Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
DONEGANI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Pogliese è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Norme in materia di guide turistiche. (n. 949)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Pogliese, Falcone e Caputo in data 27 luglio 2012.
- Misure per l'approvvigionamento finanziario della Regione
siciliana e la razionalizzazione della finanza pubblica.
Disposizioni per la realizzazione di opere, infrastrutture e
servizi di pubblica utilità, con i nuovi strumenti finanziari di
Partenariato Pubblico Privato (PPP). (n. 950)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Pogliese, Falcone e Caputo in data 2 luglio 2012.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
alle Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Azienda sanitaria provinciale di Catania-Designazione direttore
generale. (n. 258/I).
pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.
- Azienda sanitaria provinciale di Agrigento -Designazione
direttore generale. (n. 259/I).
pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.
- Azienda sanitaria provinciale di Messina -Designazione direttore
generale. (n. 260/I).
pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.
- Azienda sanitaria provinciale di Ragusa - Designazione
direttore generale. (n. 261/I).
pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.
- Consorzio Autostrade Siciliane (C.A.S.)-Designazione presidente
e componenti Consiglio direttivo. (n. 262/I).
pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.
- Ente parco dei Nebrodi. Designazione Presidente. (n. 263/I).
pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.
- Ente parco dell'Etna. Designazione Presidente. (n. 264/I).
pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.
- Istituto regionale del vino e dell'olio. Designazione componente
del Consiglio di Amministrazione. (n. 265/I).
pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.
- Istituto regionale Incremento Ippico per la Sicilia.
Designazione Presidente. (n. 266/I).
pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.
- Azienda ospedaliera di rilievo nazionale e di alta
specializzazione Civico di Cristina Benfratelli di Palermo.
Designazione direttore generale. (n. 267/I).
pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Rinnovo del Consiglio Regionale dei Beni Culturali -Designazione
componenti.- Legge regionale n. 80/1977
pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.
Onorevoli colleghi, per consentire alla Commissione Bilancio di
completare i lavori sul disegno di legge n. 938/A, sospendo la
seduta, avvertendo che riprenderà alle ore 12.00.
(La seduta, sospesa alle ore 11.13, è ripresa alle ore 12.14)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge
«Assestamento del bilancio della Regione per l'anno
finanziario 2012» (n. 938/A)
PRESIDENTE La seduta è ripresa. Si passa II punto dell'ordine
del giorno: Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
2012» (938/A) posto al numero 1).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ricordo che nella seduta n. 372 del 27 luglio 2012 era stato
approvato il passaggio all'esame degli articoli.
In attesa del Governo, si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Variazioni allo stato di previsione dell'entrata
del bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione dell'entrata del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2012 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa tabella A'.»
All'articolo 1 non sono stati presentati emendamenti. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo separatamente in votazione l'articolo 1 e
l'annessa Tabella A.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Anticipazioni in conto buonuscita
1. A decorrere dall'anno 2012, quota parte della dotazione
finanziaria di cui all'U.P.B. 7.2.1.2.2, capitolo 108009, destinata
alle finalità dell'articolo 20 della legge regionale 15 giugno
1988, n. 11, non costituisce spesa di natura obbligatoria ai sensi
dell'articolo 26 della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
2. Per quanto disposto dal comma 1, nel bilancio della Regione per
il triennio 2012-2014 la spesa prevista nell'U.P.B. 7.2.1.2.2,
capitolo 108009 viene ridotta per ciascun anno del triennio
dell'importo rispettivamente di 12.000 migliaia di euro, 11.000
migliaia di euro e 10.000 migliaia di euro.
3. Per le finalità dell'articolo 20 della legge regionale 15
giugno 1988, n. 11, è determinata per l'anno 2012 la spesa di 5.500
migliaia di euro, per l'anno 2013 la spesa di 11.000 migliaia di
euro e per l'anno 2014 la spesa di 10.000 migliaia di euro. Ai
relativi oneri si fa fronte nel bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario corrente e per gli anni 2013 e 2014 con
parte della riduzione di spesa prevista per i rispettivi anni dal
comma 2 del presente articolo all'U.P.B. 7.2.1.2.2, capitolo
108009».
Onorevoli colleghi, all'articolo 2 sono stati presentati gli
emendamenti 2.2, 2.1 ed il subemendamento 2.1.1 interamente
sostitutivo dell'articolo 2, a firma del Governo.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, vista l'importanza del testo - e
considerata anche la rilevanza rispetto alle procedure che si
stanno attivando - riterrei che sia opportuno che il Governo, su
ogni articolo che il Presidente dell'Assemblea propone alla
votazione, prima di richiedere il parere della Commissione
Bilancio' sul testo, possa fare una breve relazione.
Francamente non vedo nessuno nei banchi del Governo, non ho
sentito nessun parere da parte della Commissione, abbiamo già
votato qualche articolo. Riterrei che le procedure dobbiamo
rispettarle anche per capire ciò che votiamo, prima di apprendere
le impugnative da parte del Commissario dello Stato.
PRESIDENTE. L'articolo 1, è già stato votato e non c'era nessun
tipo di parere da richiedere. Sull'articolo 2 avrei chiesto il
parere alla Commissione, ovviamente, nel frattempo è arrivato
l'assessore Armao e quindi possiamo proseguire.
Assessore Armao, siamo all'articolo 2, al subemendamento 2.1.1, a
firma del Governo, che riscrive interamente l'articolo 2. Il parere
della Commissione?
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, sicuramente le hanno riferito che la
Commissione Bilancio non ha dato esiti positivi rispetto a quelli
che dovrebbero essere gli apprezzamenti su diversi emendamenti.
E' chiaro che se si va avanti, così come il Governo vuole fare in
questo momento, non solo sull'assestamento, che peraltro è già
stato votato all'articolo 1, ma anche sulle materie proposte senza
tenere conto di quello che è emerso in Commissione, non possiamo
trovarci d'accordo, perché significa dare copertura ad alcune
emergenze e sottovalutarne altre.
Non ritengo, quindi, che con questo clima si possa andare
avanti, proponendo ancora riscritture di emendamenti dove incidiamo
su un Fondo che è molto particolare, per chiudere partite che, come
ho sentito anche da parte del capogruppo del Partito Democratico,
in Commissione, sono delle spese che dovremmo attenzionare' non
solo con l'attività legislativa, e in questo caso piuttosto stiamo
coprendo un'attività amministrativa.
Quindi ritengo che il Governo dovrebbe accontentarsi
dell'assestamento di bilancio e non proseguire su tutte le altre
materie che voglio riepilogare in cinque punti in modo che sappiamo
di cosa stiamo parlando.
Si tratta delle cosiddette navi RO/RO, coperture il contratto
al 31/12, il trasporto pubblico locale, l'azienda siciliana dei
trasporti, il precariato e i dissalatori.
Da quello che ci viene riferito dall'Assessorato per l'economia
non c'è copertura per queste cinque materie; non è che possiamo
dividere il Parlamento su alcune emergenze e su altre no, se
emergenze sono.
Quindi, chiedo al Governo di ritirare tutti gli emendamenti, di
accontentarci dell'assestamento di bilancio e di proseguire con il
disegno di legge n. 900/A e con la spending review che sarà
presentata, immagino, come maxi emendamento a quel disegno di
legge.
Se, invece, si vuole continuare provocando un'insanabile rottura
in Parlamento, ritengo che è compromesso anche l'esame del disegno
di legge n. 900/A.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Armao,
credo che il clima che si respira in Aula, oggi, ma ancora prima,
qualche minuto fa, quello nella Sala della Commissione Bilancio',
sia un clima estremamente drammatico per la Sicilia.
Ci troviamo di fronte a situazioni delicatissime che impongono
l'adozione di atti importanti da parte del Governo e del Parlamento
per fare fronte ad alcune emergenze siciliane.
L'onorevole Mancuso ne ha tratteggiato alcune, io credo che oggi
in questo ultimo giorno dell'attività di questo Parlamento, sempre
che il presidente Lombardo mantenga l'impegno di rassegnare, oggi,
le dimissioni, dia l'idea di quello che è stato fatto alla Sicilia
in questi quattro anni e mezzo, che è stata devastata, è stata
solcata, è stata messa in ginocchio.
Oggi, noi ci troviamo di fronte a problemi gravissimi, come
quello dei precari, dei trasporti marittimi, del trasporto pubblico
locale, dei dissalatori, per i quali il Governo, signor Presidente
dell'Assemblea, appena qualche minuto fa, ha allargato le braccia,
dicendo che c'è una somma totalmente insufficiente, forse
addirittura meno di un terzo, per far fronte a quello che serve per
garantire l'immediatezza della risoluzione dell'emergenza.
Signor Presidente, non so cosa il Governo oggi dovrebbe fare,
anche se sono queste le situazioni, anche in limine litis, dalle
quali si evidenzia lo spessore e la capacità di essere uomini di
governo.
Non so come troveremo le soluzioni, ma oggi non possiamo dire ai
precari che saranno ancora più precari o che non potremo portare le
bombole di gas, i carburanti, non potremo ritirare i rifiuti alle
Isole, perché mancano i soldi o che andremo ad assetare intere
parti della Sicilia, perché si fermeranno i dissalatori.
Oggi, onorevoli colleghi, visto che probabilmente sarà l'ultima
seduta di questa legislatura, almeno diamo un segno tangibile di
amore e di affetto per la Sicilia.
Poi, saranno i cittadini a giudicare chi è responsabile, chi è
connivente di questo sfascio e chi, invece, con posizioni di
chiarezza, ha cercato di evitare lo sfascio di questa Sicilia,
anche restando ai margini delle stanze del potere di questo Governo
e di parte del Parlamento.
Però, signor Presidente, le chiedo di fare in modo che non arrivi
più nessun emendamento e che il Governo trovi la copertura
indispensabile per risolvere questi problemi, che non possono
essere sfogliati come la margherita uno sì e uno no' ma devono
essere risolti contestualmente perché ogni argomento è un dramma di
questa Sicilia.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dobbiamo
ammettere che, nonostante ore ed ore passate in Commissione sulla
riformulazione del testo oggi in Aula, non si è trovata nessuna
intesa, nessun accordo e il testo ritorna così com'era partito da
quest'Aula per ritornare in Commissione. Credo che il clima di
queste ultime ore di vita parlamentare non debba farci perdere di
vista che nel testo c'è una norma che riguarda gli enti locali, che
riguarda migliaia di persone che lavorano negli enti locali, vale
a dire il rimpinguamento del Fondo per il precariato.
Qualora, stamattina, il Governo non assecondasse l'approvazione di
questa norma, metteremmo a rischio negli ultimi mesi dell'anno i
rapporti contrattuali con i lavoratori già in apprensione per il
loro destino a partire dal 1 gennaio 2013, ma metteremmo in
difficoltà interi nuclei familiari che vivono con i soli
cinquecento euro al mese dell'assegno che, attraverso l'INPS, viene
erogato ai lavoratori cosiddetti LSU .
Per cui, se norme vanno salvate, questa è una norma che non può
non essere approvata, perché se non viene approvata ci sarà un
danno nei confronti degli enti locali che per i contratti, in
qualche maniera dovranno fronteggiare con i loro bilanci sapendo
che i trasferimenti nello Stato e nella Regione sono falcidiati.
Chi pagherà di più, e più alto il conto, sono quei lavoratori che
non hanno avuto la fortuna né di entrare nell'infornata dei 4.500
contrattisti stabilizzati della Regione né tra quelli
contrattualizzati dagli enti locali e dalle ASI.
La mancata approvazione di questa norma, pertanto, di questa
variazione di bilancio, in realtà, penalizzerebbe quelli che, se
siamo costretti a fare una graduatoria, considero gli ultimi tra i
precari: quelli che non hanno alcuna copertura previdenziale,
quelli che da anni lavorano senza alcuna possibilità di vedersi
riconosciuto un ruolo, una funzione che svolgono ogni giorno e,
chiaramente, l'INPS non erogherà loro alcun assegno nei mesi di
ottobre, novembre e dicembre, perché il fondo manca di qualche
milione di euro.
Alla fine, se si dovesse decidere di ridurre le norme che oggi si
trovano nel testo, alcune su cui ci sono grandi perplessità
rispetto alla metodologia, se si dovesse arrivare a questa
conclusione, prego il Governo e l'Aula di tenere nel debito conto
l'approvazione di questa norma che consentirebbe di tenere regolare
il pagamento dei lavoratori LSU fino al 31 dicembre.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dobbiamo
evitare, per quello che è ormai possibile evitare, che questa
nostra legislatura finisca nella maniera - mi sia permesso di
utilizzare un aggettivo anche forte - più indegna possibile.
Cerchiamo di evitarlo.
Concludere questo nostro mandato, oggi, sostanzialmente, ancora,
con le manovre di bilancio non del tutto concluse, credo che
sarebbe veramente un'ulteriore sconfitta ed un ulteriore disdoro
per tutti.
Ritengo che abbiamo ancora le ore, perché non credo che ci voglia
molto tempo, dopo tutti questi mesi, per esitare, nella maniera più
snella, l'assestamento, cercando di risolvere alcune questioni,
come venivano poc'anzi ricordate, a partire, ma non per
un'elencazione, da quelle che attengono agli enti locali o che
attengono agli ASU o che attengono a tutte le altre problematiche,
trasporto, Isole minori, dissalatori, che possono interessare, non
c'è dubbio, problemi acuti della Sicilia.
Credo, signor Presidente, che anche i circa 160 emendamenti che
sono stati proposti al disegno di legge n. 900, quel disegno di
legge che doveva essere la sintesi delle norme stralciate in
occasione del bilancio e della finanziaria, oggi potrebbero, con un
poco di buona volontà, potere essere esaminate e, evidentemente,
previa l'esclusiva verifica che si tratta di emendamenti di mera
utilità generale, senza alcun costo per il bilancio, ma potrebbero
essere tante norme che potrebbero risolvere questioni che,
altrimenti, la Regione pagherà.
Faccio un esempio per tutti. Ho avuto modo già di farlo in
conferenza dei capigruppo.
Amici miei, se non poniamo correttivi, come ha fatto lo Stato, a
proposito della legge n. 488, a proposito degli indicatori della
occupazione, che con la 488 li ha esclusi dalle Regioni, della
revoca, nel caso in cui non fossero stati mantenuti, noi
riusciremmo nel doppio scopo, tutto negativo e tutto a danno della
nostra Regione, quello di vedere revocati i finanziamenti ai
Siciliani per riconsegnare somme a Bruxelles.
Ritengo che completare questa nostra legislatura, senza porre
rimedio a questa, come a tante altre piccole norme, ribadisco, non
di spesa, che possono risolvere questioni strutturali nei vari
campi, anche della medicina, anche della sanità, penso ai medici
sportivi, penso alla possibilità di trasferire, anche parzialmente,
moduli pienamente autorizzati all'interno dei distretti della
stessa provincia, evidentemente, sulla premessa della loro utilità,
norme senza spesa, norme che interessano il mondo della
cooperazione, noi, Presidente Cascio, non possiamo non farle.
Dobbiamo fare questa seduta non stop, il Presidente Lombardo
ritardi eventualmente di un'ora, di due ore le sue dichiarazioni di
dimissioni, ma facciamo assolutamente tutto quello che dobbiamo
fare da ora fino a quel momento tentando, effettivamente, di
esitare il tutto.
Ottenere le dimissioni alle 16.30 piuttosto che alle 17.30 per non
fare quello che può essere utile alla Sicilia credo che sarebbe una
vera abiura. Il tutto va assolutamente definito, a mio avviso,
nella giornata, ovviamente, di oggi.
Abbiamo tutti gli occhi puntati per definire questa vicenda e
chiudere questa pagina triste, purtroppo, della vita della nostra
Assemblea e della nostra Regione sul piano del Governo, però, non
perdiamo questa opportunità di fare sì che insieme ad uno snello
assestamento che salvaguardi alcuni di quei comparti che abbiamo
citato non si faccia un disegno di legge n. 900 approvando una
serie di norme senza costo che sarebbero di grande risoluzione.
Concludo insistendo proprio sul danno ancora più grande di questa
beffa che vivremmo a proposito dei fondi comunitari. Stiamo
attenti, siamo già nella condizione di questo grande ritardo sulla
spesa comunitaria, immaginiamoci se anche sui fondi 2000-2006,
fondi assegnati a vari soggetti nei vari comparti del POR 2000-2006
dovessero essere restituiti, aggiungeremmo al danno 2007-2013 anche
la restituzione di fondi spesi negli anni precedenti in una Regione
che chiaramente, non so come, potrebbe sostenere anche questo
ulteriore rimborso di risorse.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, more solito
quest'Aula, devo dire per colpa del Governo, arriva sempre in zona
Cesarini nell'affrontare i problemi e naturalmente li affrontiamo
nella maniera peggiore.
Questa volta, ancor peggio, perché se questa è, come dovrebbe
essere e come sarà, l'ultima seduta dell'Assemblea, parlare di
problemi finanziari e di bilancio è difficile e crea sospetti, a
maggior ragione quando noi parliamo di dare copertura a categorie
svantaggiate come alcuni pezzi di precariato, dando l'impressione
di sfruttare l'argomento come tema di campagna elettorale.
So che se daremo copertura per garantire il rapporto di lavoro
perché di questo si tratta, perché non si può interrompere, non è
soltanto un problema di copertura finanziaria per le retribuzioni,
ma anche per esperienze che abbiamo vissuto per altre categorie di
precari in questa Regione siciliana, se si dovesse interrompere il
rapporto di lavoro non potrebbero essere più recuperati questi
soggetti, so già che andremmo a finire nelle grinfie di Rizzo del
Corriere della Sera, però è una strada obbligata perché e quindi la
invito con il cuore e con la mente a sforzarsi, a dare copertura e
ad eliminare questo provvedimento di legge prima di ora di pranzo
perché non possiamo farci carico e responsabilità di ulteriore
disoccupazione in Sicilia, certo nel passato si è esagerato, certo
abbiamo un numero di dipendenti precari e a tempo indeterminato
esasperato, esagerato, fuori da ogni logica economica di finanza
pubblica, tutto questo è vero, ma dobbiamo cominciare adesso, e in
maniera così repentina e vigliaccamente violenta, a colpire
categorie svantaggiate che, anche per l'età, non potrebbero più
trovare collocazione lavorativa.
Io credo che questo sul piano, oltre che giuridico, umano nessuno
se lo può permettere.
Che ci si critichi sul Corriere della Sera, ma la politica deve
dare anche risposte di umanità sociali e pedagogiche, anche se può
costare sul piano dell'immagine complessiva.
Allora, confermato che una decisione di questo genere non può
essere interpretata come decisione di campagna elettorale, tra
l'altro per un motivo semplicissimo: questi lavoratori precari,
LSU, e altre categorie, hanno la testa per pensare. Ognuno ha il
proprio riferimento personale, il proprio riferimento di partito,
di ideologia. Forse sono tutti arrabbiati con noi, con tutti noi.
Quindi, non è una operazione politica.
Chi ritiene di cavalcare la tigre delle categorie di precari
sbaglia perché a questi soggetti non interessa niente della
politica e di tutti noi.
Però, noi abbiamo un appello di coscienza che dobbiamo assolvere
che è quello di consentire la copertura finanziaria e, quindi, il
rapporto di lavoro.
Se non faremo questo sarà l'ultima bruttura di questa legislatura
cominciata bene, svolta male, e che sta finendo peggio.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che,
purtroppo, nonostante i suoi inviti a trovare una soluzione che
potesse in qualche modo fare raggiungere una rapida approvazione
dell'assestamento di bilancio, gli esiti della Commissione sono
stati pressoché deprimenti poiché non si è addivenuto ad una
soluzione che potesse contemperare delle emergenze perché, in
realtà, non mi sento di parlare di un aspetto, piuttosto che un
altro, perché in maniera non demagogica vorrei semplicemente dire
che le norme che sono state affrontate in Commissione, la cui
copertura è stata richiesta, in maniera responsabile da ciascuno è
legata a coprire emergenze.
Che si tratti di lavoratori del trasporto pubblico, o che si
tratti del trasporto marittimo, o che si tratti dei precari dei
comuni, o meglio i lavoratori dei comuni, credo che stiamo parlando
di emergenze alle quali non possiamo non dare risposte. E io invito
il Governo in questa fase, visto che siamo arrivati in Aula e visto
che, tra l'altro, siamo agli sgoccioli di questa devastante
legislatura, sarebbe cosa buona e giusta che si cercasse di fare
uno sforzo perché le risorse che oggi abbiamo individuato possano
essere allocate nella maniera meno dannosa per quelle che saranno
le conseguenze perché il non appostare le somme che non
consentiranno, per esempio, di traguardare la fine dell'anno e non
potranno consentire a molte famiglie siciliane, di potere avere lo
stipendio a fine mese è un problema che, secondo me, ha priorità
rispetto ad ogni tipo di valutazione.
Allora, siccome delle indicazioni sono state date da parte di
ciascuno dei componenti della Commissione e non, c'è stato, in
qualche modo, un ragionamento che necessita di una limatura, io
chiedo al Governo di fare uno sforzo perché, secondo me, con un po'
di buona volontà riusciamo a trovare la quadra affinché alcuni
comparti che oggi veramente sono in una condizione di reale
difficoltà possano quanto meno trovare sollievo per questa
conclusione di anno.
Stiamo parlando dell'emergenza, non certamente della
programmazione, ma già questo sarebbe comunque tanto.
Io chiedo di volerci sospendere per qualche minuto e dare la
possibilità al Governo insieme all'Aula di trovare una soluzione,
anche con una Conferenza dei Capigruppo, perché ritengo che questo
assestamento di bilancio non può essere espunto dalle cinque norme
che prioritariamente sono state individuate perché abbiamo parlato
di cinque emergenze che non possiamo lasciare inascoltate.
Quindi, la semplice approvazione del documento tecnico sarebbe una
ferita che noi infliggiamo in maniera letale alla Sicilia.
Con questo appello, quindi, chiedo che venga convocata la
Conferenza dei Capigruppo.
GALVAGNO, Vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO, Vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, io ammiro l'ottimismo della collega Caronia la
quale fino all'ultimo non si vuole arrendere. Probabilmente fa
bene, ma credo che non abbiamo lavorato invano per oltre otto
giorni in commissione Bilancio, abbiamo cercato in tutti i modi di
risolvere il problema.
Lei sa come io non ero d'accordo, in assenza del presidente
Savona, a che lei informalmente restituisse alla commissione il
disegno di legge 938/A, non lo sono stato ancor di più ieri quando
formalmente, con un voto d'Aula, ha restituito alla II commissione
il 938/A e siamo arrivati a questo punto perché avevo chiaro il
quadro: ad ogni restituzione in commissione aumentavano le
emergenze.
L'ultima in ordine di tempo - e della quale, vi garantisco, non
avevo sentito parlare per nulla durante tutte le riunioni fatte
quest'anno in commissione Bilancio - è quella, che è saltata fuori,
giusta, vera che riguarda i dissalatori.
Ora, io credo che più noi terremo aperto questo problema, più non
arriveremo a soluzioni.
Allora, con un sussulto di dignità, noi dobbiamo chiudere i conti
della Regione, dobbiamo approvare il rendiconto per consentire
all'Amministrazione di contrarre il mutuo con lo Stato.
Per cui io, formalmente, le chiedo di chiudere questo disegno di
legge solo con il ripianamento del disavanzo e la nuova Assemblea
ed il nuovo Governo a novembre si occuperanno di queste
problematiche, che sono urgenti ed indifferibili ma che non sono di
facile soluzione, se non addirittura di impossibile soluzione, a
meno che, fino ad oggi, con il Governo non abbiamo scherzato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, facciamo l'ultimo tentativo, se
riusciamo.
Convoco la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari nella
mia stanza adesso per un brevissimo incontro.
La seduta è sospesa.
(La seduta sospesa alle ore 12.47 è ripresa alle ore 14.57)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, ricordo che eravamo in fase di trattazione
dell'articolo 2.
Comunico che è stato presentato, dalla Commissione, l'emendamento
2.3R, che verrà votato per parti separate. Il primo comma riguarda
la soppressione degli articoli 2, 3, 4, 5 e 6; il secondo comma
recita: All'articolo 7 sono soppresse le parole tenuto altresì
conto degli effetti della presente legge e la tabella B è
sostituita con la seguente ' .
CIMINO. Signor Presidente, l'esito della Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari?
Comunicazioni sull'esito della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Comunico che l'esito della Conferenza dei Capigruppo è
il seguente: l'Aula esaminerà il disegno di legge n. 938/A secco,
l'assestamento di bilancio tecnico, cioè la copertura del disavanzo
di due milioni e mezzo e basta.
Nessun altro appesantimento alla manovra viene consentito e,
quindi, tutti gli altri articoli vengono abrogati.
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quindi, significa
che il disegno di legge presentato non terrà conto della
problematica che riguarda i collegamenti marittimi per le Isole
minori; non terrà conto, quindi, della copertura finanziaria dei
precari. Andiamo, quindi, a votare asetticamente un provvedimento e
vorrei capire quali benefici possa avere una legge del genere.
Non c'è la capacità di riuscire a comprendere che ci sono delle
priorità, che all'interno del bilancio bisogna trovare la copertura
rispetto a dei temi che non possono, assolutamente, aspettare. Non
si può, non è corretto, non è giusto, oggi rispondere, nel momento
in cui abbiamo gli occhi puntati addosso e, non possiamo dare una
risposta che di fatto non c'è.
Non so se sia corretto bocciarlo o meno, secondo me bisogna,
ancora una volta, cercare di trovare una soluzione per vedere ciò
che è possibile finanziare con fondi certi.
E qui, mi vorrei allacciare un attimo all'intervento che ho fatto
ieri sera in Aula, quando qualche collega, che difende questa
maggioranza, al mio intervento, ha replicato, accusandomi di fare
degli interventi precostituiti che hanno soltanto l'obiettivo di
attaccare e delegittimare il Presidente Lombardo.
Ora, alla luce di tutto ciò che sta avvenendo oggi in Aula, era
pretestuoso il mio intervento? Era demagogico il mio intervento o
realmente c'è da vergognarsi rispetto a ciò che questa Assemblea
vorrebbe fare?
E' normale che, oggi, non riusciamo a mantenere gli impegni che
sono stati presi, a tutti i livelli, ed io ritorno, sempre, ma non
perché mi appartiene come territorio forse un po' di più rispetto a
qualche altro parlamentare. Ma secondo voi, è normale, mentre oggi
chi sta facendo i collegamenti con le Isole minori, lo fa soltanto
sulla parola del Presidente Lombardo che avrebbe trovato la
copertura finanziaria, mentre sono state date assicurazioni dalla
commissione bilancio, dalle più alte cariche politiche, che non si
troverà copertura finanziaria rispetto a questo problema?
E' normale non dare una risposta al mondo della caccia che, non
comprendo perché, nel momento in cui quel provvedimento diventa
un'entrata per le casse regionali.
Ed allora, mi rivolgo a quei colleghi che l'altra volta mi hanno
accusato di lesa maestà, sono pazzo io, sono strumentale io o
indegni voi nel non sapere dare alcuna risposta?
Ed allora, se volete rispondervi, vedete di riunirvi come Governo,
come maggioranza, ed anziché venire qui a fare i difensori non so
di chi o di che cosa, mi è stato detto che sono stato, nel mio
intervento, offensivo, perché il Presidente della Regione ha fatto
tante cose per la Sicilia. Ed io, un deputato di periferia, mi
permetto, nel mio intervento, di offendere il Presidente Lombardo
che, oggi, lascia i precari in mezzo ad una strada, lascia gli
isolani
(Interruzione)
SCILLA La smetta La smetta E da componente di Governo, vada a
trovare una soluzione perché non è consentito, oggi, dare questo
spettacolo. Oggi dobbiamo avere la forza come politica, la politica
vera di sederci attorno ad un tavolo e trovare le soluzioni per
dare delle priorità. Se soldi qualcuno mi dice che non ce ne sono,
allora non sono io strumentale quando dico che il Governo Lombardo
non è in grado di dare risposte. Io lo so bene, caro collega, che
il Commissario dello Stato impugnerà parte anche di questa norma
perché nel momento in cui lei mi vuole coprire le spese correnti
con i soldi degli investimenti, questa cosa non si può fare. Ma noi
lo diciamo da qualche mese, forse anche da qualche anno, e qualcuno
vorrebbe anche replicare che anche noi siamo stati al Governo con
il Presidente Lombardo Vero è Noi siamo stati al Governo Lombardo
perché così hanno voluto i cittadini siciliani.
Signor Presidente - e le chiedo scusa se sono intervenuto
nuovamente -, tuttavia mi appello al buon senso, al cuore, al
sentimento, non so a chi appellarmi perché non è consentito, e mi
riferisco a tutti i parlamentari, a tutti i partiti presenti in
Aula, non riuscire a trovare una soluzione che non possa essere
quella di votare in maniera asettica questo provvedimento di legge.
Dobbiamo, in qualche maniera, riuscire a trovare la copertura
finanziaria per arrivare fino ad ottobre e poi sarà il prossimo
Governo, sarà la prossima Assemblea a vedere di trovare le
soluzioni
definitive. Quindi il mio appello è che non si può votare questo
disegno di legge così com'è.
Comunicazione di nuova denominazione di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente del Gruppo parlamentare
MPA, con la presente e per ogni effetto di legge, dà comunicazione
del cambiamento della denominazione del gruppo parlamentare MPA
Movimento per le autonomie alleati per il sud nella nuova
denominazione Movimento per le autonomie partito dei siciliani .
Seguito della discussione del disegno di legge
«Assestamento del bilancio della Regione per l'anno
finanziario 2012» (938/A)
PRESIDENTE. Si riprende il II punto dell'ordine del giorno:
Seguito della discussione del disegno di legge «Assestamento del
bilancio della Regione per l'anno finanziario 2012» (938/A)
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Lei lo ha chiesto per ultimo, prima di lei ci sono 27
iscritti a parlare. Stia sereno, al suo turno parlerà.
VINCIULLO. Se lei spiega cosa stiamo facendo probabilmente i 27
deputati non parleranno.
PRESIDENTE. Adesso lo preciserò nuovamente.
Sull'ordine dei lavori
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
per evitare il rischio che si apra un dibattito su ciò che lei ha
comunicato e in relazione alla decisione adottata dalla riunione
dei Presidenti dei gruppi parlamentari.
La decisione è quella di presentare il disavanzo così secco come
è stato portato in Aula, quindi è ovvio che ognuno di noi ha mille
problemi da evidenziare, a cominciare da quello dei precari finendo
al trasporto marittimo e a quello gommato. Però, se la riunione dei
Presidenti dei gruppi parlamentari ha deciso, immagino
all'unanimità, di votare e presentare in Aula il provvedimento in
questi termini, è inutile che apriamo il dibattito perché sarebbe
un dibattito che ci porterebbe altre due ore senza nessun
risultato. Pertanto, la prego e la invito, se possibile, di evitare
questo dibattito e andare a votare su ciò che ha deciso la riunione
dei Presidenti dei gruppi parlamentari.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, volevo dire proprio questo, che
l'intervento dell'onorevole Scilla, questa Presidenza lo considera
un intervento reso per dichiarazione di voto sull'emendamento 2.3
R. La sua quindi era una dichiarazione di voto.
La Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari si è riunita
e ha stabilito quanto ho detto testé, e cioè sostanzialmente di
procedere all'assestamento tecnico che copre il disavanzo di 2,5
milioni di euro.
Questa decisione finale, che non è stata priva di un ragionamento,
anche appassionato, operato dai vari gruppi politici e che alla
fine ha prodotto il risultato che non ci sono le condizioni
finanziarie, politiche per portare avanti altri provvedimenti in
quanto le emergenze, diciamo, sarebbero tante e le condizioni
finanziarie non ci consentono in questo momento di porvi rimedio.
Pertanto, la soluzione migliore, alla fine, venuta fuori come
sintesi da questa riunione lunga, articolata ed approfondita sui
temi è stata quella di approvare il documento secco' e basta. Per
cui, le dichiarazioni dei colleghi iscritti a parlare, per quanto
mi riguarda, sono dichiarazioni di voto rese all'emendamento 2.3 R.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
938/A
GUCCIARDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto
brevemente, per evitare che tutto questo si trasformi in un
dibattito lungo e noioso, andando nel merito delle questioni, credo
che non ci voglia molto a comprendere come un assestamento di
bilancio fatto allo spirare della legislatura non possa non tenere
conto di problematiche che non possono essere lasciate fino
all'insediamento della nuova Assemblea, del nuovo Parlamento, cioè
fino alla fine dell'anno in corso.
Mi riferisco soprattutto alla copertura finanziaria del Fondo
unico del precariato e mi riferisco ai trasporti per le isole
minori.
A prescindere dal merito di ciò che la Commissione Bilancio aveva
già approvato, apprezzato e deliberato, credo che questo problema
il Governo avrebbe dovuto affrontarlo in maniera più netta, più
incisiva, più determinata per trovare una soluzione a questi temi
dal momento che in questo momento, fuori da questo palazzo, fuori
da queste mura, si levano urla di disperazione.
Non credo sia un atto di grande responsabilità da parte del
Governo oggi non consentire, nell'ultima seduta del Parlamento, di
dare una parola di speranza netta ai tantissimi, migliaia di
precari che da oggi vedono davvero più nero e più incerto il loro
futuro all'orizzonte.
Per questa ragione, credo che lasciare in piena stagione turistica
le Isole minori senza trasporti e lasciare senza copertura
finanziaria i precari della nostra Regione sia un atto di
irresponsabilità gravissima che il Parlamento regionale non può che
stigmatizzare rispetto alle scelte del Governo.
Pertanto, il mio è un giudizio assolutamente negativo sulla
opportunità di stralciare e di sopprimere queste norme che,
ribadisco, sono state peraltro discusse, approfondite in
Commissione Bilancio e dalla stessa approvate.
PANEPINTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo un paio di
battute per renderle anche il compito più semplice di questa ultima
seduta che, chiaramente, si conclude malamente perché dopo giorni e
giorni, francamente, di stare in Commissione bilancio a modificare
partite di bilancio, poste di bilancio, ad immaginare e costruire,
soprattutto per i 13 milioni del Fondo per il precariato, una
copertura finanziaria tale da non essere oggetto di impugnativa del
Commissario dello Stato, chiaramente oggi rende tutto non solo
inutile, ma ci fa sentire assolutamente inefficaci rispetto al
bisogno ed alla disperazione di quel mondo di cui parlava poc'anzi
l'onorevole Gucciardi.
La rinuncia e le disattenzioni complessive del Governo su questo
tema chiaramente apriranno una ferita che riguarderà gli enti
locali e persone in carne ed ossa, quei circa 6 mila precari che
vengono ogni mese retribuiti con un assegno dall'INPS.
Pertanto, qualora ci fosse ancora un briciolo di possibilità, la
prego, signor Presidente, viste anche le difficoltà del Governo che
anzichè occuparsi di problemi, si occupa solo di nomine, di potere
recuperare questa norma, soltanto questa norma, che consentirebbe
agli enti locali di potere arrivare tranquillamente al 31 dicembre
2012 e alle migliaia di persone interessate, ripeto, in carne ed
ossa, di avere garantito questo reddito minimo.
CARONIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che con
enorme amarezza prendo atto che questa Assemblea sta completando
nella maniera peggiore quelli che sono stati questi quattro anni in
cui il Governo, peraltro oggi assente, in questo momento è assente
- e forse è meglio così perché le mie parole nei confronti del
Governo non riusciranno ad essere né garbate, né composte.
Devo dire che questo ultimo balletto al quale il Governo ci ha
sottoposti, tre giorni e tre notti di Commissione bilancio nella
quale sono state proposte coperture finanziarie a temi di estrema
importanza ed urgenza, che sono stati smontati regolarmente perché
a fronte di una proposta che veniva fatta, dopo qualche ora il
Commissario dello Stato dichiarava, a detta dell'assessore Armao,
che non erano delle formule sopportabili e supportabili.
Abbiamo assistito ad un balletto che in qualche modo ci ha visti
protagonisti, perché nel tentativo di aiutare il Governo a trovare
delle coperture finanziarie che potessero dare continuità
lavorativa, per esempio, ai 30 mila precari che rimarranno senza
stipendio nel mese di novembre e dicembre, abbiamo proposto delle
iniziative volte a ridurre alcuni capitoli di spesa che sono stati
lasciati nel capitolo morto regolarmente.
La Conferenza dei Capigruppo è stata oggi per me una delle
esperienze più tristi di questa legislatura. Avere preso atto che
pur essendo di fronte a delle situazioni drammatiche riconosciute
da tutti, perché tutti in questa Aula siamo consapevoli che avere
tagliato i 13 milioni durante quel bilancio, che la maggioranza
fatta dal PD che ha sostenuto fino ad oggi il Governo Lombardo ha
votato, perché noi abbiamo votato un bilancio, o meglio, voi avete
votato un bilancio in cui questi 13 milioni, anzi 15 milioni, sono
stati sottratti proprio in quella occasione e sapevamo benissimo
che queste somme sarebbero state poi quelle necessarie a pagare gli
stipendi.
Io lo dico perchè nonostante oggi ci sia la volontà ora di
ripristinare qualcosa che è stato volontariamente tolto, oggi ci
troviamo di fronte alla impossibilità di trovare, addirittura,
delle somme che non sono sicuramente delle somme astronomiche che
avrebbero consentito quanto meno di dare completezza ad una norma
che noi abbiamo già varato,, quella che porta al 31 dicembre 2012,
il completamento delle attività dei precari dei comuni degli enti
locali siciliani.
Non stiamo parlando di qualche amico dell'onorevole Caronia o
dell'onorevole Maira, ma stiamo parlando di 30 mila famiglie che
rimarranno in una condizione di totale disperazione a causa di una
scelta che questo Governo ha voluto - perché devo dire che è una
scelta voluta - perché non riesco ad immaginare come si possa alla
fine destinare, con quest'ultimo emendamento che viene proposto,
con il quale sul fondo globale vengono messi circa 13 milioni, che
non potevano essere, invece, fondi disponibili. Bene, nel momento
in cui questi fondi avrebbero potuto essere destinati per lo meno a
venire incontro ad alcune delle emergenze - ed abbiamo parlato di
ben cinque emergenze, tutte cinque emergenze di rilievo per la
Regione siciliana - non si sia voluto dare alla fine una soluzione
concreta.
Assessore Armao, la soluzione non la dovevo trovare io, io ho
proposto delle iniziative, abbiamo proposto delle idee, le
soluzioni vanno corroborate alla luce di un percorso che prevede,
anche, di confrontarsi con chi osserva ed ha il compito di
controllare la liceità e la legittimità delle norme che noi
variamo.
Io credo che in quest'Aula già più volte, nostro malgrado, ci
siamo ritrovati delle norme che poi sono state impugnate. Io dico
che se c'era la volontà vera di portare a termine questo percorso,
noi oggi avremmo avuto un emendamento che, peraltro, era già stato
inserito nella legge. Infatti, nel testo originario sono
riscontrabili cinque articoli che parlano di cinque fattispecie
precise che oggi vengono cassate per avere un arido disegno di
legge che reca come denominazione Assestamento . Ma su cosa ci
siamo assestati, sulla disperazione? Ci siamo assestati su questa
conclusione.
Io credo che più tardi il Presidente Lombardo, prima delle sue
dimissioni, dovrebbe chiedere scusa alla Sicilia, oltre che a noi
parlamentari per averci sottoposto a questi devastanti quattro anni
che hanno portato la Sicilia ad essere affamata e disperata come
non mai.
CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che il mio
è un voto contrario all'emendamento presentato dal Governo. Ma è un
voto contrario che io intendo motivare ed anche documentare - non
fosse altro che per lasciare traccia, nelle ultime ore di vita di
questo Parlamento, che passerà alla storia come quello degli
inciuci, dei trasformisti e dei voltagabbana.
Signor Presidente, noi in queste settimane nelle Commissioni di
merito, e quindi anche in Commissione bilancio, pur rivestendo un
ruolo di opposizione a questo Governo, abbiamo dato la grande
disponibilità perché venissero affrontati e risolti non i problemi
della Sicilia, perché quelli grazie al Presidente Lombardo restano
irrisolti, ma per dare soluzione almeno a quelli più drammatici.
Abbiamo ascoltato i rappresentati dei precari siciliani e, quindi,
i sindaci; abbiamo ricevuto ed ascoltato i rappresentanti degli
ASU, altra categoria di sub precari della Sicilia; avete incontrato
i sindaci delle Isole minori che vi hanno rappresentato il rischio
della totale paralisi in caso di interruzione sia dei trasporti, ma
anche dei dissalatori, perché non dimentichiamo che vi saranno
intere aree della Sicilia che non potranno essere approvvigionate
dall'acqua resa potabile. Con evidenti ripercussioni gravissime sia
per l'ordine pubblico che per la salute.
Signor Presidente, io dopo le sue comunicazioni poc'anzi sul
contenuto della nefasta Conferenza dei Capigruppo, l'ultima per
fortuna, mi sarei aspettato dal rappresentante del Governo, il
prof., avv. assessore Armao, una voce per dire: guardate troveremo
una soluzione, ci sforzeremo per garantire la soluzione di queste
emergenze. Non una sola parola dal rappresentate del Governo che,
invece, viene a chiedere di approvare la spending review che non
significa altro in Sicilia che l'azzeramento di posizioni
occupazionali, economiche e sociali che già sono a rischio in
Sicilia.
Signor Presidente, io esprimo il voto contrario non soltanto
all'emendamento, ma il forte rammarico da siciliano e da
parlamentare nel constatare che a poche ore dalle dimissioni del
Presidente della Regione stiamo consegnando una Sicilia disastrata
con una manovra che serve soltanto a scongiurare l'impugnativa del
bilancio e non certamente per risolvere i problemi della Sicilia.
Credo che dovrebbero vergognarsi tutti coloro i quali in questi
anni hanno avallato le scelte di questo Governo. Le avete difese e
avete tacciato chi faceva l'opposizione di strumentalizzare
l'attività del Governo e del Parlamento. Credo che vi dovreste,
politicamente, vergognare.
E vorrei ora che voi scendeste giù da questo Parlamento per
incontrare le centinaia di persone che rappresentano i precari
siciliani che sono qui da ieri sera e che aspettano una
rassicurazione per la certezza del loro futuro. Che cosa gli
direte? Che avete fatto ieri il tentativo per nominare venti
soggetti trombati dalla politica che dovevano diventare merce di
attività clientelare? Cioè, la preoccupazione di Lombardo non era
quella di garantire i trasporti per le Isole minori, di mettere in
moto i dissalatori, di garantire il futuro dei precari, ma di
prendere dodici trombati dalla politica e metterli in posti chiave
di sottogoverno per avere i voti
Signor Presidente, lei è come me siciliano e appassionato, si
faccia carico di un sentimento di sdegno e difenda anche lei gli
interessi di una Sicilia che è stata mortificata, messa in
ginocchio, umiliata, violentata da un Governo che male è partito e
malissimo sta concludendo.
Presidenza del Vicepresidente Formica
CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
prima della pausa richiesta qualche ora fa, alcuni di noi si erano
appellati al Governo perché insieme a noi trovasse una soluzione o,
comunque, una risposta seppur parziale da dare alle categorie di
siciliani, e sono tante, che sono in attesa di capire se, fino alla
fine di quest'anno, riusciranno a percepire uno stipendio,
riusciranno ad ottenere una busta paga oppure no.
Avevamo dimenticato per un attimo, purtroppo, che il Governo
regionale, targato Lombardo, non poteva essere la soluzione del
problema, perché il Governo Lombardo è il problema E quindi, ci
eravamo illusi che almeno in quest'ultimo passaggio, che delineava
la conclusione di questa drammatica esperienza amministrativa e
politica per la Sicilia, ci fosse uno scatto di dignità, perché
parlare di prestigio mi pare troppo e, quindi, si riuscisse a dare
qualche risposta.
Ma d'altronde cosa potevamo attenderci da un Governo che per
quattro anni ha male amministrato, ha disamministrato, da un
Governo e da un Governatore che si è occupato esclusivamente della
pervicace manuale occupazione del potere; di un Governo e di un
Governatore che per quattro anni si sono occupati scientificamente
di posti di governo, di sotto governo, di consulenti e di sprechi;
di un Governo che ha sprecato tutti i fondi europei e che non ha
adottato nessuna misura né per lo sviluppo né per la ripresa
economica della Sicilia; di un Governo che si è intestato false
riforme per altro declamate e mai applicate; infine di un Governo
che per quattro anni ha drammaticamente impedito alla Sicilia di
prendere il via perché in questo Governo, signor Presidente e cari
colleghi, si sono susseguiti qualcosa come 60 assessori regionali e
qualcosa come 50 direttori regionali i quali, poveri loro, non
hanno avuto mai il tempo di iniziare a capire di che cosa avrebbero
dovuti occuparsi, perché prima che ciò accadesse, sono stati
immediatamente rimossi ed assegnati ad altri incarichi.
Ebbene noi ci eravamo illusi che questa volta la dignità residua
di questo Governo potesse dare risposte ai precari, potesse dare
una risposta al trasporto pubblico locale, potesse dare una
risposta ai collegamenti con le Isole, potesse dare una risposta ai
problemi sociali della Sicilia. Ci eravamo illusi.
Signor Presidente, quello invece che è accaduto è che oggi
assistiamo in quest'Aula alle lacrime di coccodrillo di alcuni
amici colleghi del PD e dell'MPA soprattutto, i quali dimenticano
che in Conferenza dei capigruppo c'è stato chi, come il
rappresentante del Gruppo Cantiere Popolare', ha fatto una
battaglia perché certe risposte venissero date ai siciliani, e
dimenticano che proprio da quei banchi e da quei Capigruppo invece
è arrivata una risposta di chiusura assoluta e di blindatura di un
assestamento tecnico che è vergognosa.
Io ho parlato di due partiti, e di un assestamento tecnico che è
vergognoso, solo perché qualcuno ci viene a dire che non c'è la
possibilità di dare risposte, sappiamo che la possibilità c'era,
sappiamo che la volontà di non darle è politica, avremo modo di
spiegarlo presto in questa campagna elettorale perché oggi si
conclude il dramma Lombardo, anzi il psicodramma Lombardo,
rispetto a tutte queste cose; da domani se avremo la forza
soprattutto partendo da coloro che a Lombardo hanno fatto
opposizione ripartiremo per dare risposte alla Sicilia e per
voltare pagina. E' il de profundis del Governo Lombardo e il de
profundis della sua esperienza politica e di governo, spero non sia
il deprofundis per la Sicilia.
CAMPAGNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPAGNA. Grazie signor Presidente, io non farò un comizio e mi
atterrò alle dichiarazioni di voto dicendo subito che mi asterrò su
questo provvedimento.
D'ASERO. Perché ti astieni?
CAMPAGNA. Mi asterrò, mi posso astenere? Io mi astengo e dirò pure
perché mi astengo collega D'Asero. Mi astengo perché io non mi
scandalizzo del fatto che noi stiamo votando, ci accingiamo a
votare un assestamento per il quale non c'è la copertura
finanziaria, non mi scandalizzo per questo, non mi scandalizzo
nemmeno del fatto che la Conferenza dei capigruppo abbia preso
questa decisione; non mi scandalizzo del fatto che il presidente
Cascio abbia comunicato all'Aula le decisioni della Conferenza dei
capigruppo, ma mi scandalizza il fatto che il Governo non dica a
questa Aula, ma soprattutto, non dica ai Siciliani, come intende
affrontare, per cercare di risolvere le tante questioni che i miei
colleghi hanno citato, perché credo che ad un'ora dalle dimissioni
del presidente Lombardo, credo che lui non possa abbandonare in
questo modo, Presidente, credo che lui abbia il dovere di dire, ai
siciliani ed a noi che li rappresentiamo, come intende affrontare
le questioni perché sono questioni importanti, cruciali per i
siciliani. Ecco perché mi asterrò da questo voto.
Allora, Presidente, credo che prima che il presidente Lombardo dia
le sue dimissioni, la invito a riunire di nuovo la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari perché non ci può lasciare così
il Presidente, non può lasciare un Vicepresidente, una Giunta e
un'Assemblea con tutte le questioni irrisolte. Ci dica che non ci
sono le risorse, ci dica che a fine anno i precari sono fuori, ci
dica come stanno le cose, ma lo dica.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, credo che l'appello lanciato qualche istante fa
dall'onorevole Campagna non possa rimanere inascoltato.
Noi stiamo discutendo di questo disegno di legge presentato dal
Governo, il numero 938, su cui bisogna dare un giudizio da qui a
qualche minuto, però, volevo invitare l'assessore Armao, che so
essere persona di grande equilibrio e di grande correttezza
istituzionale, a considerare che abbiamo di fronte un disegno di
legge, il disegno di legge 900, su cui sono concentrate le
aspettative di numerosi siciliani, a cominciare dai precari, ad
alcuni dei quali, in provincia di Siracusa ad esempio, già sono
scaduti i contratti e nel caso in cui non dovessimo approvare il
disegno di legge 900, questi rimarrebbero a casa dall'1 ottobre.
Abbiamo delle aspettative legate, ad esempio, alla vendita degli
immobili delle ASI su cui ci potrebbe essere la possibilità, per la
Regione, di fare cassa; abbiamo le problematiche anche legate ai
cacciatori, al mondo che ruota attorno ai cacciatori, perché anche
lì vi sono migliaia di lavoratori che attendono dei provvedimenti
per quanto riguarda l'apertura della caccia; abbiamo gli artigiani
che bussano alle nostre porte e vorrebbero avere, da questo disegno
di legge, delle risposte chiare e concrete; vi sono i commercianti;
vi sono gli imprenditori; vi è l'Associazione regionale allevatori
che, anche qui, aspetta risposte; abbiamo quasi 200 lavoratori che
rischiano di essere licenziati nel caso in cui non venisse
approvato questo disegno di legge.
Allora, poiché il presidente Lombardo non deve necessariamente
venire alle ore 16.30, abbiamo aspettato per anni, per mesi che
venisse in Aula a ragionare con noi, potremmo fargli l'ennesimo
invito e dirgli di arrivare questa sera verso le 23.30; avremmo la
possibilità, quindi, di esaminare il disegno di legge 900, avremmo
la possibilità di dare risposte concrete ai siciliani.
Vedete, mi rendo conto che viviamo in un momento difficile, da
fine Impero, in un momento in cui ognuno pensa più alla propria
ricandidatura ed alla propria rielezione che agli interessi dei
siciliani, però, questa sera, possiamo fare almeno uno sforzo,
questa sera dobbiamo rimanere in Aula, presidente Formica,
dobbiamo, tutti insieme, cercare di varare un ultimo provvedimento
legislativo che vada incontro, ad esempio, ai lavoratori della
formazione professionale che, altrimenti, rischiano anche loro di
non avere gli stipendi, rischiano di non avere la possibilità di
vivere serenamente come meritano.
E', quindi, un appello che faccio a tutti i Presidenti dei Gruppi
parlamentari, a lei, signor Presidente, all'assessore Armao, per
l'ultima seduta d'Aula, perché di questo si parla.
Cerchiamo di dare uno scatto di dignità. L'orgoglio di essere
rappresentanti di un popolo che ha bisogno di attività legislativa
seria. Dobbiamo farlo. Lo dobbiamo fare per i tanti impegnati e per
i tanti che rischiano di perdere il posto di lavoro e per essere
chiari lo dobbiamo fare per la nostra coscienza. Se qui dentro ci
sono ancora persone che hanno una coscienza e se ci sono ancora qui
dentro persone che credono in ciò che fanno.
PRESIDENTE. Devo chiarire un quesito posto dall'onorevole
Cracolici. Il presidente Cascio ha dato disposizioni perché questi
interenti venissero interpretati come dichiarazioni di voto.
In atto stiamo trattando l'emendamento 2.3.R.
Quindi sono dichiarazioni di voto relative all'emendamento 2.3.R.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Incardona. Ne ha
facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dichiarazione di voto per anticipare il mio voto contrario a questo
provvedimento ed a questo emendamento.
Siamo di fronte all'ennesima inefficienza del presidente Lombardo
e del suo Governo.
Più volte ho manifestato la mia stima personale nei confronti
dell'assessore Armao e la riconfermo. Ma so bene che con il
presidente Lombardo non si può amministrare, non si può governare
perché Lombardo costringe tutti quanti a vivere alla giornata.
Checché ne dicano i pochi amici del MPA che ancora lo sostengono
lealmente, checché ne dica qualcuno che, in quest'Aula, in questi
anni, ci ha fatto sentire tante volte delle manifeste idiozie,
un'arroganza che francamente non avevo mai ascoltato nemmeno nelle
piazze.
Mi è toccato ascoltare qualche volta qui - mi riferisco
all'onorevole Colianni - delle assurdità, delle prese di posizione,
delle arringhe, dei tentativi di arringa, qui in Parlamento, che se
fossero stati pronunciati in un'aula di tribunale avrebbero
certamente prodotto per l'imputato un ulteriore aggravio di pena
perché l'avvocato aveva parlato malissimo. Ma non è stato solo
lui.
Quest'arroganza l'abbiamo vista in diverse occasioni. Ma cari
colleghi e cari governanti che state alla guida di questa Regione
siciliana, ma ci volete dare una proposta, ci volete dare un'idea
su come dobbiamo superare il problema dei precari, su come dobbiamo
garantire il trasporto nelle Isole minori e su come dobbiamo
garantire una serie ulteriore di provvedimenti che sono il minimo
che il Governo oggi dovrebbe fare e proporre?
La verità è che ancora una volta assistiamo, ripeto, all'assoluta
incapacità di governare, di amministrare di Lombardo e di tutti
coloro che, in questi anni, lo hanno sostenuto con arroganza.
E' vero, onorevole Colianni, le devo rispondere per fatto
personale. Ieri lei mi ha detto che mi ha fatto fare l'assessore.
L'Assessore me lo ha fatto fare il mio partito e me lo hanno fatto
fare i miei elettori. E, quindi, non è vero nemmeno ciò che lei ha
detto, comunque mi fa piacere che lei si ricordi, ogni volta, nel
suo intervento di citare la mia esperienza di Assessore perché,
francamente, mi ricordo di un Colianni che ero già parlamentare, mi
ricordo di un Colianni assessore, ma non mi ricordo se fosse lui,
francamente, perché è rimasto anonimo tutto il tempo ed in Aula si
vedeva molto poco.
Cari amici che sostenete ancora Lombardo, mentre siete ancora in
tempo, passate dall'altra parte, lasciatelo nella sua amorevole
solitudine, come lui d'altra parte ama fare, tenuto conto che non
ascolta se non per, poi, fare in modo di ribaltare tutto ciò che
gli viene detto, non ascolta nessuno, interviene su ogni cosa, sul
condominio, interviene sempre sulle nomine, ma non si occupa dei
problemi veri dei siciliani, non si occupa dei precari, non si
occupa dell'artigianato, della pesca, dell'agricoltura. Una Sicilia
distrutta, una Sicilia dilaniata: questo è quello che Lombardo oggi
ci consegna.
Quindi, per cortesia, signor Presidente, facciamo presto,
convochiamo qui Lombardo di corsa e ascoltiamolo per le sue
dimissioni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Colianni. Ne ha
facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo che non è
piacevole sentire questa sorta di attacco compulsivo e di
atteggiamento denigratorio da parte di un parlamentare in
quest'Aula. La mancanza di rispetto nei confronti di colleghi, al
di fuori della politica, mi sembra un modo veramente becero di
affrontare il proprio impegno parlamentare.
Vorrei ricordare a coloro i quali si macchiano di tali improperi
che, probabilmente, dovrebbero ricordare il loro operato, quando
erano assessori alla formazione ed avendo, sotto gli occhi di
tutti, verificato cosa sta succedendo e cos'è successo al tempo in
cui chi mi ha preceduto era assessore al ramo e soltanto dopo
qualcuno, con molto impegno e molto giudizio, ha portato avanti una
legge che ha consentito a questa Regione di fare una legge epocale
per la formazione. Sicuramente, non è appartenuto a chi mi ha
preceduto in questo podio e vorrei dire anche che le modalità con
le quali si esprime il proprio parere rasentano livelli di
disorientamento politico perché non si può essere così ossessivi e
così fobici, dando così grande importanza, costantemente e sempre,
ad un nemico dichiarato che è Lombardo.
Vorrei ricordare a questi amici che parlano sempre contro Lombardo
che fanno un grande favore a Lombardo perché, vedete, il brutto è
quando non si marca la personalità di un uomo; un uomo che ha
cambiato questa Sicilia.
Ognuno potrà esprimere il proprio giudizio che ha condiviso con
tanti di questa politica siciliana un coinvolgimento in azioni
forti e significative che saranno giudicate dalla gente e sarà la
gente che, finalmente, farà vedere quali grandi risultati avranno
coloro i quali sono stati a fianco di Lombardo e, poi, lo hanno
tradito, tradendo i siciliani.
CORDARO. Chiedilo a quelli che stanno qua fuori
COLIANNI. Finalmente, la gente che è qua fuori dovrebbe andare a
dirgli non soltanto che cosa avete fatto ieri, ma vorrei dire ai
Presidenti dei Gruppi parlamentari - e lo dico per la verità in
ossequio all'intelligenza ed a quella famosa consapevolezza che
qualcuno ieri ha voluto ricordarci -, che avrei voluto che, oggi,
dopo la riunione che c'è stata in Presidenza, fossero venuti qui a
dirci qual è stata la posizione di ciascun Gruppo politico, invece
di parlare a ranghi sparsi e dire ciascuno ciò che pensa a titolo
personale.
Si abbia il coraggio, di fronte ai siciliani, di dire con estrema
chiarezza per quale ragione il Fondo unico si lascia Fondo unico;
si venga qui a dire, perché c'è stata una riunione in Presidenza
con tutti i Gruppi politici e con tutti i parlamentari che
rappresentano i gruppi, e poi qui non sento parlare i Presidenti
dei Gruppi parlamentari per dirci quale è stata la loro posizione
perché questo Parlamento, è bene che i siciliani lo sappiano,
avrebbe potuto autonomamente determinarsi ed avrebbe potuto
spiegare alla gente, e lo farà per le strade, per quale ragione,
oggi, i cacciatori non potranno andare a cacciare e per quale
ragione cinque milioni di euro non dovranno entrare nelle casse
della Regione. Dovremmo andare a spiegare alla gente perché questo
Parlamento e non solo il Governo, questo Parlamento, oggi decide e
ha ragione il
CORDARO. Il Governo
COLIANNI. mio amico Vinciullo quando dice: se abbiamo il
coraggio e la forza di essere parlamentari veri stiamo qui a
discutere ed a parlare e gli amici Cracolici, gli amici che sono i
capigruppo di questo Parlamento vengano qui e ci vengano a
raccontare .
CORDARO. Chiedilo al tuo capogruppo
COLIANNI. per quale ragione c'è stata prima la riunione e, poi,
siete venuti con questo risultato, perché se il problema riguardava
il Governo non c'era bisogno di fare alcuna riunione di capigruppo
ed ognuno si assuma la responsabilità di ciò che ha fatto e di ciò
che ha detto.
E allora, vedete, il giudizio rispetto al governo Lombardo lo darà
la gente grazie a Dio e non lo darete voi in questa Aula.
Per quanto riguarda poi le elucubrazioni che ho sentito ed il
disorientamento di chi parla senza sapere quello che dice, non
voglio nemmeno rispondere perché la gente ci guarda, ci osserva e,
grazie a Dio, sa giudicare il compito ed il lavoro di ciascun
parlamentare in questa Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Apprendi. Ne ha
facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io mi voglio
dissociare da questo atto di autolesionismo politico che sta
avvenendo in questa Aula.
Ora, parlando anche con il mio capogruppo, mi ha rappresentato,
giustamente, alcune perplessità rispetto ad alcune cose che si
nascondono dietro alcuni provvedimenti che, nel tempo, sono stati
fatti, perché alcuni parlamentari che, qui, hanno parlato, hanno
dimenticato di essere stati complici della mala politica in Sicilia
perché ciò che si è consumato in questi anni non è il frutto
soltanto di un'elaborazione dell'ultimo tempo, è il frutto di
almeno vent'anni di cattiva politica e cattiva amministrazione.
Qui, ci sono precari che sono in questo status da oltre vent'anni
e se qualcuno li ha tenuti in questo stato di precariato lo ha
fatto per poterli ricattare in ogni campagna elettorale. E credo
che molti di quelli che hanno parlato ne hanno condiviso la
responsabilità.
Oggi, credo che concludiamo male questa legislatura perché almeno
su tre punti il Governo, ma io dico il Parlamento, non solo il
Governo, il Parlamento, doveva spendersi e spendersi seriamente
perché ci sono le persone non ci sono i finanziamenti a pioggia,
non ci sono i regali dati agli amici degli amici e questi tre punti
sono: i precari, i dissalatori e le navi che portano i passeggeri
da e per le Isole.
Su queste tre cose non possiamo transigere. E quello che è
assordante è il silenzio di questo Governo che non dice una parola
L'Assessore, come ho detto ieri sera, è riuscito a sorprenderci
con effetti speciali. L'ho detto ieri sera, era una battuta, ma
adesso devo dire che ha confermato questo, Assessore, perché dietro
ogni provvedimento, lei lo sa meglio di me, ci sono le persone e,
allora, c'è una stagione per tutto. C'è stata la stagione del
Bengodi dove nelle amministrazioni in questi vent'anni, proprio per
dare a Cesare quel che è di Cesare, sono stati fatti regali a
parecchie categorie di questa Regione, ma quella di adesso è
un'emergenza dalla quale non possiamo uscire, Assessore.
Non possiamo, oggi, chiudere la porta a queste tre cose di cui le
ho parlato, perché è grave che noi - dico noi perché non mi voglio
tirare indietro rispetto alle mie responsabilità -, noi, il
Parlamento e voi, oggi, chiudiamo questa giornata senza dare una
risposta adeguata a questi tre argomenti che ho citato.
Io credo che passando alla storia con questi provvedimenti di oggi
faremo una figura che neanche quell'Italia che, solitamente, ci
critica ci potrà perdonare, quell'Italia che ci ha minacciato il
Commissariamento, quell'Italia dei mass media che continuamente
parlano male della Regione, non accetteranno questi tre
provvedimenti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maira. Ne ha
facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come già precisato
in precedenza, con questi interventi dichiariamo il voto non
soltanto per gli emendamenti ma, per brevità dei lavori, anche in
ordine al disegno di legge.
Per potere capire la posizione del Gruppo PID - Cantieri Popolari
- che anticipo essere quella del non voto - vorrei precisare che,
diversamente da ciò che ha detto il presidente Cascio in apertura
dei lavori, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
non ha deciso di procedere ad un assestamento tecnico.
Credo che questa decisione sia soltanto del presidente Cascio e
dell'onorevole Cracolici, perché, se non ho cattivi ricordi, tutti
i Presidenti dei Gruppi presenti in Conferenza hanno sostenuto
esattamente il contrario: che bisognava dare copertura almeno a
quattro problemi
CRACOLICI. Lei è un vigliacco
COLIANNI. Ditecele le cose.
MAIRA. Io? Ma proprio per niente. Lei non riesce a rassegnarsi che
ha perso il ruolo di mosca cocchiere di quest'Aula, caro onorevole
Cracolici.
CRACOLICI. Vigliacco, di scarso livello
MAIRA. Ma proprio per niente, ho anche anticipato in Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che ne avrei fatto oggetto
di intervento in Aula, in campagna elettorale e, comunque, al di là
di quello che maldestramente ed in maniera offensiva e inutile
CRACOLICI. Lo dico proprio per offenderla
Presidenza del presidente Cascio
MAIRA. Onorevole Cracolici, le sue offese per me diventano onore,
perché con lei non ho nulla da spartire, per essere chiaro. E,
comunque, il nostro voto non ci sarà perché riteniamo che sia
immorale, soprattutto, quando questa decisione proviene da chi,
come l'onorevole Cracolici, ha fatto e disfatto ciò che ha voluto
in questi ultimi tre anni trovando acquiescente un'Aula che
acriticamente gli è andata dietro, tranne noi.
Ritengo che sia amorale ed ingiusto lasciare senza copertura il
fondo dei precari, così come è un danno per la Sicilia non trovare
copertura per il trasporto su gomma ed il trasporto per le Isole
minori.
Ed allora, siccome, in questi ultimi giorni, c'è stata un'altalena
di coperture e di scoperture nel senso che il Governo non ci ha
chiarito le idee su ciò che intendeva fare e soltanto in Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari si è scoperto, non soltanto
che non c'è la copertura, ma addirittura che, di qua a fine anno,
non si potranno pagare miliardi di debiti della Regione altrimenti
affonderemo il Patto di stabilità, questa è la riprova che
contrariamente a ciò che si è cercato di contrabbandare, questa
Regione è in stato pre-fallimentare, se non fallimentare.
Ecco perché, noi non daremo il nostro voto a questo disegno di
legge; chi ha delle responsabilità politiche e morali di ciò che è
successo in questi quattro anni se le assuma votandolo. Dubito che
avranno il coraggio di dare espressamente un voto favorevole perché
ci sarà lo scappa-scappa' delle astensioni e del voto contrario.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Per fatto personale
CRACOLICI. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è la seconda
volta in vita mia che sono parlamentare che chiedo la parola per
fatto personale. Lo faccio perché in politica si può accettare
tutto, si può accettare lo scontro, si può accettare la demagogia,
si può accettare il tentativo di utilizzare questa tribuna come un
luogo dove poter dire una cosa sapendo di pensarne o comunque
dovendo prendere atto che la situazione è diversa da quella che si
prova a raccontare.
Ma provare a raccontare le cose, attribuendo a delle persone la
responsabilità di scelte che un parlamentare di media competenza
parlamentare sa bene che le cose di cui stiamo parlando sono cose
per le quali non ci sono, al momento, alternative, è un atto di
vigliaccheria e di falsità dell'azione dell'attività di
parlamentare.
Lei ha convocato una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari dove c'è stata prospettata una cosa che per la verità
già in parte conoscevamo, che sulla base di esigenze cosiddette
urgenti, c'è un fabbisogno, ad oggi, di richieste che riguarda
circa 43 milioni di euro del bilancio della Regione. Questi 43
milioni di euro sono tutti fondi per spesa corrente. Sulla base,
anche qui, dei dati portati all'esame delle valutazioni prima della
Commissione Bilancio, tant'è che la Commissione Bilancio non aveva
dato copertura alle diverse richieste che erano state presentate e,
poi, di un ulteriore approfondimento sulla base delle coperture che
erano state in parte date dalla Commissione Bilancio ma che, poi,
si è accertato che non potevano essere coerenti con le regole della
contabilità, si è acclarato che la possibilità totale di fondi a
disposizione per dare coperture non andavano oltre i tredici
milioni di euro. Quindi, a fronte di 43 milioni ci sono circa 13
milioni di possibili risorse. Quando dico possibili' lo dico col
senso di responsabilità che attiene ad un parlamentare che ama la
Sicilia e che non fa finta di indignarsi quando qualcuno dice che
la Sicilia è in default e poi lavorare per il default, quando dico
tredici milioni e quando dico possibili intendo dire che sono
somme che in realtà non sono nella nostra disponibilità, perché è
chiaro e lo sappiamo tutti che il bilancio della Regione è in
stato di reale sofferenza avendo entrate, ad oggi, minori di quelle
che sono potenzialmente iscritte al bilancio di previsione.
Tutti noi, non io e il Presidente Cascio, ma io, il Presidente
Cascio e la Conferenza dei Capigruppo che pur discutendo e
manifestando punti di vista diversi, alla fine hanno acquisito un
dato comune: ad oggi, qualunque manovra, se non la mera chiusura
del disavanzo, avrebbe una condizione che qualunque scelta facciamo
produciamo un danno rispetto alle aspettative.
Tanto più, lo ricordo a me stesso e all'Aula, lo dico anche al
collega Colianni, che per la prima vota noi siamo chiamati a fare
un assestamento tecnico, per la prima volta nella storia del
Parlamento, che io sappia, a seguito dell'approvazione di un
rendiconto con un disavanzo accertato di due milioni e trecento
mila euro.
Quindi, oggi noi stiamo facendo l'assestamento perché dobbiamo
innanzitutto coprire il disavanzo perché se non copriamo il
disavanzo anche quel mutuo che abbiamo avuto autorizzato, pur
minimale, con il bilancio di previsione, non consentirà di essere
accesso e quindi di non avere neanche nelle casse della Regione
quella liquidità necessaria per poter pagare la spesa ordinaria
attraverso la liquidità proveniente da questo mutuo.
Quindi, il disavanzo è la priorità delle priorità E, quindi, è la
prima volta che noi oggi approviamo con il rendiconto un
assestamento. Non abbiamo, almeno negli ultimi tre anni, fatto
nessuna manovra di assestamento e sicuramente non lo abbiamo fatto
mai a luglio Non abbiamo mai fatto a luglio una manovra di
assestamento. Si rende oggi urgente e necessario per il fatto che
stiamo andando verso la chiusura della legislatura. Ma l'anno
solare non finisce con la chiusura della legislatura perché è
prevedibile che il nuovo Parlamento e il nuovo Governo a metà
novembre siano nel pieno delle loro funzioni istituzionali.
Qualunque esso sarà
Cosa avviene, ed è la ragione per la quale la Conferenza dei
Capigruppo, a mio avviso con un atto di responsabilità, ha preso
atto che è necessario dare copertura al disavanzo e
contemporaneamente, rispetto a quei tredici milioni di euro o
circa che erano stati individuati, li sta accantonando, in un fondo
per consentire al Parlamento e alla Giunta che arriveranno di dare
copertura alle emergenze Dire tutto questo come se qui ci fossero
degli avidi, degli ignavi, delle persone irresponsabili, rispetto
all'azione amministrativa, è un atto di codardia e di
vigliaccheria. Ecco perché, signor Presidente, mi rimetto alle
decisioni che assumerà il Parlamento, come ho sempre fatto, ma
certamente non mi nascondo rispetto alle decisioni assunte dalla
Conferenza dei Capigruppo visto che anche i miei colleghi di gruppo
si sono iscritti a parlare, hanno detto la loro opinione, capisco
che siamo a fine legislatura e ognuno ritiene di dover manifestare
il proprio punto di vista a prescindere, però io ho il dovere di
dire la verità, l'ho sempre fatto, non mi tiro indietro e non mi
tirerò indietro certamente l'ultimo giorno
COLIANNI. Non sono ubriachi quei colleghi che dicono quelle cose
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se non erro
eravamo alle dichiarazioni di voto sull'emendamento 2.3.R. Siccome
le dichiarazioni di voto si sono prolungate con iscritti a parlare,
ci sono circa 20 colleghi, hanno prodotto già due subemendamenti.
Se noi non mettiamo delle regole, noi possiamo arrivare da qui a
stasera, considerato che i subemendamenti che sono stati apportati
stravolgono, torniamo cioè di nuovo indietro, torniamo che la
proposta della Conferenza dei Capigruppo, a maggioranza o
all'unanimità, io ancora non l'ho capito, poco importa, non vale
nulla, viene stravolta dai subemendamenti.
Quindi, mettiamoci d'accordo, se si possono presentare
subemendamenti per stravolgere daccapo questo assestamento di
bilancio, bene, significa che ne presentiamo altri cinquanta, se
invece l'accordo è 2.3.R, cum grano salis, all'onorevole Cracolici
ogni volta gli danno la possibilità di fare le lezioni da questo
pulpito, anche se non ce n'è bisogno perché tutti quanti conoscono
le cose che sono successe, quello che c'è in cassa, o meglio quello
che non c'è, che cosa dobbiamo fare, però gli danno l'occasione, e
lui fai bene a svolgere la lezione per chi ancora ritiene che
dobbiamo apprendere da qualcun altro.
Allora, rispetto a questo, signor Presidente, ci atteniamo alla
Conferenza dei Capigruppo o siamo sciolti? Perché se siamo sciolti,
e per questo intervengo sull'ordine dei lavori, benissimo, ognuno
riterrà di fare quello che vuole. C'è un emendamento, presentato
dalla Commissione, come ha detto l'onorevole Cracolici, che
permette di indirizzare le risorse in un accantonamento di,
chiamiamolo, fondo di riserva, per altro è il .99 quindi ci sarà
possibilità nel corso della straordinarietà che interviene anche
l'Assemblea o con provvedimenti amministrativi il Governo su fatti
straordinari.
Quindi, signor Presidente, dobbiamo metterci d'accordo, perché se
non ci mettiamo d'accordo non riesco a capire di che cosa stiamo
parlando. Parliamo di un emendamento che ha una linea e ci sono
subemendamenti con cui torniamo indietro al testo. Dobbiamo sapere
di che cosa stiamo parlando
PRESIDENTE. Non sono stati ancora dichiarati ammissibili quegli
emendamenti, onorevole Mancuso, li hanno presentati, non posso
precludere il diritto alla presentazione.
Rimane, ovviamente, la discussione sull'emendamento 2.3R, che è
l'emendamento presentato dalla Commissione.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
938/A
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Adamo. Ne ha facoltà
ADAMO. Signor Presidente, le critiche e l'indignazione degli
interventi di molti colleghi sono comprensibili perché tutti noi
eravamo convinti in queste settimane di lavorare alla soluzione di
alcuni problemi. Questa era la convinzione. Il problema è che
andando in Conferenza dei Capigruppo tutti i Capigruppo hanno
dovuto constatare che non c'erano né i soldi né le procedure
tecnicamente corrette per poter rispondere a queste emergenze.
E questo, caro onorevole Colianni, lei non vuole assolutamente
capire. Esattamente così.
COLIANNI. Tredici milioni di euro
ADAMO. Quindi, da questo punto di vista la Conferenza dei
Capigruppo ha dovuto capire una cosa che, probabilmente, i
siciliani comunque hanno capito da tempo, e che se vogliamo
trasporti, se vogliamo aiutare tutti coloro che lavorano e non
vogliono perdere il loro lavoro, se vogliamo sostenere le piccole
isole, se vogliamo salvare i precari, dobbiamo avere un Governo
capace di governare, assessori capaci di fare il loro mestiere,
tecnici, non tecnici-assessori o assessori-tecnici perché non credo
che esistano, tutti gli Assessori secondo me sono politici, ma per
tecnici intendendo dirigenti della Regione capaci di portare avanti
le pratiche.
Nella Conferenza dei Capigruppo si è visto che tutto questo non
c'è. Non è stata istruita nessuna pratica correttamente, la stessa
questione della caccia di cui si è tanto parlato, si è impiegato un
anno, l'Assessorato Territorio che avrebbe dovuto fare tutta una
serie di cose, non avendole fatte questo provvedimento verrà
impugnato nuovamente.
Allora, la Conferenza dei Capigruppo, non mi ricordo se
all'unanimità o a maggioranza, ha sensatamente pensato che non
dovevamo fare un'ennesima buffonata e quindi l'unica cosa sensata
che si poteva fare era un accantonamento per utilizzare
correttamente i fondi. Così c'è sembrato che tutti si siano
espressi in questo senso. Poi, il fatto che ognuno vuole cominciare
ad anticipare la campagna elettorale venendo qui a fare un
personalissimo comizio, lo possiamo pure capire, ma i cittadini
sono in grado di seguirci e di capirci.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io credo
che questa Assemblea stia chiudendo nel peggiore dei modi e credo
che chiuda nel peggiore dei modi perché di fronte al problema
stiamo gettando l'acqua sporca col bambino .
E' vero che c'è stato un pronunciamento della Conferenza dei
Capigruppo, è vero che i Capigruppo, io dico hanno fatto più o
meno una scelta che era quella che dinanzi agli interessi
contrapposti, che poi erano appena 4-5 emergenze di decidere di non
fare niente, di ammazzare tutti, di non lasciare in campo nessun
superstite. Non sopravvivrà il trasporto pubblico locale, non
sopravvivranno i trasporti marittimi, non sopravvivranno i precari
e quando parliamo dei precari degli enti locali vorrei ricordare
che sono gli ASU con 600 euro al mese, non al giorno, al mese
Questo lo dobbiamo dire con chiarezza, signor Presidente, non
parliamo poi dell'AST, non parliamo dei dissalatori, ma solo queste
due emergenze che sono entrate, giustamente qualche collega
parlamentare ha detto, successivamente, erano tre sole le esigenze,
le emergenze che questo Parlamento, non oggi, a mezz'ora venti
minuti dalla conclusione anticipata di questa legislatura avrebbe
dovuto approvare.
Il Governo, l'assessore Armao queste cose, la sua proposta
l'avrebbe dovuta portare in Aula già nelle settimane, nei mesi
scorsi e, oggi, nel momento in cui il Governo non è riuscito a
darci una proposta concreta con una maggioranza coesa se ne deve
assumere la responsabilità perché a me non va l'idea che siamo
tutti la stessa cosa Qua c'è gente che per quattro anni ha fatto
opposizione in verticale senza avere mai nulla, mai una nomina, mai
aver chiesto alcunché e mai avere fatto traccheggi' con questa o
con quell'altra persona.
Lo dobbiamo dire in maniera molto chiara, dopo un anno siamo stati
collocati all'opposizione e in maniera dignitosa stiamo rimanendo
sino alla fine, poi vedremo quello che succede perché qua non si
può parlare di alleanze, perchè qua io dico che c'è chi per tre
anni, onorevole Cracolici, siete stati al Governo, avete concordato
tutto, ci avete messo ai margini e oggi volete mettere ai margini
la Sicilia
Questo è il risultato del Governo sostenuto dal partito
democratico Piaccia o non piaccia onorevole Cracolici. Questa è la
risultanza E sono i risultati di questo Governo con l'appoggio
concreto, onorevole Lupo, del suo partito.
Allora, ecco, perché mi sono premurato, assieme ad altri colleghi,
di presentare, non in difformità della Conferenza dei Capigruppo,
perché io devo capire da chi sono rappresentato, onorevole
Campagna. Il mio Capogruppo dice, con tutto il rispetto per lui,
che aderisce ad un altro partito ma rimane Capogruppo e io non mi
sento rappresentato in Conferenza dei Capigruppo. Con tutto il
rispetto Fermo restando che, attenzione, non dobbiamo scaricare
perché è facile scaricare ad altri la propria responsabilità; il
Governo doveva venire stasera a darci una soluzione, e la soluzione
la proponiamo, io sostengo l'emendamento 2.3R.2 che significa
salvare innanzitutto i precari e il trasporto marittimo perché è
una scelta un Parlamento la deve fare, la scelta è discrezionale e
politica, quando si dice fare politica si dice anche fare una
scelta.
Se questo Parlamento non riuscirà a fare una scelta, allora è un
Parlamento pavido, ma è tutto il Parlamento, ma non con me
compreso, perché io ho proposto un emendamento, mi è stato
sottoscritto anche da altri colleghi parlamentari, ritengo che
possiamo approvarlo, c'è la copertura finanziaria, cerchiamo di
garantire il trasporto marittimo, da un lato, e dall'altro lato i
precari e impegniamo con ordini del giorno il signor assessore e il
Governo a pronunciarsi sul trasporto pubblico locale perché non è
possibile mettere sulla strada centinaia di operatori e privare la
Regione di decine e decine di tratte gestite dell'Azienda trasporti
siciliana e da parte delle altre compagnie di trasporto perché così
facendo e, ho concluso, pensiamo di diminuire, di alleggerire il
bilancio regionale, ma aumentiamo i costi sociali. Molta gente che
viaggia con il trasporto pubblico locale si troverà in ginocchio,
si troverà dinanzi ad un disastro e quel disastro lo avrà
determinato, non sicuramente chi oggi parla, ma chi sino ad oggi è
stato al Governo ed ha avuto la discrezionalità, altro che scelte
onorevole Maira, non si possono imputare ad altri gli sbagli che
sono stati perpretati per quattro anni.
Se ne assumano le responsabilità e su questo, sul mio emendamento
e sull'altro emendamento da me firmato, chiedo che si esprima
l'Aula per capire chi è a favore e chi è contro.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che ci sono ancora dieci
iscritti a parlare, io chiuderei, pertanto, le iscrizioni. Gli
onorevoli Dina, Lentini, Beninati, Bufardeci, Corona, Marrocco,
Cimino, Leontini, Ruggirello, D'Agostino e Mancuso.
Se può servire anche all'elaborazione delle dichiarazioni di voto,
vorrei esplicitare ancora di più l'esito della Conferenza dei
Capigruppo. Non c'è stato in Conferenza dei Capigruppo chi si è
appassionato alla risoluzione dei problemi siciliani e chi invece
ha fatto finta che non vi fossero questi problemi.
Erano stati individuati dalla Commissione Bilancio, nei giorni
scorsi, alcune emergenze, chiamiamole, della Sicilia oltre a dovere
ricoprire il disavanzo di due milioni e mezzo. Queste emergenze
erano state individuate nel trasporto pubblico locale, nelle
cosiddette navi RO. RO che fanno il servizio di collegamento con le
Isole minori, nei dissalatori, nei precari e nell'azienda siciliana
trasporti.
Queste esigenze avevano necessità di una copertura finanziaria di
43 milioni di euro. Di questi 43 milioni di euro, 30 non sono stati
recuperati; di questi 13 recuperati - anche su questi 13 la
copertura era assolutamente virtuale, nel senso che non c'era
nessuna garanzia che queste coperture avrebbero poi superato, come
dire, lo scoglio dell'Ufficio del Commissario dello Stato - erano
coperture, mi permetto di dire, virtuali, per evitare di
addentrarmi ancora di più nel tecnicismo. Per cui la decisione
presa dalla Conferenza dei Capigruppo, responsabilmente, era quella
di evitare, diciamo, nell'ultima seduta d'Aula, di venire qui, fare
ognuno il comizio per la campagna elettorale avendo ben chiaro, da
una riunione fatta con i capigruppo, il Presidente di Commissione e
tutti i tecnici del dipartimento dell'economia e dell'Assemblea
regionale siciliana che non c'erano le condizioni finanziarie e
politiche per andare avanti, per cui si è scelto di fare un
assestamento di bilancio tecnico che andasse a ricoprire il
disavanzo di 2 milioni e quattrocentomila euro per potere appunto
dare seguito al giudizio di parifica della Corte di Conti.
Non è stata una scelta di fuggire dalle responsabilità, è stata
una scelta consapevole, onesta, mi permetto di dire, perché tutti
siamo bravi a dire che vogliamo risolvere il problema dei precari,
tutti siamo ovviamente bravi a dire che vogliamo risolvere il
problema dei siciliani, a cominciare da quello dei precari, a
nessuno fa piacere non potere intervenire, ma le condizioni
finanziarie in questo momento non ci hanno permesso di operare.
Per cui scaricare su altri non è una cosa onesta intellettualmente.
Mi permetto di ripeterlo, perché la decisione di produrre questo
emendamento, che a tutti noi in qualche modo quando abbiamo
sottoscritto ovviamente obtorto collo per evitare di venire qui a
fare queste dichiarazioni di voto che sono un inizio di campagna
elettorale, che se comincia così non comincia nei migliore dei
modi.
Questo mi permetto di dire, per cui vi volevo suggerire di
abbassare i toni e cercare di chiudere prima possibile perché non è
la strada che porta dalla parte giusta. Onorevole Dina, cominci
lei, vediamo se riusciamo in questo, e se qualcuno volesse
ritirare la propria dichiarazione di voto, naturalmente sarebbe ben
accetto dalla Presidenza.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il suo ultimo
intervento getta sicuramente un raggio di luce sul senso di
quest'ultima Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari,
perché questo Parlamento deve porsi il problema se questa è stata
un Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari che si è
inspirata ad un alto senso di responsabilità, ovvero si è
inspirata, è stata così travolta dall'ignavia, dalla viltà, dalla
insensibilità.
Io propendo per la prima soluzione, che le scelte responsabili
sono sempre le più difficili, le più amare, le più difficili da far
capire agli altri, soprattutto ai destinatari di quei provvedimenti
che sono divenuti emergenziali, e dico questo perché l'emergenza
può nascere sicuramente da eventi nuovi ed imprevedibili ma può
nascere, anche, da errori di valutazione, da difetti di
programmazione, di incapacità di intravedere un percorso che
cammini su basi solide, sulle basi contabili concrete e non già sui
sogni o sul tentativo di allontanare i problemi.
Allora, io intendo così dividere il mio ragionamento su un
aspetto, una cosa è l'assestamento tecnico, che è tale che è stato
sempre tale e, quindi, il prendere atto del disavanzo, del coprire
il disavanzo per consentire al Governo di stipulare i mutui
necessari diventa un fatto importante, imprescindibile ma che non
può richiedere il voto di tutti, anche perché è conseguenza di
qualcosa che è stato, di un bilancio che è stato votato da una
maggioranza, da scelte fatte in un determinato contesto politico e
storico-istituzionale della nostra Regione.
Ora, sull'emendamento tecnico siamo stati quasi tutti obbligati ad
accettarlo in quanto tale; su quell'emendamento si sono innestate
esigenze emergenziali, non impervenute', e, quindi, una
minivariazione di bilancio era stata pensata per far fronte ad una
previsione errata per quanto riguarda il fondo unico del
precariato, per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, per
quanto attiene i trasporti marittimi con le Isole minori, per non
parlare poi dei dissalatori che è un'altra emergenza intervenuta
nell'immediato.
Bisogna, però, avere la capacità di guardare dietro e di guardare
quello che è stato fatto, un bilancio che è stato affastellato, che
non è stato depurato dagli sprechi, un bilancio che necessitava,
sicuramente, di un Governo attento all'esigenze della nostra
Sicilia che non sono esigenze di sola sopravvivenza, sono esigenze
di prospettiva, sono esigenze di costruire un percorso che
comporterà tanti sacrifici e sono questi i demeriti di questo
Governo: l'incapacità di aver saputo programmare.
Ed, oggi, scontiamo questo effetto, scontiamo questa incapacità e
siamo alla fine tragica di un percorso dove le istituzioni sono
state piegate alle esigenze clientelari, ad un Presidente che
continua, mi dicono, a fare nomine.
E allora, oggi, è prevalso il senso di responsabilità.
Io mi sento di difendere, con tutte le mie forze, quello che è
stato fatto nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, da parte di tutti i Presidenti dei Gruppi
parlamentari, perché non si può prendere in giro l'aspettativa
della gente, non si possono costruire copertura che, poi,
impatteranno con il giudizio del Commissario dello Stato che,
diciamocelo chiaro, ha cambiato orientamento e ha cambiato
filosofia e lo fa a ragione veduta perché il bilancio non è dei
migliori, è un bilancio a rischio.
Il Commissario dello Stato ha richiesto non coperture finanziarie
esclusive, ma ha preteso tagli alla spesa per coprire le nuove
spese e, quindi, le emergenze di cui parliamo.
Allora, offrire a chi aspetta una risposta temporanea che durerà
dall'oggi al domani, quando il Commissario dello Stato rileverà che
le poste in bilancio non sono adeguate, è solo un tentativo di
prendere in giro chi aspetta seriamente una soluzione al problema.
E la soluzione al problema dovrà venire, se la intesterà il nuovo
Governo, se la intesterà una nuova maggioranza che dovrà tenere
conto sicuramente di una revisione della spesa che dovrà porre in
essere in maniera attenta e non estemporanea, così come ci viene
richiesta, indagando e studiando nelle pieghe del bilancio tutti
gli sprechi che ci sono e per potere reperire in quelle pieghe
quelle somme indispensabili, quindi, vero taglio delle spese per
potere coprire queste emergenze che stanno a cuore a tutti noi.
Nessuno di noi può dire di non avere a cuore i precari, di non
avere a cuore il trasporto pubblico locale che sta sicuramente
creando problemi occupazionali, ma anche problemi di vita sociale.
Ci sono tanti pendolari, lavoratori e studenti che non potranno
avere garantita la propria attività.
Allora, sono convinto che la demagogia e i comizi non servono più,
serve un nuovo corso di rigore, di responsabilità e di serietà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Patto di
stabilità è nato già da un po' di tempo. Io imputo le
responsabilità al Governo perché i precari non sono nati ieri,
signor Presidente, i precari ci sono da vent'anni. Un governo
attento, un governo che doveva, fin dall'inizio, mettere mano alle
stabilizzazioni, a rendere utile questo percorso, un percorso
virtuoso, doveva impegnarsi fin dal primo momento.
Oggi è facile, all'ultimo giorno di legislatura, dare la colpa a
chicchessia. Da tantissimi anni esistono i precari, da vent'anni,
certo le colpe non sono solo di questo Governo, ma questo Governo
ha contribuito a non mettere fine a questo problema annoso.
In qualità di presidente della Commissione lavoro', ho contato
sessantamila precari presenti in Sicilia che sono veramente una
risorsa immensa, immane, la cui spesa in nessun'altra regione
d'Italia potrebbe essere sostenuta.
E' stata adottata una politica, sin dagli anni scorsi, in malafede
condizionando un popolo a votare nelle campagne elettorali affinché
il chicchessia, deputato o responsabile di un determinato partito
portasse avanti una politica sbagliata facendo eleggere deputati, a
mio avviso, oltre che inadempienti anche senza onore, perché la
responsabilità che si ha quando si prende in giro la gente è tanta.
Ci sono tanti modi per fare politica. Ogni persona si può
impegnare in qualsiasi momento, in qualsiasi cosa per portare
veramente un contributo fattivo alla comunità.
Per quarantatre milioni di euro non possiamo chiudere questo
bilancio e chiudere le priorità fino a dicembre del 2012. Peccato
Avrei proposto un taglio, anche minimo, sofferto, anche perché nei
mesi scorsi è stato fatto alla ex Tabella H. Tagliare ancora
qualcosa e lasciare solo esclusivamente quegli enti che si occupano
realmente di problemi sanitari e sociali.
Questa è una piccola risorsa che inserita in un contesto, e
ringrazio i miei colleghi che hanno firmato quell'emendamento, che
va ad accontanare alcune risorse in un fondo, chiamiamolo di
riserva, che possa garantire quei disperati che aspettano quei 600
euro al mese per portarli a casa; è una vera vergogna
Quindi, tutti insieme, a partire da me, dobbiamo auto
responsabilizzarci affinché possa avvenire immediatamente e possa
portare a compimento questa legislatura, oggi, la chiusura di
questo Parlamento, affinché possiamo inserire nel contesto non solo
dei precari, perché non esistono solo i precari, ma tanti delle
piccole e medie imprese, tanti artigiani e tanti professionisti che
attendono dall'amministrazione regionale, ma dagli enti pubblici
aspettano di essere aiutati e non di essere mortificati. Questa è
una vera menzogna che non siamo stati capaci di portare avanti
Questa è una menzogna.
Oggi, dobbiamo mettere fine a tutto quello che è veramente. Stiamo
entrando in politica e ognuno non sa quello che si deve vendere in
giro La verità è che - Guai all'uomo che non si ravvede - non è
un peccato se facciamo autocritica e diciamo che, a volte,
sbagliamo anche noi; ci sono momenti, però, per recuperare e oggi è
il momento di recuperare
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie di avermi
dato l'opportunità di parlare. Cerco di ristabilire un po' anche il
clima di serenità che quest'Assembla secondo me ha perso, forse non
per colpa dell'Assemblea stessa; molte volte, infatti, le
responsabilità ce le carichiamo tra noi quando, purtroppo, oggi, il
risultato, come si dice dell'ultimo atto , che il Governo o questa
gestione del Presidente Lombardo ha comportato in quest'Assemblea.
Ci troviamo, paradossalmente, l'uno contro l'altro, non
comprendendo che, in effetti, la responsabilità di questo clima non
è certamente nostra ma di chi l'ha procurata.
Detto questo, vorrei cercare, sul problema dell'emendamento al
disegno di legge tecnico, non tecnico, se il Governo, la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha stabilito alcune cose è'
inutile che ci ritorniamo; ognuno di noi, infatti, ne può dire
quante ne vuole per poi dare all'esterno, alla televisione il
messaggio che io non c'ero ; qui, non c'eravamo in tanti se è per
questo. Il Governo c'è, è presente, deve anche lui rispondere in
futuro di ciò che negli anni si è fatto.
Oggi, però, devo dirle, ci sono, a prescindere dall'emendamento
tecnico che approveremo, purtroppo, nel disegno di legge che fu,
allora, inserito come risoluzione di alcune problematiche, il
numero 900. Le pongo due temi, signor Presidente, due temi che
possono ulteriormente appesantire il problema del bilancio della
Regione. E mi riferisco, in particolar modo, ad un problema, ad una
situazione di - e lo ripeto per l'ennesima volta, così non lo
ripeto più - la non possibilità di aprire, non per colpa dell'Aula,
certamente per negligenza del Governo che in questi mesi, anzi, da
più di un anno su questa vicenda non ha voluto risolverlo -
quest'anno: la non apertura dell'attività venatoria. Prova ne è
che, ancora, non abbiamo un calendario, i tesserini; non si può
sapere se si può andare a caccia comporterà per le casse della
Regione una diminuzione di una somma che è stata già messa,
preventivando i tesserini che saranno oggetto di pagamento da parte
di chi fruisce di questa attività che, certamente, non ci saranno.
Per cui, se non provvediamo a fare come l'altro anno una norma in
deroga per consentire che questa attività si svolga in Sicilia - ed
era stato presentato da me, da qualche altro collega con alcune
sfumature, un emendamento - quest'anno non avremo un problema di
quadratura del bilancio, ci sarà immediatamente un ammanco di circa
8, 9 milioni di euro nel bilancio.
Ora dico: questo problema lo vogliamo affrontare? Non so come,
impegnandoci che, subito dopo che approviamo questa norma, si fanno
le cose più immediate sul disegno di legge numero 900?
Perché se rinviamo al disegno di legge numero 900 e poi non lo
approveremo, sappiate, cari colleghi, che questo problema resterà;
c'è già, quindi, un buco di nove milioni, otto milioni e mezzo
circa di mancate entrate che sono state inserite nel bilancio e che
non si potranno fare entrare perché non aprendo l'attività non
entrano i soldi. Primo problema.
Quindi, signor Presidente, la invito, se questo è risolvibile con
il disegno di legge numero 900, allora, se si discuterà, che ben
venga ma, se chiuderemo, dopo questo disegno di legge, la
discussione in Aula di tutto, ci sarà questo problema. Chiunque lo
deve sapere. Non è un problema di maggiori spese, trovare soldi;
qua il problema è che ci sono soldi che non ci saranno per cui si è
parlato di 43? Saranno 51 milioni, tanto per essere chiari o, se
sono 30, saranno 40.
Per concludere, ultimo tema. Anche qui un altro emendamento che
era stato dal sottoscritto presentato; è una diminuzione di spesa
che oggi è prevista in un determinato modo nella rubrica Sanità.
Parlo degli accorpamenti dei laboratori; se ciò dovesse passare con
la testardaggine dell'Assessore Russo, che si è convinto che in
Sicilia deve fare accorpare per obbligo di legge questi benedetti
laboratori, questo tipo di meccanismo comporterà una ulteriore
spesa di premialità del 10%. Per cui, si verificherà,
paradossalmente, per i laboratori che oggi vogliono restare liberi
di decidere, obbligatoriamente, se non approviamo la norma, ci sarà
un ulteriore aumento di spesa nel bilancio della Regione.
Questi due emendamenti, signor Presidente, concludo, è il caso
che questa Assemblea li affronti o in questa materia, se è
possibile, o, se ciò non è possibile, ci vuole un impegno di questa
Aula perché io per primo, lo dichiaro fin da adesso, non voterò
nulla se non c'è un impegno che questi due emendamenti che da mesi
sono giacenti in II Commissione possano trovare l'opportunità di
essere votati in questa Aula. Se ciò non accade, fin da adesso, non
parteciperò a nessuna votazione di questa Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha
facoltà.
DINA. Signor Presidente, appongo la mia firma ai due emendamenti.
CIMINO. Anch'io.
PRESIDENTE. Ma di cosa stiamo parlando? Apponete la firma a che
cosa?
DINA. Agli emendamenti.
PRESIDENTE. A una parola?
DINA. No.
PRESIDENTE. La firma si appone ad un documento. A che cosa
apponete la firma, non lo capisco. Apponete la firma ad un
intervento? Condividete, insomma.
BENINATI. Deve rispondere se il disegno di legge numero 900 si
tratterà o no.
PRESIDENTE. Non si tratterà il numero 900. Chiuderemo con questo
voto.
BENINATI. E allora dobbiamo discutere.
BUFARDECI. Signor Presidente, ho ascoltato le varie ricostruzioni
anche dei lavori della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e, nel ricordare che in quella sede ho più volte
sostenuto la necessità non soltanto di tentare di risolvere una
serie di questioni connesse all'assestamento - e su questo mi
soffermerò subito - ma anche di trattare il disegno di legge numero
900, dicendo è una occasione perché spulciando i vari emendamenti
ed ovviamente eliminando tutti quelli che non fossero di mero
contenimento, tutti quelli che quindi non devono comportare nessun
tipo di spesa, affrontare alcune questioni anche nell'interesse
della spesa comunitaria ed ho fatto un esempio, cioè quello degli
indicatori di occupazione, elemento fondamentale per non perdere
risorse comunitarie, oltre che per evitare il fallimento di una
serie di aziende.
Dopodiché, nonostante avere ribadito più volte questa mia
posizione, signor Presidente, come potranno ricordare - signor
Presidente, vorrei un minimo di attenzione, vorrei che lei
richiamasse l'Aula - non vorrei che nella ricostruzione dei lavori
di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ci fosse
qualcuno che potesse sostenere che alla fine eravamo tutti
d'accordo nel non fare nulla, per esempio, nel disegno di legge
numero 900, o nel prendere così serenamente atto di quello che sta
accadendo con il disegno di legge numero 938 dell'assestamento.
Perché, signor Presidente, mi dispiace rivolgermi ad una delle
persone più cortesi, simpatiche, perbene sicuramente che compongono
questo Governo, l'onorevole. avvocato. Spampinato, però mi sia
permesso di dire con quale faccia tosta, a distanza ormai di poco
meno di un anno si può venire a dire: sapete, ma quale 13, ma quali
9, non possiamo fare niente perché abbiamo già un disavanzo sulle
entrate di circa 400 milioni, in chi fino a qualche settimana
addietro ha continuato a presentare proposte in termini di
modifiche di assestamento.
Non voglio riferirmi, signor Presidente, alle dichiarazioni che
già l'anno scorso venivano fatte dal Governatore, dall'assessore
Armao, quando si affermava con certezza che si sarebbe approvato il
bilancio entro l'anno 2011.
Onorevole Spampanato, siamo ad agosto, siamo alla fine, siamo
all'epilogo e mi faccia capire allora secondo quale logica si può
avere affidabilità in chi ha guidato la rubrica dell'economia il 4
luglio, quando ha presentato questo assestamento e in questa
occasione ha detto che prendeva 3 milioni e mezzo per il trasporto
marittimo; che utilizzava circa dieci milioni per il trasporto
pubblico locale; ne prendeva 13 per il precariato, prelevandoli e
riducendo altri capitoli e quindi dicendo che le risorse si
potevano utilizzare.
Mi volete spiegare come questo Governo e questo Assessore hanno
fatto tutte queste manovre per aggiungere poi al trasporto
marittimo, a quello pubblico locale ed al precariato anche la
questione dei dissalatori, facendo tutte queste operazioni
economiche finanziarie e di bilancio senza che ci fosse una lira? E
senza che eventualmente queste somme fossero figlie di una
riduzione di spesa, senza dire che la riduzione di spesa primaria
che occorreva che si facesse fosse quella per ridurre le minori
entrate che oggi ammontano a circa 400 milioni.
Ma come si è fatto questo bilancio? Come si è fatta, allora,
questa variazione? Come si è tentato di fare questo assestamento,
quando oggi c'è qualcuno che vuole raccontarci che materialmente un
po' siamo tutti, caro onorevole Maira, compartecipi di che cosa?
Questo è un bilancio che l'opposizione, che Grande Sud non ha
votato; questo è un bilancio che abbiamo contestato e, anche in
quella sede, mesi addietro, dicevamo che occorrevano le somme per
il trasporto pubblico locale; che occorrevano le somme per le Isole
minori; occorrevano le somme per i precari, così come per tante
altre voci; oggi, come risultato, invece, dopo averci propinato
tutte queste soluzioni, una al minuto, ci dicono: ma quali 43, 13;
ma quali 13, 9; ma quali 9, neanche una lira.
Ma di che cosa stiamo parlando, di quale serietà, di quale azione
di governo, di quale risanamento stiamo parlando che dovremo andare
a fare la spending review in un quarto d'ora.
Ma di che cosa stiamo parlando in termini ora di risposte, quando
oggi non consentiamo neanche di approvare quel disegno di legge
numero 900 che, come ben ricordava il collega Beninati, portava
all'interno dell'articolo 18 non soltanto la soluzione ad una
questione storica che fa parte anche del nostro costume, ma che è
anche economia, quale è quella della caccia: circa 11 milioni di
maggiori entrate per la nostra Regione che non ci saranno. E'
questa la soluzione per risolvere tali questioni?
E' evidente che abbiamo presentato un subemendamento
all'emendamento che stiamo trattando, non ricordo come si chiami,
per dire che con questi 9 milioni - figli esclusivamente di
riduzioni sui costi, quindi minori spese, non nuove spese ma tagli
- vengano finalizzati almeno a dare quel segnale al trasporto
pubblico locale, a quello marittimo, al precariato, ai dissalatori,
almeno delle grandi incompiute che questo Governo sta lasciando ad
una Sicilia che brucia e non solo come temperatura.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, purtroppo mi tocca parlare più
volte in questa seduta, non è mia consuetudine, vige il sistema
della separazione dei poteri in Sicilia come in altre Repubbliche
democratiche.
Il Governo fa la normale attività amministrativa, l'Assemblea
svolge la funzione legislativa e non si può pensare di surrogare
l'attività amministrativa con leggi di Assemblea.
Faccio due esempi concreti, visto che sono stati richiamati, più
volte in questo dibattito: la questione delle navi Ro.ro e la
questione del piano dell'apertura della caccia.
Per quanto riguarda la questione delle navi Ro.ro, abbiamo tentato
di dare una copertura finanziaria al problema, ma la copertura
finanziaria non avrebbe superato, anche quando l'avessimo avuta. Il
problema è giuridico. La scadenza dei contratti con queste navi che
fanno il servizio di trasporto dell'immondizia alle Isole minori -
era il 7 luglio - e non posso immaginare che in una Regione ci
siano un Governo e dei dirigenti generali che non tengono a mente
che c'è una scadenza che quando arriva scade Ci sono i termini di
prorogatio per legge; non può arrivare un Parlamento e prorogare
dei contratti in essere con una legge dell'Assemblea perché non
funziona così. L'attività amministrativa la fanno i Dipartimenti,
gli Assessorati.
La seconda questione: la caccia. E' un problema, onorevole
Beninati, che comprendo perfettamente però lei si ricorderà che già
l'anno scorso abbiamo, in mancanza di un piano faunistico
venatorio, autorizzato il Governo, nelle more dell'adozione, della
definizione, ad aprire la stagione della caccia. Abbiamo superato,
in quella fattispecie, in quella circostanza, il problema
dell'impugnativa del Commissario dello Stato e abbiamo dato un anno
di tempo al Governo per definire il procedimento amministrativo.
In questo anno, il procedimento non c'è stato. Non possiamo
surrogare il Governo ogni volta. Non è questo il nostro compito.
Siamo legislatori; non siamo amministratori. Purtroppo, tornare
sempre sullo stesso argomento è sbagliato; ci assumiamo delle colpe
che non sono nostre. Siamo intervenuti sempre e spesso anche
dichiarando funzioni che non sono proprie dell'Assemblea regionale
siciliana ma è arrivato il momento di dire basta.
CORONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Grazie, Signor Presidente, per avermi dato la parola per
dichiarazioni di voto. Come al solito, utilizzerò questo podio per
un intervento di natura istituzionale e politica, non certamente
per fare comizi elettorali, perché credo che non ce ne sia bisogno.
I siciliani sapranno distinguere molto bene e scegliere ancora
meglio tra chi ha saputo fare fino in fondo il suo lavoro in
rappresentanza di quelli che potevano essere i legittimi interessi
di questa Regione e chi invece ha perso tempo nel tentare di
risolvere i gravosi problemi della nostra Regione.
Non ci sono dubbi, signor Presidente, che in quest'Aula ci sono
stati tanti colleghi che sono stati coerenti al mandato elettorale,
che hanno saputo interpretare correttamente il ruolo che gli è
stato assegnato dai propri elettori e dai cittadini di questa
Regione e ci sono stati, purtroppo, tanti colleghi che hanno
cambiato casacca' per stare al Governo o per restare in vita, per
tentare di restare ancora in vita nel proprio interesse personale.
E' chiaro che su questi colleghi gli elettori decideranno, con
grande senso di responsabilità.
E allora, signor Presidente, abbiamo qui in quest'Aula fatto circa
400 sedute in 4 anni e abbiamo tentato di fare fino in fondo il
nostro dovere e non dobbiamo nasconderci dietro un dito.
Se, in questa seduta, in cui sono accesi i riflettori, le attese e
le speranze di tanti siciliani, stasera, andiamo a svolgere un
funerale della politica seppellendo queste speranze e queste attese
dei siciliani, non c'è dubbio, signor Presidente, che questo
Governo e questa Commissione Bilancio hanno creato tantissime
attese attorno a questo decreto legge, perché tanti sono stati gli
emendamenti presentati, tanti sono stati gli incontri, tante sono
state le dichiarazioni, tanto fumo negli occhi è stato buttato in
questi mesi sia da parte del Governo sia da parte della Commissione
perché voleva, con grande senso di responsabilità conciliare queste
esigenze, queste tante esigenze, queste tante legittime aspettative
dei nostri corregionali che volevano, attraverso questo
assestamento di bilancio, non soltanto coprire il disavanzo ma
cercare di dare risposte concrete per affondare le tante emergenze.
Invece questo Governo, signor Presidente, ha utilizzato questi
mesi in cui questo decreto legge era depositato in Commissione per
l'approvazione di merito a buttare fumo negli occhi, a lasciare a
piedi tanti siciliani attraverso il mancato finanziamento dei
trasporti pubblici, a lasciare a mare tante imprese, tanti
cittadini delle Isole Minori che non riescono, se non a nuoto, ad
attraversare il mare che li separa dalla nostra Regione, a lasciare
senza stipendio tanta gente, i precari, i dipendenti comunali, a
lasciare senza stipendio tanti lavoratori che - mi riferisco a
quelli delle IPAB - da tanti, tanti, tanti mesi, ancora non
ricevono lo stipendio, il legittimo stipendio per il lavoro che
continuano a fare con grande senso di responsabilità.
Per non parlare poi delle tante attese dei tanti giovani
disoccupati, il mondo del lavoro. Non si è fatto nulla né nei
confronti del sistema produttivo né nei confronti delle imprese,
sia della pesca, sia della caccia, dell'agricoltura,
dell'industria, dell'artigianato, del turismo, in una stagione in
cui noi oggi affrontiamo con grande difficoltà la speranza di tanti
operatori turistici nei confronti dei quali questo Governo ha fatto
poco.
Abbiamo assistito a questa fuga, da qui a qualche minuto il
Presidente Lombardo verrà in quest'Aula a dimettersi, quindi,
fuggendo dalle sue responsabilità e dalla sua incapacità di
affrontare questi problemi. E, anziché affrontare queste emergenze,
signor Presidente, il Presidente Lombardo è venuto in quest'Aula
ad anticipare che cambia il nome del suo partito e lo trasforma per
confondere le idee dei tanti elettori siciliani che dovranno
giudicare.
Non c'è dubbio, signor Presidente, che questa è una scelta
politica, è uno schiaffo ai siciliani e non si doveva consentire.
Lombardo fugge di fronte alle proprie responsabilità ed alla
propria incapacità. Finalmente, signor Presidente.
MARROCCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quella paura che
avevamo in tanti che aleggiava all'interno della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari rispetto a questa seduta, a che
questa seduta si trasformasse nell'anticipazione della campagna
elettorale è diventata realtà. Lo abbiamo constatato e lo stiamo
constatando dal tenore di molti interventi che poco hanno a che
fare con la sostanza, con la concretezza, con la emergenza e molto
hanno a che fare con la demagogia, molto hanno a che fare con una
anticipazione forzata della campagna elettorale ed anche con una
non verità rispetto alla storia.
Uno può anche far passare la propria opinione, la propria idea per
verità assoluta ma la storia parla chiaro. La storia degli ultimi
anni ha visto questo Parlamento, a vario titolo, partecipare a
questo Governo; a vario titolo, avere responsabilità, chi prima chi
dopo, rispetto a cose che sono state fatte e rispetto a cose che
non sono state fatte.
Ecco perché, lei signor Presidente, ricorda bene che in Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, io stesso feci un appello
ad un senso di responsabilità, ad un senso di maturità di questa
classe dirigente, affinché in queste ore dessimo il senso vero di
una classe dirigente che abbia a cuore le emergenze di questo
territorio, per evitare che questo spettacolo di anticipata
campagna elettorale potesse contraddistinguere queste ore di
seduta.
Così non è stato, signor Presidente. Lei ha fatto bene a ricordare
l'esito della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
perché in realtà non c'è stato un voto favorevole o un voto
contrario rispetto ad una decisione; c'è stata una presa d'atto
rispetto ad una difficoltà finanziaria che c'è e che sicuramente
non può essere imputata a questo Governo o a questi ultimi anni.
Purtroppo, la mia generazione, signor Presidente, e le generazioni
che verranno dopo la mia pagheranno il prezzo più caro di scelte
scellerate che hanno radici lontane, signor Presidente, lontane
negli ultimi decenni, che purtroppo avranno ancora refluenze nel
corso dei prossimi anni.
E, allora, vengo subito alla proposta, all'appello ulteriore che
faccio anche al Governo per cercare di trattare in maniera concreta
anche le ultime emergenze di questi ultimi minuti che sono le
emergenze del precariato, le emergenze del trasporto Ro.ro
marittimo per le isole Egadi e per Ustica e Pantelleria. Riteniamo,
infatti, che siano vere emergenze e perché riteniamo che ci sia
forse ancora la possibilità, attraverso un gesto, attraverso un
impegno del Governo per poter far fronte a queste necessità e a
queste emergenze, pur condividendo la posizione della Presidenza e
la posizione che testé lei stesso ha annunciato, signor Presidente,
dobbiamo chiudere nel miglior modo questa legislatura, chiudere
quest'Aula, cercando di affrontare quanto meno queste due
emergenze, queste due necessità impellenti.
Ecco perché lancio un appello al Governo, anche se non vedo
l'assessore Armao presente in Aula, ma mi auguro possa lei stesso
riferire all'assessore che questo gli viene chiesto in questo
momento e che ritengo attraverso alcuni emendamenti che già
circolano in Aula cercheremo di fare nei prossimi minuti. Grazie.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, per organizzarmi, su cosa posso
intervenire perché abbiamo sei,sette subemendamenti?
PRESIDENTE. Le ho già detto, poco fa, nel suo intervento
sull'ordine dei lavori, lei può intervenire sull'emendamento 2.3R.
MANCUSO. Ma questi emendamenti si votano prima del 2.3.R e
intervengo anche dopo?
PRESIDENTE. Non mi risulta che siano stati ancora dichiarati
ammissibili, onorevole Mancuso. Ci sarà una dichiarazione di
ammissibilità al momento opportuno.
MANCUSO. Se vengono dichiarati ammissibili, riapriamo la
discussione?
PRESIDENTE. Certo, eventualmente, sì.
MANCUSO. Va bene, signor Presidente. Ritengo di condividere
pienamente quello che ha detto il Presidente del Gruppo
parlamentare Grande Sud , l'onorevole Bufardeci. La situazione che
molte risorse sono mancate nei capitoli del bilancio è una
situazione che è certificata sia in Commissione Bilancio sia in
quest'Aula dagli interventi di tantissimi deputati che non hanno
votato il bilancio regionale. Quindi, oggi, questa situazione che
peraltro rimarca quelle posizioni di neanche sessanta giorni fa,
se, da un lato, questi interventi sono più che legittimi,
dall'altro, invece, ci sono tutta una serie di deputati che non
solo hanno votato quel bilancio ma lo hanno votato con la
consapevolezza che determinati capitoli erano insufficienti per le
cosiddette emergenze, se emergenze ci sono, perché il Presidente
dell'Assemblea ha fatto un intervento che ritengo hanno compreso in
moltissimi, dove l'attività amministrativa non può supplire
assolutamente con un intervento a gamba tesa di attività
legislativa.
Se un contratto scade a luglio o, meglio, se è già scaduto, non è
che interveniamo noi e proroghiamo quello che contrattualmente è
definito.
Allora, rispetto a questo non ritengo che la scelta fatta dalla
Conferenza dei capigruppo è una scelta che è contro qualcuno, è una
scelta di buon senso e mi auguro che dopo la scelta di buon senso e
parliamo di un documento esclusivamente tecnico quello di
assestamento, si proceda dopo le dichiarazioni del Presidente della
Regione ad un intervento legislativo che possa allocare quelle
pochissime risorse che il dipartimento del bilancio ha già
dichiarato per evitare quello che sta succedendo in queste ore,
perché, una volta dichiarato che ci sono 13 milioni di euro a
disposizione di minori spese, ognuno ha presentato il
subemendamento che meglio ritiene per allocarle dove meglio
ritiene.
Non credo sia una scelta di questo Parlamento dare mance e
mancette, questo Parlamento deve esclusivamente intervenire su
quelle che sono i profondi e radicali interventi in quei settori
che abbiamo tutti quanti immaginato.
Rispetto a quanto detto, signor Presidente, io sono favorevole
all'emendamento 2.3.R che è stato presentato e naturalmente ai
relativi subemendamenti, come lei ha detto, se eventualmente li
dichiarerà ammissibili già mi prenoto per un intervento ulteriore.
RUGGIRELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUGGIRELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo solo
soffermarmi, caro Presidente, su quello che ha detto poc'anzi a
seguito della riunione della Conferenza dei capigruppo che è tutto
reale e veritiero. Però c'è un passaggio ulteriore.
Io penso che abbiamo deciso anche nella Conferenza dei capigruppo
molto tempo fa che oltre ad argomentare, ovviamente, sul disegno di
legge n. 938/A sull'assestamento di bilancio, si sarebbe approvato
il disegno di legge 900/A, il quale era un disegno di legge senza
spesa, appunto, dove l'Aula avrebbe potuto organizzare e presentare
quegli articoli a rettifica, a modifica o ad integrazione di ciò
che il Governo non aveva saputo fare.
Volevo ricordare, caro Presidente, che sul discorso anche delle
navi ro ro su cui mi soffermo un attimo c'era un impegno da parte
del Governo; si è fatto un incontro con gli armatori, sia
l'assessore Vecchio che il Presidente Lombardo, ma sono stati
slittati i tempi di quel contratto che è scaduto giorno 7 di
luglio. E sono d'accordo con lei, nel sostenere che gli uffici non
hanno provveduto a creare un nuovo bando, però, aggiungo anche una
cosa Presidente: questo disegno di legge, il n. 938/A - e mi
dispiace per l'amico mio Fabio Mancuso -, in un passaggio, perchè
solo oggi ci si accorge che l'articolo 3 è a rischio di impugnativa
del Commissario dello Stato, in quanto non possiamo prorogare
contratti? Io penso che questo disegno di legge, che è arrivato in
Aula il 27 luglio ed è stato dato tempo fino al 28 luglio, alle ore
12,00, per presentare i relativi emendamenti non doveva neanche
esistere; l'articolo doveva essere già cassato, ma è stato votato
dalla Commissione bilancio e quindi è un testo dove ognuno di noi
ha lavorato e ha sicuramente portato un risultato nei confronti di
quegli armatori per i quali - ripeto -, soltanto con una stretta di
mano, soltanto con un impegno verbale e attraverso dei telegrammi
fatti dal Presidente della Regione, costoro hanno potuto continuare
tale attività per ben 25 giorni, 25 giorni senza una copertura, io
dico che la legge consente 45 giorni di proroga per tutti quei
bandi che sono in scadenza.
Pertanto, su questo ancora siamo in tempo, però, le somme come
recuperarle e come garantire a questi signori che il Governo li
troverà e li apposterà attraverso il disegno di legge n. 900/A?
Dunque, volevo dire, caro Presidente, visto che da quello che ho
saputo forse non il provvedimento non si farà, però, ci sono altre
cose che riguardano la caccia, sebbene, ha ricordato Nino Beninati;
ci sono anche agevolazioni sul settore agricolo; ci sono
emendamenti sulla riorganizzazione della meccanizzazione agricola
dell'ESA; ci sono proroghe delle cooperative edilizie, le quali
rischiano di perdere finanziamenti sia imprese che cooperative; ci
sono anche i concessionari di beni del demanio marittimo su un
provvedimento presentato e votato dalla Commissione Bilancio che
dava la permanenza per tutto l'anno ai vari lidi balneari e non la
urgenza di dovere chiudere a fine di settembre, con l'emendamento
presentato in Commissione dall'onorevole Marianna Caronia.
C'è inoltre la vendita dei beni e liquidazione dell'ASI, ma ci
sono anche interventi mirati alla riduzione del costo per l'accesso
al credito alle imprese.
Io dico queste non sono argomentazioni che devono essere
stralciate dopo un lavoro fatto dai parlamentari, dopo un lavoro
fatto anche questo in Commissione bilancio e dove non vedo il
perché non devono essere integrati o inseriti all'interno, in tal
caso di questo 938/A?
Concludo, signor Presidente, appellandomi a lei: che si cerchi di
inserire o almeno rivedere, se possiamo fermarci, guardare un
attimo alcuni di questi articoli che non sono del parlamentare
Ruggirello del Movimento popolare siciliano, ma appartengono un po'
a tutti i partiti, un po' a tutti i parlamentari che li hanno
presentati e li hanno fatti votare in Commissione Bilancio. Grazie.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
CIMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a mio modesto
parere, anche questa sera si sta facendo un po' di confusione.
Io vorrei, se è possibile, caro Presidente Cascio, contribuire a
fare un po' di chiarezza.
«A ciascuno il suo» come scriveva Leonardo Sciascia. Oggi io non
me la sento di criticare tanto così come è stato fatto il
Presidente Lombardo. Perché il Presidente Lombardo non l'ho visto
in Commissione bilancio, non l'ho visto difendere questo tipo di
manovra, ho visto invece in Commissione bilancio l'assessore Armao.
E mi dispiace che in questo momento non sia presente in Aula, ma vi
è il vice Presidente della Regione a proporre iniziative e
coperture finanziarie di volta in volta diverse.
Presidente Cascio, lei prima ha richiamato l'Assemblea alla
cosiddetta separazione dei poteri.
Noi qui abbiamo un testo in cui vi è un emendamento del Governo
che propone alcune cose e alcune iniziative alle quali dà
copertura. Poi qui abbiamo un testo firmato dal Presidente della
Commissione bilancio, con la maggioranza della Commissione, che
propone alcune cose ben diverse di cui l'Aula si è confrontata e ha
discusso.
Ma il Governo ha sottoscritto questa proposta della Commissione
Bilancio o il Governo è fermo all'emendamento del testo? Perché a
me pare, anche da ciò che leggo, e le carte sono alquanto serene,
che la proposta della Commissione è una proposta che nasce da una
discussione verbale e dall'impegno stakanovistico del Presidente
Savona, ma il Governo, Presidente Savona e onorevoli componenti la
Commissione, deve sottoscrivere questa proposta perché questa deve
essere una proposta che nasce dal Governo, altrimenti noi rischiamo
che questo dibattito fatto dai parlamentari si riveli un dibattito
tra parlamentari, dove il Governo non è per niente acconsenziente
in quanto ha il suo emendamento disgiunto dal testo in esame in
Aula.
Inoltre, signor Presidente, è bene fare chiarezza, perché il
Gruppo parlamentare di Grande Sud, è stato l'unico gruppo che in un
momento non sospetto, proprio nella fase di discussione della
finanziaria e del bilancio, aveva sottoposto all'attenzione il
problema serio del trasporto pubblico locale, dei collegamenti
delle Isole minori, dell'errore tecnico che era stato fatto per i
dipendenti del Consorzio agrario di Agrigento e per i precari.
Vorremmo ricordare a questa Assemblea - e i funzionari,
sicuramente, ne hanno contezza -, del rischio che noi corriamo nel
momento in cui si sospendono i contratti storici dei lavoratori
precari. Perché una cosa, poi, è se questa Assemblea deve
intervenire su un'ipotetica proroga, cosa nel tempo già verificata
e possibile, altra cosa se poi l'Assemblea deve intervenire su
nuovi contratti e nuove ipotesi di lavoro, dove di già è certa la
bocciatura e l'impossibilità di andare avanti.
E allora, per dovere di cronaca e per dare a ciascuno il suo,
ritengo che quest'oggi non deve dimettersi soltanto il Presidente
della Regione ma, sicuramente, anche chi ha seguito i conti della
Regione in nome e per conto del Governo e, quindi, unitamente al
Presidente, forse è meglio che lo accompagni anche l'assessore
Armao alle dimissioni.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora una
volta abbiamo assistito ad un dibattito da campagna elettorale,
molto protagonismo, poca concretezza, tante cose suggestive e poca
pragmaticità. Siamo entrati in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, ognuno con le sue idee. Noi dell'MPA ne avevamo una
molto chiara che era quella di sostenere assolutamente i precari
per i 10, 12 milioni di euro che abbisognavano per consentire loro
di poter lavorare fino a dicembre; eravamo assolutamente d'accordo
a sostenere il trasporto pubblico marino per i 3 milioni e mezzo
che c'era stato detto fossero necessari; eravamo assolutamente
disponibili a sostenere i 10 milioni necessari per il trasporto
pubblico locale e arriviamo a 25 milioni e mezzo; eravamo
disponibili a sostenere anche l'AST che, in questo momento, è in
agitazione, per altri 2 milioni che venivano richiesti per venire
incontro alle obbligazioni che sono state assunte e che dovranno
essere necessariamente onorate e siamo arrivati a 27 milioni e
mezzo; poi, avevamo anche compreso la necessità di sostenere il
problema dei dissalatori, non perché immagino sia un capriccio di
qualcuno, ma perché sia una necessità della Sicilia e, soprattutto,
delle Isole minori, anche in questo caso.
Il totale, signor Presidente, faceva 40 milioni. Abbiamo chiesto
al Governo ma, prima ancora, signori colleghi, abbiamo chiesto agli
Uffici di Ragioneria, di dirci se c'erano 40 milioni di euro
disponibili da poter destinare a queste che sono emergenze di tutti
e certamente capricci di nessuno e c'è stato detto che 40 milioni
non c'erano perché l'Assessorato Bilancio, il Direttore generale,
con queste irrituali e sbagliatissime interlocuzioni col
Commissario dello Stato, era già arrivato alla determinazione che
questi fondi non erano assolutamente allocabili perché sarebbero
stati impugnati se fossero stati presi ora dall'IRFIS, dopo, da
qualche altro capitolo di bilancio che, in questo momento, non
teneva.
E c'è stato detto pure, signor Presidente - che questo rimanga
agli atti - che l'Amministrazione regionale non va bene e che il
rischio è che, anche quest'anno, oltre al mutuo che stiamo già
contraendo e che vorremmo contrarre, si rischia di creare un altro
enorme, pesante deficit, per le casse di questa Regione. C'è stato
ribadito che, se per caso, ci fossero delle somme a disposizione, e
mi pare che tali somme non superavano i 9 piuttosto che i 15
milioni di euro racimolandoli da un capitolo piuttosto che da un
altro, dove si realizzavano certamente delle economie, non solo con
questi 10-15 milioni di euro non si sarebbe potuto far fronte alle
emergenze per 40 milioni di euro, rischiando così di provare ad
accontentare tutti, ma contemporaneamente di scontentare tutti
perché non si affrontava compiutamente nessuna di queste cinque
emergenze che abbiamo citato, ma si rischiava addirittura
un'ulteriore impugnativa del bilancio da parte di questo
Commissario dello Stato. Giacché se il deficit è tendenziale e ci
sono delle somme che si possono risparmiare, piuttosto che
allocarle in altri capitoli, ci è stato detto andrebbero messe da
parte per contenere il deficit.
Nel dibattito è stato anche detto in questa famosa Conferenza dei
Capigruppo che molti miei colleghi vogliono far finta di non
sapere, cosa è accaduto come se ci fossero una decina di
responsabili, mentre qui in Aula ci sono settanta, ottanta
gladiatori valorosi che sanno la verità e hanno la soluzione in
tasca e fanno i moralisti alla giornata, così si può dire.
Ci è stato detto di stare attenti a come maneggiavamo questi pochi
milioni, forse a disposizione, perché neanche questi pochi milioni
erano a disposizione.
E siccome anche nell'ipotesi di volerli spalmare equamente o più
che equamente in maniera proporzionata alle cinque emergenze forse
era meglio consegnare al Governo la responsabilità di trovare in
via amministrativa una soluzione, invito l'assessore Armao subito
dopo di me a prendere la parola e a rassicurare quest'Aula su
queste tematiche, perché credo che il Governo debba fare oggi
questo. Perché, signor Presidente, non è possibile che ci si riduca
a tanto e la colpa è, non solo dell'Aula, ma addirittura di qualche
capogruppo che ha preso una decisione che non voleva prendere, come
il sottoscritto, per esempio.
Concludo dicendo che non ho alcun problema a presentare anche io,
come MPA, perché ci credo, un subemendamento che destina questi
quindici milioni alle cinque tematiche. Non ho alcun problema,
signor Presidente. Così come non ho alcun problema a capire e a
sapere che fine farà questo subemendamento. Ma mi attendo, signor
assessore Armao e me lo attendo ora, che a fronte di queste poche
risorse che potremmo allocare in un capitolo di garanzia, come
abbiamo detto, signor Presidente, a fronte di questa allocazione e
a fronte delle evenienze che succederanno nelle prossime settimane
e che potrebbero anche far sì che all'Assessorato dell'economia si
facciano un po' meglio i conti, queste stesse emergenze, in via
amministrativa, possano essere affrontate dal Governo dando
soluzioni innanzitutto immediatamente al trasporto pubblico
marittimo, giacché siamo nel periodo estivo, immediatamente al
trasporto pubblico locale, possibilmente all'AST,
contemporaneamente ai dissalatori, sapendo che per novembre e
dicembre bisogna garantire il pagamento degli stipendi anche ai
precari degli enti locali.
Questo è il senso del mio intervento, signor Presidente, se ci
saranno queste rassicurazioni da parte del Governo credo che si
possa andare avanti con la soluzione che era stata prospettata in
Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Torregrossa ha ritirato la
firma dal subemendamento 2.3R.4.
L'Assemblea ne prende atto.
LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si è soliti nelle
ultime battute di una vicenda o fare demagogia o affondare il
bisturi oppure vigliaccamente attaccare alle spalle.
E si diffondono delle favole. La prima favola è quella che
riguarda i rapporti che sono intercorsi in questi ultimi quattro
anni tra una maggioranza e un'opposizione. Non si può dire che
quello che è accaduto in questi ultimi anni e quello che oggi
stiamo discutendo sia la conseguenza di venti anni di cattivo
Governo o di cattiva politica perché nell'affermare questo una
maggioranza uscente dovrebbe firmare il certificato della propria
inesistenza, del proprio totale fallimento perché avendo preso
impegno, dal proprio punto di vista, di bonificare rispetto a
condizioni precedenti è chiaro che, oggi, non può addurre come
alibi che la situazione è una situazione ereditata o precedente
perché quello che ha fatto in quest'Aula, il ribaltone, la
sostituzione della maggioranza elettorale con quella parlamentare,
l'aveva giustificato proprio come strumento per risollevare le
condizioni del nostro territorio da supposte, da noi non condivise,
ma supposte condizioni negative provocate da precedenti Governi.
Eliminiamo, quindi, gli alibi falsi, evitiamo di addurre argomenti
che sono risibili perché è la Corte dei Conti, non Leontini, che
nella sua ultima audizione dice che la gestione dei fondi
comunitari è stata inadeguata dal punto di vista operativo,
insufficiente dal punto di vista strategico, discontinua dal punto
di vista delle operazioni messe in campo. Non è Leonini che lo dice
è la Corte dei Conti che lo dice; è la Corte dei Conti che nel
giudizio di parifica aggiunge che le entrate del bilancio possono
essere qualificate o dichiarate come false, soprattutto nelle voci
riguardanti la valorizzazione degli immobili e, soprattutto, nelle
voci riguardanti i tributi e era la prima volta, non certamente da
vent'anni a questa parte, un così autorevole collegio si
pronunciasse con tali pesantissime sottolineature e precisazioni.
Il passaggio, quindi, da quest'Aula e da questo territorio della
maggioranza, che adesso si dissolve, non è stato ininfluente, ha
sicuramente determinato le condizioni delle quali oggi noi dobbiamo
gestire le conseguenze. Smettiamola, quindi, con la favola della
eredità, di ciò che precedentemente era stato fatto. C'è una
responsabilità ben precisa, non siamo tutti uguali, c'è chi ha
governato male, c'è chi ha fatto opposizione.
C'è un dato, però, che evidenzia questo fallimento. Siccome c'è un
collega che tutte le volte che interviene dice che i suoi
interlocutori sono dispercettivi, io che non sono uno che si occupa
di questo linguaggio psicanalitico, sono andato a controllare nel
mio vocabolario cosa significasse dispercettivo'. Il vocabolario
mi dice, segnalando l'esempio concreto: E' dispercettivo colui che
non ha la percezione di ciò che accade . Facciamo un esempio: se ne
deve andare a casa un anno prima e non se ne accorge. Questo è
dispercettivo. Uno, cioè, che se ne deve andare a casa un anno
prima e non se ne accorge è un dispercettivo.
Il dispercettivo mi dovrebbe spiegare, dovrebbe spiegare a tutta
l'Aula, come mai non tiene conto di un dato di percezione
gigantesco che se ne va a casa un anno prima e se ne sta andando a
casa con tutte le scarpe ha sicuramente fotografato il fallimento
della propria esperienza Come mai questo dispercettivo non cita
questo dato? Se fosse stato fisiologico, regolare, normale,
efficace, operativo, positivo, costruttivo, tutto quello che ha
messo in campo la sua esperienza, oggi il fallimento non avrebbe
costretto ad andarsene a casa un anno prima. Se ne sta andando a
casa un anno prima è chiaro che il dispercettivo non è Leontini,
non è Mancuso, c'è qualche altro che è dispercettivo, che non si
accorge di queste cose. E allora, smettiamola con le favole
Smettiamola con le menzogne Quarantatre milioni di euro di
fabbisogno, tredici milioni di euro di disponibilità, che lei,
giustamente, signor Presidente, ha dichiarato virtuali. E qui, mi
rivolgo al mio collega, onorevole Cracolici, con una sottolineatura
parzialmente di solidarietà, parzialmente di disapprovazione perché
è ingeneroso nei confronti di un collega dire che la propria
posizione non debba essere precisata.
Vedi caro Antonello purtroppo io, te Rudi Maira e gli altri
capigruppo dobbiamo tenere conto di una realtà che oggi, caro
Presidente, in questa Aula non è possibile nemmeno esprimere una
posizione politica perché non c'è una posizione politica, non ci
sono nemmeno i gruppi, nemmeno i rapporti tra i capigruppo e
parlamentari perché caso mai sarebbe stato da parte di Maira più
facile dire a te: «Ma perché hai preso l'impegno in Conferenza dei
capigruppo e poi consentire ai tuoi deputati di fare in questo
podio l'uno dopo l'altro la successione dei distinguo». Come mai
tutti i deputati del tuo Gruppo che sono intervenuti hanno preso le
distanze dalla tua posizione e sono venuti a dire che erano
favorevole al precariato, al trasporto marittimo, al trasporto
pubblico locale, cioè a tutto ciò cui noi avevamo fornito
sicuramente un apporto ed una indicazione e che il Governo, signor
Presidente, in questo disegno di legge aveva collocato questi
argomenti perché in un primo tempo aveva dichiarato che fossero
sostenuti da una copertura, oggi, con un emendamento che è il
2.R.1, li ritira e ritira gli articolo 3,4 e 5 che erano quelli che
riguardavano il trasporto marittimo, il trasporto pubblico locale e
il fondo per il precariato.
Rispetto a questa fotografia di disastro e di fallimento perché
prendersela con un collega capogruppo che ha voluto soltanto
precisare il senso e il contenuto della propria posizione, che è
stata sostenuta in Conferenza dei capigruppo, anche da me, sul
precariato, ma quando persino i tredici milioni di euro sono stati
dichiarati virtuali e saremmo andati incontro ad una sicura
impugnativa da parte del Commissario dello Stato, non è
giustificato l'atteggiamento di nessuna misera vigliaccheria da
parte di qualche collega che essendosi caratterizzato, parlo del
mio gruppo, stai tranquillo Colianni, parlamentare, essendosi
caratterizzato negli anni come il più lombardiano di tutti gli
appartenenti al gruppo del PDL, dopo avere preso le distanze per
cinque volte dal suo capogruppo e dal gruppo, dopo essersi venduto
variamente per le piccole trattative dell'ambulatorio clientelare,
si permette di venire a questo microfono e prendere le distanze di
un capogruppo che ha sostenuto proprio quello che lui ha sostenuto
al microfono e che ha preso atto della parola del Presidente e
della disparola del Governo che dopo aver messo degli argomenti li
ha ritirati avendo negato che avessero una copertura finanziaria.
A questi demagoghi dell'ultima ora, a questi populisti
dell'ultimo minuto, a questi lombardiani del PDL che oggi
addirittura prendono le distanze dal loro capogruppo perché avrebbe
rappresentato male le loro posizioni, io rispondo con la coscienza
a posto di chi ha operato in questi quattro anni senza mai
vendersi, facendo opposizione e avendo oggi gli argomenti per poter
dire quello che sto dicendo, sia del collega Cracolici, sia del
Governo Lombardo, sia della maggioranza, sia del fallimento di
questo Governo, altri gli argomenti non ce li hanno perché sia
nelle città, sia nei territori, sia nelle province, sia in questa
Aula, hanno per quattro anni sposato posizioni che non erano quelle
del loro capogruppo ma erano quelle della svendita continua ai
ruoli di governo e alle richieste del Governo.
PRESIDENTE. Assessore Armao, è stato chiamato più volte ad un
intervento, mi sembra giusto darle la parola.
ARMAO, assessore per l'economia. Grazie signor Presidente, io
credo che la conferenza dei capigruppo ha svolto un lavoro
difficile, complesso e per alcuni versi anche impegnativo sul piano
delle energie che ha messo in campo, guardando ai bisogni cui si
deve corrispondere in questi mesi, alle complessità di una Sicilia
che cresce nel bisogno, di fronte ad una economia che viene guidata
a livello nazionale con la scelta di prediligere i tagli rispetto
agli interventi di sviluppo e di crescita.
Di questo dobbiamo prenderne atto ed il bilancio, che è un
bilancio di contenimento della spesa, ne ha preso atto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di prendere posto perché
non si riesce a comprendere le parole dell'Assessore.
Abbiamo chiesto tutti ripetutamente risposte all'assessore Armao,
una volta che le sta fornendo vi pregherei di consentirgli di
parlare.
ARMAO, assessore per l'economia. Io vorrei ricordare che il
bilancio, da questa Assemblea votato, riporta la spesa corrente al
di sotto del 2001, con un sacrificio consistente di tutta
l'Amministrazione regionale, degli Enti Locali, delle strutture di
volontariato, delle Associazioni ed è aperto un percorso di
risanamento che costa a tutti, che è obbligatorio perché non
possiamo in alcun modo derogare dalla prospettiva della riduzione
dei costi, della riduzione della spesa.
Il percorso che ha condiviso la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari e l'emendamento che è stato presentato tiene
conto della discrasia che vi è da un lato tra le superiori e le
rinnovate esigenze di 43 milioni di euro e le risorse disponibili
che ammontano a molto meno.
Quindi, si è scelta la prospettiva di un contenimento della spesa,
fermo restando che il Governo adotterà tutte le misure che possono
alleviare le difficoltà di settori importantissimi quali quello del
trasporto pubblico locale e del trasporto verso le Isole.
Si è scelta, in questo momento, una prospettiva di responsabilità
di fronte all'esigenza di contenimento della spesa.
Come è noto il Governo aveva presentato un emendamento sulla
revisione della spesa, coerente con gli impegni assunti a Roma,
coerente con il programma di riequilibrio e di aggiustamento
economico finanziario che è stato concordato con il Governo
regionale.
La scelta della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
riguarda anche questa importante iniziativa e predilige
l'opportunità di ricorrere ad un'ipotesi di ordine del giorno che
in questo momento è all'esame dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Ripeto, il Governo interverrà con gli strumenti che gli sono
propri, con il coinvolgimento della Giunta, degli Assessori.
Accanto a me vi è l'Assessore per le infrastrutture con il quale ci
siamo intrattenuti fino a qualche minuto fa sulle iniziative da
intraprendere per assistere tutti i settori in difficoltà. Ma,
certamente, in questo momento, la soluzione più cauta, più
equilibrata sul piano del contenimento della spesa è quella di
adottare un provvedimento come quello che è stato proposto e,
quindi, su questo ringrazio il Presidente dell'Assemblea per aver
condotto una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
proprio con questo obiettivo e su questo richiamo l'impegno di
tutti i Gruppi politici.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati
i seguenti subemendamenti:
- 2.3 R.3, dalla Commissione;
- 2.3. R.2, dagli onorevoli Ruggirello, Marrocco, Caronia, Minardo
e Gucciardi;
- 2.3R.4, dagli onorevoli Falcone, Bufardeci, Cimino, Torregrossa,
Marrocco;
- 2.3R.5, dall'onorevole De Agostino.
- 2.3R.1.1, dagli onorevoli Falcone, Dina, Panepinto, Caronia,
Cordaro;
2.3R.1. 2, dagli onorevoli Bufardeci, Scilla ed altri.
Li dichiaro tutti inammissibili in quanto ripristinano finalità di
spesa, quindi sono senza copertura finanziaria.
Pongo in votazione la prima parte dell'emendamento 2.3 R: Gli
articoli 2, 3, 4, 5, 6 sono soppressi . Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, preciso che l'emendamento è stato approvato
con il voto contrario di Grande Sud, PDL, UDC e PID.
SCILLA. Siamo contrari, signor Presidente.
PERSIDENTE. Onorevole Scilla, dopo quattro anni dovrebbe sapere
che una votazione una volta che è svolta non si può ripetere.
SCILLA. Ha fatto una votazione sbagliata
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.3.R.1, a firma
della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la seconda parte dell'emendamento 2.3R:
All'articolo 7 sono soppresse le parole tenuto altresì conto
degli effetti della presente legge della tabella b' è sostituita
dalla seguente'. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, preciso che l'emendamento è stato approvato
con il voto contrario di Grande Sud, PDL, UDC e PID.
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Variazioni allo stato di previsione della spesa
del bilancio della Regione
Nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione
per l'esercizio finanziario 2012, tenuto altresì conto degli
effetti della presente legge, sono introdotte le variazioni di cui
all'annessa tabella B'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Col voto contrario di Grande Sud, PID e PDL.
CAPUTO. In questo modo non passa, signor Presidente. Deve
verificare il voto.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Variazioni al Quadro di previsione di cassa
del bilancio della Regione
1. Al Quadro di previsione di cassa per l'esercizio finanziario
2012, sono apportate le seguenti variazioni, espresse in euro:
ENTRATA
Fondo iniziale di cassa
+ 3.274,13
SPESA
ASSESSORATO ECONOMIA
BILANCIO E TESORO
RAGIONERIA GENERALE DELLA REGIONE
Fondo per l'integrazione delle dotazioni di cassa
Capitolo 215711 - Interventi regionali +
3.274,13»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Col voto contrario di Grande Sud, PID e PDL.
CIMINO. Signor Presidente, lei come vota?
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, lei è uno tra i veterani, qui
dentro, lo sa che il Presidente non vota mai.
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Armonizzazione degli schemi di bilancio
Gli effetti delle disposizioni in materia di sperimentazione
dell'armonizzazione del bilancio di cui ai commi 1, 2, 3 e 4
dell'articolo 1 della legge regionale 12 gennaio 2012, n. 7 sono
sospesi nelle more dell'adozione delle procedure di attuazione
statutaria previste dall'art. 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Col voto contrario di Grande Sud, PID e PDL.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Col voto contrario di Grande Sud, PID e PDL.
Tutti gli emendamenti aggiuntivi sono improponibili.
Annunzio di ordini del giorno numeri 747, 748, 749, 750, 751, 752,
753, 754, 755, 756, 757
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
- n. 747 Iniziative inerenti alle criticità emerse nella gestione
della società di riscossione Serit Sicilia spa , dell'onorevole
D'Asero;
- n. 748 Iniziative a livello centrale per scongiurare la
chiusura del dipartimento militare di medicina legale di Palermo ,
degli onorevoli Lupo, Gucciardi e Donegani;
- n. 749 Interventi a sostegno del settore del trasporto pubblico
locale , dell'onorevole Lentini;
- n. 750 Chiarimenti sulla corretta interpretazione della norma
in materia di reviviscenza degli articoli 2 e 3 della legge
regionale 29 novembre 2005, n. 15, dell'onorevole Caronia .
- n. 751 Interpretazione dell'articolo 25 della legge regionale
10/2010 e s.m.i., degli onorevoli Caronia, Lupo e Galvagno;
- n. 752 Chiarimenti in ordine al calcolo per l'esenzione del
ticket sanitario , degli onorevoli Maira, Cascio Salvatore ed
altri;
- n. 753 Iniziative in favore di soggetti utilizzati in
convenzione presso le Aziende ospedaliere universitarie ,
dell'onorevole Lupo;
- n. 754 Iniziative in favore dell'Associazione regionale
allevatori Sicilia , dell'onorevole Lupo:
- n. 755 Interventi urgenti per la riduzione e razionalizzazione
della spesa pubblica regionale , dell'onorevole Savona.
- n. 756 Mancata attuazione di quanto previsto dall'articolo 9
della legge regionale 9 maggio 2012, n. 26 , degli onorevoli
Falcone, Vinciullo, Pogliese e Caputo;
- n. 757 Interventi urgenti mirati alla riduzione ed alla
razionalizzazione della spesa , degli onorevoli Mineo, Bufardeci,
Scilla, Cimino, Incardona.
Si passa all'ordine del giorno numero 747, a firma dell'onorevole
D'Asero. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 748, a firma degli onorevoli
Lupo, Gucciardi e Donegani. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 749, a firma dell'onorevole
Lentini. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Nell'ambito delle disponibilità
di bilancio, lo accolgo come raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 750, a firma dell'onorevole
Caronia. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 751, a firma degli onorevoli
Caronia, Lupo e Galvagno. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Questo si scontra con un
problema. Né comuni né province godono dell'attività dell'ARAN,
quindi sarebbe
PRESIDENTE. Se lo ritirasse la proponente non sarebbe male. Non
c'è in Aula la proponente, c'è l'onorevole Lupo. Lo invitiamo al
ritiro.
LUPO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 752, a firma dell'onorevole
Maira, Cascio S. ed altri. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Compatibilmente con gli
orientamenti legislativi che sono ben chiari, lo accolgo come
raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da quello che ho
capito è l'ultima seduta d'Aula.
PRESIDENTE. La penultima perché tra un po' ne apriremo un'altra.
BENINATI. Signor Presidente, perché lei non elimina questa presa
in giro degli ordini del giorno? Sa perché? Non lei, la prassi
Perché, purtroppo, signor Presidente, in quest'Aula, due mesi fa è
stato approvato un primo ordine del giorno in cui si chiedeva al
Presidente della Regione di sospendere le nomine e l'ordine del
giorno è stato approvato all'unanimità. Risultato zero
Signor Presidente, è stato approvato e portato alla mia firma per
primo. E' stato approvato un altro ordine del giorno con il quale
si chiedeva all'assessore Russo di sospendere alcuni particolari
procedimenti su accorpamenti di laboratori esterni. All'unanimità
quest'Aula non solo lo ha votato ma tutti i colleghi hanno chiesto,
e lei ricorda che è stato votato e richiesta da tutti la firma
all'ordine del giorno.
Siccome, mi risulta che anche questo sarà un provvedimento pari a
zero, invito quest'Aula, dopo tanti anni, perché mi mortifico di
restare ancora qui dentro, di evitare questa farsa. Ci prendiamo in
giro tutti perché questo ordine del giorno, lo dico a
quest'Assemblea, è carta straccia
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 753, a firma
dell'onorevole Lupo. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, mi pare che
sia di difficile compatibilità legislativa, quindi chiederei
all'onorevole Lupo di ritirarlo.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, c'è un esplicito invito a ritirare
l'ordine del giorno numero 753.
LUPO. Lo mantengo.
ARMAO, assessore per l'economia. E' difficilmente compatibile con
il quadro normativo. E' problematico sul piano legislativo poiché
si tratta di utilizzare risorse del Fondo regionale per provvedere
alle stabilizzazioni. Pertanto, il Governo esprime parere
contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 754, a firma dell'onorevole
Lupo. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Compatibilmente con le esigenze
finanziarie, lo accolgo come raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
GUCCIARDI. Dichiaro di apporre la firma all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 755, a firma dell'onorevole
Savona. Questo ordine del giorno, presentato dalla Commissione, in
qualche modo impegna il Governo, nei prossimi mesi, ad attuare, per
quanto possibile, per quanto di competenza dell'Amministrazione, la
cosiddetta spending review . Dichiarano di apporre la propria
firma anche gli onorevoli D'Agostino, Fiorenza, Marrocco, Arena,
Ruggirello, Minardo, Falcone, Adamo, Cracolici, Leontini, Formica e
Ardizzone.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà,
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in effetti
l'intervento dell'onorevole Beninati non parrebbe deporre bene
sulla bontà degli ordini del giorno. Come dargli torto Io confido
molto, invece, su quest'ordine del giorno perché il Governo almeno
dia un colpo d'ala, dimostri per quello che rimane che è possibile
fare spending review pure nella nostra Sicilia. E' questo il senso.
Io ne approfitto, presidente Cascio, per informarla che,
purtroppo, stamattina, in assenza di documentazione che era
pervenuta alla I Commissione, lo dico proprio a lei perché ne
rimanga traccia, trenta secondi, ho chiamato il dottor Milazzo,
segretario di Giunta, per avere copia della delibera di nomina del
CAS. Mi dice che non c'è alcuna delibera di nomina dei componenti
del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Autostradale, mi
dice di rivolgermi alla dottoressa Lentini, la quale,
obiettivamente, pur nella sua massima gentilezza, mi dice che non
sa quale risposta darmi e che forse è in un verbale di giunta.
Debbo fare presente a quest'Aula, alla Commissione che si dovrà
riunire giorno due che gli è arrivato solo un elenco. Gradirei
sapere la procedura e l'istruttoria perché qua debbono decidere in
Commissione e fare l'apprezzamento su un'istruttoria che,
obiettivamente, manca.
Io non entro nel merito di una lettera, a firma del Presidente
della Regione, arrivata a lei, presidente Cascio, dove si dice che
la Giunta ha assentito. Noi siamo in una Pubblica amministrazione,
non c'è l'assenso verbale.
Un altra raccomandazione: mi affido al presidente Lombardo, spero
che almeno dimostri, con un atto, di avere veramente a cuore
l'interesse della Sicilia e che non passi alla storia come il
titolare del nominificio. Firmi la pubblicazione in Gazzetta
Ufficiale venerdì della legge che impropriamente è stata definita
blocca nomine , ma è una legge sulla trasparenza. Se non lo fa
lui, che lo faccia come primo atto il vicepresidente della Regione,
il dottore Massimo Russo, per il rispetto che nutro nei confronti
della toga che lui ha indossato prima che ricoprisse questo
importante incarico in rappresentanza della Regione siciliana.
Ho voluto fare questo intervento perché venga verbalizzato ed
anche per capire sulla base di quali atti si pronunceranno i
componenti della Commissione. Verifichino se i nomi che sono stati
indicati e sentiti in assenza di atti e procedure, se
effettivamente ci sono i requisiti di legge e se c'è l'esperienza
quinquennale.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, riprendendo anche l'intervento del
collega Beninati sulla serietà e sull'importanza degli ordini del
giorno e sappiamo come l'ordine del giorno, di fatto, serve a poco
e a nulla, poter sottoporre all'Aula un ordine del giorno come il
755 che pone gli interventi urgenti per la riduzione e la
razionalizzazione della spesa pubblica regionale; dopo che
l'Assemblea regionale, in Commissione, non è riuscita a varare i
provvedimenti che venivano richiesti, dopo che vi è in atto una
discussione tra tavoli tecnici per come recepire alcune indicazioni
che vengono da Roma, chiudere questa legislatura e dare, ad un
Governo dimissionario, che può operare in ordinaria
amministrazione, un ordine del giorno dove deve poter attuare la
riforma della razionalizzazione della spesa pubblica, senza sentire
i sindacati, senza sentire le parti sociali, senza, di fatto,
ascoltare i nuovi parlamentari regionali ed il nuovo Governo che
sarà autorevolmente presente con la discussione con il Governo
nazionale, mi sembra fortemente poco credibile per non dire ,di
fatto, ridicolo.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, ovviamente, il
parere del Governo è favorevole. Il Governo aveva presentato come è
noto un emendamento; di fronte all'impossibilità di addivenire alla
normazione di queste fattispecie si è ritenuto, da parte della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, di procedere con
un ordine del giorno.
Il Governo procederà con rispetto di tutti gli impegni che si
assumono e si assumeranno a Roma, con rispetto di tutti i confronti
sindacali e sociali, ma si dovrà procedere speditamente al
contenimento ed alla razionalizzazione della spesa, pur ricorrendo
a misure amministrative; vorrei ricordare onorevole Cimino, che le
stesse misure amministrative che l'anno scorso, in estate,
consentirono la delibera di Giunta numero 207, che la Corte dei
conti, quest'anno, ha definito un atto di moralità amministrativo-
finanziaria. Quindi, su questa moralizzazione amministrativo-
finanziaria proseguiremo, al fine di consegnare al nuovo Governo
un'Amministrazione che ha già ridotto i costi dov'è possibile in
via amministrativa. Ovviamente, il parere è positivo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 755. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Con il voto contrario degli onorevoli Beninati, Caputo, Cimino,
Incardona, Scilla, Bufardeci, Scoma, Torregrossa, Vinciullo, Mineo
e Campagna.
Si passa all'ordine del giorno numero 756, a firma degli
onorevoli Falcone, Vinciullo, Pogliese e Caputo. Il parere del
Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Credo che sulla base
dell'applicazione delle leggi regionali, il Governo non può che
essere favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 757, a firma degli onorevoli
Mineo, Bufardeci, Scilla, Cimino, Incardona. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Il parere è contrario poiché gli
onorevoli deputati chiedono di paralizzare l'attività
amministrativa del Governo.
PRESIDENTE. Si fermi, Assessore. E' inammissibile non l'avevo
letto.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Assestamento del bilancio
della Regione per l'anno finanziario 2012» (938/A)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio palese
nominale del disegno di legge numero 938/A «Assestamento del
bilancio della Regione per l'anno finanziario 2012».
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 79
Votanti 78
Maggioranza 40
Favorevoli 43
Contrari 5
Astenuti 30
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, martedì 31
luglio 2012, alle ore 18.05, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
- Comunicazioni del Presidente della Regione.
La seduta è tolta alle ore 17.53
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti alle
ore 20.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
ASSESTAMENTO DEL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO
FINANZIARIO 2012 . (N. 938/A)
-All'articolo 2:
Emendamento 2.3.R: (votato per parti separate)
1. Gli articoli 2, 3, 4, 5, 6 sono soppressi.
2. All'articolo 7 sono soppresse le parole tenuto altresì conto
degli effetti della presente legge e la TAB B è sostituita dalla
seguente:
TABELLA B
VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
2012 - ASSESTAMENTO
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
DISAVANZO FINANZIARIO
CAPITOLI DENOMINAZIONE VARIAZIONI
00001 DISAVANZO FINANZIARIO RELATIVO AI FONDI 2.380.72
ORDINARI DELLA REGIONE 9,73
TOTALE VARIAZIONI AVANZO 2.380.72
9,73
*: V = Fondi vincolati
TABELLA B
VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
2012 - ASSESTAMENTO
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
AMMINISTRAZION 04 - ASSESSORATO REGIONALE ECONOMIA
E
RUBRICA 02 - DIPARTIMENTO REGIONALE BILANCIO E TESORO
TITOLO 01 - SPESE CORRENTI
DENOMINAZIONE VARIAZIONI
CAPITOLI
AGGREGATO ECONOMICO: 5 - ONERI COMUNI
RELATIVI A SPESE DI PARTE CORRENTE
UNITA' PREVISIONALE DI BASE: 9 - -
INFORMATICA DI SERVIZIO 194.229,73
21251 SPESE PER LA GESTIONE ED IL COORDINAMENTO -
4 DEI SISTEMI INFORMATIVI E SPESE PER 194.229,73
L'INNOVAZIONE TECNOLOGICA DELLA REGIONE E
PER LE FINALITA' DI CUI ALL'ART. 56 DELLA
LEGGE REGIONALE 27 APRILE 1999, N. 10
UNITA' PREVISIONALE DI BASE: 99 - ALTRI -
ONERI COMUNI 200.000.000,00
21571 FONDO CORRISPONDENTE ALLA QUOTA NON -
3 UTILIZZABILE DEL MAGGIORE AVANZO ACCERTATO 273.685.000
(FONDI LIBERI) ,00
21573 FONDO NON UTILIZZABILE DESTINATO ALLA
2 SALVAGUARDIA DEGLI EQUILIBRI DI BILANCIO 73.685.000,
00
TOTALE VARIAZIONI TITOLO I - -
AMMINISTRAZIONE 4 - RUBRICA 2 200.194.22
9,73
*: V = Fondi vincolati
TABELLA B
VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
2012 - ASSESTAMENTO
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
AMMINISTRAZ 09 - ASSESSORATO REGIONALE DELL'ISTRUZIONE E DELLA
IONE FORMAZIONE PROFESSIONALE
RUBRICA 02 - DIPARTIMENTO REGIONALE ISTRUZIONE E FORMAZIONE
PROFESSIONALE
TITOLO 01 - SPESE CORRENTI
CAPITOLI DENOMINAZIONE VARIAZIONI
AGGREGATO ECONOMICO: 3 - SPESE PER
INTERVENTI DI PARTE CORRENTE
UNITA' PREVISIONALE DI BASE: FORMAZIONE DEL -
PERSONALE SPERIMENTAZIONE ED ALTRE ATTIVITÀ 1.446.000,
DIDATTICHE 00
37252 SPESE PER LE ATTIVITÀ RELATIVE
2 ALL'ISTRUZIONE RICORRENTE ED ALLA -
SPERIMENTAZIONE DELLE SCUOLE DI ORDINE E 1.446.000,00
GRADO
TOTALE VARIAZIONI TITOLO I - AMMINISTRAZIONE -
9 - RUBRICA 02 1.446.000,00
*: V = Fondi vincolati
TABELLA B
VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
2012 - ASSESTAMENTO
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
AMMINISTRAZION 04 - ASSESSORATO REGIONALE ECONOMIA
E
RUBRICA 02 - DIPARTIMENTO REGIONALE BILANCIO E TESORO
TITOLO 02 - SPESE IN CONTO CAPITALE
DENOMINAZIONE VARIAZIONI *
CAPITO
LI
AGGREGATO ECONOMICO: 8 - ONERI COMUNI
RELATIVI A SPESE IN CONTO CAPITALE
UNITA' PREVISIONALE DI BASE: 1 - FONDO DI -
RISERVA 1.008.316.8
11,98
61390 FONDO PER LA RIASSEGNAZIOEN DEI RESIDUI -
5 PASSIVI DELLE SPESE IN CONTO CAPITALE, 1.008.316.8
ELIMINATI NEGLI ESERCIZI PRECEDENTI PER 11,98
PERENZIONE AMMINISTRATIVA, E PER LA
UTILIZZAZIONE DELLE ECONOMIE DI SPESA
DERIVANTI DA STANZIAMENTI CON VINCOLO DI V
SPECIFICA DESTINAZIONE, NONCHÉ PER
L'UTILIZZAZIONE DELLE MAGGIORI ENTRATE
ACCERTATE SU CAPITOLI IN CONTO CAPITALE
CONCERNENTI ASSEGNAZIONI DELLO STATO,
DELL'UNIONE EUROPEA E DI ALTRI ENTI.
TOTALE VARIAZIONI I AMMINISTRAZIONE 04 -
TITOLO 02 -
1.008.316.8
11,98
*: V = Fondi vincolati
Emendamento 2.3.R.1
Nello stato di previsione della spesa del bilancio regionale per
l'esercizio finanziario 2012 sono introdotte le ulteriori
variazioni di cui alla tabella B.
- UPB 4.2.1.3.3 capitolo 215724 -3.200 migliaia
di euro
- UPB 7.2.1.1.2 capitolo 108539 -1.200 migliaia
di euro
- UPB 5.3.1.1.2 capitolo 242526 -2.000 migliaia
di euro
- UPB 7.2.1.5.1 capitolo 108501 -100 migliaia
di euro
- UPB 13.2.1.3.1 capitolo 472514 -500 migliaia
di euro
- UPB 4.2.1.5.99 capitolo 215732 +9.000 migliaia
di euro
- UPB 6.4.1.3.1 capitolo 313314 -2.000 migliaia
di euro