Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
DIGIACOMO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli: Ferrara e
Incardona per oggi;
Raia dal 30 luglio al 2 agosto 2012 per motivi di salute.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta scritta:
N. 2760 - Iniziative urgenti per il ripristino del manto stradale
dissestato lungo le strade statali di collegamento con Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Bosco Antonino
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Discussione di
disegni di legge.
Discussione del disegno di legge «Istituzione dell'Autorità
garante per l'infanzia e l'adolescenza» (25-55-91-466-853/A)
PRESIDENTE. Si procede al seguito della discussione del disegno di
legge (25-55-91-466-853/A «Istituzione dell'Autorità garante per
l'infanzia e l'adolescenza», posto al numero 3).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
alla medesima assegnato.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Istituzione dell'Autorità Garante per l'infanzia e
l'adolescenza
1. E' istituita presso la Presidenza della Regione l'Autorità
Garante per l'infanzia e l'adolescenza, di seguito denominato
Garante', al fine di garantire e promuovere la piena attuazione
dei diritti riconosciuti alla persone minori di età della
Convenzione sui diritti del fanciullo, adottata a New York il 20
novembre 1989, ratificata dalla legge 27 maggio 1991, n. 176.
2. Il Garante svolge la propria attività in piena autonomia e
con indipendenza di giudizio e valutazione e non è sottoposto ad
alcuna forma di controllo gerarchico o funzionale».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Funzioni del Garante
1. Il Garante svolge le seguenti funzioni:
a) vigila sull'applicazione nel territorio regionale della
Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989,
ratificata dalla legge 27 maggio 1991, n. 176 e delle altre
convenzioni internazionali che tutelano i soggetti in età
evolutiva, nonché sull'applicazione delle disposizioni contenute
nella normativa nazionale la cui attuazione è di competenza della
Regione e degli enti locali;
b) vigila sui fenomeni di esclusione sociale, di discriminazione
dei bambini e degli adolescenti, per motivi di sesso, di
appartenenza etnica e/o religiosa. Il Garante favorisce ogni
iniziativa utile al riconoscimento del valore e della dignità dei
minori;
c) esprime pareri e formula proposte, su richiesta degli organi
regionali, in ordine alla normativa esistente e ai provvedimenti da
adottarsi, legislativi, regolamentari o di adozione delle buone
prassi, riguardanti i diritti dei minori, per rimuovere le cause
che ne impediscono la tutela;
d) collabora con altri soggetti istituzionali alla raccolta ed
elaborazione di dati relativi all'infanzia ed all'adolescenza, in
collegamento con l'Osservatorio permanente sulle famiglie e con i
soggetti incaricati dalle istituzioni a svolgere indagini e
ricerche su particolari aspetti della realtà minorile;
e) promuove e sostiene forme di partecipazione dei bambini e delle
bambine alla vita delle comunità locali;
f) contribuisce alla diffusione di una cultura dell'infanzia e
dell'adolescenza finalizzata al riconoscimento dei bambini e delle
bambine come soggetti titolari di diritti, favorendo la conoscenza
di tali diritti e dei relativi mezzi di tutela;
g) vigila, in collaborazione con il Corecom, sulla programmazione
radiotelevisiva, sulla comunicazione a mezzo stampa e su altre
forme di comunicazione audiovisiva e telematica sotto i profili
della percezione e della rappresentazione infantile; formula
proposte innovative e segnala all'autorità per le garanzie nelle
comunicazioni ed agli organi competenti eventuali trasgressioni;
h) promuove iniziative per la tutela del diritto dei bambini
all'integrità fisica, in particolare per la prevenzione e la
protezione dai rischi di espianto di organi, di mutilazione
genitale femminile (MGF), di abuso sessuale e di sfruttamento
pornografico, in relazione alle disposizioni della legge 3 agosto
1998, n. 269; si adopera per estendere i trattamenti psicologici e
sanitari per la riduzione dei danni subiti dai bambini vittime di
qualsiasi tipo di violenza, avvenuta anche fuori dal territorio
nazionale, coinvolgendo ad ogni livello le istituzioni pubbliche,
le organizzazioni non governative e le organizzazioni del privato
sociale;
i) vigila sui fenomeni dei minori scomparsi, della presenza sul
territorio di minori non accompagnati, dei minori abbandonati non
segnalati ai servizi sociali e alla magistratura minorile;
j) vigila sui fenomeni dell'evasione e dell'elusione dell'obbligo
scolastico e del lavoro minorile, in collaborazione con gli enti
competenti e con le organizzazioni del privato sociale;
k) vigila sulle attività delle strutture sanitarie, sociali e
socio-assistenziali pubbliche o convenzionate e accreditate dalla
Regione, per garantire il rispetto e la tutela dei diritti
dell'infanzia e dell'adolescenza;
l) vigila sul trattamento dei minori in tutti gli ambienti esterni
alla famiglia, e in particolare nei luoghi in cui essi sono
inseriti per disposizione dell'autorità giudiziaria e attraverso i
servizi sociali, segnalando all'autorità amministrativa e
all'autorità giudiziaria le situazioni che richiedono interventi
immediati d'ordine assistenziale o giudiziario;
m) promuove, anche in collaborazione con gli enti territoriali
competenti e le associazioni, iniziative a favore dei minori
affetti da malattie di rilevante impatto sociale, sotto il profilo
della prevenzione, della diagnosi precoce, dei trattamenti
terapeutici, della riabilitazione, al fine di garantire loro un
trattamento ottimale;
n) fornisce sostegno tecnico e consulenza legale agli operatori
dei servizi sociali; propone alla Giunta regionale lo svolgimento
di attività di formazione di personale idoneo a svolgere attività
di tutela e di curatela ed attività di consulenza ai tutori e/o ai
curatori nell'esercizio delle loro funzioni;
o) segnala, alle competenti amministrazioni pubbliche, fattori di
rischio o di danno derivanti ai minori a causa di situazioni
carenti o inadeguate dal punto di vista sociale, ambientale o
igienico-sanitario, relative all'abitazione e al quartiere;
p) verifica le condizioni e gli interventi dei servizi sociali per
l'accoglienza e l'inserimento del minore straniero non
accompagnato;
q) riceve segnalazioni relative a casi di supposta violazione dei
diritti dei minori, anche provenienti dai diretti interessati e ne
dà comunicazione agli organi competenti affinché si attivino per le
opportune verifiche ed interventi;
r) segnala alla magistratura i casi di conflitto di interessi tra
i minori e chi esercita la potestà genitoriale, con particolare
riferimento ai casi di rischio per l'incolumità fisica;
s) interviene presso le autorità competenti per garantire ai
cittadini, nei procedimenti minorili civili, la conoscenza degli
atti amministrativi e giudiziari;
t) informa il cittadino ricorrente, l'ente interessato e gli
organi regionali competenti delle iniziative intraprese e dei
relativi risultati;
u) collabora con l'Osservatorio permanente sulle famiglie, con il
gruppo interistituzionale contro la pedofilia e pedopornografia
minorile, anche al fine di promuovere un raccordo tra le strutture
regionali e nazionali.
2. Nello svolgimento delle funzioni di cui al comma 1, gli
interventi diretti alla tutela dei diritti e degli interessi
individuali delle persone minori sono effettuati, ove possibile e
opportuno, in raccordo con la famiglia.
3. Il Garante, sulla base delle informazioni e delle conoscenze
acquisite nell'esercizio delle proprie funzioni:
a) riferisce alle autorità competenti e agli organi statutari
della Regione dei casi in cui rilevi o venga a conoscenza di fatti
costituenti reato o di gravi situazioni di danno o di rischio per i
minori;
b) riferisce sull'attività svolta dal suo ufficio, di norma ogni
sei mesi, alla Commissione legislativa competente e all'Assessore
regionale per la famiglia, le politiche sociali ed il lavoro e
all'Assessore regionale per la salute;
c) in collaborazione con l'Osservatorio permanente sulle famiglie
e con gli osservatori tematici istituiti dalla Regione o con essa
convenzionati, presenta alla Presidenza della Regione e alla Giunta
regionale una relazione annuale sulla condizione dell'infanzia e
dell'adolescenza nella Regione, sullo stato dei servizi esistenti,
sulle risorse utilizzate, sulle attività svolte, sui risultati
raggiunti e sulle attività in programma per l'anno successivo.
4. La relazione di cui al comma 3, lettera c), è pubblicata nella
Gazzetta ufficiale della Regione siciliana».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Funzioni del Garante
1. Il Garante svolge le seguenti funzioni:
a) persegue, in conformità alla Convenzione ONU sui diritti delle
persone con disabilità ratificata dalla legge 3 marzo 2009, n. 18,
ai principi costituzionali ed alle prescrizioni introdotte con la
legge 5 febbraio 1992, n. l04, la piena realizzazione dei diritti
delle persone in situazione di handicap, nonché l'integrazione ed
inclusione sociale delle persone con disabilità. Per il
raggiungimento delle predette finalità si avvale delle norme
contenute nella presente legge e di ogni altra disposizione
normativa regionale, nazionale, comunitaria ed internazionale in
materia;
b) comunica all'Osservatorio nazionale sulla condizione delle
persone con disabilità, di cui all'articolo 3 della legge 3 marzo
2009, n. 18, le violazioni della Convenzione Onu sui diritti delle
persone con disabilità e predispone una relazione biennale sullo
stato di attuazione della predetta Convenzione nel territorio della
Regione, avvalendosi anche dei rappresentanti del terzo settore;
c) interviene, in ambito pubblico e privato, di propria iniziativa
e/o sulla base di segnalazioni provenienti da una persona con
disabilità e/o da un suo familiare, dal tutore, dal curatore,
dall'amministratore di sostegno o da un'associazione avente per
fine statutario la tutela dei diritti e/o la promozione sociale
delle persone con disabilità, nei casi in cui si lamentino
disfunzioni, irregolarità, scorrettezze, prassi amministrative
anomale o irragionevoli o qualunque altro comportamento, anche
omissivo o discriminatorio ai sensi della legge 1 marzo 2006, n.
67, in contrasto con le finalità di cui alla lettera a);
d) sollecita e controlla che per ogni persona con disabilità sia
redatto il progetto individuale;
e) promuove, anche in collaborazione con gli enti territoriali
competenti e le associazioni delle persone con disabilità e delle
loro famiglie, ogni altra attività diretta a sviluppare la
conoscenza delle norme sull'handicap e dei relativi mezzi di
tutela, attraverso le iniziative che ritiene più opportune per la
maggiore diffusione e l'avanzamento della cultura in materia di
integrazione ed inclusione sociale delle persone con disabilità;
f) può costituirsi parte civile nei procedimenti penali a carico
di chi abbia commesso reati avvalendosi impropriamente, con dolo o
falsità, di strumenti giuridici previsti dalle norme richiamate
alla lettera a) e di tutti gli altri strumenti giuridici diretti a
facilitare l'esistenza e l'autonomia delle persone con disabilità;
g) esprime pareri e formula proposte, su richiesta degli organi
regionali, in ordine alla normativa esistente e ai provvedimenti da
adottarsi, legislativi e regolamentari, riguardanti i diritti delle
persone con disabilità. Esprime, altresì, valutazioni sull'impatto
delle azioni progettuali finanziate da organismi regionali ed
aventi ad oggetto il miglioramento della qualità della vita delle
persone con disabilità.
h) collabora con altri soggetti istituzionali alla raccolta ed
elaborazione di dati relativi alle persone con disabilità nella
Regione;
i) propone all'amministrazione regionale lo svolgimento di
attività di formazione dirette a soggetti pubblici e privati
preposti a svolgere compiti di tutela e salvaguardia dei diritti
delle persone con disabilità, secondo i rispettivi ordinamenti di
riferimento;
l) informa delle iniziative intraprese e dei risultati ottenuti i
soggetti che hanno richiesto il suo intervento».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Requisiti, nomina, durata in carica, incompatibilità e
revoca
1. Il Garante è nominato dalla Giunta regionale, su proposta
dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali ed
il lavoro. Dura in carica cinque anni e può essere rinominato una
sola volta. Per lo svolgimento delle funzioni e nell'esercizio dei
poteri di cui agli articoli 2 e 3, si avvale degli uffici e del
personale della Segreteria generale della Presidenza della Regione
senza ulteriori e maggiori oneri a carico del bilancio della
Regione.
2. Il Garante è scelto tra persone che dispongono di particolare
competenza nel settore della tutela dei diritti dei minori e
dell'infanzia, della prevenzione del disagio sociale e
dell'intervento sulla devianza minorile o che abbiano ricoperto
incarichi istituzionali e sociali di particolare importanza negli
stessi settori.
3. Costituiscono titoli preferenziali per la nomina i seguenti:
a) laurea in giurisprudenza, in lettere, in filosofia, in
pedagogia, in psicologia, in sociologia o equipollenti;
b) competenza giuridico-amministrativa in materia minorile;
c) competenza nel settore delle discipline di tutela dei diritti
umani nonché della tutela dei diritti degli utenti e dei
consumatori.
4. La carica di Garante è incompatibile con le seguenti funzioni:
a) direttore generale, direttore sanitario e direttore
amministrativo delle aziende sanitarie locali e delle aziende
ospedaliere;
b) amministratore di ente pubblico, azienda pubblica o società a
partecipazione pubblica nonché amministratore o dirigente di ente,
impresa o associazione che riceva, a qualsiasi titolo, sovvenzioni
o contributi dalla Regione;
c) lavoratore autonomo, subordinato o professionale;
d) giudice onorario presso i tribunali per i minorenni.
5. Se successivamente alla nomina è accertata una delle cause di
incompatibilità di cui al comma 4, il Presidente della Regione
invita l'interessato a rimuovere tale causa entro quindici giorni;
decorso infruttuosamente tale termine senza che l'interessato abbia
provveduto, lo dichiara decaduto dalla carica e ne dà immediata
comunicazione alla Giunta regionale per la relativa sostituzione.
6. La Giunta regionale può revocare il garante per gravi o
ripetute violazioni di legge o per accertata inefficienza».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Natura onorifica della carica
1. Il Garante esercita le proprie funzioni a titolo onorifico».
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato l'emendamento
5.1:
Al garante non spetta alcun rimborso spese .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5 come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi:
-dalla Commissione: A1;
-dagli onorevoli Caronia, Caputo, Cordaro, Maira, Vinciullo e
Barbagallo: A2.
Si passa all'emendamento aggiuntivo A1 che introduce un nuovo
titolo Istituzione dell'Autorità Garante della persona con
disabilità nella Regione .
Pongo in votazione l'articolo 1 Istituzione dell'Autorità
Garante della persona con disabilità
Ne do lettura:
«Art. 1.
Istituzione dell'Autorità Garante della persona con disabilità
1. E' istituito presso l'Assessorato regionale della famiglia,
delle politiche sociali e del lavoro, l'Autorità Garante della
persona con disabilità, di seguito denominato Garante'.
2. Il Garante svolge la propria attività in piena autonomia e con
indipendenza di giudizio e valutazione; esso non è sottoposto ad
alcuna forma di controllo gerarchico o funzionale.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2 Destinatari . Ne do lettura:
«Art. 2.
Destinatari
1. Ai fini della presente legge vengono definite persone con
disabilità tutti coloro, compresi gli stranieri e gli apolidi,
residenti, domiciliati anche temporaneamente o aventi stabile
dimora nel territorio regionale, la cui condizione di handicap
sia stata accertata ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104.»
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3 Funzioni del garante . Ne do lettura.
«Art. 3.
Funzioni del Garante
1. Il Garante svolge le seguenti funzioni:
a) persegue, in conformità alla Convenzione ONU sui diritti delle
persone con disabilità ratificata dalla legge 3 marzo 2009, n. 18,
ai principi costituzionali ed alle prescrizioni introdotte con la
legge 5 febbraio 1992, n. l04, la piena realizzazione dei diritti
delle persone in situazione di handicap, nonché l'integrazione ed
inclusione sociale delle persone con disabilità. Per il
raggiungimento delle predette finalità si avvale delle norme
contenute nella presente legge e di ogni altra disposizione
normativa regionale, nazionale, comunitaria ed internazionale in
materia;
b) comunica all'Osservatorio nazionale sulla condizione delle
persone con disabilità, di cui all'articolo 3 della legge 3 marzo
2009, n. 18, le violazioni della Convenzione Onu sui diritti delle
persone con disabilità e predispone una relazione biennale sullo
stato di attuazione della predetta Convenzione nel territorio della
Regione, avvalendosi anche dei rappresentanti del terzo settore;
c) interviene, in ambito pubblico e privato, di propria iniziativa
e/o sulla base di segnalazioni provenienti da una persona con
disabilità e/o da un suo familiare, dal tutore, dal curatore,
dall'amministratore di sostegno o da un'associazione avente per
fine statutario la tutela dei diritti e/o la promozione sociale
delle persone con disabilità, nei casi in cui si lamentino
disfunzioni, irregolarità, scorrettezze, prassi amministrative
anomale o irragionevoli o qualunque altro comportamento, anche
omissivo o discriminatorio ai sensi della legge 1 marzo 2006, n.
67, in contrasto con le finalità di cui alla lettera a);
d) sollecita e controlla che per ogni persona con disabilità sia
redatto il progetto individuale;
e) promuove, anche in collaborazione con gli enti territoriali
competenti e le associazioni delle persone con disabilità e delle
loro famiglie, ogni altra attività diretta a sviluppare la
conoscenza delle norme sull'handicap e dei relativi mezzi di
tutela, attraverso le iniziative che ritiene più opportune per la
maggiore diffusione e l'avanzamento della cultura in materia di
integrazione ed inclusione sociale delle persone con disabilità;
f) può costituirsi parte civile nei procedimenti penali a carico
di chi abbia commesso reati avvalendosi impropriamente, con dolo o
falsità, di strumenti giuridici previsti dalle norme richiamate
alla lettera a) e di tutti gli altri strumenti giuridici diretti a
facilitare l'esistenza e l'autonomia delle persone con disabilità;
g) esprime pareri e formula proposte, su richiesta degli organi
regionali, in ordine alla normativa esistente e ai provvedimenti da
adottarsi, legislativi e regolamentari, riguardanti i diritti delle
persone con disabilità. Esprime, altresì, valutazioni sull'impatto
delle azioni progettuali finanziate da organismi regionali ed
aventi ad oggetto il miglioramento della qualità della vita delle
persone con disabilità.
h) collabora con altri soggetti istituzionali alla raccolta ed
elaborazione di dati relativi alle persone con disabilità nella
Regione;
i) propone all'amministrazione regionale lo svolgimento di
attività di formazione dirette a soggetti pubblici e privati
preposti a svolgere compiti di tutela e salvaguardia dei diritti
delle persone con disabilità, secondo i rispettivi ordinamenti di
riferimento;
l) informa delle iniziative intraprese e dei risultati ottenuti i
soggetti che hanno richiesto il suo intervento.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4 Poteri del garante . Ne do lettura.
«Art. 4.
Poteri del Garante
1. Nell'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 3 il Garante
può:
a) accedere agli uffici pubblici o servizi aperti al pubblico e
controllare la funzionalità dei servizi di assistenza e di
informazione resi alle persone con disabilità, nonché l'agibilità
degli spazi aperti al pubblico sotto il profilo dell'assenza di
barriere architettoniche e della comunicazione indirizzata a
persone portatrici di disabilità sensoriale nonché intellettivo-
relazionale;
b) richiedere formalmente ai soggetti pubblici e privati il
rispetto delle modalità e dei termini previsti dalle norme
nazionali e regionali poste a salvaguardia dei diritti delle
persone con disabilità ed in particolare dalle norme di cui
all'articolo 3, lettera a), segnalando all'Assessore regionale per
la famiglia, le politiche sociali ed il lavoro ed alle altre
competenti autorità eventuali violazioni delle predette norme;
c) segnalare al sindaco o all'amministrazione competente
l'inosservanza delle disposizioni di cui ai commi 4, 5 e 7
dell'articolo 24 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, in materia di
eliminazione delle barriere architettoniche;
d) segnalare alle direzioni provinciali del lavoro l'inosservanza
delle disposizioni di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68, e
successive modifiche ed integrazioni, da parte dei datori di lavoro
pubblici e privati o da parte di coloro che risultano essere
aggiudicatari di appalti pubblici ai sensi dell'articolo 17 della
legge n. 68 del 1999 e successive modifiche ed integrazioni;
e) informare i soggetti che hanno subito discriminazioni
determinate dalla loro condizione di disabilità, ai sensi
dell'articolo 2 della legge 1 marzo 2006, n. 67, indirizzandoli
verso i soggetti legittimati ad agire in giudizio;
f) richiedere agli enti legittimati ad agire anche per interessi
collettivi di adìre la competente autorità giudiziaria per ottenere
apposito provvedimento di rimozione delle barriere architettoniche
che determinano una oggettiva e comprovata inaccessibilità a luoghi
pubblici o aperti al pubblico da parte delle persone con
disabilità. Si applicano le disposizioni contenute nell'articolo 3
della legge 1 marzo 2006, n. 67;
g) controllare le strutture ed i programmi destinati alle persone
con disabilità allo scopo di prevenire il verificarsi di ogni forma
di sfruttamento, violenza ed abuso, ai sensi di quanto disposto
dall'art. 16 della Convenzione Onu sui diritti delle persone con
disabilità.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Requisiti, nomina, durata in carica, incompatibilità e
revoca
1. Il Garante è nominato con decreto dell'Assessore regionale per
la famiglia, le politiche sociali e il lavoro. Resta in carica
cinque anni e può essere rinominato una sola volta. Per lo
svolgimento delle funzioni e nell'esercizio dei poteri di cui agli
articoli 3 e 4 il Garante si avvale degli uffici e del personale
dell'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
e del lavoro senza ulteriori e maggiori oneri a carico del bilancio
della Regione.
2. Può essere nominato Garante chi attesti, con apposita
dichiarazione di essere in possesso del diploma di laurea in
giurisprudenza o in scienze politiche e/o in scienze sociali o
equipollenti o in medicina o in psicologia, che presenti idonea
certificazione comprovante di avere svolto per almeno cinque anni
attività di tutela e salvaguardia dei diritti delle persone con
disabilità e di promozione della inclusione sociale degli stessi.
3. Qualora, successivamente alla nomina, sia accertata la mancanza
del requisito di cui al comma 2, l'Assessore regionale per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro rimuove immediatamente
dalla carica il Garante e provvede alla sua sostituzione. Può
essere inoltre rimosso dalla carica per gravi o ripetute violazioni
di legge o per accertata inefficienza.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Natura onorifica della carica
1. Il Garante esercita le proprie funzioni a titolo onorifico.»
Comunico che é stato presentato anche, l'emendamento A1.1: Al
Garante non spetta alcun rimborso spese .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'A1.3. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto
all'emendamento A2, così come avevo detto l'altra volta in Aula,
considerato che il disegno di legge che è stato da me presentato e
che, poi, in qualche modo, è stato esitato in Commissione ma che
non era approdato mai in Aula e che, oggi, è diventato
l'emendamento A1 che abbiamo appena approvato, è chiaro che, per
buona parte, l'A2 viene assorbito dall'A1; pertanto, lo ritiro.
Però, vorrei sottolineare, anche perché resti a verbale, perché
questa norma, in qualche modo, era stata oggetto di un'impugnativa
del Commissario dello Stato, onde evitare che ci possano essere
problemi che, ovviamente, il titolo gratuito per l'incarico del
Garante che noi stiamo istituendo non impone ulteriori spese nei
confronti della Regione, per questa attività che, invece, è
estremamente importante perché soprattutto nell'ambito delle
conoscenze giuridiche di cui, oggi, la Regione dispone con il
proprio personale, possiamo fornire tutta una serie di iniziative
ed adempimenti che sono legate alla garanzia dei diritti.
E' una rassicurazione che vorrei fosse messa a verbale proprio
perché, alla luce della precedente impugnativa, si chiarisca che
l'incarico è assolutamente onorifico, quindi non comporta spesa, e
che invece viene valorizzata l'esperienza e la conoscenza,
soprattutto in campo giuridico, delle strutture interne
dall'organigramma della Regione.
Sono estremamente contenta che questa Assemblea abbia accolto
questo emendamento, concludendo questa legislatura,
probabilmente, con uno degli atti che la Sicilia aspettava e cioè
dare anche a chi non ha voce ed a coloro i quali sono soggetti più
deboli della nostra società, la possibilità di avere un garante
regionale poiché nelle altre Regioni è già avvenuto.
Noi in questo eravamo indietro, ci stiamo uniformando ad un
percorso di civiltà.
Ritengo che sia un passaggio che questa Assemblea, in maniera
responsabile ed importante, sta significando.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A1, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ovviamente l'emendamento A 2 è assorbito e, ovviamente, rispetto a
quanto diceva l'onorevole Caronia, sia l'incarico di Garante per
l'infanzia che l'incarico di Garante della persona con disabilità
sono a titolo gratuito, cioè, non comportano nessun onere per
l'Amministrazione né alcun rimborso spese. Questo è inserito
nell'articolo 6 della norma, quindi, è specificato per legge.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, fermo restando che
condivido l'intervento dell'onorevole Caronia, come presentatore
del disegno di legge devo esprimere l'apprezzamento per il lavoro
fatto in Commissione, per il voto d'Aula che, oggi, in un momento a
poche ore dalla scadenza del mandato di questo Parlamento, per le
anticipate dimissioni da parte del Presidente della Regione che,
credo, non verrà meno a questo impegno, ritengo che questo disegno
di legge che di qui a poco verrà votato, rappresenta un grosso
passo in avanti per quanto riguarda la tutela dei minori e degli
adolescenti e, specialmente, per quelli in condizioni di disagio.
E', quindi, una bella pagina di questo Parlamento che serve a dare
lustro a tanti momenti poco chiari di questo Parlamento. Volevo
ringraziare la Commissione e tutto il Parlamento.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
pongo un problema per cui chiedo venga applicato l'articolo 117. Il
titolo del disegno di legge, che noi abbiamo approvato e su cui
abbiamo inserito l'emendamento della Commissione e di quattro
deputati, parla dell'istituzione dell'autorità Garante per
l'infanzia e l'adolescenza.
Adesso il titolo deve essere diverso perché dobbiamo unificare i
due disegni di legge e prevedere nel titolo della legge la figura
del Garante per soggetti diversamente abili.
Credo che questo sia un problema che ci dobbiamo, immediatamente,
porre e che dobbiamo andare a risolvere in fase di approvazione del
disegno di legge.
Se lo potessimo fare subito credo che l'ipotesi non sarebbe
malvagia proprio perché ci troviamo di fronte all'unificazione di
due disegni di legge e, di conseguenza, la figura del Garante della
persona con disabilità deve essere prevista nel titolo della legge
che andiamo ad approvare.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, l'avevo già detto. Il Titolo II
della legge, ovviamente, modificherà anche il titolo della legge
nel suo complesso.
VINCIULLO. Ciò posto, la ringrazio per l'intervento che lei ha
voluto fare, a chiarimento. Volevo, insieme a tutti i colleghi
della Commissione, ringraziare quest'Aula e i colleghi deputati per
avere approvato in maniera così veloce questo disegno di legge che
si aspettava da tempo.
In particolare, il ringraziamento va all'onorevole Arena che è
stato il relatore di questo disegno di legge che fa sì che,
finalmente, anche la Sicilia si mette al passo con il resto
dell'Europa.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, manifesto,
ovviamente, il mio apprezzamento per la scelta dell'Aula.
Sono stato tra i primi a promuovere questa iniziativa legislativa
e mi fa piacere che, oggi, venga accolta dall'Assemblea. Certo in
una Terra come la Sicilia, non è sufficiente fare il Garante
dell'infanzia, dell'adolescenza, per tutelare i più deboli
dovremmo avere un'attenzione maggiore nei confronti delle politiche
sociali sapendo che partendo dai più deboli, dagli ultimi, poi si
costruisce una società più equa anche per gli altri.
La riflessione che ha fatto l'onorevole Vinciullo per i disabili è
corretta, nel senso che si possono integrare perfettamente i due
disegni di legge, ma mi auguro che, anche con provvedimenti
amministrativi nei confronti dei disabili, si faccia uno sforzo in
più.
Grida vendetta la graduatoria approvata da tre anni
all'assessorato alla famiglia ed all'autonomie locali ma non c'è
copertura finanziaria per quanto riguarda le barriere
architettoniche nelle case private.
Sarebbe importante se riuscissimo a dare un segnale in questo
senso, mi auguro che il senso di responsabilità di tutti i
parlamentari prevalga.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, intervengo per sottolineare la
soddisfazione dell'esito di questi due disegni di legge, che poi
sono stati opportunamente unificati oggi in Aula.
Avendo svolto un ruolo da protagonista sia nella redazione del
primo, quello che riguarda il Garante dell'infanzia, che del
secondo, quello che appunto riguarda il Garante per la disabilità.
E' un momento di crisi economica. E' un momento in cui gli ultimi
hanno una maggiore necessità di essere tutelati. Oggi si scrive una
pagina importante all'Assemblea regionale siciliana, una pagina che
abbiamo tutti insieme contribuito a scrivere anche in I
Commissione, dove si è svolto un lavoro molto serio e finalizzato
ad esitare un disegno di legge, il migliore possibile.
Abbiamo precisato, per la verità, che era già accaduto
precedentemente, che questi sono disegni di legge che non pongono
in essere alcuna ulteriore spesa, quindi, l'auspicio è che possano
trovare accoglimento e, quindi, nessuna impugnazione da parte del
Commissario dello Stato, ed in ogni caso, per una volta, una legge
veramente condivisa e davvero bipartisan, a favore dell'infanzia ed
a favore dei disabili credo che dia la possibilità all'Assemblea,
questa volta, e per una volta sì, di mettere un fiore all'occhiello
perché stiamo facendo qualcosa di serio e qualcosa che dà risposte
alla Sicilia, a coloro che soffrono.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, anche noi, come Gruppo parlamentare, ci
tenevamo a dare un esito positivo a questo disegno di legge che ci
pone con grande attenzione in questa fattispecie, perché vista la
crisi economica e finanziaria e sociale che vive il nostro Paese,
questa legge ci pone in aiuto a chi oggi vive momenti di sofferenza
creando la figura del Garante per l'infanzia ma anche per le
disabilità. Ed è un elemento sociale che deve caratterizzare questo
Parlamento che, oggi, finalmente, porta avanti una norma che fa
bene a tutti. Fa bene a chi vive le difficoltà sociali ed
economiche, fa bene a chi opera nel mondo del settore sociale, ma,
soprattutto, fa bene alla politica. Alla politica che con grande
attenzione e sensibilità mostra in un momento così delicato di
ricordarsi che la società è unica e che tutti siamo cittadini di
serie A, e per cui noi dobbiamo lavorare ed impegnarci sempre
affinché questa nostra società abbia un rispetto ed una qualità
sempre più decisa ed importante a livello nazionale ed europeo.
Oggi, penso che sia veramente un bel momento da ascriversi nella
storia della politica siciliana e votare in modo favorevole questo
disegno di legge non conoscendo l'appartenenza politica, bensì
pensando alla nostra società.
Il gruppo dell'UDC vota favorevolmente questo disegno di legge.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche da parte
del gruppo parlamentare di Grande Sud l'apprezzamento che, però,
non può non essere preceduto da un avverbio che, finalmente,
finalmente proprio nella parte di questa legislatura l'Assemblea
trova il tempo quasi in limine litis di fare una norma utile, una
norma che serve, una norma che è anche messaggio di civiltà e di
attenzione nei confronti dei soggetti sicuramente più bisognosi,
più deboli, e quel finalmente' ci sta sia in riferimento alla
normativa nazionale che già è da circa un anno vigente e sia ancora
di più in relazione ai principi stabiliti nelle varie convenzioni
internazionali a partire, innanzitutto, dalla convenzione di New
York del 1989 e a quella di Strasburgo del 1996.
Dico questo perché io credo che l'Assemblea, oggi, stia emanando
una norma sicuramente positiva e brillante, lo dobbiamo fare nella
forma più compiuta quindi è giusta anche ovviamente l'integrazione
fra i due disegni di legge e che questa integrazione non sia
soltanto di carattere formale o nominalistica nel titolo della
legge ma che lo sia nella sostanza.
Io credo che la sostanza sia positiva per quanto attiene almeno a
due elementi, oltre ovviamente quello dei compiti specifici del
Garante.
I due elementi ai quali voglio fare riferimento sono i compiti, se
vogliamo, di supplenza del Garante, i compiti di vigilanza e di
controllo, i compiti che sono connessi quindi ai poteri del Garante
con l'articolo 3 e quello che io considero altro elemento
fondamentale importante in questo contesto è sicuramente quello
della piena gratuità della funzione perché è una carica,
evidentemente onorifica, che può essere assegnata soltanto a
soggetti indicati secondo quei requisiti che possono effettivamente
svolgere quel ruolo di attenzione, di garanzia e di vigilanza per
tutti questi soggetti, siano essi portatori di disabilità, siano
essi infanti o adolescenti che abbisognano, per le varie ragioni
che purtroppo la vita a volte riserva dell'attenzione e della
necessaria vigilanza e assistenza da parte di soggetti che come
vuole oggi anche la nostra Regione siano al loro fianco.
Quindi ben venga questa legge e mi consenta di concludere questo
mio breve intervento ancora una volta, finalmente si è fatta voluta
una legge utile per soggetti disabili e per soggetti che hanno
bisogno, infanti e adolescenti.
ARENA, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, vi invito a
rimanere in Aula dato che procederemo alla votazione finale di
dieci disegni di legge.
ARENA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo hanno
più volte ribadito i colleghi che mi hanno preceduto, l'onorevole
Vinciullo tra questi, che si è impegnato assieme a tutti i
componenti della Commissione Affari istituzionali' ma c'è stato un
ampio coinvolgimento di tutte le forze parlamentari presenti in
questa Aula.
Oggi, un disegno di legge che oserei definire storico perché l'ho
detto nella mia relazione e lo ribadisco nella seduta odierna, che
è quello dell'istituzione del Garante per l'infanzia e
l'adolescenza, si rafforza, si irrobustisce con l'importante,
fondamentale emendamento proposto dall'onorevole collega Caronia,
al quale il sottoscritto ha posto la firma e, in qualunque caso,
sostenuto e appoggiato dall'intera Commissione Affari
istituzionali'.
Penso che raramente quest'Aula in tutti questi anni, nonostante io
sia alla prima esperienza parlamentare, abbia avuto di votare un
disegno di legge così importante per il futuro della nostra
Regione, così importante e così attento alle esigenze dei tanti
siciliani, mi riferisco ai minori e agli adolescenti siciliani di
oggi, ma soprattutto protagonisti di un domani che mi auguro roseo
e diverso da quello odierno, sempre più complesso, sempre più
tribolato.
E al tempo stesso, il disegno di legge prevede con pari dignità
quindi è opportuno, signor Presidente, il richiamo fatto
dall'onorevole Vinciullo non solo dal punto di vista della dicitura
del disegno di legge che non è più solo un disegno di legge che
riguarda l'infanzia e l'adolescenza, ma è un disegno di legge che,
allo stesso modo, rafforza e, quindi, tutela, anche in questo caso
in maniera innovativa, in maniera sicuramente importante alle loro
esigenze, il mondo della disabilità.
Quindi, sono profondamente convinto che quest'Aula voterà in
maniera unanime questo importante disegno di legge; sono
profondamente convinto che il territorio siciliano da oggi sia più
forte e, soprattutto, possa finalmente godere di una norma attesa
da tanto, troppo tempo.
MINARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE.. Ne ha facoltà.
MINARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poche parole,
anche perché la I Commissione riguardo a questi due disegni di
legge, che erano già stati esitati da tempo e trasmessi alla
Commissione Bilancio per la copertura finanziaria, all'unanimità,
ha chiesto alla Commissione Bilancio di ritornare di nuovo in I
Commissione questi due disegni di legge, per cercare di eliminare,
dove era necessario, la parte relativa alla copertura finanziaria,
e, quindi, di lavorare.
Alla fine abbiamo cercato di portare in Aula i due disegni di
legge che, con titoli diversi, saranno approvati in un'unica legge
per dare quella possibilità alle categorie più deboli, alle persone
che veramente hanno bisogno, e quindi, di dare più forza a quelle
che veramente sono le persone più deboli.
La Commissione ha lavorato in sintonia e, nel più breve tempo
possibile, ha dato questa possibilità all'Aula di potere oggi
votare due disegni di legge confluiti in un'unica legge proprio per
dare risposte a tantissimi cittadini che da tanto tempo la
richiedevano.
Voglio ringraziare non solo i componenti della I Commissione, in
qualità di presidente, ma voglio ringraziare anche gli Uffici della
Commissione e dell'Assemblea per il lavoro che hanno svolto per
dare un risultato eccellente che la Sicilia sicuramente meritava.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cracolici ha chiesto congedo
per la seduta odierna, per motivi di salute.
L'Assemblea ne prende atto.
e altri/A
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale di disegni di legge
Si passa al IV punto all'ordine del giorno: Votazione finale di
disegni di legge.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Istituzione dell'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza»
(25-55-91-466-853A)
PRESIDENTE. Si procede con la votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Istituzione dell'Autorità Garante
per l'Infanzia e l'Adolescenza» (nn. 25-55-91-466-853A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Bartolotta,
Bufardeci, Calanducci, Campagna, Cappadona, Caputo, Caronia, Cascio
Salvatore, Cordaro, Cristaudo, Currenti, De Benedictis, Digiacomo,
Di Mauro, Dina, Donegani, Falcone, Faraone, Federico, Formica,
Galvagno, Gucciardi, Leanza Edoardo, Leontini, Limoli, Lo Giudice,
Lupo, Maira, Marinello, Marrocco, Marziano, Mattarella, Minardo,
Mineo, Musotto, Panarello, Panepinto, Ragusa, Rinaldi, Ruggirello,
Savona, Scoma, Termine, Torregrossa, Vinciullo.
Sono in congedo: Cracolici, Ferrara, Incardona, Marinese, Raia.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 50
votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 49
interno dell'Assemblea
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale delle proposte di modifica al Regolamento interno
dell'Assemblea (Doc. X)
Si torna al III punto dell'ordine del giorno: Votazione finale
delle proposte di modifica al regolamento interno dell'Assemblea
(Doc. X).
Avverto, ai sensi dell'art. 39, comma 3, del Regolamento interno,
che per l'approvazione delle modifiche al Regolamento interno è
prevista la deliberazione a maggioranza assoluta dei componenti
dell'Assemblea, quindi quarantasei voti favorevoli.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Bartolotta, Beninati,
Bosco, Bufardeci, Campagna, Cappadona, Caputo, Caronia, Cascio
Salvatore, Cordaro, Cristaudo, Currenti, De Benedictis, Digiacomo,
Di Mauro, Donegani, Falcone, Faraone, Federico, Formica, Galvagno,
Gucciardi, Leanza Edoardo, Lentini, Leontini, Limoli, Lo Giudice,
Lupo, Maira, Marinello, Marrocco, Marziano, Mattarella, Minardo,
Mineo, Musotto, Ragusa, Rinaldi, Savona, Scoma, Termine,
Torregrossa, Vinciullo.
Si astengono: Dina, Panarello.
Sono in congedo: Cracolici, Ferrara, Incardona, Marinese, Raia.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 50
Maggioranza 49
Favorevoli 47
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
Votazione finale di disegni di legge
Si torna al IV punto all'ordine del giorno: Votazione finale di
disegni di legge.
e altri/A
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Promozione della mutualità volontaria e istituzione dell'Albo
regionale delle società di Mutuo soccorso» (nn. 454-703/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Promozione della mutualità volontaria e
istituzione dell'albo regionale delle società di mutuo soccorso»
(nn. 454-703/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Barbagallo,
Bartolotta, Bufardeci, Calanducci, Campagna, Cappadona, Caputo,
Cascio Salvatore, Cordaro, Cristaudo, Currenti, Digiacomo, Di
Mauro, Dina, Donegani, Falcone, Faraone, Federico, Formica,
Galvagno, Gucciardi, Leanza Edoardo, Lentini, Leontini, Limoli, Lo
Giudice, Lupo, Maira, Marinello, Marrocco, Marziano, Mattarella,
Minardo, Mineo, Panarello, Panepinto, Ragusa, Rinaldi, Savona,
Scoma, Termine, Torregrossa, Vinciullo.
Sono in congedo: Cracolici, Ferrara, Incardona, Marinese, Raia.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 48
Votanti 47
Maggioranza 24
Favorevoli 47
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è sempre qualcuno che lascia il
tasto prima che chiuda la votazione. Tenetelo premuto fino alla
fine. Il rischio è che poi manchi il numero legale.
MUSOTTO. Dichiaro di avere votato favorevolmente.
norme stralciate/A
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme di modifica della gestione integrata dei rifiuti» (900-Norme
stralciate/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Norme di modifica della gestione integrata
dei rifiuti» (900-Norme stralciate/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Barbagallo,
Bartolotta, Bufardeci, Calanducci, Campagna, Cappadona, Caputo,
Cascio Salvatore, Cordaro, Cristaudo, Currenti, De Benedictis,
Digiacomo, Di Mauro, Donegani, Falcone, Federico, Formica,
Galvagno, Gucciardi, Leanza Edoardo, Lentini, Leontini, Limoli, Lo
Giudice, Lupo, Marinello, Marrocco, Marziano, Minardo, Mineo,
Panepinto, Ragusa, Rinaldi, Savona, Termine, Torregrossa.
Si astengono: Beninati, Bosco, Cordaro, Maira, Musotto, Panarello,
Scoma, Vinciullo.
Sono in congedo: Cracolici, Ferrara, Incardona, Marinese, Raia.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 50
Votanti . 49
Maggioranza ... 25
Favorevoli 41
Astenuti 8
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Promozione
della ricerca sanitaria» (483/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Promozione della ricerca sanitaria» (483/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Barbagallo,
Bartolotta, Calanducci, Campagna, Cappadona, Caputo, Currenti, De
Benedictis, Digiacomo, Di Mauro, Donegani, Falcone, Faraone,
Federico, Galvagno, Gucciardi, Leanza Edoardo, Lentini, Limoli, Lo
Giudice, Lupo, Marinello, Marrocco, Marziano, Mattarella, Minardo,
Mineo, Panarello, Ragusa, Savona, Scoma, Termine, Torregrossa,
Vinciullo.
Votano no: Beninati, Formica, Leontini, Maira.
Si astengono: Bosco, Bufardeci, cascio Salvatore, Cordaro, Dina,
Musotto.
Sono in congedo: Cracolici, Ferrara, Incardona, Marinese, Raia.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 49
Votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 38
Contrari 4
Astenuti 6
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Istituzione della Commissione regionale per la promozione di pari
opportunità fra uomo e donna» (n. 184/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi comunico che è stato presentato ai
sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno l'emendamento 117.2,
che così recita: l'emendamento 3.1 è soppresso e pertanto rivivono
le parole presso la Presidenza della Regione .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale del disegno
di legge «Istituzione della Commissione regionale per la promozione
di pari opportunità fra uomo e donna»(n. 184/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Apprendi, Arena, Barbagallo, Bartolotta,
Beninati, Bosco, Bufardeci, Calanducci, Campagna, Cappadona,
Caputo, Caronia, Cascio Salvatore, Cordaro, Currenti, D'Agostino,
De Benedictis, Digiacomo, Di Mauro, Dina, Donegani, Falcone,
Faraone, Federico, Formica, Galvagno, Leanza Edoardo, Lentini,
Limoli, Lo Giudice, Lupo, Maira, Marinello, Marrocco, Marziano,
Mattarella, Minardo, Musotto, Panarello, Panepinto, Ragusa,
Rinaldi, Scoma, Termine, Torregrossa, Vinciullo.
Sono in congedo: Cracolici, Ferrara, Incardona, Marinese, Raia.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 49
Votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 48
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme per l'introduzione del quoziente familiare in Sicilia»
(608/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Norme per l'introduzione del quoziente
familiare in Sicilia» (608/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Arena, Barbagallo, Bartolotta,
Beninati, Bosco, Bufardeci, Calanducci, Campagna, Cappadona,
Caputo, Cascio Salvatore, Cordaro, Cristaudo, Currenti, D'Agostino,
De Benedictis, Digiacomo, Di Mauro, Dina, Donegani, Falcone,
Faraone, Federico, Formica, Galvagno, Gucciardi, Leanza Edoardo,
Lentini, Leontini, Limoli, Lo Giudice, Lupo, Maira, Marinello,
Marrocco, Mattarella, Minardo, Mineo, Musotto, Ragusa, Rinaldi,
Ruggirello, Savona, Scoma, Termine, Torregrossa, Vinciullo.
Si astengono: Marziano, Panarello.
Sono in congedo: Cracolici, Ferrara, Incardona, Marinese, Raia.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 52
Votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 49
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale del disegno di legge «Rendiconto generale
dell'Amministrazione della Regione per l'esercizio
finanziario 2011» (n. 937/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge n.
937/A «Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione per
l'esercizio finanziario 2011».
Si torna al Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione
per l'anno finanziario 2011. Comunico che fra gli ordini del giorno
che abbiamo appena distribuiti, figurano il n. 718, dell'onorevole
Laccoto, e il n. 740, dell'onorevole Caputo.
I suddetti atti di indirizzo politico sono da intendersi
rispettivamente preclusi dagli ordini del giorno 710 sospensione
del decreto assessoriale 825/12 del 28 maggio 2012 per la salute
e di ulteriori atti finalizzati all'accorpamento di laboratori di
analisi convenzionati, approvato dalla seduta n. 356 del 13.06.2012
e il n. 617 provvedimenti urgenti per la stabilizzazione dei 91
dipendenti ex Spo, accettato come raccomandazione nella seduta
d'Aula 309 del 22 dicembre 2011, di contenuto analogo.
Così rimane stabilito.
Ordini del giorno numeri: 708, 709, 718, 719, 721, 724, 725, 726,
727, 728, 729, 730, 731, 732, 733, 734, 735, 736, 737, 738, 739,
740, 741, 742, 743, 744, 745, 746
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
708, 709, 718, 719, 721, 724, 725, 726, 727, 728, 729, 730, 731,
732, 733, 734, 735, 736, 737, 738, 739, 740, 741, 742, 743, 744,
745, 746.
Si procede con l'ordine del giorno 708 finanziamento ai progetti
ammissibili di avviso pubblico in materia di agevolazioni in favore
della ricerca dello sviluppo e innovazione , a firma Ruggirello.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Il parere del Governo è
favorevole nei limiti delle procedure comunitarie e delle
tempistiche previste dai regolamenti.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione con il parere favorevole del
governo, così come specificato.
Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno 709 Iniziative per contrastare la
crisi che sta attraversando il settore della raffinazione in
Sicilia , a firma dell'onorevole Colianni, Donegani.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione con il parere favorevole del
governo, così come specificato.
Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno 718, a firma Laccoto. Lo dichiaro
precluso.
Si passa all'ordine del giorno 719 Por-FSE Sicilia 2007/2013,
asse III - incrementare le risorse disponibili , a firma Vinciullo,
Falcone.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Sull'ordine del giorno 719, anche
qui il parere è favorevole compatibilmente con le procedure,
considerato che investe questioni di normativa comunitaria del
fondo sociale europeo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione con il parere favorevole del
Governo, così come specificato.
Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno 721 Revisione del sistema di
accreditamento e autorizzazione per le strutture che non svolgono
attività sanitaria nell'ambito della procreazione medicalmente
assistita , a firma degli onorevoli Raia, Ferrara, Di Giacomo,
Ammatuna, Faraone ed altri.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor presidente, la sua notoria velocità nel gestire i
lavori d'Aula è proibitiva per chi come me ha qualche anno di età
in più di lei. Quindi, mi deve perdonare se ritorno indietro di
qualche momento.
Poco fa lei ha giustamente osservato che era stato ripresentato un
ordine del giorno per quanto riguarda i lavoratori Spo. Non è una
disattenzione di chi lo ha presentato e cioè di chi le sta
parlando, ma soltanto è stato fatto perché il Governo, nonostante
avesse assunto quell'ordine del giorno allora, come
raccomandazione, non ha dato minimamente seguito alla vicenda dei
lavoratori della Spo.
Ho ripresentato, quindi, l'ordine del giorno per evidenziare che
il Governo, nonostante siano passati diversi mesi, non si è
attivato e colgo la presenza autorevole del professor avvocato
assessore Armao perché assuma l'impegno, oggi, di attivare e
prendere atto dell'ordine del giorno che è stato già votato
dall'assemblea.
Signor Assessore, le chiedo la sua attenzione e le dico che ho
ripresentato un ordine del giorno per quello che riguarda la ex
Spo, perché quello di prima approvato dal Parlamento non ha avuto
alcun seguito. Quindi, l'ho ripresentato per chiedere alla S.V. di
attivarsi, per la sua competenza, per affrontare le problematiche
dei lavoratori della Spo.
Immagino che si attiverà da qui a qualche giorno, assessore. Ha
detto sì con la testa, quindi, la verbalizzazione ci dica che
l'Assessore si è impegnato ad attivarsi per quanto riguarda il
problema dei lavoratori della Spo.
CAMPAGNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPAGNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
sulla vicenda Spo perché l'onorevole Caputo si è accontentato di un
cenno con la testa dell'assessore Armao.
Io non mi accontento, signor Presidente, perché siamo a fine
luglio, ci accingiamo ad iniziare una campagna elettorale, io credo
che sia corretto, per chi ci sta ascoltando, che si chiarisca
questa vicenda che va avanti da due anni. Io non mi accontento
onorevole Caputo, non mi accontento perché è giusto è corretto che
chi ci ascolta, gli interessati sappiano cosa farà il Governo se è
un si, o è un no, se è vero che l'Assessore Armao si attiverà per
la soluzione oppure l'Assessore Armao ci dica che non c'è
possibilità in modo tale che facciamo chiarezza.
Signor Presidente, la invito, le chiedo, se può fare intervenire
l'Assessore Armao sulla vicenda perché non mi basta in campagna
elettorale che se ne occuperà per poi non affrontare la questione,
se è possibile. La ringrazio.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
intervengo sullo stesso argomento, quello relativo ai lavoratori
della Spo, presidente nel mese di aprile, a fine aprile quando
approvammo la finanziaria regionale avevamo redatto, io insieme ad
altri colleghi un ordine del giorno che prendeva proprio in
considerazione la possibilità di agganciare a dei fondi che non
incidessero sulle casse regionali il destino dei lavoratori Spo per
dare a queste lavoratori e quindi a queste famiglie un futuro.
In quella data ci venne detto dal Governo che questo, come tutti
gli altri ordini del giorno potevano essere accettati come
raccomandazione. Io condivido l'intervento del collega Campagna
poiché qualsiasi atto meno chiaro potrebbe prestarsi a
strumentalizzazioni e meno che mai in questo momento è possibile
che passi questa linea. Pertanto, chiedo che da questa Aula, dal
Governo e anche della Presidenza, se è del caso, vengano parole
chiare perché se ci sono i margini ed io dico che ci sono, per dare
una risposta positiva a questa categoria di lavoratori si dica,
così come è giusto non tenere appesi - soprattutto in vista di una
campagna elettorale - perché sarebbe sgradevole per non dire
qualcosa di più complicato sotto il profilo delle conseguenze.
Allora, una parola di chiarezza. Per quanto ci riguarda ci sono le
condizioni per procedere in questo senso, ci dica il Governo, non
attraverso raccomandazioni o attraverso i segni della testa, che
cosa vuole fare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Armao.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, comprendo
l'urgenza delle questioni rappresentate in ordine alla vicenda
della Spo, che riguarda lavoratori che hanno legittima aspettativa
al loro lavoro, ma credo che questa vicenda vada esaminata
prescindendo degli appuntamenti elettorali credo che comunque debba
essere esaminata poiché il diritto al lavoro, è un diritto al
lavoro prima, durante e dopo le campagne elettorali come sono
convinto e sono certo condividono tutti i parlamentari.
Conseguentemente, la vicenda dalla Spo va inquadrata al di là
della tempistica elettorale; va invece inquadrata nell'attuale
situazione finanziaria della regione negli impegni che abbiamo
assunti con il Governo nazionale nelle esigenze di riequilibrio di
bilancio ben note e avvertite da tutti i parlamentari. Sicché da
parte nostra non posso che ribadire quel che avevo prima accennato
all'onorevole Caputo e che ribadisco all'onorevole Cordaro,
all'onorevole Campagna nei loro appassionati interventi circa le
vicende della Spo che non possono che coinvolgere pienamente il
Governo - ripeto - nella compatibilità degli equilibri economico-
finanziari dell'attuale situazione della regione, che deve tenere
conto di non ampliare un bacino già ampio di occupazione diretta e
indiretta che grava sulle casse della regione, ma deve ovviamente,
nell'ambito delle risorse disponibili, valutare le possibilità di
risposte su legittime aspettative di questi lavoratori.
Pertanto, come Assessore per l'economia non posso che dare questa
risposta. Evidentemente e opportunamente l'ordine del giorno è
rivolto anche all'Assessorato della famiglia e della politica del
lavoro.
Personalmente coinvolgerò affinché si possa dare una risposta
positiva ma - ripeto - non avulsa dal contesto che gli onorevoli
deputati ben conoscono della situazione finanziaria della Regione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 721 Revisione del
sistema di accreditamento .
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Lo accetto come raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 722 Iniziative a
favore del personale ASU .
Il parere del Governo?
MARROCCO. Chiedo di apporre la mia firma sull'ordine del giorno n.
722.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
ARMAO, assessore per l'economia. Lo accetto come raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 723 Concessione del
termine di proroga di 90 giorni per l'approvazione da parte degli
Enti locali dello Statuto per la costituzione delle SSR .
CAPUTO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo approvato
la legge, ma c'è un problema: il termine che è stato assegnato è
stato ritenuto dai Sindaci troppo limitativo: i 30 giorni non sono
sufficienti e hanno posto al Parlamento e al Governo l'esigenza di
valutare una tempistica maggiore che si può fare in via
amministrativa, non in via legislativa, per consentire ai Sindaci,
specialmente a quelli eletti alla scorsa tornata di organizzarsi.
Che il Governo ne prenda atto perché lo si può fare con un atto
amministrativo, non certamente con una delibera legislativa.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, abbiamo approvato una legge,
peraltro abbiamo dato il voto finale 10 minuti fa, per cui questo
ordine del giorno è precluso.
Si passa all'ordine del giorno n. 724 Implementazione fondi la
misura 112/pacchetto Giovani - PSR 2007/2013-Reg. CE 1698/2005-
Bando pubblico 2010 .
Il parere del Governo?
LEANZA EDOARDO. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del
giorno n. 724.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Lo accetto come raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 725 Iniziative a
livello nazionale dell'organizzazione attività di call center .
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Lo accetto come raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 726 Dismissione
delle quote di partecipazione dell'Italkali da parte della
Regione .
CAPUTO. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno n.
726.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Siccome si parla di illecito
mantenimento Credo sia un caso lapsus calami. E' chiaro che posso
informare che le procedure
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prego il Governo
di dare parere favorevole, ovviamente il termine l'illecito' lo
togliamo perché non so come sia finito lì questo termine.
Sostituiamo le parole un articolo' con le parole un illecito'.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, desidero dare
una informativa all'Aula. La procedura è ben in avanti, è già stata
chiusa la parte riguardante le offerte, è pervenuta un'offerta per
l'advisor, è stata nominata la commissione. A giorni avremo
l'aggiudicazione dell'advisor e dopodichè si procederà
all'apertura della data room e quindi di tutte le procedure per la
dismissione della partecipazione.
PRESIDENTE. Lo pongo ai voti. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 727 Istituzione della figura
del garante degli animali , a firma dell'onorevole Marrocco.
MINARDO. Appongo la mia firma.
GUCCIARDI. Appongo la mia firma.
LUPO. Appongo la mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE.. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 728 Sospendere la transizione
al digitale da parte del PMI locali emittenti televisive , a firma
dell'onorevole Marrocco.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 729 Iniziative al fine di
garantire la continuità del servizio trasporto pubblico locale
delle isole minori mediante linee marittime ed evitare la
sospensione del servizio dei trasporti dei rifiuti e materiali
speciali , a firma dell'onorevole Marrocco.
CAPUTO. Appongo la mia firma.
CAMPAGNA. Appongo la mia firma.
APPRENDI. Appongo la mia firma.
CORDARO. Appongo la mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 730 Iniziative a livello
nazionale per accelerare l'approvazione del disegno di legge di
riduzione dei deputati regionali .
Il parere del governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Lo accolgo come raccomandazione.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 731 Iniziative in favore della
scuola di montagna e delle isole minori , a firma dell'onorevole
Lupo. Il parere del governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Lo accoglie come raccomandazione.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 732 Interventi urgenti per
garantire il servizio di trasporto aereo, via mare e con nave e per
le isole minori siciliane .
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Lo accoglie come raccomandazione.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 733 Iniziative per assicurare
un futuro alla zootecnia siciliana .
Il parere del governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, questo ordine
del giorno per quanto possa essere valutabile, comunque, postula un
intervento legislativo, poiché prevede la concentrazione tra due
enti, di cui tra l'altro uno di matrice regionale e uno di matrice
statale. Probabilmente, tolta questa parte si può condividere
laddove si dice di intraprendere ogni misura per snellire e
rendere più razionale l'assistenza'.
Quindi, la prima parte la prendiamo come raccomandazione, il
resto non è proponibile.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione, con la precisazione
dell'assessore Armao.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 734 Interventi per porre
rimedio alla drammatica situazione dell'Aras , a firma
dell'onorevole Vinciullo.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Lo accoglie come raccomandazione.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 735 Riapertura dei termini in
materia di trasporto interurbano fra gli studenti pendolari dei
comuni privi delle scuole medie superiori , a firma dell'onorevole
Vinciullo.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Lo accoglie come raccomandazione.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 736 Legge regionale n. 3 del
gennaio 2012 in materia di contrasto alla violenza di genere , a
firma dell'onorevole Vinciullo.
ARMAO, assessore per l'economia. Lo accolgo come raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 737 Notizie sulla
chiusura di numerosi sportelli postali in Sicilia e, in
particolare, in provincia di Catania , a firma degli onorevoli
Falcone e Vinciullo.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Lo accolgo come raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 738 Adottare misure
urgenti per riaprire i termini di pagamento del condono edilizio ,
a firma dell'onorevole Vinciullo.
Onorevole Vinciullo, lei sa bene che il Governo della Regione può
fare poco rispetto a questa situazione, ci vogliono le leggi per
riaprire i termini del condono edilizio, non si possono fare con
gli ordini del giorno.
VINCIULLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
disponibile anche ad accettare che il Governo lo accolga come
raccomandazione; non si tratta assolutamente di riaprire i termini
del condono, si tratta, soltanto, di dare la possibilità, a chi ha
pagato tre rate, ad esempio, di pagare la quarta e di potere, in
questo modo, sanare la sua situazione.
Se sono somme che entrano nelle casse della Regione e nelle casse
del Comune, se solo così va bene, cioè nel senso che si dà la
possibilità di pagare la rata che rimane, si applica.
Io, Assessore, chiederei che lei leggesse l'ultima parte, laddove
si dice che si chiede di pagare anche una penale '. Avremmo così
la possibilità di chiudere una vicenda che, comunque, è già stata
chiusa perché i proprietari hanno pagato alcune rate, hanno già
pagato tre rate su quattro, dovrebbero quindi pagare la quarta,
più gli interessi ed una mora nel caso non avessero ancora
pagato. Soltanto questo stiamo chiedendo, con questo ordine del
giorno.
Se il Governo ha difficoltà, lo accetti anche come
raccomandazione; non si tratta assolutamente di una riapertura dei
termini, assolutamente no, non mi sarei assolutamente permesso di
chiedere una riapertura dei termini.
PRESIDENTE. Credo che il Governo possa accoglierlo come
raccomandazione nella misura in cui è compatibile con le norme
regionali.
ARMAO, assessore per l'economia. Lo accolgo come raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 739 Provvedimenti
urgenti sull'edilizia popolare , a firma dell'onorevole Vinciullo.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Lo accolgo come raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 740. Lo dichiaro
precluso.
Si passa all'ordine del giorno n. 741 Utilizzo delle somme
versate per tasse di concessione governative regionali , a firma
dell'onorevole Ruggirello.
ARMAO, assessore per l'economia. Lo accolgo come raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 742 Notizie sul
MUOS (Sistema intracomunicazione satellitare della Marina militare
in fase di installazione della base militare americana di Niscemi ,
a firma dell'onorevole Federico ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che su
questa materia, su questa installazione del cosiddetto MUOS, che è
un sistema di radiocomunicazione satellitare militare, una delle
quattro antenne che sono state piazzate nel mondo, una di queste
quattro la stanno installando nel territorio di Niscemi, con
notevoli rischi, con paventati rischi per la salute dei cittadini,
per le radiazioni che queste antenne potrebbero emettere.
Vorrei ricordare che, nel mondo, ne esistono soltanto altre tre
che sono in zone desertiche.
Ecco perché io credo che la Regione Sicilia, che ha dato anche un
parere, un parere favorevole alla installazione di questo sistema
satellitare, dovrebbe oggi esprimersi; l'Assemblea dovrebbe
esprimersi con un voto per dire che questo sistema dovrebbe essere
bloccato e il Governo regionale dovrebbe intervenire presso il
Governo nazionale perché, a sua volta, possa intervenire anche nei
confronti della Nato. Qui si innestano anche rapporti
internazionali e ci sono anche, se vogliamo, rapporti bilaterali
con gli Stati Uniti. Io credo che l'ARS debba pronunciarsi per dire
che si rifiuta, che respinge con forza la installazione di un
sistema che può essere - prudenzialmente noi diciamo - nocivo,
fortemente nocivo per la salute, per il territorio e, soprattutto,
potrebbe non avere alcun tipo di ricaduta sotto ogni altro profilo.
E allora, noi diciamo che l'Assemblea, oggi, alla chiusura di
questa quindicesima legislatura, che questo Parlamento si debba
esprimere. Ed è importante che anche il Governo dichiari di
accettare con forza questo ordine del giorno per potere
intervenire, ripeto, presso gli organi nazionali ed internazionali,
al fine di evitare che un sistema militare possa comportare, negli
anni a venire, nei decenni a venire, notevoli danni nei confronti
non soltanto del territorio di Niscemi, ma di tutta la Sicilia,
perché si è calcolato che i danni avrebbero effetti negativi in un
raggio di 150 Km, a causa delle relative radiazioni che tale
sistema comporterebbe.
PANEPINTO. Appongo la mia firma.
PRESIDENTE. L'Assembla ne prende atto.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io
intervengo a sostegno di questo ordine del giorno anche perché la
Regione, in un'altra simile occasione, si è schierata in maniera
totalmente opposta, e mi riferisco alla installazione dell'antenna,
così chiamata, wind shear, di Isola delle Femmine.
In quella occasione, l'Assemblea regionale approvò un ordine del
giorno per istituire una Commissione d'inchiesta e d'indagine per
accertare quali danni potevano scaturire nei confronti dei
cittadini residenti. E alla fine, il risultato dei lavori di quella
Commissione andò nella direzione che l'antenna non fu mai più
installata.
E allora, in questo caso, in maniera analoga, in cui i danni
sarebbero sicuramente maggiori per l'entità dell'antenna, per
l'entità della struttura che verrebbe installata, credo che il
Parlamento, in maniera forte, ma anche l'Amministrazione regionale
siciliana dovrebbero dichiararsi contrari alla installazione di
questo strumento, perché i danni che noi non vediamo nell'immediato
saranno danni che, sicuramente, segneranno la vita delle persone
che stanno in quel circondario.
Questo è un atto politico forte, un atto politico che deve essere
chiaro senza alcun tentennamento.
CORDARO. Appongo la mia firma.
PRESIDENTE. L'Assembla ne prende atto.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso che la
scorsa settimana ho presentato ai colleghi del Gruppo un'apposita
interrogazione, vorrei sottolineare soltanto un aspetto, visto che
gli altri aspetti sono stati già affrontati dai colleghi e mi
rivolgo soprattutto all'onorevole Digiacomo che dell'aeroporto di
Comiso ne ha fatto una battaglia.
Vi è quasi certezza che i problemi ed i ritardi che ha subito
l'avvio dell'aeroporto di Comiso, ma soprattutto la impossibilità,
oggi, di qualificarlo come aeroporto di importanza nazionale sono
la diretta conseguenza delle esalazioni del MUOS di Niscemi.
Perché? Lo spiego rapidamente.
Il MUOS ha una possibilità di trasmissione 24 su 24, tranne per
brevi interruzioni o sospensioni, nel momento in cui altre
installazioni di questo genere possono sostituirlo nella copertura
mondiale del controllo aereo e non, delle Forze armate degli Stati
Uniti d'America.
Soltanto con queste brevi sospensioni dell'attività del M.U.O.S.
di Niscemi è consentito, compatibilmente a queste sospensioni, agli
aerei che debbono atterrare o decollare da Comiso di potere
operare.
Se a Comiso si dovesse riconoscere la qualità di aeroporto
nazionale, queste interruzioni non potrebbero essere più
sostenibili, perché l'aeroporto di natura nazionale comporta una
libertà, senza disturbi nelle trasmissioni, 24 ore su 24, per cui
sarebbe incompatibile la qualifica di nazionale' dell'aeroporto di
Comiso con l'installazione del M.U.O.S.
Bisogna, allora, decidere, senza prendere in giro, anche per
questo verso, le popolazioni di Comiso e la politica del
territorio, ma oserei dire anche la politica a livello regionale,
se Comiso deve essere elevato ad aeroporto di carattere nazionale
non si può installare il M.U.O.S. a Niscemi, se, invece, al di là
delle prese in giro, Comiso è destinato a restare come aeroporto di
territorio e non nazionale, il M.U.O.S. diventa compatibile.
Credo che abbiamo tutti interesse, sia commerciale che di
trasporto di persone, che Comiso diventi una struttura a livello
nazionale e, quindi, il M.U.O.S. a maggior ragione non può essere
installato e devono essere bloccati gli insediamenti già effettuati
sul M.U.O.S. a Niscemi.
PRESIDENTE. Ribadisco che l'ordine del giorno n. 729 era stato
accolto come raccomandazione in quanto compatibile con le norme, lo
dico principalmente agli uffici.
DONEGANI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DONEGANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sulla materia che
stiamo trattando in riferimento al M.U.O.S., avrei necessità,
penso insieme ai colleghi, di capire il parere del Governo su tale
ordine del giorno, lo chiedo all'assessore Armao, quindi al
Governo, perché chiedo ufficialmente di mettere ai voti l'ordine
del giorno perché il Parlamento non può non esimersi dalla
votazione.
In riferimento a questo, dico all'assessore Armao che noi in
Commissione Territorio ed ambiente , con il presidente Mancuso,
già l'anno scorso, con il sindaco di allora di Niscemi ed il
sindaco di Gela, abbiamo dato un'indicazione alla commissione, che
è stata posta anche in seno all'Assemblea come atto di indirizzo,
della gravità dell'installazione del M.U.O.S. che cade, tra l'altro
- e questo è il dato, secondo me, importante - all'interno della
sughereta di Niscemi, che è riserva naturale ed avrebbe un impatto
ambientale drastico e madornale dal punto di vista dell'ecosistema,
ma dobbiamo anche tenere in considerazione, rispetto a quello che
diceva il collega che mi ha preceduto, rispetto all'aeroporto di
Comiso, che nella vicina Niscemi, c'è la vicina Gela, dove c'è un
presidio industriale che rispetto alle radiazioni elettromagnetiche
del M.U.O.S., dati che sono stati fatti tramite il ministero
nazionale, non evidenziano ancora le ripercussioni che ci possono
essere dal punto di vista dell'impatto e della compatibilità con lo
stesso petrolchimico di Gela.
Significa che è una bomba ad orologeria che potrebbe scoppiare da
un momento all'altro, oltre al fatto che ancora i dati stabiliscono
anche che per i cittadini, dove viene installato questo mostro
chiamato M.U.O.S., ci possono essere malattie come la leucemia,
cancro al sangue ed altre malattie che sono preoccupanti non
soltanto per la salute dei cittadini.
Chiedo, quindi, rispetto a queste preoccupazioni, il voto d'Aula
e, soprattutto, al Governo di fare capire preventivamente all'Aula
quale sia il parere su tale ordine del giorno.
PRESIDENTE. Chiederò il parere all'assessore Armao, ma l'assessore
può anche non avere un suo parere, non essendo l'assessore al ramo
può anche non esprimere un parere, per trattare questo ordine del
giorno dovremmo avere l'assessore per l'ambiente, che non è
presente in Aula, se l'assessore Armao si sente di esprimerlo,
bene, viceversa ne faremo a meno.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, l'assessore
all'economia non ha valutazioni in merito da fare, l'Assemblea
esprima le sue valutazioni e il Governo ne terrà conto, ma ci sono
anche impegni internazionali dello Stato di cui credo bisogna tener
conto.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo brevemente
perché i colleghi che mi hanno preceduto hanno già focalizzato
aspetti importanti e, in particolare, mi riferisco all'intervento
dell'onorevole Donegani, ma per sottolineare anche da parte mia -
avendo peraltro partecipato a riunioni, incontri organizzati dalle
amministrazioni locali, in particolare dall'Amministrazione di
Vittoria con il coinvolgimento anche degli altri comuni vicini,
quindi di Niscemi, ma anche di altri comuni come Gela, Modica - che
vi è grande preoccupazione tra la popolazione per la possibile
realizzazione del MUOS, che nel corso di questi incontri, anche da
parte delle associazioni ambientaliste, dell'ARCI, è stato
rilevato, argomentando scientificamente, che vi sono realmente dei
rischi per quanto riguarda la salute delle persone per la presenza
dei campi elettromagnetici che ne deriverebbero, vi sarebbero dei
gravissimi rischi per la sicurezza in quanto la realizzazione del
MUOS rappresenterebbe di fatto un vero e proprio obiettivo militare
sensibile, con possibili conseguenze anche per la sicurezza di quei
territori.
E' chiaro che parliamo di apparecchiature che per le loro
caratteristiche sono, credo, in gran parte coperte da segreto
militare, quindi non è neanche facile immaginare quali siano le
reali potenzialità offensive, dannose per la salute dei cittadini,
rappresenta anche un elemento negativo per la crescita produttiva;
veniva citata la possibilità che le mancate autorizzazioni
dell'Aeroporto di Comiso, probabilmente, possono essere dovute
anche alla ipotetica costruzione del MUOS a Niscemi, quindi in
linea d'aria a poche decine di chilometri e tutto ciò crea un
danno molto serio, non solo alle popolazioni locali, ma
complessivamente alla nostra Regione e io credo che proprio per
questo sia fondamentale che oggi l'Aula si esprima con chiarezza e
voglio augurarmi all'unanimità, appunto per impegnare il Governo
regionale a bloccare la costruzione o l'installazione delle nuove
attrezzature per la trasmissione di antenne nella base americana
di Niscemi, in provincia di Caltanissetta.
Credo che il Governo della Regione debba immediatamente revocare
le autorizzazioni che ha concesso per realizzare l'impianto o per
realizzare nuovi impianti; credo che sia molto grave - e questo
voglio sottolinearlo con grande forza - che il Presidente della
Regione, che il Governo della Regione abbia deciso autonomamente e
senza minimamente sentire il bisogno di consultare nessuno, né i
sindaci né le amministrazioni locali, senza tenere minimamente
conto della volontà del Parlamento e senza sentire la Commissione
parlamentare competente, è assolutamente grave ripeto che il
Presidente della Regione abbia ritenuto di dovere rilasciare
autorizzazioni per la costruzione del MUOS, ignorando qual è la
reale volontà e del Parlamento siciliano e delle popolazioni locali
che vivono in questo momento una condizione di gravissimo disagio,
di preoccupazione che non può che vedere solidale, voglio augurarmi
condividendo il voto unanime per l'approvazione di questo ordine
del giorno, tutti i componenti, tutti i deputati dell'Assemblea
regionale siciliana.
E' assolutamente necessario intervenire ed in questo faccio
appello alla sua responsabilità, Presidente dell'Assemblea
regionale, per intervenire presso il Governo nazionale e presso le
Commissioni Difesa di Camera e Senato e, siccome, ormai parliamo ad
un Governo che ha poche ore - attendiamo tra poco le dimissioni
del presidente Lombardo - credo che anche il Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana, nella sua persona, possa farsi
portatore della preoccupazione, dell'appello ed interprete della
volontà espressa con questo ordine del giorno nei confronti delle
Istituzioni parlamentari nazionali e del Governo nazionale.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'argomento meriti qualche minuto di approfondimento ed una presa
di posizione anche da parte dell'assessore Armao, che non è
l'assessore per l'ambiente, ma in questa questione c'entra in modo
indiretto.
Qui non stiamo parlando dell'installazione di sistemi satellitari
ordinari - assessore Armao, non è mia consuetudine richiamare
l'attenzione, ma anche per le sue vocazioni umanistiche mi permetto
di farlo questa volta - non stiamo parlando di ambiente, stiamo
parlando dell'installazione di un sistema d'arma.
Il MUOS di Niscemi, signor Presidente, è un sistema d'arma, non è
l'antenna per recepire i programmi satellitari di Sky, è un sistema
d'arma, i sistemi d'arma servono per fare la guerra, non c'è
bisogno di essere assessori per l'ambiente per esprimersi su questo
argomento, senza sì e senza ma
L'installazione dei sistema d'Arma è derivata da trattati
internazionali che solitamente passano sopra la testa dei governi,
nazionali ed anche regionali. D'altra parte, sono residuati - mi
perdoni l'ironia - del Piano Marshall.
Ora il punto è questo: se l'installazione di un sistema d'arma,
tra l'altro pericoloso di per sé e pericoloso anche per l'ambiente,
possa essere sottaciuto, nei propri riflessi, alle popolazioni
Questo è il punto di domanda, su cui bisogna dire o sì o no.
Se il popolo siciliano ha diritto di sapere se questo sistema
d'arma è dannoso alla popolazione Se sì o se è no.
La drammaticità dell'elemento è proprio questa e a questo
proposito sono state fatte interrogazioni parlamentari, una l'ho
prodotta io alcune settimana or sono, altre ne sono state prodotte,
la Commissione Ambiente, con il suo Presidente ed il
vicepresidente Ammatuna, ha dedicato una seduta speciale a questo
argomento, il fatto è che l'argomento è stato posto da più parti,
ma non c'è stata ancora una risposta chiara in merito.
L'onorevole Maira nel suo intervento sottolineava anche un aspetto
inquietante, anche questo è ripassato più volte in questa sede ed
in altre, cioè se la mancata apertura dell'aeroporto di Comiso
possa in qualche modo essere derivata dall'installazione di questo
sistema d'arma. Il punto è che la popolazione siciliana credo abbia
diritto di conoscere la verità, non ci sono giustificazioni su
questi silenzi omissivi; la gente, le popolazioni, le associazioni,
i sindaci, i movimenti, il Parlamento chiedono di sapere se questo
sistema d'arma, oltre ad essere un pericolo in sé, è un pericolo
per la salute.
A questa domanda di verità, ad essere sinceri, ci sono stati più
silenzi che altro. Quindi, anche se in ordinaria amministrazione,
il Governo, il Parlamento, la Giunta, il suo Presidente, deve
attivarsi perché chi deve dare la risposta è il Governo nazionale
che non mi risulti vada in ordinaria amministrazione. Quindi, una
risposta chiara per questo elemento, che è un elemento di allarme
per le nostre popolazioni, per queste generazioni e la cosa più
grave è che lo potrebbe essere per le generazioni future.
CALANDUCCI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi trovo
d'accordo e appongo la firma all'ordine del giorno, non tanto con
motivazioni come in qualche intervento ho riscontrato, di carattere
politico, ma perché effettivamente è un settore che deve investire
in primis l'autorità di quest'Aula, perché tutto l'argomento è mal
regolamentato o c'è una carenza.
Il problema più importante è che da parte delle competenze
regionali manca la cultura dell'intervento a tutela dei nostri
concittadini del nostro territorio, perché, allo stato attuale,
l'unica legge che seguono gli uffici periferici è quella nazionale
del 2001-2002, c'è una legge successiva sull'installazione di
queste strutture, parlo di strutture in genere che emettono campi
elettromagnetici, non mi addentro sugli aspetti medici, su quanto e
come producono quelle malattie che qualche collega ha
diligentemente sottolineato, soprattutto a carattere ematico, cioè
la leucemia per i bambini, comunque, non c'è dubbio che vi è una
discussione aperta, scientifica in merito all'argomento e dei
criteri di limite per l'emissione dei campi elettromagnetici sono
sicuramente difficili da stabilire.
Ora, la cultura è quella di essere permissivi nell'installazione
di queste antenne.
Io preannuncio che ho presentato un emendamento, che discuteremo
in seguito, a carico del disegno di legge numero 900, sulla
installazione di queste antenne anche nei centri abitati.
Proviamo a riappropriarci della nostra competenza per potere
regolamentare questo settore, non c'è dubbio - e chiedo un po' di
attenzione - perché l'argomento non riguarda solo una installazione
militare, ma anche tutte le antenne che emettono campi
elettromagnetici e vanno tutelate le persone che ne possono essere
esposte, così come quelli per un impianto, non so se è un impianto
di guerra, non ho la competenza necessaria per esprimermi, ma
sicuramente la competenza medica per essere attenti
all'installazione di queste strutture ce l'ho.
Pertanto, chiedo a tutti i colleghi che hanno presentato
quest'ordine del giorno di associarsi all'emendamento futuro che
regolamenta e, soprattutto, dà la responsabilità di emendare un
regolamento - perché solo quello possiamo fare - a carico della
Regione Siciliana e soprattutto di aggiungere, perché con una
omissione della legge, sapete nel 2003 fu emanata un'altra legge
che fu dichiarata incostituzionale perché si riteneva che favorisse
molto l'installazione di queste strutture a discapito delle
autonomie locali e, soprattutto, delle autonomie regionali che
devono regolamentare il settore.
Facciamo attenzione, incominciamo a trasmettere la cultura che la
Regione deve potere emettere un regolamento, che fissi dei paletti
- e preannuncio questo emendamento- e chiedo, così come è giusto
attenzionare la tutela delle persone che vivono intorno
all'installazione di questa struttura, di tutelare la salute di
tutti i cittadini siciliani perché questi mostri di 30 metri e
passa delle antenne telefoniche che stanno sorgendo ovunque sono
inaccettabili
Vanno regolamentati con dei paletti precisi che naturalmente
l'ARPA, che è l'ufficio che se ne deve occupare, non può fare a
meno della valutazione di carattere medico-sanitario e soprattutto
dell'impatto ambientale, perché non capisco se una antenna di
qualsiasi natura debba rispondere o no a questa esigenza
dell'impatto ambientale, mentre una pala eolica sì ed allora credo
che debba essere una legge uguale per tutti e accanto a questo la
tutela della salute dei cittadini.
Chiedo di fare attenzione all'emendamento successivo che ho
presentato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 742.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 743 Notizie sul
ridimensionamento del bonus regionale per i nuovi nascituri in
Sicilia . Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 744 Approvazione dei
documenti finanziari dell'AST, a firma dell'onorevole Falcone. Il
parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno 745 Proroga dei termini dei bandi
metanizzazione a firma dell'onorevole Caputo: impegna il Governo a
prorogare il predetto termine di giorni 45.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Compatibilmente con la struttura
delle procedure, se ci sono, con obblighi di livello comunitario,
il parere è favorevole.
PRESIDENTE. E' accolto come raccomandazione.
L'Assemblea ne prende atto. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno 746 Interventi per l'occupazione
produttiva dei soggetti formati nell'ambito del progetto PTTA85 , a
firma Lentini.
CAPUTO. Appongo la mia firma.
PRESIDENTE. l'Assemblea ne prende atto.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Impegna anche qui coerenti
iniziative che riguardano l'utilizzo di Fondi europei. Pertanto,
compatibilmente con le procedure comunitarie e con la disponibilità
di risorse, il Governo è favorevole.
PRESIDENTE. E' accolto come raccomandazione, onorevole Lentini.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione siciliana
per l'esercizio finanziario 2011» (937/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge Rendiconto generale dell'Amministrazione della
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2011 (937/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Apprendi, Arena, Bartolotta, Calanducci,
Caronia, Colianni, D'Agostino, D'Aquino, De Benedictis, Digiacomo,
Dina, Donegani, Galvagno, Gucciardi, Lentini, Limoli, Lupo,
Marinello, Marrocco, Minardo, Panepinto, Parlavecchio, Ragusa,
Rinaldi, Romano, Ruggirello, Savona.
Si astengono: Ammatuna, Ardizzone, Beninati, Bosco, Campagna,
Caputo, Corona, D'Asero, Falcone, Leanza Edoardo, Leontini,
Marziano, Panarello, Pogliese, Scoma, Termine, Torregrossa,
Vinciullo.
Sono in congedo: Cracolici, Ferrara, Incardona, Marinese, Raia.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 47
Votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 28
Astenuti 18
(L'Assemblea approva)
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16,00.
(La seduta, sospesa alle ore 13,24, è ripresa alle ore 16.46)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Assestamento del
bilancio della Regione per l'anno finanziario 2012» (n. 938/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno e,
segnatamente, al disegno di legge «Assestamento del bilancio della
Regione per l'anno finanziario 2012», posto al punto 1).
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, la questione dell'assestamento è comunque complessa,
articolata. Abbiamo fatto ulteriori verifiche anche con il
Ragioniere generale della Regione e credo sia opportuno procedere
ad un ulteriore approfondimento velocissimo in Commissione
bilancio, come abbiamo peraltro concordato anche con il Presidente
dell'Assemblea e il Presidente della Commissione bilancio per
verificare taluni profili delle coperture.
Ciò consentirà di rendere il provvedimento certamente più sicuro e
credo nell'interesse dei siciliani che aspettano risposte e
dell'intera collettività regionale.
Non credo che un differimento di mezza giornata possa arrecare
pregiudizio; serve a maturare meglio le valutazioni sulle coperture
che sono assai delicate in questo momento dell'esercizio
finanziario.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, io penso che non abbiamo tempo da
perdere. Il mio invito è quello di continuare i lavori in Aula, che
è la sede deputata a valutare coperture finanziarie per temi di
straordinaria importanza.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, lei aveva chiesto di parlare
perché l'onorevole Caronia è contraria all'ipotesi della
Commissione. Se lei è a favore, può intervenire, in caso contrario,
pongo in votazione la proposta dell'assessore Armao.
Io condivido la proposta dell'Assessore perché avendo due leggi
importanti da approvare, quella sull'assestamento di bilancio e
quella sulla spending review, probabilmente la sede della
Commissione bilancio è la sede più consona.
Se si riuscisse oggi pomeriggio a fare il lavoro in Commissione,
domani mattina potremmo in Aula, in maniera veloce e spedita,
approvare l'intero disegno di legge. Se ci sono problemi tecnici
sulle coperture, ci sarà una ragione. Non ho motivo di dubitare che
l'Assessore per l'economia dica cose che non corrispondano alla
realtà. Abbiamo avuto anche un incontro, prima dell'inizio
dell'Aula, con il Presidente della Commissione Bilancio che
condivideva anche lui la stessa ipotesi.
Penso che fare buona parte del lavoro in Commissione bilancio sia
rendere domani mattina più fluidi i lavori in Aula, se no rischiamo
di rimanere impantanati in Aula tutto il pomeriggio e non fare né
assestamento di bilancio né spending review.
Pongo in votazione la proposta di rinvio in Commissione del
disegno di legge n. 938/A. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Pertanto, la Commissione bilancio è autorizzata a
lavorare anche in concomitanza con i lavori d'Aula. L'assessore
Armao è dispensato dal presenziare i lavori d'Aula. Ci rivediamo
domani mattina con questa legge.
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei denunciare
un fatto gravissimo accaduto, non più di un'ora fa, in I
Commissione,
Come tutti sappiamo l'Aula ha approvato un provvedimento che va
sotto il nome di blocca nomine', provvedimento che ha superato
indenne, persino nelle virgole, il vaglio del Commissario dello
Stato.
La I Commissione si è riunita oggi pomeriggio e a fronte del fatto
che c'era la presenza della maggioranza necessaria per approvare le
nomine che nel frattempo erano state inviate alla Commissione
stessa, né il Presidente né il funzionario preposto alla
Commissione hanno avvertito i componenti la Commissione che qualche
ora prima l'Aula aveva modificato il Regolamento sulla richiesta
del voto del numero legale in Commissione; cioè fino a due ore fa
non venivano conteggiati i richiedenti, mentre a fronte della
modifica del Regolamento approvato oggi vengono conteggiati i
richiedenti.
Questa comunicazione, per ovvii motivi, ancora non era stata
comunicata ai deputati. I due deputati che avevano chiesto il
numero legale, lo hanno fatto pensando correttamente che il loro
voto non sarebbe stato conteggiato. Ciò significa che la
Commissione non era in numero legale per approvare le nomine.
Ripeto: né il Presidente della Commissione né il funzionario
preposto hanno avvertito i richiedenti delle modifiche intervenute.
I richiedenti quindi non potevano conoscere tale modifica perché
non era stata data loro comunicazione da parte degli uffici..
Siccome si tratta di una decisione assolutamente in contrasto con
quanto quest'Aula, che è sovrana, ha deliberato una settimana fa e
per evitare che questo Parlamento si continui a macchiare di
atteggiamenti poco leciti e poco trasparenti, chiediamo che la
Presidenza annulli quel voto, perché è un voto che non ha tenuto
conto della volontà di alcuni componenti la Commissione.
MARZIANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori..
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, anch'io voglio intervenire sullo
stesso argomento, perché quello che è avvenuto in I Commissione è
un fatto grave nella conduzione dei lavori. Nello specifico, la
votazione finale è risultata falsata da una mancata comunicazione
alla Commissione sulla applicazione fin da oggi pomeriggio di una
modifica d'Aula che era intervenuta nella mattinata.
Peraltro, il tema che si è posto è anche che mentre i componenti
supplenti non possono partecipare alla votazione, e quindi non
possono essere computati nella presenza qualificata, all'inizio dei
lavori della seduta si stava procedendo alle nomine ancorché in
assenza della maggioranza qualificata, cioè della maggioranza dei
componenti effettivi la Commissione.
Subito dopo, quando questa maggioranza qualificata, cioè dei
componenti effettivi la Commissione, si è determinata, due di noi,
io ed un altro collega, abbiamo chiesto la verifica del numero
legale, pensando che la esclusione dei due richiedenti rendesse non
valida la seduta, proprio perché non ci sarebbe stato il numero
legale.
L'applicazione - già dalla seduta di oggi pomeriggio - di una
norma regolamentare approvata stamattina ha determinato invece un
risultato falsato rispetto all'intenzione dei richiedenti. Come
dire, se è vero che il Presidente può procedere alle nomine poiché
la legge non è stata ancora pubblicata, è ben strano che la norma
regolamentare possa valere senza alcuna comunicazione ai singoli
precedenti.
Pertanto, le chiedo, signor Presidente, di attivare tutto quanto è
nella sua disponibilità, tutto quanto è nei suoi poteri, per
chiedere l'annullamento della seduta della I Commissione e la
riconvocazione con lo stesso ordine del giorno.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, apprendiamo adesso delle tristi
vicende che sono avvenute in I Commissione. Purtroppo, questo
Parlamento non poteva concludere in un modo peggiore.
Ieri il dott. Giovanni Ciancimino, e non per piaggeria,
nell'articolo di fondo su La Sicilia richiamava all'etica, alla
morale, alla responsabilità.
Tutti noi siamo responsabili di tutto quello che è avvenuto, ma mi
creda, ed è già da dieci anni che sono in questo Parlamento, non
era mai successo quello che si è verificato un'ora fa.
Formalmente, Presidente Cascio, io ho grande rispetto
dell'Istituzione che lei rappresenta, mi rivolgo a lei per
rivolgermi anche agli uffici, gradirei sapere se le nomine che sono
state approvate con un blitz - mi è stato riferito, noi come UDC
non siamo presenti in Commissione - ne sia data comunicazione
all'Aula, perché se di alcune nomine non è stata data comunicazione
all'Aula, è chiaro che le nomine sono tutte illegittime.
L'onorevole Formica ha parlato addirittura di illiceità, questo
lo vedremo, ma ora gli uffici mi debbono riferire se le nomine
delle quali abbiamo appreso dalla stampa, che sono state fatte dal
Governo regionale due giorni fa, se sono corredate di tutte le
dichiarazioni, se sono corredate di tutte le dichiarazioni perché
altrimenti versiamo dalla illegittimità alla illiceità e
soprattutto, nel rispetto del ruolo di ciascuno di questi 90
parlamentari, l'Assemblea, quindi lei Presidente, ha dato
comunicazione che sono state trasmesse per il parere, perché se
così non è, l'atto che è stato compiuto non è solo illegittimo ma è
anche illecito e su questo va svolto un chiaro approfondimento in
ogni sede Devono riferire agli Uffici adesso
PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, non è necessario che si riscaldi
in questo modo Non c'è motivo
ARDIZZONE. Lei già d'ufficio doveva provvedere ad emanare queste
norme
PRESIDENTE. D'ufficio? Onorevole Ardizzone, io non sono il vigile
urbano dell'Assemblea regionale Io rispetto il Regolamento e mi
assumo la responsabilità di rispettare il Regolamento; ma io non
controllo quello che succede normalmente in questa Assemblea 24 ore
su 24.
ARDIZZONE. Nessuno è vigile urbano E' stata data comunicazione
all'Aula che sono stati trasmessi questi pareri?
PRESIDENTE. Comunque, stia tranquillo che si farà tutto quello che
c'è da fare. Si raccoglieranno tutti gli elementi e si faranno
tutti gli approfondimenti che bisogna fare, non ultima la
consultazione e la riunione per la Commissione per il Regolamento
che faremo certamente a momenti. Quindi, non si riscaldi perché non
c'è alcun motivo.
GRECO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO. Signor Presidente, io intervengo come componente di
Commissione e, lei lo sa, sono uno di quelli che parlo sempre poco,
ma quando è necessario è giusto intervenire.
L'intervento del Presidente della Provincia di Siracusa sul numero
legale della Commissione era stato fatto dopo che noi avevamo
votato il 258.1, il 259.1, il 260.1, il 261.1; al 262.1 richiede il
numero legale. A questo punto, poiché è intervenuto pochi giorni fa
un nuovo Regolamento che riguarda
PRESIDENTE. E' intervenuto oggi, non pochi giorni fa. L'abbiamo
votato alle 13.30.
GRECO. Perfetto. L'interpretazione che noi abbiamo dato è che nel
conteggio del numero legale valevano anche i richiedenti. Forti di
questa interpretazione, abbiamo votato solamente il numero 262.1;
richiedendo il numero legale e mancando il numero legale abbiamo
sospeso la seduta.
Io non ho capito l'intervento dell'onorevole Formica e
dell'onorevole Ardizzone che sono così concitati, così impazziti.,
addirittura che ci siano delle illiceità. Ma fatemi la cortesia,
cercate di essere seri Ci sono stati tanti interventi del
Presidente Formica che era alla Presidenza di questa onorata
Assemblea che non ha completamente capito che cosa è la democrazia.
Mi faccia il piacere e si vergogni del suo intervento
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Per fatto personale
FORMICA. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, una volta un mio collega, anzi, un
Presidente dell'Assemblea ha avanzato in quest'Aula e poi è
successo un po' un parapiglia, che forse ci vorrebbe la prova di
alfabetizzazione, anche dal punto di vista politico. Sarebbe
necessaria, sarebbe importante, sarebbe qualificante.
Ora, se qualcuno non si accorge che nel momento in cui c'è un
Presidente della Regione che dichiara le dimissioni per domani e lo
stesso Presidente della Regione che ha fretta, non per governare,
non per porre rimedio all'assestamento di bilancio dove testé
comunicato all'Aula, tramite il suo Assessore per l'economia, che
le coperture che avevano dato fino a qualche giorno fa erano delle
coperture false e dobbiamo riportare il provvedimento in
Commissione Bilancio , come abbiamo testé deliberato, per
sopperire alle false coperture che lo stesso Governo ci aveva dato.
Quindi, un Governo che si dimette domani, che non si occupa di
governare, che ha disastrato la Sicilia, e allora questo Governo e
questa parte politica si sono distinti negli ultimi quindici giorni
per arrampicarsi sugli specchi, per impedire che passasse la legge
regola nomine , tanto in linea con la Costituzione e con le leggi
che il Commissario dello Stato e il Ministero della Salute hanno
riscontrato come perfettamente legittima. Questo contro chi si era
esercitato in quest'Aula dicendo che sarebbe stata bocciata,
dicendo che era incostituzionale.
Bene, cosa fanno per cercare di ovviare, non alle condizioni dei
siciliani, non alle condizioni del disastro, ma a qualche ora dalla
dimissioni organizzano un blitz in Commissione per cercare di
arraffare delle nomine
Presidente, lei che degnamente ha rappresentato questo Parlamento,
il prestigio di quest'Aula, deve annullare quella votazione e farla
ripetere, perché se avevano una maggioranza, come loro dicono, lo
si vede subito. Se è come diciamo noi, non avevano una maggioranza
o hanno estorto un voto forzando il Regolamento, bisogna ripeterla
perché ne va del prestigio di questo Parlamento
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
MARROCCO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io posso
comprendere le disquisizioni che si possono fare in campo politico
condendo il tutto con demagogia, in qualche modo alzando la voce,
cercando di dare importanza anche ai presunti contenuti del proprio
intervento. Però, i regolamenti, le norme sono tali, come i verbali
di una seduta di Commissione, come il Regolamento, che in qualche
modo ordina e preordina i lavori di una Commissione e di
un'Assemblea.
Per cui, al di là di tutti i nervosismi, al di là di tutte le
idee, le opinioni legittime che si possono avere in merito, ci sono
uffici che hanno una dignità e devono essere rispettati per la loro
dignità e per il loro lavoro. Ci sono Istituzioni, come la sua,
Presidente, e come la nostra che hanno il dovere di difendere
innanzitutto la legalità. La legalità significa il rispetto delle
norme.
Per cui, Presidente, qualora, e sono io a dirglielo seppur la
penso totalmente al contrario rispetto ai colleghi che sono
intervenuti prima di me, io le dico che qualora il verbale della I
Commissione portasse in seno degli errori o qualcosa che in qualche
modo possa delegittimare il voto della Commissione, allora,
Presidente, lei deve intervenire. Ma siccome sono, altresì,
convinto che, al contrario, tutto è stato fatto seguendo
pedissequamente i dettati del Regolamento, io le chiedo di
rispettare il verbale di quella seduta, Presidente.
Dopodiché, io faccio anche un appello ai miei colleghi affinché in
qualche modo si evitasse di fare anche interventi di un certo tipo,
perché ciò che in qualche modo noi in questo modo trasmettiamo in
termine di immagine a coloro che ci seguono, a coloro che poi si
sentono anche governati da questo Parlamento, è uno spettacolo
veramente triste, Presidente.
Per cui, io mi appello al Regolamento, alla norma, al rispetto di
quest'ultima e so che quello che in qualche modo altri hanno tirato
in ballo come illecito, come illegittimo, sono sicuro per quello
che sono i dettati del Regolamento stesso, così non verrà e
ovviamente non sarà.
Mi ricollego all'intervento dell'onorevole Ardizzone. Non ho
capito bene a cosa facesse riferimento perchè la semplice
comunicazione in Aula non è di per sé motivo di illiceità o di
annullamento di una votazione in Commissione. Per cui, vorrei
capire a cosa facesse riferimento, ma mi permetterò di
chiederglielo appena scenderò dal pulpito.
MINARDO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ascoltando gli interventi degli onorevoli
Formica ed Ardizzone vorrei dire che la Commissione ha lavorato
perfettamente, rispettando il Regolamento, la norma; quindi le
votazioni sono state fatte, c'è il verbale, ci sono i funzionari.
A me dispiace invece, signor Presidente, e la voglio informare
perché alcuni deputati, con in testa l'onorevole Formica, sono
venuti a fare il blitz in I Commissione, perché con arroganza
proprio per fare ostruzionismo e per non far lavorare quella
Commissione e ho dovuto sospenderla, perché ha voluto verificare di
persona se c'era il numero legale o meno, quindi non si fidava né
della Commissione, né del Presidente, né del funzionario.
Signor Presidente, io capisco che ognuno fa la politica che
ritiene, ma fare attacchi ai funzionari che validamente e
correttamente lavorano e comunque redigono i verbali in perfetta
sintonia con quello che si svolge in Commissione, non capisco
questo comportamento.
In ogni caso, la Commissione - lo diceva l'onorevole Greco,
componente della Commissione - che noi abbiamo fatto cinque
votazioni. Nelle prime quattro votazioni eravamo presenti otto
componenti effettivi, nella quinta votazione addirittura nove, dove
c'è stata la richiesta di verifica del numero legale da parte
dell'onorevole Marziano. La verifica è stata fatta, quindi i
presenti erano 9 e ho messo in votazione; tant'è vero che
successivamente all'altro punto all'ordine del giorno non c'era il
numero legale e quindi ho sospeso la Commissione e l'ho rinviata
alle ore 19.00 compatibilmente con i lavori d'Aula.
Quindi, signor Presidente, non c'è nessun colpo di mano, non c'è
nessuna falsità, non c'è nessuna questione che possa inficiare
quella votazione e, quindi, noi l'abbiamo fatto rispettando il
Regolamento e pertanto quelle votazioni sono legittime perché c'è
il verbale della stessa Commissione che parla.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono iscritti a parlare gli
onorevoli Caputo, Panarello, Arena, Mancuso, De Benedictis, Lentini
e l'Assessore Spampinato. Se l'argomento è lo stesso per tutti,
siccome io ho preso la decisione di convocare la Commissione per il
Regolamento, volevo chiudere il dibattito.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, siccome mi è capitato di partecipare
in sostituzione di un collega e a fronte della richiesta se ci
fosse il numero legale, perché da qui nasce l'equivoco, se di
equivoco si può parlare. Io non userò argomenti politici perché
penso che, essendo parlamentare da qualche anno, ho appreso in
quest'Aula, nel momento in cui sono entrato che bisogna ricercare
il voto consapevole dei parlamentari perché le decisioni che si
assumono se non sono assunte in maniera consapevole naturalmente
non sono buone decisioni.
Quindi, avendo io chiesto se c'era il numero legale mi è stato
risposto dal Presidente e dalla funzionaria che il numero legale è
presunto fino a quando non viene formalizzata la richiesta, non
aggiungendo, signor Presidente, che in quel caso il voto è valido
solo se si esprime la maggioranza dei componenti. Ed era del tutto
evidente che c'erano persone in quella sede che non avevano
intenzione di partecipare al voto e di renderlo valido.
Io a questo mi fermo e vorrei dire al collega Minardo che chi
esercita la funzione di presidente ha il dovere di sollecitare il
voto consapevole dei componenti dell'Organismo che presiede.
Il Presidente è certamente un uomo che appartiene ad un Gruppo
parlamentare ma ha il dovere, così come prevede il Regolamento, di
fare rispettare, nella lettera e nello spirito, il Regolamento
parlamentare, così come fanno i Presidenti quando presiedono il
Parlamento. Se uno chiede: Che cosa stiamo votando? molto spesso
il Presidente dice: Spiego le ragioni del voto . Invece c'è stato
da parte del Presidente e da parte della segretaria della
Commissione, io do ad entrambi la buona fede, ma al Presidente
chiedo - essendo un politico - di ammettere che siamo in presenza
di un voto che, in rapporto ai contenuti del voto, è stato
inficiato da comportamenti che non hanno indotto i partecipanti ad
esprimere un voto consapevole e, quindi, ci si è trovati con
componenti di maggioranza, signor Presidente, che erano d'accordo a
votare quel testo e due componenti dell'opposizione che sono stati
indotti a partecipare artatamente al voto rendendo valida la
votazione.
Quindi, siamo in presenza, al di là di tutto, di una votazione
inficiata da equivoci, da interpretazioni sbagliate, da
comunicazioni non chiare a tutti i componenti e in ragione di
questo, senza animosità, credo sia giusto che si ripeta il voto
nelle forme che abbiamo adesso tutti quanti chiarito in modo che
se la volontà della Commissione è quella di procedere si approvi
l'ordine del giorno e i pareri che erano stati richiesti,
altrimenti non ci sarà un voto valido.
ARENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Assessore,
perdoni la mia insistenza ma di fronte a delle affermazioni così
grossolanamente lontane dalla realtà è chiaro ed evidente che il
sottoscritto, in qualità di componente della Commissione Affari
istituzionali , deve necessariamente portare il proprio contributo
per rappresentare la gravità inaudita delle affermazioni che sono
state espresse all'interno della Commissione ed oggi all'interno di
quest'Aula.
E' incredibile, signor Presidente, che lei, che tra l'altro non è
un vigile urbano ma è arbitro imparziale di questa Commissione,
ascolti come tutti noi un parlamentare parlare di voto consapevole
o inconsapevole, quasi che ognuno di noi, nell'esercizio delle
proprie funzioni, si abbia bisogno di un insegnante di sostegno.
E' incredibile che si metta in discussione quanto è accaduto
all'interno della Commissione Affari istituzionali . Si sono
svolte delle votazioni in maniera assolutamente regolare. Parlare
impropriamente e grossolanamente di illecietà e di illegittimità è
sicuramente un abuso, è sicuramente un atto di estrema
scorrettezza, anche perché, ad esempio, il vicepresidente Formica
non era presente al momento delle votazioni
Le sue affermazioni, così brillanti, lui che è un fine giurista,
sono affermazioni de relato. Lui non è stato presente, lui non sa
assolutamente quanti eravamo, si legga il verbale, a meno che non
voglia parlare di una accozzaglia di parlamentari che bara, che
trucca e che altera il regolare svolgimento di una votazione che è,
signor Presidente Cascio, questo chiedo a lei e mi rivolgo a lei,
anche perché sono stati violentemente offesi gli Uffici, sia in
Commissione che in quest'Aula - se gli Uffici sbagliano è giusto
che siano pesantemente bacchettati e sanzionati - ma gli Uffici non
hanno fatto altro che coadiuvare regolarmente e naturalmente, non
in maniera faziosa quello che era il compito del Presidente della
Commissione Affari Istituzionali, non hanno fatto altro che
assistere e verbalizzare una seduta di Commissione. Anche perché,
signor Presidente, quando ci si avventura parlando, ad esempio, del
voto consapevole o inconsapevole si dovrebbe cercare - chi lo ha
fatto, io ho sbiadito i ricordi - di andare a spulciare testi di
diritto costituzionale che ci parlano degli interna corporis.
Io studiai nel Temistocle Martines che non sono altro che gli
atti e le attività che sono svolti all'interno di un organo. Noi
sappiamo che anche la Corte Costituzionale parla della
insindacabilità di quelli che sono gli atti regolamentari.
Quindi, signor Presidente, se un regolamento è stato votato da
questa Assemblea, non è pensabile che qualcuno per giustificare la
propria ignoranza sconfinata, spaventosa, assurda e non in linea
con quello che dovrebbe essere il compito di un parlamentare -
parli di voto consapevole o inconsapevole - dovrebbe sapere che
trattandosi di interna corporis e quindi fatto diverso dalla legge,
la votazione dell'Assemblea sul Regolamento diventa immediatamente
esecutiva e, quindi, quando all'interno della Commissione coloro i
quali hanno chiesto il numero legale e poi hanno capito di avere
fatto una cappellata grossolana, tentando di riparare e quindi
invocando l'ignoranza di qualcosa che era già diventata esecutiva
grazie al voto di questa Assemblea, c'è qualcosa che non va Non si
possono insultare gli uffici per i propri errori, non si può
mortificare il lavoro di colleghi parlamentari che, invece, la
pensano in maniera diversa e che non hanno errato.
Quindi, signor Presidente, la votazione si è svolta in maniera
assolutamente lecita, in maniera assolutamente legittima e
regolamentare.
Il Vicepresidente Formica che ha fatto irruzione gridando
all'interno della Commissione non era presente alla votazione,
coloro i quali hanno votato hanno votato consapevolmente, hanno
errato sconoscendo assolutamente - forse erano in Aula, ci
accorgeremo che erano in Aula e forse non sono stati attenti -
quello che è il nuovo dettato e la volontà di questa Assemblea
regionale siciliana che dice che col cambio del Regolamento coloro
i quali chiedono il numero legale, così come avviene all'interno
delle votazioni, sono computati come presenti all'interno della
votazione.
Signor Presidente, sono sicuro che ella vorrà disporre una
Commissione di inchiesta nel caso in cui si voglia chiarire se voto
c'è stato e se numero legale c'è stato.
Quindi, le attività di natura investigativa e gli approfondimenti
di natura giuridica di alcuni colleghi mi sembra facciano acqua da
tutte le parti e assomigliano tanto a quel Titanic che tanta
cinematografia e tanta bibliografia ha sviluppato dal disastro in
poi.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avevo chiesto di
parlare un po' per differenziare anche il modo di porgere
l'argomento perché non è soltanto un problema di natura procedurale
che so che ella con la sua solita competenza e imparzialità
istituzionale saprà affrontare, e su questo lei ci lascia sempre
tranquilli, qui è un problema diverso, di tutela dell'immagine di
questo Parlamento e, se mi consente, anche della Sicilia.
Qui abbiamo, Assessore, assistito alla nomina di un revisore dei
conti che non ha potuto accettare perché era ospite delle patrie
galere; abbiamo assistito alla nomina di un assessore alle
autonomie locali che indossa il vestito della festa, arriva a
Palermo con 42 gradi di temperatura, sale al Palazzo del Presidente
della Regione, gli dicono che per un contrasto all'interno della
maggioranza non è più assessore, saluta il Presidente e se ne torna
a casa con 42 gradi di temperatura e con meno benzina in macchina.
Ed è stato nel frattempo presentato a tutta l'opinione pubblica
mondiale quale il nuovo assessore alle autonomie locali.
Poco fa, e non è compresa nell'elenco, abbiamo appreso da organi
di stampa che il suo Presidente, onorevole assessore, ha appena
nominato il presidente dell'IRCAC in quota FLI, un certo avvocato
Petino, e uno dei consiglieri di amministrazione della CRIAS non so
in quota di quale residuo partito.
Adesso, apprendiamo una serie di nomine fatte dal Presidente della
Regione che, evidentemente, ha qualche problema di patologia
clientelare: non riesce a non nominare cinque-sei persone al
giorno.
Onorevole Assessore, la prego, essendo anche un apprezzato e
prestigioso giurista oltre che uomo di governo di questa Regione ed
espressione anche di questo Parlamento, di porre fine a questa
vergogna. Vergogna che sta mortificando il Governo, e quindi anche
ella, il Parlamento e la Sicilia. Perché proprio ieri, mentre le
Agenzie battevano notizia che il Commissario dello Stato ha dato il
via libera al disegno di legge blocca nomine, ovvero significa che
il Governatore non può nominare più alcuno, avendo saputo che
domani pomeriggio rassegna le dimissioni, vorrei capire che senso
ha continuare a nominare soggetti all'interno di posti importanti
dal punto di vista burocratico della Regione quando è un Presidente
della Regione dimissionario nei fatti, nella sostanza e nella
realtà istituzionale.
E' scandaloso Caro onorevole Ardizzone, non è più un problema di
procedura, ma è un problema di forma, di sostanza, di difesa
dell'immagine di questa Sicilia che non può finire sui giornali
perché vengano nominati persone arrestate o assessori che tornano
indietro o componenti nominati e appresi da questo Parlamento dalle
Agenzie di stampa.
Stiamo rasentando il ridicolo Non è consentito a Lombardo di
continuare ad offendere questa Sicilia come sta facendo per un
problema di patologia clientelare, perché a questo punto bisogna
veramente preoccuparsi per la sua salute, perché non è possibile
che continua a stare chiuso nella sua stanza e a sfornare nomine
quando ha la Sicilia che brucia dal punto di vista della crisi
economica e della crisi occupazionale.
Signor Presidente, io le chiedo non soltanto di convocare la
Commissione per il Regolamento, ma le chiedo di annullare queste
nomine che sono veramente un'offesa non soltanto procedurale alla
Sicilia, e chiedo a lei Assessore, che sa che la stimo per la sua
correttezza e per la sua preparazione, ma anche per il suo stile,
di intervenire presso il Governo e rimuovere queste nomine che
sicuramente il prossimo Governo andrà a revocare, ma in questo
momento stanno dileggiando la Sicilia in ogni parte del nostro
territorio.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, se le serve un testimone oculare in
questa inchiesta che è in corso io naturalmente sono a
disposizione.
A parte questo, non intervengo nel merito perché sono arrivato
dopo che ho sentito chiasso; dal secondo piano, sono sceso al primo
piano, c'era tanto chiasso dove ognuno riteneva di raccontarla per
come l'ha vissuta.
Invece, signor presidente, siccome ho vissuto le stesse cose in
altri luoghi, che non sono quelli di un Parlamento, di Commissioni
parlamentari.
Mi appello affinché possa richiamare quei deputati che hanno
puntato il dito con gli uffici dell'Assemblea. Mi indigno solo di
questo. Non entro nel merito di nomine o di altro, con offese e,
naturalmente, anche con qualcosa in più, che non fanno onore a
nessuno di questi 90 deputati. Ritengo che i funzionari siano lì a
rappresentare formalmente le regole, a leggere quello che è
possibile, a verbalizzare tutto come procede. Non c'è
assolutamente, da parte dei funzionari, ritengo, una
partigianeria'. E, siccome in questa vicenda, l'unica cosa che ho
fotografato erano le offese al Presidente - per carità ci stanno
tutte, è uno come noi, è uno che è parlamentare e quindi può anche
lui agire di partigianeria - ma le offese ai funzionari
dell'Assemblea mi sembrano fuori luogo, non accettabili e, siccome
loro non possono parlare, non si possono difendere, colgo
l'occasione per farlo io. Non so se faccio una cosa positiva o
negativa ma cerco di interpretare chi voce non ha in questo
Parlamento e, anche quando lo ha fatto in Commissione, lo ha
ribadito qui in Aula e spero che si penta di quello che ha detto
nei confronti dei funzionari di questa Assemblea.
Lo ripeto, non entro nel merito, perché entrare nel merito
significa fare la storia di questo Parlamento e far anche la storia
di molti deputati che, in altri momenti, hanno esattamente fatto la
parte in commedia però capovolta. Quindi, evito di entrare nel
merito.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non c'è
dubbio che questa discussione non aiuta questa Assemblea a dare la
migliore immagine di sé. E, quindi, riterrei che al di là dei
giudizi di parte che ciascuno di noi conserva e le opinioni e gli
interessi disgiunti, credo sia interesse suo e interesse nostro
uscire da questa discussione nella maniera più elegante e più
aderente possibile alla sostanza delle cose.
Qui non è in discussione se debba prevalere un voto di una natura
oppure di un altro rispetto al provvedimento adottato.
Signor Presidente, qui appare chiaramente che la mutazione, così
come è maturata, non avrebbe dato quell'esito se si fosse svolta
nella chiarezza e nella consapevolezza di coloro i quali erano
presenti alla votazione.
Questo a maggior ragione, in un contesto da cui proveniamo, nel
quale questa Aula, a maggioranza, ha esitato un provvedimento di
legge che per molti, durante il dibattito, era ritenuto
incostituzionale, illegittimo e invece così non era perché l'organo
preposto a fare una verifica di natura costituzionale lo ha esitato
senza alcuna impugnativa e, chiaramente, indica un percorso e una
intenzione ben precisa da parte della maggioranza di quest'Aula.
Quest'Aula ha esitato, questa mattina, un regolamento ma
nell'applicazione delle norme l'indicazione precisa del contenuto
va di pari passo anche con la definizione dell'entrata in vigore
della norma stessa, che è questione sostanziale. Ed è una questione
sulla quale si è verificato oggettivamente un dubbio forte da parte
di chi oggi era presente nella I Commissione Affari
istituzionali'. Il tema della validità della decorrenza
dell'entrata in vigore della norma stessa fa sì che quel voto - se
vi fosse stata chiarezza - non sarebbe stato espresso nei termini
in cui è stato dato. Poi si può concordare o meno; ciascuno di noi
può tifare per una conclusione o meno di quel voto. Ma non c'è
dubbio, e tutti quanti lo stiamo dovendo constatare, che quel voto
si è espresso nella non chiarezza e nella non consapevolezza da
parte di tutti i commissari. Se così fosse stato, quel voto non
sarebbe stato dato.
Mi sembra che questo basti, signor Presidente. Non voglio
aggiungere presunta malafede da parte di alcuno. Ma questo basti
perché, proprio lei, a difesa proprio della volontà che questo
Parlamento ha espresso più volte e proprio delle necessità che
tutti i commissari esprimano con chiarezza nel merito di ciascun
provvedimento, signor Presidente, perché lei possa annullare quel
voto e approfondirne le ragioni nella Commissione per il
Regolamento e procedere eventualmente a nuova convocazione della
Commissione per decidere.
Aggiungo anche, signor Presidente, che lei verifichi se
l'iscrizione all'ordine del giorno di quest'altro punto, avvenuta
stamattina stessa, poche ore prima, da luogo ad una votazione
regolare o non avrebbe avuto bisogno di più tempo per potersi
decidere nel merito.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
ricordare ai colleghi che, mentre la Grecia, il Portogallo e
l'Irlanda piangono e cercano di rientrare dal default, il
Parlamento nazionale si sta impegnando giorno dopo giorno per
emanare leggi e decreti affinché si possano ridurre le spese, con
tanta responsabilità, quest'Aula ha prodotto finalmente una legge
importantissima, che è quella di bloccare le nomine anche perché
non ci sono i soldi per pagare, non vedo la premura, caro
Presidente.
Per quanto riguarda gli ospedali e le ASP, dove ad oggi ci sono
manager, in altri ci sono i commissari, quindi non si capisce, non
c'è nessuna scopertura, non si capisce perché tutta questa premura
di nominare personaggi per poi non servire a nulla e non
rimpinguare invece le casse regionali che sono davvero al lumicino.
Voglio dire una cosa: prima che questo Governo lasci questa
benedetta legislatura, si mettano la coscienza a posto con sé
stessi e possibilmente il popolo gli possa dare una piccola mano
d'aiuto. Le difficoltà, infatti, ci sono e ci sono state da
tantissimi anni, ma questo Governo sta affossando ancora e sempre
di più questa Regione.
Onorevole Presidente della Regione, esca dalla sua stanza perché
fuori il popolo insorge e, se il popolo insorge, insorge per tutti;
la gogna politica arriva a tutti, anche a tutti noi, a coloro che
con tanta responsabilità, in questi anni, hanno prodotto con anima
e core' una partita a livello umano per difendere questa grande
società che è importante.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli assessori e non, onorevoli
colleghi, intervengo non perché da questo pulpito ritengo di avere
doti di verità diverse o più profonde rispetto ai colleghi che mi
hanno preceduto - presidente Cascio, mi rivolgo proprio a lei,
perché lei ha già deciso e, - credo, in maniera appropriata - di
sciogliere il nodo rispetto a quanto accaduto in I Commissione,
sulle nomine, convocando la Commissione per il Regolamento e questa
credo sia la decisione più saggia.
Desidero fornirle, però, alcuni elementi, essendo stato presente
in Commissione da un certo punto in poi, non prima di averle però
espresso il mio rammarico per gli appunti e, in questo, condivido
pienamente quanto detto dall'onorevole Mancuso, che sono stati
riservati all'interno della Commissione ai funzionari.
Ho sentito il sapore della pochezza di chi non ha il coraggio di
attaccare la politica.
Probabilmente, è stato un errore nel dictum, però, gli unici
responsabili della Commissione non sono certamente i funzionari,
non sono i dirigenti; sono il presidente, il vicepresidente e il
segretario che, in questo caso, è colui che parla.
Signor Presidente, ribadisco la necessità di trenta secondi della
sua attenzione.
Quando sono arrivato in Commissione, si stava procedendo alla
quinta votazione, che era quella legata alla nomina del CAS. Erano
state già espletate le prime quattro votazioni sulla sanità, sulle
aziende di Messina, Agrigento, etc.
In quel momento, signor Presidente, alla quinta votazione,
l'onorevole Marziano e l'onorevole Vinciullo hanno fatto richiesta
di numero legale.
Poco importa quale sia la normativa da applicare: se quella nuova
che computa i richiedenti o quella vecchia che, invece, non li
computa.
Il tema non è sulla quinta votazione ma è sulle quattro precedenti
votazioni e le spiego perché.
Il plenum, alla quinta votazione, era di nove deputati, me
compreso. Non ero presente alle prime quattro votazioni e, quindi,
erano in otto. Se l'onorevole Marziano interviene alla quinta
votazione e chiede il numero legale, lei dovrà accertare e la
Commissione per il Regolamento dovrà accertare semplicemente se
l'onorevole Marziano era presente o meno dalla prima alla quarta
votazione. Se era presente e non ha chiesto il numero legale, si
era in otto ma, se l'onorevole Marziano non era presente, si era in
sette e, siccome per la votazione sulle nomine, il numero legale
non può essere presunto, quelle votazioni sono invalide.
Se ciò non dovesse essere, quelle quattro votazioni sono valide.
Credo che senza urlare e tanto più senza offendere gli uffici che
non hanno alcuna responsabilità se non il sacrificio e il pregio di
coadiuvarci, soprattutto quando, come è successo oggi, c'è qualche
collega che si dichiara ignorante, credo che così facendo
riusciremo a riportare la questione alle sue reali verità.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio
intervento si articolerà in due momenti: uno nel merito della
questione che il Parlamento sta dibattendo e non certamente per
riferire come sono andate le cose in I Commissione perché non
c'ero.
Vorrei richiamare l'attenzione dell'assessore Spampinato sul bon
ton istituzionale.
Il bon ton istituzionale, che è mancato da sempre al nostro
Governatore, ma si sta facendo particolarmente rarefatto in questo
scorcio di legislatura e soprattutto è chiaro ed evidente un
nervosismo, più che un bon ton istituzionale, a carico del Governo
e soprattutto del Governatore.
Siamo in una situazione nella quale abbiamo votato una legge che
blocca le nomine, quindi, c'è una volontà precisa del Parlamento;
siamo alla fine della legislatura, il Presidente si sta venendo a
dimettere e, come già qualcuno prima di me ha evidenziato, lui che
cosa fa? Fa nomine, anziché occuparsi dei problemi importanti della
Sicilia, anziché provare a non mortificare ulteriormente i
lavoratori della formazione, affinché provare a non mortificare
ulteriormente le imprese siciliane, tutte quelle imprese siciliane
che avrebbero aspettato di potere essere aiutate, anche attraverso
i fondi dell'Unione Europea che invece sono andati perduti, anziché
pensare ad evitare di continuare a mortificare tutte le maestranze
siciliane, tutti gli artigiani, anziché provare a non mortificare i
comuni, gli enti locali, il Presidente ed il Governo continua a
nominare.
Nomina, senza alcun senso di responsabilità e a volte caro
Assessore Spampinato senza titoli, come nel caso del Segretario
Generale, perché insisto, il Segretario Generale ha bisogno della
laurea in Giurisprudenza. Il Segretario Generale, la dottoressa
Monterosso, potrà ricoprire tutti i ruoli di questo mondo ma non
certamente quello di Segretario Generale. Quindi, il bon ton non
manca in me che denuncio e faccio il mio dovere di denunciare un
fatto amministrativo, governativo assai grave; il bon ton manca in
capo al Governo; manca in capo al Governatore che insiste
nell'atteggiamento arrogante, nell'atteggiamento che ha portato a
dividere i partiti, che ha portato a dividere la classe dirigente,
che ha portato a dividere tutti, financo, e non era mai capitato
nelle tre legislature che ho avuto l'onore di svolgere in questo
Parlamento; che la politica si dividesse dai funzionari di questo
Parlamento. E' arrivato anche a questo. E' riuscito anche in
quest'opera.
Allora, propongo per il Governatore Lombardo, che sembrava dover
essere una persona intelligente, una persona che doveva costruire,
invece, un aggettivo: Lombardo il demolitore, perché è questo
quello che ha fatto; perché è questo quello che è riuscito a fare
in questi quattro anni e mezzo. Per fortuna, però, le demolizioni
sono state così forti da portarsi via anche lui; lui che aveva la
chance di potersi ricandidare; lui che poteva avere la chance di
poter guidare questa Regione per altri cinque anni è costretto a
fuggire; è costretto ad andare via; è costretto a dimettersi.
Questa è la conclusione che merita un uomo che ha portato tanta
distruzione e, come direbbero i nostri padri, per dirlo con
un'espressione siciliana, chi semina vento, raccoglie tempesta'.
E questo è quello che sta raccogliendo Lombardo. Detto ciò,
Presidente Cascio, rivolgo a lei una domanda: ho appreso dalla
stampa che il Presidente Lombardo vorrebbe sottrarsi al confronto
in Aula; vorrebbe che il dibattito in Aula non ci fosse alla fine
delle sue dichiarazioni. E' prassi di quest'Aula che, ogni volta
che il Presidente viene a dare le proprie comunicazioni, si svolga
un dibattito.
Allora, voglio sapere e qui intervengo sull'ordine dei lavori come
sarà articolato domani il dibattito, se ci sarà, dopo che il
Presidente avrà fatto le sue comunicazioni a quest'Aula.
SCILLA. Chiedo di parlare.
VINCIULLO. Dovevo parlare io.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Non ci sarà dibattito dopo le dichiarazioni del Presidente della
Regione; non seguirà nessun dibattito; seguirà una dichiarazione
del Presidente dell'Assemblea e basta.
Onorevole Vinciullo, almeno vuole rispettare il suo turno o vuole
parlare prima di chi ha chiesto di parlare prima di lei?
Si può parlare uno alla volta.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto,
apprendo con dispiacere che domani non faremo un dibattito alle
dichiarazioni del Presidente Lombardo con le quali
Intervengo - non voglio entrare nel merito della disputa
regolamentare; da quello che ho capito, lo avrebbe già fatto lei se
fosse stata sospesa la seduta - perché bisogna andare oltre. Ciò
che percepisco, rispetto al momento sociale ed economico
dell'Isola, lo percepisce l'Assemblea. Non so, mi chiedo, a volte,
signor Presidente, se chi è seduto in quest'Aula ha i contatti
diretti con la società all'esterno. Questo pomeriggio, siamo stati
convocati per votare il disegno di legge che rispetto
all'assestamento di bilancio per esempio, nell'assestamento di
bilancio, c'era la copertura finanziaria per il collegamento
marittimo con le Isole minori. Quest'Aula rimanda indietro in
Commissione il disegno di legge per l'assestamento di bilancio,
quindi, il Governo, presente il Presidente Lombardo, che ha preso
l'impegno diretto rispetto a questa tematica, fa finta di nulla e
invece inizia ad organizzarsi con i propri uomini in Commissione
per continuare quell'atteggiamento, quello sì vergognoso, quello sì
indecente, quello sì inaccettabile, di continuare con questa
malattia delle nomine; io, invece, mi stranizzo e mi vergogno di
alcuni atteggiamenti di alcuni colleghi che vorrebbero che questo
Parlamento facesse finta di nulla. Ma è normale quello che succede
dentro l'Aula? E' normale quello che continua a fare giornalmente
il Presidente Lombardo?
Domani mattina, finalmente, o domani pomeriggio, quando sarà,
libererà quest'Isola; se ne ritornerà a fare l'agricoltore.
Speriamo che lo faccia davvero, però noi dobbiamo subirci questo
atteggiamento che è offensivo per questo Parlamento. Non siamo noi
che vogliamo fare speculazione politica; non siamo noi che
vogliamo creare assolutamente problemi.
Oggi, questo Parlamento doveva in maniera assoluta discutere
l'assestamento di bilancio, votare quella legge, se riuscivamo ad
approvare il disegno di legge numero 900; quella parte di
finanziaria impugnata la approvavamo anche per dare delle risposte.
Dopo di che, bisogna azzerare tutto. Bisogna ripartire. Abbiamo la
Sicilia che sta bruciando; abbiamo un bilancio che è falso. Il
bilancio della Regione è falso; le entrate non sono vere. E il
fatto che noi oramai da 4 anni votiamo finanziaria a maggio, a
giugno è un fatto oggettivo, è un fatto loro. Vi dovete vergognare;
il Governo si deve vergognare. Lombardo non è degno di potere
rappresentare la Sicilia e i siciliani
Non si può continuare con questo stato di cose. Ma come si fa?
Allora è vera una cosa; una cosa voglio dire: c'è qualcuno che
continua, che vorrebbe difendere questo stato di cose. Vero è che
Lombardo è riuscito prima a creare problemi quando amministrava con
il centrodestra che, ricordo a qualcuno, ha vinto le elezioni. Poi,
signor Presidente, posso finire?
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, vada al tema. Lei ha parlato quasi
tutto il suo tempo senza entrare mai nel tema, quindi, concluda
entro il tempo
SCILLA. Signor Presidente, sto entrando nel tema; signor
Presidente, mi ascolti. Lei ha detto una cosa che non doveva dire.
Ho parlato del tema e le spiego perché l'ho fatto. Mentre noi
perdiamo tempo e scherziamo, non ci rendiamo conto per esempio dei
problemi che ci sono fuori quest'Aula.
Allora, chi vorrebbe riportare il dibattito sulle vere
problematiche, evidentemente, non lo deve fare in questo Parlamento
perché, oggi, nel momento in cui domani Lombardo si dimetterà,
vorrei capire a cosa serve, dopo che è stata votata una legge che
riguarda, appunto, il blocca nomine, una legge che mi pare non sia
stata impugnata dal Commissario dello Stato.
C'erano autorevoli esponenti del Governo che sosteneva, ed i
soggetti che difendono questa maggioranza, illuminati parlamentari
che da un punto di vista non potrebbero rappresentare niente e
nessuno perché, oltre alle lauree, per potere amministrare e
rappresentare il popolo, occorre cuore e occorre coraggio.
Allora, quale norma è stata votata da quest'Assemblea? quale
norma non è stata impugnata dal Commissario dello Stato?
Presidente Lombardo, questa maggioranza che è nata da un ribaltone
indegno
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scilla, ha parlato un minuto in più
del tempo a suo disposizione. I tempi del Regolamento sono dettati
per essere rispettati. Se per voi i tempi sono approssimativi,
indicativi, non finiamo più il dibattito. Concluda.
SCILLA. Lei sì che invece riesce sempre voglio dire soltanto una
cosa; mi rivolgo a lei per dire soltanto una cosa. Lei deve,
essendo rappresentante di questo Parlamento, non consentire più
tutto ciò che oggi con l'inciucio e con gli inganni si è verificato
sul piano politico. Vediamo se possiamo votare questo assestamento
di bilancio; vediamo se si può votare il disegno di legge numero
900, la parte impugnata della finanziaria. Dopodiché, bisogna
mettere la parola fine ad una legislatura che non è degna di
rappresentare le sorti del popolo siciliano.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
sarà articolato e corro per stare dentro i cinque minuti però
ritengo che, in questa vicenda, ci sia un fatto di violazione di
una attività parlamentare che porta dentro anche un fatto etico e
morale e poi c'è una violazione di legge ed un aspetto
regolamentare, per finire.
Mi chiedo, lo chiedo a lei e lo chiedo agli uffici: ma gli ordini
del giorno che vengono votati da quest'Aula sono carta straccia o
hanno una valenza giuridica o quanto meno politica?
Perché faccio questa domanda, alla quale lei mi dovrà rispondere e
se non lo fa lei, ulteriormente il collega Marrocco, che è un
disturbatore.
Quest'Aula, prima che il Governo adottasse le delibere che hanno
portato alle nomine oggi in I Commissione, ha, credo all'unanimità
ma comunque a stragrande maggioranza, approvato un ordine del
giorno col quale si imponeva al Governo di non effettuare più
nomine, visto che il presidente della Regione aveva comunicato
anche la data delle sue dimissioni. Questo ordine del giorno è
stato completamente disatteso.
Ripeto la domanda perché qualcuno mi dovrà pur rispondere. So
quale dovrebbe essere la risposta ma la voglio ufficiale. Gli
ordini del giorni li approviamo per pigliarci in giro, per pigliare
in giro qualche elettore o hanno una valenza giuridico-politico-
istituzionale.
Se sciogliamo questo primo quesito, chiaramente, di nomine non se
ne poteva parlare più in Commissione e non potevano nemmeno essere
adottate dal Governo. Questa prima osservazione ne porta dietro
un'altra che è di carattere etico-morale. Ma di fronte a tutto il
dibattito che si è svolto in sede di quell'ordine del giorno: il
dibattito che si è svolto in sede di approvazione della legge sulla
cosiddetta blocca-nomine'. Ma è mai possibile che si continuano a
fare nomine? Ma che siamo in un repubblica delle banane Per
capirlo E di fronte a questo discorso non c'è norma regolamentare
che tiene, anzi mi dispiace che perdiamo molto tempo su questi
aspetti regolamentari e pseudo giuridici.
Chi deve tutelare la dignità di questo Parlamento? Certamente
tutti noi. Ma principalmente lei signor Presidente perché ne ha il
ruolo, la capacità e l'autorevolezza.
Andiamo agli aspetti giuridici, io vorrei che gli Uffici
facessero prendere atto al Presidente di almeno tre aspetti. Primo:
per potere adottare ordini del giorno in Commissione, per
regolamento occorrono quarantotto ore.
PRESIDENTE. Onorevole Maira io le ricordo che siccome ho già
annunciato che convocherò la Commissione per il Regolamento di cui
lei fa parte, nel caso in cui scadesse il suo tempo le ricordo che
queste stesse riflessioni le potrà fare in Commissione per il
Regolamento.
MAIRA. Si, però, signor Presidente, prima di arrivare alla
Commissione per il Regolamento, che potrebbe anche essere inutile,
io vorrei ricordare alla sua attenzione, al di là degli aspetti
delle quarantotto ore che queste delibere di nomina, approvate in
sede di Governo, sono state approvate in violazione di legge,
perché sono state adottate in data 12 luglio e siccome per legge,
in base all'articolo 70 bis del nostro Regolamento interno:
occorre che il Governo nel momento in cui adotta le nomine è
tenuto per legge a richiedere un parere parlamentare in ordine agli
atti che rientrano nella sua competenza, la relativa richiesta è
inoltrata al Presidente dell'Assemblea che l'assegna in
Commissione . . Però l'articolo 2, della legge regionale 5, del
1978 prescrive, è rapidissimo: La richiesta di pareri di cui
all'articolo 1 della legge regionale del 20 aprile 1976, n. 35, per
le nomine di cui al precedente articolo, deve contenere
l'esposizione dei motivi che giustificano l'indicazione della
candidatura secondo criteri di qualificazione e capacità del
candidato con riguardo anche agli incarichi svolti o in corso di
svolgimento e in relazione ai fini ed agli atti di indirizzo di
gestione che si intendono perseguire .
Il Governo ha adottato queste nomine il 12 luglio, ma ha corredato
la nomina con documenti pervenuti il 25 luglio. Io credo che la
documentazione a giustificazione della nomina doveva avvenire prima
del 12 luglio, non a distanza di tredici giorni.
Quando la Commissione vede questi atti, e lì deve intervenire se
ne ritiene la Commissione per il Regolamento, ma secondo me è di
competenza sua, che c'è un errore madornale di dichiarazione di
legge non poteva nemmeno esaminare queste domande, signor
Presidente, per cui sarebbe giusto che venga comunicata alla
Commissione che queste nomine sono illegittime e non possono avere
nessun riscontro e parere positivo o negativo della Commissione:
non sono esaminabili.
Per ultimo, siccome sento dire di vecchio e nuovo Regolamento, per
capirci, norme del nuovo Regolamento interno, credo che non siano
efficaci perché prima di poter essere vigenti, se non ricordo male,
debbono andare in pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Sino a quando questo non avviene ritengo che non possono essere
immediatamente applicate, ma questo è marginale rispetto a quello
che è il cuore del problema e che non è materia della Commissione
per il Regolamento, signor Presidente.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, il mio sarà un intervento su tre temi. Il primo. Sono
qui perché devo ad ogni costo tutelare l'onorabilità della
Commissione che qualche collega ha voluto, senza essere presente,
mettere in discussione.
L'onorabilità della Commissione e soprattutto l'onorabilità dei
funzionari della Commissione e di coloro i quali nel momento in
cui si sono creati particolari momenti di attrito, sono venuti per
cercare di dare riposte chiare, concrete e dimostrando, come
sempre, grande competenza, grande capacità di affrontare e
risolvere i problemi.
Quindi, la prima cosa che faccio, è chiedere scusa, a nome dei
colleghi, a tutti i funzionari dell'ARS che ingiustamente qualcuno,
oggi, ha tirato in ballo.
E voglio ripercorrere come sono avvenuti i fatti invitando la
Presidenza a dare disposizioni per procedere a sbobinare gli
interventi di ognuno di noi, perché attraverso questa operazione,
si può ristabilire la verità di tutti, la verità nei comportamenti,
solo così si possono eliminare alcune panzane - perché di
questo si tratta - che oggi sono state dette in quest'Aula.
In Commissione eravamo in sette e non stavamo operando, così come
si può certificare attraverso lo sbobinamento' degli interventi,
stavamo soltanto parlando, nessuno stava operando. Eravamo in
sette, improvvisamente sono arrivati altri due deputati. Siamo
diventati nove.
Uno aveva potere per poter firmare e votare, l'altro era un
deputato che si è unito, così come a volte accade. Da quel momento
in poi le possibilità erano due: uscire e vi era il numero di
otto, oppure chiedere di verificare il numero legale e, in quel
caso, dal momento che, già da oggi, secondo gli Uffici di questa
Assemblea, entravano in vigore le modifiche al Regolamento
approvato, continuavamo a rimanere in otto.
Quindi, o chiedevano numero legale o non lo chiedevamo la
situazione non cambiava affatto Otto eravamo e otto restavamo
Questo è avvenuto fino al 262 . A questo punto un collega ha
chiesto di verificare il numero legale e, dopo aver avuto il mio
assenso, abbiamo chiesto e verificato. Nel frattempo eravamo
diventati nove perchè era entrato un altro collega Il Regolamento
è questo Del resto signor Presidente, ai tanti colleghi che oggi
protestano e si lamentano, io ricordo che da mesi ho depositato
presso l'Assemblea regionale un mio disegno di legge per modificare
il modo di operare all'interno della Commissione Affari
istituzionali .
Per essere chiari, una nomina anche se ottiene nove voti contrari
passa lo stesso Una cosa assurda, insopportabile, ma è così Oggi
in Commissione eravamo in nove e se tutti i nove votavamo contro
questa indicazione del Presidente della Regione, la nomina veniva
lo stesso approvata
Quindi bisogna intervenire sul Regolamento interno Bisogna
ascoltare i colleghi quando parlano Signor Presidente, anche
coloro i quali chiedono il numero legale alla fine vengono
conteggiati. Io questo tema l'ho affrontato E' rimasto
inascoltato. Si leggano i verbali Qui si vuole sempre correre, non
ci si vuole mai fermarsi per riflettere E' chiaro che questo
provvedimento colpisce a morte l'opposizione, perché ogni qualvolta
l'opposizione chiede il numero legale due vengono conteggiati e di
conseguenza basta che in Commissione ce ne siano sei e si ottiene
il numero legale
Questo è il modo, lineare e corretto, di rappresentare i fatti che
si sono svolti, e per questo, signor Presidente, le rinnovo la
richiesta di dare disposizioni per lo sbobinamento di tutti i
nostri interventi in modo da ristabilire la dignità dei nostri
funzionari che hanno operato in maniera corretta
Seconda cosa. Vedo che qui ognuno che per rifarsi una verginità
cerca di massacrare il presidente Lombardo. Per essere chiari il
presidente Lombardo ormai è il passato Guardiamo avanti con
fiducia, cercando di ricordarci che Lombardo è diventato quel
mostro che tutti oggi denunciano perché, a turno, tutti siamo stati
disposti a che egli si trasformasse in questo essere mostruoso.
Ma la cosa grave, signor Presidente, è un'altra. Noi oggi
pomeriggio, rivedendo le carte, abbiamo, purtroppo visto che le
nomine sono del 13 luglio e, invece, la certificazione dei
documenti è del 25 luglio.
Ciò non può assolutamente intervenire e se da una parte ho
tutelato l'azione della Commissione ed ho riconosciuto l'impegno
dei deputati della maggioranza, dall'altra parte, però, la mia
dignità mi impone di chiederle di rivedere immediatamente questa
certificazione, di ritirarla perché non è possibile che le nomine
sono state fatte il 13 luglio ed i certificati sono stati prodotti,
da parte dei vari nominati, il 25 luglio.
Ciò è un fatto insopportabile per la democrazia di questo Paese, è
un fatto insopportabile per la dignità di coloro i quali hanno
votato questi provvedimenti.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare che gli
interventi dell'onorevole Maira e anche dell'onorevole Vinciullo
abbiano fatto rimettere la discussione - che si era aperta in
maniera imprevista, inopinata - su un binario di civiltà e di
confronto, quantomeno intelligente e rispettoso fra le parti, ed io
di questo rendo grazie, pur non condividendo le tesi dell'onorevole
Maira e di più, certamente, quella dell'onorevole Vinciullo, dico
che, perlomeno, questo è un modo di dialogare che ha un suo modo di
fare.
Però, signor Presidente, deve capire che diventa imbarazzante,
oltre che difficile, comprendere come andare avanti in questi due
giorni, perché se questa tribuna diventa l'occasione per un
anticipo di sfegatata campagna elettorale, per cui si può dire da
questi microfoni tutto e il contrario di tutto, senza il minimo del
raziocinio, allora signor Presidente le chiedo di intervenire per
evitare innanzitutto per gli interventi farneticanti e insulti
gratuiti che sono arrivati soprattutto da Forza del Sud, in
maniera esagerata, senza freni, senza neanche che ci sia un
corrispettivo rispetto a quello che è accaduto, perché saremmo qui
a fare il gioco delle parti a dire che le nomine si debbono fare,
che appartengono al dovere che ha in questo momento un presidente
piuttosto che un governo in carica e così via.
Ma, oltre ad andare a sostenere delle tesi diverse, credo che sia
veramente ridicolo, sia oltraggioso, segno di grande disprezzo per
questo Parlamento.
Credo che la campagna elettorale non la dobbiamo fare da questo
pulpito, non la dobbiamo fare in questi giorni, la faremo per
strada quando decideremo di andare in campagna elettorale.
Quindi, signor Presidente, per evitare che anche nelle prossime
ore e domani - che sarà la giornata conclusiva - noi possiamo
offrire uno spettacolo squalificante, uno spettacolo che credo non
voglia vedere nessun siciliano, perché forse non ci si rende conto,
quando alcuni miei colleghi prendono la parola, di quanto si
risulta a quel punto controproducenti rispetto a se stessi pensando
di essere brillanti e di volersi ingraziare il leader di turno.
Signor Presidente, abbiamo certamente offerto uno spettacolo in
Aula che rappresenta l'apice dell'ipocrisia e dell'insulsaggine che
a tratti questo Parlamento tocca senza rendersene conto.
Noi siciliani dovremmo avere il coraggio, a volte, e noi
parlamentari, che questi siciliani intendiamo rappresentare, di
guardarci dentro e cominciare a prendercela con noi stessi quando
rasentiamo e superiamo questi livelli.
Io utilizzo questo plurale perché credo che ci debba essere un
momento di fair play, ci deve essere un momento di intelligenza
comune, ci deve essere un momento nel quale riconosciamo quale è il
perimetro entro il quale dobbiamo muoverci.
Ed allora va bene citare le leggi, fare le battaglie che riteniamo
più giuste ma da questo momento in poi sospendiamo questa caterva
di insulti ridicoli che non servono a nulla, che non cambiano le
prospettive, che non cambieranno assolutamente i comportamenti di
nessuno e che ci costringeranno, domani, ad avere una chiusura di
questa legislatura ingloriosa, che dobbiamo evitare perché credo
che questa legislatura è stata una legislatura di cui essere fieri
ed orgogliosi per come l'abbiamo vissuta in momenti di grandissima
difficoltà, con un Governo che ha fatto quello che ha ritenuto
giusto - e poi ognuno la pensi come la vuole - e con una
Assemblea che credo che in un momento di enormi ristrettezze,
enormi difficoltà dell'intero Paese, oltre che della Sicilia, ha
tentato di fare del suo meglio e credo che abbia fatto in alcuni
momenti molto di più di quanto non si sia fatto negli ultimi
cinquanta o sessanta anni.
Lo dico questo perché, le cose poi sono visibili, signor
Presidente e credo che nessuno debba e possa ergersi a giudice, a
moralista di nessun altro, ben che meno del governo e del
Presidente della Regione, perché dire che il bilancio è fasullo,
caro onorevole Scilla, è una cosa che noi non ci possiamo
permettere che c'è lo dicano altri è un conto ma che lo diciamo
noi che lo abbiamo votato e che lo abbiamo votato con convinzione e
che lo vota questa Assemblea da venti anni, lo stesso bilancio, con
convinzione, è un fatto grave.
Siccome è un fatto che riguarda tutte le forze politiche
presenti, in questo Parlamento, oggi e negli anni passati, credo
che ci voglia un po' di misura, un po' di intelligenza, un po' di
senso di responsabilità e un po' di comprensione reciproca.
Se abbiamo sbagliato, lo vedremo in futuro, ma che nessuno indichi
l'altro, che nessuno si permetta di sfilarsi, rispetto a delle
responsabilità che sono di tutti, e forse di molti che parlano in
modo inappropriato, inopinatamente, molto di più di chi oggi, per
esempio, qui al microfono a difendere fatti, sistemi e anche numeri
che non ha mai provocato.
COLIANNI. Presidente, chiedo di parlare.
PRESIDENTE: Onorevole ha parlato il suo capogruppo.
COLIANNI. Signor Presidente, ma io avevo chiesto di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
COLIANNI. Signor Presidente, sarò assolutamente breve, però non
potevo tacere dopo quello che ho sentito in questa Aula da parte di
qualche collega.
Siccome è incredibile quello che ho sentito, mi è sembrato che
qualcuno si debba porre un problema, e soprattutto lo dico perché
avendo io stima di tanti colleghi, per la verità, in particolare di
chi si è avventurato in questa Aula a parlare di inconsapevolezza.
Allora vedete l'inconsapevolezza è un disturbo meramente
cognitivo dell'apprendimento, oppure una assenza voluta e pertanto
colpevole e direi anche strumentale, non di sordo-mutismo, ma in
questo caso di sordo-urlismo, reo confesso da parte di qualche
deputato.
Sì, vedete amici miei, non c'è di peggio di chi sta in questa
Aula, fa le leggi, ritiene di essere un bravo parlamentare, poi va
in Commissione ed ha elementi di dispercezione personale a tal
punto di confondersi ed avere un disorientamento della personalità
per la quale non riesce più a capire e a comprendere se le cose che
lui stesso ha determinato in Commissione, dopo cinque minuti, sono
valide.
Come vedete amici miei sono veramente un'offesa per questo
Parlamento le modalità, le espressioni, direi anche l'atteggiamento
somatico, carnivoro, aggressivo, mangereccio, che qualche amico ha
voluto utilizzare in questa Aula.
E' veramente incredibile come la politica, in alcuni momenti
arrivi a cambiare totalmente gli uomini a seconda, però, di quale
parte in quel momento occupano.
Perché vedete, onorevoli colleghi, se questi amici avessero, oggi,
occupato altri scranni che in questo momento non occupano,
sarebbero stati come gli agnelli. Vorrei dire al mio amico Scilla,
al di là degli aspetti personali, ma politicamente, che al di là
dei toni assolutamente sgradevoli, mi è sembrato come quella
persona interrogata dal professore, ma è impreparato ed ha studiato
soltanto Napoleone Bonaparte. Ma, il professore gli dice di parlare
di Giulio Cesare alla fine ricomincia a parlare di nuovo di
Napoleone Bonaparte perché è l'unica cosa che sa dire in questa
Aula parlando di un Presidente che, grazie a Dio, per questa
Sicilia di cose ne ha fatte. Ma vorrei anche ricordargli che
CORDARO. Basta, basta
(Proteste dai banchi di destra)
COLIANNI. Di cose ne ha fatte, mio caro Scilla, e mio caro agitato
collega, con te assessore, lo devi dire ai siciliani e devi avere
il coraggio di dire che cosa hai fatto quando eri assessore accanto
a un Presidente che ti ha consentito di fare cose che nella tua
vita, probabilmente, non avresti avuto l'opportunità e l'occasione
di fare.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
SCILLA. Chiedo di parlare per fatto personale.
COLIANNI. Siccome �� intollerabile, veramente intollerabile vedere
atteggiamenti esagitati soprattutto direi anche discrasici, e
veramente dispercettivi da parte di personaggi che hanno additato
Palazzo d'Orleans, che hanno additato i palazzi dei loro
assessorati, ma forse vi è venuto il dubbio che avevate bisogno
anche voi di qualche nomina che forse avreste taciuto?
(Vibrate proteste in Aula)
Forse ai siciliani dobbiamo dire che qualche cosa vi è andata
storta? Forse dobbiamo dire che c'è qualcosa, amici miei, che vi
manca e che oggi avete qualche crisi come dire di assenze di
nomina?
Signor Presidente, una cosa è la politica e un'altra sono certi
atteggiamenti e certe manifestazioni di qualche collega
assolutamente inopportune.
PRESIDENTE. Onorevoli Colianni, c'è da dire che il suo intervento
pacato sta certamente facilitando i lavori, non c'è dubbio La
invito a concludere.
COLIANNI. Stavo facendo un ragionamento politico e volevo dire a
lei, signor Presidente, che io ho un dubbio che le voglio
rappresentare. Lei ha detto di convocare la Commissione per il
Regolamento. Le faccio una domanda: ma se ci fosse un golpe di
maggioranza in Commissione per il Regolamento? La Commissione per
il Regolamento come la si vuole intendere: è un organismo di
consulenza, di consultazione per la Signoria Vostar? Oppure è un
organismo che va a scegliere, va a determinare o rideterminare o
mettere in discussione i lavori di un'altra commissione
parlamentare?
Glielo chiedo con molta franchezza, perché ritengo e temo che
probabilmente se fosse stata una Commissione d'inchiesta avrebbe
potuto verificare i comportamenti leciti o illeciti - sicuramente
leciti - della Commissione. Cosa diversa è creare una ambiguità e
una confliggenza istituzionale tra due commissioni che non possono
esprimere un voto politico eventualmente differenziato.
Mi auguro che lei possa sentire la Commissione per il
Regolamento per avere un parere e potere esprimere, in virtù degli
articoli, quello che è un suo parere autorevole come Presidente di
questa Assemblea.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Colianni, la Commissione per il Regolamento
viene riunita dal Presidente dell'Assemblea, che la presiede nella
sua qualità quando ci sono dei dubbi interpretativi circa appunto
alcuni articoli del Regolamento interno.
La Commissione poi vota la tesi che prevale rispetto al dubbio o
ai dubbi interpretativi che sono oggetto di discussione. Quella
Commissione ovviamente, una volta che decide, determina anche
l'esito di decisioni già prese.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Leontini.
SCILLA. Chiedo di parlare, soltanto per un minuto, per fatto
personale.
PRESIDENTE. Onorevole Leontini, le ho dato la parola.
LEONTINI. Signor Presidente, credo che non sia il caso di dovere
argomentare sul fatto negli ultimi giorni, nelle ultime ore di una
legislatura che finisce anzitempo, non ci si può difendere dicendo
che abbiamo avuto tutti lo stesso ruolo, abbiamo votato gli stessi
strumenti finanziari, siamo stati parte della stessa causa.
Non credo che ci si debba vergognare del fatto che per quattro
anni si è voluta, violentemente, enfatizzare una differenza, una
distanza. Addirittura i proclami che sono stati fatti a sostegno
del ribaltone erano quelli di dover sconfiggere un sistema
precedente rispetto al quale chi ha alimentato questa esperienza e
l'ha sostenuta dichiarava capovolgimenti e ansia di capovolgimenti.
Oggi a questo microfono ci si alterna, invece, a dire che siamo
stati impegnati nella stessa direzione.
Non è così. Non vi dovete vergognare. Noi non ci vergogniamo di
avere avuto una posizione diversa. Siamo stati lealmente
contrapposti.
Noi non abbiamo votato gli strumenti finanziari. Abbiamo anche
fatto dichiarazione di voto pesanti. Abbiamo detto sugli strumenti
finanziari che sulle entrate c'erano anche aspetti e
caratteristiche di falsità. Lo abbiamo detto. E' inutile che adesso
rinneghi quello che ho detto al microfono. Ho votato negativamente
per quattro anni di seguito.
Quindi, una cosa è la maggioranza parlamentare che in questi
quattro anni ha governato sostituendo quella elettorale, disegno
diverso rispetto a quello elettorale, una cosa è l'opposizione che
è stata una cosa diversa, una posizione frontalmente contrapposta
e, quindi, noi non ci assumiamo le responsabilità di chi in questi
quattro anni ha voluto fare le proprie scelte. Ma le ha fatte
contro la volontà elettorale e contro una parte che è diventata
minoranza.
Oggi non siamo tutti insieme. Non diciamolo questo, perché
altrimenti facciamo un torto ai ruoli reciproci, alle rispettive
posizioni e alla storia, a quello che è accaduto.
Quindi, non è il caso che io continui a sottolinearlo.
E' il caso, invece, signor Presidente, che io le anticipi che in
Commissione per il Regolamento, i commenti su quello che è
accaduto, non voglio farli, non voglio offendere nessuno, non fa
parte del mio stile, però due cose sono oggettivamente emerse: i
curricula al momento dell'atto di nomina da parte della Giunta non
esistevano, le nomine sono avvenute il 13 luglio, i curricula sono
stati prodotti il 25 luglio.
Se in Commissione hanno inteso operare una sanatoria a copertura
di questa illegittimità, questo sicuramente è grave e questo è un
aspetto clamoroso e formale.
Così come altro aspetto di contestazione, - ripeto, rispetto ai
colleghi che lo hanno già anticipato - è l'integrazione
dell'ordine del giorno che doveva avvenire quarantotto ore prima,
doveva essere predisposta quarantotto ore prima e doveva essere
comunicata quarantotto ore prima.
L'integrazione, fatta seduta stante nella stessa giornata in cui
si è svolta la Commissione, sicuramente non è un fatto formalmente
corretto.
Quindi, questi due aspetti, sicuramente, evidenziano una
illegittimità rispetto alla quale si può con altrettanta serenità
decidere di revocare questa decisione per tornare a valutare
nuovamente l'operato della Commissione convocandola e consentendo
la Commissione di esercitare il proprio diritto. Ma con un titolo e
soprattutto con una rispondenza alla regolarità delle procedure che
rispetto a questi due aspetti non è stata sicuramente evidenziata.
SPAMPIMANTO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soprattutto per cercare di fotografare ciò che è successo.
Credo che bisogna distinguere, il voto avvenuto poco fa in
Commissione, in due parti. Cerco di entrare subito nel merito per
non rispondere alle provocazioni di chi chiede di vergognarci.
Io posso dire con estrema franchezza di essere orgoglioso di
essere componente di questo Governo, del Governo della Regione
siciliana, che credo stia facendo con molta fatica, a prescindere
da qualsiasi speculazione, il proprio dovere. Questa è la mia
considerazione che chiaramente non è ed è giusto che sia così, la
considerazione di molti, ma faccio mio l'invito dell'onorevole
Leontini. Non ci dobbiamo vergognare, anzi, ognuno rispetti i
propri ruoli.
Rappresentavo il Governo in Commissione. Credo che sia giusto fare
questa specifica perché molti colleghi sono intervenuti senza avere
coscienza piena dei fatti reali da commentare.
Mi riferisco all'onorevole De Benedictis che attento e serio nelle
proprie valutazioni, ma che probabilmente è stato condizionato da
una rappresentazione appresa dagli interventi degli altri colleghi,
così come quella dell'onorevole Leontini.
Commissione iniziata regolarmente e per quattro votazioni, si è
proceduto alla verifica dei curricula e all'approvazione con il
voto contrario di uno dei componenti. Si è spiegato, tanto è vero
che all'onorevole Marziano che voleva astenersi sulla prima
votazione, è stato detto che in caso di nomina non ci si può
astenere, ma bisogna votare o favorevole o contrario.
Sette voti favorevoli, uno contrario, dopo la precisazione, ma il
lavoro mi è stato reso ancora più semplice anche dagli interventi
e dell'onestà
CRACOLICI. Chi lo ha detto che non ci si può astenere?
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. La verbalizzazione non la ricordo. Comunque il voto c'è
stato. Questo è già stato anticipato dall'onestà intellettuale
degli interveti dell'onorevole Cordaro, dell'onorevole Vinciullo.
Per quattro voti riguardanti i manager della sanità, si è votato
senza nessuna eccezione. A prescindere dal voto contrario
dall'astensione, otto erano i voti espressi.
Questo lo dico perché così come il Presidente ha testé annunciato,
la valutazione della Commissione del Regolamento deve avere ad
oggetto Valutazioni interpretative riguardo il Regolamento'.
Per i primi quattro voti, credo che non ci possa essere oggetto di
valutazione della Commissione perché si evincerà dai verbali che
otto deputati hanno espresso la loro valutazione rispetto ai
curricula che sono stati valutati e che non hanno l'impedimento
manifestato dall'onorevole Leontini per ultimo, ma che riguarda
probabilmente altro tipo di nomine a cui non siamo arrivati.
Il problema oggetto della valutazione della Commissione del
Regolamento dovrà riguardare probabilmente la quinta votazione,
ovvero l'articolo 262, comma 1, che riguarda un tema caldo, cioè la
nomina del consiglio di amministrazione del Consorzio autostrade
siciliane che da tempo è commissariato.
In questo caso, ci potrebbe essere il problema
dell'interpretazione regolamentare alla luce della neo norma
entrata in vigore in queste ore.
Voglio ricordare a me stesso che la norma del regolamento entrata
in vigore oggi, è stata votata giorno 26 luglio.
Voglio contestare la considerazione per cui c'è l'invalidità del
voto perché non era stata portata questa norma a conoscenza dei
deputati, cosa che è stata detta in questo dibattito.
Mi sembra un po' strano che bisogna portare a conoscenza della
norma i deputati che sono stati loro stessi a votarla.
Se queste sono le motivazioni, il problema probabilmente è già
risolto.
CRACOLICI. Se questa è la difesa, lei ha perso la causa.
SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Onorevole Cracolici, è stata fatta. Non credo che questa
sia la motivazione che possa portare a travolgere anche la quinta
votazione.
Ritengo che oggetto dell'incontro della Commissione del
Regolamento dovrà avere solo questa quinta deliberazione con tutte
le considerazioni che verranno fatte, ma che le prime quattro
votazioni sono state fatte senza nessuna contestazione e alla
presenza di otto deputati.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Commissione per il Regolamento,
che è formata dagli onorevoli Barbagallo, Cracolici, Leontini,
Maira, Musotto, Pogliese e Speziale, è convocata nel mio studio
adesso e di conseguenza la seduta è sospesa e riprenderà dopo le
risultanze della Commissione per il Regolamento.
(La seduta, sospesa alle ore 18.36, è ripresa alle ore 19.57)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Comunicazione del parere reso dalla Commissione per il Regolamento
PRESIDENTE. Comunico all'Assemblea il parere reso dalla
Commissione per il Regolamento appositamente convocata in merito
alla validità della votazione svoltasi nella I Commissione
legislativa permanente Affari Istituzionali , in occasione di Resa
di parere su Nomine o designazioni di competenza del Governo
regionale.
La Commissione si è espressa nel senso di ritenere non valida
l'intera seduta di Commissione, nella fattispecie dell'odierna
convocazione delle ore 15,00, cui ha fatto seguito quella delle ore
19,00 per violazione dei commi 6 e 7 dell'art. 32 del Regolamento
interno dell'Assemblea Regionale Siciliana.
I suddetti commi, infatti, prevedono, rispettivamente che al
termine di ciascuna seduta di Commissione, il suo Presidente
annunzi, oltre che la data e l'ora della seduta successiva, anche
il relativo ordine del giorno, cioè gli argomenti su cui la
Commissione è chiamata a deliberare; inoltre, qualora difetti tale
comunicazione del Presidente di Commissione, sorge in capo a questi
l'obbligo di diramazione dell'ordine del giorno a tutti i
componenti della Commissione almeno 48 ore prima della seduta di
riferimento.
Ebbene, difettando, dopo avere ascoltato il Presidente della I
commissione, e dopo avere verificato gli atti di seduta, entrambe
le formalità suddette, questa Presidenza, in forza dei poteri
attribuitile dall'art. 7 del Regolamento interno, su unanime parere
conforme della Commissione per il Regolamento, dispone
l'annullamento della seduta della I Commissione delle ore 15,00 ed,
conseguenzialmente, a cascata, quella delle ore 19,00, invitando la
Presidenza della Commissione in questione ad osservare, per la
prossima convocazione, le formalità di cui sopra prescritte dai
richiamati commi 6 e 7 dell'art. 32 del Regolamento interno
dell'ARS.
Si coglie l'occasione per ricordare che i tutti i termini relativi
alla resa dei pareri parlamentari si radica nell'art. 70 bis dello
stesso Regolamento interno, norma di rango costituzionale,
approvato ai sensi e per gli effetti dell'art. 4, parte 2 , dello
Statuto siciliano, prevalendo quindi su qualsivoglia legge
ordinaria, nazionale o regionale che sia.
La Presidenza evidenzia infine che i pareri parlamentari possono
essere espressi dalla competente Commissione assembleare anche in
regime di prorogatio.
Così resta stabilito.
ARENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. No, non c'è replica. E' la decisione assunta dalla
Presidenza, non c'è alcun dibattito, è una comunicazione che viene
fuori da una
Sto rinviando la seduta a domani mattina. Domani mattina, le darò
la facoltà di parlare sull'ordine dei lavori.
ARENA. Cosa vuol dire domani mattina Non concedermi pochi istanti
per parlare, mi sembra assurdo.
PRESIDENTE. Onorevole Arena, per un fatto di garbo e di cortesia
le concedo la facoltà di parlare.
Onorevoli colleghi, lo comunico prima, non ci saranno altri
interventi.
ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio la
Presidenza per la sensibilità istituzionale. La mia non era una
necessità di polemizzare con alcuno, solo il caso di ricordare, di
ricordarle che il Gruppo parlamentare del Movimento per le
autonomie, purtroppo, non è rappresentato da questa Commissione per
il Regolamento ed avere partorito una sentenza, a mio avviso,
abnorme, soprattutto inaudita altera parte', anche perché il
Presidente della Commissione, poi, è stato fatto allontanare, senza
avere avuto la possibilità di ricordare che negli ultimi 25-30
anni, mi dicono - io trent'anni fa avevo tredici anni - in questa
Assemblea regionale si è sempre proceduto per consuetudine e, oggi,
improvvisamente, dopo trent'anni ci si richiama, giustamente, ai
commi 6 e 7 dell'articolo 32, beh, sembra sicuramente un fatto
nuovo, è un fatto nuovo, è un fatto che crea un precedente, è un
fatto che rallenterà per i prossimi 100 anni la vita di questa
Assemblea, anche perché l'Assemblea si è sempre, proprio
relativamente a questo articolo e a questa delicata materia, mossa
in un modo.
Oggi improvvisamente, dopo un'eternità si cambia metro, si cambia
metro procedimentale, e quindi è chiaro ed evidente, mi sia
consentito, a nome del Gruppo del Movimento per le autonomie,
innanzitutto di lamentare la nostra assenza.
Un processo di Norimberga avrebbe sicuramente avuto, sarebbe stato
carino processare i criminali nazisti e metterli lì e, soprattutto,
dare la possibilità a loro di potere esprimere ciò che era il
proprio convincimento che non è altro, e concludo, la movenza di
una Assemblea regionale siciliana che da sempre si è mossa in un
modo e che, oggi, improvvisamente - legittimo per carità - cambia
improvvisamente e questo sicuramente è un atto politico forte, è
un atto politico che mi auguro possa essere motivato al di là dello
scarno dispositivo, cioè mi auguro che processualmente ci possa
essere una motivazione che possa sconfessare i 30 o i 50 anni
precedenti, in quanto potremmo andare a chiedere l'invalidazione di
tutti gli ordini aggiuntivi di quelle comunicazioni che, poi, hanno
raggiunto i deputati per le Commissioni e che sono state fatte in
maniera irritale.
Quindi, lamentiamo la nostra assenza, lamentiamo l'impossibilità
di non avere avuto un contraddittorio e soprattutto, fatto politico
sicuramente rilevante e clamoroso, è il cambio di passo di una
Assemblea che si è sempre comportata in un modo e da oggi cambia
diametralmente modo di procedere.
Grazie ,signor Presidente, per il tempo concessomi.
PRESIDENTE. Senza ovviamente voler fare alcun tipo di polemica.
Abbiamo, proprio perché dalla Commissione per il Regolamento era
assente il componente del MPA perché due ve ne erano, uno ha
cambiato gruppo e l'altro si è dimesso, abbiamo ritenuto di
ascoltare l'onorevole Minardo, che oltre ad essere Presidente di
Commissione è anche componente del Gruppo parlamentare del MPA.
Dopo la relazione esaustiva dell'onorevole Minardo, la Commissione
ha deliberato all'unanimità. Quindi, anche la presenza di un
deputato del MPA non avrebbe comunque modificato l'esito del
risultato della votazione.
Per quanto riguarda, invece, la questione rispetto alla
consuetudine dell'Assemblea, le posso garantire che la consuetudine
dell'Assemblea è esattamente il rispetto dei commi 6 e 7
dell'articolo 32.
Le convocazioni delle Commissioni parlamentari avvengono sempre o
48 ore prima della seduta di Commissione o, nel caso in cui non ci
sono le 48 ore, il Presidente convoca la Commissione nel pomeriggio
o l'indomani mattina, per esempio. Ma nella convocazione è
implicito anche l'ordine del giorno cioè si fa riferimento
all'ordine del giorno. La Commissione è convocata per questo punto
all'ordine del giorno.
Nella fattispecie non c'erano né le 48 ore, né c'era l'ordine del
giorno associato alla convocazione della Commissione.
Per entrambi i due motivi abbiamo ritenuto nulla la seduta della
Commissione. Se il Presidente della Commissione avesse convocato la
Commissione stessa dalle 10 del mattino alle 13, specificando
l'ordine del giorno della Commissione non avremmo potuto annullare
la seduta della Commissione. Ma non l'ha fatto perché,
probabilmente, le nomine non erano ancora arrivate e, quindi, non
poteva materialmente farlo. Questa è la motivazione. E abbiamo
fatto riferimento proprio ai precedenti per non modificare
l'atteggiamento dell'Assemblea rispetto ai precedenti trentennali.
Questa è la consuetudine oltre che il rispetto del Regolamento.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, martedì 31
luglio 2012, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Assestamento del bilancio della Regione per l'anno
finanziario 2012 . (n. 938/A) (Seguito)
Relatore: on. Savona
2) - Norme in materia di entrata. Finanziamento di leggi di
spesa . (n. 900/A) (Seguito)
Relatore: on. Galvagno
La seduta è tolta alle ore 20.06
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
ISTITUZIONE DELL'AUTORITà GARANTE PER L'INFANZIA E
L'ADOLESCENZA (NN. 25-55-91-466-853/A)
-All'articolo 5:
Emendamento 5.1
All'art. 5, aggiungere Al Garante non spetta alcun rimborso
spese .
-Emendamenti articoli aggiuntivi:
Subemendamento A.1.1:
All'emendamento A.1, all'art. 6, aggiungere Al Garante non
spetta alcun rimborso spese .
Subemendamento A.1.3:
Reviviscenza degli articoli 2 e 3 della legge regionale 29
novembre 2005, n. 15
in materia di demanio marittimo
1. Il comma 47 dell'articolo 11 della legge regionale 9 maggio
2012, n. 26 è abrogato, e per gli effetti rivivono l'articolo 2 ed
i commi 2 e 3 dell'articolo 3 della legge regionale 29 novembre
2005, n. 15.
Emendamento A.1 (votato per parti separate):
Dopo l'articolo 5 del disegno di legge, aggiungere il
seguente Titolo:
Istituzione dell'Autorità Garante della persona
con disabilità nella Regione
Art. 1.
Istituzione dell'Autorità Garante della persona con
disabilità
1. E' istituito presso l'Assessorato regionale della
famiglia, delle politiche sociali e del lavoro,
l'Autorità Garante della persona con disabilità, di
seguito denominato Garante'.
2. Il Garante svolge la propria attività in piena
autonomia e con indipendenza di giudizio e valutazione;
esso non è sottoposto ad alcuna forma di controllo
gerarchico o funzionale.
Art. 2.
Destinatari
1. Ai fini della presente legge vengono definite
persone con disabilità tutti coloro, compresi gli
stranieri e gli apolidi, residenti, domiciliati anche
temporaneamente o aventi stabile dimora nel territorio
regionale, la cui condizione di handicap sia stata
accertata ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
Art. 3.
Funzioni del Garante
1. Il Garante svolge le seguenti funzioni:
a) persegue, in conformità alla Convenzione ONU sui
diritti delle persone con disabilità ratificata dalla
legge 3 marzo 2009, n. 18, ai principi costituzionali
ed alle prescrizioni introdotte con la legge 5 febbraio
1992, n. l04, la piena realizzazione dei diritti delle
persone in situazione di handicap, nonché
l'integrazione ed inclusione sociale delle persone con
disabilità. Per il raggiungimento delle predette
finalità si avvale delle norme contenute nella presente
legge e di ogni altra disposizione normativa regionale,
nazionale, comunitaria ed internazionale in materia;
b) comunica all'Osservatorio nazionale sulla
condizione delle persone con disabilità, di cui
all'articolo 3 della legge 3 marzo 2009, n. 18, le
violazioni della Convenzione Onu sui diritti delle
persone con disabilità e predispone una relazione
biennale sullo stato di attuazione della predetta
Convenzione nel territorio della Regione, avvalendosi
anche dei rappresentanti del terzo settore;
c) interviene, in ambito pubblico e privato, di
propria iniziativa e/o sulla base di segnalazioni
provenienti da una persona con disabilità e/o da un suo
familiare, dal tutore, dal curatore,
dall'amministratore di sostegno o da un'associazione
avente per fine statutario la tutela dei diritti e/o la
promozione sociale delle persone con disabilità, nei
casi in cui si lamentino disfunzioni, irregolarità,
scorrettezze, prassi amministrative anomale o
irragionevoli o qualunque altro comportamento, anche
omissivo o discriminatorio ai sensi della legge 1 marzo
2006, n. 67, in contrasto con le finalità di cui alla
lettera a);
d) sollecita e controlla che per ogni persona con
disabilità sia redatto il progetto individuale;
e) promuove, anche in collaborazione con gli enti
territoriali competenti e le associazioni delle persone
con disabilità e delle loro famiglie, ogni altra
attività diretta a sviluppare la conoscenza delle norme
sull'handicap e dei relativi mezzi di tutela,
attraverso le iniziative che ritiene più opportune per
la maggiore diffusione e l'avanzamento della cultura in
materia di integrazione ed inclusione sociale delle
persone con disabilità;
f) può costituirsi parte civile nei procedimenti
penali a carico di chi abbia commesso reati avvalendosi
impropriamente, con dolo o falsità, di strumenti
giuridici previsti dalle norme richiamate alla lettera
a) e di tutti gli altri strumenti giuridici diretti a
facilitare l'esistenza e l'autonomia delle persone con
disabilità;
g) esprime pareri e formula proposte, su richiesta
degli organi regionali, in ordine alla normativa
esistente e ai provvedimenti da adottarsi, legislativi
e regolamentari, riguardanti i diritti delle persone
con disabilità. Esprime, altresì, valutazioni
sull'impatto delle azioni progettuali finanziate da
organismi regionali ed aventi ad oggetto il
miglioramento della qualità della vita delle persone
con disabilità.
h) collabora con altri soggetti istituzionali alla
raccolta ed elaborazione di dati relativi alle persone
con disabilità nella Regione;
i) propone all'amministrazione regionale lo
svolgimento di attività di formazione dirette a
soggetti pubblici e privati preposti a svolgere compiti
di tutela e salvaguardia dei diritti delle persone con
disabilità, secondo i rispettivi ordinamenti di
riferimento;
l) informa delle iniziative intraprese e dei
risultati ottenuti i soggetti che hanno richiesto il
suo intervento.
Art. 4.
Poteri del Garante
1. Nell'esercizio delle funzioni di cui all'articolo
3 il Garante può:
a) accedere agli uffici pubblici o servizi aperti al
pubblico e controllare la funzionalità dei servizi di
assistenza e di informazione resi alle persone con
disabilità, nonché l'agibilità degli spazi aperti al
pubblico sotto il profilo dell'assenza di barriere
architettoniche e della comunicazione indirizzata a
persone portatrici di disabilità sensoriale nonché
intellettivo-relazionale;
b) richiedere formalmente ai soggetti pubblici e
privati il rispetto delle modalità e dei termini
previsti dalle norme nazionali e regionali poste a
salvaguardia dei diritti delle persone con disabilità
ed in particolare dalle norme di cui all'articolo 3,
lettera a), segnalando all'Assessore regionale per la
famiglia, le politiche sociali ed il lavoro ed alle
altre competenti autorità eventuali violazioni delle
predette norme;
c) segnalare al sindaco o all'amministrazione
competente l'inosservanza delle disposizioni di cui ai
commi 4, 5 e 7 dell'articolo 24 della legge 5 febbraio
1992, n. 104, in materia di eliminazione delle barriere
architettoniche;
d) segnalare alle direzioni provinciali del lavoro
l'inosservanza delle disposizioni di cui alla legge 12
marzo 1999, n. 68, e successive modifiche ed
integrazioni, da parte dei datori di lavoro pubblici e
privati o da parte di coloro che risultano essere
aggiudicatari di appalti pubblici ai sensi
dell'articolo 17 della legge n. 68 del 1999 e
successive modifiche ed integrazioni;
e) informare i soggetti che hanno subito
discriminazioni determinate dalla loro condizione di
disabilità, ai sensi dell'articolo 2 della legge 1
marzo 2006, n. 67, indirizzandoli verso i soggetti
legittimati ad agire in giudizio;
f) richiedere agli enti legittimati ad agire anche
per interessi collettivi di adìre la competente
autorità giudiziaria per ottenere apposito
provvedimento di rimozione delle barriere
architettoniche che determinano una oggettiva e
comprovata inaccessibilità a luoghi pubblici o aperti
al pubblico da parte delle persone con disabilità. Si
applicano le disposizioni contenute nell'articolo 3
della legge 1 marzo 2006, n. 67;
g) controllare le strutture ed i programmi destinati
alle persone con disabilità allo scopo di prevenire il
verificarsi di ogni forma di sfruttamento, violenza ed
abuso, ai sensi di quanto disposto dall'art. 16 della
Convenzione Onu sui diritti delle persone con
disabilità.
Art. 5.
Requisiti, nomina, durata in carica, incompatibilità e
revoca
1. Il Garante è nominato con decreto dell'Assessore
regionale per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Resta in carica cinque anni e può essere
rinominato una sola volta. Per lo svolgimento delle
funzioni e nell'esercizio dei poteri di cui agli
articoli 3 e 4 il Garante si avvale degli uffici e del
personale dell'Assessorato regionale della famiglia,
delle politiche sociali e del lavoro senza ulteriori e
maggiori oneri a carico del bilancio della Regione.
2. Può essere nominato Garante chi attesti, con
apposita dichiarazione di essere in possesso del
diploma di laurea in giurisprudenza o in scienze
politiche e/o in scienze sociali o equipollenti o in
medicina o in psicologia, che presenti idonea
certificazione comprovante di avere svolto per almeno
cinque anni attività di tutela e salvaguardia dei
diritti delle persone con disabilità e di promozione
della inclusione sociale degli stessi.
3. Qualora, successivamente alla nomina, sia
accertata la mancanza del requisito di cui al comma 2,
l'Assessore regionale per la famiglia, le politiche
sociali e il lavoro rimuove immediatamente dalla
carica il Garante e provvede alla sua sostituzione. Può
essere inoltre rimosso dalla carica per gravi o
ripetute violazioni di legge o per accertata
inefficienza.
Art. 6.
Natura onorifica della carica
1. Il Garante esercita le proprie funzioni a titolo
onorifico.
ISTITUZIONE DELLA COMMISSIONE REGIONALE PER LA
PROMOZIONE DI PARI OPPORTUNITà TRA UOMO E DONNA NELLA
REGIONE . (N. 184/A)
-Emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno:
Emendamento 117.2:
L'emendamento 3.1 è soppresso e pertanto rivivono le parole
presso la Presidenza della Regione .