Presidenza del presidente Cascio
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura dei verbali delle sedute
n. 44 e n. 45 del 27 novembre 2008 e 46 del 2 dicembre 2008
(antimeridiana) che, non sorgendo osservazioni, si intendono
approvati.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cordaro è in missione
dall'1 al 2 dicembre 2008, in sostituzione dell'onorevole Maira.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli
Vinciullo e Marziano, per la seduta odierna; l'onorevole Beninati
dal 2 al 5 dicembre 2008; l'onorevole Scammacca dal 2 al 12
dicembre 2008.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore
per la famiglia, la risposta scritta alla interrogazione numero
130 Iniziative in materia di politiche sociali , dell'onorevole
Barbagallo.
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
Istituzione del servizio volontario di vigilanza ecologica -
guardie ecologiche volontarie (GEV) (n. 311)
presentato dagli onorevoli Lentini, D'Agostino in data 26
novembre 2008;
Interventi a favore della conservazione della biodiversità e
il potenziamento delle attività del centro vivaistico regionale
per la produzione di materiale floro-vegetazionale e colturale
certificate (n. 312)
presentato dall'onorevole Faraone in data 26 novembre 2008;
Istituzione del sistema regionale delle aree naturali
protette. Norme a sostegno della partecipazione delle popolazioni
locali alla gestione dei parchi e a sostegno dello sviluppo delle
attività ecocompatibili (n. 313)
presentato dagli onorevoli Faraone e Raia in data 27 novembre
2008.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato alla Commissione legislativa Ambiente e territorio
(IV):
Nuove norme in materia di gestione dei rifiuti e delle
acque (n. 305)
di iniziativa governativa
inviato in data 27 novembre 2008.
Comunicazione di parere reso ai sensi dell'articolo 70 bis del
Regolamento interno
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Ambiente
e territorio (IV) ha reso il seguente parere, ai sensi
dell'articolo 70 bis del Regolamento interno:
Disciplina delle attività esercitabili e dei divieti operanti
in ciascuna zona del Parco dei Nebrodi (All. 2 del D.A. 4 agosto
1993) (n. 5/IV)
reso in data 25 novembre 2008
inviato in data 27 novembre 2008.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
numero 251 Riattivazione del centro di primo soccorso 118
Buccheri e delle altre postazioni chiuse in provincia di
Siracusa
Presidente Regione
Assessore Sanità
Firmatari: Vinciullo Vincenzo, De Benedictis Roberto;
numero 252 Notizie in ordine alla deliberazione della giunta
regionale n. 230 del 7-8 ottobre 2008, relativa alla 'Casa
Sicilia Parigi'
Presidente Regione
Assessore Presidenza
Assessore Cooperazione
Firmatari: Caputo Salvino, Vinciullo Vincenzo;
numero 253 Monitoraggio aggiornato della gestione
dell'erogazione dell'acqua all'utenza in Sicilia
Presidente Regione
Firmatario: Panepinto Giovanni;
numero 254 Misure per assicurare condizioni di sicurezza
negli edifici e negli impianti scolastici nella nostra Regione
Presidente Regione
Assessore Beni Culturali
Firmatario: Panepinto Giovanni
Le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni
con richiesta di risposta scritta:
numero 255 Notizie sul mancato finanziamento dei progetti
presentati dallo IACP di Ragusa ai sensi del decreto n. 924 del
31 maggio 2005 dell'Assessore regionale per i lavori pubblici
Presidente Regione
Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Ammatuna Roberto;
numero 256 Notizie circa il mancato confronto in sede di
conferenza Regione-autonomie locali sulle disposizioni
programmatiche e correttive per il 2009
Presidente Regione
Firmatario: Di Benedetto Giacomo;
numero 257 Notizie sulla presunta soppressione della guardia
medica di Realmonte (AG)
Presidente Regione
Assessore Sanità
Firmatari: Di Benedetto Giacomo, Bosco Antonino, Marinello
Vincenzo, Cascio Salvatore, Panepinto Giovanni.
Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
numero 36 Tutela della flotta peschereccia di Mazara del
Vallo (TP) in relazione al mancato rispetto dei confini delle
acque territoriali da parte della Libia .
Presidente Regione
Assessore Cooperazione
Firmatario: Lo Giudice Giuseppe;
numero 37 Notizie sulla gestione del personale del consorzio
autrostrade siciliane (CAS)
Presidente Regione
Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Panarello Filippo.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla,
l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per
essere svolta al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 79 Proroga dei contratti di collaborazione coordinata
e continuativa del personale impegnato nel settore della pubblica
istruzione , degli onorevoli Bonomo, Vitrano, Gucciardi, Ammatuna
presentata il 27/11/08
numero 80 Applicazione agli uffici di gabinetto degli
Assessorati regionali delle norme di contenimento della spesa per
consulenze , degli onorevoli Lupo, Gucciardi
presentata il 27/11/08.
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Comunicazione di apposizione di firma a mozione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 27 novembre 2008,
l'onorevole Faraone ha chiesto di apporre la propria firma alla
mozione numero 77 Interventi presso il Governo nazionale per
salvaguardare la continuità operativa dell'aeroporto Falcone e
Borsellino di Palermo , a firma dell'onorevole Caputo ed altri.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge
Disposizioni per favorire lo sviluppo del settore
industriale in Sicilia in attuazione del Programma
operativo fondo europeo di sviluppo regionale (P.O. FESR
2007/2013) (220/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede con il seguito del disegno di legge Disposizioni
per favorire lo sviluppo del settore industriale in Sicilia in
attuazione del Programma operativo fondo europeo di sviluppo
regionale (P.O. FESR 2007/2013) (220/A), posto al n. 1), sul
quale il Governo ha chiesto formalmente di potere inserire un
emendamento a parziale riscrittura della materia.
L'emendamento in argomento sarebbe stato prodotto nella
riunione di Giunta che, in questo momento, dovrebbe essere ancora
in corso o che dovrebbe essere finita da poco, per cui, la
Presidenza propone di andare avanti in attesa che il Governo
fornisca l'emendamento in questione.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
chiederle gentilmente di far rispettare gli orari quando si
convoca l'Aula. Non è possibile, infatti, che, nella stessa ora
in cui viene convocata l'Aula, contemporaneamente, si svolga una
riunione di maggioranza.
Se la maggioranza ha problemi di coesistenza e di coalizione, è
una questione che va affrontata fuori dall'Aula ma gli orari
dell'Aula devono essere rispettati.
La prego, quindi, di avere rispetto per i deputati, in modo che
essi abbiano piena cognizione della programmazione dei lavori
d'Aula. Vorremmo avere un minimo di rispetto per la dignità di
ciascun parlamentare che, dalle ore 11.00, attende l'esito della
riunione di questa benedetta coalizione, di questa maggioranza
che non riesce a trovare una sintesi di programma, una sintesi
di governo.
Vorrei che lei, quale garante di questa Assemblea, tutelasse
almeno la dignità e il rispetto dei deputati.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, mi farò carico di continuare a
tutelare la dignità dei deputati, così come ho fatto finora.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge Iniziative a
sostegno dei Consorzi fidi. Misure a favore di soggetti pubblici
regionali per le anticipazioni sulle liste di carico poste in
riscossione (259/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno
di legge Iniziative a sostegno dei Consorzi fidi. Misure a
favore di soggetti pubblici regionali per le anticipazioni sulle
liste di carico poste in riscossione (259/A), posto al n. 2).
Onorevole Scoma, dovremmo trattare il disegno di legge sui
Consorzi fidi; non essendo presente l'assessore per il bilancio e
le finanze, onorevole Cimino, le chiedo se è possibile procedere
con la trattazione del disegno di legge posto al n. 4) del II
punto all'ordine del giorno.
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Signor Presidente, la riunione della Giunta si
è appena conclusa.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge Composizione
delle giunte. Status degli amministratori locali e misure di
contenimento della spesa pubblica. Soglia di sbarramento nelle
elezioni comunali e provinciali della Regione. Disposizioni
varie (240-85-213-256-278-296-299/A)
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, si passa al seguito del
disegno di legge Composizione delle giunte. Status degli
amministratori locali e misure di contenimento della spesa
pubblica. Soglia di sbarramento nelle elezioni comunali e
provinciali della Regione. Disposizioni varie (240-85-213-256-
278-296-299/A), posto al n. 4).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura.
«Art. 1.
Composizione delle giunte comunali e provinciali
1. L'articolo 33 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come
introdotto dall'articolo l, comma 1, lettera e) della legge
regionale 11 dicembre 1991, n. 48 e successive modifiche ed
integrazioni, è sostituito dal seguente:
Art. 33. Composizione della giunta dei comuni e delle province
regionali - l. La giunta comunale e la giunta della provincia
regionale sono composte rispettivamente dal sindaco e dal
presidente della provincia regionale che le presiedono e da un
numero di assessori, stabilito in modo aritmetico dagli statuti,
che non deve essere superiore ad un quarto, con arrotondamento
all'unità superiore nel caso di decimali pari o superiori a 0,5,
del numero dei consiglieri comunali e provinciali e, comunque,
non superiore a dodici unità.
2. La variazione della popolazione accertata con censimento nel
corso del periodo di carica del sindaco o del presidente della
provincia regionale comporta la modifica del numero degli
assessori alla scadenza, naturale o anticipata, del periodo di
carica».
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, volevo chiedere, se possibile, di sospendere la
seduta per dieci minuti.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, credo che bisognerebbe ristabilire
un po' d'ordine nei lavori d'Aula e, se non lo farà lei,
ponendosi al di sopra di quelle che possono essere le questioni
di maggioranza, faremo una figura che non è più possibile
accettare.
Lei, signor Presidente, si è alzato alle 4,30; ci sono
deputati che, per essere presenti puntualmente ai lavori d'Aula,
si sono alzati alle 5.00 o alle 5,30. Le ricordo che, oggi, siamo
stati convocati alle ore 11.00; la seduta è stata rinviata di
un'ora e, nuovamente rinviata alle ore 17.00; siamo arrivati qui
e non si capisce quello che si vuole fare.
Credo che questo disegno di legge sugli enti locali, di
competenza dell'Assessorato per la famiglia, sia necessario ed
urgente perché, altrimenti, lo Stato non erogherà agli Enti
locali 40 milioni di euro.
Lei pensa che possiamo arrivare qui, indipendentemente da
quello che è stato dichiarato in I Commissione?
Un presidente di commissione non può chiedere la sospensione
ma, come da Regolamento, può essere un presidente di gruppo
parlamentare a chiederla, non il presidente della Commissione
competente. Così non ci sto.
Signor Presidente, le chiedo, pertanto, in modo accorato, di
farsi garante di quelle che sono le prerogative di questo
Parlamento.
Per quanto concerne la puntualità, non entriamo nel merito ma,
almeno, chiediamo che vi sia la possibilità di completare
l'ordine del giorno perché, così facendo, non arriveremo ad
approvare i sei disegni di leggi posti all'ordine del giorno.
Non vedo quando si potranno trattare. Siamo già a martedì sera;
abbiamo ancora a disposizione le giornate di mercoledì e giovedì
e, poi cosa accadrà? Saremo costretti a fare le nottate perché
non c'è un accordo?
Non è possibile; trovate una sintesi.
Credo che lei, signor Presidente, debba evitare di assecondare
simili questioni che diventano, mi creda, questioni che mettono
l'uno contro l'altro e che sono poco produttive. Noi non possiamo
più sopportare questo stato di cose.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, mi pare che, finora, l'andamento
dei lavori sia stato molto regolare ed improntato sul rispetto
reciproco ma, soprattutto, molto veloce nell'iter legislativo.
Se il Presidente della I Commissione, legittimamente, vuole
chiedere la sospensione della seduta per dieci minuti, se non ci
sono motivi sconvolgenti, non posso non accordarla. Siamo, tra
l'altro, nel pieno di una finestra legislativa all'interno della
sessione di bilancio ed abbiamo ben sei disegni di legge iscritti
all'ordine del giorno, anche leggi corpose.
Se vi è la necessità di una sospensione di dieci minuti per un
approfondimento, trovo che non vi sia niente di scandaloso.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.13, è ripresa alle ore
18.34)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
nn. 240-85-213-256-278-296-299/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che all'articolo 1
sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici:
emendamento 1.2.
- dall'onorevole Mancuso:
emendamento 1.3.
- dall'onorevole Speziale:
emendamento 1.1.
Si passa all'emendamento 1.2, dell'onorevole Cracolici. Il
parere del Governo?
SCOMA, assessore per la Famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
disegno di legge è stato esitato per l'Aula con un argomento che,
se il Parlamento regionale non avesse approvato un testo coerente
con le riduzioni operate nel resto del Paese, la Regione Sicilia
avrebbe avuto un minor trasferimento da parte dello Stato di
circa 40 milioni di euro e non 400 o 380 milioni di euro o 350
come si è detto, perché la finanza locale dei Comuni siciliani è
pari circa al 10 per cento di quella nazionale. Ed allora, è una
modalità che l'emendamento si propone: piuttosto che tagliare in
maniera ragionieristica le indennità agli amministratori, noi
proponiamo di ridurre gli amministratori. E' un modo più
funzionale, perché non si riduce solo il numero di
amministratori, si riduce tutto quel ceto e sottobosco che sta,
molto spesso, attorno, soprattutto nei grandi e medi centri, agli
amministratori locali, fatto di segretarie, di telefoni, insomma,
di struttura che grava sui costi dell'Amministrazione.
Questo emendamento, sostanzialmente, prevede che il numero
degli assessori è pari non a un quarto, come dice la proposta del
Governo, ma ad un quinto, cioè in una città come Palermo - non mi
pare che sia una proposta così drammatica - il numero degli
assessori sarebbe pari a 10 e non agli attuali 16 o 15.
Pertanto, considerato che sia il Governo che la Commissione
hanno espresso parere contrario, chiedo che su questo emendamento
si voti per scrutinio segreto.
MUSOTTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSOTTO. Signor presidente, onorevoli colleghi, a me sembra che
l'emendamento presentato dall'onorevole Cracolici, che condivido
pienamente, ha una sua ratio, in quanto, tra l'altro, gli
amministratori dei vari assessori delle giunte non sono eletti
direttamente dal popolo, ma vengono fuori da una contrattazione
all'interno della coalizione che non sempre esprime il meglio
della qualità degli amministratori, ponendo in difficoltà
l'eletto direttamente dal popolo, cioè il presidente della
Provincia o il sindaco, che non può portare, fino in fondo, un
programma su cui ha ricevuto la fiducia della gente perché
costretto, spesso, a tutta una serie di mediazioni che vengono a
minare quello che è l'obiettivo fondante per cui il presidente
della Provincia o il sindaco è stato eletto e ha avuto la
fiducia, condividendo un programma per la realizzazione di cose
concrete e il numero degli assessori, molte volte, può ritardare
l'azione amministrativa ed esecutiva dell'ordine decidente.
Tra l'altro, è inutile dire che, molte volte, per soddisfare il
numero previsto si inventano delle deleghe, delle competenze che
molte volte gli enti locali non hanno.
Pertanto, condivido pienamente l'emendamento dell'onorevole
Cracolici e dichiaro che voterò a favore.
Presidenza del presidente Cascio
BUZZANCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
con particolare attenzione l'intervento dell'onorevole Cracolici
ed ho anche ascoltato con attenzione quello del Presidente
Musotto che, a dire il vero, conosco da parecchi anni perché
entrambi siamo stati presidenti della Provincia dal 1994 al 1998
e poi io continuai a ricoprire tale carica fino al 2003.
Io credo, signor Presidente, che questo emendamento non tenga
conto della realtà che si vive all'interno delle diverse
municipalità e ritengo che (chi conosce profondamente la vita dei
municipi) al di là delle considerazioni, perché in linea di
principio ciò che viene detto qui stasera e cioè che il sindaco o
il presidente della Provincia non siano in grado di scegliere
autonomamente il meglio che vi è all'interno della coalizione,
non sempre risponde a verità, anzi, in molte occasioni, è
esattamente il contrario.
Tuttavia, accade che le problematiche, le diverse difficoltà
che incontra il percorso burocratico non possono indurci a
commettere un ulteriore errore e stringere ancor di più la
composizione della Giunta, che - secondo me - non può essere
relegata al 20 per cento del numero dei consiglieri comunali o
provinciali.
Quindi, mi pare che questo denoti una scarsa conoscenza del
problema e probabilmente - questo non vale per l'onorevole
Cracolici - si ha la consapevolezza in questo momento che,
magari, troppe sono le giunte di centrodestra in Sicilia, troppi
sono i Governi di centrodestra in Sicilia ed, allora, questa
limitazione ha il segno e il significato di una punizione nei
confronti delle amministrazioni.
Io dico che non si possono punire le amministrazioni, perché
queste devono dare risposte concrete e perché la diversificazione
sul territorio mi sembra necessaria ed opportuna.
Per queste ragioni, annuncio il mio voto contrario.
Presidenza del presidente Cascio
Per fatto personale
CRACOLICI. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare per fatto personale (è la prima volta che lo faccio)
perchè l'onorevole Buzzanca, che in questa sede credo abbia
parlato più nella qualità di sindaco che di deputato - e questo
giustificherebbe la ragione per cui sarebbe necessario separare
l'attività di sindaco da quella di parlamentare - ha detto una
cosa attribuendo a me scarsa conoscenza.
La conoscenza e l'ignoranza sono aspetti del sapere,
dell'esperienza, però nel caso specifico credo che l'onorevole
Buzzanca abbia detto una cosa non vera.
Vede, onorevole Buzzanca, io ho fatto l'Assessore al Comune di
Palermo e l'ho fatto in una Giunta dove c'erano dieci assessori
ed il sindaco. Ciascuno può giudicare come sono andate le cose o
come si è amministrato in quella fase, ma non credo che quella
giunta abbia fatto sentire alla città l'assenza di una funzione.
Allora, dire - come propongo io - che nella città più grande,
dove c'è il numero più alto di consiglieri comunali, si possa
avere un numero di assessori fino ad una massimo di un quinto,
cioè dieci assessori, così come in realtà era previsto dalla
legge n. 7, onorevole Buzzanca, e lo era a Palermo come a
Messina, io credo che sia un modo rigoroso di ridare funzione ai
governi delle città.
Voglio ribadire un concetto: noi su questa storia dei costi
della politica rischiamo di fare una grande demagogia perché
sicuramente ci sono gli sprechi, le indennità, in alcuni casi
inaccettabili ripetizioni di indennità, ma più che tagliare le
indennità, tagliare le quantità credo che costituisca un modo
serio e rigoroso di fare buona amministrazione e contribuisca a
ridare sobrietà alla funzione di rappresentanza istituzionale che
si svolge. Ecco perché io difendo l'emendamento che ho
presentato.
L'onorevole Buzzanca ha diritto di votare in maniera difforme,
ma io ho voluto precisare che in materia di conoscenza, forse,
l'onorevole Buzzanca non sapeva che il sottoscritto ha vissuto da
protagonista l'esperienza di una Giunta fatta dal 20 per cento
del consiglio comunale.
Mi auguro che l'onorevole Buzzanca possa fare il sindaco dando
il buon esempio nella sua città riducendo il numero degli
assessori ad un numero che la città possa consentirsi, così da
conoscere almeno gli assessori che ha nominato, visto che gran
parte degli assessori che l'onorevole Buzzanca, come tanti
sindaci, ha nominato, i cittadini non sanno neanche che nome
abbiano
BUZZANCA. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor presidente, capisco che l'onorevole Cracolici
ritenga che chiunque non la pensi come lei sia persona che non
conosce i fatti.
Devo francamente dirle, onorevole Cracolici, che non sapevo che
lei fosse stato assessore al comune di Palermo. Certo, non mi
cambia la vita questa cosa Secondo lei è come se io avessi detto
che Dante non ha scritto la Divina Commedia Non è così
Io le voglio fare un ragionamento concreto, onorevole
Cracolici, perché chi è a capo di una amministrazione sa, poi si
può anche disquisire, ma noi qui non siamo giudici delle leggi,
siamo qui per legiferare, qualche altro ha il compito della
consulta, qualche altro deve applicarle, sarà giusto o sbagliato,
ma questa è la legge Esistono sindaci che fanno i parlamentari,
esistono consiglieri, assessori che fanno i parlamentari, certo
è, onorevole Cracolici, signor Presidente, onorevoli colleghi,
che una Giunta nel momento in cui può disporre di risorse - anche
importanti - io penso che debba farlo.
E avendo fatto un ragionamento concreto, vedendo le competenze
e riferendomi ai consigli comunali, perché quello che lei dice
potrebbe andare bene, forse, per gli enti locali che hanno minori
competenze - penso alle province - si può pensare ad una
meccanismo di razionalizzazione. Sotto questo profilo esiste
anche un emendamento che potrei anche condividere, ma è evidente
che per quello che riguarda i comuni la varietà, la
diversificazione dei problemi impone un numero adeguato di
assessori.
Questo è il mio pensiero e non volevo, certamente, offendere
l'onorevole Cracolici e chiedo venia all'Assemblea se non ero a
conoscenza che l'onorevole Cracolici fosse stato assessore del
prestigiosissimo comune di Palermo.
PRESIDENTE. Onorevole Buzzanza, l'Assemblea la perdonerà
Presidenza del presidente Cascio
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
nn. 240-85-213-256-278-296-299/A
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me sembra
che stiamo affrontando questo tema - scusatemi se lo dico in
quest'Aula - con un po' di leggerezza.
E' un tema fortemente sentito dalla democrazia del territorio,
fortemente sentito da sindaci, dai consiglieri comunali e temo,
signor Presidente, che non ci sia stata una adeguata discussione
all'interno dei partiti politici, nè all'interno delle componenti
della democrazia del territorio, e mi riferisco ai consiglieri,
agli assessori, ai sindaci tutti della Sicilia.
Io sono tra chi sostiene che il risparmio in politica non si fa
abbassando il livello e la platea della democrazia. Penso che il
primato della politica debba decidere di volta in volta, nei
consessi civici lasciando un ampio spettro di decisione alla
politica, quali sono i livelli della mediazione che la stessa
politica impone nel territorio.
Sono tra coloro i quali sostengono che se dobbiamo dare
l'esempio della deminutio economica sbagliamo se pensiamo che un
sindaco, che guadagna 2000 euro ed ha molte più responsabilità
talvolta delle nostre, debba poi avere cassato, tagliato,
diminuito il suo stipendio. Cominciamo - come diceva l'onorevole
Cracolici qualche tempo fa - dai nostri stipendi. Diamo
l'esempio prima noi parlamentari e poi chiediamo la diminuzione
dei costi della politica del territorio.
Signor Presidente, chiedo formalmente che per questo punto in
esame e per l'intero disegno di legge si possa trovare un momento
di riflessione - e lo dico a chi, in quest'Aula, ha la grande
responsabilità di legiferare su un tema così delicato ed
importante - da parte dei deputati e chiedo il rinvio della
discussione su questo tema e, ovviamente, su questo chiedo il
voto dell'Aula.
FARAONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Colianni ha parlato del disegno di legge in generale e
dell'eventuale rinvio, ma vorrei ricordare che ci sono enti
locali che già si sono adeguati alla normativa nazionale, quindi,
quello che paventa come rischio l'onorevole Colianni è già un
fatto in alcuni enti locali della Sicilia. Quindi, credo che sia
anche un elemento di perequazione adeguare tutti gli enti locali
ad una normativa nazionale che questo disegno di legge in parte
ci pone.
Sull'emendamento in particolare, signor Presidente, non credo
che siamo nella condizione di dover valutare l'efficacia di
un'azione amministrativa di una giunta con il numero degli
assessori.
Io credo che il tema dell'efficacia dell'azione amministrativa
della giunta Buzzanca e la proposta da lui fatta di non votare
cioè questo emendamento, non nasca da una maggiore efficacia
della sua giunta, ma dal fatto che debba utilizzare il numero
maggiore di assessori per una trattativa politica che, tra
l'altro, non c'entra nulla con le competenze. Sulle competenze -
dieci assessori nella giunta Buzzanca - anche per dare maggiore
coerenza alla legge sulla elezione diretta dei sindaci e per dare
maggiore incisività all'azione degli amministratori e degli
assessori stessi, a Palermo abbiamo assessori che si occupano
esclusivamente del decentramento, assessori senza portafoglio,
assessori che si occupano esclusivamente del traffico. Sedici
assessori in una città come Palermo sono eccessivi Dieci
assessori in città anche metropolitane come Palermo e Messina
sono più che sufficienti e, tra l'altro, si potrebbero accorpare
deleghe che ad oggi, scorporate su vari assessorati, comportano
che non vi sia un'azione incisiva da parte dell'Amministrazione.
Quindi, onorevole Buzzanca, lei dovrebbe auspicare di ridurre
il numero di assessori, a meno che non viene interpretato il
ruolo dell'assessore come uno strumento per far star zitto un
alleato a cui dai un assessore in più. Se è questo l indice della
governabilità, allora ha ragione l'assessore Buzzanca, se invece
l'indice della governabilità è dato dalla maggiore efficacia
dell'azione di un assessore, credo che dieci assessori in una
grande città siano più che sufficienti.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra che
si vada in ordine sparso, perché l'intervento del collega
Colianni mi lascia di stucco: è contro il Governo, è contro ciò
che è stato deciso in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, è contro una linea che naturalmente mira a
salvaguardare anche le casse di questa Regione (ed anche
l'onorevole Scoma è qui, questa sera, per tale ragione). Vorrei
comprendere se l'intervento dell'onorevole Colianni è un
intervento di un deputato che rispetto o è l'intervento del
Movimento per l'Autonomia.
Rispetto a questo, andare per ordine sparso senza poter
comprendere quali possono essere le ragioni e, naturalmente, la
forza che la Conferenza dei Capigruppo ha dato a tutta l'Aula per
parlare di un disegno di legge indispensabile, possiamo prendere
altre decisioni.
Quindi, il richiamo per fatto personale lo faccio al Presidente
del Gruppo parlamentare del Movimento per l'Autonomia per far
comprendere ai deputati di questa maggioranza se ritengano che
l'onorevole Colianni rappresenta quella che è la portata di una
determinazione di quel Gruppo parlamentare oppure, come è anche
legittimo e possibile, è una posizione personale.
Presidenza del presidente Cascio
Per fatto personale
COLIANNI. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor presidente, fermo restando che, ovviamente, un
parlamentare può esprimere il suo punto di vista, voglio chiarire
che ho chiesto il rinvio di questo punto all'ordine del giorno di
cui stiamo discutendo. Ovviamente, non ho chiesto che non si
discuta della legge che è legge assolutamente importante per il
Governo.
Intendo precisare che, considerato che in questo momento c'è
nel territorio un subbuglio forte tra i nostri consiglieri e
ritengo che non abbiamo adeguatamente riflettuto
CRACOLICI. L'emendamento riduce il numero degli assessori
COLIANNI. Io sto parlando del materiale politico, del personale
politico del territorio che, a mio modo di vedere, non è stato,
da parte delle forze politiche, da parte dei deputati,
adeguatamente auscultato. E quando parlo di assessori,
ovviamente, parlo di gente che fa politica come l'abbiamo fatta
noi, caro onorevole Cracolici, nei consigli comunali.
Io ritengo che per quanto riguarda gli assessori debba essere
il primato della politica, una volta stabilito un range di
applicazione della legge, a stabilire la quantità degli
assessori; non sono per una restrizione così forte così come
viene proposta dall'emendamento. E, pertanto, sia la politica ad
avere il primato nella scelta e non, invece, una codificazione
che avviene per legge.
Quindi, in considerazione di questo, chiedo una pausa di
riflessione soltanto su questo punto e non sulla legge. E non
vorrei che ci fossero strumentalismi da parte di altri che
ritengono che io voglia mettere in discussione un intero
dibattito su un disegno di legge che, invece, ritengo
fondamentale per il Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, adesso, il pensiero
dell'onorevole Colianni è un po' più chiaro. L'onorevole Colianni
chiede, semplicemente, di accantonare, in questo momento, questo
emendamento; visto, quindi, che lei è il firmatario, soltanto lei
può rispondere e le ricordo che il rinvio dell'emendamento, come
lei sa, tecnicamente, non è possibile.
CAMPAGNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPAGNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con tutto il
rispetto nei confronti del collega Colianni che fa una richiesta
legittima, visto e considerato che, già, sin dal primo
emendamento, abbiamo riscontrato piccoli problemi di natura
politica, non mi pare il caso di accantonare l'emendamento;
ritengo più opportuno accantonare la legge o andare avanti
sull'emendamento. Non si tratta, peraltro, di un problema sul
primo emendamento; vi sono altri problemi anche sugli altri
emendamenti e non possiamo accantonare tutti gli articoli.
Lo dobbiamo votare o no questo disegno di legge?
Se lo dobbiamo votare, quindi, cerchiamo di capire come
approvarlo o bocciarlo. L'Aula è libera di votare come vuole.
Andiamo avanti sul primo emendamento e cerchiamo di arrivare a
destinazione. Mi pare che, questa sera, se ne sia parlato tanto e
penso che dovremmo chiudere questa finestra.
Sono, quindi, per bloccare o rinviare il disegno di legge a
dopo oppure andare avanti dal primo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 101 del
Regolamento, che leggo, così tutti, in quest'Aula, abbiamo
chiarezza del contenuto delle regole: «Prima che abbia inizio la
discussione generale un deputato può proporre la questione
pregiudiziale, cioè che l'argomento non debba discutersi, e la
questione sospensiva, cioè che la discussione o deliberazione
debba rinviarsi.
Iniziata la discussione la proposta deve essere avanzata con
domanda sottoscritta da almeno 8 deputati, dal governo o dalla
commissione».
Non siamo, ovviamente, in questa fattispecie. C'è, inoltre, un
comma 4 che così recita: «La questione pregiudiziale o quella
sospensiva non sono ammesse in occasione della discussione di uno
o più emendamenti». Ed è la fattispecie nella quale siamo.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
nn. 240-85-213-256-278-296-299/A
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.2
dell'onorevole Cracolici.
Il parere del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociale e le
autonomie locali. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
CRACOLICI CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Ammatuna, Apprendi, Di Benedetto, Digiacomo,
Di Guardo, Donegani, Faraone e Ferrara si associano alla
richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.2
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti ..67
Maggioranza .34
Favorevoli .42
Contrari .24
Astenuti ...1
(E' approvato)
L'emendamento 1.3 è superato.
Si passa all'emendamento 1.1, a firma dell'onorevole Speziale
che non è presente in Aula.
CRACOLICI. Lo faccio mio.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il parere del Governo?
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
CRACOLICI. Signor Presidente, vorrei chiedere al Governo e alla
Commissione di valutare seriamente questo emendamento, al di là
di tutto. Questo emendamento stabilisce una norma che ritengo di
buon senso: la rappresentanza di genere nelle Giunte.
Visto che, in moltissimi casi - e basta vedere la Giunta
regionale - sono tutti uomini, stabilire con una norma il
principio inderogabile che almeno un terzo di ogni genere sia
rappresentato in Giunta, ritengo sia un atto di buon senso.
Chiedo al Governo di valutare il giudizio, altrimenti, chiederò
che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. L'onorevole Scoma mantiene il suo giudizio
contrario e l'onorevole Minardo è sempre contrario.
Pongo in votazione l'emendamento 1.1.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione abbia luogo per scrutinio
nominale.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, i colleghi vorrebbero spiegato
il significato del comma 1 e del comma 2 di questo emendamento -
che sembrerebbero ripetitivi - perché, così formulato, non si
capisce molto bene.
CRACOLICI. Signor Presidente, sicuramente i due commi fanno
riferimento alle giunte comunali e provinciali. Poiché sono
disciplinati da leggi diverse, questo emendamento modifica queste
due leggi, ma hanno lo stesso scopo, cioè nessun sesso o genere
può essere rappresentato in misura inferiore ad un terzo.
Spiego cosa vuol dire. Si presume, cioè, che un terzo debbano
essere donne e due terzi uomini o viceversa.
PRESIDENTE. L'onorevole Cracolici ha fatto suo l'emendamento.
L'onorevole Cracolici aveva chiesto che si procedesse alla
votazione per scrutinio nominale.
(Gli onorevoli Di Benedetto, Oddo, Ferrara, Donegani, Di Guardo
e Apprendi si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.1.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti ..74
Votanti ...73
Maggioranza ..37
Favorevoli ..29
Contrari ..44
Astenuti 1
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2.
Adeguamento degli statuti
1. I comuni e le province adeguano i propri statuti alle
disposizioni del comma l dell'articolo 33 della legge 8 giugno
1990, n. 142, come introdotto dall'articolo 1, comma l, lettera
e) della legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48, nel testo
sostituito dalla presente legge, entro e non oltre il rinnovo
delle cariche elettive.
2. In mancanza del necessario adeguamento di cui al comma 1,
anche con riferimento alle previsioni degli articoli 7 e 9 della
legge regionale 26 agosto 1992, n. 7 e degli articoli 3 e 5 della
legge regionale l settembre 1993, n. 26, il numero degli
assessori è comunque determinato, in occasione del rinnovo delle
cariche elettive, nel numero massimo individuato dal comma l
dell'articolo 33 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come
introdotto dall'articolo 1, comma l, lettera
e) della legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48, nel testo
sostituito dalla presente legge.
3. Sono abrogate le seguenti norme: l'articolo 24 della legge
regionale 26 agosto 1992, n. 7, come modificato dall'articolo 76,
comma 4, della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20; l'articolo
4 della legge regionale 16 dicembre 2000, n. 25, come modificato
dall'articolo 76, comma 16, della legge regionale 3 dicembre
2003, n. 20; l'articolo 9 della legge regionale 15 settembre
1997, n. 35.
4. Le abrogazioni di cui al comma 3 operano a decorrere dal
termine di cui al comma 1 .
(Clamori in Aula)
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, le chiediamo scusa perché stiamo
facendo confusione, parliamo ad alta voce e lei non ha ascoltato
che ho chiesto, prima della votazione, che la votazione
dell'articolo 1 avvenisse per scrutinio nominale; l'ho richiesto
più volte alzando la mano.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, siamo all'articolo 2. Lei è
passato all'articolo 2.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ha chiesto di parlare un suo
collega, ascoltiamolo.
FORMICA. L'articolo 1 non è ancora stato votato.
MANCUSO. Ho fatto richiesta di voto palese.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.18, è ripresa alle ore 19.20)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, desidererei che tutti stessero al proprio
posto per seguire anche meglio l'andamento dei lavori ed evitare
che succedano incidenti di percorso di una certa gravità.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il motivo per
il quale i Presidenti dei Gruppi parlamentari della maggioranza
hanno fatto il loro ingresso in Aula con qualche minuto di
ritardo rispetto all'inizio dell'esame dell'articolato del
disegno di legge sugli enti locali, certamente, non derivava da
negligenza o da disimpegno ma dal fatto che, sull'ordine del
giorno già formulato, i Capigruppo stavano perfezionando una
serie di emendamenti che sarebbero serviti al dibattito in Aula
nei vari disegni di legge.
Questo ci ha impedito di essere immediatamente presenti,
infatti, dal momento che l'Aula avrebbe iniziato immediatamente
l'esame di questo disegno di legge, ci siamo trovati a dovere
recuperare arrivando tardivamente in Aula.
Abbiamo verificato che, nel frattempo, era stato apprezzato e
votato un emendamento che, dal nostro punto di vista, non
risponde né all'impostazione che il Governo ha voluto dare a
questo disegno di legge né all'impostazione che la maggioranza -
che sostiene questo Governo - condivideva e riteneva propria.
Ciò, pertanto, modifica ed altera la fisionomia che
nell'impostazione del Governo e della maggioranza si voleva dare
alla disciplina di questa materia.
E' vero che, al momento della votazione, il Presidente ha
chiaramente posto in votazione l'articolo; è vero anche che, da
parte dei Gruppi della maggioranza, non c'era alcuna intenzione
di votare per alzata e seduta questo articolo perché, una volta
alterata l'impostazione, una volta modificata completamente la
materia, non poteva essere da parte nostra condivisa la votazione
favorevole di questo articolo.
Essendosi, pertanto, verificato ciò ed essendo il disegno di
legge, fin dal primo articolo, diverso rispetto a quello che era
nelle intenzioni della maggioranza e del Governo, lo stesso testo
viene alterato in uno dei suoi capisaldi.
Ritengo, pertanto, che, per evitare di mettere in difficoltà
il Presidente la cui decisione, comunque legittima, di porlo in
votazione non può essere contestata, chiedo che il disegno di
legge sia, in questo momento, fermato e che ritorni in
Commissione per un approfondimento affinché ciò che si è
verificato non produca ulteriori distorsioni.
Dal nostro punto di vista, questa è una distorsione rispetto
all'impostazione che avevamo dato sia come maggioranza che come
Governo.
Ai sensi dell'articolo 121 quater del Regolamento interno,
chiedo che il disegno di legge venga rinviato in Commissione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su questa proposta, si possono
esprimere un deputato a favore ed uno deputato contro.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in qualità di presidente della
Commissione, sono convinto e chiedo che questo provvedimento
ritorni in Commissione per consentire un ulteriore
approfondimento e per consentire un'analisi di quanto avvenuto in
Aula.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, vorrei conoscere, in proposito,
il parere del Governo che è molto importante, in questo momento,
anche perché i colleghi devono sapere che o è stato detto il
falso prima oppure stiamo per compiere un danno grave agli enti
locali siciliani.
Si è sostenuto che bisognava approvare urgentemente - e,
quindi, all'interno di questa finestra parlamentare - un
provvedimento che avrebbe giustificato le ragioni per impedire il
taglio di quaranta milioni di euro agli enti locali siciliani.
All'unanimità, abbiamo accettato che, nella finestra
straordinaria, durante la sessione di bilancio, si esaminasse
questo disegno di legge per evitare un danno grave ai nostri
comuni e alle nostre province.
Ebbene, onorevoli colleghi, la maggioranza intende determinare
una conseguenza grave che colpisce tutti i cittadini soltanto
perché, con questo disegno di legge, si cancella qualche
assessore in qualche comune siciliano; avere 40 milioni di euro
in meno, infatti, significa avere meno servizi. Altro che tagli,
altro che contenimento dei costi.
Siete disposti a danneggiare le nostre comunità per garantire
prebende a qualche assessore di qualche Comune siciliano.
E' una vergogna. E' una vergogna di una maggioranza allo sbando
politicamente e di una maggioranza che se ne infischia dei
diritti dei siciliani.
Noi respingiamo la richiesta di rinvio in Commissione, proprio
perché abbiamo accettato che questo disegno di legge entrasse in
Aula per le ragioni che erano state spiegate dal Governo.
Vorrò vedere il Governo, nel momento in cui dovrà dare il suo
parere all'Aula, come si dichiarerà perché non è più tempo di
ipocrisie. Nessuno può girare più la faccia. Ognuno si deve
assumere le proprie responsabilità e, in questo caso, lo voglio
dire con molta franchezza, non ci sarà il parere dell'onorevole
Scoma. Questo è il parere del governo Lombardo nei confronti dei
Comuni e di tutti i cittadini siciliani.
Assumetevi la responsabilità di danneggiare la Sicilia.
(Applausi dai banchi di sinistra e di centro)
SCOMA, assessore per la famiglia,le politiche sociali e le
autonomie locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCOMA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
Governo ha, più volte, in questi giorni, insistito affinché si
portasse all'esame della Commissione un disegno di legge
importante che, in un momento di grande crisi economica, aveva
lo scopo di contrarre la spesa.
E quando, alla fine della sessione estiva, si era discusso e si
era dibattuto circa la scadenza del 30 giugno, avevo, più volte,
avvertito tutti i colleghi parlamentari che il 30 giugno era già
scaduto e che, comunque in ogni caso, avremmo dovuto avere per
questo delle deroghe.
La storia che vi sto raccontando adesso non è una storiella di
poco conto; è semplicemente ciò che è accaduto in questi mesi.
Personalmente, sono andato più volte a Roma; ho avuto degli
incontri con il Ministero degli Interni, con la Presidenza del
Consiglio dei Ministri e, con grandissimo sacrificio, sono stato
invitato a predisporre un disegno di legge che andasse nella
misura del contenimento della spesa.
Ciò è stato fatto e voi avete visto che è stato accorpato ad un
disegno di legge che parlava anche di materia elettorale. In
quella occasione, in Commissione, con grande sforzo di tutti i
parlamentari, ai quali riconosco il merito di avere lavorato per
qualche giorno per cercare di trovare un testo che andasse bene
a tutti, stralciando, alla fine, le norme che fossero state di
materia elettorale per rimandarle ad un disegno di legge che
sarebbe stato, poi, trattato nei mesi di gennaio e di febbraio,
siamo riusciti a tirare fuori un documento che è approdato in
Aula.
Insisto nel ripetere le cose che sono state dette. La Regione
siciliana dovrà dotarsi di un suo strumento che, per altro,
ricalca la legge finanziaria approvata nel 2007, il collegato
della finanziaria approvato nel 2008, nella misura del
contenimento della spesa, cosa alla quale certamente non ci
possiamo sottrarre.
Pensavamo che le Regioni a statuto speciale potessero avere
delle deroghe particolari ma ciò è stato chiarito con il
collegato alla finanziaria nel 2008 che specifica che le Regioni
a statuto speciale sono soggette, in materia di finanza fiscale,
alla stessa normativa i che vige per le Regioni a statuto
ordinario.
Sulla questione, abbiamo cercato di capire e valutare i rischi,
i costi di questa operazione e, se non dovessimo adeguarci entro
la nostra approvazione del bilancio, a meno che, per carità, da
qua alla prossima finanziaria dello Stato, non dovesse
intervenire una proroga per questo termine, la Regione siciliana
sarebbe penalizzata di circa 40 milioni di euro.
Lo ripeto perché è giusto che tutti i parlamentari possano
assumersi le proprie responsabilità e perché tutti i parlamentari
- nella pienezza e nel rispetto del loro ruolo - possano prendere
le decisioni che più attengono alle sorti della nostra Terra.
Lo rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è una richiesta di rinvio in
Commissione del disegno di legge.
Pongo in votazione la richiesta di rinvio in Commissione
formulata dal capogruppo, onorevole Leontini.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pertanto, il disegno di legge viene rinviato in Commissione.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, essendo buona
parte dei capigruppo di maggioranza e dei componenti del Governo
impegnati in una riunione per esaminare e valutare gli
emendamenti sulla legge sui dipartimenti - che sono tanti -
chiediamo che ci sia una sospensione dei lavori di almeno un'ora
o almeno a domani.
(Clamori in Aula)
In Aula decide la maggioranza...
DE BENEDICTIS su ciò che riteniamo utile, perché altrimenti
ogni volta il Regolamento viene assoggettato al giudizio della
maggioranza che si forma ed il Regolamento è garanzia per tutti.
E voglio dire, inoltre - e lo ribadisco - la Commissione sanità
responsabilmente ha esaminato questo disegno di legge pur in
assenza dell'Assessore, con la presenza del capo di gabinetto
dell'Assessore stesso.
L'Assessore non è stato mai presente, lo abbiamo fatto
responsabilmente, ma non si può esitare una legge che ha ad
argomento la sanità senza che l'Assessore non sia presente,
nemmeno nel momento in cui si da il giudizio in Aula. Quindi, mi
sembra una forzatura.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la
seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.35, è ripresa alle ore
20.01)
La seduta è ripresa.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente onorevoli
colleghi, visto quanto accaduto in Aula, perché si possa
riflettere, fare valutazioni sulle opportunità perdute, sul
contingentamento dei tempi che ritengo, anche per quanto riguarda
le importanti scadenze legislative che abbiamo dinnanzi, che ci
consentono eventualmente, nello spirito di collaborazione
indispensabile nell'interesse della Sicilia, di recuperare
opportunità che si fossero perdute, credo sia opportuno un
rinvio della seduta di almeno di ventiquattro ore, a domani
pomeriggio, perché queste ore di tempo ci consentano - con una
riflessione più compiuta e una serie di confronti che ritengo
indispensabili e che, personalmente, mi vedranno impegnato a
tutto campo - di riprendere serenamente i lavori dell'Aula,
considerato anche che alcuni tra i disegni di legge all'ordine
del giorno non sono completi, ad esempio, quello relativo alle
misure di aiuto necessita di un completamento; quello relativo ai
Cofidi di un paio di emendamenti concordati anche con le forze
sociali e produttive, oltre che con il sistema delle banche e
quant'altro perché questo si possa perfezionare non certo
nell'arco di trenta minuti o di 45 minuti ma, sicuramente,
impegnandoci tutti, nell'arco di meno di ventiquattro ore.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono solito
cercare di dare prestigio a questa istituzione e di fare in modo
che lei non riceva mai più un sms come quello che ha ricevuto. Su
questo, quindi, mi impegno e, se ho contribuito a dare questa
rappresentanza del Parlamento, mi dispiace.
Credo però che quanto accaduto non sia un fatto di poco conto.
Il fatto che, dopo una scelta da parte della maggioranza di
rinviare un disegno di legge soltanto perché è stata battuta in
Aula, è grave; è la violazione di un principio democratico.
In ogni caso, lei sta chiedendo un rinvio di ventiquattro ore
dopo che, per una intera giornata - vorrei ricordarle e vorrei
ricordare a tutti noi che l'Aula, oggi, era convocata per questa
mattina, alle ore 11.00 - dopo una serie di rinvii, il Presidente
ha comunicato che, alle ore 17.00, riprendeva l'Aula. E, dalle
11.00 alle 17.00, abbiamo assistito a riunioni, conferenze
stampa, cioè anche a dichiarazioni pubbliche, dei Presidenti dei
Gruppi della maggioranza e sue, onorevole Presidente della
Regione. Presumo, quindi, che i giornalisti raccoglievano il suo
pensiero, annunciando un'intesa per una gestione di questa
sessione che, le voglio ricordare, è una sessione straordinaria.
In sette anni da deputato regionale, credo che, a mia memoria -
anche se vorrei finalmente sfatare un mito - non mi era mai
capitato di partecipare, durante la sessione di bilancio, ad una
sessione straordinaria che, di fatto, introduceva disegni di
legge, alcuni dei quali molto importanti.
Eppure, tutti noi abbiamo firmato una delega in bianco e il
Presidente sa che, in Conferenza dei Capigruppo, non ho posto
nessun tipo di ostacolo. Il ruolo della Conferenza dei
Capigruppo, in molti casi, è un ruolo che si esercita con il
principio unanime ma non ho mai fatto mancare il consenso per
fare in modo che il Parlamento potesse lavorare senza ostacoli.
Dopo una giornata di rinvii dei lavori d'Aula, possiamo anche
aggiornare i lavori a domani pomeriggio ma ci stiamo facendo
soltanto del male.
Devo registrare però un dato politico che è clamoroso: questa
maggioranza non ha nulla che la tenga insieme sulla soluzione di
un solo problema della Sicilia. Questo è ciò che emerge.
Lei ha annunciato poc'anzi una cosa che forse, proceduralmente,
non si può neanche fare: ci sono disegni di legge sui quali
devono essere ancora presentati degli emendamenti, addirittura
concordati con forze sociali.
Le voglio ricordare, onorevole Presidente della Regione, che,
sui Consorzi fidi, siamo giunti all'esame dell'articolo 3, dove
non ci sono emendamenti.; dobbiamo soltanto esprimere il voto
finale. Forse, c'è qualche emendamento all'articolo 4 ma, nella
fase in cui siamo, si possono presentare soltanto emendamenti di
riscrittura e non emendamenti aggiuntivi, così come sul regime di
aiuti. E, per la presentazione degli emendamenti, per lei come
per me, il tempo è scaduto lunedì, alle ore 13.00.
Dico ciò perché non vorrei che ci illudessimo che, con un
rinvio, potremmo risolvere i problemi.
Questo Governo, da quando è nato, già all'indomani
dell'insediamento, soltanto per designare gli assessori, ha
scelto la tecnica del rinvio.
Da sei mesi, questo Governo è il Governo del rinvio, in molti
casi, di qualche annuncio di buone intenzioni. Lo abbiamo
giudicato di buone intenzioni ma è rimasto solo un annuncio di
buone intenzioni.
Prendo atto che lei, onorevole Presidente della Regione, sta
chiedendo un ulteriore rinvio.
Nello spirito con il quale ho accettato che si aprisse la
sessione straordinaria, stasera, con il mio Gruppo parlamentare,
vorremmo che questo Parlamento lavorasse.
Il dato preoccupante è che questa maggioranza e questo Governo
non sono in grado, non solo di lavorare loro ma impediscono che
lavorino tutte le istituzioni, a partire dal Parlamento.
Ci vedremo domani pomeriggio ma sono sicuro che, pur essendo un
altro giorno, somiglierà al giorno di prima.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, la proposta di rinvio sembra essere
improntata a saggezza e ad una realistica considerazione dei
contenuti del momento attuale, sia dal punto di vista politico in
Aula sia dal punto di vista del confronto parlamentare.
Ciò non modifica per nulla il giudizio che, sull'attività di
questo Parlamento, soltanto l'onorevole Cracolici esprime nei
termini testé formulati. Se è vero che si vuole stimolare questo
Parlamento a lavorare, è vero anche che la sua conclusione è
assolutamente in contrasto con questo stimolo perché non tiene
conto del fatto che questo è un Parlamento da record.
E' un Parlamento che, in sei mesi, ha già approvato 17 leggi e
che, con questa finestra, prima del bilancio, ne approverebbe
altre 6 e sarebbe un record storico degli ultimi 40 anni.
E' un Parlamento che ha lavorato ed è una maggioranza che
produce a sostegno di un Governo che produce.
Che l'onorevole Cracolici, ovviamente, da questa mole di
lavoro si senta afflitto è un problema suo e del suo Gruppo
parlamentare.
Se vuole veramente cooperare, tenga conto del saggio
suggerimento del Presidente della Regione, finalizzato proprio a
lavorare perché, se dovessimo continuare a fare ciò che stasera è
stato fatto, alterando e modificando alcune impostazioni che il
Governo si era dato nei suoi disegni di legge, non lavoreremmo ma
andremmo in una direzione diversa.
Siamo per continuare questo lavoro.
Il Presidente della Regione, con il suo suggerimento, vuole
mettere in condizione la maggioranza, perché non è un delitto
citare la maggioranza in questo Parlamento, domani sera, assieme
al Governo
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, durante il suo intervento, non
è stato interrotto da nessuno; questa abitudine di urlare quando
qualcuno dice qualcosa che non ci sta bene. Il fatto di urlare
non è una buona abitudine per tutti e da qualunque parte
provenga.
LEONTINI. domani sera, quindi, la maggioranza assieme al suo
Presidente, assieme al Governo, sarà qui per continuare a
lavorare e produrre i disegni di legge che sono stati già
incardinati e inseriti all'ordine del giorno perché sono stati
frutto di un lavoro che a questo esito vuole portare.
Che ci siano stati dei motivi di approfondimento non è
assolutamente pernicioso sottolinearlo e nemmeno criminale, dal
punto di vista metodologico, documentarlo.
Questo lavoro serve sicuramente al Parlamento, serve ai
rapporti tra i Gruppi politici e parlamentari, serve a far sì che
i disegni di legge siano strumenti rispondenti alla volontà di
chi li predispone e li presenta.
E' chiaro che poi il Parlamento è sovrano e, nella dialettica
parlamentare, può accadere di tutto.
Il fatto che un articolo sia andato in una direzione diversa da
quella che noi auspicavamo, non significa che non abbiamo il
diritto di sottolinerarlo.
Abbiamo il diritto di prenderne atto, di tenerne conto domani
ma abbiamo anche il diritto di dire che se c'è una riflessione
che ci potrà portare tutti insieme a continuare un lavoro che sia
in sintonia con le premesse.
Credo sia un fatto proficuo per il Parlamento che, in questi
mesi, ha prodotto la maggior mole di lavoro che si sia mai
verificata negli ultimi trent'anni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
mercoledì 3 dicembre 2008, alle ore 17.00, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d)
e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 79 - Proroga dei contratti di collaborazione coordinata e
continuativa del personale impegnato nel settore della pubblica
istruzione
BONOMO - VITRANO - GUCCIARDI - AMMATUNA
N. 80 - Applicazione agli uffici di gabinetto degli
Assessorati regionali delle norme di contenimento della spesa per
consulenze
LUPO - GUCCIARDI
III - Discussione dei disegni di legge:
1) - Disposizioni per favorire lo sviluppo del settore
industriale in Sicilia in
attuazione del programma operativo fondo europeo di sviluppo
regionale
(P.O. FESR 2007/2013) (n. 220/A) (Seguito)
2) - Iniziative a sostegno dei Consorzi fidi. Misure a favore
di soggetti pubblici regionali per le anticipazioni sulle liste
di carico poste in riscossione (n. 259/A) (Seguito)
3) - Norme in materia di gestione del Servizio Idrico
Integrato e di EAS in liquidazione. Disposizioni in materia di
ambiti e sub-ambiti territoriali ottimali idrici (n. 192/A)
(Seguito)
4) - Norme per la riorganizzazione dei dipartimenti regionali.
Ordinamento del Governo e dell'amministrazione della Regione
(nn. 197-80-112-bis/A) (Seguito)
5) - Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
'Modifiche alla legge 31 maggio 1965, n. 575 e successive
modifiche ed integrazioni, in materia di assegnazione dei beni
confiscati alla criminalità organizzata (284/A)
La seduta è tolta alle ore 20.16
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.50
ALLEGATO
Risposta scritta ad interrogazione
BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
regionale per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie
locali, premesso che:
in Sicilia gli interventi più significativi in tema di
politiche sociali sono previsti, ancora in gran parte, dalle
leggi regionali n. 22/86 e n. 21/78;
il legislatore regionale siciliano, in 60 anni di Autonomia,
non è riuscito ad adottare una normativa organica in tema di
politiche sociali;
la stessa legge nazionale n. 328/2000 non è stata pienamente
applicata;
considerato che:
la l.r. n. 10/2003 deve essere ancora in buona parte attuata;
nella nostra Regione, a motivo del grave disagio sociale,
occorre una particolare attenzione per le politiche sociali;
è necessario, in particolare, sostenere la famiglia come
soggetto attivo delle politiche sociali;
ritenuto che:
il nuovo ciclo di programmazione dei fondi comunitari 2007/2013
attribuisce grande rilievo alle politiche sociali;
specifiche azioni potranno essere attuate tramite l'accordo di
programma quadro 'giovani protagonisti di sé e del territorio'
sottoscritto dalla Regione con l'Amministrazione statale nel mese
di agosto 2008;
per sapere:
quali iniziative siano state assunte a sostegno della famiglia
per la piena attuazione della l.r. n. 10/2003;
quali misure siano state adottate per migliorare la qualità dei
servizi sociali e per rafforzare la coesione e l'inclusione
sociale». (130)
Risposta. - «Le politiche sociali in Sicilia sono disciplinate
dal DPRS 4 novembre 2002 Linee guida per l'attuazione del Piano
socio-sanitario in Sicilia che recepisce di fatto la legge
nazionale 328/2000, indicando le procedure per la
progettazione e l'attuazione dei Piani di Zona nei 55 distretti
sociosanitari in cui è suddiviso il territorio regionale.
A partire dal 2001, ogni anno lo Stato trasferisce alla Sicilia
una quota del Fondo Nazionale Politiche Sociali che è stata
quantificata nel 9,19 per cento sul totale, escluse le risorse
destinate all'INPS per gli interventi assistenziali e la parte di
pertinenza del Ministero competente.
L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali predispone il documento di programmazione
triennale delle risorse disponibili attraverso una concertazione
con le organizzazioni sindacali e con la cabina di regia
regionale, prevista dal sopra citato DPRS 4 novembre 2002,
sottoponendolo quindi all'approvazione della Giunta regionale di
Governo che viene resa esecutiva da un DPRS pubblicato sulla
GURS.
La prima programmazione, relativa alle risorse degli anni 2001-
2003 è stata approvata con il già richiamato DPRS 4 novembre
2002, ed ha assegnato ai distretti socio-sanitari una dotazione
complessiva di circa 106 milioni di euro per il finanziamento dei
Piani di Zona e dei Progetti: di fatto, dunque le linee guida per
l'attuazione della legge 328/2000 sono state approvate circa due
anni dopo l'assegnazione delle risorse.
Considerato che le procedure previste per la predisposizione e
l'attuazione dei Piani di Zona hanno rivoluzionato l'approccio
alle politiche sociali, obbligando gli enti locali a programmare
in ambito distrettuale e non più comunale le risorse disponibili,
con una serie di passaggi ineludibili tesi a coinvolgere nei
processi decisionali le amministrazioni locali, le organizzazioni
del Terzo settore e le Asl, è stato necessario almeno un altro
anno per predisporre la progettazione.
I distretti dove la volontà politica, l'efficienza
amministrativa e un tessuto sociale più coeso hanno consentito di
definire con relativa tempestività le azioni previste nei Piani
di Zona, hanno cominciato ad utilizzare le risorse del 2001 a
partire dal 2004, mentre dove la politica non ha trovato
soluzioni condivise e le strutture organizzative si sono rivelate
più carenti, l'avvio della spesa è stato più lento e farraginoso
e in alcuni casi-limite ha accumulato ritardi gravissimi.
Si rese dunque necessario, con DPRS 23 marzo 2007, un
intervento mirato al riequilibrio economico e temporale dei Piani
di Zona per evitare ai cittadini dei distretti inadempienti di
rimanere con scarsa o nulla copertura sociale, favorendo al
contempo un riallineamento al 31.12.2009, data ultima per la
conclusione di tutte le azioni previste.
Ai distretti che avrebbero completato le azioni prima di quella
data venne concesso un rifinanziamento automatico delle
iniziative, mentre per quelli in ritardo furono previsti
interventi sostitutivi per avviare ed affidare le azioni
progettuali.
Inoltre è stato introdotto il criterio della premialità legato
allo stato di attuazione delle azioni, in aggiunta a quello già
previsto in base alla popolazione del singolo distretto.
Ciò ha determinato una accelerazione della spesa e, nei rari
casi di blocco, si stanno mettendo in atto interventi sostitutivi
tesi a rispettare le scadenze previste con la speranza che tutti
i distretti socio-sanitari possano partire con la nuova
programmazione prevista a partire dal primo gennaio 2010 in
condizione di parità.
Alla vigilia della nuova programmazione triennale delle risorse
2007-2009, appare opportuno ed urgente definire un percorso che
anticipi i tempi della programmazione da parte dei distretti:
poiché la precedente programmazione, comprensiva della
rimodulazione relativa al finanziamento aggiuntivo di cui sopra,
terminerà il 31.12.2009, è assolutamente necessario che, per
quella data, sia già stato completato il processo di definizione,
approvazione e affidamento delle azioni dei nuovi Piani di Zona,
che dovrà dunque essere avviato entro il primo quadrimestre del
2009.
A tale scopo sarà necessario dare impulso alla cabina di regia
regionale con il rinnovo dei componenti e procedere
all'implementazione del SIRIS (Sistema informativo regionale
integrato sociosanitario) quale strumento indispensabile di
monitoraggio quali-quantitativo delle risorse assegnate e come
terminale della rilevazione già avviata della spesa sociale degli
enti locali della Sicilia.
In una situazione di obiettiva difficoltà dei comuni, da tempo
alle prese con tagli progressivi dei trasferimenti, è essenziale
che le risorse del FNPS siano utilizzate al meglio, senza che per
questo si proceda a drastici ridimensionamenti della spesa
sociale: in questo senso dovrebbe soccorrere la norma inserita
nell'ultima finanziaria regionale che obbliga i comuni a
destinare almeno il 25% delle risorse provenienti dal Fondo delle
Autonomie Locali, appunto alle spese sociali.
Da rilevare inoltre che sono stati avviati con CIAPI di Priolo
Gargallo e CEFPAS di Caltanissetta due progetti che prevedono fra
l'altro la formazione e l'impiego per due anni di 55
facilitatori che dovranno fungere da interfaccia fra Ufficio
piano regionale e distretti socio-sanitari, e l'individuazione di
procedure di accreditamento che potrebbero snellire in maniera
decisiva l'affidamento dei servizi.
Da sottolineare, infine, con l'avvio della programmazione dei
fondi europei 2007-2013, la necessità di uno stretto raccordo con
gli enti locali per cogliere in pieno le opportunità di
finanziamento nel settore sociale. La nuova programmazione
triennale delle risorse, attualmente in fase di elaborazione,
stabilirà l'entità dei trasferimenti ai distretti e le linee
guida per l'elaborazione dei Piani di Zona 2010-2012.
In ordine alle iniziative assunte da questo Assessorato a
sostegno della famiglia, si è provveduto all'applicazione
dell'art. 7 della predetta legge relativo ai contributi alle
famiglie adottive per le adozioni internazionali. Con D.A. n. 833
del 31.03.2004, modificato con D.A. n. 790 del 15.03.2006, sono
stati approvati i criteri per l'accesso ai benefici, nonché le
procedure per la presentazione delle istanze e le modalità
d'erogazione dei contributi. A decorrere dal 2004, si procede
annualmente all'istruttoria delle istanze, pervenute a questo
Assessorato per il tramite del Comune di residenza, presentate
dalle coppie aspiranti al contributo. In seguito a ciò, viene
approvata la graduatoria degli aventi diritto al contributo, a
cui segue il relativo impegno di spesa e l'emissione dei mandati
di pagamento a favore dei comuni di appartenenza dei beneficiari.
Per il corrente anno si fa presente che sono stati ammessi al
beneficio di che trattasi n. 63 coppie che hanno adottato minori
stranieri.
Importanza rilevante spetta anche al buono socio-sanitario
(art.10 della l.r.10/2003) per le famiglie che assistono
direttamente i propri cari in difficoltà, cioè anziani non
autosufficienti e disabili al 100 per cento che nasce con
l'intento di ridurre i ricoveri e lasciare le persone con
particolari condizioni di disagio nell'ambiente familiari. I
requisiti e la dotazione finanziaria vengono fissati con un
decreto regionale, ma sono comunque i distretti a verificare il
diritto del richiedente e ad erogare le somme. Nell'ultima
programmazione è stata data disposizione ai distretti di
utilizzare almeno il 25 per cento delle somme disponibili proprio
per alleviare il disagio dei disabili.
Inoltre, grazie all'Accordo per le politiche familiari tra
questo Assessorato e il Dipartimento nazionale per la famiglia,
lo Stato ha trasferito delle risorse che sono utilizzate per
realizzare interventi in tema di politiche per la famiglia
previsti dalla Legge finanziaria n. 296 art. 1 che prevede per la
Regione Sicilia l'obbligo del cofinanziamento pari al 10 per
cento dello stanziamento statale relativi a:
-sperimentazione di iniziative di abbattimento di costi dei
servizi per le famiglie con numero di figli pari o superiori a
quattro (art. 2 e art. 18 della l.r.10/2003);
-progetti sperimentali innovativi per la riorganizzazione dei
consultori familiari, comunque denominati ed articolati in sede
regionale, al fine di ampliare e potenziare gli interventi
sociali a favore delle famiglie ( art. 8 e art. 5 );
-progetti sperimentali e interventi per la qualificazione del
lavoro delle assistenti familiari.
Infine, l'APQ Giovani protagonisti di sé e del territorio
costituisce uno strumento di programmazione integrata attraverso
il quale la Regione Siciliana si propone di porre al centro
dell'attenzione il mondo giovanile, avviando sul territorio un
cambiamento culturale che valorizzi le potenzialità e il ruolo
dei giovani in quanto soggetti attivi e necessari nello sviluppo
della Sicilia.
La strategia generale è quella di promuovere il protagonismo
sociale e la relazionalità dei giovani per favorirne
l'inserimento sociale e prevenire così i possibili rischi di
disagio e devianza, ciò attraverso azioni volte a stimolare lo
sviluppo della loro personalità, ad agevolare la partecipazione
attiva alla comunità locale offrendo loro iniziative di
aggregazione, di scambio culturale, di prevenzione, di formazione
e di informazione e di supporto nella fase di transizione alla
vita adulta ed indipendente.
L'APQ punta dunque a valorizzare le potenzialità dei giovani in
ogni campo in cui si manifestano e farne il fulcro di una
politica che riacquisti vitalità proprio perché decide di
investire fortemente sulle energie giovanili per un nuovo e
dinamico sviluppo del territorio regionale».
L'Assessore
Francesco Scoma
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 240-85-213-256-278-296-299/A: COMPOSIZIONE
DELLE GIUNTE. STATUS DEGLI AMMINISTRATORI LOCALI E MISURE DI CON-
TENIMENTO DELLA SPESA PUBBLICA. SOGLIA DI SBARRAMENTO NELLE
ELEZIONI COMUNALI E PROVINCIALI DELLA REGIONE. DISPOSIZIONI
VARIE
All'articolo 1:
Emendamento 1.2:
Sostituire il comma 1 con il seguente:
1. Il numero degli Assessori nominati dal sindaco o dal
Presidente della provincia regionale per la composizione della
Giunta comunale o provinciale non può superare il 20 per cento
dei componenti dell'organo elettivo di riferimento. Nei comuni
fino a 10.000 abitanti il numero degli Assessori non può
comunque essere superiore a 4 .
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli