Presidenza del presidente Cascio
VITRANO, segretario, dà lettura dei processi verbale delle
sedute numero 41 e numero 42 del 25 novembre 2008 che, non
sorgendo osservazioni, si intendono approvati.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo altresì che anche la richiesta di verifica del numero
legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che, per ragioni del loro ufficio, sono in
missione gli onorevoli Gennuso dal 26 al 27 novembre 2008;
Buzzanca dal 9 all'11 dicembre 2008.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Marinese, Fiorenza, Marrocco, Adamo e
Musotto.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- «Interventi per l'autonomia, la partecipazione, il
protagonismo dei giovani nella società siciliana» (numero 66),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 25 novembre 2008,
- PARERE V.
BILANCIO (II)
- «Interventi in favore dell'emergenza ambientale nel settore
del traffico e della mobilità nella città di Messina» (numero
308),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 25 novembre 2008,
- PARERE IV.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- «Istituzione dell'Ufficio del difensore civico regionale per
l'ambiente» (numero 69),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 25 novembre 2008.
- «Misure per il potenziamento e la riqualificazione dei
Servizi della Motorizzazione civile sul territorio regionale»
(numero 306),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 25 novembre 2008,
- PARERE I.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- «Interventi per prevenire e contrastare il fenomeno del
mobbing nei luoghi di lavoro» (numero 53),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 25 novembre 2008.
- «Iniziative tendenti a creare collaborazione tra le
università ed alla conoscenza delle culture e dei sistemi
giuridici dei Paesi del Mediterraneo» (numero 75),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 25 novembre 2008.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- «Regolamentazione del servizio dei presidi farmaceutici
d'emergenza» (numero 71),
- di iniziativa parlamentare,
- inviato in data 25 novembre 2008.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
VITRANO, segretario:
- numero 248 «Iniziative per consentire il regolare
funzionamento del convitto per audiolesi di Marsala (TP)».
- Assessore Sanità.
- Assessore Beni Culturali.
- Firmatario: Lo Giudice Giuseppe;
- numero 250 «Notizie sui concorsi per l'assegnazione della
titolarità di farmacie indetti nel 2000 e nel 2003».
- Assessore Sanità.
- Firmatario: Faraone Davide.
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno inviate al Governo.
Invito il deputato segretario a dare lettura
dell'interrogazione con richiesta di risposta in Commissione
presentata.
VITRANO, segretario:
- numero 249 «Stato attuale dell'Ente fiera del Mediterraneo e
notizie sulle sue prospettive future di rilancio».
- Assessore Cooperazione.
- Firmatario: Faraone Davide.
PRESIDENTE. L'interrogazione testé annunziata sarà trasmessa al
Governo ed alle competenti Commissioni.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
VITRANO, segretario:
- numero 76 «Interventi a livello nazionale a sostegno del
personale transitato dal comparto degli enti locali ai ruoli
dello Stato», degli onorevoli Adamo Giulia, Marrocco Livio,
Musotto Francesco, Scilla Antonino.
Presentata il 25/11/08;
- numero 77 «Interventi presso il Governo nazionale per
salvaguardare la continuità operativa dell'aeroporto Falcone e
Borsellino di Palermo», degli onorevoli Caputo Salvino, Apprendi
Giuseppe, Lupo Giuseppe, Donegani Michele, Vinciullo Vincenzo,
Aricò Alessandro, Marrocco Livio, Colianni Paolo.
Presentata il 25/11/08;
- numero 78 «Misure per garantire la regolare erogazione dei
contributi spettanti alle IPAB», degli onorevoli D'Antoni Orazio,
Colianni Paolo, Falcone Marco, Lentini Salvatore.
Presentata il 25/11/08.
PRESIDENTE. Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine
del giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
di discussione.
Seguito della discussione del disegno di legge numero 159/A
«Disciplina degli istituti
di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico»
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge. Si procede con il seguito della
discussione del disegno di legge numero 159/A «Disciplina degli
istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto
pubblico», posto al numero 1).
Ricordo che la discussione generale era stata interrotta ieri
sera per essere rinviata a questa sera e la relazione era stata
svolta dal Presidente della Commissione, onorevole Beninati, al
posto del relatore, onorevole Vinciullo.
Invito i componenti la VI Commissione Servizi sociali e
sanitari' a prendere posto nel relativo banco.
Onorevoli colleghi, non avendo alcun deputato chiesto di
parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e anche il
termine per la presentazione degli emendamenti.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Ambito ordinamentale
l. La Regione disciplina l'ordinamento degli Istituti di
Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (I.R.C.C.S.) di diritto
pubblico trasformati e non trasformati in fondazione, di seguito
denominati Istituti, aventi sede nel territorio regionale, in
conformità ai princìpi stabiliti dal decreto legislativo 16
ottobre 2003 n. 288 e successive modifiche ed integrazioni e
dall'Atto d'intesa dell' 1 luglio 2004 Organizzazione, gestione e
funzionamento, degli I.R.C.C.S. non trasformati in fondazioni'
emanato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano e
pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 173 del 26 luglio 2004.
2. Gli Istituti sono enti a rilevanza nazionale dotati di
personalità giuridica di diritto pubblico con autonomia
amministrativa, patrimoniale e contabile.
3. L'ordinamento degli Istituti è fondato sul principio di
separazione delle funzioni di indirizzo e controllo da quelle di
gestione e attuazione, nonché della salvaguardia delle specifiche
esigenze riconducibili all'attività di ricerca scientifica ed
alla partecipazione alle reti nazionali dei centri di eccellenza
assistenziale».
All'articolo 1 non sono stati presentati emendamenti.
Onorevoli colleghi, faccio presente che in Aula non vi è alcun
componente del Governo. Voi sapete che sono sempre pronto ad
andare avanti, ma se il Parlamento ritiene di poterne fare a
meno, considerato che il disegno di legge è di iniziativa
parlamentare, possiamo proseguire oppure potremmo anche
sospendere la seduta per qualche minuto.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Attività e funzioni
1. Gli Istituti sono parte integrante del Servizio sanitario
regionale nel cui ambito svolgono, secondo indicatori di
eccellenza, funzioni di alta specialità relative alla ricerca
biomedica, alle prestazioni assistenziali ed alla formazione,
operando coerentemente con gli obiettivi della programmazione
sanitaria regionale e della ricerca scientifica nazionale.
2. Gli Istituti indirizzano e programmano la propria attività
di ricerca verso obiettivi utili alla prevenzione, diagnosi, cura
e riabilitazione delle malattie nella specializzazione
disciplinare di riferimento ed a tal fine si dotano di strumenti
e conoscenze necessari per trasferire nella pratica clinica i
risultati della ricerca. Gli Istituti partecipano attivamente ai
programmi di collaborazione in rete tra centri di ricerca nella
stessa disciplina, ove sinergica e complementare, promuovendo e
favorendo la circolazione delle conoscenze e delle
professionalità a livello nazionale ed internazionale».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
RINALDI. Non c'è il Governo
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Organi degli Istituti non trasformati in fondazioni
1. Sono organi degli Istituti non trasformati in fondazioni:
a) il consiglio di indirizzo e verifica;
b) il direttore generale;
c) il direttore scientifico;
d) il collegio sindacale.
2. Il consiglio di indirizzo e verifica dura in carica cinque
anni ed è composto da cinque componenti nominati con decreto del
Presidente della Regione e scelti tra soggetti di provata
competenza ed onorabilità, di cui due designati dal Presidente
della Regione su proposta dell'Assessore per la sanità e due dal
Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali ed
uno, con funzioni di presidente, designato dal Ministro del
lavoro, salute e politiche sociali d'intesa con il Presidente
della Regione. Il presidente del consiglio di indirizzo e
verifica può nominare un vicepresidente cui conferire specifiche
deleghe. Al consiglio partecipano, senza diritto di voto, il
direttore generale, il direttore scientifico ed i componenti del
collegio sindacale.
3. Il consiglio ha il compito di:
a) definire gli indirizzi strategici dell'Istituto, approvare i
programmi annuali e pluriennali di attività e verificarne
l'attuazione;
b) esprimere parere preventivo obbligatorio al direttore
generale sul bilancio preventivo e sul bilancio di esercizio,
sulle modifiche al Regolamento di organizzazione e funzionamento,
sugli atti di alienazione del patrimonio e sui provvedimenti in
materia di costituzione o partecipazione di società, consorzi,
altri enti ed associazioni;
c) nominare i componenti del comitato tecnico scientifico, su
proposta del direttore scientifico;
d) svolgere le funzioni di verifica sulle attività
dell'Istituto e sui risultati raggiunti rispetto agli indirizzi
ed agli obiettivi predeterminati. In caso di risultato negativo
il consiglio riferisce al Presidente della Regione ed al Ministro
del lavoro, della salute e delle politiche sociali proponendo le
misure da adottare.
4. II direttore generale è nominato dal Presidente della
Regione, previo parere della Commissione
legislativa Servizi sanitari e sociali' dell'Assemblea
regionale di concerto con il Presidente dell'Assemblea regionale,
tra i soggetti in possesso dei requisiti di cui all'articolo 11,
comma 3, del decreto legislativo n. 288/2003 ed è scelto da un
elenco di candidati che non abbiamo superato il
sessantacinquesimo anno di età dichiarati idonei a seguito di
avviso pubblico.
L' incarico di direttore generale ha natura esclusiva, ha
durata non inferiore a tre anni e non superiore a cinque anni ed
è disciplinato da apposito contratto di prestazione d'opera
intellettuale secondo lo schema-tipo approvato dall'Assessorato
regionale della sanità.
Il direttore generale rappresenta legalmente l'Istituto,
esercita tutti i poteri di gestione ed è responsabile della
gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa dell'Istituto,
incluse l'organizzazione e la gestione del personale.
Il direttore generale nomina il direttore amministrativo e il
direttore sanitario tra i soggetti in possesso dei requisiti di
cui all'articolo 11, terzo comma, del decreto legislativo n.
288/2003; gli incarichi hanno natura esclusiva ed una durata non
inferiore a tre anni e non superiore a cinque anni, si concludono
in ogni caso con il cessare dell'incarico del direttore generale
che li ha nominati e possono essere rinnovati ma non prorogati.
Tali incarichi sono disciplinati da apposito contratto di
prestazione d'opera intellettuale. Le funzioni di direttore
sanitario e di direttore amministrativo cessano al compimento del
sessantacinquesimo anno di età, fermi restando gli effetti di cui
all'articolo 16, primo comma, del decreto legislativo 30 dicembre
1992 n. 503.
5. Il direttore scientifico è nominato dal Ministro del lavoro,
della salute e delle politiche sociali d'intesa con il Presidente
della Regione, ai sensi dell'articolo 5 del decreto legislativo
n. 288/2003 e dall'articolo 1 del D.P.R. del 26 febbraio 2007 n.
42 ed il relativo incarico, di durata non inferiore a tre anni e
non superiore a cinque anni, è disciplinato da un contratto di
diritto privato stipulato con il direttore generale ed ha natura
esclusiva. Qualora l'incarico di direttore scientifico sia
conferito ad un professore universitario questi è tenuto a
collocarsi in aspettativa senza retribuzione dalla Università.
Il direttore scientifico dell'Istituto promuove e coordina
l'attività di ricerca scientifica di cui è il responsabile e
gestisce il relativo budget la cui misura non può comunque essere
inferiore ai finanziamenti destinati all'Istituto per l'attività
di ricerca; tale gestione è concordata annualmente con il
direttore generale in relazione alle direttive stabilite dal
consiglio di indirizzo e verifica ed in coerenza con i programmi
nazionali e regionali in materia. Il direttore scientifico
presiede il comitato tecnico-scientifico ed esprime parere
obbligatorio ma non vincolante in ordine agli atti concernenti le
attività cliniche e scientifiche nonché alle assunzioni ed
all'utilizzo di personale medico e sanitario non medico
nell'ambito delle attività stesse, sui quali il direttore
generale opera nell'ambito esclusivo delle sue competenze. Il
trattamento economico del direttore scientifico non può superare
quello del direttore generale dell'Istituto.
6. Il collegio sindacale, dura in carica tre anni, è nominato
dal direttore generale ed è composto da tre membri di cui uno
designato dall'Assessore regionale per la sanità, uno
dall'Assessore regionale per il bilancio e finanze ed uno dal
Ministro dell'economia e delle finanze. Il presidente del
collegio sindacale è eletto dai sindaci nella prima seduta. I
componenti del collegio sindacale sono scelti tra gli iscritti
nel registro dei revisori contabili istituito presso il Ministero
della giustizia o fra i funzionari dello Stato che abbiano
esercitato per almeno tre anni le funzioni di revisori dei conti
o di componenti di collegi sindacali in enti pubblici o privati.
Il collegio sindacale di ogni Istituto vigila sull'osservanza
delle disposizioni di legge, sulla regolare tenuta della
contabilità e sulla conformità del bilancio alle risultanze delle
scritture contabili effettuando periodicamente verifiche di
cassa. I componenti del collegio sindacale svolgono, anche
individualmente, atti di ispezione e controllo senza preavviso.
Il consiglio di indirizzo e verifica determina il compenso ed il
rimborso spese dei componenti del collegio sindacale in misura
tale da non superare quanto previsto dalla normativa vigente per
i membri dei collegi sindacali delle aziende unità sanitarie
locali».
Comunico che è stato presentato, dall'onorevole Beninati,
l'emendamento 3.1.
BENINATI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare per
illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione. Signor Presidente,
l'emendamento 3.1 è squisitamente tecnico perché chiarisce tra
chi viene eletto il Vicepresidente: tra i Consiglieri - era
sfuggita questa parola, non altro - tra quelli che fanno parte
del Consiglio di Amministrazione.
PRESIDENTE. Nella formulazione originaria del testo non si
capiva tra quali soggetti venisse scelto il Vicepresidente, in
questo modo è chiarito.
Pongo in votazione l'emendamento 3.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Organizzazione e funzionamento degli Istituti
trasformati in fondazioni
1. In conformità all'articolo 3 del decreto legislativo 16
ottobre 2003 n. 288, lo statuto degli I.R.C.C.S. trasformati in
fondazioni disciplina l'organizzazione ed il funzionamento
dell'ente, separando le funzioni di indirizzo e verifica,
riservate al consiglio di amministrazione, dalle funzioni di
gestione, demandate ad un direttore generale, nominato dal
consiglio di amministrazione tra soggetti esterni allo stesso e
dalle funzioni di direzione scientifica, affidate ad un direttore
scientifico, nominato dal Ministro del lavoro, della salute e
delle politiche sociali d'intesa con il Presidente della
Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI. Signor Presidente, il Governo è in vacanza? Ci sono
delle regole da rispettare
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei è arrivato in questo
momento, ma prima che lei arrivasse c'è stato un momento di
confronto informale con il Parlamento il quale ha ampiamente
condiviso la possibilità di andare avanti anche senza la presenza
del Governo essendo una legge di iniziativa puramente
parlamentare. Non è stata una forzatura da parte della Presidenza
e se fosse stato in Aula all'inizio lo avrebbe visto.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, vorrei fare una precisazione:
il fatto che questo disegno di legge sia stato condiviso in
Commissione e che si possa ritenere che si debba andare avanti,
non ci autorizza ad interpretare ogni volta il Regolamento
secondo l'accordo.
Il Regolamento dice delle cose precise, istituiremmo un
principio pericoloso se con l'accordo della maggioranza dei
parlamentari dovessimo stabilire quando siamo d'accordo ad
attuare il Regolamento e quando non lo siamo.
Faccio presente anche, a beneficio dei colleghi del Parlamento
che non sono presenti nella Commissione Sanità, che il Governo,
nella persona dell'Assessore, non è stato mai presente ai lavori
di esame di questo disegno di legge.
Non dobbiamo fare valere le ragioni di ciò che riteniamo utile,
perché, altrimenti, ogni volta il Regolamento viene assoggettato
al giudizio della maggioranza che si forma. Il Regolamento è
garanzia per tutti e voglio dire e ripeto che la Commissione
Sanità, responsabilmente, ha esaminato questo testo di legge pur
in assenza dell'Assessore, ma con la presenza del Capo di
Gabinetto dell'Assessore stesso. L'Assessore non è stato mai
presente.
Lo abbiamo fatto responsabilmente, ma non si può esitare una
legge che ha come argomento la sanità senza che l'Assessore sia
presente, nemmeno nel momento in cui si forma il giudizio in
Aula. Mi sembra una forzatura.
BENINATI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare
sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione. Onorevoli colleghi,
richiamo la vostra attenzione. L'onorevole Cracolici ha posto il
problema non per essere difensore del Presidente o delle
Istituzioni. Ha ragione l'onorevole De Benedictis ma non
totalmente in quanto il Governo è stato presente in Commissione,
lo è stato nella figura del Capo di Gabinetto che,
effettivamente, diverse volte, ha apportato degli aggiustamenti
al testo.
Ciò nonostante prima di iniziare la trattazione del testo il
Presidente si era posto questo problema, ma siccome nessuno aveva
sollevato nulla, si pensava, visto che questo testo era stato
approvato all'unanimità, di procedere per economia dei lavori.
Nel momento in cui viene posto il problema, il Presidente non
deve fare altro che applicare il Regolamento ed è ovvio che
valuterà se sarà il caso di sospendere e rinviare.
Non c'è stato un volere procedere, non c'è stato nulla, ma una
volontà condivisa fino all'articolo 4. Vuol dire che ci fermeremo
se qualcuno porrà questo problema.
MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare
sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
ritengo che questa sia un'occasione per il Parlamento, cioè non
interrompere i lavori su un disegno di legge al quale è stato
presentato un emendamento non di merito; una legge di iniziativa
parlamentare che ha avuto il consenso unanime della Commissione;
una serenità d'Aula che non può essere compromessa da una assenza
del Governo gravissima.
Ritengo - e lo chiedo al Gruppo parlamentare del Partito
democratico - che bisogna far valere giustamente il Regolamento
quando si ritiene che possa essere compromessa, sotto diversi
profili, quella che è un'azione parlamentare che intralcerebbe
più o meno i lavori.
Questa sera non si vuole né violare il Regolamento, né creare
assolutamente un precedente, perché il precedente si crea nella
misura in cui la materia diventa importante. Su una questione del
genere significherebbe sospendere l'Aula, aspettare il Governo,
forse il comodo' del Governo perché si tratta di questo, e
ritornare in Aula perdendo, a mio avviso, tempo inutile.
Chiedo ai colleghi del Partito democratico di continuare
nell'esame del disegno di legge, di non richiamarsi o appellarsi
al Regolamento ed è chiaro che per la votazione finale o se ci
sono problemi di merito dobbiamo rinviare.
Per quanto ci riguarda ritengo che questa sera non sarà un
precedente di cui tenere conto, perché è ovvio che la scelta
bipartisan della Commissione e quella della Presidenza
dell'Assemblea ha messo nelle condizioni tutto il Parlamento di
avere un disegno di legge di iniziativa parlamentare e non
governativa che può dare ancora una volta lustro a tutti i
parlamentari regionali.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nel ribadire che da parte di
questa Presidenza non c'è stato alcun tipo di volontà ad
accelerare qualcosa che non fosse condivisa dal Parlamento,
vorrei leggere l'articolo 10 bis del Regolamento in maniera tale
che ognuno di noi, compreso il sottoscritto, si chiarisca le
idee: Gli assessori regionali, anche se non fanno parte
dell'Assemblea, hanno il diritto e, se richiesti, l'obbligo di
partecipare alle sedute dell'Assemblea e delle Commissioni .
Ciò significa che, se un assessore regionale non partecipa a
sedute di Assemblea o di Commissione, non si può pensare di
bloccare l'attività di un Parlamento. Quindi, abbiamo richiesto
la presenza dell'assessore ma se non si è presentato ciò non
comporta automaticamente che il Parlamento si debba bloccare
aspettando la presenza dell'assessore.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 18.01, è ripresa alle ore 18.18)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numero 159/A
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Comitato tecnico-scientifico
1. Presso ogni Istituto è costituito un comitato tecnico-
scientifico con funzioni consultive e di supporto tecnico-
scientifico all'attività clinica e di ricerca.
2. Il comitato è presieduto dal direttore scientifico che
nomina i componenti dello stesso sentito il consiglio di
indirizzo e verifica. Il comitato, cui partecipa di diritto il
direttore sanitario, è composto da altri sette componenti di cui
quattro scelti tra i responsabili di strutture complesse e/o
semplici, uno tra il personale medico dirigente, uno tra il
personale delle professioni sanitarie con incarichi dirigenziali
ed un esperto esterno. I componenti del comitato restano in
carica per una durata non superiore a quella del direttore
scientifico.
3. Qualora nel corso del mandato venga a cessare per qualsiasi
motivo un componente del comitato tecnicoscientifico, questo sarà
sostituto da altro soggetto di nuova nomina in coerenza con le
disposizioni di cui al comma 2 per il residuo periodo del mandato
dei componenti in carica.
4. Il comitato tecnico-scientifico viene informato dal
direttore scientifico sull'attività dell'Istituto e formula
pareri e proposte sui programmi e sugli obiettivi scientifici e
di ricerca dello stesso, nonché, in via preventiva, sulle singole
iniziative di carattere scientifico.
5. Al componente esterno del comitato tecnicoscientifico spetta
esclusivamente il rimborso delle spese sostenute e debitamente
documentate per la partecipazione alle riunioni del comitato
secondo i criteri stabiliti dal consiglio di indirizzo e
verifica.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Comitato etico
1. Il comitato etico indipendente opera in adempimento dei
decreti ministeriali 15 luglio 1997 Recepimento delle linee guida
dell'Unione europea di buona pratica clinica per l'esecuzione
delle sperimentazioni cliniche dei medicinali', 18 marzo 1998
Modalità per l'esecuzione degli accertamenti sui medicinali
utilizzati nelle sperimentazioni cliniche' e 12 maggio 2006
Requisiti minimi per l'istituzione, l'organizzazione ed il
funzionamento dei comitati etici per le sperimentazioni cliniche
dei medicinali'.
2. Il comitato etico è nominato dal consiglio di indirizzo e
verifica dell'Istituto e la sua composizione è disciplinata dal
decreto ministeriale del 12 maggio 2006 e successive modifiche ed
integrazioni.
3. Il comitato valuta sotto il profilo etico i programmi di
sperimentazione scientifica e terapeutica avviati nell'Istituto;
fornisce pareri sulle questioni ad esso sottoposte dal direttore
generale, dal direttore scientifico o dal consiglio di indirizzo
e verifica, formula proposte sulle materie di propria competenza.
4. Il comitato etico dura in carica fino all'insediamento del
consiglio di indirizzo e verifica successivo a quello che lo ha
nominato e nella prima seduta elegge il proprio presidente. Le
modalità ed i criteri di rimborso delle spese sostenute per la
partecipazione alle riunioni del comitato etico sono stabilite
dal consiglio di indirizzo e verifica».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 6.1, a firma
dell'onorevole Beninati.
BENINATI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare per
illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, si tratta di un emendamento tecnico. Abbiamo
voluto presentarlo all'articolo 6, nel caso in cui ci fossero
delle successive modifiche ed integrazioni alle norme che
regolano l'istituzione dell'IRFIS; l'abbiamo inserito, quindi, in
automatico, la norma terrà conto delle successive modifiche ed
integrazioni. Niente di più.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è stato distribuito
l'emendamento.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
GIANNI, assessore per l'Industria. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Regolamento di organizzazione e funzionamento
1. Il Direttore generale adotta il Regolamento di
organizzazione e funzionamento dell'Istituto sulla base dello
schema-tipo allegato all'Atto di intesa dell' 1 luglio 2004
emanato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano e lo
trasmette all'Assessorato regionale della sanità ed al Ministero
del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Entro
quaranta giorni dal ricevimento l'Assessorato regionale della
sanità ed il Ministero approvano il Regolamento di organizzazione
e funzionamento previa adozione da parte dell'Istituto delle
modifiche che in sede istruttoria siano ritenute necessarie.
2. Il Regolamento di organizzazione e funzionamento è adottato
previo parere del consiglio di indirizzo e verifica e previa
consultazione con le organizzazioni sindacali maggiormente
rappresentative del personale impiegato nell'Istituto».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Patrimonio, finanziamenti, gestione contabile
e patrimoniale ed attività contrattuale
1. Fermo restando quanto disposto dagli articoli 7 e 10 del
decreto legislativo 16 ottobre 2003, n. 288, al patrimonio, ai
finanziamenti, alla gestione contabile e patrimoniale nonché
all'attività contrattuale ed ai controlli degli Istituti
trasformati o non trasformati in fondazione si applicano le norme
statali e regionali vigenti in materia per le aziende unità
sanitarie locali.
2. E' fatto divieto di utilizzare i finanziamenti destinati
alla ricerca scientifica per fini diversi».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Attività strumentali
l. Gli Istituti pubblici trasformati o non trasformati in
fondazione possono esercitare attività diverse da quelle
istituzionali, purché compatibili con le funzioni di cui
all'articolo 2, per le quali, previa autorizzazione
dell'Assessore regionale per la sanità, possono stipulare accordi
e convenzioni e costituire e/o partecipare a consorzi e società
di persone o di capitali con soggetti pubblici e privati scelti
nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria. In nessun
caso, eventuali perdite economiche dei predetti soggetti pubblici
e privati possono essere poste a carico della gestione degli
Istituti pubblici trasformati o non trasformati in fondazione, né
essere poste direttamente o indirettamente a carico della
Regione.
2. I proventi derivanti dalle attività strumentali sono
destinati in misura prevalente all'attività di ricerca
scientifica e di qualificazione del personale».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10
Vigilanza e controllo
1. Ferma restando la vigilanza del Ministero del lavoro, della
salute e delle politiche sociali nel rispetto di quanto previsto
dal decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n.
213 e dal decreto legislativo 16 ottobre 2003, n. 288, la Regione
esercita il controllo sugli Istituti pubblici trasformati o non
trasformati in fondazione secondo le disposizioni regionali
vigenti in materia di controllo degli atti delle aziende unità
sanitarie locali.
2. L'Assessorato regionale della sanità accerta annualmente il
raggiungimento degli obiettivi di ricerca ed assistenziali in
coerenza con le risorse assegnate dallo Stato e dalla Regione
stessa, sulla base della verifica di una relazione dettagliata a
firma del direttore generale, previo parere del comitato tecnico-
scientifico e del collegio sindacale, che gli Istituti provvedono
a trasmettere entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello di
riferimento, nonché mediante controlli ispettivi con cadenza
almeno annuale».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11
I.R.C.C.S. Centro Neurolesi Bonino Pulejo' di Messina
1. Gli organi dell'I.R.C.C.S. con personalità giuridica di
diritto pubblico non trasformato in fondazione Centro Neurolesi
Bonino-Pulejo', con sede a Messina, riconosciuto con decreto
ministeriale 4 marzo 2006, restano in carica fino alla nomina, da
effettuarsi entro il 31 marzo 2009, dei nuovi organi
dell'Istituto con le modalità di cui alla presente legge».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Articolo 12
Personale dipendente
1. Il reclutamento del personale degli Istituti di diritto
pubblico trasformati o non trasformati in fondazione avviene in
conformità alla vigente normativa in materia ed alla
contrattazione collettiva nazionale di comparto».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Articolo 13
Personale del Centro Neurolesi Bonino-Pulejo' di Messina
1. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge l'Assessorato regionale della sanità approva la
pianta organica del personale dell' I.R.C.C.S. di diritto
pubblico Centro Neurolesi Bonino-Pulejo' di Messina.
2. Entro centottanta giorni dall'approvazione della pianta
organica il personale con contratto a tempo indeterminato in
servizio alla data del 30 giugno 2008 presso il Centro Neurolesi
Bonino-Pulejo' di Messina proveniente dalla Azienda unità
sanitaria locale n. 5 o dalla Università degli studi di Messina
può optare per mantenere il rapporto di lavoro con l'ente di
provenienza».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Articolo 14
Disposizioni di rinvio
1. Per tutto quanto non previsto dalla presente legge, si
applicano le disposizioni del decreto legislativo 16 ottobre 2003
n. 288 e successive modifiche ed integrazioni e dell'Atto di
intesa dell'1 luglio 2004 emanato dalla Conferenza permanente per
i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di
Trento e Bolzano, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 173 del
26 luglio 2004».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Articolo 15
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
numero 159/A
«Disciplina degli istituti di ricovero e cura a carattere
scientifico di diritto pubblico»
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge numero 159/A «Disciplina degli
istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto
pubblico».
Indìco la votazione finale per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 60
(L'Assemblea approva)
DINA. Dichiaro di avere votato favorevolmente.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge numero 259/A
«Iniziative a
sostegno dei Consorzi fidi. Misure a favore di soggetti
pubblici regionali per le anticipazioni sulle liste di carico
poste in riscossione»
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al seguito della
discussione del disegno di legge numero 259/A «Iniziative a
sostegno dei Consorzi fidi. Misure a favore di soggetti pubblici
regionali per le anticipazioni sulle liste di carico poste in
riscossione», posto al n. 2).
Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa
la discussione generale e anche il termine per la presentazione
degli emendamenti.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'esame di questo disegno di legge ha
bisogno necessariamente della presenza in Aula del Governo, cioè
dell'Assessore per il bilancio, pertanto, considerato che lo
stesso non può essere presente alla seduta odierna per precedenti
impegni istituzionali, l'esame del disegno di legge proseguirà
domani mattina.
La Commissione Bilancio è autorizzata a riunirsi dopo l'Aula per
l'esame degli emendamenti che necessitano di copertura
finanziaria.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, non so di cosa stiamo parlando nel
merito degli emendamenti però desidero ricordarle che la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha autorizzato,
in questa finestra, la trattazione di provvedimenti che non
comportano spesa, ad eccezione del disegno di legge sui Consorzi
fidi, e soltanto per i Consorzi fidi.
Vorrei ricordarle che siamo in sessione di bilancio e, ripeto,
abbiamo consentito questa finestra speciale per quei
provvedimenti che - com'è noto - non comportano spese o, nel caso
specifico, solo per i Consorzi fidi vista la gravità della
situazione.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non posso che essere d'accordo
con lei. Il Presidente della Commissione Bilancio è presente in
Aula e, così come apprende di essere autorizzato a riunire la
Commissione Bilancio, stasera, al termine della seduta,
ovviamente, non può non tener conto del fatto che la sessione di
bilancio è in corso e, quindi, questa finestra può garantire
soltanto quelle leggi decise dalla Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari con gli impegni assunti in quella sede.
La discussione generale, pertanto, è chiusa. Si è passato
all'esame dell'articolato e si continuerà domani mattina alla
presenza del Governo.
Presidenza del presidente Cascio
Discussione del disegno di legge numero 192/A «Norme in materia
di gestione del Servizio Idrico Integrato e di EAS in
liquidazione. Disposizioni in materia di
ambiti e sub-ambiti territoriali ottimali idrici»
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge numero 192/A «Norme in
materia di gestione del Servizio Idrico Integrato e di EAS in
liquidazione. Disposizioni in materia di ambiti e sub-ambiti
territoriali ottimali idrici», posto al n. 3).
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la
parola, in particolare, su questa norma che, tra l'altro, lede i
legittimi interessi degli ATO idrici e, quindi, delle province.
Chiedo che venga fatto un approfondimento sull'articolo 1, per
cui, non si può passare immediatamente all'articolato ma chiedo
che si affronti la discussione generale e, subito, si dia il
termine di ventiquattro ore per potere presentare gli
emendamenti.
Esistono dei tentativi più volte denunciati in questa Aula da
parte dell'Agenzia dei rifiuti che non solo, lo dico apertamente,
ha creato i danni agli ATO rifiuti e all'ATO idrico, in tutte le
province, ma ora c'è un tentativo di togliere le competenze agli
ATO idrici per gestire le gare, praticamente le Agenzie dei
rifiuti e delle acque.
E'una questione gravissima perché, in merito a questo articolo,
devo dire espressamente che è stata violata, per ben tre volte,
la volontà di ottanta sindaci che avevano deliberato la gestione
pubblica delle acque in provincia di Messina. Le province non
adempienti, infatti, sono due: la provincia di Messina e la
provincia di Trapani. La provincia di Messina, come ATO idrico,
non è inadempiente ma è stata l'Agenzia dei rifiuti e delle acque
che ha imposto e non ha avallato la gestione pubblica deliberata
per ben tre volte da ottanta sindaci su cento, nessuno contrario.
Ora, il tentativo maldestro di prendersi la competenza per
gestire le gare, da parte dell'Agenzia rifiuti dell'ATO idrico, è
un tentativo che quest'Aula non può fare passare perché va a
ledere quelle che sono le competenze espressamente previste dal
decreto Ronchi e che sono competenze degli ATO idrici nella sua
gestione, anche di diritto, per cui si da un termine di
centoventi giorni, centocinquanta giorni da parte dell'Agenzia e
poi delibererà chi ha la competenza per fare ciò. Questo è il
punto.
Su questo, vorrei pregare il Presidente dell'Assemblea di
stabilire quelle che sono le prerogative parlamentari, svolgendo
prima la discussione generale o rinviandola ad altra data, per
poi dare il termine per la presentazione degli emendamenti.
Non entro nel merito della gestione dell'EAS o delle altre cose
che posso condividere; il problema è solo ed esclusivamente di
diritto.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, le ricordo che siamo all'inizio
del cammino di questo disegno di legge; ci sarà, infatti, la
discussione generale e, in quella sede, potrà fare tutte le
riflessioni che vorrà; ci sarà il passaggio all'esame degli
articoli e si potranno presentare gli emendamenti con i tempi che
riterremo di adottare, come sempre. Stia tranquillo: non ci sono
né bliz né colpi di mano e, in più, potremo approfittare della
presenza del Governo per avere gli eventuali chiarimenti che
riterrà necessari.
MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare
sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, preliminarmente alla relazione dell'onorevole
Caronia, nella qualità di relatore, le vorrei far presente che
depositerò una mia missiva e che ho presentato alcuni emendamenti
a corredo di un errore che non è stato, al momento, rilevato.
Come a lei noto, questa Commissione ha approvato, nella seduta
di ieri, 25 novembre, il disegno di legge numero 192, inserito
all'ordine del giorno della seduta di oggi pomeriggio, 26
novembre.
Sento di doverle rappresentare come, in sede di votazione degli
emendamenti articoli aggiuntivi trasmessi dalla Commissione
bilancio A1, come modificato dal subemendamento A1.1 e A2, come
modificato dal subemendamento A2.1, entrambi a firma
dell'onorevole Panepinto, al termine della discussione, abbia
erroneamente individuato nell'A1 come subemendamento l'articolo
sul quale si era espresso a favore anche un deputato della
Commissione, l'onorevole Salvatore Cascio.
A questo proposito ho presentato due emendamenti che sono
correttivi della volontà dell'emendamento dell'onorevole
Panepinto, così come è emerso in Commissione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, avevamo definito in Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari le cose che avevo detto
poc'anzi nell'intervento?
Ovvero, i testi che entravano in questa finestra legislativa,
erano testi che non comportavano spese tranne e soltanto per il
Consorzio fidi; è vero o mi sono sbagliato io? Se mi sono
sbagliato chiedo scusa, non ho capito.
Io credo di non essermi sbagliato
Questo testo, che non conosco nel merito, non ho visto
l'articolato, comporta spese. Siamo in sessione di bilancio.
Allora delle due l'una: le cose si concordano in maniera
trasparente non in maniera surrettizia.
Questo testo non può essere esaminato in questa sessione perché
viola le procedure regolamentari fissate per questo Parlamento,
ovvero è una norma che avendo effetti finanziari non può essere
prodotta in sessione di bilancio.
Il Governo la presenti un minuto dopo e si risolve. Ma delle
due l'una, ha avuto sei mesi per presentare questo testo, non
capisco perché dobbiamo affrontarlo una settimana prima
dell'esame del bilancio, anche perché vengono presi soldi dalla
tabella dei fondi globali.
Vorrei ribadire che siamo in violazione della procedura
prevista dal Regolamento, alla quale, onorevole presidente della
Commissione bilancio Savona, avevamo, tutti insieme, convenuto di
derogare per una specifica emergenza se fosse stato richiesto,
probabilmente anche su questo ci poteva essere una valutazione,
ma non mi è stato mai richiesto né è stato mai sottoposto alla
valutazione per derogare alle norme regolamentari.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, alla Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari partecipo anche io, come lei sa, ricordo
perfettamente che avevamo accettato il principio che nella
finestra legislativa entrasse la liquidazione dell'EAS.
Probabilmente la parte che riguarda la spesa è una parte
diversa rispetto a quella dell'EAS, è una parte che riguarda gli
ambiti territoriali ottimali.
SAVONA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare
sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
SAVONA, presidente della Commissione. Onorevoli colleghi, in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari avevamo
stabilito un calendario dei lavori in cui all'interno c'era anche
la liquidazione dell'EAS. Sapevamo che c'era un problema di costi
ma era già contemplato, all'interno del disegno di legge, la
copertura finanziaria era prevista.
In questo disegno di legge, per venire incontro all'onorevole
Cracolici, abbiamo visto che un comma prevedeva lo startup, noi
abbiamo cercato, con un emendamento tecnico a firma della
Commissione, di eliminarlo per il 2008 perché riteniamo di
inserirlo nel 2009.
Infatti, passerà del tempo prima di approvare il disegno di
legge e rendere operativa la legge, e ci troveremo già all'inizio
dell'anno, quindi si metterebbero in economia dieci milioni euro
e ciò non avrebbe senso.
Quindi, l'eventuale copertura finanziaria viene spostata al
2009 e non al 2008.
Pertanto, dieci milioni, in questa copertura già prevista dallo
stesso disegno di legge, non vengono utilizzati.
Nel disegno di legge era prevista inizialmente una copertura
dal Governo di trenta milioni di euro per il pagamento del
personale.
Noi abbiamo fatto economia, al contrario, non abbiamo prodotto
spesa, abbiamo risparmiato diversi soldini, da 30 milioni ne
abbiamo utilizzato solo otto, quindi ne abbiamo risparmiato
ventidue.
CRACOLICI. Non c'entra il risparmio. E' un provvedimento che
comporta spesa. Siamo in sessione di bilancio.
SAVONA, presidente della Commissione. Il disegno di legge già
all'ordine del giorno era stato contemplato all'interno della
manovra della finestra legislativa. Se prendiamo i verbali ci
rendiamo conto di cosa è stato stabilito in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, ed era all'interno della
finestra. Lo ricordo benissimo.
CRACOLICI. Si è deciso di mettere all'ordine del giorno
solamente disegni di legge che non comportano spesa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura della parte del
verbale che interessa l'Aula.
Le Commissioni sono autorizzate - peraltro è il programma dei
lavori che ho letto in Aula alla fine dell'ultima seduta della
sessione ordinaria, per intenderci - ad esaminare, anche
contestualmente all'esame dei documenti di bilancio, le norme sul
contenimento della spesa già individuate dalla precedente
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari: ATO,
Dipartimenti, Riforma sistema sanitario regionale, Enti locali,
Confidi, EAS, IRCS.
L'Aula, a sua volta, potrà riunirsi nell'ultima settimana di
novembre per la discussione e l'approvazione dei suddetti disegni
di legge e degli altri documenti eventualmente licenziati dalle
Commissioni .
CARONIA, relatore. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
desidero fare una precisazione in merito a questo. Vorrei
ricordare che questa legge, al di là del fatto che, così come
poc'anzi ricordava l'onorevole Savona, è stato presentato un
emendamento per eliminare la somma dei 10 milioni che servivano
per lo startup della liquidazione, ha invece una previsione
all'interno di 30 milioni per il 2008, 30 milioni per il 2009, 30
milioni per il 2010 che erano già stati appostati nella
finanziaria, la legge numero 2 del 2008.
In atto, attraverso il lavoro della Commissione, è stata fatta
un'ulteriore economia per cui per il 2008 verrebbero ad
impegnarsi soltanto 8 milioni, quindi con un risparmio di 22
rispetto a quello che era impegnato, soldi che erano stati già
appostati nella precedente legge finanziaria e che servirebbero
semplicemente per garantire i livelli occupazionali del
personale.
Per ciò che riguarda l'iniziativa legata alla liquidazione
dell'ente, è stato presentato un emendamento, al quale peraltro
vorrei apporre la mia firma, che storna i 10 milioni perché non
ci sarebbero i tempi tecnici perché si possa immediatamente
iniziare la liquidazione, o meglio, proseguire la liquidazione.
Vorrei, quindi, precisare che gli importi che sono qui,
rispetto al 2008, sono soltanto 8 milioni e sono relativi
soltanto al personale.
Ricordo che ci sono circa 500 unità lavorative che sono in
attesa di questa nostra legge e che chiaramente hanno delle
grandi attese rispetto al loro futuro. Credo che su questo
dovremmo interrogarci e dare una risposta positiva.
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace,
ripeto e ribadisco, che si utilizzi l'argomento dei lavoratori
perché è un tentativo di colpirmi al cuore.
Signor Presidente, durante la sessione di bilancio l'Aula può
trattare, non per una facoltà prevista dal sottoscritto o da
chiunque di noi, provvedimenti che non hanno e non comportano
spesa. Il fatto che ci sia nel bilancio un appostamento di
capitolo quando fai la legge, la fai nel corso dell'esercizio
finanziario. Durante la sessione di bilancio se fai una legge che
utilizza quel capitolo, è una legge che comporta spesa.
Quindi questa è la regola non fissata da me. Questa è una legge
che comporta spesa.
Non stiamo prelevando da altro capitolo e quindi abbiamo fatto
una variazione di bilancio. E' una legge che si sta utilizzando,
pur nella previsione finanziaria, in un momento in cui non si
doveva fare.
Ribadisco un concetto e lo dico perché mi dispiace che ci sia
stata la precisazione del Presidente suggerita dagli uffici.
Signor Presidente, mi dispiace, o ci si fida tutti l'uno
dell'altro o diventa antipatico lavorare
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
ribadisco, durante la fase regolamentare, che è quella che
prevede che nella sessione di bilancio non si fanno provvedimenti
che hanno oneri finanziari, ha autorizzato per quanto mi
riguarda, almeno con il mio voto favorevole, la possibilità di
derogare a questa norma soltanto per la legge sui Consorzi Fidi.
Se altri disegni di legge, che non conosco, ma deve essere la
Presidenza a garantire la procedura regolamentare, comportano
spesa è la Presidenza che deve impedire che giungano in Aula,
perché quando mi si citano le leggi, personalmente non so quali
di esse comportano spesa e quali no, nei titoli, poi nei
provvedimenti si può andare a vedere cosa sono concretamente le
norme.
Allora, se siamo in sessione di bilancio bastava dirlo,
Presidente. Perché così come si è fatto per i Consorzi Fidi, si
poteva fare anche per l'EAS dicendo: guardate c'è un'urgenza,
c'è il rischio che i lavoratori perdano il lavoro, c'è tutto
quello che si vuole, è necessario fare la norma prima della
chiusura dell' approvazione della finanziaria e del bilancio .
Anche su questa norma, mi sembra sia stato dimostrato più di
una volta che siamo persone ragionevoli, e quindi anche su questo
si poteva trovare un'intesa, così come l'abbiamo trovata per i
Consorzi Fidi. Su questa norma non è stato mai detto in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che era una
norma che, siccome comporta spesa, doveva andare in deroga a
quanto previsto durante la fase di stand-by per l'approvazione
del bilancio.
Signor Presidente, le chiedo un attimo di pausa. Sospendiamo
l'esame di questo disegno di legge e lo valutiamo rispetto agli
effetti cioè, se come diceva la collega Caronia, hanno
un'urgenza ed un'esigenza legate al mondo del lavoro. Però deve
essere valutato con il concorso di tutti, perché per farlo
dobbiamo derogare a quanto previsto dall'attuale Regolamento, e
si deroga se siamo tutti d'accordo.
Lo ripeto, non ho nulla contro, sto dicendo soltanto che una
cosa è quello che avevamo concordato e una cosa è quello che è
arrivato rispetto al fatto che l'importante è che tutti dobbiamo
sapere le cose.
Pertanto, le chiedo di fermare la trattazione di questo disegno
di legge, di valutarlo, se necessario anche con una urgente ed
apposita Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le
argomentazioni dell'onorevole Cracolici ci convincono e mi
convincono nel senso che ancora una volta dimostra grande senso
di responsabilità.
Debbo dire che nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari si era deciso di aprire una finestra legislativa,
però siamo in sessione di bilancio e quindi è giusto che sia
così.
Siccome capiamo che questa è un'emergenza, ritengo che la
proposta di sospensione, di fermarci per un attimo per verificare
se ci siano le condizioni unanimemente all'interno della
Conferenza per proseguire e dare alla Presidenza maggiore forza
rispetto alle decisioni da prendere, sia opportuna e quindi mi
allineo a quanto detto dall'onorevole Cracolici.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sicuramente sospenderò la
seduta anche perché è in arrivo il Presidente delle Regione per
cui ne approfittiamo per riaprire l'Aula alla sua presenza.
Mi sento di dirle spontaneamente che condivido assolutamente le
sue argomentazioni, anche perché il nostro mondo in qualche modo
si basa sui patti che facciamo per andare avanti. Se c'è sempre
rispetto dei patti e quindi degli impegni assunti probabilmente
riusciremo a fare funzionare le cose.
Per cui, ovviamente, sono d'accordo e sospenderò la seduta,
tuttavia volevo dirle che così come condivido la sua
impostazione, non posso non dirle che partiamo da due vedute
assolutamente differenti, nel senso che lei dà per scontato che
questa norma preveda un incremento della spesa che non è
compatibile con il fatto che siamo in sessione di bilancio,
invece sia gli uffici, ma anche il Presidente della Commissione
Bilancio ha appena ricordato che questa norma non soltanto non
prevede un incremento della spesa, ma prevede addirittura un
contenimento della stessa.
Partiamo, quindi, da due impostazioni completamente differenti.
Purtuttavia, siccome non voglio, anche in questo caso, forzare
i lavori d'Aula, sospendo la seduta e convoco immediatamente la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.46, è ripresa alle ore 19.09)
La seduta è ripresa.
Riprende la discussione del disegno di legge numero 192/A
PRESIDENTE. Riprende la discussione del disegno di legge numero
192/A «Norme in materia di gestione del servizio idrico integrato
e di EAS in liquidazione. Disposizioni in materia di ambiti e sub-
ambiti territoriali ottimali idrici», posto al numero 3).
Invito i componenti la Commissione a prendere posto al banco
delle commissioni.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Caronia, per
svolgere la relazione.
CARONIA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
Regione siciliana, da alcuni anni, ha intrapreso il percorso di
privatizzazione del sistema idrico dell'isola recependo le
indicazioni che, in tal senso, il legislatore nazionale, con la
legge 36 del 5 gennaio 1994, la cosiddetta legge Galli , ha
istituito gli ATO ai sensi e per gli effetti dell'articolo 9
della suddetta legge, recepita con legge regionale n. 10 del
1999.
All'interno di questo scenario si muove la vicenda dell'Ente
acquedotti siciliani (E.A.S.), ente pubblico non economico
costituito con legge dello Stato nel 1942 e passato
successivamente sotto il controllo della Regione siciliana con la
legge numero 212 del 1979.
Per decenni l'EAS ha gestito il servizio idrico di gran parte
della Sicilia operando non soltanto sui grandi schemi idrici, ma
anche sulle reti idriche comunali.
La privatizzazione del servizio idrico e le scelte del
legislatore regionale che, con la legge, appunto, n. 9 del 2004,
ha posto in liquidazione, a partire dall'1 settembre, l'Ente con
la conseguenza della costituzione della società mista Sicilia
acque, di fatto ha sottratto all'Ente gran parte delle sue
competenze. Dal 20 aprile 2004 Sicilia acque - costituita tra
Eas, Regione siciliana e avente come partner privato Idro
Sicilia, giudicatario del 75 per cento delle quote - è operativa
ed è chiamata a gestire le attività di captazione, accumulo,
potabilizzazione, adduzione di acqua ad interesse regionale, il
cosiddetto sovrambito.
Tale momento avrebbe dovuto coincidere con la convergenza del
trasferimento del cosiddetto sovrambito al nuovo gestore Sicilia
Acque con il trasferimento della gestione su base provinciale
degli ATO. In realtà questa coincidenza temporale non si è
verificata, determinando il paradosso che l'Ente oggi posto in
liquidazione ha continuato a svolgere attività ordinaria di
gestione in alcune province in relazione alla quale è costretto
ad acquistare elevati quantitativi di acqua, quindi dalla risorsa
Sicilia Acque, aggravando costantemente la situazione finanziaria
dell'Ente.
Tutto ciò con l'ulteriore paradosso di non avere potuto
procedere ad un ammodernamento delle reti idriche. Secondo
l'articolo 1, comma 3, della legge n. 9 del 2004 ed a seguito
dell'acquisto delle azioni di EAS da Sicilia Acque, la Regione
oggi detiene il 25 per cento delle azioni della società. A
seguito della messa in liquidazione dell'EAS , la Regione con
l'articolo 127 della legge regionale n. 17 del 2004 ha messo
ordine nel sistema del controllo delle deliberazioni del
Commissario liquidatore che testualmente prevede che tutte le
deliberazioni del Commissario liquidatore sono comunicate per
iscritto entro sette giorni, alla Presidenza della Regione e
all'Assessorato dei lavori pubblici che entro sette giorni dalla
ricezione può chiedere chiarimenti o disporre l'annullamento
dandone comunicazione alla Presidenza della Regione .
L'Assessore per i lavori pubblici, con circolare del 2 maggio
2005, ha esplicitato l'istituto del controllo degli atti dell'EAS
in liquidazione e ha evidenziato l'implicita abrogazione dei
controlli di cui all'articolo 20 della legge n. 212 del 1979, con
la quale l'EAS passava alla Regione.
L'Assessore dei lavori pubblici pro tempore, su iniziativa
degli uffici del Dipartimenti, aveva inviato al Governo
precedente una proposta di legge - tra l'altro condivisa anche
dai sindacati per l'ARRA, dall'Assessorato al bilancio e alle
finanze - riguardante la gestione e il controllo dell'attività
residuale dell'EAS, all'ARRA, la collocazione del personale con
la relativa copertura finanziaria e il trasferimento delle
competenze sulla vigilanza dell'EAS in liquidazione
dall'Assessorato dei lavori pubblici all'Assessorato bilancio e
finanze; proposta che non ha avuto esito, ma che ha visto
l'istituzione nel bilancio della Regione precedente alla legge n.
2 del 2008 di un appostamento di 30 milioni di euro per il
personale.
In questo quadro di leggi, nonostante sia lacunoso, l'attività
di vigilanza dell'EAS è appunto di pertinenza dell'Assessorato
del bilancio. Pertanto, questo disegno di legge al comma 1 e 2
consentirebbe di ridefinire il processo di liquidazione dell'EAS,
attribuendo all'Agenzia dei rifiuti e delle acque, la quale
peraltro si può anche avvalere di strutture societarie a totale
capitale pubblico, la gestione del servizio idrico integrato
residuale. Nei commi 3 e 5 è stata prevista la relativa copertura
finanziaria. Ai commi 4 e 5 le risorse finanziarie per far fronte
agli oneri che derivano dalla messa in liquidazione dell'EAS
sono previsti dalla Regione dall'articolo 23 della legge n. 15
del 2004, così come poi modificato dall'articolo 40 della legge
n. 5 del 2005. Per le finalità dei commi 1 e 2 è stato previsto
il trasferimento delle competenze con riguardo della gestione di
queste risorse dall'Assessorato dei lavori pubblici
all'Assessorato al bilancio, per natura contabile e finanziaria
degli aspetti che sono connessi alla liquidazione dell'EAS.
Per quanto riguarda il comma 6, con questo comma, secondo il
parere dell'Ufficio legale, è demandata, con apposito decreto del
presidente della Regione, da adottarsi entro sessanta giorni, la
determinazione degli importi e delle modalità di erogazione delle
somme previste dall'articolo 23 della legge n. 15 del 2004.
Con l'articolo 7 e con l'articolo 8 si vuole richiamare
l'attenzione sull'aspetto del personale. Infatti, la dismissione
di gran parte dell'attività, così come previsto dalla legge
regionale n. 9 del 2004, non è stata in effetti accompagnata dal
trasferimento del personale agli enti di cui all'articolo 1 della
legge n. 10 del 2002, con la impossibilità di provvedere alla
razionalizzazione del personale e ad una sua mobilità nel
territorio.
Con la delibera del Governo n. 78 del 9 marzo 2007 sono state
formalizzate le procedure di trasferimento ai sensi dell'articolo
23 della legge n. 10 del 1999, nonché il programma di fuoruscita
del personale. Nonostante il graduale impoverimento delle
competenze dell'ente, molteplici difficoltà hanno di fatto
escluso la possibilità di trasferimento del personale con un
conseguente aggravio del costo del personale stesso.
La Regione, in fase di redazione del bilancio 2008, ha inserito
nelle proprie previsioni un fondo destinato al trasferimento del
personale EAS per un importo di 30 milioni per il triennio fino
al 2010, che si riferisce al costo complessivo del personale in
ragione dell'anno.
Per accelerare il ricollocamento dell'EAS, che oggi stenta a
trovare una definitiva ed idonea assegnazione gravando
significativamente sul bilancio dell'EAS in un'attuazione della
norma succitata con il comma 7 è previsto il passaggio del
personale in apposito ruolo transitorio ad esaurimento, istituito
presso la Presidenza della Regione, conservando la posizione
giuridica, economica e previdenziale posseduta.
Il comma 8 fa divieto di assumere nuovo personale all'ARRA in
quanto potrà avvalersi per l'esercizio delle gestioni di cui al
comma 1 e 2 del personale EAS ovvero del personale i cui
requisiti sono espressamente indicati.
Il comma 9. All'assessorato ai lavori pubblici, ai sensi
dell'articolo 8 del testo unico delle leggi sull'ordinamento
dell'amministrazione, è tuttora attribuita la vigilanza dell'EAS.
Visto che l'attività dell'ente in liquidazione riguarda
esclusivamente aspetti economici, finanziari e contabili per la
quale l'Assessorato per i lavori pubblici non ha una specifica
competenza, al comma 9 sono previste delle modifiche da apportare
alla legge n. 9 del 2004 prevedendo il passaggio delle competenze
riguardanti la liquidazione dell'EAS dall'Assessorato ai lavori
pubblici all'Assessorato per il bilancio e le finanze.
I commi 10, 11, 12 e 13 riguardano sostanzialmente la
parificazione nonché il subentro dell'ARRA nelle convenzioni
stipulate tra la Regione e le altre amministrazioni.
Il comma 12 affronta le problematiche relative al personale in
quiescenza che viene anche esso compreso all'interno della
previsione economica, mentre il comma 13 tratta l'abrogazione di
norme che sono in contrasto con le norme introdotte con
l'articolo in trattazione.
Con l'articolo 14, infine, viene data adeguata copertura
finanziaria per il corrente esercizio finanziario ai commi 7 e 12
relativi al personale. Con l'approvazione di questo disegno di
legge oggi in discussione si è protratto fino a fine anno lo
stanziamento che è stato individuato in 8 milioni di euro,
mentre per il biennio 2009-2010 le risorse necessarie sono
calcolate in base alla previsione fatta nella precedente
finanziaria, quindi 30 milioni di euro, così come accantonate
nell'apposito bilancio. La legge in questione sicuramente si
prefigge di perfezionare un percorso di liquidazione dell'ente e
sicuramente va nell'ottica di una contrazione della spesa e di un
migliore utilizzo dei fondi, anche dei fondi comunitari, che
potrebbero essere captati con l'introduzione di questa norma.
PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, ritengo che questa norma abbia
sicuramente bisogno di approfondimenti. Ho letto il testo e non
solo parlerò dell'articolo 1, comma 1, ma ho potuto rilevare che
ci sono altre norme ed altri commi che, con la scusa del
riordino dell'EAS, creano praticamente nuove società e richiedono
anche una somma di 10 migliaia di euro (non so quanto sia la
dotazione per potere fare queste nuove società e ricordo che si
dice sempre nell'attesa del riordino ).
Signor Presidente, purtroppo conosco bene la filosofia
dell'Agenzia delle acque e dei rifiuti
Porto l'esempio dell'articolo 1, comma 1 riguardante la
provincia di Messina. Al riguardo abbiamo deliberato per ben tre
volte 80 sindaci rappresentanti l'ottantaquattro per cento della
popolazione e l'ottanta per cento dei consigli comunali hanno
deliberato la gestione pubblica dell'Ato idrico.
Per un'interpretazione non so di quale tipo, l'Agenzia si è
opposta alla gestione pubblica delle acque. Questo il risultato.
Onorevole Presidente della Regione, chiedo un attimo di
attenzione. Oggi viene proposta una norma che dà alle province
inadempienti sessanta giorni. (Nella provincia di Messina vi è un
Presidente, a scanso di equivoci dico che è del PDL e, quindi,
non è un presidente del nostro schieramento, ma l'ottanta per
cento dei comuni della provincia di Messina è PDL e quindi non è
un fatto di parte). E praticamente, rispetto alla convenzione, si
è già deliberata la trasformazione in consorzio.
Bene, se venisse attuata questa norma, l'Agenzia dei rifiuti e
delle acque, ledendo il diritto di autogestione, sancito tra
l'altro dal decreto Ronchi, imporrebbe una nuova società - fatta
dal centro dell'Agenzia -, spenderebbe nuove somme, andando al
di là di quelle che sono le volontà del territorio per poi fare
la gara; una volta fatta la gara, con le tariffe che gestisce
praticamente e che impone l'agenzia dei rifiuti, noi avremo un
risultato peggiore dell'Ato rifiuti.
Il ragionamento è questo. Noi nel tempo abbiamo avuto un
disastro dell'Ato rifiuti perché l'Agenzia dei rifiuti ha imposto
determinate questioni, ha imposto tariffe delle discariche
altissime, non ha vigilato perché ogni Ato avesse una discarica,
non ha vigilato sugli impianti di compostaggio, non ha attuato
quelle che dovevano essere le riforme per potere arrivare alla
gestione.
Immaginiamo che cosa vorrebbe dire se da parte dell'Agenzia si
imponesse praticamente la tariffa per l'Ato idrico o le
modalità. Sapete cosa c'era scritto in una di queste proposte di
gestione di fare da parte di un commissario dell'agenzia delle
acque? L'intervento per la manutenzione urgente può essere fatta
entro 15 giorni.
Vi faccio solo un esempio. Il che significa che se vi è una
perdita d'acqua, il gestore avrebbe diritto a 15 giorni di tempo,
mentre oggi il comune interviene immediatamente.
Vi faccio l'esempio paradosso per dire che mentre i comuni in
armonia hanno già deliberato e intendono gestire questa Ato con
la gestione pubblica non è possibile che tutto ciò venga
demandato all'agenzia.
Altra questione. In questi giorni, onorevole Presidente della
Regione, sta avvenendo che l'Agenzia rifiuti chiede a tutti i
comuni di rendicontare la spesa fatta in proprio con mutui.
I comuni hanno risposto. Posso dire che i 104 milioni che erano
diretti alla provincia di Messina, i comuni li hanno rendicontati
con fondi propri. Sapete quanti di questi fondi vanno ai comuni?
Zero, questi fondi restano all'Agenzia.
In questa situazione, credo che ci vuole un po' di buon senso
da parte di tutti i deputati per potere approfondire una norma
che tra l'altro ho visto anche che porta delle conseguenze in
altri commi. Non è possibile oggi fare nuove società in attesa
del riordino dell'EAS o di altro. Allora, perché non mettiamo
mano direttamente al riordino, andiamo a risparmiare le somme,
andiamo a risolvere un problema una volta per tutte?
Ma non è possibile, non capisco, se leggiamo attentamente, il
comma due dell'articolo uno, dice per il riordino di cui al
comma uno ' sapete cosa dicono del riordino di cui al comma uno?
Nelle more della riorganizzazione del riordino del servizio
idrico integrato '
Scusate: perché non andiamo a fare il riordino del servizio
integrato? Perché andiamo a spendere 10 milioni di euro per
andare a fare nuove società?
Credo che vi debba essere un momento di riflessione da parte di
questo Parlamento per approfondire quello che inopinatamente ci
viene proposto dall'Agenzia. Io capirei, al fine di salvaguardare
sia l'una che l'altra, che si dia la possibilità all'Agenzia di
porre un ultimatum - entro 180 giorni, 120 giorni, 150 giorni -
praticamente possa darsi il termine ai due ATO idrici di dare la
gestione esterna dell'ATO, e lo capirei. E' una norma che
potremmo benissimo approvare entro 180 giorni.
Immaginate se questa norma passasse così, a parte che non è
previsto.
Signor Presidente della Regione, mi permetto di dire che in
questo momento la gestione straordinaria è finita, noi siamo in
gestione ordinaria, non possiamo abolire sic et simpliciter un
diritto praticamente acquisito dall'ATO idrico.
Allora, le proposte sono due. Chiaramente tutti i deputati
della provincia di Messina, la maggior parte, hanno già
sottoscritto un emendamento per cassare il comma 1 dell'articolo
1. Oppure, chiederei che queste norme, per quanto riguarda alcune
specificità, vengano rinviate in Commissione per un
approfondimento.
PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare. Dichiaro
chiusa la discussione generale. Eccezionalmente per questa legge
fissiamo il termine per la presentazione degli emendamenti entro
le ore 13.00 di lunedì 1 dicembre.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Riprenderemo quindi la discussione la settimana prossima con
l'esame dell'articolo 1.
Presidenza del presidente Cascio
Discussione del disegno di legge numeri 197-80-112-bis/A «Norme
per
la riorganizzazione dei Dipartimenti regionali. Ordinamento del
Governo e dell'amministrazione della Regione»
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge
numeri 197-80-112/A «Norme per la riorganizzazione dei
Dipartimenti regionali. Ordinamento del Governo e
dell'amministrazione della Regione», posto al numero 4).
Invito la Commissione a prendere posto al banco delle
Commissioni.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Minardo, per
svolgere la relazione.
MINARDO, presidente della commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, brevemente, anche perché la
relazione l'avevo già svolta in Aula durante la seduta numero 34
del 28 ottobre scorso quando il disegno di legge in esame è
stato rimandato in Commissione, ai sensi dell'articolo 121 quater
del Regolamento interno, affinché la stessa procedesse ai
necessari approfondimenti del testo.
La Commissione, in un clima di sereno confronto tra le
posizioni delle diverse forze politiche, ha esaminato il
contenuto del provvedimento decidendo di renderlo più ampio al
fine di includere la riforma della normativa relativa
all'ordinamento del Governo.
Il testo che si propone all'esame dell'Aula si compone
conseguentemente di due titoli. Il primo opera una rimodulazione
dell'assetto dei dipartimenti regionali senza modificare la
struttura del Governo. Il secondo, viceversa, partendo dalla
ridefinizione delle attribuzioni del Presidente della Regione e
degli assessori regionali con decorrenza dall'1 gennaio 2010.
Modifica l'assetto degli Assessorati e l'articolazione dei
Dipartimenti.
Nel nuovo assetto, al Presidente della Regione si
affiancheranno 12 Assessori con delega, rispettivamente:
a) alle Attività produttive;
b) ai Beni culturali e all'Identità siciliana;
c) all'Economia;
d) all'Energia e Servizi di pubblica utilità;
e) alla Famiglia, alle Politiche sociali e al Lavoro;
f) alle Autonomie locali e alla funzione pubblica;
g) alle Infrastrutture alla mobilità;
h) all'Istruzione e alla Formazione;
i) alle Risorse agricole e alimentari;
j) alla Salute;
k) al Territorio e Ambiente;
l) al Turismo, allo Sport e allo Spettacolo.
Il numero dei Dipartimenti sarà ulteriormente ridotto dal 2010
e si attesterà a 27, con una contrazione di circa il 30 per cento
rispetto all'attuale consistenza.
La Commissione, come prevede il Regolamento interno, ha
provveduto ad acquisire i pareri della Seconda Commissione
legislativa sulla copertura finanziaria delle norme di spesa e
del Comitato per la Qualità della legislazione, i cui utili
suggerimenti sono stati inseriti nel testo.
Mi auguro che l'Aula possa esaminare il disegno di legge con lo
stesso spirito costruttivo che ha animato i lavori in
Commissione, esitando una riforma, a mio avviso, storica, che
adegua la struttura dell'Amministrazione regionale alle mutate
esigenze della società e dell'economia siciliana, riuscendo al
contempo a razionalizzare l'assetto ed a contenere i costi di
funzionamento della burocrazia regionale.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come l'Aula
ricorderà questo disegno di legge ha avuto un iter sofferto.
E' il primo disegno di legge di questa legislatura che è stato
rinviato in Commissione con un voto che ha diviso l'Aula. Il
testo, esitato nuovamente per l'Aula, credo sia profondamente
migliorativo, seppur avremmo desiderato delle scelte ancor più
coraggiose, non tanto per assecondare la moda dei tagli, quanto
per provare invece ad attuare un processo di modernizzazione che
questa Regione ha bisogno di vivere come l'aria che si respira.
Avverto che ancora sono forti le resistenze, che ci sono anche
degli istinti che prescindono a volte il senso della ragione
stessa, degli istinti di conservazione, di mantenere le cose come
stanno, di evitare di turbare equilibri che si sono consolidati e
definiti nel tempo, magari anche avendo consapevolezza logica e
razionale della non funzionalità. Però, l'idea stessa di mettere
in discussione ciò che conosciamo, viene vissuta, da una larga
parte del sistema politico e della rappresentanza parlamentare di
quest'Aula, come una minaccia. Noi abbiamo lavorato perché questo
testo gettasse le basi di una Regione che ci auguriamo più
snella, meno ingombrante, meno pesante. E in tal senso avremmo
voluto, ad esempio, che assieme alla riduzione dei Dipartimenti
che ha proposto il Governo - sebbene voglio ricordare il Governo
ha proposto un testo con la riduzione a 29 Dipartimenti, nella
prima parte già siamo a 31; nella seconda parte poi, a dire il
vero, il Governo ha presentato un suo emendamento in Commissione,
frutto anche di un'iniziativa che il gruppo del Partito
democratico ha fatto presentando una propria idea di riforma dei
Dipartimenti, connessa alla riforma degli assessorati -, che
questa riforma si presentasse con una immediata e comprensibile
scelta agli occhi dell'opinione pubblica, ma anche della
struttura di questa Regione.
Noi tra l'altro esamineremo - non so se in questa finestra,
perché non ho capito se questa finestra è diventato un grande
balcone - la legge sullo status degli amministratori locali, e in
quella legge giustamente abbiamo fissato un tetto oltre il quale
nessun comune può andare per avere in Sicilia un numero superiore
a 12 assessori, cosa che in alcuni casi è diventata veramente
assurda
Mettere le carte in regola come Regione, avrebbe forse aiutato
anche a sostenere le ragioni di quel provvedimento che
esamineremo tra qualche giorno. La scelta della maggioranza è
stata un'altra, addirittura qualcuno pensava di aumentare il
numero di assessori che compongono la Giunta di Governo in
Sicilia, alla fine si è trovato questo punto di equilibrio in
Commissione che mantiene a 12 gli assessori.
Pensiamo che ancora ci sia un margine per potere fare una
sintesi, ci auguriamo che il Presidente della Regione - che forse
alla prima stesura del disegno di legge al quale ha lavorato
direttamente da deputato, con lo spirito del deputato, alla
formazione della legge in Commissione - in Aula sia consapevole
che, anche l'equilibrio raggiunto, probabilmente, presenta
qualche elemento di incongruenza che forse in Aula è meritevole
di essere superato.
Faccio per tutti un esempio: mantenere separato, come si fa con
questo disegno di legge, l'Assessorato dei beni culturali che,
adesso, assume anche una denominazione all'identità siciliana che
ci sembra più un'affermazione di principio, perché non ha poi
fortunatamente una ricaduta organizzativa, ebbene, siamo
siciliani e siamo figli di un mondo più globale, però, avremmo
voluto che questo Assessorato, che è un assessorato chiave per la
strategia economica della nostra Regione, si connettesse con
quello del turismo, tanto più che abbiamo presentato un piano
all'Unione Europea che prevede una forte integrazione tra le
politiche per i beni culturali e quelle del turismo come è giusto
che sia.
Questo, però, lo vedremo con l'esame degli emendamenti in Aula.
Questo disegno di legge, alla fine, definisce un modello di
Regione nel senso che avvia un percorso anche strutturato degli
Uffici che, riducendo il numero degli attuali Dipartimenti quasi
alla metà rispetto a quelli attuali nel secondo step si avvia .
LOMBARDO, presidente della Regione. Step?
CRACOLICI. Cosa? Non le piace il termine step? Scusi, onorevole
Presidente, ma il disegno di legge da lei presentato utilizza
questa formulazione e prevede, appunto, uno step. Lei farebbe
bene, glielo consiglio, se mi permette la battuta a fare quello
che, nel mio piccolo, da parlamentare, faccio in quest'Aula, cioè
cercare di leggere tutti i disegni di legge che arrivano in Aula,
e se lei lo facesse, si risolverebbe qualche problema. Ho
l'impressione, infatti, che arrivano in Aula disegni di legge che
chissà come verranno esitati dall'Aula e se saranno esitati.
Forse sarebbe buona cosa che lei acquisisse la conoscenza
personale - e non solo attraverso la sua Giunta - degli strumenti
che sono all'esame del Parlamento E chiudo la parentesi.
Quello che mi interessa sottolineare in questa fase è che
questo disegno di legge, a mio avviso, avvia un percorso. Bisogna
capire se c'è un Parlamento e una maggioranza che ha il coraggio
necessario di definire una struttura amministrativa che
corrisponda alla responsabilità della politica, ad esempio,
unificando gli Assessorati con i Dipartimenti.
Io mi auguro che un giorno in questa nostra Regione ci saranno
dieci Assessorati e dieci Dipartimenti, megadipartimenti, perché
l'idea di spezzettare le competenze non aiuta l'efficacia e
l'efficienza di un'Amministrazione.
Questo disegno di legge affronta anche un'altra questione. Io
so che ci sono stati ripensamenti e lo voglio dire subito in
quest'Aula e lo dico alla presenza del Presidente della Regione
perché non so se sarà presente nel corso dell'esame del disegno
di legge.
In Commissione abbiamo condiviso una scelta che ci è stata
proposta, per la verità anche noi l'avevamo proposta, cioé il
superamento del modello emergenziale che ha assegnato una parte
dell'azione politica nella nostra Regione, in particolare, sui
rifiuti e sull'acqua. Il superamento della logica emergenziale
che poi ha dato vita all'Agenzia. L'Agenzia, altro non era che
l'organizzazione in stile emergenziale di una cosa che era stata
superata dopo una certa fase come emergenza, ma il paradosso di
questa nostra Regione è che una cosa che è nata con una logica
emergenziale si è perfino sporcata, addirittura nominandoci un
consiglio di amministrazione.
Noi abbiamo un'Agenzia in Sicilia, che si chiama Agenzia
regionale dei rifiuti e delle acque (ARRA), che ha un consiglio
di amministrazione, nominata in una logica emergenziale e la
politica ha sentito la necessità di esercitare un controllo
lottizzandola al suo interno.
Questo disegno di legge mette fine a questo grande equivoco.
Primo, l'acqua e i rifiuti costituiscono azioni della politica
ordinaria di questa Regione, non sono altro che azione ordinaria
di questa Regione ed è giusto che stiano dentro l'attività
ordinaria della nostra Regione attraverso la costituzione di un
apposito dipartimento che sappia essere snello, a garanzia dei
cittadini, in grado di dare tempi certi e non biblici, come
spesso succede invece nell'Amministrazione regionale per quanto
riguarda le autorizzazioni. Ecco perché noi abbiamo condiviso la
scelta di abolire l'Agenzia e di portarla dentro la struttura
ordinaria.
Io mi auguro che il Governo abbia la forza e la consapevolezza
che le cose che si costruiscono, anche con un percorso condiviso
nelle Commissioni, non arrivino in Aula per essere ribaltate
perché, se così fosse, è evidente che il lavoro che abbiamo fatto
vivrà una fase di grave e seria difficoltà, non solo forse su
questo disegno di legge.
Ecco perché ho voluto fare questo intervento, sapendo che
rinvieremo il passaggio all'esame degli articoli alla prossima
settimana, perché il Governo sia garante anche delle ragioni che
hanno portato questo disegno di legge in Aula con un percorso che
è stato particolare, è stato rinviato in Commissione, in
Commissione è stato arricchito di una seconda parte, la seconda
parte è stata il frutto di una elaborazione condivisa.
Mi auguro che questa elaborazione condivisa rimanga fino alla
fine. Vedremo se il Governo e la maggioranza saranno in grado di
essere coerentemente seri fino in fondo. Chi vivrà, vedrà
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido i
limiti espressi dall'onorevole Cracolici, ma ritengo che questo
disegno di legge vada nella direzione giusta, ed è un disegno di
legge da affrontare. Su questa materia però dovremmo avere il
coraggio di effettuare interventi più radicali, più incisivi.
In tema di contenimento della spesa e di riduzione dei costi
della politica, prima dell'approvazione della finanziaria e del
bilancio, andavano fatti alcuni interventi più corposi, più
significativi. Penso, ad esempio, al fatto che la Giunta ha
deliberato la liquidazione dell'ESA, e il disegno di legge non
arriva in Aula, e probabilmente non arriverà per divisioni che ci
sono all'interno della maggioranza e per posizioni politiche
diverse. Sarebbe stato un segnale. Anziché dire che il deficit
tendenziale di oltre 2 miliardi di euro viene coperto in parte
con una cifra cospicua dalla vendita degli immobili per 950
milioni di euro, avremmo potuto dire che la finanziaria diventa
più leggera perché stiamo tagliando alcuni rami secchi. Questo
non è stato fatto e non verrà fatto perché lo stesso
provvedimento che abbiamo questa mattina esitato in I
Commissione, non ha grandi interventi di contenimento della
spesa, c'è soltanto l'invito alle amministrazioni a non superare
un certo numero di assessori e a contenere le aspettative ed i
permessi.
Credo che l'Italia, che guarda alla Sicilia come una realtà
nella quale nel passato ci sono stati sprechi, ci sono stati,
qualcuno dice abusi, si aspetta molto di più da noi. O siamo in
grado di recidere, di rompere il nesso tra il potere e il
consenso e facciamo riforme radicali serie, oppure il prossimo
anno ci troveremo con una serie di interventi troppo modesti per
essere considerati importanti da parte di una classe dirigente
che deve fare fino in fondo la propria parte in una realtà tra le
più degradate d'Europa.
E la mia proposta di ridurre i deputati non era una proposta
fatta tanto per farla e non è una proposta tanto per essere messa
insieme a tante altre, bensì è una proposta che ha il senso di
chi vuole dimostrare ai cittadini che anche noi siamo in grado di
autoriformarci, che anche noi diamo un segnale positivo, che non
possiamo cominciare sempre dai più deboli, dagli altri.
Pertanto, mi auguro che il disegno di legge sui dipartimenti,
che è un disegno di legge nei cui confronti abbiamo un
atteggiamento di grande disponibilità sui contenuti, in Aula
venga migliorato per fare scelte più incisive che veramente diano
un segnale di svolta.
In ogni caso, mi auguro che sia seguito da altri provvedimenti
che assumano il ragionamento sui costi della politica come un
ragionamento unico che comporta una serie di iniziative molto più
incisive di quelle che abbiamo proposto finora.
Nel corso dell'articolato continueremo a proporre la riduzione
degli assessorati perché non ha senso. Abbiamo accettato la
proposta dei tempi di entrata in vigore del disegno di legge, ma
non ha senso dire ai Consigli comunali e ai Consigli provinciali
che loro non possono superare un certo numero di assessori e noi
continuiamo a mantenere quelli che avevamo prima. Ci sono alcune
esigenze di deleghe. Ad esempio, la valutazione che faceva il
Presidente in Commissione è assolutamente pertinente, cioé quella
di fare un assessore delegato ai rapporti con il Parlamento o
quella di avere alcune deleghe che ci consentono di avere una
presenza più sistematica a Roma. Tutto ciò va fatto nell'ambito
di un ragionamento complessivo che in ogni caso tende a ridurre e
non a lasciare le cose come sono. Pertanto, al di là del merito e
dei limiti che ci sono, pensiamo che questa strada vada
alimentata in maniera più coraggiosa.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, informo che il termine per la presentazione
degli emendamenti per il disegno di legge in discussione,
eccezionalmente, come per il disegno di legge sull'EAS è fissato
per lunedì 1 dicembre alle ore 13.00.
Presidenza del presidente Cascio
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 27
novembre 2008, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
I -Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d)
e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 76 - Interventi a livello nazionale a sostegno del
personale transitato dal comparto degli enti locali ai
ruoli dello Stato
ADAMO - MARROCCO - MUSOTTO - SCILLA
N. 77 - Interventi presso il Governo nazionale per
salvaguardare la continuità operativa dell'aeroporto
Falcone e Borsellino di Palermo
CAPUTO - APPRENDI - LUPO - DONEGANI - VINCIULLO
ARICÒ - MARROCCO - COLIANNI
N. 78 - Misure per garantire la regolare erogazione dei
contributi spettanti alle IPAB .
D'ANTONI - COLIANNI - FARAONE - LENTINI
III -Discussione dei disegni di legge:
1) Disposizioni per favorire lo sviluppo del settore
industriale in Sicilia in
attuazione del Programma operativo fondo europeo di
sviluppo regionale
(P.O. FESR 2007/2013) (n. 220/A)
2) Iniziative a sostegno dei Consorzi fidi. Misure a
favore di soggetti pubblici regionali per le
anticipazioni sulle liste di carico poste in
riscossione (n. 259/A) (Seguito)
3) Norme in materia di gestione del Servizio Idrico
Integrato e di EAS in liquidazione. Disposizioni in
materia di ambiti e sub-ambiti territoriali ottimali
idrici (n. 192/A) (Seguito)
4) Norme per la riorganizzazione dei dipartimenti
regionali. Ordinamento del Governo e
dell'amministrazione della Regione (nn. 197-80-112-
bis/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 19,52.
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.50
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 159: DISCIPLINA DEGLI ISTITUTI DI RICOVERO E
CURA A CARATTERE SCIENTIFICO DI DIRITTO PUBBLICO
All'articolo 3:
Emendamento 3.1:
Al comma 2, dopo le parole può nominare aggiungere le
parole tra i consiglieri .
All'articolo 6:
Emendamento 6.1:
Al termine del comma 1 aggiungere e loro successive modifiche
ed integrazioni .