Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Marziano e Marinese
hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
Misure a sostegno dell'assunzione dei familiari delle vittime
del lavoro (314)
presentato dall'onorevole Lupo in data 28 novembre 2008;
Modifica dell'articolo 2 della legge regionale 6 luglio 1990,
n. 10 recante Interventi per il risanamento delle aree
degradate di Messina' (315)
presentato dagli onorevoli Buzzanca, Marrocco, Formica,
Vinciullo in data 28 novembre 2008.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle
competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle compenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Istituzione del Garante del diritto alla salute dei cittadini
(57)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 2 dicembre 2008
parere VI;
Istituzione di una casa da gioco nel comune di Messina (309)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 2 dicembre 2008
parere III, V;
Istituzione della Fondazione Gianfranco Cupidi (310)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 2 dicembre 2008
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Norme per lo svolgimento delle attività di orientamento e
formazione professionale (82)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 2 dicembre 2008
parere I;
Sostegno alla ricerca scientifica sul territorio regionale
(307)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 2 dicembre 2008
parere III.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 258 - Interventi presso il Governo nazionale al fine di
garantire agli studenti disabili le necessarie ore di sostegno .
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Oddo Camillo
N. 259 - Misure per assicurare l'assistenza sanitaria
penitenziaria in Sicilia .
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Falcone Marco
N. 260 - Vendita parziale dell'edificio in cui ha sede il
Teatro Bellini di Palermo .
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Apprendi Giuseppe
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni
con richiesta di risposta scritta:
N. 261 - Trasferimenti ai comuni siciliani delle risorse di
cui al fondo nazionale politiche sociali .
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 262 - Stato e gestione della Real Casina sita nel bosco
della Ficuzza (PA).
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Faraone Davide
N. 263 - Gestione e utilizzo dei beni immobili a disposizione
dell'azienda foreste demaniali .
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Faraone Davide
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate
al Governo.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 264 - Tutela dei lavoratori in servizio presso l'Omnia
Network s.r.l. di Palermo .
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
Firmatario: Lupo Giuseppe.
L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo e
alla competente Commissione.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al punto II
dell'ordine del giorno: Lettura, ai sensi e per gli effetti degli
articoli 83, lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle
mozioni:
numero 79 Proroga dei contratti di collaborazione coordinata
e continuativa del personale impegnato nel settore della pubblica
istruzione , degli onorevoli Bonomo, Vitrano, Gucciardi, Ammatuna
;
numero 80 Applicazione agli uffici di gabinetto degli
Assessorati regionali delle norme di contenimento della spesa per
consulenze , degli onorevoli Lupo, Gucciardi
presentata il 27/11/08.
Ne do lettura:
«L'Assemblea Regionale siciliana
PREMESSO che:
il 31 dicembre 2008 scade la proroga dei contratti di
collaborazione coordinata e continuata per 490 lavoratori
siciliani che prestano servizio nelle scuole siciliane e che sono
transitati dagli enti locali allo Stato nel 1999;
si tratta di personale assunto ex art. 23 della legge
nazionale n. 67/88 e poi trasformato in lavoratori socialmente
utili con la legge regionale n. 85/95;
poiché, antecedentemente al 1999, gli enti locali avevano
competenza istituzionale in materia di pubblica istruzione, la
provincia regionale competente per territorio assegnava le 490
unità di personale presso le scuole siciliane, dove in atto
lavoravano al fine di sopperire alle carenze di organico, nelle
segreterie scolastiche;
con la legge n. 124/99 i lavoratori in questione hanno potuto
esercitare l'opzione tra il passaggio nei ruoli statali e la
permanenza nei ruoli degli enti locali;
tutti coloro che hanno optato per la permanenza negli enti
locali sono stati nel tempo tutti stabilizzati;
diversa sorte hanno viceversa vissuto i 490 lavoratori che
hanno optato per i ruoli statali;
subentrato il Ministero, il rapporto di lavoro dei suddetti
LSU è stato trasformato in contratto di collaborazione coordinata
e continuata per la durata di 60 mesi, con l'impegno dei vari
governi di avviare una definitiva stabilizzazione;
la continuità lavorativa è stata assicurata al personale in
questione fino al 31 dicembre 2008, a seguito di proroghe
autorizzate dalle leggi finanziarie intervenute in questi anni;
CONSIDERATO che:
si sono succeduti nel tempo numerosi provvedimenti legislativi
che avrebbero consentito al suddetto personale di trovare
adeguata sistemazione ma nessuna di tali provvidenze è stata mai
applicata;
qualora la legge finanziaria per l'anno 2009 non prevedesse la
proroga delle attività, il rapporto di lavoro sarebbe interrotto,
con la conseguente perdita secca di 490 posti di lavoro;
ciò avverrebbe senza alcun vantaggio per la pubblica
istruzione;
infatti, non si determinerebbero economie di bilancio poiché
il personale mancante dovrebbe essere sostituito da altro
personale per sopperire al vuoto in organico;
inoltre, si perderebbe la professionalità acquisita da tale
personale che opera nel settore sin dal 1996;
RITENUTO che:
in data 6 marzo 2008, presso il Ministero della pubblica
istruzione, dell'università e della ricerca si è svolto un
incontro con le organizzazioni sindacali circa la stabilizzazione
dei lavoratori ex LSU con contratti di collaborazione coordinata
e continuativa;
in data 24 settembre 2008 si è svolto un ulteriore incontro
nel quale si è rappresentata la volontà di avviare un'equilibrata
stabilizzazione del suddetto personale nel contesto generale del
personale della scuola con l'appostamento in bilancio, per l'anno
2009, delle necessario risorse,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
E
IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad attivarsi con urgenza circa la proroga del rapporto di
lavoro dei 490 lavoratori ex art. 23, ex LSU, oggi lavoratori con
contratto di collaborazione coordinata e continuativa, e la loro
definitiva stabilizzazione;
a porre in essere tutte le necessarie iniziative per impedire
l'interruzione del rapporto di lavoro di tale personale» (79);
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
la relazione sul rendiconto generale della Regione siciliana
per l'anno 2007 da parte delle sezioni riunite in sede di
controllo della Corte dei conti ha denunciato la sostanziale
disapplicazione di norme di legge tendenti al contenimento della
spesa e alla riduzione di incarichi di studio e consulenze a
soggetti esterni all'amministrazione;
l'articolo 9, comma 6 della legge regionale 8 febbraio 2007,
n. 2 (Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2007),
dispone che l'amministrazione regionale può conferire tali
incarichi in misura non superiore al 50% delle spese impegnate
allo stesso scopo nel 2005;
tali norme - è la denuncia della Corte dei conti -sono state
di fatto ignorate con riferimento agli uffici di gabinetto degli
Assessorati regionali: infatti non solo non sono state ridotte le
spese in questione, ma in molti casi, esse sono addirittura
aumentate;
l'ufficio di gabinetto dell'Assessorato Beni culturali ed
ambientali e pubblica istruzione registra un incremento di tali
spese pari al 98,3% rispetto al 2005, quello dell'Assessorato
Lavori pubblici un aumento del 43,6%, e solo l'ufficio di
gabinetto dell'Assessorato Famiglia, politiche sociali e
autonomie locali ha operato una riduzione del 53,1% con
riferimento all'esercizio 2005;
in base a dati solo parziali, le consulenze e gli incarichi di
studio conferiti dagli uffici di gabinetto dei vari Assessorati
raggiungono la cifra di 51, per una spesa totale di oltre 846
mila euro;
CONSIDERATO che:
tutti gli uffici di gabinetto hanno ritenuto non applicabile
agli stessi i tagli alla spesa per consulenze fissati nella
legge;
ciò anche sulla scorta della circolare della Ragioneria
generale della Regione n. 5 dell' 11 aprile 2007, nella quale si
afferma che il comma 6, art. 9, della legge regionale n. 2/07,
con l'espressione Amministrazione regionale si riferirebbe
solo ai dipartimenti regionali e agli uffici equiparati;
la conclusione cui si giunge è che gli uffici di gabinetto,
non appartenendo ad alcuna struttura amministrativa, non sono
tenuti al rispetto dei tetti di spesa previsti per legge;
lo stesso ragionamento trova applicazione in riferimento alla
normativa (art. 7, c. 6, d.lgs. n. 165/01) che impone la
procedura comparativa nella scelta del consulente;
in modo uniforme, tutti gli uffici di gabinetto interpellati
dalla Corte in merito alle modalità di scelta del consulente
hanno ribadito che l'unico criterio applicabile sarebbe la scelta
fiduciaria, «intuitu personae», operata dal vertice politico;
la conclusione cui si perviene è che gli uffici di gabinetto
degli Assessorati costituirebbero una sorta di zona franca, in
cui l'applicazione delle leggi di contenimento di spesa possa
essere disattesa anche a costo di quelle che la Corte dei conti
definisce artificiose quanto fragili costruzioni ermeneutiche ;
non vi è dubbio, infatti, che la ratio delle norme
disapplicate sia quella di ridurre la parte comprimibile della
spesa corrente e che l'espressione amministrazione regionale vada
intesa nell'accezione più ampia, coincidente con tutte quelle
strutture che traggono dal bilancio della Regione le fonti di
finanziamento;
le norme sulla riduzione della spesa per incarichi e
consulenze andavano, pertanto, applicate rigorosamente;
la legge finanziaria della Regione per il 2008 non contiene
alcuna norma riferibile al tema in oggetto;
PRESO ATTO che la risposta all'interpellanza n. 31 fornita
dall'Assessore per il bilancio e le finanze nella seduta
d'Assemblea n. 41 del 25 novembre 2008 non soddisfa i quesiti
posti, e che si ritiene pertanto necessario promuovere una
discussione sulle spiegazioni date dal Governo presentando, ai
sensi dell'art. 151 Regolamento interno dell'ARS, la presente
mozione,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
E
L'ASSESSORE PER IL BILANCIO E LE FINANZE
ad esporre all'Assemblea regionale siciliana i criteri
adottati per la composizione dei propri uffici di gabinetto dal
Presidente della Regione e dagli Assessori;
ad applicare le procedure comparative richieste dalla
legislazione nazionale nella nomina dei consulenti esterni;
ad attivare uno specifico monitoraggio sulle spese degli
Assessorati in relazione alla nomina di componenti esterni negli
uffici di gabinetto;
a razionalizzare tali spese avvalendosi prioritariamente della
collaborazione di personale appartenente all'Amministrazione
regionale» (80).
Dispongo che le mozioni predette vengano demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne
determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione di disegni di legge
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Richiesta di prelievo del disegno di legge numeri 197-80-
112 bis/A
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, chiedo, a nome del Governo, il
prelievo del disegno di legge numeri 197-80-112 bis/A, posto
al n. 4, al fine di poter trattare l'emendamento concernente
la materia della Pubblica amministrazione e dei Dipartimenti.
Lo si ritiene prioritario anche perché con gli altri testi
stiamo, con gli Uffici, attivando un momento di concertazione
per riuscire a creare le condizioni di una maggiore sinergia.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo
chiede di affrontare la legge sull'Amministrazione, sui
Dipartimenti e, contemporaneamente, sta facendo un
approfondimento. Vorrei ricordare al Governo che non è più
titolare dei disegni di legge. I disegni di legge sono in Aula
e, per alcuni, addirittura, è già stata votata una parte
dell'articolato. Il Governo, quindi, può fare gli
approfondimenti necessari ed approvare, eventualmente, altri
disegni di legge.
Dico ciò perché vorrei sapere preventivamente se il Governo
pensa di approvare questo disegno di legge perché chiede che
gli altri disegni di legge non vengano più esaminati dall'Aula
- ed è un suo diritto chiedere un rinvio in Commissione - ma,
se chiede di approvare questo disegno di legge al buio,
vorremmo sapere tutti di cosa stiamo parlando.
Affronteremo ciò che ci chiede il Governo se l'Aula si
determinerà ma dobbiamo sapere cosa affrontiamo, in modo tale
da sapere una cosa: signor Presidente, abbiamo questa sessione
che, come lei ricorderà, è una famosa finestra' ma questa
finestra - con il rischio di prendere la polmonite - quando si
chiuderà?
Era stato deciso, in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, che si sarebbe proceduto alla chiusura della
finestra il giorno 4 dicembre 2008.
Vorrei sapere, anche rispetto a questa strategia del Governo
che ci chiede il prelievo dicendo che c'è un approfondimento,
se è prevista la chiusura della finestra o se dobbiamo
trasformarla in un balcone.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, non vi è alcun tatticismo; è
soltanto la volontà di volere definire un ordine dei lavori
che dia l'opportunità, a noi come Governo, di creare le
condizioni di un maggior raccordo su alcuni testi di legge
che hanno visto l'Assemblea regionale esercitare sicuramente
l'iniziativa legislativa; il Governo però ha la necessità di
approfondire con le azioni che, in questi giorni, si sono
attivate, sia con il Comitato di sorveglianza sia con la
Comunità Europea.
Per noi, sicuramente, la finestra legislativa deve essere
compiutamente esaminata con i suoi quattro punti all'ordine
del giorno; il Governo - e lo sto facendo personalmente, in
quanto titolato per il coordinamento dei regimi di aiuto - e i
miei uffici, insieme agli uffici della Programmazione, in
questo momento , stanno collazionando ed esaminando i testi
dei diversi Dipartimenti per far approdare in Aula un testo
maggiormente confacente alla nuova disciplina dei regimi di
aiuto; idem per quanto concerne il sistema dei Confidi, da me
seguito direttamente e personalmente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'importante è che il
Governo abbia dato le delucidazioni richieste e credo che le
stesse siano state esaustive.
Onorevoli colleghi, pongo in votazione la richiesta di
prelievo del disegno di legge Norme per la riorganizzazione
dei dipartimenti regionali. Ordinamento del Governo e
dell'amministrazione della Regione (197-80-112-bis/A), posto
al numero 4) del III punto all'ordine del giorno.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per la
riorganizzazione dei dipartimenti regionali. Ordinamento del
Governo e dell'amministrazione della Regione» (197-80-112-
bis/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si procede con il seguito
della discussione del disegno di legge «Norme per la
riorganizzazione dei dipartimenti regionali. Ordinamento del
Governo e dell'amministrazione della Regione» (197-80-112-
bis/A).
Ricordo che era già stato votato il passaggio agli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Art. 1.
Articolazione dei dipartimenti
regionali
1. La Tabella A di cui alla legge regionale 15 maggio 2000,
n. 10 e successive modifiche ed integrazioni è sostituita
dalla seguente:
Tabella A
DIPARTIMENTI REGIONALI ED UFFICI EQUIPARATI
Presidenza della Regione siciliana
- Segreteria generale
- Dipartimento regionale del personale, dei servizi
generali, di quiescenza, previdenza ed assistenza del
personale
- Dipartimento regionale della programmazione
- Dipartimento regionale della protezione civile
- Ufficio legislativo e legale
- Dipartimento regionale di Bruxelles e degli affari
extraregionali
- Ufficio del Sovrintendente di Palazzo d'Orleans e dei siti
presidenziali
Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste
- Dipartimento regionale degli interventi strutturali
- Dipartimento regionale degli interventi infrastrutturali
- Dipartimento regionale delle foreste e dell'attività
dell'Azienda regionale delle foreste demaniali
Assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali e
della pubblica istruzione
- Dipartimento regionale dei beni culturali ed ambientali,
dell'educazione permanente e dell'architettura e dell'arte
contemporanea
- Dipartimento regionale della pubblica istruzione e della
ricerca scientifica e tecnologica
Assessorato regionale del bilancio e delle finanze
- Dipartimento regionale del bilancio e del tesoro -
Ragioneria generale della Regione
- Dipartimento regionale delle finanze e del credito
Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca
- Dipartimento regionale della cooperazione, del commercio e
dell'artigianato
- Dipartimento regionale della pesca
Assessorato regionale della famiglia, delle politiche
sociali e delle autonomie locali
- Dipartimento regionale della famiglia e delle politiche
sociali
- Dipartimento regionale delle autonomie locali
Assessorato regionale dell'industria
- Dipartimento regionale dell'industria e delle miniere
- Dipartimento regionale dell'energia
Assessorato regionale del lavoro
- Dipartimento regionale del lavoro
- Dipartimento regionale della formazione professionale
- Agenzia regionale per l'impiego e la formazione
professionale
Assessorato regionale dei lavori pubblici
- Dipartimento regionale dei lavori pubblici
- Ispettorato regionale tecnico dei lavori pubblici
Assessorato regionale della sanità
- Dipartimento regionale per la pianificazione strategica
- Dipartimento regionale per le attività sanitarie
Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente
- Dipartimento regionale del territorio e dell'ambiente
- Dipartimento regionale dell'urbanistica
Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei
trasporti
- Dipartimento regionale del turismo, dello sport e dello
spettacolo
- Dipartimento regionale dei trasporti e delle
comunicazioni
Onorevoli colleghi, vista la complessità del disegno di legge e
della materia trattata e, visti anche i problemi di audio
dell'Aula, vorrei invitare i colleghi a collaborare con la
Presidenza, mantenendo l'attenzione, evitando così
incomprensioni.
Comunico che, all'articolo 1, sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
dall'onorevole Cracolici: 1.5, 1.6;
dall'onorevole Greco: A 9;
dall'onorevole Leontini:A 17;
dall'onorevole Limoli: 1.7;
dagli onorevoli Maira ed altri: 1.2, 1.3, A 10;
dagli onorevoli Bonomo ed altri: 1.9, A 15;
dagli onorevoli Panarello e Di guardo: 1.4;
dall'onorevole Marinese: 1.8;
dall'onorevole Speziale: 1.1;
dall'onorevole Savona: 2.1.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signore Presidente, onorevoli colleghi, credo sia
giusto, visto che non è stato fatto da nessuno, ripartire da dove
ci siamo lasciati. Come è noto, questo disegno di legge è stato
rinviato a seguito di una proposta avanzata da me e dal mio
Gruppo parlamentare, in Commissione.
Desidero che il Presidente della Regione mi ascolti, anche
fuori dalla cena , ispirato dalle musiche di un grande
musicista, come hanno scritto oggi i giornali; ne approfitto,
quindi, per chiederle un'attenzione specifica in Parlamento,
visto che mi ascolta a cena, mi ascolti anche a merenda.
LOMBARDO, presidente della Regione. Onorevole Cracolici, ieri,
lei ha avuto l'occasione di leggere un sms; potrebbe testimoniare
che ho cenato con lei; si tratta di una donna ma è mia moglie.
CRACOLICI. Onorevoli colleghi, vorrei che si ripartisse da dove
ci siamo lasciati. Il testo del disegno di legge rinviato in
Commissione non è quello che ritorna adesso in Aula, nel senso
che, in Commissione, il Governo, sulla base anche delle ragioni
che abbiamo illustrato, ha preso atto della necessità di
connettere la riforma o la riduzione dei dipartimenti ad una
riforma più generale degli assessorati ed io non posso che
riconoscere nel lavoro svolto in Commissione, certamente, un
passo in avanti rispetto a quello che era il testo
precedentemente esaminato ed illustrato in questo Parlamento.
Credo che la Regione abbia bisogno di riforme; certo, non
risolveremo i problemi della Sicilia, dello sviluppo,
dell'economia, di una fase di difficoltà che sta vivendo il
popolo siciliano in base a come organizzeremo burocraticamente
la macchina organizzativa della Regione ma non c'è dubbio che una
macchina più a servizio e più moderna rispetto a quella che
abbiamo - e che abbiamo conosciuto in tutti questi anni - possa
essere, in qualche modo, un elemento che aiuti un processo di
sviluppo e di rilancio della nostra Isola.
Forse, molti non lo sanno ma l'ultima legge organica in materia
di assessorati fu approvata nel 1962; si tratta di una legge di
riordino dei compiti degli assessorati regionali ed oggi
affrontiamo una riforma dopo 46 anni, quando gli assessorati, in
questa Regione, erano dieci. Nel corso del tempo, siamo arrivati
agli attuali dodici.
Abbiamo proposto - e lo ribadiamo in Aula - la necessità che,
proprio in un momento in cui, per un altro provvedimento,
chiediamo agli enti locali anche un sistema di riduzione dei
costi, attraverso una modalità organizzativa diversa, sarebbe
cosa buona e giusta che anche la nostra amministrazione
regionale si uniformasse all'obiettivo, riducendo il numero degli
assessorati. Ciò sarà però valutato quando passeremo all'esame
degli emendamenti.
Voglio porre qui una questione. Come è noto, il disegno di
legge si articola in due tempi: una prima fase che ha come
obiettivo la riduzione sic et simpliciter ad assessorati
invariati dei dipartimenti attuali. Il Governo ha avanzato una
proposta che porta ad un numero di 31, rispetto agli attuali 39,
i dipartimenti a legislazione invariata.
Voglio però ribadire qui, onorevole Presidente della Regione,
che, se si vuole essere coerenti con l'obiettivo della riduzione,
bisogna anche che il Governo fornisca le cifre a questo
Parlamento in merito al fatto che vi sono strutture che non
servono alla buona funzionalità dell'Amministrazione regionale ma
che, probabilmente, sono servite agli equilibri politici di
questa Regione.
In particolare, mi riferisco al fatto che questo provvedimento
taglia una serie di dipartimenti in assessorati importanti - come
quello della sanità - che passa da cinque a due dipartimenti o di
altri assessorati che vedranno una diversa riorganizzazione della
macchina amministrativa. Non si può accettare, però, che
assessorati chiave di questa Regione producano questo livello di
riduzione e poi mantenere sotto il Dipartimento della Presidenza
della Regione siciliana dipartimenti che, probabilmente, sono
organizzati più per chi li dirige rispetto ai servizi che servono
e che rendono all'amministrazione stessa.
Mi riferisco all'emendamento 1.5, riguardante la Presidenza
della Regione, dove rimangono ancora nella proposta il
dipartimento di Bruxelles e degli affari extra-regionali e
l'Ufficio del sovrintendente di Palazzo d'Orleans e dei siti
presidenziali.
Onorevole Presidente, se si vuole operare anche in un regime di
risparmio della spesa pubblica, credo che mantenere in vita, col
rispetto che è dovuto alle persone che ci lavorano e lo dirigono,
dipartimenti che non hanno una funzionalità, come dire,
estrinseca, per l'Amministrazione regionale, sia voler
contraddire gli obiettivi di risparmio.
Ecco perché la proposta che avanziamo è che i dipartimenti
tornino al numero di 29, così come era previsto nella prima
ipotesi, cancellando questi due ed istituendo, invece, due
normali Uffici per le attività istituzionali connesse sia a
Palazzo d'Orleans, sia agli uffici di Bruxelles e di Roma.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione
l'emendamento 1.5. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A9.
GRECO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A17.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.7.
LIMOLI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.2.
MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.9. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A15. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.6. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore.. Contrario.
CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo che la votazione avvenga
per scrutinio segreto.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Onorevole Cracolici, per un
maggiore chiarimento, questo dipartimento cui si riferisce il
Corpo forestale, non viene soppresso, ma viene allocato, come
sempre, come dipartimento con le sue competenze, presso un altro
assessorato, e cioè l'assessorato del territorio e dell'ambiente.
Ecco perché il nostro parere è un parere contrario. Nel senso che
a questo Corpo si assegna la funzione di tutela e vigilanza
sull'ambiente, sulle foreste, sui parchi e sulle riserve.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente delle Regione, lei ha espresso un
parere negativo e poi ha spiegato il perché. Consenta anche a noi
di dire perché intendiamo mantenere in vita l'emendamento.
Come è noto esaminando l'articolo 1 che riguarda gli
assessorati attuali, quello che succederà al Corpo forestale,
quando andrà al territorio e ambiente, succederà anche in altro
articolo.
Intanto, parliamo dell'attuale organizzazione
dell'Amministrazione regionale. All'Assessorato all'agricoltura,
signor Presidente, la proposta del Governo, che io condivido, è
quella di accorpare le competenze del dipartimento foreste con
quelle dell'Azienda forestale, ed è una scelta che noi abbiamo
già condiviso in Commissione. Ma non abbiamo condiviso, e non lo
condividiamo, la ragione per cui il Corpo forestale - che poi
deve avere anche competenze in materia di polizia ambientale -
non debba assurgere nell'Amministrazione regionale ad un
dipartimento in quanto tale.
Si può tenere in piedi il dipartimento dei siti istituzionali
di Palazzo d'Orleans e non dotarsi come Corpo forestale di una
propria dignità di dipartimento? Io credo di no Ed è la ragione
per cui abbiamo presentato un emendamento che istituisce il corpo
forestale come dipartimento.
Quando, fra un anno, transiteranno le competenze
all'assessorato al territorio, il corpo forestale transiterà non
come è contenuto nella proposta attuale, all'interno del
dipartimento aziende e foreste demaniali, ma come dipartimento
corpo forestale ed ambientale della Regione.
Io, pertanto, chiedo all'Aula di sostenere questo emendamento
per dare una dignità istituzionale al corpo forestale della
Regione.
Presidenza del Presidente CASCIO
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
sottolineare - considerato che questa sera l'Aula è molto più
attenta rispetto ad una certa fase di ieri sera - che la proposta
avanzata con l'emendamento 1.6 dal presidente del mio gruppo
parlamentare, obiettivamente, mi sembra una proposta su cui
invito il Governo a riflettere.
Vero è che nel passato, la questione famosa di separare
l'azienda da tutto ciò che era, invece, sostanzialmente, il corpo
forestale, è stata vissuta e pensata come una delle possibili
soluzioni. Nel tempo ci siamo resi tutti conto che in realtà ha
creato, invece, più situazioni paradossali, anche per quanto
concerne l'agire comune del corpo forestale da un lato e
dell'azienda dall'altro, ed oggi, tutto sommato, non è male che
condividiamo il momento in cui si accorpano nuovamente.
Il fatto, però, che noi stiamo trattando questa sera la
questione del corpo forestale come un qualcosa che arriverà
accorpato, evidentemente, senza il livello di dipartimento,
guardate che è cosa abbastanza seria e grave.
Non voglio scomodare quelli che sono gli aspetti anche storici
che riguardano il ruolo del corpo forestale della Regione
siciliana.
Ha fatto bene chi, anche con pochi riferimenti, ha, comunque,
segnalato l'esigenza di valorizzare di più quello che è stato il
ruolo, la funzione del corpo forestale.
Invito, quindi, il Governo - considerato anche che c'è un
rullino di marcia che dice che dobbiamo fare questa legge in
maniera veloce e quasi sottovalutando alcuni aspetti - ed il
Presidente della Regione a riflettere su questo aspetto, perché
credo che sia assolutamente peggiorativo rispetto a quella che,
invece, è stata ed è la funzione del corpo forestale della
Regione siciliana. Da questo punto di vista, anzi, presterei
maggiore attenzione anche per quanto concerne il ruolo che avrà
domani, perché si parla di assegnare servizi specifici per quanto
attiene l'ambiente.
Signor Presidente, mi rendo conto che non è questo il momento
per riflettere, nuovamente, su alcuni argomenti, però ritengo che
non sia mai troppo tardi. Penso che il rango di dipartimento,
il nostro corpo forestale lo meriti, soprattutto per quello che
ha rappresentato nel corso di questi decenni nella nostra
Regione, così facendo, invece, facciamo un passo indietro.
Signor Presidente, è dunque un invito, sì a non perdere tempo,
per carità, ma non sottovalutiamo alcuni aspetti che, invece,
sicuramente hanno bisogno di essere attenzionati per come
meritano.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, non intendo insistere, anche perché credo che
il nostro atteggiamento deve essere improntato al massimo di
disponibilità, recependo ogni valutazione e ogni punto di vista
da qualunque parte provenga, perché si tratta di una riforma che
interviene sia sugli assessorati domani, che sui dipartimenti a
cominciare da oggi.
Nessuno intende comprimere la funzionalità, ridimensionarne la
portata o ledere la dignità di nessun dipartimento. Che dire
allora della veterinaria che confluisce oggi e domani in uno dei
dipartimenti, quanti operatori vi sono in Sicilia? Quante
competenze di grandissimo rilievo ci sono per la salute pubblica
in quello che oggi è un dipartimento e domani non lo sarà?
Si stanno concentrando alcune competenze, tra queste, quelle di
un corpo che continua a svolgere la sua funzione ed opera
all'interno di un dipartimento, né più, né meno.
Se vogliamo ridurli, i dipartimenti, potremmo farlo, ma credo
che un po' di buon senso possa, prevalendo, farci accettare anche
questa scelta.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.6.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.6. Essendo la
richiesta di scrutinio segreto, appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Ammatuna, Apprendi, Di Benedetto, Di
Guardo, Donegani, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, indico la
votazione a scrutinio segreto dell'emendamento 1.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 73
Maggioranza 37
Favorevoli 27
Contrari 44
Astenuti 1
(Non è approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento 1.3 sul quale chiedono di
apporre la propria firma gli onorevoli Ragusa, Greco, Leontini e
Vinciullo.
L'Assemblea ne prende atto. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore.. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Presidente
della Regione ha motivato la ragione per cui era contrario
all'emendamento 1.6, che io non ho condiviso. L'Aula si è
espressa dando ragione al Presidente.
Mi può spiegare come mai un secondo dopo, nell'emendamento 1.3,
si istituisce quanto è stato bocciato un secondo prima col parere
contrario del Governo, quindi, se il Governo non sta
partecipando ad una farsa, ci dica qual è l'operazione che
dobbiamo seguire perché, altrimenti, signor Presidente, questo
emendamento è precluso, avendo votato un secondo fa l'altro.
Quindi, delle due l'una: o si sceglie una strada o se ne sceglie
un'altra.
Il Presidente non può dare il parere a seconda di chi lo
firma ma deve darlo nel merito e, se il merito, un secondo fa,
prevedeva l'istituzione del corpo forestale
PRESIDENTE. L'onorevole Cracolici sta esprimendo il suo
pensiero.
CRACOLICI. Scusi, signor Presidente, su che cosa abbiamo votato
un minuto fa?
PRESIDENTE. Abbiamo votato l'emendamento 1.6 e non è stato
approvato.
CRACOLICI. Cosa prevedeva? L'istituzione del Corpo forestale.
L'emendamento 1.3 cosa prevede? Si tratta della stessa
materia. Spiegatemelo; può anche darsi che riusciate a
convincermi.
Signor Presidente, non sono stati approvati gli emendamenti
1.9 e 1.6; adesso, il Governo ha espresso parere favorevole
sull'emendamento 1.3 che è uguale agli emendamenti 1.9 e 1.6.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che al
collega Cracolici sfugga che l'emendamento a sua firma è un
emendamento aggiuntivo a quello della tabella A , proposto dal
Governo.
Noi facciamo un'altra cosa; riscriviamo l'intera tabella A
in ordine ai Dipartimenti che insistono all'Assessorato
Agricoltura e foreste; ripristiniamo lo stato quo ante, nel
senso che viene ripristinato il Dipartimento Azienda regionale
foreste demaniali e viene mantenuto intatto il Dipartimento
regionale delle foreste che già contiene, al suo interno, il
Corpo forestale con le competenze dell'antincendio; all'interno
di quel Dipartimento foreste, di fatto, ripristiniamo lo stato
attuale modificando l'impostazione della tabella A del Governo
che riduceva a tre e si torna a quattro dipartimenti.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sono convinto,
come credo tutti i colleghi, leggendo la tabella A all'articolo
1, sostanzialmente, che, finalmente, il Dipartimento regionale
delle Foreste e dell'attività dell'Azienda regionale delle
foreste demaniali, recita e ci trovavamo nelle condizioni di
riportare, come una volta, era il famoso Dipartimento Regionale
delle Foreste e Azienda regionale foreste demaniali. Poco fa,
abbiamo discusso, sostanzialmente, del Corpo, cioè delle guardie.
Allora, da un lato c'è l'articolo 1 che fa una operazione,
secondo me, condivisibilissima, cioè rimette assieme Azienda e
Dipartimento delle foreste; l'emendamento smonta nuovamente
quello che è il ragionamento per quanto concerne l'accorpamento
e ritorna nuovamente a separare l'Azienda dal Dipartimento delle
foreste.
Mi dovete permettere il termine ma la cosa è schizofrenica. Il
Governo, con la proposta , con l'articolo 1, ci vuole convincere
che è il momento di riunire le forze, di riunire questi due
dipartimenti, di farne uno.
A questo punto, si deve pensare che i dipartimenti non servono
a garantire il buon funzionamento della macchina amministrativa
ma a mantenere qualcuno o comunque a metterci qualcun altro; mi
dovete scusare perché una cosa è chiara: tutti sappiamo che il
Dipartimento foreste, da un lato, e l'Azienda, dall'altro lato,
comunque, crei problemi e siccome ne siamo convinti - mi
riferisco alla maggior parte dei presenti - e non ci sono
dubbi, da questo punto di vista, è incomprensibile il fatto che
si faccia un passo indietro e, per tenere insieme questa
maggioranza raccogliticcia che, ad ogni piè sospinto, si divide
e si dilania al proprio interno, con l'emendamento 1.3, torniamo
indietro e mettiamo nuovamente in discussione il fatto che sia
arrivato il momento di mettere assieme, nuovamente, Dipartimento
e Azienda perché è vero che, fino ad oggi, hanno creato problemi.
Allora, onorevole Presidente, il problema non è su cosa è
accaduto sull'emendamento 1.6 ma sul fatto che state mettendo in
discussione un profilo che, finalmente, era condivisibile anche
da parte dell'opposizione - non era cosa di poco conto - che
era quello di fare in modo che quel servizio, che un tempo
funzionava meglio di come abbia funzionato in questi anni,
ritornasse agli albori, funzionando come tutti speriamo.
Allora, come fate a convincerci che si può andare avanti su
argomenti così delicati in questo modo?
State cercando, senza guardare invece gli interessi reali di
questa Regione e senza guardare gli interessi che ruotano attorno
a questioni serie, che riguardano le foreste e l'Azienda foreste
demaniali; state cercando di trovare un equilibrio che,
sostanzialmente, non determinerà quell'assetto, in termini di
efficacia e funzionalità, per cui tanto si è strombazzato' sulla
stampa in questi giorni e in quest'ultimo periodo.
Se siamo convinti, invece, che vanno accorpati, facciamo una
scelta seria e togliamo di mezzo l'emendamento 1.3 perché, poco
fa, abbiamo detto che non è il caso di creare un dipartimento
per il Corpo regionale; sulla questione di accorpare i
dipartimenti invece diciamo: no, non bisogna accorparli .
Dovete permettermi di dire che, da questo punto di vista, non
siete credibili e non siete convincenti. Evidentemente, voi
sapete meglio di me che, lì, alcuni problemi si sono registrati
nel corso di questi anni e sono problemi che si possono
affrontare solo in sede di discussione di questo testo.
GRECO. Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento 1.3.
VINCIULLO. Chiedo di apporre anch'io la mia firma.
LEONTINI. Chiedo che anche la mia firma sia apposta.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'
approvato)
Si passa all'emendamento 1.4, a firma dell'onorevole
Panarello.
PANARELLO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
questo emendamento soppressivo dell'Agenzia del lavoro per far
emergere quella che a me sembra una incongruenza ed anche una
valutazione un poco approssimativa del riordino dei dipartimenti
della Regione siciliana.
Il riordino, infatti, così come ci è stato prospettato,
dovrebbe avere il compito di razionalizzazione ma anche di
rendere più efficiente la Pubblica Amministrazione in Sicilia.
Dovrebbe camminare di pari passo con il superamento di uno schema
che, per quanto riguarda le competenze dell'assessorato al
lavoro, deve tenere anche conto delle novità che sono intervenute
nel corso di questi anni in tutte le altre regioni italiane.
Vorrei ricordare al Presidente della Regione che le agenzie
costituite negli anni '90 in tutte le regioni italiane sono
sostanzialmente superate, sia per quanto riguarda la natura
originaria sia per quanto riguarda le competenze che, in larga
misura, sono state trasferite alle province.
Come per altro verso, in questo campo, è intervenuto il
superamento del cosiddetto collocamento pubblico che, invece,
in Sicilia, mantiene inalterate le proprie strutture e i propri
compiti.
Questo era uno degli assessorati dove, in maniera più evidente,
si potevano determinare le innovazioni che potevano rendere più
efficace l'azione del Governo in questo campo delicatissimo. Ecco
perché ho voluto richiamare questa strana disattenzione da parte
del Governo, del Presidente della Regione, rispetto ad un
assetto, quello dell'intervento degli uffici pubblici nel campo
del mercato del lavoro e della formazione che, sostanzialmente,
lascia inalterata l'impalcatura attuale. Quindi, il mio obiettivo
- e vorrei che l'assessore per il lavoro o il Presidente della
Regione mi dessero una risposta su questo punto - con questo
emendamento, è di capire se, da parte del Governo della Regione,
c'è l'idea di modificare gli attuali assetti organizzativi per
fare in modo che la politica del lavoro in Sicilia abbia quegli
elementi di innovazione che, fino ad ora, purtroppo, non ha
avuto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.4. Il parere
della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 1.8 è dichiarato inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.1, a firma dell'onorevole Speziale.
DINA. Chiedo di apporre la mia firma.
CORDARO. Chiedo che sia apposta anche la mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.10, dell'onorevole Maira.
MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.1, a firma dell'onorevole Savona.
SAVONA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2.
Abrogazioni e modifiche di norme
1. Il primo periodo del comma 2 dell'articolo 58 della legge
regionale 3 maggio 2001, n. 6, è sostituito dal seguente: Dalla
data di entrata in vigore della presente legge, ferme restando le
rispettive competenze attribuite dalla normativa vigente,
costituiscono Uffici alle dirette dipendenze del Presidente
della. Regione esclusivamente l'Ufficio di rappresentanza e del
cerimoniale, l'Ufficio stampa e documentazione e l'Ufficio della
segreteria di Giunta;'.
2. Al dipartimento regionale di Bruxelles e degli affari
extraregionali sono attribuite, unitamente al relativo personale,
le competenze e le disposizioni riferite, con legge o decreto
presidenziale, all'Ufficio di Bruxelles, all'Ufficio di Roma ed
all'Ufficio delle relazioni diplomatiche ed internazionali, che
sono soppressi, ferme restando le disposizioni di cui
all'articolo 92 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, che è
così modificato: al comma 1 le parole dirigente regionale ad
esso preposto' sono sostituite con le parole dirigente generale
del dipartimento'.
3. Al comma 7 dell'articolo 11 della legge regionale 3 dicembre
2003, n.20, le parole venti per cento' sono sostituite dalle
parole trenta per cento'. A decorrere dall'esercizio finanziario
2009, l'onere relativo al trattamento fondamentale discendente
dall'applicazione del presente comma, valutato in 210 migliaia di
euro, trova riscontro nel bilancio pluriennale della Regione, UPB
4.2.1.5.2, accantonamento 1002, mentre l'onere relativo al
trattamento accessorio, parte variabile e di risultato, trova
riscontro nelle apposite risorse previste nello specifico fondo
per il salario accessorio della dirigenza previsto dai vigenti
contratti collettivi regionali di lavoro dell'area dirigenziale
della Regione.
4. Il comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale 19 maggio
2005, n. 5, è sostituito dal seguente:
2. Per l'ufficio di cui all'articolo 4, comma 7, della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, il quale per propria destinazione deve agire in via
intersettoriale con tutti i rami di amministrazione con funzioni
di Autorità di Audit dei programmi cofinanziati dalla Commissione
europea e per quello con funzioni di Autorità di Certificazione
dei programmi cofinanziati dalla Commissione europea,
l'individuazione del dirigente preposto è operata ai sensi e per
gli effetti giuridici ed economici dell'articolo 11, commi 4 e 5,
della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20.'.
5. Al comma 1 dell'articolo 4, della legge regionale 6 febbraio
2008, n. 2, le parole a decorrere dalla data di definizione
della contrattazione per il biennio 2008-2009' sono sostituite
dalle seguenti , nelle more della definizione in sede di
contrattazione regionale collettiva, sulla base dei criteri
stabiliti dalle vigenti disposizioni legislative e contrattuali
dell'area dirigenziale della Presidenza del Consiglio dei
Ministri, fermo restando il divieto di non cumulare più di tre
incarichi.'.
6. Il Presidente della Regione, avvalendosi del dipartimento
regionale bilancio e tesoro - Ragioneria generale della Regione,
esercita tutte le attribuzioni relative alla costituzione di
società da parte della Regione nonché l'esercizio dei diritti
inerenti la qualità dì socio. Il dipartimento regionale bilancio
e tesoro - Ragioneria generale della Regione svolge le funzioni
di cui al presente comma di concerto con gli Assessori regionali,
ciascuno per i propri ambiti di competenza. I contratti della
Regione con le società partecipate per l'erogazione di servizi
rientranti nell'oggetto sociale sono conclusi dall'Assessorato
competente per materia. Sono abrogate tutte le disposizioni
legislative e regolamentari in contrasto con le disposizioni del
presente comma.
7. Il numero dei componenti nominati in rappresentanza della
Regione presso gli organi di tutte le società partecipate, così
come negli organi degli enti sottoposti a vigilanza e controllo,
non può eccedere le tre unità.
8. Al coordinamento di tutte le attività e dei servizi relativi
ai sistemi infotelematici ed informativi dell'amministrazione
regionale, anche se da acquisirsi o espletarsi mediante soggetti
esterni all'amministrazione stessa, ivi incluse le funzioni di
coordinamento dei sistemi informativi di cui all'articolo 6,
comma 5, della legge regionale 11 maggio 1993, n. 15, provvede il
dipartimento del personale, dei servizi generali, di quiescenza,
previdenza ed assistenza del personale attraverso un'apposita
struttura intermedia interdipartimentale. Alla suddetta struttura
interdipartimentale si ascrive la definizione, mediante
convenzioni, contratti di servizio o altri strumenti negoziali
comunque denominati, dei rapporti operativi con le società del
settore partecipate dalla Regione .
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Cracolici: 2.3,
dall'onorevole Limoli: 2.4;
dagli onorevoli Leontini e altri: 2.2;
dalla Commissione: 2.5;
dal Governo: Gov.1.
Si passa all'emendamento 2.3, a firma dell'onorevole
Cracolici.
Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento del Governo, il Gov.1, che
riguarda una serie di articoli: il 4, il 5, il 6, il 2, il 9, il
10 e il 12.
L'emendamento sta per essere distribuito. E' un emendamento
abbastanza articolato che riguarda diversi articoli del
provvedimento in esame. Se non sorgono osservazioni, lo vorrei
porre in votazione per parti separate, nel senso che c'è il
comma 2 che riguarda l'articolo 2, il comma 3 che riguarda
l'articolo 9, i commi 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 13 che
riguardano l'articolo 10 e il comma 14 che riguarda l'articolo
12. Ne farei oggetto di quattro votazioni differenti.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel merito
dell'emendamento, condivido il metodo che lei ha testé
illustrato, cioè quello di sottoporlo ad una votazione per parti
separate ma preannunciando che sarebbe opportuno fermarsi al
primo comma, cioè quello della soppressione degli articoli 4, 5 e
6.
PRESIDENTE. Onorevole Leontini, siamo all'articolo 2; per un
fatto regolamentare, votiamo la parte che riguarda l'articolo 2,
poi, passeremo all'articolo 3 e, quando saremo all'articolo 4,
voteremo ciò che riguarda l'articolo 4 e così via.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Per un richiamo al Regolamento
CRACOLICI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
siamo, anche dal punto di vista persino procedurale, di fronte ad
una anomalia che, quanto meno, dimostra che il Governo è
sprovveduto sul piano delle regole.
E' stato presentato un maxiemendamento, partendo dagli
articoli 4, 5 e 6, poi, al secondo comma, si ritorna all'articolo
2.
Signor Presidente, siccome l'esame del disegno di legge è stato
affrontato con diverse sedute della Commissione, le chiedo,
formalmente, che questo testo venga esaminato dalla Commissione,
dato che la legge è tornata in Commissione per un approfondimento
di merito, tra l'altro, di norme che sono state approvate in
Commissione, dopo un attento esame ed una elaborazione che ha
visto la condivisione dell'intera Commissione e del Governo, che
ha dato parere favorevole.
Adesso, il Governo, in alcuni casi, propone la soppressione di
norme su cui ha dato parere favorevole.
Non possiamo impazzire; vogliamo capire di cosa stiamo
parlando.
Fateci capire, con ordine, le cose che dobbiamo votare.
Se c'è, all'articolo 2, un'aggiunta da parte del Governo, di
un comma rispetto al testo che è stato proposto, lo presenti in
maniera chiara, senza inserirlo in un maxiemendamento che
riguarda tutto e il contrario di tutto perché, in questo
momento, stiamo affrontando l'articolo 2.
Ci chiediamo quale sia la differenza fra il comma 2 bis che
propone ed il secondo comma già contenuto nel testo dell'articolo
2.
Ho l'impressione che si stia procedendo più per il tentativo
di mettere una pezza ad un accordo politico - o pseudo tale - che
non per fare funzionare questa legge.
Non vorrei che, a forza di abrogare, aggiungere ed emendare,
alla fine, producessimo un mostro' che si riveli del tutto
incomprensibile.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
avventurarmi nel merito ma gradirei l'attenzione del Presidente
della Regione perché non vorrei che sia costretto,
involontariamente, a fare qualche strafalcione interpretativo del
Regolamento interno.
Onorevole Presidente della Regione, sulla base del Regolamento,
in quest'Aula, lei è un deputato che ha, come tutti i deputati,
il diritto di presentare emendamenti.
Tuttavia, ciò non la esime, ai sensi dell'articolo 112 del
Regolamento interno dell'Assemblea,dal presentare emendamenti
nelle previsioni regolamentari, cioè nell'ambito della
discussione generale.
Il Regolamento prevede tuttavia che Dopo la chiusura della
discussione generale, e cito testualmente il comma 6
dell'articolo 112 del Regolamento interno, è ammessa la
presentazione di ulteriori emendamenti da parte dei
Capigruppo .
Per il Governo, richiamo testualmente il comma 7 del
succitato articolo che così recita: I termini di cui ai commi
precedenti non si applicano alla presentazione di emendamenti da
parte del Governo e della Commissione tendenti alla
rielaborazione degli articoli nonché degli emendamenti e dei
subemendamenti presentati'.
Il Governo, quindi, non può presentare commi e articoli
abrogativi o soppressivi.
Il Governo può soltanto, sulla base degli emendamenti
presentati, rielaborare un testo.
Signor Presidente, ancor prima che nel merito, voglio porre
all'attenzione del Parlamento siciliano una questione che
riguarda la fedele applicazione del Regolamento interno.
La inviterei, pertanto, a dichiarare improponibili gli
emendamenti del Governo perché ciò costituisce una questione
particolarmente delicata.
Lo ribadisco, ai sensi dei commi previsti dall'articolo 112 del
Regolamento interno.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende la discussione del disegno di legge numeri 197-180-
112bis/A
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido le
osservazioni avanzate dai colleghi ma vorrei aggiungere che si è
trattato di un emendamento generale e che, per motivi dettati
dalla fretta, dal collazionamento degli emendamenti al testo,
prima di arrivare ai punti in questione, la Presidenza si stava
attrezzando già per distribuirlo per parti separate; ove non si
addivenisse alla discussione per parti separate, sarà
distribuito per parti separate.
RINALDI. Non è un problema di parti separate ma di riscrittura.
FORMICA. C'è la facoltà del Governo di intervenire per
dimenticanze, come per la maggior parte dei casi. Ma se lo volete
trattare, si tratti pure per parti separate.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Volevo
comunicare ai colleghi che il Governo non ha presentato un
maxiemendamento ma diversi emendamenti in una o più pagine,
infatti, non vi è una numerazione progressiva degli articoli.
Gli emendamenti vanno considerati e votati per parti separate
in ordine al disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi sento di condividere la
tesi dell'onorevole Minardo anche perché è la mia tesi. Sono però
iscritti a parlare diversi deputati e, se apriamo un dibattito
sulla questione formale credo, che rischiamo di incartarci.
Possiamo procedere e procederemo per votazioni separate e fino al
comma 2, cioè i primi due commi di questo emendamento possono
essere votati. Il problema si porrà quando giungeremo all'esame
dell'articolo 9.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Per un richiamo al Regolamento
ODDO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, intendo
intervenire solo per richiamo al Rgolamento, se mi è permesso.
L'articolo testè citato dall'onorevole Speziale, cioè il 112 del
Regolamento, non mi pare che si presti a interpretazioni
estensive; è molto chiaro, è molto netto; ci troviamo, invece,
in presenza di dieci emendamenti aggiuntivi e di due emendamenti
modificativi.
E' ovvio che non si può fare altro che dichiararli
inammissibili perché non si potrebbe, da questo punto di vista,
rivedere un testo con emendamenti aggiuntivi o modificativi o
sostitutivi dopo che è decorso anche il termine, per quanto
concerne la presentazione degli stessi, sia da parte del Governo
che da parte dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Signor Presidente, non si tratta di decidere di trattare la
materia per parti separate ma di porre la giusta questione
dell'impossibilità se non in caso di riscrittura. Signor
Presidente, c'è una riunione in corso, non vorrei disturbare
PRESIDENTE. Sono colleghi del suo partito.
ODDO. Lo so; che siano colleghi del mio partito o di altri, per
me è la stessa cosa. Si tratta di una riunione in corso, mentre
si tiene la seduta
PRESIDENTE. E' una riunione di gruppo non autorizzata.
Onorevoli deputati, sta intervenendo un vostro autorevole
collega.
ODDO. La ringrazio per avermi definito autorevole ma,
sostanzialmente, è giusto che si facciano parlare i colleghi
quando intendono porre delle questioni.
PRESIDENTE. Vedo che c'è un dibattito in corso anche nel suo
partito, onorevole Oddo.
ODDO. Sopravviveremo lo stesso; l'asse di rotazione può essere
inclinato di dodici gradi e la terra continua a girare.
Onorevole Presidente, se mi è permesso concludere, vorrei dire
che non è possibile spiegare le regole che disciplinano i lavori
di questo Parlamento rispetto a quelle che sono le esigenze di
natura prettamente politica.
La maggioranza, evidentemente, avrebbe dovuto trovare
l'accordo prima di lunedì, termine di presentazione degli
emendamenti. La maggioranza ha perso tempo, si è divisa, si è
evidentemente trovata in difficoltà; bene, potrei dire,
questioni che a noi possono interessare relativamente ma non si
può, per una maggioranza che si divide e non riesce a trovare la
quadra nei tempi previsti anche dal Regolamento, anche per quanto
concerne la presentazione degli emendamenti, fare quello che noi,
questa sera, sento dire anche ad altri colleghi, si vorrebbe fare
perché non si tratta di riscrittura e dunque vanno
necessariamente dichiarati inammissibili.
Se creiamo un precedente di questo tipo, non c'è più testo in
Aula che possa tenere. In ogni momento, scaduti i tempi di
presentazione, si potranno presentare non una ristruttura ma
emendamenti aggiuntivi o modificativi. Non mi pare che, da questo
punto di vista, si possa transigere.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, concordo con
l'onorevole Speziale nel fare appello al richiamo al Regolamento.
Vorrei far notare all'onorevole Speziale - che ha richiamato,
appunto, l'articolo sulla riscrittura - che, se non è riscrittura
questo emendamento, il Gov.1, non saprei quale debba essere la
riscrittura. E, non solo faccio un richiamo al Regolamento,
nella parte della riscrittura, ma faccio, altresì, un richiamo
alla prassi parlamentare, signor Presidente, che è sempre stata
utilizzata nella stessa maniera, sia dalla maggioranza che
dall'opposizione per quanto ne ho memoria almeno da sette anni.
Pertanto, ritengo che la Presidenza debba non solo accettare nei
termini, come lei ha indicato poi, per parti separate,
l'emendamento Gov.1, ma è proprio una riscrittura del testo
affinché il Parlamento possa, appunto, esprimersi sulle varie
parti.
Ritengo, quindi, che, sotto il profilo parlamentare, stiamo
agendo secondo quanto scritto, ma se non bastasse questo, sotto
il profilo della prassi parlamentare sono stati sempre utilizzati
emendamenti di questa portata.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi sono numerosi iscritti a
parlare. Al fine di trovare una soluzione tecnica, un'intesa -
ferma restando l'ammissibilità dell'emendamento su cui non credo
ci sia discussione -, volevo sospendere l'Aula per cinque minuti.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come
diceva prima l'onorevole Mancuso, la prassi parlamentare ci ha
consentito, in altre occasioni, di votare alcuni emendamenti
soppressivi. Tuttavia, io non vorrei restare fermo a questo,
vorrei uscire dal guado, vorrei semplicemente evitare che passi
il messaggio che qualcuno voglia fare il furbo o che qualcuno
voglia prevaricare l'Aula.
Certamente, questo qualcuno' non è il Governo, certamente il
Governo ha presentato un emendamento che voleva si discutesse.
CRACOLICI. Questo emendamento esprime la furbizia del Governo
LEANZA NICOLA. Onorevole Cracolici, se furbizia ci doveva
essere, doveva essere fatta per ogni singolo comma o emendamento,
invece, non c'è stata alcuna furbizia, ma soltanto la volontà di
lavorare serenamente e seriamente rispetto ad un disegno di legge
molto importante. Pertanto, mi sembra giusto chiedere di trovare
delle adeguate soluzioni, col garbo istituzionale che ci ha
sempre contraddistinti, al fine di giungere ad una sintesi
importante.
Signor Presidente, intanto alcuni emendamenti possono essere
votati per parti separate in quanto riscrivono in qualche modo
l'articolo. Per quanto riguarda, invece, i commi 4, 5 e 6 dei
quali è richiesta la soppressione, in luogo di perdere tempo,
propongo di bocciare i commi 4, 5 e 6 in modo da evitare di
passare tutta la serata su questi punti.
Pertanto, la mia proposta è di andare avanti con i commi 2 e
3 e poi di bocciare i successivi 4, 5 e 6, visto che il parere
del Governo è contrario.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, poiché qui si sta tentando di
creare un precedente che può avere delle ricadute per il futuro
nella presentazione dei disegni di legge, chiedo che questa
incongruenza venga sottoposta alla Commissione per il Regolamento
al fine di capire se questi sono articoli di riscrittura oppure
sono nuovi emendamenti. Chiedo che tali articoli siano sottoposti
alla Commissione per il Regolamento.
ARENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARENA Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione che
giustamente ella definisce squisitamente formale, a mio avviso,
avrebbe necessariamente bisogno di una lettura, oserei definire,
autentica dell'articolo 7. Infatti, se rileggiamo l'articolo 7,
partendo dal teorema Speziale, possiamo stare qui tutta la
notte a pensare quali possano essere le accezioni, il significato
della espressione letterale del termine rielaborazione. Tale
approccio metodologico nella interpretazione delle norma
sicuramente è rispettabile, tuttavia, invito la Presidenza ad
attenersi all'enunciazione lessicale dell'articolo 7 che vorrei
qui recitare: I termini di cui ai commi precedenti non si
applicano alla presentazione di emendamenti da parte del Governo
e della Commissione . Quando parliamo di termini sicuramente ci
stiamo riferendo, per esempio, a termini di natura temporale e
quindi andiamo al comma 4.
E poi dice .. da parte del Governo e della Commissione
tendenti alla rielaborazione degli articoli - ed è un fatto -
nonché degli emendamenti e dei subemendamenti presentati - che
è un altro fatto perché, altrimenti, dovremmo pensare che ci
troviamo di fronte ad una ripetizione inutile. Il nonché
sgancia l'emendamento dalla rielaborazione parlando di altri
emendamenti e di altri subemendamenti che possono essere
presentati dal Governo, senza che per essi ci sia il rispetto dei
termini dei commi precedenti.
Pertanto, a mio avviso, la questione della irricevibilità o
della irritualità della presentazione è da ritenersi
assolutamente inesatta e, quindi, l'apprezzabile sforzo compiuto
dal Presidente Mancuso quando parla di consuetudine è, in questo
caso, eccessivo perché - ripeto - una lettura autentica
dell'articolo 7 nella sua parte finale, vede il nonché separare
la parte della rielaborazione degli emendamenti dall'altra parte.
Signor Presidente, da questo punto di vista mi sento di dirle
che nonché separa la prima dalla seconda parte e, quindi, in
questo caso non c'è bisogno di sforzarsi sul significato da
attribuire al termine rielaborazione.
PRESIDENTE. Si tratta di emendamenti e non di un maxi
emendamento, sono infatti degli emendamenti che il Governo ha
presentato e che la Presidenza giudica ammissibili, e che saranno
posti in votazione per parti separate.
Procedendo con ordine, il primo degli emendamenti che dobbiamo
votare è il comma 2 dell'emendamento Gov.1, per intenderci.
Su questo comma 2, che è il primo da porre in votazione, ho il
dovere di chiedere al Presidente della Regione se il Governo dà
in Aula la copertura finanziaria, poiché su questo emendamento
c'è stato il parere contrario della Commissione Bilancio.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numero 197-80-112bis/A
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, non c'è alcun aggravio di spesa in questo
emendamento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, premetto che il Governo, in
Aula, è una delle parti, e non è la parte, e che quindi la
copertura agli emendamenti, come ai disegni di legge, la dà la
Commissione Bilancio non il Governo. Il Governo va in Commissione
e dà il suo parere sulla copertura.
Vorrei che l'Assessore Cimino mi ascoltasse perché mi sto
riferendo ad una cosa che ha detto lei e che, con tutto rispetto,
non poteva dire. Questa norma è stata valutata dagli uffici
dell'ARS ed è stata dichiarata norma che comporta spesa.
Pertanto, la Commissione Bilancio l'ha esaminata e non ha dato
parere favorevole. Quindi, il fatto che il Governo adesso
dichiari che non comporta spesa, è un'opinione Siccome
l'opinione del Governo, nella fattispecie, rimane un'opinione, ci
atteniamo a quanto hanno valutato gli Uffici che sono gli unici
organi che stabiliscono se le norme comportano aggravio di spesa
e, quindi, necessitano del parere della Commissione Bilancio.
Quest'ultima ha respinto la norma non dando copertura
finanziaria. In Aula non può essere dichiarata proponibile una
norma che non ha la relativa copertura finanziaria.
Signor Presidente, pertanto, ancor prima di affrontare il tema
degli emendamenti o dell'emendamento Gov.1, rispetto alle
modalità, sulle quali vorrei che lei, fra qualche minuto, così
come aveva annunciato, valutasse anche l'opportunità di
sospendere per fare una valutazione, anche in seno alla
Commissione per il Regolamento.
Allora, gli emendamenti di riscrittura, certamente non possono
essere soppressivi. La lingua italiana, onorevole Arena, non è
opinabile Riscrittura non vuol dire soppressione, sono due cose
diverse. Anche se a volte si può raggiungere lo stesso effetto,
però la forma è sostanza.
Il secondo comma dell'emendamento Gov.1, signor Presidente, ai
sensi del Regolamento vigente, non può essere dichiarato
proponibile poiché manca la copertura finanziaria e - ripeto -
la Commissione Bilancio non l'ha data. Dopodiché il Governo dica
che non occorre la copertura finanziaria, quella è un'opinione,
ma non è l'opinione degli Uffici che l'hanno inviato in
Commissione per la copertura. Chiaro?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, volevo chiarire la posizione dell'emendamento Gov.1.
Ho detto che non occorre la copertura, sebbene il testo così come
è scritto nell'articolo 2 è ancora più chiaro, perché trattasi di
indennità che già la segreteria generale conferisce alle persone
interessate, quindi, non occorre copertura perché già il quantum
è stanziato ed è già determinato.
Onorevole Cracolici, comunque, il Governo è disponibile a
ritirare il primo comma e lasciare così come è il testo in modo
tale che appaia più chiaro.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, visto
che ci atteniamo e ci richiamiamo vicendevolmente al rispetto del
Regolamento e possiamo pure convenire sul fatto che piuttosto che
sopprimere bocciamo, piuttosto che bocciare sopprimiamo - in
fondo quello che conta è il risultato - anche se non sempre il
dibattito si è svolto in un clima di serenità, e il dibattito a
volte lascia intravedere punti di vista anche diversi, nel
presentare in maniera migliorabile questi emendamenti, in ordine
al comma 2, io così lo interpreto, e mi assumo la responsabilità
per averlo presentato, noi stiamo facendo confluire in un
dipartimento le competenze dell'ufficio di Bruxelles, l'ufficio
di Roma e l'ufficio delle relazioni diplomatiche ed
internazionali.
Un dipartimento dunque assomma in sé, e le coordina, le
competenze di politica estera; se fossimo una nazione, dal
momento che siamo una Regione, Roma invece è extraregionale, così
come lo è Bruxelles, ed è extraregionale l'azione, l'iniziativa
dell'ufficio delle relazioni internazionali e diplomatiche.
Questi uffici, mi sembra di capire, non li stiamo inventando,
con le relative competenze ed eventualmente spese o costi, ma li
stiamo concentrando. Nel concentrarli e nel consentire che se li
concentriamo facciamo sì che afferiscano ad un solo dipartimento,
continuino a funzionare, non possiamo privarli delle risorse
finanziarie di cui oggi godono.
Faccio un esempio banalissimo che è quello che mi ha convinto
nel momento in cui me ne sono assunto la responsabilità.
L'ufficio di Roma, tra gli altri collaboratori di vario livello,
ha anche degli autisti. Quando noi siamo a Roma, non ci vado solo
io, questi autisti, un paio a disposizione del Governo e non
solo, devo dirvi che talvolta
CRACOLICI. Non solo', ci può precisare questo aspetto?
LOMBARDO, presidente della Regione. Certamente funzionano anche
per i direttori regionali. Voglio dire semplicemente questo: con
me talvolta capita che alle 5.30 o alle 6.00 del mattino si
parte per prendere un aereo che parte un'ora dopo e la sera si
finisce col lavorare alle 01.00-01.30 di notte. Nel funzionamento
dell'ufficio e nei costi per il mantenimento della funzione c'è
anche lo straordinario per questi dipendenti nella stessa misura,
non un euro di più, di cui oggi questi uffici sono dotati. Ecco
perché non c'è un aggravio di spesa; se ci fosse un aggravio di
spesa le sue considerazioni, ovviamente, avrebbero un fondamento.
In ordine, invece, al sovrintendente e al suo ufficio, la norma
riguarda problemi organizzativi, cioè i vari passaggi per
l'organizzazione dell'ufficio che facciano capo allo stesso
dipartimento piuttosto che essere mediati dalla segreteria
generale ovvero poi andare per l'autorizzazione dallo stesso
presidente della Regione. Ecco perché non c'è un euro di spesa in
più, se ci fosse ne avremmo avvistato l'opportunità compreso
l'indispensabile passaggio dalla commissione bilancio che non
avrebbe potuto ratificarla. Perché senza quello straordinario,
per quello che vale, e credo che valga, quegli uffici si
fermerebbero.
Credo, invece, che debbano operare ancor di più e ancor meglio
sia gli uni che gli altri, comprese le relazioni diplomatiche in
vista di una serie di impegni. Lo sentirete se avrete il tempo di
partecipare all'incontro con il ministro Frattini previsto per
giorno 15 novembre, i tanti impegni che il Ministero degli esteri
in tema di politica euro-mediterranea vuole assegnare alla
regione.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
sottolineare - e su questo vorrei l'attenzione sia del Presidente
della Regione che dell'Assessore per il bilancio e le finanze -,
che questo disegno di legge è stato lungamente esaminato sia
nella commissione di merito, che in commissione bilancio. Se la
memoria non mi inganna, su questo chiedo una verifica attenta
degli uffici, proprio questa parte del disegno di legge che qui
viene riproposta come emendamento è stata soppressa con un
emendamento soppressivo presentato dal Governo, a firma
dell'Assessore Cimino, perché comportava un aggravio di spesa.
Non vorrei aver perso tempo in Commissione Bilancio o
ritrovarmi qui a perderlo oggi, quando invece ieri è stata detta
una cosa diversa da parte del Governo. Siccome credo di non
sbagliarmi, anche se la memoria può ingannare, se in commissione
bilancio il Governo ha presentato un emendamento soppressivo
dicendo che non era possibile un aggravio di spesa vista la
materia, qui non ci potete sostenere una tesi diversa, perché ne
va dell'onorabilità e serietà di questo Parlamento
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, onorevole Lombardo, gli uffici
hanno fatto una verifica anche sulla base del voto espresso in
Commissione Bilancio e, in effetti, il parere contrario è
motivato dal fatto che c'è un aggravio di spesa per cui o il
Governo ritira il comma 2 o la Presidenza lo dichiara
inammissibile. Non cambia nulla. C'è un voto della Commissione
bilancio e si è espressa in maniera molto chiara. In ogni caso,
al fine di agevolare il percorso del disegno di legge io, a
questo punto, propongo di ritirare i commi 1, 2 e 14.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito. Possiamo
arrivare allo stesso risultato bocciando gli articoli come ha
suggerito l'onorevole Leanza in maniera lungimirante.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Il Governo
ritira i commi 1, 2 e 14.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.3 a firma dell'onorevole Cracolici,
di identico contenuto all'emendamento 2.4, precisando che questo
emendamento recita sopprimere i commi 2 e 3. Il comma 2 è già
stato soppresso dall'articolo 1, in quanto incompatibile con
l'articolo 1 già approvato; rimane in piedi soltanto il comma 3
di cui viene richiesta la soppressione con l'emendamento
Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento a mia
firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, mi è stato spiegato in
Commissione Bilancio che il Governo proponeva l'aumento dei
dirigenti esterni all'Amministrazione dal 20 al 30 per cento per
dirigere i dipartimenti che si vanno a realizzare. La motivazione
di questo aumento nasceva dal fatto che, si ridurranno i
dipartimenti, quindi il numero del 30 per cento veniva
commisurato al nuovo numero che era frutto di una riduzione,
quindi si passava dagli otto attuali ai nove.
Onorevole Presidente, con l'aumento dei dipartimenti, siamo
già, credo, a trentatré, noi vi sono già oltre 10 dirigenti
esterni all'Amministrazione. Vorrei ricordare, sempre in misura
di contenimento della spesa, che nelle amministrazioni dello
Stato il numero dei dirigenti esterni all'Amministrazione è pari
al 5 per cento.
In Sicilia era stato, con precedente norma, ricondotto a questo
20 per cento; adesso si propone l'aumento addirittura al 30 per
cento di un numero che non è più relativo al numero dei ventinove
da cui partivamo, ma - ripeto - siamo già a 33 dipartimenti e
forse alla fine arriveremo anche a 34, 35
Io ho sempre detto che questa legge rischia di fare la fine di
un famoso decreto che fu varato nell'agosto del 2002
dall'assessore Cittadini, quando era assessore per la sanità, che
si chiamava decreto taglia spese . Alla fine, quando fu
rielaborato quel decreto produsse 300 milioni di euro di spese in
più rispetto a quando era stato approvato il decreto, quindi ho
l'impressione che anche qui succederà qualcosa di simile.
In ogni caso, l'abrogazione del comma 3 da me richiesto, sta
nel fatto di volere ripristinare un senso della misura. Il 20 per
cento già è una misura quadrupla rispetto al resto del Paese,
addirittura con il 30 vorremmo aumentarla per sei volte Io
credo che a tutto ci sia un limite.
Le chiedo, signor Presidente, visto che il Governo si fa forte
di un accordo di maggioranza e voleva procedere con un
emendamento del tenore del Gov.1, unico, magari con una sola
votazione per accelerare l'iter del provvedimento. E questo,
chiaramente, non si poteva fare, lo sa bene.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, credo non sia mai stato
nell'intenzione del Governo, per la verità, si è sempre parlato
di votazioni separate.
Richiesta di votazione per scrutinio segreto dell'emendamento
2.3
CRACOLICI. Ho visto, però, che è stato presentato in un foglio
unico.
Pertanto, le chiedo, signor Presidente, che su questo
emendamento la votazione avvenga per scrutinio segreto.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, voglio dire che noi, presumibilmente, alla
fine ci ritroveremo con 50 dipartimenti piuttosto che con 20;
però, allorquando il Governo presenta un disegno di legge e poi,
chiaramente, si arriva ad un certo numero di dipartimenti, non
so: 25, 28, 30 quello che è, lei comprenderà perfettamente e lo
comprendono anche gli altri colleghi, che è l'Aula che decide; si
può presumere di salvaguardare la dignità della veterinaria
piuttosto che del Corpo forestale, e allora per l'una e per
l'altra aumentano i dipartimenti.
Non c'è dubbio che noi dobbiamo assolutamente contenere questo
aumento di percentuale ad una previsione di circa una trentina di
dipartimenti. Per carità, poi ci sarà la seconda fase, quella che
parte dal primo gennaio 2010. Noi oggi ci ritroviamo già dinnanzi
ad un 20 per cento, se vogliamo richiamare il 5 per cento dello
Stato italiano o il 3 del Governo francese o il 2 di quello
turco, non so se può servire.
Certo noi con i dipartimenti di alcuni uffici e quant'altro, ci
potremmo trovare con un numero di esterni che poi, se si comprime
il numero dei dipartimenti, sono fuori da quella percentuale.
Ecco perché abbiamo proposto l'aumento della percentuale e lo
abbiamo fatto non per aumentare, per incrementare i costi che noi
vogliamo ridurre, bensì, intanto, per consentire la salvaguardia
di quella percentuale. E se permettete in corso di seduta noi non
possiamo modificare la percentuale perché paradossalmente
traguardiamo il 30% a 30, se arriviamo a 40 lo riduciamo al 25
per cento, se invece scendiamo a 25 lo aumentiamo a 40
E' semplicemente impossibile Certo, andando avanti, se
dovessimo arrivare a 50 dipartimenti potremmo benissimo ridurre
al 16-17 per cento e al 17,1, ma non mi pare che sia il modo più
razionale e ragionevole per andare avanti.
Vogliamo salvaguardare alcune professionalità di cui ci stiamo
avvalendo e vogliamo farlo cercando di respingere il richiamo:
ma i dirigenti regionali sono già tanti ; sono tanti da non
rientrare sicuramente alla guida dei 30 dipartimenti. Certamente
noi non promuoviamo 2 mila dirigenti perché riduciamo di 2 o di 3
perché si tratta in fondo di ridurre la percentuale dal 30 al 20
per cento.
E' un'esigenza di funzionalità ed è anche di opportunità, vi
posso assicurare, considerata la parsimonia che contraddistingue
le nostre scelte, sarà utilizzata solo se necessario e se serve
alla Regione.
Ecco perché il parere del Governo è contrario.
CRACOLICI. Come ho detto poc'anzi, chiedo che la votazione
dell'emendamento 2.3 avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.3
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Apprendi, De Benedictis, Di
Benedetto, Digiacomo, Donegani, Faraone, Ferrara, Galvagno e
Lupo, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento
2.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 74
Votanti . 72
Maggioranza . 37
Favorevoli . 33
Contrari 39
(L'Assemblea approva)
Si passa all'emendamento 2.5, a firma della Commissione.
MANCUSO. Chiedo di apporre la firma all'emendamento.
LEONTINI. Chiedo di apporre la firma all'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 2.5. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.2, a firma dell'onorevole Leontini.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura.
«Articolo 3.
Disposizioni organizzative di attuazione
1. Gli incarichi di direzione delle strutture di massima
dimensione risultanti dalla presente legge sono conferiti,
entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, con decreto del Presidente della Regione, previa
delibera della Giunta regionale, ferme restando, sino al
suddetto conferimento, le funzioni di direzione delle
strutture di massima dimensione anteriormente conferite o
mantenute.
2. La specificazione delle materie attribuite ai singoli
dipartimenti regionali in base alla presente legge e la
relativa articolazione delle strutture intermedie, fermo
restando il limite massimo di cui all'articolo 11 della legge
regionale 3 dicembre 2003, n. 20, sono determinate, previa
delibera della Giunta regionale, con decreto del Presidente
della Regione.
3. L'articolo 11 della legge regionale 8 febbraio 2007, n.
2, è abrogato.
4. Nel caso di compimento dell'anzianità contributiva di
quaranta anni del personale dipendente, l'amministrazione
regionale e gli enti di cui all'articolo 1 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni possono risolvere, fermo restando quanto previsto
dalla disciplina vigente in materia di decorrenze dei
trattamenti pensionistici, il rapporto di lavoro con un
preavviso di sei mesi.
5. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad
apportare, con proprio decreto, le variazioni al bilancio
della Regione derivanti dall'applicazione della presente
legge».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Leontini: 3.3, 3.4, 3.5;
- dall'onorevole Limoli: 3.2;
- dall'onorevole Speziale 3.1.
Si passa all'emendamento 3.3, a firma dell'onorevole Leontini.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.2, a firma dell'onorevole Limoli.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.1, a firma dell'onorevole Speziale.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.4, a firma dell'onorevole Leontini.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.5, a firma dell'onorevole Leontini.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
TITOLO II
Ordinamento del Governo e dell'amministrazione della
Regione
«Articolo 4.
Composizione del Governo
1. L'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e
successive modifiche ed integrazioni è sostituto dal seguente:
Art. 1. - Il Presidente della Regione e la Giunta regionale
costituiscono il Governo della Regione.
Ai sensi dell'articolo 21 dello Statuto, il Presidente della
Regione è capo del Governo regionale.
La Giunta regionale è composta dal Presidente della Regione e
da dodici Assessori.
Entro dieci giorni dalla proclamazione, il Presidente della
Regione nomina con proprio decreto gli Assessori, tra cui un
Vicepresidente, che lo sostituisce in caso di assenza o di
impedimento, e può successivamente revocarli.
Il Presidente della Regione prepone gli Assessori ai singoli
rami dell'Amministrazione.
I compiti non ricompresi nella preposizione o non attribuiti
con espressa delega di competenze presidenziali sono nella
titolarità del Presidente della Regione.
Il Presidente della Regione esercita ogni altro compito,
funzione o competenza non espressamente attribuita alla Giunta
regionale o agli Assessori.'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 4.1;
- dall'onorevole Leontini: 4.3;
- dall'onorevole Limoli: 4.2.
Si passa all'emendamento 4.1, a firma dell'onorevole Cracolici.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, vorremmo farle un favore: visto che
con 12 assessori non riuscite ad andare d'accordo, vorremmo
provare a ridurre la Giunta e fare in modo che, almeno, questa
Giunta, essendo di numero inferiore, possa andare d'accordo.
Quindi, l'intento è favorevole alla sua Presidenza ed è anche
favorevole alla Sicilia, in primo luogo, perché risparmiamo due
indennità con i relativi Uffici di Gabinetto, macchine di
servizio, con tutto quello che compete al ruolo di assessore e
poi, forse, se questo Governo si riduce da 12 a 10 componenti,
credo che non se ne accorga nessuno in Sicilia.
Chiedo che la votazione di questo emendamento avvenga a
scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Apprendi, Barbagallo, D'Antoni, De
Benedictis, Digiacomo, Di Guardo, Donegani, Faraone e
Ferrara si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 4.1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 4.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 78
Votanti 77
Maggioranza 39
Favorevoli 29
Contrari 47
Astenuti 1
(L'Assemblea non approva)
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numero 197-80-112bis/A
PRESIDENTE. L'emendamento 4.3, a firma dell'onorevole Leontini,
è ritirato.
L'emendamento 4.2, a firma dell'onorevole Limoli, è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Attribuzioni del Presidente della Regione
1. All'articolo 2 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28
e successive modifiche e integrazioni sono apportate le seguenti
modifiche:
- al primo comma sono soppresse le parole di fronte
all'Assemblea';
- al secondo periodo del secondo comma le parole della Giunta
regionale' sono sostituite con le seguenti del Presidente della
Regione';
- dopo il secondo comma, è aggiunto il seguente: Il Presidente
della Regione, in attuazione dell'articolo 9 dello Statuto,
determina il programma del Governo regionale, impartisce agli
Assessori le direttive politiche ed amministrative e ne verifica
l'attuazione';
- al terzo comma dopo la lettera a) è aggiunta la seguente: a
bis) risolve i conflitti tra Assessori';
- al terzo comma la lettera e) è soppressa;
- al terzo comma la lettera p) è sostituita dalla seguente: p)
può disporre, in casi eccezionali, ispezioni straordinarie
sull'attività e sul funzionamento degli Assessorati regionali
nonché, in aggiunta ai normali controlli demandati agli
Assessori, sugli organi previsti dalla precedente lettera.'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Lupo e altri: 5.1;
- dagli onorevoli Leontini e altri: 5.5, 5.7 e 5.8;
- dagli onorevoli Maira e altri: 5.2;
- dall'onorevole Limoli: 5.3.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per agevolare
i lavori, dichiaro che tutti gli emendamenti a firma degli
onorevoli Leontini, Maira, Limoli e gli emendamenti riconducibili
ai Gruppi della maggioranza sono ritirati.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.1, a firma degli onorevoli Lupo ed
altri.
LUPO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento che
insieme ad altri colleghi ho presentato si propone di mantenere
l'attuale formulazione di una legge del 1962 in cui è detto che
il Presidente della Regione è responsabile di fronte
all'Assemblea delle proprie funzioni.
Non capisco perché
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, ha perfettamente ragione, tanto è
vero che gli Uffici avevano stralciato queste parole dalla
proposta del Governo, per cui questo emendamento è, di fatto,
accettato nel senso che è stata apportata una correzione da
parte degli Uffici.
LUPO. Vorrei soltanto precisare che la legge utilizza la stessa
espressione dell'articolo 20 dello Statuto. Credo sia interesse
di tutti che l'ordinamento della Regione siciliana sia, quanto
più possibile, aderente allo Statuto che è norma costituzionale.
PRESIDENTE. Ha perfettamente ragione, tanto è vero che gli
Uffici lo avevano evidenziato.
Pertanto, poiché gli Uffici lo avevano già evidenziato,
l'emendamento 5.1 è superato.
Pongo in votazione l'articolo 5.
CRACOLICI . Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Bonomo, De Benedictis, Di Benedetto,
Digiacomo, Ferrara, Marinello, Mattarella e Oddosi
associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 5
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 80
Votanti 79
Maggioranza 40
Favorevoli . 31
Contrari 47
Astenuti 1
(L'Assemblea non approva)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Attribuzioni degli Assessori
1. L'articolo 3 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e
successive modifiche e integrazioni è sostituto dal seguente:
Art. 3. - Gli Assessori rappresentano gli Assessorati ai quali
sono preposti e partecipano con voto deliberativo ai lavori della
Giunta regionale.
Essi sono responsabili nei confronti del Presidente della
Regione per la direzione politico-amministrativa dell'Assessorato
e per gli atti compiuti a tale scopo; sono, altresì, responsabili
collegialmente degli atti del Governo ed individualmente degli
atti dei rispettivi Assessorati.
Gli Assessori:
a) esprimono, sulla base degli indirizzi e delle direttive
impartite dal Presidente della Regione, la posizione del Governo
regionale nel rapporto con i Ministeri e con gli organi ed enti
da essi dipendenti o vigilati per gli affari di competenza degli
Assessorati cui sono preposti, salvo quanto previsto nella
lettera b) dell'articolo 2;
b) esprimono, sulla base degli indirizzi e delle direttive
impartite dal Presidente della Regione, la posizione del Governo
in ordine alle questioni sottoposte all'esame dell'Assemblea
regionale;
c) assumono ogni iniziativa diretta ad attuare, nel settore di
competenza, l'indirizzo politico e amministrativo determinato dal
Presidente della Regione e sono a tal fine tenuti ad informarlo
preventivamente delle questioni che comportano l'emanazione di
provvedimenti che impegnano l'indirizzo generale del Governo. Nel
caso in cui, a norma del secondo comma dell'articolo precedente,
tali provvedimenti debbano essere sottoposti al Presidente della
Regione o alla Giunta regionale, l'Assessore ne sospende il
corso;
d) propongono alla Giunta regionale, per ì fini di cui alla
lettera precedente, schemi legislativi e controfirmano i disegni
di legge approvati su loro iniziativa o con il loro concerto;
e) propongono alla Giunta regionale i regolamenti per
l'esecuzione delle leggi riguardanti materie di loro competenza;
f) firmano le leggi approvate dall'Assemblea regionale e i
regolamenti approvati dalla Giunta regionale riguardanti materie
di loro competenza;
g) formulano, per le rubriche di loro competenza, le proposte
per la compilazione dello schema di bilancio della Regione e
delle relative variazioni;
h) esercitano i poteri di indirizzo e controllo nei confronti
della dirigenza, secondo quanto previsto dalle norme vigenti,
coerentemente con le direttive del Presidente della Regione ed
adottano, nei riguardi del personale, i provvedimenti di loro
competenza;
i) esercitano i compiti loro assegnati con gli atti di delega
del Presidente della Regione;
l) esercitano ogni altra attribuzione prevista da disposizioni
legislative e regolamentari.'.
2. Al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre
1962, n. 28 e successive modifiche ed integrazioni, il punto 8 è
abrogato».
Gli emendamenti all'articolo 6 presentati dagli onorevoli Maira,
Limoli e Leontini sono ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7.
Amministrazione centrale
1. L'articolo 6 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e
successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:
Art. 6. - L'Amministrazione della Regione è ordinata nella
Presidenza della Regione e nei seguenti Assessorati regionali:
a) Assessorato regionale delle attività produttive;
b) Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana;
c) Assessorato regionale dell'economia;
d) Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilità;
e) Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
e del lavoro;
f) Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione
pubblica;
g) Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità;
h) Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione;
i) Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari;
1) Assessorato regionale della salute;
m) Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente;
n) Assessorato regionale del turismo, dello sport e dello
spettacolo. ».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici. 7.4
- dagli onorevoli Caputo e altri: 7.2 e 7.1;
- dall'onorevole Limoli: 7.5;
- dagli onorevoli Scilla e altri: 7.3.
Si passa all'emendamento 7.4, a firma dell'onorevole Cracolici.
Considerato che l'Aula si è già espressa sull'emendamento 4.1,
l'emendamento 7.4 è precluso.
Si passa all'emendamento 7.2, a firma degli onorevoli Caputo ed
altri.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'emendamento 7.2, a firma degli
onorevoli Caputo ed altri, è molto articolato, in quanto incide
su tre articoli diversi: il comma 1 incide sull'articolo 7; il
comma 2, cioè da articolo 8 in poi, incide sull'articolo 10 e
l'ultimo comma, cioè la Tabella A, incide sull'articolo 11.
In questo momento, stiamo esaminando la prima parte
dell'emendamento 7.2.
CAPUTO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi parlamentari
del Gruppo del PDL abbiamo presentato questo emendamento che
contiene una diversa riscrittura delle deleghe assegnate ai
dodici assessorati del Governo della Regione. Quindi, ad
integrazione e, per alcuni aspetti, a modifica integrale di
alcune deleghe previste dal disegno di legge sul riordino dei
Dipartimenti, chiediamo che gli stessi vengano modificati così
come contenuti nell'emendamento.
Chiediamo, pertanto, il voto favorevole dell'Aula per mantenere
le deleghe dei vari assessorati, così come indicati dai
proponenti.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.15, è ripresa alle ore 19.23)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, gli emendamenti all'articolo 7 sono
ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8.
Organizzazione
1. Dopo l'articolo 6 della legge regionale 29 dicembre 1962, n.
28 e successive modifiche ed integrazioni, è aggiunto il
seguente:
Art. 6 bis. - Il Presidente della Regione esercita i propri
compiti a mezzo della Segreteria generale, dell'Ufficio
legislativo e legale e degli altri dipartimenti della Presidenza
della Regione nonché degli uffici di diretta collaborazione e
degli uffici alle sue dirette dipendenze già istituiti con legge.
Gli Assessori regionali esercitano i propri compiti a mezzo dei
dipartimenti e degli uffici di diretta collaborazione e alle
dirette dipendenze .».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9.
Attribuzioni della Presidenza
1. L'articolo 7 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28,
e successive modifiche ed integrazioni, è sostituito dal
seguente:
Art. 7. - Alla Presidenza della Regione sono attribuiti i
seguenti compiti: organizzazione dei lavori della Giunta
regionale. Organizzazione amministrativa generale. Direttive
generali per lo svolgimento dell'azione amministrativa regionale
e relativo coordinamento. Vigilanza sull'attuazione delle
deliberazioni della Giunta regionale. Attività inerenti
all'esercizio dei poteri previsti dalle lettere o) e p)
dell'articolo 2. Consulenza e assistenza legislativa e patrocinio
legale. Ricorsi straordinari. Gazzetta ufficiale. Raccolta delle
leggi, dei regolamenti e dei decreti presidenziali relativi ad
atti di governo. Collaborazione all'attività del Presidente per
quanto concerne l'esercizio delle funzioni indicate nella lettera
q) dell'articolo 2. Ordinamento della comunicazione.
Coordinamento della protezione civile regionale. Programmazione
regionale. Funzione di soprintendenza di Palazzo d'Orleans e dei
siti presidenziali .».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Maira: 9.1;
- dall'onorevole Cracolici: 9.2.
L'emendamento 9.1, a firma dell'onorevole Maira, è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si torna all'emendamento Gov.1, in quanto il comma 3 riguarda
l'articolo 9.
Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 9.2, a firma dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ne abbiamo
già parlato in Commissione ed ho riproposto il tema in Aula.
Questo emendamento tende a riproporre, all'interno
dell'Assessorato alla Presidenza, un aspetto della gestione
dell'Amministrazione regionale, in particolare, del demanio, del
patrimonio immobiliare e gli interventi di edilizia demaniale.
Con la proposta, che, alla fine, è stata elaborata, tutta
l'attività patrimoniale transiterebbe interamente all'Assessorato
del bilancio e delle finanze. C'è un aspetto che riguarda la
gestione del patrimonio che non è connessa alla valorizzazione ma
che, invece, è connessa alla gestione del patrimonio - compresa
la manutenzione - e che non è patrimonio che ha come finalità la
sua valorizzazione o alienazione. Non si propone di istituire un
dipartimento ma di mantenere un servizio in atto all'Assessorato
alla Presidenza.
Condivido che il coordinamento della valorizzazione degli
immobili passi all'Assessorato al bilancio, mentre non capisco
perché la gestione degli interventi nel demanio debba passare
all'Assessorato al bilancio e non invece all'Assessorato che, in
atto, gestisce il demanio regionale che è l'Assessorato alla
Presidenza.
Questo emendamento, quindi, restituisce all'Assessorato alla
Presidenza la gestione degli interventi demaniali, in atto
gestiti dall'assessorato alla Presidenza, e trasferisce, invece,
la valorizzazione e il coordinamento per la valorizzazione degli
immobili regionali all'Assessorato al bilancio.
Pongo in votazione l'emendamento 9.2. Il parere della
Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 9, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Forzese ha chiesto congedo
dal 2 al 5 dicembre 2008.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numeri 197-80-112bis/A
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10
Attribuzioni degli Assessorati regionali
1. L'articolo 8 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e
successive modifiche ed integrazioni, è sostituito dal seguente:
Art. 8. - Agli Assessorati regionali sono attribuite le materie
per ciascuno appresso indicate:
a) Assessorato regionale delle attività produttive: industria.
Cooperazione, escluse le attività delle cooperative edilizie.
Commercio, mostre, fiere, mercati. Commercio con l'estero,
attività promozionali all'estero e internazionalizzazione delle
imprese. Vigilanza sugli enti di settore e sulle cooperative.
Aiuti alle imprese. Autorizzazione e vigilanza sulle attività
ricettive. Ricerca applicata ed innovazione dei processi
produttivi;
b) Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana: patrimonio archeologico,
architettonico, archivistico, bibliotecario, etnoantropologico
e storico-artistico. Tutela dei beni paesaggistici, naturali e
naturalistici. Attività di promozione e valorizzazione delle
tradizioni e dell'identità siciliana;
c) Assessorato regionale dell'economia: bilancio. Documenti
contabili e finanziari. Dpef. Tesoro. Vigilanza enti regionali.
Coordinamento finanza pubblica. Ufficio di statistica della
Regione. Controlli interni all'amministrazione regionale di
regolarità amministrativo-contabile. Partecipazioni regionali.
Liquidazione enti economici. Gestione finanziaria del fondo
sanitario. Patrimonio immobiliare regionale. Rapporti finanziari
Stato-Regione. Entrate e riscossioni. Credito regionale.
Risparmio;
d) Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilità: energia e fonti energetiche, miniere, attività
estrattive. Risorse idriche, regime delle acque e dei rifiuti.
Servizi di pubblica utilità di interesse regionale. Vigilanza
enti di settore;
e) Assessorato regionale della famiglia, delle politiche
sociali e del lavoro: programmazione, funzionamento e qualità del
sistema integrato dei servizi e degli interventi socio-
assistenziali e sociosanitari. Promozione e sostegno delle
famiglie. Promozione e sostegno del terzo settore. Inclusione
sociale. Vigilanza e controllo sulle Ipab. Servizio civile.
Immigrazione ed emigrazione. Diritti civili. Pari opportunità.
Lavoro. Politiche attive del lavoro. Orientamento e servizi
formativi, Ciapi. Servizio per l'impiego lavoro;
f) Assessorato regionale delle autonomie locali e della
funzione pubblica: gestione del personale regionale in servizio
ed in quiescenza. Formazione e qualificazione professionale del
personale regionale. Trasparenza, semplificazione ed
accelerazione dei procedimenti. Autoparco. Acquisizione di beni e
servizi per gli uffici regionali, salva la competenza della
soprintendenza di Palazzo d'Orleans e dei siti presidenziali.
Attività informatiche della Regione e della pubblica
amministrazione regionale e locale; coordinamento dei sistemi
informativi. Rapporti con gli enti locali e loro consorzi, ivi
inclusi i compiti di vigilanza e controllo. Finanza locale.
Polizia locale. Operazioni elettorali e referendarie in ambito
regionale;
g) Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità:
lavori pubblici, con esclusione di quelli di interesse nazionale.
Interventi di edilizia cooperativistica, economica e popolare o
comunque sovvenzionata. Trasporti. Programmazione, realizzazione
e gestione di infrastrutture di comunicazione e trasporti.
Motorizzazione civile. Espropriazione per pubblica utilità.
Programmazione, realizzazione e gestione dei porti, inclusi
quelli turistici. Vigilanza enti di settore;
h) Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione
professionale: istruzione di ogni ordine e grado. Formazione
professionale. Assistenza scolastica ed universitaria. Ricerca
scientifica. Edilizia scolastica ed universitaria. Vigilanza
sugli enti di settore;
i) Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari:
programmazione e coordinamento interventi nel settore agricolo,
agroalimentare e rurale. Interventi strutturali ed
infrastrutturali in agricoltura. Valorizzazione settore
agroalimentare. Caccia. Demanio trazzerale. Usi civici. Vigilanza
enti di settore. Pesca;
l) Assessorato regionale della salute: sanità. Programmazione
sanitaria. Patrimonio ed edilizia sanitaria. Assistenza sanitaria
ed ospedaliera. Igiene pubblica e degli alimenti. Sanità animale.
Vigilanza sulle aziende sanitarie. Vigilanza enti di settore;
m) Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente:
urbanistica e pianificazione. Tutela ambientale. Valutazione
ambientale strategica e valutazione impatto ambientale. Demanio
marittimo. Difesa del suolo. Protezione del patrimonio naturale.
Tutela dall'inquinamento. Demanio forestale. Corpo forestale.
Vigilanza sugli enti di settore;
n) Assessorato regionale del turismo, dello sport e dello
spettacolo: turismo. Professioni turistiche. Promozione turistica
in Italia e all'estero. Manifestazioni ed eventi. Sport.
Spettacolo. Cinema, teatri e orchestre. Promozione attività
musicali, teatrali, cinematografiche ed artistiche in genere.
Vigilanza enti di settore.'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 10.11, 10.10, 10.12;
- dall'onorevole Leontini: 10.4, 10.3;
- dall'onorevole Cascio S. ed altri: 10.5;
- dagli onorevoli Caputo ed altri: 10.1;
- dall'onorevole Limoli: 10.13
- dagli onorevoli Scilla e altri: 10.2;
- dagli onorevoli Maira e altri: 10.6, 10.8 e 10.7;
- dall'onorevole Caronia: 10.9.
Onorevoli colleghi, ricordo gli emendamenti che sono stati
ritirati: 10.4, 10.3, 10.1, 10.13, 10.2,10.9.
Vi sono poi alcuni emendamenti che fanno parte del Gov.1, che
riguardano l'articolo10, il comma quarto.
Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 10.11, a firma
dell'onorevole Cracolici.
Preciso che la lettera b) di questo emendamento è preclusa,
perché è stato bocciato l'emendamento 7.4, tutto il resto rimane
in vita.
CRACOLICI. Perché la lettera b) è preclusa?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, avendo già votato l'articolo 7
che stabilisce l'elenco degli assessorati, questo emendamento non
può tornare su un argomento già approvato dal Parlamento
precedentemente, per cui è precluso alla lettera b).
Pongo in votazione l'emendamento 10.11.Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento Gov.1, quarto comma. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 10.10, a firma dell'onorevole
Cracolici. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Comunico che l'emendamento 10.4 è superato. L'emendamento
10.12 è superato dall'emendamento 7.4
Si passa all'emendamento 10.5. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 5 del Gov.1. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 6 del Gov.1. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 7 del Gov.1. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della regione. Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI. Signor Presidente così non capiamo più niente. Ha
fatto votare i commi 5, 6 e 7, ma prima non deve far votare
un'altra cosa? Cioè il ripristino di un'eventuale Agenzia?
PRESIDENTE. Seguo l'ordine di presentazione dell'articolato.
Onorevole Leontini l'emendamento 10.3 è ritirato?
LEONTINI. Sì è ritirato.
PRESIDENTE. Si passa al comma 8 del Gov.1. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della regione. Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 9 del Gov.1. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della regione. Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 10 del Gov.1. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della regione. Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevole Maira, le pongo una questione. L'emendamento 10.6
riguarda la lettera i) così come il comma 11 del Gov.1; dovremmo
verificarne la compatibilità e capire come procedere.
La seduta è sospesa per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 19.39, è ripresa alle ore 19.47)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiedo all'Aula che la
Presidenza sia autorizzata, in sede di coordinamento all'articolo
117, ad avere ampio mandato sulle incongruenze che si possono
essere verificate in seguito a qualche votazione che disarticola
la legge
Si passa al comma 11 del Gov. 1. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti 10.6 e 10.7 a firma degli
onorevoli Maira ed altri.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CRACOLICI. Signor Presidente, mi pare che con questo emendamento
si stia concludendo la teoria dei 360 gradi, cioè si parte da un
punto e si torna allo stesso punto di partenza, ovvero, dopo che
in Commissione, con un lavoro di condivisione del Governo, della
maggioranza e della minoranza, sulla riorganizzazione,
sostanzialmente vi state rimangiando il disegno di legge, perché
anche le competenze che erano state previste al Dipartimento
territorio e ambiente, in materia forestale, con le connesse
attività del corpo, con questo emendamento vengono riportate
all'assessorato all'agricoltura. Quindi, sostanzialmente se si
esclude la dizione di qualche cosa, le competenze, in gran parte,
rimangono quelle di prima. Ripeto, avete costruito un capolavoro
per cui alla fine si ritorna al punto di partenza.
Adesso apprendo che addirittura c'è un altro capolavoro che si
prepara, che ci sarebbe un altro emendamento che sposta
l'applicazione della riforma al 2011, dopo che in Commissione si
era costruito un punto di equilibrio che sembrava condiviso.
A questo punto, prendiamo atto che il lavoro svolto nelle
commissioni, alla presenza del Governo e del suo Presidente, è
assolutamente un optional dell'attività istruttoria e formativa
della legge.
Credo che ormai i fatti si commentino da soli. Avete deciso di
fare l'ennesima operazione gattopardesca, cambiare tutto per non
cambiare nulla ed è un'altra azione - mi dispiace dirlo -, di un
compromesso che avete raggiunto, ma è un compromesso di
conservazione del modello organizzativo della Regione siciliana.
Andate avanti, avete la maggioranza, siete chiamati a governare;
pensavamo che potevate essere interessati ad un minimo di
cambiamento, ma vedo che l'esito di questo minimo di cambiamento
è, sostanzialmente, il ritorno al passato.
Credo di poter dire che in questo disegno di legge, alla fine,
escono sconfitti coloro che avevano provato a cambiare le cose.
Escono, probabilmente, vincitori coloro che volevano che le cose
rimanessero esattamente come erano e come rimarranno dopo
l'approvazione di questa legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, eravamo agli emendamenti 10.6 e
10.7, a firma degli onorevoli Maira ed altri.
Comunico che all'emendamento 10.6 è stato presentato, a firma
dell'onorevole Minardo, il subemendamento 10.6.1, limitatamente
al primo comma. In pratica dall'emendamento 10.6 si sopprimono le
parole gestione dei beni ambientali'.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 10.6.
LUPO. Signor Presidente, che fine ha fatto il subemendamento
10.6.1.1?
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, il 10.6.1.1 si metterà in votazione
quando voteremo il terzo comma del subemendamento 10.6.1.
Mi rendo conto che è complicato
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che noi
abbiamo avuto un atteggiamento sempre responsabile, però credo
non sia giusto che i parlamentari non siano messi in grado di
seguire l'ordine dei lavori o ciò che si vota vista la confusione
che c'è stata e considerati i problemi che si avranno all'interno
del Governo.
Per cui, la inviterei, signor Presidente, a procedere con molta
calma, anche per questi emendamenti; esaminiamoli articolo per
articolo, uno per uno. Non importa se sono del Governo, non
importa se sono stati distribuiti ora, non importa se sono
tabellari.
Signor Presidente, c'è una confusione enorme. Inoltre, colgo
l'occasione per chiederle - considerato che in questa Assemblea
si fanno tante spese - l'acquisto di un impianto stereofonico che
ci permetta di capire, in maniera molto chiara, ciò che avviene e
ciò che viene detto.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, sul secondo punto del suo
intervento, sono pienamente d'accordo tant'è vero che abbiamo già
autorizzato l'acquisto di un nuovo sistema audio per l'Aula.
Per quanto riguarda l'ordine dei lavori la devo, in qualche
modo, smentire.
Sono stato lentissimo, ho spiegato il significato delle
votazioni, ho quasi letto, fisicamente, tutti gli emendamenti,
però, la materia è complicata, onestamente, ci sono tanti
subemendamenti, subemendamenti di subemendamenti, per cui bisogna
seguire con un po' di attenzione, purtroppo, non c'è altro da
fare.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numeri 197-80-112-bis/A
PRESIDENTE. Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti
10.6 e 10.7. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(Sono approvati)
Si passa al comma 12 dell'emendamento Gov.1.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, sembra quasi essere all'impazzimento
La gestione finanziaria del fondo sanitario non va
all'Assessorato bilancio e rimane all'Assessorato della sanità?
Delle due l'una
E' stato così ed abbiamo visto i risultati.
Onorevole Presidente, che io consideri la gestione finanziaria
del fondo separata dalla programmazione un elemento di efficacia
dell'azione di governo perché quando le due cose si sono
unificate è saltato il sistema di controllo sulla programmazione
e sugli effetti che la programmazione ha avuto sulla spesa
sanitaria.
Credo che sia un fatto di buon senso tanto più che avremo tutte
le conseguenze del piano di rientro. Capisco che fra di voi c'è
un sistema di appalto.
Avete dato in appalto la Regione.
L'Assessorato del bilancio, quindi, è in appalto a Forza
Italia; l'Assessorato della sanità è in appalto all'MPA e quindi
siccome non vi fidate l'uno dell'altro ognuno si tiene un pezzo
abbarbicato lì.
Avrebbe un senso di assoluto raziocinio amministrativo che la
gestione finanziaria del fondo sanitario sia in capo
all'Assessorato all'economia, che è anche attività connessa alla
sanità.
Poi fate ciò che ritenete opportuno
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Gov.1, comma 12.
Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 10.10, a firma dell'onorevole
Cracolici. L'emendamento 10.13, onorevole Mancuso, è precluso per
le stesse motivazioni per cui è precluso l'emendamento a firma
dell'onorevole Cracolici perché avendo già votato l'articolo 7,
che disciplina gli assessorati, finisce con l'essere precluso.
L'emendamento 10.9 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 10.8. Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LOMBARDO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento Gov.1, comma 13. Il parere della
Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
Art. 11.
Modifiche alla Tabella A della legge regionale
15
maggio 2000, n. 10
1. La Tabella A di cui alla legge regionale 15 maggio 2000, n.
10 e successive modifiche ed integrazioni è sostituita dalla
seguente:
Tabella A
DIPARTIMENTI REGIONALI ED UFFICI EQUIPARATI
Presidenza della Regione
- Segreteria generale
- Ufficio legislativo e legale
- Ufficio del Sovrintendente di Palazzo d'Orleans e dei siti
presidenziali
- Dipartimento regionale della protezione civile
- Dipartimento regionale della programmazione
- Dipartimento regionale di Bruxelles e degli Affari
extraregionali
Assessorato regionale delle attività produttive
- Dipartimento regionale delle attività produttive
Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana
- Dipartimento regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana
Assessorato regionale dell'economia
- Dipartimento regionale del bilancio e del tesoro - Ragioneria
generale della Regione
- Dipartimento regionale delle finanze e del credito
Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilità
- Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti
- Dipartimento regionale dell'energia
Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e
del lavoro
- Dipartimento regionale della famiglia e delle politiche
sociali
- Dipartimento regionale del lavoro
- Agenzia regionale per l'impiego, l'orientamento, i servizi e
le attività formative
Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione
pubblica
- Dipartimento regionale della funzione pubblica e del
personale
- Dipartimento regionale delle autonomie locali
Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità
- Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità e
dei trasporti
Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione
professionale
- Dipartimento regionale dell'istruzione e della formazione
professionale
Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari
- Dipartimento regionale degli interventi strutturali per
l'agricoltura e la pesca
- Dipartimento regionale degli interventi infrastrutturali per
l'agricoltura
Assessorato regionale della salute
- Dipartimento regionale per la pianificazione strategica
- Dipartimento regionale per le attività sanitarie
Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente
- Dipartimento regionale dell'ambiente
- Dipartimento regionale dell'urbanistica
- Dipartimento regionale delle foreste
Assessorato regionale del turismo, dello sport e dello
spettacolo
- Dipartimento regionale del turismo, dello sport e dello
Spettacolo .
Onorevoli colleghi, comunico che, all'articolo 11, sono stati
presentati i seguenti emendamenti:
-dall'onorevole Cracolici: 11.11, 11.14, 11.15, 11.16, 11.12,
11.13;
-dall'onorevole Limoli: 11.17;
-dagli onorevoli Maira e altri. 11.7, 11.8, 11.6, 11.5, 11.9;
-dagli onorevoli Scilla e altri: 11.3, 11.2;
-dall'onorevole De Benedictis: 11.10;
-dall'onorevole Speziale 11.4.
L'emendamento 11.11 è precluso.
Si passa all'emendamento 11.14.
DE BENEDICTIS. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 11.14
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo la richiesta appoggiata
a termini di Regolamento, dagli onorevoli Cracolici, Di
Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Ferrara, Galvagno, Lupo,
Marinello, Musotto e Mattarella, indìco la votazione a scrutinio
segreto dell'emendamento 11.14.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione a scrutinio
segreto dell'emendamento 11.14.
Presenti ................ 80
Votanti ..79
Maggioranza .40
Favorevoli . 40
Contrari .36
Astenuti 3
(L'Assemblea approva)
Si passa all'emendamento 11.15, a firma dell'onorevole
Cracolici.
Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 11.16 a firma dell'onorevole
Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione dell'emendamento avvenga per
scrutinio segreto.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, purtroppo io devo rinascere con molta
franchezza e lo dico veramente sarà che sono poco pratico, io non
sento quello che si dice purtroppo qua c'è una elencazione
stampata degli emendamenti che non segue invece quella che lei
giustamente e opportunamente segue per cui non ci si raccapezza
neppure da questo posto.
Immagino che molti colleghi parlamentari talvolta possono anche
sbagliare, indipendentemente dalla propria volontà, giustamente
non si può tornare sul voto, c'è un disegno del Governo lo si
contesta da un canto lo si vuole modificare dall'altro giriamo a
360 gradi piuttosto che a vuoto.
Non vorrei che venissimo presi per un momento, da questa
voglia ora di modificare un poco le cose per ridurre i
dipartimenti a tutti i costi, per un solo momento perché sarebbe
stato, ed è stato contrario il parere, perché l'avremmo abolito
anche nella prima fase questa sovrintendenza che assolve ad una
serie di funzioni di carattere logistico ed organizzativo.
Pertanto, quando saremo in grado di accorgercene, mi auguro che
senza bisogno dello scrutinio segreto o con lo scrutinio segreto,
si torni in materia a legiferare così come per quello che è alla
nostra attenzione. Chiedo per caso riteniamo che non ci sia
bisogno di una direzione autonomo di un ufficio che segue o di un
dipartimento che segue i rapporti con il Parlamento, con le
istituzioni, la commissione europea, che segue i rapporti con la
istituzione nazionali dal Governo al Parlamento e che segue i
rapporti extra regionali o diplomatici della Regione sia la
Spagna piuttosto che la Tunisia se vogliamo fermarci al bacino
del mediterraneo.
Faremmo un grosso errore
Invito, scrutinio segreto o non segreto, a ragionare ed a
evitare che in questa fase in cui forse saremo più stanchi e
talvolta non sentiamo neppure le cose a non commettere errori,
ritornare sui quali poi può essere oggetto di faticose trattative
che certamente non gioveranno alla Regione.
Vi ringrazio per l'attenzione che mi avete prestato.
PRESIDENTE. La richiesta di scrutinio segreto è mantenuta,
onorevole Cracolici?
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, la invito a dire che
l'emendamento a firma del deputato non si vota a favore di una
persona, si vota a favore di un emendamento o contrario per
evitare in un momento di stanchezza che si determini ulteriori
tensioni.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici non mi sembra che le sia
cambiato qualche cosa in questo momento, per cui non si vota
su di lei, si vota su una sua proposta, mi sembra
assolutamente superflua ma se c'è bisogno di questo, anche
questa sarà detto dalla Presidenza.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 11.16
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Ammatuna, Bonomo, Di Benedetto,
Digiacomo, Di Guardo, Faraone, Ferrara, Laccoto, Lupo, il
Presidente indìco la votazione a scrutinio segreto
dell'emendamento 11.16.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione a scrutinio
segreto dell'emendamento 11.16.
Presenti 79
Votanti 78
Maggioranza 40
Favorevoli 34
Contrari 43
Astenuti 1
(L'Assemblea non approva)
Gli emendamenti 11.17 e 11.7 sono preclusi.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Scilla,
Pogliese e Aricò il subemendamento 11.3.1
Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 10.6.1, sempre a firma dell'onorevole
Minardo. Gli uffici mi dicono che è superato. E' superato il
comma 2 del subemendamento 10.6.1, a firma dell'onorevole
Minardo.
Si passa, quindi, all'emendamento 11.3. Lo pongo in votazione,
così come modificato. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 11.2.
SCILLA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.8, a firma dell'onorevole Maira.
MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.6, a firma dell'onorevole Maira.
Gli uffici prendono atto della firma dell'onorevole Greco a
questo emendamento.
RAGUSA. Chiedo di apporre la mia firma a questo emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 11.6. Il parere della
Commissione?
MINARDO, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 11.12, a firma dell'onorevole
Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo a
questo punto fare una domanda. Visto che sembrerebbe che tra
l'intesa che avete raggiunto in maggioranza vi è anche
l'abrogazione dell'abrogazione dell'Agenzia delle acque e dei
rifiuti, volevo sapere ma l'Assessorato all'energia e ai servizi
di pubblica utilità cosa è? Cosa rimane?
Perché quando lo avete proposto, avevate proposto l'Assessorato
all'energia, insieme all'energia, acque e rifiuti che diventava
un Assessorato sui grandi servizi di questa nostra Regione.
Adesso, ancora deve essere votato, volete abrogare
l'abrogazione dell'Agenzia delle acque e dei rifiuti,
l'Assessorato all'energia a cosa serve?
Onorevole Presidente della Regione, non so se sono stato
chiaro. Volendo, come penso, fra qualche minuto farete, abrogare
l'abrogazione dell'agenzia dell'acqua e dei rifiuti, quindi,
tenerla in vita, l'assessorato all'energia che aveva anche acqua
e rifiuti, a che cosa servirà?
Mi sembra che, rispetto al disegno che proponevate con questo
assessorato, questo disegno abbia un carattere quanto meno monco.
Tra l'altro, visto che sui temi dell'energia, inserirlo
sull'assessorato alle attività produttive non sarebbe cosa così
peregrina, pertanto, desidero sapere se il Governo intende
mantenere, non più l'assessorato ai servizi ed all'energia, ma
solo l'assessorato all'energia. Altro che assessorato di serie B,
rischierebbe di essere un assessorato di serie C, al di là di chi
potrebbe essere la persona chiamata a svolgere l'eventuale
incarico.
Credo che, a questo punto, sia più serio abrogare
l'assessorato all'energia e ripristinare se volete l'assessorato
alla Presidenza.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, devo comunicarle che
l'emendamento 11.12, risulta precluso perché anch'esso è
collegato all'articolo 7, cioè l'articolo che abbiamo già votato
che attribuisce le deleghe ai dipartimenti.
Si passa all'emendamento 11.1 che è precluso.
Si passa all'emendamento 11.5, a firma dell'onorevole Maira.
MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.10, a firma dell'onorevole De
Benedictis. Il parere della commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 11.4, a firma dell'onorevole Speziale.
Il parere della Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 11.9, è accantonato.
Comunico che l'emendamento 11.13 è precluso.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta sospesa, alle ore 20.24, è ripresa alle ore
21.00).
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, all'emendamento
11.9, il subemendamento 11.9.1, a firma dell'onorevole Leontini.
LEONTINI. Dichiaro di ritirare il subemendamento 11.9.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Riprende l'esame dell'emendamento 11.9, a firma dell'onorevole
Maira.
CRACOLICI. Ma la Commissione per la qualità legislativa ha
valutato tutti gli emendamenti?
PRESIDENTE. Sì, tutti.
Pongo in votazione l'emendamento 11.9. Il parere della
Commissione?
MINARDO, presidente della Commissione relatore. Invito al
ritiro oppure mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LA VIA, assessore per l'Agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VIA, assessore per l'Agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con questo emendamento,
presentato dall'onorevole Maira, si intende portare il comando
del Corpo forestale presso l'Assessorato per il Territorio e
l'ambiente facendo permanere, nell'ambito dell'Azienda foreste
demaniali, tutte le attività forestali, cioè sia quelle relative
alla manutenzione sia quelle dell'antincendio spostando, invece,
le funzioni di polizia ambientale e quelle di controllo
nell'ambito dell'Assessorato per il Territorio e l'ambiente.
Esprimiamo, quindi, parere favorevole.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio notare
che l'approvazione di questo emendamento specifica soltanto che
alle competenze dell'Assessorato per il Territorio e l'ambiente
vengono aggiunte quelle relative al Corpo forestale.
Il fatto che, fino ad ora, per quanto riguarda l'articolato,
sia stata fissata un'articolazione dell'Assessorato
dell'Agricoltura e delle foreste con tre dipartimenti, cioè
strutture per l'agricoltura, infrastrutture per l'agricoltura e
Azienda demaniale, fino ad ora lascia scoperta la competenza
relativa al Dipartimento foreste che se, non si interviene,
rimane al Territorio e ambiente .
Il Territorio e ambiente , invece, avrebbe il Corpo forestale
più il Dipartimento foreste e, quindi, acquisterebbe due
dipartimenti in più.
Ciò non credo fosse stato concordato perché allungare la
coperta da una parte ed accorciarla dall'altra non risponde a
nessun disegno, né razionalizzatore né riformatore.
Se togliamo il Corpo forestale all'Azienda demanio e lo
spostiamo al Territorio e ambiente , è giusto che il
Dipartimento foreste, come si evince nel subemendamento che avevo
formulato, ritornasse all'Agricoltura, come è sempre stato nella
storia dell'agricoltura.
L'Agricoltura, pertanto, manterrebbe il Dipartimento foreste e
l'Azienda demanio, altrimenti, ci troveremmo con il Territorio e
ambiente che acquisirebbe la competenza specifica sul Corpo
forestale più il Dipartimento foreste.
Credo che questo debba essere oggetto di una riflessione più
approfondita e comunque debba indurre l'Aula a sanare questa
lacuna perché trattasi, in questo momento, di una obiettiva
lacuna.
PRESIDENTE. Può capitare, nella frenesia di una legge così
complicata, che attribuiamo una competenza ad un assessorato e
una parte della stessa competenza ad un altro assessorato e,
quindi, non vorrei che capitasse nuovamente. A maggior ragione,
mettiamo un po' di ordine.
Confermo che, in sede di articolo 117, proprio per evitare che
ci siano competenze a cavallo tra due dipartimenti o tra due
assessorati, vorrei che la Presidenza venisse autorizzata ad un
coordinamento formale ed anche sostanziale, in questo caso.
CRACOLICI. La sostanza è di pertinenza del Parlamento.
PRESIDENTE. Assessore La Via, lei ha espresso il parere
favorevole su questo emendamento; sbaglio o mi è sembrato di
capire che lei ritiene che questa formulazione, così come è stata
fatta, funzioni da un punto di vista pratico?
LA VIA, assessore per l'Agricoltura e le foreste. Con la
specifica, ovviamente, che, all'interno delle competenze
dell'Azienda regionale Foreste demaniali, rimanga l'attività
antincendio con i servizi tecnici per poterla espletare.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 11.9. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, abbiamo concluso l'esame dell'articolo 11.
Gli Uffici mi suggeriscono di non procedere alla votazione
dell'articolo 11, nel suo complesso, ma di accantonarlo per
effettuare una verifica tecnica sull'impalcatura complessiva
dell'articolo 11 e la stessa cosa chiedo agli Uffici del Governo,
cioè dell'assessore La Via.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, è la prima volta che accade - ed io ho una esperienza
decennale di Parlamento - che gli Uffici stabiliscono
l'accantonamento.
PRESIDENTE. Presidente Minardo, l'accantonamento è stabilito
dalla Presidenza per un formale coordinamento da parte degli
Uffici. E' diverso.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore.
L'accantonamento di un articolo può essere proposto dal Governo o
dal relatore. Non capisco, altrimenti, non ha senso che restiamo
in Aula. L'Ufficio di Presidenza può fare tutto.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Minardo, ma forse non ci siamo
compresi bene. Stiamo cercando di evitare qualcosa che non sia
fatta bene. L'interesse della Presidenza è soltanto questo; non
ci sono altri interessi.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dare
atto che mi sembra che, stasera, stiamo camminando a due velocità
e, se mi consente, vi è qualche eccessiva interpretazione del
Regolamento. Lei ha testè ricordato che l'articolo 117 sarà
utilizzato per gli eventuali errori formali che ci saranno.
Dopo il voto unanime da parte dell'Assemblea - si tratta
dell'unico articolo votato all'unanimità - mi sembra
assolutamente pretestuoso dire che dobbiamo attendere che gli
Uffici lo esaminino adesso.
Ci viene in aiuto l'articolo 117, dopodiché, ci fideremo delle
cose che saranno fatte sull'articolo 117.
Adesso, per una forma di rispetto nei confronti dell'Aula, la
prego di porre in votazione l'articolo di cui stiamo parlando. Mi
sembra una cosa corretta.
Poco fa, chiedeva una risposta da parte dell'assessore La Via.
Comprendo che lei sia molto puntuale e preciso.
Considerato, però, che un intero Parlamento che non ha mai
contato questi numeri ha votato all'unanimità un articolo, la
prego di porlo in votazione.
Onorevoli colleghi, abbiamo concluso l'esame dell'articolo
11. Gli Uffici mi suggeriscono di non procedere alla votazione
dell'articolo 11 nel suo complesso, di accantonarlo per potere
fare una verifica tecnica sull'impalcatura complessiva
dell'articolo 11 e la stessa cosa chiedo agli Uffici del Governo,
cioè dell'assessore La Via.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, è la prima volta che accade, io ho una esperienza
decennale di Parlamento, che gli Uffici stabiliscono
l'accantonamento.
PRESIDENTE. Presidente Minardo, l'accantonamento lo stabilisce
la Presidenza per un formale coordinamento da parte degli Uffici.
E' diverso
MINARDO, presidente della Commissione e relatore.
L'accantonamento di un articolo lo può proporre il Governo o il
relatore. Non capisco, altrimenti, non ha senso che noi
rimaniamo in Aula. L'Ufficio di Presidenza può fare tutto.
PRESIDENTE. Onorevole Minardo, mi scusi, forse non ci siamo
compresi bene. Stiamo cercando di evitare qualcosa non fatta
bene, soltanto questo è l'interesse della Presidenza, non ci sono
altri interessi.
LEANZA NICOLA . Chiedo di parlare,
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA . Signor Presidente, debbo dare atto che mi
sembra che stasera stiamo camminando a due velocità e, se mi
consente, a qualche eccessiva interpretazione del Regolamento.
Lei testé ha ricordato che il 117 sarà utilizzato per gli
eventuali errori formali che ci saranno.
Dopo che l'Assemblea ha votato all'unanimità, l'unico articolo
votato all'unanimità, mi sembra assolutamente pretestuoso dire
che dobbiamo aspettare che gli Uffici lo esaminino adesso. Ci
viene in aiuto l'articolo 117, dopodiché ci fideremo delle cose
che faranno sul 117. La prego, ora, per rispetto dell'Aula, di
porre in votazione l'articolo di cui stiamo parlando. Mi sembra
una cosa corretta. Poco fa voleva la risposta dell'assessore La
Via.
Capisco che lei sia molto puntuale e preciso.
Penso, però, che tutti quanti, un intero Parlamento, mai così
pieno, abbia votato all'unanimità un articolo, quindi, la prego
di porlo in votazione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che questo Parlamento,
questa sera, abbia votato, come ha fatto in occasione dell'ultima
votazione, almeno nel 90% delle votazioni, per cui lei, quanto
meno, non è stato attento alle votazioni.
Ma dato che la Presidenza non vuole dare la sensazione di
volere utilizzare due misure diverse, pongo in votazione
l'articolo 11.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
Art. 12.
Agenzia regionale dei rifiuti e delle acque
1. L'articolo 7 della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19 e
successive modifiche ed integrazioni, è soppresso.
2. Le funzioni e i compiti esercitati dall'Agenzia regionale di
cui all'articolo 7 della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19
e successive modifiche ed integrazioni, unitamente al personale
in servizio presso la stessa alla data di entrata in vigore delle
nuove competenze assessoriali, sono trasferiti all'Assessorato
regionale dell'energia e dei servizi di pubblica utilità. Il
personale in servizio mantiene la medesima posizione giuridica,
con eccezione degli incarichi dirigenziali.
3. L'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di
pubblica utilità cura la liquidazione conseguente alla
soppressione di cui al comma 1.
Comunico che, all'articolo 12, è stato presentato l'emendamento
12.1, a firma dell'onorevole Maira.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola
per chiedere che l'emendamento 12.1, a firma degli onorevoli
Maira, Leontini, Leanza, Cordaro e Dina, venga ritirato e
sostituito da un emendamento che ho proposto, il 12.1.1 bis, che
comprende anche la soppressione dell'articolo 12 nella sua
elencazione.
In questo caso, l'emendamento tende a mantenere l'Agenzia dei
rifiuti e delle acque, però, non più con sei settori, come è
attualmente istituita da apposito Regolamento, bensì soltanto da
tre settori.
Da qui, ci sarebbe un notevole risparmio da parte dell'Agenzia
perché i settori sono guidati da sei direttori che percepiscono
un emolumento simile a quello di un direttore regionale e,
quindi, il testo così emendato porterebbe il mantenimento
dell'Agenzia con soltanto tre settori anziché sei.
L'emendamento prevede anche la riduzione a tre componenti del
CDA mentre, da Regolamento, ne erano previsti quattro.
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, il suo subemendamento verrà
trattato insieme all'articolo 13 perché il suo è un
subemendamento all'emendamento A14.
All'articolo 12, è stato presentato un emendamento, il 12.1,
che fa parte del fascicolo che, se approvato, sopprimerebbe
l'articolo 12, quindi, l'emendamento a firma dell'onorevole
Aricò con altri emendamenti sarebbe collegato all'emendamento A14
e verrebbe trattato come emendamento aggiuntivo.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
LACCOTO. Onorevole Presidente della Regione, intervengo alla
fine di questo lungo iter per l'approvazione del disegno di legge
relativo ai dipartimenti per esprimere la mia sensazione.
Una sensazione prima di avere creduto che veramente il Governo
volesse dare corso ad una riforma ispirata al risparmio che
potesse essere anche, sostanzialmente, un nuovo modo di vedere la
politica regionale.
Questo emendamento, presentato oltre che dall'onorevole Maira
anche dal Governo, mi induce a fare alcune riflessioni.
In questi giorni, in Sicilia, vi è un problema che, forse,
questo Parlamento fa finta di non comprendere. Mi riferisco al
problema dei rifiuti, degli ATO, del fallimento di una
impostazione.
Credo che l'emendamento presentato sia dall'onorevole Maira che
dal Governo illustri tutto il fallimento di una politica
annunciata e non realmente voluta. Con questo cambiamento, il
cambiamento, in questa Regione, non ci sarà mai.
Questa è la disillusione di un deputato che ha vissuto e vive
le vicende legate a quello che è stato il fallimento di questa
Agenzia; a me non interessa a quale colore appartenga, non mi
interessa da chi è gestita, se è appannaggio dell'uno o
dell'altro partito perché si potrebbe trovare una soluzione.
Inserirla in un dipartimento che appartiene a quel colore
politico non ha importanza ma tutta l'impostazione dei rifiuti e
delle acque, da quando è stata istituita questa agenzia, ha
dimostrato un fallimento di qualità, di servizi, di impostazione,
economico e non solo.
Signor Presidente, questa Agenzia agisce senza il controllo
assoluto del Parlamento, senza il controllo del Governo.
Dobbiamo dirlo, almeno in quelle che sono le espressioni che
possono portare a ricondurre questa Agenzia ai canoni della buona
amministrazione.
Mi ero illuso; mi sono battuto dicendo, anche in riunioni
interne, che dovevamo dare fiducia a questa riforma dei
dipartimenti perché credevo che, realmente, si volesse andare non
a una gestione di potere o di mediazione politica ma a una
gestione riformatrice sana.
Questo emendamento ha portato a una disillusione e credo che
questo debba fare riflettere tutto il Parlamento.
Se c'è un problema di gestione di un partito, di un altro
partito, a noi non interessa. Procediamo assegnandolo
all'assessorato di competenza di questo o di quel partito. Non è
questo il problema. Il problema è che noi non possiamo, ancora
una volta, perpetrare quella che è una amministrazione distratta,
una amministrazione superficiale, una amministrazione che ha
procurato tanti danni alla Sicilia.
Abbiamo avuto un consiglio di amministrazione; prima, avevamo
una agenzia con un direttore, poi un consiglio di amministrazione
ma, signor Presidente, assessore per la Famiglia, assessore per
il Territorio, signor vice Presidente, lei che ha vissuto con me
alcune fasi di queste vicende che sono veramente negative,
possiamo veramente dire che vogliamo il rinnovamento? Che
vogliamo il risparmio, continuando a perpetrare su una agenzia
che sicuramente ha procurato il fallimento di questa Regione?
Centinaia di milioni, forse siamo a seicento, ottocento milioni
di euro di debiti per quanto riguarda l'ATO rifiuti; vogliamo
caricare ai comuni quelli che sono i debiti accumulati nel tempo
da questi ATO imposti da questa Agenzia?
Per non parlare poi dell'agenzia delle acque. Ma questa agenzia
quale risultato ha portato alla Sicilia?
Abbiamo avuto, durante questa estate, la visione di quale
risultato ha portato alla Sicilia. Allora dico: non è più sano,
non è più importante ritornare ai canoni di controllo nel
Governo e nel Parlamento?
Avevo presentato, allora, un emendamento e il Governo aveva
accettato che finisse di operare questa agenzia.
Vogliamo spostarlo da un assessorato all'altro? Siamo
disponibili ma non possiamo sicuramente accettare che si parli
alla stampa, ai cittadini di un rinnovamento che poi, nei fatti,
non c'è; la seduta di questa sera, il ritorno a logiche che sono
non certo riformatrici ed innovatrici mette a nudo le reali
caratteristiche di un Governo che, ancora oggi, una reale
innovazione non l'ha voluta fare.
Allora, lancio un appello, signor Presidente: se noi, nella
sanità tagliamo i posti letto, imponiamo ticket, chiudiamo gli
ospedali, non capisco come, in questo Parlamento, si possa
accettare ancora di perpetrare una agenzia che certamente ha
sperperato molti soldi ed ha creato molti danni a questa Regione,
ai cittadini e ai comuni.
Ecco perché chiedo a tutto il Parlamento di potere, con
attenzione, riflettere su questa vicenda.
La riflessione non riguarda il fatto che questo dipartimento
passi all'uno o all'altro assessore; non è questo il nostro
punto. Il punto è tornare ad avere il controllo di un'agenzia
fallimentare.
Onorevole Presidente, penso che, su questa vicenda, si giochi
anche la sua credibilità, come persona, e di un Governo che ci ha
fatto illudere che potessero iniziare le stagioni delle riforme.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo
articolo, non sottovaluto il fatto che questo emendamento è
firmato da Presidenti di Gruppi parlamentari, quindi, comprendo
il valore politico che questo emendamento ha nel sopprimere una
decisione, una scelta che è stata operata su proposta del
Governo.
Vorrei ricordare che il Governo, con il cosiddetto emendamento
che raccoglieva le indicazioni e le istanze che venivano dal
dibattito in Commissione, ha presentato un emendamento, su questa
seconda parte del testo, relativo alla riorganizzazione degli
assessorati e, nel valutare anche un fatto nuovo di introduzione
di un assessorato ex novo, cioè l'assessorato all'energia,
giustificava anche quell'assessorato con il presupposto che, a
partire dal 2010, si superava, anche simbolicamente, la stagione
delle emergenze.
Come è stato già ricordato, l'Agenzia delle acque e dei rifiuti
è figlia di una stagione emergenziale, quando il Presidente della
Regione ha operato con i poteri commissariali su due settori
considerati strategici per questa Regione.
Non voglio aprire una discussione sui risultati, su quello che
è avvenuto ma credo che alla filosofia dell'agenzia - che era
appunto il potere commissariale della Regione siciliana - occorra
mettere un punto e riportare ad ordinaria funzionalità l'attività
dell'acqua e dei rifiuti, tanto più che sono state avviate le
procedure sia negli ATO idrici che negli ATO rifiuti. Aspettiamo
una riforma che, a questo punto, vedremo quando sarà fatta.
Penso che il Governo abbia il dovere, onorevole Presidente
della Regione, di spiegare perché si cambia opinione. Questa
vicenda è diventata un'altra mercanzia del mercato politico che
si è operato attorno a questo disegno di legge; questa sì che è
una vergogna. Qui stiamo parlando dell'organizzazione
amministrativa della Regione; e, invece, ogni settore
amministrativo è un centro di potere che bisogna gestire e
controllare. Altro che Regione moderna.
So bene che ci sono ancora delle questioni aperte, a cominciare
da quella legata ai rifiuti, la vicenda delle gare, i
termovalorizzatori, il piano dei rifiuti che mi aspetto, prima o
poi, arrivi in questo Parlamento, prima o poi. Proprio per
questo, però, avevamo anche previsto una fase transitoria che
consentiva all'Agenzia di operare in un regime transitorio fino a
tutto il 2009 per consentire poi di aprire la fase della
normalità.
Adesso, si propone l'abrogazione ma perché? Perché l'Agenzia
deve rispondere ai criteri del controllo politico? E che
c'entrano i rifiuti?
Allora, il sospetto che i rifiuti e l'acqua, in Sicilia, più
che essere servizi per i cittadini siano strumenti per il
controllo politico ed economico della nostra Regione è un
sospetto più che fondato.
Mi auguro che il Governo abbia la forza di ribadire le proprie
ragioni che sono state espresse ed esposte nella Commissione
legislativa.
Noi ci opporremo all'abrogazione di questa norma, adottando
tutti gli strumenti che il Regolamento interno ci consente.
Comunque, lo riteniamo un errore perché, paradossalmente,
consideriamo questo uno dei punti nevralgici di questo disegno di
legge, in quanto esso rappresenta per noi l'avvio di una nuova
fase, il segno di un cambiamento. Se invece dovesse prevalere la
mera conservazione, avremmo, alla fine, avuto ragione quando,
qualche ora fa, ho intravisto i rischi di un Governo che,
arrivato in Aula, ha sostanzialmente contraddetto parte del
lavoro che aveva contribuito a determinare.
Mi auguro che i prossimi minuti possano servire a far cambiare
opinione rispetto alle intenzioni di cui si sussurra nei corridoi
ma che sono piene le agenzie di stampa. Credo che il dibattito su
questo provvedimento si stia consumando sulle agenzie di stampa
dove qualcuno si dichiara vincitore. Mi riferisco all'onorevole
Leontini e a qualcuno che, in silenzio, appare uno sconfitto. E
mi riferisco al Presidente della Regione.
Ecco, credo che quest'ultima vicenda sia la metafora, lo
spartiacque del modello di regione che si vuole costruire. Sta a
lei, onorevole Presidente, scegliere una strada. Credo, tuttavia,
che stia scegliendo la strada di sempre: decidere di non
decidere.
PRESIDENTE. Discutevamo dell'emendamento 12.1, a firma
dell'onorevole Maira.
GRECO. Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento 12.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Il parere della
Commissione sull'emendamento 12.1?
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, volevo
dare un parere motivato, se ne è parlato anche altre volte. Non è
che l'Agenzia regionale dei rifiuti e delle acque resta o diventa
centro di potere se resta tale, e invece diventa non so che,
forse convento di clausura, se passa ad un dipartimento
Non credo che ciò cambi minimamente la ragione per la quale il
parere del Governo è favorevole. Non dimentichiamo neppure i
tempi che ci eravamo dati.
Nel testo che originariamente portammo in Commissione, il
termine del 2011 ci consentiva (cioè i 24 mesi) di potere
prevedere l'accompagnamento dell'Agenzia alla normalizzazione
del sistema dei rifiuti con la posa della prima pietra dei
termovalorizzatori. Lei sa che i precedenti sono abbastanza
complicati, faticosi e lunghi, da parte di uno staff che ha
operato comunque attraverso una struttura autonoma - e che non
c'è dubbio che abbia bisogno di mantenere tale condizione fino a
quando il problema non comincerà ad avviarsi a soluzione, e che
questa condizione era di importanza fondamentale.
Tutto ciò certamente non potrà verificarsi - parliamoci chiaro
- in un anno, in questo anno ci sono tante cose da fare, ma anche
due anni non basterebbero. Ci sono tante cose da rivedere, il
discorso delle discariche, visto che comunque questi
termovalizzatori da qui a due anni non è che cominceranno ad
incenerire i rifiuti.
Ecco, qual è la ragione per la quale concordiamo con i
presentatori dell'emendamento. Soltanto ed esclusivamente per
questa ragione, una ragione di buon senso
PRESIDENTE. Il gruppo dei PD insiste perché la votazione abbia
luogo a scrutinio segreto?
CRACOLICI. Sì, signor Presidente, chiedo che la votazione
avvenga a scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Ammatuna, Barbagallo, De Benedictis,
Di Benedetto, Digiacomo, Gi Guardo, Faraone e Ferrara, indìco la
votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.1.
Chiarisco il significato del voto. L'emendamento 12.1 prevede
la soppressione dell'articolo 12. E' chiaro? Vale a dire che
pigiando il tasto verde - per capirci - si mantiene in vita
l'Agenzia per le acque; pigiando il tasto rosso, si sopprime
l'Agenzia per le acque.
Ripeto: votando verde all'emendamento, a firma dell'onorevole
Maira, si sopprime l'articolo 12, quindi, rimane in vita
l'Agenzia; votando rosso rimane in vita l'articolo 12, quindi, si
sopprime l'Agenzia.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti ... 78
Votanti 77
Maggioranza 39
Favorevoli 29
Contrari 47
Astenuti 1
(Non è approvato)
Pertanto, l'Assemblea approva l'articolo 12.
(Brusìo in Aula)
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo chiesto
alla Presidenza, agli Uffici, se fosse stato possibile, con
l'emendamento aggiuntivo 12.1.1, sopprimere l'articolo 12 e
sostituirlo con l'emendamento.
Se noi riuscissimo a recuperare, visto che c'era anche la
volontà politica di mantenere l'Agenzia per le acque, al di là
della votazione cui abbiamo appena assistito
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, ha detto di votare l'articolo 12?
Abbiamo appena votato l'emendamento che sopprime l'articolo 12 e
non è stato approvato.
ARICO'. Non essendo stato approvato l'emendamento soppressivo,
chiedo alla Presidenza di porre in votazione l'emendamento
aggiuntivo 12.1.1.
PRESIDENTE. Quello sarà trattato con gli emendamenti
aggiuntivi.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo una sospensione di
dieci minuti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo l'Aula per dieci
minuti e convoco la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
Parlamentari, alla presenza del Presidente della Regione.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 21.46, riprende alle ore 22.42)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 13.
«Articolo 13
Decorrenza e disposizioni attuative
1. Le disposizioni di cui al presente Titolo, dall'articolo 4
all'articolo 12, si applicano a decorrere dall'1 gennaio 2010.
2. Gli Assessori regionali sono nominati e preposti ai rami di
amministrazione, secondo l'assetto delineato dal presente Titolo,
a decorrere dall'1 gennaio 2010.
3. Entro il 30 ottobre 2009, con decreto del Presidente della
Regione, adottato previa delibera della Giunta regionale, da
pubblicarsi nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana,
sono specificate, con effetto dall'1 gennaio 2010, le funzioni ed
i compiti dei dipartimenti di cui all'articolo 11 nonché
l'articolazione delle relative strutture intermedie, fermo
restando il limite massimo di cui all'articolo 11 della legge
regionale 3 dicembre 2003, n. 20, in conformità agli ambiti di
competenza di cui agli articoli 9 e 10 e sono disciplinati i
relativi trasferimenti di compiti e funzioni, secondo i seguenti
principi:
a) principio di completezza;
b) principio di efficienza ed economicità, anche con la
soppressione delle funzioni e dei compiti divenuti superflui;
c) principio di responsabilità ed unicità dell'amministrazione,
con attribuzione ad un unico ramo di amministrazione di funzioni
e compiti connessi;
d) principio di omogeneità;
e) principio di adeguatezza, in relazione all'idoneità
organizzativa del ramo di amministrazione.
4. Il Governo della Regione predispone il progetto di bilancio
per l'esercizio finanziario 2010 secondo le previsioni di cui
agli articoli 6, 7 e 8 e le disposizioni del decreto
presidenziale di cui al comma 3 e pone in essere ogni altra
attività contabile e finanziaria necessaria a garantire la
continuità dell'azione amministrativa e finanziaria della
Regione».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Leontini. 13.1;
- dall'onorevole Minardo: 13.2
L'emendamento 13.2 è dichiarato inammissibile.
L'emendamento 13.1 decade per assenza dall'Aula del firmatario.
Pongo in votazione l'articolo 13.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi:
-dall'onorevole Minardo: A3, A4 e A5; subemendamento 10.6.1
all'A 14;
-dall'onorevole Cracolici: A13; subemendamento 10.6.1.1
all'A.14;
-dall'onorevole Speziale: A7;
-dagli onorevoli Bonomo e altri: A16;
-dagli onorevoli Torregrossa e altri: A 6;
-dagli onorevoli Arena e altri: A8
-dall'onorevole Aricò: A14;
-dagli onorevoli D'Antoni e altri: A1;
-dagli onorevoli Maira e altri: A11 e A12.
Gli emendamenti A 3, A 4, A 5, A 13 e A7 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti A 16, A 6, A 2, A 8 sono dichiarati
inammissibili.
L'emendamento A 14 è precluso con i subemendamenti 10.6.1 e
10.6.1.1.
L'emendamento A 1 è inammissibile.
Gli emendamenti A 11 e A 12 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Articolo 14
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
La votazione finale del disegno di legge avverrà in un altro
momento.
Seguito della discussione del disegno di legge 220/A
«Disposizioni per favorire
lo sviluppo del settore industriale in Sicilia in attuazione
del Programma operativo
fondo europeo di sviluppo regionale (P.O.FESR 2007-2013)
(220/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno
di legge numero 220/A «Disposizioni per favorire lo sviluppo del
settore industriale in Sicilia in attuazione del Programma
operativo fondo europeo di sviluppo regionale (P.O.FESR 2007-
2013)», posto al n. 1 del III punto dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Ricordo che la trattazione del disegno di legge era stata
sospesa dopo l'approvazione degli articoli 1 e 2, nella seduta
numero 44 del 27 novembre 2008.
Si passa all'esame dell'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Iniziative agevolabili nel settore dell'energia
1. Al fine di favorire la produzione di energia da fonti
rinnovabili, attivando filiere produttive di tecnologie
energetiche, agroenergetiche e biocarburanti, e di sostenere
l'incremento dell'efficienza energetica negli usi finali e la
riduzione delle emissioni climalteranti, in particolare nei
settori dell'industria, dei trasporti e dell'edilizia socio-
sanitaria, anche attraverso la produzione di risorse energetiche
rinnovabili o assimilate, l'efficienza energetica, il risparmio
energetico e un utilizzo razionale dell' energia, nonché di
sostenere gli investimenti che introducono nel ciclo produttivo
tecnologie per la prevenzione dell'inquinamento ovvero dotano
l'organizzazione aziendale di sistemi efficaci di gestione
dell'ambiente, l'Assessorato regionale dell'industria è
autorizzato ad attivare, attraverso appositi bandi, anche
nell'ambito degli obiettivi specifici 2.1 e 7.1 del P.O. FESR
2007-2013, regimi di aiuti in favore delle piccole e medie
imprese, singole o associate, conformi agli Orientamenti in
materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013',
pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea n. C 54
del 4 marzo 2006, ovvero alla Disciplina comunitaria degli aiuti
di Stato per la tutela ambientale' 2008/C 82/01, pubblicata nella
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea n. C 82 dell' 1 aprile
2008.
2. L'Assessore regionale per l'industria, nell'ambito di quanto
disposto dall'articolo 185 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, fissa, con proprio decreto, le modalità e le
procedure per la concessione delle agevolazioni previste al comma
1, inclusi i criteri da seguire per l'individuazione dei
soggetti, dei settori, delle attività e delle spese ammissibili;
le modalità di erogazione dei benefici in una o più delle forme
indicate dall' articolo 189, comma 1, della legge regionale n.
32/2000; e, infine, i parametri per l'attribuzione a ciascun
progetto del punteggio utile per la collocazione in graduatoria,
rinviando agli specifici bandi o avvisi le eventuali ulteriori
previsioni necessarie per l'attivazione del sistema di intervento
oggetto del presente articolo.
3. In sede di emanazione del decreto indicato al comma 2,
l'Assessore regionale per l'industria può disporre l'attuazione,
anche in parte, del presente regime di aiuti in esenzione
dall'obbligo di notificazione previsto dall'articolo 88,
paragrafo 3, del Trattato CE, nei limiti consentiti dal
Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008,
Regolamento generale di esenzione per categoria, ovvero
nell'ambito di altri regolamenti comunitari di esenzione adottati
successivamente alla presente legge.
4. Per la gestione degli interventi oggetto del presente
articolo, l'Assessorato dell'industria è autorizzato a servirsi
delle procedure previste dall'articolo 4, comma 1, della legge
regionale 22 dicembre 2005, n. 20, e ad avvalersi di un soggetto
selezionato ai sensi dell'articolo 185, comma 5, della legge
regionale n. 32/2000 e successive modifiche e integrazioni,
ovvero di società a totale partecipazione della Regione
siciliana, sulla base di un'apposita convenzione, predisposta
dallo stesso Assessorato, tesa ad evitare duplicazioni
dell'attività istruttoria ed assicurare snellezza e rapidità
procedurale, nonché di esperti ai sensi dell'articolo 185, comma
6, della medesima legge regionale n. 32/2000 e successive
modifiche e integrazioni, con oneri a carico degli stanziamenti
cui gli interventi si riferiscono.
5. L'intervento oggetto del presente articolo può essere
attivato anche nell'ambito di contratti di programma regionali
per lo sviluppo delle attività industriali, secondo quanto
disposto dall'articolo 6.
6. La copertura finanziaria dell'intervento grava sulle risorse
relative agli obiettivi specifici 2.1 e 7.1 del P.O. FESR 2007-
2013 e sul Fondo a gestione separata previsto dall'articolo 61
della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17. Per l'attuazione
degli interventi possono altresì essere utilizzate anche le
risorse finanziarie del Fondo Aree Sottoutilizzate istituito con
l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
7. Ai fini dell' autorizzazione comunitaria relativa agli aiuti
previsti dal presente articolo per il periodo 2007/2013, le
risorse finanziarie non possono superare complessivamente
l'importo di 400 milioni di euro».
CRACOLICI . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, vedo un'euforia Evitiamo le
corse Ho visto che è arrivato pure l'assessore per la sanità.
Siamo garantiti qualora succedesse qualcosa
Signor Presidente, il Governo, quello che ascolta,
aveva annunciato
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stasera abbiamo tanto lavoro da
fare. Invito i colleghi a prendere posto.
CRACOLICI. Signor Presidente, volevo sapere se il Governo ha
cambiato idea. Aveva annunciato all'inizio della seduta che su
alcuni testi ed in particolare sul regime di aiuti, sarebbe stata
convocata una riunione di Giunta che doveva riordinare la
materia. Quindi, dobbiamo prendere atto che avete cambiato idea?
LOMBARDO, presidente della Regione. Non abbiamo cambiato idea.
Vorremmo forzarle la mano perché ci sono precedenti nobili
CRACOLICI. Quindi, non ci saranno emendamenti del Governo. Ci
sono sorprese finali?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei sa che siamo tutti uomini
d'onore. Non ci sono sorprese finali.
Onorevoli colleghi, all'articolo 3 non sono stati presentati
emendamenti.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, giorni fa, leggendo, come tutti facciamo, la
stampa ho appreso che finalmente la Regione sta cercando di
munirsi di un piano energetico.
Solo che, onorevole assessore Gianni, il contenuto
dell'articolo riportava un altro aspetto curioso e nel contempo
inquietante.
L'articolo riportava la parte virgolettata e quindi la
dichiarazione dell'assessore che diceva che il piano energetico è
stato trasmesso per essere approvato dalla Giunta di Governo.
Sarebbe innanzitutto legittimo da parte nostra, dato che
affrontiamo l'articolo 3 e dato che stiamo cominciando a dire
realmente come si assumeranno le iniziative agevolabili nel
settore dell'energia, capire se ancora una volta dobbiamo
continuare con la logica in deroga a tutto o se in questa Regione
ci stiamo realmente munendo del piano energetico.
Uno, perché la Giunta non l'ha approvato. Due, sostanzialmente,
questo dovrebbe essere un piano che per quanto concerne anche i
contenuti dell'articolo 3 dovrebbe, ma non si capisce bene
leggendo l'articolo, essere un po' la mappa del come
GIANNI, assessore per l'industria. L'articolo 3 è già stato
votato nella seduta precedente.
ODDO. No, l'articolo 3 non è stato votato. La discussione era
sull'articolo 3 e bisognava ancora votarlo.
Mi ricordo bene perché entrando in Aula avevamo votato
l'articolo 2 e l'articolo 3 si stava
PRESIDENTE. Siamo alla discussione sull'articolo 3.
ODDO. Signor Presidente, è assolutamente doveroso da parte del
Governo spiegare intanto l'arcano mistero del perché il Piano
energetico trasmesso già da tempo in Giunta non sia stato
approvato.
Spiegare ed affrontare la questione se il Piano energetico,
rispetto alla norma, all'articolo 3, viene tenuto presente,
perché non si capisce da come viene modulato l'articolo che
abbiamo in discussione.
Seconda ed ultima considerazione. Noi abbiamo bisogno in questa
Terra di certezze, non è più possibile continuare con una
diatriba interna a questo Governo, che è curiosa, perchè a parte
leggere l'articolo di cui parlavo poco fa sulle questioni
relative al paino energetico, continuando l'articolo diceva
chiaramente che il Presidente della Regione scrive all'Assessore
per l'industria e gli dice, proprio in materia di energia statti
fermo e buono, non puoi continuare ad operare in deroga .
Quindi, anche su questo, cari signori del Governo, mettevi
d'accordo e fateci capire cosa state facendo, perché
obiettivamente su un tema così rilevante ed importante non mi
pare che, da questo punto di vista, si possa assistere, da parte
nostra, dei cittadini siciliani e soprattutto di coloro che
vogliono intraprendere, in questo settore, tutte le iniziative
possibili ed immaginabili che potrebbero dotarci anche di quelle
che sono dalle energie alternative alle energie in fase di
sperimentazione che stanno dando risultanti eccezionali e non mi
riferisco solo al fotovoltaico, ma anche a tutto ciò che riguarda
la sperimentazione sulle nuove microcelle, su tutto quello che è
l'utilizzo per quanto riguarda la questione energetica di
biomassa e così via.
Fateci capire se c'è un capitano che sta segnando la rotta
anche per quanto concerne questo disegno di legge oppure, come
nel caso - stasera è stata una serata particolare - questo
capitano non c'è, navigate a vista e se in questo settore
navighiamo a vista rischiamo di sbattere perché non è più
possibile continuare poiché da anni noi, come Regione, andiamo
solamente ad utilizzare la parola deroga' senza munirci di una
pianificazione strategica e, quindi, senza avere la possibilità
di sapere dove stiamo andando a parere.
Non mi pare che la Sicilia sia seconda al altre regioni
italiane; potrebbe essere una delle prime regioni - se riusciamo
a recuperare- a sperimentare, da questo punto di vista, cose
eccezionali.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
GIANNI, assessore per l'industria. Chiedo di parlare
sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI, assessore per l'industria. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, intervengo per un chiarimento. Il piano energetico
ambientale che è in atto nella sede della Giunta del Governo deve
ancora essere letto e approvato.
Questo articolo 3, di fatto, si riferisce alla possibilità di
incentivi per eliminare ogni ipotesi di inquinamento ambientale,
che è quello a cui tendiamo, e di ridurre lo spreco energetico.
Dove? In alcuni punti particolari. Nei trasporti, nell'industria,
nell'edilizia socioeconomica, negli ospedali, nelle scuole. Tutta
una serie di interventi che tendono a favorire i plessi pubblici,
e questo non interferisce con il piano che deve ancora essere
visitato, rivisitato, aggiornato, da parte della Giunta; è un
piano, un'ipotesi di lavoro che ha visto linee guida, piano, e
piano d'azione che devono ancora essere lette dalla Giunta.
Sono convinto che nelle prossime settimane, nei prossimi
giorni, il Governatore porterà il piano in Giunta anche perché
quel piano è propedeutico per accedere ai fondi 2007-2013.
Congedo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Lo
Giudice ha chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numero 220/A
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Tecnologie dell'informazione e della comunicazione
1. Allo scopo di favorire la diffusione delle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione per potenziare la
capacità competitiva del sistema delle piccole e medie imprese
siciliane, l'Assessorato regionale dell'industria è autorizzato
ad attivare, attraverso appositi bandi, anche nell'ambito degli
obiettivi specifici 4.1 e 7.1 del P.O. FESR 2007-2013, regimi di
aiuto, conformi al Regolamento (CE) n. 1998/2006 della
Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo all'applicazione
degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli aiuti di importanza
minore (de minimis), per la promozione dell'e-commerce nelle
piccole e medie imprese e per l'applicazione delle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione alla gestione dei
processi produttivi nei settori manifatturieri, nonché per
favorire la nascita di nuove piccole e medie imprese di servizi
nell' ambito delle applicazioni delle suddette tecnologie.
2. L'Assessore regionale per l'industria, nell'ambito di quanto
disposto dall'articolo 185 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, fissa, con proprio decreto, le modalità e le
procedure per la concessione delle agevolazioni previste al comma
l, inclusi i criteri da seguire per l'individuazione dei
soggetti, dei settori, delle attività e delle spese ammissibili,
le modalità di erogazione dei benefici sotto forma di contributo
in conto impianti e i parametri per l'attribuzione a ciascun
progetto del punteggio utile per la collocazione in graduatoria,
rinviando agli specifici bandi o avvisi le eventuali ulteriori
previsioni necessarie per l'attivazione del sistema di intervento
oggetto del presente articolo.
3. Per la gestione degli interventi di cui al presente
articolo, l'Assessorato dell'industria è autorizzato a servirsi
delle procedure previste dall'articolo 4, comma l, della legge
regionale 22 dicembre 2005, n. 20, e ad avvalersi di un soggetto
selezionato ai sensi dell'articolo 185 della legge regionale n.
32/2000 e successive modifiche e integrazioni, ovvero di società
a totale partecipazione della Regione siciliana, sulla base di
un'apposita convenzione, predisposta dallo stesso Assessorato,
tesa ad evitare duplicazioni dell'attività istruttoria ed
assicurare snellezza e rapidità procedurale, nonché di esperti ai
sensi dell'articolo 185, comma 6, della medesima legge regionale
23 dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche e integrazioni,
con oneri a carico degli stanziamenti cui gli interventi si
riferiscono.
4. L'intervento oggetto del presente articolo può essere
attivato anche nell'ambito di contratti di programma regionali
per lo sviluppo delle attività industriali, secondo quanto
disposto dall'articolo 6.
5. La copertura finanziaria dell'intervento grava sulle risorse
relative agli obiettivi specifici 4.1 e 7.1 del P.O. FESR 2007-
2013 e sul Fondo a gestione separata previsto dall'articolo 61
della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17. Per l'attuazione
degli interventi possono altresì essere utilizzate anche le
risorse finanziarie del Fondo Aree Sottoutilizzate istituito con
l'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
6. Ai fini dell'autorizzazione comunitaria relativa agli aiuti
previsti dal presente articolo per il periodo 2007-2013, le
risorse finanziarie non possono superare complessivamente
l'importo di 100 milioni di euro».
Comunico che all'articolo 4 non sono stati presentati
emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Aiuti per la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione
1. L'Assessorato regionale dell'industria è autorizzato a
concedere, anche nell'ambito degli obiettivi specifici 4.1 e 7.1
del P.O. FESR 2007-2013, aiuti alle imprese, singole o associate,
per la realizzazione di progetti di ricerca industriale, sviluppo
sperimentale e innovazione nei settori previsti dalla strategia
regionale per l'innovazione. L'intensità degli aiuti non può
superare quella prevista nella Disciplina comunitaria per gli
aiuti di Stato alla ricerca, sviluppo e innovazione' contenuta
nella comunicazione della Commissione della Comunità europea
2006/C 323/01 e successive modifiche ed integrazioni.
2. L'Assessore regionale per l'industria, nell'ambito di quanto
disposto dall'articolo 185 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, fissa, con proprio decreto, le modalità e le
procedure per la concessione delle agevolazioni previste al comma
1, inclusi i criteri da seguire per l'individuazione dei
soggetti, dei settori, delle attività e delle spese ammissibili,
le modalità di erogazione dei benefici in una o più delle forme
indicate dall'articolo 189, comma 1, della legge regionale n.
32/2000, rinviando ad appositi bandi o avvisi le eventuali
ulteriori previsioni necessarie per l'attivazione del sistema di
intervento oggetto del presente articolo.
3. In sede di emanazione del decreto indicato al comma 2,
l'Assessore regionale per l'industria può disporre l'attuazione,
anche in parte, del presente regime di aiuti in esenzione
dall'obbligo di notificazione previsto dall'articolo 88,
paragrafo 3, del Trattato CE, nei limiti consentiti dal
Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008,
Regolamento generale di esenzione per categoria, e, relativamente
alle grandi imprese, in conformità alla Disciplina comunitaria
degli aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione'
2006/C 323/01, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea n. C323 del 30 dicembre 2006, ovvero in conformità ai
regolamenti comunitari di esenzione adottati successivamente alla
presente legge.
4. Per la gestione degli interventi oggetto del presente
articolo, l'Assessorato dell'industria è autorizzato a servirsi
delle procedure previste dall'articolo 4, comma 1, della legge
regionale 22 dicembre 2005, n. 20; avvalersi di un soggetto
selezionato ai sensi dell'articolo 185, comma 5, della legge
regionale n. 32/2000 e successive modifiche e integrazioni,
ovvero di società a totale partecipazione della Regione, sulla
base di un'apposita convenzione, predisposta dallo stesso
Assessorato, tesa ad evitare duplicazioni dell'attività
istruttoria ed assicurare snellezza e rapidità procedurale; ad
avvalersi per la fase di valutazione tecnico-scientifica delle
istanze di concessione degli aiuti, di esperti, ai sensi dell'
articolo 185, comma 6, della medesima legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32 e successive modifiche e integrazioni, da
individuare, attraverso procedura aperta a tutti gli interessati,
ovvero scegliendoli tra gli appositi elenchi esistenti presso il
Ministero della Ricerca, ovvero, infine, coinvolgendo, attraverso
apposite convenzioni, enti o fondazioni operanti a livello almeno
nazionale nel campo dell'innovazione e del trasferimento
tecnologico ed in possesso dei necessari requisiti tecnici,
organizzativi e di terzietà. Gli oneri derivanti dal presente
comma sono posti a carico degli stanziamenti cui gli aiuti si
riferiscono.
5. Nell'ambito delle proprie attività in materia di ricerca ed
innovazione, l'Assessorato regionale dell'industria può avvalersi
di società a totale partecipazione della Regione siciliana.
6. L'intervento oggetto del presente articolo può essere
attivato anche nell'ambito di contratti di programma regionali
per lo sviluppo delle attività industriali, secondo quanto
disposto dall'articolo 6.
7. La copertura finanziaria dell'intervento grava sulle risorse
del P.O. FERS 2007- 2013 e sul Fondo a gestione separata previsto
dall'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17.
Per l'attuazione degli interventi possono altresì essere
utilizzate anche le risorse finanziarie del Fondo Aree
Sottoutilizzate istituito con l'articolo 61 della legge 27
dicembre 2002, n. 289.
8. Ai fini dell'autorizzazione comunitaria relativi agli aiuti
previsti dal presente articolo, per il periodo 2007-2013 le
risorse finanziarie non possono superare l'importo complessivo di
euro 600 milioni.
9. Allo scopo di valorizzare il capitale umano e professionale
esistente all'interno dell'Amministrazione regionale, anche
perfezionandone la formazione manageriale e scientifica, a carico
del fondo a gestione separata previsto dall'articolo 61 della
legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, possono essere
finanziate convenzioni con università per dottorati di ricerca e
master in materie economiche, giuridiche e manageriali e di
innovazione tecnologica, nonché con associazioni e fondazioni per
studi e ricerche».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo: 5.1
- dall'onorevole Pogliese ed altri: 5.4;
- dagli onorevoli Galvagno e Mattarella: 5.3;
- dall'onorevole Maira: 5.2.
Si passa all'emendamento 5.4, a firma degli onorevoli Pogliese
ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GIANNI, assessore per l'industria. Facciamo spiegare
l'emendamento poiché non si capisce bene.
PRESIDENTE. C'è in Aula qualcuno dei proponenti in grado di
spiegarlo?
Lo dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 5.1, del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.3, a firma dell'onorevole Galvagno.
GALVAGNO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
molto brevemente. Le facoltà di ingegneria ambientale portano
avanti progetti di ricerca nell'ambito dell'energia alternativa,
per cui sarebbe opportuno prevedere delle deroghe, solo per le
università e gli istituti di ricerca scientifica, per portare
avanti questi progetti che riguardano l'energia alternativa.
PRESIDENTE. Onorevole Galvagno, ho il dovere di sollevare un
problema. Leggo l'emendamento: Ai fini della produzione di
energia alternativa da fonti rinnovabili, le università e gli
studi di ricerca scientifica regolarmente riconosciuti, operano
in deroga a leggi o regolamenti. Nel rispetto ai vincoli
archeologici ideologici e sismici .
Non c'è una norma che può stabilire una deroga alle leggi ed ai
regolamenti. Il resto dell'emendamento va bene. In deroga alla
legge ed ai regolamenti, non lo tiene bene in piedi.
Se lo ritiene, predisponiamo un subemendamento dove cassiamo le
parole in deroga alle leggi ed ai regolamenti .
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor presidente, visto
che il presentatore è presente, vorrei che si precisasse. Le
università, nell'ambito delle attività di ricerca? Nel senso che
promuovono studi? Nel promuovere studi, che bisogno c'è di
occuparsi dei vincoli archeologici o della deroga alle leggi. Gli
studi? Mi faccia capire.
GALVAGNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor presidente, onorevoli colleghi, per impiantare
delle ventole o dei pannelli di energia alternativa, per esempio,
da provare, quindi, da sperimentare. Sono progetti, per esempio,
che ha in corso l'università di Enna. C'è la necessità, ogni
volta, di chiedere tutte le autorizzazioni e ci vogliono mesi se
non anni. Solo per le università, quindi, solo per gli enti di
ricerca. Possiamo emendarlo, in deroga alla legge urbanistica.
Solo in questo senso, se il Presidente è d'accordo.
PRESIDENTE. L'emendamento 5.3 è accantonato.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor presidente, dato che
dovremmo approvare e adottare questo piano, ne terremo conto nel
piano, nel senso che il piano sarà vincolante e servirà come
regolamento; nel senso che, se una università deve sperimentare
il pannello solare innovativo e deve fare un impianto per
sperimentare innovazione, se permette, con i milioni di metri
quadrati di territorio che abbiamo, lo farà non in area
archeologica.
Dovesse invece, l'università realizzare, a fini sperimentali,
un parco fotovoltaico, di sessantacinque ettari piuttosto che 55
pali da 150 metri, va al di là.
Voglio dirle che, siccome di questo argomento ci stiamo
occupando, le posso assicurare, anzi traiamo spunto da questo suo
intervento, per inserire nel piano energetico la facoltà delle
università di sperimentare le loro ricerche nell'ambito di
territori delimitati. Certo, se c'è da montare una pala da 300
metri piuttosto che da 110-120, lo si farà lontano dai templi di
Agrigento piuttosto che dalla Villa del Casale.
GALVAGNO. Nel rispetto dei vincoli archeologici, sismici e
idrogeologici.
PRESIDENTE. Onorevole Galvagno, se togliamo la frase in deroga
a leggi e regolamenti e rileggiamo l'emendamento, non significa
nulla perché è chiaro che questo emendamento vuole essere una
deroga alle leggi, allora, non siamo autorizzati a derogare a
leggi nazionali.
Direi che, forse, è molto più saggio che lei ritiri
l'emendamento; presentiamo un ordine del giorno che il Governo
accetta come raccomandazione e, certamente, può avere una
maggiore efficacia. Spogliare l'emendamento significa renderlo
inutile. E' molto più utile, invece, un ordine del giorno che
l'Aula può votare.
CAPUTO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, se passiamo all'emendamento 5.2, a firma
dell'onorevole Maira che, sostanzialmente, con una formulazione
migliore e, sicuramente, accettabile, esprime lo stesso concetto
dell'onorevole Galvagno, quindi, l'onorevole Galvagno potrebbe
aggiungere la firma a quello dell'onorevole Maira che raggiunge
lo stesso obiettivo.
PRESIDENTE. No, perché l'emendamento a firma dell'onorevole
Maira avrebbe avuto la stessa sorte dell'emendamento Galvagno,
per cui gli onorevoli Maira e Galvagno potranno firmare
tranquillamente un ordine del giorno.
Gli emendamenti, quindi, si intendono ritirari.
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
Art. 6.
Contratti di programma regionali per lo
sviluppo delle attività industriali
1. Gli aiuti di Stato di competenza dell'Assessorato regionale
dell'industria possono essere concessi, secondo la procedura
prevista all'articolo 188 della legge regionale 23 dicembre 2000,
n. 32, anche mediante contratti di programma regionali per lo
sviluppo delle attività industriali, inclusa la produzione di
energia da fonti rinnovabili, le attività di ricerca,
trasferimento tecnologico e sviluppo sperimentale.
2. I contratti di programma regionali per lo sviluppo delle
attività industriali sono finalizzati a sostenere la
realizzazione di grandi investimenti diretti allo sviluppo
integrato del territorio e aventi contenuto innovativo e sono
stipulati dall'Assessore regionale per l'industria, in coerenza
con le linee di programmazione regionale, anche utilizzando
risorse trasferite dallo Stato.
3. La proposta di contratto di programma regionale per lo
sviluppo delle attività industriali ha ad oggetto la
realizzazione di un progetto industriale e può essere presentata
da un'impresa di qualsiasi dimensione. Per progetto industriale,
ai fini del presente articolo, si intende un'iniziativa
imprenditoriale, eventualmente attuata da più imprese,
finalizzata alle attività indicate al comma 1, per la cui
realizzazione sono necessari uno o più programmi di spesa
strettamente connessi e funzionali tra loro. Il progetto
industriale può altresì prevedere la realizzazione di funzionali
opere infrastrutturali, materiali ed immateriali, finanziata con
risorse pubbliche se le opere ricadono nell'ambito dei piani
regolatori dei Consorzi per le aree di sviluppo industriale.
4. I soggetti beneficiari delle agevolazioni previste dal
contratto di programma regionale per lo sviluppo delle attività
industriali sono l'impresa che propone il contratto ed,
eventualmente, altre imprese, di qualsiasi dimensione, che
realizzano i programmi di spesa previsti dal progetto industriale
indicato al comma 3.
5. L'importo complessivo delle spese ammissibili previste dal
progetto industriale non è inferiore a 20 milioni di euro, ad
eccezione di quello relativo alle opere infrastrutturali.
Nell'ambito del progetto industriale, il programma presentato
dall'impresa proponente prevede spese ammissibili di importo
complessivo non inferiore a 8 milioni di euro. Fatto salvo quanto
stabilito per il programma presentato dall'impresa proponente,
l'importo delle spese ammissibili di ciascuno degli altri
programmi non può essere inferiore a 1,5 milioni di euro.
6. L'impresa proponente, al fine di garantire la
semplificazione e l'accelerazione delle procedure di accesso alle
agevolazioni, dimostra, già in sede di domanda, la sostenibilità
tecnico economica e finanziaria del business plan, il merito
creditizio e la cantierabilità dell'intero progetto industriale.
7. Per la gestione degli interventi oggetto del presente
articolo, l'Assessorato dell'industria è autorizzato a servirsi
delle procedure previste dall'articolo 4, comma 1, della legge
regionale 22 dicembre 2005, n. 20; ad avvalersi di un soggetto
selezionato ai sensi dell'articolo 185 della legge regionale n.
32/2000 e successive modifiche e integrazioni, ovvero di società
a totale partecipazione della Regione siciliana, sulla base di
un'apposita convenzione, predisposta dallo stesso Assessorato,
tesa ad evitare duplicazioni dell'attività istruttoria
ed assicurare snellezza e rapidità procedurale; ad avvalersi di
esperti, ai sensi dell' articolo 185, comma 6, della medesima
legge regionale n. 32/2000 e successive modifiche e integrazioni,
da individuare, per i progetti di ricerca, trasferimento
tecnologico e sviluppo sperimentale, con le modalità indicate
all'articolo 5, comma 4, con oneri a carico degli stanziamenti
cui gli interventi si riferiscono.
8. Con decreto dell'Assessore regionale per l'industria, sono
definiti i criteri, le condizioni e le modalità di concessione
delle agevolazioni attraverso la sottoscrizione dei contratti di
programma regionali per lo sviluppo delle attività industriali e
sono individuate, tra gli stanziamenti relativi agli aiuti
previsti al comma 1 o finalizzati alla realizzazione di opere
infrastrutturali nei Consorzi per le aree di sviluppo
industriale, le risorse destinate al finanziamento dei contratti
di programma.
9. La Regione può altresì partecipare a contratti di programma
statali con i fondi stanziati per i regimi di aiuto aventi
finalità analoghe .
All'articolo 6, è stato presentato un solo emendamento, il 6.1,
a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne dò lettura:
Art. 7.
Accertamenti di spesa e controlli
1. L'Assessore regionale per l'industria, con il decreto di cui
all'articolo 190, comma 4, della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, stabilisce altresì i compensi da corrispondersi ai
soggetti, inclusi, previa contrattazione sindacale, i dipendenti
regionali in servizio presso il Dipartimento regionale industria,
incaricati per i controlli previsti dal comma 1 del medesimo
articolo 190, riferiti anche ai programmi di investimenti
finanziati nell'ambito del P.O.R. Sicilia 2000/2006 e del PO FESR
2007-2013.
2. Analogamente, con proprio decreto, l'Assessore regionale per
l'industria stabilisce i compensi da corrispondersi, previa
contrattazione sindacale, ai dipendenti per l'effettuazione dei
controlli previsti dall'articolo 24 del D.P.R. 27 ottobre 1971,
n. 1269 e dall'articolo 11 del D.P.R. 18 aprile 1994, n. 420.
3. Agli oneri discendenti dall'applicazione del comma 1 si
provvede, nei limiti consentiti dai regolamenti comunitari
sull'ammissibilità delle spese, con le risorse relative alle
medesime misure del POR 2000-2006 e del PO FESR 2007-2013 cui i
controlli si riferiscono e, per la restante parte, con le
disponibilità del capitolo 242504 del bilancio della Regione
ovvero con gli stanziamenti previsti per l'attuazione dei regimi
di aiuto interessati. Gli oneri derivanti dall'applicazione del
comma 2 sono a carico dei concessionari .
Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne dò lettura:
Art. 8.
Norme di salvaguardia comunitaria
1. L'applicazione delle disposizioni della presente legge
concernenti aiuti alle imprese è subordinata al rispetto della
vigente normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato e, per
la parte non attuata in regime di esenzione, alla definizione
della procedura prevista dall'articolo 88, paragrafo 2, del
Trattato CE.
Comunico che sono stati presentati due emendamenti del Governo,
8.2 e 8.1. Sull'8.2 il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
GIANNI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, con questo emendamento attingiamo ai
fondi di riserva dell'IRFIS fino a quando il nuovo gestore unico
non avrà completato l'esito della gara che c'è in corso, fra sei
mesi o sette mesi, quando sarà. Intanto lo utilizziamo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 8.1.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 8, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
Art. 9.
Fondi a gestione separata
1. Nelle more dell'attivazione del Fondo unico di cui
all'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, la
copertura finanziaria degli interventi di cui al comma 1 del
citato articolo 61 è assicurata, sulla base di criteri fissati
dall'assessore regionale per l'industria con proprio decreto,
indistintamente da tutti i fondi a gestione separata di cui al
comma 9 del medesimo articolo 61.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
Art. 10.
Prestiti partecipativi
1. I commi da 1 a 9 dell'articolo 26 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 25, così come sostituito dall'articolo 2 della
legge regionale 27 settembre 1995, n. 66, sono sostituiti dai
seguenti:
1. Allo scopo di favorire la partecipazione del capitale
privato al finanziamento dei programmi di sviluppo delle piccole
e medie imprese, l'assessorato regionale dell'industria è
autorizzato a concorrere alla costituzione, ai fini della
concessione di prestiti partecipativi, di un fondo di
investimento di private equity' orientato al profitto, gestito
secondo criteri commerciali, in conformità alle previsioni del
Regolamento (CE) n. 800/2008 del 6 agosto 2008 in materia di
aiuti sotto forma di capitale di rischio, pubblicato nella
G.U.U.E. n. 214 del 9 agosto 2008.
2. I prestiti partecipativi sono erogati alle piccole e medie
imprese costituite sotto forma di società di capitale, per
adeguarne la struttura finanziaria a fronte di programmi di
sviluppo riguardanti la realizzazione di nuovi investimenti
fissi, l'attività produttiva ed il potenziamento della rete
commerciale, che comportino un incremento del fabbisogno
finanziario aziendale.
3. Il rendimento del prestito partecipativo si basa
principalmente sull'andamento economico delle imprese
destinatarie; l'onere della relativa remunerazione grava sulla
società che utilizza il prestito mentre le quote di ammortamento
del capitale saranno corrisposte dai soci.
4. I prestiti partecipativi hanno una durata minima di
quattro anni e massima di otto anni, ivi compreso un eventuale
periodo di preammortamento non superiore ad un anno.
5. L'Assessore regionale per l'industria fissa, con proprio
decreto, le modalità e le procedure per la concessione dei
prestiti partecipativi, la misura massima del finanziamento
concedibile e quant'altro necessario in ordine alla attivazione
del sistema di intervento di cui al presente articolo.'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
Art. 11.
Accertamenti di spesa e controlli
1. L'Assessore regionale per l'industria, con il decreto di cui
all'articolo 190, comma 4, della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, stabilisce altresì i compensi da corrispondersi ai
soggetti, inclusi, previa contrattazione sindacale, i dipendenti
regionali in servizio presso il Dipartimento regionale industria,
incaricati per i controlli previsti dal comma 1 del medesimo
articolo 190, riferiti anche ai programmi di investimenti
finanziati nell'ambito del P.O.R. Sicilia 2000/2006 e del PO FESR
2007-2013.
2. Analogamente, con proprio decreto, l'Assessore regionale per
l'industria stabilisce i compensi da corrispondersi, previa
contrattazione sindacale, ai dipendenti per l'effettuazione dei
controlli previsti dall'articolo 24 del D.P.R. 27 ottobre 1971,
n. 1269 e dall'articolo 11 del D.P.R. 18 aprile 1994, n. 420.
3. Agli oneri discendenti dall'applicazione del comma 1 si
provvede, nei limiti consentiti dai regolamenti comunitari
sull'ammissibilità delle spese, con le risorse relative alle
medesime misure del POR 2000-2006 e del PO FESR 2007-2013 cui i
controlli si riferiscono e, per la restante parte, con le
disponibilità del capitolo 242504 del bilancio della Regione
ovvero con gli stanziamenti previsti per l'attuazione dei regimi
di aiuto interessati. Gli oneri derivanti dall'applicazione del
comma 2 sono a carico dei concessionari.'.
Onorevoli colleghi comunico che all'articolo 11 è stato
presentato l'emendamento 11.1, a firma del Governo, al quale è
stato presentato un subemendamento 11.1.1, a firma dell'Assessore
per il bilancio e le finanze, onorevole Cimino: Sopprimere da
per gli esercizi finanziari successivi' sino a n. 10' .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 11.1, così come emendato dal
subemendamento. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI. Signor Presidente, la copertura è solo per il 2008?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, c'è la copertura per il
triennio. Nell'emendamento 11.1 del Governo, c'è la copertura
triennale.
CRACOLICI. Intanto, qui è solo per il 2008.
GIANNI, assessore per l'industria. La copertura è per il 2009.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e la
pubblica istruzione. E' 50 migliaia per il 2009.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 11, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
Art. 12.
Norme di salvaguardia comunitaria
1. L'applicazione delle disposizioni della presente legge
concernenti aiuti alle imprese è subordinata al rispetto della
vigente normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato e,
per la parte non attuata in regime di esenzione, alla
definizione della procedura prevista dall'articolo 88, paragrafo
2, del Trattato CE.'
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
Art. 13.
Norma per favorire i progetti di investimento alle
imprese ubicate in zone
agricole svantaggiate
1. Una quota pari al venti per cento delle risorse previste
dalla presente legge è destinata ai contributi per progetti di
investimento alle imprese industriali, comunque denominate,
ubicate in zone agricole svantaggiate.'.
Onorevoli colleghi, comunico che, all'articolo 13, sono stati
presentati tre emendamenti che sono stati trasmessi alla
Commissione Bilancio la quale non ha dato parere, per cui sono
inammissibili.
Pongo in votazione l'articolo 13, nel testo esitato dalla
Commissione bilancio. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 14. Ne do lettura:
Art. 14.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge avverrà
successivamente.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Iniziative a
sostegno dei consorzi fidi. Misure a favore di soggetti pubblici
regionali per le anticipazioni sulle liste di carico poste in
riscossione» (259/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si procede con il seguito della
discussione del disegno di legge numero 259/A «Iniziative a
sostegno dei consorzi fidi. Misure a favore di soggetti pubblici
regionali per le anticipazioni sulle liste di carico poste in
riscossione».
Ricordo che l'esame era stato interrotto nella seduta numero 45
del 27 novembre 2008, in sede di esame dell'articolo 2.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è per
parlare dell'emendamento ma sto usando l'occasione. Credo sia
corretto da parte di tutti noi evidenziare il fatto che una parte
politica ha abbandonato la seduta e ha abbandonato quest'Aula.
PRESIDENTE. Non è così, onorevole Cracolici. E' momentaneamente
impegnata in una riunione di gruppo; i colleghi si trovano là
dietro, pronti ad entrare quando si voteranno i disegni di legge.
Comunque, c'è l'onorevole Vinciullo e qualche altro deputato del
PDL, se si riferisce al PDL.
CRACOLICI. Signor Presidente, vorrei farle notare che il gruppo
del PD è maggioranza in Aula e se la legge su regime di aiuti
come quella sui Consorzi fidi, come il voto agli ultimi articoli
della legge sui dipartimenti ha avuto il voto da parte del
Parlamento, ciò è avvenuto grazie al fatto che il gruppo del PD
non solo è rimasto in Aula ma ha mantenuto di fatto il numero
legale.
Al di la però degli aspetti formali, credo, signor Presidente,
che stiamo andando avanti e andremo avanti nell'impegno che
abbiamo preso perché la finestra si concluda con i disegni di
legge e con l'approvazione; vorrei dire però ancora una volta,
questa sera, che l'ultimo epilogo di questa finestra è che la
maggioranza è di fronte ad una crisi politica che non può fare
finta di non vedere o di non comprendere le ragioni per le quali
quest'Aula, stasera, ha una parte politica che non è presente ai
lavori.
Dico ciò perché credo che sarebbe stato ipocrita, da parte mia
e da parte del nostro gruppo, fare finta di nulla. Il PDL, nella
sua larga maggioranza, non è più presente. Non la considero del
PDL, signor Presidente.
PRESIDENTE. No, infatti, sono super partes.
CRACOLICI. Mi pare, quindi, che questo stia evidenziando il
dato che plasticamente si è rappresentato in queste ore di una
crisi politica di cui il Presidente della Regione debba trarne le
conseguenze.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Eravamo rimasti
all'emendamento 2.13 che è ritirato; il 2.9 era rimasto
accantonato ed è ritirato anche quello.
Si passa all'emendamento 2.1, a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura.
Art. 3
Misure per lo sviluppo dei Consorzi fidi
Ai fini dell'applicazione dell'articolo 1, comma 134, della
legge 12 dicembre 2007, n. 244, i consorzi fidi sono autorizzati
a imputare al fondo consortile, al capitale sociale o ad apposita
riserva, le risorse allocate presso i fondi rischi costituiti
tramite integrazioni regionali, esistenti alla data del 30 giugno
2007. La relativa delibera deve essere assunta entro 180 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge .
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
Art. 4
Misure a favore di soggetti pubblici regionali per
l'acquisizione di liquidità anticipata sulle liste
di carico poste in riscossione
1. Al fine di assicurare le anticipazioni a soggetti pubblici
regionali per l'acquisizione di liquidità anticipata sulle liste
di carico poste in riscossione, l'assessorato regionale del
bilancio e alle finanze è autorizzato a concedere contributi
annui in favore di Riscossione Sicilia S.p.a. a ristoro degli
interessi passivi sopportati per la concessione delle predette
anticipazioni.
2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge l'Assessorato regionale del bilancio e delle
finanze adotta le disposizioni attuative di cui al presente
articolo. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la
spesa di 2.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2008
e di 5.000 migliaia di euro a decorrere dall'esercizio
finanziario 2009.
Alla spesa autorizzata per l'esercizio finanziario 2008 si fa
fronte con le disponibilità della U.P.B.4.2.1.5.2. cap. 215704.
Gli oneri per gli esercizi finanziari 2009 e 2010 trovano
riscontro nel bilancio pluriennale 2008-2010 U.P.B. 4.2.1.5.2 .
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dal Governo: 4.1, A 3;
-dalla Commissione: 4.2 e A 2;
-dall'onorevole Savona A 1;
-dagli onorevoli Maira e Fagone: 4.1 bis
Si passa all'emendamento 4.2.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. L'emendamento
approvato è l'emendamento 4.2, a firma della Commissione ?
PRESIDENTE. A firma dell'onorevole Savona, che ha avuto il
parere della Commissione Bilancio.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Ho un
emendamento 4.2, a firma della Commissione.
PRESIDENTE. L'emendamento 4.1 bis è assorbito. L'emendamento
4.1 è dichiarato inammissibile.
Comunico che è stato presentato, in questo momento, un
emendamento da parte dell'onorevole Maira che viene valutato
dagli Uffici.
Si torna al fascicolo. Si procede con l'emendamento A.2, a
firma dell'onorevole Savona, che è stato già approvato dalla
Commissione Bilancio.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento A 1 è assorbito.
L'emendamento 4.1 è inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo risultante.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, prima di porre in votazione l'articolo, vorrei
chiedere una sospensione di 5 minuti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'assessore per il bilancio e
le finanze ha chiesto una breve sospensione dei lavori d'Aula.
L'Aula è sospesa per cinque minuti e la Commissione Bilancio è
autorizzata a riunirsi per fornire, eventualmente, un parere
straordinario.
(La seduta, sospesa alle ore 23.26, è ripresa alle ore 23.36)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge Disegno di legge voto da
sottoporre al Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'articolo
18 dello Statuto, recante Modifiche alla legge 31 maggio 1965,
n. 575 e successive modifiche ed integrazioni, in materia di
assegnazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata
(284/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in attesa che la Commissione
Bilancio esprima il parere richiesto, se non vi sono
osservazioni, si passa all'esame disegno di legge posto al n. 5)
del III punto dell'ordine del giorno «Disegno di legge voto da
sottoporre al Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'articolo
18 dello Statuto, recante Modifiche alla legge 31 maggio 1965,
n. 575 e successive modifiche ed integrazioni, in materia di
assegnazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata»
(284/A).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
alla medesima assegnato.
Invito il relatore a svolgere la relazione.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con questo disegno di legge voto,
ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, l'Assemblea regionale
siciliana fa voti affinché il Parlamento nazionale, sia Camera
che Senato, provveda alla modifica della legge 31 maggio 1965,
numero 575 e successive modifiche ed integrazioni.
Dico ciò proprio per due ragioni ben precise: significa
assegnare al territorio in cui ha operato la criminalità
organizzata ed è strategico per la stessa lotta alla criminalità
mafiosa. E, poi, serve per le comunità locali, come forma di
ristoro e di risarcimento per il danno provocato alla comunità
stessa.
Per questo motio, concludo dicendo che è un fatto importante
che, sicuramente, tutti i beni confiscati alla mafia possano
ritornare alla nostra Regione, ai nostri territori ed essere
utilizzati.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa
la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Assegnazione dei beni confiscati alla criminalità
organizzata
1. L'Assemblea regionale siciliana, ai sensi dell'articolo
18 dello Statuto regionale, fa voti affinché le Assemblee
legislative dello Stato, nel quadro di una precisa linea
strategica di contrasto della criminalità organizzata di tipo
mafioso, provvedano alla modifica della legge 31 maggio 1965, n.
565 e successive modifiche ed integrazioni, in conformità ai
seguenti principi:
a) riconoscimento espresso della assegnazione dei beni
confiscati come strumento territoriale di contrasto delle
associazioni di tipo mafioso e di ristoro delle comunità locali
direttamente danneggiate;
b) assegnazione in via prevalente, fatte salve le prerogative
istituzionali dello Stato, dei beni confiscati e delle risorse
derivanti dal recupero dei crediti, dall'affitto,
dall'alienazione o dalla liquidazione, per finalità
istituzionali o sociali, al patrimonio della Regione nella quale
l'attività illecita sia stata posta in essere in via esclusiva o
prevalente».
Dispongo che in sede di coordinamento gli Uffici provvedano a
modificare il titolo in Modalità di assegnazione dei beni
confiscati alla criminalità organizzata .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
L'onorevole Speziale, così, potrà portare alla Commissione
Nazionale Antimafia anche questo altro segnale del Parlamento.
Onorevoli colleghi, il voto finale verrà espresso
successivamente, insieme agli altri disegni di legge.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge
«Iniziative a sostegno dei Consorzi fidi. Misure a favore di
soggetti pubblici regionali per le anticipazioni sulle liste
di carico in riscossione» (259/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprende il seguito dell'esame
del disegno di legge «Iniziative a sostegno dei Consorzi fidi.
Misure a favore di soggetti pubblici regionali per le
anticipazioni sulle liste di carico in riscossione» (259/A).
SAVONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di
rinviare l'approvazione dell'emendamento relativo ai forestali
alla seduta di domani mattina, per dare modo agli Uffici di
ultimare la formulazione, per poi procedere, in serata, alla
votazione finale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stasera, abbiamo esaminato
quattro disegni di legge. Adesso, c'è un problema urgente che è
stato sottoposto, legittimamente, dall'assessore Cimino, che
riguarda i forestali. Avremmo una legge che, oggi, lasciamo
incompleta, cioè la legge sull'EAS.
Potremmo, pertanto, votare questi quattro disegni di legge
stasera e autorizzo, per domani mattina, la Commissione Bilancio
a riunirsi per dare copertura finanziaria all'emendamento del
Governo che riguarda i forestali e che verrebbe trasferito,
automaticamente, nel disegno di legge relativo all'EAS.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevole Assessore, onorevoli colleghi, premesso che sono
d'accordo sul fatto che si risolva il problema dei forestali,
voglio fare presente che esiste un altro problema molto più
grave, di cui ancora non si ha contezza e che è legato a 32 mila
precari degli enti locali. Se non si dà immediatamente una
copertura, questi soggetti avranno seri problemi. Ricordiamoci
che i precari degli enti locali sono precari con contratti
finanziati di anno in anno ed hanno problemi legati a mutui, casa
ed altro.
Esorto, pertanto, il Governo a trovare una soluzione immediata
anche per i precari degli enti locali.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge «Iniziative
a sostegno dei Consorzi fidi. Misure a favore di soggetti
pubblici regionali per le anticipazioni sulle liste di carico in
riscossione» (259/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprende il seguito dell'esame
del disegno di legge numero 259 Iniziative a sostegno dei
Consorzi fidi. Misure a favore di soggetti pubblici regionali per
le anticipazioni sulle liste di carico in riscossione .
Ricordo che prima di sospensione eravamo all'articolo 4. Lo
pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
Articolo 5.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge avverrà
successivamente.
Annunzio di presentazione dell'ordine del giorno n. 54
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
l'ordine del giorno numero 54: Interventi presso il Governo
nazionale per salvaguardare la continuità operativa ai livelli
occupazionali dell'Aeroporto falcone-Borsellino di Palermo . Ne
do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la Compagnia aerea italiana s.p.a., che ha rilevato la società
Alitalia s.p.a., nella redazione del 'Piano Fenice', ha previsto
un sostanziale ridimensionamento operativo dello scalo
aeroportuale Falcone e Borsellino di Palermo;
a seguito di tale decisione, il nuovo piano industriale
previsto dalla Compagnia aerea italiana ha avuto come conseguenze
immediate un consistente ridimensionamento dello scalo
aeroportuale siciliano, con conseguente riduzione delle tratte di
collegamento che da 14 sono passate a 4 nelle direzioni di Roma e
Milano;
questa decisione ha determinato il forte pericolo di una
compressione dei livelli occupazionali, con conseguente perdita
di almeno 216 posti di lavoro nel settore dei servizi di handling
e di assistenza agli aeromobili;
tale situazione è stata posta all'attenzione sia del Governo
regionale che di quello nazionale da parte del dirigente generale
e dell'amministratore delegato della società GESAP che gestisce
lo scalo aeroportuale e tutti i servizi connessi;
il numero dei passeggeri in transito da e per l'aeroporto
palermitano si è ridotto dello 0,7% rispetto a quello di Catania,
che invece registra un consistente aumento del personale
viaggiante e delle tratte aeree da parte di diverse compagnie;
considerato che la Compagnia aerea italiana, più volte invitata
ad incontri, ha manifestato concomitanti impegni, determinando di
fatto l'impossibilità di costituire un tavolo operativo
finalizzato ad affrontare i nuovi problemi determinati dal nuovo
assetto societario;
ritenuto che:
la situazione ha assunto toni ancora più delicati, in
conseguenza del fatto che gli attuali collegamenti Alitalia - Air
One tra il capoluogo siciliano e il resto del Paese stanno per
essere diminuiti dagli attuali 36 ai 20-25 previsti, con
conseguente nascita di pesanti disservizi e di crisi sul piano
occupazionale;
la situazione è diventata ancora più grave per quanto concerne
i lavoratori impegnati nel servizio call-center Alicos di
Palermo, all'interno del quale nella sola sede siciliana lavorano
1.600 persone, la maggior parte delle quali presta servizio
esclusivamente per l'Alitalia;
nel corso dell'audizione tenutasi in data 24 novembre 2008 i
rappresentanti sindacali dei lavoratori e il portavoce della
società Alicos e del gruppo Alma Viva hanno rappresentato il
pericolo che la società stessa, in attesa di sviluppi positivi,
non potrà garantire gli stipendi ai lavoratori e il mantenimento
per il futuro dei posti di lavoro;
nella stessa riunione, svoltasi a Roma il 7 ottobre 2008 tra le
segreterie nazionali delle organizzazioni sindacali dei
lavoratori e i vertici dell'azienda Alicos e del gruppo Alma
Viva, è stata denunciata la circostanza che il credito vantato
nei confronti dell'Alitalia, che ammonta a oltre 7 milioni di
euro, ha drasticamente ridotto le capacità economiche del call-
center Alicos di Palermo;
tale situazione, estremamente drammatica, se non risolta,
rischia di avere devastanti effetti nei confronti dell'aeroporto
Falcone e Borsellino di Palermo e dei lavoratori che con diverse
mansioni svolgono servizio sia all'interno che all'esterno dello
scalo aeroportuale;
ritenuto altresì che:
è necessario che il Governo della Regione intervenga nei
confronti del Governo nazionale e del commissario straordinario
di Alitalia al fine di avere visibilità e certezze nel quadro
complessivo delle scelte sui crediti, sul debito che la Compagnia
aerea italiana ha verso Alicos, nonché di avere garanzie certe
sul prosieguo, in questa fase di transizione, delle attività
svolte dall'azienda palermitana;
è altresì necessario che il Governo della Regione intervenga
nei confronti dei rappresentanti della Compagnia aerea italiana,
impegnati in queste ore nella definizione dei dettagli del nuovo
piano industriale, al fine di avere la certezza che, a fronte di
un servizio necessario, quale quello del call-center e della
biglietteria, la nuova compagnia aerea intenda mantenere un
rapporto commerciale con Alicos, garantendo in futuro tale
commessa quale condizione essenziale per la difesa
dell'occupazione;
è indispensabile che il Governo della Regione intervenga nei
confronti del Governo nazionale, del commissario di Alitalia, dei
rappresentanti del gruppo Compagnia aerea italiana, affinché
siano garantiti il mantenimento dei livelli operativi e la
funzionalità dell'aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo,
impegna il Presidente della Regione
ad attivare ogni iniziativa istituzionale presso il Governo
nazionale al fine di evitare il ridimensionamento
dell'operatività dello scalo aeroportuale dell'aeroporto Falcone
e Borsellino di Palermo;
ad attivarsi per valutare la possibilità di acquistare una
quota azionari a della Compagnia aerea italiana;
ad intervenire presso il Governo nazionale e la società
Compagnia aerea italiana, al fine di ottenere garanzie sul
mantenimento dei livelli occupazionali dei lavoratori
dell'aeroporto di Palermo e del gruppo Alma Viva - Alicos, con il
pagamento dei 7 milioni di euro e la puntuale corresponsione
degli stipendi».
CAPUTO - APPRENDI - LUPO - DONEGANI
VINCIULLO - ARICÒ - MARROCCO - COLIANNI
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, pongo in votazione la delega alla
Presidenza per il coordinamento formale dei disegni di legge.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Norme per la riorganizzazione dei dipartimenti regionali.
Ordinamento del Governo e dell'amministrazione della Regione
(197-80-112-bis/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge numeri. 197-80-112-bis/A Norme per
la riorganizzazione dei dipartimenti regionali. Ordinamento del
Governo e dell'amministrazione della Regione .
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 73
Maggioranza 37
Favorevoli 73
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Disposizioni per favorire lo sviluppo del settore industriale in
Sicilia in attuazione del programma operativo fondo europeo di
sviluppo regionale (P.O.FESR 2007/2013) (220/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge numero 220/A Disposizioni per
favorire lo sviluppo del settore industriale in Sicilia in
attuazione del programma operativo fondo europeo di sviluppo
regionale (P.O. FESR 2007/2013) .
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 68
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno Iniziative
a sostegno dei Consorzi fidi. Misure a favore di soggetti
pubblici regionali per le anticipazioni sulle liste di carico
poste in riscossione (259/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge numero 259/A Iniziative a sostegno
dei Consorzi fidi. Misure a favore di soggetti pubblici regionali
per le anticipazioni sulle liste di carico poste in riscossione .
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 77
Maggioranza 39
Favorevoli 77
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
'Modifiche alla legge 31 maggio 1965, n. 575 e successive
modifiche ed integrazioni, in materia di assegnazione dei beni
confiscati alla criminalità organizzata' (284/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge numero 284/A Disegno di legge voto
da sottoporre al Parlamento della Repubblica, ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Modifiche alla legge 31
maggio 1965, n. 575 e successive modifiche ed integrazioni, in
materia di assegnazione dei beni confiscati alla criminalità
organizzata .
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 72
Maggioranza 37
Favorevoli 72
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, ricordo che la Commissione Bilancio è
autorizzata a riunirsi, domani mattina, per il parere sui
forestali e che il Governo sarà rappresentato dall'onorevole
Bufardeci e dall'onorevole Di Mauro.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, nella mattinata di domani, definiremo, in
ordine al disegno di legge sugli enti locali, la riduzione dei
costi e tutto il resto. Se questo si facesse celermente, credo
che, domani pomeriggio, si potrebbe completare con l'esame e
l'approvazione anche di questo testo che riguarda la riduzione
dei costi degli enti locali e consente, come sapete, il recupero
di circa quaranta milioni di euro senza rischi. Ieri sera, era
stato detto con grande clamore; abbiamo rinviato in Commissione
perché abbiamo tanti soldi e non sapevamo dove metterli.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi,
giovedì 4 dicembre 2008, alle ore 12,00 con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni.
II - Discussione del disegno di legge «Norme in materia di
gestione di risorse idriche integrato e di EAS in liquidazione»
(192/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 00.05 di giovedì, 4 dicembre 2008
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 04.00
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 197-80-112 BIS/A NORME PER LA
RIORGANIZZAZIONE DEI DIPARTIMENTI REGIONALI. ORDINAMENTO DEL
GOVERNO E DELL'AMMINISTRAZIONE DELLA REGIONE
All'articolo 1:
Emendamento 1.3:
Alla tabella A allegata all'articolo 1 sono apportate le
seguenti modifiche:
la voce Assessorato regionale dell'Agricoltura e delle
Foreste , è così sostituita: Assessorato regionale
dell'Agricoltura e delle foreste ;
Dipartimento regionale degli interventi strutturali;
Dipartimento regionale degli interventi infrastrutturali;
Dipartimento regionale delle foreste;
Dipartimento Azienda regionale foreste demaniali.
Emendamento 1.1:
La Tabella A allegata all'articolo 1 è così modificata:
Assessorato regionale della sanità:
- Dipartimento regionale per la pianificazione strategica;
- Dipartimento regionale per le attività sanitarie e
Osservatorio epidemiologico .
All'articolo 2:
Emendamento 2.5:
1. All'Articolo 2, dopo il comma 7, è introdotto il seguente
comma:
7 bis. Alla ricostituzione, qualora in un organo degli enti
pubblici di cui al precedente comma siano previsti più di tre
componenti effettivi in rappresentanza della Regione siciliana
e gli stessi siano designati o nominati da diversi rami
dell'amministrazione regionale, i componenti sono ridotti a tre
e vengono nominati con decreto del Presidente della Regione
previa delibera della Giunta regionale.
Emendamento 2.2:
Sopprimere il comma 8.
All'articolo 3:
Emendamento 3.3:
Al comma 1 dell'articolo 3 dopo la parola "conferiti"
aggiungere le parole "con la procedura ex articolo 11, comma 4,
della legge regionale n. 20/2003".
Emendamento 3.2:
Al comma 1 dopo le parole della Giunta regionale sono
aggiunte le seguenti parole: su proposta dell'Assessore
competente .
Emendamento 3.4:
Al comma 2 dell'articolo 3 dopo la parola "20" aggiungere le
parole "e secondo l'iter di cui al comma 2 del medesimo
articolo".
Emendamento 3.5:
Al comma 3 dell'articolo 3 dopo la parola "abrogato" sono
aggiunte le parole "con cadenza biennale il Ragioniere Generale
riferisce al Governo circa l'andamento della spesa a seguito
della riorganizzazione .
All'articolo 9:
Emendamento Gov. 1, comma 3:
All'art. 9, comma 1, dopo le parole Alla Presidenza della
Regione sono attribuiti i seguenti compiti: , e prima delle
parole Organizzazione dei lavori della Giunta regionale , sono
aggiunte le seguenti: Rapporti con gli Organi centrali dello
Stato e di altri enti pubblici nazionali e con le Istituzioni
dell'Unione Europea .
All'articolo 10:
Emendamento Gov. 1, comma 4:
All'art. 10 comma 1, lett. a), dopo la parola mercati è
aggiunta la seguente: Artigianato.
Emendamento 10.5:
Aggiungere all'articolo 10 comma e), dopo le parole Servizio
civile:
Lavoro. Attività ispettive e di vigilanza sul lavoro.
Emigrazione ed immigrazione. Cantieri di lavoro. Fondo
siciliano per l'occupazione. Servizi pubblici per l'impiego.
Armonizzatori sociali. Politiche attive del lavoro.
Orientamento e servizi formativi e per l'impiego. Ciapi
incentivi per l'occupazione. Formazione in azienda e
nell'ambito dei rapporti di lavoro. Tirocini e stage in
azienda. Apprendistato e contratti di inserimento Fondo per
l'occupazione dei disabili. Lavori socialmente utili e workfare
statistiche.
Emendamento Gov. 1, comma 5:
All'art. 10, comma 1, lett. c), prima delle parole Patrimonio
immobiliare regionale sopprimere le parole Gestione
finanziaria del fondo sanitario. ed aggiungere le seguenti:
Demanio e .
Emendamento Gov. 1, comma 6:
All'art. 10, comma 1, lett. d), dopo le parole attività
estrattive. sostituire le parole Risorse idriche, regime
delle acque e dei rifiuti. con le seguenti: Cave, torbiere e
saline.
Emendamento Gov. 1, comma 7:
All'art. 10, comma 1, lett. e), dopo le parole Servizio per
l'impiego lavoro; aggiungere le seguenti: Apprendistato.
Previdenza sociale e assistenza ai lavoratori: rapporti con gli
enti pubblici relativi .
Emendamento Gov. 1, comma 8:
All'art. 10, comma 1, lett. f), dopo le parole Finanza locale
aggiungere le seguenti: , salve le competenze dell'Assessorato
regionale dell'economia.
Emendamento Gov. 1, comma 9:
All'art. 10, comma 1, lett. g), dopo le parole Inclusi quelli
turistici. aggiungere le seguenti: Adempimenti tecnici e
controlli concernenti le opere pubbliche di competenza
regionale.
Emendamento Gov. 1, comma 10:
All'art. 10, comma 1, lett. h), l'espressione istruzione di
ogni ordine e grado. è sostituita dalla seguente: Funzioni e
compiti regionali in materia di istruzione di ogni ordine e
grado.
Emendamento Gov. 1, comma 11:
All'art. 10, comma 1, lett. i), dopo le parole interventi nel
settore agricolo, e prima delle parole agroalimentare e
rurale , inserire la seguente: zootecnico ; dopo le parole
Valorizzazione settore agroalimentare inserire le seguenti:
Trasformazione industriale dei prodotti agricoli. .
Subemendamento 10.6.1 all'emendamento 10.6:
Sopprimere le parole gestione beni ambientali;
Emendamento 10.6:
Alla lettera i) al secondo rigo dopo la parola rurale
aggiungere e forestale . Alla fine della lettera i) aggiungere
gestione beni ambientali; demanio forestale .
Emendamento 10.7:
Alla lettera m) sopprimere le parole Demanio forestale .
Emendamento Gov. 1, comma 12:
All'art. 10, comma 1, lett. l),dopo le parole Programmazione
sanitaria. aggiungere le parole: Gestione finanziaria del
fondo sanitario.
Emendamento 10.8:
Alla lettera m) al secondo rigo dopo la parola tutela
aggiungere le parole e vigilanza .
Emendamento Gov. 1, comma 13:
All'art. 10, comma 1, lett. m), dopo le parole Tutela
dall'inquinamento. inserire le seguenti: Parchi e riserve
naturali regionali. .
All'articolo 11:
Emendamento 11.14:
Nella proposta tabella A sostitutiva della tabella A della
legge regionale 15 maggio 2000,
n. 10, è soppresso nella Presidenza della Regione: - l'Ufficio
del Sovrintendete di Palazzo d'Orleans e dei siti
presidenziali.
Subemendamento 11.3.1 all'emendamento 11.3:
Cassare le parole strutturali ed infrastrutturali .
Emendamento 11.3:
Alla tabella A (Dipartimenti regionali ed uffici equiparati)
alla voce Assessorato regionale delle risorse agricole e
alimentari dopo le parole Dipartimento regionale degli
interventi infrastrutturali per l'agricoltura aggiungere
Dipartimento regionale degli interventi strutturali ed
infrastrutturali per la pesca .
Emendamento 11.6:
Alla tabella A allegata all'articolo 11, alla voce Assessorato
regionale delle risorse agricole e alimentari, aggiungere: -
Dipartimento Azienda regionale foreste demaniali.
Emendamento 11.4:
La Tabella A allegata all'articolo 1 è così modificata:
Assessorato regionale della sanità:
- Dipartimento regionale per la pianificazione strategica;
- Dipartimento regionale per le attività sanitarie e
Osservatorio epidemiologico .
Emendamento 11.9:
Alla tabella A allegata all'articolo 11 alla voce Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente la voce Dipartimento
regionale delle foreste è sostituita con Comando del corpo
forestale della Regione siciliana .
DISEGNO DI LEGGE N. 220/A: DISPOSIZIONI PER FAVORIRE LO SVILUPPO
DEL SETTORE INDUSTRIALE IN SICILIA IN ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA
OPERATIVO FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE (P.O. FESR
2007/2013)
All'articolo 5:
Emendamento 5.1:
Dopo il comma 9 aggiungere il seguente:
10. Al fine di favorire la promozione tra offerta e domanda,
senza oneri aggiuntivi al bilancio della Regione, l'Assessore
regionale dell'industria è autorizzato ad istituire La borsa
dell'industria, del riciclo e del riutilizzo . Entro sessanta
giorni dall'entrata in vigore della presente legge, con proprio
decreto, l'Assessore regionale per l'industria individua i
parametri, l'articolazione, i soggetti beneficiari ed i siti.
All'articolo 6:
Emendamento 6.1:
Al comma 1, le parole di competenza dell'Assessorato regionale
dell'industria sono sostituite dalle seguenti di cui alla
presente legge .
All'articolo 8:
Emendamento 8.2:
Al comma 1, le parole da le disponibilità del fondo di
riserva a legge regionale 5 agosto 1957, n. 51 sono così
corrette: le disponibilità del fondo di riserva di cui
all'articolo 9, comma 2, della legge regionale n. 51/1957
confluite nel fondo a gestione unica di cui all'articolo 11
della legge regionale n. 119 del 1983 .
Emendamento 8.1:
Al comma 1, le parole onerose esistenti alla data fissata con
il decreto di cui al comma 4 sono sostituite dalle seguenti a
breve termine esistenti nei confronti del sistema bancario in
essere alla data del 30 giugno 2008 ;
Al comma 4, le parole la data di cui al comma 1, nonché e la
parola medesimo sono soppresse.
All'articolo 11:
Subemendamento 11.1.1 all'emendamento 11.1:
Sopprimere da per gli esercizi finanziari successivi sino a
n. 10
Emendamento 11.1:
Il comma 3 è sostituito dal seguente:
3. Gli oneri discendenti dall'applicazione dei precedenti
commi, valutati in 50 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2009 e 100 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2010, trovano riscontro nel bilancio pluriennale
della Regione per l'esercizio finanziario 2008 U.P.B. 4.2.1.2
codice 12.02.01; per gli esercizi finanziari successivi si
provvede annualmente ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera
g), della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 .
DISEGNO DI LEGGE N. 259/A: INIZIATIVE A SOSTEGNO DEI CONSORZI
FIDI. MISURE A FAVORE DI SOGGETTI PUBBLICI REGIONALI PER LE
ANTICIPAZIONI SULLE LISTE DI CARICO POSTE IN RISCOSSIONE
All'articolo 2:
Emendamento 2.1:
Sostituire il comma 3 quinquies con il seguente:
3 quinquies - Gli oneri derivanti dalla convenzione con il
soggetto affidatario del fondo ai sensi del comma 2
dell'articolo 4, valutati in 200 migliaia di euro, a decorrere
dall'esercizio finanziario 2009 trovano riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione per il triennio 2008-2010, U.P.B.
4.2.5.1.2 - capitolo 215704 - accantonamento 1004.
A decorrere dall'esercizio finanziario 2009 è altresì
autorizzata, per le medesime finalità, l'utilizzo di parte
delle risorse del fondo di controgaranzia alimentato da risorse
regionali e/o delle risorse per gli interventi previsti per
l'assistenza tecnica del PO FESR 2007-2013 .
All'articolo 4:
Emendamento 4.2:
Sostituire l'articolo 4 con il seguente:
1. Al fine di assicurare a soggetti pubblici regionali che
usufruiscono del fondo per le autonomie locali di cui
all'articolo 23, comma 1, della legge regionale 29 dicembre
2003, n. 21, l'acquisizione di liquidità anticipata sulle liste
di carico di riscossione spontanea a mezzo ruolo, è istituito
in loro favore, presso l'Assessorato regionale del bilancio e
delle finanze, un fondo di rotazione.
2. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, con decreto dell'Assessore per il bilancio e le finanze
sono stabiliti i criteri di funzionamento del suddetto fondo,
fermo restando che il massimo erogabile non può essere
superiore al 35 per cento del carico posto in riscossione, al
netto di eventuali anticipazioni già fruite sul medesimo carico
da riscuotere.
3. L'importo anticipato dal fondo, comprensivo degli interessi
legali maturati, è riversato in entrata del bilancio regionale
dal soggetto incaricato della riscossione, mediante
corrispondente trattenuta dalle somme riscosse fino a copertura
dell'anticipazione.
4. Per il reintegro delle anticipazioni, in carenza di
riscossioni sufficienti, si provvede, di concerto con
l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
e delle autonomie locali, mediante recupero sulle somme
spettanti ai soggetti pubblici a valere sul predetto fondo per
le autonomie locali.
5. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la
spesa di 7.000 migliaia di euro a decorrere dall'esercizio
finanziario 2009.
6. Gli oneri per gli esercizi finanziari 2009 e 2010 trovano
riscontro nel bilancio pluriennale 2008-2010 U.P.B. 4.2.1.5.2.
accantonamento 1001.
EMENDAMENTO AGGIUNTIVO
Emendamento A2:
Aggiungere il seguente articolo:
Art . - 1. Per le anticipazioni direttamente concesse agli
enti di cui all'articolo 4, comma 1, della presente legge, da
parte dei soggetti incaricati della riscossione e che non
prevedano oneri in conto interessi a carico degli enti
medesimi, l'Assessorato del bilancio e delle finanze può
concedere, nei limiti delle disponibilità del fondo di cui al
predetto articolo, contributi ai soggetti incaricati della
riscossione, commisurati al costo degli interessi passivi
sopportati per la concessione delle predette anticipazioni ad
un tasso non superiore al tasso ufficiale di riferimento.
2. I contributi di cui al comma 1 possono essere concessi per
le anticipazioni eccedenti il 20 per cento di quelle già
erogate sul singolo carico posto in riscossione.
3. La percentuale di utilizzazione del fondo, per le finalità
di cui al presente articolo, è stabilita annualmente con
decreto dell'Assessore per il bilancio e le finanze previo
parere della Commissione bilancio.
4. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, con decreto dell'Assessore per il bilancio e le finanze,
sono stabiliti i criteri di erogazione dei suddetti contributi.