Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
MARROCCO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
PRESIDENTE Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, dà il preavviso di trenta minuti al fine
delle eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero aver luogo nel corso della seduta.
Ricorda altresì che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che sono in congedo gli onorevoli
Buzzanca, Laccoto, Fiorenza, Picciolo, Digiacomo, e Beninati.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
«Istituzione dell'area della vicedirigenza» (n. 286)
presentato dall'onorevole Faraone in data 5 novembre 2008
«Norme per il contenimento dei prezzi dei generi di prima
necessità. Paniere alimentare» (n. 287)
presentato dagli onorevoli Rinaldi, Laccoto, Galvagno,
Barbagallo, Ammatuna, Vitrano, Gucciardi, Fiorenza, Lupo,
Mattarella, Ferrara in data 5 novembre 2008
«Misure di fuoriuscita per lavoratori socialmente utili» (n.
288)
presentato dagli onorevoli Falcone, Vinciullo, Vitrano in data
5 novembre 2008
«Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 14 aprile 2006,
n. 14, recante nuove misure per il comparto agro-forestale-
ambientale» (n. 289)
presentato dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Ferrara, Ammatuna,
Apprendi, Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto,
Digiacomo, Di Guardo, Donegani, Faraone, Fiorenza, Galvagno,
Laccoto, Lupo, Marinello, Marziano, Panarello, Panepinto,
Picciolo, Raia, rinaldi, Speziale, Termine, Vitrano in data 5
novembre 2008
«Modifica alla legge regionale 8 giugno 2005, n. 8 in materia
di circolazione gratuita sui mezzi di trasporto pubblico locale
da parte degli appartenenti alle forze dell'ordine» (n. 290)
presentato dagli onorevoli Arico', Marrocco, Vinciullo,
Pogliese, Falcone in data 5 novembre 2008.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che, con nota del 6 novembre 2008,
l'onorevole Lupo ha chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 286 «Istituzione dell'area della
vicedirigenza».
Comunico altresì che l'onorevole Musotto, in data 5 novembre
2008, ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge
n. 259 «Iniziative a sostegno dei consorzi fidi».
Comunico che l'onorevole Ruggirello, in data 5 novembre 2008,
ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge n. 133
«Norme sulla proroga delle autorizzazioni all'esercizio di cava e
sull'aggiornamento del piano regionale dei materiali di cava e
del piano regionale dei materiali lapidei di pregio».
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
-N. 209 - Vendita alloggi popolari ai legittimi assegnatari nel
comune di Monreale (PA).
-Presidente Regione
-Assessore Famiglia
-Assessore Lavori Pubblici
-Firmatario: Caputo Salvino
-N. 211 - Notizie sulla continuità dei collegamenti con le Isole
Eolie (ME).
-Presidente Regione
-Assessore Turismo
-Firmatario: Panarello Filippo
-N. 213 - Interventi nel settore dell'edilizia residenziale
pubblica.
-Presidente Regione
-Assessore Lavori Pubblici
-Firmatario: Barbagallo Giovanni
-N. 216 - Interventi al fine di provvedere all'insediamento del
consiglio di amministrazione del Teatro Massimo 'Vincenzo
Bellini' di Catania.
-Presidente Regione
-Firmatario: Raia Concetta
-N. 217 - Iniziative a favore dell'esenzione del pagamento della
TARSU per le scuole siciliane.
-Presidente Regione
-Assessore Beni Culturali
-Firmatario: D'Antoni Orazio
Le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni
con richiesta di risposta scritta:
-N. 210 - Notizie circa il mancato versamento dei contributi
previdenziali ENPAM da parte dell'ASL n. 5 di Messina a favore
dei professionisti accreditati.
-Assessore Sanità
-Firmatario: Picciolo Giuseppe
-N. 214 - Recupero degli sgravi contributivi ai sensi della
legge regionale n. 30 del 1997.
-Presidente Regione
-Assessore Bilancio
-Firmatari: Pogliese Salvatore; Leontini Innocenzo; Formica
Santi; D'Asero Antonino; Aricò Alessandro; Bosco Antonino;
Buzzanca Giuseppe; Caputo Salvino; Currenti Carmelo; Falcone
Marco; Limoli Giuseppe; Mancuso Fabio Maria; Marrocco Livio;
Mineo Francesco; Scilla Antonino; Torregrossa Raimondo; Vinciullo
Vincenzo
-N. 215 - Modifica della circolare del 23 ottobre 2004, n. 4, in
materia di grande distribuzione commerciale.
-Presidente Regione
-Assessore Cooperazione
-Firmatario: Buzzanca Giuseppe
Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni
con richiesta di risposta in commissione:
-N. 212 - Iniziative per fronteggiare 'l'emergenza
abitativa'.
-Presidente Regione
-Assessore Lavori Pubblici
-Firmatari: Lupo Giuseppe; Marinello Vincenzo; Ferrara Massimo;
Di Guardo Antonino; Rinaldi Francesco
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate
al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
-N. 32 - Iniziative a favore dell'assegnazione al comune di
Castellammare del Golfo del castello arabo-normanno.
-Presidente Regione
-Assessore Territorio
-Firmatario: Marrocco Livio.
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il
Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o abbia
fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla, la
interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per
essere svolta al proprio turno.
Comunicazione di apposizione di firma a mozione
PRESIDENTE Comunico che, con nota del 5 novembre 2008,
l'onorevole Caputo ha chiesto di apporre la propria firma alla
mozione n. 68 Disposizioni in merito al canone di depurazione
nei comuni in cui non vi sono i relativi impianti , a firma
dell'onorevole Apprendi ed altri.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione all'Intergruppo Federalista Europeo
PRESIDENTE Comunico che con nota del 5 novembre 2008,
l'onorevole Marziano ha comunicato di avere aderito, in pari
data, all'Intergruppo Federalista Europeo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 72
«Interventi in favore della categoria di magistrati onorari di
tribunale», degli onorevoli Arena; Federico; Lentini; Minardo;
D'Antoni; Caronia; Romano; Ruggirello; Gennuso e Colianni.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
la magistratura onoraria di tribunale assolve ad una
fondamentale funzione per il sistema giudiziario italiano,
considerato il notevole apporto fornito dai magistrati onorari di
tribunale che, di fatto, ormai da tempo, suppliscono alle
croniche carenze d'organico della magistratura ordinaria
professionale. Sono ben 3.636 i magistrati onorari effettivi in
Italia, di cui circa 500 nella sola Sicilia, così suddivisi:
1.929 sono coloro i quali svolgono funzioni di giudice onorario
di tribunale (GOT), con funzioni giudicanti sia in campo civile
che in quello penale; 1.707 sono invece quelli impegnati ad
assolvere le funzioni di vice procuratore onorario (VPO), cioè
svolgono per delega nominativa del procuratore della Repubblica
presso il tribunale ordinario, le funzioni di pubblico ministero
sia dinanzi al giudice di pace che dinanzi al tribunale in
composizione monocratica;
Considerato che:
tanto i GOT quanto i VPO, nominati con decreto del Ministro
della giustizia, adottato in conformità ad un'apposita
deliberazione del Consiglio superiore della magistratura, su
proposta del consiglio giudiziario territorialmente competente,
per effetto delle disposizioni di cui all'articolo 42-quinquies
del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, godono di una nomina
della durata di tre anni rinnovabile una sola volta, all'esito di
un apposito giudizio di idoneità alla continuazione
dell'esercizio delle funzioni;
a partire dall'anno 2004 si, sono succeduti una serie di
interventi legislativi - l'ultimo dei quali è stato attuato con
il decreto-legge n. 95 del 2008 - finalizzati a prorogare
l'incarico di quei magistrati onorari di tribunale che, avendo
già usufruito di due mandati triennali, non avrebbero più potuto
godere di ulteriore conferma. Fatto questo, che consente oggi la
permanenza in servizio di un considerevole numero di esperti
operatori del diritto, dotati di eccelsa cultura giuridica e
giurisdizionale, conseguita grazie anche a una lunga formazione
maturata in oltre dieci anni di servizio;
da tempo immemorabile ormai sia i GOT che i VPO sono chiamati a
svolgere non solo attività di udienza, ma anche tutta una serie
di delicate ulteriori attività giurisdizionali di grande
importanza, a fronte delle quali non corrisponde adeguata
soddisfazione di carattere economico. Infatti, nonostante il
fondamentale ruolo svolto, i GOT e i VPO soffrono immeritatamente
una condizione di grave disagio sotto diversi profili:
a) percepiscono un modesto gettone di udienza non aggiornato
(ultimo aggiornamento ai sensi della l. n. 448 del 2001) da quasi
sette anni;
b) non vengono loro riconosciuti legittimi contributi
previdenziali ed assistenziali;
c) sono incompatibili con l'esercizio della professione forense
dinanzi agli uffici giudiziari compresi nel circondario del
tribunale presso il quale svolgono le funzioni giurisdizionali,
incompatibilità che alcune circolari del CSM hanno esteso
all'attività stragiudiziale;
d) sono incompatibili con le funzioni di difensore civico o
consulente legale di enti;
con la nota n. 14972 del 9 giugno 2008, il Consiglio superiore
della magistratura registra 'la situazione di disagio determinato
da significativa carenze d'organico in sedi giudiziarie di primo
grado caratterizzato da un carico di lavoro costantemente
elevato, ovvero da vere e proprie 'emergenze' giudiziarie
correlate alle esigenze di trattazione di importanti e delicati
procedimenti giudiziari in contesti lavorativi che ordinariamente
sono appena sufficienti a fronteggiare il carico di lavoro'. Ci
troviamo purtroppo oggi di fronte a gravi difficoltà nel
reclutamento ordinario di nuovi magistrati: il concorso per
ulteriore giudiziario soffre di fisiologiche lentezze per
svariati motivi che causano un pesante intervallo temporale di 4
o 5 anni tra la pubblicazione del bando e l'immissione in
servizio dei vincitori;
questo grave problema contribuisce non poco alla crisi di un
apparato giudiziario italiano desueto e sempre più ingolfato da
un pesante carico processuale, con conseguente allungamento dei
tempi della giustizia oltre ad un enorme aggravio di spese;
in questo contesto, dato che i GOT e i VPO sono le uniche due
categorie che in Italia svolgono le medesime funzioni cui sono
chiamati i magistrati ordinari nella loro prima sede di
destinazione, appare logico pensare di allestire un reclutamento
straordinario basato su una snella procedura concorsuale con
accesso limitato ai quei magistrati onorari di tribunale che
abbiano conseguito almeno quattro anni di servizio effettivo,
costante e produttivo e che siano stati confermati nell'incarico.
Seguirebbe un periodo di c.d. uditorato mirato ridotto a soli 6
mesi;
in questo modo, la selezione dei nuovi magistrati ordinari
potrebbe svolgersi in tempi notevolmente ridotti rispetto a
quelli attuali, con evidenti conseguenti risparmi di carattere
economico, in quanto si 'stabilizzerebbero' energie già gravanti
sul bilancio statale e il cui costo complessivo risulterebbe di
gran lunga inferiore a quello sostenuto per il reclutamento di un
soggetto completamente 'estraneo' pubblica amministrazione,
impegna il Presidente della Regione
e
il Governo della Regione
ad intervenire presso il Ministero del lavoro, della salute e
delle politiche sociali e quello della giustizia al fine di
verificare i presupposti per il riconoscimento dei contributi
assistenziali e previdenziali ingiustamente negati fino ad oggi
ai GOT e ai VPO, ed al fine di sostenere la 'giusta causa' per
l'adeguamento del 'gettone' d'udienza dei magistrati onorari di
tribunale. Lo stesso infatti, non risulta aggiornato ormai da
sette anni e più precisamente dalla l. n. 448 del 2001 (a tal
proposito è opportuno ricordare che in base all'art. 4, comma 3,
del d.lgs. 28 luglio 1989, n. 273, 'l'ammontare delle indennità
previste dai commi 1 e 2' - cioè, appunto, quelle destinate a GOT
e VPO - 'può essere adeguato ogni tre anni, con decreto emanato
dal Ministro della giustizia di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, in relazione alla variazione,
accertata dall'ISTAT, dell'indice dei prezzi al consumo per le
famiglie di operai impiegati, verificatesi nel triennio
precedente');
ad esprimere piena solidarietà alla categoria della
magistratura onoraria di tribunale, che vede impegnati centinaia
di operatori siciliani del diritto, nella importante richiesta di
un'adeguata riqualificazione giuridica ed economica del settore,
che sia funzionale alla definitiva risoluzione delle continue
emergenze che gravano pesantemente sul sistema giudiziario
italiano, fortemente penalizzato da un appesantimento del carico
processuale 'arretrato', oltre che da una anacronistica lentezza
processuale ormai non più in linea con le medie europee». (72)
ARENA - FEDERICO - MINARDO -
LENTINI - D'ANTONI - CARONIA -
ROMANO - RUGGIRELLO - GENNUSO -
COLIANNI
Dispongo che la mozione predetta venga demandata alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè ne
determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione del disegno di legge Norme per la
continuità del reddito minimo di inserimento (251/A)
PRESIDENTE Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Seguito della discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge Norme per la continuità del reddito minimo di inserimento
(251/A), posto al punto 1).
Invito i componenti la II Commissione prendere posto al banco
delle commissioni.
Ricordo che la discussione generale era stata chiusa. Pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1.
Ne do lettura:
«Articolo 1
Norme per la continuità del reddito minimo d'inserimento
1. La spesa autorizzata con la tabella G' della legge
regionale 6 febbraio 2008, n. 1 per le finalità di cui alla UPB
7.2.2.6.2. capitolo 712402, è incrementata per l'esercizio
finanziario 2008 di 1.500 migliaia di euro cui si provvede con
parte delle disponibilità della UPB 4.2.2.8.2 capitolo 613901
accantonamento 2001 del bilancio della Regione per l'esercizio
finanziario medesimo».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.1, a firma
Galvagno ed altri.
GALVAGNO Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.3, del Governo. Comunico che la
Commissione Bilancio ha dato la relativa copertura finanziaria.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, vorrei suggerire al Governo che
la norma che noi stiamo esaminando aveva carattere di urgenza.
Si riferisce in particolare al fatto che una serie di
lavoratori che godevano dei benefici di inserimento attraverso la
legge regionale - e fra l'altro un disegno di legge proposto da
me e che quindi che conosco perfettamente -, non avendo più una
adeguata copertura viene incrementato per il 2008 della somma di
un milione e mezzo di euro.
Il suggerimento che darei al Governo e ai colleghi
parlamentari è quindi quello di ritirare tutti gli emendamenti
presentati all'articolo.
Capisco infatti le ragioni che muovono il Governo circa la
esigenza di caricare sui Comuni i relativi onori; capisco tutto,
ma riordinare adesso la materia è questione che, secondo me, va
superata. Altra cosa è invece se la norma proposta dal Governo
viene inserita in Finanziaria, nella prossima finanziaria, come
norma di programmazione delle risorse al fine di permettere che
anche i Comuni possano concorrere alla spesa dei cantieri di
servizi. In questo caso, è una norma che si può discutere. In
questo momento, essendo una norma straordinaria avente carattere
di urgenza che necessita di copertura, noi potremmo dare solo la
copertura.
Qui non c'è una questione ideologica, né questione che riguarda
la maggioranza o il Governo. Lo dico con estrema franchezza, c'è
l'esigenza di legiferare in modo corretto. In questo momento,
essendo una questione di emergenza straordinaria, sono
dell'avviso di approvare soltanto il primo comma, quindi, il
testo così com'è che non fa altro che incrementare il capitolo
con riferimento alla legge precedente e cioè appostando un
milione e mezzo di euro in più e fermarci lì.
Per quanto riguarda gli emendamenti del Governo sarebbe meglio
prevedere il loro trasferimento in finanziaria in modo da
affrontare in finanziaria l'intera materia.
Fra l'altro, ne approfitto per ricordare al Governo che lo
stesso ha già presentato lo schema di bilancio e nella previsione
dello schema di bilancio ha ipotizzato una posta pari a 3.600.000
euro, esattamente quindi la metà di quelli dell'anno scorso,
mentre come lo stesso Governo sa, l'esigenza è di incrementare
quel capitolo di bilancio per aumentarlo fino a 12.000.000 di
euro in modo tale da poter soddisfare per l'intera annualità le
richieste da parte dei lavoratori interessati al provvedimento.
Pertanto - e concludo - consiglierei al Governo di procedere in
tal senso, se invece il Governo insiste nella programmazione
attraverso il comma 1.3, io insieme all'onorevole Galvagno
abbiamo predisposto un subemendamento che tende a differenziare
la situazione dei comuni. Perché, come lei sa, una cosa è
intervenire nei comuni che hanno una popolazione superiore a
dieci, quindici, ventimila abitanti, un'altra cosa è caricare sui
comuni che hanno una popolazione inferiore a diecimila abitanti,
ne aumentiamo i disagi, in quanto che se carichiamo ulteriori
oneri a questi comuni essi non sarebbero in grado di sostenere la
spesa. Tutto ciò quindi è da valutare.
Pertanto, la invito espressamente a ritirare i commi 1.2 e 1.3,
e procedere ad esaminare il testo così com'è, approvarlo e
riportare questa materia in finanziaria sulla quale penso si
possa discutere ragionevolmente.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che per quanto
concerne l'emendamento 1.2 non è stata data la relativa copertura
finanziaria. Pertanto, lo dichiaro inammissibile.
Comunico, altresì, che l'emendamento A1 è inammissibile in
quanto estraneo alla materia.
Comunico che è stato presentato il subemendamento 1.31, degli
onorevoli Speziale ed altri che è in distribuzione.
INCARDONA assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
INCARDONA assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, penso che proprio per le ragioni che poco fa
esponeva l'onorevole Speziale, il Governo ha predisposto questo
emendamento che regolamenta la materia differenziando gli
effetti.
Infatti, la norma esplica una parte degli effetti dalla sua
entrata in vigore, e ciò attraverso il primo comma che è una
norma di variazione di bilancio e, dall'altra, invece, gli
effetti si vedranno dal primo gennaio 2009. Proprio per evitare
che dal primo gennaio 2009 ci si debba nuovamente imbattere in
situazioni di difficoltà, è stata preoccupazione del Governo fare
in modo che i lavoratori dal primo gennaio 2009 trovino già le
modalità di copertura del piano e, soprattutto, le modalità di
utilizzo che il Governo vuole mettere in campo.
Si tratta, peraltro, di modalità che sono state già discusse in
una riunione, onorevole Speziale, a cui ha partecipato anche lei;
si tratta di modalità che sono state riportate fedelmente
nell'emendamento del Governo; abbiamo aggiunto anche una
specificità che riguarda le unità immobiliari relative ai terreni
agricoli oltre che, naturalmente, la prima casa; abbiamo fatto un
ragionamento che, complessivamente, è stato apprezzato anche
dall'opposizione, quindi, mi pare che non ci sia alcuna
difficoltà a votare il testo proposto oggi dal Governo.
Se invece si dovesse accogliere l'ipotesi dell'onorevole
Speziale, ci troveremmo - ripeto - all'1 di gennaio, con nuove
difficoltà e si tratterebbe di costringere il lavoratore a
scendere nuovamente in piazza.
Invece, il Governo vuole evitare proprio questo; quindi, caro
onorevole Speziale, proprio per le ragioni che lei poco fa
esponeva, si ritiene di dovere fin d'ora regolamentare la materia
consentendo ai Comuni di predisporre i progetti, in modo che si
giunga all'1 gennaio in una fase completamente operativa, anziché
registrare nuovi rallentamenti.
Pertanto, il Governo esprime parere contrario all'emendamento
1.3.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, io so quanto lei ha lavorato insieme a tutti noi per
risolvere questo problema che riguarda quasi 2 mila giovani delle
aree interne della Sicilia, e so che ha a cuore il problema.
Non è immaginabile che rigore e severità - che pure questo
Governo sta adottando e che noi condividiamo - possano
intervenire sulla miseria e sulla disperazione di giovani che
stanno portando avanti una battaglia unicamente per 400 Euro al
mese, in condizioni assolutamente disperate.
Per quanto mi e ci riguarda, riteniamo che debba essere accolto
l'accordo e l'intesa che oggi porta a votare, onorevole
Assessore, per la copertura della spesa necessaria per coprire
quanto serve fino al 31 dicembre.
Il problema della continuità a cui lei fa riferimento, per
quanto ci risulta, è già compendiato in apposita norma. Non
stiamo facendo altro che rifinanziare una legge di per sé già
funzionante ma che non ha copertura di spesa.
Vorrei, peraltro, dichiarare, onorevole Assessore, che quanto
è stato raggiunto in termini di accordo è assolutamente
condiviso; se vuole, possiamo anche predisporre un ordine del
giorno che possa essere cofirmato da tutti rispetto a quello che
è l'indirizzo politico-amministrativo che si intende portare
avanti. Anzi, le abbiamo chiesto di riunire un tavolo tecnico
perché siamo i primi a ritenere che è impensabile che persone
aventi diritto debbano, invece, pagare il prezzo di alcuni errori
che sono all'interno di questa norma, e cioè che vi sono aventi
diritto che oggi avrebbero anche ulteriori provvidenze da altri
settori di intervento.
Quindi, onorevole Assessore, apprezziamo l'operato suo e del
Governo tutto che ha condiviso insieme a tutti noi. La invito a
riflettere perché, spostare il problema della copertura alla
finanziaria, potrebbe consentire di trovare le modalità più
idonee per coprire questa spesa, cosa che può avvenire o
attraverso il fondo per gli enti locali, all'interno del bilancio
ordinario della Regione, o anche ed in parte attraverso
l'intervento dei comuni in maniera assolutamente minimale.
Quello che oggi a noi interessa è la copertura di spesa che
sino al 31 dicembre consenta a questi giovani di lavorare e dia
continuità successivamente, con la finanziaria si può far fronte
all'esigenza della continuità del lavoro per questi giovani,
fermo restando che condividiamo assolutamente, onorevole
Assessore, il lavoro che lei ha fatto, anzi la invitiamo, dato
che prima di tutto erano i sindaci ad essere d'accordo con lei, a
coinvolgere tutti i sindaci e i parlamentari della zona
all'attivazione di un tavolo tecnico che possa rimuovere un
problema che altrimenti ha già portato e riporterebbe i giovani
in mezzo alle strade.
DONEGANI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DONEGANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel 2005 la
Regione siciliana, con la legge numero 4, ha recepito il decreto
legislativo numero 237 del 1998. Da allora, ci sono state una
serie di proroghe che hanno consentito ai lavoratori del reddito
minimo di inserimento di svolgere un ruolo importante,
determinante soprattutto nei comuni delle province di
Caltanissetta e di Enna, nei settori della pulizia del verde,
della manutenzione, dell'assistenza domiciliare e quant'altro,
colmando anche alcune lacune che oggettivamente i comuni
presentano dal punto di vista organizzativo e per
l'esternalizzazione dei servizi.
Dall'1 ottobre questi lavoratori, 1.900 circa, sono in una
situazione drammatica e prendiamo atto - soprattutto noi
parlamentari che abbiamo sottoscritto il disegno di legge - della
grande sensibilità mostrata dal Governo e dall'assessore
Incardona nell'affrontare tali temi per una risoluzione a favore
dei lavoratori.
Nella fattispecie, ad una riunione con i sindaci e con le
organizzazioni sindacali, si è concordato di dare priorità
all'immediato, vista l'esigenza delle famiglie dei lavoratori ed
avviare la copertura fino a dicembre del 2008; quell'impegno è
stato mantenuto. Il disegno di legge da me presentato è stato
firmato anche dall'onorevole Galvagno e da altri colleghi di
centrosinistra e di centrodestra, proprio per dimostrare che il
problema della precarietà del lavoro non può avere coloriture
politiche.
Il disegno di legge in esame, anche a seguito di una
discussione propedeutica, preparatoria con l'assessore e con il
Presidente della Regione, onorevole Lombardo, nella quale si è
stabilito che bisogna responsabilizzare i sindaci anche dal punto
di vista della corresponsabilità, vede la condivisione mia e dei
colleghi. Quindi, onorevole Assessore, mi trova pienamente
d'accordo nel far compartecipare e rendere responsabili i comuni,
però oggettivamente un problema c'è, perché nella fase di
approvazione dei bilanci tutti i comuni delle varie province
hanno stesse risorse finanziarie ed hanno anche iter diversi
nell'approvazione dello stesso bilancio.
Quindi l'input quasi categorico nel costringere i comuni a
stanziare il 20 per cento ha una ratio quando si propone di
stabilire un tetto massimo, fino al 20 per cento, o di ridurre
sotto la soglia dei 10.000 abitanti, perchè così facendo, il
grande sforzo che la Regione fa di stanziare il restante 80 per
cento verrebbe in qualche modo vanificato; motivo per cui,
trovandomi pienamente d'accordo e dando merito agli sforzi
reciproci del Governo e del Parlamento, il disegno di legge oggi
ha una urgenza dal punto di vista della precarietà lavorativa.
Ripeto, l'80 per cento è stanziato dalla Regione, il 20 per
cento, onorevole Assessore, non lo vincoliamo, perché andremmo a
vanificare un'esperienza lavorativa che oggi diventa una priorità
sia per il Governo che per il Parlamento.
GALVAGNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei solo
sottolineare due aspetti, che fra l'altro sono già stati
evidenziati: il primo che c'è un impegno dell'Assessore, che mi
auguro permanga, ad attivare un tavolo tecnico con i sindaci e le
organizzazioni sindacali, indispensabile nel momento in cui
cambiamo le regole in corso d'opera. Infatti, in merito alla
preoccupazione che lei aveva ed ha, che dall'1 gennaio questi
lavoratori resterebbero fuori, io la debbo contraddire; a mio
avviso, così non è. Intanto, perché nella legge c'è un impegno
triennale e già c'è uno stanziamento per il 2009, ancorché
insufficiente a coprire tutto l'anno, e poi le norme sono quelle
della legge n. 5 del 2006, che sono ancora in vigore.
Per quanto riguarda il subemendamento 1.3.1, è chiaro che i
comuni al di sotto dei 10.000 abitanti, anche per l'erosione dei
trasferimenti che hanno avuto, non sono in grado di potere
coprire il 20 per cento richiesto con l'emendamento presentato
dal Governo; pertanto, sarebbe opportuno fare una
diversificazione tra i comuni al di sopra e al di sotto dei
10.000 abitanti, con il 10 e il 20 per cento.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio
appello all'assessore Incardona che, insieme al Governo, ha
attenzionato in maniera corretta questa problematica molto
importante, riunendo i sindaci, parlando con le forze sociali,
consapevole che questa è certamente una di quelle iniziative che
vanno seguite perché parliamo di persone che hanno bisogno
dell'inclusione sociale, hanno bisogno certamente di un Governo
che li sostenga.
Personalmente faccio appello all'assessore Incardina, al quale
chiedo di fare proprio il subemendamento 1.3.1 dell'onorevole
Galvagno perchè mi sembra giusto, equo non mettere i piccoli
comuni in grandissima difficoltà e raggiungere comunque lo stesso
obiettivo che il Governo si era prefissato, quello di stabilire
delle regole e garantire che questo servizio possa finalmente
essere regolamentato.
INCARDONA, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Signor Presidente,
dichiaro di fare mio il subemendamento 1.3.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il subemendamento 1.3.1. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.3 nel testo risultante. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'articolo 1 così come
emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato l'ordine
del giorno n. 45 Iniziative urgenti tese a salvaguardare i
lavoratori impegnati presso l'aeroporto Falcone Borselli di
Palermo , degli onorevoli Cracolici, Ammatuna, Apprendi,
Barbagallo, Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di
Guardo, Donegani, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno,
Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marinello, Marziano, Mattarella, Oddo,
Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale, Termine
e Vitrano.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
nello scalo di Palermo lavorano 174 unità di personale a tempo
indeterminato, 42 a tempo determinato tra operai e impiegati;
occorre scongiurare che il personale impegnato all'aeroporto di
Palermo sia drasticamente ridimensionato sulla base di tagli
indiscriminati;
allo stesso modo occorre impedire il determinarsi di tagli di
personale impegnato nel call center dell'Alitalia affidato alla
società Alicos del gruppo COS;
nel mese di luglio si è proceduto al licenziamento di 4
lavoratrici della Aviation Services in servizio presso la
biglietteria Meridiana;
considerato che:
alle pesanti conseguenze che rischiano di profilarsi sul piano
occupazionale si aggiunge il dimezzamento degli attuali
collegamenti Alitalia e Airone tra il capoluogo siciliano e il
resto del Paese che passerebbero dagli attuali 36 a 20 con
pesanti disservizi per gli utenti:
rilevato che:
dalle istituzioni regionali e in primo luogo dal Presidente
della Regione nessun atto è stato prodotto relativamente alle
preoccupazioni emerse da settimane, nonché, sul destino degli
scali di Palermo e Catania destinati ad essere declassati:
impegna il Presidente della Regione
a porre in essere ogni iniziativa possibile, anche presso il
Governo nazionale, affinché siano garantiti gli attuali livelli
occupazionali e che gli scali di Palermo e Catania siano
considerati primari e non subiscano nessuna scelta che punti al
loro declassamento».
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del
giorno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intendo porre
all'attenzione dell'Aula, ma credo che su questo saremo tutti
d'accordo, la situazione assai delicata che si sta delineando a
seguito della riorganizzazione del gruppo Alitalia e gli effetti
che questo rischia di avere per quanto attiene gli aeroporti
siciliani e quello palermitano in particolare.
Come è noto, la costituzione della nuova compagnia italiana ha
determinato l'acquisizione della gestione delle aerolinee del
gruppo Alitalia e di Air One, e questo avrà delle conseguenze. La
prima che si delinea dal piano presentato dal gruppo è una
riduzione del numero dei vettori che collegheranno i nostri
aeroporti con il resto del territorio nazionale italiano.
La riduzione avrà certamente un effetto sull'utenza in Sicilia;
riducendo il numero dei vettori, infatti, sarà più complessa la
possibilità di raggiungere le città siciliane, e da parte dei
siciliani di raggiungere le città del resto del Paese. Ma c'è
anche un'altra conseguenza ed è quella che poi ha effetti sociali
particolarmente delicati, ed è la ripercussione sull'occupazione.
Nel solo aeroporto di Palermo, che ad oggi conta 210 addetti di
Alitalia, il nuovo piano prevede l'utilizzazione soltanto di 60
addetti; cioè, oltre i due terzi dei lavoratori attuali saranno o
rischiano di essere espulsi dal processo produttivo che li ha
visti impegnati sino ad oggi.
Assieme a questa si determina un'altra gravissima crisi. Come è
noto, Palermo e la Sicilia sono le sedi del più importante call
center che per conto di Alitalia gestisce i servizi sia di
prenotazione passeggeri, sia i servizi di cargo e altre tipologie
di servizi che sono in capo ad Alitalia. Nel solo sito di Palermo
operano per conto di Alitalia oltre novecento addetti. Se
dovesse, come si teme, vista l'incertezza della prospettiva del
call center di Palermo, essere messo in discussione questo sito,
avremmo un effetto immediato sulle novecento persone ma anche
sulle altre persone che lavorano per il gruppo che sono in totale
oltre 1700 e che svolgono servizi per altre società.
Insomma, questo ordine del giorno non vuole soltanto essere
l'elenco delle lagnanze, la crisi mondiale e la crisi italiana
del sistema dei trasporti è chiaro che rende la vicenda siciliana
poca cosa rispetto alla questione più complessa, ma non c'è
dubbio, onorevole Presidente, che l'ordine del giorno si pone un
obiettivo: vuoler cioè ricordare che, seppure la vicenda Alitalia
certamente ha una sua complessità, tutti che noi continueremo a
far parte di un'Isola forse anche quando ci sarà il ponte sullo
stretto. E continueremo a vivere in un'Isola dove gran parte dei
cittadini siciliani per raggiungere le mete nazionali ed
internazionali usano il trasporto aereo.
Essere un'Isola significa che la dimensione siciliana deve
avere un'attenzione specifica rispetto alla dimensione del
trasporto aereo nazionale. Ed è per questa ragione che noi
chiediamo, con questo ordine del giorno, un impegno vero del
Governo della Regione e del suo Presidente, tanto più che, come è
noto, la vicenda Alitalia, in queste ore, sta avendo anche una
mediazione specifica del Governo nazionale.
E' un ruolo importante del Governo nazionale, rispetto agli
esiti e allo sviluppo di quella vertenza. Ecco perché non ci
rivolgiamo solo ai soggetti industriali che hanno rilevato la
compagnia aerea Alitalia; è necessaria una specifica attenzione
sul ruolo della Sicilia e sul destino dei nostri aeroporti e
quello che oggi appare più minacciato, Palermo, in particolare.
Mi auguro che l'Assemblea regionale, oggi, dopo che fra l'altro
alcuni di noi abbiamo incontrato le rappresentanze sindacali di
questi lavoratori, dia un segnale unitario, forte, chiaro,
un'investitura al Presidente della Regione che, con
autorevolezza, sappia difendere le ragioni della Sicilia,
dell'utenza e dei lavoratori che operano nel settore dei
trasporti aerei siciliano.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 28 Interventi per assicurare la continuità operativa ed i
livelli occupazionali della ALICOS S.P.A. Palermo call center
ALITALIA , dell'onorevole Lentini ed altri.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che la società ALICOS conta 1.600 lavoratori, tutti a
tempo indeterminato;
considerato che:
ALICOS s.p.a. è una società partecipata per il 40 per cento da
ALITALIA e per il restante 60 per cento dal Gruppo ALMAVIVA
ALITALIA ed è al contempo socio e cliente di ALICOS;
ALICOS s.p.a., infatti, svolge per ALITALIA il servizio di
biglietteria e prenotazione elettronica, anche in contesto
internazionale, ventiquattro ore su ventiquattro;
ALICOS, inoltre, effettua un servizio interno per il personale
ALITALIA, sia viaggiante che di terra, riguardante la
pianificazione delle ferie, il vestiario, il servizio di
ritrovamento bagagli smarriti ed altri. Relativamente a
quest'ultimo servizio, ALICOS Palermo riceve comesse da ALITALIA
per altri aeroporti tra i quali Roma Fiumicino, Bari, Napoli,
Brindisi;
ALICOS è stata individuata come azienda non in crisi, i cui
dipendenti svolgono molte ore di straordinario al punto che si è
siglato un accordo tra ALICOS e i sindacati per elevare il numero
delle ore lavorative che consentirà nuova occupazione.
ALITALIA è debitrice nei confronti del Gruppo ALMAVIVA per
sette milioni di euro per servizi già resi da ALICOS. E' stato
dichiarato che, in assenza di tale liquidità, ci saranno seri
problemi per il pagamento degli stipendi già a partire dal mese
di ottobre. E' evidente che la mancata soluzione di quest'ultimo
problema avrà gravissime conseguenze per i dipendenti e le loro
famiglie;
impegna il Governo della Regione
ad intervenire in maniera forte nei confronti del commissario
straordinario di ALITALIA, professor Augusto Fantozzi, al fine di
saldare il debito di 7 milioni di euro;
ad intervenire per conoscere la sorte del 40 per cento delle
quote di ALITALIA nella società ALICOS s.p.a.;
ad intervenire per sapere se il servizio svolto fino ad oggi da
ALICOS rientra nella nuova strategia industriale di CAI
considerato, peraltro, che i dipendenti ALICOS hanno un contratto
TLC, ovvero di telecomunicazioni, che è meno oneroso rispetto al
contratto ALITALIA, che è di trasporto;
ad intervenire presso il Governo nazionale affinché garantisca
la continuità operativa di ALICOS, considerata l'efficienza e
l'alto livello di professionalità del servizio reso e tenuto
conto altresì del fatto, non trascurabile, che comunque lo stesso
servizio sarà indispensabile anche per la nuova compagnia aerea».
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema
che stiamo trattando è un tema molto serio, lo dico in modo
particolare al Governo. Sarebbe opportuno che quest'Aula votasse
in maniera unitaria e all'unanimità. Quindi, propongo di
unificare i due ordini del giorno, in modo tale da trattare
questa tematica, unitariamente.
Lo ricordava l'onorevole Cracolici, lo ricorda l'onorevole
Lentini nel suo ordine del giorno, questa problematica è seria e
investe non soltanto i duemila lavoratori, ma la Sicilia nel suo
complesso. Investe la nostra isola che rischia, ancora una volta,
di essere allontanata, di essere emarginata dalle rotte
internazionali e nazionali.
Abbiamo l'esigenza di combattere una battaglia tutti uniti e,
quindi, faccio appello a quest'Aula, al Governo, affinché, con
grande forza si impegni nei confronti del Governo nazionale, a
prendere tutte le decisioni utili, affinché salvaguardi, non solo
l'aeroporto di Catania, così come è già stato fatto, ma anche,
l'aeroporto di Palermo e, in modo particolare i lavoratori
interessati.
Questa non è una battaglia, né di destra né di sinistra, è una
battaglia dell'intero Parlamento siciliano che va condotta
unitariamente, così come finora hanno dimostrato altri
parlamentari di altre regioni d'Italia. E' una battaglia
difficile che necessita di risposte immediate, è una battaglia
che può finalmente portare un po' di serenità nelle case di tanti
palermitani e di tanti siciliani.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che gli onorevoli
Maira, Di Mauro, Cordaro e Leanza Nicola hanno chiesto di apporre
la propria firma all'ordine del giorno n. 45.
L'Assemblea ne prende atto.
INCARDONA, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, volevo riferire al Parlamento che il Governo
ha già avviato un'attività in questo senso. Ci sono state alcune
riunioni con i lavoratori e con alcuni rappresentanti sindacali
proprio nella sede dell'Assessorato al lavoro, ed è stato
siglato un verbale nel corso del quale il Governo ha preso
l'impegno che oggi quest'Aula propone con i due ordini del
giorno. Quindi, il Governo ha già attivato questo lavoro ed è,
naturalmente, favorevole alla proposta dell'onorevole Leanza di
unificare i due ordini del giorno e di votarli unitariamente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 45, chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 28, chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che la votazione finale del
disegno di legge Norme per la continuità del reddito minimo
d'inserimento (215/A) sarà effettuata alla fine dei lavori
d'Aula.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Per richiamo al Regolamento
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
segnalare l'opportunità che, in sede di redazione del testo, si
provvedesse ad una correzione al titolo del disegno di legge,
perché Reddito minimo d'inserimento non è oggetto della norma
in discussione. Ritengo che, più correttamente, dovrebbe essere
Norma per la continuità dei cantieri di servizio ; il Reddito
minimo d inserimento non c'entra nulla
PRESIDENTE. Faremo tesoro della sua osservazione. Gli Uffici,
da questo punto di vista, approfondiranno.
Seguito della discussione del disegno di legge Misure urgenti
per fronteggiare l'aumento dei carburanti nel settore della pesca
nonché il rilancio competitivo del settore (n. 194/A)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge Norme per la continuità del reddito minimo di
inserimento (194/A), posto al punto 2).
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto al
banco delle commissioni.
Ricordo che la discussione generale era stata chiusa. Pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1.
Ne do lettura:
«Articolo 1
Monitoraggio della qualità delle acque degli ambiti Marini
1. L'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente
comunica, con cadenza semestrale, al dipartimento della pesca
dell'assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca, gli esiti delle campagne di
monitoraggio per la qualità delle acque e degli ambienti marino
costieri».
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Caronia,
l'emendamento 1.1.
CRACOLICI. Lo vorrei illustrato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se l'onorevole Caronia non è
presente in Aula dichiaro decaduto l'emendamento 1.1.
LEANZA NICOLA. Lo faccio proprio.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
illustrare l'emendamento 1.1.
PRESIDENTE. Onorevole Adamo, è fuori tema.
L'emendamento 1.1 è stato fatto proprio dall'onorevole Lenza.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare per illustrare
l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Questo emendamento, sostanzialmente,
vuole migliorare l'articolo 1 proposto dal Governo nel senso che
dà un' indicazione forte all'Arpa per far sì che siano trasmessi,
ogni mese, tutti gli elementi che vengono raccolti dall'attività
che pone in essere l'Arpa al fine di avere notizie certe a
proposito dell'equilibrio degli eco-sistemi marino-costiero; in
pratica, è funzionale anche ai fini dell'alimentazione, anche per
quanto riguarda il pesce.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il parere del
Governo?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Fermo di emergenza temporaneo
1. Per fronteggiare la crisi riguardante il settore della pesca
anche a seguito dei rialzi dei costi energetici e di produzione,
è concesso, per impresa e per una durata di trenta giorni
nell'arco temporale di quattro mesi, l'arresto temporaneo delle
attività di pesca per tutte le imbarcazioni, con esclusione delle
fattispecie previste dal decreto legge 3 luglio 2008, n. 114, i
cui effetti sono stati fatti salvi dal comma 4 dell'articolo 1
della legge 2 agosto 2008, n. 129. Ai fini del presente comma
sono incluse le imbarcazioni esercitanti la pesca del pesce spada
che abbiano effettuato il fermo stagionale dell'attività di pesca
disposto dall'articolo 81 del regolamento (CE) n. 40/2008 del 16
gennaio 2008.
2. In conseguenza del fermo d'emergenza di cui al comma 1,
l'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la
pesca è autorizzato a concedere alle imprese di pesca la
compensazione economica di cui all'articolo 1, lettera b) e comma
2 del decreto del Ministero delle politiche agricole 18 luglio
2008. E', inoltre, autorizzata l'erogazione di un'indennità
giornaliera, pari al minimo monetario garantito stabilito nel
contratto nazionale di lavoro per il marinaio esercente la pesca
costiera locale e/o ravvicinata, a ciascun membro dell'equipaggio
che risulti, in base al ruolino, imbarcato alla data di inizio
dell'interruzione tecnica.
3. Per le finalità di cui ai commi 1 e 2, nonché per gli oneri
da corrispondere alle capitanerie di porto ai sensi dell'articolo
180 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 è autorizzata
per l'esercizio finanziario 2008 la spesa complessiva di 12.500
migliaia di euro da destinare: quanto a 5.600 migliaia di euro
per gli interventi previsti dall'articolo 6, comma 1, lettera b)
e comma 2, del decreto del Ministro delle politiche agricole 18
luglio 2008, quanto a 6.658 migliaia di euro alla corresponsione
dell'indennità giornaliera ai componenti degli equipaggi e quanto
a 242 migliaia di euro agli oneri da corrispondere alle
capitanerie di porto ai sensi dell'articolo 180 della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32. Con successivo decreto
dell'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca sono definiti i periodi di interruzione
tecnica nonché le modalità di erogazione dei benefici di cui al
comma 2.
4. L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca è autorizzato a concedere sino al limite
massimo di mille migliaia di euro alle imprese di pesca siciliane
tenute all'uso obbligatorio del sistema di localizzazione
satellitare denominato Blue-box', un contributo una tantum'
finalizzato alla parziale copertura delle spese di gestione del
servizio e di manutenzione. Per le finalità di cui al presente
comma è autorizzata per l'esercizio finanziario 2008 la spesa di
1.000 migliaia di euro
5. L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca è autorizzato a concedere un contributo
alle imprese di pesca, iscritte ai compartimenti marittimi
siciliani, quale concorso per la copertura delle spese sostenute
per il consumo di gasolio nel triennio 2006-2008, come si evince
dal libretto consumo carburante. Per le finalità del presente
comma, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2008, la spesa
di 100 migliaia di euro.
6. Con successivo decreto dell'Assessore regionale per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca sono
definite le modalità di erogazione del contributo di cui al 6.
7. Gli aiuti di cui ai commi 2 e 4 e 5 sono concessi in regime
di aiuti de minimis' nel rispetto dei limiti e delle condizioni
previste dal Regolamento (CE) n. 875/2007 della Commissione del
24 luglio 2007, pubblicato sulla G.U.U.E. n. 193 del 25 luglio
2007».
Comunico che all'articolo 2 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dal Governo: 2.1 e 2.2;
- dagli onorevoli Marinello ed altri: 2.8, 2.6, 2.7, 2.5, 2.4,
2.3;
- dall'onorevole Caputo: 2.9.
Si passa all'emendamento 2.1 del Governo.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare per illustrare
l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
sostanzialmente, considerato il tempo ristretto per determinare
il fermo temporaneo, si è visto che non è più possibile
realizzarlo nei 4 mesi previsti inizialmente dal disegno di legge
e, quindi, il termine di trenta giorni viene racchiuso alla data
del 31 dicembre 2008.
Per quanto riguarda, invece, il secondo comma dell'emendamento,
si vuole andare incontro a chi esplica l'attività della pesca del
pesce spada, in quanto attraverso questo comma possono essere
ammessi alla riscossione del fermo temporaneo.
MARINELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei far
notare all'onorevole Assessore, che ci sono due emendamenti
successivi, il 2.6 e il 2.8 che di fatto sono simili a quelli del
governo; pertanto vorrei suggerire al Governo di ritirare
l'emendamento 2.1, in modo da votare gli altri due.
L'unica differenza tra gli emendamenti 2.6 e 2.1 è che nel 2.6
alle parole da effettuarsi entro il 31 dicembre', si aggiungono
le parole e non oltre'.
Per quanto riguarda il secondo comma dell'emendamento 2.1,
invece viene assorbito interamente dall'emendamento 2.8.
POGLIESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in
maniera molto sintetica, quasi telegrafica per esprimere
l'apprezzamento per l'emendamento presentato dal Governo, nella
persona dell'assessore Di Mauro, che è stato molto sensibile
anche ad accogliere alcune istanze formalizzate da alcune
associazioni di pescatori la cui attività è concentrata sulla
pesca del pesce spada.
Attraverso questo emendamento si evita una duplicazione di
direttive europee, nazionali e regionali che avrebbe comportato
l'arresto temporaneo, per due mesi, con gravi danni per quella
tipologia di pesca.
Ecco perché preannunzio il voto favorevole e voglio formalmente
ringraziare l'assessore per la sensibilità dimostrata per una
problematica che è stata sollecitata dall'onorevole Scilla ed
anche da altri parlamentari.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, possiamo porre in votazione gli
emendamenti 2.1, 2.6 e 2.8 contestualmente; gli uffici ne danno
garanzia. Quindi, onorevole Marinello, il Governo può o meno
ritirarlo. Potrebbero essere eliminate le parole non oltre il 31
dicembre 2008', perché non mi pare che funzioni.
Pongo in votazione, contestualmente gli emendamenti, 2.1, 2.6 e
2.8.
Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.9, dell'onorevole Caputo.
CAPUTO, presidente della Commissione. E' superato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.2 del Governo: al comma 2
dell'articolo 2 sono apportate le seguenti modifiche: cassare
locale e/o'.
MARINELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a proposito
dell'emendamento 2.2, inviterei il Governo a ritirarlo, perché
c'è l'emendamento 2.7 che, di fatto, lo assorbe.C'era un errore
nella norma, probabilmente di scrittura, dove al comma 2
dell'articolo 2 faceva riferimento all'articolo 1, lettera b) del
decreto ministeriale.
L'articolo 1, di cui al predetto decreto ministeriale, non parla
della cosiddetta indennità data alle imprese, ma è l'articolo 6
al comma 2.
La questione relativa al locale è superata. Quindi,
l'emendamento 2.7 assorbe il 2.2 e modifica quell'errore che c'è
stato nella stesura del provvedimento.
Quindi, se il Governo ritira l'emendamento 2.2, potremmo votare
il 2.7.
PRESIDENTE. Onorevole Marinello, non è necessario che il Governo
lo ritiri. Non votiamo l'emendamento 2.7 per la parte relativa al
settimo rigo che recita: cassare le parole locale e/o', e
votiamo l'emendamento 2.2 e il 2.7 senza quella parte.
Pongo in votazione l'emendamento 2.2.
Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la prima parte dell'emendamento 2.7.
Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.5. Ha facoltà di illustrarlo
l'onorevole Marinello.
MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
2.5 è anch'esso una precisazione del comma 3 dell'articolo 2, in
particolare fa una corretta lettura sia della comma 1, sia del
comma 2. Invece, nella prima stesura si parlava soltanto del
comma 1. Sarà stato un errore nella formulazione del
provvedimento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.5. Il parere del
Governo?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 2.10.
Si tratta della riscrittura del comma 5 dell'articolo 2.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'articolo in questione non aveva sostanzialmente una copertura
di spesa adeguata perché come vedete nella scrittura c'è la somma
ma non c'è indicato il capitolo. La riscrittura consente di dare
copertura finanziaria nell'esercizio finanziario del 2009
PRESIDENTE. Mi pare chiaro, che per quanto concerne il triennio
o il biennio, siccome andiamo ad intaccare il periodo de
minimis' che evidentemente è stato utilizzato con la somma che
era prevista e quindi il famoso articolo 84, legge 17/2004, è
ovvio che deve trattarsi per forza di biennio.
CRACOLICI. Ma al di là del biennio, l'emendamento ha copertura
finanziaria?
PRESIDENTE. Sì, l'emendamento ha copertura finanziaria, gli
Uffici hanno controllato e quindi tutto ciò che viene messo in
discussione è stato controllato anche in termini di copertura
data alla II Commissione. Se nessuno chiede di parlare, pongo in
votazione l'emendamento 2.10.
Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 2.4 risulta superato.
Si passa all'emendamento 2.3. Onorevole Marinello, intende
specificare un attimo se si tratta di un emendamento che
sostanzialmente mette mano ad una parte del testo dove ci sarà
stato sicuramente, anche lì, un refuso?
MARINELLO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE: Ne ha facoltà.
MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in
particolare ho inserito le parole terzo rigo' perché nel testo
originale erano scritte, ma chiaramente possiamo eliminarle.
Bisogna sostituire le parole al 6' con ai commi 4 e 5',
aggiungere questi commi in termini modificativi. Si è trattato
anche lì di un refuso di stampa.
PRESIDENTE. Ho capito, ma bisogna presentare un subemendamento
per cassare quello che dice lei.
CRACOLICI. No, c'è già l'emendamento.
PRESIDENTE. Non avevo capito. Quindi già esiste. Pongo in
votazione l'emendamento 2.3.
Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Tracciabilità
Al fine dell'applicazione della normativa comunitaria di
settore, per garantire la sicurezza alimentare dei consumatori,
le direzioni dei mercati ittici della Sicilia trasmettono, con
cadenza mensile, al dipartimento pesca un modulo debitamente
compilato contenente i dati sulla quantità, qualità e prezzo, in
funzione della provenienza e del luogo di cattura del prodotto
ittico locale».
Comunico che non sono stati presentati emendamenti. Poiché
nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Conferimento al fondo di rotazione I.R.C.A.C.
1. Il fondo di rotazione istituito presso l'Istituto regionale
per il credito alla cooperative (IRCAC) con l'articolo 3 della
legge regionale 7 febbraio 1963, n. 12 ed incrementato con
l'articolo 37 della legge regionale 9 maggio 1986, n. 23, è
ulteriormente incrementato di 500 migliaia di euro.
Per le finalità di cui al comma 1, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2008, la spesa di 500 migliaia di euro».
Comunico che non sono stati presentati emendamenti. Poiché
nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Consiglio regionale della pesca - modifica della composizione
1. Al comma 1 dell'articolo 147 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32, come modificato con l'articolo 6 della
legge regionale 8 novembre 2007, n. 21, dopo la lettera c) è
aggiunta la seguente lettera:
c bis) il direttore generale dell'Agenzia regionale per la
protezione dell'ambiente o suo delegato'»
Comunico che non sono stati presentati emendamenti. Poiché
nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Rinvio dinamico alla disciplina comunitaria applicabile in
materia
di agevolazioni de minimis' al settore della pesca
Gli aiuti erogati ai sensi dell'articolo 18 della legge
regionale 21 settembre 2005, n. 11 alle imprese operanti nel
settore della pesca sono concessi nella misura del de minimis'
nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste dal
Regolamento (CE) n. 875/2007 della Commissione del 24 luglio
2007, pubblicato sulla G.U.U.E. n. 193 del 25 luglio 2007».
Comunico che non sono stati presentati emendamenti. Poiché
nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7 .
Compenso sociale
1. Ai fini del compenso sociale di cui all'articolo 114 della
legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 devono intendersi computati
nei giorni lavorativi i giorni di malattia e/o di infortunio».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 7.1, degli
onorevoli Marinello ed altri.
Onorevoli colleghi, non c'è copertura finanziaria, quindi, il
voto contrario della Commissione Bilancio. Pertanto,
l'emendamento 7.1 decade e l'articolo 7, sostanzialmente, è
dichiarato inammissibile.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Per richiamo al Regolamento
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. L'articolo 7 è stato dichiarato inammissibile, non
posso darle la parola. E' insindacabile l'inammissibilità e non
c'è copertura della Commissione Bilancio.
SCILLA. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo che per
Regolamento non ci sarà niente da fare. Il fatto oggettivo però è
che è stato cassato un provvedimento che andava direttamente in
favore dei pescatori che hanno un contenzioso con la Regione
siciliana.
L'emendamento è talmente chiaro, che avrebbe dovuto avere il
consenso unanime del Parlamento perché va a sanare una situazione
che si dimostra assolutamente ingiusta, cioè considerare giorni
di malattia o infortunio i giorni che servono per raggiungere i
181 giorni. Mi dite che non c'è copertura finanziaria. Ma il
Governo ha trovato 100 mila euro l'anno per ridarlo al distretto
della pesca, all'osservatorio della pesca, e tutto ciò per
produrre che cosa?
Ancora una volta, mentre abbiamo un Governo che lotta contro gli
sprechi, che lotta contro i favoritismi, che .
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, o si attiene al richiamo al
Regolamento, o le devo togliere la parola.
SCILLA. Io mi posso attenere a tutti i regolamenti che dice lei;
da parlamentare, però, è opportuno che intervenga perché, oggi,
è stato calpestato un diritto sacrosanto di una categoria che è
fondamentale per l'economia della Regione siciliana.
E allora, se facevate bene i calcoli, l'incidenza economica era
davvero poca, perché c'era un contenzioso di alcuni marittimi che
soltanto perché più sfortunati, avendo avuto l'infortunio, o
avendo avuto la malattia, non avevano raggiunto i benedetti 181
giorni. A questi togliamo la possibilità di avere questa piccola
indennità.
Ad altri, solo perché sono amici degli amici, o perché fanno
parte, non so di che cosa, invece
E poi, lo vogliamo capire, dove sono andati a finire tutti
questi soldi, utilizzati, comunitari, a che fine, a che pro; si è
aspettato solo di fare fiere, missioni, propagande, vedere,
capire
Abbiamo un settore che piange, un settore che sta morendo e
questo non lo permetto
Oggi è stato fatto, permettetemi il termine, chiedo scusa a
questo Parlamento, una vigliaccata nei confronti di questa
categoria e della pesca e non permetterò più ad alcuno di parlare
di pesca. Vedo che qualche cliente si sta agitando perché sto
andando fuori le norme regolamentari, ma sto parlando di un
problema serio.
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, la invito a concludere,
cortesemente.
SCILLA. Sto concludendo, signor Presidente. Questa storia non
finisce oggi perché dobbiamo spiegare ai pescatori come questo
Parlamento voterà 100 mila euro l'anno per l'osservatorio della
pesca che ha soltanto utilizzato - dobbiamo vedere a che fine -,
quando non viene data copertura finanziaria .
Allora, che sia, quanto meno, una condotta coerente; non si è
data copertura finanziaria ai pescatori, che non si dia neanche
agli amici degli amici, al distretto
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, la invito a concludere, per
cortesia, non mi costringa a toglierle la parola.
SCILLA. Non aggiungo altro, signor Presidente.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare per richiamo al Regolamento perché, considerate le
affermazioni dell'onorevole Scilla, credo sia opportuno che
quest'Aula valuti eventuali Commissioni di indagine sull'uso
delle risorse pubbliche e sulle modalità di erogazione da parte
dei Governi e del Governo della Regione.
Tuttavia, vorrei far rilevare che l'argomento in questione
presenta anche un elemento singolare.
Ora, non vorrei ricordare quanto è successo l'altro ieri,
vorrei soltanto precisare - e vorrei che questo intervento fosse
considerato anche ai fini di evitare che ognuno di noi reciti a
soggetto - che l'onorevole Scilla, a differenza mia, sostiene
questo Governo; che il compito di dare copertura e di trovare le
risorse spetta, innanzitutto, al Governo ed alla maggioranza.
Ora, onorevole Scilla, si possono recitare tutte le parti in
commedia, però dobbiamo evitare che il Parlamento diventi un
teatrino sulla base di singole questioni di cui ognuno può fare,
singolarmente il rappresentante.
Il Governo aveva la possibilità di dare copertura.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, si attenga al richiamo al
Regolamento, per favore.
CRACOLICI. Infatti, le dico che, in nome del Regolamento, le
considerazioni dell'onorevole Scilla meritano, visto che sono
state gravi, la valutazione da parte del Parlamento di
individuare una Commissione prevista dall'attuale Regolamento
LENTINI. Onorevole Cracolici, cosa sta dicendo
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, non interrompa il collega. Se
vorrà intervenire per richiamo al Regolamento, le darò la parola
successivamente.
CRACOLICI. per verificare le modalità.
Quindi, in tal senso, chiedo che la Presidenza valuti se le
ragioni poste dall'onorevole Scilla meritino che, quest'Aula, si
determini a tal fine.
Infine, lo dico ai colleghi, non credo di avere insultato
qualcuno e non capisco perché l'onorevole Lentini voglia
parlare...
Se vuole che la insulti, onorevole Lentini, in modo da avere
l'autorizzazione a parlare, posso farlo
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'onorevole Scilla pone una questione che, per la verità, si
trascina da tanti anni ed è, in questo momento, sottoposta ad un
contenzioso tra diversi marittimi e l'Assessorato regionale alla
cooperazione perché la norma originaria non prevede il pagamento
dell'indennità giornaliera per coloro i quali sono stati
ammalati.
La norma, così come è proposta non è stata accettata, oggi,
dalla Commissione; per la verità nessuno ha sollevato alcun
problema per due ordini di motivi: primo, perché così come è
formulata non è una norma interpretativa; secondo perché non c'è
un impegno di spesa e perché questa mattina la Commissione
Bilancio, certamente, non era in condizioni di quantificare
perché non eravamo in grado di determinare quante fossero queste
persone.
Allora, dico all'onorevole Scilla ed al Parlamento che ci faremo
carico di determinare le unità che avevano a suo tempo contratto
la malattia ed a cui non era stata riconosciuta l'indennità e ci
faremo carico di rideterminare la somma, determinare anche un
percorso legislativo che sia adeguato anche alla fattispecie e
cioè attraverso una norma interpretativa e se è il caso
presenteremo un disegno di legge anche di un solo articolo.
ADAMO. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo anche
per rispondere all'onorevole Cracolici relativamente alla
questione maggioranza ed opposizione, in quanto ritengo sia
troppo serio quanto facciamo qua per giocare in questo modo.
Allora, abbiamo lavorato a questa legge con grandissima passione
- colgo l'occasione per ringraziare il Presidente e tutti i
commissari - e con grande unità di intenti.
Ogni articolo della legge è stato approfondito, discusso ed è
passato all'unanimità. Abbiamo avuto il conforto dell'Assessore e
del Governo, quindi è una legge di cui tutti noi siamo
orgogliosi.
Non è possibile arrivare poi al Parlamento e scoprire che c'è
maggioranza ed opposizione su una questione
CRACOLICI. C'è sempre
ADAMO. Onorevole Cracolici mi lasci finire
Oggi in un passaggio in Commissione bilancio abbiamo affidato
gli emendamenti all'onorevole Marinello che per noi, signor
Presidente, non è né di destra, né di sinistra, rappresentava la
Commissione.
A nostro avviso non è possibile oggi - non è un'accusa
all'onorevole Marinello, così come non accettiamo accuse
all'onorevole Scilla - farne una questione di maggioranza e di
opposizione; oggi la Commissione Bilancio tutta, ha deciso di non
finanziare questa voce e di finanziarne altre e non è colpa né
della maggioranza né dell'opposizione, ma della commissione
Bilancio, questa è la realtà.
PRESIDENTE. Mi sembra che il Governo sulla discussione che è
stata fatta - e vi prego di non abusare del richiamo al
Regolamento, lo dico a tutti i colleghi -, abbia preso, comunque,
un impegno per quanto concerne la questione sollevata
dall'onorevole Scilla, dall'onorevole Cracolici e dall'onorevole
Adamo.
L'onorevole Cracolici ha sollevato altre questioni importanti
che la Presidenza valuterà attentamente.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende la discussione del disegno di legge numero 194/A
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8.
Copertura finanziaria
1. Agli oneri di cui all'articolo 2, pari a 13.600 migliaia di
euro, si provvede, per l'esercizio finanziario 2008, quanto a
7.864 migliaia di euro con parte delle disponibilità dell'U.P.B.
8.3.2.1.6, capitolo 746811, quanto a 3.000 migliaia di euro con
parte delle economie discendenti dalla legge 17 febbraio 1982, n.
41 e successive modifiche ed integrazioni e dal decreto
legislativo 4 giugno 1997, n. 143 e quanto a 2.736 migliaia di
euro con parte delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2.,
capitolo 215704, accantonamento codice 1002, del bilancio della
Regione, per l'esercizio finanziario medesimo.
2. Agli oneri di cui all'articolo 4, pari a 500 migliaia di
euro, si provvede, per l'esercizio finanziario 2008, con parte
delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.2.8.2, capitolo 613901,
accantonamento 2001, del bilancio della Regione, per l'esercizio
finanziario medesimo».
Comunico che non sono stati presentati emendamenti. Poiché
nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi:.
- dal Governo: A 4
- dagli onorevoli Beninati e Torregrossa: A1, A2;
- dagli onorevoli Maira ed altri: A 3
- dagli onorevoli De Benedictis ed altri: A 1.1
- dagli onorevoli Marrocco ed altri: A 3.1
Gli emendamenti A4, A1, A2 non hanno la copertura finanziaria,
quindi sono inammissibili.
Onorevoli colleghi gli emendamenti A1.1 e A1.2, sono
dichiarati inammissibili.
CRACOLICI. Signor Presidente, il Capogruppo può presentarli in
Aula?
PRESIDENTE. Trattandosi di articoli aggiuntivi, il Capogruppo
non può presentarli in Aula. Pertanto, sono dichiarati
inammissibili.
Si passa, quindi, all'emendamento A3.1.
MARINELLO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
intervenire sul punto precedente, proprio per attenermi
all'illustrazione dell'emendamento in esame, ma una battuta
voglio farla: noi avevamo presentato un emendamento, ed io ero
uno dei primi firmatari, che andava in quella direzione, di
risolvere il problema con l'interpretazione autentica. Ma,
ahimè, se i soldi non ci sono, la Commissione Bilancio non ha
trovato la copertura finanziaria, non possiamo fare nulla.
Quindi, nessuna responsabilità può essere addossata.
Andiamo nel merito dell'emendamento A3.1. è un emendamento
importante, anzitutto, perché dota la Regione siciliana, per la
prima volta, di un osservatorio permanente per quanto riguarda
il settore della pesca nel Mediterraneo. Tra l'altro, si tratta
di dotare questa Regione di quello che serve per il supporto
delle politiche comunitarie, perché ormai tutti sappiamo che
bisogna attingere non solo dal bilancio della Regione, visto che
le risorse sono pochissime, ma ai cosiddetti Fondi comunitari, e
sappiamo pure che per ottenere i tali Fondi occorrono studi nel
settore, in particolare occorre che la Regione si doti di
appositi studi e monitorizzi in maniera costante l'attività
della pesca nella nostra Regione.
E'un emendamento firmato, sostanzialmente, da diversi colleghi,
dall'onorevole Maira, dall'onorevole Marrocco, dall'onorevole
Adamo, dall'onorevole Gucciardi ed altri, ed è un emendamento che
va proprio nella direzione giusta, dato che consente alla nostra
Regione di potersi dotare di un istituto che possa effettuare
gli studi necessari per potere consentire la consegna di un
rapporto quotidiano e costante agli organismi comunitari e,
quindi, di ottenere risorse finanziarie.
Quindi, è estremamente importante, alla luce del fatto che i
fondi comunitari ormai vanno verso l'innovazione, verso
l'internazionalizzazione e, quindi, è importante che
l'Amministrazione regionale, che non ha al proprio interno quelle
competenze professionali necessarie, si avvalga di un istituto
qual è l'Osservatorio della pesca.
Per questa ragione, tra l'altro con una esigua somma di circa
100 mila euro, che decorrerà a partire dal 2009. E' una esigua
somma per il settore, fermo restando che c'è un impegno da parte
del Governo, e noi come forza politica, stiamo predisponendo un
ordine del giorno, in coda a questo disegno di legge, che penso
verrà firmata da tutti i parlamentari affinché il Governo, in
una prossima iniziativa, possa, lì, recuperare queste risorse
finanziarie.
Lo do per scritto per economia dei tempi.
SCILLA, relatore. Chiedo di parlare.
PRESISIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'intervento fatto poc'anzi dal collega Cracolici dimostra che,
comunque, non si è compreso nulla e qualcuno, che è convinto,
magari, di essere il detentore della politica, come lo stesso
collega, ha fatto delle affermazioni che non trovano riscontro,
perché l'emendamento oggi era in Commissione Bilancio
l'onorevole Cracolici faceva parte della Commissione bilancio,
quindi poteva lavorare per fare in modo che quell'emendamento
avesse la copertura
PRESIDENTE. Onorevole Scilla può parlare sull'emendamento A3.1,
non può parlare su un argomento chiuso.
SCILLA, relatore. Quindi, evitiamo di fare questa demagogia,
questa speculazione, questa strumentalizzazione stupida, sull'
A3.1, guarda caso, cento mila euro l'anno spuntano e spuntano per
il triennio, senza nessun problema; è stata fatta una scelta
che io non ho difficoltà a non volere accettare vedendo che,
comunque, sia in questo emendamento, che non è stato firmato
soltanto da autorevoli soggetti della maggioranza, perché mi pare
che l'onorevole Marinello, che appartiene al Partito
Democratico e, quindi, a difesa dei pescatori, ha firmato
questo provvedimento, mi pare che l'onorevole Gucciardi abbia
firmato questo emendamento.
Bisogna sapere che c'è una situazione completamente trasversale
e che, evidentemente, ci sono alcuni soggetti, elementi ed
interessi che vanno tutelati, quelli dei pescatori, ma
evidentemente no, perché non siamo stati in grado di trovare
quella disponibilità finanziaria e, invece, in questo caso si
trovano centomila euro. Io ne prendo atto.
C'è qualcuno che si vorrebbe agitare, ma si interroghi nella
propria coscienza se è corretto quello che sto dicendo o quello
che sta facendo questa sera il Parlamento; bisogna comprendere
che quando si amministra la cosa pubblica, quando si è
parlamentari della Regione siciliana bisogna dare ascolto alle
categorie che producono reddito e che danno lavoro.
Dico, oggi, che state votando centomila euro l'anno per
l'Osservatorio della pesca, poi vedremo, comunque, le finalità di
ciò che è stato fatto, poi vedremo l'utilità che avranno per il
settore, per le imprese e per i marittimi .
Questa mattina l'onorevole Cracolici, il PD, che dovrebbe
rappresentare il popolo, i marittimi, in questo caso, ecco perché
perdete le elezioni perché siete i primi che scendete sempre a
compromesso, voi dovevate fare il calcolo, bloccavate la
Commissione Bilancio
PRESIDENTE. Onorevole Scilla per cortesia, si attenga alla
discussione sull'emendamento, eviti di fare riferimento ai
colleghi.
SCILLA, relatore. Mi faccia ultimare, signor Presidente.
Facevamo il calcolo, vedevamo quale era l'impegno finanziario,
perché vorrei capire dal Governo: qui non c'era il calcolo fatto
della reale copertura finanziaria per quanto riguarda il 2008 e
il 2010 del deminimis per il rimborso del gasolio, abbiamo fatto
il calcolo, anche lì, no Allora è una scelta politica,
l'onorevole Cracolici e tutto il PD. L'onorevole Scilla fa parte
di questo Governo
(Proteste dai banchi di sinistra)
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, per favore, non provochi i
colleghi.
SCILLA. in Commissione bilancio per fare in modo che oggi il
Parlamento votasse, allora io mi appello al Parlamento che,
comunque, è sovrano, anche per una ottica di giustizia, direi,
morale, sociale, affinché bocci questo emendamento.
Quando esamineremo quel disegno di legge che l'assessore Di
Mauro ha proposto questa sera anziché di un articolo lo faremo di
due articoli: uno, per dare soldi al pescatore e l'altro per
dare agli amici, degli amici .
PRESIDENTE. Onorevole Scilla concluda, altrimenti sono
costretto a toglierle la parola.
SCILLA, relatore. Concludo in maniera serena, chiedo scusa se
qualcuno si è un po' alterato e dico: prendo per buono l'impegno
del Governo, dell'assessore Di Mauro, che è quello di fare un
nuovo disegno di legge, però, anziché di un articolo, facciamolo
di due articoli con il primo, diamo i soldi ai pescatori ..
PRESIDENTE. Onorevole Scilla concluda, o le tolgo la parola
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Per un richiamo al Regolamento
LENTINI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi vengo da
un'esperienza di consigliere del Comune di Palermo. Il collega ha
parlato per ben sei minuti, ne erano trascorsi sei.
Quindi, è sacrosanto diritto che poteva parlare per altri
quattro minuti e nessuno può interromperlo ma deve soltanto
ascoltare.
Il collega ha esposto le sue considerazioni. Solo sue. Ha un
popolo che l'ha votato e va rispettato.
Possiamo votare pure contro, ad iniziare da me. Nessuno si deve
permettere di non fare parlare l'onorevole Scilla.
Questo è il mio primo intervento anche se ne ho fatti tanti,
per dieci anni sono stato al Comune di Palermo e penso che questo
non sia un problema.
Parlo per un richiamo al Regolamento perché poco fa ho visto il
Capogruppo del PD intervenire per quanto riguarda l'ordine del
giorno n. 45, che è stato approvato, ma nello stesso tempo ha
parlato dell'altro ordine del giorno, da me presentato, il n.
28. Ha parlato, esclusivamente, del primo e del secondo ordine
del giorno, senza che il secondo fosse stato messo in
discussione.
Signor Presidente, il richiamo al Regolamento, significa
rispettare il Regolamento. Significa che, ad iniziare da me,
dobbiamo avere l'accortezza che, se dobbiamo intervenire,
dobbiamo farlo per l'argomento in trattazione
E non parlare delle cose degli altri per farci vedere in
televisione.
CAMPAGNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPAGNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio la mia
dichiarazione di voto perché voterò contro questo emendamento e
voglio spiegare perché.
L'onorevole Marinello ha illustrato l'emendamento molto bene e
mi convince a tal punto che sarei tentato di votare sì, di essere
favorevole all'emendamento, ma per le motivazioni espresse
dall'onorevole Scilla non posso essere favorevole a questo
emendamento, perché è stato fatto un errore, ma l'emendamento
A3.1, dell'Osservatorio lo condivido, ma condivido altresì il
ragionamento dell'onorevole Scilla, perché in Commissione
Bilancio si doveva fare un lavoro più attento e trovare la
copertura finanziaria per quello che dice l'onorevole Scilla.
Io, siccome non sono componente della Commissione Bilancio,
quindi, non so come siano andate le cose, signor Presidente,
però, proprio per questa ragione, voterò contro e non perché
sono contrario all'emendamento A3.1. Voterò contro perché si
doveva fare un ragionamento complessivo, rispetto al ragionamento
espresso dall'onorevole Scilla. Quindi, io mio voto è contrario.
Presidenza del Presidente Cascio
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
entrare nel merito di questo emendamento che, al di là delle
questioni se avesse trovato copertura finanziaria il precedente
emendamento, ritenuto inammissibile, o questo emendamento, ha
trovato la necessaria copertura finanziaria.
Personalmente, ritengo che questo emendamento non sia opportuno
votarlo stasera, in quest'Aula, se non altro perché nulla farebbe
se non aggiungere altra burocrazia alla burocrazia.
Stiamo istituendo un osservatorio che dovrebbe controllare,
verificare o accertare un segmento importante della nostra
economia, quale quello della pesca, dimenticando che comunque ci
sono dipartimenti, servizi all'interno dell'Assessorato della
cooperazione, l'artigianato e la pesca che già, di fatto e di
diritto istituzionalmente svolgono questo ruolo.
Non entrerò nel merito, ma condivido che questo emendamento non
era opportuno presentarlo stasera.
Allora, il mio invito al primo firmatario, che è l'onorevole
Marinello, è di ritirarlo; diversamente rischieremo un voto
contrario, una spaccatura, forse, trasversale - ha detto bene
l'onorevole Lentini - forse trasversale in quest'Aula, ma che
chiaramente và verso una politica di rigore che, giustamente, il
Governo vuole attuare e che è giusto fare in questi momenti in
cui, domani, se venisse approvato questo emendamento, ci
sarebbero tutte le testate locali, e non, che direbbero: altro
Consiglio di amministrazione Centomila euro per pagare 3, 4, 5
consiglieri di amministrazione, 1 direttore generale e chissà
quanta altra burocrazia che nulla farebbe se non creare una
sovrapposizione di ruoli per non raggiungere le finalità che ci
siamo proposti.
Per cui, l'invito che rivolgo all'onorevole Marinello è di
ritirare l'emendamento, diversamente io e penso anche larga parte
di questo Parlamento dichiara già, anticipatamente, il voto
contrario.
MARROCCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, entro nel
merito dell'emendamento per il quale sono stato chiamato, in
qualche modo, a partecipare con la mia firma, perché è chiaro che
siamo chiamati ad analizzare, quando si vota un disegno di legge,
articolo per articolo e, così com'è naturale che sia, un
emendamento viene presentato ad un articolo, spesso non avendo
contezza del lavoro che è stato fatto dalla Commissione. Non
vorrei che, attraverso la discussione di oggi, passasse il
principio pericoloso che, se non viene appoggiato o votato un
emendamento, allora, alla stessa stregua non deve passare altro
emendamento su altro articolo.
Detto questo che, attenzione, è un principio importante perché
appartiene a discorsi diversi, trattati in articoli diversi dello
stesso disegno di legge. Questo, per completezza dei lavori
d'Aula, Signor Presidente.
Il discorso fatto dall'onorevole Scilla mi convince pienamente,
ma quando si ha una visione globale dell'articolato; chiaramente
è stato un errore non dare, in Commissione Bilancio la giusta
attenzione all'articolo che poi è stato in qualche modo cassato,
ma ciò non significa che gli altri articoli debbano subire
un'onda d'urto in termini anche verbali sul nesso dell'articolato
stesso.
In questo senso la mia firma era apposta per una istituzione
che già esiste, perchè l'Osservatorio della pesca è
un'istituzione già esistente ai sensi del decreto dell'Assessore
regionale n. 182/125 S, del 6 febbraio 2008, si voleva
esclusivamente dare seguito - per questo chiederò il parere del
Governo - ad una istituzione, onorevole Falcone, che già esiste,
ma se questo dovesse incrinare l'idea che si ha dell'articolato
della legge, il sottoscritto è disponibile anche a ritirare la
firma all'emendamento.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
ADAMO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, molto semplicemente, per le
motivazioni che sono state abbondantemente espresse anch'io avevo
firmato l'emendamento dell'onorevole Marinello, in perfetta
serenità, per portare risorse al territorio in un'ottica di
studio e di ricerca. Ma è chiaro che nel momento in cui non ci
sono soldi - per noi era chiaro che la legge era stata tutta
finanziata - ma, nel momento in cui mancano le risorse per i
lavoratori e non è possibile pagare i pescatori, è chiaro che
ritiro la mia firma e invito a votare contro.
MARINELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome sto
intervenendo non solo perché sono firmatario di questo
emendamento, ma sto intervenendo anche per tutte le dichiarazioni
che sono state rese.
Voglio chiarire a quest'Aula, lo voglio chiarire all'intero
Parlamento che ero d'accordo, e sono d'accordo, affinché si dia
una interpretazione autentica dell'articolo 114, in particolare
relativamente al compenso sociale per l'interruzione temporanea,
tant'è che avendo visto che non era formulato sotto forma di
interpretazione autentica, quindi il legislatore chiarisce
quella che è una norma esistente, in questo caso, l'articolo
114. Ed io avevo presentato, assieme agli onorevoli Oddo,
Cracolici, Apprendi e Donegani, un emendamento che correggeva il
testo originario presente nel disegno di legge sulla pesca.
Tant'è che abbiamo fatto una interpretazione autentica.
Nel momento in cui occorre una copertura finanziaria io oggi
ero in Commissione Bilancio su delega del mio partito e del mio
Capogruppo. Orbene, la copertura finanziaria non la dà il
singolo deputato ma bensì l'intera Commissione Bilancio ed è
chiaro che, all'interno di una Commissione parlamentare c'è una
maggioranza ed una minoranza ed è presente anche il Governo. Il
Governo, in quella sede, era rappresentato, in quel preciso
momento, dall'onorevole Bufardeci, assessore per il Turismo,
che ha detto che il parere del Governo era contrario.
L'assessore Di Mauro non era, ancora, arrivato. Ed è per
questa ragione che la Commissione Bilancio non ha dato la
copertura finanziaria a questo articolo. Ma vado oltre, qui non
possono essere addebitate responsabilità al Partito Democratico,
al singolo parlamentare che era presente in Commissione. Qui ci
sono delle responsabilità, quindi, le risorse finanziarie è
tenute a darle l'intera Commissione parlamentare, in particolare,
la commissione di merito.
Noi come Partito Democratico eravamo e siamo d'accordo affinché
si dia copertura finanziaria alla norma. E' chiaro che queste
risorse finanziarie qualcuno deve indicare da dove le andiamo a
prendere, perché mentre per la questione dell'osservatorio si
tratta di una somma irrisoria, centomila euro, qui, per quanto
riguarda questa norma, certamente si tratterà di poco meno di un
milione di euro, perché è una norma corretta, giusta, condivisa
dal nostro partito ma condivisa, io sono certo, dall'intero
Parlamento.
Voglio leggere il contenuto dell'articolo 114 della legge n.
6/2001: il compenso annuale forfetario di una misura sociale di
cui all'articolo 171 della legge 23 dicembre 2000, n. 32, è
corrisposto ai componenti degli equipaggi che anche nel caso di
interruzione temporanea dell'attività di pesca dovuto
all'attuazione dei piani di conservazione delle risorse
acquatiche previste dall'articolo 170, comma 2, ovvero le misure
di cui all'articolo 175 della medesima legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32. Il compenso è corrisposto nella misura di
106 mila lire per ciascuna giornata di interruzione tecnica
dell'attività di pesca ai componenti dell'equipaggio che abbiano
effettuato almeno 181 giorni di navigazione su natanti iscritti
nei compartimenti marittimi siciliani per gli interventi di cui
agli articoli 170 comma 2, e 171 e 175 della legge regionale n.
32 che, in ogni caso, non possono superare l'importo annuale di 4
milioni e 800 mila .
Quindi, la norma, così come era stata predisposta nel disegno
di legge, era sbagliata, perché sembrava una norma di carattere
innovativo, invece noi andiamo ad interpretare autenticamente - e
noi come Gruppo parlamentare, io assieme agli onorevoli Oddo e
Cracolici avevamo redatto una norma di interpretazione autentica.
E' chiaro che è una norma che non va a disciplinare l'indennità
dei pescatori per quanto riguarda questo disegno di legge, bensì
va a disciplinare, ad interpretare ex tunc, sin dal 2001, da
quando è stata approvata, l'articolo 114.
Le risorse finanziarie le deve dare la Commissione e la
maggioranza all'interno della Commissione, perché all'interno di
una Commissione c'è una maggioranza. L'Assessore Bufardeci ha
detto che non ci poteva essere copertura finanziaria, neanche con
l'utilizzo dei cosiddetti fondi globali.
Bisogna dirlo. Io non voglio qui discolpare l'Assessore Di
Mauro, ma quando lui è giunto era già passata questa norma.
Allora, siccome l'Assessore ha dichiarato, a nome del Governo
che è disponibile, noi ci apprestiamo, al termine dell'esame di
questo disegno di legge, a presentare un ordine del giorno, come
Parlamento, dove lo stesso si impegna unanimemente a trovare le
risorse finanziarie dopo che gli uffici dell'assessorato avranno
accertato, esattamente, quanti soldi occorrono.
Ma nulla quaestio rispetto alla questione dell'Osservatorio,
sono due cose distinte e separate.
Io ho illustrato l'emendamento relativo all'Osservatorio, ma è
una norma che si illustra da sé.
La Regione Sicilia ha la necessità - e mi appresto a
concludere - di dotarsi di studi, altrimenti non ci può essere
accesso alle risorse comunitarie ed è per questa ragione che
alcuni parlamentari, anche del Partito Democratico, hanno sposato
questa iniziativa.
Se è volontà unanime del Parlamento è, dato che i firmatari
sono diversi, tra cui l'onorevole Maira, ritirare la norma,
allora io, se tutti l'abbiamo firmato e la decisione del
Parlamento è unanime, dico che se la vogliamo ritirare possiamo
anche farlo, ma nulla ha a che vedere con la norma che riguardava
l'interpretazione autentica dell'articolo 114. Se poi dobbiamo
fare di tutta l'erba un fascio è sbagliato, perché l'esercizio
del parlamentare è un esercizio che deve guardare gli interessi
generali, ma anche la crescita di questa nostra Regione, non il
mero interesse, perché l'interesse sull'articolo 114 è un
interesse del settore della pesca, di noi parlamentari e di
tutti, ma ci vogliono le risorse finanziarie.
Il Governo può trasferire la norma ad un apposito disegno di
legge per far sì che ci sia un'interpretazione autentica.
Se poi si decide - il Parlamento è libero di farlo - di
rinviare tutto, compreso questo emendamento, ad un unico disegno
di legge lo si faccia pure.
Mi rimetto, quindi, all'Aula e a coloro i quali hanno firmato,
assieme a me, questo emendamento.
CAPUTO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, comprendo benissimo le motivazioni
dell'intervento dell'onorevole Scilla perché era intendimento di
tutta la Commissione sostenere quella previsione normativa.
Mi rendo conto che il clima d'Aula si è notevolmente infuocato.
Per riportare serenità su un disegno di legge che è di enorme
importanza - e su questo condividiamo l'impegno del Governo -
invito, onorevole Marinello, la invito formalmente, da Presidente
della Commissione, a ritirare l'emendamento e gli altri colleghi
a ritirarne la firma.
DI MAURO , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
vorrei che l'Aula mi ascoltasse per un momento. Ho assunto la
delega della pesca da quando si è insediato questo Governo.
Questa sera, si pone l'attenzione su un articolo di un disegno di
legge che non è redatto come avrebbe dovuto essere redatto e, mi
permetto di dire, che chi scrive un emendamento deve organizzarlo
in maniera tale che ci sia una copertura adeguata affinché non
vengano creati problemi agli Uffici nella liquidazione.
Il Governo poc'anzi si è impegnato. Ferma restando la
consapevolezza che se si tratta di unità che nel numero sono
accettabili, il Governo avrà certamente l'interesse a presentare
l'emendamento con la relativa copertura di spesa. Vorrei pregare
coloro che devono presentare l'ordine del giorno di avere cura di
indicare il numero dei lavoratori che sono stati ammalati, perché
altrimenti ci troveremmo dinanzi a cifre straordinarie che
verrebbero concesse e, se da un lato forse per una ragione anche
giusta, ma certamente un sussidio metterebbe differenza tra i
lavoratori forestali, tra i lavoratori precari di altri settori
come quello della marineria, dall'altro lato si fa un
ragionamento per una struttura che è privata, che ha posto in
essere un'attività molto seria, di cui sono testimone e che in
questo momento è l'unico interlocutore per la pesca - e mi auguro
anche in futuro, per altro - che dialoga nel Mediterraneo con i
Paesi dell'Egitto, con i Paesi della Libia, con i Paesi della
Tunisia e con i Paesi del Marocco.
Siamo stati in Egitto e abbiamo concluso un contratto
importante, saremo il 29 e il 30 in Tunisia e saremo anche a
breve nuovamente in Libia.
Io credo che l'Aula debba avere la responsabilità di sapere
distinguere quando si danno sussidi a contributo e quando si
danno soldi per iniziative che, invece, hanno già sortito effetti
e che comunque sono nel territorio funzionali ad un progetto di
una terra come la Sicilia che guarda certamente al Mediterraneo e
ai Paesi del Nord Africa.
Posto questo, io credo che l'Aula nella responsabilità debba
affrontare l'argomento scindendo l'articolo 7 dall'emendamento
3.1.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che sullo stesso
argomento si può intervenire una sola volta.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento che
sto per esplicitare riguarda i lavori, così come riguarda la
dichiarazione di voto che anticipo, così come riguarda anche
l'invito a ritirare la firma su questo emendamento che, invece,
intendo confermare.
Vorrei sdrammatizzare l'atmosfera, se mi è consentito, perché
ogni volta che si parla di pesca gli animi si accendono in
maniera inversamente proporzionale all'acqua che dobbiamo
trattare. E meno male che non c'è l'onorevole Cristaldi, perché
se stasera ci fosse stato il collega Cristaldi l'atmosfera
sarebbe arrivata a 100 gradi fahrenheit
Assisto più che ad uno scontro o ad una discussione tra gruppi
politici, ad uno scontro tra marinerie: c'è la marineria di
Sciacca che dissente dalla marineria di Trapani, e così via. Io
non ho marinerie a Caltanissetta e, quindi, ritengo di essere
estremamente sereno.
Vorrei puntualizzare un aspetto importante di questo
emendamento che è la riscrittura di altro emendamento che era
stato sottoscritto da tutti i deputati dell'UDC; quindi, è un
emendamento a cui il partito che presiedo crede fermamente.
La finalità di questo osservatorio è quella, principalmente,
di avere un occhio e delle orecchie sul Mediterraneo, cercando di
essere punto di riferimento di quella che è la politica della
pesca del Mediterraneo. E non mi venite a dire che non abbiamo
problemi di pesca, perchè al prossimo peschereccio che la Tunisia
ci bloccherà vorrei sapere cosa vorrà rispondere questo
Parlamento con le sue diatribe per centomila euro
Vorrei ricordare che, mentre questo Parlamento discute se dare
conferma a questo emendamento riguardante un impegno di spesa di
appena centomila euro, noi abbiamo perso il politecnico del
Mediterraneo che, anziché venire in Sicilia, se n'è andato in
Slovenia; abbiamo perso due giorni fa la possibilità di essere
capoluogo della Regione mediterranea, secondo accordi
internazionali presi e hanno nominato Barcellona.
Vorrei sottolineare ai colleghi che se noi continuiamo a
perdere del tempo, secondo me inutile, per un impegno di spesa di
almeno centomila euro, nel frattempo la storia corre e la
Sicilia, che è l'unico vero baluardo economico e politico del
Mediterraneo, perde terreno.
Raffrontare questo emendamento con la mancata copertura di un
altro emendamento di centomila euro è improprio. Se ha sbagliato
la Commissione, o se ha sbagliato il Governo a non dare copertura
a quell'altro emendamento, che faccia un emendamento la
Commissione, che faccia un emendamento il Governo e si trovi il
sistema per dare copertura a quell'altro emendamento e alla norma
di legge.
Questo emendamento - e pregherei il collega Scilla che vedo
particolarmente passionario sui problemi della pesca - di
controllare tale sua passione negativa e di trasformarla in
energia positiva. E' importante per la politica della pesca
della Regione siciliana nel Mediterraneo. Ecco perché, non
soltanto non ritiro la firma, ma invito altri colleghi a
sottoscrivere l'emendamento.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio
contestualmente la dichiarazione di voto favorevole
sull'emendamento e la dichiarazione di voto rispetto al disegno
di legge.
Il Parlamento fino a stasera, così come in questo ultimo
periodo, ha lavorato molto seriamente. Molto spesso non ci siamo
ritrovati su tante cose, ma ci siamo confrontati. Stasera, però,
l'onorevole Scilla, in qualche modo, ha rotto questo meccanismo
di confronto e di dibattito: è diventato l'unico sostenitore del
mondo della pesca. Il suo voto è uno solo, caro onorevole Scilla,
uno rispetto a novanta
SCILLA. Come il suo
LEANZA NICOLA. Uno come il suo, identico e perfetto. Però,
siamo su posizioni, almeno per quanto riguarda l'approccio,
leggermente diverse.
In quest'Aula in questo periodo non c'è stata demagogia. Non
c'è stato posto neanche per sollecitazioni particolari. Non c'è
stata la conditio sine qua non, ti voto questo emendamento
rispetto all'altro , né c'è stata quella sorta di sudditanza
psicologica che dobbiamo avere, la paura cioè di approvare
eventualmente questo emendamento perché chissà chi stiamo
favorendo.
Se l'onorevole Scilla ha da dire qualche cosa la dica, ma
rispetto a questo Parlamento e a quella Commissione Bilancio
che non ha dato la copertura a quella norma semplicemente perchè
non era scritta bene; non sappiamo neanche come identificarla. E
poi non ci sono figli di un dio minore e figli di un dio
maggiore, voglio ricordare che ci sono i forestali, ci sono i
lavoratori agricoli che si trovano nelle stesse condizioni;
quindi, siccome siamo su questo piano: demagogia no Se lei va a
sinistra, noi andremo a destra, al centro o altrove
Se lei vuole portare a casa la legge, se le fa piacere la
legge, cerchi di tenere un atteggiamento corretto anche nei
confronti dei colleghi che l'abbiamo sostenuta e abbiamo
sostenuto il Governo in questo momento. Questa non è la sua
legge: è la legge del Governo dal momento che è stata proposta
dall'assessore Di Mauro, ed è la legge di tanti altri signori
che in Aula, in commissione Bilancio e nella commissione di
merito che hanno dato un grosso contributo.
E allora noi andiamo avanti su questa strada; se lei vuole
votare contro vada contro, se lei vuole fare una battaglia, li
denunci con nomi e cognomi; una volta tanto lo faccia con
coerenza Qui dentro non ci sono amici degli amici; gli amici
degli amici hanno altre facce, stiamo parlando di altri
aspetti. E mi auguro che nel disegno di legge che
successivamente prenderemo in esame, quello sulle misure per
contrastare la mafia, finalmente potremo dimostrare che questo
Parlamento, unitariamente, vuole combattere alcune prassi
vergognose del passato.
Vorrei sottolineare che molti di noi, all'inizio, ci siamo
assolutamente appassionati al suo intervento, dopodichè
realmente mi sono reso conto, assieme a tantissimi altri
colleghi, che stavamo cadendo in una trappola mortale.
Assessore Di Mauro, andiamo avanti con questa norma; faccia
con coraggio, dia parere favorevole a questo emendamento che
io non conoscevo perché non conoscevo chi sono gli amici dei
nemici, però condivido, perché quanto può essere utile un
Osservatorio in cui si spendono centomila euro e ci fanno fare
2, 3, 4 contratti importanti, non può essere utile tutta la
demagogia di cui abbiamo sentito in questi giorni.
E, allora, andiamo avanti con coraggio. Chi vuole votare
contro voti contro; chi vuole continuare, ancora, a mantenersi
in una via di mezzo, lo faccia.
Noi appoggiamo questo Governo con lealtà e con correttezza e
questo Governo, onorevole Scilla, lezioni di moralità, lezioni
di austerità, lezioni di competenza e di correttezza non ne
prende da nessuno, tanto meno da lei Questo glielo dico con
certezza. Quando lei ha qualcosa da dire, la dica con nomi e
cognomi, perché noi ci siamo stancati dei messaggi e ci siamo
stancati di tutti questi tipi di atteggiamento
Allora, poiché si è lavorato seriamente, signor Presidente,
si è lavorato con coerenza e con correttezza, si sta facendo
una legge seria che il mondo della marinerie, il mondo della
pesca aspettavano da tanto tempo. Andiamo avanti.
Se veramente vogliamo aiutare questo mondo, ritorniamo ai
temi veri, confrontiamoci su cose concrete, cerchiamo di
capire che molto spesso è meglio fare un piccolo passo
indietro e portare a casa un risultato. Ciò è certamente
nell'interesse di tante famiglie, di tanti siciliani e dello
sviluppo di questa terra.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, hanno chiesto di parlare
decine di deputati; abbiamo l'ultimo emendamento da votare,
dopodichè avremo completato con l'articolo 9 questo disegno di
legge. Vi sono poi altri due disegni di leggi all'ordine del
giorno che dovremmo fare stasera. Ricordo, inoltre, che
stasera dobbiamo votare tutti e quattro i disegni di legge.
E' prevista anche una riunione della Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari prima della chiusura della seduta
perché dobbiamo stabilire il calendario dei lavori per il
prossimo mese e mezzo, cioè sessione di bilancio e finestra
legislativa. In ultimo, dovremo commemorare il professore La
Duca.
Pertanto, chiedo ai deputati che hanno chiesto di parlare
per dichiarazione di voto, se non possono rinunciare
all'intervento, di essere brevissimi. Dopodichè, per favore,
continuiamo i lavori con la calma e con l'attenzione che
abbiamo messo in questo scorcio di legislatura che ci ha
portato a votare, già ad oggi, quattordici leggi.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto un minuto
per dire che, forse, si è un po' esagerato da parte di qualche
collega; però, dobbiamo anche dire che, se dal punto di vista
anche dell'approfondimento il Governo ha assunto un atteggiamento
volto a vedere qual è la portata della spesa, a vedere di
affrontare la questione dell'interpretazione autentica e la
questione che riguarda il compenso sociale - l'ha detto bene
l'onorevole Marinello e lo ha spiegato anche richiamando quello
che è il contenuto della norma - io credo che sia inopportuno
scaricare poi tensioni o forme di ripicca, fra virgolette, su
quest'emendamento.
Io non sono fra i firmatari, ma chiedo di apporre la firma
perché penso che questo, comunque, sia uno strumento utile nel
quadro complessivo anche del ragionamento che fanno i colleghi
che, credo, condividano assolutamente con noi quello che è lo
spirito e l'intervento di questa sera dal punto di vista
legislativo. Non mi pare che si stia facendo chissà che cosa.
In Commissione si è lavorato con estrema serietà e serenità,
si è dato corpo alla norma, si è ottimizzata, si è data la
possibilità di spendere quello che è possibile spendere rispetto
anche all'intervento di un settore in crisi. Io non apprezzerei
ripicche ed, anzi, chiedo al Governo che sulla questione che
riguarda il compenso sociale e, quindi, la discussione che si è
creata su un articolo a cui la Commissione Bilancio non ha dato
la copertura e quindi il Governo non ha dato copertura,
onorevole assessore Di Mauro, il Partito democratico (a parte il
fatto che respinge le cose dette questa sera con una foga che io
non comprendo veramente da cosa deriva, o comunque lo comprendo e
faccio finta di niente) le chiede sulla questione riguardante
l'interpretazione autentica, compenso sociale, di fare un
approfondimento e di fare in modo che si intervenga per mettere
fine ad una vicenda a cui sicuramente è giusto che noi diamo una
risposta.
Credo che, concludendo questo, l'opposizione questa sera possa
essere non solo soddisfatta, ma possa essere soddisfatta di avere
contribuito veramente a tirare fuori un testo che ha un senso e
che può essere pubblicata già da domani mattina ed essere
attuata; spesso facciamo norme che poi non si possono attuare.
Questa è una cosa gravissima, non richiamo alcun elemento del
passato, però dico è importante fare norme che abbiano
immediatamente riscontro, che intervengano in un settore in crisi
perché diversamente staremo solo scherzando.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiarire
all'onorevole Oddo che, comunque, questo emendamento non fa parte
dei lavori della Commissione, quindi lei ha fatto bene a
difendere i lavori della Commissione, ma questo emendamento che
io ho firmato e dal quale ho ritirato la firma non fa parte dei
lavori della Commissione. Non ci sono stati approfondimenti né
riflessioni.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per dire che mi è sembrata una tempesta in un bicchiere.
Alleanza Nazionale, il PDL è assolutamente d'accordo, anzi ha
fatto l'apprezzamento al Governo per questo disegno di legge, è
col Governo e con questa maggioranza. Ci siamo soltanto trovati,
ritengo, con poca sintonia in un emendamento che non può cambiare
e non cambierà assolutamente il percorso comune che ha questo
Governo e questa maggioranza che ha vinto le elezioni e che i
siciliani vogliono che governi con grande scrupolo, con grande
rigore questa nostra terra.
Noi condividiamo l'impegno dell'intero Governo, di questa legge
nella sua complessità, soltanto su questo articolo abbiamo
chiesto di ritirare e se magari con l'impegno del Governo, ad
esempio, di ritirare tale articolo per poi poterlo riesaminare ed
approvare in una materia molto più complessiva, che è quella
della finanziaria, noi non avremo nulla da dire.
Pur tuttavia, fermo restando, così come ha detto l'onorevole
Pogliese, che siamo favorevoli a questa legge - e ringraziamo
l'assessore Di Mauro, in prima persona, e il Governo tutto per
essersi fatti carico di questa importante normativa
nell'interesse di un segmento della nostra economia rappresentato
dai pescatori - ci dispiace dover dire che a questo emendamento
siamo contrari.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.3.1. Il parere del
Governo?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. La Commissione si rimette
all'Aula.
SCILLA.
Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini
di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A 3.1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento A 3.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 58
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 38
Contrari 19
(E' approvato)
L'emendamento A.3 è precluso dall'approvazione dell'emendamento
A.3.1.
Pongo in votazione l'articolo 8 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Comunico che all'articolo 9 è stato presentato dal Governo
l'emendamento 9.1.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 9 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Commemorazione del professore Rosario La Duca
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la recente scomparsa del
professore La Duca, emerito storico della città di Palermo, è
certamente una grave perdita per la cultura siciliana e penso che
sia doveroso ricordarlo in quest'Aula per la sua opera e la sua
figura di studioso oltre che per le sue doti umane e per la sua
professionalità.
L'ingegnere, professore Rosario La Duca, con la sua più che
trentennale presenza in questo Palazzo, prima come deputato e poi
come consulente tecnico artistico, ha, infatti, segnato
positivamente la conduzione e la responsabile gestione e
fruizione di questo immenso edificio che ci ospita.
Si tratta, come tutti sappiamo, e come egli ha più volte
sottolineato nei suoi lavori che riguardano il Palazzo Reale di
Palermo, di un bene culturale tra i più rilevanti a livello
italiano ed europeo. E per noi tanto più importante perché
testimonianza della cultura siciliana sia sul piano storico ed
artistico, sia su quello della storia civile più recente, poiché
dal 1947 con l'autonomia siciliana è diventato sede del
Parlamento della Regione.
Il Palazzo, con l'attività che si svolge nelle sue sale e in
questa Sala d'Ercole, di recente completamente restaurata, ha
contribuito con il nuovo Parlamento al rinnovamento politico e
sociale della nostra Regione.
L'impegno civile e culturale di Rosario La Duca era già
evidente negli anni dal 1958-1964, quando, insieme a molti
intellettuali, fu tra i fondatori della Sezione palermitana di
Italia nostra e poi presidente dell'ordine degli ingegneri
della Provincia di Palermo; in seguito come ispettore onorario
per la conservazione dei monumenti e degli oggetti di antichità e
d'arte della Provincia di Palermo, di membro effettivo
dell'Istituto nazionale di urbanistica, di professore
universitario e di preside negli istituti tecnici.
La sua attività si rivolse anche alla politica e, iscritto al
Gruppo del Partito comunista italiano, fu eletto deputato nella
VI legislatura per il quinquennio 1967-1971.
Da allora e fino a qualche anno fa il Palazzo Reale entrò,
dunque, nella sua vita di uomo e di studioso e divenne l'oggetto
principale delle sue ricerche e dei suoi studi.
Dal 1973 in poi dalla Presidenza dell'Assemblea regionale
siciliana gli venne, infatti, conferito e rinnovato l'incarico di
consulenza tecnico-artistica nei lavori da eseguirsi in relazione
alle necessità inerenti all'uso dei locali, al restauro e alla
conservazione dei manufatti storici artistici contenuti nel
Palazzo, attività che egli svolse con entusiasmo e nella quale
profuse tutte le sue conoscenze tecniche e scientifiche oltre che
la sua professionalità, ma anche il rinnovato interesse per la
storia e la cultura che il Palazzo rappresenta e al quale ha
dedicato uno dei suoi testi più importanti Il Palazzo dei
Normanni , appunto, insieme alla cartografia generale della città
di Palermo, ai tanti volumi divulgativi che raccolgono gli
articoli pubblicati su Il Giornale di Sicilia nelle rubriche
La città perduta e Cercare Palermo . Ricordiamo Palermo
felicissima , Il Castello a mare di Palermo , Palermo ieri ed
oggi , Il territorio e i quartieri , volumi che hanno certamente
influito sulla formazione delle giovani generazioni di
palermitani e stimolato gli studi attinenti alla storia
urbanistica della città ex capitale, che in quanto tale divenne
modello per lo sviluppo culturale delle altre città dell'Isola e
protagonista di quella singolare storia che egli, come cultore,
ha religiosamente raccolto attraverso la vastissima collezione
bibliografica divenuta fonte inesauribile per la sua infaticabile
attività di divulgatore, oltre che di studioso.
Ricordare la figura e l'opera di Rosario La Duca all'interno
di questa Assemblea non era soltanto un dovere e neppure una
formalità di rito, perché credo che tutti noi che lo abbiamo
conosciuto, coloro che lo hanno avvicinato o conosciuto soltanto
per fama o per avere letto i suoi libri abbiamo e abbiano sentito
la necessità di esprimere il proprio cordoglio per la sua
scomparsa e l'ammirazione per la coerenza di una vita dedicata
allo studio e per l'esempio di moralità e di professionalità che
egli ci ha lasciato.
Pensiamo che si dovrebbe dedicare un convegno di studi per
celebrare più degnamente Rosario La Duca, memoria storica della
città di Palermo e cittadino che ha amato la sua città spendendo
per essa tutte le sue energie e il suo impegno.
Invito, pertanto, tutti a ricordarlo dedicandogli un minuto di
silenzio.
(Tutti i deputati, in piedi, osservano un minuto di
silenzio)
(Applausi)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione del disegno di legge Misure di
contrasto alla criminalità organizzata (205/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito del disegno di legge n. 205/A
Misure di contrasto alla criminalità organizzata posto al
numero 3) del III punto dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la I Commissione, «Affari istituzionali»,
a prendere posto nel relativo banco.
Onorevoli colleghi, ricordo che la discussione generale era
stata chiusa nella seduta numero 39 del 5 novembre 2008.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura.
«Articolo 1
Laboratori della legalità
1. La Regione, al fine di contribuire alla promozione civica
degli studenti, supporta le istituzioni scolastiche primarie
(quarte e quinte classi) e secondarie di primo grado attraverso
appositi finanziamenti finalizzati all'attivazione di laboratori
di studio e approfondimento dei valori della legalità, dell'etica
pubblica e dell'educazione civica, con particolare riguardo al
rispetto del decoro urbano e alla tutela del patrimonio
architettonico, artistico e monumentale dei comuni. Tali
laboratori possono essere realizzati anche in rete con il
coinvolgimento di istituzioni pubbliche e private, associazioni,
fondazioni. Essi inoltre possono avvalersi delle testimonianze
orali e scritte di personalità che si sono distinte nella lotta
al crimine e dei documenti ufficiali che rivestano particolare
significatività nell'ambito della lotta alla mafia.
2. L'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per
la pubblica istruzione corrisponde, entro il 31 ottobre di ogni
anno, agli istituti scolastici che ne facciano richiesta, fino a
5.000 euro per l'istituzione dei laboratori di cui al comma 1.
3. Gli istituti scolastici hanno l'obbligo di rendicontare le
somme percepite entro il 31 maggio di ogni anno. In caso di
mancata o insufficiente rendicontazione l'istituto è escluso dai
finanziamenti per i tre anni successivi.
4. L'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per
la pubblica istruzione, con proprio decreto, sentito il direttore
dell'ufficio scolastico regionale, disciplina le modalità di
rendicontazione dei fondi erogati e quelle di svolgimento dei
laboratori di cui al comma 1.
5. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, a
decorrere dall'esercizio finanziario 2009, la spesa annua di
1.000 migliaia di euro.
6. Gli oneri discendenti dal comma 5, valutati in 1.000
migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2009 e
2010, trovano riscontro nel bilancio pluriennale della
Regione, UPB 4.2.1.5.2, accantonamento 1001».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dall'onorevole Faraone: 1.2, 1.3;
-dall'onorevole Apprendi: 1.1.
Gli emendamenti 1.2 e 1.3 sono irricevibili perché non
presentati in Commissione. Sull'emendamento 1.1, anch'esso non
presentato in Commissione, c'è il parere contrario della
Commissione Bilancio'.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Apprendi,
Cracolici, Lupo e Raia un subemendamento 1.1.1 all'emendamento
1.1.
L'emendamento 1.1, con il parere contrario della Commissione
Bilancio', è dichiarato inammissibile unitamente al
subemendamento 1.1.1 collegato.
Pongo in votazione l'articolo 1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura.
«Articolo 2
Conto unico per gli appalti
1. Per gli appalti di importo superiore a 100.000 euro, i bandi
di gara prevedono, pena la nullità del bando, l'obbligo per gli
aggiudicatari di aprire un numero di conto corrente unico sul
quale gli enti appaltanti fanno confluire tutte le somme relative
all'appalto. L'aggiudicatario si avvale di tale conto corrente
per tutte le operazioni relative all'appalto. Il mancato rispetto
dell'obbligo di cui al presente comma comporta la risoluzione per
inadempimento contrattuale.
2. Gli enti appaltanti verificano il rispetto dell'obbligo di
cui al comma 1».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dall'onorevole Marrocco: 2.1;
-dagli onorevoli Adamo e Lupo: 2.4;
-dagli onorevoli Cracolici e Speziale: 2.2
-dagli onorevoli Oddo, Cracolici e Speziale: 2.3.
Pongo in votazione l'emendamento 2.4 degli onorevoli Adamo e
Lupo. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.1 dell'onorevole Marrocco. Gli
uffici mi dicono che la prima parte è attinente al testo e può
essere posta in votazione mentre la seconda parte non è
attinente, quindi, è inammissibile.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.3 degli onorevoli Oddo, Cracolici e
Speziale.
ODDO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, evidentemente, per
quanto concerne la parte che riguarda la tecnica legislativa, lo
si approfondisce, perché mi sembra che i colleghi mi stanno
sottoponendo questo problema; per quanto concerne il merito,
intendo dire a che cosa mira l'emendamento.
Signor Presidente, considerata la delicatezza della materia,
preferisco attenermi ad un testo scritto che depositerò, con il
pieno rispetto agli stenografi.
Come è noto, le imprese siciliane, soprattutto quelle di
piccole e medie dimensioni soffrono, oltre che di una crisi di
capitalizzazione (da ciò la difficoltà ad espandersi), anche di
limiti seri nel mantenere un adeguato livello di liquidità
monetaria.
Peraltro, è evidente che la recente crisi finanziaria che ha
ristretto i cordoni del credito rischia di aggravare
ulteriormente la capacità delle nostre imprese di munirsi
dell'adeguata liquidità necessaria per far fronte agli impegni
commerciali già assunti.
Inoltre, è d'uopo sottolineare come nelle regioni del Sud ed in
Sicilia in particolare, a tali impedimenti, alcuni dei quali
certamente temporanei, si aggiunge la difficoltà delle nostre
imprese di accedere al credito bancario il quale ha un costo
notevolmente più alto rispetto alla media del resto del Paese. Da
ciò l'esigenza di approvare l'emendamento da noi proposto.
Infatti, se pur condividendo l'impianto generale della legge ed
in particolare l'intuizione dell'istituzione del conto unico per
gli appalti di importo superiore ai 100 mila euro, il quale
rappresenta un ulteriore tassello per garantire la trasparenza e
scalfire il fenomeno del racket e dell'usura ad opera delle
organizzazioni criminali, non può non evidenziarsi come
l'introduzione di tale soluzione normativa, se non adeguatamente
supportata da alcuni correttivi, potrebbe incidere negativamente
sulla liquidità delle imprese, soprattutto quelle di piccole e
medie dimensioni.
In particolare, signor Presidente, giova evidenziare come,
con l'introduzione del conto unico dell'appalto, l'impresa, a
fronte dell'aggiudicazione, dovrebbe aprire, pena la risoluzione
del contratto, un conto corrente per gestire tutte le operazioni
relative alla gara oggetto dell'aggiudicazione.
Ovviamente, ove un'impresa si aggiudicasse contemporaneamente
più di una gara, sarebbe costretta ad aprire un conto corrente
per ognuna di esse.
Ebbene, questo sistema potrebbe creare alle nostre imprese
alcuni problemi seri di liquidità, infatti, ad oggi, il nostro
sistema imprenditoriale, seppure a stento e con le difficoltà già
descritte, si finanzia grazie al credito bancario il quale ha un
notevole costo, come detto prima.
Tali linee di credito, stante la crisi di liquidità, dovuta
anche ai ritardati pagamenti dei clienti, molto spesso pubbliche
amministrazioni, sono utilizzate, non di rado, dalle imprese per
coprire altre aperture di credito e consentire alle stesse di far
fronte agli obblighi assunti.
Faccio un esempio: l'affidamento sul conto A viene utilizzato
per coprire la scopertura sul conto B e così via.
Ovviamente, è palese che, all'apertura di un conto corrente non
consegue automaticamente la concessione di un affidamento
bancario poiché questo, come è noto, è legato alle capacità
reddituali dell'impresa e dell'imprenditore.
Pertanto, se a seguito dell'aggiudicazione di un appalto,
l'impresa fosse costretta ad aprire il conto unico, stante
l'esistenza di altri conti affidati e vista l'impossibilità di
movimentare tale conto con versamenti esterni all'appalto, quasi
certamente il sistema bancario non gli concederebbe altre
aperture di credito con l'ovvia conseguenza di rendere difficile
l'assolvimento degli obblighi derivanti dall'aggiudicazione della
gara.
Naturalmente, le difficoltà crescerebbero nel caso in cui una
impresa, contemporaneamente, si aggiudicasse più gare di importo
superiore ai 100 mila euro. Da qui l'esigenza, per un verso, di
introdurre tempi certi entro i quali gli enti committenti devono
provvedere al pagamento delle fatture e/o degli stati di
avanzamento con ciò riducendo il più possibile lo scarto tra il
termine entro il quale le imprese devono pagare i propri
fornitori e quelli in cui disporranno materialmente del prezzo
del loro lavoro con la ovvia conseguenza di ridurre al minimo la
necessità di ricorrere all'apertura di linee di credito per
gestire l'appalto aggiudicato e, per altro verso, l'utilità di
prevedere ex legge la previsione della concessione di una
garanzia pari al 10% del valore dell'appalto e, comunque, non
superiore ai cinquecento mila euro a opera dell'ente committente
in favore, ovviamente, dell'aggiudicatario allo scopo di
facilitare la concessione di aperture di credito anche sul conto
unico dell'appalto così consentendo all'impresa, anche in caso di
ritardato pagamento, di finanziare adeguatamente la propria
attività.
Tale sistema non scalfirebbe assolutamente lo scopo della
norma, infatti, rimarrebbe fermo il divieto di utilizzare il
conto unico per operazioni non afferenti all'appalto ma, al
contempo, non si penalizzerebbero le imprese le quali non
rischierebbero di trovarsi esposte ad insolvenze dovute alla
mancata possibilità di pagare i propri fornitori a causa della
carenza di liquidità sul predetto conto unico.
Infine, nell'emendamento si propone anche di escludere dal
novero delle operazioni che devono transitare dal cosiddetto
conto unico' quelle relative al pagamento dei dipendenti con
contratto a tempo indeterminato. Infatti, essendo tale tipologia
di lavoratori in carico all'impresa già prima dell'aggiudicazione
dell'appalto e potendo essere utilizzati promiscuamente in più
attività, è evidente che l'assolvimento dell'obbligo previsto
dalla norma sarebbe assolutamente difficoltoso.
Infatti, si costringerebbe l'impresa a conteggiare, per ogni
dipendente, il lavoro svolto all'interno di un appalto allo scopo
di pagarlo pro-quota prelevando i fondi necessari dal conto
unico.
Signor Presidente, ritengo dunque il contenuto dell'emendamento
proposto assolutamente ragionevole e funzionale e non in
contrasto con le finalità della norma madre, pertanto, ne chiedo
l'approvazione.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, chiedo ai firmatari di ritirare l'emendamento 2.3,
altrimenti il parere della Commissione è contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.3 degli
onorevoli Oddo, Cracolici e Speziale. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.2 degli onorevoli Cracolici e
Speziale. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura.
«Articolo 3.
Istituzione delle zone franche per la legalità (ZFL)
1. Il Presidente della Regione, d'intesa con il Ministro
dell'Interno, istituisce per ogni provincia una o più zone
franche per la legalità (ZFL), per un territorio avente una
popolazione residente non inferiore a cinquantamila abitanti.
2. In favore degli imprenditori che denunciano richieste
estorsive o richieste provenienti dalla criminalità organizzata,
tendenti a modificare il normale svolgimento dell'attività
economica, cui sia seguita una richiesta di rinvio a giudizio, la
Regione provvede, per cinque periodi di imposta decorrenti dalla
suddetta richiesta, al rimborso dei seguenti oneri fiscali,
dovuti sulla base delle dichiarazioni presentate, e contributivi,
connessi all'attività d'impresa:
a) imposte sui redditi;
b) contributi previdenziali;
c) imposta comunale sugli immobili.
3. Per i contributi previdenziali e l'imposta comunale sugli
immobili di cui alle lettere b) e c) del comma 2 è rimborsato
quanto dovuto e versato.
4. Gli imprenditori che operano nel territorio della Regione,
anche al di fuori delle zone franche per la legalità, che
denunciano richieste estorsive o richieste provenienti dalla
criminalità organizzata, tendenti a modificare il normale
svolgimento dell'attività economica, cui sia seguita una
richiesta di rinvio a giudizio, possono usufruire dei benefici di
cui al comma 2.
5. Nelle more, ovvero in caso di definizione negativa, della
procedura di cui all'articolo 88, paragrafi 2 e 3, del Trattato
istitutivo della Comunità europea, le disposizioni di cui ai
commi 2 e 3 si applicano nei limiti stabiliti per gli aiuti de
minimis'.
6. L'elargizione di cui alla legge 23 febbraio 1999, n. 44, è
esente, secondo quanto previsto dall'articolo 9, comma 3, della
medesima legge, dal pagamento dell'imposta regionale sulle
attività produttive.
7. Al comma 4 dell'articolo 7 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, le parole tre anni sono sostituite con le parole
cinque anni .
8. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, a
decorrere dall'esercizio finanziario 2009 e per un quinquennio,
la spesa annua, a destinazione vincolata, valutata in 100
migliaia di euro.
9. Gli oneri di cui al comma 8, pari a 100 migliaia di euro per
ciascuno degli esercizi finanziari 2009 e 2010, trovano riscontro
nel bilancio pluriennale della Regione, UPB 4.2.1.5.2,
accantonamento 1001».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Cracolici e Speziale: 3.1;
-dal Governo: 3.2.
Si passa all'emendamento 3.1.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che la
questione sia in sé controversa perché mi rendo conto che si
tratta di un articolo che mette insieme una particolarità di
fattispecie e di procedure sulle quali, però, avendo avuto modo
di ascoltare i dirigenti dei presìdi giudiziari della Sicilia,
l'orientamento prevalente, che ci è stato in qualche modo
suggerito e che è stato, in parte, accolto da me che poi ho
predisposto l'emendamento, sapendo bene che questo sarebbe stato
oggetto di discussione all'interno della Commissione, era quello
di prevedere che, nel caso in cui ci sia una richiesta di rinvio
a giudizio e si attiva l'azione penale da quel momento noi
possiamo compensare con i contributi, avendo promosso l'azione da
parte di chi è sottoposto ad estorsione, è vittima di estorsione.
La questione si pone nel caso in cui qualcuno denunzia e sulla
base della denunzia si attiva immediatamente una misura
cautelare: l'arresto. C'è qui una diversa opinione anche fra
diversi colleghi della Commissione: alcuni ritengono che, nel
momento in cui avviene l'arresto questo, di per sé, non
costituisce l'inizio dell'azione penale; non costituendo l'inizio
dell'azione penale, perché, comunque, sottoposto ad una procedura
propria da parte della Magistratura, si ritiene che non debbano
scattare i benefici previsti dalla norma dal momento in cui
interviene la misura cautelare.
Per quanto mi riguarda, io difendo l'emendamento e rimango
della mia posizione, nel senso che la misura cautelare è,
comunque, fatta da un giudice terzo, cioè quando c'è un cittadino
che denunzia, sulla base delle denunzie il Pubblico ministero
emette provvedimenti cautelari che, prima di essere emessi, vanno
al Gip; è il Gip che, sulla base degli indizi comprovati, valuta
la possibilità di adottare provvedimenti e se in quel momento il
Gip, che è un giudice terzo, ritiene fondati gli indizi, va da sé
che noi dovremmo valutare la possibilità che i benefici previsti
scattino da quel momento nei confronti di chi ha denunziato, di
chi ha avuto il coraggio di denunziare.
Quindi, io mantengo la mia posizione sull'emendamento,
tuttavia, ove dovesse esserci una posizione diversa da parte dei
colleghi ovviamente, come avviene in questi casi, mi rimetto
alla votazione dell'Aula.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
sottolineare assai brevemente all'Aula qual è la ragione della
mia perplessità circa questo emendamento.
Il sistema giudiziario italiano prevede che soltanto nel
momento della richiesta di rinvio a giudizio di un soggetto
sottoposto a procedimento, nei confronti di questo soggetto si
proponga l'azione penale e soltanto da questo momento egli
diventa imputato.
L'applicazione di una misura cautelare personale che, fra
l'altro, non è neanche precisata per cui potrebbe essere dalla
misura cautelare personale massimamente afflittiva, cioè la
custodia cautelare in carcere, fino ad arrivare agli arresti
domiciliari e poi via via al divieto di espatrio, all'obbligo di
firma, eccetera, è - secondo me - assai pericolosa, perché, di
fatto, siamo in una fase assai precedente al momento di una
valutazione concreta di quelle che sono, eventualmente, le prove
a carico del cittadino, siamo cioè nella fase in cui sono
valutati da un giudice terzo indizi a carico del cittadino
medesimo.
Ora, siccome l'esperienza ci ha insegnato - non soltanto a
me che faccio l'avvocato ma anche a tutti coloro che leggono le
cronache giornaliere - che, molto spesso, ad una misura cautelare
personale, anche gravemente afflittiva è poi accaduto che sia
seguita una richiesta di archiviazione degli stessi pubblici
ministeri, io rimango del parere che la prima formulazione e cioè
le parole rinvio a giudizio' con la conseguenze promozione
dell'azione penale nei confronti del cittadino sia una
valutazione, sia una soluzione più garantista e siccome io
condivido in tutto lo spirito della norma che, insieme al
Presidente Speziale e agli altri colleghi, abbiamo scritto,
auspico che il Presidente Speziale possa fare sua questa mia
richiesta che formulo all'Aula.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'Aula potrebbe essere indotta in un equivoco che vorrei
contribuire serenamente a dipanare.
La individuazione del rinvio a giudizio quale soglia di
applicazione della norma oppure della sussistenza
dell'applicazione della misura cautelare personale non è riferita
al soggetto che patisce il restringimento o la misura ma
individua la soglia oltre la quale scatta il beneficio per il
soggetto che denuncia.
Quindi, la questione è questa: la norma stabilisce una sorta di
premio fiscale - voglio usare questa espressione approssimativa -
per chi denuncia, nel caso in cui la denuncia sia sostanziale e,
quindi, ad essa segue, nella formulazione originale, il rinvio a
giudizio.
L'emendamento tende a dire che questo avviene anche quando
scatta la misura cautelare personale. Vorrei che chi mi ha
preceduto mi ascoltasse perché altrimenti non contribuiamo al
dibattito. Semmai si può dire che la misura cautelare, comunque,
interviene in ogni caso in presenza di rinvio a giudizio, siccome
anzi interviene prima, si può dare il caso che, già in fase di
indagine e quindi di avviso di garanzia, il Tribunale della
Libertà riconosca la necessità dell'applicazione di misura
cautelare, non c'è un rinvio a giudizio e forse non ci sarà e
stiamo immaginando che questi benefici, comunque, possono
scattare in queste circostanze.
Quindi, non è una limitazione di garanzia per il soggetto
oggetto della misura ma è un ampliamento della possibilità di
beneficio per chi invece denuncia.
ARENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARENA. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli
colleghi, senza volere ripetere quanto brillantemente espresso,
in maniera più che esaustiva, dal collega Cordaro, ma per
riagganciarmi a quanto origliato fuori onda' dal Presidente
Cracolici relativamente a quelli che sarebbero poi i requisiti
che portano alla eventuale emissione di una misura cautelare che
- dice bene il collega Cordaro - ha le sue varie gradazioni,
Presidente Speziale, e in questo emendamento non sono enunciate,
la contrarietà che ritengo di interpretare di gran parte della
Commissione Affari Istituzionali', onorevoli colleghi, onorevole
De Benedictis, sta precipuamente nel fatto che, nel caso
specifico di una eventuale misura cautelare, quand'anche fosse la
più grave, cioè la custodia cautelare in carcere, ci troviamo in
una fase talmente prodromica e preliminare all'eventuale inizio -
dice bene l'onorevole Cordaro - di un'azione penale, che sarebbe,
a mio avviso, la ratio della legge che nasce per garantire
qualcuno a questo punto sarebbe eccessivamente afflittiva nei
confronti di altri. Perché? Perché ho sentito parlare l'onorevole
De Benedictis ora di avviso di garanzia, ma l'informazione di
garanzia è quella che si riceve a garanzia dell'indagato solo al
termine della lunghissima fase delle indagini preliminari quando,
ai sensi dell'articolo 415 bis del Codice di procedura penale,
l'indagato riceve l'informazione che contro di lui si sta
indagando e, quindi, a garanzia dell'indagato, ha la possibilità
di nominare un difensore e la eventuale facoltà di produrre
memorie.
Quindi, questo emendamento, Presidente Speziale, signor
Presidente dell'Assemblea e onorevoli colleghi, a mio avviso, è
un emendamento eccessivamente restrittivo che, tra l'altro, in
maniera assolutamente frettolosa, concederebbe un premio di
carattere economico, fiscale, un vantaggio a coloro i quali,
vessati da un'iniziativa di carattere criminoso o criminale,
vedrebbero l'autore della stessa essere raggiunto da una misura
che, pochi giorni dopo, potrebbe, però, essere sovvertita
dall'esito del tribunale della libertà o del tribunale del
riesame.
La Commissione Affari istituzionali' chiede, avendo tra
l'altro sposato pienamente lo spirito di questa importante norma
che renderà più forte, tra l'altro, l'azione politica del Governo
regionale, del Parlamento siciliano, di fronte a fatti di natura
criminale, chiede al Presidente Speziale il ritiro di un
emendamento che, se approvato, andrebbe ad invalidare e ad
indebolire la ratio di una legge assolutamente a garanzia di
coloro i quali sono vessati e colpiti da azioni delittuose e
criminali ma, in questo momento, riceverebbero, se passasse
l'emendamento del Presidente Speziale, un premio in una fase
assolutamente occasionale ed istantanea che non vedrebbe - ripeto
- nemmeno la pronunciazione immediata che è quella che, nel caso
dell'arresto o dell'ordinanza di custodia cautelare, vede un
tribunale del riesame.
Poc'anzi, il Presidente Speziale diceva che si può,
eventualmente, correggere il tiro e subordinare questo
emendamento alla eventuale conferma del tribunale della libertà.
Ma anche in questo caso ci troviamo in una fase assolutamente
iniziale di una eventuale azione penale che non vedrebbe l'avvio
delle indagini se non con la conferma del tribunale della libertà
e, quindi, un periodo di tempo talmente lungo che sarebbe assurdo
potere, invece, sintetizzare in dei termini brevissimi, concepiti
e pensati dal presentatore dell'emendamento.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo testo
di legge pregherei i colleghi di prestare la massima attenzione
perché anche quello che sto per dire non potrà essere oggetto di
giusta valutazione se questo Parlamento non si calerà
integralmente sulla portata di questo disegno di legge, che è un
disegno di legge che io mi permetto di evidenziare non sia stato
capito né dai mass media, né da questo Parlamento per la sua
portata e importanza innovativa.
Questo disegno di legge apre una parentesi dando atto, al
presidente Speziale, di essere stato il motore di questo disegno
di legge, ma con l'ausilio di tutta la Commissione e
principalmente del Consiglio di Presidenza ed è uno strumento di
guerra alla criminalità che non ha precedenti in Italia. Non ha
precedenti per la legislazione nazionale, non ha precedenti in
nessuna legislazione regionale. Questo disegno di legge ha messo
la Commissione antimafia e questo Parlamento al centro del
contrasto vero, effettivo e reale alla mafia. Questo disegno di
legge per le organizzazioni criminali è di una pesantezza e di
una pericolosità incredibile.
E allora, se questo è il senso del disegno di legge che nasce
equilibratissimo perché, non solo è stato oggetto di lunga
discussione in Commissione, ma - ricordo al presidente Speziale e
ricordo alla Commissione - è, quindi, rappresentato all'Aula che
è stato oggetto di condivisione aperta da parte del Commissario
nazionale antimafia il quale, all'inizio, quando siamo andati a
trovarlo, si capiva che ci ha ricevuto per mero atto di cortesia,
una Commissione antimafia che va dal procuratore Grasso, va bene,
la riceviamo, questi come gli altri.
Mi dovete credere e chiedo a testimonianza anche le
dichiarazioni dei presenti a quell'incontro, man mano che
andavamo avanti l'interesse del procuratore nazionale antimafia
si accendeva sempre di più e ad ogni norma che rappresentavamo
diceva: Ma voi siete più avanti di noi, voi state rappresentando
uno strumento di lotta alla mafia che è più efficace di quello
fatto, finora, dalla legislazione nazionale .
Allora, se è questa la premessa, io non vorrei che, per eccesso
di protagonismo, noi diventassimo, scivolassimo verso il
giustizialismo, la premessa l'ho fatta, per dare atto a questa
Commissione del lavoro fatto, per dare atto che, con questo
strumento legislativo, la politica e il legislatore regionale, la
Commissione antimafia si erge a vero strumento e spalla della
società della guerra alla mafia e alla criminalità organizzata,
però dobbiamo essere coerenti con un quadro normativo generale
che ci faccia passare per vero baluardo alla lotta mafia, ma
senza essere giustizialisti.
Perché dico questo? Vero è che la misura cautelare che può
essere reale, che può essere personale, che può anche essere di
semplici arresti domiciliari, passa al vaglio di un giudice
terzo, cioè del GIP, ma è anche vero che contrariamente al rinvio
al giudizio, il GIP, quando dispone la misura cautelare, la fa
senza contraddittorio della difesa, cioè senza sentire le difese
dell'indagato; mentre nel momento in cui c'è il rinvio a
giudizio, c'è l'udienza preliminare dove si svolge il
contraddittorio tra le parti del processo e quando il GUP decide
per il rinvio a giudizio lo fa pur sempre in via sommaria ma lo
fa di fronte ad un contraddittorio delle parti del processo.
E allora, io credo che la individuazione prima facie della
Commissione, che individua il rinvio a giudizio come il momento
in cui scattano certe condizioni, non possa essere modificato e
chiedo, al presidente Speziale, del quale ho dato atto fino a
questo momento, e all'onorevole Cracolici, di grande intuizione
nella predisposizione di questo lavoro normativo, di ritirare
l'emendamento per non creare, per la prima volta in questo
disegno di legge un momento non di contrasto, ma di
differenziazione, perché come avvocato e come deputato impegnato
nella lotta alla mafia - e voglio ribadirlo -, ma impegnato
seriamente non a parole, questa non è una legge di parole, questa
è una legge di fatti. Per la prima volta, mi sentirei a disagio a
dire no, forse sarei costretto a votare sì, però è un fatto di
costrizione che non giova alla serenità ed alla lucidità che
questo Parlamento deve avere nell'approvare il disegno di legge
in argomento.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor presidente, onorevoli colleghi, io non ho
nessun problema e nessuna difficoltà a ritirare l'emendamento
assieme al collega Speziale.
Signor Presidente, mi permetta un attimo, per ribadire un
concetto, qui non c'è fra di noi, almeno in questa fase una
distinzione tra chi ha più sensibilità ai temi delle garanzie e
chi ha meno sensibilità ai temi delle garanzie degli imputati.
Perché se così fosse, vorrei ricordare ai colleghi che stiamo
facendo una norma che da questo punto di vista sta forzando sul
principio delle garanzie. Come è noto infatti il rinvio a
giudizio è una fase assolutamente preliminare rispetto alla fase
dibattimentale, eventuale condanna, il terzo grado eccetera.
Quindi non è, almeno mi auguro, fra di noi un tema, come dire,
sulle garanzie quello che ci divide in questa fase della
discussione. Io devo dire che mi ero convinto dell'opportunità di
questo emendamento per una ragione. E la ragione è questa: vorrei
che ricordassimo che qui stiamo parlando non dell'imputato, ma
stiamo parlando dell'imprenditore che denuncia. Chiaro? In un
territorio che è stato:
a) ai sensi del primo comma definito zona franca di legalità'
con provvedimento del Presidente della Regione d'intesa con il
Ministro degli interni per una innovazione che, certo, in sé è la
caratteristica principale della legge;
b) l'imprenditore che a seguito denuncia, qui si dice, fa
determinare il rinvio al giudizio dell'imputato, noi sappiamo che
c'è anche una tempistica del rinvio a giudizio dell'imputato, ha
la possibilità di accedere a dei benefici che questa legge
prevede.
L'emendamento dice, mi permetto di dire, una cosa un po' più
articolata, avrebbe almeno l'intenzione di determinare
un'efficacia maggiore, cioè la denuncia dell'imprenditore
determina l'arresto dell'imputato.
Come noi sappiamo, qui gli esperti di diritto mi insegnano, che
l'arresto si può determinare o in flagranza di reato o perché c'è
una condizione o di fuga o di ripetizione del reato tale da
determinare un pericolo sociale.
Noi abbiamo quindi una persona che viene, a seguito della
denuncia, quindi guardiamolo dal punto di vista del denunciante
non del denunciato; a seguito delle denuncia viene arrestato, poi
questo arresto ha tutta una procedura - mi diceva il collega
Caputo -, ad esempio, non solo il GIP avvia il procedimento senza
contraddittorio, ma esistono istituti giuridici che consentono
all'imputato di esercitare la verifica dell'atto di arresto
attraverso istituti di contraddittorio ovvero il tribunale del
riesame. Pertanto, se l'imputato in questo caso colui che è
tratto in arresto si avvale del tribunale del riesame e venisse
confermata, con contraddittorio tra le parti, l'ordinanza di
arresto, vogliamo trovare una soluzione che può addivenire Però
mi pongo il problema cui faceva riferimento l'onorevole Caputo,
vale a dire: Ma non tutti coloro che vengono arrestati si
avvalgono del tribunale del riesame . Mi permetto di dire che se
uno non si avvale del tribunale di riesame è un problema della
sua difesa, ma dal punto di vista della persona, che ha
determinato con la sua denuncia un arresto e ha fatto venire meno
un elemento di presenza fisica nel territorio che qui decidiamo
di chiamare zona franca di legalità', a questo individuo in
qualche modo gli neghiamo, per un certo periodo, la possibilità
di essere riconosciuto come uno dei soggetti che sta determinando
concretamente la' zona franca di legalità'. Io considero questo
una contraddizione.
Pertanto, se dovesse prevalere in quest'Aula la logica che
questo emendamento scatena dibattito tra garantisti e
giustizialisti, io lo ritiro immediatamente; se, invece,
addiveniamo ad una comune consapevolezza che comunque l'esercizio
della denuncia ha introdotto un beneficio immediato nel
territorio dichiarato zona franca di legalità', attraverso la
quale può essere riconosciuto al soggetto denunciante il
beneficio, io mi permetto di dire, laddove confermato da un
organo che determina il confronto tra le parti, così com'è il
tribunale del riesame, io credo che introdurre l'arresto assieme
o il rinvio a giudizio non sia la negazione dei diritti di
libertà della persona, ma credo che abbia, semmai, un obiettivo
efficace di dare plastica concretezza a questa norma.
CORDARO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CORDARO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto, tengo
a sgomberare il campo: qui non ci sono questioni che ineriscono
l'onestà intellettuale di nessuno dei deputati che sono
intervenuti né tanto meno fazioni di garantisti o di
giustizialisti; qui stiamo cercando di fare tutti una legge seria
e stiamo ancora continuando a lavorare in questo senso. Però,
volevo fare una precisazione di trenta secondi per dire
all'onorevole Cracolici che proprio il fatto che io guardo la
vicenda dal punto di vista del beneficiato, vorrei dire
all'onorevole Colianni, e proprio in questo senso vi invito a
riflettere su un fatto: il soggetto che denunzia e che determina
l'arresto di un altro soggetto verrebbe per ciò stesso e per ciò
solo beneficiato di quanto previsto dall'articolo 3 di questo
disegno di legge. Dopo due mesi. Perché, attenzione, qui non
stiamo parlando del caso ovvio, chiaro, perché il colpevole che
viene arrestato a maggior ragione viene rinviato a giudizio, qui
stiamo parlando di casi, e ce ne sono stati, in cui un soggetto
pure arrestato non solo non viene rinviato a giudizio, ma
addirittura nei confronti di questo soggetto viene fatta
richiesta di archiviazione. Noi, a mio parere, non possiamo
correre il rischio .
CRACOLICI di estorsione.
CORDARO Sì. Sì. di vedere un soggetto che è stato
beneficiato, vedere arrestato a cagione della sua denuncia
archiviato.
Pertanto, posto che noi si faccia una valutazione di carattere
generale e posto, soprattutto, onorevole Speziale, che quando si
parla di una misura cautelare personale, noi non stiamo parlando
soltanto di carcerazione, ma stiamo parlando di arresti
domiciliari, di misure che a volte sono anche simboliche, perché
dall'obbligo di firma all'obbligo di dimora, al divieto di
espatrio tutte queste sono, altresì, misure cautelari personali,
che però spesso durano un mese, durano due mesi e poi tutto
ritorna più o meno normale.
Vorrei dunque, se fosse il caso, se riusciamo a fare sintesi,
ve lo chiedo espressamente, se su questo non si può tornare
indietro io voto favorevolmente, tuttavia, vi chiedo un attimo di
riflessione su questo punto perché su questo non c'è
assolutamente guerra di religione.
CRACOLICI Se si può fare sintesi, noi lo ritiriamo.
COLIANNI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
COLIANNI Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome il
tema di cui stiamo parlando ovviamente non ha - e lo abbiamo
ripetuto -, colore politico o quant'altro, mi permetto di
esprimere una valutazione e di sottoporvi una riflessione, forse
dal mio punto di vista, sul piano psico-sociale, in che senso?
Questo disegno di legge, signor Presidente, onorevole Speziale, a
me sembra un provvedimento che è tutto legato al concetto del
premio.
Noi in fondo riconosciamo un beneficio a colui il quale ha il
coraggio di denunciare; per l'amor di Dio qui dovremmo dire,
dovremmo supportare fortemente il tutto dai processi educazionali
che sono fondamentali, tuttavia questo tema che è tutto
cognitivista, costruttivista della serie: io ti do un premio se
tu denunci .
Allora, vorrei sottoporvi una riflessione guardando il caso
dall'altro punto di vista e cioè: siccome noi stiamo premiando e
stiamo beneficiando colui il quale denuncia, non è più importante
l'aspetto del livello della misura successiva, non è questa la
cosa importante, poco importa se nel momento in cui viene
arrestato o viene sottoposto a qualunque tipo di restrizione, è
importante affermare il principio che noi stiamo premiando la
denuncia.
Io vorrei invece soffermarmi sull'aspetto sanzionatorio. Se
questo signore denuncia e nel denunciare commette un illecito,
noi dovremmo stabilire che questa persona sia radiata ad aeternum
da qualunque beneficio regionale, in quanto stiamo lavorando
sostanzialmente sul concetto e sul principio di dare a chi
denuncia un beneficio. Allo stesso modo, questa Regione deve dare
a chi illecitamente si procura un beneficio la radiazione da
qualunque altro tipo di beneficio regionale.
E, pertanto, amici e colleghi, ribadisco: stiamo facendo un
ragionamento sbagliato a mio modo di vedere. Condivido
assolutamente tutto ciò che è stato ribadito dai colleghi
Speziale e Cracolici.
Ripeto, che non è il momento in cui avviene, ma è il problema
del principio sul quale stiamo discutendo, che è il principio di
un premio ch stiamo dando, che non ha niente a che vedere con i
livelli legislativi. Perché, pensate se tutto questo avviene alla
fine, cioè dopo le varie procedure di legalità, la persona
imputata da un crimine non l'ha commessa e noi gli abbiamo dato
ugualmente i benefici.
Questa Regione dunque sta facendo una legge che aiuta a
denunciare, che educa alla denuncia, che supporta la denuncia.
Perciò, secondo me, stiamo facendo un errore di valutazione, ecco
perché vorrei che inserissimo invece l'aspetto sanzionatorio:
radiando da qualunque tipo di beneficio regionale per tutta la
vita colui il quale commette una siffatta illeicità.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, anch'io nella fase iniziale avevo detto che
la discussione era abbastanza complicata perché mi rendo conto
che a favore dell'una o dell'altra tesi ci sono argomentazioni
che hanno un valore e che occorre, tra l'altro, affrontare senza
pregiudizi.
Perché, immaginate se io stasera volessi iscrivermi a un
partito giustizialista al quale non sono iscritto e non sono
stato mai iscritto, però, volessi sgombrare il campo dalla ultima
osservazione fatta dal collega Colianni: il beneficio scatta nel
momento in cui c'è la richiesta di rinvio a giudizio e quindi
quando siamo già in fase avanzata di esame da parte dei
magistrati; però, noi non possiamo provvedere a stabilire
sanzioni penali nel disegno di legge al nostro esame non avendo
alcuna competenza in quella materia. E allora, sulla base delle
argomentazioni che si sono sviluppate in Aula, il fatto che io,
signor Presidente, ritiro l'emendamento in quanto ritengo che
questo sia un modo per contribuire a dare al disegno di legge,
per la portata che implica e perché esso abbia un valore
unitario, al fine di evitare che anche su questioni delicate ci
possano essere punti di vista differenti.
Sulla base di questo spirito che è prioritario, rispetto a
tutto il resto della discussione, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, pongo in votazione
l'emendamento 3.2, del Governo.
Il parere della Commissione?
SPEZIALE presidente della commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, così come emendato. Il parere
del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SPEZIALE presidente della commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Costituzione di parte civile della Regione
1. E' fatto obbligo alla Regione di costituirsi
parte civile in tutti i processi di mafia per fatti
verificatisi nel proprio territorio».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«TITOLO II
Agevolazioni per la fruizione sociale dei beni
confiscati alla mafia
Articolo 5
Fondo di rotazione
1. Per la riutilizzazione e la fruizione sociale
dei beni confiscati alla mafia e assegnati ai comuni
ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575 e
successive modifiche ed integrazioni, il 15 per cento
delle risorse a valere sul fondo istituito ai sensi
dell'articolo 43 della legge regionale 26 marzo 2002,
n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, è
destinato per la progettazione tecnica delle opere
necessarie ad adeguare tali beni agli obiettivi
sociali o produttivi da perseguire.
2. Il fondo è alimentato con le somme che i comuni
provvedono a rimborsare all'atto dell'erogazione del
finanziamento degli interventi e delle opere, qualora
questo comprenda anche le spese di progettazione.
3. Indipendentemente dal finanziamento degli
interventi e delle opere, i comuni sono comunque
tenuti, entro novanta giorni dalla consegna dei
lavori, a versare al fondo di rotazione istituito col
presente articolo le somme anticipate dalla Regione .
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dall'onorevole Faraone:
Emendamenti 5.1, 5.2, 5.3.
Onorevoli colleghi, sull'emendamento 5.1, a firma
dell'onorevole Faraone e una parte dell'emendamento 5.3, la
Presidenza consiglia il ritiro, in quanto ci sono dei rischi di
impugnativa, nel senso che l'assegnazione agli enti è di livello
nazionale. Siccome in questo emendamento si prevede che si
possano assegnare anche gli immobili ai consorzi, il che non è
previsto dalla norma nazionale, rischieremmo l'impugnativa da
parte del Commissario dello Stato.
SPEZIALE presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE presidente della Commissione. Signor Presidente,
l'emendamento ha un senso perché la normativa nazionale prevede
l'assegnazione dei beni ai comuni, alle province e alla Regione.
I comuni, nella fattispecie, alcuni comuni della provincia di
Palermo, si sono consorziati. Il consorzio cui fa riferimento
sono consorzi di comuni che sono già beneficiari
PRESIDENTE Allora andrebbe scritto consorzi di comuni'. E'
ben diverso. Vi sono anche consorzi ittici, consorzi di bonifica
CAPUTO suggerirei la terminologia unione dei comuni'.
SPEZIALE presidente della Commissione. Signor Presidente, è
in provincia di Palermo perché alcuni comuni, da San Giuseppe
Jato a Corleone, quindi aggiungiamo unione di comuni'.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, gli uffici continuano a
insistere sul fatto che, così come previsto dall'emendamento, il
disegno di legge, in questa parte, sarebbe a rischio impugnativa.
Sappiamo che corriamo il rischio di avere impugnata una parte
della legge.
La competenza del trasferimento per le finalità istituzionali o
sociali, dei beni immobili, è di competenza del livello
nazionale. E, specificamente, individua il patrimonio del comune,
ove l'immobile è sito, ovvero al patrimonio della provincia o
della Regione.
SPEZIALE presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE presidente della Commissione. Signor Presidente, lei
fa riferimento all'ultima norma finanziaria del governo Prodi che
ha esteso la possibilità di utilizzare i beni confiscati anche a
province e a Regioni, mentre precedentemente erano soltanto i
comuni. Qui stiamo intervenendo, non sulla fase di assegnazione,
sulla norma nazionale, stiamo dicendo che i comuni che sono già
assegnatari di beni confiscati, che hanno già il bene confiscato,
già assegnato, o i consorzi di questi comuni possono utilizzare
il fondo di rotazione.
Non interveniamo nella norma nazionale, interveniamo
successivamente. Vorrei che fosse chiaro: non interveniamo in
fase preventiva, interveniamo, soltanto, quando i comuni sono già
titolari di un'assegnazione del bene confiscato.
In quella fase si sono consorziati e, quindi, interviene il
fondo di rotazione. Non c'entra niente la norma nazionale, in
questo caso. Né stabiliamo che, con questa norma, i beni
confiscati vengano assegnati ai consorzi, modificando la
normativa nazionale, si mantiene il testo nazionale. Nel caso in
cui ci fossero comuni che hanno beni confiscati, essi potrebbero
utilizzare i benefici previsti dall'articolo 5.
Nel caso in cui ci fossero comuni che hanno beni confiscati, si
potrebbero mettere in consorzio, ed utilizzare gli stessi
benefici. Questo è il senso dell'emendamento.
CAPUTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPUTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei soltanto
dare un contributo di esperienza, in quanto chi vi parla è stato
sindaco di Monreale, fondatore assieme ad altri sindaci del
Consorzio sviluppo e legalità , che è un Consorzio costituito da
8 comuni ed è stato riconosciuto a livello nazionale.
Il Consorzio sviluppo e legalità, ufficialmente riceve ed
utilizza beni confiscati attraverso i comuni in quanto la
proprietà rimane sempre in capo all'ente concedente che è il
comune. Quindi, se noi utilizziamo il termine consorzi
rischiamo veramente che la norma venga impugnata dal Commissario
dello Stato. Io suggerisco di sostituire la parola consorzi con
le parole unione dei comuni , perché l'unione dei comuni è un
Istituto.
Vorrei aggiungere un'altra cosa. La legge prevede che soltanto
il comune può ricevere a titolo di proprietà il bene, i consorzi
lo possono ricevere soltanto a titolo di gestione, ma mai di
proprietà, quindi direi che vada differenziata la proprietà dalla
gestione. Suggerisco a chi propone o di ritirare l'emendamento o
di riscriverlo nel senso che li può ricevere soltanto il comune,
la provincia e la Regione, infatti i consorzi possono gestire i
beni in termini di gestione non di proprietà.
MINARDO presidente della commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MINARDO presidente della commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione propone anziché
loro consorzi assegnati ai comuni o unione di essi .
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, accantoniamo per il momento
l'articolo 5, per dare il tempo di riscrivere gli emendamenti
in maniera corretta
Si passa all'esame dell'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Concorso della Regione al pagamento degli interessi
1. La Regione concorre, nella misura del 50 per cento, al
pagamento degli interessi a carico dei comuni per i prestiti
contratti per il finanziamento degli interventi e delle opere di
cui all'articolo 4.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzato, a decorrere
dall'esercizio finanziario 2009, un limite decennale di impegno
di 100 migliaia di euro. La relativa spesa trova riscontro nel
bilancio pluriennale della Regione, UPB 4.2.2.5.2,
accantonamento 2001 .
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato
l'emendamento 6.1 a firma dell'onorevole Faraone.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SPEZIALE presidente della commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
SCOMA assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 6 nel testo
risultante, Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'esame dell'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Concessione di fideiussioni
1. Al fine di favorire la migliore utilizzazione
dei beni confiscati, alle cooperative sociali, alle
associazioni onlus, alle comunità di recupero e ai
comuni sono accordate fidejussioni prestate dalla
Regione a copertura fino al 75 per cento dei prestiti
di esercizio a tasso agevolato e dei mutui richiesti
dalle cooperative per le attività di progettazione e
la realizzazione delle opere di adattamento.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata,
per gli esercizi finanziari 2009 e 2010, la spesa
annua di 50 migliaia di euro, da iscrivere nell'UPB
4.2.1.5.4, capitolo 214102. Il relativo onere trova
riscontro nel bilancio pluriennale della Regione, UPB
4.2.1.5.2, accantonamento 1001.
3. Nei bandi previsti dalle misure e dai programmi
di finanziamento, sia regionali che comunitari, la
Regione assegna alle cooperative, alle associazioni
onlus, alle comunità di recupero ed ai comuni,
assegnatari di beni confiscati, un punteggio
specifico per i progetti che prevedono il riutilizzo
a fini sociali di tali beni».
PRESIDENTE Comunico che all'articolo 7 sono stati presentati
i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Faraone e Cracolici:
- Emendamento 7.2.
Siccome c'è lo stesso problema dei consorzi a questo punto
aspettiamo di chiarire. Lo accantoniamo.
PRESIDENTE Si passa all'esame dell'articolo 8. Ne do
lettura:
«Articolo 8
Semplificazione delle procedure
1. Per l'istruttoria e l'espletamento delle
pratiche amministrative relative alle misure di cui
agli articoli 4, 5 e 6, è assicurata celerità di
trattamento secondo i criteri delle conferenze di
servizi indette per la pronta assunzione delle
decisioni necessarie».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'esame dell'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Misure in favore delle società cooperative
che gestiscono patrimoni confiscati
1. All'articolo 22 della legge regionale 21
settembre 2005, n. 11, è aggiunto il seguente comma:
3 bis. Al fine di agevolare l'accesso al credito
alle società cooperative che gestiscono patrimoni
confiscati per reati legati alla criminalità
organizzata di stampo mafioso è istituita apposita
riserva ammontante a 400 migliaia di euro a valere
sulle disponibilità dell'UPB 4.3.2.6.2 (di cui 250
migliaia di euro dal capitolo 616804 e 150 migliaia
di euro dal capitolo 616811) del bilancio della
Regione, a decorrere dall'esercizio finanziario 2008,
da destinare alle società cooperative di cui al
presente comma aderenti ai confidi riconosciuti ai
sensi della presente legge. La quota delle risorse
discendenti dalle residue disponibilità non
utilizzate su tale riserva è impiegata per le
finalità di cui all'articolo 3, comma 1.'.
2. All'articolo 11 della legge regionale 21
settembre 2005, n. 11 é aggiunto il seguente comma:
2 bis. Nel caso di società cooperative che
gestiscono patrimoni confiscati per reati legati alla
criminalità organizzata di stampo mafioso, il
contributo regionale è pari all'80 per cento del
tasso applicato al finanziamento da agevolare, fermo
restando che la base di calcolo non può essere
superiore al tasso di riferimento, fissato dalla
Commissione europea, vigente alla data di stipula del
finanziamento stesso, maggiorato di tre punti, anche
quando il tasso di interesse praticato dagli istituti
di credito sia più elevato.'.
3. L'articolo 18 della legge regionale 21 settembre
2005, n. 11, è sostituito dal seguente:
Art. 18. Aiuti de minimis alle imprese attive nei
settori dell'agricoltura e della pesca - 1.
L'amministrazione regionale è autorizzata a
concedere, sotto forma di garanzia e di contributo in
conto interessi, aiuti de minimis per operazioni di
credito agrario, compresi i crediti di conduzione, e
per ogni altra operazione creditizia diversa da
quelle di cui agli articoli 16 e 17, sotto qualsiasi
forma tecnica e a prescindere dalla durata del
finanziamento, nel rispetto dei limiti e delle
condizioni previste dal Regolamento CE n. 1998/2006
per le imprese attive nel settore della
trasformazione e commercializzazione dei prodotti
agricoli, dal Regolamento CE n. 875/2007 per le
imprese attive nel settore della pesca e dal
Regolamento CE n. 1535/2007 per le imprese attive nel
settore della produzione dei prodotti agricoli.'».
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'esame dell'articolo 10. Ne do
lettura:
«Articolo 10
Criteri di precedenza nell'assegnazione in
concessione
di aree consortili, artigianali o di
infrastrutture
1. Dopo l'articolo 27 della legge regionale 4
gennaio 1984, n. 1, è aggiunto il seguente:
Art. 27 bis - 1. Gli imprenditori, i commercianti
e gli artigiani, che abbiano subito danni ai beni
immobili di pertinenza delle loro attività in
conseguenza di attentati o azioni criminose messi in
atto dalla mafia o dalla criminalità organizzata,
hanno la precedenza nell'assegnazione in concessione
a titolo gratuito di aree consortili, artigianali o
di infrastrutture di cui alla presente legge.
2. La precedenza di cui al comma 1 si applica a
condizione che gli immobili risultino danneggiati in
maniera tale da compromettere il prosieguo
dell'attività e che gli esercenti abbiano sporto
dettagliata denuncia all'autorità giudiziaria .
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'esame dell'articolo 11. Ne do
lettura:
«Articolo 11
Onorari avvocati di parte civile
1. Alla lettera a) del comma 2, dell'articolo 9,
della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20, le
parole ritenuti congrui dal consiglio dell'ordine
degli avvocati' sono sostituite dalle parole
liquidati in sentenza o, in mancanza, secondo i
minimi tariffari' .
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è un dovere di
riconoscimento alle Commissioni parlamentari che hanno lavorato
al testo, sia alla Commissione antimafia sia che alla I
Commissione. Tutti noi abbiamo condiviso certamente l'importanza
straordinaria del lavoro svolto. Stiamo riformando i criteri di
utilizzo dei beni confiscati alle cooperative. Stiamo snellendo
le procedure di assegnazione dei beni confiscati, stiamo
sostenendo le cooperative che gestiranno i beni confiscati dal
punto di vista economico, ma abbiamo varato una norma che è
straordinaria. Una norma che da sola può costituire un sicuro
deterrente nei confronti della mafia e un ulteriore incentivo
verso gli imprenditori a denunciare, ed è la norma che abbiamo
votato all'articolo 10, e ritengo doveroso - e mi rivolgo al
presidente Speziale e alla Commissione - evidenziare che abbiamo
fatto una cosa che da cinque, sei anni gli imprenditori
chiedevano.
Qui a Palermo abbiamo l'esempio dell'imprenditore Guajana, a
Catania di Andrea Vecchio che, dopo che la mafia gli ha
incendiato e distrutto le attività - lei onorevole Presidente lo
sa perché si è interessato al caso - la Regione ha messo a
disposizione un capannone di cui ancora l'imprenditore Guajana
non riesce ad entrare in possesso. E, quindi, oltre al danno la
beffa.
Questa norma prevede che l'imprenditore che subisce il
danneggiamento del capannone ottiene subito, in regime di riserva
e a titolo gratuito, l'assegnazione di un terreno o di un
capannone sia nelle aree industriali che nelle aree artigianali e
ottiene la concessione di un bene confiscato alla mafia. Non
soltanto, ma il fatto di denunciare chi lo ha danneggiato
consente di avere una riserva nell'assegnazione di questo bene.
Quella di questa sera è una rivoluzione che stiamo portando
avanti e credo che il Parlamento deve essere orgoglioso di stare
per varare una norma che, nella fattispecie, aiuta
l'imprenditore e rende vano il tentativo della mafia di
incendiare, dal momento che, se lo fa, sa benissimo che
l'indomani la Regione o lo Stato o il Comune glielo assegna a
titolo gratuito.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 12. Il parere del
Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13.
Ne do lettura:
«Articolo 13
Divieto di cumulo dei benefici
1. L'articolo 8 della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20,
è sostituito dal seguente:
Art. 8. Divieto di cumulo dei benefici - 1. I benefici
economici contemplati dalla presente legge, ove non diversamente
stabilito, non sono cumulabili con identiche provvidenze previste
da altre pubbliche amministrazioni sulla scorta delle medesime
circostanze.
2. I soggetti beneficiari della presente legge, siano essi
vittime o familiari, devono essere del tutto estranei ad ambienti
criminali e malavitosi.
3. Nel caso in cui la legislazione statale preveda elargizioni
di benefici per le medesime fattispecie, l'avente diritto è
tenuto a presentare previamente istanza all'amministrazione
statale e la Regione può intervenire soltanto a titolo di
anticipazione.
4. Il rimborso delle somme eventualmente anticipate dalla
Regione avviene secondo modalità stabilite da apposita
convenzione stipulata con le amministrazioni interessate.
5. In caso di concorso di benefici economici in ragione delle
medesime circostanze da parte di comuni o province siciliani, i
soggetti interessati che optino per l'elargizione di miglior
favore, perdono il diritto ad ogni altra provvidenza economica
prevista dalla Regione o dagli enti locali. Qualora i soggetti
interessati abbiano già avuto corrisposte da parte degli enti
locali elargizioni di importo inferiore rispetto a quelle
previste dalla Regione, tali somme sono detratte dall'intervento
regionale».
Onorevoli colleghi, comunico che all'articolo 13 è stato
presentato l'emendamento 13.1, al quale è stato dato parere
contrario dalla Commissione Bilancio, pertanto è inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 13. Il parere del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Riprende l'esame dell'articolo 5, in precedenza accantonato.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione il
subemendamento 5.1.1 all'emendamento 5.1.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.1 così come emendato. Il
parere del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.3.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 5.3.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto spesso
si danno per scontato cose che si conoscono poco. Capita il più
delle volte che alcuni beni confiscati ed assegnati ai comuni
hanno anche ipoteche da parte di soggetti terzi, definiti
soggetti terzi in buona fede per i quali i comuni, per entrare
nella gestione del bene posseduto, deve prima liberarlo dalle
ipoteche.
Allora, la possibilità di utilizzare il fondo di rotazione,
oltre che per l'attività di progettazione, anche per la
possibilità di liberare da ipoteche, previste dall'Autorità
giudiziaria, il bene posseduto, ne consente la gestione,
altrimenti non è possibile gestire un bene su cui gravano
ipoteche dei soggetti terzi in buona fede.
Quindi, ai fini dell'utilizzo è necessario anche liberare gli
aspetti dei diritti di possesso del bene stesso.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.3. Il parere
del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Contario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
sedutoi.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Speziale e
Cracolici l'emendamento 5.2.1, che sostituisce l'Assessorato alla
presidenza con l'Assessorato alla famiglia.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5. 2.
MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo strumento
della dichiarazione di voto lo utilizzo per suggerire una
correzione dell'emendamento. Mi sembra che il coinvolgimento
della società civile sia troppo generico. Dovremmo parlare di
associazione di volontariato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.2. Il parere
del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5 così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 7 in precedenza accantonato.
Ne do lettura:
«Articolo 7
Concessione di fidejussioni
1. Al fine di favorire la migliore utilizzazione dei beni
confiscati, alle cooperative sociali, alle associazioni onlus,
alle comunità di recupero e ai comuni sono accordate fidejussioni
prestate dalla Regione a copertura fino al 75 per cento dei
prestiti di esercizio a tasso agevolato e dei mutui richiesti
dalle cooperative per le attività di progettazione e la
realizzazione delle opere di adattamento.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per gli
esercizi finanziari 2009 e 2010, la spesa annua di 50 migliaia di
euro, da iscrivere nell'UPB 4.2.1.5.4, capitolo 214102. Il
relativo onere trova riscontro nel bilancio pluriennale della
Regione, UPB 4.2.1.5.2, accantonamento 1001.
3. Nei bandi previsti dalle misure e dai programmi di
finanziamento, sia regionali che comunitari, la Regione assegna
alle cooperative, alle associazioni onlus, alle comunità di
recupero ed ai comuni, assegnatari di beni confiscati, un
punteggio specifico per i progetti che prevedono il riutilizzo a
fini sociali di tali beni».
Comunico che all'articolo 7 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dall'onorevole Faraone: emendamenti 7.2 e 7.1,
- dagli onorevoli Oddo, Cracolici e Speziale: emendamento 7.3.
Pongo in votazione l'emendamento 7.2. Il parere del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 7.3.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo fare un po'
di polemica. Non vorrei che colleghi autorevoli si convincessero
che è stato scritto il Vangelo e ci troviamo domani possibilmente
in un bel guaio. Questo lo dico per essere cauti e prudenti
perché, finita la seduta, è chiaro che il presidente della
Commissione Antimafia e il presidente della Commissione Affari
Istituzionali mi spiegheranno come si fa a pagare gli operai con
il conto unico, se nel conto non arrivano rimesse e tutto quello
che serve per i pagamenti. Evidentemente piace conquistare
qualche emendamento approvato ma, trattando una materia così
delicata, cerchiamo di fare bene, evitando di avere domani
problemi di interpretazione.
In ordine all'emendamento 7.3, capisco che l'onorevole Minardo
e l'onorevole Speziale sono d'accordo, però vorrei dire che
avevamo dimenticato in Commissione di inserire, per quanto
concerne la questione che riguarda le fideiussioni, le
cooperative dei lavoratori che decidono di gestire tutta
l'azienda confiscata, cioè un perno della legge 109.
Io decido come lavoratore di organizzarmi in cooperativa e mi
avvio ovviamente per una strada abbastanza difficoltosa, a
rischio, che posso gestire in base alla legge 109. Quindi, mi
permetto di dire che l'emendamento va necessariamente apprezzato
e approvato. Sempre che qualcuno non è convinto che è stato
scritto il Vangelo, signor Presidente.
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Apprendi ha posto la firma
sugli emendamenti 5.1, 5.3, 5.2, 7.2, 7.3 e 7.1.
L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione l'emendamento
7.3. Il parere del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.1, degli onorevoli Faraone e
Cracolici.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
FARAONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi chiedo di
comprendere che deputati che svolgono questo ruolo alla prima
legislatura hanno la necessità di affrontare l'esame e
l'approvazione del disegno di legge con maggiore tranquillità.
Per esempio, lei è arrivato all'articolo 14, mentre io ero
ancora all'articolo 1 del disegno di legge e quindi non ho avuto
neanche la possibilità di poter comprendere bocciature che sono
state fatte, alcuni pareri contrari, che secondo me non si sono
compresi perché gli emendamenti non sono stati presentati in
Commissione.
Sull'emendamento 7.1, specificatamente, la richiesta è quella
di prevedere, non soltanto un punteggio di merito in più rispetto
al finanziamento che viene svolto nei confronti di questi
progetti, ma di prevedere una vera e propria riserva.
Vorrei che mi si motivasse il parere contrario della
Commissione alla riserva rispetto al fatto che, secondo me, il
rischio è che si rimane fuori, se non c'è questa riserva
specifica per progetti meritori, da questo punto di vista.
Chiedo al presidente della Commissione di motivare anche il
perché della contrarietà a questo emendamento in modo che
possiamo valutarlo, modificarlo. Dire contrario a una cosa che a
me sembra ovvia e scontata, mi pare un po' superficiale.
PRESIDENTE. Onorevole Faraone, per venirle incontro cercherò di
procedere più lentamente, però invito anche lei a non farsi
distrarre dai colleghi e stare più concentrato sui lavori. Molto
spesso siamo stati accusati di essere troppo lenti, adesso il
contrario, andiamo troppo velocemente, non ce ne possiamo fare
una colpa.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a parte la
genericità dell'emendamento 7.1, significa fare una riserva
speciale. Quanto sia la riserva e su cosa incida, a parte che è
assolutamente astratto e generico. Se lo spirito è quello di
favorire le cooperative, le associazioni che hanno beni
confiscati, avere una premialità, perché già la norma prevede che
quando si formano i bandi, la Regione è obbligata a stabilire un
punteggio aggiuntivo e quindi quelli concorrono con un punteggio
di partenza che è superiore agli altri.
Quindi, mi sembra che la norma sia abbastanza congrua e mi pare
chiaro che a questo punto è stato dichiarato ammissibile
l'emendamento, ma per quanto mi riguarda non cambia niente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 7.1. Il parere
del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7, così come emendato. Il parere
del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14 in precedenza accantonato. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi: emendamento A.1 dell'onorevole Falcone; emendamento
A.2 dell'onorevole Marrocco, al quale è stato presentato il
subemendamento A.2.1. emendamento A.3 degli onorevoli Oddo,
Panarello e Oracoli; emendamento A.4 dell'onorevole Adamo;
emendamento A.5 dell'onorevole Speziale.
L'emendamento A.1 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
subemendamento A.2.1 è analogo all'emendamento 2.1 da lei
dichiarato inammissibile.
Quale punto 1 all'articolo 2 viene presentato come
subemendamento con la firma del Presidente del gruppo, nulla
questio , però è di analoga materia a quello che noi abbiamo
testé bocciato che è l'emendamento 2.3 a firma dell'onorevole
Oddo.
La materia che affronta è esattamente analoga, identica, sulla
quale abbiamo già espresso un parere contrario come Aula, quindi,
io mi rimetto alla valutazione della Presidenza.
Lo dico anche agli Uffici, l'emendamento a firma dell'onorevole
Oddo, è esattamente analogo all'emendamento A.2.1 dell'onorevole
Marrocco.
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, per la verità è più simile
all'emendamento 2.1 che non al 2.3.
SPEZIALE. E' uguale, è di analogo contenuto, ovviamente è
scritto diversamente ma è di analogo contenuto, perché anche
l'emendamento dell'onorevole Oddo prevedeva il 10 per cento e
prevedeva il pagamento di SAL entro 60 giorni.
PRESIDENTE. Onorevole Marrocco, il subemendamento A.2.1 è
inammissibile perché è identico ad un emendamento già dichiarato
inammissibile all'articolo 2.
Rimane, però il suo emendamento A.2.
MARROCCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che è
inammissibile perché di analogo contenuto ad un altro emendamento
già dichiarato inammissibile, ma chiedo la motivazione tecnica
per cui viene dichiarato tale, e non può essere quella che il
contenuto non è attinente al testo perché è pienamente attinente.
PRESIDENTE. Onorevole Marrocco, introduce argomenti nuovi
rispetto a quelli che sono trattati in questo testo.
MARROCCO. Signor Presidente, sono argomenti strettamente
correlati all'articolo in questione.
PRESIDENTE. Onorevole, non pretendo di convincerla. Pongo in
votazione l'emendamento A.2. Il parere del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.3. Comunico che sono stati
presentati i subemendamenti A.3.1 e A.3.2.
MARINELLO. Chiedo di parlare per illustrare il subemendamento
A.3.1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta
della copertura finanziaria che la Commissione Bilancio e finanze
ha dato stamattina.
Intanto prima del subemendamento A.3.1 c'è l'A.3.2, che è un
subemendamento presentato all'emendamento A.3, che è diviso in
due parti. Se l'onorevole Oddo illustra la prima parte, io
illustro la seconda, la terza è la copertura finanziaria che la
Commissione Bilancio e finanza ha dato che è pari 52.000 euro
utilizzando i fondi dell'UPB .
PRESIDENTE. Io qui ho 78.000 euro, per la verità.
MARINELLO. No, ci sarà un errore. Sono due le persone e la
norma prevede 26.000 euro di contributo a testa per ogni vittima
di mafia, 26 per 2 sono 52.000 euro.
Esiste una legge della Regione, in particolare l'articolo 20
della legge 19 settembre 1999, che riguarda norme in materia di
interventi contro la mafia e misure di solidarietà in favore
delle vittime della mafia e dei loro familiari.
In quell'elenco, sostanzialmente, furono dimenticate alcune
persone e poi è stata introdotta una modifica che estende il
periodo dal 1944, anzi era previsto il periodo dal 1944 al 1960,
con il primo comma si chiede la modifica dal 1944 al 1966.
Nel secondo comma dell'emendamento A.3, è stato aggiunto il
nome di Carmelo Battaglia di Tusa, dimenticato nell'allegato, ed
un'altra persona è un tale Giuseppe Scalia che appunto è morto a
Cattolica Eraclea il 18/11/1945.
Per capire, si tratta di vittime di mafia, era un sindacalista
di Cattolica Eraclea, aveva solo 41 anni quando è stato ucciso
dalla mafia. E siccome questa norma prevedeva sostanzialmente un
allegato A) in cui vi erano dei nominativi, per mero errore, al
tempo, questi nominativi non furono trascritti, sia questo, sia
quello che il collega Oddo aveva presentato. E c'è la copertura
finanziaria da parte della Commissione.
PRESIDENTE. Abbiamo perfettamente compreso. A questo punto è
soltanto un problema di parere.
Gli emendamenti A.3.1 , A.3.2 e A.3 sono tutti ovviamente
strettamente collegati e coperti dall'emendamento A.3.1. La
Commissione Bilancio ha dato la copertura finanziaria. Il
problema è di natura politica.
CRACOLICI. La Commissione Bilancio ha dato la copertura
finanziaria perché si tratta di un mero errore materiale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.3.1. Il parere
della Commissione?
MINARDO, relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Contrario.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si può votare
come si vuole, come è noto. Qui si sta ponendo una questione. La
questione è che nel 1999 fu fatta una legge che riconobbe gli
assassini di alcuni sindacalisti, avvenuti negli anni '60, come
vittime della mafia.
Sino al 1966 la legge non riconosceva e non volle mai
riconoscere non il fatto che fossero vittime della mafia, ma la
possibilità di riconoscere attraverso provvidenze da parte della
Regione ad alcune vittime della mafia.
Nel 1999, nel fare la disciplina giuridica per riconoscere
quelle vittime degli anni '60, fu fatto un elenco nominativo,
questo elenco riproponeva quello che era stato fatto nel '66. Tra
il 1966 ed il 1999 un nominativo, che era contenuto nell'elenco
del '66, non fu inserito nell'elenco del 1999.
L'emendamento che presenta l'onorevole Oddo intende rimediare
all'errore. Assieme a questo, ma lo spiegherà l'onorevole
Marinello, se c'è ed è riconosciuto come tale da un'autorità
terza, che non è l'Assemblea regionale siciliana, ma vittima
della mafia ai sensi della legislazione vigente dell'autorità
prefettizia, se c'è un principio o si estende a tutti o non si
estende a nessuno. Chiaro? Quindi, sia la questione Marinello,
sia la questione Oddo non sono nuove vittime della mafia, sono
vittime della mafia degli anni 1944 e 1966, che questo Parlamento
nel 1966 le riconobbe e nel 1999 se le scordò.
Dopo di che il Parlamento può votare come vuole, ma bisogna
sapere che qui non ci si stanno inventando nuove vittime né -
vorrei che fosse chiaro collega Speziale - stiamo facendo una
legge per la prima volta con dei nomi, perché la legge del 1999,
che riconosceva Epifanio Li Puma, Accursio Miraglia e altri
sindacalisti uccisi in Sicilia, conteneva i nomi non è che
conteneva principi, quegli stessi nomi per cui oggi si chiede che
vengano aggiunti. Punto e basta.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei sinceramente
preferito non intervenire dopo le cose dette dall'onorevole
Cracolici.
Signor Presidente, mi esprimo in maniera più diretta: non
accetto in assoluto che ci siano colleghi che, senza sapere,
indichino in norme fotografia cose serissime che riguardano la
nostra storia, la storia della antimafia siciliana. Parliamo
sempre di mafia, antimafia siciliana . Non l'accetto e sono
indignato Non ci sono nei comportamenti miei e, mi permetto di
dire di tanti altri colleghi, particolari frenesie per fare norme
fotografia. Leggo per esteso quello su cui mi sono documentato
per non parlare spesso inutilmente o solo con i pregiudizi ed
evitare al massimo di lanciare accuse totalmente infondate.
Il 24 marzo del 1966 a Tusa, in provincia di Messina, veniva
ucciso Carmelo Battaglia, socialista e sindacalista della CGIL
che aveva guidato il movimento contadino nel dopoguerra per
l'occupazione della terra.
Il suo delitto chiude una stagione di circa vent'anni durante i
quali la Sicilia ha visto cadere, tra gli altri, dirigenti e
sindacalisti come Placido Rizzotto, Epifanio Li Puma, Accursio
Miraglia, Salvatore Carnevale e tanti altri che si sono battuti
per questo straordinario movimento che ha visto fra i suoi
protagonisti anche Pio La Torre che nel 1949 guidò nel corleonese
le lotte contadine.
Sull'onda emotiva di quell'ennesimo delitto l'Assemblea
regionale siciliana approvò nel 1966 un disegno di legge per
aiutare i familiari delle vittime della mafia, ma la legge,
allora, fu impugnata dal Commissario dello Stato.
Soltanto nel 1999 l'Assemblea regionale siciliana approvava la
legge regionale numero 20 con la quale si riconosceva il
sacrificio di tanti dirigenti politici e sindacali e delle
provvidenze per i loro familiari. Nel testo definitivo per mera
dimenticanza non fu inserito in quello elenco il nome fotografia
di Carmelo Battaglia, fotografia L'emendamento di oggi serve a
porre rimedio a un'ingiustizia bella e buona che deriva da quella
omissione e vuole aggiungere il nome fotografia di Carmelo
Battaglia agli altri caduti per la Sicilia.
Questa è la norma fotografia che qualche collega dice.
MARINELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho la stampa
del tempo Siccome c'è nella legge un elenco nominativo che
possiamo leggere, è qui, questi due nominativi al tempo non
furono inseriti ed è per questa ragione che il Parlamento, che
dovrebbe operare nell'interesse complessivo della comunità, ha
utilizzato due pesi e due misure, solo per un fatto di
dimenticanza non fu inserito in quell'allegato.
Il problema sta alla base perché il legislatore poteva anche
non prevedere l'allegato, ma siccome fu previsto con i
nominativi, chiediamo al Parlamento e ci rimettiamo alla
sensibilità della Commissione - alla luce del fatto che la
Commissione finanza, trattandosi di una spesa irrisoria di 52
mila euro, ha dato oggi la copertura - e all'intero Parlamento
perché si tratta delle vittime di mafia, fra l'altro anche
l'onorevole Lenza ha firmato, oggi, questo emendamento in
Commissione, in quanto ha visto che realmente si trattava di un
mero errore del tempo, nel 1999, quando fu fatta la legge.
E' per questa ragione che ribadiamo e chiediamo alla
Commissione di dare un parere favorevole.
PRESIDENTE. La questione è molto chiara. Chiedo nuovamente il
parere alla Commissione.
MINARDO, relatore. Signor Presidente vorrei rispondere al
collega che quando faremo la modifica della legge 20 saremo
d'accordo e sicuramente sarebbe più giusto che venga inserito in
quella legge; secondo noi è meglio per tutti. Per questo motivo
esprimo parere contrario sui subemendamenti e sull'emendamento A
3.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.3.2, a firma
dell'onorevole Cracolici.
Il parere del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Mi rimetto all'Aula
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
MINARDO, relatore. Contrario.
ODDO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento A 3.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento A 3.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 53
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 32
Contrari 18
Astenuti 2
(E' approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento A.3.1. Il parere
del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Mi rimetto all'Aula
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
MINARDO, relatore. Contrario.
ODDO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento A 3.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento A 3.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 45
Votanti 44
Maggioranza 23
Favorevoli 28
Contrari 13
Astenuti 3
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.3., così come subemendato.
Il parere della Commissione?
MINARDO, relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Mi rimetto all'Aula
ODDO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Presidente
della Commissione ha dichiarato che si rimette all'Aula, pertanto
possiamo evitare la votazione per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.3. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento A.4 è inammissibile. Si passa
all'emendamento A.5. Comunico che è stata presentata una
riscrittura, l'emendamento A.5.1, a firma dell'onorevole
Speziale.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione è
delicata perché poteva sembrare che volessi intervenire in una
materia la cui competenza è quella dello Stato.
In realtà intervengo su una questione delicatissima.
Premetto che sono stato sempre contrario alla sospensione della
democrazia nei comuni anche quando si tratta di provvedimenti di
mafia; premetto questo perché sostengo questa tesi dal 1992,
premesso, altresì, che la Commissione Antimafia nelle prossime
sedute assumerà una risoluzione tendente a modificare la
normativa sugli scioglimenti dei consigli comunali, alla luce del
fatto che la legge del '92 non poteva tener conto che nel
frattempo la normativa sui consigli comunali e sull'elezione dei
sindaci si è profondamente modificata.
Si è modificato, altresì, l'apporto con la legge Bassanini ed
il peso che ha nei comuni e negli enti locali alla burocrazia
comunale. Ci troviamo in tante situazioni in cui i consigli
comunali vengono sciolti per mafia, mentre non si interviene
sull'apparato amministrativo, consigli comunali sciolti, sindaci
rimossi, giunte mandate a casa e l'apparato amministrativo, che
nei comuni ha un peso notevole, rimane in vita.
I Commissari straordinari, nominati dal Consiglio dei Ministri
, arrivano nei comuni spesso come corpo estraneo e rimane intatto
e invariato l'apparato amministrativo. Proporrò alla Commissione
nazionale Antimafia di modificare profondamente la legge alla
luce di questi due fatti che sono intervenuti.
Tuttavia, penso che in questo momento l'unico modo per dare un
contributo è quello di poter dire ai Commissari straordinari che
vengono nominati nei comuni sciolti per mafia o negli enti
sciolti per mafia, di potere avere il sostegno, l'aiuto nelle
figure apicali di funzionari della Regione che debbono essere
concordati con il Ministero degli Interni, nominati
dall'Assessore regionale.
Capisco che la norma potrebbe violare ed entrare in momenti
particolari, però, è un guaio
Cito un caso. Ci sono tanti comuni in cui vengono rimossi i
sindaci,vengono rimossi i consigli comunali senza avere alcuna
responsabilità, qualche volta, mentre rimangono in vita i
dirigenti che hanno un potere straordinario in questo momento,
per cui, penso, che con questa norma dobbiamo fare in modo che -
mi rendo conto è una norma nuova, difficile perché nel quadro
normativo attuale potrebbe essere di difficile applicazione -
che l'Assemblea possa contribuire nei comuni sciolti per mafia
attraverso l'impegno diretto mandando lì persone concordate con
il Ministero degli Interni per rimuovere - lo dico chiaramente -
lo status quo ante, quello che c'è prima dell'intervento della
Commissione straordinaria. Quindi, penso, e questa è la ragione
per cui l'ho fatto, che questo emendamento possa essere approvato
dall'intero Parlamento.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido nello
spirito l'intervento e la volontà dell'onorevole Speziale, però
ritengo ci sia un problema di natura giuridica. La legge attuale
non consente di nominare fra la terna che indica il Prefetto,
dopo il decreto di scioglimento del Presidente della Repubblica,
su proposta del Ministro degli interni, un Commissario nominato
dalla Regione siciliana. Può essere una forte provocazione, ma
ritengo che giuridicamente non si possa fare e si rischia di
esporre la legge ad un'impugnativa.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, la penso esattamente come lei.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Io ho anticipato il mio giudizio, nel senso che la penso
esattamente come l'onorevole Caputo, per cui vorrei chiedere
all'onorevole Speziale di ritirare l'emendamento.
CRACOLICI. Vorrei rassicurare l'onorevole Caputo e l'Aula
perché ritirerò questo emendamento, ma per una ragione che è
esattamente contraria a quello che ha detto l'onorevole Caputo e
spiego perché.
Questo emendamento, in parte, è inutile perché oggi la
Commissione prefettizia, purtroppo, non può rimuovere i
funzionari del comune, ma può avvalersi di altri funzionari che a
comando anche da altre amministrazioni possono essere assegnati
dalla Commissione prefettizia per alcuni ruoli che la Commissione
ritiene. Sto dicendo, in parte è inutile.
Penso che il collega Speziale abbia voluto porre un problema
sul quale non si può che chiedere alla Commissione antimafia e
al Parlamento nazionale di superare uno scoglio che dura da 15
anni, ovvero che i comuni vengano sciolti per mafia, per le
infiltrazioni tra la politica e la mafia, ma è acclarato, in
alcuni casi, che i comuni sciolti per mafia hanno anche rapporti
tra la burocrazia e la mafia, per cui i politici vengono sciolti,
la burocrazia non può essere, no sciolta, ma almeno trasferita.
C'è un limite in questa legislazione. Non c'è dubbio che
bisogna fare voto perché il Parlamento nazionale ponga fine a
questa ipocrisia, per cui la politica in quanto tale è inquinata,
la burocrazia, anche se inquinata, è inamovibile per i diritti
soggettivi del pubblico impiego.
Credo che il collega Speziale voglia sostanzialmente porre
questo tema, ma non è nella nostra giurisdizione. E' un tema da
Parlamento nazionale.
La questione riformulata è già prevista dalla legislazione
attuale, si può chiamare a comando personale esterno alle
amministrazioni, però rimane il fatto che, purtroppo, non si
possono ancora rimuovere i funzionari che hanno problemi di
condizionamento. Pertanto ritiro l'emendamento, ma non facciamo
le belle lezioni
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, quindi l'emendamento A.5.1 è
ritirato. Decade quindi anche l'emendamento A.5.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ma, se è ritirato, finisce anche il motivo della
contesa. Prego onorevole Maira.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
proporre di trasformarlo in ordine del giorno.
PRESIDENTE. Si può fare un ordine del giorno e inserirlo in
coda.
INCARDONA, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, onorevole Assessore, l'argomento è molto
interessante e vorrei intervenire.
Se la ragione è quella che ho ascoltato, cioè di fare in modo
che il burocrate che sia stato destinatario di provvedimenti che,
in qualche caso, nel caso degli eletti portano allo scioglimento,
mentre nel caso dei burocrati non portano a nessuna conseguenza,
mentre la norma che prevede la nomina a fianco dei commissari
straordinari invaderebbe la competenza dello Stato, per cui noi
non possiamo votarla - così come è stato già evidenziato -
rientra nei nostri poteri prevedere che i burocrati che vengono
colpiti da determinati provvedimenti non abbiano le garanzie
contrattuali, normative di cui normalmente godono.
Questo rientra nella nostra competenza.
Allora, l'ordine del giorno può essere impostato su questa
base.
E penso che così diamo ragione all'onorevole Caputo. Quindi,
propongo di preparare l'emendamento impostandolo così.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A 5.2 a firma degli
onorevoli Colianni, Arena ed altri che sostanzialmente ripropone
il tema comunicato dall'onorevole Colianni, cioè di sanzioni nel
caso di imprenditori che avessero usato questa norma per fini non
trasparenti.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
ha una parte finale il cui spirito, personalmente condivido.
Signor Presidente, può leggere bene l'articolato?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, leggo: L'imprenditore che, a
seguito di sentenza penale di condanna passata in giudicato,
fosse dichiarato colpevole per il reato di cui all'articolo 367
del Codice penale (simulazione di reato), commesso al fine di
godere dei benefici a qualunque titolo, compresi quelli di cui
all'articolo 3 comma 2, lettere a), b) e c) della presente legge,
viene escluso per anni cinque dall'accesso a qualunque forma di
beneficio, non solo di carattere economico, proveniente dalla
Regione siciliana o da altro ente pubblico regionale o ente
locale'.
LACCOTO. Quando noi diciamo da qualunque beneficio di ente
locale o di ente pubblico', che vogliamo dire?
L'estensore che ha fatto l'emendamento vuole parlare dei
benefici previsti da questa legge oppure di altre, perché così è
molto generico.
PRESIDENTE. Io credo che ci si riferisca a qualunque altra
legge.
LACCOTO. Scritto così questo emendamento creerà una serie di
problemi fra gli enti locali e gli imprenditori. Ad esempio, si
può partecipare ad una gara con un ente locale oppure no?
Bisogna chiarire quali sono gli aspetti, perché lì non è
chiarito, parla di beneficio in generale.
Io penso che questa interpretazione creerà dei problemi.
Quando lei parla di benefici, per me, imprenditore, che posso
partecipare alla gara non è un beneficio. Questo articolo creerà
dei problemi.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI Signor Presidente, onorevoli colleghi, non c'è
bisogno di essere lunghi perché è estremamente chiaro quello che
è scritto. Condivido che magari occorra scrivere beneficio o
attività contrattuali in maniera tale che sia ben .
CORDARO Ma è condannato
COLIANNI. Di ogni gara solo quelli, se dovesse essere
necessario chiarirlo, ulteriormente, lo si può chiarire, però a
me sembra molto chiaro.
PRESIDENTE Molto chiaro, onorevole Laccoto, perché quando si
parla di condanna penale, passata in giudicato non credo che
COLIANNI La Regione siciliana, così come premia, deve
certamente sanzionare il criminale.
PRESIDENTE E' chiaro. E' molto chiaro. Forse l'onorevole
Laccoto si riferiva ad altro tipo di beneficio. Cioè alla
partecipazione a gare pubbliche o quant'altro. Ma credo che un
condannato con sentenza passata in giudicato abbia perduto questo
diritto per cui credo che sia molto chiaro così come è scritto.
Il parere della Commissione?
ODDO relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SORBELLO, assessore per il Territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.6, a firma degli onorevoli Leanza
Nicola, D'Agostino, Speziale e Lentini.
Il parere della Commissione?
ODDO, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SORBELLO, assessore per il Territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 14, nel testo risultante. Chi è
favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sull'ordine dei lavori
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
sollevare all'Aula una questione importantissima. E' accaduto
altre volte che l'Aula abbia esitato testi normativi che poi si
sono rivelati imprecisi, nonostante le buone intenzioni, cioè che
abbiano prodotto effetti difformi alla volontà e alla ratio della
legge stessa.
Credo che siamo in uno di questi casi ma, forse, siamo in tempo
per tentare di evitarlo.
L'articolo 2, che ha il nobilissimo intento di rendere
tracciabili i pagamenti, i percorsi finanziari che afferiscono ad
un appalto. Ma se noi lo rendiamo possibile attraverso un unico
conto corrente per ciascun appalto, costruiamo un meccanismo
inapplicabile per le imprese. Le spiego subito perché.
Se la stessa impresa ha due appalti contemporaneamente, come è
giusto, normale, auspicabile che possa essere, e quindi si vuole
avvalere delle entrate, dei guadagni di uno di questi appalti per
far fronte alle spese di un altro appalto, con questa norma non
lo potrebbe fare perché il conto deve essere unico e quindi per
quell'appalto, in quel conto corrente, possono entrarvi solamente
somme di quella amministrazione aggiudicante, di quell'appalto.
Questo rende assolutamente difficile la gestione economico-
finanziaria dei lavori e della impresa e non aiuta la finalità
che dobbiamo porci, e che vogliamo raggiungere, che è quella
della tracciabilità. Quindi noi potremmo individuare, potremmo,
in ossequio all'intento del dibattito che si è sviluppato, dire
al posto di aprire un solo conto corrente , comunicare, almeno,
un conto corrente ; l'importante è che l'amministrazione sappia
che i conti correnti che si usano sono individuabili, anche
perché, e l'altro problema è più grave e lo voglio segnalare, ci
sono spese divisibili, e quindi che possono essere attribuite ad
un appalto e soltanto a quello. Ma ci sono spese dell'impresa che
opera contemporaneamente su due o più appalti, che non sono
divisibili. Ad esempio, un capocantiere che opera su tre
appalti, oppure le spese generali dell'impresa stessa. Queste non
sono divisibili.
Così come è scritta la norma non si capisce come possano essere
pagate a valere su un solo appalto, su quel solo conto corrente,
e, quindi, è necessario che noi correggiamo la norma.
Io faccio una proposta - l'onorevole Lupo probabilmente ne
formalizzerà una analoga o simile - che è la seguente: in sede di
coordinamento formale del testo ai sensi del 117 bis, nell'art.
2, sostituire alla parola aprire la parola comunicare almeno ;
intendere che al posto delle parole sul quale si dica su cui ,
e dove si legge tale conto corrente semplicemente essi .
In questo modo, noi salvaguardiamo totalmente il principio di
rendere individuabili, certi ed unici - cioè non altri - quei
conti correnti che fin dall'inizio, nel contratto, l'appaltatore
segnala essere quelli attraverso cui opererà - e non altri - ma
non vincoliamo ad una camicia di Nesso che renda impraticabile
l'esercizio dell'appalto e vanifica il senso della norma.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la legge ha completato il suo
percorso. L'articolato è stato ultimato. Adesso vedremo insieme
agli Uffici se, tecnicamente, utilizzando l'articolo 117 del
Regolamento interno è possibile fare, formalmente, questa
correzione. Nel frattempo possiamo passare all'ultimo disegno
posto all'ordine del giorno. Avverto che la votazione finale del
disegno di legge n. 205/A, avverrà successivamente
FARAONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri ho
presentato un ordine del giorno sulla questione che riguarda la
legge sui suini, i cinghiali - è stata chiamata così anche dagli
organi di stampa - che prevede di impegnare il Governo a
promulgare le parti non impugnate dal Commissario dello Stato.
Chiedo, se è possibile, prima di passare all'esame dell'altro
disegno di legge, votare questo ordine del giorno presentato
ieri.
PRESIDENTE. Onorevole Faraone, prima della votazione finale dei
disegni di legge, metteremo in votazione tutti gli ordini del
giorno - tra cui anche il suo.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione del disegno di legge Norme sulla
proroga delle autorizzazioni all'esercizio di cava e
sull'aggiornamento del piano regionale dei materiali di cava e
del piano regionale dei materiali lapidei di pregio. (133/A)
Si passa al seguito della discussione del disegno di legge
Norme sulla proroga delle autorizzazione all'esercizio di cava e
sull'aggiornamento del piano regionale dei materiali di cava e
del piano regionale dei materiali lapidei di pregio n. 133/A,
posto al n. 4). Invito i componenti la III Commissione a
prendere posto al banco delle Commissioni.
Ricordo agli onorevoli colleghi che la discussione generale è
stata chiusa nella seduta n. 39 del 5 novembre 2008.
Ricordo, altresì, che l'onorevole Oddo, relatore del disegno
di legge, ha già svolto la relazione.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'art. 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Proroga di autorizzazioni all'esercizio di cava
1.Sino all'approvazione del Piano regionale del materiale da cava
di cui all'articolo 1 della legge regionale 9 dicembre 1980, n.
127 e, in ogni caso, per non più di tre anni , qualora non sia
stato completato il programma di coltivazione autorizzato, le
autorizzazioni rilasciate dal Distretto Minerario, ad esclusione
delle isole Eolie, sono prorogate di diritto fino al
completamento del programma medesimo.
2. Sino all'approvazione dei relativi piani di gestione e, in
ogni caso, per non più di due anni, qualora non sia stato
completato il programma di coltivazione autorizzato per
l'esercizio di cave ricadenti in ambiti di siti di importanza
comunitaria (SIC), zone di speciale conservazione (ZSC) e zone di
protezione speciale (ZPS), le autorizzazioni rilasciate dal
distretto minerario sono prorogate di diritto sino al
completamento del programma medesimo, fatte salve le valutazioni
di incidenza di cui all'articolo 1 della legge regionale 19
aprile 2007 n. 13.
3. Per le finalità di cui ai commi 1 e 2, entro il
sessantesimo giorno antecedente alla data di scadenza
dell'autorizzazione, il titolare della medesima comunica al
Distretto minerario la volontà di proseguire l'attività
estrattiva fino al completamento del piano di coltivazione
precedentemente autorizzato, allegando una relazione tecnica
contenente il programma di utilizzazione del giacimento residuo.
Il Distretto minerario autorizza la proroga nel termine
perentorio di sessanta giorni dal ricevimento della
comunicazione, previa verifica della sussistenza dei requisiti di
legge di chi ne fa richiesta.»
Comunico che all'art. 1 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dal Governo: 1.5
- dagli onorevoli Caputo ed altri: 1.6
- dall'onorevole Faraone: 1.2, 1.3
- dall'onorevole Caronia: 1.4
- dagli onorevoli Caputo e Oddo: 1.1
L'emendamento 1.5 a firma del Governo, viene ritirato.
Sull'emendamento 1.6 a firma Caputo, Leanza, Pugliese,
D'Agostino, c'è un problema che riguarda una frase, quella posta
quart'ultimo rigo: anche in deroga ai procedimenti previsti
dalla normativa vigente . Questo ovviamente potrebbe comportare
qualche problema. Volevo ricordare ai colleghi che ultimato
l'esame di questo disegno di legge sarà convocata una Conferenza
dei Presidenti dei gruppi parlamentari in Sala lettura deputati,
lì stabiliremo rapidamente l'ordine del giorno relativo alla
sessione di bilancio. Successivamente, si torna in Aula, per dare
il voto finale agli ordini del giorno. Il parere della
Commissione sull'emendamento 1.6?
ODDO. Favorevole.
PRESIDENTE. Ripeto che la frase anche in deroga ai
procedimenti previsti dalla normativa vigente , potrebbe
pregiudicare l'esito della legge. Si potrebbe sopprimere questo
periodo con un subemendamento.
Comunico che è pervenuto un emendamento soppressivo di questo
inciso. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.6, così come emendato. Il
parere della Commissione?
ODDO, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SORBELLO, assessore per il Territorio e l'Ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 1.2 è precluso.
Si passa all'emendamento 1.4, a firma dell'onorevole Caronia,
che non essendo stato presentato in Commissione viene dichiarato
inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.3, a firma dell'onorevole Faraone.
Su questo emendamento la Commissione Bilancio ha espresso
parere favorevole, ma viene emendamento con senza oneri
aggiuntivi a carico del bilancio regionale .
CRACOLICI. E come è possibile? Come si nomina un commissario
senza oneri?
PRESIDENTE. C'è un parere favorevole della Commissione
Bilancio .
ODDO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO, relatore. Signor Presidente, la valutazione d'incidenza,
basta leggere bene il testo, è stata inserita per quanto concerne
le zone ZPS, le zone ZSC e le zone SIC. Basta fidarsi un attimo
di coloro i quali hanno lavorato sul testo. Onorevole Faraone,
quindi, se lo desidera, può ritirare l'emendamento.
FARAONE. Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 1.1, a firma degli onorevoli Caputo e Oddo.
Il parere della Commissione?
ODDO, relatore. Signor Presidente, il parere della Commissione
è favorevole e, soprattutto, visto e considerato che,
evidentemente, bisogna fare i conti con la questione che riguarda
se va fatta o meno la valutazione d'impatto ambientale. Abbiamo
presentato questo emendamento per confermare che si tratta di
estrarre poco materiale . E, siccome le sentenze della Corte di
giustizia europea vengono incontro al concetto di poco materiale
da estrarre , evidentemente, l'emendamento è assolutamente
strategico.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SORBELLO, assessore per il Territorio e l'ambiente.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Aggiornamento del piano regionale dei
materiali da cava e del piano regionale dei materiali
lapidei di pregio
1. Il piano regionale dei materiali da cava di cui all'art. 4
della legge regionale 9 dicembre 1980 n. 127 e il piano regionale
dei materiali lapidei di pregio di cui all'art. 40 della stessa
legge sono aggiornati, contestualmente o separatamente, con
periodicità non oltre i tre anni.
2. All'aggiornamento dei piani provvede l'assessorato regionale
dell'industria della Regione siciliana, sentiti il Consiglio
regionale delle miniere, i comuni territorialmente interessati,
le organizzazioni di categoria, i consorzi di settore e il
distretto produttivo regionale dei materiali lapidei di pregio.
3. L'assessore regionale per l'industria adotta con proprio
decreto gli aggiornamenti ai piani di cui al comma 1, fatte salve
le procedure di cui al decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4.
4. L'articolo 7 della legge regionale 9 dicembre 1980 n. 127, è
abrogato.»
Comunico che all'articolo 2 non sono stati presentati
emendamenti. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Articolo 3
Integrazioni e modifiche di norme
1. Dopo il comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 15
maggio 1991, n. 24 è aggiunto il seguente comma:
3 bis. La mancata redazione da parte dei comuni interessati dei
progetti di cui al comma 3 o la mancata approvazione degli stessi
da parte dell'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente, non osta al rilascio di nuove autorizzazioni e/o
all'ampliamento di cave in atto'.
2. Nella legge regionale 9 dicembre 1980, n. 127 l'espressione
Comitato regionale per la programmazione , ovunque
ricorra, è soppressa.»
Comunico che all'articolo 3 sono stati presentati due
emendamenti ed un subemendamento.
Si passa all'emendamento 3.2, con il subemendamento 3.2.1,
entrambi a firma dell'onorevole Dina.
DINA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Onorevole Oddo, lei giudica senza avere ascoltato quello
che è alla base di questo emendamento. Non so se ha letto la
riscrittura, forse non ancora, legga la riscrittura
L'emendamento interviene all'articolo 3: Integrazioni e
modifiche di norma . Interveniamo sull'articolo 29 della legge n.
127.
Il parere della Commissione?
ODDO, relatore. La riscrittura è totalmente diversa, pertanto,
il parere della Commissione è favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SORBELLO, assessore per il Territorio e l'ambiente.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 3.2.1. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevole Dina, essendo il subemendamento 3.2.1 di
riscrittura dell'emendamento 3.2, questo non va
votato.L'emendamento 3.2, pertanto, è decaduto. L'emendamento 3.3
dell'onorevole D'Antoni, ha ricevuto parere contrario dalla
Commissione Bilancio , quindi è inammissibile.
Il Governo ha presentato l'emendamento.
SORBELLO, assessore per il Territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO, assessore per il Territorio e l'ambiente. Signor
Presidente onorevoli colleghi, sostanzialmente il subemendamento
3.4 non fa altro che cassare l'ultimo periodo dell'emendamento
3.3 e cioè a dire gli oneri a carico del bilancio regionale.
Parliamo di recupero ambientale che possono attuare e
programmare privati o società miste per rendere accessibili
questi luoghi già dimessi, per cui cassando l'impegno economico
nel bilancio regionale ho ritenuto opportuno di proporre il
subemendamento 3.4.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ODDO, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è d'accordo resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante. Chi è
d'accordo resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
FARAONE. Signor Presidente, dichiaro il mio voto contrario.
PRESIDENTE. Invito gli Uffici a prendere nota.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Lo pongo in votazione. Chi
è d'accordo resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge n. 133/A,
avverrà successivamente.
Onorevoli colleghi, vi invito a premunirvi del tesserino in
maniera tale da poter votare le quattro leggi.
Invito gli assistenti a chiamare i deputati che sono presenti
in zona perché ho dato una comunicazione che ho modificato in
corso d'opera.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del
giorno:
N. 23 Iniziative per includere l'aeroporto di Reggio Calabria
tra le tratte aeree sociali , a firma dell'onorevole Buzzanca ed
altri;
N. 27-30 Misure per il recupero ambientale delle aree
destinate a cave, ex art. 2 della legge regionale n. 24 del
1991 , a firma dell'onorevole Oddo ed altri;
N. 33 Percorsi sperimentali triennali di IeFP (tipologia B)
per i minori in obbligo di istruzione in Sicilia a firma
dell'onorevole D'Antoni;
N. 34 Misure a sostegno dei comuni della Valle del Belice
colpiti dal terremoto del 1968 , a firma dell'onorevole Oddo ed
altri;
N. 35 Iniziative urgenti allo scopo di garantire lo
stanziamento dei fondi già destinati alla ricostruzione del
Belice , a firma dell'onorevole Di Benedetto ed altri;
N. 36 Interventi a sostegno dei fondi rischi dei confidi
riconosciuti dalla Regione , a firma dell'onorevole Oddo ed
altri;
N. 37 Risorse finanziarie per il personale operante nel
settore della Pubblica istruzione in Sicilia, a firma
dell'onorevole Caputo ed altri;
N. 38 Misure necessarie a garantire il funzionamento
dell'impianto di pubblica illuminazione a Catania , a firma
dell'onorevole Barbagallo ed altri;
N. 40 Comune di Lipari - Iniziative a sostegno dei lavoratori
della Pumex , a firma dell'onorevole Caputo ed altri;
N. 41 Misure per l'assegnazione degli alloggi sequestrati alla
mafia dalle Forze di Polizia , a firma dell'onorevole Apprendi ed
altri;
N. 42 Misure per lo svincolo di ipoteche che gravano sui beni
confiscati alla mafia , a firma dell'onorevole Faraone;
N. 43 Promulgazione con l'omissione delle parti impugnate,
della delibera legislativa recante Norme di controllo del
sovrappopolamento di fauna selvatica o inselvatichita in aree
naturali protette , a firma dell'onorevole Faraone ed altri;
N. 44 Iniziative della Regione siciliana finalizzate al
contrasto del fenomeno del racket e dell'usura , a firma
dell'onorevole Oddo;
N. 46 Riapertura del Dormitorio dei Benedettini di Monreale ,
a firma dell'onorevole Caputo ed altri;
N. 47 Iniziative in materia di gestione dei rifiuti , a firma
dell'onorevole Raia ed altri;.
N. 48 Iniziative a favore dell'inserimento dei lavoratori ex
Telecom s.r.l. , a firma dell'onorevole Caputo ed altri;
N. 49 Iniziative a favore della continuità dell'attività di
medici senza frontiere , degli onorevoli Gucciardi e altri.
Si passa all'ordine del giorno n. 23 Iniziative per includere
l'aeroporto di Reggio Calabria tra le tratte aeree sociali a
firma dell'onorevole Buzzanca ed altri.
CRACOLICI. Ma di che stiamo parlando?
MARZIANO. Dobbiamo aspettare la distribuzione del testo per
potere votare.
PRESIDENTE. Mentre vengono distribuiti i testi degli ordini del
giorno, vi ricordo che, in corso d'opera, abbiamo modificato la
nostra decisione: votiamo gli ordini del giorno, votiamo le leggi
e alla fine convochiamo la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, così chi non fosse interessato poi può anche
andare.
Il parere del Governo sull'ordine del giorno numero 23?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio
l'artigianato e la pesca. Il Governo lo accoglie come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno 27/30 Misure per il
recupero ambientale delle aree destinate a cave ex art. 2 L.R.
24/91 a firma dell'onorevole Oddo ed altri.
Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio
l'artigianato e la pesca. Il Governo lo accoglie come
raccomandazione.
PRESIDENTE. E' stato presentato l'ordine del giorno n. 33
SPercorsi sperimentali triennali IESP tipologia B per i minori
in obbligo di istruzione in Sicilia a firma dell'onorevole
D'Antoni.
Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio
l'artigianato e la pesca. Il Governo lo accoglie come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 34 Misure a
sostegno dei comuni della Valle del Belice colpiti dal terremoto
del 68 a firma dell'onorevole Oddo.
Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 35 Iniziative
urgenti allo scopo di garantire lo stanziamento dei fondi già
destinati alla ricostruzione del Belice a firma dell'onorevole
Di Benedetto. Mi pare sia uguale o quasi all'ordine del giorno n.
34.
Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, non si riesce a
capire chi deve mettere soldi, perché se dobbiamo fare un tavolo
con il Governo nazionale, va bene, altrimenti noi non riusciamo
ad interpretare chi deve mettere questi 30 milioni di euro.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella
finanziaria 2007 il Governo nazionale ha stanziato per la
ricostruzione del Belice, mi riferisco all'edilizia privata, 20
milioni per il 2007, 30 milioni per il 2008 e 50 milioni di Euro
per il 2009. Successivamente, nella finanziaria 2008 vengono
finanziati ulteriori 50 milioni per le infrastrutture nella Valle
del Belice.
Bene, adesso il Governo nazionale con un provvedimento di legge
ha sottratto al Belice i 50 milioni stanziati nella finanziaria
2008 ed ha ridotto di 12,5 milioni di Euro il finanziamento
previsto nella finanziaria 2007 a far capo al 2009. Di fatto,
però, non ha toccato né i 20 milioni del 2007 che sono stati già
erogati, né i 30 milioni; mentre i 20 milioni del 2007 erano già
stati erogati, i 30 milioni relativi al 2008 non sono stati
ancora effettivamente erogati e non sono stati neanche toccati,
tolti o soppressi. Quindi, si chiede di accelerare il
trasferimento di queste somme ai comuni del Belice. Sono somme
che non sono state ancora toccate.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 36 Interventi a sostegno dei
fondi rischi dei confidi riconosciuti dalla Regione , degli
onorevoli Oddo ed altri. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 37 Risorse finanziarie per
il personale operante nel settore della pubblica istruzione in
Sicilia , degli onorevoli Caputo ed altri. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Il Governo lo accetta come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 38 Misure
necessarie a garantire il funzionamento dell'impianto di pubblica
illuminazione a Catania , degli onorevoli Barbagallo ed altri.
Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, credo che questo
ordine del giorno, nei fatti, sia stato superato per l'attività
del Comune, del sindaco, del Governo nazionale. Pur tuttavia, il
Governo lo accetta come raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 40 Comune di
Lipari - Iniziative a sostegno dei lavoratori della Pumex , degli
onorevoli Caputo e altri. Il parere del Governo?
RINALDI. Chiedo di apporre la mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Il Governo lo accetta come
raccomandazione.
PRESIDENTE. L'onorevole Caputo chiede che venga posto in
votazione.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Considerato che il Governo già si è
attivato ad una serie di incontri e credo che ci sia anche un
disegno di legge in Commissione che tratta l'argomento, il
Governo è assolutamente interessato ad affrontare il problema, ma
lo accetta come raccomandazione perché si vuole chiudere questa
vicenda.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 41 Misure per
l'assegnazione di alloggi sequestrati alla mafia dalle forze di
polizia , degli onorevoli Apprendi ed altri. Il parere del
Governo?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Il Governo lo accetta come
raccomandazione.
LUPO. Chiedo di apporre la firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CAPUTO. Chiedo di apporre la firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno n. 42 Misure per lo svincolo di
ipoteche che gravano sui beni confiscati alla mafia ,
dell'onorevole Faraone. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Il Governo lo accetta come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 43 Promulgazione
con l'omissione delle parti impugnate, della delibera legislativa
recante norme di controllo del sovraffollamento di fauna
selvatica o inselvatichita in aree naturali protette' , degli
onorevoli Faraone ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 44 Iniziative della Regione
siciliana finalizzate al contrasto del fenomeno del racket e
dell'usura , dell'onorevole Oddo.
CAPUTO. Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno n. 34.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
COLIANNI Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno n.
44.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 44. Il parere del
Governo?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 46 Riapertura del dormitorio
dei Benedettini a Monreale , dell'onorevole Caputo. Il parere
del Governo?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Il Governo lo accetta come
raccomandazione.
Si passa all'ordine del giorno n. 47 Iniziative in materia di
gestione dei rifiuti , a firma dell'onorevole Raia. Il parere del
Governo?
SORBELLO, assessore per il Territorio e l'Ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 48 Iniziative a favore
dell'inserimento dei lavoratori ex Telecom s.r.l. , degli
onorevoli Caputo ed altri.
GALVAGNO. Chiedo di apporre la firma.
FERRARA. Chiedo di apporre la firma.
MARZIANO. Chiedo di apporre la firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Il parere del Governo sull'ordine del giorno?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, chiedo, se è
possibile, di rinviare la discussione su questo ordine del
giorno perché l'Assessore per il lavoro è assente. Credo che
bisogna avere un minimo di relazione dell'Assessore in ordine
all'attività che ha posto in essere negli ultimi incontri.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io pregherei
l'assessore Di Mauro di rivedere il proprio parere perchè ieri
c'è stata una riunione all'Assessorato del lavoro ed è stato
concordato con l'Assessore per il lavoro la presentazione di
questo ordine del giorno, perchè c'è già un precedente accordo
con l'Assessore dell'epoca.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, non me ne voglia
l'onorevole Caputo, ma non conosco questa vicenda, né la conosce
l'Assessore per il territorio. Credo che su questa materia sia
necessario acquisire una relazione da parte dell'Assessore per il
lavoro e, quindi, se lo rinviamo di qualche settimana, cioè alla
prima seduta utile, non credo che sia la fine del mondo. Non
dubito assolutamente di quello che lei dice, ma credo che sia
opportuno che la parte competente del Governo si pronunci.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, mi sembra opportuno che lei,
intanto, si accontenti del fatto che il Governo lo accetti come
raccomandazione e vorrei spendere due parole di apprezzamento per
l'atteggiamento responsabile dell'Assessore Di Mauro che, non
conoscendo il tema, giustamente non vuole dare parere. Credo che
sia l'atteggiamento che dovremmo seguire anche per il futuro,
perché se acquisissimo anche la consapevolezza che gli atti
parlamentari poi hanno una refluenza esterna, dovrebbero
teoricamente anche attivare dei procedimenti amministrativi,
delle ipotesi legislative. Chiaramente, un componente del Governo
deve esprimere un parere avendo perfettamente chiaro il quadro;
quando a volte si esprimono pareri con eccessiva leggerezza o
superficialità finiscono per rimanere atti inespressivi o lettera
morta.
Per cui, do apprezzamento al comportamento del Governo che nel
momento in cui dà un parere favorevole ad un ordine del giorno sa
perfettamente che poi l'ordine del giorno darà seguito ad un
procedimento amministrativo, quindi ad una attivazione da parte
del Governo.
Quindi, il Governo lo accetta come raccomandazione.
LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine del giorno n. 48.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, non sono riuscito a farmi sentire
prima; intanto, chiedo di apporre la mia firma.
I lavoratori Telecom hanno già avuto delle audizioni anche in
Commissione Lavoro , sono in cassa integrazione straordinaria
da oltre 10 anni e rischiano di perdere il beneficio, è, dunque,
una questione urgente e credo che l'Assessore Incardona ne sia a
conoscenza.
Il progetto PARI è sostanzialmente finalizzato all'inserimento
di questi soggetti in aziende private, incentivando le
assunzioni; quindi non è una misura che scarica minimamente i
costi sulla Pubblica Amministrazione. E' una questione di estrema
urgenza, mi auguro che quanto prima possa essere trattato
l'ordine del giorno in Aula.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto che l'onorevole Apprendi ha
chiesto di apporre la firma a questo ordine del giorno.
Onorevoli colleghi, il fatto che il Governo abbia accettato
l'ordine del giorno come raccomandazione è l'espressione di una
precisa volontà.
Si passa all'ultimo ordine del giorno n. 49 Iniziative a
favore della continuazione dell'attività di Medici senza
frontiere , dell'onorevole Gucciardi. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Il Governo lo accetta come
raccomandazione.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme per la continuità del reddito minimo d'inserimento» (n.
251/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Norme per la continuità del
reddito minimo d'inserimento» (n. 251/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 53
(L'Assemblea approva)
L'onorevole Leanza Nicola dichiara di avere votato a favore e,
pertanto, i presenti e i votanti sono 54.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Misure urgenti per fronteggiare l'aumento dei carburanti nel
settore della pesca nonché per il rilancio competitivo del
settore (n. 194/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Misure urgenti per fronteggiare
l'aumento dei carburanti nel settore della pesca nonché per il
rilancio competitivo del settore» (n. 194/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 54
Votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 53
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Misure di contrasto alla criminalità organizzata» (n. 205/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Misure di contrasto alla criminalità
organizzata» (n. 205/A).
Comunico che sono stati presentati, ai sensi dell'articolo 117
del Regolamento interno, i seguenti emendamenti:
- dalla Commissione:
- emendamento 117.1;
- dagli onorevoli Cracolici e Lupo:
- emendamento 117.2.
LUPO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, voglio precisare che il senso
dell'emendamento 2.4 a firma mia e dell'onorevole Adamo è quello
di evitare che nell'ambito di lavoro in appalto si possano
realizzare fenomeni di lavoro sommerso irregolare o lavoro nero
e, quindi, il fatto che i lavoratori siano pagati a mezzo
bonifico evita quello che viene comunemente detto lavoro
grigio , cioè che a fronte di una busta paga per cento di fatto
venga corrisposta in contanti una retribuzione di importo
inferiore.
L'emendamento è riformulato nel senso che i pagamenti delle
retribuzioni al personale sono effettuati dall'aggiudicatario a
mezzo bonifico bancario. Questo è l'essenziale della norma, non è
strettamente necessario che il bonifico bancario avvenga
dall'unico conto unico istituito con il presente articolo.
Lo motivo meglio: può capitare che un capo cantiere lavori per
quattro o cinque cantieri e non è possibile fargli cinque buste
paga o fargli pervenire un accredito da cinque conti correnti;
quindi può divenire anche una norma di fatto problematica, sia
per l'azienda che per il lavoratore.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'articolo 117 del Regolamento
interno può essere utilizzato per correzioni formali, non per
correzioni sostanziali. L'articolo 117 del Regolamento interno,
come tutti voi sapete, è utilizzato per correggere la forma, cioè
quando un articolo è scritto male, quando un articolo risulta
essere inefficace, quando non ha una costruzione logica perfetta.
Questa è una modifica sostanziale che andava eventualmente
approvata durante l'articolato. Invito, pertanto, l'onorevole
Lupo a ritirare l'emendamento.
LUPO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 117.1, che recita: Al comma 1
dell'articolo 5 dopo le parole e successive modifiche e
integrazioni aggiungere le parole , anche se assegnati in
gestione da questi a consorzi di comune .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho
formalizzato in emendamento le osservazioni che ho posto prima
all'Aula, se lei ritiene le posso formalizzare. Ritengo che
avendo specificato
PRESIDENTE. Possiamo tenerne conto anche verbalmente se si
tratta di correzioni formali; se sono correzioni sostanziali,
ovviamente, sa bene che non si può.
DE BENEDICTIS. Infatti, proprio per questo non sto presentando
l'emendamento perché le intendo correzioni formali che suggerisco
nel mio intervento e che gli Uffici potranno recepire e che
preciso nuovamente.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, possiamo prendere spunto
dal suo intervento di un'ora fa per valutare se ci sono le
condizioni per proporre un emendamento, ai sensi dell'articolo
117, d'ufficio.
MINARDO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo disegno
di legge è sicuramente frutto di un lavoro sinergico, fatto
dall'intera Commissione Antimafia e, quindi, anche dal Presidente
Speziale, che io voglio ringraziare e ringrazio anche i
componenti della I Commissione che sicuramente hanno collaborato
per migliorare questo disegno di legge. Ringrazio tutti i
colleghi parlamentari perché il dibattito in Aula è stato
proficuo e ha dato la possibilità di poter fare una legge più
compiuta e corretta nell'interesse dei cittadini siciliani.
Con questo disegno di legge il Parlamento ha voluto mettere in
atto uno strumento importante per contrastare la criminalità
organizzata. Abbiamo visto che con il coinvolgimento che c'è nel
testo da parte di tutte le istituzioni, a partire dai comuni,
dalla scuola, quindi coinvolti anche gli studenti, è un fatto
importante e positivo. Abbiamo visto anche una maggiore
trasparenza per quanto riguarda gli appalti e, quindi, per
l'utilizzo dei fondi pubblici.
Vista l'ora tarda concludo nel ringraziare tutti, perché
sicuramente con questo atto, anziché parlare di antimafia,
abbiamo veramente e concretamente dato una norma importante alla
Sicilia coinvolgendo l'intero Parlamento siciliano e, quindi,
tutti i rappresentanti istituzionali di questo Parlamento.
Ringrazio tutti e preannuncio il voto favorevole da parte del
Movimento per l'Autonomia.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
urtare la sensibilità dei deputati poiché siamo tutti stanchi.
Oggi è stata una giornata intensa. Credo, però, sia doveroso,
rispetto ai diversi testi che meritano la dovuta attenzione del
Parlamento, prestare una particolare attenzione a questo testo
anche perché per una volta, o forse una delle poche volte, il
Parlamento legifera non sull'onda di una emergenza sociale, nel
senso di un bisogno da soddisfare, né a carattere ordinario, che
è pure importante, come può essere il bilancio o la finanziaria
che ha una visione di programmazione.
Interveniamo e credo in questo momento siamo gli unici in
Italia, possiamo considerarci apripista di una legislazione
assolutamente inedita che probabilmente ha suscitato anche
qualche perplessità iniziale ma via via il testo, man mano che è
stato conosciuto, affinato, diffuso, sta ricevendo il plauso
anche degli operatori, di coloro che sono impegnati
quotidianamente sul fronte della battaglia per la legalità nei
territori, nei comuni ed in ogni settore.
Questa è una legge, è un credito di imposta per la legalità.
Fino ad oggi abbiamo conosciuto il credito di imposta per lo
sviluppo, per sostenere l'economia nel senso di promuovere
l'impresa, e mi auguro che anche questa Regione si darà strumenti
innovativi in tal senso, ma credo che ancora non conoscevamo lo
strumento del credito di imposta per la legalità. Farlo in
Sicilia è particolarmente significativo. Gli strumenti che sono
lì individuati sono strumenti assolutamente innovativi e anche
nella terminologia, l'introduzione del concetto di zona franca
per la legalità è anche una sfida al modello culturale che ha
visto i nostri territori, molto spesso, non essere zone franche
ma zone occupate dall'illegalità.
Quindi, io credo che oggi questa legge costituisca uno dei
momenti più importanti di quella idea di riforma che noi vorremmo
si praticasse in ogni settore della vita di questa Regione.
Vorremmo che si agisse con coraggio, mettendo le mani anche in
quei grumi di potere, di connivenze, di malapolitica che per
lunghi anni si sono diffusi nella nostra Regione. Pertanto,
annuncio il voto favorevole e convinto a questa legge.
Mi auguro che oggi stiamo varando un atto che è una legge. Le
leggi sono in gran parte il frutto, il lavoro di idee che trovano
poi un ordinamento giuridico, che chiamano i cittadini, le
istituzioni, ad applicarle. Ma c'è la fase di applicazione sulla
quale dobbiamo vigilare ed avere un supplemento di rigore, quella
fase di applicazione che sarà poi il fondamento, perché questa
legge che il Parlamento siciliano sta varando, trovi concreta
attuazione nella cultura del popolo siciliano.
Non c'è dubbio che la lotta alla criminalità, la lotta alla
mafia, è sì una lotta repressiva, una lotta legata alla presenza
dello Stato, una lotta investigativa, ma è e rimane innanzitutto
una lotta culturale, e la cultura non si fa solo con le parole,
ma si fa anche con i buoni esempi che noi dobbiamo contribuire ad
incentivare nella nostra regione.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
oggi questo Parlamento scriva una bella pagina per il lavoro che
ha fatto. Una bella pagina che parla di contrasto alla mafia,
una bella pagina perché non si è diviso, una bella pagina perché
attorno ad una idea del Presidente della Commissione Antimafia e
della Commissione tutta, si è costruito un percorso intelligente,
condiviso, concertato, che ha portato ad una legge che per la
prima volta oltre le parole fa i fatti.
Fatti concreti, importanti, in gran parte cose che possono
tornare utili alla nostra terra, che è stata per tantissimo tempo
martoriata dalla mafia. La mafia è un cancro , la mafia è un
freno allo sviluppo e attraverso questa legge sono convinto che a
partire dalle scuole, dove avremo la possibilità di dire ai
nostri ragazzi quanto è importante la cultura della legalità,
quanto è importante stare dalla parte del giusto, ai nostri
imprenditori, che finalmente possono denunciare sapendo che c'è
uno Stato dietro, sapendo che ci sono delle forze politiche che
condividono la loro azione di denuncia.
Sono convinto che stasera questo Parlamento ha fatto un'opera
meritoria e l'ha fatta perché tutti quanti hanno dato un grande
contributo, non soltanto gli operatori politici, ma va dato atto
a questa Commissione, al suo Presidente, che hanno girato la
Sicilia, hanno cercato seriamente i contributi degli operatori
del settore, abbiamo ascoltato tanti.
E' una legge che fin dall'inizio abbiamo pensato e che sin
dall'inizio, onorevole Speziale, abbiamo condiviso. L'abbiamo
vista crescere giorno dopo giorno, nella sua concretezza, nel suo
spessore culturale, l'abbiamo vista condividere costantemente,
anche da parte del Governo, tant'è che c'è una buona copertura di
spesa e c'è una grandissima convinzione da parte del Governo a
sostenere questa legge.
Credo che oggi abbiamo scritto una bella pagina di storia, ma
sono convinto che se questo Parlamento continua a lavorare,
signor Presidente Cascio, come ha fatto fino ad oggi,
confrontandosi, scontrandosi, lavorando seriamente in Commissione
e in Aula, sono convinto che, finalmente, noi deputati possiamo
cominciare ad essere orgogliosi del lavoro che facciamo e
possiamo essere orgogliosi di rappresentare tante persone che ci
hanno votato sapendo perfettamente che ci consegnavano le loro
istanze, i loro bisogni, le loro esigenze.
Questa sera abbiamo cercato di rappresentarli al meglio,
volando alto , facendo una bella legge, mi auguro una legge che
non resti nel cassetto ma una legge che vada immediatamente
promossa in tutti i posti, a partire dalle scuole, ma in ogni
angolo di questa terra, dentro e fuori la Sicilia.
E' un messaggio molto forte che si dà anche all'esterno,
importante e che vede un Parlamento unito, che ha condiviso
seriamente un percorso che vuole portare a compimento, giorno
dopo giorno, rimboccandoci le maniche e facendo in modo che
questa legge venga applicata in ogni sua parte e, se è possibile,
migliorata aumentando anche il contributo di natura economica.
Ho fatto l'Assessore alla pubblica istruzione per un po' di
tempo e mi ricordo una bellissima iniziativa fatta con la
Fondazione Paolo Borsellino che si chiamava I pizzini per la
legalità : 1.100 scuole hanno partecipato all'appuntamento e,
debbo dire, che abbiamo imparato, da tanti ragazzi, tantissime
cose belle.
In Sicilia c'è la bella scuola, ci sono tantissimi operatori,
c'è tanta gente che muore per colpa della mafia. Oggi, noi,
partendo dalle scuole, dalle quarte e quinte classi e partendo
dalla società civile e partendo con convinzione nell'appoggiare
questa legge, sono assolutamente convinto che questa sera, cari
colleghi, abbiamo scritto, come dicevo all'inizio, una bella
pagina di storia e una bella pagina di questa Sicilia che ci deve
veramente inorgoglire e farci andare questa sera a casa con la
coscienza a posto sapendo che ognuno di noi, in questo momento,
ha fatto per intero il proprio dovere.
LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spesso
quest'Aula è stata chiamata a rispondere ad istanze,
rinvedicazioni, denunce derivanti da episodi importanti che hanno
visto ferito il territorio, la sua organizzazione socio-economica
e le istituzioni dall'attacco della mafia e, spesso, quest'Aula è
stata rimproverata di non avere risposto in modo completo,
esaustivo, a volte immediato, a queste sollecitazioni, a queste
istanze, a queste richieste.
Oggi il compiacimento del lavoro parlamentare deriva dal fatto
che non è una risposta ad una sollecitazione contingente che
quest'Aula oggi celebra, non è l'adesione ad un singolo episodio,
ma è una volontà, un progetto, un proposito protagonistico di
organizzare una risposta alla mafia attraverso un attacco alla
mafia che si organizza coinvolgendo la formazione, le istituzioni
scolastiche, gli enti locali, il territorio, le organizzazioni
socio-economiche. Oggi quest'Aula celebra un suo protagonismo che
è fatto di lucidità nell'organizzare le proposte, di ampiezza
nell'organizzare il coinvolgimento della società civile, di
lungimiranza nel coinvolgere le nuove generazioni e una risposta
completa che, come appreso durante il lavoro del Presidente
Speziale e di tutti noi, nelle varie fasi dell'elaborazione della
legge, ha raccolto il plauso che man mano le istituzioni hanno
assegnato ai contenuti di questa legge.
E' veramente, quindi, una bella pagina di questa attività
legislativa e della storia di questa Assemblea; una bella pagina
perché, oggi, l'Assemblea regionale siciliana è protagonista di
un progetto che, da sempre, caratterizza e qualifica i programmi
di tutti i governi, di tutte le assemblee e di tutte le
maggioranze, ma che si traduce in un'organica attività di
legislazione, d'impegno e di risposta attraverso una norma che è
completa e che tutte queste valenze contiene.
Complimenti, quindi, al Presidente, alla Commissione ed a tutti
noi, che abbiamo, man mano, inserito i vari argomenti per farla
la più esaustiva, la più completa e la più aderente a tutte le
istanze del territorio. Le organizzazioni socio-economiche, di
categoria, la società nelle sue espressioni più vive e più forti,
quelle che, poi, vengono quotidianamente attaccate, credo che,
oggi, potranno guardare a questa Assemblea, finalmente, come
punto di riferimento, come avanguardia nella lotta al fenomeno
criminale e mafioso.
Ritengo che questo sia un grande momento e sia opportuno, con
compiacimento, sottolinearlo.
MARROCCO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, componenti del
Governo, non posso che unirmi al coro di consensi che abbiamo
ascoltato a favore di questa legge. In virtù, soprattutto, di
quello che è lo spirito fondante, che è nato attorno a questa
normativa, a questo disegno di legge che, oggi, diventa,
finalmente, realtà e che è nato prima in Commissione antimafia,
grazie alla volontà di voler rappresentare, finalmente, ed è
questo, forse, signor Presidente, l'aspetto più importante che
oggi dobbiamo sottolineare in Aula ed all'esterno di essa,
l'aspetto che riguarda, finalmente, l'inversione di tendenza,
rispetto ad un approccio che, negli ultimi decenni, ha riguardato
la lotta alla criminalità organizzata.
Un'inversione di tendenza che si basa, finalmente, non più
sull'emergenza, ma sulla programmazione di un'attività svolta e
volta, soprattutto, alla lotta ferma e dura nei confronti di
tutte le mafie; un'inversione di tendenza, signor Presidente, che
consta di un aspetto ulteriormente importante che è quello
relativo allo spirito che noi tutti, in qualche modo, dobbiamo
fare proprio, in termini di dimostrazione della nostra attività
quotidiana, in termini di esempio nei confronti della comunità in
cui viviamo e della quale noi siamo rappresentanti dentro
quest'Aula, perché, finalmente, la lotta alla criminalità
organizzata non sia più rappresentata da un'antimafia fatta
esclusivamente di grida, ma che, oggi dimostriamo, si sostanzia
con norme, con leggi che sono volte alla concretezza ed ad una
lotta vera al fenomeno mafioso.
Questo è il vero risultato, enorme, che quest'Aula dimostra,
oggi, raggiungere attraverso l'approvazione di questo disegno di
legge. E su questo, signor Presidente, onorevoli colleghi, tutti
dobbiamo essere orgogliosi, grazie, soprattutto, a quello che,
quotidianamente, stiamo facendo in questo scorcio di legislatura,
perché l'esempio della nostra attività, il nostro dovere
quotidiano è il primo, vero momento di lotta alla criminalità
organizzata. Ecco perché, questa legge, signor Presidente, non
può che avere il parere ed il voto favorevole di quest'Aula, e
questa, ovviamente, è la mia dichiarazione di voto.
CORDARO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO Signor Presidente, onorevoli colleghi, poche sentite
parole, anche perché rischierei, a questo punto, di essere
ripetitivo rispetto a tutto quanto è stato detto finora.
Voglio esprimere la soddisfazione profonda del Gruppo dell'UDC
per l'esito di questa legge, sulla quale, insieme all'onorevole
Maira, ho avuto l'opportunità ed il privilegio di lavorare, tanto
in prima Commissione, quanto in Commissione antimafia.
E' stato fatto un lavoro importante, profondo, concreto e
serio.
Da Presidente del Consiglio comunale di Palermo avevo
inaugurato le Giornate della legalità insieme alle scuole della
nostra città e in quelle occasioni, insieme alle più alte
istituzione della polizia giudiziaria, dei carabinieri, della
Procura, della magistratura, quindi anche della politica, avevamo
sempre sostenuto e sosteniamo tutt'oggi che la lotta alla mafia
non è né di destra né di sinistra, la lotta alla mafia è di
coloro che sono persone perbene e che contrastano
quotidianamente, con fatti concreti, coloro che, invece, perbene
non sono.
Questa legge - perché oggi noi siamo legislatori e abbiamo
questo dovere - dimostra che, ancora una volta, perché questi
ultimi anni ce lo dicono quotidianamente, c'è la possibilità di
migliorare la nostra terra, di lavorare per i nostri ragazzi, di
dimostrare che c'è tanto di buono, ma di dimostrare, soprattutto
quotidianamente, che abbiamo la possibilità di dire, ancora una
volta, basta ad una antimafia parolaia, evviva l'antimafia di
questo Parlamento, un'antimafia di cose concrete, un'antimafia di
leggi, un'antimafia di fatti.
ROMANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è la prima volta
che intervengo in Aula, ma lo faccio con grande gioia nel
dichiarare il sostegno e l'appoggio, naturalmente con le
dichiarazioni di voto, a questa legge.
Mi permetto di dire un paio di cose, velocemente, anche al
Presidente Speziale, perché la sensazione che si ha in questo
momento di gioia quando si chiude un argomento così complesso, è
che la Commissione antimafia la possiamo sciogliere, dicevamo
fuori quasi scherzando.
Non è così, non deve essere così, questo è il primo passo;
probabilmente stasera ci siamo accorti che nella legge - ma c'era
troppo entusiasmo - qualche piccolo errore è stato fatto nella
forma, penso all'articolo 2 ma non è questo l'argomento, ormai il
dibattito è chiuso, avremo modo di recuperarlo, il senso della
legge è quello, mi piacerebbe interpretare questa norma più che
come una norma che contrasta la mafia una norma che accompagna un
percorso di legalità.
E' un a cosa molto diversa che la lotta alla mafia: costruire
un percorso di legalità soprattutto per le giovani generazioni è
un impegno che la politica deve assolvere e che può assolvere con
questo piccolo passo.
La Commissione non deve esaurire il suo compito ma deve
proseguire a lavorare su queste cose, non è esaurito il compito
ampio della politica nel senso più nobile della parola, che deve
continuare a combattere questa forma di criminalità organizzata
sul territorio.
Pertanto, mi associo al plauso di tutti per l'attività svolta,
all'attività della Commissione. Signor Presidente, credo che
dobbiamo provare a trasmettere il più possibile, sul piano
culturale e della comunicazione, il messaggio che passa da questa
norma e trasferirlo il più possibile, soprattutto, alle giovani
generazioni.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, la ringrazio, ringrazio i colleghi
parlamentari, i capigruppo che hanno manifestato il loro assenso
alla legge, che hanno contribuito a far lievitare un consenso
attorno alla legge, ringrazio il Presidente dell'Assemblea, il
Governo che ha deciso di dare una corsia preferenziale al testo.
Non se abbiamo scritto una pagina storica ma so una cosa molto
semplice: in Sicilia la coscienza civile e di rivolta nei
confronti della mafia cresce giorno dopo giorno; sono decine e
decine gli imprenditori che rischiano in prima persona per
denunciare i fenomeni estorsivi e mafiosi; sono centinaia e
centinaia i cittadini che non vogliono più sopportare la
prepotenza mafiosa e criminale; sono milioni i cittadini
siciliani che non possono più sopportare l'idea che la Sicilia
venga accoppiata alla mafia.
So tutto questo nella qualità di uomo politico della Sicilia e
so che questo mio sentimento è largamente condiviso dalla classe
politica siciliana. Rispetto a questo quadro può la classe
politica rimanere disattenta, o ha l'obbligo, invece, di
interrogarsi e, compatibilmente con gli strumenti propri,
ordinari e normativi intervenire per sostenere questo processo di
crescita?
Questa è la domanda di fondo a cui ha risposto la Commissione
antimafia.
La Commissione antimafia quando è stata insediata, è stata
insediata come tante volte perché si riteneva che potesse
svolgere solo un ruolo ordinario, di indagine, ma questo sarebbe
stato un errore non cogliere nel più profondo significato quello
che c'è nella coscienza di milioni di siciliani.
Con questa legge abbiamo, quindi, recuperato anche un rapporto
di fiducia e di credibilità nei confronti di tanti siciliani che
pensano che sia questo il luogo deputato a mettere norme concrete
a contrastare la mafia.
Signor Presidente, la mia carriera politica l'ho conclusa.
Questa è la mia quinta legislatura e quando mi avete chiesto di
fare il Presidente della Commissione antimafia sono rimasto
onorato per il fatto che si è condivisa questa scelta e cioè che
venisse fatta sul mio nome. Penso che quando si è fatta questa
scelta uno degli elementi che avete tenuto in considerazione era
legato ad una circostanza: al fatto che non sono abituato a
gridare, a manifestare ed a propagandare.
La politica manifestata, propagandata, mi da fastidio, mi ha
sempre dato fastidio, ma sono abituato a quel percorso faticoso,
quotidiano, di comportamento leale e corretto, di esempio che mi
ha permesso, per tanti anni, di potere godere di un vasto
consenso nel mio Comune e nella mia Provincia attraverso una
coerenza dei comportamenti.
Ho pensato, quindi, che dovevamo fare norme concrete. Non
gridare per finalità proprie, personali. Non gridare contro la
mafia perché essa non ha paura delle grida, di nessuno. Non
propagandare contro la mafia, perché essa della propaganda non ha
nessun motivo, ma agire nel nome di chi ha pagato in prima
persona un prezzo altissimo nei confronti della lotta di
contrasto alla mafia.
Non sono voluto intervenire nella vicenda di Pio La Torre, ma
se c'è un insegnamento che viene da quell'esempio è che l'unica
legge vera che ha creato paura vera nei confronti della mafia, la
legge numero 65, è quella quando Pio La Torre assieme a Rognoni
fecero quella norma che ha permesso, oggi, di avere confiscati i
beni patrimoniali e mafiosi.
Ricordo La Torre, lo ricordo in questa sede e in questa
occasione. Lo ricordo perché ho lavorato assieme a lui e Pio La
Torre non era tra quelli che gridavano, era quello che ci
incitava a lavorare fattivamente e concretamente. E', quindi, un
esempio. La Commissione antimafia si è ispirata a questo modello
e cioè di fare norme concrete, di misurarsi sulla base delle
proprie competenze che non è quello di utilizzare la Commissione
antimafia per costruirsi carriere; non è quello di utilizzare il
tema della mafia e dell'antimafia per poter affermare un punto di
vista personale che, comunque, non incideva nelle scelte più
profonde.
Abbiamo fatto un'altra scelta, ma non siamo soli in questa
scelta e vorrei citare due nomi qui, questa sera, nomi che non
sono alla ribalta della cronaca. Mi riferisco ad un mio amico
personale, Renzo Caponnetti, che guida la sezione antiracket di
Gela, che ha convinto 80 commercianti e imprenditori a
denunciare. Renzo Caponnetti, nessun altro. C'è poi chi lucra su
questo. Così come mi riferisco ai ragazzi di Addio pizzo a
Palermo, ad Enrico Colaianni e ad altri che ogni giorno si
espongono per convincere e promuovere la denuncia.
Questo è il quadro e in esso la politica doveva assolvere al
suo compito di rispondere positivamente ad una domanda di
legalità che veniva dalla società siciliana e a questa domanda
siamo riusciti a rispondere attraverso le norme.
Le norme non sono solo quelle di contrasto per il racket, esse
sono anche pedagogiche educative perché, quando arriva il
messaggio che l'Assemblea ha stabilito che da domani in poi il
Presidente della Regione si costituirà parte civile in tutti i
processi di mafia, il messaggio che arriva è educativo non solo
all'interno ma è di accresciuto prestigio e credibilità della
Sicilia nei confronti del resto del Paese, perché tutti sappiamo
che si pone la questione che riguarda la nostra classe dirigente,
del suo rapporto con il resto del Paese, del suo prestigio, della
sua credibilità, della sua autorevolezza. E quando noi abbiamo
fatto quella norma, essa in sé ci qualifica per potere andare a
fronte alta ad affrontare il tema della lotta alla mafia in tutto
il resto del Paese.
Così come le norme pedagogiche educative contenute
nell'articolo 1, così come le norme premiali e sanzionatorie, un
complesso di norme che non hanno visto la Commissione divisa.
Vogliamo chiederci perché?
In Commissione antimafia e poi nel Parlamento siciliano stasera
il contributo è stato mosso da uno spirito unitario, perché tutti
siamo convinti che è arrivata una fase di svolta e nessuno ha
utilizzato il tema della mafia come argomento per contrastare o
attaccare il singolo avversario politico, ma lo abbiamo fatto per
proporre un quadro normativo che serva a far lievitare il
prestigio della Sicilia.
Signor Presidente, rinnovo il ringraziamento ai miei colleghi
della Commissione che tanto hanno fatto ed hanno ben lavorato,
rinnovo il ringraziamento alla I Commissione ed al suo Presidente
che hanno lavorato bene e speditamente, rinnovo il mio
ringraziamento a tutto il Parlamento siciliano, al suo
Presidente, ai Capigruppo perché stasera davvero abbiamo fatto
quello che è il nostro dovere: una buona legge nell'interesse
della nostra Regione.
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto
brevemente, siamo certamente stanchi ed è tardi ma volevo
aggiungere alle parole dette da tutti i colleghi che hanno
parlato prima di me, dai Capigruppo e, soprattutto, ai Presidenti
della I Commissione Affari istituzionali' e della Commissione
Antimafia, onorevoli Minardo e Speziale, certamente il
ringraziamento mio personale ma, soprattutto, del Governo per
l'ottimo lavoro svolto, per avere dato un contributo importante,
l'augurio che certamente altri impegni così importanti possano
essere portati a termine.
Volevo aggiungere che il Governo è impegnato sullo stesso
fronte con analoghe iniziative, abbiamo realizzato già importanti
iniziative che, certamente, si uniscono ad un disegno di legge
che diventa fondamentale per le cose che abbiamo detto e per
quelle che vorremo realizzare, ma la Regione è al fianco dei
soggetti che sono stati danneggiati, lo vuole essere, e questo
era uno dei nostri programmi e lo stiamo mettendo certamente in
pratica ma rivolgo il ringraziamento più vivo a tutto il
Parlamento e l'augurio che si possa insieme andare avanti e
realizzare leggi importanti che possano e potranno qualificare il
Parlamento come un Parlamento operoso, un Parlamento che produce.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Cracolici ed altri l'ordine del giorno n. 50 iniziative a
livello nazionale per modificare la legge sullo scioglimento
degli enti locali per mafia .
Votazione dell'ordine del giorno n. 50
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 50.
Il parere del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Misure di contrasto alla criminalità organizzata» (205/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge numero 205/A «Misure di contrasto
alla criminalità organizzata».
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 57
Contrari 0
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Norme sulla proroga delle autorizzazioni all'esercizio di cava e
sull'aggiornamento del piano regionale dei materiali di cava e
del piano regionale sui materiali lapidei di pregio (133/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge numero 133/A Norme sulla proroga
delle autorizzazioni all'esercizio di cava e sull'aggiornamento
del piano regionale dei materiali di cava e del piano regionale
sui materiali lapidei di pregio .
Comunico che ai sensi dell'articolo 117 del Regomento interno è
stato presentato l'emendamento 117.1 a firma dell'onorevole
Caputo: All'emendamento 1.6 sono soppresse le parole decorsi i
quali si intende accolta .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Indìco, pertanto, la votazione per scrutinio nominale del
disegno di legge 133/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 34
L'Assemblea non è in numero legale. Pertanto, la seduta è
rinviata di un'ora ed è convocata immediatamente la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
(La seduta, sospesa alle ore 22.57, è ripresa alle ore 23.25)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione del Calendario dei lavori
PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, riunitasi oggi 6 novembre 2008, alle ore 23,00,
sotto la Presidenza del Presidente dell'Assemblea, onorevole
Cascio, e con la partecipazione del Vicepresidente
dell'Assemblea, onorevole Oddo, e dell'Assessore Di Mauro, ha
stabilito che i lavori parlamentari della sessione di bilancio
avranno il seguente svolgimento:
SESSIONE DI BILANCIO
Venerdì 7 novembre 2008: inizio della sessione di bilancio.
Pertanto, dalla predetta data decorrono i quarantacinque
giorni previsti dall'articolo 73 bis del Regolamento.
COMMISSIONI
Entro lunedì 17 novembre 2008, le Commissioni legislative
permanenti, dopo aver esaminato, per le parti di rispettiva
competenza, il disegno di legge finanziaria 2009 ed il
disegno di legge del bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 2009 e pluriennale per il triennio
2009-2011, invieranno le proprie osservazioni e proposte alla
Commissione Bilancio , nominando altresì un relatore che
partecipi, per riferirvi, alle sedute di quest'ultima
Commissione (articolo 73 ter, comma 3, del Regolamento).
Entro martedì 9 dicembre 2008, la Commissione Bilancio ,
anche in mancanza delle osservazioni e proposte delle
Commissioni di merito, esaminerà il disegno di legge
finanziaria 2009 ed il disegno di legge del bilancio di
previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2009 e
pluriennale per il triennio 2009-2011, e nominerà il relatore
per l'Assemblea (articolo 73 ter, comma 6, del Regolamento).
Nei giorni 10, 11 e 12 dicembre 2008 saranno espletati gli
adempimenti di natura tecnico-contabile e per la stampa dei
volumi del bilancio.
AULA
A partire da martedì 16 dicembre 2008, si procederà all'esame
congiunto del disegno di legge finanziaria 2009 e del disegno
di legge del bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 2009 e pluriennale per il triennio
2009-2011.
**********
Le Commissioni sono autorizzate ad esaminare, anche
contestualmente all'esame dei documenti di bilancio, le norme
sul contenimento della spesa già individuate dalla precedente
Conferenza dei Capigruppo (Ato, Dipartimenti, Riforma Sistema
Sanitario, Enti locali, Confidi, Eas, IRCS).
L'Aula, a sua volta, potrà riunirsi nell'ultima settimana di
novembre per la discussione ed approvazione dei suddetti
disegni di legge e degli altri eventualmente licenziati
dalle commissioni che non comportino nuove o maggiori spese
ovvero diminuzioni di entrate.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 25
novembre 2008, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni
II - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
Rubrica: Bilancio e finanze'
III -Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
Rubrica: Cooperazione, commercio, artigianato e pesca'
IV - Votazione finale del disegno di legge:
- Norme sulla proroga delle autorizzazioni all'esercizio di
cava e sull'aggiornamento del piano regionale dei materiali di
cava e del piano regionale dei materiali lapidei di pregio (n.
133/A)
La seduta è tolta alle ore 23.27.
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 01.15
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 251/A: NORME PER LA CONTINUITà DEL REDDITO
MINIMO D'INSERIMENTO
All'articolo 1:
Subemendamento 1.3.1:
Al comma 5 bis dell'art. 1 della legge regionale 19 maggio
2005, introdotto dall'emendamento 1.3 sono apportate le
seguenti modifiche:
dopo le parole dell'80%' sono inserite le seguenti parole per
i comuni con popolazione pari o superiore a 10.000 abitanti e
del 90% per i comuni con popolazione inferiore a 10.000
abitanti.'
Emendamento 1.3:
All'articolo 1 è aggiunto il seguente comma:
2. Dopo il comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale 19
maggio 2005, n. 5, sono aggiunti i seguenti commi:
5 bis. A decorrere dall'1 gennaio 2009 l'amministrazione
regionale può prevedere il rifinanziamento dei cantieri di cui
al comma 2, nella misura massima dell'80 per cento del
fabbisogno segnalato dai comuni di cui al comma 1, da destinare
in favore dei soggetti di cui al comma 3.
5 ter. Ai fini dell'accesso ai cantieri di servizi di cui al
precedente comma i soggetti destinatari devono:
a) avere prestato nell'anno 2008 attività lavorativa esclusiva
nei cantieri di cui al comma 2;
b) dichiarare, ai sensi dell'articolo 26 della legge n. 15/68,
di essere privi di qualsiasi altro emolumento a qualsiasi
titolo percepito e di qualsiasi tipo di patrimonio sia
mobiliare sotto forma di titoli di Stato, azioni, obbligazioni,
quote di fondi comuni di investimento e depositi bancari, che
immobiliare fatta eccezione:
- l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale che, se
posseduta a titolo di proprietà, non può eccedere la soglia
minima indicata dal comune;
- i terreni agricoli posseduti il cui valore complessivo non
può superare il 25 per cento del limite massimo previsto
dall'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 504.
La perdita del presente requisito comporta la cancellazione
dalle liste comunali dei soggetti destinatari dei programmi di
lavoro di cui al comma 2.
5 quater. I comuni esercitano il controllo sulle attività di
cui al presente articolo, provvedendo al recupero delle somme
indebitamente percepite in caso di accertamento di
dichiarazione mendace o falsità negli atti prodotti dai
soggetti destinatari dell'attività lavorativa di cui al comma
2'.
DISEGNO DI LEGGE N. 194/A: MISURE URGENTI PER FRONTEGGIARE
L'AUMENTO DEI CARBURANTI NEL SETTORE DELLA PESCA NONCHé PER IL
RILANCIO COMPETITIVO DEL SETTORE
All'articolo 1:
Emendamento 1.1:
All'articolo 1, dopo la parola cadenza aggiungere la parola
almeno , e dopo le parole per la qualità delle acque
sostituire le parole e degli ambienti marino-costieri con le
parole marine e degli ambienti litoranei allo scopo di
conoscere lo stato di equilibrio degli ecosistemi marino-
costieri .
All'articolo 2:
Emendamento 2.1:
All'articolo 2, comma 1, sono apportate le seguenti modifiche:
- dopo la parola trenta giorni , cassare nell'arco temporale
di quattro mesi e sostituire con da effettuarsi entro il 31
dicembre 2008 .
- dopo la parola n. 129 , cassare da ai fini sino a 16
gennaio 2008 ; e sostituire con Il periodo di interruzione
dall'attività di pesca, certificato dalle Capitanerie di porto
competenti per territorio, derivante dall'applicazione
dell'articolo 81 del Regolamento CE n. 40 del 16 gennaio 2008,
pubblicato nella G.U.U.E. n. 19 del 23 gennaio 2008, verrà
conteggiato ai fini della quantificazione dei giorni di arresto
temporaneo .
Emendamento 2.6:
Al terzo rigo del comma 1, sostituire le parole nell'arco
temporale di quattro mesi con le seguenti da effettuarsi
entro il 31 dicembre 2008 .
Emendamento 2.8:
All'articolo 2, comma 1, dopo le parole legge 2 agosto 2008,
n. 129 l'ultimo periodo è così sostituito: Il periodo di
interruzione dall'attività di pesca, certificato dalle
Capitanerie di porto competenti per territorio, derivante
dall'applicazione dell'articolo 81 del Regolamento CE del 16
gennaio 2008, n. 40, pubblicato nella G.U.U.E. n. 19 del 23
gennaio 2008, è conteggiato ai fini della quantificazione dei
giorni di arresto temporaneo .
Emendamento 2.2:
Al comma 2 dell'articolo 2 sono apportate le seguenti
modifiche: cassare locale e/o .
Emendamento 2.7:
Al comma 2 dell'articolo 2 sostituire al terzo rigo, le parole
articolo 1, lettera b) con le parole articolo 6, comma 1,
lettera b) e comma 2 ;
Emendamento 2.5:
Al comma 3 dell'articolo 2, ultimo rigo, sostituire le parole
al comma 2 con le seguenti ai commi 1 e 2 .
Emendamento 2.10:
Il comma 5 dell'art. 2 va così riscritto:
5. L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca è autorizzato a concedere un
contributo alle imprese di pesca iscritte nei compartimenti
marittimi siciliani, quale concorso per la copertura delle
spese sostenute per il consumo di gasolio nel biennio 2007-
2008, come si evince dal libretto consumo carburante. Per le
finalità del presente comma è autorizzata la spesa di 100
migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2009 il cui onere
trova riscontro nel bilancio pluriennale 2008-2010 nelle
disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2, accantonamento 1002. .
Emendamento 2.3:
Al comma 6 dell'articolo 2, terzo rigo, sostituire le parole
al 6 con le seguenti ai commi 4 e 5 .
All'articolo 9:
Emendamento 9.1:
Entrata in vigore
1. la presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno
successivo a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla come legge
della Regione. .
EMENDAMENTO AGGIUNTIVO
Emendamento A.3.1:
Aggiungere il seguente articolo:
Art - Osservatorio della pesca del Mediterraneo - 1.
L'Osservatorio della pesca del Mediterraneo, di seguito
denominato Osservatorio, istituito dal Distretto produttivo di
cui al decreto dell'Assessore regionale per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca n. 182/12S del 6 febbraio
2008, ha il fine di attivare studi in materia di innovazione,
internazionalizzazione, mercato, finanza di distretto e
dell'ambiente marino a supporto del sistema delle imprese della
filiera ittica e dell'Amministrazione regionale.
L'Osservatorio, altresì, redige il Rapporto annuale della pesca
e dell'acquacoltura.
2. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la
spesa continuativa di euro 100.000 annui a decorrere dal 2009,
che sarà erogata dall'Assessorato regionale della cooperazione,
del commercio, dell'artigianato e della pesca.
3. L'onere trova riscontro nel bilancio pluriennale 2008-2010
nelle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2, accantonamento
codice 1002 del bilancio della Regione.
DISEGNO DI LEGGE N. 205/A: MISURE DI CONTRASTO ALLA CRIMINALITà
ORGANIZZATA
All'articolo 2:
Emendamento 2.4:
Al comma 1, dell'articolo 2 dopo le parole per tutte le
operazioni relative all'appalto aggiungere le parole compresi
i pagamenti delle retribuzioni al personale da effettuarsi
esclusivamente a mezzo bonifico bancario .
Emendamento 2.2:
Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
1 bis. - I bandi di gara prevedono, pena la nullità degli
stessi la risoluzione del contratto nell'ipotesi in cui il
legale rappresentante o uno dei dirigenti dell'impresa
aggiudicataria siano rinviati a giudizio per favoreggiamento
nell'ambito di procedimenti relativi a reati di criminalità
organizzata .
All'articolo 3:
Emendamento: 3.2:
All'art. 3 cassare il comma 7.
All'articolo 5:
Emendamento 5.1:
All'articolo 5, comma 1, dopo le parole e assegnati ai comuni
aggiungere le parole o a loro consorzi .
Subemendamento 5.1.1:
All'emendamento 5.1 dopo la parola comuni aggiungere le
parole in forma singola o associata .
Subemendamento 5.2.1 all'emendamento 5.2:
Al comma 1 sostituire Presidenza' con Assessore alla
famiglia, alle politiche sociali e alle autonomie locali'.
All'articolo 6:
Emendamento 6.1:
Al comma 1 sostituire le parole di cui all'articolo 4 con le
parole di cui all'articolo 5
All'articolo 7:
Emendamento 7.3:
Al comma 1, dopo la parola recupero aggiungere le parole
alle cooperative dei lavoratori dipendenti dell'impresa
confiscata .
EMENDAMENTI AGGIUNTIVI
Emendamento A.2:
Aggiungere il seguente articolo:
Art... - Qualificazione imprese - 1. I soggetti privati che
per la realizzazione di opere di edilizia civile, impianti
sportivi, ricreativi, strutture di ricettività turistica, siano
destinatari di qualsiasi forma di finanziamento o sovvenzione
pubblica in conto interessi o in conto capitale per un valore
superiore a 100.000 euro, sono tenute ad affidare l'esecuzione
dei lavori ad imprese in regola con le norme sulla
qualificazione e certificazione antimafia ed in possesso degli
analoghi requisiti per le attestazioni SOA .
Emendamento A.3.2:
All'emendamento A.3 dopo le parole 1966 aggiungere le parole
Giuseppe Scalia morto a Cattolica Eraclea il 18.11.1945 .
Emendamento A.3.1:
Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la
spesa di 78 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2008
cui si provvede mediante corrispondente riduzione della U.P.B.
4.2.1.5.2, cap. 215704 per l'esercizio finanziario medesimo.
Emendamento A.3:
Aggiungere il seguente articolo:
Art ... - 1. Il secondo comma dell'articolo 20 della legge
regionale 19 settembre 1999, n. 20, recante Norme in materia
di interventi contro la mafia e misura di solidarietà in favore
delle vittime della mafia e dei loro familiari' e così
modificato: anziché dopo la parola mafia' la frase nel
periodo compreso tra il 1944 e il 1960' e modificata in nel
periodo compreso tra il 1944 e il 1966' .
2. L'elenco nominativo allegato all'articolo 23 della legge
regionale 13 settembre 1999, n. 20, è modificato con l'aggiunta
del seguente nominativo Carmelo Battaglia, Tusa (ME) 24 marzo
1966'. :
Emendamento A.5.2:
L'imprenditore che a seguito di sentenza penale di condanna
passata in giudicato fosse dichiarato colpevole per il reato di
cui all'articolo 367 c.p. simulazione di reato', commesso al
fine di godere di benefici a qualunque titolo compresi quelli
di cui all'articolo 3, comma 2, lettere a), b) e c) della
presente legge, viene escluso per anni 5 dall'accesso a
qualunque forma di beneficio, non solo di carattere economico,
proveniente dalla Regione siciliana o da altro ente pubblico
regionale e/o locale.'
Emendamento A.6:
Dopo l'articolo 9 è aggiunto il seguente:
Art. 9 bis - Commissione di controllo - Relativamente
all'utilizzo delle misure agevolative, previste dal Titolo II
della presente legge, a beneficio dei soggetti indicati agli
articoli 5, 6, 7 e 9 viene istituita con decreto del Presidente
della Regione una Commissione di controllo, composta da
professionisti esperti in materia, che a tal fine presteranno
la loro attività a titolo gratuito, avente quale compito la
valutazione della congruità e della economicità delle istanze
di accesso alle misure agevolative e la rispondenza alle
finalità sociali, sorrette da principi di economicità, per le
quali vengono richieste'.
DISEGNO DI LEGGE N. 133/A: NORME SULLA PROROGA DELLE
AUTORIZZAZIONI ALL'ESERCIZIO DI CAVA E SULL'AGGIORNAMENTO DEL
PIANO REGIONALE DEI MATERIALI DI CAVA E DEL PIANO REGIONALE DEI
MATERIALI LAPIDEI DI PREGIO
All'articolo 1:
Emendamento 1.6:
Il comma 1 dell'articolo 1 è sostituito dal seguente:
1. Sino all'approvazione del Piano regionale del materiale da
cava di cui all'articolo 1 della legge regionale 9 dicembre
1980, n. 127 e, in ogni caso, per non più di tre anni, qualora
non sia stato completato il programma di coltivazione
autorizzato, le autorizzazioni rilasciate dal Distretto
minerario, ad esclusione delle isole Eolie, sono prorogate di
diritto fino al completamento del programma medesimo. Ai soli
fini dell'abbandono in sicurezza delle cave, e per quelle non
rilasciate in sicurezza, sono consentite le attività
conseguenti che dovranno essere completate entro dodici mesi
dalla relativa comunicazione di inizio lavori. L'autorizzazione
amministrativa verrà rilasciata, su richiesta corredata da
perizia asseverata da tecnico abilitato, di concerto con
l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente e
dell'Assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali e
della pubblica istruzione, anche in deroga ai procedimenti
previsti dalla normativa vigente, entro il termine di sessanta
giorni, decorsi i quali si intende accolta. Ove tecnicamente
strettamente necessario il piano di messa in sicurezza potrà
interessare le aree contermini .
Subemendamento 1.6.1:
All'emendamento 1.6, dopo la parola istruzione' cassare le
parole anche in deroga ai procedimenti previsti dalla
normativa vigente'.
Emendamento 1.1:
Alla fine del terzo comma aggiungere le seguenti parole: La
proroga è autorizzata solo nei casi in cui sia stato estratto
almeno il 60 per cento del volume assentito con la prima
autorizzazione .
All'articolo 3:
Emendamento 3.2.1:
Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
3. Dopo il comma 3 dell'articolo 29 della legge regionale 9
dicembre 1980, n. 127, aggiungere il seguente comma: Nei casi
di sconfinamento accidentale dal progetto di coltivazione
autorizzato, le disposizioni del comma precedente si applicano
solo nei casi di recidiva'.
Emendamento 3.4:
All'articolo 3 sono inseriti i seguenti commi:
3. Nei siti già oggetto di attività estrattiva esauritasi
prima dell'entrata in vigore della legge regionale 127/80,
nonché per quelli autorizzati esclusivamente ai sensi
dell'articolo 66 della stessa legge è possibile effettuare
opere di recupero ambientale ai sensi dell'articolo 19 della
legge regionale 127/80 a condizione che dette opere siano anche
finalizzate alla divulgazione e preservazione dei valori
ambientali tipici del territorio.
4. Previa dimostrazione della disponibilità dei luoghi
interessati, le iniziative relative alle opere di cui al comma
precedente possono essere proposte da enti competenti per
territorio, associazioni pubbliche e private nonché da privati
specializzati nel settore ambientale e nell'assetto del
territorio.'.
EMENDAMENTI AI SENSI DELL'ARTICOLO 117 DEL
REGOLAMENTO INTERNO
DISEGNO DI LEGGE N. 205/A: MISURE DI CONTRASTO ALLA CRIMINALITà
ORGANIZZATA
Emendamento 117.1:
Al comma 1 dell'articolo 5 dopo le parole e successive
modifiche ed integrazioni' aggiungere le parole , anche se
assegnati da questi in gestione a consorzi di comuni'.
DISEGNO DI LEGGE N. 133/A: NORME SULLA PROROGA DELLE
AUTORIZZAZIONI ALL'ESERCIZIO DI CAVA E SULL'AGGIORNAMENTO DEL
PIANO REGIONALE DEI MATERIALI DI CAVA E DEL PIANO REGIONALE DEI
MATERIALI LAPIDEI DI PREGIO
Emendamento 117.1:
All'emendamento 1.6 sono soppresse le parole decorsi i quali
si intende accolta'.