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Resoconto d'Aula della Seduta n. 48 di mercoledì 03 dicembre 2008
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   LEANZA  EDOARDO,  segretario, dà lettura  del  processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

   Ai  sensi  dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento  interno,
  do  il  preavviso  di  trenta  minuti  al  fine  delle  eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli onorevoli  Marziano  e  Marinese
  hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

    Misure  a sostegno dell'assunzione dei familiari delle  vittime
  del lavoro   (314)
   presentato dall'onorevole Lupo in data 28 novembre 2008;

    Modifica  dell'articolo 2 della legge regionale 6 luglio  1990,
  n.   10  recante   Interventi   per  il  risanamento  delle  aree
  degradate di Messina'  (315)
   presentato   dagli   onorevoli  Buzzanca,   Marrocco,   Formica,
  Vinciullo in data 28 novembre 2008.

           Comunicazione di invio di disegni di legge alle
                 competenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  inviati alle compenti Commissioni legislative:

                     AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    Istituzione del Garante del diritto alla salute dei  cittadini
  (57)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 2 dicembre 2008
   parere VI;

    Istituzione di una casa da gioco nel comune di Messina  (309)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 2 dicembre 2008
   parere III, V;

    Istituzione della Fondazione  Gianfranco Cupidi  (310)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 2 dicembre 2008

                 CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    Norme  per  lo  svolgimento delle attività  di  orientamento  e
  formazione professionale   (82)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 2 dicembre 2008
   parere I;

    Sostegno  alla  ricerca scientifica sul  territorio  regionale
  (307)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 2 dicembre 2008
   parere III.

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  258  -   Interventi presso il Governo nazionale al  fine  di
  garantire agli studenti disabili le necessarie ore di sostegno .
   - Assessore Beni Culturali
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.   259   -    Misure  per  assicurare  l'assistenza  sanitaria
  penitenziaria in Sicilia .
   - Presidente Regione
   - Assessore Sanità
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  260  -   Vendita parziale dell'edificio in cui  ha  sede  il
  Teatro Bellini di Palermo .
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali
   Firmatario: Apprendi Giuseppe

   Avverto  che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico  che  sono state presentate le seguenti  interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta:

   N.  261  -   Trasferimenti ai comuni siciliani delle risorse  di
  cui al fondo nazionale politiche sociali .
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.  262  -   Stato e gestione della Real Casina sita  nel  bosco
  della Ficuzza  (PA).
   - Assessore Agricoltura
   Firmatario: Faraone Davide

   N.  263  -  Gestione e utilizzo dei beni immobili a disposizione
  dell'azienda foreste demaniali .
   - Assessore Agricoltura
   Firmatario: Faraone Davide

   Avverto  che le interrogazioni testé annunziate saranno  inviate
  al Governo.

   Comunico  che è stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  264  -   Tutela  dei lavoratori in servizio  presso  l'Omnia
  Network s.r.l. di Palermo .
   - Presidente Regione
   - Assessore Lavoro
   Firmatario: Lupo Giuseppe.

   L'interrogazione  testé annunziata sarà  inviata  al  Governo  e
  alla competente Commissione.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


         Determinazione della data di discussione di mozioni

    PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  si  passa   al   punto   II
  dell'ordine del giorno: Lettura, ai sensi e per gli effetti degli
  articoli  83,  lettera d), e 153 del Regolamento  interno,  delle
  mozioni:

    numero  79   Proroga dei contratti di collaborazione coordinata
  e continuativa del personale impegnato nel settore della pubblica
  istruzione , degli onorevoli Bonomo, Vitrano, Gucciardi, Ammatuna
  ;

    numero   80   Applicazione  agli  uffici  di  gabinetto   degli
  Assessorati regionali delle norme di contenimento della spesa per
  consulenze , degli onorevoli Lupo, Gucciardi
    presentata il 27/11/08.

    Ne do lettura:

                  «L'Assemblea Regionale siciliana

    PREMESSO che:

    il   31  dicembre  2008  scade  la  proroga  dei  contratti  di
  collaborazione   coordinata  e  continuata  per  490   lavoratori
  siciliani che prestano servizio nelle scuole siciliane e che sono
  transitati dagli enti locali allo Stato nel 1999;

    si   tratta  di  personale  assunto  ex  art.  23  della  legge
  nazionale  n.  67/88 e poi trasformato in lavoratori  socialmente
  utili con la legge regionale n. 85/95;

    poiché,  antecedentemente  al 1999,  gli  enti  locali  avevano
  competenza  istituzionale in materia di pubblica  istruzione,  la
  provincia  regionale competente per territorio assegnava  le  490
  unità  di  personale  presso le scuole siciliane,  dove  in  atto
  lavoravano  al fine di sopperire alle carenze di organico,  nelle
  segreterie scolastiche;

    con  la  legge n. 124/99 i lavoratori in questione hanno potuto
  esercitare  l'opzione tra il passaggio nei  ruoli  statali  e  la
  permanenza nei ruoli degli enti locali;

    tutti  coloro  che  hanno optato per la permanenza  negli  enti
  locali sono stati nel tempo tutti stabilizzati;

    diversa  sorte  hanno viceversa vissuto i  490  lavoratori  che
  hanno optato per i ruoli statali;

    subentrato  il  Ministero, il rapporto di lavoro  dei  suddetti
  LSU è stato trasformato in contratto di collaborazione coordinata
  e  continuata  per la durata di 60 mesi, con l'impegno  dei  vari
  governi di avviare una definitiva stabilizzazione;

    la  continuità  lavorativa è stata assicurata al  personale  in
  questione  fino  al  31  dicembre 2008,  a  seguito  di  proroghe
  autorizzate dalle leggi finanziarie intervenute in questi anni;

    CONSIDERATO che:

    si  sono succeduti nel tempo numerosi provvedimenti legislativi
  che   avrebbero  consentito  al  suddetto  personale  di  trovare
  adeguata sistemazione ma nessuna di tali provvidenze è stata  mai
  applicata;

    qualora la legge finanziaria per l'anno 2009 non prevedesse  la
  proroga delle attività, il rapporto di lavoro sarebbe interrotto,
  con la conseguente perdita secca di 490 posti di lavoro;

    ciò   avverrebbe   senza  alcun  vantaggio  per   la   pubblica
  istruzione;

    infatti,  non  si determinerebbero economie di bilancio  poiché
  il   personale  mancante  dovrebbe  essere  sostituito  da  altro
  personale per sopperire al vuoto in organico;

    inoltre,  si  perderebbe la professionalità acquisita  da  tale
  personale che opera nel settore sin dal 1996;

    RITENUTO che:

    in  data  6  marzo  2008,  presso il Ministero  della  pubblica
  istruzione,  dell'università  e della  ricerca  si  è  svolto  un
  incontro con le organizzazioni sindacali circa la stabilizzazione
  dei  lavoratori ex LSU con contratti di collaborazione coordinata
  e continuativa;

    in  data  24  settembre 2008 si è svolto un ulteriore  incontro
  nel quale si è rappresentata la volontà di avviare un'equilibrata
  stabilizzazione del suddetto personale nel contesto generale  del
  personale della scuola con l'appostamento in bilancio, per l'anno
  2009, delle necessario risorse,

                 IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
                                  E
                      IL GOVERNO DELLA REGIONE

    ad  attivarsi  con  urgenza circa la proroga  del  rapporto  di
  lavoro dei 490 lavoratori ex art. 23, ex LSU, oggi lavoratori con
  contratto di collaborazione coordinata e continuativa, e la  loro
  definitiva stabilizzazione;

    a  porre  in essere tutte le necessarie iniziative per impedire
  l'interruzione del rapporto di lavoro di tale personale» (79);

                      «L'Assemblea regionale siciliana

    PREMESSO che:

    la  relazione  sul rendiconto generale della Regione  siciliana
  per  l'anno  2007  da  parte delle sezioni  riunite  in  sede  di
  controllo  della  Corte  dei conti ha denunciato  la  sostanziale
  disapplicazione di norme di legge tendenti al contenimento  della
  spesa  e  alla  riduzione di incarichi di studio e  consulenze  a
  soggetti esterni all'amministrazione;

    l'articolo  9,  comma 6 della legge regionale 8 febbraio  2007,
  n. 2 (Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2007),
  dispone  che  l'amministrazione  regionale  può  conferire   tali
  incarichi  in  misura non superiore al 50% delle spese  impegnate
  allo stesso scopo nel 2005;

    tali  norme  - è la denuncia della Corte dei conti -sono  state
  di  fatto ignorate con riferimento agli uffici di gabinetto degli
  Assessorati regionali: infatti non solo non sono state ridotte le
  spese  in  questione,  ma in molti casi,  esse  sono  addirittura
  aumentate;

    l'ufficio  di  gabinetto  dell'Assessorato  Beni  culturali  ed
  ambientali e pubblica istruzione registra un incremento  di  tali
  spese  pari  al  98,3% rispetto al 2005, quello  dell'Assessorato
  Lavori  pubblici  un  aumento  del 43,6%,  e  solo  l'ufficio  di
  gabinetto   dell'Assessorato  Famiglia,   politiche   sociali   e
  autonomie   locali  ha  operato  una  riduzione  del  53,1%   con
  riferimento all'esercizio 2005;

    in  base a dati solo parziali, le consulenze e gli incarichi di
  studio  conferiti dagli uffici di gabinetto dei vari  Assessorati
  raggiungono  la cifra di 51, per una spesa totale  di  oltre  846
  mila euro;

    CONSIDERATO che:

    tutti  gli  uffici di gabinetto hanno ritenuto non  applicabile
  agli  stessi  i  tagli  alla spesa per consulenze  fissati  nella
  legge;

    ciò   anche  sulla  scorta  della  circolare  della  Ragioneria
  generale della Regione n. 5 dell' 11 aprile 2007, nella quale  si
  afferma  che il comma 6, art. 9, della legge regionale  n.  2/07,
  con  l'espressione    Amministrazione  regionale  si  riferirebbe
  solo ai dipartimenti regionali e agli uffici equiparati;

    la  conclusione  cui si giunge è che gli uffici  di  gabinetto,
  non  appartenendo  ad alcuna struttura amministrativa,  non  sono
  tenuti al rispetto dei tetti di spesa previsti per legge;

    lo  stesso ragionamento trova applicazione in riferimento  alla
  normativa  (art.  7,  c.  6,  d.lgs. n.  165/01)  che  impone  la
  procedura comparativa nella scelta del consulente;

    in  modo  uniforme, tutti gli uffici di gabinetto  interpellati
  dalla  Corte  in  merito alle modalità di scelta  del  consulente
  hanno ribadito che l'unico criterio applicabile sarebbe la scelta
  fiduciaria, «intuitu personae», operata dal vertice politico;

    la  conclusione cui si perviene è che gli uffici  di  gabinetto
  degli  Assessorati costituirebbero una sorta di zona  franca,  in
  cui  l'applicazione delle leggi di contenimento  di  spesa  possa
  essere  disattesa anche a costo di quelle che la Corte dei  conti
  definisce artificiose quanto fragili costruzioni ermeneutiche ;

    non   vi   è   dubbio,  infatti,  che  la  ratio  delle   norme
  disapplicate  sia  quella di ridurre la parte comprimibile  della
  spesa corrente e che l'espressione amministrazione regionale vada
  intesa  nell'accezione più ampia, coincidente  con  tutte  quelle
  strutture  che traggono dal bilancio della Regione  le  fonti  di
  finanziamento;

    le   norme   sulla  riduzione  della  spesa  per  incarichi   e
  consulenze andavano, pertanto, applicate rigorosamente;

    la  legge  finanziaria della Regione per il 2008  non  contiene
  alcuna norma riferibile al tema in oggetto;

    PRESO  ATTO  che la risposta all'interpellanza  n.  31  fornita
  dall'Assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze  nella   seduta
  d'Assemblea  n.  41 del 25 novembre 2008 non soddisfa  i  quesiti
  posti,  e  che  si  ritiene  pertanto necessario  promuovere  una
  discussione  sulle spiegazioni date dal Governo  presentando,  ai
  sensi  dell'art.  151 Regolamento interno dell'ARS,  la  presente
  mozione,

                 IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
                                  E
              L'ASSESSORE PER IL BILANCIO E LE FINANZE

    ad   esporre  all'Assemblea  regionale  siciliana   i   criteri
  adottati  per la composizione dei propri uffici di gabinetto  dal
  Presidente della Regione e dagli Assessori;

    ad   applicare   le   procedure  comparative  richieste   dalla
  legislazione nazionale nella nomina dei consulenti esterni;

    ad  attivare  uno  specifico  monitoraggio  sulle  spese  degli
  Assessorati in relazione alla nomina di componenti esterni  negli
  uffici di gabinetto;

    a  razionalizzare tali spese avvalendosi prioritariamente della
  collaborazione   di  personale  appartenente  all'Amministrazione
  regionale» (80).

   Dispongo   che  le  mozioni  predette  vengano  demandate   alla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  perché  ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                   Discussione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Si  passa al punto III dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.

        Richiesta di prelievo del disegno di legge numeri 197-80-
      112 bis/A

   CIMINO,  assessore  per il bilancio e le finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, chiedo, a nome del Governo, il
  prelievo  del disegno di legge numeri 197-80-112 bis/A,  posto
  al  n.  4, al fine di poter trattare l'emendamento concernente
  la  materia della Pubblica amministrazione e dei Dipartimenti.
  Lo  si  ritiene prioritario anche perché con gli  altri  testi
  stiamo,  con gli Uffici, attivando un momento di concertazione
  per riuscire a creare le condizioni di una maggiore sinergia.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  Governo
  chiede  di  affrontare  la  legge  sull'Amministrazione,   sui
  Dipartimenti   e,   contemporaneamente,   sta    facendo    un
  approfondimento. Vorrei ricordare al Governo  che  non  è  più
  titolare dei disegni di legge. I disegni di legge sono in Aula
  e,  per  alcuni,  addirittura, è già stata  votata  una  parte
  dell'articolato.   Il   Governo,   quindi,   può   fare    gli
  approfondimenti  necessari ed approvare, eventualmente,  altri
  disegni di legge.
   Dico  ciò perché vorrei sapere preventivamente se il  Governo
  pensa  di approvare questo disegno di legge perché chiede  che
  gli altri disegni di legge non vengano più esaminati dall'Aula
  -  ed è un suo diritto chiedere un rinvio in Commissione - ma,
  se  chiede  di  approvare questo disegno  di  legge  al  buio,
  vorremmo sapere tutti di cosa stiamo parlando.
   Affronteremo  ciò  che  ci chiede il  Governo  se  l'Aula  si
  determinerà ma dobbiamo sapere cosa affrontiamo, in modo  tale
  da sapere una cosa: signor Presidente, abbiamo questa sessione
  che,  come  lei ricorderà, è una famosa  finestra'  ma  questa
  finestra - con il rischio di prendere la polmonite - quando si
  chiuderà?
     Era  stato deciso, in Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari,  che si sarebbe proceduto alla   chiusura  della
  finestra il giorno 4 dicembre 2008.
   Vorrei  sapere, anche rispetto a questa strategia del Governo
  che  ci chiede il prelievo dicendo che c'è un approfondimento,
  se  è  prevista  la  chiusura della  finestra  o  se  dobbiamo
  trasformarla in un balcone.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, non vi è alcun tatticismo;  è
  soltanto  la volontà di volere definire un ordine  dei  lavori
  che  dia  l'opportunità,  a noi come  Governo,  di  creare  le
  condizioni  di un maggior raccordo su alcuni  testi  di  legge
  che  hanno  visto l'Assemblea regionale esercitare sicuramente
  l'iniziativa  legislativa; il Governo però ha la necessità  di
  approfondire  con le azioni che, in questi  giorni,   si  sono
  attivate,  sia  con  il Comitato di sorveglianza  sia  con  la
  Comunità Europea.
     Per  noi, sicuramente, la finestra legislativa deve  essere
  compiutamente  esaminata con i suoi quattro  punti  all'ordine
  del  giorno;  il Governo - e lo sto facendo personalmente,  in
  quanto titolato per il coordinamento dei regimi di aiuto - e i
  miei  uffici,  insieme  agli uffici della  Programmazione,  in
  questo  momento , stanno collazionando ed esaminando  i  testi
  dei  diversi Dipartimenti per far approdare in Aula  un  testo
  maggiormente  confacente alla nuova disciplina dei  regimi  di
  aiuto; idem per quanto concerne il sistema dei Confidi, da  me
  seguito direttamente e personalmente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  l'importante  è   che   il
  Governo abbia dato le delucidazioni richieste e credo  che  le
  stesse siano state esaustive.
   Onorevoli  colleghi,  pongo  in  votazione  la  richiesta  di
  prelievo  del  disegno di legge  Norme per la riorganizzazione
  dei   dipartimenti  regionali.  Ordinamento  del   Governo   e
  dell'amministrazione della Regione  (197-80-112-bis/A),  posto
  al numero  4) del III punto all'ordine del giorno.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

    Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per la
    riorganizzazione dei dipartimenti regionali. Ordinamento del
     Governo e dell'amministrazione della Regione» (197-80-112-
                               bis/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si procede  con  il  seguito
  della   discussione  del  disegno  di  legge  «Norme  per   la
  riorganizzazione dei dipartimenti regionali.  Ordinamento  del
  Governo  e  dell'amministrazione della  Regione»  (197-80-112-
  bis/A).
   Ricordo che era già stato votato il passaggio agli articoli.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                Art. 1.
                          Articolazione   dei    dipartimenti
                regionali

   1.  La  Tabella A di cui alla legge regionale 15 maggio 2000,
  n.  10  e  successive modifiche ed integrazioni  è  sostituita
  dalla seguente:

                              Tabella A
                DIPARTIMENTI REGIONALI ED UFFICI EQUIPARATI

   Presidenza della Regione siciliana

   - Segreteria generale

   - Dipartimento regionale del personale, dei servizi
   generali, di quiescenza, previdenza ed assistenza del
   personale

   - Dipartimento regionale della programmazione

   - Dipartimento regionale della protezione civile

   - Ufficio legislativo e legale

   -   Dipartimento  regionale  di  Bruxelles  e  degli   affari
  extraregionali

   -  Ufficio del Sovrintendente di Palazzo d'Orleans e dei siti
  presidenziali

   Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste

   - Dipartimento regionale degli interventi strutturali

   - Dipartimento regionale degli interventi infrastrutturali

   -   Dipartimento  regionale  delle  foreste  e  dell'attività
  dell'Azienda regionale delle foreste demaniali

   Assessorato  regionale  dei beni culturali  ed  ambientali  e
  della pubblica istruzione

   -  Dipartimento  regionale dei beni culturali ed  ambientali,
  dell'educazione  permanente  e dell'architettura  e  dell'arte
  contemporanea

   -  Dipartimento regionale della pubblica istruzione  e  della
  ricerca scientifica e tecnologica

   Assessorato regionale del bilancio e delle finanze

   -   Dipartimento  regionale  del  bilancio  e  del  tesoro  -
  Ragioneria generale della Regione

   - Dipartimento regionale delle finanze e del credito

   Assessorato  regionale  della  cooperazione,  del  commercio,
  dell'artigianato e della pesca

   -  Dipartimento regionale della cooperazione, del commercio e
  dell'artigianato

   - Dipartimento regionale della pesca

   Assessorato   regionale  della  famiglia,   delle   politiche
  sociali e delle autonomie locali

   -  Dipartimento  regionale della famiglia e  delle  politiche
  sociali

   - Dipartimento regionale delle autonomie locali

   Assessorato regionale dell'industria

   - Dipartimento regionale dell'industria e delle miniere

   - Dipartimento regionale dell'energia

   Assessorato regionale del lavoro

   - Dipartimento regionale del lavoro

   - Dipartimento regionale della formazione professionale

   -   Agenzia   regionale  per  l'impiego   e   la   formazione
  professionale

   Assessorato regionale dei lavori pubblici

   - Dipartimento regionale dei lavori pubblici

   - Ispettorato regionale tecnico dei lavori pubblici

   Assessorato regionale della sanità

   - Dipartimento regionale per la pianificazione strategica

   - Dipartimento regionale per le attività sanitarie

   Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente

   - Dipartimento regionale del territorio e dell'ambiente

   - Dipartimento regionale dell'urbanistica

   Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e  dei
  trasporti

   -  Dipartimento regionale del turismo, dello  sport  e  dello
  spettacolo

   -    Dipartimento   regionale   dei   trasporti    e    delle
  comunicazioni

   Onorevoli colleghi, vista la complessità del disegno di legge e
  della  materia  trattata  e, visti anche  i  problemi  di  audio
  dell'Aula,  vorrei  invitare i colleghi  a  collaborare  con  la
  Presidenza,     mantenendo    l'attenzione,    evitando     così
  incomprensioni.

   Comunico  che, all'articolo 1, sono stati presentati i  seguenti
  emendamenti:

   dall'onorevole Cracolici: 1.5, 1.6;
   dall'onorevole Greco: A 9;
   dall'onorevole Leontini:A 17;
   dall'onorevole Limoli: 1.7;
   dagli onorevoli Maira ed altri: 1.2, 1.3, A 10;
   dagli onorevoli Bonomo ed altri: 1.9,  A 15;
   dagli onorevoli Panarello e Di guardo: 1.4;
   dall'onorevole Marinese: 1.8;
   dall'onorevole Speziale: 1.1;
   dall'onorevole Savona: 2.1.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signore  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  sia
  giusto, visto che non è stato fatto da nessuno, ripartire da dove
  ci  siamo lasciati. Come è noto, questo disegno di legge è  stato
  rinviato  a  seguito di una proposta avanzata da  me  e  dal  mio
  Gruppo parlamentare, in Commissione.
   Desidero  che  il  Presidente della Regione  mi  ascolti,  anche
  fuori   dalla   cena ,  ispirato  dalle  musiche  di  un   grande
  musicista,  come  hanno scritto oggi i giornali;  ne  approfitto,
  quindi,  per  chiederle  un'attenzione specifica  in  Parlamento,
  visto che mi ascolta a cena, mi ascolti anche a merenda.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Onorevole Cracolici,  ieri,
  lei ha avuto l'occasione di leggere un sms; potrebbe testimoniare
  che ho cenato con lei; si tratta di una donna  ma è mia moglie.

   CRACOLICI. Onorevoli colleghi, vorrei che si ripartisse da  dove
  ci  siamo  lasciati. Il testo del disegno di  legge  rinviato  in
  Commissione  non è quello che ritorna adesso in Aula,  nel  senso
  che,  in  Commissione, il Governo, sulla base anche delle ragioni
  che  abbiamo  illustrato,  ha  preso  atto  della  necessità   di
  connettere  la  riforma o la riduzione dei  dipartimenti  ad  una
  riforma  più  generale degli assessorati  ed  io  non  posso  che
  riconoscere  nel  lavoro  svolto in Commissione,  certamente,  un
  passo   in   avanti   rispetto  a  quello  che   era   il   testo
  precedentemente esaminato ed illustrato in questo Parlamento.
   Credo  che  la  Regione  abbia bisogno di  riforme;  certo,  non
  risolveremo   i   problemi   della   Sicilia,   dello   sviluppo,
  dell'economia,  di  una fase di difficoltà  che  sta  vivendo  il
  popolo  siciliano  in base a  come organizzeremo burocraticamente
  la macchina organizzativa della Regione ma non c'è dubbio che una
  macchina  più  a  servizio e più moderna rispetto  a  quella  che
  abbiamo - e che abbiamo conosciuto in  tutti questi anni -  possa
  essere,  in  qualche modo, un elemento che aiuti un  processo  di
  sviluppo e di rilancio della nostra Isola.
   Forse,  molti non lo sanno ma l'ultima legge organica in materia
  di  assessorati fu approvata nel 1962; si tratta di una legge  di
  riordino  dei  compiti  degli  assessorati  regionali   ed   oggi
  affrontiamo una riforma dopo 46 anni, quando gli assessorati,  in
  questa  Regione, erano dieci. Nel corso del tempo, siamo arrivati
  agli attuali dodici.
   Abbiamo  proposto - e lo ribadiamo in Aula - la  necessità  che,
  proprio  in  un  momento  in  cui, per  un  altro  provvedimento,
  chiediamo  agli  enti locali anche un sistema  di  riduzione  dei
  costi,  attraverso  una modalità organizzativa  diversa,  sarebbe
   cosa  buona  e  giusta   che  anche  la  nostra  amministrazione
  regionale si uniformasse all'obiettivo, riducendo il numero degli
  assessorati.  Ciò  sarà però valutato quando passeremo  all'esame
  degli emendamenti.
   Voglio  porre  qui  una questione. Come è noto,  il  disegno  di
  legge  si  articola  in due tempi: una prima  fase  che  ha  come
  obiettivo   la  riduzione  sic  et  simpliciter  ad   assessorati
  invariati  dei dipartimenti attuali. Il Governo ha  avanzato  una
  proposta che porta ad un numero di 31, rispetto agli attuali  39,
  i dipartimenti a legislazione invariata.
   Voglio  però  ribadire qui, onorevole Presidente della  Regione,
  che, se si vuole essere coerenti con l'obiettivo della riduzione,
  bisogna  anche  che  il  Governo  fornisca  le  cifre  a   questo
  Parlamento  in  merito  al fatto che vi sono  strutture  che  non
  servono alla buona funzionalità dell'Amministrazione regionale ma
  che,  probabilmente,  sono  servite agli  equilibri  politici  di
  questa Regione.
   In  particolare, mi riferisco al fatto che questo  provvedimento
  taglia una serie di dipartimenti in assessorati importanti - come
  quello della sanità - che passa da cinque a due dipartimenti o di
  altri assessorati che vedranno una diversa riorganizzazione della
  macchina   amministrativa.  Non  si  può  accettare,  però,   che
  assessorati chiave di questa Regione producano questo livello  di
  riduzione  e poi mantenere sotto il Dipartimento della Presidenza
  della  Regione  siciliana dipartimenti che,  probabilmente,  sono
  organizzati più per chi li dirige rispetto ai servizi che servono
  e che rendono all'amministrazione stessa.
   Mi  riferisco  all'emendamento 1.5,  riguardante  la  Presidenza
  della   Regione,   dove  rimangono  ancora  nella   proposta   il
  dipartimento  di  Bruxelles  e  degli  affari  extra-regionali  e
  l'Ufficio  del  sovrintendente di Palazzo d'Orleans  e  dei  siti
  presidenziali.
   Onorevole Presidente, se si vuole operare anche in un regime  di
  risparmio della spesa pubblica, credo che mantenere in vita,  col
  rispetto che è dovuto alle persone che ci lavorano e lo dirigono,
  dipartimenti   che  non  hanno  una  funzionalità,   come   dire,
  estrinseca,   per   l'Amministrazione   regionale,   sia    voler
  contraddire gli obiettivi di risparmio.
   Ecco  perché  la  proposta che avanziamo è  che  i  dipartimenti
  tornino  al  numero  di  29, così come era previsto  nella  prima
  ipotesi,  cancellando  questi  due  ed  istituendo,  invece,  due
  normali  Uffici  per  le attività istituzionali  connesse  sia  a
  Palazzo d'Orleans, sia agli uffici di Bruxelles e di Roma.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,    pongo    in    votazione
  l'emendamento 1.5. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi è contrario resti seduto; chi è  favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento A9.

   GRECO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento A17.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.7.

   LIMOLI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.2.

   MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.9. Lo pongo in votazione. Il
  parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi è contrario resti seduto; chi è  favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento A15. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi è contrario resti seduto; chi è  favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.6. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore.. Contrario.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, chiedo che la votazione  avvenga
  per scrutinio segreto.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Onorevole Cracolici, per  un
  maggiore  chiarimento, questo dipartimento cui  si  riferisce  il
  Corpo  forestale,  non viene soppresso, ma viene  allocato,  come
  sempre, come dipartimento con le sue competenze, presso un  altro
  assessorato, e cioè l'assessorato del territorio e dell'ambiente.
  Ecco perché il nostro parere è un parere contrario. Nel senso che
  a  questo  Corpo  si  assegna la funzione di tutela  e  vigilanza
  sull'ambiente, sulle foreste, sui parchi e sulle riserve.
   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente delle Regione, lei ha espresso  un
  parere negativo e poi ha spiegato il perché. Consenta anche a noi
  di dire perché intendiamo mantenere in vita l'emendamento.
   Come   è   noto   esaminando  l'articolo  1  che  riguarda   gli
  assessorati  attuali, quello che succederà  al  Corpo  forestale,
  quando  andrà al territorio e ambiente, succederà anche in  altro
  articolo.
   Intanto,        parliamo       dell'attuale       organizzazione
  dell'Amministrazione regionale. All'Assessorato  all'agricoltura,
  signor  Presidente, la proposta del Governo, che io condivido,  è
  quella  di  accorpare le competenze del dipartimento foreste  con
  quelle  dell'Azienda forestale, ed è una scelta che  noi  abbiamo
  già condiviso in Commissione. Ma non abbiamo condiviso, e non  lo
  condividiamo,  la ragione per cui il Corpo forestale  -  che  poi
  deve  avere  anche competenze in materia di polizia ambientale  -
  non   debba  assurgere  nell'Amministrazione  regionale   ad   un
  dipartimento in quanto tale.
   Si  può  tenere  in piedi il dipartimento dei siti istituzionali
  di  Palazzo d'Orleans e non dotarsi come Corpo forestale  di  una
  propria  dignità di dipartimento? Io credo di no  Ed è la ragione
  per cui abbiamo presentato un emendamento che istituisce il corpo
  forestale come dipartimento.
   Quando,    fra    un   anno,   transiteranno    le    competenze
  all'assessorato al territorio, il corpo forestale transiterà  non
  come   è  contenuto  nella  proposta  attuale,  all'interno   del
  dipartimento  aziende e foreste demaniali, ma  come  dipartimento
  corpo forestale ed ambientale della Regione.
   Io,  pertanto,  chiedo all'Aula di sostenere questo  emendamento
  per  dare  una  dignità  istituzionale al corpo  forestale  della
  Regione.

                  Presidenza del Presidente CASCIO

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.    Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,    volevo
  sottolineare  - considerato che questa sera l'Aula  è  molto  più
  attenta rispetto ad una certa fase di ieri sera - che la proposta
  avanzata  con  l'emendamento 1.6 dal presidente  del  mio  gruppo
  parlamentare,  obiettivamente, mi  sembra  una  proposta  su  cui
  invito il Governo a riflettere.
   Vero  è  che  nel  passato,  la  questione  famosa  di  separare
  l'azienda da tutto ciò che era, invece, sostanzialmente, il corpo
  forestale,  è  stata vissuta e pensata come una  delle  possibili
  soluzioni. Nel tempo ci siamo resi tutti conto che in  realtà  ha
  creato,  invece,  più situazioni paradossali,  anche  per  quanto
  concerne  l'agire  comune  del  corpo  forestale  da  un  lato  e
  dell'azienda dall'altro, ed oggi, tutto sommato, non è  male  che
  condividiamo il momento in cui si accorpano nuovamente.
   Il  fatto,  però,  che  noi  stiamo  trattando  questa  sera  la
  questione  del  corpo  forestale come un  qualcosa  che  arriverà
  accorpato,  evidentemente,  senza  il  livello  di  dipartimento,
  guardate che è cosa abbastanza seria e grave.
   Non  voglio scomodare quelli che sono gli aspetti anche  storici
  che  riguardano  il  ruolo  del  corpo  forestale  della  Regione
  siciliana.
   Ha  fatto  bene chi, anche con pochi riferimenti, ha,  comunque,
  segnalato l'esigenza di valorizzare di più quello che è stato  il
  ruolo, la funzione del corpo forestale.
   Invito,  quindi,  il  Governo - considerato  anche  che  c'è  un
  rullino  di  marcia che dice che dobbiamo fare  questa  legge  in
  maniera  veloce  e quasi sottovalutando alcuni aspetti  -  ed  il
  Presidente  della Regione a riflettere su questo aspetto,  perché
  credo  che sia assolutamente peggiorativo rispetto a quella  che,
  invece,  è  stata  ed  è  la funzione del corpo  forestale  della
  Regione  siciliana.  Da  questo punto di vista,  anzi,  presterei
  maggiore  attenzione anche per quanto concerne il ruolo che  avrà
  domani, perché si parla di assegnare servizi specifici per quanto
  attiene l'ambiente.
   Signor  Presidente, mi rendo conto che non è questo  il  momento
  per riflettere, nuovamente, su alcuni argomenti, però ritengo che
  non  sia  mai troppo tardi. Penso che il  rango  di dipartimento,
  il  nostro corpo forestale lo meriti, soprattutto per quello  che
  ha  rappresentato  nel  corso  di  questi  decenni  nella  nostra
  Regione, così facendo, invece, facciamo un passo indietro.
   Signor  Presidente, è dunque un invito, sì a non perdere  tempo,
  per  carità,  ma non sottovalutiamo alcuni aspetti  che,  invece,
  sicuramente  hanno  bisogno  di  essere  attenzionati  per   come
  meritano.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,   presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, non intendo insistere, anche perché credo che
  il  nostro  atteggiamento deve essere improntato  al  massimo  di
  disponibilità, recependo ogni valutazione e ogni punto  di  vista
  da  qualunque parte provenga, perché si tratta di una riforma che
  interviene  sia sugli assessorati domani, che sui dipartimenti  a
  cominciare da oggi.
   Nessuno  intende comprimere la funzionalità, ridimensionarne  la
  portata  o  ledere  la dignità di nessun dipartimento.  Che  dire
  allora della veterinaria che confluisce oggi e domani in uno  dei
  dipartimenti,  quanti  operatori  vi  sono  in  Sicilia?   Quante
  competenze di grandissimo rilievo ci sono per la salute  pubblica
  in quello che oggi è un dipartimento e domani non lo sarà?
   Si  stanno concentrando alcune competenze, tra queste, quelle di
  un  corpo  che  continua  a svolgere la  sua  funzione  ed  opera
  all'interno di un dipartimento, né più, né meno.
   Se  vogliamo ridurli, i dipartimenti, potremmo farlo,  ma  credo
  che un po' di buon senso possa, prevalendo, farci accettare anche
  questa scelta.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.6.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento  1.6.  Essendo  la
  richiesta   di  scrutinio  segreto,  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento dagli onorevoli Ammatuna, Apprendi, Di Benedetto,  Di
  Guardo, Donegani, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, indico la
  votazione a scrutinio segreto dell'emendamento 1.6.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  73
   Maggioranza         37
   Favorevoli          27
   Contrari            44
   Astenuti            1

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'esame dell'emendamento 1.3 sul quale chiedono  di
  apporre la propria firma gli onorevoli Ragusa, Greco, Leontini  e
  Vinciullo.
   L'Assemblea ne prende atto. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore.. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Presidente
  della  Regione  ha  motivato la ragione  per  cui  era  contrario
  all'emendamento  1.6,  che  io non  ho  condiviso.  L'Aula  si  è
  espressa dando ragione al Presidente.
   Mi  può spiegare come mai un secondo dopo, nell'emendamento 1.3,
  si istituisce quanto è stato bocciato un secondo prima col parere
  contrario   del   Governo,  quindi,   se  il  Governo   non   sta
  partecipando  ad  una  farsa, ci dica  qual  è  l'operazione  che
  dobbiamo  seguire  perché, altrimenti, signor Presidente,  questo
  emendamento  è  precluso,  avendo votato un secondo  fa  l'altro.
  Quindi, delle due l'una:  o si sceglie una strada o se ne sceglie
  un'altra.
     Il  Presidente  non può dare il parere a seconda   di  chi  lo
  firma  ma  deve darlo nel merito e, se il merito, un secondo  fa,
  prevedeva l'istituzione del corpo forestale

   PRESIDENTE.   L'onorevole  Cracolici  sta  esprimendo   il   suo
  pensiero.

   CRACOLICI. Scusi, signor Presidente, su che cosa abbiamo  votato
  un minuto fa?

   PRESIDENTE.  Abbiamo votato l'emendamento  1.6  e  non  è  stato
  approvato.

   CRACOLICI. Cosa prevedeva?  L'istituzione del Corpo forestale.
   L'emendamento  1.3  cosa  prevede?   Si  tratta   della   stessa
  materia.   Spiegatemelo;  può  anche   darsi  che   riusciate   a
  convincermi.
   Signor  Presidente,  non  sono stati approvati  gli  emendamenti
  1.9  e  1.6;  adesso,  il Governo ha espresso  parere  favorevole
  sull'emendamento 1.3 che è uguale agli emendamenti 1.9 e 1.6.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ritengo  che  al
  collega  Cracolici sfugga che l'emendamento  a  sua  firma  è  un
  emendamento aggiuntivo a quello della tabella  A ,  proposto  dal
  Governo.
     Noi  facciamo un'altra cosa; riscriviamo l'intera tabella   A
  in   ordine   ai   Dipartimenti  che  insistono   all'Assessorato
  Agricoltura  e  foreste; ripristiniamo lo stato  quo  ante,   nel
  senso  che  viene ripristinato il Dipartimento Azienda  regionale
  foreste  demaniali  e  viene mantenuto  intatto  il  Dipartimento
  regionale  delle  foreste che già contiene, al  suo  interno,  il
  Corpo  forestale con  le competenze dell'antincendio; all'interno
  di  quel  Dipartimento foreste, di fatto, ripristiniamo lo  stato
  attuale  modificando l'impostazione della tabella  A  del Governo
  che riduceva a tre e si torna a quattro dipartimenti.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sono  convinto,
  come credo tutti i colleghi, leggendo la tabella  A  all'articolo
  1,  sostanzialmente,  che,  finalmente, il Dipartimento regionale
  delle   Foreste  e  dell'attività  dell'Azienda  regionale  delle
  foreste  demaniali,  recita e ci trovavamo  nelle  condizioni  di
  riportare,  come una volta, era il famoso Dipartimento  Regionale
  delle  Foreste  e Azienda regionale foreste demaniali.  Poco  fa,
  abbiamo discusso, sostanzialmente, del Corpo, cioè delle guardie.
   Allora,  da  un  lato  c'è l'articolo 1 che fa  una  operazione,
  secondo  me, condivisibilissima, cioè rimette assieme  Azienda  e
  Dipartimento  delle  foreste;  l'emendamento  smonta   nuovamente
  quello   che è il ragionamento per quanto concerne l'accorpamento
  e ritorna nuovamente a separare  l'Azienda dal Dipartimento delle
  foreste.
   Mi  dovete permettere il termine ma la cosa è schizofrenica.  Il
  Governo,  con la proposta , con l'articolo 1, ci vuole convincere
  che  è  il  momento  di riunire le forze, di riunire  questi  due
  dipartimenti, di farne uno.
   A  questo punto, si deve pensare che i dipartimenti non  servono
  a  garantire  il buon funzionamento della macchina amministrativa
  ma  a mantenere qualcuno o comunque a metterci qualcun altro;  mi
  dovete  scusare perché una cosa è chiara: tutti sappiamo  che  il
  Dipartimento  foreste, da un lato, e l'Azienda, dall'altro  lato,
  comunque,  crei   problemi  e siccome  ne  siamo  convinti  -  mi
  riferisco  alla  maggior parte dei presenti -   e   non  ci  sono
  dubbi,  da questo punto di vista,  è incomprensibile il fatto che
  si  faccia  un  passo  indietro  e,  per  tenere  insieme  questa
  maggioranza raccogliticcia  che, ad ogni piè sospinto, si  divide
  e  si dilania al proprio interno, con l'emendamento 1.3, torniamo
  indietro  e mettiamo nuovamente in discussione il fatto  che  sia
  arrivato  il momento di mettere assieme, nuovamente, Dipartimento
  e Azienda perché è vero che, fino ad oggi, hanno creato problemi.
   Allora,  onorevole  Presidente, il problema  non  è  su  cosa  è
  accaduto sull'emendamento 1.6 ma sul fatto che state mettendo  in
  discussione un profilo che, finalmente,  era condivisibile  anche
  da  parte dell'opposizione -  non era cosa di poco conto  -   che
  era  quello  di  fare  in modo che quel servizio,  che  un  tempo
  funzionava  meglio  di  come  abbia funzionato  in  questi  anni,
  ritornasse agli albori,  funzionando come tutti speriamo.
   Allora,  come  fate a convincerci che si può  andare  avanti  su
  argomenti così delicati in questo modo?
   State  cercando,  senza guardare invece gli interessi  reali  di
  questa Regione e senza guardare gli interessi che ruotano attorno
  a  questioni serie, che riguardano le foreste e l'Azienda foreste
  demaniali;   state  cercando  di  trovare  un   equilibrio   che,
  sostanzialmente,  non determinerà quell'assetto,  in  termini  di
  efficacia e funzionalità, per cui tanto si è  strombazzato' sulla
  stampa in questi giorni e in quest'ultimo periodo.
   Se  siamo  convinti, invece, che vanno accorpati,  facciamo  una
  scelta seria e togliamo di mezzo  l'emendamento 1.3 perché,  poco
  fa,  abbiamo  detto che non è il caso di creare  un  dipartimento
  per   il   Corpo  regionale;  sulla  questione  di  accorpare   i
  dipartimenti  invece  diciamo:   no,   non  bisogna  accorparli .
  Dovete  permettermi di dire che, da questo punto  di  vista,  non
  siete  credibili  e  non  siete convincenti.  Evidentemente,  voi
  sapete meglio di me che, lì,  alcuni  problemi si sono registrati
  nel  corso  di  questi  anni  e  sono  problemi  che  si  possono
  affrontare solo  in sede di discussione di questo testo.

   GRECO. Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento 1.3.

   VINCIULLO. Chiedo di apporre anch'io la mia firma.

   LEONTINI. Chiedo che anche la mia firma sia apposta.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                                                                (E'
  approvato)

   Si   passa   all'emendamento   1.4,   a   firma   dell'onorevole
  Panarello.

   PANARELLO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
  questo  emendamento soppressivo dell'Agenzia del lavoro  per  far
  emergere  quella che a me sembra una incongruenza  ed  anche  una
  valutazione  un poco approssimativa del riordino dei dipartimenti
  della Regione siciliana.
   Il   riordino,  infatti,  così  come  ci  è  stato  prospettato,
  dovrebbe  avere  il  compito  di razionalizzazione  ma  anche  di
  rendere  più  efficiente la Pubblica Amministrazione in  Sicilia.
  Dovrebbe camminare di pari passo con il superamento di uno schema
  che,  per  quanto  riguarda  le  competenze  dell'assessorato  al
  lavoro, deve tenere anche conto delle novità che sono intervenute
  nel corso di questi anni in tutte le altre regioni italiane.
     Vorrei  ricordare al Presidente della Regione che  le  agenzie
  costituite  negli  anni  '90 in tutte le  regioni  italiane  sono
  sostanzialmente  superate,  sia per  quanto  riguarda  la  natura
  originaria  sia per quanto riguarda le competenze che,  in  larga
  misura, sono state trasferite alle province.
   Come  per  altro  verso,  in  questo  campo,  è  intervenuto  il
  superamento  del cosiddetto  collocamento pubblico  che,  invece,
  in  Sicilia, mantiene inalterate le proprie strutture e i  propri
  compiti.
   Questo  era uno degli assessorati dove, in maniera più evidente,
  si  potevano determinare le innovazioni che potevano rendere  più
  efficace l'azione del Governo in questo campo delicatissimo. Ecco
  perché ho voluto richiamare questa strana disattenzione da  parte
  del  Governo,  del  Presidente  della  Regione,  rispetto  ad  un
  assetto,  quello dell'intervento degli uffici pubblici nel  campo
  del  mercato  del lavoro e della formazione che, sostanzialmente,
  lascia inalterata l'impalcatura attuale. Quindi, il mio obiettivo
  -  e  vorrei che l'assessore per il  lavoro o il Presidente della
  Regione  mi  dessero una risposta su questo punto  -  con  questo
  emendamento, è di capire se, da parte del Governo della  Regione,
  c'è  l'idea  di modificare gli attuali assetti organizzativi  per
  fare  in modo che la politica del lavoro in Sicilia abbia  quegli
  elementi  di  innovazione che, fino ad  ora,  purtroppo,  non  ha
  avuto.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.4. Il parere
  della Commissione?

   MINARDO,  presidente della Commissione e relatore.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   L'emendamento 1.8  è dichiarato inammissibile.
   Si passa all'emendamento 1.1, a firma dell'onorevole  Speziale.

   DINA. Chiedo di apporre la mia firma.

   CORDARO. Chiedo che sia apposta anche la mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.

   Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.10, dell'onorevole Maira.

   MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 2.1, a firma dell'onorevole  Savona.

   SAVONA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.   Chi  è
  favorevole  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2.  Ne do lettura:

                               Art. 2.
                  Abrogazioni e modifiche di norme

   1.  Il  primo  periodo del comma 2 dell'articolo 58 della  legge
  regionale 3 maggio 2001, n. 6, è sostituito dal seguente:   Dalla
  data di entrata in vigore della presente legge, ferme restando le
  rispettive   competenze  attribuite  dalla   normativa   vigente,
  costituiscono  Uffici  alle  dirette  dipendenze  del  Presidente
  della. Regione esclusivamente l'Ufficio di rappresentanza  e  del
  cerimoniale, l'Ufficio stampa e documentazione e l'Ufficio  della
  segreteria di Giunta;'.
   2.  Al  dipartimento  regionale  di  Bruxelles  e  degli  affari
  extraregionali sono attribuite, unitamente al relativo personale,
  le  competenze  e le disposizioni riferite, con legge  o  decreto
  presidenziale, all'Ufficio di Bruxelles, all'Ufficio di  Roma  ed
  all'Ufficio  delle relazioni diplomatiche ed internazionali,  che
  sono   soppressi,   ferme  restando  le   disposizioni   di   cui
  all'articolo 92 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, che  è
  così  modificato:  al comma 1 le parole  dirigente  regionale  ad
  esso  preposto' sono sostituite con le parole  dirigente generale
  del dipartimento'.
   3.  Al comma 7 dell'articolo 11 della legge regionale 3 dicembre
  2003,  n.20,  le  parole  venti per cento' sono sostituite  dalle
  parole  trenta per cento'. A decorrere dall'esercizio finanziario
  2009,  l'onere  relativo al trattamento fondamentale  discendente
  dall'applicazione del presente comma, valutato in 210 migliaia di
  euro, trova riscontro nel bilancio pluriennale della Regione, UPB
  4.2.1.5.2,  accantonamento  1002,  mentre  l'onere  relativo   al
  trattamento  accessorio, parte variabile e  di  risultato,  trova
  riscontro  nelle apposite risorse previste nello specifico  fondo
  per  il  salario accessorio della dirigenza previsto dai  vigenti
  contratti  collettivi regionali di lavoro dell'area  dirigenziale
  della Regione.
   4.  Il  comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale 19  maggio
  2005, n. 5, è sostituito dal seguente:
    2.  Per  l'ufficio di cui all'articolo 4, comma 7, della  legge
  regionale  15  maggio  2000,  n. 10  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, il quale per propria destinazione deve agire in via
  intersettoriale con tutti i rami di amministrazione con  funzioni
  di Autorità di Audit dei programmi cofinanziati dalla Commissione
  europea  e  per quello con funzioni di Autorità di Certificazione
  dei    programmi   cofinanziati   dalla   Commissione    europea,
  l'individuazione del dirigente preposto è operata ai sensi e  per
  gli effetti giuridici ed economici dell'articolo 11, commi 4 e 5,
  della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20.'.
   5.  Al comma 1 dell'articolo 4, della legge regionale 6 febbraio
  2008,  n.  2,  le  parole  a decorrere dalla data di  definizione
  della  contrattazione per il biennio 2008-2009'  sono  sostituite
  dalle  seguenti   ,  nelle  more della  definizione  in  sede  di
  contrattazione  regionale  collettiva,  sulla  base  dei  criteri
  stabiliti  dalle vigenti disposizioni legislative e  contrattuali
  dell'area   dirigenziale  della  Presidenza  del  Consiglio   dei
  Ministri,  fermo restando il divieto di non cumulare più  di  tre
  incarichi.'.
   6.  Il  Presidente  della Regione, avvalendosi del  dipartimento
  regionale bilancio e tesoro - Ragioneria generale della  Regione,
  esercita  tutte  le  attribuzioni relative alla  costituzione  di
  società  da  parte della Regione nonché l'esercizio  dei  diritti
  inerenti  la qualità dì socio. Il dipartimento regionale bilancio
  e  tesoro  - Ragioneria generale della Regione svolge le funzioni
  di cui al presente comma di concerto con gli Assessori regionali,
  ciascuno  per  i  propri ambiti di competenza. I contratti  della
  Regione  con le società partecipate per l'erogazione  di  servizi
  rientranti  nell'oggetto  sociale sono conclusi  dall'Assessorato
  competente  per  materia.  Sono abrogate  tutte  le  disposizioni
  legislative e regolamentari in contrasto con le disposizioni  del
  presente comma.
   7.  Il  numero  dei componenti nominati in rappresentanza  della
  Regione  presso gli organi di tutte le società partecipate,  così
  come  negli organi degli enti sottoposti a vigilanza e controllo,
  non può eccedere le tre unità.
   8.  Al coordinamento di tutte le attività e dei servizi relativi
  ai  sistemi  infotelematici  ed informativi  dell'amministrazione
  regionale, anche se da acquisirsi o espletarsi mediante  soggetti
  esterni  all'amministrazione stessa, ivi incluse le  funzioni  di
  coordinamento  dei  sistemi informativi di  cui  all'articolo  6,
  comma 5, della legge regionale 11 maggio 1993, n. 15, provvede il
  dipartimento del personale, dei servizi generali, di  quiescenza,
  previdenza  ed  assistenza del personale  attraverso  un'apposita
  struttura intermedia interdipartimentale. Alla suddetta struttura
  interdipartimentale   si   ascrive   la   definizione,   mediante
  convenzioni,  contratti di servizio o altri  strumenti  negoziali
  comunque  denominati, dei rapporti operativi con le  società  del
  settore partecipate dalla Regione .

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole Cracolici: 2.3,
   dall'onorevole Limoli: 2.4;
   dagli onorevoli Leontini e altri: 2.2;
      dalla Commissione: 2.5;
      dal Governo: Gov.1.

   Si   passa   all'emendamento   2.3,   a   firma   dell'onorevole
  Cracolici.
   Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione.  Favorevole.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento del Governo, il Gov.1,  che
  riguarda una serie di articoli: il 4, il 5, il 6, il 2, il 9,  il
  10 e il 12.
   L'emendamento  sta  per essere distribuito.  E'  un  emendamento
  abbastanza   articolato  che  riguarda   diversi   articoli   del
  provvedimento  in esame. Se non sorgono osservazioni,  lo  vorrei
  porre  in   votazione per parti separate, nel senso  che  c'è  il
  comma  2  che  riguarda  l'articolo 2, il comma  3  che  riguarda
  l'articolo  9,  i commi 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11,  12  e  13  che
  riguardano  l'articolo 10 e il comma 14 che  riguarda  l'articolo
  12. Ne farei oggetto di quattro votazioni differenti.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  nel  merito
  dell'emendamento,  condivido  il  metodo  che   lei    ha   testé
  illustrato, cioè quello di sottoporlo ad una votazione per  parti
  separate  ma  preannunciando che sarebbe  opportuno  fermarsi  al
  primo comma, cioè quello della soppressione degli articoli 4, 5 e
  6.

   PRESIDENTE.  Onorevole Leontini, siamo all'articolo  2;  per  un
  fatto regolamentare, votiamo la parte che riguarda l'articolo  2,
  poi,  passeremo  all'articolo 3 e, quando saremo all'articolo  4,
  voteremo ciò che riguarda l'articolo 4 e così via.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                   Per un richiamo al Regolamento

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che
  siamo, anche dal punto di vista persino procedurale, di fronte ad
  una  anomalia  che,  quanto  meno,  dimostra  che  il  Governo  è
  sprovveduto sul piano delle regole.
   E'   stato    presentato  un  maxiemendamento,  partendo   dagli
  articoli 4, 5 e 6, poi, al secondo comma, si ritorna all'articolo
  2.
   Signor Presidente, siccome l'esame del disegno di legge è  stato
  affrontato  con  diverse  sedute della  Commissione,  le  chiedo,
  formalmente,  che questo testo venga esaminato dalla Commissione,
  dato che la legge è tornata in Commissione per un approfondimento
  di  merito,  tra l'altro,  di norme che sono state  approvate  in
  Commissione,  dopo  un attento esame ed una elaborazione  che  ha
  visto la condivisione dell'intera Commissione e del Governo,  che
  ha dato parere favorevole.
   Adesso,  il Governo, in alcuni casi, propone la soppressione  di
  norme su cui ha dato parere favorevole.
   Non   possiamo  impazzire;  vogliamo  capire  di   cosa   stiamo
  parlando.
   Fateci capire, con ordine, le cose che dobbiamo votare.
   Se  c'è,  all'articolo 2, un'aggiunta da parte del Governo,   di
  un  comma rispetto al testo che è stato proposto,  lo presenti in
  maniera  chiara,  senza  inserirlo  in  un  maxiemendamento   che
  riguarda  tutto  e   il  contrario di  tutto  perché,  in  questo
  momento, stiamo affrontando l'articolo 2.
   Ci  chiediamo  quale sia la differenza fra il comma  2  bis  che
  propone ed il secondo comma già contenuto nel testo dell'articolo
  2.
     Ho  l'impressione che si stia procedendo più per il  tentativo
  di mettere una pezza ad un accordo politico - o pseudo tale - che
  non per fare funzionare questa legge.
   Non  vorrei  che, a forza di abrogare, aggiungere  ed  emendare,
  alla  fine,  producessimo un  mostro' che  si  riveli  del  tutto
  incomprensibile.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  voglio
  avventurarmi  nel merito ma gradirei l'attenzione del  Presidente
  della    Regione   perché   non   vorrei   che   sia   costretto,
  involontariamente, a fare qualche strafalcione interpretativo del
  Regolamento interno.
   Onorevole  Presidente della Regione, sulla base del Regolamento,
  in  quest'Aula, lei è un deputato che ha, come tutti i  deputati,
  il diritto di presentare emendamenti.
   Tuttavia,   ciò  non  la esime, ai sensi dell'articolo  112  del
  Regolamento  interno  dell'Assemblea,dal  presentare  emendamenti
  nelle    previsioni   regolamentari,   cioè   nell'ambito   della
  discussione generale.
   Il  Regolamento  prevede tuttavia che  Dopo  la  chiusura  della
  discussione   generale,    e  cito  testualmente   il   comma   6
  dell'articolo  112  del  Regolamento  interno,   è   ammessa   la
  presentazione   di   ulteriori   emendamenti    da   parte    dei
  Capigruppo  .
     Per   il  Governo,   richiamo  testualmente  il  comma  7  del
  succitato  articolo che così recita:  I termini di cui  ai  commi
  precedenti non si applicano alla presentazione di emendamenti  da
  parte   del   Governo   e   della   Commissione   tendenti   alla
  rielaborazione  degli  articoli nonché degli  emendamenti  e  dei
  subemendamenti presentati'.
   Il   Governo,  quindi,  non  può  presentare  commi  e  articoli
  abrogativi o soppressivi.
   Il   Governo   può   soltanto,  sulla  base  degli   emendamenti
  presentati, rielaborare un testo.
   Signor  Presidente,  ancor prima che nel  merito,  voglio  porre
  all'attenzione  del  Parlamento  siciliano  una   questione   che
  riguarda la fedele applicazione del Regolamento interno.
   La   inviterei,   pertanto,  a  dichiarare   improponibili   gli
  emendamenti  del  Governo  perché ciò costituisce  una  questione
  particolarmente delicata.
   Lo  ribadisco, ai sensi dei commi previsti dall'articolo 112 del
  Regolamento interno.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


    Riprende la discussione del disegno di legge numeri 197-180-
                              112bis/A

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  condivido  le
  osservazioni avanzate dai colleghi  ma vorrei aggiungere che si è
  trattato  di  un  emendamento generale e che, per motivi  dettati
  dalla  fretta,  dal collazionamento degli emendamenti  al  testo,
  prima  di arrivare ai punti in questione, la Presidenza si  stava
  attrezzando già per distribuirlo per parti separate; ove  non  si
  addivenisse   alla   discussione  per   parti   separate,    sarà
  distribuito per parti separate.

   RINALDI. Non è un problema di parti separate ma di riscrittura.

   FORMICA.   C'è  la  facoltà  del  Governo  di  intervenire   per
  dimenticanze, come per la maggior parte dei casi. Ma se lo volete
  trattare, si tratti pure per parti separate.

   MINARDO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINARDO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Volevo
  comunicare  ai  colleghi  che il Governo  non  ha  presentato  un
  maxiemendamento  ma  diversi emendamenti in  una  o  più  pagine,
  infatti, non vi è una numerazione  progressiva degli articoli.
   Gli  emendamenti vanno considerati e votati per  parti  separate
  in ordine al disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  mi sento  di  condividere  la
  tesi dell'onorevole Minardo anche perché è la mia tesi. Sono però
  iscritti  a parlare diversi deputati e,  se apriamo un  dibattito
  sulla  questione  formale  credo, che  rischiamo  di  incartarci.
  Possiamo procedere e procederemo per votazioni separate e fino al
  comma  2,   cioè i primi due commi di questo emendamento  possono
  essere  votati. Il problema si porrà quando giungeremo  all'esame
  dell'articolo 9.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                   Per un richiamo al Regolamento

   ODDO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.   Onorevole   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intendo
  intervenire  solo per richiamo al Rgolamento, se mi  è  permesso.
  L'articolo testè citato dall'onorevole Speziale, cioè il  112 del
  Regolamento,  non  mi  pare   che  si  presti  a  interpretazioni
  estensive;   è molto chiaro, è molto netto; ci troviamo,  invece,
  in  presenza di dieci emendamenti aggiuntivi e di due emendamenti
  modificativi.
   E'    ovvio   che   non  si  può  fare  altro  che   dichiararli
  inammissibili perché non si potrebbe, da questo punto  di  vista,
  rivedere  un  testo con emendamenti aggiuntivi o  modificativi  o
  sostitutivi  dopo  che  è decorso anche il  termine,  per  quanto
  concerne la presentazione degli stessi, sia da parte del  Governo
  che da parte dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Signor   Presidente, non si tratta di decidere  di  trattare  la
  materia  per  parti  separate ma di  porre  la  giusta  questione
  dell'impossibilità   se  non  in  caso  di  riscrittura.   Signor
  Presidente, c'è una riunione in corso, non vorrei disturbare

   PRESIDENTE. Sono colleghi del suo partito.

   ODDO. Lo so; che siano colleghi del mio partito o di altri,  per
  me  è la stessa cosa. Si tratta di una  riunione in corso, mentre
  si tiene la seduta

   PRESIDENTE. E' una riunione di gruppo non autorizzata.
   Onorevoli  deputati,  sta  intervenendo   un  vostro  autorevole
  collega.

   ODDO.   La   ringrazio  per  avermi  definito   autorevole   ma,
  sostanzialmente,  è  giusto che si facciano  parlare  i  colleghi
  quando intendono porre delle questioni.

   PRESIDENTE.  Vedo che c'è un dibattito in corso  anche  nel  suo
  partito, onorevole Oddo.

   ODDO.  Sopravviveremo lo stesso; l'asse di rotazione può  essere
  inclinato di dodici gradi e la terra continua a girare.
   Onorevole  Presidente, se mi è permesso concludere, vorrei  dire
  che  non è possibile spiegare le regole che disciplinano i lavori
  di  questo Parlamento rispetto a quelle che sono le  esigenze  di
  natura prettamente politica.
      La   maggioranza,  evidentemente,  avrebbe   dovuto   trovare
  l'accordo  prima  di  lunedì,  termine  di  presentazione   degli
  emendamenti.   La maggioranza ha perso tempo, si è divisa,  si  è
  evidentemente   trovata  in  difficoltà;   bene,   potrei   dire,
  questioni che a noi possono interessare relativamente ma  non  si
  può, per una maggioranza che si divide e non riesce a trovare  la
  quadra nei tempi previsti anche dal Regolamento, anche per quanto
  concerne la presentazione degli emendamenti, fare quello che noi,
  questa sera, sento dire anche ad altri colleghi, si vorrebbe fare
  perché   non   si   tratta  di  riscrittura    e   dunque   vanno
  necessariamente dichiarati inammissibili.
      Se creiamo un precedente di questo tipo, non c'è più testo in
  Aula  che  possa  tenere. In ogni momento,  scaduti  i  tempi  di
  presentazione,  si  potranno  presentare non una  ristruttura  ma
  emendamenti aggiuntivi o modificativi. Non mi pare che, da questo
  punto di vista, si possa transigere.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  concordo  con
  l'onorevole Speziale nel fare appello al richiamo al Regolamento.
  Vorrei  far  notare all'onorevole Speziale - che  ha  richiamato,
  appunto, l'articolo sulla riscrittura - che, se non è riscrittura
  questo  emendamento, il Gov.1, non saprei quale debba  essere  la
  riscrittura.  E,  non  solo faccio un  richiamo  al  Regolamento,
  nella  parte  della riscrittura, ma faccio, altresì, un  richiamo
  alla  prassi parlamentare, signor Presidente, che è sempre  stata
  utilizzata  nella  stessa  maniera,  sia  dalla  maggioranza  che
  dall'opposizione per quanto ne ho memoria almeno da  sette  anni.
  Pertanto, ritengo che la Presidenza debba non solo accettare  nei
  termini,   come   lei  ha  indicato  poi,  per  parti   separate,
  l'emendamento  Gov.1,  ma  è proprio una  riscrittura  del  testo
  affinché  il  Parlamento possa, appunto, esprimersi  sulle  varie
  parti.
   Ritengo,  quindi,  che,  sotto il profilo  parlamentare,  stiamo
  agendo  secondo quanto scritto, ma se non bastasse questo,  sotto
  il profilo della prassi parlamentare sono stati sempre utilizzati
  emendamenti di questa portata.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, vi sono  numerosi  iscritti  a
  parlare.  Al  fine di trovare una soluzione tecnica, un'intesa  -
  ferma  restando l'ammissibilità dell'emendamento su cui non credo
  ci sia discussione -, volevo sospendere l'Aula per cinque minuti.

   LEANZA NICOLA.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  come
  diceva  prima l'onorevole Mancuso, la prassi parlamentare  ci  ha
  consentito,  in  altre  occasioni, di votare  alcuni  emendamenti
  soppressivi.  Tuttavia,  io non vorrei restare  fermo  a  questo,
  vorrei  uscire dal guado, vorrei semplicemente evitare che  passi
  il  messaggio  che qualcuno voglia fare il furbo o  che  qualcuno
  voglia prevaricare l'Aula.
   Certamente,  questo  qualcuno' non è il Governo,  certamente  il
  Governo ha presentato un emendamento che voleva si discutesse.

   CRACOLICI. Questo emendamento esprime la furbizia del Governo

   LEANZA  NICOLA.  Onorevole  Cracolici,  se  furbizia  ci  doveva
  essere, doveva essere fatta per ogni singolo comma o emendamento,
  invece, non c'è stata alcuna furbizia, ma soltanto la volontà  di
  lavorare serenamente e seriamente rispetto ad un disegno di legge
  molto  importante. Pertanto, mi sembra giusto chiedere di trovare
  delle  adeguate  soluzioni, col garbo  istituzionale  che  ci  ha
  sempre  contraddistinti,  al  fine di  giungere  ad  una  sintesi
  importante.
   Signor  Presidente,  intanto alcuni emendamenti  possono  essere
  votati  per  parti separate in quanto riscrivono in qualche  modo
  l'articolo. Per quanto riguarda, invece, i commi 4,  5  e  6  dei
  quali  è  richiesta la soppressione, in luogo di  perdere  tempo,
  propongo  di  bocciare i commi  4, 5 e 6 in modo  da  evitare  di
  passare tutta la serata su questi punti.
   Pertanto,  la mia proposta è di  andare avanti con i commi  2  e
  3  e  poi di bocciare i successivi  4, 5 e 6, visto che il parere
  del Governo è contrario.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor   Presidente, poiché  qui si  sta  tentando  di
  creare  un precedente che può avere delle ricadute per il  futuro
  nella  presentazione  dei disegni  di legge,  chiedo  che  questa
  incongruenza venga sottoposta alla Commissione per il Regolamento
  al  fine di capire se questi sono articoli di riscrittura  oppure
  sono nuovi emendamenti. Chiedo che tali articoli siano sottoposti
  alla Commissione per il Regolamento.

   ARENA.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARENA  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, la questione  che
  giustamente  ella definisce squisitamente formale, a mio  avviso,
  avrebbe  necessariamente bisogno di una lettura, oserei definire,
  autentica  dell'articolo 7. Infatti, se rileggiamo l'articolo  7,
  partendo  dal   teorema  Speziale, possiamo stare  qui  tutta  la
  notte a pensare quali possano essere le accezioni, il significato
  della  espressione  letterale  del termine  rielaborazione.  Tale
  approccio   metodologico   nella  interpretazione   delle   norma
  sicuramente  è  rispettabile, tuttavia,  invito la Presidenza  ad
  attenersi  all'enunciazione lessicale dell'articolo 7 che  vorrei
  qui  recitare:   I  termini di cui ai  commi  precedenti  non  si
  applicano alla presentazione di emendamenti da parte del  Governo
  e  della Commissione  . Quando parliamo di termini sicuramente ci
  stiamo  riferendo, per esempio, a termini di natura  temporale  e
  quindi andiamo al comma 4.
     E  poi  dice    ..  da parte del Governo e  della  Commissione
  tendenti  alla rielaborazione degli articoli  - ed è un  fatto  -
   nonché degli emendamenti e dei subemendamenti presentati  -  che
  è  un  altro  fatto perché, altrimenti, dovremmo pensare  che  ci
  troviamo  di  fronte  ad  una ripetizione  inutile.  Il   nonché
  sgancia  l'emendamento  dalla rielaborazione  parlando  di  altri
  emendamenti   e  di  altri  subemendamenti  che  possono   essere
  presentati dal Governo, senza che per essi ci sia il rispetto dei
  termini dei commi precedenti.
   Pertanto,  a  mio  avviso, la questione della  irricevibilità  o
  della    irritualità   della   presentazione   è   da   ritenersi
  assolutamente inesatta e, quindi, l'apprezzabile sforzo  compiuto
  dal  Presidente Mancuso quando parla di consuetudine è, in questo
  caso,   eccessivo  perché  -   ripeto  -  una  lettura  autentica
  dell'articolo 7 nella sua parte finale, vede il  nonché  separare
  la parte della rielaborazione degli emendamenti dall'altra parte.
   Signor  Presidente, da questo punto di vista mi sento  di  dirle
  che   nonché  separa la prima dalla seconda parte e,  quindi,  in
  questo  caso  non  c'è bisogno di sforzarsi  sul  significato  da
  attribuire al termine rielaborazione.

   PRESIDENTE.  Si  tratta   di  emendamenti  e  non  di  un   maxi
  emendamento,  sono infatti degli emendamenti che  il  Governo  ha
  presentato e che la Presidenza giudica ammissibili, e che saranno
  posti in votazione per parti separate.
   Procedendo  con ordine, il primo degli emendamenti che  dobbiamo
  votare è il comma 2 dell'emendamento Gov.1, per intenderci.
   Su  questo comma 2, che è il primo da porre in votazione, ho  il
  dovere  di chiedere al Presidente della Regione se il Governo  dà
  in  Aula  la  copertura finanziaria, poiché su questo emendamento
  c'è stato il parere contrario della Commissione Bilancio.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                       numero 197-80-112bis/A

   CIMINO,  assessore  per  il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,   non   c'è  alcun  aggravio  di  spesa   in   questo
  emendamento.

   CRACOLICI.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente, premetto che  il  Governo,  in
  Aula,  è  una  delle parti, e non è la parte,  e  che  quindi  la
  copertura agli emendamenti, come ai disegni di legge,  la  dà  la
  Commissione Bilancio non il Governo. Il Governo va in Commissione
  e dà il suo parere sulla copertura.
   Vorrei  che  l'Assessore  Cimino mi  ascoltasse  perché  mi  sto
  riferendo ad una cosa che ha detto lei e che, con tutto rispetto,
  non  poteva  dire.  Questa norma è stata  valutata  dagli  uffici
  dell'ARS  ed  è  stata  dichiarata  norma  che  comporta   spesa.
  Pertanto,  la Commissione Bilancio l'ha esaminata e non  ha  dato
  parere  favorevole.  Quindi,  il  fatto  che  il  Governo  adesso
  dichiari   che   non  comporta  spesa,  è  un'opinione    Siccome
  l'opinione del Governo, nella fattispecie, rimane un'opinione, ci
  atteniamo  a quanto hanno valutato gli Uffici che sono gli  unici
  organi che stabiliscono se le norme comportano aggravio di  spesa
  e, quindi, necessitano del parere della Commissione Bilancio.
   Quest'ultima   ha   respinto  la  norma  non   dando   copertura
  finanziaria.  In  Aula non può essere dichiarata proponibile  una
  norma che non ha la relativa copertura finanziaria.
   Signor  Presidente, pertanto, ancor prima di affrontare il  tema
  degli  emendamenti  o  dell'emendamento   Gov.1,  rispetto   alle
  modalità,  sulle quali vorrei che lei, fra qualche  minuto,  così
  come   aveva   annunciato,  valutasse  anche   l'opportunità   di
  sospendere  per  fare  una  valutazione,  anche  in   seno   alla
  Commissione per il Regolamento.
   Allora,  gli emendamenti di riscrittura, certamente non  possono
  essere  soppressivi. La lingua italiana, onorevole Arena,  non  è
  opinabile  Riscrittura non vuol dire soppressione, sono due  cose
  diverse.   Anche se a volte si può raggiungere lo stesso effetto,
  però la forma è sostanza.
   Il  secondo comma dell'emendamento  Gov.1, signor Presidente, ai
  sensi   del  Regolamento  vigente,  non   può  essere  dichiarato
  proponibile poiché manca la copertura finanziaria e -   ripeto  -
  la  Commissione Bilancio non l'ha data. Dopodiché il Governo dica
  che  non  occorre la copertura finanziaria, quella è un'opinione,
  ma   non  è  l'opinione  degli  Uffici  che  l'hanno  inviato  in
  Commissione per la copertura. Chiaro?

   CIMINO,  assessore  per  il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente, volevo chiarire la posizione dell'emendamento  Gov.1.
  Ho detto che non occorre la copertura, sebbene il testo così come
  è scritto nell'articolo 2 è ancora più chiaro, perché trattasi di
  indennità che già la segreteria generale conferisce alle  persone
  interessate, quindi, non occorre copertura perché già il  quantum
  è stanziato ed è già determinato.
   Onorevole  Cracolici,  comunque,  il  Governo  è  disponibile  a
  ritirare il primo comma e lasciare così come è il testo  in  modo
  tale che appaia  più chiaro.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente  della Regione. Signor  Presidente,  visto
  che ci atteniamo e ci richiamiamo vicendevolmente al rispetto del
  Regolamento e possiamo pure convenire sul fatto che piuttosto che
  sopprimere  bocciamo,  piuttosto che bocciare  sopprimiamo  -  in
  fondo  quello che conta è il risultato -  anche se non sempre  il
  dibattito  si è svolto in un clima di serenità, e il dibattito  a
  volte  lascia  intravedere  punti di  vista  anche  diversi,  nel
  presentare in maniera migliorabile questi emendamenti, in  ordine
  al  comma 2, io così lo interpreto, e mi assumo la responsabilità
  per  averlo  presentato,  noi  stiamo  facendo  confluire  in  un
  dipartimento  le competenze dell'ufficio di Bruxelles,  l'ufficio
  di   Roma   e   l'ufficio   delle   relazioni   diplomatiche   ed
  internazionali.
   Un  dipartimento  dunque  assomma  in  sé,  e  le  coordina,  le
  competenze  di  politica  estera; se  fossimo  una  nazione,  dal
  momento che siamo una Regione, Roma invece è extraregionale, così
  come  lo  è Bruxelles, ed è extraregionale l'azione, l'iniziativa
  dell'ufficio delle relazioni internazionali e diplomatiche.
   Questi  uffici,  mi sembra di capire, non li stiamo  inventando,
  con le relative competenze ed eventualmente spese o costi, ma  li
  stiamo concentrando. Nel concentrarli e nel consentire che se  li
  concentriamo facciamo sì che afferiscano ad un solo dipartimento,
  continuino  a  funzionare, non possiamo  privarli  delle  risorse
  finanziarie di cui oggi godono.
   Faccio  un  esempio banalissimo che è quello che mi ha  convinto
  nel  momento  in  cui  me  ne  sono  assunto  la  responsabilità.
  L'ufficio di Roma, tra gli altri collaboratori di vario  livello,
  ha anche degli autisti. Quando noi siamo a Roma, non ci vado solo
  io,  questi  autisti, un paio a disposizione del  Governo  e  non
  solo, devo dirvi che talvolta

   CRACOLICI.  Non solo', ci può precisare questo aspetto?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Certamente funzionano  anche
  per  i direttori regionali. Voglio dire semplicemente questo: con
  me  talvolta  capita che alle  5.30 o alle 6.00  del  mattino  si
  parte  per prendere un aereo che parte un'ora dopo e la  sera  si
  finisce col lavorare alle 01.00-01.30 di notte. Nel funzionamento
  dell'ufficio  e nei costi per il mantenimento della funzione  c'è
  anche lo straordinario per questi dipendenti nella stessa misura,
  non  un euro di più, di cui oggi questi uffici sono dotati.  Ecco
  perché  non c'è un aggravio di spesa; se ci fosse un aggravio  di
  spesa le sue considerazioni, ovviamente, avrebbero un fondamento.
   In  ordine, invece, al sovrintendente e al suo ufficio, la norma
  riguarda  problemi  organizzativi,  cioè  i  vari  passaggi   per
  l'organizzazione  dell'ufficio  che  facciano  capo  allo  stesso
  dipartimento  piuttosto  che  essere  mediati  dalla   segreteria
  generale  ovvero  poi  andare per l'autorizzazione  dallo  stesso
  presidente della Regione. Ecco perché non c'è un euro di spesa in
  più,  se  ci  fosse  ne avremmo avvistato l'opportunità  compreso
  l'indispensabile  passaggio dalla commissione  bilancio  che  non
  avrebbe  potuto  ratificarla. Perché senza quello  straordinario,
  per  quello  che  vale,  e  credo che  valga,  quegli  uffici  si
  fermerebbero.
   Credo,  invece, che debbano operare ancor di più e ancor  meglio
  sia gli uni che gli altri, comprese le relazioni diplomatiche  in
  vista di una serie di impegni. Lo sentirete se avrete il tempo di
  partecipare  all'incontro con il ministro Frattini  previsto  per
  giorno 15 novembre, i tanti impegni che il Ministero degli esteri
  in  tema  di  politica  euro-mediterranea  vuole  assegnare  alla
  regione.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.    Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,    vorrei
  sottolineare - e su questo vorrei l'attenzione sia del Presidente
  della Regione che dell'Assessore per il bilancio e le finanze  -,
  che  questo  disegno  di legge è stato lungamente  esaminato  sia
  nella  commissione di merito, che in commissione bilancio. Se  la
  memoria  non  mi  inganna, su questo chiedo una verifica  attenta
  degli  uffici, proprio questa parte del disegno di legge che  qui
  viene  riproposta  come  emendamento è  stata  soppressa  con  un
  emendamento   soppressivo  presentato  dal   Governo,   a   firma
  dell'Assessore Cimino, perché comportava un aggravio di spesa.
   Non   vorrei   aver  perso  tempo  in  Commissione  Bilancio   o
  ritrovarmi qui a perderlo oggi, quando invece ieri è stata  detta
  una  cosa  diversa  da parte del Governo. Siccome  credo  di  non
  sbagliarmi,  anche se la memoria può ingannare, se in commissione
  bilancio  il  Governo  ha  presentato un emendamento  soppressivo
  dicendo  che  non  era possibile un aggravio di  spesa  vista  la
  materia, qui non ci potete sostenere una tesi diversa, perché  ne
  va dell'onorabilità e serietà di questo Parlamento

   PRESIDENTE.  Onorevole Cimino, onorevole  Lombardo,  gli  uffici
  hanno  fatto  una verifica anche sulla base del voto espresso  in
  Commissione  Bilancio  e,  in  effetti,  il  parere  contrario  è
  motivato  dal  fatto che c'è un aggravio di spesa per  cui  o  il
  Governo   ritira  il  comma  2  o  la  Presidenza   lo   dichiara
  inammissibile.  Non cambia nulla. C'è un voto  della  Commissione
  bilancio  e si è espressa in maniera molto chiara. In ogni  caso,
  al  fine   di  agevolare il percorso del disegno di legge  io,  a
  questo punto,  propongo di ritirare  i commi 1, 2 e 14.
   Non   sorgendo  osservazioni,  così  resta  stabilito.  Possiamo
  arrivare  allo  stesso risultato bocciando gli articoli  come  ha
  suggerito l'onorevole Leanza in maniera lungimirante.

   CIMINO,  assessore  per  il bilancio e le  finanze.  Il  Governo
  ritira i commi 1, 2 e 14.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 2.3 a firma dell'onorevole Cracolici,
  di  identico contenuto all'emendamento 2.4, precisando che questo
  emendamento recita  sopprimere i commi 2 e 3.  Il comma 2  è  già
  stato  soppresso  dall'articolo 1, in  quanto  incompatibile  con
  l'articolo 1 già approvato; rimane in piedi soltanto il  comma  3
  di   cui   viene  richiesta  la  soppressione  con  l'emendamento
  Cracolici.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento a  mia
  firma.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,  mi  è   stato   spiegato   in
  Commissione  Bilancio  che  il Governo  proponeva  l'aumento  dei
  dirigenti esterni all'Amministrazione dal 20 al 30 per cento  per
  dirigere i dipartimenti che si vanno a realizzare. La motivazione
  di  questo  aumento  nasceva  dal  fatto  che,  si  ridurranno  i
  dipartimenti,   quindi  il  numero  del  30  per   cento   veniva
  commisurato  al  nuovo numero che era frutto  di  una  riduzione,
  quindi si passava dagli otto attuali ai nove.
   Onorevole  Presidente,  con l'aumento  dei  dipartimenti,  siamo
  già,  credo,  a  trentatré, noi vi sono già  oltre  10  dirigenti
  esterni  all'Amministrazione. Vorrei ricordare, sempre in  misura
  di  contenimento  della  spesa, che nelle  amministrazioni  dello
  Stato il numero dei dirigenti esterni all'Amministrazione è  pari
  al 5 per cento.
   In  Sicilia era stato, con precedente norma, ricondotto a questo
  20  per cento; adesso si propone l'aumento addirittura al 30  per
  cento di un numero che non è più relativo al numero dei ventinove
  da  cui  partivamo, ma  - ripeto - siamo già a 33 dipartimenti  e
  forse alla fine arriveremo anche a 34, 35
     Io ho sempre detto che questa legge rischia di fare la fine di
  un   famoso   decreto   che  fu  varato  nell'agosto   del   2002
  dall'assessore Cittadini, quando era assessore per la sanità, che
  si   chiamava  decreto   taglia  spese .  Alla  fine,  quando  fu
  rielaborato quel decreto produsse 300 milioni di euro di spese in
  più  rispetto a quando era stato approvato il decreto, quindi  ho
  l'impressione che anche qui succederà qualcosa di simile.
   In  ogni  caso,  l'abrogazione del comma 3 da me richiesto,  sta
  nel fatto di volere ripristinare un senso della misura. Il 20 per
  cento  già  è una misura quadrupla rispetto al resto  del  Paese,
  addirittura  con  il 30 vorremmo aumentarla per   sei  volte   Io
  credo che a tutto ci sia un limite.
   Le  chiedo, signor Presidente, visto che il Governo si fa  forte
  di   un  accordo  di  maggioranza  e  voleva  procedere  con   un
  emendamento  del  tenore del Gov.1, unico, magari  con  una  sola
  votazione  per  accelerare  l'iter del provvedimento.  E  questo,
  chiaramente, non si poteva fare, lo sa bene.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  credo  non  sia  mai   stato
  nell'intenzione del Governo, per la verità, si è  sempre  parlato
  di votazioni separate.

    Richiesta di votazione per scrutinio segreto dell'emendamento
                                 2.3

   CRACOLICI. Ho visto, però, che è stato presentato in  un  foglio
  unico.
   Pertanto,   le   chiedo,  signor  Presidente,  che   su   questo
  emendamento la votazione avvenga per scrutinio segreto.

    LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,   presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  voglio dire che noi, presumibilmente,  alla
  fine  ci  ritroveremo con 50 dipartimenti piuttosto che  con  20;
  però, allorquando il Governo presenta un disegno di legge e  poi,
  chiaramente,  si  arriva ad un certo numero di dipartimenti,  non
  so: 25, 28, 30 quello che è,  lei comprenderà perfettamente e  lo
  comprendono anche gli altri colleghi, che è l'Aula che decide; si
  può  presumere  di  salvaguardare la  dignità  della  veterinaria
  piuttosto  che  del Corpo forestale, e allora  per  l'una  e  per
  l'altra aumentano i dipartimenti.
   Non  c'è dubbio che noi dobbiamo assolutamente contenere  questo
  aumento di percentuale ad una previsione di circa una trentina di
  dipartimenti. Per carità, poi ci sarà la seconda fase, quella che
  parte dal primo gennaio 2010. Noi oggi ci ritroviamo già dinnanzi
  ad  un  20 per cento, se vogliamo richiamare il 5 per cento dello
  Stato  italiano  o il 3 del Governo francese o  il  2  di  quello
  turco, non so se può servire.
   Certo noi con i dipartimenti di alcuni uffici e quant'altro,  ci
  potremmo trovare con un numero di esterni che poi, se si comprime
  il  numero  dei  dipartimenti, sono fuori da quella  percentuale.
  Ecco  perché  abbiamo proposto l'aumento della percentuale  e  lo
  abbiamo fatto non per aumentare, per incrementare i costi che noi
  vogliamo  ridurre, bensì, intanto, per consentire la salvaguardia
  di quella percentuale. E se permettete in corso di seduta noi non
  possiamo   modificare   la  percentuale  perché   paradossalmente
  traguardiamo  il 30% a 30, se arriviamo a 40 lo riduciamo  al  25
  per cento, se invece scendiamo a 25 lo aumentiamo a 40
   E'   semplicemente  impossibile   Certo,  andando   avanti,   se
  dovessimo  arrivare a 50 dipartimenti potremmo benissimo  ridurre
  al  16-17 per cento e al 17,1, ma non mi pare che sia il modo più
  razionale e ragionevole per andare avanti.
   Vogliamo  salvaguardare alcune professionalità di cui ci  stiamo
  avvalendo  e  vogliamo farlo cercando di respingere il  richiamo:
   ma  i  dirigenti regionali sono già tanti  ; sono tanti  da  non
  rientrare  sicuramente alla guida dei 30 dipartimenti. Certamente
  noi non promuoviamo 2 mila dirigenti perché riduciamo di 2 o di 3
  perché si tratta in fondo di ridurre la percentuale dal 30 al  20
  per cento.
   E'  un'esigenza  di funzionalità ed è anche di  opportunità,  vi
  posso  assicurare, considerata la parsimonia che contraddistingue
  le  nostre scelte, sarà utilizzata solo se necessario e se  serve
  alla Regione.
   Ecco perché il parere del Governo è contrario.

   CRACOLICI.  Come  ho  detto poc'anzi, chiedo  che  la  votazione
  dell'emendamento 2.3 avvenga per scrutinio segreto.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.3

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento   dagli   onorevoli  Apprendi,  De   Benedictis,   Di
  Benedetto,  Digiacomo,  Donegani, Faraone,  Ferrara,  Galvagno  e
  Lupo,  indìco la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento
  2.3.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti       .  74
   Votanti       .   72
   Maggioranza    .   37
   Favorevoli     .   33
   Contrari          39

                       (L'Assemblea  approva)

   Si passa all'emendamento 2.5,  a firma della Commissione.

   MANCUSO. Chiedo di apporre la firma all'emendamento.

   LEONTINI. Chiedo di apporre la firma all'emendamento.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'emendamento 2.5. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.2, a firma dell'onorevole Leontini.
   Lo pongo in votazione.  Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 2, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura.

                            «Articolo 3.
              Disposizioni organizzative di attuazione

   1.  Gli  incarichi  di direzione delle strutture  di  massima
  dimensione  risultanti  dalla presente legge  sono  conferiti,
  entro  novanta  giorni dall'entrata in vigore  della  presente
  legge,  con  decreto  del  Presidente  della  Regione,  previa
  delibera  della  Giunta  regionale, ferme  restando,  sino  al
  suddetto   conferimento,  le  funzioni  di   direzione   delle
  strutture  di  massima  dimensione anteriormente  conferite  o
  mantenute.
   2.  La  specificazione  delle materie attribuite  ai  singoli
  dipartimenti  regionali  in base  alla  presente  legge  e  la
  relativa  articolazione  delle  strutture  intermedie,   fermo
  restando il limite massimo di cui all'articolo 11 della  legge
  regionale  3  dicembre 2003, n. 20, sono  determinate,  previa
  delibera  della  Giunta regionale, con decreto del  Presidente
  della Regione.
   3.  L'articolo 11 della legge regionale 8 febbraio  2007,  n.
  2, è abrogato.
   4.  Nel  caso  di  compimento dell'anzianità contributiva  di
  quaranta  anni  del  personale  dipendente,  l'amministrazione
  regionale  e  gli  enti  di  cui all'articolo  1  della  legge
  regionale  15  maggio  2000, n. 10 e successive  modifiche  ed
  integrazioni possono risolvere, fermo restando quanto previsto
  dalla   disciplina  vigente  in  materia  di  decorrenze   dei
  trattamenti  pensionistici,  il  rapporto  di  lavoro  con  un
  preavviso di sei mesi.
   5.  Il  Ragioniere  generale della Regione è  autorizzato  ad
  apportare,  con  proprio  decreto, le variazioni  al  bilancio
  della   Regione  derivanti  dall'applicazione  della  presente
  legge».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Leontini: 3.3, 3.4, 3.5;
   - dall'onorevole Limoli:  3.2;
   - dall'onorevole Speziale 3.1.

   Si passa all'emendamento 3.3, a firma  dell'onorevole Leontini.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 3.2, a firma  dell'onorevole Limoli.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 3.1, a firma dell'onorevole Speziale.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione.  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 3.4, a firma dell'onorevole Leontini.
   Lo pongo in votazione.  Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 3.5, a firma dell'onorevole Leontini.
   Lo pongo in votazione.  Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 2, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              TITOLO II
        Ordinamento del Governo e dell'amministrazione della
                               Regione

                            «Articolo 4.
                      Composizione del Governo

   1. L'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e
  successive modifiche ed integrazioni è sostituto dal seguente:
    Art.  1.  -  Il Presidente della Regione e la Giunta  regionale
  costituiscono il Governo della Regione.
   Ai  sensi  dell'articolo 21 dello Statuto, il  Presidente  della
  Regione è capo del Governo regionale.
   La  Giunta  regionale è composta dal Presidente della Regione  e
  da dodici Assessori.
   Entro  dieci  giorni  dalla proclamazione, il  Presidente  della
  Regione  nomina  con proprio decreto gli Assessori,  tra  cui  un
  Vicepresidente,  che  lo sostituisce in  caso  di  assenza  o  di
  impedimento, e può successivamente revocarli.
   Il  Presidente  della Regione prepone gli Assessori  ai  singoli
  rami dell'Amministrazione.
   I  compiti  non  ricompresi nella preposizione o non  attribuiti
  con  espressa  delega  di  competenze  presidenziali  sono  nella
  titolarità del Presidente della Regione.
   Il   Presidente  della  Regione  esercita  ogni  altro  compito,
  funzione  o  competenza non espressamente attribuita alla  Giunta
  regionale o agli Assessori.'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici: 4.1;
   - dall'onorevole Leontini: 4.3;
   - dall'onorevole Limoli: 4.2.

   Si passa all'emendamento 4.1, a firma dell'onorevole Cracolici.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Presidente  della Regione,  vorremmo farle un favore:  visto  che
  con  12  assessori  non  riuscite ad andare  d'accordo,  vorremmo
  provare  a  ridurre la Giunta e fare in modo che, almeno,  questa
  Giunta,  essendo  di  numero inferiore, possa  andare  d'accordo.
  Quindi,  l'intento è favorevole alla sua Presidenza  ed  è  anche
  favorevole  alla Sicilia, in primo luogo, perché risparmiamo  due
  indennità  con  i  relativi  Uffici  di  Gabinetto,  macchine  di
  servizio,  con tutto quello che compete al ruolo di  assessore  e
  poi,  forse,  se questo Governo si riduce da 12 a 10  componenti,
  credo che non se ne accorga nessuno in Sicilia.
   Chiedo  che  la  votazione  di  questo  emendamento  avvenga   a
  scrutinio segreto.

        (Gli   onorevoli  Apprendi,  Barbagallo,   D'Antoni,   De
      Benedictis,  Digiacomo,   Di Guardo,  Donegani,  Faraone  e
      Ferrara si associano alla richiesta)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 4.1

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 4.1.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti            78
   Votanti             77
   Maggioranza         39
   Favorevoli          29
   Contrari            47
   Astenuti              1

                      (L'Assemblea non approva)

     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                       numero 197-80-112bis/A

   PRESIDENTE. L'emendamento 4.3, a firma dell'onorevole  Leontini,
  è ritirato.
   L'emendamento 4.2, a firma dell'onorevole Limoli, è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                            «Articolo 5.
              Attribuzioni del Presidente della Regione

   1.  All'articolo 2 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28
  e  successive modifiche e integrazioni sono apportate le seguenti
  modifiche:
   -   al   primo  comma  sono  soppresse  le  parole   di   fronte
  all'Assemblea';
   -  al  secondo periodo del secondo comma le parole della  Giunta
  regionale'  sono sostituite con le seguenti del Presidente  della
  Regione';
   -  dopo  il secondo comma, è aggiunto il seguente: Il Presidente
  della  Regione,  in  attuazione dell'articolo  9  dello  Statuto,
  determina  il  programma del Governo regionale,  impartisce  agli
  Assessori le direttive politiche ed amministrative e ne  verifica
  l'attuazione';
   -  al  terzo comma dopo la lettera a) è aggiunta la seguente:  a
  bis) risolve i conflitti tra Assessori';
   - al terzo comma la lettera e) è soppressa;
   -  al terzo comma la lettera p) è sostituita dalla seguente:  p)
  può   disporre,  in  casi  eccezionali,  ispezioni  straordinarie
  sull'attività  e  sul  funzionamento degli Assessorati  regionali
  nonché,   in   aggiunta  ai  normali  controlli  demandati   agli
  Assessori, sugli organi previsti dalla precedente lettera.'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Lupo e altri: 5.1;
   - dagli onorevoli Leontini e altri: 5.5, 5.7 e 5.8;
   - dagli onorevoli Maira e altri: 5.2;
   - dall'onorevole Limoli: 5.3.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, per  agevolare
  i  lavori,  dichiaro  che  tutti gli emendamenti  a  firma  degli
  onorevoli Leontini, Maira, Limoli e gli emendamenti riconducibili
  ai Gruppi della maggioranza sono ritirati.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 5.1, a firma degli onorevoli  Lupo  ed
  altri.

   LUPO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento  che
  insieme  ad altri colleghi ho presentato si propone di  mantenere
  l'attuale formulazione di una legge del 1962  in cui è detto  che
  il   Presidente   della   Regione  è   responsabile   di   fronte
  all'Assemblea delle proprie funzioni.
   Non capisco perché

   PRESIDENTE.  Onorevole Lupo, ha perfettamente ragione,  tanto  è
  vero  che   gli  Uffici  avevano stralciato queste  parole  dalla
  proposta  del  Governo, per cui questo emendamento è,  di  fatto,
  accettato  nel  senso che è stata apportata   una  correzione  da
  parte degli Uffici.

   LUPO.  Vorrei soltanto precisare che la legge utilizza la stessa
  espressione  dell'articolo 20 dello Statuto. Credo sia  interesse
  di  tutti  che l'ordinamento della Regione siciliana sia,  quanto
  più possibile, aderente allo Statuto che è norma costituzionale.

   PRESIDENTE.  Ha  perfettamente ragione, tanto  è  vero  che  gli
  Uffici lo avevano evidenziato.
   Pertanto,   poiché  gli  Uffici  lo  avevano  già   evidenziato,
  l'emendamento 5.1 è superato.
   Pongo in votazione l'articolo 5.

   CRACOLICI .  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

        (Gli onorevoli  Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto,
         Digiacomo, Ferrara, Marinello, Mattarella e Oddosi
                      associano alla richiesta)

           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 5

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'articolo 5.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti            80
   Votanti             79
   Maggioranza         40
   Favorevoli       .  31
   Contrari            47
   Astenuti             1

                     (L'Assemblea non  approva)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Articolo 6.
                             Attribuzioni degli Assessori

   1. L'articolo 3 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e
  successive modifiche e integrazioni è sostituto dal seguente:
   Art.  3. - Gli Assessori rappresentano gli Assessorati ai  quali
  sono preposti e partecipano con voto deliberativo ai lavori della
  Giunta regionale.
   Essi  sono  responsabili  nei  confronti  del  Presidente  della
  Regione per la direzione politico-amministrativa dell'Assessorato
  e per gli atti compiuti a tale scopo; sono, altresì, responsabili
  collegialmente  degli  atti del Governo ed individualmente  degli
  atti dei rispettivi Assessorati.
   Gli Assessori:
   a)  esprimono,  sulla  base degli indirizzi  e  delle  direttive
  impartite dal Presidente della Regione, la posizione del  Governo
  regionale nel rapporto con i Ministeri e con gli organi  ed  enti
  da  essi dipendenti o vigilati per gli affari di competenza degli
  Assessorati  cui  sono  preposti,  salvo  quanto  previsto  nella
  lettera b) dell'articolo 2;
   b)  esprimono,  sulla  base degli indirizzi  e  delle  direttive
  impartite dal Presidente della Regione, la posizione del  Governo
  in  ordine  alle  questioni  sottoposte all'esame  dell'Assemblea
  regionale;
   c)  assumono ogni iniziativa diretta ad attuare, nel settore  di
  competenza, l'indirizzo politico e amministrativo determinato dal
  Presidente  della Regione e sono a tal fine tenuti ad  informarlo
  preventivamente  delle questioni che comportano  l'emanazione  di
  provvedimenti che impegnano l'indirizzo generale del Governo. Nel
  caso  in cui, a norma del secondo comma dell'articolo precedente,
  tali  provvedimenti debbano essere sottoposti al Presidente della
  Regione  o  alla  Giunta regionale, l'Assessore  ne  sospende  il
  corso;
   d)  propongono  alla Giunta regionale, per ì fini  di  cui  alla
  lettera  precedente, schemi legislativi e controfirmano i disegni
  di legge approvati su loro iniziativa o con il loro concerto;
   e)   propongono   alla  Giunta  regionale  i   regolamenti   per
  l'esecuzione delle leggi riguardanti materie di loro competenza;
   f)  firmano  le  leggi approvate dall'Assemblea  regionale  e  i
  regolamenti approvati dalla Giunta regionale riguardanti  materie
  di loro competenza;
   g)  formulano, per le rubriche di loro competenza,  le  proposte
  per  la  compilazione dello schema di bilancio  della  Regione  e
  delle relative variazioni;
   h)  esercitano  i poteri di indirizzo e controllo nei  confronti
  della  dirigenza,  secondo quanto previsto dalle  norme  vigenti,
  coerentemente  con le direttive del Presidente della  Regione  ed
  adottano,  nei  riguardi del personale, i provvedimenti  di  loro
  competenza;
   i)  esercitano i compiti loro assegnati con gli atti  di  delega
  del Presidente della Regione;
   l)  esercitano ogni altra attribuzione prevista da  disposizioni
  legislative e regolamentari.'.

   2.  Al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre
  1962, n. 28 e successive modifiche ed integrazioni, il punto 8  è
  abrogato».

   Gli emendamenti all'articolo 6 presentati dagli onorevoli Maira,
  Limoli e Leontini sono ritirati.
   Pongo in votazione l'articolo 6.  Chi è favorevole si alzi;  chi
  è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
                               «Articolo 7.
                              Amministrazione centrale

   1. L'articolo 6 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e
  successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:
    Art.  6.  -  L'Amministrazione della Regione è  ordinata  nella
  Presidenza della Regione e nei seguenti Assessorati regionali:

   a) Assessorato regionale delle attività produttive;
   b)  Assessorato  regionale  dei beni culturali  e  dell'identità
  siciliana;
   c) Assessorato regionale dell'economia;
   d)  Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
  utilità;
   e) Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
  e del lavoro;
   f) Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione
  pubblica;
   g) Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità;
   h) Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione;
   i) Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari;
   1) Assessorato regionale della salute;
   m) Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente;
   n)  Assessorato  regionale  del turismo,  dello  sport  e  dello
  spettacolo. ».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici. 7.4
   - dagli onorevoli Caputo e altri: 7.2 e  7.1;
   - dall'onorevole Limoli: 7.5;
   - dagli onorevoli Scilla e altri: 7.3.

   Si  passa all'emendamento 7.4, a firma dell'onorevole Cracolici.
  Considerato  che  l'Aula si è già espressa sull'emendamento  4.1,
  l'emendamento  7.4 è precluso.
   Si  passa all'emendamento 7.2, a firma degli onorevoli Caputo ed
  altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'emendamento 7.2, a firma degli
  onorevoli  Caputo ed altri, è molto articolato, in quanto  incide
  su  tre articoli diversi: il comma 1 incide sull'articolo  7;  il
  comma  2,  cioè da articolo 8 in poi, incide sull'articolo  10  e
  l'ultimo comma, cioè la Tabella A, incide sull'articolo 11.
   In   questo   momento,   stiamo  esaminando   la   prima   parte
  dell'emendamento 7.2.

   CAPUTO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi parlamentari
  del  Gruppo  del  PDL abbiamo presentato questo  emendamento  che
  contiene  una  diversa  riscrittura delle  deleghe  assegnate  ai
  dodici   assessorati  del  Governo  della  Regione.  Quindi,   ad
  integrazione  e,  per  alcuni aspetti, a  modifica  integrale  di
  alcune  deleghe  previste dal disegno di legge sul  riordino  dei
  Dipartimenti,   chiediamo che gli stessi vengano modificati  così
  come contenuti nell'emendamento.
   Chiediamo, pertanto, il voto favorevole dell'Aula per  mantenere
  le   deleghe  dei  vari  assessorati,  così  come  indicati   dai
  proponenti.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.15, è ripresa alle ore 19.23)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli   colleghi,  gli  emendamenti  all'articolo   7   sono
  ritirati.
    Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                            «Articolo 8.
                            Organizzazione

   1.  Dopo l'articolo 6 della legge regionale 29 dicembre 1962, n.
  28   e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  è  aggiunto  il
  seguente:
    Art.  6  bis. - Il Presidente della Regione esercita  i  propri
  compiti   a   mezzo   della  Segreteria  generale,   dell'Ufficio
  legislativo e legale e degli altri dipartimenti della  Presidenza
  della  Regione  nonché degli uffici di diretta  collaborazione  e
  degli uffici alle sue dirette dipendenze già istituiti con legge.
   Gli  Assessori regionali esercitano i propri compiti a mezzo dei
  dipartimenti  e  degli  uffici di diretta collaborazione  e  alle
  dirette dipendenze .».

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                            «Articolo 9.
                    Attribuzioni della Presidenza

   1.  L'articolo 7 della legge regionale 29 dicembre 1962, n.  28,
  e   successive  modifiche  ed  integrazioni,  è  sostituito   dal
  seguente:
    Art.  7.  -  Alla  Presidenza della Regione sono  attribuiti  i
  seguenti   compiti:  organizzazione  dei  lavori   della   Giunta
  regionale.  Organizzazione  amministrativa  generale.   Direttive
  generali  per lo svolgimento dell'azione amministrativa regionale
  e   relativo   coordinamento.  Vigilanza  sull'attuazione   delle
  deliberazioni   della   Giunta   regionale.   Attività   inerenti
  all'esercizio  dei  poteri  previsti  dalle  lettere  o)   e   p)
  dell'articolo 2. Consulenza e assistenza legislativa e patrocinio
  legale. Ricorsi straordinari. Gazzetta ufficiale. Raccolta  delle
  leggi,  dei  regolamenti e dei decreti presidenziali relativi  ad
  atti  di governo. Collaborazione all'attività del Presidente  per
  quanto concerne l'esercizio delle funzioni indicate nella lettera
  q)    dell'articolo    2.   Ordinamento   della    comunicazione.
  Coordinamento  della protezione civile regionale.  Programmazione
  regionale. Funzione di soprintendenza di Palazzo d'Orleans e  dei
  siti presidenziali .».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Maira:  9.1;
   - dall'onorevole Cracolici: 9.2.

   L'emendamento 9.1, a firma dell'onorevole Maira, è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  torna  all'emendamento Gov.1, in quanto il comma 3  riguarda
  l'articolo 9.
   Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 9.2, a firma dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ne  abbiamo
  già  parlato  in Commissione ed ho riproposto il  tema  in  Aula.
  Questo    emendamento    tende    a    riproporre,    all'interno
  dell'Assessorato  alla  Presidenza,  un  aspetto  della  gestione
  dell'Amministrazione regionale, in particolare,  del demanio, del
  patrimonio immobiliare e gli interventi di edilizia demaniale.
   Con  la  proposta,  che,  alla fine, è  stata  elaborata,  tutta
  l'attività patrimoniale transiterebbe interamente all'Assessorato
  del  bilancio  e  delle finanze. C'è un aspetto che  riguarda  la
  gestione del patrimonio che non è connessa alla valorizzazione ma
  che,  invece, è  connessa alla gestione del patrimonio - compresa
  la  manutenzione - e che non è patrimonio che ha come finalità la
  sua valorizzazione o alienazione. Non si propone di istituire  un
  dipartimento  ma di mantenere un servizio in atto all'Assessorato
  alla Presidenza.
   Condivido  che  il  coordinamento  della  valorizzazione   degli
  immobili  passi all'Assessorato al bilancio, mentre  non  capisco
  perché  la  gestione degli interventi nel demanio  debba  passare
  all'Assessorato al bilancio e non invece all'Assessorato che,  in
  atto,  gestisce  il  demanio regionale che è  l'Assessorato  alla
  Presidenza.
   Questo  emendamento,  quindi, restituisce  all'Assessorato  alla
  Presidenza  la  gestione  degli  interventi  demaniali,  in  atto
  gestiti  dall'assessorato alla Presidenza, e trasferisce, invece,
  la  valorizzazione e il coordinamento per la valorizzazione degli
  immobili regionali all'Assessorato al bilancio.

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  9.2.  Il   parere   della
  Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 9, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                               Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Forzese ha chiesto  congedo
  dal 2 al 5 dicembre 2008.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                       numeri 197-80-112bis/A

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 10. Ne do lettura:

                            «Articolo 10
              Attribuzioni degli Assessorati regionali

   1. L'articolo 8 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e
  successive modifiche ed integrazioni, è sostituito dal seguente:
   Art.  8. - Agli Assessorati regionali sono attribuite le materie
  per ciascuno appresso indicate:

   a)  Assessorato regionale delle attività produttive:  industria.
  Cooperazione,  escluse  le attività delle  cooperative  edilizie.
  Commercio,  mostre,  fiere,  mercati.  Commercio  con   l'estero,
  attività  promozionali all'estero e internazionalizzazione  delle
  imprese.  Vigilanza  sugli enti di settore e  sulle  cooperative.
  Aiuti  alle  imprese. Autorizzazione e vigilanza  sulle  attività
  ricettive.   Ricerca  applicata  ed  innovazione   dei   processi
  produttivi;

   b)  Assessorato  regionale  dei beni culturali  e  dell'identità
  siciliana: patrimonio archeologico,
   architettonico,   archivistico, bibliotecario, etnoantropologico
  e  storico-artistico. Tutela dei beni paesaggistici,  naturali  e
  naturalistici.  Attività  di promozione  e  valorizzazione  delle
  tradizioni e dell'identità siciliana;

   c)  Assessorato  regionale  dell'economia:  bilancio.  Documenti
  contabili  e finanziari. Dpef. Tesoro. Vigilanza enti  regionali.
  Coordinamento  finanza  pubblica.  Ufficio  di  statistica  della
  Regione.  Controlli  interni  all'amministrazione  regionale   di
  regolarità  amministrativo-contabile.  Partecipazioni  regionali.
  Liquidazione  enti  economici.  Gestione  finanziaria  del  fondo
  sanitario.  Patrimonio immobiliare regionale. Rapporti finanziari
  Stato-Regione.   Entrate   e  riscossioni.   Credito   regionale.
  Risparmio;

   d)  Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
  utilità:   energia   e  fonti  energetiche,   miniere,   attività
  estrattive.  Risorse idriche, regime delle acque e  dei  rifiuti.
  Servizi  di  pubblica  utilità di interesse regionale.  Vigilanza
  enti di settore;

   e)   Assessorato  regionale  della  famiglia,  delle   politiche
  sociali e del lavoro: programmazione, funzionamento e qualità del
  sistema   integrato   dei  servizi  e  degli  interventi   socio-
  assistenziali  e  sociosanitari.  Promozione  e  sostegno   delle
  famiglie.  Promozione  e sostegno del terzo  settore.  Inclusione
  sociale.  Vigilanza  e  controllo sulle  Ipab.  Servizio  civile.
  Immigrazione  ed  emigrazione. Diritti civili. Pari  opportunità.
  Lavoro.  Politiche  attive  del lavoro.  Orientamento  e  servizi
  formativi, Ciapi. Servizio per l'impiego lavoro;

   f)   Assessorato  regionale  delle  autonomie  locali  e   della
  funzione  pubblica: gestione del personale regionale in  servizio
  ed  in quiescenza. Formazione e qualificazione professionale  del
  personale    regionale.    Trasparenza,    semplificazione     ed
  accelerazione dei procedimenti. Autoparco. Acquisizione di beni e
  servizi  per  gli  uffici regionali, salva  la  competenza  della
  soprintendenza  di  Palazzo d'Orleans e dei  siti  presidenziali.
  Attività    informatiche   della   Regione   e   della   pubblica
  amministrazione  regionale  e locale; coordinamento  dei  sistemi
  informativi.  Rapporti con gli enti locali e loro  consorzi,  ivi
  inclusi  i  compiti  di  vigilanza e controllo.  Finanza  locale.
  Polizia  locale. Operazioni elettorali e referendarie  in  ambito
  regionale;

   g)  Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità:
  lavori pubblici, con esclusione di quelli di interesse nazionale.
  Interventi  di edilizia cooperativistica, economica e popolare  o
  comunque  sovvenzionata. Trasporti. Programmazione, realizzazione
  e  gestione  di  infrastrutture  di  comunicazione  e  trasporti.
  Motorizzazione  civile.  Espropriazione  per  pubblica   utilità.
  Programmazione,  realizzazione  e  gestione  dei  porti,  inclusi
  quelli turistici. Vigilanza enti di settore;

   h)  Assessorato  regionale dell'istruzione  e  della  formazione
  professionale:  istruzione  di ogni ordine  e  grado.  Formazione
  professionale.  Assistenza scolastica ed  universitaria.  Ricerca
  scientifica.  Edilizia  scolastica  ed  universitaria.  Vigilanza
  sugli enti di settore;

   i)  Assessorato regionale delle risorse agricole  e  alimentari:
  programmazione  e coordinamento interventi nel settore  agricolo,
  agroalimentare    e    rurale.    Interventi    strutturali    ed
  infrastrutturali    in   agricoltura.   Valorizzazione    settore
  agroalimentare. Caccia. Demanio trazzerale. Usi civici. Vigilanza
  enti di settore. Pesca;

   l)  Assessorato  regionale della salute: sanità.  Programmazione
  sanitaria. Patrimonio ed edilizia sanitaria. Assistenza sanitaria
  ed ospedaliera. Igiene pubblica e degli alimenti. Sanità animale.
  Vigilanza sulle aziende sanitarie. Vigilanza enti di settore;

   m)   Assessorato   regionale  del  territorio  e  dell'ambiente:
  urbanistica  e  pianificazione.  Tutela  ambientale.  Valutazione
  ambientale  strategica e valutazione impatto ambientale.  Demanio
  marittimo. Difesa del suolo. Protezione del patrimonio  naturale.
  Tutela  dall'inquinamento.  Demanio forestale.  Corpo  forestale.
  Vigilanza sugli enti di settore;

   n)  Assessorato  regionale  del turismo,  dello  sport  e  dello
  spettacolo: turismo. Professioni turistiche. Promozione turistica
  in   Italia  e  all'estero.  Manifestazioni  ed  eventi.   Sport.
  Spettacolo.  Cinema,  teatri  e  orchestre.  Promozione  attività
  musicali,  teatrali,  cinematografiche ed artistiche  in  genere.
  Vigilanza enti di settore.'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici:  10.11, 10.10, 10.12;
   - dall'onorevole Leontini: 10.4, 10.3;
   - dall'onorevole Cascio S. ed altri: 10.5;
   - dagli onorevoli Caputo ed altri: 10.1;
   - dall'onorevole Limoli: 10.13
   - dagli onorevoli Scilla e altri: 10.2;
   - dagli onorevoli Maira e altri: 10.6, 10.8 e 10.7;
   - dall'onorevole Caronia: 10.9.

   Onorevoli  colleghi,  ricordo gli  emendamenti  che  sono  stati
  ritirati: 10.4, 10.3, 10.1, 10.13, 10.2,10.9.
   Vi  sono  poi alcuni emendamenti che fanno parte del Gov.1,  che
  riguardano l'articolo10, il comma quarto.
   Onorevoli  colleghi,  si passa all'emendamento  10.11,  a  firma
  dell'onorevole Cracolici.
   Preciso  che  la  lettera b) di questo emendamento  è  preclusa,
  perché  è stato bocciato l'emendamento 7.4, tutto il resto rimane
  in vita.

   CRACOLICI. Perché la lettera b) è preclusa?

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, avendo già votato l'articolo  7
  che stabilisce l'elenco degli assessorati, questo emendamento non
  può   tornare  su  un  argomento  già  approvato  dal  Parlamento
  precedentemente, per cui è precluso alla lettera b).
   Pongo  in  votazione l'emendamento 10.11.Lo pongo in  votazione.
  Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  Gov.1, quarto  comma.  Lo  pongo  in
  votazione. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento  10.10,  a  firma   dell'onorevole
  Cracolici. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Comunico  che  l'emendamento  10.4   è  superato.  L'emendamento
  10.12 è superato dall'emendamento 7.4
   Si  passa all'emendamento 10.5. Lo pongo in votazione. Il parere
  della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi è contrario resti seduto; chi è  favorevole  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa al comma 5 del Gov.1. Lo pongo in votazione. Il parere
  della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa al comma 6 del Gov.1. Lo pongo in votazione. Il parere
  della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa al comma 7 del Gov.1. Lo pongo in votazione. Il parere
  della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della regione. Favorevole

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   CRACOLICI. Signor Presidente così non capiamo più niente.  Ha
  fatto  votare i commi 5, 6 e 7, ma prima non deve  far  votare
  un'altra cosa? Cioè il ripristino di un'eventuale Agenzia?

   PRESIDENTE. Seguo l'ordine di presentazione dell'articolato.
   Onorevole Leontini l'emendamento 10.3 è ritirato?

   LEONTINI. Sì è ritirato.

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  comma  8  del  Gov.1.  Lo  pongo  in
  votazione. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della regione. Favorevole

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa al comma 9 del Gov.1. Lo pongo in votazione. Il parere
  della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della regione. Favorevole

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  al  comma  10 del Gov.1. Lo pongo  in  votazione.  Il
  parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della regione. Favorevole

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevole  Maira,  le  pongo una questione.  L'emendamento  10.6
  riguarda  la lettera i) così come il comma 11 del Gov.1; dovremmo
  verificarne la compatibilità e capire come procedere.
   La seduta è sospesa per qualche minuto.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.39, è ripresa alle ore 19.47)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  chiedo   all'Aula   che   la
  Presidenza sia autorizzata, in sede di coordinamento all'articolo
  117,  ad  avere ampio mandato sulle incongruenze che  si  possono
  essere  verificate in seguito a qualche votazione che disarticola
  la legge
   Si passa al comma 11 del Gov. 1. Lo pongo in votazione. Il
  parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Si   passa  agli  emendamenti  10.6  e  10.7  a  firma  degli
  onorevoli Maira ed altri.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CRACOLICI. Signor Presidente, mi pare che con questo emendamento
  si  stia concludendo la teoria dei 360 gradi, cioè si parte da un
  punto e si torna allo stesso punto di partenza, ovvero, dopo  che
  in  Commissione, con un lavoro di condivisione del Governo, della
  maggioranza    e   della   minoranza,   sulla   riorganizzazione,
  sostanzialmente vi state rimangiando il disegno di legge,  perché
  anche  le  competenze  che erano state previste  al  Dipartimento
  territorio  e  ambiente, in materia forestale,  con  le  connesse
  attività  del  corpo,  con questo emendamento  vengono  riportate
  all'assessorato  all'agricoltura. Quindi, sostanzialmente  se  si
  esclude la dizione di qualche cosa, le competenze, in gran parte,
  rimangono quelle di prima.  Ripeto, avete costruito un capolavoro
  per cui alla fine si ritorna al punto di partenza.
   Adesso  apprendo che addirittura c'è un altro capolavoro che  si
  prepara,   che  ci  sarebbe  un  altro  emendamento  che   sposta
  l'applicazione della riforma al 2011, dopo che in Commissione  si
  era costruito un punto di equilibrio che sembrava condiviso.
   A  questo  punto,  prendiamo atto che il   lavoro  svolto  nelle
  commissioni,  alla presenza del Governo e del suo  Presidente,  è
  assolutamente un optional dell'attività istruttoria  e  formativa
  della legge.
   Credo che ormai i fatti si commentino da soli.  Avete deciso  di
  fare l'ennesima operazione gattopardesca, cambiare tutto per  non
  cambiare nulla ed è un'altra azione - mi dispiace dirlo -, di  un
  compromesso   che  avete  raggiunto,  ma  è  un  compromesso   di
  conservazione del modello organizzativo della Regione  siciliana.
  Andate  avanti, avete la maggioranza, siete chiamati a governare;
  pensavamo  che  potevate  essere  interessati  ad  un  minimo  di
  cambiamento, ma vedo che l'esito di questo minimo di  cambiamento
  è, sostanzialmente, il ritorno al passato.
   Credo  di poter dire che in questo disegno di legge, alla  fine,
  escono  sconfitti coloro che avevano provato a cambiare le  cose.
  Escono, probabilmente, vincitori coloro che volevano che le  cose
  rimanessero  esattamente  come  erano  e  come  rimarranno   dopo
  l'approvazione di questa legge.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, eravamo agli emendamenti 10.6  e
  10.7, a firma degli onorevoli Maira ed altri.
   Comunico  che all'emendamento 10.6 è stato presentato,  a  firma
  dell'onorevole  Minardo, il subemendamento 10.6.1,  limitatamente
  al primo comma. In pratica dall'emendamento 10.6 si sopprimono le
  parole  gestione dei beni ambientali'.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 10.6.

   LUPO.  Signor Presidente, che fine ha fatto il subemendamento
  10.6.1.1?

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, il 10.6.1.1 si metterà in  votazione
  quando voteremo il terzo comma del subemendamento 10.6.1.
   Mi rendo conto che è complicato


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                       Sull'ordine dei lavori

   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  noi
  abbiamo  avuto un atteggiamento sempre responsabile,  però  credo
  non  sia  giusto che i parlamentari non siano messi in  grado  di
  seguire l'ordine dei lavori o ciò che si vota vista la confusione
  che c'è stata e considerati i problemi che si avranno all'interno
  del Governo.
   Per  cui, la inviterei, signor Presidente, a procedere con molta
  calma,  anche per questi emendamenti; esaminiamoli  articolo  per
  articolo,  uno  per  uno. Non importa se sono  del  Governo,  non
  importa  se  sono  stati distribuiti ora,  non  importa  se  sono
  tabellari.
   Signor  Presidente,  c'è una confusione enorme.  Inoltre,  colgo
  l'occasione  per chiederle - considerato che in questa  Assemblea
  si fanno tante spese - l'acquisto di un impianto stereofonico che
  ci permetta di capire, in maniera molto chiara, ciò che avviene e
  ciò che viene detto.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Laccoto,  sul  secondo  punto  del   suo
  intervento, sono pienamente d'accordo tant'è vero che abbiamo già
  autorizzato l'acquisto di un nuovo sistema audio per l'Aula.
   Per  quanto  riguarda l'ordine dei lavori la  devo,  in  qualche
  modo, smentire.
   Sono   stato  lentissimo,  ho  spiegato  il  significato   delle
  votazioni,  ho quasi  letto, fisicamente, tutti gli  emendamenti,
  però,  la  materia  è  complicata,  onestamente,  ci  sono  tanti
  subemendamenti, subemendamenti di subemendamenti, per cui bisogna
  seguire  con  un po' di attenzione, purtroppo, non c'è  altro  da
  fare.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                       numeri 197-80-112-bis/A

   PRESIDENTE.  Pongo congiuntamente in votazione  gli  emendamenti
  10.6 e 10.7. Il parere della Commissione?

   MINARDO,    presidente   della   Commissione   e    relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario
  si alzi.

                          (Sono  approvati)

   Si passa al comma 12 dell'emendamento Gov.1.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, sembra quasi essere all'impazzimento
   La   gestione   finanziaria   del   fondo   sanitario   non   va
  all'Assessorato bilancio e rimane all'Assessorato della sanità?
   Delle due l'una
   E' stato così ed abbiamo visto i risultati.
   Onorevole  Presidente, che io consideri la gestione  finanziaria
  del  fondo separata dalla programmazione un elemento di efficacia
  dell'azione  di  governo  perché  quando  le  due  cose  si  sono
  unificate  è saltato il sistema di controllo sulla programmazione
  e  sugli  effetti  che  la programmazione ha  avuto  sulla  spesa
  sanitaria.
   Credo  che sia un fatto di buon senso tanto più che avremo tutte
  le  conseguenze del piano di rientro. Capisco che fra di voi  c'è
  un sistema di appalto.
   Avete dato in appalto la Regione.
   L'Assessorato  del  bilancio,  quindi,  è  in  appalto  a  Forza
  Italia; l'Assessorato della sanità è in appalto all'MPA e  quindi
  siccome  non vi fidate l'uno dell'altro ognuno si tiene un  pezzo
  abbarbicato lì.
   Avrebbe  un senso di assoluto raziocinio amministrativo  che  la
  gestione   finanziaria   del  fondo   sanitario   sia   in   capo
  all'Assessorato all'economia, che è anche attività connessa  alla
  sanità.
   Poi fate ciò che ritenete opportuno

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento Gov.1,  comma  12.
  Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento  10.10,  a   firma   dell'onorevole
  Cracolici. L'emendamento 10.13, onorevole Mancuso, è precluso per
  le  stesse motivazioni per cui è precluso l'emendamento  a  firma
  dell'onorevole Cracolici perché avendo già votato  l'articolo  7,
  che disciplina gli assessorati, finisce con l'essere precluso.
   L'emendamento 10.9 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 10.8.  Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   LOMBARDO, Presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  Gov.1, comma  13.  Il  parere  della
  Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 10, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               Art. 11.
             Modifiche  alla Tabella A della legge  regionale
             15
                          maggio 2000, n. 10

   1.  La Tabella A di cui alla legge regionale 15 maggio 2000,  n.
  10  e  successive  modifiche ed integrazioni è  sostituita  dalla
  seguente:

                              Tabella A
                DIPARTIMENTI REGIONALI ED UFFICI EQUIPARATI

   Presidenza della Regione

   - Segreteria generale

   - Ufficio legislativo e legale

   - Ufficio del Sovrintendente di Palazzo d'Orleans e dei siti
   presidenziali

   - Dipartimento regionale della protezione civile

   - Dipartimento regionale della programmazione

   -   Dipartimento   regionale  di  Bruxelles   e   degli   Affari
  extraregionali

   Assessorato regionale delle attività produttive

   - Dipartimento regionale delle attività produttive

   Assessorato   regionale  dei  beni  culturali  e   dell'identità
  siciliana

   -  Dipartimento  regionale  dei beni culturali  e  dell'identità
  siciliana

   Assessorato regionale dell'economia

   -  Dipartimento regionale del bilancio e del tesoro - Ragioneria
  generale della Regione

   - Dipartimento regionale delle finanze e del credito

   Assessorato  regionale dell'energia e dei  servizi  di  pubblica
  utilità

   - Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti

   - Dipartimento regionale dell'energia

   Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali  e
  del lavoro

   -  Dipartimento  regionale  della  famiglia  e  delle  politiche
  sociali

   - Dipartimento regionale del lavoro

   -  Agenzia regionale per l'impiego, l'orientamento, i servizi  e
  le attività formative

   Assessorato  regionale delle autonomie locali e  della  funzione
  pubblica

   -   Dipartimento  regionale  della  funzione  pubblica   e   del
  personale

   - Dipartimento regionale delle autonomie locali

   Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità

   -  Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità e
  dei trasporti

   Assessorato   regionale  dell'istruzione  e   della   formazione
  professionale

   -  Dipartimento  regionale dell'istruzione  e  della  formazione
  professionale

   Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari

   -   Dipartimento  regionale  degli  interventi  strutturali  per
  l'agricoltura e la pesca

   -  Dipartimento regionale degli interventi infrastrutturali  per
  l'agricoltura

   Assessorato regionale della salute

   - Dipartimento regionale per la pianificazione strategica

   - Dipartimento regionale per le attività sanitarie

   Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente

   - Dipartimento regionale dell'ambiente

   - Dipartimento regionale dell'urbanistica

   - Dipartimento regionale delle foreste

   Assessorato   regionale  del  turismo,  dello  sport   e   dello
  spettacolo

   -  Dipartimento  regionale  del turismo,  dello  sport  e  dello
  Spettacolo .

   Onorevoli  colleghi, comunico che, all'articolo 11,  sono  stati
  presentati i seguenti emendamenti:

    -dall'onorevole Cracolici: 11.11, 11.14,  11.15, 11.16, 11.12,
       11.13;
  -dall'onorevole Limoli: 11.17;
  -dagli onorevoli Maira e altri. 11.7, 11.8, 11.6, 11.5, 11.9;
  -dagli onorevoli Scilla e altri: 11.3, 11.2;
  -dall'onorevole De Benedictis: 11.10;
  -dall'onorevole Speziale 11.4.

   L'emendamento 11.11 è precluso.
   Si passa all'emendamento 11.14.

      DE BENEDICTIS. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

       Votazione per  scrutinio segreto dell'emendamento 11.14

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo la richiesta  appoggiata
  a   termini   di  Regolamento,  dagli  onorevoli  Cracolici,   Di
  Benedetto,   Digiacomo,  Di  Guardo,  Ferrara,  Galvagno,   Lupo,
  Marinello, Musotto e Mattarella, indìco la votazione a  scrutinio
  segreto dell'emendamento 11.14.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo il risultato della votazione  a  scrutinio
  segreto dell'emendamento 11.14.

        Presenti ................ 80
        Votanti     ..79
        Maggioranza   .40
        Favorevoli   . 40
        Contrari     .36
        Astenuti     3

                        (L'Assemblea approva)

   Si   passa   all'emendamento  11.15,  a   firma   dell'onorevole
  Cracolici.

   Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole  si  alzi;
  chi è contrario resti seduto

                          (Non è approvato)

   Si   passa   all'emendamento  11.16   a   firma   dell'onorevole
  Cracolici.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione dell'emendamento avvenga  per
  scrutinio segreto.

   LOMBARDO,   presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  purtroppo  io  devo  rinascere  con   molta
  franchezza e lo dico veramente sarà che sono poco pratico, io non
  sento  quello  che  si  dice purtroppo qua  c'è  una  elencazione
  stampata  degli emendamenti che non segue invece quella  che  lei
  giustamente e opportunamente segue  per cui non ci si  raccapezza
  neppure da questo posto.
   Immagino che molti colleghi parlamentari talvolta possono  anche
  sbagliare,  indipendentemente dalla propria volontà,  giustamente
  non  si  può tornare sul voto, c'è un disegno del Governo  lo  si
  contesta da un canto lo si vuole modificare dall'altro giriamo  a
  360 gradi  piuttosto che a vuoto.
   Non  vorrei  che  venissimo presi  per  un  momento,  da  questa
  voglia  ora  di  modificare  un  poco  le  cose  per  ridurre   i
  dipartimenti a tutti i costi, per un solo momento perché  sarebbe
  stato,  ed è stato contrario il parere, perché l'avremmo  abolito
  anche  nella prima fase questa sovrintendenza che assolve ad  una
  serie  di  funzioni  di  carattere  logistico  ed  organizzativo.
  Pertanto,  quando saremo in grado di accorgercene, mi auguro  che
  senza bisogno dello scrutinio segreto o con lo scrutinio segreto,
  si  torni in materia a legiferare così come per quello che è alla
  nostra  attenzione.  Chiedo per caso riteniamo  che  non  ci  sia
  bisogno di una direzione autonomo di un ufficio che segue o di un
  dipartimento  che  segue i rapporti con  il  Parlamento,  con  le
  istituzioni, la commissione europea, che segue i rapporti con  la
  istituzione  nazionali dal Governo al Parlamento e  che  segue  i
  rapporti  extra  regionali o diplomatici  della  Regione  sia  la
  Spagna  piuttosto che la Tunisia se vogliamo fermarci  al  bacino
  del mediterraneo.
   Faremmo un grosso errore
   Invito,  scrutinio  segreto  o non segreto,  a  ragionare  ed  a
  evitare  che  in questa fase in cui forse saremo  più  stanchi  e
  talvolta  non  sentiamo neppure le cose a non commettere  errori,
  ritornare sui quali poi può essere oggetto di faticose trattative
  che certamente non gioveranno alla Regione.
   Vi ringrazio per l'attenzione che mi avete prestato.

   PRESIDENTE.  La  richiesta  di scrutinio  segreto  è  mantenuta,
  onorevole Cracolici?


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                       Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  la  invito   a   dire   che
  l'emendamento a firma del deputato non si vota a favore di una
  persona,  si  vota a favore di un emendamento o contrario  per
  evitare in un momento di stanchezza che si determini ulteriori
  tensioni.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici non mi  sembra  che  le  sia
  cambiato qualche cosa in questo momento, per cui non  si  vota
  su   di   lei,  si  vota  su  una  sua  proposta,  mi   sembra
  assolutamente  superflua ma se c'è bisogno  di  questo,  anche
  questa sarà detto dalla Presidenza.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 11.16

   PRESIDENTE.  Essendo la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento  dagli onorevoli Ammatuna, Bonomo,  Di  Benedetto,
  Digiacomo,  Di  Guardo, Faraone, Ferrara,  Laccoto,  Lupo,  il
  Presidente   indìco   la   votazione   a   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 11.16.
   Chiarisco  il  significato del voto: chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde; chi vota no preme il pulsante rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo il risultato della votazione  a  scrutinio
  segreto dell'emendamento 11.16.

        Presenti                  79
        Votanti                   78
        Maggioranza          40
        Favorevoli              34
        Contrari                  43
        Astenuti                    1

                     (L'Assemblea non  approva)

   Gli emendamenti 11.17  e 11.7 sono preclusi.
   Comunico  che  è   stato  presentato  dagli  onorevoli   Scilla,
  Pogliese e Aricò  il subemendamento 11.3.1
   Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 10.6.1, sempre a firma dell'onorevole
  Minardo.  Gli  uffici mi dicono che è superato.  E'  superato  il
  comma   2  del  subemendamento  10.6.1,  a  firma  dell'onorevole
  Minardo.
   Si  passa,  quindi, all'emendamento 11.3. Lo pongo in votazione,
  così  come  modificato.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 11.2.

   SCILLA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 11.8, a firma dell'onorevole Maira.

   MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 11.6, a firma  dell'onorevole  Maira.
  Gli  uffici  prendono  atto della firma  dell'onorevole  Greco  a
  questo emendamento.

   RAGUSA. Chiedo di apporre la mia firma a questo emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo   in   votazione  l'emendamento  11.6.  Il  parere   della
  Commissione?

   MINARDO, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, Presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento  11.12,  a   firma   dell'onorevole
  Cracolici.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo  a
  questo  punto  fare  una domanda. Visto che sembrerebbe  che  tra
  l'intesa   che  avete  raggiunto  in  maggioranza  vi   è   anche
  l'abrogazione  dell'abrogazione dell'Agenzia delle  acque  e  dei
  rifiuti, volevo sapere ma l'Assessorato all'energia e ai  servizi
  di pubblica utilità cosa è? Cosa rimane?
   Perché  quando lo avete proposto, avevate proposto l'Assessorato
  all'energia,  insieme all'energia, acque e rifiuti che  diventava
  un Assessorato sui grandi servizi di questa nostra Regione.
   Adesso,    ancora   deve   essere   votato,   volete    abrogare
  l'abrogazione   dell'Agenzia   delle   acque   e   dei   rifiuti,
  l'Assessorato all'energia a cosa serve?
   Onorevole  Presidente  della  Regione,  non  so  se  sono  stato
  chiaro.  Volendo, come penso, fra qualche minuto farete, abrogare
  l'abrogazione  dell'agenzia dell'acqua  e  dei  rifiuti,  quindi,
  tenerla in vita, l'assessorato all'energia che aveva anche  acqua
  e rifiuti, a che cosa servirà?
   Mi  sembra che, rispetto al disegno  che proponevate con  questo
  assessorato, questo disegno abbia un carattere quanto meno monco.
  Tra   l'altro,   visto  che  sui  temi  dell'energia,   inserirlo
  sull'assessorato alle attività produttive non sarebbe  cosa  così
  peregrina,  pertanto,  desidero  sapere  se  il  Governo  intende
  mantenere,  non  più l'assessorato ai servizi ed all'energia,  ma
  solo l'assessorato all'energia. Altro che assessorato di serie B,
  rischierebbe di essere un assessorato di serie C, al di là di chi
  potrebbe  essere  la  persona  chiamata  a  svolgere  l'eventuale
  incarico.
   Credo   che,   a    questo  punto,  sia   più   serio   abrogare
  l'assessorato  all'energia e ripristinare se volete l'assessorato
  alla Presidenza.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Cracolici,   devo   comunicarle    che
  l'emendamento   11.12,  risulta  precluso  perché   anch'esso   è
  collegato all'articolo 7, cioè l'articolo che abbiamo già  votato
  che attribuisce le deleghe ai dipartimenti.
   Si passa all'emendamento 11.1 che è precluso.
   Si passa all'emendamento  11.5, a firma dell'onorevole Maira.

   MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  11.10,  a  firma  dell'onorevole  De
  Benedictis. Il parere della commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                         (Non è  approvato)

   Si  passa all'emendamento 11.4, a firma dell'onorevole Speziale.
  Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E'  approvato)

   L'emendamento 11.9, è accantonato.
   Comunico che l'emendamento 11.13 è precluso.
   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

       (La seduta sospesa, alle ore 20.24, è ripresa alle ore
                               21.00).

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato,  all'emendamento
  11.9, il subemendamento 11.9.1,  a firma dell'onorevole Leontini.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirare il subemendamento 11.9.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Riprende  l'esame dell'emendamento 11.9, a firma  dell'onorevole
  Maira.

   CRACOLICI.  Ma  la  Commissione per la  qualità  legislativa  ha
  valutato  tutti gli emendamenti?

   PRESIDENTE. Sì, tutti.
   Pongo   in   votazione  l'emendamento  11.9.  Il  parere   della
  Commissione?

   MINARDO,  presidente  della  Commissione  relatore.  Invito   al
  ritiro oppure mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LA  VIA,  assessore  per l'Agricoltura e le foreste.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VIA,  assessore  per  l'Agricoltura  e  le  foreste.  Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,   con   questo   emendamento,
  presentato  dall'onorevole Maira, si intende portare  il  comando
  del  Corpo  forestale presso l'Assessorato per il   Territorio  e
  l'ambiente  facendo  permanere, nell'ambito dell'Azienda  foreste
  demaniali, tutte le attività forestali, cioè sia quelle  relative
  alla  manutenzione sia quelle dell'antincendio spostando, invece,
  le   funzioni  di  polizia  ambientale  e  quelle  di   controllo
  nell'ambito dell'Assessorato per il Territorio e l'ambiente.
   Esprimiamo, quindi, parere favorevole.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio  notare
  che  l'approvazione di questo emendamento specifica soltanto  che
  alle  competenze dell'Assessorato per il Territorio e  l'ambiente
  vengono aggiunte quelle relative al Corpo forestale.
     Il  fatto  che, fino ad ora, per quanto riguarda l'articolato,
  sia     stata     fissata    un'articolazione    dell'Assessorato
  dell'Agricoltura  e  delle  foreste con  tre  dipartimenti,  cioè
  strutture  per l'agricoltura, infrastrutture per l'agricoltura  e
  Azienda  demaniale,  fino ad ora lascia  scoperta  la  competenza
  relativa  al  Dipartimento foreste che  se,  non  si  interviene,
  rimane al  Territorio e ambiente .
   Il   Territorio e ambiente , invece, avrebbe il Corpo  forestale
  più   il  Dipartimento  foreste  e,  quindi,  acquisterebbe   due
  dipartimenti in più.
   Ciò  non  credo  fosse  stato  concordato  perché  allungare  la
  coperta  da  una parte ed accorciarla dall'altra non  risponde  a
  nessun disegno, né razionalizzatore né riformatore.
   Se   togliamo  il  Corpo  forestale  all'Azienda  demanio  e  lo
  spostiamo   al    Territorio  e  ambiente ,  è  giusto   che   il
  Dipartimento foreste, come si evince nel subemendamento che avevo
  formulato, ritornasse all'Agricoltura, come è sempre stato  nella
  storia dell'agricoltura.
   L'Agricoltura, pertanto, manterrebbe il Dipartimento  foreste  e
  l'Azienda demanio, altrimenti, ci troveremmo con il  Territorio e
  ambiente   che  acquisirebbe la competenza  specifica  sul  Corpo
  forestale più il Dipartimento foreste.
   Credo  che  questo debba essere oggetto di una  riflessione  più
  approfondita  e  comunque debba indurre l'Aula  a  sanare  questa
  lacuna  perché  trattasi,  in questo momento,  di  una  obiettiva
  lacuna.

   PRESIDENTE.  Può  capitare, nella frenesia  di  una  legge  così
  complicata,  che attribuiamo una competenza ad un  assessorato  e
  una  parte  della  stessa competenza ad un altro  assessorato  e,
  quindi,  non vorrei che capitasse nuovamente. A maggior  ragione,
  mettiamo un po' di ordine.
   Confermo  che, in sede di articolo 117, proprio per evitare  che
  ci  siano  competenze a cavallo tra due dipartimenti  o  tra  due
  assessorati, vorrei che la Presidenza venisse autorizzata  ad  un
  coordinamento formale ed anche sostanziale,  in questo caso.

   CRACOLICI. La sostanza è  di pertinenza del  Parlamento.

   PRESIDENTE.  Assessore  La  Via,  lei   ha  espresso  il  parere
  favorevole  su  questo emendamento; sbaglio o mi  è  sembrato  di
  capire che lei ritiene che questa formulazione, così come è stata
  fatta, funzioni da un punto di vista pratico?

   LA  VIA,  assessore  per l'Agricoltura  e  le  foreste.  Con  la
  specifica,   ovviamente,   che,  all'interno   delle   competenze
  dell'Azienda  regionale  Foreste  demaniali,  rimanga  l'attività
  antincendio con i servizi tecnici per poterla espletare.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  11.9.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, abbiamo concluso l'esame dell'articolo  11.
  Gli  Uffici  mi  suggeriscono  di non  procedere  alla  votazione
  dell'articolo  11,  nel  suo complesso, ma  di  accantonarlo  per
  effettuare  una  verifica  tecnica  sull'impalcatura  complessiva
  dell'articolo 11 e la stessa cosa chiedo agli Uffici del Governo,
  cioè dell'assessore La Via.

   MINARDO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINARDO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, è la prima volta che accade - ed io ho una esperienza
  decennale   di   Parlamento   -  che  gli   Uffici   stabiliscono
  l'accantonamento.

   PRESIDENTE.  Presidente  Minardo, l'accantonamento  è  stabilito
  dalla  Presidenza  per un formale coordinamento  da  parte  degli
  Uffici. E' diverso.

   MINARDO,    presidente    della    Commissione    e    relatore.
  L'accantonamento di un articolo può essere proposto dal Governo o
  dal  relatore. Non capisco, altrimenti, non ha senso che restiamo
  in Aula. L'Ufficio di Presidenza può fare tutto.

   PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Minardo, ma forse non  ci  siamo
  compresi  bene. Stiamo cercando di evitare qualcosa che  non  sia
  fatta  bene. L'interesse della Presidenza è soltanto questo;  non
  ci sono altri interessi.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo  dare
  atto che mi sembra che, stasera, stiamo camminando a due velocità
  e,  se  mi  consente, vi è qualche eccessiva interpretazione  del
  Regolamento.  Lei  ha  testè ricordato che  l'articolo  117  sarà
  utilizzato per gli eventuali errori formali che ci saranno.
   Dopo  il  voto  unanime  da  parte dell'Assemblea  -  si  tratta
  dell'unico   articolo   votato   all'unanimità   -   mi    sembra
  assolutamente  pretestuoso dire che dobbiamo  attendere  che  gli
  Uffici lo esaminino adesso.
   Ci  viene in aiuto l'articolo 117, dopodiché, ci fideremo  delle
  cose che saranno fatte sull'articolo 117.
   Adesso,  per  una forma di rispetto nei confronti dell'Aula,  la
  prego di porre in votazione l'articolo di cui stiamo parlando. Mi
  sembra una cosa corretta.
   Poco fa, chiedeva una risposta da parte dell'assessore La Via.
   Comprendo che lei sia molto puntuale e preciso.
   Considerato,  però,  che un intero Parlamento  che  non  ha  mai
  contato  questi  numeri ha votato all'unanimità un  articolo,  la
  prego di porlo in votazione.
      Onorevoli  colleghi,  abbiamo concluso l'esame  dell'articolo
  11.  Gli  Uffici mi suggeriscono di non procedere alla  votazione
  dell'articolo  11 nel suo complesso, di accantonarlo  per  potere
  fare    una   verifica   tecnica   sull'impalcatura   complessiva
  dell'articolo 11 e la stessa cosa chiedo agli Uffici del Governo,
  cioè dell'assessore La Via.

   MINARDO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MINARDO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  è  la prima volta che accade, io ho  una  esperienza
  decennale    di   Parlamento,   che   gli   Uffici   stabiliscono
  l'accantonamento.

   PRESIDENTE.  Presidente Minardo, l'accantonamento lo  stabilisce
  la Presidenza per un formale coordinamento da parte degli Uffici.
  E' diverso

   MINARDO,    presidente    della   Commissione     e    relatore.
  L'accantonamento di un articolo lo può proporre il Governo  o  il
  relatore.   Non  capisco,  altrimenti,  non  ha  senso  che   noi
  rimaniamo in Aula. L'Ufficio di Presidenza può fare tutto.
   PRESIDENTE.  Onorevole Minardo, mi scusi,  forse  non  ci  siamo
  compresi  bene.  Stiamo cercando di evitare  qualcosa  non  fatta
  bene, soltanto questo è l'interesse della Presidenza, non ci sono
  altri interessi.

   LEANZA NICOLA . Chiedo di parlare,

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA .  Signor  Presidente, debbo  dare  atto  che  mi
  sembra  che  stasera stiamo camminando a due velocità  e,  se  mi
  consente,  a  qualche eccessiva interpretazione del  Regolamento.
  Lei  testé  ha  ricordato  che il 117  sarà  utilizzato  per  gli
  eventuali errori  formali che ci saranno.
   Dopo  che  l'Assemblea ha votato all'unanimità, l'unico articolo
  votato  all'unanimità, mi sembra assolutamente  pretestuoso  dire
  che  dobbiamo  aspettare che gli Uffici lo esaminino  adesso.  Ci
  viene  in aiuto l'articolo 117, dopodiché ci fideremo delle  cose
  che  faranno  sul 117. La prego, ora, per rispetto dell'Aula,  di
  porre  in votazione l'articolo di cui stiamo parlando. Mi  sembra
  una  cosa corretta. Poco fa voleva la risposta dell'assessore  La
  Via.
   Capisco che lei sia molto puntuale e preciso.
   Penso,  però, che tutti quanti, un intero Parlamento,  mai  così
  pieno,  abbia votato all'unanimità un articolo, quindi, la  prego
  di porlo in votazione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, credo che  questo  Parlamento,
  questa sera, abbia votato, come ha fatto in occasione dell'ultima
  votazione,  almeno nel 90% delle votazioni, per cui  lei,  quanto
  meno, non è stato attento alle votazioni.
   Ma  dato  che   la  Presidenza non vuole dare la  sensazione  di
  volere   utilizzare  due  misure  diverse,  pongo  in   votazione
  l'articolo 11.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
                               Art. 12.
                Agenzia regionale dei rifiuti e delle acque

   1. L'articolo 7 della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19  e
  successive modifiche ed integrazioni, è soppresso.
   2.  Le funzioni e i compiti esercitati dall'Agenzia regionale di
  cui all'articolo 7 della legge regionale 22 dicembre 2005, n.  19
  e  successive modifiche ed integrazioni, unitamente al  personale
  in servizio presso la stessa alla data di entrata in vigore delle
  nuove  competenze  assessoriali, sono trasferiti  all'Assessorato
  regionale  dell'energia  e dei servizi di  pubblica  utilità.  Il
  personale  in servizio mantiene la medesima posizione  giuridica,
  con eccezione degli incarichi dirigenziali.
   3.   L'Assessorato  regionale  dell'energia  e  dei  servizi  di
  pubblica   utilità   cura   la  liquidazione   conseguente   alla
  soppressione di cui al comma 1.

   Comunico  che, all'articolo 12, è stato presentato l'emendamento
  12.1, a firma dell'onorevole Maira.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la  parola
  per  chiedere  che  l'emendamento 12.1, a firma  degli  onorevoli
  Maira,  Leontini,  Leanza,  Cordaro  e  Dina,  venga  ritirato  e
  sostituito da un emendamento che ho proposto, il 12.1.1 bis,  che
  comprende  anche  la  soppressione  dell'articolo  12  nella  sua
  elencazione.
   In  questo  caso, l'emendamento tende a mantenere l'Agenzia  dei
  rifiuti  e  delle  acque, però, non più con sei settori,  come  è
  attualmente istituita da apposito Regolamento, bensì soltanto  da
  tre settori.
   Da  qui,  ci sarebbe un notevole risparmio da parte dell'Agenzia
  perché  i  settori sono guidati da sei direttori che percepiscono
  un  emolumento  simile  a  quello di un  direttore  regionale  e,
  quindi,   il  testo  così  emendato  porterebbe  il  mantenimento
  dell'Agenzia con soltanto tre settori anziché sei.
   L'emendamento  prevede anche la riduzione a  tre componenti  del
  CDA mentre, da Regolamento, ne erano previsti quattro.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Aricò,  il  suo  subemendamento   verrà
  trattato   insieme   all'articolo  13  perché   il   suo   è   un
  subemendamento all'emendamento A14.
   All'articolo  12,  è stato presentato un emendamento,  il  12.1,
  che  fa  parte  del  fascicolo che, se  approvato,  sopprimerebbe
  l'articolo  12,  quindi,   l'emendamento a  firma  dell'onorevole
  Aricò con altri emendamenti sarebbe collegato all'emendamento A14
  e verrebbe trattato come emendamento aggiuntivo.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   LACCOTO.  Onorevole  Presidente della Regione,  intervengo  alla
  fine di questo lungo iter per l'approvazione del disegno di legge
  relativo ai dipartimenti per esprimere la mia sensazione.
   Una  sensazione prima di avere creduto che veramente il  Governo
  volesse  dare  corso  ad una riforma ispirata  al  risparmio  che
  potesse essere anche, sostanzialmente, un nuovo modo di vedere la
  politica regionale.
   Questo  emendamento,  presentato oltre che dall'onorevole  Maira
  anche dal Governo, mi induce a fare alcune riflessioni.
   In  questi  giorni,  in  Sicilia, vi è un problema  che,  forse,
  questo  Parlamento fa finta di non comprendere. Mi  riferisco  al
  problema   dei  rifiuti,  degli  ATO,  del  fallimento   di   una
  impostazione.
   Credo che l'emendamento presentato sia dall'onorevole Maira  che
  dal   Governo  illustri  tutto  il  fallimento  di  una  politica
  annunciata  e  non realmente voluta. Con questo  cambiamento,  il
  cambiamento, in questa Regione, non ci sarà mai.
   Questa  è la disillusione di un deputato che ha vissuto  e  vive
  le  vicende legate a quello che è stato il fallimento  di  questa
  Agenzia;   a me non interessa a quale colore appartenga,  non  mi
  interessa  da  chi  è  gestita,  se  è  appannaggio  dell'uno   o
  dell'altro  partito  perché si potrebbe  trovare  una  soluzione.
  Inserirla  in  un  dipartimento  che  appartiene  a  quel  colore
  politico non ha importanza ma tutta l'impostazione dei rifiuti  e
  delle  acque,  da  quando è stata istituita  questa  agenzia,  ha
  dimostrato un fallimento di qualità, di servizi, di impostazione,
  economico e non solo.
   Signor  Presidente,  questa Agenzia agisce  senza  il  controllo
  assoluto del Parlamento, senza il controllo del Governo.
   Dobbiamo  dirlo,  almeno in quelle che sono le  espressioni  che
  possono portare a ricondurre questa Agenzia ai canoni della buona
  amministrazione.
   Mi  ero  illuso;  mi  sono battuto dicendo,  anche  in  riunioni
  interne,  che  dovevamo  dare  fiducia  a  questa   riforma   dei
  dipartimenti perché credevo che, realmente, si volesse andare non
  a  una  gestione  di  potere o di mediazione politica  ma  a  una
  gestione riformatrice  sana.
   Questo  emendamento ha portato a una disillusione  e  credo  che
  questo debba fare riflettere tutto il Parlamento.
   Se  c'è  un  problema  di gestione di un partito,  di  un  altro
  partito,   a   noi   non   interessa.   Procediamo   assegnandolo
  all'assessorato di competenza di questo o di quel partito. Non  è
  questo  il  problema. Il problema è che noi non possiamo,  ancora
  una volta, perpetrare quella che è una amministrazione distratta,
  una  amministrazione  superficiale, una  amministrazione  che  ha
  procurato tanti danni alla Sicilia.
   Abbiamo  avuto  un consiglio di amministrazione; prima,  avevamo
  una agenzia con un direttore, poi un consiglio di amministrazione
  ma,   signor Presidente, assessore per la Famiglia, assessore per
  il  Territorio, signor vice Presidente, lei che ha vissuto con me
  alcune  fasi  di  queste  vicende che  sono  veramente  negative,
  possiamo  veramente  dire  che  vogliamo  il  rinnovamento?   Che
  vogliamo  il  risparmio, continuando a perpetrare su una  agenzia
  che sicuramente ha procurato il fallimento di questa Regione?
   Centinaia di milioni, forse siamo a seicento, ottocento  milioni
  di  euro  di debiti per quanto riguarda l'ATO rifiuti;   vogliamo
  caricare ai comuni quelli che sono i debiti accumulati nel  tempo
  da questi ATO imposti da questa Agenzia?
   Per  non parlare poi dell'agenzia delle acque. Ma questa agenzia
  quale risultato ha portato alla Sicilia?
   Abbiamo  avuto,  durante  questa estate,  la  visione  di  quale
  risultato ha portato alla Sicilia. Allora  dico: non è più  sano,
  non  è  più  importante  ritornare ai canoni   di  controllo  nel
  Governo e nel Parlamento?
   Avevo  presentato,  allora, un emendamento e  il  Governo  aveva
  accettato che finisse di operare questa agenzia.
   Vogliamo   spostarlo   da   un  assessorato   all'altro?   Siamo
  disponibili  ma non possiamo sicuramente accettare che  si  parli
  alla  stampa, ai cittadini di un rinnovamento che poi, nei fatti,
  non c'è; la  seduta di questa sera, il ritorno a logiche che sono
  non  certo  riformatrici ed innovatrici mette a  nudo   le  reali
  caratteristiche  di  un  Governo  che,  ancora  oggi,  una  reale
  innovazione non l'ha voluta fare.
   Allora,  lancio un appello, signor Presidente:  se  noi,   nella
  sanità   tagliamo i posti letto, imponiamo ticket, chiudiamo  gli
  ospedali,  non  capisco  come,  in questo  Parlamento,  si  possa
  accettare  ancora  di perpetrare una agenzia  che  certamente  ha
  sperperato molti soldi ed ha creato molti danni a questa Regione,
  ai cittadini e ai comuni.
   Ecco  perché  chiedo  a  tutto  il  Parlamento  di  potere,  con
  attenzione, riflettere su questa vicenda.
     La  riflessione non riguarda il fatto che questo  dipartimento
  passi  all'uno  o  all'altro assessore;  non è questo  il  nostro
  punto.  Il  punto è tornare ad avere il controllo  di  un'agenzia
  fallimentare.
   Onorevole  Presidente, penso che, su questa vicenda,  si  giochi
  anche la sua credibilità, come persona, e di un Governo che ci ha
  fatto illudere che potessero iniziare le stagioni delle riforme.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,   su  questo
  articolo,  non   sottovaluto il fatto che  questo  emendamento  è
  firmato  da Presidenti di Gruppi parlamentari, quindi,  comprendo
  il  valore politico che questo emendamento ha nel sopprimere  una
  decisione,  una  scelta  che  è stata  operata  su  proposta  del
  Governo.
     Vorrei ricordare che il Governo, con il cosiddetto emendamento
  che  raccoglieva  le indicazioni e le istanze  che  venivano  dal
  dibattito in Commissione, ha presentato un emendamento, su questa
  seconda  parte  del  testo, relativo alla riorganizzazione  degli
  assessorati  e, nel valutare anche un fatto nuovo di introduzione
  di  un  assessorato  ex  novo,  cioè  l'assessorato  all'energia,
  giustificava  anche quell'assessorato con il presupposto  che,  a
  partire  dal 2010, si superava, anche simbolicamente, la stagione
  delle emergenze.
   Come  è stato già ricordato, l'Agenzia delle acque e dei rifiuti
  è figlia di una stagione emergenziale, quando il Presidente della
  Regione  ha  operato con i poteri commissariali  su  due  settori
  considerati strategici per questa Regione.
     Non voglio aprire una discussione sui risultati, su quello che
  è  avvenuto ma  credo che alla filosofia dell'agenzia -  che  era
  appunto il potere commissariale della Regione siciliana - occorra
  mettere un punto e riportare ad ordinaria funzionalità l'attività
  dell'acqua  e  dei rifiuti, tanto più che sono state  avviate  le
  procedure  sia negli ATO idrici che negli ATO rifiuti. Aspettiamo
  una riforma che, a questo punto, vedremo quando sarà fatta.
   Penso  che  il  Governo  abbia il dovere,  onorevole  Presidente
  della  Regione,  di  spiegare perché si cambia  opinione.  Questa
  vicenda  è diventata un'altra mercanzia del mercato politico  che
  si  è operato attorno a questo disegno di legge; questa sì che  è
  una    vergogna.    Qui   stiamo   parlando   dell'organizzazione
  amministrativa   della   Regione;   e,   invece,   ogni   settore
  amministrativo  è  un  centro di potere  che  bisogna  gestire  e
  controllare. Altro che Regione moderna.
   So  bene che ci sono ancora delle questioni aperte, a cominciare
  da   quella  legata  ai  rifiuti,  la  vicenda  delle   gare,   i
  termovalorizzatori, il piano dei rifiuti che mi aspetto, prima  o
  poi,  arrivi  in  questo Parlamento, prima  o  poi.  Proprio  per
  questo,  però,  avevamo anche previsto una fase  transitoria  che
  consentiva all'Agenzia di operare in un regime transitorio fino a
  tutto  il  2009  per  consentire poi  di  aprire  la  fase  della
  normalità.
   Adesso,  si  propone l'abrogazione ma perché?  Perché  l'Agenzia
  deve  rispondere  ai  criteri  del  controllo  politico?  E   che
  c'entrano i rifiuti?
   Allora,  il  sospetto che i rifiuti e l'acqua, in  Sicilia,  più
  che  essere  servizi  per  i cittadini  siano  strumenti  per  il
  controllo  politico  ed  economico  della  nostra  Regione  è  un
  sospetto più che fondato.
   Mi  auguro che il Governo abbia la forza di ribadire le  proprie
  ragioni  che  sono  state espresse ed esposte  nella  Commissione
  legislativa.
   Noi  ci  opporremo  all'abrogazione di questa  norma,  adottando
  tutti   gli  strumenti  che il Regolamento interno  ci  consente.
  Comunque,   lo   riteniamo  un  errore  perché,  paradossalmente,
  consideriamo questo uno dei punti nevralgici di questo disegno di
  legge,  in quanto esso rappresenta per noi  l'avvio di una  nuova
  fase, il segno di un cambiamento.  Se invece dovesse prevalere la
  mera  conservazione,  avremmo, alla fine, avuto  ragione  quando,
  qualche  ora  fa,  ho  intravisto i rischi  di  un  Governo  che,
  arrivato  in  Aula,  ha  sostanzialmente contraddetto  parte  del
  lavoro che aveva contribuito a determinare.
   Mi  auguro che i prossimi minuti possano servire a far  cambiare
  opinione rispetto alle intenzioni di cui si sussurra nei corridoi
  ma che sono piene le agenzie di stampa. Credo che il dibattito su
  questo  provvedimento si stia consumando sulle agenzie di  stampa
  dove  qualcuno  si dichiara vincitore. Mi riferisco all'onorevole
  Leontini  e a qualcuno che, in silenzio, appare uno sconfitto.  E
  mi riferisco al Presidente della Regione.
   Ecco,  credo  che  quest'ultima  vicenda  sia  la  metafora,  lo
  spartiacque del modello di regione che si vuole costruire. Sta  a
  lei, onorevole Presidente, scegliere una strada. Credo, tuttavia,
  che  stia  scegliendo  la  strada  di  sempre:  decidere  di  non
  decidere.

   PRESIDENTE.   Discutevamo   dell'emendamento   12.1,   a   firma
  dell'onorevole Maira.

   GRECO. Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento 12.1.

   PRESIDENTE.   L'Assemblea  ne  prende  atto.  Il  parere   della
  Commissione sull'emendamento 12.1?

   MINARDO, presidente della Commissione e relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor  Presidente,  volevo
  dare un parere motivato, se ne è parlato anche altre volte. Non è
  che l'Agenzia regionale dei rifiuti e delle acque resta o diventa
  centro  di  potere se resta tale, e invece diventa  non  so  che,
  forse convento di clausura, se passa ad un dipartimento
   Non  credo che ciò cambi minimamente la ragione per la quale  il
  parere  del  Governo  è favorevole. Non dimentichiamo  neppure  i
  tempi che ci eravamo dati.
   Nel  testo  che  originariamente  portammo  in  Commissione,  il
  termine  del  2011  ci  consentiva (cioè i  24  mesi)  di  potere
  prevedere   l'accompagnamento dell'Agenzia  alla  normalizzazione
  del  sistema  dei  rifiuti con la posa  della  prima  pietra  dei
  termovalorizzatori.  Lei  sa  che i  precedenti  sono  abbastanza
  complicati,  faticosi e lunghi, da parte  di  uno  staff  che  ha
  operato  comunque attraverso una struttura autonoma - e  che  non
  c'è dubbio che abbia bisogno di mantenere tale condizione fino  a
  quando il problema non comincerà ad avviarsi a soluzione,  e  che
  questa condizione era di importanza fondamentale.
   Tutto  ciò certamente non potrà verificarsi - parliamoci  chiaro
  - in un anno, in questo anno ci sono tante cose da fare, ma anche
  due  anni  non  basterebbero. Ci sono tante cose da rivedere,  il
  discorso   delle   discariche,   visto   che   comunque    questi
  termovalizzatori  da  qui a due anni non è  che  cominceranno  ad
  incenerire i rifiuti.
   Ecco,  qual  è  la  ragione  per  la  quale  concordiamo  con  i
  presentatori  dell'emendamento. Soltanto  ed  esclusivamente  per
  questa ragione, una ragione di buon senso

   PRESIDENTE.  Il gruppo dei PD insiste perché la votazione  abbia
  luogo a scrutinio  segreto?

   CRACOLICI.  Sì,  signor Presidente, chiedo che  la  votazione
  avvenga a scrutinio segreto.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.1

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, dagli onorevoli Ammatuna, Barbagallo, De Benedictis,
  Di  Benedetto, Digiacomo, Gi Guardo, Faraone e Ferrara, indìco la
  votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.1.
   Chiarisco  il  significato del voto. L'emendamento 12.1  prevede
  la  soppressione  dell'articolo 12. E' chiaro? Vale  a  dire  che
  pigiando  il  tasto  verde - per capirci - si  mantiene  in  vita
  l'Agenzia  per  le  acque; pigiando il tasto rosso,  si  sopprime
  l'Agenzia per le acque.
   Ripeto:  votando  verde all'emendamento, a firma  dell'onorevole
  Maira,  si  sopprime  l'articolo  12,  quindi,  rimane  in   vita
  l'Agenzia; votando rosso rimane in vita l'articolo 12, quindi, si
  sopprime l'Agenzia.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti        ...   78
   Votanti            77
   Maggioranza         39
   Favorevoli          29
   Contrari            47
   Astenuti             1

                          (Non è approvato)

   Pertanto, l'Assemblea approva l'articolo 12.

                          (Brusìo in Aula)

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  avevo  chiesto
  alla  Presidenza,  agli  Uffici, se fosse  stato  possibile,  con
  l'emendamento  aggiuntivo  12.1.1,  sopprimere  l'articolo  12  e
  sostituirlo con l'emendamento.
   Se  noi  riuscissimo  a recuperare, visto  che  c'era  anche  la
  volontà  politica di mantenere l'Agenzia per le acque, al  di  là
  della votazione cui abbiamo appena assistito

   PRESIDENTE.  Onorevole Aricò, ha detto di votare l'articolo  12?
  Abbiamo appena votato l'emendamento che sopprime l'articolo 12  e
  non è stato approvato.

   ARICO'.  Non  essendo stato approvato l'emendamento soppressivo,
  chiedo  alla  Presidenza  di  porre  in  votazione  l'emendamento
  aggiuntivo 12.1.1.

   PRESIDENTE.   Quello   sarà   trattato   con   gli   emendamenti
  aggiuntivi.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Chiedo una  sospensione  di
  dieci minuti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  sospendo  l'Aula  per   dieci
  minuti   e  convoco  la  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  Parlamentari, alla presenza del Presidente della Regione.
   La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 21.46, riprende alle ore 22.42)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 13.

                            «Articolo 13
                 Decorrenza e disposizioni attuative

   1.  Le  disposizioni di cui al presente Titolo, dall'articolo  4
  all'articolo 12, si applicano a decorrere dall'1 gennaio 2010.
   2.  Gli Assessori regionali sono nominati e preposti ai rami  di
  amministrazione, secondo l'assetto delineato dal presente Titolo,
  a decorrere dall'1 gennaio 2010.
   3.  Entro  il 30 ottobre 2009, con decreto del Presidente  della
  Regione,  adottato  previa delibera della  Giunta  regionale,  da
  pubblicarsi  nella  Gazzetta ufficiale della  Regione  siciliana,
  sono specificate, con effetto dall'1 gennaio 2010, le funzioni ed
  i   compiti  dei  dipartimenti  di  cui  all'articolo  11  nonché
  l'articolazione   delle  relative  strutture  intermedie,   fermo
  restando  il  limite massimo di cui all'articolo 11  della  legge
  regionale  3 dicembre 2003, n. 20, in conformità agli  ambiti  di
  competenza  di  cui  agli articoli 9 e 10 e sono  disciplinati  i
  relativi  trasferimenti di compiti e funzioni, secondo i seguenti
  principi:
   a) principio di completezza;
   b)   principio  di  efficienza  ed  economicità,  anche  con  la
  soppressione delle funzioni e dei compiti divenuti superflui;
   c)  principio di responsabilità ed unicità dell'amministrazione,
  con  attribuzione ad un unico ramo di amministrazione di funzioni
  e compiti connessi;
   d) principio di omogeneità;
   e)   principio   di   adeguatezza,  in  relazione   all'idoneità
  organizzativa     del     ramo      di amministrazione.
   4.  Il  Governo della Regione predispone il progetto di bilancio
  per  l'esercizio  finanziario 2010 secondo le previsioni  di  cui
  agli   articoli  6,  7  e  8  e  le  disposizioni   del   decreto
  presidenziale  di  cui  al comma 3 e pone in  essere  ogni  altra
  attività  contabile  e  finanziaria  necessaria  a  garantire  la
  continuità   dell'azione  amministrativa  e   finanziaria   della
  Regione».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Leontini. 13.1;
   - dall'onorevole Minardo: 13.2

   L'emendamento 13.2 è dichiarato inammissibile.

   L'emendamento 13.1 decade per assenza dall'Aula del firmatario.

   Pongo in votazione l'articolo 13.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti  emendamenti
  aggiuntivi:

    -dall'onorevole Minardo: A3, A4 e A5; subemendamento 10.6.1
       all'A 14;
  -dall'onorevole Cracolici: A13; subemendamento 10.6.1.1
  all'A.14;
  -dall'onorevole Speziale: A7;
  -dagli onorevoli Bonomo e altri: A16;
  -dagli onorevoli Torregrossa e altri: A 6;
  -dagli onorevoli Arena e altri: A8
  -dall'onorevole Aricò:  A14;
  -dagli onorevoli D'Antoni e altri: A1;
  -dagli onorevoli Maira e altri: A11 e A12.

   Gli emendamenti A 3, A 4, A 5,  A 13 e A7  sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Gli   emendamenti  A  16,  A  6,  A  2,  A  8   sono  dichiarati
  inammissibili.

   L'emendamento  A  14 è precluso con i  subemendamenti  10.6.1  e
  10.6.1.1.

   L'emendamento A 1 è inammissibile.

   Gli emendamenti A 11 e A 12 sono ritirati.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                            «Articolo 14
                          Entrata in vigore

   1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo   pongo in votazione.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   La  votazione finale del disegno di  legge avverrà in  un  altro
  momento.

        Seguito della discussione del disegno di legge 220/A
                     «Disposizioni per favorire
    lo sviluppo del settore industriale in Sicilia in attuazione
                       del Programma operativo
      fondo europeo di sviluppo regionale (P.O.FESR 2007-2013)
                               (220/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al seguito della discussione  del  disegno
  di  legge numero 220/A «Disposizioni per favorire lo sviluppo del
  settore  industriale  in  Sicilia  in  attuazione  del  Programma
  operativo  fondo  europeo di sviluppo regionale  (P.O.FESR  2007-
  2013)», posto al n. 1 del III punto dell'ordine del giorno.
   Invito  i  componenti  la III Commissione a  prendere  posto  al
  banco delle Commissioni.
   Ricordo  che  la  trattazione del disegno  di  legge  era  stata
  sospesa  dopo  l'approvazione degli articoli 1 e 2, nella  seduta
  numero 44 del 27 novembre 2008.
   Si passa all'esame dell'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3
           Iniziative agevolabili nel settore dell'energia

   1.  Al  fine  di  favorire la produzione  di  energia  da  fonti
  rinnovabili,   attivando   filiere   produttive   di   tecnologie
  energetiche,  agroenergetiche  e biocarburanti,  e  di  sostenere
  l'incremento  dell'efficienza energetica negli usi  finali  e  la
  riduzione  delle  emissioni  climalteranti,  in  particolare  nei
  settori  dell'industria,  dei trasporti  e  dell'edilizia  socio-
  sanitaria,  anche attraverso la produzione di risorse energetiche
  rinnovabili  o assimilate, l'efficienza energetica, il  risparmio
  energetico  e  un  utilizzo razionale dell'  energia,  nonché  di
  sostenere  gli investimenti che introducono nel ciclo  produttivo
  tecnologie  per  la prevenzione dell'inquinamento  ovvero  dotano
  l'organizzazione  aziendale  di  sistemi  efficaci  di   gestione
  dell'ambiente,    l'Assessorato   regionale   dell'industria    è
  autorizzato   ad  attivare,  attraverso  appositi  bandi,   anche
  nell'ambito   degli obiettivi specifici 2.1 e 7.1 del  P.O.  FESR
  2007-2013,  regimi  di  aiuti in favore  delle  piccole  e  medie
  imprese,  singole  o  associate, conformi agli   Orientamenti  in
  materia  di  aiuti  di  Stato  a finalità  regionale  2007-2013',
  pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea n.  C  54
  del 4 marzo 2006, ovvero alla  Disciplina comunitaria degli aiuti
  di Stato per la tutela ambientale' 2008/C 82/01, pubblicata nella
  Gazzetta  ufficiale dell'Unione europea n. C 82  dell'  1  aprile
  2008.

   2.  L'Assessore regionale per l'industria, nell'ambito di quanto
  disposto  dall'articolo  185 della legge  regionale  23  dicembre
  2000,  n.  32,  fissa,  con proprio decreto,  le  modalità  e  le
  procedure per la concessione delle agevolazioni previste al comma
  1,   inclusi  i  criteri  da  seguire  per  l'individuazione  dei
  soggetti,  dei settori, delle attività e delle spese ammissibili;
  le  modalità di erogazione dei benefici in una o più delle  forme
  indicate  dall' articolo 189, comma 1, della legge  regionale  n.
  32/2000;  e,  infine,  i parametri per l'attribuzione  a  ciascun
  progetto  del punteggio utile per la collocazione in graduatoria,
  rinviando  agli  specifici bandi o avvisi le eventuali  ulteriori
  previsioni necessarie per l'attivazione del sistema di intervento
  oggetto del presente articolo.

   3.  In  sede  di  emanazione del decreto indicato  al  comma  2,
  l'Assessore  regionale per l'industria può disporre l'attuazione,
  anche  in  parte,  del  presente regime  di  aiuti  in  esenzione
  dall'obbligo   di   notificazione  previsto   dall'articolo   88,
  paragrafo   3,  del  Trattato  CE,  nei  limiti  consentiti   dal
  Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008,
  Regolamento   generale   di  esenzione  per   categoria,   ovvero
  nell'ambito di altri regolamenti comunitari di esenzione adottati
  successivamente alla presente legge.

   4.  Per  la  gestione  degli  interventi  oggetto  del  presente
  articolo,  l'Assessorato dell'industria è autorizzato a  servirsi
  delle  procedure previste dall'articolo 4, comma 1,  della  legge
  regionale 22 dicembre 2005, n. 20, e ad avvalersi di un  soggetto
  selezionato  ai  sensi dell'articolo 185, comma  5,  della  legge
  regionale   n.  32/2000  e successive modifiche  e  integrazioni,
  ovvero   di   società  a  totale  partecipazione  della   Regione
  siciliana,  sulla  base  di un'apposita convenzione,  predisposta
  dallo   stesso   Assessorato,  tesa   ad   evitare   duplicazioni
  dell'attività  istruttoria  ed assicurare  snellezza  e  rapidità
  procedurale, nonché di esperti ai sensi dell'articolo 185,  comma
  6,  della  medesima  legge  regionale  n.  32/2000  e  successive
  modifiche  e  integrazioni, con oneri a carico degli stanziamenti
  cui gli interventi si riferiscono.

   5.   L'intervento  oggetto  del  presente  articolo  può  essere
  attivato  anche  nell'ambito di contratti di programma  regionali
  per  lo  sviluppo  delle  attività  industriali,  secondo  quanto
  disposto dall'articolo 6.

   6.  La copertura finanziaria dell'intervento grava sulle risorse
  relative  agli obiettivi specifici 2.1 e 7.1 del P.O. FESR  2007-
  2013  e  sul Fondo a gestione separata previsto dall'articolo  61
  della  legge  regionale 28 dicembre 2004, n. 17. Per l'attuazione
  degli  interventi  possono  altresì essere  utilizzate  anche  le
  risorse finanziarie del Fondo Aree Sottoutilizzate istituito  con
  l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

   7.  Ai fini dell' autorizzazione comunitaria relativa agli aiuti
  previsti  dal  presente  articolo per il  periodo  2007/2013,  le
  risorse   finanziarie   non  possono  superare   complessivamente
  l'importo di 400 milioni di euro».

   CRACOLICI . Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  vedo  un'euforia   Evitiamo  le
  corse   Ho  visto che è arrivato pure l'assessore per la  sanità.
  Siamo garantiti qualora succedesse qualcosa
   Signor  Presidente,  il Governo,  quello  che  ascolta,
  aveva annunciato

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stasera abbiamo tanto lavoro  da
  fare. Invito i colleghi a prendere posto.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, volevo sapere se  il  Governo  ha
  cambiato  idea. Aveva annunciato all'inizio della seduta  che  su
  alcuni testi ed in particolare sul regime di aiuti, sarebbe stata
  convocata  una  riunione  di  Giunta  che  doveva  riordinare  la
  materia. Quindi, dobbiamo prendere atto che avete cambiato idea?

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Non abbiamo cambiato  idea.
  Vorremmo forzarle la mano perché ci sono precedenti nobili

   CRACOLICI.  Quindi, non ci saranno emendamenti del  Governo.  Ci
  sono sorprese finali?

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, lei sa che siamo tutti  uomini
  d'onore. Non ci sono sorprese finali.
   Onorevoli  colleghi,  all'articolo 3 non sono  stati  presentati
  emendamenti.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli colleghi, giorni fa, leggendo, come tutti facciamo,  la
  stampa  ho  appreso  che finalmente la Regione  sta  cercando  di
  munirsi di un piano energetico.
   Solo    che,    onorevole   assessore   Gianni,   il   contenuto
  dell'articolo riportava un altro aspetto curioso  e nel  contempo
  inquietante.
   L'articolo   riportava  la  parte  virgolettata  e   quindi   la
  dichiarazione dell'assessore che diceva che il piano energetico è
  stato trasmesso per essere approvato dalla Giunta di Governo.
   Sarebbe  innanzitutto  legittimo  da  parte  nostra,  dato   che
  affrontiamo  l'articolo 3 e dato che stiamo  cominciando  a  dire
  realmente  come  si  assumeranno le  iniziative  agevolabili  nel
  settore   dell'energia,  capire  se  ancora  una  volta  dobbiamo
  continuare con la logica in deroga a tutto o se in questa Regione
  ci stiamo realmente munendo del piano energetico.
   Uno,  perché la Giunta non l'ha approvato. Due, sostanzialmente,
  questo  dovrebbe essere un piano che per quanto concerne anche  i
  contenuti  dell'articolo 3 dovrebbe,   ma  non  si  capisce  bene
  leggendo l'articolo, essere un po' la mappa del come

   GIANNI,  assessore per l'industria. L'articolo  3  è  già  stato
  votato nella seduta precedente.

   ODDO.  No,  l'articolo 3 non è stato votato. La discussione  era
  sull'articolo 3 e bisognava ancora votarlo.
   Mi   ricordo  bene  perché  entrando  in  Aula  avevamo   votato
  l'articolo 2 e l'articolo 3 si stava

   PRESIDENTE. Siamo alla discussione sull'articolo 3.

   ODDO.  Signor Presidente, è assolutamente doveroso da parte  del
  Governo  spiegare intanto l'arcano mistero del  perché  il  Piano
  energetico  trasmesso  già  da tempo  in  Giunta  non  sia  stato
  approvato.
   Spiegare  ed  affrontare la questione se  il  Piano  energetico,
  rispetto  alla  norma,  all'articolo 3,  viene  tenuto  presente,
  perché  non  si  capisce  da come viene modulato  l'articolo  che
  abbiamo in discussione.
   Seconda ed ultima considerazione. Noi abbiamo bisogno in  questa
  Terra  di  certezze,  non  è  più possibile  continuare  con  una
  diatriba interna a questo Governo, che è curiosa, perchè a  parte
  leggere  l'articolo  di  cui  parlavo  poco  fa  sulle  questioni
  relative  al  paino  energetico,  continuando  l'articolo  diceva
  chiaramente  che il Presidente della Regione scrive all'Assessore
  per l'industria e gli dice, proprio in materia di energia  statti
  fermo e buono, non puoi continuare ad operare in deroga .
   Quindi,  anche  su  questo, cari signori  del  Governo,  mettevi
  d'accordo   e   fateci   capire  cosa   state   facendo,   perché
  obiettivamente  su  un tema così rilevante ed importante  non  mi
  pare  che, da questo punto di vista, si possa assistere, da parte
  nostra,  dei  cittadini  siciliani e soprattutto  di  coloro  che
  vogliono  intraprendere, in questo settore, tutte  le  iniziative
  possibili ed immaginabili che potrebbero dotarci anche di  quelle
  che  sono  dalle  energie alternative alle  energie  in  fase  di
  sperimentazione che stanno dando risultanti eccezionali e non  mi
  riferisco solo al fotovoltaico, ma anche a tutto ciò che riguarda
  la sperimentazione sulle nuove microcelle, su tutto quello che  è
  l'utilizzo  per  quanto  riguarda  la  questione  energetica   di
  biomassa e così via.
   Fateci  capire  se  c'è un capitano che sta  segnando  la  rotta
  anche  per  quanto concerne questo disegno di legge oppure,  come
  nel  caso  -  stasera  è  stata una serata particolare  -  questo
  capitano  non  c'è,  navigate a vista  e  se  in  questo  settore
  navighiamo  a  vista  rischiamo di  sbattere  perché  non  è  più
  possibile  continuare poiché da anni noi, come  Regione,  andiamo
  solamente ad utilizzare la parola  deroga' senza munirci  di  una
  pianificazione  strategica e, quindi, senza avere la  possibilità
  di sapere dove stiamo andando a parere.
   Non  mi  pare  che  la  Sicilia sia  seconda  al  altre  regioni
  italiane;  potrebbe essere una delle prime regioni - se riusciamo
  a  recuperare-  a  sperimentare, da questo punto di  vista,  cose
  eccezionali.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                       Sull'ordine dei lavori

   GIANNI,   assessore   per   l'industria.   Chiedo   di   parlare
  sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI,  assessore per l'industria. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  intervengo  per un chiarimento.  Il  piano  energetico
  ambientale che è in atto nella sede della Giunta del Governo deve
  ancora essere letto e approvato.
   Questo  articolo 3, di fatto, si riferisce alla  possibilità  di
  incentivi per eliminare  ogni ipotesi di inquinamento ambientale,
  che  è  quello a cui tendiamo, e di ridurre lo spreco energetico.
  Dove? In alcuni punti particolari. Nei trasporti, nell'industria,
  nell'edilizia socioeconomica, negli ospedali, nelle scuole. Tutta
  una serie di interventi che tendono a favorire i plessi pubblici,
  e  questo  non  interferisce con il piano che deve ancora  essere
  visitato,  rivisitato, aggiornato, da parte della  Giunta;  è  un
  piano,  un'ipotesi di lavoro che ha visto linee guida,  piano,  e
  piano d'azione che devono ancora essere lette dalla Giunta.
   Sono   convinto  che  nelle  prossime  settimane,  nei  prossimi
  giorni,  il  Governatore porterà il piano in Giunta anche  perché
  quel piano è propedeutico per accedere ai fondi 2007-2013.

                               Congedo

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, comunico  che  l'onorevole  Lo
  Giudice ha chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                            numero 220/A

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 3. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4
         Tecnologie dell'informazione e della comunicazione

   1.  Allo  scopo  di  favorire  la  diffusione  delle  tecnologie
  dell'informazione  e  della  comunicazione  per   potenziare   la
  capacità  competitiva del sistema delle piccole e  medie  imprese
  siciliane,  l'Assessorato regionale dell'industria è  autorizzato
  ad  attivare, attraverso appositi bandi, anche nell'ambito  degli
  obiettivi specifici 4.1 e 7.1 del P.O. FESR 2007-2013, regimi  di
  aiuto,   conformi   al  Regolamento  (CE)  n.   1998/2006   della
  Commissione,  del  15  dicembre 2006,  relativo  all'applicazione
  degli  articoli 87 e 88 del Trattato CE agli aiuti di  importanza
  minore  (de  minimis),  per la promozione  dell'e-commerce  nelle
  piccole  e  medie  imprese e per l'applicazione delle  tecnologie
  dell'informazione  e  della  comunicazione  alla   gestione   dei
  processi  produttivi  nei  settori  manifatturieri,  nonché   per
  favorire  la nascita di nuove piccole e medie imprese di  servizi
  nell' ambito delle applicazioni delle suddette tecnologie.

   2.  L'Assessore regionale per l'industria, nell'ambito di quanto
  disposto  dall'articolo  185 della legge  regionale  23  dicembre
  2000,  n.  32,  fissa,  con proprio decreto,  le  modalità  e  le
  procedure per la concessione delle agevolazioni previste al comma
  l,   inclusi  i  criteri  da  seguire  per  l'individuazione  dei
  soggetti,  dei settori, delle attività e delle spese ammissibili,
  le  modalità di erogazione dei benefici sotto forma di contributo
  in  conto  impianti  e i parametri per l'attribuzione  a  ciascun
  progetto  del punteggio utile per la collocazione in graduatoria,
  rinviando  agli  specifici bandi o avvisi le eventuali  ulteriori
  previsioni necessarie per l'attivazione del sistema di intervento
  oggetto del presente articolo.

   3.   Per  la  gestione  degli  interventi  di  cui  al  presente
  articolo,  l'Assessorato dell'industria è autorizzato a  servirsi
  delle  procedure previste dall'articolo 4, comma l,  della  legge
  regionale 22 dicembre 2005, n. 20, e ad avvalersi di un  soggetto
  selezionato  ai sensi dell'articolo 185 della legge regionale  n.
  32/2000  e successive modifiche e integrazioni, ovvero di società
  a  totale partecipazione della Regione siciliana, sulla  base  di
  un'apposita  convenzione, predisposta dallo  stesso  Assessorato,
  tesa   ad  evitare  duplicazioni  dell'attività  istruttoria   ed
  assicurare snellezza e rapidità procedurale, nonché di esperti ai
  sensi  dell'articolo 185, comma 6, della medesima legge regionale
  23  dicembre  2000, n. 32 e successive modifiche e  integrazioni,
  con  oneri  a  carico degli stanziamenti cui  gli  interventi  si
  riferiscono.

   4.   L'intervento  oggetto  del  presente  articolo  può  essere
  attivato  anche  nell'ambito di contratti di programma  regionali
  per  lo  sviluppo  delle  attività  industriali,  secondo  quanto
  disposto dall'articolo 6.

   5.  La copertura finanziaria dell'intervento grava sulle risorse
  relative  agli obiettivi specifici 4.1 e 7.1 del P.O. FESR  2007-
  2013  e  sul Fondo a gestione separata previsto dall'articolo  61
  della  legge  regionale 28 dicembre 2004, n. 17. Per l'attuazione
  degli  interventi  possono  altresì essere  utilizzate  anche  le
  risorse finanziarie del Fondo Aree Sottoutilizzate istituito  con
  l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

   6.  Ai  fini dell'autorizzazione comunitaria relativa agli aiuti
  previsti  dal  presente  articolo per il  periodo  2007-2013,  le
  risorse   finanziarie   non  possono  superare   complessivamente
  l'importo di 100 milioni di euro».

   Comunico   che   all'articolo  4  non  sono   stati   presentati
  emendamenti.  Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5
          Aiuti per la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione

   1.  L'Assessorato  regionale  dell'industria  è  autorizzato   a
  concedere, anche nell'ambito degli obiettivi specifici 4.1 e  7.1
  del P.O. FESR 2007-2013, aiuti alle imprese, singole o associate,
  per la realizzazione di progetti di ricerca industriale, sviluppo
  sperimentale  e innovazione nei settori previsti dalla  strategia
  regionale  per  l'innovazione. L'intensità degli  aiuti  non  può
  superare  quella  prevista nella Disciplina comunitaria  per  gli
  aiuti  di  Stato alla ricerca, sviluppo e innovazione'  contenuta
  nella  comunicazione  della Commissione  della  Comunità  europea
  2006/C 323/01 e successive modifiche ed integrazioni.

   2.  L'Assessore regionale per l'industria, nell'ambito di quanto
  disposto  dall'articolo  185 della legge  regionale  23  dicembre
  2000,  n.  32,  fissa,  con proprio decreto,  le  modalità  e  le
  procedure per la concessione delle agevolazioni previste al comma
  1,   inclusi  i  criteri  da  seguire  per  l'individuazione  dei
  soggetti,  dei settori, delle attività e delle spese ammissibili,
  le  modalità di erogazione dei benefici in una o più delle  forme
  indicate  dall'articolo 189, comma 1, della  legge  regionale  n.
  32/2000,  rinviando  ad  appositi bandi  o  avvisi  le  eventuali
  ulteriori previsioni necessarie per l'attivazione del sistema  di
  intervento oggetto del presente articolo.

   3.  In  sede  di  emanazione del decreto indicato  al  comma  2,
  l'Assessore  regionale per l'industria può disporre l'attuazione,
  anche  in  parte,  del  presente regime  di  aiuti  in  esenzione
  dall'obbligo   di   notificazione  previsto   dall'articolo   88,
  paragrafo   3,  del  Trattato  CE,  nei  limiti  consentiti   dal
  Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008,
  Regolamento generale di esenzione per categoria, e, relativamente
  alle  grandi  imprese, in conformità alla Disciplina  comunitaria
  degli aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione'
  2006/C  323/01,  pubblicata sulla Gazzetta ufficiale  dell'Unione
  europea  n.  C323 del 30 dicembre 2006, ovvero in  conformità  ai
  regolamenti comunitari di esenzione adottati successivamente alla
  presente legge.

   4.  Per  la  gestione  degli  interventi  oggetto  del  presente
  articolo,  l'Assessorato dell'industria è autorizzato a  servirsi
  delle  procedure previste dall'articolo 4, comma 1,  della  legge
  regionale  22  dicembre  2005, n. 20; avvalersi  di  un  soggetto
  selezionato  ai  sensi dell'articolo 185, comma  5,  della  legge
  regionale  n.  32/2000  e  successive modifiche  e  integrazioni,
  ovvero  di  società a totale partecipazione della Regione,  sulla
  base   di  un'apposita  convenzione,  predisposta  dallo   stesso
  Assessorato,   tesa    ad   evitare  duplicazioni   dell'attività
  istruttoria  ed  assicurare snellezza e rapidità procedurale;  ad
  avvalersi  per  la fase di valutazione tecnico-scientifica  delle
  istanze  di  concessione degli aiuti, di esperti, ai sensi  dell'
  articolo 185, comma 6, della medesima legge regionale 23 dicembre
  2000,   n.   32   e  successive  modifiche  e  integrazioni,   da
  individuare, attraverso procedura aperta a tutti gli interessati,
  ovvero scegliendoli tra gli appositi elenchi esistenti presso  il
  Ministero della Ricerca, ovvero, infine, coinvolgendo, attraverso
  apposite convenzioni, enti o fondazioni operanti a livello almeno
  nazionale   nel   campo  dell'innovazione  e  del   trasferimento
  tecnologico  ed  in  possesso dei  necessari requisiti   tecnici,
  organizzativi  e  di terzietà. Gli oneri derivanti  dal  presente
  comma  sono  posti a carico degli stanziamenti cui gli  aiuti  si
  riferiscono.

   5.  Nell'ambito delle proprie attività in materia di ricerca  ed
  innovazione, l'Assessorato regionale dell'industria può avvalersi
  di società a totale partecipazione della Regione siciliana.

   6.   L'intervento  oggetto  del  presente  articolo  può  essere
  attivato  anche  nell'ambito di contratti di programma  regionali
  per  lo  sviluppo  delle  attività  industriali,  secondo  quanto
  disposto dall'articolo 6.

   7.  La copertura finanziaria dell'intervento grava sulle risorse
  del P.O. FERS 2007- 2013 e sul Fondo a gestione separata previsto
  dall'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre 2004,  n.  17.
  Per   l'attuazione  degli  interventi  possono   altresì   essere
  utilizzate   anche  le  risorse  finanziarie   del   Fondo   Aree
  Sottoutilizzate  istituito  con  l'articolo  61  della  legge  27
  dicembre 2002, n. 289.

   8.  Ai  fini dell'autorizzazione comunitaria relativi agli aiuti
  previsti  dal  presente  articolo, per il  periodo  2007-2013  le
  risorse finanziarie non possono superare l'importo complessivo di
  euro 600 milioni.

   9.  Allo  scopo di valorizzare il capitale umano e professionale
  esistente   all'interno  dell'Amministrazione  regionale,   anche
  perfezionandone la formazione manageriale e scientifica, a carico
  del  fondo  a gestione separata previsto dall'articolo  61  della
  legge   regionale  28  dicembre  2004,  n.  17,  possono   essere
  finanziate convenzioni con università per dottorati di ricerca  e
  master  in  materie  economiche, giuridiche e  manageriali  e  di
  innovazione tecnologica, nonché con associazioni e fondazioni per
  studi e ricerche».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dal Governo: 5.1
   - dall'onorevole Pogliese ed altri: 5.4;
   - dagli onorevoli Galvagno e Mattarella: 5.3;
   - dall'onorevole Maira: 5.2.

   Si  passa  all'emendamento 5.4, a firma degli onorevoli Pogliese
  ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GIANNI,    assessore   per   l'industria.   Facciamo    spiegare
  l'emendamento poiché non si capisce bene.

   PRESIDENTE.  C'è  in Aula qualcuno dei proponenti  in  grado  di
  spiegarlo?
   Lo dichiaro decaduto.
   Si passa all'emendamento 5.1, del Governo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 5.3, a firma dell'onorevole Galvagno.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   GALVAGNO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  molto  brevemente.  Le facoltà di ingegneria  ambientale  portano
  avanti  progetti di ricerca nell'ambito dell'energia alternativa,
  per  cui sarebbe opportuno prevedere delle deroghe, solo  per  le
  università  e  gli istituti di ricerca scientifica,  per  portare
  avanti questi progetti che riguardano l'energia alternativa.

   PRESIDENTE.  Onorevole Galvagno, ho il dovere  di  sollevare  un
  problema.  Leggo  l'emendamento:  Ai  fini  della  produzione  di
  energia  alternativa da fonti rinnovabili, le  università  e  gli
  studi  di ricerca scientifica regolarmente riconosciuti,  operano
  in  deroga  a  leggi  o  regolamenti.  Nel  rispetto  ai  vincoli
  archeologici ideologici e sismici .
   Non c'è una norma che può stabilire una deroga alle leggi ed  ai
  regolamenti.  Il resto dell'emendamento va bene. In  deroga  alla
  legge ed ai regolamenti, non lo tiene bene in piedi.
   Se  lo ritiene, predisponiamo un subemendamento dove cassiamo le
  parole  in deroga alle leggi ed ai regolamenti .

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente  della Regione. Signor  presidente,  visto
  che  il  presentatore è presente, vorrei che  si  precisasse.  Le
  università, nell'ambito delle attività di ricerca? Nel senso  che
  promuovono  studi?  Nel  promuovere studi,  che  bisogno  c'è  di
  occuparsi dei vincoli archeologici o della deroga alle leggi. Gli
  studi? Mi faccia capire.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO.  Signor presidente, onorevoli colleghi, per impiantare
  delle ventole o dei pannelli di energia alternativa, per esempio,
  da  provare, quindi, da sperimentare. Sono progetti, per esempio,
  che  ha  in  corso  l'università di Enna. C'è la necessità,  ogni
  volta, di chiedere tutte le autorizzazioni e ci vogliono mesi  se
  non  anni. Solo per le università, quindi, solo per gli  enti  di
  ricerca.  Possiamo  emendarlo, in deroga alla legge  urbanistica.
  Solo in questo senso, se il Presidente è d'accordo.

   PRESIDENTE. L'emendamento 5.3 è accantonato.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Signor presidente, dato  che
  dovremmo approvare e adottare questo piano, ne terremo conto  nel
  piano,  nel  senso che il piano sarà vincolante  e  servirà  come
  regolamento;  nel senso che, se una università deve  sperimentare
  il  pannello  solare  innovativo e  deve  fare  un  impianto  per
  sperimentare  innovazione, se permette, con i  milioni  di  metri
  quadrati  di  territorio  che  abbiamo,  lo  farà  non  in   area
  archeologica.
   Dovesse  invece,  l'università realizzare, a fini  sperimentali,
  un  parco fotovoltaico, di sessantacinque ettari piuttosto che 55
  pali da 150 metri, va al di là.
   Voglio   dirle  che,  siccome  di  questo  argomento  ci  stiamo
  occupando, le posso assicurare, anzi traiamo spunto da questo suo
  intervento,  per inserire nel piano energetico la  facoltà  delle
  università  di  sperimentare  le  loro  ricerche  nell'ambito  di
  territori  delimitati. Certo, se c'è da montare una pala  da  300
  metri piuttosto che da 110-120, lo si farà lontano dai templi  di
  Agrigento piuttosto che dalla Villa del Casale.

   GALVAGNO.  Nel  rispetto  dei vincoli  archeologici,  sismici  e
  idrogeologici.

   PRESIDENTE. Onorevole Galvagno, se togliamo la frase  in  deroga
  a  leggi e regolamenti  e rileggiamo l'emendamento, non significa
  nulla  perché  è chiaro che questo emendamento vuole  essere  una
  deroga  alle  leggi, allora, non siamo autorizzati a  derogare  a
  leggi nazionali.
   Direi   che,   forse,  è  molto  più  saggio  che   lei   ritiri
  l'emendamento;  presentiamo un ordine del giorno che  il  Governo
  accetta  come  raccomandazione  e,  certamente,  può  avere   una
  maggiore  efficacia. Spogliare l'emendamento  significa  renderlo
  inutile.  E'  molto più utile, invece, un ordine del  giorno  che
  l'Aula può votare.

   CAPUTO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO,   presidente   della  Commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  se passiamo all'emendamento  5.2,  a  firma
  dell'onorevole  Maira che, sostanzialmente, con una  formulazione
  migliore  e, sicuramente, accettabile, esprime lo stesso concetto
  dell'onorevole  Galvagno, quindi, l'onorevole  Galvagno  potrebbe
  aggiungere  la firma a quello dell'onorevole Maira che  raggiunge
  lo stesso obiettivo.

   PRESIDENTE.  No,  perché  l'emendamento a  firma  dell'onorevole
  Maira  avrebbe  avuto la stessa sorte dell'emendamento  Galvagno,
  per   cui   gli  onorevoli  Maira  e  Galvagno  potranno  firmare
  tranquillamente un ordine del giorno.
   Gli emendamenti, quindi, si intendono ritirari.
   Pongo  in  votazione l'articolo 5, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                                Art. 6.
                      Contratti di programma regionali per lo
                        sviluppo delle attività industriali

   1.  Gli  aiuti di Stato di competenza dell'Assessorato regionale
  dell'industria  possono  essere concessi,  secondo  la  procedura
  prevista all'articolo 188 della legge regionale 23 dicembre 2000,
  n.  32,  anche mediante contratti di programma regionali  per  lo
  sviluppo  delle  attività industriali, inclusa la  produzione  di
  energia   da   fonti   rinnovabili,  le  attività   di   ricerca,
  trasferimento tecnologico e sviluppo sperimentale.

   2.  I  contratti  di programma regionali per lo  sviluppo  delle
  attività   industriali   sono   finalizzati   a   sostenere    la
  realizzazione  di  grandi  investimenti  diretti  allo   sviluppo
  integrato  del  territorio e aventi contenuto innovativo  e  sono
  stipulati  dall'Assessore regionale per l'industria, in  coerenza
  con  le  linee  di  programmazione regionale,  anche  utilizzando
  risorse trasferite dallo Stato.

   3.  La  proposta  di  contratto di programma  regionale  per  lo
  sviluppo   delle   attività  industriali   ha   ad   oggetto   la
  realizzazione di un progetto industriale e può essere  presentata
  da  un'impresa di qualsiasi dimensione. Per progetto industriale,
  ai   fini   del   presente  articolo,  si  intende  un'iniziativa
  imprenditoriale,   eventualmente   attuata   da   più    imprese,
  finalizzata  alle  attività indicate  al  comma  1,  per  la  cui
  realizzazione  sono  necessari  uno  o  più  programmi  di  spesa
  strettamente  connessi  e  funzionali  tra  loro.   Il   progetto
  industriale può altresì prevedere la realizzazione di  funzionali
  opere infrastrutturali, materiali ed immateriali, finanziata  con
  risorse  pubbliche  se  le opere ricadono nell'ambito  dei  piani
  regolatori dei Consorzi per le aree di sviluppo industriale.

   4.  I  soggetti  beneficiari  delle  agevolazioni  previste  dal
  contratto  di programma regionale per lo sviluppo delle  attività
  industriali   sono  l'impresa  che  propone  il   contratto   ed,
  eventualmente,  altre  imprese,  di  qualsiasi  dimensione,   che
  realizzano i programmi di spesa previsti dal progetto industriale
  indicato al comma 3.

   5.  L'importo  complessivo delle spese ammissibili previste  dal
  progetto  industriale non è inferiore a 20 milioni  di  euro,  ad
  eccezione   di   quello  relativo  alle  opere  infrastrutturali.
  Nell'ambito  del  progetto industriale, il  programma  presentato
  dall'impresa  proponente  prevede spese  ammissibili  di  importo
  complessivo non inferiore a 8 milioni di euro. Fatto salvo quanto
  stabilito  per  il programma presentato dall'impresa  proponente,
  l'importo  delle  spese  ammissibili  di  ciascuno  degli   altri
  programmi non può essere inferiore a 1,5 milioni di euro.

   6.    L'impresa   proponente,   al   fine   di   garantire    la
  semplificazione e l'accelerazione delle procedure di accesso alle
  agevolazioni,  dimostra, già in sede di domanda, la sostenibilità
  tecnico  economica  e finanziaria del business  plan,  il  merito
  creditizio e la cantierabilità dell'intero progetto industriale.

   7.  Per  la  gestione  degli  interventi  oggetto  del  presente
  articolo,  l'Assessorato dell'industria è autorizzato a  servirsi
  delle  procedure previste dall'articolo 4, comma 1,  della  legge
  regionale  22 dicembre 2005, n. 20; ad avvalersi di  un  soggetto
  selezionato  ai sensi dell'articolo 185 della legge regionale  n.
  32/2000  e successive modifiche e integrazioni, ovvero di società
  a  totale partecipazione della Regione siciliana, sulla  base  di
  un'apposita  convenzione, predisposta dallo  stesso  Assessorato,
  tesa     ad    evitare     duplicazioni dell'attività istruttoria
  ed  assicurare snellezza e rapidità procedurale; ad avvalersi  di
  esperti,  ai  sensi dell' articolo 185, comma 6,  della  medesima
  legge regionale n. 32/2000 e successive modifiche e integrazioni,
  da   individuare,  per  i  progetti  di  ricerca,   trasferimento
  tecnologico  e  sviluppo sperimentale, con le  modalità  indicate
  all'articolo  5,  comma 4, con oneri a carico degli  stanziamenti
  cui gli interventi si riferiscono.

   8.  Con  decreto dell'Assessore regionale per l'industria,  sono
  definiti  i  criteri, le condizioni e le modalità di  concessione
  delle agevolazioni attraverso la sottoscrizione dei contratti  di
  programma regionali per lo sviluppo delle attività industriali  e
  sono  individuate,  tra  gli  stanziamenti  relativi  agli  aiuti
  previsti  al  comma 1 o finalizzati alla realizzazione  di  opere
  infrastrutturali   nei  Consorzi  per   le   aree   di   sviluppo
  industriale, le risorse destinate al finanziamento dei  contratti
  di programma.

   9.  La  Regione può altresì partecipare a contratti di programma
  statali  con  i  fondi  stanziati per i regimi  di  aiuto  aventi
  finalità analoghe .

   All'articolo 6, è stato presentato un solo emendamento, il  6.1,
  a firma del Governo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   CAPUTO,  presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 6, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne dò lettura:

                               Art. 7.
                   Accertamenti  di  spesa  e controlli

   1.  L'Assessore regionale per l'industria, con il decreto di cui
  all'articolo  190,  comma 4, della legge  regionale  23  dicembre
  2000,  n. 32, stabilisce altresì i compensi da corrispondersi  ai
  soggetti,  inclusi, previa contrattazione sindacale, i dipendenti
  regionali in servizio presso il Dipartimento regionale industria,
  incaricati  per  i controlli previsti dal comma  1  del  medesimo
  articolo   190,  riferiti  anche  ai  programmi  di  investimenti
  finanziati nell'ambito del P.O.R. Sicilia 2000/2006 e del PO FESR
  2007-2013.

   2.  Analogamente, con proprio decreto, l'Assessore regionale per
  l'industria  stabilisce  i  compensi  da  corrispondersi,  previa
  contrattazione  sindacale, ai dipendenti per l'effettuazione  dei
  controlli  previsti dall'articolo 24 del D.P.R. 27 ottobre  1971,
  n. 1269 e dall'articolo 11 del D.P.R. 18 aprile 1994, n. 420.

   3.  Agli  oneri  discendenti dall'applicazione del  comma  1  si
  provvede,   nei  limiti  consentiti  dai  regolamenti  comunitari
  sull'ammissibilità  delle  spese, con le  risorse  relative  alle
  medesime misure del POR 2000-2006 e del PO FESR 2007-2013  cui  i
  controlli  si  riferiscono  e, per  la  restante  parte,  con  le
  disponibilità  del  capitolo 242504 del  bilancio  della  Regione
  ovvero  con gli stanziamenti previsti per l'attuazione dei regimi
  di  aiuto interessati. Gli oneri derivanti dall'applicazione  del
  comma 2 sono a carico dei concessionari .

   Pongo  in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne dò lettura:

                           Art. 8.
                   Norme  di  salvaguardia comunitaria

   1.   L'applicazione  delle  disposizioni  della  presente  legge
  concernenti  aiuti alle imprese è subordinata al  rispetto  della
  vigente normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato e, per
  la  parte  non  attuata in regime di esenzione, alla  definizione
  della  procedura  prevista dall'articolo  88,  paragrafo  2,  del
  Trattato CE.

   Comunico  che sono stati presentati due emendamenti del Governo,
  8.2 e 8.1. Sull'8.2 il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.

   GIANNI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, con questo emendamento attingiamo  ai
  fondi  di riserva dell'IRFIS fino a quando il nuovo gestore unico
  non  avrà completato l'esito della gara che c'è in corso, fra sei
  mesi o sette mesi, quando sarà. Intanto lo utilizziamo.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 8.1.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 8, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvato)

    Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                               Art. 9.
                      Fondi a gestione separata

   1.   Nelle  more  dell'attivazione  del  Fondo  unico   di   cui
  all'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, la
  copertura  finanziaria degli interventi di cui  al  comma  1  del
  citato  articolo  61 è assicurata, sulla base di criteri  fissati
  dall'assessore  regionale per l'industria  con  proprio  decreto,
  indistintamente da tutti i fondi a gestione separata  di  cui  al
  comma 9 del medesimo articolo 61.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               Art. 10.
                       Prestiti partecipativi

   1.  I  commi  da 1 a 9 dell'articolo 26 della legge regionale  1
  settembre 1993, n. 25, così come sostituito dall'articolo 2 della
  legge  regionale  27 settembre 1995, n. 66, sono  sostituiti  dai
  seguenti:

    1.  Allo  scopo  di  favorire  la partecipazione  del  capitale
  privato  al finanziamento dei programmi di sviluppo delle piccole
  e   medie  imprese,  l'assessorato  regionale  dell'industria   è
  autorizzato  a  concorrere  alla  costituzione,  ai  fini   della
  concessione   di   prestiti  partecipativi,  di   un   fondo   di
  investimento  di  private equity' orientato al profitto,  gestito
  secondo  criteri commerciali, in conformità alle  previsioni  del
  Regolamento  (CE)  n. 800/2008 del 6 agosto 2008  in  materia  di
  aiuti  sotto  forma  di  capitale di  rischio,  pubblicato  nella
  G.U.U.E. n. 214 del 9 agosto 2008.

   2.   I  prestiti partecipativi sono erogati alle piccole e medie
  imprese  costituite  sotto  forma di  società  di  capitale,  per
  adeguarne  la  struttura  finanziaria a fronte  di  programmi  di
  sviluppo  riguardanti  la  realizzazione  di  nuovi  investimenti
  fissi,  l'attività  produttiva ed  il  potenziamento  della  rete
  commerciale,   che  comportino  un  incremento   del   fabbisogno
  finanziario aziendale.

   3.   Il   rendimento   del   prestito  partecipativo   si   basa
  principalmente    sull'andamento    economico    delle    imprese
  destinatarie;  l'onere della relativa remunerazione  grava  sulla
  società  che utilizza il prestito mentre le quote di ammortamento
  del capitale saranno corrisposte dai soci.

   4.    I  prestiti  partecipativi  hanno  una  durata  minima  di
  quattro  anni  e massima di otto anni, ivi compreso un  eventuale
  periodo di preammortamento non superiore ad un anno.

   5.    L'Assessore regionale per l'industria fissa,  con  proprio
  decreto,  le  modalità  e  le procedure per  la  concessione  dei
  prestiti  partecipativi,  la  misura  massima  del  finanziamento
  concedibile  e quant'altro necessario in ordine alla  attivazione
  del sistema di intervento di cui al presente articolo.'.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               Art. 11.
                  Accertamenti di spesa e controlli

   1.  L'Assessore regionale per l'industria, con il decreto di cui
  all'articolo  190,  comma 4, della legge  regionale  23  dicembre
  2000,  n. 32, stabilisce altresì i compensi da corrispondersi  ai
  soggetti,  inclusi, previa contrattazione sindacale, i dipendenti
  regionali in servizio presso il Dipartimento regionale industria,
  incaricati  per  i controlli previsti dal comma  1  del  medesimo
  articolo   190,  riferiti  anche  ai  programmi  di  investimenti
  finanziati nell'ambito del P.O.R. Sicilia 2000/2006 e del PO FESR
  2007-2013.

   2.  Analogamente, con proprio decreto, l'Assessore regionale per
  l'industria  stabilisce  i  compensi  da  corrispondersi,  previa
  contrattazione  sindacale, ai dipendenti per l'effettuazione  dei
  controlli  previsti dall'articolo 24 del D.P.R. 27 ottobre  1971,
  n. 1269 e dall'articolo 11 del D.P.R. 18 aprile 1994, n. 420.

   3.  Agli  oneri  discendenti dall'applicazione del  comma  1  si
  provvede,   nei  limiti  consentiti  dai  regolamenti  comunitari
  sull'ammissibilità  delle  spese, con le  risorse  relative  alle
  medesime misure del POR 2000-2006 e del PO FESR 2007-2013  cui  i
  controlli  si  riferiscono  e, per  la  restante  parte,  con  le
  disponibilità  del  capitolo 242504 del  bilancio  della  Regione
  ovvero  con gli stanziamenti previsti per l'attuazione dei regimi
  di  aiuto interessati. Gli oneri derivanti dall'applicazione  del
  comma 2 sono a carico dei concessionari.'.

   Onorevoli  colleghi  comunico  che  all'articolo  11   è   stato
  presentato  l'emendamento 11.1, a firma del Governo, al  quale  è
  stato presentato un subemendamento 11.1.1, a firma dell'Assessore
  per  il  bilancio e le finanze, onorevole Cimino:  Sopprimere  da
   per gli esercizi finanziari successivi' sino a  n. 10' .

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

   (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 11.1, così come emendato  dal
  subemendamento. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   CRACOLICI. Signor Presidente, la copertura è solo per il 2008?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  c'è  la  copertura  per   il
  triennio.  Nell'emendamento 11.1 del Governo,  c'è  la  copertura
  triennale.

   CRACOLICI. Intanto, qui è solo per il 2008.

   GIANNI, assessore per l'industria. La copertura è per il 2009.

   ANTINORO,  assessore  per  i  beni culturali,  ambientali  e  la
  pubblica istruzione. E' 50 migliaia per il 2009.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'articolo  11,  nel   testo
  risultante.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

      Si  passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                               Art. 12.
                  Norme di salvaguardia comunitaria

   1.  L'applicazione  delle  disposizioni  della  presente  legge
  concernenti  aiuti alle imprese è subordinata al rispetto  della
  vigente  normativa comunitaria in materia di aiuti di  Stato  e,
  per   la  parte  non  attuata  in  regime  di  esenzione,   alla
  definizione della procedura prevista dall'articolo 88, paragrafo
  2, del Trattato CE.'

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

           Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                               Art. 13.
         Norma per favorire i progetti di investimento alle
                       imprese ubicate in zone
                        agricole svantaggiate

   1.  Una  quota  pari al venti per cento delle  risorse  previste
  dalla  presente legge è destinata ai contributi per  progetti  di
  investimento  alle  imprese  industriali,  comunque   denominate,
  ubicate in zone agricole svantaggiate.'.

   Onorevoli  colleghi, comunico che, all'articolo 13,  sono  stati
  presentati   tre  emendamenti  che  sono  stati  trasmessi   alla
  Commissione  Bilancio la quale non ha dato parere, per  cui  sono
  inammissibili.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 13,  nel  testo  esitato  dalla
  Commissione  bilancio.  Chi  è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

      Si passa all'esame dell'articolo 14. Ne do lettura:

                                              Art. 14.
                          Entrata in vigore

      1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
  della Regione siciliana.

       2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla  e  di
  farla osservare come legge della Regione .

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Avverto  che  la votazione finale del disegno di  legge  avverrà
  successivamente.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Seguito  della  discussione del disegno di legge  «Iniziative  a
  sostegno  dei consorzi fidi. Misure a favore di soggetti pubblici
  regionali  per  le anticipazioni sulle liste di carico  poste  in
  riscossione» (259/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si procede con il seguito  della
  discussione  del  disegno  di legge numero  259/A  «Iniziative  a
  sostegno  dei consorzi fidi. Misure a favore di soggetti pubblici
  regionali  per  le anticipazioni sulle liste di carico  poste  in
  riscossione».
   Ricordo che l'esame era stato interrotto nella seduta numero  45
  del 27 novembre 2008, in sede di esame dell'articolo 2.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  è   per
  parlare  dell'emendamento ma sto usando  l'occasione.  Credo  sia
  corretto da parte di tutti noi evidenziare il fatto che una parte
  politica ha abbandonato la seduta e ha abbandonato quest'Aula.

   PRESIDENTE.  Non è così, onorevole Cracolici. E' momentaneamente
  impegnata  in una  riunione di gruppo; i colleghi si  trovano  là
  dietro, pronti ad entrare quando si voteranno i disegni di legge.
  Comunque, c'è l'onorevole Vinciullo e qualche altro deputato  del
  PDL, se si riferisce al PDL.

   CRACOLICI. Signor Presidente, vorrei farle notare che il  gruppo
  del  PD  è  maggioranza in Aula e se la legge su regime di  aiuti
  come  quella sui Consorzi fidi, come il voto agli ultimi articoli
  della  legge  sui  dipartimenti ha avuto il  voto  da  parte  del
  Parlamento, ciò è avvenuto grazie al fatto che il gruppo  del  PD
  non  solo  è rimasto in Aula ma ha mantenuto di fatto  il  numero
  legale.
   Al  di  la però degli aspetti formali, credo, signor Presidente,
  che  stiamo  andando  avanti e andremo  avanti  nell'impegno  che
  abbiamo  preso perché la finestra si concluda con  i  disegni  di
  legge  e  con l'approvazione; vorrei dire però ancora una  volta,
  questa  sera, che l'ultimo epilogo di questa finestra  è  che  la
  maggioranza  è di fronte ad una crisi politica che non  può  fare
  finta  di non vedere o di non comprendere le ragioni per le quali
  quest'Aula, stasera, ha una parte politica che non è presente  ai
  lavori.
   Dico  ciò perché credo che sarebbe stato ipocrita, da parte  mia
  e  da parte del nostro gruppo, fare finta di nulla. Il PDL, nella
  sua  larga maggioranza, non è più presente. Non la considero  del
  PDL, signor Presidente.

   PRESIDENTE. No, infatti, sono super partes.

   CRACOLICI.  Mi  pare,  quindi, che questo stia  evidenziando  il
  dato  che plasticamente si è rappresentato in queste ore  di  una
  crisi politica di cui il Presidente della Regione debba trarne le
  conseguenze.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Cracolici.   Eravamo   rimasti
  all'emendamento  2.13  che  è  ritirato;  il  2.9   era   rimasto
  accantonato ed è ritirato anche quello.
   Si passa all'emendamento 2.1, a firma del Governo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura.

                                Art. 3
            Misure  per lo sviluppo  dei Consorzi fidi

   Ai  fini  dell'applicazione dell'articolo 1,  comma  134,  della
  legge  12 dicembre 2007, n. 244, i consorzi fidi sono autorizzati
  a imputare al fondo consortile, al capitale sociale o ad apposita
  riserva,  le  risorse allocate presso i fondi  rischi  costituiti
  tramite integrazioni regionali, esistenti alla data del 30 giugno
  2007.  La relativa delibera deve essere assunta entro 180  giorni
  dall'entrata in vigore della presente legge .

      Lo pongo in votazione.
     Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                                Art. 4
         Misure a favore di soggetti pubblici regionali per
         l'acquisizione di liquidità anticipata sulle liste
                   di carico poste in riscossione

   1.  Al  fine di assicurare le anticipazioni a soggetti  pubblici
  regionali per l'acquisizione di liquidità anticipata sulle  liste
  di  carico  poste  in  riscossione, l'assessorato  regionale  del
  bilancio  e  alle  finanze è autorizzato a  concedere  contributi
  annui  in  favore di Riscossione Sicilia S.p.a. a  ristoro  degli
  interessi  passivi sopportati per la concessione  delle  predette
  anticipazioni.

   2.  Entro  trenta giorni dalla data di entrata in  vigore  della
  presente  legge  l'Assessorato regionale  del  bilancio  e  delle
  finanze  adotta  le  disposizioni attuative di  cui  al  presente
  articolo. Per le finalità del presente articolo è autorizzata  la
  spesa di 2.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario  2008
  e   di   5.000   migliaia  di  euro  a  decorrere  dall'esercizio
  finanziario 2009.

   Alla  spesa autorizzata per l'esercizio finanziario 2008  si  fa
  fronte  con le disponibilità della U.P.B.4.2.1.5.2. cap.  215704.
  Gli  oneri  per  gli  esercizi finanziari  2009  e  2010  trovano
  riscontro nel bilancio pluriennale 2008-2010 U.P.B. 4.2.1.5.2 .

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

    -dal Governo:  4.1, A 3;
  -dalla Commissione: 4.2 e A 2;
  -dall'onorevole Savona A 1;
  -dagli onorevoli Maira e Fagone:  4.1 bis

   Si passa all'emendamento 4.2.
      Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

       CIMINO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                                       (E' approvato)

       CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo
  di parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CIMINO,  assessore  per il bilancio e le finanze.  L'emendamento
  approvato è l'emendamento 4.2, a firma della Commissione ?

   PRESIDENTE.  A  firma dell'onorevole Savona,  che  ha  avuto  il
  parere della Commissione Bilancio.

   CIMINO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Ho   un
  emendamento 4.2, a firma della Commissione.

   PRESIDENTE.  L'emendamento 4.1 bis è  assorbito.  L'emendamento
  4.1 è dichiarato inammissibile.
   Comunico  che  è  stato  presentato, in  questo  momento,  un
  emendamento  da parte dell'onorevole Maira che viene  valutato
  dagli Uffici.
   Si  torna al fascicolo. Si procede con l'emendamento  A.2,  a
  firma  dell'onorevole Savona, che è stato già approvato  dalla
  Commissione Bilancio.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

   (E' approvato)

   L'emendamento A 1 è assorbito.
   L'emendamento 4.1 è inammissibile.
   Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo risultante.

   CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze.  Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  prima  di  porre  in votazione  l'articolo,  vorrei
  chiedere una sospensione di 5 minuti.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'assessore per il  bilancio  e
  le finanze ha chiesto una breve sospensione dei lavori d'Aula.
   L'Aula è sospesa per cinque minuti e la Commissione Bilancio  è
  autorizzata  a  riunirsi per fornire, eventualmente,  un  parere
  straordinario.

    (La seduta, sospesa alle ore 23.26, è ripresa alle ore 23.36)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Discussione del disegno di legge  Disegno di legge voto da
  sottoporre al Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'articolo
   18 dello Statuto, recante  Modifiche alla legge 31 maggio 1965,
    n. 575 e successive modifiche ed integrazioni, in materia di
   assegnazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata
                               (284/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, in attesa  che  la  Commissione
  Bilancio   esprima  il  parere  richiesto,   se   non   vi   sono
  osservazioni, si passa all'esame disegno di legge posto al n.  5)
  del  III  punto dell'ordine del giorno «Disegno di legge voto  da
  sottoporre al Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'articolo
  18  dello Statuto, recante  Modifiche alla legge 31 maggio  1965,
  n.  575  e  successive modifiche ed integrazioni, in  materia  di
  assegnazione  dei  beni confiscati alla criminalità  organizzata»
  (284/A).
   Invito  i componenti la I Commissione a prendere posto al  banco
  alla medesima assegnato.
   Invito il relatore a svolgere la relazione.

   MINARDO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, con questo disegno di legge voto,
  ai  sensi  dell'articolo 18 dello Statuto, l'Assemblea  regionale
  siciliana  fa voti affinché il Parlamento nazionale,  sia  Camera
  che  Senato,  provveda alla modifica della legge 31 maggio  1965,
  numero 575 e successive modifiche ed integrazioni.
   Dico   ciò  proprio  per  due  ragioni  ben  precise:  significa
  assegnare   al  territorio  in  cui  ha  operato  la  criminalità
  organizzata  ed è strategico per la stessa lotta alla criminalità
  mafiosa.  E,  poi, serve per le comunità locali,  come  forma  di
  ristoro  e  di risarcimento per il danno provocato alla  comunità
  stessa.
   Per  questo  motio, concludo dicendo che è un  fatto  importante
  che,  sicuramente,  tutti i beni confiscati  alla  mafia  possano
  ritornare  alla  nostra Regione, ai nostri  territori  ed  essere
  utilizzati.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la  discussione
  generale.
   Non  avendo  alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro  chiusa
  la  discussione  generale  e  pongo  in  votazione  il  passaggio
  all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                            «Articolo 1.
          Assegnazione dei beni confiscati alla criminalità
                             organizzata

     1.  L'Assemblea  regionale siciliana, ai sensi  dell'articolo
  18  dello  Statuto  regionale, fa  voti  affinché  le  Assemblee
  legislative  dello  Stato,  nel  quadro  di  una  precisa  linea
  strategica  di contrasto della criminalità organizzata  di  tipo
  mafioso, provvedano alla modifica della legge 31 maggio 1965, n.
  565  e  successive modifiche ed integrazioni, in  conformità  ai
  seguenti principi:
  a)   riconoscimento   espresso  della  assegnazione   dei   beni
  confiscati  come  strumento  territoriale  di  contrasto   delle
  associazioni di tipo mafioso e di ristoro delle comunità  locali
  direttamente danneggiate;
  b)  assegnazione in via prevalente, fatte salve  le  prerogative
  istituzionali  dello Stato, dei beni confiscati e delle  risorse
  derivanti    dal    recupero    dei    crediti,    dall'affitto,
  dall'alienazione    o   dalla   liquidazione,    per    finalità
  istituzionali o sociali, al patrimonio della Regione nella quale
  l'attività illecita sia stata posta in essere in via esclusiva o
  prevalente».

   Dispongo  che  in sede di coordinamento gli Uffici provvedano  a
  modificare  il  titolo  in   Modalità di  assegnazione  dei  beni
  confiscati alla criminalità organizzata .

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   L'onorevole  Speziale,  così,  potrà  portare  alla  Commissione
  Nazionale Antimafia anche questo altro segnale del Parlamento.
   Onorevoli    colleghi,   il   voto   finale    verrà    espresso
  successivamente, insieme agli altri disegni di legge.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


         Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge
    «Iniziative a sostegno dei Consorzi fidi. Misure a favore di
    soggetti pubblici regionali per le anticipazioni sulle liste
                  di carico in riscossione» (259/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, riprende il seguito  dell'esame
  del  disegno  di legge «Iniziative a sostegno dei Consorzi  fidi.
  Misure   a   favore  di  soggetti  pubblici  regionali   per   le
  anticipazioni sulle liste di carico in riscossione» (259/A).

   SAVONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  chiedo   di
  rinviare  l'approvazione dell'emendamento relativo  ai  forestali
  alla  seduta  di  domani mattina, per dare modo  agli  Uffici  di
  ultimare  la  formulazione, per poi procedere,  in  serata,  alla
  votazione finale.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  stasera,  abbiamo   esaminato
  quattro disegni di legge. Adesso, c'è un problema urgente  che  è
  stato  sottoposto,  legittimamente,  dall'assessore  Cimino,  che
  riguarda  i  forestali.  Avremmo una legge  che,  oggi,  lasciamo
  incompleta, cioè la legge sull'EAS.
   Potremmo,  pertanto,  votare questi  quattro  disegni  di  legge
  stasera  e autorizzo, per domani mattina, la Commissione Bilancio
  a  riunirsi  per  dare copertura finanziaria all'emendamento  del
  Governo  che  riguarda  i  forestali e che  verrebbe  trasferito,
  automaticamente, nel disegno di legge relativo all'EAS.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                       Sull'ordine dei lavori

   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  onorevole  Assessore,  onorevoli  colleghi,  premesso  che   sono
  d'accordo  sul  fatto che si risolva il problema  dei  forestali,
  voglio  fare  presente  che esiste un altro  problema  molto  più
  grave, di cui ancora non si ha contezza e che è legato a 32  mila
  precari  degli  enti  locali. Se non  si  dà  immediatamente  una
  copertura,  questi  soggetti avranno seri problemi.  Ricordiamoci
  che  i  precari  degli  enti locali sono  precari  con  contratti
  finanziati di anno in anno ed hanno problemi legati a mutui, casa
  ed altro.
   Esorto,  pertanto, il Governo a trovare una soluzione  immediata
  anche per i precari degli enti locali.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge «Iniziative
      a sostegno dei Consorzi fidi. Misure a favore di soggetti
  pubblici regionali per le anticipazioni sulle liste di carico in
                        riscossione» (259/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, riprende il seguito  dell'esame
  del  disegno  di  legge  numero 259  Iniziative  a  sostegno  dei
  Consorzi fidi. Misure a favore di soggetti pubblici regionali per
  le anticipazioni sulle liste di carico in riscossione .
   Ricordo  che  prima  di sospensione eravamo all'articolo  4.  Lo
  pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             Articolo 5.
                          Entrata in vigore

   1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione .

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Avverto  che la votazione finale del disegno di legge avverrà
  successivamente.

       Annunzio di presentazione dell'ordine del giorno n. 54

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato  presentato
  l'ordine  del  giorno numero 54:   Interventi presso  il  Governo
  nazionale  per salvaguardare la continuità operativa  ai  livelli
  occupazionali dell'Aeroporto falcone-Borsellino di  Palermo .  Ne
  do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  Compagnia aerea italiana s.p.a., che ha rilevato la  società
  Alitalia  s.p.a., nella redazione del 'Piano Fenice', ha previsto
  un    sostanziale   ridimensionamento   operativo   dello   scalo
  aeroportuale Falcone e Borsellino di Palermo;

   a   seguito  di  tale  decisione,  il  nuovo  piano  industriale
  previsto dalla Compagnia aerea italiana ha avuto come conseguenze
  immediate   un   consistente   ridimensionamento   dello    scalo
  aeroportuale siciliano, con conseguente riduzione delle tratte di
  collegamento che da 14 sono passate a 4 nelle direzioni di Roma e
  Milano;

   questa  decisione  ha  determinato  il  forte  pericolo  di  una
  compressione  dei livelli occupazionali, con conseguente  perdita
  di almeno 216 posti di lavoro nel settore dei servizi di handling
  e di assistenza agli aeromobili;

   tale  situazione  è stata posta all'attenzione sia  del  Governo
  regionale che di quello nazionale da parte del dirigente generale
  e  dell'amministratore delegato della società GESAP che  gestisce
  lo scalo aeroportuale e tutti i servizi connessi;

   il  numero  dei  passeggeri in transito  da  e  per  l'aeroporto
  palermitano si è ridotto dello 0,7% rispetto a quello di Catania,
  che   invece  registra  un  consistente  aumento  del   personale
  viaggiante e delle tratte aeree da parte di diverse compagnie;

   considerato che la Compagnia aerea italiana, più volte  invitata
  ad incontri, ha manifestato concomitanti impegni, determinando di
  fatto   l'impossibilità  di  costituire   un   tavolo   operativo
  finalizzato ad affrontare i nuovi problemi determinati dal  nuovo
  assetto societario;
   ritenuto che:

   la   situazione  ha  assunto  toni  ancora  più   delicati,   in
  conseguenza del fatto che gli attuali collegamenti Alitalia - Air
  One  tra  il capoluogo siciliano e il resto del Paese stanno  per
  essere  diminuiti  dagli  attuali  36  ai  20-25  previsti,   con
  conseguente  nascita di pesanti disservizi e di crisi  sul  piano
  occupazionale;

   la  situazione è diventata ancora più grave per quanto  concerne
  i   lavoratori  impegnati  nel  servizio  call-center  Alicos  di
  Palermo, all'interno del quale nella sola sede siciliana lavorano
  1.600  persone,  la  maggior parte delle  quali  presta  servizio
  esclusivamente per l'Alitalia;

   nel  corso  dell'audizione tenutasi in data 24 novembre  2008  i
  rappresentanti  sindacali dei lavoratori  e  il  portavoce  della
  società  Alicos  e  del gruppo Alma Viva hanno  rappresentato  il
  pericolo  che la società stessa, in attesa di sviluppi  positivi,
  non  potrà garantire gli stipendi ai lavoratori e il mantenimento
  per il futuro dei posti di lavoro;

   nella stessa riunione, svoltasi a Roma il 7 ottobre 2008 tra  le
  segreterie   nazionali   delle   organizzazioni   sindacali   dei
  lavoratori  e  i  vertici dell'azienda Alicos e del  gruppo  Alma
  Viva,  è  stata denunciata la circostanza che il credito  vantato
  nei  confronti dell'Alitalia, che ammonta a oltre  7  milioni  di
  euro,  ha drasticamente ridotto le capacità economiche del  call-
  center Alicos di Palermo;

   tale   situazione,  estremamente  drammatica,  se  non  risolta,
  rischia  di avere devastanti effetti nei confronti dell'aeroporto
  Falcone  e Borsellino di Palermo e dei lavoratori che con diverse
  mansioni svolgono servizio sia all'interno che all'esterno  dello
  scalo aeroportuale;

   ritenuto altresì che:

   è  necessario  che  il  Governo  della  Regione  intervenga  nei
  confronti  del  Governo nazionale e del commissario straordinario
  di  Alitalia  al fine di avere visibilità e certezze  nel  quadro
  complessivo delle scelte sui crediti, sul debito che la Compagnia
  aerea  italiana  ha verso Alicos, nonché di avere garanzie  certe
  sul  prosieguo,  in  questa fase di transizione,  delle  attività
  svolte dall'azienda palermitana;

   è  altresì  necessario che il Governo della  Regione  intervenga
  nei  confronti dei rappresentanti della Compagnia aerea italiana,
  impegnati in queste ore nella definizione dei dettagli del  nuovo
  piano industriale, al fine di avere la certezza che, a fronte  di
  un  servizio  necessario, quale quello del  call-center  e  della
  biglietteria,  la  nuova  compagnia aerea  intenda  mantenere  un
  rapporto  commerciale  con  Alicos,  garantendo  in  futuro  tale
  commessa    quale   condizione   essenziale   per    la    difesa
  dell'occupazione;

   è  indispensabile  che il Governo della Regione  intervenga  nei
  confronti del Governo nazionale, del commissario di Alitalia, dei
  rappresentanti  del  gruppo Compagnia  aerea  italiana,  affinché
  siano  garantiti  il  mantenimento dei  livelli  operativi  e  la
  funzionalità dell'aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo,

                 impegna il Presidente della Regione

   ad  attivare  ogni  iniziativa istituzionale presso  il  Governo
  nazionale    al    fine    di   evitare   il    ridimensionamento
  dell'operatività dello scalo aeroportuale dell'aeroporto  Falcone
  e Borsellino di Palermo;

   ad  attivarsi  per  valutare la possibilità  di  acquistare  una
  quota azionari a della Compagnia aerea italiana;

   ad   intervenire  presso  il  Governo  nazionale  e  la  società
  Compagnia  aerea  italiana,  al fine  di  ottenere  garanzie  sul
  mantenimento    dei   livelli   occupazionali   dei    lavoratori
  dell'aeroporto di Palermo e del gruppo Alma Viva - Alicos, con il
  pagamento  dei  7  milioni  di euro e la puntuale  corresponsione
  degli stipendi».

                                CAPUTO - APPRENDI - LUPO - DONEGANI
                            VINCIULLO - ARICÒ - MARROCCO - COLIANNI

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli   colleghi,  pongo  in  votazione  la  delega   alla
  Presidenza per il coordinamento formale dei disegni di legge.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
      Norme per la riorganizzazione dei dipartimenti regionali.
    Ordinamento del Governo e dell'amministrazione della Regione
                         (197-80-112-bis/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  votazione  finale  per   scrutinio
  nominale del disegno di legge numeri. 197-80-112-bis/A  Norme per
  la  riorganizzazione dei dipartimenti regionali. Ordinamento  del
  Governo e dell'amministrazione della Regione .
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  73
   Maggioranza         37
   Favorevoli          73

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Votazione  finale  per scrutinio nominale del disegno  di  legge
   Disposizioni per favorire lo sviluppo del settore industriale in
  Sicilia  in  attuazione del programma operativo fondo europeo  di
  sviluppo regionale  (P.O.FESR 2007/2013)  (220/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  votazione  finale  per   scrutinio
  nominale  del  disegno  di legge numero 220/A   Disposizioni  per
  favorire  lo  sviluppo  del  settore industriale  in  Sicilia  in
  attuazione  del  programma operativo fondo  europeo  di  sviluppo
  regionale  (P.O. FESR 2007/2013) .
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  68
   Maggioranza         35
   Favorevoli          68

                        (L'Assemblea  approva)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Votazione  finale per scrutinio nominale del disegno  Iniziative
  a  sostegno  dei  Consorzi  fidi. Misure  a  favore  di  soggetti
  pubblici  regionali per le anticipazioni sulle  liste  di  carico
  poste in riscossione  (259/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  votazione  finale  per   scrutinio
  nominale del disegno di legge numero 259/A  Iniziative a sostegno
  dei Consorzi fidi. Misure a favore di soggetti pubblici regionali
  per le anticipazioni sulle liste di carico poste in riscossione .
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  77
   Maggioranza         39
   Favorevoli          77

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Votazione  finale  per scrutinio nominale del disegno  di  legge
   Disegno  di  legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento   della
  Repubblica,  ai  sensi  dell'articolo 18 dello  Statuto,  recante
  'Modifiche  alla  legge  31  maggio 1965,  n.  575  e  successive
  modifiche  ed integrazioni, in materia di assegnazione  dei  beni
  confiscati alla criminalità organizzata'  (284/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  votazione  finale  per   scrutinio
  nominale del disegno di legge numero 284/A  Disegno di legge voto
  da   sottoporre   al  Parlamento  della  Repubblica,   ai   sensi
  dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Modifiche alla legge  31
  maggio  1965,  n. 575 e successive modifiche ed integrazioni,  in
  materia  di  assegnazione  dei beni confiscati  alla  criminalità
  organizzata .
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  72
   Maggioranza         37
   Favorevoli          72

                        (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  ricordo  che  la  Commissione  Bilancio  è
  autorizzata  a  riunirsi,  domani  mattina,  per  il  parere  sui
  forestali  e  che  il  Governo sarà rappresentato  dall'onorevole
  Bufardeci e dall'onorevole Di Mauro.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,   presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  nella mattinata di domani,  definiremo,  in
  ordine  al  disegno di legge sugli enti locali, la riduzione  dei
  costi  e  tutto il resto. Se questo si facesse celermente,  credo
  che,  domani  pomeriggio, si potrebbe completare  con  l'esame  e
  l'approvazione  anche di questo testo che riguarda  la  riduzione
  dei  costi degli enti locali e consente, come sapete, il recupero
  di  circa  quaranta milioni di euro senza rischi. Ieri sera,  era
  stato  detto  con grande clamore; abbiamo rinviato in Commissione
  perché abbiamo tanti soldi e non sapevamo dove metterli.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata  ad  oggi,
  giovedì  4  dicembre 2008, alle ore 12,00 con il seguente  ordine
  del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   I - Comunicazioni.

   II  -  Discussione  del disegno di legge «Norme  in  materia  di
  gestione  di  risorse idriche integrato e di EAS in liquidazione»
  (192/A) (Seguito)

    La seduta è tolta alle ore 00.05 di giovedì, 4 dicembre 2008

          Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 04.00

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli

      ALLEGATO  EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA  SEDUTA

  DISEGNO   DI   LEGGE   NN.  197-80-112  BIS/A    NORME   PER   LA
  RIORGANIZZAZIONE  DEI  DIPARTIMENTI  REGIONALI.  ORDINAMENTO  DEL
  GOVERNO E DELL'AMMINISTRAZIONE DELLA REGIONE

     All'articolo 1:

   Emendamento 1.3:

  Alla  tabella  A  allegata all'articolo  1  sono  apportate  le
  seguenti modifiche:

  la   voce   Assessorato  regionale  dell'Agricoltura  e   delle
  Foreste ,    è   così   sostituita:    Assessorato    regionale
  dell'Agricoltura e delle foreste ;

  Dipartimento regionale degli interventi strutturali;

  Dipartimento regionale degli interventi infrastrutturali;

  Dipartimento regionale delle foreste;

  Dipartimento Azienda regionale foreste demaniali.

   Emendamento 1.1:

  La Tabella A allegata all'articolo 1 è così modificata:

   Assessorato regionale della sanità:

  - Dipartimento regionale per la pianificazione strategica;

  -   Dipartimento   regionale  per  le  attività   sanitarie   e
  Osservatorio epidemiologico .

     All'articolo 2:

   Emendamento 2.5:

  1.  All'Articolo 2, dopo il comma 7, è introdotto  il  seguente
  comma:

   7  bis.  Alla ricostituzione, qualora in un organo degli  enti
  pubblici di cui al precedente comma siano  previsti più di  tre
  componenti effettivi in rappresentanza della Regione  siciliana
  e  gli  stessi  siano  designati o  nominati  da  diversi  rami
  dell'amministrazione regionale, i componenti sono ridotti a tre
  e  vengono  nominati con decreto del Presidente  della  Regione
  previa delibera della Giunta regionale.

     Emendamento 2.2:

  Sopprimere il comma 8.

      All'articolo 3:

   Emendamento 3.3:

  Al   comma   1  dell'articolo  3  dopo  la  parola  "conferiti"
  aggiungere le parole "con la procedura ex articolo 11, comma 4,
  della legge regionale n. 20/2003".

   Emendamento 3.2:

  Al  comma  1  dopo  le  parole  della  Giunta  regionale   sono
  aggiunte   le  seguenti  parole:   su  proposta  dell'Assessore
  competente .

   Emendamento 3.4:

  Al  comma  2 dell'articolo 3 dopo la parola "20" aggiungere  le
  parole  "e  secondo  l'iter di cui  al  comma  2  del  medesimo
  articolo".

   Emendamento 3.5:

  Al  comma  3  dell'articolo 3 dopo la  parola  "abrogato"  sono
  aggiunte le parole "con cadenza biennale il Ragioniere Generale
  riferisce  al Governo circa l'andamento della spesa  a  seguito
  della riorganizzazione .

     All'articolo 9:

   Emendamento Gov. 1, comma 3:

  All'art.  9,  comma  1, dopo le parole  Alla  Presidenza  della
  Regione  sono  attribuiti i seguenti compiti: , e  prima  delle
  parole  Organizzazione dei lavori della Giunta regionale , sono
  aggiunte  le seguenti:  Rapporti con gli Organi centrali  dello
  Stato  e  di altri enti pubblici nazionali e con le Istituzioni
  dell'Unione Europea .

     All'articolo 10:

   Emendamento Gov. 1, comma 4:

  All'art.  10  comma  1, lett. a), dopo la  parola   mercati   è
  aggiunta la seguente:  Artigianato.

   Emendamento 10.5:

  Aggiungere  all'articolo 10 comma e), dopo le  parole  Servizio
  civile:

  Lavoro.   Attività  ispettive  e  di  vigilanza   sul   lavoro.
  Emigrazione   ed  immigrazione.  Cantieri  di   lavoro.   Fondo
  siciliano  per  l'occupazione. Servizi pubblici per  l'impiego.
  Armonizzatori   sociali.   Politiche   attive    del    lavoro.
  Orientamento  e  servizi  formativi  e  per  l'impiego.   Ciapi
  incentivi   per   l'occupazione.  Formazione   in   azienda   e
  nell'ambito  dei  rapporti  di  lavoro.  Tirocini  e  stage  in
  azienda.  Apprendistato e contratti di  inserimento  Fondo  per
  l'occupazione dei disabili. Lavori socialmente utili e workfare
  statistiche.

   Emendamento Gov. 1, comma 5:

  All'art.  10, comma 1, lett. c), prima delle parole  Patrimonio
  immobiliare   regionale    sopprimere   le   parole    Gestione
  finanziaria  del fondo sanitario.  ed aggiungere  le  seguenti:
   Demanio e .

   Emendamento Gov. 1, comma 6:

  All'art.  10,  comma  1,  lett. d), dopo  le  parole   attività
  estrattive.   sostituire   le parole  Risorse  idriche,  regime
  delle acque e dei rifiuti.  con le seguenti:  Cave, torbiere  e
  saline.

   Emendamento Gov. 1, comma 7:

  All'art.  10,  comma 1, lett. e), dopo le parole  Servizio  per
  l'impiego  lavoro;   aggiungere  le  seguenti:   Apprendistato.
  Previdenza sociale e assistenza ai lavoratori: rapporti con gli
  enti pubblici relativi .

   Emendamento Gov. 1, comma 8:

  All'art. 10, comma 1, lett. f), dopo le parole  Finanza locale
  aggiungere le seguenti:  , salve le competenze dell'Assessorato
  regionale dell'economia.

   Emendamento Gov. 1, comma 9:

  All'art. 10, comma 1, lett. g), dopo le parole  Inclusi  quelli
  turistici.   aggiungere  le seguenti:   Adempimenti  tecnici  e
  controlli   concernenti  le  opere  pubbliche   di   competenza
  regionale.

   Emendamento Gov. 1, comma 10:

  All'art.  10,  comma 1, lett. h), l'espressione  istruzione  di
  ogni ordine e grado.  è  sostituita dalla seguente:  Funzioni e
  compiti  regionali in materia di istruzione di  ogni  ordine  e
  grado.

   Emendamento Gov. 1, comma 11:

  All'art. 10, comma 1, lett. i), dopo le parole  interventi  nel
  settore  agricolo,   e  prima delle  parole   agroalimentare  e
  rurale ,  inserire la seguente:  zootecnico ;  dopo  le  parole
   Valorizzazione settore agroalimentare  inserire  le  seguenti:
   Trasformazione industriale dei prodotti agricoli. .

   Subemendamento 10.6.1 all'emendamento 10.6:

  Sopprimere le parole  gestione beni ambientali;

   Emendamento 10.6:

  Alla  lettera  i)  al  secondo rigo  dopo  la  parola   rurale
  aggiungere  e forestale . Alla fine della lettera i) aggiungere
   gestione beni ambientali; demanio forestale .

   Emendamento 10.7:

  Alla lettera m) sopprimere le parole  Demanio forestale .

   Emendamento Gov. 1, comma 12:

  All'art.  10,  comma 1, lett. l),dopo le parole  Programmazione
  sanitaria.   aggiungere  le parole:  Gestione  finanziaria  del
  fondo sanitario.

   Emendamento 10.8:

  Alla  lettera  m)  al  secondo rigo  dopo  la  parola   tutela
  aggiungere le parole  e vigilanza .

   Emendamento Gov. 1, comma 13:

  All'art.  10,  comma  1,  lett.  m),  dopo  le  parole   Tutela
  dall'inquinamento.   inserire le seguenti:   Parchi  e  riserve
  naturali regionali. .

     All'articolo 11:

   Emendamento 11.14:

  Nella  proposta tabella  A  sostitutiva della tabella  A  della
  legge regionale 15 maggio 2000,
  n.  10, è soppresso nella Presidenza della Regione: - l'Ufficio
  del   Sovrintendete   di   Palazzo   d'Orleans   e   dei   siti
  presidenziali.

   Subemendamento 11.3.1 all'emendamento 11.3:

  Cassare le parole  strutturali ed infrastrutturali .

   Emendamento 11.3:

  Alla  tabella  A  (Dipartimenti regionali ed uffici equiparati)
  alla  voce   Assessorato  regionale delle  risorse  agricole  e
  alimentari   dopo  le  parole   Dipartimento  regionale   degli
  interventi   infrastrutturali  per  l'agricoltura    aggiungere
   Dipartimento   regionale  degli  interventi   strutturali   ed
  infrastrutturali per la pesca .

   Emendamento 11.6:

  Alla  tabella A allegata all'articolo 11, alla voce Assessorato
  regionale  delle risorse agricole e alimentari,  aggiungere:  -
  Dipartimento Azienda regionale foreste demaniali.

   Emendamento 11.4:

  La Tabella A allegata all'articolo 1 è così modificata:

   Assessorato regionale della sanità:

  - Dipartimento regionale per la pianificazione strategica;

  -   Dipartimento   regionale  per  le  attività   sanitarie   e
  Osservatorio epidemiologico .

    Emendamento 11.9:

  Alla  tabella A allegata all'articolo 11 alla voce  Assessorato
  regionale del territorio e dell'ambiente  la voce  Dipartimento
  regionale  delle foreste  è sostituita con  Comando  del  corpo
  forestale della Regione siciliana .

  DISEGNO DI LEGGE N. 220/A:  DISPOSIZIONI PER FAVORIRE LO SVILUPPO
  DEL  SETTORE  INDUSTRIALE IN SICILIA IN ATTUAZIONE DEL  PROGRAMMA
  OPERATIVO   FONDO  EUROPEO  DI  SVILUPPO  REGIONALE  (P.O.   FESR
  2007/2013)

     All'articolo 5:

   Emendamento 5.1:

  Dopo il comma 9 aggiungere il seguente:

  10.  Al  fine di favorire la promozione tra offerta e  domanda,
  senza  oneri  aggiuntivi al bilancio della Regione, l'Assessore
  regionale  dell'industria è autorizzato ad istituire  La  borsa
  dell'industria, del riciclo e del riutilizzo .  Entro  sessanta
  giorni dall'entrata in vigore della presente legge, con proprio
  decreto,  l'Assessore  regionale per  l'industria  individua  i
  parametri, l'articolazione, i soggetti beneficiari ed i siti.

     All'articolo 6:

   Emendamento 6.1:

  Al comma 1, le parole  di competenza dell'Assessorato regionale
  dell'industria   sono sostituite dalle seguenti   di  cui  alla
  presente legge .

     All'articolo 8:

   Emendamento 8.2:

  Al  comma  1,  le  parole  da  le disponibilità  del  fondo  di
  riserva   a   legge regionale 5 agosto 1957, n. 51   sono  così
  corrette:   le  disponibilità  del  fondo  di  riserva  di  cui
  all'articolo  9,  comma  2, della legge  regionale  n.  51/1957
  confluite  nel  fondo a gestione unica di cui  all'articolo  11
  della legge regionale n. 119 del 1983 .

   Emendamento 8.1:

  Al  comma 1, le parole  onerose esistenti alla data fissata con
  il decreto di cui al comma 4  sono sostituite dalle seguenti  a
  breve  termine esistenti nei confronti del sistema bancario  in
  essere alla data del 30 giugno 2008 ;

  Al  comma 4, le parole  la data di cui al comma 1, nonché  e la
  parola  medesimo  sono soppresse.

     All'articolo 11:

   Subemendamento 11.1.1 all'emendamento 11.1:

  Sopprimere da  per gli esercizi finanziari successivi   sino  a
   n. 10

   Emendamento 11.1:

  Il comma 3 è sostituito dal seguente:

   3.  Gli  oneri  discendenti dall'applicazione  dei  precedenti
  commi,   valutati  in  50  migliaia  di  euro  per  l'esercizio
  finanziario  2009  e  100  migliaia  di  euro  per  l'esercizio
  finanziario  2010,  trovano riscontro nel bilancio  pluriennale
  della  Regione per l'esercizio finanziario 2008 U.P.B.  4.2.1.2
  codice  12.02.01;  per  gli esercizi finanziari  successivi  si
  provvede annualmente ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera
  g), della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 .

  DISEGNO  DI  LEGGE N. 259/A:  INIZIATIVE A SOSTEGNO DEI  CONSORZI
  FIDI.  MISURE  A  FAVORE DI SOGGETTI PUBBLICI  REGIONALI  PER  LE
  ANTICIPAZIONI SULLE LISTE DI CARICO POSTE IN RISCOSSIONE

     All'articolo 2:

   Emendamento 2.1:

  Sostituire il comma 3 quinquies con il seguente:

   3  quinquies  - Gli oneri derivanti dalla convenzione  con  il
  soggetto   affidatario  del  fondo  ai  sensi   del   comma   2
  dell'articolo 4, valutati in 200 migliaia di euro, a  decorrere
  dall'esercizio finanziario 2009 trovano riscontro nel  bilancio
  pluriennale  della  Regione per il triennio  2008-2010,  U.P.B.
  4.2.5.1.2 - capitolo 215704 - accantonamento 1004.

  A   decorrere   dall'esercizio  finanziario  2009   è   altresì
  autorizzata,  per  le  medesime finalità, l'utilizzo  di  parte
  delle risorse del fondo di controgaranzia alimentato da risorse
  regionali  e/o  delle risorse per gli interventi  previsti  per
  l'assistenza tecnica del PO FESR 2007-2013 .

     All'articolo 4:

   Emendamento 4.2:

  Sostituire l'articolo 4 con il seguente:

  1.  Al  fine  di  assicurare a soggetti pubblici regionali  che
  usufruiscono  del  fondo  per  le  autonomie  locali   di   cui
  all'articolo  23,  comma 1, della legge regionale  29  dicembre
  2003, n. 21, l'acquisizione di liquidità anticipata sulle liste
  di  carico  di riscossione spontanea a mezzo ruolo, è istituito
  in  loro favore, presso l'Assessorato regionale del bilancio  e
  delle finanze, un fondo di rotazione.

   2. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente
  legge,  con decreto dell'Assessore per il bilancio e le finanze
  sono  stabiliti i criteri di funzionamento del suddetto  fondo,
  fermo   restando  che  il  massimo  erogabile  non  può  essere
  superiore  al 35 per cento del carico posto in riscossione,  al
  netto di eventuali anticipazioni già fruite sul medesimo carico
  da riscuotere.

   3. L'importo anticipato dal fondo, comprensivo degli interessi
  legali  maturati, è riversato in entrata del bilancio regionale
  dal    soggetto   incaricato   della   riscossione,    mediante
  corrispondente trattenuta dalle somme riscosse fino a copertura
  dell'anticipazione.

    4.  Per  il  reintegro  delle anticipazioni,  in  carenza  di
  riscossioni   sufficienti,  si  provvede,   di   concerto   con
  l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
  e   delle  autonomie  locali,  mediante  recupero  sulle  somme
  spettanti ai soggetti pubblici a valere sul predetto fondo  per
  le autonomie locali.

    5.  Per  le  finalità del presente articolo è autorizzata  la
  spesa  di  7.000  migliaia  di euro a decorrere  dall'esercizio
  finanziario 2009.

    6.  Gli oneri per gli esercizi finanziari 2009 e 2010 trovano
  riscontro  nel bilancio pluriennale 2008-2010 U.P.B. 4.2.1.5.2.
  accantonamento 1001.

                       EMENDAMENTO AGGIUNTIVO

   Emendamento A2:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art .  -  1.  Per le anticipazioni direttamente concesse  agli
  enti  di cui all'articolo 4, comma 1, della presente legge,  da
  parte  dei  soggetti  incaricati della riscossione  e  che  non
  prevedano  oneri  in  conto  interessi  a  carico  degli   enti
  medesimi,  l'Assessorato  del  bilancio  e  delle  finanze  può
  concedere, nei limiti delle disponibilità del fondo di  cui  al
  predetto  articolo,  contributi ai  soggetti  incaricati  della
  riscossione,  commisurati  al  costo  degli  interessi  passivi
  sopportati  per la concessione delle predette anticipazioni  ad
  un tasso non superiore al tasso ufficiale di riferimento.

  2.  I contributi di cui al comma 1 possono essere concessi  per
  le  anticipazioni  eccedenti il 20  per  cento  di  quelle  già
  erogate sul singolo carico posto in riscossione.

  3.  La  percentuale di utilizzazione del fondo, per le finalità
  di  cui  al  presente  articolo, è  stabilita  annualmente  con
  decreto  dell'Assessore per il bilancio  e  le  finanze  previo
  parere della Commissione bilancio.

  4.  Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente
  legge, con decreto dell'Assessore per il bilancio e le finanze,
  sono stabiliti i criteri di erogazione dei suddetti contributi.