro votazioni sono valide.
   Credo che senza urlare e tanto più senza offendere gli uffici  che
  non hanno alcuna responsabilità se non il sacrificio e il pregio di
  coadiuvarci, soprattutto quando, come è successo oggi, c'è  qualche
  collega   che  si  dichiara  ignorante,  credo  che  così   facendo
  riusciremo a riportare la questione alle sue reali verità.

   INCARDONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   il   mio
  intervento  si  articolerà in due momenti:  uno  nel  merito  della
  questione  che  il Parlamento sta dibattendo e non  certamente  per
  riferire  come  sono  andate le cose in I  Commissione  perché  non
  c'ero.
   Vorrei  richiamare l'attenzione dell'assessore Spampinato sul  bon
  ton istituzionale.
   Il  bon  ton  istituzionale, che è mancato  da  sempre  al  nostro
  Governatore, ma si sta facendo particolarmente rarefatto in  questo
  scorcio  di  legislatura  e soprattutto è  chiaro  ed  evidente  un
  nervosismo, più che un bon ton istituzionale, a carico del  Governo
  e soprattutto del Governatore.
   Siamo  in una situazione nella quale abbiamo votato una legge  che
  blocca  le  nomine, quindi, c'è una volontà precisa del Parlamento;
  siamo  alla fine della legislatura, il Presidente si sta venendo  a
  dimettere e, come già qualcuno prima di me ha evidenziato, lui  che
  cosa fa? Fa nomine, anziché occuparsi dei problemi importanti della
  Sicilia,   anziché  provare  a  non  mortificare  ulteriormente   i
  lavoratori  della  formazione, affinché provare a  non  mortificare
  ulteriormente le imprese siciliane, tutte quelle imprese  siciliane
  che  avrebbero aspettato di potere essere aiutate, anche attraverso
  i fondi dell'Unione Europea che invece sono andati perduti, anziché
  pensare  ad evitare di continuare a mortificare tutte le maestranze
  siciliane, tutti gli artigiani, anziché provare a non mortificare i
  comuni,  gli  enti locali, il Presidente ed il Governo  continua  a
  nominare.
   Nomina,  senza  alcun  senso  di responsabilità  e  a  volte  caro
  Assessore  Spampinato senza titoli, come nel  caso  del  Segretario
  Generale,  perché insisto, il Segretario Generale ha bisogno  della
  laurea  in  Giurisprudenza. Il Segretario Generale,  la  dottoressa
  Monterosso,  potrà ricoprire tutti i ruoli di questo mondo  ma  non
  certamente  quello di Segretario Generale. Quindi, il bon  ton  non
  manca  in  me che denuncio e faccio il mio dovere di denunciare  un
  fatto amministrativo, governativo assai grave; il bon ton manca  in
  capo   al  Governo;  manca  in  capo  al  Governatore  che  insiste
  nell'atteggiamento arrogante, nell'atteggiamento che ha  portato  a
  dividere  i partiti, che ha portato a dividere la classe dirigente,
  che  ha portato a dividere tutti,  financo, e non era  mai capitato
  nelle  tre  legislature che ho avuto l'onore di svolgere in  questo
  Parlamento; che la politica si dividesse dai funzionari  di  questo
  Parlamento.  E'  arrivato  anche a questo.  E'  riuscito  anche  in
  quest'opera.
   Allora,  propongo per il Governatore Lombardo, che sembrava  dover
  essere  una persona intelligente, una persona che doveva costruire,
  invece,  un  aggettivo:  Lombardo il demolitore,  perché  è  questo
  quello  che ha fatto; perché è questo quello che è riuscito a  fare
  in  questi  quattro anni e mezzo. Per fortuna, però, le demolizioni
  sono  state così forti da portarsi via anche lui; lui che aveva  la
  chance  di  potersi ricandidare; lui che poteva avere la chance  di
  poter  guidare questa Regione per altri cinque anni è  costretto  a
  fuggire; è costretto ad andare via; è costretto a dimettersi.
   Questa  è  la conclusione che merita un uomo che ha portato  tanta
  distruzione  e,  come  direbbero i  nostri  padri,  per  dirlo  con
  un'espressione siciliana,  chi semina vento, raccoglie tempesta'.
   E  questo  è  quello  che sta raccogliendo  Lombardo.  Detto  ciò,
  Presidente  Cascio,  rivolgo a lei una domanda:  ho  appreso  dalla
  stampa  che il Presidente Lombardo vorrebbe sottrarsi al  confronto
  in  Aula; vorrebbe che il dibattito in Aula non ci fosse alla  fine
  delle  sue  dichiarazioni. E' prassi di quest'Aula che, ogni  volta
  che  il Presidente viene a dare le proprie comunicazioni, si svolga
  un dibattito.
   Allora, voglio sapere e qui intervengo sull'ordine dei lavori come
  sarà  articolato  domani il dibattito, se  ci  sarà,  dopo  che  il
  Presidente avrà fatto le sue comunicazioni a quest'Aula.

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   VINCIULLO. Dovevo parlare io.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Non  ci sarà dibattito dopo le dichiarazioni del Presidente  della
  Regione;  non  seguirà nessun dibattito; seguirà una  dichiarazione
  del Presidente dell'Assemblea e basta.
   Onorevole Vinciullo, almeno vuole rispettare il suo turno o  vuole
  parlare prima di chi ha chiesto di parlare prima di lei?
   Si può parlare uno alla volta.

   SCILLA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  innanzitutto,
  apprendo  con  dispiacere che domani non faremo un  dibattito  alle
  dichiarazioni del Presidente Lombardo con le quali
   Intervengo   -  non  voglio  entrare  nel  merito  della   disputa
  regolamentare; da quello che ho capito, lo avrebbe già fatto lei se
  fosse  stata sospesa la seduta - perché bisogna andare  oltre.  Ciò
  che   percepisco,   rispetto  al  momento  sociale   ed   economico
  dell'Isola, lo percepisce l'Assemblea. Non so, mi chiedo, a  volte,
  signor  Presidente,  se chi è seduto in quest'Aula  ha  i  contatti
  diretti con la società all'esterno. Questo pomeriggio, siamo  stati
  convocati   per   votare   il  disegno  di   legge   che   rispetto
  all'assestamento  di  bilancio  per esempio,  nell'assestamento  di
  bilancio,  c'era  la  copertura  finanziaria  per  il  collegamento
  marittimo  con  le  Isole minori. Quest'Aula  rimanda  indietro  in
  Commissione  il  disegno di legge per l'assestamento  di  bilancio,
  quindi,  il Governo, presente il Presidente Lombardo, che ha  preso
  l'impegno diretto rispetto a questa tematica, fa finta di  nulla  e
  invece  inizia  ad organizzarsi con i propri uomini in  Commissione
  per continuare quell'atteggiamento, quello sì vergognoso, quello sì
  indecente,  quello  sì  inaccettabile,  di  continuare  con  questa
  malattia  delle nomine; io, invece, mi stranizzo e mi  vergogno  di
  alcuni  atteggiamenti di alcuni colleghi che vorrebbero che  questo
  Parlamento facesse finta di nulla. Ma è normale quello che  succede
  dentro  l'Aula? E' normale quello che continua a fare  giornalmente
  il Presidente Lombardo?
   Domani  mattina,  finalmente, o domani  pomeriggio,  quando  sarà,
  libererà   quest'Isola;  se  ne  ritornerà  a  fare  l'agricoltore.
  Speriamo  che  lo faccia davvero, però noi dobbiamo subirci  questo
  atteggiamento che è offensivo per questo Parlamento. Non siamo  noi
  che  vogliamo  fare  speculazione  politica;  non   siamo  noi  che
  vogliamo creare assolutamente problemi.
   Oggi,  questo  Parlamento  doveva in  maniera  assoluta  discutere
  l'assestamento di bilancio, votare quella legge, se  riuscivamo  ad
  approvare  il  disegno  di  legge  numero  900;  quella  parte   di
  finanziaria impugnata la approvavamo anche per dare delle risposte.
  Dopo di che, bisogna azzerare tutto. Bisogna ripartire. Abbiamo  la
  Sicilia  che  sta bruciando; abbiamo un bilancio che  è  falso.  Il
  bilancio  della  Regione è falso; le entrate non sono  vere.  E  il
  fatto  che  noi oramai da 4 anni votiamo finanziaria  a  maggio,  a
  giugno è un fatto oggettivo, è un fatto loro. Vi dovete vergognare;
  il   Governo  si deve vergognare.  Lombardo non è degno  di  potere
  rappresentare la Sicilia e i siciliani
   Non  si  può continuare con questo stato di cose. Ma come  si  fa?
  Allora  è  vera  una cosa; una cosa voglio dire: c'è  qualcuno  che
  continua, che vorrebbe difendere questo stato di cose. Vero  è  che
  Lombardo è riuscito prima a creare problemi quando amministrava con
  il centrodestra che, ricordo a qualcuno, ha vinto le elezioni. Poi,
  signor Presidente,  posso finire?

   PRESIDENTE.  Onorevole Scilla, vada al tema. Lei ha parlato  quasi
  tutto  il  suo  tempo senza entrare mai nel tema, quindi,  concluda
  entro il tempo

   SCILLA.   Signor  Presidente,  sto  entrando  nel   tema;   signor
  Presidente, mi ascolti. Lei ha detto una cosa che non doveva  dire.
  Ho  parlato  del  tema e le spiego perché l'ho  fatto.  Mentre  noi
  perdiamo tempo e scherziamo, non ci rendiamo conto per esempio  dei
  problemi che ci sono fuori quest'Aula.
   Allora,   chi   vorrebbe   riportare  il  dibattito   sulle   vere
  problematiche, evidentemente, non lo deve fare in questo Parlamento
  perché,  oggi,  nel  momento in cui domani Lombardo  si  dimetterà,
  vorrei  capire a cosa serve, dopo che è stata votata una legge  che
  riguarda, appunto, il blocca nomine, una legge che mi pare non  sia
  stata impugnata dal Commissario dello Stato.
   C'erano  autorevoli  esponenti del Governo  che  sosteneva,  ed  i
  soggetti  che difendono questa maggioranza, illuminati parlamentari
  che  da  un  punto di vista non potrebbero rappresentare  niente  e
  nessuno  perché,  oltre  alle lauree,  per  potere  amministrare  e
  rappresentare il popolo, occorre cuore e occorre coraggio.
   Allora,   quale  norma  è  stata votata da quest'Assemblea?  quale
  norma non è stata impugnata dal Commissario dello Stato?
   Presidente Lombardo, questa maggioranza che è nata da un ribaltone
  indegno

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scilla, ha parlato un minuto in  più
  del  tempo a suo disposizione. I tempi del Regolamento sono dettati
  per  essere  rispettati.  Se per voi i tempi  sono  approssimativi,
  indicativi, non finiamo più il dibattito. Concluda.

   SCILLA.  Lei sì che invece riesce sempre  voglio dire soltanto una
  cosa;  mi  rivolgo  a  lei per dire soltanto una  cosa.  Lei  deve,
  essendo  rappresentante di questo Parlamento,  non  consentire  più
  tutto ciò che oggi con l'inciucio e con gli inganni si è verificato
  sul  piano politico. Vediamo se possiamo votare questo assestamento
  di  bilancio;  vediamo se si può votare il disegno di legge  numero
  900,  la  parte  impugnata  della finanziaria.  Dopodiché,  bisogna
  mettere  la  parola  fine ad una legislatura che  non  è  degna  di
  rappresentare le sorti del popolo siciliano.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, il mio  intervento
  sarà  articolato  e  corro per stare dentro i  cinque  minuti  però
  ritengo  che,  in questa vicenda, ci sia un fatto di violazione  di
  una  attività parlamentare che porta dentro anche un fatto etico  e
  morale   e   poi  c'è  una  violazione  di  legge  ed  un   aspetto
  regolamentare, per finire.
   Mi  chiedo, lo chiedo a lei e lo chiedo agli uffici: ma gli ordini
  del  giorno che vengono votati da quest'Aula sono carta straccia  o
  hanno una valenza giuridica o quanto meno politica?
   Perché faccio questa domanda, alla quale lei mi dovrà rispondere e
  se  non  lo  fa lei, ulteriormente il collega Marrocco,  che  è  un
  disturbatore.
   Quest'Aula, prima che il Governo adottasse le delibere  che  hanno
  portato  alle nomine oggi in I Commissione, ha, credo all'unanimità
  ma  comunque  a  stragrande maggioranza, approvato  un  ordine  del
  giorno  col  quale  si imponeva al Governo di  non  effettuare  più
  nomine,  visto  che  il presidente della Regione  aveva  comunicato
  anche  la  data delle sue dimissioni. Questo ordine  del  giorno  è
  stato completamente disatteso.
   Ripeto  la  domanda  perché qualcuno mi dovrà pur  rispondere.  So
  quale  dovrebbe  essere  la risposta ma la  voglio  ufficiale.  Gli
  ordini del giorni li approviamo per pigliarci in giro, per pigliare
  in  giro  qualche  elettore o hanno una valenza giuridico-politico-
  istituzionale.
   Se  sciogliamo questo primo quesito, chiaramente, di nomine non se
  ne  poteva parlare più in Commissione e non potevano nemmeno essere
  adottate  dal  Governo. Questa prima osservazione ne  porta  dietro
  un'altra  che è di carattere etico-morale. Ma di fronte a tutto  il
  dibattito  che si è svolto in sede di quell'ordine del  giorno:  il
  dibattito che si è svolto in sede di approvazione della legge sulla
  cosiddetta  blocca-nomine'.  Ma è mai possibile che si continuano a
  fare  nomine?  Ma  che  siamo in un repubblica  delle  banane   Per
  capirlo   E di fronte a questo discorso non c'è norma regolamentare
  che  tiene,  anzi  mi dispiace che perdiamo molto tempo  su  questi
  aspetti regolamentari e pseudo giuridici.
   Chi  deve  tutelare  la  dignità di questo Parlamento?  Certamente
  tutti noi. Ma principalmente lei signor Presidente perché ne ha  il
  ruolo, la capacità e l'autorevolezza.
   Andiamo  agli  aspetti  giuridici,   io  vorrei  che  gli   Uffici
  facessero prendere atto al Presidente di almeno tre aspetti. Primo:
  per   potere  adottare  ordini  del  giorno  in  Commissione,   per
  regolamento occorrono quarantotto ore.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Maira io le ricordo  che  siccome  ho  già
  annunciato che convocherò la Commissione per il Regolamento di  cui
  lei  fa parte, nel caso in cui scadesse il suo tempo le ricordo che
  queste  stesse  riflessioni le potrà fare  in  Commissione  per  il
  Regolamento.

   MAIRA.  Si,  però,  signor  Presidente,  prima  di  arrivare  alla
  Commissione per il Regolamento, che potrebbe anche essere  inutile,
  io  vorrei  ricordare alla sua attenzione, al di là  degli  aspetti
  delle  quarantotto ore che queste delibere di nomina, approvate  in
  sede  di  Governo,  sono state approvate in  violazione  di  legge,
  perché  sono state adottate in data 12 luglio e siccome per  legge,
  in  base  all'articolo  70  bis  del  nostro  Regolamento  interno:
    occorre  che  il Governo nel momento in cui adotta  le  nomine  è
  tenuto per legge a richiedere un parere parlamentare in ordine agli
  atti  che  rientrano nella sua competenza, la relativa richiesta  è
  inoltrata   al   Presidente   dell'Assemblea   che   l'assegna   in
  Commissione . .  Però l'articolo 2, della legge  regionale  5,  del
  1978  prescrive,  è rapidissimo:   La richiesta di  pareri  di  cui
  all'articolo 1 della legge regionale del 20 aprile 1976, n. 35, per
  le   nomine   di   cui  al  precedente  articolo,  deve   contenere
  l'esposizione  dei  motivi  che  giustificano  l'indicazione  della
  candidatura  secondo  criteri  di  qualificazione  e  capacità  del
  candidato con  riguardo anche agli incarichi svolti o in  corso  di
  svolgimento  e  in relazione ai fini ed agli atti di  indirizzo  di
  gestione che si intendono perseguire .
   Il Governo ha adottato queste nomine il 12 luglio, ma ha corredato
  la  nomina  con documenti pervenuti il 25 luglio. Io credo  che  la
  documentazione a giustificazione della nomina doveva avvenire prima
  del 12 luglio, non a distanza di tredici giorni.
   Quando la Commissione vede questi atti,  e lì deve intervenire  se
  ne  ritiene la Commissione per il Regolamento, ma secondo me  è  di
  competenza  sua,  che c'è un errore madornale  di dichiarazione  di
  legge   non   poteva  nemmeno  esaminare  queste  domande,   signor
  Presidente,   per  cui  sarebbe giusto che  venga  comunicata  alla
  Commissione che queste nomine sono illegittime e non possono  avere
  nessun  riscontro  e parere positivo o negativo della  Commissione:
  non sono esaminabili.
   Per ultimo, siccome sento dire di vecchio e nuovo Regolamento, per
  capirci,  norme del nuovo Regolamento interno, credo che non  siano
  efficaci perché prima di poter essere vigenti, se non ricordo male,
  debbono andare in pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
   Sino  a  quando questo non avviene ritengo che non possono  essere
  immediatamente applicate, ma questo è marginale rispetto  a  quello
  che  è  il cuore del problema e che non è materia della Commissione
  per il Regolamento, signor Presidente.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,   il mio sarà un intervento su tre temi. Il primo.  Sono
  qui   perché  devo  ad  ogni  costo  tutelare  l'onorabilità  della
  Commissione  che qualche collega ha voluto, senza essere  presente,
  mettere in discussione.
   L'onorabilità  della Commissione e soprattutto  l'onorabilità  dei
  funzionari  della Commissione e di coloro i quali  nel  momento  in
  cui  si sono creati particolari momenti di attrito, sono venuti per
  cercare  di  dare  riposte  chiare, concrete  e  dimostrando,  come
  sempre,   grande  competenza,  grande  capacità  di  affrontare   e
  risolvere i problemi.
   Quindi,  la  prima cosa che faccio, è chiedere scusa, a  nome  dei
  colleghi, a tutti i funzionari dell'ARS che ingiustamente qualcuno,
  oggi, ha tirato in ballo.
   E  voglio  ripercorrere come sono avvenuti i  fatti  invitando  la
  Presidenza  a  dare  disposizioni per  procedere  a  sbobinare  gli
  interventi  di ognuno di noi, perché attraverso questa  operazione,
  si può ristabilire la verità di tutti, la verità nei comportamenti,
  solo  così   si possono eliminare alcune  panzane   -    perché  di
  questo si tratta -  che oggi sono state dette in quest'Aula.
   In  Commissione eravamo in sette e non stavamo operando, così come
  si  può  certificare attraverso lo  sbobinamento' degli interventi,
  stavamo  soltanto  parlando,  nessuno stava  operando.  Eravamo  in
  sette,  improvvisamente  sono arrivati altri  due  deputati.  Siamo
  diventati nove.
   Uno  aveva  potere  per  poter firmare e votare,  l'altro  era  un
  deputato che si è unito, così come a volte accade. Da quel  momento
  in  poi  le  possibilità erano due:  uscire e vi era il  numero  di
  otto,  oppure chiedere di verificare il numero legale  e,  in  quel
  caso,  dal  momento che, già da oggi, secondo gli Uffici di  questa
  Assemblea,   entravano  in  vigore   le  modifiche  al  Regolamento
  approvato, continuavamo a rimanere in otto.
   Quindi,   o  chiedevano  numero legale  o  non  lo  chiedevamo  la
  situazione  non  cambiava affatto  Otto eravamo e  otto  restavamo
  Questo  è  avvenuto  fino al  262 . A questo punto  un  collega  ha
  chiesto  di verificare il numero legale e, dopo aver avuto  il  mio
  assenso,  abbiamo  chiesto  e verificato.  Nel   frattempo  eravamo
  diventati  nove perchè era entrato un altro collega  Il Regolamento
  è  questo  Del resto signor Presidente, ai tanti colleghi che  oggi
  protestano  e  si lamentano, io ricordo che da mesi  ho  depositato
  presso l'Assemblea regionale un mio disegno di legge per modificare
  il   modo   di   operare  all'interno  della  Commissione    Affari
  istituzionali .
   Per  essere chiari, una nomina anche se ottiene nove voti contrari
  passa lo stesso  Una cosa assurda, insopportabile, ma è così   Oggi
  in  Commissione  eravamo in nove e se tutti i nove votavamo  contro
  questa  indicazione del Presidente della Regione, la nomina  veniva
  lo stesso approvata
   Quindi   bisogna  intervenire  sul  Regolamento  interno   Bisogna
  ascoltare  i  colleghi  quando parlano   Signor  Presidente,  anche
  coloro  i  quali  chiedono  il  numero  legale  alla  fine  vengono
  conteggiati.   Io   questo   tema  l'ho  affrontato    E'   rimasto
  inascoltato. Si leggano i verbali  Qui si vuole sempre correre, non
  ci  si  vuole  mai  fermarsi per riflettere  E' chiaro  che  questo
  provvedimento colpisce a morte l'opposizione, perché ogni qualvolta
  l'opposizione chiede il numero legale due vengono conteggiati e  di
  conseguenza basta che in Commissione ce ne siano sei e  si  ottiene
  il numero legale
   Questo è il modo, lineare e corretto, di rappresentare i fatti che
  si  sono  svolti, e per questo, signor Presidente,  le  rinnovo  la
  richiesta  di  dare disposizioni per lo sbobinamento  di   tutti  i
  nostri  interventi  in modo da ristabilire la  dignità  dei  nostri
  funzionari che hanno operato in maniera corretta
   Seconda  cosa.  Vedo che qui ognuno che per rifarsi una  verginità
  cerca  di  massacrare il presidente Lombardo. Per essere chiari  il
  presidente  Lombardo  ormai  è  il passato   Guardiamo  avanti  con
  fiducia,   cercando  di ricordarci che Lombardo  è  diventato  quel
  mostro che tutti oggi denunciano perché, a turno, tutti siamo stati
  disposti a che egli si trasformasse in questo essere mostruoso.
   Ma  la  cosa  grave,  signor  Presidente,  è  un'altra.  Noi  oggi
  pomeriggio, rivedendo le carte,  abbiamo,  purtroppo visto  che  le
  nomine  sono  del  13  luglio  e,  invece,  la  certificazione  dei
  documenti è del 25 luglio.
   Ciò  non  può  assolutamente intervenire e  se  da  una  parte  ho
  tutelato  l'azione  della Commissione ed ho riconosciuto  l'impegno
  dei  deputati  della maggioranza, dall'altra parte,  però,  la  mia
  dignità  mi  impone di chiederle di rivedere immediatamente  questa
  certificazione, di ritirarla perché non è possibile che  le  nomine
  sono state fatte il 13 luglio ed i certificati sono stati prodotti,
  da parte dei vari nominati, il 25 luglio.
   Ciò è un fatto insopportabile per la democrazia di questo Paese, è
  un  fatto  insopportabile per la dignità di coloro  i  quali  hanno
  votato questi provvedimenti.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare che gli
  interventi  dell'onorevole Maira e  anche dell'onorevole  Vinciullo
  abbiano  fatto  rimettere la discussione - che  si  era  aperta  in
  maniera  imprevista,  inopinata - su un binario  di  civiltà  e  di
  confronto, quantomeno intelligente e rispettoso fra le parti, ed io
  di questo rendo grazie, pur non condividendo le tesi dell'onorevole
  Maira  e di più, certamente, quella dell'onorevole Vinciullo,  dico
  che, perlomeno, questo è un modo di dialogare che ha un suo modo di
  fare.
   Però,  signor  Presidente, deve capire che  diventa  imbarazzante,
  oltre  che difficile, comprendere come andare avanti in questi  due
  giorni,  perché  se  questa  tribuna  diventa  l'occasione  per  un
  anticipo di sfegatata campagna elettorale, per cui si può  dire  da
  questi microfoni tutto e il contrario di tutto, senza il minimo del
  raziocinio,  allora signor Presidente le chiedo di intervenire  per
  evitare  innanzitutto  per gli  interventi farneticanti  e  insulti
  gratuiti  che  sono  arrivati soprattutto da  Forza  del  Sud,   in
  maniera  esagerata,  senza  freni, senza  neanche  che  ci  sia  un
  corrispettivo rispetto a quello che è accaduto, perché saremmo  qui
  a  fare il gioco delle parti a dire che le nomine si debbono  fare,
  che  appartengono al dovere che ha in questo momento un  presidente
  piuttosto che un governo in carica e così via.
   Ma,  oltre ad andare a sostenere delle tesi diverse, credo che sia
  veramente ridicolo, sia oltraggioso, segno di grande disprezzo  per
  questo Parlamento.
   Credo  che  la campagna elettorale non la dobbiamo fare da  questo
  pulpito,  non  la  dobbiamo fare in questi giorni,  la  faremo  per
  strada quando decideremo di andare in campagna elettorale.
   Quindi,  signor  Presidente, per evitare che anche nelle  prossime
  ore  e  domani  - che sarà la giornata conclusiva  -  noi  possiamo
  offrire uno spettacolo squalificante, uno spettacolo che credo  non
  voglia vedere nessun siciliano, perché forse non ci si rende conto,
  quando  alcuni  miei  colleghi  prendono la parola,  di  quanto  si
  risulta a quel punto controproducenti rispetto a se stessi pensando
  di essere brillanti e di volersi ingraziare il leader di turno.
   Signor  Presidente, abbiamo certamente offerto uno  spettacolo  in
  Aula che rappresenta l'apice dell'ipocrisia e dell'insulsaggine che
  a tratti questo Parlamento tocca senza rendersene conto.
   Noi   siciliani  dovremmo  avere  il  coraggio,  a  volte,  e  noi
  parlamentari,  che  questi siciliani intendiamo  rappresentare,  di
  guardarci  dentro e cominciare a prendercela con noi stessi  quando
  rasentiamo e superiamo questi livelli.
   Io  utilizzo  questo plurale perché credo che ci debba  essere  un
  momento  di  fair  play, ci deve essere un momento di  intelligenza
  comune, ci deve essere un momento nel quale riconosciamo quale è il
  perimetro entro il quale dobbiamo muoverci.
   Ed allora va bene citare le leggi, fare le battaglie che riteniamo
  più  giuste ma da questo momento in poi sospendiamo questa  caterva
  di  insulti  ridicoli che non servono a nulla, che non cambiano  le
  prospettive,  che non cambieranno assolutamente i comportamenti  di
  nessuno  e che ci costringeranno, domani, ad avere una chiusura  di
  questa  legislatura ingloriosa, che dobbiamo evitare  perché  credo
  che  questa legislatura è stata una legislatura di cui essere fieri
  ed  orgogliosi per come l'abbiamo vissuta in momenti di grandissima
  difficoltà,  con  un Governo che ha fatto quello  che  ha  ritenuto
  giusto    -  e  poi  ognuno la pensi come la vuole  -   e  con  una
  Assemblea  che  credo  che  in un momento di  enormi  ristrettezze,
  enormi  difficoltà dell'intero Paese, oltre che della  Sicilia,  ha
  tentato  di fare del suo meglio e credo che abbia fatto  in  alcuni
  momenti  molto  di  più  di quanto non si sia  fatto  negli  ultimi
  cinquanta  o sessanta  anni.
   Lo   dico  questo  perché,  le  cose  poi  sono  visibili,  signor
  Presidente  e credo che nessuno debba e possa ergersi a giudice,  a
  moralista  di  nessun  altro,  ben  che  meno  del  governo  e  del
  Presidente  della Regione, perché dire che il bilancio  è  fasullo,
  caro  onorevole  Scilla,  è  una  cosa  che  noi  non  ci  possiamo
  permettere  che c'è lo dicano altri  è  un conto ma che lo  diciamo
  noi che lo abbiamo votato e che lo abbiamo votato con convinzione e
  che lo vota questa Assemblea da venti anni, lo stesso bilancio, con
  convinzione, è un fatto grave.
     Siccome  è  un  fatto  che  riguarda tutte  le  forze  politiche
  presenti,  in  questo Parlamento, oggi e negli anni passati,  credo
  che  ci voglia un po' di misura, un po' di intelligenza, un po'  di
  senso di responsabilità e un po' di comprensione reciproca.
   Se abbiamo sbagliato, lo vedremo in futuro, ma che nessuno indichi
  l'altro,  che  nessuno si permetta di sfilarsi,  rispetto  a  delle
  responsabilità che sono di tutti, e forse di molti che  parlano  in
  modo  inappropriato, inopinatamente, molto di più di chi oggi,  per
  esempio, qui al microfono a difendere fatti, sistemi e anche numeri
  che non ha mai provocato.

   COLIANNI. Presidente, chiedo di parlare.

   PRESIDENTE: Onorevole ha parlato il suo capogruppo.

   COLIANNI. Signor Presidente, ma io avevo chiesto di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   COLIANNI.  Signor Presidente, sarò assolutamente breve,  però  non
  potevo tacere dopo quello che ho sentito in questa Aula da parte di
  qualche collega.
   Siccome  è  incredibile quello che ho sentito, mi è  sembrato  che
  qualcuno  si debba porre un problema, e soprattutto lo dico  perché
  avendo io stima di tanti colleghi, per la verità, in particolare di
  chi si è avventurato in questa Aula a parlare di inconsapevolezza.
   Allora   vedete   l'inconsapevolezza  è   un  disturbo   meramente
  cognitivo dell'apprendimento, oppure una assenza voluta e  pertanto
  colpevole  e direi anche strumentale, non di sordo-mutismo,  ma  in
  questo  caso  di  sordo-urlismo, reo confesso da parte  di  qualche
  deputato.
   Sì,   vedete  amici miei, non c'è di peggio di chi sta  in  questa
  Aula, fa le leggi, ritiene di essere un bravo parlamentare, poi  va
  in  Commissione  ed ha elementi di dispercezione  personale  a  tal
  punto  di confondersi ed avere un disorientamento della personalità
  per la quale non riesce più a capire e a comprendere se le cose che
  lui  stesso ha determinato in Commissione, dopo cinque minuti, sono
  valide.
   Come  vedete  amici  miei  sono  veramente  un'offesa  per  questo
  Parlamento le modalità, le espressioni, direi anche l'atteggiamento
  somatico, carnivoro, aggressivo, mangereccio, che qualche amico  ha
  voluto utilizzare in questa Aula.
   E'  veramente  incredibile  come la politica,  in  alcuni  momenti
  arrivi  a cambiare totalmente gli uomini a seconda, però, di  quale
  parte in quel momento occupano.
   Perché vedete, onorevoli colleghi, se questi amici avessero, oggi,
  occupato   altri  scranni  che  in  questo  momento  non  occupano,
  sarebbero stati come gli agnelli. Vorrei dire al mio amico  Scilla,
  al  di  là degli aspetti personali, ma politicamente, che al di  là
  dei  toni  assolutamente  sgradevoli, mi  è  sembrato  come  quella
  persona interrogata dal professore, ma è impreparato ed ha studiato
  soltanto Napoleone Bonaparte. Ma, il professore gli dice di parlare
  di  Giulio  Cesare  alla fine ricomincia  a  parlare  di  nuovo  di
  Napoleone  Bonaparte perché è l'unica cosa che sa  dire  in  questa
  Aula  parlando  di  un Presidente che, grazie  a  Dio,  per  questa
  Sicilia di cose ne ha fatte. Ma vorrei anche ricordargli che

   CORDARO. Basta, basta
                    (Proteste dai banchi di destra)

   COLIANNI. Di cose ne ha fatte, mio caro Scilla, e mio caro agitato
  collega,  con te assessore, lo devi dire ai siciliani e devi  avere
  il coraggio di dire che cosa hai fatto quando eri assessore accanto
  a  un  Presidente che ti ha consentito di fare cose che  nella  tua
  vita,  probabilmente, non avresti avuto l'opportunità e l'occasione
  di fare.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   SCILLA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   COLIANNI. Siccome �� intollerabile, veramente intollerabile  vedere
  atteggiamenti  esagitati  soprattutto  direi  anche  discrasici,  e
  veramente  dispercettivi da parte di personaggi che hanno  additato
  Palazzo   d'Orleans,  che  hanno  additato  i  palazzi   dei   loro
  assessorati,  ma  forse vi  è venuto il dubbio che avevate  bisogno
  anche voi di qualche nomina che forse avreste taciuto?

                      (Vibrate proteste in Aula)

   Forse  ai  siciliani dobbiamo dire che qualche cosa  vi  è  andata
  storta?  Forse dobbiamo dire che c'è qualcosa, amici miei,  che  vi
  manca  e  che  oggi  avete qualche crisi come dire  di  assenze  di
  nomina?
   Signor  Presidente, una cosa è la politica e un'altra  sono  certi
  atteggiamenti   e   certe   manifestazioni   di   qualche   collega
  assolutamente inopportune.

   PRESIDENTE. Onorevoli Colianni, c'è da dire che il suo  intervento
  pacato  sta  certamente facilitando i lavori, non  c'è  dubbio   La
  invito a concludere.

   COLIANNI. Stavo facendo un ragionamento politico e volevo  dire  a
  lei,  signor  Presidente,  che  io  ho  un  dubbio  che  le  voglio
  rappresentare.  Lei  ha detto di convocare la  Commissione  per  il
  Regolamento.  Le  faccio una domanda: ma se ci fosse  un  golpe  di
  maggioranza  in Commissione per il Regolamento? La Commissione  per
  il   Regolamento  come la si vuole intendere:  è  un  organismo  di
  consulenza,  di consultazione per la Signoria Vostar? Oppure  è  un
  organismo  che  va a scegliere, va a determinare o rideterminare  o
  mettere   in   discussione   i  lavori  di   un'altra   commissione
  parlamentare?
   Glielo  chiedo  con molta franchezza, perché ritengo  e  temo  che
  probabilmente  se  fosse stata una Commissione d'inchiesta  avrebbe
  potuto  verificare i comportamenti leciti o illeciti -  sicuramente
  leciti -  della Commissione. Cosa diversa è creare una ambiguità  e
  una confliggenza istituzionale tra due commissioni che  non possono
  esprimere un voto politico eventualmente differenziato.
       Mi  auguro  che  lei  possa  sentire  la  Commissione  per  il
  Regolamento per avere un parere e potere esprimere, in virtù  degli
  articoli,  quello che è un suo parere autorevole come Presidente di
  questa Assemblea.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Colianni, la Commissione per il Regolamento
  viene  riunita dal Presidente dell'Assemblea, che la presiede nella
  sua  qualità quando ci sono dei dubbi interpretativi circa  appunto
  alcuni articoli del Regolamento interno.
   La  Commissione poi vota la tesi che prevale rispetto al dubbio  o
  ai  dubbi  interpretativi che sono oggetto di  discussione.  Quella
  Commissione  ovviamente,  una  volta che  decide,  determina  anche
  l'esito di decisioni già prese.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Leontini.

   SCILLA.  Chiedo  di  parlare, soltanto per un minuto,   per  fatto
  personale.

   PRESIDENTE. Onorevole Leontini, le ho dato la parola.

   LEONTINI.  Signor Presidente, credo che non sia il caso di  dovere
  argomentare sul fatto negli ultimi giorni, nelle ultime ore di  una
  legislatura che finisce anzitempo, non ci si può difendere  dicendo
  che  abbiamo avuto tutti lo stesso ruolo, abbiamo votato gli stessi
  strumenti finanziari, siamo stati parte della stessa causa.
   Non  credo  che ci si debba  vergognare del fatto che per  quattro
  anni  si  è voluta, violentemente, enfatizzare una differenza,  una
  distanza.  Addirittura i proclami che sono stati fatti  a  sostegno
  del   ribaltone  erano  quelli  di  dover  sconfiggere  un  sistema
  precedente rispetto al quale chi ha alimentato questa esperienza  e
  l'ha sostenuta dichiarava capovolgimenti e ansia di capovolgimenti.
   Oggi  a  questo microfono ci si alterna, invece, a dire che  siamo
  stati impegnati nella stessa direzione.
   Non  è  così. Non vi dovete vergognare. Noi non ci vergogniamo  di
  avere   avuto   una   posizione  diversa.  Siamo  stati   lealmente
  contrapposti.
   Noi  non  abbiamo votato gli strumenti finanziari.  Abbiamo  anche
  fatto  dichiarazione di voto pesanti. Abbiamo detto sugli strumenti
  finanziari   che   sulle   entrate   c'erano   anche   aspetti    e
  caratteristiche di falsità. Lo abbiamo detto. E' inutile che adesso
  rinneghi  quello che ho detto al microfono. Ho votato negativamente
  per quattro anni di seguito.
   Quindi,  una  cosa  è la maggioranza parlamentare  che  in  questi
  quattro  anni  ha governato sostituendo quella elettorale,  disegno
  diverso rispetto a quello elettorale, una cosa è l'opposizione  che
  è  stata  una cosa diversa, una posizione frontalmente contrapposta
  e,  quindi, noi non ci assumiamo le responsabilità di chi in questi
  quattro  anni  ha voluto fare le proprie scelte.  Ma  le  ha  fatte
  contro  la  volontà elettorale e contro una parte che  è  diventata
  minoranza.
   Oggi  non  siamo  tutti  insieme. Non  diciamolo  questo,   perché
  altrimenti  facciamo un torto ai ruoli reciproci,  alle  rispettive
  posizioni e alla storia, a quello che è accaduto.
   Quindi, non è il caso che io continui a sottolinearlo.
   E'  il caso, invece, signor Presidente, che io le anticipi che  in
  Commissione  per  il  Regolamento,  i  commenti  su  quello  che  è
  accaduto,  non voglio farli, non voglio offendere nessuno,  non  fa
  parte  del  mio stile, però due cose sono oggettivamente emerse:  i
  curricula al momento dell'atto di nomina da parte della Giunta  non
  esistevano, le nomine sono avvenute il 13 luglio, i curricula  sono
  stati prodotti il 25 luglio.
   Se  in  Commissione hanno inteso operare una sanatoria a copertura
  di  questa illegittimità, questo sicuramente è grave e questo è  un
  aspetto clamoroso e formale.
   Così  come altro aspetto di contestazione, - ripeto,  rispetto  ai
  colleghi   che   lo  hanno  già  anticipato  -   è   l'integrazione
  dell'ordine del giorno che doveva avvenire quarantotto  ore  prima,
  doveva  essere  predisposta quarantotto ore prima e  doveva  essere
  comunicata quarantotto ore  prima.
   L'integrazione, fatta seduta stante nella stessa giornata  in  cui
  si  è svolta la Commissione, sicuramente non è un fatto formalmente
  corretto.
   Quindi,    questi   due  aspetti,  sicuramente,  evidenziano   una
  illegittimità  rispetto alla quale si può con altrettanta  serenità
  decidere  di  revocare  questa decisione  per  tornare  a  valutare
  nuovamente  l'operato della Commissione convocandola e  consentendo
  la Commissione di esercitare il proprio diritto. Ma con un titolo e
  soprattutto con una rispondenza alla regolarità delle procedure che
  rispetto a questi due aspetti non è stata sicuramente evidenziata.

   SPAMPIMANTO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   intervengo
  soprattutto per cercare di fotografare ciò che è successo.
   Credo  che  bisogna  distinguere, il  voto  avvenuto  poco  fa  in
  Commissione, in due parti. Cerco di entrare subito nel  merito  per
  non rispondere alle provocazioni di chi chiede di vergognarci.
   Io  posso  dire  con  estrema franchezza di essere  orgoglioso  di
  essere  componente  di  questo Governo, del Governo  della  Regione
  siciliana,  che credo stia facendo con molta fatica, a  prescindere
  da  qualsiasi  speculazione, il proprio dovere.  Questa  è  la  mia
  considerazione che chiaramente non è ed è giusto che sia  così,  la
  considerazione  di  molti,  ma faccio mio  l'invito  dell'onorevole
  Leontini.  Non  ci  dobbiamo vergognare, anzi,  ognuno  rispetti  i
  propri ruoli.
   Rappresentavo il Governo in Commissione. Credo che sia giusto fare
  questa specifica perché molti colleghi sono intervenuti senza avere
  coscienza piena dei fatti reali da commentare.
   Mi riferisco all'onorevole De Benedictis che attento e serio nelle
  proprie  valutazioni, ma che probabilmente è stato condizionato  da
  una rappresentazione appresa dagli interventi degli altri colleghi,
  così come quella dell'onorevole Leontini.
   Commissione  iniziata regolarmente e per quattro votazioni,  si  è
  proceduto  alla  verifica dei curricula e all'approvazione  con  il
  voto  contrario di uno dei componenti. Si è spiegato, tanto è  vero
  che   all'onorevole  Marziano  che  voleva  astenersi  sulla  prima
  votazione,  è  stato  detto che in caso di nomina  non  ci  si  può
  astenere, ma bisogna votare o favorevole o contrario.
   Sette voti favorevoli, uno contrario, dopo la precisazione, ma  il
  lavoro  mi è stato reso ancora più semplice  anche dagli interventi
  e dell'onestà

   CRACOLICI. Chi lo ha detto che non ci si può astenere?

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro.  La  verbalizzazione non la ricordo. Comunque il  voto  c'è
  stato.  Questo  è  già  stato anticipato dall'onestà  intellettuale
  degli interveti dell'onorevole Cordaro, dell'onorevole Vinciullo.
   Per  quattro voti riguardanti i manager della sanità, si è  votato
  senza   nessuna   eccezione.  A  prescindere  dal  voto   contrario
  dall'astensione, otto erano i voti espressi.
   Questo lo dico perché così come il Presidente ha testé annunciato,
  la  valutazione  della Commissione del Regolamento  deve  avere  ad
  oggetto  Valutazioni interpretative riguardo il Regolamento'.
   Per i primi quattro voti, credo che non ci possa essere oggetto di
  valutazione  della Commissione perché si evincerà dai  verbali  che
  otto  deputati  hanno  espresso  la loro  valutazione  rispetto  ai
  curricula  che  sono  stati valutati e che non hanno  l'impedimento
  manifestato  dall'onorevole Leontini per ultimo,  ma  che  riguarda
  probabilmente altro tipo di nomine a cui non siamo arrivati.
   Il  problema  oggetto  della  valutazione  della  Commissione  del
  Regolamento  dovrà  riguardare probabilmente la  quinta  votazione,
  ovvero l'articolo 262, comma 1, che riguarda un tema caldo, cioè la
  nomina  del  consiglio di amministrazione del Consorzio  autostrade
  siciliane che da tempo è commissariato.
   In    questo    caso,    ci    potrebbe   essere    il    problema
  dell'interpretazione  regolamentare  alla  luce  della  neo   norma
  entrata in vigore in queste ore.
   Voglio  ricordare a me stesso che la norma del regolamento entrata
  in vigore oggi, è stata votata giorno 26 luglio.
   Voglio  contestare la considerazione per cui c'è l'invalidità  del
  voto  perché  non era stata portata questa norma a  conoscenza  dei
  deputati, cosa che è stata detta in questo dibattito.
   Mi  sembra  un  po' strano che bisogna portare a conoscenza  della
  norma i deputati che sono stati loro stessi a votarla.
   Se  queste  sono le motivazioni, il problema probabilmente  è  già
  risolto.

   CRACOLICI. Se questa è la difesa, lei ha perso la causa.

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro.  Onorevole Cracolici, è stata fatta. Non credo  che  questa
  sia  la  motivazione che possa portare a travolgere anche la quinta
  votazione.
   Ritengo   che   oggetto   dell'incontro  della   Commissione   del
  Regolamento dovrà avere solo questa quinta deliberazione con  tutte
  le  considerazioni  che verranno fatte, ma  che  le  prime  quattro
  votazioni  sono  state  fatte senza nessuna  contestazione  e  alla
  presenza di otto deputati.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Commissione per il Regolamento,
  che  è  formata  dagli  onorevoli Barbagallo, Cracolici,  Leontini,
  Maira,  Musotto, Pogliese e Speziale, è convocata  nel  mio  studio
  adesso  e di conseguenza la seduta è sospesa e riprenderà  dopo  le
  risultanze della Commissione per il Regolamento.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.36, è ripresa alle ore 19.57)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  Comunicazione del parere reso dalla Commissione per il Regolamento

   PRESIDENTE.   Comunico   all'Assemblea  il   parere   reso   dalla
  Commissione  per il Regolamento appositamente convocata  in  merito
  alla   validità  della  votazione  svoltasi  nella  I   Commissione
  legislativa permanente  Affari Istituzionali , in occasione di Resa
  di  parere  su   Nomine  o designazioni di competenza  del  Governo
  regionale.
   La  Commissione  si  è espressa nel senso di ritenere  non  valida
  l'intera  seduta  di  Commissione, nella  fattispecie  dell'odierna
  convocazione delle ore 15,00, cui ha fatto seguito quella delle ore
  19,00  per  violazione dei commi 6 e 7 dell'art. 32 del Regolamento
  interno dell'Assemblea Regionale Siciliana.
   I  suddetti  commi,  infatti, prevedono,  rispettivamente  che  al
  termine  di  ciascuna  seduta  di Commissione,  il  suo  Presidente
  annunzi,  oltre che la data e l'ora della seduta successiva,  anche
  il  relativo  ordine  del  giorno, cioè gli  argomenti  su  cui  la
  Commissione è chiamata a deliberare; inoltre, qualora difetti  tale
  comunicazione del Presidente di Commissione, sorge in capo a questi
  l'obbligo  di  diramazione  dell'ordine  del  giorno  a   tutti   i
  componenti  della Commissione almeno 48 ore prima della  seduta  di
  riferimento.
   Ebbene,  difettando, dopo avere ascoltato il  Presidente  della  I
  commissione,  e dopo avere verificato gli atti di seduta,  entrambe
  le  formalità  suddette, questa Presidenza,  in  forza  dei  poteri
  attribuitile dall'art. 7 del Regolamento interno, su unanime parere
  conforme   della   Commissione   per   il   Regolamento,    dispone
  l'annullamento della seduta della I Commissione delle ore 15,00 ed,
  conseguenzialmente, a cascata, quella delle ore 19,00, invitando la
  Presidenza  della  Commissione in questione ad  osservare,  per  la
  prossima  convocazione, le formalità di cui  sopra  prescritte  dai
  richiamati  commi  6  e  7  dell'art. 32  del  Regolamento  interno
  dell'ARS.
   Si coglie l'occasione per ricordare che i tutti i termini relativi
  alla  resa dei pareri parlamentari si radica nell'art. 70 bis dello
  stesso   Regolamento   interno,  norma  di  rango   costituzionale,
  approvato  ai sensi e per gli effetti dell'art. 4, parte 2 ,  dello
  Statuto   siciliano,   prevalendo  quindi  su  qualsivoglia   legge
  ordinaria, nazionale o regionale che sia.
   La  Presidenza evidenzia infine che i pareri parlamentari  possono
  essere  espressi dalla competente Commissione assembleare anche  in
  regime di prorogatio.

   Così resta stabilito.

   ARENA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  No,  non c'è replica. E' la decisione  assunta  dalla
  Presidenza, non c'è alcun dibattito, è una comunicazione che  viene
  fuori da una
   Sto  rinviando la seduta a domani mattina. Domani mattina, le darò
  la facoltà di parlare sull'ordine dei lavori.

   ARENA. Cosa vuol dire domani mattina  Non concedermi pochi istanti
  per parlare, mi sembra assurdo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Arena, per un fatto di garbo e di  cortesia
  le concedo la facoltà di parlare.
   Onorevoli  colleghi,  lo  comunico prima,  non  ci  saranno  altri
  interventi.

   ARENA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ringrazio   la
  Presidenza  per la sensibilità istituzionale. La mia  non  era  una
  necessità di polemizzare con alcuno, solo il caso di ricordare,  di
  ricordarle  che  il  Gruppo  parlamentare  del  Movimento  per   le
  autonomie, purtroppo, non è rappresentato da questa Commissione per
  il  Regolamento  ed  avere partorito una sentenza,  a  mio  avviso,
  abnorme,  soprattutto  inaudita  altera  parte',  anche  perché  il
  Presidente della Commissione, poi, è stato fatto allontanare, senza
  avere  avuto  la  possibilità di ricordare che negli  ultimi  25-30
  anni,  mi dicono - io trent'anni fa avevo tredici anni - in  questa
  Assemblea regionale si è sempre proceduto per consuetudine e, oggi,
  improvvisamente,  dopo trent'anni ci si richiama,  giustamente,  ai
  commi  6  e  7 dell'articolo 32, beh, sembra sicuramente  un  fatto
  nuovo,  è un fatto nuovo, è un fatto che crea un precedente,  è  un
  fatto  che  rallenterà per i prossimi 100 anni la  vita  di  questa
  Assemblea,   anche   perché  l'Assemblea  si  è   sempre,   proprio
  relativamente a questo articolo e a questa delicata materia,  mossa
  in un modo.
   Oggi  improvvisamente, dopo un'eternità si cambia metro, si cambia
  metro  procedimentale,  e  quindi è  chiaro  ed  evidente,  mi  sia
  consentito,  a  nome  del Gruppo del Movimento  per  le  autonomie,
  innanzitutto di lamentare la nostra assenza.
   Un processo di Norimberga avrebbe sicuramente avuto, sarebbe stato
  carino processare i criminali nazisti e metterli lì e, soprattutto,
  dare  la  possibilità a loro di potere esprimere  ciò  che  era  il
  proprio  convincimento che non è altro, e concludo, la  movenza  di
  una  Assemblea regionale siciliana che da sempre si è mossa  in  un
  modo  e  che, oggi, improvvisamente - legittimo per carità - cambia
  improvvisamente  e questo sicuramente è un atto politico  forte,  è
  un atto politico che mi auguro possa essere motivato al di là dello
  scarno  dispositivo,  cioè mi auguro che processualmente  ci  possa
  essere  una  motivazione che possa sconfessare i 30  o  i  50  anni
  precedenti, in quanto potremmo andare a chiedere l'invalidazione di
  tutti gli ordini aggiuntivi di quelle comunicazioni che, poi, hanno
  raggiunto i deputati per le Commissioni e che sono state  fatte  in
  maniera irritale.
   Quindi,  lamentiamo la nostra assenza, lamentiamo  l'impossibilità
  di non avere avuto un contraddittorio e soprattutto, fatto politico
  sicuramente  rilevante e clamoroso, è il cambio  di  passo  di  una
  Assemblea  che si è sempre comportata in un modo e da  oggi  cambia
  diametralmente modo di procedere.
   Grazie ,signor Presidente, per il tempo concessomi.

   PRESIDENTE.  Senza ovviamente voler fare alcun tipo  di  polemica.
  Abbiamo,  proprio perché dalla Commissione per il  Regolamento  era
  assente  il  componente del MPA perché due  ve  ne  erano,  uno  ha
  cambiato  gruppo  e  l'altro  si  è dimesso,  abbiamo  ritenuto  di
  ascoltare  l'onorevole Minardo, che oltre ad essere  Presidente  di
  Commissione è anche componente del Gruppo parlamentare del MPA.
   Dopo la relazione esaustiva dell'onorevole Minardo, la Commissione
  ha  deliberato  all'unanimità. Quindi,  anche  la  presenza  di  un
  deputato  del  MPA  non  avrebbe comunque  modificato  l'esito  del
  risultato della votazione.
   Per   quanto   riguarda,  invece,  la  questione   rispetto   alla
  consuetudine dell'Assemblea, le posso garantire che la consuetudine
  dell'Assemblea  è  esattamente  il  rispetto  dei  commi  6   e   7
  dell'articolo 32.
   Le convocazioni delle Commissioni parlamentari avvengono sempre  o
  48  ore prima della seduta di Commissione o, nel caso in cui non ci
  sono le 48 ore, il Presidente convoca la Commissione nel pomeriggio
  o  l'indomani  mattina,  per  esempio.  Ma  nella  convocazione   è
  implicito   anche  l'ordine  del  giorno  cioè  si  fa  riferimento
  all'ordine del giorno. La Commissione è convocata per questo  punto
  all'ordine del giorno.
   Nella fattispecie non c'erano né le 48 ore, né c'era l'ordine  del
  giorno associato alla convocazione della Commissione.
   Per  entrambi i due motivi abbiamo ritenuto nulla la seduta  della
  Commissione. Se il Presidente della Commissione avesse convocato la
  Commissione  stessa  dalle  10 del mattino  alle  13,  specificando
  l'ordine  del giorno della Commissione non avremmo potuto annullare
  la   seduta   della   Commissione.  Ma  non  l'ha   fatto   perché,
  probabilmente, le nomine non erano ancora arrivate e,  quindi,  non
  poteva  materialmente  farlo. Questa è la  motivazione.  E  abbiamo
  fatto   riferimento  proprio  ai  precedenti  per  non   modificare
  l'atteggiamento dell'Assemblea rispetto ai precedenti  trentennali.
  Questa è la consuetudine oltre che il rispetto del Regolamento.
     Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  martedì  31
  luglio 2012, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     I  -Comunicazioni

     II  -   Discussione dei disegni di legge:

     1)  -    Assestamento  del  bilancio della  Regione  per  l'anno
         finanziario 2012 . (n. 938/A)  (Seguito)
          Relatore: on. Savona

     2)  -   Norme  in materia di entrata. Finanziamento di leggi  di
         spesa . (n. 900/A) (Seguito)
         Relatore: on. Galvagno

                   La seduta è tolta alle ore 20.06

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA SEDUTA

        ISTITUZIONE  DELL'AUTORITà GARANTE  PER  L'INFANZIA  E
     L'ADOLESCENZA  (NN. 25-55-91-466-853/A)

    -All'articolo 5:

      Emendamento 5.1

       All'art. 5, aggiungere  Al Garante non spetta alcun rimborso
      spese .

    -Emendamenti articoli aggiuntivi:

      Subemendamento A.1.1:

      All'emendamento A.1, all'art. 6, aggiungere  Al Garante non
      spetta alcun rimborso spese .

      Subemendamento A.1.3:

      Reviviscenza degli articoli 2 e 3 della legge regionale 29
                         novembre 2005, n. 15
                    in materia di demanio marittimo

      1. Il  comma 47 dell'articolo 11 della legge regionale 9 maggio
         2012, n. 26 è abrogato, e per gli effetti rivivono l'articolo 2 ed
         i commi 2 e 3 dell'articolo 3 della legge regionale 29 novembre
         2005, n. 15.

      Emendamento A.1 (votato per parti separate):

      Dopo l'articolo 5 del disegno di legge, aggiungere  il
     seguente Titolo:

            Istituzione dell'Autorità Garante della persona
                      con disabilità nella Regione

                                Art. 1.
          Istituzione dell'Autorità Garante della persona con
                              disabilità

       1.  E' istituito presso l'Assessorato regionale della
     famiglia,   delle  politiche  sociali  e  del   lavoro,
     l'Autorità  Garante  della persona con  disabilità,  di
     seguito denominato  Garante'.

       2.  Il  Garante svolge la propria attività  in  piena
     autonomia e con indipendenza di giudizio e valutazione;
     esso  non  è  sottoposto ad alcuna forma  di  controllo
     gerarchico o funzionale.

                                Art. 2.
                              Destinatari

       1.  Ai  fini  della  presente legge vengono  definite
      persone  con  disabilità   tutti coloro, compresi  gli
     stranieri  e gli apolidi, residenti, domiciliati  anche
     temporaneamente o aventi stabile dimora nel  territorio
     regionale,  la cui  condizione di handicap   sia  stata
     accertata ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

                                Art. 3.
                         Funzioni del Garante

       1. Il Garante svolge le seguenti funzioni:

       a)  persegue, in conformità alla Convenzione ONU  sui
     diritti  delle persone con disabilità ratificata  dalla
     legge  3  marzo 2009, n. 18, ai principi costituzionali
     ed alle prescrizioni introdotte con la legge 5 febbraio
     1992,  n. l04, la piena realizzazione dei diritti delle
     persone    in    situazione   di    handicap,    nonché
     l'integrazione ed inclusione sociale delle persone  con
     disabilità.   Per  il  raggiungimento  delle   predette
     finalità si avvale delle norme contenute nella presente
     legge e di ogni altra disposizione normativa regionale,
     nazionale, comunitaria ed internazionale in materia;

       b)    comunica   all'Osservatorio   nazionale   sulla
     condizione  delle  persone  con  disabilità,   di   cui
     all'articolo  3  della legge 3 marzo 2009,  n.  18,  le
     violazioni  della  Convenzione Onu  sui  diritti  delle
     persone  con  disabilità  e  predispone  una  relazione
     biennale  sullo  stato  di  attuazione  della  predetta
     Convenzione  nel territorio della Regione,  avvalendosi
     anche dei rappresentanti del terzo settore;

       c)  interviene,  in  ambito pubblico  e  privato,  di
     propria  iniziativa  e/o  sulla  base  di  segnalazioni
     provenienti da una persona con disabilità e/o da un suo
     familiare,      dal     tutore,      dal      curatore,
     dall'amministratore  di sostegno o  da  un'associazione
     avente per fine statutario la tutela dei diritti e/o la
     promozione  sociale delle persone con  disabilità,  nei
     casi  in  cui  si lamentino disfunzioni,  irregolarità,
     scorrettezze,   prassi   amministrative    anomale    o
     irragionevoli  o  qualunque altro comportamento,  anche
     omissivo o discriminatorio ai sensi della legge 1 marzo
     2006,  n. 67, in contrasto con le finalità di cui  alla
     lettera a);

       d)  sollecita  e controlla che per ogni  persona  con
     disabilità sia redatto il progetto individuale;

       e)  promuove,  anche in collaborazione con  gli  enti
     territoriali competenti e le associazioni delle persone
     con  disabilità  e  delle  loro  famiglie,  ogni  altra
     attività diretta a sviluppare la conoscenza delle norme
     sull'handicap   e   dei  relativi  mezzi   di   tutela,
     attraverso le iniziative che ritiene più opportune  per
     la maggiore diffusione e l'avanzamento della cultura in
     materia  di  integrazione ed inclusione  sociale  delle
     persone con disabilità;

       f)  può  costituirsi  parte civile  nei  procedimenti
     penali a carico di chi abbia commesso reati avvalendosi
     impropriamente,  con  dolo  o  falsità,  di   strumenti
     giuridici previsti dalle norme richiamate alla  lettera
     a)  e di tutti gli altri strumenti giuridici diretti  a
     facilitare l'esistenza e l'autonomia delle persone  con
     disabilità;

       g)  esprime  pareri e formula proposte, su  richiesta
     degli   organi  regionali,  in  ordine  alla  normativa
     esistente  e ai provvedimenti da adottarsi, legislativi
     e  regolamentari, riguardanti i diritti  delle  persone
     con    disabilità.   Esprime,   altresì,    valutazioni
     sull'impatto  delle  azioni progettuali  finanziate  da
     organismi   regionali   ed   aventi   ad   oggetto   il
     miglioramento  della qualità della vita  delle  persone
     con disabilità.

       h)  collabora  con altri soggetti istituzionali  alla
     raccolta ed elaborazione di dati relativi alle  persone
     con disabilità nella Regione;

       i)    propone   all'amministrazione   regionale    lo
     svolgimento  di  attività  di  formazione   dirette   a
     soggetti pubblici e privati preposti a svolgere compiti
     di  tutela e salvaguardia dei diritti delle persone con
     disabilità,   secondo  i  rispettivi   ordinamenti   di
     riferimento;

       l)   informa  delle  iniziative  intraprese   e   dei
     risultati  ottenuti i soggetti che hanno  richiesto  il
     suo intervento.

                                Art. 4.
                          Poteri del Garante

       1.  Nell'esercizio delle funzioni di cui all'articolo
     3 il Garante può:

       a)  accedere agli uffici pubblici o servizi aperti al
     pubblico  e controllare la funzionalità dei servizi  di
     assistenza  e  di  informazione resi alle  persone  con
     disabilità,  nonché l'agibilità degli spazi  aperti  al
     pubblico  sotto  il  profilo dell'assenza  di  barriere
     architettoniche  e  della comunicazione  indirizzata  a
     persone  portatrici  di  disabilità  sensoriale  nonché
     intellettivo-relazionale;

       b)  richiedere  formalmente ai  soggetti  pubblici  e
     privati  il  rispetto  delle  modalità  e  dei  termini
     previsti  dalle  norme nazionali e  regionali  poste  a
     salvaguardia  dei diritti delle persone con  disabilità
     ed  in  particolare dalle norme di cui all'articolo  3,
     lettera a), segnalando all'Assessore regionale  per  la
     famiglia,  le  politiche sociali ed il lavoro  ed  alle
     altre  competenti  autorità eventuali violazioni  delle
     predette norme;

       c)   segnalare   al   sindaco  o  all'amministrazione
     competente l'inosservanza delle disposizioni di cui  ai
     commi  4, 5 e 7 dell'articolo 24 della legge 5 febbraio
     1992, n. 104, in materia di eliminazione delle barriere
     architettoniche;

       d)  segnalare alle direzioni provinciali  del  lavoro
     l'inosservanza delle disposizioni di cui alla legge  12
     marzo   1999,   n.  68,  e  successive   modifiche   ed
     integrazioni, da parte dei datori di lavoro pubblici  e
     privati  o  da  parte  di coloro che  risultano  essere
     aggiudicatari    di   appalti   pubblici    ai    sensi
     dell'articolo  17  della  legge  n.  68  del   1999   e
     successive modifiche ed integrazioni;

       e)    informare   i   soggetti   che   hanno   subito
     discriminazioni  determinate dalla loro  condizione  di
     disabilità,  ai  sensi dell'articolo 2  della  legge  1
     marzo  2006,  n.  67, indirizzandoli verso  i  soggetti
     legittimati ad agire in giudizio;

       f)  richiedere agli enti legittimati ad  agire  anche
     per   interessi  collettivi  di  adìre  la   competente
     autorità     giudiziaria    per    ottenere    apposito
     provvedimento     di    rimozione    delle     barriere
     architettoniche   che  determinano  una   oggettiva   e
     comprovata inaccessibilità a luoghi pubblici  o  aperti
     al  pubblico da parte delle persone con disabilità.  Si
     applicano  le  disposizioni contenute  nell'articolo  3
     della legge 1 marzo 2006, n. 67;

       g)  controllare le strutture ed i programmi destinati
     alle persone con disabilità allo scopo di prevenire  il
     verificarsi di ogni forma di sfruttamento, violenza  ed
     abuso,  ai sensi di quanto disposto dall'art. 16  della
     Convenzione   Onu   sui  diritti  delle   persone   con
     disabilità.

                                Art. 5.
        Requisiti, nomina, durata in carica, incompatibilità e
                                revoca

       1.  Il  Garante è nominato con decreto dell'Assessore
     regionale  per la famiglia, le politiche sociali  e  il
     lavoro.  Resta  in  carica cinque  anni  e  può  essere
     rinominato  una  sola volta. Per lo  svolgimento  delle
     funzioni  e  nell'esercizio  dei  poteri  di  cui  agli
     articoli 3 e 4 il Garante si avvale degli uffici e  del
     personale  dell'Assessorato regionale  della  famiglia,
     delle politiche sociali e del lavoro senza ulteriori  e
     maggiori oneri a carico del bilancio della Regione.

       2.  Può  essere  nominato Garante  chi  attesti,  con
     apposita  dichiarazione  di  essere  in  possesso   del
     diploma  di  laurea  in  giurisprudenza  o  in  scienze
     politiche  e/o in scienze sociali o equipollenti  o  in
     medicina   o   in   psicologia,  che  presenti   idonea
     certificazione comprovante di avere svolto  per  almeno
     cinque  anni  attività  di tutela  e  salvaguardia  dei
     diritti  delle  persone con disabilità e di  promozione
     della inclusione sociale degli stessi.

       3.   Qualora,   successivamente  alla   nomina,   sia
     accertata la mancanza del requisito di cui al comma  2,
     l'Assessore  regionale  per la famiglia,  le  politiche
     sociali   e  il  lavoro  rimuove  immediatamente  dalla
     carica il Garante e provvede alla sua sostituzione. Può
     essere  inoltre  rimosso  dalla  carica  per  gravi   o
     ripetute   violazioni   di  legge   o   per   accertata
     inefficienza.

                                Art. 6.
                     Natura onorifica della carica

       1.  Il  Garante esercita le proprie funzioni a titolo
     onorifico.

        ISTITUZIONE   DELLA  COMMISSIONE  REGIONALE   PER   LA
     PROMOZIONE  DI  PARI OPPORTUNITà TRA UOMO E  DONNA  NELLA
     REGIONE .  (N. 184/A)

    -Emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno:

            Emendamento 117.2:

    L'emendamento  3.1  è soppresso e pertanto  rivivono  le  parole
   presso la Presidenza della Regione .