Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Comunico che del verbale della seduta precedente
sarà data lettura nella seduta successiva.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge «Composizione delle giunte.
Status degli amministratori locali e misure di contenimento della
spesa pubblica. Soglia di sbarramento nelle elezioni comunali e
provinciali della Regione. Disposizioni varie» (numeri 240-85-213-
256-278-296-299/A)»
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge numeri 240-
85-213-256-278-296-299/A «Composizione delle giunte. Status degli
amministratori locali e misure di contenimento della spesa
pubblica. Soglia di sbarramento nelle elezioni comunali e
provinciali della Regione. Disposizioni varie», posto al numero
1).
Invito i componenti la I Commissione, Affari istituzionali',
a prendere posto nel relativo banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Minardo per svolgere la
relazione.
Se il relatore rinuncia e si rimette all'Aula, potremmo
decidere di rinviare la discussione generale all'articolo 1 e
spostare il termine per la presentazione degli emendamenti entro
le ore 13.00 di lunedì 1 dicembre 2008.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto al
testo della relazione scritta e mi rimetto all'Aula per quello
che lei ha già detto.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa
la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, non sorgendo osservazioni, dispongo il
rinvio della discussione generale in sede di esame dell'articolo
1 e fisso il termine per la presentazione degli emendamenti entro
le ore 13.00 di lunedì 1 dicembre 2008.
Sospendo, quindi, l'esame del disegno di legge per rinviarlo
alla seduta di martedì 2 dicembre 2008.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Marinese ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge numero 259/A
«Iniziative a sostegno dei Consorzi fidi. Misure a favore di
soggetti pubblici regionali per le anticipazioni sulle liste di
carico poste in riscossione»
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Si passa al seguito dell'esame del disegno di legge
n. 259/A «Iniziative a sostegno dei Consorzi fidi. Misure a
favore di soggetti pubblici regionali per le anticipazioni sulle
liste di carico poste in riscossione», posto al numero 2).
Invito i componenti la Commissione, a prendere posto nel
relativo banco.
Ricordo che nella seduta di ieri era stato votato ed approvato
il passaggio all'esame degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Provvedimenti in favore dei Consorzi fidi
1. Al fine di favorire l'accesso al credito delle micro,
piccole e medie imprese di cui all'articolo 2 della legge
regionale 21 settembre 2005, n. 11, aderenti ai confidi
riconosciuti ai sensi dell' articolo 5 della medesima legge,
l'assessorato regionale del bilancio e delle finanze, è
autorizzato a concedere un contributo una tantum finalizzato
all'integrazione dei fondi rischi nella misura massima del de
minimis ai sensi del regolamento CE 1998/2006 della Commissione,
pubblicato in GUUE L 379/5 del 28 dicembre 2006. Tali contributi
sono calcolati nella misura del 5 per cento rispetto alle
garanzie rilasciate da ciascun confidi risultante dall'ultimo
bilancio di esercizio. Per le finalità di cui al presente comma è
autorizzata per l'esercizio finanziario 2008 l'ulteriore spesa di
5.000 migliaia di euro cui si provvede con parte delle
disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.3. - capitolo 212032 - del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario medesimo.
2. E' disposto lo stanziamento di 20.000 migliaia di euro per
procedere al pagamento dei contributi in conto interessi
spettanti alle imprese, relativamente agli anni 2006 e
precedenti, aderenti ai consorzi e cooperative di garanzia fidi
dei settori commercio, artigianato e industria così come previsti
dalla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive
modifiche ed integrazioni. La suddivisione degli importi
necessari da assegnare agli assessorati competenti, per le
suddette precedenti disposizioni legislative sui confidi, è
effettuata con successivo provvedimento dalla ragioneria generale
della regione in relazione alle istanze presentate dai confidi
all'assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca e all'Assessorato dell'industria.
3. Per le finalità di cui al comma 2 è autorizzata per gli
esercizi finanziari 2008 e 2009 la spesa annua di 10.000 migliaia
di euro. All'onere per l'esercizio finanziario 2008 si fa fronte
mediante riduzione della U.P.B. 4.2.1.5.3. capitolo 212032.
L'onere per l'esercizio finanziario 2009 trova riscontro nel
bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2008-2010, UPB
4.2.5.1.2. - capitolo 215704 - accantonamento 1004».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dalla Commissione: 1.2 e 1.3;
- dal Governo: 1.1.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 12.33, è ripresa alle ore 12.36)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dal Governo il
subemendamento 1.1.1.
Si passa all'emendamento 1.2, a firma della Commissione. Lo
pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.3, a firma della Commissione. Lo
pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.1.1. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
COLIANNI, vicepresidente della Commissione. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.1, del Governo, così come
modificato.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
COLIANNI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Modifiche alla legge regionale 21 settembre 2005, n. 11
1. Alla legge regionale 21 settembre 2005, n. 11, sono
apportate le seguenti modifiche ed integrazioni:
a) l' articolo 3, comma 1, è sostituito dai seguenti:
Art. 3. - 1. L'Assessorato regionale del bilancio e delle
finanze è autorizzato ad integrare i fondi rischi costituiti
presso i confidi per la prestazione alle imprese delle garanzie
di cui alla presente legge, volte a favorire il finanziamento
delle banche e degli altri soggetti operanti nel settore
finanziario, in misura pari ai nuovi apporti forniti dalle
imprese consorziate e, comunque, nel limite massimo di 100
migliaia di euro per ogni impresa e di 3.000 migliaia di euro per
ciascun confidi.
1 bis. I confidi sono tenuti, qualora restituiscano, in tutto o
in parte, alle imprese gli apporti versati dalle medesime ai
fondi rischi di cui al comma 1, a restituire la corrispondente
quota conferita dall'amministrazione regionale a titolo di
integrazione, maggiorata degli interessi maturati, attraverso
appositi versamenti in entrata del bilancio della Regione. Tali
somme sono destinate alle finalità di cui al comma 1 ed
affluiscono in un fondo a destinazione vincolata appositamente
istituito nel bilancio della Regione, rubrica Dipartimento
finanze e credito. Con decreto del Ragioniere generale, su
richiesta del Dirigente generale del Dipartimento finanze e
credito, in relazione ai versamenti accertati si provvede
all'iscrizione in bilancio sul predetto fondo. Nel caso di
mancato versamento di tali somme, la Regione non potrà erogare
ulteriori somme a titolo di integrazione al confidi inadempiente.
1 ter. Le somme afferenti al fondo rischi dei confidi
costituito dagli apporti versati dalle imprese e dalle
corrispondenti integrazioni regionali, di cui al comma 1, fermi
restando i vincoli di destinazione dello stesso fondo, possono
concorrere alla formazione del patrimonio di vigilanza ai fini
della trasformazione in intermediari vigilati iscritti all'elenco
speciale di cui all'articolo 107 del decreto legislativo 1
settembre 1993 n. 385 e successive modifiche ed integrazioni
(Testo unico bancario delle leggi in materia bancaria e
creditizia), se conformi alle istruzioni di vigilanza di Banca
d'Italia;
b) dopo l'articolo 3 è aggiunto il seguente articolo:
Art. 3 bis - Promozione dello sviluppo dei Confidi
- 1. Al fine di promuovere lo sviluppo dei consorzi fidi e di
agevolarne la trasformazione in intermediari vigilati iscritti
all'elenco speciale di cui all'articolo 107 del decreto
legislativo 1 settembre 1993 n. 385 e successive modifiche ed
integrazioni (Testo unico bancario delle leggi in materia
bancaria e creditizia) l'Assessorato regionale del bilancio e
delle finanze è autorizzato a concedere ai consorzi riconosciuti
ai sensi della presente legge contributi finalizzati
all'integrazione dei fondi rischi, nella misura massima del de
minimis ai sensi del regolamento CE 1998/2006 della Commissione,
pubblicato in GUUE L 379/5 del 28 dicembre 2006.
2. I contributi di cui al comma 1 sono concessi ai consorzi
che, ai sensi del decreto del Ministero dell'Economia e delle
Finanze del 9 novembre 2007 e successive modifiche ed
integrazioni, sono tenuti a chiedere l'iscrizione nell'elenco
speciale di cui all'articolo 107 del decreto legislativo n.
385/1993 e successive modifiche ed integrazioni.
3. Ai fini del presente articolo è autorizzata la spesa di 2
milioni di euro nel triennio 2009-2011. Gli oneri finanziari
gravano sulle risorse del POR- FESR 2007 -2013, obiettivo
specifico 5.1, linea d'intervento 5.1.3.6.';
c) all'articolo 4, comma 1, le parole La controgaranzia è
concessa ai confidi' sono sostituite con le parole La
controgaranzia è concessa alle imprese per il tramite dei confidi
e ai confidi';
d) all'articolo 4, comma 3, la parola comitato' è sostituita
con le parole dipartimento regionale finanze e credito';
e) all'articolo 4, comma 4, le parole comitato di gestione di
cui al presente articolo' sono sostituite con le parole
dipartimento regionale finanze e credito';
f) all'articolo 5, comma 1, lettera a) le parole del concorso
al fondo rischi' sono sostituite dalle
parole di partecipazione al fondo consortile o al capitale
sociale';
g) dopo l'articolo 21 è aggiunto il seguente articolo:
Art. 21 bis - Misure per favorire i processi di fusione dei
Confidi - 1. Al fine di favorire i processi di fusione dei
confidi riconosciuti ai sensi dell'articolo 5, l'Assessorato
regionale del bilancio e delle finanze, è autorizzato a concedere
contributi finalizzati all'integrazione dei fondi rischi nella
misura massima del de minimis ai sensi del regolamento CE
1998/2006 della Commissione, pubblicato in GUUE L 379/5 del 28
dicembre 2006.
2. I contributi sono concessi per le fusioni effettuate nel
periodo 2007-2013 a condizione che il consorzio derivante dalla
fusione sia in possesso dei requisiti di cui all'articolo 3 commi
5, 5 bis e 5 ter.
3. I contributi sono concessi, previo rilascio di apposita
fideiussione, anche ai confidi che abbiano manifestato attraverso
delibera del competente organo amministrativo la volontà di
avviare un processo di fusione con altri confidi riconosciuti ai
sensi dell'articolo 5, che abbiano adottato analoga delibera.
4. I contributi di cui al comma 3 sono restituiti dai confidi
beneficiari qualora il processo di fusione non abbia dato luogo,
entro dodici mesi dalla data della delibera di cui al comma 3, ad
un confidi in possesso dei requisiti di cui all'articolo 3 commi
5, 5 bis e 5 ter .
5. Ai fini del presente articolo è autorizzata la spesa di 6
milioni di euro nel triennio 2009-2011. Gli oneri finanziari
gravano sulle risorse del POR- FESR 2007 -2013, obiettivo
specifico 5.1, linea d'intervento 5.1.3.6.';
h) all'articolo 22, dopo il comma 3, sono aggiunti i seguenti
commi:
3 bis. Ad integrazione delle risorse regionali, per gli
interventi di cui agli articoli 3, comma 1, e 4, l'Assessorato
regionale del bilancio e delle finanze, dipartimento finanze e
credito, è autorizzato ad utilizzare le risorse del POR- FESR
2007 -2013, obiettivo specifico 5.1, linea d'intervento 5.1.3.6.
3 ter. Per le finalità di cui all'articolo 11 è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2008 l'ulteriore a spesa di 5.000
migliaia di euro, cui si provvede con parte delle disponibilità
dell' UPB 4.2.1.5.3. - capitolo 212032 - del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario medesimo.
3 quater. Per le finalità di cui all'articolo 4 è autorizzata
per gli esercizi finanziari 2009 e 2010 la spesa annua di 10.000
migliaia di euro. La relativa spesa trova riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione per il triennio 2008-2010, UPB
4.2.5.1.2. - capitolo 215704 - accantonamento 1004.
3 quinquies. Gli oneri derivanti dalla convenzione con il
soggetto affidatario del fondo ai sensi dell'articolo 4 comma 2,
valutati in 200 migliaia di euro a decorrere dall'esercizio
finanziario 2009, trovano riscontro nel bilancio pluriennale
della Regione per il triennio 2008-2010, UPB 4.2.5.1.2. -
capitolo 215704 - accantonamento 1004 e graveranno
successivamente sulla quota del fondo di controgaranzia
alimentato da risorse regionali».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Galvagno: 2.4, 2.6, 2.5;
- dagli onorevoli Oddo ed altri: 2.3, 2.2;
- dalla Commissione: 2.10, 2.8, 2.7, 2.14 e 2.13;
- dal Governo: 2.1 e subemendamento 2.2.1.
GALVAGNO. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 2.4 e 2.6.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.3, a firma degli onorevoli Oddo ed
altri.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.5, a firma dell'onorevole Galvagno.
GALVAGNO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.10, a firma della Commissione.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 2.2.1, a firma del
Governo.
Il parere della Commissione?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.2, così come modificato.
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
COLIANNI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.9, a firma della Commissione.
Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Vorrei ribadire
che, sull'emendamento 2.9, il Governo è favorevole ma si tratta
di un emendamento restrittivo rispetto alle iniziative
CRACOLICI. Bisogna votare l'emendamento 2.2.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. L'emendamento
2.2 è già stato approvato con il subemendamento del Governo; ora
stiamo trattando l'emendamento 2.9.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, invito il Governo a voler
fornire qualche delucidazione all'Aula sulla parte relativa allo
statuto dei Cofidi di secondo grado.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, posto che, sull'emendamento 2.9,
il Governo esprime parere favorevole, si ribadisce però che, con
questo emendamento, si pone una situazione di restrizione
rispetto alle aziende che sarebbero beneficiarie del sistema dei
Cofidi, sia di primo che di secondo grado.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
solamente per chiedere maggiori delucidazioni perché non credo
che chi abbia studiato l'emendamento lo abbia fatto per provocare
un effetto, come dice l'assessore Cimino, restrittivo rispetto a
quelle che sono le possibilità che le imprese hanno nel modulo,
nel funzionamento dei Cofidi.
Quindi, chiedo all'assessore un approfondimento per quanto
concerne l'aspetto che provocherebbe l'emendamento dal punto di
vista della restrizione delle possibilità per le imprese,
rispetto al gioco che stiamo studiando, spero bene, del ruolo dei
Cofidi siciliani.
In caso contrario, non riesco ad orientarmi. E penso che chi ha
scritto l'emendamento, dovrebbe, da questo punto di vista, darci
maggiore possibilità di comprendere che cosa accadrebbe qualora
lo stesso venisse approvato.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento formulato dalla
Commissione è molto chiaro. Nel momento in cui viene approvato,
l'assessorato al bilancio, immediatamente, deve cancellare quei
Cofidi che vivono situazioni che potrebbero essere rettificate o
chiarite.
Quindi, non si dà nessuna opportunità al mondo dei Cofidi di
avere un momento di interlocuzione, anche per riuscire ad
integrare e ad istruire meglio le domande.
Posto che si tratti di una iniziativa interessante e che sia
anche innovativa, personalmente, ritengo che, su questo
argomento, oltre che un'attività di formazione e di
coinvolgimento del territorio, bisogni anche creare le condizioni
affinché il Dipartimento possa fornire tutte le delucidazioni
che, anche dalla stessa Comunità europea, vengono richieste.
Con questo emendamento, immediatamente, qualsiasi irregolarità
pone la cancellazione della struttura e, quindi, l'inadempienza
che tout court non si potrà sicuramente andare a recuperare.
CORONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiarire
il significato di questo emendamento proposto dalla Commissione
perché la proposta che viene dagli Uffici e dal Governo ritiene
che alcuni Cofidi inadempienti non potranno più ottenere
contributi per integrazione del fondo rischi, e credo che tutto
questo non abbia significato se non si pone con forza, nei
confronti del sistema dei Cofidi, un momento di chiarezza e di
semplificazione.
Se, dunque, un Cofido non rispetta quella che è una norma
regionale, deve assolutamente perdere il requisito che ha
ottenuto, cioè il riconoscimento dell'approvazione dello Statuto,
quindi, si mette fuori dal mercato.
Non può essere sufficiente solo una norma che provvederà poi a
non dare più integrazioni al fondo rischi; nel momento in cui
però non ritorna più le somme, quel Cofido si pone fuori dalla
legge e, quindi, perde il diritto al riconoscimento.
Si tratta di questo, non di danneggiare le imprese, ma di
ribadire con forza quel principio che i Cofidi inadempienti
perdono il requisito regionale del riconoscimento.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, posto che l'onorevole Corona è
anche un tecnico della materia e, quindi, conosce bene le
problematiche attualmente in corso per riuscire ad aggregare e a
creare queste associazioni fra imprese, vorrei chiedere di
trasformare questo emendamento in un ordine del giorno, alla fine
dell'approvazione del testo, in modo da dare un indirizzo agli
Uffici per una maggiore azione di verifica, di approfondimento ed
anche di attività, al fine di porre tutti i chiarimenti necessari
nel momento in cui vi fossero delle inadempienze, ma non porlo
come testo legislativo con questa forza che verrebbe poi a creare
una difficoltà nella stessa organizzazione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, invito la Commissione a
riflettere sul fatto che siamo in presenza - ormai è apparso
chiaro - di due esigenze egualmente importanti: l'una, quella di
assicurare la correttezza dei procedimenti e delle procedure da
parte dei Cofidi; l'altra, quella di evitare che una norma troppo
rigida possa bloccare il sistema e creare ulteriori difficoltà al
mercato in un momento difficile come quello che stiamo vivendo.
Sarei, quindi, dell'avviso di invitare la Commissione che ha
presentato l'emendamento a procedere ad una riformulazione dello
stesso, oppure ad aderire all'invito del Governo di predisporre
un ordine del giorno che, votato dall'Assemblea, avrebbe forza di
voto, una forza coercitiva importante come indirizzo sul Governo,
che ritengo sarebbe la strada migliore.
CORONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, potremmo
concordare col Governo una formulazione diversa di questo
emendamento, al di là dell'ordine del giorno, dicendo che dopo
accertamento da parte del Governo, si procederà eventualmente
alla cancellazione . in caso di inadempienze gravi .
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in attesa di una riscrittura,
l'emendamento 2.9 è da considerare accantonato.
Si passa all'emendamento 2.8, a firma della Commissione.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.7, a firma della Commissione.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.14, a firma della Commissione.
CORONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra che il
Governo, su questa legge, si sia inserito su una proposta di
tutta la Commissione che tendeva a riorganizzare il sistema dei
Cofidi e a dar risposte concrete al mondo delle imprese che, in
questo momento, tra l'altro, attraversano una profonda crisi
finanziaria. Non si capisce come il Governo, in un emendamento,
esprima un parere contrario perché c'era una ipotesi di
retroattività e, qui, invece, dove si armonizza con l'articolato
del disegno di legge e si prevede una opportunità per il sistema
dei Cofidi, a partire dal 2009 e per il triennio 2009-2011,
voglia, invece, rimarcare il principio della retroattività.
Allora, se su questo punto, si vuole rimarcare la
retroattività, non vedo perché, su un emendamento precedente,
appunto, difendendo questo principio, abbia espresso parere
contrario e noi ci siamo adeguati alla volontà del Governo e
dell'Aula.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo, per un
attimo, alla Commissione rispetto anche a quanto è stato proposto
relativamente al periodo di riferimento 2009-2011.
Secondo me, si è fatto un errore di valutazione nel senso che,
innanzitutto, non si capisce perché lasciare fuori coloro che
hanno effettuato le fusioni dal 2007; non riesco a capirlo.
Inoltre, è ovvio che il periodo 2007-2013, dato che viene
richiamato poi l'articolo 3, commi 5, 5bis e 5ter, è l'aggancio a
quello che è il periodo Fondi strutturali', nuova,
sostanzialmente, Agenda 2007.
Mi sembra, quindi, che l'emendamento sia frutto più di un
equivoco e di una mancanza di attenta analisi di valutazione che
di altro; non si comprende, infatti, perché dovremo tagliare
fuori anche coloro che stanno procedendo, in questo momento, alle
fusioni o, durante tutto il 2008, cioè fino al 31 dicembre.
Questo non riesco a capirlo.
Invito il Governo ad essere attento rispetto a questa materia
molto delicata.
Comprendo, signor Presidente, la volontà estremamente
costruttiva di chi ha concepito l'emendamento ma, riflettendoci,
lo stesso si basa su una errata interpretazione di quello che è
invece il comma al quale si riferisce l'emendamento stesso,
perché così lasciamo fuori tutto ciò che sono le operazioni di
fusione che si stanno facendo in questo momento o si sono fatte
nel 2007 che è evidente e legittimo che devono essere considerate
e inquadrate nel quinquennio 2007-2013, quindi un attimo di
riflessione è opportuno e, onorevole Cimino, soprattutto maggiore
attenzione perché penso che potremmo creare un guaio.
Io non ho formulato emendamenti con la Commissione e me ne
dispiaccio, però, obiettivamente, analizzandola per come si deve
e riflettendoci un attimo mi pare che ci sia un problema.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, soltanto per un chiarimento che
mi viene dato e, mi pare corretto, rimettere all'Aula.
Il problema dell'emendamento 2.14, anche per collegarmi a
quanto detto dall'onorevole Corona, è proprio la volontà di non
spezzare quel percorso che si era e si è attivato in questa
materia con i fondi di Agenda 2000. Agenda 2000 che sono nella
fase di chiusura e che adesso andranno a ricollegarsi in quanto
norma confacente e collegata con la programmazione dei fondi 2007-
2013 con la nuova programmazione.
Questo emendamento è restrittivo perchè verrebbe a porre nuove
regole rispetto ad un percorso che già aveva garantito una sua
fluidità, una sua piena attuazione e anche un parere favorevole
da parte della Commissione. In questo modo noi organizzeremmo e
individueremmo un nuovo percorso che andrebbe a creare una
difficoltà in prima istanza nell'erogazione dei fondi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.14 della
Commissione.
Il parere del Governo?
CIMINO. Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la legge
in questione è una legge che in Commissione ha avuto un iter
molto concertato, molto appassionato, pertanto, in questo
momento, per evitare che ci sia uno scollamento tra il Governo,
la Commissione e l'Aula, chiederei, signor Presidente, cinque
minuti di sospensione in modo tale che il Governo e la
Commissione possano in qualche modo interagire per confrontarci
serenamente e vedere se ci sono le condizioni per raggiungere un
percorso assolutamente condiviso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in ogni caso, c'è l'audizione
del Presidente della Corte dei Conti; l'abbiamo rinviata alle
12.45, sono già le 13.00. Il Presidente della Corte dei conti è
già arrivato.
Intanto, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 13.04, è ripresa alle ore 13.10)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 2 dicembre
2008, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - «Disposizioni per favorire lo sviluppo del settore
industriale in Sicilia in
attuazione del Programma operativo fondo europeo di sviluppo
regionale
(P.O. FESR 2007/2013)» (n. 220/A) (Seguito)
2) - «Iniziative a sostegno dei Consorzi fidi. Misure a favore
di soggetti pubblici regionali per le anticipazioni sulle liste
di carico poste in riscossione» (n. 259/A) (Seguito)
3) - «Norme in materia di gestione del Servizio Idrico Integrato
e di EAS in liquidazione. Disposizioni in materia di ambiti e sub-
ambiti territoriali ottimali idrici» (n. 192/A) (Seguito)
4) - «Composizione delle giunte. Status degli amministratori
locali e misure di contenimento della spesa pubblica. Soglia di
sbarramento nelle elezioni comunali e provinciali della Regione.
Disposizioni varie» (n. 240-85-213-256-278-296-299/A) (Seguito)
5) - «Norme per la riorganizzazione dei Dipartimenti regionali.
Ordinamento del Governo e dell'amministrazione della Regione»
(nn. 197-80-112-bis/A) (Seguito)
6) - «Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
'Modifiche alla legge 31 maggio 1965, n. 575 e successive
modifiche ed integrazioni, in materia di assegnazione dei beni
confiscati alla criminalità organizzata» (284/A)
La seduta è tolta alle ore 13.11.
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 15.15
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 259: INIZIATIVE A SOSTEGNO DEI CONSORZI
FIDI. MISURE A FAVORE DI SOGGETTI PUBBLICI REGIONALI PER LE
ANTICIPAZIONI SULLE LISTE DI CARICO POSTE IN RISCOSSIONE
All'articolo 1:
Emendamento 1.1:
Dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
La spesa di cui ala precedente comma è a destinazione
vincolata; le somme non utilizzate per le finalità della legge
regionale n. 32/2000 possono, con decreto del Ragioniere
generale della Regione, su proposta del Dirigente generale del
Dipartimento finanze e credito, sentiti i Dirigenti generali
dei Dipartimenti della cooperazione e dell'industria, essere
destinate alle finalità di cui all'articolo 11 della legge
regionale n. 11/2005 e successive modifiche ed integrazioni .
Subemendamento 1.1.1:
Dopo le parole per le finalità' inserire dell'articolo 72'.
All'articolo 2:
Emendamento 2.3:
Al comma 1, lettera a), punto 1, al penultimo rigo, sostituire
la cifra 3.000 con la cifra 6.000
Emendamento 2.2:
Al comma 1, lettera a), punto 1 bis, al quarto rigo, dopo le
parole interessi maturati , aggiungere decurtati dalle
eventuali perdite
Subemendamento 2.2.1:
Dopo le parole decurtati dalle eventuali perdite' inserire
pro quota'.