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Resoconto d'Aula della Seduta n. 47 di martedì 02 dicembre 2008
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   Presidenza del presidente Cascio


   LEANZA  EDOARDO, segretario, dà lettura dei verbali delle sedute
  n.  44  e  n.  45  del 27 novembre 2008 e 46 del 2 dicembre  2008
  (antimeridiana)  che,  non  sorgendo osservazioni,  si  intendono
  approvati.

   Ai  sensi  dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento  interno,
  do  il  preavviso  di  trenta  minuti  al  fine  delle  eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Missione

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'onorevole  Cordaro  è  in  missione
  dall'1 al 2 dicembre 2008, in sostituzione dell'onorevole Maira.
   L'Assemblea ne prende atto.

                               Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico  che  sono  in  congedo   gli   onorevoli
  Vinciullo e Marziano, per la seduta odierna; l'onorevole Beninati
  dal  2  al  5 dicembre 2008; l'onorevole Scammacca dal  2  al  12
  dicembre 2008.
   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposta scritta ad interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che è pervenuta, da parte  dell'Assessore
  per  la  famiglia, la risposta scritta alla interrogazione numero
  130   Iniziative in materia di politiche sociali , dell'onorevole
  Barbagallo.
   Avverto  che la stessa sarà pubblicata in allegato al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

    PRESIDENTE.  Comunico  che sono stati presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

     Istituzione del servizio volontario di vigilanza  ecologica  -
  guardie ecologiche volontarie (GEV)   (n. 311)
    presentato  dagli  onorevoli Lentini,  D'Agostino  in  data  26
  novembre 2008;

     Interventi  a favore della conservazione della biodiversità  e
  il  potenziamento delle attività del centro vivaistico  regionale
  per  la  produzione di materiale floro-vegetazionale e  colturale
  certificate  (n. 312)
    presentato dall'onorevole Faraone  in data 26 novembre 2008;

     Istituzione   del  sistema  regionale  delle   aree   naturali
  protette. Norme a sostegno della partecipazione delle popolazioni
  locali alla gestione dei parchi e a sostegno dello sviluppo delle
  attività ecocompatibili  (n. 313)
    presentato  dagli onorevoli Faraone e Raia in data 27  novembre
  2008.

     Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                       Commissione legislativa

    PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge  è  stato
  inviato  alla  Commissione legislativa   Ambiente  e  territorio
  (IV):

     Nuove  norme  in  materia di gestione dei  rifiuti  e  delle
  acque   (n. 305)
    di iniziativa governativa
    inviato in data 27  novembre 2008.

   Comunicazione di parere reso ai sensi dell'articolo 70 bis del
                         Regolamento interno

    PRESIDENTE.  Comunico che la Commissione legislativa   Ambiente
  e   territorio   (IV)  ha  reso  il  seguente  parere,  ai  sensi
  dell'articolo 70 bis del Regolamento interno:

     Disciplina delle attività esercitabili e dei divieti  operanti
  in  ciascuna zona del Parco dei Nebrodi (All. 2 del D.A. 4 agosto
  1993)  (n. 5/IV)
    reso in data 25 novembre 2008
    inviato in data 27 novembre 2008.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE.  Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

    numero  251   Riattivazione del centro di  primo  soccorso  118
  Buccheri  e  delle  altre  postazioni  chiuse  in  provincia   di
  Siracusa
    Presidente Regione
    Assessore Sanità
    Firmatari: Vinciullo Vincenzo, De Benedictis Roberto;

    numero  252  Notizie in ordine alla deliberazione della  giunta
  regionale  n.  230  del  7-8 ottobre 2008,  relativa  alla  'Casa
  Sicilia Parigi'
    Presidente Regione
    Assessore Presidenza
    Assessore Cooperazione
    Firmatari: Caputo Salvino, Vinciullo Vincenzo;

    numero   253    Monitoraggio    aggiornato    della    gestione
  dell'erogazione dell'acqua all'utenza in Sicilia
    Presidente Regione
    Firmatario: Panepinto Giovanni;

    numero  254   Misure  per  assicurare condizioni  di  sicurezza
  negli edifici e negli impianti scolastici nella nostra Regione
    Presidente Regione
    Assessore Beni Culturali
      Firmatario: Panepinto Giovanni

    Le  interrogazioni testé annunziate saranno iscritte all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

    Comunico  che  sono state presentate le seguenti interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta:

    numero  255   Notizie  sul mancato finanziamento  dei  progetti
  presentati dallo IACP di Ragusa ai sensi del decreto n.  924  del
  31 maggio 2005 dell'Assessore regionale per i lavori pubblici
    Presidente Regione
    Assessore Lavori Pubblici
    Firmatario: Ammatuna Roberto;

    numero  256   Notizie  circa il mancato confronto  in  sede  di
  conferenza    Regione-autonomie   locali    sulle    disposizioni
  programmatiche e correttive per il 2009
    Presidente Regione
      Firmatario: Di Benedetto Giacomo;

    numero  257  Notizie sulla presunta soppressione della  guardia
  medica di Realmonte (AG)
    Presidente Regione
    Assessore Sanità
    Firmatari:  Di  Benedetto  Giacomo, Bosco  Antonino,  Marinello
    Vincenzo, Cascio Salvatore, Panepinto Giovanni.

    Le   interrogazioni  testé  annunziate  saranno  inviate   al
  Governo.

    Annunzio di interpellanze

    PRESIDENTE.  Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interpellanze:

    numero  36   Tutela  della flotta peschereccia  di  Mazara  del
  Vallo  (TP)  in  relazione al mancato rispetto dei confini  delle
  acque territoriali da parte della Libia .
    Presidente Regione
    Assessore Cooperazione
    Firmatario: Lo Giudice Giuseppe;

    numero  37   Notizie sulla gestione del personale del consorzio
  autrostrade siciliane (CAS)
    Presidente Regione
    Assessore Lavori Pubblici
    Firmatario: Panarello Filippo.

    Avverto  che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio  senza
  che  il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza  o
  abbia  fatto  conoscere  il  giorno  in  cui  intende  trattarla,
  l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine  del  giorno  per
  essere svolta al proprio turno.

                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE.  Comunico che sono state presentate  le  seguenti
  mozioni:

    numero  79   Proroga dei contratti di collaborazione coordinata
  e continuativa del personale impegnato nel settore della pubblica
  istruzione , degli onorevoli Bonomo, Vitrano, Gucciardi, Ammatuna
    presentata il 27/11/08

    numero   80   Applicazione  agli  uffici  di  gabinetto   degli
  Assessorati regionali delle norme di contenimento della spesa per
  consulenze , degli onorevoli Lupo, Gucciardi
    presentata il 27/11/08.

    Avverto  che le stesse saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perchè se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

           Comunicazione di apposizione di firma a mozione

    PRESIDENTE.  Comunico  che,  con nota  del  27  novembre  2008,
  l'onorevole Faraone ha chiesto di apporre la propria  firma  alla
  mozione  numero  77  Interventi presso il Governo  nazionale  per
  salvaguardare  la continuità operativa dell'aeroporto  Falcone  e
  Borsellino di Palermo , a firma dell'onorevole Caputo ed altri.

    L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


           Seguito della discussione del disegno di legge
          Disposizioni per favorire lo sviluppo del settore
         industriale in Sicilia in attuazione del Programma
      operativo fondo europeo di sviluppo regionale (P.O. FESR
                         2007/2013)  (220/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si  procede  con  il seguito del disegno di legge   Disposizioni
  per  favorire lo sviluppo del settore  industriale in Sicilia  in
  attuazione  del  Programma operativo fondo  europeo  di  sviluppo
  regionale  (P.O. FESR 2007/2013)  (220/A), posto al  n.  1),  sul
  quale  il  Governo  ha chiesto formalmente di potere inserire  un
  emendamento a parziale riscrittura della materia.
   L'emendamento   in  argomento  sarebbe  stato   prodotto   nella
  riunione di Giunta che, in questo momento, dovrebbe essere ancora
  in  corso  o  che  dovrebbe essere finita da poco,  per  cui,  la
  Presidenza  propone  di andare avanti in attesa  che  il  Governo
  fornisca l'emendamento in questione.


   Presidenza del presidente Cascio


                       Sull'ordine dei lavori

   RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  chiederle  gentilmente  di far rispettare  gli  orari  quando  si
  convoca  l'Aula. Non è possibile, infatti, che, nella stessa  ora
  in  cui viene convocata l'Aula, contemporaneamente, si svolga una
  riunione di maggioranza.
   Se la maggioranza ha problemi di coesistenza e di coalizione,  è
  una  questione  che va affrontata fuori dall'Aula  ma  gli  orari
  dell'Aula devono essere rispettati.
   La  prego, quindi, di avere rispetto per i deputati, in modo che
  essi  abbiano  piena cognizione della programmazione  dei  lavori
  d'Aula.  Vorremmo avere un minimo di rispetto per la  dignità  di
  ciascun parlamentare che, dalle ore 11.00, attende l'esito  della
  riunione  di  questa benedetta coalizione, di questa  maggioranza
  che  non  riesce a trovare  una sintesi di programma, una sintesi
  di governo.
   Vorrei  che  lei,  quale garante di questa Assemblea,  tutelasse
  almeno la dignità e il rispetto dei deputati.

   PRESIDENTE.  Onorevole Rinaldi, mi farò carico di  continuare  a
  tutelare la dignità dei deputati, così come ho fatto finora.


   Presidenza del presidente Cascio


    Seguito della discussione del disegno di legge  Iniziative a
  sostegno dei Consorzi fidi. Misure a favore di soggetti pubblici
    regionali per le anticipazioni sulle liste di carico poste in
                        riscossione  (259/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al seguito della discussione  del  disegno
  di  legge   Iniziative  a sostegno dei Consorzi  fidi.  Misure  a
  favore di soggetti pubblici regionali per le anticipazioni  sulle
  liste di carico poste in riscossione  (259/A), posto al n. 2).
   Onorevole  Scoma,  dovremmo trattare il  disegno  di  legge  sui
  Consorzi fidi; non essendo presente l'assessore per il bilancio e
  le  finanze, onorevole Cimino, le chiedo se è possibile procedere
  con  la  trattazione del disegno di legge posto al n. 4)  del  II
  punto all'ordine del giorno.

   SCOMA,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  le
  autonomie locali. Signor Presidente, la riunione della Giunta  si
  è appena conclusa.


   Presidenza del presidente Cascio


    Seguito della discussione del disegno di legge  Composizione
    delle giunte. Status degli amministratori locali e misure di
   contenimento della spesa pubblica. Soglia di sbarramento nelle
     elezioni comunali e provinciali della Regione. Disposizioni
                varie  (240-85-213-256-278-296-299/A)

   PRESIDENTE.  Non sorgendo osservazioni, si passa al seguito  del
  disegno  di  legge   Composizione  delle  giunte.  Status   degli
  amministratori  locali  e  misure  di  contenimento  della  spesa
  pubblica.  Soglia  di  sbarramento  nelle  elezioni  comunali   e
  provinciali  della Regione. Disposizioni varie   (240-85-213-256-
  278-296-299/A), posto al n. 4).
   Invito   i   componenti  la  I  Commissione  a  prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura.

                                      «Art. 1.
          Composizione delle giunte comunali e provinciali

   1.  L'articolo  33  della  legge 8 giugno  1990,  n.  142,  come
  introdotto  dall'articolo  l, comma 1,  lettera  e)  della  legge
  regionale  11  dicembre  1991, n. 48 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, è sostituito dal seguente:

   Art.  33.  Composizione della giunta dei comuni e delle province
  regionali  -  l.  La giunta comunale e la giunta della  provincia
  regionale  sono  composte  rispettivamente  dal  sindaco  e   dal
  presidente della provincia regionale che le presiedono  e  da  un
  numero  di assessori, stabilito in modo aritmetico dagli statuti,
  che  non  deve  essere superiore ad un quarto, con arrotondamento
  all'unità superiore nel caso di decimali pari o superiori a  0,5,
  del  numero  dei consiglieri comunali e provinciali e,  comunque,
  non superiore a dodici unità.

   2.  La variazione della popolazione accertata con censimento nel
  corso  del  periodo di carica del sindaco o del presidente  della
  provincia  regionale  comporta  la  modifica  del  numero   degli
  assessori  alla scadenza, naturale o anticipata, del  periodo  di
  carica».

   MINARDO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINARDO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  volevo  chiedere, se  possibile,  di  sospendere  la
  seduta per dieci minuti.


   Presidenza del presidente Cascio


                       Sull'ordine dei lavori

   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, credo che bisognerebbe  ristabilire
  un  po'  d'ordine  nei  lavori d'Aula e,  se  non  lo  farà  lei,
  ponendosi  al di sopra di quelle che possono essere le  questioni
  di  maggioranza,  faremo  una figura  che  non  è  più  possibile
  accettare.
     Lei,  signor  Presidente,  si è  alzato  alle  4,30;  ci  sono
  deputati che, per essere presenti puntualmente ai lavori  d'Aula,
  si sono alzati alle 5.00 o alle 5,30. Le ricordo che, oggi, siamo
  stati  convocati  alle ore 11.00; la seduta è stata  rinviata  di
  un'ora e, nuovamente rinviata alle ore 17.00; siamo arrivati  qui
  e non si capisce quello che si vuole fare.
   Credo  che  questo  disegno  di  legge  sugli  enti  locali,  di
  competenza  dell'Assessorato per la famiglia, sia  necessario  ed
  urgente  perché,  altrimenti, lo Stato  non  erogherà  agli  Enti
  locali 40 milioni di euro.
   Lei  pensa  che  possiamo  arrivare  qui,  indipendentemente  da
  quello che è stato dichiarato in I Commissione?
   Un  presidente  di commissione non può chiedere  la  sospensione
  ma,  come  da  Regolamento, può essere un  presidente  di  gruppo
  parlamentare  a  chiederla, non il presidente  della  Commissione
  competente. Così non ci sto.
   Signor  Presidente, le chiedo, pertanto, in  modo  accorato,  di
  farsi  garante  di  quelle  che sono  le  prerogative  di  questo
  Parlamento.
   Per  quanto concerne la puntualità, non entriamo nel merito  ma,
  almeno,  chiediamo  che  vi  sia  la  possibilità  di  completare
  l'ordine  del  giorno  perché, così facendo,  non  arriveremo  ad
  approvare  i   sei disegni di leggi posti all'ordine del  giorno.
  Non  vedo quando si potranno trattare. Siamo già a martedì  sera;
  abbiamo  ancora a disposizione le giornate di mercoledì e giovedì
  e,  poi  cosa accadrà? Saremo costretti a fare le nottate  perché
  non c'è un accordo?
   Non è possibile; trovate una sintesi.
   Credo  che  lei, signor Presidente, debba evitare di assecondare
  simili  questioni che diventano, mi creda, questioni che  mettono
  l'uno contro l'altro e che sono poco produttive. Noi non possiamo
  più sopportare questo stato di cose.

   PRESIDENTE.  Onorevole Laccoto, mi pare che, finora, l'andamento
  dei  lavori  sia stato molto regolare ed improntato sul  rispetto
  reciproco ma, soprattutto, molto veloce nell'iter  legislativo.
   Se  il  Presidente  della I Commissione,  legittimamente,  vuole
  chiedere la sospensione della seduta per dieci minuti, se non  ci
  sono  motivi sconvolgenti, non posso non accordarla.  Siamo,  tra
  l'altro, nel pieno di una finestra legislativa all'interno  della
  sessione di bilancio ed abbiamo ben sei disegni di legge iscritti
  all'ordine del giorno, anche leggi corpose.
   Se  vi è la necessità di una sospensione di dieci minuti per  un
  approfondimento, trovo che non vi sia niente di scandaloso.
    Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

       (La seduta, sospesa alle ore 18.13,  è ripresa alle ore
                               18.34)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                  nn. 240-85-213-256-278-296-299/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, comunico  che  all'articolo  1
  sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici:
   emendamento 1.2.
   - dall'onorevole Mancuso:
   emendamento 1.3.
   - dall'onorevole Speziale:
    emendamento 1.1.

   Si passa all'emendamento 1.2, dell'onorevole Cracolici. Il
   parere del Governo?

   SCOMA,  assessore  per la Famiglia, le politiche  sociali  e  le
  autonomie locali. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MINARDO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.
  Contrario.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   questo
  disegno di legge è stato esitato per l'Aula con un argomento che,
  se il Parlamento regionale non avesse approvato un testo coerente
  con  le riduzioni operate nel resto del Paese, la Regione Sicilia
  avrebbe  avuto  un minor trasferimento da parte  dello  Stato  di
  circa  40 milioni di euro e non 400 o 380 milioni di euro  o  350
  come si è detto, perché la finanza locale dei Comuni siciliani  è
  pari circa al 10 per cento di quella nazionale. Ed allora, è  una
  modalità che l'emendamento si propone: piuttosto che tagliare  in
  maniera  ragionieristica  le indennità agli  amministratori,  noi
  proponiamo  di  ridurre  gli  amministratori.  E'  un  modo   più
  funzionale,   perché   non   si  riduce   solo   il   numero   di
  amministratori, si riduce tutto quel ceto e sottobosco  che  sta,
  molto spesso, attorno, soprattutto nei grandi e medi centri, agli
  amministratori locali, fatto di segretarie, di telefoni, insomma,
  di struttura che grava sui costi dell'Amministrazione.
   Questo  emendamento,  sostanzialmente,  prevede  che  il  numero
  degli assessori è pari non a un quarto, come dice la proposta del
  Governo, ma ad un quinto, cioè in una città come Palermo - non mi
  pare  che  sia  una proposta così drammatica -  il  numero  degli
  assessori sarebbe pari a 10 e non agli attuali 16 o 15.
   Pertanto,  considerato  che sia il Governo  che  la  Commissione
  hanno espresso parere contrario, chiedo che su questo emendamento
  si voti per  scrutinio segreto.

   MUSOTTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO. Signor presidente, onorevoli colleghi, a me sembra  che
  l'emendamento presentato dall'onorevole Cracolici, che  condivido
  pienamente,  ha  una  sua  ratio, in  quanto,  tra  l'altro,  gli
  amministratori  dei vari assessori delle giunte non  sono  eletti
  direttamente  dal popolo, ma vengono fuori da una  contrattazione
  all'interno  della  coalizione che non sempre esprime  il  meglio
  della   qualità  degli  amministratori,  ponendo  in   difficoltà
  l'eletto  direttamente  dal  popolo,  cioè  il  presidente  della
  Provincia  o il sindaco, che non può portare, fino in  fondo,  un
  programma  su  cui  ha  ricevuto la fiducia  della  gente  perché
  costretto, spesso, a tutta una serie di mediazioni che vengono  a
  minare  quello  che è l'obiettivo fondante per cui il  presidente
  della  Provincia  o  il  sindaco è stato eletto  e  ha  avuto  la
  fiducia, condividendo un programma per la realizzazione  di  cose
  concrete  e il numero degli assessori, molte volte, può ritardare
  l'azione amministrativa ed esecutiva dell'ordine decidente.
   Tra l'altro, è inutile dire che, molte volte, per soddisfare  il
  numero previsto si inventano delle deleghe, delle competenze  che
  molte volte gli enti locali non hanno.
   Pertanto,   condivido  pienamente  l'emendamento  dell'onorevole
  Cracolici e dichiaro che voterò a favore.


   Presidenza del presidente Cascio


   BUZZANCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  ascoltato
  con  particolare attenzione l'intervento dell'onorevole Cracolici
  ed  ho  anche  ascoltato  con attenzione  quello  del  Presidente
  Musotto  che,  a  dire il vero, conosco da parecchi  anni  perché
  entrambi siamo stati presidenti della Provincia dal 1994 al  1998
  e poi io continuai a ricoprire tale carica fino al 2003.
   Io  credo,  signor Presidente, che questo emendamento non  tenga
  conto   della  realtà  che  si  vive  all'interno  delle  diverse
  municipalità e ritengo che (chi conosce profondamente la vita dei
  municipi)  al  di  là delle considerazioni, perché  in  linea  di
  principio ciò che viene detto qui stasera e cioè che il sindaco o
  il  presidente  della Provincia non siano in grado  di  scegliere
  autonomamente  il  meglio che vi è all'interno della  coalizione,
  non  sempre  risponde  a  verità, anzi,  in  molte  occasioni,  è
  esattamente il contrario.
   Tuttavia,  accade  che le problematiche, le  diverse  difficoltà
  che  incontra  il  percorso burocratico  non  possono  indurci  a
  commettere  un  ulteriore errore e  stringere  ancor  di  più  la
  composizione  della Giunta, che - secondo me  -  non  può  essere
  relegata  al 20 per cento del numero dei consiglieri  comunali  o
  provinciali.
   Quindi,  mi  pare  che questo denoti una scarsa  conoscenza  del
  problema  e  probabilmente  - questo  non  vale  per  l'onorevole
  Cracolici  -  si  ha  la consapevolezza in  questo  momento  che,
  magari, troppe sono le giunte di centrodestra in Sicilia,  troppi
  sono  i  Governi  di centrodestra in Sicilia ed,  allora,  questa
  limitazione  ha  il segno e il significato di una  punizione  nei
  confronti delle amministrazioni.
   Io  dico  che  non si possono punire le amministrazioni,  perché
  queste devono dare risposte concrete e perché la diversificazione
  sul territorio mi sembra necessaria ed opportuna.
   Per queste ragioni,  annuncio il mio voto contrario.


   Presidenza del presidente Cascio


                         Per fatto personale

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto  di
  parlare  per  fatto personale (è la prima volta  che  lo  faccio)
  perchè  l'onorevole  Buzzanca, che in  questa  sede  credo  abbia
  parlato  più nella qualità di sindaco che di deputato - e  questo
  giustificherebbe  la ragione per cui sarebbe necessario  separare
  l'attività di sindaco da quella di parlamentare -  ha  detto  una
  cosa attribuendo a me scarsa conoscenza.
   La   conoscenza   e   l'ignoranza  sono  aspetti   del   sapere,
  dell'esperienza,  però nel caso specifico credo  che  l'onorevole
  Buzzanca abbia detto una cosa non vera.
   Vede,  onorevole Buzzanca, io ho fatto l'Assessore al Comune  di
  Palermo  e  l'ho fatto in una Giunta dove c'erano dieci assessori
  ed il sindaco. Ciascuno può giudicare come sono andate le cose  o
  come  si  è amministrato in quella fase, ma non credo che  quella
  giunta abbia fatto sentire alla città l'assenza di una funzione.
   Allora,  dire - come propongo io - che nella città  più  grande,
  dove  c'è  il numero più alto di consiglieri comunali,  si  possa
  avere  un  numero di assessori fino ad una massimo di un  quinto,
  cioè  dieci  assessori, così come in realtà  era  previsto  dalla
  legge  n.  7,  onorevole Buzzanca, e lo  era  a  Palermo  come  a
  Messina, io credo che sia un modo rigoroso di ridare funzione  ai
  governi delle città.
   Voglio  ribadire  un concetto: noi su questa  storia  dei  costi
  della  politica  rischiamo di fare una  grande  demagogia  perché
  sicuramente  ci  sono gli sprechi, le indennità, in  alcuni  casi
  inaccettabili  ripetizioni di indennità, ma più che  tagliare  le
  indennità,  tagliare  le quantità credo che costituisca  un  modo
  serio  e rigoroso di fare buona amministrazione e contribuisca  a
  ridare sobrietà alla funzione di rappresentanza istituzionale che
  si   svolge.  Ecco  perché  io  difendo  l'emendamento   che   ho
  presentato.
   L'onorevole  Buzzanca ha diritto di votare in maniera  difforme,
  ma  io  ho voluto precisare che in materia di conoscenza,  forse,
  l'onorevole Buzzanca non sapeva che il sottoscritto ha vissuto da
  protagonista  l'esperienza di una Giunta fatta dal 20  per  cento
  del consiglio comunale.
   Mi  auguro che l'onorevole Buzzanca possa fare il sindaco  dando
  il  buon  esempio  nella  sua  città riducendo  il  numero  degli
  assessori  ad un numero che la città possa consentirsi,  così  da
  conoscere  almeno gli assessori che ha nominato, visto  che  gran
  parte  degli  assessori  che  l'onorevole  Buzzanca,  come  tanti
  sindaci,  ha  nominato, i cittadini non sanno  neanche  che  nome
  abbiano

   BUZZANCA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor presidente, capisco che l'onorevole  Cracolici
  ritenga  che chiunque non la pensi come lei sia persona  che  non
  conosce i fatti.
   Devo francamente dirle, onorevole Cracolici, che non sapevo  che
  lei  fosse  stato assessore al comune di Palermo. Certo,  non  mi
  cambia la vita questa cosa  Secondo lei è come se io avessi detto
  che Dante non ha scritto la Divina Commedia  Non è così
   Io   le   voglio   fare  un  ragionamento  concreto,   onorevole
  Cracolici, perché chi è a capo di una amministrazione sa, poi  si
  può  anche disquisire, ma noi qui non siamo giudici delle  leggi,
  siamo  qui  per  legiferare, qualche altro ha  il  compito  della
  consulta, qualche altro deve applicarle, sarà giusto o sbagliato,
  ma  questa è la legge  Esistono sindaci che fanno i parlamentari,
  esistono  consiglieri, assessori che fanno i parlamentari,  certo
  è,  onorevole  Cracolici, signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  che una Giunta nel momento in cui può disporre di risorse - anche
  importanti - io penso che debba farlo.
     E avendo fatto un ragionamento concreto, vedendo le competenze
  e  riferendomi ai consigli comunali, perché quello che  lei  dice
  potrebbe andare bene, forse, per gli enti locali che hanno minori
  competenze  -  penso  alle province  -  si  può  pensare  ad  una
  meccanismo  di  razionalizzazione. Sotto  questo  profilo  esiste
  anche  un emendamento che potrei anche condividere, ma è evidente
  che   per   quello   che  riguarda  i  comuni  la   varietà,   la
  diversificazione  dei  problemi  impone  un  numero  adeguato  di
  assessori.
   Questo  è  il  mio pensiero e non volevo, certamente,  offendere
  l'onorevole Cracolici e chiedo venia all'Assemblea se non  ero  a
  conoscenza  che l'onorevole Cracolici fosse stato  assessore  del
  prestigiosissimo comune di Palermo.

   PRESIDENTE. Onorevole Buzzanza,  l'Assemblea la perdonerà


   Presidenza del presidente Cascio


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                  nn. 240-85-213-256-278-296-299/A

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.    Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me  sembra
  che  stiamo  affrontando questo tema - scusatemi se  lo  dico  in
  quest'Aula - con un po' di leggerezza.
   E'  un  tema fortemente sentito dalla democrazia del territorio,
  fortemente sentito da sindaci, dai consiglieri comunali  e  temo,
  signor  Presidente, che non ci sia stata una adeguata discussione
  all'interno dei partiti politici, nè all'interno delle componenti
  della  democrazia del territorio,  e mi riferisco ai consiglieri,
  agli assessori, ai sindaci tutti della Sicilia.
   Io  sono tra chi sostiene che il risparmio in politica non si fa
  abbassando il livello e la platea  della democrazia. Penso che il
  primato  della  politica debba decidere di volta  in  volta,  nei
  consessi  civici  lasciando un ampio spettro  di  decisione  alla
  politica,  quali sono i livelli della mediazione  che  la  stessa
  politica impone nel territorio.
   Sono  tra  coloro  i  quali  sostengono  che  se  dobbiamo  dare
  l'esempio della deminutio economica  sbagliamo se pensiamo che un
  sindaco,  che  guadagna 2000 euro ed ha molte più  responsabilità
  talvolta   delle  nostre,  debba  poi  avere  cassato,  tagliato,
  diminuito il  suo stipendio. Cominciamo - come diceva l'onorevole
  Cracolici  qualche  tempo  fa  -   dai  nostri  stipendi.   Diamo
  l'esempio  prima noi parlamentari e poi chiediamo la  diminuzione
  dei costi della politica del territorio.
   Signor  Presidente, chiedo formalmente che per questo  punto  in
  esame e per l'intero disegno di legge si possa trovare un momento
  di  riflessione - e lo dico a chi, in quest'Aula,  ha  la  grande
  responsabilità  di  legiferare  su  un  tema  così  delicato   ed
  importante  -  da  parte dei deputati e chiedo  il  rinvio  della
  discussione  su  questo tema e, ovviamente, su questo  chiedo  il
  voto dell'Aula.

   FARAONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'onorevole
  Colianni   ha  parlato  del  disegno  di  legge  in  generale   e
  dell'eventuale  rinvio, ma vorrei  ricordare  che  ci  sono  enti
  locali che già si sono adeguati alla normativa nazionale, quindi,
  quello  che paventa come rischio l'onorevole Colianni  è  già  un
  fatto in alcuni enti locali della Sicilia. Quindi, credo che  sia
  anche  un elemento di perequazione adeguare tutti gli enti locali
  ad  una normativa nazionale che questo disegno di legge in  parte
  ci pone.
   Sull'emendamento  in particolare, signor Presidente,  non  credo
  che  siamo  nella  condizione di dover  valutare  l'efficacia  di
  un'azione  amministrativa  di una  giunta  con  il  numero  degli
  assessori.
   Io  credo  che il tema dell'efficacia dell'azione amministrativa
  della  giunta Buzzanca e la proposta da lui fatta di  non  votare
  cioè  questo  emendamento, non nasca da  una  maggiore  efficacia
  della  sua  giunta, ma dal fatto che debba utilizzare  il  numero
  maggiore  di  assessori  per  una trattativa  politica  che,  tra
  l'altro, non c'entra nulla con le competenze. Sulle competenze  -
  dieci  assessori nella giunta Buzzanca - anche per dare  maggiore
  coerenza alla legge sulla elezione diretta dei sindaci e per dare
  maggiore  incisività  all'azione  degli  amministratori  e  degli
  assessori  stessi, a Palermo abbiamo assessori  che  si  occupano
  esclusivamente  del  decentramento, assessori senza  portafoglio,
  assessori   che si occupano  esclusivamente del traffico.  Sedici
  assessori  in  una  città  come  Palermo  sono  eccessivi   Dieci
  assessori  in  città anche metropolitane come Palermo  e  Messina
  sono  più che sufficienti e, tra l'altro, si potrebbero accorpare
  deleghe  che ad oggi, scorporate su vari  assessorati, comportano
  che non vi sia un'azione incisiva da parte dell'Amministrazione.
   Quindi,  onorevole Buzzanca, lei dovrebbe auspicare  di  ridurre
  il  numero  di  assessori, a meno che non viene  interpretato  il
  ruolo  dell'assessore come uno strumento per far  star  zitto  un
  alleato a cui dai un assessore in più. Se è questo l indice della
  governabilità, allora ha ragione l'assessore Buzzanca, se  invece
  l'indice  della  governabilità è dato  dalla  maggiore  efficacia
  dell'azione  di  un assessore, credo che dieci assessori  in  una
  grande città siano più che sufficienti.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  sembra  che
  si  vada  in  ordine  sparso,  perché  l'intervento  del  collega
  Colianni mi lascia di stucco: è contro il Governo,  è contro  ciò
  che  è  stato  deciso  in  Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  è  contro  una  linea  che  naturalmente  mira   a
  salvaguardare  anche  le  casse  di  questa  Regione  (ed   anche
  l'onorevole  Scoma è qui, questa sera, per tale ragione).  Vorrei
  comprendere   se  l'intervento  dell'onorevole  Colianni   è   un
  intervento  di  un  deputato che rispetto o  è  l'intervento  del
  Movimento per l'Autonomia.
   Rispetto  a  questo,  andare  per  ordine  sparso  senza   poter
  comprendere  quali possono essere le ragioni e, naturalmente,  la
  forza che la Conferenza dei Capigruppo ha dato a tutta l'Aula per
  parlare  di un disegno di legge indispensabile, possiamo prendere
  altre decisioni.
   Quindi,  il richiamo per fatto personale lo faccio al Presidente
  del  Gruppo  parlamentare del Movimento per l'Autonomia  per  far
  comprendere  ai deputati di questa maggioranza se  ritengano  che
  l'onorevole Colianni rappresenta quella che è la portata  di  una
  determinazione di quel Gruppo parlamentare oppure, come  è  anche
  legittimo e possibile, è una posizione personale.


   Presidenza del presidente Cascio


                         Per fatto personale

   COLIANNI. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

   COLIANNI. Signor presidente, fermo restando che, ovviamente,  un
  parlamentare può esprimere il suo punto di vista, voglio chiarire
  che ho chiesto il rinvio di questo punto all'ordine del giorno di
  cui  stiamo  discutendo. Ovviamente, non ho chiesto  che  non  si
  discuta della legge che è legge assolutamente importante  per  il
  Governo.
   Intendo  precisare  che, considerato che in questo  momento  c'è
  nel  territorio  un  subbuglio forte tra i nostri  consiglieri  e
  ritengo che non abbiamo adeguatamente riflettuto

   CRACOLICI. L'emendamento riduce il numero degli assessori

   COLIANNI.  Io sto parlando del materiale politico, del personale
  politico  del territorio che, a mio modo di vedere, non è  stato,
  da   parte   delle  forze  politiche,  da  parte  dei   deputati,
  adeguatamente    auscultato.  E  quando   parlo   di   assessori,
  ovviamente,  parlo di gente che fa politica come l'abbiamo  fatta
  noi, caro onorevole Cracolici, nei consigli comunali.
   Io  ritengo  che per quanto riguarda gli assessori debba  essere
  il  primato  della  politica, una volta  stabilito  un  range  di
  applicazione   della  legge,  a  stabilire  la   quantità   degli
  assessori;  non  sono per una restrizione così  forte  così  come
  viene proposta dall'emendamento. E, pertanto, sia la politica  ad
  avere  il  primato nella scelta e non, invece, una  codificazione
  che avviene per legge.
   Quindi,  in  considerazione  di  questo,  chiedo  una  pausa  di
  riflessione  soltanto su questo punto e non sulla  legge.  E  non
  vorrei  che  ci  fossero strumentalismi da  parte  di  altri  che
  ritengono  che  io  voglia  mettere  in  discussione  un   intero
  dibattito   su   un   disegno  di  legge  che,  invece,   ritengo
  fondamentale per il Parlamento.

   PRESIDENTE.    Onorevole   Cracolici,   adesso,   il    pensiero
  dell'onorevole Colianni è un po' più chiaro. L'onorevole Colianni
  chiede, semplicemente, di accantonare, in questo momento,  questo
  emendamento; visto, quindi, che lei è il firmatario, soltanto lei
  può  rispondere e le ricordo che il rinvio dell'emendamento, come
  lei sa, tecnicamente, non è possibile.

   CAMPAGNA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPAGNA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, con  tutto  il
  rispetto  nei confronti del collega Colianni che fa una richiesta
  legittima,   visto  e  considerato  che,  già,  sin   dal   primo
  emendamento,  abbiamo  riscontrato  piccoli  problemi  di  natura
  politica,  non  mi  pare  il  caso di accantonare  l'emendamento;
  ritengo  più  opportuno  accantonare la  legge  o  andare  avanti
  sull'emendamento.  Non si tratta, peraltro, di  un  problema  sul
  primo  emendamento;  vi  sono altri problemi  anche  sugli  altri
  emendamenti e non possiamo accantonare tutti gli articoli.
   Lo dobbiamo votare o no questo disegno di legge?
   Se   lo  dobbiamo  votare,  quindi,  cerchiamo  di  capire  come
  approvarlo o bocciarlo. L'Aula è libera di votare come vuole.
   Andiamo  avanti sul primo emendamento e cerchiamo di arrivare  a
  destinazione. Mi pare che, questa sera, se ne sia parlato tanto e
  penso che dovremmo chiudere questa finestra.
   Sono,  quindi, per  bloccare o rinviare il  disegno di  legge  a
  dopo oppure andare avanti dal primo emendamento.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo  101  del
  Regolamento,  che  leggo,  così  tutti,  in  quest'Aula,  abbiamo
  chiarezza del contenuto delle regole: «Prima che abbia inizio  la
  discussione  generale  un  deputato  può  proporre  la  questione
  pregiudiziale,  cioè che l'argomento non debba discutersi,  e  la
  questione  sospensiva,  cioè che la discussione  o  deliberazione
  debba rinviarsi.
     Iniziata  la discussione la proposta deve essere avanzata  con
  domanda  sottoscritta da almeno 8 deputati, dal governo  o  dalla
  commissione».
   Non  siamo, ovviamente, in questa fattispecie. C'è, inoltre,  un
  comma  4  che così recita: «La questione pregiudiziale  o  quella
  sospensiva non sono ammesse in occasione della discussione di uno
  o più emendamenti». Ed è la fattispecie nella quale  siamo.


   Presidenza del presidente Cascio


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                  nn. 240-85-213-256-278-296-299/A

    PRESIDENTE     Pongo    in    votazione    l'emendamento    1.2
  dell'onorevole Cracolici.
   Il parere del Governo?

   SCOMA,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociale  e  le
  autonomie locali. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     CRACOLICI CRACOLICI   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per
  scrutinio segreto.

     (Gli onorevoli Ammatuna, Apprendi, Di Benedetto, Digiacomo,
      Di Guardo, Donegani, Faraone e Ferrara si associano alla
                             richiesta)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.2

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 1.2.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)
    Dichiaro chiusa la votazione.

   Risultato della votazione

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito della votazione  per  scrutinio
  segreto:

    Presenti e votanti  ..67
    Maggioranza   .34
    Favorevoli    .42
    Contrari     .24
    Astenuti     ...1

   (E' approvato)

    L'emendamento 1.3 è superato.
     Si  passa all'emendamento 1.1, a firma dell'onorevole Speziale
  che non è presente in Aula.

   CRACOLICI. Lo faccio mio.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il parere del Governo?

   SCOMA,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  le
  autonomie locali. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   CRACOLICI. Signor Presidente, vorrei chiedere al Governo e  alla
  Commissione di valutare seriamente questo emendamento, al  di  là
  di tutto. Questo emendamento stabilisce una norma che  ritengo di
  buon senso: la rappresentanza di genere nelle Giunte.
   Visto  che,  in  moltissimi  casi - e  basta  vedere  la  Giunta
  regionale  -  sono  tutti  uomini, stabilire  con  una  norma  il
  principio  inderogabile che almeno un terzo di  ogni  genere  sia
  rappresentato  in  Giunta, ritengo sia un  atto  di  buon  senso.
  Chiedo  al Governo di valutare il giudizio, altrimenti,  chiederò
  che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   L'onorevole  Scoma  mantiene   il   suo   giudizio
  contrario e l'onorevole Minardo è sempre contrario.
   Pongo in votazione l'emendamento 1.1.

   CRACOLICI.  Chiedo  che la votazione abbia luogo  per  scrutinio
  nominale.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, i colleghi vorrebbero  spiegato
  il significato del comma 1 e del comma 2 di questo emendamento  -
  che  sembrerebbero  ripetitivi - perché, così formulato,  non  si
  capisce molto bene.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, sicuramente i  due  commi  fanno
  riferimento  alle  giunte  comunali e  provinciali.  Poiché  sono
  disciplinati da leggi diverse, questo emendamento modifica queste
  due  leggi, ma hanno lo stesso scopo, cioè nessun sesso o  genere
  può essere rappresentato in misura inferiore ad un terzo.
   Spiego  cosa  vuol dire. Si presume, cioè, che un terzo  debbano
  essere donne e due terzi uomini o viceversa.

   PRESIDENTE. L'onorevole Cracolici ha fatto suo l'emendamento.
   L'onorevole Cracolici aveva chiesto che si procedesse alla
  votazione per scrutinio nominale.

   (Gli onorevoli Di Benedetto, Oddo, Ferrara, Donegani, Di Guardo
  e Apprendi si associano alla richiesta)

       Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.1.

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   di
  Regolamento,   indìco   la  votazione  per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 1.1.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo   l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti     ..74
   Votanti     ...73
   Maggioranza   ..37
   Favorevoli    ..29
   Contrari     ..44
   Astenuti      1

                                        (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                                        (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                      Art. 2.
                                 Adeguamento degli statuti

   1.  I  comuni  e  le  province adeguano i  propri  statuti  alle
  disposizioni  del comma l dell'articolo 33 della legge  8  giugno
  1990,  n. 142, come introdotto dall'articolo 1, comma l,  lettera
  e)  della  legge  regionale 11 dicembre 1991, n.  48,  nel  testo
  sostituito  dalla  presente legge, entro e non oltre  il  rinnovo
  delle cariche elettive.

   2.  In  mancanza del necessario adeguamento di cui al  comma  1,
  anche  con riferimento alle previsioni degli articoli 7 e 9 della
  legge regionale 26 agosto 1992, n. 7 e degli articoli 3 e 5 della
  legge  regionale  l  settembre  1993,  n.  26,  il  numero  degli
  assessori è comunque determinato, in occasione del rinnovo  delle
  cariche  elettive,  nel numero massimo individuato  dal  comma  l
  dell'articolo  33  della  legge  8  giugno  1990,  n.  142,  come
  introdotto dall'articolo 1, comma l, lettera
   e)  della  legge regionale 11 dicembre 1991, n.  48,  nel  testo
  sostituito dalla presente legge.

   3.  Sono  abrogate le seguenti norme: l'articolo 24 della  legge
  regionale 26 agosto 1992, n. 7, come modificato dall'articolo 76,
  comma 4, della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20; l'articolo
  4  della legge regionale 16 dicembre 2000, n. 25, come modificato
  dall'articolo  76,  comma 16, della legge  regionale  3  dicembre
  2003,  n.  20;  l'articolo 9 della legge regionale  15  settembre
  1997, n. 35.

   4.  Le  abrogazioni di cui al comma 3 operano  a  decorrere  dal
  termine di cui al comma 1 .

                          (Clamori in Aula)


   Presidenza del presidente Cascio


                       Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, le chiediamo scusa  perché  stiamo
  facendo  confusione, parliamo ad alta voce e lei non ha ascoltato
  che   ho   chiesto,  prima  della  votazione,  che  la  votazione
  dell'articolo 1 avvenisse per scrutinio nominale; l'ho  richiesto
  più volte alzando la mano.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  siamo  all'articolo  2.  Lei  è
  passato all'articolo 2.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, ha chiesto di parlare  un  suo
  collega, ascoltiamolo.

   FORMICA. L'articolo 1 non è ancora stato votato.

   MANCUSO. Ho fatto richiesta di voto palese.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.18, è ripresa alle ore 19.20)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi, desidererei che tutti stessero  al  proprio
  posto  per seguire anche meglio l'andamento dei lavori ed evitare
  che succedano incidenti di percorso di una certa gravità.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il motivo  per
  il  quale  i Presidenti dei Gruppi parlamentari della maggioranza
  hanno  fatto  il  loro  ingresso in Aula con  qualche  minuto  di
  ritardo   rispetto  all'inizio  dell'esame  dell'articolato   del
  disegno  di legge sugli enti locali, certamente, non derivava  da
  negligenza  o  da  disimpegno ma dal fatto che,  sull'ordine  del
  giorno  già  formulato,  i Capigruppo stavano  perfezionando  una
  serie  di emendamenti che sarebbero serviti al dibattito in  Aula
  nei vari disegni di legge.
   Questo   ci  ha  impedito  di  essere  immediatamente  presenti,
  infatti,  dal  momento che l'Aula avrebbe iniziato immediatamente
  l'esame  di  questo disegno di legge, ci siamo trovati  a  dovere
  recuperare arrivando tardivamente in Aula.
   Abbiamo  verificato che, nel frattempo, era stato  apprezzato  e
  votato  un  emendamento  che,  dal nostro  punto  di  vista,  non
  risponde  né  all'impostazione che il Governo ha  voluto  dare  a
  questo disegno di legge né all'impostazione che la maggioranza  -
  che  sostiene  questo Governo - condivideva e  riteneva  propria.
  Ciò,   pertanto,   modifica   ed   altera   la   fisionomia   che
  nell'impostazione del Governo e della maggioranza si voleva  dare
  alla disciplina di questa materia.
   E'  vero  che,  al  momento della votazione,  il  Presidente  ha
  chiaramente posto in votazione l'articolo; è vero anche  che,  da
  parte  dei  Gruppi della maggioranza, non c'era alcuna intenzione
  di  votare per alzata e seduta questo articolo perché, una  volta
  alterata  l'impostazione, una volta modificata  completamente  la
  materia, non poteva essere da parte nostra condivisa la votazione
  favorevole di questo articolo.
   Essendosi,  pertanto, verificato ciò ed essendo  il  disegno  di
  legge, fin dal primo articolo,  diverso rispetto a quello che era
  nelle intenzioni della maggioranza e del Governo, lo stesso testo
  viene alterato in uno dei suoi capisaldi.
   Ritengo,  pertanto,  che, per evitare di mettere  in  difficoltà
  il  Presidente la cui decisione, comunque legittima, di porlo  in
  votazione  non  può essere contestata, chiedo che il  disegno  di
  legge   sia,  in  questo  momento,  fermato  e  che  ritorni   in
  Commissione  per  un  approfondimento  affinché  ciò  che  si   è
  verificato non produca ulteriori distorsioni.
     Dal  nostro punto di vista, questa è una distorsione  rispetto
  all'impostazione che avevamo dato sia come maggioranza  che  come
  Governo.
   Ai  sensi  dell'articolo  121 quater  del  Regolamento  interno,
  chiedo che il disegno di legge venga rinviato in Commissione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su questa proposta,  si  possono
  esprimere un deputato a favore ed uno deputato contro.

   MINARDO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINARDO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, in qualità di  presidente  della
  Commissione,  sono  convinto e chiedo  che  questo  provvedimento
  ritorni    in    Commissione   per   consentire   un    ulteriore
  approfondimento e per consentire un'analisi di quanto avvenuto in
  Aula.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, vorrei conoscere,  in  proposito,
  il  parere del Governo che è molto importante, in questo momento,
  anche  perché  i  colleghi devono sapere che o è stato  detto  il
  falso  prima oppure stiamo per compiere un danno grave agli  enti
  locali siciliani.
   Si  è  sostenuto  che  bisognava  approvare  urgentemente  -  e,
  quindi,  all'interno  di  questa  finestra  parlamentare   -   un
  provvedimento che avrebbe giustificato le ragioni per impedire il
  taglio di quaranta milioni di euro agli enti locali siciliani.
   All'unanimità,    abbiamo   accettato   che,   nella    finestra
  straordinaria,  durante  la sessione di bilancio,  si  esaminasse
  questo  disegno  di legge per evitare un danno  grave  ai  nostri
  comuni e alle nostre province.
   Ebbene,  onorevoli colleghi, la maggioranza intende  determinare
  una  conseguenza  grave che colpisce tutti i  cittadini  soltanto
  perché,   con  questo  disegno  di  legge,  si  cancella  qualche
  assessore in qualche comune siciliano; avere 40 milioni  di  euro
  in  meno, infatti, significa avere meno servizi. Altro che tagli,
  altro che contenimento dei costi.
   Siete  disposti a danneggiare le nostre comunità  per  garantire
  prebende a qualche assessore di qualche Comune siciliano.
   E'  una vergogna. E' una vergogna di una maggioranza allo sbando
  politicamente  e  di  una maggioranza che  se  ne  infischia  dei
  diritti dei siciliani.
   Noi  respingiamo la richiesta di rinvio in Commissione,  proprio
  perché abbiamo accettato che questo disegno di legge entrasse  in
  Aula per le ragioni che erano state spiegate dal Governo.
   Vorrò  vedere il Governo, nel momento in cui dovrà dare  il  suo
  parere  all'Aula, come si dichiarerà perché non è  più  tempo  di
  ipocrisie.  Nessuno  può  girare più la faccia.  Ognuno  si  deve
  assumere  le proprie responsabilità e, in questo caso, lo  voglio
  dire  con  molta franchezza, non ci sarà il parere dell'onorevole
  Scoma. Questo è il parere del governo Lombardo nei confronti  dei
  Comuni e di tutti i cittadini siciliani.
   Assumetevi la responsabilità di danneggiare la Sicilia.

            (Applausi dai banchi di sinistra e di centro)

   SCOMA,  assessore  per la famiglia,le politiche  sociali  e  le
  autonomie locali. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCOMA,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  le
  autonomie  locali.  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  il
  Governo  ha, più volte, in questi giorni, insistito affinché  si
  portasse  all'esame  della  Commissione  un  disegno  di   legge
  importante  che, in un momento di grande crisi economica,  aveva
  lo scopo di contrarre la spesa.
   E quando, alla fine della sessione estiva, si era discusso e si
  era dibattuto circa la scadenza del 30 giugno, avevo, più volte,
  avvertito tutti i colleghi parlamentari che il 30 giugno era già
  scaduto  e che, comunque in ogni caso, avremmo dovuto avere  per
  questo delle deroghe.
   La  storia che vi sto raccontando adesso non è una storiella di
  poco  conto; è semplicemente ciò che è accaduto in questi  mesi.
  Personalmente,  sono  andato più volte a Roma;  ho  avuto  degli
  incontri  con il Ministero degli Interni, con la Presidenza  del
  Consiglio dei Ministri e, con grandissimo sacrificio, sono stato
  invitato  a  predisporre un disegno di legge che  andasse  nella
  misura del contenimento della spesa.
   Ciò è stato fatto e voi avete visto che è stato accorpato ad un
  disegno  di  legge che parlava anche di materia  elettorale.  In
  quella  occasione, in Commissione, con grande sforzo di tutti  i
  parlamentari, ai quali riconosco il merito di avere lavorato per
  qualche giorno per cercare di trovare un testo che andasse  bene
  a  tutti, stralciando, alla fine, le norme che fossero state  di
  materia  elettorale per rimandarle ad un disegno  di  legge  che
  sarebbe  stato, poi, trattato nei mesi di gennaio e di febbraio,
  siamo  riusciti a tirare fuori un documento che è  approdato  in
  Aula.
   Insisto  nel ripetere le cose che sono state dette. La  Regione
  siciliana  dovrà  dotarsi di un suo strumento  che,  per  altro,
  ricalca  la  legge finanziaria approvata nel 2007, il  collegato
  della   finanziaria  approvato  nel  2008,  nella   misura   del
  contenimento  della  spesa, cosa alla quale  certamente  non  ci
  possiamo sottrarre.
   Pensavamo  che  le Regioni a statuto speciale  potessero  avere
  delle  deroghe  particolari  ma ciò  è  stato  chiarito  con  il
  collegato alla finanziaria nel 2008 che specifica che le Regioni
  a statuto speciale sono soggette, in materia di finanza fiscale,
  alla  stessa  normativa  i che vige per  le  Regioni  a  statuto
  ordinario.
   Sulla  questione, abbiamo cercato di capire e valutare i rischi,
  i  costi di questa operazione e, se non dovessimo adeguarci entro
  la  nostra approvazione del bilancio, a meno che, per carità,  da
  qua   alla   prossima  finanziaria  dello  Stato,   non   dovesse
  intervenire una proroga per questo termine, la Regione  siciliana
  sarebbe penalizzata di circa 40 milioni di euro.
   Lo  ripeto  perché  è  giusto che tutti i  parlamentari  possano
  assumersi le proprie responsabilità e perché tutti i parlamentari
  - nella pienezza e nel rispetto del loro ruolo - possano prendere
  le decisioni che più attengono alle sorti della nostra Terra.
   Lo rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è una richiesta di  rinvio  in
  Commissione del disegno di legge.
   Pongo  in  votazione  la  richiesta  di  rinvio  in  Commissione
  formulata dal capogruppo, onorevole Leontini.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

   (E' approvata)

   Pertanto, il disegno di legge viene rinviato in Commissione.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  essendo  buona
  parte  dei capigruppo di maggioranza e dei componenti del Governo
  impegnati   in   una  riunione  per  esaminare  e  valutare   gli
  emendamenti  sulla  legge sui dipartimenti -  che  sono  tanti  -
  chiediamo che ci sia una sospensione dei lavori di almeno  un'ora
  o almeno a domani.

   (Clamori in Aula)

   In Aula decide la maggioranza...
   DE  BENEDICTIS   su  ciò che riteniamo utile, perché  altrimenti
  ogni  volta  il Regolamento viene assoggettato al giudizio  della
  maggioranza che si forma ed il Regolamento è garanzia per tutti.
   E  voglio dire, inoltre - e lo ribadisco - la Commissione sanità
  responsabilmente  ha esaminato questo disegno  di  legge  pur  in
  assenza  dell'Assessore, con la presenza del  capo  di  gabinetto
  dell'Assessore stesso.
   L'Assessore   non  è  stato  mai  presente,  lo  abbiamo   fatto
  responsabilmente,  ma non si può esitare  una  legge  che  ha  ad
  argomento  la  sanità  senza che l'Assessore  non  sia  presente,
  nemmeno nel momento in cui si da il giudizio in Aula. Quindi,  mi
  sembra una forzatura.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  sospendo  brevemente   la
  seduta.

       (La seduta,  sospesa alle ore 19.35, è ripresa alle ore
                               20.01)

   La seduta è ripresa.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente onorevoli
  colleghi,  visto  quanto  accaduto  in  Aula,  perché  si   possa
  riflettere,  fare  valutazioni  sulle  opportunità  perdute,  sul
  contingentamento dei tempi che ritengo, anche per quanto riguarda
  le  importanti scadenze legislative che abbiamo dinnanzi, che  ci
  consentono   eventualmente,  nello  spirito   di   collaborazione
  indispensabile  nell'interesse  della  Sicilia,   di   recuperare
  opportunità  che  si  fossero perdute, credo   sia  opportuno  un
  rinvio  della  seduta  di almeno di ventiquattro  ore,  a  domani
  pomeriggio, perché queste ore di tempo ci consentano  -  con  una
  riflessione  più  compiuta e una serie di confronti  che  ritengo
  indispensabili  e  che, personalmente, mi  vedranno  impegnato  a
  tutto  campo  -  di  riprendere serenamente i  lavori  dell'Aula,
  considerato  anche che alcuni tra i disegni di  legge  all'ordine
  del  giorno  non sono completi, ad esempio, quello relativo  alle
  misure di aiuto necessita di un completamento; quello relativo ai
  Cofidi  di un paio di emendamenti concordati anche con  le  forze
  sociali  e  produttive, oltre che con il sistema delle  banche  e
  quant'altro  perché  questo  si  possa  perfezionare  non   certo
  nell'arco  di  trenta  minuti  o di 45  minuti  ma,  sicuramente,
  impegnandoci tutti, nell'arco di meno di ventiquattro ore.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sono  solito
  cercare di dare prestigio a questa istituzione e di fare in  modo
  che lei non riceva mai più un sms come quello che ha ricevuto. Su
  questo,  quindi, mi impegno e, se ho contribuito  a  dare  questa
  rappresentanza del Parlamento, mi dispiace.
   Credo  però che quanto accaduto non sia un fatto di poco  conto.
  Il  fatto  che,  dopo  una scelta da parte della  maggioranza  di
  rinviare  un disegno di legge soltanto perché è stata battuta  in
  Aula, è grave; è la violazione di un principio  democratico.
   In  ogni  caso, lei sta chiedendo un rinvio di ventiquattro  ore
  dopo  che, per una intera giornata - vorrei ricordarle  e  vorrei
  ricordare a tutti noi che l'Aula, oggi, era convocata per  questa
  mattina, alle ore 11.00 - dopo una serie di rinvii, il Presidente
  ha  comunicato che, alle ore 17.00, riprendeva l'Aula.  E,  dalle
  11.00  alle  17.00,  abbiamo  assistito  a  riunioni,  conferenze
  stampa, cioè anche a dichiarazioni pubbliche, dei Presidenti  dei
  Gruppi  della  maggioranza  e  sue,  onorevole  Presidente  della
  Regione. Presumo, quindi, che i giornalisti raccoglievano il  suo
  pensiero,  annunciando  un'intesa  per  una  gestione  di  questa
  sessione che, le voglio ricordare, è una sessione straordinaria.
   In sette anni da deputato regionale, credo che, a mia memoria  -
  anche  se  vorrei finalmente sfatare un mito -  non  mi  era  mai
  capitato di partecipare, durante la sessione di bilancio, ad  una
  sessione  straordinaria  che, di fatto,  introduceva  disegni  di
  legge, alcuni dei quali molto importanti.
   Eppure,  tutti  noi abbiamo firmato una delega in  bianco  e  il
  Presidente  sa che, in Conferenza dei Capigruppo,  non  ho  posto
  nessun   tipo   di  ostacolo.  Il  ruolo  della  Conferenza   dei
  Capigruppo,  in  molti casi, è un ruolo che si  esercita  con  il
  principio  unanime ma non ho mai fatto mancare  il  consenso  per
  fare in modo che il Parlamento potesse lavorare senza ostacoli.
   Dopo  una  giornata di rinvii dei lavori d'Aula, possiamo  anche
  aggiornare  i  lavori a domani pomeriggio ma  ci  stiamo  facendo
  soltanto del male.
   Devo  registrare  però un dato politico che è clamoroso:  questa
  maggioranza non ha nulla che la tenga insieme sulla soluzione  di
  un solo problema della Sicilia. Questo è ciò che emerge.
   Lei  ha annunciato poc'anzi una cosa che forse, proceduralmente,
  non  si  può  neanche fare: ci sono disegni di  legge  sui  quali
  devono  essere  ancora presentati degli emendamenti,  addirittura
  concordati con forze sociali.
   Le  voglio  ricordare, onorevole Presidente della Regione,  che,
  sui  Consorzi fidi, siamo giunti all'esame dell'articolo 3,  dove
  non  ci  sono emendamenti.; dobbiamo soltanto esprimere  il  voto
  finale.  Forse, c'è qualche emendamento all'articolo 4 ma,  nella
  fase in cui siamo, si possono presentare soltanto emendamenti  di
  riscrittura e non emendamenti aggiuntivi, così come sul regime di
  aiuti.  E, per la presentazione degli emendamenti, per  lei  come
  per me, il tempo è scaduto lunedì, alle ore 13.00.
   Dico  ciò  perché  non  vorrei che ci illudessimo  che,  con  un
  rinvio, potremmo risolvere i problemi.
   Questo   Governo,   da   quando   è   nato,   già   all'indomani
  dell'insediamento,  soltanto  per  designare  gli  assessori,  ha
  scelto la tecnica del rinvio.
   Da  sei  mesi, questo Governo è il Governo del rinvio, in  molti
  casi,  di  qualche  annuncio  di  buone  intenzioni.  Lo  abbiamo
  giudicato  di buone intenzioni ma è rimasto solo un  annuncio  di
  buone intenzioni.
   Prendo  atto  che lei, onorevole Presidente della Regione,   sta
  chiedendo un ulteriore rinvio.
   Nello  spirito  con  il quale ho accettato  che  si  aprisse  la
  sessione  straordinaria, stasera, con il mio Gruppo parlamentare,
  vorremmo che questo Parlamento lavorasse.
   Il  dato  preoccupante è che questa maggioranza e questo Governo
  non  sono in grado, non solo di lavorare loro ma impediscono  che
  lavorino tutte le istituzioni, a partire dal Parlamento.
   Ci  vedremo domani pomeriggio ma sono sicuro che, pur essendo un
  altro giorno, somiglierà al giorno di prima.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Presidente  della  Regione, la proposta di rinvio  sembra  essere
  improntata  a  saggezza  e ad una realistica  considerazione  dei
  contenuti del momento attuale, sia dal punto di vista politico in
  Aula sia dal punto di vista del confronto parlamentare.
   Ciò  non  modifica  per nulla il giudizio che, sull'attività  di
  questo  Parlamento,  soltanto l'onorevole Cracolici  esprime  nei
  termini testé formulati. Se è vero che si vuole stimolare  questo
  Parlamento  a  lavorare, è vero anche che la  sua  conclusione  è
  assolutamente  in contrasto con questo stimolo perché  non  tiene
  conto del fatto che questo è un Parlamento da record.
   E'  un Parlamento che, in sei mesi, ha già approvato 17 leggi  e
  che,  con  questa  finestra, prima del bilancio, ne  approverebbe
  altre 6 e sarebbe un record storico degli ultimi 40 anni.
   E'  un  Parlamento  che  ha lavorato ed è  una  maggioranza  che
  produce a sostegno di un Governo che produce.
   Che  l'onorevole  Cracolici,  ovviamente,  da  questa   mole  di
  lavoro  si  senta  afflitto è un problema suo e  del  suo  Gruppo
  parlamentare.
   Se   vuole   veramente  cooperare,  tenga   conto   del   saggio
  suggerimento del Presidente della Regione, finalizzato proprio  a
  lavorare perché, se dovessimo continuare a fare ciò che stasera è
  stato  fatto, alterando e modificando alcune impostazioni che  il
  Governo si era dato nei suoi disegni di legge, non lavoreremmo ma
  andremmo in una direzione diversa.
   Siamo per continuare questo lavoro.
   Il  Presidente  della  Regione, con il suo  suggerimento,  vuole
  mettere  in  condizione la maggioranza, perché non è  un  delitto
  citare  la maggioranza in questo Parlamento, domani sera, assieme
  al Governo

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, durante il suo intervento,  non
  è  stato interrotto da nessuno; questa abitudine di urlare quando
  qualcuno  dice qualcosa che non ci sta bene. Il fatto  di  urlare
  non  è  una  buona  abitudine  per tutti  e  da  qualunque  parte
  provenga.

   LEONTINI.   domani sera, quindi, la maggioranza assieme  al  suo
  Presidente,  assieme  al  Governo,  sarà  qui  per  continuare  a
  lavorare  e  produrre  i  disegni di legge  che  sono  stati  già
  incardinati  e inseriti all'ordine del giorno perché  sono  stati
  frutto di un lavoro che a questo esito vuole portare.
   Che  ci  siano  stati  dei  motivi  di  approfondimento  non   è
  assolutamente  pernicioso sottolinearlo e nemmeno criminale,  dal
  punto di vista metodologico, documentarlo.
   Questo   lavoro  serve  sicuramente  al  Parlamento,  serve   ai
  rapporti tra i Gruppi politici e parlamentari, serve a far sì che
  i  disegni  di legge siano strumenti rispondenti alla volontà  di
  chi li predispone e li presenta.
   E'  chiaro  che poi il Parlamento è sovrano e, nella  dialettica
  parlamentare, può accadere di tutto.
   Il  fatto che un articolo sia andato in una direzione diversa da
  quella  che  noi  auspicavamo, non significa che non  abbiamo  il
  diritto di sottolinerarlo.
   Abbiamo  il  diritto di prenderne atto, di tenerne conto  domani
  ma  abbiamo  anche il diritto di dire che se c'è una  riflessione
  che ci potrà portare tutti insieme a continuare un lavoro che sia
  in sintonia con le premesse.
   Credo  sia  un fatto proficuo per il Parlamento che,  in  questi
  mesi,  ha  prodotto  la maggior mole di lavoro  che  si  sia  mai
  verificata negli ultimi trent'anni.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata  a  domani,
  mercoledì 3 dicembre 2008, alle ore 17.00, con il seguente ordine
  del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


   I  -Comunicazioni

  II  -  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d)
  e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
     N. 79 -   Proroga dei contratti di collaborazione coordinata e
  continuativa  del personale impegnato nel settore della  pubblica
  istruzione

                         BONOMO - VITRANO - GUCCIARDI - AMMATUNA

      N.  80  -    Applicazione  agli  uffici  di  gabinetto  degli
  Assessorati regionali delle norme di contenimento della spesa per
  consulenze
                                                LUPO - GUCCIARDI

   III  - Discussione dei disegni di legge:

    1)  -   Disposizioni  per favorire lo sviluppo  del  settore
         industriale in Sicilia in
          attuazione del programma operativo fondo europeo di sviluppo
         regionale
          (P.O. FESR 2007/2013)  (n. 220/A) (Seguito)

    2)  -  Iniziative a sostegno dei Consorzi fidi. Misure a favore
         di soggetti pubblici regionali per le anticipazioni sulle liste
         di carico poste in riscossione  (n. 259/A) (Seguito)

    3)  -    Norme  in  materia di gestione del Servizio  Idrico
         Integrato e di EAS in  liquidazione. Disposizioni in materia di
         ambiti e sub-ambiti territoriali ottimali idrici  (n. 192/A)
         (Seguito)

    4)  -   Norme per la riorganizzazione dei dipartimenti regionali.
         Ordinamento del Governo e dell'amministrazione della Regione
         (nn. 197-80-112-bis/A) (Seguito)

    5)  -  Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
         Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
         'Modifiche alla legge 31 maggio 1965, n. 575 e successive
         modifiche ed integrazioni, in materia di assegnazione dei beni
         confiscati alla criminalità organizzata  (284/A)

                  La seduta è tolta alle ore 20.16

          Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.50
  ALLEGATO

  Risposta scritta ad interrogazione

   BARBAGALLO.  -  «Al  Presidente della  Regione  e  all'Assessore
  regionale  per la famiglia, le politiche sociali e  le  autonomie
  locali, premesso che:

   in   Sicilia  gli  interventi  più  significativi  in  tema   di
  politiche  sociali  sono previsti, ancora in  gran  parte,  dalle
  leggi regionali n. 22/86 e n. 21/78;

   il  legislatore  regionale siciliano, in 60 anni  di  Autonomia,
  non  è  riuscito ad adottare una normativa organica  in  tema  di
  politiche sociali;

   la  stessa  legge  nazionale n. 328/2000 non è stata  pienamente
  applicata;

   considerato che:

   la l.r. n. 10/2003 deve essere ancora in buona parte attuata;

   nella  nostra  Regione,  a  motivo del  grave  disagio  sociale,
  occorre una particolare attenzione per le politiche sociali;

   è   necessario,  in  particolare,  sostenere  la  famiglia  come
  soggetto attivo delle politiche sociali;

   ritenuto che:

   il  nuovo ciclo di programmazione dei fondi comunitari 2007/2013
  attribuisce grande rilievo alle politiche sociali;

   specifiche  azioni potranno essere attuate tramite l'accordo  di
  programma  quadro 'giovani protagonisti di sé e  del  territorio'
  sottoscritto dalla Regione con l'Amministrazione statale nel mese
  di agosto 2008;

   per sapere:

   quali  iniziative siano state assunte a sostegno della  famiglia
  per la piena attuazione della l.r. n. 10/2003;

   quali misure siano state adottate per migliorare la qualità  dei
  servizi  sociali  e  per  rafforzare la coesione  e  l'inclusione
  sociale». (130)

   Risposta.  -  «Le politiche sociali in Sicilia sono disciplinate
  dal DPRS  4 novembre 2002  Linee guida per l'attuazione del Piano
  socio-sanitario  in  Sicilia  che recepisce  di  fatto  la  legge
  nazionale   328/2000,   indicando    le   procedure     per    la
  progettazione e l'attuazione dei Piani di Zona   nei 55 distretti
  sociosanitari in cui è suddiviso il territorio regionale.
   A  partire dal 2001, ogni anno lo Stato trasferisce alla Sicilia
  una  quota  del  Fondo Nazionale Politiche Sociali  che  è  stata
  quantificata  nel 9,19 per cento sul totale, escluse  le  risorse
  destinate all'INPS per gli interventi assistenziali e la parte di
  pertinenza del Ministero competente.
   L'Assessore  regionale per la famiglia, le politiche  sociali  e
  le  autonomie  locali predispone il documento  di  programmazione
  triennale  delle risorse disponibili attraverso una concertazione
  con  le  organizzazioni  sindacali  e  con  la  cabina  di  regia
  regionale,  prevista  dal  sopra citato  DPRS  4  novembre  2002,
  sottoponendolo quindi all'approvazione della Giunta regionale  di
  Governo  che  viene  resa esecutiva da un DPRS  pubblicato  sulla
  GURS.
   La  prima programmazione, relativa alle risorse degli anni 2001-
  2003  è  stata  approvata con il già richiamato DPRS  4  novembre
  2002,  ed  ha assegnato ai distretti socio-sanitari una dotazione
  complessiva di circa 106 milioni di euro per il finanziamento dei
  Piani di Zona e dei Progetti: di fatto, dunque le linee guida per
  l'attuazione della legge 328/2000 sono state approvate circa  due
  anni dopo l'assegnazione delle risorse.
   Considerato  che le procedure previste per la predisposizione  e
  l'attuazione  dei  Piani di Zona hanno rivoluzionato  l'approccio
  alle  politiche sociali, obbligando gli enti locali a programmare
  in ambito distrettuale e non più comunale le risorse disponibili,
  con  una  serie  di passaggi ineludibili tesi a  coinvolgere  nei
  processi decisionali le amministrazioni locali, le organizzazioni
  del  Terzo settore e le Asl, è stato necessario almeno  un  altro
  anno per predisporre la progettazione.
   I    distretti    dove   la   volontà   politica,   l'efficienza
  amministrativa e un tessuto sociale più coeso hanno consentito di
  definire  con relativa tempestività le azioni previste nei  Piani
  di  Zona,  hanno cominciato ad utilizzare le risorse del  2001  a
  partire  dal  2004,  mentre  dove  la  politica  non  ha  trovato
  soluzioni condivise e le strutture organizzative si sono rivelate
  più  carenti, l'avvio della spesa è stato più lento e farraginoso
  e in alcuni casi-limite ha accumulato ritardi gravissimi.
   Si   rese  dunque  necessario,  con  DPRS  23  marzo  2007,   un
  intervento mirato al riequilibrio economico e temporale dei Piani
  di  Zona  per evitare ai cittadini dei distretti inadempienti  di
  rimanere  con  scarsa  o  nulla copertura sociale,  favorendo  al
  contempo  un  riallineamento al 31.12.2009, data  ultima  per  la
  conclusione di tutte le azioni previste.
   Ai  distretti che avrebbero completato le azioni prima di quella
  data   venne   concesso  un  rifinanziamento   automatico   delle
  iniziative,   mentre  per  quelli  in  ritardo  furono   previsti
  interventi  sostitutivi  per  avviare  ed  affidare   le   azioni
  progettuali.
   Inoltre  è stato introdotto il criterio della premialità  legato
  allo  stato di attuazione delle azioni, in aggiunta a quello  già
  previsto in base alla popolazione del singolo distretto.
   Ciò  ha  determinato una accelerazione della spesa e,  nei  rari
  casi di blocco, si stanno mettendo in atto interventi sostitutivi
  tesi  a rispettare le scadenze previste con la speranza che tutti
  i   distretti  socio-sanitari  possano  partire  con   la   nuova
  programmazione  prevista  a partire dal  primo  gennaio  2010  in
  condizione di parità.
   Alla  vigilia della nuova programmazione triennale delle risorse
  2007-2009,  appare opportuno ed urgente definire un percorso  che
  anticipi  i  tempi della programmazione da parte  dei  distretti:
  poiché   la   precedente   programmazione,   comprensiva    della
  rimodulazione relativa al finanziamento aggiuntivo di cui  sopra,
  terminerà  il  31.12.2009, è assolutamente  necessario  che,  per
  quella data, sia già stato completato il processo di definizione,
  approvazione e affidamento delle azioni dei nuovi Piani di  Zona,
  che  dovrà dunque essere avviato entro il primo quadrimestre  del
  2009.
     A tale scopo sarà necessario dare impulso alla cabina di regia
  regionale   con   il   rinnovo   dei   componenti   e   procedere
  all'implementazione  del  SIRIS  (Sistema  informativo  regionale
  integrato  sociosanitario)  quale  strumento  indispensabile   di
  monitoraggio  quali-quantitativo delle risorse assegnate  e  come
  terminale della rilevazione già avviata della spesa sociale degli
  enti locali della Sicilia.
   In  una situazione di obiettiva difficoltà dei comuni, da  tempo
  alle  prese con tagli progressivi dei trasferimenti, è essenziale
  che le risorse del FNPS siano utilizzate al meglio, senza che per
  questo  si  proceda  a  drastici  ridimensionamenti  della  spesa
  sociale:  in  questo senso dovrebbe soccorrere la norma  inserita
  nell'ultima  finanziaria  regionale  che  obbliga  i   comuni   a
  destinare almeno il 25% delle risorse provenienti dal Fondo delle
  Autonomie Locali, appunto alle spese sociali.
   Da  rilevare inoltre che sono stati avviati con CIAPI di  Priolo
  Gargallo e CEFPAS di Caltanissetta due progetti che prevedono fra
  l'altro   la   formazione  e  l'impiego  per  due  anni   di   55
   facilitatori   che dovranno fungere da interfaccia  fra  Ufficio
  piano regionale e distretti socio-sanitari, e l'individuazione di
  procedure  di accreditamento che potrebbero snellire  in  maniera
  decisiva l'affidamento dei servizi.
   Da  sottolineare,  infine, con l'avvio della programmazione  dei
  fondi europei 2007-2013, la necessità di uno stretto raccordo con
  gli  enti  locali  per  cogliere  in  pieno  le  opportunità   di
  finanziamento   nel  settore  sociale.  La  nuova  programmazione
  triennale  delle  risorse, attualmente in fase  di  elaborazione,
  stabilirà  l'entità  dei trasferimenti ai distretti  e  le  linee
  guida per l'elaborazione dei Piani di Zona 2010-2012.
   In  ordine  alle  iniziative assunte  da  questo  Assessorato  a
  sostegno   della   famiglia,  si  è  provveduto  all'applicazione
  dell'art.  7  della  predetta legge relativo ai  contributi  alle
  famiglie adottive per le adozioni internazionali. Con D.A. n. 833
  del  31.03.2004, modificato con D.A. n. 790 del 15.03.2006,  sono
  stati  approvati i criteri per l'accesso ai benefici,  nonché  le
  procedure  per  la  presentazione delle  istanze  e  le  modalità
  d'erogazione  dei  contributi. A decorrere dal 2004,  si  procede
  annualmente  all'istruttoria delle istanze,  pervenute  a  questo
  Assessorato  per  il tramite del Comune di residenza,  presentate
  dalle  coppie  aspiranti al contributo. In seguito a  ciò,  viene
  approvata  la  graduatoria degli aventi diritto al contributo,  a
  cui  segue il relativo impegno di spesa e l'emissione dei mandati
  di pagamento a favore dei comuni di appartenenza dei beneficiari.
  Per  il  corrente anno si fa presente che sono stati  ammessi  al
  beneficio di che trattasi n. 63 coppie che hanno adottato  minori
  stranieri.
   Importanza  rilevante  spetta  anche  al  buono  socio-sanitario
  (art.10   della  l.r.10/2003)  per  le  famiglie  che   assistono
  direttamente  i  propri  cari  in difficoltà,  cioè  anziani  non
  autosufficienti  e  disabili  al 100  per  cento  che  nasce  con
  l'intento  di  ridurre  i  ricoveri e  lasciare  le  persone  con
  particolari  condizioni  di  disagio nell'ambiente  familiari.  I
  requisiti  e  la  dotazione finanziaria vengono  fissati  con  un
  decreto  regionale, ma sono comunque i distretti a verificare  il
  diritto  del  richiedente  e  ad erogare  le  somme.  Nell'ultima
  programmazione  è  stata  data  disposizione  ai   distretti   di
  utilizzare almeno il 25 per cento delle somme disponibili proprio
  per alleviare il disagio dei disabili.
   Inoltre,  grazie  all'Accordo per  le  politiche  familiari  tra
  questo  Assessorato e il Dipartimento nazionale per la  famiglia,
  lo  Stato  ha  trasferito delle risorse che sono  utilizzate  per
  realizzare  interventi  in  tema di  politiche  per  la  famiglia
  previsti dalla Legge finanziaria n. 296 art. 1 che prevede per la
  Regione  Sicilia l'obbligo del cofinanziamento  pari  al  10  per
  cento dello stanziamento statale relativi a:

  -sperimentazione  di  iniziative di  abbattimento  di  costi  dei
    servizi per le famiglie con numero di figli pari o superiori  a
    quattro (art. 2 e art. 18 della l.r.10/2003);
  -progetti sperimentali innovativi per la riorganizzazione dei
  consultori familiari, comunque denominati ed articolati in sede
  regionale, al fine di ampliare e potenziare gli interventi
  sociali a favore delle famiglie ( art. 8 e art. 5 );
  -progetti sperimentali e interventi per la qualificazione del
  lavoro delle assistenti familiari.

   Infine,  l'APQ   Giovani protagonisti di sé  e  del  territorio
  costituisce uno strumento di programmazione integrata  attraverso
  il  quale  la  Regione Siciliana si propone di  porre  al  centro
  dell'attenzione  il mondo giovanile, avviando sul  territorio  un
  cambiamento culturale che valorizzi le potenzialità  e  il  ruolo
  dei  giovani in quanto soggetti attivi e necessari nello sviluppo
  della Sicilia.
   La  strategia  generale è quella di promuovere  il  protagonismo
  sociale   e   la   relazionalità  dei   giovani   per   favorirne
  l'inserimento  sociale  e prevenire così i  possibili  rischi  di
  disagio  e  devianza, ciò attraverso azioni volte a stimolare  lo
  sviluppo  della  loro personalità, ad agevolare la partecipazione
  attiva   alla   comunità  locale  offrendo  loro  iniziative   di
  aggregazione, di scambio culturale, di prevenzione, di formazione
  e  di  informazione e di supporto nella fase di transizione  alla
  vita adulta ed indipendente.
   L'APQ punta dunque a valorizzare le potenzialità dei giovani  in
  ogni  campo  in  cui  si manifestano e farne  il  fulcro  di  una
  politica  che  riacquisti  vitalità  proprio  perché  decide   di
  investire  fortemente  sulle energie giovanili  per  un  nuovo  e
  dinamico sviluppo del territorio regionale».

                                                    L'Assessore

     Francesco Scoma

      ALLEGATO  EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA  SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE NN. 240-85-213-256-278-296-299/A:  COMPOSIZIONE
  DELLE GIUNTE. STATUS DEGLI AMMINISTRATORI LOCALI E MISURE DI CON-
  TENIMENTO  DELLA  SPESA  PUBBLICA. SOGLIA  DI  SBARRAMENTO  NELLE
  ELEZIONI  COMUNALI  E  PROVINCIALI  DELLA  REGIONE.  DISPOSIZIONI
  VARIE

     All'articolo 1:

   Emendamento 1.2:

  Sostituire il comma 1 con il seguente:

   1.  Il  numero  degli Assessori nominati  dal  sindaco  o  dal
  Presidente della provincia regionale per la composizione  della
  Giunta comunale o provinciale non può superare il 20 per  cento
  dei  componenti dell'organo elettivo di riferimento. Nei comuni
  fino  a  10.000  abitanti  il numero degli  Assessori  non  può
  comunque essere superiore a 4 .

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli