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Resoconto d'Aula della Seduta n. 61 di martedì 27 gennaio 2009
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


        L'onorevole  Vitrano,   deputato segretario,  dà  lettura  del
      verbale  della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni,
      si intende approvato.

        Si passa al  punto I dell'ordine del giorno: Comunicazioni.

        Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,
      il  Presidente  dà il preavviso di trenta minuti al  fine  delle
      eventuali   votazioni  mediante  procedimento  elettronico   che
      dovessero aver luogo nel corso della seduta.

        Ricorda altresì che anche la richiesta di verifica del  numero
      legale  (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
      scrutinio   segreto   (art.   127)  sono   effettuate   mediante
      procedimento elettronico.

        Comunica  che  hanno chiesto congedo gli onorevoli:  Buzzanca,
      Currenti,  Digiacomo  e  Vinciullo   per  la  giornata  odierna;
      Scammacca per le sedute del 27, 28 e 29 gennaio 2009.

        L'Assemblea ne prende atto.

        Comunica  che l'onorevole Gennuso è in missione,  per  ragioni
      del suo ufficio, dal 27 al 29 gennaio 2009.

        L'Assemblea ne prende atto.

        Comunica  che  sono  stati presentati i  seguenti  disegni  di
      legge:

        Disciplina delle funzioni relative alla gestione diretta  dei
        beni del demanio marittimo (n. 343)
        Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Faraone
        in data 22 gennaio 2009

        Insegnamento  della  storia  e  della  letteratura  siciliana
     nelle scuole della Regione (n. 344)
        Di    iniziativa   parlamentare   presentato   dall'onorevole
     Vinciullo
        In data 26 gennaio 2009

        Insegnamento dell'educazione motoria e sportiva nelle  scuole
     primarie (n. 345)
        Di    iniziativa   parlamentare   presentato   dall'onorevole
     Vinciullo
        In data 26 gennaio 2009

        Istituzione della figura dello psicologo scolastico (n. 346)
        Di    iniziativa   parlamentare   presentato   dall'onorevole
     Vinciullo
        In data 26 gennaio 2009

        Norme  in materia di concessioni demaniali per uso abitativo:
         Modifica  dell'articolo  4      della  legge  regionale   29
        novembre 2005, n. 15' (n. 347)
        Di    iniziativa   parlamentare   presentato   dall'onorevole
     Vinciullo
        In data 26 gennaio 2009

        Disciplina dell'attività di acconciatore (n. 348)
        Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevole Arico'
     e Pogliese
            In data 26 gennaio 2009

        Disposizioni per agevolare l'incontro tra domanda  e  offerta
        di lavoro (n. 349)
        Di  iniziativa  governativa presentato dal  Presidente  della
        Regione  (Lombardo) su proposta dell'assessore per il lavoro,
        la   previdenza   sociale,  la  formazione  professionale   e
        l'emigrazione (Incardona)
        in data 27 gennaio 2009

        Norme  a sostegno del consumo dei prodotti agricoli regionali
        (n. 350)
        Di   iniziativa   parlamentare  presentato  dagli   onorevole
        Caputo, Pogliese, Vinciullo, Arico', Correnti, Falcone
        In data 27 gennaio 2009.

        Comunica che il seguente disegno di legge è stato presentato e
      inviato  alla  competente  Commissione  legislativa  I    Affari
      Istituzionali'

       - Norme sulle incompatibilità dei deputati regionali e tra le
       cariche di componente della Giunta regionale e di componente
       delle giunte di Enti locali (n. 342)
       Presentato dall'onorevole Minardo in data 22 gennaio 2009
       Inviato in data 23 gennaio 2009

        Comunica che il seguente disegno di legge è stato inviato alla
      competente  Commissione  legislativa  VI   Servizi   sociali   e
      sanitari'

      -  Istituzione dell'Agenzia regionale per l'emergenza sanitaria
      118 - ARES Sicilia 118 (n. 333)
      Di iniziativa parlamentare
      Inviato in data 22 gennaio 2009

      Comunica che:
      -   l'onorevole Lentini, in data 22  gennaio 2009, ha chiesto di
       apporre la firma al disegno di legge n. 332  Interventi a sostegno dei
       militari siciliani e dei loro familiari colpiti da gravi  forme
       tumorali per esposizione alle polveri di uranio impoverito';
  -   l'onorevole Arico', in data 26 gennaio 2009, ha chiesto di
  apporre la firma al disegno di legge n. 225  Misure per la
  salvaguardia del patrimonio edilizio'.

        Comunica che sono state presentate le seguenti interrogazioni:

      -   con richiesta di risposta orale

           N.  329  -  Motivi  di  esclusione del  progetto-studio
           presentato dal consorzio 'Sviluppo e Legalità'
           - Presidente Regione
           Firmatario: Caputo Salvino

           N.  330  -  Criteri  di nomina del  direttore  generale
         dell'AST.
           - Presidente Regione
           - Assessore Turismo
           Firmatari: Cracolici Antonino; Speziale Calogero

           N.  331 - Trasferimento al servizio sanitario nazionale
         (SSN)  delle funzioni sanitarie, dei rapporti di  lavoro,
         delle risorse finanziarie, delle attrezzature e dei  beni
         strumentali in materia di sanità penitenziaria.
           - Presidente Regione
           - Assessore Sanità
           Firmatari: Lupo Giuseppe

           N. 333 - Ricadute occupazionali della realizzazione del
         sistema informativo territoriale regionale (SITR).
           - Presidente Regione
           - Assessore Lavoro
           - Assessore Bilancio
           Firmatario: Di Benedetto Giacomo

           N.  335   -  Numero  delle  consulenze  esterne  presso
           l'Assessorato Turismo, comunicazioni e trasporti.
           - Assessore Turismo
           Firmatario: Apprendi Giuseppe

           N.      336   -   Numero   delle   consulenze   esterne
           presso l'Assessorato Agricoltura e foreste.
           - Assessore Agricoltura
           Firmatario: Apprendi Giuseppe

           N.   337  -  Numero  delle  consulenze  esterne  presso
           l'Assessorato  Beni culturali e ambientali  e  pubblica
           istruzione.
           - Assessore Beni Culturali
           Firmatario: Apprendi Giuseppe

           N.   338  -  Numero  delle  consulenze  esterne  presso
           l'Assessorato Bilancio e finanze.
           - Assessore Bilancio
           Firmatario: Apprendi Giuseppe

           N.  339   -  Numero  delle  consulenze  esterne  presso
           l'Assessorato  Cooperazione, commercio,  artigianato  e
           pesca.
           - Assessore Cooperazione
           Firmatario: Apprendi Giuseppe

           N.   340  -  Numero  delle  consulenze  esterne  presso
           l'Assessorato Famiglia, politiche sociali  e  autonomie
           locali.
           - Assessore Famiglia
           Firmatario: Apprendi Giuseppe

           N.   341  -  Numero  delle  consulenze  esterne  presso
           l'Assessorato Industria.
           - Assessore Industria
           Firmatario: Apprendi Giuseppe

           N.   342  -  Numero  delle  consulenze  esterne  presso
           l'Assessorato Lavoro,  previdenza  sociale,  formazione
           professionale e emigrazione.
           - Assessore Lavoro
           Firmatario: Apprendi Giuseppe

           N.  343   -  Numero  delle  consulenze  esterne  presso
           l'Assessorato Lavori pubblici.
           - Assessore Lavori Pubblici
           Firmatario: Apprendi Giuseppe

           N.  344   -  Numero  delle  consulenze  esterne  presso
           l'Assessorato alla Presidenza.
           - Assessore Presidenza
           Firmatario: Apprendi Giuseppe

           N.  345   -  Numero  delle  consulenze  esterne  presso
           l'Assessorato Sanità.
           - Assessore Sanità
           Firmatario: Apprendi Giuseppe

           N.   346  -  Numero  delle  consulenze  esterne  presso
           l'Assessorato Territorio e ambiente.
           - Assessore Territorio
           Firmatario: Apprendi Giuseppe

           N.   347   -   Interventi  al  fine  di   impedire   la
         realizzazione  di  una discarica per  rifiuti  pericolosi
         contenenti amianto nel territorio di Lentini (SR).
           - Presidente Regione
           - Assessore Territorio
           Firmatario: Marziano Bruno

           N. 349 - Iniziative a tutela della salute dei cittadini
         di Lentini (SR).
           - Presidente Regione
           - Assessore Territorio
           Firmatario: Vinciullo Vincenzo

           N.  350  - Attuazione del progetto 'Screening neonatale
         universale   (snu)'  per  la  prevenzione   dei   deficit
         permanenti in età volutiva.
           - Presidente Regione
           - Assessore Sanità
           Firmatario: Vinciullo Vincenzo

           N.   351   -   Interventi  per  sbloccare   l'iter   di
         introduzione  delle zone franche urbane  già  individuate
         in Sicilia.
           - Presidente Regione
           Firmatari: Donegani Michele, Raia Concetta

           N.  352 - Distribuzione di servizi sanitari nella città
         di Catania.
           - Assessore Sanità
           Firmatario: Raia Concetta

           N.  353 - Elezioni degli organi statutari del consorzio
         ASI di Messina.
           - Presidente Regione
           - Assessore Famiglia
           Firmatario: Panarello Filippo

           N.   354  -  Interventi  a  livello  nazionale  per  la
         struttura carceraria di Trapani.
           - Presidente Regione
           Firmatario: Oddo Camillo

           N.  355  -  Interventi di manutenzione  e  risorse  per
         l'istituto autonomo case popolari di Trapani.
           - Assessore Lavori Pubblici
           Firmatario: Oddo Camillo

           N.  356  -  Realizzazione  di  un'area  industriale  di
         sviluppo nella città di Marsala (TP).
           - Assessore Territorio
           Firmatario: Oddo Camillo

           N.  357  -  Risorse per le farmacie rurali delle  isole
         minori.
           - Assessore Sanità
           Firmatario: Oddo Camillo

      -   con richiesta di risposta scritta

           N.  327  -  Posizione debitoria della Regione siciliana
         nei confronti dell'Italkali.
           - Presidente Regione
           - Assessore Industria
           Firmatario: Caputo Salvino

           N.  328  -  Sospensione  delle azioni  esecutive  delle
         banche in danno degli imprenditori agricoli.
           - Presidente Regione
           - Assessore Bilancio
           Firmatario: Caputo Salvino

           N.  332  -  Ripristino del consiglio di amministrazione
         dell'Istituto autonomo case popolari (IACP) di Catania.
           - Presidente Regione
           - Assessore Lavori Pubblici
           Firmatari:  Barbagallo  Giovanni;  Raia  Concetta;   Di
           Guardo Antonino

           N.   334  -  Interventi  a  sostegno  delle  città  del
         messinese colpite dal maltempo.
           - Assessore Territorio
           Firmatario: Picciolo Giuseppe

           N.  348 - Interventi volti  favorire l'ampliamento  dei
         plessi scolastici nel comune di Catania.
           - Presidente Regione
           - Assessore Beni Culturali
           Firmatario: Barbagallo Giovanni

           N.  358  -  Adozione del sistema della  'autorizzazione
         unica'  nel  settore dell'energia da fonti rinnovabili  e
         del piano energetico regionale.
           - Presidente Regione
           - Assessore Industria
           Firmatario: D'Asero Antonino

        Avverte che le interrogazioni testè annunziate saranno inviate
      al Governo.

        Comunica che sono state presentate le seguenti interpellanze:

           N. 43 - Ridimensionamento degli istituti scolastici nel
         comune di Catania.
           - Assessore Beni Culturali
           Firmatario: D'Antoni Orazio

           N.  44  - Iniziative a tutela dei diritti civili  degli
         emigrati.
           - Presidente Regione
           Firmatario: Lupo Giuseppe

           N.  45 - Dichiarazione di calamità naturale di tutto il
         territorio Calatino.
           - Presidente Regione
           - Assessore Agricoltura
           Firmatari: Limoli Giuseppe; Leontini Innocenzo

        Avverte che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio  senza
      che il Governo abbia dichiarato di respingere le interpellanze o
      abbia  fatto  conoscere il giorno in cui intende  trattarle,  le
      interpellanze stesse saranno  iscritte all'ordine del giorno per
      essere svolte al proprio turno.

        Comunica  che è stata presentata, in data 23 gennaio 2009,  la
      seguente mozione:

           - N. 88   Misure immediate di intervento per fronteggiare il
     fenomeno  migratorio in Sicilia , dagli onorevoli Lupo, Cracolici,
     Di   Benedetto,   Galvagno,  Mattarella,   Marinello,   Panepinto,
     Ammatuna,  Gucciardi,   Rinaldi,   Bonomo,  Laccoto,   Barbagallo,
     Vitrano e Ferrara.

       Avverte che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
     seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

        Comunica che l'onorevole Caputo, con nota del 22 gennaio 2009,
      ha  dichiarato di ritirare le interrogazioni n. 327 e n. 329,  a
      sua  firma,  perché di identico contenuto, rispettivamente, alle
      interrogazioni  n.  326   Posizione  debitoria   della   Regione
      siciliana nei confronti dell'Italkali  con richiesta di risposta
      scritta,  e  n.  325   Motivi di esclusione del  progetto-studio
      presentato dal consorzio 'Sviluppo e legalità'  con richiesta di
      risposta orale, sempre a sua  firma.

        L'Assemblea ne prende atto.

        Comunica che l'Intergruppo parlamentare per i diritti umani  e
      civili  ha  trasmesso  vari atti riguardanti  l'attività  svolta
      nell'anno 2008, depositati presso la Segreteria generale.

        Il  Presidente  ricorda  che oggi,  Giornata  della  memoria ,
      ricorre  l'anniversario della liberazione del campo di sterminio
      di Auschwitz. Invita pertanto l'Assemblea ad osservare un minuto
      di silenzio in ricordo delle vittime dell'olocausto e di quanti,
      in  quei  terribili  anni, privati di ogni dignità  umana,  sono
      stati barbaramente trucidati.

        (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio)


   Presidenza del vicepresidente Oddo


         Il Presidente rinvia la seduta a domani, mercoledì  28 gennaio
     2009, alle ore 17.00.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


       Ricorda  che  il termine per la presentazione degli  emendamenti
     al   disegno  di  legge  nn.  226-233-244-266/A   Disposizioni  in
     materia  di  rilascio di concessioni demaniali  marittime  per  la
     realizzazione  di  strutture dedicate  alla  nautica  da  diporto.
     Modifica  dell'articolo 5 della legge regionale 29 novembre  2005,
     n.  15 , inserito all'ordine del giorno della seduta di domani, si
     chiuderà al termine della discussione generale.

       La seduta è tolta alle ore 19.12.

         Letto,  approvato e sottoscritto nella seduta n.  62  del   28
     gennaio 2009.

        IL                                                  SEGRETARIO
      IL  PRESIDENTE


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico  che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                          Congedi e missioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli:
  Buzzanca, Currenti, Digiacomo e Vinciullo  per la giornata odierna;
  Scammacca per le sedute del 27, 28 e 29 gennaio 2009.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì,  che l'onorevole Gennuso è  in  missione,  per
  ragioni del suo ufficio, dal 27 al 29 gennaio 2009.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   «Disciplina delle funzioni relative alla gestione diretta dei beni
  del  demanio marittimo» (n. 343), presentato dall'onorevole Faraone
  in data 22 gennaio 2009;

   «Insegnamento  della  storia e della letteratura  siciliana  nelle
   scuole   della   Regione»  (n.  344),   presentato  dall'onorevole
   Vinciullo in data 26 gennaio 2009;

   «Insegnamento  dell'educazione motoria  e  sportiva  nelle  scuole
  primarie» (n. 345),
   presentato  dall'onorevole Vinciullo in data 26 gennaio 2009;

   «Istituzione della figura dello psicologo scolastico» (n. 346),
   presentato dall'onorevole Vinciullo in data 26 gennaio 2009;

   «Norme  in  materia  di concessioni demaniali per  uso  abitativo:
   Modifica  dell'articolo 4 della legge regionale 29 novembre  2005,
  n. 15'» (n. 347),
   presentato dall'onorevole Vinciullo in data 26 gennaio 2009;

   «Disciplina dell'attività di acconciatore» (n. 348),
   presentato  dagli onorevole Arico' e Pogliese in data  26  gennaio
  2009;

   «Disposizioni per agevolare l'incontro tra domanda  e  offerta  di
  lavoro» (n. 349),
   presentato  dal Presidente della Regione, onorevole  Lombardo,  su
  proposta  dell'Assessore per il lavoro, la previdenza  sociale,  la
  formazione  professionale e l'emigrazione, onorevole Incardona,  in
  data 27 gennaio 2009;

   «Norme a sostegno del consumo dei prodotti agricoli regionali» (n.
  350),
   presentato  dagli  onorevole Caputo, Pogliese,  Vinciullo,  Aricò,
  Correnti e Falcone in data 27 gennaio 2009.

    Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegno di
                                 legge
                alla competente Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  presentato  ed  inviato  alla  I Commissione  legislativa    Affari
  Istituzionali':

   «Norme  sulle  incompatibilità dei deputati  regionali  e  tra  le
  cariche di componente della Giunta regionale e di componente  delle
  giunte di Enti locali» (n. 342)
   presentato dall'onorevole Minardo in data 22 gennaio 2009
   inviato in data 23 gennaio 2009.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  inviato  alla  VI  Commissione  legislativa   Servizi   sociali   e
  sanitari':

   «Istituzione dell'Agenzia regionale per l'emergenza sanitaria  118
  - ARES Sicilia 118» (n. 333)
   di iniziativa parlamentare;
   inviato in data 22 gennaio 2009.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lentini, in data 22   gennaio
  2009,  ha  chiesto di apporre la firma al disegno di legge  n.  332
  «Interventi a sostegno dei militari siciliani e dei loro  familiari
  colpiti  da  gravi forme tumorali per esposizione alle  polveri  di
  uranio  impoverito»;  e  che in data 26 gennaio  2009,  l'onorevole
  Aricò   ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge  n.  225
  «Misure per la salvaguardia del patrimonio edilizio».
   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   VITRANO, segretario:

  "Al Presidente della  Regione,  premesso  che il  Servizio   quinto
  coordinamento  intersettoriale fondi e  programmi  di  spesa  della
  segreteria generale della Presidenza, con nota prot. n. 123  del  9
  gennaio  2009,  comunicava l'avvio della procedura di archiviazione
  dell'istanza presentata dal consorzio Sviluppo e Legalità  relativo
  al  progetto studio ricerca 'Ruolo dei beni confiscati  alla  mafia
  nell'Alto Belice Corleonese nel futuro dell'economia siciliana';
   considerato che:

   non sono stati individuati i criteri seguiti dalla commissione per
  addivenire  alla conclusione dell'esclusione dell'istanza  con  una
  valutazione non positiva;

   l'esclusione appare immotivata ed ingiustificata;

   ritenuto che:

   il  progetto riguarda una tematica importante e di forte attualità
  atteso  l'enorme  patrimonio immobiliare sequestrato  e  confiscato
  alla criminalità organizzata; l'esclusione è immotivata;

   per  sapere  i  criteri seguiti per la valutazione delle  istanze,
  nonché   l'elenco  dei  progetti  esclusi  e  quello  dei  progetti
  approvati.» (329)

                                                               CAPUTO

   «All'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato  e
  la  pesca, premesso che le difficoltà finanziarie della Regione nel
  contesto  più  generale  di  una  grave  crisi  economica  mondiale
  richiedono grande oculatezza nella spesa;

   considerato il malessere sociale e il deterioramento del  rapporto
  tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;

   ritenuto   necessario  incrementare  il  rapporto  costi-benefici,
  risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
  di quella regionale in particolare;

   per sapere:

   di  quante  consulenze  esterne si avvalga codesto  Assessorato  e
  quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;

   se  una  diversa organizzazione del personale in rapporto ai  fini
  istituzionali   e   di   programma   consenta   il   recupero    di
  professionalità  presenti nei ruoli della pubblica  amministrazione
  regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (330)

                                                             APPRENDI

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   con  il  decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri  dell'1
  aprile  2008,  pubblicato  sulla Gazzetta ufficiale  della  Regione
  siciliana  n.  126  del  30 maggio 2008, è  divenuto  esecutivo  il
  trasferimento  al  servizio  sanitario  nazionale  delle   funzioni
  sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie, delle
  attrezzature   e  dei  beni  strumentali  in  materia   di   sanità
  penitenziaria;

   il  trasferimento  di  dette funzioni, il  cui  espletamento  deve
  essere  effettuato  attraverso  le  aziende  sanitarie  locali,   è
  demandato  dal suddetto decreto alle regioni, che sono  chiamate  a
  disciplinare  gli  interventi  da attuare  attraverso  le  suddette
  aziende  in  conformità  ai  principi definiti  dalle  linee  guida
  allegate al DPCM di cui sopra;
   per  sapere se, al fine di garantire la continuità dell'assistenza
  sanitaria  prestata ai detenuti e agli internati, stante  l'attuale
  mancata attivazione delle procedure di trasferimento delle funzioni
  sanitarie   afferenti  la  medicina  penitenziaria  al   SSN,   sia
  intenzione  dell'Assessore  per la sanità  attivare  un  tavolo  di
  concertazione  con le organizzazioni sindacali dei lavoratori,  per
  provvedere alla definizione concertata, entro i tempi previsti,  ed
  in  conformità ai princìpi definiti dalle linee guida  allegate  al
  DPCM sopra citato della disciplina degli interventi da attuare  per
  il trasferimento delle predette funzioni.» (331)
                                                                 LUPO

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per  il  lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale e l'emigrazione  e
  all'Assessore per il bilancio e finanze, premesso che:

   la   misura  5.05  del  POR  SICILIA  2000-2006  ha  istituito  la
  realizzazione   del  sistema  informativo  territoriale   regionale
  strutturato  a  nodi interconnessi e costituito dai  capoluoghi  di
  provincia e da 31 centri medi (sopra i 30 mila abitanti) oltre  che
  dal nodo regionale;

   a tal fine sono state destinate risorse per l'acquisto di hardware
  e  software  specialistico, per l'allestimento  dei  nodi,  per  la
  formazione delle banche dati, per il collegamento in rete,  per  la
  realizzazione  della  cartografia di base,  nonché  per  l'adeguata
  formazione  del  personale  da  assumere  con  contratti  a   tempo
  determinato  per  personale  specializzato  nei  limiti  di  quanto
  previsto dai regolamenti CE n. 1685/2000 e 448/2004, come riportato
  nel c.d.p. delibera 200 del 20/08/2008;

   con  decreto  n.  198/serv.  prog. del  9  agosto  2002,  è  stato
  approvato l'avviso pubblico per la manifestazione di interesse alla
  realizzazione dell'intervento formativo di personale  da  assegnare
  al  sistema  informativo  territoriale regionale  del  dipartimento
  regionale urbanistica, del sistema informativo regionale ambientale
  del  dipartimento  regionale territorio  e  ambiente,  del  sistema
  informativo  forestale del dipartimento regionale foreste,  emanato
  dai   dipartimenti   regionali  della   formazione   professionale,
  dell'urbanistica, del territorio e ambiente, delle foreste;

   l'intervento  formativo  in oggetto,  di  cui  alla  richiesta  di
  manifestazione d'interesse dei dipartimenti regionali, era  rivolto
  a  380 unità di cui 247 interne alla pubblica amministrazione e 133
  esterne (di cui 54 LSU);

   l'Assessorato Lavoro, con DDG n. 3149/FP del 22 dicembre 2003,  ha
  finanziato  la formazione del personale da destinare  ai  nodi  del
  sistema  informativo territoriale regionale con il seguente titolo:
  'intervento  formativo  di  personale  da  assegnare   al   sistema
  informativo  territoriale  regionale del dipartimento  urbanistica,
  del  sistema  informativo  regionale  ambientale  del  dipartimento
  territorio  e  ambiente,  del  sistema  informativo  forestale  del
  Dipartimento  foreste', per un importo complessivo a  valere  sulle
  risorse comunitarie pari euro 4.715.000,00;

   terminate  le procedure di selezione svolte dall'ATS con  capofila
  Telespazio,  a  cui hanno partecipato migliaia di aspiranti,  si  è
  proceduto  all'avvio  dei  corsi di  formazione  per  responsabile,
  esperti  e tecnici in SITR iniziati nel giugno del 2007 e  conclusi
  nell'ottobre 2008;

   ad  oggi i corsisti attendono di poter svolgere l'esame finale con
  l'attestazione di frequenza del corso e la qualifica;.

   rilevato che:

   le  figure professionali adeguatamente formate erano destinate  ai
  nodi  territoriali così come chiaramente evidenziato  nel  progetto
  formativo approvato e finanziato dalla Regione con i fondi del POR;

   tale   evidente,   quanto   naturale,  conseguenza   dell'attività
  formativa  svolta non è stata mai ribadita durante il corso  e  che
  pertanto  le  eventuali assunzioni, prescindendo da esso,  potevano
  unicamente  essere  praticate dalle amministrazioni  chiamate  alla
  realizzazione del SITR in maniera arbitraria;

   considerato che:

   ad  oggi,  sia  dall'ente  di formazione che  dagli  uffici  della
  Regione,  non è giunta alcuna notizia circa le immissioni nei  nodi
  del   personale  formato,  mentre  tutte  le  somme  impegnate  per
  l'allestimento  dei  nodi,  dal punto di vista  infrastrutturale  e
  delle  dotazioni  hardware, risultano essere  state  spese,  nonché
  risultano  essere  state  impegnate ulteriori  somme  da  destinare
  all'Upgrade delle dotazioni hardware;

   per sapere:

   se risulti un impegno di spesa di 4.456.968,03 a favore di Sicilia
  e-Servizi  s.p.a., Sicilia e-Ricerca s.p.a. e Sicilia e Innovazione
  s.p.a.,   per   la  redazione  di  un  progetto  finalizzato   alla
  realizzazione delle banche dati per il SITR;

   quali  e  quante amministrazioni, beneficiarie della misura  5.05,
  abbiano proceduto all'assunzione di personale esterno con risorse a
  valere sulla stessa misura e secondo quali criteri;

   quali   iniziative  si  intendano  intraprendere  allo  scopo   di
  concretizzare sul piano occupazionale quanto proficuamente attivato
  mediante le risorse del POR SICILIA 2000-2006 misura 5.05;

   se  non ritenga grave aver proceduto all'attivazione dei nodi SITR
  nonché  alla  loro implementazione con la dotazione hardware  senza
  alcun  personale  specializzato che si è a  tal  fine  formato  con
  risorse pubbliche.» (333)
                                                         DI BENEDETTO

   «All'Assessore  per il turismo, le comunicazioni ed  i  trasporti,
  premesso  che le difficoltà finanziarie della Regione nel  contesto
  più  generale  di  una  grave crisi economica  mondiale  richiedono
  grande oculatezza nella spesa;

   considerato il malessere sociale e il deterioramento del  rapporto
  tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;

   ritenuto   necessario  incrementare  il  rapporto  costi-benefici,
  risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
  di quella regionale in particolare;

   per sapere:

   di  quante  consulenze  esterne si avvalga codesto  Assessorato  e
  quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;

   se  una  diversa organizzazione del personale in rapporto ai  fini
  istituzionali   e   di   programma   consenta   il   recupero    di
  professionalità  presenti nei ruoli della pubblica  amministrazione
  regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (335)
                                                             APPRENDI

   «All'Assessore  per l'agricoltura e le foreste,  premesso  che  le
  difficoltà  finanziarie della Regione nel contesto più generale  di
  una  grave  crisi  economica mondiale richiedono grande  oculatezza
  nella spesa;

   considerato il malessere sociale e il deterioramento del  rapporto
  tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;

   ritenuto   necessario  incrementare  il  rapporto  costi-benefici,
  risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
  di quella regionale in particolare;

   per sapere:

   di  quante  consulenze  esterne si avvalga codesto  Assessorato  e
  quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;

   se  una  diversa organizzazione del personale in rapporto ai  fini
  istituzionali   e   di   programma   consenta   il   recupero    di
  professionalità  presenti nei ruoli della pubblica  amministrazione
  regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (336)
                                                             APPRENDI

   «All'Assessore  per  i  beni culturali  ed  ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione, premesso che le difficoltà finanziarie  della
  Regione  nel  contesto  più generale di una grave  crisi  economica
  mondiale richiedono grande oculatezza nella spesa;

   considerato il malessere sociale e il deterioramento del  rapporto
  tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;

   ritenuto   necessario  incrementare  il  rapporto  costi-benefici,
  risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
  di quella regionale in particolare;

   per sapere:

   di  quante  consulenze  esterne si avvalga codesto  Assessorato  e
  quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;

   se  una  diversa organizzazione del personale in rapporto ai  fini
  istituzionali   e   di   programma   consenta   il   recupero    di
  professionalità  presenti nei ruoli della pubblica  amministrazione
  regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (337)

                                                             APPRENDI

   «All'Assessore  per  il  bilancio e le finanze,  premesso  che  le
  difficoltà  finanziarie della Regione nel contesto più generale  di
  una  grave  crisi  economica mondiale richiedono grande  oculatezza
  nella spesa;

   considerato il malessere sociale e il deterioramento del  rapporto
  tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;

   ritenuto   necessario  incrementare  il  rapporto  costi-benefici,
  risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
  di quella regionale in particolare;

   per sapere:

   di  quante  consulenze  esterne si avvalga codesto  Assessorato  e
  quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;

   se  una  diversa organizzazione del personale in rapporto ai  fini
  istituzionali   e   di   programma   consenta   il   recupero    di
  professionalità  presenti nei ruoli della pubblica  amministrazione
  regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (338)
                                                             APPRENDI

   «All'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato  e
  la  pesca, premesso che le difficoltà finanziarie della Regione nel
  contesto  più  generale  di  una  grave  crisi  economica  mondiale
  richiedono grande oculatezza nella spesa;

   considerato il malessere sociale e il deterioramento del  rapporto
  tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;

   ritenuto   necessario  incrementare  il  rapporto  costi-benefici,
  risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
  di quella regionale in particolare;

   per sapere:

   di  quante  consulenze  esterne si avvalga codesto  Assessorato  e
  quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;

   se  una  diversa organizzazione del personale in rapporto ai  fini
  istituzionali   e   di   programma   consenta   il   recupero    di
  professionalità  presenti nei ruoli della pubblica  amministrazione
  regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (339)
                                                             APPRENDI

   «All'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie  locali,  premesso  che le difficoltà  finanziarie  della
  Regione  nel  contesto  più generale di una grave  crisi  economica
  mondiale richiedono grande oculatezza nella spesa;

   considerato il malessere sociale e il deterioramento del  rapporto
  tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;

   ritenuto   necessario  incrementare  il  rapporto  costi-benefici,
  risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
  di quella regionale in particolare;
   per sapere:

   di  quante  consulenze  esterne si avvalga codesto  Assessorato  e
  quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;

   se  una  diversa organizzazione del personale in rapporto ai  fini
  istituzionali   e   di   programma   consenta   il   recupero    di
  professionalità  presenti nei ruoli della pubblica  amministrazione
  regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (340)
                                                             APPRENDI

   «All'Assessore  per  l'industria,  premesso  che   le   difficoltà
  finanziarie  della Regione nel contesto più generale di  una  grave
  crisi economica mondiale richiedono grande oculatezza nella spesa;

   considerato il malessere sociale e il deterioramento del  rapporto
  tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;

   ritenuto   necessario  incrementare  il  rapporto  costi-benefici,
  risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
  di quella regionale in particolare;

   per sapere:

   di  quante  consulenze  esterne si avvalga codesto  Assessorato  e
  quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;

   se  una  diversa organizzazione del personale in rapporto ai  fini
  istituzionali   e   di   programma   consenta   il   recupero    di
  professionalità  presenti nei ruoli della pubblica  amministrazione
  regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (341)
                                                             APPRENDI

   «All'Assessore   per   il  lavoro,  la  previdenza   sociale,   la
  formazione    professionale  e  l'emigrazione,  premesso   che   le
  difficoltà  finanziarie della Regione nel contesto più generale  di
  una  grave  crisi  economica mondiale richiedono grande  oculatezza
  nella spesa;

   considerato il malessere sociale e il deterioramento del  rapporto
  tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;

   ritenuto   necessario  incrementare  il  rapporto  costi-benefici,
  risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
  di quella regionale in particolare;

   per sapere:

   di  quante  consulenze  esterne si avvalga codesto  Assessorato  e
  quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;

   se  una  diversa organizzazione del personale in rapporto ai  fini
  istituzionali   e   di   programma   consenta   il   recupero    di
  professionalità  presenti nei ruoli della pubblica  amministrazione
  regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (342)
                                                             APPRENDI

   «All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che  le  difficoltà
  finanziarie  della Regione nel contesto più generale di  una  grave
  crisi economica mondiale richiedono grande oculatezza nella spesa;

   considerato il malessere sociale e il deterioramento del  rapporto
  tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;

   ritenuto   necessario  incrementare  il  rapporto  costi-benefici,
  risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
  di quella regionale in particolare;

   per sapere:

   di quante consulenze esterne si avvalga il suo Assessorato e quali
  siano le retribuzioni di ciascun consulente;

   se  una  diversa organizzazione del personale in rapporto ai  fini
  istituzionali   e   di   programma   consenta   il   recupero    di
  professionalità  presenti nei ruoli della pubblica  amministrazione
  regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (343)
                                                             APPRENDI

   «All'Assessore  alla  Presidenza,  premesso  che   le   difficoltà
  finanziarie  della Regione nel contesto più generale di  una  grave
  crisi economica mondiale richiedono grande oculatezza nella spesa;

   considerato il malessere sociale e il deterioramento del  rapporto
  tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;

   ritenuto   necessario  incrementare  il  rapporto  costi-benefici,
  risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
  di quella regionale in particolare;

   per sapere:

   di  quante  consulenze  esterne si avvalga codesto  Assessorato  e
  quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;

   se  una  diversa organizzazione del personale in rapporto ai  fini
  istituzionali   e   di   programma   consenta   il   recupero    di
  professionalità  presenti nei ruoli della pubblica  amministrazione
  regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (344)
                                                             APPRENDI

   «All'Assessore   per  la  sanità,  premesso  che   le   difficoltà
  finanziarie  della Regione nel contesto più generale di  una  grave
  crisi economica mondiale richiedono grande oculatezza nella spesa;

   considerato il malessere sociale e il deterioramento del  rapporto
  tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;

   ritenuto   necessario  incrementare  il  rapporto  costi-benefici,
  risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
  di quella regionale in particolare;

   per sapere:
   di  quante  consulenze  esterne si avvalga codesto  Assessorato  e
  quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;

   se  una  diversa organizzazione del personale in rapporto ai  fini
  istituzionali   e   di   programma   consenta   il   recupero    di
  professionalità  presenti nei ruoli della pubblica  amministrazione
  regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (345)
                                                             APPRENDI

   «All'Assessore  per il territorio e l'ambiente,  premesso  che  le
  difficoltà finanziarie della Regione, nel contesto più generale  di
  una  grave  crisi economica mondiale, richiedono grande  oculatezza
  nella spesa;

   considerato il malessere sociale e il deterioramento del  rapporto
  tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;

   ritenuto   necessario  incrementare  il  rapporto  costi-benefici,
  risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
  di quella regionale in particolare;

   per sapere:

   di  quante  consulenze  esterne si avvalga codesto  Assessorato  e
  quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;

   se  una  diversa organizzazione del personale in rapporto ai  fini
  istituzionali   e   di   programma   consenta   il   recupero    di
  professionalità  presenti nei ruoli della pubblica  amministrazione
  regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (346)
                                                             APPRENDI

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente premesso che:

   la   ditta  di  Catania  'Sicula  Trasporti'  ha  avviato   l'iter
  istruttorio   finalizzato  al  rilascio   di   una   autorizzazione
  all'apertura di una nuova discarica di rifiuti speciali  contenenti
  amianto  nel  territorio di Lentini (SR) adiacente la discarica  di
  Grotte San Giorgio utilizzata dal comune di Catania;

   rilevato che:

   il comune di Lentini, nel corso di due conferenze di servizi, si è
  dichiarato contrario alla realizzazione dell'impianto, raccogliendo
  in  tal  modo  anche  la profonda inquietudine vissuta  dall'intera
  comunità nell'apprendere quotidianamente di morti legate a leucemie
  e  tumori  in  un  territorio già fortemente  compromesso  a  causa
  dell'area industriale di Priolo e Melilli;

   il consiglio comunale di Lentini, in data 19 gennaio, ha approvato
  una   mozione   che   chiede  all'ARTA  di  non  concedere   alcuna
  autorizzazione per la realizzazione della suddetta discarica;

   associazioni  e  cittadini da anni denunciano oltre all'aggravarsi
  dello   stato  epidemiologico  dell'intera  provincia,   anche   la
  necessità  di tutelare le coltivazioni agrumicole nonché il  valore
  paesaggistico che l'area riveste;

   considerato che:
   nel  piano regionale dei rifiuti non vi è alcuna previsione di  un
  piano   per   lo   smaltimento  e  il  trattamento   in   discarica
  dell'amianto,  come  prescrive il decreto  legislativo  n.  22/1997
  (c.d. decreto Ronchi);

   la  Sicula  Trasporti non ha alcuna esperienza nel trattamento  di
  rifiuti speciali dal momento che nel suo oggetto sociale indica  la
  gestione  di  discariche  di  smaltimento  rifiuti  solidi  urbani,
  speciali  assimilabili e rifiuti speciali non pericolosi, oltre  la
  gestione di impianti di recupero, selezione, trattamento di rifiuti
  riutilizzabili, nonché la costruzione di discariche;

   per  sapere  se  l'Assessore per il territorio  e  l'ambiente  non
  ritenga  necessario  e  urgente impedire  l'autorizzazione  per  la
  realizzazione di una discarica per rifiuti pericolosi nel comune di
  Lentini.» (347)
                                                             MARZIANO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente premesso che:

   nel  territorio del comune di Lentini (SR), negli ultimi anni,  si
  sono  riscontrati numerosi casi di morti per malattie tumorali  e/o
  respiratorie decisamente al di sopra della media nazionale;

   la  magistratura  siracusana  ha in atto  aperto  un'indagine  per
  appurare  se  queste  morti sospette non  siano  legate  a  fattori
  ambientali,   vista   la   vicinanza  del   polo   industriale   di
  Priolo/Melilli  ma,  soprattutto,  alla  presenza   di   discariche
  pericolose come quella di Grotte San Giorgio, utilizzata dal comune
  di Catania;

   tenuto conto che:

   l'Agenzia  regionale rifiuti e acque (ARRA) ha un procedimento  in
  corso finalizzato al rilascio di un'autorizzazione all'apertura  di
  una  nuova discarica di rifiuti speciali nel territorio di Lentini,
  adiacente alla discarica di Grotte San Giorgio;

   gli   organi   tecnici  del  comune  di  Lentini   e   la   stessa
  amministrazione  comunale, per ben due volte, hanno  espresso,  per
  competenza, il proprio parere negativo riguardo alla valutazione di
  impatto  ambientale (VIA), adducendo legittime e  condivisibili  le
  ragioni  legate  al  pregio  delle  coltivazioni  agrumicole,  alla
  valenza  paesaggistica del territorio e, soprattutto, alle  diffuse
  preoccupazioni circa la particolare incidenza di patologie tumorali
  sulla popolazione.

   per sapere:

   quali  iniziative  intendano adottare affinché venga  tutelata  in
  maniera assoluta e prioritaria la salute dei cittadini lentinesi;

   se non ritengano opportuno intervenire per bloccare il rilascio di
  questa nuova discarica prevista nel comune di Lentini;

   se  non  ritengano  improcrastinabile adottare iniziative  per  il
  risanamento  dell'intero territorio, già fortemente  segnato  dalla
  presenza  del polo industriale di Priolo/Melilli e della  discarica
  di Grotte San Giorgio.» (349)
                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore   per  la  sanità,
  premesso che:

   nel  settembre del 2007 venne presentato, all'allora Assessore per
  la sanità, prof. Roberto Lagalla, un progetto dal titolo 'Screening
  neonatale   universale  (snu)  per  la  prevenzione   dei   deficit
  permanenti    in    età    evolutiva',   avente    come    finalità
  l'identificazione precoce del maggior numero di bambini affetti  da
  deficit  permanenti  dell'udito, in maniera d'avviarli  altrettanto
  precocemente   alla  riabilitazione  ed  evitare  così   l'handicap
  uditivo;

   tale  progetto aveva come capofila l'unità operativa di audiologia
  del   policlinico   di   Palermo,  la         partecipazione    del
  dipartimento otorinolaringoiatria ed audiologia del policlinico  di
  Catania,         l'unità   complessa     di   otorinolaringoiatria,
  audiologia  e  foniatria  del  policlinico  di  Messina,  le  unità
  operative  di  audiologia  di  otorinolaringoiatria,  ostetricia  e
  neonatologia  delle  Aziende ospedaliere siciliane.  Inoltre  aveva
  fornito  la  propria collaborazione l'International association  of
  Lions club, distretto 108YB;

   considerato che:

   il  31  dicembre  2007,  con  disposizione  prot.  Dip/Serv3/5223,
  l'Assessorato Sanità finanziò tale progetto, il quale tra  l'altro,
  trovava  riscontro  nei  nuovi  LEA,  immessi  il  23  aprile  2008
  dall'allora Ministro della salute, Livia Turco;

   lo  screening uditivo neonatale trovava nuovamente conferma  nella
  conferenza Stato-regioni del 23 ottobre 2008;

   tenuto  conto che con decreto assessoriale 3737/Gab dell'8  agosto
  2008,   il  progetto  di  finanziamento  dello  screening   uditivo
  nazionale  (e  con  esso  il  Network Siciliano)  è  stato  sospeso
  dall'Assessore per la sanità, Massimo Russo;

   visto che:

   la  Regione  non  può  rimanere estranea o disinteressata  ad  una
  iniziativa così importante, le cui finalità riguardano le  famiglie
  direttamente  coinvolte e la prevenzione di un  handicap  rilevante
  come quello che implica il mancato sviluppo uditivo e, quindi,  del
  linguaggio;

   tale progetto di screening viene già attuato in Campania, Liguria,
  Toscana,   Umbria   e  Basilicata  e  rappresenta   un   importante
  investimento sulla qualità di vita della popolazione oltre che  una
  fonte  di  risparmio: basti pensare che, in termini  di  assistenza
  complessiva  allo  Stato,  un bambino non riconosciuto  sordo  alla
  nascita costa 700 mila euro;
   per  sapere  se  non  ritengano urgente e necessario  revocare  la
  sospensione  al  fine  di  consentire  l'immediata  attuazione  del
  progetto  'Screening neonatale universale (snu) per la  prevenzione
  dei deficit permanenti in età evolutiva'.» (350)
                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione, premesso che le ZFU  (zone  franche
  urbane) individuate dal Ministero dello sviluppo economico per  tre
  importanti  città  siciliane  (Catania,  Gela  ed  Erice)  potranno
  determinare  non  solo il miglioramento del disagio socio-economico
  di  tali aree, e quindi la realizzazione di un grande progetto  che
  potrà dare un'opportunità anche a gran parte di quelle migliaia  di
  disoccupati  presenti nell'Isola, ma decisamente potrà favorire  il
  riflesso di un'economia reale e legale nelle stesse aree;
   considerato  che l'introduzione delle ZFU favorirà lo sviluppo  di
  piccole e micro-imprese le quali potranno godere, a chi aprirà  una
  nuova  attività nell'area, di usufruire per i primi cinque anni  di
  agevolazioni sia fiscali che previdenziali;

   constatato che il rapporto dell'Agenzia delle entrate ha posto, di
  fatto, un blocco sull'erogazione dei fondi previsti a favore  delle
  ZFU già dalla primavera di quest'anno;

   constatato, inoltre, che il Ministro Tremonti non ha, a tutt'oggi,
  provveduto  ad intervenire, con decreto ministeriale,  a  sbloccare
  l'iter a copertura dei fondi per le ZFU;

   per sapere se, alla luce di quanto esposto, stante la preoccupante
  e  insostenibile situazione di grave crisi economico-finanziaria in
  cui  versano i comuni interessati e per non mortificare ancora  una
  volta  le  legittime attese di imprese e popolazioni,  non  ritenga
  opportuno  intervenire urgentemente e autorevolmente nei  confronti
  del  Governo nazionale al fine di poter fare chiarezza e  sbloccare
  l'iter a favore delle ZFU.» (351)
                                                      DONEGANI - RAIA

   «All'Assessore per la sanità, premesso che sta per  essere  aperto
  un  nuovo poliambulatorio nel quartiere di San Giorgio Librino  nel
  comune di Catania (ASL 3);

   constatato   che  questa  nuova  struttura,  pur   essendo   molto
  importante  per  rispondere alle esigenze sanitarie  di  una  vasta
  popolazione  residente nel quartiere interessato, rischia  però  di
  creare  situazioni  controproducenti per gli utenti  dei  quartieri
  centrali   della  città  poiché  la  struttura  stessa   di   fatto
  risulterebbe  sostitutiva  e non aggiuntiva  per  l'erogazione  dei
  servizi sanitari necessari;

   considerato che il decentramento sanitario con la realizzazione di
  strutture  decentrate nei quartieri cittadini deve  essere  attuato
  senza però eliminare servizi sanitari già esistenti ed in grado  di
  prestare  la  propria attività a migliaia di utenti  che  sarebbero
  costretti  (in  caso di chiusura e trasferimento) a spostamenti  in
  zone lontane da quelle di residenza;

   per  sapere  se non condivida le preoccupazioni sopra espresse  in
  merito  ai  nuovi  assetti organizzativi che  l'ASL  3  di  Catania
  sembrerebbe voglia mettere in atto in seguito alla realizzazione di
  una nuova struttura sanitaria nel quartiere San Giorgio Librino  di
  Catania,  ed  in questo caso, se non ritenga opportuno  ed  urgente
  intraprendere  le  dovute iniziative di competenza  affinché  venga
  rivisto l'orientamento che sembrerebbe guidare attualmente l'ASL  3
  di  Catania  in merito alla distribuzione dei servizi  sanitari  in
  città.» (352)
                                                                 RAIA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche  sociali e le autonomie locali, premesso che il consorzio
  ASI   di   Messina  è  commissariato  dal  2004  e  perciò  vengono
  mortificate  da  anni  le prerogative degli  enti  locali  e  delle
  categorie produttive messinesi;

   considerato che:

   i  commissari  che  si sono succeduti hanno avuto  il  mandato  di
  convocare  il  consiglio generale al fine di insediare  gli  organi
  previsti dalla legge;

   le  categorie  produttive e la stragrande maggioranza  degli  enti
  locali  interessati hanno provveduto    alle designazioni dei  loro
  rappresentanti;
   solo  i comuni di Messina, S. Filippo del Mela e Terme Vigliatore,
  nonché la provincia regionale di Messina risultano inadempienti  in
  quanto  non  hanno  indicato  i  loro  rappresentanti  in  seno  al
  consiglio generale;

   le  leggi vigenti impongono all'Assessorato Famiglia di sostituire
  gli enti locali inadempienti e procedere alle designazioni;

   il    commissario   straordinario   pro   tempore   ha   segnalato
  all'Assessorato Famiglia l'inadempienza dei comuni di  Messina,  S.
  Filippo  del Mela, Terme Vigliatore e della provincia regionale  di
  Messina;

   i  termini per la diffida, previsti dalla legge, sono già  scaduti
  per  la provincia regionale di Messina e per i comuni di Messina  e
  S. Filippo del Mela;

   risulta  che  solo il comune di Messina è stato  diffidato  ed  ha
  fatto trascorrere i 30 giorni previsti senza procedere alle nomine;

   il  lungo  commissariamento  appare,  perciò,  causato  oltre  che
  dall'indifferenza   di  alcuni  enti  locali,  dalle   inadempienze
  dell'Assessorato Famiglia;

   vengono  espropriati  da  anni, per  responsabilità  del  predetto
  Assessorato,  gli  enti  locali  e  le  categorie  produttive   che
  correttamente hanno esercitato i compiti previsti dalla legge;

   il  commissariamento,  configurando una condizione  di  permanente
  precarietà,  ha  indebolito le funzioni  del  consorzio  ASI  e  ha
  precluso  la possibilità di promuovere iniziative a sostegno  dello
  sviluppo delle attività produttive;

   per sapere:

   le   ragioni   che  hanno  determinato  l'apparente  comportamento
  omissivo degli uffici dell'Assessorato Famiglia;

   se  non  ritengano necessario esercitare tempestivamente i  poteri
  sostitutivi nei confronti degli enti locali inadempienti al fine di
  consentire  la  costituzione del consiglio  generale  e  l'elezione
  degli organi statutari del consorzio ASI di Messina.» (353)
                                                            PANARELLO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   le organizzazioni sindacali degli agenti di polizia penitenziaria,
  attraverso gli organi di stampa, hanno lanciato un grido di allarme
  sulle condizioni di sicurezza delle carceri siciliane;

   secondo   quanto  affermato  dalle  organizzazioni  sindacali   la
  capienza delle carceri della nostra Regione è di 5.850 posti e  che
  in esse, invece, ad oggi sono presenti ben 7 mila detenuti;

   l'eccesso della popolazione carceraria è ancor più grave alla luce
  delle  carenze  di  organico in cui versa la polizia  penitenziaria
  siciliana;

   secondo  i  sindacati  mancano  circa  600  agenti  perché   possa
  definirsi  a  pieno  regime l'organico delle strutture  dell'Isola,
  dove  mancherebbero quasi 300 posti non coperti  in  organico,  150
  oggi  utilizzati  per  il  nuovo servizio  di  tutela  e  scorta  a
  personalità   governative,  dipartimentali  ed  alla  magistratura,
  mentre  altre 80 unità sarebbero occupate in strutture non previste
  dall'organico, quali la casa circondariale di Marsala e  la  scuola
  di formazione di San Pietro di Clarenza;

   alle carenze testé richiamate vanno ad aggiungersi circa 80 agenti
  che sono in procinto di andare in pensione;

   particolarmente difficile è la situazione del carcere  di  Trapani
  dove all'endemica carenza di personale ed al conseguente carico  di
  lavoro per coloro che vi sono assegnati, si aggiunge l'obsolescenza
  della   struttura,   che   necessita  di  interventi   urgenti   di
  ammodernamento per le tecnologie di sorveglianza e  le  carenze  di
  fondi per lo straordinario;

   tutti  questi  problemi, aggiunti alle necessità connesse  con  la
  custodia  dei detenuti (traduzioni, piantonamenti, ecc.), rischiano
  di rendere meno sicura la struttura di detenzione con i conseguenti
  rischi per tutti i cittadini ed in primo luogo per il personale che
  nel carcere presta la propria opera;

   per sapere:

   come  intenda  attivarsi per sollecitare al Governo nazionale  gli
  interventi necessari alla copertura dei circa 600 posti  di  agente
  di  polizia penitenziaria necessari per ottenere la piena copertura
  degli  organici delle strutture carcerarie della Regione  siciliana
  al  fine  di  evitare gravi rischi per la sicurezza e  l'incolumità
  pubblica;

   come  intenda  attivarsi  per  sollecitare  al  Governo  nazionale
  interventi  urgenti al fine di ammodernare la struttura  carceraria
  di  Trapani  e di risolvere i problemi di fondi e di personale  che
  affliggono in questo momento la struttura stessa.» (354)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO
   «All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

   molti  immobili  dell'istituto autonomo case popolari  di  Trapani
  sono   ad  oggi  fatiscenti  per  la  mancanza  di  interventi   di
  manutenzione ordinaria e straordinaria, in qualche caso dalla  loro
  costruzione ad oggi;

   gli   assegnatari   degli  alloggi  sono  spesso   in   condizioni
  assolutamente insostenibili vivendo in condizioni insalubri  ed  in
  alcune circostanze persino con possibili rischi di crolli;

   in  particolare, le condizioni degli immobili siti a  Trapani,  in
  viale  Marche,  sono particolarmente gravi tali  da  richiedere  un
  intervento  immediato al fine di scongiurare gravi disagi  per  gli
  occupanti  e  per  i terzi, soprattutto al fine di assicurare  agli
  assegnatari  condizioni di vita accettabili  e  compatibili  in  un
  paese civile;

   pertanto,   si  rende  improcrastinabile  un  rapido   intervento,
  mettendo  in  campo tutte le risorse necessarie per  il  ripristino
  delle  condizioni  minime di abitabilità per gli immobili  siti  in
  viale  Marche ed in generale per tutti gli immobili dello  IACP  di
  Trapani  che  non hanno ancora ricevuto i necessari  interventi  di
  manutenzione ordinaria e straordinaria;

   conseguentemente sono necessari stanziamenti urgenti volti proprio
  alla  realizzazione  di  interventi  di  manutenzione  ordinaria  e
  straordinaria a favore dello IACP di Trapani e di tutti  quelli  il
  cui   patrimonio   immobiliare  versa  in  condizioni   altrettanto
  deplorevoli,  seguiti  da un'attenta attività  di  monitoraggio  in
  ordine all'immediato uso delle risorse messe a disposizione;

   per sapere:

   se  non  ritenga  di  attivarsi al fine di stimolare  lo  IACP  di
  Trapani affinché intervenga immediatamente per effettuare le  opere
  di   manutenzione  ordinaria  e  straordinaria  sugli  immobili  di
  proprietà  dello  stesso siti in Trapani viale Marche  e  su  tutti
  quelli del suo patrimonio che versano in condizioni analoghe;

   se  non  valuti  opportuno un ulteriore stanziamento  di  fondi  a
  favore  dello  IACP di Trapani e di quelli volti alla realizzazione
  di   opere  di  manutenzione  ordinaria  e  straordinaria  il   cui
  patrimonio versa in analoghe condizioni.» (355)
                                                                 ODDO
   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   la città di Marsala (TP) dal 1999 è interessata all'attivazione di
  un'area industriale al servizio delle attività produttive;

   l'agglomerato  di  Marsala rientra nell'ambito di  competenza  del
  consorzio  per  l'area industriale di Trapani e che in  quell'area,
  già  nel  novembre  del  1998, era stata  individuata  la  zona  di
  Matarocco,  indicata in un apposito verbale d'intesa  (23  novembre
  1998);

   alla  fine  del  2006, cioè 11 anni dopo l'inizio  della  vicenda,
  l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente ha  convocato,
  su  sollecitazione del consorzio ASI, un incontro  in  Assessorato,
  alla  presenza  del sindaco di Marsala e di altri  funzionari,  nel
  quale  si  è impegnato a seguire attentamente l'iter della  pratica
  affinché si raggiungesse l'obiettivo individuato;

   il  comune  di Marsala, in data 14 febbraio 2007, ha trasmesso  al
  consorzio   ASI  la  documentazione  (prot.  1246)   richiesta   in
  riferimento ad una nota dell'Assessorato Territorio ed  ambiente  -
  Dip. Urbanistica-Servizio III, prot. 81856 del 24 novembre 2006;

   in  questo lungo arco temporale non si contano le volte in  cui  è
  stata  trasmessa  documentazione relativa a visti,  autorizzazioni,
  pareri  e  quant'altro,  senza riuscire a scalfire  la  pretestuosa
  osservazione secondo la quale la procedura applicata dal  consorzio
  ASI  non è conforme a quella prevista dalla legge regionale n. 1/84
  che  regolamenta l'individuazione piano regolatore esistente e  non
  istituisca alcun nuovo agglomerato e che l'iter seguito  sia  stato
  già adottato per altri consorzi, senza alcuna osservazione da parte
  dell'Assessorato, il quale, tra l'altro, si è espresso sul progetto
  con voto del CRU dell'8 ottobre 2003 n. 238, di fatto avallando  la
  tesi  che non occorre la procedura di cui all'art. 1 della 1.r.  n.
  1/84, non richiesta ad alcun altro consorzio;

   a   fronte   di  tale  rilievo,  viene  avanzata  altra  singolare
  osservazione secondo cui l'area individuata risulterebbe sottoposta
  a   vincolo   idrogeologico;  successivamente  altre   osservazioni
  procedurali  e  continue  richieste di  documentazione  suppletive,
  tutte  dimostranti, peraltro, che la zona individuata non ha  alcun
  vincolo,  fa  parte del piano regolatore generale di  Marsala  come
  area  per  insediamenti  industriali e che è  l'area  di  Matarocco
  l'unica   zona  possibile  di  insediamento,  come  successivamente
  dimostrato   nel  tavolo  tecnico  convocato  il  21  maggio   2005
  dall'allora  Assessore  Noè  alla  presenza  dei  dirigenti   degli
  Assessorati  Industria  territorio  e  ambiente,  della   provincia
  regionale  di  Trapani,  di tutti gli ordini  professionali,  delle
  associazioni di categoria e dei sindacati;

   il  progetto  è  stato  rielaborato e l'area riposizionata,  dando
  risposta  a  tutte  le obiezioni sollevate dall'ARTA:  eliminazione
  degli  sbancamenti,  rispetto di emergenze  storiche,  salvaguardia
  delle  colture  di  pregio,  riduzione dell'impatto  paesaggistico,
  rivalutazione del dimensionamento dell'area, etc;

   ricordato,  inoltre,  che il piano rielaborato  sulla  base  delle
  indicazioni  del tavolo tecnico è stato pubblicato nella  GURS,  ha
  ottenuto  tutte  le  autorizzazioni necessarie,  ma  non  riesce  a
  superare il vaglio dell'Assessorato Territorio e ambiente;

   ad oggi tutto è fermo ed il comune di Marsala continua non avere a
  disposizione  un'area  industriale  di  sviluppo  nonostante  siano
  trascorsi 12 anni dall'avvio del procedimento;

   per sapere:

   per quali ragioni la variante al piano regolatore consortile - ASI
  -  Trapani,  agglomerato industriale di Marsala, non  viene  ancora
  esitata dall'ARTA;

   se  ritenga  che  oltre 12 anni possano essere un lasso  di  tempo
  compatibile con le ragioni dell'economia e se i pareri espressi  da
  organi   eletti  e  rinnovati  e  da  uffici  tecnici  e  giuridici
  appositamente preposti possano essere ripetutamente considerati non
  esaustivi;

   se  non  ritenga doveroso intervenire per far luce sui motivi  che
  bloccano la realizzazione di un'area industriale indispensabile per
  lo  sviluppo  del territorio di Marsala e dell'intera provincia  di
  Trapani;

   se  non  ritenga  che  oramai  i  termini  della  questione  siano
  abbondantemente  chiariti  e  sia  possibile  esprimere  il  parere
  favorevole.» (356)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
                                                                 ODDO
   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   la  legge regionale 5 gennaio 1999, n. 4, prevede un contributo  a
  favore delle farmacie rurali con sede nelle isole minori;

   detto  contributo non è stato erogato, dal 2004 ad  oggi,  con  le
  ovvie  conseguenze  economiche per le suddette farmacie  rurali  le
  quali,  alla  luce  della peculiarità della loro  sede,  hanno  dei
  ridottissimi margini economici;

   la  ragione  per cui è stato previsto il contributo  è  quella  di
  rendere  disponibili i farmaci in strutture idonee proprio  per  le
  realtà disagiate e fuori mercato delle isole minori;

   la  maggior  parte  delle farmacie rurali, con  sede  nelle  isole
  minori, per protesta contro il mancato pagamento dei contributi, ha
  bloccato la vendita dei farmaci rimborsabili dal servizio sanitario
  con le conseguenti ripercussioni sulle tasche degli utenti;

   è  già  intercorsa sul punto una trattativa con Federfarma che  ha
  impedito uno sciopero;
   il serio rischio di chiusura di molte delle farmacie rurali impone
  un intervento divenuto improcrastinabile;

   è  stato presentato un emendamento al disegno di legge n. 250,  di
  cui  primo  firmatario è il sottoscritto interrogante, proprio  per
  far fronte alla situazione de quo;

   sulla stampa sono state pubblicate dichiarazioni dell'Assessore in
  riferimento  ad  esistenti  fondi per la copertura  dei  contributi
  pregressi;

   per sapere:

   come  intenda  intervenire al fine di assicurare il pagamento  dei
  contributi pregressi previsti dalla legge regionale n. 4  del  1999
  per  gli anni 2004, 2005, 2006, 2007 e 2008 a favore delle farmacie
  rurali;

   per  quali  ragioni, sussistendo i fondi necessari, così  come  da
  dichiarato alla stampa dall'Assessore, non siano stati avviati  gli
  opportuni provvedimenti per la risoluzione del problema.» (357)

                                                                 ODDO

   PRESIDENTE.  Le  interrogazioni, ora annunziate, saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   VITRANO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  l'industria,
  premesso che:

   nell'ambito  del  procedimento  civile  promosso  dall'Assessorato
  industria, la prima sezione civile della corte di appello di  Roma,
  con  sentenza  n.  5207/08 emessa dalla in data 6 novembre  2008  e
  depositata   il   15  dicembre  2008,  ha  rigettato   le   istanze
  dell'Assessorato;

   in particolare, il provvedimento dell'autorità giudiziaria obbliga
  la  Regione  siciliana  (l'Assessorato industria)  a  rifondere  la
  Società Italkali le somme pagate al Banco di Sicilia.

   considerato  che il provvedimento giudiziario impone il  pagamento
  di somme di denaro che devono essere erogate dalla Regione;

   ritenuto l'esecutorietà del provvedimento giudiziario;

   per  sapere  l'ammontare dell'importo dovuto  dalla  Regione  alla
  società Italkali e per conoscere quali siano le volontà del Governo
  in merito ai rapporti con la società Italkali.» (327)

                                                               CAPUTO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il  bilancio e le
  finanze, premesso che:

   il   settore  agricolo  e  quello  vitivinicolo,  in  particolare,
  attraversano  un difficile momento di crisi a causa dei  danni  che
  gli  agricoltori hanno subito ai loro prodotti per la  presenza  di
  insetti che hanno distrutto la produttività del prodotto;

   in  specie, gli agricoltori del settore vitivinicolo dal  2002  ad
  oggi subiscono danni causati dalla peronospora;

   considerato che:

   per  i predetti danni gli operatori non hanno ricevuto alcun  tipo
  di  sostegno  economico  da parte dello Stato  e  che,  quindi,  si
  trovano   costretti   a   fronteggiare   le   gravi   perdite   con
  l'impossibilità   di   rispettare  i   tempi   di   pagamento   dei
  finanziamenti;
   non è concesso loro la dilazione del debito;

   la  perdita  per  la mancata produttività conseguente  al  mancato
  ricavo  o guadagno impedisce concretamente il pagamento di  crediti
  vantati dalle banche;

   in  particolare, risulta che diversi istituti bancari, tra i quali
  anche  il  Banco  di  Sicilia  di Marsala,  abbiano  intrapreso  la
  procedura per la revoca delle facilitazioni creditizie;

   conseguentemente,  gli  istituti di credito  hanno  intrapreso  le
  procedure di esecuzione per il soddisfacimento del credito;

   ritenuto che:

   la  crisi  del settore agricolo, dovuta principalmente  a  fattori
  naturali  che  ne  hanno danneggiato produzione e produttività,  ha
  messo in ginocchio il mercato agricolo e vitivinicolo;

   la  revoca  dei  finanziamenti e l'instaurazione dei  procedimenti
  esecutivi  rischia  di  paralizzare  la  ripresa  del  mercato  con
  conseguente  rischio  per  il settore  agricolo  e  per  l'economia
  dell'Isola;

   per  sapere  quali  provvedimenti il Governo intenda  adottare  in
  merito  e se intenda intervenire presso gli istituti di credito  al
  fine  di  bloccare  e/o sospendere le procedure esecutive  a  causa
  della grave crisi del settore agricolo.» (328)
                                                               CAPUTO

   «Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   a  seguito delle elezioni provinciali sono decaduti tre componenti
  del  consiglio di amministrazione dell'IACP di Catania (presidente,
  vicepresidente e un componente);

   in  attesa  dell'integrazione  dei tre  componenti  mancanti  sono
  rimasti  in  carica  sei consiglieri (il consiglio  resta,  quindi,
  validamente costituito ai sensi della l.r. n. 10/77);

   l'Assessorato per i lavori pubblici ha richiesto (con nota del  25
  luglio  2008)  al  presidente della provincia  di  provvedere  alla
  designazione dei componenti mancanti;

   considerato che:

   nelle   more   di  quanto  sopra  è  stato  nominato   commissario
  straordinario,  per un periodo non superiore a sei mesi,  il  dott.
  Santino Cantarella (d.r. n. 572 del 24 ottobre 2008);

   si  è  determinata  una  complessa  e  giuridicamente  controversa
  situazione  gestionale  poiché continuano  ad  operare  sia  i  sei
  consiglieri rimasti in carica sia il commissario straordinario;

   il  commissario straordinario adotta atti gestionali di competenza
  della  dirigenza  e  provvedimenti  con  efficacia  di  gran  lunga
  successiva alla scadenza del mandatocommissariale (24 aprile 2009);

   ritenuto che:
   ciò  potrebbe  incidere  negativamente sull'equilibrio  gestionale
  finanziario dell'IACP di Catania;

   molti  provvedimenti  del  dott.  Cantarella  sembrano  di  dubbia
  legittimità;

   in  particolare, con delibera del 31 dicembre 2008, non sono stati
  rinnovati i contratti di n. 13 precari a progetto;

   sono stati messi in pensione, dall'1 gennaio 2009, funzionari  per
  i  quali  il  consiglio di amministrazione non aveva  accettato  le
  richieste  di  dimissioni anticipate e anzi  aveva  confermato  con
  contratto d'incarico la posizione organizzativa fino al 31 dicembre
  2009;

   ritenuto ancora che:

   sono in corso provvedimenti per conferire incarichi dirigenziali a
  dipendenti  non  in  possesso dei titoli di  studio  richiesti  dai
  regolamenti e dalle normative vigenti;

   molti  cantieri in atto sono senza personale poiché non sono stati
  rinnovati i rapporti di lavoro previsti da incarichi già conferiti,
  per esigenze tecniche, nel 2007 e nel 2008;

   è    stata    già    presentata    una   proposta    assolutamente
  sovradimensionata dell'attuale struttura sia per i servizi che  per
  le  direzioni senza tenere conto del blocco delle assunzioni per il
  2009,  delle maggiori spese in un ente in deficit e dello  scorporo
  di una parte del patrimonio;

   per sapere:

   quali  iniziative  siano  state assunte  o  si  ritenga  di  dover
  assumere   per  il  pieno  ripristino  della  gestione  democratica
  nell'IACP  di Catania, in particolare nei confronti della provincia
  regionale che deve procedere alle nuove nomine prima della scadenza
  del  mandato del commissario straordinario che, come è noto,  scade
  il prossimo aprile;

   se, nell'ambito dei poteri ispettivi conferiti alla Regione, siano
  state  attivate iniziative finalizzate alla verifica  di  eventuali
  violazioni   di   legge  nella  gestione  da   parte   dell'attuale
  commissario straordinario.» (332)

                                            BARBAGALLO-RAIA-DI GUARDO

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   il  territorio della città di Messina, per il particolare  assetto
  idro-geologico dei villaggi collinari di Cumia e Giampilieri e  dei
  villaggi  costieri  di Galati Marina e Mili Marina,  è  tristemente
  assurto alle cronache, a causa delle recenti alluvioni e mareggiate
  che lo hanno devastato;

   a  seguito  di  quanto  sopra  esposto,  per  un  primo  immediato
  intervento,   la   protezione   civile   regionale   ha   ritenuto,
  inizialmente,  di stanziare l'esigua somma di 500  mila  euro,  per
  fronteggiare l'emergenza;

   considerato che:

   i  villaggi  collinari sopra richiamati rappresentano insediamenti
  abitativi  storici del qual volta si verificano eventi  atmosferici
  particolari, con pesanti ripercussioni sulla vita degli abitanti  e
  sulla economia della collettività interessata;

   i  villaggi costieri, anche a seguito della creazione del porto di
  Tremestieri,  che  ha  evidentemente  alterato  l'equilibrio  delle
  correnti  marine, sono oggetto di continua erosione  del  litorale,
  mettendo  a  rischio la sopravvivenza degli insediamenti  abitativi
  limitrofi;

   atteso che:

   recentemente  i  consiglieri comunali della città di  Messina,  in
  particolare  Nicola Barbalace e Giorgio Caprì, anche a  seguito  di
  segnalazioni  e  denunzie  da  parte  di  associazioni  locali   di
  volontariato,  hanno  sollevato la gravità del problema  investendo
  l'intero  consiglio  comunale attraverso la  presentazione  di  uno
  specifico  ordine  del  giorno in merito alle  problematiche  della
  emergenza ambientale e geologica determinatasi;

   ritenuto  che  sia quanto mai necessario ed urgente un  intervento
  globale,  mirato alla conservazione ed alla tutela della patrimonio
  costiero e collinare, con il coinvolgimento del genio civile  opere
  marittime  in  un apposito programma di progettazione  delle  opere
  urgenti  da  realizzare  per la salvaguardia  delle  coste,  nonché
  dell'ufficio  tecnico  della protezione  civile  regionale  per  la
  tutela  del  territorio collinare, conseguendo,  in  tal  modo,  il
  duplice  obiettivo di un efficace coordinamento e del  contenimento
  dei costi di progettazione;

   per sapere:

   se e quali ulteriori iniziative siano state sinora poste in essere
  per fronteggiare l'emergenza in oggetto;

   se  non ritengano di dover attivarsi con urgenza, per la creazione
  di  specifici  programmi-quadro, anche intercomunali,  mirati  alla
  tutela globale del territorio costiero e collinare, che costituisce
  patrimonio inestimabile per la nostra Regione;

   se  non  ritengano,  infine, di dover costituire  una  task  force
  interna  all'Assessorato  Territorio  e  ambiente,  anche  su  base
  provinciale,  volta  a coordinare la progettazione  dei  citati  ed
  indispensabili      interventi,   utilizzando  le   professionalità
  tecniche  di  tutti  gli uffici regionali e statali  esistenti  che
  hanno competenza in materia.» (334)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             PICCIOLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   la proposta di ridimensionamento delle istituzioni scolastiche nel
  comune  di Catania ha suscitato forti proteste da parte di numerosi
  rappresentanti istituzionali e da un nutrito comitato di genitori;

   tale   proposta  prevede  la  soppressione  di  sette   scuole   e
  l'eliminazione  di plessi scolastici particolarmente  significativi
  per  le  caratteristiche  sociali del  territorio  nel  quale  sono
  ubicate;

   considerato che:

   non  si  procede alla verticalizzazione (trasformazione da circolo
  didattico  a  istituto comprensivo)     delle  scuole   «Battista»,
  «Caronia»,  e  «Deledda» nonostante un piano  già  approvato  dalla
  Regione nel 2001;

   vengono  eliminati due istituti comprensivi nel centro storico  di
  Catania «Manzoni» e «Mazzini Di Bartolo» che si trovano in zone  di
  particolare disagio sociale.

   considerato ancora che:

   l'accorpamento della «Manzoni» con la «Diaz» comporta,  a  regime,
  un numero di alunni assolutamente sproporzionato (1635): 315 alunni
  della  «Manzoni» più 30 bambini della sezione «Primavera», più  200
  corsisti  «E.D.A.»,  più 60 alunni del carcere di  «Piazza  Lanza»,
  tutti  sempre della «Manzoni», più 630 alunni della «Diaz»  che  ha
  anche altri 400 alunni ospedalizzati;

   l'eventuale aggregazione determinerebbe difficoltà gestionali, non
  solo  per  le problematiche derivanti dalla diversa ubicazione  dei
  plessi,   ma,   soprattutto,  per  l'estrema  diversificazione   di
  tipologia  di  utenza (la «Diaz» scuola d'èlite,  «Manzoni»  scuola
  appartenente  ad un'area fortemente a rischio dal  punto  di  vista
  sociale.

   ritenuto che:

   la  «Manzoni» è un istituto che ospita, da più di un decennio,  il
  centro  «E.D.A.»,  è titolare di n. 4 classi al carcere  di  Piazza
  Lanza  ed aggrega, in orario pomeridiano, bambini ed adolescenti  a
  rischio provenienti dal quartiere popolare «Antico Corso»;

   in  atto  è  scuola  titolare del progetto  sperimentale  «Sezioni
  Primavera»  ed  è capofila, in rete con altre quattro  scuole,  per
  l'attuazione di progetti socialmente utili;

   per sapere:

   quali  siano le ragioni per le quali, nell'ambito della  normativa
  vigente,  non è possibile adottare decisioni in grado  di  ampliare
  l'offerta  formativa  in  territori  particolarmente  complessi   e
  delicati dal punto di vista sociale;

   se  sia  possibile aggregare un plesso della «A.Diaz» (130 alunni)
  con  la «Manzoni» (315 alunni) alla luce anche del fatto che questi
  alunni  della  «Diaz»  sono già ospitati nei locali  di  pertinenza
  della «Manzoni».» (348)
                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  l'industria,
  premesso  che l'Italia ha recepito la direttiva europea  2001/77/CE
  per l'utilizzo e l'installazione di impianti di energia rinnovabile
  nei  Paesi  della  Comunità europea con il decreto  legislativo  29
  dicembre 2003, n. 387;

   ricordato  che  all'art. 12, comma 4, della  citata  direttiva  si
  dispone  che  l'autorizzazione per la realizzazione degli  impianti
  alimentati  da  fonti rinnovabili, nonché le opere  connesse  e  le
  infrastrutture  indispensabili  alla  costruzione  e  all'esercizio
  degli  stessi  impianti è rilasciata a seguito di  un  procedimento
  unico  entro un termine che non può essere superiore a  180  giorni
  per la sua conclusione;

   rilevato  che  la  Regione siciliana con decreto  assessoriale  17
  maggio  2006 'Criteri relativi ai progetti per la realizzazione  di
  impianti per la produzione di energia mediante lo sfruttamento  del
  sole'  ha  recepito  solo  in  parte il  disposto  della  direttiva
  europea,  non  contemplando gli aspetti  relativi  al  procedimento
  unico  per  le  amministrazioni  interessate  e  ai  tempi  per  la
  conclusione  del procedimento che - come sopra detto - non  possono
  essere superiori a centottanta giorni;

   sottolineato   che  una  sentenza  del  Consiglio   di   giustizia
  amministrativa per la Regione siciliana (11 aprile 2008, n. 295) ha
  confermato   che   le  disposizioni  comunitarie  trovano   diretta
  applicazione nei confronti della Regione siciliana ai  sensi  della
  legge  4  febbraio  2005,  n.  11, recante  'Norme  generali  sulla
  partecipazione   dell'Italia  al  processo  normativo   dell'Unione
  Europea e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari';

   evidenziato che anche la sentenza del TAR Sicilia n. 1277  del  22
  ottobre  2008 stabilisce che il legislatore nazionale, nel recepire
  la  direttiva  europea  sulle  fonti  di  energia  rinnovabile,  ha
  manifestato  l'intento  di semplificare il  processo  autorizzativo
  delle   iniziative   volte  alla  realizzazione   degli   impianti,
  concentrando  l'apporto  valutativo  di  tutte  le  amministrazioni
  interessate nella conferenza di servizi ai fini del rilascio di una
  autorizzazione unica, soffermandosi sulla necessità di  ottemperare
  al   termine   massimo  di  180  giorni  per  la  conclusione   del
  procedimento;

   ricordato  altresì che fonti di stampa hanno messo in  rilievo  la
  situazione   di   gravissimo  stallo  in  cui  versa   il   settore
  dell'energia alternativa a causa delle mancate autorizzazioni,  con
  il conseguente blocco dei relativi finanziamenti;

   per sapere:

   quali  iniziative urgenti intendano assumere al fine di provvedere
  allo  snellimento  delle  procedure  burocratiche  che  allo  stato
  scoraggiano  gli  imprenditori interessati ad investire  nel  campo
  dell'energia alternativa;

   quali siano i tempi previsti per l'emanazione del piano energetico
  regionale,   grazie  al  quale  anche  la  nostra   Regione   potrà
  programmare   a   breve,  medio  e  lungo  termine   progetti   per
  l'emancipazione dal fabbisogno estero di energia;

   se  non  ritengano, nelle more dell'adozione del piano  energetico
  regionale,  di  assumere,  attraverso  l'emanazione  di  un   nuovo
  decreto,  le  necessarie iniziative per l'adozione del procedimento
  unico,  del limite massimo di centottanta giorni per la conclusione
  del  medesimo procedimento, della modulistica tipo con il  richiamo
  del  silenzio assenso per gli enti ed i soggetti partecipanti  alla
  conferenza dei servizi di cui al comma 3 dell'art. 12 del  d.  lgs.
  n. 387/03, in ottemperanza delle sentenze di CGA e TAR.» (358)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
                                                              D'ASERO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interpellanze presentate.

   VITRANO, segretario:

   «All'Assessore  per  i  beni culturali  ed  ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione, premesso che il processo di ridimensionamento
  delle istituzioni scolastiche nel comune di Catania, approvato  dal
  tavolo   convocato   dall'Assessorato  in  indirizzo   prevede   la
  soppressione di ben 7 autonomie nella scuola di base del comune  di
  Catania e l'eliminazione di plessi scolastici;

   considerato che:

   il  ridimensionamento comporterà ulteriori riduzioni di  posti  di
  lavoro nei ruoli di docente ed ATA;

   il piano proposto dall'Assessorato regionale penalizza  fortemente
  la  I municipalità (Centro-S.Cristoforo);

   determinerà  la  mancata verticalizzazione  dei  C.D.  Battisti  -
  Caronda - Tempesta - S.G.nni Bosco;

   comporterà la chiusura delle scuole medie A. Manzoni e G. Mazzini;

   tali conclusioni non possono che suscitare profondo dissenso negli
  operatori  della  scuola  che vedono liquidato  sbrigativamente  il
  frutto del lavoro e dell'impegno di tanti anni;

   per conoscere in base a quali profondi principi di sana e corretta
  amministrazione l'organo che ha effettuato l'esame  della  proposta
  sia  pervenuto a così drastiche decisioni che privano il territorio
  del  centro storico di Catania di importanti e storiche istituzioni
  scolastiche che rendono da sempre un prezioso servizio educativo ai
  minori dei quartieri più disagiati.» (43)
                                                             D'ANTONI

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   il Ministro dell'interno, Roberto Maroni, ha condiviso e difeso in
  questi giorni la proposta della Lega Nord di introdurre una tassa a
  carico degli immigrati in Italia;

   tali   proposte  sono  state  fortemente  criticate  dalle   forze
  politiche di opposizione ma anche da esponenti della maggioranza di
  governo,  oltre che dalle associazioni sindacali e dai responsabili
  della CEI per i diritti degli immigrati;

   la  principale  censura mossa all'introduzione della  tassa  sugli
  immigrati  è  che  si tratterebbe di una misura  discriminatoria  e
  lesiva dei diritti della persona;

   considerato che:

   quella  che vorrebbe introdurre il Governo nazionale più  che  una
  tassa sarebbe un «balzello» verso una categoria già poco tutelata;

   la politica del Governo nazionale contro gli immigrati rappresenta
  un  grave  passo  indietro  che allontana  l'Italia  dal  progresso
  civile;

   servirebbero  piuttosto  politiche di integrazione  dei  cittadini
  immigrati  che,  con  impegno  e con notevoli  sforzi,  cercano  di
  integrarsi in Italia;

   il  Movimento per l'Autonomia, di cui il Presidente della  Regione
  siciliana  è  il  massimo  esponente  nazionale,  fa  parte   della
  maggioranza che sostiene il Governo Berlusconi-Bossi;

   per conoscere:

   se il Presidente della Regione non ritenga che introdurre la tassa
  sul  permesso  di soggiorno per gli immigrati sia un errore  e  che
  bisognerebbe,  piuttosto, riconoscere i diritti  civili  elementari
  agli immigrati, contrariamente a quanto affermato dalla Lega Nord;

   quali  iniziative  politico-parlamentari  il  presidente  Lombardo
  intenda  intraprendere,  in  Sicilia e nei  confronti  del  Governo
  nazionale, per la politica discriminatoria adottata da quest'ultimo
  contro gli immigrati, ed in particolare nei confronti di coloro che
  arrivano  nella  nostra  Regione, soprattutto  per  il  trattamento
  riservato, agli stessi nell'isola di Lampedusa.» (44)
                                                                 LUPO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le foreste, premesso che:

   nei giorni 12,13 e 14 del mese di gennaio 2009 la forte ondata  di
  maltempo  e  le  precipitazioni che si sono  abbattute  in  Sicilia
  orientale, soprattutto sul territorio Calatino e in particolar modo
  sul  territorio Ramacchese, ha provocato ingenti danni a  strutture
  e,  principalmente, all'agricoltura locale, oltre ai  gravi  disagi
  arrecati a tutti i cittadini: frane ed allagamenti hanno colpito la
  viabilità ordinaria e le proprietà di molti agricoltori, tanto  che
  in alcuni casi sono state danneggiati definitivamente le produzioni
  agricole;

   considerato  che la stima dei danni provocati alle infrastrutture,
  alle imprese e alle abitazioni è così elevata che è impossibile  un
  intervento  finanziario solo da parte della provincia regionale  di
  Catania;

   verificato  che  in  molti  casi  la  ricognizione  è  addirittura
  impedita dall'instabilità del terreno perché franoso e dissestato;

   ritenuto  che l'esigenza primaria, in questo momento, è costituita
  dall'attivazione  immediata  di  risorse  per   far   fronte   agli
  interventi   sulla  viabilità  e  sull'agricoltura  e  che,   vista
  l'urgenza, non si possono attendere lunghi iter amministrativi  per
  il   finanziamento   ed  in  ogni  caso  occorre,   immediatamente,
  intervenire affinché gli uffici periferici, le banche e i  consorzi
  fidi provvedano a sospendere la riscossione di crediti vantati  nei
  confronti dei produttori agricoli alla luce degli ingenti danni  di
  natura economica che stanno sopportando;

   per conoscere:

   quali  iniziative il Governo abbia finora intrapreso  affinché  la
  Regione siciliana, il Governo nazionale e l'Unione europea attivino
  strumenti finanziari per il ristoro dei danni subiti dalle attività
  economiche  per gli eventi calamitosi che hanno colpito nei  giorni
  12,  13  e  14  del mese di gennaio 2009 la Sicilia  orientale,  in
  particolare il territorio Calatino e soprattutto quello Ramacchese;

   se  non  ritengano di attivarsi urgentemente affinché  i  titolari
  delle attività imprenditoriali possano godere della sospensione del
  pagamento di tributi, tasse e mutui bancari.» (45)
                                                                 LIMOLI

   PRESIDENTE.   Avverto  che,  trascorsi  tre  giorni   dall'odierno
  annunzio  senza  che il Governo abbia dichiarato di  respingere  le
  interpellanze  o  abbia fatto conoscere il giorno  in  cui  intende
  trattarle,  le   interpellanze stesse saranno  iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  in data  23  gennaio  2009,  è  stata
  presentata  la  mozione n. 88 «Misure immediate di  intervento  per
  fronteggiare  il  fenomeno migratorio in Sicilia»,  a  firma  degli
  onorevoli  Lupo,  Cracolici,  Di Benedetto,  Galvagno,  Mattarella,
  Marinello,   Panepinto,  Ammatuna,  Gucciardi,   Rinaldi,   Bonomo,
  Laccoto,  Barbagallo,  Vitrano e Ferrara.
   Invito il deputato segretario a darne lettura.

   VITRANO, segretario:

                   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso che:

   notizie  sempre  più allarmanti giungono dall'isola  di  Lampedusa
  dove  continuano  a  susseguirsi sbarchi  di  migranti  provenienti
  dall'Africa;

   la  situazione  del centro di permanenza temporanea  dell'isola  è
  ormai  al  collasso:  al suo interno sono stipate  1900  persone  a
  fronte di una capienza media di 800 persone;

   in  tali  condizioni  non è possibile offrire  garanzie  igienico-
  sanitarie minime né un riparo per tutti i presenti;

   all'interno  del  centro  sono detenuti  un  centinaio  di  minori
  costretti  a convivere con la sporcizia e la spazzatura,  fognature
  intasate e servizi igienici insufficienti;

   le condizioni di vita per gli immigrati sono, pertanto, degradanti
  e disumane;

   il  consiglio comunale di Lampedusa ha all'unanimità approvato  un
  ordine  del  giorno  col quale si proclama lo stato  di  agitazione
  contro  la  decisione del Governo nazionale di costruire sull'isola
  un   nuovo  centro  per  l'identificazione  e  l'espulsione   degli
  immigrati;
   considerato che:

   tale  stato  di cose è la diretta conseguenza della  politica  del
  Governo  nazionale e del Ministro dell'interno, Maroni, in tema  di
  immigrazione  in  quanto rappresenta un grave  passo  indietro  che
  allontana l'Italia dal progresso civile;

   la  scelta di non consentire il trasferimento presso altri  centri
  di  tutti gli immigrati arrivati a Lampedusa per un più celere,  ma
  improbabile, rimpatrio sta generando nell'isola una vera e  propria
  emergenza umanitaria;

   il   centro   di  permanenza  temporanea  di  Lampedusa   si   sta
  progressivamente trasformando in un luogo di detenzione  nel  quale
  vengono  calpestati i più elementari diritti umani  all'interno  di
  una   politica   che   appare   sempre   più   discriminatoria    e
  criminalizzante nei confronti dei migranti;

   a  pagare  pesanti  conseguenze sono anche  il  territorio  e  gli
  abitanti   di  Lampedusa,  costretti  a  fronteggiare  un'emergenza
  continua  rispetto alla quale si registra soltanto una  sostanziale
  inerzia;

   ciò   si   inserisce   nel  vuoto  della  legislazione   siciliana
  sull'immigrazione  e sul tema della cooperazione  allo  sviluppo  e
  dell'integrazione;

   premesso, inoltre, che:

   da anni, la Sicilia è meta privilegiata per i migranti provenienti
  dall'Africa,  e  tale flusso, lungi dal diminuire, è  cresciuto  in
  modo  esponenziale: nelle prime due settimane del 2009  le  persone
  arrivate in Italia via mare sono 1.500;

   la  causa  di  tali flussi è da ricercare nell'enorme  povertà  di
  tanti Paesi dell'Africa maghrebina e subsahariana, che genera masse
  di   disoccupati  e  disperati  la  cui  unica  speranza   per   la
  sopravvivenza diventa quella dell'emigrazione. A ciò si  aggiungano
  anche  l'assenza  di  garanzie democratiche  in  quei  Paesi  e  la
  presenza, in diverse realtà, di conflitti etnici ormai endemici;

   la  stragrande maggioranza dei migranti che intendono  raggiungere
  il  nostro  territorio  è  costretta a  pagare  a  caro  prezzo  le
  organizzazioni criminali, gli sfruttatori e i trafficanti di esseri
  umani per intraprendere viaggi che si concludono non di rado con la
  morte;

   l'effetto  più grave è, infatti, rappresentato dalle tragedie  del
  mare e dall'enorme numero di naufragi verificatisi nel Mediterraneo
  e  nel  Canale  di Sicilia in particolare: secondo Fortress  Europe
  sarebbero  almeno 1.502 i migranti morti alle frontiere dell'Unione
  europea nel 2008. In Sicilia le vittime sono passate dalle 556  del
  2007 alle 642 del 2008;

   ritenuto che:

   la  vigente  normativa  italiana, via via inasprita  negli  ultimi
  mesi,  si  connota sempre più per una tendenza discriminatoria  nei
  confronti  del  fenomeno dell'immigrazione che renderà  sempre  più
  difficile    il   percorso   di   integrazione   degli    stranieri
  extracomunitari;

   il  commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas
  Hammarberg,  ha di recente dichiarato che la normativa  attualmente
  in   discussione  in  Italia  è  a  sfondo  discriminatorio  e  non
  garantisce il rispetto dei diritti umani;
   in  particolare, desta preoccupazione la proposta  di  rimpatriare
  direttamente  tutti  coloro che arrivano sul  territorio  italiano,
  senza consentire a chi ne ha il diritto di chiedere asilo politico,
  col  rischio  di essere rispediti in Paesi dove non  si  ha  alcuna
  garanzia circa il rispetto dei più elementari diritti umani;

   la   carenza   di  validi  accordi  con  i  Paesi  di  provenienza
  vanificherà di fatto la possibilità di rimpatri nei tempi brevi che
  sono  stati  annunciati;  la  sicura identificazione  dei  migranti
  risulta, infatti, alquanto problematica;

   il Ministro dell'interno, Roberto Maroni, ha condiviso e difeso la
  proposta della Lega Nord di introdurre un' ulteriore tassa  per  il
  rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno ed una fideiussione
  sull'apertura  di  una  partita IVA a  carico  degli  immigrati  in
  Italia;

   tali   proposte  sono  state  fortemente  criticate  dalle   forze
  politiche di opposizione ma anche da esponenti della maggioranza di
  Governo,  oltre che dalle associazioni sindacali e dai responsabili
  della CEI per i diritti degli immigrati;

   sulla  stessa scia si inseriscono le norme che rendono ancora  più
  gravose  le procedure per i ricongiungimenti familiari,  che  hanno
  finora funzionato come valido traino per una migliore integrazione;

   considerato, infine, che:

   servirebbero  piuttosto  politiche di integrazione  dei  cittadini
  immigrati  che,  con  impegno  e con notevoli  sforzi,  cercano  di
  integrarsi in Italia;
   il  Movimento per l'Autonomia, di cui il Presidente della  Regione
  siciliana  è  il  massimo  esponente  nazionale,  fa  parte   della
  maggioranza che sostiene il Governo Berlusconi-Bossi,

                  impegna il Presidente della Regione

   a  riferire con urgenza all'Assemblea regionale siciliana circa la
  grave  situazione che si è determinata a Lampedusa dopo gli sbarchi
  degli ultimi giorni;

   ad  intervenire presso il Presedente del Consiglio ed il  Ministro
  dell'interno   perché  adottino  con  urgenza   provvedimenti   che
  consentano un'adeguata e dignitosa accoglienza di tutti coloro  che
  sbarcano  sull'isola ed il loro tempestivo trasferimento  in  altre
  strutture;

   ad  intervenire presso il Presedente del Consiglio ed il  Ministro
  dell'interno  al fine di scongiurare la ventilata realizzazione  di
  un   nuovo  centro  per  l'identificazione  e  l'espulsione   degli
  immigrati presso i locali dell'ex base navale Loran;

   ad  esprimere  la più netta contrarietà nei confronti dell'operato
  del  Ministro  dell'interno rispetto alle politiche discriminatorie
  fin  qui adottate nei confronti di coloro che arrivano nella nostra
  Regione,  ribadendo  con  forza  la  vocazione  all'accoglienza   e
  all'integrazione   culturale,  da  sempre   espressa   dal   popolo
  siciliano;

   a chiedere al Parlamento nazionale l'approvazione di una normativa
  che  favorisca  gli  ingressi legali nel nostro  territorio  e  che
  disciplini,  in  conformità con l'art. 10  della  Costituzione,  il
  diritto di asilo;
   ad   attivarsi   per   l'adozione  di  una   normativa   regionale
  sull'immigrazione  e sulla cooperazione decentrata  allo  sviluppo,
  finalizzata all'accoglienza ed all'integrazione nel tessuto sociale
  e  produttivo degli immigrati, nonché allo sviluppo dei loro  Paesi
  di provenienza;

   a  predisporre un piano di accoglienza dei migranti in connessione
  con  le  attività  degli  enti locali e  delle  associazioni  della
  società civile;

   a  realizzare  una  serie di interventi a  favore  dei  comuni  di
  Lampedusa,  di Pozzallo e delle altre comunità locali  interessate,
  al  fine  di  eliminare le condizioni di disagio che tali  comunità
  vivono in riferimento alla gestione del fenomeno migratorio;

   ad affidare ad un osservatorio regionale - costituito, in aggiunta
  ai  rappresentanti del Governo regionale e dell'Assemblea regionale
  siciliana,  anche  da  rappresentanti dell'ANCI,  della  protezione
  civile,   delle   forze   dell'ordine,  delle   organizzazioni   di
  volontariato,  delle  organizzazioni  sindacali  -  il  compito  di
  individuare  le misure immediate di intervento per fronteggiare  il
  fenomeno migratorio in Sicilia.» (88)

          LUPO-CRACOLICI-DI  BENEDETTO-GALVAGNO-MATTARELLA-MARINELLO-
  PANEPINTO-AMMATUNA-GUCCIARDI-RINALDI-BONOMO-LACCOTO-BARBAGALLO-
  VITRANO-FERRARA

   PRESIDENTE.  Avverto  che la stessa sarà iscritta  all'ordine  del
  giorno  della seduta successiva perchè se ne determini la  data  di
  discussione.

   Comunicazione relativa all'Intergruppo parlamentare per i diritti
                            umani e civili

   PRESIDENTE. Comunico che l'Intergruppo parlamentare per i  diritti
  umani e civili ha trasmesso vari atti riguardanti l'attività svolta
  nell'anno 2008.

   L'Assemblea ne prende atto.

               Comunicazione di ritiro di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'onorevole Caputo,  con  nota  del  22
  gennaio 2009, ha dichiarato di ritirare le interrogazioni n. 327  e
  n.   329,   a   sua   firma,    perché   di   identico   contenuto,
  rispettivamente,  alle interrogazioni n. 326  «Posizione  debitoria
  della  Regione siciliana nei confronti dell'Italkali» con richiesta
  di  risposta scritta, e n. 325 «Motivi di esclusione del  progetto-
  studio   presentato  dal  consorzio  'Sviluppo  e  legalità'»   con
  richiesta di risposta orale, sempre a sua  firma.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


               Celebrazione della Giornata della Memoria

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo a tutti voi che oggi è  la
   Giornata della Memoria , quindi, vi chiedo cortesemente un  attimo
  di attenzione in più di quella che avete prestato finora.
   Il  27  gennaio ricorre l'anniversario della liberazione del campo
  di   sterminio  nazista  di  Auschwitz,  avvenuta  ad  opera  delle
  avanguardie della I Divisione dell'Armata Rossa il 27 gennaio 1945.
   Il  Parlamento italiano, nel 2000, ha istituito la  Giornata della
  Memoria   per  non dimenticare quella tragedia che la follia  degli
  uomini riuscì a creare in nome della razza.
   Non  dobbiamo  dimenticare le inaudite violenze perpetrate  contro
  gli  oppositori  politici, i gruppi etnici e religiosi  che  Hitler
  dichiarò  indegni di vivere e che lo Stato fascista  non  esitò  ad
  avallare con le famigerate leggi razziali.
   E'  nostro  dovere vigilare in tutti i modi perché ciò non  accada
  mai più.
   Molti  di  noi non hanno vissuto direttamente quei tragici  eventi
  che  segnarono  la storia dell'Europa e del nostro Paese.  In  ogni
  caso,  abbiamo il dovere, così come ha fatto chi ci ha preceduto  e
  chi  ha  vissuto quei terribili momenti, di continuare a tramandare
  la  memoria  ricordando ed onorando le vittime di  quella  inaudita
  pazzia.
   Vi invito, pertanto, ad osservare un minuto di silenzio in ricordo
  delle  vittime dell'Olocausto e di quanti, in quei terribili  anni,
  privati di ogni dignità umana sono stati barbaramente trucidati.

             (L'Assemblea osserva  un minuto di silenzio)


   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
                           «Lavori pubblici»

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto  all'ordine  del  giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni e di  interpellanze  della  Rubrica
  «Lavori pubblici».
   Per  assenza dall'Aula dell'interrogante, l'interrogazione  numero
  24 «Intervento urgente per la salvaguardia della sicurezza pubblica
  sul  ponte  di  collegamento tra Monreale e la contrada  Pezzingoli
  (PA)»,  a  firma  dell'onorevole Caputo, si intende presentata  con
  richiesta di risposta scritta.

   Si   passa  all'interrogazione  numero  32  «Notizie  sullo  stato
  dell'autostrada Palermo - Messina», a firma dell'onorevole Laccoto.
  Ne do lettura:

   «Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che l'autostrada Palermo-Messina, inaugurata nel
  lontano  2004  alla  presenza  del  Presidente  del  Consiglio  dei
  ministri  nonostante i lavori erano tutt'altro che  finiti,  ancora
  oggi  non  risulta  completata  e  posta  in  regime  di  sicurezza
  stradale;

   considerato che:

   per   via   delle  persistenti  deviazioni  e  della   conseguente
  circolazione  a  doppio senso lungo le gallerie, i numerosi  utenti
  che  la  percorrono  vengono  sottoposti  quotidianamente  a  grave
  rischio di incidenti;

   il  manto  stradale risulta in più tratti deformato con  ulteriori
  rischi  per gli automobilisti che si ritrovano di fronte a continue
  insidie e/o trabocchetti;

   sul via libera dato alla circolazione del tratto autostradale, già
  al  tempo  dell'apertura dell'ultimo tratto, la stessa magistratura
  aveva aperto un'inchiesta per attentato alla sicurezza stradale;

   in   particolare,  il  'battesimo'  dell'opera  sarebbe   avvenuto
  malgrado  il  rischio  'di  incidenti di vaste  proporzioni'  nelle
  gallerie  dove  si  ravvisava l'assenza di standard  di  sicurezza:
  assenza  degli creatori, vie di fuga ostruite, colonnine per  l'SOS
  fuori uso, illuminazione non funzionante, semafori e tele-controllo
  inattivi, controllo manto stradale dissestato;

   rilevato che:

   a  tutt'oggi,  i suddetti inconvenienti solo in parte  sono  stati
  risolti;

   persistono  le pericolose deviazioni e le gallerie a doppio  senso
  non adeguatamente illuminate, che costituiscono un alto pericolo di
  incidenti automobilistici;

   il  manto  stradale  risulta  ancora essere,  in  diversi  tratti,
  dissestato e, quindi, pericoloso per gli utenti;

   in presenza di pioggia diviene oltremodo pericolosa la percorrenza
  di  alcuni tratti a pendenza irregolare e con il manto stradale non
  a norma;

   per sapere:

   se  sia vero che il manto stradale dell'autostrada Palermo-Messina
  è stato steso più volte, con enorme dispendio di denaro;

   se   corrisponda  a  verità  che  la  prima  bitumatura  è   stata
  sostituita, perché non conforme alle norme sui lavori pubblici;

   quali  siano  stati i sistemi di affidamento dei  lavori  relativi
  agli ultimi tratti, che presentano le anomalie sopra specificate  e
  per  i  quali  la magistratura ha persino disposto il sequestro  di
  alcuni parti delle opere;

   se  siano stati fatti regolari certificati di collaudo e chi siano
  i tecnici che hanno provveduto a tale adempimento;

   se  e  quali iniziative il Governo della Regione abbia assunto  al
  fine  di  assicurare la messa in sicurezza dell'autostrada Palermo-
  Messina;

   se  il  Governo  della Regione non ritenga di  dover  avviare  gli
  interventi necessari per la risoluzione dei problemi evidenziati  e
  una  approfondita  indagine volta ad accertare la  sussistenza  dei
  requisiti  minimi  di  sicurezza  a  tutela  della  incolumità  dei
  cittadini  che  la  percorrono e le eventuali responsabilità  della
  mancata  ottemperanza alle normative vigenti in  materia  di  opere
  pubbliche  e  di  collaudo,  nonché  di  quant'altro  sopra   fatto
  rilevare». (32)

   Ha facoltà di parlare l'Assessore per i lavori pubblici, onorevole
  Gentile, per rispondere all'interrogazione.

   GENTILE,  assessore  per  i  lavori pubblici.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, l'interrogazione numero 32, a  me  rivolta,  è
  stata  immediatamente  trasmessa al  Consorzio  per  le  autostrade
  siciliane  che, con nota 68802 del 28 ottobre 2008, ha  fornito  la
  seguente risposta.
   In  via  generale,  si  evidenzia che il CAS  riserva  particolare
  attenzione alla qualità dei servizi erogati ed a tale scopo investe
  importanti   risorse  per  i  miglioramenti   e   gli   adeguamenti
  strutturali  e gestionali necessari a mantenere elevati  i  livelli
  di servizi offerti agli utenti.
     A  tale  scopo,  l'Ente  provvede ad una  costante  attività  di
  manutenzione di tutta la rete autostradale con periodici  piani  di
  intervento i cui lavori vengono programmati per ridurre al minimo i
  disagi dell'utenza.
   La  manutenzione del manto autostradale è un intervento che  viene
  riproposto  regolarmente  sotto forma di manutenzione  ordinaria  o
  straordinaria e per questo il grado di usura della pavimentazione è
  periodicamente sottoposto a controllo e monitoraggio.
   Nell'attività  di  manutenzione  sono  adottate   anche   le   più
  innovative  soluzioni tecniche e sono sperimentate anche  nuove  ed
  efficaci  tipologie di pavimentazione del tipo asfalto  drenante  o
  fono-assorbente.
   In  merito  a quanto rilevato specificamente nella interrogazione,
  si  precisa che il manto stradale è stato più volte ricollocato per
  i  ripetuti interventi di manutenzione ordinaria di cui si è  fatto
  cenno.
   Non  risponde al vero, comunque, che la prima bitumatura  è  stata
  sostituita perché non conforme alle norme sui lavori pubblici.
   La manutenzione della pavimentazione è effettuata secondo le norme
  dei capitolati speciali d'appalto che, sia in parte tecnica che  in
  parte   amministrativa,  rispondono  alla  vigente  normativa   che
  regolamenta la materia in tutto il territorio nazionale.
   I  lavori,  negli  ultimi  41 chilometri  della  A20,  sono  stati
  eseguiti  a  seguito di affidamenti ai sensi della normativa  degli
  appalti pubblici per la natura pubblica del CAS.
   Non risponde al vero che vi siano state parti di opere sequestrate
  dalla  Magistratura per anomalia di costruzione.  L'unica  indagine
  condotta  dalla  Procura della Repubblica di Mistretta,  a  seguito
  della  denuncia  anonima con cui si sosteneva che l'autostrada  non
  poteva  ritenersi sicura, si è conclusa con sentenza del  Tribunale
  che  ha  ritenuto  il  fatto  non sussistere;  infine,  per  quanto
  riguarda  i  certificati di collaudo questi sono stati regolarmente
  emessi  e  sono  in corso di definizione secondo  le  procedure  di
  legge.
   La  competenza  è  stata  espletata  da  apposite  Commissioni  di
  collaudo nominate dall'ANAS.
   Infine,  si  coglie l'occasione per evidenziare che il  Presidente
  del  CAS, fin dall'insediamento del 10 aprile 2008, ha definito con
  gli  uffici  e  la direzione dell'area tecnica e di  esercizio  una
  serie  di  interventi  urgenti  finalizzati  all'attuale  messa  in
  sicurezza  dell'autostrada Messina-Palermo  i  cui  risultati  sono
  stati riscontrati dagli utenti e dai quotidiani locali.
   Saranno  rilevati subito dopo la conclusione dei lavori.  Ad  ogni
  modo,  sulle  criticità  segnalate,  è  stata  avviata  un'indagine
  ispettiva,  disposta già nello scorso mese di dicembre, riguardante
  anche quanto fatto rilevare dall'onorevole interrogante.
   Inoltre,   data  l'importanza  dell'argomento  sicurezza,   si   è
  provveduto,  in  sede di programmazione dei fondi FAS,  attualmente
  all'esame  della giunta, a prevedere delle risorse per fronteggiare
  la manutenzione straordinaria delle autostrade gestite dal CAS.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Laccoto   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'Assessore.

   LACCOTO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Assessore,  su tale questione mi dichiaro insoddisfatto  perché  ho
  posto  tre quesiti specifici e sono state fornite risposte  evasive
  nel  senso  che  ho  chiesto  se  la  prima  bitumatura  era  stata
  sostituita, e questo praticamente risulta - sarebbe un  falso  dire
  che  non  è  stata  sostituita - perché chi percorre  ogni  giorno,
  settimanalmente,  quella autostrada sa che è  stata  sostituita  in
  gran parte.
   Passo  alla  seconda  questione. E'  un  momento  particolare  per
  l'autostrada  Messina-Palermo e, come lei ben sa, c'è  il  problema
  sollevato dall'ANAS che vuole commissariare il Consorzio perché non
  ha  reinvestito  le  somme,  così come prevede  la  normativa,  per
  investimenti ma solo per spese correnti.
   Il  terzo punto riguarda la risposta evasiva quando non si  indica
  la  regolarità dei certificati di collaudo e si dice che   sono  in
  corso di definizione .
   Risulta, invece, onorevole Assessore, che sull'autostrada vi siano
  situazioni  di  grave  pericolo, specie quando  piove  e  il  manto
  stradale  non  riesce  ad essere a norma, con  rischi  per  chi  vi
  transita quotidianamente. Pertanto, al di là della risposta formale
  del   Consorzio   Autostrada,  vorrei   invitare   l'Assessore   ad
  effettuare  una  ispezione  su queste vicende  per  trovarci  nelle
  giuste condizioni rispetto alla qualità del servizio ed alle  somme
  da investire.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione numero 53 «Provvedimenti
  per  garantire  la  trasparenza delle fatture emesse  dall'EAS  nei
  confronti dei cittadini del Trapanese», dell'onorevole Oddo. Ne  do
  lettura:

   «All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

   a  numerosi cittadini della provincia di Trapani ed in particolare
  dei  comuni  di  Castellammare del Golfo, Valderice,  Custonaci  ed
  Isole  Egadi  stanno arrivando, da parte dell'EAS (Ente  acquedotti
  siciliani), bollette di importi estremamente rilevanti connesse  al
  consumo idrico;

   l'entità delle bollette sarebbe da attribuire a contatori  con  un
  funzionamento  anomalo  ed in ogni caso le bollette  non  sarebbero
  sufficientemente chiare in relazione alla natura delle richieste di
  pagamento;

   coinvolti  dai cittadini, anche i difensori civici della provincia
  e   di  alcuni  comuni  sono  intervenuti  con  una  propria  nota,
  sollecitando  un  rapido  intervento, al fine  di  assicurare  alle
  cittadinanze  chiarezza e certezze in ordine alla regolarità  delle
  bollette contestate ed in generale inviate dall'EAS;

   i  difensori civici hanno suggerito una moratoria immediata  di  6
  mesi  per  procedere di concerto con tutte le autorità preposte  al
  fine di chiarire la situazione e dare certezze ai cittadini;

   evidentemente  bisogna fare chiarezza a favore  dei  cittadini  in
  relazione  ai costi di un bene primario qual è l'acqua  ed  evitare
  ogni  possibile  contestazione  in  ordine  alla  correttezza   dei
  contatori utilizzati dall'Ente acquedotti siciliani in primo  luogo
  per rispetto alla buona fede dei cittadini siciliani;

   per  sapere quali misure intenda adottare per tutelare i cittadini
  e  dare loro chiarezza in ordine alle bollette inviate dall'EAS  ed
  al  regolare funzionamento dei contatori montati dall'ente  per  la
  misurazione  dei  consumi, considerate anche  le  condizioni  degli
  utenti, già vessati da un servizio spesso precario». (53)

   Onorevoli colleghi, poiché l'interrogazione testé letta  è  a  mia
  firma,  la  stessa si intende presentata con richiesta di  risposta
  scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 111 «Iniziative  al  fine  di
  assicurare  la  messa in sicurezza dello svincolo  autostradale  di
  Brolo (ME)», dell'onorevole Laccoto. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  ed  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   l'area  dello svincolo autostradale di Brolo è interessata da  uno
  stato  di  dissesto diffuso e da un movimento franoso che coinvolge
  l'intera zona;

   il  comune  di Brolo ed i privati proprietari delle aree limitrofe
  allo svincolo hanno presentato reiterate segnalazioni, manifestando
  la necessità di rendere fruibile lo svincolo autostradale di Brolo,
  nonché  di  garantire il superiore interesse alla  sicurezza  della
  pubblica circolazione;

   a  seguito  di tali sollecitazioni, il consorzio per le autostrade
  siciliane  ha  dato corso ad indagini geologiche sulla  base  delle
  quali  ha  previsto la realizzazione di un programma di  interventi
  finalizzati al contenimento del dissesto ed al consolidamento della
  zona relativa allo svincolo autostradale sopra individuato;

   in  mancanza  di  soluzioni  concrete  che  ponessero  rimedio  al
  problema,  è  stato instaurato un giudizio dinanzi al Tribunale  di
  Patti,  iscritto al n. 97/04 R.G., nel quale è stata  lamentata  la
  sussistenza  di  un vasto movimento franoso che interessa  l'intera
  zona, indicando quale unico presunto responsabile il consorzio  per
  le  autostrade  siciliane, in persona del commissario straordinario
  legale rappresentante pro tempore;

   con  ricorso ex artt. 700 e 669 quater c.p.c., i ricorrenti  hanno
  chiesto  in via cautelare al g.t. del Tribunale di Patti, designato
  per  l'istruzione  della causa, la nomina di  apposito  c.t.u.  per
  verificare la sussistenza di uno stato attuale di pericolo,  nonché
  la  necessità di realizzare opere di rinforzo e consolidamento  del
  declivio  e  del  piede  della scarpata in questione,  al  fine  di
  ordinare  al  consorzio  per  le autostrade  siciliane  l'immediata
  realizzazione delle opere necessarie per evitare nuovi danni e/o il
  crollo  e/o  l'aggravamento irreparabile  dei  danni  subiti  dagli
  immobili privati;

   il  giudizio in questione è stato definito con atto di transazione
  del 20/1/05, concluso tra i privati delle aree limitrofe, il comune
  di  Brolo  (al  tempo  rappresentato, in qualità  di  sindaco,  dal
  sottoscritto  interrogante), ed il consorzio autostrade  siciliane,
  con  il quale il consorzio si è impegnato a realizzare i menzionati
  lavori di consolidamento nell'area dello svincolo autostradale  e/o
  in  quelle  attigue che, all'esito ed in ragione di una preliminare
  attività  di  studio redatta dall'ing. Fabio Cafiso,  si  sarebbero
  resi  necessari  al fine di bloccare il relativo movimento  franoso
  che  sarà  compiutamente  apprezzato e descritto  a  seguito  della
  predetta   attività   di   studio   e   che,   in   via   meramente
  esemplificativa,   risultava rappresentato dalle allegate  cartelle
  fotografiche sottoscritte dalle parti;

   inoltre,  il consorzio per le autostrade siciliane si è  impegnato
  ad  adottare  le  soluzioni che, secondo  lo  stato  della  tecnica
  ingegneristica, siano idonee a rafforzare ulteriormente  la  tutela
  della stabilità dei fabbricati limitrofi;

   il  consorzio si è impegnato a realizzare la predetta attività  di
  studio, la consequenziale attività di progettazione, l'appalto  dei
  lavori  e la relativa esecuzione entro ventiquattro mesi decorrenti
  dal 20 gennaio 2005, data di sottoscrizione della transazione;

   tale transazione è stata approvata dal consiglio d'amministrazione
  del consorzio per le autostrade siciliane e dalla giunta municipale
  del comune di Brolo;

   con  diverse note di sollecito, il sindaco del comune di Brolo  ha
  evidenziato  che,  con  la transazione  de  quo,  si  è  chiusa  la
  controversia giudiziaria instaurata davanti al Tribunale  di  Patti
  onde  provocare, nei confronti del CAS, l'emissione di sentenza  di
  condanna  al consolidamento del terreno interessante, tra  l'altro,
  lo  svincolo autostradale il cui smottamento, ancora in evoluzione,
  potrebbe determinare la chiusura definitiva dello svincolo e, prima
  ancora,  danni  irreversibili  a caseggiati  soprastanti  coinvolti
  dallo scivolamento a valle del testé citato terreno;

   nel contempo, il sindaco di Brolo ha fatto valere il fatto che con
  la  transazione  il  CAS si è impegnato, anche  nei  confronti  del
  comune di Brolo, ad ultimare i lavori entro 24 mesi decorrenti  dal
  20/1/05 e che detto termine risulta ampiamente scaduto;

   considerato che:

   per via della persistente situazione di pericolo in atto presso lo
  svincolo  autostradale di Brolo, numerosi utenti vengono sottoposti
  quotidianamente  a  grave  rischio di  incidenti,  ritrovandosi  di
  fronte a veri e propri insidie e/o trabocchetti;

   il  Presidente della Regione e l'Assessore per i lavori  pubblici,
  ciascuno  per le proprie competenze, risultano tenuti  a  porre  in
  essere  ogni  attività  volta  a dare  definitiva  esecuzione  agli
  obblighi  assunti  dal  consorzio per le  autostrade  siciliane  e,
  comunque, ad eliminare il denunciato stato di pericolo che potrebbe
  mettere  a repentaglio il patrimonio e la stessa vita delle persone
  che  subiscono  lo stato di inerzia del CAS, anche in  ragione  del
  serio   rischio   di  chiusura  dello  svincolo  autostradale   che
  determinerebbe gravissimi pregiudizi agli utenti;

   la  Regione siciliana ha il diritto-dovere di reperire le  risorse
  finanziarie necessarie alla risoluzione del problema dello svincolo
  di  Brolo, tanto più in presenza degli enormi sprechi di risorse in
  cui  non viene dato giusto rilievo alle priorità ed all'adeguatezza
  degli interventi;

   per sapere:

   se  il consorzio autostrade siciliane abbia dato seguito ed in che
  termini agli impegni assunti con la transazione sottoscritta il  20
  gennaio 2005;

   le  ragioni e le responsabilità del ritardo nell'esecuzione  degli
  obblighi  assunti  dal CAS, nonché i tempi per la  risoluzione  del
  problema;

   se  e  quali iniziative il Governo della Regione abbia  assunto  o
  abbia  intenzione  di assumere al fine di assicurare  la  messa  in
  sicurezza dello svincolo autostradale di Brolo». (111)

        PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore  per
  rispondere all'interrogazione.

   GENTILE,  assessore  per  i  lavori pubblici.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, su quanto segnalato dall'onorevole interrogante
  sono  state  chieste  notizie al CAS il quale,  relativamente  alle
  questioni  sollevate, ha risposto che, ultimate le  nuove  indagini
  geologiche  e  definiti gli studi geotecnica, è stato trasmesso  il
  progetto   esecutivo  dello  svincolo  in  questione  all'ANAS   e,
  successivamente, altra documentazione integrativa.
   Con  nota  prot.  n.  118774  dell'8  ottobre  2007,  l'ANAS    ha
  comunicato al CAS di aver approvato il predetto progetto esecutivo.
   Tuttavia, già nel marzo 2008, il CAS, avendo constatato che  nello
  svincolo si erano formati ampi avvallamenti e notevoli dislivelli e
  fessurazioni, con pregiudizio della sicurezza viaria, aveva avviato
  un  intervento  di somma urgenza, i cui lavori si sono  conclusi  a
  fine novembre.
   Per  quanto riguarda il progetto generale di stabilizzazione della
  frana, il Consiglio direttivo, nella seduta del 27 giugno 2008,  ha
  adottato la deliberazione 60/CD, con la quale il Consorzio ha preso
  atto del predetto esecutivo, per un importo di 3.236.580,83 euro  a
  carico del bilancio del Consorzio, spalmato nei tre esercizi  2008,
  2009 e 2010.
   Per  una più completa informazione, si evidenzia che tale progetto
  è  stato  anche  inserito  in posizione prioritaria  nel  programma
  straordinario  per  la messa in sicurezza delle autostrade  gestite
  dal CAS.
   Per  quanto riguarda gli impegni che il Consorzio ha assunto,  con
  la transazione del 20 gennaio 2005, con le cinque famiglie di Brolo
  domiciliate in quell'area, che chiedevano il risarcimento dei danni
  causati  ai  propri  fabbricati, è stato precisato  che,  con  tale
  accordo,  quelle  famiglie hanno rinunziato al preteso  diritto  al
  risarcimento  per  i  danni  ai propri  fabbricati;  il  CAS  si  è
  impegnato  ad  effettuare i lavori di stabilità dei fabbricati  nel
  progetto di consolidamento di tutta l'area e delle parti attigue.
   In sintesi, il CAS, ha evidenziato che: con provvedimento n. 60/CD
  del 27 giugno 2008, ratificato dall'Assemblea con delibera n. 12/AS
  del  30  dicembre  2008,  ha  deliberato   la  presa  d'atto  della
  comunicazione  ANAS n. 118774 dell'8 ottobre 2007  di  approvazione
  del  progetto  esecutivo  per  la messa  in  sicurezza  dell'intero
  svincolo  autostradale  di Brolo; con la citata  deliberazione,  il
  CAS,  si  fa carico dei costi della esecuzione dei lavori  per  gli
  esercizi  finanziari  2008,  2009 e  2010;  il  progetto  approvato
  dall'ANAS   comprende  anche  le  soluzioni  idonee  a   rafforzare
  ulteriormente  la tutela della stabilità dei fabbricati  così  come
  stabilito  dalla  transazione del 2005 con le  cinque  famiglie  di
  Brolo  domiciliate  nell'area  interessata;  la  delibera  relativa
  all'autorizzazione  di indizione della gara è  già  all'ordine  del
  giorno del prossimo Consiglio di amministrazione previsto per il  2
  febbraio   2009;  il  CAS  attiverà  le  procedure  di   gara   per
  l'aggiudicazione  dei  lavori non appena l'Ufficio  Gare  d'appalto
  concluderà gli adempimenti di sua pertinenza.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Laccoto   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'Assessore.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  credo
  che  non sfugga l'importanza di quest'argomento nel momento in  cui
  si  tentano di costruire nuovi svincoli e vi è uno svincolo che, da
  ben vent'anni, è in una posizione precaria,  di pericolo.
   Voglio solo rappresentare che ciò che non dice il Consorzio è  che
  la  transazione,  firmata anche dal sottoscritto come  sindaco  del
  Comune,  prevedeva  che  i  lavori fossero  eseguiti  entro  il  31
  dicembre del 2007.
   A  me  sembra  inopportuno il voler dire che  gli  esercizi  siano
  quelli  del 2008, 2009 e 2010 ma che, comunque, oggi appare urgente
  e  improcrastinabile la gara e il finanziamento anche come anticipo
  delle somme per poi farsi valere su qualsiasi altro fondo perché lo
  svincolo  di Brolo, intanto, serve un hinterland di circa  50  mila
  persone  e  presenta un problema di sicurezza anche  dal  punto  di
  vista  della  protezione civile, dato che la S.S.  113  di  Gioiosa
  Marea è chiusa al traffico per frana.
   Passo  ad  altre  questioni.  Si  sta,  per  esempio,  verificando
  un'altra  frana sulla S.S. 113 che preclude anche alla  possibilità
  di   altri   tratti  rispetto  alla  strada  statale.   Quindi,   è
  indispensabile che tale gara venga espletata immediatamente  e  che
  si  risolva  una  situazione  che, tra l'altro,  creerà  anche  dei
  problemi  al  CAS.  Se, infatti, le famiglie che hanno  formalmente
  sottoscritto  la transazione al 31 dicembre 2007,  non  si  sentono
  garantite,  chiederanno il risarcimento dei  danni  e,  quindi,  ci
  saranno ulteriori danni.
   Mi dichiaro, pertanto, parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE.     Per     assenza    dall'Aula    dell'interrogante,
  l'interrogazione numero 155 «Interventi di risanamento nella Chiesa
  madre  di  Lentini», a firma dell'onorevole Vinciullo,  si  intende
  presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 170  «Misure  per  assicurare
  l'applicazione   di   procedure  ad  evidenza   pubblica   per   il
  reclutamento del personale del consorzio autostrade siciliane CAS»,
  a firma dell'onorevole Panarello.  Ne do lettura:

   «Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che il consiglio d'amministrazione del consorzio
  autostrade  siciliane  (CAS),  di  proprietà  della  Regione,   con
  delibera  n.  145/CD  del  18/7/2008, ha bandito  un  concorso  per
  l'assunzione di 6 unità lavorative con la qualifica di  operaio  di
  livello C1' da adibire ad attività di portineria e commesso,  senza
  indicare né le modalità né i criteri della selezione;

   considerato che:

   la delibera fa riferimento, in maniera surrettizia e furbesca, per
  ciò  che riguarda le modalità, al parere n. 661 del 14 gennaio 2008
  reso dall'ufficio legislativo e legale della Regione siciliana;

   il predetto parere si pronuncia positivamente sulla possibilità di
  utilizzare,  per  il  personale  addetto  all'esazione,  i  criteri
  selettivi  previsti dal CCNL del settore autostradale al posto  dei
  criteri  previsti  dall'art. 49 della legge  regionale  5  novembre
  2004, n. 15;

   in  questo contesto viene richiamata la norma che equipara il  CAS
  agli enti pubblici economici;

   con una interpretazione capziosa del predetto parere, il consiglio
  di  amministrazione ha ritenuto di potere arrogarsi  il  potere  di
  reclutare   il  personale  in  maniera  discrezionale,  in   aperta
  violazione della normativa vigente;

   la  conseguenza di tale abnorme comportamento sarebbe che un  ente
  di proprietà della Regione si sottrarrebbe alle leggi regionali che
  regolano le procedure di accesso agli enti sottoposti a controllo e
  vigilanza   della  Regione  e  delle  stesse  aziende   e   società
  partecipate;

   gli  avvisi  pubblicati dal CAS sono difformi dai contenuti  della
  delibera in quanto mettono a bando 4 posti invece di 6;

   la  discrezionalità assoluta che si evince dal bando  alimenta  il
  sospetto di possibili assunzioni clientelari;

   la singolare delibera del CAS ha suscitato sconcerto nell'opinione
  pubblica che pretende dagli enti pubblici comportamenti rigorosi  e
  trasparenti, particolarmente nelle procedure di accesso al lavoro;

   per sapere:

   se  non  valutino  opportuno richiedere al CAS l'annullamento,  in
  autotutela, del predetto concorso;

   se  non  considerino necessario predisporre una rigorosa ispezione
  per  verificare  se  anche negli altri campi di attività  (appalti,
  forniture,  ecc...) il consiglio di amministrazione del  CAS  operi
  nel rispetto delle leggi vigenti;

   se non ritengano utile segnalare al CAS la necessità di utilizzare
  criteri di selezione trasparenti ed oggettivi nel reclutamento  del
  personale,  eliminando la preoccupazione che gli amministratori  di
  un  ente  della  Regione  possano  utilizzare,  a  fini  privati  o
  nell'interesse  di  una  parte  politica,  risorse  e   prerogative
  pubbliche.» (170)

                                                       PANARELLO

   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  fornire  la
  risposta all'interrogazione.

   GENTILE,  assessore  per  i  lavori pubblici.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, su quanto rappresentato nell'interrogazione  e
  nell'ambito  dell'attività di vigilanza dell'Assessorato  regionale
  dei  lavori  pubblici sul Consorzio delle Autostrade  Siciliane,  è
  stato  chiesto  all'Ente in questione di porre in essere  gli  atti
  integrativi  necessari  alla delibera  145/CD,  avente  ad  oggetto
   Istituzione  del  servizio di portineria presso gli  uffici  della
  sede  di Messina. Assunzione di n. 6 unità lavorative con qualifica
  di operaio di livello C1 .
   L'argomento   in   questione  rientra  nell'ambito  dell'ispezione
  disposta  nel  mese  di  dicembre 2008 e riguardante  non  solo  la
  problematica  di  cui  all'interrogazione ma  tutta  una  serie  di
  attività poste in essere dal Consorzio nell'anno 2008.
   Non  appena  la  nominata commissione, composta da tre  funzionari
  regionali, avrà ultimato gli accertamenti ispettivi promossi,  sarò
  in  grado  di  comunicarne  gli esiti, se richiesti,  all'onorevole
  interrogante.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Panarello  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della    riposta    fornita
  dall'Assessore.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono soddisfatto
  del fatto che l'Assessore abbia deciso di accogliere la mia istanza
  di procedere ad una ispezione.
   Vorrei  sottolineare  l'esigenza che i tempi di  tale  adempimento
  siano  accelerati il più possibile e, soprattutto,  che,  da  parte
  dell'assessore,  si  comunichi  al  Presidente  del  Consiglio   di
  amministrazione,  - peraltro è una dirigente della Regione  -  che,
  probabilmente, avendo un incarico di rilievo (la dottoressa Valenti
  è, infatti, Capo di Gabinetto dell'Assessorato Agricoltura), non ha
  tempo  sufficiente da dedicare a questo importante  ente  regionale
  oggi  all'attenzione dell'opinione pubblica siciliana, e  non  solo
  per   i  livelli  molto  bassi  di  sicurezza  che  assicura   agli
  automobilisti.  Vorrei che l'Assessore segnalasse al  Consiglio  di
  amministrazione  del  Consorzio  la  necessità  di  rispettare   le
  procedure  di  evidenza pubblica e le vigenti norme  della  Regione
  perché,  in una occasione, la dottoressa Valenti ha avuto  modo  di
  dire  che aveva congelato il concorso perché prima aveva deciso  di
  attivare  le procedure di mobilità, così come prevede la legge  sul
  pubblico impiego che si applica anche in Sicilia.
   Segnalo  all'Assessore, oltre che al Parlamento,  che,  invece  di
  redigere   il  bando  di  mobilità, come è previsto  dalla  vigente
  normativa, il Consiglio di amministrazione si sta orientando  verso
  una ricerca - non si capisce bene in che maniera si sta svolgendo -
  che  non  consentirebbe a tutti coloro che eventualmente  volessero
  accedere  alle  postazioni  libere  presso  il  Consorzio  per   le
  Autostrade  Siciliane di farlo secondo le procedure  previste  che,
  com'è  noto, assicurano trasparenza e pari opportunità  a  tutti  i
  dipendenti pubblici che volessero eventualmente transitare mediante
  concorso.
   Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 213 «Interventi nel
  settore    dell'edilizia   residenziale    pubblica»,    a    firma
  dell'onorevole Barbagallo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   la Corte dei conti, sez. di controllo per la Regione siciliana, ha
  approvato,  con  deliberazione 9/2006, la relazione sulla  gestione
  dell'edilizia residenziale pubblica (ERP) nella Regione Siciliana;

   l'indagine    ha    avuto   per   oggetto    il    ruolo    svolto
  dall'amministrazione regionale, nonché dagli  enti  territoriali  e
  dagli   Istituti  autonomi  case  popolari  (IACP)  nella  politica
  pubblica per la casa;

   la  relazione della Corte dei conti fornisce una disamina completa
  ed   impietosa  delle  numerose  criticità  che  caratterizzano  le
  politiche  abitative  nella nostra regione, spesso  frammentarie  e
  slegate   da   una   programmazione  strategica  conseguente   alla
  ricognizione del reale fabbisogno abitativo;

   in Sicilia, ben 67 comuni, il 17% del totale, vengono definiti 'ad
  alta tensione abitativa' ai sensi della legge 21 febbraio 1989,  n.
  61;

   considerato che:

   i  rilievi  della Corte riguardano, innanzitutto, l'organizzazione
  complessiva  del  sistema  di governo delle  politiche   abitative,
  eccessivamente   frammentato  tra  comuni,  IACP   e   Regione   e,
  all'interno  di  questa, in tre distinti dipartimenti  (Assessorato
  alla   Presidenza,  Lavori  pubblici  e  Cooperazione,   commercio,
  artigianato e pesca);

   ciò   determina   la   dispersione  di   risorse,   l'assenza   di
  coordinamento  tra   attività  sostanzialmente  affini,  nonché  la
  duplicazione di funzioni;

   l'organico del dipartimento regionale dei lavori pubblici,  dotato
  di   competenza  generale  nell'ambito  della  politica  abitativa,
  risulta sottodimensionato rispetto alle necessità di governo di  un
  settore così complesso e delicato;

   particolarmente carente è la gestione delle informazioni  relative
  alla  consistenza del patrimonio di edilizia residenziale pubblica,
  alla   sua   gestione,  al  monitoraggio  delle  opere  realizzate,
  all'avanzamento   finanziario   degli   interventi,   all'andamento
  demografico   e  alle  dinamiche  economiche  e  sociali   che   lo
  condizionano;

   a  tal  proposito, la Corte rileva: 'mentre a livello  centrale  e
  presso   molte   realtà  regionali  risultano  istituiti   appositi
  osservatori  della  condizione  abitativa,  nell'ambito  siciliano,
  invece, non è stata ancora prevista alcuna specifica struttura  per
  la  raccolta,  elaborazione e diffusione dei dati relativi  a  tale
  delicato settore nella realtà locale';

   nello  svolgimento  dell'indagine, la  Corte  denuncia  ritardi  e
  approssimazione   nei  dati  complessivi,  elaborati   dagli   enti
  interpellati  solo ed esclusivamente a seguito delle sollecitazioni
  dell'organo di controllo;
   tali ritardi hanno interessato tutte le amministrazioni coinvolte,
  dai  dipartimenti regionali, agli IACP fino al campione  di  comuni
  presi in considerazione ai fini dell' indagine;

   l'assenza di informazioni basilari sul patrimonio esistente e  sui
  bisogni  reali  condiziona l'attività programmatoria,  limitata  al
  vaglio  del  'parco  progetti'  e dei finanziamenti  disponibili  e
  assolutamente incapace di intercettare le dinamiche che determinano
  il fabbisogno;

   la  carenza di programmazione non consente l'individuazione  degli
  obiettivi prioritari da raggiungere né la verifica dei risultati;

   le  disposizioni della legge regionale n. 60/84, che prevedeva  la
  formazione delle anagrafi dell'utenza e il censimento degli alloggi
  pubblici  con elaborazione elettronica dei dati, sono  tuttora,  in
  larga parte inapplicate;

   la  frammentaria  gestione  in tema  di  ERP  ha  determinato  una
  distribuzione  di  alloggi  pubblici  non  coerente  rispetto  alle
  esigenze  del territorio, con la realizzazione di case popolari  in
  piccoli centri nei quali l'andamento demografico e tutti gli indici
  economici   dimostrano  un  progressivo  spopolamento,  mentre   si
  accresce il disagio abitativo nelle grandi città;

   ritenuto che:

   sul totale di circa 61 mila alloggi pubblici, alla gestione dei 10
  IACP  siciliani  (uno per provincia più quello  di  Acireale)  sono
  affidati  oltre  45 mila alloggi; oltre il 50% è concentrato  nelle
  province di Palermo, Catania e Messina;

   tale  dato è quello risultante dopo la massiccia dismissione  che,
  tra il 1994 e il 2003, ha consentito l'alienazione di quasi 20 mila
  alloggi con un ricavo di oltre 220 milioni di euro;

   il  ricavo  delle vendite è stato destinato, per l'85% al  ripiano
  dei  passivi  di  bilancio degli istituti, mentre  una  percentuale
  molto  bassa  è  stata  reinvestita  in  nuove  costruzioni  o  per
  l'acquisto di nuove aree edificabili;

   ciò  ha  comportato un sostanziale depauperamento  del  patrimonio
  degli  IACP,  soprattutto perché il patrimonio residuo consiste  in
  alloggi  vetusti,  o  occupati abusivamente, o  ad  alto  tasso  di
  morosità, quindi sostanzialmente improduttivo;

   la  consolidata esposizione debitoria degli istituti  ha  trovato,
  pertanto,  un  ristoro  solo momentaneo  e,  attualmente,  la  loro
  gestione presenta criticità di notevole rilievo;

   la   vigilanza  sugli  IACP  è  affidata  all'Assessorato   Lavori
  pubblici,  ma  l'autonomia riconosciuta agli istituti  ha  generato
  gestioni  molto  differenziate non sanzionabile in alcun  modo  per
  l'assenza di poteri sostitutivi da parte della Regione;

   a titolo di esempio, si cita il caso dello IACP di Acireale che, a
  fronte  di  un canone mensile medio di euro 77, segnala alloggi  il
  cui canone ammonta a 0,89 mensili;

   appare  preoccupante  il  fenomeno dell'occupazione  senza  titolo
  degli  alloggi  e della morosità nel pagamento dei canoni  che  gli
  istituti non sembrano in grado di fronteggiare;

   a fine 2003, il 15% degli alloggi risultava occupato abusivamente,
  mentre la morosità complessiva per canoni scaduti ammontava  a  148
  milioni di euro;

   tali  realtà  riguardano,  in  modo  preponderante,  le  città  di
  Palermo, Catania e Messina;

   nell'indagine  della Corte dei conti si segnala come  'non  sembra
  che  gli  istituti  prestino  adeguata attenzione  al  fenomeno  in
  questione';

   infatti, le azioni esecutive per il recupero dei crediti scaduti o
  l'avvio di procedure stragiudiziali rappresentano un numero  esiguo
  rispetto alle necessità;
   riguardo  le occupazioni abusive, su 9 mila casi, gli  IACP  hanno
  esperito  azioni amministrative o giudiziarie solo raramente:  solo
  31 sono i procedimenti conclusi positivamente;

   tali  dati  confermano che la gestione degli IACP  è  lontana  dal
  raggiungimento   dell'equilibrio  tra  costi  e  ricavi,   pertanto
  deficitaria   e   poco  incisiva  rispetto  ai  fini  istituzionali
  assegnati;

   ciascun  istituto  è governato da un consiglio di  amministrazione
  composto  da  10  membri,  un  organismo  pletorico  rispetto  alla
  produttività, che andrebbe snellito nel quadro di una più  generale
  riforma di tutto il settore di ERP;

   considerato ancora che:

   la  costante  diminuzione degli stanziamenti pubblici,  statali  e
  regionali,  a  favore  di  nuova  edilizia  residenziale  pubblica,
  conseguente  al venir meno della contribuzione GESCAL, ha  generato
  un  decremento nella realizzazione di nuovi alloggi e nel  recupero
  di  quelli  esistenti, con il sostanziale abbandono delle politiche
  abitative nella nostra regione;

   l'incontrollabile  aumento dei canoni  di  locazione  di  edilizia
  privata,  insieme con la progressiva perdita del potere di acquisto
  di  salari  e  stipendi, sta determinando una tensione  sociale  di
  grande portata;

   sono  le  fasce più deboli della popolazione a subirne gli effetti
  più  pesanti,  ma  nemmeno  il ceto medio può  considerarsi  immune
  dall'incidenza sempre più rilevante dei costi abitativi sul reddito
  della famiglia;

   il fabbisogno, stimato in base alle richieste di inserimento nelle
  graduatorie comunali per l'assegnazione di alloggi, è di  oltre  60
  mila abitazioni;

   ritenuto infine che:

   secondo i rilievi della Corte dei conti, la legislazione regionale
  relativa  all'assetto istituzionale nel settore è  ormai  obsoleta,
  essendo rimasta ferma a principi risalenti agli anni '70, mentre le
  altre  regioni italiane hanno via via adeguato il quadro  normativo
  di riferimento;

   con  l'ordine del giorno n. 20 approvato dall'ARS nella seduta  n.
  16  del  18 ottobre 2006 'Approvazione del DPEF per gli anni  2007-
  2011',  si  impegna il Governo della Regione ad avviare la  riforma
  degli Istituti autonomi case popolari;

   per sapere:

   le cause dello stato di cose sopra descritto e quali provvedimenti
  intendano adottare per consentire una gestione integrata  di  tutti
  gli  interventi  e  che  renda più funzionale  l'apparato  pubblico
  preposto alla sua gestione;

   se  non ritengano indifferibile l'elaborazione di un programma  di
  interventi nel settore dell'edilizia residenziale pubblica adeguato
  al   fabbisogno  reale,  reperendo  risorse  finanziarie,   laddove
  possibile, anche attraverso la realizzazione di economie;

   se   non   ritengano   necessario  procedere   alla   ricognizione
  dell'intero patrimonio di ERP e di tutti i dati attinenti alla  sua
  gestione  attraverso  la  progettazione e l'implementazione  di  un
  sistema informativo adeguato.» (213)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Assessore   per  fornire  la
  risposta all'interrogazione.

   GENTILE,  assessore  per  i  lavori pubblici.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, l'interrogazione solleva una serie di criticità
  che  coinvolgono  l'intero sistema delle  politiche  abitative  sul
  quale  il  sottoscritto, sin dalla data del  suo  insediamento,  ha
  prestato  particolare  attenzione avviando le opportune  iniziative
  volte  ad acquisire una conoscenza complessiva della vicenda, anche
  attraverso incontri tenuti con gli uffici e con i Presidenti  degli
  Istituti autonomi case popolari.
   Da  tali incontri è emerso che, pur essendo unanime l'esigenza  di
  interventi  immediati  per rivitalizzare il sistema  abitativo,  le
  risorse economiche disponibili risultavano insufficienti a dare  le
  risposte attese.
   Nella superiore ottica, già in sede di documento di programmazione
  economico-finanziaria, su proposta del sottoscritto, alla  politica
  abitativa  è stata data quella centralità che la stessa  merita,  a
  fronte  anche  della  nuova crisi economica  che  non  consente  ai
  bisognosi  di realizzare o acquistare un immobile o di  permettersi
  l'affitto di un immobile a causa degli elevati costi.
   Tale  centralità, naturalmente, per uno sviluppo complessivo,  non
  può prescindere dall'apporto delle risorse provenienti dallo Stato,
  risorse che attualmente non sono state definite.
   Nello  stesso  tempo, consapevoli che solo da un'azione  congiunta
  dello  Stato,  della  Regione,  delle  Prefetture,  degli  Istituti
  autonomi   per   le  Case  popolari  e  dei  Comuni   delle   città
  metropolitane   (Catania,  Messina  e  Palermo)  potrà   conseguire
  efficacia  il  tentativo di ridurre il fenomeno  delle  occupazioni
  abusive  e  di  morosità di lunga durata, si è  ritenuto  di  dover
  avviare  un  tavolo di concertazione regionale volto a  individuare
  solide  e  condivise  iniziative da  intraprendere  per  ridurre  a
  dimensione programmabili le necessità del settore.
   Circa la seconda richiesta dell'interrogazione è stato avviato  in
  assessorato  un monitoraggio con l'accertamento delle  economie  su
  interventi  realizzati ed in corso di realizzazione con le  risorse
  assegnate  dallo Stato da utilizzare per orientarle  principalmente
  per  la realizzazione di interventi mirati alla valorizzazione  del
  patrimonio  di  alloggi popolari di proprietà degli II.AA.CC.PP.  e
  delle  amministrazioni comunali, nel contempo,  per  perseguire  il
  tentativo  di  contribuire  a ridurre il  degrado  ambientale,  con
  interventi   mirati   al  mantenimento  del   patrimonio   edilizio
  esistente, secondo le seguenti tipologie:
   -completamento di interventi di costruzione di alloggi popolari non
      ultimati, con valutazione della convenienza economica alla loro
      ultimazione;
  -realizzazione di opere di urbanizzazione primaria limitatamente  a
  quelle necessarie per conseguire l'abilitabilità  di alloggi già
  realizzati;
  -realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria, proporzionate
  alla potenziale aggregazione della popolazione residente nella zona
  PEEP;
  -interventi di adattamento di alloggi popolari alle esigenze di
  assegnatari portatori di grave handicap o tra i componenti del
  nucleo familiare figura un portatore di grave handicap (al fine di
  assegnare adeguati alloggi ai disabili andrebbe anche valutata
  l'utilizzo della mobilità degli assegnatari).
   Particolare attenzione è stata posta alle aree metropolitane della
  Sicilia  (Catania, Messina, Palermo), laddove è  più  avvertito  il
  disagio  abitativo  nonché il sostegno alla politica  abitativa  in
  generale  attraverso  il  necessario  coinvolgimento  del  capitale
  privato  (imprese e cooperative edilizie) per supplire  all'assenza
  di adeguate risorse.
   Al  riguardo, in ipotesi di decadenza delle datate graduatorie  in
  favore   di   imprese  e  cooperative  edilizie,   che   di   fatto
  cristallizzano   tutte   le   risorse   statali   disponibili,   la
  liberalizzazione  delle  risorse  consentirebbe  una  disponibilità
  economica  per  poter  orientare  la  spesa  per  la  realizzazione
  immediata  di nuovi alloggi di edilizia agevolata (si ipotizza  uno
  stock di 5 mila alloggi nell'area metropolitana di Palermo, 4  mila
  in  quella  di  Catania e 2 mila a Messina)  al  fine  di  ampliare
  l'offerta  e  ridurre  generalmente o almeno  frenare  gli  attuali
  elevati  valori immobiliari, accompagnando tale programmazione  con
  una  serie  di  incontri  e  accordi  di  programma  anche  con  le
  amministrazioni   dei  comuni  interessati  e   con   l'assessorato
  territorio per favorire il reperimento delle aree edificabili.
   Per   raggiungere l'obiettivo appena citato è stato  elaborato  un
  apposito  disegno di legge che, entro breve termine, sarà trasmesso
  alla  Giunta  regionale, con il quale, tra l'altro, è  prevista  la
  cancellazione dalle graduatorie delle cooperative non in regola con
  la   revisione   ordinaria   e  le  imprese   sprovviste   con   la
  certificazione camerale con il nulla-osta antimafia nonché  non  in
  regola con la contribuzione previdenziale.
   Inoltre,  per completare il quadro del regime di aiuti in  favore,
  prevalentemente, dei centri minori della Sicilia, si è  predisposto
  un  bando  per  il  recupero dei centri storici, redatto  ai  sensi
  dell'articolo  25 della legge regionale n. 1/2008,  al  momento  in
  esame da parte della competente commissione parlamentare, nel quale
  sono  privilegiate  le iniziative di recupero  ubicate  nei  centri
  minori.
   Non  meno  rilevante per un più armonico sviluppo delle  politiche
  abitative, si è modificato l'attuale assetto normativo che riguarda
  gli Istituti Autonomi per le Case Popolari. A tal fine, è già stato
  elaborato  un  apposito disegno di legge di riforma degli  Istituti
  autonomi  che  sarà  oggetto di riflessione con gli  operatori  del
  settore,  i presidenti degli Istituti, le organizzazioni  sindacali
  ed  anche  altri  organi,  per  poi procedere,  immediatamente,  al
  relativo iter parlamentare.
   In  quella sede, e cioè nel nuovo disegno di legge legislativo, le
  criticità  attualmente esistenti, sollevate dalla Corte dei  Conti,
  trovano ampio superamento.
   La  riforma  degli Istituti Autonomi Case Popolari,  infatti,  nel
  testo  che  è  già stato elaborato dall'assessorato  per  i  lavori
  pubblici  e  che  sta  per essere avviato nel cammino  procedurale,
  prevede  una serie di elementi innovativi, tra cui la creazione  di
  un  osservatorio regionale delle politiche abitative,  la  raccolta
  anagrafica dell'utenza che dovrebbe consentire, anche attraverso la
  trasformazione della natura giuridica degli Istituti, di avviare  a
  soluzione  le molteplici problematiche che, attualmente, affliggono
  il settore dell'edilizia residenziale pubblica.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Barbagallo  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'Assessore.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  prendo  atto
  della  buona  volontà dell'Assessore, ma sappiamo che  il  problema
  della  casa  in  Sicilia è estremamente importante. Sono  necessari
  almeno  60 mila alloggi e non so se gli Istituti sono in  grado  di
  realizzare  una  politica  per  la  casa,  adeguata  ai   cittadini
  siciliani.
   Vorrei  ricordare che, con l'ordine del giorno numero  20  del  18
  ottobre  2006,  in  occasione dell'approvazione  del  Documento  di
  programmazione  economico-finanziaria, è  stato  stabilito  che  la
  Regione  avrebbe  dovuto riformare o abolire gli Istituti  Autonomi
  Case Popolari.
   Non  so  se  siamo  in grado di rilanciarli,  ma  vi  sono  alcune
  criticità  estremamente significative: basti pensare,  ad  esempio,
  all'eccesso di  morosità o al fatto che l'85% delle somme che  sono
  state  incassate  dalla dismissione del patrimonio  si  sono  tutte
  orientate   alla  copertura  del  deficit  senza   una   lira   per
  investimenti.
   Credo   che,  su  questo  argomento,  il  disegno  di  legge   che
  l'assessore  ha annunciato possa essere anche l'occasione  per  una
  verifica  più  puntuale delle politiche per la casa in  Sicilia  e,
  quindi, mi auguro che il Governo lo  faccia camminare speditamente,
  con una corsia preferenziale.
   Vorrei  segnalare  una  situazione  anomala.  Ne  approfitto   per
  interloquire  con l'assessore in ordine all'Istituto Autonomo  Case
  Popolari di Catania, che si trova in gestione commissariale, per la
  quale ci sono valutazioni molto difformi da parte sia dei sindacati
  di  categoria  del Sicet, del Sunia, sia anche da  parte  di  tanti
  rappresentanti istituzionali.
   Mi  auguro che l'Assessore attivi delle iniziative finalizzate  al
  superamento della gestione commissariale, dato che noi viviamo  una
  condizione  particolare: i sei componenti che non si  sono  dimessi
  continuano  ad  operare, il commissario svolge  attività  e  devono
  essere nominati altri tre componenti da parte del Presidente  della
  Provincia.
   Sarebbe  giusto,  quindi, anche sollecitare  il  ripristino  degli
  organi  democratici  attraverso la nomina dei rappresentanti  della
  Provincia che mancano.
   Ritengo,   pertanto,   che  la  risposta  all'interrogazione   sia
  parzialmente  soddisfacente,  in  relazione  anche  al  fatto   che
  l'Assessore ha annunciato la prossima presentazione di  un  disegno
  di legge di riordino complessivo della materia.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interpellanza numero 37 «Notizie  sulla
  gestione del personale del Consorzio Autostradale Siciliano (CAS)»,
  a firma dell'onorevole Panarello. Ne do lettura:

   «Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici,  premesso  che  il presidente  del  Consorzio  autostrade
  siciliane (CAS), con proprie determinazioni ha affidato all'esterno
  la  gestione  degli  uffici  pensioni e  appalti,  determinando  un
  ingiustificato aggravio di spese per l'ente;

   considerato che:

   tale  decisione, inedita per il CAS, viene motivata dalla  carenza
  di personale e dalla necessità di far funzionare gli uffici;

   la  carenza di personale è conseguenza della delibera n.  227/2008
  del  consiglio  di amministrazione che ha rimosso il personale  dai
  predetti uffici e li ha trasferiti ad altri incarichi;

   sembrerebbe  che la carenza di personale dei predetti  uffici  sia
  stata volutamente determinata per poter procedere, successivamente,
  all'affidamento di incarichi esterni;

   la  predetta delibera, contestata dal personale, e gli  ordini  di
  servizio  conseguenti sono di dubbia legittimità in quanto  emanati
  in violazione della legge n. 10/2000 che pone in capo ai dirigenti,
  e   non  agli  amministratori,  i  compiti  di  organizzazione  del
  personale;

   il  dirigente  generale del CAS, nominato in  ottemperanza  ad  un
  pronunciamento  del TAR Catania del 19 ottobre 2008,  non  è  stato
  messo,   dal   consiglio  di  amministrazione,  in  condizione   di
  esercitare le funzioni;

   è  stato  già effettuato uno sciopero del personale e permane  uno
  stato di forte tensione tra i dipendenti che limita la funzionalità
  del CAS;

   per conoscere:

   se  non  ritengano utile promuovere una rigorosa  ispezione  sugli
  atti compiuti dal consiglio di amministrazione e dal presidente del
  CAS  per  valutarne  la  legittimità  e  l'efficacia  in  relazione
  all'obiettivo   di  migliorare  la  funzionalità   e   l'efficienza
  dell'azienda;

   se  non  considerino opportuno sollecitare il CAS a sospendere  in
  autotutela le delibere e le determinazioni sopra richiamate al fine
  di  prevenire  possibili danni erariali e di evitare  un  ulteriore
  aumento del contenzioso con il personale, con ricadute negative per
  le finanze del CAS;

   se  non  valutino opportuno intervenire sugli organi del  CAS  per
  richiamarli   ad  un  comportamento  rispettoso  dei  diritti   del
  personale   e  delle  relazioni  sindacali  volti  a  superare   la
  situazione caotica che si è determinata, condizione essenziale  per
  risolvere  i  problemi  di  produttività  e  funzionalità  del  più
  importante ente di proprietà della Regione». (37)

   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  rispondere
  all'interpellanza.

   GENTILE,  assessore  per  i  lavori pubblici.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, nell'ambito dei poteri di vigilanza e controllo
  esercitati  dall'Assessorato dei lavori pubblici nei confronti  del
  Consorzio  delle  autostrade  siciliane,  sono  state  chieste   al
  medesimo   ente  chiarimenti  sulla  delibera  del   Consiglio   di
  amministrazione n. 227 del 12 settembre 2008, avente per oggetto il
   Rilancio  dell'Ente  -   Prima  proposta  operativa ,   anche   in
  relazione  a quanto rappresentato nell'interpellanza in  questione.
  L'argomento,  ad  ogni  modo,  rientra  nell'ambito  dell'ispezione
  disposta  nel  mese  di  dicembre  2008,  volta  a  verificare   la
  legittimità  di  una  serie  di  atti  deliberativi  adottati   dal
  consorzio, tra cui anche la delibera in questione.
   In verità, l'indagine ispettiva era stata avviata in precedenza  e
  successivamente    estesa,    in    seguito    alla    proposizione
  dell'interpellanza, anche alla delibera sopra citata.
     Non  appena saranno ultimati gli accertamenti ispettivi condotti
  da  un'apposita commissione composta da tre  funzionari, uno  della
  Presidenza,  uno  del  Bilancio e uno dei  Lavori  pubblici,  potrò
  fornire notizie più dettagliate, sempre se richieste dall'onorevole
  che ha presentato l'interrogazione.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Panarello  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'Assessore.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto  che
  l'Assessore ha ritenuto opportuno accogliere la sollecitazione  che
  avevo esposto nell'interpellanza di procedere ad un'ispezione.
   Vorrei  segnalare  all'Assessore, tuttavia, che,  nel   frattempo,
  sono  intervenuti ulteriori elementi di allarme per quanto riguarda
  la  gestione del Consorzio, relativi ad una tensione vivissima  con
  il  personale, scaturita  dalla delibera n. 227 del  2008,  che  in
  maniera  del  tutto  inusuale  viene  assunta  dal  Presidente  del
  Consiglio di Amministrazione e, quindi, in difformità alla legge 10
  del  2000  che  attribuisce ai dirigenti  la  responsabilità  della
  riorganizzazione e dei trasferimenti del personale.
   A  parte  questi  aspetti, che sono richiamati nell'interpellanza,
  vorrei   rappresentare  all'Assessore  che,  con  successivi   atti
  parlamentari, ho chiesto il commissariamento del Consorzio,  perché
  il   modo reiterato di gestire il Consorzio, purtroppo,  - modo che
  riguarda il personale ma che riguarda anche tante altre materie  -,
  si  accompagna  ad un atteggiamento propagandistico del  presidente
  dello stesso Consorzio per le Autostrade siciliane. Il quale  -  lo
  sottolineo - è un dirigente della Regione che riveste un importante
  incarico essendo capo di Gabinetto dell'Assessore per l'Agricoltura
  e,   quindi,   dovrebbe  essere a conoscenza  delle  leggi  che  si
  applicano  in  Sicilia;  ma   temo che non  abbia  molto  tempo  da
  dedicare al Consorzio per le Autostrade siciliane, visto l'incarico
  oneroso che svolge presso l'Assessorato Agricoltura.
   E'  una  campagna che può ritorcersi contro il principale ente  di
  proprietà  della Regione, ma, indirettamente, anche  nei  confronti
  del Governo della Regione. Ho ascoltato, infatti, alcune interviste
  televisive al presidente del Consorzio per le Autostrade siciliane,
  nel  corso  delle  quali  egli  ha sostenuto  che  la  manutenzione
  nell'autostrada  Messina-Catania-Palermo non si  è  effettuata  per
  anni  e  che le risorse destinate per legge alla manutenzione  sono
  state   utilizzate  parzialmente.  Sono  notizie   di   reato   che
  alimenteranno, da parte di tutti gli automobilisti che hanno  avuto
  incidenti  nel  corso  degli anni, richieste  di  risarcimento  nei
  confronti del Consorzio, che  è un ente della Regione, con tutti  i
  riflessi economici che questo comporta.
   Avere  esternato  tali dati credo che abbia  alimentato  anche  un
  clima  di  insicurezza  negli automobilisti,  e  ciò   rende  molto
  delicata la situazione.
   Lo  stesso è stato fatto per un presunto ammanco di dodici milioni
  di  euro che la dottoressa Valenti avrebbe scoperto  non si capisce
  come.
   Segnalo  questi elementi per sottolineare l'esigenza che da  parte
  del  Governo della Regione vi sia un'attenzione adeguata  a  quello
  che  è,  probabilmente,  il  principale  ente  di  proprietà  della
  Regione,   che gestisce una struttura fondamentale per la viabilità
  in  Sicilia  e che merita di essere diretto da persone  competenti,
  attente  ed  in  grado di utilizzare adeguatamente le  risorse,  di
  rispettare rigorosamente le leggi e di costruire all'interno  della
  struttura un clima che consenta di affrontare al meglio i  problemi
  accumulatisi nel corso degli anni e che ora vengono al pettine.
   Il  fatto che l'ANAS abbia aperto un'istruttoria e voglia revocare
  la  concessione al Consorzio per le Autostrade siciliane,  prevista
  per  legge,  è un fatto di inaudita gravità rispetto  al  quale  il
  Governo della Regione ha il dovere di intervenire per porre rimedio
  alla disastrosa situazione che si è determinata.
    Mi dichiaro parzialmente soddisfatto della risposta.

   PRESIDENTE.     Per     assenza    dall'Aula    dell'interrogante,
  l'interrogazione  n. 289 «Proroga dei termini per la  realizzazione
  di   programmi  di  edilizia  agevolata  convenzionata»,  a   firma
  dell'onorevole  Raia,   si  intende  presentata  con  richiesta  di
  risposta scritta.

    Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
                              «Industria»

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni  ed  interpellanze  della   Rubrica
  «Industria».
   Si  procede  con  lo  svolgimento  dell'interrogazione  numero  75
  «Provvedimenti   a   favore  dell'estensione   del   regime   delle
  agevolazioni pensionistiche di cui alla legge n. 247 del 2007 anche
  ai   lavoratori  siciliani»,  a  firma  degli  onorevoli  Donegani,
  Marziano e Panarello.  Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore  per  l'industria  e
  all'Assessore  per  la sanità, premesso che la  legge  n.  247/2007
  riconosce  ai  lavoratori dipendenti delle imprese industriali  che
  hanno  lavorato  in  ambienti  insalubri  a  stretto  contatto  con
  materiali  altamente  cancerogeni, come le  fibre  di  amianto,  la
  possibilità  di accedere alle agevolazioni pensionistiche  previste
  dalla    legislazione   nazionale,   integrando    con    ulteriore
  documentazione i periodi di lavoro fino al mese di ottobre 2003;

   rilevato  che  centinaia di lavoratori siciliani del settore  sono
  stati  esclusi dalle agevolazioni e che nessuna zona industriale  è
  stata  inserita negli elenchi degli atti di indirizzo  del  decreto
  ministeriale attuativo della legge, nonostante aree come quella  di
  Priolo Gargallo siano state tra le prime ad essere dichiarate,  con
  il  decreto n. 468/2001, zone di interesse nazionale nel  programma
  di bonifica e ripristino ambientale;

   per sapere:

   se il Presidente della Regione e gli Assessori competenti siano  a
  conoscenza  dei  fatti sopra esposti e non li  ritengano  altamente
  penalizzanti per i lavoratori siciliani interessati;

   se  non  ritengano,  quindi,  di dovere  intervenire  con  urgenza
  affinché  sia  immediatamente rivisto il decreto in  questione  con
  l'inserimento negli elenchi ministeriali dei siti industriali della
  Regione siciliana.» (75)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'Assessore per  l'industria,  onorevole
  Gianni,  per fornire la risposta.

   GIANNI,  assessore  per l'industria. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,    con    riferimento   all'interrogazione     a    firma
  dell'onorevole  Donegani  ed altri,  con  la  quale  si  chiede  di
  estendere  i benefici già riconosciuti dalla legislazione nazionale
  con  la  legge n. 247 del 2007, pur riconoscendo che negli atti  di
  indirizzo  ministeriale non siano state inserite le aree siciliane,
  come  quelle  di Priolo Gargallo, come aree di interesse  nazionale
  per   bonifica e ripristino ambientale, è mio intendimento  -  alla
  luce  del  decreto del Ministero dell'ambiente n. 468  del  2001  -
  porre  in  essere  ogni utile iniziativa al fine di  consentire  il
  godimento  di benefici economici ai lavoratori esposti a  materiali
  cancerogeni interessando le strutture ministeriali di competenza.
     Inoltre,  oltre  a questo aspetto legato ai lavoratori,  ho  già
  interessato  il Ministero del lavoro e il Ministero dello  sviluppo
  economico  perché  possa  vedere  rapida  attuazione  il  programma
  nazionale  straordinario  per il recupero economico-produttivo  dei
  siti industriali inquinati già approvato dal CIPE nel 2008.
   Infine,   mi  sono  adoperato in prima  persona  per  ottenere  un
  incontro  con il Ministro Sacconi per verificare la possibilità  di
  modificare  gli atti ministeriali attuativi della legge  n.  247  e
  consentire  così il godimento dei benefici pensionistici  anche  ai
  lavoratori siciliani.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Donegani   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   DONEGANI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi   ritengo
  parzialmente   soddisfatto   della  risposta   dell'Assessore   per
  l'industria.  Però  devo  fare alcune  precisazioni  perché  questa
  interrogazione è stata presentata dal sottoscritto e  dai  colleghi
  Marziano, Panarello e Marinello molti mesi fa.
   Rispetto a questa interrogazione, il problema che gli interroganti
  avevano  rappresentato  era in riferimento ad alcune  risposte  ora
  fornite  dall'Assessore,  in relazione al  non  riconoscimento,  da
  parte  del  Governo  nazionale  e, in  particolare,  del  Ministero
  competente, ai lavoratori siciliani - unici esclusi - del beneficio
  pensionistico alla data del 2003, poi prorogata al 15 giugno  2005,
  atto che noi abbiamo ritenuto essere gravissimo per la Sicilia.
   Il  Governatore  Lombardo, tra l'altro, a Gela ma anche  in  altre
  realtà  siciliane,  proprio nel periodo della campagna  elettorale,
  aveva  detto espressamente, a difesa dei lavoratori e dei cittadini
  di  quella  realtà, che andavano riconosciuti tutti i  benefici  ai
  lavoratori per i danni da inquinamento ambientale.
   Gela, Priolo e Milazzo, tre grosse realtà a rischio ambientale, ed
  i lavoratori che sono stati sottoposti a rischio amianto,  venivano
  esclusi dalla rappresentanza politica a livello nazionale di cui  è
  espressione lo stesso Governo regionale.
   Ecco  perché  non  mi  reputo soddisfatto  dell'atteggiamento  del
  Governatore della Sicilia, onorevole  Lombardo,  e degli slogan che
  ha  lanciato e della poca concretizzazione degli stessi  nella fase
  della   sua  esperienza  governativa;  al  contrario,  mi   ritengo
  soddisfatto  della risposta fornita dall'assessore Gianni,  che  si
  impegna  a  portare  avanti  le  motivazioni  a  favore  non  degli
  interroganti, ma a favore dei siciliani che hanno vissuto e  vivono
  drammi  reali e seri in Sicilia per la salute propria  e  dei  loro
  familiari.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 139  «Interventi  per
  valorizzare il procedimento di lavorazione della kainite»,  a firma
  dell'onorevole Panepinto. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  l'industria,
  premesso che:

   la  procedura di dismissione della quota societaria, di  proprietà
  della Regione, dell'Italkali sembra bloccata per ragioni che non  è
  dato sapere;

   nella   XIV  legislatura  le  Commissioni  legislative  permanenti
  dell'Assemblea  regionale siciliana 'Bilancio e  programmazione'  e
  'Attività  Produttive' hanno avuto modo di udire la  parte  privata
  dell'Italkali  relativamente  al piano industriale  sull'estrazione
  della   kainite  nella  miniera  di  Realmonte,  in  provincia   di
  Agrigento;

   tale   piano   industriale  prevede  circa  300   nuovi   addetti,
  direttamente impegnati nell'estrazione della kainite;

   visto che:

   l'impianto   sperimentale  per  la  coltivazione  della   kainite,
  concretizzato in collaborazione col CNR a seguito di un  intervento
  finanziario  di  circa  2  milioni e 700 mila  euro  da  parte  del
  Ministero per le attività produttive (novembre 2002), ha dato esito
  positivo;
   il   progetto   di   sviluppo  era  stato  indicato,   oltre   che
  dall'Italkali,  anche  da un decreto dell'Assessore  regionale  pro
  tempore,  datato  18 maggio 2001, ma che da allora  nulla  è  stato
  concretamente fatto e che sette anni sono trascorsi  senza  che  si
  procedesse  alla  dismissione  e vendita  del  pacchetto  azionario
  regionale  ad acquirente che intenda partecipare allo sviluppo  del
  progetto kainite;

   premesso,  altresì, che nell'anno 2007, per diverse  settimane,  è
  stata  sospesa  l'estrazione del sale, per  mancanza  di  neve  nel
  centro  e  nel  nord  Italia, determinandosi  uno  stato  di  crisi
  occupazionale  per  i  lavoratori dell'Italkali  così  come  per  i
  dipendenti delle cooperative;

   considerato che la provincia di Agrigento, più di altri  territori
  siciliani, vive una crisi occupazionale drammatica con migliaia  di
  giovani  che  silenziosamente emigrano mentre  in  loco  cresce  la
  povertà;

   per sapere:

   se  non  ritengano  necessario e urgente definire  l'atteggiamento
  della   Regione  in  merito  alla  dismissione  del  suo  pacchetto
  azionario, per consentire a una società interamente privatizzata di
  sviluppare il progetto di valorizzazione della kainite;

   se,  in  alternativa,  ritenga necessario e  urgente  attivare  la
  Regione  nella  qualità di socio azionista per  avviare  subito  il
  passaggio   dalla  fase  sperimentale  a  quella  di   progetto   e
  industriale della produzione di kainite.» (139)

   Ha  facoltà di parlare l'Assessore per l'industria per fornire  la
  risposta.

   GIANNI,  assessore  per l'industria. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  si premette che il sottoscritto ritiene che il  Progetto
  per lo sfruttamento della kainite nella miniera di Realmonte per la
  produzione di concime e la coltivazione con metodi biologici  possa
  costituire sicuramente una valida e tempestiva risposta alla  grave
  crisi  occupazionale ed economica della provincia  di  Agrigento  e
  della Sicilia.
   Per  tale  ragione  si premette ancora che ho  già  provveduto,  a
  seguito  del  dibattito avvenuto il 28 novembre  scorso  presso  la
  terza  Commissione, ad inoltrare un'apposita istanza al commissario
  dell'Ente  Minerario Siciliano con la quale si chiede un  riscontro
  urgente circa la possibilità di attuare il progetto di che trattasi
  al  fine,  tra  l'altro,  di  evitare  la  perdita  del  contributo
  ministeriale  di  850  mila  euro già  destinato  per  la  suddetta
  iniziativa.
   A  seguito  dell'interrogazione a firma dell'onorevole  Panepinto,
  con  la  quale si entra nel merito della dismissione del  pacchetto
  azionario  di  proprietà della Regione siciliana, da  una  verifica
  degli  atti  in possesso dell'assessorato di mia competenza  ho  il
  dovere  di  rappresentare  che l'atto di  proposta  di  accordo  di
  programma  presentato da Italkali sarebbe dovuto essere riformulato
  per  essere  conforme alle previsioni dettate dal  Ministero  delle
  attività  produttive,  a  seguito dell'intervento  finanziario  del
  2002.
      La  stessa  Italkali aveva chiesto la concessione demaniale  di
  un'area  nel  comune di Porto Empedocle, il cui ottenimento  doveva
  ritenersi   quale  presupposto  indispensabile   per   avviare   il
  procedimento  di finanziamento del progetto da parte del  Ministero
  delle Attività Produttive.
   Gli  uffici  della Regione per valutare l'impatto  socio-economico
  del  progetto  in questione avrebbero dovuto effettuare  un'analisi
  costi/benefici  tra  il progetto in argomento e quello  riguardante
  l'esecuzione del salinodotto  oggetto della normativa di  cui  alla
  legge regionale n. 8 del 1998.
   Dall'esame,  inoltre,   di  una  nota  inviata  dall'Italkali   al
  liquidatore EMS, nel 4/1/2008,  con la quale l'Italkali  rispondeva
  alla  richiesta  di un aggiornamento sullo stato di attuazione  del
  progetto in questione si evince che  E' stato elaborato un progetto
  di   massima  dell'impianto  prevedendone  l'ubicazione   nell'area
  demaniale  adiacente  di Porto Empedocle, è tuttavia  imprevedibile
  quando  l'iniziativa   potrà  essere realizzata  in  quanto  l'area
  demaniale   pur  essendo utilizzata risulta non disponibile  perché
  contesa tra la capitaneria di Porto Empedocle e il consorzio ASI di
  Agrigento,   sulla  quale siamo intervenuti  e  stiamo  vedendo  di
  trovare una soluzione.
   In   sintesi,    le  comunicazioni  forniti  dagli  amministratori
  confermano che non appare attuale o immediata la realizzazione  del
  progetto;  anzi,  i tempi dell'avvio per la realizzazione  appaiono
  imprevedibili  mancando  allo  stato  il  terreno  individuato  per
  l'ubicazione dell'impianto.
   Contestualmente alle questioni legate a quanto sopra indicato,  si
  è  palesata  anche  la problematica della ricapitalizzazione  della
  società   Italkali, quantificata nella misura di 1  milione  e  400
  mila  euro,  così  come  emerso  in  sede  di  dibattito  in  terza
  Commissione,  sempre in data 28 novembre 2008.
   A tal proposito, pur condividendo le risultanze cui è pervenuta la
  terza   Commissione,   ho  il  dovere  di  rappresentare   che   da
  comunicazioni  fatte pervenire dagli amministratori della  società,
  né  la  relazione sulla situazione patrimoniale infrannuale  né  la
  relazione  al  bilancio  della società  nel  2007,  presentata  per
  l'assemblea  del  giugno 2008, hanno evidenziato o  sollecitato  la
  ricapitalizzazione.
   Inoltre, in seguito, come da comunicazione intercorsa, la proposta
  di   aumento   di   capitale,  inserita   all'ordine   del   giorno
  dell'assemblea  del 29 ottobre scorso, non è stata  in  alcun  modo
  posta  dagli  amministratori in relazione  alla  realizzazione  del
  progetto Kainite.
   Decisivo  al  riguardo  è  quanto  viene  attestato  nel   verbale
  d'assemblea,   la  proposta  di aumentare  il  capitale  sociale  è
  rimessa  alle  prudenziali  valutazioni degli  azionisti  ai  quali
  spetta  di raggiungere il necessario accordo sulla entità  e  sulle
  modalità  degli  apporti  che servono a riequilibrare  la  gestione
  corrente   attraverso  una  sostanziale riduzione  delle  passività
  verso  fornitori e banche . Si aggiunge ancora nella relazione  che
   il   livello  di  indebitamento  raggiunto  rende  necessario  che
  l'ammontare delle perdite sia reintegrato .
   Rimane  da  chiarire la discordanza  tra quanto sembrava  emergere
  dall'audizione del 28 ottobre presso la terza Commissione  dell'ARS
  e  il  riscontro  assembleare. In quella  circostanza,  infatti,  i
  rappresentanti dell'Italkali hanno messo in relazione  il richiesto
  aumento  di  capitale  con l'esigenza di investimenti  legati  alla
  realizzazione  del  progetto  Kainite, mentre  nella  realizzazione
  degli  amministratori del 29 ottobre, emerge  che  la  proposta  di
  aumento  di capitale è giustificata da esigenza di ripianamento  di
  debiti.
   Inoltre i tempi di avvio della realizzazione del progetto Kainite,
  per   stessa  ammissione  degli  amministratori,   sono   ad   oggi
   imprevedibili .
   A  tal  proposito,  il commissario liquidatore dell'EMS  comunica,
  con   un'apposita   relazione,  quanto   segue:    Sia   consentito
  sottolineare  che  la  posizione assunta  da  EMS  (Ente  minerario
  siciliano)   nel  corso degli ultimi anni smentisce   drasticamente
  l'assunto  degli amministratori Italkali secondo  cui   proprio  la
  presenza   dell'azionista  pubblico  determinerebbe  una   paralisi
  nell'iniziative  e negli investimenti dell'Italkali  e  sarebbe  da
  ostacolo ad esigenze di ricapitalizzazione.  Al contrario l'ente ha
  sempre  ritenuto prioritari gli interessi di sviluppo dell'Italkali
  e    pertanto   meritevoli   di   accoglimento   le   proposte   di
  ricapitalizzazione,  purchè,  ovviamente,  tale  ricapitalizzazione
  avvenisse  secondo  modalità conforme all'interesse  della  società
  Italkali  e dell'azionista pubblico .
   Occorre  precisare  che  la dismissione  del  pacchetto  dell'Ente
  minerario  siciliano  in  Italkali  è  stato  oggetto  di   diverse
  iniziative da parte del Governo regionale a partire dal 2000.
   Sono  state  avviate, infatti, differenti procedure di dismissione
  adottando, di volta in volta, tutti i metodi previsti dalla vigente
  legislazione regionale ma sempre con esito negativo.
   La  Giunta di Governo, per ultimo, con la delibera 81 del 9  marzo
  2007, avente ad oggetto procedure di dismissione della quota EMS in
  Italkali,  nel  tentativo di sperimentare  un  nuovo  percorso,  ha
  conferito  mandato  all'Assessore  regionale  per  l'industria   di
  attivare  il  commissario  liquidatore per  l'avvio  dei  necessari
  percorsi  procedimentali volti all'inserimento nello statuto  della
  clausola   di   recesso   convenzionale,  a   condizione   che   la
  determinazione del valore di liquidazione operata dal consiglio  di
  amministrazione di Italkali S.p.a. fosse rispondente al  prezzo  di
  15 milioni di euro.
   Infine,  con  nota del settembre 2008, il commissario liquidatore,
  nel  rappresentare l'esito negativo della procedura seguita per  la
  modifica  statutaria, di cui alla sopra citata delibera di  Giunta,
  avanzava proposte al fine di trasferire il patrimonio della Regione
  dei  beni  a  partecipazione  degli enti  economici  regionali  non
  suscettibili di dismissione.
   Tale  proposta,  considerata  la  rilevanza  socio-economica   che
  riveste   ed   in  considerazione  delle  refluenze  di   carattere
  strategico  che  tale scelta comporta, è attualmente  all'esame  da
  parte del Governo della Regione.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Panepinto  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'Assessore.

   PANEPINTO.  Onorevole  Assessore, la ringrazio  non  solo  per  il
  contenuto della risposta ma perché ha messo mano ad una vicenda che
  già  per  il  tempo  impiegato per l'illustrazione  è  complessa  e
  complicata, e che chiaramente presenta difficoltà, anche per come è
  stata  rappresentata da lei e considerati i  ricorsi  al  TAR;   mi
  sorprende questa non prevedibilità dei tempi di avvio del  progetto
  per  l'estrazione della kainite che è legata anche alla  difficoltà
  di reperire l'area demaniale contesa tra la Capitaneria di Porto  e
  l'area ASI.
   La   prego   di  continuare  ad  insistere  sulla  vicenda   testé
  illustrata,  come  bene lei ha fatto avviando le procedure  per  la
  costruzione  del rigassificatore di Porto Empedocle perché,  se  si
  aggiunge   questo  tassello  importante,  quell'area   diventerebbe
  oggetto  di  una ripresa economica complessiva rispetto anche  alla
  possibilità di drenare il porto di Porto Empedocle.
   Pertanto, nel ringraziarla per la risposta, la invito a  convocare
  un'apposita  conferenza  di  servizi dove  siano  rappresentati  la
  Capitaneria  di  Porto,  l'ASI e il comune di  Porto  Empedocle  e,
  soprattutto,   il  comune   di  Realmonte  con  la   presenza   del
  commissario liquidatore, al fine di stabilire con il business  plan
  ed un crono-programma i tempi per l'estrazione della kainite, anche
  per  verificare che quello che è stato annunciato in tanti incontri
  nelle  commissioni legislative competenti possa essere  sostanziato
  con un piano industriale vero e proprio.
   Dai  dati  forniti  sia  in seconda  che in  terza  Commissione  i
  tecnici  di  parte  privata hanno sempre illustrato  un  piano  per
  l'assunzione  di  almeno   trecento  unità  lavorative  in  maniera
  diretta.  E'  inutile sottolineare, in tempi così  difficili,  cosa
  significa  immaginare trecento nuove unità lavorative da  immettere
  nel  processo  complessivo che vede coinvolta  tutta  quella  parte
  della  provincia di Agrigento, con il rigassificatore, e creare  le
  condizioni per rimettere in moto un'economia che definire  ferma  è
  un eufemismo, ormai è in coma profondo.
   Mi   dichiaro,   pertanto,  soddisfatto  della  risposta   fornita
  dall'Assessore.

   GIANNI, assessore per l'Industria. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI,  assessore per l'industria. Voglio accogliere la  proposta
  dell'onorevole Panepinto ed aggiungerla alla mia, già in Giunta  di
  Governo,  per  riportare nella disponibilità del Governo  tutta  la
  questione dell'Italkali, superando anche il commissario.
   Mi farò carico di indire una conferenza di servizio per  procedere
  rapidamente alla soluzione del caso.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 153  «Misure  per  il
  rilancio   produttivo  dell'ISI  S.r.l.»,  a  firma  dell'onorevole
  Marziano. Ne do lettura:

   «All'Assessore per l'industria, premesso che cinque anni fa,  dopo
  un  lungo  percorso  di  crisi industriale che  aveva  avuto  anche
  risvolti giudiziari e coinvolto la Siciliana Imballaggi e  la  IPC,
  nasceva la ISI s.r.l. che usufruiva del personale delle due aziende
  dismesse,  prelevato dalle liste di mobilità e quindi  beneficiario
  degli sgravi fiscali e previdenziali previsti dalla legge;

   visto che nei primi anni di attività, anche grazie all'utilizzo di
  tali  sgravi, l'attività dell'azienda sembrava in forte crescita  e
  che  invece, esaurita detta fase, l'azienda dichiarava la necessità
  di   procedere  al  licenziamento  di  una  parte  consistente  del
  personale ed avviava una prima procedura di mobilità già nel  2007,
  procedura poi ritirata senza alcun licenziamento;

   considerato  che la possibilità di fare ricorso alla  CIGO  (cassa
  integrazione guadagni ordinaria) non è stata ritenuta possibile per
  mancanza  di  requisiti,  essendo  l'azienda  in  regime  di   mono
  committenza,  e  che perciò l'azienda ha operato in questi  giorni,
  senza   tenere   in   alcuna  considerazione  le   proposte   delle
  organizzazioni   sindacali   di   categoria   ed   aziendali,    il
  licenziamento di sei lavoratori, tra cui un delegato  sindacale,  e
  che tale riduzione di personale fa pensare ad altri ulteriori tagli
  ed al definitivo ritiro dal mercato;

   ritenuto  invece  che,  prendendo in  considerazione  le  proposte
  avanzate  dalle  organizzazioni  sindacali  anche  in  un  apposito
  incontro  presso  la prefettura, disertato in modo  sprezzante  dal
  rappresentante  aziendale, si potrebbero  evitare  i  licenziamenti
  ricorrendo cioè:

   1.  all'utilizzo di una banca ore dove accumulare le ore di lavoro
  straordinario successivamente utilizzabili per coprire i periodi di
  calo produttivo;
   2.  alla programmazione della produzione, prevedendo una riduzione
  di  lavoro  a turno (contratto di solidarietà) che, senza  aggravio
  economico per l'azienda, permetterebbe il rientro dei 6 licenziati;

   considerato  inoltre  che si tratta di azienda,  la  ISI,  che  ha
  beneficiato,  come  quelle  da  cui ha  tratto  origine  (Siciliana
  Imballaggi  e IPC), di consistenti risorse pubbliche  a  titolo  di
  sgravi  fiscali e previdenziali e la cui cattiva gestione  potrebbe
  portare,  come nel caso delle due aziende madri,    ad    ulteriori
  licenziamenti,  al ridimensionamento dell'apparato  produttivo,  se
  non addirittura al fallimento;

   per sapere quali misure intenda adottare e se non ritenga:

   1.  di  doversi attivare nei confronti dell'impresa ISI per  farla
  recedere dalle sue decisioni di licenziamento;
   2.  di  attivare  un tavolo di incontro presso  la  prefettura  di
  Siracusa con lo scopo di evitare i licenziamenti e porre in essere,
  invece,  le  condizioni per il rilancio dell'attività  produttiva.»
  (153)

   Ha  facoltà  di parlare l'Assessore per l'industria per rispondere
  all'interrogazione.

   GIANNI,  assessore  per l'industria. Da un approfondimento  svolto
  presso gli Uffici dell'Assessorato Industria non risulta che la ISI
  abbia  mai richiesto alcun tipo di agevolazione per l'attività  che
  espleta   né   risulta  che  abbia  mai  fruito  di  contributo   o
  finanziamento.  Condividendo il disagio  dei  lavoratori,  e  delle
  rispettive  famiglie, oggetto di licenziamento, mi sono preoccupato
  di  incontrare i lavoratori, come l'onorevole interrogante Marziano
  sa,  per  conoscere  i  possibili percorsi  da  attivare  per  dare
  soluzione alla problematica in oggetto.
     Inoltre,  ho già convocato e mi sono attivato in tal senso,  per
  incontrare il 2 febbraio, alle ore 12, presso l'ASI di Siracusa, il
  presidente dell'ISI per intraprendere tutte le iniziative possibili
  volte  al  rilancio produttivo, quale ad esempio la possibilità  di
  attivare   un  tavolo  tecnico  che,  in  coerenza  con   l'attuale
  legislazione  nazionale e comunitaria in materia,  possa  risolvere
  favorevolmente   le   problematiche  delle  imprese   definite   in
  difficoltà, inclusa quindi la ISI S.r.l..
   Al  contempo, in ordine alle problematiche inerenti le imprese  in
  difficoltà,   il  Governo  nazionale,  attraverso  le   commissioni
  tecniche  e  politiche  della  Conferenza  dei  Presidenti  cui  ho
  partecipato  personalmente, ha affrontato ed analizzato  tutta  una
  serie di misure finalizzate ad aiutare quelle imprese che non  sono
  in grado con le proprie risorse di contenere le perdite legate alla
  crisi   economica   che  in  assenza  di  un   intervento   esterno
  dell'autorità pubblica sarebbero condotte al collasso economico.
   E'  stato  discusso, nello specifico, l'utilizzo di  un  fondo  al
  quale le imprese in difficoltà possano accedere. Gli aiuti potranno
  riguardare la ristrutturazione o un sostegno finanziario temporaneo
  e  reversibile, della durata di sei mesi,  entro il quale bisognerà
  elaborare   un   piano  di  ristrutturazione  o  di   liquidazione.
  Ovviamente,  tutto  dovrà  essere  coerente  con  il  dettato   del
  Regolamento comunitario C 244 del 2004.

   PRESIDENTE.  Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Marziano  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'Assessore.

   MARZIANO.  Signor Presidente, ringrazio l'onorevole Assessore  per
  l'impegno profuso in questa vicenda e mi dichiaro soddisfatto della
  risposta.  Ma  aspetto  di  conoscere  l'esito  dell'incontro   del
  prossimo  2  febbraio  perché, ancorché  dalla  documentazione  non
  risulta che la ISI abbia usufruito di numerosi contributi pubblici,
  essa  è  figlia  di  un  sistema di  scatole cinesi'  per  cui  dal
  fallimento  della  Alba Imballaggi Sud', azienda che  produceva  le
  cassette  per  l'agricoltura, si è arrivati - per  un  percorso  di
  filiazione di aziende -  all'attuale ISI.
      Poiché   ci  sono  le  condizioni  per  la  ripresa  produttiva
  dell'azienda  -  è chiaro che non si può intervenire  sui  problemi
  produttivi in questo modo -  e poiché da parte delle organizzazioni
  sindacali  dei lavoratori sono state avanzate proposte  tendenti  a
  risolvere  il problema del riassorbimento di questi sei lavoratori,
  esprimerò  un  giudizio sul risultato dell'incontro  -  non  appena
  questo   si  terrà  -,   oltre  che  un  apprezzamento  per  quanto
  l'Assessore ha ritenuto di fare.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 167  «Iniziative  per
  favorire la titolarità della gestione di quanto già progettato  per
  il  Punto  Franco previsto dalla legge n. 191 del  1951»,  a  firma
  dell'onorevole Picciolo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  l'industria,
  premesso che nel 1951 (legge n. 191) è stato istituito a Messina il
  Punto Franco, demandando al Ministero delle Finanze la verifica dei
  requisiti e l'emanazione dei relativi regolamenti;

   ricordato  che  la  Regione  siciliana  istituì  nel  1953  l'Ente
  autonomo porto di Messina per la gestione del Punto Franco  ma  che
  la nascita della Comunità Europea prima e dell'Autorità portuale in
  ultimo ne hanno ritardato la realizzazione;

   visto  che,  permanendo  in  vigore la  legge  n.  191  del  1951,
  l'istituzione  del Punto franco di Messina si colloca anteriormente
  al  1973  e  quindi può beneficiare di condizioni negate  ad  altri
  punti franchi, diventando un vero polo di attrazione per le imprese
  e  per  gli operatori nel Mediterraneo e, in particolare, del  nord
  Africa;

   considerato  che,  nonostante la volontà  e  capacità  propositiva
  dell'Ente  porto,  il  carattere pletorico  degli  organismi  hanno
  finito  col  rendere ingestibile tale ente fino alla determinazione
  del    Governo   regionale   di   commissariarlo   e   sopprimerlo,
  sostituendolo  con  l'Autorità portuale, quale ente  programmatorio
  dell'area  portuale, ma con l'indesiderato effetto  collaterale  di
  fare  sparire  il  Punto  Franco insieme  con  il  suo  riferimento
  istituzionale;

   ricordato  ancora  che  nel  dicembre del  2007  l'MPA,  movimento
  politico ispirato dall'on. Lombardo, ha raccolto le firme in piazza
  a Messina contro la soppressione del Punto franco;

   ricordato,  altresì, che con la Finanziaria 2007 è stata  prevista
  l'istituzione delle zone franche (ZFU) in aree urbane  con  più  di
  30.000  abitanti,  assicurando sgravi fiscali e  agevolazioni  alle
  piccole  e  micro-imprese, con lo scopo di contrastare fenomeni  di
  esclusione  sociale  negli spazi urbani e  favorire  l'integrazione
  socio-culturale  della  popolazione  che  abita  in   quartieri   e
  circoscrizioni  della  città caratterizzati da grave degrado urbano
  e sociale;

   rilevato che Messina, nonostante fosse stata segnalata tra le aree
  che potevano beneficiare dei fondi previsti per le ZFU, non è stata
  ritenuta idonea dal Ministero per lo sviluppo economico e,  dunque,
  non  rientra  tra le prescelte (solo 3 in Sicilia:  Catania,  Gela,
  Erice);

   ritenuto  che con questo ultimo atto la città di Messina  subisce,
  oltre il danno della perdita del Punto Franco, anche la beffa della
  mancata   inclusione  tra  le  città  destinatarie  di  fondi   per
  l'attivazione di una zona franca urbana (ZFU);

   considerato  che  è  indispensabile mantenere in  vita  almeno  il
  vecchio  Punto franco, così come previsto e delineato con la  legge
  n. 191 del 1951;

   per  sapere  se  non  intendano  procedere  allo  snellimento  del
  consiglio  dell'Ente  porto,  portandolo  a  un  massimo   di   tre
  componenti  e ripristinare in bonis l'Ente porto o, in alternativa,
  verificare  un  passaggio tra Ente porto e  Autorità  portuale  che
  faccia transitare dall'Ente all'Autorità portuale la titolarità nel
  gestire  quanto  già  definito e progettato  per  il  Punto  Franco
  previsto dalla legge n. 191 del 1951;

   come intendano intensificare i rapporti istituzionali con i grandi
  gruppi economici che vogliono investire sul Punto franco.» (167)

   Ha  facoltà di parlare l'Assessore per l'industria  per rispondere
  all'interrogazione.

   GIANNI,  assessore  per l'industria. Signor Presidente,  prima  di
  rispondere  a  quest'ultima  interrogazione,  testé  letta,  vorrei
  aggiungere qualcosa riguardo alla precedente interrogazione a firma
  dell'onorevole   Marziano che invito ad essere presente,  lunedì  2
  febbraio,  alle ore 12.00, alla riunione con i colleghi all'ASI  di
  Siracusa.
   Per  quanto  riguarda  la  questione rappresentata  dall'onorevole
  Picciolo, si fa presente che in data 10 novembre 1953, con  decreto
  del   Presidente  della  Regione,  fu  costituito  l'Ente  autonomo
  portuale  di Messina; istituito - articolo 8 della legge  15  marzo
  1951,   n.   191   -  con  la  specifica  finalità  di   provvedere
  all'amministrazione ed alla gestione del Punto Franco.
   Nel  1951  il  legislatore, pur istituendo  formalmente  una  zona
  franca   e   delimitandone  l'estensione,   subordinò   l'effettiva
  applicazione  del  regime di punto franco al  riconoscimento  della
  sussistenza  delle  condizioni operative, da  effettuarsi  mediante
  apposito  provvedimento del Ministero delle Finanze;  provvedimento
  che,  tuttavia,  non  è stato mai emanato, e sono  trascorsi  oltre
  cinquant'anni.
   Per  tale  ragione,  condivido  con  l'onorevole  interrogante  la
  necessità  di  mantenere il Punto Franco, secondo quanto  stabilito
  dalla legge n. 191 del 1951.
   In   merito  alla  richiesta  formulata  dall'onorevole  Picciolo,
  relativa allo snellimento del consiglio dell'ente,  comunico che la
  Giunta  di Governo, con delibera n. 175 del 22 luglio del 2008,  ha
  dato  mandato  all'Assessore  per  l'industria  di  procedere  alla
  liquidazione  dell'Ente Autonomo Portuale di  Messina,  e  non  del
  Punto Franco.
   In   ossequio   a  quanto  disposto  nella  citata  delibera,   ho
  predisposto una nota indirizzata alla Giunta di Governo  contenente
  la proposta di liquidazione dell'Ente, per l'emissione del relativo
  provvedimento   presidenziale  di   liquidazione   e   nomina   del
  liquidatore.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Picciolo   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'Assessore.

   PICCIOLO. Signor Presidente, mi ritengo soddisfatto della risposta
  e  del  chiarimento fornitomi, ribadendo la necessità, per la città
  di  Messina, di usufruire del Punto Franco che, come bene ha  fatto
  notare  anche  l'Assessore,  da oltre cinquant'anni  giace  inevaso
  relativamente all'Autorità portuale competente.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione numero 190  «Notizie  sul
  rispetto  dei  principi di trasparenza nella procedura  concorsuale
  bandita   dall'autorità  portuale  di  Augusta   (SR)»,   a   firma
  dell'onorevole De Benedictis. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  l'industria,
  premesso che:

   nell'ottobre del 2007 sono stati pubblicati numerosi bandi per  il
  reclutamento  di personale da assumere da parte di una  'importante
  azienda operante nel settore Trasporti - marittimo';

   sotto   la  dizione  'importante  azienda  operante  nel   settore
  Trasporti - Marittimo' si celava in realtà, da quanto si è  appreso
  dalla stampa, l'autorità portuale di Augusta (SR);

   recentemente, il commissario straordinario dell'autorità  portuale
  ha provveduto all'assunzione di 11 figure professionali selezionate
  sulla base del citato bando di due anni addietro;

   oltre  a  dubbi  di trasparenza, tale assunzione di personale  non
  sembra rientrare fra i compiti del commissario straordinario che al
  momento presiede l'autorità portuale di Augusta;

   per  sapere  quali iniziative intendano adottare per accertare  la
  trasparenza della procedura adottata ed impedire il consolidarsi di
  illegittimità che ne dovessero eventualmente derivare». (190)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  fornire  la
  risposta.

   GIANNI,  assessore per l'industria. Si fa presente che le autorità
  portuali  sono state istituite con legge 28 gennaio  1994,  n.  84.
  Successivamente, ai sensi dell'articolo 6, comma  8,  della  stessa
  legge,  con  decreti del Presidente della Repubblica e su  proposta
  dell'allora Ministro dei trasporti e della navigazione, sono  state
  istituite  ulteriori autorità portuali tra cui  quella  di  Augusta
  (DPR del 12 aprile 2001).
   Stante  quanto precede, trattandosi di Enti istituiti  e  regolati
  con   leggi   dello   Stato  e  controllati  dal  Ministero   delle
  infrastrutture  e  trasporti,  l'Assessorato  per  l'industria  non
  risulta, in alcun modo, competente in materia.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole De Benedictis  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevole Assessore,  onorevoli
  colleghi, non c'è partita  Si è dichiarato incompetente in materia,
  ne prendo atto.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 222 «Interventi per
  far  fronte  ai  gravi  incidenti verificatisi  negli  stabilimenti
  petrolchimici  siti  nei comuni di Gela (CL) e Priolo-Siracusa»,  a
  firma degli onorevoli Donegani ed altri. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  l'industria,
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore per la
  sanità, premesso che gravi incidenti si sono verificati nei  giorni
  scorsi   all'interno  degli  impianti  di  raffineria  presso   gli
  stabilimenti  petrolchimici  di  Gela  e  Priolo,  causando   gravi
  intossicazioni a 20 operai a Gela e a circa 18 operai a Priolo;

   considerato che:

   la  fuoriuscita  di  gas  ha  prodotto  un  notevole  inquinamento
  atmosferico causando forti malori alle vie respiratorie a  numerosi
  cittadini, i quali hanno intasato i rispettivi pronto soccorso  per
  ricorrere alle immediate cure;

   i  siti  industriali di Gela, Priolo-Siracusa e Milazzo  producono
  delle  emissioni  che provocano un alto tasso  di  incidenza  sullo
  stato  di salute sia delle maestranze che operano all'interno degli
  stessi stabilimenti petrolchimici, sia della popolazione residente,
  pregiudicandone,  come più volte è accaduto e  accade,  la  qualità
  della vita;

   tenuto  conto  che,  nonostante  gli  investimenti  (evidentemente
  modesti)  operati  dall'ENI e dalle altre grandi  aziende  presenti
  (ERG)   in  ordine  alla  messa  in  sicurezza  degli  impianti   e
  sull'abbattimento del tasso d'inquinamento dagli  stessi  prodotti,
  queste non risultano aver ottenuto gli standard ottimali previsti;

   per sapere:

   se   non   considerino   grave   e  preoccupante   la   situazione
  determinatasi  nei comuni di Gela e Priolo-Siracusa a  causa  degli
  incidenti verificatesi negli stabilimenti petrolchimici;

   se siano state individuate le responsabilità e avviate le diffide,
  previste  dalla legge, nei confronti delle direzioni  degli  stessi
  siti industriali;

   se  non valutino opportuno intervenire urgentemente per costituire
  un  comitato  tecnico  con  i  referenti  territoriali,  tecnici  e
  istituzionali   dei   siti  industriali  più  esposti   a   rischio
  ambientale,  al  fine  di  garantire  una  maggiore  sicurezza   ai
  lavoratori  che  operano all'interno degli impianti  di  produzione
  petrolchimica e la salute a tutti i cittadini residenti». (222)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  fornire  la
  risposta.

   GIANNI, assessore per l'Industria. In relazione all'interrogazione
  numero  222  comunico che, nel condividere le preoccupazioni  e  le
  proposte richieste, è intendimento dell'attuale Governo avviare una
  procedura  di  concertazione tra tutte le  Autorità  competenti  in
  merito   alle   problematiche   relative   alla   sicurezza   negli
  stabilimenti petrolchimici siti nei comuni di Priolo, Merilli, Gela
  e Siracusa.
   Come sicuramente è noto alle SS. LL., tali problematiche, che  pur
  essendo  trattate  all'interno della Regione a  diverso  titolo  da
  diversi assessorati, di fatto risultano di competenza dell'Autorità
  statale.
   Ciò   nonostante,   in   considerazione  della   rilevanza   della
  problematica oggetto dell'atto ispettivo, mi sono fatto  carico  di
  porre  in  essere un'iniziativa volta all'istituzione di un  tavolo
  tecnico permanente interassessoriale, che mi auguro sia in grado di
  dare a breve un valido contributo per le possibili soluzioni che il
  caso necessita, e le cui risultanze mi farò carico di far pervenire
  in forma scritta, all'onorevole interrogante.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Marziano   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   MARZIANO. Signor Presidente, in effetti, la richiesta che facevamo
  era  proprio  questa  e non quella di aggiungere  un  Comitato,  un
  ulteriore  orpello  a livello di controllo, ma  di  avviare  in  un
  preciso tavolo tecnico, una verifica di alcune delle condizioni che
  esistono  nelle due aree industriali poiché, spesso, dopo incidenti
  di  questa rilevanza e di questa natura, molte imprese lamentano la
  mancanza  di  autorizzazioni per fare interventi di bonifica  e  di
  risanamento.
   Per  quanto ci riguarda, è chiaro che in presenza di richieste  da
  parte delle imprese di interventi di bonifica e risanamento bisogna
  fare  di  tutto  perché le autorizzazioni siano quanto  più  rapide
  possibili; ma un tavolo di quella natura può accertare, invece,  se
  esistono  responsabilità colpevoli da parte  delle  aziende  ed  in
  questo  caso  bisogna procedere, al di là delle competenze  rigide,
  alla  individuazione delle responsabilità, dei responsabili ed alla
  loro messa in mora.
   Quindi,  se il tavolo tecnico verrà effettivamente messo in  campo
  nell'arco   di   pochi  giorni,  penso  di  poter   dire,   insieme
  all'onorevole Donegani, che ci dichiariamo soddisfatti.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  numero  321  «Dissesto
  finanziario  del  consorzio per l'area di sviluppo  industriale  di
  Caltanissetta», a firma dell'onorevole Donegani. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per   l'industria,
  premesso che:

   il   consorzio   per   l'area   di    sviluppo    industriale   di
  Caltanissetta,  essendo un ente di diritto pubblico non  economico,
  è   sottoposto   a   vigilanza della Regione siciliana,  attraverso
  l'Assessorato Industria;

   l'attività dell'ente  si  esplica  attraverso  un proprio bilancio
  di   previsione   che   viene    sottoposto   per    l'approvazione
  Assessorato   Industria  e  che, sulla  base  di   tale    bilancio
  di    previsione, l'Assessorato  eroga un contributo  annuo  (detto
  contributo di funzionamento) in due rate;

   considerato  che la sezione riguardante le entrate correnti    per
  il    consorzio   con    riferimento all'esercizio 2008 è suddivisa
  in:

   -   contributo  di  funzionamento  ex  art.  29  lett.    B   euro
  1.187.440,00

   - contributi in c/esercizio degli associati  euro 300.000,00

   - locazione rustici industriali euro 200.000,00

   -   contributo  gestione  infrastrutture   imprese insediate  euro
  545.000,00

   Totali entrate correnti euro 2.232.440,00

   la  sezione riguardante  le  uscite  correnti  del consorzio   per
  l'esercizio  2008   è   in   sintesi suddivisa nelle seguenti voci:

   -  stipendi personale, pensioni a  carico  ente  e oneri  riflessi
  euro 1.798.175,00

   - spese per funzionamento  generale  uffici  euro 991.000,00

   - spese  per  servizi  erogati  alle  ditte  euro 350.000,00

   Totali uscite correnti euro 3.139.175,83

   considerato, altresì, che:

   rispetto  ai dati delle tabelle sopra riportate si può evidenziare
  che  le  spese  dovute  ai  servizi erogati alle  ditte  dovrebbero
  essere  coperte  in parte  dalle  aziende  fruitrici  e  in   parte
  dal contributo  dell'Assessorato   Industria,   si   può dedurre in
  linea  di   massima   che   le  due  voci  di  bilancio  dovrebbero
  tendere al pareggio;

   le   rimanenti  spese  dovute  al  costo  del   personale   e   al
  mantenimento    della  struttura  debbono  necessariamente   essere
  coperte  dal  contributo  di funzionamento erogato dall'Assessorato
  Industria,  dalle  quote degli associati e dalle  entrate  diverse.
  Queste   ultime   essendo  fisse  non possono   essere  oggetto  di
  modifica; anzi nel corso degli anni vanno diminuendo;

   il    contributo   di   funzionamento   erogato   dall'Assessorato
  all'Industria  copre  solo il  66.02% del  costo   del   personale.
  Tali  spese,  pertanto, dovrebbero trovare copertura con le entrate
  diverse.  Si  precisa,  al riguardo, che la  sezione  entrate   del
  bilancio    del    consorzio,   negli   ultimi   anni,    evidenzia
  l'impossibilità  di  non   andare  oltre   l'appena copertura delle
  spese obbligatorie;

   ritenuto che la  grave  crisi  in  cui  versa  il consorzio non  è
  solo  dovuta  a  questi  problemi  di carattere strutturale, comuni
  verosimilmente  anche ad altri  consorzi  siciliani,  ma  anche  ad
  altri  fattori  contingenti verificatesi negli   ultimi   anni  nel
  consorzio ASI di Caltanissetta.  Nel  2007  sono stati collocati in
  quiescenza   due   dipendenti,  ai quali   sono   state   liquidate
  indennità     di     fine   rapporto  pari   a   euro   420.783,95.
  Complessivamente,  negli anni precedenti sono  stati  erogati,  per
  anticipazioni di buonuscita  euro 831.565,43.  Tali indennità, come
  è  noto,  vengono  accantonate annualmente  solo  in   termini   di
  competenza,   per precise disposizioni della Regione;  senza  avere
  mai   effettuato   un   accantonamento  di    cassa.    Per    tali
  liquidazioni  il  consorzio  ha  dovuto   attingere   alle  proprie
  disponibilità   di   cassa,   non   avendo   mai  ricevuto    alcun
  contributo    specifico   per   tali pagamenti. Tale situazione  ha
  determinato  che, a fronte di un  accantonamento (residui  passivi)
  di  euro  384.215,39,  la  buonuscita maturata   ammonta   ad  euro
  1.180.340,32,   con  debito   che   non   trova copertura  di  euro
  796.124,93;

   per   ultimo,   si   segnala la situazione di  sofferenza  in  cui
  versano  diversi  dei  crediti  del consorzio per i quali sono   in
  corso  procedure  di sfratto e di recupero somme per un  totale  di
  euro  191.438,00  e  per i quali rimangono  incerti   i   tempi  di
  recupero;

   constatato che:

   allo stato dell'arte, il consorzio rispetto  al periodo  di  grave
  crisi  finanziaria  che  sta attraversando,  da  oggi,  e  a  tempo
  indeterminato, potrà, solo per il mese di dicembre 2008,  procedere
  al  pagamento  degli  stipendi.  Tutti gli altri pagamenti dovranno
  essere  rinviati,  alimentando,  di conseguenza,   nei    creditori
  fondati    dubbi    di solvibilità del consorzio. Tutto  ciò  potrà
  portare  a numerosi procedimenti giudiziari, nei  quali  l'ente  si
  troverebbe perdente. Peraltro, uno dei procedimenti ha già  portato
  ad un decreto ingiuntivo di circa euro 60 mila;

   infine,  nel corso dell'esercizio finanziario 2009 sarà  collocato
  in  quiescenza il  dirigente con  un esborso di cassa da effettuare
  di  circa  euro  400 mila;

   per   sapere   se,  alla  luce  di  quanto  esposto,   stante   la
  preoccupante  e  oramai  insostenibile situazione  di  grave  crisi
  finanziaria  determinatasi nel consorzio ASI di Caltanissetta,  non
  ritengano  opportuno  intervenire  urgentemente  a  favore    dello
  stesso,  con  un  contributo integrativo di  euro  un  milione  250
  mila   al   fine   di   poter ripianare  i disequilibri  finanziari
  sopra   esposti   e   recuperare  una  sufficiente  liquidità   per
  l'ordinaria gestione». (321)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  fornire  la
  risposta.

   GIANNI,  assessore  per l'industria. Chiedo che  la  stessa  venga
  trattata in una seduta successiva.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.

      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho  chiesto   di
  intervenire  a  fine  seduta  per  esprimere  la  mia  condivisione
  rispetto  alla  commemorazione della Giornata  della  Memoria,  che
  abbiamo tenuto in quest'Aula proprio in apertura dei lavori, nonché
  la  mia condivisione per le parole pronunciate dal Presidente della
  Repubblica,  Giorgio  Napolitano, il  quale  ha  sottolineato  come
  proprio  nei  momenti critici deve farsi più forte la vigilanza  ed
  esprimersi  più  nettamente la reazione contro  il  riprodursi  del
  virus dell'antisemitismo.
   Oggi  è  un buon giorno per esprimere la più dura condanna  contro
  ogni forma di discriminazione razziale. Proprio per questo,  vorrei
  anche sottolineare che trovo condivisibili le parole del Presidente
  del  Consiglio, Silvio Berlusconi, il quale ha detto che il Governo
  invita  gli  insegnanti  e gli studenti a  fare  tesoro  di  questa
  ricorrenza  in  tutte  le scuole, perché il  Giorno  della  Memoria
  insegna  a  tutti, una volta di più, il valore della pace  e  della
  convivenza pacifica tra i popoli.
   Non  trovo  invece  affatto condivisibili,  signor  Presidente,  i
  comportamenti  di  questi  giorni  del  Governo  Berlusconi  e  del
  Ministro Maroni.
   Mi  riferisco  alla  triste  vicenda di Lampedusa,  perché  stiamo
  assistendo  in tutti i telegiornali e stiamo vivendo  assieme  agli
  immigrati  di  Lampedusa una pagina bruttissima della storia  della
  nostra   Sicilia.  Stiamo  assistendo,  di  fatto,  al  trattamento
  disumano  cui  vengono  sottoposti gli  immigrati  che  arrivano  a
  Lampedusa che, ricordiamolo, è terra di Sicilia.
   Non  possiamo  consentire che un ministro, da Roma,  decida  sulla
  testa  dei  siciliani e su quella degli abitanti di  Lampedusa  che
  bisogna  adottare  trattamenti  contrari  alla  dignità  umana  nei
  confronti di uomini, di donne, di bambini che arrivano nella nostra
  Terra.
   Il  ministro  Maroni  e il Governo hanno deciso  di  realizzare  a
  Lampedusa  un centro di identificazione e di espulsione  contro  la
  volontà  della  popolazione di Lampedusa, contro il comune  sentire
  dei siciliani.
   Oggi   si  è  svolto  a  Lampedusa  uno  sciopero  generale  molto
  partecipato.  Abbiamo  appreso dai mezzi di  comunicazione  che  il
  Presidente  della  Regione, Raffaele Lombardo, non  ha  partecipato
  perché,   a detta del sindaco di Lampedusa, ha paura di volare  con
  l'aereo  ad  elica;  pare che andrà domani. Ma non  credo  che  sia
  questo  il  problema.  Il vero problema è che il  Presidente  della
  Regione  si  deve pronunciare in termini chiari, se è  d'accordo  o
  meno  rispetto alle decisioni del Governo Berlusconi e del Ministro
  Maroni.
   Voglio  sottolineare  che  il Gruppo del  Partito  Democratico  ha
  presentato  una  mozione  ritenendo necessario,  quanto  prima,  un
  dibattito  d'Aula su questi temi in quanto il Parlamento  siciliano
  ha il diritto e il dovere di pronunciarsi.
   Peraltro,    nell'ambito   della   mozione,   noi    sottolineiamo
  l'importanza  per  la Regione siciliana di adottare  una  normativa
  regionale  sull'immigrazione. Nel mese di giugno abbiamo presentato
  un  disegno  di  legge, e ci auguriamo che quanto  prima  si  possa
  cominciare ad esaminarlo.
   Annuncio  anche la presentazione, sempre da parte del  gruppo  del
  Partito  democratico,  di  un disegno di legge  sulla  cooperazione
  decentrata   per  lo  sviluppo  e  finalizzata  all'accoglienza   e
  all'integrazione degli immigrati, ma anche allo sviluppo dei  Paesi
  che  più ne hanno bisogno,  affinché si faccia davvero qualcosa  di
  concreto nei confronti delle popolazioni più bisognose.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è  rinviata  a  domani,
  mercoledì  28  gennaio 2009, alle ore 17.00 con il seguente  ordine
  del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


      I. - Comunicazioni.

       II. -  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli  83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:

   numero  88  - «Misure immediate di intervento per fronteggiare  il
  fenomeno migratorio in Sicilia».

                           LUPO - CRACOLICI - DI BENEDETTO - GALVAGNO
                                   MATTARELLA - MARINELLO - PANEPINTO
                              AMMATUNA - GUCCIARDI - RINALDI - BONOMO
                             LACCOTO - BARBAGALLO - VITRANO - FERRARA

     III  - Discussione del disegno di legge:
   -  «Disposizioni  in materia di rilascio di concessioni  demaniali
  marittime  per la realizzazione di strutture dedicate alla  nautica
  da  diporto.  Modifica  dell'articolo 5 della  legge  regionale  29
  novembre 2005, n. 15» (226-233-244-266/A).

   Onorevoli  colleghi, ricordo che il termine per  la  presentazione
  degli   emendamenti  al  disegno  di  legge  nn.  226-233-244-266/A
  «Disposizioni  in  materia  di rilascio  di  concessioni  demaniali
  marittime  per la realizzazione di strutture dedicate alla  nautica
  da  diporto.  Modifica  dell'articolo 5 della  legge  regionale  29
  novembre 2005, n. 15», inserito all'ordine del giorno della  seduta
  di domani, scadrà a conclusione della discussione generale.

                   La seduta è tolta alle ore 19.12

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli