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Resoconto d'Aula della Seduta n. 40 di giovedì 06 novembre 2008
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   MARROCCO,  segretario  f.f.,  dà lettura  del  processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

    PRESIDENTE    Ai  sensi  dell'articolo  127,   comma   9,   del
  Regolamento  interno, dà il preavviso di trenta  minuti  al  fine
  delle  eventuali votazioni mediante procedimento elettronico  che
  dovessero aver luogo nel corso della seduta.

   Ricorda  altresì che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Congedi

    PRESIDENTE    Comunico  che  sono  in  congedo  gli   onorevoli
  Buzzanca, Laccoto, Fiorenza, Picciolo, Digiacomo, e Beninati.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

   «Istituzione dell'area della vicedirigenza» (n. 286)
   presentato dall'onorevole Faraone  in data 5 novembre 2008

   «Norme  per  il  contenimento dei prezzi  dei  generi  di  prima
  necessità. Paniere alimentare» (n. 287)
   presentato   dagli   onorevoli   Rinaldi,   Laccoto,   Galvagno,
  Barbagallo,   Ammatuna,  Vitrano,  Gucciardi,   Fiorenza,   Lupo,
  Mattarella, Ferrara in data 5 novembre 2008

   «Misure  di  fuoriuscita per lavoratori socialmente  utili»  (n.
  288)
   presentato dagli onorevoli Falcone, Vinciullo, Vitrano  in  data
  5 novembre 2008

   «Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 14 aprile  2006,
  n.  14,  recante  nuove  misure per il  comparto  agro-forestale-
  ambientale»  (n. 289)
   presentato  dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Ferrara,  Ammatuna,
  Apprendi,   Barbagallo,  Bonomo,  De  Benedictis,  Di  Benedetto,
  Digiacomo,  Di  Guardo,  Donegani, Faraone,  Fiorenza,  Galvagno,
  Laccoto,   Lupo,   Marinello,  Marziano,  Panarello,   Panepinto,
  Picciolo,  Raia, rinaldi, Speziale, Termine, Vitrano  in  data  5
  novembre 2008

   «Modifica  alla legge regionale 8 giugno 2005, n. 8  in  materia
  di  circolazione gratuita sui mezzi di trasporto pubblico  locale
  da parte degli appartenenti alle forze dell'ordine» (n. 290)
   presentato   dagli   onorevoli  Arico',   Marrocco,   Vinciullo,
  Pogliese, Falcone  in data 5 novembre 2008.

      Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che,  con  nota  del  6  novembre  2008,
  l'onorevole  Lupo  ha  chiesto di apporre  la  propria  firma  al
  disegno   di   legge   n.   286  «Istituzione   dell'area   della
  vicedirigenza».
   Comunico  altresì che l'onorevole Musotto, in  data  5  novembre
  2008,  ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge
  n. 259  «Iniziative a sostegno dei consorzi fidi».
   Comunico  che l'onorevole Ruggirello, in data 5 novembre   2008,
  ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge n. 133
  «Norme sulla proroga delle autorizzazioni all'esercizio di cava e
  sull'aggiornamento del piano regionale dei materiali  di  cava  e
  del piano regionale dei materiali lapidei di pregio».

   L'Assemblea ne prende atto.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

      -N. 209 - Vendita alloggi popolari ai legittimi assegnatari nel
        comune di Monreale (PA).
  -Presidente Regione
  -Assessore Famiglia
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Firmatario: Caputo Salvino

      -N. 211 - Notizie sulla continuità dei collegamenti con le Isole
        Eolie (ME).
  -Presidente Regione
  -Assessore Turismo
  -Firmatario: Panarello Filippo

      -N. 213 - Interventi nel settore dell'edilizia residenziale
        pubblica.
  -Presidente Regione
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Firmatario: Barbagallo Giovanni

      -N. 216 - Interventi al fine di provvedere all'insediamento del
        consiglio  di  amministrazione  del  Teatro  Massimo 'Vincenzo
        Bellini' di Catania.
  -Presidente Regione
  -Firmatario: Raia Concetta

      -N. 217 - Iniziative a favore dell'esenzione del pagamento della
        TARSU per le scuole siciliane.
  -Presidente Regione
  -Assessore Beni Culturali
  -Firmatario: D'Antoni Orazio

       Le   interrogazioni   testé  annunziate   saranno   iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  sono state presentate le seguenti  interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta:

      -N. 210 - Notizie circa il mancato versamento dei contributi
        previdenziali ENPAM da parte dell'ASL n. 5 di Messina a favore
        dei professionisti accreditati.
  -Assessore Sanità
  -Firmatario: Picciolo Giuseppe

      -N. 214 - Recupero degli sgravi contributivi ai sensi della
        legge regionale n. 30 del 1997.
  -Presidente Regione
  -Assessore Bilancio
  -Firmatari: Pogliese Salvatore; Leontini Innocenzo; Formica
  Santi; D'Asero Antonino; Aricò Alessandro; Bosco Antonino;
  Buzzanca Giuseppe; Caputo Salvino; Currenti Carmelo; Falcone
  Marco; Limoli Giuseppe; Mancuso Fabio Maria; Marrocco Livio;
  Mineo Francesco; Scilla Antonino; Torregrossa Raimondo; Vinciullo
  Vincenzo

      -N. 215 - Modifica della circolare del 23 ottobre 2004, n. 4, in
        materia di grande distribuzione commerciale.
  -Presidente Regione
  -Assessore Cooperazione
  -Firmatario: Buzzanca Giuseppe

       Le  interrogazioni  testé  annunziate  saranno  inviate   al
  Governo.

   Comunico  che  sono state presentate le seguenti  interrogazioni
  con  richiesta di risposta in commissione:

      -N.     212  -  Iniziative  per  fronteggiare  'l'emergenza
        abitativa'.
  -Presidente Regione
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Firmatari: Lupo Giuseppe; Marinello Vincenzo; Ferrara Massimo;
  Di Guardo Antonino; Rinaldi Francesco

   Avverto  che le interrogazioni testé annunziate saranno  inviate
  al Governo.

                      Annunzio di interpellanza

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stata  presentata  la   seguente
  interpellanza:

      -N. 32 - Iniziative a favore dell'assegnazione al comune di
        Castellammare del Golfo del castello arabo-normanno.
  -Presidente Regione
  -Assessore Territorio
  -Firmatario: Marrocco Livio.
      Trascorsi  tre  giorni dall'odierno  annunzio  senza  che  il
  Governo  abbia dichiarato di respingere l'interpellanza  o  abbia
  fatto   conoscere  il  giorno  in  cui  intende   trattarla,   la
  interpellanza  stessa  sarà iscritta all'ordine  del  giorno  per
  essere svolta al proprio turno.

           Comunicazione di apposizione di firma a mozione

    PRESIDENTE   Comunico  che,  con  nota  del  5  novembre  2008,
  l'onorevole  Caputo ha chiesto di apporre la propria  firma  alla
  mozione  n.  68  Disposizioni in merito al canone di  depurazione
  nei  comuni  in  cui non vi sono i relativi impianti ,   a  firma
  dell'onorevole Apprendi ed altri.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di adesione all'Intergruppo Federalista Europeo

    PRESIDENTE   Comunico  che  con  nota  del  5  novembre   2008,
  l'onorevole  Marziano  ha comunicato di avere  aderito,  in  pari
  data, all'Intergruppo Federalista Europeo.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


         Determinazione della data di discussione di mozione

    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d),   e  153  del  Regolamento  interno,  della  mozione  n.   72
  «Interventi  in favore della categoria di magistrati  onorari  di
  tribunale»,  degli  onorevoli Arena; Federico; Lentini;  Minardo;
  D'Antoni; Caronia; Romano; Ruggirello; Gennuso e Colianni.

   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   la   magistratura   onoraria  di  tribunale   assolve   ad   una
  fondamentale  funzione  per  il  sistema  giudiziario   italiano,
  considerato il notevole apporto fornito dai magistrati onorari di
  tribunale  che,  di  fatto,  ormai  da  tempo,  suppliscono  alle
  croniche  carenze  d'organico della      magistratura   ordinaria
  professionale. Sono ben 3.636 i magistrati onorari  effettivi  in
  Italia,  di  cui  circa 500 nella sola Sicilia,  così  suddivisi:
  1.929  sono coloro i quali svolgono funzioni di giudice  onorario
  di  tribunale (GOT), con funzioni giudicanti sia in campo  civile
  che  in  quello  penale; 1.707 sono invece  quelli  impegnati  ad
  assolvere  le funzioni di vice procuratore onorario  (VPO),  cioè
  svolgono  per delega nominativa del procuratore della  Repubblica
  presso  il tribunale ordinario, le funzioni di pubblico ministero
  sia  dinanzi  al  giudice  di pace che dinanzi  al  tribunale  in
  composizione monocratica;

   Considerato che:

   tanto  i  GOT  quanto i VPO, nominati con decreto  del  Ministro
  della   giustizia,   adottato   in  conformità   ad   un'apposita
  deliberazione  del  Consiglio superiore  della  magistratura,  su
  proposta  del consiglio giudiziario territorialmente  competente,
  per  effetto  delle disposizioni di cui all'articolo 42-quinquies
  del  regio  decreto 30 gennaio 1941, n. 12, godono di una  nomina
  della durata di tre anni rinnovabile una sola volta, all'esito di
  un    apposito    giudizio   di   idoneità   alla   continuazione
  dell'esercizio delle funzioni;
   a  partire  dall'anno  2004  si, sono  succeduti  una  serie  di
  interventi  legislativi - l'ultimo dei quali è stato attuato  con
  il  decreto-legge  n.  95  del 2008  -  finalizzati  a  prorogare
  l'incarico  di quei magistrati onorari di tribunale  che,  avendo
  già  usufruito di due mandati triennali, non avrebbero più potuto
  godere di ulteriore conferma. Fatto questo, che consente oggi  la
  permanenza  in  servizio di un considerevole  numero  di  esperti
  operatori  del  diritto, dotati di eccelsa  cultura  giuridica  e
  giurisdizionale,  conseguita grazie anche a una lunga  formazione
  maturata in oltre dieci anni di servizio;

   da tempo immemorabile ormai sia i GOT che i VPO sono chiamati  a
  svolgere  non solo attività di udienza, ma anche tutta una  serie
  di   delicate  ulteriori  attività  giurisdizionali   di   grande
  importanza,  a  fronte  delle  quali  non  corrisponde   adeguata
  soddisfazione  di  carattere economico.  Infatti,  nonostante  il
  fondamentale ruolo svolto, i GOT e i VPO soffrono immeritatamente
  una condizione di grave disagio sotto diversi profili:

   a)  percepiscono  un modesto gettone di udienza  non  aggiornato
  (ultimo aggiornamento ai sensi della l. n. 448 del 2001) da quasi
  sette anni;

   b)   non   vengono   loro   riconosciuti  legittimi   contributi
  previdenziali ed assistenziali;

   c)  sono incompatibili con l'esercizio della professione forense
  dinanzi  agli  uffici  giudiziari compresi  nel  circondario  del
  tribunale  presso  il quale svolgono le funzioni giurisdizionali,
  incompatibilità  che  alcune  circolari  del  CSM  hanno   esteso
  all'attività stragiudiziale;

   d)  sono  incompatibili con le funzioni di  difensore  civico  o
  consulente legale di enti;

   con  la  nota n. 14972 del 9 giugno 2008, il Consiglio superiore
  della magistratura registra 'la situazione di disagio determinato
  da  significativa carenze d'organico in sedi giudiziarie di primo
  grado   caratterizzato  da  un  carico  di  lavoro  costantemente
  elevato,   ovvero  da  vere  e  proprie  'emergenze'  giudiziarie
  correlate  alle esigenze di trattazione di importanti e  delicati
  procedimenti giudiziari in contesti lavorativi che ordinariamente
  sono  appena sufficienti a fronteggiare il carico di lavoro'.  Ci
  troviamo  purtroppo  oggi  di  fronte  a  gravi  difficoltà   nel
  reclutamento  ordinario  di  nuovi magistrati:  il  concorso  per
  ulteriore   giudiziario  soffre  di  fisiologiche  lentezze   per
  svariati motivi che causano un pesante intervallo temporale di  4
  o  5  anni  tra  la  pubblicazione del bando  e  l'immissione  in
  servizio dei vincitori;

   questo  grave problema contribuisce non poco alla  crisi  di  un
  apparato  giudiziario italiano desueto e sempre più ingolfato  da
  un  pesante carico processuale, con conseguente allungamento  dei
  tempi della giustizia oltre ad un enorme aggravio di spese;

   in  questo  contesto, dato che i GOT e i VPO sono le uniche  due
  categorie  che in Italia svolgono le medesime funzioni  cui  sono
  chiamati  i  magistrati  ordinari  nella  loro  prima   sede   di
  destinazione, appare logico pensare di allestire un  reclutamento
  straordinario  basato  su  una snella procedura  concorsuale  con
  accesso  limitato  ai quei magistrati onorari  di  tribunale  che
  abbiano  conseguito  almeno quattro anni di  servizio  effettivo,
  costante e produttivo e che siano stati confermati nell'incarico.
  Seguirebbe un periodo di c.d. uditorato mirato ridotto a  soli  6
  mesi;

   in  questo  modo,  la  selezione dei nuovi  magistrati  ordinari
  potrebbe  svolgersi  in  tempi notevolmente  ridotti  rispetto  a
  quelli  attuali, con evidenti conseguenti risparmi  di  carattere
  economico, in quanto si 'stabilizzerebbero' energie già  gravanti
  sul  bilancio statale e il cui costo complessivo risulterebbe  di
  gran lunga inferiore a quello sostenuto per il reclutamento di un
  soggetto completamente 'estraneo' pubblica amministrazione,

                 impegna il Presidente della Regione
                                  e
                      il Governo della Regione

   ad  intervenire presso il Ministero del lavoro, della  salute  e
  delle  politiche  sociali e quello della  giustizia  al  fine  di
  verificare  i  presupposti per il riconoscimento  dei  contributi
  assistenziali e previdenziali ingiustamente negati fino  ad  oggi
  ai  GOT  e ai VPO, ed al fine di sostenere la 'giusta causa'  per
  l'adeguamento del 'gettone' d'udienza dei magistrati  onorari  di
  tribunale.  Lo  stesso infatti, non risulta aggiornato  ormai  da
  sette  anni  e più precisamente dalla l. n. 448 del 2001  (a  tal
  proposito è opportuno ricordare che in base all'art. 4, comma  3,
  del  d.lgs. 28 luglio 1989, n. 273, 'l'ammontare delle  indennità
  previste dai commi 1 e 2' - cioè, appunto, quelle destinate a GOT
  e  VPO  - 'può essere adeguato ogni tre anni, con decreto emanato
  dal   Ministro  della  giustizia  di  concerto  con  il  Ministro
  dell'economia  e  delle  finanze, in relazione  alla  variazione,
  accertata  dall'ISTAT, dell'indice dei prezzi al consumo  per  le
  famiglie   di   operai  impiegati,  verificatesi   nel   triennio
  precedente');

   ad    esprimere   piena   solidarietà   alla   categoria   della
  magistratura onoraria di tribunale, che vede impegnati  centinaia
  di operatori siciliani del diritto, nella importante richiesta di
  un'adeguata riqualificazione giuridica ed economica del  settore,
  che  sia  funzionale alla definitiva risoluzione  delle  continue
  emergenze   che  gravano  pesantemente  sul  sistema  giudiziario
  italiano, fortemente penalizzato da un appesantimento del  carico
  processuale 'arretrato', oltre che da una anacronistica  lentezza
  processuale ormai non più in linea con le medie europee». (72)

                                  ARENA  -  FEDERICO -  MINARDO  -
                                  LENTINI  - D'ANTONI - CARONIA  -
                                  ROMANO - RUGGIRELLO - GENNUSO  -
                                  COLIANNI

   Dispongo   che   la  mozione  predetta  venga   demandata   alla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  perchè  ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Seguito della discussione del  disegno di legge  Norme per la
        continuità del reddito minimo di inserimento  (251/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al punto III  dell'ordine  del  giorno:
  Seguito della discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il seguito della discussione  del  disegno  di
  legge  Norme per la continuità del reddito minimo di inserimento
  (251/A),  posto al punto 1).
   Invito  i  componenti la II Commissione prendere posto al  banco
  delle commissioni.
   Ricordo  che la discussione generale era stata chiusa. Pongo  in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1.
   Ne do lettura:

                             «Articolo 1
      Norme per la continuità del reddito minimo d'inserimento

   1.   La  spesa  autorizzata  con  la  tabella   G'  della  legge
  regionale 6 febbraio 2008, n. 1 per le finalità di cui  alla  UPB
  7.2.2.6.2.   capitolo  712402,  è  incrementata  per  l'esercizio
  finanziario  2008 di 1.500 migliaia di euro cui si  provvede  con
  parte  delle  disponibilità della UPB 4.2.2.8.2  capitolo  613901
  accantonamento  2001 del bilancio della Regione  per  l'esercizio
  finanziario medesimo».

   Comunico  che  è  stato presentato l'emendamento  1.1,  a  firma
  Galvagno ed altri.

    GALVAGNO  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  1.3, del Governo.  Comunico  che  la
  Commissione Bilancio ha dato la relativa copertura finanziaria.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, vorrei suggerire al  Governo  che
  la norma che noi stiamo esaminando aveva carattere di urgenza.
   Si   riferisce  in  particolare  al  fatto  che  una  serie   di
  lavoratori che godevano dei benefici di inserimento attraverso la
  legge regionale - e fra l'altro un disegno di  legge proposto  da
  me  e che quindi che conosco perfettamente -, non avendo più  una
  adeguata copertura viene incrementato per il 2008 della somma  di
  un milione e mezzo di euro.
      Il   suggerimento  che  darei  al  Governo  e   ai   colleghi
  parlamentari  è  quindi quello di ritirare tutti gli  emendamenti
  presentati all'articolo.
   Capisco  infatti  le  ragioni che muovono il  Governo  circa  la
  esigenza di caricare sui Comuni i relativi onori; capisco  tutto,
  ma  riordinare adesso la materia  è questione che, secondo me, va
  superata.  Altra cosa è invece se la norma proposta  dal  Governo
  viene  inserita in Finanziaria, nella prossima finanziaria,  come
  norma  di programmazione delle risorse al fine di permettere  che
  anche  i  Comuni  possano concorrere alla spesa dei  cantieri  di
  servizi.  In  questo caso, è una norma che si può  discutere.  In
  questo  momento, essendo una norma straordinaria avente carattere
  di  urgenza che necessita di copertura, noi potremmo dare solo la
  copertura.
   Qui  non c'è una questione ideologica, né questione che riguarda
  la  maggioranza o il Governo. Lo dico con estrema franchezza, c'è
  l'esigenza  di  legiferare in modo corretto. In  questo  momento,
  essendo   una   questione   di  emergenza   straordinaria,   sono
  dell'avviso  di  approvare soltanto il primo  comma,  quindi,  il
  testo  così  com'è che non fa altro che incrementare il  capitolo
  con  riferimento  alla  legge precedente  e  cioè  appostando  un
  milione e mezzo di euro in più e fermarci lì.
   Per  quanto riguarda gli emendamenti del Governo sarebbe  meglio
  prevedere  il  loro  trasferimento  in  finanziaria  in  modo  da
  affrontare in finanziaria l'intera materia.
   Fra  l'altro,  ne  approfitto per ricordare al  Governo  che  lo
  stesso ha già presentato lo schema di bilancio e nella previsione
  dello schema di bilancio ha ipotizzato una posta pari a 3.600.000
  euro,  esattamente   quindi la metà di quelli  dell'anno  scorso,
  mentre  come  lo stesso Governo sa, l'esigenza è di  incrementare
  quel  capitolo  di bilancio per aumentarlo fino a  12.000.000  di
  euro  in modo tale da poter soddisfare per l'intera annualità  le
  richieste da parte dei lavoratori interessati al provvedimento.
   Pertanto - e concludo - consiglierei al Governo di procedere  in
  tal  senso,  se  invece  il Governo insiste nella  programmazione
  attraverso  il  comma  1.3,  io  insieme  all'onorevole  Galvagno
  abbiamo  predisposto un subemendamento che tende a  differenziare
  la  situazione  dei  comuni. Perché, come  lei  sa,  una  cosa  è
  intervenire  nei  comuni  che hanno una popolazione  superiore  a
  dieci, quindici, ventimila abitanti, un'altra cosa è caricare sui
  comuni  che hanno una popolazione inferiore a diecimila abitanti,
  ne  aumentiamo  i  disagi, in quanto che se carichiamo  ulteriori
  oneri a questi comuni essi non sarebbero in grado di sostenere la
  spesa. Tutto ciò quindi è da valutare.
   Pertanto, la invito espressamente a ritirare i commi 1.2 e  1.3,
  e  procedere  ad  esaminare  il testo così  com'è,  approvarlo  e
  riportare  questa  materia in finanziaria sulla  quale  penso  si
  possa discutere ragionevolmente.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  comunico  che   per   quanto
  concerne l'emendamento 1.2 non è stata data la relativa copertura
  finanziaria. Pertanto, lo dichiaro inammissibile.
   Comunico,  altresì,  che l'emendamento  A1  è  inammissibile  in
  quanto estraneo alla materia.
   Comunico  che è stato presentato il subemendamento  1.31,  degli
  onorevoli Speziale ed altri che è in distribuzione.

    INCARDONA   assessore per il lavoro, la previdenza sociale,  la
  formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    INCARDONA   assessore per il lavoro, la previdenza sociale,  la
  formazione  professionale  e  l'emigrazione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, penso che proprio per le ragioni che poco  fa
  esponeva  l'onorevole Speziale, il Governo ha predisposto  questo
  emendamento   che  regolamenta  la  materia  differenziando   gli
  effetti.
   Infatti,  la  norma  esplica una parte degli effetti  dalla  sua
  entrata  in  vigore, e ciò attraverso il primo comma  che  è  una
  norma  di  variazione  di  bilancio e,  dall'altra,  invece,  gli
  effetti  si vedranno dal primo gennaio 2009. Proprio per  evitare
  che  dal  primo gennaio 2009 ci si debba nuovamente imbattere  in
  situazioni di difficoltà, è stata preoccupazione del Governo fare
  in  modo che i lavoratori dal primo gennaio 2009 trovino  già  le
  modalità  di  copertura del piano e, soprattutto, le modalità  di
  utilizzo che il Governo vuole mettere in campo.
   Si  tratta, peraltro, di modalità che sono state già discusse in
  una riunione, onorevole Speziale, a cui ha partecipato anche lei;
  si  tratta  di  modalità  che  sono  state  riportate  fedelmente
  nell'emendamento   del  Governo;  abbiamo  aggiunto   anche   una
  specificità che riguarda le unità immobiliari relative ai terreni
  agricoli oltre che, naturalmente, la prima casa; abbiamo fatto un
  ragionamento  che,  complessivamente, è  stato  apprezzato  anche
  dall'opposizione,  quindi,  mi  pare  che  non  ci   sia   alcuna
  difficoltà a votare il testo proposto oggi dal Governo.
   Se   invece   si  dovesse  accogliere  l'ipotesi  dell'onorevole
  Speziale,  ci troveremmo - ripeto - all'1 di gennaio,  con  nuove
  difficoltà  e  si  tratterebbe  di costringere  il  lavoratore  a
  scendere nuovamente in piazza.
   Invece,  il  Governo vuole evitare proprio questo; quindi,  caro
  onorevole  Speziale,  proprio per le  ragioni  che  lei  poco  fa
  esponeva, si ritiene di dovere fin d'ora regolamentare la materia
  consentendo ai Comuni di predisporre i progetti, in modo  che  si
  giunga all'1 gennaio in una fase completamente operativa, anziché
  registrare nuovi rallentamenti.
   Pertanto,  il  Governo esprime parere contrario  all'emendamento
  1.3.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Assessore, io so quanto lei ha lavorato insieme a tutti  noi  per
  risolvere questo problema che riguarda quasi 2 mila giovani delle
  aree interne della Sicilia, e so che ha a cuore il problema.
   Non  è  immaginabile che rigore e severità  -  che  pure  questo
  Governo   sta  adottando  e  che  noi  condividiamo   -   possano
  intervenire  sulla miseria e sulla disperazione  di  giovani  che
  stanno  portando avanti una battaglia unicamente per 400 Euro  al
  mese, in condizioni assolutamente disperate.
   Per  quanto mi e ci riguarda, riteniamo che debba essere accolto
  l'accordo   e  l'intesa  che  oggi  porta  a  votare,   onorevole
  Assessore,  per la copertura della spesa necessaria  per  coprire
  quanto serve fino al 31 dicembre.
   Il  problema  della  continuità a cui lei  fa  riferimento,  per
  quanto  ci  risulta,  è già compendiato in  apposita  norma.  Non
  stiamo  facendo altro che rifinanziare una legge di  per  sé  già
  funzionante ma che non ha copertura di spesa.
   Vorrei,  peraltro, dichiarare, onorevole Assessore,  che  quanto
  è   stato   raggiunto  in  termini  di  accordo  è  assolutamente
  condiviso;  se  vuole, possiamo anche predisporre un  ordine  del
  giorno che possa essere cofirmato da tutti rispetto a quello  che
  è  l'indirizzo  politico-amministrativo che  si  intende  portare
  avanti.  Anzi,  le abbiamo chiesto di riunire un  tavolo  tecnico
  perché  siamo  i primi a ritenere che è impensabile  che  persone
  aventi diritto debbano, invece, pagare il prezzo di alcuni errori
  che  sono all'interno di questa norma, e cioè che vi sono  aventi
  diritto  che oggi avrebbero anche ulteriori provvidenze da  altri
  settori di intervento.
   Quindi,  onorevole Assessore, apprezziamo l'operato  suo  e  del
  Governo  tutto che ha condiviso insieme a tutti noi. La invito  a
  riflettere  perché,  spostare il problema  della  copertura  alla
  finanziaria,  potrebbe  consentire di  trovare  le  modalità  più
  idonee  per  coprire  questa  spesa,  cosa  che  può  avvenire  o
  attraverso il fondo per gli enti locali, all'interno del bilancio
  ordinario   della  Regione,  o  anche  ed  in  parte   attraverso
  l'intervento dei comuni in maniera assolutamente minimale.
     Quello  che oggi a noi interessa è la copertura di  spesa  che
  sino  al 31 dicembre consenta a questi giovani di lavorare e  dia
  continuità successivamente, con la finanziaria si può far  fronte
  all'esigenza  della  continuità del lavoro  per  questi  giovani,
  fermo   restando   che   condividiamo  assolutamente,   onorevole
  Assessore,  il  lavoro che lei ha fatto, anzi la invitiamo,  dato
  che prima di tutto erano i sindaci ad essere d'accordo con lei, a
  coinvolgere  tutti  i  sindaci  e  i  parlamentari   della   zona
  all'attivazione  di  un  tavolo tecnico che  possa  rimuovere  un
  problema  che altrimenti ha già portato e riporterebbe i  giovani
  in mezzo alle strade.

   DONEGANI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DONEGANI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  nel  2005  la
  Regione  siciliana, con la legge numero 4, ha recepito il decreto
  legislativo  numero 237 del 1998. Da allora, ci  sono  state  una
  serie  di proroghe che hanno consentito ai lavoratori del reddito
  minimo   di   inserimento  di  svolgere  un   ruolo   importante,
  determinante   soprattutto   nei   comuni   delle   province   di
  Caltanissetta  e  di Enna, nei settori della pulizia  del  verde,
  della  manutenzione, dell'assistenza domiciliare  e  quant'altro,
  colmando   anche  alcune  lacune  che  oggettivamente  i   comuni
  presentano   dal   punto   di   vista   organizzativo    e    per
  l'esternalizzazione dei servizi.
    Dall'1 ottobre  questi  lavoratori, 1.900  circa, sono  in  una
  situazione   drammatica  e  prendiamo  atto  -  soprattutto   noi
  parlamentari che abbiamo sottoscritto il disegno di legge - della
  grande   sensibilità  mostrata  dal  Governo   e   dall'assessore
  Incardona nell'affrontare tali temi per una risoluzione a  favore
  dei lavoratori.
   Nella  fattispecie,  ad una riunione con  i  sindaci  e  con  le
  organizzazioni  sindacali,  si  è  concordato  di  dare  priorità
  all'immediato, vista l'esigenza delle famiglie dei lavoratori  ed
  avviare  la  copertura fino a dicembre del 2008; quell'impegno  è
  stato  mantenuto.  Il disegno di legge da me presentato  è  stato
  firmato  anche  dall'onorevole Galvagno e da  altri  colleghi  di
  centrosinistra e di centrodestra, proprio per dimostrare  che  il
  problema  della  precarietà del lavoro non può  avere  coloriture
  politiche.
   Il   disegno  di  legge  in  esame,  anche  a  seguito  di   una
  discussione propedeutica, preparatoria con l'assessore e  con  il
  Presidente  della Regione, onorevole Lombardo, nella quale  si  è
  stabilito che bisogna responsabilizzare i sindaci anche dal punto
  di  vista della corresponsabilità, vede la condivisione mia e dei
  colleghi.   Quindi,  onorevole  Assessore,  mi  trova  pienamente
  d'accordo nel far compartecipare e rendere responsabili i comuni,
  però  oggettivamente  un  problema  c'è,  perché  nella  fase  di
  approvazione  dei  bilanci tutti i comuni  delle  varie  province
  hanno  stesse  risorse finanziarie ed hanno  anche  iter  diversi
  nell'approvazione dello stesso bilancio.
   Quindi  l'input  quasi  categorico nel costringere  i  comuni  a
  stanziare  il  20  per cento ha una ratio quando  si  propone  di
  stabilire  un tetto massimo, fino al 20 per cento, o  di  ridurre
  sotto  la  soglia  dei 10.000 abitanti, perchè così  facendo,  il
  grande  sforzo che la Regione fa di stanziare il restante 80  per
  cento  verrebbe  in  qualche  modo vanificato;  motivo  per  cui,
  trovandomi  pienamente  d'accordo  e  dando  merito  agli  sforzi
  reciproci del Governo e del Parlamento, il disegno di legge  oggi
  ha una urgenza dal punto di vista della precarietà lavorativa.
   Ripeto,  l'80  per cento è stanziato dalla Regione,  il  20  per
  cento, onorevole Assessore, non lo vincoliamo, perché andremmo  a
  vanificare un'esperienza lavorativa che oggi diventa una priorità
  sia per il Governo che per il Parlamento.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  solo
  sottolineare  due  aspetti,  che  fra  l'altro  sono  già   stati
  evidenziati: il primo che c'è un impegno dell'Assessore,  che  mi
  auguro permanga, ad attivare un tavolo tecnico con i sindaci e le
  organizzazioni  sindacali,  indispensabile  nel  momento  in  cui
  cambiamo  le  regole in corso d'opera. Infatti,  in  merito  alla
  preoccupazione  che lei aveva ed ha, che dall'1   gennaio  questi
  lavoratori  resterebbero fuori, io la debbo  contraddire;  a  mio
  avviso,   così non è. Intanto, perché nella legge c'è un  impegno
  triennale  e  già  c'è  uno stanziamento per  il  2009,  ancorché
  insufficiente a coprire tutto l'anno, e poi le norme sono  quelle
  della legge n. 5 del 2006, che sono ancora in vigore.
   Per  quanto  riguarda il subemendamento 1.3.1, è  chiaro  che  i
  comuni al di sotto dei 10.000 abitanti, anche per l'erosione  dei
  trasferimenti  che  hanno  avuto, non sono  in  grado  di  potere
  coprire  il  20 per cento richiesto con l'emendamento  presentato
  dal    Governo;    pertanto,   sarebbe   opportuno    fare    una
  diversificazione  tra i comuni al di sopra  e  al  di  sotto  dei
  10.000 abitanti, con il 10 e il 20 per cento.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  faccio
  appello  all'assessore  Incardona che,  insieme  al  Governo,  ha
  attenzionato  in  maniera  corretta  questa  problematica   molto
  importante,  riunendo i sindaci, parlando con le  forze  sociali,
  consapevole che questa è certamente una di quelle iniziative  che
  vanno  seguite  perché  parliamo di  persone  che  hanno  bisogno
  dell'inclusione sociale, hanno bisogno certamente di  un  Governo
  che li sostenga.
   Personalmente faccio appello all'assessore Incardina,  al  quale
  chiedo  di  fare  proprio il subemendamento 1.3.1  dell'onorevole
  Galvagno  perchè  mi sembra giusto, equo non  mettere  i  piccoli
  comuni in grandissima difficoltà e raggiungere comunque lo stesso
  obiettivo  che il Governo si era prefissato, quello di  stabilire
  delle  regole  e  garantire che questo servizio possa  finalmente
  essere regolamentato.

   INCARDONA,  assessore per il lavoro, la previdenza  sociale,  la
  formazione  professionale  e  l'emigrazione.  Signor  Presidente,
  dichiaro di fare mio il subemendamento 1.3.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
     Pongo  in  votazione il subemendamento 1.3.1. Il parere  della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento 1.3 nel testo risultante.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, pongo in votazione l'articolo 1  così  come
  emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2
                          Entrata in vigore

   1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

   Non  avendo  alcun  deputato chiesto di  parlare,  lo  pongo  in
  votazione.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  comunico che è stato  presentato  l'ordine
  del  giorno  n.  45   Iniziative urgenti tese a  salvaguardare  i
  lavoratori  impegnati  presso  l'aeroporto  Falcone  Borselli  di
  Palermo ,   degli   onorevoli  Cracolici,   Ammatuna,   Apprendi,
  Barbagallo,  Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto,  Digiacomo,  Di
  Guardo,   Donegani,   Faraone,   Ferrara,   Fiorenza,   Galvagno,
  Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marinello, Marziano, Mattarella,  Oddo,
  Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale,  Termine
  e Vitrano.

   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   nello  scalo di Palermo lavorano 174 unità di personale a  tempo
  indeterminato, 42 a tempo determinato tra operai e impiegati;

   occorre scongiurare che il personale impegnato all'aeroporto  di
  Palermo  sia  drasticamente ridimensionato sulla  base  di  tagli
  indiscriminati;

   allo  stesso modo occorre impedire il determinarsi di  tagli  di
  personale  impegnato nel call center dell'Alitalia affidato  alla
  società Alicos del gruppo COS;

   nel  mese  di  luglio  si  è proceduto  al  licenziamento  di  4
  lavoratrici  della  Aviation  Services  in  servizio  presso   la
  biglietteria Meridiana;

   considerato che:

   alle  pesanti conseguenze che rischiano di profilarsi sul  piano
  occupazionale   si   aggiunge  il  dimezzamento   degli   attuali
  collegamenti  Alitalia e Airone tra il capoluogo siciliano  e  il
  resto  del  Paese  che passerebbero dagli attuali  36  a  20  con
  pesanti disservizi per gli utenti:

   rilevato che:

   dalle  istituzioni  regionali e in primo  luogo  dal  Presidente
  della  Regione  nessun atto è stato prodotto  relativamente  alle
  preoccupazioni  emerse da settimane, nonché,  sul  destino  degli
  scali di Palermo e Catania destinati ad essere declassati:

                 impegna il Presidente della Regione

   a  porre  in essere ogni iniziativa possibile, anche  presso  il
  Governo  nazionale, affinché siano garantiti gli attuali  livelli
  occupazionali  e  che  gli  scali  di  Palermo  e  Catania  siano
  considerati primari e non subiscano nessuna scelta che  punti  al
  loro declassamento».

   CRACOLICI.  Chiedo  di  parlare  per  illustrare  l'ordine   del
  giorno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intendo  porre
  all'attenzione  dell'Aula, ma credo che su  questo  saremo  tutti
  d'accordo,  la situazione assai delicata che si sta delineando  a
  seguito  della riorganizzazione del gruppo Alitalia e gli effetti
  che  questo  rischia  di avere per quanto attiene  gli  aeroporti
  siciliani e quello palermitano in particolare.
   Come  è noto, la costituzione della nuova compagnia italiana  ha
  determinato  l'acquisizione della gestione  delle  aerolinee  del
  gruppo Alitalia e di Air One, e questo avrà delle conseguenze. La
  prima  che  si  delinea dal piano presentato  dal  gruppo  è  una
  riduzione  del  numero  dei vettori che  collegheranno  i  nostri
  aeroporti con il resto del territorio nazionale italiano.
   La  riduzione avrà certamente un effetto sull'utenza in Sicilia;
  riducendo il numero dei vettori, infatti,  sarà più complessa  la
  possibilità  di raggiungere le città siciliane, e  da  parte  dei
  siciliani  di  raggiungere le città del resto del Paese.  Ma  c'è
  anche un'altra conseguenza ed è quella che poi ha effetti sociali
  particolarmente delicati, ed è la ripercussione sull'occupazione.
  Nel solo aeroporto di Palermo, che ad oggi conta  210 addetti  di
  Alitalia, il nuovo piano prevede l'utilizzazione soltanto  di  60
  addetti; cioè, oltre i due terzi dei lavoratori attuali saranno o
  rischiano  di essere espulsi dal processo produttivo  che  li  ha
  visti impegnati sino ad oggi.
   Assieme a questa si determina un'altra gravissima crisi. Come  è
  noto,  Palermo e la Sicilia sono le sedi del più importante  call
  center  che  per  conto di Alitalia gestisce  i  servizi  sia  di
  prenotazione passeggeri, sia i servizi di cargo e altre tipologie
  di servizi che sono in capo ad Alitalia. Nel solo sito di Palermo
  operano  per  conto  di  Alitalia  oltre  novecento  addetti.  Se
  dovesse,  come si teme, vista l'incertezza della prospettiva  del
  call  center di Palermo, essere messo in discussione questo sito,
  avremmo  un  effetto immediato sulle novecento persone  ma  anche
  sulle altre persone che lavorano per il gruppo che sono in totale
  oltre 1700 e che svolgono servizi per altre società.
   Insomma,  questo  ordine del giorno non  vuole  soltanto  essere
  l'elenco  delle  lagnanze, la crisi mondiale e la crisi  italiana
  del sistema dei trasporti è chiaro che rende la vicenda siciliana
  poca  cosa  rispetto  alla questione più complessa,  ma  non  c'è
  dubbio, onorevole Presidente, che l'ordine del giorno si pone  un
  obiettivo: vuoler cioè ricordare che, seppure la vicenda Alitalia
  certamente  ha una sua complessità, tutti che noi continueremo  a
  far  parte di un'Isola forse anche quando ci sarà il ponte  sullo
  stretto. E continueremo a vivere in un'Isola dove gran parte  dei
  cittadini   siciliani  per  raggiungere  le  mete  nazionali   ed
  internazionali usano il trasporto aereo.
   Essere  un'Isola  significa  che la  dimensione  siciliana  deve
  avere  un'attenzione  specifica  rispetto  alla  dimensione   del
  trasporto  aereo  nazionale.  Ed è per  questa  ragione  che  noi
  chiediamo,  con  questo ordine del giorno, un  impegno  vero  del
  Governo della Regione e del suo Presidente, tanto più che, come è
  noto,  la  vicenda Alitalia, in queste ore, sta avendo anche  una
  mediazione specifica del Governo nazionale.
   E'  un  ruolo  importante del Governo nazionale,  rispetto  agli
  esiti  e  allo  sviluppo di quella vertenza. Ecco perché  non  ci
  rivolgiamo  solo  ai soggetti industriali che hanno  rilevato  la
  compagnia  aerea Alitalia; è necessaria una specifica  attenzione
  sul  ruolo  della  Sicilia e sul destino dei nostri  aeroporti  e
  quello che oggi appare più minacciato, Palermo, in particolare.
   Mi  auguro che l'Assemblea regionale, oggi, dopo che fra l'altro
  alcuni  di noi abbiamo incontrato le rappresentanze sindacali  di
  questi  lavoratori,  dia  un  segnale  unitario,  forte,  chiaro,
  un'investitura   al   Presidente   della   Regione    che,    con
  autorevolezza,   sappia  difendere  le  ragioni  della   Sicilia,
  dell'utenza  e  dei  lavoratori  che  operano  nel  settore   dei
  trasporti aerei siciliano.

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del  giorno
  n.  28   Interventi per assicurare la continuità operativa  ed  i
  livelli  occupazionali della ALICOS S.P.A.  Palermo  call  center
  ALITALIA , dell'onorevole Lentini ed altri.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che la società ALICOS conta 1.600 lavoratori,  tutti  a
  tempo indeterminato;

   considerato che:

   ALICOS  s.p.a. è una società partecipata per il 40 per cento  da
  ALITALIA  e  per  il  restante 60 per cento dal  Gruppo  ALMAVIVA
  ALITALIA ed è al contempo socio e cliente di ALICOS;

   ALICOS  s.p.a.,  infatti,  svolge per ALITALIA  il  servizio  di
  biglietteria  e  prenotazione  elettronica,  anche  in   contesto
  internazionale, ventiquattro ore su ventiquattro;

   ALICOS,  inoltre, effettua un servizio interno per il  personale
  ALITALIA,   sia   viaggiante  che  di   terra,   riguardante   la
  pianificazione  delle  ferie,  il  vestiario,  il   servizio   di
  ritrovamento   bagagli   smarriti  ed  altri.   Relativamente   a
  quest'ultimo servizio, ALICOS Palermo riceve comesse da  ALITALIA
  per  altri  aeroporti tra i quali Roma Fiumicino,  Bari,  Napoli,
  Brindisi;

   ALICOS  è  stata individuata come azienda non in  crisi,  i  cui
  dipendenti svolgono molte ore di straordinario al punto che si  è
  siglato un accordo tra ALICOS e i sindacati per elevare il numero
  delle ore lavorative che consentirà nuova occupazione.

   ALITALIA  è  debitrice  nei confronti del  Gruppo  ALMAVIVA  per
  sette  milioni di euro per servizi già resi da ALICOS.  E'  stato
  dichiarato  che,  in assenza di tale liquidità, ci  saranno  seri
  problemi  per il pagamento degli stipendi già a partire dal  mese
  di  ottobre. E' evidente che la mancata soluzione di quest'ultimo
  problema avrà gravissime conseguenze per i dipendenti e  le  loro
  famiglie;

                  impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire  in maniera forte nei confronti del  commissario
  straordinario di ALITALIA, professor Augusto Fantozzi, al fine di
  saldare il debito di 7 milioni di euro;

   ad  intervenire  per conoscere la sorte del 40 per  cento  delle
  quote di ALITALIA nella società ALICOS s.p.a.;

   ad  intervenire per sapere se il servizio svolto fino ad oggi da
  ALICOS   rientra  nella  nuova  strategia  industriale   di   CAI
  considerato, peraltro, che i dipendenti ALICOS hanno un contratto
  TLC, ovvero di telecomunicazioni, che è meno oneroso rispetto  al
  contratto ALITALIA, che è di trasporto;

   ad  intervenire presso il Governo nazionale affinché  garantisca
  la  continuità  operativa di ALICOS, considerata  l'efficienza  e
  l'alto  livello  di professionalità del servizio  reso  e  tenuto
  conto altresì del fatto, non trascurabile, che comunque lo stesso
  servizio sarà indispensabile anche per la nuova compagnia aerea».

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  il  tema
  che  stiamo  trattando è un tema molto serio,  lo  dico  in  modo
  particolare al Governo. Sarebbe opportuno che quest'Aula  votasse
  in   maniera  unitaria  e  all'unanimità.  Quindi,  propongo   di
  unificare  i  due  ordini del giorno, in modo  tale  da  trattare
  questa tematica, unitariamente.
   Lo  ricordava  l'onorevole  Cracolici,  lo  ricorda  l'onorevole
  Lentini nel suo ordine del giorno, questa problematica è seria  e
  investe non soltanto i duemila lavoratori, ma la Sicilia nel  suo
  complesso. Investe la nostra isola che rischia, ancora una volta,
  di   essere   allontanata,  di  essere  emarginata  dalle   rotte
  internazionali e nazionali.
   Abbiamo  l'esigenza di combattere una battaglia tutti  uniti  e,
  quindi,  faccio appello a quest'Aula, al Governo,  affinché,  con
  grande  forza  si impegni nei confronti del Governo nazionale,  a
  prendere tutte le decisioni utili, affinché salvaguardi, non solo
  l'aeroporto  di Catania, così come è già stato fatto,  ma  anche,
  l'aeroporto  di  Palermo  e,  in modo  particolare  i  lavoratori
  interessati.
   Questa non è una battaglia, né di destra né di sinistra,  è  una
  battaglia  dell'intero  Parlamento  siciliano  che  va   condotta
  unitariamente,   così   come  finora   hanno   dimostrato   altri
  parlamentari   di  altre  regioni  d'Italia.  E'  una   battaglia
  difficile  che  necessita di risposte immediate, è una  battaglia
  che può finalmente portare un po' di serenità nelle case di tanti
  palermitani e di tanti siciliani.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  comunico  che  gli  onorevoli
  Maira, Di Mauro, Cordaro e Leanza Nicola hanno chiesto di apporre
  la propria firma all'ordine del giorno n. 45.
   L'Assemblea ne prende atto.

   INCARDONA,  assessore per il lavoro, la previdenza  sociale,  la
  formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA,  assessore per il lavoro, la previdenza  sociale,  la
  formazione  professionale  e  l'emigrazione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, volevo riferire al Parlamento che il  Governo
  ha  già avviato un'attività in questo senso. Ci sono state alcune
  riunioni  con i lavoratori e con alcuni rappresentanti  sindacali
  proprio  nella  sede  dell'Assessorato  al  lavoro,  ed  è  stato
  siglato  un  verbale  nel corso del quale  il  Governo  ha  preso
  l'impegno  che  oggi  quest'Aula propone con  i  due  ordini  del
  giorno.  Quindi, il Governo ha già attivato questo lavoro  ed  è,
  naturalmente, favorevole alla proposta dell'onorevole  Leanza  di
  unificare i due ordini del giorno e di votarli unitariamente.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 45, chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'ordine del giorno n. 28, chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  la  votazione  finale   del
  disegno  di  legge   Norme per la continuità del  reddito  minimo
  d'inserimento   (215/A)  sarà effettuata  alla  fine  dei  lavori
  d'Aula.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                     Per richiamo al Regolamento

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  volevo
  segnalare  l'opportunità che, in sede di redazione del testo,  si
  provvedesse  ad  una correzione al titolo del disegno  di  legge,
  perché   Reddito minimo d'inserimento  non è oggetto della  norma
  in  discussione. Ritengo che, più correttamente, dovrebbe  essere
   Norma  per la continuità dei cantieri di servizio ; il   Reddito
  minimo d inserimento  non c'entra nulla

   PRESIDENTE.  Faremo tesoro della sua osservazione.  Gli  Uffici,
  da questo punto di vista, approfondiranno.

   Seguito della discussione del  disegno di legge  Misure urgenti
  per fronteggiare l'aumento dei carburanti nel settore della pesca
       nonché il rilancio competitivo del settore  (n. 194/A)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  Si  procede con il seguito  della  discussione  del
  disegno  di legge  Norme per la continuità del reddito minimo  di
  inserimento  (194/A), posto al punto 2).
   Invito  i  componenti  la III Commissione a  prendere  posto  al
  banco delle commissioni.
   Ricordo  che la discussione generale era stata chiusa. Pongo  in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1.
   Ne do lettura:

                             «Articolo 1
     Monitoraggio della qualità delle acque degli ambiti Marini

   1.   L'Agenzia   regionale   per  la  protezione   dell'ambiente
  comunica,  con  cadenza semestrale, al dipartimento  della  pesca
  dell'assessorato  regionale  della cooperazione,  del  commercio,
  dell'artigianato  e  della pesca, gli  esiti  delle  campagne  di
  monitoraggio  per la qualità delle acque e degli ambienti  marino
  costieri».

   Comunico   che   è  stato  presentato  dall'onorevole   Caronia,
  l'emendamento 1.1.

   CRACOLICI. Lo vorrei illustrato.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, se l'onorevole  Caronia  non  è
  presente in Aula dichiaro decaduto l'emendamento 1.1.

   LEANZA NICOLA. Lo faccio proprio.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  illustrare l'emendamento 1.1.

   PRESIDENTE. Onorevole Adamo, è fuori tema.
   L'emendamento 1.1 è stato fatto proprio dall'onorevole Lenza.

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca.  Chiedo di  parlare  per  illustrare
  l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato  e  la pesca. Questo emendamento,  sostanzialmente,
  vuole migliorare l'articolo 1 proposto dal Governo nel senso  che
  dà un' indicazione forte all'Arpa per far sì che siano trasmessi,
  ogni  mese, tutti gli elementi che vengono raccolti dall'attività
  che  pone  in  essere  l'Arpa al fine di avere  notizie  certe  a
  proposito  dell'equilibrio degli eco-sistemi marino-costiero;  in
  pratica, è funzionale anche ai fini dell'alimentazione, anche per
  quanto riguarda il pesce.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1.  Il parere del
  Governo?

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'articolo  1,   nel   testo
  risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2.  Ne do lettura:

                             «Articolo 2
                    Fermo di emergenza temporaneo

   1.  Per fronteggiare la crisi riguardante il settore della pesca
  anche  a seguito dei rialzi dei costi energetici e di produzione,
  è  concesso,  per  impresa  e per  una durata  di  trenta  giorni
  nell'arco  temporale di quattro mesi, l'arresto temporaneo  delle
  attività di pesca per tutte le imbarcazioni, con esclusione delle
  fattispecie previste dal decreto legge 3 luglio 2008, n.  114,  i
  cui  effetti  sono stati fatti salvi dal comma 4 dell'articolo  1
  della  legge  2  agosto 2008, n. 129. Ai fini del presente  comma
  sono incluse le imbarcazioni esercitanti la pesca del pesce spada
  che abbiano effettuato il fermo stagionale dell'attività di pesca
  disposto dall'articolo 81 del regolamento (CE) n. 40/2008 del  16
  gennaio 2008.

   2.  In  conseguenza del fermo d'emergenza di  cui  al  comma  1,
  l'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la
  pesca  è  autorizzato  a  concedere  alle  imprese  di  pesca  la
  compensazione economica di cui all'articolo 1, lettera b) e comma
  2  del  decreto del Ministero delle politiche agricole 18  luglio
  2008.  E',  inoltre,  autorizzata  l'erogazione  di  un'indennità
  giornaliera,  pari  al minimo monetario garantito  stabilito  nel
  contratto nazionale di lavoro per il marinaio esercente la  pesca
  costiera locale e/o ravvicinata, a ciascun membro dell'equipaggio
  che  risulti, in base al ruolino, imbarcato alla data  di  inizio
  dell'interruzione tecnica.

   3.  Per le finalità di cui ai commi 1 e 2, nonché per gli  oneri
  da corrispondere alle capitanerie di porto ai sensi dell'articolo
  180  della  legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 è autorizzata
  per  l'esercizio finanziario 2008 la spesa complessiva di  12.500
  migliaia  di euro da destinare: quanto a 5.600 migliaia  di  euro
  per gli interventi previsti dall'articolo 6, comma 1, lettera  b)
  e  comma 2, del decreto del Ministro delle politiche agricole  18
  luglio  2008, quanto a 6.658 migliaia di euro alla corresponsione
  dell'indennità giornaliera ai componenti degli equipaggi e quanto
  a   242  migliaia  di  euro  agli  oneri  da  corrispondere  alle
  capitanerie  di  porto  ai sensi dell'articolo  180  della  legge
  regionale  23  dicembre  2000, n.  32.   Con  successivo  decreto
  dell'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca sono definiti i periodi di  interruzione
  tecnica nonché le modalità di erogazione dei benefici di  cui  al
  comma 2.

   4.  L'Assessore  regionale  per la cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca è autorizzato a concedere sino al limite
  massimo di mille migliaia di euro alle imprese di pesca siciliane
  tenute   all'uso   obbligatorio  del  sistema  di  localizzazione
  satellitare  denominato   Blue-box', un contributo   una  tantum'
  finalizzato  alla parziale copertura delle spese di gestione  del
  servizio  e  di manutenzione. Per le finalità di cui al  presente
  comma è autorizzata per l'esercizio finanziario 2008 la spesa  di
  1.000 migliaia di euro

   5.  L'Assessore  regionale  per la cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca è autorizzato a concedere un  contributo
  alle  imprese  di  pesca,  iscritte  ai  compartimenti  marittimi
  siciliani, quale concorso per la copertura delle spese  sostenute
  per  il consumo di gasolio nel triennio 2006-2008, come si evince
  dal  libretto  consumo carburante. Per le finalità  del  presente
  comma, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2008, la  spesa
  di 100 migliaia di euro.

   6.  Con  successivo  decreto  dell'Assessore  regionale  per  la
  cooperazione,  il  commercio,  l'artigianato  e  la  pesca   sono
  definite le modalità di erogazione del contributo di cui al 6.

   7.  Gli  aiuti di cui ai commi 2 e 4 e 5 sono concessi in regime
  di  aiuti  de minimis' nel rispetto dei limiti e delle condizioni
  previste  dal Regolamento (CE) n. 875/2007 della Commissione  del
  24  luglio  2007, pubblicato sulla G.U.U.E. n. 193 del 25  luglio
  2007».

   Comunico  che all'articolo 2 sono stati presentati i seguenti
  emendamenti:

   - dal Governo: 2.1 e  2.2;
   -  dagli onorevoli Marinello ed altri: 2.8, 2.6, 2.7, 2.5,  2.4,
  2.3;
   - dall'onorevole Caputo: 2.9.

   Si passa all'emendamento 2.1 del Governo.

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca.  Chiedo di  parlare  per  illustrare
  l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  sostanzialmente, considerato il tempo ristretto  per  determinare
  il  fermo  temporaneo,  si  è  visto  che  non  è  più  possibile
  realizzarlo nei 4 mesi previsti inizialmente dal disegno di legge
  e,  quindi, il termine di trenta giorni viene racchiuso alla data
  del 31 dicembre 2008.
   Per  quanto riguarda, invece, il secondo comma dell'emendamento,
  si vuole andare incontro a chi esplica l'attività della pesca del
  pesce  spada,  in quanto attraverso questo comma  possono  essere
  ammessi alla riscossione del fermo temporaneo.

   MARINELLO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINELLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  far
  notare  all'onorevole  Assessore, che ci  sono   due  emendamenti
  successivi, il 2.6 e il 2.8 che di fatto sono simili a quelli del
  governo;   pertanto  vorrei  suggerire  al  Governo  di  ritirare
  l'emendamento 2.1, in modo da votare gli altri due.
   L'unica  differenza tra gli emendamenti 2.6 e 2.1 è che nel  2.6
  alle  parole  da effettuarsi entro il 31 dicembre', si aggiungono
  le parole   e non oltre'.
   Per  quanto  riguarda  il  secondo comma  dell'emendamento  2.1,
  invece viene assorbito interamente dall'emendamento 2.8.

   POGLIESE.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  in
  maniera   molto   sintetica,  quasi  telegrafica  per   esprimere
  l'apprezzamento per l'emendamento presentato dal  Governo,  nella
  persona  dell'assessore  Di Mauro, che è  stato  molto  sensibile
  anche   ad  accogliere  alcune  istanze  formalizzate  da  alcune
  associazioni  di  pescatori la cui attività è  concentrata  sulla
  pesca del pesce spada.
   Attraverso  questo  emendamento si  evita  una  duplicazione  di
  direttive  europee, nazionali e regionali che avrebbe  comportato
  l'arresto  temporaneo, per due mesi, con gravi danni  per  quella
  tipologia di pesca.
   Ecco  perché preannunzio il voto favorevole e voglio formalmente
  ringraziare  l'assessore per la sensibilità  dimostrata  per  una
  problematica  che  è stata sollecitata dall'onorevole  Scilla  ed
  anche da altri parlamentari.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, possiamo porre in votazione  gli
  emendamenti 2.1, 2.6 e 2.8 contestualmente; gli uffici  ne  danno
  garanzia.  Quindi,  onorevole Marinello, il Governo  può  o  meno
  ritirarlo. Potrebbero essere eliminate le parole  non oltre il 31
  dicembre 2008', perché non mi pare che funzioni.
   Pongo in votazione, contestualmente gli emendamenti, 2.1, 2.6  e
  2.8.
   Il parere del Governo?

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.9, dell'onorevole Caputo.

   CAPUTO, presidente della Commissione. E' superato.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.2 del Governo: al comma 2
  dell'articolo  2  sono apportate le seguenti  modifiche:  cassare
   locale e/o'.

   MARINELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  a  proposito
  dell'emendamento  2.2, inviterei il Governo a  ritirarlo,  perché
  c'è  l'emendamento 2.7 che, di fatto, lo assorbe.C'era un  errore
  nella  norma,  probabilmente  di  scrittura,  dove  al  comma   2
  dell'articolo 2 faceva riferimento all'articolo 1, lettera b) del
  decreto ministeriale.
   L'articolo 1, di cui al predetto decreto ministeriale, non parla
  della  cosiddetta indennità data alle imprese, ma è l'articolo  6
  al comma 2.
   La   questione   relativa   al  locale   è   superata.   Quindi,
  l'emendamento 2.7 assorbe il 2.2 e modifica quell'errore che  c'è
  stato nella stesura del provvedimento.
   Quindi, se il Governo ritira l'emendamento 2.2, potremmo  votare
  il 2.7.

   PRESIDENTE. Onorevole Marinello, non è necessario che il Governo
  lo ritiri. Non votiamo l'emendamento 2.7 per la parte relativa al
  settimo  rigo  che  recita: cassare le  parole   locale  e/o',  e
  votiamo l'emendamento 2.2 e il 2.7 senza quella parte.
   Pongo in votazione l'emendamento 2.2.
   Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione la prima parte dell'emendamento 2.7.
   Il parere del Governo?

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento  2.5.  Ha  facoltà  di  illustrarlo
  l'onorevole Marinello.

   MARINELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
  2.5 è anch'esso una precisazione del comma 3 dell'articolo 2,  in
  particolare fa una corretta lettura sia della comma  1,  sia  del
  comma  2.  Invece,  nella prima stesura si parlava  soltanto  del
  comma   1.   Sarà   stato  un  errore  nella   formulazione   del
  provvedimento.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.5. Il parere  del
  Governo?

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento  2.10.
  Si tratta della riscrittura del comma 5 dell'articolo 2.

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  l'articolo  in questione non aveva sostanzialmente una  copertura
  di spesa adeguata perché come vedete nella scrittura c'è la somma
  ma  non c'è indicato il capitolo. La riscrittura consente di dare
  copertura finanziaria nell'esercizio finanziario del 2009

   PRESIDENTE. Mi pare chiaro, che per quanto concerne il  triennio
  o  il  biennio,  siccome  andiamo ad  intaccare  il  periodo   de
  minimis'  che evidentemente è stato utilizzato con la  somma  che
  era  prevista  e quindi il famoso articolo 84, legge  17/2004,  è
  ovvio che deve trattarsi per forza di biennio.

   CRACOLICI.  Ma al di là del biennio, l'emendamento ha  copertura
  finanziaria?

   PRESIDENTE.  Sì,  l'emendamento ha  copertura  finanziaria,  gli
  Uffici  hanno controllato e quindi tutto ciò che viene  messo  in
  discussione  è  stato controllato anche in termini  di  copertura
  data alla II Commissione. Se nessuno chiede di parlare, pongo  in
  votazione l'emendamento 2.10.
   Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento 2.4 risulta superato.
   Si  passa  all'emendamento  2.3.  Onorevole  Marinello,  intende
  specificare  un  attimo  se  si  tratta  di  un  emendamento  che
  sostanzialmente mette mano ad una parte del testo  dove  ci  sarà
  stato sicuramente, anche lì, un refuso?

   MARINELLO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE: Ne ha facoltà.

   MARINELLO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    in
  particolare ho inserito le parole  terzo rigo' perché  nel  testo
  originale  erano  scritte,  ma chiaramente  possiamo  eliminarle.
  Bisogna  sostituire  le  parole  al 6' con   ai  commi  4  e  5',
  aggiungere  questi commi in termini modificativi. Si  è  trattato
  anche lì di un refuso di stampa.

   PRESIDENTE.  Ho  capito, ma bisogna presentare un subemendamento
  per cassare quello che dice lei.

   CRACOLICI. No, c'è già l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Non  avevo  capito. Quindi  già  esiste.  Pongo  in
  votazione l'emendamento 2.3.
   Il parere del Governo?

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 2,  nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                            «Articolo 3.
                            Tracciabilità

   Al   fine  dell'applicazione  della  normativa  comunitaria   di
  settore,  per  garantire la sicurezza alimentare dei consumatori,
  le  direzioni  dei mercati ittici della Sicilia trasmettono,  con
  cadenza  mensile,  al  dipartimento pesca un  modulo  debitamente
  compilato contenente i dati sulla quantità, qualità e prezzo,  in
  funzione  della provenienza e del luogo di cattura  del  prodotto
  ittico locale».

   Comunico  che  non  sono  stati presentati  emendamenti.  Poiché
  nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                            «Articolo 4.
            Conferimento al fondo di rotazione I.R.C.A.C.

   1.  Il  fondo di rotazione istituito presso l'Istituto regionale
  per  il  credito alla cooperative (IRCAC) con l'articolo 3  della
  legge  regionale  7  febbraio 1963, n.  12  ed  incrementato  con
  l'articolo  37  della legge regionale 9 maggio  1986,  n.  23,  è
  ulteriormente incrementato di 500 migliaia di euro.

   Per   le  finalità  di  cui  al  comma  1,  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2008, la spesa di 500 migliaia di euro».

   Comunico  che  non  sono  stati presentati  emendamenti.  Poiché
  nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                            «Articolo 5.
    Consiglio regionale della pesca - modifica della composizione

   1.  Al  comma  1  dell'articolo 147  della  legge  regionale  23
  dicembre  2000,  n.  32, come modificato con l'articolo  6  della
  legge  regionale  8 novembre 2007, n. 21, dopo la  lettera  c)  è
  aggiunta la seguente lettera:

   c  bis)  il  direttore generale dell'Agenzia  regionale  per  la
  protezione dell'ambiente o suo delegato'»

   Comunico  che  non  sono  stati presentati  emendamenti.  Poiché
  nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                            «Articolo 6.
     Rinvio dinamico alla disciplina comunitaria applicabile in
                               materia
         di agevolazioni de minimis' al settore della pesca

   Gli   aiuti  erogati  ai  sensi  dell'articolo  18  della  legge
  regionale  21  settembre 2005, n. 11 alle  imprese  operanti  nel
  settore  della pesca sono concessi nella misura del  de  minimis'
  nel   rispetto  dei  limiti  e  delle  condizioni  previste   dal
  Regolamento  (CE)  n. 875/2007 della Commissione  del  24  luglio
  2007, pubblicato sulla G.U.U.E. n. 193 del 25 luglio 2007».

   Comunico  che  non  sono  stati presentati  emendamenti.  Poiché
  nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                            «Articolo 7 .
                          Compenso sociale

   1.  Ai  fini del compenso sociale di cui all'articolo 114  della
  legge  regionale 3 maggio 2001, n. 6 devono intendersi  computati
  nei giorni lavorativi i giorni di malattia e/o di infortunio».

   Comunico  che  è  stato  presentato  l'emendamento  7.1,   degli
  onorevoli Marinello ed altri.
   Onorevoli  colleghi, non c'è copertura finanziaria,  quindi,  il
  voto    contrario    della   Commissione   Bilancio.    Pertanto,
  l'emendamento  7.1  decade  e l'articolo  7,  sostanzialmente,  è
  dichiarato inammissibile.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                     Per richiamo al Regolamento

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  L'articolo 7 è stato dichiarato inammissibile,  non
  posso  darle la parola. E' insindacabile l'inammissibilità e  non
  c'è copertura della Commissione Bilancio.

   SCILLA. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo che per
  Regolamento non ci sarà niente da fare. Il fatto oggettivo però è
  che  è stato cassato un provvedimento che andava direttamente  in
  favore  dei  pescatori che hanno un contenzioso  con  la  Regione
  siciliana.
   L'emendamento  è  talmente chiaro, che avrebbe dovuto  avere  il
  consenso unanime del Parlamento perché va a sanare una situazione
  che  si  dimostra assolutamente ingiusta, cioè considerare giorni
  di  malattia o infortunio i giorni che servono per raggiungere  i
  181  giorni.  Mi  dite che non c'è copertura finanziaria.  Ma  il
  Governo  ha trovato 100 mila euro l'anno per ridarlo al distretto
  della  pesca,  all'osservatorio della  pesca,  e  tutto  ciò  per
  produrre che cosa?
   Ancora una volta, mentre abbiamo un Governo che lotta contro gli
  sprechi, che lotta contro i favoritismi, che  .

   PRESIDENTE.  Onorevole  Scilla, o  si  attiene  al  richiamo  al
  Regolamento, o le devo togliere la parola.

   SCILLA. Io mi posso attenere a tutti i regolamenti che dice lei;
  da  parlamentare, però,  è opportuno che intervenga perché, oggi,
  è  stato calpestato un diritto sacrosanto di una categoria che  è
  fondamentale per l'economia della Regione siciliana.
   E  allora, se facevate bene i calcoli, l'incidenza economica era
  davvero poca, perché c'era un contenzioso di alcuni marittimi che
  soltanto  perché  più  sfortunati, avendo avuto  l'infortunio,  o
  avendo  avuto la malattia, non avevano raggiunto i benedetti  181
  giorni.  A questi togliamo la possibilità di avere questa piccola
  indennità.
   Ad  altri,  solo perché sono amici degli amici, o  perché  fanno
  parte, non so di che cosa, invece
   E  poi,  lo  vogliamo capire, dove sono andati  a  finire  tutti
  questi soldi, utilizzati, comunitari, a che fine, a che pro; si è
  aspettato  solo  di  fare  fiere, missioni,  propagande,  vedere,
  capire
   Abbiamo  un  settore che piange, un settore che  sta  morendo  e
  questo non lo permetto
   Oggi  è  stato  fatto, permettetemi il termine, chiedo  scusa  a
  questo  Parlamento,  una  vigliaccata  nei  confronti  di  questa
  categoria e della pesca e non permetterò più ad alcuno di parlare
  di  pesca.  Vedo che qualche cliente si sta agitando  perché  sto
  andando  fuori  le  norme regolamentari, ma sto  parlando  di  un
  problema serio.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Scilla,  la   invito   a   concludere,
  cortesemente.

   SCILLA.  Sto concludendo, signor Presidente. Questa  storia  non
  finisce  oggi perché dobbiamo spiegare ai pescatori  come  questo
  Parlamento  voterà 100 mila euro l'anno per l'osservatorio  della
  pesca che ha soltanto utilizzato - dobbiamo vedere a che fine  -,
  quando non viene data copertura finanziaria .
   Allora,  che sia, quanto meno, una condotta coerente; non  si  è
  data  copertura finanziaria ai pescatori, che non si dia  neanche
  agli amici degli amici, al distretto

   PRESIDENTE.  Onorevole  Scilla,  la  invito  a  concludere,  per
  cortesia, non mi costringa a toglierle la parola.

   SCILLA. Non aggiungo altro, signor Presidente.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto  di
  parlare  per  richiamo  al  Regolamento  perché,  considerate  le
  affermazioni  dell'onorevole  Scilla,  credo  sia  opportuno  che
  quest'Aula  valuti  eventuali Commissioni  di  indagine  sull'uso
  delle  risorse pubbliche e sulle modalità di erogazione da  parte
  dei Governi e del Governo della Regione.
   Tuttavia,  vorrei  far  rilevare che  l'argomento  in  questione
  presenta anche un elemento singolare.
   Ora,  non  vorrei  ricordare quanto  è  successo  l'altro  ieri,
  vorrei soltanto precisare  - e vorrei che questo intervento fosse
  considerato anche ai fini di evitare che ognuno di noi  reciti  a
  soggetto  -  che l'onorevole Scilla, a differenza  mia,  sostiene
  questo Governo; che il compito di dare copertura e di trovare  le
  risorse spetta, innanzitutto, al Governo ed alla maggioranza.
   Ora,  onorevole Scilla, si possono recitare tutte  le  parti  in
  commedia,  però  dobbiamo evitare che il  Parlamento  diventi  un
  teatrino sulla base di singole questioni di cui ognuno può  fare,
  singolarmente il rappresentante.
   Il Governo aveva la possibilità di dare copertura.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, si  attenga  al  richiamo  al
  Regolamento, per favore.

   CRACOLICI.  Infatti,  le dico che, in nome del  Regolamento,  le
  considerazioni  dell'onorevole Scilla meritano,  visto  che  sono
  state   gravi,   la  valutazione  da  parte  del  Parlamento   di
  individuare una Commissione prevista dall'attuale Regolamento

   LENTINI. Onorevole Cracolici, cosa sta dicendo

   PRESIDENTE.  Onorevole Lentini, non interrompa  il  collega.  Se
  vorrà  intervenire per richiamo al Regolamento, le darò la parola
  successivamente.

   CRACOLICI.  per verificare le modalità.
   Quindi,  in  tal senso, chiedo che la Presidenza  valuti  se  le
  ragioni poste dall'onorevole Scilla meritino che, quest'Aula,  si
  determini a tal fine.
   Infine,  lo  dico  ai  colleghi, non credo  di  avere  insultato
  qualcuno  e   non  capisco  perché  l'onorevole  Lentini   voglia
  parlare...
   Se  vuole che la insulti, onorevole Lentini,  in modo da   avere
  l'autorizzazione a parlare, posso farlo

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  l'onorevole  Scilla pone una questione che,  per  la  verità,  si
  trascina da tanti anni ed è, in questo momento, sottoposta ad  un
  contenzioso tra diversi marittimi e l'Assessorato regionale  alla
  cooperazione perché la norma originaria non prevede il  pagamento
  dell'indennità  giornaliera  per  coloro  i  quali   sono   stati
  ammalati.
   La  norma,  così  come è proposta non è stata  accettata,  oggi,
  dalla  Commissione;  per  la verità nessuno  ha  sollevato  alcun
  problema  per  due ordini di motivi: primo, perché  così  come  è
  formulata non è una norma interpretativa; secondo perché non  c'è
  un  impegno  di  spesa  e  perché questa mattina  la  Commissione
  Bilancio,  certamente,  non  era in  condizioni  di  quantificare
  perché  non eravamo in grado di determinare quante fossero queste
  persone.
   Allora, dico all'onorevole Scilla ed al Parlamento che ci faremo
  carico  di determinare le unità che avevano a suo tempo contratto
  la  malattia ed a cui non era stata riconosciuta l'indennità e ci
  faremo  carico  di rideterminare la somma, determinare  anche  un
  percorso  legislativo che sia adeguato anche alla  fattispecie  e
  cioè   attraverso  una  norma  interpretativa  e  se  è  il  caso
  presenteremo un disegno di legge anche di un solo articolo.

   ADAMO. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  anche
  per   rispondere   all'onorevole  Cracolici  relativamente   alla
  questione  maggioranza  ed opposizione,  in  quanto  ritengo  sia
  troppo serio quanto facciamo qua per giocare in questo modo.
   Allora, abbiamo lavorato a questa legge con grandissima passione
  -  colgo  l'occasione per  ringraziare il Presidente  e  tutti  i
  commissari  - e con grande unità di intenti.
   Ogni  articolo della legge è stato approfondito, discusso  ed  è
  passato all'unanimità. Abbiamo avuto il conforto dell'Assessore e
  del   Governo,  quindi  è  una  legge  di  cui  tutti  noi  siamo
  orgogliosi.
   Non  è  possibile arrivare poi al Parlamento e scoprire che  c'è
  maggioranza ed opposizione su una questione

   CRACOLICI. C'è sempre

   ADAMO. Onorevole Cracolici mi lasci finire
   Oggi  in  un passaggio in Commissione bilancio abbiamo  affidato
  gli  emendamenti  all'onorevole Marinello  che  per  noi,  signor
  Presidente, non è né di destra, né di sinistra, rappresentava  la
  Commissione.
   A  nostro  avviso  non  è  possibile  oggi  -  non  è  un'accusa
  all'onorevole   Marinello,  così  come  non   accettiamo   accuse
  all'onorevole  Scilla - farne una questione di maggioranza  e  di
  opposizione; oggi la Commissione Bilancio tutta, ha deciso di non
  finanziare  questa voce e di finanziarne altre e non è  colpa  né
  della  maggioranza  né  dell'opposizione,  ma  della  commissione
  Bilancio, questa  è la realtà.

   PRESIDENTE.  Mi  sembra che il Governo sulla discussione  che  è
  stata  fatta   -  e  vi  prego di non  abusare  del  richiamo  al
  Regolamento, lo dico a tutti i colleghi -, abbia preso, comunque,
  un   impegno   per   quanto  concerne  la   questione   sollevata
  dall'onorevole  Scilla, dall'onorevole Cracolici e dall'onorevole
  Adamo.
   L'onorevole  Cracolici ha sollevato altre  questioni  importanti
  che la Presidenza valuterà attentamente.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


      Riprende la discussione del disegno di legge numero 194/A

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                            «Articolo 8.
                        Copertura finanziaria

   1.  Agli oneri di cui all'articolo 2, pari a 13.600 migliaia  di
  euro,  si  provvede, per l'esercizio finanziario 2008,  quanto  a
  7.864  migliaia di euro con parte delle disponibilità dell'U.P.B.
  8.3.2.1.6, capitolo 746811, quanto a 3.000 migliaia di  euro  con
  parte delle economie discendenti dalla legge 17 febbraio 1982, n.
  41   e   successive  modifiche  ed  integrazioni  e  dal  decreto
  legislativo  4 giugno 1997, n. 143 e quanto a 2.736  migliaia  di
  euro   con  parte  delle  disponibilità  dell'U.P.B.  4.2.1.5.2.,
  capitolo  215704, accantonamento codice 1002, del bilancio  della
  Regione, per l'esercizio finanziario medesimo.

   2.  Agli  oneri  di cui all'articolo 4, pari a 500  migliaia  di
  euro,  si  provvede, per l'esercizio finanziario 2008, con  parte
  delle   disponibilità  dell'U.P.B.  4.2.2.8.2,  capitolo  613901,
  accantonamento 2001, del bilancio della Regione, per  l'esercizio
  finanziario medesimo».

   Comunico  che  non  sono  stati presentati  emendamenti.  Poiché
  nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti  emendamenti
  aggiuntivi:.

   - dal Governo: A 4
   - dagli onorevoli Beninati e Torregrossa: A1, A2;
   - dagli onorevoli Maira ed altri: A 3
   - dagli onorevoli De Benedictis ed altri: A 1.1
   - dagli onorevoli Marrocco ed altri: A 3.1

   Gli  emendamenti A4, A1, A2 non hanno la copertura  finanziaria,
  quindi sono inammissibili.

   Onorevoli   colleghi  gli   emendamenti  A1.1   e   A1.2,   sono
  dichiarati inammissibili.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, il Capogruppo può presentarli  in
  Aula?

   PRESIDENTE.  Trattandosi di articoli aggiuntivi,  il  Capogruppo
  non   può   presentarli  in  Aula.  Pertanto,   sono   dichiarati
  inammissibili.
   Si passa, quindi,  all'emendamento A3.1.

   MARINELLO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINELLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  voglio
  intervenire   sul   punto  precedente,  proprio   per   attenermi
  all'illustrazione  dell'emendamento  in  esame,  ma  una  battuta
  voglio  farla: noi avevamo presentato un emendamento, ed  io  ero
  uno  dei  primi  firmatari, che andava in  quella  direzione,  di
  risolvere  il  problema  con  l'interpretazione  autentica.   Ma,
  ahimè,  se  i soldi non ci sono, la Commissione Bilancio  non  ha
  trovato  la  copertura  finanziaria,  non  possiamo  fare  nulla.
  Quindi, nessuna responsabilità può essere addossata.
   Andiamo  nel  merito  dell'emendamento A3.1.  è  un  emendamento
  importante, anzitutto, perché dota la Regione siciliana,  per  la
  prima  volta,  di un osservatorio permanente per quanto  riguarda
  il  settore della pesca nel Mediterraneo. Tra l'altro, si  tratta
  di  dotare  questa Regione di quello che serve  per  il  supporto
  delle  politiche  comunitarie, perché ormai  tutti  sappiamo  che
  bisogna attingere non solo dal bilancio della Regione, visto  che
  le risorse sono pochissime, ma ai cosiddetti Fondi comunitari,  e
  sappiamo pure che per ottenere i tali Fondi  occorrono studi  nel
  settore,  in  particolare  occorre che  la  Regione  si  doti  di
  appositi  studi  e  monitorizzi in maniera  costante   l'attività
  della pesca nella nostra Regione.
   E'un  emendamento firmato, sostanzialmente, da diversi colleghi,
  dall'onorevole  Maira,  dall'onorevole  Marrocco,  dall'onorevole
  Adamo, dall'onorevole Gucciardi ed altri, ed è un emendamento che
  va  proprio nella direzione giusta, dato che consente alla nostra
  Regione  di  potersi dotare di un istituto che  possa  effettuare
  gli  studi  necessari per potere consentire  la  consegna  di  un
  rapporto  quotidiano  e  costante agli  organismi  comunitari  e,
  quindi, di ottenere risorse finanziarie.
   Quindi,  è  estremamente importante, alla luce del fatto  che  i
  fondi   comunitari   ormai  vanno  verso   l'innovazione,   verso
  l'internazionalizzazione   e,   quindi,    è    importante    che
  l'Amministrazione regionale, che non ha al proprio interno quelle
  competenze  professionali necessarie, si avvalga di  un  istituto
  qual è l'Osservatorio della pesca.
   Per  questa ragione, tra l'altro con una esigua somma  di  circa
  100  mila euro, che decorrerà a  partire dal 2009. E' una  esigua
  somma  per il settore, fermo restando che c'è un impegno da parte
  del Governo,  e noi come forza politica,  stiamo predisponendo un
  ordine del giorno,  in coda a questo disegno di legge, che  penso
  verrà   firmata da  tutti i parlamentari affinché il Governo,  in
  una  prossima  iniziativa,  possa, lì, recuperare queste  risorse
  finanziarie.
   Lo do per scritto per economia dei tempi.

   SCILLA, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESISIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA,   relatore.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  l'intervento  fatto poc'anzi dal collega Cracolici dimostra  che,
  comunque,  non  si è compreso nulla e qualcuno, che  è  convinto,
  magari,  di  essere il detentore della politica, come  lo  stesso
  collega,  ha fatto delle affermazioni che non trovano  riscontro,
  perché   l'emendamento   oggi  era  in   Commissione    Bilancio
  l'onorevole  Cracolici  faceva parte della Commissione  bilancio,
  quindi  poteva  lavorare per fare in modo  che  quell'emendamento
  avesse la copertura

   PRESIDENTE. Onorevole Scilla può parlare sull'emendamento  A3.1,
  non può parlare su un argomento chiuso.

   SCILLA,  relatore.  Quindi, evitiamo di fare  questa  demagogia,
  questa  speculazione, questa strumentalizzazione  stupida,  sull'
  A3.1, guarda caso, cento mila euro l'anno spuntano e spuntano per
  il  triennio, senza nessun problema;   è stata fatta  una  scelta
  che  io  non  ho difficoltà a non volere accettare  vedendo  che,
  comunque,  sia  in questo emendamento, che non  è  stato  firmato
  soltanto da autorevoli soggetti della maggioranza, perché mi pare
  che   l'onorevole   Marinello,  che   appartiene   al     Partito
  Democratico  e,  quindi,   a difesa dei  pescatori,   ha  firmato
  questo  provvedimento,  mi pare che l'onorevole  Gucciardi  abbia
  firmato questo emendamento.
   Bisogna  sapere che c'è una situazione completamente trasversale
  e  che,  evidentemente,  ci  sono alcuni  soggetti,  elementi  ed
  interessi   che   vanno  tutelati,  quelli  dei   pescatori,   ma
  evidentemente  no,  perché non siamo stati in  grado  di  trovare
  quella disponibilità finanziaria  e,  invece,  in questo caso  si
  trovano  centomila euro. Io ne prendo atto.
     C'è  qualcuno che si vorrebbe agitare, ma si interroghi  nella
  propria  coscienza se è corretto quello che sto dicendo o  quello
  che  sta  facendo questa sera il Parlamento; bisogna  comprendere
  che   quando  si  amministra  la  cosa  pubblica,  quando  si   è
  parlamentari  della Regione siciliana bisogna dare  ascolto  alle
  categorie che producono reddito e che danno lavoro.
   Dico,  oggi,  che   state  votando  centomila  euro  l'anno  per
  l'Osservatorio della pesca, poi vedremo, comunque, le finalità di
  ciò  che è stato fatto, poi vedremo l'utilità che avranno per  il
  settore, per le imprese e  per  i marittimi .
   Questa  mattina  l'onorevole  Cracolici,  il  PD,  che  dovrebbe
  rappresentare il popolo, i marittimi, in questo caso, ecco perché
  perdete  le elezioni perché siete i primi che scendete  sempre  a
  compromesso,   voi  dovevate  fare  il  calcolo,  bloccavate   la
  Commissione  Bilancio

   PRESIDENTE.  Onorevole  Scilla per  cortesia,  si  attenga  alla
  discussione  sull'emendamento,  eviti  di  fare  riferimento   ai
  colleghi.

   SCILLA,   relatore.  Mi  faccia  ultimare,  signor   Presidente.
  Facevamo  il  calcolo, vedevamo quale era  l'impegno finanziario,
  perché vorrei capire dal Governo:  qui non c'era il calcolo fatto
  della  reale copertura finanziaria per quanto riguarda il 2008  e
  il 2010 del deminimis per il rimborso del gasolio,  abbiamo fatto
  il   calcolo,  anche  lì,  no   Allora  è  una  scelta  politica,
  l'onorevole Cracolici e tutto il PD. L'onorevole Scilla fa  parte
  di questo Governo

                  (Proteste dai banchi di sinistra)

   PRESIDENTE.  Onorevole  Scilla,  per  favore,  non  provochi   i
  colleghi.

   SCILLA.   in Commissione bilancio per fare in modo che  oggi  il
  Parlamento  votasse,  allora  io mi appello  al  Parlamento  che,
  comunque,  è sovrano, anche per una ottica  di giustizia,  direi,
  morale, sociale, affinché bocci questo emendamento.
   Quando  esamineremo  quel disegno di legge  che  l'assessore  Di
  Mauro ha proposto questa sera anziché di un articolo lo faremo di
  due  articoli:  uno, per dare  soldi al pescatore e  l'altro  per
  dare agli amici, degli amici .

   PRESIDENTE.   Onorevole   Scilla   concluda,   altrimenti   sono
  costretto a toglierle la parola.

   SCILLA,  relatore. Concludo in maniera serena, chiedo  scusa  se
  qualcuno  si è un po' alterato e dico: prendo per buono l'impegno
  del  Governo, dell'assessore Di Mauro, che è quello  di  fare  un
  nuovo  disegno di legge, però, anziché di un articolo, facciamolo
  di due articoli con il primo,  diamo i soldi ai pescatori ..

   PRESIDENTE. Onorevole Scilla concluda, o le tolgo la parola


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                   Per un richiamo al Regolamento

   LENTINI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi   vengo   da
  un'esperienza di consigliere del Comune di Palermo. Il collega ha
  parlato per ben sei minuti, ne erano trascorsi sei.
   Quindi,  è  sacrosanto  diritto che  poteva  parlare  per  altri
  quattro  minuti  e  nessuno può  interromperlo ma  deve  soltanto
  ascoltare.
   Il  collega  ha esposto le sue considerazioni. Solo sue.  Ha  un
  popolo che l'ha votato e va rispettato.
   Possiamo votare pure contro, ad iniziare da me. Nessuno si  deve
  permettere di non fare parlare l'onorevole Scilla.
   Questo  è  il  mio primo intervento anche se ne ho fatti  tanti,
  per dieci anni sono stato al Comune di Palermo e penso che questo
  non sia un problema.
   Parlo per un richiamo al Regolamento perché  poco fa ho visto il
  Capogruppo  del PD intervenire per quanto riguarda  l'ordine  del
  giorno  n. 45,  che è stato approvato, ma nello stesso  tempo  ha
  parlato  dell'altro  ordine del giorno, da me presentato,  il  n.
  28.  Ha parlato, esclusivamente,   del primo e del secondo ordine
  del   giorno,  senza  che  il  secondo  fosse   stato  messo   in
  discussione.
   Signor   Presidente,  il  richiamo  al  Regolamento,   significa
  rispettare  il  Regolamento. Significa che, ad  iniziare  da  me,
  dobbiamo   avere  l'accortezza  che,  se  dobbiamo   intervenire,
  dobbiamo farlo  per l'argomento in trattazione
   E  non  parlare  delle  cose degli altri  per  farci  vedere  in
  televisione.

   CAMPAGNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPAGNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  faccio la  mia
  dichiarazione  di voto perché voterò contro questo emendamento  e
  voglio spiegare perché.
   L'onorevole Marinello ha illustrato l'emendamento molto  bene  e
  mi convince a tal punto che sarei tentato di votare sì, di essere
  favorevole  all'emendamento,  ma  per  le  motivazioni   espresse
  dall'onorevole  Scilla   non posso essere  favorevole  a   questo
  emendamento,  perché è stato fatto un errore,  ma   l'emendamento
  A3.1,  dell'Osservatorio  lo condivido, ma condivido  altresì  il
  ragionamento   dell'onorevole  Scilla,  perché   in   Commissione
   Bilancio   si  doveva fare un lavoro più attento  e  trovare  la
  copertura finanziaria per quello che dice l'onorevole Scilla.
   Io,  siccome  non  sono  componente della Commissione  Bilancio,
  quindi,  non  so  come siano andate le cose,  signor  Presidente,
  però,   proprio per questa ragione, voterò contro  e  non  perché
  sono  contrario  all'emendamento A3.1. Voterò  contro  perché  si
  doveva fare un ragionamento complessivo, rispetto al ragionamento
  espresso dall'onorevole Scilla. Quindi, io mio voto è contrario.

                  Presidenza del Presidente Cascio

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  entrare  nel  merito di questo emendamento che, al  di  là  delle
  questioni  se avesse trovato copertura finanziaria il  precedente
  emendamento,   ritenuto inammissibile,  o questo emendamento,  ha
  trovato la necessaria copertura finanziaria.
   Personalmente, ritengo che questo emendamento non sia  opportuno
  votarlo stasera, in quest'Aula, se non altro perché nulla farebbe
  se non aggiungere altra burocrazia alla burocrazia.
   Stiamo  istituendo  un  osservatorio che  dovrebbe  controllare,
  verificare  o  accertare  un  segmento  importante  della  nostra
  economia, quale quello della pesca, dimenticando che comunque  ci
  sono  dipartimenti,  servizi all'interno  dell'Assessorato  della
  cooperazione,  l'artigianato e la pesca che già, di  fatto  e  di
  diritto istituzionalmente svolgono questo ruolo.
   Non  entrerò nel merito, ma condivido che questo emendamento non
  era opportuno presentarlo stasera.
   Allora,  il  mio invito al primo firmatario, che  è  l'onorevole
  Marinello,  è  di  ritirarlo; diversamente  rischieremo  un  voto
  contrario,  una spaccatura, forse, trasversale  - ha  detto  bene
  l'onorevole  Lentini - forse trasversale in  quest'Aula,  ma  che
  chiaramente và verso  una politica di rigore che, giustamente, il
  Governo  vuole attuare e che è giusto fare in questi  momenti  in
  cui,   domani,  se  venisse  approvato  questo  emendamento,   ci
  sarebbero  tutte  le testate locali, e non, che direbbero:  altro
  Consiglio di amministrazione  Centomila euro per pagare 3,  4,  5
  consiglieri  di  amministrazione, 1 direttore generale  e  chissà
  quanta  altra  burocrazia che nulla farebbe  se  non  creare  una
  sovrapposizione di ruoli per non raggiungere le finalità  che  ci
  siamo proposti.
   Per  cui,  l'invito  che rivolgo all'onorevole  Marinello  è  di
  ritirare l'emendamento, diversamente io e penso anche larga parte
  di  questo  Parlamento  dichiara già,  anticipatamente,  il  voto
  contrario.

   MARROCCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARROCCO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  entro  nel
  merito  dell'emendamento  per il quale sono  stato  chiamato,  in
  qualche modo, a partecipare con la mia firma, perché è chiaro che
  siamo chiamati ad analizzare, quando si vota un disegno di legge,
  articolo  per  articolo  e,  così  com'è  naturale  che  sia,  un
  emendamento viene presentato  ad un articolo, spesso  non  avendo
  contezza  del  lavoro  che è stato fatto dalla  Commissione.  Non
  vorrei  che,  attraverso  la discussione  di  oggi,  passasse  il
  principio   pericoloso  che, se non viene appoggiato o votato  un
  emendamento,  allora, alla stessa stregua non deve passare  altro
  emendamento su altro articolo.
   Detto  questo che, attenzione, è un principio importante  perché
  appartiene a discorsi diversi, trattati in articoli diversi dello
  stesso  disegno  di  legge. Questo, per  completezza  dei  lavori
  d'Aula, Signor Presidente.
   Il  discorso fatto dall'onorevole Scilla mi convince pienamente,
  ma quando si ha una visione globale dell'articolato;  chiaramente
  è  stato un errore non dare, in Commissione  Bilancio  la  giusta
  attenzione all'articolo che poi è stato in qualche modo  cassato,
  ma  ciò  non  significa  che gli altri  articoli  debbano  subire
  un'onda d'urto in termini anche verbali sul nesso dell'articolato
  stesso.
   In  questo  senso la mia firma era apposta per  una  istituzione
  che   già   esiste,   perchè   l'Osservatorio   della   pesca   è
  un'istituzione  già esistente ai sensi del decreto dell'Assessore
  regionale   n.  182/125  S,  del  6  febbraio  2008,  si   voleva
  esclusivamente dare seguito - per questo chiederò il  parere  del
  Governo  - ad una istituzione, onorevole Falcone, che già esiste,
  ma  se  questo dovesse incrinare l'idea che si ha dell'articolato
  della  legge, il sottoscritto è disponibile anche a  ritirare  la
  firma       all'emendamento.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   ADAMO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      ADAMO.  Signor  Presidente,  molto  semplicemente,   per   le
  motivazioni che sono state abbondantemente espresse anch'io avevo
  firmato   l'emendamento  dell'onorevole  Marinello,  in  perfetta
  serenità,   per  portare risorse al territorio  in  un'ottica  di
  studio  e di ricerca. Ma è chiaro che nel momento in cui  non  ci
  sono   soldi  -  per noi era chiaro che la legge era stata  tutta
  finanziata  -  ma, nel momento in cui mancano le  risorse  per  i
  lavoratori  e  non è possibile pagare i pescatori, è  chiaro  che
  ritiro la mia firma e invito a votare contro.

   MARINELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  siccome  sto
  intervenendo   non   solo  perché  sono  firmatario   di   questo
  emendamento, ma sto intervenendo anche per tutte le dichiarazioni
  che sono state rese.
   Voglio  chiarire  a  quest'Aula, lo voglio  chiarire  all'intero
  Parlamento  che ero d'accordo, e sono d'accordo,  affinché si dia
  una  interpretazione autentica dell'articolo 114, in  particolare
  relativamente al compenso sociale per l'interruzione  temporanea,
  tant'è  che  avendo visto che non era formulato  sotto  forma  di
  interpretazione  autentica,  quindi   il  legislatore   chiarisce
  quella  che  è  una norma esistente, in questo caso,   l'articolo
  114.    Ed  io  avevo  presentato, assieme agli  onorevoli  Oddo,
  Cracolici, Apprendi e Donegani, un emendamento che correggeva  il
  testo  originario  presente nel disegno  di  legge  sulla  pesca.
  Tant'è che abbiamo fatto una interpretazione autentica.
   Nel  momento in cui occorre una copertura finanziaria   io  oggi
  ero in Commissione  Bilancio  su delega del mio partito e del mio
  Capogruppo.   Orbene,  la  copertura finanziaria  non  la  dà  il
  singolo  deputato ma bensì l'intera Commissione  Bilancio   ed  è
  chiaro che,  all'interno di una Commissione parlamentare c'è  una
  maggioranza ed una minoranza ed è presente  anche il Governo.  Il
  Governo,  in  quella sede,  era rappresentato,  in  quel  preciso
  momento,   dall'onorevole Bufardeci, assessore per  il   Turismo,
  che   ha   detto  che  il  parere  del  Governo  era   contrario.
  L'assessore   Di  Mauro non era, ancora,   arrivato.   Ed  è  per
  questa  ragione  che la Commissione  Bilancio   non  ha  dato  la
  copertura finanziaria a questo articolo.  Ma vado oltre, qui  non
  possono  essere addebitate responsabilità al Partito Democratico,
  al  singolo parlamentare che era presente in Commissione.  Qui ci
  sono  delle  responsabilità,  quindi,  le risorse  finanziarie  è
  tenute a darle l'intera Commissione parlamentare, in particolare,
  la commissione di merito.
   Noi  come Partito Democratico eravamo e siamo d'accordo affinché
  si  dia  copertura finanziaria alla norma.  E' chiaro che  queste
  risorse  finanziarie qualcuno deve indicare da dove le andiamo  a
  prendere,   perché  mentre per la questione dell'osservatorio  si
  tratta  di una somma irrisoria, centomila euro, qui,  per  quanto
  riguarda questa norma, certamente si tratterà di poco meno di  un
  milione  di euro,  perché è una norma corretta, giusta, condivisa
  dal  nostro  partito  ma condivisa, io sono  certo,   dall'intero
  Parlamento.
   Voglio  leggere  il contenuto dell'articolo 114 della  legge  n.
  6/2001:  il compenso annuale forfetario di una misura sociale  di
  cui  all'articolo  171 della legge 23 dicembre  2000,  n.  32,  è
  corrisposto ai componenti degli equipaggi che anche nel  caso  di
  interruzione    temporanea   dell'attività   di   pesca    dovuto
  all'attuazione   dei   piani  di  conservazione   delle   risorse
  acquatiche previste dall'articolo 170, comma 2, ovvero le  misure
  di  cui  all'articolo  175  della  medesima  legge  regionale  23
  dicembre 2000, n. 32.  Il compenso è corrisposto nella misura  di
  106  mila  lire  per  ciascuna giornata di  interruzione  tecnica
  dell'attività di pesca ai componenti dell'equipaggio che  abbiano
  effettuato  almeno 181 giorni di navigazione su natanti  iscritti
  nei  compartimenti marittimi siciliani per gli interventi di  cui
  agli  articoli 170 comma 2, e 171 e 175 della legge regionale  n.
  32 che, in ogni caso, non possono superare l'importo annuale di 4
  milioni e 800 mila .
   Quindi,  la  norma, così come era stata predisposta nel  disegno
  di  legge,  era sbagliata, perché sembrava una norma di carattere
  innovativo, invece noi andiamo ad interpretare autenticamente - e
  noi  come Gruppo parlamentare, io assieme agli onorevoli  Oddo  e
  Cracolici avevamo redatto una norma di interpretazione autentica.
  E'  chiaro  che è una norma che non va a disciplinare l'indennità
  dei  pescatori per quanto riguarda questo disegno di legge, bensì
  va  a  disciplinare, ad interpretare ex tunc, sin  dal  2001,  da
  quando è stata approvata, l'articolo 114.
   Le  risorse  finanziarie  le  deve  dare  la  Commissione  e  la
  maggioranza all'interno della Commissione, perché all'interno  di
  una  Commissione  c'è una maggioranza. L'Assessore  Bufardeci  ha
  detto che non ci poteva essere copertura finanziaria, neanche con
  l'utilizzo dei cosiddetti fondi globali.
   Bisogna  dirlo.  Io  non  voglio qui discolpare  l'Assessore  Di
  Mauro, ma quando lui è giunto era già passata questa norma.
   Allora,  siccome l'Assessore ha dichiarato, a nome  del  Governo
  che  è disponibile, noi ci apprestiamo, al termine dell'esame  di
  questo disegno di legge, a presentare un ordine del giorno,  come
  Parlamento, dove lo stesso si impegna unanimemente a  trovare  le
  risorse  finanziarie dopo che gli uffici dell'assessorato avranno
  accertato, esattamente, quanti soldi occorrono.
   Ma  nulla  quaestio  rispetto alla questione  dell'Osservatorio,
  sono due cose distinte e separate.
   Io  ho illustrato l'emendamento relativo all'Osservatorio, ma  è
  una norma che si illustra da sé.
     La  Regione  Sicilia  ha  la  necessità  -  e  mi  appresto  a
  concludere  - di dotarsi di studi, altrimenti non ci  può  essere
  accesso  alle  risorse comunitarie ed è per  questa  ragione  che
  alcuni parlamentari, anche del Partito Democratico, hanno sposato
  questa iniziativa.
   Se  è  volontà  unanime del Parlamento è, dato che  i  firmatari
  sono  diversi,  tra  cui l'onorevole Maira,  ritirare  la  norma,
  allora  io,  se  tutti  l'abbiamo  firmato  e  la  decisione  del
  Parlamento  è unanime, dico che se la vogliamo ritirare  possiamo
  anche farlo, ma nulla ha a che vedere con la norma che riguardava
  l'interpretazione autentica dell'articolo 114.  Se  poi  dobbiamo
  fare  di  tutta l'erba un fascio è sbagliato, perché  l'esercizio
  del  parlamentare è un esercizio che deve guardare gli  interessi
  generali, ma anche la crescita di questa nostra Regione,  non  il
  mero  interesse,  perché  l'interesse  sull'articolo   114  è  un
  interesse  del  settore  della pesca, di noi  parlamentari  e  di
  tutti, ma ci vogliono le risorse finanziarie.
   Il  Governo  può trasferire la norma ad un apposito  disegno  di
  legge per far sì che ci sia un'interpretazione autentica.
   Se  poi  si  decide  -  il Parlamento è libero  di  farlo  -  di
  rinviare tutto, compreso questo emendamento, ad un unico  disegno
  di legge lo si  faccia pure.
   Mi  rimetto, quindi, all'Aula e a coloro i quali hanno  firmato,
  assieme a me, questo emendamento.

   CAPUTO,  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO,   presidente   della  Commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli    colleghi,   comprendo   benissimo   le   motivazioni
  dell'intervento dell'onorevole Scilla perché era intendimento  di
  tutta la Commissione sostenere quella previsione normativa.
   Mi  rendo conto che il clima d'Aula si è notevolmente infuocato.
  Per  riportare serenità su un disegno di legge che  è  di  enorme
  importanza  -  e su questo condividiamo l'impegno del  Governo  -
  invito, onorevole Marinello, la invito formalmente, da Presidente
  della  Commissione, a ritirare l'emendamento e gli altri colleghi
  a ritirarne la firma.

    DI  MAURO ,   assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  vorrei  che  l'Aula mi ascoltasse per un momento. Ho  assunto  la
  delega  della  pesca  da  quando si è insediato  questo  Governo.
  Questa sera, si pone l'attenzione su un articolo di un disegno di
  legge che non è redatto come avrebbe dovuto essere redatto e,  mi
  permetto di dire, che chi scrive un emendamento deve organizzarlo
  in  maniera  tale che ci sia una copertura adeguata affinché  non
  vengano creati problemi agli Uffici nella liquidazione.
   Il   Governo   poc'anzi  si  è  impegnato.  Ferma  restando   la
  consapevolezza  che  se si tratta di unità che  nel  numero  sono
  accettabili, il Governo avrà certamente l'interesse a  presentare
  l'emendamento con la relativa copertura di spesa. Vorrei  pregare
  coloro che devono presentare l'ordine del giorno di avere cura di
  indicare il numero dei lavoratori che sono stati ammalati, perché
  altrimenti  ci  troveremmo  dinanzi  a  cifre  straordinarie  che
  verrebbero concesse e, se  da un lato forse per una ragione anche
  giusta,  ma  certamente un sussidio metterebbe differenza  tra  i
  lavoratori  forestali, tra i lavoratori precari di altri  settori
  come   quello  della  marineria,  dall'altro  lato   si   fa   un
  ragionamento  per una struttura che è privata, che  ha  posto  in
  essere  un'attività molto seria, di cui sono testimone e  che  in
  questo momento è l'unico interlocutore per la pesca - e mi auguro
  anche  in futuro, per altro - che dialoga nel Mediterraneo con  i
  Paesi  dell'Egitto, con i Paesi della Libia, con  i  Paesi  della
  Tunisia e con i Paesi del Marocco.
   Siamo   stati   in  Egitto  e  abbiamo  concluso  un   contratto
  importante,  saremo il 29 e il 30 in Tunisia  e  saremo  anche  a
  breve nuovamente in Libia.
   Io  credo  che  l'Aula debba avere la responsabilità  di  sapere
  distinguere  quando  si danno sussidi a contributo  e  quando  si
  danno soldi per iniziative che, invece, hanno già sortito effetti
  e  che comunque sono nel territorio funzionali ad un progetto  di
  una terra come la Sicilia che guarda certamente al Mediterraneo e
  ai Paesi del Nord Africa.
   Posto  questo,  io  credo che l'Aula nella responsabilità  debba
  affrontare  l'argomento scindendo l'articolo  7  dall'emendamento
  3.1.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  ricordo  che  sullo   stesso
  argomento si può intervenire una sola volta.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento  che
  sto  per  esplicitare riguarda i lavori, così  come  riguarda  la
  dichiarazione  di  voto che anticipo, così  come  riguarda  anche
  l'invito  a ritirare la firma su questo emendamento che,  invece,
  intendo confermare.
   Vorrei  sdrammatizzare l'atmosfera, se mi è  consentito,  perché
  ogni  volta  che  si  parla di pesca gli animi  si  accendono  in
  maniera   inversamente  proporzionale  all'acqua   che   dobbiamo
  trattare.  E meno male che non c'è l'onorevole Cristaldi,  perché
  se  stasera  ci  fosse  stato  il collega  Cristaldi  l'atmosfera
  sarebbe arrivata a 100 gradi fahrenheit
   Assisto  più che ad uno scontro o ad una discussione tra  gruppi
  politici,  ad  uno  scontro tra marinerie: c'è  la  marineria  di
  Sciacca  che dissente dalla marineria di Trapani, e così via.  Io
  non  ho  marinerie a Caltanissetta e, quindi, ritengo  di  essere
  estremamente sereno.
   Vorrei   puntualizzare   un   aspetto   importante   di   questo
  emendamento  che  è la riscrittura di altro emendamento  che  era
  stato  sottoscritto da tutti i deputati dell'UDC;  quindi,  è  un
  emendamento a cui il partito che presiedo crede fermamente.
     La  finalità  di questo osservatorio è quella, principalmente,
  di avere un occhio e delle orecchie sul Mediterraneo, cercando di
  essere  punto  di riferimento di quella che è la  politica  della
  pesca  del  Mediterraneo. E non mi venite a dire che non  abbiamo
  problemi di pesca, perchè al prossimo peschereccio che la Tunisia
  ci   bloccherà   vorrei  sapere  cosa  vorrà  rispondere   questo
  Parlamento con le sue diatribe per centomila euro
   Vorrei  ricordare che, mentre questo Parlamento discute se  dare
  conferma a questo emendamento riguardante un impegno di spesa  di
  appena  centomila  euro,  noi abbiamo perso  il  politecnico  del
  Mediterraneo  che, anziché venire in Sicilia, se  n'è  andato  in
  Slovenia;   abbiamo perso due giorni fa la possibilità di  essere
  capoluogo    della   Regione   mediterranea,   secondo    accordi
  internazionali presi e hanno nominato Barcellona.
   Vorrei  sottolineare  ai  colleghi  che  se  noi  continuiamo  a
  perdere del tempo, secondo me inutile, per un impegno di spesa di
  almeno  centomila  euro,  nel frattempo  la  storia  corre  e  la
  Sicilia,  che  è l'unico  vero baluardo economico e politico  del
  Mediterraneo, perde terreno.
   Raffrontare  questo emendamento con la mancata copertura  di  un
  altro  emendamento di centomila euro è improprio. Se ha sbagliato
  la Commissione, o se ha sbagliato il Governo a non dare copertura
  a   quell'altro   emendamento,  che  faccia  un  emendamento   la
  Commissione, che faccia un emendamento il Governo e si  trovi  il
  sistema per dare copertura a quell'altro emendamento e alla norma
  di legge.
   Questo  emendamento  - e pregherei il collega  Scilla  che  vedo
  particolarmente  passionario  sui  problemi  della  pesca  -   di
  controllare  tale  sua  passione negativa e  di  trasformarla  in
  energia  positiva.  E'   importante per la politica  della  pesca
  della  Regione  siciliana  nel  Mediterraneo.  Ecco  perché,  non
  soltanto   non  ritiro  la  firma, ma  invito  altri  colleghi  a
  sottoscrivere l'emendamento.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  faccio
  contestualmente    la    dichiarazione   di    voto    favorevole
  sull'emendamento e la dichiarazione di voto rispetto  al  disegno
  di legge.
   Il  Parlamento  fino   a  stasera, così come  in  questo  ultimo
  periodo, ha lavorato molto seriamente. Molto spesso non ci  siamo
  ritrovati su tante cose, ma ci siamo confrontati. Stasera,  però,
  l'onorevole  Scilla, in qualche modo, ha rotto questo  meccanismo
  di  confronto e di dibattito: è diventato l'unico sostenitore del
  mondo della pesca. Il suo voto è uno solo, caro onorevole Scilla,
  uno rispetto a novanta

   SCILLA. Come il suo

   LEANZA  NICOLA.  Uno  come il suo, identico  e  perfetto.  Però,
  siamo  su  posizioni,  almeno  per quanto  riguarda  l'approccio,
  leggermente diverse.
   In  quest'Aula  in questo periodo non c'è stata  demagogia.  Non
  c'è  stato posto neanche per sollecitazioni particolari. Non  c'è
  stata  la  conditio  sine  qua non,  ti voto  questo  emendamento
  rispetto  all'altro ,  né c'è stata quella  sorta  di  sudditanza
  psicologica  che  dobbiamo  avere, la  paura  cioè  di  approvare
  eventualmente  questo  emendamento  perché  chissà   chi   stiamo
  favorendo.
   Se  l'onorevole  Scilla  ha da dire qualche  cosa  la  dica,  ma
  rispetto  a  questo Parlamento e a quella Commissione   Bilancio
  che  non ha dato la copertura a quella norma semplicemente perchè
  non era scritta bene; non sappiamo neanche come identificarla.  E
  poi  non  ci  sono  figli di un dio minore  e  figli  di  un  dio
  maggiore,  voglio ricordare che ci sono i forestali,  ci  sono  i
  lavoratori  agricoli  che  si trovano  nelle  stesse  condizioni;
  quindi, siccome siamo su questo piano: demagogia no  Se lei va  a
  sinistra, noi andremo a destra, al centro o altrove
   Se  lei  vuole portare a casa la legge, se le fa  piacere  la
  legge,  cerchi di tenere un atteggiamento corretto  anche  nei
  confronti  dei  colleghi  che l'abbiamo  sostenuta  e  abbiamo
  sostenuto il Governo in questo momento. Questa non  è  la  sua
  legge: è la legge del Governo dal momento che è stata proposta
  dall'assessore Di Mauro, ed è la legge di tanti altri  signori
  che  in Aula, in commissione  Bilancio  e nella commissione di
  merito che hanno dato un grosso contributo.
   E  allora  noi andiamo avanti su questa strada; se lei  vuole
  votare contro vada contro, se lei vuole fare una battaglia, li
  denunci  con  nomi e cognomi; una volta tanto  lo  faccia  con
  coerenza  Qui dentro non ci sono amici degli amici; gli  amici
  degli  amici  hanno  altre  facce, stiamo  parlando  di  altri
  aspetti.   E   mi  auguro  che  nel  disegno  di   legge   che
  successivamente prenderemo in esame, quello sulle misure   per
  contrastare la mafia, finalmente potremo dimostrare che questo
  Parlamento,  unitariamente,  vuole  combattere  alcune  prassi
  vergognose del passato.
   Vorrei  sottolineare che molti di noi, all'inizio,  ci  siamo
  assolutamente   appassionati  al  suo  intervento,   dopodichè
  realmente  mi  sono  reso conto, assieme  a  tantissimi  altri
  colleghi, che stavamo cadendo in una trappola mortale.
   Assessore  Di Mauro, andiamo avanti con questa norma;  faccia
  con  coraggio, dia parere favorevole a questo emendamento  che
  io  non conoscevo perché non conoscevo chi sono gli amici  dei
  nemici,  però  condivido, perché quanto può  essere  utile  un
  Osservatorio in cui si spendono centomila euro e ci fanno fare
  2,  3,  4 contratti importanti, non può essere utile tutta  la
  demagogia di cui abbiamo sentito in questi giorni.
   E,  allora,  andiamo avanti con coraggio.  Chi  vuole  votare
  contro voti contro; chi vuole continuare, ancora, a mantenersi
  in una via di mezzo, lo faccia.
   Noi appoggiamo questo Governo con lealtà e con correttezza  e
  questo Governo, onorevole Scilla, lezioni di moralità, lezioni
  di  austerità, lezioni di competenza e di correttezza  non  ne
  prende  da nessuno, tanto meno da lei  Questo glielo dico  con
  certezza. Quando lei ha qualcosa da dire, la dica con  nomi  e
  cognomi, perché noi ci siamo stancati dei messaggi e ci  siamo
  stancati di tutti questi tipi di atteggiamento
   Allora,  poiché si è lavorato seriamente, signor  Presidente,
  si  è  lavorato con coerenza e con correttezza, si sta facendo
  una  legge seria che il mondo della marinerie, il mondo  della
  pesca aspettavano da tanto tempo. Andiamo avanti.
   Se  veramente  vogliamo aiutare questo mondo,  ritorniamo  ai
  temi  veri,  confrontiamoci  su cose  concrete,  cerchiamo  di
  capire  che  molto  spesso  è meglio  fare  un  piccolo  passo
  indietro  e  portare  a casa un risultato.  Ciò  è  certamente
  nell'interesse di tante famiglie, di tanti siciliani  e  dello
  sviluppo di questa terra.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, hanno  chiesto  di  parlare
  decine  di  deputati; abbiamo l'ultimo emendamento da  votare,
  dopodichè avremo completato con l'articolo 9 questo disegno di
  legge. Vi sono poi  altri  due disegni di leggi all'ordine del
  giorno  che  dovremmo  fare  stasera.  Ricordo,  inoltre,  che
  stasera  dobbiamo votare tutti e quattro i disegni  di  legge.
  E' prevista anche una riunione della Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari prima della  chiusura  della  seduta
  perché  dobbiamo  stabilire il calendario dei  lavori  per  il
  prossimo  mese e mezzo, cioè sessione di bilancio  e  finestra
  legislativa.  In ultimo, dovremo commemorare il professore  La
  Duca.
   Pertanto,  chiedo  ai deputati che hanno chiesto  di  parlare
  per   dichiarazione   di  voto,  se  non  possono   rinunciare
  all'intervento, di essere brevissimi. Dopodichè,  per  favore,
  continuiamo  i  lavori  con la calma e  con  l'attenzione  che
  abbiamo  messo  in  questo scorcio di legislatura  che  ci  ha
  portato a votare, già ad oggi, quattordici leggi.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto un minuto
  per  dire  che, forse, si è un po' esagerato da parte di  qualche
  collega;   però, dobbiamo anche dire che, se dal punto  di  vista
  anche dell'approfondimento il Governo ha assunto un atteggiamento
  volto  a  vedere  qual  è la portata della  spesa,  a  vedere  di
  affrontare  la  questione  dell'interpretazione  autentica  e  la
  questione  che  riguarda il compenso sociale -  l'ha  detto  bene
  l'onorevole  Marinello e lo ha spiegato anche richiamando  quello
  che  è  il  contenuto della norma - io credo che sia  inopportuno
  scaricare  poi  tensioni o forme di ripicca, fra  virgolette,  su
  quest'emendamento.
   Io  non  sono  fra  i firmatari, ma chiedo di apporre  la  firma
  perché  penso che questo, comunque, sia uno strumento  utile  nel
  quadro  complessivo anche del ragionamento che fanno  i  colleghi
  che,  credo, condividano assolutamente con noi quello  che  è  lo
  spirito  e  l'intervento  di  questa  sera  dal  punto  di  vista
  legislativo. Non mi pare che si stia facendo chissà che cosa.
     In  Commissione si è lavorato con estrema serietà e  serenità,
  si  è  dato  corpo alla norma, si è ottimizzata,  si  è  data  la
  possibilità di spendere quello che è possibile spendere  rispetto
  anche  all'intervento di un settore in crisi. Io non  apprezzerei
  ripicche  ed,  anzi,  chiedo al Governo che sulla  questione  che
  riguarda il compenso sociale e, quindi, la discussione che  si  è
  creata su un articolo a cui la Commissione  Bilancio  non ha dato
  la   copertura  e  quindi  il  Governo  non  ha  dato  copertura,
  onorevole assessore Di Mauro, il Partito democratico (a parte  il
  fatto che respinge le cose dette questa sera con una foga che  io
  non comprendo veramente da cosa deriva, o comunque lo comprendo e
  faccio  finta  di  niente) le chiede sulla questione  riguardante
  l'interpretazione  autentica,  compenso  sociale,  di   fare   un
  approfondimento e di fare in modo che si intervenga  per  mettere
  fine ad una vicenda a cui sicuramente è giusto che noi diamo  una
  risposta.
   Credo  che, concludendo questo, l'opposizione questa sera  possa
  essere non solo soddisfatta, ma possa essere soddisfatta di avere
  contribuito veramente a tirare fuori un testo che ha un  senso  e
  che  può  essere  pubblicata  già da  domani  mattina  ed  essere
  attuata; spesso facciamo norme che poi non si possono  attuare.
   Questa  è  una cosa gravissima, non richiamo alcun elemento  del
  passato,   però  dico  è  importante  fare  norme   che   abbiano
  immediatamente riscontro, che intervengano in un settore in crisi
  perché diversamente staremo solo scherzando.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  chiarire
  all'onorevole Oddo che, comunque, questo emendamento non fa parte
  dei  lavori  della  Commissione,  quindi  lei  ha  fatto  bene  a
  difendere  i lavori della Commissione, ma questo emendamento  che
  io  ho firmato e dal quale ho ritirato la firma non fa parte  dei
  lavori  della  Commissione. Non ci sono stati approfondimenti  né
  riflessioni.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  soltanto per dire che mi è sembrata una tempesta in un bicchiere.
  Alleanza  Nazionale, il PDL è assolutamente  d'accordo,  anzi  ha
  fatto  l'apprezzamento al Governo per questo disegno di legge,  è
  col  Governo e con questa maggioranza. Ci siamo soltanto trovati,
  ritengo, con poca sintonia in un emendamento che non può cambiare
  e  non  cambierà assolutamente il percorso comune che  ha  questo
  Governo  e questa maggioranza che ha vinto le elezioni  e  che  i
  siciliani  vogliono che governi con grande scrupolo,  con  grande
  rigore questa nostra terra.
   Noi  condividiamo l'impegno dell'intero Governo, di questa legge
  nella  sua  complessità,  soltanto  su  questo  articolo  abbiamo
  chiesto  di  ritirare e se magari con l'impegno del  Governo,  ad
  esempio, di ritirare tale articolo per poi poterlo riesaminare ed
  approvare  in  una materia molto più complessiva,  che  è  quella
  della finanziaria, noi non avremo nulla da dire.
     Pur  tuttavia, fermo restando, così come ha detto  l'onorevole
  Pogliese,  che  siamo favorevoli a questa legge -  e  ringraziamo
  l'assessore  Di Mauro, in prima persona, e il Governo  tutto  per
  essersi    fatti   carico   di   questa   importante    normativa
  nell'interesse di un segmento della nostra economia rappresentato
  dai  pescatori - ci dispiace dover dire che a questo  emendamento
  siamo contrari.

  PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.3.1. Il parere del
  Governo?

  DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

  PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

  CAPUTO,   presidente della Commissione. La Commissione si rimette
  all'Aula.

  SCILLA.
       Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

                     (La  richiesta risulta appoggiata a  termini
      di Regolamento)

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A 3.1

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento A 3.1.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti                                  58
     Votanti           57
   Maggioranza        29
   Favorevoli         38
   Contrari           19

                           (E' approvato)

  L'emendamento  A.3 è precluso dall'approvazione  dell'emendamento
  A.3.1.

  Pongo  in  votazione  l'articolo 8 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
                            «Articolo 9.
                          Entrata in vigore

  1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
  della Regione siciliana.

  2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

  Comunico che all'articolo 9 è stato presentato dal  Governo
  l'emendamento 9.1.
  Lo  pongo in votazione. Il parere della Commissione?

  CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.

  PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo  in  votazione  l'articolo 9 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


            Commemorazione del professore Rosario La Duca

    PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  la  recente  scomparsa   del
  professore  La  Duca, emerito storico della città di  Palermo,  è
  certamente una grave perdita per la cultura siciliana e penso che
  sia  doveroso ricordarlo in quest'Aula per la sua opera e la  sua
  figura  di studioso oltre che per le sue doti umane e per la  sua
  professionalità.
      L'ingegnere, professore Rosario La Duca, con la sua  più  che
  trentennale presenza in questo Palazzo, prima come deputato e poi
  come   consulente   tecnico  artistico,  ha,   infatti,   segnato
  positivamente  la  conduzione  e  la  responsabile   gestione   e
  fruizione di questo immenso edificio che ci ospita.
    Si  tratta,  come  tutti sappiamo, e come  egli  ha  più  volte
  sottolineato nei suoi lavori che riguardano il Palazzo  Reale  di
  Palermo,  di  un  bene  culturale tra i più rilevanti  a  livello
  italiano  ed  europeo.  E  per noi tanto  più  importante  perché
  testimonianza  della cultura siciliana sia sul piano  storico  ed
  artistico, sia su quello della storia civile più recente,  poiché
  dal   1947  con  l'autonomia  siciliana  è  diventato  sede   del
  Parlamento della Regione.
    Il  Palazzo, con l'attività che si svolge nelle sue sale  e  in
  questa  Sala  d'Ercole, di recente completamente  restaurata,  ha
  contribuito  con il nuovo Parlamento al rinnovamento  politico  e
  sociale della nostra Regione.
    L'impegno  civile  e  culturale di  Rosario  La  Duca  era  già
  evidente  negli  anni  dal  1958-1964, quando,  insieme  a  molti
  intellettuali,  fu tra i fondatori della Sezione  palermitana  di
   Italia  nostra   e  poi presidente dell'ordine  degli  ingegneri
  della  Provincia  di Palermo; in seguito come ispettore  onorario
  per la conservazione dei monumenti e degli oggetti di antichità e
  d'arte   della   Provincia  di  Palermo,  di   membro   effettivo
  dell'Istituto    nazionale   di   urbanistica,   di    professore
  universitario e di preside negli istituti tecnici.
      La sua attività si rivolse anche alla politica e, iscritto al
  Gruppo  del Partito comunista italiano, fu eletto deputato  nella
  VI legislatura per il quinquennio 1967-1971.
    Da  allora  e  fino a qualche anno fa il Palazzo  Reale  entrò,
  dunque,  nella sua vita di uomo e di studioso e divenne l'oggetto
  principale delle sue ricerche e dei suoi studi.
    Dal  1973  in  poi  dalla  Presidenza dell'Assemblea  regionale
  siciliana gli venne, infatti, conferito e rinnovato l'incarico di
  consulenza tecnico-artistica nei lavori da eseguirsi in relazione
  alle  necessità inerenti all'uso dei locali, al restauro  e  alla
  conservazione  dei  manufatti  storici  artistici  contenuti  nel
  Palazzo,  attività che egli svolse con entusiasmo e  nella  quale
  profuse tutte le sue conoscenze tecniche e scientifiche oltre che
  la  sua  professionalità, ma anche il rinnovato interesse per  la
  storia  e  la  cultura che il Palazzo rappresenta e al  quale  ha
  dedicato  uno  dei  suoi  testi più importanti   Il  Palazzo  dei
  Normanni , appunto, insieme alla cartografia generale della città
  di  Palermo,  ai  tanti  volumi divulgativi  che  raccolgono  gli
  articoli  pubblicati su  Il Giornale di Sicilia   nelle  rubriche
   La  città  perduta   e   Cercare Palermo .  Ricordiamo   Palermo
  felicissima ,  Il Castello a mare di Palermo ,   Palermo ieri  ed
  oggi ,  Il territorio e i quartieri , volumi che hanno certamente
  influito   sulla   formazione  delle   giovani   generazioni   di
  palermitani   e  stimolato  gli  studi  attinenti   alla   storia
  urbanistica  della città ex capitale, che in quanto tale  divenne
  modello per lo sviluppo culturale delle altre città dell'Isola  e
  protagonista  di quella singolare storia che egli, come  cultore,
  ha  religiosamente  raccolto attraverso la vastissima  collezione
  bibliografica divenuta fonte inesauribile per la sua infaticabile
  attività di divulgatore, oltre che di studioso.
    Ricordare  la  figura e l'opera di Rosario La Duca  all'interno
  di  questa  Assemblea non era soltanto un dovere  e  neppure  una
  formalità  di  rito, perché credo che tutti noi  che  lo  abbiamo
  conosciuto, coloro che lo hanno avvicinato o conosciuto  soltanto
  per fama o per avere letto i suoi libri abbiamo e abbiano sentito
  la  necessità  di  esprimere il proprio   cordoglio  per  la  sua
  scomparsa  e  l'ammirazione per la coerenza di una vita  dedicata
  allo studio e per l'esempio di moralità e di professionalità  che
  egli ci ha lasciato.
    Pensiamo  che  si dovrebbe dedicare un convegno  di  studi  per
  celebrare  più degnamente Rosario La Duca, memoria storica  della
  città  di Palermo e cittadino che ha amato la sua città spendendo
  per essa tutte le sue energie e il suo impegno.
    Invito, pertanto, tutti a ricordarlo dedicandogli un minuto  di
  silenzio.

         (Tutti i deputati, in piedi, osservano un minuto di
                              silenzio)

                             (Applausi)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


      Seguito della discussione del disegno di legge  Misure di
           contrasto alla criminalità organizzata  (205/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al seguito del disegno di legge  n.  205/A
   Misure  di  contrasto  alla criminalità  organizzata   posto  al
  numero 3) del III punto dell'ordine del giorno.
   Invito  i componenti la  I  Commissione, «Affari istituzionali»,
  a prendere posto nel relativo banco.
   Onorevoli  colleghi,  ricordo che la  discussione  generale  era
  stata chiusa nella seduta numero 39 del 5 novembre 2008.
   Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura.

                             «Articolo 1
                      Laboratori della legalità

   1.  La  Regione,  al fine di contribuire alla promozione  civica
  degli  studenti,  supporta  le istituzioni  scolastiche  primarie
  (quarte  e  quinte classi) e secondarie di primo grado attraverso
  appositi  finanziamenti finalizzati all'attivazione di laboratori
  di studio e approfondimento dei valori della legalità, dell'etica
  pubblica  e  dell'educazione civica, con particolare riguardo  al
  rispetto   del  decoro  urbano  e  alla  tutela  del   patrimonio
  architettonico,   artistico  e  monumentale  dei   comuni.   Tali
  laboratori  possono  essere  realizzati  anche  in  rete  con  il
  coinvolgimento di istituzioni pubbliche e private,  associazioni,
  fondazioni.  Essi  inoltre possono avvalersi delle  testimonianze
  orali  e scritte di personalità che si sono distinte nella  lotta
  al  crimine  e dei documenti ufficiali che rivestano  particolare
  significatività nell'ambito della lotta alla mafia.

   2.  L'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per
  la  pubblica istruzione corrisponde, entro il 31 ottobre di  ogni
  anno, agli istituti scolastici che ne facciano richiesta, fino  a
  5.000 euro per l'istituzione dei laboratori di cui al comma 1.

   3.  Gli  istituti scolastici hanno l'obbligo di rendicontare  le
  somme  percepite  entro il 31 maggio di ogni  anno.  In  caso  di
  mancata o insufficiente rendicontazione l'istituto è escluso  dai
  finanziamenti per i tre anni successivi.

   4.  L'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per
  la pubblica istruzione, con proprio decreto, sentito il direttore
  dell'ufficio  scolastico  regionale, disciplina  le  modalità  di
  rendicontazione  dei fondi erogati e quelle  di  svolgimento  dei
  laboratori di cui al comma 1.

   5. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata,  a
  decorrere  dall'esercizio finanziario 2009,  la  spesa  annua  di
  1.000 migliaia di euro.

   6.  Gli  oneri  discendenti  dal  comma  5,  valutati  in  1.000
  migliaia  di euro per ciascuno degli esercizi finanziari  2009  e
  2010,   trovano  riscontro  nel  bilancio  pluriennale      della
  Regione,    UPB  4.2.1.5.2, accantonamento 1001».
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dall'onorevole Faraone: 1.2, 1.3;
  -dall'onorevole Apprendi: 1.1.

   Gli   emendamenti  1.2  e  1.3  sono  irricevibili  perché   non
  presentati  in  Commissione. Sull'emendamento 1.1, anch'esso  non
  presentato   in  Commissione,  c'è  il  parere  contrario   della
  Commissione  Bilancio'.
   Comunico  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli  Apprendi,
  Cracolici,  Lupo  e Raia un subemendamento 1.1.1  all'emendamento
  1.1.
   L'emendamento  1.1,  con il parere contrario  della  Commissione
   Bilancio',    è    dichiarato   inammissibile   unitamente    al
  subemendamento 1.1.1 collegato.
   Pongo in votazione l'articolo 1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura.

                             «Articolo 2
                     Conto unico per gli appalti

   1.  Per gli appalti di importo superiore a 100.000 euro, i bandi
  di  gara prevedono, pena la nullità del bando, l'obbligo per  gli
  aggiudicatari  di  aprire un numero di conto corrente  unico  sul
  quale gli enti appaltanti fanno confluire tutte le somme relative
  all'appalto.  L'aggiudicatario si avvale di tale  conto  corrente
  per tutte le operazioni relative all'appalto. Il mancato rispetto
  dell'obbligo di cui al presente comma comporta la risoluzione per
  inadempimento contrattuale.
   2.  Gli  enti appaltanti verificano il rispetto dell'obbligo  di
  cui al comma 1».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dall'onorevole Marrocco: 2.1;
  -dagli onorevoli Adamo e Lupo: 2.4;
  -dagli onorevoli Cracolici e Speziale: 2.2
  -dagli onorevoli Oddo, Cracolici e Speziale: 2.3.

   Pongo  in  votazione l'emendamento 2.4 degli onorevoli  Adamo  e
  Lupo. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SCOMA,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  le
  autonomie locali.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  2.1  dell'onorevole  Marrocco.   Gli
  uffici  mi dicono che la prima parte è attinente al testo  e  può
  essere  posta  in  votazione  mentre  la  seconda  parte  non   è
  attinente, quindi, è inammissibile.

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. E' ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 2.3 degli onorevoli  Oddo, Cracolici  e
  Speziale.

   ODDO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, evidentemente,  per
  quanto concerne la parte che riguarda la tecnica legislativa,  lo
  si  approfondisce,  perché mi sembra che  i  colleghi  mi  stanno
  sottoponendo  questo  problema; per quanto  concerne  il  merito,
  intendo dire a che cosa mira l'emendamento.
   Signor  Presidente,  considerata la delicatezza  della  materia,
  preferisco attenermi ad un testo scritto che depositerò,  con  il
  pieno rispetto agli stenografi.
   Come  è  noto,  le  imprese  siciliane,  soprattutto  quelle  di
  piccole  e medie dimensioni soffrono, oltre che di una  crisi  di
  capitalizzazione (da ciò la difficoltà ad espandersi),  anche  di
  limiti  seri  nel  mantenere  un adeguato  livello  di  liquidità
  monetaria.
   Peraltro,  è  evidente che la recente crisi finanziaria  che  ha
  ristretto   i   cordoni   del  credito   rischia   di   aggravare
  ulteriormente  la  capacità  delle  nostre  imprese  di   munirsi
  dell'adeguata  liquidità necessaria per far fronte  agli  impegni
  commerciali già assunti.
   Inoltre, è d'uopo sottolineare come nelle regioni del Sud ed  in
  Sicilia  in  particolare, a tali impedimenti,  alcuni  dei  quali
  certamente  temporanei,  si aggiunge la difficoltà  delle  nostre
  imprese  di  accedere al credito bancario il quale  ha  un  costo
  notevolmente più alto rispetto alla media del resto del Paese. Da
  ciò l'esigenza di approvare l'emendamento da noi proposto.
   Infatti, se pur condividendo l'impianto generale della legge  ed
  in particolare l'intuizione  dell'istituzione del conto unico per
  gli  appalti  di  importo superiore ai 100 mila  euro,  il  quale
  rappresenta un ulteriore tassello per garantire la trasparenza  e
  scalfire  il  fenomeno  del racket e dell'usura  ad  opera  delle
  organizzazioni   criminali,  non  può   non   evidenziarsi   come
  l'introduzione di tale soluzione normativa, se non  adeguatamente
  supportata  da alcuni correttivi, potrebbe incidere negativamente
  sulla  liquidità delle imprese, soprattutto quelle di  piccole  e
  medie dimensioni.
       In  particolare, signor Presidente, giova evidenziare  come,
  con  l'introduzione  del conto unico dell'appalto,  l'impresa,  a
  fronte  dell'aggiudicazione, dovrebbe aprire, pena la risoluzione
  del  contratto, un conto corrente per gestire tutte le operazioni
  relative alla gara oggetto dell'aggiudicazione.
   Ovviamente,  ove  un'impresa si aggiudicasse  contemporaneamente
  più  di  una gara, sarebbe costretta ad aprire un conto  corrente
  per ognuna di esse.
   Ebbene,  questo  sistema  potrebbe creare  alle  nostre  imprese
  alcuni  problemi seri di liquidità, infatti, ad oggi,  il  nostro
  sistema imprenditoriale, seppure a stento e con le difficoltà già
  descritte, si finanzia grazie al credito bancario il quale ha  un
  notevole costo, come detto prima.
   Tali  linee  di  credito, stante la crisi di  liquidità,  dovuta
  anche  ai ritardati pagamenti dei clienti, molto spesso pubbliche
  amministrazioni, sono utilizzate, non di rado, dalle imprese  per
  coprire altre aperture di credito e consentire alle stesse di far
  fronte agli obblighi assunti.
   Faccio  un esempio: l'affidamento sul conto  A  viene utilizzato
  per coprire la scopertura sul conto  B  e così via.
   Ovviamente, è palese che, all'apertura di un conto corrente  non
  consegue   automaticamente  la  concessione  di  un   affidamento
  bancario  poiché  questo, come è noto,  è  legato  alle  capacità
  reddituali dell'impresa e dell'imprenditore.
   Pertanto,  se  a  seguito  dell'aggiudicazione  di  un  appalto,
  l'impresa  fosse  costretta  ad aprire  il  conto  unico,  stante
  l'esistenza  di  altri conti affidati e vista l'impossibilità  di
  movimentare tale conto con versamenti esterni all'appalto,  quasi
  certamente  il  sistema  bancario  non  gli  concederebbe   altre
  aperture  di credito con l'ovvia conseguenza di rendere difficile
  l'assolvimento degli obblighi derivanti dall'aggiudicazione della
  gara.
   Naturalmente, le difficoltà crescerebbero nel caso  in  cui  una
  impresa, contemporaneamente, si aggiudicasse più gare di  importo
  superiore  ai 100 mila euro. Da qui l'esigenza, per un verso,  di
  introdurre tempi certi entro i quali gli enti committenti  devono
  provvedere  al  pagamento  delle  fatture  e/o  degli  stati   di
  avanzamento con ciò riducendo il più possibile lo scarto  tra  il
  termine  entro  il  quale  le  imprese  devono  pagare  i  propri
  fornitori  e quelli in cui disporranno materialmente  del  prezzo
  del loro lavoro con la ovvia conseguenza di ridurre al minimo  la
  necessità  di  ricorrere all'apertura di  linee  di  credito  per
  gestire  l'appalto aggiudicato e, per altro verso,  l'utilità  di
  prevedere  ex  legge  la  previsione  della  concessione  di  una
  garanzia  pari  al 10% del valore dell'appalto e,  comunque,  non
  superiore  ai cinquecento mila euro a opera dell'ente committente
  in   favore,  ovviamente,  dell'aggiudicatario  allo   scopo   di
  facilitare la concessione di aperture di credito anche sul  conto
  unico dell'appalto così consentendo all'impresa, anche in caso di
  ritardato  pagamento,  di  finanziare  adeguatamente  la  propria
  attività.
   Tale  sistema  non  scalfirebbe  assolutamente  lo  scopo  della
  norma,  infatti,  rimarrebbe fermo il divieto  di  utilizzare  il
  conto  unico  per  operazioni non afferenti  all'appalto  ma,  al
  contempo,  non  si  penalizzerebbero  le  imprese  le  quali  non
  rischierebbero  di  trovarsi esposte ad  insolvenze  dovute  alla
  mancata  possibilità di pagare i propri fornitori a  causa  della
  carenza di liquidità sul predetto conto unico.
     Infine,  nell'emendamento si propone anche  di  escludere  dal
  novero  delle  operazioni  che devono transitare  dal  cosiddetto
   conto  unico'  quelle relative al pagamento dei  dipendenti  con
  contratto  a tempo indeterminato. Infatti, essendo tale tipologia
  di lavoratori in carico all'impresa già prima dell'aggiudicazione
  dell'appalto  e potendo essere utilizzati promiscuamente  in  più
  attività,  è  evidente  che l'assolvimento dell'obbligo  previsto
  dalla norma sarebbe assolutamente difficoltoso.
   Infatti,  si  costringerebbe l'impresa a conteggiare,  per  ogni
  dipendente, il lavoro svolto all'interno di un appalto allo scopo
  di  pagarlo  pro-quota  prelevando i fondi  necessari  dal  conto
  unico.
   Signor  Presidente, ritengo dunque il contenuto dell'emendamento
  proposto  assolutamente  ragionevole  e  funzionale  e   non   in
  contrasto con le finalità della norma madre, pertanto, ne  chiedo
  l'approvazione.

   MINARDO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINARDO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  chiedo  ai firmatari di ritirare l'emendamento  2.3,
  altrimenti il parere della Commissione è contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SCOMA,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  le
  autonomie locali.  Contrario.

   PRESIDENTE.   Pongo   in  votazione  l'emendamento   2.3   degli
  onorevoli Oddo, Cracolici e Speziale. Chi è favorevole  si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  2.2  degli  onorevoli   Cracolici  e
  Speziale. Lo pongo in votazione.

   Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SCOMA,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e   le
  autonomie locali.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 2, così come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura.

                            «Articolo 3.
        Istituzione delle zone franche per la legalità (ZFL)

   1.  Il  Presidente  della  Regione,  d'intesa  con  il  Ministro
  dell'Interno,  istituisce  per ogni  provincia  una  o  più  zone
  franche  per  la  legalità (ZFL), per un  territorio  avente  una
  popolazione residente non inferiore a cinquantamila abitanti.

   2.   In  favore  degli  imprenditori  che  denunciano  richieste
  estorsive  o richieste provenienti dalla criminalità organizzata,
  tendenti   a  modificare  il  normale  svolgimento  dell'attività
  economica, cui sia seguita una richiesta di rinvio a giudizio, la
  Regione provvede, per cinque periodi di imposta decorrenti  dalla
  suddetta  richiesta,  al  rimborso dei  seguenti  oneri  fiscali,
  dovuti sulla base delle dichiarazioni presentate, e contributivi,
  connessi all'attività d'impresa:

   a) imposte sui redditi;

   b) contributi previdenziali;

   c) imposta comunale sugli immobili.

   3.  Per  i  contributi previdenziali e l'imposta comunale  sugli
  immobili  di  cui alle lettere b) e c) del comma 2  è  rimborsato
  quanto dovuto e versato.

   4.  Gli  imprenditori che operano nel territorio della  Regione,
  anche  al  di  fuori  delle zone franche  per  la  legalità,  che
  denunciano  richieste  estorsive o  richieste  provenienti  dalla
  criminalità  organizzata,  tendenti  a  modificare   il   normale
  svolgimento   dell'attività  economica,  cui  sia   seguita   una
  richiesta di rinvio a giudizio, possono usufruire dei benefici di
  cui al comma 2.

   5.  Nelle  more,  ovvero in caso di definizione negativa,  della
  procedura  di cui all'articolo 88, paragrafi 2 e 3, del  Trattato
  istitutivo  della  Comunità europea, le disposizioni  di  cui  ai
  commi  2 e 3 si applicano nei limiti stabiliti per gli aiuti   de
  minimis'.

   6.  L'elargizione di cui alla legge 23 febbraio 1999, n.  44,  è
  esente,  secondo quanto previsto dall'articolo 9, comma 3,  della
  medesima  legge,  dal  pagamento  dell'imposta  regionale   sulle
  attività produttive.

   7.  Al  comma 4 dell'articolo 7 della legge regionale  26  marzo
  2002,  n.  2, le parole  tre anni  sono sostituite con le  parole
   cinque anni .

   8. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata,  a
  decorrere  dall'esercizio finanziario 2009 e per un  quinquennio,
  la  spesa  annua,  a  destinazione  vincolata,  valutata  in  100
  migliaia di euro.

   9.  Gli oneri di cui al comma 8, pari a 100 migliaia di euro per
  ciascuno degli esercizi finanziari 2009 e 2010, trovano riscontro
  nel   bilancio   pluriennale  della   Regione,   UPB   4.2.1.5.2,
  accantonamento 1001».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dagli onorevoli Cracolici e Speziale: 3.1;
  -dal Governo: 3.2.

   Si passa all'emendamento 3.1.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso  che  la
  questione  sia  in sé controversa perché mi rendo  conto  che  si
  tratta  di  un  articolo che mette insieme una  particolarità  di
  fattispecie e di procedure sulle quali, però, avendo  avuto  modo
  di  ascoltare  i dirigenti dei presìdi giudiziari della  Sicilia,
  l'orientamento  prevalente,  che  ci  è  stato  in  qualche  modo
  suggerito  e  che è stato, in parte, accolto da  me  che  poi  ho
  predisposto l'emendamento, sapendo bene che questo sarebbe  stato
  oggetto di discussione all'interno della Commissione, era  quello
  di  prevedere che, nel caso in cui ci sia una richiesta di rinvio
  a  giudizio  e  si  attiva l'azione penale da  quel  momento  noi
  possiamo compensare con i contributi, avendo promosso l'azione da
  parte di chi è sottoposto ad estorsione, è vittima di estorsione.
   La  questione si pone nel caso in cui qualcuno denunzia e  sulla
  base   della   denunzia  si  attiva  immediatamente  una   misura
  cautelare:  l'arresto.  C'è qui una diversa  opinione  anche  fra
  diversi  colleghi  della Commissione: alcuni ritengono  che,  nel
  momento  in  cui  avviene  l'arresto  questo,  di  per  sé,   non
  costituisce l'inizio dell'azione penale; non costituendo l'inizio
  dell'azione penale, perché, comunque, sottoposto ad una procedura
  propria  da parte della Magistratura, si ritiene che non  debbano
  scattare  i  benefici previsti dalla norma  dal  momento  in  cui
  interviene la misura cautelare.
   Per  quanto  mi  riguarda,  io difendo l'emendamento  e  rimango
  della  mia  posizione,  nel  senso che  la  misura  cautelare  è,
  comunque, fatta da un giudice terzo, cioè quando c'è un cittadino
  che  denunzia,  sulla base delle denunzie il  Pubblico  ministero
  emette provvedimenti cautelari che, prima di essere emessi, vanno
  al  Gip; è il Gip che, sulla base degli indizi comprovati, valuta
  la  possibilità di adottare provvedimenti e se in quel momento il
  Gip, che è un giudice terzo, ritiene fondati gli indizi, va da sé
  che  noi dovremmo valutare la possibilità che i benefici previsti
  scattino  da quel momento nei confronti di chi ha denunziato,  di
  chi ha avuto il coraggio di denunziare.
   Quindi,   io   mantengo   la  mia  posizione   sull'emendamento,
  tuttavia, ove dovesse esserci una posizione diversa da parte  dei
  colleghi  ovviamente, come avviene in questi  casi,   mi  rimetto
  alla votazione dell'Aula.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   vorrei
  sottolineare  assai brevemente all'Aula qual è la  ragione  della
  mia perplessità circa questo emendamento.
   Il   sistema  giudiziario  italiano  prevede  che  soltanto  nel
  momento  della  richiesta  di rinvio a giudizio  di  un  soggetto
  sottoposto  a procedimento, nei confronti di questo  soggetto  si
  proponga  l'azione  penale  e soltanto  da  questo  momento  egli
  diventa imputato.
   L'applicazione  di  una  misura  cautelare  personale  che,  fra
  l'altro,  non  è neanche precisata per cui potrebbe essere  dalla
  misura  cautelare  personale  massimamente  afflittiva,  cioè  la
  custodia  cautelare  in  carcere, fino ad arrivare  agli  arresti
  domiciliari  e poi via via al divieto di espatrio, all'obbligo di
  firma,  eccetera, è - secondo me - assai pericolosa,  perché,  di
  fatto,  siamo  in  una fase assai precedente al  momento  di  una
  valutazione concreta di quelle che sono, eventualmente, le  prove
  a  carico  del  cittadino, siamo cioè  nella  fase  in  cui  sono
  valutati  da  un  giudice  terzo indizi a  carico  del  cittadino
  medesimo.
       Ora,  siccome l'esperienza ci ha insegnato - non soltanto  a
  me  che faccio l'avvocato ma anche a  tutti coloro che leggono le
  cronache giornaliere - che, molto spesso, ad una misura cautelare
  personale,  anche  gravemente afflittiva è poi accaduto  che  sia
  seguita  una  richiesta  di archiviazione degli  stessi  pubblici
  ministeri, io rimango del parere che la prima formulazione e cioè
  le  parole   rinvio  a  giudizio' con la  conseguenze  promozione
  dell'azione   penale  nei  confronti  del   cittadino   sia   una
  valutazione,  sia  una  soluzione più  garantista  e  siccome  io
  condivido  in  tutto  lo  spirito della  norma  che,  insieme  al
  Presidente  Speziale  e  agli  altri colleghi,  abbiamo  scritto,
  auspico  che   il Presidente Speziale possa fare sua  questa  mia
  richiesta che formulo all'Aula.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
  l'Aula   potrebbe  essere  indotta  in  un  equivoco  che  vorrei
  contribuire serenamente a dipanare.
   La   individuazione  del  rinvio  a  giudizio  quale  soglia  di
  applicazione    della    norma    oppure    della     sussistenza
  dell'applicazione della misura cautelare personale non è riferita
  al  soggetto  che  patisce  il  restringimento  o  la  misura  ma
  individua  la  soglia oltre la quale scatta il beneficio  per  il
  soggetto che denuncia.
   Quindi, la questione è questa: la norma stabilisce una sorta  di
  premio fiscale - voglio usare questa espressione approssimativa -
  per chi denuncia, nel caso in cui la denuncia sia sostanziale  e,
  quindi, ad essa segue, nella formulazione originale, il rinvio  a
  giudizio.
   L'emendamento  tende  a  dire che questo  avviene  anche  quando
  scatta  la  misura  cautelare personale. Vorrei  che  chi  mi  ha
  preceduto  mi  ascoltasse perché altrimenti non  contribuiamo  al
  dibattito. Semmai si può dire che la misura cautelare,  comunque,
  interviene in ogni caso in presenza di rinvio a giudizio, siccome
  anzi  interviene prima, si può dare il caso che, già in  fase  di
  indagine  e  quindi  di avviso di garanzia,  il  Tribunale  della
  Libertà  riconosca  la  necessità  dell'applicazione  di   misura
  cautelare,  non c'è un rinvio a giudizio e forse non  ci  sarà  e
  stiamo   immaginando  che  questi  benefici,  comunque,   possono
  scattare in queste circostanze.
   Quindi,  non  è  una  limitazione di garanzia  per  il  soggetto
  oggetto  della  misura ma è un ampliamento della  possibilità  di
  beneficio per chi invece denuncia.

   ARENA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARENA.   Signor   Presidente,   signori   assessori,   onorevoli
  colleghi,  senza volere ripetere quanto brillantemente  espresso,
  in  maniera  più  che  esaustiva, dal  collega  Cordaro,  ma  per
  riagganciarmi  a  quanto origliato  fuori  onda'  dal  Presidente
  Cracolici  relativamente a quelli che sarebbero poi  i  requisiti
  che  portano alla eventuale emissione di una misura cautelare che
  -  dice  bene  il  collega Cordaro - ha le sue varie  gradazioni,
  Presidente  Speziale, e in questo emendamento non sono enunciate,
  la  contrarietà che ritengo di interpretare di gran  parte  della
  Commissione  Affari Istituzionali', onorevoli colleghi, onorevole
  De   Benedictis,  sta  precipuamente  nel  fatto  che,  nel  caso
  specifico di una eventuale misura cautelare, quand'anche fosse la
  più grave, cioè la custodia cautelare in carcere, ci troviamo  in
  una fase talmente prodromica e preliminare all'eventuale inizio -
  dice bene l'onorevole Cordaro - di un'azione penale, che sarebbe,
  a  mio  avviso,  la  ratio della legge che  nasce  per  garantire
  qualcuno  a  questo punto sarebbe eccessivamente  afflittiva  nei
  confronti di altri. Perché? Perché ho sentito parlare l'onorevole
  De  Benedictis  ora  di avviso di garanzia, ma l'informazione  di
  garanzia è quella che si riceve a garanzia dell'indagato solo  al
  termine della lunghissima fase delle indagini preliminari quando,
  ai  sensi  dell'articolo 415 bis del Codice di procedura  penale,
  l'indagato  riceve  l'informazione  che  contro  di  lui  si  sta
  indagando  e, quindi, a garanzia dell'indagato, ha la possibilità
  di  nominare  un  difensore e la eventuale  facoltà  di  produrre
  memorie.
   Quindi,   questo   emendamento,  Presidente   Speziale,   signor
  Presidente dell'Assemblea e onorevoli colleghi, a mio  avviso,  è
  un  emendamento eccessivamente restrittivo che, tra  l'altro,  in
  maniera  assolutamente  frettolosa,  concederebbe  un  premio  di
  carattere  economico, fiscale, un vantaggio  a  coloro  i  quali,
  vessati  da  un'iniziativa di carattere  criminoso  o  criminale,
  vedrebbero  l'autore della stessa essere raggiunto da una  misura
  che,   pochi  giorni  dopo,  potrebbe,  però,  essere  sovvertita
  dall'esito  del  tribunale  della libertà  o  del  tribunale  del
  riesame.
   La   Commissione   Affari  istituzionali'  chiede,  avendo   tra
  l'altro sposato pienamente lo spirito di questa importante  norma
  che renderà più forte, tra l'altro, l'azione politica del Governo
  regionale, del Parlamento siciliano, di fronte a fatti di  natura
  criminale,  chiede  al  Presidente  Speziale  il  ritiro  di   un
  emendamento  che,  se  approvato, andrebbe  ad  invalidare  e  ad
  indebolire  la  ratio di una legge assolutamente  a  garanzia  di
  coloro  i  quali  sono vessati e colpiti da azioni  delittuose  e
  criminali  ma,  in  questo momento, riceverebbero,   se  passasse
  l'emendamento  del  Presidente Speziale, un premio  in  una  fase
  assolutamente occasionale ed istantanea che non vedrebbe - ripeto
  -  nemmeno la pronunciazione immediata che è quella che, nel caso
  dell'arresto  o  dell'ordinanza di custodia  cautelare,  vede  un
  tribunale del riesame.
   Poc'anzi,   il   Presidente  Speziale   diceva   che   si   può,
  eventualmente,   correggere   il  tiro   e   subordinare   questo
  emendamento alla eventuale conferma del tribunale della libertà.
   Ma  anche  in  questo caso ci troviamo in una fase assolutamente
  iniziale di una eventuale azione penale che non vedrebbe  l'avvio
  delle indagini se non con la conferma del tribunale della libertà
  e, quindi, un periodo di tempo talmente lungo che sarebbe assurdo
  potere, invece, sintetizzare in dei termini brevissimi, concepiti
  e pensati dal presentatore dell'emendamento.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, su  questo  testo
  di  legge  pregherei i colleghi di prestare la massima attenzione
  perché anche quello che sto per dire non potrà essere oggetto  di
  giusta   valutazione   se  questo  Parlamento   non   si   calerà
  integralmente sulla portata di questo disegno di legge, che è  un
  disegno di legge che io mi permetto di evidenziare non sia  stato
  capito  né  dai mass media, né da questo Parlamento  per  la  sua
  portata e importanza innovativa.
   Questo  disegno  di  legge  apre una parentesi  dando  atto,  al
  presidente Speziale, di essere stato il motore di questo  disegno
  di   legge,   ma   con  l'ausilio  di  tutta  la  Commissione   e
  principalmente del Consiglio di Presidenza ed è uno strumento  di
  guerra  alla criminalità che non ha precedenti in Italia. Non  ha
  precedenti  per la legislazione nazionale, non ha  precedenti  in
  nessuna legislazione regionale. Questo disegno di legge ha  messo
  la  Commissione  antimafia  e questo  Parlamento  al  centro  del
  contrasto  vero, effettivo e reale alla mafia. Questo disegno  di
  legge  per le organizzazioni criminali è di una pesantezza  e  di
  una pericolosità incredibile.
   E  allora, se questo è il senso del disegno di  legge che  nasce
  equilibratissimo  perché,  non solo  è  stato  oggetto  di  lunga
  discussione in Commissione, ma - ricordo al presidente Speziale e
  ricordo alla Commissione - è, quindi, rappresentato all'Aula  che
  è  stato  oggetto di condivisione aperta da parte del Commissario
  nazionale antimafia il quale, all'inizio, quando siamo  andati  a
  trovarlo, si capiva che ci ha ricevuto per mero atto di cortesia,
  una Commissione antimafia che va dal procuratore Grasso, va bene,
  la riceviamo, questi come gli altri.
   Mi   dovete   credere   e  chiedo  a  testimonianza   anche   le
  dichiarazioni  dei  presenti  a  quell'incontro,  man  mano   che
  andavamo  avanti l'interesse del procuratore nazionale  antimafia
  si  accendeva  sempre di più e ad ogni norma che  rappresentavamo
  diceva:  Ma voi siete più avanti di noi, voi state rappresentando
  uno  strumento di lotta alla mafia che è più efficace  di  quello
  fatto, finora, dalla legislazione nazionale .
   Allora,  se è questa la premessa, io non vorrei che, per eccesso
  di   protagonismo,  noi  diventassimo,  scivolassimo   verso   il
  giustizialismo, la premessa l'ho fatta, per dare  atto  a  questa
  Commissione  del  lavoro fatto, per dare  atto  che,  con  questo
  strumento legislativo, la politica e il legislatore regionale, la
  Commissione  antimafia si erge a vero strumento  e  spalla  della
  società  della guerra alla mafia e alla criminalità  organizzata,
  però  dobbiamo  essere coerenti con un quadro normativo  generale
  che  ci  faccia  passare per vero baluardo alla lotta  mafia,  ma
  senza essere giustizialisti.
   Perché  dico  questo?  Vero è che la misura  cautelare  che  può
  essere  reale, che può essere personale, che può anche essere  di
  semplici  arresti  domiciliari, passa al  vaglio  di  un  giudice
  terzo, cioè del GIP, ma è anche vero che contrariamente al rinvio
  al  giudizio, il GIP, quando dispone la misura cautelare,  la  fa
  senza  contraddittorio della difesa, cioè senza sentire le difese
  dell'indagato;  mentre  nel  momento  in  cui  c'è  il  rinvio  a
  giudizio,   c'è   l'udienza  preliminare  dove   si   svolge   il
  contraddittorio tra le parti del processo e quando il GUP  decide
  per  il rinvio a giudizio lo fa pur sempre in via sommaria ma  lo
  fa di fronte ad un contraddittorio delle parti del processo.
   E  allora,  io  credo che la individuazione  prima facie   della
  Commissione, che individua il rinvio a giudizio come  il  momento
  in  cui scattano certe condizioni, non possa essere modificato  e
  chiedo,  al  presidente Speziale, del quale ho dato atto  fino  a
  questo  momento, e all'onorevole Cracolici, di grande  intuizione
  nella  predisposizione  di questo lavoro normativo,  di  ritirare
  l'emendamento  per  non  creare, per la  prima  volta  in  questo
  disegno   di   legge   un  momento  non  di  contrasto,   ma   di
  differenziazione, perché come avvocato e come deputato  impegnato
  nella  lotta  alla mafia -  e voglio ribadirlo  -,  ma  impegnato
  seriamente non a parole, questa non è una legge di parole, questa
  è una legge di fatti. Per la prima volta, mi sentirei a disagio a
  dire  no,  forse sarei costretto a votare sì, però è un fatto  di
  costrizione  che  non giova alla serenità ed  alla  lucidità  che
  questo  Parlamento deve avere nell'approvare il disegno di  legge
  in argomento.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor presidente, onorevoli colleghi,  io  non  ho
  nessun  problema  e  nessuna difficoltà a ritirare  l'emendamento
  assieme al collega Speziale.
   Signor  Presidente,  mi  permetta un  attimo,  per  ribadire  un
  concetto,  qui  non  c'è fra di noi, almeno in  questa  fase  una
  distinzione tra chi ha più sensibilità ai temi delle  garanzie  e
  chi  ha  meno sensibilità ai temi delle garanzie degli  imputati.
  Perché  se  così fosse, vorrei ricordare ai colleghi  che  stiamo
  facendo  una norma che da questo punto di vista sta forzando  sul
  principio  delle  garanzie.  Come è  noto  infatti  il  rinvio  a
  giudizio è una fase assolutamente preliminare rispetto alla  fase
  dibattimentale, eventuale condanna, il terzo grado eccetera.
   Quindi  non è, almeno mi auguro, fra di noi un tema, come  dire,
  sulle  garanzie  quello  che  ci  divide  in  questa  fase  della
  discussione. Io devo dire che mi ero convinto dell'opportunità di
  questo emendamento per una ragione. E la ragione è questa: vorrei
  che  ricordassimo  che qui stiamo parlando non dell'imputato,  ma
  stiamo  parlando dell'imprenditore che denuncia.  Chiaro?  In  un
  territorio che è stato:
   a)  ai  sensi del primo comma definito  zona franca di legalità'
  con  provvedimento del Presidente della Regione d'intesa  con  il
  Ministro degli interni per una innovazione che, certo, in sé è la
  caratteristica principale della legge;
   b)  l'imprenditore  che  a seguito denuncia,  qui  si  dice,  fa
  determinare il rinvio al giudizio dell'imputato, noi sappiamo che
  c'è anche una tempistica del rinvio a giudizio dell'imputato,  ha
  la  possibilità  di  accedere a dei  benefici  che  questa  legge
  prevede.
   L'emendamento  dice, mi permetto di dire, una cosa  un  po'  più
  articolata,    avrebbe   almeno   l'intenzione   di   determinare
  un'efficacia   maggiore,   cioè  la  denuncia   dell'imprenditore
  determina l'arresto dell'imputato.
   Come noi sappiamo, qui gli esperti di diritto mi insegnano,  che
  l'arresto si può determinare o in flagranza di reato o perché c'è
  una  condizione  o di fuga o di ripetizione del  reato  tale   da
  determinare un pericolo sociale.
   Noi  abbiamo  quindi  una  persona che viene,  a  seguito  della
  denuncia,  quindi guardiamolo dal punto di vista del  denunciante
  non del denunciato; a seguito delle denuncia viene arrestato, poi
  questo  arresto  ha  tutta una procedura - mi diceva  il  collega
  Caputo -, ad esempio, non solo il GIP avvia il procedimento senza
  contraddittorio,  ma esistono istituti giuridici  che  consentono
  all'imputato  di  esercitare  la verifica  dell'atto  di  arresto
  attraverso  istituti di contraddittorio ovvero  il tribunale  del
  riesame.  Pertanto,  se l'imputato in questo  caso  colui  che  è
  tratto  in arresto si avvale del tribunale del riesame e  venisse
  confermata,  con  contraddittorio tra le  parti,  l'ordinanza  di
  arresto,  vogliamo trovare una soluzione che può  addivenire Però
  mi  pongo il problema cui faceva riferimento l'onorevole  Caputo,
  vale  a  dire:   Ma  non  tutti coloro che vengono  arrestati  si
  avvalgono del tribunale del riesame . Mi permetto di dire che  se
  uno  non  si avvale del tribunale di riesame è un problema  della
  sua  difesa,  ma  dal  punto  di  vista  della  persona,  che  ha
  determinato con la sua denuncia un arresto e ha fatto venire meno
  un  elemento di presenza fisica nel territorio che qui  decidiamo
  di  chiamare   zona  franca di legalità', a questo  individuo  in
  qualche  modo gli neghiamo, per un certo periodo, la  possibilità
  di essere riconosciuto come uno dei soggetti che sta determinando
  concretamente  la' zona franca di legalità'. Io considero  questo
  una contraddizione.
   Pertanto,  se  dovesse  prevalere in quest'Aula  la  logica  che
  questo   emendamento   scatena   dibattito   tra   garantisti   e
  giustizialisti,   io  lo  ritiro  immediatamente;   se,   invece,
  addiveniamo ad una comune consapevolezza che comunque l'esercizio
  della   denuncia  ha  introdotto  un  beneficio   immediato   nel
  territorio  dichiarato  zona franca di legalità',  attraverso  la
  quale   può  essere  riconosciuto  al  soggetto  denunciante   il
  beneficio,  io  mi  permetto di dire, laddove  confermato  da  un
  organo  che  determina il confronto tra le parti, così  com'è  il
  tribunale del riesame, io credo che introdurre l'arresto  assieme
  o  il  rinvio  a  giudizio non sia la negazione  dei  diritti  di
  libertà  della persona, ma credo che abbia, semmai, un  obiettivo
  efficace di dare plastica concretezza a questa norma.

    CORDARO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CORDARO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto,  tengo
  a  sgomberare il campo: qui non ci sono questioni che  ineriscono
  l'onestà   intellettuale  di  nessuno  dei  deputati   che   sono
  intervenuti   né   tanto  meno  fazioni  di   garantisti   o   di
  giustizialisti; qui stiamo cercando di fare tutti una legge seria
  e  stiamo  ancora continuando a lavorare in questo  senso.  Però,
  volevo   fare  una  precisazione  di  trenta  secondi  per   dire
  all'onorevole  Cracolici che proprio il fatto che  io  guardo  la
  vicenda   dal  punto  di  vista  del  beneficiato,  vorrei   dire
  all'onorevole  Colianni, e proprio in questo senso  vi  invito  a
  riflettere su un fatto: il soggetto che denunzia e che  determina
  l'arresto di un altro soggetto verrebbe per ciò stesso e per  ciò
  solo  beneficiato di quanto previsto dall'articolo  3  di  questo
  disegno  di  legge.  Dopo due mesi. Perché, attenzione,  qui  non
  stiamo  parlando del caso ovvio, chiaro, perché il colpevole  che
  viene arrestato a maggior ragione viene rinviato a giudizio,  qui
  stiamo  parlando di casi, e ce ne sono stati, in cui un  soggetto
  pure  arrestato  non  solo  non viene  rinviato  a  giudizio,  ma
  addirittura   nei  confronti  di  questo  soggetto  viene   fatta
  richiesta  di  archiviazione. Noi, a  mio  parere,  non  possiamo
  correre il rischio  .

    CRACOLICI    di estorsione.

    CORDARO   Sì.  Sì.     di  vedere  un  soggetto  che  è   stato
  beneficiato,  vedere  arrestato  a  cagione  della  sua  denuncia
  archiviato.
   Pertanto,  posto che noi si faccia una valutazione di  carattere
  generale e posto, soprattutto, onorevole Speziale, che quando  si
  parla di una misura cautelare personale,  noi non stiamo parlando
  soltanto   di  carcerazione,  ma  stiamo  parlando   di   arresti
  domiciliari, di misure che a volte sono anche simboliche,  perché
  dall'obbligo  di  firma  all'obbligo di  dimora,  al  divieto  di
  espatrio  tutte queste sono, altresì, misure cautelari personali,
  che  però  spesso durano un mese, durano due  mesi  e  poi  tutto
  ritorna più o meno normale.
   Vorrei  dunque, se fosse il caso, se riusciamo a  fare  sintesi,
  ve  lo  chiedo  espressamente, se su questo non  si  può  tornare
  indietro io voto favorevolmente, tuttavia, vi chiedo un attimo di
  riflessione   su   questo  punto  perché  su   questo   non   c'è
  assolutamente guerra di religione.

    CRACOLICI  Se si può fare sintesi, noi lo ritiriamo.

    COLIANNI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    COLIANNI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  siccome  il
  tema  di  cui  stiamo parlando ovviamente non ha - e  lo  abbiamo
  ripetuto  -,  colore  politico  o  quant'altro,  mi  permetto  di
  esprimere una valutazione e di sottoporvi una riflessione,  forse
  dal  mio  punto di vista, sul piano psico-sociale, in che  senso?
  Questo disegno di legge, signor Presidente, onorevole Speziale, a
  me  sembra  un  provvedimento che è tutto legato al concetto  del
  premio.
   Noi  in fondo riconosciamo un beneficio a colui il quale  ha  il
  coraggio  di  denunciare; per l'amor di Dio  qui  dovremmo  dire,
  dovremmo supportare fortemente il tutto dai processi educazionali
  che   sono  fondamentali,  tuttavia  questo  tema  che  è   tutto
  cognitivista, costruttivista della serie:  io ti do un premio  se
  tu denunci .
   Allora,  vorrei  sottoporvi una riflessione  guardando  il  caso
  dall'altro punto di vista e cioè: siccome noi stiamo premiando  e
  stiamo beneficiando colui il quale denuncia, non è più importante
  l'aspetto  del livello della misura successiva, non è  questa  la
  cosa  importante,  poco  importa se  nel  momento  in  cui  viene
  arrestato  o viene sottoposto a qualunque tipo di restrizione,  è
  importante  affermare il principio che noi  stiamo  premiando  la
  denuncia.
   Io  vorrei  invece  soffermarmi sull'aspetto  sanzionatorio.  Se
  questo  signore denuncia e nel denunciare commette  un  illecito,
  noi dovremmo stabilire che questa persona sia radiata ad aeternum
  da  qualunque  beneficio  regionale, in quanto  stiamo  lavorando
  sostanzialmente  sul  concetto e sul  principio  di  dare  a  chi
  denuncia un beneficio. Allo stesso modo, questa Regione deve dare
  a  chi  illecitamente si procura un beneficio  la  radiazione  da
  qualunque altro tipo di beneficio regionale.
   E,  pertanto,  amici e colleghi, ribadisco:  stiamo  facendo  un
  ragionamento   sbagliato  a  mio  modo   di   vedere.   Condivido
  assolutamente  tutto  ciò  che  è  stato  ribadito  dai  colleghi
  Speziale e Cracolici.
   Ripeto,  che  non è il momento in cui avviene, ma è il  problema
  del principio sul quale stiamo discutendo, che è il principio  di
  un  premio ch stiamo dando, che non ha niente a che vedere con  i
  livelli legislativi. Perché, pensate se tutto questo avviene alla
  fine,  cioè  dopo  le  varie procedure di  legalità,  la  persona
  imputata  da un crimine non l'ha commessa e noi gli abbiamo  dato
  ugualmente  i benefici.
   Questa  Regione  dunque  sta  facendo  una  legge  che  aiuta  a
  denunciare,  che educa alla denuncia, che supporta  la  denuncia.
  Perciò, secondo me, stiamo facendo un errore di valutazione, ecco
  perché  vorrei  che  inserissimo invece l'aspetto  sanzionatorio:
  radiando  da qualunque tipo di beneficio regionale per  tutta  la
  vita colui il quale commette una siffatta illeicità.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, anch'io nella fase iniziale avevo detto  che
  la  discussione era abbastanza complicata perché mi  rendo  conto
  che  a  favore  dell'una o dell'altra tesi ci sono argomentazioni
  che  hanno un valore e che occorre, tra l'altro, affrontare senza
  pregiudizi.
     Perché,  immaginate  se  io stasera volessi  iscrivermi  a  un
  partito  giustizialista al quale non sono  iscritto  e  non  sono
  stato mai iscritto, però, volessi sgombrare il campo dalla ultima
  osservazione fatta dal collega Colianni: il beneficio scatta  nel
  momento  in  cui c'è la richiesta di rinvio a giudizio  e  quindi
  quando  siamo  già  in  fase  avanzata  di  esame  da  parte  dei
  magistrati;  però,  noi  non  possiamo  provvedere  a   stabilire
  sanzioni  penali nel disegno di legge al nostro esame non  avendo
  alcuna  competenza in quella materia. E allora, sulla base  delle
  argomentazioni che si sono sviluppate in Aula, il fatto  che  io,
  signor  Presidente,  ritiro l'emendamento in quanto  ritengo  che
  questo  sia un modo per contribuire a dare al disegno  di  legge,
  per  la  portata  che  implica  e perché  esso  abbia  un  valore
  unitario,  al fine di evitare che anche su questioni delicate  ci
  possano essere punti di vista differenti.
   Sulla  base  di  questo  spirito che è prioritario,  rispetto  a
  tutto il resto della discussione, ritiro l'emendamento.

    PRESIDENTE     Onorevoli   colleghi,   pongo    in    votazione
  l'emendamento 3.2, del Governo.
   Il parere della Commissione?

    SPEZIALE  presidente della commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole rimanga seduto; chi  è  contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 3, così come emendato. Il  parere
  del Governo?

   SCOMA,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e   le
  autonomie locali.  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SPEZIALE  presidente della commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                            «Articolo 4
             Costituzione di parte civile della Regione

         1.  E'  fatto  obbligo alla Regione  di  costituirsi
       parte  civile in tutti i processi di mafia  per  fatti
       verificatisi nel proprio territorio».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                           «TITOLO II
           Agevolazioni per la fruizione sociale dei beni
                        confiscati alla mafia

                             Articolo 5
                         Fondo di rotazione

         1.  Per  la  riutilizzazione e la fruizione  sociale
       dei  beni confiscati alla mafia e assegnati ai  comuni
       ai  sensi  della  legge  31  maggio  1965,  n.  575  e
       successive modifiche ed integrazioni, il 15 per  cento
       delle  risorse a valere sul fondo istituito  ai  sensi
       dell'articolo 43 della legge regionale 26 marzo  2002,
       n.  2  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,   è
       destinato  per  la progettazione tecnica  delle  opere
       necessarie  ad  adeguare  tali  beni  agli   obiettivi
       sociali o produttivi da perseguire.

         2.  Il  fondo è alimentato con le somme che i comuni
       provvedono  a rimborsare all'atto dell'erogazione  del
       finanziamento degli interventi e delle opere,  qualora
       questo comprenda anche le spese di progettazione.

         3.   Indipendentemente   dal   finanziamento   degli
       interventi  e  delle  opere, i  comuni  sono  comunque
       tenuti,  entro  novanta  giorni  dalla  consegna   dei
       lavori, a versare al fondo di rotazione istituito  col
       presente articolo le somme anticipate dalla Regione .

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

  - dall'onorevole Faraone:

     Emendamenti 5.1, 5.2, 5.3.

   Onorevoli    colleghi,    sull'emendamento    5.1,    a    firma
  dell'onorevole  Faraone  e  una parte  dell'emendamento  5.3,  la
  Presidenza consiglia il ritiro, in quanto ci sono dei  rischi  di
  impugnativa, nel senso che l'assegnazione agli enti è di  livello
  nazionale.  Siccome  in  questo emendamento  si  prevede  che  si
  possano  assegnare anche gli immobili ai consorzi, il che  non  è
  previsto  dalla  norma nazionale, rischieremmo  l'impugnativa  da
  parte del Commissario dello Stato.

    SPEZIALE  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,
  l'emendamento  ha un senso perché la normativa nazionale  prevede
  l'assegnazione dei beni ai comuni, alle province e alla Regione.
   I  comuni,  nella fattispecie, alcuni comuni della provincia  di
  Palermo,  si  sono consorziati. Il consorzio cui  fa  riferimento
  sono consorzi di comuni che sono già beneficiari

    PRESIDENTE   Allora andrebbe scritto  consorzi di  comuni'.  E'
  ben diverso. Vi sono anche consorzi ittici, consorzi di bonifica

    CAPUTO     suggerirei la terminologia   unione dei comuni'.

    SPEZIALE   presidente della Commissione. Signor  Presidente,  è
  in  provincia  di Palermo perché alcuni comuni, da  San  Giuseppe
  Jato a Corleone, quindi aggiungiamo  unione di comuni'.

    PRESIDENTE    Onorevole  Speziale,  gli  uffici  continuano   a
  insistere sul fatto che, così come previsto dall'emendamento,  il
  disegno di legge, in questa parte, sarebbe a rischio impugnativa.
  Sappiamo  che  corriamo il rischio di avere impugnata  una  parte
  della legge.
   La competenza del trasferimento per le finalità istituzionali  o
  sociali,   dei  beni  immobili,  è  di  competenza  del   livello
  nazionale. E, specificamente, individua il patrimonio del comune,
  ove  l'immobile  è sito, ovvero al patrimonio della  provincia  o
  della Regione.

    SPEZIALE  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE  presidente della Commissione. Signor Presidente,  lei
  fa riferimento all'ultima norma finanziaria del governo Prodi che
  ha esteso la possibilità di utilizzare i beni confiscati anche  a
  province  e  a Regioni, mentre precedentemente erano  soltanto  i
  comuni.  Qui stiamo intervenendo, non sulla fase di assegnazione,
  sulla  norma nazionale, stiamo dicendo che i comuni che sono  già
  assegnatari di beni confiscati, che hanno già il bene confiscato,
  già  assegnato, o i consorzi di questi comuni possono  utilizzare
  il fondo di rotazione.
   Non    interveniamo   nella   norma   nazionale,    interveniamo
  successivamente.  Vorrei che fosse chiaro:  non  interveniamo  in
  fase preventiva, interveniamo, soltanto, quando i comuni sono già
  titolari di un'assegnazione del bene confiscato.
   In  quella  fase  si sono consorziati e, quindi,  interviene  il
  fondo  di  rotazione. Non c'entra niente la norma  nazionale,  in
  questo  caso.  Né  stabiliamo  che,  con  questa  norma,  i  beni
  confiscati   vengano  assegnati  ai  consorzi,   modificando   la
  normativa nazionale, si mantiene il testo nazionale. Nel caso  in
  cui  ci fossero comuni che hanno beni confiscati, essi potrebbero
  utilizzare i benefici previsti dall'articolo 5.
   Nel caso in cui ci fossero comuni che hanno beni confiscati,  si
  potrebbero  mettere  in  consorzio,  ed  utilizzare  gli   stessi
  benefici. Questo è il senso dell'emendamento.

    CAPUTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPUTO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei soltanto
  dare  un contributo di esperienza, in quanto chi vi parla è stato
  sindaco  di  Monreale,  fondatore assieme ad  altri  sindaci  del
   Consorzio sviluppo e legalità , che è un Consorzio costituito da
  8 comuni ed è stato riconosciuto a livello nazionale.
   Il  Consorzio  sviluppo  e  legalità,  ufficialmente  riceve  ed
  utilizza  beni  confiscati  attraverso  i  comuni  in  quanto  la
  proprietà  rimane  sempre in capo all'ente concedente  che  è  il
  comune.   Quindi,  se  noi  utilizziamo  il  termine    consorzi
  rischiamo  veramente che la norma venga impugnata dal Commissario
  dello Stato. Io suggerisco di sostituire la parola  consorzi  con
  le  parole  unione dei comuni , perché l'unione dei comuni  è  un
  Istituto.
     Vorrei aggiungere un'altra cosa. La legge prevede che soltanto
  il  comune può ricevere a titolo di proprietà il bene, i consorzi
  lo  possono  ricevere soltanto a titolo di gestione,  ma  mai  di
  proprietà, quindi direi che vada differenziata la proprietà dalla
  gestione. Suggerisco a chi propone o di ritirare l'emendamento  o
  di  riscriverlo nel senso che li può ricevere soltanto il comune,
  la  provincia e la Regione, infatti i consorzi possono gestire  i
  beni in termini di gestione non di proprietà.

    MINARDO   presidente della commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MINARDO   presidente della commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione propone anziché
   loro consorzi    assegnati ai comuni o unione di essi .

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, accantoniamo per il  momento
  l'articolo  5, per dare il tempo di riscrivere gli emendamenti
  in maniera corretta
   Si passa all'esame dell'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6
         Concorso della Regione al pagamento degli interessi

   1.  La  Regione  concorre, nella misura del  50  per  cento,  al
  pagamento  degli  interessi a carico dei comuni  per  i  prestiti
  contratti per il finanziamento degli interventi e delle opere  di
  cui all'articolo 4.

   2.  Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzato, a decorrere
  dall'esercizio finanziario 2009, un limite decennale  di  impegno
  di  100  migliaia di euro. La relativa spesa trova riscontro  nel
  bilancio  pluriennale     della    Regione,    UPB     4.2.2.5.2,
  accantonamento 2001 .

     PRESIDENTE     Comunico   che   è    stato    presentato
   l'emendamento 6.1 a firma dell'onorevole Faraone.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SPEZIALE  presidente della commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    SCOMA  assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
  autonomie locali.  Favorevole.

   PRESIDENTE  Pongo in votazione l'articolo 6 nel testo
  risultante, Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE  Si passa all'esame dell'articolo 7. Ne do lettura:

                            «Articolo 7
                     Concessione di fideiussioni

         1.  Al  fine  di  favorire la migliore utilizzazione
       dei  beni  confiscati, alle cooperative sociali,  alle
       associazioni  onlus, alle comunità di  recupero  e  ai
       comuni  sono  accordate  fidejussioni  prestate  dalla
       Regione  a copertura fino al 75 per cento dei prestiti
       di  esercizio a tasso agevolato e dei mutui  richiesti
       dalle  cooperative per le attività di progettazione  e
       la realizzazione delle opere di adattamento.

         2.  Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata,
       per  gli  esercizi finanziari 2009 e  2010,  la  spesa
       annua  di  50 migliaia di euro, da iscrivere  nell'UPB
       4.2.1.5.4,  capitolo 214102. Il relativo  onere  trova
       riscontro nel bilancio pluriennale della Regione,  UPB
       4.2.1.5.2, accantonamento 1001.

         3.  Nei  bandi previsti dalle misure e dai programmi
       di  finanziamento,  sia regionali che  comunitari,  la
       Regione  assegna  alle cooperative, alle  associazioni
       onlus,   alle  comunità  di  recupero  ed  ai  comuni,
       assegnatari   di   beni   confiscati,   un   punteggio
       specifico  per i progetti che prevedono il  riutilizzo
       a fini sociali di tali beni».

    PRESIDENTE   Comunico che all'articolo 7 sono stati  presentati
  i seguenti emendamenti:

   dagli onorevoli Faraone e Cracolici:

   - Emendamento 7.2.
   Siccome  c'è  lo stesso problema dei  consorzi  a  questo  punto
  aspettiamo di chiarire. Lo accantoniamo.

   PRESIDENTE   Si  passa all'esame dell'articolo  8.  Ne  do
  lettura:

                             «Articolo 8
                   Semplificazione delle procedure

         1.   Per   l'istruttoria   e  l'espletamento   delle
       pratiche  amministrative relative alle misure  di  cui
       agli  articoli  4,  5  e 6, è assicurata  celerità  di
       trattamento  secondo  i criteri  delle  conferenze  di
       servizi   indette  per  la  pronta  assunzione   delle
       decisioni necessarie».

     Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'esame dell'articolo 9. Ne do lettura:

                             «Articolo 9
             Misure in favore delle società cooperative
                 che gestiscono patrimoni confiscati

         1.   All'articolo  22  della  legge   regionale   21
       settembre 2005, n. 11, è aggiunto il seguente comma:

          3  bis.  Al fine di agevolare l'accesso al  credito
       alle  società  cooperative  che  gestiscono  patrimoni
       confiscati   per   reati   legati   alla   criminalità
       organizzata  di  stampo mafioso è  istituita  apposita
       riserva  ammontante a 400 migliaia di  euro  a  valere
       sulle  disponibilità dell'UPB 4.3.2.6.2  (di  cui  250
       migliaia  di  euro dal capitolo 616804 e 150  migliaia
       di  euro  dal  capitolo  616811)  del  bilancio  della
       Regione, a decorrere dall'esercizio finanziario  2008,
       da  destinare  alle  società  cooperative  di  cui  al
       presente  comma  aderenti ai confidi  riconosciuti  ai
       sensi  della  presente legge. La quota  delle  risorse
       discendenti    dalle    residue   disponibilità    non
       utilizzate  su  tale  riserva  è  impiegata   per   le
       finalità di cui all'articolo 3, comma 1.'.

         2.   All'articolo  11  della  legge   regionale   21
       settembre 2005, n. 11 é aggiunto il seguente comma:

          2   bis.  Nel  caso  di  società  cooperative   che
       gestiscono patrimoni confiscati per reati legati  alla
       criminalità   organizzata  di   stampo   mafioso,   il
       contributo  regionale  è pari  all'80  per  cento  del
       tasso  applicato al finanziamento da agevolare,  fermo
       restando  che  la  base  di  calcolo  non  può  essere
       superiore  al  tasso  di  riferimento,  fissato  dalla
       Commissione europea, vigente alla data di stipula  del
       finanziamento stesso, maggiorato di tre  punti,  anche
       quando  il tasso di interesse praticato dagli istituti
       di credito sia più elevato.'.

         3.  L'articolo 18 della legge regionale 21 settembre
       2005, n. 11, è sostituito dal seguente:

          Art.  18. Aiuti de minimis alle imprese attive  nei
       settori   dell'agricoltura  e   della   pesca   -   1.
       L'amministrazione   regionale    è    autorizzata    a
       concedere, sotto forma di garanzia e di contributo  in
       conto  interessi, aiuti de minimis per  operazioni  di
       credito  agrario, compresi i crediti di conduzione,  e
       per  ogni  altra  operazione  creditizia  diversa   da
       quelle  di  cui agli articoli 16 e 17, sotto qualsiasi
       forma  tecnica  e  a  prescindere  dalla  durata   del
       finanziamento,  nel  rispetto  dei  limiti   e   delle
       condizioni  previste dal Regolamento CE  n.  1998/2006
       per    le    imprese   attive   nel   settore    della
       trasformazione  e  commercializzazione  dei   prodotti
       agricoli,  dal  Regolamento  CE  n.  875/2007  per  le
       imprese   attive  nel  settore  della  pesca   e   dal
       Regolamento CE n. 1535/2007 per le imprese attive  nel
       settore della produzione dei prodotti agricoli.'».

    PRESIDENTE   Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa  all'esame  dell'articolo  10.  Ne   do
  lettura:

                            «Articolo 10
             Criteri di precedenza nell'assegnazione in
                             concessione
                       di aree consortili, artigianali o di
                           infrastrutture

         1.  Dopo  l'articolo  27  della  legge  regionale  4
       gennaio 1984, n. 1, è aggiunto il seguente:

          Art.  27  bis - 1. Gli imprenditori, i commercianti
       e  gli  artigiani, che abbiano subito  danni  ai  beni
       immobili   di   pertinenza  delle  loro  attività   in
       conseguenza di attentati o azioni criminose  messi  in
       atto  dalla  mafia  o  dalla criminalità  organizzata,
       hanno  la  precedenza nell'assegnazione in concessione
       a  titolo  gratuito di aree consortili, artigianali  o
       di infrastrutture di cui alla presente legge.

         2.  La  precedenza di cui al comma 1  si  applica  a
       condizione  che gli immobili risultino danneggiati  in
       maniera    tale   da   compromettere   il    prosieguo
       dell'attività  e  che  gli  esercenti  abbiano  sporto
       dettagliata denuncia all'autorità giudiziaria .

   PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE   Si passa all'esame dell'articolo  11.  Ne  do
  lettura:

                            «Articolo 11
                  Onorari avvocati di parte civile

           1.  Alla lettera a) del comma 2, dell'articolo  9,
         della  legge regionale 13 settembre 1999, n. 20,  le
         parole  ritenuti  congrui dal consiglio  dell'ordine
         degli   avvocati'  sono  sostituite   dalle   parole
         liquidati  in  sentenza o, in  mancanza,  secondo  i
         minimi tariffari' .

   PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è un  dovere  di
  riconoscimento  alle Commissioni parlamentari che hanno  lavorato
  al  testo,  sia  alla  Commissione  antimafia  sia  che  alla   I
  Commissione.  Tutti noi abbiamo condiviso certamente l'importanza
  straordinaria del lavoro svolto. Stiamo riformando i  criteri  di
  utilizzo  dei beni confiscati alle cooperative. Stiamo  snellendo
  le   procedure  di  assegnazione  dei  beni  confiscati,   stiamo
  sostenendo  le  cooperative che gestiranno i beni confiscati  dal
  punto  di  vista  economico, ma abbiamo varato una  norma  che  è
  straordinaria.  Una  norma che da sola può costituire  un  sicuro
  deterrente  nei  confronti della mafia e un  ulteriore  incentivo
  verso  gli  imprenditori a denunciare, ed è la norma che  abbiamo
  votato  all'articolo 10, e ritengo doveroso -  e  mi  rivolgo  al
  presidente Speziale e alla Commissione - evidenziare che  abbiamo
  fatto   una  cosa  che  da  cinque,  sei  anni  gli  imprenditori
  chiedevano.
   Qui  a  Palermo abbiamo l'esempio dell'imprenditore  Guajana,  a
  Catania  di  Andrea  Vecchio  che,  dopo  che  la  mafia  gli  ha
  incendiato e distrutto le attività - lei onorevole Presidente  lo
  sa  perché  si  è  interessato al caso - la Regione  ha  messo  a
  disposizione  un  capannone di cui ancora l'imprenditore  Guajana
  non  riesce ad entrare in possesso. E, quindi, oltre al danno  la
  beffa.
   Questa   norma  prevede  che  l'imprenditore  che   subisce   il
  danneggiamento del capannone ottiene subito, in regime di riserva
  e  a  titolo  gratuito, l'assegnazione di  un  terreno  o  di  un
  capannone sia nelle aree industriali che nelle aree artigianali e
  ottiene  la  concessione di un bene confiscato  alla  mafia.  Non
  soltanto,  ma  il  fatto  di denunciare  chi  lo  ha  danneggiato
  consente di avere una riserva nell'assegnazione di questo bene.
   Quella  di  questa  sera è una rivoluzione che  stiamo  portando
  avanti e credo che il Parlamento deve essere orgoglioso di  stare
  per    varare   una   norma   che,   nella   fattispecie,   aiuta
  l'imprenditore  e  rende  vano  il  tentativo  della   mafia   di
  incendiare,  dal  momento  che,  se  lo  fa,  sa  benissimo   che
  l'indomani  la  Regione o lo Stato o il Comune glielo  assegna  a
  titolo gratuito.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 12.  Il  parere  del
  Governo?

   SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
  autonomie locali. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13.
   Ne do lettura:

                            «Articolo 13
                   Divieto di cumulo dei benefici

   1.  L'articolo 8 della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20,
  è sostituito dal seguente:

   Art.  8.  Divieto  di  cumulo  dei  benefici  -  1.  I  benefici
  economici  contemplati dalla presente legge, ove non diversamente
  stabilito, non sono cumulabili con identiche provvidenze previste
  da  altre  pubbliche amministrazioni sulla scorta delle  medesime
  circostanze.

   2.  I  soggetti  beneficiari della presente  legge,  siano  essi
  vittime o familiari, devono essere del tutto estranei ad ambienti
  criminali e malavitosi.

   3.  Nel  caso in cui la legislazione statale preveda elargizioni
  di  benefici  per  le  medesime fattispecie, l'avente  diritto  è
  tenuto   a  presentare  previamente  istanza  all'amministrazione
  statale  e  la  Regione  può intervenire  soltanto  a  titolo  di
  anticipazione.

   4.  Il  rimborso  delle  somme  eventualmente  anticipate  dalla
  Regione   avviene   secondo  modalità   stabilite   da   apposita
  convenzione stipulata con le amministrazioni interessate.

   5.  In  caso di concorso di benefici economici in ragione  delle
  medesime  circostanze da parte di comuni o province siciliani,  i
  soggetti  interessati  che  optino per l'elargizione  di  miglior
  favore,  perdono  il diritto ad ogni altra provvidenza  economica
  prevista  dalla Regione o dagli enti locali. Qualora  i  soggetti
  interessati  abbiano già avuto corrisposte da  parte  degli  enti
  locali   elargizioni  di  importo  inferiore  rispetto  a  quelle
  previste  dalla Regione, tali somme sono detratte dall'intervento
  regionale».

   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  all'articolo  13  è   stato
  presentato  l'emendamento  13.1, al quale  è  stato  dato  parere
  contrario dalla Commissione Bilancio, pertanto è inammissibile.
   Pongo in votazione l'articolo 13. Il parere del Governo?

   SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
  autonomie locali. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Riprende  l'esame  dell'articolo 5, in  precedenza  accantonato.
  Comunico   che   è   stato   presentato  dalla   Commissione   il
  subemendamento 5.1.1 all'emendamento 5.1.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
  autonomie locali. Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 5.1 così come emendato. Il
  parere del Governo?

   SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
  autonomie locali. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 5.3.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 5.3.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto  spesso
  si  danno per scontato cose che si conoscono poco. Capita il  più
  delle  volte  che alcuni beni confiscati ed assegnati  ai  comuni
  hanno  anche  ipoteche  da  parte  di  soggetti  terzi,  definiti
   soggetti terzi in buona fede  per i quali i comuni, per  entrare
  nella  gestione  del bene posseduto, deve prima  liberarlo  dalle
  ipoteche.
   Allora,  la  possibilità di utilizzare il  fondo  di  rotazione,
  oltre   che  per  l'attività  di  progettazione,  anche  per   la
  possibilità  di  liberare  da  ipoteche,  previste  dall'Autorità
  giudiziaria,   il  bene  posseduto,  ne  consente  la   gestione,
  altrimenti  non  è  possibile gestire  un  bene  su  cui  gravano
  ipoteche dei soggetti terzi in buona fede.
   Quindi,   ai fini dell'utilizzo è necessario anche liberare  gli
  aspetti dei diritti di possesso del bene stesso.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.3. Il parere
  del Governo?

   SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
  autonomie locali. Contario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
  sedutoi.

                          (Non è approvato)

   Comunico  che  è  stato  presentato dagli onorevoli  Speziale  e
  Cracolici l'emendamento 5.2.1, che sostituisce l'Assessorato alla
  presidenza con l'Assessorato alla famiglia.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
  autonomie locali. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    MINARDO, presidente della Commissione e relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 5. 2.

   MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  lo  strumento
  della  dichiarazione  di  voto  lo  utilizzo  per  suggerire  una
  correzione  dell'emendamento.  Mi sembra  che  il  coinvolgimento
  della  società  civile sia troppo generico. Dovremmo  parlare  di
  associazione di volontariato.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.2. Il parere
  del Governo?

   SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
  autonomie locali. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    MINARDO, presidente della Commissione e relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
  seduto.

                         (Non è  approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 5 così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 7 in precedenza accantonato.
   Ne do lettura:

                            «Articolo 7
                    Concessione di fidejussioni

   1.  Al  fine  di  favorire  la migliore utilizzazione  dei  beni
  confiscati,  alle  cooperative sociali, alle associazioni  onlus,
  alle comunità di recupero e ai comuni sono accordate fidejussioni
  prestate  dalla  Regione a copertura fino al  75  per  cento  dei
  prestiti  di  esercizio a tasso agevolato e dei  mutui  richiesti
  dalle  cooperative  per  le  attività  di  progettazione   e   la
  realizzazione delle opere di adattamento.

   2.  Per  le  finalità di cui al comma 1 è autorizzata,  per  gli
  esercizi finanziari 2009 e 2010, la spesa annua di 50 migliaia di
  euro,  da  iscrivere  nell'UPB  4.2.1.5.4,  capitolo  214102.  Il
  relativo  onere  trova riscontro nel bilancio  pluriennale  della
  Regione, UPB 4.2.1.5.2, accantonamento 1001.

   3.   Nei  bandi  previsti  dalle  misure  e  dai  programmi   di
  finanziamento,  sia regionali che comunitari, la Regione  assegna
  alle  cooperative,  alle  associazioni onlus,  alle  comunità  di
  recupero  ed  ai  comuni,  assegnatari  di  beni  confiscati,  un
  punteggio specifico per i progetti che prevedono il riutilizzo  a
  fini sociali di tali beni».

   Comunico  che  all'articolo 7 sono stati presentati  i  seguenti
  emendamenti:

  -  dall'onorevole Faraone: emendamenti 7.2 e 7.1,
  - dagli onorevoli Oddo, Cracolici e Speziale: emendamento 7.3.
   Pongo in votazione l'emendamento 7.2. Il parere del Governo?

   SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
  autonomie locali. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 7.3.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo fare  un  po'
  di  polemica. Non vorrei che colleghi autorevoli si convincessero
  che è stato scritto il Vangelo e ci troviamo domani possibilmente
  in  un  bel  guaio.  Questo lo dico per essere cauti  e  prudenti
  perché,  finita  la  seduta, è chiaro  che  il  presidente  della
  Commissione  Antimafia e il presidente della  Commissione  Affari
  Istituzionali mi spiegheranno come si fa a pagare gli operai  con
  il  conto unico, se nel conto non arrivano rimesse e tutto quello
  che  serve  per  i  pagamenti.  Evidentemente  piace  conquistare
  qualche  emendamento  approvato ma, trattando  una  materia  così
  delicata,  cerchiamo  di  fare bene,  evitando  di  avere  domani
  problemi di interpretazione.
   In  ordine all'emendamento 7.3, capisco che l'onorevole  Minardo
  e  l'onorevole  Speziale sono d'accordo,  però  vorrei  dire  che
  avevamo  dimenticato  in  Commissione  di  inserire,  per  quanto
  concerne   la   questione  che  riguarda  le   fideiussioni,   le
  cooperative   dei  lavoratori  che  decidono  di  gestire   tutta
  l'azienda confiscata, cioè un perno della legge 109.
   Io  decido come lavoratore di organizzarmi in cooperativa  e  mi
  avvio   ovviamente  per   una strada abbastanza  difficoltosa,  a
  rischio,  che  posso gestire in base alla legge 109.  Quindi,  mi
  permetto  di dire che l'emendamento va necessariamente apprezzato
  e  approvato.  Sempre  che qualcuno non è convinto  che  è  stato
  scritto il Vangelo, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Apprendi ha posto la  firma
  sugli emendamenti 5.1, 5.3, 5.2, 7.2, 7.3 e 7.1.
   L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione l'emendamento
  7.3. Il parere del Governo?

   SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
  autonomie locali. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    MINARDO, presidente della Commissione e relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 7.1, degli onorevoli Faraone e
  Cracolici.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
  autonomie locali. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   FARAONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vi  chiedo  di
  comprendere  che  deputati che svolgono questo ruolo  alla  prima
  legislatura   hanno   la  necessità  di  affrontare   l'esame   e
  l'approvazione del disegno di legge con maggiore tranquillità.
   Per  esempio,  lei  è arrivato all'articolo 14,  mentre  io  ero
  ancora all'articolo 1 del disegno di legge e quindi non ho  avuto
  neanche  la possibilità di poter comprendere bocciature che  sono
  state  fatte, alcuni pareri contrari, che secondo me non si  sono
  compresi  perché  gli  emendamenti non sono stati  presentati  in
  Commissione.
   Sull'emendamento  7.1, specificatamente, la richiesta  è  quella
  di prevedere, non soltanto un punteggio di merito in più rispetto
  al  finanziamento  che  viene  svolto  nei  confronti  di  questi
  progetti, ma di prevedere una vera e propria riserva.
   Vorrei   che   mi   si  motivasse  il  parere  contrario   della
  Commissione  alla riserva rispetto al fatto che, secondo  me,  il
  rischio  è  che  si  rimane  fuori, se  non  c'è  questa  riserva
  specifica per progetti meritori, da questo punto di vista.
   Chiedo  al  presidente della Commissione di  motivare  anche  il
  perché  della  contrarietà  a  questo  emendamento  in  modo  che
  possiamo valutarlo, modificarlo. Dire contrario a una cosa che  a
  me sembra ovvia e scontata, mi pare un po' superficiale.

   PRESIDENTE. Onorevole Faraone, per venirle incontro cercherò  di
  procedere  più  lentamente, però invito anche  lei  a  non  farsi
  distrarre dai colleghi e stare più concentrato sui lavori.  Molto
  spesso  siamo  stati accusati di essere troppo lenti,  adesso  il
  contrario,  andiamo troppo velocemente, non ce ne  possiamo  fare
  una colpa.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  a  parte  la
  genericità  dell'emendamento  7.1,  significa  fare  una  riserva
  speciale. Quanto sia la riserva e su cosa incida, a parte  che  è
  assolutamente  astratto e generico. Se lo  spirito  è  quello  di
  favorire   le  cooperative,  le  associazioni  che   hanno   beni
  confiscati, avere una premialità, perché già la norma prevede che
  quando si formano i bandi, la Regione è obbligata a stabilire  un
  punteggio  aggiuntivo e quindi quelli concorrono con un punteggio
  di partenza che è superiore agli altri.
   Quindi, mi sembra che la norma sia abbastanza congrua e mi  pare
  chiaro  che   a  questo  punto  è  stato  dichiarato  ammissibile
  l'emendamento, ma per quanto mi riguarda non cambia niente.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 7.1. Il parere
  del Governo?

   SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
  autonomie locali. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 7, così come emendato. Il parere
  del Governo?

   SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
  autonomie locali. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 14 in precedenza accantonato. Lo pongo in
  votazione. Il parere del Governo?

   SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
  autonomie locali. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti  emendamenti
  aggiuntivi:  emendamento A.1 dell'onorevole Falcone;  emendamento
  A.2  dell'onorevole  Marrocco, al quale  è  stato  presentato  il
  subemendamento  A.2.1.  emendamento  A.3  degli  onorevoli  Oddo,
  Panarello  e  Oracoli;  emendamento  A.4  dell'onorevole   Adamo;
  emendamento A.5 dell'onorevole Speziale.
   L'emendamento A.1 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.    Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,    il
  subemendamento  A.2.1  è  analogo  all'emendamento  2.1  da   lei
  dichiarato inammissibile.
   Quale   punto   1   all'articolo   2   viene   presentato   come
  subemendamento  con  la firma del Presidente del  gruppo,   nulla
  questio ,  però  è di analoga materia a quello  che  noi  abbiamo
  testé  bocciato  che  è l'emendamento 2.3 a firma  dell'onorevole
  Oddo.
   La  materia che affronta è esattamente analoga, identica,  sulla
  quale abbiamo già espresso un parere contrario come Aula, quindi,
  io mi rimetto alla valutazione della Presidenza.
   Lo  dico anche agli Uffici, l'emendamento a firma dell'onorevole
  Oddo,  è esattamente analogo all'emendamento A.2.1 dell'onorevole
  Marrocco.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Oddo,  per  la  verità  è   più   simile
  all'emendamento 2.1 che non al 2.3.

   SPEZIALE.  E'  uguale,  è  di analogo  contenuto,  ovviamente  è
  scritto  diversamente  ma  è di analogo contenuto,  perché  anche
  l'emendamento  dell'onorevole Oddo prevedeva il 10  per  cento  e
  prevedeva il pagamento di SAL entro 60 giorni.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Marrocco,  il  subemendamento  A.2.1   è
  inammissibile perché è identico ad un emendamento già  dichiarato
  inammissibile all'articolo 2.
   Rimane, però il suo emendamento A.2.

   MARROCCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco  che  è
  inammissibile perché di analogo contenuto ad un altro emendamento
  già  dichiarato  inammissibile, ma chiedo la motivazione  tecnica
  per  cui  viene dichiarato tale, e non può essere quella  che  il
  contenuto non è attinente al testo perché è pienamente attinente.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Marrocco,  introduce  argomenti   nuovi
  rispetto a quelli che sono trattati in questo testo.

   MARROCCO.   Signor   Presidente,  sono  argomenti   strettamente
  correlati all'articolo in questione.

   PRESIDENTE. Onorevole, non pretendo di convincerla. Pongo in
  votazione l'emendamento A.2. Il parere del Governo?

   SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
  autonomie locali. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento  A.3.  Comunico  che   sono   stati
  presentati i subemendamenti A.3.1 e A.3.2.

   MARINELLO.  Chiedo  di parlare per illustrare il  subemendamento
  A.3.1.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   MARINELLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  si  tratta
  della copertura finanziaria che la Commissione Bilancio e finanze
  ha dato stamattina.
   Intanto  prima del subemendamento A.3.1 c'è l'A.3.2,  che  è  un
  subemendamento presentato all'emendamento A.3, che  è  diviso  in
  due  parti.  Se  l'onorevole Oddo illustra  la  prima  parte,  io
  illustro la seconda, la terza è la copertura finanziaria  che  la
  Commissione  Bilancio e finanza ha dato che è  pari  52.000  euro
  utilizzando i fondi dell'UPB .

   PRESIDENTE. Io qui ho 78.000 euro, per la verità.

   MARINELLO.  No,  ci sarà un errore. Sono due  le  persone  e  la
  norma  prevede 26.000 euro di contributo a testa per ogni vittima
  di mafia, 26 per 2 sono 52.000 euro.
   Esiste  una  legge della Regione, in particolare  l'articolo  20
  della  legge 19 settembre 1999, che riguarda norme in materia  di
  interventi  contro  la  mafia e misure di solidarietà  in  favore
  delle vittime della mafia e dei loro familiari.
   In  quell'elenco,  sostanzialmente,  furono  dimenticate  alcune
  persone  e  poi  è stata introdotta una modifica che  estende  il
  periodo dal 1944, anzi era previsto il periodo dal 1944 al  1960,
  con il primo comma si chiede la modifica dal 1944 al 1966.
   Nel  secondo  comma  dell'emendamento A.3, è stato  aggiunto  il
  nome di Carmelo Battaglia di Tusa, dimenticato nell'allegato,  ed
  un'altra persona è un tale Giuseppe Scalia che appunto è morto  a
  Cattolica Eraclea il 18/11/1945.
   Per  capire,  si tratta di vittime di mafia, era un sindacalista
  di  Cattolica  Eraclea, aveva solo 41 anni quando è stato  ucciso
  dalla mafia. E siccome questa norma prevedeva sostanzialmente  un
  allegato  A) in cui vi erano dei nominativi, per mero errore,  al
  tempo,  questi nominativi non furono trascritti, sia questo,  sia
  quello  che il collega Oddo aveva presentato. E c'è la  copertura
  finanziaria da parte della Commissione.

   PRESIDENTE.  Abbiamo perfettamente compreso. A  questo  punto  è
  soltanto un problema di parere.
   Gli  emendamenti   A.3.1  , A.3.2 e A.3  sono  tutti  ovviamente
  strettamente  collegati  e  coperti  dall'emendamento  A.3.1.  La
  Commissione  Bilancio  ha  dato  la  copertura  finanziaria.   Il
  problema è di natura politica.

   CRACOLICI.   La  Commissione  Bilancio  ha  dato  la   copertura
  finanziaria perché si tratta di un mero errore materiale.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento A.3.1.  Il  parere
  della Commissione?

   MINARDO, relatore.  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SCOMA,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  le
  autonomie locali. Contrario.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si può  votare
  come si vuole, come è noto. Qui si sta ponendo una questione.  La
  questione  è  che nel 1999 fu fatta una legge che  riconobbe  gli
  assassini  di alcuni sindacalisti, avvenuti negli anni '60,  come
  vittime della mafia.
   Sino  al  1966  la  legge  non  riconosceva  e  non  volle   mai
  riconoscere non il fatto che fossero vittime della mafia,  ma  la
  possibilità di riconoscere attraverso provvidenze da parte  della
  Regione ad alcune vittime della mafia.
   Nel  1999,  nel  fare  la disciplina giuridica  per  riconoscere
  quelle  vittime  degli anni '60, fu fatto un  elenco  nominativo,
  questo elenco riproponeva quello che era stato fatto nel '66. Tra
  il  1966 ed il  1999 un nominativo, che era contenuto nell'elenco
  del '66, non fu inserito nell'elenco del 1999.
   L'emendamento  che  presenta l'onorevole Oddo intende  rimediare
  all'errore.   Assieme  a  questo,  ma  lo  spiegherà  l'onorevole
  Marinello,  se  c'è  ed è riconosciuto come tale  da  un'autorità
  terza,  che  non  è l'Assemblea regionale siciliana,  ma  vittima
  della   mafia  ai sensi della legislazione vigente  dell'autorità
  prefettizia, se c'è un principio o si estende a tutti  o  non  si
  estende  a  nessuno. Chiaro? Quindi, sia la questione  Marinello,
  sia  la questione Oddo  non sono nuove vittime della mafia,  sono
  vittime della mafia degli anni 1944 e 1966, che questo Parlamento
  nel 1966 le riconobbe e nel 1999 se le scordò.
   Dopo  di  che  il Parlamento può votare come vuole,  ma  bisogna
  sapere  che  qui non ci si stanno inventando nuove vittime  né  -
  vorrei  che  fosse chiaro collega Speziale - stiamo  facendo  una
  legge  per la prima volta con dei nomi, perché la legge del 1999,
  che  riconosceva  Epifanio  Li Puma, Accursio  Miraglia  e  altri
  sindacalisti  uccisi  in Sicilia, conteneva  i  nomi  non  è  che
  conteneva principi, quegli stessi nomi per cui oggi si chiede che
  vengano aggiunti. Punto e basta.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei sinceramente
  preferito  non  intervenire  dopo le  cose  dette  dall'onorevole
  Cracolici.
   Signor  Presidente,  mi  esprimo in  maniera  più  diretta:  non
  accetto  in  assoluto che ci siano colleghi  che,  senza  sapere,
  indichino  in  norme fotografia cose serissime che riguardano  la
  nostra  storia,  la  storia della antimafia  siciliana.  Parliamo
  sempre  di  mafia,   antimafia siciliana . Non l'accetto  e  sono
  indignato   Non ci sono nei comportamenti miei e, mi permetto  di
  dire di tanti altri colleghi, particolari frenesie per fare norme
  fotografia.  Leggo per esteso quello su cui mi  sono  documentato
  per  non  parlare spesso inutilmente o solo con i  pregiudizi  ed
  evitare al massimo di lanciare accuse totalmente infondate.
   Il  24  marzo  del 1966 a Tusa, in provincia di Messina,  veniva
  ucciso  Carmelo Battaglia, socialista e sindacalista  della  CGIL
  che  aveva  guidato  il movimento contadino  nel  dopoguerra  per
  l'occupazione della terra.
   Il suo delitto chiude una stagione di circa vent'anni durante  i
  quali  la  Sicilia  ha visto cadere, tra gli altri,  dirigenti  e
  sindacalisti  come Placido Rizzotto, Epifanio Li  Puma,  Accursio
  Miraglia,  Salvatore Carnevale e tanti altri che si sono  battuti
  per  questo  straordinario movimento che  ha  visto  fra  i  suoi
  protagonisti anche Pio La Torre che nel 1949 guidò nel corleonese
  le lotte contadine.
   Sull'onda   emotiva   di  quell'ennesimo   delitto   l'Assemblea
  regionale  siciliana  approvò nel 1966 un disegno  di  legge  per
  aiutare  i  familiari  delle vittime della mafia,  ma  la  legge,
  allora, fu impugnata dal Commissario dello Stato.
   Soltanto  nel 1999 l'Assemblea regionale siciliana approvava  la
  legge  regionale  numero  20  con  la  quale  si  riconosceva  il
  sacrificio  di  tanti  dirigenti politici  e  sindacali  e  delle
  provvidenze per i loro familiari. Nel testo definitivo  per  mera
  dimenticanza non fu inserito in quello elenco il nome  fotografia
  di  Carmelo Battaglia, fotografia  L'emendamento di oggi serve  a
  porre rimedio a un'ingiustizia bella e buona che deriva da quella
  omissione  e  vuole  aggiungere il  nome  fotografia  di  Carmelo
  Battaglia agli altri caduti per la Sicilia.
   Questa è la norma fotografia che qualche collega dice.

   MARINELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho la  stampa
  del  tempo   Siccome  c'è nella legge un  elenco  nominativo  che
  possiamo  leggere,  è  qui, questi due nominativi  al  tempo  non
  furono  inseriti  ed è per questa ragione che il Parlamento,  che
  dovrebbe  operare nell'interesse complessivo della  comunità,  ha
  utilizzato  due  pesi  e  due  misure,  solo  per  un  fatto   di
  dimenticanza non fu inserito in quell'allegato.
   Il  problema  sta alla base perché il legislatore  poteva  anche
  non   prevedere  l'allegato,  ma  siccome  fu  previsto   con   i
  nominativi,   chiediamo  al  Parlamento  e  ci  rimettiamo   alla
  sensibilità  della  Commissione - alla  luce  del  fatto  che  la
  Commissione  finanza, trattandosi di una spesa  irrisoria  di  52
  mila  euro,  ha dato oggi la copertura - e all'intero  Parlamento
  perché  si  tratta  delle  vittime di mafia,  fra  l'altro  anche
  l'onorevole  Lenza  ha  firmato,  oggi,  questo  emendamento   in
  Commissione, in quanto ha visto che realmente si trattava  di  un
  mero errore del tempo, nel 1999, quando fu fatta la legge.
   E'   per   questa   ragione  che  ribadiamo  e  chiediamo   alla
  Commissione di dare un parere favorevole.

   PRESIDENTE.  La questione è molto chiara. Chiedo  nuovamente  il
  parere alla Commissione.

   MINARDO,  relatore.  Signor  Presidente  vorrei  rispondere   al
  collega  che  quando  faremo la modifica della  legge  20  saremo
  d'accordo e sicuramente sarebbe più giusto che venga inserito  in
  quella  legge; secondo noi è meglio per tutti. Per questo  motivo
  esprimo parere contrario sui subemendamenti e sull'emendamento  A
  3.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  A.3.2,  a  firma
  dell'onorevole Cracolici.
   Il parere del Governo?

   SCOMA,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  le
  autonomie locali. Mi rimetto all'Aula

   PRESIDENTE. Il parere della commissione?

    MINARDO, relatore. Contrario.

   ODDO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

     (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

      Votazione per scrutinio segreto del subemendamento A 3.2

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  segreto  del
  subemendamento A 3.2.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti     53
   Votanti    52
   Maggioranza  27
   Favorevoli  32
   Contrari  18
   Astenuti    2

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento A.3.1.  Il  parere
  del Governo?

   SCOMA,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  le
  autonomie locali. Mi rimetto all'Aula

   PRESIDENTE. Il parere della commissione?

    MINARDO, relatore. Contrario.

   ODDO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

     (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

      Votazione per scrutinio segreto del subemendamento A 3.1

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  segreto  del
  subemendamento A 3.1.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti     45
   Votanti    44
   Maggioranza  23
   Favorevoli   28
   Contrari   13
   Astenuti     3

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento A.3., così come subemendato.
   Il parere della Commissione?

    MINARDO, relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SCOMA,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  le
  autonomie locali. Mi rimetto all'Aula

   ODDO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Presidente
  della Commissione ha dichiarato che si rimette all'Aula, pertanto
  possiamo evitare la votazione per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  A.3.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico  che  l'emendamento  A.4  è  inammissibile.  Si   passa
  all'emendamento  A.5.  Comunico  che  è  stata   presentata   una
  riscrittura,   l'emendamento  A.5.1,   a   firma   dell'onorevole
  Speziale.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione  è
  delicata  perché poteva sembrare che volessi intervenire  in  una
  materia la cui competenza è quella dello Stato.
   In realtà intervengo su una questione delicatissima.
   Premetto che sono stato sempre contrario alla sospensione  della
  democrazia nei comuni anche quando si tratta di provvedimenti  di
  mafia;  premetto  questo perché sostengo questa  tesi  dal  1992,
  premesso,  altresì, che la Commissione Antimafia  nelle  prossime
  sedute   assumerà  una  risoluzione  tendente  a  modificare   la
  normativa sugli scioglimenti dei consigli comunali, alla luce del
  fatto  che  la  legge  del '92 non poteva  tener  conto  che  nel
  frattempo la normativa sui consigli comunali e sull'elezione  dei
  sindaci si è profondamente modificata.
   Si  è  modificato, altresì, l'apporto con la legge Bassanini  ed
  il  peso  che  ha nei comuni e negli enti locali alla  burocrazia
  comunale.  Ci  troviamo in tante situazioni  in  cui  i  consigli
  comunali  vengono  sciolti per mafia, mentre  non  si  interviene
  sull'apparato amministrativo, consigli comunali sciolti,  sindaci
  rimossi,  giunte mandate a casa e l'apparato amministrativo,  che
  nei comuni ha un peso notevole, rimane in vita.
   I  Commissari straordinari, nominati dal Consiglio dei  Ministri
  , arrivano nei comuni spesso come corpo estraneo e rimane intatto
  e  invariato l'apparato amministrativo. Proporrò alla Commissione
  nazionale  Antimafia di modificare profondamente  la  legge  alla
  luce di questi due fatti che sono intervenuti.
   Tuttavia, penso che in questo momento l'unico modo per  dare  un
  contributo è quello di poter dire ai Commissari straordinari  che
  vengono  nominati  nei  comuni sciolti per  mafia  o  negli  enti
  sciolti  per  mafia, di potere avere il sostegno,  l'aiuto  nelle
  figure  apicali  di funzionari della Regione che  debbono  essere
  concordati    con   il   Ministero   degli   Interni,    nominati
  dall'Assessore regionale.
   Capisco  che  la  norma potrebbe violare ed entrare  in  momenti
  particolari, però, è un guaio
   Cito  un  caso.  Ci sono tanti comuni in cui vengono  rimossi  i
  sindaci,vengono  rimossi i consigli comunali senza  avere  alcuna
  responsabilità,  qualche  volta,  mentre  rimangono  in  vita   i
  dirigenti  che hanno un potere straordinario in questo   momento,
  per cui, penso, che con questa norma dobbiamo fare in modo che  -
  mi  rendo  conto è una norma nuova, difficile perché  nel  quadro
  normativo  attuale  potrebbe essere di difficile  applicazione  -
  che  l'Assemblea possa contribuire nei comuni sciolti  per  mafia
  attraverso  l'impegno diretto mandando lì persone concordate  con
  il Ministero degli Interni per rimuovere - lo dico chiaramente  -
  lo  status  quo ante, quello che c'è prima dell'intervento  della
  Commissione straordinaria. Quindi, penso, e questa è  la  ragione
  per cui l'ho fatto, che questo emendamento possa essere approvato
  dall'intero Parlamento.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  condivido  nello
  spirito  l'intervento e la volontà dell'onorevole Speziale,  però
  ritengo  ci sia un problema di natura giuridica. La legge attuale
  non  consente  di nominare fra la terna che indica  il  Prefetto,
  dopo  il decreto di scioglimento del Presidente della Repubblica,
  su  proposta del Ministro degli interni, un Commissario  nominato
  dalla  Regione  siciliana. Può essere una forte provocazione,  ma
  ritengo  che  giuridicamente non si possa fare e  si  rischia  di
  esporre la legge ad un'impugnativa.

   PRESIDENTE. Onorevole Caputo, la penso esattamente come lei.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Io  ho  anticipato  il  mio giudizio, nel  senso  che  la  penso
  esattamente  come  l'onorevole Caputo, per  cui  vorrei  chiedere
  all'onorevole Speziale di ritirare l'emendamento.

   CRACOLICI.  Vorrei  rassicurare  l'onorevole  Caputo  e   l'Aula
  perché  ritirerò  questo emendamento, ma per una  ragione  che  è
  esattamente contraria a quello che ha detto l'onorevole Caputo  e
  spiego perché.
   Questo   emendamento,  in  parte,  è  inutile  perché  oggi   la
  Commissione   prefettizia,  purtroppo,  non   può   rimuovere   i
  funzionari del comune, ma può avvalersi di altri funzionari che a
  comando  anche da altre amministrazioni possono essere  assegnati
  dalla Commissione prefettizia per alcuni ruoli che la Commissione
  ritiene.  Sto dicendo, in parte è inutile.
   Penso  che  il collega Speziale abbia voluto porre  un  problema
  sul  quale  non si può che chiedere alla Commissione antimafia  e
  al  Parlamento nazionale di superare uno scoglio che dura  da  15
  anni,  ovvero  che  i comuni vengano sciolti per  mafia,  per  le
  infiltrazioni  tra  la politica e la mafia, ma  è  acclarato,  in
  alcuni  casi, che i comuni sciolti per mafia hanno anche rapporti
  tra la burocrazia e la mafia, per cui i politici vengono sciolti,
  la burocrazia non può essere, no sciolta, ma almeno trasferita.
   C'è  un  limite  in  questa legislazione.  Non  c'è  dubbio  che
  bisogna  fare  voto perché il Parlamento nazionale ponga  fine  a
  questa ipocrisia, per cui la politica in quanto tale è inquinata,
  la  burocrazia, anche se inquinata, è inamovibile per  i  diritti
  soggettivi del pubblico impiego.
   Credo  che  il  collega  Speziale voglia  sostanzialmente  porre
  questo  tema, ma non è nella nostra giurisdizione. E' un tema  da
  Parlamento nazionale.
   La  questione  riformulata  è  già prevista  dalla  legislazione
  attuale,  si  può  chiamare  a  comando  personale  esterno  alle
  amministrazioni,  però  rimane il fatto che,  purtroppo,  non  si
  possono  ancora  rimuovere i funzionari  che  hanno  problemi  di
  condizionamento.  Pertanto ritiro l'emendamento, ma non  facciamo
  le belle lezioni

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, quindi l'emendamento  A.5.1  è
  ritirato. Decade quindi anche l'emendamento A.5.

   MAIRA.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ma,  se è ritirato, finisce anche il  motivo  della
  contesa. Prego onorevole Maira.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  proporre di  trasformarlo in ordine del giorno.

   PRESIDENTE.  Si  può fare un ordine del giorno  e  inserirlo  in
  coda.

   INCARDONA,  assessore per il lavoro, la previdenza  sociale,  la
  formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA,  assessore per il lavoro, la previdenza  sociale,  la
  formazione  professionale  e  l'emigrazione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  onorevole Assessore,  l'argomento  è  molto
  interessante e vorrei intervenire.
   Se  la  ragione è quella che ho ascoltato, cioè di fare in  modo
  che il burocrate che sia stato destinatario di provvedimenti che,
  in qualche caso, nel caso degli eletti portano allo scioglimento,
  mentre  nel caso dei burocrati non portano a nessuna conseguenza,
  mentre  la  norma che prevede la nomina a fianco  dei  commissari
  straordinari invaderebbe la competenza dello Stato, per  cui  noi
  non  possiamo  votarla  -  così come è stato  già  evidenziato  -
  rientra  nei nostri poteri prevedere che i burocrati che  vengono
  colpiti  da  determinati provvedimenti non  abbiano  le  garanzie
  contrattuali, normative di cui normalmente godono.
   Questo rientra nella nostra competenza.
   Allora,  l'ordine  del  giorno può essere  impostato  su  questa
  base.
   E  penso  che  così diamo ragione all'onorevole Caputo.  Quindi,
  propongo di preparare l'emendamento impostandolo così.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  A  5.2  a  firma  degli
  onorevoli  Colianni, Arena ed altri che sostanzialmente ripropone
  il  tema comunicato dall'onorevole Colianni, cioè di sanzioni nel
  caso di imprenditori che avessero usato questa norma per fini non
  trasparenti.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento
  ha  una  parte  finale  il cui spirito, personalmente  condivido.
  Signor Presidente, può leggere bene l'articolato?

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, leggo:  L'imprenditore  che,  a
  seguito  di  sentenza  penale di condanna passata  in  giudicato,
  fosse  dichiarato colpevole per il reato di cui all'articolo  367
  del  Codice  penale (simulazione di reato), commesso al  fine  di
  godere  dei benefici a qualunque titolo, compresi quelli  di  cui
  all'articolo 3 comma 2, lettere a), b) e c) della presente legge,
  viene  escluso per anni cinque dall'accesso a qualunque forma  di
  beneficio,  non  solo di carattere economico,  proveniente  dalla
  Regione  siciliana  o  da altro ente pubblico  regionale  o  ente
  locale'.

   LACCOTO.  Quando  noi diciamo  da qualunque  beneficio  di  ente
  locale o di ente pubblico', che vogliamo dire?
   L'estensore  che  ha  fatto  l'emendamento  vuole  parlare   dei
  benefici previsti da questa legge oppure di altre, perché così  è
  molto generico.

   PRESIDENTE.  Io  credo  che ci si riferisca  a  qualunque  altra
  legge.

   LACCOTO.  Scritto così questo emendamento creerà  una  serie  di
  problemi  fra gli enti locali e gli imprenditori. Ad esempio,  si
  può partecipare ad una gara con un ente locale oppure no?
   Bisogna  chiarire  quali  sono gli  aspetti,  perché  lì  non  è
  chiarito, parla di beneficio in generale.
   Io penso che questa interpretazione creerà dei problemi.
   Quando  lei parla di benefici, per me, imprenditore,  che  posso
  partecipare alla gara non è un beneficio. Questo articolo  creerà
  dei problemi.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    COLIANNI  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   non   c'è
  bisogno di essere lunghi perché è estremamente chiaro quello  che
  è  scritto.  Condivido che magari occorra scrivere   beneficio  o
  attività contrattuali  in maniera tale che sia ben   .

    CORDARO  Ma è condannato

   COLIANNI. Di ogni gara solo quelli, se dovesse essere
  necessario chiarirlo, ulteriormente, lo si può chiarire,  però  a
  me sembra molto chiaro.

    PRESIDENTE   Molto chiaro, onorevole Laccoto, perché  quando  si
  parla di condanna penale, passata in giudicato non credo che

    COLIANNI   La   Regione  siciliana,  così  come  premia,    deve
  certamente sanzionare il criminale.

    PRESIDENTE   E'  chiaro.  E'  molto  chiaro.  Forse  l'onorevole
  Laccoto   si  riferiva  ad  altro tipo di  beneficio.  Cioè  alla
  partecipazione a gare pubbliche o quant'altro. Ma  credo  che  un
  condannato con sentenza passata in giudicato abbia perduto questo
  diritto per cui credo che sia molto chiaro così come è scritto.
   Il parere della Commissione?

    ODDO  relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SORBELLO, assessore per il Territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento A.6, a firma degli  onorevoli  Leanza
  Nicola, D'Agostino, Speziale e Lentini.
   Il parere della Commissione?

   ODDO, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SORBELLO, assessore per il Territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 14,  nel testo risultante. Chi  è
  favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo  15.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

                       Sull'ordine dei lavori

   DE BENEDICTIS  . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS .  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei
  sollevare  all'Aula  una questione importantissima.  E'  accaduto
  altre  volte che l'Aula abbia esitato testi normativi che poi  si
  sono rivelati imprecisi, nonostante le buone intenzioni, cioè che
  abbiano prodotto effetti difformi alla volontà e alla ratio della
  legge stessa.
   Credo  che siamo in uno di questi casi ma, forse, siamo in tempo
  per tentare di evitarlo.
   L'articolo   2,  che  ha  il  nobilissimo  intento  di   rendere
  tracciabili i pagamenti, i percorsi finanziari che afferiscono ad
  un  appalto. Ma se noi lo rendiamo possibile attraverso un  unico
  conto  corrente   per ciascun appalto, costruiamo  un  meccanismo
  inapplicabile per le imprese. Le spiego subito perché.
   Se  la stessa impresa ha due appalti contemporaneamente, come  è
  giusto, normale, auspicabile che possa essere,  e quindi si vuole
  avvalere delle entrate, dei guadagni di uno di questi appalti per
  far  fronte alle spese di un altro appalto, con questa norma  non
  lo  potrebbe fare perché il conto deve essere unico e quindi  per
  quell'appalto, in quel conto corrente, possono entrarvi solamente
  somme di quella amministrazione aggiudicante, di quell'appalto.
   Questo  rende  assolutamente difficile  la  gestione  economico-
  finanziaria  dei lavori e della impresa e non aiuta  la  finalità
  che  dobbiamo  porci, e che vogliamo raggiungere,  che  è  quella
  della  tracciabilità. Quindi noi potremmo individuare,  potremmo,
  in  ossequio all'intento del dibattito che si è sviluppato,  dire
  al  posto di  aprire un solo conto corrente , comunicare, almeno,
  un  conto corrente ;  l'importante è che l'amministrazione sappia
  che  i  conti  correnti  che si usano sono  individuabili,  anche
  perché, e l'altro problema è più grave e lo voglio segnalare,  ci
  sono spese divisibili, e quindi che possono essere attribuite  ad
  un appalto e soltanto a quello. Ma ci sono spese dell'impresa che
  opera  contemporaneamente  su due o più  appalti,  che  non  sono
  divisibili.  Ad  esempio,   un  capocantiere  che  opera  su  tre
  appalti, oppure le spese generali dell'impresa stessa. Queste non
  sono divisibili.
   Così  come è scritta la norma non si capisce come possano essere
  pagate  a valere su un solo appalto, su quel solo conto corrente,
  e, quindi, è necessario che noi correggiamo la norma.
   Io  faccio  una  proposta - l'onorevole  Lupo  probabilmente  ne
  formalizzerà una analoga o simile - che è la seguente: in sede di
  coordinamento  formale del testo ai sensi del 117 bis,  nell'art.
  2, sostituire alla parola  aprire  la parola  comunicare almeno ;
  intendere che al posto delle parole  sul quale  si dica  su cui ,
  e dove si legge  tale conto corrente  semplicemente  essi .
     In questo modo,  noi salvaguardiamo totalmente il principio di
  rendere  individuabili, certi ed unici - cioè non  altri  -  quei
  conti  correnti che fin dall'inizio, nel contratto, l'appaltatore
  segnala essere quelli attraverso cui opererà - e non altri  -  ma
  non  vincoliamo ad una  camicia di Nesso  che renda impraticabile
  l'esercizio dell'appalto e vanifica il senso della norma.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la legge ha completato  il  suo
  percorso.  L'articolato è stato ultimato. Adesso vedremo  insieme
  agli  Uffici  se,  tecnicamente, utilizzando l'articolo  117  del
  Regolamento   interno  è  possibile  fare,  formalmente,   questa
  correzione.  Nel  frattempo possiamo passare  all'ultimo  disegno
  posto all'ordine del giorno. Avverto che la votazione finale  del
  disegno di legge n. 205/A, avverrà successivamente

   FARAONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ieri   ho
  presentato  un ordine del giorno sulla questione che riguarda  la
  legge sui suini, i cinghiali -  è stata chiamata così anche dagli
  organi  di  stampa  -  che  prevede di  impegnare  il  Governo  a
  promulgare  le parti non impugnate dal Commissario  dello  Stato.
  Chiedo,   se  è possibile, prima di passare all'esame  dell'altro
  disegno  di  legge,  votare questo ordine del giorno   presentato
  ieri.

   PRESIDENTE. Onorevole Faraone, prima della votazione finale  dei
  disegni  di  legge, metteremo in votazione tutti gli  ordini  del
  giorno -  tra cui anche il suo.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Seguito della discussione del disegno di legge  Norme sulla
        proroga delle autorizzazioni all'esercizio di cava e
   sull'aggiornamento del piano regionale dei materiali di cava e
    del piano regionale dei materiali lapidei di pregio. (133/A)

     Si  passa  al seguito della discussione del disegno  di  legge
   Norme sulla proroga delle autorizzazione all'esercizio di cava e
  sull'aggiornamento del piano regionale dei materiali  di  cava  e
  del  piano  regionale dei materiali lapidei di pregio  n.  133/A,
  posto  al  n.  4).  Invito i componenti  la  III   Commissione  a
  prendere posto al banco delle Commissioni.
     Ricordo agli onorevoli colleghi che la discussione generale  è
  stata chiusa nella seduta n. 39 del 5 novembre 2008.
   Ricordo,  altresì,  che  l'onorevole Oddo, relatore del  disegno
  di legge, ha già svolto la relazione.
   Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'art. 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1
           Proroga di autorizzazioni all'esercizio di cava

  1.Sino all'approvazione del Piano regionale del materiale da cava
  di  cui all'articolo 1 della legge regionale 9 dicembre 1980,  n.
  127  e,  in ogni caso, per non più di tre anni , qualora non  sia
  stato  completato  il programma di coltivazione  autorizzato,  le
  autorizzazioni rilasciate dal Distretto Minerario, ad  esclusione
  delle   isole   Eolie,  sono  prorogate  di   diritto   fino   al
  completamento del programma medesimo.
    2.  Sino all'approvazione dei relativi piani di gestione e,  in
  ogni  caso,  per  non  più di due anni,  qualora  non  sia  stato
  completato   il   programma  di  coltivazione   autorizzato   per
  l'esercizio  di  cave ricadenti in ambiti di siti  di  importanza
  comunitaria (SIC), zone di speciale conservazione (ZSC) e zone di
  protezione  speciale  (ZPS),  le  autorizzazioni  rilasciate  dal
  distretto   minerario  sono  prorogate   di   diritto   sino   al
  completamento del programma medesimo, fatte salve le  valutazioni
  di  incidenza  di  cui all'articolo 1 della  legge  regionale  19
  aprile 2007 n. 13.
     3.  Per  le  finalità  di  cui  ai  commi  1  e  2,  entro  il
  sessantesimo   giorno   antecedente   alla   data   di   scadenza
  dell'autorizzazione,  il  titolare  della  medesima  comunica  al
  Distretto   minerario   la  volontà  di   proseguire   l'attività
  estrattiva  fino  al  completamento  del  piano  di  coltivazione
  precedentemente  autorizzato,  allegando  una  relazione  tecnica
  contenente il programma di utilizzazione del giacimento  residuo.
  Il   Distretto  minerario  autorizza  la  proroga   nel   termine
  perentorio    di   sessanta   giorni   dal   ricevimento    della
  comunicazione, previa verifica della sussistenza dei requisiti di
  legge di chi ne fa richiesta.»

   Comunico  che  all'art.  1  sono  stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   - dal Governo: 1.5
  -  dagli onorevoli Caputo ed altri: 1.6
  -  dall'onorevole Faraone: 1.2, 1.3
  -  dall'onorevole Caronia: 1.4
  -  dagli onorevoli Caputo e Oddo: 1.1

   L'emendamento 1.5 a firma del Governo, viene  ritirato.
   Sull'emendamento   1.6   a  firma  Caputo,   Leanza,   Pugliese,
  D'Agostino,  c'è un problema che riguarda una frase, quella posta
  quart'ultimo  rigo:   anche in deroga  ai  procedimenti  previsti
  dalla  normativa vigente .  Questo ovviamente potrebbe comportare
  qualche  problema.  Volevo  ricordare ai  colleghi  che  ultimato
  l'esame di  questo disegno di legge sarà convocata una Conferenza
  dei  Presidenti dei gruppi parlamentari in Sala lettura deputati,
  lì  stabiliremo  rapidamente l'ordine del  giorno  relativo  alla
  sessione di bilancio. Successivamente, si torna in Aula, per dare
  il   voto  finale  agli  ordini  del  giorno.  Il  parere   della
  Commissione  sull'emendamento 1.6?

   ODDO. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Ripeto  che  la   frase   anche   in   deroga   ai
  procedimenti   previsti  dalla  normativa   vigente ,    potrebbe
  pregiudicare  l'esito della legge. Si potrebbe sopprimere  questo
  periodo con un subemendamento.
   Comunico  che è pervenuto un emendamento soppressivo  di  questo
  inciso. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi
  è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 1.6, così come  emendato.  Il
  parere della Commissione?

   ODDO, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SORBELLO, assessore per il Territorio e l'Ambiente. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento  1.2 è precluso.
   Si  passa  all'emendamento 1.4, a  firma dell'onorevole Caronia,
  che  non essendo stato presentato in Commissione viene dichiarato
  inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento 1.3, a firma dell'onorevole  Faraone.
  Su  questo  emendamento  la Commissione   Bilancio   ha  espresso
  parere  favorevole,  ma  viene  emendamento   con   senza   oneri
  aggiuntivi a carico del bilancio regionale .

   CRACOLICI.  E  come è possibile? Come si nomina  un  commissario
  senza oneri?

   PRESIDENTE.   C'è   un  parere  favorevole   della   Commissione
   Bilancio .

   ODDO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO,  relatore. Signor Presidente, la valutazione  d'incidenza,
  basta leggere bene il testo, è stata inserita per quanto concerne
  le  zone ZPS, le zone ZSC e le zone SIC. Basta fidarsi un  attimo
  di  coloro i quali  hanno lavorato sul testo. Onorevole  Faraone,
  quindi, se lo desidera, può ritirare l'emendamento.

   FARAONE. Dichiaro di ritirare l'emendamento.

   PRESIDENTE.    L'Assemblea   ne   prende    atto.    Si    passa
  all'emendamento 1.1, a firma degli onorevoli Caputo e Oddo.
   Il parere della Commissione?

   ODDO,  relatore. Signor Presidente, il parere della  Commissione
  è   favorevole   e,   soprattutto,  visto  e   considerato   che,
  evidentemente, bisogna fare i conti con la questione che riguarda
  se  va  fatta o meno la valutazione d'impatto ambientale. Abbiamo
  presentato  questo emendamento per confermare che  si  tratta  di
  estrarre  poco materiale . E, siccome le sentenze della Corte  di
  giustizia europea vengono incontro al concetto di  poco materiale
  da   estrarre ,   evidentemente,  l'emendamento  è  assolutamente
  strategico.

   PRESIDENTE.  Il parere del Governo?

   SORBELLO,  assessore  per il Territorio  e  l'ambiente.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 1 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                            «Articolo 2.
                Aggiornamento del piano regionale dei
        materiali da cava e del piano regionale dei materiali
                          lapidei di pregio

   1.  Il  piano regionale dei materiali da cava di cui all'art.  4
  della legge regionale 9 dicembre 1980 n. 127 e il piano regionale
  dei  materiali lapidei di pregio di cui all'art. 40 della  stessa
  legge  sono  aggiornati,  contestualmente  o  separatamente,  con
  periodicità non oltre i tre anni.

   2.  All'aggiornamento dei piani provvede l'assessorato regionale
  dell'industria  della  Regione siciliana,  sentiti  il  Consiglio
  regionale  delle miniere, i comuni territorialmente  interessati,
  le  organizzazioni  di  categoria, i consorzi  di  settore  e  il
  distretto produttivo regionale dei materiali lapidei di pregio.

   3.  L'assessore  regionale per l'industria  adotta  con  proprio
  decreto gli aggiornamenti ai piani di cui al comma 1, fatte salve
  le procedure di cui al decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4.

   4. L'articolo 7 della legge regionale 9 dicembre 1980 n. 127,  è
  abrogato.»

   Comunico   che   all'articolo  2  non  sono   stati   presentati
  emendamenti. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              Articolo 3
                  Integrazioni e modifiche di norme

   1.  Dopo  il  comma 3 dell'articolo 2 della legge  regionale  15
  maggio 1991, n. 24 è aggiunto il seguente comma:

    3 bis. La mancata redazione da parte dei comuni interessati dei
  progetti di cui al comma 3 o la mancata approvazione degli stessi
  da   parte   dell'Assessorato   regionale   del   territorio    e
  dell'ambiente,  non osta al rilascio di nuove autorizzazioni  e/o
  all'ampliamento di cave in atto'.

   2.  Nella  legge regionale 9 dicembre 1980, n. 127 l'espressione
  Comitato    regionale     per     la  programmazione  ,   ovunque
  ricorra, è soppressa.»

      Comunico  che  all'articolo  3  sono  stati  presentati   due
  emendamenti ed un subemendamento.
   Si  passa  all'emendamento  3.2, con  il  subemendamento  3.2.1,
  entrambi a firma dell'onorevole Dina.

   DINA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Onorevole Oddo, lei giudica senza avere ascoltato  quello
  che  è  alla  base di questo emendamento. Non so se ha  letto  la
  riscrittura, forse non ancora, legga la riscrittura
   L'emendamento   interviene  all'articolo  3:    Integrazioni   e
  modifiche di norma . Interveniamo sull'articolo 29 della legge n.
  127.
   Il parere della Commissione?

   ODDO,  relatore. La riscrittura è totalmente diversa,  pertanto,
  il parere della Commissione è favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SORBELLO,    assessore   per   il   Territorio   e   l'ambiente.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il subemendamento 3.2.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE. Onorevole Dina, essendo il subemendamento  3.2.1  di
  riscrittura    dell'emendamento    3.2,    questo      non     va
  votato.L'emendamento 3.2, pertanto, è decaduto. L'emendamento 3.3
  dell'onorevole  D'Antoni,  ha  ricevuto  parere  contrario  dalla
  Commissione  Bilancio , quindi è inammissibile.
   Il Governo ha presentato l'emendamento.

   SORBELLO,  assessore per il Territorio e l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO,  assessore  per  il Territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente  onorevoli colleghi, sostanzialmente il subemendamento
  3.4  non  fa  altro che cassare l'ultimo periodo dell'emendamento
  3.3  e  cioè  a  dire gli oneri a carico del bilancio  regionale.
  Parliamo   di   recupero  ambientale   che  possono   attuare   e
  programmare  privati  o  società miste  per  rendere  accessibili
  questi  luoghi già dimessi, per cui cassando l'impegno  economico
  nel  bilancio  regionale  ho ritenuto opportuno  di  proporre  il
  subemendamento 3.4.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   ODDO, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  d'accordo  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 3, nel testo risultante.  Chi  è
  d'accordo resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   FARAONE. Signor Presidente, dichiaro il mio voto contrario.

   PRESIDENTE. Invito gli Uffici a prendere nota.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Lo pongo in votazione.  Chi
  è d'accordo resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Avverto  che la votazione finale del disegno di legge n.  133/A,
  avverrà successivamente.
   Onorevoli  colleghi,  vi invito a premunirvi  del  tesserino  in
  maniera tale da poter votare le quattro leggi.
   Invito  gli  assistenti a chiamare i deputati che sono  presenti
  in  zona  perché ho dato una comunicazione che ho  modificato  in
  corso d'opera.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti  ordini  del
  giorno:

   N.  23   Iniziative per includere l'aeroporto di Reggio Calabria
  tra le tratte aeree sociali , a firma dell'onorevole Buzzanca  ed
  altri;

   N.   27-30   Misure  per  il  recupero  ambientale  delle   aree
  destinate  a  cave, ex art. 2 della  legge regionale  n.  24  del
  1991 , a firma dell'onorevole Oddo ed altri;

   N.  33   Percorsi sperimentali triennali di IeFP  (tipologia  B)
  per  i  minori  in  obbligo di istruzione  in  Sicilia   a  firma
  dell'onorevole D'Antoni;

   N.  34   Misure  a  sostegno dei comuni della Valle  del  Belice
  colpiti  dal terremoto del 1968 , a firma dell'onorevole Oddo  ed
  altri;

   N.   35    Iniziative  urgenti  allo  scopo  di   garantire   lo
  stanziamento  dei  fondi  già destinati  alla  ricostruzione  del
  Belice , a firma dell'onorevole Di Benedetto ed altri;

   N.  36   Interventi  a  sostegno dei fondi  rischi  dei  confidi
  riconosciuti  dalla  Regione ,  a firma  dell'onorevole  Oddo  ed
  altri;

   N.  37   Risorse  finanziarie  per  il  personale  operante  nel
  settore   della   Pubblica  istruzione  in   Sicilia,   a   firma
  dell'onorevole Caputo ed altri;

   N.   38    Misure   necessarie  a  garantire  il   funzionamento
  dell'impianto  di  pubblica illuminazione  a  Catania ,  a  firma
  dell'onorevole Barbagallo ed altri;

   N.  40   Comune di Lipari - Iniziative a sostegno dei lavoratori
  della Pumex , a firma dell'onorevole Caputo ed altri;

   N.  41  Misure per l'assegnazione degli alloggi sequestrati alla
  mafia dalle Forze di Polizia , a firma dell'onorevole Apprendi ed
  altri;

   N.  42  Misure per lo svincolo di ipoteche che gravano sui  beni
  confiscati alla mafia , a firma dell'onorevole Faraone;

   N.  43   Promulgazione  con l'omissione delle  parti  impugnate,
  della  delibera  legislativa  recante   Norme  di  controllo  del
  sovrappopolamento  di  fauna selvatica o inselvatichita  in  aree
  naturali protette , a firma dell'onorevole Faraone ed altri;

   N.   44   Iniziative  della  Regione  siciliana  finalizzate  al
  contrasto  del  fenomeno  del  racket  e  dell'usura ,  a   firma
  dell'onorevole Oddo;
   N.  46   Riapertura del Dormitorio dei Benedettini di Monreale ,
  a firma dell'onorevole Caputo ed altri;

   N.  47   Iniziative in materia di gestione dei rifiuti , a firma
  dell'onorevole Raia ed altri;.

   N.  48   Iniziative a favore dell'inserimento dei lavoratori  ex
  Telecom s.r.l. , a firma dell'onorevole Caputo ed altri;

   N.  49    Iniziative a favore della continuità dell'attività  di
  medici senza frontiere , degli onorevoli Gucciardi e altri.

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 23  Iniziative per includere
  l'aeroporto  di  Reggio Calabria tra le tratte aeree  sociali   a
  firma dell'onorevole Buzzanca ed altri.

   CRACOLICI. Ma di che stiamo parlando?

   MARZIANO.  Dobbiamo  aspettare la distribuzione  del  testo  per
  potere votare.

   PRESIDENTE. Mentre vengono distribuiti i testi degli ordini  del
  giorno,  vi ricordo che, in corso d'opera, abbiamo modificato  la
  nostra decisione: votiamo gli ordini del giorno, votiamo le leggi
  e  alla  fine convochiamo la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari,   così  chi  non fosse interessato  poi  può  anche
  andare.
   Il parere del Governo sull'ordine del giorno numero 23?

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio
  l'artigianato   e   la  pesca.  Il  Governo  lo   accoglie   come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno 27/30  Misure per  il
  recupero ambientale delle aree destinate a cave ex art.  2   L.R.
  24/91  a firma dell'onorevole Oddo ed altri.
   Il parere del Governo?

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio
  l'artigianato   e  la  pesca.   Il  Governo  lo   accoglie   come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE.  E'  stato  presentato l'ordine  del  giorno  n.  33
  SPercorsi sperimentali triennali IESP tipologia  B  per i  minori
  in  obbligo  di  istruzione in Sicilia   a  firma  dell'onorevole
  D'Antoni.
   Il parere del Governo?

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio
  l'artigianato   e   la  pesca.  Il  Governo  lo   accoglie   come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno  n.  34   Misure  a
  sostegno  dei comuni della Valle del Belice colpiti dal terremoto
  del  68  a firma dell'onorevole Oddo.
   Il parere del Governo?

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n.  35   Iniziative
  urgenti  allo  scopo di garantire lo stanziamento dei  fondi  già
  destinati  alla  ricostruzione del Belice  a firma dell'onorevole
  Di Benedetto. Mi pare sia uguale o quasi all'ordine del giorno n.
  34.
   Il parere del Governo?

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato  e  la pesca. Signor Presidente, non  si  riesce  a
  capire  chi deve mettere soldi, perché se dobbiamo fare un tavolo
  con  il  Governo nazionale, va bene, altrimenti noi non riusciamo
  ad interpretare chi deve mettere questi 30 milioni di euro.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  nella
  finanziaria  2007  il  Governo  nazionale  ha  stanziato  per  la
  ricostruzione del Belice, mi riferisco all'edilizia  privata,  20
  milioni  per il 2007, 30 milioni per il 2008 e 50 milioni di Euro
  per  il  2009.  Successivamente, nella finanziaria  2008  vengono
  finanziati ulteriori 50 milioni per le infrastrutture nella Valle
  del Belice.
   Bene,  adesso il Governo nazionale con un provvedimento di legge
  ha  sottratto al Belice i 50 milioni stanziati nella  finanziaria
  2008  ed  ha  ridotto  di 12,5 milioni di Euro  il  finanziamento
  previsto  nella  finanziaria 2007 a far capo al 2009.  Di  fatto,
  però, non ha toccato né i 20 milioni del 2007 che sono stati  già
  erogati, né i 30 milioni; mentre i 20 milioni del 2007 erano  già
  stati  erogati,  i  30 milioni relativi al 2008  non  sono  stati
  ancora  effettivamente erogati e non sono stati neanche  toccati,
  tolti   o   soppressi.  Quindi,  si  chiede  di   accelerare   il
  trasferimento  di queste somme ai comuni del Belice.  Sono  somme
  che non sono state ancora toccate.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 36  Interventi a sostegno dei
  fondi  rischi  dei  confidi riconosciuti  dalla  Regione ,  degli
  onorevoli Oddo ed altri. Il parere del Governo?

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 37  Risorse finanziarie  per
  il  personale  operante nel settore della pubblica istruzione  in
  Sicilia , degli onorevoli Caputo ed altri. Il parere del Governo?

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato   e   la  pesca.  Il  Governo   lo   accetta   come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'ordine  del  giorno  n.  38   Misure
  necessarie a garantire il funzionamento dell'impianto di pubblica
  illuminazione a Catania , degli onorevoli Barbagallo ed altri.
   Il parere del Governo?

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato  e  la pesca. Signor Presidente, credo  che  questo
  ordine  del giorno, nei fatti,  sia stato superato per l'attività
  del Comune, del sindaco, del Governo nazionale. Pur tuttavia,  il
  Governo lo accetta come raccomandazione.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n.  40   Comune  di
  Lipari - Iniziative a sostegno dei lavoratori della Pumex , degli
  onorevoli Caputo e altri.  Il parere del Governo?

   RINALDI. Chiedo di apporre la mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato   e   la  pesca.  Il  Governo   lo   accetta   come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Caputo  chiede  che  venga  posto   in
  votazione.

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato  e la pesca. Considerato che il Governo  già  si  è
  attivato  ad  una serie di incontri e credo che ci sia  anche  un
  disegno  di  legge  in  Commissione che  tratta  l'argomento,  il
  Governo è assolutamente interessato ad affrontare il problema, ma
  lo  accetta come raccomandazione perché si vuole chiudere  questa
  vicenda.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n. 41   Misure  per
  l'assegnazione di alloggi sequestrati alla mafia dalle  forze  di
  polizia ,  degli  onorevoli Apprendi  ed  altri.  Il  parere  del
  Governo?

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato   e   la  pesca.  Il  Governo   lo   accetta   come
  raccomandazione.

   LUPO. Chiedo di apporre la firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CAPUTO. Chiedo di apporre la firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'ordine del giorno n. 42  Misure per lo svincolo di
  ipoteche   che   gravano   sui  beni  confiscati   alla   mafia ,
  dell'onorevole Faraone. Il parere del Governo?

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato   e   la  pesca.  Il  Governo   lo   accetta   come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE.  Si passa all'ordine del giorno n. 43  Promulgazione
  con l'omissione delle parti impugnate, della delibera legislativa
  recante   norme  di  controllo  del  sovraffollamento  di   fauna
  selvatica  o  inselvatichita in aree naturali  protette' ,  degli
  onorevoli Faraone ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 44  Iniziative della  Regione
  siciliana  finalizzate  al contrasto del fenomeno  del  racket  e
  dell'usura , dell'onorevole Oddo.

   CAPUTO. Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno n. 34.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

    COLIANNI   Chiedo di apporre la firma all'ordine del  giorno  n.
  44.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'ordine del giorno n. 44.  Il  parere  del
  Governo?

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 46  Riapertura del dormitorio
  dei  Benedettini a Monreale , dell'onorevole  Caputo.  Il  parere
  del Governo?

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato   e   la  pesca.  Il  Governo   lo   accetta   come
  raccomandazione.
   Si  passa all'ordine del giorno n. 47   Iniziative in materia di
  gestione dei rifiuti , a firma dell'onorevole Raia. Il parere del
  Governo?

   SORBELLO, assessore per il Territorio e l'Ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno n. 48   Iniziative  a  favore
  dell'inserimento  dei  lavoratori  ex  Telecom   s.r.l. ,   degli
  onorevoli Caputo ed altri.

   GALVAGNO. Chiedo di apporre la firma.

   FERRARA. Chiedo di apporre la firma.

   MARZIANO. Chiedo di apporre la firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Il parere del Governo sull'ordine del giorno?

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca.  Signor  Presidente,  chiedo,  se  è
  possibile,  di   rinviare la discussione  su  questo  ordine  del
  giorno  perché  l'Assessore per il  lavoro è assente.  Credo  che
  bisogna  avere  un minimo di relazione dell'Assessore  in  ordine
  all'attività che ha posto in essere negli ultimi incontri.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  pregherei
  l'assessore  Di Mauro di rivedere il proprio parere  perchè  ieri
  c'è  stata  una riunione all'Assessorato del lavoro  ed  è  stato
  concordato  con  l'Assessore per il lavoro  la  presentazione  di
  questo  ordine  del giorno, perchè c'è già un precedente  accordo
  con l'Assessore dell'epoca.

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato  e la pesca. Signor Presidente, non  me  ne  voglia
  l'onorevole Caputo, ma non conosco questa vicenda, né la  conosce
  l'Assessore  per il territorio. Credo che su questa  materia  sia
  necessario acquisire una relazione da parte dell'Assessore per il
  lavoro e, quindi, se lo rinviamo di qualche settimana, cioè  alla
  prima  seduta  utile, non credo che sia la fine  del  mondo.  Non
  dubito  assolutamente di quello che lei dice, ma  credo  che  sia
  opportuno che la parte competente del Governo si pronunci.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Caputo, mi  sembra  opportuno  che  lei,
  intanto,  si accontenti del fatto che il Governo lo accetti  come
  raccomandazione e vorrei spendere due parole di apprezzamento per
  l'atteggiamento  responsabile dell'Assessore Di  Mauro  che,  non
  conoscendo il tema, giustamente non vuole dare parere. Credo  che
  sia  l'atteggiamento che dovremmo seguire anche  per  il  futuro,
  perché  se  acquisissimo  anche la consapevolezza  che  gli  atti
  parlamentari   poi   hanno  una  refluenza  esterna,   dovrebbero
  teoricamente  anche  attivare  dei  procedimenti  amministrativi,
  delle ipotesi legislative. Chiaramente, un componente del Governo
  deve  esprimere un parere avendo perfettamente chiaro il  quadro;
  quando  a  volte si esprimono pareri con eccessiva  leggerezza  o
  superficialità finiscono per rimanere atti inespressivi o lettera
  morta.
     Per cui, do apprezzamento al comportamento del Governo che nel
  momento in cui dà un parere favorevole ad un ordine del giorno sa
  perfettamente  che  poi l'ordine del giorno darà  seguito  ad  un
  procedimento amministrativo, quindi ad una attivazione  da  parte
  del Governo.
   Quindi, il Governo lo accetta come raccomandazione.

   LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine del giorno n. 48.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  non sono riuscito  a  farmi  sentire
  prima; intanto, chiedo di apporre la mia firma.
   I  lavoratori Telecom hanno già avuto delle audizioni  anche  in
  Commissione   Lavoro ,  sono in cassa integrazione  straordinaria
  da  oltre 10 anni e rischiano di perdere il beneficio, è, dunque,
  una questione urgente e credo che l'Assessore Incardona ne sia  a
  conoscenza.
   Il  progetto  PARI è sostanzialmente finalizzato all'inserimento
  di   questi   soggetti  in  aziende  private,   incentivando   le
  assunzioni;  quindi non è una misura che scarica  minimamente   i
  costi sulla Pubblica Amministrazione. E' una questione di estrema
  urgenza,  mi  auguro  che  quanto  prima  possa  essere  trattato
  l'ordine del giorno in Aula.

   PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto che l'onorevole Apprendi  ha
  chiesto di apporre la firma a questo ordine del giorno.
   Onorevoli  colleghi,  il  fatto che il Governo  abbia  accettato
  l'ordine del giorno come raccomandazione è l'espressione  di  una
  precisa volontà.
   Si  passa  all'ultimo  ordine del giorno  n.  49   Iniziative  a
  favore   della   continuazione  dell'attività  di  Medici   senza
  frontiere , dell'onorevole Gucciardi. Il parere del Governo?

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato   e   la  pesca.  Il  Governo   lo   accetta   come
  raccomandazione.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   «Norme per la continuità del reddito minimo d'inserimento» (n.
                               251/A)

   PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per   scrutinio
  nominale  del  disegno  di legge «Norme  per  la  continuità  del
  reddito minimo d'inserimento» (n. 251/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

         PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  53
   Maggioranza         27
   Favorevoli          53

                        (L'Assemblea approva)

   L'onorevole Leanza Nicola dichiara di avere votato a  favore  e,
  pertanto, i  presenti e i votanti sono 54.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     Misure urgenti per fronteggiare l'aumento dei carburanti nel
     settore della pesca nonché  per il rilancio competitivo del
                         settore  (n. 194/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del  disegno di legge «Misure urgenti per  fronteggiare
  l'aumento dei carburanti nel settore della pesca nonché   per  il
  rilancio competitivo del settore» (n. 194/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti         .  54
     Votanti            53
   Maggioranza         27
   Favorevoli          53

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «Misure di contrasto alla criminalità organizzata» (n. 205/A)

  PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
  del disegno di legge «Misure di contrasto alla criminalità
  organizzata» (n. 205/A).
  Comunico che sono stati presentati,  ai sensi dell'articolo 117
  del Regolamento interno, i seguenti emendamenti:

  - dalla Commissione:
  - emendamento  117.1;

  - dagli onorevoli Cracolici e Lupo:
  - emendamento 117.2.

   LUPO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor  Presidente,  voglio  precisare  che   il   senso
  dell'emendamento 2.4 a firma mia e dell'onorevole Adamo è  quello
  di  evitare   che  nell'ambito di lavoro in  appalto  si  possano
  realizzare  fenomeni di lavoro sommerso irregolare o lavoro  nero
  e,  quindi,  il  fatto  che i lavoratori  siano  pagati  a  mezzo
  bonifico  evita  quello  che  viene  comunemente  detto    lavoro
  grigio , cioè  che a fronte di una busta paga per cento di  fatto
  venga   corrisposta  in  contanti  una  retribuzione  di  importo
  inferiore.
   L'emendamento   è  riformulato nel senso che i  pagamenti  delle
  retribuzioni  al personale sono effettuati dall'aggiudicatario  a
  mezzo bonifico bancario. Questo è l'essenziale della norma, non è
  strettamente   necessario  che  il  bonifico   bancario   avvenga
  dall'unico conto unico istituito con il presente articolo.
   Lo  motivo meglio: può capitare che un capo cantiere lavori  per
  quattro  o cinque cantieri e non è possibile fargli cinque  buste
  paga  o  fargli pervenire un accredito da cinque conti  correnti;
  quindi  può  divenire anche una norma di fatto problematica,  sia
  per l'azienda che per il lavoratore.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'articolo 117 del  Regolamento
  interno  può  essere utilizzato per correzioni formali,  non  per
  correzioni  sostanziali. L'articolo 117 del Regolamento  interno,
  come tutti voi sapete, è utilizzato per correggere la forma, cioè
  quando  un  articolo è scritto male, quando un  articolo  risulta
  essere inefficace, quando non ha una costruzione logica perfetta.
  Questa  è  una  modifica  sostanziale  che  andava  eventualmente
  approvata  durante  l'articolato. Invito,  pertanto,  l'onorevole
  Lupo a ritirare l'emendamento.

   LUPO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa  all'emendamento  117.1,  che  recita:  Al  comma   1
  dell'articolo  5  dopo  le  parole   e  successive  modifiche   e
  integrazioni   aggiungere le parole  ,  anche  se  assegnati   in
  gestione da questi a consorzi di comune .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  ho
  formalizzato  in emendamento le osservazioni che ho  posto  prima
  all'Aula,  se  lei  ritiene  le posso formalizzare.  Ritengo  che
  avendo specificato

   PRESIDENTE.  Possiamo  tenerne conto  anche  verbalmente  se  si
  tratta  di  correzioni  formali; se sono correzioni  sostanziali,
  ovviamente, sa bene che non si può.

   DE  BENEDICTIS. Infatti, proprio per questo non sto  presentando
  l'emendamento perché le intendo correzioni formali che suggerisco
  nel  mio  intervento  e che gli Uffici potranno  recepire  e  che
  preciso nuovamente.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Benedictis, possiamo  prendere  spunto
  dal  suo  intervento  di un'ora fa per valutare  se  ci  sono  le
  condizioni  per proporre un  emendamento, ai sensi  dell'articolo
  117, d'ufficio.

   MINARDO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINARDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo  disegno
  di  legge  è  sicuramente  frutto di un lavoro  sinergico,  fatto
  dall'intera Commissione Antimafia e, quindi, anche dal Presidente
  Speziale,  che  io  voglio  ringraziare  e  ringrazio   anche   i
  componenti  della I Commissione che sicuramente hanno collaborato
  per  migliorare  questo  disegno  di  legge.  Ringrazio  tutti  i
  colleghi  parlamentari  perché  il  dibattito  in  Aula  è  stato
  proficuo  e  ha dato la possibilità di poter fare una  legge  più
  compiuta e corretta nell'interesse dei cittadini siciliani.
   Con  questo disegno di legge il Parlamento ha voluto mettere  in
  atto  uno  strumento  importante per contrastare  la  criminalità
  organizzata. Abbiamo visto che con il coinvolgimento che c'è  nel
  testo  da  parte di tutte le istituzioni, a partire  dai  comuni,
  dalla  scuola, quindi coinvolti anche gli studenti,  è  un  fatto
  importante   e   positivo.  Abbiamo  visto  anche  una   maggiore
  trasparenza  per  quanto  riguarda gli  appalti  e,  quindi,  per
  l'utilizzo dei fondi pubblici.
   Vista   l'ora  tarda  concludo  nel  ringraziare  tutti,  perché
  sicuramente  con  questo  atto,  anziché  parlare  di  antimafia,
  abbiamo veramente e concretamente dato una norma importante  alla
  Sicilia   coinvolgendo l'intero Parlamento siciliano  e,  quindi,
  tutti i rappresentanti istituzionali di questo Parlamento.
   Ringrazio  tutti e preannuncio il voto favorevole da  parte  del
  Movimento per l'Autonomia.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  voglio
  urtare la sensibilità dei deputati poiché siamo tutti stanchi.
   Oggi  è  stata una giornata intensa. Credo, però, sia  doveroso,
  rispetto  ai diversi testi che meritano la dovuta attenzione  del
  Parlamento,  prestare una particolare attenzione a  questo  testo
  anche  perché  per una volta, o forse una delle poche  volte,  il
  Parlamento  legifera non sull'onda di una emergenza sociale,  nel
  senso di un bisogno da soddisfare, né a carattere ordinario,  che
  è  pure  importante, come può essere il bilancio o la finanziaria
  che ha una visione di programmazione.
   Interveniamo  e  credo  in questo momento  siamo  gli  unici  in
  Italia,  possiamo  considerarci  apripista  di  una  legislazione
  assolutamente  inedita  che  probabilmente  ha  suscitato   anche
  qualche perplessità iniziale ma via via il testo, man mano che  è
  stato  conosciuto,  affinato, diffuso, sta  ricevendo  il  plauso
  anche   degli   operatori,   di   coloro   che   sono   impegnati
  quotidianamente  sul fronte della battaglia per la  legalità  nei
  territori, nei comuni ed in ogni settore.
   Questa  è  una  legge, è un credito di imposta per la  legalità.
  Fino  ad  oggi  abbiamo conosciuto il credito di imposta  per  lo
  sviluppo,  per  sostenere  l'economia  nel  senso  di  promuovere
  l'impresa, e mi auguro che anche questa Regione si darà strumenti
  innovativi  in tal senso, ma credo che ancora non conoscevamo  lo
  strumento  del  credito  di imposta per  la  legalità.  Farlo  in
  Sicilia  è particolarmente significativo. Gli strumenti che  sono
  lì  individuati sono strumenti assolutamente innovativi  e  anche
  nella  terminologia, l'introduzione del concetto di  zona  franca
  per  la  legalità  è anche una sfida al modello culturale che  ha
  visto  i  nostri territori, molto spesso, non essere zone franche
  ma zone occupate dall'illegalità.
   Quindi,  io  credo  che oggi questa legge  costituisca  uno  dei
  momenti più importanti di quella idea di riforma che noi vorremmo
  si  praticasse  in  ogni settore della vita  di  questa  Regione.
  Vorremmo  che si agisse con coraggio, mettendo le mani  anche  in
  quei   grumi  di potere, di connivenze, di  malapolitica  che per
  lunghi  anni  si  sono  diffusi nella nostra  Regione.  Pertanto,
  annuncio il voto favorevole e convinto a questa legge.
     Mi auguro che oggi stiamo varando  un atto che è una legge. Le
  leggi sono in gran parte il frutto, il lavoro di idee che trovano
  poi  un  ordinamento  giuridico, che  chiamano  i  cittadini,  le
  istituzioni, ad applicarle. Ma c'è la fase di applicazione  sulla
  quale dobbiamo vigilare ed avere un supplemento di rigore, quella
  fase  di applicazione che sarà poi il fondamento,  perché  questa
  legge  che  il  Parlamento siciliano sta varando, trovi  concreta
  attuazione nella cultura del popolo siciliano.
     Non  c'è  dubbio che la lotta alla criminalità, la lotta  alla
  mafia,  è sì una lotta repressiva, una lotta legata alla presenza
  dello  Stato, una lotta investigativa, ma è e rimane innanzitutto
  una  lotta culturale, e la cultura non si fa solo con le  parole,
  ma si fa anche con i buoni esempi che noi dobbiamo contribuire ad
  incentivare nella nostra regione.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso  che
  oggi questo Parlamento scriva una bella pagina per il lavoro  che
  ha  fatto.  Una bella pagina  che parla di contrasto alla  mafia,
  una  bella pagina perché non si è diviso, una bella pagina perché
  attorno ad una idea del Presidente della Commissione Antimafia  e
  della Commissione tutta, si è costruito un percorso intelligente,
  condiviso,  concertato, che ha portato ad una legge  che  per  la
  prima volta oltre le parole  fa i fatti.
   Fatti  concreti,  importanti, in gran  parte  cose  che  possono
  tornare utili alla nostra terra, che è stata per tantissimo tempo
  martoriata  dalla mafia. La mafia è un  cancro , la  mafia  è  un
  freno allo sviluppo e attraverso questa legge sono convinto che a
  partire  dalle  scuole,  dove avremo la possibilità  di  dire  ai
  nostri  ragazzi  quanto è importante la cultura  della  legalità,
  quanto  è  importante  stare dalla parte del  giusto,  ai  nostri
  imprenditori, che finalmente possono denunciare sapendo  che  c'è
  uno  Stato dietro, sapendo che ci sono delle forze politiche  che
  condividono la loro azione di denuncia.
   Sono  convinto  che stasera questo Parlamento ha fatto  un'opera
  meritoria  e l'ha fatta perché tutti quanti hanno dato un  grande
  contributo, non soltanto gli operatori politici, ma va dato  atto
  a  questa  Commissione, al suo Presidente, che  hanno  girato  la
  Sicilia,  hanno  cercato seriamente i contributi degli  operatori
  del settore, abbiamo ascoltato tanti.
   E'  una  legge  che fin dall'inizio abbiamo pensato  e  che  sin
  dall'inizio,  onorevole Speziale,  abbiamo  condiviso.  L'abbiamo
  vista crescere giorno dopo giorno, nella sua concretezza, nel suo
  spessore  culturale,  l'abbiamo vista condividere  costantemente,
  anche da parte del Governo, tant'è che c'è una buona copertura di
  spesa   e c'è una grandissima convinzione da parte del Governo  a
  sostenere questa legge.
   Credo  che  oggi abbiamo scritto una bella pagina di storia,  ma
  sono  convinto  che  se  questo Parlamento continua  a  lavorare,
  signor   Presidente  Cascio,  come  ha  fatto   fino   ad   oggi,
  confrontandosi, scontrandosi, lavorando seriamente in Commissione
  e  in  Aula, sono convinto che, finalmente, noi deputati possiamo
  cominciare  ad  essere  orgogliosi  del  lavoro  che  facciamo  e
  possiamo essere orgogliosi di rappresentare tante persone che  ci
  hanno  votato sapendo perfettamente che ci consegnavano  le  loro
  istanze, i loro bisogni, le loro esigenze.
   Questa   sera  abbiamo  cercato  di  rappresentarli  al  meglio,
   volando alto , facendo una bella legge, mi auguro una legge  che
  non  resti  nel  cassetto  ma una legge che  vada  immediatamente
  promossa  in tutti i posti, a partire dalle scuole,  ma  in  ogni
  angolo di questa terra, dentro e fuori la Sicilia.
   E'  un  messaggio  molto  forte che  si  dà  anche  all'esterno,
  importante  e  che  vede un Parlamento unito,  che  ha  condiviso
  seriamente  un  percorso che vuole portare a  compimento,  giorno
  dopo  giorno,  rimboccandoci le maniche e  facendo  in  modo  che
  questa legge venga applicata in ogni sua parte e, se è possibile,
  migliorata aumentando anche il contributo di natura economica.
   Ho  fatto  l'Assessore alla pubblica istruzione per  un  po'  di
  tempo  e  mi  ricordo  una  bellissima iniziativa  fatta  con  la
  Fondazione  Paolo Borsellino che si chiamava  I  pizzini  per  la
  legalità :   1.100  scuole hanno partecipato all'appuntamento  e,
  debbo  dire,  che abbiamo imparato, da tanti ragazzi,  tantissime
  cose belle.
   In  Sicilia  c'è la bella scuola, ci sono tantissimi  operatori,
  c'è  tanta  gente  che muore per colpa della  mafia.  Oggi,  noi,
  partendo  dalle scuole, dalle quarte e quinte classi  e  partendo
  dalla  società  civile e partendo con convinzione nell'appoggiare
  questa  legge, sono assolutamente convinto che questa sera,  cari
  colleghi,  abbiamo  scritto, come dicevo  all'inizio,  una  bella
  pagina di storia e una bella pagina di questa Sicilia che ci deve
  veramente  inorgoglire e farci andare questa sera a casa  con  la
  coscienza  a posto sapendo che ognuno di noi, in questo  momento,
  ha fatto per intero il proprio dovere.

   LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   spesso
  quest'Aula   è   stata   chiamata  a   rispondere   ad   istanze,
  rinvedicazioni, denunce derivanti da episodi importanti che hanno
  visto ferito il territorio, la sua organizzazione socio-economica
  e le istituzioni dall'attacco della mafia e, spesso, quest'Aula è
  stata  rimproverata  di  non  avere risposto  in  modo  completo,
  esaustivo, a volte immediato, a queste sollecitazioni,  a  queste
  istanze, a queste richieste.
   Oggi  il compiacimento del lavoro parlamentare deriva dal  fatto
  che  non  è  una  risposta ad una sollecitazione contingente  che
  quest'Aula oggi celebra, non è l'adesione ad un singolo episodio,
  ma  è  una  volontà, un progetto, un proposito protagonistico  di
  organizzare  una risposta alla mafia attraverso un  attacco  alla
  mafia che si organizza coinvolgendo la formazione, le istituzioni
  scolastiche,  gli  enti locali, il territorio, le  organizzazioni
  socio-economiche. Oggi quest'Aula celebra un suo protagonismo che
  è  fatto  di  lucidità nell'organizzare le proposte, di  ampiezza
  nell'organizzare  il  coinvolgimento  della  società  civile,  di
  lungimiranza nel coinvolgere le nuove generazioni e una  risposta
  completa  che,  come  appreso durante il  lavoro  del  Presidente
  Speziale e di tutti noi, nelle varie fasi dell'elaborazione della
  legge,  ha  raccolto il plauso che man mano le istituzioni  hanno
  assegnato ai contenuti di questa legge.
   E'  veramente,  quindi,  una  bella pagina  di  questa  attività
  legislativa e della storia di questa Assemblea; una bella  pagina
  perché,  oggi, l'Assemblea regionale siciliana è protagonista  di
  un  progetto che, da sempre, caratterizza e qualifica i programmi
  di  tutti  i  governi,  di  tutte le  assemblee  e  di  tutte  le
  maggioranze,  ma  che  si  traduce  in  un'organica  attività  di
  legislazione, d'impegno e di risposta attraverso una norma che  è
  completa e che tutte queste valenze contiene.
   Complimenti, quindi, al Presidente, alla Commissione ed a  tutti
  noi,  che abbiamo, man mano, inserito i vari argomenti per  farla
  la  più  esaustiva, la più completa e la più aderente a tutte  le
  istanze  del  territorio. Le organizzazioni socio-economiche,  di
  categoria, la società nelle sue espressioni più vive e più forti,
  quelle  che, poi, vengono quotidianamente attaccate,  credo  che,
  oggi,  potranno  guardare  a questa Assemblea,  finalmente,  come
  punto  di  riferimento, come avanguardia nella lotta al  fenomeno
  criminale e mafioso.
   Ritengo  che  questo sia un grande momento e sia opportuno,  con
  compiacimento, sottolinearlo.

   MARROCCO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, componenti  del
  Governo,  non  posso che unirmi al coro di consensi  che  abbiamo
  ascoltato  a  favore di questa legge. In virtù,  soprattutto,  di
  quello  che  è lo spirito fondante, che è nato attorno  a  questa
  normativa,  a  questo  disegno  di  legge  che,  oggi,   diventa,
  finalmente,  realtà e che è nato prima in Commissione  antimafia,
  grazie  alla  volontà di voler rappresentare,  finalmente,  ed  è
  questo,  forse, signor  Presidente, l'aspetto più importante  che
  oggi  dobbiamo  sottolineare  in Aula  ed  all'esterno  di  essa,
  l'aspetto  che  riguarda, finalmente, l'inversione  di  tendenza,
  rispetto ad un approccio che, negli ultimi decenni, ha riguardato
  la lotta alla criminalità organizzata.
   Un'inversione  di  tendenza  che si basa,  finalmente,  non  più
  sull'emergenza, ma sulla programmazione di un'attività  svolta  e
  volta,  soprattutto,  alla lotta ferma e dura  nei  confronti  di
  tutte le mafie; un'inversione di tendenza, signor Presidente, che
  consta  di  un  aspetto  ulteriormente importante  che  è  quello
  relativo  allo  spirito che noi tutti, in qualche modo,  dobbiamo
  fare  proprio, in termini di dimostrazione della nostra  attività
  quotidiana, in termini di esempio nei confronti della comunità in
  cui  viviamo  e  della  quale  noi  siamo  rappresentanti  dentro
  quest'Aula,   perché,  finalmente,  la  lotta  alla   criminalità
  organizzata  non  sia  più rappresentata  da  un'antimafia  fatta
  esclusivamente di grida, ma che, oggi dimostriamo,  si  sostanzia
  con  norme, con leggi che sono volte alla concretezza ed  ad  una
  lotta vera al fenomeno mafioso.
   Questo  è  il  vero risultato, enorme, che quest'Aula  dimostra,
  oggi, raggiungere attraverso l'approvazione di questo disegno  di
  legge. E su questo, signor Presidente, onorevoli colleghi,  tutti
  dobbiamo  essere orgogliosi, grazie, soprattutto, a  quello  che,
  quotidianamente, stiamo facendo in questo scorcio di legislatura,
  perché    l'esempio  della  nostra  attività,  il  nostro  dovere
  quotidiano  è  il  primo, vero momento di lotta alla  criminalità
  organizzata.  Ecco perché, questa legge, signor  Presidente,  non
  può  che  avere il parere ed il voto favorevole di quest'Aula,  e
  questa, ovviamente, è la mia dichiarazione di voto.

    CORDARO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CORDARO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  poche  sentite
  parole,  anche  perché  rischierei, a  questo  punto,  di  essere
  ripetitivo rispetto a tutto quanto è stato detto finora.
     Voglio esprimere la soddisfazione profonda del Gruppo dell'UDC
  per  l'esito  di questa legge, sulla quale, insieme all'onorevole
  Maira, ho avuto l'opportunità ed il privilegio di lavorare, tanto
  in prima Commissione, quanto in Commissione antimafia.
   E'  stato  fatto  un  lavoro importante,  profondo,  concreto  e
  serio.
   Da   Presidente   del  Consiglio  comunale  di   Palermo   avevo
  inaugurato  le Giornate della legalità insieme alle scuole  della
  nostra  città  e  in  quelle occasioni,  insieme  alle  più  alte
  istituzione  della  polizia giudiziaria, dei  carabinieri,  della
  Procura, della magistratura, quindi anche della politica, avevamo
  sempre  sostenuto e sosteniamo tutt'oggi che la lotta alla  mafia
  non  è  né  di destra né di sinistra, la lotta alla  mafia  è  di
  coloro    che    sono   persone   perbene   e   che   contrastano
  quotidianamente, con fatti concreti, coloro che, invece,  perbene
  non sono.
   Questa  legge  -  perché  oggi noi siamo legislatori  e  abbiamo
  questo  dovere  -  dimostra che, ancora una volta, perché  questi
  ultimi  anni ce lo dicono quotidianamente, c'è la possibilità  di
  migliorare la nostra terra, di lavorare per i nostri ragazzi,  di
  dimostrare che c'è tanto di buono, ma di dimostrare,  soprattutto
  quotidianamente, che abbiamo la possibilità di dire,  ancora  una
  volta,  basta  ad una antimafia parolaia, evviva  l'antimafia  di
  questo Parlamento, un'antimafia di cose concrete, un'antimafia di
  leggi, un'antimafia di fatti.

   ROMANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ROMANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è la prima  volta
  che  intervengo  in  Aula,  ma lo faccio  con  grande  gioia  nel
  dichiarare  il  sostegno  e  l'appoggio,  naturalmente   con   le
  dichiarazioni di voto, a questa legge.
   Mi  permetto  di  dire  un paio di cose, velocemente,  anche  al
  Presidente  Speziale, perché la sensazione che si  ha  in  questo
  momento di gioia quando si chiude un argomento così complesso,  è
  che  la  Commissione  antimafia la possiamo sciogliere,  dicevamo
  fuori quasi scherzando.
   Non  è  così,  non  deve essere così, questo è il  primo  passo;
  probabilmente stasera ci siamo accorti che nella legge - ma c'era
  troppo  entusiasmo - qualche piccolo errore è stato  fatto  nella
  forma, penso all'articolo 2 ma non è questo l'argomento, ormai il
  dibattito  è  chiuso, avremo modo di recuperarlo, il senso  della
  legge  è quello, mi piacerebbe interpretare questa norma più  che
  come una norma che contrasta la mafia una norma che accompagna un
  percorso di legalità.
   E'  un  a  cosa molto diversa che la lotta alla mafia: costruire
  un percorso di legalità soprattutto per le giovani generazioni  è
  un impegno che la politica deve assolvere e che può assolvere con
  questo piccolo passo.
   La  Commissione  non  deve  esaurire  il  suo  compito  ma  deve
  proseguire  a lavorare su queste cose, non è esaurito il  compito
  ampio della politica nel senso più nobile della parola, che  deve
  continuare  a combattere questa forma di criminalità  organizzata
  sul territorio.
   Pertanto,  mi associo al plauso di tutti per l'attività  svolta,
  all'attività  della  Commissione. Signor  Presidente,  credo  che
  dobbiamo  provare  a  trasmettere il  più  possibile,  sul  piano
  culturale e della comunicazione, il messaggio che passa da questa
  norma  e  trasferirlo il più possibile, soprattutto, alle giovani
  generazioni.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, la ringrazio, ringrazio i  colleghi
  parlamentari, i capigruppo che hanno manifestato il loro  assenso
  alla  legge,  che hanno contribuito a far lievitare  un  consenso
  attorno  alla  legge, ringrazio il Presidente dell'Assemblea,  il
  Governo che ha deciso di dare una corsia preferenziale al testo.
   Non  se abbiamo scritto una pagina storica ma so una cosa  molto
  semplice:  in  Sicilia  la  coscienza civile  e  di  rivolta  nei
  confronti  della mafia cresce giorno dopo giorno; sono  decine  e
  decine  gli  imprenditori  che rischiano  in  prima  persona  per
  denunciare  i  fenomeni  estorsivi e mafiosi;  sono  centinaia  e
  centinaia  i  cittadini  che  non  vogliono  più  sopportare   la
  prepotenza  mafiosa  e  criminale;   sono  milioni  i   cittadini
  siciliani  che non possono più sopportare l'idea che  la  Sicilia
  venga accoppiata alla mafia.
   So  tutto questo nella qualità di uomo politico della Sicilia  e
  so  che questo mio sentimento è largamente condiviso dalla classe
  politica  siciliana.  Rispetto a  questo  quadro  può  la  classe
  politica   rimanere  disattenta,  o  ha  l'obbligo,  invece,   di
  interrogarsi   e,  compatibilmente  con  gli  strumenti   propri,
  ordinari e normativi intervenire per sostenere questo processo di
  crescita?
   Questa  è  la  domanda di fondo a cui ha risposto la Commissione
  antimafia.
   La  Commissione  antimafia  quando è stata  insediata,  è  stata
  insediata  come  tante  volte  perché  si  riteneva  che  potesse
  svolgere solo un ruolo ordinario, di indagine, ma questo  sarebbe
  stato  un errore non cogliere nel più profondo significato quello
  che c'è nella coscienza di milioni di siciliani.
   Con  questa legge abbiamo, quindi, recuperato anche un  rapporto
  di  fiducia e di credibilità nei confronti di tanti siciliani che
  pensano che sia questo il luogo deputato a mettere norme concrete
  a contrastare la mafia.
   Signor  Presidente,  la  mia carriera  politica  l'ho  conclusa.
  Questa  è la mia quinta legislatura e quando mi avete chiesto  di
  fare  il  Presidente  della Commissione  antimafia  sono  rimasto
  onorato per il fatto che si è condivisa questa scelta e cioè  che
  venisse  fatta sul mio nome. Penso che quando si è  fatta  questa
  scelta uno degli elementi che avete tenuto in considerazione  era
  legato  ad  una  circostanza: al fatto che non  sono  abituato  a
  gridare, a manifestare ed a propagandare.
   La  politica  manifestata, propagandata, mi da fastidio,  mi  ha
  sempre  dato fastidio, ma sono abituato a quel percorso faticoso,
  quotidiano, di comportamento leale e corretto, di esempio che  mi
  ha  permesso,  per  tanti  anni, di potere  godere  di  un  vasto
  consenso  nel  mio  Comune e nella mia Provincia  attraverso  una
  coerenza dei comportamenti.
   Ho  pensato,  quindi,  che  dovevamo fare  norme  concrete.  Non
  gridare  per finalità proprie, personali. Non gridare  contro  la
  mafia  perché  essa  non ha paura delle grida,  di  nessuno.  Non
  propagandare contro la mafia, perché essa della propaganda non ha
  nessun  motivo,  ma  agire nel nome di chi  ha  pagato  in  prima
  persona  un  prezzo  altissimo  nei  confronti  della  lotta   di
  contrasto alla mafia.
   Non  sono  voluto intervenire nella vicenda di Pio La Torre,  ma
  se  c'è  un insegnamento che viene da quell'esempio è che l'unica
  legge vera che ha creato paura vera nei confronti della mafia, la
  legge  numero 65, è quella quando Pio La Torre assieme a  Rognoni
  fecero quella norma che ha permesso, oggi, di avere confiscati  i
  beni patrimoniali e mafiosi.
   Ricordo  La  Torre,  lo  ricordo in  questa  sede  e  in  questa
  occasione. Lo ricordo perché ho lavorato assieme a lui e  Pio  La
  Torre  non  era  tra  quelli che gridavano,  era  quello  che  ci
  incitava a lavorare fattivamente e concretamente. E', quindi,  un
  esempio. La Commissione antimafia si è ispirata a questo  modello
  e  cioè  di  fare norme concrete, di misurarsi sulla  base  delle
  proprie  competenze che non è quello di utilizzare la Commissione
  antimafia per costruirsi carriere; non è quello di utilizzare  il
  tema della mafia e dell'antimafia per poter affermare un punto di
  vista  personale  che, comunque, non incideva  nelle  scelte  più
  profonde.
   Abbiamo  fatto  un'altra scelta, ma non  siamo  soli  in  questa
  scelta  e vorrei citare due nomi qui, questa sera, nomi  che  non
  sono  alla  ribalta della cronaca. Mi riferisco ad un  mio  amico
  personale,  Renzo Caponnetti, che guida la sezione antiracket  di
  Gela,   che   ha  convinto  80  commercianti  e  imprenditori   a
  denunciare. Renzo Caponnetti, nessun altro. C'è poi chi lucra  su
  questo.  Così  come mi riferisco ai ragazzi di   Addio  pizzo   a
  Palermo,  ad  Enrico  Colaianni e ad altri  che  ogni  giorno  si
  espongono per convincere e promuovere la denuncia.
   Questo  è  il  quadro e in esso la politica doveva assolvere  al
  suo  compito  di  rispondere  positivamente  ad  una  domanda  di
  legalità  che  veniva dalla società siciliana e a questa  domanda
  siamo riusciti a rispondere attraverso le norme.
   Le  norme non sono solo quelle di contrasto per il racket,  esse
  sono  anche  pedagogiche  educative  perché,  quando  arriva   il
  messaggio  che l'Assemblea ha stabilito che da domani in  poi  il
  Presidente  della Regione si costituirà parte civile in  tutti  i
  processi  di mafia, il messaggio che arriva è educativo non  solo
  all'interno  ma  è  di accresciuto prestigio e credibilità  della
  Sicilia  nei confronti del resto del Paese, perché tutti sappiamo
  che si pone la questione che riguarda la nostra classe dirigente,
  del suo rapporto con il resto del Paese, del suo prestigio, della
  sua  credibilità, della sua autorevolezza. E quando  noi  abbiamo
  fatto  quella norma, essa in sé ci qualifica per potere andare  a
  fronte alta ad affrontare il tema della lotta alla mafia in tutto
  il resto del Paese.
   Così    come    le   norme   pedagogiche   educative   contenute
  nell'articolo 1, così come le norme premiali e sanzionatorie,  un
  complesso  di  norme  che non hanno visto la Commissione  divisa.
  Vogliamo chiederci perché?
   In  Commissione antimafia e poi nel Parlamento siciliano stasera
  il contributo è stato mosso da uno spirito unitario, perché tutti
  siamo  convinti che è arrivata una fase di svolta  e  nessuno  ha
  utilizzato  il tema della mafia come argomento per contrastare  o
  attaccare il singolo avversario politico, ma lo abbiamo fatto per
  proporre  un  quadro  normativo che  serva  a  far  lievitare  il
  prestigio della Sicilia.
   Signor  Presidente, rinnovo il ringraziamento ai  miei  colleghi
  della  Commissione che tanto hanno fatto ed hanno  ben  lavorato,
  rinnovo il ringraziamento alla I Commissione ed al suo Presidente
  che   hanno  lavorato  bene  e  speditamente,  rinnovo   il   mio
  ringraziamento   a   tutto  il  Parlamento  siciliano,   al   suo
  Presidente,  ai Capigruppo perché stasera davvero  abbiamo  fatto
  quello  che  è  il nostro dovere: una buona legge  nell'interesse
  della nostra Regione.

   SCOMA,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  le
  autonomie locali. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCOMA,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  le
  autonomie  locali. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  molto
  brevemente,  siamo  certamente  stanchi  ed  è  tardi  ma  volevo
  aggiungere  alle  parole  dette da tutti  i  colleghi  che  hanno
  parlato prima di me, dai Capigruppo e, soprattutto, ai Presidenti
  della  I  Commissione  Affari istituzionali' e della  Commissione
  Antimafia,   onorevoli    Minardo  e  Speziale,   certamente   il
  ringraziamento  mio personale ma, soprattutto,  del  Governo  per
  l'ottimo  lavoro svolto, per avere dato un contributo importante,
  l'augurio  che  certamente altri impegni così importanti  possano
  essere portati a termine.
   Volevo  aggiungere  che  il  Governo è  impegnato  sullo  stesso
  fronte con analoghe iniziative, abbiamo realizzato già importanti
  iniziative  che, certamente, si uniscono ad un disegno  di  legge
  che  diventa  fondamentale per le cose che abbiamo  detto  e  per
  quelle  che  vorremo realizzare, ma la Regione è  al  fianco  dei
  soggetti  che sono stati danneggiati, lo vuole essere,  e  questo
  era  uno dei nostri programmi e lo stiamo mettendo certamente  in
  pratica  ma  rivolgo  il  ringraziamento  più  vivo  a  tutto  il
  Parlamento  e  l'augurio  che si possa insieme  andare  avanti  e
  realizzare leggi importanti che possano e potranno qualificare il
  Parlamento come un Parlamento operoso, un Parlamento che produce.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato  dagli  onorevoli
  Cracolici  ed  altri  l'ordine del giorno  n.  50   iniziative  a
  livello  nazionale  per  modificare la legge  sullo  scioglimento
  degli enti locali per mafia .

               Votazione dell'ordine del giorno n. 50

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'ordine del giorno  numero  50.
  Il parere del Governo?

   SCOMA,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  le
  autonomie locali. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Misure di contrasto alla criminalità organizzata» (205/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del disegno di legge numero 205/A «Misure di  contrasto
  alla criminalità organizzata».
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          57
   Contrari            0

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   Norme sulla proroga delle autorizzazioni all'esercizio di cava e
   sull'aggiornamento del piano regionale dei materiali di cava e
    del piano regionale sui materiali lapidei di pregio  (133/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  votazione  finale  per   scrutinio
  nominale del  disegno di legge numero 133/A  Norme sulla  proroga
  delle  autorizzazioni all'esercizio di cava e  sull'aggiornamento
  del  piano  regionale dei materiali di cava e del piano regionale
  sui materiali lapidei di pregio .
   Comunico che ai sensi dell'articolo 117 del Regomento interno  è
  stato  presentato  l'emendamento 117.1   a  firma  dell'onorevole
  Caputo:  All'emendamento 1.6 sono soppresse le parole  decorsi  i
  quali si intende accolta .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Indìco,  pertanto,   la  votazione per  scrutinio  nominale  del
  disegno di legge 133/A.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti            34

   L'Assemblea  non  è  in  numero legale. Pertanto,  la  seduta  è
  rinviata  di  un'ora ed è convocata immediatamente la  Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

    (La seduta, sospesa alle ore 22.57, è ripresa alle ore 23.25)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


               Comunicazione del Calendario dei lavori

   PRESIDENTE.   La   Conferenza   dei   Presidenti   dei    Gruppi
  parlamentari,  riunitasi oggi 6 novembre 2008,  alle  ore  23,00,
  sotto  la  Presidenza  del  Presidente dell'Assemblea,  onorevole
  Cascio,    e    con   la   partecipazione   del    Vicepresidente
  dell'Assemblea,  onorevole Oddo, e dell'Assessore  Di  Mauro,  ha
  stabilito  che i lavori parlamentari della sessione  di  bilancio
  avranno il seguente svolgimento:

                        SESSIONE DI BILANCIO

    Venerdì  7  novembre 2008: inizio della sessione di  bilancio.
    Pertanto,  dalla  predetta  data  decorrono  i  quarantacinque
    giorni previsti dall'articolo 73 bis del Regolamento.

                             COMMISSIONI

    Entro  lunedì  17  novembre 2008, le  Commissioni  legislative
    permanenti,  dopo aver esaminato, per le parti  di  rispettiva
    competenza,  il  disegno  di  legge  finanziaria  2009  ed  il
    disegno di legge del bilancio di previsione della Regione  per
    l'esercizio  finanziario 2009 e pluriennale  per  il  triennio
    2009-2011, invieranno le proprie osservazioni e proposte  alla
    Commissione   Bilancio ,  nominando altresì  un  relatore  che
    partecipi,   per   riferirvi,  alle  sedute  di   quest'ultima
    Commissione (articolo 73 ter, comma 3, del Regolamento).
    Entro  martedì  9  dicembre 2008, la  Commissione   Bilancio ,
    anche   in  mancanza  delle  osservazioni  e  proposte   delle
    Commissioni   di  merito,  esaminerà  il  disegno   di   legge
    finanziaria  2009  ed  il disegno di  legge  del  bilancio  di
    previsione  della Regione per l'esercizio finanziario  2009  e
    pluriennale per il triennio 2009-2011, e nominerà il  relatore
    per l'Assemblea (articolo 73 ter, comma 6, del Regolamento).
    Nei  giorni  10, 11 e 12 dicembre 2008 saranno  espletati  gli
    adempimenti  di natura tecnico-contabile e per la  stampa  dei
    volumi del bilancio.

                                AULA

    A  partire da martedì 16 dicembre 2008, si procederà all'esame
    congiunto del disegno di legge finanziaria 2009 e del  disegno
    di   legge  del  bilancio  di  previsione  della  Regione  per
    l'esercizio  finanziario 2009 e pluriennale  per  il  triennio
    2009-2011.

                             **********

    Le   Commissioni   sono   autorizzate  ad   esaminare,   anche
    contestualmente all'esame dei documenti di bilancio, le  norme
    sul  contenimento della spesa già individuate dalla precedente
    Conferenza dei Capigruppo (Ato, Dipartimenti, Riforma  Sistema
    Sanitario, Enti locali, Confidi, Eas, IRCS).
    L'Aula,  a sua volta, potrà riunirsi nell'ultima settimana  di
    novembre  per  la  discussione ed  approvazione  dei  suddetti
    disegni  di  legge  e  degli  altri eventualmente   licenziati
    dalle  commissioni  che non comportino nuove o maggiori  spese
    ovvero diminuzioni di entrate.

     Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  rinviata  a   martedì  25
  novembre 2008, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I  -Comunicazioni
  II  - Svolgimento di  interrogazioni e  di  interpellanze  della
  Rubrica:  Bilancio e  finanze'
  III  -Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
  Rubrica:  Cooperazione, commercio, artigianato e pesca'
  IV  - Votazione finale del disegno di legge:
     -   Norme sulla proroga delle autorizzazioni all'esercizio  di
        cava e sull'aggiornamento del piano regionale dei materiali di
        cava e del piano regionale dei materiali lapidei di pregio  (n.
        133/A)

                  La seduta è tolta alle ore 23.27.

          Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 01.15

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli

      ALLEGATO  EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA  SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE N. 251/A:  NORME PER LA CONTINUITà DEL  REDDITO
  MINIMO D'INSERIMENTO

     All'articolo 1:

   Subemendamento 1.3.1:

  Al  comma  5  bis dell'art. 1 della legge regionale  19  maggio
  2005,   introdotto  dall'emendamento  1.3  sono  apportate   le
  seguenti modifiche:

  dopo le parole  dell'80%' sono inserite le seguenti parole  per
  i  comuni con popolazione pari o superiore a 10.000 abitanti  e
  del  90%  per  i  comuni  con popolazione  inferiore  a  10.000
  abitanti.'

   Emendamento 1.3:

  All'articolo 1 è aggiunto il seguente comma:

   2.  Dopo  il comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale  19
  maggio 2005, n. 5, sono aggiunti i seguenti commi:

   5  bis.  A  decorrere  dall'1 gennaio  2009  l'amministrazione
  regionale può prevedere il rifinanziamento dei cantieri di  cui
  al  comma  2,  nella  misura  massima  dell'80  per  cento  del
  fabbisogno segnalato dai comuni di cui al comma 1, da destinare
  in favore dei soggetti di cui al comma 3.

  5  ter.  Ai fini dell'accesso ai cantieri di servizi di cui  al
  precedente comma i soggetti destinatari devono:

  a)  avere prestato nell'anno 2008 attività lavorativa esclusiva
  nei cantieri di cui al comma 2;

  b)  dichiarare, ai sensi dell'articolo 26 della legge n. 15/68,
  di  essere  privi  di  qualsiasi altro emolumento  a  qualsiasi
  titolo  percepito  e  di  qualsiasi  tipo  di  patrimonio   sia
  mobiliare sotto forma di titoli di Stato, azioni, obbligazioni,
  quote  di fondi comuni di investimento e depositi bancari,  che
  immobiliare fatta eccezione:

  -  l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale che, se
  posseduta  a  titolo di proprietà, non può eccedere  la  soglia
  minima indicata dal comune;

  -  i  terreni agricoli posseduti il cui valore complessivo  non
  può  superare  il  25  per  cento del limite  massimo  previsto
  dall'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo  30  dicembre
  1992, n. 504.

  La  perdita  del  presente requisito comporta la  cancellazione
  dalle liste comunali dei soggetti destinatari dei programmi  di
  lavoro di cui al comma 2.

  5  quater.  I comuni esercitano il controllo sulle attività  di
  cui  al presente articolo, provvedendo al recupero delle  somme
  indebitamente   percepite   in   caso   di   accertamento    di
  dichiarazione  mendace  o  falsità  negli  atti  prodotti   dai
  soggetti  destinatari dell'attività lavorativa di cui al  comma
  2'.

  DISEGNO  DI  LEGGE  N.  194/A:  MISURE URGENTI  PER  FRONTEGGIARE
  L'AUMENTO  DEI CARBURANTI NEL SETTORE DELLA PESCA NONCHé  PER  IL
  RILANCIO COMPETITIVO DEL SETTORE

     All'articolo 1:

   Emendamento 1.1:

  All'articolo 1, dopo la parola  cadenza  aggiungere  la  parola
   almeno ,  e  dopo  le  parole  per  la  qualità  delle  acque
  sostituire le parole  e degli ambienti marino-costieri  con  le
  parole   marine  e  degli  ambienti  litoranei  allo  scopo  di
  conoscere  lo  stato  di  equilibrio degli  ecosistemi  marino-
  costieri .

     All'articolo 2:

   Emendamento 2.1:

  All'articolo 2, comma 1, sono apportate le seguenti modifiche:

  -  dopo la parola  trenta giorni , cassare  nell'arco temporale
  di  quattro mesi  e sostituire con  da effettuarsi entro il  31
  dicembre 2008 .

  -  dopo  la  parola  n. 129 , cassare da  ai fini  sino  a   16
  gennaio  2008 ;  e sostituire con  Il periodo  di  interruzione
  dall'attività di pesca, certificato dalle Capitanerie di  porto
  competenti    per   territorio,   derivante   dall'applicazione
  dell'articolo 81 del Regolamento CE n. 40 del 16 gennaio  2008,
  pubblicato  nella  G.U.U.E. n. 19 del 23  gennaio  2008,  verrà
  conteggiato ai fini della quantificazione dei giorni di arresto
  temporaneo .

   Emendamento 2.6:

  Al  terzo  rigo  del  comma 1, sostituire le parole   nell'arco
  temporale  di  quattro  mesi  con le seguenti   da  effettuarsi
  entro il 31 dicembre 2008 .

   Emendamento 2.8:

  All'articolo  2, comma 1, dopo le parole  legge 2 agosto  2008,
  n.  129   l'ultimo periodo è così sostituito:   Il  periodo  di
  interruzione   dall'attività  di   pesca,   certificato   dalle
  Capitanerie  di  porto  competenti  per  territorio,  derivante
  dall'applicazione dell'articolo 81 del Regolamento  CE  del  16
  gennaio  2008, n. 40, pubblicato nella G.U.U.E. n.  19  del  23
  gennaio  2008, è conteggiato ai fini della quantificazione  dei
  giorni di arresto temporaneo .

   Emendamento 2.2:

  Al   comma   2  dell'articolo  2  sono  apportate  le  seguenti
  modifiche: cassare  locale e/o .

   Emendamento 2.7:

  Al  comma 2 dell'articolo 2 sostituire al terzo rigo, le parole
   articolo  1, lettera b)  con le parole  articolo 6,  comma  1,
  lettera b) e comma 2 ;

   Emendamento 2.5:

  Al  comma 3 dell'articolo 2, ultimo rigo, sostituire le  parole
   al comma 2  con le seguenti  ai commi 1 e 2 .

   Emendamento 2.10:

   Il comma 5 dell'art. 2 va così riscritto:

   5.  L'Assessore regionale per la cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca  è  autorizzato  a   concedere   un
  contributo  alle  imprese di pesca iscritte  nei  compartimenti
  marittimi  siciliani,  quale concorso per  la  copertura  delle
  spese  sostenute  per il consumo di gasolio nel  biennio  2007-
  2008,  come si evince dal libretto consumo carburante.  Per  le
  finalità  del  presente comma è autorizzata  la  spesa  di  100
  migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2009 il cui  onere
  trova   riscontro  nel  bilancio  pluriennale  2008-2010  nelle
  disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2, accantonamento 1002. .

   Emendamento 2.3:

  Al  comma  6 dell'articolo 2, terzo rigo, sostituire le  parole
   al 6  con le seguenti  ai commi   4 e 5 .

     All'articolo 9:

   Emendamento 9.1:

   Entrata in vigore

  1.  la  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
  della   Regione  siciliana  ed  entrerà  in  vigore  il  giorno
  successivo a quello della sua pubblicazione.

  2.  E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla come legge
  della Regione. .

                       EMENDAMENTO AGGIUNTIVO

   Emendamento A.3.1:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art     -  Osservatorio  della pesca  del  Mediterraneo  -  1.
  L'Osservatorio  della  pesca  del  Mediterraneo,   di   seguito
  denominato Osservatorio, istituito dal Distretto produttivo  di
  cui al decreto dell'Assessore regionale per la cooperazione, il
  commercio,  l'artigianato e la pesca n. 182/12S del 6  febbraio
  2008,  ha  il fine di attivare studi in materia di innovazione,
  internazionalizzazione,  mercato,  finanza   di   distretto   e
  dell'ambiente marino a supporto del sistema delle imprese della
  filiera     ittica     e    dell'Amministrazione     regionale.
  L'Osservatorio, altresì, redige il Rapporto annuale della pesca
  e dell'acquacoltura.
  2. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la
  spesa  continuativa di euro 100.000 annui a decorrere dal 2009,
  che sarà erogata dall'Assessorato regionale della cooperazione,
  del commercio, dell'artigianato e della pesca.
  3.  L'onere trova riscontro nel bilancio pluriennale  2008-2010
  nelle   disponibilità  dell'U.P.B.  4.2.1.5.2,   accantonamento
  codice 1002 del bilancio della Regione.
  DISEGNO  DI LEGGE N. 205/A:  MISURE DI CONTRASTO ALLA CRIMINALITà
  ORGANIZZATA

     All'articolo 2:

   Emendamento 2.4:

  Al  comma  1,  dell'articolo 2 dopo le  parole   per  tutte  le
  operazioni relative all'appalto  aggiungere le parole  compresi
  i  pagamenti  delle  retribuzioni al personale  da  effettuarsi
  esclusivamente a mezzo bonifico bancario .

   Emendamento 2.2:

   Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

   1  bis.  -  I  bandi di gara prevedono, pena la nullità  degli
  stessi  la  risoluzione del contratto nell'ipotesi  in  cui  il
  legale   rappresentante   o  uno  dei  dirigenti   dell'impresa
  aggiudicataria  siano rinviati a giudizio  per  favoreggiamento
  nell'ambito  di  procedimenti relativi a reati  di  criminalità
  organizzata .

     All'articolo 3:

   Emendamento: 3.2:

  All'art. 3 cassare il comma 7.

     All'articolo 5:

   Emendamento 5.1:

  All'articolo 5, comma 1, dopo le parole  e assegnati ai comuni
  aggiungere le parole  o a loro consorzi .

   Subemendamento 5.1.1:

  All'emendamento  5.1  dopo  la parola   comuni   aggiungere  le
  parole  in forma singola o associata .

   Subemendamento 5.2.1 all'emendamento 5.2:

  Al   comma  1  sostituire   Presidenza'  con   Assessore   alla
  famiglia, alle politiche sociali e alle autonomie locali'.

      All'articolo 6:

   Emendamento 6.1:

  Al  comma 1 sostituire le parole  di cui all'articolo 4  con le
  parole  di cui all'articolo 5

     All'articolo 7:

   Emendamento 7.3:

   Al comma 1, dopo la parola  recupero  aggiungere le parole
    alle cooperative dei lavoratori dipendenti dell'impresa
   confiscata .

                       EMENDAMENTI AGGIUNTIVI

   Emendamento A.2:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art...  -  Qualificazione imprese - 1. I soggetti privati  che
  per  la  realizzazione  di opere di edilizia  civile,  impianti
  sportivi, ricreativi, strutture di ricettività turistica, siano
  destinatari  di qualsiasi forma di finanziamento o  sovvenzione
  pubblica  in conto interessi o in conto capitale per un  valore
  superiore  a 100.000 euro, sono tenute ad affidare l'esecuzione
  dei   lavori   ad  imprese  in  regola  con  le   norme   sulla
  qualificazione e certificazione antimafia ed in possesso  degli
  analoghi requisiti per le attestazioni SOA .

   Emendamento A.3.2:

  All'emendamento A.3 dopo le parole  1966  aggiungere le  parole
   Giuseppe Scalia morto a Cattolica Eraclea il 18.11.1945 .

   Emendamento A.3.1:

  Per  le  finalità di cui al presente articolo è autorizzata  la
  spesa  di 78 migliaia di euro per l'esercizio finanziario  2008
  cui  si provvede mediante corrispondente riduzione della U.P.B.
  4.2.1.5.2, cap. 215704 per l'esercizio finanziario medesimo.

   Emendamento A.3:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art  ...  -  1. Il secondo comma dell'articolo 20 della  legge
  regionale  19 settembre 1999, n. 20, recante  Norme in  materia
  di interventi contro la mafia e misura di solidarietà in favore
  delle  vittime  della  mafia  e  dei  loro  familiari'  e  così
  modificato:  anziché  dopo  la parola   mafia'  la  frase   nel
  periodo  compreso tra il 1944 e il 1960' e modificata  in   nel
  periodo compreso tra il 1944 e il 1966' .

  2.  L'elenco  nominativo allegato all'articolo 23  della  legge
  regionale 13 settembre 1999, n. 20, è modificato con l'aggiunta
  del  seguente nominativo  Carmelo Battaglia, Tusa (ME) 24 marzo
  1966'. :

   Emendamento A.5.2:

   L'imprenditore  che a seguito di sentenza penale  di  condanna
  passata in giudicato fosse dichiarato colpevole per il reato di
  cui  all'articolo 367 c.p. simulazione di reato',  commesso  al
  fine  di godere di benefici a qualunque titolo compresi  quelli
  di  cui  all'articolo 3, comma 2, lettere a),  b)  e  c)  della
  presente  legge,  viene  escluso  per  anni  5  dall'accesso  a
  qualunque  forma di beneficio, non solo di carattere economico,
  proveniente  dalla Regione siciliana o da altro  ente  pubblico
  regionale e/o locale.'

   Emendamento A.6:

  Dopo l'articolo 9 è aggiunto il seguente:

   Art.   9  bis  -  Commissione  di  controllo  -  Relativamente
  all'utilizzo delle misure agevolative, previste dal  Titolo  II
  della  presente legge, a beneficio dei soggetti  indicati  agli
  articoli 5, 6, 7 e 9 viene istituita con decreto del Presidente
  della  Regione  una  Commissione  di  controllo,  composta   da
  professionisti  esperti in materia, che a tal fine  presteranno
  la  loro  attività a titolo gratuito, avente quale  compito  la
  valutazione  della congruità e della economicità delle  istanze
  di  accesso  alle  misure agevolative  e  la  rispondenza  alle
  finalità sociali, sorrette da principi di economicità,  per  le
  quali vengono richieste'.

  DISEGNO   DI   LEGGE  N.  133/A:   NORME  SULLA   PROROGA   DELLE
  AUTORIZZAZIONI  ALL'ESERCIZIO DI CAVA  E  SULL'AGGIORNAMENTO  DEL
  PIANO  REGIONALE DEI MATERIALI DI CAVA E DEL PIANO REGIONALE  DEI
  MATERIALI LAPIDEI DI PREGIO

     All'articolo 1:

   Emendamento 1.6:

  Il comma 1 dell'articolo 1 è sostituito dal seguente:

   1. Sino all'approvazione del Piano regionale del materiale  da
  cava  di  cui all'articolo 1 della legge regionale  9  dicembre
  1980,  n. 127 e, in ogni caso, per non più di tre anni, qualora
  non   sia   stato  completato  il  programma  di   coltivazione
  autorizzato,   le  autorizzazioni  rilasciate   dal   Distretto
  minerario,  ad esclusione delle isole Eolie, sono prorogate  di
  diritto  fino al completamento del programma medesimo. Ai  soli
  fini  dell'abbandono in sicurezza delle cave, e per quelle  non
  rilasciate   in   sicurezza,  sono   consentite   le   attività
  conseguenti  che dovranno essere completate entro  dodici  mesi
  dalla relativa comunicazione di inizio lavori. L'autorizzazione
  amministrativa  verrà  rilasciata, su  richiesta  corredata  da
  perizia  asseverata  da  tecnico  abilitato,  di  concerto  con
  l'Assessorato  regionale  del  territorio  e  dell'ambiente   e
  dell'Assessorato regionale dei beni culturali ed  ambientali  e
  della  pubblica  istruzione, anche in  deroga  ai  procedimenti
  previsti  dalla normativa vigente, entro il termine di sessanta
  giorni,  decorsi  i quali si intende accolta. Ove  tecnicamente
  strettamente  necessario il piano di messa in  sicurezza  potrà
  interessare le aree contermini .

   Subemendamento 1.6.1:

  All'emendamento  1.6,  dopo la parola  istruzione'  cassare  le
  parole    anche  in  deroga  ai  procedimenti  previsti   dalla
  normativa vigente'.

   Emendamento 1.1:

  Alla  fine  del terzo comma aggiungere le seguenti parole:   La
  proroga  è autorizzata solo nei casi in cui sia stato  estratto
  almeno  il  60  per  cento del volume assentito  con  la  prima
  autorizzazione .

     All'articolo 3:

   Emendamento 3.2.1:

  Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

   3.  Dopo  il comma 3 dell'articolo 29 della legge regionale  9
  dicembre  1980, n. 127, aggiungere il seguente comma: Nei  casi
  di  sconfinamento  accidentale  dal  progetto  di  coltivazione
  autorizzato, le disposizioni del comma precedente si  applicano
  solo nei casi di recidiva'.

   Emendamento 3.4:

  All'articolo 3 sono inseriti i seguenti commi:

   3.  Nei  siti  già  oggetto di attività estrattiva  esauritasi
  prima  dell'entrata  in  vigore della legge  regionale  127/80,
  nonché   per   quelli  autorizzati  esclusivamente   ai   sensi
  dell'articolo  66  della  stessa legge è  possibile  effettuare
  opere  di  recupero ambientale ai sensi dell'articolo 19  della
  legge regionale 127/80 a condizione che dette opere siano anche
  finalizzate  alla  divulgazione  e  preservazione  dei   valori
  ambientali tipici del territorio.

  4.   Previa   dimostrazione  della  disponibilità  dei   luoghi
  interessati, le iniziative relative alle opere di cui al  comma
  precedente  possono  essere proposte  da  enti  competenti  per
  territorio, associazioni pubbliche e private nonché da  privati
  specializzati   nel  settore  ambientale  e  nell'assetto   del
  territorio.'.

             EMENDAMENTI AI SENSI DELL'ARTICOLO 117 DEL
                         REGOLAMENTO INTERNO

  DISEGNO  DI LEGGE N. 205/A:  MISURE DI CONTRASTO ALLA CRIMINALITà
  ORGANIZZATA

   Emendamento 117.1:

  Al  comma  1  dell'articolo  5 dopo  le  parole   e  successive
  modifiche  ed integrazioni' aggiungere le parole   ,  anche  se
  assegnati da questi in gestione a consorzi di comuni'.

  DISEGNO   DI   LEGGE  N.  133/A:   NORME  SULLA   PROROGA   DELLE
  AUTORIZZAZIONI  ALL'ESERCIZIO DI CAVA  E  SULL'AGGIORNAMENTO  DEL
  PIANO  REGIONALE DEI MATERIALI DI CAVA E DEL PIANO REGIONALE  DEI
  MATERIALI LAPIDEI DI PREGIO

   Emendamento 117.1:

  All'emendamento 1.6 sono soppresse le parole  decorsi  i  quali
  si intende accolta'.