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Resoconto d'Aula della Seduta n. 43 di mercoledì 26 novembre 2008
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   Presidenza del presidente Cascio


   VITRANO,  segretario,  dà  lettura dei  processi  verbale  delle
  sedute  numero  41  e  numero 42 del 25 novembre  2008  che,  non
  sorgendo osservazioni, si intendono approvati.

   Ai  sensi  dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento  interno,
  do  il  preavviso  di  trenta  minuti  al  fine  delle  eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo  altresì che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
  scrutinio   segreto  (articolo  127)  sono  effettuate   mediante
  procedimento elettronico.

                              Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che, per ragioni del loro ufficio, sono  in
  missione  gli  onorevoli  Gennuso  dal 26 al  27  novembre  2008;
  Buzzanca dal  9 all'11 dicembre 2008.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo  per  la  seduta
  odierna  gli  onorevoli Marinese, Fiorenza,   Marrocco,  Adamo  e
  Musotto.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                             Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   «Interventi   per   l'autonomia,   la   partecipazione,   il
  protagonismo dei giovani nella società siciliana» (numero 66),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 25 novembre 2008,
   - PARERE V.

                            BILANCIO (II)

   -  «Interventi in favore dell'emergenza ambientale  nel  settore
  del  traffico  e  della mobilità nella città di Messina»  (numero
  308),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 25  novembre  2008,
   - PARERE IV.
                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  «Istituzione dell'Ufficio del difensore civico regionale  per
  l'ambiente» (numero 69),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 25  novembre 2008.

   -  «Misure  per  il  potenziamento  e  la  riqualificazione  dei
  Servizi  della  Motorizzazione civile sul  territorio  regionale»
  (numero 306),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 25 novembre 2008,
   - PARERE I.

                  CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  «Interventi  per  prevenire  e contrastare  il  fenomeno  del
  mobbing nei luoghi di lavoro» (numero 53),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 25 novembre 2008.

   -   «Iniziative   tendenti  a  creare  collaborazione   tra   le
  università  ed  alla  conoscenza  delle  culture  e  dei  sistemi
  giuridici dei Paesi del Mediterraneo» (numero 75),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 25 novembre 2008.

                   SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -   «Regolamentazione  del  servizio  dei  presidi  farmaceutici
  d'emergenza» (numero 71),
   - di iniziativa parlamentare,
   - inviato in data 25 novembre 2008.

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   VITRANO, segretario:

   -   numero   248  «Iniziative   per   consentire   il   regolare
  funzionamento del convitto per audiolesi di Marsala (TP)».
   - Assessore Sanità.
   - Assessore Beni Culturali.
   - Firmatario: Lo Giudice Giuseppe;

   -  numero  250  «Notizie sui concorsi per  l'assegnazione  della
  titolarità di farmacie indetti nel 2000 e nel 2003».
   - Assessore Sanità.
   - Firmatario: Faraone Davide.

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé  annunziate
  saranno inviate al Governo.
   Invito     il    deputato    segretario    a    dare     lettura
  dell'interrogazione  con  richiesta di  risposta  in  Commissione
  presentata.
   VITRANO, segretario:

   -  numero 249 «Stato attuale dell'Ente fiera del Mediterraneo  e
  notizie sulle sue prospettive future di rilancio».
   - Assessore Cooperazione.
   - Firmatario: Faraone Davide.

   PRESIDENTE. L'interrogazione testé annunziata sarà trasmessa  al
  Governo ed alle competenti Commissioni.

                         Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  mozioni presentate.

   VITRANO, segretario:

   -  numero  76  «Interventi a livello nazionale  a  sostegno  del
  personale  transitato  dal comparto degli enti  locali  ai  ruoli
  dello  Stato»,  degli  onorevoli Adamo  Giulia,  Marrocco  Livio,
  Musotto Francesco, Scilla Antonino.
   Presentata il 25/11/08;

   -   numero  77  «Interventi  presso  il  Governo  nazionale  per
  salvaguardare  la continuità operativa dell'aeroporto  Falcone  e
  Borsellino di Palermo», degli onorevoli Caputo Salvino,  Apprendi
  Giuseppe,  Lupo  Giuseppe, Donegani Michele, Vinciullo  Vincenzo,
  Aricò Alessandro, Marrocco Livio, Colianni Paolo.
   Presentata il 25/11/08;

   -  numero  78  «Misure per garantire la regolare erogazione  dei
  contributi spettanti alle IPAB», degli onorevoli D'Antoni Orazio,
  Colianni Paolo, Falcone Marco, Lentini Salvatore.
   Presentata il 25/11/08.

   PRESIDENTE.  Avverto  che le stesse saranno iscritte  all'ordine
  del giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
  di discussione.

     Seguito della discussione del disegno di legge numero 159/A
                     «Disciplina degli istituti
   di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico»


   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  all'ordine  del   giorno:
  Discussione dei disegni di legge. Si procede con il seguito della
  discussione  del disegno di legge numero 159/A «Disciplina  degli
  istituti  di ricovero e cura a carattere scientifico  di  diritto
  pubblico», posto al numero 1).
   Ricordo  che  la discussione generale era stata interrotta  ieri
  sera  per essere rinviata a questa sera e la relazione era  stata
  svolta dal  Presidente della Commissione, onorevole Beninati,  al
  posto del relatore, onorevole Vinciullo.
   Invito  i  componenti  la  VI  Commissione   Servizi  sociali  e
  sanitari' a prendere posto nel relativo banco.
   Onorevoli  colleghi,   non  avendo  alcun  deputato  chiesto  di
  parlare,  dichiaro  chiusa la discussione  generale  e  anche  il
  termine per la presentazione degli emendamenti.
   Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1
                        Ambito ordinamentale

   l.   La  Regione  disciplina  l'ordinamento  degli  Istituti  di
  Ricovero  e Cura a Carattere Scientifico (I.R.C.C.S.) di  diritto
  pubblico trasformati e non trasformati in fondazione, di  seguito
  denominati  Istituti,  aventi sede nel territorio  regionale,  in
  conformità  ai  princìpi  stabiliti dal  decreto  legislativo  16
  ottobre  2003  n.  288 e successive modifiche ed  integrazioni  e
  dall'Atto d'intesa dell' 1 luglio 2004 Organizzazione, gestione e
  funzionamento,  degli I.R.C.C.S. non trasformati  in  fondazioni'
  emanato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo  Stato,
  le  Regioni  e  le  Province  autonome  di  Trento  e  Bolzano  e
  pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 173 del 26 luglio 2004.

   2.  Gli  Istituti  sono  enti a rilevanza  nazionale  dotati  di
  personalità   giuridica   di  diritto  pubblico   con   autonomia
  amministrativa, patrimoniale e contabile.

   3.  L'ordinamento  degli  Istituti è fondato  sul  principio  di
  separazione delle funzioni di indirizzo e controllo da quelle  di
  gestione e attuazione, nonché della salvaguardia delle specifiche
  esigenze  riconducibili  all'attività di ricerca  scientifica  ed
  alla  partecipazione alle reti nazionali dei centri di eccellenza
  assistenziale».

   All'articolo 1 non sono stati presentati emendamenti.
   Onorevoli colleghi, faccio presente che in Aula non vi  è  alcun
  componente  del  Governo. Voi sapete che sono  sempre  pronto  ad
  andare  avanti,  ma se il Parlamento ritiene di  poterne  fare  a
  meno,  considerato  che  il  disegno di  legge  è  di  iniziativa
  parlamentare,   possiamo   proseguire   oppure   potremmo   anche
  sospendere la seduta per qualche minuto.
   Pongo  in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2
                         Attività e funzioni

   1.  Gli  Istituti  sono parte integrante del Servizio  sanitario
  regionale   nel  cui  ambito  svolgono,  secondo  indicatori   di
  eccellenza,  funzioni  di alta specialità relative  alla  ricerca
  biomedica,  alle  prestazioni assistenziali ed  alla  formazione,
  operando  coerentemente  con gli obiettivi  della  programmazione
  sanitaria regionale e della ricerca scientifica nazionale.

   2.  Gli  Istituti indirizzano e programmano la propria  attività
  di ricerca verso obiettivi utili alla prevenzione, diagnosi, cura
  e    riabilitazione   delle   malattie   nella   specializzazione
  disciplinare di riferimento ed a tal fine si dotano di  strumenti
  e  conoscenze  necessari per trasferire nella pratica  clinica  i
  risultati della ricerca. Gli Istituti partecipano attivamente  ai
  programmi  di collaborazione in rete tra centri di ricerca  nella
  stessa  disciplina, ove sinergica e complementare, promuovendo  e
  favorendo    la   circolazione   delle   conoscenze    e    delle
  professionalità a livello nazionale ed internazionale».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   RINALDI. Non c'è il Governo

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3
         Organi degli Istituti non trasformati in fondazioni

   1. Sono organi degli Istituti non trasformati in fondazioni:

   a) il consiglio di indirizzo e verifica;

   b) il direttore generale;

   c) il direttore scientifico;

   d) il collegio sindacale.

   2.  Il  consiglio di indirizzo e verifica dura in carica  cinque
  anni ed è composto da cinque componenti nominati con decreto  del
  Presidente  della  Regione  e  scelti  tra  soggetti  di  provata
  competenza  ed  onorabilità, di cui due designati dal  Presidente
  della Regione su proposta dell'Assessore per la sanità e due  dal
  Ministro  del lavoro, della salute e delle politiche  sociali  ed
  uno,  con  funzioni  di presidente, designato  dal  Ministro  del
  lavoro,  salute  e politiche sociali d'intesa con  il  Presidente
  della  Regione.  Il  presidente  del  consiglio  di  indirizzo  e
  verifica  può nominare un vicepresidente cui conferire specifiche
  deleghe.  Al  consiglio partecipano, senza diritto  di  voto,  il
  direttore generale, il direttore scientifico ed i componenti  del
  collegio sindacale.

   3. Il consiglio ha il compito di:

   a) definire gli indirizzi strategici dell'Istituto, approvare  i
  programmi   annuali  e  pluriennali  di  attività  e  verificarne
  l'attuazione;

   b)   esprimere  parere  preventivo  obbligatorio  al   direttore
  generale  sul  bilancio preventivo e sul bilancio  di  esercizio,
  sulle modifiche al Regolamento di organizzazione e funzionamento,
  sugli  atti di alienazione del patrimonio e sui provvedimenti  in
  materia  di  costituzione o partecipazione di società,  consorzi,
  altri enti ed associazioni;

   c)  nominare  i componenti del comitato tecnico scientifico,  su
  proposta del direttore scientifico;

   d)   svolgere   le   funzioni   di   verifica   sulle   attività
  dell'Istituto  e sui risultati raggiunti rispetto agli  indirizzi
  ed  agli  obiettivi predeterminati. In caso di risultato negativo
  il consiglio riferisce al Presidente della Regione ed al Ministro
  del lavoro, della salute e delle politiche sociali proponendo  le
  misure da adottare.

   4.  II  direttore  generale  è  nominato  dal  Presidente  della
  Regione, previo parere della Commissione
   legislativa    Servizi   sanitari  e   sociali'   dell'Assemblea
  regionale di concerto con il Presidente dell'Assemblea regionale,
  tra  i soggetti in possesso dei requisiti di cui all'articolo 11,
  comma  3, del decreto legislativo n. 288/2003 ed è scelto  da  un
  elenco    di    candidati   che   non   abbiamo    superato    il
  sessantacinquesimo  anno di età dichiarati idonei  a  seguito  di
  avviso pubblico.
   L'  incarico  di  direttore generale  ha  natura  esclusiva,  ha
  durata non inferiore a tre anni e non superiore a cinque anni  ed
  è  disciplinato  da  apposito contratto  di  prestazione  d'opera
  intellettuale  secondo lo schema-tipo approvato  dall'Assessorato
  regionale della sanità.
   Il   direttore   generale  rappresenta  legalmente   l'Istituto,
  esercita  tutti  i  poteri di gestione ed  è  responsabile  della
  gestione  finanziaria,  tecnica ed amministrativa  dell'Istituto,
  incluse l'organizzazione e la gestione del personale.
   Il  direttore generale nomina il direttore amministrativo  e  il
  direttore  sanitario tra i soggetti in possesso dei requisiti  di
  cui  all'articolo  11,  terzo comma, del decreto  legislativo  n.
  288/2003; gli incarichi hanno natura esclusiva ed una durata  non
  inferiore a tre anni e non superiore a cinque anni, si concludono
  in  ogni caso con il cessare dell'incarico del direttore generale
  che  li  ha nominati e possono essere rinnovati ma non prorogati.
  Tali  incarichi  sono  disciplinati  da  apposito  contratto   di
  prestazione  d'opera  intellettuale.  Le  funzioni  di  direttore
  sanitario e di direttore amministrativo cessano al compimento del
  sessantacinquesimo anno di età, fermi restando gli effetti di cui
  all'articolo 16, primo comma, del decreto legislativo 30 dicembre
  1992 n. 503.

   5.  Il direttore scientifico è nominato dal Ministro del lavoro,
  della salute e delle politiche sociali d'intesa con il Presidente
  della  Regione, ai sensi dell'articolo 5 del decreto  legislativo
  n.  288/2003 e dall'articolo 1 del D.P.R. del 26 febbraio 2007 n.
  42 ed il relativo incarico, di durata non inferiore a tre anni  e
  non  superiore a cinque anni, è disciplinato da un  contratto  di
  diritto privato stipulato con il direttore generale ed ha  natura
  esclusiva.  Qualora  l'incarico  di  direttore  scientifico   sia
  conferito  ad  un  professore universitario  questi  è  tenuto  a
  collocarsi in aspettativa senza retribuzione dalla Università.
   Il  direttore  scientifico  dell'Istituto  promuove  e  coordina
  l'attività  di  ricerca scientifica di cui è  il  responsabile  e
  gestisce il relativo budget la cui misura non può comunque essere
  inferiore  ai finanziamenti destinati all'Istituto per l'attività
  di  ricerca;  tale  gestione  è  concordata  annualmente  con  il
  direttore  generale  in  relazione alle direttive  stabilite  dal
  consiglio  di indirizzo e verifica ed in coerenza con i programmi
  nazionali  e  regionali  in  materia.  Il  direttore  scientifico
  presiede  il  comitato  tecnico-scientifico  ed  esprime   parere
  obbligatorio ma non vincolante in ordine agli atti concernenti le
  attività  cliniche  e  scientifiche  nonché  alle  assunzioni  ed
  all'utilizzo   di  personale  medico  e  sanitario   non   medico
  nell'ambito  delle  attività  stesse,  sui  quali  il   direttore
  generale  opera  nell'ambito esclusivo delle sue  competenze.  Il
  trattamento economico del direttore scientifico non può  superare
  quello del direttore generale dell'Istituto.

   6.  Il  collegio sindacale, dura in carica tre anni, è  nominato
  dal  direttore generale ed è composto da tre membri  di  cui  uno
  designato   dall'Assessore   regionale   per   la   sanità,   uno
  dall'Assessore  regionale per il bilancio e finanze  ed  uno  dal
  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze.  Il  presidente   del
  collegio  sindacale è eletto dai sindaci nella  prima  seduta.  I
  componenti  del collegio sindacale sono scelti tra  gli  iscritti
  nel registro dei revisori contabili istituito presso il Ministero
  della  giustizia  o  fra  i funzionari dello  Stato  che  abbiano
  esercitato per almeno tre anni le funzioni di revisori dei  conti
  o  di componenti di collegi sindacali in enti pubblici o privati.
  Il  collegio  sindacale  di ogni Istituto vigila  sull'osservanza
  delle   disposizioni  di  legge,  sulla  regolare  tenuta   della
  contabilità e sulla conformità del bilancio alle risultanze delle
  scritture  contabili  effettuando  periodicamente  verifiche   di
  cassa.  I  componenti  del  collegio  sindacale  svolgono,  anche
  individualmente,  atti di ispezione e controllo senza  preavviso.
  Il  consiglio di indirizzo e verifica determina il compenso ed il
  rimborso  spese dei componenti del collegio sindacale  in  misura
  tale da non superare quanto previsto dalla normativa vigente  per
  i  membri  dei  collegi sindacali delle aziende  unità  sanitarie
  locali».

   Comunico   che  è  stato  presentato,  dall'onorevole  Beninati,
  l'emendamento 3.1.

   BENINATI,  presidente della Commissione. Chiedo di  parlare  per
  illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI,   presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,
  l'emendamento  3.1 è  squisitamente tecnico perché chiarisce  tra
  chi  viene  eletto  il Vicepresidente: tra i Consiglieri  -   era
  sfuggita  questa parola, non altro - tra quelli che  fanno  parte
  del Consiglio di Amministrazione.

   PRESIDENTE.  Nella  formulazione originaria  del  testo  non  si
  capiva  tra  quali soggetti venisse scelto il Vicepresidente,  in
  questo modo è chiarito.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 3.1. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 3, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4
            Organizzazione e funzionamento degli Istituti
                      trasformati in fondazioni

   1.   In  conformità  all'articolo 3 del decreto  legislativo  16
  ottobre  2003 n. 288, lo statuto degli I.R.C.C.S. trasformati  in
  fondazioni   disciplina  l'organizzazione  ed  il   funzionamento
  dell'ente,  separando  le  funzioni  di  indirizzo  e   verifica,
  riservate  al  consiglio di amministrazione,  dalle  funzioni  di
  gestione,  demandate  ad  un  direttore  generale,  nominato  dal
  consiglio di amministrazione tra soggetti esterni allo  stesso  e
  dalle funzioni di direzione scientifica, affidate ad un direttore
  scientifico,  nominato dal Ministro del lavoro,  della  salute  e
  delle   politiche  sociali  d'intesa  con  il  Presidente   della
  Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)
   CRACOLICI.  Signor Presidente, il Governo è in vacanza? Ci  sono
  delle regole da rispettare

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  lei  è  arrivato  in  questo
  momento,  ma  prima  che lei arrivasse c'è stato  un  momento  di
  confronto  informale  con il Parlamento il  quale  ha  ampiamente
  condiviso la possibilità di andare avanti anche senza la presenza
  del   Governo   essendo   una  legge  di   iniziativa   puramente
  parlamentare. Non è stata una forzatura da parte della Presidenza
  e  se fosse stato in Aula all'inizio lo avrebbe visto.


   Presidenza del presidente Cascio


                       Sull'ordine dei lavori

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, vorrei fare una precisazione:
  il  fatto  che  questo disegno di legge sia  stato  condiviso  in
  Commissione  e che si possa ritenere che si debba andare  avanti,
  non  ci  autorizza  ad  interpretare ogni  volta  il  Regolamento
  secondo l'accordo.
   Il   Regolamento  dice  delle  cose  precise,  istituiremmo   un
  principio  pericoloso  se  con l'accordo  della  maggioranza  dei
  parlamentari   dovessimo  stabilire  quando  siamo  d'accordo  ad
  attuare il Regolamento e quando non lo siamo.
   Faccio  presente anche, a beneficio dei colleghi del  Parlamento
  che  non  sono presenti nella Commissione Sanità, che il Governo,
  nella  persona dell'Assessore, non è stato mai presente ai lavori
  di esame di questo disegno di legge.
   Non  dobbiamo fare valere le ragioni di ciò che riteniamo utile,
  perché,  altrimenti, ogni volta il Regolamento viene assoggettato
  al  giudizio  della maggioranza che si forma.  Il  Regolamento  è
  garanzia  per  tutti  e voglio dire e ripeto che  la  Commissione
  Sanità, responsabilmente, ha esaminato questo testo di legge  pur
  in  assenza  dell'Assessore,  ma con  la  presenza  del  Capo  di
  Gabinetto  dell'Assessore stesso. L'Assessore  non  è  stato  mai
  presente.
   Lo  abbiamo  fatto responsabilmente, ma non si può  esitare  una
  legge  che ha come argomento la sanità senza che l'Assessore  sia
  presente,  nemmeno  nel momento in cui si forma  il  giudizio  in
  Aula. Mi sembra una forzatura.

   BENINATI,  presidente  della  Commissione.  Chiedo  di   parlare
  sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne  ha facoltà.

   BENINATI,  presidente  della  Commissione.  Onorevoli  colleghi,
  richiamo la vostra attenzione. L'onorevole Cracolici ha posto  il
  problema  non  per  essere  difensore  del  Presidente  o   delle
  Istituzioni.  Ha  ragione  l'onorevole  De  Benedictis   ma   non
  totalmente  in quanto il Governo è stato presente in Commissione,
  lo   è   stato   nella   figura  del  Capo  di   Gabinetto   che,
  effettivamente, diverse volte, ha  apportato degli  aggiustamenti
  al testo.
   Ciò  nonostante prima di iniziare la trattazione  del  testo  il
  Presidente si era posto questo problema, ma siccome nessuno aveva
  sollevato  nulla, si pensava, visto che questo  testo  era  stato
  approvato all'unanimità, di procedere per economia dei lavori.
   Nel  momento  in cui viene posto il problema, il Presidente  non
  deve  fare  altro che applicare il Regolamento ed  è   ovvio  che
  valuterà se sarà il caso di sospendere e rinviare.
   Non  c'è stato un volere procedere, non c'è stato nulla, ma  una
  volontà condivisa fino all'articolo 4. Vuol dire che ci fermeremo
  se qualcuno porrà questo problema.
   MANCUSO,   presidente  della  Commissione.  Chiedo  di   parlare
  sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione.  Signor   Presidente,
  ritengo  che questa sia un'occasione per il Parlamento, cioè  non
  interrompere  i lavori su un disegno di legge al  quale  è  stato
  presentato  un emendamento non di merito; una legge di iniziativa
  parlamentare  che ha avuto il consenso unanime della Commissione;
  una serenità d'Aula che non può essere compromessa da una assenza
  del Governo gravissima.
   Ritengo  -  e  lo  chiedo  al  Gruppo parlamentare  del  Partito
  democratico  - che bisogna far valere giustamente il  Regolamento
  quando  si  ritiene che possa essere compromessa,  sotto  diversi
  profili,  quella  che è un'azione parlamentare che  intralcerebbe
  più o meno i lavori.
   Questa  sera non si vuole né violare il Regolamento,  né  creare
  assolutamente un precedente, perché il precedente si  crea  nella
  misura in cui la materia diventa importante. Su una questione del
  genere  significherebbe sospendere l'Aula, aspettare il  Governo,
  forse  il   comodo'  del Governo perché si tratta  di  questo,  e
  ritornare in Aula perdendo, a mio  avviso, tempo inutile.
   Chiedo   ai  colleghi  del  Partito  democratico  di  continuare
  nell'esame  del disegno di legge, di non richiamarsi o appellarsi
  al  Regolamento ed è chiaro che per la votazione finale o  se  ci
  sono problemi di merito dobbiamo rinviare.
   Per  quanto  ci  riguarda ritengo che questa sera  non  sarà  un
  precedente  di  cui tenere conto, perché è ovvio  che  la  scelta
  bipartisan   della   Commissione  e   quella   della   Presidenza
  dell'Assemblea ha messo nelle condizioni tutto il  Parlamento  di
  avere  un  disegno  di  legge di iniziativa  parlamentare  e  non
  governativa  che  può  dare ancora una volta  lustro  a  tutti  i
  parlamentari regionali.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, nel ribadire che  da  parte  di
  questa  Presidenza  non  c'è  stato  alcun  tipo  di  volontà  ad
  accelerare  qualcosa  che  non fosse  condivisa  dal  Parlamento,
  vorrei leggere l'articolo 10 bis del Regolamento in maniera  tale
  che  ognuno  di  noi, compreso il sottoscritto, si  chiarisca  le
  idee:    Gli  assessori  regionali,  anche  se  non  fanno  parte
  dell'Assemblea,  hanno il diritto e, se richiesti,  l'obbligo  di
  partecipare alle sedute dell'Assemblea e delle Commissioni .
   Ciò  significa  che, se un assessore regionale non  partecipa  a
  sedute  di  Assemblea o di Commissione, non  si  può  pensare  di
  bloccare  l'attività di un Parlamento. Quindi, abbiamo  richiesto
  la  presenza  dell'assessore ma se non si è  presentato  ciò  non
  comporta  automaticamente  che il Parlamento  si  debba  bloccare
  aspettando la presenza dell'assessore.
   Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per qualche minuto.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.01, è ripresa alle ore 18.18)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                            numero 159/A

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5
                    Comitato tecnico-scientifico

   1.  Presso  ogni  Istituto  è costituito  un  comitato  tecnico-
  scientifico  con  funzioni  consultive  e  di  supporto  tecnico-
  scientifico all'attività clinica e di ricerca.

   2.  Il  comitato  è  presieduto dal  direttore  scientifico  che
  nomina  i  componenti  dello  stesso  sentito  il  consiglio   di
  indirizzo  e verifica. Il comitato, cui partecipa di  diritto  il
  direttore sanitario, è composto da altri sette componenti di  cui
  quattro  scelti  tra  i responsabili di strutture  complesse  e/o
  semplici,  uno  tra  il personale medico dirigente,  uno  tra  il
  personale  delle professioni sanitarie con incarichi dirigenziali
  ed  un  esperto  esterno. I componenti del  comitato  restano  in
  carica  per  una  durata  non superiore a  quella  del  direttore
  scientifico.

   3.  Qualora nel corso del mandato venga a cessare per  qualsiasi
  motivo un componente del comitato tecnicoscientifico, questo sarà
  sostituto  da altro soggetto di nuova nomina in coerenza  con  le
  disposizioni di cui al comma 2 per il residuo periodo del mandato
  dei componenti in carica.

   4.   Il   comitato  tecnico-scientifico  viene   informato   dal
  direttore  scientifico  sull'attività  dell'Istituto  e   formula
  pareri  e proposte sui programmi e sugli obiettivi scientifici  e
  di ricerca dello stesso, nonché, in via preventiva, sulle singole
  iniziative di carattere scientifico.

   5.  Al componente esterno del comitato tecnicoscientifico spetta
  esclusivamente  il rimborso delle spese sostenute  e  debitamente
  documentate  per  la  partecipazione alle riunioni  del  comitato
  secondo  i  criteri  stabiliti  dal  consiglio  di  indirizzo   e
  verifica.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6
                           Comitato etico

   1.  Il  comitato  etico indipendente opera  in  adempimento  dei
  decreti ministeriali 15 luglio 1997 Recepimento delle linee guida
  dell'Unione  europea  di buona pratica clinica  per  l'esecuzione
  delle  sperimentazioni cliniche dei medicinali',  18  marzo  1998
  Modalità  per  l'esecuzione  degli  accertamenti  sui  medicinali
  utilizzati  nelle  sperimentazioni cliniche'  e  12  maggio  2006
  Requisiti  minimi  per  l'istituzione,  l'organizzazione  ed   il
  funzionamento dei comitati etici per le sperimentazioni  cliniche
  dei medicinali'.

   2.  Il  comitato etico è nominato dal consiglio di  indirizzo  e
  verifica  dell'Istituto e la sua composizione è disciplinata  dal
  decreto ministeriale del 12 maggio 2006 e successive modifiche ed
  integrazioni.

   3.  Il  comitato  valuta sotto il profilo etico i  programmi  di
  sperimentazione scientifica e terapeutica avviati  nell'Istituto;
  fornisce  pareri sulle questioni ad esso sottoposte dal direttore
  generale,  dal direttore scientifico o dal consiglio di indirizzo
  e verifica, formula proposte sulle materie di propria competenza.

   4.  Il  comitato etico dura in carica fino all'insediamento  del
  consiglio di indirizzo e verifica successivo a quello che  lo  ha
  nominato  e  nella prima seduta elegge il proprio presidente.  Le
  modalità  ed i criteri di rimborso delle spese sostenute  per  la
  partecipazione  alle riunioni del comitato etico  sono  stabilite
  dal consiglio di indirizzo e verifica».

   Comunico  che  è  stato presentato l'emendamento  6.1,  a  firma
  dell'onorevole Beninati.

   BENINATI,  presidente della Commissione. Chiedo di  parlare  per
  illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI,   presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, si tratta di un emendamento tecnico.  Abbiamo
  voluto  presentarlo all'articolo 6, nel caso in  cui  ci  fossero
  delle  successive  modifiche  ed  integrazioni  alle  norme   che
  regolano l'istituzione dell'IRFIS; l'abbiamo inserito, quindi, in
  automatico,  la norma terrà conto delle successive  modifiche  ed
  integrazioni. Niente di più.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   è    stato    distribuito
  l'emendamento.
   Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

   GIANNI, assessore per l'Industria. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 6, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                             «Articolo 7
            Regolamento di organizzazione e funzionamento

   1.    Il   Direttore   generale   adotta   il   Regolamento   di
  organizzazione  e  funzionamento dell'Istituto sulla  base  dello
  schema-tipo  allegato  all'Atto di intesa  dell'  1  luglio  2004
  emanato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo  Stato,
  le  Regioni  e  le Province autonome di Trento  e  Bolzano  e  lo
  trasmette  all'Assessorato regionale della sanità ed al Ministero
  del  lavoro,  della  salute  e  delle  politiche  sociali.  Entro
  quaranta  giorni  dal ricevimento l'Assessorato  regionale  della
  sanità ed il Ministero approvano il Regolamento di organizzazione
  e  funzionamento  previa  adozione da parte  dell'Istituto  delle
  modifiche che in sede istruttoria siano ritenute necessarie.

   2.  Il  Regolamento di organizzazione e funzionamento è adottato
  previo  parere  del  consiglio di indirizzo e verifica  e  previa
  consultazione   con  le  organizzazioni  sindacali   maggiormente
  rappresentative del personale impiegato nell'Istituto».
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                             «Articolo 8
            Patrimonio, finanziamenti, gestione contabile
               e patrimoniale ed attività contrattuale

   1.  Fermo  restando quanto disposto dagli articoli 7  e  10  del
  decreto  legislativo 16 ottobre 2003, n. 288, al  patrimonio,  ai
  finanziamenti,  alla  gestione contabile  e  patrimoniale  nonché
  all'attività   contrattuale  ed  ai  controlli   degli   Istituti
  trasformati o non trasformati in fondazione si applicano le norme
  statali  e  regionali  vigenti in materia per  le  aziende  unità
  sanitarie locali.

   2.  E'  fatto  divieto  di utilizzare i finanziamenti  destinati
  alla ricerca scientifica per fini diversi».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                             «Articolo 9
                        Attività strumentali

   l.  Gli  Istituti  pubblici trasformati  o  non  trasformati  in
  fondazione   possono  esercitare  attività  diverse   da   quelle
  istituzionali,  purché  compatibili  con  le  funzioni   di   cui
  all'articolo    2,   per   le   quali,   previa    autorizzazione
  dell'Assessore regionale per la sanità, possono stipulare accordi
  e  convenzioni e costituire e/o partecipare a consorzi e  società
  di  persone o di capitali con soggetti pubblici e privati  scelti
  nel  rispetto della normativa nazionale e comunitaria. In  nessun
  caso, eventuali perdite economiche dei predetti soggetti pubblici
  e  privati  possono  essere poste a carico della  gestione  degli
  Istituti pubblici trasformati o non trasformati in fondazione, né
  essere  poste  direttamente  o  indirettamente  a  carico   della
  Regione.

   2.   I   proventi  derivanti  dalle  attività  strumentali  sono
  destinati   in   misura   prevalente  all'attività   di   ricerca
  scientifica e di qualificazione del personale».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)
   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                            «Articolo 10
                        Vigilanza e controllo

   1.  Ferma restando la vigilanza del Ministero del lavoro,  della
  salute  e delle politiche sociali nel rispetto di quanto previsto
  dal decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001,  n.
  213 e dal decreto legislativo 16 ottobre 2003, n. 288, la Regione
  esercita il controllo sugli Istituti pubblici trasformati  o  non
  trasformati  in  fondazione  secondo  le  disposizioni  regionali
  vigenti  in  materia di controllo degli atti delle aziende  unità
  sanitarie locali.

   2.  L'Assessorato regionale della sanità accerta annualmente  il
  raggiungimento  degli obiettivi di ricerca  ed  assistenziali  in
  coerenza  con  le risorse assegnate dallo Stato e  dalla  Regione
  stessa, sulla base della verifica di una relazione dettagliata  a
  firma del direttore generale, previo parere del comitato tecnico-
  scientifico e del collegio sindacale, che gli Istituti provvedono
  a trasmettere entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello di
  riferimento,  nonché  mediante controlli  ispettivi  con  cadenza
  almeno annuale».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                            «Articolo 11
        I.R.C.C.S. Centro Neurolesi Bonino Pulejo' di Messina

   1.  Gli  organi  dell'I.R.C.C.S. con  personalità  giuridica  di
  diritto  pubblico non trasformato in fondazione Centro  Neurolesi
  Bonino-Pulejo',  con  sede  a Messina, riconosciuto  con  decreto
  ministeriale 4 marzo 2006, restano in carica fino alla nomina, da
  effettuarsi   entro   il  31  marzo  2009,   dei   nuovi   organi
  dell'Istituto con le modalità di cui alla presente legge».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                            «Articolo 12
                        Personale dipendente

   1.  Il  reclutamento  del personale degli  Istituti  di  diritto
  pubblico  trasformati o non trasformati in fondazione avviene  in
  conformità   alla   vigente  normativa   in   materia   ed   alla
  contrattazione collettiva nazionale di comparto».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                            «Articolo 13
      Personale del Centro Neurolesi Bonino-Pulejo' di Messina

   1.  Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore  della
  presente  legge l'Assessorato regionale della sanità  approva  la
  pianta   organica  del  personale  dell'  I.R.C.C.S.  di  diritto
  pubblico Centro Neurolesi Bonino-Pulejo' di Messina.

   2.  Entro  centottanta  giorni  dall'approvazione  della  pianta
  organica  il  personale  con contratto a tempo  indeterminato  in
  servizio  alla data del 30 giugno 2008 presso il Centro Neurolesi
  Bonino-Pulejo'  di  Messina  proveniente  dalla   Azienda   unità
  sanitaria  locale n. 5 o dalla Università degli studi di  Messina
  può  optare  per mantenere il rapporto di lavoro  con  l'ente  di
  provenienza».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                            «Articolo 14
                       Disposizioni di rinvio

   1.  Per  tutto  quanto  non previsto dalla  presente  legge,  si
  applicano le disposizioni del decreto legislativo 16 ottobre 2003
  n.  288  e  successive modifiche ed integrazioni e  dell'Atto  di
  intesa dell'1 luglio 2004 emanato dalla Conferenza permanente per
  i  rapporti  tra lo Stato, le Regioni e le Province  autonome  di
  Trento e Bolzano, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 173  del
  26 luglio 2004».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                            «Articolo 15
                          Entrata in vigore

   1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
  a quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
                            numero 159/A
      «Disciplina degli istituti di ricovero e cura a carattere
                  scientifico di diritto pubblico»

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  votazione  finale  per   scrutinio
  nominale  del   disegno di legge numero 159/A  «Disciplina  degli
  istituti  di ricovero e cura a carattere scientifico  di  diritto
  pubblico».
   Indìco la votazione finale per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti            60
   Maggioranza                   31
   Favorevoli                       60

                        (L'Assemblea approva)

   DINA. Dichiaro di avere votato favorevolmente.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


     Seguito della discussione del disegno di legge numero 259/A
                            «Iniziative a
       sostegno dei Consorzi fidi. Misure a favore di soggetti
   pubblici regionali per le anticipazioni sulle liste  di carico
                        poste in riscossione»

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  si  passa  al  seguito  della
  discussione  del  disegno  di legge numero  259/A  «Iniziative  a
  sostegno  dei Consorzi fidi. Misure a favore di soggetti pubblici
  regionali  per  le anticipazioni sulle liste di carico  poste  in
  riscossione», posto al n. 2).
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo  alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro  chiusa
  la  discussione generale e anche il termine per la  presentazione
  degli emendamenti.
   Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  l'esame di  questo  disegno  di  legge  ha
  bisogno necessariamente della presenza in Aula del Governo,  cioè
  dell'Assessore  per  il bilancio, pertanto,  considerato  che  lo
  stesso non può essere presente alla seduta odierna per precedenti
  impegni  istituzionali, l'esame del disegno di  legge  proseguirà
  domani mattina.
   La Commissione Bilancio è autorizzata a riunirsi dopo l'Aula per
  l'esame   degli   emendamenti  che   necessitano   di   copertura
  finanziaria.


   Presidenza del presidente Cascio


                       Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, non so di cosa stiamo parlando nel
  merito   degli  emendamenti  però  desidero  ricordarle  che   la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha autorizzato,
  in  questa  finestra,  la trattazione di  provvedimenti  che  non
  comportano spesa, ad eccezione del disegno di legge sui  Consorzi
  fidi, e soltanto per i Consorzi fidi.
   Vorrei  ricordarle che siamo in sessione di bilancio e,  ripeto,
  abbiamo   consentito   questa   finestra   speciale   per    quei
  provvedimenti che - com'è noto - non comportano spese o, nel caso
  specifico,  solo  per  i  Consorzi fidi vista  la  gravità  della
  situazione.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non posso che essere  d'accordo
  con  lei. Il Presidente della Commissione Bilancio è presente  in
  Aula  e,  così come apprende di essere autorizzato a  riunire  la
  Commissione   Bilancio,   stasera,  al  termine   della   seduta,
  ovviamente, non può non tener conto del fatto che la sessione  di
  bilancio  è  in  corso e, quindi, questa finestra  può  garantire
  soltanto quelle leggi decise dalla Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari con gli impegni assunti in quella sede.
   La  discussione  generale, pertanto,  è  chiusa.  Si  è  passato
  all'esame  dell'articolato e si continuerà  domani  mattina  alla
  presenza del Governo.


   Presidenza del presidente Cascio


   Discussione del disegno di legge numero 192/A «Norme in materia
        di gestione del Servizio Idrico Integrato e di EAS in
              liquidazione. Disposizioni in materia di
          ambiti e sub-ambiti territoriali ottimali idrici»

   PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge numero 192/A «Norme  in
  materia  di gestione del Servizio Idrico Integrato e  di  EAS  in
  liquidazione.  Disposizioni in  materia di  ambiti  e  sub-ambiti
  territoriali ottimali idrici», posto al n. 3).


   Presidenza del presidente Cascio


                       Sull'ordine dei lavori

   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  prendo   la
  parola, in particolare, su questa norma che, tra l'altro, lede  i
  legittimi interessi degli ATO idrici e, quindi, delle province.
   Chiedo  che venga fatto un approfondimento sull'articolo 1,  per
  cui,  non si può passare immediatamente all'articolato ma  chiedo
  che  si  affronti la discussione generale e, subito,  si  dia  il
  termine   di   ventiquattro  ore  per   potere   presentare   gli
  emendamenti.
   Esistono  dei tentativi più volte denunciati in questa  Aula  da
  parte dell'Agenzia dei rifiuti che non solo, lo dico apertamente,
  ha  creato i danni agli ATO rifiuti e all'ATO idrico, in tutte le
  province, ma ora c'è un tentativo di togliere le competenze  agli
  ATO  idrici  per  gestire le gare, praticamente  le  Agenzie  dei
  rifiuti e delle acque.
   E'una  questione gravissima perché, in merito a questo articolo,
  devo  dire espressamente che è stata violata, per ben tre  volte,
  la volontà di  ottanta sindaci che avevano deliberato la gestione
  pubblica  delle  acque in provincia di Messina. Le  province  non
  adempienti,  infatti,  sono due: la provincia  di  Messina  e  la
  provincia  di Trapani. La provincia di Messina, come ATO  idrico,
  non è inadempiente ma è stata l'Agenzia dei rifiuti e delle acque
  che  ha imposto e non ha avallato la gestione pubblica deliberata
  per ben tre volte da ottanta sindaci su cento, nessuno contrario.
  Ora,  il  tentativo  maldestro  di prendersi  la  competenza  per
  gestire le gare, da parte dell'Agenzia rifiuti dell'ATO idrico, è
  un  tentativo  che quest'Aula non può fare passare  perché  va  a
  ledere  quelle che sono le competenze espressamente previste  dal
  decreto  Ronchi e che sono competenze degli ATO idrici nella  sua
  gestione,  anche  di  diritto,  per  cui  si  da  un  termine  di
  centoventi giorni, centocinquanta giorni da parte dell'Agenzia  e
  poi  delibererà chi ha la competenza per fare ciò.  Questo  è  il
  punto.
   Su  questo,  vorrei  pregare  il  Presidente  dell'Assemblea  di
  stabilire  quelle che sono le prerogative parlamentari, svolgendo
  prima  la  discussione generale o rinviandola ad altra data,  per
  poi dare il termine per la presentazione degli emendamenti.
   Non  entro nel merito della gestione dell'EAS o delle altre cose
  che  posso  condividere; il problema è solo ed esclusivamente  di
  diritto.

   PRESIDENTE.  Onorevole Laccoto, le ricordo che siamo  all'inizio
  del  cammino  di  questo disegno di legge; ci sarà,  infatti,  la
  discussione  generale  e, in quella sede,  potrà  fare  tutte  le
  riflessioni  che  vorrà;  ci  sarà il passaggio  all'esame  degli
  articoli e si potranno presentare gli emendamenti con i tempi che
  riterremo di adottare, come sempre. Stia tranquillo: non ci  sono
  né  bliz  né colpi di mano e, in più, potremo approfittare  della
  presenza  del  Governo  per avere gli eventuali  chiarimenti  che
  riterrà necessari.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione.  Chiedo  di   parlare
  sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, preliminarmente alla relazione dell'onorevole
  Caronia,  nella qualità di relatore, le vorrei far  presente  che
  depositerò una mia missiva e che ho presentato alcuni emendamenti
  a corredo di un errore che non è stato, al momento, rilevato.
   Come  a  lei noto, questa Commissione ha approvato, nella seduta
  di  ieri,  25 novembre, il disegno di legge numero 192,  inserito
  all'ordine  del  giorno  della  seduta  di  oggi  pomeriggio,  26
  novembre.
   Sento  di doverle rappresentare come, in sede di votazione degli
  emendamenti   articoli  aggiuntivi  trasmessi  dalla  Commissione
  bilancio  A1, come modificato dal subemendamento A1.1 e A2,  come
  modificato   dal   subemendamento   A2.1,   entrambi   a    firma
  dell'onorevole  Panepinto, al termine  della  discussione,  abbia
  erroneamente  individuato nell'A1 come subemendamento  l'articolo
  sul  quale  si  era  espresso a favore anche  un  deputato  della
  Commissione, l'onorevole Salvatore Cascio.
   A  questo  proposito  ho  presentato due  emendamenti  che  sono
  correttivi    della   volontà   dell'emendamento   dell'onorevole
  Panepinto, così come è emerso in Commissione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, avevamo definito  in  Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari le cose che  avevo  detto
  poc'anzi nell'intervento?
   Ovvero,  i  testi che entravano in questa finestra  legislativa,
  erano testi  che non comportavano spese tranne e soltanto per  il
  Consorzio  fidi;  è  vero  o mi sono sbagliato  io?  Se  mi  sono
  sbagliato chiedo scusa, non ho capito.
   Io credo di non essermi sbagliato
   Questo  testo,  che  non  conosco  nel  merito,  non  ho   visto
  l'articolato, comporta spese. Siamo in sessione di bilancio.
   Allora  delle  due  l'una:  le cose  si  concordano  in  maniera
  trasparente non in maniera surrettizia.
   Questo  testo non può essere esaminato in questa sessione perché
  viola  le  procedure regolamentari fissate per questo Parlamento,
  ovvero  è una norma che avendo effetti finanziari non  può essere
  prodotta in sessione di bilancio.
     Il  Governo la presenti un minuto dopo e si risolve. Ma  delle
  due  l'una,  ha avuto sei mesi per presentare questo  testo,  non
  capisco   perché   dobbiamo  affrontarlo  una   settimana   prima
  dell'esame  del bilancio, anche perché vengono presi soldi  dalla
  tabella dei fondi globali.
   Vorrei   ribadire  che  siamo  in  violazione  della   procedura
  prevista dal Regolamento, alla quale, onorevole presidente  della
  Commissione bilancio Savona, avevamo, tutti insieme, convenuto di
  derogare  per  una specifica emergenza se fosse stato  richiesto,
  probabilmente  anche su questo ci poteva essere una  valutazione,
  ma  non  mi è stato mai richiesto né è stato mai sottoposto  alla
  valutazione per derogare alle norme regolamentari.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, alla Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari partecipo anche io, come lei sa, ricordo
  perfettamente  che  avevamo  accettato  il  principio  che  nella
  finestra legislativa entrasse la liquidazione dell'EAS.
   Probabilmente  la  parte  che riguarda  la  spesa  è  una  parte
  diversa rispetto a quella dell'EAS, è una parte che riguarda  gli
  ambiti territoriali ottimali.

     SAVONA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare
  sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE Ne ha facoltà

   SAVONA,  presidente  della Commissione. Onorevoli  colleghi,  in
  Conferenza   dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari   avevamo
  stabilito un calendario dei lavori in cui all'interno c'era anche
  la liquidazione dell'EAS. Sapevamo che c'era un problema di costi
  ma  era  già  contemplato, all'interno del disegno di  legge,  la
  copertura finanziaria era prevista.
   In  questo  disegno di legge, per venire incontro  all'onorevole
  Cracolici,  abbiamo visto che un comma prevedeva lo startup,  noi
  abbiamo  cercato,  con  un  emendamento  tecnico  a  firma  della
  Commissione,  di  eliminarlo  per il  2008  perché  riteniamo  di
  inserirlo nel 2009.
   Infatti,  passerà  del tempo prima di approvare  il  disegno  di
  legge e rendere operativa la legge, e ci troveremo già all'inizio
  dell'anno, quindi si metterebbero in economia dieci milioni  euro
  e ciò non avrebbe senso.
   Quindi,  l'eventuale  copertura finanziaria  viene  spostata  al
  2009 e non al 2008.
   Pertanto, dieci milioni, in questa copertura già prevista  dallo
  stesso disegno di legge, non vengono utilizzati.
   Nel  disegno  di legge era prevista inizialmente  una  copertura
  dal  Governo  di  trenta milioni di euro  per  il  pagamento  del
  personale.
   Noi  abbiamo fatto economia, al contrario, non abbiamo  prodotto
  spesa,  abbiamo  risparmiato diversi soldini, da  30  milioni  ne
  abbiamo  utilizzato  solo  otto, quindi  ne  abbiamo  risparmiato
  ventidue.

   CRACOLICI.  Non  c'entra il risparmio. E' un  provvedimento  che
  comporta spesa. Siamo in sessione di bilancio.

   SAVONA,  presidente della Commissione. Il disegno di  legge  già
  all'ordine  del  giorno era stato contemplato  all'interno  della
  manovra  della finestra legislativa. Se prendiamo  i  verbali  ci
  rendiamo  conto  di  cosa  è stato stabilito  in  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari, ed era  all'interno  della
  finestra. Lo ricordo benissimo.

   CRACOLICI.  Si  è  deciso  di  mettere  all'ordine  del   giorno
  solamente disegni di legge che non comportano spesa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, do  lettura  della  parte  del
  verbale che interessa l'Aula.
    Le  Commissioni sono autorizzate - peraltro è il programma  dei
  lavori  che  ho letto in Aula alla fine dell'ultima seduta  della
  sessione   ordinaria,  per  intenderci  -  ad  esaminare,   anche
  contestualmente all'esame dei documenti di bilancio, le norme sul
  contenimento   della  spesa  già  individuate  dalla   precedente
  Conferenza   dei   Presidenti  dei  Gruppi   parlamentari:   ATO,
  Dipartimenti, Riforma sistema sanitario regionale,  Enti  locali,
  Confidi, EAS, IRCS.
   L'Aula,  a  sua volta, potrà riunirsi nell'ultima  settimana  di
  novembre per la discussione e l'approvazione dei suddetti disegni
  di  legge e degli altri documenti eventualmente licenziati  dalle
  Commissioni .

   CARONIA, relatore. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA,   relatore.  Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  desidero  fare  una  precisazione  in  merito  a  questo.  Vorrei
  ricordare  che  questa legge, al di là del fatto che,  così  come
  poc'anzi  ricordava  l'onorevole Savona, è  stato  presentato  un
  emendamento  per eliminare la somma dei 10 milioni che  servivano
  per  lo  startup  della  liquidazione, ha invece  una  previsione
  all'interno di 30 milioni per il 2008, 30 milioni per il 2009, 30
  milioni  per  il  2010  che  erano  già  stati  appostati   nella
  finanziaria, la legge numero 2 del 2008.
   In  atto, attraverso il lavoro della Commissione, è stata  fatta
  un'ulteriore   economia  per  cui  per  il  2008  verrebbero   ad
  impegnarsi  soltanto 8 milioni, quindi con  un  risparmio  di  22
  rispetto  a quello che era impegnato, soldi che erano  stati  già
  appostati  nella precedente legge finanziaria  e che servirebbero
  semplicemente   per   garantire  i  livelli   occupazionali   del
  personale.
   Per  ciò  che  riguarda  l'iniziativa legata  alla  liquidazione
  dell'ente,  è stato presentato un emendamento, al quale  peraltro
  vorrei  apporre la mia firma, che storna i 10 milioni perché  non
  ci  sarebbero  i  tempi  tecnici perché si  possa  immediatamente
  iniziare la liquidazione, o meglio, proseguire la liquidazione.
   Vorrei,  quindi,  precisare  che  gli  importi  che  sono   qui,
  rispetto  al  2008,  sono  soltanto 8  milioni  e  sono  relativi
  soltanto al personale.
   Ricordo  che  ci  sono circa 500 unità lavorative  che  sono  in
  attesa  di  questa  nostra  legge e che chiaramente  hanno  delle
  grandi  attese  rispetto  al loro futuro.  Credo  che  su  questo
  dovremmo interrogarci e dare una risposta positiva.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  dispiace,
  ripeto  e  ribadisco, che si utilizzi l'argomento dei  lavoratori
  perché è un tentativo di colpirmi al cuore.
   Signor  Presidente, durante la sessione di bilancio  l'Aula  può
  trattare,  non  per  una facoltà prevista dal sottoscritto  o  da
  chiunque  di  noi, provvedimenti che non hanno e  non  comportano
  spesa.  Il  fatto  che  ci sia nel bilancio  un  appostamento  di
  capitolo  quando  fai  la legge, la fai nel corso  dell'esercizio
  finanziario. Durante la sessione di bilancio se fai una legge che
  utilizza quel capitolo, è una legge che comporta spesa.
   Quindi questa è la regola non fissata da me. Questa è una  legge
  che comporta spesa.
   Non  stiamo prelevando da altro capitolo  e quindi abbiamo fatto
  una  variazione di bilancio. E' una legge che si sta utilizzando,
  pur  nella  previsione finanziaria, in un momento in cui  non  si
  doveva fare.
   Ribadisco  un concetto e lo dico perché mi dispiace che  ci  sia
  stata la precisazione del Presidente   suggerita dagli uffici.
   Signor  Presidente,  mi  dispiace, o  ci  si  fida  tutti  l'uno
  dell'altro o diventa antipatico lavorare
   La   Conferenza   dei   Presidenti  dei   Gruppi   parlamentari,
  ribadisco,  durante  la  fase regolamentare,  che  è  quella  che
  prevede che nella sessione di bilancio non si fanno provvedimenti
  che  hanno  oneri  finanziari,  ha   autorizzato  per  quanto  mi
  riguarda,  almeno con il mio voto favorevole, la  possibilità  di
  derogare a questa norma soltanto per la legge sui Consorzi Fidi.
   Se  altri  disegni di legge, che non conosco, ma deve essere  la
  Presidenza  a  garantire  la procedura regolamentare,  comportano
  spesa  è  la Presidenza che deve impedire che giungano  in  Aula,
  perché  quando mi si citano le leggi, personalmente non so  quali
  di  esse  comportano  spesa  e quali  no,  nei  titoli,  poi  nei
  provvedimenti  si può andare a vedere cosa sono concretamente  le
  norme.
   Allora,  se  siamo  in  sessione  di  bilancio  bastava   dirlo,
  Presidente. Perché così come si è fatto per i Consorzi  Fidi,  si
  poteva  fare  anche per l'EAS dicendo:  guardate c'è  un'urgenza,
  c'è  il  rischio  che i lavoratori perdano il lavoro,  c'è  tutto
  quello  che  si  vuole, è necessario fare la  norma  prima  della
  chiusura dell' approvazione della finanziaria e del bilancio .
   Anche  su  questa norma, mi sembra sia stato dimostrato  più  di
  una volta che siamo persone ragionevoli, e quindi anche su questo
  si  poteva trovare un'intesa, così come l'abbiamo trovata  per  i
  Consorzi  Fidi.  Su  questa  norma  non  è  stato  mai  detto  in
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  che  era  una
  norma  che,  siccome comporta spesa, doveva andare  in  deroga  a
  quanto  previsto  durante la fase di stand-by per  l'approvazione
  del bilancio.
   Signor  Presidente,  le chiedo un attimo di  pausa.  Sospendiamo
  l'esame  di questo disegno di legge e lo valutiamo rispetto  agli
  effetti   cioè,  se  come  diceva  la  collega  Caronia,    hanno
  un'urgenza ed un'esigenza legate al mondo del lavoro.  Però  deve
  essere  valutato  con  il  concorso di tutti,  perché  per  farlo
  dobbiamo  derogare a quanto previsto dall'attuale Regolamento,  e
  si deroga se siamo tutti d'accordo.
   Lo  ripeto,  non ho nulla contro, sto dicendo soltanto  che  una
  cosa  è quello che avevamo concordato e una cosa è quello  che  è
  arrivato  rispetto al fatto che l'importante è che tutti dobbiamo
  sapere le cose.
   Pertanto, le chiedo di fermare la trattazione di questo  disegno
  di  legge,  di valutarlo, se necessario anche con una urgente  ed
  apposita Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA   NICOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   le
  argomentazioni  dell'onorevole  Cracolici  ci  convincono  e   mi
  convincono  nel senso che ancora una volta dimostra grande  senso
  di responsabilità.
   Debbo  dire  che  nella  Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  si  era deciso di aprire una finestra  legislativa,
  però  siamo  in  sessione di bilancio e quindi è giusto  che  sia
  così.
   Siccome  capiamo  che  questa  è un'emergenza,  ritengo  che  la
  proposta di sospensione, di fermarci per un attimo per verificare
  se   ci   siano  le  condizioni  unanimemente  all'interno  della
  Conferenza  per proseguire e dare alla Presidenza maggiore  forza
  rispetto  alle decisioni da prendere, sia opportuna e  quindi  mi
  allineo a quanto detto dall'onorevole Cracolici.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  sicuramente  sospenderò   la
  seduta  anche perché è in arrivo il Presidente delle Regione  per
  cui ne approfittiamo per riaprire l'Aula alla sua presenza.
   Mi  sento di dirle spontaneamente che condivido assolutamente le
  sue  argomentazioni, anche perché il nostro mondo in qualche modo
  si  basa sui patti che facciamo per andare avanti. Se c'è  sempre
  rispetto  dei  patti e quindi degli impegni assunti probabilmente
  riusciremo a fare funzionare le cose.
   Per  cui,  ovviamente,  sono d'accordo e sospenderò  la  seduta,
  tuttavia   volevo   dirle  che  così  come   condivido   la   sua
  impostazione,  non  posso non dirle che partiamo  da  due  vedute
  assolutamente differenti, nel senso che lei dà per  scontato  che
  questa  norma  preveda  un  incremento  della  spesa  che  non  è
  compatibile  con  il  fatto che siamo in  sessione  di  bilancio,
  invece  sia  gli uffici, ma anche il Presidente della Commissione
  Bilancio  ha  appena ricordato che questa norma non soltanto  non
  prevede  un  incremento  della spesa, ma prevede  addirittura  un
  contenimento della stessa.
   Partiamo, quindi, da due impostazioni completamente differenti.
   Purtuttavia,  siccome non voglio, anche in questo caso,  forzare
  i  lavori d'Aula, sospendo la seduta e convoco immediatamente  la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.46, è ripresa alle ore 19.09)

   La seduta è ripresa.

      Riprende la discussione del disegno di legge numero 192/A

   PRESIDENTE. Riprende la discussione del disegno di legge  numero
  192/A «Norme in materia di gestione del servizio idrico integrato
  e di EAS in liquidazione. Disposizioni in materia di ambiti e sub-
  ambiti territoriali ottimali idrici», posto al numero 3).
   Invito  i  componenti la Commissione a prendere posto  al  banco
  delle commissioni.
   Ha  facoltà  di  parlare  il relatore,  onorevole  Caronia,  per
  svolgere la relazione.

   CARONIA,  relatore.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  la
  Regione  siciliana, da alcuni anni, ha intrapreso il percorso  di
  privatizzazione  del  sistema  idrico  dell'isola  recependo   le
  indicazioni che, in tal senso, il legislatore nazionale,  con  la
  legge  36  del  5 gennaio 1994, la cosiddetta  legge  Galli ,  ha
  istituito  gli  ATO  ai sensi e per gli effetti  dell'articolo  9
  della  suddetta  legge, recepita con legge regionale  n.  10  del
  1999.
   All'interno  di  questo scenario si muove la  vicenda  dell'Ente
  acquedotti  siciliani  (E.A.S.),  ente  pubblico  non   economico
  costituito   con   legge  dello  Stato   nel   1942   e   passato
  successivamente sotto il controllo della Regione siciliana con la
  legge numero 212 del 1979.
   Per  decenni l'EAS ha gestito il servizio idrico di  gran  parte
  della Sicilia operando non soltanto sui grandi schemi idrici,  ma
  anche sulle reti idriche comunali.
   La   privatizzazione  del  servizio  idrico  e  le  scelte   del
  legislatore regionale che, con la legge, appunto, n. 9 del  2004,
  ha  posto in liquidazione, a partire dall'1 settembre, l'Ente con
  la  conseguenza  della costituzione della società  mista  Sicilia
  acque,  di  fatto  ha  sottratto all'Ente gran  parte  delle  sue
  competenze.  Dal  20 aprile 2004 Sicilia acque -  costituita  tra
  Eas,  Regione  siciliana  e  avente  come  partner  privato  Idro
  Sicilia,  giudicatario del 75 per cento delle quote - è operativa
  ed  è  chiamata  a  gestire le attività di captazione,  accumulo,
  potabilizzazione, adduzione di acqua ad interesse  regionale,  il
  cosiddetto sovrambito.
   Tale  momento  avrebbe dovuto coincidere con la convergenza  del
  trasferimento del cosiddetto sovrambito al nuovo gestore  Sicilia
  Acque  con  il  trasferimento della gestione su base  provinciale
  degli  ATO.  In  realtà questa coincidenza  temporale  non  si  è
  verificata,  determinando il paradosso che l'Ente oggi  posto  in
  liquidazione  ha  continuato  a svolgere  attività  ordinaria  di
  gestione  in alcune province in relazione alla quale è  costretto
  ad acquistare elevati quantitativi di acqua, quindi dalla risorsa
  Sicilia Acque, aggravando costantemente la situazione finanziaria
  dell'Ente.
   Tutto   ciò  con  l'ulteriore  paradosso  di  non  avere  potuto
  procedere  ad  un  ammodernamento  delle  reti  idriche.  Secondo
  l'articolo  1, comma 3, della legge n. 9 del 2004  ed  a  seguito
  dell'acquisto  delle azioni di EAS da Sicilia Acque,  la  Regione
  oggi  detiene  il  25  per cento delle azioni  della  società.  A
  seguito  della  messa in liquidazione dell'EAS , la  Regione  con
  l'articolo  127  della legge regionale n. 17 del  2004  ha  messo
  ordine   nel  sistema  del  controllo  delle  deliberazioni   del
  Commissario  liquidatore che testualmente prevede che   tutte  le
  deliberazioni  del  Commissario liquidatore sono  comunicate  per
  iscritto  entro  sette giorni, alla Presidenza  della  Regione  e
  all'Assessorato dei  lavori pubblici che entro sette giorni dalla
  ricezione  può  chiedere  chiarimenti o  disporre  l'annullamento
  dandone comunicazione alla Presidenza della Regione .
   L'Assessore  per i lavori pubblici, con circolare del  2  maggio
  2005, ha esplicitato l'istituto del controllo degli atti dell'EAS
  in  liquidazione  e  ha evidenziato l'implicita  abrogazione  dei
  controlli di cui all'articolo 20 della legge n. 212 del 1979, con
  la quale l'EAS passava alla Regione.
   L'Assessore  dei  lavori  pubblici pro  tempore,  su  iniziativa
  degli   uffici  del  Dipartimenti,  aveva  inviato   al   Governo
  precedente  una  proposta di legge - tra l'altro condivisa  anche
  dai  sindacati  per l'ARRA, dall'Assessorato al bilancio  e  alle
  finanze  -  riguardante la gestione e il controllo  dell'attività
  residuale dell'EAS, all'ARRA,  la collocazione del personale  con
  la  relativa  copertura  finanziaria  e  il  trasferimento  delle
  competenze    sulla    vigilanza   dell'EAS    in    liquidazione
  dall'Assessorato dei lavori pubblici all'Assessorato  bilancio  e
  finanze;  proposta  che  non ha avuto  esito,  ma  che  ha  visto
  l'istituzione nel bilancio della Regione precedente alla legge n.
  2  del  2008  di  un appostamento di 30 milioni di  euro  per  il
  personale.
   In  questo quadro di leggi, nonostante sia lacunoso,  l'attività
  di  vigilanza  dell'EAS è appunto di pertinenza  dell'Assessorato
  del  bilancio. Pertanto, questo disegno di legge al comma 1  e  2
  consentirebbe di ridefinire il processo di liquidazione dell'EAS,
  attribuendo  all'Agenzia  dei rifiuti e  delle  acque,  la  quale
  peraltro  si può anche avvalere di strutture societarie a  totale
  capitale  pubblico,  la  gestione del servizio  idrico  integrato
  residuale. Nei commi 3 e 5 è stata prevista la relativa copertura
  finanziaria. Ai commi 4 e 5 le risorse finanziarie per far fronte
  agli  oneri  che  derivano dalla messa in  liquidazione  dell'EAS
  sono  previsti dalla  Regione dall'articolo 23 della legge n.  15
  del  2004, così come poi modificato dall'articolo 40 della  legge
  n.  5  del 2005. Per le finalità dei commi 1 e 2 è stato previsto
  il  trasferimento delle competenze con riguardo della gestione di
  queste    risorse    dall'Assessorato   dei    lavori    pubblici
  all'Assessorato al bilancio, per natura contabile  e  finanziaria
  degli aspetti che sono connessi alla liquidazione dell'EAS.
   Per  quanto  riguarda il comma 6, con questo comma,  secondo  il
  parere dell'Ufficio legale, è demandata, con apposito decreto del
  presidente della Regione, da adottarsi entro sessanta giorni,  la
  determinazione degli importi e delle modalità di erogazione delle
  somme previste dall'articolo 23 della legge n. 15 del 2004.
   Con  l'articolo  7  e  con  l'articolo  8  si  vuole  richiamare
  l'attenzione sull'aspetto del personale. Infatti, la  dismissione
  di  gran  parte  dell'attività, così come  previsto  dalla  legge
  regionale n. 9 del 2004, non è stata in effetti accompagnata  dal
  trasferimento del personale agli enti di cui all'articolo 1 della
  legge  n.  10  del 2002, con la impossibilità di provvedere  alla
  razionalizzazione  del  personale  e  ad  una  sua  mobilità  nel
  territorio.
   Con  la  delibera del Governo n. 78 del 9 marzo 2007 sono  state
  formalizzate le procedure di trasferimento ai sensi dell'articolo
  23  della legge n. 10 del 1999, nonché il programma di fuoruscita
  del   personale.  Nonostante  il  graduale  impoverimento   delle
  competenze  dell'ente,  molteplici  difficoltà  hanno  di   fatto
  escluso  la  possibilità di trasferimento del  personale  con  un
  conseguente  aggravio del costo del personale stesso.
   La  Regione, in fase di redazione del bilancio 2008, ha inserito
  nelle proprie previsioni un fondo destinato al trasferimento  del
  personale  EAS per un importo di 30 milioni per il triennio  fino
  al  2010,  che si riferisce al costo complessivo del personale in
  ragione dell'anno.
   Per  accelerare il ricollocamento dell'EAS, che  oggi  stenta  a
  trovare   una   definitiva   ed  idonea   assegnazione   gravando
  significativamente  sul bilancio dell'EAS in un'attuazione  della
  norma  succitata  con  il  comma 7 è previsto  il  passaggio  del
  personale in apposito ruolo transitorio ad esaurimento, istituito
  presso  la  Presidenza  della Regione, conservando  la  posizione
  giuridica, economica  e previdenziale posseduta.
   Il  comma 8 fa divieto di assumere nuovo personale  all'ARRA  in
  quanto potrà avvalersi per l'esercizio delle gestioni  di cui  al
  comma  1  e  2  del  personale EAS ovvero  del  personale  i  cui
  requisiti sono espressamente indicati.
   Il  comma  9.  All'assessorato  ai  lavori  pubblici,  ai  sensi
  dell'articolo  8  del  testo unico delle  leggi  sull'ordinamento
  dell'amministrazione, è tuttora attribuita la vigilanza dell'EAS.
  Visto   che   l'attività   dell'ente  in  liquidazione   riguarda
  esclusivamente aspetti  economici, finanziari e contabili per  la
  quale  l'Assessorato per i lavori pubblici non ha  una  specifica
  competenza, al comma 9 sono previste delle modifiche da apportare
  alla legge n. 9 del 2004 prevedendo il passaggio delle competenze
  riguardanti la liquidazione dell'EAS  dall'Assessorato ai  lavori
  pubblici all'Assessorato per il bilancio e le finanze.
   I   commi  10,  11,  12  e  13   riguardano  sostanzialmente  la
  parificazione   nonché  il subentro dell'ARRA  nelle  convenzioni
  stipulate  tra la Regione e le altre amministrazioni.
   Il  comma 12 affronta le problematiche relative al personale  in
  quiescenza  che  viene  anche  esso  compreso  all'interno  della
  previsione economica, mentre il comma 13 tratta l'abrogazione  di
  norme  che  sono  in  contrasto  con  le  norme  introdotte   con
  l'articolo in trattazione.
   Con   l'articolo  14,  infine,  viene  data  adeguata  copertura
  finanziaria per il corrente esercizio finanziario ai commi 7 e 12
  relativi  al personale. Con l'approvazione di questo  disegno  di
  legge  oggi  in discussione si è protratto fino a  fine  anno  lo
  stanziamento  che   è  stato individuato in 8  milioni  di  euro,
  mentre  per  il  biennio  2009-2010 le  risorse  necessarie  sono
  calcolate   in  base  alla  previsione  fatta  nella   precedente
  finanziaria,  quindi  30 milioni di euro, così  come  accantonate
  nell'apposito  bilancio.  La legge in  questione  sicuramente  si
  prefigge di perfezionare un percorso di liquidazione dell'ente  e
  sicuramente va nell'ottica di una contrazione della spesa e di un
  migliore  utilizzo  dei fondi, anche  dei fondi  comunitari,  che
  potrebbero essere  captati con l'introduzione di questa norma.

   PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, ritengo  che  questa  norma  abbia
  sicuramente bisogno di approfondimenti. Ho letto il testo  e  non
  solo parlerò dell'articolo 1, comma 1,  ma ho potuto rilevare che
  ci  sono  altre  norme  ed  altri commi che,  con  la  scusa  del
  riordino dell'EAS, creano praticamente nuove società e richiedono
  anche  una  somma di 10 migliaia di euro (non so  quanto  sia  la
  dotazione per potere fare queste nuove società e ricordo che   si
  dice sempre  nell'attesa del riordino ).
   Signor   Presidente,  purtroppo   conosco  bene   la   filosofia
  dell'Agenzia delle acque e dei rifiuti
   Porto   l'esempio  dell'articolo  1,  comma  1  riguardante   la
  provincia di Messina. Al riguardo abbiamo deliberato per ben  tre
  volte 80 sindaci  rappresentanti l'ottantaquattro per cento della
  popolazione  e  l'ottanta per cento dei consigli  comunali  hanno
  deliberato la gestione pubblica dell'Ato idrico.
   Per  un'interpretazione non so di quale  tipo,  l'Agenzia  si  è
  opposta alla gestione pubblica  delle acque. Questo il risultato.
   Onorevole  Presidente  della  Regione,  chiedo   un  attimo   di
  attenzione.  Oggi viene proposta una norma che dà  alle  province
  inadempienti sessanta giorni. (Nella provincia di Messina vi è un
  Presidente,  a scanso di equivoci dico che è del PDL  e,  quindi,
  non  è  un presidente del  nostro schieramento, ma l'ottanta  per
  cento dei comuni della provincia di Messina è PDL e quindi non  è
  un fatto di parte). E praticamente, rispetto alla convenzione, si
  è già deliberata  la trasformazione in consorzio.
   Bene,  se venisse attuata questa norma, l'Agenzia dei rifiuti  e
  delle  acque,  ledendo il diritto di  autogestione,  sancito  tra
  l'altro dal decreto Ronchi,  imporrebbe una nuova società - fatta
  dal  centro dell'Agenzia -,  spenderebbe nuove somme, andando  al
  di  là di quelle che sono le volontà del territorio per poi  fare
  la  gara;  una  volta fatta la gara, con le tariffe che  gestisce
  praticamente  e che impone l'agenzia dei rifiuti, noi  avremo  un
  risultato peggiore dell'Ato rifiuti.
   Il  ragionamento  è  questo.  Noi nel  tempo  abbiamo  avuto  un
  disastro dell'Ato rifiuti perché l'Agenzia dei rifiuti ha imposto
  determinate  questioni,  ha  imposto   tariffe  delle  discariche
  altissime,  non ha vigilato perché ogni Ato avesse una discarica,
  non  ha  vigilato sugli impianti di compostaggio, non  ha attuato
  quelle  che  dovevano essere le riforme per potere arrivare  alla
  gestione.
   Immaginiamo  che cosa vorrebbe dire se da parte dell'Agenzia  si
  imponesse  praticamente  la  tariffa  per  l'Ato   idrico  o   le
  modalità. Sapete cosa c'era scritto in una di queste proposte  di
  gestione  di  fare da parte di un commissario dell'agenzia  delle
  acque? L'intervento per la manutenzione urgente può essere  fatta
  entro 15 giorni.
   Vi  faccio  solo un esempio. Il che significa che se  vi  è  una
  perdita d'acqua, il gestore avrebbe diritto a 15 giorni di tempo,
  mentre oggi il comune interviene immediatamente.
   Vi  faccio  l'esempio paradosso per dire che mentre i comuni  in
  armonia  hanno già deliberato e intendono gestire questa Ato  con
  la  gestione  pubblica  non  è  possibile  che  tutto  ciò  venga
  demandato all'agenzia.
   Altra  questione.  In questi giorni, onorevole Presidente  della
  Regione,  sta avvenendo che l'Agenzia rifiuti chiede  a  tutti  i
  comuni di rendicontare la spesa fatta in proprio con mutui.
   I  comuni hanno risposto. Posso dire che i 104 milioni che erano
  diretti alla provincia di Messina, i comuni li hanno rendicontati
  con  fondi propri. Sapete quanti di questi fondi vanno ai comuni?
  Zero, questi fondi restano all'Agenzia.
   In  questa  situazione, credo che ci vuole un po' di buon  senso
  da  parte  di tutti i deputati per potere approfondire una  norma
  che  tra  l'altro ho visto anche che porta delle  conseguenze  in
  altri  commi. Non è possibile oggi fare nuove società  in  attesa
  del  riordino  dell'EAS o di altro. Allora, perché  non  mettiamo
  mano  direttamente al riordino, andiamo a risparmiare  le  somme,
  andiamo a risolvere un problema una volta per tutte?
   Ma  non  è possibile, non capisco, se leggiamo attentamente,  il
  comma  due  dell'articolo uno, dice  per il riordino  di  cui  al
  comma uno ' sapete cosa dicono  del riordino di cui al comma uno?
   Nelle  more  della  riorganizzazione del riordino  del  servizio
  idrico integrato '
   Scusate:  perché  non  andiamo a fare il riordino  del  servizio
  integrato?  Perché  andiamo a spendere 10  milioni  di  euro  per
  andare a fare nuove società?
   Credo che vi debba essere un momento di riflessione da parte  di
  questo  Parlamento per approfondire quello che inopinatamente  ci
  viene proposto dall'Agenzia. Io capirei, al fine di salvaguardare
  sia  l'una che l'altra, che si dia la possibilità all'Agenzia  di
  porre  un ultimatum - entro 180 giorni, 120 giorni, 150 giorni  -
  praticamente possa darsi il termine ai due ATO idrici di dare  la
  gestione  esterna  dell'ATO,  e lo  capirei.  E'  una  norma  che
  potremmo benissimo approvare entro 180 giorni.
   Immaginate  se  questa norma passasse così, a parte  che  non  è
  previsto.
   Signor  Presidente della Regione, mi permetto  di  dire  che  in
  questo  momento la gestione straordinaria è finita, noi siamo  in
  gestione  ordinaria, non possiamo abolire sic et  simpliciter  un
  diritto praticamente acquisito dall'ATO idrico.
   Allora,  le  proposte  sono due. Chiaramente  tutti  i  deputati
  della   provincia  di  Messina,  la  maggior  parte,  hanno   già
  sottoscritto  un emendamento per cassare il comma 1 dell'articolo
  1. Oppure, chiederei che queste norme, per quanto riguarda alcune
  specificità,   vengano   rinviate   in   Commissione    per    un
  approfondimento.

   PRESIDENTE.  Non  ci  sono altri iscritti  a  parlare.  Dichiaro
  chiusa la discussione generale. Eccezionalmente per questa  legge
  fissiamo il termine per la presentazione degli emendamenti  entro
  le ore 13.00 di lunedì 1 dicembre.
   Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi  è
  favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Riprenderemo  quindi  la discussione la settimana  prossima  con
  l'esame dell'articolo 1.


   Presidenza del presidente Cascio


   Discussione del disegno di legge numeri 197-80-112-bis/A «Norme
                                 per
   la riorganizzazione dei Dipartimenti regionali. Ordinamento del
            Governo e dell'amministrazione della Regione»

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla discussione del  disegno  di  legge
  numeri   197-80-112/A   «Norme  per   la   riorganizzazione   dei
  Dipartimenti    regionali.    Ordinamento    del    Governo     e
  dell'amministrazione della Regione», posto al numero 4).
   Invito   la   Commissione  a  prendere  posto  al  banco   delle
  Commissioni.
   Ha  facoltà  di  parlare  il relatore,  onorevole  Minardo,  per
  svolgere la relazione.

   MINARDO,   presidente  della  commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  brevemente,  anche  perché  la
  relazione l'avevo già svolta in Aula durante la seduta numero  34
  del  28  ottobre scorso quando il disegno di legge  in   esame  è
  stato rimandato in Commissione, ai sensi dell'articolo 121 quater
  del  Regolamento  interno,  affinché  la  stessa  procedesse   ai
  necessari approfondimenti del testo.
   La  Commissione,   in  un   clima di  sereno  confronto  tra  le
  posizioni   delle  diverse  forze  politiche,  ha  esaminato   il
  contenuto  del provvedimento decidendo di renderlo più  ampio  al
  fine   di   includere   la  riforma  della   normativa   relativa
  all'ordinamento del Governo.
   Il   testo  che  si  propone  all'esame  dell'Aula  si   compone
  conseguentemente di due titoli. Il primo opera una  rimodulazione
  dell'assetto  dei  dipartimenti  regionali  senza  modificare  la
  struttura  del  Governo.  Il secondo, viceversa,  partendo  dalla
  ridefinizione delle attribuzioni del Presidente della  Regione  e
  degli  assessori  regionali con decorrenza dall'1  gennaio  2010.
  Modifica  l'assetto  degli  Assessorati  e  l'articolazione   dei
  Dipartimenti.
   Nel   nuovo   assetto,   al   Presidente   della   Regione    si
  affiancheranno 12 Assessori con delega, rispettivamente:
   a) alle Attività produttive;
  b) ai Beni culturali e all'Identità siciliana;
  c) all'Economia;
  d) all'Energia e  Servizi di pubblica utilità;
  e) alla Famiglia, alle Politiche sociali e al Lavoro;
  f) alle Autonomie locali e alla funzione pubblica;
  g) alle Infrastrutture alla mobilità;
  h) all'Istruzione e alla Formazione;
  i) alle Risorse agricole e alimentari;
  j) alla Salute;
  k) al Territorio e Ambiente;
  l) al Turismo, allo Sport e allo Spettacolo.
   Il  numero dei Dipartimenti sarà ulteriormente ridotto dal  2010
  e si attesterà a 27, con una contrazione di circa il 30 per cento
  rispetto all'attuale consistenza.
   La   Commissione,  come  prevede  il  Regolamento  interno,   ha
  provveduto  ad  acquisire  i  pareri  della  Seconda  Commissione
  legislativa sulla copertura finanziaria delle norme  di  spesa  e
  del  Comitato  per  la Qualità della legislazione,  i  cui  utili
  suggerimenti sono stati inseriti nel testo.
   Mi  auguro che l'Aula possa esaminare il disegno di legge con lo
  stesso   spirito  costruttivo  che  ha  animato   i   lavori   in
  Commissione,  esitando una riforma, a mio  avviso,  storica,  che
  adegua  la  struttura dell'Amministrazione regionale alle  mutate
  esigenze  della società e dell'economia siciliana,  riuscendo  al
  contempo  a  razionalizzare l'assetto ed a contenere i  costi  di
  funzionamento della burocrazia regionale.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  come  l'Aula
  ricorderà questo disegno di legge ha avuto un iter sofferto.
   E'  il  primo disegno di legge di questa legislatura che è stato
  rinviato  in  Commissione con un voto che ha  diviso  l'Aula.  Il
  testo,  esitato  nuovamente per l'Aula, credo  sia  profondamente
  migliorativo,  seppur avremmo desiderato delle scelte  ancor  più
  coraggiose,  non tanto per assecondare la moda dei tagli,  quanto
  per  provare invece ad attuare un processo di modernizzazione che
  questa Regione ha bisogno di vivere come l'aria che si respira.
   Avverto  che ancora sono forti le resistenze, che ci sono  anche
  degli  istinti  che  prescindono a volte il senso  della  ragione
  stessa, degli istinti di conservazione, di mantenere le cose come
  stanno, di evitare di turbare equilibri che si sono consolidati e
  definiti  nel tempo, magari anche avendo consapevolezza logica  e
  razionale della non funzionalità. Però, l'idea stessa di  mettere
  in  discussione ciò che conosciamo, viene vissuta, da  una  larga
  parte del sistema politico e della rappresentanza parlamentare di
  quest'Aula, come una minaccia. Noi abbiamo lavorato perché questo
  testo  gettasse  le  basi di una Regione  che  ci  auguriamo  più
  snella,  meno  ingombrante, meno pesante. E in tal senso  avremmo
  voluto,  ad  esempio, che assieme alla riduzione dei Dipartimenti
  che  ha proposto il Governo - sebbene voglio ricordare il Governo
  ha  proposto  un testo con la riduzione a 29 Dipartimenti,  nella
  prima  parte già siamo a 31; nella seconda parte poi, a  dire  il
  vero, il Governo ha presentato un suo emendamento in Commissione,
  frutto   anche  di  un'iniziativa  che  il  gruppo  del   Partito
  democratico ha fatto presentando una propria idea di riforma  dei
  Dipartimenti,  connessa  alla riforma degli  assessorati  -,  che
  questa  riforma si presentasse con una immediata e  comprensibile
  scelta   agli  occhi  dell'opinione  pubblica,  ma  anche   della
  struttura di questa Regione.
   Noi  tra  l'altro  esamineremo - non so se in  questa  finestra,
  perché  non  ho capito se questa finestra è diventato  un  grande
  balcone - la legge sullo status degli amministratori locali, e in
  quella legge giustamente abbiamo fissato un tetto oltre il  quale
  nessun comune può andare per avere in Sicilia un numero superiore
  a  12  assessori,  cosa che in alcuni casi è diventata  veramente
  assurda
   Mettere  le carte in regola come Regione, avrebbe forse  aiutato
  anche   a   sostenere  le  ragioni  di  quel  provvedimento   che
  esamineremo  tra  qualche giorno. La scelta della  maggioranza  è
  stata  un'altra,  addirittura qualcuno pensava  di  aumentare  il
  numero  di  assessori  che compongono la  Giunta  di  Governo  in
  Sicilia,  alla  fine si è trovato questo punto di  equilibrio  in
  Commissione che mantiene a 12 gli assessori.
   Pensiamo  che  ancora  ci sia un margine  per  potere  fare  una
  sintesi, ci auguriamo che il Presidente della Regione - che forse
  alla  prima  stesura del disegno di legge al  quale  ha  lavorato
  direttamente  da  deputato,  con lo spirito  del  deputato,  alla
  formazione  della legge in Commissione - in Aula sia  consapevole
  che,   anche  l'equilibrio  raggiunto,  probabilmente,   presenta
  qualche  elemento di incongruenza che forse in Aula è  meritevole
  di essere superato.
   Faccio per tutti un esempio: mantenere separato, come si fa  con
  questo  disegno  di legge, l'Assessorato dei beni culturali  che,
  adesso, assume anche una denominazione all'identità siciliana che
  ci  sembra  più un'affermazione di principio, perché non  ha  poi
  fortunatamente   una   ricaduta  organizzativa,   ebbene,   siamo
  siciliani  e  siamo figli di un mondo più globale, però,  avremmo
  voluto che questo Assessorato, che è un assessorato chiave per la
  strategia  economica  della nostra Regione,  si  connettesse  con
  quello  del  turismo, tanto più che abbiamo presentato  un  piano
  all'Unione  Europea  che prevede una forte  integrazione  tra  le
  politiche per i beni culturali e quelle del turismo come è giusto
  che sia.
   Questo, però, lo vedremo con l'esame degli emendamenti in  Aula.
  Questo  disegno  di  legge, alla fine, definisce  un  modello  di
  Regione  nel senso che avvia un percorso anche strutturato  degli
  Uffici che, riducendo il numero degli attuali Dipartimenti  quasi
  alla metà rispetto a quelli attuali nel secondo step si avvia  .

   LOMBARDO, presidente della Regione. Step?

   CRACOLICI. Cosa? Non le piace il termine step? Scusi,  onorevole
  Presidente,  ma  il  disegno di legge da lei presentato  utilizza
  questa  formulazione e prevede, appunto, uno  step.  Lei  farebbe
  bene,  glielo consiglio, se mi permette la battuta a fare  quello
  che, nel mio piccolo, da parlamentare, faccio in quest'Aula, cioè
  cercare di leggere tutti i disegni di legge che arrivano in Aula,
  e  se  lei  lo  facesse,  si risolverebbe  qualche  problema.  Ho
  l'impressione, infatti, che arrivano in Aula disegni di legge che
  chissà  come  verranno esitati dall'Aula e  se  saranno  esitati.
  Forse  sarebbe  buona  cosa  che  lei  acquisisse  la  conoscenza
  personale - e non solo attraverso la sua Giunta - degli strumenti
  che sono all'esame del Parlamento  E chiudo la parentesi.
   Quello  che  mi  interessa sottolineare in  questa  fase  è  che
  questo disegno di legge, a mio avviso, avvia un percorso. Bisogna
  capire  se c'è un Parlamento e una maggioranza che ha il coraggio
  necessario   di   definire  una  struttura   amministrativa   che
  corrisponda  alla  responsabilità  della  politica,  ad  esempio,
  unificando gli Assessorati con i Dipartimenti.
   Io  mi  auguro che un giorno in questa nostra Regione ci saranno
  dieci  Assessorati e dieci Dipartimenti, megadipartimenti, perché
  l'idea  di  spezzettare  le competenze non  aiuta  l'efficacia  e
  l'efficienza di un'Amministrazione.
   Questo  disegno di legge affronta anche un'altra  questione.  Io
  so  che  ci  sono stati ripensamenti e lo voglio dire  subito  in
  quest'Aula  e lo dico alla presenza del Presidente della  Regione
  perché  non so se sarà presente nel corso dell'esame del  disegno
  di legge.
     In  Commissione abbiamo condiviso una scelta che  ci  è  stata
  proposta,  per  la verità anche noi l'avevamo proposta,  cioé  il
  superamento del modello emergenziale che ha assegnato  una  parte
  dell'azione  politica nella nostra Regione, in  particolare,  sui
  rifiuti  e  sull'acqua. Il superamento della logica  emergenziale
  che  poi  ha dato vita all'Agenzia. L'Agenzia, altro non era  che
  l'organizzazione in stile emergenziale di una cosa che era  stata
  superata  dopo una certa fase come emergenza, ma il paradosso  di
  questa  nostra Regione è che una cosa che è nata con  una  logica
  emergenziale  si è perfino sporcata, addirittura  nominandoci  un
  consiglio di amministrazione.
   Noi  abbiamo  un'Agenzia  in  Sicilia,  che  si  chiama  Agenzia
  regionale  dei rifiuti e delle acque (ARRA), che ha un  consiglio
  di  amministrazione,  nominata in una logica  emergenziale  e  la
  politica  ha  sentito  la  necessità di esercitare  un  controllo
  lottizzandola al suo interno.
   Questo disegno di legge mette fine a questo grande equivoco.
   Primo,  l'acqua e i rifiuti costituiscono azioni della  politica
  ordinaria  di questa Regione, non sono altro che azione ordinaria
  di  questa  Regione  ed  è  giusto che stiano  dentro  l'attività
  ordinaria della nostra Regione attraverso la costituzione  di  un
  apposito  dipartimento che sappia essere snello, a  garanzia  dei
  cittadini,  in  grado  di dare tempi certi e  non  biblici,  come
  spesso  succede invece nell'Amministrazione regionale per  quanto
  riguarda le autorizzazioni. Ecco perché noi abbiamo condiviso  la
  scelta  di  abolire l'Agenzia e di portarla dentro  la  struttura
  ordinaria.
   Io  mi  auguro che il Governo abbia la forza e la consapevolezza
  che  le cose che si costruiscono, anche con un percorso condiviso
  nelle  Commissioni,  non arrivino in Aula  per  essere  ribaltate
  perché, se così fosse, è evidente che il lavoro che abbiamo fatto
  vivrà  una  fase di grave e seria difficoltà, non solo  forse  su
  questo disegno di legge.
   Ecco  perché  ho  voluto  fare questo  intervento,  sapendo  che
  rinvieremo  il  passaggio all'esame degli articoli alla  prossima
  settimana, perché il Governo sia garante anche delle ragioni  che
  hanno portato questo disegno di legge in Aula con un percorso che
  è   stato  particolare,  è  stato  rinviato  in  Commissione,  in
  Commissione è stato arricchito di una seconda parte,  la  seconda
  parte è stata il frutto di una elaborazione condivisa.
   Mi  auguro  che questa elaborazione condivisa rimanga fino  alla
  fine. Vedremo se il Governo e la maggioranza saranno in grado  di
  essere coerentemente seri fino in fondo. Chi vivrà, vedrà

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido  i
  limiti  espressi dall'onorevole Cracolici, ma ritengo che  questo
  disegno di legge vada nella direzione giusta, ed è un disegno  di
  legge  da  affrontare. Su questa materia però dovremmo  avere  il
  coraggio di effettuare interventi più radicali, più incisivi.
   In  tema  di contenimento della spesa e di riduzione  dei  costi
  della  politica, prima dell'approvazione della finanziaria e  del
  bilancio,  andavano  fatti  alcuni interventi  più  corposi,  più
  significativi.  Penso,  ad esempio, al fatto  che  la  Giunta  ha
  deliberato  la liquidazione dell'ESA, e il disegno di  legge  non
  arriva in Aula, e probabilmente non arriverà per divisioni che ci
  sono  all'interno  della  maggioranza e per  posizioni  politiche
  diverse.  Sarebbe stato un segnale. Anziché dire che  il  deficit
  tendenziale  di oltre 2 miliardi di euro viene coperto  in  parte
  con  una  cifra  cospicua dalla vendita degli  immobili  per  950
  milioni  di euro, avremmo potuto dire che la finanziaria  diventa
  più  leggera  perché stiamo tagliando alcuni rami secchi.  Questo
  non   è   stato  fatto  e  non  verrà  fatto  perché  lo   stesso
  provvedimento   che   abbiamo  questa  mattina   esitato   in   I
  Commissione,  non  ha  grandi interventi  di  contenimento  della
  spesa,  c'è soltanto l'invito alle amministrazioni a non superare
  un  certo numero di assessori e a contenere le aspettative  ed  i
  permessi.
   Credo  che  l'Italia, che guarda alla Sicilia  come  una  realtà
  nella  quale  nel passato ci sono stati sprechi, ci  sono  stati,
  qualcuno  dice abusi, si aspetta molto di più da noi. O siamo  in
  grado  di  recidere,  di rompere il nesso  tra  il  potere  e  il
  consenso  e  facciamo riforme radicali serie, oppure il  prossimo
  anno ci troveremo con una serie di interventi troppo modesti  per
  essere  considerati importanti da parte di una  classe  dirigente
  che deve fare fino in fondo la propria parte in una realtà tra le
  più degradate d'Europa.
   E  la  mia  proposta di ridurre i deputati non era una  proposta
  fatta tanto per farla e non è una proposta tanto per essere messa
  insieme  a tante altre, bensì è una proposta che ha il  senso  di
  chi vuole dimostrare ai cittadini che anche noi siamo in grado di
  autoriformarci, che anche noi diamo un segnale positivo, che  non
  possiamo cominciare sempre dai più deboli, dagli altri.
   Pertanto,  mi  auguro che il disegno di legge sui  dipartimenti,
  che  è  un  disegno  di  legge  nei  cui  confronti  abbiamo   un
  atteggiamento  di  grande disponibilità sui  contenuti,  in  Aula
  venga migliorato per fare scelte più incisive che veramente diano
  un segnale di svolta.
   In  ogni  caso, mi auguro che sia seguito da altri provvedimenti
  che  assumano  il ragionamento sui costi della politica  come  un
  ragionamento unico che comporta una serie di iniziative molto più
  incisive di quelle che abbiamo proposto finora.
   Nel  corso  dell'articolato continueremo a proporre la riduzione
  degli  assessorati  perché  non ha senso.  Abbiamo  accettato  la
  proposta dei tempi di entrata in vigore del disegno di legge,  ma
  non  ha senso dire ai Consigli comunali e ai Consigli provinciali
  che  loro non possono superare un certo numero di assessori e noi
  continuiamo a mantenere quelli che avevamo prima. Ci sono  alcune
  esigenze  di  deleghe. Ad esempio, la valutazione che  faceva  il
  Presidente in Commissione è assolutamente pertinente, cioé quella
  di  fare  un  assessore delegato ai rapporti con il Parlamento  o
  quella  di  avere alcune deleghe che ci consentono di  avere  una
  presenza  più sistematica a Roma. Tutto ciò  va fatto nell'ambito
  di un ragionamento complessivo che in ogni caso tende a ridurre e
  non a lasciare le cose come sono. Pertanto, al di là del merito e
  dei   limiti  che  ci  sono,  pensiamo  che  questa  strada  vada
  alimentata in maniera più coraggiosa.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale e  pongo  in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)
   Onorevoli  colleghi, informo che il termine per la presentazione
  degli  emendamenti  per  il  disegno  di  legge  in  discussione,
  eccezionalmente, come per il disegno di  legge sull'EAS è fissato
  per lunedì 1 dicembre alle ore 13.00.


   Presidenza del presidente Cascio


   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  giovedì  27
  novembre 2008, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:

   I  -Comunicazioni

   II   -  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli  articoli  83,
   lettera d)
   e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

    N. 76   -   Interventi  a  livello  nazionale  a  sostegno  del
          personale  transitato dal comparto degli enti  locali  ai
          ruoli dello Stato

                                ADAMO - MARROCCO - MUSOTTO - SCILLA

    N. 77    -    Interventi  presso  il  Governo   nazionale   per
          salvaguardare   la  continuità  operativa  dell'aeroporto
          Falcone e Borsellino di Palermo

                    CAPUTO - APPRENDI - LUPO - DONEGANI - VINCIULLO
                                        ARICÒ - MARROCCO - COLIANNI

    N. 78   -    Misure  per  garantire la regolare erogazione  dei
          contributi spettanti alle IPAB .

                            D'ANTONI - COLIANNI - FARAONE - LENTINI

   III  -Discussione dei disegni di legge:

   1)    Disposizioni   per  favorire  lo  sviluppo   del   settore
    industriale in Sicilia in
    attuazione   del   Programma   operativo   fondo   europeo   di
    sviluppo regionale

       (P.O. FESR 2007/2013)  (n. 220/A)

    2)  Iniziative  a  sostegno  dei Consorzi  fidi.  Misure  a
       favore   di   soggetti   pubblici   regionali   per   le
       anticipazioni   sulle   liste   di   carico   poste   in
       riscossione  (n. 259/A) (Seguito)

    3)  Norme  in  materia  di  gestione  del  Servizio  Idrico
       Integrato  e  di  EAS in liquidazione.  Disposizioni  in
       materia  di  ambiti  e sub-ambiti territoriali  ottimali
       idrici  (n. 192/A) (Seguito)

    4)  Norme   per   la   riorganizzazione  dei   dipartimenti
       regionali.      Ordinamento      del      Governo      e
       dell'amministrazione  della  Regione   (nn.  197-80-112-
       bis/A) (Seguito)

                  La seduta è tolta alle ore 19,52.

          Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.50

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli
   ALLEGATO  EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA  SEDUTA

  DISEGNO DI LEGGE N. 159:  DISCIPLINA DEGLI ISTITUTI DI RICOVERO E
  CURA  A CARATTERE SCIENTIFICO DI DIRITTO PUBBLICO

     All'articolo 3:

   Emendamento 3.1:

  Al  comma  2,  dopo  le parole   può nominare    aggiungere  le
  parole   tra i consiglieri .

     All'articolo 6:

   Emendamento 6.1:

  Al  termine del comma 1 aggiungere  e loro successive modifiche
  ed integrazioni .