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Resoconto d'Aula della Seduta n. 45 di giovedì 27 novembre 2008
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Comunico  che del verbale della  seduta  precedente
  sarà data lettura nella seduta successiva.

   Ai  sensi  dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento  interno,
  do  il  preavviso  di  trenta  minuti  al  fine  delle  eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio   segreto   (art.   127)   sono   effettuate   mediante
  procedimento elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Formica


  Discussione  del  disegno  di legge «Composizione  delle  giunte.
  Status degli amministratori locali e misure di contenimento della
  spesa  pubblica. Soglia di sbarramento nelle elezioni comunali  e
  provinciali della Regione. Disposizioni varie» (numeri 240-85-213-
  256-278-296-299/A)»

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si  procede con la discussione del disegno di legge numeri  240-
  85-213-256-278-296-299/A «Composizione delle giunte. Status degli
  amministratori  locali  e  misure di  contenimento   della  spesa
  pubblica.  Soglia  di  sbarramento  nelle  elezioni  comunali   e
  provinciali della Regione. Disposizioni varie», posto  al  numero
  1).
   Invito  i  componenti la I Commissione,  Affari  istituzionali',
  a prendere posto nel relativo banco.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Minardo  per  svolgere  la
  relazione.
   Se   il  relatore  rinuncia  e  si  rimette  all'Aula,  potremmo
  decidere  di  rinviare la discussione generale all'articolo  1  e
  spostare il termine per la presentazione degli emendamenti  entro
  le ore 13.00 di lunedì 1 dicembre 2008.

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto  al
  testo  della relazione scritta  e mi rimetto all'Aula per  quello
  che lei ha già detto.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo  alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro  chiusa
  la  discussione  generale  e  pongo  in  votazione  il  passaggio
  all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  non  sorgendo  osservazioni,  dispongo  il
  rinvio  della discussione generale in sede di esame dell'articolo
  1 e fisso il termine per la presentazione degli emendamenti entro
  le ore 13.00 di lunedì 1 dicembre 2008.
   Sospendo,  quindi,  l'esame del disegno di legge  per  rinviarlo
  alla seduta di martedì 2 dicembre 2008.

                               Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Marinese   ha   chiesto
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

  Seguito  della  discussione del disegno  di  legge  numero  259/A
  «Iniziative  a  sostegno dei Consorzi fidi. Misure  a  favore  di
  soggetti  pubblici regionali per le anticipazioni sulle liste  di
  carico poste in riscossione»


   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE. Si passa al seguito dell'esame del disegno di  legge
  n.  259/A  «Iniziative  a sostegno dei Consorzi  fidi.  Misure  a
  favore di soggetti pubblici regionali per le anticipazioni  sulle
  liste di carico poste in riscossione», posto al numero 2).
   Invito  i  componenti  la  Commissione,  a  prendere  posto  nel
  relativo banco.
   Ricordo  che nella seduta  di ieri era stato votato ed approvato
  il passaggio all'esame degli articoli.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1
              Provvedimenti in favore dei Consorzi fidi

   1.  Al  fine  di  favorire  l'accesso al  credito  delle  micro,
  piccole  e  medie  imprese  di  cui all'articolo  2  della  legge
  regionale   21  settembre  2005,  n.  11,  aderenti  ai   confidi
  riconosciuti  ai  sensi  dell' articolo 5 della  medesima  legge,
  l'assessorato   regionale  del  bilancio  e  delle   finanze,   è
  autorizzato  a  concedere un contributo  una  tantum  finalizzato
  all'integrazione  dei fondi rischi nella misura  massima  del  de
  minimis  ai sensi del regolamento CE 1998/2006 della Commissione,
  pubblicato  in GUUE L 379/5 del 28 dicembre 2006. Tali contributi
  sono  calcolati  nella  misura del  5  per  cento  rispetto  alle
  garanzie  rilasciate  da  ciascun confidi risultante  dall'ultimo
  bilancio di esercizio. Per le finalità di cui al presente comma è
  autorizzata per l'esercizio finanziario 2008 l'ulteriore spesa di
  5.000   migliaia  di  euro  cui  si  provvede  con  parte   delle
  disponibilità  dell'UPB  4.2.1.5.3.  -  capitolo  212032  -   del
  bilancio della Regione per l'esercizio finanziario medesimo.

   2.  E'  disposto lo stanziamento di 20.000 migliaia di euro  per
  procedere   al  pagamento  dei  contributi  in  conto   interessi
  spettanti   alle  imprese,  relativamente  agli   anni   2006   e
  precedenti,  aderenti ai consorzi e cooperative di garanzia  fidi
  dei settori commercio, artigianato e industria così come previsti
  dalla  legge  regionale  23 dicembre 2000,  n.  32  e  successive
  modifiche   ed   integrazioni.  La  suddivisione  degli   importi
  necessari  da  assegnare  agli  assessorati  competenti,  per  le
  suddette  precedenti  disposizioni  legislative  sui  confidi,  è
  effettuata con successivo provvedimento dalla ragioneria generale
  della  regione in relazione alle istanze presentate  dai  confidi
  all'assessorato  regionale  della  cooperazione,  del  commercio,
  dell'artigianato e della pesca e all'Assessorato dell'industria.

   3.  Per  le  finalità  di cui al comma 2 è autorizzata  per  gli
  esercizi finanziari 2008 e 2009 la spesa annua di 10.000 migliaia
  di  euro. All'onere per l'esercizio finanziario 2008 si fa fronte
  mediante  riduzione  della  U.P.B.  4.2.1.5.3.  capitolo  212032.
  L'onere  per  l'esercizio finanziario 2009  trova  riscontro  nel
  bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2008-2010, UPB
  4.2.5.1.2. - capitolo 215704 - accantonamento 1004».
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dalla Commissione: 1.2 e 1.3;
   - dal Governo: 1.1.

   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 12.33, è ripresa alle ore 12.36)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato  dal  Governo  il
  subemendamento 1.1.1.
   Si  passa  all'emendamento 1.2, a firma  della  Commissione.  Lo
  pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi è contrario resti seduto; chi è  favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.3, a firma  della  Commissione.  Lo
  pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi è contrario resti seduto; chi è  favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  al  subemendamento 1.1.1. Lo pongo in  votazione.  Il
  parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   COLIANNI,  vicepresidente della Commissione. La  Commissione  si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento  1.1,  del   Governo,   così   come
  modificato.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   COLIANNI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.
                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 1, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2
       Modifiche alla legge regionale 21 settembre 2005, n. 11

   1.   Alla  legge  regionale  21  settembre  2005,  n.  11,  sono
  apportate le seguenti modifiche ed integrazioni:

   a) l' articolo 3, comma 1, è sostituito dai seguenti:

   Art.  3.  -  1.  L'Assessorato regionale del  bilancio  e  delle
  finanze  è  autorizzato  ad integrare i fondi  rischi  costituiti
  presso  i  confidi per la prestazione alle imprese delle garanzie
  di  cui  alla  presente legge, volte a favorire il  finanziamento
  delle   banche  e  degli  altri  soggetti  operanti  nel  settore
  finanziario,  in  misura  pari  ai nuovi  apporti  forniti  dalle
  imprese  consorziate  e,  comunque, nel  limite  massimo  di  100
  migliaia di euro per ogni impresa e di 3.000 migliaia di euro per
  ciascun confidi.

   1  bis. I confidi sono tenuti, qualora restituiscano, in tutto o
  in  parte,  alle  imprese gli apporti versati dalle  medesime  ai
  fondi  rischi  di cui al comma 1, a restituire la  corrispondente
  quota  conferita  dall'amministrazione  regionale  a  titolo   di
  integrazione,  maggiorata  degli interessi  maturati,  attraverso
  appositi  versamenti in entrata del bilancio della Regione.  Tali
  somme  sono  destinate  alle  finalità  di  cui  al  comma  1  ed
  affluiscono  in  un fondo a destinazione vincolata  appositamente
  istituito   nel  bilancio  della  Regione,  rubrica  Dipartimento
  finanze  e  credito.  Con  decreto del  Ragioniere  generale,  su
  richiesta  del  Dirigente  generale del  Dipartimento  finanze  e
  credito,   in  relazione  ai  versamenti  accertati  si  provvede
  all'iscrizione  in  bilancio  sul predetto  fondo.  Nel  caso  di
  mancato  versamento di tali somme, la Regione non  potrà  erogare
  ulteriori somme a titolo di integrazione al confidi inadempiente.

   1   ter.   Le  somme  afferenti  al  fondo  rischi  dei  confidi
  costituito   dagli  apporti  versati  dalle   imprese   e   dalle
  corrispondenti integrazioni regionali, di cui al comma  1,  fermi
  restando  i  vincoli di destinazione dello stesso fondo,  possono
  concorrere  alla formazione del patrimonio di vigilanza  ai  fini
  della trasformazione in intermediari vigilati iscritti all'elenco
  speciale  di  cui  all'articolo 107  del  decreto  legislativo  1
  settembre  1993  n.  385 e successive modifiche  ed  integrazioni
  (Testo   unico  bancario  delle  leggi  in  materia  bancaria   e
  creditizia),  se conformi alle istruzioni di vigilanza  di  Banca
  d'Italia;

   b) dopo l'articolo 3 è aggiunto il seguente articolo:

   Art. 3 bis - Promozione dello sviluppo dei Confidi
   -  1.  Al fine di promuovere lo sviluppo dei consorzi fidi e  di
  agevolarne  la  trasformazione in intermediari vigilati  iscritti
  all'elenco   speciale  di  cui  all'articolo  107   del   decreto
  legislativo  1  settembre 1993 n. 385 e successive  modifiche  ed
  integrazioni  (Testo  unico  bancario  delle  leggi  in   materia
  bancaria  e  creditizia) l'Assessorato regionale del  bilancio  e
  delle  finanze è autorizzato a concedere ai consorzi riconosciuti
  ai    sensi   della   presente   legge   contributi   finalizzati
  all'integrazione dei fondi rischi, nella misura  massima  del  de
  minimis  ai sensi del regolamento CE 1998/2006 della Commissione,
  pubblicato in GUUE L 379/5 del 28 dicembre 2006.

   2.  I  contributi  di cui al comma 1 sono concessi  ai  consorzi
  che,  ai  sensi del decreto del Ministero dell'Economia  e  delle
  Finanze   del   9  novembre  2007  e  successive   modifiche   ed
  integrazioni,  sono  tenuti a chiedere  l'iscrizione  nell'elenco
  speciale  di  cui  all'articolo 107 del  decreto  legislativo  n.
  385/1993 e successive modifiche ed integrazioni.

   3.  Ai  fini del presente articolo è autorizzata la spesa  di  2
  milioni  di  euro  nel triennio 2009-2011. Gli  oneri  finanziari
  gravano  sulle  risorse  del  POR-  FESR  2007  -2013,  obiettivo
  specifico 5.1, linea d'intervento 5.1.3.6.';

   c)  all'articolo  4,  comma  1, le parole  La  controgaranzia  è
  concessa   ai   confidi'  sono  sostituite  con  le   parole   La
  controgaranzia è concessa alle imprese per il tramite dei confidi
  e ai confidi';

   d)  all'articolo  4, comma 3, la parola comitato'  è  sostituita
  con le parole dipartimento regionale finanze e credito';

   e)  all'articolo 4, comma 4, le parole comitato di  gestione  di
  cui   al   presente  articolo'  sono  sostituite  con  le  parole
  dipartimento regionale finanze e credito';

   f)  all'articolo 5, comma 1, lettera a) le parole  del  concorso
  al fondo rischi' sono sostituite dalle
   parole  di  partecipazione  al fondo consortile  o  al  capitale
  sociale';

   g) dopo l'articolo 21 è aggiunto il seguente articolo:

   Art.  21  bis  - Misure per favorire i processi di  fusione  dei
  Confidi  -  1.  Al  fine di favorire i processi  di  fusione  dei
  confidi  riconosciuti  ai  sensi dell'articolo  5,  l'Assessorato
  regionale del bilancio e delle finanze, è autorizzato a concedere
  contributi  finalizzati all'integrazione dei fondi  rischi  nella
  misura  massima  del  de  minimis ai  sensi  del  regolamento  CE
  1998/2006  della Commissione, pubblicato in GUUE L 379/5  del  28
  dicembre 2006.

   2.  I  contributi  sono concessi per le fusioni  effettuate  nel
  periodo  2007-2013 a condizione che il consorzio derivante  dalla
  fusione sia in possesso dei requisiti di cui all'articolo 3 commi
  5, 5 bis e 5 ter.

   3.  I  contributi  sono  concessi, previo rilascio  di  apposita
  fideiussione, anche ai confidi che abbiano manifestato attraverso
  delibera  del  competente  organo amministrativo  la  volontà  di
  avviare un processo di fusione con altri confidi riconosciuti  ai
  sensi dell'articolo 5, che abbiano adottato analoga delibera.

   4.  I  contributi di cui al comma 3 sono restituiti dai  confidi
  beneficiari qualora il processo di fusione non abbia dato  luogo,
  entro dodici mesi dalla data della delibera di cui al comma 3, ad
  un  confidi in possesso dei requisiti di cui all'articolo 3 commi
  5, 5 bis e 5 ter .

   5.  Ai  fini del presente articolo è autorizzata la spesa  di  6
  milioni  di  euro  nel triennio 2009-2011. Gli  oneri  finanziari
  gravano  sulle  risorse  del  POR-  FESR  2007  -2013,  obiettivo
  specifico 5.1, linea d'intervento 5.1.3.6.';

   h)  all'articolo 22, dopo il comma 3, sono aggiunti  i  seguenti
  commi:

   3   bis.  Ad  integrazione  delle  risorse  regionali,  per  gli
  interventi  di  cui agli articoli 3, comma 1, e 4,  l'Assessorato
  regionale  del bilancio e delle finanze, dipartimento  finanze  e
  credito,  è  autorizzato ad utilizzare le risorse del  POR-  FESR
  2007 -2013, obiettivo specifico 5.1, linea d'intervento 5.1.3.6.

   3  ter. Per le finalità di cui all'articolo 11 è autorizzata per
  l'esercizio  finanziario  2008  l'ulteriore  a  spesa  di   5.000
  migliaia  di  euro, cui si provvede con parte delle disponibilità
  dell'  UPB  4.2.1.5.3.  - capitolo 212032 -  del  bilancio  della
  Regione per l'esercizio finanziario medesimo.

   3  quater.  Per le finalità di cui all'articolo 4 è  autorizzata
  per  gli esercizi finanziari 2009 e 2010 la spesa annua di 10.000
  migliaia  di euro. La relativa spesa trova riscontro nel bilancio
  pluriennale   della  Regione  per  il  triennio  2008-2010,   UPB
  4.2.5.1.2. - capitolo 215704 - accantonamento 1004.

   3  quinquies.  Gli  oneri  derivanti dalla  convenzione  con  il
  soggetto affidatario del fondo ai sensi dell'articolo 4 comma  2,
  valutati  in  200  migliaia  di euro a  decorrere  dall'esercizio
  finanziario  2009,  trovano riscontro  nel  bilancio  pluriennale
  della  Regione  per  il  triennio  2008-2010,  UPB  4.2.5.1.2.  -
  capitolo    215704   -   accantonamento   1004    e    graveranno
  successivamente   sulla   quota  del  fondo   di   controgaranzia
  alimentato da risorse regionali».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dall'onorevole Galvagno: 2.4, 2.6, 2.5;
   - dagli onorevoli Oddo ed altri: 2.3, 2.2;
   - dalla Commissione: 2.10, 2.8, 2.7, 2.14 e 2.13;
   - dal Governo: 2.1 e subemendamento 2.2.1.

   GALVAGNO. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 2.4 e 2.6.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 2.3, a firma degli onorevoli  Oddo  ed
  altri.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.5, a firma dell'onorevole Galvagno.

   GALVAGNO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 2.10, a firma della Commissione.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  il  subemendamento  2.2.1,  a  firma   del
  Governo.
   Il parere della Commissione?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 2.2, così come modificato.
   Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   COLIANNI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.9, a firma della Commissione.
   Il parere del Governo?

   CIMINO,  assessore per il bilancio e le finanze. Vorrei ribadire
  che,  sull'emendamento 2.9, il Governo è favorevole ma si  tratta
  di  un emendamento restrittivo rispetto alle iniziative

   CRACOLICI. Bisogna votare l'emendamento 2.2.

   CIMINO,  assessore  per il bilancio e le finanze.  L'emendamento
  2.2  è già stato approvato con il subemendamento del Governo; ora
  stiamo trattando l'emendamento 2.9.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  invito  il  Governo  a  voler
  fornire qualche delucidazione all'Aula sulla parte relativa  allo
  statuto dei Cofidi di secondo grado.

   CIMINO,  assessore  per  il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, posto che, sull'emendamento  2.9,
  il  Governo esprime parere favorevole, si ribadisce però che, con
  questo   emendamento,  si  pone  una  situazione  di  restrizione
  rispetto alle aziende che sarebbero beneficiarie del sistema  dei
  Cofidi, sia di primo che di secondo grado.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intervengo
  solamente  per chiedere maggiori delucidazioni perché  non  credo
  che chi abbia studiato l'emendamento lo abbia fatto per provocare
  un effetto, come dice l'assessore Cimino, restrittivo rispetto  a
  quelle  che sono le possibilità che le imprese hanno nel  modulo,
  nel funzionamento dei Cofidi.
   Quindi,  chiedo  all'assessore  un  approfondimento  per  quanto
  concerne  l'aspetto che provocherebbe l'emendamento dal punto  di
  vista   della  restrizione  delle  possibilità  per  le  imprese,
  rispetto al gioco che stiamo studiando, spero bene, del ruolo dei
  Cofidi siciliani.
   In  caso contrario, non riesco ad orientarmi. E penso che chi ha
  scritto l'emendamento, dovrebbe, da questo punto di vista,  darci
  maggiore  possibilità di comprendere che cosa accadrebbe  qualora
  lo stesso venisse approvato.

   CIMINO,  assessore  per  il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, l'emendamento  formulato  dalla
  Commissione  è molto chiaro. Nel momento in cui viene  approvato,
  l'assessorato  al bilancio, immediatamente, deve cancellare  quei
  Cofidi che vivono situazioni che potrebbero essere rettificate  o
  chiarite.
   Quindi,  non  si dà nessuna opportunità al mondo dei  Cofidi  di
  avere  un  momento  di  interlocuzione,  anche  per  riuscire  ad
  integrare e ad istruire meglio le domande.
   Posto  che  si tratti di una iniziativa interessante e  che  sia
  anche   innovativa,  personalmente,  ritengo   che,   su   questo
  argomento,   oltre   che   un'attività   di   formazione   e   di
  coinvolgimento del territorio, bisogni anche creare le condizioni
  affinché  il  Dipartimento possa fornire tutte  le  delucidazioni
  che, anche dalla stessa Comunità europea, vengono richieste.
   Con  questo  emendamento, immediatamente, qualsiasi irregolarità
  pone  la  cancellazione della struttura e, quindi, l'inadempienza
  che tout court non si potrà sicuramente andare a recuperare.

   CORONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  chiarire
  il  significato di questo emendamento proposto dalla  Commissione
  perché  la proposta che viene dagli Uffici e dal Governo  ritiene
  che   alcuni  Cofidi  inadempienti  non  potranno  più   ottenere
  contributi per integrazione del fondo rischi, e credo  che  tutto
  questo  non  abbia  significato se non si  pone  con  forza,  nei
  confronti  del sistema dei Cofidi, un momento di chiarezza  e  di
  semplificazione.
   Se,  dunque,  un  Cofido non rispetta quella  che  è  una  norma
  regionale,  deve  assolutamente  perdere  il  requisito  che   ha
  ottenuto, cioè il riconoscimento dell'approvazione dello Statuto,
  quindi, si mette fuori dal mercato.
   Non  può essere sufficiente solo una norma che provvederà poi  a
  non  dare  più integrazioni al fondo rischi; nel momento  in  cui
  però  non  ritorna più le somme, quel Cofido si pone fuori  dalla
  legge e, quindi, perde il diritto al riconoscimento.
   Si  tratta  di  questo, non di danneggiare  le  imprese,  ma  di
  ribadire  con  forza  quel principio che  i  Cofidi  inadempienti
  perdono il requisito regionale del riconoscimento.

   CIMINO,  assessore  per  il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, posto che l'onorevole  Corona  è
  anche  un  tecnico  della  materia e,  quindi,  conosce  bene  le
  problematiche attualmente in corso per riuscire ad aggregare e  a
  creare  queste  associazioni  fra  imprese,  vorrei  chiedere  di
  trasformare questo emendamento in un ordine del giorno, alla fine
  dell'approvazione  del testo, in modo da dare un  indirizzo  agli
  Uffici per una maggiore azione di verifica, di approfondimento ed
  anche di attività, al fine di porre tutti i chiarimenti necessari
  nel  momento in cui vi fossero delle inadempienze, ma  non  porlo
  come testo legislativo con questa forza che verrebbe poi a creare
  una difficoltà nella stessa organizzazione.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  invito  la   Commissione   a
  riflettere  sul  fatto che siamo in presenza -  ormai  è  apparso
  chiaro - di due esigenze egualmente importanti: l'una, quella  di
  assicurare  la correttezza dei procedimenti e delle procedure  da
  parte dei Cofidi; l'altra, quella di evitare che una norma troppo
  rigida possa bloccare il sistema e creare ulteriori difficoltà al
  mercato in un momento difficile come quello che stiamo vivendo.
   Sarei,  quindi,  dell'avviso di invitare la Commissione  che  ha
  presentato l'emendamento a procedere ad una riformulazione  dello
  stesso,  oppure ad aderire all'invito del Governo di  predisporre
  un ordine del giorno che, votato dall'Assemblea, avrebbe forza di
  voto, una forza coercitiva importante come indirizzo sul Governo,
  che ritengo sarebbe la strada migliore.

   CORONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   potremmo
  concordare  col  Governo  una  formulazione  diversa  di   questo
  emendamento, al di là dell'ordine del giorno, dicendo  che   dopo
  accertamento  da  parte  del Governo, si procederà  eventualmente
  alla cancellazione . in caso di inadempienze gravi .

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, in attesa di  una  riscrittura,
  l'emendamento 2.9 è da considerare accantonato.
   Si passa all'emendamento 2.8, a firma della Commissione.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi è contrario resti seduto; chi è  favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2.7, a firma della Commissione.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi è contrario resti seduto; chi è  favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2.14, a firma della Commissione.

   CORONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra che  il
  Governo,  su  questa legge, si sia inserito su  una  proposta  di
  tutta  la Commissione che tendeva a riorganizzare il sistema  dei
  Cofidi  e a dar risposte concrete al mondo delle imprese che,  in
  questo  momento,  tra l'altro, attraversano  una  profonda  crisi
  finanziaria.  Non si capisce come il Governo, in un  emendamento,
  esprima   un  parere  contrario  perché  c'era  una  ipotesi   di
  retroattività e, qui, invece, dove si armonizza con  l'articolato
  del  disegno di legge e si prevede una opportunità per il sistema
  dei  Cofidi,  a  partire  dal 2009 e per il  triennio  2009-2011,
  voglia, invece, rimarcare il principio della retroattività.
   Allora,   se   su   questo   punto,  si   vuole   rimarcare   la
  retroattività,  non  vedo  perché, su un emendamento  precedente,
  appunto,  difendendo  questo  principio,  abbia  espresso  parere
  contrario  e  noi ci siamo adeguati alla volontà  del  Governo  e
  dell'Aula.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo, per  un
  attimo, alla Commissione rispetto anche a quanto è stato proposto
  relativamente al periodo di riferimento 2009-2011.
   Secondo  me, si è fatto un errore di valutazione nel senso  che,
  innanzitutto,  non si capisce perché lasciare  fuori  coloro  che
  hanno  effettuato  le  fusioni dal 2007; non  riesco  a  capirlo.
  Inoltre,  è  ovvio  che  il  periodo 2007-2013,  dato  che  viene
  richiamato poi l'articolo 3, commi 5, 5bis e 5ter, è l'aggancio a
  quello   che   è   il   periodo    Fondi   strutturali',   nuova,
  sostanzialmente, Agenda 2007.
   Mi  sembra,  quindi,  che l'emendamento sia  frutto  più  di  un
  equivoco e di una mancanza di attenta analisi di valutazione  che
  di  altro;  non  si  comprende, infatti, perché dovremo  tagliare
  fuori anche coloro che stanno procedendo, in questo momento, alle
  fusioni  o,  durante  tutto il 2008, cioè fino  al  31  dicembre.
  Questo non riesco a capirlo.
   Invito  il  Governo ad essere attento rispetto a questa  materia
  molto delicata.
   Comprendo,    signor   Presidente,   la   volontà   estremamente
  costruttiva  di chi ha concepito l'emendamento ma, riflettendoci,
  lo  stesso si basa su una errata interpretazione di quello che  è
  invece  il  comma  al  quale si riferisce  l'emendamento  stesso,
  perché  così  lasciamo fuori tutto ciò che sono le operazioni  di
  fusione  che si stanno facendo in questo momento o si sono  fatte
  nel 2007 che è evidente e legittimo che devono essere considerate
  e  inquadrate  nel  quinquennio 2007-2013, quindi  un  attimo  di
  riflessione è opportuno e, onorevole Cimino, soprattutto maggiore
  attenzione perché penso che potremmo creare un guaio.
   Io  non  ho  formulato emendamenti con la Commissione  e  me  ne
  dispiaccio, però, obiettivamente, analizzandola per come si  deve
  e riflettendoci un attimo mi pare che ci sia un problema.

   CIMINO,  assessore  per  il bilancio e le  finanze.   Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, soltanto per un chiarimento  che
  mi viene dato e, mi pare corretto, rimettere all'Aula.
   Il  problema  dell'emendamento  2.14,  anche  per  collegarmi  a
  quanto  detto dall'onorevole Corona, è proprio la volontà di  non
  spezzare  quel  percorso che si era e si  è  attivato  in  questa
  materia  con i fondi di Agenda 2000. Agenda 2000 che  sono  nella
  fase  di chiusura e che adesso andranno a ricollegarsi in  quanto
  norma confacente e collegata con la programmazione dei fondi 2007-
  2013 con la nuova programmazione.
   Questo  emendamento è restrittivo perchè verrebbe a porre  nuove
  regole  rispetto ad un percorso che già aveva garantito  una  sua
  fluidità,  una sua piena attuazione e anche un parere  favorevole
  da  parte della Commissione. In questo modo noi organizzeremmo  e
  individueremmo  un  nuovo  percorso che  andrebbe  a  creare  una
  difficoltà in prima istanza nell'erogazione dei fondi.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento   2.14   della
  Commissione.
   Il parere del Governo?

   CIMINO. Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)


   Presidenza del vicepresidente Formica


                       Sull'ordine dei lavori

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  legge
  in  questione  è una legge che in Commissione ha  avuto  un  iter
  molto   concertato,  molto  appassionato,  pertanto,  in   questo
  momento,  per evitare che ci sia uno scollamento tra il  Governo,
  la  Commissione  e l'Aula, chiederei, signor Presidente,   cinque
  minuti  di  sospensione  in  modo  tale  che  il  Governo  e   la
  Commissione   possano in qualche modo interagire per confrontarci
  serenamente e vedere se ci sono le condizioni per raggiungere  un
  percorso assolutamente condiviso.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, in ogni caso,  c'è  l'audizione
  del  Presidente  della Corte dei Conti; l'abbiamo  rinviata  alle
  12.45,  sono già le 13.00. Il Presidente della Corte dei conti  è
  già arrivato.
   Intanto, sospendo brevemente la seduta.
    (La seduta, sospesa alle ore 13.04, è ripresa alle ore 13.10)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 2  dicembre
  2008, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


   I  -Comunicazioni
  II  - Discussione dei disegni di legge:
    1)  -  «Disposizioni per favorire lo sviluppo  del  settore
        industriale in Sicilia in
        attuazione del Programma operativo fondo europeo di sviluppo
        regionale
        (P.O. FESR 2007/2013)» (n. 220/A) (Seguito)

    2)  - «Iniziative a sostegno dei Consorzi fidi. Misure a favore
        di soggetti pubblici regionali per le anticipazioni sulle liste
        di carico poste in riscossione» (n. 259/A) (Seguito)

    3)  - «Norme in materia di gestione del Servizio Idrico Integrato
        e di EAS in liquidazione. Disposizioni in materia di ambiti e sub-
        ambiti territoriali ottimali idrici» (n. 192/A) (Seguito)

    4)  - «Composizione delle giunte. Status degli amministratori
        locali e misure di contenimento della spesa pubblica. Soglia di
        sbarramento nelle elezioni comunali e provinciali della Regione.
        Disposizioni varie» (n. 240-85-213-256-278-296-299/A) (Seguito)

    5)  -  «Norme per la riorganizzazione dei Dipartimenti regionali.
        Ordinamento del Governo e dell'amministrazione della Regione»
        (nn. 197-80-112-bis/A) (Seguito)

    6)  -  «Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
        Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
        'Modifiche alla legge 31 maggio 1965, n. 575 e successive
        modifiche ed integrazioni, in materia di assegnazione dei beni
        confiscati alla criminalità organizzata» (284/A)

                  La seduta è tolta alle ore 13.11.

          Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 15.15

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli

   ALLEGATO  EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA  SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE  N. 259:  INIZIATIVE A SOSTEGNO  DEI  CONSORZI
  FIDI.  MISURE  A  FAVORE DI SOGGETTI PUBBLICI  REGIONALI  PER  LE
  ANTICIPAZIONI SULLE LISTE DI CARICO POSTE IN RISCOSSIONE

     All'articolo 1:

   Emendamento 1.1:

  Dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:

   La  spesa  di  cui  ala  precedente  comma  è  a  destinazione
  vincolata; le somme non utilizzate per le finalità della  legge
  regionale  n.  32/2000  possono,  con  decreto  del  Ragioniere
  generale della Regione, su proposta del Dirigente generale  del
  Dipartimento  finanze e credito, sentiti i  Dirigenti  generali
  dei  Dipartimenti  della cooperazione e dell'industria,  essere
  destinate  alle  finalità di cui all'articolo  11  della  legge
  regionale n. 11/2005 e successive modifiche ed integrazioni .

   Subemendamento 1.1.1:

  Dopo le parole  per le finalità' inserire  dell'articolo 72'.

     All'articolo 2:

   Emendamento 2.3:

  Al  comma 1, lettera a), punto 1, al penultimo rigo, sostituire
  la cifra  3.000  con la cifra  6.000

   Emendamento 2.2:

  Al  comma 1, lettera a), punto 1 bis, al quarto rigo,  dopo  le
  parole    interessi  maturati ,  aggiungere   decurtati   dalle
  eventuali perdite

   Subemendamento 2.2.1:

  Dopo  le  parole   decurtati dalle eventuali perdite'  inserire
   pro quota'.