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Resoconto d'Aula della Seduta n. 377 di mercoledì 05 settembre 2012
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   Presidenza del presidente Cascio


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art 127) sono effettuate mediante  procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico  che  gli  onorevoli  Currenti,   D'Aquino,
  Forzese, Gentile, Giuffrida, Ruggirello, Lentini, Nicotra e  Ragusa
  sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


              Votazione dell'ordine del giorno numero 758

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta  n.  376
  del  9 agosto 2012 era stato presentato l'ordine del giorno n.  758
   Promulgazione,  con  l'omissione  delle  parti  impugnate,   della
  delibera  legislativa  recante  Norme  di  modifica  alla  gestione
  integrata  dei  rifiuti'  (ddl. n. 900-Norme  stralciate/A),  degli
  onorevoli  Mancuso, Cracolici, Ardizzone e Mineo e che,  attesa  la
  necessità  di approfondire i contenuti del ricorso del  Commissario
  dello  Stato,  relativamente  al  disegno  di  legge  n.  900-Norme
  stralciate/A, l'ordine del giorno n. 758 di promulgazione  parziale
  sarebbe  stato  trattato nella seduta d'Aula del 5 settembre  2012,
  appositamente convocata.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO  che la Corte costituzionale, nella sentenza n.  205  del
  1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
  legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza  la
  consumazione  del  suo  potere  di  promulgazione,  provocando   la
  caducazione di tutte le norme non promulgate;

   CONSIDERATO che:

   la  citata  giurisprudenza costituzionale  ha  consentito  che  il
  Presidente  della  Regione  sia  vincolato,  riguardo  al  tipo  di
  promulgazione  da esercitare, non solo da delibere legislative,  ma
  anche da atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del giorno);

   l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n. 373 del 30 luglio
  2012,  ha  approvato il disegno di legge recante 'Norme di modifica
  alla   gestione   integrata  dei  rifiuti'   (ddl.   n.   900-Norme
  stralciate/A);

   la  citata delibera legislativa è stata impugnata in modo parziale
  dal  Commissario dello Stato per la Regione siciliana  con  ricorso
  alla  Corte costituzionale, notificato al Presidente della  Regione
  in data 7 agosto 2012;

   RITENUTO   che  occorra  conciliare  l'esigenza  che  la  suddetta
  delibera  sia  promulgata,  sia pure parzialmente,  dal  Presidente
  della  Regione,  con  l'altra  che  discende  dall'opportunità   di
  consentire  alla Corte costituzionale di pronunciarsi  sulle  norme
  censurate,

                  impegna il Presidente della Regione

   a  promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la  delibera
  legislativa  approvata  nella seduta n. 373  del  30  luglio  2012,
  recante  'Norme  di modifica alla gestione integrata  dei  rifiuti'
  (ddl. n. 900-Norme stralciate/A)».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   DONEGANI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DONEGANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto  della
  presenza  in  Aula  dell'assessore Spampinato  per  evidenziare  al
  Parlamento  e  al  Governo che il prossimo 31  dicembre  scadrà  la
  proroga per i lavoratori ASU e i precari, e si parla di circa di 28
  mila unità lavorative.
   Il Governo avrebbe dovuto inserire dai 7 ai 13 milioni di euro per
  consentire la proroga ai suddetti lavoratori, che svolgono attività
  fondamentali  nei vari enti: dalle ASI, ai Comuni,  alle  Province.
  Senza  l'inserimento di tale somma, al 31 ottobre ci  troveremo  28
  mila  unità  lavorative  in Sicilia tra  ASU  e  precari  senza  la
  certezza di una proroga.
   Insieme all'onorevole Edoardo Leanza avevamo predisposto un ordine
  del  giorno,  ma gli uffici ci hanno comunicato che era impossibile
  presentarlo  perché  non c'era il disegno di legge  di  competenza,
  motivo per cui utilizzo oggi le comunicazioni - parlo anche a  nome
  del  collega  che,  insieme  a me, aveva predisposto  l'ordine  del
  giorno   -  perché  ritengo  che  il  Parlamento  col  Governo,   e
  soprattutto l'assessore Spampinato, dovrebbe dare alcune  risposte-
  certezze  anche  per capire l'iter lavorativo che  sta  facendo  il
  Governo  per  garantire che in Sicilia 28 mila lavoratori  sappiano
  oggi  che  fine faranno ad ottobre, cioè se potranno  continuare  a
  lavorare oppure il Governo decide di mandarli a casa.
   Seconda questione che vorrei sottolineare.
   In  una precedente seduta feci un intervento presentando un ordine
  del giorno, posto in votazione dalla Presidenza, che riguardava  la
  revoca  di  tutte  le  autorizzazioni in  itinere  del  Governo  al
  cosiddetto colosso di Niscemi, quel mostro che dovrebbe realizzarsi
  nella segreta di Niscemi e che andrebbe in conflitto palese e forte
  con  la  raffineria di Gela. Gli americani continuano a lavorare  a
  Niscemi, il Governo non ha risposto se ha fatto le revoche e se  ha
  ottemperato all'ordine del giorno dell'Aula, votato unanimemente, e
  poiché  ad  oggi  non  si  ha certezza di questo  chiedo  all'unico
  assessore  presente  in  Aula  di  dare  risposta  anche  in  tempi
  brevissimi,  visto  che  ormai i tempi non  sono  più  con  noi  ma
  soprattutto col Governo.
   Quali  sono, da quell'ordine del giorno ad oggi, gli atti concreti
  che  il  Governo ha posto in essere per quanto riguarda  la  revoca
  della realizzazione del MUOS?
   Ricordo  anche che il Presidente della Regione a Gela, in campagna
  elettorale, pose tre questioni: 1) la questione ambientale; 2) Gela
  Provincia, e vorrei eliminare dall'agenda della mia memoria  questa
  sciocchezza;  3) la contrarietà del Governo alla realizzazione  del
  MUOS da parte dell'allora assessore per il territorio e l'ambiente,
  Interlandi, che conosceva e conosce bene la situazione.
   Sono  tre  questioni che il Parlamento e il Governo  non  possono,
  alle  soglie di una campagna elettorale, far bypassare  solo  ormai
  attraverso sedute d'Aula di iter quasi elettorale.
   Ci  vogliono  risposte concrete. Il Governo ad oggi non  ha  fatto
  nulla.  Chiedo  all'assessore Spampinato di intervenire  su  queste
  questioni anche coi colleghi e col Presidente della Regione.

   MINARDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io approfitto
  della presenza dell'assessore Spampinato perché sicuramente il tema
  che  ha trattato il collega che mi ha preceduto è un tema veramente
  scottante. Sicuramente bisogna dare certezza a questi lavoratori, a
  questi precari, non solo agli ASU, che sono circa seimila, ma anche
  ai  ventiduemila precari che hanno bisogno veramente  di  certezza.
  Allora chiedo un ulteriore impegno da parte del Governo per trovare
  la copertura finanziaria necessaria - sappiamo che ci sono due mesi
  scoperti,  novembre  e  dicembre  -  e  dare  così  ai  precari  la
  possibilità di una proroga.
   Chiedo al Governo un impegno su questa situazione al fine di  dare
  più  serenità  a  questi  lavoratori e  quindi  una  proroga  della
  copertura finanziaria, anche se si sfora il patto di stabilità,  ma
  non possiamo comunque scherzare con il pane della gente, con questi
  lavoratori.
   E'  un  momento difficile. Chiedo un impegno forte  da  parte  del
  Governo per cercare di dare una soluzione a questo problema.

   AMMATUNA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AMMATUNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nei primi  giorni
  di   giugno  quest'Aula  approvò  all'unanimità  una  mozione   che
  riguardava la modifica delle circoscrizioni giudiziarie in Sicilia.
  Allora non era ancora stato approvato dal Consiglio dei Ministri il
  decreto  legislativo che modificava queste circoscrizioni.  Ebbene,
  allora  noi  impegnammo il Presidente della Regione a  chiedere  un
  tavolo tecnico al Governo, tavolo tecnico che non è stato istituito
  e,  in  subordine, l'avevamo impegnato anche a ricorrere alla Corte
  Costituzionale per violazione dell'articolo 53 dello  Statuto  che,
  in   maniera  chiara,  afferma  che  in  materia  di  modifica   di
  circoscrizioni  giudiziarie  in  Sicilia  il  Governo  nazionale  è
  obbligato a consultare il Presidente della Regione.
   Tutto   ciò  non  è  avvenuto:  il  decreto  legislativo  è  stato
  approvato,  sono  stati  salvati solo  i  Tribunali  di  Sciacca  e
  Caltagirone, e di questo ce ne rallegriamo, ma sono stati soppressi
  tanti  Tribunali  in  Sicilia  che sono  un  presidio  di  legalità
  importante per la nostra Isola.
   Quindi il mio intervento vuol essere una sollecitazione al Governo
  e  al  Presidente dell'Assemblea per sensibilizzare  il  Presidente
  della  Regione a ricorrere alla Corte Costituzionale per violazione
  dello Statuto che, come sappiamo tutti, è legge costituzionale.

   MINEO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINEO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  in  quest'ultimo
  scorcio  di  estate ho fatto di tutto, ma la cosa  che  più  mi  ha
  impegnato  è  stata  quella  di  capire  la  genesi  degli  ASU   e
  comprenderne  i  problemi. E' vero, gli ASU sono  il  frutto  della
  politica, sono il frutto forse della malapolitica; ma non  sono  un
  problema né lo devono diventare.
   Io  sono  stato presente alla riunione di un comitato che  tutela,
  vuole  tutelare e vuol far capire quali sono i problemi  di  questi
  signori;  io  li  ho  capiti  e  vorrei  che  questo  fosse  capito
  dall'intera Aula, dal Governo e dal Presidente Cascio,  che  saluta
  il  non  ricandidato onorevole, e che, quindi, in quanto  tale  non
  rispetta l'Aula  Non  lei, no, non è lei, è il suo collega,  quello
  anziano,  quello che ha fatto tante legislature e che, giustamente,
  non  capisce  più niente, affetto da senilità precoce  e  anche  da
  difficoltà  uditiva,  il quale fa bene a non  ricandidarsi  perché,
  ormai, come fa? Non ci sente
   Allora,  voglio  dirle, caro Presidente, faccia  suo  il  problema
  degli  ASU, lo faccia lei, lo facciano tutti i partiti, lo facciano
  i  candidati,  lo  facciano coloro che si  apprestano  a  diventare
  Governatori, uno di loro lo diventerà - spero tantissimo quello mio
  -,  ma,  comunque, che sia una parte integrante del  programma  del
  prossimo Governatore.
   Io  avevo  presentato  un  ordine del  giorno,  ma  la  Segreteria
  generale  mi  ha  spiegato  che, non essendo  agganciato  ad  alcun
  disegno di legge, non può essere presentato. Giusto, giusto,  ma  è
  anche  vero  che noi dobbiamo comunque fare una raccomandazione  al
  Governo  regionale,  ma  una raccomandazione  vera:  che  abbia  un
  risvolto positivo per questi lavoratori. Non si può pensare
   Ogni  ente locale, all'interno del quale ci sono 4, 5, 10, 20,  30
  ASU,  ha  prodotto  una  serie infinita di  delibere:  dal  rinnovo
  all'aumento delle unità. Bene, adesso mettiamoci un punto.
   Preghiamo  il Governo regionale futuro, ma impegniamoci  adesso  a
  dire al Governo regionale esistente di reperire i fondi per il 2012
  e  per il 2013. Non possiamo permetterci che ogni giorno scoppi una
  bomba: un giorno quella della Gesip, un altro giorno quella
   Presidente,  lei sta parlando di Gesip, immagino, o  di  ASU,  col
  Segretario generale  La prego di ascoltarmi perché veda

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mineo, lei svolga il  suo  intervento  con
  serenità,  le  discussioni  tra me e il  Segretario  generale  sono
  discussioni che, ovviamente, fanno riferimento a questa seduta.
   Continui, prego.

   MINEO.  Lei  è  troppo simpatico, perché mi  dice  una  bugia  col
  sorriso sulle labbra.
   Volevo  dirle,  caro Presidente, sollecitando  il  suo  autorevole
  intervento,   che   noi  dobbiamo,  da  subito,  interloquire   con
  l'assessore Armao, al quale va tutta la mia solidarietà perché  non
  è  così  che si agisce nei confronti di un amministratore, affinché
  si  reperiscano, quanto meno, i fondi per il 2012-2013. Però,  poi,
  chiedo  a me e a tutti gli altri -  ed io mi impegnerò per  la  mia
  parte affinché il problema ASU sia un punto fermo - la soluzione al
  problema degli ASU all'interno dei programmi dei Governatori,  anzi
  dei candidati a governare la Regione Sicilia.
   La  ringrazio per avermi ascoltato, signor Presidente,  e  confido
  moltissimo  nel  suo  autorevole intervento perché  so  che  se  ne
  occuperà ed io, se vuole, sarò disponibile con lei a non aprire con
  le  mani,  ma  a calci, la porta di un Governo che non  ascolta  le
  istanze dei più disgraziati della Sicilia.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  grazie  intanto per avermi dato la  parola.  Volevo  un
  attimo  associarmi ad alcune richieste dei colleghi proprio perché,
  essendo questa - ritengo - l'ultima seduta d'Aula, il Governo dovrà
  sforzarsi  di  mantenere  alcuni  impegni  che  aveva  assunto  con
  quest'Aula.
   La  prima cosa. Ricordava il collega che mi ha preceduto  nel  suo
  intervento che il Ministro di grazia e giustizia ha dato vita  alla
  riforma  del  sistema giudiziario in Sicilia, come  nel  resto  del
  Paese, provvedendo a chiudere tutti i tribunali e a chiudere  anche
  tutte le sezioni staccate.
   Per quanto riguarda la provincia di Siracusa sono state chiuse tre
  sezioni: quella di Avola, quella di Lentini e quella di Augusta.
   Ricordava  il  collega che, a norma dell'articolo  23  del  nostro
  Statuto,  la Regione Sicilia ha potere concorrenziale con lo  Stato
  in   materia  di  redistribuzione  nel  territorio  delle   sezioni
  giudiziarie. E quest'Aula aveva, con un ordine del giorno approvato
  all'unanimità  e  col  parere  favorevole  del  Governo  regionale,
  impegnato  il Governatore a presentare ricorso innanzi  alla  Corte
  Costituzionale proprio per impugnare questo provvedimento nel  caso
  in  cui  non  vi  fosse stata la concertazione, così come  previsto
  dalla Costituzione, fra Regione Sicilia e il Governo nazionale.
   Ciò  è avvenuto, nel senso che il Presidente della Regione Sicilia
  non  è stato invitato nemmeno alla riunione in cui il Consiglio dei
  Ministri ha deliberato la soppressione delle sezioni giudiziarie in
  Sicilia. Ci sono, quindi, tutte le condizioni perché immediatamente
  il  Governo  regionale - e credo che lei, assessore Spampinato,  lo
  riferirà  con  la dovuta attenzione al Governatore dimissionario  -
  affinché  la  Sicilia, così come ha fatto per  quanto  riguarda  il
  dimensionamento scolastico, impugni il provvedimento  innanzi  alla
  Suprema Corte. Del resto, vi sono tutte le condizioni perché questo
  provvedimento  sia  impugnato e possa avere  finalmente  il  giusto
  riconoscimento per quelli che sono i poteri costituzionali previsti
  per la Regione Sicilia.
   Seconda  cosa:  i  lavoratori ASU. E' chiaro che siamo  tutti  qui
  impegnati  a cercare di risolvere definitivamente questo  problema.
  Sappiamo tutti che non sarà compito di questo Governo, che ormai ha
  i  giorni contati, risolvere il problema e mi sorprende che  alcuni
  autorevoli  esponenti  della maggioranza, che  hanno  sostenuto  in
  questi  anni questo Governo, oggi vengano qui a ricordarci che  c'è
  il  problema degli ASU  Lo avrebbero dovuto ricordare negli anni in
  cui  sono  stati  al  governo  regionale  ed  hanno  condiviso  con
  l'onorevole  Lombardo le responsabilità della gestione  della  cosa
  pubblica in Sicilia.
   Terza cosa, importante. Signor assessore, le chiedo di intervenire
  con  la  dovuta attenzione sull'assessore Armao perché i lavoratori
  antincendio  aspettano  da  mesi  di  essere  pagati.  Sono   state
  individuate  le  somme, sono stati individuati  i  capitoli,  si  è
  riunita  la  Giunta di Governo che ha fatto sapere,  tra  le  altre
  cose,  urbi et orbi, che erano state approvate e trovate le  somme;
  inspiegabilmente,  però,  questo  decreto  è  bloccato  presso   la
  Ragioneria della Regione.
   Tutto  questo non è consentito, anche perché la gente vive momenti
  particolarmente drammatici.
   Il  Governo  deve passare dalle parole ai fatti, deve  svegliarsi.
  Non  è possibile, così come è avvenuto anche ieri, che i lavoratori
  dell'antincendio abbiano bloccato la città di Catania, e la  stessa
  cosa mi dicono sia avvenuta a Palermo, proprio perché pretendono il
  giusto  riconoscimento di un loro diritto. Così come,  mi  pare  di
  capire,  che  il  CIPE  abbia  già  sbloccato  le  somme   per   il
  completamento  delle giornate che devono fare  i  lavoratori  della
  forestale.
   Non la facciamo diventare una questione di campagna elettorale,  é
  un   diritto   che   questi  lavoratori  avanzano.   Non   possiamo
  assolutamente  costringerli  a perorare  la  loro  causa  presso  i
  candidati  della futura opposizione, cioè di quelli che  sostengono
  il  presidente  Lombardo e i suoi sostenitori  in  questa  campagna
  elettorale, dobbiamo sforzarci di dare alle persone quello che  gli
  è dovuto.
   Quarta cosa: l'AST, che ha comunicato un po' a tutti i comuni  che
  non  intende più svolgere il servizio di trasporto urbano  per  gli
  studenti. Le ricordo, assessore, che da qui a qualche settimana  il
  Governo  di  cui  lei fa parte ha stabilito di far iniziare  l'anno
  scolastico in Sicilia. Vorremmo capire come devono andare a  scuola
  i  ragazzi,  come  ci  devono andare a seguito del  dimensionamento
  scolastico,  voluto anche da questo Governo regionale,  non  avendo
  più le sedi nei propri paesi.
   Vorremmo, quindi, un intervento immediato sull'AST per cercare  di
  capire come si spiega questo insopportabile atteggiamento da  parte
  di  un ente che ancora riceve fondi dalla Regione, ma che ha deciso
  di  lasciare  a  piedi  migliaia di studenti  siciliani  che  hanno
  l'obbligo di recarsi a scuola.
   L'ultima  cosa.  Questa  Assemblea,  nel  novembre  del  2011,  ha
  approvato  un  ordine  del  giorno con cui  costringeva  il  CAS  a
  consegnare  i  lavori della realizzazione di una bretella  che  dal
  lido  di  Noto portava a Pachino e Porto Palo. Ventisei milioni  di
  euro di lavori; un dato importante perché finalmente libera la zona
  a  sud  della  provincia  di Siracusa dall'isolamento  a  cui  l'ha
  costretta l'attuale autostrada e, soprattutto, dà la possibilità  a
  centinaia  di lavoratori, in un momento di crisi così  difficile  e
  devastante per il nostro Paese, di trovare occupazione.
   Ad  oggi,  a  causa  anche del Governo di cui lei  fa  parte,  che
  continuamente  cambia  commissari  e  ingegneri  capo   presso   il
  Consorzio per le Autostrade Siciliane, questi lavori non partono.
   E'  una cosa insopportabile e vergognosa. Le chiedo di intervenire
  immediatamente anche su questa vicenda, anche perché facilmente 300-
  400  operai,  in  un  momento  di drammatica  crisi  occupazionale,
  potrebbero trovare una soluzione ai loro problemi occupazionali.

   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessore
  Spampinato in rappresentanza di tutto il Governo, credo che  l'atto
  che  stiamo per approvare, cioè la promulgazione dell'ultima  legge
  senza   le  parti  impugnate,  crei  dei  grossi  problemi   perché
  chiaramente  impedisce  alla Regione e  anche  all'IRFIS  di  farsi
  garante  degli  anticipi  dei debiti degli ATO,  con  ripercussioni
  gravissime sui comuni.   Ora, è chiaro che in questa fase  -  prego
  l'assessore  Spampinato pure di riferirlo  al  suo  collega  che  è
  responsabile  del  Dipartimento Energia - che è necessario  emanare
  immediatamente una circolare che dia la possibilità ai  comuni,  in
  questa  fase, di assumere il servizio in proprio sino a  quando  si
  espleteranno  le  procedure per il nuovo SSR, che  in  questa  fase
  stenta a decollare.
   Tra  l'altro, siamo in una fase particolare e delicata, che  porta
  anche,  secondo  me,  ad uno slittamento dei  termini;  ma  siccome
  l'ultimo  termine fissato è il 30 settembre 2012, ritengo  doveroso
  ed  opportuno dare questa possibilità ai comuni, i quali, poi, sono
  privati  dei loro poteri, sono privati della possibilità  di  veder
  anticipate le somme da parte della Regione, perché non ce ne sono -
  diciamocelo  chiaro - in quanto il ricorso al mutuo è fallito  dato
  che  nessuna  banca ha partecipato al mutuo, non  c'è  l'IRFIS  che
  possa  garantire le anticipazioni e, pertanto, in queste condizioni
  aumenterà il debito contratto dai comuni e dagli ATO.
   Allora, occorre fare una cosa molto semplice, tra l'altro prevista
  dalla  legge:  una circolare che dia la possibilità,  oltre  il  30
  settembre,  ai  comuni,  nelle  more dell'attivazione  delle  nuove
  procedure, di avere in carico la riscossione e quindi di fare  gare
  proprie   per   l'affidamento   del   servizio.   Altrimenti,    si
  moltiplicheranno i debiti finora contratti dagli ATO. Tra  l'altro,
  una  gestione che, a volte, è superficiale e che continua a  creare
  problemi. E questa è la prima parte.
   Signor  Presidente,  credo che a questo punto sarebbe  una  nobile
  azione nei riguardi dei lavoratori ASU e dei contrattisti creare le
  condizioni per una conferenza di servizio col Governo per  attivare
  tutte  quelle  procedure che possano in queste condizioni  dare  un
  minimo di respiro alle scadenze di questi precari che operano negli
  enti  locali,  ma soprattutto dei lavoratori ASU  i  quali,  al  31
  ottobre  2012,  si  vedranno  chiudere  la  possibilità  anche   di
  copertura economica.


   Presidenza del presidente Cascio


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Digiacomo e Falcone  hanno
  chiesto congedo per oggi per motivi istituzionali.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   APPRENDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  certo  non  ci
  poteva essere modo peggiore per finire questa legislatura. Si parla
  di  spending  review, si parla di patto di stabilità e,  purtroppo,
  tutto  questo  ha una grave ricaduta sul territorio,  sull'economia
  del  territorio - anche perché è prevista intanto la  chiusura  del
  contratto degli ASU; in questi giorni, c'è la protesta della  GESIP
  a  Palermo;  ci sono i forestali che non prendono lo  stipendio  da
  mesi;  e  a  me, per similitudine, Assessore, viene  in  mente  che
  abbiamo  un Governo nazionale tecnico presieduto da Mario Monti,  e
  qui  abbiamo  avuto  un Governo tecnico presieduto  dal  Presidente
  Lombardo,  che  tecnico non è ma è un politico, però circondato  da
  tanti tecnici.
   Devo  dire, sinceramente, quello che mi sarei aspettato in  questi
  giorni, Assessore, soprattutto da parte sua. Mi sarei aspettato  un
  minimo  di  mobilitazione in più - o, per lo meno, se  l'ha  fatto,
  probabilmente  a  me è sfuggita qualche notizia di  stampa  -,  una
  mobilitazione  vera, forte nei confronti del Governo nazionale,  un
  interfacciarsi  per affrontare questo problema che  farà  esplodere
  certamente questo territorio.
    La vicenda del precariato viene da lontano,  non è responsabilità
  né  sua né mia certamente, ma di tanti altri che con un concetto di
  mala  politica hanno alimentato il precariato; però, come ho potuto
  dire  in altri momenti, dietro a questi numeri e a queste cifre  ci
  sono  le  persone, ci sono le famiglie. E quindi mi sarei aspettato
  una  mobilitazione vera da parte di quello che è rimasto di  questo
  Governo, perché lo spettacolo che c'è in questo momento agli  occhi
  della  gente  è, direi, quasi indecente pure rispetto allo  scontro
  interno  alla  Giunta.  Pertanto,  credo  che  questo  scorcio   di
  legislatura  debba  dare un segnale forte di  impegno  per  cercare
  comunque di risolvere il problema.
   Assessore, lei giustamente dice di non avere responsabilità per la
  questione   Gesip,  neanche  sulle  altre  cose  probabilmente   ha
  responsabilità  o  competenza, ma veda oggi  è  Palermo,  domani  è
  Messina, domani sarà Catania, quindi lei nella qualità di assessore
  per  il  lavoro, credo che debba esercitare un ruolo sicuramente  e
  non  lasciare da soli i sindaci, in questo caso Leoluca  Orlando  a
  Palermo.
   Concludo  dicendo che questo è quello che mi sento di  dire  nelle
  ultime  ore  in cui l'Assemblea regionale si riunisce,  credo,  per
  l'ultima volta in vista delle prossime elezioni regionali.

   PRESIDENTE. Confermo di sì, per l'ultima volta.


   Presidenza del presidente Cascio


            Comunicazione di adesione a gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Informo che, con nota pervenuta il 22 agosto  2012  e
  protocollata il 5 settembre 2012, l'onorevole Francesco Musotto  ha
  comunicato  di  lasciare il Gruppo parlamentare  UDC  -  Unione  di
  centro, per aderire contestualmente al Gruppo misto.
   Pertanto,  a  partire  dal 22 agosto 2012  decorrono  le  suddette
  dimissioni e la contestuale adesione al nuovo Gruppo parlamentare.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di nuova denominazione di gruppi parlamentari

   PRESIDENTE.  Do  lettura della nota, datata  5  settembre  2012  e
  acquisita  al  protocollo n. 7088/AulaPG del 5  settembre  2012,  a
  firma dell'onorevole Nicola D'Agostino:

   «Con  la  presente e per ogni effetto di legge, si  comunica  alla
  S.V. Ill.ma il cambiamento di denominazione del Gruppo parlamentare
   MPA  Movimento per le Autonomie Partito dei Siciliani  nella nuova
   Partito dei siciliani - MPA  .
   Distinti saluti.

    Il Presidente

   Onorevole D'Agostino».

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Informo, altresì, che con nota,  datata  5  settembre
  2012  e  testé pervenuta, l'onorevole Ruggirello, nella qualità  di
  Presidente  di  Gruppo parlamentare, ha comunicato  che  il  Gruppo
   Movimento popolare siciliano  dall'1 settembre 2012 ha assunto  la
  nuova  denominazione di  Movimento popolare siciliano - Nuovo  Polo
  per la Sicilia .
   Pertanto   dal   5   settembre  2012,  data  di  ricezione   della
  comunicazione, il Gruppo assume la suddetta nuova denominazione.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di dimissioni da deputato regionale dell'onorevole
                             Giulia Adamo

   PRESIDENTE.  Do lettura della lettera di dimissioni dell'onorevole
  Giulia  Adamo dalla carica di deputato regionale,. datata 24 agosto
  2012,  qui pervenuta il 29 agosto successivo e protocollata  al  n.
  7082/AULAPG del 5 settembre 2012:

   «Egregio Presidente On.le Francesco Cascio,
     con  la presente rassegno le dimissioni dalla carica di deputato
  regionale  della XV legislatura  essendo venute meno le motivazioni
  che mi avevano spinto, come capogruppo dell'UDC, a rimanere fra gli
  scranni di Sala d'Ercole anche dopo la mia elezione a Sindaco della
  città  di Marsala, e ciò a seguito della pubblicazione del  decreto
  di  indizione dei comizi elettorali per il prossimo 28 ottobre  per
  l'elezione del nuovo Presidente della Regione e i 90 rappresentanti
  di Palazzo dei Normanni.
   Nel  ringraziarVi per la collaborazione offerta, mi giunge gradita
  l'occasione per porgere cordiali saluti.
   Marsala, 24 agosto

                                                           On. Giulia
                                                    Adamo».

   Trattandosi   di   dimissioni   connesse   ad   una    causa    di
  incompatibilità, l'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  chiedo   al
  Governo,  qui rappresentato dall'assessore Spampinato,  un  impegno
  suppletivo  su  un  tema che rischia di non  essere  più  sotto  il
  controllo del Governo regionale: la questione dei precari.
   So  che ne hanno parlato altri, ne parliamo tutti. Ma oggi più che
  mai,  assessore Spampinato, a me pare che questa sia diventata  una
  di  quelle questioni di cui la deputazione siciliana nel Parlamento
  nazionale non parla più che per pudore, perché sa che non ha né  la
  forza contrattuale né la proposta per andare in deroga entro il  31
  dicembre  alle  attuali norme che impedirebbero ai contrattisti  di
  proseguire dall'1 gennaio 2013. Nonostante questo Parlamento  abbia
  votato, settimane or sono, la legge-voto, a me pare che di tutto ci
  si occupi tranne di questo problema che io sintetizzo in dieci Fiat
  che chiuderebbero in Sicilia.
   Altre  questioni  rimangono aperte, di enorme, drammatica  entità,
  che  stanno inaridendo e impoverendo ancor più la Sicilia, ma sulla
  questione del personale che verrebbe meno negli enti locali,  oltre
  che  rappresentare un problema occupazionale, ventiduemila  persone
  mandate  a casa in un solo colpo, rappresenta qualcosa di veramente
  mostruoso;  ma anche gli enti locali verrebbero messi in  ginocchio
  perché  non  sarebbero nelle condizioni di offrire quei  servizi  e
  quelle  attività  che oggi si realizzano grazie alla  presenza  nei
  comuni,  negli  enti  locali  e nelle ASP  di  questo  personale  a
  contratto.   Pertanto,  assessore,  la  prego  di   continuare   ad
  impegnarsi in questi giorni, ma serve anche chiamare, in un momento
  ben  preciso,  i  parlamentari siciliani, deputati e  senatori  del
  Parlamento nazionale, per chiedere loro che su questo tema,  almeno
  per  una  volta,  facciano fronte comune e chiedano  alla  prossima
  occasione  legislativa che il Ministro del lavoro e  il  Presidente
  del  Consiglio vadano almeno a derogare a tutti quei parametri  che
  altrimenti impediranno dall'1 gennaio 2013 il rinnovo dei contratti
  o la loro prosecuzione.

   D'ASERO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io sottolineo
  la   preoccupazione   espressa  dall'onorevole  Panepinto   perché,
  assessore,  il  problema  del  precariato  rappresenta  una   bomba
  sociale.  E giustamente questo problema è stato in tante  occasioni
  ribadito.  Dobbiamo pensare perché con la legge-voto, ma anche  nel
  confronto  col  Governo  ci  sia  la  possibilità  di  ottenere  un
  risultato, che si pensi a quella che deve essere la nuova filosofia
  che,  tutti  insieme,  dobbiamo sposare: un rapporto  fra  costi  e
  servizi. Fare capire a questi signori, ormai diventati grandi,  non
  più  ragazzi, che c'è la necessità di rendere produttiva la propria
  partecipazione   nelle  attività  lavorative  e  poi,   in   questa
  direzione, fare capire a noi tutti che c'è una fase nuova.
   Però,  il problema sociale va affrontato, l'aspetto relativo  alla
  posizione di questa gente va difesa.
   Signor   Presidente,  mi  permetto  sottolineare  un'altra   grave
  emergenza.
   Lei   forse  avrà  avuto  modo  di  ascoltarmi  in  qualche  altro
  intervento.  Noi abbiamo approvato una legge, la 25 del  2011,  che
  doveva rispondere all'emergenza dell'agricoltura e della pesca.
   Ma  quella  legge,  signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non
  risulta  ancora  applicata perché priva  di  decreti  attuativi  e,
  ancora  peggio,  per la parte che riguarda le cooperative  sociali,
  per  un'altra  legge non c'è il decreto di attuazione  che  l'IRCAC
  dovrebbe emanare.
   Noi,  assieme  a  questa preoccupazione, vogliamo sottolineare  il
  momento  in  cui le banche, in generale, stanno di fatto strozzando
  tutta  la microimpresa che si trova in difficoltà, ma in un momento
  di  difficoltà con un'ulteriore riduzione di spazi di manovra,  con
  un'ulteriore  taglio di concessioni di fidi e di sopravvivenza  dal
  punto  di  vista  finanziario  sicuramente  tutte  le  aziende   si
  avvieranno al crollo. Tutti insieme dobbiamo cogliere questo  grido
  di allarme che riguarda un problema di rapporto con le banche. Ma è
  possibile  che  noi  come Governo regionale,  come  Assemblea,  non
  possiamo  far  sentire la nostra voce al Ministero e  al  Consiglio
  dei Ministri?
   La  Sicilia  sta  morendo  e le banche  fanno  un'azione  di  mera
  burocrazia, mettendo le aziende sul lastrico perché basta un rating
  di  leggera flessione per invitare tutte le imprese a rientrare. Se
  non  ci  rendiamo  conto che mentre noi parliamo  la  gente  muore,
  veramente non abbiamo capito niente
   Su  questo tema c'è, a mio parere, una grande necessità, quella di
  sollecitare  l'IRCAC perché emani il decreto  di  attuazione  e  le
  cooperative  possano  ottenere  le  anticipazioni,  secondo  quanto
  previsto  dalla finanziaria, per avere così un momento di  respiro;
  pensare alla definitiva attuazione della legge 25 del 2011,  che  è
  molto  importante; avviare una richiesta di urgente  sollecitazione
  tramite chi riteniamo opportuno dal punto di vista istituzionale  -
  presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero del Tesoro,  Banca
  d'Italia   -  perché  per  l'emergenza  Sicilia,  nel  rispetto   e
  nell'applicazione   delle  norme,  si  tenga  anche   conto   delle
  problematiche esistenti.

   Diversamente, ci sarà una grande esplosione di conflitti sociali.

   CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, sono particolarmente  lieta  oggi  di
  avere   la   presenza  dell'assessore  Spampinato  perché   intendo
  intervenire proprio in materia di personale e di personale precario
  dei comuni, visto e considerato che, per ragioni regolamentari, non
  ci  è  concesso di poter votare ordini del giorno.   Pertanto,   in
  maniera  molto  schietta e avendo parlato con  i  lavoratori  e  la
  platea  di  coloro  che  oggi  ascoltano  e  aspettano  che  questa
  Assemblea dia un impulso al Governo affinché si possa sanare  -  io
  lo  definirei  un grande errore, per non dire un grande  peccato  -
  l'occasione   mancata  che  è  stata  l'ultima  seduta   dell'Aula,
  allorquando  essa era nei pieni poteri, e cioè quello di  fare  una
  variazione  di  bilancio, rassegno a queste mie considerazioni  ciò
  che  invece  avrei scritto in un ordine del giorno,  qualora  fosse
  stato possibile presentarlo.
   Ritengo  che la modifica al capitolo che riguarda il  Fondo  unico
  del  precariato' vada fatta non soltanto perché viene  incontro  ad
  un'esigenza  vitale,  che  è quella di garantire  gli  stipendi  ai
  lavoratori del bacino, che non sono solo gli ASU, ma sono anche gli
  LSU,  i  PUC, i famosi ventiduemila lavoratori, per i quali  questa
  Assemblea ha chiesto con forza, attraverso una legge-voto approvata
  all'unanimità, la proroga al 2014 dei termini per potere  procedere
  alla stabilizzazione.
   Ritengo  che  una  modifica, seppure fatta in via  amministrativa,
  all'interno  di quelle che erano le disponibilità che durante  quei
  febbrili  giorni  passati  in Commissione abbiamo  ritrovato,  quei
  famosi 13 milioni di euro che non sono stati allocati più a nessuna
  delle cinque emergenze di cui in quella occasione si parlò, proprio
  perché,  così come qualcuno ha detto, sono tutte emergenze, ritengo
  che  a questo comparto il Governo oggi debba dare un segnale. E  il
  segnale  arriva chiaro e forte nel momento in cui il  capitolo  del
   Fondo  unico del precariato' viene ripristinato almeno in  ragione
  dei  13  milioni  che  sarebbero sufficienti ed indispensabili  per
  assicurare a tutti i lavoratori - parlo di trentamila persone -  il
  diritto  ad avere lo stipendio, in alcuni casi il sussidio,  perché
  sappiamo bene che i lavoratori ASU non sono neanche lavoratori,  ma
  sono soltanto dei sussidiati.
   Inoltre,  vorrei  invitare il Governo a compiere  un  atto,  anche
  questo un atto di buona volontà, che indichi una strada maestra  al
  Governo  che verrà: quello di predisporre un atto amministrativo  -
  non  mi sto impelagando su atti legislativi perché sono consapevole
  che  non  possiamo  più approvare alcunché -  che  dia  facoltà  al
  Governo  di  modificare quella famosa circolare che  frapponeva  un
  invalicabile ostacolo alla mobilità dei lavoratori ASI presso  enti
  della Regione.
   Lo dico perché da parte dei lavoratori questo viene percepito come
  un  segnale  reale e forte di ciò che noi dobbiamo a questa  gente,
  cioè un percorso di stabilizzazione e quindi non più di precarietà,
  che sarebbe estremamente importante.
   Questa gente non sarà mai stabilizzata, probabilmente continuerà a
  galleggiare   di   governo  in  governo,  impegnata   in   attività
  socialmente utili senza poter godere di quelli che sono  i  diritti
  che  un  lavoratore dovrebbe avere: mi riferisco  al  diritto  alla
  maternità, al diritto ad una pensione, al diritto allo sciopero, al
  diritto  alla  malattia.  E proprio sul diritto  allo  sciopero  mi
  vorrei  soffermare per dire all'assessore che in queste ore si  sta
  verificando  qualcosa che non era mai avvenuto:  i  lavoratori  ASU
  hanno  costituito tra loro, dettati da una necessità, da una ragion
  d'essere,  dei  gruppi  più  o meno organizzati  e  spontanei,  dei
  comitati  che hanno chiesto, sia a noi come deputati, ma  anche  al
  governo, di avere degli incontri, delle possibilità di confronto, e
  hanno  purtroppo  ricevuto da parte di alcune delle Amministrazioni
  nelle  quali  prestano la loro attività delle  note  con  le  quali
  vengono  in  qualche modo, per così dire, messi  in  mora  rispetto
  all'attività che viene prestata a singhiozzo, che viene prestata in
  maniera bianca proprio per protestare rispetto ad uno stato di cose
  che tutti conosciamo.
   Io  ritengo  indispensabile  che  l'assessore  dia  una  direttiva
  affinché  le richieste che gli enti fanno nei confronti dei  centri
  per  l'impiego,  che  sono  gli  organi  deputati  a  valutare  una
  eventuale fuoriuscita dal bacino, quindi una punizione estrema,  un
  comportamento  di  mancata prestazione, debba  essere  quanto  meno
  valutato  da  un  organo centrale, e mi riferisco al  Dipartimento,
  perché  in  un  momento come questo, in cui  i  lavoratori  non  si
  astengono  dal lavoro perché vogliono fare i fannulloni  ma  perché
  stanno tentando una rivendicazione che porterebbe loro ad avere una
  contrattualizzazione, credo che la politica oggi debba farsi carico
  anche  di  regolamentare una disciplina molto  attenta.  Non  dovrà
  accadere  che,  se  un  Comune  fa la segnalazione  al  centro  per
  l'impiego, quest'ultimo, in maniera automatica, così come  potrebbe
  avvenire,  faccia  uscire  questi  lavoratori  dal  bacino,  perché
  sembrerebbe incredibile che, dopo 15 anni - e mi avvio a concludere
  -   dei lavoratori che hanno sempre svolto in maniera assolutamente
  pedissequa  e  leale  un lavoro nei confronti dell'Amministrazione,
  che  hanno  reso dei servizi, si potrebbero trovare fuori dall'oggi
  al  domani sol perché un governo inadempiente non ha voluto trovare
  la soluzione che, purtroppo, la legge già stabilisce.
   Assessore,  nel  2007  dovevamo  procedere  ad  un  cronoprogramma
  approvato  dalla giunta col quale si dava inizio al processo  delle
  stabilizzazioni.
   Credo  che questo tema sia estremamente importante, non ne  faccio
  un  argomento di campagna elettorale perché me ne occupo  da  anni,
  però  questi segnali, oggi, il Governo li può dare e non sono  voli
  pindarici, sono degli atti amministrativi possibili.
   Chiedo che il Governo lo faccia come atto di responsabilità -  non
  me  ne  voglia l'assessore che, chiaramente, è arrivato da  poco  -
  dopo  anni di irresponsabilità rispetto ad un comparto, quello  del
  mondo del lavoro, che è stato totalmente abbandonato.
   I precari devono avere la possibilità, nel prossimo futuro, di non
  essere  più precari e di potere scegliere liberamente, quando  sono
  dentro la cabina elettorale, chi votare e come votare.

   PRESIDENTE.   Assessore  Spampinato,  se  vuole   può   utilizzare
  quest'Aula per dare qualche risposta.

   SPAMPINATO, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  più  che  volere
  rispondere mi sembra doveroso farlo nei confronti dell'Aula,  anche
  se  in maniera un po' atipica, quasi rispondendo a quattro o cinque
  rubriche  contemporaneamente, viste le domande che  mi  sono  state
  poste.
   Un  po'  ve ne approfittate di questo assessore Spampinato, perché
  la  premessa  della maggior parte dei deputati è stata:   vista  la
  presenza,    ne    approfittiamo .   Ma    mi    sembra    doveroso
  istituzionalmente  provare  a  dare delle  risposte  anche  perché,
  rispetto alle ultime volte, qualche piccolo passo avanti credo  sia
  stato fatto.
   La  richiesta  di risposta proveniente in forma maggioritaria  dai
  colleghi parlamentari è quella di dare qualche prospettiva al mondo
  del  precariato e, tra le emergenze delle emergenze, al mondo delle
  ASI.
   Onorevole Panepinto, noi prediligiamo, almeno io, più che  fare  i
  comunicati  stampa  e  quindi  dare  visibilità  di  un'azione  che
  comunque c'è, provare a lavorare e a risolvere i problemi.
   Abbiamo  fatto solo cinque giorni di vacanze, il resto lo  abbiamo
  dedicato  a  questi  temi, anche in considerazione  del  fatto  che
  sappiamo, così come è stato più volte evidenziato, che il  tempo  è
  sostanzialmente scaduto.
   Gli   onorevoli  Donegani  e  Vinciullo,  il  presidente  Minardo,
  l'onorevole Caronia - che ha particolarmente a cuore questo tema  e
  l'ha seguito - credo possano testimoniare che comunque il Governo è
  stato  presente nel cercare di dare risposte concrete. Lo ricordava
  inizialmente il presidente Minardo e, in ultimo, anche  l'onorevole
  Caronia,  che  una  soluzione  l'avevamo  trovata  nella  legge  di
  variazioni  di  bilancio, facendo molti sforzi  e  accantonando  le
  somme necessarie, innanzitutto per far arrivare i lavoratori ASU  a
  fine  anno, per poter poi immaginare il passo successivo,  che  era
  quello  di  un percorso che speriamo possa portare loro, così  come
  tutti  gli altri lavoratori precari, ad una definizione della  loro
  situazione.
   Purtroppo, non è stato possibile discutere quella legge  e  quindi
  non  si è potuta adottare quella soluzione; ma è stata trovata  una
  soluzione  alternativa: sono stati reperiti  i  fondi,  però  senza
  voler  cercare  di  dare false illusioni ad un mondo  che  non  può
  essere  oggetto di speculazioni di natura politica, né  tanto  meno
  può essere oggetto di false ipotesi.
   Abbiamo  un  tema  che blocca molte delle azioni del  Governo:  il
  patto di stabilità.
   L'assessore per l'economia, professore Armao, oggi non è  presente
  in  Aula  perché  alle ore 15.00 incontrerà il Ragioniere  generale
  dello  Stato per provare a risolvere questo problema che ci darebbe
  la possibilità di sbloccare questo, così come altri problemi, tra i
  quali il trasporto per gli alunni.
   In  questo momento il Governo, superando mille difficoltà rispetto
  al  tema  ASU,  ma anche ai lavoratori precari degli  enti  locali,
  avrebbe  trovato le risorse, ma dobbiamo necessariamente  risolvere
  il problema del patto di stabilità per poter erogare le somme.
   L'onorevole  Vinciullo  faceva riferimento  anche  ad  un  decreto
  emesso  ma  non  erogato, e il tema sostanzialmente  è  lo  stesso.
  Quindi,  senza  voler  ingenerare  false  aspettative,  credo  che,
  risolto  quel  problema,  riusciremo in tempi  brevissimi  a  poter
  pagare  agli ASU i mesi restanti di novembre e dicembre  per  poter
  poi procedere alla fase successiva.
   Credo  di  avere risposto alle interrogazioni informali  fatte  da
  tanti  colleghi  partendo dall'onorevole Donegani,  dal  presidente
  Minardo, dagli onorevoli Vinciullo, Apprendi, Panepinto.
   Devo    ringraziare    pure    il    Presidente    dell'Assemblea,
  particolarmente attento a questi temi, che ci ha convocato  in  una
  riunione  fatta   in  maniche di camicia , perché  c'era  veramente
  caldo.
   Ringrazio i parlamentari nazionali di tutti gli schieramenti,  con
  cui mi sono sempre confrontato, perché questo è un tema che non  ha
  colore e cerchiamo, speriamo, di poter dare una prospettiva per  la
  risoluzione dello stesso.
   Volevo   rispondere  anche  all'onorevole  Laccoto,  che   poneva,
  giustamente, il problema degli ATO, in conseguenza della bocciatura
  parziale  dell'ultima  legge, e il neo  assessore  Torrisi,  appena
  insediato, si è trovato a dover gestire questa emergenza - che, tra
  l'altro,  conosce  bene  perché  vive  un'esperienza  di  assessore
  comunale  -  e  credo che abbia già immaginato  una  soluzione  che
  potrebbe essere quella a cui faceva riferimento lo stesso onorevole
  Laccoto: l'emanazione di una circolare.
   L'onorevole Vinciullo, sul tema del CAS, parlava di gravi  ritardi
  da parte del Governo.
   Nei  giorni  scorsi,  dopo  ripetute  sollecitazioni  insieme   al
  commissario,  la  dottoressa Corsello, e  all'assessore  Vecchio  e
  sfruttando  competenze  che  avevo  assunto  in  passato,   abbiamo
  ottenuto  da parte dell'ANAS l'approvazione dei progetti  dell'8678
  in via tecnica.
   Questo   significa  che  nei  prossimi  giorni  faremo   ulteriori
  sollecitazioni  -  ma già li aveva fatti ieri lo stesso  presidente
  della  Regione direttamente al presidente dell'ANAS, dottore Ciucci
  -  perché  si  arrivi  all'approvazione, anche amministrativa,  che
  possa  sbloccare  questi lavori particolarmente  attesi  da  quella
  popolazione.
   A  proposito  delle  circoscrizioni, io ero  presente  in  Aula  a
  rappresentare il Governo e ho espresso parere favorevole all'ordine
  del  giorno  perché  condividevo  come  Governo,  personalmente   e
  professionalmente,  l'iniziativa del Parlamento.  Quindi  sarà  mio
  onere  sollecitare il Governo affinché, in omaggio alle prerogative
  di cui all'articolo 21 del nostro Statuto, provveda a fare i dovuti
  passi giudiziari contro questo provvedimento del Governo nazionale.
   Signor  Presidente, in conclusione vorrei fare una  considerazione
  non  da  rappresentante  del Governo ma da parlamentare,  anche  se
  probabilmente   arriva  troppo  tardi   e   forse   non   ci   sarà
  l'opportunità,  la  possibilità - l'opportunità  ci  sarebbe  -  in
  questa legislatura.
   Le  dimissioni  dell'onorevole Anna Finocchiaro  dalla  carica  di
  deputato  regionale, carica assunta così come previsto dalla  legge
  regionale  in  qualità  di  candidato  presidente  migliore  tra  i
  perdenti, ha evidenziato una lacuna legislativa che è quella di non
  avere  previsto  l'allora  legislatore  del  2001  -  tra  i  quali
  c'eravamo  io  e  il Presidente Cascio, quindi facciamo  anche  noi
  ammenda - l'ipotesi che si è verificata nelle elezioni del 2008 nel
  non  prevedere legislativamente il criterio da seguire nel caso  in
  cui  si fosse verificata questa ipotesi o comunque una vacanza  del
  seggio.
   In altre sedi avevo evidenziato questo tema, che non è chiaramente
  un  argomento di competenza del Governo, e poi mi sono dilettato  a
  fare   un'indagine   personale  nei  confronti  dei   parlamentari,
  chiedendo  se  ricordassero secondo quale criterio si era  arrivati
  alla soluzione di questo problema.
   L'indagine  ha prodotto risultati  divertenti : quasi la  totalità
  dei  deputati  interrogati  non si ricordava  quale  era  stato  il
  criterio  adottato, che in quella occasione è stato  l'applicazione
  per  analogia dei criteri che servono alla ripartizione  dei  seggi
  del listino non utilizzati dalla maggioranza. Nulla quaestio perché
  vi  è  stata  una decisione della Commissione per la  verifica  dei
  poteri, che poi è stata approvata dall'Assemblea; ma nella prossima
  legislatura  forse ci potrebbero capitare anche le  condizioni  per
  cui questo criterio non si possa adottare.
   In  conclusione,  la  mia  domanda -  anche  se  capisco  che  c'è
  l'opportunità, ma probabilmente non ci sono i tempi - è se non  sia
  utile e necessario approvare una modifica alla legge elettorale che
  preveda e regolamenti questa ipotesi.

   PRESIDENTE.  Assessore  Spampinato,  sicuramente  nella   prossima
  legislatura  sarà  possibile fare tutto quello che  sarà  giusto  e
  opportuno fare.
   Onorevoli colleghi, sospendo i lavori d'Aula per dieci minuti  per
  la redazione e approvazione del verbale di questa seduta al fine di
  chiudere la sessione e, pertanto, la legislatura.

        (La seduta, sospesa alle ore 11.45, è ripresa alle ore
                                12.15)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Commissione per la
  verifica  dei poteri, riunitasi in data odierna, non è stata  nelle
  condizioni   di   procedere  agli  adempimenti   conseguenti   alle
  dimissioni  dell'onorevole  Giulia  Adamo  da  deputato  regionale,
  dimissioni  di cui l'Assemblea ha già preso atto, per mancanza  del
  prescritto numero legale.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Invito  il deputato segretario a dare lettura del processo verbale
  della presente seduta.

   LO GIUDICE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
  presente   seduta  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si   intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, con questo atto formale  dichiaro
  chiusa la sessione.

                   La seduta è tolta alle ore 12.22

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli