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Resoconto d'Aula della Seduta n. 374 di martedì 31 luglio 2012
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   DONEGANI,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art 127) sono effettuate mediante  procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Pogliese è  in  congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   - Norme in materia di guide turistiche. (n. 949)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Pogliese, Falcone e Caputo in data 27 luglio 2012.

   -   Misure  per  l'approvvigionamento  finanziario  della  Regione
  siciliana   e   la   razionalizzazione  della   finanza   pubblica.
  Disposizioni  per  la  realizzazione  di  opere,  infrastrutture  e
  servizi  di  pubblica utilità, con i nuovi strumenti finanziari  di
  Partenariato Pubblico Privato (PPP). (n. 950)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Pogliese, Falcone e Caputo in data 2 luglio 2012.

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
  alle Commissioni:

                       AFFARI  ISTITUZIONALI (I)

   -  Azienda sanitaria provinciale di Catania-Designazione direttore
  generale.  (n. 258/I).
   pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.

   -   Azienda   sanitaria  provinciale  di  Agrigento  -Designazione
  direttore generale. (n. 259/I).
   pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.

   - Azienda sanitaria provinciale di Messina -Designazione direttore
  generale. (n. 260/I).
   pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.

   -   Azienda   sanitaria  provinciale  di  Ragusa   -  Designazione
  direttore generale. (n. 261/I).
   pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.
   -  Consorzio Autostrade Siciliane (C.A.S.)-Designazione presidente
  e componenti Consiglio direttivo. (n. 262/I).
   pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.

   - Ente parco dei Nebrodi. Designazione Presidente. (n. 263/I).
   pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.

   - Ente parco dell'Etna. Designazione Presidente. (n. 264/I).
   pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.

   - Istituto regionale del vino e dell'olio. Designazione componente
  del Consiglio di Amministrazione. (n. 265/I).
   pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.

   -   Istituto   regionale  Incremento  Ippico   per   la   Sicilia.
  Designazione Presidente. (n. 266/I).
   pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.

   -   Azienda   ospedaliera  di  rilievo   nazionale   e   di   alta
  specializzazione  Civico  di  Cristina  Benfratelli   di   Palermo.
  Designazione direttore generale. (n. 267/I).
   pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Rinnovo del Consiglio Regionale dei Beni Culturali -Designazione
  componenti.- Legge regionale n. 80/1977
   pervenuto in data 30 luglio 2012 e inviato in data 30 luglio 2012.

   Onorevoli  colleghi, per consentire alla Commissione  Bilancio  di
  completare  i  lavori sul disegno di legge n.  938/A,  sospendo  la
  seduta, avvertendo che riprenderà alle ore 12.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.13, è ripresa alle ore 12.14)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


            Seguito della discussione del disegno di legge
          «Assestamento del bilancio della Regione per l'anno
                     finanziario 2012» (n. 938/A)

    PRESIDENTE   La seduta è ripresa. Si passa II punto   dell'ordine
  del giorno: Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Assestamento  del  bilancio della Regione per  l'anno  finanziario
  2012» (938/A) posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ricordo  che  nella  seduta n. 372 del 27 luglio  2012  era  stato
  approvato il passaggio all'esame degli articoli.
   In attesa del Governo, si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
            Variazioni allo stato di previsione dell'entrata
                       del bilancio della Regione

   1.  Nello  stato  di  previsione dell'entrata del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2012  sono  introdotte   le
  variazioni di cui all'annessa tabella  A'.»

   All'articolo  1 non sono stati presentati emendamenti.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  separatamente  in  votazione  l'articolo  1  e
  l'annessa Tabella A.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                   Anticipazioni in conto buonuscita

   1.  A  decorrere  dall'anno  2012,  quota  parte  della  dotazione
  finanziaria di cui all'U.P.B. 7.2.1.2.2, capitolo 108009, destinata
  alle  finalità  dell'articolo 20 della legge  regionale  15  giugno
  1988,  n. 11, non costituisce spesa di natura obbligatoria ai sensi
  dell'articolo 26 della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

   2. Per quanto disposto dal comma 1, nel bilancio della Regione per
  il  triennio  2012-2014  la spesa prevista  nell'U.P.B.  7.2.1.2.2,
  capitolo  108009  viene  ridotta  per  ciascun  anno  del  triennio
  dell'importo  rispettivamente di 12.000 migliaia  di  euro,  11.000
  migliaia di euro e 10.000 migliaia di euro.

   3.  Per  le  finalità  dell'articolo 20 della legge  regionale  15
  giugno 1988, n. 11, è determinata per l'anno 2012 la spesa di 5.500
  migliaia  di  euro, per l'anno 2013 la spesa di 11.000 migliaia  di
  euro  e  per  l'anno 2014 la spesa di 10.000 migliaia di  euro.  Ai
  relativi  oneri  si  fa  fronte  nel  bilancio  della  Regione  per
  l'esercizio  finanziario corrente e per gli anni 2013  e  2014  con
  parte  della riduzione di spesa prevista per i rispettivi anni  dal
  comma  2  del  presente  articolo  all'U.P.B.  7.2.1.2.2,  capitolo
  108009».

   Onorevoli  colleghi,  all'articolo 2  sono  stati  presentati  gli
  emendamenti   2.2,  2.1  ed  il subemendamento   2.1.1  interamente
  sostitutivo dell'articolo 2, a firma del  Governo.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente,  vista l'importanza  del  testo  -  e
  considerata  anche  la  rilevanza rispetto alle  procedure  che  si
  stanno  attivando - riterrei che sia opportuno che il  Governo,  su
  ogni   articolo  che  il  Presidente  dell'Assemblea  propone  alla
  votazione,   prima  di  richiedere  il  parere  della   Commissione
   Bilancio' sul testo, possa fare una breve relazione.
   Francamente  non  vedo  nessuno nei banchi  del  Governo,  non  ho
  sentito  nessun  parere  da  parte della Commissione,  abbiamo  già
  votato   qualche  articolo.  Riterrei  che  le  procedure  dobbiamo
  rispettarle  anche per capire ciò che votiamo, prima di  apprendere
  le impugnative da parte del Commissario dello Stato.

   PRESIDENTE.  L'articolo 1, è già stato votato e non  c'era  nessun
  tipo  di  parere  da richiedere. Sull'articolo 2 avrei  chiesto  il
  parere  alla  Commissione,  ovviamente, nel  frattempo  è  arrivato
  l'assessore Armao e quindi possiamo proseguire.
   Assessore Armao, siamo all'articolo 2,  al subemendamento 2.1.1, a
  firma del Governo, che riscrive interamente l'articolo 2. Il parere
  della Commissione?

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, sicuramente le hanno riferito  che  la
  Commissione Bilancio non ha dato esiti positivi rispetto  a  quelli
  che dovrebbero essere gli apprezzamenti su diversi emendamenti.
   E'  chiaro che se si va avanti, così come il Governo vuole fare in
  questo  momento,  non solo sull'assestamento, che  peraltro  è  già
  stato  votato all'articolo 1, ma anche sulle materie proposte senza
  tenere  conto  di quello che è emerso in Commissione, non  possiamo
  trovarci  d'accordo,  perché significa  dare  copertura  ad  alcune
  emergenze e sottovalutarne altre.
       Non  ritengo,  quindi, che con questo clima  si  possa  andare
  avanti, proponendo ancora riscritture di emendamenti dove incidiamo
  su un Fondo che è molto particolare, per chiudere partite che, come
  ho  sentito  anche da parte del capogruppo del Partito Democratico,
  in  Commissione, sono  delle spese che dovremmo  attenzionare'  non
  solo  con l'attività legislativa, e in questo caso piuttosto stiamo
  coprendo un'attività amministrativa.
       Quindi   ritengo   che   il  Governo  dovrebbe   accontentarsi
  dell'assestamento di bilancio e non proseguire su  tutte  le  altre
  materie che voglio riepilogare in cinque punti in modo che sappiamo
  di cosa stiamo parlando.
       Si tratta delle cosiddette navi RO/RO,  coperture il contratto
  al  31/12,  il  trasporto pubblico locale, l'azienda siciliana  dei
  trasporti, il precariato e i dissalatori.
   Da  quello  che ci viene riferito dall'Assessorato per  l'economia
  non  c'è  copertura per queste cinque materie; non è  che  possiamo
  dividere  il  Parlamento su alcune emergenze  e  su  altre  no,  se
  emergenze sono.
   Quindi,  chiedo  al Governo di ritirare tutti gli emendamenti,  di
  accontentarci dell'assestamento di bilancio e di proseguire con  il
  disegno  di  legge  n.  900/A e con la  spending  review  che  sarà
  presentata,  immagino,  come maxi emendamento  a  quel  disegno  di
  legge.
   Se,  invece, si vuole continuare provocando un'insanabile  rottura
  in  Parlamento, ritengo che è compromesso anche l'esame del disegno
  di legge n. 900/A.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessore  Armao,
  credo  che il clima che si respira in Aula, oggi, ma ancora  prima,
  qualche  minuto fa, quello nella Sala della Commissione  Bilancio',
  sia un clima estremamente drammatico per la Sicilia.
   Ci  troviamo  di fronte a situazioni delicatissime  che  impongono
  l'adozione di atti importanti da parte del Governo e del Parlamento
  per fare fronte ad alcune emergenze siciliane.
   L'onorevole Mancuso ne ha tratteggiato alcune, io credo  che  oggi
  in  questo ultimo giorno dell'attività di questo Parlamento, sempre
  che  il presidente Lombardo mantenga l'impegno di rassegnare, oggi,
  le  dimissioni, dia l'idea di quello che è stato fatto alla Sicilia
  in  questi  quattro anni e  mezzo, che è stata devastata,  è  stata
  solcata, è stata messa in ginocchio.
   Oggi,   noi  ci  troviamo  di fronte a problemi  gravissimi,  come
  quello dei precari, dei trasporti marittimi, del trasporto pubblico
  locale,  dei dissalatori, per i quali il Governo, signor Presidente
  dell'Assemblea, appena qualche minuto fa, ha allargato le  braccia,
  dicendo   che   c'è  una  somma  totalmente  insufficiente,   forse
  addirittura meno di un terzo, per far fronte a quello che serve per
  garantire l'immediatezza della risoluzione dell'emergenza.
   Signor  Presidente,  non so cosa il Governo  oggi  dovrebbe  fare,
  anche  se  sono queste le situazioni, anche in limine litis,  dalle
  quali  si  evidenzia lo spessore e la capacità di essere uomini  di
  governo.
   Non  so come troveremo le soluzioni, ma oggi non possiamo dire  ai
  precari che saranno ancora più precari o che non potremo portare le
  bombole  di gas, i carburanti, non potremo ritirare i rifiuti  alle
  Isole,  perché   mancano i soldi o che andremo ad  assetare  intere
  parti della Sicilia, perché si fermeranno i dissalatori.
   Oggi,  onorevoli colleghi, visto che probabilmente  sarà  l'ultima
  seduta  di  questa legislatura, almeno diamo un segno tangibile  di
  amore e di affetto per la Sicilia.
   Poi,  saranno  i cittadini a giudicare chi è responsabile,  chi  è
  connivente  di  questo  sfascio e chi,  invece,  con  posizioni  di
  chiarezza,  ha  cercato di evitare lo sfascio  di  questa  Sicilia,
  anche restando ai margini delle stanze del potere di questo Governo
  e di parte del Parlamento.
   Però,  signor Presidente, le chiedo di fare in modo che non arrivi
  più  nessun  emendamento  e  che  il  Governo  trovi  la  copertura
  indispensabile  per  risolvere questi  problemi,  che  non  possono
  essere  sfogliati come la margherita  uno sì e uno  no'  ma  devono
  essere risolti contestualmente perché ogni argomento è un dramma di
  questa Sicilia.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   dobbiamo
  ammettere  che, nonostante ore ed ore passate in Commissione  sulla
  riformulazione  del testo oggi in Aula, non si  è  trovata  nessuna
  intesa,  nessun accordo e il testo ritorna così com'era partito  da
  quest'Aula  per ritornare in  Commissione. Credo che  il  clima  di
  queste  ultime ore di vita parlamentare non debba farci perdere  di
  vista che nel testo c'è una norma che riguarda gli enti locali, che
  riguarda migliaia di persone che lavorano negli enti  locali,  vale
  a dire il rimpinguamento del Fondo per il precariato.
   Qualora, stamattina, il Governo non assecondasse l'approvazione di
  questa  norma, metteremmo a rischio negli ultimi mesi  dell'anno  i
  rapporti  contrattuali con i lavoratori già in apprensione  per  il
  loro  destino  a  partire  dal 1 gennaio  2013,  ma  metteremmo  in
  difficoltà   interi  nuclei  familiari  che  vivono  con   i   soli
  cinquecento euro al mese dell'assegno che, attraverso l'INPS, viene
  erogato ai lavoratori cosiddetti  LSU .
   Per  cui, se norme vanno salvate, questa è una norma che  non  può
  non  essere  approvata, perché se non viene approvata  ci  sarà  un
  danno  nei  confronti  degli enti locali che per  i  contratti,  in
  qualche  maniera  dovranno fronteggiare con i loro bilanci  sapendo
  che  i  trasferimenti nello Stato e nella Regione sono  falcidiati.
  Chi  pagherà di più, e più alto il conto, sono quei lavoratori  che
  non  hanno avuto la fortuna né di entrare nell'infornata dei  4.500
  contrattisti   stabilizzati   della   Regione   né    tra    quelli
  contrattualizzati dagli enti locali e dalle ASI.
   La  mancata  approvazione  di questa norma,  pertanto,  di  questa
  variazione  di bilancio, in realtà, penalizzerebbe quelli  che,  se
  siamo costretti a fare una graduatoria, considero gli ultimi tra  i
  precari:  quelli  che  non  hanno alcuna  copertura  previdenziale,
  quelli  che  da anni lavorano senza alcuna possibilità  di  vedersi
  riconosciuto  un ruolo, una funzione che svolgono  ogni  giorno  e,
  chiaramente,  l'INPS non erogherà loro alcun assegno  nei  mesi  di
  ottobre,  novembre  e dicembre, perché il fondo  manca  di  qualche
  milione di euro.
   Alla fine, se si dovesse decidere di ridurre le norme che oggi  si
  trovano  nel  testo,  alcune  su cui  ci  sono  grandi  perplessità
  rispetto  alla  metodologia,  se  si  dovesse  arrivare  a   questa
  conclusione,  prego il Governo e l'Aula di tenere nel debito  conto
  l'approvazione di questa norma che consentirebbe di tenere regolare
  il pagamento dei lavoratori LSU fino al 31 dicembre.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   dobbiamo
  evitare,  per  quello  che è ormai possibile  evitare,  che  questa
  nostra  legislatura  finisca nella maniera -  mi  sia  permesso  di
  utilizzare  un  aggettivo  anche forte  -  più  indegna  possibile.
  Cerchiamo di evitarlo.
   Concludere  questo nostro mandato, oggi, sostanzialmente,  ancora,
  con  le  manovre  di  bilancio non del tutto  concluse,  credo  che
  sarebbe  veramente  un'ulteriore sconfitta ed un ulteriore  disdoro
  per tutti.
   Ritengo che abbiamo ancora le ore, perché non credo che ci  voglia
  molto tempo, dopo tutti questi mesi, per esitare, nella maniera più
  snella,  l'assestamento,  cercando di risolvere  alcune  questioni,
  come   venivano  poc'anzi  ricordate,  a  partire,   ma   non   per
  un'elencazione,  da quelle che attengono agli  enti  locali  o  che
  attengono  agli ASU o che attengono a tutte le altre problematiche,
  trasporto, Isole minori, dissalatori, che possono interessare,  non
  c'è dubbio, problemi acuti della Sicilia.
   Credo,  signor  Presidente, che anche i circa 160 emendamenti  che
  sono  stati  proposti al disegno di legge n. 900, quel  disegno  di
  legge  che  doveva  essere  la sintesi delle  norme  stralciate  in
  occasione del bilancio e della finanziaria, oggi potrebbero, con un
  poco  di  buona  volontà, potere essere esaminate e, evidentemente,
  previa  l'esclusiva verifica che si tratta di emendamenti  di  mera
  utilità  generale, senza alcun costo per il bilancio, ma potrebbero
  essere   tante  norme  che  potrebbero  risolvere  questioni   che,
  altrimenti, la Regione pagherà.
   Faccio  un  esempio  per tutti. Ho avuto  modo  già  di  farlo  in
  conferenza dei capigruppo.
   Amici  miei, se non poniamo correttivi, come ha fatto lo Stato,  a
  proposito  della legge n. 488,  a proposito degli indicatori  della
  occupazione,  che  con  la 488 li ha esclusi dalle  Regioni,  della
  revoca,   nel  caso  in  cui  non  fossero  stati  mantenuti,   noi
  riusciremmo nel doppio scopo, tutto negativo e tutto a danno  della
  nostra  Regione,  quello  di  vedere revocati  i  finanziamenti  ai
  Siciliani per riconsegnare somme a Bruxelles.
   Ritengo  che  completare  questa nostra legislatura,  senza  porre
  rimedio a questa, come  a tante altre piccole norme, ribadisco, non
  di  spesa,  che  possono risolvere questioni strutturali  nei  vari
  campi,  anche della medicina, anche della sanità, penso  ai  medici
  sportivi, penso alla possibilità di trasferire, anche parzialmente,
  moduli  pienamente  autorizzati  all'interno  dei  distretti  della
  stessa provincia, evidentemente, sulla premessa della loro utilità,
  norme   senza   spesa,  norme  che  interessano  il   mondo   della
  cooperazione,  noi, Presidente Cascio, non possiamo non farle.
   Dobbiamo  fare  questa  seduta non stop,  il  Presidente  Lombardo
  ritardi eventualmente di un'ora, di due ore le sue dichiarazioni di
  dimissioni,  ma  facciamo assolutamente tutto quello  che  dobbiamo
  fare  da  ora  fino  a  quel momento tentando,  effettivamente,  di
  esitare il tutto.
   Ottenere le dimissioni alle 16.30 piuttosto che alle 17.30 per non
  fare quello che può essere utile alla Sicilia credo che sarebbe una
  vera  abiura.  Il tutto va assolutamente definito,  a  mio  avviso,
  nella giornata, ovviamente, di oggi.
   Abbiamo  tutti  gli occhi puntati per definire  questa  vicenda  e
  chiudere  questa pagina triste, purtroppo, della vita della  nostra
  Assemblea  e della nostra Regione sul piano del Governo, però,  non
  perdiamo  questa opportunità di fare sì che insieme ad  uno  snello
  assestamento  che salvaguardi alcuni di quei comparti  che  abbiamo
  citato  non  si  faccia un disegno di legge n. 900  approvando  una
  serie di norme senza costo che sarebbero di grande risoluzione.
   Concludo insistendo proprio sul danno ancora più grande di  questa
  beffa  che  vivremmo  a  proposito  dei  fondi  comunitari.  Stiamo
  attenti, siamo già nella condizione di questo grande ritardo  sulla
  spesa  comunitaria,  immaginiamoci se anche  sui  fondi  2000-2006,
  fondi assegnati a vari soggetti nei vari comparti del POR 2000-2006
  dovessero essere restituiti, aggiungeremmo al danno 2007-2013 anche
  la restituzione di fondi spesi negli anni precedenti in una Regione
  che  chiaramente,  non  so come, potrebbe  sostenere  anche  questo
  ulteriore rimborso di risorse.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   more   solito
  quest'Aula, devo dire per colpa del Governo, arriva sempre in  zona
  Cesarini   nell'affrontare i problemi e naturalmente li affrontiamo
  nella maniera peggiore.
   Questa  volta,  ancor peggio, perché se questa  è,  come  dovrebbe
  essere  e  come  sarà, l'ultima seduta dell'Assemblea,  parlare  di
  problemi  finanziari e di bilancio è difficile e crea  sospetti,  a
  maggior  ragione quando noi parliamo di dare copertura a  categorie
  svantaggiate  come alcuni pezzi di precariato, dando  l'impressione
  di sfruttare l'argomento come tema di campagna elettorale.
   So  che  se  daremo copertura per garantire il rapporto di  lavoro
  perché di questo si tratta, perché non si può interrompere,  non  è
  soltanto  un problema di copertura finanziaria per le retribuzioni,
  ma  anche per esperienze che abbiamo vissuto per altre categorie di
  precari in questa Regione siciliana, se si dovesse interrompere  il
  rapporto  di  lavoro  non potrebbero essere più  recuperati  questi
  soggetti,  so già che andremmo a finire nelle grinfie di Rizzo  del
  Corriere della Sera, però è una strada obbligata perché e quindi la
  invito con il cuore e con la mente a sforzarsi, a dare copertura  e
  ad  eliminare questo provvedimento di legge prima di ora di  pranzo
  perché  non  possiamo  farci carico e responsabilità  di  ulteriore
  disoccupazione in Sicilia, certo nel passato si è esagerato,  certo
  abbiamo  un  numero  di dipendenti precari e a tempo  indeterminato
  esasperato,  esagerato, fuori da ogni logica economica  di  finanza
  pubblica, tutto questo è vero, ma dobbiamo cominciare adesso, e  in
  maniera   così  repentina  e  vigliaccamente  violenta,  a  colpire
  categorie  svantaggiate che, anche per l'età,  non  potrebbero  più
  trovare collocazione lavorativa.
   Io  credo che questo sul piano, oltre che giuridico, umano nessuno
  se lo può permettere.
   Che  ci  si critichi sul Corriere della Sera, ma la politica  deve
  dare anche risposte di umanità sociali e pedagogiche, anche se  può
  costare sul piano dell'immagine complessiva.
   Allora,  confermato  che una decisione di questo  genere  non  può
  essere  interpretata  come  decisione di campagna  elettorale,  tra
  l'altro  per  un  motivo semplicissimo: questi lavoratori  precari,
  LSU,  e altre categorie, hanno la testa per pensare. Ognuno  ha  il
  proprio  riferimento personale, il proprio riferimento di  partito,
  di ideologia. Forse sono tutti arrabbiati con noi, con tutti noi.
   Quindi, non è una operazione politica.
   Chi  ritiene  di  cavalcare la tigre delle  categorie  di  precari
  sbaglia  perché  a  questi  soggetti  non  interessa  niente  della
  politica e di tutti noi.
   Però,  noi  abbiamo un appello di coscienza che dobbiamo assolvere
  che  è quello di consentire la copertura finanziaria e, quindi,  il
  rapporto di lavoro.
   Se  non faremo questo sarà l'ultima bruttura di questa legislatura
  cominciata bene, svolta male, e che sta finendo peggio.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  devo  dire  che,
  purtroppo,  nonostante i suoi inviti a trovare  una  soluzione  che
  potesse  in  qualche modo fare raggiungere una rapida  approvazione
  dell'assestamento  di  bilancio, gli esiti della  Commissione  sono
  stati  pressoché  deprimenti poiché non  si  è  addivenuto  ad  una
  soluzione  che  potesse  contemperare delle  emergenze  perché,  in
  realtà,  non  mi sento di parlare di un aspetto, piuttosto  che  un
  altro,  perché in maniera non demagogica vorrei semplicemente  dire
  che  le  norme  che  sono state affrontate in Commissione,  la  cui
  copertura è stata richiesta, in maniera responsabile da ciascuno  è
  legata a coprire emergenze.
   Che  si  tratti  di lavoratori del trasporto pubblico,  o  che  si
  tratti  del  trasporto marittimo, o che si tratti dei  precari  dei
  comuni, o meglio i lavoratori dei comuni, credo che stiamo parlando
  di emergenze alle quali non possiamo non dare risposte. E io invito
  il Governo in questa fase, visto che siamo arrivati in Aula e visto
  che,  tra  l'altro,  siamo  agli  sgoccioli  di  questa  devastante
  legislatura,  sarebbe cosa buona e giusta che si cercasse  di  fare
  uno  sforzo perché le risorse che oggi abbiamo individuato  possano
  essere  allocate nella maniera meno dannosa per quelle che  saranno
  le   conseguenze  perché  il  non  appostare  le  somme   che   non
  consentiranno, per esempio, di traguardare la fine dell'anno e  non
  potranno consentire a molte famiglie siciliane, di potere avere  lo
  stipendio  a  fine mese è un problema che, secondo me, ha  priorità
  rispetto ad ogni tipo di valutazione.
   Allora,  siccome  delle indicazioni sono state date  da  parte  di
  ciascuno  dei  componenti della Commissione e non,  c'è  stato,  in
  qualche  modo,  un ragionamento che necessita di una  limatura,  io
  chiedo al Governo di fare uno sforzo perché, secondo me, con un po'
  di  buona  volontà  riusciamo a trovare la quadra  affinché  alcuni
  comparti  che  oggi  veramente sono  in  una  condizione  di  reale
  difficoltà   possano  quanto  meno  trovare  sollievo  per   questa
  conclusione di anno.
   Stiamo    parlando    dell'emergenza,   non    certamente    della
  programmazione, ma già questo sarebbe comunque tanto.
   Io  chiedo  di  volerci sospendere per qualche minuto  e  dare  la
  possibilità  al Governo insieme all'Aula di trovare una  soluzione,
  anche  con una Conferenza dei Capigruppo, perché ritengo che questo
  assestamento di bilancio non può essere espunto dalle cinque  norme
  che  prioritariamente sono state individuate perché abbiamo parlato
  di cinque emergenze che non possiamo lasciare inascoltate.
   Quindi, la semplice approvazione del documento tecnico sarebbe una
  ferita che noi infliggiamo in maniera letale alla Sicilia.
   Con  questo  appello,  quindi,  chiedo  che  venga  convocata   la
  Conferenza dei Capigruppo.

   GALVAGNO, Vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO,  Vicepresidente  della Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, io ammiro l'ottimismo della collega Caronia  la
  quale  fino  all'ultimo  non si vuole arrendere.  Probabilmente  fa
  bene,  ma  credo  che non abbiamo lavorato invano  per  oltre  otto
  giorni in commissione Bilancio, abbiamo cercato in tutti i modi  di
  risolvere il problema.
   Lei  sa  come  io  non  ero d'accordo, in assenza  del  presidente
  Savona,  a  che  lei informalmente restituisse alla commissione  il
  disegno di legge 938/A, non lo sono stato ancor di più ieri  quando
  formalmente, con un voto d'Aula, ha restituito alla II  commissione
  il  938/A  e siamo arrivati a questo punto perché avevo  chiaro  il
  quadro:   ad  ogni  restituzione  in  commissione  aumentavano   le
  emergenze.
   L'ultima  in  ordine di tempo - e della quale, vi garantisco,  non
  avevo  sentito  parlare per nulla durante tutte le  riunioni  fatte
  quest'anno in commissione Bilancio - è quella, che è saltata fuori,
  giusta, vera che riguarda i dissalatori.
   Ora, io credo che più noi terremo aperto questo problema, più  non
  arriveremo a soluzioni.
   Allora, con un sussulto di dignità, noi dobbiamo chiudere i  conti
  della  Regione,  dobbiamo  approvare il rendiconto  per  consentire
  all'Amministrazione di contrarre il mutuo con lo Stato.
   Per  cui io, formalmente, le chiedo di chiudere questo disegno  di
  legge  solo con il ripianamento del disavanzo e la nuova  Assemblea
  ed   il   nuovo  Governo  a  novembre  si  occuperanno  di   queste
  problematiche, che sono urgenti ed indifferibili ma che non sono di
  facile  soluzione, se non addirittura di impossibile  soluzione,  a
  meno che, fino ad oggi, con il Governo non abbiamo scherzato.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, facciamo l'ultimo  tentativo,  se
  riusciamo.
   Convoco la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari nella
  mia stanza adesso per un brevissimo incontro.
   La seduta è sospesa.

      (La seduta sospesa alle ore 12.47 è ripresa alle ore 14.57)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi,  ricordo che eravamo in fase  di  trattazione
  dell'articolo 2.
   Comunico  che è stato presentato, dalla Commissione, l'emendamento
  2.3R,  che verrà votato per parti separate. Il primo comma riguarda
  la  soppressione  degli articoli 2, 3, 4, 5 e 6; il  secondo  comma
  recita:   All'articolo 7 sono soppresse le parole   tenuto  altresì
  conto  degli  effetti  della presente  legge   e  la  tabella  B  è
  sostituita con la seguente  ' .

   CIMINO. Signor Presidente, l'esito della Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari?

     Comunicazioni sull'esito della Conferenza dei Presidenti dei
                          Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE. Comunico che l'esito della Conferenza dei Capigruppo è
  il  seguente: l'Aula esaminerà il disegno di legge n. 938/A  secco,
  l'assestamento di bilancio tecnico, cioè la copertura del disavanzo
  di due milioni e mezzo e basta.
   Nessun  altro  appesantimento  alla manovra  viene  consentito  e,
  quindi, tutti gli altri articoli vengono abrogati.

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, quindi,  significa
  che   il  disegno  di  legge  presentato  non  terrà  conto   della
  problematica  che riguarda i collegamenti marittimi  per  le  Isole
  minori;  non  terrà conto, quindi, della copertura finanziaria  dei
  precari. Andiamo, quindi, a votare asetticamente un provvedimento e
  vorrei capire quali benefici possa avere una legge del genere.
   Non  c'è  la capacità di riuscire a comprendere che ci sono  delle
  priorità, che all'interno del bilancio bisogna trovare la copertura
  rispetto a dei temi che non possono, assolutamente, aspettare.  Non
  si  può, non è corretto, non è giusto, oggi rispondere, nel momento
  in  cui abbiamo gli occhi puntati addosso e, non possiamo dare  una
  risposta che di fatto non c'è.
   Non  so  se  sia corretto bocciarlo o meno,  secondo  me  bisogna,
  ancora  una volta, cercare di trovare una soluzione per vedere  ciò
  che è possibile finanziare con fondi certi.
   E  qui, mi vorrei allacciare un attimo all'intervento che ho fatto
  ieri  sera  in  Aula,  quando qualche collega, che  difende  questa
  maggioranza, al mio intervento, ha replicato, accusandomi  di  fare
  degli  interventi precostituiti che hanno soltanto  l'obiettivo  di
  attaccare e delegittimare il Presidente Lombardo.
   Ora,  alla  luce di tutto ciò che sta avvenendo oggi in Aula,  era
  pretestuoso  il mio intervento? Era demagogico il mio intervento  o
  realmente  c'è  da vergognarsi rispetto a ciò che questa  Assemblea
  vorrebbe fare?
   E'  normale  che, oggi, non riusciamo a mantenere gli impegni  che
  sono stati presi, a tutti i livelli, ed io ritorno, sempre, ma  non
  perché mi appartiene come territorio forse un po' di più rispetto a
  qualche altro parlamentare. Ma secondo voi, è normale, mentre  oggi
  chi  sta facendo i collegamenti con le Isole minori, lo fa soltanto
  sulla  parola  del  Presidente  Lombardo  che  avrebbe  trovato  la
  copertura  finanziaria, mentre sono state date assicurazioni  dalla
  commissione bilancio, dalle più alte cariche politiche, che non  si
  troverà copertura finanziaria rispetto a questo problema?
   E'  normale non dare una risposta al mondo della caccia  che,  non
  comprendo  perché,  nel  momento in cui quel provvedimento  diventa
  un'entrata per le casse regionali.
   Ed  allora, mi rivolgo a quei colleghi che l'altra volta  mi hanno
  accusato  di  lesa  maestà, sono pazzo io, sono  strumentale  io  o
  indegni voi nel non sapere dare alcuna risposta?
   Ed allora, se volete rispondervi, vedete di riunirvi come Governo,
  come  maggioranza, ed anziché venire qui a fare i difensori non  so
  di  chi  o  di che cosa, mi è stato detto che sono stato,  nel  mio
  intervento, offensivo, perché il Presidente della Regione ha  fatto
  tante  cose  per  la Sicilia. Ed io, un deputato di  periferia,  mi
  permetto,  nel mio intervento, di offendere il Presidente  Lombardo
  che,  oggi,  lascia  i precari in mezzo ad una strada,  lascia  gli
  isolani

     (Interruzione)

     SCILLA  La smetta  La smetta  E da componente di Governo, vada a
  trovare  una  soluzione perché non è consentito, oggi, dare  questo
  spettacolo. Oggi dobbiamo avere la forza come politica, la politica
  vera  di  sederci attorno ad un tavolo e trovare le  soluzioni  per
  dare  delle priorità. Se soldi qualcuno mi dice che non ce ne sono,
  allora  non sono io strumentale quando dico che il Governo Lombardo
  non  è in grado di dare risposte. Io lo so bene, caro collega,  che
  il  Commissario dello Stato impugnerà parte anche di  questa  norma
  perché  nel  momento in cui lei mi vuole coprire le spese  correnti
  con i soldi degli investimenti, questa cosa non si può fare. Ma noi
  lo diciamo da qualche mese, forse anche da qualche anno, e qualcuno
  vorrebbe  anche replicare che anche noi siamo stati al Governo  con
  il Presidente Lombardo  Vero è  Noi siamo stati al Governo Lombardo
  perché così hanno voluto i cittadini siciliani.
   Signor  Presidente  -  e  le  chiedo  scusa  se  sono  intervenuto
  nuovamente  -,  tuttavia mi appello al buon  senso,  al  cuore,  al
  sentimento, non so a chi appellarmi perché non è consentito,  e  mi
  riferisco  a  tutti i parlamentari, a tutti i partiti  presenti  in
  Aula,  non  riuscire a trovare una soluzione che non  possa  essere
  quella di votare in maniera asettica questo provvedimento di legge.
   Dobbiamo,  in  qualche  maniera, riuscire a trovare  la  copertura
  finanziaria  per  arrivare fino ad ottobre e poi sarà  il  prossimo
  Governo,  sarà  la  prossima  Assemblea  a  vedere  di  trovare  le
  soluzioni
     definitive. Quindi il mio appello è che non si può votare questo
  disegno di legge così com'è.

      Comunicazione di nuova denominazione di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che il Presidente del  Gruppo  parlamentare
  MPA,  con la presente e per ogni effetto di legge, dà comunicazione
  del  cambiamento  della denominazione del gruppo  parlamentare  MPA
   Movimento  per  le  autonomie alleati  per  il  sud   nella  nuova
  denominazione  Movimento per le autonomie partito dei siciliani .

            Seguito della discussione del disegno di legge
          «Assestamento del bilancio della Regione per l'anno
                       finanziario 2012» (938/A)

   PRESIDENTE.  Si  riprende  il II punto   dell'ordine  del  giorno:
  Seguito  della  discussione del disegno di legge «Assestamento  del
  bilancio della Regione per l'anno finanziario 2012» (938/A)

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Lei lo ha chiesto per ultimo, prima di lei ci sono  27
  iscritti a parlare. Stia sereno, al suo turno parlerà.

   VINCIULLO.  Se lei spiega cosa stiamo facendo probabilmente  i  27
  deputati non parleranno.

   PRESIDENTE. Adesso lo preciserò nuovamente.

                        Sull'ordine dei lavori

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  perché
  per  evitare il rischio che si apra un dibattito su ciò che lei  ha
  comunicato  e  in relazione alla decisione adottata dalla  riunione
  dei Presidenti dei gruppi parlamentari.
     La decisione è quella di presentare il disavanzo così secco come
  è  stato portato in Aula, quindi è ovvio che ognuno di noi ha mille
  problemi da evidenziare, a cominciare da quello dei precari finendo
  al trasporto marittimo e a quello gommato. Però, se la riunione dei
  Presidenti   dei   gruppi   parlamentari   ha   deciso,    immagino
  all'unanimità,  di votare e presentare in Aula il provvedimento  in
  questi  termini,  è inutile che apriamo il dibattito perché sarebbe
  un   dibattito  che  ci  porterebbe  altre  due  ore  senza  nessun
  risultato. Pertanto, la prego e la invito, se possibile, di evitare
  questo dibattito e andare a votare su ciò che ha deciso la riunione
  dei Presidenti dei gruppi parlamentari.

   PRESIDENTE.  Onorevole Rinaldi, volevo dire  proprio  questo,  che
  l'intervento dell'onorevole Scilla, questa Presidenza lo  considera
  un  intervento reso per dichiarazione di voto sull'emendamento  2.3
  R. La sua quindi era una dichiarazione di voto.
   La  Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari si è riunita
  e  ha  stabilito  quanto ho detto testé, e cioè sostanzialmente  di
  procedere  all'assestamento tecnico che copre il disavanzo  di  2,5
  milioni di euro.
   Questa decisione finale, che non è stata priva di un ragionamento,
  anche  appassionato, operato dai vari gruppi politici  e  che  alla
  fine  ha  prodotto  il  risultato che non  ci  sono  le  condizioni
  finanziarie,  politiche per portare avanti altri  provvedimenti  in
  quanto  le  emergenze,  diciamo, sarebbero tante  e  le  condizioni
  finanziarie  non ci consentono in questo momento di porvi  rimedio.
  Pertanto,  la  soluzione  migliore, alla fine,  venuta  fuori  come
  sintesi  da  questa riunione lunga, articolata ed approfondita  sui
  temi è stata quella di approvare il documento  secco' e basta.  Per
  cui,  le dichiarazioni dei colleghi iscritti a parlare, per  quanto
  mi riguarda, sono dichiarazioni di voto rese all'emendamento 2.3 R.

     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 938/A

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    molto
  brevemente,  per  evitare  che tutto  questo  si  trasformi  in  un
  dibattito lungo e noioso, andando nel merito delle questioni, credo
  che  non  ci  voglia  molto a comprendere come un  assestamento  di
  bilancio fatto allo spirare della legislatura non possa non  tenere
  conto  di  problematiche  che  non  possono  essere  lasciate  fino
  all'insediamento della nuova Assemblea, del nuovo Parlamento,  cioè
  fino alla fine dell'anno in corso.
   Mi  riferisco  soprattutto alla copertura  finanziaria  del  Fondo
  unico  del  precariato  e mi riferisco ai trasporti  per  le  isole
  minori.
   A  prescindere dal merito di ciò che la Commissione Bilancio aveva
  già  approvato, apprezzato e deliberato, credo che questo  problema
  il  Governo  avrebbe dovuto affrontarlo in maniera più  netta,  più
  incisiva,  più determinata per trovare una soluzione a questi  temi
  dal  momento che in questo  momento, fuori da questo palazzo, fuori
  da queste mura, si levano urla di disperazione.
     Non  credo  sia un atto di grande responsabilità  da  parte  del
  Governo oggi non consentire, nell'ultima seduta del Parlamento,  di
  dare  una  parola  di  speranza netta ai  tantissimi,  migliaia  di
  precari  che da oggi vedono davvero più nero e più incerto il  loro
  futuro all'orizzonte.
   Per questa ragione, credo che lasciare in piena stagione turistica
  le   Isole  minori  senza  trasporti  e  lasciare  senza  copertura
  finanziaria  i  precari  della  nostra  Regione  sia  un  atto   di
  irresponsabilità gravissima che il Parlamento regionale non può che
  stigmatizzare rispetto alle scelte del Governo.
   Pertanto,  il  mio  è  un  giudizio assolutamente  negativo  sulla
  opportunità  di  stralciare  e  di  sopprimere  queste  norme  che,
  ribadisco,   sono   state   peraltro  discusse,   approfondite   in
  Commissione Bilancio e dalla stessa approvate.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo un paio  di
  battute per renderle anche il compito più semplice di questa ultima
  seduta che, chiaramente, si conclude malamente perché dopo giorni e
  giorni,  francamente, di stare in Commissione bilancio a modificare
  partite  di bilancio, poste di bilancio, ad immaginare e costruire,
  soprattutto  per  i  13 milioni del Fondo per  il  precariato,  una
  copertura finanziaria tale da non essere oggetto di impugnativa del
  Commissario  dello  Stato, chiaramente oggi rende  tutto  non  solo
  inutile,  ma  ci  fa sentire assolutamente inefficaci  rispetto  al
  bisogno  ed alla disperazione di quel mondo di cui parlava poc'anzi
  l'onorevole Gucciardi.
   La  rinuncia e le disattenzioni complessive del Governo su  questo
  tema  chiaramente  apriranno una ferita  che  riguarderà  gli  enti
  locali  e  persone in carne ed ossa, quei circa 6 mila precari  che
  vengono ogni mese retribuiti con un assegno dall'INPS.
   Pertanto,  qualora ci fosse ancora un briciolo di possibilità,  la
  prego, signor Presidente, viste anche le difficoltà del Governo che
  anzichè occuparsi di problemi, si occupa solo di nomine, di  potere
  recuperare  questa norma, soltanto questa norma, che  consentirebbe
  agli  enti locali di potere arrivare tranquillamente al 31 dicembre
  2012  e  alle migliaia di persone interessate, ripeto, in carne  ed
  ossa, di avere garantito questo reddito minimo.

   CARONIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che  con
  enorme  amarezza  prendo atto che questa Assemblea sta  completando
  nella maniera peggiore quelli che sono stati questi quattro anni in
  cui  il Governo, peraltro oggi assente, in questo momento è assente
  -  e  forse  è  meglio così perché le mie parole nei confronti  del
  Governo non riusciranno ad essere né garbate, né composte.
   Devo  dire  che questo ultimo balletto al quale il Governo  ci  ha
  sottoposti,  tre giorni e tre notti di Commissione  bilancio  nella
  quale  sono state proposte coperture finanziarie a temi di  estrema
  importanza ed urgenza, che sono stati smontati regolarmente  perché
  a  fronte  di  una proposta che veniva fatta, dopo qualche  ora  il
  Commissario  dello Stato dichiarava, a detta dell'assessore  Armao,
  che non erano delle formule sopportabili e supportabili.
   Abbiamo  assistito ad un balletto che in qualche modo ci ha  visti
  protagonisti, perché nel tentativo di aiutare il Governo a  trovare
  delle   coperture   finanziarie  che  potessero   dare   continuità
  lavorativa,  per  esempio, ai 30 mila precari che rimarranno  senza
  stipendio  nel mese di novembre e dicembre, abbiamo proposto  delle
  iniziative volte a ridurre alcuni capitoli di spesa che sono  stati
  lasciati nel capitolo morto regolarmente.
   La  Conferenza  dei  Capigruppo è stata  oggi  per  me  una  delle
  esperienze più tristi di questa legislatura. Avere preso  atto  che
  pur  essendo  di fronte a delle situazioni drammatiche riconosciute
  da  tutti, perché tutti in questa Aula siamo consapevoli che  avere
  tagliato  i  13  milioni durante quel bilancio, che la  maggioranza
  fatta  dal PD che ha sostenuto fino ad oggi il Governo Lombardo  ha
  votato, perché noi abbiamo votato un bilancio, o meglio, voi  avete
  votato un bilancio in cui questi 13 milioni, anzi 15 milioni,  sono
  stati  sottratti  proprio in quella occasione e sapevamo  benissimo
  che queste somme sarebbero state poi quelle necessarie a pagare gli
  stipendi.
   Io  lo  dico  perchè  nonostante oggi ci sia  la  volontà  ora  di
  ripristinare  qualcosa che è stato volontariamente tolto,  oggi  ci
  troviamo  di  fronte  alla impossibilità di  trovare,  addirittura,
  delle  somme che non sono sicuramente delle somme astronomiche  che
  avrebbero  consentito quanto meno di dare completezza ad una  norma
  che  noi abbiamo già varato,, quella che porta al 31 dicembre 2012,
  il  completamento delle attività dei precari dei comuni degli  enti
  locali siciliani.
   Non  stiamo  parlando  di qualche amico dell'onorevole  Caronia  o
  dell'onorevole  Maira, ma stiamo parlando di 30 mila  famiglie  che
  rimarranno in una condizione di totale disperazione a causa di  una
  scelta  che questo Governo ha voluto - perché devo dire che  è  una
  scelta voluta - perché non riesco ad immaginare come si possa  alla
  fine  destinare,  con quest'ultimo emendamento che viene  proposto,
  con  il quale sul fondo globale vengono messi circa 13 milioni, che
  non  potevano essere, invece, fondi disponibili. Bene, nel  momento
  in cui questi fondi avrebbero potuto essere destinati per lo meno a
  venire  incontro ad alcune delle emergenze - ed abbiamo parlato  di
  ben  cinque  emergenze, tutte cinque emergenze di  rilievo  per  la
  Regione  siciliana - non si sia voluto dare alla fine una soluzione
  concreta.
   Assessore  Armao,  la soluzione non la dovevo trovare  io,  io  ho
  proposto   delle  iniziative,  abbiamo  proposto  delle  idee,   le
  soluzioni  vanno corroborate alla luce di un percorso che  prevede,
  anche,  di  confrontarsi  con  chi osserva  ed  ha  il  compito  di
  controllare  la  liceità  e  la legittimità  delle  norme  che  noi
  variamo.
   Io  credo  che  in quest'Aula già più volte, nostro  malgrado,  ci
  siamo  ritrovati delle norme che poi sono state impugnate. Io  dico
  che  se c'era la volontà vera di portare a termine questo percorso,
  noi  oggi avremmo avuto un emendamento che, peraltro, era già stato
  inserito   nella   legge.  Infatti,  nel  testo   originario   sono
  riscontrabili  cinque  articoli che parlano di  cinque  fattispecie
  precise  che  oggi  vengono cassate per avere un arido  disegno  di
  legge  che  reca come denominazione  Assestamento . Ma su  cosa  ci
  siamo  assestati, sulla disperazione? Ci siamo assestati su  questa
  conclusione.
   Io  credo  che più tardi il Presidente Lombardo, prima  delle  sue
  dimissioni, dovrebbe chiedere scusa alla Sicilia, oltre che  a  noi
  parlamentari per averci sottoposto a questi devastanti quattro anni
  che  hanno  portato la Sicilia ad essere affamata e disperata  come
  non mai.

   CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che il mio
  è un voto contrario all'emendamento presentato dal Governo. Ma è un
  voto  contrario che io intendo motivare ed anche documentare -  non
  fosse  altro che per lasciare traccia, nelle ultime ore di vita  di
  questo  Parlamento,  che  passerà alla  storia  come  quello  degli
  inciuci, dei trasformisti e dei voltagabbana.
   Signor  Presidente, noi in queste settimane nelle  Commissioni  di
  merito,  e quindi anche in Commissione bilancio, pur rivestendo  un
  ruolo  di  opposizione  a questo Governo, abbiamo  dato  la  grande
  disponibilità perché venissero affrontati e risolti non i  problemi
  della  Sicilia, perché quelli grazie al Presidente Lombardo restano
  irrisolti, ma per dare soluzione almeno a quelli più drammatici.
   Abbiamo ascoltato i rappresentati dei precari siciliani e, quindi,
  i  sindaci;  abbiamo  ricevuto ed ascoltato i rappresentanti  degli
  ASU, altra categoria di sub precari della Sicilia; avete incontrato
  i  sindaci delle Isole minori che vi hanno rappresentato il rischio
  della totale paralisi in caso di interruzione sia dei trasporti, ma
  anche  dei  dissalatori, perché non dimentichiamo  che  vi  saranno
  intere  aree  della Sicilia che non potranno essere approvvigionate
  dall'acqua resa potabile. Con evidenti ripercussioni gravissime sia
  per l'ordine pubblico che per la salute.
   Signor  Presidente,  io  dopo  le sue comunicazioni  poc'anzi  sul
  contenuto  della  nefasta Conferenza dei Capigruppo,  l'ultima  per
  fortuna,  mi  sarei aspettato dal rappresentante  del  Governo,  il
  prof.,  avv. assessore Armao, una voce per dire: guardate troveremo
  una  soluzione, ci sforzeremo per garantire la soluzione di  queste
  emergenze.  Non una sola parola dal rappresentate del Governo  che,
  invece,   viene a chiedere di approvare la spending review che  non
  significa   altro  in  Sicilia  che  l'azzeramento   di   posizioni
  occupazionali,  economiche e sociali che  già  sono  a  rischio  in
  Sicilia.
   Signor  Presidente,  io  esprimo il voto  contrario  non  soltanto
  all'emendamento,  ma  il  forte  rammarico  da   siciliano   e   da
  parlamentare  nel constatare che a poche ore dalle  dimissioni  del
  Presidente  della Regione stiamo consegnando una Sicilia disastrata
  con  una manovra che serve soltanto a scongiurare l'impugnativa del
  bilancio e non certamente per risolvere i problemi della Sicilia.
   Credo  che dovrebbero vergognarsi  tutti coloro i quali in  questi
  anni hanno avallato le scelte di questo Governo. Le avete difese  e
  avete   tacciato   chi  faceva  l'opposizione  di  strumentalizzare
  l'attività  del Governo e del Parlamento.  Credo che  vi  dovreste,
  politicamente, vergognare.
     E  vorrei  ora  che voi scendeste giù da questo  Parlamento  per
  incontrare  le  centinaia  di persone che rappresentano  i  precari
  siciliani   che  sono  qui  da  ieri  sera  e  che  aspettano   una
  rassicurazione  per  la  certezza del loro  futuro.  Che  cosa  gli
  direte?  Che  avete  fatto  ieri il tentativo  per  nominare  venti
  soggetti  trombati dalla politica che dovevano diventare  merce  di
  attività clientelare? Cioè, la preoccupazione di Lombardo  non  era
  quella di garantire i trasporti per le Isole minori, di mettere  in
  moto  i  dissalatori, di garantire il futuro  dei  precari,  ma  di
  prendere dodici trombati dalla politica e metterli in posti  chiave
  di sottogoverno per avere i voti
   Signor  Presidente,   lei è come me siciliano e  appassionato,  si
  faccia  carico di un sentimento di sdegno e difenda anche  lei  gli
  interessi  di  una  Sicilia  che  è  stata  mortificata,  messa  in
  ginocchio, umiliata, violentata da un Governo che male è partito  e
  malissimo sta concludendo.

                 Presidenza del Vicepresidente Formica

   CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
  prima  della pausa richiesta qualche ora fa, alcuni di noi si erano
  appellati al Governo perché insieme a noi trovasse una soluzione o,
  comunque,  una risposta seppur parziale da dare alle  categorie  di
  siciliani, e sono tante, che sono in attesa di capire se, fino alla
  fine   di   quest'anno,  riusciranno  a  percepire  uno  stipendio,
  riusciranno ad ottenere una busta paga oppure no.
   Avevamo  dimenticato  per  un attimo, purtroppo,  che  il  Governo
  regionale,  targato Lombardo, non poteva essere  la  soluzione  del
  problema,  perché il Governo Lombardo è il problema  E  quindi,  ci
  eravamo  illusi che almeno in quest'ultimo passaggio, che delineava
  la  conclusione  di questa drammatica esperienza  amministrativa  e
  politica  per  la  Sicilia, ci fosse uno scatto di dignità,  perché
  parlare di prestigio mi pare troppo e, quindi, si riuscisse a  dare
  qualche risposta.
   Ma  d'altronde  cosa  potevamo attenderci da un  Governo  che  per
  quattro  anni  ha  male  amministrato, ha  disamministrato,  da  un
  Governo e da un Governatore che si è occupato esclusivamente  della
  pervicace  manuale occupazione del potere; di un Governo  e  di  un
  Governatore  che per quattro anni si sono occupati scientificamente
  di  posti di governo, di sotto governo, di consulenti e di sprechi;
  di  un  Governo che ha sprecato tutti i fondi europei e che non  ha
  adottato  nessuna  misura  né per lo sviluppo  né  per  la  ripresa
  economica  della  Sicilia; di un Governo che si è  intestato  false
  riforme  per altro declamate e mai applicate; infine di un  Governo
  che  per quattro anni ha drammaticamente impedito alla Sicilia   di
  prendere il via perché in questo Governo, signor Presidente e  cari
  colleghi, si sono susseguiti qualcosa come 60 assessori regionali e
  qualcosa  come  50  direttori regionali i quali, poveri  loro,  non
  hanno avuto mai il tempo di iniziare a capire di che cosa avrebbero
  dovuti  occuparsi,  perché  prima che  ciò  accadesse,  sono  stati
  immediatamente rimossi ed assegnati ad altri incarichi.
   Ebbene  noi ci eravamo illusi che questa volta la dignità  residua
  di  questo  Governo potesse dare risposte ai precari, potesse  dare
  una  risposta  al  trasporto  pubblico  locale,  potesse  dare  una
  risposta ai collegamenti con le Isole, potesse dare una risposta ai
  problemi sociali della Sicilia. Ci eravamo illusi.
     Signor  Presidente,  quello invece che è  accaduto  è  che  oggi
  assistiamo  in  quest'Aula alle lacrime di  coccodrillo  di  alcuni
  amici  colleghi del PD e dell'MPA soprattutto,  i quali dimenticano
  che   in   Conferenza  dei  capigruppo  c'è  stato  chi,  come   il
  rappresentante  del  Gruppo   Cantiere  Popolare',  ha  fatto   una
  battaglia  perché  certe risposte venissero date  ai  siciliani,  e
  dimenticano che proprio da quei banchi e da quei Capigruppo  invece
  è  arrivata una risposta di chiusura assoluta e di blindatura di un
  assestamento tecnico che è vergognosa.
     Io ho parlato di due partiti, e di un assestamento tecnico che è
  vergognoso,  solo perché qualcuno ci viene a dire che  non  c'è  la
  possibilità  di  dare risposte, sappiamo che la possibilità  c'era,
  sappiamo  che  la volontà di non darle è politica, avremo  modo  di
  spiegarlo  presto  in  questa campagna elettorale  perché  oggi  si
  conclude   il  dramma  Lombardo,  anzi  il  psicodramma   Lombardo,
  rispetto  a  tutte  queste  cose; da  domani  se  avremo  la  forza
  soprattutto   partendo  da  coloro  che  a  Lombardo  hanno   fatto
  opposizione  ripartiremo  per  dare risposte  alla  Sicilia  e  per
  voltare  pagina. E' il de profundis  del Governo Lombardo e  il  de
  profundis della sua esperienza politica e di governo, spero non sia
  il deprofundis per la Sicilia.

   CAMPAGNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPAGNA.  Grazie signor Presidente, io non farò un comizio  e  mi
  atterrò alle dichiarazioni di voto dicendo subito che mi asterrò su
  questo provvedimento.

   D'ASERO. Perché ti astieni?

   CAMPAGNA. Mi asterrò, mi posso astenere? Io mi astengo e dirò pure
  perché  mi  astengo collega D'Asero. Mi astengo perché  io  non  mi
  scandalizzo  del  fatto  che noi stiamo votando,  ci  accingiamo  a
  votare   un   assestamento  per  il  quale  non  c'è  la  copertura
  finanziaria,  non  mi scandalizzo per questo,  non  mi  scandalizzo
  nemmeno  del  fatto  che la Conferenza dei capigruppo  abbia  preso
  questa  decisione; non mi scandalizzo del fatto che  il  presidente
  Cascio abbia comunicato all'Aula le decisioni della Conferenza  dei
  capigruppo, ma mi scandalizza il fatto che il Governo  non  dica  a
  questa  Aula,  ma soprattutto, non dica ai Siciliani, come  intende
  affrontare, per cercare di risolvere le tante questioni che i  miei
  colleghi  hanno citato, perché credo che ad un'ora dalle dimissioni
  del  presidente  Lombardo, credo che lui non possa  abbandonare  in
  questo modo, Presidente, credo che lui abbia il dovere di dire,  ai
  siciliani  ed a noi che li rappresentiamo, come intende  affrontare
  le  questioni  perché  sono questioni importanti,  cruciali  per  i
  siciliani. Ecco perché  mi asterrò da questo voto.
   Allora, Presidente, credo che prima che il presidente Lombardo dia
  le sue dimissioni, la invito   a riunire di nuovo la Conferenza dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari perché non ci può lasciare  così
  il  Presidente, non può lasciare un Vicepresidente,  una  Giunta  e
  un'Assemblea con tutte le questioni irrisolte. Ci dica che  non  ci
  sono  le risorse, ci dica che a fine anno i precari sono fuori,  ci
  dica come stanno le cose, ma lo dica.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Assessore,   credo  che  l'appello  lanciato  qualche  istante   fa
  dall'onorevole Campagna non possa rimanere inascoltato.
   Noi  stiamo  discutendo di questo disegno di legge presentato  dal
  Governo,  il numero 938, su cui bisogna dare un giudizio da  qui  a
  qualche  minuto, però, volevo invitare l'assessore  Armao,  che  so
  essere  persona  di  grande  equilibrio  e  di  grande  correttezza
  istituzionale, a considerare che abbiamo di fronte  un  disegno  di
  legge,  il  disegno  di  legge  900, su  cui  sono  concentrate  le
  aspettative  di  numerosi siciliani, a cominciare dai  precari,  ad
  alcuni  dei  quali, in provincia di Siracusa ad esempio,  già  sono
  scaduti  i  contratti e nel caso in cui non dovessimo approvare  il
  disegno di legge 900, questi rimarrebbero a casa dall'1 ottobre.
   Abbiamo  delle aspettative legate, ad esempio, alla vendita  degli
  immobili delle ASI su cui ci potrebbe essere la possibilità, per la
  Regione,  di fare cassa; abbiamo le problematiche anche  legate  ai
  cacciatori, al mondo che ruota attorno ai cacciatori, perché  anche
  lì  vi  sono migliaia di lavoratori che attendono dei provvedimenti
  per  quanto riguarda l'apertura della caccia; abbiamo gli artigiani
  che bussano alle nostre porte e vorrebbero avere, da questo disegno
  di legge, delle risposte chiare e concrete; vi sono i commercianti;
  vi  sono gli imprenditori; vi è l'Associazione regionale allevatori
  che, anche qui, aspetta risposte; abbiamo quasi 200 lavoratori  che
  rischiano  di  essere  licenziati  nel  caso  in  cui  non  venisse
  approvato questo disegno di legge.
   Allora,  poiché  il  presidente Lombardo non deve  necessariamente
  venire  alle  ore 16.30, abbiamo aspettato per anni, per  mesi  che
  venisse  in  Aula  a ragionare con noi, potremmo fargli  l'ennesimo
  invito e dirgli di arrivare questa sera verso le 23.30; avremmo  la
  possibilità, quindi, di esaminare il disegno di legge 900,  avremmo
  la possibilità di dare risposte concrete ai siciliani.
   Vedete,  mi  rendo conto che viviamo in un momento  difficile,  da
  fine  Impero,  in un momento in cui ognuno pensa più  alla  propria
  ricandidatura  ed  alla propria rielezione che agli  interessi  dei
  siciliani,  però,  questa sera, possiamo fare  almeno  uno  sforzo,
  questa   sera  dobbiamo  rimanere  in  Aula,  presidente   Formica,
  dobbiamo,  tutti insieme, cercare di varare un ultimo provvedimento
  legislativo  che  vada incontro, ad esempio,  ai  lavoratori  della
  formazione professionale che, altrimenti, rischiano anche  loro  di
  non  avere  gli stipendi, rischiano di non avere la possibilità  di
  vivere serenamente come meritano.
   E',  quindi, un appello che faccio a tutti i Presidenti dei Gruppi
  parlamentari,  a lei, signor Presidente, all'assessore  Armao,  per
  l'ultima seduta d'Aula, perché di questo si parla.
   Cerchiamo  di  dare  uno scatto di dignità. L'orgoglio  di  essere
  rappresentanti di un popolo che ha bisogno di attività  legislativa
  seria. Dobbiamo farlo. Lo dobbiamo fare per i tanti impegnati e per
  i  tanti  che rischiano di perdere il posto di lavoro e per  essere
  chiari  lo dobbiamo fare per la nostra coscienza. Se qui dentro  ci
  sono ancora persone che hanno una coscienza e se ci sono ancora qui
  dentro persone che credono in ciò che fanno.

   PRESIDENTE.   Devo   chiarire  un  quesito  posto   dall'onorevole
  Cracolici. Il presidente Cascio ha dato disposizioni perché  questi
  interenti venissero interpretati come dichiarazioni di voto.
   In atto stiamo trattando l'emendamento 2.3.R.
   Quindi sono dichiarazioni di voto relative all'emendamento 2.3.R.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Incardona.  Ne  ha
  facoltà.

   INCARDONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  dichiarazione di voto per anticipare il mio voto contrario a questo
  provvedimento ed a questo emendamento.
   Siamo  di fronte all'ennesima inefficienza del presidente Lombardo
  e del suo Governo.
   Più  volte  ho  manifestato la mia stima personale  nei  confronti
  dell'assessore  Armao  e la riconfermo.  Ma  so  bene  che  con  il
  presidente  Lombardo non si può amministrare, non si può  governare
  perché  Lombardo  costringe tutti quanti a  vivere  alla  giornata.
  Checché  ne  dicano i pochi amici del MPA che ancora lo  sostengono
  lealmente, checché ne dica qualcuno che, in quest'Aula,  in  questi
  anni,  ci  ha  fatto  sentire tante volte delle manifeste  idiozie,
  un'arroganza che francamente non avevo mai ascoltato nemmeno  nelle
  piazze.
   Mi   è   toccato  ascoltare  qualche  volta  qui  -  mi  riferisco
  all'onorevole Colianni - delle assurdità, delle prese di posizione,
  delle arringhe, dei tentativi di arringa, qui in Parlamento, che se
  fossero   stati  pronunciati  in  un'aula  di  tribunale  avrebbero
  certamente  prodotto per l'imputato un ulteriore aggravio  di  pena
  perché  l'avvocato  aveva parlato malissimo. Ma non  è  stato  solo
  lui.
   Quest'arroganza  l'abbiamo  vista in diverse  occasioni.  Ma  cari
  colleghi  e cari governanti che state alla guida di questa  Regione
  siciliana,  ma ci volete dare una proposta, ci volete dare  un'idea
  su come dobbiamo superare il problema dei precari, su come dobbiamo
  garantire  il  trasporto  nelle Isole minori  e  su  come  dobbiamo
  garantire  una serie ulteriore di provvedimenti che sono il  minimo
  che il Governo oggi dovrebbe fare e proporre?
   La  verità è che ancora una volta assistiamo, ripeto, all'assoluta
  incapacità  di governare, di amministrare di Lombardo  e  di  tutti
  coloro che, in questi anni, lo hanno sostenuto con arroganza.
   E'   vero,  onorevole  Colianni,  le  devo  rispondere  per  fatto
  personale.  Ieri lei mi ha detto che mi ha fatto fare  l'assessore.
  L'Assessore me lo ha fatto fare il mio partito e me lo hanno  fatto
  fare i miei elettori. E, quindi, non è vero nemmeno ciò che lei  ha
  detto,  comunque mi fa piacere che lei si ricordi, ogni volta,  nel
  suo  intervento  di  citare la mia esperienza di Assessore  perché,
  francamente, mi ricordo di un Colianni che ero già parlamentare, mi
  ricordo  di un Colianni assessore, ma non mi ricordo se fosse  lui,
  francamente, perché è rimasto anonimo tutto il tempo ed in Aula  si
  vedeva molto poco.
   Cari  amici che sostenete ancora Lombardo, mentre siete ancora  in
  tempo,  passate  dall'altra parte, lasciatelo nella  sua  amorevole
  solitudine, come lui d'altra parte ama fare, tenuto conto  che  non
  ascolta  se non per, poi, fare in modo di ribaltare tutto  ciò  che
  gli  viene detto, non ascolta nessuno, interviene su ogni cosa, sul
  condominio,  interviene sempre sulle nomine, ma non si  occupa  dei
  problemi  veri  dei siciliani, non si occupa dei  precari,  non  si
  occupa dell'artigianato, della pesca, dell'agricoltura. Una Sicilia
  distrutta, una Sicilia dilaniata: questo è quello che Lombardo oggi
  ci consegna.
   Quindi,   per   cortesia,  signor  Presidente,  facciamo   presto,
  convochiamo  qui  Lombardo  di corsa  e  ascoltiamolo  per  le  sue
  dimissioni.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Colianni.  Ne  ha
  facoltà.

   COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  certo che non  è
  piacevole  sentire  questa  sorta  di  attacco  compulsivo   e   di
  atteggiamento   denigratorio  da  parte  di  un   parlamentare   in
  quest'Aula.  La mancanza di rispetto nei confronti di colleghi,  al
  di  fuori  della  politica, mi sembra un modo veramente  becero  di
  affrontare il proprio impegno parlamentare.
     Vorrei ricordare a coloro i quali si macchiano di tali improperi
  che,  probabilmente, dovrebbero ricordare il loro  operato,  quando
  erano  assessori  alla formazione ed avendo,  sotto  gli  occhi  di
  tutti, verificato cosa sta succedendo e cos'è successo al tempo  in
  cui  chi  mi  ha  preceduto era assessore al ramo e  soltanto  dopo
  qualcuno, con molto impegno e molto giudizio, ha portato avanti una
  legge  che ha consentito a questa Regione di fare una legge epocale
  per  la  formazione. Sicuramente, non è appartenuto  a  chi  mi  ha
  preceduto  in questo podio e vorrei dire anche che le modalità  con
  le  quali  si  esprime  il  proprio  parere  rasentano  livelli  di
  disorientamento politico perché non si può essere così ossessivi  e
  così  fobici, dando così grande importanza, costantemente e sempre,
  ad un nemico dichiarato che è Lombardo.
   Vorrei ricordare a questi amici che parlano sempre contro Lombardo
  che  fanno un grande favore a Lombardo perché, vedete, il brutto  è
  quando  non  si  marca la personalità di un uomo; un  uomo  che  ha
  cambiato questa Sicilia.
   Ognuno  potrà  esprimere il proprio giudizio che ha condiviso  con
  tanti  di  questa  politica siciliana un coinvolgimento  in  azioni
  forti  e significative che saranno giudicate dalla gente e sarà  la
  gente  che, finalmente, farà vedere quali grandi risultati  avranno
  coloro  i  quali sono stati a fianco di Lombardo e, poi,  lo  hanno
  tradito, tradendo i siciliani.

   CORDARO. Chiedilo a quelli che stanno qua fuori

   COLIANNI. Finalmente, la gente che è qua fuori dovrebbe  andare  a
  dirgli  non soltanto che cosa avete fatto ieri, ma vorrei  dire  ai
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari - e lo dico per  la  verità  in
  ossequio  all'intelligenza  ed a quella famosa  consapevolezza  che
  qualcuno  ieri ha voluto ricordarci -, che avrei voluto che,  oggi,
  dopo la riunione che c'è stata in Presidenza, fossero venuti qui  a
  dirci  qual è stata la posizione di ciascun Gruppo politico, invece
  di  parlare a ranghi sparsi e dire ciascuno ciò che pensa a  titolo
  personale.
   Si  abbia il coraggio, di fronte ai siciliani, di dire con estrema
  chiarezza  per quale ragione il Fondo unico si lascia Fondo  unico;
  si  venga  qui a dire, perché c'è stata una riunione in  Presidenza
  con  tutti  i  Gruppi  politici  e con  tutti  i  parlamentari  che
  rappresentano  i gruppi, e poi qui non sento parlare  i  Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari per dirci quale è stata la loro  posizione
  perché  questo  Parlamento, è bene che  i  siciliani  lo  sappiano,
  avrebbe   potuto  autonomamente  determinarsi  ed  avrebbe   potuto
  spiegare  alla  gente, e lo farà per le strade, per quale  ragione,
  oggi,  i  cacciatori  non potranno andare a cacciare  e  per  quale
  ragione  cinque  milioni di euro non dovranno entrare  nelle  casse
  della  Regione. Dovremmo andare a spiegare alla gente perché questo
  Parlamento e non solo il Governo, questo Parlamento, oggi decide  e
  ha ragione il

   CORDARO. Il Governo

   COLIANNI.    mio  amico  Vinciullo  quando  dice:  se  abbiamo  il
  coraggio  e  la  forza di essere parlamentari  veri  stiamo  qui  a
  discutere ed a parlare e gli amici Cracolici, gli amici che sono  i
  capigruppo  di  questo  Parlamento  vengano  qui  e  ci  vengano  a
  raccontare .

   CORDARO. Chiedilo al tuo capogruppo

     COLIANNI.  per quale ragione c'è stata prima la riunione e, poi,
  siete venuti con questo risultato, perché se il problema riguardava
  il  Governo non c'era bisogno di fare alcuna riunione di capigruppo
  ed  ognuno si assuma la responsabilità di ciò che ha fatto e di ciò
  che ha detto.
   E allora, vedete, il giudizio rispetto al governo Lombardo lo darà
  la gente grazie a Dio e non lo darete voi in questa Aula.
   Per  quanto  riguarda poi le elucubrazioni che ho  sentito  ed  il
  disorientamento  di  chi parla senza sapere quello  che  dice,  non
  voglio nemmeno rispondere perché la gente ci guarda, ci osserva  e,
  grazie  a  Dio,  sa  giudicare il compito ed il lavoro  di  ciascun
  parlamentare in questa Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Apprendi.  Ne  ha
  facoltà.

   APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io mi voglio
  dissociare  da  questo  atto  di autolesionismo  politico  che  sta
  avvenendo in questa Aula.
   Ora,  parlando  anche con il mio capogruppo, mi ha  rappresentato,
  giustamente,  alcune perplessità rispetto ad  alcune  cose  che  si
  nascondono  dietro alcuni provvedimenti che, nel tempo, sono  stati
  fatti,  perché  alcuni parlamentari che, qui, hanno parlato,  hanno
  dimenticato di essere stati complici della mala politica in Sicilia
  perché  ciò  che  si è consumato in questi anni  non  è  il  frutto
  soltanto  di  un'elaborazione dell'ultimo tempo,  è  il  frutto  di
  almeno vent'anni di cattiva politica e cattiva amministrazione.
   Qui,  ci sono precari che sono in questo status da oltre vent'anni
  e  se  qualcuno  li ha tenuti in questo stato di precariato  lo  ha
  fatto  per poterli ricattare in ogni campagna elettorale.  E  credo
  che  molti  di  quelli  che hanno parlato  ne  hanno  condiviso  la
  responsabilità.
    Oggi, credo che concludiamo male questa legislatura perché almeno
  su  tre  punti il Governo, ma io dico il Parlamento,  non  solo  il
  Governo,  il  Parlamento, doveva spendersi e  spendersi  seriamente
  perché  ci  sono le persone non ci sono i finanziamenti a  pioggia,
  non ci sono i regali dati agli amici degli amici e questi tre punti
  sono:  i  precari, i dissalatori e le navi che portano i passeggeri
  da e per le Isole.
     Su  queste  tre  cose non possiamo transigere. E  quello  che  è
  assordante è il silenzio di questo Governo che non dice una parola
   L'Assessore,  come ho detto ieri sera, è riuscito  a  sorprenderci
  con  effetti  speciali. L'ho detto ieri sera, era una  battuta,  ma
  adesso devo dire che ha confermato questo, Assessore, perché dietro
  ogni  provvedimento, lei lo sa meglio di me, ci sono le persone  e,
  allora,  c'è  una  stagione per tutto. C'è stata  la  stagione  del
  Bengodi dove nelle amministrazioni in questi vent'anni, proprio per
  dare  a  Cesare  quel che è di Cesare, sono stati  fatti  regali  a
  parecchie  categorie  di questa Regione,  ma  quella  di  adesso  è
  un'emergenza dalla quale non possiamo uscire, Assessore.
   Non possiamo, oggi, chiudere la porta a queste tre cose di cui  le
  ho  parlato, perché è grave che noi - dico noi perché non mi voglio
  tirare  indietro   rispetto  alle mie  responsabilità  -,  noi,  il
  Parlamento  e voi, oggi, chiudiamo questa giornata senza  dare  una
  risposta adeguata a questi tre argomenti  che ho citato.
   Io credo che passando alla storia con questi provvedimenti di oggi
  faremo  una  figura che neanche quell'Italia che,  solitamente,  ci
  critica  ci  potrà perdonare, quell'Italia che ci ha minacciato  il
  Commissariamento,  quell'Italia dei mass  media  che  continuamente
  parlano   male   della   Regione,  non  accetteranno   questi   tre
  provvedimenti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Maira.  Ne  ha
  facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, come già  precisato
  in  precedenza,  con  questi interventi  dichiariamo  il  voto  non
  soltanto  per gli emendamenti ma, per brevità dei lavori, anche  in
  ordine al disegno di legge.
   Per  potere capire la posizione del Gruppo PID - Cantieri Popolari
  -  che anticipo essere quella del non voto - vorrei precisare  che,
  diversamente da ciò che ha detto il presidente Cascio  in  apertura
  dei  lavori,  la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari
  non ha deciso di procedere ad un assestamento tecnico.
   Credo  che questa decisione sia soltanto del presidente  Cascio  e
  dell'onorevole Cracolici, perché, se non ho cattivi ricordi,  tutti
  i  Presidenti  dei  Gruppi presenti in Conferenza  hanno  sostenuto
  esattamente  il  contrario: che bisognava dare copertura  almeno  a
  quattro problemi

   CRACOLICI. Lei è un vigliacco

   COLIANNI. Ditecele le cose.

   MAIRA. Io? Ma proprio per niente. Lei non riesce a rassegnarsi che
  ha  perso il ruolo di mosca cocchiere di quest'Aula, caro onorevole
  Cracolici.

   CRACOLICI. Vigliacco, di scarso livello

   MAIRA.  Ma  proprio per niente, ho anche anticipato in  Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari che ne avrei fatto  oggetto
  di intervento in Aula, in campagna elettorale e, comunque, al di là
  di quello che maldestramente ed in maniera offensiva e inutile

   CRACOLICI. Lo dico proprio per offenderla

                   Presidenza del presidente Cascio

   MAIRA.  Onorevole Cracolici, le sue offese per me diventano onore,
  perché  con  lei non ho nulla da spartire, per  essere  chiaro.  E,
  comunque,  il  nostro  voto non ci sarà perché  riteniamo  che  sia
  immorale,  soprattutto, quando questa decisione  proviene  da  chi,
  come  l'onorevole Cracolici, ha fatto e disfatto ciò che ha  voluto
  in  questi  ultimi  tre  anni  trovando  acquiescente  un'Aula  che
  acriticamente gli è andata dietro, tranne noi.
   Ritengo  che  sia amorale ed ingiusto lasciare senza copertura  il
  fondo  dei precari, così come è un danno per la Sicilia non trovare
  copertura  per il trasporto su gomma ed il trasporto per  le  Isole
  minori.
   Ed allora, siccome, in questi ultimi giorni, c'è stata un'altalena
  di  coperture e di scoperture nel senso che il Governo  non  ci  ha
  chiarito le idee su ciò che intendeva fare e soltanto in Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari si è scoperto, non soltanto
  che  non c'è la copertura, ma addirittura che, di qua a fine  anno,
  non  si potranno pagare miliardi di debiti della Regione altrimenti
  affonderemo  il  Patto  di  stabilità,  questa  è  la  riprova  che
  contrariamente  a  ciò  che si è cercato di contrabbandare,  questa
  Regione è in stato pre-fallimentare, se non fallimentare.
   Ecco  perché,  noi non daremo il nostro voto a questo  disegno  di
  legge; chi ha delle responsabilità politiche e morali di ciò che  è
  successo in questi quattro anni se le assuma votandolo. Dubito  che
  avranno il coraggio di dare espressamente un voto favorevole perché
  ci sarà lo  scappa-scappa' delle astensioni e del voto contrario.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                          Per fatto personale

   CRACOLICI.  Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  è  la  seconda
  volta  in  vita mia che sono parlamentare che chiedo la parola  per
  fatto  personale.  Lo faccio perché in politica  si  può  accettare
  tutto,  si può accettare lo scontro, si può accettare la demagogia,
  si  può accettare il tentativo di utilizzare questa tribuna come un
  luogo  dove  poter  dire una cosa sapendo di  pensarne  o  comunque
  dovendo prendere atto che la situazione è diversa da quella che  si
  prova a raccontare.
   Ma  provare  a raccontare le cose, attribuendo a delle persone  la
  responsabilità  di scelte che un parlamentare di  media  competenza
  parlamentare sa bene che le cose di cui stiamo parlando  sono  cose
  per  le  quali non ci sono, al momento, alternative, è un  atto  di
  vigliaccheria   e   di   falsità   dell'azione   dell'attività   di
  parlamentare.
   Lei   ha  convocato  una  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari dove c'è stata prospettata una cosa che per la  verità
  già  in  parte  conoscevamo, che sulla base di esigenze  cosiddette
  urgenti,  c'è  un  fabbisogno, ad oggi, di richieste  che  riguarda
  circa  43  milioni  di euro del bilancio della Regione.  Questi  43
  milioni  di  euro sono tutti fondi per spesa corrente. Sulla  base,
  anche qui, dei dati portati all'esame delle valutazioni prima della
  Commissione Bilancio, tant'è che la Commissione Bilancio non  aveva
  dato copertura alle diverse richieste che erano state presentate e,
  poi, di un ulteriore approfondimento sulla base delle coperture che
  erano  state in parte date dalla Commissione Bilancio ma che,  poi,
  si è accertato che non potevano essere coerenti con le regole della
  contabilità, si  è acclarato che la possibilità totale di  fondi  a
  disposizione  per  dare  coperture non  andavano  oltre  i  tredici
  milioni  di euro. Quindi, a fronte di 43 milioni ci sono  circa  13
  milioni  di possibili risorse. Quando dico  possibili' lo dico  col
  senso  di responsabilità che attiene ad un parlamentare che ama  la
  Sicilia  e che non fa finta di indignarsi quando qualcuno dice  che
  la  Sicilia è in default e poi lavorare per il default, quando dico
   tredici milioni   e quando dico  possibili  intendo dire che  sono
  somme  che in realtà non sono nella nostra disponibilità, perché  è
  chiaro  e  lo  sappiamo tutti  che il bilancio della Regione  è  in
  stato di reale sofferenza avendo entrate, ad oggi, minori di quelle
  che sono potenzialmente iscritte al bilancio di previsione.
   Tutti  noi,  non io e il Presidente Cascio, ma io,  il  Presidente
  Cascio  e  la  Conferenza  dei  Capigruppo  che  pur  discutendo  e
  manifestando  punti di vista diversi, alla fine hanno acquisito  un
  dato  comune:  ad oggi, qualunque manovra, se non la mera  chiusura
  del disavanzo, avrebbe una condizione che qualunque scelta facciamo
  produciamo un danno rispetto alle aspettative.
   Tanto  più,  lo ricordo a me stesso e all'Aula, lo dico  anche  al
  collega Colianni, che per la prima vota noi siamo  chiamati a  fare
  un  assestamento  tecnico,  per la prima  volta  nella  storia  del
  Parlamento,  che  io  sappia,  a seguito  dell'approvazione  di  un
  rendiconto  con  un disavanzo accertato di due milioni  e  trecento
  mila euro.
   Quindi,  oggi  noi stiamo facendo l'assestamento  perché  dobbiamo
  innanzitutto  coprire  il  disavanzo  perché  se  non  copriamo  il
  disavanzo  anche  quel  mutuo che abbiamo  avuto  autorizzato,  pur
  minimale, con il bilancio di previsione,  non consentirà di  essere
  accesso  e  quindi di non avere neanche nelle casse  della  Regione
  quella  liquidità  necessaria per poter pagare la  spesa  ordinaria
  attraverso la liquidità proveniente da questo mutuo.
   Quindi, il disavanzo è la priorità delle priorità  E, quindi, è la
  prima   volta  che  noi  oggi  approviamo  con  il  rendiconto   un
  assestamento.  Non  abbiamo, almeno negli ultimi  tre  anni,  fatto
  nessuna manovra di assestamento e sicuramente non lo abbiamo  fatto
  mai  a  luglio   Non  abbiamo mai fatto a  luglio  una  manovra  di
  assestamento. Si rende oggi urgente e necessario per il  fatto  che
  stiamo  andando  verso  la chiusura della  legislatura.  Ma  l'anno
  solare  non  finisce  con la chiusura della  legislatura  perché  è
  prevedibile  che  il  nuovo Parlamento e il nuovo  Governo  a  metà
  novembre   siano  nel  pieno  delle  loro  funzioni  istituzionali.
  Qualunque esso sarà
   Cosa  avviene,  ed  è la ragione per la quale  la  Conferenza  dei
  Capigruppo,  a mio avviso con un atto di responsabilità,  ha  preso
  atto   che   è   necessario   dare   copertura   al   disavanzo   e
  contemporaneamente,   rispetto a quei tredici  milioni  di  euro  o
  circa che erano stati individuati, li sta accantonando, in un fondo
  per  consentire al Parlamento e alla Giunta che arriveranno di dare
  copertura alle emergenze  Dire tutto questo come se qui ci  fossero
  degli  avidi, degli ignavi, delle persone irresponsabili,  rispetto
  all'azione   amministrativa,  è  un   atto   di   codardia   e   di
  vigliaccheria.  Ecco  perché, signor Presidente,  mi  rimetto  alle
  decisioni  che  assumerà il Parlamento, come ho  sempre  fatto,  ma
  certamente  non mi nascondo rispetto alle decisioni  assunte  dalla
  Conferenza dei Capigruppo visto che anche i miei colleghi di gruppo
  si  sono  iscritti a parlare, hanno detto la loro opinione, capisco
  che siamo a fine legislatura e ognuno ritiene  di dover manifestare
  il  proprio punto di vista a prescindere, però io ho il  dovere  di
  dire  la verità, l'ho sempre fatto, non mi tiro indietro e  non  mi
  tirerò indietro certamente l'ultimo giorno

   COLIANNI. Non sono ubriachi quei colleghi che dicono quelle cose


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  se  non  erro
  eravamo alle dichiarazioni di voto sull'emendamento  2.3.R. Siccome
  le dichiarazioni di voto si sono prolungate con iscritti a parlare,
  ci  sono circa 20 colleghi,  hanno prodotto già due subemendamenti.
  Se  noi non mettiamo delle regole, noi possiamo arrivare da  qui  a
  stasera,  considerato che i subemendamenti che sono stati apportati
  stravolgono,  torniamo  cioè di nuovo  indietro,  torniamo  che  la
  proposta   della  Conferenza  dei  Capigruppo,  a   maggioranza   o
  all'unanimità, io ancora non l'ho capito, poco importa,   non  vale
  nulla, viene stravolta dai subemendamenti.
   Quindi,   mettiamoci   d'accordo,   se   si   possono   presentare
  subemendamenti  per  stravolgere  daccapo  questo  assestamento  di
  bilancio,  bene, significa che ne presentiamo altri  cinquanta,  se
  invece  l'accordo è 2.3.R, cum grano salis, all'onorevole Cracolici
  ogni  volta gli danno la possibilità di fare le lezioni  da  questo
  pulpito,  anche se non ce n'è bisogno perché tutti quanti conoscono
  le cose che sono successe, quello che c'è in cassa, o meglio quello
  che non c'è, che cosa dobbiamo fare, però gli  danno l'occasione, e
  lui   fai  bene  a svolgere la lezione per chi ancora  ritiene  che
  dobbiamo apprendere da qualcun altro.
   Allora,  rispetto a questo, signor Presidente, ci  atteniamo  alla
  Conferenza dei Capigruppo o siamo sciolti? Perché se siamo sciolti,
  e  per  questo intervengo sull'ordine dei lavori, benissimo, ognuno
  riterrà   di  fare quello che vuole. C'è un emendamento, presentato
  dalla  Commissione,  come  ha  detto  l'onorevole  Cracolici,   che
  permette  di  indirizzare  le  risorse  in  un  accantonamento  di,
  chiamiamolo, fondo di riserva, per altro è il   .99  quindi ci sarà
  possibilità  nel  corso della straordinarietà che interviene  anche
  l'Assemblea o con provvedimenti amministrativi il Governo su  fatti
  straordinari.
   Quindi, signor Presidente, dobbiamo metterci d'accordo, perché  se
  non  ci  mettiamo d'accordo non riesco a capire di che cosa  stiamo
  parlando.  Parliamo di un emendamento che ha una linea  e  ci  sono
  subemendamenti con cui  torniamo indietro al testo. Dobbiamo sapere
  di che cosa stiamo parlando

   PRESIDENTE.  Non  sono stati ancora dichiarati ammissibili  quegli
  emendamenti,  onorevole  Mancuso, li hanno  presentati,  non  posso
  precludere il diritto alla presentazione.
   Rimane,  ovviamente, la discussione sull'emendamento 2.3R,  che  è
  l'emendamento presentato dalla Commissione.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 938/A

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Adamo. Ne ha facoltà

   ADAMO.  Signor  Presidente,  le critiche  e  l'indignazione  degli
  interventi  di molti colleghi sono comprensibili perché  tutti  noi
  eravamo convinti in queste settimane di lavorare alla soluzione  di
  alcuni  problemi.  Questa era la convinzione.  Il  problema  è  che
  andando  in  Conferenza  dei Capigruppo tutti  i  Capigruppo  hanno
  dovuto  constatare  che  non c'erano né i  soldi  né  le  procedure
  tecnicamente corrette per poter rispondere a queste emergenze.
     E  questo,  caro onorevole Colianni, lei non vuole assolutamente
  capire. Esattamente così.

   COLIANNI. Tredici milioni di euro

     ADAMO.  Quindi,  da  questo punto di  vista  la  Conferenza  dei
  Capigruppo  ha  dovuto  capire  una  cosa  che,  probabilmente,   i
  siciliani  comunque  hanno  capito da  tempo,  e  che  se  vogliamo
  trasporti,  se  vogliamo aiutare tutti coloro che  lavorano  e  non
  vogliono  perdere il loro lavoro, se vogliamo sostenere le  piccole
  isole,  se  vogliamo salvare i precari, dobbiamo avere  un  Governo
  capace  di  governare, assessori capaci di fare il  loro  mestiere,
  tecnici, non tecnici-assessori o assessori-tecnici perché non credo
  che  esistano, tutti gli Assessori secondo me sono politici, ma per
  tecnici intendendo dirigenti della Regione capaci di portare avanti
  le pratiche.
   Nella  Conferenza dei Capigruppo si è visto che tutto  questo  non
  c'è.  Non è stata istruita nessuna pratica correttamente, la stessa
  questione della caccia di cui si è tanto parlato, si è impiegato un
  anno,   l'Assessorato Territorio che avrebbe dovuto fare tutta  una
  serie  di  cose,  non  avendole fatte  questo  provvedimento  verrà
  impugnato nuovamente.
   Allora,   la   Conferenza  dei  Capigruppo,  non  mi  ricordo   se
  all'unanimità  o  a maggioranza, ha sensatamente  pensato  che  non
  dovevamo  fare un'ennesima buffonata e quindi l'unica cosa  sensata
  che   si   poteva   fare  era  un  accantonamento  per   utilizzare
  correttamente  i  fondi.  Così  c'è sembrato  che  tutti  si  siano
  espressi in questo senso. Poi, il fatto che ognuno vuole cominciare
  ad  anticipare  la  campagna  elettorale  venendo  qui  a  fare  un
  personalissimo  comizio, lo possiamo pure capire,  ma  i  cittadini
  sono in grado di seguirci e di capirci.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io  credo
  che  questa Assemblea stia chiudendo nel peggiore dei modi e  credo
  che  chiuda  nel  peggiore dei modi perché di  fronte  al  problema
  stiamo  gettando  l'acqua sporca col bambino .
   E'  vero  che  c'è  stato un pronunciamento della  Conferenza  dei
  Capigruppo,  è vero che i Capigruppo,  io dico hanno  fatto  più  o
  meno   una  scelta  che  era  quella  che  dinanzi  agli  interessi
  contrapposti, che poi erano appena 4-5 emergenze di decidere di non
  fare  niente,  di ammazzare tutti, di non lasciare in campo  nessun
  superstite.  Non  sopravvivrà  il trasporto  pubblico  locale,  non
  sopravvivranno i trasporti marittimi, non sopravvivranno i  precari
  e  quando  parliamo dei precari degli enti locali vorrei  ricordare
  che sono gli ASU con 600 euro al mese, non al giorno, al mese
   Questo  lo  dobbiamo  dire con chiarezza, signor  Presidente,  non
  parliamo poi dell'AST, non parliamo dei dissalatori, ma solo queste
  due   emergenze  che  sono  entrate,  giustamente  qualche  collega
  parlamentare ha detto, successivamente, erano tre sole le esigenze,
  le  emergenze  che  questo Parlamento, non oggi, a  mezz'ora  venti
  minuti  dalla conclusione anticipata di questa legislatura  avrebbe
  dovuto approvare.
   Il  Governo,  l'assessore  Armao  queste  cose,  la  sua  proposta
  l'avrebbe  dovuta  portare in Aula già nelle  settimane,  nei  mesi
  scorsi  e,  oggi, nel momento in cui il Governo non  è  riuscito  a
  darci  una proposta concreta con una maggioranza coesa se  ne  deve
  assumere  la  responsabilità perché a me non va  l'idea  che  siamo
  tutti  la stessa cosa  Qua c'è gente che per quattro anni ha  fatto
  opposizione in verticale senza avere mai nulla, mai una nomina, mai
  aver chiesto alcunché  e mai avere fatto  traccheggi' con questa  o
  con quell'altra persona.
   Lo dobbiamo dire in maniera molto chiara, dopo un anno siamo stati
  collocati  all'opposizione e in maniera dignitosa stiamo  rimanendo
  sino  alla fine, poi vedremo quello che succede perché qua  non  si
  può  parlare di alleanze, perchè  qua io dico che c'è chi  per  tre
  anni, onorevole Cracolici, siete stati al Governo, avete concordato
  tutto,  ci avete messo ai margini e oggi volete mettere ai  margini
  la Sicilia
   Questo   è   il  risultato  del  Governo  sostenuto  dal   partito
  democratico  Piaccia o non piaccia onorevole Cracolici. Questa è la
  risultanza   E  sono i risultati di questo Governo  con  l'appoggio
  concreto, onorevole Lupo, del suo partito.
   Allora, ecco, perché mi sono premurato, assieme ad altri colleghi,
  di  presentare, non in difformità della Conferenza dei  Capigruppo,
  perché   io  devo  capire  da  chi  sono  rappresentato,  onorevole
  Campagna.  Il mio Capogruppo dice, con tutto il rispetto  per  lui,
  che aderisce ad un altro partito  ma rimane Capogruppo e io non  mi
  sento  rappresentato  in Conferenza dei Capigruppo.  Con  tutto  il
  rispetto   Fermo  restando che, attenzione, non dobbiamo  scaricare
  perché  è facile scaricare ad altri la propria responsabilità;   il
  Governo doveva venire stasera a darci una soluzione, e la soluzione
  la  proponiamo,  io  sostengo l'emendamento  2.3R.2  che  significa
  salvare  innanzitutto i precari e il trasporto marittimo  perché  è
  una scelta un Parlamento la deve fare, la scelta è discrezionale  e
  politica,  quando  si  dice fare politica si dice  anche  fare  una
  scelta.
   Se  questo Parlamento non riuscirà a fare una scelta, allora è  un
  Parlamento  pavido,  ma  è  tutto il  Parlamento,  ma  non  con  me
  compreso,  perché  io  ho  proposto  un  emendamento,  mi  è  stato
  sottoscritto  anche  da  altri colleghi parlamentari,  ritengo  che
  possiamo  approvarlo,  c'è la copertura finanziaria,  cerchiamo  di
  garantire il trasporto marittimo, da un lato, e dall'altro  lato  i
  precari e impegniamo con ordini del giorno il signor assessore e il
  Governo a pronunciarsi sul trasporto pubblico locale perché  non  è
  possibile mettere sulla strada centinaia di operatori e privare  la
  Regione di decine e decine di tratte gestite dell'Azienda trasporti
  siciliana e da parte delle altre compagnie di trasporto perché così
  facendo  e,  ho concluso, pensiamo di diminuire, di alleggerire  il
  bilancio regionale,  ma aumentiamo i costi sociali. Molta gente che
  viaggia  con il trasporto pubblico locale si troverà in  ginocchio,
  si  troverà  dinanzi  ad  un  disastro  e  quel  disastro  lo  avrà
  determinato, non sicuramente chi oggi parla, ma chi sino ad oggi  è
  stato  al Governo ed ha avuto la discrezionalità, altro che  scelte
  onorevole  Maira, non si possono imputare ad altri gli  sbagli  che
  sono stati perpretati per quattro anni.
   Se  ne assumano le responsabilità e su questo, sul mio emendamento
  e  sull'altro  emendamento da me firmato,  chiedo  che  si  esprima
  l'Aula per capire chi è a favore e chi è contro.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ricordo che ci sono ancora  dieci
  iscritti  a  parlare, io chiuderei, pertanto,  le  iscrizioni.  Gli
  onorevoli  Dina,  Lentini, Beninati, Bufardeci,  Corona,  Marrocco,
  Cimino, Leontini, Ruggirello, D'Agostino e Mancuso.
   Se può servire anche all'elaborazione delle dichiarazioni di voto,
  vorrei  esplicitare  ancora  di più l'esito  della  Conferenza  dei
  Capigruppo.  Non c'è stato in Conferenza dei Capigruppo  chi  si  è
  appassionato alla risoluzione dei problemi siciliani e  chi  invece
  ha fatto finta che non vi fossero questi problemi.
   Erano  stati  individuati dalla Commissione Bilancio,  nei  giorni
  scorsi, alcune emergenze, chiamiamole, della Sicilia oltre a dovere
  ricoprire  il  disavanzo di due milioni e mezzo.  Queste  emergenze
  erano  state  individuate  nel  trasporto  pubblico  locale,  nelle
  cosiddette navi RO. RO che fanno il servizio di collegamento con le
  Isole minori, nei dissalatori, nei precari e nell'azienda siciliana
  trasporti.
   Queste esigenze avevano necessità di una copertura finanziaria  di
  43 milioni di euro. Di questi 43 milioni di euro, 30 non sono stati
  recuperati;  di  questi  13 recuperati -  anche  su  questi  13  la
  copertura  era  assolutamente virtuale, nel  senso  che  non  c'era
  nessuna garanzia che queste coperture avrebbero poi superato,  come
  dire,  lo scoglio dell'Ufficio del Commissario dello Stato -  erano
  coperture,   mi  permetto  di  dire,  virtuali,  per   evitare   di
  addentrarmi  ancora  di più nel tecnicismo. Per  cui  la  decisione
  presa dalla Conferenza dei Capigruppo, responsabilmente, era quella
  di evitare, diciamo, nell'ultima seduta d'Aula, di venire qui, fare
  ognuno il comizio per la campagna elettorale avendo ben chiaro,  da
  una riunione fatta con i capigruppo, il Presidente di Commissione e
  tutti  i  tecnici  del dipartimento dell'economia e  dell'Assemblea
  regionale  siciliana  che non c'erano le condizioni  finanziarie  e
  politiche  per  andare avanti,  per cui si  è  scelto  di  fare  un
  assestamento  di  bilancio  tecnico  che  andasse  a  ricoprire  il
  disavanzo  di 2 milioni e quattrocentomila euro per potere  appunto
  dare seguito  al giudizio di parifica della Corte di Conti.
   Non  è  stata una scelta di fuggire dalle responsabilità, è  stata
  una  scelta consapevole, onesta, mi permetto di dire, perché  tutti
  siamo  bravi a dire che vogliamo risolvere il problema dei precari,
  tutti  siamo  ovviamente  bravi a dire che  vogliamo  risolvere  il
  problema  dei  siciliani, a cominciare da  quello  dei  precari,  a
  nessuno  fa  piacere  non  potere intervenire,   ma  le  condizioni
  finanziarie  in  questo momento non ci hanno permesso  di  operare.
  Per cui scaricare su altri non è una cosa onesta intellettualmente.
  Mi  permetto  di ripeterlo, perché la decisione di produrre  questo
  emendamento,  che  a  tutti  noi in  qualche  modo  quando  abbiamo
  sottoscritto ovviamente obtorto collo per evitare di venire  qui  a
  fare  queste  dichiarazioni di voto che sono un inizio di  campagna
  elettorale,  che  se comincia così non comincia  nei  migliore  dei
  modi.
   Questo  mi  permetto  di  dire,  per cui vi  volevo  suggerire  di
  abbassare i toni e cercare di chiudere prima possibile perché non è
  la  strada  che  porta dalla parte giusta. Onorevole Dina,  cominci
  lei,  vediamo  se  riusciamo  in questo,   e  se  qualcuno  volesse
  ritirare la propria dichiarazione di voto, naturalmente sarebbe ben
  accetto dalla Presidenza.

   DINA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  suo  ultimo
  intervento  getta  sicuramente un  raggio  di  luce  sul  senso  di
  quest'ultima  Conferenza  dei Presidenti dei  gruppi  parlamentari,
  perché  questo Parlamento deve porsi il problema se questa è  stata
  un  Conferenza  dei  Presidenti dei gruppi parlamentari  che  si  è
  inspirata  ad  un  alto  senso  di  responsabilità,  ovvero  si   è
  inspirata,  è stata così travolta dall'ignavia, dalla viltà,  dalla
  insensibilità.
   Io  propendo  per la prima soluzione,  che le scelte  responsabili
  sono sempre le più difficili, le più amare, le più difficili da far
  capire agli altri, soprattutto ai destinatari di quei provvedimenti
  che  sono divenuti emergenziali,  e dico questo  perché l'emergenza
  può  nascere  sicuramente da eventi nuovi ed imprevedibili  ma  può
  nascere,   anche,  da  errori  di  valutazione,   da   difetti   di
  programmazione,  di  incapacità  di  intravedere  un  percorso  che
  cammini su basi solide, sulle basi contabili concrete e non già sui
  sogni o sul tentativo di allontanare i problemi.
   Allora,  io  intendo  così  dividere il  mio  ragionamento  su  un
  aspetto, una cosa è l'assestamento tecnico, che è tale che è  stato
  sempre  tale e, quindi, il prendere atto del disavanzo, del coprire
  il  disavanzo  per  consentire  al Governo  di  stipulare  i  mutui
  necessari diventa un fatto importante, imprescindibile ma  che  non
  può  richiedere  il voto di tutti, anche perché  è  conseguenza  di
  qualcosa  che  è stato, di un bilancio che è stato  votato  da  una
  maggioranza, da scelte fatte in un determinato contesto politico  e
  storico-istituzionale della nostra Regione.
   Ora, sull'emendamento tecnico siamo stati quasi tutti obbligati ad
  accettarlo  in quanto tale; su quell'emendamento si sono  innestate
  esigenze   emergenziali,    non  impervenute',   e,   quindi,   una
  minivariazione di bilancio era stata pensata per far fronte ad  una
  previsione   errata  per  quanto  riguarda  il  fondo   unico   del
  precariato,  per quanto riguarda il trasporto pubblico locale,  per
  quanto attiene i trasporti marittimi con le Isole minori,  per  non
  parlare  poi  dei dissalatori che è un'altra emergenza  intervenuta
  nell'immediato.
   Bisogna,  però, avere la capacità di guardare dietro e di guardare
  quello che è stato fatto, un bilancio che è stato affastellato, che
  non  è  stato  depurato dagli sprechi, un bilancio che necessitava,
  sicuramente,  di  un  Governo  attento  all'esigenze  della  nostra
  Sicilia  che non sono esigenze di sola sopravvivenza, sono esigenze
  di   prospettiva,  sono  esigenze  di  costruire  un  percorso  che
  comporterà  tanti  sacrifici e sono questi  i  demeriti  di  questo
  Governo: l'incapacità di aver saputo programmare.
   Ed, oggi, scontiamo questo effetto, scontiamo questa incapacità  e
  siamo  alla  fine  tragica di un percorso dove le istituzioni  sono
  state  piegate  alle  esigenze clientelari, ad  un  Presidente  che
  continua, mi dicono, a fare nomine.
   E allora, oggi, è prevalso il senso di responsabilità.
   Io  mi  sento di difendere, con tutte le mie forze, quello  che  è
  stato   fatto   nella   Conferenza  dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari,   da   parte  di  tutti  i  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari,  perché  non si può prendere  in  giro  l'aspettativa
  della   gente,  non  si  possono  costruire  copertura  che,   poi,
  impatteranno  con  il  giudizio del Commissario  dello  Stato  che,
  diciamocelo   chiaro,  ha  cambiato  orientamento  e  ha   cambiato
  filosofia  e lo fa a ragione veduta perché il bilancio  non  è  dei
  migliori, è un bilancio a rischio.
   Il  Commissario dello Stato ha richiesto non coperture finanziarie
  esclusive,  ma  ha preteso tagli alla spesa per  coprire  le  nuove
  spese e, quindi, le emergenze di cui parliamo.
   Allora,  offrire a chi aspetta una risposta temporanea che  durerà
  dall'oggi al domani, quando il Commissario dello Stato rileverà che
  le  poste  in  bilancio non sono adeguate, è solo un  tentativo  di
  prendere in giro chi aspetta seriamente una soluzione al problema.
   E  la soluzione al problema dovrà venire, se la intesterà il nuovo
  Governo,  se  la intesterà una nuova maggioranza che  dovrà  tenere
  conto  sicuramente di una revisione della spesa che dovrà porre  in
  essere  in maniera attenta e non estemporanea, così come  ci  viene
  richiesta,  indagando e studiando nelle pieghe del  bilancio  tutti
  gli  sprechi  che  ci sono e per potere reperire in  quelle  pieghe
  quelle  somme indispensabili, quindi, vero taglio delle  spese  per
  potere coprire queste emergenze che stanno a cuore a tutti noi.
   Nessuno  di  noi può dire di non avere a cuore i precari,  di  non
  avere  a  cuore  il trasporto pubblico locale che  sta  sicuramente
  creando problemi occupazionali, ma anche problemi di vita sociale.
   Ci  sono  tanti pendolari, lavoratori e studenti che non  potranno
  avere garantita la propria attività.
   Allora, sono convinto che la demagogia e i comizi non servono più,
  serve un nuovo corso di rigore, di responsabilità e di serietà.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  Patto  di
  stabilità   è  nato  già  da  un  po'  di  tempo.  Io   imputo   le
  responsabilità  al  Governo perché i precari non  sono  nati  ieri,
  signor  Presidente,  i  precari ci sono da  vent'anni.  Un  governo
  attento, un governo che doveva, fin dall'inizio, mettere mano  alle
  stabilizzazioni,  a  rendere  utile questo  percorso,  un  percorso
  virtuoso, doveva impegnarsi fin dal primo momento.
   Oggi è facile, all'ultimo giorno di legislatura,  dare la colpa  a
  chicchessia.  Da tantissimi anni esistono i precari, da  vent'anni,
  certo  le colpe non sono solo di questo Governo, ma questo  Governo
  ha contribuito a non mettere fine a questo problema annoso.
   In  qualità  di presidente della Commissione  lavoro', ho  contato
  sessantamila  precari presenti in Sicilia che  sono  veramente  una
  risorsa  immensa,  immane,  la cui spesa  in  nessun'altra  regione
  d'Italia potrebbe essere sostenuta.
   E' stata adottata una politica, sin dagli anni scorsi, in malafede
  condizionando un popolo a votare nelle campagne elettorali affinché
  il  chicchessia, deputato o responsabile di un determinato  partito
  portasse avanti una politica sbagliata facendo eleggere deputati, a
  mio  avviso,  oltre che inadempienti anche senza onore,  perché  la
  responsabilità che si ha quando si prende in giro la gente è tanta.
   Ci  sono  tanti  modi  per  fare politica.  Ogni  persona  si  può
  impegnare  in  qualsiasi  momento, in qualsiasi  cosa  per  portare
  veramente un contributo fattivo alla comunità.
   Per  quarantatre  milioni  di euro non  possiamo  chiudere  questo
  bilancio e chiudere le priorità fino a dicembre del 2012. Peccato
   Avrei proposto un taglio, anche minimo, sofferto, anche perché nei
  mesi  scorsi  è  stato  fatto alla ex Tabella  H.  Tagliare  ancora
  qualcosa e lasciare solo esclusivamente quegli enti che si occupano
  realmente di problemi sanitari e sociali.
   Questa  è  una  piccola risorsa che inserita in  un  contesto,   e
  ringrazio i miei colleghi che hanno firmato quell'emendamento,  che
  va  ad  accontanare  alcune  risorse in un  fondo,  chiamiamolo  di
  riserva, che possa garantire quei disperati che aspettano quei  600
  euro al mese per portarli a casa; è una vera vergogna
   Quindi,   tutti   insieme,  a  partire  da   me,   dobbiamo   auto
  responsabilizzarci affinché possa avvenire immediatamente  e  possa
  portare  a  compimento  questa legislatura, oggi,  la  chiusura  di
  questo Parlamento, affinché possiamo inserire nel contesto non solo
  dei  precari,  perché non esistono solo i precari, ma  tanti  delle
  piccole e medie imprese, tanti artigiani e tanti professionisti che
  attendono  dall'amministrazione regionale, ma dagli  enti  pubblici
  aspettano di essere aiutati e non di essere mortificati.  Questa  è
  una  vera  menzogna che non siamo stati capaci di  portare  avanti
  Questa è una menzogna.
   Oggi, dobbiamo mettere fine a tutto quello che è veramente. Stiamo
  entrando in politica e ognuno non sa quello che si deve vendere  in
  giro  La verità è che -  Guai all'uomo che non si ravvede  - non  è
  un  peccato  se  facciamo  autocritica  e  diciamo  che,  a  volte,
  sbagliamo anche noi; ci sono momenti, però, per recuperare e oggi è
  il momento di recuperare

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Beninati.  Ne  ha
  facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie di  avermi
  dato l'opportunità di parlare. Cerco di ristabilire un po' anche il
  clima di serenità che quest'Assembla secondo me ha perso, forse non
  per   colpa   dell'Assemblea  stessa;  molte  volte,  infatti,   le
  responsabilità ce le carichiamo tra noi quando, purtroppo, oggi, il
  risultato, come si dice  dell'ultimo atto , che il Governo o questa
  gestione del Presidente Lombardo ha comportato in quest'Assemblea.
   Ci   troviamo,   paradossalmente,  l'uno   contro   l'altro,   non
  comprendendo che, in effetti, la responsabilità di questo clima non
  è certamente nostra ma di chi l'ha procurata.
   Detto  questo,  vorrei cercare, sul problema  dell'emendamento  al
  disegno di legge tecnico, non tecnico, se il Governo, la Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha stabilito alcune cose  è'
  inutile  che  ci ritorniamo; ognuno di noi, infatti,  ne  può  dire
  quante  ne  vuole  per  poi dare all'esterno, alla  televisione  il
  messaggio  che io non c'ero ; qui, non  c'eravamo in tanti se è per
  questo.  Il  Governo c'è, è presente, deve anche lui rispondere  in
  futuro di ciò che negli anni si è fatto.
   Oggi,  però,  devo  dirle, ci sono, a prescindere dall'emendamento
  tecnico  che approveremo, purtroppo, nel disegno di legge  che  fu,
  allora,  inserito  come  risoluzione di  alcune  problematiche,  il
  numero  900.  Le pongo due temi, signor Presidente,  due  temi  che
  possono  ulteriormente appesantire il problema del  bilancio  della
  Regione. E mi riferisco, in particolar modo, ad un problema, ad una
  situazione  di  -  e lo ripeto per l'ennesima volta,  così  non  lo
  ripeto più - la non possibilità di aprire, non per colpa dell'Aula,
  certamente per negligenza del Governo che in questi mesi, anzi,  da
  più  di  un  anno  su  questa vicenda non ha  voluto  risolverlo  -
  quest'anno:  la non apertura dell'attività venatoria.  Prova  ne  è
  che,  ancora, non abbiamo un calendario, i tesserini;  non  si  può
  sapere  se  si  può andare a caccia comporterà per le  casse  della
  Regione  una  diminuzione  di una somma  che  è  stata  già  messa,
  preventivando i tesserini che saranno oggetto di pagamento da parte
  di  chi fruisce di questa attività che, certamente, non ci saranno.
  Per  cui, se non provvediamo a fare come l'altro anno una norma  in
  deroga per consentire che questa attività si svolga in Sicilia - ed
  era  stato  presentato da me, da qualche altro collega  con  alcune
  sfumature,  un emendamento -  quest'anno non avremo un problema  di
  quadratura del bilancio, ci sarà immediatamente un ammanco di circa
  8,  9 milioni di euro nel bilancio.
   Ora  dico:  questo problema lo vogliamo affrontare? Non  so  come,
  impegnandoci che, subito dopo che approviamo questa norma, si fanno
  le cose più immediate sul disegno di legge numero 900?
   Perché  se  rinviamo al disegno di legge numero 900 e poi  non  lo
  approveremo, sappiate, cari colleghi, che questo problema  resterà;
  c'è  già,  quindi, un buco di nove milioni, otto  milioni  e  mezzo
  circa di mancate entrate che sono state inserite nel bilancio e che
  non  si  potranno  fare entrare perché non aprendo  l'attività  non
  entrano i soldi. Primo problema.
   Quindi,  signor Presidente, la invito, se questo è risolvibile con
  il  disegno di legge numero 900, allora, se si discuterà,  che  ben
  venga  ma,  se  chiuderemo,  dopo  questo  disegno  di  legge,   la
  discussione in Aula di tutto, ci sarà questo problema. Chiunque  lo
  deve  sapere.  Non è un problema di maggiori spese, trovare  soldi;
  qua il problema è che ci sono soldi che non ci saranno per cui si è
  parlato di 43? Saranno 51 milioni,  tanto per essere chiari  o,  se
  sono 30, saranno 40.
   Per  concludere,  ultimo tema. Anche qui un altro emendamento  che
  era  stato dal sottoscritto presentato; è una diminuzione di  spesa
  che  oggi  è prevista in un determinato modo nella rubrica  Sanità.
  Parlo degli accorpamenti dei laboratori; se ciò dovesse passare con
  la  testardaggine dell'Assessore Russo, che si è  convinto  che  in
  Sicilia  deve fare accorpare per obbligo di legge questi  benedetti
  laboratori,  questo  tipo  di meccanismo comporterà  una  ulteriore
  spesa   di   premialità   del  10%.  Per   cui,   si   verificherà,
  paradossalmente, per i laboratori che oggi vogliono restare  liberi
  di decidere, obbligatoriamente, se non approviamo la norma, ci sarà
  un ulteriore aumento di spesa nel bilancio della Regione.
     Questi  due emendamenti, signor Presidente, concludo, è il  caso
  che  questa  Assemblea  li  affronti o  in  questa  materia,  se  è
  possibile, o, se ciò non è possibile, ci vuole un impegno di questa
  Aula  perché  io per primo, lo dichiaro fin da adesso,  non  voterò
  nulla se non c'è un impegno che questi due emendamenti che da  mesi
  sono  giacenti  in II Commissione possano trovare l'opportunità  di
  essere votati in questa Aula. Se ciò non accade, fin da adesso, non
  parteciperò a nessuna votazione di questa Aula.

   PRESIDENTE.   E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci.  Ne  ha
  facoltà.

   DINA. Signor Presidente, appongo la mia firma ai  due emendamenti.

   CIMINO. Anch'io.

   PRESIDENTE.  Ma di cosa stiamo parlando? Apponete la firma  a  che
  cosa?

   DINA. Agli emendamenti.

   PRESIDENTE. A una parola?

   DINA. No.

   PRESIDENTE.  La  firma  si  appone ad un  documento.  A  che  cosa
  apponete  la  firma,  non  lo capisco.  Apponete  la  firma  ad  un
  intervento? Condividete, insomma.

   BENINATI.  Deve rispondere se il disegno di legge  numero  900  si
  tratterà o no.

   PRESIDENTE. Non si tratterà il numero 900. Chiuderemo  con  questo
  voto.

   BENINATI. E allora dobbiamo discutere.

   BUFARDECI.  Signor Presidente, ho ascoltato le varie ricostruzioni
  anche  dei  lavori  della  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  e,  nel ricordare che in quella  sede  ho  più  volte
  sostenuto  la  necessità non soltanto di tentare di  risolvere  una
  serie  di  questioni connesse all'assestamento -  e  su  questo  mi
  soffermerò subito - ma anche di trattare il disegno di legge numero
  900,  dicendo è una occasione perché spulciando i vari  emendamenti
  ed  ovviamente  eliminando tutti quelli che  non  fossero  di  mero
  contenimento, tutti quelli che quindi non devono comportare  nessun
  tipo  di  spesa,  affrontare alcune questioni anche  nell'interesse
  della  spesa comunitaria ed ho fatto un esempio, cioè quello  degli
  indicatori  di occupazione, elemento fondamentale per  non  perdere
  risorse  comunitarie, oltre che per evitare il  fallimento  di  una
  serie di aziende.
   Dopodiché,   nonostante  avere  ribadito  più  volte  questa   mia
  posizione,  signor  Presidente, come potranno ricordare   -  signor
  Presidente,  vorrei  un  minimo  di  attenzione,  vorrei  che   lei
  richiamasse l'Aula - non vorrei che nella ricostruzione dei  lavori
  di  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi  parlamentari  ci  fosse
  qualcuno  che  potesse  sostenere   che  alla  fine  eravamo  tutti
  d'accordo  nel  non fare nulla, per esempio, nel disegno  di  legge
  numero 900, o nel prendere così serenamente atto di quello che  sta
  accadendo con il disegno di legge numero 938 dell'assestamento.
   Perché,  signor Presidente, mi dispiace rivolgermi  ad  una  delle
  persone più cortesi, simpatiche, perbene sicuramente che compongono
  questo  Governo,  l'onorevole. avvocato. Spampinato,  però  mi  sia
  permesso di dire  con quale faccia tosta, a distanza ormai di  poco
  meno di un anno si può venire a dire: sapete, ma quale 13, ma quali
  9,  non possiamo fare niente perché abbiamo già un disavanzo  sulle
  entrate  di  circa  400 milioni, in chi fino  a  qualche  settimana
  addietro  ha  continuato  a  presentare  proposte  in  termini   di
  modifiche di assestamento.
   Non  voglio  riferirmi, signor Presidente, alle dichiarazioni  che
  già  l'anno  scorso venivano fatte dal Governatore,  dall'assessore
  Armao, quando si affermava con certezza che si sarebbe approvato il
  bilancio entro l'anno 2011.
     Onorevole  Spampanato, siamo ad agosto, siamo alla  fine,  siamo
  all'epilogo e mi faccia capire allora secondo quale logica  si  può
  avere affidabilità in chi ha guidato la rubrica dell'economia il  4
  luglio,  quando  ha  presentato questo  assestamento  e  in  questa
  occasione  ha detto che prendeva 3 milioni e mezzo per il trasporto
  marittimo;  che  utilizzava circa dieci milioni  per  il  trasporto
  pubblico  locale; ne prendeva 13 per il precariato, prelevandoli  e
  riducendo  altri  capitoli  e quindi  dicendo  che  le  risorse  si
  potevano utilizzare.
   Mi  volete  spiegare come questo Governo e questo Assessore  hanno
  fatto   tutte  queste  manovre  per  aggiungere  poi  al  trasporto
  marittimo,  a  quello  pubblico locale ed al  precariato  anche  la
  questione   dei   dissalatori,  facendo  tutte  queste   operazioni
  economiche finanziarie e di bilancio senza che ci fosse una lira? E
  senza  che  eventualmente  queste  somme  fossero  figlie  di   una
  riduzione  di spesa, senza dire che la riduzione di spesa  primaria
  che  occorreva  che si facesse fosse quella per ridurre  le  minori
  entrate che oggi ammontano a circa 400 milioni.
   Ma  come  si  è  fatto questo bilancio?  Come si è fatta,  allora,
  questa   variazione? Come si è tentato di fare questo assestamento,
  quando oggi c'è qualcuno che vuole raccontarci che materialmente un
  po' siamo tutti, caro onorevole Maira, compartecipi di che cosa?
   Questo  è  un bilancio che l'opposizione, che Grande  Sud  non  ha
  votato;  questo è un bilancio che abbiamo contestato  e,  anche  in
  quella  sede, mesi addietro, dicevamo che occorrevano le somme  per
  il trasporto pubblico locale; che occorrevano le somme per le Isole
  minori;  occorrevano le somme per i precari, così  come  per  tante
  altre  voci;  oggi, come risultato, invece, dopo  averci  propinato
  tutte queste soluzioni, una al minuto, ci dicono: ma quali 43,  13;
  ma quali 13, 9; ma quali 9, neanche una lira.
   Ma  di che cosa stiamo parlando, di quale serietà, di quale azione
  di governo, di quale risanamento stiamo parlando che dovremo andare
  a fare la spending review in un quarto d'ora.
   Ma  di che cosa stiamo parlando in termini ora di risposte, quando
  oggi  non  consentiamo neanche di approvare quel disegno  di  legge
  numero  900  che,  come ben ricordava il collega Beninati,  portava
  all'interno  dell'articolo  18 non soltanto  la  soluzione  ad  una
  questione storica che fa parte anche del nostro costume, ma  che  è
  anche  economia, quale è quella della caccia: circa 11  milioni  di
  maggiori  entrate  per la nostra Regione  che non  ci  saranno.  E'
  questa la soluzione per risolvere tali questioni?
   E'    evidente    che   abbiamo   presentato   un   subemendamento
  all'emendamento che stiamo trattando, non ricordo come  si  chiami,
  per  dire  che  con  questi  9 milioni -  figli  esclusivamente  di
  riduzioni sui costi, quindi minori spese, non nuove spese ma  tagli
  -  vengano  finalizzati  almeno a dare quel  segnale  al  trasporto
  pubblico locale, a quello marittimo, al precariato, ai dissalatori,
  almeno delle grandi incompiute che questo Governo sta lasciando  ad
  una Sicilia che brucia e non solo come temperatura.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, purtroppo mi  tocca  parlare  più
  volte  in  questa seduta, non è mia consuetudine, vige  il  sistema
  della  separazione dei poteri in Sicilia come in altre  Repubbliche
  democratiche.
   Il  Governo  fa  la  normale attività amministrativa,  l'Assemblea
  svolge  la  funzione legislativa e non si può pensare di  surrogare
  l'attività amministrativa con leggi di Assemblea.
   Faccio  due esempi concreti, visto che sono stati richiamati,  più
  volte  in  questo  dibattito: la questione delle navi  Ro.ro  e  la
  questione del piano dell'apertura della caccia.
   Per quanto riguarda la questione delle navi Ro.ro, abbiamo tentato
  di  dare  una  copertura finanziaria al problema, ma  la  copertura
  finanziaria non avrebbe superato, anche quando l'avessimo avuta. Il
  problema è giuridico. La scadenza dei contratti con queste navi che
  fanno il servizio di trasporto dell'immondizia alle Isole minori  -
  era  il  7  luglio - e non posso immaginare che in una  Regione  ci
  siano  un Governo e dei dirigenti generali che non tengono a  mente
  che c'è una scadenza che quando arriva scade  Ci sono i termini  di
  prorogatio  per legge; non può arrivare un Parlamento  e  prorogare
  dei  contratti  in essere con una legge dell'Assemblea  perché  non
  funziona  così. L'attività amministrativa la fanno i  Dipartimenti,
  gli Assessorati.
   La  seconda  questione:  la  caccia.  E'  un  problema,  onorevole
  Beninati, che comprendo perfettamente però lei si ricorderà che già
  l'anno   scorso  abbiamo,  in  mancanza  di  un  piano   faunistico
  venatorio, autorizzato il Governo, nelle more dell'adozione,  della
  definizione, ad aprire la stagione della caccia. Abbiamo  superato,
  in   quella   fattispecie,  in  quella  circostanza,  il   problema
  dell'impugnativa del Commissario dello Stato e abbiamo dato un anno
  di tempo al Governo per definire il procedimento amministrativo.
   In  questo  anno,  il  procedimento non c'è  stato.  Non  possiamo
  surrogare  il  Governo ogni volta. Non è questo il nostro  compito.
  Siamo  legislatori;  non siamo amministratori.  Purtroppo,  tornare
  sempre sullo stesso argomento è sbagliato; ci assumiamo delle colpe
  che  non  sono  nostre.  Siamo intervenuti sempre  e  spesso  anche
  dichiarando funzioni che non sono proprie dell'Assemblea  regionale
  siciliana ma è arrivato il momento di dire basta.

   CORONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA.  Grazie, Signor Presidente, per avermi dato la parola  per
  dichiarazioni di voto. Come al solito, utilizzerò questo podio  per
  un  intervento  di natura istituzionale e politica, non  certamente
  per fare comizi elettorali, perché credo che non ce ne sia bisogno.
  I  siciliani  sapranno distinguere molto bene  e  scegliere  ancora
  meglio  tra  chi  ha saputo fare fino in fondo  il  suo  lavoro  in
  rappresentanza di quelli che potevano essere i legittimi  interessi
  di  questa  Regione  e  chi invece ha perso tempo  nel  tentare  di
  risolvere i gravosi problemi della nostra Regione.
   Non  ci  sono dubbi, signor Presidente, che in quest'Aula ci  sono
  stati tanti colleghi che sono stati coerenti al mandato elettorale,
  che  hanno  saputo interpretare correttamente il ruolo  che  gli  è
  stato  assegnato  dai  propri elettori e dai  cittadini  di  questa
  Regione  e  ci  sono  stati, purtroppo, tanti  colleghi  che  hanno
  cambiato  casacca' per stare al Governo o per restare in vita,  per
  tentare  di restare ancora in vita nel proprio interesse personale.
  E'  chiaro  che  su  questi colleghi gli elettori decideranno,  con
  grande senso di responsabilità.
   E allora, signor Presidente, abbiamo qui in quest'Aula fatto circa
  400  sedute  in 4 anni e abbiamo tentato di fare fino in  fondo  il
  nostro dovere e non dobbiamo nasconderci dietro un dito.
   Se, in questa seduta, in cui sono accesi i riflettori, le attese e
  le  speranze  di tanti siciliani, stasera, andiamo  a  svolgere  un
  funerale della politica seppellendo queste speranze e queste attese
  dei  siciliani,  non  c'è  dubbio, signor  Presidente,  che  questo
  Governo  e  questa  Commissione  Bilancio  hanno creato  tantissime
  attese attorno a questo decreto legge, perché tanti sono stati  gli
  emendamenti presentati, tanti sono stati gli incontri,  tante  sono
  state  le dichiarazioni, tanto fumo negli occhi è stato buttato  in
  questi mesi sia da parte del Governo sia da parte della Commissione
  perché voleva, con grande senso di responsabilità conciliare queste
  esigenze, queste tante esigenze, queste tante legittime aspettative
  dei   nostri   corregionali   che   volevano,   attraverso   questo
  assestamento  di  bilancio, non soltanto coprire  il  disavanzo  ma
  cercare di dare risposte concrete per affondare le tante emergenze.
   Invece  questo  Governo, signor Presidente, ha  utilizzato  questi
  mesi in cui questo decreto legge era depositato in Commissione  per
  l'approvazione di merito a buttare fumo negli occhi, a  lasciare  a
  piedi  tanti  siciliani  attraverso il  mancato  finanziamento  dei
  trasporti  pubblici,  a  lasciare  a  mare  tante  imprese,   tanti
  cittadini  delle Isole Minori che non riescono, se non a nuoto,  ad
  attraversare il mare che li separa dalla nostra Regione, a lasciare
  senza  stipendio tanta gente, i precari, i dipendenti  comunali,  a
  lasciare  senza  stipendio tanti lavoratori che -  mi  riferisco  a
  quelli  delle  IPAB  -  da  tanti, tanti, tanti  mesi,  ancora  non
  ricevono  lo  stipendio, il legittimo stipendio per il  lavoro  che
  continuano a fare con grande senso di responsabilità.
   Per   non  parlare  poi  delle  tante  attese  dei  tanti  giovani
  disoccupati,  il  mondo del lavoro. Non si è  fatto  nulla  né  nei
  confronti  del  sistema produttivo né nei confronti delle  imprese,
  sia    della    pesca,    sia   della   caccia,   dell'agricoltura,
  dell'industria, dell'artigianato, del turismo, in una  stagione  in
  cui noi oggi affrontiamo con grande difficoltà la speranza di tanti
  operatori turistici nei confronti dei quali questo Governo ha fatto
  poco.
   Abbiamo  assistito  a  questa fuga, da qui  a  qualche  minuto  il
  Presidente  Lombardo  verrà  in quest'Aula  a  dimettersi,  quindi,
  fuggendo  dalle  sue  responsabilità  e  dalla  sua  incapacità  di
  affrontare questi problemi. E, anziché affrontare queste emergenze,
  signor  Presidente, il Presidente Lombardo  è venuto in  quest'Aula
  ad anticipare che cambia il nome del suo partito e lo trasforma per
  confondere  le  idee  dei  tanti elettori  siciliani  che  dovranno
  giudicare.
   Non  c'è  dubbio,  signor  Presidente, che  questa  è  una  scelta
  politica,  è  uno schiaffo ai siciliani e non si doveva consentire.
  Lombardo  fugge  di  fronte  alle proprie  responsabilità  ed  alla
  propria incapacità. Finalmente, signor Presidente.

   MARROCCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quella paura  che
  avevamo  in  tanti che aleggiava all'interno della  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari rispetto a questa seduta, a  che
  questa  seduta  si trasformasse nell'anticipazione  della  campagna
  elettorale  è diventata realtà. Lo abbiamo constatato e  lo  stiamo
  constatando  dal tenore di molti interventi che poco  hanno  a  che
  fare  con la sostanza, con la concretezza, con la emergenza e molto
  hanno  a che fare con la demagogia, molto hanno a che fare con  una
  anticipazione  forzata della campagna elettorale ed anche  con  una
  non verità rispetto alla storia.
   Uno può anche far passare la propria opinione, la propria idea per
  verità  assoluta ma la storia parla chiaro. La storia degli  ultimi
  anni  ha  visto  questo Parlamento, a vario titolo,  partecipare  a
  questo Governo; a vario titolo, avere responsabilità, chi prima chi
  dopo,  rispetto a cose che sono state fatte e rispetto a  cose  che
  non sono state fatte.
   Ecco perché, lei signor Presidente, ricorda bene che in Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari, io stesso feci un  appello
  ad  un  senso di responsabilità, ad un senso di maturità di  questa
  classe  dirigente, affinché in queste ore dessimo il senso vero  di
  una  classe  dirigente  che abbia a cuore le  emergenze  di  questo
  territorio,  per  evitare  che  questo  spettacolo  di   anticipata
  campagna  elettorale  potesse  contraddistinguere  queste  ore   di
  seduta.
   Così non è stato, signor Presidente. Lei ha fatto bene a ricordare
  l'esito  della  Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi  parlamentari
  perché  in  realtà  non  c'è stato un voto  favorevole  o  un  voto
  contrario  rispetto ad una decisione; c'è stata  una  presa  d'atto
  rispetto  ad  una difficoltà finanziaria che c'è e che  sicuramente
  non può essere imputata a questo Governo o a questi ultimi anni.
   Purtroppo, la mia generazione, signor Presidente, e le generazioni
  che  verranno dopo la mia pagheranno il prezzo più caro  di  scelte
  scellerate  che  hanno radici lontane, signor  Presidente,  lontane
  negli  ultimi  decenni, che purtroppo avranno ancora refluenze  nel
  corso dei prossimi anni.
   E,  allora, vengo subito alla proposta, all'appello ulteriore  che
  faccio anche al Governo per cercare di trattare in maniera concreta
  anche  le  ultime  emergenze di questi ultimi minuti  che  sono  le
  emergenze   del  precariato,  le  emergenze  del  trasporto   Ro.ro
  marittimo per le isole Egadi e per Ustica e Pantelleria. Riteniamo,
  infatti,  che siano vere emergenze e perché riteniamo  che  ci  sia
  forse  ancora  la possibilità, attraverso un gesto,  attraverso  un
  impegno  del  Governo per poter far fronte a queste necessità  e  a
  queste emergenze, pur condividendo la posizione della Presidenza  e
  la posizione che testé lei stesso ha annunciato, signor Presidente,
  dobbiamo  chiudere  nel  miglior modo questa legislatura,  chiudere
  quest'Aula,   cercando  di  affrontare  quanto  meno   queste   due
  emergenze, queste due necessità impellenti.
   Ecco  perché  lancio  un appello al Governo,  anche  se  non  vedo
  l'assessore Armao presente in Aula,  ma mi auguro possa lei  stesso
  riferire  all'assessore  che questo gli  viene  chiesto  in  questo
  momento  e  che  ritengo  attraverso  alcuni  emendamenti  che  già
  circolano in Aula cercheremo di fare nei prossimi minuti. Grazie.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  per  organizzarmi,  su  cosa  posso
  intervenire perché abbiamo sei,sette subemendamenti?

   PRESIDENTE.  Le  ho  già  detto,  poco  fa,  nel  suo   intervento
  sull'ordine dei lavori, lei può intervenire sull'emendamento 2.3R.

   MANCUSO.  Ma  questi  emendamenti si  votano  prima  del  2.3.R  e
  intervengo anche dopo?

   PRESIDENTE.  Non  mi  risulta che siano  stati  ancora  dichiarati
  ammissibili,  onorevole  Mancuso.  Ci  sarà  una  dichiarazione  di
  ammissibilità al momento opportuno.

   MANCUSO.   Se   vengono  dichiarati  ammissibili,   riapriamo   la
  discussione?

   PRESIDENTE. Certo, eventualmente, sì.

   MANCUSO.  Va  bene,  signor  Presidente.  Ritengo  di  condividere
  pienamente   quello   che  ha  detto  il  Presidente   del   Gruppo
  parlamentare  Grande Sud , l'onorevole Bufardeci. La situazione che
  molte  risorse  sono  mancate  nei  capitoli  del  bilancio  è  una
  situazione  che  è certificata sia in Commissione Bilancio  sia  in
  quest'Aula  dagli interventi di tantissimi deputati che  non  hanno
  votato  il bilancio regionale. Quindi, oggi, questa situazione  che
  peraltro  rimarca quelle posizioni di neanche sessanta  giorni  fa,
  se,   da  un  lato,  questi  interventi  sono  più  che  legittimi,
  dall'altro,  invece, ci sono tutta una serie di  deputati  che  non
  solo  hanno  votato  quel  bilancio  ma  lo  hanno  votato  con  la
  consapevolezza che determinati capitoli erano insufficienti per  le
  cosiddette  emergenze, se emergenze ci sono, perché  il  Presidente
  dell'Assemblea ha fatto un intervento che ritengo hanno compreso in
  moltissimi,   dove  l'attività  amministrativa  non  può   supplire
  assolutamente   con  un  intervento  a  gamba  tesa   di   attività
  legislativa.
   Se un contratto scade a luglio o, meglio, se è già scaduto, non  è
  che  interveniamo  noi e proroghiamo quello che contrattualmente  è
  definito.
   Allora,  rispetto a questo non ritengo che la scelta  fatta  dalla
  Conferenza dei capigruppo è una scelta che è contro qualcuno, è una
  scelta di buon senso e mi auguro che dopo la scelta di buon senso e
  parliamo   di  un  documento  esclusivamente  tecnico   quello   di
  assestamento, si proceda dopo le dichiarazioni del Presidente della
  Regione  ad  un  intervento legislativo che possa  allocare  quelle
  pochissime  risorse  che  il  dipartimento  del  bilancio  ha   già
  dichiarato  per  evitare quello che sta succedendo in  queste  ore,
  perché,  una  volta  dichiarato che ci sono 13 milioni  di  euro  a
  disposizione   di   minori   spese,   ognuno   ha   presentato   il
  subemendamento  che  meglio  ritiene  per  allocarle  dove   meglio
  ritiene.
   Non  credo  sia  una  scelta di questo  Parlamento  dare  mance  e
  mancette,  questo  Parlamento  deve esclusivamente  intervenire  su
  quelle  che  sono i profondi e radicali interventi in quei  settori
  che abbiamo tutti quanti immaginato.
   Rispetto  a  quanto detto, signor Presidente, io  sono  favorevole
  all'emendamento  2.3.R  che è stato presentato  e  naturalmente  ai
  relativi  subemendamenti, come lei ha detto,  se  eventualmente  li
  dichiarerà ammissibili già mi prenoto per un intervento ulteriore.

   RUGGIRELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUGGIRELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo  solo
  soffermarmi,  caro Presidente, su quello che ha  detto  poc'anzi  a
  seguito della riunione della Conferenza dei capigruppo che è  tutto
  reale e veritiero. Però c'è un passaggio ulteriore.
   Io  penso che abbiamo deciso anche nella Conferenza dei capigruppo
  molto tempo fa che oltre ad argomentare, ovviamente, sul disegno di
  legge  n. 938/A sull'assestamento di bilancio, si sarebbe approvato
  il  disegno di legge  900/A, il quale era un disegno di legge senza
  spesa, appunto, dove l'Aula avrebbe potuto organizzare e presentare
  quegli  articoli a rettifica,  a modifica o ad integrazione di  ciò
  che il Governo non aveva saputo fare.
   Volevo  ricordare, caro Presidente, che sul discorso  anche  delle
  navi  ro ro su cui  mi soffermo un attimo c'era un impegno da parte
  del  Governo;  si  è  fatto  un  incontro  con  gli  armatori,  sia
  l'assessore  Vecchio  che  il Presidente Lombardo,  ma  sono  stati
  slittati  i  tempi  di  quel contratto che è scaduto  giorno  7  di
  luglio. E sono d'accordo con lei, nel sostenere che gli uffici  non
  hanno provveduto a creare un nuovo bando, però, aggiungo anche  una
  cosa  Presidente:  questo disegno di legge, il  n.  938/A  -  e  mi
  dispiace  per l'amico mio Fabio Mancuso -, in un passaggio,  perchè
  solo oggi ci si accorge che l'articolo 3 è a rischio di impugnativa
  del  Commissario  dello  Stato, in quanto  non  possiamo  prorogare
  contratti? Io penso che questo disegno di legge, che è arrivato  in
  Aula il 27 luglio ed è stato dato tempo fino al 28 luglio, alle ore
  12,00,  per  presentare i relativi emendamenti non  doveva  neanche
  esistere;  l'articolo doveva essere già cassato, ma è stato  votato
  dalla  Commissione bilancio e quindi è un testo dove ognuno di  noi
  ha  lavorato e ha sicuramente portato un risultato nei confronti di
  quegli armatori per i quali - ripeto -, soltanto con una stretta di
  mano,  soltanto con un impegno verbale e attraverso dei  telegrammi
  fatti dal Presidente della Regione, costoro hanno potuto continuare
  tale attività per ben 25 giorni, 25 giorni senza una copertura,  io
  dico  che  la legge consente 45 giorni di proroga  per  tutti  quei
  bandi che sono in scadenza.
   Pertanto,  su  questo ancora siamo in tempo, però, le  somme  come
  recuperarle  e  come garantire a questi signori che il  Governo  li
  troverà e li apposterà  attraverso il disegno di legge n. 900/A?
   Dunque, volevo dire, caro Presidente, visto che da quello  che  ho
  saputo forse non il provvedimento non si farà, però, ci sono  altre
  cose che riguardano la caccia, sebbene, ha ricordato Nino Beninati;
  ci   sono   anche  agevolazioni  sul  settore  agricolo;  ci   sono
  emendamenti  sulla riorganizzazione della meccanizzazione  agricola
  dell'ESA;  ci  sono proroghe delle cooperative edilizie,  le  quali
  rischiano di perdere finanziamenti sia imprese che cooperative;  ci
  sono  anche  i  concessionari di beni del demanio marittimo  su  un
  provvedimento  presentato e votato dalla Commissione  Bilancio  che
  dava la permanenza per tutto l'anno ai vari lidi balneari e non  la
  urgenza  di  dovere chiudere a fine di settembre, con l'emendamento
  presentato in Commissione dall'onorevole Marianna Caronia.
   C'è  inoltre  la vendita dei beni e liquidazione dell'ASI,  ma  ci
  sono anche interventi mirati alla riduzione del costo per l'accesso
  al credito alle imprese.
   Io   dico  queste  non  sono  argomentazioni  che  devono   essere
  stralciate  dopo un lavoro fatto dai parlamentari, dopo  un  lavoro
  fatto  anche  questo in Commissione bilancio e  dove  non  vedo  il
  perché  non devono essere integrati o inseriti all'interno, in  tal
  caso di questo 938/A?
   Concludo, signor Presidente, appellandomi a lei: che si cerchi  di
  inserire  o  almeno  rivedere, se possiamo  fermarci,  guardare  un
  attimo  alcuni  di  questi articoli che non sono  del  parlamentare
  Ruggirello del Movimento popolare siciliano, ma appartengono un po'
  a  tutti  i  partiti, un po' a tutti i parlamentari  che  li  hanno
  presentati e li hanno fatti votare in Commissione Bilancio. Grazie.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   CIMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha  facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  a  mio  modesto
  parere, anche questa sera si sta facendo un po' di confusione.
   Io  vorrei, se è possibile, caro Presidente Cascio, contribuire  a
  fare un po' di chiarezza.
   «A  ciascuno il suo» come scriveva Leonardo Sciascia. Oggi io  non
  me  la  sento  di  criticare  tanto così  come  è  stato  fatto  il
  Presidente  Lombardo. Perché il Presidente Lombardo non l'ho  visto
  in  Commissione bilancio, non l'ho visto difendere questo  tipo  di
  manovra, ho visto invece in Commissione bilancio l'assessore Armao.
  E mi dispiace che in questo momento non sia presente in Aula, ma vi
  è  il  vice  Presidente  della  Regione  a  proporre  iniziative  e
  coperture finanziarie di volta in volta diverse.
   Presidente  Cascio,  lei  prima  ha  richiamato  l'Assemblea  alla
  cosiddetta separazione dei poteri.
   Noi  qui  abbiamo un testo in cui vi è un emendamento del  Governo
  che  propone  alcune  cose  e  alcune  iniziative  alle  quali   dà
  copertura.  Poi  qui abbiamo un testo firmato dal Presidente  della
  Commissione  bilancio,  con la maggioranza della  Commissione,  che
  propone alcune cose ben diverse di cui l'Aula si è confrontata e ha
  discusso.
   Ma  il  Governo ha sottoscritto questa proposta della  Commissione
  Bilancio  o il Governo è fermo all'emendamento del testo? Perché  a
  me  pare, anche da ciò che leggo, e le carte sono alquanto  serene,
  che  la proposta della Commissione è una proposta che nasce da  una
  discussione  verbale e dall'impegno stakanovistico  del  Presidente
  Savona, ma il Governo, Presidente Savona e onorevoli componenti  la
  Commissione, deve sottoscrivere questa proposta perché questa  deve
  essere una proposta che nasce dal Governo, altrimenti noi rischiamo
  che  questo dibattito fatto dai parlamentari si riveli un dibattito
  tra  parlamentari, dove il Governo non è per niente  acconsenziente
  in  quanto  ha il suo emendamento disgiunto dal testo in  esame  in
  Aula.
   Inoltre,  signor  Presidente, è bene  fare  chiarezza,  perché  il
  Gruppo parlamentare di Grande Sud, è stato l'unico gruppo che in un
  momento  non  sospetto,  proprio nella fase  di  discussione  della
  finanziaria  e  del  bilancio, aveva sottoposto  all'attenzione  il
  problema  serio  del  trasporto pubblico locale,  dei  collegamenti
  delle  Isole minori, dell'errore tecnico che era stato fatto per  i
  dipendenti del Consorzio agrario di Agrigento e per i precari.
   Vorremmo   ricordare  a  questa  Assemblea   -  e  i   funzionari,
  sicuramente, ne hanno contezza -, del rischio che noi corriamo  nel
  momento  in  cui  si sospendono i contratti storici dei  lavoratori
  precari.  Perché  una  cosa,  poi,  è  se  questa  Assemblea   deve
  intervenire su un'ipotetica proroga, cosa nel tempo già  verificata
  e  possibile,  altra  cosa se poi l'Assemblea deve  intervenire  su
  nuovi  contratti e nuove ipotesi di lavoro, dove di già è certa  la
  bocciatura e l'impossibilità di andare avanti.
   E  allora,  per  dovere di cronaca e per dare a ciascuno  il  suo,
  ritengo  che quest'oggi non deve dimettersi soltanto il  Presidente
  della  Regione ma, sicuramente, anche chi ha seguito i conti  della
  Regione  in  nome e per conto del Governo e, quindi, unitamente  al
  Presidente,  forse  è  meglio che lo accompagni  anche  l'assessore
  Armao alle dimissioni.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ancora  una
  volta  abbiamo  assistito ad un dibattito da  campagna  elettorale,
  molto protagonismo, poca concretezza, tante cose suggestive e  poca
  pragmaticità. Siamo entrati in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari, ognuno con le sue idee. Noi dell'MPA ne  avevamo  una
  molto  chiara che era quella di sostenere assolutamente  i  precari
  per  i 10, 12 milioni di euro che abbisognavano per consentire loro
  di  poter lavorare fino a dicembre; eravamo assolutamente d'accordo
  a  sostenere il trasporto pubblico marino per i 3 milioni  e  mezzo
  che  c'era  stato  detto  fossero necessari; eravamo  assolutamente
  disponibili  a  sostenere i 10 milioni necessari per  il  trasporto
  pubblico  locale  e  arriviamo  a  25  milioni  e  mezzo;   eravamo
  disponibili  a sostenere anche l'AST che, in questo momento,  è  in
  agitazione, per altri 2 milioni che venivano richiesti  per  venire
  incontro  alle obbligazioni che sono state assunte e  che  dovranno
  essere  necessariamente onorate e siamo arrivati  a  27  milioni  e
  mezzo;  poi,  avevamo anche compreso la necessità di  sostenere  il
  problema  dei dissalatori, non perché immagino sia un capriccio  di
  qualcuno, ma perché sia una necessità della Sicilia e, soprattutto,
  delle Isole minori, anche in questo caso.
   Il  totale, signor Presidente, faceva 40 milioni. Abbiamo  chiesto
  al Governo ma, prima ancora, signori colleghi, abbiamo chiesto agli
  Uffici  di  Ragioneria,  di dirci se c'erano  40  milioni  di  euro
  disponibili da poter destinare a queste che sono emergenze di tutti
  e  certamente capricci di nessuno e c'è stato detto che 40  milioni
  non  c'erano perché l'Assessorato Bilancio, il Direttore  generale,
  con   queste   irrituali   e  sbagliatissime   interlocuzioni   col
  Commissario  dello Stato, era già arrivato alla determinazione  che
  questi  fondi  non erano assolutamente allocabili perché  sarebbero
  stati  impugnati  se fossero stati presi ora dall'IRFIS,  dopo,  da
  qualche  altro  capitolo di bilancio che, in  questo  momento,  non
  teneva.
   E  c'è  stato  detto pure, signor Presidente - che questo  rimanga
  agli  atti - che l'Amministrazione regionale non va bene e  che  il
  rischio  è  che,  anche quest'anno, oltre al mutuo che  stiamo  già
  contraendo e che vorremmo contrarre, si rischia di creare un  altro
  enorme, pesante deficit, per le casse di questa Regione. C'è  stato
  ribadito che, se per caso, ci fossero delle somme a disposizione, e
  mi  pare  che  tali somme non  superavano i 9 piuttosto  che  i  15
  milioni  di euro racimolandoli da un capitolo piuttosto che  da  un
  altro, dove si realizzavano certamente delle economie, non solo con
  questi 10-15 milioni di euro non si sarebbe potuto far fronte  alle
  emergenze  per  40 milioni di euro, rischiando così di  provare  ad
  accontentare  tutti,  ma contemporaneamente  di  scontentare  tutti
  perché  non  si  affrontava compiutamente nessuna di queste  cinque
  emergenze   che   abbiamo  citato,  ma  si  rischiava   addirittura
  un'ulteriore   impugnativa  del  bilancio  da   parte   di   questo
  Commissario dello Stato. Giacché se il deficit è tendenziale  e  ci
  sono  delle  somme  che  si  possono  risparmiare,  piuttosto   che
  allocarle in altri capitoli, ci è stato detto andrebbero  messe  da
  parte per contenere il deficit.
   Nel  dibattito è stato anche detto in questa famosa Conferenza dei
  Capigruppo  che  molti  miei colleghi vogliono  far  finta  di  non
  sapere,  cosa  è  accaduto  come  se  ci  fossero  una  decina   di
  responsabili,  mentre  qui  in  Aula  ci  sono  settanta,   ottanta
  gladiatori  valorosi che sanno la verità e hanno  la  soluzione  in
  tasca e fanno i moralisti alla giornata, così si può dire.
   Ci è stato detto di stare attenti a come maneggiavamo questi pochi
  milioni, forse a disposizione, perché neanche questi pochi  milioni
  erano a disposizione.
   E  siccome anche nell'ipotesi di volerli spalmare equamente o  più
  che  equamente in maniera proporzionata alle cinque emergenze forse
  era  meglio  consegnare al Governo la responsabilità di trovare  in
  via  amministrativa una soluzione, invito l'assessore Armao  subito
  dopo  di  me  a  prendere la parola e a rassicurare  quest'Aula  su
  queste  tematiche,  perché credo che il  Governo  debba  fare  oggi
  questo. Perché, signor Presidente, non è possibile che ci si riduca
  a tanto e la colpa è, non solo dell'Aula, ma addirittura di qualche
  capogruppo che ha preso una decisione che non voleva prendere, come
  il sottoscritto, per esempio.
   Concludo dicendo che non ho alcun problema a presentare anche  io,
  come  MPA,  perché ci credo, un subemendamento che  destina  questi
  quindici  milioni  alle cinque tematiche. Non  ho  alcun  problema,
  signor  Presidente. Così come non ho alcun problema a  capire  e  a
  sapere  che fine farà questo subemendamento. Ma mi attendo,  signor
  assessore  Armao e me lo attendo ora, che a fronte di queste  poche
  risorse  che  potremmo allocare in un capitolo  di  garanzia,  come
  abbiamo detto, signor Presidente, a fronte di questa allocazione  e
  a  fronte delle evenienze che succederanno nelle prossime settimane
  e  che potrebbero anche far sì che all'Assessorato dell'economia si
  facciano  un  po' meglio i conti, queste stesse emergenze,  in  via
  amministrativa,  possano  essere  affrontate  dal   Governo   dando
  soluzioni   innanzitutto  immediatamente  al   trasporto   pubblico
  marittimo,  giacché  siamo  nel periodo estivo,  immediatamente  al
  trasporto      pubblico     locale,     possibilmente      all'AST,
  contemporaneamente  ai  dissalatori, sapendo  che  per  novembre  e
  dicembre  bisogna  garantire il pagamento degli stipendi  anche  ai
  precari degli enti locali.
   Questo  è  il senso del mio intervento, signor Presidente,  se  ci
  saranno  queste rassicurazioni da parte del Governo  credo  che  si
  possa  andare avanti con la soluzione che era stata prospettata  in
  Conferenza dei Capigruppo.

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Torregrossa ha  ritirato  la
  firma dal subemendamento 2.3R.4.
   L'Assemblea ne prende atto.

   LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si è soliti nelle
  ultime  battute  di  una vicenda o fare demagogia  o  affondare  il
  bisturi oppure vigliaccamente attaccare alle spalle.
   E  si  diffondono  delle  favole. La prima  favola  è  quella  che
  riguarda  i  rapporti che sono intercorsi in questi ultimi  quattro
  anni  tra  una  maggioranza e un'opposizione. Non si può  dire  che
  quello  che  è  accaduto in questi ultimi anni e  quello  che  oggi
  stiamo  discutendo  sia  la conseguenza di venti  anni  di  cattivo
  Governo  o  di  cattiva politica perché nell'affermare  questo  una
  maggioranza  uscente dovrebbe firmare il certificato della  propria
  inesistenza,  del  proprio totale fallimento  perché  avendo  preso
  impegno,  dal  proprio  punto di vista, di  bonificare  rispetto  a
  condizioni  precedenti è chiaro che, oggi,  non  può  addurre  come
  alibi  che  la  situazione è una situazione ereditata o  precedente
  perché  quello  che  ha  fatto  in  quest'Aula,  il  ribaltone,  la
  sostituzione  della maggioranza elettorale con quella parlamentare,
  l'aveva  giustificato  proprio come strumento  per  risollevare  le
  condizioni del nostro territorio da supposte, da noi non condivise,
  ma supposte condizioni negative provocate da precedenti Governi.
   Eliminiamo, quindi, gli alibi falsi, evitiamo di addurre argomenti
  che  sono  risibili perché è la Corte dei Conti, non Leontini,  che
  nella   sua  ultima  audizione  dice  che  la  gestione  dei  fondi
  comunitari  è  stata  inadeguata  dal  punto  di  vista  operativo,
  insufficiente dal punto di vista strategico, discontinua dal  punto
  di vista delle operazioni messe in campo. Non è Leonini che lo dice
  è  la  Corte  dei Conti che lo dice; è la Corte dei Conti  che  nel
  giudizio  di parifica aggiunge che le entrate del bilancio  possono
  essere qualificate o dichiarate come false, soprattutto nelle  voci
  riguardanti la valorizzazione degli immobili e, soprattutto,  nelle
  voci riguardanti i tributi e era la prima volta, non certamente  da
  vent'anni   a   questa  parte,  un  così  autorevole  collegio   si
  pronunciasse con tali pesantissime sottolineature e precisazioni.
     Il passaggio, quindi, da quest'Aula e da questo territorio della
  maggioranza,  che adesso si dissolve, non è stato  ininfluente,  ha
  sicuramente determinato le condizioni delle quali oggi noi dobbiamo
  gestire  le  conseguenze. Smettiamola, quindi, con la favola  della
  eredità,  di  ciò  che  precedentemente era stato  fatto.  C'è  una
  responsabilità  ben  precisa, non siamo tutti uguali,  c'è  chi  ha
  governato male, c'è chi ha fatto opposizione.
   C'è un dato, però, che evidenzia questo fallimento. Siccome c'è un
  collega   che  tutte  le  volte  che interviene  dice  che  i  suoi
  interlocutori sono dispercettivi, io che non sono uno che si occupa
  di  questo linguaggio psicanalitico, sono andato a controllare  nel
  mio  vocabolario cosa significasse  dispercettivo'. Il  vocabolario
  mi dice, segnalando l'esempio concreto:  E' dispercettivo colui che
  non ha la percezione di ciò che accade . Facciamo un esempio: se ne
  deve  andare  a  casa un anno prima e non se ne accorge.  Questo  è
  dispercettivo.  Uno, cioè, che se ne deve andare  a  casa  un  anno
  prima e non se ne accorge è un dispercettivo.
   Il  dispercettivo mi dovrebbe spiegare, dovrebbe spiegare a  tutta
  l'Aula,  come  mai  non  tiene  conto  di  un  dato  di  percezione
  gigantesco che se ne va a casa un anno prima e se ne sta andando  a
  casa  con  tutte le scarpe ha sicuramente fotografato il fallimento
  della  propria esperienza  Come mai questo dispercettivo  non  cita
  questo   dato?  Se  fosse  stato  fisiologico,  regolare,  normale,
  efficace,  operativo, positivo, costruttivo, tutto  quello  che  ha
  messo  in  campo la sua esperienza, oggi il fallimento non  avrebbe
  costretto  ad andarsene a casa un anno prima. Se ne sta  andando  a
  casa  un  anno prima è chiaro che il dispercettivo non è  Leontini,
  non  è  Mancuso, c'è qualche altro che è dispercettivo, che non  si
  accorge  di  queste  cose.  E allora, smettiamola  con  le  favole
  Smettiamola  con  le  menzogne   Quarantatre  milioni  di  euro  di
  fabbisogno,  tredici  milioni di euro di  disponibilità,  che  lei,
  giustamente, signor Presidente, ha dichiarato virtuali. E  qui,  mi
  rivolgo al mio collega, onorevole Cracolici, con una sottolineatura
  parzialmente di solidarietà, parzialmente di disapprovazione perché
  è  ingeneroso  nei  confronti di un collega  dire  che  la  propria
  posizione non debba essere precisata.
   Vedi  caro  Antonello  purtroppo io, te Rudi  Maira  e  gli  altri
  capigruppo  dobbiamo  tenere conto di una  realtà  che  oggi,  caro
  Presidente,  in questa Aula non è possibile nemmeno  esprimere  una
  posizione  politica perché non c'è una posizione politica,  non  ci
  sono  nemmeno  i  gruppi, nemmeno i rapporti  tra  i  capigruppo  e
  parlamentari  perché caso mai sarebbe stato da parte di  Maira  più
  facile dire a te: «Ma perché hai preso l'impegno in Conferenza  dei
  capigruppo  e  poi consentire ai tuoi deputati di  fare  in  questo
  podio  l'uno dopo l'altro la successione dei distinguo».  Come  mai
  tutti i deputati del tuo Gruppo che sono intervenuti hanno preso le
  distanze  dalla  tua  posizione e sono  venuti  a  dire  che  erano
  favorevole  al  precariato, al trasporto  marittimo,  al  trasporto
  pubblico  locale,  cioè  a  tutto  ciò  cui  noi  avevamo   fornito
  sicuramente un apporto ed una indicazione e che il Governo,  signor
  Presidente,  in  questo  disegno di legge  aveva  collocato  questi
  argomenti  perché  in un primo tempo aveva dichiarato  che  fossero
  sostenuti  da  una  copertura, oggi, con un emendamento  che  è  il
  2.R.1, li ritira e ritira gli articolo 3,4 e 5 che erano quelli che
  riguardavano il trasporto marittimo, il trasporto pubblico locale e
  il fondo per il precariato.
     Rispetto a questa fotografia di disastro e di fallimento  perché
  prendersela  con  un  collega capogruppo  che  ha  voluto  soltanto
  precisare  il senso e il contenuto della propria posizione,  che  è
  stata  sostenuta  in Conferenza dei capigruppo, anche  da  me,  sul
  precariato, ma quando persino i tredici milioni di euro sono  stati
  dichiarati  virtuali  e  saremmo  andati  incontro  ad  una  sicura
  impugnativa   da  parte  del  Commissario  dello  Stato,    non   è
  giustificato  l'atteggiamento di nessuna  misera  vigliaccheria  da
  parte  di  qualche collega che essendosi caratterizzato, parlo  del
  mio  gruppo,  stai  tranquillo  Colianni,  parlamentare,  essendosi
  caratterizzato  negli  anni come il più lombardiano  di  tutti  gli
  appartenenti  al gruppo del PDL, dopo avere preso le  distanze  per
  cinque  volte dal suo capogruppo e dal gruppo, dopo essersi venduto
  variamente  per le piccole trattative dell'ambulatorio clientelare,
  si  permette di venire a questo microfono e prendere le distanze di
  un  capogruppo che ha sostenuto proprio quello che lui ha sostenuto
  al  microfono  e  che ha preso atto della parola del  Presidente  e
  della disparola del Governo che dopo aver messo degli argomenti  li
  ha ritirati avendo negato che avessero una copertura finanziaria.
      A   questi   demagoghi  dell'ultima  ora,  a  questi  populisti
  dell'ultimo  minuto,  a  questi  lombardiani  del  PDL   che   oggi
  addirittura prendono le distanze dal loro capogruppo perché avrebbe
  rappresentato male le loro posizioni, io rispondo con la  coscienza
  a  posto  di  chi  ha  operato in questi  quattro  anni  senza  mai
  vendersi, facendo opposizione e avendo oggi gli argomenti per poter
  dire  quello  che sto dicendo, sia del collega Cracolici,  sia  del
  Governo  Lombardo,  sia della maggioranza, sia  del  fallimento  di
  questo  Governo,  altri gli argomenti non ce li  hanno  perché  sia
  nelle  città, sia nei territori, sia nelle province, sia in  questa
  Aula, hanno per quattro anni sposato posizioni che non erano quelle
  del  loro  capogruppo  ma erano quelle della svendita  continua  ai
  ruoli di governo e alle richieste del Governo.

   PRESIDENTE.  Assessore Armao, è stato chiamato  più  volte  ad  un
  intervento, mi sembra giusto darle la parola.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Grazie signor  Presidente,  io
  credo  che  la  conferenza  dei  capigruppo  ha  svolto  un  lavoro
  difficile, complesso e per alcuni versi anche impegnativo sul piano
  delle  energie che ha messo in campo, guardando ai bisogni  cui  si
  deve  corrispondere in questi mesi, alle complessità di una Sicilia
  che cresce nel bisogno, di fronte ad una economia che viene guidata
  a  livello nazionale con la scelta di prediligere i tagli  rispetto
  agli interventi di sviluppo e di crescita.
   Di  questo  dobbiamo  prenderne atto ed  il  bilancio,  che  è  un
  bilancio di contenimento della spesa, ne ha preso atto.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi  prego di prendere posto perché
  non si riesce a comprendere le parole dell'Assessore.
   Abbiamo chiesto tutti ripetutamente risposte all'assessore  Armao,
  una  volta  che  le  sta fornendo vi pregherei di  consentirgli  di
  parlare.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Io  vorrei  ricordare  che  il
  bilancio, da questa Assemblea votato, riporta la spesa corrente  al
  di   sotto  del  2001,  con  un  sacrificio  consistente  di  tutta
  l'Amministrazione regionale, degli Enti Locali, delle strutture  di
  volontariato,  delle  Associazioni  ed  è  aperto  un  percorso  di
  risanamento  che  costa  a  tutti, che è  obbligatorio  perché  non
  possiamo  in alcun modo derogare dalla prospettiva della  riduzione
  dei costi, della riduzione della spesa.
   Il  percorso  che  ha condiviso la Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari e l'emendamento che è stato  presentato  tiene
  conto  della  discrasia che vi è da un lato tra le superiori  e  le
  rinnovate  esigenze di 43 milioni di euro e le risorse  disponibili
  che ammontano a molto meno.
   Quindi, si è scelta la prospettiva di un contenimento della spesa,
  fermo  restando che il Governo adotterà tutte le misure che possono
  alleviare le difficoltà di settori importantissimi quali quello del
  trasporto pubblico locale e del trasporto verso le Isole.
   Si  è scelta, in questo momento, una prospettiva di responsabilità
  di fronte all'esigenza di contenimento della spesa.
   Come  è  noto  il  Governo aveva presentato un  emendamento  sulla
  revisione  della  spesa, coerente con gli impegni assunti  a  Roma,
  coerente  con  il  programma  di riequilibrio  e  di  aggiustamento
  economico  finanziario  che  è  stato  concordato  con  il  Governo
  regionale.
   La  scelta della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  riguarda   anche   questa   importante   iniziativa   e   predilige
  l'opportunità di ricorrere ad un'ipotesi di ordine del  giorno  che
  in   questo   momento  è  all'esame  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.
   Ripeto,  il  Governo  interverrà con gli strumenti  che  gli  sono
  propri,  con  il  coinvolgimento  della  Giunta,  degli  Assessori.
  Accanto a me vi è l'Assessore per le infrastrutture con il quale ci
  siamo  intrattenuti  fino a qualche minuto fa sulle  iniziative  da
  intraprendere  per  assistere tutti i settori  in  difficoltà.  Ma,
  certamente,  in  questo  momento,  la  soluzione  più  cauta,   più
  equilibrata  sul  piano del contenimento della spesa  è  quella  di
  adottare  un  provvedimento come quello che  è  stato  proposto  e,
  quindi,  su questo ringrazio il Presidente dell'Assemblea per  aver
  condotto  una  Conferenza  dei Presidenti dei  Gruppi  parlamentari
  proprio  con  questo  obiettivo e su questo richiamo  l'impegno  di
  tutti i Gruppi politici.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati
  i seguenti subemendamenti:

   - 2.3 R.3, dalla Commissione;
   - 2.3. R.2, dagli onorevoli Ruggirello, Marrocco, Caronia, Minardo
  e Gucciardi;
   - 2.3R.4, dagli onorevoli Falcone, Bufardeci, Cimino, Torregrossa,
  Marrocco;
   - 2.3R.5, dall'onorevole De Agostino.
   -  2.3R.1.1,  dagli  onorevoli Falcone, Dina, Panepinto,  Caronia,
  Cordaro;
   2.3R.1. 2, dagli onorevoli Bufardeci, Scilla ed altri.

   Li dichiaro tutti inammissibili in quanto ripristinano finalità di
  spesa, quindi sono senza copertura finanziaria.
   Pongo  in  votazione la prima parte dell'emendamento 2.3  R:   Gli
  articoli  2,  3,  4, 5, 6 sono soppressi . Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, preciso che l'emendamento è  stato  approvato
  con il voto contrario di Grande Sud, PDL, UDC e PID.

   SCILLA. Siamo contrari, signor Presidente.

   PERSIDENTE.  Onorevole Scilla, dopo quattro anni  dovrebbe  sapere
  che una votazione una volta che è svolta non si può ripetere.

   SCILLA. Ha fatto una votazione sbagliata

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  2.3.R.1,  a  firma
  della  Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo   in  votazione  la  seconda  parte  dell'emendamento  2.3R:
   All'articolo  7  sono  soppresse le parole  tenuto  altresì  conto
  degli  effetti della presente legge della tabella  b' è  sostituita
  dalla seguente'. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, preciso che l'emendamento è  stato  approvato
  con il voto contrario di Grande Sud, PDL, UDC e PID.
   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
            Variazioni allo stato di previsione della spesa
                      del bilancio della Regione

   Nello  stato di previsione della spesa del bilancio della  Regione
  per  l'esercizio  finanziario  2012,  tenuto  altresì  conto  degli
  effetti della presente legge, sono introdotte le variazioni di  cui
  all'annessa tabella  B'».

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Col voto contrario di Grande Sud, PID e PDL.

   CAPUTO.  In questo modo non passa, signor Presidente.  Deve
  verificare il voto.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
              Variazioni al Quadro di previsione di cassa
                      del bilancio della Regione

   1.  Al  Quadro di previsione di cassa per l'esercizio  finanziario
  2012, sono apportate le seguenti variazioni, espresse in euro:

   ENTRATA

   Fondo                iniziale               di               cassa
  +  3.274,13

   SPESA

   ASSESSORATO ECONOMIA
   BILANCIO E TESORO
   RAGIONERIA GENERALE DELLA REGIONE
   Fondo per l'integrazione delle dotazioni di cassa
   Capitolo  215711  - Interventi  regionali                        +
  3.274,13»

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Col voto contrario di Grande Sud, PID e PDL.

   CIMINO. Signor Presidente, lei come vota?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cimino, lei è  uno  tra  i  veterani,  qui
  dentro, lo sa che il Presidente non vota mai.
   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
                Armonizzazione degli schemi di bilancio

   Gli  effetti  delle  disposizioni in  materia  di  sperimentazione
  dell'armonizzazione  del bilancio di cui ai  commi  1,  2,  3  e  4
  dell'articolo 1 della legge regionale 12 gennaio 2012,  n.  7  sono
  sospesi  nelle  more  dell'adozione delle procedure  di  attuazione
  statutaria previste dall'art. 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42».

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Col voto contrario di Grande Sud, PID e PDL.
   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                             «Articolo 10
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Col voto contrario di Grande Sud, PID e PDL.
   Tutti gli emendamenti aggiuntivi sono improponibili.

  Annunzio di ordini del giorno numeri 747, 748, 749, 750, 751, 752,
                        753, 754, 755, 756, 757


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   - n. 747  Iniziative inerenti alle criticità emerse nella gestione
  della  società  di  riscossione Serit Sicilia spa ,  dell'onorevole
  D'Asero;
   -  n.  748   Iniziative  a  livello centrale  per  scongiurare  la
  chiusura  del dipartimento militare di medicina legale di Palermo ,
  degli onorevoli Lupo, Gucciardi e Donegani;
   - n. 749  Interventi a sostegno del settore del trasporto pubblico
  locale , dell'onorevole Lentini;
   -  n.  750  Chiarimenti sulla corretta interpretazione della norma
  in  materia  di  reviviscenza degli articoli  2  e  3  della  legge
  regionale 29 novembre 2005, n. 15, dell'onorevole Caronia .
   -  n.  751  Interpretazione dell'articolo 25 della legge regionale
  10/2010 e s.m.i., degli onorevoli Caronia, Lupo e Galvagno;
   -  n.  752   Chiarimenti in ordine al calcolo per l'esenzione  del
  ticket  sanitario ,  degli  onorevoli Maira,  Cascio  Salvatore  ed
  altri;
   -   n.  753   Iniziative  in  favore  di  soggetti  utilizzati  in
  convenzione   presso   le   Aziende   ospedaliere   universitarie ,
  dell'onorevole Lupo;
   -   n.  754   Iniziative  in  favore  dell'Associazione  regionale
  allevatori Sicilia , dell'onorevole Lupo:
   -  n. 755  Interventi urgenti per la riduzione e razionalizzazione
  della spesa pubblica regionale , dell'onorevole Savona.
   -  n.  756  Mancata attuazione di quanto previsto dall'articolo  9
  della  legge  regionale  9  maggio 2012, n.  26 ,  degli  onorevoli
  Falcone, Vinciullo, Pogliese e Caputo;
   -  n.  757     Interventi urgenti mirati alla  riduzione  ed  alla
  razionalizzazione  della spesa , degli onorevoli Mineo,  Bufardeci,
  Scilla, Cimino, Incardona.

   Si  passa all'ordine del giorno numero 747, a firma dell'onorevole
  D'Asero. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 748, a firma degli onorevoli
  Lupo, Gucciardi e Donegani.  Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno numero 749, a firma dell'onorevole
  Lentini. Il parere del Governo?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Nell'ambito delle  disponibilità
  di bilancio, lo accolgo  come raccomandazione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'ordine del giorno numero 750, a firma dell'onorevole
  Caronia. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 751, a firma degli onorevoli
  Caronia, Lupo e Galvagno. Il parere del Governo?

   ARMAO,  assessore  per  l'economia.  Questo  si  scontra  con   un
  problema.  Né  comuni  né province godono dell'attività  dell'ARAN,
  quindi sarebbe

   PRESIDENTE.  Se lo ritirasse la proponente non sarebbe  male.  Non
  c'è  in  Aula la proponente, c'è l'onorevole Lupo. Lo invitiamo  al
  ritiro.

   LUPO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'ordine del giorno numero 752, a firma dell'onorevole
  Maira, Cascio S. ed altri. Il parere del Governo?

   ARMAO,   assessore   per  l'economia.  Compatibilmente   con   gli
  orientamenti  legislativi  che sono ben  chiari,  lo  accolgo  come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da quello che  ho
  capito è l'ultima seduta d'Aula.

   PRESIDENTE. La penultima perché tra un po' ne apriremo un'altra.

   BENINATI.  Signor Presidente, perché lei non elimina questa  presa
  in  giro  degli ordini del giorno? Sa perché? Non lei,  la  prassi
  Perché, purtroppo, signor Presidente, in quest'Aula, due mesi fa  è
  stato  approvato un primo ordine del giorno in cui si  chiedeva  al
  Presidente  della Regione di sospendere le nomine  e  l'ordine  del
  giorno è stato approvato all'unanimità. Risultato zero
   Signor Presidente, è stato approvato  e portato alla mia firma per
  primo.  E' stato approvato un altro ordine del giorno con il  quale
  si  chiedeva  all'assessore Russo di sospendere alcuni  particolari
  procedimenti  su accorpamenti di laboratori esterni.  All'unanimità
  quest'Aula non solo lo ha votato ma tutti i colleghi hanno chiesto,
  e  lei  ricorda che è stato votato  e richiesta da tutti  la  firma
  all'ordine del giorno.
   Siccome, mi risulta che anche questo sarà un provvedimento pari  a
  zero,  invito  quest'Aula, dopo tanti anni, perché mi mortifico  di
  restare ancora qui dentro, di evitare questa farsa. Ci prendiamo in
  giro   tutti  perché  questo  ordine  del  giorno,   lo   dico    a
  quest'Assemblea, è carta straccia

   PRESIDENTE.  Si passa all'ordine del giorno numero  753,  a  firma
  dell'onorevole Lupo. Il parere del Governo?

   ARMAO,  assessore per l'economia.  Signor Presidente, mi pare  che
  sia   di  difficile  compatibilità  legislativa,  quindi  chiederei
  all'onorevole Lupo di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lupo, c'è un esplicito  invito  a  ritirare
  l'ordine del giorno numero 753.

   LUPO. Lo mantengo.

   ARMAO, assessore per l'economia. E' difficilmente compatibile  con
  il  quadro normativo. E' problematico sul piano legislativo  poiché
  si  tratta di utilizzare risorse del Fondo regionale per provvedere
  alle   stabilizzazioni.   Pertanto,  il  Governo   esprime   parere
  contrario.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi,  chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno numero 754, a firma dell'onorevole
  Lupo.   Il parere del Governo?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Compatibilmente con le  esigenze
  finanziarie, lo accolgo come raccomandazione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   GUCCIARDI. Dichiaro di apporre la firma all'ordine del giorno.

   PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto.
   Si  passa all'ordine del giorno numero 755, a firma dell'onorevole
  Savona. Questo ordine del giorno, presentato dalla Commissione,  in
  qualche modo impegna il Governo, nei prossimi mesi, ad attuare, per
  quanto possibile, per quanto di competenza dell'Amministrazione, la
  cosiddetta   spending  review . Dichiarano di  apporre  la  propria
  firma  anche  gli onorevoli D'Agostino, Fiorenza, Marrocco,  Arena,
  Ruggirello, Minardo, Falcone, Adamo, Cracolici, Leontini, Formica e
  Ardizzone.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà,

   ARDIZZONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in  effetti
  l'intervento  dell'onorevole Beninati  non  parrebbe  deporre  bene
  sulla  bontà degli ordini del giorno. Come dargli torto  Io confido
  molto,  invece, su quest'ordine del giorno perché il Governo almeno
  dia  un colpo d'ala, dimostri per quello che rimane che è possibile
  fare spending review pure nella nostra Sicilia. E' questo il senso.
   Io   ne   approfitto,  presidente  Cascio,  per  informarla   che,
  purtroppo,  stamattina,  in  assenza  di  documentazione  che   era
  pervenuta  alla  I Commissione, lo dico proprio  a  lei  perché  ne
  rimanga  traccia,  trenta secondi, ho chiamato il  dottor  Milazzo,
  segretario di Giunta, per avere copia della delibera di nomina  del
  CAS.  Mi  dice che non c'è alcuna delibera di nomina dei componenti
  del  Consiglio  di  Amministrazione del Consorzio Autostradale,  mi
  dice   di   rivolgermi   alla   dottoressa   Lentini,   la   quale,
  obiettivamente, pur nella sua massima gentilezza, mi dice  che  non
  sa quale risposta darmi e che forse è in un verbale di giunta.
   Debbo  fare presente a quest'Aula, alla Commissione che  si  dovrà
  riunire  giorno  due  che gli è arrivato solo un  elenco.  Gradirei
  sapere la procedura e l'istruttoria perché qua debbono decidere  in
  Commissione   e   fare   l'apprezzamento  su  un'istruttoria   che,
  obiettivamente, manca.
   Io  non  entro  nel merito di una lettera, a firma del  Presidente
  della Regione, arrivata a lei, presidente Cascio, dove si dice  che
  la  Giunta ha assentito. Noi siamo in una Pubblica amministrazione,
  non c'è l'assenso verbale.
   Un  altra raccomandazione: mi affido al presidente Lombardo, spero
  che  almeno  dimostri,  con un atto, di  avere  veramente  a  cuore
  l'interesse  della  Sicilia e che non passi  alla  storia  come  il
  titolare  del  nominificio.  Firmi  la  pubblicazione  in  Gazzetta
  Ufficiale  venerdì della legge che impropriamente è stata  definita
   blocca  nomine , ma è una legge sulla trasparenza. Se  non  lo  fa
  lui, che lo faccia come primo atto il vicepresidente della Regione,
  il  dottore Massimo Russo, per il rispetto che nutro nei  confronti
  della  toga  che  lui  ha  indossato prima  che  ricoprisse  questo
  importante incarico in rappresentanza della Regione siciliana.
   Ho  voluto  fare  questo intervento perché venga  verbalizzato  ed
  anche  per  capire  sulla  base di quali atti  si  pronunceranno  i
  componenti della Commissione. Verifichino se i nomi che sono  stati
  indicati   e   sentiti  in  assenza  di  atti   e   procedure,   se
  effettivamente  ci sono i requisiti di legge e se c'è  l'esperienza
  quinquennale.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, riprendendo  anche  l'intervento  del
  collega  Beninati sulla serietà e sull'importanza degli ordini  del
  giorno e sappiamo come l'ordine del giorno, di fatto, serve a  poco
  e  a nulla, poter sottoporre all'Aula un ordine del giorno come  il
  755  che  pone  gli  interventi  urgenti  per  la  riduzione  e  la
  razionalizzazione   della  spesa  pubblica  regionale;   dopo   che
  l'Assemblea regionale, in Commissione, non è riuscita  a  varare  i
  provvedimenti  che venivano richiesti, dopo che vi è  in  atto  una
  discussione tra tavoli tecnici per come recepire alcune indicazioni
  che  vengono  da Roma, chiudere questa legislatura e  dare,  ad  un
  Governo    dimissionario,   che   può    operare    in    ordinaria
  amministrazione,  un ordine del giorno dove deve poter  attuare  la
  riforma della razionalizzazione della spesa pubblica, senza sentire
  i  sindacati,  senza  sentire le parti sociali,  senza,  di  fatto,
  ascoltare  i  nuovi parlamentari regionali ed il nuovo Governo  che
  sarà  autorevolmente  presente con la discussione  con  il  Governo
  nazionale,  mi sembra fortemente poco credibile per  non  dire  ,di
  fatto, ridicolo.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, ovviamente, il
  parere del Governo è favorevole. Il Governo aveva presentato come è
  noto un emendamento; di fronte all'impossibilità di addivenire alla
  normazione  di  queste fattispecie si è ritenuto,  da  parte  della
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, di procedere con
  un ordine del giorno.
   Il  Governo  procederà con rispetto di tutti gli  impegni  che  si
  assumono e si assumeranno a Roma, con rispetto di tutti i confronti
  sindacali  e  sociali,  ma  si  dovrà  procedere  speditamente   al
  contenimento ed alla razionalizzazione della spesa, pur  ricorrendo
  a  misure amministrative; vorrei ricordare onorevole Cimino, che le
  stesse   misure  amministrative  che  l'anno  scorso,  in   estate,
  consentirono  la delibera di Giunta numero 207, che  la  Corte  dei
  conti,  quest'anno, ha definito un atto di moralità amministrativo-
  finanziaria.   Quindi,  su  questa  moralizzazione  amministrativo-
  finanziaria  proseguiremo, al fine di consegnare al  nuovo  Governo
  un'Amministrazione  che ha già ridotto i costi dov'è  possibile  in
  via amministrativa. Ovviamente, il parere è positivo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 755. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Con  il  voto contrario degli onorevoli Beninati, Caputo,  Cimino,
  Incardona, Scilla, Bufardeci, Scoma, Torregrossa, Vinciullo,  Mineo
  e Campagna.
   Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero  756,   a  firma  degli
  onorevoli  Falcone,  Vinciullo, Pogliese e Caputo.  Il  parere  del
  Governo?

   ARMAO,   assessore   per   l'economia.  Credo   che   sulla   base
  dell'applicazione  delle leggi regionali, il Governo  non  può  che
  essere favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 757, a firma degli onorevoli
  Mineo, Bufardeci, Scilla, Cimino, Incardona. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia.  Il parere è contrario poiché gli
  onorevoli    deputati    chiedono   di    paralizzare    l'attività
  amministrativa del Governo.

   PRESIDENTE.  Si  fermi,  Assessore. E' inammissibile  non  l'avevo
  letto.

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
                      «Assestamento del bilancio
          della Regione per l'anno finanziario 2012» (938/A)

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Si  passa alla votazione finale per scrutinio  palese
  nominale  del  disegno  di  legge numero 938/A  «Assestamento   del
  bilancio della Regione  per l'anno finanziario 2012».
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

       Presenti          79
   Votanti            78
   Maggioranza   40
   Favorevoli       43
   Contrari            5
   Astenuti          30

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata  ad  oggi,  martedì  31
  luglio 2012, alle ore 18.05, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   - Comunicazioni del Presidente della Regione.

                   La seduta è tolta alle ore 17.53

  Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti alle
                               ore 20.30

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA SEDUTA

          ASSESTAMENTO DEL BILANCIO DELLA REGIONE  PER  L'ANNO
     FINANZIARIO 2012 . (N. 938/A)

    -All'articolo 2:

      Emendamento 2.3.R: (votato per parti separate)

      1. Gli articoli 2, 3, 4, 5, 6 sono soppressi.
  2. All'articolo 7 sono soppresse le parole  tenuto altresì conto
  degli effetti della presente legge  e la TAB B è sostituita dalla
  seguente:

   TABELLA B

      VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
                          2012 - ASSESTAMENTO
                    STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA

                         DISAVANZO FINANZIARIO

  CAPITOLI                DENOMINAZIONE                  VARIAZIONI



   00001   DISAVANZO  FINANZIARIO  RELATIVO  AI   FONDI   2.380.72
         ORDINARI DELLA REGIONE                               9,73

                               TOTALE VARIAZIONI AVANZO   2.380.72
                                                              9,73

   *: V = Fondi vincolati

   TABELLA B

      VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
                          2012 - ASSESTAMENTO
                    STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA

   AMMINISTRAZION    04 - ASSESSORATO REGIONALE ECONOMIA
  E
   RUBRICA           02 - DIPARTIMENTO REGIONALE BILANCIO E TESORO
   TITOLO            01 - SPESE CORRENTI

                          DENOMINAZIONE                 VARIAZIONI
  CAPITOLI

           AGGREGATO  ECONOMICO:  5  -  ONERI   COMUNI
         RELATIVI A SPESE DI PARTE CORRENTE

           UNITA'   PREVISIONALE   DI   BASE:    9   -           -
         INFORMATICA DI SERVIZIO                        194.229,73

   21251   SPESE  PER  LA GESTIONE ED IL COORDINAMENTO           -
     4    DEI   SISTEMI   INFORMATIVI   E   SPESE   PER  194.229,73
         L'INNOVAZIONE  TECNOLOGICA  DELLA  REGIONE  E
         PER  LE  FINALITA' DI CUI ALL'ART.  56  DELLA
         LEGGE REGIONALE 27 APRILE 1999, N. 10

           UNITA'  PREVISIONALE DI BASE:  99  -  ALTRI           -
         ONERI COMUNI                               200.000.000,00


   21571   FONDO   CORRISPONDENTE   ALLA   QUOTA   NON           -
     3    UTILIZZABILE  DEL  MAGGIORE AVANZO  ACCERTATO 273.685.000
         (FONDI LIBERI)                                        ,00

   21573   FONDO   NON  UTILIZZABILE  DESTINATO   ALLA
     2    SALVAGUARDIA DEGLI EQUILIBRI DI BILANCIO      73.685.000,
                                                                00

                          TOTALE VARIAZIONI TITOLO I -           -
                         AMMINISTRAZIONE 4 - RUBRICA 2  200.194.22
                                                              9,73
   *: V = Fondi vincolati

   TABELLA B

      VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
                          2012 - ASSESTAMENTO
                    STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA

   AMMINISTRAZ   09  -  ASSESSORATO REGIONALE DELL'ISTRUZIONE E DELLA
  IONE         FORMAZIONE PROFESSIONALE
   RUBRICA       02  - DIPARTIMENTO REGIONALE ISTRUZIONE E FORMAZIONE
               PROFESSIONALE
   TITOLO        01 - SPESE CORRENTI

  CAPITOLI                DENOMINAZIONE                 VARIAZIONI


           AGGREGATO   ECONOMICO:   3   -   SPESE   PER
         INTERVENTI DI PARTE CORRENTE

           UNITA' PREVISIONALE DI BASE: FORMAZIONE  DEL          -
         PERSONALE  SPERIMENTAZIONE ED  ALTRE  ATTIVITÀ 1.446.000,
         DIDATTICHE                                             00

   37252   SPESE     PER    LE    ATTIVITÀ     RELATIVE
     2    ALL'ISTRUZIONE     RICORRENTE     ED      ALLA          -
         SPERIMENTAZIONE  DELLE  SCUOLE DI  ORDINE  E 1.446.000,00
         GRADO

           TOTALE VARIAZIONI TITOLO I - AMMINISTRAZIONE          -
                                     9 - RUBRICA 02  1.446.000,00

   *: V = Fondi vincolati

   TABELLA B

      VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
                          2012 - ASSESTAMENTO
                    STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA

   AMMINISTRAZION    04 - ASSESSORATO REGIONALE ECONOMIA
  E
   RUBRICA           02 - DIPARTIMENTO REGIONALE BILANCIO E TESORO
   TITOLO            02 - SPESE IN CONTO CAPITALE

                        DENOMINAZIONE                  VARIAZIONI  *
  CAPITO
    LI

           AGGREGATO  ECONOMICO:  8  -  ONERI  COMUNI
         RELATIVI A SPESE IN CONTO CAPITALE
           UNITA' PREVISIONALE DI BASE: 1 - FONDO  DI            -
         RISERVA                                       1.008.316.8
                                                             11,98

  61390    FONDO  PER  LA RIASSEGNAZIOEN DEI  RESIDUI            -
    5    PASSIVI   DELLE  SPESE  IN  CONTO  CAPITALE,  1.008.316.8
         ELIMINATI  NEGLI  ESERCIZI  PRECEDENTI   PER        11,98
         PERENZIONE   AMMINISTRATIVA,   E   PER    LA
         UTILIZZAZIONE   DELLE  ECONOMIE   DI   SPESA
         DERIVANTI  DA  STANZIAMENTI CON  VINCOLO  DI              V
         SPECIFICA    DESTINAZIONE,    NONCHÉ     PER
         L'UTILIZZAZIONE   DELLE   MAGGIORI   ENTRATE
         ACCERTATE  SU  CAPITOLI  IN  CONTO  CAPITALE
         CONCERNENTI   ASSEGNAZIONI   DELLO    STATO,
         DELL'UNIONE EUROPEA E DI ALTRI ENTI.

             TOTALE VARIAZIONI I AMMINISTRAZIONE 04 -
                                     TITOLO 02            -
                                                       1.008.316.8
                                                             11,98

   *: V = Fondi vincolati

   Emendamento 2.3.R.1

   Nello  stato di previsione della spesa del bilancio regionale  per
  l'esercizio   finanziario   2012  sono  introdotte   le   ulteriori
  variazioni di cui alla tabella B.

                -  UPB 4.2.1.3.3 capitolo 215724      -3.200 migliaia
  di euro
                -  UPB 7.2.1.1.2 capitolo 108539      -1.200 migliaia
  di euro
                -  UPB 5.3.1.1.2 capitolo 242526      -2.000 migliaia
  di euro
                -   UPB 7.2.1.5.1 capitolo 108501       -100 migliaia
  di euro
                -  UPB 13.2.1.3.1 capitolo 472514       -500 migliaia
  di euro
                -  UPB 4.2.1.5.99 capitolo 215732     +9.000 migliaia
  di euro
                - UPB 6.4.1.3.1 capitolo   313314     -2.000 migliaia
  di euro