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Resoconto d'Aula della Seduta n. 42 di martedì 25 novembre 2008
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   Presidenza del presidente Cascio


   LEANZA  EDOARDO,  segretario, dà lettura  del  processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.


   Presidenza del presidente Cascio


     Saluto agli studenti del Liceo  Fortunato Fedele' di Agira
      ed alla comunità scolastica del comune di Montagna Reale.

   PRESIDENTE.   Do  il benvenuto agli studenti del  Liceo  Scienze
  sociali   Fortunato Fedele' di Agira ed alla comunità  scolastica
  del  comune di Montagnareale, seduti nei banchi del pubblico, che
  ringrazio per la loro presenza alla seduta odierna.

   Ai  sensi  dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento  interno,
  do  il  preavviso  di  trenta  minuti  al  fine  delle  eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo  altresì che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
  scrutinio   segreto  (articolo  127)  sono  effettuate   mediante
  procedimento elettronico.


   Presidenza del presidente Cascio


                               Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo  per  la  seduta
  odierna  gli onorevoli Donegani, Marinello, Fiorenza,  Musotto  e
  Raia.

   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono pervenute  le  risposte  scritte
  alle seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per l'agricoltura:

   numero  25  -  «Richiesta di dichiarazione di stato di  calamità
  naturale nel comune di Ramacca (CT)».
   Firmatari: Pogliese Salvatore.

   numero  43  -  «Interventi per la definizione della  pratica  di
  aggiudicazione  relativa ad alcuni immobili siti  nel  comune  di
  Centuripe (EN) di proprietà del Consorzio agrario di Enna».
   Firmatari: Galvagno Michele.

   numero 131 - «Iniziative a favore dei cacciatori in ordine  alla
  sospensione del calendario venatorio 2008/2009».
   Firmatari: Currenti Carmelo; Falcone Marco; Marrocco Livio.

   - da parte dell'Assessore per la  Sanità

   numero  165  - «Interventi per l'assegnazione di due  medici  di
  base a Catenanuova (EN)».
   Firmatari:Galvagno Michele.
   Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

   -  «Modifiche  alla legge regionale 10 gennaio  1995,  numero  4
   Ente autonomo regionale Teatro di Messina'»  (numero 293),
   -  presentato  dagli  onorevoli Buzzanca,  Ardizzone,  Beninati,
  Corona,  Currenti,  De Luca, Formica, Laccoto,  Marrocco,  Mineo,
  Panarello,  Picciolo,  Pogliese,  Rinaldi,  Romano   in  data   6
  novembre 2008 ;

   -  «Nuove  norme  in  materia di gestione dei  rifiuti  e  delle
  acque» (numero 305),
   -  di  iniziativa  governativa presentato dal  Presidente  della
  Regione  (Lombardo) su proposta  dell'Assessore per il territorio
  e l'ambiente (Sorbello) in data 19 novembre 2008;

   -  «Misure  per  il  potenziamento  e  la  riqualificazione  dei
  servizi  della  motorizzazione civile sul  territorio  regionale»
  (numero 306),
   - presentato dall'onorevole Cordaro in data 20 novembre 2008;

   -«Sostegno  alla  ricerca scientifica sul territorio  regionale»
      (numero 307),
   -  presentato dagli onorevoli Corona, Bosco, D'Asero,  Campagna,
  Leontini, Adamo, Torregrossa in data 20 novembre 2008;

   -  «Interventi in favore dell'emergenza ambientale  nel  settore
  del  traffico  e  della mobilità nella città di Messina»  (numero
  308),
   -  presentato  dagli  onorevoli Buzzanca, Formica,  in  data  20
  novembre 2008;

   -  «Istituzione  di  una casa da gioco nel  comune  di  Messina»
  (numero 309),
   -   presentato   dagli  onorevoli  Buzzanca,  Formica,   Arico',
  Marrocco, Vinciullo in data 20 novembre 2008;

   -  «Istituzione  della  Fondazione  Gianfranco  Cupidi»  (numero
  310),
   -  presentato  dagli  onorevoli  Arico',  Pogliese  in  data  24
  novembre.

   Annunzio di presentazione di disegni di legge e di contestuale
                                invio
        degli stessi  alle competenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  presentati ed inviati alle competenti Commissioni legislative:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   «Inquadramento  personale  regionale  nel   ruolo   di   cui
  all'articolo  6 della legge regionale n. 10/2000,  in  attuazione
  dell'articolo  1,  lettera b), della legge  regionale  n.  21/86»
  (numero 294),
   - presentato dall'onorevole Vinciullo in data 7 novembre 2008,
   - inviato in data  12 novembre 2008;

   - «Riduzione del personale regionale in servizio» (numero 295),
   - presentato dall'onorevole Vinciullo in data 7 novembre 2008,
   - inviato in data  18 novembre 2008;

   -  «Riordino della composizione degli organi istituzionali degli
  enti  locali,  decentramento amministrativo e contenimento  della
  spesa pubblica» (numero 296),
   - presentato dall'onorevole Faraone in data 12 novembre 2008,
   - inviato in data 17 novembre 2008;

   -  «Attuazione  del  principio  della  pari  rappresentanza  per
  l'elezione dei deputati regionali» (numero 298),
   -  presentato dall'onorevole Arena ed altri  in data 13 novembre
  2008,
   - inviato in data 17 novembre 2008;

   -  «Modifiche alla normativa vigente per le elezioni comunali  e
  provinciali» (numero 299),
   -  presentato dall'onorevole Arena ed altri  in data 13 novembre
  2008,
   - inviato in data 17 novembre 2008;

   -  «Norme  per  la  promozione della  Fondazione  Danilo  Dolci»
  (numero 300),
   -  presentato dall'onorevole Oddo ed altri  in data 13  novembre
  2008,
   - inviato in data 17 novembre 2008;

   -  «Norme  per la promozione della Fondazione Francesco Carbone»
  (numero 301),
   -  presentato dall'onorevole Oddo ed altri  in data 13  novembre
  2008,
   - inviato in data 17 novembre 2008;

   -  «Norme  per  il  rafforzamento  dei  diritti  degli  animali»
  (numero 303),
   -  presentato  dall'onorevole Gucciardi   in  data  14  novembre
  2008,
   - inviato in data 19 novembre 2008,
   - PARERE VI.

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  «Modifica  dell'articolo 1 della  legge  regionale  8  giugno
  2005,  n. 8. Disposizioni per la circolazione gratuita sui  mezzi
  di trasporto urbano del personale docente» (numero 291),
   - presentato dall'onorevole Adamo in data 6 novembre 2008,
   - inviato in data 12 novembre 2008.

                  CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  «Norme  per  la  promozione e valorizzazione  delle  botteghe
  storiche» (numero 302),
   -  presentato  dall'onorevole  D'Antoni  ed  altri  in  data  14
  novembre 2008,
   - inviato in data 18 novembre 2008;

   -  «Interventi per la riqualificazione e il recupero dei  centri
  storici medioevali delineati da cinta muraria» (numero 304),
   -   presentato  dall'onorevole  D'Asero  ed  altri  in  data  14
  novembre 2008,
   - inviato in data 18 novembre 2008.

                   SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  «Istituzione  del servizio di medicina legale  nelle  Aziende
  ospedaliere» (numero 292),
   - presentato dall'onorevole Fiorenza in data 6 novembre 2008,
   - inviato in data 12 novembre 2008;

   -  «Riordino  e  razionalizzazione dell'assistenza specialistica
  ambulatoriale territoriale nella Regione»  (numero 297),
   - presentato dall'onorevole Marrocco in data 12 novembre 2008,
   - inviato in data 17 novembre 2008.

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                       Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni legislative:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - «Riconoscimento della lingua dei segni italiana» (numero 35),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 18 novembre 2008,
   - PARERE VI;

   -  «Norme di contenimento della spesa pubblica regionale e degli
  enti sottoposti a vigilanza e controllo» (numero 88),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 11 novembre 2008,
   - PARERE III;

   - «Istituzione dell'agenzia promozione Sicilia» (numero 126),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 6 novembre  2008,
   - PARERE III, IV;

   -   «Regolamentazione  della  sede  di  Acireale   dell'istituto
  superiore di giornalismo» (numero 199),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 12 novembre 2008;

   -   «Nuove   norme   per  il  funzionamento  dei   consigli   di
  circoscrizione» (n. 265),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 12 novembre 2008;

   -  «Norme volte a consentire l'esercizio autonomo del diritto di
  voto ai cittadini non vedenti e ipovedenti»   (numero 267),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 11 novembre  2008;

   - «Disposizioni in materia di polizia locale»  (numero 277),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 12 novembre 2008;

   -  «Norme  per l'attribuzione dei seggi nei consigli comunali  e
  provinciali e per l'elezione diretta dei presidenti dei  consigli
  di circoscrizione» (numero 278),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 12 novembre 2008;

   -  «Disegno  di  legge  voto da sottoporre al  Parlamento  della
  Repubblica,  ai  sensi  dell'articolo 18  dello  Statuto  recante
   Modifiche  alla legge 31 maggio 1965, numero 575,  e  successive
  modifiche  ed integrazioni, in materia di assegnazione  dei  beni
  confiscati alla criminalità organizzata» (numero 284),
   - di iniziativa governativa,
   - inviato in data 6 novembre 2008,
   - PARERE Commissione Antimafia;

   - «Istituzione dell'area della vicedirigenza» (numero 286),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 12 novembre 2008;

   -  «Misure  di  fuoriuscita  per lavoratori  socialmente  utili»
  (numero 288),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 12 novembre 2008,
   - PARERE V,BILANCIO (II);

                            BILANCIO (II)

   -  «Interventi in favore delle piccole e medie imprese siciliana
  attraverso il credito d'imposta»  (numero 182),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 6 novembre  2008,
   - PARERE III, I;

   -  «Bilancio  di previsione della Regione siciliana  per  l'anno
  finanziario  2009  e bilancio pluriennale per il  triennio  2009-
  2011» (numero 249),
   - di iniziativa governativa,
   - inviato in data 7 novembre 2008,
   - PARERE I, III, IV, V, VI, UNIONE EUROPEA;

   -  «Disposizioni  programmatiche e correttive per  l'anno  2009»
  (numero 250),
   - di iniziativa governativa,
   - inviato in data 7 novembre 2008,
   - PARERE I, III, IV, V, VI, UNIONE EUROPEA;

   -  «Fondo  per il microcredito nella Regione siciliana»  (numero
  264),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 12 novembre 2008,
   - PARERE I.

                     ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  «Riforma dell'Istituto regionale della vite e del vino  della
  Sicilia» (numero 89),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 18 novembre 2008;

   -  «Interventi  per la tutela e la valorizzazione  delle  specie
  asinine  autoctone siciliane e per la promozione della produzione
  e  della  commercializzazione  del  latte  di  asina  di  origine
  siciliana» (numero 200),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 12  novembre 2008.

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -   «Disposizioni   per  la  tutela  e  lo   svolgimento   della
  manifestazione automobilistica  Targa Florio'» (numero 246),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 12  novembre 2008;

   - «Istituzione del Parco dei monti Sicani» (numero 252),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 6 novembre 2008;

   -  «Norme  per l'organizzazione dei porti siciliani  in  Sistema
  portuale siciliano» (numero 268),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 12 novembre 2008;

   -   «Norme  in  materia  di  organizzazione  territoriale  e  di
  disciplina del Servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani»
  (numero 280),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 6 novembre 2008;

   -  «Modifica  alla legge regionale 8 giugno 2005, numero  8,  in
  materia  di circolazione gratuita sui mezzi di trasporto pubblico
  locale  da  parte  degli  appartenenti  alle  forze  dell'ordine»
  (numero 290),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 6 novembre 2008.

                  CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  «Disposizioni  per prevenire e contrastare  il  fenomeno  del
  mobbing nei luoghi di lavoro» (numero 49),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 18 novembre 2008;

   -  «Norme  per  la  disciplina  e  promozione  della  nascita  e
  sviluppo delle ludoteche» (numero 282),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 18 novembre 2008.

      Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Dina, in data  6  novembre
  2008,  ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge
  numero   224  «Inquadramento  personale  nel  ruolo,   anche   in
  soprannumero, di cui agli articoli 5 e 6 della legge regionale 15
  maggio  2000, numero 10 in attuazione del comma 553 dell'articolo
  2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244».
   Comunico  che  l'onorevole Bonomo, in data 6 novembre  2008,  ha
  chiesto  di  apporre la propria firma al disegno di legge  numero
  287  «Norme  per il contenimento dei prezzi dei generi  di  prima
  necessità, paniere alimentare».
   Comunico  che  l'onorevole Galvagno, in data 14 novembre   2008,
  ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge numero
  52  «Schema  di progetto di legge costituzionale da  proporre  al
  Parlamento  nazionale  ai sensi dell'articolo  18  dello  Statuto
  recante  Modifiche dello Statuto della Regione siciliana'».
   Comunico  che  l'onorevole Di Guardo, in data 24 novembre  2008,
  ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge numero
  52  «Schema  di progetto di legge costituzionale da  proporre  al
  Parlamento  nazionale  ai sensi dell'articolo  18  dello  Statuto
  recante  Modifiche dello Statuto della Regione siciliana'».

   L'Assemblea ne prende atto.

             Comunicazione di ritiro di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che, in data 13 novembre 2008  l'onorevole
  De  Luca  ha  ritirato  il  disegno di  legge  «Nuove  norme  per
  l'accesso al credito» (numero 261).
   Comunico  che,  in  data 24 novembre 2008, l'onorevole  Oddo  ha
  ritirato il disegno di legge «Sistemi produttivi locali»  (numero
  161).

   L'Assemblea ne prende atto.

                Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE.  Comunico  che la seguente  richiesta  di  parere  è
  pervenuta  ed  inviata alla Commissione  Ambiente  e  territorio'
  (IV):

   -  Modifica  alla Disciplina delle attività esercitabili  e  dei
  divieti  operanti in ciascuna zona del Parco dei Nebrodi (All.  2
  del D.A. 4 agosto1993) (numero 5/IV),
   pervenuta in data 19 novembre 2008,
   inviata in data 20 novembre 2008.

                    Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico  che la seguente  richiesta  di  parere  è
  pervenuta e resa dalla Commissione  Attività produttive' (III):

   -  Direttive  per la predisposizione dei criteri e modalità  per
  la   concessione   e   l'erogazione   del   contributo   previsto
  dall'articolo  120  della legge regionale 3  maggio  2001,  n.  6
  (numero 4/III),
   pervenuta in data 5 novembre 2008,
   inviata in data 6 novembre 2008,
   reso in data 18 novembre 2008.

   Comunicazione di trasmissione di deliberazione della Corte dei
                                Conti

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Corte  dei  Conti  -  Sezione  di
  controllo   per   la  Regione  siciliana  -   ha   trasmesso   la
  deliberazione  numero 99/2008/contr. con la relazione  avente  ad
  oggetto   Indagine in materia di operazioni finanziarie  relative
  alla   dismissione   degli  immobili  della  Regione   siciliana,
  pervenuta  in  data  21  novembre 2008. Copia  della  sopracitata
  documentazione   è   stata   trasmessa   alla   II    Commissione
  parlamentare.

     Comunicazione di trasmissione di deliberazione del Governo

   PRESIDENTE.  Comunico che è pervenuta la delibera  della  Giunta
  regionale numero 223 del 30 settembre 2008  Piano economico degli
  investimenti  dei fondi assegnati alla Regione siciliana  per  le
  finalità dell'articolo 38 dello Statuto - Articolo 1, comma  833,
  della legge 27 dicembre 2006, numero 296'. Copia della medesima è
  disponibile all'archivio del Servizio Commissioni

      Comunicazione di trasmissione di prospetto concernete la
  previsione e situazione trimestrale di cassa e di tesoreria della
                               Regione

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'Assessorato del  bilancio  e  delle
  finanze  ha  trasmesso, in data 12 novembre  2008,  il  prospetto
  concernente la previsione e situazione trimestrale di cassa e  di
  tesoreria della Regione in attuazione dell'articolo 52, comma  5,
  della legge regionale 3 maggio 2001, numero 6. Previsione 2008  e
  Situazione  definitiva  al 31.12.2007.  Copia  della  sopracitata
  documentazione   è   stata   trasmessa   alla   II    Commissione
  parlamentare.

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   -   numero  219   «Informazioni   sulla   disposizione  n.  1980
  dell'Assessorato Sanità in tema di convenzione dei  medici  della
  medicina dei servizi».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Sanità.
   - Firmatario: Vinciullo Vincenzo.

   -  numero  220  «Notizie riguardo all'applicazione  della  legge
  regionale  numero  24/2007  sulla stabilizzazione  del  personale
  addetto alla catalogazione dei beni culturali in Sicilia».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Beni Culturali.
   - Firmatario: Vinciullo Vincenzo.

   -  numero  221  «Interventi in favore dei lavoratori interessati
  ai processi di crisi della società Pirelli di Villafranca Tirrena
  (ME) e Siracusa».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Bilancio.
   - Assessore Lavoro.
   - Assessore Industria.
   - Firmatario: Vinciullo Vincenzo.

   -  numero  222  «Interventi per far fronte  ai  gravi  incidenti
  verificatisi negli stabilimenti petrolchimici siti nei comuni  di
  Gela (CL) e Priolo-Siracusa».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Industria.
   - Assessore Territorio.
   - Assessore Sanità.
   -  Firmatari: Donegani Michele; Bonomo Mario; Panarello Filippo;
  Marziano Bruno; Raia Concetta.

   -  numero  226  «Interventi  urgenti  al  fine  di  nominare  un
  commissario  ad acta per l'adozione in via definitiva  del  piano
  regolatore generale presso il comune di Lampedusa e Linosa».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Territorio.
   - Firmatario: Di Benedetto Giacomo.

   -  numero  227  «Iniziative allo scopo di tutelare i  lavoratori
  precari in Sicilia dall'applicazione dell'articolo 49 della legge
  numero 133 del 2008».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Lavoro.
   - Firmatari: Panepinto Giovanni; Marinello Vincenzo.

   -  numero  228  «Opportune iniziative allo scopo  di  consentire
  all'organizzazione non governativa  Medici senza frontiere (MSF)
  il prosieguo delle attività nell'isola di Lampedusa».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Sanità.
   - Firmatario: Raia Concetta.

   -  numero  229  «Notizie circa la ventilata  sottoscrizione,  da
  parte  della fondazione Banco di Sicilia, di una quota di aumento
  di capitale Unicredit».
   - Assessore Bilancio.
   - Firmatario: Adamo Giulia.

   -  numero  230  «Interventi  per la  tutela  degli  interessi  e
  dell'immagine della Sicilia».
   - Presidente Regione.
   - Firmatario: Lupo Giuseppe.

   -  numero  231  «Interventi  al  fine  di  conoscere  i  criteri
  adottati  dai  vertici del teatro 'Bellini'  di  Catania  per  la
  scuola di formazione e la compagnia di ballo».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Beni Culturali.
   - Firmatari: Raia Concetta; Mancuso Fabio Maria.

   -   numero  236  «Interventi  di  contrasto  alla  crisi   della
  cerealicoltura siciliana».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Agricoltura.
   - Assessore Industria.
   - Assessore Bilancio.
   - Firmatari: Falcone Marco; Currenti Carmelo; Scilla Antonino.

   -   numero  241  «Opportune  iniziative  allo  scopo  di  indire
  rapidamente  la conferenza di servizi per il completamento  della
  discarica di Campobello di Licata (AG)».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Territorio.
   -   Firmatari:   Panepinto  Giovanni;  Di   Benedetto   Giacomo;
  Marinello Vincenzo.

   -  numero 242  «Interventi di manutenzione presso le cave  della
  Pumex di Lipari (ME)».
   - Assessore Territorio.
   - Firmatario: Picciolo Giuseppe.

   -  numero 243 «Risorse per il personale co.co.co. impiegato  nel
  settore della pubblica istruzione in Sicilia».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Lavoro.
   -  Firmatari: Donegani Michele; Marinello Vincenzo; Di Benedetto
  Giacomo; Panepinto Giovanni; Raia Concetta; Digiacomo Giuseppe.

   -  numero 244 «Iniziative a livello nazionale per contrastare le
  scelte assunte a danno del Mezzogiorno e della Sicilia».
   - Presidente Regione.
   - Firmatario: Lupo Giuseppe.

   -  numero  245 «Iniziative per contrastare il degrado ambientale
  dei comuni siciliani».
   - Assessore Territorio.
   - Firmatario: Apprendi Giuseppe.

   -   numero   247  «Urgente  deroga  per  il  2009  della   cassa
  integrazione  guadagni  straordinaria  a  favore  dei  lavoratori
  Telecom s.r.l. e Tecnosistemi s.r.l.».
   - Assessore Lavoro.
   - Firmatari: Panarello Filippo; Cracolici Antonino.

   PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito     il    deputato    segretario    a    dare     lettura
  dell'interrogazione  con  richiesta di  risposta  in  Commissione
  presentata.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   -  numero  223  «Nomina di consulenti per la stesura  del  piano
  regolatore generale del comune di Ficarazzi (PA)».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Territorio.
   - Assessore Famiglia.
   - Firmatario: Caputo Salvino.

   PRESIDENTE. L'interrogazione testé annunziata sarà trasmessa  al
  Governo ed alle competenti Commissioni.
   Invito   il   deputato   segretario   a   dare   lettura   delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   -  numero  218  «Notizie sulle procedure concorsuali  utilizzate
  dall'Autorità portuale di Augusta (SR) nelle assunzioni di undici
  nuove figure professionali».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Industria.
   - Firmatario: Vinciullo Vincenzo.

   -  numero  224  «Intervento urgente per  la  salvaguardia  della
  sicurezza pubblica lungo la strada statale numero 113 in località
  Capo Skino nel comune di Gioiosa Marea (ME)».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Lavori Pubblici.
   - Assessore Turismo.
   - Firmatario: Currenti Carmelo.

   -  numero  225  «Dichiarazione dello stato di calamità  naturale
  per le  avverse  condizioni  atmosferiche  verificatesi nell'anno
  2007».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Agricoltura.
   - Firmatario: Corona Roberto.

   -  numero  232  «Dichiarazione dello stato di calamità  naturale
  per  il  comune  di Cammarata (AG) a seguito della tromba  d'aria
  verificatasi il 30 ottobre 2008».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Agricoltura.
   - Firmatario: Bosco Antonino.

   -  numero  233 «Rapida soluzione dei problemi che affliggono  le
  imprese  siciliane  a seguito della crisi dei mercati  finanziari
  internazionali».
   - Assessore Bilancio.
   - Firmatario: D'Asero Antonino.

   -  numero  234 «Iniziative per la tutela ambientale della  Valle
  del Fiumefreddo ( CT)».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Territorio.
   - Firmatario: Barbagallo Giovanni.

   -  numero  235  «Riduzione di consulenze  ed  incarichi  esterni
  presso l'amministrazione regionale».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Presidenza.
   - Firmatario: Barbagallo Giovanni.

   - numero 237 «Iniziative a sostegno delle imprese artigiane».
   - Assessore Bilancio.
   - Firmatario: D'Asero Antonino.

   -  numero  238  «Proroga  dei termini per  l'aggiudicazione  dei
  lavori previsti dal Patto territoriale del Tirreno».
   - Firmatario: Corona Roberto.

   -  numero 239 «Iniziative per la diffusione della copertura ADSL
  a banda larga nel comune di Cerami (EN)».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Bilancio.
   - Firmatario: Galvagno Michele.

   -  numero  240  «Tutela dei posti di lavoro  nello  stabilimento
  ERGOM di Termini Imerese (PA)».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Lavoro.
   - Firmatari: Lupo Giuseppe; Apprendi Giuseppe.

   -  numero  246 «Misure per garantire la regolare erogazione  dei
  contributi spettanti alle IPAB».
   - Assessore Famiglia.
   - Firmatario: D'Antoni Orazio.

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé  annunziate
  saranno inviate al Governo.

                      Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interpellanze presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   -  numero   33  «Iniziative a favore della  stabilizzazione  del
  personale dei catalogatori dipendenti della Regione».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Presidenza.
   - Assessore Beni Culturali.
   - Firmatari: De Benedictis Roberto; Panarello Filippo.

   -  numero  34  «Iniziative urgenti allo  scopo  di  conoscere  i
  criteri  selettivi di personale adottati dalla  società  'Interim
  25' s.p.a. per conto della società 'Sicilia e-Innovazione'».
   - Presidente Regione.
   - Firmatario: Panepinto Giovanni.

   -numero  35  «Riorganizzazione  e potenziamento  delle  farmacie
  nella città di Agrigento».
   - Presidente Regione.
   - Assessore Sanità.
   - Firmatario:Di Benedetto Giacomo.

   PRESIDENTE.  Avverto  che,  trascorsi  tre  giorni  dall'odierno
  annunzio  senza che il Governo abbia dichiarato di respingere  le
  interpellanze  o abbia fatto conoscere il giorno in  cui  intende
  trattarle,  le  interpellanze stesse saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

                         Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  mozioni presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   -  numero  73  «Iniziative per prorogare le  misure  agevolative
  IRAP  di  cui  agli  articoli 13 e 15 della  legge  regionale  n.
  21/2003»,  degli onorevoli D'Asero Antonino; Leontini  Innocenzo;
  Bosco Antonino; Corona Roberto; Torregrossa Raimondo.
   Presentata il 13/11/08.

   -  numero  74  «Misure di contrasto all'aumento della  TARSU  da
  parte  delle  amministrazioni comunali»,  degli  onorevoli  Aricò
  Alessandro;  Caputo Salvino; Marrocco Livio; Pogliese  Salvatore;
  Vinciullo Vincenzo.
   Presentata il 21/11/08.

   -  numero 75 «Iniziative a livello nazionale per la modifica del
  soggetto  passivo della TARSU», degli onorevoli Campagna,  Bosco,
  Corona e Torregrossa.
   Presentata il 25/11/08.

   PRESIDENTE.  Avverto  che le stesse saranno iscritte  all'ordine
  del giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
  di discussione.

                 Comunicazione di ritiro di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 12 novembre  2008,  l'on.
  Caputo,  primo  firmatario della mozione numero 61 «Iniziative  a
  sostegno   dei  lavoratori  della  Pumex  di  Lipari  (ME)»,   ha
  dichiarato   di   ritirarla   in  quanto   superata   a   seguito
  dell'accettazione  come raccomandazione  da  parte  del   Governo
  dell'ordine del giorno n. 40, a sua firma, di identico contenuto.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione relativa all'interpellanza numero 18

   PRESIDENTE.   In   riferimento   all'interpellanza   numero   18
  «Interventi  atti  ad  assicurare  la  continuità   dell'attività
  venatoria,  sospesa  con provvedimenti del TAR  del  9  settembre
  2008»',  a firma dell'onorevole Camillo Oddo, comunica  che,  con
  nota  103189/Gab  3  A dell'11  novembre  2008,  l'Assessore  per
  l'agricoltura  e  le foreste,  ha rappresentato  che,  a  seguito
  dell'emanazione  del  decreto  assessoriale   n.  1837   del   23
  settembre 2008, l'interpellanza stessa è superata.
   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione relativa ad interrogazione numero 105

   PRESIDENTE.  In riferimento all'interrogazione numero  105,  con
  richiesta  di  risposta  in Commissione, a  firma  dell'onorevole
  Caputo, «Provvedimenti in ordine alla gestione della mobilità dei
  dirigenti  dell'Ente  siciliano per la  promozione  industriale»,
  comunico  che  il  Presidente della III  Commissione  legislativa
  permanente  Attività produttive' con nota 572/cp del 20  novembre
  2008,  ha trasmesso la relativa risposta, resa -  come da accordi
  presi  tra  le  parti  -  in  forma  scritta  dall'Assessore  per
  l'industria nel corso della seduta numero 33 del 28 ottobre  2008
  della citata Commissione.
   Il  testo  integrale della suddetta risposta sarà pubblicato  in
  allegato al resoconto stenografico dell'odierna seduta.

  Comunicazione relativa alle interrogazioni numeri 143 - 177 - 217

   PRESIDENTE. Comunico che le seguenti interrogazioni:

   -   numero  143  «Provvedimenti  per  far  fronte  alla  mancata
  assistenza domiciliare integrata presso l'AUSL 3 di Catania»;

   -  numero  177  «Interventi  per il  ripristino  della  legalità
  nell'azienda ospedaliera  Umberto I di Enna»;

   -  numero  217 «Iniziative a favore dell'esenzione dal pagamento
  della TARSU per le scuole siciliane»,

   annunziate come interrogazione con richiesta di risposta  orale,
  rispettivamente  nella seduta nella seduta n. 23 del 30 settembre
  2008,   n.  32  del 21 ottobre 2008 e n. 40 del 6 novembre  2008,
  sono da intendersi presentate con richiesta di risposta scritta.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


    Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
                         Bilancio e finanze'

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni ed  interpellanze  della  Rubrica
   Bilancio e Finanze'.
     Si  passa all'interrogazione numero 80 «Attuazione in  Sicilia
  del  D.M.  numero 40 del 18/01/2008, riguardante  il  blocco  dei
  pagamenti da parte della pubblica amministrazione», a firma degli
  onorevoli Vinciullo, Aricò, Pogliese.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il bilancio  e
  le finanze, premesso che:

   il  d.m.  numero  40 del 18/01/2008 ha consentito l'applicazione
  dell'articolo  48 bis del DPR 29 settembre 1973, numero  602,  in
  tema   di   blocco   dei  pagamenti  da  parte   della   pubblica
  amministrazione  qualora  si attestino  inadempienze  esattoriali
  superiori  a  euro  10  mila. Tale disposizione  regolamentare  è
  indirizzata all'agente di riscossione EQUITALIA SPA e società  da
  essa partecipate, come lo stesso documento identifica;
   il  già  citato d.m. numero 40/2008 ha consentito,  tra  l'altro
  l'applicazione  dell'articolo 48 bis del DPR 29  settembre  1973,
  numero  602,  in  tema  di blocco dei pagamenti  da  parte  della
  pubblica   amministrazione  qualora  si  attestino   inadempienze
  esattoriali superiori a 10 mila;

   considerato che:

   l'inapplicabilità   del   regolamento   di   cui   al    decreto
  ministeriale  numero  40/2008  alla  riscossione  delle   entrate
  spettanti  alla Regione siciliana, affidata dalla legge regionale
  numero  19  del 22/12/2005, articolo 2, alla RISCOSSIONE  Sicilia
  SPA  - società privata capogruppo della partecipata SERIT Sicilia
  SPA  e  non  alla  EQUITALIA  SPA o  alle  società  dalla  stessa
  partecipata;

   il  provvedimento di pignoramento di cui al citato d.m.  40/2008
  non può essere emesso, evidentemente, dalla SERIT Sicilia SPA, ed
  è quindi illegittima la procedura attuata in Sicilia;

   tale  evidenza  ha  portato  la  Confindustria  di  Siracusa  ad
  inoltrare atto di interpello al garante del contribuente ai sensi
  dell'articolo 13 della legge 212/2000;

   il  garante ha recepito in pieno le motivazioni avanzate e,  con
  nota  del  04/06/2008,  ha  trasmesso  copia  dell'interpello   a
  RISCOSSIONE  Sicilia SPA e all'Assessorato del bilancio  e  delle
  finanze  -  dipartimento delle finanze e del  credito,  chiedendo
  chiarimenti in merito alla legittima applicazione della  suddetta
  norma  nel territorio della Regione siciliana ed altresì su altri
  aspetti  tecnico/procedurali  che nel  complesso  penalizzano  il
  contribuente siciliano;

   l'Assessorato  del  bilancio  e  delle  finanze,  con  nota  del
  03/07/2008 pervenuta in data 07/07/2008, con una interpretazione,
  del  tutto dottrinale, afferma che, poiché l'articolo 48 bis  del
  DPR  602/73  si  applica nel territorio della Regione  siciliana,
  l'applicazione   della  norma  primaria  reca  come   conseguenza
  l'applicazione  della  norma secondaria, quale  appunto  il  d.m.
  40/2008, che contiene le disposizioni di dettaglio par la pratica
  di attuazione della prima';

   tenuto conto che:

   la   richiesta   avanzata  dalla  Confindustria  Siracusa   mira
  esclusivamente  a  tutelare i diritti dei contribuenti  siciliani
  che,  con l'introduzione di tale iniquo provvedimento, sono stati
  'vessati' ulteriormente e colpiti nelle loro legittime azioni  di
  tutela,  in  violazione del principio che il debito debba  essere
  certo e scaduto;

   il   provvedimento  non  prende  in  considerazione  le   azioni
  eventuali   di  contenzioso  in  atto  e  tantomeno  istanze   di
  rateizzazione che in qualunque procedura civile sono  sufficienti
  a  suscitare dubbi del giudice ordinario nel sospendere qualunque
  azione coattiva nei confronti dell'ipotetico debitore;

   tale provvedimento segue le azioni coattive già in essere:

   1. ipoteca sugli immobili;
   2. fermo amministrativo sugli automezzi;

   visto che:

   il  blocco  dei pagamenti nei confronti delle aziende fornitrici
  di  beni e servizi alla pubblica amministrazione superiore a euro
  10  mila le penalizza ulteriormente, in quanto il mancato incasso
  del  corrispettivo per l'opera resa alla pubblica amministrazione
  li mette nella condizione di non recuperare i costi operativi già
  sostenuti e da esse anticipate. Ne consegue che la norma su  tali
  soggetti  dovrebbe  prevedere  il blocco  sulla  quota  di  utili
  pagando  comunque la parte di corrispettivo relativo al reintegro
  dei costi;

   per  non penalizzare le piccole imprese, sarebbe auspicabile che
  la Regione siciliana elevi il limite dalle attuali 10 mila ad 100
  mila;

   per  sapere  se  non  ritengano  improcrastinabile  emanare  uno
  specifico   regolamento   recante  le  modalità   di   attuazione
  dell'articolo  48  bis  DPR per le entrate  di  competenza  della
  Regione siciliana, che tenga conto:

   a)  delle  posizioni  ancora da definire, in  presenza  cioè  di
  contenzioso, di sospensione, di istanze di rateizzazione  e/o  in
  corso di rateizzazione;

   b)  del  blocco di pagamenti per importi superiori  a  euro  100
  mila  e comunque nella percentuale non superiore al 30 per  cento
  del    credito    vantato    nei   confronti    della    pubblica
  amministrazione». (80)

   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Assessore  per  fornire  la
  risposta.

   CIMINO,   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, con l'interrogazione  numero  80
  l'onorevole  Vinciullo  lamenta  l'applicazione  in  Sicilia  del
  decreto ministeriale numero 40 del 18/01/2008 recante le modalità
  di  attuazione  dell'articolo 48 bis  del  DPR  numero  602/1973,
  contenente le disposizioni in materia di pagamenti da parte della
  Pubblica   amministrazione,  qualora  si  attestino  inadempienze
  esattoriali superiori a 10 mila Euro.
   Al  fine  di  non  penalizzare le piccole  imprese,  l'onorevole
  Vinciullo,   con  gli  altri  firmatari,  sollecita  e   richiede
  l'opportunità di uno specifico regolamento recante le modalità di
  attuazione  di cui all'articolo 48 bis del DPR per le entrate  di
  competenza della Regione siciliana.
   Con  riferimento  alla  problematica sollevata  dagli  onorevoli
  interroganti, appare utile chiarire quanto segue.
   Il  Decreto  ministeriale di che trattasi è  stato  emanato  per
  consentire l'applicazione dell'articolo 48 bis del DPR 29/09/1973
  numero  602, introdotto dall'articolo 2, comma 9, del disegno  di
  legge 262/2006 convertito poi nella legge 286/2006.
   Ciò  premesso è bene soffermarsi sui rapporti intercorrenti  tra
  la  legislazione statale e la legislazione regionale  in  materia
  tributaria, nella quale la Regione siciliana è stata riconosciuta
  una regione che  ha la competenza legislativa concorrente.
   Al  riguardo  l'articolo  6 del DPR del 26/07/1965  numero  1074
  recante  norme di attuazione dello Statuto siciliano  in  materia
  finanziaria   dispone  che  le leggi statali  si  applichino  nel
  territorio   della   regione,   salvo   quanto   essa    disponga
  nell'esercizio e nei limiti della sua competenza legislativa .
   Poiché  nel  caso  in specie, la Regione non  ha  legiferato,  è
  evidente  che la norma de quo, l'articolo 48 bis, si applica  nel
  territorio della regione, come del resto si applica il DPR numero
  602 del 1973.
   L'applicazione  della  norma  primaria  reca  come   conseguenza
  l'applicazione della norma secondaria, quale appunto  il  Decreto
  Ministeriale  numero 40 del 2008 che contiene le disposizioni  di
  dettaglio per la pratica attuazione della prima legge.
   La   circostanza   che   tale  D.M.  sia  nelle   premesse   che
  nell'articolato, faccia riferimento solo agli agenti di  servizio
  nazionale  di  riscossione  non può  escluderne  la  riferibilità
  all'agente  della  riscossione dell'omologo  servizio  regionale,
  considerato che per quest'ultimo le norme statali e regionali  di
  settore  sanciscono gli stessi obblighi e gli stessi diritti  dei
  primi.
     Basta  citare l'articolo 2 comma 1 della legge del 22 dicembre
  2005,  numero  19,  che recita:   gli obblighi,  i  diritti  e  i
  rapporti riferiti nell'articolo 3 del decreto legge  30 settembre
  2005,  numero  203, nonché della relativa legge di conversione  e
  successive modifiche ed integrazioni alla  Riscossione spa' (oggi
  Eauitalia  spa)  devono  intendersi  riferiti  in  Sicilia   alla
   Riscossione Spa di cui al comma 3 .
   Ciò   è   in   linea   con   l'ormai  consolidato   orientamento
  giurisprudenziale  costituzionale  che  riconosce    la   potestà
  regionale  concorrente in materia di riscossione, quale  sussiste
  in    Sicilia,   che   si   traduce   nell'esercizio   da   parte
  dell'Amministrazione   regionale  dei   compiti   inerenti   alla
  riscossione, che la legge attribuisce, per il restante territorio
  regionale,  all'amministrazione statale  (Cost.,  sentenza  della
  Corte  Costituzionale numero 186 del 1999)  e  con  il  principio
  dell'unitarietà  del servizio di riscossione  affermato  dal  TAR
  Palermo  (sentenza 241 del 1993, I sezione) secondo il  quale  il
  servizio   di  riscossione,  ancorché  in  Sicilia  faccia   capo
  all'Amministrazione  regionale sotto  il  profilo  organizzativo,
  svolge  contemporaneamente funzioni sia per conto  della  Regione
  che per conto dello Stato.
   Non   va   inoltre   trascurata  la   collocazione   sistematica
  dell'articolo  48  bis nell'ambito del Decreto Presidenziale  602
  del 1973.
   Tale articolo è inserito infatti nel titolo II del predetto  DPR
  602  del 1973 che è espressamente richiamato dall'articolo 3  del
  D.L.  203/2005,  con riferimento alle attività che  Equitalia  e,
  quindi,  anche   Riscossione Sicilia spa', in  forza  del  rinvio
  dinamico  dell'articolo  2 della legge regionale  numero  19  del
  200, è chiamata a svolgere.
   Pertanto,  sarebbe contraddittorio sostenere che solo il  citato
  articolo  48 bis si applica alla Società di riscossione regionale
  e  non anche il decreto Ministeriale 40 del 2008, che contiene la
  relativa disciplina di applicazione.
   Premesso  quanto  sopra, si evidenzia che  il  dipartimento  del
  bilancio  e  tesoro dell'Assessorato da me guidato,  già  con  la
  circolare  numero  1  del  13 settembre  2007,  aveva  richiamato
  l'attenzione  di tutti gli uffici dell'Amministrazione  regionale
  sull'immediata applicabilità ai pagamenti disposti dalla  Regione
  delle disposizioni dell'articolo 48 bis e del DPR 602 del 1973  e
  successivamente  con le circolari numero 1 del 26  marzo  2008  e
  numero  4  del  17 aprile 2008, aveva dettato disposizioni  sulla
  conseguente  applicazione del regolamento recato  dal  più  volte
  citato decreto Ministeriale 40 del 2008.
   Da  ultimo,  il  dipartimento, con nota 47904 del  19  settembre
  u.s., ha esteso agli uffici regionali i contenuti della circolare
  del  Ministero  dell'Economia e delle Finanze numero  22  del  29
  luglio   2008,   contenente  ulteriori  chiarimenti   in   ordine
  all'ambito di operatività della norma de qua.
   Conclusivamente, il mancato riferimento,  nel predetto  D.M.,  a
  Riscossione  Sicilia S.p.A. non può condurre  ad  escluderne  gli
  effetti nell'ambito regionale siciliano.
   Infatti,  sia  Riscossione Sicilia SpA che SERIT Sicilia  S.p.A,
  (dalla prima partecipata e controllata), sono pienamente inseriti
  nel  contesto nazionale, pur facendo capo alla Regione  siciliana
  sotto  il  profilo  organizzativo  e  svolgono  il  servizio   di
  riscossione anche per conto dello Stato e di altri enti pubblici,
  secondo le medesime regole nazionali in materia vigenti e secondo
  le regole regionali eventualmente emanate dalla Regione.
   Con  riguardo  alla specifica domanda dell'onorevole  Vinciullo,
  inerente  l'emanazione  di uno specifico regolamento  recante  le
  modalità  di  attuazione dell'articolo 48 bis del  D.P.R.  numero
  602/1973  per  le entrate di competenza della Regione  siciliana,
  che tenga conto:
   a) delle  posizioni  ancora da definire,  in  presenza  cioè  di
      contenzioso, di sospensione, di istanze di rateizzazione e/o in
      corso di rateizzazione;
  b) b) del blocco di pagamenti per importi superiori ad euro 100
  mila e comunque nella percentuale non superiore al 30 per cento
  del credito vantato nei confronti della pubblica amministrazione;

  si  fa  presente che il Ministero dell'Economia e delle  Finanze,
  con  propria circolare numero 22 del 29/07/2008, ha chiarito, tra
  l'altro, che l'articolo 48 bis non trova applicazione in tutti  i
  casi  in cui il beneficiario del pagamento, che sia debitore  per
  una cartella non pagata, abbia ottenuto una dilazione  oppure una
  sospensione amministrativa o in via di autotutela. Ciò in quanto,
  nei predetti casi, il termine di pagamento della cartella non può
  essere  considerato tecnicamente scaduto. Stesso ragionamento  va
  fatto  nel caso in cui l'importo delle cartelle di pagamento  sia
  stato rateizzato.
  Per   quanto  concerne  le  cartelle  di  pagamento  oggetto   di
  contenzioso,  la  disciplina prevista dall'articolo  48  bis  del
  D.P.R.  numero  602/1973 non si applica solo qualora  il  Giudice
  tributario    abbia   emesso   un'ordinanza    di    sospensione,
  sussistendone i prescritti requisiti. Diversamente, l'articolo 39
  del  D.P.R.  numero  602/1973, esclude che  il  semplice  ricorso
  prodotto avanti al giudice tributario abbia un automatico effetto
  sospensivo  e,  pertanto, in questo caso, trova  applicazione  la
  disciplina di cui all'articolo 48 bis così come enunciato.
  Inoltre,  per  quanto concerne l'elevazione  ad  euro  100.000,00
  dell'attuale  limite  di euro 10.000,00 previsto  dal  più  volte
  citato articolo 48 bis del D.P.R. numero 602/1973, trattandosi di
  norma  di  rango  nazionale,  come è  ben  noto  non  può  essere
  modificata  se non con una norma di uguale valenza e non  con  un
  regolamento, così come auspicato nel testo dell'interrogazione.
  Da   quanto  sopra,  pertanto,  non  si  ravvisano  illegittimità
  nell'emissione dei provvedimenti di pignoramento emessi da  SERIT
  Sicilia  S.p.A. e quindi nella procedura attuata  in  Sicilia  in
  applicazione del D.M. numero 40/2008.
   Infine,   è   opportuno   precisare   che   dalla   data   della
  presentazione  dell'interrogazione,  è  intercorsa  una  modifica
  legislativa che comporta il superamento di alcuni chiarimenti che
  sono stati richiesti. Infatti, l'articolo 2 della legge regionale
  8  ottobre 2008, numero 9,  dispone che l'Assemblea regionale  ha
  provveduto  ad  abrogare l'articolo 17 della  legge  regionale  6
  febbraio  2008, numero 1, che recitava:  I contributi concessi  a
  qualsiasi   titolo  dalla  Regione  sono  revocati  qualora   sia
  accertato  a carico dei soggetti beneficiari evasione  fiscale  o
  contributiva .
   Per  quanto  concerne  invece  l'elevazione  a  euro  100.000,00
  dell'attuale  limite  di euro 10.000,00,  per  come  sopra  detto
  trattandosi  di  norma di rango nazionale,  sebbene  la  norma  è
  condivisibile  ed apprezzabile, al fine di agevolare  le  piccole
  imprese  presenti  nel  territorio  siciliano,  personalmente  mi
  impegno  a  rivolgere, nell'adeguata sede nazionale, la richiesta
  inoltrata per le opportune valutazioni.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevole  Assessore,   volevo
  dichiararmi soddisfatto della risposta che ho avuto da parte  del
  Governo.
   In  questi mesi ho avuto modo di apprezzare l'attenzione con  la
  quale  l'Assessore Cimino ha seguito questo problema. Ciò che  mi
  tranquillizza  è  soprattutto l'ultima  parte  del  ragionamento,
  laddove  l'Assessore  Cimino si impegna, a nome  del  Governo  e,
  quindi,  anche  del  Parlamento tutto, a sollecitare  il  Governo
  nazionale  ad una modifica di questo DPR che, oggettivamente,  ha
  messo in difficoltà le imprese siciliane.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interpellanza numero 16  «Direttive  a
  favore dell'applicazione agli Uffici di gabinetto degli Assessori
  regionali   delle   norme  di  contenimento   della   spesa   per
  consulenze», a firma degli onorevoli Lupo e Gucciardi.
   Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   la  relazione  sul  rendiconto generale della Regione  siciliana
  per  l'anno  2007  da  parte delle sezioni  riunite  in  sede  di
  controllo  della  Corte  dei conti ha denunciato  la  sostanziale
  disapplicazione di norme di legge tendenti al contenimento  della
  spesa  e  alla  riduzione di incarichi di studio e  consulenze  a
  soggetti esterni all'amministrazione;

   l'articolo  9,  comma 6, della legge regionale 8 febbraio  2007,
  numero  2  (Disposizioni programmatiche e finanziarie per  l'anno
  2007) dispone che l'amministrazione regionale può conferire  tali
  incarichi  in  misura non superiore al 50 per cento  delle  spese
  impegnate allo stesso scopo nel 2005;

   tali  norme, è la denuncia della Corte dei conti, sono state  di
  fatto  ignorate  con riferimento agli uffici di  gabinetto  degli
  Assessorati regionali: non solo non sono state ridotte  le  spese
  in questione ma, in molti casi, esse sono addirittura aumentate;

   l'ufficio  di  gabinetto dell'Assessorato  dei  beni  culturali,
  ambientali e della pubblica istruzione registra un incremento  di
  tali  spese  pari  al  98,3 per cento rispetto  al  2005,  quello
  dell'Assessorato  dei  lavori pubblici un aumento  del  43,6  per
  cento,  e  solo  l'ufficio  di gabinetto  dell'Assessorato  della
  famiglia,  le politiche sociali e le autonomie locali ha  operato
  una  riduzione  del 53,1 per cento con riferimento  all'esercizio
  2005;

   in  base a dati solo parziali, le consulenze e gli incarichi  di
  studio  conferiti dagli uffici di gabinetto dei vari  Assessorati
  raggiungono  la cifra di 51, per una spesa totale  di  oltre  846
  mila euro;

   considerato che:

   tutti  gli  uffici di gabinetto hanno ritenuto  non  applicabile
  agli  stessi  i  tagli  alla spesa per consulenze  fissati  nella
  legge;

   ciò   anche   sulla  scorta  della  circolare  della  ragioneria
  generale della Regione numero 5 dell'11 aprile 2007, nella  quale
  si  afferma  che  l'articolo 9, comma 6,  della  legge  regionale
  numero  2/07,  con  l'espressione  Amministrazione  regionale  si
  riferirebbe   solo  ai  dipartimenti  regionali  e  agli   uffici
  equiparati;

   la  conclusione cui si giunge è che gli uffici di gabinetto, non
  appartenendo a nessuna struttura amministrativa, non sono  tenuti
  al rispetto dei tetti di spesa previsti per legge;

   lo  stesso  ragionamento trova applicazione in riferimento  alla
  normativa  (articolo 7, comma 6, del d.lgs.  numero  165/01)  che
  impone la procedura comparativa nella scelta del consulente;
   in  modo  uniforme,  tutti gli uffici di gabinetto  interpellati
  dalla  Corte  dei  conti in merito alle modalità  di  scelta  del
  consulente   hanno  ribadito  che  l'unico  criterio  applicabile
  sarebbe  la  scelta  fiduciaria, intuitu  personae,  operata  dal
  vertice politico;

   ritenuto che:

   la  conclusione  cui si perviene è che gli uffici  di  gabinetto
  degli  Assessorati costituirebbero una sorta di zona  franca,  in
  cui  l'applicazione delle leggi di contenimento della spesa possa
  essere  disattesa anche a costo di quelle che la Corte dei  conti
  definisce 'artificiose quanto fragili costruzioni ermeneutiche';

   non  vi è dubbio, infatti, che la ratio delle norme disapplicate
  sia  quella di ridurre la parte comprimibile della spesa corrente
  e   che   l'espressione  Amministrazione  regionale  vada  intesa
  nell'accezione più ampia, coincidente con tutte quelle  strutture
  che   traggono   dal   bilancio  della  Regione   le   fonti   di
  finanziamento;

   le  norme sulla riduzione della spesa per incarichi e consulenze
  andavano, pertanto, applicate rigorosamente;

   la  legge finanziaria della Regione siciliana, per il 2008,  non
  contiene alcuna norma riferibile al tema in oggetto;

   per conoscere:

   quali siano i criteri con i quali il Presidente della Regione  e
  gli  Assessori  stanno  procedendo alla composizione  dei  propri
  uffici  di  gabinetto  e  se  intendano  applicare  le  procedure
  comparative  richieste dalla legislazione nazionale nella  nomina
  dei consulenti esterni;

   se  il  Presidente  della  Regione non  ritenga  indispensabile,
  anche  in  mancanza di una specifica disposizione  di  legge  per
  l'esercizio  in  corso, ma in linea con le indicazioni  contenute
  nel  DPEF 2007/2011, razionalizzare tali spese, attivando  a  tal
  fine  uno  specifico monitoraggio sull'operato degli Assessorati,
  avvalendosi  prioritariamente della collaborazione  di  personale
  appartenente all'Amministrazione regionale». (16)

   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Assessore  per  fornire  la
  risposta.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Non vi è  dubbio
  che  la  premessa  dell'interpellanza  costituisce  un  pressoché
  puntuale  excursus  dello stato dell'opera, ma  appare  opportuno
  sottolineare, come peraltro ribadito dall'interpellante,  che  il
  tutto  vada  riferito all'anno 2007, avendo  l'articolo  9  della
  legge  2  del  2007,  limitato  ogni  azione  a  farsi  solo  per
  quell'anno.
   A  riguardo  di  quanto richiesto dall'onorevole  Lupo,  occorre
  precisare quanto segue:
     con  l'articolo  3  della legge regionale numero  9  del  2006
  veniva  riformato  il   servizio di  pianificazione  e  controllo
  strategico'   degli   uffici  di  diretta  collaborazione   degli
  assessori e del Presidente della Regione.
     Il  comma  3 bis del citato articolo dà facoltà agli assessori
  di  avvalersi  di  un  consulente esperto  ed  al  Presidente  di
  avvalersi di non più di due consulenti.
   Detta facoltà dal punto di vista dell'imputazione della spesa  è
  stata  individuata  e messa in carico ai già  esistenti  capitoli
  previsti  per  i  consulenti nominati ai sensi  dell'articolo  51
  della legge 41 del 1985.
   Pertanto, in forza delle citate norme, è data facoltà ai  membri
  del  Governo  di potersi avvalere fino ad un massimo  di  quattro
  consulenti per  assessore e di cinque per il Presidente.
   Va  subito  detto che, comunque, tale facoltà deve,  ovviamente,
  potere  trovare riscontro nelle disponibilità del bilancio  della
  Regione siciliana, e in tal senso, occorre dire che ormai da anni
  i   capitoli  del  bilancio  all'uopo  destinati,  non  subiscono
  variazioni  di  stanziamento  in aumento,  così  come  è  rimasta
  invariata  la  delibera di giunta numero 289 del 21 novembre  del
  2000  che  fissava il compenso dei consulenti in  2.065,83  euro,
  circa  4  milioni delle vecchie lire, e che, pertanto,  anche  in
  forza delle norme vigenti il numero dei consulenti non è di fatto
  aumentato.
   Con  riferimento agli attuali criteri adottati per la scelta dei
  consulenti,  il  Governo  ha  dato piena  applicazione  a  quanto
  dettato  in  materia dal decreto legge 112/2008 convertito  dalla
  legge  133/2008  all'articolo  46, dando  inoltre  esecutività  a
  quanto  previsto dall'articolo 1, comma 127, della legge 662  del
  1996   e   dall'articolo  53  del  decreto  legislativo  165/2001
  provvedendo  alla  pubblicazione nei siti  internet  dei  singoli
  assessorati  dei singoli incarichi e dei singoli  compensi,  come
  peraltro  ribadito  con  la  circolare  del  5  agosto  del  2008
  dall'Assessore destinato alla Presidenza, questo in  attesa  che,
  in  via definitiva, una nuova piattaforma internet della Regione,
  possa  dare l'opportunità di pubblicare in un'unica pagina  tutte
  queste iniziative.
   Parimenti  a detta pubblicazione per esigenze di trasparenza  ed
  anche  di  buon operato della pubblica amministrazione, va  detto
  che  in osservanza alle citate norme, i singoli uffici di diretta
  collaborazione  provvedono alla trasmissione di  tutti  gli  atti
  delle relative nomine di consulenza   alla Corte dei Conti.
   Questi  due  passaggi, pubblicazione e trasmissione  alla  Corte
  dei  conti,  risultano  decisivi per il  pagamento  dei  relativi
  compensi,  in  quanto in loro assenza le Ragionerie  non  possono
  procedere agli atti autorizzativi  il pagamento stesso.
   Per  quanto  esposto  si  ritiene pertanto  che,  da  parte  del
  Governo,  attraverso i passaggi e gli atti consequenziali  appena
  esposti,  di  fatto,  si  è  già  avviata  una  reale  forma   di
  monitoraggio   puntuale  e  trasparenza  sulla  materia   oggetto
  dell'interpellanza.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Lupo   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   LUPO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   non   trovo
  soddisfacente  la  risposta  dell'Assessore  in  particolare  con
  riferimento a quella che era la mia richiesta,  cioè mi  chiedevo
  come  mai,  visto  il  rilievo mosso  dalla  Corte  dei  Conti  -
  giustamente  -  le spese per i componenti esterni  dei  gabinetti
  degli  assessorati  non siano state ridotte, così  come  previsto
  dall'articolo 9, comma 6, della legge regionale 8 febbraio  2007,
  numero 2.
   Vorrei  anche  fare  presente che la Corte dei  Conti  ha  mosso
  questo  rilievo  proprio  in  sede di  relazione  sul  Rendiconto
  generale della Regione siciliana per l'anno 2007. Pertanto, credo
  che quello della Corte sia un rilievo estremamente importante. La
  stessa  Corte purtroppo rileva che nel corso dell'anno  2007,  le
  spese  dei  Gabinetti  di  alcuni assessorati  hanno  addirittura
  subito un aumento, quindi non solo non hanno ridotto la spesa del
  50  per  cento, così come auspicato e richiesto dalla  legge,  ma
  addirittura hanno -  in taluni casi - incrementato la  spesa  che
  sfiora  il 98 per cento.
   Credo  che tutto questo meritasse una risposta più attenta,  più
  precisa  e  preannuncio  che  su questo  intendo  presentare  una
  mozione,    ai    sensi   dell'articolo   151   del   Regolamento
  dell'Assemblea,   essendo  tale  questione   rilevante   per   la
  trasparenza,  ma  anche  per  un  dovere  etico   e   morale   di
  contenimento  della  spesa  pubblica, qualora  questa  spesa  non
  riguardi il buon andamento della pubblica amministrazione.
   Con  riferimento  al richiamato decreto legislativo  numero  165
  del  2001,  che impone la procedura comparativa nella scelta  dei
  consulenti, credo che un approfondimento vada fatto rispetto alle
  norme citate dall'Assessore.
   Voglio ricordare all'Assessore che la legge numero 138 è  del  6
  agosto  e  che  probabilmente, anzi  sicuramente,  alcune  scelte
  questo  Governo le abbia fatte ancor prima dell'entrata in vigore
  della  legge numero 133. L'interpellanza è stata da me presentata
  in  data 9 settembre, e mi riferisco anche a questi casi, cioè ai
  casi di nomina di consulenti precedenti l'entrata in vigore della
  legge numero 133 del 2008.
   Credo   che  non  ci  possa  essere  una  scelta  esclusivamente
  fiduciaria nella selezione dei componenti esterni degli uffici di
  Gabinetto.
   Purtroppo si è appreso dalla stampa di una serie di episodi  che
  non  hanno dato prestigio alla nostra Istituzione, alla  Regione,
  né tanto meno all'Assemblea regionale.
   Tutto  ciò  si  poteva  evitare applicando  in  modo  idoneo  il
  decreto  legislativo numero 165 del 30 marzo che, all'articolo  6
  bis, fa obbligo alle amministrazioni pubbliche di disciplinare  e
  rendere  pubbliche - secondo propri ordinamenti  -  le  procedure
  comparative    per   il   conferimento   degli    incarichi    di
  collaborazione.
   Questo  dunque  è  un  dovere che la  Regione  aveva  già  prima
  dell'entrata  in vigore della legge numero 133 del  2008  proprio
  per   dare  oggettività  nella  scelta  in  base  a  criteri   di
  meritocrazia  dei  propri  consulenti  e  soprattutto  per   dare
  trasparenza.
   Credo  che  di  oggettività, di meritocrazia  e  trasparenza  la
  Regione  siciliana abbia indubbiamente bisogno e  quindi  intendo
  presentare  una mozione per approfondire la materia e soprattutto
  per aprire un dibattito parlamentare sull'argomento.
   Voglio  precisare che la spesa dei consulenti, per i  componenti
  esterni  degli  Uffici  di Gabinetto - l'Assessore  citava  circa
  duemila euro pari a circa quattro milioni di vecchie lire - non è
  una spesa da poco, onorevole Assessore
   Questo   Governo  sta  presentando  un  disegno  di  legge   per
  razionalizzare la spesa nell'ambito degli enti locali  riducendo,
  ad  esempio, il numero degli assessorati dei comuni, che svolgono
  pure una funzione importante per gli enti locali.
   Ricordo   a   questo  Governo  che  spesso   i   sindaci   hanno
  un'indennità  mensile che è inferiore ai duemila  euro  percepiti
  invece dai componenti esterni gli Uffici di gabinetto.
   Forse  ci si aspettava maggiore rigore da parte del Governo  nel
  ridurre  la  spesa  per i consulenti esterni,  per  i  componenti
  esterni  degli  Uffici  di gabinetto, limitandone  il  numero  in
  maniera  drastica, così come il Partito democratico  ha  proposto
  relativamente  al  disegno di legge in materia  dei  dipartimenti
  regionali, a proposito del disegno di legge di riforma degli enti
  locali.
   Queste  risorse derivanti dalla riduzione dei componenti esterni
  degli  Uffici di Gabinetto potevano essere meglio utilizzate  per
  far  fronte  alle esigenze reali degli amministratori locali,  di
  tanti sindaci che hanno tante responsabilità nei governi dei loro
  comuni, percependo un'indennità che spesso è inferiore al 50  per
  cento rispetto a quella citata dall'Assessore.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea prende atto  del  fatto  che  ai  sensi
  dell'articolo 151, trasformerà questa interpellanza in mozione.
   Si  passa all'interpellanza numero 25 «Eventi atti ad evitare la
  revoca  dei  commissari  ad acta inviati  da  parte  dell'Agenzia
  regionale  dei rifiuti e delle acque nei comuni morosi  ricadenti
  nel  territorio  dell'ATO  PALERMO 4 - COINRES»,  a  firma  degli
  onorevoli Aricò, Pugliese, Pinciullo, Falcone e Scilla.
   Ne do lettura:
   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  la  sanità,
  all'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie locali, all'Assessore per il territorio e l'ambiente  e
  all'Assessore per il bilancio e le finanze,

   considerato che:

   nell'anno  2005,  in ottemperanza al decreto legislativo  numero
  22/1997   e  successive  modifiche  ed  integrazioni,   è   stato
  costituito il consorzio intercomunale rifiuti energia  e  servizi
  (COINRES),  ente  che avrebbe dovuto gestire  la  raccolta  e  lo
  smaltimento  dei rifiuti solidi urbani nei comuni  ricadenti  nel
  territorio  dell'ATO  Palermo 4. Del  consorzio  fanno  parte  22
  comuni  della  provincia di Palermo per un bacino  di  utenza  di
  circa  200  mila abitanti, che copre un territorio di  superficie
  pari   a  905.00  chilometri  quadrati.  Bagheria,  Villabate   e
  Misilimeri,  avendo  la  popolazione più  ampia  rispetto  ai  22
  comuni,  detengono le quote più alte all'interno  del  consorzio.
  Come  previsto dalla normativa, la provincia regionale di Palermo
  partecipa al consorzio con una quota del 10 per cento;

   nel  corso della sua gestione, il COINRES ha contratto passività
  di  bilancio  che,  ad oggi, superano i 20 milioni  di  euro.  Le
  ragioni dell'accumulo di questo enorme debito sono molteplici,  e
  spaziano  da un management inefficiente ad una gestione  lacunosa
  caratterizzata  da una serie di dimissioni a catena  dei  vertici
  consortili.  La  causa  però  più  rilevante  per  la   passività
  raggiunta  è  senza dubbio costituita dal mancato  pagamento,  da
  parte  di molti comuni facenti parti del consorzio, delle fatture
  emesse  dal  COINRES per lo svolgimento del  servizio  a  cui  il
  consorzio è preposto. Questa pratica da parte di alcuni comuni  è
  diventata  cronica, tanto da registrare il fatto  che  alcuni  di
  essi  non  avevano mai pagato il servizio all'ATO sin  dalla  sua
  istituzione,  mentre  molti altri in atto  devono  ancora  pagare
  fatture scoperte relative all'anno 2006;

   la  situazione  altamente debitoria del COINRES ha  provocato  e
  continua  a  provocare gravissimi problemi di ordine  gestionale,
  sociale  e  sanitario. Nel corso degli ultimi mesi, i  lavoratori
  del  consorzio  sono stati costretti più volte ad  incrociare  le
  braccia ed a rifiutarsi di presentarsi sul posto di lavoro perché
  non  percepivano  da  mesi lo stipendio.  Le  ditte  private  che
  svolgono  la  manutenzione dei mezzi si sono spesso rifiutate  di
  offrire  il servizio a causa del mancato pagamento delle  fatture
  emesse.  Ma  la  cosa  più  grave è senza dubbio  l'inaccettabile
  accumulo  dei rifiuti nei comuni facenti parti l'ATO  Palermo  4,
  situazione documentata ampiamente dai mezzi stampa, che ha creato
  spesso  situazioni di gravissima emergenza sociale  e  sanitaria,
  provocando anche atti di violenza e di intemperanza dei cittadini
  avviliti  da  queste circostanze, al punto da  richiedere  spesso
  l'intervento del prefetto e delle Forze dell'ordine. Come  ultima
  spiaggia   per  rimediare  temporaneamente  a  questa  situazione
  esplosiva,  l'onorevole Presidente della Regione ha  autorizzato,
  per  il  tramite  dell'Assessore per la  famiglia,  le  politiche
  sociali  e le autonomie locali, un prelievo di 3 milioni di  euro
  dal  fondo  di  rotazione regionale, per consentire il  pagamento
  temporaneo  degli  stipendi  dei  lavoratori  e  la  manutenzione
  urgente  ai  mezzi  che  svolgono  il  servizio.  A  causa  della
  persistente morosità di alcuni comuni, l'anticipazione  regionale
  è  oramai  quasi  del tutto utilizzata e tra poche  settimane  il
  consorzio   si  troverà  nelle  condizioni  di  dover  sospendere
  nuovamente il servizio;

   come  unica  ed  ultimativa soluzione  alla  morosità  di  molti
  comuni,  il  presidente del COINRES pro-tempore ed  ex  assessore
  provinciale  dell'amministrazione Musotto, Raffaele Loddo,  aveva
  richiesto all'Agenzia regionale dei rifiuti e delle acque l'invio
  di  commissari  ad  acta per il recupero delle somme  dovute  dai
  comuni  al  COINRES. Ottemperando a questa richiesta,  l'ARRA  ha
  inviato i commissari in tutti i comuni morosi. A seguito del loro
  insediamento  e dopo aver constatato la situazione economica  dei
  comuni a loro assegnati, i commissari ad acta hanno provveduto  a
  stilare  un  piano  di  rientro che,  in  alcuni  casi,  è  stato
  rispettato  o  parzialmente rispettato, in  altri  casi  è  stato
  invece  completamente ignorato. In ogni caso, i  commissariamenti
  hanno  costituito l'unico deterrente disponibile per evitare  che
  la  passività del consorzio raggiungesse livelli inaccettabili ed
  insanabili;

   in  data  27  settembre 2008, a seguito dell'ennesima dimissione
  dei vertici del COINRES, l'assemblea consortile eleggeva un nuovo
  presidente nella persona del dott. Antonio Caruso, rappresentante
  della  provincia regionale di Palermo all'interno del  consorzio,
  dopo  che le varie candidature avanzate da alcuni sindaci  membri
  dell'assemblea non avevano trovato una larga condivisione;

   come   primo   atto   della  sua  gestione,  il   consiglio   di
  amministrazione   presieduto   dal   dott.   Caruso    richiedeva
  inspiegabilmente all'Agenzia regionale dei rifiuti e delle  acque
  la  revoca  dei  commissari  ad acta, che  costituiscono  l'unico
  deterrente per il pagamento delle somme dovute dai comuni  morosi
  all'ATO  Palermo  4. Questa decisione non solo  ha  lo  scopo  di
  premiare  quei comuni che hanno deliberatamente omesso di  pagare
  le  somme dovute a scapito di quelli che invece, sacrificando  le
  risorse   a   disposizione   ed  improntando   la   loro   azione
  amministrativa  all'austerità ed  al  rigore,  hanno  cercato  di
  rispettare i piani di rientro, ma farà chiaramente precipitare il
  debito  del  COINRES a livelli di deficit che  non  potranno  mai
  essere recuperati in quanto, senza la presenza dei commissari  ad
  acta,  quei  sindaci cronicamente morosi non avranno  più  nessun
  deterrente  che li spinga al pagamento delle somme dovute  e  non
  pagheranno  più il servizio. Appare ancora inspiegabile  come  la
  provincia  regionale  di  Palermo, sconfessando  il  suo  operato
  precedente,  abbia  avallato questa  posizione,  che  la  renderà
  responsabile dell'affossamento definitivo del consorzio con tutto
  quello  che  ne  deriverà in termini occupazionali,  economici  e
  socio sanitari;

   per  conoscere: quali iniziative il Presidente della  Regione  e
  gli  Assessori  in indirizzo intendano assumere per commissariare
  immediatamente  il consorzio con un organismo tecnico,  togliendo
  la gestione ordinaria ad un management chiaramente inefficiente e
  colpevole  di  aver  fatto  scelte errate  che  vanno  contro  la
  pubblica utilità;

   quali  iniziative intenda intraprendere l'Agenzia regionale  dei
  rifiuti  e  delle acque per opporsi alla richiesta di revoca  dei
  commissari  ad acta dei comuni morosi da parte del  consiglio  di
  amministrazione   dell'ATO  Palermo  4  -   COINRES,   rendendosi
  altrimenti  responsabile  delle  enormi  passività  che   saranno
  accumulate  da  oggi a venire, oltre a quelle (già inaccettabili)
  che in atto si registrano;

   se non sia il caso, a causa dei gravissimi risvolti economici  e
  occupazionali  che porteranno ad una grave crisi con  conseguente
  emergenza  sociale, di inviare nei comuni morosi  un  commissario
  straordinario che, dopo aver risanato il bilancio e  ripristinato
  una situazione di normalità, indica nuove elezioni». (25)

   Onorevoli  colleghi, poiché  anche l'interrogazione  numero  188
  «Notizie  circa la gestione dell'ATO Palermo 4 - COINRES  per  la
  raccolta  e  lo  smaltimento dei rifiuti  solidi  urbani»,  degli
  stessi  firmatari, tratta la stessa materia, se per voi va  bene,
  estendiamo  la  risposta  dell'Assessore  anche  a  quest'ultima.
  Pertanto, do lettura anche dell'interrogazione numero 188:

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore  alla  Presidenza,
  all'Assessore  per la sanità, all'Assessore per la  famiglia,  le
  politiche  sociali  e le autonomie locali, all'Assessore  per  il
  territorio  e  l'ambiente, all'Assessore per  il  bilancio  e  le
  finanze,

   premesso che:

   nel  febbraio 2008, avendo constatato la situazione economica  e
  finanziaria  dell'ATO  Palermo 4 - COINRES  e  la  tendenza  alla
  crescita esponenziale della situazione debitoria del consorzio  a
  causa  dell'alta  morosità montante da  parte  di  alcuni  comuni
  consorziati,   il   Presidente  pro-tempore   ed   ex   assessore
  provinciale,  Raffaele Loddo, chiedeva all'Agenzia regionale  dei
  rifiuti e delle acque l'invio di commissari ad acta che potessero
  sostituirsi,    nell'interesse    delle    cittadinanze,     alle
  amministrazioni morose e provvedere alla redazione  di  piani  di
  rientro  che  potessero consentire la continuazione del  servizio
  dell'ATO,  avendo  capito con un certo  anticipo  che  le  esigue
  risorse a disposizione del consorzio stavano per esaurirsi e  che
  presto  non  si  sarebbe potuto procedere al  pagamento  dei  560
  lavoratori   dell'ATO  ed  al  pagamento  della  manutenzione   e
  riparazioni  dei  mezzi a disposizione. L'Agenzia  regionale  dei
  rifiuti  e  delle acque procedeva, in seguito a questa richiesta,
  all'invio dei commissari in alcune amministrazioni morose;

   i  commissari  ad  acta, durante l'attività  a  loro  demandata,
  accertavano la consistenza del debito che in alcuni casi superava
  il  milione di euro poiché certe amministrazioni non pagavano  le
  somme  dovute all'ATO sin dal 2006, e provvedevano alla redazione
  di  piani di rientro che potessero consentire all'ATO un  gettito
  di  risorse  tali  da  poter  continuare,  seppur  tra  stenti  e
  disservizi diffusi, la propria attività;

   fin dall'inizio della gestione dell'ATO Palermo 4 - COINRES,  ma
  in  particolare negli ultimi mesi, la situazione di passività del
  consorzio cresceva a dismisura, al punto da aver ad oggi superato
  abbondantemente la cifra di 30 milioni di euro di debito,  ciò  a
  causa  della  persistenza della morosità di  alcuni  comuni  che,
  violando   ripetutamente  i  piani  stilati   ed   adottati   dai
  commissari, continuavano a pagare spese non autorizzate a scapito
  delle  finanze  dell'ATO, ma a causa anche e soprattutto  di  una
  gestione  amministrativa disastrosa ed incapace che non  aveva  e
  non  ha  la  necessaria credibilità ed autorità  per  imporre  ai
  comuni dell'ATO il pagamento delle some dovute;

   negli  ultimi  sei  mesi,  inoltre,  la  gestione  dell'ATO   ha
  registrato una serie interminabile di dimissioni a catena, dove i
  vari  presidenti  e  consigli  di amministrazione  succedutisi  e
  rimasti in carica solo poche settimane non hanno fatto altro  che
  accrescere in maniera incontrollabile le passività dell'ATO senza
  porsi  il problema del rientro dei debiti da parte dei comuni  ed
  il rispetto dei piani predisposti dai commissari;

   nel  mese  di  luglio  del 2008, denotando  totale  mancanza  di
  rispetto  nei  confronti  di  una  corretta  gestione  di  denaro
  pubblico   oltre  che  dei  cittadini,  i  vertici  del  COINRES,
  appoggiati  in  prevalenza  dai  sindaci  morosi,  chiedevano  al
  Presidente della Regione una anticipazione dal fondo di rotazione
  regionale  per la continuazione dello svolgimento dei servizi  di
  raccolta  e  smaltimento dei rifiuti, considerato  che  in  molti
  comuni  consorziati era in atto un'emergenza igienica e sanitaria
  rappresentata  da  tonnellate  di rifiuti  non  raccolti  per  le
  strade, che poteva seriamente trasformarsi in emergenza sociale e
  che  avrebbe  richiesto  (come  in alcuni  comuni  già  avvenuto)
  l'intervento massiccio delle forze dell'ordine;

   mostrando  comprensione per la situazione, il  Presidente  della
  Regione  autorizzava  l'Assessore per la famiglia,  le  politiche
  sociali  e le autonomie locali al prelievo dal fondo di rotazione
  regionale   della  somma  di  3  milioni  di  euro  per   evitare
  l'interruzione del servizio dell'ATO Palermo 4 e la tutela  degli
  stipendi dei 560 lavoratori;

   in  data  26 settembre 2008, dopo alcune sedute andate a  vuoto,
  l'ATO  eleggeva  un  nuovo presidente nella  persona  del  dottor
  Antonio  Caruso,  rappresentante  della  provincia  regionale  di
  Palermo in seno al consorzio stesso il quale, nelle due settimane
  seguenti  al  suo insediamento, prendeva insieme al consiglio  di
  amministrazione  una serie di incomprensibili  e  contraddittorie
  decisioni,   come   quella   di   richiedere   la   revoca    dei
  commissariamenti  nei  comuni  morosi,  considerati  come  ultimo
  deterrente  all'inerzia di quelle amministrazioni  comunali  che,
  nonostante  i  commissariamenti, ignoravano  il  pagamento  delle
  somme dovute all'ATO;

   ritornando sulle proprie posizioni, in data 10 ottobre  2008  il
  direttore  generale  dell'ATO, signor Incagnone,  comunicava  per
  iscritto   all'Agenzia  regionale  dei  rifiuti  e  delle   acque
  l'annullamento della richiesta di revoca dei commissariamenti  da
  parte  del  consiglio di amministrazione dell'ATO, apparentemente
  condividendo quindi una linea intransigente circa il recupero dei
  crediti  nei  confronti dei comuni morosi, annullando  ogni  atto
  reso  relativo alle procedure del comune di Casteldaccia (uno  di
  quelli gravemente indebitati);

   in  data  16  ottobre 2008, il direttore generale  del  COINRES,
  signor  Incagnone, dichiarava che i fondi ricevuti dalla  Regione
  erano  esauriti e a partire dalla fine del mese,  a  causa  della
  morosità  persistente di alcuni comuni, il consorzio non  sarebbe
  stato  in  grado  di garantire la continuità del servizio  ed  il
  pagamento degli stipendi ai lavoratori;

   a  testimonianza della confusione e incertezza che  ormai  regna
  tra  i  vertici dell'ATO e tornando nuovamente indietro  rispetto
  alla  posizione presa dal signor Incagnone qualche giorno  prima,
  durante  la  riunione  del  17  ottobre  2008,  il  consiglio  di
  amministrazione  approvava  un  illegittimo  quanto  irrealistico
  piano di rientro del comune di Casteldaccia, sostituendo il piano
  di  rientro stilato dal commissario ad acta del quale  due  rate,
  per  l'ammontare di circa mezzo milione di euro, rimangono ancora
  non  pagate,  considerato che a seguito  di  dichiarazioni  dello
  stesso direttore generale, sig. Incagnone, il comune in questione
  non paga le somme al COINRES dal 2006;

   per sapere:

   quali   provvedimenti  immediati  il  Presidente  della  Regione
  intenda  assumere  al fine di commissariare  l'ATO  Palermo  4  -
  COINRES   ed  esautorare  i  responsabili  di  questa  disastrosa
  situazione economica montante che, ad oggi, ha causato un  debito
  di  proporzioni  irrecuperabili  con  conseguente  ingente  danno
  all'erario regionale ed ai cittadini siciliani;

   quali  siano  stati  i criteri di nomina dell'attuale  struttura
  amministrativa  dell'ATO  PALERMO 4 - COINRES,  attraverso  quali
  procedure siano stati assunti tutti i dirigenti del consorzio, se
  sia  stato effettuato uno screening attraverso la valutazione  di
  competenze,  titoli  di  studio e curricula  o  con  quale  altro
  criterio  sia  stata individuata una dirigenza  che  ha  ad  oggi
  causato  un debito per le casse regionali di oltre 30 milioni  di
  euro;

   quale  sia,  altresì,  la  durata  dei  contratti  accordati  ai
  dirigenti del consorzio ed il loro trattamento economico;
   quali  siano  infine, le procedure che intenda mettere  in  atto
  per  risanare  le  casse del consorzio prima  della  riforma  che
  prevede   la   riduzione   degli  ATO  in   Sicilia,   constatata
  l'incapacità   degli   attuali   presidente   e   consiglio    di
  amministrazione,  i  quali  non sono assolutamente  in  grado  di
  gestire  questa  fase  di emergenza, al  fine  di  evitare  danni
  erariali ulteriori a quelli fin qui registrati». (188)

                                         ARICO' - BUZZANCA - CAPUTO
                                    CURRENTI - MARROCCO - VINCIULLO

   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore Sorbello  per  fornire  la
  risposta.

   SORBELLO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,  in   ordine   al   contenuto
  dell'interpellanza presentata, si segnala quanto segue.
   In  riferimento al primo punto della interrogazione, in  cui  si
  chiede al Presidente della Regione  quali provvedimenti immediati
  il   Presidente  della  Regione  intende  assumere  al  fine   di
  commissariare l'ATO PA4 - COINRES ed esautorare i responsabili di
  questa disastrosa situazione economica montante che, ad oggi,  ha
  causato  un  debito di proporzioni irrecuperabili con conseguente
  ingente  danno all'erario regionale ed ai cittadini siciliani   ,
  si rappresenta quanto segue.
   L'Agenzia  è gia intervenuta nell'ATO PA4 inviando un  ispettore
  presso  il  Consorzio  CO.In.Res per la  verifica  dei  risultati
  raggiunti in materia di raccolta differenziata.
   L'intervento ha evidenziato una notevole carenza di impianti  ed
  attrezzature  dovute alla incapacità da parte  del  Consiglio  di
  amministrazione  di  CO.In.Res  di  completare  gli   interventi,
  modificando,   invece,  gli  interventi  durante   la   fase   di
  realizzazione,  con la conseguenza che, ad oggi, solo  pochissimi
  interventi, relativi alle isole ecologiche per i comuni con  meno
  di 10.000 abitanti, sono stati completati.
   E'  stata, inoltre, evidenziata una carenza nel versamento delle
  somme da parte dei comuni soci.
   Proprio  per  risolvere questo aspetto, si è intervenuto  presso
  tutti  i comuni inviando commissari ad acta per il recupero delle
  somme dovute al consorzio.
   Il  DPRS numero 127, di attuazione della Legge Regionale  numero
  2/2007 prevedeva l'intervento sostitutivo per gli enti locali che
  non concludevano nei tempi previsti i relativi adempimenti.
   Per  quanto riguarda il commissariamento di PA4, si fa  presente
  che l'Agenzia ha già inviato, con le direttive di accompagnamento
  al  DPRS  numero 127/2008, a  tutte le Autorità d'ambito che  non
  hanno  avviato  il percorso virtuoso ad accelerare  la  messa  in
  liquidazione, che deve però garantire l'operatività dell'autorità
  stessa.
   A  seguito della approvazione, su questo punto noi abbiamo  già,
  come  Governo,  approvato  un  disegno  di  legge  relativo  alla
  risoluzione di questa problematica, per la modifica delle Autorià
  d'ambito  gli  interventi  sostituivi  sono  stati  sospesi,  dal
  momento  che gli adempimenti relativi potrebbero non  essere  più
  quelli del DPRS numero 127/2008.
   Con riferimento al secondo punto della interrogazione in cui  si
  chiede  al Presidente della Regione  quali siano stati i  criteri
  di  nomina  dell'attuale struttura amministrativa  dell'ATO  PA4,
  attraverso quali procedure siano stati assunti tutti i  dirigenti
  del  consorzio, se sia stato effettuato uno screening  attraverso
  la valutazione di competenze, titoli di studio, e curricula o con
  quale  altro criterio sia stata individuata una dirigenza che  ha
  ad  oggi  causato un debito per le casse regionali  di  oltre  30
  milioni di euro  si rappresenta quanto segue.
   Le  informazioni  richiesta non sono a conoscenza  dell'Agenzia,
  in  quanto  sono  di  competenza esclusiva del  Consorzio  e  dei
  relativi  soci,  né sono informazioni che vengono  richieste  nel
  corso dell'attività istituzionale dell'Agenzia stessa.
   Tutte  le  decisioni  in  merito alle scelte  strategiche,  come
  potrebbe  essere  quella  di selezione  del  personale,  dovrebbe
  essere presa dall'assemblea dei soci, per la quale il criterio di
  formazione delle decisioni è fissato dallo Statuto del consorzio.
   L'Agenzia, a seguito dell'interrogazione in oggetto, ha  chiesto
  le  necessarie  notizie  al consorzio e in  via  di  acquisizione
  queste notizie relative a questo punto.
   Con  riferimento al terzo punto della interrogazione in  cui  si
  chiede al Presidente della Regione  quali siano le procedure  che
  intenda mettere in atto per risanare le casse del consorzio prima
  della  riforma  che prevede la riduzione degli  ATO  in  Sicilia,
  constatata  l'incapacità degli attuali presidenti e  consigli  di
  amministrazione,  i  quali  non sono assolutamente  in  grado  di
  gestire  questa  fase di emergenza, al fine di  evitare  i  danni
  erariali  ulteriore a quelli fin qui registrati , si  rappresenta
  quanto segue.
   In  via  preliminare  si  richiama quanto  indicato  dal  Codice
  Civile in merito alle competenze, doveri, poteri e responsabilità
  circa   l'osservanza  del  rispetto  dei  principi   legislativi,
  regolamentari e statuari nonché della corretta amministrazione  e
  funzionamento  societario  in capo al  collegio  sindacale,  alla
  società  di  revisione ai sensi dell'articolo  2403   Doveri  del
  collegio sindacale  e qui da tutta la declaratoria dei doveri del
  consiglio  sindacale fino anche alle denunzia del tribunale,  poi
  il  controllo  contabile e veniamo  all'azione di responsabilità.
  L'approvazione   del  bilancio  non  implica  liberazione   degli
  amministratori,  dei direttori generali, dei  dirigenti  preposti
  alla  redazione dei documenti contabili societari e  dei  sindaci
  per le responsabilità incorse nella gestione sociale . L'agenzia,
  nell'esercizio  delle  proprie  competenze  quale   Autorità   di
  regolazione  e  controllo  della  qualità  dei  servizi  e  delle
  politiche tariffarie, ha effettuato una ispezione nell'ATO PA4 ed
  ha  individuato cause e possibili soluzioni. Una delle  soluzioni
  individuate  era  proprio il ricorso a forme di anticipazioni  da
  parte  del sistema bancario, spingendosi fino ad individuare  con
  procedure di evidenza pubblica un istituto di credito disposto ad
  assumersi  i  rischi di una operazione volta al ripianamento  del
  debito pregresso, condizionandola, però, al raggiungimento di una
  soglia  critica di 250.000.000,00 di euro. La soluzione segnalata
  alle  autorità  d'ambito con nota protocollo 32203  O.R.  del  15
  novembre 2007, non ha raggiunto la soglia critica e non  è  stata
  avviata.  Ulteriori soluzioni per migliorare la riscossione  sono
  state  segnalate,  per esempio, all'ATO Simeto ambiente,  con  il
  coinvolgimento  dell'Agenzia  del  Territorio,  ed  a  tutte   le
  autorità  d'Ambito ed ai Comuni soci con la direttiva  22326  del
  18.06.2008,  di accompagnamento al Decreto DPRS numero  127/2008,
  in particolare nell'allegato 1.
   Con  riferimento  al primo punto dell'interpellanza  in  cui  si
  chiede   al   presidente   della   Regione    per   commissariare
  immediatamente  il consorzio con un organismo tecnico,  togliendo
  la gestione ordinaria ad un management chiaramente inefficiente e
  colpevole .
   Si  rappresenta  quanto abbiamo già detto  per  il  primo  punto
  della  interrogazione e cioè quello che non  era  stato  attivato
  perché  si era in attesa dello scioglimento in base al 127.  Dopo
  di  che stiamo valutando anche, alla luce della interrogazione  e
  dell'interpellanza, la possibilità ora di commissariare  il  PA4,
  in virtù del fatto che il disegno di legge, da parte del governo,
  è  stato già adottato ed è stato già inviato alla commissione  di
  competenza, la IV commissione che nei prossimi giorni inizierà la
  valutazione.
   Con  riferimento al secondo punto della interpellanza in cui  si
  chiede  al  Presidente  della Regione  quali  iniziative  intenda
  intraprendere l'Agenzia regionale dei rifiuti e delle  acque  per
  opporsi  alla  richiesta  di revoca dei commissari  ad  acta  dei
  comuni  morosi da parte del consiglio di amministrazione dell'ATO
  PA4,  rendendosi  altrimenti responsabile delle enormi  passività
  che  saranno  accumulate da oggi a venire, oltre  a  quelle  (già
  inaccettabili) che in atto si registrano .
   Si rappresenta quanto segue.
   L'Agenzia  effettua gli interventi sostitutivi su richiesta  del
  soggetto che lamenta una inosservanza di normative da parte degli
  Enti  e  delle  Autorità  d'Ambito  sottoposte  all'attività   di
  regolazione  dei  servizi  di  gestione  integrata  dei   rifiuti
  effettuata  da  parte  dell'Agenzia  stessa.  Solo  in  caso   di
  inosservanza  di disposizioni emanate dall'Agenzia,  inosservanza
  che  configuri  una  violazione  di  leggi  e  normative  vigenti
  l'Agenzia,  avvia  il procedimento che potrebbe  concludersi  con
  l'intervento sostitutivo.
   Non  si ritiene, pertanto, che l'Agenzia abbia alcun titolo  per
  opporsi  alla  citata richiesta da parte di  PA4.  Una  procedura
  attivata  da  un soggetto terzo, può essere revocata  solo  dallo
  stesso.
   E'   del   tutto  infondata  l'affermazione  che  l'Agenzia   si
  renderebbe,  in tal modo, responsabile delle  enormi  passività ,
  dal  momento che tale responsabilità ricade esclusivamente  sugli
  enti soci, che potrebbero, se lo ritenessero opportuno, porre  in
  liquidazione la società stessa ed attivare i percorsi alternativi
  già    indicati   dall'Agenzia   (costituzione   del    consorzio
  provinciale).
   Con  riferimento al terzo punto della interpellanza, in  cui  si
  chiede  al Presidente della Regione  se non sia il caso, a  causa
  dei  gravissimi risvolti economici e occupazionali che porteranno
  ad  una  crisi con conseguente emergenza sociale, di inviare  nei
  comuni  morosi  un  commissario  straordinario  che,  dopo   aver
  risanato  il bilancio e ripristinato una situazione di normalità,
  indica nuove elezioni , si rappresenta quanto segue.
   Premesso che nessuna norma prevede l'intervento sostitutivo  nel
  caso  rappresentato,  si fa presente che  la  competenza  per  il
  commissariamento degli enti locali ai fini dello scioglimento dei
  Consigli comunali e l'indizione di nuove elezioni è di competenza
  dell'Assessorato agli Enti locali.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Aricò   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   ARICO'.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nessuna replica.
  Mi  ritengo  soddisfatto  della risposta del  Governo.  Desidero,
  però,   puntualizzare   che   intenzione   dell'interpellanza   e
  dell'interrogazione era quella di far capire realmente qual è  il
  problema  che stanno attraversando gli ATO della nostra  Sicilia,
  di tutte le nove province.
   Devo  dire  che  il  Governo  e l'assessore  hanno  piena  luce,
  rispetto  a  quanto sta succedendo. Ormai, ci sono settecento  ed
  oltre  milioni  di  debiti e ATO in cui non  riescono  neanche  a
  pagare  le  contribuzioni. Ci sono dipendenti dell'ATO che  hanno
  ceduto il loro quinto a fronte di finanziamenti ed altro, che non
  vedono  pagate le loro rate e, quindi, vedono revocata l'ipoteca,
  la  tassa,  la  rata  del  mutuo o  altre,  senza  parlare  delle
  condizioni sanitarie.
   Credo  che la strada che vuole intraprendere il Governo  sia  la
  più  giusta, però dobbiamo stare attenti, vigilare. Abbiamo visto
  che  gli ATO, così composti, sono stati una grande delusione  per
  tutti i cittadini e, comunque, crediamo che la strada della norma
  che  in  questi  giorni  è in Commissione possa  essere  un  buon
  viatico.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interpellanza numero  31  «Iniziative
  per  l'attuazione  degli  interventi  in  favore  delle  imprese,
  associate  ai  consorzi  di  garanzia fidi,  per  concorso  sugli
  interessi  delle operazioni finanziarie», a firma  dell'onorevole
  Lupo.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il bilancio  e
  le finanze, premesso che:
   la  legge  regionale  del  21  settembre  2005,  numero  11,   e
  successive  modifiche  ed integrazioni concernente  il  'Riordino
  della  disciplina dell'attività di garanzia collettiva dei  fidi'
  consente alle imprese, associate ai consorzi di garanzia fidi, di
  beneficiare  di  contributi per concorso  sugli  interessi  delle
  operazioni finanziarie nella misura del 60 per cento;

   l'articolo  11 della suddetta legge disciplina, tra l'altro,  le
  modalità  relative all'attuazione degli interventi  dell'attività
  di   garanzia   collettiva  dei  consorzi  fidi,  prevedendo   la
  predisposizione di un avviso pubblico;

   con  decreto numero 210 del 26 aprile 2007, sono state approvate
  le    direttive   concernenti   l'attuazione   degli   interventi
  dell'attività di garanzia collettiva dei consorzi fidi;

   in  attuazione  all'articolo 11, comma 1 della  legge  regionale
  21  settembre  2005,  numero 11, è stato  predisposto  un  avviso
  pubblico;

   il  dipartimento regionale finanze e credito ha pubblicato nella
  Gazzetta ufficiale della Regione siciliana del 22 agosto 2008  il
  decreto  dell'Assessorato Bilancio e finanze del  6  agosto  2008
  concernente  'l'approvazione  dell'Avviso  per  attuazione  degli
  interventi  in  favore delle imprese, associate  ai  consorzi  di
  garanzia  fidi,  per  concorso sugli interessi  delle  operazioni
  finanziarie di cui all'art. 11 della legge regionale 21 settembre
  2005, numero 11';

   con  l'articolo  1  del  decreto  dell'Assessorato  Bilancio   e
  finanze  del 6 agosto 2008 è stato approvato l'avviso pubblico  e
  l'allegata modulistica (RCI, DR,-DE; DII) per l'attuazione  degli
  interventi  in favore delle imprese, associate ai consorzi  fidi,
  per le sole 'operazioni finanziarie per attività comprese tra  il
  primo gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2007';

   considerato che:

   la  situazione economica della Sicilia, ed in particolare quella
  delle imprese, versa ormai in una profonda crisi;

   il  costo  del  denaro  nel  Meridione,  ed  in  particolare  in
  Sicilia, è molto più alto rispetto alle regioni del Centro e  del
  Nord Italia;

   la  lotta  all'usura  e quindi alla criminalità  mafiosa,  passa
  anche  attraverso  misure che consentano alle  imprese  di  poter
  accedere  al  credito in forma agevolata attraverso  un  serio  e
  credibile  strumento qual è quello previsto dalla legge regionale
  21  settembre 2005, numero 11, per l'abbattimento degli interessi
  sui prestiti delle banche alle imprese ;

   il   Governo  regionale,  con  diversi  comunicati  stampa,   ha
  annunciato l'avvio di iniziative finalizzate a favorire l'accesso
  al credito agevolato per le imprese;

   lo  strumento  dei  consorzi di garanzia fidi viene  reso  quasi
  inefficace dal ritardo con il quale vengono erogati gli aiuti,  o
  addirittura,  come  nel caso in specie, dalla mancata  erogazione
  dei benefici maturati negli anni che vanno dal 2003 al 2007;

   ritenuto  che  in questo difficile momento è necessario  che  il
  Governo  regionale  produca il massimo sforzo  per  sostenere  il
  tessuto  produttivo, dando forza economica  a  quelle  leggi  che
  consentono alle imprese l'accesso al credito agevolato;
   per conoscere:

   come  e  quando  il  Governo  regionale  intenda  provvedere  al
  pagamento  delle somme dovute per concorso sugli interessi  delle
  operazioni   finanziarie   nella  misura   del   60   per   cento
  relativamente  agli anni esclusi dall'avviso di  cui  al  decreto
  dell'Assessorato Bilancio e finanze del 6 agosto  2008,  per  gli
  anni dal 2003 al 2006;

   quali  iniziative il Governo regionale intenda mettere  in  atto
  per sostenere concretamente il sistema delle imprese in Sicilia».
  (31)

                                        LUPO - GUCCIARDI - FIORENZA

   Ha  facoltà di parlare l'onorevole assessore Cimino per  fornire
  la risposta.

   CIMINO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, con l'interpellanza  numero  31,
  l'onorevole  Lupo lamenta la profonda crisi in  cui  versano  le
  imprese siciliane e come per esse il costo del denaro sia  molto
  più alto rispetto alle regioni del Centro e del Nord Italia.
   Ponendo delle importanti questioni in merito al pagamento delle
  somme  dovute dalla Regione ai consorzi fidi per concorso  sugli
  interessi  delle operazioni finanziarie condotte  dalle  imprese
  nella  misura del 60 per cento relativamente agli anni dal  2003
  al  2006, nonché in merito al sostegno del sistema delle imprese
  in Sicilia.
   Premesso tutto ciò, con riferimento alla problematica sollevata
  dall'interrogante, appare utile chiarire quanto segue.
   La  legge  del  21 settembre 2005, numero 11 recante  «Riordino
  della disciplina dell'attività di garanzia collettiva dei fidi»,
  è  intervenuta  per adeguare la normativa regionale  alle  nuove
  disposizioni comunitarie e nazionali in materia, disponendo, fra
  l'altro,  la  competenza del dipartimento delle  finanze  e  del
  credito  in  materia di agevolazioni sul conto interessi  a  far
  data  dall'1   gennaio  del  2008,  per  l'attività  finanziaria
  decorrente da quella data.
   Il  pagamento delle somme dovute per gli anni dal 2003 al 2006,
  periodo  oggetto  dell'interrogazione, rimangono  di  competenza
  degli Assessorati che gestivano la legge regionale numero 32 del
  2000 che, ricorderemo, era la legge dei regimi di aiuto.
   Tali  Assessorati,  per  mancanza  di  somme  disponibili   sul
  bilancio   della  Regione,  non  hanno  potuto  negli   esercizi
  finanziari    precedenti    procedere    all'erogazione    delle
  agevolazioni previste dalla legge numero 32 del 2000.
   Ebbene,  tenuto conto dell'attuale crisi economica del  sistema
  produttivo,  la compagine governativa, nel rivedere le  priorità
  degli  interventi  da porre in essere per trovare  le  soluzioni
  immediate,  ha individuato nel disegno di legge numero  259  del
  2008  una  prima,  ma  solerte risposta  alle  difficoltà  degli
  operatori  siciliani,  disegno  di  legge  che,  mi  pare,  sarà
  incardinato  questa sera nei lavori parlamentari.  Infatti,  con
  tale disegno di legge la seconda Commissione dell'ARS bilancio e
  finanze,   nel  garantire  la  copertura  finanziaria   relativa
  all'abbattimento del costo-interessi per gli anni 2003-2006,  ha
  ottimizzato   la   suddivisione  delle   risorse   tra   singoli
  dipartimenti a seconda delle effettive esigenze.
   L'articolato  prevede, infatti, che le somme per l'ammontare  di
  20  milioni  di  euro, che verranno erogate nell'esercizio  2008-
  2009,  in  assenza di una quantificazione precisa  da  parte  dei
  dipartimenti  interessati,  vengano  messe  a  disposizione   del
  Ragioniere  generale della Regione e con successivo provvedimento
  negano  le  somme assegnate da quest'ultimo ai dipartimenti,  non
  appena  quantificata  l'effettiva  esigenza   sulla  base   delle
  istanze presentate dai confidi.
   Con  ulteriore  emendamento sottoscritto da me personalmente,  è
  stato,   inoltre,   previsto  che  in  caso   di   non   completa
  utilizzazione delle somme, le stesse non andranno in economia, ma
  potranno  essere utilizzate per analoghi interventi di  cui  alla
  legge   regionale  11  del  2005,  per  gli  esercizi  finanziari
  successivi.
   Il  disegno  di  legge è stato ritenuto di notevole  rilievo  ai
  fini  del  sostegno e del rilancio delle imprese siciliane  dalla
  Conferenza  dei Capigruppo, che ne ha sollecitato  la più  celere
  discussione  in  Aula e che, con il sostegno della  totalità  dei
  parlamentari,   potrà  diventare  un  norma  voluta   dall'intera
  Assemblea regionale.
   In  ordine agli aspetti generali del sistema dei consorzi  fidi,
  va  sottolineato  che  gli  avvisi pubblici  integrazione  fondo-
  rischi, abbattimento conto interessi e fondo di controgaranzia di
  cui  alla citata legge 11 del 2005, trovano copertura finanziaria
  al momento della loro pubblicazione.
   Ciò, oltre a restituire certezza al sistema imprenditoriale  nel
  suo  complesso,  consente  una più agevole  programmazione  delle
  risorse  regionali. E tal quadro è ancor più positivo se  teniamo
  conto che gli interventi di cui alla legge regionale 11 del 2005,
  sono  inseriti a pieno titolo nella programmazione del  2007-2013
  per un ammontare  circa di 80 milioni di euro.
   Ciò  rappresenta  una esperienza pilota per  i  cofidi  che  non
  avevano  in  passato  fruito per tali  interventi  delle  risorse
  comunitarie e dei fondi di agenda 2007-2013.
   In  ordini  ai  fondi rischi istituiti presso i cofidi  operanti
  sul  territorio siciliano, il dipartimento delle  finanze  e  del
  credito, ha creato la stesura e la pubblicazione degli avvisi per
  la concessione dei contributi relativi agli anni 2006.
   E'  appena  terminata la valutazione delle istanze  relative  al
  2006  con  la  relativa  predisposizione  dei  provvedimenti   di
  liquidazione e delle somme spettanti.
   Relativamente al fondo rischi 2007, l'avviso è stato  chiuso  il
  31   ottobre   2008,  ma  il  Dipartimento  non   può   procedere
  all'istruttoria essendo nel frattempo intervenuta  una  ordinanza
  di sospensiva da parte del Consiglio di giustizia amministrativa.
   Relativamente  all'abbattimento del conto interessi,  è  tuttora
  in  itinere la presentazione delle istanze per il 2007.  Infatti,
  il  termine  ultimo di presentazione delle istanze, su  richiesta
  dell'associazione dei confidi, è stato prorogato  al  31  gennaio
  2009.
   Con  riguardo ai processi di semplificazione amministrativa,  ha
  avuto  inizio  il processo di burocratizzazione per l'accesso  ai
  benefici della legge regionale numero 11 del 2005.
   In  tal  senso  sono  stati ridotti da  quattordici  a  tre  gli
  allegati da compilare da parte dei cofidi; ciò ha comportato  una
  profonda  revisione delle istanze non solo quantitativa ma  anche
  qualitativa,   con   l'inserimento   peraltro   del   codice   di
  tracciabilità  necessario  nel  caso  di  interventi  di   natura
  finanziaria  per  far  sì che il tutto sia in  linea  con  quanto
  previsto dalla normativa comunitaria.
   Tale   modifica   ha   interessato  sia  la  parte   concernente
  l'integrazione del fondo rischi, sia la parte afferente il  conto
  interessi.
   E'   stato   inoltre  predisposto  un  apposito   software   per
  ottimizzare  il processo di caricamento dei dati e facilitare  il
  recesso di presentazione delle istanze con la procedura guidata.
    Il  Dipartimento  a  partire  dall'1  gennaio  2009,   disporrà
  infatti per la materia dei confidi della piattaforma telematica.
   Le  istanze,  sia  nel  caso di integrazione  fondo  rischi  che
  dell'abbattimento   in   conto   interessi,   perverranno   sulla
  piattaforma web tramite firma digitale per accelerare  e  rendere
  maggiormente   trasparente  l'azione  di   finanziamento   e   di
  erogazione del finanziamento alle imprese che ne faranno istanza.
   Ciò  inevitabilmente  produrrà  dei  benefici  sia  sul  sistema
  imprenditoriale  che sull'intero sistema dei  confidi  garantendo
  procedure  estremamente rapide per l'accesso ai benefici  di  cui
  alla  Legge Regionale 11/2005 in linea con quanto previsto  dalla
  normativa comunitaria.
   PRESIDENTE.   Onorevole  Leanza,  il  Regolamento   prevede   la
  possibilità di replicare per un massimo di 10 minuti.
   Prima  di dare la parola all'onorevole Lupo, desidero comunicare
  all'Aula,  per un'organizzazione dei lavori, come andremo  avanti
  nelle  prossime  ore:  con  la risposta dell'onorevole  Lupo,  si
  chiude   la  Rubrica   Bilancio  e  Finanze';  si  passerà   allo
  svolgimento  delle interrogazioni ed interpellanze della  Rubrica
   Cooperazione,  commercio, artigianato e pesca' e successivamente
  al voto finale del disegno di legge sulle cave.
   Chiuderò  quindi  la  seduta  per  riaprirla  subito  dopo   per
  incardinare due disegni di leggi che sono già pronti per  l'esame
  dell'Aula.
   Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Lupo  per   dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero esprimere
  il  mio apprezzamento per la risposta data dall'assessore Cimino,
  che  io  trovo preciso e puntuale, ancorché mi rincresca  che  la
  legge 32/2000 non sia stata finanziata per il periodo che va  dal
  2003  al 2006 provocando di fatto, fino ad oggi, notevoli disagi,
  non  solo  ai  consorzi fidi ma anche ai soggetti imprenditoriali
  interessati dal provvedimento.
   Esprimo  altresì  soddisfazione per il disegno di  legge  numero
  259  che mi auguro quanto prima possa arrivare in Aula e mi  pare
  di  aver capito che è uno dei disegni di legge che si incardinerà
  questa  sera. Ritengo che davvero sia un disegno di legge che  va
  nella  direzione giusta e può rappresentare un aiuto vero per  le
  imprese.
   Oltre  agli  aspetti  sottolineati adeguatamente  dall'assessore
  Cimino,  che  ringrazio, voglio sottolineare quanto è  importante
  l'azione  svolta  dai consorzi fidi al servizio  dell'economia  e
  delle  imprese siciliane, in particolare nella lotta all'usura  e
  nella battaglia per la legalità.
   Avere  la  possibilità di accesso al credito in forma agevolata,
  soprattutto   per   le   piccole  imprese,  rappresenta   l'unica
  possibilità vera per non incorrere in forme di strozzinaggio e di
  usura  che  purtroppo  vedono  la  complicità  della  criminalità
  organizzata anche nella nostra Regione.
   Mi  auguro  che da parte del Governo ci sia la dovuta attenzione
  per  aumentare  lo stanziamento previsto per dare  risposta  alle
  istanze  che perverranno, sia per il periodo 2003-2006,  che  per
  gli anni 2008-2009.
   Ritengo    che   la   semplificazione   procedurale   anticipata
  dall'Assessore   con   l'introduzione  delle   nuove   tecnologie
  telematiche  possa  semplificare  l'iter  ed  aiutare  davvero  i
  soggetti  che  ne  hanno  bisogno  di  fare  ricorso  al  credito
  agevolato.


   Presidenza del presidente Cascio


    Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della Rubrica
             Cooperazione, commercio, artigianato e pesca'

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III punto  dell'ordine  del  giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni ed  interpellanze  della  Rubrica
   Cooperazione,  commercio, artigianato e pesca'. Si  procede  con
  l'interrogazione   numero   10   «Interventi   per   fronteggiare
  l'emergenza pesca, il caro gasolio ed il rischio di crisi per  il
  comparto  della  marineria siciliana»,   a  firma  dell'onorevole
  Caputo.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  assessore  Di  Mauro  per
  fornire la risposta.

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato   e   la   pesca.  Signor  Presidente,   questa   è
  un'interrogazione   datata  e  che  poneva   l'attenzione   sulla
  questione del caro gasolio. L'Assemblea, circa 30 giorni  fa,  ha
  avuto modo di dare una risposta.

   PRESIDENTE.  Mi  scusi,  onorevole  Di  Mauro,  ma  per  assenza
  dall'Aula  del firmatario, l'interrogazione numero 10 si  intende
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta  scritta.
  Grazie comunque per la sua prontezza.
   Si  passa  all'interpellanza numero 4  «Iniziative  del  Governo
  della  Regione a tutela della flotta peschereccia di  Mazara  del
  Vallo  (TP)  in  relazione al mancato rispetto dei confini  delle
  acque  territoriali da parte della Libia», a firma dell'onorevole
  Lo Giudice. Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interpellanza
  decade.
   Si  passa all'interpellanza numero 13 «Notizie sulle dismissioni
  dei  mercati  agro-alimentari  Sicilia  (MAAS)»,  a  firma  degli
  onorevoli Falcone, Limoli e D'Asero. Ne do lettura:

   «Al   Presidente   della   Regione  e   all'Assessore   per   la
  cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca,

   premesso   che   il  dirigente  generale  dell'Assessorato   del
  bilancio  e  le  finanze,  con lettera del  16  luglio  2008,  ha
  proposto  alla  Giunta di Governo un'ipotesi  di  riordino  delle
  società   di  capitale  a  partecipazione  regionale,  prevedendo
  l'accorpamento di numerosi enti in strutture già esistenti  e  la
  dismissione di altre, ritenute inutili;

   considerato  che,  tra le società di cui sopra,  è  compreso  il
  MAAS   (mercati  agro-alimentari  di  Sicilia),  struttura   nata
  vent'anni fa, in forza della legge nazionale nuemro 41/86, con lo
  scopo  precipuo di realizzare e gestire il mercato agroalimentare
  di   Catania,   con  particolare  interesse  verso   i   comparti
  ortofrutticolo, ittico e floro-vivaistico siciliani;

   tenuto conto che il MAAS è un consorzio tra soggetti pubblici  e
  privati di cui la Regione siciliana, tramite l'Assessorato  della
  cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca, detiene  il
  92  per cento, mentre il restante 8 per cento è suddiviso tra  la
  provincia  di  Catania,  il  comune  di  Catania,  il  comune  di
  Misterbianco  e  la  camera di commercio di Catania,  quali  soci
  pubblici e ben diciotto soci privati;

   preso  atto  che  negli  ultimi anni  il  MAAS  ha  avviato  una
  politica  di  risanamento e di rilancio delle proprie competenze,
  tant'è  che  il finanziamento di 60 milioni di euro, in  parte  a
  fondo  perduto  ed  in parte da restituire con  mutuo  decennale,
  ottenuto dallo Stato, per la realizzazione del nuovo insediamento
  nella  zona Jungetto - Bicocca di Catania è stato realizzato  per
  il 90 per cento;

   visto  che  il  consiglio di amministrazione del MAAS,  già  nel
  2007,    aveva    avanzato   richiesta   di    ricapitalizzazione
  all'Assessore  per la cooperazione il commercio, l'artigianato  e
  la pesca, per consentire il completamento della suddetta opera;

   considerato altresì che l'impresa esecutrice dei lavori,  venuta
  a  conoscenza  della  possibile  dismissione  del  MAAS,  ha  già
  diffidato  lo stesso ente all'immediato pagamento delle spettanze
  per  lavori  già  eseguiti  e certificati  minacciando,  in  caso
  negativo,  la  sospensione degli stessi  lavori,  attualmente  in
  itinere;

   preso  ancora  atto  che  la dismissione  del  MAAS,  oltre  che
  arrecare  un  danno  ingente alla filiera produttiva  dell'intero
  territorio   della   Sicilia  orientale,   potrebbe   aprire   un
  contenzioso  con lo Stato, a seguito della revoca  del  beneficio
  del  fondo  perduto sul detto finanziamento, nonché col  pool  di
  banche  (IRFIS  in  primis) per la risoluzione del  contratto  di
  mutuo  ipotecario,  con  tutte  le conseguenze  sul  piano  della
  responsabilità derivanti dall'inadempimento contrattuale con  gli
  stessi  istituti bancari per la perdita del beneficio del termine
  sulla restituzione delle somme erogate ed impegnate;

   tenuto  conto,  infine, che la dismissione del MAAS,  se  da  un
  lato  darebbe  vita ai contenziosi di cui sopra, rischierebbe  di
  far sorgere tutta una serie di controversie con i soci privati, i
  quali potrebbero avanzare legittime pretese di danno emergente  e
  mancato guadagno;

   per  conoscere se il Presidente della Regione e l'Assessore  per
  la  cooperazione, il commercio, l'artigianato e  la  pesca,  alla
  luce  di quanto sopra esposto, non ritengano dannoso per l'intera
  economia  agricola,  ittica  e  floro-vivaistica  siciliana,   la
  soppressione del MAAS (mercato agro alimentare di Sicilia), unica
  struttura  regionale  esistente  che  mira  a  razionalizzare   e
  rilanciare  i  comparti ortofrutticolo, ittico e floro-vivaistico
  siciliani  ipotizzando,  invece, la ricapitalizzazione  dell'ente
  per  il completamento dell'opera, nonché l'eventuale cessione  di
  quote  ad  altri  soggetti  pubblici  e  privati  che  già  hanno
  manifestato  la  volontà  di  entrare  nel  più  grande  polo  di
  interscambio commerciale del Mediterraneo». (13)

     Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole assessore  Di  Mauro  per
  fornire la risposta.

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  la  vicenda che riguarda il completamento del MAAS attiene ad una
  iniziativa  che il Governo della Regione siciliana ha  intrapreso
  tanti anni addietro.
      Siamo,   adesso,  nella  fase   del  completamento,    ed   è
  intendimento del Governo inserire nella finanziaria la norma  che
  consente  la  ricapitalizzazione  della  società  MAAS   che   ha
  appaltato,  da  tempo,  l'iniziativa  della  realizzazione  della
  struttura  del  mercato agro-alimentare che  è  in  dirittura  di
  arrivo  e manca, per l'appunto, la copertura finanziaria  per  il
  pagamento  dei  relativi oneri all'impresa che  è  sul  punto  di
  ultimare i lavori.
   In  questo  senso  il  Governo  è  impegnato  e  in  Commissione
  Bilancio   presenterà il relativo emendamento per dare  copertura
  agli oneri contrattuali.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Limoli   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   LIMOLI. L'Assessore Di Mauro ha risposto, credo, con un  po'  di
  leggerezza rispetto alla gravità della situazione che riguarda il
  MAAS di Catania, i cosiddetti  mercati agro-alimentari siciliani.
     Credo  che  il   Governo debba essere presente almeno  in  una
  delle   tante   riunioni  di  convocazione   del   consiglio   di
  amministrazione   del   MAAS,  perché  credo   che   non   sfugga
  all'Assessore  al  ramo  e  tramite  lui  al  Governo  nella  sua
  interezza  e  al  Presidente  della  Regione,  che  perdere   una
  struttura  come  il  MAAS suonerebbe come una  vergogna  per  una
  classe   politica   che   comprende  che   quella   struttura   è
  indispensabile per tutto ciò che riguarda i nostri prodotti agro-
  alimentari, il floro-vivaismo, i prodotti ittici.
   Ritengo   le  sia  sfuggito  che  la  somma  necessaria  per  la
  ricapitalizzazione  è  pari a 6 milioni  di  euro,  questo  è  un
  obbligo oltre che politico anche morale. Prendo atto che lei  sta
  asserendo,  questa  sera, che il Governo provvederà  ad  inserire
  nella  Finanziaria questa somma, vigileremo affinché questo possa
  accadere  per  potere dare garanzia non soltanto al Consiglio  di
  amministrazione del MAAS, ma soprattutto a tutti i produttori che
  guardano a questa struttura come a qualcosa di indispensabile per
  l'avvenire di tutta la Sicilia.

   PRESIDENTE.  Si  passa  quindi  all'interrogazione  numero   156
  «Notizie  in  merito alla dismissione del Mercato agro-alimentare
  siciliano (MAAS), dell'onorevole Falcone. Ne do lettura:

   «Al   Presidente   della   Regione  e   all'Assessore   per   la
  cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca,

   premesso che:

   l'Assessorato  regionale  Bilancio e finanze', con  lettera  del
  16  luglio 2008, propone un'ipotesi di riordino delle società  di
  capitale a partecipazione regionale con la dismissione di  alcune
  di esse e, di altre, l'accorpamento in strutture esistenti;

   tra  le  società di cui sopra, è compreso il MAAS (Mercato  agro
  alimentare siciliano), struttura nata vent'anni fa con  lo  scopo
  precipuo  di  riordinare  e rilanciare i mercati  ortofrutticoli,
  ittici e vivaistici siciliani;

   negli   ultimi  anni  il  MAAS  ha  avviato  una   politica   di
  risanamento e di rilancio delle proprie competenze, tant'è che ha
  ottenuto di recente un finanziamento di 60 milioni di euro  dallo
  Stato  per  la realizzazione del nuovo insediamento nel quartiere
  Bicocca di Catania;

   in  data  6 agosto 2008 è stata presentata un'interpellanza  per
  chiedere la non dismissione del MAAS;

   per sapere:

   se  rispondano  al  vero  le  voci circolanti  circa  l'avvenuta
  dismissione del MAAS;

   se  il  Presidente della Regione e l'Assessore regionale per  la
  cooperazione,  il commercio, l'artigianato e la  pesca  siano  al
  corrente che la dismissione del MAAS, oltre che arrecare un danno
  ingente  alla  filiera produttiva siciliana, potrebbe  aprire  un
  contenzioso con lo Stato a seguito della concessione del suddetto
  finanziamento non utilizzato;

   se,  nel  caso  certo  di  contenzioso,  su  chi  ricadrebbe  la
  responsabilità   del   danno  erariale   non   indifferente   che
  danneggerebbe le casse regionali». (156)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  assessore  Di  Mauro  per
  fornire la risposta.

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  rispondo,   anche se l'argomento dell'interrogazione è  in  larga
  massima similare a quello dell'interpellanza trattata poc'anzi.
   Devo  dire,  per la verità, che con una delibera di  Giunta  del
  Governo precedente, anche per rispondere all'onorevole Limoli, la
  partecipazione   in   sede   di   assemblea   è   da   ricondurre
  all'Assessorato  del   bilancio,  e   se  il  Governo    non   ha
  partecipato  all'assemblea è perché non c'erano le condizioni  di
  carattere finanziario per la ricapitalizzazione.
   Peraltro  verso,   ogni notizia circolante in  ordine  al  venir
  meno di questa società, non credo corrisponda al vero.
   Per  quanto ci riguarda, intendiamo completare i lavori e vedere
  come   attuare  una  strategia  per  rendere  funzionale   questo
  importante centro agro-alimentare.
   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Falcone  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   FALCONE. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione numero 166  «Iniziative
  urgenti  al fine di nominare il Comitato amministrativo ai  sensi
  dell'articolo 60 della legge regionale numero 32 del 2000», degli
  onorevoli Raia, Termine e Di Guardo. Ne do lettura:

   «Al   Presidente   della   Regione  e   all'Assessore   per   la
  cooperazione, per il commercio, l'artigianato e la pesca,

   premesso che:

   l'articolo  60  della legge regionale numero 32/2000  stabilisce
  che  per  agevolare l'accesso al credito delle  piccole  e  medie
  imprese  è  istituito,  mediante  convenzione,  un  fondo  presso
  società   o   enti   che  posseggono  i  requisiti   tecnici   ed
  organizzativi;

   il  suddetto  articolo stabilisce inoltre che alla gestione  del
  fondo sovrintende un comitato amministrativo nominato con decreto
  del Presidente della Regione che prevede tra i componenti anche 5
  membri  designati  dall'Assessore per  la  cooperazione,  per  il
  commercio,  l'artigianato e la pesca, scelti  su  terne  proposte
  dalle   associazioni  regionali  dei  commercianti   maggiormente
  rappresentative;

   rilevato che:

   ad  oggi  non si è proceduto alla nomina del nuovo comitato  per
  la  gestione del fondo e l'Assessorato Servizio 8 Credito in data
  10 settembre 2008, ha chiesto alle associazioni dei commercianti,
  allo  scopo  di  verificarne la rappresentanza, di far  pervenire
  presso  l'Assessorato  lo statuto, il  numero  di  sedi  e  degli
  iscritti;

   in  ragione della mancata costituzione del suddetto comitato, da
  oltre  cinque mesi, non viene erogato il credito di esercizio  ai
  commercianti e la procedura adottata dall'Assessorato rischia  di
  allungare  i  tempi con il risultato di bloccare  l'attività  del
  fondo  regionale  e  tutte le delibere fatte  dagli  istituti  di
  credito ai propri clienti.

   per  sapere se non ritengano opportuno provvedere ad una  rapida
  verifica  della  rappresentanza delle  associazioni  regionali  e
  nominare  con carattere d'urgenza il comitato amministrativo  che
  gestisce  il  fondo regionale ai sensi dell'art. 60  della  1egge
  regionale numero 32/2000.

   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  assessore  Di  Mauro  per
  fornire la risposta.

   DI   MAURO,   assessore  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  l'interrogazione risponde ad una esigenza che è stata  più  volte
  sollecitata dai commercianti. Per la verità, il Governo da  circa
  45   giorni  ha  inviato  le  richieste  alle  organizzazioni  di
  categoria per consentire loro di indicare i nominativi che devono
  farne  parte, secondo quanto previsto nella legge istitutiva  del
  Fondo,   e   determinare   quindi  l'attività   in   favore   dei
  commercianti.
   Le  categorie  in  gran  parte hanno risposto,  ne  mancava  una
  soltanto.  La  comunicazione è arrivata ieri, sono  convinto  che
  entro  giovedì  riusciremo a determinare il  nuovo  Consiglio  di
  amministrazione del Fondo.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Falcone  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   TERMINE. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza numero 26 « Motivi  della
  mancata emanazione del regolamento del Governo regionale ai sensi
  del  comma  1  sexies dell'articolo 10 della legge  regionale  22
  dicembre 2005, numero 19, concernente disposizioni per introdurre
  l'indicazione del prezzo di vendita dei prodotti  in  euro  e  in
  lire»,   dell'onorevole  D'Asero.  Per  assenza   dall'Aula   del
  firmatario,  l'interpellanza decade.


   Presidenza del presidente Cascio


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Norme sulla proroga delle autorizzazioni all'esercizio di
   cava e sull'aggiornamento del piano regionale dei materiali di
     cava e del piano regionale dei materiali lapidei di pregio»
                           (numero 133/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al  IV punto  dell'ordine  del  giorno:
  Votazione  finale  per scrutinio nominale del  disegno  di  legge
  «Norme sulla proroga delle autorizzazioni all'esercizio di cava e
  sull'aggiornamento del piano regionale dei materiali  di  cava  e
  del piano regionale dei materiali lapidei di pregio» (133/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione palese nominale:

   Presenti e votanti  61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          55
   Contrari              1
   Astenuti              5

                        (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata  ad  oggi,
  martedì 25 novembre 2008, alle ore 19.15, con il seguente  ordine
  del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


     I  -Comunicazioni

    II   -  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli  83,
     lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

     N. 73 -  «Iniziative  per  prorogare le  misure  agevolative
            IRAP  di  cui  agli  articoli 13  e  15  della  legge
            regionale n. 21/2003».

           D'ASERO - LEONTINI - BOSCO - CORONA

     N. 74 -  «Misure  di  contrasto all'aumento della  TARSU  da
            parte delle amministrazioni comunali».

           ARICÒ -  CAPUTO - MARROCCO

           POGLIESE  -       VINCIULLO

     N. 75 -  «Iniziative a livello nazionale per la modifica del
            soggetto passivo della TARSU».

                                        CAMPAGNA - BOSCO
                                                       CORONA     -
                                        TORREGROSSA

    III  -Discussione dei disegni di legge:
     1) «Disciplina  degli istituti di ricovero e cura a  carattere
        scientifico di diritto pubblico». (n. 159/A).

     2) «Iniziative a sostegno dei Consorzi fidi. Misure  a  favore
        di  soggetti pubblici regionali per le anticipazioni  sulle
        liste di carico poste in riscossione».  (n. 259/A).

                  La seduta è tolta alle ore 19.11.

          Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.30

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   POGLIESE.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   con  decreto  pubblicato nella Gazzetta ufficiale della  Regione
  siciliana  n.  3  del 4 gennaio 2007, a seguito delle  intense  e
  copiose precipitazioni di carattere temporalesco dello scorso  23
  e  24  dicembre  2006, è stato dichiarato lo  stato  di  calamità
  naturale per tutto il territorio ricadente nel comune di  Ramacca
  (CT);

   gli  ingenti  danni  provocati alle colture  ortive,  arboree  e
  agrumicole  hanno  comportato la perdita  dei  relativi  prodotti
  nell'anno 2007;

   constatato che nei mesi di giugno, luglio e agosto 2007 si  sono
  verificate  tre  ondate  settimanali  di  caldo  torrido  che  ha
  comportato siccità nel territorio ramacchese;

   evidenziato che:

   a  tutt'oggi  si  registrano  precipitazioni  meteorologiche  ai
  minimi  storici delle annate agrarie e tale calamità sta colpendo
  duramente  la  popolazione del comune compromettendo  il  reddito
  delle  famiglie diretto-coltivatrici e di quanti  vivono  con  il
  lavoro della terra, aggravando la piaga della disoccupazione;

   in  data  11  dicembre  2007  è stata  approvata  dal  consiglio
  comunale di Ramacca, all'unanimità, una deliberazione in  cui  si
  chiede  all'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste  e
  ad altri enti la dichiarazione dello stato di calamità naturale e
  di  predisporre gli adempimenti necessari al fine di  far  godere
  gli  agricoltori  delle  necessarie  provvidenze  contributive  e
  creditizie  previste, nonché esonerare gli stessi  dal  pagamento
  dei  canoni  idrici e non ultimo assicurare per  l'anno  2007  ai
  braccianti  agricoli  la  riconferma delle  giornate  dell'annata
  agraria precedente;

   per  sapere, se non intenda verificare lo stato di crisi in  cui
  versa  il comparto agricolo del comune di Ramacca, a seguito  del
  susseguirsi  degli eventi atmosferici avversi  ed  agire  con  un
  decreto  della Giunta regionale in cui si dichiari  un  ulteriore
  stato di calamità». (25)

        (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.     «In    riferimento    all'interrogazione     posta
  dall'onorevole Pogliese Salvatore, si rappresenta quanto segue.
   Per  far fronte ai danni provocati da avversità atmosferiche e/o
  calamità  naturali, nel comparto agricolo, vengono  utilizzati  i
  fondi  ai  sensi  del Decreto Legislativo 29 marzo  2004,  n.102,
  modificato dal Decreto Legislativo del 18 aprile 2008, n. 82, che
  regola   gli  interventi  finanziari  a  sostegno  delle  imprese
  agricole.   In  applicazione  di  tale  normativa,  l'ispettorato
  Provinciale  dell'Agricoltura di Catania,  ha  avanzato  apposita
  proposta  di  delimitazione di territori danneggiati  dalle  alte
  temperature del periodo 22-27 giugno 2007.
   La  succitata  proposta è stata trasmessa alla Giunta  regionale
  per   la   prescritta  deliberazione  (n.376  del   21/09/07)   e
  successivamente al Ministero delle Politiche agricole, alimentari
  e forestali per l'istruttoria di competenza; in fase istruttoria,
  il   Ministero   ha  sollevato  una  serie  di   osservazioni   e
  considerazioni chiedendo un supplemento istruttorio ed un riesame
  della proposta.
   L'Ispettorato  Provinciale dell'Agricoltura  ha  riformulato  la
  proposta  fornendo anche altri elementi conoscitivi a supporto  e
  chiarimento dell'istanza presentata.
   La  trasmissione  al Ministero è avvenuta con nota prot.  n.3719
  del giorno 11/01/2008, con D.M. 5 agosto 2008  e pubblicato sulla
  Gazzetta   Ufficiale   n.  202  del  29/08/08;   nella   proposta
  declaratoria  relativa  agli  eccessi  termici  in  provincia  di
  Catania tra i territori interessati figura anche il territorio di
  Ramacca oggetto dell'interrogazione».

   L'Assessore

   Giovanni La Via

   GALVAGNO.  -  «All'Assessore per l'agricoltura  e  le   foreste,
  premesso che in data 23 luglio 2004, presso lo studio del  notaio
  Filomena Greco di Enna, si è svolta una gara a trattativa privata
  relativa  alla  vendita  di immobili di proprietà  del  Consorzio
  agrario   di   Enna,   già   posto  in   liquidazione,   mediante
  presentazione di offerte anche al ribasso, stante che  erano  già
  stati esperiti diversi tentativi di gara andate deserte;

   relativamente ad alcuni immobili, siti nel comune  di  Centuripe
  (EN)  e  di  proprietà del predetto Consorzio, un concorrente  ha
  offerto la somma di euro 120.000,00;

   la  predetta  offerta  è  stata  accettata  'a  condizione'  dal
  commissario  liquidatore  del predetto  Consorzio,  il  quale  ha
  provveduto   a   richiedere  la  prescritta   autorizzazione   al
  competente  Assessorato dell'agricoltura e delle  foreste,  quale
  organo tutorio, al fine di procedere alla accettazione definitiva
  ed alla conseguente stipula dell'atto pubblico di vendita;

   preso atto che:

   il  Consorzio agrario di Enna, nel novembre 2004, ha  provveduto
  ad  incamerare  la  somma  di  euro  24.000,00  quale  prescritta
  garanzia;

   con  raccomandata  del  24/6/2006, l'aggiudicatario  provvisorio
  della  gara,  con lettera diretta al commissario liquidatore  del
  Consorzio   agrario   di   Enna  e  al   competente   Assessorato
  dell'agricoltura e delle foreste, a distanza di  due  anni  dalla
  aggiudicazione  provvisoria,  chiedeva  il  completamento   della
  procedura di aggiudicazione o la restituzione della somma di euro
  24.000,00,   oltre  gli  interessi  legali  e  la   rivalutazione
  monetaria,  in considerazione del fatto che gli immobili  oggetto
  della vendita risultavano ulteriormente deteriorati;

   a  tutt'oggi, l'Assessorato regionale dell'agricoltura  e  delle
  foreste non ha inteso pronunziarsi sulla questione;

   rilevato  che i predetti immobili risultano essere  in  completo
  stato di abbandono;

   per sapere:

   quali  provvedimenti intenda adottare per la  definizione  della
  pratica;
   se  non ritenga sussistenti gli estremi del danno erariale e, in
  caso   affermativo,  se  non  reputi  opportuno  investire  della
  questione la Procura generale della Corte dei conti». (43)

        (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.   -   «Con   riferimento  all'interrogazione   n.   43
  dell'onorevole Galvagno Michele, si rappresenta quanto segue.
   Con  nota n.72466 del 20/08/07, è stato richiesto al Commissario
  Liquidatore  del Consorzio Agrario di Enna  Dott.Gaetano  Rabbito
  di   notiziare in merito alla vendita relativa agli  immobili  in
  oggetto siti nel Comune di Centuripe e di proprietà dello  stesso
  Consorzio Agrario.
   Il  Dott. Rabbito con nota n. 76652 dell'11/09/07 riferisce  che
  in   data  15/05/03  e  18/11/03  sono  state  esperite,   previa
  autorizzazione del Dipartimento, due gare di pubblico incanto per
  la  vendita  dei beni in argomento. Nella seconda  gara  è  stato
  effettuato  un  ribasso di 1/5 rispetto al valore della  perizia.
  Entrambe le gare sono risultate deserte.
   Successivamente   si  è  proceduto  previa  autorizzazione   del
  Dipartimento  ad  una  pubblica offerta in vendita  a  trattativa
  privata  anche  al  ribasso rispetto al prezzo  dell'ultima  gara
  precedente senza obbligo di accettazione.
   Per   l'immobile   sito  in  c/da  Mandarano   comprendente   un
  capannone, un magazzino, un deposito carburante unitamente ad  un
  terreno  circostante, è risultata pervenuta una sola  offerta  da
  parte  del  Sig. Icona Vito ritenuta accettabile dal  Commissario
  liquidatore.
   In   data   14/09/07   è  pervenuta,  presso  quest'Assessorato,
  comunicazione  da parte del Sig. Iacona Vito di rinuncia  formale
  all'acquisto dell'immobile in argomento.
   Successivamente  con  nota  datata  19/11/07  il  Dott.  Gaetano
  Rabbito  richiedeva l'autorizzazione alla vendita  dei  beni  con
  trattativa privata.
   Il  Dipartimento Interventi Infrastrutturali, con nota n.  10375
  del  3/12/07,  previa  trasmissione della perizia  di  stima  del
  valore  dei  beni  e  con l'osservanza delle massime  garanzie  a
  tutela  degli  interessi del ceto creditorio, ha  autorizzato  lo
  stesso   Consorzio  all'esperimento  della  richiesta  trattativa
  privata.
   Lo  scrivente a tutt'oggi è in attesa degli esiti relativi  alla
  trattativa».

                               L'Assessore          Giovanni La Via

   CURRENTI - FALCONE - MARROCCO. - «Al Presidente della Regione  e
  all'Assessore  per l'agricoltura e le foreste,  premesso  che  la
  legge  regionale  1 settembre 1997, n. 33, reca:  'Norme  per  la
  protezione, la tutela e l'incremento della fauna selvatica e  per
  la  regolamentazione del prelievo venatorio. Disposizioni per  il
  settore  agricolo  e  forestale',  poi  modificata  dalla   legge
  regionale 31 agosto 1998, n. 15, e dalla legge regionale 8 maggio
  2001, n. 7;

   con  il decreto n. 1269 del 21 luglio 2008 è stato approvato  il
  calendario  venatorio  per  l'anno  2008-2009,  pubblicato  nella
  Gazzetta  ufficiale della Regione siciliana n. 40 del  29  agosto
  2008;

   considerato  che  a  seguito  del  ricorso  giurisdizionale  con
  istanza  di  sospensione proposto 1'8 settembre  2008  presso  il
  Tribunale  amministrativo regionale di Palermo  dall'Associazione
  Legambiente,  Comitato regionale siciliano ONLUS,  il  Presidente
  del  T.A.R.  ha  accolto l'istanza e ha firmato, il  9  settembre
  2008,  il decreto cautelare con il quale è stata provvisoriamente
  sospesa  l'esecuzione del sopra citato decreto  n.  1269  del  21
  luglio 2008;
   visto  il  decreto  n.  106  del  12  settembre  2008,  a  firma
  dell'Assessore  regionale per l'agricoltura  e  le  foreste,  nel
  quale,  a  seguito  del decreto di sospensiva emesso  dal  T.A.R.
  Sicilia  -  Sezione  di  Palermo, in data 9  settembre  2008,  si
  revocava il decreto n.1269 del 21 luglio 2008;

   per sapere:

   quali  iniziative  intenda  adottare l'Assessore  regionale  per
  l'agricoltura e le foreste al fine di reintegrare i giorni in cui
  non  è  stato  possibile  svolgere  l'attività  venatoria  o,  in
  alternativa,  la  possibilità di un  rimborso  forfettario  o  lo
  sconto per l'anno successivo;

   se  sia intenzione dell'Assessore regionale per l'agricoltura  e
  le  foreste pianificare per tempo e programmare nel miglior  modo
  possibile,  per  l'anno successivo, il calendario  venatorio  per
  evitare  disagi  ai cacciatori che annualmente  pagano  la  quota
  associativa». (131)

      (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Con  riferimento all'interrogazione  n.131  dell'
  onorevole Currenti Carmelo, si rappresenta quanto segue.
   Il  periodo  di  attività venatoria viene stabilito  annualmente
  nel  rispetto dell'arco temporale compreso tra la terza  domenica
  di  settembre  ed  il  31  gennaio  dell'anno  successivo  (legge
  regionale 1 settembre 1997, n.33, art.19, comma1).
   Per  l'anno  in  corso, il periodo di sospensione  dell'attività
  venatoria  ha  fatto slittare di una settimana  circa  l'apertura
  prevista dalla normativa; di contro, il D.A. n. 1269 del 21/07/08
  relativo  al  Calendario  venatorio  2008/2009,  avendo  previsto
  l'apertura  anticipata  al  1   settembre  c.a.,  ha   di   fatto
  compensato  il  ritardo della riapertura dovuta alla  sospensione
  del TAR.
   Per  quanto  concerne  il  rimborso  parziale  delle  tasse   di
  concessione governativa, nazionale e regionale, per il periodo di
  sospensione  e  revoca  del  calendario  venatorio  2008/2009,  è
  opportuno precisare che le stesse sono annuali e non frazionabili
  e  prevedono  anche  la  copertura di attività  collaterali  alla
  caccia, quali l'allenamento e l'addestramento dei cani con  prove
  di  riporto (nelle zone cinologiche di tipo B) ed il tiro a volo,
  effettuabili anche durante il periodo in cui l'attività venatoria
  risulta chiusa.
     Per  i disagi causati da questa Amministrazione ai cacciatori,
  a  seguito  della  presentazione del ricorso che  ha  causato  la
  sospensione  e  la revoca del calendario venatorio 2008/2009,  si
  rappresentano brevemente le motivazioni del ricorso stesso:
   -  per le aree SIC e ZPS sono in fase di definizione i piani  di
  gestione   da  parte  dell'Assessorato  Territorio  ed  ambiente;
  soltanto   se  verranno  resi  noti  per  tempo,  sarà  possibile
  provvedere  ad una più appropriata regolamentazione dell'attività
  venatoria,  in  ciascuna  di dette aree  sin  dal  momento  della
  stesura del prossimo calendario venatorio 2009/2010;
   per   quanto  riguarda  la  VAS,  è  in  corso  l'iter  per   la
  valutazione del Piano Regionale Faunistico Venatorio;
   per   l'esercizio   delle   deroghe,  citato   anch'esso   nelle
  motivazioni del ricorso, la Regione Sicilia non ha mai  usufruito
  delle stesse; infatti, l'anticipazione dell'apertura della caccia
  non è un provvedimento in deroga, in quanto regolarmente previsto
  dalla  normativa  nazionale e regionale  in  vigore.  L'esercizio
  delle deroghe riguarda l'inserimento, tra la fauna cacciabile, di
  specie protette che per motivi diversi, tra cui gli ingenti danni
  arrecati  alle  colture  agricole,  possono  essere  soggette  al
  controllo numerico.
   Relativamente  al  divieto di caccia  nei  valichi  montani,  si
  rappresenta  che  ai  sensi dell'art. 21, comma  3,  della  Legge
  157/92,  l'obiettivo  è  quello di tutelare  il  passaggio  degli
  uccelli migratori. Infatti, in genere nei valichi montani avviene
  l'effetto   detto    collo  di  bottiglia ,   che   comporta   il
  raggruppamento  degli uccelli in migrazione  verso  un  passaggio
  obbligato che li rende molto vulnerabili. In Sicilia, invece tali
  valichi non sono identificabili, i contingenti migratori  non  si
  raggruppano  in  maniera  consistente ed  obbligata,  infatti  la
  migrazione,  avviene in maniera  diffusa  su tutto il  territorio
  isole  comprese,  anche  se  esistono  delle  vie  di  migrazione
  preferenziali,  ma  non obbligate che variano con  le  condizioni
  climatiche.
   Riguardo   l'opportunità  di  programmare   e   pianificare   il
  calendario venatorio prima di quanto avviene normalmente, i tempi
  dell'iter amministrativo sono stabiliti da norma e possono essere
  modificati soltanto con un intervento legislativo».

   L'Assessore

   Giovanni La Via

   GALVAGNO. - «All'Assessore per la Sanità, premesso che:

   la  popolazione del comune di Catenanuova (EN) vive da tempo  un
  grave  disagio nell'accesso all'assistenza sanitaria  di  base  a
  causa della perdurante carenza di medici di famiglia;

   attualmente,  infatti,  sono in servizio  due  soli  medici  che
  coprono  il  fabbisogno  della metà della popolazione  residente,
  dopo  che altri due medici sono venuti a mancare e non sono stati
  mai sostituiti;

   per  sopperire a tale carenza, due medici, titolari  nel  vicino
  comune  di Centuripe, prestano servizio a Catenanuova per  due  o
  tre giorni alla settimana, per alcune ore ed in sedi provvisorie;

   tale  soluzione appare del tutto insoddisfacente,  in  quanto  è
  violato   il  diritto  del  paziente  a  recarsi  in   una   sede
  ambulatoriale  certa, fruibile, di facile accesso  e  per  almeno
  cinque ore al giorno;

   l'A.C.N.   del   23   marzo   2005   prevede   che    ai    fini
  dell'acquisizione  delle scelte di assistenza primaria,  l'ambito
  territoriale deve comprendere popolazione non inferiore  a  7.000
  abitanti anagraficamente residenti;

   la  Regione,  tuttavia, può individuare ambiti territoriali  con
  popolazione inferiore a 7.000 unità (senza scendere  però  al  di
  sotto  delle  5.000  unità) in tutti  i  casi  in  cui  vi  siano
  particolari  motivi geografici, di viabilità, di distanza  tra  i
  comuni,  di difficile percorrenza delle vie di comunicazione,  di
  parcellizzazione degli insediamenti abitativi o per altre  valide
  condizioni;

   il  comune  di  Catenanuova  presenta tutte  le  caratteristiche
  richieste  ai  fini  della deroga: conta  5.098  residenti  ed  è
  collegato  col comune più vicino, Centuripe, in modo difficoltoso
  ed irregolare, condizioni che si aggravano nei mesi invernali;

   considerato che:

   l'ambito  territoriale  è attuabile per le  guardie  mediche  ma
  risulta del tutto fuori luogo per la medicina di base;
   non  si comprendono, pertanto, le ragioni per le quali non  sono
  stati  individuati altri medici di base in sostituzione di quelli
  mancanti;

   la  nomina  di  nuovi  medici di base  non  costituirebbe  alcun
  aggravio di spesa per il servizio sanitario regionale, in  quanto
  il medico percepisce una somma per quota capitaria;

   è   evidente   che,  in  tali  condizioni,  la  popolazione   di
  Catenanuova  risulta  estremamente  penalizzata  nell'accesso  al
  diritto alla salute;

   per    sapere    se   non   ritenga   indifferibile    procedere
  all'assegnazione  di  due  medici  di  base  a   servizio   della
  popolazione  di  Catenanuova  e le  ragioni  per  le  quali  tale
  adempimento continui ad essere ritardato». (165)

   Risposta.  -  «In ordine alla interrogazione di cui  all'oggetto
  con  la  quale  l'onorevole  Galvagno chiede  notizie  circa  gli
  interventi per l'assegnazione di due medici di base a Catenanuova
  (EN), si rappresenta quanto segue.
   Con  richiesta n. 11348 del 15 giugno 2007, in linea con  quanto
  previsto   dall'art.   34,  comma  11,  dell'Accordo   Collettivo
  Nazionale  di  Medicina  Generale, il  Direttore  generale  della
  Azienda U.S.L. n. 4 di Enna, avendo individuato alla data del  1
  marzo 2007 una carenza nell'ambito territoriale di  Catenanuova -
  Centuripe ,   ha  richiesto  all'Assessorato  di  pubblicare   la
  precitata carenza con obbligo di apertura dell'ambulatorio presso
  il Comune di Catenanuova.
   In  conseguenza  di  ciò, in data 5 novembre 2008,  esperite  le
  procedure  di  rito, è stata individuata la dott.ssa  Rita  Menza
  Trovato  quale medico di assistenza primaria da assegnare  presso
  il Comune di Catenanuova.
   Con  nota n. 3842 del 5 novembre 2008 l'Assessorato ha trasmesso
  la  predetta  individuazione all'Azienda Sanitaria  di  Enna  per
  procedere   alla  formalizzazione  del  conferimento   definitivo
  dell'incarico».

                             L'Assessore
                            Massimo Russo

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per
  l'industria  e  all'Assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze,
  premesso che:

   il  dott.  Gaetano  Zangara, già dirigente in  forza  al  gruppo
  delle  aziende ESPI per oltre 33 anni, dal 1965 al 1998, è  stato
  destinatario di varie disposizioni di mobilità, di volta in volta
  impartite  dall'ESPI  alle proprie società  controllate  nei  cui
  organici  lo  stesso è stato inquadrato come dirigente  (dapprima
  presso  iniziative  industriali s.p.a., quindi  presso  Assosind,
  Resais s.p.a. ed infine alla casa vinicola Duca di Salaparuta);

   in  particolare, per effetto della disposizione della  direzione
  generale  dell'ESPI  contenuta nella  lettera  racc.  13.12.1984,
  dall'01.01.1985  il dr. Zangara, proveniente per  mobilità  dalla
  Resais  s.p.a.,  è  stato assunto dalla  casa  vinicola  Duca  di
  Salaparuta  s.p.a.,  attese le specifiche esigenze  espressamente
  illustrate dall'ente azionista;

   il   provvedimento,  concordato  con  la  società   di   diretta
  provenienza   (Resais   s.p.a.),  anch'essa   quasi   interamente
  controllata   dall'ESPI,   fu   deliberato   dal   consiglio   di
  amministrazione della Case vinicole di Sicilia (CVDS) s.p.a.  con
  il  pieno  assenso  degli organi di controllo e  sottoposto  alla
  conforme  determinazione dell'assemblea  dei  soci  in  occasione
  dell'approvazione del bilancio 1984, come da esplicita  direttiva
  impartita dall'ESPI;

   della  relativa  comunicazione  fu  data  contezza  anche  nella
  relazione degli amministratori annessa al bilancio della CVDS per
  l'esercizio  1984,  per  cui  dovette definitivamente  intendersi
  manifestato anche l'assenso dell'Assessorato Industria, decorsi i
  termini  rituali  dall'invio delle delibere di  approvazione  del
  predetto   bilancio   della  CVDS  e  del   successivo   bilancio
  consolidato dell'ESPI per il 1984;

   con  riferimento  alla  controversia di lavoro  insorta  con  la
  società  a  seguito delle dimissioni presentate dal dirigente  il
  31.05.1998 per giusta causa ex art. 2119 cc., il Tribunale civile
  di  Palermo, con sentenze dicembre 2003/marzo 2004,  e  la  Corte
  d'appello di Palermo, con sentenza del gennaio/maggio 2008, hanno
  dichiarato  nullo  il rapporto di lavoro dirigenziale  intercorso
  dal 1985 al 1998 per violazione dell'art. 4 della legge regionale
  n.  76 del 1976 (inerente particolari procedure di selezione)  in
  accoglimento di apposita istanza della stessa CVDS;

   l'ESPI,  nella gestione della mobilità dei dirigenti in organico
  al  gruppo antecedentemente alla legge regionale n. 76 del  1976,
  non  si  è  resa  responsabile  dei danni  connessi  alla  citata
  dichiarazione   giudiziale  di  nullità  (qualora   passasse   in
  giudicato),  per cui, peraltro, sarebbe stata già  costituita  in
  mora,  nonché  di  possibili  danni erariali  anche  connessi  ai
  criteri  ed  alle modalità sul successivo passaggio  alla  RESAIS
  s.p.a.  dei dirigenti stessi, in esecuzione della legge regionale
  26  marzo  2002,  n.  2, che ha riguardato i  'dipendenti'  delle
  aziende  ESPI,  EMS  e AZASI cessate da attività  produttiva  con
  trattamento a carico del bilancio della Regione siciliana fino al
  compimento dei requisiti pensionistici;

   infine,  nei  patti parasociali stipulati con la Florio/Ilva  di
  Saronno  in  occasione della vendita del pacchetto  azionario  di
  controllo  della CVDS non è contenuta una clausola  di  garanzia,
  anche  in  relazione  ad  un  apposito fondo-rischi  iscritto  al
  bilancio della società nell'esercizio 1998;

   per  sapere  quali  provvedimenti intenda  adottare  il  Governo
  della Regione in proposito». (105)

        (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)

   Risposta  in  Commissione. - «Con riferimento  alla  nota  dell'
  1.10.2008 prot. 38454, pervenuta via fax in data 06.10.2008,  con
  la  quale si chiedono ragguagli circa il contenuto della  nota  a
  firma  del  Dott.  Gaetano  Zangara  del  23.09.2008,  nonché  in
  risposta  alla nota del 10.10.2008, prot. n. 39965, con la  quale
  si    chiedono    informazioni    in    merito    al    contenuto
  dell'interrogazione parlamentare n. 105 a firma Caputo,  di  pari
  oggetto, si forniscono i seguenti elementi ricostruiti sulla base
  della documentazione in possesso di ESPI.

    -Il Dott. Gaetano Zangara, come ampiamente desumibile dagli atti
       processuali di cui alla vertenza da egli stesso azionata  con
       atto  di citazione del 1998 contro la Casa Vinicola Duca  di
       Salaparuta, è stato dipendente della medesima CVDS, a seguito di
       assunzione,  con  qualifica  dirigenziale,  effettuata   per
       determinazione della medesima società;
  -La natura della CVDS, nell'anno di riferimento, quale società
  controllata da ESPI, non ne determinava una confusione di
  competenze e responsabilità con la capogruppo, permanendo in capo
  agli organi della CVDS i poteri di gestione e amministrazione,
  ivi compresi gli atti deliberativi di assunzione del personale;
  -Il ruolo di ESPI riguardo al quale il Dott. Zangara ha ritenuto
  reiteratamente di fare riferimento risulta dalla nota del
  13.12.1984  (All. n. 1), menzionata anche nella citata
  interrogazione parlamentare, a firma del Direttore Generale Prof.
  Francesco Pignatone indirizzata al Presidente del CdA della CVDS.
  La lettura di tale nota consente di chiarire che il Dott. Zangara
  non è stato destinatario di un provvedimento di  comando  e/o di
   mobilità : stando almeno agli atti in possesso di ESPI, peraltro
  confermati dallo stesso Zangara, non rintracciandosi atti o
  provvedimenti diversi e ulteriori di ESPI oltre all'allegata
  nota, deve concludersi, nei termini desumibili dal testo in
  esame, che la capogruppo espresse l'orientamento che il Dott.
  Zangara avesse capacità adeguate e conseguentemente  invitò  il
  Consiglio di Amministrazione a procedere immediatamente con
   assunzione per passaggio diretto dalla Resais S.p.A. . La
  determinazione di assunzione, in accoglimento di tale invito,
  rimaneva e rimase in capo agli organi della CVDS, in particolare
  il C.d.A. Si ricorda al riguardo che gli amministratori della
  Società non hanno un vincolo di mandato che configuri come dovuti
  atti di amministrazione o di gestione sollecitati o richiesti
  dall'azionista di riferimento. Dunque è alla CVDS che va in ogni
  caso riferita l'assunzione di che trattasi, legittima o meno. La
  normativa che a quel tempo disciplinava l'assunzione di personale
  nelle società a partecipazione regionale, con i relativi divieti,
  quali che siano le conseguenze che se ne vogliono trarre circa la
  legittimità dell'assunzione dello Zangara, espressamente
  ribadiva, non a caso, che la violazione di ogni divieto di legge
  al riguardo avrebbe comportato oltre che la revoca, la  personale
  e solidale responsabilità degli Amministratori  della Società
  datore di lavoro;
  -La circostanza che l'assunzione dello Zangara a dirigente della
  CVDS sia avvenuta, come per legge, con provvedimento del (solo)
  C.d.A. Della CVDS medesima trova conferma piena nella relazione
  di accompagnamento al Bilancio della CVDS per l'esercizio 1984
  che qui parimenti si allega (All. n. 2). In tale relazione gli
  amministratori comunicano gli aggiornamenti sul numero degli
  occupati ai diversi livelli, e menzionano n. 1 dirigente assunto
  per mobilità dalle aziende a partecipazione regionale, così
  innanzitutto confermando la propria competenza in materia: la
  comunicazione in sede di relazione di accompagnamento al Bilancio
  costituisce atto dovuto, in generale, trattandosi di uno degli
  elementi che a norma dell'art. 2427 (allora 2429 bis) c.c.
  Debbono in ogni caso risultare dalla relazione degli
  amministratori di accompagnamento al Bilancio;
  -La lettura del verbale dell'Assemblea dei soci del 21.5.1985,
  di cui si allega copia (All. n. 3), non fa menzione alcuna di una
   conforme determinazione dell'Assemblea dei soci  di assenso
  all'assunzione quale dirigente del Dott. Zangara, come affermato
  invece nella interrogazione parlamentare n. 105. Ed invero non
  soltanto il punto non è trattato, né la relazione degli
  amministratori fa menzione nominativamente del Dott. Zangara; ma
  è appena il caso di segnalare che l'approvazione del Bilancio e
  della relazione degli Amministratori al Bilancio non provoca di
  certo un ulteriore pronunciamento e determinazione da parte
  dell'Assemblea dei soci circa i singoli atti di gestione già
  adottati dagli amministratori di cui la relazione dà semplice
  comunicazione ai soci. A volere ritener il contrario dovrebbe
  concludersi, tenuto conto della citata relazione del C.d.A al
  Bilancio 1984, che l'Assemblea dei soci della CVDS tenutasi il
  21.5.1985 assunse  conforme determinazione  anche con riguardo
  agli altri elementi oggetto di comunicazione, vale a dire tutti
  gli atti di gestione dell'esercizio. Simile ricostruzione
  stravolgerebbe il modello di S.p.A. Voluto dalla legge con una
  singolare commistione di competenze e responsabilità tra i
  diversi organi sociali.
  -Va ricordato inoltre che l'atto assembleare costituisce momento
  definitivo per l'approvazione del bilancio della Società, nel
  caso di specie CVDS, e  non può intendersi come ulteriore momento
  di approvazione l'esercizio del controllo dell'Assessorato
  Industria sulle delibere dell'Ente socio. D'altra parte
  l'Assessorato all'Industria ebbe contezza di un Bilancio e di una
  relazione di accompagnamento ed all'interno di quest'ultima
  poteva prendere conoscenza della circostanza che nella CVDS nei
  primi mesi del 1985  l'occupazione si è incrementata di n. 8
  unità per effetto delle assunzioni per mobilità delle aziende a
  partecipazione regionale, di un dirigente, 5 impiegati e 2
  operai . Di tale incremento si forniva comunicazione ai soci,
  come detto, nel presupposto dell'avvenuta assunzione per
  determinazione dell'organo competente, vale a dire il C.d.A.
  Della CVDS. Gli atti cui fa riferimento l'interrogazione
  parlamentare (verbale dell'Assemblea ed approvazione del
  bilancio, controllo sull'ESPI e conoscenza del bilancio e della
  relazione da parte dell'Assessorato all'Industria) non appaiono
  idonei a far ricadere in capo all'azionista di maggioranza ESPI
  e/o all'Amministrazione Regionale l'esclusiva responsabilità in
  materia di assunzioni in capo agli amministratori delle società
  che a tali assunzioni procedevano, come peraltro espressamente
  sanzionata dalla normativa di riferimento;
  -Dagli atti processuali concernenti la vertenza Zangara contro
  CVDS, trasmessi pur in forma incompleta a questo Ente, e da
  quanto riferito dallo stesso interessato Zangara nella nota del
  23.9.2008, risulta che i giudici, pur avendo ritenuto
  configurabile la nullità del rapporto di lavoro intercorso tra
  Zangara e CVDS per violazione dell'art. 4 l.r. del 14.5.1976 n.
  76, tuttavia, in applicazione dell'art. 2126 c.c. (rapporto
  contrattuale di fatto) hanno riconosciuto le pretese dell'ex
  dipendente, ove ritenute in sè fondate, sulla base del lavoro di
  fatto svolto pur se nascente da titolo nullo. Conseguentemente
  almeno nella vicenda processuale di che trattasi,la  censura di
  nullità del contratto di lavoro a suo tempo stipulato tra la CVDS
  e lo Zangara non ha prodotto esiti in danno dello Zangara dei
  quali il medesimo possa in qualche modo lamentarsi o avanzare
  pretese risarcitorie;
  -In ogni caso, la ricostruzione della vicenda dovrebbe condurre
  ad escludere il fondamento di qualsivoglia pretesa dello Zangara
  nei confronti di soggetti diversi dalla CVDS, suo datore di
  lavoro, a cui si deve la determinazione di stipula di un
  contratto poi dichiarato nullo. Estranei a tale vicenda rimangono
  l'Ente pubblico ESPI e l'Amministrazione Regionale, sicché non si
  comprende quali siano i presupposti di un presunto o paventato
  danno erariale (configurabile solo in caso di esborso di denaro
  pubblico);
  -Per quanto sopra, non appare condivisibile l'affermazione
  contenuta nell'interrogazione parlamentare secondo cui  l'ESPI
  nella gestione della mobilità dei dirigenti in organico al gruppo
  antecedentemente alla l.r. n. 76 del 1976, si è resa responsabile
  dei danni connessi alla citata dichiarazione giudiziale di
  nullità (qualora passasse in giudicato), per cui, peraltro,
  sarebbe stata già costituita in mora . Ed infatti, va ribadito
  che non risultano allo stato provati danni subiti dallo Zangara,
  al quale la dichiarazione giudiziale di nullità, anzi, non ha
  impedito il recupero delle pretese legittime derivanti da quel
  rapporto di lavoro avendo il giudice opportunamente fatto salvi
  gli effetti di quel rapporto ai sensi della disciplina del c.d.
  Rapporto contrattuale di fatto. Ancora, e soprattutto, eventuali
  responsabilità in danno dello Zangara non potrebbero farsi
  ricadere su ESPI, socio della società che lo ha assunto, né sulla
  Regione, con un trasferimento di responsabilità che appare
  infondato in fatto e quanto meno azzardato in diritto;
  -L'interrogazione parlamentare allude a  possibili danni
  erariali anche connessi ai criteri e alle modalità del successivo
  passaggio alla RESAIS dei dirigenti stessi, in esecuzione della
  l.r. 26.3.2002 n. 2 che ha riguardato i dipendenti delle aziende
  ESPI EMS ed AZASI cessate da attività produttive con trattamento
  a carico del bilancio della Regione Siciliana fino al compimento
  dei requisiti pensionistici . Al riguardo si precisa che il
  passaggio dei dipendenti degli ex ESPI, EMS e AZASI è stato
  previsto dalla l.r. n. 5 del 20.01.1999, e non dalla l.r. n.
  2/2002, non si comprende però né quale danno erariale abbia
  comportato tale passaggio né il titolo di una pretesa
  responsabilità di ESPI. Invero: a) il passaggio dei dipendenti,
  compresi eventuali dirigenti, da ESPI, EMS e AZASI a RESAIS, è
  avvenuto con legge, e dunque con una normativa successiva
  concernente il peculiare regime dei dipendenti di enti pubblici
  soppressi, che nulla a che fare con pretese  assunzioni  o
  mobilità, come regolate dalle norme precedenti riferibili al caso
  Zangara; b) l'ESPI è stato destinatario delle disposizioni della
  l.r. n. 5/99 e non si vede dunque quali responsabilità si
  rintraccino al riguardo in capo all'Ente; c) non risulta il
  passaggio a RESAIS di dirigenti assunti in forza di contratti
  dichiarati nulli, né sono state azionate entro i termini di
  prescrizione azioni giudiziarie contro società di ESPI, EMS o
  AZASI aventi ad oggetto rapporti di lavoro di dirigenti assunti
  per passaggio diretto;
  -In occasione della vendita del pacchetto azionario di controllo
  della CVDS da ESPI a ILLVA di Saronno non sono stati stipulati
  patti parasociali, bensì un contratto di compravendita. Non si
  comprende quale  clausola di garanzia  avrebbe dovuto comunque
  essere pattuita al riguardo, considerato che il bilancio della
  CVDS, come del resto ricordato nella stessa interrogazione
  parlamentare, prevedeva un adeguato fondo rischi, destinato,
  appunto, alla eventualità di esborsi in conseguenza di cause in
  corso quale era, alla data della vendita (maggio 2001), la causa
  pendente avviata dal Dott. Zangara con citazione del 9.11.1998.
  Il bilancio della CVDS ed il relativo fondo rischi risultavano
  sicuramente capienti al riguardo (fondo rischi nel bilancio 2000,
  ultimo bilancio approvato al momento della vendita, pari a £.
  1.360.495.336) a fronte dell'esito come oggi individuabile della
  vertenza in questione: atteso che il Tribunale di Palermo aveva
  condannato in primo grado la CVDS a corrispondere la somma di
  133.,555,36 oltre rivalutazione e interessi ed oltre differenze
  retributive e la pronuncia di secondo grado (ad oggi l'ultima) ha
  riconfermato il pronunciamento condannando la CVDS al pagamento
  della somma di   2.217,06 oltre rivalutazione ed interessi legali
  dall'1.03.2003 e le differenze retributive scaturenti dal
  beneficio del valore dell'autovettutra in uso, nella misura
  ridotta di un quarto rispetto a quella riconosciuta in primo
  grado (sentenza n. 1/08 All. n. 4).

     Tanto  si  rappresenta al fine di soddisfare la  richiesta  di
  codesto  ufficio  e di fornire elemento utile  al  Governo  nella
  risposta  dell'interrogante On. Caputo, pur  dovendosi  assumere,
  allo  stato,  che la questione esuli dall'ambito di attività  e/o
  responsabilità    dell'Ente    Pubblico    Economico    ESPI    e
  dell'Amministrazione Regionale o del Governo e non si rintraccino
  presupposti  di  asserite ricadute sotto  il  profili  del  danno
  erariale».

   L'Assessore

   Giuseppe Gianni