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Resoconto d'Aula della Seduta n. 6 di mercoledì 18 giugno 2008
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   Presidenza del presidente Cascio


   GENNUSO,  segretario,  dà  lettura del  processo  verbale  delle
  sedute  numero 4  e numero 5 del 5 giugno 2008 che, non  sorgendo
  osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ricordo  che, in base a quanto  già  stabilito  dal
  Consiglio di Presidenza,  la presenza di ciascun deputato in Aula
  ai  fini  amministrativi è rilevabile attraverso    l'inserimento
  della tessera personale per il voto nell'apposito alloggiamento.

   Onorevoli  colleghi,  invito l'Aula ad osservare  un  minuto  di
  silenzio in segno di omaggio alle vittime del lavoro di Mineo.

       (L'Assemblea, in piedi, osserva  un minuto di silenzio)

                               Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Galvagno, De Benedictis,
  Adamo, sono in congedo per la presente seduta.
   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di opzione per la carica di deputato regionale

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Antonio  Antinoro,  eletto
  senatore  della Repubblica e deputato regionale,  ha  optato,  ai
  sensi  dell'articolo  10  sexies  della  legge  regionale  numero
  29/1951 e successive modifiche ed integrazioni, per la carica  di
  deputato regionale.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di dimissioni dalla carica di deputato regionale,
        ai sensi dell'articolo 3, ultimo comma, dello Statuto

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Angelo Salvatore  Lombardo,
  eletto  deputato alla Camera dei Deputati, con nota del 26 maggio
  2008,  pervenuta il 18 giugno 2008, ha optato per  la  carica  di
  deputato  della  Camera,  rassegnando  quindi  le  dimissioni  da
  deputato regionale.
   Essendo  le  dimissioni  dettate da motivi  di  incompatibilità,
  l'Assemblea non può che prenderne atto.
   Alla   relativa   sostituzione  si  procederà   a   termini   di
  Regolamento.
   L'Assemblea ne prende atto.

       Comunicazione di decreti di costituzione di Commissioni

   PRESIDENTE.   Comunico   che,   con   decreto   del   Presidente
  dell'Assemblea  regionale  numero  17  dell'11  giugno  2008,   a
  decorrere dal 5 giugno 2008, è costituita la Commissione  per  il
  Regolamento, presieduta ai sensi dell'articolo 39 del Regolamento
  dal  Presidente dell'Assemblea e composta dai seguenti  deputati:
  Barbagallo  Giovanni, Cracolici Antonino, De Luca Cateno,  Leanza
  Nicola,  Leontini Innocenzo, Maira Raimondo, Pogliese  Salvatore,
  Speziale Calogero.

   Comunico,    altresì,   che,   con   decreto   del    Presidente
  dell'Assemblea regionale siciliana numero 18 dell'11 giugno 2008,
  a decorrere dal 5 giugno 2008, è costituita la Commissione per la
  Verifica  dei  Poteri  presieduta ai sensi dell'articolo  40  del
  Regolamento dal Presidente dell'Assemblea e composta dai seguenti
  deputati:  Arena  Giuseppe,  Campagna Alberto,  D'Asero  Antonio,
  Gucciardi Baldassare, Laccoto Giuseppe, Maira Raimondo, Panarello
  Filippo, Termine Salvatore, Vinciullo Vincenzo.
   Comunico,    infine,   che,    con   decreto   del    Presidente
  dell'Assemblea  regionale  siciliana  numero  19  dell'11  giugno
  2008,     a  decorrere  dal  5  giugno  2008,  è  costituita   la
  Commissione  per  la  Vigilanza sulla  Biblioteca,  composta  dai
  seguenti  deputati:  Apprendi Giuseppe, Bosco Antonino,  Leontini
  Innocenzo.
   L'Assemblea ne prende atto.

       Comunicazione relativa a nomina di Presidente di Gruppo
                            parlamentare

   PRESIDENTE.   Comunico  che  con  nota  del   17   giugno   2008
  l'onorevole Giulia Adamo  ha dichiarato di esercitare le funzioni
  di presidente del Gruppo Misto.
   L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione di elezione a cariche interne a Gruppo
                            parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico che il Gruppo parlamentare   del  PDL,  in
  data   5   giugno   2008,  ha  eletto  all'unanimità  l'onorevole
  Innocenzo  Leontini  alla  carica  di  presidente  e  l'onorevole
  Salvatore  Pogliese  alla  carica di  vicepresidente  del  Gruppo
  medesimo.
   L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione di decreto presidenziale relativo alla
     preposizione  degli    Assessori regionali ai singoli rami
                   dell'Amministrazione regionale

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a  dare  lettura  del
  decreto presidenziale numero 317/Area 1 /S.G. del 5 giugno  2008,
  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  della  Regione  siciliana
  numero  26  del  7  giugno  2008  -  Parte  I  -,  relativo  alla
  preposizione   degli   assessori  regionali   ai   singoli   rami
  dell'Amministrazione regionale, alla destinazione di un assessore
  alla  Presidenza con contestuale individuazione delle materie  di
  competenza   presidenziali  da  delegare  allo   stesso,   nonché
  all'attribuzione delle funzioni di vicepresidente  ad  uno  degli
  assessori.

   GENNUSO, segretario:
                              (omissis)

                             «Articolo 1

     Gli assessori regionali nominati con decreto presidenziale  n.
  278/Area  1 /S.G.  del  27  maggio 2008,  sono  come  di  seguito
  preposti  ai singoli Assessorati regionali di cui all'articolo  6
  della  legge regionale 29 dicembre 1962, numero 28, e  successive
  modifiche ed integrazioni.

   professore    Giovanni   La   Via   -   Assessorato    regionale
  dell'agricoltura e delle foreste;
   onorevole  Antonio  Antinoro - Assessorato  regionale  dei  beni
  culturali e ambientali e della pubblica istruzione;
   onorevole Michele Cimino - Assessorato regionale del bilancio  e
  delle finanze;
   onorevole  Giovanni  Roberto Di Mauro  -  Assessorato  regionale
  della  cooperazione,  del   commercio, dell'artigianato  e  della
  pesca;
   onorevole   Francesco  Scoma  -  Assessorato   regionale   della
  famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali;
   onorevole    Giuseppe    Gianni    -    Assessorato    regionale
  dell'industria;
   onorevole Carmelo Incardona - Assessorato regionale del  lavoro,
  della  previdenza  sociale,  della  formazione  professionale   e
  dell'emigrazione;
   onorevole   Luigi Gentile  - Assessorato regionale  dei   lavori
  pubblici;
   dottore Massimo Russo - Assessorato regionale della sanità;
   dottore   Giuseppe   Sorbello   -  Assessorato   regionale   del
  territorio e dell'ambiente;
   onorevole  Giambattista  Bufardeci - Assessorato  regionale  del
  turismo, delle comunicazioni e dei trasporti.

                             Articolo 2

   E'  destinato alla Presidenza della Regione l'assessore  dottore
  Giovanni Ilarda, al quale è delegata la trattazione degli  affari
  ricompresi  nelle  competenze  del  Dipartimento  regionale   del
  personale,  dei  servizi generali, di quiescenza,  previdenza  ed
  assistenza  del  personale,  del  Dipartimento  regionale   della
  protezione   civile   nonchè  delle  iniziative   di   competenza
  presidenziale per l'accelerazione di processi d'innovazione; alle
  dipendenze dello stesso Assessore sono, altresì, posti  l'Ufficio
  speciale  Autorità  di  audit  dei programmi  cofinanziati  dalla
  Commissione   europea   e   l'Ufficio   speciale   Autorità    di
  certificazione  dei  programmi  cofinanziati   dalla  Commissione
  europea e l'Ufficio speciale per la cooperazione decentrata  allo
  sviluppo ed alla solidarietà internazionale.

                             Articolo 3

   Le  funzioni  di   vicepresidente sono attribuite  all'onorevole
  assessore  Giambattista Bufardeci che sostituisce  il  Presidente
  della Regione siciliana, in caso di assenza o impedimento.

                             Articolo 4

   Il   presente  decreto sarà pubblicato nella Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana».

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

    Rinvio di elezione delle Commissioni legislative permanenti e
      della Commissione permanente per l'esame delle questioni
             concernenti l'attività dell'Unione Europea.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, non essendo  ancora  pervenute
  tutte   le  designazioni  per  l'elezione  dei  componenti  delle
  Commissioni, si rende opportuno differire la votazione e  passare
  al  secondo  punto dell'ordine del giorno. Ove  nel  corso  della
  seduta  pervenissero le designazioni dei Gruppi parlamentari,  si
  procederà successivamente all'elezione delle Commissioni.

   Comunicazione del programma di Governo da parte del Presidente
                            della Regione


   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE.  Si passa al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Comunicazione  del programma di Governo da parte  del  Presidente
  della Regione.
   Ai  fini  dell'organizzazione dei tempi  della  discussione,  in
  assenza   di   determinazioni  da  parte  della  Conferenza   dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, la Presidenza ha ritenuto  di
  applicare,  per analogia, l'articolo 103, comma 2 del Regolamento
  interno, secondo cui la durata dell'intervento di un deputato, in
  sede  di  discussione generale di un disegno di  legge,  non  può
  eccedere i quindici minuti.
   Durante  il  corso dell'intervento del Presidente della  Regione
  invito  i deputati che volessero intervenire durante il dibattito
  a iscriversi a parlare.
   Ha  facoltà  di  parlare  il Presidente  della  Regione  per  le
  comunicazioni del programma di Governo.

   LOMBARDO,   presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli    colleghi,   rendo   in   quest'Aula    dichiarazioni
  programmatiche  ispirate  a  senso  di  realismo,  concretezza  e
  attualità. E lo faccio non soltanto per compiere questo atto  che
  è dovuto, ma perché, all'insegna della concretezza, del realismo,
  dell'attualità  intendo, per conto del Governo, intraprendere  un
  percorso   comune   nel  rispetto  dei  ruoli   del   Governo   e
  dell'Assemblea,  entrambi  preziosi e insostituibili,  perché  si
  possa  insieme,  in virtù del mandato e dell'onere  ricevuto  dal
  popolo siciliano, fare fino in fondo il nostro dovere.
   E  proprio  in  merito all'attualità, non posso che  associarmi,
  insieme a tutto il Governo, al dolore che il popolo siciliano  ha
  espresso alle comunità locali, alle famiglie delle vittime  della
  tragedia di Mineo.
     Siamo  stati  presenti, l'Assemblea  e  il  Governo,  sin  dal
  momento della tragedia, qualche ora dopo eravamo già lì e abbiamo
  partecipato al dolore delle famiglie nonché alle onoranze funebri
  a  Ragusa  e a Mineo, interpretando, dopo averla sentita,  signor
  Presidente,  anche  la  volontà e  la  determinazione  di  questa
  Assemblea.  Il  Governo ha assicurato una  concreta  e  immediata
  prova  di  solidarietà  alle famiglie, nonché  ha  anticipato  un
  disegno  di  legge  attraverso  il  quale  consentire  a   quelle
  famiglie, con l'assunzione nella pubblica amministrazione  di  un
  loro  familiare,  di  potere affrontare la vita  più  serenamente
  seppure il dolore resta sicuramente incolmabile.
   Oltre  alla presentazione di questo disegno di legge, dopo avere
  nei  giorni scorsi sentito le organizzazioni sindacali, ci  siamo
  impegnati   a  intervenire  per  potenziare  gli  strumenti   che
  garantiscano più sicurezza nel lavoro, nelle imprese pubbliche  e
  private,  attraverso azioni amministrative e azioni  legislative,
  potenziando i controlli, rafforzando gli Ispettorati del  lavoro,
  incrementando  la  cultura  della  formazione  alla  prevenzione,
  ipotizzando e cercando di inserire elementi di premialità per chi
  adempie  al  proprio  dovere,   potenziando  gli  strumenti   che
  garantiscano  sicurezza  nel lavoro e  sanzioni  invece  per  gli
  inadempienti.
   Per  quanto  riguarda il tema del lavoro e dell'occupazione,  la
  risposta alla domanda di lavoro e di occupazione - risposta   che
  molto  spesso non riusciamo a dare in modo esauriente,  come  ben
  sappiamo   -  soprattutto  ai  giovani  e  ai  giovanissimi   che
  reagiscono emigrando dalla nostra Terra,  questo Governo  intende
  impegnarsi affinché l'occupazione scaturisca da investimenti  che
  vanno orientati ovviamente sullo sviluppo.
   Abbiamo  constatato che noi stessi nel passato abbiamo sbagliato
  profondamente essendoci  limitati ad una risposta   molto,  molto
  parziale,  laddove  abbiamo ritenuto di  potere  rispondere  alla
  domanda  di lavoro con assunzioni nella pubblica amministrazione.
  Questo è stato sicuramente un errore. La situazione è quella  per
  cui   gran  parte  della  spesa  regionale  viene  impegnata  nel
  fronteggiare questa impostazione e nel corrispondere indennità ai
  dipendenti della Regione, delle Aziende e delle Agenzie che  alla
  Regione fanno capo.
   Abbiamo  l'impegno di compiere un censimento attento del  numero
  di  questi dipendenti, delle professionalità possedute  che  sono
  significative e preziose e abbiamo inoltre da compiere un  lavoro
  che sia orientato alla riqualificazione e che porti ad un impiego
  proficuo  di  queste  centinaia e migliaia di  dipendenti,  anche
  perché  ci  accorgiamo  che, dinanzi  ad  un  numero  elevato  di
  dipendenti, dalla nostra Amministrazione riscontriamo carenze che
  vengono    giorno   per   giorno   lamentate   in    vari    rami
  dell'Amministrazione, negli Assessorati di questa Regione.
   Credo  che  in  questo  ci soccorreranno,  oltre  che  un  piano
  straordinario che seguirà al censimento di riqualificazione e  di
  migliore  impiego, l'uso delle tecnologie informatiche così  come
  l'impegno  del  Governo  a  non  compiere  assolutamente   alcuna
  assunzione nell'Amministrazione regionale, nelle Agenzie o  nelle
  Aziende. Tale piano dovrà portarci oltre che ad un migliore e più
  proficuo  impiego, così come tante altre iniziative che nei  vari
  settori  dell'Amministrazione si andranno  operando,  a  ricavare
  risorse  che  dovranno essere impegnate nello sviluppo;  sviluppo
  dal  quale dovranno scaturire varie opportunità di lavoro  per  i
  giovani.
   E  già da ieri,  quindi da subito, da quando ci siamo insediati,
  abbiamo  comunicato ciò con una circolare  i  cui  contenuti  non
  sono  derogabili. E, al riguardo, anticipo che   un  impegno  che
  questa  Assemblea dovrà  adempiere è quello di emanare una  legge
  sul  mercato  del lavoro, legge  della quale anche  nelle  scorse
  legislature si è parlato.
   A  proposito di lavoro non si può non dire una parola  sul  tema
  ad   esso   strettamente   connesso,  quello   della   formazione
  professionale.  Ne  abbiamo  parlato  in  sede  di  Unione  delle
  province  e  abbiamo  verificato  che,  forse,  delegare   questa
  materia,  o  decentrarla  che  dir  si  voglia,   ad  un   ambito
  territoriale  più  ristretto,  quale  la  Provincia  -  che   può
  cogliere  più  da vicino la domanda di formazione e organizzarla,
  orientarla  verso lo sbocco dell'occupazione e del lavoro  -  può
  essere una risposta opportuna; e, al tempo stesso, non c'è dubbio
  che  l'argomento merita una revisione nell'ambito di una  riforma
  che  compete ovviamente a questa Assemblea. La constatazione  che
  le  centinaia  o  le  migliaia  di persone  cui  si  assicura  la
  formazione  non  trovano  lavoro e che  gran  parte  della  spesa
  orientata  alla  formazione  è  assorbita  per  le  indennità  ai
  formatori   non  può  ovviamente  che  essere  oggetto   di   una
  riflessione  e  di una riforma che impegnerà questa  Assemblea  e
  vedrà  il Governo attento nel suo ruolo propositivo e nel portare
  avanti la propria proposta.
   In  uno  con questo, a proposito della burocrazia e a  proposito
  dei  nostri dipendenti, c'è l'impegno - che abbiamo assunto e che
  confermiamo  -  affinché  la burocrazia e l'apparato  burocratico
  regionale  vengano percepiti come presenze  amiche piuttosto  che
  come  impedimenti allo sviluppo nella nostra terra. E' un impegno
  su  più fronti, un impegno che vedrà concorde il Governo e questa
  Assemblea.
   Un  fronte  è  quello della produzione legislativa; al  riguardo
  occorre  procedere a delegificare piuttosto che ad arricchire  la
  legislazione di nuove leggi, occorre arrivare ai testi unici,  ad
  una  semplificazione legislativa che aiuti il cittadino, ma anche
  la nostra burocrazia. Talvolta, infatti, ci si ritrova dinnanzi a
  più  leggi  o  a più interpretazioni di una stessa norma.  Questo
  chiaramente  nuoce moltissimo allo sviluppo e ai cittadini.  Così
  come  bisogna legiferare in materia di certezza nei rapporti  tra
  il  cittadino e la pubblica Amministrazione, nel senso che devono
  esserci  regole  certe  e  tempi  certi  nelle  risposte  che  si
  attendono.
     Circa  il  processo di riforma e di recupero  di  risorse,  un
  argomento ed un tema che questo Governo ha all'ordine del  giorno
  -  per  la  verità lo eredita dal precedente Governo e se  ne  fa
  carico con grande senso di responsabilità - è il tema del rientro
  della spesa sanitaria.
     In  questi  pochi giorni dal suo insediamento e fino  a  ieri,
  l'Assessore competente ha operato i confronti indispensabili  con
  i  rappresentanti  delle  varie  categorie  del  mondo  sanitario
  perché,   comunque,  si  addivenga  a  scelte  il  più  possibile
  condivise. Dovrà trattarsi di un piano di rientro che,  piuttosto
  che  portare  sic  et  simpliciter a dei  tagli,  comporterà  una
  strategia  nuova  che dovrà essere il primo passo  per  un  nuovo
  piano  sanitario regionale. Anche questo tenendo sempre conto  di
  una  considerazione che è sotto gli occhi di tutti: 8 miliardi  e
  mezzo  su  15,  o qualcosa di più del nostro bilancio  regionale,
  pesano troppo
     C'è  da puntare sulle non poche eccellenze che in questi  anni
  si  sono  affermate; c'è da dare forza e coraggio agli  operatori
  della sanità, talvolta e molto spesso ingiustamente vilipesi; c'è
  da attuare un'impostazione diversa,  credo.
   Il  mio  punto di vista è che bisognerà rivolgere una attenzione
  privilegiata  al territorio piuttosto che all'ospedale,  guardare
  ad  alcune figure che sono centrali in questa nuova impostazione:
  quelle  di  primo impatto con il cittadino-paziente  che  sono  i
  medici  di medicina generale e poi, con grande rigore, con grande
  obiettività,  che certamente non ci mancherà in  questo  come  in
  qualunque   altro  ramo  dell'Amministrazione,   determinare   un
  cambiamento che non può essere orientato soltanto a dire che  una
  certa  guardia  medica è di troppo, o ad abolire un  presidio  di
  ambulanza o qualche posto letto lasciando tutto il resto immutato
  come   se   niente  fosse.  Questo  assolutamente  no   Se   oggi
  registriamo  una  condizione che merita un profondo  superamento,
  questo  superamento certamente non potrà determinare  disagi  nei
  cittadini,  ma  dovrà essere orientato ad un'azione  di  radicale
  revisione.
   E,  a proposito di lavoro e di risorse, deve essere privilegiato
  e   prioritario   un  nostro  impegno  orientato  allo   sviluppo
  dell'impresa, e dell'impresa industriale in maniera particolare.
   Si  parla  da troppo tempo di riformare il sistema delle  nostre
  aree  di  sviluppo  industriale. Non vorrei sbagliarmi,  ma  sono
  stato  deputato fino ad una dozzina di anni fa, e già  allora  si
  sentiva spesso parlare di tale esigenza.
     Anche  l'onorevole Assessore per l'industria, con il quale  in
  questi  giorni  più  volte ci siamo incontrati,  constatato   che
  questo  apparato  vede  circa 700 componenti  di  assemblee,  che
  dovrebbero  essere  peraltro in possesso di  requisiti  pressoché
  impossibili,  destinati a governare un sistema  di  imprese  che,
  complessivamente, se guardiamo a quelle che sono  allocate  nelle
  nostre aree di sviluppo industriale, forse non superano le 2.500,
  sono forse un poco troppi.
   Devo  dirvi  con molta franchezza - e lo dichiaro apertamente  -
  che  ho toccato con mano che qualche gestione commissariale,  che
  temevo  si  fosse  protratta più del giusto, è stata  invece  una
  gestione commissariale virtuosa: affidata nelle mani di una  sola
  persona,  le  decisioni sono state assunte con  grande  celerità.
  Sono  per il superamento delle gestioni commissariali, ma  se  da
  qui ad allora questa Assemblea volesse riformare questo sistema -
  come   ritengo   sia  indispensabile  -non  credo   che    questo
  mancherebbe  di apportare benefici effetti. Da parte nostra,  non
  mancheremo di svolgere il nostro ruolo di Governo che propone.
   Il   sistema   industriale   ha  bisogno   di   una   attenzione
  particolare. Nei giorni scorsi mi sono incontrato con l'Assessore
  in  quanto credo che oggi non ci sia ambito industriale,  o  area
  industriale, o impresa più o meno grande, dalla FIAT  di  Termini
  Imerese  alla CESAME di Catania di ieri o alla ST di  Catania  di
  domani,  che non registrino o non facciano prospettare condizioni
  di crisi.
   E'  stato  importante istituire questo gruppo di lavoro  -  loro
  lo chiamano task force, credo che per noi possa bastare gruppo di
  lavoro - per esaminare situazioni nelle quali non c'è dubbio  che
  il Governo dovrà assicurare il massimo di attenzione.
   Il  Governo  dovrà  assicurare il massimo di attenzione,  ma  va
  rivisto  tutto il sistema degli aiuti e dei contributi  da  parte
  del  Governo regionale e da parte del Governo nazionale; non sono
  poche  le  imprese  che si sono impiantate, che hanno  realizzato
  stabilimenti  per centinaia e centinaia di milioni di  euro,  che
  sono il frutto di contributi derivanti da leggi, le più varie,  e
  i  cui numeri ormai talvolta sono anche passati di moda e non  li
  ricordiamo  e,  talvolta,  hanno  assorbito  tutta  la  dotazione
  dell'intera  Regione  siciliana ed oggi, come  se  niente  fosse,
  magari accampando ulteriori legittime aspettative, anticipano che
  da  qui  a  qualche  mese potrebbero lasciare il  nostro  sistema
  produttivo.
   Qui  c'è  un  nostro impegno che riguarda, intanto,  il  Governo
  nazionale anche nel nostro rapporto con l'Unione Europea per  una
  fiscalità  diversa, o speciale, o di vantaggio  che  consenta  di
  assicurare  a  queste aree industriali, molte  delle  quali  sono
  semideserte  e hanno bisogno di infrastrutture, i  servizi  e  le
  infrastrutture. E noi impianteremo in tutte le aree  di  sviluppo
  industriale  che funzionano e poi verranno assicurate  e  gestite
  dal  sistema industriale che, se produce utili, governa  anche  i
  servizi e assicura le manutenzioni. E' ciò che dobbiamo  fare   e
  per  riuscirci  occorre che attecchiscano  e a tal fine  dobbiamo
  batterci   per   una  fiscalità  speciale  nel   territorio   del
  Mezzogiorno  corrispondente  con l'obiettivo  convergenza.  E  in
  Sicilia  dobbiamo anche esaminare, questo è competenza di  questa
  Assemblea,  una fiscalità speciale che riguardi la tassazione  di
  competenza di questa nostra Regione.
   E,  a  proposito  di  industria e di  risorse,  ritengo  che  il
  Governo  debba rivedere il Piano energetico relativo alle risorse
  energetiche,  aggiornarlo  e  prenderne  conoscenza;   da   esso,
  infatti, possono derivare grandi opportunità e grandi risorse per
  la Sicilia.
   Questo  Piano  riguarda un tema scottante  e  delicato,   quello
  della produzione di energia che in Sicilia è cospicua, che ci  fa
  rivedere  il  rapporto  con le aziende e le  imprese  che  devono
  assicurare   il   potenziamento  del  servizio  di  distribuzione
  dell'energia.
   Lo  stiamo  già facendo, stiamo superando ostacoli e  difficoltà
  che  hanno  lasciato inutilizzati investimenti per  centinaia  di
  milioni  di  euro da qualche anno a questa parte e,  insieme  col
  tema dell'energia e dell'ambiente, dobbiamo affrontare  anche  il
  problema  relativo alla raffinazione del petrolio che in  Sicilia
  fa  registrare  che il 60 per cento del fabbisogno  nazionale  di
  carburanti  viene prodotto dalle nostre parti con un  pregiudizio
  non   irrilevante,  tutt'altro  che  irrilevante,  nei  confronti
  dell'ambiente e nei confronti della salute.
   Da  parte  dell'assessorato competente c'è un  impegno   preciso
  perché,  attraverso  un  confronto serio  e  costruttivo  con  le
  imprese  del settore, si possa consentire ogni garanzia ulteriore
  per  la  salute  e  arrivare al superamento   di  questo  sistema
  industriale,  perché  da qui a qualche decennio  -  noi  dobbiamo
  porci  il problema sin da oggi - si esaurirà il petrolio e quindi
  la  materia  prima della raffinazione e anche  di  quel  tipo  di
  produzione di energia elettrica.
   Pensare  che  queste  imprese comincino  ad  impostare  oggi  il
  superamento   di   quel   sistema,  nonché  la   diversificazione
  produttiva, credo che sia una cosa seria ed importante.
   C'è,  a  proposito  di  energia e  di  energia  alternativa,  da
  affrontare  nel nostro Piano energetico il tema della  produzione
  di energia a partire dal vento e dal sole  E al riguardo dobbiamo
  fare  attenzione,  onorevoli colleghi, e  chiederci  se  vogliamo
  continuare  così  e permettere che progetti per  grandi  impianti
  dell'eolico,  e  domani del fotovoltaico,  vengano  costruiti  in
  Sicilia  ad iniziativa di grandi gruppi che ne hanno la  capacità
  finanziaria con utili che in grande parte, compresi i  contributi
  che  si  ricavano, vadano a finire altrove? O vogliamo - come  io
  credo  ed è la mia impostazione - assicurare dimensioni tali  che
  siano   compatibili  con  le  capacità  finanziarie  dei   nostri
  imprenditori ed anche dei nostri coltivatori?
   A  mio avviso,  su questo argomento, su questo tema, oltre  alla
  verifica  che dobbiamo fare all'interno del Governo, è importante
  che l'Assemblea si esprima.
     A  proposito  di ambiente, è all'ordine del giorno  e  impegna
  giorno  per  giorno  il  Governo,  come  sapete,  il  tema  dello
  smaltimento  e  della raccolta dei rifiuti. Su  di  esso,  questa
  Assemblea  entro qualche mese credo sarà  chiamata ad  esprimersi
  nuovamente.   Quando   abbiamo   adottato   l'avvio   di   questa
  semplificazione del sistema degli ambiti, la cui parte essenziale
  non  è  la  riduzione  del  numero, bensì  il  rapporto  sindaci-
  cittadini,  noi  ci siamo riferiti ad una previsione  legislativa
  contenuta nella finanziaria dell'anno precedente.
     Se  vogliamo trarre, non soltanto da parte dell'Agenzia  -  ci
  viene  rilevato spunto da gestioni virtuose che in qualche ambito
  si  sono  registrate  -  bisognerà modificare  quella  previsione
  legislativa   e  naturalmente  il  Governo  che   non   può   che
  valorizzarla  e prenderne atto, è pronto a fare la  sua  proposta
  che poi  da questa Aula dovrà essere approvata ed adottata.
   Lo  stesso  discorso  vale  per quanto  riguarda  l'impegno  del
  Governo per la materia dei termovalorizzatori, la cui gara  dovrà
  essere,  come si sa, preimpostata perché non si arrivi in ritardo
  con  la  scadenza  del termine prevedibile di  esaurimento  e  di
  saturazione del sistema delle discariche che si hanno in Sicilia.
   Riceverò   più   tardi,   nel  primo   incontro  informale   con
  l'Assessore Cimino, notizie circa l'impostazione del Documento di
  programmazione economica e finanziaria del Governo  nazionale;  e
  di ciò ci occuperemo da subito.
   A  tal  proposito,  in  quanto  afferenti  in  grande  parte  al
  bilancio  -  ma di afferenze ce ne sono,  signori Assessori,   su
  tutti i rami dell'Amministrazione regionale - occorrerà esaminare
  il  tema delle Partecipazioni che dovrà essere affrontato con uno
  spirito preciso, quello di una semplificazione radicale.
   Credo  che non serva a questa Regione tenere in campo  decine  e
  decine  di  organismi, enti o quant'altro, molti dei quali  hanno
  già  assolto o forse esaurito le loro funzioni; tutto quanto  non
  serve  non potrà essere preso in considerazione da questo Governo
  per un suo superamento razionale, ma credo anche abbastanza forte
  e determinato.
   A  proposito  di  partecipazione, come saprete, vi  sono  nostre
  partecipazioni nel sistema del credito.
   Ho   incontrato,    prima  di  esprimere   rappresentanze   che,
  sicuramente,  non sono in capo ai nostri pensieri o ambizioni  su
  questo  o  altro  istituto  di  credito,  in  particolare  faccio
  riferimento  al Banco di Sicilia,  il vertice di un  istituto  di
  credito  che  non  è  il  Banco  di  Sicilia,  bensì  la   grande
  Multinazionale   Bancaria   di   cui   Alessandro    Profumo    è
  l'Amministratore  delegato, ed attendo che mi vengano  forniti  i
  dati precisi sulla raccolta del risparmio e quanto in percentuale
  viene impiegato sul nostro territorio, senza trascurare i margini
  di autonomie decisionali assicurati agli ambiti regionali, nonché
  il  rapporto con le professionalità e le dirigenze e il personale
  di  questa Regione prima di formulare una proposta e di fare  una
  nostra valutazione.
   Siamo  consapevoli,  infatti, del fatto di  dovere  valutare  il
  ruolo importante che svolge il mondo della cooperazione sostenuto
  dall'IRCAC  e come questo mondo e questo ruolo vada   valorizzato
  nel nostro tessuto economico e sociale.
   Altrettanto dicasi per il preziosissimo tessuto delle  circa  80
  mila   imprese   artigiane   che,  purtroppo,   conquistano   più
  difficilmente  le prime pagine rispetto a qualche grande  impresa
  che  assicura  1000-1500 posti di lavoro  e  che,  però,  ha  una
  risonanza  e  una ridondanza di livello europeo. Queste  80  mila
  imprese,  cui  corrispondono  altrettante  famiglie,  se  non  il
  doppio,  sono  sostenute  da  un altro  istituto  di  credito  ed
  entrambi  hanno bisogno di essere potenziati, o  va   rivisto  il
  loro   ruolo, se si vuole approfondire il delicato settore  delle
  partecipazioni. Mi riferisco alla CRIAS, in uno con l'IRFIS, dove
  resta, invece, minoritaria la nostra partecipazione e chiaramente
  necessita  uno  strumento  utile  alle imprese  e  alle  famiglie
  siciliane.  In  una  Regione  nella quale,   onorevoli  colleghi,
  stanno  nascendo  qua  e  là  piccoli istituti,  cooperative  del
  credito,  piccole  banche  che  forse  hanno  bisogno  di  essere
  sostenute, di essere messe in rete, di essere aiutate a  superare
  quella dimensione locale e localistica che non  consente loro  di
  fronteggiare l'impatto con la domanda di una grande  impresa  che
  ci  auguriamo  cresca  e  per cui ci  impegneremo  per  il   loro
  sviluppo in Sicilia.
   A  proposito  dell'Amministrazione che si occupa di cooperazione
  e  di artigianato, l'Assessore per la pesca ha già affrontato  un
  tema  delicato,  dopo un confronto serio con gli operatori  delle
  marinerie  che  hanno  evidenziato  la  drammaticità   dei   loro
  problemi,   ed  ha   reperito  -  credo  -  alcune  risorse   che
  consentiranno immediatamente di fronteggiare l'emergenza di  tipo
  strutturale. Quando si parla di fronteggiare il caro petrolio, di
  vietare  l'uso di taluni strumenti o reti, del tema delicatissimo
  delle  acque  territoriali di altri paesi, del  fermo  biologico,
  argpmenti  che  rischiano  di  mettere  in  ginocchio  le  nostre
  marinerie,  il tema è di tale importanza che necessita un impegno
  straordinario da parte di questo Governo.
   E   così  anche   per  gli  altri  settori  dell'Amministrazione
  regionale  che  sono  tutti  impegnati  a  cominciare,  anzi,   a
  continuare; e mi riferisco anche a quello dell'agricoltura,   con
  il  cui  Assessore  abbiamo  avuto  più  confronti  e  lo  stesso
  Assessore  ha  presieduto incontri che  ci  hanno  consentito  di
  fronteggiare  alcune  emergenze, come  ad  esempio  quella  degli
  incendi.
   E'  stato  tanto   criticato l'impiego dell'esercito  in  alcune
  città   metropolitane  e  per  la   verità,   personalmente,   ho
  rilanciato     al   ministro   La   Russa   l'idea   dell'impiego
  straordinario  di  risorse  umane perchè  non  si  ripeta  l'anno
  prossimo quanto accaduto. Ritengo ciò di  grande importanza.  Era
  troppo  tardi  per  le produzioni cerealicole perché  sono  state
   messe nei granai', ma le stesse sono state intaccate non poco da
  incendi e come sappiamo nel 95 per cento dei casi sono di  natura
  dolosa.
   Così   come   nel   settore  dell'agricoltura  va  ulteriormente
  potenziato   quanto  si  sta  facendo   ed   è   sicuramente   da
  sottolineare in quanto di grande importanza e di grande  rilievo.
  L'Assessore,  non  solo  ne conviene, ma  ha  proposto  un  piano
  straordinario perché  attraverso una Agenzia si affronti il  tema
  della  produzione  e della commercializzazione  per  superare  la
  polverizzazione dell'offerta e consentire un confronto più  serio
  con  una  grande  distribuzione che rischia di tagliare  fuori  i
  nostri prodotti agricoli.
   Nel   settore  del  turismo  è  all'attenzione  dell'Assessorato
  competente  una  proposta  unitaria  che  ci  consenta   di   non
  disperdere,  in  mille rivoli, la promozione del nostro  sistema,
  che  è  fatto  di beni culturali, di ambiente, di ospitalità,  di
  eventi  che  devono  qualificarsi per  il  grande  respiro  anche
  internazionale.
   Così   come   nel  servizio  del  turismo,  dell'agricoltura   e
  dell'economia  siciliana dovranno  potenziarsi le infrastrutture,
  il  completamento dell'anello autostradale, la definizione di  un
  piano degli aeroporti di primo e di secondo livello, l'attenzione
  ai porti, il primo dei quali quello di Augusta, perchè ha fondali
  più  praticabili   e,  quindi, sarà oggetto  di  una  riflessione
  domani   pomeriggio  al  Ministero  Ambiente   dinnanzi   a   una
  disponibilità di decine di milioni di euro che verranno investiti
  per   la  liberazione  di  quei  fondali   da  residui  altamente
  inquinati.
   A  proposito di piccole e grandi infrastrutture, non c'è  dubbio
  che  questo  Governo  non  poteva che  fare  ricorso  alla  Corte
  costituzionale. Al riguardo,  l'azione politica, piuttosto che al
  ricorso alla via giuridica, dovrà portarci al superamento di  una
  impostazione  che  vede usare una copertura  finanziaria  che  ci
  priva di quel poco che ci siamo conquistati -  e poco non è  -  e
  che  ci  consente  di fronteggiare tante emergenze  relative  non
  soltanto alle strade provinciali.
   Un  confronto forte, onorevoli colleghi, va fatto,  invece,  con
  le   ferrovie.  Credo,  infatti,   che  la  Sicilia   sia   stata
  completamente esclusa dai piani delle ferrovie non so  da  quanti
  anni o da quanti decenni a questa parte.
   A   proposito  di  turismo  e  non  soltanto,  altro   argomento
  importante  è  quello  che riguarda la grande  risorsa  dei  beni
  culturali  che  rischiano di rimanere inesplorati e  protetti  al
  tempo  stesso,  o  scoperti  ed  esplorati,  poco  valorizzati  e
  trascurati  al  punto da lasciarli deteriorare  laddove,  invece,
  occorre  pensare,  onorevoli colleghi, ad una  strategia  che  ci
  consenta - vista la limitatezza delle risorse di cui disponiamo -
  di coinvolgere i privati e le fondazioni per una migliore cura  e
  una migliore fruizione dei medesimi beni culturali.
   Circa  la  pubblica  istruzione, ritengo che  la  nostra  storia
  debba  essere   insegnata  ai nostri  figli  magari  con  qualche
  correzione rispetto alla impostazione corrente, perché si insegni
  loro  quello  che  di buono si è vissuto in  questa  terra  e  si
  segnali  quello che di cattivo esiste perché i nostri figli, così
  come  si  è  iniziato da qualche anno a questa parte, imparino  a
  conoscere  e  a  combattere la parte non sana,  mi  riferisco  in
  maniera  particolare a quella criminalità che  ormai  costituisce
  una  palla  al  piede  per la nostra economia  e  per  la  nostra
  società.
   Così  come ritengo di riferire, dovunque mi recherò - e lo  farò
  personalmente, incontrando giovani e non solo - le nozioni  sulla
  nostra  Autonomia e sul nostro Statuto diffondendole tra i nostri
  giovani e i nostri cittadini.
   Un'attenzione  particolare  va  alla  valorizzazione  del  ruolo
  degli enti locali e delle autonomie locali.
   Per  quanto  riguarda i comuni, non ho trovato Comune,  dal  più
  grande  al  più  piccolo  della  Sicilia,  non  afflitto  da  una
  condizione finanziaria che rischia di sconfinare nella bancarotta
  o nel dissesto e che, quindi, merita un'attenzione particolare ed
  una impostazione strategica particolare.
   Non  si  tratta  di  dare  addosso  a  questa  o  a  quell'altra
  amministrazione,  ma - mi si creda - l'80 per cento,  il  90  per
  cento  dei  comuni  vivono queste condizioni in  un  momento  nel
  quale, onorevoli colleghi, una previsione legislativa, forse  del
  2000, la numero 10 - non vorrei sbagliarmi - prevedeva che questa
  Regione  e  questo Governo venissero alleggeriti di competenze  e
  poteri,  in  uno con il personale (e come se non  ne  avremmo  da
  delegare, da devolvere ) e in uno  con le risorse corrispondenti;
  e  ciò  ci  consentirebbe di compiere un percorso  più  agile  ed
  assicurare  agli enti locali servizi sicuramente  più  efficienti
  perché più da vicino sottoposti al controllo e alla verifica  dei
  cittadini.  All'indomani di elezioni comunali e  provinciali,  il
  mio punto di vista era diverso, poi è stato lasciato in tronco un
  disegno  di  legge che non affrontava solo la materia elettorale;
  riconosco  che indubbiamente bisogna fronteggiare il  rischio  di
  una  frammentazione che confonde e non serve, così come riconosco
  tanti altri errori, onorevoli colleghi.
   Ritengo  che  sia  tipico delle persone non dico particolarmente
  intelligenti,  ma  di  buon  senso, ascoltare  gli  altri,  farsi
  trasfondere  un  poco di altrui intelligenza, una semplificazione
  che non deve tagliare la testa ad alcuna formazione, ma che dovrà
  concentrarci nella scelta di opzioni politiche.
   Onorevoli     colleghi,    se    vogliamo    che    personalità,
  professionalità vengano sottratte al loro impiego, al loro lavoro
  per scommettersi nel ruolo importante del consigliere comunale  e
  provinciale  non  possiamo pretendere che lo facciano  dinanzi  a
  poteri e  a competenze residuali.
   Apro  questa  piccola  parentesi. Ieri  sera  ho  incontrato  un
  notaio  tra  i  promotori di una verifica elettorale  che  mi  ha
  detto:  Lei vuole che io sacrifichi un poco del mio tempo   E ciò
  vale  per qualunque professionista, per qualunque uomo che voglia
  impegnarsi.  Ecco  competenze e poteri  forse  vanno  minimamente
  rivisti, così come non aspettiamoci che lo facciano a macchia  di
  leopardo i grandi comuni.
   Abbiamo  rieletto, ed è stata una corsa verso il nulla,  se  non
  per  una  piccola indennità che credo sia stata ridimensionata  o
  abolita,  questi migliaia e migliaia di concorrenti al  ruolo  di
  consigliere di quartiere odi circoscrizione che dir si voglia,  a
  cui,  visto che sono stati eletti, bisogna dare una funzione,  un
  ruolo  circa  le  competenze,  il  personale  e  le  risorse  che
  attualmente  vengono governati dai comuni. Oppure avere  l'onestà
  di  dire  che  abbiamo  fatto  un  tentativo,  abbiamo  fatto  un
  esperimento - e non so ormai a quando risale, ricordo che  se  ne
  parlava già prima del 1980 - che non è andato bene e che dobbiamo
  superare.
   Sono  favorevole  a  una  devoluzione da  parte  dei  comuni   a
  livelli  più  vicini  del  territorio per  competenze  di  ambito
  circoscrizionale. Non trascuriamo e non limitiamoci a  rinnovarne
  gli  organi di gestione, anzi lasciamo le cose magari  come  sono
  prima  di  rivedere  le grandi potenzialità  che  in  termini  di
  servizi  sociali,  di assistenza, ma anche di valorizzazione  del
  patrimonio possono fare le cosiddette opere pie.
   Siamo  alla  vigilia  di una conclusione dell'impiego  di  Fondi
  strutturali  che  dovranno  vedere i  rami  dell'Amministrazione,
  oltre  che i rispettivi competenti dirigenti, correre a  più  non
  posso perché entro la scadenza si faccia l'impossibile, entro  la
  scadenza del 31 dicembre prossimo.
   Quello,  onorevoli  colleghi e signori Assessori,  dovrà  essere
  per  tutti  noi, anche se arriviamo  nelle ultime settimane  alla
  vigilia  di  questa scadenza, un banco di prova, soprattutto  per
  chi  dovrà essere valutato per quanto  è stato fatto nei  mesi  e
  negli anni scorsi.
   Concludo  e  scusatemi  se  mi  sono  dilungato  forse  più  del
  previsto e se piuttosto che leggere documenti che pure andavano e
  potevano  essere condivisi mi sono ispirato a realismo, attualità
  e  concretezza.  A  mio  avviso, peraltro, dovremmo  ispirarci  a
  principi  quali  quello  del rispetto e  della  centralità  della
  persona, da cui scaturiscono solidarietà e sussidiarietà;  ed  il
  decentramento  o  la  devoluzione sono strettamente  connessi  ad
  essi.
   La  persona:  il cui primo ambito associativo e di coordinamento
  in  questa società é la famiglia, che non potrà che meritare,  in
  ogni atto di questo nostro Governo, un'attenzione privilegiata.
   L'Autonomia:  è  un grande valore, una delle più grandi  risorse
  alle   quali,  forse,  noi  non  crediamo,  perché  ormai   siamo
  disincantati. Le esperienze di questi anni, che tutti noi abbiamo
  fatto,  ci  hanno disaffezionato da questa che, secondo  me,  può
  essere  l'unico  grande  strumento  col  quale  fronteggiare   un
  confronto  che  per  noi non sarà facile;  il  confronto  in  una
  stagione che rischia di vederci soccombenti, quella che ci  vedrà
  dibattere  attorno  al  tema  del  federalismo,   il  federalismo
  fiscale,  il  significato o l'attualità  della  nostra  autonomia
  rispetto  a  chi  sostiene  che ormai  questo  Statuto  e  questa
  Autonomia  siano superati, quando noi potremo e dovremo  lottare,
  invece,  perché,  molti punti e molti articoli di  questo  nostro
  Statuto e molti capisaldi di questa Autonomia aspettano ancora di
  essere  attuati.  Secondo punto, che dovrà ispirare  ogni  nostra
  azione.
   Il  terzo  punto  è  la  garanzia  delle  regole  ed  una  lotta
  quotidiana  alla  criminalità che non ci  vedrà  sfilare  o  fare
  manifestazioni o, per quanto mi riguarda, sostituirmi ad uomini o
  ad  istituzioni ciascuna delle quali fa - e fa bene - il  proprio
  dovere, ma dovrà vederci assicurare efficienza e trasparenza alla
  Pubblica amministrazione.
   Per  quanto  riguarda la nostra azione di Governo  e  la  nostra
  azione  legislativa - e mi auguro che un contributo possa  venire
  dalla politica regionale alla legislazione nazionale che affronta
  il  tema  della  sicurezza nel contesto di un decreto  nel  quale
  forse   i  toni  si  fanno  più  attenti,  quando  si  parla   di
  immigrazione  e  di immigrazione clandestina - uno  strumento  di
  lotta  semplice, essenziale alla malapianta della criminalità  si
  fa  introducendo quel sistema che, secondo me, funziona dovunque,
  come  anche  nella  garanzia dei presidi  per  la  sicurezza  sul
  lavoro. Vale per quell'ambito come vale per la lotta alla mafia o
  criminalità   organizzata   che   dir   si   voglia:   meccanismi
  sanzionatori  o premiali per chi non fa o per chi fa  il  proprio
  dovere.  Ed  è  una  cosa  straordinaria  che  non  possiamo  che
  registrare, esprimendo un plauso profondo a quegli imprenditori e
  al  suo presidente che, attraverso comportamenti virtuosi,  sanno
  dire  di  no e, quindi, aiutare chi dice di no e punire chi,  per
  una  ragione o per un'altra, dice di sì. Io credo che ciò sia  di
  importanza fondamentale.
   Il  quarto punto è una considerazione molto semplice e su questo
  presumo  non  saremo d'accordo, ma mi auguro che  nel  corso  del
  dibattito   non  si  dedichi  tanta  attenzione  a   questa   mia
  considerazione   riguardante  la  distribuzione  delle   risorse.
  Ritengo  che l'onorevole Cimino, non anticipo sicuramente  quanto
  dirà, potrà aggiornarci sulle logiche prevalenti alla vigilia  di
  questo dibattito sul federalismo.
   Non  credo che i presidenti di regioni come il Piemonte  e  come
  la  Lombardia  saranno molto divisi o in lotta fra loro  su  come
  immaginare   o  realizzare il federalismo. Se  noi  cerchiamo  di
  assicurare comportamenti virtuosi e rigorosi, lo facciamo  perché
  nel  confronto prossimo venturo vengano sottolineate queste virtù
  piuttosto  che  le  tante cose che non vanno  e  che  non  voglio
  definire vizi.
   Quindi,   alla  vigilia  di  una  stagione  di  contrapposizioni
  ideologiche,  di schematismi, di profonde divaricazioni  -  forse
  tramontate, per carità, mi sbaglierò  - mi auguro che  su  questi
  grandi  temi che sono sul tappeto, ai quali ne potrete aggiungere
  molti  altri   voi nel corso del dibattito, io mi riferisco  alla
  semplificazione legislativa, alla burocrazia, al piano energetico
  e via dicendo, ci si possa sforzare per  vedere dove ci porta una
  ideologia piuttosto che un'altra.
   Ritengo,  invece, che l'interesse superiore del popolo siciliano
  possa farci apprezzare gli uni le valutazioni ed i punti di vista
  degli altri. Chiedo e dichiaro la nostra piena disponibilità,  in
  tal  senso,  affinché si superino le divisioni e si inauguri  una
  stagione  di  riforme  profonde che vedrà  ciascuno  svolgere  il
  proprio ruolo e fare fino in fondo il proprio dovere.
   Non  so  se  fui  un  bravo  allievo e se  risposi  con  impegno
  all'invito  di   ventidue  anni  fa  quando  entrai   in   questa
  Assemblea;  allora ricorso che mi  si consigliò di  non  lasciare
  l'Aula   per  un  solo  momento  perché  anche  le  mozioni,   le
  interrogazioni,  il dibattito hanno una grande importanza  perché
  indubbiamente  sono l'espressione dei sentimenti, dei  bisogni  e
  delle  aspettative  del popolo siciliano rese attraverso  i  suoi
  legittimi portavoce quali tutti noi siamo. Personalmente vi  dico
  che questo nostro Governo parteciperà ai lavori, soprattutto,  al
  processo  legislativo  e mi auguro sia costruttivo  e  agile  per
  questa  Assemblea;  vi parteciperò con l'atteggiamento che questo
  Parlamento merita per la importanza della sua storia  e  del  suo
  significato  politico; vi parteciperò con profondo rispetto,  col
  rispetto  che rinnovo a voi tutti e a lei in particolare,  signor
  Presidente.

                             (Applausi)

   PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Presidente.
   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per dieci minuti al  fine
  di coordinare l'ordine degli interventi.

       (La seduta, sospesa alle ore 12.00, è ripresa alle ore
                               12.25)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  sulla   comunicazione   del
  programma di Governo ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici.
  Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevole   Presidente   della
  Regione,  onorevoli colleghi, questo Parlamento e questa  Regione
  rischiano  di essere istituzioni barocche, considerato  il  fatto
  che  abbiamo dovuto attendere oltre due mesi per conoscere, nella
  sede  del  Parlamento,  le intenzioni del Governo  rispetto  alla
  legislatura che si è aperta con il voto del 13 e 14 aprile 2008.
   Credo  che questa sia una delle questioni prioritarie che  tutti
  -  e  il  sistema  politico nel suo insieme  -  deve  provare  ad
  affrontare perché c'è il rischio che anche le parole,  oltre  che
  le  idee,  se  usate  in  un  tempo sbagliato  come  può  essere,
  inevitabilmente,  il  tempo trascorso  dalle  elezioni  ad  oggi,
  rischiano di essere frasi fatte, parole senza anima, déjà  vu  di
  una politica del  dire' piuttosto che del  fare'.
   Onorevole   Presidente,  con  tutto  il  rispetto,   non   posso
  nascondere  che  mi attendevo - proprio perché presidente  eletto
  con il sistema dell'elezione diretta, dopo l'esperienza dei sette
  anni precedenti - che nel suo discorso fossero presenti anche  le
  ambizioni,  la  sua  idea  di governo  sul  futuro  della  nostra
  Regione,  le sfide che stanno dinanzi a noi e la collocazione  di
  questa nostra regione rispetto a  tali sfide.
   In  effetti,  in  alcuni  passaggi  della  campagna  elettorale,
  avevamo già visto un discorso proiettato al passato piuttosto che
  al  futuro. Abbiamo riscoperto temi, miti come quelli di Polifemo
  e  di  Ulisse  per  poi passare a Garibaldi  e  chiudere  con  un
  giudizio   che  definirei  liquidatorio  su  alcune   delle   più
  importanti  figure culturali della nostra Regione.  Ma  quello  è
  stato  un giudizio sulla storia della Sicilia, sulle ragioni  che
  hanno  ispirato la nostra storia, la nostra tradizione, le nostre
  abitudini   inserito  nel  momento  della  campagna   elettorale.
  Personalmente, pur non condividendo quei giudizi, ascrivevo  quel
  passaggio al contesto esclusivamente elettorale: in altre parole,
  piuttosto che la sostanza.
    Adesso  siamo  nel Parlamento e  nel Parlamento ci  si  propone
  per quello che si vuole fare, ma ci si propone per quello che  si
  vuole  fare  anche  avendo chiaro come collocare   il  cosa  fare
  rispetto a un certo quadro.
    La  dico con una battuta per non farla lunga. Mi pare di  poter
  dire  che il suo discorso sia molto piegato sull'esistente,  poco
  appassionato  sulle  ambizioni future,  ambizioni  che  non  sono
  sogni,  pensieri  onirici, ma che riguardano  la  sostanza  della
  qualità amministrativa.
    Faccio  un esempio per tutti: la nostra è una Regione che  sarà
  chiamata, forse per l'ultima volta, a gestire importanti  risorse
  extraregionali, come i fondi strutturali e  i fondi europei, e lo
  è  in  un  settennato  del quale già due anni  sono  alle  nostre
  spalle.
    Questo  è  uno  dei temi dirimenti sulla qualità  della  nostra
  Regione  e  su cosa sarà la nostra Regione; molto di  quello  che
  sarà dipenderà anche da come utilizzeremo quelle risorse.
    Spesso  il dibattito politico si è concentrato su una idea  del
  se  si  spende e quanto si spende. Anche nelle prossime settimane
  saremo  chiamati  a  verificare se Agenda  2000/2006  sarà  stata
  utilizzata,   sul  piano  della  rendicontazione,  per   l'intera
  quantità  di  risorse  assegnate alla  nostra  Regione;  è  molto
  probabile che la nostra Regione dovrà restituire una parte  delle
  risorse a suo tempo assegnate perché non ha avuto la capacità  di
  spenderle e di rendicontarle nei termini previsti dalla normativa
  comunitaria. E però il dibattito spesso si concentra soltanto  su
  quanto abbiamo speso.
    Poco si è discusso in questi anni sul come abbiamo speso, e  se
  la spesa che si è prodotta abbia avuto una ricaduta in termini di
  sviluppo,  di  creazione di ricchezza, di  redistribuzione  della
  ricchezza,   di  insediamento  di  un  nuovo  tessuto  produttivo
  imprenditoriale.
    Penso  che  abbiamo  dinanzi scelte  in  relazione  alle  quali
  dobbiamo  conoscere  la  stella  cometa  che  ci  guida,  qual  è
  l'orizzonte  entro il quale vogliamo collocare la nostra  azione.
  Devo  dire con molta onestà che non ho sentito che la sua idea  e
  quella  del  suo governo vadano in questa direzione,  con  questa
  chiave.
    Ma  c'è  tempo, abbiamo una legislatura davanti, seppure alcune
  scelte  vanno  fatte adesso, nelle prossime ore; ad  esempio,  la
  riforma  del  regime  degli aiuti, come  venire  incontro  a  una
  domanda   che  viene  dalle forze economiche e  produttive  della
  nostra Regione che ormai ci chiedono non tanto e semplicemente di
  avere  incentivi, quanto di avere regole, di avere  una  pubblica
  amministrazione  efficiente, di avere la garanzia  che  qualunque
  progetto di impresa possa seriamente essere portato avanti.
    Lei  ha fatto  anche un'altra considerazione, Presidente, e non
  le  nascondo  che  mi ha incuriosito. In un passaggio  della  sua
  relazione  ha  detto -  a proposito delle somme di  cui  è  stata
  defraudata  la Sicilia con il decreto sull'ICI - che il  problema
  non  è  la gestione di un contenzioso istituzionale, ma è trovare
  una soluzione politica  che possa ridare alla Sicilia quanto le è
  stato sottratto.
    Presidente,  sono  d'accordo con lei nel sostenere  che   nelle
  cose  conta la sostanza, ma in quella vicenda c'è anche  un  dato
  istituzionale.
    Lei  è  il  Presidente  di  tutti  i  siciliani,  e  lei  è  il
  Presidente della Regione con una funzione che le discende da  una
  norma statutaria,  inutile ricordarlo, che prevede che lei  è  il
  Presidente dell'unica Regione in cui il presidente ha il rango di
  Ministro  per gli atti e i fatti che riguardano le  azioni  e  le
  iniziative  del  Governo  nazionale nei  confronti  della  stessa
  Regione.
    Allora  il  contenzioso non è solo un fatto formale;  pertanto,
  lei  ha  fatto  bene  a  dichiarare e a dare mandato  all'Ufficio
  legislativo  e  agli uffici della Regione di aprire  in  sede  di
  Consulta  un  contenzioso verso quel decreto.  È  dovuto  passare
  qualche  giorno;  nelle prime ore più che da  Presidente  lei  ha
  ragionato  da tifoso politico e come tale era portato in  qualche
  modo   a minimizzare, quanto meno dalle prime dichiarazioni sulla
  stampa, gli effetti di quel decreto e gli effetti devastanti  che
  avrebbe avuto sulla nostra Regione.
      E  ha  fatto bene poi e,  come ha detto lei, solo gli stupidi
  non  cambiano opinione, seppure lei lo ha detto con altre  parole
  ma  sostanzialmente la sostanza è questa e io sono d'accordo  con
  lei  nella  fattispecie, ha  fatto bene ad aprire un contenzioso.
  Ma  il  tema  non  è solo che il contenzioso è  un  atto  formale
  necessario  al  fine  di  trovare  una  soluzione  politica.  Noi
  inauguriamo una legislatura e la inauguriamo nelle stesse ore  in
  cui  si  inaugura una nuova legislatura nel Paese, cioè un  nuovo
  Governo  che si propone anche di fare riforme che riguardano  gli
  assetti  istituzionali,   lei  stesso ha citato  il  federalismo.
  Prospettiva  nella quale, diciamolo pure, c'è un rischio  per  la
  nostra  Regione. Infatti,  l'autonomia è un'altra cosa, è  un  di
  più  rispetto  al  federalismo; pertanto,  c'è  la  necessità  di
  affermare  innanzitutto l'interesse della Sicilia  rispetto  alle
  ragioni  di alleanze politiche. Personalmente,  considero  questo
  un modo di essere e non,  quindi, un fatto formale; lo considero,
  cioè,   un  dato  sostanziale del rapporto tra la  Sicilia  e  il
  Paese,  tra la Sicilia e lo Stato rispetto a quelli  che sono gli
  interessi della nostra Regione e le scelte dei prossimi anni.
   Onorevole  Presidente, quello che è  stato  fatto  a   proposito
  della  vicenda  delle infrastrutture non riguarderà semplicemente
  il  se  e  il quando saranno rifinanziate le opere dopo che  sono
  state  definanziate  le infrastrutture per la Sicilia. Le  voglio
  ricordare che lei, da presidente della Provincia, nonché da  capo
  politico  di  questa  Regione, ha promosso qualche  mese  fa  una
  manifestazione  a  Roma  per difendere  norme  a  noi  favorevoli
  contenute  nella  finanziaria 2007 del  Governo  nazionale.  Quel
  Governo  vituperato aveva previsto, con la finanziaria del  2007,
  alcune  risorse  per  la  Sicilia,  risorse  che  prevedevano  il
  rifacimento  delle strade provinciali,  350 milioni di  euro  per
  tre  anni,  oltre  che  i  fondi  Fintecna  che  sarebbero  stati
  assegnati a Sicilia e Calabria, oltre che una serie di misure che
  riguardano  gli  LSU  della  città di  Palermo,   che  riguardano
  l'ecobonus   per  i  nostri  autotrasportatori,  che   riguardano
  iniziative  come quella che l'INAIL doveva portare  avanti  nella
  città  di  Enna  per  la realizzazione del campus  universitario.
  Insomma, c'erano una serie di atti e di misure che questo decreto
  non solo ha cancellato, ma che, se dovessero essere rifinanziati,
  cosa  sulla  quale  noi - ci consenta di dire -  abbiamo  qualche
  dubbio,  questo  tempo  che  abbiamo  perso  sarà  un  tempo  che
  pagheremo negli anni, perché, come lei sa, le infrastrutture  non
  si fanno sulle idee ma si fanno avendo le risorse finanziarie, la
  copertura    finanziaria,   la   possibilità   di   dare    corso
  all'esecuzione   dei   progetti  e  quindi  all'attivazione   dei
  cantieri. Cioè, nel campo infrastrutturale il dire e il fare, mai
  come  nel  campo infrastrutturale,  il dire e il  fare  sono  due
  tempi assolutamente diversi. E per quanto riguarda il ponte,  chi
  sarà  vivo  vedrà,  caro  Presidente.  Capisco  che  il  ponte  è
  diventato un po' come la chewing gum (una volta c'era - e lei  lo
  ricorderà  -  la pubblicità della Brooklyn che era la  gomma  del
  ponte).  E  io  ho  l'impressione che il ponte in  Italia  e  nel
  dibattito politico di questo Paese è un po' come la chewing  gum:
  la si tira fino a quanto serve. E siccome non voglio sottrarmi al
  dibattito  culturale sul ponte, voglio dirlo come l'ho  detto  in
  altri  momenti  anche  in quest'Aula,   che  non  vedrà  mai  nel
  sottoscritto e per la funzione che io rappresento in  quest'Aula,
  un  avversione al ponte. Chiaro? Quindi sgombriamo il  campo  tra
  chi  è  pontista  e  chi non è pontista. Si  vuole  il  ponte;  i
  siciliani  vogliono il ponte? Viva il ponte   Fatelo,  fatelo   E
  smettiamola con la propaganda. Lo si faccia e si smetta  di  fare
  propaganda.
   Mi avvio rapidamente alle conclusioni.
   E  non voglio sottrarmi ad alcuni aspetti interessanti della sua
  relazione.
   Ho  sentito  una  parola: riforma. In diversi passaggi  del  suo
  intervento ha citato la parola riforma. E' una parola alla  quale
  io  personalmente e tutti noi siamo molto affezionati, però  come
  tutte  le  parole  se  ne  fa  uso ed  abuso.  Sappia,  onorevole
  Presidente  che troverà questa opposizione sempre  disponibile  a
  discutere tutti i cambiamenti che sono necessari, come l'aria che
  respiriamo,  in  questa nostra Regione. Se si aprirà,  al  di  là
  delle   intenzioni,  la  stagione  vera  delle  riforme,   saremo
  disponibili a lavorare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  le  ricordo  che  il   tempo
  regolamentare  a  sua  disposizione  è  finito.   La   prego   di
  concludere.

   CRACOLICI. Mi sia consentita una brevissima deroga, grazie.
   Le   riforme   possono   riguardare   la   delegificazione,   la
  costituzione di testi unici, le norme che riguardano il riassetto
  della  Regione.  Al riguardo, Presidente della  Regione,  tra  le
  riforme  è pure  necessaria quella relativa alla riorganizzazione
  del  sistema dei suoi assessorati - dei suoi assessorati, ripeto
  -  e  le competenze dei suoi assessorati. Ecco, su questo terreno
  sappia  che l'opposizione sarà un'opposizione fattiva, capace  di
  misurarsi   sul   fare,   senza  pregiudizi   ideologici,   senza
  preconcetti. Sulle riforme sappia che troverà orecchie attente ed
  aperte. E però mettiamoci d'accordo, perché le riforme annunciate
  sono  una  cosa, le riforme che si fanno sono un'altra cosa.  Noi
  siamo  interessati a  che questo Parlamento funzioni. Che  questo
  Parlamento svolga il suo ruolo di indirizzo e di vigilanza  e  ci
  auguriamo  che anche la maggioranza di questo Parlamento  non  si
  foderi  gli  occhi  di prosciutto e faccia  in  modo  che  questo
  Parlamento funzioni.
      Desidero  ricordare  che  saremo  chiamati  a  vicende  assai
  delicate e complesse. Come, per esempio, la vicenda del piano  di
  rientro della sanità, sul quale ho sentito un giudizio nuovo  del
  Presidente  della  Regione. Io ricordo ancora  quando  nei  pochi
  giorni   in   cui  c'è  stato  l'interregno  Leanza,  una   delle
  dichiarazioni,  anche  lì,  roboanti del  Presidente  pro-tempore
  Leanza, fu quella con la quale disse alla stampa che il piano  di
  rientro non esiste più. Il piano di rientro sanitario non  esiste
  più   E, peraltro, onorevole Leanza, piano sanitario non ce  n'è,
  c'è  solo  il piano di rientro. Ora sento che il piano di rientro
  è  addirittura  l'occasione  per fare il  piano  sanitario  nella
  nostra Regione. E' il primo passo, come tutti i bambini che hanno
  bisogno  dei  primi passi anche in questo caso  è  necessario  un
  primo  passo  e prendo atto che il piano di rientro  è  il  primo
  passo   verso   il   piano  sanitario  regionale.   Personalmente
  condivido questa affermazione, ma aggiungo che nessun piano è  un
  vangelo,  i piani sono strumenti e lei, onorevole Presidente,  sa
  che  sulla  sanità  si gioca una partita assai complessa  per  la
  politica  e  la  capacità finanziaria di questa Regione.  Abbiamo
  perso  il ricorso avverso il co-finanziamento del Fondo sanitario
  regionale  che  ci vedrà impegnati per ulteriori 600  milioni  di
  euro  all'anno nei prossimi anni, 600 milioni di euro che dovremo
  togliere  ad  altre  misure  ad altre  azioni  di  questa  nostra
  Regione.  Saremo  chiamati a svolgere sul piano  sanitario  anche
  scelte  che  dovranno essere anche impopolari, signor Presidente,
  come  quella, ad esempio, che non si capisce, perché  mentre  lei
  dichiara che il piano di rientro è il primo passo verso il  piano
  sanitario,   nelle  stesse  ore  si  annunciano   sanatorie   per
  consentire  a  chi  è  stato  escluso  -  dato  che  il   decreto
  sull'accreditamento aveva  fissato la data del  28 giugno 2007  -
  di  poter rientrare, quindi il suo rigore si annuncia con qualche
  deroga  e  come lei sa il rigore con deroga non è  nè  rigore  nè
  deroga,  è arbitrio.
   Allora,  signor Presidente, al di là delle parole ci sono  tante
  cose che si possono dire e questa Regione ha bisogno di fiscalità
  compensativa, però nel contempo è stata cancellata la Visco-Sud e
  al riguardo non abbiamo sentito una parola da parte sua e del suo
  governo,  eppure  lei sa che la Visco-Sud era una misura  rivolta
  innanzitutto   al  mezzogiorno,  alle  imprese  del  Mezzogiorno.
  Pertanto, dobbiamo fare alcune cose, ma nel frattempo le cose che
  si  erano  fatte si stanno cancellando, così come  dobbiamo  fare
  tante  altre  cose  importanti sulle  aree  industriali,  ma  nel
  frattempo  abbiamo  perso l'intervento  della  Fiat,  su  Termini
  Imprese,  con  i gravi rischi occupazionali anche in  termini  di
  know-how tecnologico, che poteva commisurarsi alla presenza della
  Fiat, dell'indotto nel sistema automobilistico siciliano.
   Siamo,  infine,  pronti  a lavorare, ma pronti  a  sgombrare  il
  campo dagli equivoci della propaganda. Noi accettiamo la sfida  a
  fare,  ma saremo duri ed inflessibili se l'azione, se  il  fare ,
  viene  contrabbandato con  il dire . E in  merito  a  quanto  lei
  giustamente ha detto in premessa, e cioè che ieri il suo  governo
  ha prodotto una circolare con la quale è stata inibita a tutte le
  aziende   collegate   o  società  partecipate   qualunque   nuova
  assunzione  e ciò  per un piano di razionalizzazione delle  forze
  esistenti  in questa nostra Regione, le domando se lo ha  inibito
  pure  a  Biosfera e a Sicilia Innovazione. Le domando  se  lo  ha
  inibito  alle  società  che nelle ore in cui  c'era  la  campagna
  elettorale  per  le regionali e poi quella per le  amministrative
  promuovevano  dei bandi, uno dei quali si chiude giorno 20,  cioè
  dopodomani.
     Lei sa che le assunzioni in Sicilia non sono tanto quelle  che
  si  danno, ma quelle che si promettono. E, allora, io prendo pure
  atto  che lei all'indomani dell'elezioni ha messo un punto  e  ha
  detto che non si sarebbero fatte più assunzioni fino a quando non
  si  sarebbe definito un piano di razionalizzazione delle risorse,
  ma  sarebbe  stato utile che lei lo avesse fatto il giorno  prima
  della  elezioni.  In  questa nostra terra, purtroppo,  l'annuncio
  costituisce  ormai la speranza, c'è così tanta  disperazione  che
  molta  gente si illude, spera per un annuncio, piuttosto che  per
  una  concreta possibilità che all'annuncio corrisponda una  reale
  possibilità  di  soluzione del proprio problema.  E  illudere  le
  persone  con  l'annuncio  è  il più  grande  delitto  che  stiamo
  commettendo in questa terra.
   Lei  sa,  onorevole  Presidente, che  c'è  tanta  gente  che  si
  illude,  ma  c'è  tanta altra gente che non  solo  ha  deciso  di
  andarsene  via  da questa regione, ma la cosa che mi  ha  colpito
  ancor  più  in questi mesi è che ci sono tanti ragazzi e  ragazze
  che  stanno  studiando, che frequentano le  università siciliane,
  che non hanno deciso di andare via quando non troveranno  lavoro,
  hanno  deciso di andare via già ora, hanno deciso di  andare  via
  mentre   studiano  in  Sicilia,  sanno  che  se  vorranno   avere
  riconosciuto  il loro talento, il loro merito, le  loro  capacità
  dovranno  andare via da questa terra. In questa Regione  si   sta
  uccidendo  anche  la speranza  Mi auguro che il suo  Governo  sia
  quanto  meno  rigoroso nel ridare speranza  ai  meritevoli  e  ai
  capaci.

                  (Applausi dai banchi di sinistra)

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica  .  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    siamo
  all'inizio  di  una legislatura importante, oserei dire  cruciale
  per  il  futuro  della nostra Regione. Abbiamo ascoltato  le  sue
  proposte programmatiche, le sue analisi  la cui natura, vista  la
  sede,  è strettamente generale e noi non possiamo non soffermarci
  su  alcuni punti che ritengo assolutamente fondamentali,  con  la
  consapevolezza che su questi argomenti, su questi temi si ha  una
  cognizione esatta del momento che viviamo.
   Certo  c'è  il problema del lavoro in Sicilia ed è  un  problema
  fondamentale  sia sotto l'aspetto di un migliore  utilizzo  delle
  risorse, sia sotto l'aspetto di una migliore integrazione con  il
  mercato,    sia,   fondamentalmente,   sotto   l'aspetto    della
  competitività del nostro sistema.
     E  seppure è utile la logica della possibilità della fiscalità
  di  vantaggio,  come in altri Paesi ed in altre regioni  d'Europa
  avviene, dobbiamo innanzitutto ragionare sulla competitività  del
  costo  del  nostro lavoro. Siamo una regione a statuto  speciale,
  non  dimentichiamo mai di dirlo, di affermarlo, salvo poi  a  non
  avere  messo  in campo in questi sessant'anni di Statuto  nessuna
  politica  per  dare significato, per dare concretezza,  per  dare
  struttura, per dare forza a questa nostra specificità. E  se  non
  diamo forza a questa specificità non ci possiamo lamentare se per
  esempio  la  FIAT, per parlare di FIAT,  decide, magari  con  una
  scusa  anche banale, che è meglio andare in Croazia  o  è  meglio
  andare  altrove;  perché  dovrebbe  restare  qua?  Andiamoci   al
  contrario:  perché dovrebbero venire qua o rimanere  qua  aziende
  che investono o avrebbero voglia di investire nella nostra terra?
  Ci  sono  forse qui  condizioni di vantaggio? Forse  qui  abbiamo
  servizi  migliori?  Forse  qui abbiamo  infrastrutture  migliori?
  Forse  qui  abbiamo una maggiore vicinanza al mercato? Certamente
  no   E  allora bisogna interrogarci al di fuori degli  slogan  su
  come  fare  per  sfruttare questi cinque  anni,  per  mettere  in
  condizione chi vuole realmente venire qui di avere l'interesse  a
  venire qui; altrimenti faremmo male a noi stessi, faremmo male ai
  cittadini che illudiamo, faremmo male alle generazioni future che
  costringeremmo  ad una situazione di precariato forse  anche  più
  terribile di quella che viviamo adesso. Pertanto, idee chiare dal
  punto  di vista della spesa finalizzata all'occupazione, ma  idee
  chiare  anche  sugli strumenti che bisogna mettere in  campo  per
  spendere  bene.  Per esempio, nel complemento di  programmazione,
  non  è che sia stata positiva la scelta di legare la spendibilità
  dei   fondi  alla  progettualità,  oserei  dire,  definitiva,   o
  addirittura  cantierabile,  se assieme  non  pensiamo  a  creare,
  signor  Presidente, un grande fondo di rotazione, visto che  come
  tutti sappiamo, e come lei ben sa,  i nostri enti locali non sono
  in  grado  di progettare, non hanno le risorse per progettare,  e
  allora,  delle due l'una: o privilegiamo progetti vecchi,  magari
  depositati  nei  cassetti polverosi di tanti comuni  o  di  tanti
  assessorati, dipartimenti della Regione, e non mi pare che sia la
  scelta  giusta,  rispetto  ad  una  modernità,  rispetto  ad  una
  risposta  che  bisogna dare al territorio, che  bisogna  dare  ai
  nostri enti locali, che bisogna dare ai nostri cittadini. Quindi,
  se  non  si vuole privilegiare questa vecchia ipotesi,  solo  per
  restare  al  vecchio e non pensare ad altro, bisogna  pensare  ad
  istituire  un  congruo, pesante fondo di rotazione, per  esempio,
  che funzioni davvero e che dia la possibilità agli enti locali di
  essere  in condizione di progettare, di  chiedere i finanziamenti
  per le cose che realmente servono, non come avveniva una volta  e
  cioè  di portare risorse purché si portino risorse. Infatti, così
  si  commettono due delitti: si sprecano le risorse e non si danno
  le  risposte  al  territorio. E siccome di  risorse  ce  ne  sono
  veramente poche e avremo, forse per l'ultima volta, questa grande
  chance  dei  fondi  europei  in  Obiettivo  1   non  ci  possiamo
  permettere di sprecare questa ultima grande occasione.
   Un'ulteriore, importante riflessione bisogna farla  rispetto  ai
  nostri  rapporti con lo Stato; e quando parlo dei nostri rapporti
  con lo Stato, onorevole Presidente, mi riferisco al fatto che non
  è  detto  e  non  è  vero, come lei ben sa, che  la  competizione
  politica  avviene  su  schemi  politici;  come  lei  ben  sa,  la
  competizione politica avviene per aree territoriali: noi avremo a
  che  fare  con due blocchi di regioni, e questo è importante  che
  per  la  conferenza Stato- Regione noi avremo a che fare con  due
  blocchi  di  regioni,  che  sono quelle  del  Nord  senza  colore
  politico  tra di loro e quelle del Sud nella medesima situazione.
  Avveniva spesso che mi trovavo alleato con Rifondazione Comunista
  delle  regioni del sud e contro i due blocchi coalizzati al nord,
  per ovvi motivi, signor Presidente. E, allora, bisogna vedere  se
  le  risorse  che sono state allocate nel tempo al meridione  sono
  state risorse sufficienti, bastevoli rispetto a due dati, e  cioè
  rispetto  alla consistenza del territorio e della popolazione;  e
  non  credo  che sia il caso, neanche considerando i  tempi  della
  Cassa   per  il  Mezzogiorno.  Ma  neanche  in  quel  periodo   i
  trasferimenti sono stati in linea con quanto dovuto rispetto alla
  popolazione.  Non  parliamo  poi  di  quel  quid   in   più   che
  bisognerebbe  allocare  se veramente si  vuole  far  superare  al
  Mezzogiorno  il gap che lo separa dal nord-Italia.  Pertanto,  si
  dovrebbero dare le risorse corrispondenti alla popolazione  e  al
  territorio aumentate di un quid, di un 10, di un 20 per  cento  e
  non  è  avvenuto così; infatti, se noi consideriamo - per passare
  ad  un  altro aspetto della sua relazione - per esempio, lo stato
  della  nostra rete di distribuzione elettrica, dobbiamo veramente
  interrogarci  su  quanto ha detto, basti  pensare  che  l'energia
  alternativa  che  riusciamo  a produrre,  e  che  sempre  di  più
  potremmo  produrre, attualmente, cari colleghi, la    produciamo,
  lo Stato la compra e noi  la buttiamo; si produce, viene comprata
  e   viene  buttata.  Perché?  Perché  la  rete  di  distribuzione
  elettrica è la peggiore d'Italia, dove avviene il maggior  numero
  di  interruzioni  di  energia elettrica e, come  lei  sa,  questo
  allontana gli investimenti nella nostra Regione, almeno di quelle
  industrie   ad   alta  tecnologia  che  non  possono   sopportare
  l'interruzione dell'energia elettrica. E ciò la dice  lunga.  Nel
  computo  delle  risorse che vengono trasferite  non  si  può  non
  tenere  conto  del  fatto che le Ferrovie dello  Stato,   l'ENEL,
  l'IRI,  che hanno come compito istituzionale quello di  fare  gli
  investimenti,  tali investimenti non li hanno fatti.
   E  andiamo all'altro argomento scottante, secondo me,  sul quale
  bisogna  soffermarsi. Lei giustamente ha  detto  che   la  sanità
  rappresenta  una spesa di 8 miliardi e mezzo di euro,  una  spesa
  eccessiva,  una  spesa importante ma esattamente  in   linea  con
  quella delle altre regioni.
   La  sanità non è lavori pubblici, non significa cooperazione, ma
  significa  salute  dei  cittadini e sulla  sanità  si   gioca  il
  prestigio,  ma  la  capacità di uno Stato,  di  una  Regione,  di
  annoverarsi tra gli Stati sviluppati.
   Se  noi vogliamo stabilire un indice, un metro, per misurare  lo
  sviluppo  di  uno Stato, di una Nazione o di una Regione,  questo
  indice  al  primo  posto  non può che vedere  la  sanità  perché,
  appunto,  la  sanità costa e solo i paesi più  sviluppati  se  la
  possono permettere.
   Il   nostro   sistema  sanitario  nazionale,  e   quindi   anche
  regionale,  è considerato uno dei migliori del mondo. E,  allora,
  essendo  uno  dei migliori sistemi sanitari del mondo,  forse  il
  secondo,  - e non da noi ma dall'Organizzazione mondiale  per  la
  sanità  -  dobbiamo stare attenti onorevole  Presidente,  a   non
  buttare  il  bambino  con l'acqua sporca ; dobbiamo  stare  molto
  attenti e, poiché è un settore che costa molto, veramente troppo,
  stare  attenti  vuol  dire  che dobbiamo,  innanzitutto  vigilare
  perché  lo Stato ci dia ciò che  ci deve dare.
   Non  le  sfuggirà,  onorevole Presidente, che  mentre  le  altre
  regioni   contribuiscono,  cofinanziano  il   sistema   sanitario
  nazionale  per  il  32 per cento, noi siamo arrivati  al  50  per
  cento;  e  non  vi è una spiegazione plausibile  né  logica   per
  capire come possiamo essere in questa condizione. Spesso si fanno
  le  battaglie  per avere 10, 20, 100 milioni di euro  in  più  di
  finanziamenti  e  magari  si perde  di  vista  il  fatto  che  la
  differenza  tra  il  32 e il 50 per cento  per  noi  significa  2
  miliardi di euro all'anno, dico 2 miliardi di euro all'anno,  che
  noi   sottraiamo   allo   sviluppo,   agli   investimenti,   alle
  infrastrutture,  alla possibilità di dotare tutti  i  rami  della
  nostra   amministrazione  delle  risorse  necessarie  per  potere
  investire.
   Quindi,   sulla   sanità  il  discorso  è   lungo,   importante,
  complicato. Ripeto,  non possiamo non tenere conto del fatto  che
  quello  italiano è il miglior sistema sanitario del mondo ma  non
  possiamo  buttare il bambino con l'acqua sporca .
   Allora,  onorevole Presidente, facciamoci dare le risorse  dallo
  Stato   prima   di   farci  imporre  un   provvedimento   che   è
  assolutamente  ridicolo, a fronte del fatto  che  ci  sottraggono
  almeno  un  miliardo e mezzo di euro all'anno con quel meccanismo
  della compartecipazione,  a poco vale il discorso sul fatto   che
  noi abbiamo la capacità di incassare alcune accise sul territorio
  in  forza dello Statuto, perché allora vorrebbe dire che si mette
  in  discussione  lo Statuto speciale della nostra Regione;  delle
  due  l'una:  o siamo una Regione a statuto speciale e quindi  con
  alcuni diritti costituzionalmente garantiti, oppure non lo  siamo
  più  e  allora  dobbiamo dire che abbiamo sbagliato e,  comunque,
  dobbiamo  fare  in  modo  che tutto ciò non  avvenga,  anche  per
  l'impronta autonomista che lei, giustamente, ha sempre dato  come
  linea direttrice, come stella polare al suo movimento.
   Su  questo troverà il Parlamento compatto nel seguirla,  ma  non
  possiamo accettare che sulla sanità si chiudano - cito un esempio
  a caso - le guardie mediche e ciò per risparmiare 20 o 30 milioni
  di euro a fronte del fatto che ci sottraggono un miliardo e mezzo
  di   euro  all'anno,  o  a  fronte  del  fatto  che  sulla  spesa
  farmaceutica abbiamo uno sforamento di 250 milioni di euro.
   Quindi,  rispetto  a quanto affermava l'onorevole  Cracolici  in
  merito  alle  dichiarazioni dell'onorevole Lino Leanza,  io  sono
  d'accordo  e  cioè noi ci dobbiamo fermare sul piano di  rientro,
  sul  patto  di stabilità,  perché non è detto che quello  che  va
  bene  in  Lombardia o quello che va bene in Toscana o  in  Emilia
  Romagna o in Liguria o in Veneto possa andar bene  in Sicilia, in
  una Regione che ha subìto troppe angherie e troppi ritardi.
   Quando  si paragonano due sistemi, Presidente, bisogna  iniziare
  dal  punto di partenza, cioè bisogna vedere da dove sono  partiti
  loro,  da  dove  siamo partiti noi e i progressi che  sono  stati
  fatti   Non  si  può  paragonare una  500   con  una   Ferrari .,
  Vediamo  i progressi che sono stati fatti, gli errori, dove  sono
  state  le  storture, ma certamente non procediamo per imposizioni
  eterologhe  per sistemi che non hanno una comparazione possibile
  Quello   delle  guardie  mediche  era  l'esempio  più  eclatante:
  risparmiamo 30 milioni a fronte dei 300 in più sui farmaci.
   E'  necessario un momento di riflessione proprio  in  virtù  del
  fatto  che  siamo  di  fronte  ad una  legislatura  fondamentale,
  cerchiamo di non sprecarla; questo Governo troverà certamente  un
  Parlamento  alleato per fare le riforme che sono  indispensabili,
  ma  le  riforme  devono essere quelle giuste, Presidente,  devono
  essere  tali da farci recuperare velocemente il gap che ci separa
  dal  Nord  e, soprattutto - ripeto - rispetto al Governo centrale
  nessun atteggiamento succube al di là dei colori politici
   Non  importa  qual  è il colore politico che in  questo  momento
  governa Roma; come le dicevo all'inizio, ormai, da molti anni  le
  battaglie sono per aree omogenee e, quindi, difendiamo la  nostra
  specificità, difendiamo il nostro Statuto e avremo certamente  un
  cammino  favorevole, un cammino positivo per fare  il   bene  dei
  siciliani.


   Presidenza del presidente Cascio


    Comunicazione di opzione per la carica di deputato regionale

   PRESIDENTE.   Comunico   che  l'onorevole   Francesco   Musotto,
  deputato  al Parlamento europeo e deputato regionale  ha  optato,
  con nota del 18 giugno 2008, per la carica di deputato regionale.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


     Riprende il dibattito sulla comunicazione del programma di
            Governo da parte del Presidente della Regione

   PRESIDENTE.   Vorrei  raccomandare  ai  colleghi  deputati   che
  intendono  intervenire di rimanere all'interno dei 15 minuti  che
  abbiamo  assegnato, altrimenti la discussione rischia  di  essere
  più lunga del previsto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, speravo che ci fosse in Aula  anche
  il  Presidente  della Regione.  Credo che sia  giusto,  prima  di
  svolgere  il  mio  intervento,  attendere  il  Presidente   della
  Regione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Laccoto, il Presidente della Regione  sta
  rientrando.  Ci  sono,  comunque, sei autorevoli  componenti  del
  Governo per cui credo che lei possa parlare lo stesso.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,   sono  rimasto
  perplesso  ascoltando l'ultimo discorso. In  effetti,  vi  è  una
  rivendicazione  autonomistica e una rincorsa alla  rivendicazione
  autonomistica anche da parte dell'onorevole Formica e questo   mi
  fa piacere.
   Il  problema è che noi dobbiamo cercare veramente di fare tesoro
  di  questa  autonomia  e  non di farne solamente  un  momento  di
  propaganda.
   Alcune  riflessioni le vorrei fare alla presenza del  Presidente
  della  Regione.  Spero,  comunque, che il nodo  principale  venga
  affrontato  nei termini giusti da questo Governo e dal Presidente
  della  Regione da cui, in effetti - non me ne voglia -, mi  sarei
  aspettato  un  discorso di programmazione ben  più  ampio  e  più
  approfondito  rispetto  a quella che è la  situazione  economica,
  disastrosa della Sicilia.
   La  scelta di lasciare all'Assessore per il bilancio - che  poi,
  naturalmente, verificheremo - la responsabilità della  situazione
  e  dell'affondo  economico  della Regione  siciliana  non  mi  ha
  convinto totalmente.
   Il   Presidente   della  Regione  dovrebbe,  in   primo   luogo,
  approfondire il tema e il censimento di quelli che sono i  debiti
  della Regione siciliana.
   Non  possiamo  nasconderlo:  oggi la  situazione  della  Regione
  siciliana è di disastro economico. Se non partiamo da qui, se non
  avremo  l'accortezza di creare e di vedere qual è  la  situazione
  dei debiti della Regione siciliana, non riusciremo a ripartire.
   Il  problema di fondo, che mi sarei aspettato che il  Presidente
  della  Regione  affrontasse, è intanto  quello di  partire  dalla
  riforma dell'ente secondo lo spirito dello Statuto.
     La  Regione siciliana deve essere un ente di programmazione  e
  non  un ente di gestione. Il male di tutti i mali è proprio  qui,
  l'avere  distorto  cioè  quello che è lo  Statuto  della  Regione
  siciliana  che  la  poneva  come ente di programmazione  rispetto
  all'ente di gestione; questo è il primo punto.
   L'altro  punto  qual è? Ha parlato il Presidente  della  Regione
  della  semplificazione della burocrazia. Bene  Credo che uno  dei
  punti  cardine di questo nuovo Governo dovrebbero essere  proprio
  quello  di  semplificare la burocrazia nel senso  che  di  troppa
  burocrazia  in  Sicilia  si  muore,  si  muore  nel  senso  dello
  sviluppo,   nel  senso  economico,  si  muore  nel  senso  che  i
  cittadini non possono essere costretti ad aspettare mesi e  mesi,
  forse  anni, per un'autorizzazione. Bisognerebbe dare tempi certi
  e   fissati per legge, non solo per gli enti locali, ma per tutti
  gli enti di cui fa parte la Regione.
   Il  Presidente ha toccato, poi, il problema degli  ATO  rifiuti.
  Non  ho compreso bene un passaggio che non mi convince. Vi è  una
  norma  della  Regione siciliana,  inserita nella finanziaria  del
  2007,   la   quale  prevedeva  il  passaggio  degli  ATO   e   la
  trasformazione in consorzi.
     Lei  ha  fatto un decreto e io sono d'accordo  Però, una  cosa
  non capisco: non si possono fare forme miste in Sicilia lasciando
  operativi  alcuni ATO che hanno alcune virtualità politiche  dato
  che   in Sicilia sono stati un disastro provocato dal Commissario
  dell'emergenza  rifiuti  perché, prima di  istituirli  bisognava,
  approntare  un piano di rifiuti adeguato. Le spese degli  ATO  in
  Sicilia sono enormi. Non si può continuare
   Onorevole  Presidente, c'è un problema fondamentale nel  decreto
  che lei ha pubblicato (sono d'accordo nella parte di riforma), un
  problema economico: vengono addebitate agli enti locali tutte  le
  spese   riguardanti  i  debiti  degli  ATO.  Con  questo  abbiamo
  praticamente finito di rovinare gli enti locali.
   Ho  apprezzato il passaggio sugli enti locali, ma  non  possiamo
  dare agli enti locali il carico di tutti i debiti degli ATO. Vi è
  un  problema di fondo: gli ATO sono stati male amministrati. Sono
  nati  per  volere del Presidente della Regione e Commissario  per
  l'emergenza  rifiuti senza avere a base un piano di  rifiuti  che
  prevedesse    le    isole   ecologiche,   che    prevedesse     i
  termovalorizzatori,  che  prevedesse  tutti  quegli  impianti  di
  compostaggio che potevano diminuire i prezzi.
   La   trasformazione  sic  et  simpliciter  non   potrà   portare
  sicuramente  l'alleggerimento delle spese;  e,  poi,  perché  non
  parlare  più approfonditamente del piano di rifiuti della Regione
  siciliana?  Un  piano  dei  rifiuti che sicuramente  deve  essere
  rivisto, anche alla luce delle storture.
   La  riforma degli ATO, considerato che le spese per i  cittadini
  sono enormi e le spese per gli enti locali  porteranno gli stessi
  al  collasso, sicuramente, deve coincidere anche con  la  riforma
  del piano dei rifiuti.
   Lei  ha parlato da responsabile di un ente locale e, quindi, con
  un'esperienza del problema degli enti locali.
   Io  condivido  che il problema degli enti locali è stato  quello
  di  avere  trasferito  senza risorse  molte  competenze  e  molti
  servizi agli enti locali.
   È  un problema - ed è un problema enorme - quello di  addivenire
  sicuramente ad una riforma che possa prevedere anche il Consiglio
  regionale   delle   autonomie  locali   per   potere   fare   una
  contrattazione  vera ed una riforma degli enti locali.  Senza  di
  questo  gli enti locali arriveranno al collasso e  questo, certo,
  non serve allo sviluppo della Sicilia.
   Si  è parlato molto di sanità. Onorevole Presidente, lei poco fa
  non   c'era,  penso  che  il  primo  passo  che  si  debba   fare
  necessariamente è il censimento dei debiti della sanità in  primo
  luogo e di tutti i debiti della Regione siciliana.
   Lei   come  Presidente  della  Regione,  come  governatore  deve
  rispondere ai cittadini e credo anche a questo Parlamento  e,  in
  tal  senso,  deve attuare fin dall'inizio una seria  politica  di
  risanamento  e  non  certo di sacrifici per i  cittadini,  ma  di
  risanamento delle storture del sistema sanitario, delle  storture
  di quelli che sono anche gli sprechi nella sanità, delle storture
  di  quelli  che  sono anche gli sprechi della trasformazione  dei
  centri  di eccellenza in centri di ordinaria sanità; diversamente
  non risolveremo questo  problema.
   E  poi  passiamo ad un altro capitolo: il problema della riforma
  della  formazione.
   Onorevole  Presidente, dobbiamo partire da  un  presupposto:  la
  riforma della formazione in Sicilia è necessaria ed urgente.
   Partiamo  da una considerazione: questa formazione, con  milioni
  e  milioni  di  euro che sono stati spesi e che  oggi  è  l'unica
  possibilità  di  spesa  con  i  fondi  della  Comunità  economica
  europea,  sicuramente  non ha portato  fino  ad  oggi   una  sola
  occupazione.
   La  formazione deve essere rivista perché debbono  essere  fatte
  riforme,   qualifiche  funzionali  a  quella   che   può   essere
  l'occupazione  in Sicilia. Non può essere gestito come  un  fatto
  clientelare  per  servire  ora  a  questa,  ora  a  quella  forma
  elettorale.
   Uno dei fallimenti più importanti in Sicilia è proprio questo  e
  la riforma di questa formazione è necessaria ed urgente.
   Poi, non sono assolutamente d'accordo, onorevole Presidente,  mi
  perdoni,  nell'assegnare la formazione alle province.  Mi  creda,
  per   potere  riformare  tutto  l'istituto  della  formazione   è
  necessario mettere mano immediatamente, con una legge ad  hoc,  e
  comprendere  che fino a quando la formazione continua  ad  essere
  così, come nel passato, non avremo alcun beneficio.
   Parliamo  dei precari: noi abbiamo costruito in Sicilia migliaia
  e migliaia di precari.
   Ad  ogni elezione si promettono migliaia di posti, di assunzioni
  di precari. Non voglio ripetere quello che ha detto il presidente
  del  Gruppo del PD, onorevole  Cracolici, ma certamente questo  è
  un  problema da affrontare seriamente perché sia data dignità  ai
  precari  e  anche  perché questo sistema, una  volta  per  tutte,
  finisca.
   Condivido  il problema delle riforme, e per quanto  riguarda  la
  riforma  urbanistica è necessario mettere mano ad un testo  unico
  sull'urbanistica in Sicilia, anche se  non può esserci  un  testo
  di  urbanistica  perché  certamente crea anche complicazioni  tra
  gli  assessorati, gli enti locali e gli  altri assessorati;  come
  credo sia urgente la riforma degli appalti.
   Oggi  in  Sicilia,  in ogni comune, in ogni stazione  appaltante
  non vi è un solo appalto che non veda almeno dieci ricorsi al Tar
  che bloccano la possibilità di spesa e anche di andare avanti.
   Questo  è  un fatto sicuramente importante, ma è più  importante
  il problema della soppressione degli enti inutili.
   Onorevole  Presidente, le auguro naturalmente buon  lavoro.  Lei
  ha  la  possibilità, oggi, all'inizio di questa  legislatura,  di
  partire  senza dovere rispondere di niente rispetto a quello  che
  sarà chiamato a rispondere per il futuro.
   Credo  che  partire dalla riforma degli enti locali, sopprimendo
  quelli inutili, sia un fatto importante.
   Si  è  parlato  di  burocrazia, ma di burocrazia  si  muore,  di
  troppa  burocrazia  in  Sicilia si  muore,  e  allora  andiamo  a
  snellire  le procedure, andiamo a snellire la burocrazia  per  il
  cittadino   e  per  le imprese e riusciremo a fare  un  passo  in
  avanti;  ma credo che sia più importante anche il problema  delle
  leggi.
   Da  sette  anni aspettiamo una legge per lo sviluppo in Sicilia;
  è  stata promessa in occasione di ogni legge finanziaria, ma  non
  siamo  riusciti a farla. Credo che rimettere mano alla  legge  di
  sviluppo  che  può  portare aiuti concreti  e non  aleatori  agli
  artigiani,  alle imprese, alle piccole imprese di cui  parlava  e
  faceva cenno lei, sia un fatto molto importante.
   Riguardo  ai  sistemi clientelari ho sentito  qualche  discorso;
  direi  di  abolirli  Gli aiuti alla tabella H,  le risorse  della
  tabella  H - che sono tutti contributi ad associazioni che  molte
  volte  sono  inutili  -  trasferiamole  alle leggi  di  sviluppo,
  daremmo la possibilità a molte imprese di potere andare avanti.
   Un'ultima  cosa,  onorevole  Presidente:  lei  sa  bene  che  la
  Regione siciliana non può essere più un ente di gestione. Se  noi
  riusciremo a dare l'impulso a trasformarla da ente di gestione ad
  ente  di  programmazione riusciremo a risolvere molti problemi  e
  molte storture che esistono nel sistema della nostra Regione.
   Da  qui  bisogna  partire per potere fare un percorso  che  veda
  anche  per la Regione siciliana  una speranza di rinascita  e  di
  riscossa.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Laccoto,  soprattutto  per  aver
  rispettato i tempi assegnati.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza Nicola. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  dalle
  parole  dell'onorevole Cracolici ho capito che  lo  stesso  fosse
  quanto  meno  molto  distratto; infatti,  molti  degli  argomenti
  affrontati dall'onorevole Presidente Lombardo sono argomenti  che
  il  PD, e in modo particolare l'onorevole Cracolici, hanno sempre
  trattato. Tra questi,  la riforma della Pubblica Amministrazione,
  la  riforma della formazione professionale, lo snellimento  nelle
  ASI, il piano energetico regionale. Sono tutti argomenti che sono
  stati  sempre  cavallo  di battaglia del Partito  democratico  e,
  debbo  dire,  sono stati anche e soprattutto oggetto di  numerosi
  interventi dell'onorevole Cracolici da questi scranni.
   Quando  l'onorevole Cracolici dice che non ha visto il  progetto
  o  non ha sentito il progetto del Presidente della Regione mi  fa
  capire, ancora una volta, che era doppiamente distratto perché  è
  la  prima  volta che un presidente della Regione  si  presenta  a
  quest'Aula  e  dice in maniera concreta, seria  cosa  deve  fare,
  come bisogna farlo e, soprattutto, in che tempi farlo.
   Se  la  Regione  ha  tanti problemi non è colpa  del  Presidente
  Lombardo, come non è colpa di tanti  nostri colleghi, pur non  di
  meno  si  deve partire dal passato e il passato è essenziale  per
  potere costruire bene il futuro.
      Il  Presidente  ha  parlato  di  lavoro,  di  formazione,  di
  personale,  di ambiente, di beni culturali, di sanità,  di  fonti
  strutturali, di lotta alla mafia  e ha parlato mettendo, in molti
  casi,   i  piedi  nel piatto ; ha parlato dicendo chiaramente  le
  cose  che  vanno  e le cose che non vanno. E lo stupore  che,  in
  qualche  modo, ho provato è stato determinato dal  fatto  che  il
  Presidente Lombardo, in questi due mesi, è riuscito a  capire  la
  Regione  forse molto meglio di tanti di noi che in questa Regione
  ci  stanno da tanto tempo. Ha capito perfettamente quali  sono  i
  problemi, ha capito quali sono le cose che non vanno -  tante   -
  e quali sono o possono essere le nostre potenzialità, altrettanto
  abbondanti.  Quindi, mi sembra doveroso dare atto  al  Presidente
  Lombardo di essersi presentato a questo appuntamento con le  idee
  molto chiare e con la voglia di fare.
   Il  tema  del  giorno resta e non può che essere il  lavoro.  Il
  lavoro  è  il  tema dei temi, è un grande problema  per  tutti  i
  nostri  concittadini  e su questo fenomeno  della  disoccupazione
  dobbiamo  tutti interrogarci. Al riguardo non c'è  né  destra  né
  sinistra,  occorre solo l'impegno di tutti a trovare le  migliori
  soluzioni.
   Agganciata  al mondo del lavoro c'è la formazione professionale.
  E  anche  a  tal  riguardo il Presidente  ha  posto  un  tema  di
  riflessione   molto   serio:   se  e   come   questa   formazione
  professionale  prepara  i nostri giovani e,  soprattutto,  se  li
  prepara in maniera puntuale al mondo del lavoro. In parte  c'è  e
  in  parte  non  c'è, non è tutta da buttare ed  esiste  anche  la
  formazione eccellente. C'è bisogno anche qui della consapevolezza
  di  dover fare delle scelte; se le scelte sono quelle di fare  in
  modo  che i nostri  ragazzi possano trovare occupazione dopo aver
  fatto  partecipato ad un corso di formazione, bisogna coinvolgere
  l'impresa,  bisogna fare la ricerca, bisogna fare  l'analisi  dei
  fabbisogni  formativi e, ovviamente, bisogna  fare  in  modo  che
  tutte  le  professioni possano essere attinenti  al  mercato  del
  lavoro, ma penso che necessitano più di tutti e più di ogni altra
  cosa una vera riforma professionale.
   D'altronde la legge regionale numero 24 del 1976 è datata  anche
  se,  devo dire, per molti versi, per via amministrativa  si  sono
  fatte  tante  piccole  riforme della formazione  professionale  e
  penso  che, forse, non sono le riforme che questo settore  doveva
  avere.  Secondo  me,  qua va fatta una riforma  vera  in  cui  il
  decentramento deve avere la parte del leone e in cui, finalmente,
  viste  le  risorse  che  vengono  impiegate,  possa  esserci   il
  presupposto per trovare occupazione, per trovare lavoro.
   Non  dimentichiamo  che per la formazione  professionale,  oltre
  ai  250  milioni  di  euro provenienti dal   bilancio  regionale,
  quest'anno nei fondi strutturali del  fondo sociale europeo    ci
  sono due miliardi e 100 milioni di euro, che rappresentano il più
  importante  contributo che l'Unione europea dà  e  ha  scelto  di
  darlo  proprio alla nostra Terra. Spendere bene e spendere meglio
  queste   risorse  può  essere  il  giusto  viatico   per   sanare
  finalmente,  o debellare la piaga della disoccupazione.
   Un  altro  tema molto serio che ha affrontato il  Presidente   è
  quello  del   personale; capire chi e cosa fa è fondamentale.  Da
  anni  parliamo  di  pianta organica e da  anni  non  abbiamo  una
  visione  concreta  di  tutto il personale che,  a  vario  titolo,
  lavora  per  la  Regione siciliana. Penso  che  sia  arrivato  il
  momento  di capirci di più e capire se è opportuno ancora  tenere
  tantissime persone,  tantissime risorse, chiedersi se utilizzarle
  meglio;  infatti ritengo che molti potrebbero fare tantissimo  e,
  peraltro,  potrebbero  essere  rivalutati  dal  punto  di   vista
  professionale.
   Abbiamo  parlato di beni culturali e di turismo e qui  va  colto
  certamente il richiamo dell'onorevole Cracolici quando invita  il
  Presidente  a  rifare il piano delle deleghe.  Le  deleghe  vanno
  riordinate,  in  modo che ognuna possa avere al  proprio  interno
  maggiore  concretezza e maggiore possibilità di efficienza  e  di
  efficacia.
   Il  Presidente  ha  parlato in maniera seria  della  sanità.  La
  sanità  non può essere utilizzata solo ed esclusivamente come  un
  momento di risparmio; la sanità va vista nella sua interezza, con
  la  sanità vengono curati i cittadini; la sanità garantisce i più
  deboli; una buona sanità salva le vite. Quindi, con la sanità non
  si  può  essere  ragionieri; bisogna fare delle  scelte,   scelte
  coraggiose.   Bisogna   tagliare  i  rami  secchi  e   potenziare
  l'eccellenza  e  garantire a tutti i cittadini  il  diritto  alla
  salute.
   Questo  è  un tema vero. Come fare? Facendo in qualche occasione
  anche  scelte  impopolari; e questo è  il  momento  delle  scelte
  importanti, ma anche impopolari.
   Ecco  perché  ritengo che questo tema, più volte  affrontato  da
  tanti,  diventa centrale, cruciale nell'azione di questo governo,
  il  cui  Presidente sin dall'inizio lo ha affrontato   con  molta
  cura e molta attenzione.
   Per   quanto  mi  riguarda,  assessore  Russo,   ho   detto   no
  all'approvazione del Piano sanitario regionale, mentre non potevo
  dire  no  al  Piano  di rientro, perché siamo obbligati  da  date
  certe.
   Il  fatto  che  il  Presidente della Regione abbia  indicato  il
  dottor  Russo  per questa delega molto importante, ci  fa  capire
  come  questa delega vuol essere gestita dal Governo nell'assoluta
  libertà  di  scelta  del  dottor Russo,  proprio  perché  la  non
  appartenenza ad alcun partito ci garantirà - mi auguro e ne  sono
  certo  - la massima trasparenza, la massima forza e, soprattutto,
  sono assolutamente convinto, la massima efficienza ed efficacia.
   Dottor  Russo, con questa delega non so se le abbiamo  fatto  un
  favore, ma certamente la Sicilia e i siciliani si aspettano molto
  da  lei;  si  aspetta  tanto anche questo  Parlamento,  che  sarà
  disponibile a collaborare, come sempre ha fatto, quando  ci  sono
  state  proposte serie, concrete nell'interesse dei siciliani.
   Io  sono  convinto che il messaggio di scegliere un uomo  al  di
  sopra delle parti sia un messaggio da salutare favorevolmente  e,
  quindi  -  non me ne vogliano gli altri colleghi Assessori  -  le
  auguro un caloroso in bocca al lupo.
   La  lotta  alla  mafia. Il Presidente ne ha parlato  in  maniera
  puntuale. La lotta alla mafia non si fa solo con le parole, si fa
  con   i   fatti.  Noi  abbiamo  preso  alcune  iniziative   molto
  importanti. Questo Governo deve soltanto garantire le regole.  La
  lotta  alla mafia si fa soprattutto cercando di dare certezza  di
  regole. Si fa se ogni cittadino capisce chiaramente che non  deve
  barattare  i diritti con i favori. Da quel momento in poi  si  fa
  vera  lotta  alla  mafia che deve partire  dalle  scuole  e  deve
  arrivare  sino a noi che avremo e dobbiamo avere su questo  piano
  maggiore rigore e soprattutto tanta attenzione.
   Il  Presidente ha parlato di fondi strutturali. E' anche  questo
  un  punto  di riferimento essenziale per poter salvare la  nostra
  terra.  I  fondi  strutturali che si sono spesi  per  cercare  di
  perdere   meno   risorse  possibili  e,  soprattutto,   i   fondi
  strutturali del 2007-2013 che sono tantissimi. Si è presentato un
  piano  e  mi auguro che questa volta si possa spendere e spendere
  bene,  che  finalmente queste risorse possano essere quel  valore
  aggiunto che possa far uscire la Sicilia dall'Obiettivo 1.
   Il  Presidente  ha parlato di riforme, «abbiamo  bisogno  di  un
  processo legislativo agile, snello», ha detto il Presidente della
  Regione,  e le riforme sono competenza del Governo regionale,  ma
  anche  del Parlamento,  soprattutto del Parlamento. Il Parlamento
  regionale  non si è mai tirato indietro quando c'è stata attività
  legislativa degna di nota.
   Un  grande lavoro ci aspetta per quanto riguarda lo Statuto,  lo
  Statuto  autonomista. Onorevoli colleghi,  è  vero  ce  ne  siamo
  accorti spessissimo che  questo Statuto, in qualche modo, è stato
  uno  sconosciuto,  pochi  sanno del nostro  Statuto,  soprattutto
  nelle  scuole, soprattutto i cittadini; ma a poco a poco  è  nata
  una voglia di conoscenza che noi dobbiamo agevolare. Purtroppo, è
  poca  cosa la conoscenza se non facciamo le grandi battaglie,  se
  non  facciamo in maniera seria quella contrapposizione o,  meglio
  ancora,  quel patto molto forte con lo Stato, in cui ognuno  deve
  fare la propria parte. Noi su questo staremo molti attenti.
   Anche   qui  poco  fa  l'onorevole  Cracolici  rimproverava   al
  Presidente  della Regione di essere stato un po' tiepido.  Volevo
  ricordare  all'onorevole Cracolici che in  quella  manifestazione
  organizzata   dall'Unione  province  regionali,  presieduta   dal
  presidente  Lombardo, il mio partito fu tra gli  organizzatori  e
  soprattutto,  se  mi  consentite, andò  in  piazza  a  protestare
  seriamente  affinché quelle risorse potessero essere rese.  E  lo
  dico all'onorevole Cracolici: faremo allo stesso modo nel momento
  in  cui  non  saranno riadottati i provvedimenti che ritorneranno
  alla Sicilia e stanzieremo le stesse risorse di prima.

   SPEZIALE.  Hanno  tolto la copertura per  il  2008  e  il  2009,
  quando la faranno nel 2010?

   LEANZA  NICOLA.  La  faremo,  lei sa perfettamente  che  possono
  benissimo  mettere le risorse. Su questo tema, seppure  siamo  un
  partito  di governo, saremo un partito di opposizione nel momento
  in  cui  il Governo nazionale dovesse vedere la Sicilia come  una
  terra da saccheggiare e non da promuovere;  penso che questa  sia
  una  grandissima  occasione. Il Presidente della  Regione  ci  ha
  chiesto  di  fare e poco fa l'onorevole Cracolici ha ribadito  la
  volontà di fare. Io penso che sia arrivato il momento di  fare  e
  di  fare bene, facendo delle scelte importanti, rigorose,  magari
  impopolari, ma che possono servire nel medio e lungo termine alla
  nostra terra.
   Per  quanto  ci  riguarda,  il nostro  Parlamento  ha  un  ruolo
  importante,  un grande ruolo. E noi, onorevoli colleghi,  abbiamo
  un  grande  ruolo sapendo perfettamente che rappresentiamo  tante
  persone  che  ci hanno delegato, che ci chiedono  di  onorare  un
  voto, che ci chiedono di fare il nostro dovere, tante persone che
  chiedono  di  fare la nostra parte, di non occupare semplicemente
  queste  poltrone, ma di occuparle facendo in modo che con  queste
  poltrone  possiamo  in qualche modo risolvere  i  problemi  della
  gente. La gente quando ci ha votato, ci ha chiesto questo, ci  ha
  chiesto   di   essere  rappresentativi,  di   essere   punto   di
  riferimento.
   Pertanto,  e  mi  rivolgo in modo particolare alla  maggioranza,
  quest'ultima  non  ha alibi: abbiamo un Governatore,  abbiamo  le
  risorse,  abbiamo 61 deputati, abbiamo vinto a livello nazionale,
  provinciale e comunale. Ciò nonostante, personalmente sono  molto
  preoccupato,  perché  in queste occasioni  la  maggioranza  viene
  presa  da un delirio di onnipotenza. Mi auguro con tutto il cuore
  che  sappiamo  rispondere  al plebiscito  degli  elettori  e  che
  facciamo il nostro dovere, prima di cittadini e poi di politici.
   Caro  Presidente, lei per la nostra Autonomia ha  un  dovere  in
  più,  quello  di  essere più rigoroso degli altri,  più  puntuale
  degli  altri,  essere  un po' l'esempio per  quanto  riguarda  le
  presenze e il lavoro che ci attende.
   Buona  fortuna  Presidente, buona fortuna a lei  e  alla  nostra
  terra.

   PRESIDENTE.  E' iscritto  a parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,   è  la  prima
  occasione  ufficiale che ho per fare, a nome anche dei componenti
  di  Alleanza Nazionale e del Gruppo del PDL, gli auguri  di  buon
  lavoro a lei, onorevole Presidente ed al suo Governo.
   Oggi,   venendo  a  Palermo,  ho  visto  un  suo  manifesto   di
  ringraziamento, un bel manifesto per la verità, «Un grande grazie
  ad una grande Sicilia», parole che dicono tutto e che trasmettono
  un  sentimento  di  affetto a una Sicilia che è  stata  vicina  a
  questo Presidente e all'intera maggioranza che si è candidata per
  sostenerlo,  con  un  successo che è stato ripetuto  alle  scorse
  elezioni amministrative, all'esito delle quali il centrodestra ha
  vinto tutto quello che c'era da vincere e che rimaneva da vincere
  in Sicilia, testimonianza che il risultato delle regionali non  è
  stato  soltanto un momento, ma è stata una conferma del  voto  di
  domenica  e  lunedì  scorso, una conferma della  tendenza  che  i
  siciliani ormai hanno affidato il loro destino ed il loro  futuro
  al  centrodestra ed ai partiti che oggi sostengono lei, onorevole
  Presidente della Regione.
   Ho  ascoltato con il dovuto interesse e con la dovuta attenzione
  il suo intervento e devo dire che mi aspettavo di sentire proprio
  ciò  che  ho  sentito:  una  panoramica  completa  delle  vicende
  siciliane, una conoscenza completa dei problemi della Sicilia, ma
  anche   la  chiara  volontà  di  affrontare  con  determinazione,
  competenza e affetto quelle che sono le esigenze e le speranze di
  tutti  noi siciliani. E così come questo Parlamento farà  la  sua
  parte, sono convinto che il suo Governo saprà e dovrà fare la sua
  parte,  assessore  per assessore, settore per  settore.  Infatti,
  onorevole Presidente e onorevoli colleghi, in questa Sicilia sono
  molte  le cose da fare, la Sicilia aspetta tantissime cose  e  le
  aspetta da questo Governo e da questo Parlamento.
   Ci  sono  emergenze  che  meritano risposte  immediate  che  non
  possono tardare.  Abbiamo varato l'altro giorno con grande enfasi
  di  stampa - e finalmente devo dire con grande intelligenza -  il
  nuovo  Piano  antincendi in Sicilia, onorevole  Assessore.  Ieri,
  però, si è bruciata un'altra parte importante delle colline della
  città  di  Palermo e sono state evacuate centinaia di abitazioni,
  segno che c'è una grande attenzione ancora dal punto di vista del
  danno nel settore degli incendi, ma segno che c'è molto lavoro da
  fare  per  quanto  riguarda la tutela del patrimonio  boschivo  e
  delle aree siciliane.
   Al  riguardo bisogna intervenire per un'immediata risoluzione ed
  anticipo,   onorevole  assessore,  che  in  tal   senso   abbiamo
  depositato con l'onorevole Dina ed altri colleghi una mozione per
  impegnare  il Parlamento ed il Governo a risolvere per sempre  il
  problema  del pianeta forestale. Dobbiamo avere, infatti,  uomini
  che  tutto l'anno vadano a lavorare nei boschi sia in termini  di
  vigilanza  e  di  prevenzione, sia  in  termini  di  pulizia  del
  sottobosco, di piantumazione e di tutela del patrimonio boschivo.
   C'è  un  problema, onorevole Assessore per il  lavoro,  che  lei
  conosce  molto bene: il precariato in Sicilia. So che  lei  saprà
  affrontarlo e risolverlo perché ne ha la conoscenza, la cultura e
  le  capacità.  Noi  dobbiamo porre fine al precariato  che  serve
  soltanto oggi a dare un assistenzialismo a decine di migliaia  di
  padri  di  famiglia  e  dobbiamo  trasformarlo  in  lavoro  vero,
  redditizio che dia servizio alla Sicilia e questo Governo saprà e
  dovrà intestarsi il merito di avere risolto tale problema.
   Sulla   sanità.   Non  per  nulla  è  stato  il  tema   centrale
  dell'intervento  dell'onorevole Presidente della  Regione  ed  il
  tema centrale sia dei colleghi di opposizione che dei prestigiosi
  colleghi di maggioranza. Questa Sicilia si attende molto da chi è
  stato  chiamato ad affrontare e a gestire la sanità in Sicilia  e
  sono  convinto che anche questo settore strategico che  coinvolge
  tutti   i   siciliani  sarà  affrontato  con  intelligenza,   con
  conoscenza,  con  competenza  e con preparazione,  ma  anche  con
  l'equilibrio di sapere che oggi la sanità non può essere  gestita
  in  termini  di  economia, ma deve essere gestita in  termini  di
  salute  e, quindi, sono certo che questo Governo saprà affrontare
  il  tema della sanità guardando prima alla salute, alla sicurezza
  dei cittadini, all'efficienza degli ospedali, al mantenimento dei
  presidi fondamentali e saprà farlo senza dare priorità ai  conti,
  ma  principalmente  a  quello  che oggi  rappresenta  il  sistema
  sanitario nella grande isola della Sicilia.
   Per  quanto  riguarda il turismo - mi dispiace che  non  ci  sia
  l'amico, onorevole Bufardeci -  rassegno il grido d'allarme degli
  operatori  turistici di questa Sicilia che lamentano un  calo  di
  presenze  del  50  per cento: alberghi vuoti,  ristoranti  vuoti,
  imprese  di trasporti ferme, e carissime tariffe aeree  che  oggi
  penalizzano la Sicilia.
   Io  credo  che questo Governo affronterà con grande  competenza,
  con  grande  immediatezza  e  con  priorità  i  rapporti  con  le
  compagnie  di trasporti perché la Sicilia è un'isola  e  non  può
  essere  penalizzata  anche per quanto  riguarda  il  sistema  dei
  collegamenti fuori dalla Sicilia.
   Un  allarme  che  desidero lanciare all'amico Assessore  per  la
  cooperazione  e  la pesca, che so che si è già  attivato  con  la
  dovuta   attenzione  e  con  la  dovuta  velocità.  La  marineria
  siciliana è in ginocchio. I nostri marinai stanno per diventare i
  nuovi  disoccupati  e i nuovi cassintegrati  di  questa  Sicilia.
  Quello  che  ieri era uno dei comparti produttivi più importante,
  più  prestigioso  e più qualificato della Sicilia,  che  era  una
  risorsa più che un peso, oggi si trasforma e diventa più un  peso
  e meno  una risorsa.
     E, allora, anche questo settore va privilegiato con interventi
  concreti,  con  rapporti  con  il  Governo  nazionale  e   quello
  regionale e con l'Unione europea,  così come l'agricoltura.  Oggi
  l'agricoltura va scomparendo, oggi sono meno, sempre meno i figli
  di agricoltori che decidono di fare quello che hanno fatto fino a
  ieri i loro padri. L'agricoltura sta scomparendo e certamente  la
  risoluzione  non  può  essere  affidata  ai  mercati   contadini.
  E'necessario un colpo d'ala perché la nostra agricoltura,  grazie
  ad  interventi  strutturali,  a finanziamenti,  a  iniziative  di
  sostegno,   al  rilancio  e   tutela  dei  prodotti    tipici   e
  qualificati  della nostra Sicilia - e mi riferisco  all'olio,  ai
  vini,  ai formaggi, alla frutta, alla trasformazione dei prodotti
  agricoli  -  deve  tornare ad essere una  delle  grandi   risorse
  economiche della Sicilia.
     Ecco perché io credo che questo Governo dovrà fare moltissimo.
  Così come per i beni culturali. Non è possibile, ad esempio,  che
  a  tutt'oggi il complesso monumentale di Monreale,  il dormitorio
  dei  benedettini, uno dei complessi monumentali più importanti  e
  prestigiosi,  da  Milano  in  giù, e  dell'Europa  intera,  debba
  restare chiuso da otto anni, dopo che sono stati spesi 21 milioni
  di euro soltanto perché non si riesce a trovare un idoneo sistema
  di antincendio
     Credo  che oggi l'Assessorato del turismo e dei beni culturali
  debbano diventare un unico momento di attenzione, di rilancio del
  turismo e di valorizzazione dei beni culturali in Sicilia.
   Onorevole  presidente  della  Regione,  onorevoli  colleghi  che
  siete  stati chiamati alla grande responsabilità di governare  la
  Sicilia, questo Parlamento vi guarda con attenzione, con rispetto
  e   con  la certezza di sapere  che affronterete e risolverete  i
  grandi  problemi della Sicilia e il primo banco di prova sarà  il
  bilancio  che  questo  Governo dovrà presentare  all'Aula,   sarà
  sicuramente un bilancio di rigore, un bilancio di equilibrio  che
  saprà  individuare  risorse per dare lavoro e sviluppo  economico
  alla  Sicilia e a quegli imprenditori che oggi, dopo tanti  anni,
  hanno  avuto  il coraggio di denunciare i mafiosi, quando  invece
  ieri preferivano sostenere i mafiosi, pagare il pizzo, ed evitare
  di denunciarli e spesso anche  di coprirli.
   A  questo  mondo  di  imprenditori che  oggi  ha  dimostrato  il
  coraggio  e  l'orgoglio e la dignità di denunciare i  mafiosi  in
  Aula,  così  come ha fatto il nostro orgoglio siciliano,  che  si
  chiama Vincenzo Ponticello, che ha denunciato in Aula il capo dei
  mafiosi  della  Noce', a questi imprenditori va dato un gesto  di
  attenzione da parte del Governo.
   Un    bilancio   che   deve   guardare   all'impresa    e    non
  all'assistenzialismo; un bilancio che deve distribuire risorse  e
  non ammannire risorse.
   Se  questo è il suo impegno, onorevole Presidente della Regione,
  avrà questo Parlamento dalla sua parte. E poiché so che questo  è
  il suo impegno, questo Parlamento saprà essere in prima linea per
  dare  quei  consensi in Aula che le serviranno  a  far  diventare
  veramente  grande,  come ha detto lei, nel suo  slogan,  dopo  le
  elezioni, questa nostra Sicilia.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Guardo.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  GUARDO. Onorevole Presidente, ho ascoltato con interesse  la
  sua  relazione e devo confessare che mi aspettavo di  più.  Mi  è
  sembrato di cogliere un ragionamento e un'analisi non all'altezza
  del  grado di  difficoltà dei problemi che attanagliano la nostra
  Isola.
   Il  mio  Capogruppo ha osservato e ha messo in  evidenza  alcuni
  punti  fondamentali.  Non pensavo che  ci  fosse  bisogno  di  un
  difensore  civico  per  difenderla  dalle  osservazioni  che  qui
  puntualmente ha fatto l'onorevole Cracolici.
   Tuttavia,  concordo  con alcune esigenze  che  lei  ha  soltanto
  enunciato,  in primo luogo quella della esigenza di  emanare  una
  nuova  legge che riguarda gli enti locali. Prendo atto della  sua
  conversione. Ricordo come nella passata legislatura,  allorquando
  si  è parlato di mettere una soglia nella legge che prevedeva  le
  elezioni degli enti locali, il suo Gruppo si è opposto;  ora  lei
  dice che è d'accordo e io ne prendo atto con soddisfazione, ma il
  problema  è  più ampio: non è sufficiente bloccare le  assunzioni
  negli  enti pubblici se rimane aperta la valvola delle assunzioni
  provvisorie per esperti e collaboratori.
   Caro   Presidente,  lei  sa  perché  ne  ha  fatto   largo   uso
  allorquando  era presidente della Provincia, quanto  l'assunzione
  di esperti e collaboratori incida nella spesa degli enti locali.
   Bisogna   avviare  una  riforma  profonda.  Lei  parlava   delle
  circoscrizioni, o si da più potere oppure si eliminano ed io sono
  per  eliminarle, Presidente. Ogni volta, in occasione di elezioni
  negli  Enti  locali, si apre un pubblico composto di migliaia  di
  giovani  che  si  fanno abbindolare dalla prospettiva  di  potere
  essere  utilizzati  per grandi progetti. Qui la  stessa  politica
  tenta  di cambiare la realtà, ma diventa un uso non adeguato  per
  dare  dignità  e  spessore  all'impegno  politico.  Quindi,  sono
  favorevole all'abolizione delle circoscrizioni e ritengo  che  si
  debba porre di nuovo la questione del costo della politica - cosa
  di  cui non ho sentito nel suo intervento, Presidente -.    Se ne
  era parlato, ora mi sembra che sia calato il silenzio.
   Il  costo  della politica non è tanto il costo del parlamentare,
  del  sindaco  o  dell'assessore, il punto  riguarda  una  riforma
  strutturale;  quindici  assessori  alla  provincia  sono   molti,
  onorevole Presidente, dal momento che lei, Presidente,  conta  su
  dodici assessori con i quali riesce a dare le giuste risposte
   Quindi,  occorre  ridurre  di un  terzo  sia  le  giunte  che  i
  consigli  provinciali e comunali; quarantacinque  persone  è  una
  esagerazione,  trenta bastano, Presidente  Bisogna incidere  alla
  base,   nella  struttura  per  ridurre  l'eccessivo  costo  della
  politica.
   Pertanto, su questo aspetto avanzeremo proposte perché si  avvii
  davvero una riforma seria.
   Si  pone  la  questione delle province e, a tal  riguardo,  cito
  l'articolo  15 dello Statuto, che lei tanto cita; io ritengo  che
  si  può  riflettere sull'utilizzo delle province e se non sia  il
  caso  di  stabilire  che questo ente vada chiuso  per   dare  più
  potere  ai  comuni e alla Regione e snellire tutto  il  processo.
  Credo che questa sia una questione di grande importanza.
   L'articolo  38  dello Statuto, vale a dire la  norma  in  merito
  alle  risorse che lo Stato dà alla Regione per alimentare  lavori
  pubblici  e  strutture pubbliche, può essere utilizzato,  come  è
  stato  fatto  in  passato, per coprire deficit di  bilancio,  per
  coprire  la  sanità?  Quelle risorse vanno  destinate,  onorevole
  Presidente,  ad  alimentare opere pubbliche, dare possibilità  di
  lavoro e di sviluppo.
     Si  è  parlato della sanità. Qualcuno ha detto che ora  si  fa
  ricorso a personaggi non politici per risolvere i problemi  della
  sanità  o  di altri fattori della burocrazia. Io non ho nulla  in
  contrario  contro  chi o nei confronti di chi si  vuole  spendere
  nella politica, ma obiettivamente è la politica che ne soffre, il
  personale politico non è all'altezza di avviare le giuste riforme
  e fa ricorso ad altri poteri.
   Nulla  di  male,  ma  dobbiamo registrare in  qualche  modo  una
  sconfitta   della   politica,   questo   mi   sia   permesso   di
  sottolinearlo.
   La   questione  dei  rifiuti.  Lei  onorevole   Presidente,   ha
  adottato un provvedimento, un decreto già previsto nella  passata
  finanziaria;  però  non è riducendo gli ATO  che  si  risolve  il
  problema  dei  rifiuti in Sicilia. Gli ATO  hanno  fallito  nella
  nostra  terra  Bisogna ritentare, ridurre  Le chiedo: conosce  un
  consorzio di comuni efficiente in Sicilia? Lei si immagini  nella
  provincia di Catania 1.200 mila abitanti con più di 50 comuni con
  un unico consorzio; sarà la paralisi
   Bisogna  ripensare, bisogna restituire ai comuni il  servizio  e
  la   raccolta   differenziata   senza   la   quale   neanche    i
  termovalorizzatori  hanno  senso. Poi l'Ambito  territoriale  può
  essere  messo in campo per il conferimento dei rifiuti. Se  manca
  l'interfaccia  fra  ente  pubblico  e  cittadino,   la   raccolta
  differenziata  non decolla, la pulizia dei comuni  non  va  nella
  giusta  direzione  Bisogna ridisegnare la funzione  degli  ATO  e
  trovare una forma nuova.
   Le  discariche,  onorevole Presidente, sono  una  mortificazione
  della  politica  stessa e dell'interesse dei  cittadini.  Bisogna
  sancire  il  principio che le discariche devono essere pubbliche,
  non  si  può  dare un servizio di questo tipo ad un  privato  che
  raccoglie  nel  frattempo miliardi; e poi,  chi  paga?  Pagano  i
  cittadini   Questo è un altro punto su cui va posta l'attenzione.
  Le discariche devono avere la gestione e l'utilizzo pubblico e  i
  risparmi  che si ottengono vanno distribuiti ai veri  interessati
  che sono i cittadini.
   Quindi, raccolta differenziata che in questo modo non si  fa  se
  non  si  dà  la  responsabilità  ai  comuni  e  dopo  trovare   i
  termovalorizzatori   per  bruciare  la  parte   che   non   viene
  differenziata.  Bisogna  partire da  lì,  non  ha  senso  fare  i
  termovalorizzatori uno per provincia, forse potrebbe  andare,  ma
  se  non si fa la raccolta differenziata lei non può fare nulla  e
  l'ipotesi della Campania non è lontana dalla nostra terra, quindi
  bisogna trovare lì le soluzioni intelligenti per questo problema.
   L'altra   questione   riguarda  le   infrastrutture.   Onorevole
  Presidente,  lei  è  stato uno che ha fatto  battaglie  vere,  ha
  organizzato manifestazioni a Roma per la questione delle province
  e  per la questione delle risorse per la Sicilia, non mi basta il
  suo  ricorso alla Corte Costituzionale di fronte allo scippo  che
  la  nostra terra ha subìto. Di fronte ad un Governo nordista  non
  sento  in  lei  quello  che  ho  sentito  per  tanti  anni:   una
  consapevolezza vera, una voglia di rompere questo predominio  del
  Nord,  perché lei, Presidente, con il suo Movimento  a  Roma  non
  conta nulla, obiettivamente  I ministri del Nord decidono per noi
  e  se  hanno deciso di dare l'Ici ai ricchi del nord,  le  nostre
  risorse,   ci  sarà pure una ragione. Lei ha dei  sottosegretari,
  pertanto la sua credibilità vale pure non solo se si vota contro.
  I  suoi  esponenti del Governo dovrebbero dimettersi di fronte  a
  questa umiliazione.
   Quando  si  vota, non basta che lei li faccia votare  contro.  I
  due sottosegretari che lei ha li deve fare dimettere  Deve aprire
  una  vertenza vera su questo aspetto, non basta fare  il  ricorso
  alla   Corte   Costituzionale.  Lei  parla   del   Ponte,   della
  metropolitana  di Catania, di Palermo, non si può più  vivere  in
  queste città e quelle opere che si potevano realizzare ora non si
  realizzano, questo è il punto.
   La  questione  delle ferrovie. Lei sa meglio di me quanto  tempo
  occorra  per arrivare da Catania a Palermo o da Messina a Palermo
  e  viceversa.  Queste  sono  le opere  fondamentali  che  bisogna
  attivare.
   La  questione  agricoltura. So che l'Assessore al  ramo   è  una
  persona  competente, però non ci possiamo rassegnare a  vedere  i
  nostri agrumi, il nostro olio buttato a mare perché non riusciamo
  a  trovare i mercati giusti; bisogna avviare una politica  nuova.
  Lei è anche agricoltore, sa anche meglio di me che è un dramma  E
  su questo aspetto dobbiamo concentrare i nostri sforzi.
   Se  ogni produttore vende per conto proprio, poi il commerciante
  lo  strozza. Bisogna trovare soluzioni nuove per dare speranze ai
  nostri  agricoltori, altrimenti se ne vanno, altrimenti chiudono.
  Questa è la vera situazione.
   Non  posso  dilungarmi ulteriormente, onorevole  Presidente,  mi
  volevo   rivolgere  a  lei  per  quanto  riguarda   la   pubblica
  istruzione.  Lei ha detto che i nostri giovani debbono  conoscere
  meglio  lo  Statuto siciliano. Presidente, questo  non  basta.  I
  nostri giovani a mio avviso debbono conoscere la Costituzione e i
  nostri  giovani  li  dobbiamo invitare  a  guardare  l'Europa,  a
  guardare  il  mondo,  perché la Sicilia è troppo  piccola  e  noi
  dobbiamo respirare un'area europea.
   Lei,  onorevole Presidente, invita la gente a dire che  Polifemo
  è  meglio di Ulisse? Polifemo era un pastore e Ulisse ha  portato
  la  grande novella:  Fatti non foste a viver come bruti  ,  e  se
  noi non indichiamo ai nostri figli questa voglia di scommessa, di
  uscire  dal particolare per andare oltre, Presidente,  non  è  un
  messaggio  positivo,  come non lo è il fatto  che  lei  in  altre
  circostanze  ha  detto che Tomasi di Lampedusa  o  Garibaldi,  in
  qualche modo, non sono esempi da imitare.
   Onorevole Presidente, ho sentito interventi di suoi esponenti  a
  livello  nazionale  che hanno additato Garibaldi  come  il  primo
  delinquente  del mondo; lei ha detto che Tomasi  di  Lampedusa  e
  altri  scrittori non erano da prendere in considerazione. Costoro
  hanno rappresentato una realtà dalla quale bisogna emanciparsi  e
  per emancipare la nostra terra bisogna guardare alla Costituzione
  italiana, a quella europea perché la Sicilia è troppo piccola.
   Dobbiamo respirare un'aria più grande. Per quanto mi riguarda  e
  per  quanto  riguarda il mio Gruppo, per le cose  che  dovrebbero
  interessare la nostra terra, saremo qui a confrontarci con grande
  lealtà e spirito di collaborazione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Maira.  Ne  ha
  facoltà.

   MAIRA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente della Regione, la seduta di oggi è il vero  inizio  di
  questa  legislatura.  Dovrebbe avere, e  in  parte  ce  l'ha,  il
  carattere  della   grande solennità. Dico che in  parte  ce  l'ha
  perché  alcune  assenze  dai banchi dei  colleghi  fanno  scemare
  l'attenzione per questa seduta e perché - e questo non è  un  bel
  segnale  -  non  c'è la presenza di quel pubblico  che  magari  è
  interessato a vedere giurare l'amico, il parente nel momento  del
  giuramento  delle funzioni, poi però dà segnali  di  disinteresse
  per quelli che sono i lavori dell'Assemblea regionale.
   Presidente  Lombardo, cosa avrei da dire sul  programma  che  il
  centrodestra,  e  quindi l'UDC, ha votato con convinzione  e  con
  impegno con i risultati che tutti abbiamo visto?  Il programma di
  Governo  all'UDC  sta bene. Lo ha approvato in linea  preventiva.
  Oggi  lei  lo  ha  riconfermato con  qualche  dettaglio,  qualche
  dettaglio che va bene anche all'UDC.
   Vorrei  concentrarmi rapidissimamente, per non  impegnare  oltre
  modo   l'Aula  a  quest'ora  già  tarda,  su  due  aspetti:   uno
  particolare e uno di carattere generale.
   Quello  particolare è specifico ed è argomento di questi  giorni
  e  impegna  il  dibattito principale di oggi; mi  riferisco  alla
  sanità.
   Siamo  tutti impegnati e impelagati nel piano di rientro. Alcuni
  colleghi   che   mi   hanno   preceduto   hanno   fatto   appello
  all'attenzione  dell'Aula  e  io,  dal  mio  punto  di  vista   ,
  specificherò la mia posizione pur condividendo alcuni spunti  che
  quindi  riporto così come li interpreto al presidente Lombardo  e
  all'assessore Russo.
   Bisogna  stare  attenti  alla  spesa  pubblica,  ci  mancherebbe
  altro.  Bisogna prendere atto che forse nella spesa della  sanità
  si   è  sbordato.  Bisogna  rientrare  da  un  eccesso  di  spesa
  sanitaria.  Bisogna  combattere gli sprechi,  trovare  i  sistemi
  migliori.   Però,  è  anche  vero,  e  questo  non  lo   dobbiamo
  dimenticare,  che  alcuni settori della pubblica amministrazione,
  tra cui quello della sanità, non possono essere visti con il mero
  criterio  della economicità dei servizi da rendere.  Il  criterio
  aziendale  puro  dell'equilibrio tra costi  e  benefici  non  può
  trovare istanza totale quando noi parliamo di sanità.
   Ci  sono  servizi  della sanità che hanno  costi  altissimi  con
  parziale rientro nell'ambito del recupero della spesa. Faccio  un
  esempio  per  tutti:  i dipartimenti di neurochirurgia  che  sono
  quasi  tutti  in difetto di bilancio e  non solo in  Sicilia,  ma
  anche  in  Italia,  perché costosissimi  sono  gli  strumenti   e
  costosissimi sono gli interventi e le cure. Ridurre la spesa  dei
  dipartimenti  di  neurochirurgia,  che  è  diventata  anche   una
  specializzazione di urgenza, sarebbe un errore.
   I  cittadini  e  la  sanità  non richiedono  questo,  richiedono
  attenzione,  richiedono  controllo,  richiedono  anche   maggiore
  impegno  dei  sanitari e dei parasanitari, maggiore  impegno  dei
  direttori  generali, amministrativi e sanitari,  ma  non  possono
  pretendere, sarebbe sbagliato, un'equazione a parità di  costo  e
  di servizi.
   C'è  un  altro  problema di carattere generale che  aleggia  nel
  dibattito, in verità fuori da quest'Aula e fuori dalle stanza del
  Governo  -  capisco  di toccare un nervo scoperto  e  non  vorrei
  essere  frainteso  -  che riguarda la legalità;  dovremmo  essere
  tutti   chiamati   al   rispetto  della   legalità,   il   nostro
  comportamento deve essere improntato alla legalità.
   Per  certi  aspetti, da qualcuno verrebbe adombrato  che  questa
  Giunta  garantisce una maggiore legalità rispetto alle altre  per
  la  presenza di due prestigiosi magistrati, che a me stanno bene,
  stanno bene all'UDC, magistrati che erano presenti anche in altri
  governi  precedenti. Ma mi chiedo: la legalità è un  quid  pluris
  nell'attività del pubblico amministratore? Credo proprio di no
   Noi  siamo tenuti doverosamente e strettamente al rispetto della
  legalità, non scopriamo niente di nuovo quando ci autorichiamiamo
  al  rispetto  della legalità; ci mancherebbe altro  Non  potremmo
  venire  qua  per  fare i deputati, gli assessori,  il  presidente
  della  Regione e commettere illegalità se siamo, invece, i  primi
  tutori e i primi esecutori della legalità.
   Pur non di meno, impostato così il concetto di legalità, non  mi
  sta   bene  perché  riduttivo.  Credo  che  il  legislatore   non
  tralascerà mai di sottolineare che il deputato regionale è  prima
  legislatore  e  poi politico, e come legislatore,  o  membro  del
  governo,  o  presidente  della  Regione,  comunque  tutti  devono
  richiamarsi ad un concetto onnicomprensivo più alto, che è quello
  della  onestà  e che include  anche il concetto di  legalità.  E'
  l'onestà  dei  comportamenti  che ci  impone  il  rispetto  della
  legalità  e l'onestà deve improntare ogni atto della nostra  vita
  di legislatori, amministratori e politici.
   L'onestà  che comprende - lo ripeto - la legalità e  che  non  è
  soltanto  un  aspetto  che riguarda gli  atti  giornalieri  della
  nostra  vita  impegnata  in  politica e  in  amministrazione,  ma
  comprende anche l'onestà intellettuale.
   E  richiamo  tutti  al rispetto dell'onestà  intellettuale,  nel
  senso che ognuno di noi con onestà intellettuale, nel momento  in
  cui svolge una funzione, è concentrato soltanto a svolgere quella
  funzione;  non ci possono essere retropensieri e nessuno  di  noi
  nella  funzione politica, amministrativa o legislativa può portar
  dietro le proprie esperienze professionali pregresse.
   L'ingegnere non può far l'ingegnere da deputato e da  assessore.
  Certo,  ha delle conoscenze maggiori e quindi le sfrutta;  stessa
  cosa dicasi per l'avvocato, il medico, il magistrato.
   Capisco  che  posso essere frainteso e dunque specifico  meglio:
  non  credo,  come  qualche  chiacchiera  anche  giornalistica  ha
  propagandato in questo mese, che  ci sia una sorta di occupazione
  o  di  tentativo di occupazione della magistratura nella politica
  siciliana. Sarebbe troppo meschino e riduttivo. Io credo  che  il
  dottor  Russo  e il dottor Iarda, che danno  prestigio  a  questo
  Governo  e  a quest'Aula,  sapranno improntare della loro  onestà
  intellettuale il compito a cui sono stati chiamati e di questo ne
  gioveremo tutti.
      Questo  è  un  ulteriore  motivo  affinché  l'UDC,   che   io
  modestamente  rappresento,  esprime il  massimo  del  consenso  a
  questo  Governo,   al  Presidente  Lombardo  e  alla  sua  Giunta
  nell'interesse dello sviluppo della Sicilia.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO.   Onorevole  Presidente  Lombardo,   francamente   mi
  aspettavo qualcosa di più dal suo intervento, sia nel metodo  sia
  nella  forma. Mi è sembrato di ascoltare un intervento improntato
  più su appunti di un viaggio tra i problemi della Sicilia che non
  di  un vero e proprio programma di un'isola che ha  5 milioni  di
  abitanti,   qualcosa in più della stessa Svizzera o della  stessa
  Scandinavia.  Lei  è stato eletto in maniera  corale  dal  popolo
  della  Sicilia  per governare la Sicilia per i   prossimi  cinque
  anni  e  mi  sarei aspettato anche una enfasi nel rivendicare  le
  ragioni  stesse  del suo  impegno politico e l'impegno   del  suo
  movimento  che è quello dell'autonomia, in un momento in  cui  in
  Italia i localismi o  le questioni che riguardano aree del  paese
  ben precise sono al centro dell'attenzione.
   Avrei immaginato di ascoltare anche la ripresa di un tema a  lei
  tanto  caro,   la questione meridionale, la questione  siciliana.
  Francamente, tra gli appunti che lei ha letto non ho visto questa
  solennità  nel  rivendicare anche il  ruolo  di  nazione  che  la
  Sicilia ha e che qualche buona letteratura spesso ci ricorda.
     Lei  ha  trattato un tema che nei suoi appunti  sembra  essere
  importantissimo  per lei: il rapporto della  municipalità  con  i
  cittadini,   la  questione che riguarda la  sopravvivenza  stessa
  degli oltre  300 comuni siciliani,  la difficoltà per i comuni in
  queste settimane di chiudere i bilanci, il fatto che tanti comuni
  hanno,  sostanzialmente, bilanci con entrate gonfiate  che  hanno
  consentito di non dichiarare il dissesto dell'ente locale stesso.
  E   a   me   preoccupa  l'assenza  di  soluzione  alla  questione
  finanziaria  che  gli  enti locali hanno, ce  l'hanno  tutti  sia
  quelli  governati  dal  centrodestra  che  quelli  governati  dal
  centrosinistra.
   Onorevole   Presidente,  i  comuni  siciliani  in   quest'ultimo
  periodo,  in quest'ultimo biennio si stanno aiutando con poco  di
  finanza  alternativa. Qual è la finanza alternativa?  La  royalty
  che  viene da impianti fotovoltaici che consente a comuni piccoli
  e  medi  di  avere  entrate alternative  rispetto  ai  tagli  dei
  trasferimenti delle risorse nazionali e peraltro ora ci  toccherà
  fare  alcune variazioni di bilancio per l'abbattimento  dell'ICI.
  Lei  fra  i  suoi  assessori vanta una persona di  spessore,   un
  amministratore  che  è   stato  il rappresentante  di  tutti  gli
  amministratori e lo è ancora: il  vicepresidente del suo Governo.
     Lei sa che i comuni, tanti comuni, hanno avuto possibilità  di
  chiudere  i bilanci grazie alle royalties che vengono  da  queste
  macchine  enormi  che sono gli impianti eolici.  Quando,  anziché
  accennare al Piano energetico regionale, lei si pone la  semplice
  questione di ridurre la quantità di energia che possono produrre,
  si  tratta  di  imprese  che vengono dal Nord,  e  non  pone  una
  questione  più  complessiva che è quella  di avere  una  proposta
  generale  sull'energia, sull'impianto eolico,  sul  fotovoltaico,
  sulle  biomasse,  sostanzialmente, continua in  un  silenzio  che
  abbiamo  avuto  per  due  anni con l'Assessore  della  precedente
  legislatura che in novanta giorni aveva  annunciato il PER, Piano
  energetico regionale.
   Ritengo che in realtà si voglia continuare in qualche maniera  a
  non  regimentare,  a  non organizzare, a  non  rendere  partecipe
  questo  Parlamento e a renderlo protagonista direttamente con  la
  scelta   dell'approvazione  o  della  bocciatura  di   un   Piano
  energetico regionale.
   Ho  l'impressione, onorevole Presidente, mi perdoni il sospetto,
  che  in  realtà  non si voglia intervenire sulla  questione,  che
  peraltro  rappresenta anche un grande business nell'imprenditoria
  siciliana, non si vogliano mettere punti fissi sulla tipologia di
  impianti da fare, su chi li può fare, su quanti MW, se per quanto
  riguarda  il  fotovoltaico si deve rimanere a 2 MW o  si  possono
  avere grandi impianti.
   Sostanzialmente,  nei  suoi appunti,  su  questo  tema  c'è  una
  genericità che mi preoccupa.
   Onorevole  Presidente,  sulla  questione  dei  rifiuti  lei   ha
  firmato  un  decreto  che  è  certamente  importante  per  quanto
  riguarda  la  riduzione  del  numero  degli  ambiti  territoriali
  ottimali,  ma  non tratta assolutamente la questione  che  incide
  sulla TIA e sulla Tarsu che pagano i cittadini, cioè il costo  di
  conferimento  nelle  discariche  dei  rifiuti,  sia  per   quanto
  riguarda  i  consorzi  che  ritirano  i  rifiuti,  come  cartone,
  plastica,  vetro,  etc., sia quel sistema  ormai  consolidato  in
  Sicilia  che  si  conferisce a 90 euro a  tonnellata  più  IVA  e
  chiaramente incide, questo costo di conferimento, per il  40  per
  cento.  Non  incide  sulle  allegre gestioni  di  politici  o  di
  consigli di amministrazione la lettura vera del costo - che  è  a
  carico  dei  cittadini e dei bilanci comunali - che  è  dato  dal
  costo  dell'IVA,  nonostante ci sia  una  norma  approvata  nelle
  variazioni   di  bilancio  del  31  dicembre  2007,  che   ancora
  l'Assessorato degli enti locali non determina come  applicarla  e
  soprattutto in Sicilia, onorevole Presidente, si è instaurato  un
  regime  di  monopolio per quanto riguarda il  conferimento  nelle
  discariche.
   Signor  Presidente, ridurre il numero degli ATO  potrebbe  andar
  bene  per  alcuni  versi,  e  mi convince  anche  l'idea  di  non
  considerare  statica la perimetrazione provinciale,  ma  si  deve
  affrontare la questione della raccolta differenziata e  non  solo
  per un problema ambientale. E bisogna affrontare la questione dei
  conferimenti  in discarica e di quale discarica e da  chi  devono
  essere  gestite.  Paradossalmente  di  tutte  quelle  a  gestione
  pubblica  dicono  siano già state completate tutte  le  vasche  e
  quindi non si conferisce in quelle discariche. Diversamente,  lei
  non  avrà  risolto il problema più serio o meglio i due  problemi
  che  riguardano la gente: la tutela dell'ambiente e la  riduzione
  della  Tarsu,  dove  è  Tarsu e dove è TIA, nei  confronti  delle
  famiglie siciliane.
   Questi  sono i temi che riguardano le municipalità. Se un comune
  deve  coprire al cento per cento e, quindi, riversare per  intero
  sui cittadini, il costo della raccolta dei rifiuti solidi urbani,
  quest'ultimo   diventa  alto  ed insostenibile  per  i  cittadini
  siciliani.
   Immaginavo e sono rimasto deluso, onorevole Presidente, che  lei
  trattasse  la  questione degli Ambiti territoriali  ottimali  per
  quanto  riguarda  la gestione di una risorsa  importante  per  la
  vita, che è l'acqua.
   Un   ordine   del  giorno  approvato  dall'Assemblea   regionale
  siciliana   chiedeva  al  Governo  del  tempo  di   rivedere   la
  perimetrazione  degli ATO riguardante la gestione  delle  risorse
  idriche.
   Onorevole  Presidente, fra qualche mese lei  dovrà  fronteggiare
  la  questione  degli  Ambiti territoriali  ottimali  del  sistema
  idrico  siciliano,  problema  molto drammatico  come  quello  dei
  rifiuti  solidi  urbani  perché i costi saranno  altissimi  e  la
  quantità  d'acqua  distribuita sarà inferiore ai  bisogni  che  i
  cittadini siciliani hanno.
   Questi,  onorevole  Presidente, sono i  temi  che  riguardano  i
  comuni  siciliani, quei comuni che sono ormai al collasso, vicini
  al  dissesto,  se non si trasferisce alle Province la  competenza
  della formazione e non si dà un impulso alle Province stesse  per
  farle  diventare  cabine di regia di quello  che  sarà  il  nuovo
  sviluppo  locale con i fondi comunitari 2007-2013.  Lei  vorrebbe
  sottrarre  a  legislazione invariata competenze ad un assessorato
  che,   solitamente,  va  nella  diretta  influenza  di   Alleanza
  nazionale;  mi  sembra un tentativo di ridurre il peso  specifico
  dell'Assessore  sulla questione dell'utilizzo dei  fondi  per  la
  formazione.  La questione non è se questa straordinaria  quantità
  di  denaro  debba  gestirla  la  Provincia  o  l'Assessorato,  la
  questione è rivedere per intero il sistema della formazione, oggi
  la formazione serve solo ai formatori ed agli enti di formazione.
   Vorrei    sapere,    lo   chiederò   con   una    interrogazione
  all'Assessore,  quanti sono stati gli allievi formati  negli  FTS
  negli  ultimi cinque anni, quanti sono stati gli allievi  formati
  con  il Fondo Sociale e con la  24 , che oggi hanno lavoro  anche
  precario in strutture pubbliche o private.
   Bisogna  rivedere per intero questo sistema iniziando  a  capire
  di  cosa  ha  bisogno esattamente l'imprenditoria  siciliana,  il
  terziario  siciliano, quali sono le qualifiche professionali  che
  servono per trovare immediatamente dopo le 900 ore di corso  o  i
  due  anni  di  corso, occupazione e lavoro; purtroppo,  di  tutto
  questo nei suoi appunti non c'è nulla
   Come  non  c'è  nulla  nei suoi appunti  della  questione  della
  delocalizzazione  delle imprese del nord verso quei  deserti  che
  sono  le  aree di sviluppo industriale e non si può non   partire
  dal  rivedere anche il governo delle ASI, non si può affidare  la
  gestione delle Aree di Sviluppo Industriale di questi consorzi se
  non  agli  imprenditori, agli industriali.  Oggi,  a  gestire  la
  possibilità  di  insediamento, le opportunità, le  questioni  che
  riguardano sostanzialmente la politica industriale siciliana, non
  sono gli industriali, ma sono solitamente persone che sono frutto
  di  mediazione  politica  che diventano presidenti  dei  consorzi
  delle aree di sviluppo industriale.
   Pertanto,   onorevole  Presidente,  c'è  ben  poco   di   quella
  solennità  nel  rivendicare un nuovo corso,  una  nuova  stagione
  all'insegna  dell'autonomismo,  all'insegna,  se  vuole,  di  una
  rinnovata  dignità  di  questa Sicilia e  di  una  conflittualità
  indispensabile   con  il  Governo  nazionale,  semplicemente   un
  adeguamento  a metodi, forme e sostanze che arrivano dal  Governo
  nazionale:  grandi  annunci, nel suo  caso  degli  appunti,  poca
  rivendicazione nei confronti del Governo nazionale.
   Lei  ha  fatto  bene a ricorrere alla Suprema Corte  per  quanto
  riguarda  lo  scippo  di  2.500 miliardi  di  euro,  che  pensavo
  andassero per il Ponte, visto che era la priorità nelle  campagne
  elettorali sua e del presidente Berlusconi. C'è poca cosa nel suo
  programma,  Presidente, per poter parlare di un nuovo  corso  del
  quale questa Sicilia ha bisogno.
   Non  c'è  dubbio che il dato elettorale metta in  cassaforte  le
  vostre  ragioni.  Noi  nei dati elettorali non  possiamo  trovare
  alcuna  rivendicazione  delle  nostre  ragioni,  sono  dati   che
  schiacciatamene  ci  condannano, ma non c'è dubbio  che  ci  sono
  cinque milioni di siciliani, ma ci sono soprattutto quei duecento
  mila  giovani  che  sono  partiti per  non  ritornare  più  nelle
  periferie del grigio nord, che certamente si aspettano qualcosa.
   Se  non  accadesse  nulla, onorevole Presidente,  saremmo  nella
  regola per la Sicilia, una Sicilia che spesso consuma entusiasmi,
  consuma opportunità dal giorno alla notte, dalla notte al giorno,
  lei  resterebbe  nel  solco, come dire, di  una  sicilianità  che
  spesso si condanna da sola.
   Lei  ha  una  grande occasione Presidente, quella di guidare  un
  corso nuovo di governo della Sicilia; in quella politica del fare
  l'opposizione   la   porterà  vicina  sulle   cose   concrete   e
  sull'impegno  a non rendere la macchina regionale,  una  macchina
  infernale  che  condanna con la burocrazia  chi  vuole  costruire
  imprese  e che crea illusioni e seduzioni pericolose a chi  cerca
  una occupazione anche precaria, anche occasionale.
   Onorevole  Presidente Lombardo, lei ha la  grande  occasione  di
  essere non solo un Presidente della Regione, ma di essere il capo
  di  una nazione di cinque milioni di abitanti,  deve decidere  se
  seguire  antichi  corsi, e sino ad ora l'ha  fatto,  compreso  il
  ritardo  della  nomina  del suo Governo  e  l'assegnazione  delle
  deleghe,  rimanere soffocato dagli intrecci e da alcuni  messaggi
  che  sono arrivati poc'anzi dal rappresentante della maggioranza,
  segnali ben precisi e ben chiari, oppure rimanere vittima  di  un
  sistema  di  pesi  e contrappesi, di equilibrismi  e  di  modesta
  politica  del fare poca cosa o scrivere belle pagine  di  storia,
  dipende da lei

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare  l'onorevole  Oddo.  Ne  ha
  facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,  ho
  notato che il Presidente della Regione ama chiamare gli assessori
   signori assessori  ed è giusto che anche noi, da questo punto di
  vista,  attrezziamo  il nostro linguaggio.   Onorevoli  colleghi,
  penso  che non ci sia stata nessuna distrazione in questi momenti
  perché tutti comprendiamo l'importanza di questo dibattito.
   L'Aula  è  più o meno vuota, ma mi permetto di dire che  non  ha
  importanza.  Il  dibattito rimane, molto,  ma  molto  delicato  e
  rimane  tale  seppur non va sottaciuto che ci  troviamo  ormai  a
  distanza   di   circa  sessantacinque,  settanta   giorni   dalla
  proclamazione  degli  eletti  anche  se  entro  dieci  giorni  il
  Presidente della Regione avrebbe dovuto comporre il Governo;   ne
  sono  passati cinquanta prima che lo componesse, con tutto quello
  che  i  giornali  ci  hanno  aiutato  a  conoscere;  quindi,  una
  partenza, onorevole Presidente, che  non fa onore a quanti  hanno
  comunque   votato  il  presidente  Lombardo  con  una   altissima
  percentuale.
   Ci  si  aspettava, anche da parte nostra, un maggiore  tempismo,
  ci  si  aspettava subito una dedizione ai problemi  della  nostra
  realtà,  meno  a  equilibrismi, litigi interni e  situazioni  che
  hanno  fatto  partire  questa legislatura non  sotto  i  migliori
  auspici; questo va detto, perché è ovvio che sono state poche  le
  occasioni,  anzi  non ci sono state, e forse oggi  è  l'occasione
  giusta.
   Quindi,   nessuna  distrazione,  lo  voglio  dire  all'onorevole
  Leanza,  perché abbiamo ascoltato con interesse, con  attenzione.
  Ci  aspettavamo,  però, maggiore passione e  ci  aspettavamo  una
  dichiarazione programmatica con un'anima diversa.
   E'  sembrato,  onorevole Presidente, lo dico pacatamente  e  con
  rispetto,  l'intervento  di un'occasione  elettorale,  un  po'  a
  braccio, un po' con tracce che tutto sommato non mi sono - almeno
  questa  è  la  mia  impressione, mi posso  sbagliare  -  sembrate
  organiche  e,  soprattutto,  non  colpiscono  nell'efficacia  del
  debutto in Aula di questo Presidente e di questo Governo.
   Una  falsa  partenza? Ce lo auguriamo  Una  difficoltà  già  nel
  percepire  le  esigenze  reali di un'Isola  che  sta  per  essere
  travolta,   da certi punti di vista, cito la prima  cosa  che  mi
  sembra  assolutamente  delicata  ed  importante:   Agenda   2000,
  dicembre 2008, disimpegno automatico .
   Come  abbiamo gestito Agenda 2000? Non lo diciamo solo noi,  non
  lo  dice  solo  l'opposizione, lo diciamo anche noi, ma  lo  dice
  prima  di  tutti  la  relazione della Banca  d'Italia  che  parla
  chiaro. E altri osservatori e prestigiose penne hanno scritto  in
  questi  mesi  e in questi anni che non abbiamo fatto  quello  che
  hanno  fatto  i  greci, quello che hanno fatto  gli   spagnoli  e
  potrei continuare.
   Loro  hanno  fatto  miracoli e ci hanno evidentemente  superato,
  sono   cresciuti  economicamente,  socialmente  e  culturalmente,
  mentre  noi  siamo ripetenti: eravamo  nell'Obiettivo   1'  e  vi
  rimaniamo perché permane il ritardo di sviluppo.
   I  ripetenti  - ve lo dico come  uomo di scuola - a volte  fanno
  miracoli  Siamo in grado di fare miracoli  Io lo spero. Non mi  è
  sembrato  di  cogliere,  anche rispetto a  questa  grande  ultima
  occasione,  quella lucidità strategica in grado di  invertire  la
  tendenza  e  dico in poche parole: qualità della  spesa,  sistema
  reale,  maggiore moltiplicatore rispetto a quello  che  purtroppo
  non   c'è   stato   perché   la  Banca  d'Italia   scrive   basso
  moltiplicatore.
   Sistema  significa qualità - l'ho detto poco fa  -  e  significa
  soprattutto  qualità  per  quanto  concerne  anche  i   direttori
  generali. È inutile che ci giriamo attorno  Lo dico con rispetto,
  chi  mi conosce sa bene che sto molto attento a pesare le parole,
  però  dico  che se è vero che bisogna, da questo punto di  vista,
  invertire  una  tendenza  è pur vero che dobbiamo  partire  anche
  dall'utilizzo  delle  nostre  risorse  umane,  cioè  i  direttore
  generali. In questo senso mi chiedo se c'è qualche novità  e  non
  perché voglio, in questo momento, togliere qualcosa alle capacità
  espresse da alcuni direttori generali.
   Mi  chiedo  se c'è alcuna novità per quanto concerne la  miriade
  di  segmenti che Agenda 2000 ha sperimentato con una formula  che
  non ha dato le risposte che tutti ci aspettavamo  Non mi pare che
  su  questo ci sia anche una lucidità, che  definirei  strategica,
  da parte del Presidente.
   Non  l'ha  impostata  il  Presidente Lombardo,  è  vero,  ma  il
  Presidente  della  Regione rispetto a quanto è  stato  impostato,
  quale  input, quale momento di Governo di alto profilo è in grado
  di assicurare alla gestione del 2007-2013?
   I  ripetenti  siciliani sono in grado di fare bene?  Di  colmare
  ritardi?  Di fare realmente sistema? Di assicurare qualità  nella
  spesa?  Di  fare  crescere quest'Isola? Di cominciare  ad  essere
  puntuali?  E  in  grado  di assicurare che le  rimodulazioni  non
  saranno   fatte  se  non  su  questioni  che  riguardano   sempre
  un'impostazione strategica? O le rimodulazioni saranno fatte così
  come  sono  state fatte per Agenda 2000? Queste  sono  le  grandi
  questioni  e  scusatemi se insisto su questo  punto  e  sono  già
  trascorsi otto minuti.
   Seconda  questione:  si è detto che è una relazione  senz'anima.
  Si  è  detto ciò perché tutti noi siamo esterrefatti per il fatto
  che  il  Presidente della Regione ritiene che  con   il  ricorso,
  sollevando    il   conflitto   di   attribuzioni    alla    Corte
  Costituzionale,  la  Sicilia risolve il  problema  riguardante  i
  tagli  pesanti  - non voglio ripetere numeri che hanno  citato  i
  colleghi  che  mi  hanno preceduto -  e che obiettivamente  hanno
  dato  un  colpo  mortale alla possibilità,  con quei  numeri,  di
  determinare  percorsi di crescita perché le  infrastrutture  sono
  importanti, anzi vitali e perché,  mi permetto di citare,   anche
  le  cose che possono sembrare più piccole, per quanto concerne la
  logica dei numeri, hanno un significato assolutamente importante.
   Ne  cito  solo  quattro.  Assessore La Via,  lei  ha  fatto  una
  campagna  elettorale per le amministrative precedenti  in  luoghi
  simbolo  della  nostra Regione  dicendo che  avrebbe  risolto  il
  problema della peronospora.
   Lei  ha  detto  -  non l'ho detto io - che sono  stati  messi  a
  disposizione  della Sicilia  50 milioni  di  Euro  da  parte  del
  Governo  Prodi, quel Governo terribile che  ha rovinato l'Italia,
  dite  voi, nel linguaggio corrente, io non ho sentito dire  altro
  che  quella norma non era stata scritta bene: dove eravate con  i
  vostri  partiti di riferimento nel momento in cui quella norma  è
  stata scritta ed approvata dal Parlamento nazionale?
   Se  non  ricordo  male,  avete inviato la  circolare  il  15  di
  aprile, ad urne chiuse, oppure il 16 in fase di scrutinio -   non
  insisto  sulla  data di invio della circolare - e mi  chiedo  che
  fine  abbia  fatto  quella  circolare;  c'è  qualcuno  che  si  è
  preoccupato  di  andare  a  negoziare,  di  andare  a   sostenere
  l'impianto  fondamentale  della  circolare  e  i  relativi   atti
  allegati  che  riguardava  la famosa questione  delle  fitopatie,
  questione   difficile da sostenere rispetto ai  regolamenti?  Non
  intendo  citare alcun articolo di questi regolamenti,  sprecherei
  qualche  secondo, sulla famosa questione dell'andamento climatico
  anomalo,  con tutti  i rilevamenti che erano stati  fatti;  si  è
  recato  a  Bruxelles, nella qualità di Presidente della  Regione,
  europarlamentare,  che  conosce bene quel  tipo  di  realtà,  per
  sostenere  presso la Commissione competente - non voglio  nemmeno
  scomodare il Commissario - quelle che erano le ragioni di tanti e
  tanti agricoltori siciliani?
     Non mi dite che in questo si fa demagogia più di quanto si  fa
  quando si interviene in Aula perchè mi indigno seriamente.
   Voi  avete scritto e detto queste cose; c'è la risposta da parte
  di  Bruxelles,  l'avete  tenuta nel cassetto?   Non  è  trapelata
  alcuna notizia perché nel contempo vi siete resi conto che quanto
  avevate  detto era realmente una bufala. Come vogliamo affrontare
  la  questione?  Su  quale pista ci vogliamo  avventurare?  Diteci
  qualcosa,  battete un colpo, perché sicuramente sapete bene  cosa
  significa   la   copia  del  ricorso  alla  Corte  costituzionale
  consegnata  agli  agricoltori, sia per  i  tempi  e  sia  per  le
  risposte concrete che aspetta l'agricoltura siciliana. Ci sono le
  disponibilità?  Ci  credete o non ci credete? Volete  mettere  in
  moto  qualcosa  di  serio, con tutte le difficoltà  che  ci  sono
  rispetto ai contenuti del Regolamento o no? Come volete dribblare
  l'ostacolo?
   Perché  l'ostacolo c'è e la cosa paradossale è che  noi  abbiamo
  sostenuto  che  c'era qualche problema e che voi avete  sostenuto
  che  avreste  risolto il problema; ora mi pare che siete  Governo
  nuovamente  di questa Regione, fateci sapere, per favore,  perché
  in  queste ore avete impegnato pochissimo dei cento milioni della
  legge  regionale  numero 19, forse il 22, 23 per cento - ora  non
  sto  qui  a dire euro più euro meno, per intenderci Assessore  La
  Via - una buona parte di quelle somme che erano cento milioni  di
  euro - vi ricordate la piazza, lo sciopero e voi che annunciavate
  cento  milioni di euro -  bene sono passati circa  due  anni,  ne
  avete  solo  impegnati circa venti degli ottanta milioni,  ce  ne
  saranno  altri trenta che sicuramente saranno impegnati per  fini
  nobili,  per interventi significativi, ma  mettete a disposizione
  quello  che avete in cassa e facciamo in modo che, nel  contempo,
  il ricorso faccia la sua strada.
   Hanno   tolto   alla  Sicilia  i  fondi  per   la   lotta   alla
  disoccupazione,  come se noi non conoscessimo  questa  categoria,
  non mi pare che avete organizzato marce su Roma.
   Hanno  tolto i soldi della viabilità secondaria,  quella  è  una
  realtà  e  una  situazione che veramente vale la  pena  ricordare
  perché  lì s'è fatta la marcia su Roma per paura che quel Governo
  non trasferisse quelle risorse.
   Da  questo punto di vista, avete qualcosa da dire? Perché non mi
  pare,  in  questo senso, che  i dati ci indichino una  situazione
  florida.
   Avete  per  caso  idea  di  cosa  significa  fare  una  campagna
  elettorale in Sicilia sulla stabilizzazione dei forestali  e  non
  dire  mezza  parola su come si può fare l'operazione Stato-Unione
  europea-Regione, non scimmiottando la Calabria, ma andando  oltre
  perché lì ci sono situazioni diverse?
   Avete  idea  di  cosa comporti la circostanza che  lo  Stato  ha
  sistemato  i  precari  dello Stato, la  Regione  ha  sistemato  i
  precari  della  Regione, gli enti locali hanno  contrattualizzato
  altri a valere sull'onda nazionale? Avete idea del fatto che  noi
  non abbiamo recepito quella norma pur avendo insistito tantissimo
  e le altre regioni a piene mani hanno preso i soldini e forse non
  arriviamo a beccare nemmeno un euro, mentre ci sono contratti che
  stanno per scadere, ora, in questo mese?
   Quando  parlate di difficoltà degli enti locali,  dal  punto  di
  vista  finanziario,  sapete bene che quei contratti  non  possono
  essere  assolutamente  rinnovati con le  risorse  destinate  agli
  enti locali, ma non ne parliamo
   Ultima   battuta:  sapete  cosa  significa  vivere  in   Sicilia
  condizioni giovanili particolari? Non ho sentito una parola su un
  attento  studio  che  potremmo commissionare così  come  potremmo
  dotare  seriamente  questa  Isola di precondizioni  utili  per  i
  giovani  siciliani - rischi, devianze -, eppure i  giornali  sono
  pieni  di  fatti  di  cronache in tal senso.  Si  parla  solo  di
  immigrati e di morti nel canale di Sicilia.
   Ecco   perché,   Signor  Presidente,  non   sono   assolutamente
  soddisfatto e pensavo che oggi si sarebbe potuto dare di più.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini.  Ne  ha
  facoltà.

   LEONTINI.   Signor   Presidente,  onorevole   Presidente   della
  Regione,  onorevoli colleghi, ricollegandomi proprio alle  ultime
  parole  del  collega onorevole Oddo, proprio per significare  una
  convinzione diametralmente opposta, esprimo soddisfazione per  le
  dichiarazioni  del  Presidente  Lombardo.  Negli  interventi  dei
  colleghi della minoranza ancora una volta risiede il germe  della
  censura  strumentale, dell'opposizione non  costruttiva  e  della
  sottolineatura astratta delle presunti lacune altrui.
   Presidente Lombardo, lei ha una grande occasione - è  vero  -  e
  l'occasione è quella di avere dimostrato, stamattina,  di  volere
  evitare  nel  modo  più efficace di essere  un  presidente  della
  Regione che parli un doppio linguaggio: uno rivolto al popolo che
  lo  ha  votato  e lo ha eletto e un altro rivolto all'Istituzione
  che,  a  parole, si vorrebbe evitare che fosse barocca e che  nei
  fatti   si  vuole  trasformare  nel  ricettacolo  barocco   delle
  dichiarazioni più arzigogolate, delle anticipazioni più enfatiche
  e  clamorose  e,  persino, del calendario  delle  azioni  che  si
  intendono mettere in campo.
   E'  una  grande  occasione quella di fare la differenza  tra  le
  azioni e le parole, tra i bizantinismi che lamentava poc'anzi  il
  collega  Cracolici, cui ha fatto eco il collega  Oddo,  e  alcune
  significative  riforme  annunciate  nelle  dichiarazioni  che  il
  Presidente ha reso oggi in modo cospicuo e sostanziale.
   Peraltro,    dichiarazioni  programmatiche  rese  all'Aula   che
  servono  soltanto a coinvolgere il Parlamento nell'attuazione  di
  un  programma che è stato già consegnato agli elettori al momento
  della  sottoscrizione della candidatura, perché il programma  del
  Presidente della Regione è stato già presentato agli elettori,  è
  stato   formalmente   documentato;  oggi,   nell'ambito   di   un
  adempimento   d'Aula,   bisognava   in   modo   molto   sintetico
  sottolinearne   soltanto  i  criteri   ispiratori   e   i   fatti
  fondamentali.
   Si   è   privilegiato il registro dell'affidamento  alle  azioni
  che si intendono mettere in campo sulla inopportuna elucubrazione
  retorica   ed  enfatica  delle  intenzioni,  il  quaderno   delle
  intenzioni,  un  tomo di 120 pagine che ha riempito  i  resoconti
  stenografici delle precedenti dichiarazioni. Bisogna  essere  una
  volta  tanto rispondenti alle dichiarazioni che si fanno  e  alle
  posizioni che si assumono.
   Abbiamo    lamentato   nel   passato   che   le    dichiarazioni
  programmatiche  fossero un tomo di 100 pagine su  tutto  ciò  che
  nello  scibile  amministrativo di Governo  e  parlamentare  fosse
  possibile  indicare e anticipare. Quello è il linguaggio  doppio,
  il   linguaggio  bizantino  dell'istituzione  che   tradisce   il
  linguaggio dei fatti o il rapporto diretto con il consenso e  con
  il  popolo  che ha votato. Oggi, credo che sia stato privilegiato
  un metodo e un registro diverso e di questo sono soddisfatto
   Sono  soddisfatto del fatto che, per esempio, a proposito  della
  sanità,   il  Presidente,  entrando  nel  merito,  abbia   inteso
  distinguere - forse questo qualche collega non lo ha  compreso  -
  tra  gli strumenti dell'emergenza e la programmazione strutturale
  contenuta nel nuovo piano sanitario regionale.
   Gli  strumenti  dell'emergenza sono un conto, la  pianificazione
  degli interventi strutturali sono un'altra cosa. E' vero che  c'è
  un  rapporto  simbiotico, che c'è sicuramente  una  premessa,  un
  fondamento nell'attuazione degli strumenti di emergenza ed uno di
  questi strumenti è il Piano di rientro che questo Governo eredita
  da  una precedente interlocuzione tra il Governo regionale  e  il
  Governo  nazionale e che è viziato da una impostazione ideologica
  imposta  dal  Ministro  Turco, in quella occasione  ispirato  dal
  Ministro Bindi.
   Mi  riferisco  al  dibattito del luglio-agosto dell'anno  scorso
  quando  si  indicò la necessità di formulare un Piano di  rientro
  articolato  in  quattro  grandi  versanti,  nel  quale  rientrava
  l'abbattimento del budget, la convenzione esterna,  la  riduzione
  della  spesa  farmaceutica.  Sono un  chiaro  indicatore  di  una
  prevalente  impostazione  ideologica  in  base  alla   quale   il
  pubblico, che dovrebbe essere consapevole delle proprie patologie
  -  mutuando la metafora proprio dal linguaggio sanitario -  e che
  dovrebbe  sapere indicare le proprie volontà di riforma piuttosto
  che indicare la fondamentale matrice della spesa insostenibile  -
  e  cioè la rete ospedaliera viziata e afflitta da mille difetti e
  incongruenze -, indica come prevalenti obiettivi la riduzione dei
  budget  ai  convenzionati  esterni e  la  riduzione  della  spesa
  farmaceutica,  quasi fosse necessario nascondere o  occultare  la
  necessità  di intervenire sulla rete ospedaliera e,  quindi,  sui
  mali  della  struttura pubblica prima ancora di  chiamare  ad  un
  coinvolgimento sacrificale il mondo della  convezionata'  esterna
  o dei privati.
   Infatti, alcuni degli aspetti di questo piano di rientro non  si
  sono  potuti  attuare integralmente proprio per questo  vizio  di
  impostazione ideologica originaria.
   La  rete  ospedaliera - e mi piace agganciarmi  a  quanto  detto
  prima  dal  Presidente quando collegava la necessità di applicare
  integralmente  il  Piano  di rientro per  monitorare  l'andamento
  della spesa e metter mano ad un piano sanitario regionale - dovrà
  essere la matrice dell'intervento riformatore, perché il 48,2 per
  cento  della  spesa sanitaria regionale è assorbito da  una  rete
  ospedaliera   colabrodo   che  è  necessario   razionalizzare   e
  riformare.
   Il  fatto  che questo sia stato indicato con molta scioltezza  e
  molta  sobrietà  non mi pare possa essere, oggi, oggetto  di  una
  diffidenza   sulla  intenzione  vera  o  di  una  censura   sulla
  limitatezza della riflessione o della volontà di intervenire.  Mi
  pare che ci si affidi alle azioni.
   La   rete   ospedaliera  oggi  è  alla  base  di  un  intervento
  complessivo,   riformatore  che  potrà  sì  esso  potenziare   il
  territorio, i servizi sul territorio e consentire, per esempio, a
  quegli   interventi   necessari  ai  quali   faceva   riferimento
  l'onorevole  Maira  quando parlava della  neurochirurgia  e  cioè
  degli  interventi  più delicati e più costosi,  potrà  servire  a
  meglio  organizzarli  se esercitiamo subito  la  riduzione  della
  spesa   laddove  la  dispersione  è  veramente  incontenibile   e
  incontrollabile.
   Una  diffusione  nel territorio di nosocomi che  a  distanza  di
  quattro  chilometri in linea d'aria consentano  ai  primari,  che
  sono ovviamente sottoposti al sistema complessivo, di occupare  i
  posti  letto  nella misura del 30 per cento in Sicilia,  in  modo
  improprio,  rispetto alla bisogna, è una delle fonti della  spesa
  incontrastata, incontenibile ed incontrollabile.
   Se  non  si  interviene  su questo, le altre  cose  sono  slogan
  perché  non  si  recuperano  risorse  per  affidarsi  poi  ad  un
  potenziamento  del territorio, dei servizi di prevenzione  o  dei
  servizi  di  coinvolgimento, per esempio, della comunità  in  una
  collaborazione   sull'assistenza   domiciliare,    integrata    e
  quant'altro,  tutta  una  serie  di  potenziamenti  che  potranno
  deospedalizzare l'erogazione della offerta sanitaria e consentire
  al sistema di funzionare meglio.
   Gli   ospedali  sono  gonfi;  si  accede  in  modo  sempre   più
  improprio,   pertanto   affermo  che   la   razionalizzazione   è
  fondamentale perché fornisce degli strumenti e delle  indicazioni
  agli  operatori, soprattutto per quanto riguarda alcuni  reparti,
  alcune divisioni.
   Se  andate un po' in giro - possiedo i dati non soltanto per  la
  mia  attività  di  governo precedente,  ma  anche  perché  con  i
  colleghi in Commissione ci siamo più volte confrontati su  questo
  -  a distanza di cinque chilometri in linea d'aria, due divisioni
  di  medicina,  con trentadue posti letto l'una e  ventotto  posti
  letto  l'altra,  inducono  il  primario  che  deve  meritare  una
  riproduzione dei contratti di diritto privato a proprio vantaggio
  ad  occupare  i  posti letto perché l'indice di  valutazione  dei
  primari e degli operatori è la produttività.
   In  questo  senso, se la produttività può essere qualificata  in
  questo   senso   si   interviene  nel  merito   morigerandola   e
  qualificandola,  in  questo  senso  la  produttività  può  essere
  agganciata e non sganciata dalla tutela del valore assoluto della
  salute, altrimenti ci rifugiamo negli slogan.
   In  questo  senso  si potrà consentire alla  rete  sgonfiata  di
  essere meno fattore di sperpero e, quindi, una delle destinazioni
  privilegiate  dell'intervento riformatore non può che  riguardare
  questo aspetto.
   Altrimenti,  se ci fermiamo, secondo l'impostazione  ideologica,
  al  coinvolgimento del privato nel sistema sacrificale abbattiamo
  il  budget  e ci ritroviamo alle prese con uno smantellamento  di
  una  offerta  sanitaria  che in questo  momento  svolge  una  sua
  funzione  di  capillare  diffusione  dell'offerta  sanitaria   e,
  quindi,  del  sistema sanitario nel territorio regionale  con  un
  danno ai livelli occupazionali e un eccessivo rigonfiamento della
  spesa   pubblica   perché,   in   questo   momento,   senza   una
  razionalizzazione  della rete pubblica, se andiamo  ad  incidere,
  solo    come    l'impostazione   ideologica   prevedeva,    sullo
  smantellamento dei laboratori privati, troveremo il corrispettivo
  delle prestazioni e, quindi, del mercato sanitario rivolto ad una
  rete  pubblica già intasata, già gonfia e, peraltro, più costosa;
  infatti l'unità di prestazione presso il pubblico ci costa  48,70
  euro (mi riferisco alle lastre, mi riferisco alle analisi chimico-
  cliniche), presso il privato ci costa 11,70 euro. Sono  questi  i
  dati indicati direttamente dai parametri,  non nostri, ma forniti
  dal Ministero.
   Allora,  se si vogliono utilizzare questi spunti per operare  un
  intervento riformatore sostanziale, bisogna, caso mai, apprezzare
  che  il  Presidente non  abbia voluto rifugiarsi  nella  retorica
  supponente  ed astratta ed assolutamente scorretta nei  confronti
  della  comunità e del consenso ed abbia, invece, voluto preferire
  l'adesione  ad  alcune azioni concrete che sono quelle  contenute
  nel  programma che ha già documentato quando si è candidato e che
  è  stato  oggetto  del  consenso per il quale  siamo  tornati  in
  quest'Aula, noi più numerosi, voi molto meno numerosi.
   Se  è vero che noi siamo tornati più numerosi, poiché nessuno di
  noi è portatore di un programma individuale, ma siamo stati tutti
  fattori di sostegno del programma del Presidente, ritengo ci  sia
  un motivo per il quale noi siamo tornati più numerosi e voi siete
  tornati  molto meno numerosi della volta scorsa. Se questa  è  la
  premessa, proseguo sulla questione riguardante l'Unione europea e
  l'agricoltura.
   Il  Presidente  della Regione faceva riferimento alla  necessità
  di potenziare i servizi forestali; questo mi sembra sia uno degli
  intendimenti primari.
   L'assessore  La  Via  su ciò ha già fornito  gli  strumenti.  Il
  recepimento  di una norma nazionale ci permetterà di adeguare  la
  nostra  legislazione  sul  personale  della  forestale  a  quella
  nazionale,    consentendoci   non  soltanto   il   concorso   per
  l'integrazione del personale relativo ai quadri dei forestali, ma
  anche di pianificare un'integrazione della legge numero 14.
   Infatti,   a  proposito  del  precariato,  poiché  è  necessario
  uscire,  come  si  diceva, da una situazione di  precariato  che,
  oggi,   discrimina  alcune  categorie  rispetto  ad   altre,   il
  completamento   della  legge  14  significherebbe   metter   mano
  all'integrazione  di  quella percentuale del  15  per  cento  che
  vedeva  i  centounisti  e i centocinquantunisti  in  graduatoria,
  suscettibili  proprio di una necessaria integrazione  che  doveva
  avvenire  con  lo  svolgersi  delle attività  parlamentari  e  di
  Governo.
   Abbiamo  applicato  la  misura  del  15  per  cento  sia  per  i
  centunisti che per i centocinquantunisti; ebbene, oggi abbiamo la
  necessità  di  integrare, con l'altro 85 per cento,  al  fine  di
  evitare  che  il personale della forestale, antincendio,  rimanga
  suddiviso  in  due categorie: gli aventi diritto e i  non  aventi
  diritto,  proprio  per farli uscire dalla sacca  del  precariato,
  cioè da una condizione non assistita dal punto di vista giuridico
  ed economico.
   Bene,  mi pare che il disegno riformatore ci sia tutto,  ci  sia
  nelle  intenzioni sulla formazione, sulla necessità di decentrare
  i   progetti   relativi  alla  formazione  e   sulla   necessità,
  soprattutto, di razionalizzare la spesa - se è vero che, in  gran
  parte,  è  assorbita  dalle indennità ai formatori  -,  adeguarla
  attraverso,  magari, un intervento come quello che il  Presidente
  illustrava poc'anzi, fondato sul decentramento alle necessità più
  immediate  del  territorio e attraverso,  quindi,  un'indicazione
  precisa   della  rispondenza  dei  progetti  di  formazione   con
  l'evoluzione del sistema di sviluppo ed occupazionale.
   Lo  stesso  vale  - e concludo signor Presidente  -  per  quanto
  riguarda i fondi comunitari. Infatti, oggi, in alcuni settori, la
  possibilità  di  fruire  dei  fondi  comunitari  non  può  essere
  svincolata   da   una   necessaria   azione   di   coinvolgimento
  dell'attività degli Istituti di credito che, negli  ultimi  anni,
  in  Sicilia,  non  sono  stati  molto  amici  della  capacità  di
  investimento dei nostri produttori.
   Faccio un riferimento specifico al settore dell'agricoltura.  La
  possibilità  dei  nostri  piccoli e medi imprenditori,  ai  quali
  faceva  riferimento l'onorevole Presidente, di accedere ai  fondi
  comunitari  che, peraltro, nella precedente programmazione  erano
  inseriti  in  un  criterio di erogazione  che  non  era  l'esatta
  fotografia  della nostra piccola e media impresa, ma si  riferiva
  ad  una  fotografia  aziendale che  non  era  tipica  del  nostro
  territorio;   ebbene,  è  stata  necessaria  una   contrattazione
  aggiuntiva per modificare quei criteri. Oggi, possono essere resi
  più aderenti alle necessità della nostra piccola e media impresa,
  se  riusciamo  anche ad assistere i nostri imprenditori  rispetto
  alla  necessità  della  ristrutturazione finanziaria  delle  loro
  aziende.
   Oggi,   i   nostri   agricoltori,  afflitti  dalle   esposizioni
  debitorie  e  bancarie, dai debiti INPS e da tutta una  serie  di
  appesantimenti, a volte, non riescono ad utilizzare quella  quota
  di  cofinanziamento  attraverso la quale poi  potere  aderire  ai
  bandi e partecipare alla graduatoria ed all'attività utile per la
  collocazione in graduatoria.
   Credo  che  sia necessario intervenire affinché i meccanismi  di
  erogazione  del  finanziamento siano  più  aderenti  alla  nostra
  tipologia   strutturale  diffusa  e  soprattutto  attraverso   un
  coinvolgimento degli Istituti di credito per una ristrutturazione
  finanziaria  delle imprese che è fondamentale, come premessa,  ai
  fini  di  una  più integrale e completa capacità di  attingimento
  delle risorse comunitarie.
   Proprio  per  questo  disegno  riformatore  concreto,  asciutto,
  previsto nei fatti e già documentato ampiamente al popolo che  ha
  votato,  noi  aderiamo con convinzione e sosteniamo il  programma
  del Presidente della Regione.
   Riteniamo  che  attraverso una collaborazione  di  questa  Aula,
  soprattutto   nei   compiti   di  riforma,   di   semplificazione
  dell'attività  legislativa,  al  fine  di  ridurre  i  tassi   di
  burocratizzazione  del  rapporto tra l'economia  che  vive  e  la
  società  che  lavora  e le Istituzioni e le norme,  oggi,  questo
  Parlamento,  piuttosto che affidarsi totalmente al Governo  debba
  sostenere  questo  programma  attraverso  tutta  una   serie   di
  interventi  finalizzati  ai testi unici che  potranno  essere  un
  fattore  fondamentale e prezioso per ridurre  il  coacervo  delle
  norme,  la  pressione normativa, per evitare la farraginosità  di
  alcuni  itinerari  normativi e legislativi e  consentire  così  a
  questo Parlamento di fornire gli strumenti di collaborazione  tra
  le  Istituzioni  e l'economia, la società che si  organizza,  che
  siano  veramente  fattori  di  evoluzione,  di  sviluppo   e   di
  progresso.
   Credo  che  tutto ciò sia contenuto nel programma del Presidente
  della Regione e noi lo sosteniamo con forza e convinzione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, do  la  parola  al  Presidente
  della Regione, onorevole Raffaele Lombardo, per la replica.

   ODDO.  Signor Presidente, l'onorevole Leontini è raccomandato?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Oddo,  ho  concesso  al  presidente  del
  Gruppo parlamentare del PD otto minuti in più e a quello del  PDL
  quattro minuti in più. Mi è sembrato un gesto di cortesia.

   LOMBARDO,   presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, ho seguito con attenzione gli interventi  dei
  colleghi  parlamentari, traendone spunti di cui, ovviamente,  non
  posso che tenere conto, valorizzandoli.
   Ringrazio  loro  per  il  contributo  ed  i  deputati  regionali
  presenti  per  l'attenzione che hanno voluto rivolgere  sia  alle
  dichiarazione programmatiche che al dibattito stesso.
   Credo  che nel corso del mio dire, forse non si siano  colte  le
  idee   o  gli  spunti  programmatici  ai  quali  sono  legati   -
  ispirandomi ad attualità e concretezza oltre che a realismo - gli
  impegni  del  Governo e le proposte che il Governo, nel  rispetto
  del   ruolo   dell'Assemblea,  intende  rivolgere  al  Parlamento
  regionale,  per avviare e realizzare un processo riformatore  del
  quale  ci assumiamo la responsabilità, in virtù anche del mandato
  e del consenso ricevuto.
   Ritengo  valga  la  pena di ricordare questi  impegni  e  questi
  punti che mi auguro non impegnino l'intera legislatura. Spero che
  nell'arco  di  pochi mesi molti di questi punti vengano  risolti,
  dopo di che non c'è dubbio che passeremo ad altro.
   Noi,  come  Governo, abbiamo voluto richiamare la  nostra  e  la
  vostra attenzione, intanto, sul tema della  sicurezza sul lavoro.
  Purtroppo,  lo  sappiamo bene, partecipiamo alle tante  giornate,
  ormai  da  anni,  che l'INAIL, le relazioni, le statistiche,  gli
  invalidi del lavoro celebrano; sono statistiche che, a fronte  di
  tassi  occupazionali  più  bassi che  nel  resto  del  Paese,  ci
  assegnano una maglia nera in quanto a percentuale di incidenti  e
  anche di incidenti mortali sul lavoro.
   Insieme  ai  sindacati che ci hanno invitato ad una riflessione,
  abbiamo, in poco tempo, da quel fatidico mercoledì, quello  della
  scorsa  settimana,  definito  provvedimenti amministrativi  e  un
  disegno   di  legge  tendenti  a  potenziare  i  controlli,   gli
  Ispettorati   del   lavoro,   introdurre   meccanismi   premiali-
  sanzionatori,  incentivare  la formazione  alla  prevenzione,  il
  tutto  in  un  disegno di legge che, dopo quello  presentato  per
  garantire  una  forma concreta di solidarietà alle  famiglie,  il
  Governo offrirà alla valutazione dell'Aula.
   Abbiamo  voluto dire, con molta chiarezza e con  un  pizzico  di
  coraggio  da  parte di un Governo, se posso permettermi,  che  il
  sistema della formazione deve essere radicalmente rivisto, a meno
  che  non  vogliamo appagarci di una condizione nella  quale  gran
  parte  della  spesa viene convogliata verso le voci  della  parte
  corrente del pagamento delle indennità.
   In  questo  caso  si  tratterebbe di una formazione  più  per  i
  formatori  che per quei pochi o molti formati che poi mancano  un
  raccordo con l'impresa o con il territorio, che  sa forse  meglio
  cosa  serve e cosa può impegnare, quanto sbocco lavorativo  offra
  ai  nostri  giovani o non giovani più o meno formati.  A  partire
  dalla   considerazione  che  tutti  noi  abbiamo   ritenuto   che
  l'assunzione  presso  la  Pubblica  amministrazione  -  non   c'è
  bisogno  che  lo  sottolinei - non è certo il modo  migliore  per
  rispondere  alla  domanda  di lavoro, soprattutto  delle  giovani
  generazioni.
   Credo  che  abbiamo  il coraggio, non so se  si  tratta  di  una
  speranza  disattesa, di un impegno post-elettorale, di  dire  che
  mettiamo  la  parola  fine.  Lo dico  pubblicamente,  anche  alle
  Agenzie,  alle  aziende  che contestano o  rilevano  qualcosa  in
  ordine a questo nostro punto di vista che, se servono lavoratori,
  in  questo o in quell'altro ramo dell'Amministrazione o  Azienda,
  si  attinga da quanti hanno già contratto comunque un rapporto di
  lavoro  a  tempo indeterminato, con regioni, agenzie  o  aziende,
  avvalendoci  di  professionalità di cui sono in  possesso  questi
  lavoratori  e  passando,  se  necessario,  attraverso  piani   di
  riqualificazione,.   In   caso  contrario,   avremo   una   spesa
  esattamente corrispondente, complessivamente e tutto sommato,  al
  pagamento degli stipendi dei nostri dipendenti.
   Se  questo  è  un impegno da poco, per carità, valutiamolo  pure
  tale ma, se posso permettermi, non sono d'accordo.
   Così  come ci aspetta, come impegno non leggero e non facile  da
  realizzare, quello della razionalizzazione dell'impiego di questi
  nostri  dipendenti perché, riferendoci come modello a quello  dei
  vasi  comunicanti, nessun ramo dell'Amministrazione resti a secco
  e  addirittura  ravvisi bisogno di nuovi occupati, mentre  altri,
  invece, ne sovrabbondano.
   Abbiamo  parlato di semplificazione della  burocrazia che  venga
  percepita  come  amica  e  capace  di  aiutare  lo  sviluppo,  le
  famiglie,  gli  imprenditori che vi si rivolgono.  E  questo  può
  avvenire attraverso  una  riforma delle leggi che arrivi ai testi
  unici, alla deligificazione, alla semplificazione e non credo che
  sia un lavoro da poco.
   A  Roma  c'è  un  ministero  dedicato a  questo  obiettivo,  qui
  l'Assemblea, ovviamente, ha un grande impegno dinanzi a sé  oltre
  a una serie di regole che riguardano i rapporti dei cittadini con
  la  burocrazia, in modo da assicurare certezza nei  tempi,  nelle
  risposte;  cose che, purtroppo oggi, i cittadini esigono  ma  che
  non hanno.
   Abbiamo  parlato  della  strategia della  sanità  che  a  nostro
  avviso  deve  essere rivista. Questo si chiama  Piano  sanitario,
  rispetto al quale possiamo dire che il Piano di rientro non è una
  cosa  avulsa, non è un colpo di scure su questo o su quell'altro,
  bensì è un primo  passo, un tassello inserito in un contesto.
   Chiaramente,    non   mancheremo   di   avanzare    le    nostre
  rivendicazioni  anche  in  ordine  al  rapporto  aumentato  della
  partecipazione, che è stato preteso e restituito  in  termine  di
  accise  che  non  è  stato invece mantenuto come  da  impegni  di
  qualche Governo del passato.
   Un  Piano  di  rientro è un Piano sanitario che al contrario  di
  quanto  dicono  i  circuiti gestional-mediatici,  se  così  posso
  definirli, non prevede alcuna sanatoria o trattamento di  favore,
  non può certamente fare a meno di considerare che se c'è qualcosa
  da  modificare  ciò non potrà riguardare soltanto o assolutamente
  la   guardia   medica  di  un  piccolo  paese   o   il   presidio
  dell'ambulanza,  la  cui  eliminazione  comporta  disagi  per   i
  cittadini,  lasciando  tutto  il  resto  com'è;  tutto  ciò   non
  appartiene alle nostre intenzioni.
   Abbiamo  parlato di riforme del sistema industriale che è  fatto
  di  superamento  di  questa  gestione,  pletorica,  di  organismi
  gestionali fatti di decine e decine di persone.
   Abbiamo   quasi   preferito   le   gestioni   semplificate   dei
  Commissari, in questa fase che ci dovrà portare ad una riforma  e
  poi   a  strumenti  che  attraverso  una  modifica  della  nostra
  fiscalità  regionale  -perché  anche  noi  possiamo  attuare  una
  fiscalità  speciale o di vantaggio regionale oltre a  quella  che
  dobbiamo   invocare,  in  termini  di  consenso  presso  l'Unione
  Europea,  riguardante la fiscalità nazionale -, siano un  fattore
  attrattivo   di   investimenti  in  queste   aree   di   sviluppo
  industriale, che come sapete, purtroppo, sono prive in gran parte
  delle  infrastrutture necessarie o dei necessari servizi  ed,  in
  ogni caso, hanno bisogno di essere occupate da più imprese.
   A  proposito  di  risorse da impiegare, il  tema  delle  energie
  credo  che  vada tenuto nella dovuta considerazione e la   nostra
  proposta  non  verrà meno. Esiste già una bozza,  un  disegno  di
  Piano energetico che questa Assemblea dovrà esaminare.
   Il  nostro punto di vista, anche qua un pizzico di coraggio,  di
  svolta, credo che lo contenga.
   Non  possiamo  consentire che si continui lungo  la  strada  del
  saccheggio  del nostro ambiente, della nostra salute,  così  come
  avviene  da  decenni da parte dei petrolchimici o degli  impianti
  termoelettrici, né possiamo consentire che grandi gruppi che  qui
  non  hanno radici e qui non lasciano un euro facciano altrettanto
  nel  campo delle energie alternative. Secondo me sarebbe un  vero
  peccato consentire tutto ciò.
   Nel  settore  dei  rifiuti possiamo tornare  a  legiferare.  Noi
  abbiamo  fatto  ciò  che questa Assemblea  ha  previsto.  Abbiamo
  ridotto e semplificato; certamente, sono molti centoundici comuni
  o  cinquantotto  da  governare unitariamente, bisogna  legiferare
  diversamente.  Riteniamo  che,  comunque,  vada  ripristinato  un
  rapporto  tra sindaci e cittadini, in maniera tale  che  sia  più
  stringente  e vincolante la corresponsione di quella tariffa,  la
  cui elusione, insieme ad altre cose, sta alla base del gravissimo
  deficit che si è accumulato negli ATO per come sono stati.
   Per  i  termovalorizzatori  non  vediamo  alternativa.  Possiamo
  prevedere alternative sul piano di tecnologie più sicure,  ma  la
  nuova gara, che ci faccia superare i rilievi dell'Unione europea,
  non  c'è  dubbio  che va celebrata per evitare il   ripetersi  di
  disastri  ambientali,  così  come si  sono  verificati  in  altre
  regioni.
   Abbiamo  parlato  di  un intendimento preciso  di  semplificare,
  ridurre,  cancellare; non credo che sia una cosa  da  niente,  in
  quanto a riforme radicali che credo i siciliani si aspettino,  il
  sistema  di  una serie di enti che hanno fatto il  loro  tempo  e
  magari  ormai,  non  assolvono  ad alcuna  funzione  preziosa  ed
  insostituibile.   Non  c'è  dubbio  che  ciò   porterà   ad   una
  semplificazione e ad una riduzione di costi e sprechi  che  potrà
  essere apprezzata.
   Sul  problema del credito, abbiamo parlato ed un primo passo  lo
  abbiamo  compiuto  coerentemente,  sottraendoci  alla  tentazione
  delle  nomine  prestigiose ed importanti. E' un tema  che  questo
  Governo, col conforto di un'Aula, dovrà trattare, soprattutto  se
  si  dovesse  trattare di dismissioni, decideremo  che  cosa  fare
  nella riorganizzazione del credito stesso.
   Per  quanto  riguarda i beni culturali; ebbene,  ne  abbiamo  un
  patrimonio sterminato.
   Ieri  ero  in  una  chiesa  di  un  piccolo  comune  della   mia
  provincia, e mi sono chiesto quante centinaia di chiese  ci  sono
  che hanno bisogno di restauri, di interventi di protezione civile
  e per quanti miliardi di euro. Bisognerà pensare ad uno strumento
  legislativo  che  ci  consenta  di  coinvolgere  il  privato,  le
  fondazioni, qualche mecenate che fosse disponibile, oltre  che  a
  investire,  anche a garantirne una gestione che ne  permetta  una
  piena  fruizione,  anche per tutto quello che  questo,  anche  in
  termini   di  aumento  dei  flussi  turistici  e  non   soltanto,
  determinerebbe nella nostra Terra.
   Abbiamo  parlato di valorizzazione, di potenziamento del  ruolo,
  ma anche di risorse da assicurare ad enti locali che sono malati;
  ma  se sono tutti in condizioni di crisi finanziaria grave se non
  gravissima possiamo superarla attribuendo loro, a mio avviso, più
  competenze,  anche rivedendo un sistema elettorale  di  selezione
  della  classe  dirigente, sul quale ho detto di essere  pronto  a
  cambiare posizione ed idea.
   Sui  fondi  strutturali, per quello che verrà, siamo dell'avviso
  che,  anche  se  c'è una determinazione della Giunta  alla  quale
  siamo  legati,  devono servire piuttosto che  a  frammentare  gli
  interventi,  a  sciogliere i nodi strutturali che impediscono  il
  rilancio dello sviluppo in Sicilia
   In  quanto  al resto, quando parliamo di autonomia e di  decreti
  ICI  e  di ricorsi alla Corte Costituzionale, dobbiamo ricordarci
  che  l'autonomia è al tempo stesso una grande unità di intenti, e
  sapete   che   cosa  vuol  dire?  Che  tutti  insieme   dovremmo,
  concordemente,  rivendicare quanto ci spetta, talvolta  anche  la
  restituzione di quello che riteniamo ci sia stato sottratto.
   Vuol  dire che non insorgiamo a difesa della Sicilia solo quando
  questo  giova ai nostri partiti nazionali che, magari, si trovano
  all'opposizione del governo in carica, parliamo chiaro.
   Credo  che  chi  ha  voluto ricordare certe manifestazioni  avrà
  pure  ricordato  che abbiamo manifestato con  un  Governo  di  un
  colore  politico  e facciamo ricorso alla Corte Costituzionale  e
  non soltanto; questo è un dovere istituzionale.
   Chiaramente,  portiamo avanti il nostro discorso politico  anche
  rispetto  a  questo  Governo che non esitiamo  a  definire  amico
  perché  la  forza  politica  di questo  Governo,  alla  quale  mi
  riferisco,  è una forza alleata, è una forza che nel suo  piccolo
  lo   sostiene  e  rispetto  a  questo  Governo  quando  parlo  di
  intervento  politico, dico che al di là della forza  dei  numeri,
  c'è bisogno di una revisione e di una impostazione diversa.
   In  quanto  al  resto, questo è il programma  del   Governo.  Lo
  hanno  ricordato  diversi parlamentari,  per  ultimo  l'onorevole
  Leontini.
   Noi  siamo  stati votati dagli elettori per questo pacchetto  di
  riforme  che abbiamo proposto e non possiamo che procedere  lungo
  questa  strada. Non c'è dubbio che ci ispireremo  a  principi  di
  efficienza, di trasparenza, di legalità ed il rispetto di  questo
  programma dovrà essere la bussola per ciascun Assessore,  me  per
  primo,  perché  si  tratta del vincolo  che  ci  lega  ai  nostri
  elettori  e  al  nostro  popolo, al  quale,  giorno  per  giorno,
  vogliamo  attenerci perché - ne siamo consapevoli - si tratta  di
  impegni  di riforma che devono tradursi in leggi e noi faremo  la
  nostra parte.
   L'azione  amministrativa  non  potrà  che  essere  coerente,  la
  nostra funzione di proposta, per quello che ci compete, non potrà
  che  affiancare quando serve, la nostra presenza sarà assicurata,
  ma  si  tratta  di  un  processo che compete a  questa  onorevole
  Assemblea  che  ha  una funzione fondamentale; alla  maggioranza,
  intanto,  che  è  così  ampia, così  importante,  così  ricca  di
  intelligenze  e  di  esperienze e anche  all'opposizione  che  ho
  invitato - ovviamente non è rituale che sia così, andiamo  al  di
  là  della ritualità - a dare un contributo del quale noi  terremo
  conto  perché riteniamo che questi grandi processi di riforma  si
  possano e si debbano fare con il concorso di tutti.
   E   con   questo  atteggiamento,  che  ribadisco  quanto  detto,
  assicurando  a testimonianza di ciò la nostra e la mia  personale
  presenza  quando si lavorerà nel senso dell'adozione  di  riforme
  importanti, un atteggiamento di ossequio e di grande rispetto per
  tutti voi e per lei, signor Presidente.

                             (Applausi)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza  dei
  presidenti  dei  Gruppi parlamentari è convocata  presso  il  mio
  ufficio,  oggi,  mercoledì 18 giugno 2008, alle  ore  17.30,  con
  all'ordine  del  giorno  la  programmazione  dei  lavori  per  le
  prossime settimane.

   Non  essendo ancora pervenute le designazioni da parte di alcuni
  Gruppi  parlamentari, la seduta è rinviata a mercoledì, 25 giugno
  2008, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


     I. Comunicazioni

  II.Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle
  dimissioni dell'on. Angelo Lombardo.
  III.Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
  Commissione permanente per l'esame delle questioni concernenti
  l'attività dell'Unione europea.

                  La seduta è tolta alle ore 15.30

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli