Presidenza del presidente Cascio
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Presidenza del presidente Cascio
Saluto agli studenti del Liceo Fortunato Fedele' di Agira
ed alla comunità scolastica del comune di Montagna Reale.
PRESIDENTE. Do il benvenuto agli studenti del Liceo Scienze
sociali Fortunato Fedele' di Agira ed alla comunità scolastica
del comune di Montagnareale, seduti nei banchi del pubblico, che
ringrazio per la loro presenza alla seduta odierna.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo altresì che anche la richiesta di verifica del numero
legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Presidenza del presidente Cascio
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Donegani, Marinello, Fiorenza, Musotto e
Raia.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'agricoltura:
numero 25 - «Richiesta di dichiarazione di stato di calamità
naturale nel comune di Ramacca (CT)».
Firmatari: Pogliese Salvatore.
numero 43 - «Interventi per la definizione della pratica di
aggiudicazione relativa ad alcuni immobili siti nel comune di
Centuripe (EN) di proprietà del Consorzio agrario di Enna».
Firmatari: Galvagno Michele.
numero 131 - «Iniziative a favore dei cacciatori in ordine alla
sospensione del calendario venatorio 2008/2009».
Firmatari: Currenti Carmelo; Falcone Marco; Marrocco Livio.
- da parte dell'Assessore per la Sanità
numero 165 - «Interventi per l'assegnazione di due medici di
base a Catenanuova (EN)».
Firmatari:Galvagno Michele.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- «Modifiche alla legge regionale 10 gennaio 1995, numero 4
Ente autonomo regionale Teatro di Messina'» (numero 293),
- presentato dagli onorevoli Buzzanca, Ardizzone, Beninati,
Corona, Currenti, De Luca, Formica, Laccoto, Marrocco, Mineo,
Panarello, Picciolo, Pogliese, Rinaldi, Romano in data 6
novembre 2008 ;
- «Nuove norme in materia di gestione dei rifiuti e delle
acque» (numero 305),
- di iniziativa governativa presentato dal Presidente della
Regione (Lombardo) su proposta dell'Assessore per il territorio
e l'ambiente (Sorbello) in data 19 novembre 2008;
- «Misure per il potenziamento e la riqualificazione dei
servizi della motorizzazione civile sul territorio regionale»
(numero 306),
- presentato dall'onorevole Cordaro in data 20 novembre 2008;
-«Sostegno alla ricerca scientifica sul territorio regionale»
(numero 307),
- presentato dagli onorevoli Corona, Bosco, D'Asero, Campagna,
Leontini, Adamo, Torregrossa in data 20 novembre 2008;
- «Interventi in favore dell'emergenza ambientale nel settore
del traffico e della mobilità nella città di Messina» (numero
308),
- presentato dagli onorevoli Buzzanca, Formica, in data 20
novembre 2008;
- «Istituzione di una casa da gioco nel comune di Messina»
(numero 309),
- presentato dagli onorevoli Buzzanca, Formica, Arico',
Marrocco, Vinciullo in data 20 novembre 2008;
- «Istituzione della Fondazione Gianfranco Cupidi» (numero
310),
- presentato dagli onorevoli Arico', Pogliese in data 24
novembre.
Annunzio di presentazione di disegni di legge e di contestuale
invio
degli stessi alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati ed inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- «Inquadramento personale regionale nel ruolo di cui
all'articolo 6 della legge regionale n. 10/2000, in attuazione
dell'articolo 1, lettera b), della legge regionale n. 21/86»
(numero 294),
- presentato dall'onorevole Vinciullo in data 7 novembre 2008,
- inviato in data 12 novembre 2008;
- «Riduzione del personale regionale in servizio» (numero 295),
- presentato dall'onorevole Vinciullo in data 7 novembre 2008,
- inviato in data 18 novembre 2008;
- «Riordino della composizione degli organi istituzionali degli
enti locali, decentramento amministrativo e contenimento della
spesa pubblica» (numero 296),
- presentato dall'onorevole Faraone in data 12 novembre 2008,
- inviato in data 17 novembre 2008;
- «Attuazione del principio della pari rappresentanza per
l'elezione dei deputati regionali» (numero 298),
- presentato dall'onorevole Arena ed altri in data 13 novembre
2008,
- inviato in data 17 novembre 2008;
- «Modifiche alla normativa vigente per le elezioni comunali e
provinciali» (numero 299),
- presentato dall'onorevole Arena ed altri in data 13 novembre
2008,
- inviato in data 17 novembre 2008;
- «Norme per la promozione della Fondazione Danilo Dolci»
(numero 300),
- presentato dall'onorevole Oddo ed altri in data 13 novembre
2008,
- inviato in data 17 novembre 2008;
- «Norme per la promozione della Fondazione Francesco Carbone»
(numero 301),
- presentato dall'onorevole Oddo ed altri in data 13 novembre
2008,
- inviato in data 17 novembre 2008;
- «Norme per il rafforzamento dei diritti degli animali»
(numero 303),
- presentato dall'onorevole Gucciardi in data 14 novembre
2008,
- inviato in data 19 novembre 2008,
- PARERE VI.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- «Modifica dell'articolo 1 della legge regionale 8 giugno
2005, n. 8. Disposizioni per la circolazione gratuita sui mezzi
di trasporto urbano del personale docente» (numero 291),
- presentato dall'onorevole Adamo in data 6 novembre 2008,
- inviato in data 12 novembre 2008.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- «Norme per la promozione e valorizzazione delle botteghe
storiche» (numero 302),
- presentato dall'onorevole D'Antoni ed altri in data 14
novembre 2008,
- inviato in data 18 novembre 2008;
- «Interventi per la riqualificazione e il recupero dei centri
storici medioevali delineati da cinta muraria» (numero 304),
- presentato dall'onorevole D'Asero ed altri in data 14
novembre 2008,
- inviato in data 18 novembre 2008.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- «Istituzione del servizio di medicina legale nelle Aziende
ospedaliere» (numero 292),
- presentato dall'onorevole Fiorenza in data 6 novembre 2008,
- inviato in data 12 novembre 2008;
- «Riordino e razionalizzazione dell'assistenza specialistica
ambulatoriale territoriale nella Regione» (numero 297),
- presentato dall'onorevole Marrocco in data 12 novembre 2008,
- inviato in data 17 novembre 2008.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- «Riconoscimento della lingua dei segni italiana» (numero 35),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 18 novembre 2008,
- PARERE VI;
- «Norme di contenimento della spesa pubblica regionale e degli
enti sottoposti a vigilanza e controllo» (numero 88),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 11 novembre 2008,
- PARERE III;
- «Istituzione dell'agenzia promozione Sicilia» (numero 126),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 6 novembre 2008,
- PARERE III, IV;
- «Regolamentazione della sede di Acireale dell'istituto
superiore di giornalismo» (numero 199),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 12 novembre 2008;
- «Nuove norme per il funzionamento dei consigli di
circoscrizione» (n. 265),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 12 novembre 2008;
- «Norme volte a consentire l'esercizio autonomo del diritto di
voto ai cittadini non vedenti e ipovedenti» (numero 267),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 11 novembre 2008;
- «Disposizioni in materia di polizia locale» (numero 277),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 12 novembre 2008;
- «Norme per l'attribuzione dei seggi nei consigli comunali e
provinciali e per l'elezione diretta dei presidenti dei consigli
di circoscrizione» (numero 278),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 12 novembre 2008;
- «Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto recante
Modifiche alla legge 31 maggio 1965, numero 575, e successive
modifiche ed integrazioni, in materia di assegnazione dei beni
confiscati alla criminalità organizzata» (numero 284),
- di iniziativa governativa,
- inviato in data 6 novembre 2008,
- PARERE Commissione Antimafia;
- «Istituzione dell'area della vicedirigenza» (numero 286),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 12 novembre 2008;
- «Misure di fuoriuscita per lavoratori socialmente utili»
(numero 288),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 12 novembre 2008,
- PARERE V,BILANCIO (II);
BILANCIO (II)
- «Interventi in favore delle piccole e medie imprese siciliana
attraverso il credito d'imposta» (numero 182),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 6 novembre 2008,
- PARERE III, I;
- «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2009 e bilancio pluriennale per il triennio 2009-
2011» (numero 249),
- di iniziativa governativa,
- inviato in data 7 novembre 2008,
- PARERE I, III, IV, V, VI, UNIONE EUROPEA;
- «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2009»
(numero 250),
- di iniziativa governativa,
- inviato in data 7 novembre 2008,
- PARERE I, III, IV, V, VI, UNIONE EUROPEA;
- «Fondo per il microcredito nella Regione siciliana» (numero
264),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 12 novembre 2008,
- PARERE I.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- «Riforma dell'Istituto regionale della vite e del vino della
Sicilia» (numero 89),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 18 novembre 2008;
- «Interventi per la tutela e la valorizzazione delle specie
asinine autoctone siciliane e per la promozione della produzione
e della commercializzazione del latte di asina di origine
siciliana» (numero 200),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 12 novembre 2008.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- «Disposizioni per la tutela e lo svolgimento della
manifestazione automobilistica Targa Florio'» (numero 246),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 12 novembre 2008;
- «Istituzione del Parco dei monti Sicani» (numero 252),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 6 novembre 2008;
- «Norme per l'organizzazione dei porti siciliani in Sistema
portuale siciliano» (numero 268),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 12 novembre 2008;
- «Norme in materia di organizzazione territoriale e di
disciplina del Servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani»
(numero 280),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 6 novembre 2008;
- «Modifica alla legge regionale 8 giugno 2005, numero 8, in
materia di circolazione gratuita sui mezzi di trasporto pubblico
locale da parte degli appartenenti alle forze dell'ordine»
(numero 290),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 6 novembre 2008.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- «Disposizioni per prevenire e contrastare il fenomeno del
mobbing nei luoghi di lavoro» (numero 49),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 18 novembre 2008;
- «Norme per la disciplina e promozione della nascita e
sviluppo delle ludoteche» (numero 282),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 18 novembre 2008.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Dina, in data 6 novembre
2008, ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge
numero 224 «Inquadramento personale nel ruolo, anche in
soprannumero, di cui agli articoli 5 e 6 della legge regionale 15
maggio 2000, numero 10 in attuazione del comma 553 dell'articolo
2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244».
Comunico che l'onorevole Bonomo, in data 6 novembre 2008, ha
chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge numero
287 «Norme per il contenimento dei prezzi dei generi di prima
necessità, paniere alimentare».
Comunico che l'onorevole Galvagno, in data 14 novembre 2008,
ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge numero
52 «Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
recante Modifiche dello Statuto della Regione siciliana'».
Comunico che l'onorevole Di Guardo, in data 24 novembre 2008,
ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge numero
52 «Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
recante Modifiche dello Statuto della Regione siciliana'».
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che, in data 13 novembre 2008 l'onorevole
De Luca ha ritirato il disegno di legge «Nuove norme per
l'accesso al credito» (numero 261).
Comunico che, in data 24 novembre 2008, l'onorevole Oddo ha
ritirato il disegno di legge «Sistemi produttivi locali» (numero
161).
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico che la seguente richiesta di parere è
pervenuta ed inviata alla Commissione Ambiente e territorio'
(IV):
- Modifica alla Disciplina delle attività esercitabili e dei
divieti operanti in ciascuna zona del Parco dei Nebrodi (All. 2
del D.A. 4 agosto1993) (numero 5/IV),
pervenuta in data 19 novembre 2008,
inviata in data 20 novembre 2008.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che la seguente richiesta di parere è
pervenuta e resa dalla Commissione Attività produttive' (III):
- Direttive per la predisposizione dei criteri e modalità per
la concessione e l'erogazione del contributo previsto
dall'articolo 120 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6
(numero 4/III),
pervenuta in data 5 novembre 2008,
inviata in data 6 novembre 2008,
reso in data 18 novembre 2008.
Comunicazione di trasmissione di deliberazione della Corte dei
Conti
PRESIDENTE. Comunico che la Corte dei Conti - Sezione di
controllo per la Regione siciliana - ha trasmesso la
deliberazione numero 99/2008/contr. con la relazione avente ad
oggetto Indagine in materia di operazioni finanziarie relative
alla dismissione degli immobili della Regione siciliana,
pervenuta in data 21 novembre 2008. Copia della sopracitata
documentazione è stata trasmessa alla II Commissione
parlamentare.
Comunicazione di trasmissione di deliberazione del Governo
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la delibera della Giunta
regionale numero 223 del 30 settembre 2008 Piano economico degli
investimenti dei fondi assegnati alla Regione siciliana per le
finalità dell'articolo 38 dello Statuto - Articolo 1, comma 833,
della legge 27 dicembre 2006, numero 296'. Copia della medesima è
disponibile all'archivio del Servizio Commissioni
Comunicazione di trasmissione di prospetto concernete la
previsione e situazione trimestrale di cassa e di tesoreria della
Regione
PRESIDENTE. Comunico che l'Assessorato del bilancio e delle
finanze ha trasmesso, in data 12 novembre 2008, il prospetto
concernente la previsione e situazione trimestrale di cassa e di
tesoreria della Regione in attuazione dell'articolo 52, comma 5,
della legge regionale 3 maggio 2001, numero 6. Previsione 2008 e
Situazione definitiva al 31.12.2007. Copia della sopracitata
documentazione è stata trasmessa alla II Commissione
parlamentare.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
- numero 219 «Informazioni sulla disposizione n. 1980
dell'Assessorato Sanità in tema di convenzione dei medici della
medicina dei servizi».
- Presidente Regione.
- Assessore Sanità.
- Firmatario: Vinciullo Vincenzo.
- numero 220 «Notizie riguardo all'applicazione della legge
regionale numero 24/2007 sulla stabilizzazione del personale
addetto alla catalogazione dei beni culturali in Sicilia».
- Presidente Regione.
- Assessore Beni Culturali.
- Firmatario: Vinciullo Vincenzo.
- numero 221 «Interventi in favore dei lavoratori interessati
ai processi di crisi della società Pirelli di Villafranca Tirrena
(ME) e Siracusa».
- Presidente Regione.
- Assessore Bilancio.
- Assessore Lavoro.
- Assessore Industria.
- Firmatario: Vinciullo Vincenzo.
- numero 222 «Interventi per far fronte ai gravi incidenti
verificatisi negli stabilimenti petrolchimici siti nei comuni di
Gela (CL) e Priolo-Siracusa».
- Presidente Regione.
- Assessore Industria.
- Assessore Territorio.
- Assessore Sanità.
- Firmatari: Donegani Michele; Bonomo Mario; Panarello Filippo;
Marziano Bruno; Raia Concetta.
- numero 226 «Interventi urgenti al fine di nominare un
commissario ad acta per l'adozione in via definitiva del piano
regolatore generale presso il comune di Lampedusa e Linosa».
- Presidente Regione.
- Assessore Territorio.
- Firmatario: Di Benedetto Giacomo.
- numero 227 «Iniziative allo scopo di tutelare i lavoratori
precari in Sicilia dall'applicazione dell'articolo 49 della legge
numero 133 del 2008».
- Presidente Regione.
- Assessore Lavoro.
- Firmatari: Panepinto Giovanni; Marinello Vincenzo.
- numero 228 «Opportune iniziative allo scopo di consentire
all'organizzazione non governativa Medici senza frontiere (MSF)
il prosieguo delle attività nell'isola di Lampedusa».
- Presidente Regione.
- Assessore Sanità.
- Firmatario: Raia Concetta.
- numero 229 «Notizie circa la ventilata sottoscrizione, da
parte della fondazione Banco di Sicilia, di una quota di aumento
di capitale Unicredit».
- Assessore Bilancio.
- Firmatario: Adamo Giulia.
- numero 230 «Interventi per la tutela degli interessi e
dell'immagine della Sicilia».
- Presidente Regione.
- Firmatario: Lupo Giuseppe.
- numero 231 «Interventi al fine di conoscere i criteri
adottati dai vertici del teatro 'Bellini' di Catania per la
scuola di formazione e la compagnia di ballo».
- Presidente Regione.
- Assessore Beni Culturali.
- Firmatari: Raia Concetta; Mancuso Fabio Maria.
- numero 236 «Interventi di contrasto alla crisi della
cerealicoltura siciliana».
- Presidente Regione.
- Assessore Agricoltura.
- Assessore Industria.
- Assessore Bilancio.
- Firmatari: Falcone Marco; Currenti Carmelo; Scilla Antonino.
- numero 241 «Opportune iniziative allo scopo di indire
rapidamente la conferenza di servizi per il completamento della
discarica di Campobello di Licata (AG)».
- Presidente Regione.
- Assessore Territorio.
- Firmatari: Panepinto Giovanni; Di Benedetto Giacomo;
Marinello Vincenzo.
- numero 242 «Interventi di manutenzione presso le cave della
Pumex di Lipari (ME)».
- Assessore Territorio.
- Firmatario: Picciolo Giuseppe.
- numero 243 «Risorse per il personale co.co.co. impiegato nel
settore della pubblica istruzione in Sicilia».
- Presidente Regione.
- Assessore Lavoro.
- Firmatari: Donegani Michele; Marinello Vincenzo; Di Benedetto
Giacomo; Panepinto Giovanni; Raia Concetta; Digiacomo Giuseppe.
- numero 244 «Iniziative a livello nazionale per contrastare le
scelte assunte a danno del Mezzogiorno e della Sicilia».
- Presidente Regione.
- Firmatario: Lupo Giuseppe.
- numero 245 «Iniziative per contrastare il degrado ambientale
dei comuni siciliani».
- Assessore Territorio.
- Firmatario: Apprendi Giuseppe.
- numero 247 «Urgente deroga per il 2009 della cassa
integrazione guadagni straordinaria a favore dei lavoratori
Telecom s.r.l. e Tecnosistemi s.r.l.».
- Assessore Lavoro.
- Firmatari: Panarello Filippo; Cracolici Antonino.
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura
dell'interrogazione con richiesta di risposta in Commissione
presentata.
LEANZA EDOARDO, segretario:
- numero 223 «Nomina di consulenti per la stesura del piano
regolatore generale del comune di Ficarazzi (PA)».
- Presidente Regione.
- Assessore Territorio.
- Assessore Famiglia.
- Firmatario: Caputo Salvino.
PRESIDENTE. L'interrogazione testé annunziata sarà trasmessa al
Governo ed alle competenti Commissioni.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
- numero 218 «Notizie sulle procedure concorsuali utilizzate
dall'Autorità portuale di Augusta (SR) nelle assunzioni di undici
nuove figure professionali».
- Presidente Regione.
- Assessore Industria.
- Firmatario: Vinciullo Vincenzo.
- numero 224 «Intervento urgente per la salvaguardia della
sicurezza pubblica lungo la strada statale numero 113 in località
Capo Skino nel comune di Gioiosa Marea (ME)».
- Presidente Regione.
- Assessore Lavori Pubblici.
- Assessore Turismo.
- Firmatario: Currenti Carmelo.
- numero 225 «Dichiarazione dello stato di calamità naturale
per le avverse condizioni atmosferiche verificatesi nell'anno
2007».
- Presidente Regione.
- Assessore Agricoltura.
- Firmatario: Corona Roberto.
- numero 232 «Dichiarazione dello stato di calamità naturale
per il comune di Cammarata (AG) a seguito della tromba d'aria
verificatasi il 30 ottobre 2008».
- Presidente Regione.
- Assessore Agricoltura.
- Firmatario: Bosco Antonino.
- numero 233 «Rapida soluzione dei problemi che affliggono le
imprese siciliane a seguito della crisi dei mercati finanziari
internazionali».
- Assessore Bilancio.
- Firmatario: D'Asero Antonino.
- numero 234 «Iniziative per la tutela ambientale della Valle
del Fiumefreddo ( CT)».
- Presidente Regione.
- Assessore Territorio.
- Firmatario: Barbagallo Giovanni.
- numero 235 «Riduzione di consulenze ed incarichi esterni
presso l'amministrazione regionale».
- Presidente Regione.
- Assessore Presidenza.
- Firmatario: Barbagallo Giovanni.
- numero 237 «Iniziative a sostegno delle imprese artigiane».
- Assessore Bilancio.
- Firmatario: D'Asero Antonino.
- numero 238 «Proroga dei termini per l'aggiudicazione dei
lavori previsti dal Patto territoriale del Tirreno».
- Firmatario: Corona Roberto.
- numero 239 «Iniziative per la diffusione della copertura ADSL
a banda larga nel comune di Cerami (EN)».
- Presidente Regione.
- Assessore Bilancio.
- Firmatario: Galvagno Michele.
- numero 240 «Tutela dei posti di lavoro nello stabilimento
ERGOM di Termini Imerese (PA)».
- Presidente Regione.
- Assessore Lavoro.
- Firmatari: Lupo Giuseppe; Apprendi Giuseppe.
- numero 246 «Misure per garantire la regolare erogazione dei
contributi spettanti alle IPAB».
- Assessore Famiglia.
- Firmatario: D'Antoni Orazio.
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interpellanze presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
- numero 33 «Iniziative a favore della stabilizzazione del
personale dei catalogatori dipendenti della Regione».
- Presidente Regione.
- Assessore Presidenza.
- Assessore Beni Culturali.
- Firmatari: De Benedictis Roberto; Panarello Filippo.
- numero 34 «Iniziative urgenti allo scopo di conoscere i
criteri selettivi di personale adottati dalla società 'Interim
25' s.p.a. per conto della società 'Sicilia e-Innovazione'».
- Presidente Regione.
- Firmatario: Panepinto Giovanni.
-numero 35 «Riorganizzazione e potenziamento delle farmacie
nella città di Agrigento».
- Presidente Regione.
- Assessore Sanità.
- Firmatario:Di Benedetto Giacomo.
PRESIDENTE. Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno
annunzio senza che il Governo abbia dichiarato di respingere le
interpellanze o abbia fatto conoscere il giorno in cui intende
trattarle, le interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
- numero 73 «Iniziative per prorogare le misure agevolative
IRAP di cui agli articoli 13 e 15 della legge regionale n.
21/2003», degli onorevoli D'Asero Antonino; Leontini Innocenzo;
Bosco Antonino; Corona Roberto; Torregrossa Raimondo.
Presentata il 13/11/08.
- numero 74 «Misure di contrasto all'aumento della TARSU da
parte delle amministrazioni comunali», degli onorevoli Aricò
Alessandro; Caputo Salvino; Marrocco Livio; Pogliese Salvatore;
Vinciullo Vincenzo.
Presentata il 21/11/08.
- numero 75 «Iniziative a livello nazionale per la modifica del
soggetto passivo della TARSU», degli onorevoli Campagna, Bosco,
Corona e Torregrossa.
Presentata il 25/11/08.
PRESIDENTE. Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine
del giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
di discussione.
Comunicazione di ritiro di mozione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 12 novembre 2008, l'on.
Caputo, primo firmatario della mozione numero 61 «Iniziative a
sostegno dei lavoratori della Pumex di Lipari (ME)», ha
dichiarato di ritirarla in quanto superata a seguito
dell'accettazione come raccomandazione da parte del Governo
dell'ordine del giorno n. 40, a sua firma, di identico contenuto.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'interpellanza numero 18
PRESIDENTE. In riferimento all'interpellanza numero 18
«Interventi atti ad assicurare la continuità dell'attività
venatoria, sospesa con provvedimenti del TAR del 9 settembre
2008»', a firma dell'onorevole Camillo Oddo, comunica che, con
nota 103189/Gab 3 A dell'11 novembre 2008, l'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, ha rappresentato che, a seguito
dell'emanazione del decreto assessoriale n. 1837 del 23
settembre 2008, l'interpellanza stessa è superata.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa ad interrogazione numero 105
PRESIDENTE. In riferimento all'interrogazione numero 105, con
richiesta di risposta in Commissione, a firma dell'onorevole
Caputo, «Provvedimenti in ordine alla gestione della mobilità dei
dirigenti dell'Ente siciliano per la promozione industriale»,
comunico che il Presidente della III Commissione legislativa
permanente Attività produttive' con nota 572/cp del 20 novembre
2008, ha trasmesso la relativa risposta, resa - come da accordi
presi tra le parti - in forma scritta dall'Assessore per
l'industria nel corso della seduta numero 33 del 28 ottobre 2008
della citata Commissione.
Il testo integrale della suddetta risposta sarà pubblicato in
allegato al resoconto stenografico dell'odierna seduta.
Comunicazione relativa alle interrogazioni numeri 143 - 177 - 217
PRESIDENTE. Comunico che le seguenti interrogazioni:
- numero 143 «Provvedimenti per far fronte alla mancata
assistenza domiciliare integrata presso l'AUSL 3 di Catania»;
- numero 177 «Interventi per il ripristino della legalità
nell'azienda ospedaliera Umberto I di Enna»;
- numero 217 «Iniziative a favore dell'esenzione dal pagamento
della TARSU per le scuole siciliane»,
annunziate come interrogazione con richiesta di risposta orale,
rispettivamente nella seduta nella seduta n. 23 del 30 settembre
2008, n. 32 del 21 ottobre 2008 e n. 40 del 6 novembre 2008,
sono da intendersi presentate con richiesta di risposta scritta.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Bilancio e finanze'
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della Rubrica
Bilancio e Finanze'.
Si passa all'interrogazione numero 80 «Attuazione in Sicilia
del D.M. numero 40 del 18/01/2008, riguardante il blocco dei
pagamenti da parte della pubblica amministrazione», a firma degli
onorevoli Vinciullo, Aricò, Pogliese.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il bilancio e
le finanze, premesso che:
il d.m. numero 40 del 18/01/2008 ha consentito l'applicazione
dell'articolo 48 bis del DPR 29 settembre 1973, numero 602, in
tema di blocco dei pagamenti da parte della pubblica
amministrazione qualora si attestino inadempienze esattoriali
superiori a euro 10 mila. Tale disposizione regolamentare è
indirizzata all'agente di riscossione EQUITALIA SPA e società da
essa partecipate, come lo stesso documento identifica;
il già citato d.m. numero 40/2008 ha consentito, tra l'altro
l'applicazione dell'articolo 48 bis del DPR 29 settembre 1973,
numero 602, in tema di blocco dei pagamenti da parte della
pubblica amministrazione qualora si attestino inadempienze
esattoriali superiori a 10 mila;
considerato che:
l'inapplicabilità del regolamento di cui al decreto
ministeriale numero 40/2008 alla riscossione delle entrate
spettanti alla Regione siciliana, affidata dalla legge regionale
numero 19 del 22/12/2005, articolo 2, alla RISCOSSIONE Sicilia
SPA - società privata capogruppo della partecipata SERIT Sicilia
SPA e non alla EQUITALIA SPA o alle società dalla stessa
partecipata;
il provvedimento di pignoramento di cui al citato d.m. 40/2008
non può essere emesso, evidentemente, dalla SERIT Sicilia SPA, ed
è quindi illegittima la procedura attuata in Sicilia;
tale evidenza ha portato la Confindustria di Siracusa ad
inoltrare atto di interpello al garante del contribuente ai sensi
dell'articolo 13 della legge 212/2000;
il garante ha recepito in pieno le motivazioni avanzate e, con
nota del 04/06/2008, ha trasmesso copia dell'interpello a
RISCOSSIONE Sicilia SPA e all'Assessorato del bilancio e delle
finanze - dipartimento delle finanze e del credito, chiedendo
chiarimenti in merito alla legittima applicazione della suddetta
norma nel territorio della Regione siciliana ed altresì su altri
aspetti tecnico/procedurali che nel complesso penalizzano il
contribuente siciliano;
l'Assessorato del bilancio e delle finanze, con nota del
03/07/2008 pervenuta in data 07/07/2008, con una interpretazione,
del tutto dottrinale, afferma che, poiché l'articolo 48 bis del
DPR 602/73 si applica nel territorio della Regione siciliana,
l'applicazione della norma primaria reca come conseguenza
l'applicazione della norma secondaria, quale appunto il d.m.
40/2008, che contiene le disposizioni di dettaglio par la pratica
di attuazione della prima';
tenuto conto che:
la richiesta avanzata dalla Confindustria Siracusa mira
esclusivamente a tutelare i diritti dei contribuenti siciliani
che, con l'introduzione di tale iniquo provvedimento, sono stati
'vessati' ulteriormente e colpiti nelle loro legittime azioni di
tutela, in violazione del principio che il debito debba essere
certo e scaduto;
il provvedimento non prende in considerazione le azioni
eventuali di contenzioso in atto e tantomeno istanze di
rateizzazione che in qualunque procedura civile sono sufficienti
a suscitare dubbi del giudice ordinario nel sospendere qualunque
azione coattiva nei confronti dell'ipotetico debitore;
tale provvedimento segue le azioni coattive già in essere:
1. ipoteca sugli immobili;
2. fermo amministrativo sugli automezzi;
visto che:
il blocco dei pagamenti nei confronti delle aziende fornitrici
di beni e servizi alla pubblica amministrazione superiore a euro
10 mila le penalizza ulteriormente, in quanto il mancato incasso
del corrispettivo per l'opera resa alla pubblica amministrazione
li mette nella condizione di non recuperare i costi operativi già
sostenuti e da esse anticipate. Ne consegue che la norma su tali
soggetti dovrebbe prevedere il blocco sulla quota di utili
pagando comunque la parte di corrispettivo relativo al reintegro
dei costi;
per non penalizzare le piccole imprese, sarebbe auspicabile che
la Regione siciliana elevi il limite dalle attuali 10 mila ad 100
mila;
per sapere se non ritengano improcrastinabile emanare uno
specifico regolamento recante le modalità di attuazione
dell'articolo 48 bis DPR per le entrate di competenza della
Regione siciliana, che tenga conto:
a) delle posizioni ancora da definire, in presenza cioè di
contenzioso, di sospensione, di istanze di rateizzazione e/o in
corso di rateizzazione;
b) del blocco di pagamenti per importi superiori a euro 100
mila e comunque nella percentuale non superiore al 30 per cento
del credito vantato nei confronti della pubblica
amministrazione». (80)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
risposta.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con l'interrogazione numero 80
l'onorevole Vinciullo lamenta l'applicazione in Sicilia del
decreto ministeriale numero 40 del 18/01/2008 recante le modalità
di attuazione dell'articolo 48 bis del DPR numero 602/1973,
contenente le disposizioni in materia di pagamenti da parte della
Pubblica amministrazione, qualora si attestino inadempienze
esattoriali superiori a 10 mila Euro.
Al fine di non penalizzare le piccole imprese, l'onorevole
Vinciullo, con gli altri firmatari, sollecita e richiede
l'opportunità di uno specifico regolamento recante le modalità di
attuazione di cui all'articolo 48 bis del DPR per le entrate di
competenza della Regione siciliana.
Con riferimento alla problematica sollevata dagli onorevoli
interroganti, appare utile chiarire quanto segue.
Il Decreto ministeriale di che trattasi è stato emanato per
consentire l'applicazione dell'articolo 48 bis del DPR 29/09/1973
numero 602, introdotto dall'articolo 2, comma 9, del disegno di
legge 262/2006 convertito poi nella legge 286/2006.
Ciò premesso è bene soffermarsi sui rapporti intercorrenti tra
la legislazione statale e la legislazione regionale in materia
tributaria, nella quale la Regione siciliana è stata riconosciuta
una regione che ha la competenza legislativa concorrente.
Al riguardo l'articolo 6 del DPR del 26/07/1965 numero 1074
recante norme di attuazione dello Statuto siciliano in materia
finanziaria dispone che le leggi statali si applichino nel
territorio della regione, salvo quanto essa disponga
nell'esercizio e nei limiti della sua competenza legislativa .
Poiché nel caso in specie, la Regione non ha legiferato, è
evidente che la norma de quo, l'articolo 48 bis, si applica nel
territorio della regione, come del resto si applica il DPR numero
602 del 1973.
L'applicazione della norma primaria reca come conseguenza
l'applicazione della norma secondaria, quale appunto il Decreto
Ministeriale numero 40 del 2008 che contiene le disposizioni di
dettaglio per la pratica attuazione della prima legge.
La circostanza che tale D.M. sia nelle premesse che
nell'articolato, faccia riferimento solo agli agenti di servizio
nazionale di riscossione non può escluderne la riferibilità
all'agente della riscossione dell'omologo servizio regionale,
considerato che per quest'ultimo le norme statali e regionali di
settore sanciscono gli stessi obblighi e gli stessi diritti dei
primi.
Basta citare l'articolo 2 comma 1 della legge del 22 dicembre
2005, numero 19, che recita: gli obblighi, i diritti e i
rapporti riferiti nell'articolo 3 del decreto legge 30 settembre
2005, numero 203, nonché della relativa legge di conversione e
successive modifiche ed integrazioni alla Riscossione spa' (oggi
Eauitalia spa) devono intendersi riferiti in Sicilia alla
Riscossione Spa di cui al comma 3 .
Ciò è in linea con l'ormai consolidato orientamento
giurisprudenziale costituzionale che riconosce la potestà
regionale concorrente in materia di riscossione, quale sussiste
in Sicilia, che si traduce nell'esercizio da parte
dell'Amministrazione regionale dei compiti inerenti alla
riscossione, che la legge attribuisce, per il restante territorio
regionale, all'amministrazione statale (Cost., sentenza della
Corte Costituzionale numero 186 del 1999) e con il principio
dell'unitarietà del servizio di riscossione affermato dal TAR
Palermo (sentenza 241 del 1993, I sezione) secondo il quale il
servizio di riscossione, ancorché in Sicilia faccia capo
all'Amministrazione regionale sotto il profilo organizzativo,
svolge contemporaneamente funzioni sia per conto della Regione
che per conto dello Stato.
Non va inoltre trascurata la collocazione sistematica
dell'articolo 48 bis nell'ambito del Decreto Presidenziale 602
del 1973.
Tale articolo è inserito infatti nel titolo II del predetto DPR
602 del 1973 che è espressamente richiamato dall'articolo 3 del
D.L. 203/2005, con riferimento alle attività che Equitalia e,
quindi, anche Riscossione Sicilia spa', in forza del rinvio
dinamico dell'articolo 2 della legge regionale numero 19 del
200, è chiamata a svolgere.
Pertanto, sarebbe contraddittorio sostenere che solo il citato
articolo 48 bis si applica alla Società di riscossione regionale
e non anche il decreto Ministeriale 40 del 2008, che contiene la
relativa disciplina di applicazione.
Premesso quanto sopra, si evidenzia che il dipartimento del
bilancio e tesoro dell'Assessorato da me guidato, già con la
circolare numero 1 del 13 settembre 2007, aveva richiamato
l'attenzione di tutti gli uffici dell'Amministrazione regionale
sull'immediata applicabilità ai pagamenti disposti dalla Regione
delle disposizioni dell'articolo 48 bis e del DPR 602 del 1973 e
successivamente con le circolari numero 1 del 26 marzo 2008 e
numero 4 del 17 aprile 2008, aveva dettato disposizioni sulla
conseguente applicazione del regolamento recato dal più volte
citato decreto Ministeriale 40 del 2008.
Da ultimo, il dipartimento, con nota 47904 del 19 settembre
u.s., ha esteso agli uffici regionali i contenuti della circolare
del Ministero dell'Economia e delle Finanze numero 22 del 29
luglio 2008, contenente ulteriori chiarimenti in ordine
all'ambito di operatività della norma de qua.
Conclusivamente, il mancato riferimento, nel predetto D.M., a
Riscossione Sicilia S.p.A. non può condurre ad escluderne gli
effetti nell'ambito regionale siciliano.
Infatti, sia Riscossione Sicilia SpA che SERIT Sicilia S.p.A,
(dalla prima partecipata e controllata), sono pienamente inseriti
nel contesto nazionale, pur facendo capo alla Regione siciliana
sotto il profilo organizzativo e svolgono il servizio di
riscossione anche per conto dello Stato e di altri enti pubblici,
secondo le medesime regole nazionali in materia vigenti e secondo
le regole regionali eventualmente emanate dalla Regione.
Con riguardo alla specifica domanda dell'onorevole Vinciullo,
inerente l'emanazione di uno specifico regolamento recante le
modalità di attuazione dell'articolo 48 bis del D.P.R. numero
602/1973 per le entrate di competenza della Regione siciliana,
che tenga conto:
a) delle posizioni ancora da definire, in presenza cioè di
contenzioso, di sospensione, di istanze di rateizzazione e/o in
corso di rateizzazione;
b) b) del blocco di pagamenti per importi superiori ad euro 100
mila e comunque nella percentuale non superiore al 30 per cento
del credito vantato nei confronti della pubblica amministrazione;
si fa presente che il Ministero dell'Economia e delle Finanze,
con propria circolare numero 22 del 29/07/2008, ha chiarito, tra
l'altro, che l'articolo 48 bis non trova applicazione in tutti i
casi in cui il beneficiario del pagamento, che sia debitore per
una cartella non pagata, abbia ottenuto una dilazione oppure una
sospensione amministrativa o in via di autotutela. Ciò in quanto,
nei predetti casi, il termine di pagamento della cartella non può
essere considerato tecnicamente scaduto. Stesso ragionamento va
fatto nel caso in cui l'importo delle cartelle di pagamento sia
stato rateizzato.
Per quanto concerne le cartelle di pagamento oggetto di
contenzioso, la disciplina prevista dall'articolo 48 bis del
D.P.R. numero 602/1973 non si applica solo qualora il Giudice
tributario abbia emesso un'ordinanza di sospensione,
sussistendone i prescritti requisiti. Diversamente, l'articolo 39
del D.P.R. numero 602/1973, esclude che il semplice ricorso
prodotto avanti al giudice tributario abbia un automatico effetto
sospensivo e, pertanto, in questo caso, trova applicazione la
disciplina di cui all'articolo 48 bis così come enunciato.
Inoltre, per quanto concerne l'elevazione ad euro 100.000,00
dell'attuale limite di euro 10.000,00 previsto dal più volte
citato articolo 48 bis del D.P.R. numero 602/1973, trattandosi di
norma di rango nazionale, come è ben noto non può essere
modificata se non con una norma di uguale valenza e non con un
regolamento, così come auspicato nel testo dell'interrogazione.
Da quanto sopra, pertanto, non si ravvisano illegittimità
nell'emissione dei provvedimenti di pignoramento emessi da SERIT
Sicilia S.p.A. e quindi nella procedura attuata in Sicilia in
applicazione del D.M. numero 40/2008.
Infine, è opportuno precisare che dalla data della
presentazione dell'interrogazione, è intercorsa una modifica
legislativa che comporta il superamento di alcuni chiarimenti che
sono stati richiesti. Infatti, l'articolo 2 della legge regionale
8 ottobre 2008, numero 9, dispone che l'Assemblea regionale ha
provveduto ad abrogare l'articolo 17 della legge regionale 6
febbraio 2008, numero 1, che recitava: I contributi concessi a
qualsiasi titolo dalla Regione sono revocati qualora sia
accertato a carico dei soggetti beneficiari evasione fiscale o
contributiva .
Per quanto concerne invece l'elevazione a euro 100.000,00
dell'attuale limite di euro 10.000,00, per come sopra detto
trattandosi di norma di rango nazionale, sebbene la norma è
condivisibile ed apprezzabile, al fine di agevolare le piccole
imprese presenti nel territorio siciliano, personalmente mi
impegno a rivolgere, nell'adeguata sede nazionale, la richiesta
inoltrata per le opportune valutazioni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevole Assessore, volevo
dichiararmi soddisfatto della risposta che ho avuto da parte del
Governo.
In questi mesi ho avuto modo di apprezzare l'attenzione con la
quale l'Assessore Cimino ha seguito questo problema. Ciò che mi
tranquillizza è soprattutto l'ultima parte del ragionamento,
laddove l'Assessore Cimino si impegna, a nome del Governo e,
quindi, anche del Parlamento tutto, a sollecitare il Governo
nazionale ad una modifica di questo DPR che, oggettivamente, ha
messo in difficoltà le imprese siciliane.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza numero 16 «Direttive a
favore dell'applicazione agli Uffici di gabinetto degli Assessori
regionali delle norme di contenimento della spesa per
consulenze», a firma degli onorevoli Lupo e Gucciardi.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
la relazione sul rendiconto generale della Regione siciliana
per l'anno 2007 da parte delle sezioni riunite in sede di
controllo della Corte dei conti ha denunciato la sostanziale
disapplicazione di norme di legge tendenti al contenimento della
spesa e alla riduzione di incarichi di studio e consulenze a
soggetti esterni all'amministrazione;
l'articolo 9, comma 6, della legge regionale 8 febbraio 2007,
numero 2 (Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno
2007) dispone che l'amministrazione regionale può conferire tali
incarichi in misura non superiore al 50 per cento delle spese
impegnate allo stesso scopo nel 2005;
tali norme, è la denuncia della Corte dei conti, sono state di
fatto ignorate con riferimento agli uffici di gabinetto degli
Assessorati regionali: non solo non sono state ridotte le spese
in questione ma, in molti casi, esse sono addirittura aumentate;
l'ufficio di gabinetto dell'Assessorato dei beni culturali,
ambientali e della pubblica istruzione registra un incremento di
tali spese pari al 98,3 per cento rispetto al 2005, quello
dell'Assessorato dei lavori pubblici un aumento del 43,6 per
cento, e solo l'ufficio di gabinetto dell'Assessorato della
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali ha operato
una riduzione del 53,1 per cento con riferimento all'esercizio
2005;
in base a dati solo parziali, le consulenze e gli incarichi di
studio conferiti dagli uffici di gabinetto dei vari Assessorati
raggiungono la cifra di 51, per una spesa totale di oltre 846
mila euro;
considerato che:
tutti gli uffici di gabinetto hanno ritenuto non applicabile
agli stessi i tagli alla spesa per consulenze fissati nella
legge;
ciò anche sulla scorta della circolare della ragioneria
generale della Regione numero 5 dell'11 aprile 2007, nella quale
si afferma che l'articolo 9, comma 6, della legge regionale
numero 2/07, con l'espressione Amministrazione regionale si
riferirebbe solo ai dipartimenti regionali e agli uffici
equiparati;
la conclusione cui si giunge è che gli uffici di gabinetto, non
appartenendo a nessuna struttura amministrativa, non sono tenuti
al rispetto dei tetti di spesa previsti per legge;
lo stesso ragionamento trova applicazione in riferimento alla
normativa (articolo 7, comma 6, del d.lgs. numero 165/01) che
impone la procedura comparativa nella scelta del consulente;
in modo uniforme, tutti gli uffici di gabinetto interpellati
dalla Corte dei conti in merito alle modalità di scelta del
consulente hanno ribadito che l'unico criterio applicabile
sarebbe la scelta fiduciaria, intuitu personae, operata dal
vertice politico;
ritenuto che:
la conclusione cui si perviene è che gli uffici di gabinetto
degli Assessorati costituirebbero una sorta di zona franca, in
cui l'applicazione delle leggi di contenimento della spesa possa
essere disattesa anche a costo di quelle che la Corte dei conti
definisce 'artificiose quanto fragili costruzioni ermeneutiche';
non vi è dubbio, infatti, che la ratio delle norme disapplicate
sia quella di ridurre la parte comprimibile della spesa corrente
e che l'espressione Amministrazione regionale vada intesa
nell'accezione più ampia, coincidente con tutte quelle strutture
che traggono dal bilancio della Regione le fonti di
finanziamento;
le norme sulla riduzione della spesa per incarichi e consulenze
andavano, pertanto, applicate rigorosamente;
la legge finanziaria della Regione siciliana, per il 2008, non
contiene alcuna norma riferibile al tema in oggetto;
per conoscere:
quali siano i criteri con i quali il Presidente della Regione e
gli Assessori stanno procedendo alla composizione dei propri
uffici di gabinetto e se intendano applicare le procedure
comparative richieste dalla legislazione nazionale nella nomina
dei consulenti esterni;
se il Presidente della Regione non ritenga indispensabile,
anche in mancanza di una specifica disposizione di legge per
l'esercizio in corso, ma in linea con le indicazioni contenute
nel DPEF 2007/2011, razionalizzare tali spese, attivando a tal
fine uno specifico monitoraggio sull'operato degli Assessorati,
avvalendosi prioritariamente della collaborazione di personale
appartenente all'Amministrazione regionale». (16)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
risposta.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Non vi è dubbio
che la premessa dell'interpellanza costituisce un pressoché
puntuale excursus dello stato dell'opera, ma appare opportuno
sottolineare, come peraltro ribadito dall'interpellante, che il
tutto vada riferito all'anno 2007, avendo l'articolo 9 della
legge 2 del 2007, limitato ogni azione a farsi solo per
quell'anno.
A riguardo di quanto richiesto dall'onorevole Lupo, occorre
precisare quanto segue:
con l'articolo 3 della legge regionale numero 9 del 2006
veniva riformato il servizio di pianificazione e controllo
strategico' degli uffici di diretta collaborazione degli
assessori e del Presidente della Regione.
Il comma 3 bis del citato articolo dà facoltà agli assessori
di avvalersi di un consulente esperto ed al Presidente di
avvalersi di non più di due consulenti.
Detta facoltà dal punto di vista dell'imputazione della spesa è
stata individuata e messa in carico ai già esistenti capitoli
previsti per i consulenti nominati ai sensi dell'articolo 51
della legge 41 del 1985.
Pertanto, in forza delle citate norme, è data facoltà ai membri
del Governo di potersi avvalere fino ad un massimo di quattro
consulenti per assessore e di cinque per il Presidente.
Va subito detto che, comunque, tale facoltà deve, ovviamente,
potere trovare riscontro nelle disponibilità del bilancio della
Regione siciliana, e in tal senso, occorre dire che ormai da anni
i capitoli del bilancio all'uopo destinati, non subiscono
variazioni di stanziamento in aumento, così come è rimasta
invariata la delibera di giunta numero 289 del 21 novembre del
2000 che fissava il compenso dei consulenti in 2.065,83 euro,
circa 4 milioni delle vecchie lire, e che, pertanto, anche in
forza delle norme vigenti il numero dei consulenti non è di fatto
aumentato.
Con riferimento agli attuali criteri adottati per la scelta dei
consulenti, il Governo ha dato piena applicazione a quanto
dettato in materia dal decreto legge 112/2008 convertito dalla
legge 133/2008 all'articolo 46, dando inoltre esecutività a
quanto previsto dall'articolo 1, comma 127, della legge 662 del
1996 e dall'articolo 53 del decreto legislativo 165/2001
provvedendo alla pubblicazione nei siti internet dei singoli
assessorati dei singoli incarichi e dei singoli compensi, come
peraltro ribadito con la circolare del 5 agosto del 2008
dall'Assessore destinato alla Presidenza, questo in attesa che,
in via definitiva, una nuova piattaforma internet della Regione,
possa dare l'opportunità di pubblicare in un'unica pagina tutte
queste iniziative.
Parimenti a detta pubblicazione per esigenze di trasparenza ed
anche di buon operato della pubblica amministrazione, va detto
che in osservanza alle citate norme, i singoli uffici di diretta
collaborazione provvedono alla trasmissione di tutti gli atti
delle relative nomine di consulenza alla Corte dei Conti.
Questi due passaggi, pubblicazione e trasmissione alla Corte
dei conti, risultano decisivi per il pagamento dei relativi
compensi, in quanto in loro assenza le Ragionerie non possono
procedere agli atti autorizzativi il pagamento stesso.
Per quanto esposto si ritiene pertanto che, da parte del
Governo, attraverso i passaggi e gli atti consequenziali appena
esposti, di fatto, si è già avviata una reale forma di
monitoraggio puntuale e trasparenza sulla materia oggetto
dell'interpellanza.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non trovo
soddisfacente la risposta dell'Assessore in particolare con
riferimento a quella che era la mia richiesta, cioè mi chiedevo
come mai, visto il rilievo mosso dalla Corte dei Conti -
giustamente - le spese per i componenti esterni dei gabinetti
degli assessorati non siano state ridotte, così come previsto
dall'articolo 9, comma 6, della legge regionale 8 febbraio 2007,
numero 2.
Vorrei anche fare presente che la Corte dei Conti ha mosso
questo rilievo proprio in sede di relazione sul Rendiconto
generale della Regione siciliana per l'anno 2007. Pertanto, credo
che quello della Corte sia un rilievo estremamente importante. La
stessa Corte purtroppo rileva che nel corso dell'anno 2007, le
spese dei Gabinetti di alcuni assessorati hanno addirittura
subito un aumento, quindi non solo non hanno ridotto la spesa del
50 per cento, così come auspicato e richiesto dalla legge, ma
addirittura hanno - in taluni casi - incrementato la spesa che
sfiora il 98 per cento.
Credo che tutto questo meritasse una risposta più attenta, più
precisa e preannuncio che su questo intendo presentare una
mozione, ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento
dell'Assemblea, essendo tale questione rilevante per la
trasparenza, ma anche per un dovere etico e morale di
contenimento della spesa pubblica, qualora questa spesa non
riguardi il buon andamento della pubblica amministrazione.
Con riferimento al richiamato decreto legislativo numero 165
del 2001, che impone la procedura comparativa nella scelta dei
consulenti, credo che un approfondimento vada fatto rispetto alle
norme citate dall'Assessore.
Voglio ricordare all'Assessore che la legge numero 138 è del 6
agosto e che probabilmente, anzi sicuramente, alcune scelte
questo Governo le abbia fatte ancor prima dell'entrata in vigore
della legge numero 133. L'interpellanza è stata da me presentata
in data 9 settembre, e mi riferisco anche a questi casi, cioè ai
casi di nomina di consulenti precedenti l'entrata in vigore della
legge numero 133 del 2008.
Credo che non ci possa essere una scelta esclusivamente
fiduciaria nella selezione dei componenti esterni degli uffici di
Gabinetto.
Purtroppo si è appreso dalla stampa di una serie di episodi che
non hanno dato prestigio alla nostra Istituzione, alla Regione,
né tanto meno all'Assemblea regionale.
Tutto ciò si poteva evitare applicando in modo idoneo il
decreto legislativo numero 165 del 30 marzo che, all'articolo 6
bis, fa obbligo alle amministrazioni pubbliche di disciplinare e
rendere pubbliche - secondo propri ordinamenti - le procedure
comparative per il conferimento degli incarichi di
collaborazione.
Questo dunque è un dovere che la Regione aveva già prima
dell'entrata in vigore della legge numero 133 del 2008 proprio
per dare oggettività nella scelta in base a criteri di
meritocrazia dei propri consulenti e soprattutto per dare
trasparenza.
Credo che di oggettività, di meritocrazia e trasparenza la
Regione siciliana abbia indubbiamente bisogno e quindi intendo
presentare una mozione per approfondire la materia e soprattutto
per aprire un dibattito parlamentare sull'argomento.
Voglio precisare che la spesa dei consulenti, per i componenti
esterni degli Uffici di Gabinetto - l'Assessore citava circa
duemila euro pari a circa quattro milioni di vecchie lire - non è
una spesa da poco, onorevole Assessore
Questo Governo sta presentando un disegno di legge per
razionalizzare la spesa nell'ambito degli enti locali riducendo,
ad esempio, il numero degli assessorati dei comuni, che svolgono
pure una funzione importante per gli enti locali.
Ricordo a questo Governo che spesso i sindaci hanno
un'indennità mensile che è inferiore ai duemila euro percepiti
invece dai componenti esterni gli Uffici di gabinetto.
Forse ci si aspettava maggiore rigore da parte del Governo nel
ridurre la spesa per i consulenti esterni, per i componenti
esterni degli Uffici di gabinetto, limitandone il numero in
maniera drastica, così come il Partito democratico ha proposto
relativamente al disegno di legge in materia dei dipartimenti
regionali, a proposito del disegno di legge di riforma degli enti
locali.
Queste risorse derivanti dalla riduzione dei componenti esterni
degli Uffici di Gabinetto potevano essere meglio utilizzate per
far fronte alle esigenze reali degli amministratori locali, di
tanti sindaci che hanno tante responsabilità nei governi dei loro
comuni, percependo un'indennità che spesso è inferiore al 50 per
cento rispetto a quella citata dall'Assessore.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del fatto che ai sensi
dell'articolo 151, trasformerà questa interpellanza in mozione.
Si passa all'interpellanza numero 25 «Eventi atti ad evitare la
revoca dei commissari ad acta inviati da parte dell'Agenzia
regionale dei rifiuti e delle acque nei comuni morosi ricadenti
nel territorio dell'ATO PALERMO 4 - COINRES», a firma degli
onorevoli Aricò, Pugliese, Pinciullo, Falcone e Scilla.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la sanità,
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, all'Assessore per il territorio e l'ambiente e
all'Assessore per il bilancio e le finanze,
considerato che:
nell'anno 2005, in ottemperanza al decreto legislativo numero
22/1997 e successive modifiche ed integrazioni, è stato
costituito il consorzio intercomunale rifiuti energia e servizi
(COINRES), ente che avrebbe dovuto gestire la raccolta e lo
smaltimento dei rifiuti solidi urbani nei comuni ricadenti nel
territorio dell'ATO Palermo 4. Del consorzio fanno parte 22
comuni della provincia di Palermo per un bacino di utenza di
circa 200 mila abitanti, che copre un territorio di superficie
pari a 905.00 chilometri quadrati. Bagheria, Villabate e
Misilimeri, avendo la popolazione più ampia rispetto ai 22
comuni, detengono le quote più alte all'interno del consorzio.
Come previsto dalla normativa, la provincia regionale di Palermo
partecipa al consorzio con una quota del 10 per cento;
nel corso della sua gestione, il COINRES ha contratto passività
di bilancio che, ad oggi, superano i 20 milioni di euro. Le
ragioni dell'accumulo di questo enorme debito sono molteplici, e
spaziano da un management inefficiente ad una gestione lacunosa
caratterizzata da una serie di dimissioni a catena dei vertici
consortili. La causa però più rilevante per la passività
raggiunta è senza dubbio costituita dal mancato pagamento, da
parte di molti comuni facenti parti del consorzio, delle fatture
emesse dal COINRES per lo svolgimento del servizio a cui il
consorzio è preposto. Questa pratica da parte di alcuni comuni è
diventata cronica, tanto da registrare il fatto che alcuni di
essi non avevano mai pagato il servizio all'ATO sin dalla sua
istituzione, mentre molti altri in atto devono ancora pagare
fatture scoperte relative all'anno 2006;
la situazione altamente debitoria del COINRES ha provocato e
continua a provocare gravissimi problemi di ordine gestionale,
sociale e sanitario. Nel corso degli ultimi mesi, i lavoratori
del consorzio sono stati costretti più volte ad incrociare le
braccia ed a rifiutarsi di presentarsi sul posto di lavoro perché
non percepivano da mesi lo stipendio. Le ditte private che
svolgono la manutenzione dei mezzi si sono spesso rifiutate di
offrire il servizio a causa del mancato pagamento delle fatture
emesse. Ma la cosa più grave è senza dubbio l'inaccettabile
accumulo dei rifiuti nei comuni facenti parti l'ATO Palermo 4,
situazione documentata ampiamente dai mezzi stampa, che ha creato
spesso situazioni di gravissima emergenza sociale e sanitaria,
provocando anche atti di violenza e di intemperanza dei cittadini
avviliti da queste circostanze, al punto da richiedere spesso
l'intervento del prefetto e delle Forze dell'ordine. Come ultima
spiaggia per rimediare temporaneamente a questa situazione
esplosiva, l'onorevole Presidente della Regione ha autorizzato,
per il tramite dell'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali, un prelievo di 3 milioni di euro
dal fondo di rotazione regionale, per consentire il pagamento
temporaneo degli stipendi dei lavoratori e la manutenzione
urgente ai mezzi che svolgono il servizio. A causa della
persistente morosità di alcuni comuni, l'anticipazione regionale
è oramai quasi del tutto utilizzata e tra poche settimane il
consorzio si troverà nelle condizioni di dover sospendere
nuovamente il servizio;
come unica ed ultimativa soluzione alla morosità di molti
comuni, il presidente del COINRES pro-tempore ed ex assessore
provinciale dell'amministrazione Musotto, Raffaele Loddo, aveva
richiesto all'Agenzia regionale dei rifiuti e delle acque l'invio
di commissari ad acta per il recupero delle somme dovute dai
comuni al COINRES. Ottemperando a questa richiesta, l'ARRA ha
inviato i commissari in tutti i comuni morosi. A seguito del loro
insediamento e dopo aver constatato la situazione economica dei
comuni a loro assegnati, i commissari ad acta hanno provveduto a
stilare un piano di rientro che, in alcuni casi, è stato
rispettato o parzialmente rispettato, in altri casi è stato
invece completamente ignorato. In ogni caso, i commissariamenti
hanno costituito l'unico deterrente disponibile per evitare che
la passività del consorzio raggiungesse livelli inaccettabili ed
insanabili;
in data 27 settembre 2008, a seguito dell'ennesima dimissione
dei vertici del COINRES, l'assemblea consortile eleggeva un nuovo
presidente nella persona del dott. Antonio Caruso, rappresentante
della provincia regionale di Palermo all'interno del consorzio,
dopo che le varie candidature avanzate da alcuni sindaci membri
dell'assemblea non avevano trovato una larga condivisione;
come primo atto della sua gestione, il consiglio di
amministrazione presieduto dal dott. Caruso richiedeva
inspiegabilmente all'Agenzia regionale dei rifiuti e delle acque
la revoca dei commissari ad acta, che costituiscono l'unico
deterrente per il pagamento delle somme dovute dai comuni morosi
all'ATO Palermo 4. Questa decisione non solo ha lo scopo di
premiare quei comuni che hanno deliberatamente omesso di pagare
le somme dovute a scapito di quelli che invece, sacrificando le
risorse a disposizione ed improntando la loro azione
amministrativa all'austerità ed al rigore, hanno cercato di
rispettare i piani di rientro, ma farà chiaramente precipitare il
debito del COINRES a livelli di deficit che non potranno mai
essere recuperati in quanto, senza la presenza dei commissari ad
acta, quei sindaci cronicamente morosi non avranno più nessun
deterrente che li spinga al pagamento delle somme dovute e non
pagheranno più il servizio. Appare ancora inspiegabile come la
provincia regionale di Palermo, sconfessando il suo operato
precedente, abbia avallato questa posizione, che la renderà
responsabile dell'affossamento definitivo del consorzio con tutto
quello che ne deriverà in termini occupazionali, economici e
socio sanitari;
per conoscere: quali iniziative il Presidente della Regione e
gli Assessori in indirizzo intendano assumere per commissariare
immediatamente il consorzio con un organismo tecnico, togliendo
la gestione ordinaria ad un management chiaramente inefficiente e
colpevole di aver fatto scelte errate che vanno contro la
pubblica utilità;
quali iniziative intenda intraprendere l'Agenzia regionale dei
rifiuti e delle acque per opporsi alla richiesta di revoca dei
commissari ad acta dei comuni morosi da parte del consiglio di
amministrazione dell'ATO Palermo 4 - COINRES, rendendosi
altrimenti responsabile delle enormi passività che saranno
accumulate da oggi a venire, oltre a quelle (già inaccettabili)
che in atto si registrano;
se non sia il caso, a causa dei gravissimi risvolti economici e
occupazionali che porteranno ad una grave crisi con conseguente
emergenza sociale, di inviare nei comuni morosi un commissario
straordinario che, dopo aver risanato il bilancio e ripristinato
una situazione di normalità, indica nuove elezioni». (25)
Onorevoli colleghi, poiché anche l'interrogazione numero 188
«Notizie circa la gestione dell'ATO Palermo 4 - COINRES per la
raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani», degli
stessi firmatari, tratta la stessa materia, se per voi va bene,
estendiamo la risposta dell'Assessore anche a quest'ultima.
Pertanto, do lettura anche dell'interrogazione numero 188:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore alla Presidenza,
all'Assessore per la sanità, all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, all'Assessore per il bilancio e le
finanze,
premesso che:
nel febbraio 2008, avendo constatato la situazione economica e
finanziaria dell'ATO Palermo 4 - COINRES e la tendenza alla
crescita esponenziale della situazione debitoria del consorzio a
causa dell'alta morosità montante da parte di alcuni comuni
consorziati, il Presidente pro-tempore ed ex assessore
provinciale, Raffaele Loddo, chiedeva all'Agenzia regionale dei
rifiuti e delle acque l'invio di commissari ad acta che potessero
sostituirsi, nell'interesse delle cittadinanze, alle
amministrazioni morose e provvedere alla redazione di piani di
rientro che potessero consentire la continuazione del servizio
dell'ATO, avendo capito con un certo anticipo che le esigue
risorse a disposizione del consorzio stavano per esaurirsi e che
presto non si sarebbe potuto procedere al pagamento dei 560
lavoratori dell'ATO ed al pagamento della manutenzione e
riparazioni dei mezzi a disposizione. L'Agenzia regionale dei
rifiuti e delle acque procedeva, in seguito a questa richiesta,
all'invio dei commissari in alcune amministrazioni morose;
i commissari ad acta, durante l'attività a loro demandata,
accertavano la consistenza del debito che in alcuni casi superava
il milione di euro poiché certe amministrazioni non pagavano le
somme dovute all'ATO sin dal 2006, e provvedevano alla redazione
di piani di rientro che potessero consentire all'ATO un gettito
di risorse tali da poter continuare, seppur tra stenti e
disservizi diffusi, la propria attività;
fin dall'inizio della gestione dell'ATO Palermo 4 - COINRES, ma
in particolare negli ultimi mesi, la situazione di passività del
consorzio cresceva a dismisura, al punto da aver ad oggi superato
abbondantemente la cifra di 30 milioni di euro di debito, ciò a
causa della persistenza della morosità di alcuni comuni che,
violando ripetutamente i piani stilati ed adottati dai
commissari, continuavano a pagare spese non autorizzate a scapito
delle finanze dell'ATO, ma a causa anche e soprattutto di una
gestione amministrativa disastrosa ed incapace che non aveva e
non ha la necessaria credibilità ed autorità per imporre ai
comuni dell'ATO il pagamento delle some dovute;
negli ultimi sei mesi, inoltre, la gestione dell'ATO ha
registrato una serie interminabile di dimissioni a catena, dove i
vari presidenti e consigli di amministrazione succedutisi e
rimasti in carica solo poche settimane non hanno fatto altro che
accrescere in maniera incontrollabile le passività dell'ATO senza
porsi il problema del rientro dei debiti da parte dei comuni ed
il rispetto dei piani predisposti dai commissari;
nel mese di luglio del 2008, denotando totale mancanza di
rispetto nei confronti di una corretta gestione di denaro
pubblico oltre che dei cittadini, i vertici del COINRES,
appoggiati in prevalenza dai sindaci morosi, chiedevano al
Presidente della Regione una anticipazione dal fondo di rotazione
regionale per la continuazione dello svolgimento dei servizi di
raccolta e smaltimento dei rifiuti, considerato che in molti
comuni consorziati era in atto un'emergenza igienica e sanitaria
rappresentata da tonnellate di rifiuti non raccolti per le
strade, che poteva seriamente trasformarsi in emergenza sociale e
che avrebbe richiesto (come in alcuni comuni già avvenuto)
l'intervento massiccio delle forze dell'ordine;
mostrando comprensione per la situazione, il Presidente della
Regione autorizzava l'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali al prelievo dal fondo di rotazione
regionale della somma di 3 milioni di euro per evitare
l'interruzione del servizio dell'ATO Palermo 4 e la tutela degli
stipendi dei 560 lavoratori;
in data 26 settembre 2008, dopo alcune sedute andate a vuoto,
l'ATO eleggeva un nuovo presidente nella persona del dottor
Antonio Caruso, rappresentante della provincia regionale di
Palermo in seno al consorzio stesso il quale, nelle due settimane
seguenti al suo insediamento, prendeva insieme al consiglio di
amministrazione una serie di incomprensibili e contraddittorie
decisioni, come quella di richiedere la revoca dei
commissariamenti nei comuni morosi, considerati come ultimo
deterrente all'inerzia di quelle amministrazioni comunali che,
nonostante i commissariamenti, ignoravano il pagamento delle
somme dovute all'ATO;
ritornando sulle proprie posizioni, in data 10 ottobre 2008 il
direttore generale dell'ATO, signor Incagnone, comunicava per
iscritto all'Agenzia regionale dei rifiuti e delle acque
l'annullamento della richiesta di revoca dei commissariamenti da
parte del consiglio di amministrazione dell'ATO, apparentemente
condividendo quindi una linea intransigente circa il recupero dei
crediti nei confronti dei comuni morosi, annullando ogni atto
reso relativo alle procedure del comune di Casteldaccia (uno di
quelli gravemente indebitati);
in data 16 ottobre 2008, il direttore generale del COINRES,
signor Incagnone, dichiarava che i fondi ricevuti dalla Regione
erano esauriti e a partire dalla fine del mese, a causa della
morosità persistente di alcuni comuni, il consorzio non sarebbe
stato in grado di garantire la continuità del servizio ed il
pagamento degli stipendi ai lavoratori;
a testimonianza della confusione e incertezza che ormai regna
tra i vertici dell'ATO e tornando nuovamente indietro rispetto
alla posizione presa dal signor Incagnone qualche giorno prima,
durante la riunione del 17 ottobre 2008, il consiglio di
amministrazione approvava un illegittimo quanto irrealistico
piano di rientro del comune di Casteldaccia, sostituendo il piano
di rientro stilato dal commissario ad acta del quale due rate,
per l'ammontare di circa mezzo milione di euro, rimangono ancora
non pagate, considerato che a seguito di dichiarazioni dello
stesso direttore generale, sig. Incagnone, il comune in questione
non paga le somme al COINRES dal 2006;
per sapere:
quali provvedimenti immediati il Presidente della Regione
intenda assumere al fine di commissariare l'ATO Palermo 4 -
COINRES ed esautorare i responsabili di questa disastrosa
situazione economica montante che, ad oggi, ha causato un debito
di proporzioni irrecuperabili con conseguente ingente danno
all'erario regionale ed ai cittadini siciliani;
quali siano stati i criteri di nomina dell'attuale struttura
amministrativa dell'ATO PALERMO 4 - COINRES, attraverso quali
procedure siano stati assunti tutti i dirigenti del consorzio, se
sia stato effettuato uno screening attraverso la valutazione di
competenze, titoli di studio e curricula o con quale altro
criterio sia stata individuata una dirigenza che ha ad oggi
causato un debito per le casse regionali di oltre 30 milioni di
euro;
quale sia, altresì, la durata dei contratti accordati ai
dirigenti del consorzio ed il loro trattamento economico;
quali siano infine, le procedure che intenda mettere in atto
per risanare le casse del consorzio prima della riforma che
prevede la riduzione degli ATO in Sicilia, constatata
l'incapacità degli attuali presidente e consiglio di
amministrazione, i quali non sono assolutamente in grado di
gestire questa fase di emergenza, al fine di evitare danni
erariali ulteriori a quelli fin qui registrati». (188)
ARICO' - BUZZANCA - CAPUTO
CURRENTI - MARROCCO - VINCIULLO
Ha facoltà di parlare l'assessore Sorbello per fornire la
risposta.
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in ordine al contenuto
dell'interpellanza presentata, si segnala quanto segue.
In riferimento al primo punto della interrogazione, in cui si
chiede al Presidente della Regione quali provvedimenti immediati
il Presidente della Regione intende assumere al fine di
commissariare l'ATO PA4 - COINRES ed esautorare i responsabili di
questa disastrosa situazione economica montante che, ad oggi, ha
causato un debito di proporzioni irrecuperabili con conseguente
ingente danno all'erario regionale ed ai cittadini siciliani ,
si rappresenta quanto segue.
L'Agenzia è gia intervenuta nell'ATO PA4 inviando un ispettore
presso il Consorzio CO.In.Res per la verifica dei risultati
raggiunti in materia di raccolta differenziata.
L'intervento ha evidenziato una notevole carenza di impianti ed
attrezzature dovute alla incapacità da parte del Consiglio di
amministrazione di CO.In.Res di completare gli interventi,
modificando, invece, gli interventi durante la fase di
realizzazione, con la conseguenza che, ad oggi, solo pochissimi
interventi, relativi alle isole ecologiche per i comuni con meno
di 10.000 abitanti, sono stati completati.
E' stata, inoltre, evidenziata una carenza nel versamento delle
somme da parte dei comuni soci.
Proprio per risolvere questo aspetto, si è intervenuto presso
tutti i comuni inviando commissari ad acta per il recupero delle
somme dovute al consorzio.
Il DPRS numero 127, di attuazione della Legge Regionale numero
2/2007 prevedeva l'intervento sostitutivo per gli enti locali che
non concludevano nei tempi previsti i relativi adempimenti.
Per quanto riguarda il commissariamento di PA4, si fa presente
che l'Agenzia ha già inviato, con le direttive di accompagnamento
al DPRS numero 127/2008, a tutte le Autorità d'ambito che non
hanno avviato il percorso virtuoso ad accelerare la messa in
liquidazione, che deve però garantire l'operatività dell'autorità
stessa.
A seguito della approvazione, su questo punto noi abbiamo già,
come Governo, approvato un disegno di legge relativo alla
risoluzione di questa problematica, per la modifica delle Autorià
d'ambito gli interventi sostituivi sono stati sospesi, dal
momento che gli adempimenti relativi potrebbero non essere più
quelli del DPRS numero 127/2008.
Con riferimento al secondo punto della interrogazione in cui si
chiede al Presidente della Regione quali siano stati i criteri
di nomina dell'attuale struttura amministrativa dell'ATO PA4,
attraverso quali procedure siano stati assunti tutti i dirigenti
del consorzio, se sia stato effettuato uno screening attraverso
la valutazione di competenze, titoli di studio, e curricula o con
quale altro criterio sia stata individuata una dirigenza che ha
ad oggi causato un debito per le casse regionali di oltre 30
milioni di euro si rappresenta quanto segue.
Le informazioni richiesta non sono a conoscenza dell'Agenzia,
in quanto sono di competenza esclusiva del Consorzio e dei
relativi soci, né sono informazioni che vengono richieste nel
corso dell'attività istituzionale dell'Agenzia stessa.
Tutte le decisioni in merito alle scelte strategiche, come
potrebbe essere quella di selezione del personale, dovrebbe
essere presa dall'assemblea dei soci, per la quale il criterio di
formazione delle decisioni è fissato dallo Statuto del consorzio.
L'Agenzia, a seguito dell'interrogazione in oggetto, ha chiesto
le necessarie notizie al consorzio e in via di acquisizione
queste notizie relative a questo punto.
Con riferimento al terzo punto della interrogazione in cui si
chiede al Presidente della Regione quali siano le procedure che
intenda mettere in atto per risanare le casse del consorzio prima
della riforma che prevede la riduzione degli ATO in Sicilia,
constatata l'incapacità degli attuali presidenti e consigli di
amministrazione, i quali non sono assolutamente in grado di
gestire questa fase di emergenza, al fine di evitare i danni
erariali ulteriore a quelli fin qui registrati , si rappresenta
quanto segue.
In via preliminare si richiama quanto indicato dal Codice
Civile in merito alle competenze, doveri, poteri e responsabilità
circa l'osservanza del rispetto dei principi legislativi,
regolamentari e statuari nonché della corretta amministrazione e
funzionamento societario in capo al collegio sindacale, alla
società di revisione ai sensi dell'articolo 2403 Doveri del
collegio sindacale e qui da tutta la declaratoria dei doveri del
consiglio sindacale fino anche alle denunzia del tribunale, poi
il controllo contabile e veniamo all'azione di responsabilità.
L'approvazione del bilancio non implica liberazione degli
amministratori, dei direttori generali, dei dirigenti preposti
alla redazione dei documenti contabili societari e dei sindaci
per le responsabilità incorse nella gestione sociale . L'agenzia,
nell'esercizio delle proprie competenze quale Autorità di
regolazione e controllo della qualità dei servizi e delle
politiche tariffarie, ha effettuato una ispezione nell'ATO PA4 ed
ha individuato cause e possibili soluzioni. Una delle soluzioni
individuate era proprio il ricorso a forme di anticipazioni da
parte del sistema bancario, spingendosi fino ad individuare con
procedure di evidenza pubblica un istituto di credito disposto ad
assumersi i rischi di una operazione volta al ripianamento del
debito pregresso, condizionandola, però, al raggiungimento di una
soglia critica di 250.000.000,00 di euro. La soluzione segnalata
alle autorità d'ambito con nota protocollo 32203 O.R. del 15
novembre 2007, non ha raggiunto la soglia critica e non è stata
avviata. Ulteriori soluzioni per migliorare la riscossione sono
state segnalate, per esempio, all'ATO Simeto ambiente, con il
coinvolgimento dell'Agenzia del Territorio, ed a tutte le
autorità d'Ambito ed ai Comuni soci con la direttiva 22326 del
18.06.2008, di accompagnamento al Decreto DPRS numero 127/2008,
in particolare nell'allegato 1.
Con riferimento al primo punto dell'interpellanza in cui si
chiede al presidente della Regione per commissariare
immediatamente il consorzio con un organismo tecnico, togliendo
la gestione ordinaria ad un management chiaramente inefficiente e
colpevole .
Si rappresenta quanto abbiamo già detto per il primo punto
della interrogazione e cioè quello che non era stato attivato
perché si era in attesa dello scioglimento in base al 127. Dopo
di che stiamo valutando anche, alla luce della interrogazione e
dell'interpellanza, la possibilità ora di commissariare il PA4,
in virtù del fatto che il disegno di legge, da parte del governo,
è stato già adottato ed è stato già inviato alla commissione di
competenza, la IV commissione che nei prossimi giorni inizierà la
valutazione.
Con riferimento al secondo punto della interpellanza in cui si
chiede al Presidente della Regione quali iniziative intenda
intraprendere l'Agenzia regionale dei rifiuti e delle acque per
opporsi alla richiesta di revoca dei commissari ad acta dei
comuni morosi da parte del consiglio di amministrazione dell'ATO
PA4, rendendosi altrimenti responsabile delle enormi passività
che saranno accumulate da oggi a venire, oltre a quelle (già
inaccettabili) che in atto si registrano .
Si rappresenta quanto segue.
L'Agenzia effettua gli interventi sostitutivi su richiesta del
soggetto che lamenta una inosservanza di normative da parte degli
Enti e delle Autorità d'Ambito sottoposte all'attività di
regolazione dei servizi di gestione integrata dei rifiuti
effettuata da parte dell'Agenzia stessa. Solo in caso di
inosservanza di disposizioni emanate dall'Agenzia, inosservanza
che configuri una violazione di leggi e normative vigenti
l'Agenzia, avvia il procedimento che potrebbe concludersi con
l'intervento sostitutivo.
Non si ritiene, pertanto, che l'Agenzia abbia alcun titolo per
opporsi alla citata richiesta da parte di PA4. Una procedura
attivata da un soggetto terzo, può essere revocata solo dallo
stesso.
E' del tutto infondata l'affermazione che l'Agenzia si
renderebbe, in tal modo, responsabile delle enormi passività ,
dal momento che tale responsabilità ricade esclusivamente sugli
enti soci, che potrebbero, se lo ritenessero opportuno, porre in
liquidazione la società stessa ed attivare i percorsi alternativi
già indicati dall'Agenzia (costituzione del consorzio
provinciale).
Con riferimento al terzo punto della interpellanza, in cui si
chiede al Presidente della Regione se non sia il caso, a causa
dei gravissimi risvolti economici e occupazionali che porteranno
ad una crisi con conseguente emergenza sociale, di inviare nei
comuni morosi un commissario straordinario che, dopo aver
risanato il bilancio e ripristinato una situazione di normalità,
indica nuove elezioni , si rappresenta quanto segue.
Premesso che nessuna norma prevede l'intervento sostitutivo nel
caso rappresentato, si fa presente che la competenza per il
commissariamento degli enti locali ai fini dello scioglimento dei
Consigli comunali e l'indizione di nuove elezioni è di competenza
dell'Assessorato agli Enti locali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Aricò per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nessuna replica.
Mi ritengo soddisfatto della risposta del Governo. Desidero,
però, puntualizzare che intenzione dell'interpellanza e
dell'interrogazione era quella di far capire realmente qual è il
problema che stanno attraversando gli ATO della nostra Sicilia,
di tutte le nove province.
Devo dire che il Governo e l'assessore hanno piena luce,
rispetto a quanto sta succedendo. Ormai, ci sono settecento ed
oltre milioni di debiti e ATO in cui non riescono neanche a
pagare le contribuzioni. Ci sono dipendenti dell'ATO che hanno
ceduto il loro quinto a fronte di finanziamenti ed altro, che non
vedono pagate le loro rate e, quindi, vedono revocata l'ipoteca,
la tassa, la rata del mutuo o altre, senza parlare delle
condizioni sanitarie.
Credo che la strada che vuole intraprendere il Governo sia la
più giusta, però dobbiamo stare attenti, vigilare. Abbiamo visto
che gli ATO, così composti, sono stati una grande delusione per
tutti i cittadini e, comunque, crediamo che la strada della norma
che in questi giorni è in Commissione possa essere un buon
viatico.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza numero 31 «Iniziative
per l'attuazione degli interventi in favore delle imprese,
associate ai consorzi di garanzia fidi, per concorso sugli
interessi delle operazioni finanziarie», a firma dell'onorevole
Lupo.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il bilancio e
le finanze, premesso che:
la legge regionale del 21 settembre 2005, numero 11, e
successive modifiche ed integrazioni concernente il 'Riordino
della disciplina dell'attività di garanzia collettiva dei fidi'
consente alle imprese, associate ai consorzi di garanzia fidi, di
beneficiare di contributi per concorso sugli interessi delle
operazioni finanziarie nella misura del 60 per cento;
l'articolo 11 della suddetta legge disciplina, tra l'altro, le
modalità relative all'attuazione degli interventi dell'attività
di garanzia collettiva dei consorzi fidi, prevedendo la
predisposizione di un avviso pubblico;
con decreto numero 210 del 26 aprile 2007, sono state approvate
le direttive concernenti l'attuazione degli interventi
dell'attività di garanzia collettiva dei consorzi fidi;
in attuazione all'articolo 11, comma 1 della legge regionale
21 settembre 2005, numero 11, è stato predisposto un avviso
pubblico;
il dipartimento regionale finanze e credito ha pubblicato nella
Gazzetta ufficiale della Regione siciliana del 22 agosto 2008 il
decreto dell'Assessorato Bilancio e finanze del 6 agosto 2008
concernente 'l'approvazione dell'Avviso per attuazione degli
interventi in favore delle imprese, associate ai consorzi di
garanzia fidi, per concorso sugli interessi delle operazioni
finanziarie di cui all'art. 11 della legge regionale 21 settembre
2005, numero 11';
con l'articolo 1 del decreto dell'Assessorato Bilancio e
finanze del 6 agosto 2008 è stato approvato l'avviso pubblico e
l'allegata modulistica (RCI, DR,-DE; DII) per l'attuazione degli
interventi in favore delle imprese, associate ai consorzi fidi,
per le sole 'operazioni finanziarie per attività comprese tra il
primo gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2007';
considerato che:
la situazione economica della Sicilia, ed in particolare quella
delle imprese, versa ormai in una profonda crisi;
il costo del denaro nel Meridione, ed in particolare in
Sicilia, è molto più alto rispetto alle regioni del Centro e del
Nord Italia;
la lotta all'usura e quindi alla criminalità mafiosa, passa
anche attraverso misure che consentano alle imprese di poter
accedere al credito in forma agevolata attraverso un serio e
credibile strumento qual è quello previsto dalla legge regionale
21 settembre 2005, numero 11, per l'abbattimento degli interessi
sui prestiti delle banche alle imprese ;
il Governo regionale, con diversi comunicati stampa, ha
annunciato l'avvio di iniziative finalizzate a favorire l'accesso
al credito agevolato per le imprese;
lo strumento dei consorzi di garanzia fidi viene reso quasi
inefficace dal ritardo con il quale vengono erogati gli aiuti, o
addirittura, come nel caso in specie, dalla mancata erogazione
dei benefici maturati negli anni che vanno dal 2003 al 2007;
ritenuto che in questo difficile momento è necessario che il
Governo regionale produca il massimo sforzo per sostenere il
tessuto produttivo, dando forza economica a quelle leggi che
consentono alle imprese l'accesso al credito agevolato;
per conoscere:
come e quando il Governo regionale intenda provvedere al
pagamento delle somme dovute per concorso sugli interessi delle
operazioni finanziarie nella misura del 60 per cento
relativamente agli anni esclusi dall'avviso di cui al decreto
dell'Assessorato Bilancio e finanze del 6 agosto 2008, per gli
anni dal 2003 al 2006;
quali iniziative il Governo regionale intenda mettere in atto
per sostenere concretamente il sistema delle imprese in Sicilia».
(31)
LUPO - GUCCIARDI - FIORENZA
Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore Cimino per fornire
la risposta.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con l'interpellanza numero 31,
l'onorevole Lupo lamenta la profonda crisi in cui versano le
imprese siciliane e come per esse il costo del denaro sia molto
più alto rispetto alle regioni del Centro e del Nord Italia.
Ponendo delle importanti questioni in merito al pagamento delle
somme dovute dalla Regione ai consorzi fidi per concorso sugli
interessi delle operazioni finanziarie condotte dalle imprese
nella misura del 60 per cento relativamente agli anni dal 2003
al 2006, nonché in merito al sostegno del sistema delle imprese
in Sicilia.
Premesso tutto ciò, con riferimento alla problematica sollevata
dall'interrogante, appare utile chiarire quanto segue.
La legge del 21 settembre 2005, numero 11 recante «Riordino
della disciplina dell'attività di garanzia collettiva dei fidi»,
è intervenuta per adeguare la normativa regionale alle nuove
disposizioni comunitarie e nazionali in materia, disponendo, fra
l'altro, la competenza del dipartimento delle finanze e del
credito in materia di agevolazioni sul conto interessi a far
data dall'1 gennaio del 2008, per l'attività finanziaria
decorrente da quella data.
Il pagamento delle somme dovute per gli anni dal 2003 al 2006,
periodo oggetto dell'interrogazione, rimangono di competenza
degli Assessorati che gestivano la legge regionale numero 32 del
2000 che, ricorderemo, era la legge dei regimi di aiuto.
Tali Assessorati, per mancanza di somme disponibili sul
bilancio della Regione, non hanno potuto negli esercizi
finanziari precedenti procedere all'erogazione delle
agevolazioni previste dalla legge numero 32 del 2000.
Ebbene, tenuto conto dell'attuale crisi economica del sistema
produttivo, la compagine governativa, nel rivedere le priorità
degli interventi da porre in essere per trovare le soluzioni
immediate, ha individuato nel disegno di legge numero 259 del
2008 una prima, ma solerte risposta alle difficoltà degli
operatori siciliani, disegno di legge che, mi pare, sarà
incardinato questa sera nei lavori parlamentari. Infatti, con
tale disegno di legge la seconda Commissione dell'ARS bilancio e
finanze, nel garantire la copertura finanziaria relativa
all'abbattimento del costo-interessi per gli anni 2003-2006, ha
ottimizzato la suddivisione delle risorse tra singoli
dipartimenti a seconda delle effettive esigenze.
L'articolato prevede, infatti, che le somme per l'ammontare di
20 milioni di euro, che verranno erogate nell'esercizio 2008-
2009, in assenza di una quantificazione precisa da parte dei
dipartimenti interessati, vengano messe a disposizione del
Ragioniere generale della Regione e con successivo provvedimento
negano le somme assegnate da quest'ultimo ai dipartimenti, non
appena quantificata l'effettiva esigenza sulla base delle
istanze presentate dai confidi.
Con ulteriore emendamento sottoscritto da me personalmente, è
stato, inoltre, previsto che in caso di non completa
utilizzazione delle somme, le stesse non andranno in economia, ma
potranno essere utilizzate per analoghi interventi di cui alla
legge regionale 11 del 2005, per gli esercizi finanziari
successivi.
Il disegno di legge è stato ritenuto di notevole rilievo ai
fini del sostegno e del rilancio delle imprese siciliane dalla
Conferenza dei Capigruppo, che ne ha sollecitato la più celere
discussione in Aula e che, con il sostegno della totalità dei
parlamentari, potrà diventare un norma voluta dall'intera
Assemblea regionale.
In ordine agli aspetti generali del sistema dei consorzi fidi,
va sottolineato che gli avvisi pubblici integrazione fondo-
rischi, abbattimento conto interessi e fondo di controgaranzia di
cui alla citata legge 11 del 2005, trovano copertura finanziaria
al momento della loro pubblicazione.
Ciò, oltre a restituire certezza al sistema imprenditoriale nel
suo complesso, consente una più agevole programmazione delle
risorse regionali. E tal quadro è ancor più positivo se teniamo
conto che gli interventi di cui alla legge regionale 11 del 2005,
sono inseriti a pieno titolo nella programmazione del 2007-2013
per un ammontare circa di 80 milioni di euro.
Ciò rappresenta una esperienza pilota per i cofidi che non
avevano in passato fruito per tali interventi delle risorse
comunitarie e dei fondi di agenda 2007-2013.
In ordini ai fondi rischi istituiti presso i cofidi operanti
sul territorio siciliano, il dipartimento delle finanze e del
credito, ha creato la stesura e la pubblicazione degli avvisi per
la concessione dei contributi relativi agli anni 2006.
E' appena terminata la valutazione delle istanze relative al
2006 con la relativa predisposizione dei provvedimenti di
liquidazione e delle somme spettanti.
Relativamente al fondo rischi 2007, l'avviso è stato chiuso il
31 ottobre 2008, ma il Dipartimento non può procedere
all'istruttoria essendo nel frattempo intervenuta una ordinanza
di sospensiva da parte del Consiglio di giustizia amministrativa.
Relativamente all'abbattimento del conto interessi, è tuttora
in itinere la presentazione delle istanze per il 2007. Infatti,
il termine ultimo di presentazione delle istanze, su richiesta
dell'associazione dei confidi, è stato prorogato al 31 gennaio
2009.
Con riguardo ai processi di semplificazione amministrativa, ha
avuto inizio il processo di burocratizzazione per l'accesso ai
benefici della legge regionale numero 11 del 2005.
In tal senso sono stati ridotti da quattordici a tre gli
allegati da compilare da parte dei cofidi; ciò ha comportato una
profonda revisione delle istanze non solo quantitativa ma anche
qualitativa, con l'inserimento peraltro del codice di
tracciabilità necessario nel caso di interventi di natura
finanziaria per far sì che il tutto sia in linea con quanto
previsto dalla normativa comunitaria.
Tale modifica ha interessato sia la parte concernente
l'integrazione del fondo rischi, sia la parte afferente il conto
interessi.
E' stato inoltre predisposto un apposito software per
ottimizzare il processo di caricamento dei dati e facilitare il
recesso di presentazione delle istanze con la procedura guidata.
Il Dipartimento a partire dall'1 gennaio 2009, disporrà
infatti per la materia dei confidi della piattaforma telematica.
Le istanze, sia nel caso di integrazione fondo rischi che
dell'abbattimento in conto interessi, perverranno sulla
piattaforma web tramite firma digitale per accelerare e rendere
maggiormente trasparente l'azione di finanziamento e di
erogazione del finanziamento alle imprese che ne faranno istanza.
Ciò inevitabilmente produrrà dei benefici sia sul sistema
imprenditoriale che sull'intero sistema dei confidi garantendo
procedure estremamente rapide per l'accesso ai benefici di cui
alla Legge Regionale 11/2005 in linea con quanto previsto dalla
normativa comunitaria.
PRESIDENTE. Onorevole Leanza, il Regolamento prevede la
possibilità di replicare per un massimo di 10 minuti.
Prima di dare la parola all'onorevole Lupo, desidero comunicare
all'Aula, per un'organizzazione dei lavori, come andremo avanti
nelle prossime ore: con la risposta dell'onorevole Lupo, si
chiude la Rubrica Bilancio e Finanze'; si passerà allo
svolgimento delle interrogazioni ed interpellanze della Rubrica
Cooperazione, commercio, artigianato e pesca' e successivamente
al voto finale del disegno di legge sulle cave.
Chiuderò quindi la seduta per riaprirla subito dopo per
incardinare due disegni di leggi che sono già pronti per l'esame
dell'Aula.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero esprimere
il mio apprezzamento per la risposta data dall'assessore Cimino,
che io trovo preciso e puntuale, ancorché mi rincresca che la
legge 32/2000 non sia stata finanziata per il periodo che va dal
2003 al 2006 provocando di fatto, fino ad oggi, notevoli disagi,
non solo ai consorzi fidi ma anche ai soggetti imprenditoriali
interessati dal provvedimento.
Esprimo altresì soddisfazione per il disegno di legge numero
259 che mi auguro quanto prima possa arrivare in Aula e mi pare
di aver capito che è uno dei disegni di legge che si incardinerà
questa sera. Ritengo che davvero sia un disegno di legge che va
nella direzione giusta e può rappresentare un aiuto vero per le
imprese.
Oltre agli aspetti sottolineati adeguatamente dall'assessore
Cimino, che ringrazio, voglio sottolineare quanto è importante
l'azione svolta dai consorzi fidi al servizio dell'economia e
delle imprese siciliane, in particolare nella lotta all'usura e
nella battaglia per la legalità.
Avere la possibilità di accesso al credito in forma agevolata,
soprattutto per le piccole imprese, rappresenta l'unica
possibilità vera per non incorrere in forme di strozzinaggio e di
usura che purtroppo vedono la complicità della criminalità
organizzata anche nella nostra Regione.
Mi auguro che da parte del Governo ci sia la dovuta attenzione
per aumentare lo stanziamento previsto per dare risposta alle
istanze che perverranno, sia per il periodo 2003-2006, che per
gli anni 2008-2009.
Ritengo che la semplificazione procedurale anticipata
dall'Assessore con l'introduzione delle nuove tecnologie
telematiche possa semplificare l'iter ed aiutare davvero i
soggetti che ne hanno bisogno di fare ricorso al credito
agevolato.
Presidenza del presidente Cascio
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della Rubrica
Cooperazione, commercio, artigianato e pesca'
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della Rubrica
Cooperazione, commercio, artigianato e pesca'. Si procede con
l'interrogazione numero 10 «Interventi per fronteggiare
l'emergenza pesca, il caro gasolio ed il rischio di crisi per il
comparto della marineria siciliana», a firma dell'onorevole
Caputo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore Di Mauro per
fornire la risposta.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, questa è
un'interrogazione datata e che poneva l'attenzione sulla
questione del caro gasolio. L'Assemblea, circa 30 giorni fa, ha
avuto modo di dare una risposta.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Di Mauro, ma per assenza
dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 10 si intende
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Grazie comunque per la sua prontezza.
Si passa all'interpellanza numero 4 «Iniziative del Governo
della Regione a tutela della flotta peschereccia di Mazara del
Vallo (TP) in relazione al mancato rispetto dei confini delle
acque territoriali da parte della Libia», a firma dell'onorevole
Lo Giudice. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interpellanza
decade.
Si passa all'interpellanza numero 13 «Notizie sulle dismissioni
dei mercati agro-alimentari Sicilia (MAAS)», a firma degli
onorevoli Falcone, Limoli e D'Asero. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca,
premesso che il dirigente generale dell'Assessorato del
bilancio e le finanze, con lettera del 16 luglio 2008, ha
proposto alla Giunta di Governo un'ipotesi di riordino delle
società di capitale a partecipazione regionale, prevedendo
l'accorpamento di numerosi enti in strutture già esistenti e la
dismissione di altre, ritenute inutili;
considerato che, tra le società di cui sopra, è compreso il
MAAS (mercati agro-alimentari di Sicilia), struttura nata
vent'anni fa, in forza della legge nazionale nuemro 41/86, con lo
scopo precipuo di realizzare e gestire il mercato agroalimentare
di Catania, con particolare interesse verso i comparti
ortofrutticolo, ittico e floro-vivaistico siciliani;
tenuto conto che il MAAS è un consorzio tra soggetti pubblici e
privati di cui la Regione siciliana, tramite l'Assessorato della
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca, detiene il
92 per cento, mentre il restante 8 per cento è suddiviso tra la
provincia di Catania, il comune di Catania, il comune di
Misterbianco e la camera di commercio di Catania, quali soci
pubblici e ben diciotto soci privati;
preso atto che negli ultimi anni il MAAS ha avviato una
politica di risanamento e di rilancio delle proprie competenze,
tant'è che il finanziamento di 60 milioni di euro, in parte a
fondo perduto ed in parte da restituire con mutuo decennale,
ottenuto dallo Stato, per la realizzazione del nuovo insediamento
nella zona Jungetto - Bicocca di Catania è stato realizzato per
il 90 per cento;
visto che il consiglio di amministrazione del MAAS, già nel
2007, aveva avanzato richiesta di ricapitalizzazione
all'Assessore per la cooperazione il commercio, l'artigianato e
la pesca, per consentire il completamento della suddetta opera;
considerato altresì che l'impresa esecutrice dei lavori, venuta
a conoscenza della possibile dismissione del MAAS, ha già
diffidato lo stesso ente all'immediato pagamento delle spettanze
per lavori già eseguiti e certificati minacciando, in caso
negativo, la sospensione degli stessi lavori, attualmente in
itinere;
preso ancora atto che la dismissione del MAAS, oltre che
arrecare un danno ingente alla filiera produttiva dell'intero
territorio della Sicilia orientale, potrebbe aprire un
contenzioso con lo Stato, a seguito della revoca del beneficio
del fondo perduto sul detto finanziamento, nonché col pool di
banche (IRFIS in primis) per la risoluzione del contratto di
mutuo ipotecario, con tutte le conseguenze sul piano della
responsabilità derivanti dall'inadempimento contrattuale con gli
stessi istituti bancari per la perdita del beneficio del termine
sulla restituzione delle somme erogate ed impegnate;
tenuto conto, infine, che la dismissione del MAAS, se da un
lato darebbe vita ai contenziosi di cui sopra, rischierebbe di
far sorgere tutta una serie di controversie con i soci privati, i
quali potrebbero avanzare legittime pretese di danno emergente e
mancato guadagno;
per conoscere se il Presidente della Regione e l'Assessore per
la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca, alla
luce di quanto sopra esposto, non ritengano dannoso per l'intera
economia agricola, ittica e floro-vivaistica siciliana, la
soppressione del MAAS (mercato agro alimentare di Sicilia), unica
struttura regionale esistente che mira a razionalizzare e
rilanciare i comparti ortofrutticolo, ittico e floro-vivaistico
siciliani ipotizzando, invece, la ricapitalizzazione dell'ente
per il completamento dell'opera, nonché l'eventuale cessione di
quote ad altri soggetti pubblici e privati che già hanno
manifestato la volontà di entrare nel più grande polo di
interscambio commerciale del Mediterraneo». (13)
Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore Di Mauro per
fornire la risposta.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
la vicenda che riguarda il completamento del MAAS attiene ad una
iniziativa che il Governo della Regione siciliana ha intrapreso
tanti anni addietro.
Siamo, adesso, nella fase del completamento, ed è
intendimento del Governo inserire nella finanziaria la norma che
consente la ricapitalizzazione della società MAAS che ha
appaltato, da tempo, l'iniziativa della realizzazione della
struttura del mercato agro-alimentare che è in dirittura di
arrivo e manca, per l'appunto, la copertura finanziaria per il
pagamento dei relativi oneri all'impresa che è sul punto di
ultimare i lavori.
In questo senso il Governo è impegnato e in Commissione
Bilancio presenterà il relativo emendamento per dare copertura
agli oneri contrattuali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Limoli per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
LIMOLI. L'Assessore Di Mauro ha risposto, credo, con un po' di
leggerezza rispetto alla gravità della situazione che riguarda il
MAAS di Catania, i cosiddetti mercati agro-alimentari siciliani.
Credo che il Governo debba essere presente almeno in una
delle tante riunioni di convocazione del consiglio di
amministrazione del MAAS, perché credo che non sfugga
all'Assessore al ramo e tramite lui al Governo nella sua
interezza e al Presidente della Regione, che perdere una
struttura come il MAAS suonerebbe come una vergogna per una
classe politica che comprende che quella struttura è
indispensabile per tutto ciò che riguarda i nostri prodotti agro-
alimentari, il floro-vivaismo, i prodotti ittici.
Ritengo le sia sfuggito che la somma necessaria per la
ricapitalizzazione è pari a 6 milioni di euro, questo è un
obbligo oltre che politico anche morale. Prendo atto che lei sta
asserendo, questa sera, che il Governo provvederà ad inserire
nella Finanziaria questa somma, vigileremo affinché questo possa
accadere per potere dare garanzia non soltanto al Consiglio di
amministrazione del MAAS, ma soprattutto a tutti i produttori che
guardano a questa struttura come a qualcosa di indispensabile per
l'avvenire di tutta la Sicilia.
PRESIDENTE. Si passa quindi all'interrogazione numero 156
«Notizie in merito alla dismissione del Mercato agro-alimentare
siciliano (MAAS), dell'onorevole Falcone. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca,
premesso che:
l'Assessorato regionale Bilancio e finanze', con lettera del
16 luglio 2008, propone un'ipotesi di riordino delle società di
capitale a partecipazione regionale con la dismissione di alcune
di esse e, di altre, l'accorpamento in strutture esistenti;
tra le società di cui sopra, è compreso il MAAS (Mercato agro
alimentare siciliano), struttura nata vent'anni fa con lo scopo
precipuo di riordinare e rilanciare i mercati ortofrutticoli,
ittici e vivaistici siciliani;
negli ultimi anni il MAAS ha avviato una politica di
risanamento e di rilancio delle proprie competenze, tant'è che ha
ottenuto di recente un finanziamento di 60 milioni di euro dallo
Stato per la realizzazione del nuovo insediamento nel quartiere
Bicocca di Catania;
in data 6 agosto 2008 è stata presentata un'interpellanza per
chiedere la non dismissione del MAAS;
per sapere:
se rispondano al vero le voci circolanti circa l'avvenuta
dismissione del MAAS;
se il Presidente della Regione e l'Assessore regionale per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca siano al
corrente che la dismissione del MAAS, oltre che arrecare un danno
ingente alla filiera produttiva siciliana, potrebbe aprire un
contenzioso con lo Stato a seguito della concessione del suddetto
finanziamento non utilizzato;
se, nel caso certo di contenzioso, su chi ricadrebbe la
responsabilità del danno erariale non indifferente che
danneggerebbe le casse regionali». (156)
Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore Di Mauro per
fornire la risposta.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
rispondo, anche se l'argomento dell'interrogazione è in larga
massima similare a quello dell'interpellanza trattata poc'anzi.
Devo dire, per la verità, che con una delibera di Giunta del
Governo precedente, anche per rispondere all'onorevole Limoli, la
partecipazione in sede di assemblea è da ricondurre
all'Assessorato del bilancio, e se il Governo non ha
partecipato all'assemblea è perché non c'erano le condizioni di
carattere finanziario per la ricapitalizzazione.
Peraltro verso, ogni notizia circolante in ordine al venir
meno di questa società, non credo corrisponda al vero.
Per quanto ci riguarda, intendiamo completare i lavori e vedere
come attuare una strategia per rendere funzionale questo
importante centro agro-alimentare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Falcone per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
FALCONE. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 166 «Iniziative
urgenti al fine di nominare il Comitato amministrativo ai sensi
dell'articolo 60 della legge regionale numero 32 del 2000», degli
onorevoli Raia, Termine e Di Guardo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
cooperazione, per il commercio, l'artigianato e la pesca,
premesso che:
l'articolo 60 della legge regionale numero 32/2000 stabilisce
che per agevolare l'accesso al credito delle piccole e medie
imprese è istituito, mediante convenzione, un fondo presso
società o enti che posseggono i requisiti tecnici ed
organizzativi;
il suddetto articolo stabilisce inoltre che alla gestione del
fondo sovrintende un comitato amministrativo nominato con decreto
del Presidente della Regione che prevede tra i componenti anche 5
membri designati dall'Assessore per la cooperazione, per il
commercio, l'artigianato e la pesca, scelti su terne proposte
dalle associazioni regionali dei commercianti maggiormente
rappresentative;
rilevato che:
ad oggi non si è proceduto alla nomina del nuovo comitato per
la gestione del fondo e l'Assessorato Servizio 8 Credito in data
10 settembre 2008, ha chiesto alle associazioni dei commercianti,
allo scopo di verificarne la rappresentanza, di far pervenire
presso l'Assessorato lo statuto, il numero di sedi e degli
iscritti;
in ragione della mancata costituzione del suddetto comitato, da
oltre cinque mesi, non viene erogato il credito di esercizio ai
commercianti e la procedura adottata dall'Assessorato rischia di
allungare i tempi con il risultato di bloccare l'attività del
fondo regionale e tutte le delibere fatte dagli istituti di
credito ai propri clienti.
per sapere se non ritengano opportuno provvedere ad una rapida
verifica della rappresentanza delle associazioni regionali e
nominare con carattere d'urgenza il comitato amministrativo che
gestisce il fondo regionale ai sensi dell'art. 60 della 1egge
regionale numero 32/2000.
Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore Di Mauro per
fornire la risposta.
DI MAURO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'interrogazione risponde ad una esigenza che è stata più volte
sollecitata dai commercianti. Per la verità, il Governo da circa
45 giorni ha inviato le richieste alle organizzazioni di
categoria per consentire loro di indicare i nominativi che devono
farne parte, secondo quanto previsto nella legge istitutiva del
Fondo, e determinare quindi l'attività in favore dei
commercianti.
Le categorie in gran parte hanno risposto, ne mancava una
soltanto. La comunicazione è arrivata ieri, sono convinto che
entro giovedì riusciremo a determinare il nuovo Consiglio di
amministrazione del Fondo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Falcone per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
TERMINE. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza numero 26 « Motivi della
mancata emanazione del regolamento del Governo regionale ai sensi
del comma 1 sexies dell'articolo 10 della legge regionale 22
dicembre 2005, numero 19, concernente disposizioni per introdurre
l'indicazione del prezzo di vendita dei prodotti in euro e in
lire», dell'onorevole D'Asero. Per assenza dall'Aula del
firmatario, l'interpellanza decade.
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme sulla proroga delle autorizzazioni all'esercizio di
cava e sull'aggiornamento del piano regionale dei materiali di
cava e del piano regionale dei materiali lapidei di pregio»
(numero 133/A)
PRESIDENTE Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme sulla proroga delle autorizzazioni all'esercizio di cava e
sull'aggiornamento del piano regionale dei materiali di cava e
del piano regionale dei materiali lapidei di pregio» (133/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione palese nominale:
Presenti e votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 55
Contrari 1
Astenuti 5
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi,
martedì 25 novembre 2008, alle ore 19.15, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 73 - «Iniziative per prorogare le misure agevolative
IRAP di cui agli articoli 13 e 15 della legge
regionale n. 21/2003».
D'ASERO - LEONTINI - BOSCO - CORONA
N. 74 - «Misure di contrasto all'aumento della TARSU da
parte delle amministrazioni comunali».
ARICÒ - CAPUTO - MARROCCO
POGLIESE - VINCIULLO
N. 75 - «Iniziative a livello nazionale per la modifica del
soggetto passivo della TARSU».
CAMPAGNA - BOSCO
CORONA -
TORREGROSSA
III -Discussione dei disegni di legge:
1) «Disciplina degli istituti di ricovero e cura a carattere
scientifico di diritto pubblico». (n. 159/A).
2) «Iniziative a sostegno dei Consorzi fidi. Misure a favore
di soggetti pubblici regionali per le anticipazioni sulle
liste di carico poste in riscossione». (n. 259/A).
La seduta è tolta alle ore 19.11.
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.30
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
POGLIESE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
con decreto pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione
siciliana n. 3 del 4 gennaio 2007, a seguito delle intense e
copiose precipitazioni di carattere temporalesco dello scorso 23
e 24 dicembre 2006, è stato dichiarato lo stato di calamità
naturale per tutto il territorio ricadente nel comune di Ramacca
(CT);
gli ingenti danni provocati alle colture ortive, arboree e
agrumicole hanno comportato la perdita dei relativi prodotti
nell'anno 2007;
constatato che nei mesi di giugno, luglio e agosto 2007 si sono
verificate tre ondate settimanali di caldo torrido che ha
comportato siccità nel territorio ramacchese;
evidenziato che:
a tutt'oggi si registrano precipitazioni meteorologiche ai
minimi storici delle annate agrarie e tale calamità sta colpendo
duramente la popolazione del comune compromettendo il reddito
delle famiglie diretto-coltivatrici e di quanti vivono con il
lavoro della terra, aggravando la piaga della disoccupazione;
in data 11 dicembre 2007 è stata approvata dal consiglio
comunale di Ramacca, all'unanimità, una deliberazione in cui si
chiede all'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste e
ad altri enti la dichiarazione dello stato di calamità naturale e
di predisporre gli adempimenti necessari al fine di far godere
gli agricoltori delle necessarie provvidenze contributive e
creditizie previste, nonché esonerare gli stessi dal pagamento
dei canoni idrici e non ultimo assicurare per l'anno 2007 ai
braccianti agricoli la riconferma delle giornate dell'annata
agraria precedente;
per sapere, se non intenda verificare lo stato di crisi in cui
versa il comparto agricolo del comune di Ramacca, a seguito del
susseguirsi degli eventi atmosferici avversi ed agire con un
decreto della Giunta regionale in cui si dichiari un ulteriore
stato di calamità». (25)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione posta
dall'onorevole Pogliese Salvatore, si rappresenta quanto segue.
Per far fronte ai danni provocati da avversità atmosferiche e/o
calamità naturali, nel comparto agricolo, vengono utilizzati i
fondi ai sensi del Decreto Legislativo 29 marzo 2004, n.102,
modificato dal Decreto Legislativo del 18 aprile 2008, n. 82, che
regola gli interventi finanziari a sostegno delle imprese
agricole. In applicazione di tale normativa, l'ispettorato
Provinciale dell'Agricoltura di Catania, ha avanzato apposita
proposta di delimitazione di territori danneggiati dalle alte
temperature del periodo 22-27 giugno 2007.
La succitata proposta è stata trasmessa alla Giunta regionale
per la prescritta deliberazione (n.376 del 21/09/07) e
successivamente al Ministero delle Politiche agricole, alimentari
e forestali per l'istruttoria di competenza; in fase istruttoria,
il Ministero ha sollevato una serie di osservazioni e
considerazioni chiedendo un supplemento istruttorio ed un riesame
della proposta.
L'Ispettorato Provinciale dell'Agricoltura ha riformulato la
proposta fornendo anche altri elementi conoscitivi a supporto e
chiarimento dell'istanza presentata.
La trasmissione al Ministero è avvenuta con nota prot. n.3719
del giorno 11/01/2008, con D.M. 5 agosto 2008 e pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale n. 202 del 29/08/08; nella proposta
declaratoria relativa agli eccessi termici in provincia di
Catania tra i territori interessati figura anche il territorio di
Ramacca oggetto dell'interrogazione».
L'Assessore
Giovanni La Via
GALVAGNO. - «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che in data 23 luglio 2004, presso lo studio del notaio
Filomena Greco di Enna, si è svolta una gara a trattativa privata
relativa alla vendita di immobili di proprietà del Consorzio
agrario di Enna, già posto in liquidazione, mediante
presentazione di offerte anche al ribasso, stante che erano già
stati esperiti diversi tentativi di gara andate deserte;
relativamente ad alcuni immobili, siti nel comune di Centuripe
(EN) e di proprietà del predetto Consorzio, un concorrente ha
offerto la somma di euro 120.000,00;
la predetta offerta è stata accettata 'a condizione' dal
commissario liquidatore del predetto Consorzio, il quale ha
provveduto a richiedere la prescritta autorizzazione al
competente Assessorato dell'agricoltura e delle foreste, quale
organo tutorio, al fine di procedere alla accettazione definitiva
ed alla conseguente stipula dell'atto pubblico di vendita;
preso atto che:
il Consorzio agrario di Enna, nel novembre 2004, ha provveduto
ad incamerare la somma di euro 24.000,00 quale prescritta
garanzia;
con raccomandata del 24/6/2006, l'aggiudicatario provvisorio
della gara, con lettera diretta al commissario liquidatore del
Consorzio agrario di Enna e al competente Assessorato
dell'agricoltura e delle foreste, a distanza di due anni dalla
aggiudicazione provvisoria, chiedeva il completamento della
procedura di aggiudicazione o la restituzione della somma di euro
24.000,00, oltre gli interessi legali e la rivalutazione
monetaria, in considerazione del fatto che gli immobili oggetto
della vendita risultavano ulteriormente deteriorati;
a tutt'oggi, l'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle
foreste non ha inteso pronunziarsi sulla questione;
rilevato che i predetti immobili risultano essere in completo
stato di abbandono;
per sapere:
quali provvedimenti intenda adottare per la definizione della
pratica;
se non ritenga sussistenti gli estremi del danno erariale e, in
caso affermativo, se non reputi opportuno investire della
questione la Procura generale della Corte dei conti». (43)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 43
dell'onorevole Galvagno Michele, si rappresenta quanto segue.
Con nota n.72466 del 20/08/07, è stato richiesto al Commissario
Liquidatore del Consorzio Agrario di Enna Dott.Gaetano Rabbito
di notiziare in merito alla vendita relativa agli immobili in
oggetto siti nel Comune di Centuripe e di proprietà dello stesso
Consorzio Agrario.
Il Dott. Rabbito con nota n. 76652 dell'11/09/07 riferisce che
in data 15/05/03 e 18/11/03 sono state esperite, previa
autorizzazione del Dipartimento, due gare di pubblico incanto per
la vendita dei beni in argomento. Nella seconda gara è stato
effettuato un ribasso di 1/5 rispetto al valore della perizia.
Entrambe le gare sono risultate deserte.
Successivamente si è proceduto previa autorizzazione del
Dipartimento ad una pubblica offerta in vendita a trattativa
privata anche al ribasso rispetto al prezzo dell'ultima gara
precedente senza obbligo di accettazione.
Per l'immobile sito in c/da Mandarano comprendente un
capannone, un magazzino, un deposito carburante unitamente ad un
terreno circostante, è risultata pervenuta una sola offerta da
parte del Sig. Icona Vito ritenuta accettabile dal Commissario
liquidatore.
In data 14/09/07 è pervenuta, presso quest'Assessorato,
comunicazione da parte del Sig. Iacona Vito di rinuncia formale
all'acquisto dell'immobile in argomento.
Successivamente con nota datata 19/11/07 il Dott. Gaetano
Rabbito richiedeva l'autorizzazione alla vendita dei beni con
trattativa privata.
Il Dipartimento Interventi Infrastrutturali, con nota n. 10375
del 3/12/07, previa trasmissione della perizia di stima del
valore dei beni e con l'osservanza delle massime garanzie a
tutela degli interessi del ceto creditorio, ha autorizzato lo
stesso Consorzio all'esperimento della richiesta trattativa
privata.
Lo scrivente a tutt'oggi è in attesa degli esiti relativi alla
trattativa».
L'Assessore Giovanni La Via
CURRENTI - FALCONE - MARROCCO. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che la
legge regionale 1 settembre 1997, n. 33, reca: 'Norme per la
protezione, la tutela e l'incremento della fauna selvatica e per
la regolamentazione del prelievo venatorio. Disposizioni per il
settore agricolo e forestale', poi modificata dalla legge
regionale 31 agosto 1998, n. 15, e dalla legge regionale 8 maggio
2001, n. 7;
con il decreto n. 1269 del 21 luglio 2008 è stato approvato il
calendario venatorio per l'anno 2008-2009, pubblicato nella
Gazzetta ufficiale della Regione siciliana n. 40 del 29 agosto
2008;
considerato che a seguito del ricorso giurisdizionale con
istanza di sospensione proposto 1'8 settembre 2008 presso il
Tribunale amministrativo regionale di Palermo dall'Associazione
Legambiente, Comitato regionale siciliano ONLUS, il Presidente
del T.A.R. ha accolto l'istanza e ha firmato, il 9 settembre
2008, il decreto cautelare con il quale è stata provvisoriamente
sospesa l'esecuzione del sopra citato decreto n. 1269 del 21
luglio 2008;
visto il decreto n. 106 del 12 settembre 2008, a firma
dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste, nel
quale, a seguito del decreto di sospensiva emesso dal T.A.R.
Sicilia - Sezione di Palermo, in data 9 settembre 2008, si
revocava il decreto n.1269 del 21 luglio 2008;
per sapere:
quali iniziative intenda adottare l'Assessore regionale per
l'agricoltura e le foreste al fine di reintegrare i giorni in cui
non è stato possibile svolgere l'attività venatoria o, in
alternativa, la possibilità di un rimborso forfettario o lo
sconto per l'anno successivo;
se sia intenzione dell'Assessore regionale per l'agricoltura e
le foreste pianificare per tempo e programmare nel miglior modo
possibile, per l'anno successivo, il calendario venatorio per
evitare disagi ai cacciatori che annualmente pagano la quota
associativa». (131)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n.131 dell'
onorevole Currenti Carmelo, si rappresenta quanto segue.
Il periodo di attività venatoria viene stabilito annualmente
nel rispetto dell'arco temporale compreso tra la terza domenica
di settembre ed il 31 gennaio dell'anno successivo (legge
regionale 1 settembre 1997, n.33, art.19, comma1).
Per l'anno in corso, il periodo di sospensione dell'attività
venatoria ha fatto slittare di una settimana circa l'apertura
prevista dalla normativa; di contro, il D.A. n. 1269 del 21/07/08
relativo al Calendario venatorio 2008/2009, avendo previsto
l'apertura anticipata al 1 settembre c.a., ha di fatto
compensato il ritardo della riapertura dovuta alla sospensione
del TAR.
Per quanto concerne il rimborso parziale delle tasse di
concessione governativa, nazionale e regionale, per il periodo di
sospensione e revoca del calendario venatorio 2008/2009, è
opportuno precisare che le stesse sono annuali e non frazionabili
e prevedono anche la copertura di attività collaterali alla
caccia, quali l'allenamento e l'addestramento dei cani con prove
di riporto (nelle zone cinologiche di tipo B) ed il tiro a volo,
effettuabili anche durante il periodo in cui l'attività venatoria
risulta chiusa.
Per i disagi causati da questa Amministrazione ai cacciatori,
a seguito della presentazione del ricorso che ha causato la
sospensione e la revoca del calendario venatorio 2008/2009, si
rappresentano brevemente le motivazioni del ricorso stesso:
- per le aree SIC e ZPS sono in fase di definizione i piani di
gestione da parte dell'Assessorato Territorio ed ambiente;
soltanto se verranno resi noti per tempo, sarà possibile
provvedere ad una più appropriata regolamentazione dell'attività
venatoria, in ciascuna di dette aree sin dal momento della
stesura del prossimo calendario venatorio 2009/2010;
per quanto riguarda la VAS, è in corso l'iter per la
valutazione del Piano Regionale Faunistico Venatorio;
per l'esercizio delle deroghe, citato anch'esso nelle
motivazioni del ricorso, la Regione Sicilia non ha mai usufruito
delle stesse; infatti, l'anticipazione dell'apertura della caccia
non è un provvedimento in deroga, in quanto regolarmente previsto
dalla normativa nazionale e regionale in vigore. L'esercizio
delle deroghe riguarda l'inserimento, tra la fauna cacciabile, di
specie protette che per motivi diversi, tra cui gli ingenti danni
arrecati alle colture agricole, possono essere soggette al
controllo numerico.
Relativamente al divieto di caccia nei valichi montani, si
rappresenta che ai sensi dell'art. 21, comma 3, della Legge
157/92, l'obiettivo è quello di tutelare il passaggio degli
uccelli migratori. Infatti, in genere nei valichi montani avviene
l'effetto detto collo di bottiglia , che comporta il
raggruppamento degli uccelli in migrazione verso un passaggio
obbligato che li rende molto vulnerabili. In Sicilia, invece tali
valichi non sono identificabili, i contingenti migratori non si
raggruppano in maniera consistente ed obbligata, infatti la
migrazione, avviene in maniera diffusa su tutto il territorio
isole comprese, anche se esistono delle vie di migrazione
preferenziali, ma non obbligate che variano con le condizioni
climatiche.
Riguardo l'opportunità di programmare e pianificare il
calendario venatorio prima di quanto avviene normalmente, i tempi
dell'iter amministrativo sono stabiliti da norma e possono essere
modificati soltanto con un intervento legislativo».
L'Assessore
Giovanni La Via
GALVAGNO. - «All'Assessore per la Sanità, premesso che:
la popolazione del comune di Catenanuova (EN) vive da tempo un
grave disagio nell'accesso all'assistenza sanitaria di base a
causa della perdurante carenza di medici di famiglia;
attualmente, infatti, sono in servizio due soli medici che
coprono il fabbisogno della metà della popolazione residente,
dopo che altri due medici sono venuti a mancare e non sono stati
mai sostituiti;
per sopperire a tale carenza, due medici, titolari nel vicino
comune di Centuripe, prestano servizio a Catenanuova per due o
tre giorni alla settimana, per alcune ore ed in sedi provvisorie;
tale soluzione appare del tutto insoddisfacente, in quanto è
violato il diritto del paziente a recarsi in una sede
ambulatoriale certa, fruibile, di facile accesso e per almeno
cinque ore al giorno;
l'A.C.N. del 23 marzo 2005 prevede che ai fini
dell'acquisizione delle scelte di assistenza primaria, l'ambito
territoriale deve comprendere popolazione non inferiore a 7.000
abitanti anagraficamente residenti;
la Regione, tuttavia, può individuare ambiti territoriali con
popolazione inferiore a 7.000 unità (senza scendere però al di
sotto delle 5.000 unità) in tutti i casi in cui vi siano
particolari motivi geografici, di viabilità, di distanza tra i
comuni, di difficile percorrenza delle vie di comunicazione, di
parcellizzazione degli insediamenti abitativi o per altre valide
condizioni;
il comune di Catenanuova presenta tutte le caratteristiche
richieste ai fini della deroga: conta 5.098 residenti ed è
collegato col comune più vicino, Centuripe, in modo difficoltoso
ed irregolare, condizioni che si aggravano nei mesi invernali;
considerato che:
l'ambito territoriale è attuabile per le guardie mediche ma
risulta del tutto fuori luogo per la medicina di base;
non si comprendono, pertanto, le ragioni per le quali non sono
stati individuati altri medici di base in sostituzione di quelli
mancanti;
la nomina di nuovi medici di base non costituirebbe alcun
aggravio di spesa per il servizio sanitario regionale, in quanto
il medico percepisce una somma per quota capitaria;
è evidente che, in tali condizioni, la popolazione di
Catenanuova risulta estremamente penalizzata nell'accesso al
diritto alla salute;
per sapere se non ritenga indifferibile procedere
all'assegnazione di due medici di base a servizio della
popolazione di Catenanuova e le ragioni per le quali tale
adempimento continui ad essere ritardato». (165)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto
con la quale l'onorevole Galvagno chiede notizie circa gli
interventi per l'assegnazione di due medici di base a Catenanuova
(EN), si rappresenta quanto segue.
Con richiesta n. 11348 del 15 giugno 2007, in linea con quanto
previsto dall'art. 34, comma 11, dell'Accordo Collettivo
Nazionale di Medicina Generale, il Direttore generale della
Azienda U.S.L. n. 4 di Enna, avendo individuato alla data del 1
marzo 2007 una carenza nell'ambito territoriale di Catenanuova -
Centuripe , ha richiesto all'Assessorato di pubblicare la
precitata carenza con obbligo di apertura dell'ambulatorio presso
il Comune di Catenanuova.
In conseguenza di ciò, in data 5 novembre 2008, esperite le
procedure di rito, è stata individuata la dott.ssa Rita Menza
Trovato quale medico di assistenza primaria da assegnare presso
il Comune di Catenanuova.
Con nota n. 3842 del 5 novembre 2008 l'Assessorato ha trasmesso
la predetta individuazione all'Azienda Sanitaria di Enna per
procedere alla formalizzazione del conferimento definitivo
dell'incarico».
L'Assessore
Massimo Russo
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per
l'industria e all'Assessore per il bilancio e le finanze,
premesso che:
il dott. Gaetano Zangara, già dirigente in forza al gruppo
delle aziende ESPI per oltre 33 anni, dal 1965 al 1998, è stato
destinatario di varie disposizioni di mobilità, di volta in volta
impartite dall'ESPI alle proprie società controllate nei cui
organici lo stesso è stato inquadrato come dirigente (dapprima
presso iniziative industriali s.p.a., quindi presso Assosind,
Resais s.p.a. ed infine alla casa vinicola Duca di Salaparuta);
in particolare, per effetto della disposizione della direzione
generale dell'ESPI contenuta nella lettera racc. 13.12.1984,
dall'01.01.1985 il dr. Zangara, proveniente per mobilità dalla
Resais s.p.a., è stato assunto dalla casa vinicola Duca di
Salaparuta s.p.a., attese le specifiche esigenze espressamente
illustrate dall'ente azionista;
il provvedimento, concordato con la società di diretta
provenienza (Resais s.p.a.), anch'essa quasi interamente
controllata dall'ESPI, fu deliberato dal consiglio di
amministrazione della Case vinicole di Sicilia (CVDS) s.p.a. con
il pieno assenso degli organi di controllo e sottoposto alla
conforme determinazione dell'assemblea dei soci in occasione
dell'approvazione del bilancio 1984, come da esplicita direttiva
impartita dall'ESPI;
della relativa comunicazione fu data contezza anche nella
relazione degli amministratori annessa al bilancio della CVDS per
l'esercizio 1984, per cui dovette definitivamente intendersi
manifestato anche l'assenso dell'Assessorato Industria, decorsi i
termini rituali dall'invio delle delibere di approvazione del
predetto bilancio della CVDS e del successivo bilancio
consolidato dell'ESPI per il 1984;
con riferimento alla controversia di lavoro insorta con la
società a seguito delle dimissioni presentate dal dirigente il
31.05.1998 per giusta causa ex art. 2119 cc., il Tribunale civile
di Palermo, con sentenze dicembre 2003/marzo 2004, e la Corte
d'appello di Palermo, con sentenza del gennaio/maggio 2008, hanno
dichiarato nullo il rapporto di lavoro dirigenziale intercorso
dal 1985 al 1998 per violazione dell'art. 4 della legge regionale
n. 76 del 1976 (inerente particolari procedure di selezione) in
accoglimento di apposita istanza della stessa CVDS;
l'ESPI, nella gestione della mobilità dei dirigenti in organico
al gruppo antecedentemente alla legge regionale n. 76 del 1976,
non si è resa responsabile dei danni connessi alla citata
dichiarazione giudiziale di nullità (qualora passasse in
giudicato), per cui, peraltro, sarebbe stata già costituita in
mora, nonché di possibili danni erariali anche connessi ai
criteri ed alle modalità sul successivo passaggio alla RESAIS
s.p.a. dei dirigenti stessi, in esecuzione della legge regionale
26 marzo 2002, n. 2, che ha riguardato i 'dipendenti' delle
aziende ESPI, EMS e AZASI cessate da attività produttiva con
trattamento a carico del bilancio della Regione siciliana fino al
compimento dei requisiti pensionistici;
infine, nei patti parasociali stipulati con la Florio/Ilva di
Saronno in occasione della vendita del pacchetto azionario di
controllo della CVDS non è contenuta una clausola di garanzia,
anche in relazione ad un apposito fondo-rischi iscritto al
bilancio della società nell'esercizio 1998;
per sapere quali provvedimenti intenda adottare il Governo
della Regione in proposito». (105)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)
Risposta in Commissione. - «Con riferimento alla nota dell'
1.10.2008 prot. 38454, pervenuta via fax in data 06.10.2008, con
la quale si chiedono ragguagli circa il contenuto della nota a
firma del Dott. Gaetano Zangara del 23.09.2008, nonché in
risposta alla nota del 10.10.2008, prot. n. 39965, con la quale
si chiedono informazioni in merito al contenuto
dell'interrogazione parlamentare n. 105 a firma Caputo, di pari
oggetto, si forniscono i seguenti elementi ricostruiti sulla base
della documentazione in possesso di ESPI.
-Il Dott. Gaetano Zangara, come ampiamente desumibile dagli atti
processuali di cui alla vertenza da egli stesso azionata con
atto di citazione del 1998 contro la Casa Vinicola Duca di
Salaparuta, è stato dipendente della medesima CVDS, a seguito di
assunzione, con qualifica dirigenziale, effettuata per
determinazione della medesima società;
-La natura della CVDS, nell'anno di riferimento, quale società
controllata da ESPI, non ne determinava una confusione di
competenze e responsabilità con la capogruppo, permanendo in capo
agli organi della CVDS i poteri di gestione e amministrazione,
ivi compresi gli atti deliberativi di assunzione del personale;
-Il ruolo di ESPI riguardo al quale il Dott. Zangara ha ritenuto
reiteratamente di fare riferimento risulta dalla nota del
13.12.1984 (All. n. 1), menzionata anche nella citata
interrogazione parlamentare, a firma del Direttore Generale Prof.
Francesco Pignatone indirizzata al Presidente del CdA della CVDS.
La lettura di tale nota consente di chiarire che il Dott. Zangara
non è stato destinatario di un provvedimento di comando e/o di
mobilità : stando almeno agli atti in possesso di ESPI, peraltro
confermati dallo stesso Zangara, non rintracciandosi atti o
provvedimenti diversi e ulteriori di ESPI oltre all'allegata
nota, deve concludersi, nei termini desumibili dal testo in
esame, che la capogruppo espresse l'orientamento che il Dott.
Zangara avesse capacità adeguate e conseguentemente invitò il
Consiglio di Amministrazione a procedere immediatamente con
assunzione per passaggio diretto dalla Resais S.p.A. . La
determinazione di assunzione, in accoglimento di tale invito,
rimaneva e rimase in capo agli organi della CVDS, in particolare
il C.d.A. Si ricorda al riguardo che gli amministratori della
Società non hanno un vincolo di mandato che configuri come dovuti
atti di amministrazione o di gestione sollecitati o richiesti
dall'azionista di riferimento. Dunque è alla CVDS che va in ogni
caso riferita l'assunzione di che trattasi, legittima o meno. La
normativa che a quel tempo disciplinava l'assunzione di personale
nelle società a partecipazione regionale, con i relativi divieti,
quali che siano le conseguenze che se ne vogliono trarre circa la
legittimità dell'assunzione dello Zangara, espressamente
ribadiva, non a caso, che la violazione di ogni divieto di legge
al riguardo avrebbe comportato oltre che la revoca, la personale
e solidale responsabilità degli Amministratori della Società
datore di lavoro;
-La circostanza che l'assunzione dello Zangara a dirigente della
CVDS sia avvenuta, come per legge, con provvedimento del (solo)
C.d.A. Della CVDS medesima trova conferma piena nella relazione
di accompagnamento al Bilancio della CVDS per l'esercizio 1984
che qui parimenti si allega (All. n. 2). In tale relazione gli
amministratori comunicano gli aggiornamenti sul numero degli
occupati ai diversi livelli, e menzionano n. 1 dirigente assunto
per mobilità dalle aziende a partecipazione regionale, così
innanzitutto confermando la propria competenza in materia: la
comunicazione in sede di relazione di accompagnamento al Bilancio
costituisce atto dovuto, in generale, trattandosi di uno degli
elementi che a norma dell'art. 2427 (allora 2429 bis) c.c.
Debbono in ogni caso risultare dalla relazione degli
amministratori di accompagnamento al Bilancio;
-La lettura del verbale dell'Assemblea dei soci del 21.5.1985,
di cui si allega copia (All. n. 3), non fa menzione alcuna di una
conforme determinazione dell'Assemblea dei soci di assenso
all'assunzione quale dirigente del Dott. Zangara, come affermato
invece nella interrogazione parlamentare n. 105. Ed invero non
soltanto il punto non è trattato, né la relazione degli
amministratori fa menzione nominativamente del Dott. Zangara; ma
è appena il caso di segnalare che l'approvazione del Bilancio e
della relazione degli Amministratori al Bilancio non provoca di
certo un ulteriore pronunciamento e determinazione da parte
dell'Assemblea dei soci circa i singoli atti di gestione già
adottati dagli amministratori di cui la relazione dà semplice
comunicazione ai soci. A volere ritener il contrario dovrebbe
concludersi, tenuto conto della citata relazione del C.d.A al
Bilancio 1984, che l'Assemblea dei soci della CVDS tenutasi il
21.5.1985 assunse conforme determinazione anche con riguardo
agli altri elementi oggetto di comunicazione, vale a dire tutti
gli atti di gestione dell'esercizio. Simile ricostruzione
stravolgerebbe il modello di S.p.A. Voluto dalla legge con una
singolare commistione di competenze e responsabilità tra i
diversi organi sociali.
-Va ricordato inoltre che l'atto assembleare costituisce momento
definitivo per l'approvazione del bilancio della Società, nel
caso di specie CVDS, e non può intendersi come ulteriore momento
di approvazione l'esercizio del controllo dell'Assessorato
Industria sulle delibere dell'Ente socio. D'altra parte
l'Assessorato all'Industria ebbe contezza di un Bilancio e di una
relazione di accompagnamento ed all'interno di quest'ultima
poteva prendere conoscenza della circostanza che nella CVDS nei
primi mesi del 1985 l'occupazione si è incrementata di n. 8
unità per effetto delle assunzioni per mobilità delle aziende a
partecipazione regionale, di un dirigente, 5 impiegati e 2
operai . Di tale incremento si forniva comunicazione ai soci,
come detto, nel presupposto dell'avvenuta assunzione per
determinazione dell'organo competente, vale a dire il C.d.A.
Della CVDS. Gli atti cui fa riferimento l'interrogazione
parlamentare (verbale dell'Assemblea ed approvazione del
bilancio, controllo sull'ESPI e conoscenza del bilancio e della
relazione da parte dell'Assessorato all'Industria) non appaiono
idonei a far ricadere in capo all'azionista di maggioranza ESPI
e/o all'Amministrazione Regionale l'esclusiva responsabilità in
materia di assunzioni in capo agli amministratori delle società
che a tali assunzioni procedevano, come peraltro espressamente
sanzionata dalla normativa di riferimento;
-Dagli atti processuali concernenti la vertenza Zangara contro
CVDS, trasmessi pur in forma incompleta a questo Ente, e da
quanto riferito dallo stesso interessato Zangara nella nota del
23.9.2008, risulta che i giudici, pur avendo ritenuto
configurabile la nullità del rapporto di lavoro intercorso tra
Zangara e CVDS per violazione dell'art. 4 l.r. del 14.5.1976 n.
76, tuttavia, in applicazione dell'art. 2126 c.c. (rapporto
contrattuale di fatto) hanno riconosciuto le pretese dell'ex
dipendente, ove ritenute in sè fondate, sulla base del lavoro di
fatto svolto pur se nascente da titolo nullo. Conseguentemente
almeno nella vicenda processuale di che trattasi,la censura di
nullità del contratto di lavoro a suo tempo stipulato tra la CVDS
e lo Zangara non ha prodotto esiti in danno dello Zangara dei
quali il medesimo possa in qualche modo lamentarsi o avanzare
pretese risarcitorie;
-In ogni caso, la ricostruzione della vicenda dovrebbe condurre
ad escludere il fondamento di qualsivoglia pretesa dello Zangara
nei confronti di soggetti diversi dalla CVDS, suo datore di
lavoro, a cui si deve la determinazione di stipula di un
contratto poi dichiarato nullo. Estranei a tale vicenda rimangono
l'Ente pubblico ESPI e l'Amministrazione Regionale, sicché non si
comprende quali siano i presupposti di un presunto o paventato
danno erariale (configurabile solo in caso di esborso di denaro
pubblico);
-Per quanto sopra, non appare condivisibile l'affermazione
contenuta nell'interrogazione parlamentare secondo cui l'ESPI
nella gestione della mobilità dei dirigenti in organico al gruppo
antecedentemente alla l.r. n. 76 del 1976, si è resa responsabile
dei danni connessi alla citata dichiarazione giudiziale di
nullità (qualora passasse in giudicato), per cui, peraltro,
sarebbe stata già costituita in mora . Ed infatti, va ribadito
che non risultano allo stato provati danni subiti dallo Zangara,
al quale la dichiarazione giudiziale di nullità, anzi, non ha
impedito il recupero delle pretese legittime derivanti da quel
rapporto di lavoro avendo il giudice opportunamente fatto salvi
gli effetti di quel rapporto ai sensi della disciplina del c.d.
Rapporto contrattuale di fatto. Ancora, e soprattutto, eventuali
responsabilità in danno dello Zangara non potrebbero farsi
ricadere su ESPI, socio della società che lo ha assunto, né sulla
Regione, con un trasferimento di responsabilità che appare
infondato in fatto e quanto meno azzardato in diritto;
-L'interrogazione parlamentare allude a possibili danni
erariali anche connessi ai criteri e alle modalità del successivo
passaggio alla RESAIS dei dirigenti stessi, in esecuzione della
l.r. 26.3.2002 n. 2 che ha riguardato i dipendenti delle aziende
ESPI EMS ed AZASI cessate da attività produttive con trattamento
a carico del bilancio della Regione Siciliana fino al compimento
dei requisiti pensionistici . Al riguardo si precisa che il
passaggio dei dipendenti degli ex ESPI, EMS e AZASI è stato
previsto dalla l.r. n. 5 del 20.01.1999, e non dalla l.r. n.
2/2002, non si comprende però né quale danno erariale abbia
comportato tale passaggio né il titolo di una pretesa
responsabilità di ESPI. Invero: a) il passaggio dei dipendenti,
compresi eventuali dirigenti, da ESPI, EMS e AZASI a RESAIS, è
avvenuto con legge, e dunque con una normativa successiva
concernente il peculiare regime dei dipendenti di enti pubblici
soppressi, che nulla a che fare con pretese assunzioni o
mobilità, come regolate dalle norme precedenti riferibili al caso
Zangara; b) l'ESPI è stato destinatario delle disposizioni della
l.r. n. 5/99 e non si vede dunque quali responsabilità si
rintraccino al riguardo in capo all'Ente; c) non risulta il
passaggio a RESAIS di dirigenti assunti in forza di contratti
dichiarati nulli, né sono state azionate entro i termini di
prescrizione azioni giudiziarie contro società di ESPI, EMS o
AZASI aventi ad oggetto rapporti di lavoro di dirigenti assunti
per passaggio diretto;
-In occasione della vendita del pacchetto azionario di controllo
della CVDS da ESPI a ILLVA di Saronno non sono stati stipulati
patti parasociali, bensì un contratto di compravendita. Non si
comprende quale clausola di garanzia avrebbe dovuto comunque
essere pattuita al riguardo, considerato che il bilancio della
CVDS, come del resto ricordato nella stessa interrogazione
parlamentare, prevedeva un adeguato fondo rischi, destinato,
appunto, alla eventualità di esborsi in conseguenza di cause in
corso quale era, alla data della vendita (maggio 2001), la causa
pendente avviata dal Dott. Zangara con citazione del 9.11.1998.
Il bilancio della CVDS ed il relativo fondo rischi risultavano
sicuramente capienti al riguardo (fondo rischi nel bilancio 2000,
ultimo bilancio approvato al momento della vendita, pari a £.
1.360.495.336) a fronte dell'esito come oggi individuabile della
vertenza in questione: atteso che il Tribunale di Palermo aveva
condannato in primo grado la CVDS a corrispondere la somma di
133.,555,36 oltre rivalutazione e interessi ed oltre differenze
retributive e la pronuncia di secondo grado (ad oggi l'ultima) ha
riconfermato il pronunciamento condannando la CVDS al pagamento
della somma di 2.217,06 oltre rivalutazione ed interessi legali
dall'1.03.2003 e le differenze retributive scaturenti dal
beneficio del valore dell'autovettutra in uso, nella misura
ridotta di un quarto rispetto a quella riconosciuta in primo
grado (sentenza n. 1/08 All. n. 4).
Tanto si rappresenta al fine di soddisfare la richiesta di
codesto ufficio e di fornire elemento utile al Governo nella
risposta dell'interrogante On. Caputo, pur dovendosi assumere,
allo stato, che la questione esuli dall'ambito di attività e/o
responsabilità dell'Ente Pubblico Economico ESPI e
dell'Amministrazione Regionale o del Governo e non si rintraccino
presupposti di asserite ricadute sotto il profili del danno
erariale».
L'Assessore
Giuseppe Gianni