Presidenza del vicepresidente Oddo
L'onorevole Vitrano, deputato segretario, dà lettura del
verbale della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni,
si intende approvato.
Si passa al punto I dell'ordine del giorno: Comunicazioni.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,
il Presidente dà il preavviso di trenta minuti al fine delle
eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero aver luogo nel corso della seduta.
Ricorda altresì che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Comunica che hanno chiesto congedo gli onorevoli: Buzzanca,
Currenti, Digiacomo e Vinciullo per la giornata odierna;
Scammacca per le sedute del 27, 28 e 29 gennaio 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunica che l'onorevole Gennuso è in missione, per ragioni
del suo ufficio, dal 27 al 29 gennaio 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunica che sono stati presentati i seguenti disegni di
legge:
Disciplina delle funzioni relative alla gestione diretta dei
beni del demanio marittimo (n. 343)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Faraone
in data 22 gennaio 2009
Insegnamento della storia e della letteratura siciliana
nelle scuole della Regione (n. 344)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole
Vinciullo
In data 26 gennaio 2009
Insegnamento dell'educazione motoria e sportiva nelle scuole
primarie (n. 345)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole
Vinciullo
In data 26 gennaio 2009
Istituzione della figura dello psicologo scolastico (n. 346)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole
Vinciullo
In data 26 gennaio 2009
Norme in materia di concessioni demaniali per uso abitativo:
Modifica dell'articolo 4 della legge regionale 29
novembre 2005, n. 15' (n. 347)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole
Vinciullo
In data 26 gennaio 2009
Disciplina dell'attività di acconciatore (n. 348)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevole Arico'
e Pogliese
In data 26 gennaio 2009
Disposizioni per agevolare l'incontro tra domanda e offerta
di lavoro (n. 349)
Di iniziativa governativa presentato dal Presidente della
Regione (Lombardo) su proposta dell'assessore per il lavoro,
la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione (Incardona)
in data 27 gennaio 2009
Norme a sostegno del consumo dei prodotti agricoli regionali
(n. 350)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevole
Caputo, Pogliese, Vinciullo, Arico', Correnti, Falcone
In data 27 gennaio 2009.
Comunica che il seguente disegno di legge è stato presentato e
inviato alla competente Commissione legislativa I Affari
Istituzionali'
- Norme sulle incompatibilità dei deputati regionali e tra le
cariche di componente della Giunta regionale e di componente
delle giunte di Enti locali (n. 342)
Presentato dall'onorevole Minardo in data 22 gennaio 2009
Inviato in data 23 gennaio 2009
Comunica che il seguente disegno di legge è stato inviato alla
competente Commissione legislativa VI Servizi sociali e
sanitari'
- Istituzione dell'Agenzia regionale per l'emergenza sanitaria
118 - ARES Sicilia 118 (n. 333)
Di iniziativa parlamentare
Inviato in data 22 gennaio 2009
Comunica che:
- l'onorevole Lentini, in data 22 gennaio 2009, ha chiesto di
apporre la firma al disegno di legge n. 332 Interventi a sostegno dei
militari siciliani e dei loro familiari colpiti da gravi forme
tumorali per esposizione alle polveri di uranio impoverito';
- l'onorevole Arico', in data 26 gennaio 2009, ha chiesto di
apporre la firma al disegno di legge n. 225 Misure per la
salvaguardia del patrimonio edilizio'.
Comunica che sono state presentate le seguenti interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale
N. 329 - Motivi di esclusione del progetto-studio
presentato dal consorzio 'Sviluppo e Legalità'
- Presidente Regione
Firmatario: Caputo Salvino
N. 330 - Criteri di nomina del direttore generale
dell'AST.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatari: Cracolici Antonino; Speziale Calogero
N. 331 - Trasferimento al servizio sanitario nazionale
(SSN) delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro,
delle risorse finanziarie, delle attrezzature e dei beni
strumentali in materia di sanità penitenziaria.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatari: Lupo Giuseppe
N. 333 - Ricadute occupazionali della realizzazione del
sistema informativo territoriale regionale (SITR).
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
- Assessore Bilancio
Firmatario: Di Benedetto Giacomo
N. 335 - Numero delle consulenze esterne presso
l'Assessorato Turismo, comunicazioni e trasporti.
- Assessore Turismo
Firmatario: Apprendi Giuseppe
N. 336 - Numero delle consulenze esterne
presso l'Assessorato Agricoltura e foreste.
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Apprendi Giuseppe
N. 337 - Numero delle consulenze esterne presso
l'Assessorato Beni culturali e ambientali e pubblica
istruzione.
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Apprendi Giuseppe
N. 338 - Numero delle consulenze esterne presso
l'Assessorato Bilancio e finanze.
- Assessore Bilancio
Firmatario: Apprendi Giuseppe
N. 339 - Numero delle consulenze esterne presso
l'Assessorato Cooperazione, commercio, artigianato e
pesca.
- Assessore Cooperazione
Firmatario: Apprendi Giuseppe
N. 340 - Numero delle consulenze esterne presso
l'Assessorato Famiglia, politiche sociali e autonomie
locali.
- Assessore Famiglia
Firmatario: Apprendi Giuseppe
N. 341 - Numero delle consulenze esterne presso
l'Assessorato Industria.
- Assessore Industria
Firmatario: Apprendi Giuseppe
N. 342 - Numero delle consulenze esterne presso
l'Assessorato Lavoro, previdenza sociale, formazione
professionale e emigrazione.
- Assessore Lavoro
Firmatario: Apprendi Giuseppe
N. 343 - Numero delle consulenze esterne presso
l'Assessorato Lavori pubblici.
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Apprendi Giuseppe
N. 344 - Numero delle consulenze esterne presso
l'Assessorato alla Presidenza.
- Assessore Presidenza
Firmatario: Apprendi Giuseppe
N. 345 - Numero delle consulenze esterne presso
l'Assessorato Sanità.
- Assessore Sanità
Firmatario: Apprendi Giuseppe
N. 346 - Numero delle consulenze esterne presso
l'Assessorato Territorio e ambiente.
- Assessore Territorio
Firmatario: Apprendi Giuseppe
N. 347 - Interventi al fine di impedire la
realizzazione di una discarica per rifiuti pericolosi
contenenti amianto nel territorio di Lentini (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
Firmatario: Marziano Bruno
N. 349 - Iniziative a tutela della salute dei cittadini
di Lentini (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 350 - Attuazione del progetto 'Screening neonatale
universale (snu)' per la prevenzione dei deficit
permanenti in età volutiva.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 351 - Interventi per sbloccare l'iter di
introduzione delle zone franche urbane già individuate
in Sicilia.
- Presidente Regione
Firmatari: Donegani Michele, Raia Concetta
N. 352 - Distribuzione di servizi sanitari nella città
di Catania.
- Assessore Sanità
Firmatario: Raia Concetta
N. 353 - Elezioni degli organi statutari del consorzio
ASI di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatario: Panarello Filippo
N. 354 - Interventi a livello nazionale per la
struttura carceraria di Trapani.
- Presidente Regione
Firmatario: Oddo Camillo
N. 355 - Interventi di manutenzione e risorse per
l'istituto autonomo case popolari di Trapani.
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Oddo Camillo
N. 356 - Realizzazione di un'area industriale di
sviluppo nella città di Marsala (TP).
- Assessore Territorio
Firmatario: Oddo Camillo
N. 357 - Risorse per le farmacie rurali delle isole
minori.
- Assessore Sanità
Firmatario: Oddo Camillo
- con richiesta di risposta scritta
N. 327 - Posizione debitoria della Regione siciliana
nei confronti dell'Italkali.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatario: Caputo Salvino
N. 328 - Sospensione delle azioni esecutive delle
banche in danno degli imprenditori agricoli.
- Presidente Regione
- Assessore Bilancio
Firmatario: Caputo Salvino
N. 332 - Ripristino del consiglio di amministrazione
dell'Istituto autonomo case popolari (IACP) di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatari: Barbagallo Giovanni; Raia Concetta; Di
Guardo Antonino
N. 334 - Interventi a sostegno delle città del
messinese colpite dal maltempo.
- Assessore Territorio
Firmatario: Picciolo Giuseppe
N. 348 - Interventi volti favorire l'ampliamento dei
plessi scolastici nel comune di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 358 - Adozione del sistema della 'autorizzazione
unica' nel settore dell'energia da fonti rinnovabili e
del piano energetico regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatario: D'Asero Antonino
Avverte che le interrogazioni testè annunziate saranno inviate
al Governo.
Comunica che sono state presentate le seguenti interpellanze:
N. 43 - Ridimensionamento degli istituti scolastici nel
comune di Catania.
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: D'Antoni Orazio
N. 44 - Iniziative a tutela dei diritti civili degli
emigrati.
- Presidente Regione
Firmatario: Lupo Giuseppe
N. 45 - Dichiarazione di calamità naturale di tutto il
territorio Calatino.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatari: Limoli Giuseppe; Leontini Innocenzo
Avverte che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato di respingere le interpellanze o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarle, le
interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al proprio turno.
Comunica che è stata presentata, in data 23 gennaio 2009, la
seguente mozione:
- N. 88 Misure immediate di intervento per fronteggiare il
fenomeno migratorio in Sicilia , dagli onorevoli Lupo, Cracolici,
Di Benedetto, Galvagno, Mattarella, Marinello, Panepinto,
Ammatuna, Gucciardi, Rinaldi, Bonomo, Laccoto, Barbagallo,
Vitrano e Ferrara.
Avverte che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunica che l'onorevole Caputo, con nota del 22 gennaio 2009,
ha dichiarato di ritirare le interrogazioni n. 327 e n. 329, a
sua firma, perché di identico contenuto, rispettivamente, alle
interrogazioni n. 326 Posizione debitoria della Regione
siciliana nei confronti dell'Italkali con richiesta di risposta
scritta, e n. 325 Motivi di esclusione del progetto-studio
presentato dal consorzio 'Sviluppo e legalità' con richiesta di
risposta orale, sempre a sua firma.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunica che l'Intergruppo parlamentare per i diritti umani e
civili ha trasmesso vari atti riguardanti l'attività svolta
nell'anno 2008, depositati presso la Segreteria generale.
Il Presidente ricorda che oggi, Giornata della memoria ,
ricorre l'anniversario della liberazione del campo di sterminio
di Auschwitz. Invita pertanto l'Assemblea ad osservare un minuto
di silenzio in ricordo delle vittime dell'olocausto e di quanti,
in quei terribili anni, privati di ogni dignità umana, sono
stati barbaramente trucidati.
(L'Assemblea osserva un minuto di silenzio)
Presidenza del vicepresidente Oddo
Il Presidente rinvia la seduta a domani, mercoledì 28 gennaio
2009, alle ore 17.00.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Ricorda che il termine per la presentazione degli emendamenti
al disegno di legge nn. 226-233-244-266/A Disposizioni in
materia di rilascio di concessioni demaniali marittime per la
realizzazione di strutture dedicate alla nautica da diporto.
Modifica dell'articolo 5 della legge regionale 29 novembre 2005,
n. 15 , inserito all'ordine del giorno della seduta di domani, si
chiuderà al termine della discussione generale.
La seduta è tolta alle ore 19.12.
Letto, approvato e sottoscritto nella seduta n. 62 del 28
gennaio 2009.
IL SEGRETARIO
IL PRESIDENTE
Presidenza del vicepresidente Oddo
VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi e missioni
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
Buzzanca, Currenti, Digiacomo e Vinciullo per la giornata odierna;
Scammacca per le sedute del 27, 28 e 29 gennaio 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che l'onorevole Gennuso è in missione, per
ragioni del suo ufficio, dal 27 al 29 gennaio 2009.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
«Disciplina delle funzioni relative alla gestione diretta dei beni
del demanio marittimo» (n. 343), presentato dall'onorevole Faraone
in data 22 gennaio 2009;
«Insegnamento della storia e della letteratura siciliana nelle
scuole della Regione» (n. 344), presentato dall'onorevole
Vinciullo in data 26 gennaio 2009;
«Insegnamento dell'educazione motoria e sportiva nelle scuole
primarie» (n. 345),
presentato dall'onorevole Vinciullo in data 26 gennaio 2009;
«Istituzione della figura dello psicologo scolastico» (n. 346),
presentato dall'onorevole Vinciullo in data 26 gennaio 2009;
«Norme in materia di concessioni demaniali per uso abitativo:
Modifica dell'articolo 4 della legge regionale 29 novembre 2005,
n. 15'» (n. 347),
presentato dall'onorevole Vinciullo in data 26 gennaio 2009;
«Disciplina dell'attività di acconciatore» (n. 348),
presentato dagli onorevole Arico' e Pogliese in data 26 gennaio
2009;
«Disposizioni per agevolare l'incontro tra domanda e offerta di
lavoro» (n. 349),
presentato dal Presidente della Regione, onorevole Lombardo, su
proposta dell'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione, onorevole Incardona, in
data 27 gennaio 2009;
«Norme a sostegno del consumo dei prodotti agricoli regionali» (n.
350),
presentato dagli onorevole Caputo, Pogliese, Vinciullo, Aricò,
Correnti e Falcone in data 27 gennaio 2009.
Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegno di
legge
alla competente Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
presentato ed inviato alla I Commissione legislativa Affari
Istituzionali':
«Norme sulle incompatibilità dei deputati regionali e tra le
cariche di componente della Giunta regionale e di componente delle
giunte di Enti locali» (n. 342)
presentato dall'onorevole Minardo in data 22 gennaio 2009
inviato in data 23 gennaio 2009.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato alla VI Commissione legislativa Servizi sociali e
sanitari':
«Istituzione dell'Agenzia regionale per l'emergenza sanitaria 118
- ARES Sicilia 118» (n. 333)
di iniziativa parlamentare;
inviato in data 22 gennaio 2009.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lentini, in data 22 gennaio
2009, ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge n. 332
«Interventi a sostegno dei militari siciliani e dei loro familiari
colpiti da gravi forme tumorali per esposizione alle polveri di
uranio impoverito»; e che in data 26 gennaio 2009, l'onorevole
Aricò ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge n. 225
«Misure per la salvaguardia del patrimonio edilizio».
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
VITRANO, segretario:
"Al Presidente della Regione, premesso che il Servizio quinto
coordinamento intersettoriale fondi e programmi di spesa della
segreteria generale della Presidenza, con nota prot. n. 123 del 9
gennaio 2009, comunicava l'avvio della procedura di archiviazione
dell'istanza presentata dal consorzio Sviluppo e Legalità relativo
al progetto studio ricerca 'Ruolo dei beni confiscati alla mafia
nell'Alto Belice Corleonese nel futuro dell'economia siciliana';
considerato che:
non sono stati individuati i criteri seguiti dalla commissione per
addivenire alla conclusione dell'esclusione dell'istanza con una
valutazione non positiva;
l'esclusione appare immotivata ed ingiustificata;
ritenuto che:
il progetto riguarda una tematica importante e di forte attualità
atteso l'enorme patrimonio immobiliare sequestrato e confiscato
alla criminalità organizzata; l'esclusione è immotivata;
per sapere i criteri seguiti per la valutazione delle istanze,
nonché l'elenco dei progetti esclusi e quello dei progetti
approvati.» (329)
CAPUTO
«All'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e
la pesca, premesso che le difficoltà finanziarie della Regione nel
contesto più generale di una grave crisi economica mondiale
richiedono grande oculatezza nella spesa;
considerato il malessere sociale e il deterioramento del rapporto
tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;
ritenuto necessario incrementare il rapporto costi-benefici,
risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
di quella regionale in particolare;
per sapere:
di quante consulenze esterne si avvalga codesto Assessorato e
quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;
se una diversa organizzazione del personale in rapporto ai fini
istituzionali e di programma consenta il recupero di
professionalità presenti nei ruoli della pubblica amministrazione
regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (330)
APPRENDI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'1
aprile 2008, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione
siciliana n. 126 del 30 maggio 2008, è divenuto esecutivo il
trasferimento al servizio sanitario nazionale delle funzioni
sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie, delle
attrezzature e dei beni strumentali in materia di sanità
penitenziaria;
il trasferimento di dette funzioni, il cui espletamento deve
essere effettuato attraverso le aziende sanitarie locali, è
demandato dal suddetto decreto alle regioni, che sono chiamate a
disciplinare gli interventi da attuare attraverso le suddette
aziende in conformità ai principi definiti dalle linee guida
allegate al DPCM di cui sopra;
per sapere se, al fine di garantire la continuità dell'assistenza
sanitaria prestata ai detenuti e agli internati, stante l'attuale
mancata attivazione delle procedure di trasferimento delle funzioni
sanitarie afferenti la medicina penitenziaria al SSN, sia
intenzione dell'Assessore per la sanità attivare un tavolo di
concertazione con le organizzazioni sindacali dei lavoratori, per
provvedere alla definizione concertata, entro i tempi previsti, ed
in conformità ai princìpi definiti dalle linee guida allegate al
DPCM sopra citato della disciplina degli interventi da attuare per
il trasferimento delle predette funzioni.» (331)
LUPO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione e
all'Assessore per il bilancio e finanze, premesso che:
la misura 5.05 del POR SICILIA 2000-2006 ha istituito la
realizzazione del sistema informativo territoriale regionale
strutturato a nodi interconnessi e costituito dai capoluoghi di
provincia e da 31 centri medi (sopra i 30 mila abitanti) oltre che
dal nodo regionale;
a tal fine sono state destinate risorse per l'acquisto di hardware
e software specialistico, per l'allestimento dei nodi, per la
formazione delle banche dati, per il collegamento in rete, per la
realizzazione della cartografia di base, nonché per l'adeguata
formazione del personale da assumere con contratti a tempo
determinato per personale specializzato nei limiti di quanto
previsto dai regolamenti CE n. 1685/2000 e 448/2004, come riportato
nel c.d.p. delibera 200 del 20/08/2008;
con decreto n. 198/serv. prog. del 9 agosto 2002, è stato
approvato l'avviso pubblico per la manifestazione di interesse alla
realizzazione dell'intervento formativo di personale da assegnare
al sistema informativo territoriale regionale del dipartimento
regionale urbanistica, del sistema informativo regionale ambientale
del dipartimento regionale territorio e ambiente, del sistema
informativo forestale del dipartimento regionale foreste, emanato
dai dipartimenti regionali della formazione professionale,
dell'urbanistica, del territorio e ambiente, delle foreste;
l'intervento formativo in oggetto, di cui alla richiesta di
manifestazione d'interesse dei dipartimenti regionali, era rivolto
a 380 unità di cui 247 interne alla pubblica amministrazione e 133
esterne (di cui 54 LSU);
l'Assessorato Lavoro, con DDG n. 3149/FP del 22 dicembre 2003, ha
finanziato la formazione del personale da destinare ai nodi del
sistema informativo territoriale regionale con il seguente titolo:
'intervento formativo di personale da assegnare al sistema
informativo territoriale regionale del dipartimento urbanistica,
del sistema informativo regionale ambientale del dipartimento
territorio e ambiente, del sistema informativo forestale del
Dipartimento foreste', per un importo complessivo a valere sulle
risorse comunitarie pari euro 4.715.000,00;
terminate le procedure di selezione svolte dall'ATS con capofila
Telespazio, a cui hanno partecipato migliaia di aspiranti, si è
proceduto all'avvio dei corsi di formazione per responsabile,
esperti e tecnici in SITR iniziati nel giugno del 2007 e conclusi
nell'ottobre 2008;
ad oggi i corsisti attendono di poter svolgere l'esame finale con
l'attestazione di frequenza del corso e la qualifica;.
rilevato che:
le figure professionali adeguatamente formate erano destinate ai
nodi territoriali così come chiaramente evidenziato nel progetto
formativo approvato e finanziato dalla Regione con i fondi del POR;
tale evidente, quanto naturale, conseguenza dell'attività
formativa svolta non è stata mai ribadita durante il corso e che
pertanto le eventuali assunzioni, prescindendo da esso, potevano
unicamente essere praticate dalle amministrazioni chiamate alla
realizzazione del SITR in maniera arbitraria;
considerato che:
ad oggi, sia dall'ente di formazione che dagli uffici della
Regione, non è giunta alcuna notizia circa le immissioni nei nodi
del personale formato, mentre tutte le somme impegnate per
l'allestimento dei nodi, dal punto di vista infrastrutturale e
delle dotazioni hardware, risultano essere state spese, nonché
risultano essere state impegnate ulteriori somme da destinare
all'Upgrade delle dotazioni hardware;
per sapere:
se risulti un impegno di spesa di 4.456.968,03 a favore di Sicilia
e-Servizi s.p.a., Sicilia e-Ricerca s.p.a. e Sicilia e Innovazione
s.p.a., per la redazione di un progetto finalizzato alla
realizzazione delle banche dati per il SITR;
quali e quante amministrazioni, beneficiarie della misura 5.05,
abbiano proceduto all'assunzione di personale esterno con risorse a
valere sulla stessa misura e secondo quali criteri;
quali iniziative si intendano intraprendere allo scopo di
concretizzare sul piano occupazionale quanto proficuamente attivato
mediante le risorse del POR SICILIA 2000-2006 misura 5.05;
se non ritenga grave aver proceduto all'attivazione dei nodi SITR
nonché alla loro implementazione con la dotazione hardware senza
alcun personale specializzato che si è a tal fine formato con
risorse pubbliche.» (333)
DI BENEDETTO
«All'Assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti,
premesso che le difficoltà finanziarie della Regione nel contesto
più generale di una grave crisi economica mondiale richiedono
grande oculatezza nella spesa;
considerato il malessere sociale e il deterioramento del rapporto
tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;
ritenuto necessario incrementare il rapporto costi-benefici,
risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
di quella regionale in particolare;
per sapere:
di quante consulenze esterne si avvalga codesto Assessorato e
quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;
se una diversa organizzazione del personale in rapporto ai fini
istituzionali e di programma consenta il recupero di
professionalità presenti nei ruoli della pubblica amministrazione
regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (335)
APPRENDI
«All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che le
difficoltà finanziarie della Regione nel contesto più generale di
una grave crisi economica mondiale richiedono grande oculatezza
nella spesa;
considerato il malessere sociale e il deterioramento del rapporto
tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;
ritenuto necessario incrementare il rapporto costi-benefici,
risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
di quella regionale in particolare;
per sapere:
di quante consulenze esterne si avvalga codesto Assessorato e
quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;
se una diversa organizzazione del personale in rapporto ai fini
istituzionali e di programma consenta il recupero di
professionalità presenti nei ruoli della pubblica amministrazione
regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (336)
APPRENDI
«All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione, premesso che le difficoltà finanziarie della
Regione nel contesto più generale di una grave crisi economica
mondiale richiedono grande oculatezza nella spesa;
considerato il malessere sociale e il deterioramento del rapporto
tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;
ritenuto necessario incrementare il rapporto costi-benefici,
risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
di quella regionale in particolare;
per sapere:
di quante consulenze esterne si avvalga codesto Assessorato e
quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;
se una diversa organizzazione del personale in rapporto ai fini
istituzionali e di programma consenta il recupero di
professionalità presenti nei ruoli della pubblica amministrazione
regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (337)
APPRENDI
«All'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso che le
difficoltà finanziarie della Regione nel contesto più generale di
una grave crisi economica mondiale richiedono grande oculatezza
nella spesa;
considerato il malessere sociale e il deterioramento del rapporto
tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;
ritenuto necessario incrementare il rapporto costi-benefici,
risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
di quella regionale in particolare;
per sapere:
di quante consulenze esterne si avvalga codesto Assessorato e
quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;
se una diversa organizzazione del personale in rapporto ai fini
istituzionali e di programma consenta il recupero di
professionalità presenti nei ruoli della pubblica amministrazione
regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (338)
APPRENDI
«All'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e
la pesca, premesso che le difficoltà finanziarie della Regione nel
contesto più generale di una grave crisi economica mondiale
richiedono grande oculatezza nella spesa;
considerato il malessere sociale e il deterioramento del rapporto
tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;
ritenuto necessario incrementare il rapporto costi-benefici,
risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
di quella regionale in particolare;
per sapere:
di quante consulenze esterne si avvalga codesto Assessorato e
quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;
se una diversa organizzazione del personale in rapporto ai fini
istituzionali e di programma consenta il recupero di
professionalità presenti nei ruoli della pubblica amministrazione
regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (339)
APPRENDI
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che le difficoltà finanziarie della
Regione nel contesto più generale di una grave crisi economica
mondiale richiedono grande oculatezza nella spesa;
considerato il malessere sociale e il deterioramento del rapporto
tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;
ritenuto necessario incrementare il rapporto costi-benefici,
risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
di quella regionale in particolare;
per sapere:
di quante consulenze esterne si avvalga codesto Assessorato e
quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;
se una diversa organizzazione del personale in rapporto ai fini
istituzionali e di programma consenta il recupero di
professionalità presenti nei ruoli della pubblica amministrazione
regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (340)
APPRENDI
«All'Assessore per l'industria, premesso che le difficoltà
finanziarie della Regione nel contesto più generale di una grave
crisi economica mondiale richiedono grande oculatezza nella spesa;
considerato il malessere sociale e il deterioramento del rapporto
tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;
ritenuto necessario incrementare il rapporto costi-benefici,
risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
di quella regionale in particolare;
per sapere:
di quante consulenze esterne si avvalga codesto Assessorato e
quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;
se una diversa organizzazione del personale in rapporto ai fini
istituzionali e di programma consenta il recupero di
professionalità presenti nei ruoli della pubblica amministrazione
regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (341)
APPRENDI
«All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione, premesso che le
difficoltà finanziarie della Regione nel contesto più generale di
una grave crisi economica mondiale richiedono grande oculatezza
nella spesa;
considerato il malessere sociale e il deterioramento del rapporto
tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;
ritenuto necessario incrementare il rapporto costi-benefici,
risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
di quella regionale in particolare;
per sapere:
di quante consulenze esterne si avvalga codesto Assessorato e
quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;
se una diversa organizzazione del personale in rapporto ai fini
istituzionali e di programma consenta il recupero di
professionalità presenti nei ruoli della pubblica amministrazione
regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (342)
APPRENDI
«All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che le difficoltà
finanziarie della Regione nel contesto più generale di una grave
crisi economica mondiale richiedono grande oculatezza nella spesa;
considerato il malessere sociale e il deterioramento del rapporto
tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;
ritenuto necessario incrementare il rapporto costi-benefici,
risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
di quella regionale in particolare;
per sapere:
di quante consulenze esterne si avvalga il suo Assessorato e quali
siano le retribuzioni di ciascun consulente;
se una diversa organizzazione del personale in rapporto ai fini
istituzionali e di programma consenta il recupero di
professionalità presenti nei ruoli della pubblica amministrazione
regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (343)
APPRENDI
«All'Assessore alla Presidenza, premesso che le difficoltà
finanziarie della Regione nel contesto più generale di una grave
crisi economica mondiale richiedono grande oculatezza nella spesa;
considerato il malessere sociale e il deterioramento del rapporto
tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;
ritenuto necessario incrementare il rapporto costi-benefici,
risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
di quella regionale in particolare;
per sapere:
di quante consulenze esterne si avvalga codesto Assessorato e
quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;
se una diversa organizzazione del personale in rapporto ai fini
istituzionali e di programma consenta il recupero di
professionalità presenti nei ruoli della pubblica amministrazione
regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (344)
APPRENDI
«All'Assessore per la sanità, premesso che le difficoltà
finanziarie della Regione nel contesto più generale di una grave
crisi economica mondiale richiedono grande oculatezza nella spesa;
considerato il malessere sociale e il deterioramento del rapporto
tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;
ritenuto necessario incrementare il rapporto costi-benefici,
risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
di quella regionale in particolare;
per sapere:
di quante consulenze esterne si avvalga codesto Assessorato e
quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;
se una diversa organizzazione del personale in rapporto ai fini
istituzionali e di programma consenta il recupero di
professionalità presenti nei ruoli della pubblica amministrazione
regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (345)
APPRENDI
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che le
difficoltà finanziarie della Regione, nel contesto più generale di
una grave crisi economica mondiale, richiedono grande oculatezza
nella spesa;
considerato il malessere sociale e il deterioramento del rapporto
tra cittadini e politica, tra popolazione e istituzioni;
ritenuto necessario incrementare il rapporto costi-benefici,
risorse umane e capacità operativa dell'amministrazione pubblica, e
di quella regionale in particolare;
per sapere:
di quante consulenze esterne si avvalga codesto Assessorato e
quali siano le retribuzioni di ciascun consulente;
se una diversa organizzazione del personale in rapporto ai fini
istituzionali e di programma consenta il recupero di
professionalità presenti nei ruoli della pubblica amministrazione
regionale impiegati presso codesto Assessorato.» (346)
APPRENDI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente premesso che:
la ditta di Catania 'Sicula Trasporti' ha avviato l'iter
istruttorio finalizzato al rilascio di una autorizzazione
all'apertura di una nuova discarica di rifiuti speciali contenenti
amianto nel territorio di Lentini (SR) adiacente la discarica di
Grotte San Giorgio utilizzata dal comune di Catania;
rilevato che:
il comune di Lentini, nel corso di due conferenze di servizi, si è
dichiarato contrario alla realizzazione dell'impianto, raccogliendo
in tal modo anche la profonda inquietudine vissuta dall'intera
comunità nell'apprendere quotidianamente di morti legate a leucemie
e tumori in un territorio già fortemente compromesso a causa
dell'area industriale di Priolo e Melilli;
il consiglio comunale di Lentini, in data 19 gennaio, ha approvato
una mozione che chiede all'ARTA di non concedere alcuna
autorizzazione per la realizzazione della suddetta discarica;
associazioni e cittadini da anni denunciano oltre all'aggravarsi
dello stato epidemiologico dell'intera provincia, anche la
necessità di tutelare le coltivazioni agrumicole nonché il valore
paesaggistico che l'area riveste;
considerato che:
nel piano regionale dei rifiuti non vi è alcuna previsione di un
piano per lo smaltimento e il trattamento in discarica
dell'amianto, come prescrive il decreto legislativo n. 22/1997
(c.d. decreto Ronchi);
la Sicula Trasporti non ha alcuna esperienza nel trattamento di
rifiuti speciali dal momento che nel suo oggetto sociale indica la
gestione di discariche di smaltimento rifiuti solidi urbani,
speciali assimilabili e rifiuti speciali non pericolosi, oltre la
gestione di impianti di recupero, selezione, trattamento di rifiuti
riutilizzabili, nonché la costruzione di discariche;
per sapere se l'Assessore per il territorio e l'ambiente non
ritenga necessario e urgente impedire l'autorizzazione per la
realizzazione di una discarica per rifiuti pericolosi nel comune di
Lentini.» (347)
MARZIANO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente premesso che:
nel territorio del comune di Lentini (SR), negli ultimi anni, si
sono riscontrati numerosi casi di morti per malattie tumorali e/o
respiratorie decisamente al di sopra della media nazionale;
la magistratura siracusana ha in atto aperto un'indagine per
appurare se queste morti sospette non siano legate a fattori
ambientali, vista la vicinanza del polo industriale di
Priolo/Melilli ma, soprattutto, alla presenza di discariche
pericolose come quella di Grotte San Giorgio, utilizzata dal comune
di Catania;
tenuto conto che:
l'Agenzia regionale rifiuti e acque (ARRA) ha un procedimento in
corso finalizzato al rilascio di un'autorizzazione all'apertura di
una nuova discarica di rifiuti speciali nel territorio di Lentini,
adiacente alla discarica di Grotte San Giorgio;
gli organi tecnici del comune di Lentini e la stessa
amministrazione comunale, per ben due volte, hanno espresso, per
competenza, il proprio parere negativo riguardo alla valutazione di
impatto ambientale (VIA), adducendo legittime e condivisibili le
ragioni legate al pregio delle coltivazioni agrumicole, alla
valenza paesaggistica del territorio e, soprattutto, alle diffuse
preoccupazioni circa la particolare incidenza di patologie tumorali
sulla popolazione.
per sapere:
quali iniziative intendano adottare affinché venga tutelata in
maniera assoluta e prioritaria la salute dei cittadini lentinesi;
se non ritengano opportuno intervenire per bloccare il rilascio di
questa nuova discarica prevista nel comune di Lentini;
se non ritengano improcrastinabile adottare iniziative per il
risanamento dell'intero territorio, già fortemente segnato dalla
presenza del polo industriale di Priolo/Melilli e della discarica
di Grotte San Giorgio.» (349)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
nel settembre del 2007 venne presentato, all'allora Assessore per
la sanità, prof. Roberto Lagalla, un progetto dal titolo 'Screening
neonatale universale (snu) per la prevenzione dei deficit
permanenti in età evolutiva', avente come finalità
l'identificazione precoce del maggior numero di bambini affetti da
deficit permanenti dell'udito, in maniera d'avviarli altrettanto
precocemente alla riabilitazione ed evitare così l'handicap
uditivo;
tale progetto aveva come capofila l'unità operativa di audiologia
del policlinico di Palermo, la partecipazione del
dipartimento otorinolaringoiatria ed audiologia del policlinico di
Catania, l'unità complessa di otorinolaringoiatria,
audiologia e foniatria del policlinico di Messina, le unità
operative di audiologia di otorinolaringoiatria, ostetricia e
neonatologia delle Aziende ospedaliere siciliane. Inoltre aveva
fornito la propria collaborazione l'International association of
Lions club, distretto 108YB;
considerato che:
il 31 dicembre 2007, con disposizione prot. Dip/Serv3/5223,
l'Assessorato Sanità finanziò tale progetto, il quale tra l'altro,
trovava riscontro nei nuovi LEA, immessi il 23 aprile 2008
dall'allora Ministro della salute, Livia Turco;
lo screening uditivo neonatale trovava nuovamente conferma nella
conferenza Stato-regioni del 23 ottobre 2008;
tenuto conto che con decreto assessoriale 3737/Gab dell'8 agosto
2008, il progetto di finanziamento dello screening uditivo
nazionale (e con esso il Network Siciliano) è stato sospeso
dall'Assessore per la sanità, Massimo Russo;
visto che:
la Regione non può rimanere estranea o disinteressata ad una
iniziativa così importante, le cui finalità riguardano le famiglie
direttamente coinvolte e la prevenzione di un handicap rilevante
come quello che implica il mancato sviluppo uditivo e, quindi, del
linguaggio;
tale progetto di screening viene già attuato in Campania, Liguria,
Toscana, Umbria e Basilicata e rappresenta un importante
investimento sulla qualità di vita della popolazione oltre che una
fonte di risparmio: basti pensare che, in termini di assistenza
complessiva allo Stato, un bambino non riconosciuto sordo alla
nascita costa 700 mila euro;
per sapere se non ritengano urgente e necessario revocare la
sospensione al fine di consentire l'immediata attuazione del
progetto 'Screening neonatale universale (snu) per la prevenzione
dei deficit permanenti in età evolutiva'.» (350)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, premesso che le ZFU (zone franche
urbane) individuate dal Ministero dello sviluppo economico per tre
importanti città siciliane (Catania, Gela ed Erice) potranno
determinare non solo il miglioramento del disagio socio-economico
di tali aree, e quindi la realizzazione di un grande progetto che
potrà dare un'opportunità anche a gran parte di quelle migliaia di
disoccupati presenti nell'Isola, ma decisamente potrà favorire il
riflesso di un'economia reale e legale nelle stesse aree;
considerato che l'introduzione delle ZFU favorirà lo sviluppo di
piccole e micro-imprese le quali potranno godere, a chi aprirà una
nuova attività nell'area, di usufruire per i primi cinque anni di
agevolazioni sia fiscali che previdenziali;
constatato che il rapporto dell'Agenzia delle entrate ha posto, di
fatto, un blocco sull'erogazione dei fondi previsti a favore delle
ZFU già dalla primavera di quest'anno;
constatato, inoltre, che il Ministro Tremonti non ha, a tutt'oggi,
provveduto ad intervenire, con decreto ministeriale, a sbloccare
l'iter a copertura dei fondi per le ZFU;
per sapere se, alla luce di quanto esposto, stante la preoccupante
e insostenibile situazione di grave crisi economico-finanziaria in
cui versano i comuni interessati e per non mortificare ancora una
volta le legittime attese di imprese e popolazioni, non ritenga
opportuno intervenire urgentemente e autorevolmente nei confronti
del Governo nazionale al fine di poter fare chiarezza e sbloccare
l'iter a favore delle ZFU.» (351)
DONEGANI - RAIA
«All'Assessore per la sanità, premesso che sta per essere aperto
un nuovo poliambulatorio nel quartiere di San Giorgio Librino nel
comune di Catania (ASL 3);
constatato che questa nuova struttura, pur essendo molto
importante per rispondere alle esigenze sanitarie di una vasta
popolazione residente nel quartiere interessato, rischia però di
creare situazioni controproducenti per gli utenti dei quartieri
centrali della città poiché la struttura stessa di fatto
risulterebbe sostitutiva e non aggiuntiva per l'erogazione dei
servizi sanitari necessari;
considerato che il decentramento sanitario con la realizzazione di
strutture decentrate nei quartieri cittadini deve essere attuato
senza però eliminare servizi sanitari già esistenti ed in grado di
prestare la propria attività a migliaia di utenti che sarebbero
costretti (in caso di chiusura e trasferimento) a spostamenti in
zone lontane da quelle di residenza;
per sapere se non condivida le preoccupazioni sopra espresse in
merito ai nuovi assetti organizzativi che l'ASL 3 di Catania
sembrerebbe voglia mettere in atto in seguito alla realizzazione di
una nuova struttura sanitaria nel quartiere San Giorgio Librino di
Catania, ed in questo caso, se non ritenga opportuno ed urgente
intraprendere le dovute iniziative di competenza affinché venga
rivisto l'orientamento che sembrerebbe guidare attualmente l'ASL 3
di Catania in merito alla distribuzione dei servizi sanitari in
città.» (352)
RAIA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, premesso che il consorzio
ASI di Messina è commissariato dal 2004 e perciò vengono
mortificate da anni le prerogative degli enti locali e delle
categorie produttive messinesi;
considerato che:
i commissari che si sono succeduti hanno avuto il mandato di
convocare il consiglio generale al fine di insediare gli organi
previsti dalla legge;
le categorie produttive e la stragrande maggioranza degli enti
locali interessati hanno provveduto alle designazioni dei loro
rappresentanti;
solo i comuni di Messina, S. Filippo del Mela e Terme Vigliatore,
nonché la provincia regionale di Messina risultano inadempienti in
quanto non hanno indicato i loro rappresentanti in seno al
consiglio generale;
le leggi vigenti impongono all'Assessorato Famiglia di sostituire
gli enti locali inadempienti e procedere alle designazioni;
il commissario straordinario pro tempore ha segnalato
all'Assessorato Famiglia l'inadempienza dei comuni di Messina, S.
Filippo del Mela, Terme Vigliatore e della provincia regionale di
Messina;
i termini per la diffida, previsti dalla legge, sono già scaduti
per la provincia regionale di Messina e per i comuni di Messina e
S. Filippo del Mela;
risulta che solo il comune di Messina è stato diffidato ed ha
fatto trascorrere i 30 giorni previsti senza procedere alle nomine;
il lungo commissariamento appare, perciò, causato oltre che
dall'indifferenza di alcuni enti locali, dalle inadempienze
dell'Assessorato Famiglia;
vengono espropriati da anni, per responsabilità del predetto
Assessorato, gli enti locali e le categorie produttive che
correttamente hanno esercitato i compiti previsti dalla legge;
il commissariamento, configurando una condizione di permanente
precarietà, ha indebolito le funzioni del consorzio ASI e ha
precluso la possibilità di promuovere iniziative a sostegno dello
sviluppo delle attività produttive;
per sapere:
le ragioni che hanno determinato l'apparente comportamento
omissivo degli uffici dell'Assessorato Famiglia;
se non ritengano necessario esercitare tempestivamente i poteri
sostitutivi nei confronti degli enti locali inadempienti al fine di
consentire la costituzione del consiglio generale e l'elezione
degli organi statutari del consorzio ASI di Messina.» (353)
PANARELLO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
le organizzazioni sindacali degli agenti di polizia penitenziaria,
attraverso gli organi di stampa, hanno lanciato un grido di allarme
sulle condizioni di sicurezza delle carceri siciliane;
secondo quanto affermato dalle organizzazioni sindacali la
capienza delle carceri della nostra Regione è di 5.850 posti e che
in esse, invece, ad oggi sono presenti ben 7 mila detenuti;
l'eccesso della popolazione carceraria è ancor più grave alla luce
delle carenze di organico in cui versa la polizia penitenziaria
siciliana;
secondo i sindacati mancano circa 600 agenti perché possa
definirsi a pieno regime l'organico delle strutture dell'Isola,
dove mancherebbero quasi 300 posti non coperti in organico, 150
oggi utilizzati per il nuovo servizio di tutela e scorta a
personalità governative, dipartimentali ed alla magistratura,
mentre altre 80 unità sarebbero occupate in strutture non previste
dall'organico, quali la casa circondariale di Marsala e la scuola
di formazione di San Pietro di Clarenza;
alle carenze testé richiamate vanno ad aggiungersi circa 80 agenti
che sono in procinto di andare in pensione;
particolarmente difficile è la situazione del carcere di Trapani
dove all'endemica carenza di personale ed al conseguente carico di
lavoro per coloro che vi sono assegnati, si aggiunge l'obsolescenza
della struttura, che necessita di interventi urgenti di
ammodernamento per le tecnologie di sorveglianza e le carenze di
fondi per lo straordinario;
tutti questi problemi, aggiunti alle necessità connesse con la
custodia dei detenuti (traduzioni, piantonamenti, ecc.), rischiano
di rendere meno sicura la struttura di detenzione con i conseguenti
rischi per tutti i cittadini ed in primo luogo per il personale che
nel carcere presta la propria opera;
per sapere:
come intenda attivarsi per sollecitare al Governo nazionale gli
interventi necessari alla copertura dei circa 600 posti di agente
di polizia penitenziaria necessari per ottenere la piena copertura
degli organici delle strutture carcerarie della Regione siciliana
al fine di evitare gravi rischi per la sicurezza e l'incolumità
pubblica;
come intenda attivarsi per sollecitare al Governo nazionale
interventi urgenti al fine di ammodernare la struttura carceraria
di Trapani e di risolvere i problemi di fondi e di personale che
affliggono in questo momento la struttura stessa.» (354)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
«All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:
molti immobili dell'istituto autonomo case popolari di Trapani
sono ad oggi fatiscenti per la mancanza di interventi di
manutenzione ordinaria e straordinaria, in qualche caso dalla loro
costruzione ad oggi;
gli assegnatari degli alloggi sono spesso in condizioni
assolutamente insostenibili vivendo in condizioni insalubri ed in
alcune circostanze persino con possibili rischi di crolli;
in particolare, le condizioni degli immobili siti a Trapani, in
viale Marche, sono particolarmente gravi tali da richiedere un
intervento immediato al fine di scongiurare gravi disagi per gli
occupanti e per i terzi, soprattutto al fine di assicurare agli
assegnatari condizioni di vita accettabili e compatibili in un
paese civile;
pertanto, si rende improcrastinabile un rapido intervento,
mettendo in campo tutte le risorse necessarie per il ripristino
delle condizioni minime di abitabilità per gli immobili siti in
viale Marche ed in generale per tutti gli immobili dello IACP di
Trapani che non hanno ancora ricevuto i necessari interventi di
manutenzione ordinaria e straordinaria;
conseguentemente sono necessari stanziamenti urgenti volti proprio
alla realizzazione di interventi di manutenzione ordinaria e
straordinaria a favore dello IACP di Trapani e di tutti quelli il
cui patrimonio immobiliare versa in condizioni altrettanto
deplorevoli, seguiti da un'attenta attività di monitoraggio in
ordine all'immediato uso delle risorse messe a disposizione;
per sapere:
se non ritenga di attivarsi al fine di stimolare lo IACP di
Trapani affinché intervenga immediatamente per effettuare le opere
di manutenzione ordinaria e straordinaria sugli immobili di
proprietà dello stesso siti in Trapani viale Marche e su tutti
quelli del suo patrimonio che versano in condizioni analoghe;
se non valuti opportuno un ulteriore stanziamento di fondi a
favore dello IACP di Trapani e di quelli volti alla realizzazione
di opere di manutenzione ordinaria e straordinaria il cui
patrimonio versa in analoghe condizioni.» (355)
ODDO
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
la città di Marsala (TP) dal 1999 è interessata all'attivazione di
un'area industriale al servizio delle attività produttive;
l'agglomerato di Marsala rientra nell'ambito di competenza del
consorzio per l'area industriale di Trapani e che in quell'area,
già nel novembre del 1998, era stata individuata la zona di
Matarocco, indicata in un apposito verbale d'intesa (23 novembre
1998);
alla fine del 2006, cioè 11 anni dopo l'inizio della vicenda,
l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente ha convocato,
su sollecitazione del consorzio ASI, un incontro in Assessorato,
alla presenza del sindaco di Marsala e di altri funzionari, nel
quale si è impegnato a seguire attentamente l'iter della pratica
affinché si raggiungesse l'obiettivo individuato;
il comune di Marsala, in data 14 febbraio 2007, ha trasmesso al
consorzio ASI la documentazione (prot. 1246) richiesta in
riferimento ad una nota dell'Assessorato Territorio ed ambiente -
Dip. Urbanistica-Servizio III, prot. 81856 del 24 novembre 2006;
in questo lungo arco temporale non si contano le volte in cui è
stata trasmessa documentazione relativa a visti, autorizzazioni,
pareri e quant'altro, senza riuscire a scalfire la pretestuosa
osservazione secondo la quale la procedura applicata dal consorzio
ASI non è conforme a quella prevista dalla legge regionale n. 1/84
che regolamenta l'individuazione piano regolatore esistente e non
istituisca alcun nuovo agglomerato e che l'iter seguito sia stato
già adottato per altri consorzi, senza alcuna osservazione da parte
dell'Assessorato, il quale, tra l'altro, si è espresso sul progetto
con voto del CRU dell'8 ottobre 2003 n. 238, di fatto avallando la
tesi che non occorre la procedura di cui all'art. 1 della 1.r. n.
1/84, non richiesta ad alcun altro consorzio;
a fronte di tale rilievo, viene avanzata altra singolare
osservazione secondo cui l'area individuata risulterebbe sottoposta
a vincolo idrogeologico; successivamente altre osservazioni
procedurali e continue richieste di documentazione suppletive,
tutte dimostranti, peraltro, che la zona individuata non ha alcun
vincolo, fa parte del piano regolatore generale di Marsala come
area per insediamenti industriali e che è l'area di Matarocco
l'unica zona possibile di insediamento, come successivamente
dimostrato nel tavolo tecnico convocato il 21 maggio 2005
dall'allora Assessore Noè alla presenza dei dirigenti degli
Assessorati Industria territorio e ambiente, della provincia
regionale di Trapani, di tutti gli ordini professionali, delle
associazioni di categoria e dei sindacati;
il progetto è stato rielaborato e l'area riposizionata, dando
risposta a tutte le obiezioni sollevate dall'ARTA: eliminazione
degli sbancamenti, rispetto di emergenze storiche, salvaguardia
delle colture di pregio, riduzione dell'impatto paesaggistico,
rivalutazione del dimensionamento dell'area, etc;
ricordato, inoltre, che il piano rielaborato sulla base delle
indicazioni del tavolo tecnico è stato pubblicato nella GURS, ha
ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie, ma non riesce a
superare il vaglio dell'Assessorato Territorio e ambiente;
ad oggi tutto è fermo ed il comune di Marsala continua non avere a
disposizione un'area industriale di sviluppo nonostante siano
trascorsi 12 anni dall'avvio del procedimento;
per sapere:
per quali ragioni la variante al piano regolatore consortile - ASI
- Trapani, agglomerato industriale di Marsala, non viene ancora
esitata dall'ARTA;
se ritenga che oltre 12 anni possano essere un lasso di tempo
compatibile con le ragioni dell'economia e se i pareri espressi da
organi eletti e rinnovati e da uffici tecnici e giuridici
appositamente preposti possano essere ripetutamente considerati non
esaustivi;
se non ritenga doveroso intervenire per far luce sui motivi che
bloccano la realizzazione di un'area industriale indispensabile per
lo sviluppo del territorio di Marsala e dell'intera provincia di
Trapani;
se non ritenga che oramai i termini della questione siano
abbondantemente chiariti e sia possibile esprimere il parere
favorevole.» (356)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
la legge regionale 5 gennaio 1999, n. 4, prevede un contributo a
favore delle farmacie rurali con sede nelle isole minori;
detto contributo non è stato erogato, dal 2004 ad oggi, con le
ovvie conseguenze economiche per le suddette farmacie rurali le
quali, alla luce della peculiarità della loro sede, hanno dei
ridottissimi margini economici;
la ragione per cui è stato previsto il contributo è quella di
rendere disponibili i farmaci in strutture idonee proprio per le
realtà disagiate e fuori mercato delle isole minori;
la maggior parte delle farmacie rurali, con sede nelle isole
minori, per protesta contro il mancato pagamento dei contributi, ha
bloccato la vendita dei farmaci rimborsabili dal servizio sanitario
con le conseguenti ripercussioni sulle tasche degli utenti;
è già intercorsa sul punto una trattativa con Federfarma che ha
impedito uno sciopero;
il serio rischio di chiusura di molte delle farmacie rurali impone
un intervento divenuto improcrastinabile;
è stato presentato un emendamento al disegno di legge n. 250, di
cui primo firmatario è il sottoscritto interrogante, proprio per
far fronte alla situazione de quo;
sulla stampa sono state pubblicate dichiarazioni dell'Assessore in
riferimento ad esistenti fondi per la copertura dei contributi
pregressi;
per sapere:
come intenda intervenire al fine di assicurare il pagamento dei
contributi pregressi previsti dalla legge regionale n. 4 del 1999
per gli anni 2004, 2005, 2006, 2007 e 2008 a favore delle farmacie
rurali;
per quali ragioni, sussistendo i fondi necessari, così come da
dichiarato alla stampa dall'Assessore, non siano stati avviati gli
opportuni provvedimenti per la risoluzione del problema.» (357)
ODDO
PRESIDENTE. Le interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
VITRANO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'industria,
premesso che:
nell'ambito del procedimento civile promosso dall'Assessorato
industria, la prima sezione civile della corte di appello di Roma,
con sentenza n. 5207/08 emessa dalla in data 6 novembre 2008 e
depositata il 15 dicembre 2008, ha rigettato le istanze
dell'Assessorato;
in particolare, il provvedimento dell'autorità giudiziaria obbliga
la Regione siciliana (l'Assessorato industria) a rifondere la
Società Italkali le somme pagate al Banco di Sicilia.
considerato che il provvedimento giudiziario impone il pagamento
di somme di denaro che devono essere erogate dalla Regione;
ritenuto l'esecutorietà del provvedimento giudiziario;
per sapere l'ammontare dell'importo dovuto dalla Regione alla
società Italkali e per conoscere quali siano le volontà del Governo
in merito ai rapporti con la società Italkali.» (327)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il bilancio e le
finanze, premesso che:
il settore agricolo e quello vitivinicolo, in particolare,
attraversano un difficile momento di crisi a causa dei danni che
gli agricoltori hanno subito ai loro prodotti per la presenza di
insetti che hanno distrutto la produttività del prodotto;
in specie, gli agricoltori del settore vitivinicolo dal 2002 ad
oggi subiscono danni causati dalla peronospora;
considerato che:
per i predetti danni gli operatori non hanno ricevuto alcun tipo
di sostegno economico da parte dello Stato e che, quindi, si
trovano costretti a fronteggiare le gravi perdite con
l'impossibilità di rispettare i tempi di pagamento dei
finanziamenti;
non è concesso loro la dilazione del debito;
la perdita per la mancata produttività conseguente al mancato
ricavo o guadagno impedisce concretamente il pagamento di crediti
vantati dalle banche;
in particolare, risulta che diversi istituti bancari, tra i quali
anche il Banco di Sicilia di Marsala, abbiano intrapreso la
procedura per la revoca delle facilitazioni creditizie;
conseguentemente, gli istituti di credito hanno intrapreso le
procedure di esecuzione per il soddisfacimento del credito;
ritenuto che:
la crisi del settore agricolo, dovuta principalmente a fattori
naturali che ne hanno danneggiato produzione e produttività, ha
messo in ginocchio il mercato agricolo e vitivinicolo;
la revoca dei finanziamenti e l'instaurazione dei procedimenti
esecutivi rischia di paralizzare la ripresa del mercato con
conseguente rischio per il settore agricolo e per l'economia
dell'Isola;
per sapere quali provvedimenti il Governo intenda adottare in
merito e se intenda intervenire presso gli istituti di credito al
fine di bloccare e/o sospendere le procedure esecutive a causa
della grave crisi del settore agricolo.» (328)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
a seguito delle elezioni provinciali sono decaduti tre componenti
del consiglio di amministrazione dell'IACP di Catania (presidente,
vicepresidente e un componente);
in attesa dell'integrazione dei tre componenti mancanti sono
rimasti in carica sei consiglieri (il consiglio resta, quindi,
validamente costituito ai sensi della l.r. n. 10/77);
l'Assessorato per i lavori pubblici ha richiesto (con nota del 25
luglio 2008) al presidente della provincia di provvedere alla
designazione dei componenti mancanti;
considerato che:
nelle more di quanto sopra è stato nominato commissario
straordinario, per un periodo non superiore a sei mesi, il dott.
Santino Cantarella (d.r. n. 572 del 24 ottobre 2008);
si è determinata una complessa e giuridicamente controversa
situazione gestionale poiché continuano ad operare sia i sei
consiglieri rimasti in carica sia il commissario straordinario;
il commissario straordinario adotta atti gestionali di competenza
della dirigenza e provvedimenti con efficacia di gran lunga
successiva alla scadenza del mandatocommissariale (24 aprile 2009);
ritenuto che:
ciò potrebbe incidere negativamente sull'equilibrio gestionale
finanziario dell'IACP di Catania;
molti provvedimenti del dott. Cantarella sembrano di dubbia
legittimità;
in particolare, con delibera del 31 dicembre 2008, non sono stati
rinnovati i contratti di n. 13 precari a progetto;
sono stati messi in pensione, dall'1 gennaio 2009, funzionari per
i quali il consiglio di amministrazione non aveva accettato le
richieste di dimissioni anticipate e anzi aveva confermato con
contratto d'incarico la posizione organizzativa fino al 31 dicembre
2009;
ritenuto ancora che:
sono in corso provvedimenti per conferire incarichi dirigenziali a
dipendenti non in possesso dei titoli di studio richiesti dai
regolamenti e dalle normative vigenti;
molti cantieri in atto sono senza personale poiché non sono stati
rinnovati i rapporti di lavoro previsti da incarichi già conferiti,
per esigenze tecniche, nel 2007 e nel 2008;
è stata già presentata una proposta assolutamente
sovradimensionata dell'attuale struttura sia per i servizi che per
le direzioni senza tenere conto del blocco delle assunzioni per il
2009, delle maggiori spese in un ente in deficit e dello scorporo
di una parte del patrimonio;
per sapere:
quali iniziative siano state assunte o si ritenga di dover
assumere per il pieno ripristino della gestione democratica
nell'IACP di Catania, in particolare nei confronti della provincia
regionale che deve procedere alle nuove nomine prima della scadenza
del mandato del commissario straordinario che, come è noto, scade
il prossimo aprile;
se, nell'ambito dei poteri ispettivi conferiti alla Regione, siano
state attivate iniziative finalizzate alla verifica di eventuali
violazioni di legge nella gestione da parte dell'attuale
commissario straordinario.» (332)
BARBAGALLO-RAIA-DI GUARDO
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
il territorio della città di Messina, per il particolare assetto
idro-geologico dei villaggi collinari di Cumia e Giampilieri e dei
villaggi costieri di Galati Marina e Mili Marina, è tristemente
assurto alle cronache, a causa delle recenti alluvioni e mareggiate
che lo hanno devastato;
a seguito di quanto sopra esposto, per un primo immediato
intervento, la protezione civile regionale ha ritenuto,
inizialmente, di stanziare l'esigua somma di 500 mila euro, per
fronteggiare l'emergenza;
considerato che:
i villaggi collinari sopra richiamati rappresentano insediamenti
abitativi storici del qual volta si verificano eventi atmosferici
particolari, con pesanti ripercussioni sulla vita degli abitanti e
sulla economia della collettività interessata;
i villaggi costieri, anche a seguito della creazione del porto di
Tremestieri, che ha evidentemente alterato l'equilibrio delle
correnti marine, sono oggetto di continua erosione del litorale,
mettendo a rischio la sopravvivenza degli insediamenti abitativi
limitrofi;
atteso che:
recentemente i consiglieri comunali della città di Messina, in
particolare Nicola Barbalace e Giorgio Caprì, anche a seguito di
segnalazioni e denunzie da parte di associazioni locali di
volontariato, hanno sollevato la gravità del problema investendo
l'intero consiglio comunale attraverso la presentazione di uno
specifico ordine del giorno in merito alle problematiche della
emergenza ambientale e geologica determinatasi;
ritenuto che sia quanto mai necessario ed urgente un intervento
globale, mirato alla conservazione ed alla tutela della patrimonio
costiero e collinare, con il coinvolgimento del genio civile opere
marittime in un apposito programma di progettazione delle opere
urgenti da realizzare per la salvaguardia delle coste, nonché
dell'ufficio tecnico della protezione civile regionale per la
tutela del territorio collinare, conseguendo, in tal modo, il
duplice obiettivo di un efficace coordinamento e del contenimento
dei costi di progettazione;
per sapere:
se e quali ulteriori iniziative siano state sinora poste in essere
per fronteggiare l'emergenza in oggetto;
se non ritengano di dover attivarsi con urgenza, per la creazione
di specifici programmi-quadro, anche intercomunali, mirati alla
tutela globale del territorio costiero e collinare, che costituisce
patrimonio inestimabile per la nostra Regione;
se non ritengano, infine, di dover costituire una task force
interna all'Assessorato Territorio e ambiente, anche su base
provinciale, volta a coordinare la progettazione dei citati ed
indispensabili interventi, utilizzando le professionalità
tecniche di tutti gli uffici regionali e statali esistenti che
hanno competenza in materia.» (334)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
PICCIOLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
la proposta di ridimensionamento delle istituzioni scolastiche nel
comune di Catania ha suscitato forti proteste da parte di numerosi
rappresentanti istituzionali e da un nutrito comitato di genitori;
tale proposta prevede la soppressione di sette scuole e
l'eliminazione di plessi scolastici particolarmente significativi
per le caratteristiche sociali del territorio nel quale sono
ubicate;
considerato che:
non si procede alla verticalizzazione (trasformazione da circolo
didattico a istituto comprensivo) delle scuole «Battista»,
«Caronia», e «Deledda» nonostante un piano già approvato dalla
Regione nel 2001;
vengono eliminati due istituti comprensivi nel centro storico di
Catania «Manzoni» e «Mazzini Di Bartolo» che si trovano in zone di
particolare disagio sociale.
considerato ancora che:
l'accorpamento della «Manzoni» con la «Diaz» comporta, a regime,
un numero di alunni assolutamente sproporzionato (1635): 315 alunni
della «Manzoni» più 30 bambini della sezione «Primavera», più 200
corsisti «E.D.A.», più 60 alunni del carcere di «Piazza Lanza»,
tutti sempre della «Manzoni», più 630 alunni della «Diaz» che ha
anche altri 400 alunni ospedalizzati;
l'eventuale aggregazione determinerebbe difficoltà gestionali, non
solo per le problematiche derivanti dalla diversa ubicazione dei
plessi, ma, soprattutto, per l'estrema diversificazione di
tipologia di utenza (la «Diaz» scuola d'èlite, «Manzoni» scuola
appartenente ad un'area fortemente a rischio dal punto di vista
sociale.
ritenuto che:
la «Manzoni» è un istituto che ospita, da più di un decennio, il
centro «E.D.A.», è titolare di n. 4 classi al carcere di Piazza
Lanza ed aggrega, in orario pomeridiano, bambini ed adolescenti a
rischio provenienti dal quartiere popolare «Antico Corso»;
in atto è scuola titolare del progetto sperimentale «Sezioni
Primavera» ed è capofila, in rete con altre quattro scuole, per
l'attuazione di progetti socialmente utili;
per sapere:
quali siano le ragioni per le quali, nell'ambito della normativa
vigente, non è possibile adottare decisioni in grado di ampliare
l'offerta formativa in territori particolarmente complessi e
delicati dal punto di vista sociale;
se sia possibile aggregare un plesso della «A.Diaz» (130 alunni)
con la «Manzoni» (315 alunni) alla luce anche del fatto che questi
alunni della «Diaz» sono già ospitati nei locali di pertinenza
della «Manzoni».» (348)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'industria,
premesso che l'Italia ha recepito la direttiva europea 2001/77/CE
per l'utilizzo e l'installazione di impianti di energia rinnovabile
nei Paesi della Comunità europea con il decreto legislativo 29
dicembre 2003, n. 387;
ricordato che all'art. 12, comma 4, della citata direttiva si
dispone che l'autorizzazione per la realizzazione degli impianti
alimentati da fonti rinnovabili, nonché le opere connesse e le
infrastrutture indispensabili alla costruzione e all'esercizio
degli stessi impianti è rilasciata a seguito di un procedimento
unico entro un termine che non può essere superiore a 180 giorni
per la sua conclusione;
rilevato che la Regione siciliana con decreto assessoriale 17
maggio 2006 'Criteri relativi ai progetti per la realizzazione di
impianti per la produzione di energia mediante lo sfruttamento del
sole' ha recepito solo in parte il disposto della direttiva
europea, non contemplando gli aspetti relativi al procedimento
unico per le amministrazioni interessate e ai tempi per la
conclusione del procedimento che - come sopra detto - non possono
essere superiori a centottanta giorni;
sottolineato che una sentenza del Consiglio di giustizia
amministrativa per la Regione siciliana (11 aprile 2008, n. 295) ha
confermato che le disposizioni comunitarie trovano diretta
applicazione nei confronti della Regione siciliana ai sensi della
legge 4 febbraio 2005, n. 11, recante 'Norme generali sulla
partecipazione dell'Italia al processo normativo dell'Unione
Europea e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari';
evidenziato che anche la sentenza del TAR Sicilia n. 1277 del 22
ottobre 2008 stabilisce che il legislatore nazionale, nel recepire
la direttiva europea sulle fonti di energia rinnovabile, ha
manifestato l'intento di semplificare il processo autorizzativo
delle iniziative volte alla realizzazione degli impianti,
concentrando l'apporto valutativo di tutte le amministrazioni
interessate nella conferenza di servizi ai fini del rilascio di una
autorizzazione unica, soffermandosi sulla necessità di ottemperare
al termine massimo di 180 giorni per la conclusione del
procedimento;
ricordato altresì che fonti di stampa hanno messo in rilievo la
situazione di gravissimo stallo in cui versa il settore
dell'energia alternativa a causa delle mancate autorizzazioni, con
il conseguente blocco dei relativi finanziamenti;
per sapere:
quali iniziative urgenti intendano assumere al fine di provvedere
allo snellimento delle procedure burocratiche che allo stato
scoraggiano gli imprenditori interessati ad investire nel campo
dell'energia alternativa;
quali siano i tempi previsti per l'emanazione del piano energetico
regionale, grazie al quale anche la nostra Regione potrà
programmare a breve, medio e lungo termine progetti per
l'emancipazione dal fabbisogno estero di energia;
se non ritengano, nelle more dell'adozione del piano energetico
regionale, di assumere, attraverso l'emanazione di un nuovo
decreto, le necessarie iniziative per l'adozione del procedimento
unico, del limite massimo di centottanta giorni per la conclusione
del medesimo procedimento, della modulistica tipo con il richiamo
del silenzio assenso per gli enti ed i soggetti partecipanti alla
conferenza dei servizi di cui al comma 3 dell'art. 12 del d. lgs.
n. 387/03, in ottemperanza delle sentenze di CGA e TAR.» (358)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
D'ASERO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interpellanze presentate.
VITRANO, segretario:
«All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione, premesso che il processo di ridimensionamento
delle istituzioni scolastiche nel comune di Catania, approvato dal
tavolo convocato dall'Assessorato in indirizzo prevede la
soppressione di ben 7 autonomie nella scuola di base del comune di
Catania e l'eliminazione di plessi scolastici;
considerato che:
il ridimensionamento comporterà ulteriori riduzioni di posti di
lavoro nei ruoli di docente ed ATA;
il piano proposto dall'Assessorato regionale penalizza fortemente
la I municipalità (Centro-S.Cristoforo);
determinerà la mancata verticalizzazione dei C.D. Battisti -
Caronda - Tempesta - S.G.nni Bosco;
comporterà la chiusura delle scuole medie A. Manzoni e G. Mazzini;
tali conclusioni non possono che suscitare profondo dissenso negli
operatori della scuola che vedono liquidato sbrigativamente il
frutto del lavoro e dell'impegno di tanti anni;
per conoscere in base a quali profondi principi di sana e corretta
amministrazione l'organo che ha effettuato l'esame della proposta
sia pervenuto a così drastiche decisioni che privano il territorio
del centro storico di Catania di importanti e storiche istituzioni
scolastiche che rendono da sempre un prezioso servizio educativo ai
minori dei quartieri più disagiati.» (43)
D'ANTONI
«Al Presidente della Regione, premesso che:
il Ministro dell'interno, Roberto Maroni, ha condiviso e difeso in
questi giorni la proposta della Lega Nord di introdurre una tassa a
carico degli immigrati in Italia;
tali proposte sono state fortemente criticate dalle forze
politiche di opposizione ma anche da esponenti della maggioranza di
governo, oltre che dalle associazioni sindacali e dai responsabili
della CEI per i diritti degli immigrati;
la principale censura mossa all'introduzione della tassa sugli
immigrati è che si tratterebbe di una misura discriminatoria e
lesiva dei diritti della persona;
considerato che:
quella che vorrebbe introdurre il Governo nazionale più che una
tassa sarebbe un «balzello» verso una categoria già poco tutelata;
la politica del Governo nazionale contro gli immigrati rappresenta
un grave passo indietro che allontana l'Italia dal progresso
civile;
servirebbero piuttosto politiche di integrazione dei cittadini
immigrati che, con impegno e con notevoli sforzi, cercano di
integrarsi in Italia;
il Movimento per l'Autonomia, di cui il Presidente della Regione
siciliana è il massimo esponente nazionale, fa parte della
maggioranza che sostiene il Governo Berlusconi-Bossi;
per conoscere:
se il Presidente della Regione non ritenga che introdurre la tassa
sul permesso di soggiorno per gli immigrati sia un errore e che
bisognerebbe, piuttosto, riconoscere i diritti civili elementari
agli immigrati, contrariamente a quanto affermato dalla Lega Nord;
quali iniziative politico-parlamentari il presidente Lombardo
intenda intraprendere, in Sicilia e nei confronti del Governo
nazionale, per la politica discriminatoria adottata da quest'ultimo
contro gli immigrati, ed in particolare nei confronti di coloro che
arrivano nella nostra Regione, soprattutto per il trattamento
riservato, agli stessi nell'isola di Lampedusa.» (44)
LUPO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che:
nei giorni 12,13 e 14 del mese di gennaio 2009 la forte ondata di
maltempo e le precipitazioni che si sono abbattute in Sicilia
orientale, soprattutto sul territorio Calatino e in particolar modo
sul territorio Ramacchese, ha provocato ingenti danni a strutture
e, principalmente, all'agricoltura locale, oltre ai gravi disagi
arrecati a tutti i cittadini: frane ed allagamenti hanno colpito la
viabilità ordinaria e le proprietà di molti agricoltori, tanto che
in alcuni casi sono state danneggiati definitivamente le produzioni
agricole;
considerato che la stima dei danni provocati alle infrastrutture,
alle imprese e alle abitazioni è così elevata che è impossibile un
intervento finanziario solo da parte della provincia regionale di
Catania;
verificato che in molti casi la ricognizione è addirittura
impedita dall'instabilità del terreno perché franoso e dissestato;
ritenuto che l'esigenza primaria, in questo momento, è costituita
dall'attivazione immediata di risorse per far fronte agli
interventi sulla viabilità e sull'agricoltura e che, vista
l'urgenza, non si possono attendere lunghi iter amministrativi per
il finanziamento ed in ogni caso occorre, immediatamente,
intervenire affinché gli uffici periferici, le banche e i consorzi
fidi provvedano a sospendere la riscossione di crediti vantati nei
confronti dei produttori agricoli alla luce degli ingenti danni di
natura economica che stanno sopportando;
per conoscere:
quali iniziative il Governo abbia finora intrapreso affinché la
Regione siciliana, il Governo nazionale e l'Unione europea attivino
strumenti finanziari per il ristoro dei danni subiti dalle attività
economiche per gli eventi calamitosi che hanno colpito nei giorni
12, 13 e 14 del mese di gennaio 2009 la Sicilia orientale, in
particolare il territorio Calatino e soprattutto quello Ramacchese;
se non ritengano di attivarsi urgentemente affinché i titolari
delle attività imprenditoriali possano godere della sospensione del
pagamento di tributi, tasse e mutui bancari.» (45)
LIMOLI
PRESIDENTE. Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno
annunzio senza che il Governo abbia dichiarato di respingere le
interpellanze o abbia fatto conoscere il giorno in cui intende
trattarle, le interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al proprio turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che, in data 23 gennaio 2009, è stata
presentata la mozione n. 88 «Misure immediate di intervento per
fronteggiare il fenomeno migratorio in Sicilia», a firma degli
onorevoli Lupo, Cracolici, Di Benedetto, Galvagno, Mattarella,
Marinello, Panepinto, Ammatuna, Gucciardi, Rinaldi, Bonomo,
Laccoto, Barbagallo, Vitrano e Ferrara.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
VITRANO, segretario:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
notizie sempre più allarmanti giungono dall'isola di Lampedusa
dove continuano a susseguirsi sbarchi di migranti provenienti
dall'Africa;
la situazione del centro di permanenza temporanea dell'isola è
ormai al collasso: al suo interno sono stipate 1900 persone a
fronte di una capienza media di 800 persone;
in tali condizioni non è possibile offrire garanzie igienico-
sanitarie minime né un riparo per tutti i presenti;
all'interno del centro sono detenuti un centinaio di minori
costretti a convivere con la sporcizia e la spazzatura, fognature
intasate e servizi igienici insufficienti;
le condizioni di vita per gli immigrati sono, pertanto, degradanti
e disumane;
il consiglio comunale di Lampedusa ha all'unanimità approvato un
ordine del giorno col quale si proclama lo stato di agitazione
contro la decisione del Governo nazionale di costruire sull'isola
un nuovo centro per l'identificazione e l'espulsione degli
immigrati;
considerato che:
tale stato di cose è la diretta conseguenza della politica del
Governo nazionale e del Ministro dell'interno, Maroni, in tema di
immigrazione in quanto rappresenta un grave passo indietro che
allontana l'Italia dal progresso civile;
la scelta di non consentire il trasferimento presso altri centri
di tutti gli immigrati arrivati a Lampedusa per un più celere, ma
improbabile, rimpatrio sta generando nell'isola una vera e propria
emergenza umanitaria;
il centro di permanenza temporanea di Lampedusa si sta
progressivamente trasformando in un luogo di detenzione nel quale
vengono calpestati i più elementari diritti umani all'interno di
una politica che appare sempre più discriminatoria e
criminalizzante nei confronti dei migranti;
a pagare pesanti conseguenze sono anche il territorio e gli
abitanti di Lampedusa, costretti a fronteggiare un'emergenza
continua rispetto alla quale si registra soltanto una sostanziale
inerzia;
ciò si inserisce nel vuoto della legislazione siciliana
sull'immigrazione e sul tema della cooperazione allo sviluppo e
dell'integrazione;
premesso, inoltre, che:
da anni, la Sicilia è meta privilegiata per i migranti provenienti
dall'Africa, e tale flusso, lungi dal diminuire, è cresciuto in
modo esponenziale: nelle prime due settimane del 2009 le persone
arrivate in Italia via mare sono 1.500;
la causa di tali flussi è da ricercare nell'enorme povertà di
tanti Paesi dell'Africa maghrebina e subsahariana, che genera masse
di disoccupati e disperati la cui unica speranza per la
sopravvivenza diventa quella dell'emigrazione. A ciò si aggiungano
anche l'assenza di garanzie democratiche in quei Paesi e la
presenza, in diverse realtà, di conflitti etnici ormai endemici;
la stragrande maggioranza dei migranti che intendono raggiungere
il nostro territorio è costretta a pagare a caro prezzo le
organizzazioni criminali, gli sfruttatori e i trafficanti di esseri
umani per intraprendere viaggi che si concludono non di rado con la
morte;
l'effetto più grave è, infatti, rappresentato dalle tragedie del
mare e dall'enorme numero di naufragi verificatisi nel Mediterraneo
e nel Canale di Sicilia in particolare: secondo Fortress Europe
sarebbero almeno 1.502 i migranti morti alle frontiere dell'Unione
europea nel 2008. In Sicilia le vittime sono passate dalle 556 del
2007 alle 642 del 2008;
ritenuto che:
la vigente normativa italiana, via via inasprita negli ultimi
mesi, si connota sempre più per una tendenza discriminatoria nei
confronti del fenomeno dell'immigrazione che renderà sempre più
difficile il percorso di integrazione degli stranieri
extracomunitari;
il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas
Hammarberg, ha di recente dichiarato che la normativa attualmente
in discussione in Italia è a sfondo discriminatorio e non
garantisce il rispetto dei diritti umani;
in particolare, desta preoccupazione la proposta di rimpatriare
direttamente tutti coloro che arrivano sul territorio italiano,
senza consentire a chi ne ha il diritto di chiedere asilo politico,
col rischio di essere rispediti in Paesi dove non si ha alcuna
garanzia circa il rispetto dei più elementari diritti umani;
la carenza di validi accordi con i Paesi di provenienza
vanificherà di fatto la possibilità di rimpatri nei tempi brevi che
sono stati annunciati; la sicura identificazione dei migranti
risulta, infatti, alquanto problematica;
il Ministro dell'interno, Roberto Maroni, ha condiviso e difeso la
proposta della Lega Nord di introdurre un' ulteriore tassa per il
rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno ed una fideiussione
sull'apertura di una partita IVA a carico degli immigrati in
Italia;
tali proposte sono state fortemente criticate dalle forze
politiche di opposizione ma anche da esponenti della maggioranza di
Governo, oltre che dalle associazioni sindacali e dai responsabili
della CEI per i diritti degli immigrati;
sulla stessa scia si inseriscono le norme che rendono ancora più
gravose le procedure per i ricongiungimenti familiari, che hanno
finora funzionato come valido traino per una migliore integrazione;
considerato, infine, che:
servirebbero piuttosto politiche di integrazione dei cittadini
immigrati che, con impegno e con notevoli sforzi, cercano di
integrarsi in Italia;
il Movimento per l'Autonomia, di cui il Presidente della Regione
siciliana è il massimo esponente nazionale, fa parte della
maggioranza che sostiene il Governo Berlusconi-Bossi,
impegna il Presidente della Regione
a riferire con urgenza all'Assemblea regionale siciliana circa la
grave situazione che si è determinata a Lampedusa dopo gli sbarchi
degli ultimi giorni;
ad intervenire presso il Presedente del Consiglio ed il Ministro
dell'interno perché adottino con urgenza provvedimenti che
consentano un'adeguata e dignitosa accoglienza di tutti coloro che
sbarcano sull'isola ed il loro tempestivo trasferimento in altre
strutture;
ad intervenire presso il Presedente del Consiglio ed il Ministro
dell'interno al fine di scongiurare la ventilata realizzazione di
un nuovo centro per l'identificazione e l'espulsione degli
immigrati presso i locali dell'ex base navale Loran;
ad esprimere la più netta contrarietà nei confronti dell'operato
del Ministro dell'interno rispetto alle politiche discriminatorie
fin qui adottate nei confronti di coloro che arrivano nella nostra
Regione, ribadendo con forza la vocazione all'accoglienza e
all'integrazione culturale, da sempre espressa dal popolo
siciliano;
a chiedere al Parlamento nazionale l'approvazione di una normativa
che favorisca gli ingressi legali nel nostro territorio e che
disciplini, in conformità con l'art. 10 della Costituzione, il
diritto di asilo;
ad attivarsi per l'adozione di una normativa regionale
sull'immigrazione e sulla cooperazione decentrata allo sviluppo,
finalizzata all'accoglienza ed all'integrazione nel tessuto sociale
e produttivo degli immigrati, nonché allo sviluppo dei loro Paesi
di provenienza;
a predisporre un piano di accoglienza dei migranti in connessione
con le attività degli enti locali e delle associazioni della
società civile;
a realizzare una serie di interventi a favore dei comuni di
Lampedusa, di Pozzallo e delle altre comunità locali interessate,
al fine di eliminare le condizioni di disagio che tali comunità
vivono in riferimento alla gestione del fenomeno migratorio;
ad affidare ad un osservatorio regionale - costituito, in aggiunta
ai rappresentanti del Governo regionale e dell'Assemblea regionale
siciliana, anche da rappresentanti dell'ANCI, della protezione
civile, delle forze dell'ordine, delle organizzazioni di
volontariato, delle organizzazioni sindacali - il compito di
individuare le misure immediate di intervento per fronteggiare il
fenomeno migratorio in Sicilia.» (88)
LUPO-CRACOLICI-DI BENEDETTO-GALVAGNO-MATTARELLA-MARINELLO-
PANEPINTO-AMMATUNA-GUCCIARDI-RINALDI-BONOMO-LACCOTO-BARBAGALLO-
VITRANO-FERRARA
PRESIDENTE. Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del
giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Comunicazione relativa all'Intergruppo parlamentare per i diritti
umani e civili
PRESIDENTE. Comunico che l'Intergruppo parlamentare per i diritti
umani e civili ha trasmesso vari atti riguardanti l'attività svolta
nell'anno 2008.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Caputo, con nota del 22
gennaio 2009, ha dichiarato di ritirare le interrogazioni n. 327 e
n. 329, a sua firma, perché di identico contenuto,
rispettivamente, alle interrogazioni n. 326 «Posizione debitoria
della Regione siciliana nei confronti dell'Italkali» con richiesta
di risposta scritta, e n. 325 «Motivi di esclusione del progetto-
studio presentato dal consorzio 'Sviluppo e legalità'» con
richiesta di risposta orale, sempre a sua firma.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Celebrazione della Giornata della Memoria
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo a tutti voi che oggi è la
Giornata della Memoria , quindi, vi chiedo cortesemente un attimo
di attenzione in più di quella che avete prestato finora.
Il 27 gennaio ricorre l'anniversario della liberazione del campo
di sterminio nazista di Auschwitz, avvenuta ad opera delle
avanguardie della I Divisione dell'Armata Rossa il 27 gennaio 1945.
Il Parlamento italiano, nel 2000, ha istituito la Giornata della
Memoria per non dimenticare quella tragedia che la follia degli
uomini riuscì a creare in nome della razza.
Non dobbiamo dimenticare le inaudite violenze perpetrate contro
gli oppositori politici, i gruppi etnici e religiosi che Hitler
dichiarò indegni di vivere e che lo Stato fascista non esitò ad
avallare con le famigerate leggi razziali.
E' nostro dovere vigilare in tutti i modi perché ciò non accada
mai più.
Molti di noi non hanno vissuto direttamente quei tragici eventi
che segnarono la storia dell'Europa e del nostro Paese. In ogni
caso, abbiamo il dovere, così come ha fatto chi ci ha preceduto e
chi ha vissuto quei terribili momenti, di continuare a tramandare
la memoria ricordando ed onorando le vittime di quella inaudita
pazzia.
Vi invito, pertanto, ad osservare un minuto di silenzio in ricordo
delle vittime dell'Olocausto e di quanti, in quei terribili anni,
privati di ogni dignità umana sono stati barbaramente trucidati.
(L'Assemblea osserva un minuto di silenzio)
Presidenza del vicepresidente Oddo
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
«Lavori pubblici»
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
«Lavori pubblici».
Per assenza dall'Aula dell'interrogante, l'interrogazione numero
24 «Intervento urgente per la salvaguardia della sicurezza pubblica
sul ponte di collegamento tra Monreale e la contrada Pezzingoli
(PA)», a firma dell'onorevole Caputo, si intende presentata con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 32 «Notizie sullo stato
dell'autostrada Palermo - Messina», a firma dell'onorevole Laccoto.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che l'autostrada Palermo-Messina, inaugurata nel
lontano 2004 alla presenza del Presidente del Consiglio dei
ministri nonostante i lavori erano tutt'altro che finiti, ancora
oggi non risulta completata e posta in regime di sicurezza
stradale;
considerato che:
per via delle persistenti deviazioni e della conseguente
circolazione a doppio senso lungo le gallerie, i numerosi utenti
che la percorrono vengono sottoposti quotidianamente a grave
rischio di incidenti;
il manto stradale risulta in più tratti deformato con ulteriori
rischi per gli automobilisti che si ritrovano di fronte a continue
insidie e/o trabocchetti;
sul via libera dato alla circolazione del tratto autostradale, già
al tempo dell'apertura dell'ultimo tratto, la stessa magistratura
aveva aperto un'inchiesta per attentato alla sicurezza stradale;
in particolare, il 'battesimo' dell'opera sarebbe avvenuto
malgrado il rischio 'di incidenti di vaste proporzioni' nelle
gallerie dove si ravvisava l'assenza di standard di sicurezza:
assenza degli creatori, vie di fuga ostruite, colonnine per l'SOS
fuori uso, illuminazione non funzionante, semafori e tele-controllo
inattivi, controllo manto stradale dissestato;
rilevato che:
a tutt'oggi, i suddetti inconvenienti solo in parte sono stati
risolti;
persistono le pericolose deviazioni e le gallerie a doppio senso
non adeguatamente illuminate, che costituiscono un alto pericolo di
incidenti automobilistici;
il manto stradale risulta ancora essere, in diversi tratti,
dissestato e, quindi, pericoloso per gli utenti;
in presenza di pioggia diviene oltremodo pericolosa la percorrenza
di alcuni tratti a pendenza irregolare e con il manto stradale non
a norma;
per sapere:
se sia vero che il manto stradale dell'autostrada Palermo-Messina
è stato steso più volte, con enorme dispendio di denaro;
se corrisponda a verità che la prima bitumatura è stata
sostituita, perché non conforme alle norme sui lavori pubblici;
quali siano stati i sistemi di affidamento dei lavori relativi
agli ultimi tratti, che presentano le anomalie sopra specificate e
per i quali la magistratura ha persino disposto il sequestro di
alcuni parti delle opere;
se siano stati fatti regolari certificati di collaudo e chi siano
i tecnici che hanno provveduto a tale adempimento;
se e quali iniziative il Governo della Regione abbia assunto al
fine di assicurare la messa in sicurezza dell'autostrada Palermo-
Messina;
se il Governo della Regione non ritenga di dover avviare gli
interventi necessari per la risoluzione dei problemi evidenziati e
una approfondita indagine volta ad accertare la sussistenza dei
requisiti minimi di sicurezza a tutela della incolumità dei
cittadini che la percorrono e le eventuali responsabilità della
mancata ottemperanza alle normative vigenti in materia di opere
pubbliche e di collaudo, nonché di quant'altro sopra fatto
rilevare». (32)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per i lavori pubblici, onorevole
Gentile, per rispondere all'interrogazione.
GENTILE, assessore per i lavori pubblici. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'interrogazione numero 32, a me rivolta, è
stata immediatamente trasmessa al Consorzio per le autostrade
siciliane che, con nota 68802 del 28 ottobre 2008, ha fornito la
seguente risposta.
In via generale, si evidenzia che il CAS riserva particolare
attenzione alla qualità dei servizi erogati ed a tale scopo investe
importanti risorse per i miglioramenti e gli adeguamenti
strutturali e gestionali necessari a mantenere elevati i livelli
di servizi offerti agli utenti.
A tale scopo, l'Ente provvede ad una costante attività di
manutenzione di tutta la rete autostradale con periodici piani di
intervento i cui lavori vengono programmati per ridurre al minimo i
disagi dell'utenza.
La manutenzione del manto autostradale è un intervento che viene
riproposto regolarmente sotto forma di manutenzione ordinaria o
straordinaria e per questo il grado di usura della pavimentazione è
periodicamente sottoposto a controllo e monitoraggio.
Nell'attività di manutenzione sono adottate anche le più
innovative soluzioni tecniche e sono sperimentate anche nuove ed
efficaci tipologie di pavimentazione del tipo asfalto drenante o
fono-assorbente.
In merito a quanto rilevato specificamente nella interrogazione,
si precisa che il manto stradale è stato più volte ricollocato per
i ripetuti interventi di manutenzione ordinaria di cui si è fatto
cenno.
Non risponde al vero, comunque, che la prima bitumatura è stata
sostituita perché non conforme alle norme sui lavori pubblici.
La manutenzione della pavimentazione è effettuata secondo le norme
dei capitolati speciali d'appalto che, sia in parte tecnica che in
parte amministrativa, rispondono alla vigente normativa che
regolamenta la materia in tutto il territorio nazionale.
I lavori, negli ultimi 41 chilometri della A20, sono stati
eseguiti a seguito di affidamenti ai sensi della normativa degli
appalti pubblici per la natura pubblica del CAS.
Non risponde al vero che vi siano state parti di opere sequestrate
dalla Magistratura per anomalia di costruzione. L'unica indagine
condotta dalla Procura della Repubblica di Mistretta, a seguito
della denuncia anonima con cui si sosteneva che l'autostrada non
poteva ritenersi sicura, si è conclusa con sentenza del Tribunale
che ha ritenuto il fatto non sussistere; infine, per quanto
riguarda i certificati di collaudo questi sono stati regolarmente
emessi e sono in corso di definizione secondo le procedure di
legge.
La competenza è stata espletata da apposite Commissioni di
collaudo nominate dall'ANAS.
Infine, si coglie l'occasione per evidenziare che il Presidente
del CAS, fin dall'insediamento del 10 aprile 2008, ha definito con
gli uffici e la direzione dell'area tecnica e di esercizio una
serie di interventi urgenti finalizzati all'attuale messa in
sicurezza dell'autostrada Messina-Palermo i cui risultati sono
stati riscontrati dagli utenti e dai quotidiani locali.
Saranno rilevati subito dopo la conclusione dei lavori. Ad ogni
modo, sulle criticità segnalate, è stata avviata un'indagine
ispettiva, disposta già nello scorso mese di dicembre, riguardante
anche quanto fatto rilevare dall'onorevole interrogante.
Inoltre, data l'importanza dell'argomento sicurezza, si è
provveduto, in sede di programmazione dei fondi FAS, attualmente
all'esame della giunta, a prevedere delle risorse per fronteggiare
la manutenzione straordinaria delle autostrade gestite dal CAS.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Laccoto per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, su tale questione mi dichiaro insoddisfatto perché ho
posto tre quesiti specifici e sono state fornite risposte evasive
nel senso che ho chiesto se la prima bitumatura era stata
sostituita, e questo praticamente risulta - sarebbe un falso dire
che non è stata sostituita - perché chi percorre ogni giorno,
settimanalmente, quella autostrada sa che è stata sostituita in
gran parte.
Passo alla seconda questione. E' un momento particolare per
l'autostrada Messina-Palermo e, come lei ben sa, c'è il problema
sollevato dall'ANAS che vuole commissariare il Consorzio perché non
ha reinvestito le somme, così come prevede la normativa, per
investimenti ma solo per spese correnti.
Il terzo punto riguarda la risposta evasiva quando non si indica
la regolarità dei certificati di collaudo e si dice che sono in
corso di definizione .
Risulta, invece, onorevole Assessore, che sull'autostrada vi siano
situazioni di grave pericolo, specie quando piove e il manto
stradale non riesce ad essere a norma, con rischi per chi vi
transita quotidianamente. Pertanto, al di là della risposta formale
del Consorzio Autostrada, vorrei invitare l'Assessore ad
effettuare una ispezione su queste vicende per trovarci nelle
giuste condizioni rispetto alla qualità del servizio ed alle somme
da investire.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 53 «Provvedimenti
per garantire la trasparenza delle fatture emesse dall'EAS nei
confronti dei cittadini del Trapanese», dell'onorevole Oddo. Ne do
lettura:
«All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:
a numerosi cittadini della provincia di Trapani ed in particolare
dei comuni di Castellammare del Golfo, Valderice, Custonaci ed
Isole Egadi stanno arrivando, da parte dell'EAS (Ente acquedotti
siciliani), bollette di importi estremamente rilevanti connesse al
consumo idrico;
l'entità delle bollette sarebbe da attribuire a contatori con un
funzionamento anomalo ed in ogni caso le bollette non sarebbero
sufficientemente chiare in relazione alla natura delle richieste di
pagamento;
coinvolti dai cittadini, anche i difensori civici della provincia
e di alcuni comuni sono intervenuti con una propria nota,
sollecitando un rapido intervento, al fine di assicurare alle
cittadinanze chiarezza e certezze in ordine alla regolarità delle
bollette contestate ed in generale inviate dall'EAS;
i difensori civici hanno suggerito una moratoria immediata di 6
mesi per procedere di concerto con tutte le autorità preposte al
fine di chiarire la situazione e dare certezze ai cittadini;
evidentemente bisogna fare chiarezza a favore dei cittadini in
relazione ai costi di un bene primario qual è l'acqua ed evitare
ogni possibile contestazione in ordine alla correttezza dei
contatori utilizzati dall'Ente acquedotti siciliani in primo luogo
per rispetto alla buona fede dei cittadini siciliani;
per sapere quali misure intenda adottare per tutelare i cittadini
e dare loro chiarezza in ordine alle bollette inviate dall'EAS ed
al regolare funzionamento dei contatori montati dall'ente per la
misurazione dei consumi, considerate anche le condizioni degli
utenti, già vessati da un servizio spesso precario». (53)
Onorevoli colleghi, poiché l'interrogazione testé letta è a mia
firma, la stessa si intende presentata con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione numero 111 «Iniziative al fine di
assicurare la messa in sicurezza dello svincolo autostradale di
Brolo (ME)», dell'onorevole Laccoto. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione ed all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
l'area dello svincolo autostradale di Brolo è interessata da uno
stato di dissesto diffuso e da un movimento franoso che coinvolge
l'intera zona;
il comune di Brolo ed i privati proprietari delle aree limitrofe
allo svincolo hanno presentato reiterate segnalazioni, manifestando
la necessità di rendere fruibile lo svincolo autostradale di Brolo,
nonché di garantire il superiore interesse alla sicurezza della
pubblica circolazione;
a seguito di tali sollecitazioni, il consorzio per le autostrade
siciliane ha dato corso ad indagini geologiche sulla base delle
quali ha previsto la realizzazione di un programma di interventi
finalizzati al contenimento del dissesto ed al consolidamento della
zona relativa allo svincolo autostradale sopra individuato;
in mancanza di soluzioni concrete che ponessero rimedio al
problema, è stato instaurato un giudizio dinanzi al Tribunale di
Patti, iscritto al n. 97/04 R.G., nel quale è stata lamentata la
sussistenza di un vasto movimento franoso che interessa l'intera
zona, indicando quale unico presunto responsabile il consorzio per
le autostrade siciliane, in persona del commissario straordinario
legale rappresentante pro tempore;
con ricorso ex artt. 700 e 669 quater c.p.c., i ricorrenti hanno
chiesto in via cautelare al g.t. del Tribunale di Patti, designato
per l'istruzione della causa, la nomina di apposito c.t.u. per
verificare la sussistenza di uno stato attuale di pericolo, nonché
la necessità di realizzare opere di rinforzo e consolidamento del
declivio e del piede della scarpata in questione, al fine di
ordinare al consorzio per le autostrade siciliane l'immediata
realizzazione delle opere necessarie per evitare nuovi danni e/o il
crollo e/o l'aggravamento irreparabile dei danni subiti dagli
immobili privati;
il giudizio in questione è stato definito con atto di transazione
del 20/1/05, concluso tra i privati delle aree limitrofe, il comune
di Brolo (al tempo rappresentato, in qualità di sindaco, dal
sottoscritto interrogante), ed il consorzio autostrade siciliane,
con il quale il consorzio si è impegnato a realizzare i menzionati
lavori di consolidamento nell'area dello svincolo autostradale e/o
in quelle attigue che, all'esito ed in ragione di una preliminare
attività di studio redatta dall'ing. Fabio Cafiso, si sarebbero
resi necessari al fine di bloccare il relativo movimento franoso
che sarà compiutamente apprezzato e descritto a seguito della
predetta attività di studio e che, in via meramente
esemplificativa, risultava rappresentato dalle allegate cartelle
fotografiche sottoscritte dalle parti;
inoltre, il consorzio per le autostrade siciliane si è impegnato
ad adottare le soluzioni che, secondo lo stato della tecnica
ingegneristica, siano idonee a rafforzare ulteriormente la tutela
della stabilità dei fabbricati limitrofi;
il consorzio si è impegnato a realizzare la predetta attività di
studio, la consequenziale attività di progettazione, l'appalto dei
lavori e la relativa esecuzione entro ventiquattro mesi decorrenti
dal 20 gennaio 2005, data di sottoscrizione della transazione;
tale transazione è stata approvata dal consiglio d'amministrazione
del consorzio per le autostrade siciliane e dalla giunta municipale
del comune di Brolo;
con diverse note di sollecito, il sindaco del comune di Brolo ha
evidenziato che, con la transazione de quo, si è chiusa la
controversia giudiziaria instaurata davanti al Tribunale di Patti
onde provocare, nei confronti del CAS, l'emissione di sentenza di
condanna al consolidamento del terreno interessante, tra l'altro,
lo svincolo autostradale il cui smottamento, ancora in evoluzione,
potrebbe determinare la chiusura definitiva dello svincolo e, prima
ancora, danni irreversibili a caseggiati soprastanti coinvolti
dallo scivolamento a valle del testé citato terreno;
nel contempo, il sindaco di Brolo ha fatto valere il fatto che con
la transazione il CAS si è impegnato, anche nei confronti del
comune di Brolo, ad ultimare i lavori entro 24 mesi decorrenti dal
20/1/05 e che detto termine risulta ampiamente scaduto;
considerato che:
per via della persistente situazione di pericolo in atto presso lo
svincolo autostradale di Brolo, numerosi utenti vengono sottoposti
quotidianamente a grave rischio di incidenti, ritrovandosi di
fronte a veri e propri insidie e/o trabocchetti;
il Presidente della Regione e l'Assessore per i lavori pubblici,
ciascuno per le proprie competenze, risultano tenuti a porre in
essere ogni attività volta a dare definitiva esecuzione agli
obblighi assunti dal consorzio per le autostrade siciliane e,
comunque, ad eliminare il denunciato stato di pericolo che potrebbe
mettere a repentaglio il patrimonio e la stessa vita delle persone
che subiscono lo stato di inerzia del CAS, anche in ragione del
serio rischio di chiusura dello svincolo autostradale che
determinerebbe gravissimi pregiudizi agli utenti;
la Regione siciliana ha il diritto-dovere di reperire le risorse
finanziarie necessarie alla risoluzione del problema dello svincolo
di Brolo, tanto più in presenza degli enormi sprechi di risorse in
cui non viene dato giusto rilievo alle priorità ed all'adeguatezza
degli interventi;
per sapere:
se il consorzio autostrade siciliane abbia dato seguito ed in che
termini agli impegni assunti con la transazione sottoscritta il 20
gennaio 2005;
le ragioni e le responsabilità del ritardo nell'esecuzione degli
obblighi assunti dal CAS, nonché i tempi per la risoluzione del
problema;
se e quali iniziative il Governo della Regione abbia assunto o
abbia intenzione di assumere al fine di assicurare la messa in
sicurezza dello svincolo autostradale di Brolo». (111)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere all'interrogazione.
GENTILE, assessore per i lavori pubblici. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, su quanto segnalato dall'onorevole interrogante
sono state chieste notizie al CAS il quale, relativamente alle
questioni sollevate, ha risposto che, ultimate le nuove indagini
geologiche e definiti gli studi geotecnica, è stato trasmesso il
progetto esecutivo dello svincolo in questione all'ANAS e,
successivamente, altra documentazione integrativa.
Con nota prot. n. 118774 dell'8 ottobre 2007, l'ANAS ha
comunicato al CAS di aver approvato il predetto progetto esecutivo.
Tuttavia, già nel marzo 2008, il CAS, avendo constatato che nello
svincolo si erano formati ampi avvallamenti e notevoli dislivelli e
fessurazioni, con pregiudizio della sicurezza viaria, aveva avviato
un intervento di somma urgenza, i cui lavori si sono conclusi a
fine novembre.
Per quanto riguarda il progetto generale di stabilizzazione della
frana, il Consiglio direttivo, nella seduta del 27 giugno 2008, ha
adottato la deliberazione 60/CD, con la quale il Consorzio ha preso
atto del predetto esecutivo, per un importo di 3.236.580,83 euro a
carico del bilancio del Consorzio, spalmato nei tre esercizi 2008,
2009 e 2010.
Per una più completa informazione, si evidenzia che tale progetto
è stato anche inserito in posizione prioritaria nel programma
straordinario per la messa in sicurezza delle autostrade gestite
dal CAS.
Per quanto riguarda gli impegni che il Consorzio ha assunto, con
la transazione del 20 gennaio 2005, con le cinque famiglie di Brolo
domiciliate in quell'area, che chiedevano il risarcimento dei danni
causati ai propri fabbricati, è stato precisato che, con tale
accordo, quelle famiglie hanno rinunziato al preteso diritto al
risarcimento per i danni ai propri fabbricati; il CAS si è
impegnato ad effettuare i lavori di stabilità dei fabbricati nel
progetto di consolidamento di tutta l'area e delle parti attigue.
In sintesi, il CAS, ha evidenziato che: con provvedimento n. 60/CD
del 27 giugno 2008, ratificato dall'Assemblea con delibera n. 12/AS
del 30 dicembre 2008, ha deliberato la presa d'atto della
comunicazione ANAS n. 118774 dell'8 ottobre 2007 di approvazione
del progetto esecutivo per la messa in sicurezza dell'intero
svincolo autostradale di Brolo; con la citata deliberazione, il
CAS, si fa carico dei costi della esecuzione dei lavori per gli
esercizi finanziari 2008, 2009 e 2010; il progetto approvato
dall'ANAS comprende anche le soluzioni idonee a rafforzare
ulteriormente la tutela della stabilità dei fabbricati così come
stabilito dalla transazione del 2005 con le cinque famiglie di
Brolo domiciliate nell'area interessata; la delibera relativa
all'autorizzazione di indizione della gara è già all'ordine del
giorno del prossimo Consiglio di amministrazione previsto per il 2
febbraio 2009; il CAS attiverà le procedure di gara per
l'aggiudicazione dei lavori non appena l'Ufficio Gare d'appalto
concluderà gli adempimenti di sua pertinenza.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Laccoto per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, credo
che non sfugga l'importanza di quest'argomento nel momento in cui
si tentano di costruire nuovi svincoli e vi è uno svincolo che, da
ben vent'anni, è in una posizione precaria, di pericolo.
Voglio solo rappresentare che ciò che non dice il Consorzio è che
la transazione, firmata anche dal sottoscritto come sindaco del
Comune, prevedeva che i lavori fossero eseguiti entro il 31
dicembre del 2007.
A me sembra inopportuno il voler dire che gli esercizi siano
quelli del 2008, 2009 e 2010 ma che, comunque, oggi appare urgente
e improcrastinabile la gara e il finanziamento anche come anticipo
delle somme per poi farsi valere su qualsiasi altro fondo perché lo
svincolo di Brolo, intanto, serve un hinterland di circa 50 mila
persone e presenta un problema di sicurezza anche dal punto di
vista della protezione civile, dato che la S.S. 113 di Gioiosa
Marea è chiusa al traffico per frana.
Passo ad altre questioni. Si sta, per esempio, verificando
un'altra frana sulla S.S. 113 che preclude anche alla possibilità
di altri tratti rispetto alla strada statale. Quindi, è
indispensabile che tale gara venga espletata immediatamente e che
si risolva una situazione che, tra l'altro, creerà anche dei
problemi al CAS. Se, infatti, le famiglie che hanno formalmente
sottoscritto la transazione al 31 dicembre 2007, non si sentono
garantite, chiederanno il risarcimento dei danni e, quindi, ci
saranno ulteriori danni.
Mi dichiaro, pertanto, parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula dell'interrogante,
l'interrogazione numero 155 «Interventi di risanamento nella Chiesa
madre di Lentini», a firma dell'onorevole Vinciullo, si intende
presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 170 «Misure per assicurare
l'applicazione di procedure ad evidenza pubblica per il
reclutamento del personale del consorzio autostrade siciliane CAS»,
a firma dell'onorevole Panarello. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che il consiglio d'amministrazione del consorzio
autostrade siciliane (CAS), di proprietà della Regione, con
delibera n. 145/CD del 18/7/2008, ha bandito un concorso per
l'assunzione di 6 unità lavorative con la qualifica di operaio di
livello C1' da adibire ad attività di portineria e commesso, senza
indicare né le modalità né i criteri della selezione;
considerato che:
la delibera fa riferimento, in maniera surrettizia e furbesca, per
ciò che riguarda le modalità, al parere n. 661 del 14 gennaio 2008
reso dall'ufficio legislativo e legale della Regione siciliana;
il predetto parere si pronuncia positivamente sulla possibilità di
utilizzare, per il personale addetto all'esazione, i criteri
selettivi previsti dal CCNL del settore autostradale al posto dei
criteri previsti dall'art. 49 della legge regionale 5 novembre
2004, n. 15;
in questo contesto viene richiamata la norma che equipara il CAS
agli enti pubblici economici;
con una interpretazione capziosa del predetto parere, il consiglio
di amministrazione ha ritenuto di potere arrogarsi il potere di
reclutare il personale in maniera discrezionale, in aperta
violazione della normativa vigente;
la conseguenza di tale abnorme comportamento sarebbe che un ente
di proprietà della Regione si sottrarrebbe alle leggi regionali che
regolano le procedure di accesso agli enti sottoposti a controllo e
vigilanza della Regione e delle stesse aziende e società
partecipate;
gli avvisi pubblicati dal CAS sono difformi dai contenuti della
delibera in quanto mettono a bando 4 posti invece di 6;
la discrezionalità assoluta che si evince dal bando alimenta il
sospetto di possibili assunzioni clientelari;
la singolare delibera del CAS ha suscitato sconcerto nell'opinione
pubblica che pretende dagli enti pubblici comportamenti rigorosi e
trasparenti, particolarmente nelle procedure di accesso al lavoro;
per sapere:
se non valutino opportuno richiedere al CAS l'annullamento, in
autotutela, del predetto concorso;
se non considerino necessario predisporre una rigorosa ispezione
per verificare se anche negli altri campi di attività (appalti,
forniture, ecc...) il consiglio di amministrazione del CAS operi
nel rispetto delle leggi vigenti;
se non ritengano utile segnalare al CAS la necessità di utilizzare
criteri di selezione trasparenti ed oggettivi nel reclutamento del
personale, eliminando la preoccupazione che gli amministratori di
un ente della Regione possano utilizzare, a fini privati o
nell'interesse di una parte politica, risorse e prerogative
pubbliche.» (170)
PANARELLO
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
risposta all'interrogazione.
GENTILE, assessore per i lavori pubblici. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, su quanto rappresentato nell'interrogazione e
nell'ambito dell'attività di vigilanza dell'Assessorato regionale
dei lavori pubblici sul Consorzio delle Autostrade Siciliane, è
stato chiesto all'Ente in questione di porre in essere gli atti
integrativi necessari alla delibera 145/CD, avente ad oggetto
Istituzione del servizio di portineria presso gli uffici della
sede di Messina. Assunzione di n. 6 unità lavorative con qualifica
di operaio di livello C1 .
L'argomento in questione rientra nell'ambito dell'ispezione
disposta nel mese di dicembre 2008 e riguardante non solo la
problematica di cui all'interrogazione ma tutta una serie di
attività poste in essere dal Consorzio nell'anno 2008.
Non appena la nominata commissione, composta da tre funzionari
regionali, avrà ultimato gli accertamenti ispettivi promossi, sarò
in grado di comunicarne gli esiti, se richiesti, all'onorevole
interrogante.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della riposta fornita
dall'Assessore.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono soddisfatto
del fatto che l'Assessore abbia deciso di accogliere la mia istanza
di procedere ad una ispezione.
Vorrei sottolineare l'esigenza che i tempi di tale adempimento
siano accelerati il più possibile e, soprattutto, che, da parte
dell'assessore, si comunichi al Presidente del Consiglio di
amministrazione, - peraltro è una dirigente della Regione - che,
probabilmente, avendo un incarico di rilievo (la dottoressa Valenti
è, infatti, Capo di Gabinetto dell'Assessorato Agricoltura), non ha
tempo sufficiente da dedicare a questo importante ente regionale
oggi all'attenzione dell'opinione pubblica siciliana, e non solo
per i livelli molto bassi di sicurezza che assicura agli
automobilisti. Vorrei che l'Assessore segnalasse al Consiglio di
amministrazione del Consorzio la necessità di rispettare le
procedure di evidenza pubblica e le vigenti norme della Regione
perché, in una occasione, la dottoressa Valenti ha avuto modo di
dire che aveva congelato il concorso perché prima aveva deciso di
attivare le procedure di mobilità, così come prevede la legge sul
pubblico impiego che si applica anche in Sicilia.
Segnalo all'Assessore, oltre che al Parlamento, che, invece di
redigere il bando di mobilità, come è previsto dalla vigente
normativa, il Consiglio di amministrazione si sta orientando verso
una ricerca - non si capisce bene in che maniera si sta svolgendo -
che non consentirebbe a tutti coloro che eventualmente volessero
accedere alle postazioni libere presso il Consorzio per le
Autostrade Siciliane di farlo secondo le procedure previste che,
com'è noto, assicurano trasparenza e pari opportunità a tutti i
dipendenti pubblici che volessero eventualmente transitare mediante
concorso.
Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 213 «Interventi nel
settore dell'edilizia residenziale pubblica», a firma
dell'onorevole Barbagallo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
la Corte dei conti, sez. di controllo per la Regione siciliana, ha
approvato, con deliberazione 9/2006, la relazione sulla gestione
dell'edilizia residenziale pubblica (ERP) nella Regione Siciliana;
l'indagine ha avuto per oggetto il ruolo svolto
dall'amministrazione regionale, nonché dagli enti territoriali e
dagli Istituti autonomi case popolari (IACP) nella politica
pubblica per la casa;
la relazione della Corte dei conti fornisce una disamina completa
ed impietosa delle numerose criticità che caratterizzano le
politiche abitative nella nostra regione, spesso frammentarie e
slegate da una programmazione strategica conseguente alla
ricognizione del reale fabbisogno abitativo;
in Sicilia, ben 67 comuni, il 17% del totale, vengono definiti 'ad
alta tensione abitativa' ai sensi della legge 21 febbraio 1989, n.
61;
considerato che:
i rilievi della Corte riguardano, innanzitutto, l'organizzazione
complessiva del sistema di governo delle politiche abitative,
eccessivamente frammentato tra comuni, IACP e Regione e,
all'interno di questa, in tre distinti dipartimenti (Assessorato
alla Presidenza, Lavori pubblici e Cooperazione, commercio,
artigianato e pesca);
ciò determina la dispersione di risorse, l'assenza di
coordinamento tra attività sostanzialmente affini, nonché la
duplicazione di funzioni;
l'organico del dipartimento regionale dei lavori pubblici, dotato
di competenza generale nell'ambito della politica abitativa,
risulta sottodimensionato rispetto alle necessità di governo di un
settore così complesso e delicato;
particolarmente carente è la gestione delle informazioni relative
alla consistenza del patrimonio di edilizia residenziale pubblica,
alla sua gestione, al monitoraggio delle opere realizzate,
all'avanzamento finanziario degli interventi, all'andamento
demografico e alle dinamiche economiche e sociali che lo
condizionano;
a tal proposito, la Corte rileva: 'mentre a livello centrale e
presso molte realtà regionali risultano istituiti appositi
osservatori della condizione abitativa, nell'ambito siciliano,
invece, non è stata ancora prevista alcuna specifica struttura per
la raccolta, elaborazione e diffusione dei dati relativi a tale
delicato settore nella realtà locale';
nello svolgimento dell'indagine, la Corte denuncia ritardi e
approssimazione nei dati complessivi, elaborati dagli enti
interpellati solo ed esclusivamente a seguito delle sollecitazioni
dell'organo di controllo;
tali ritardi hanno interessato tutte le amministrazioni coinvolte,
dai dipartimenti regionali, agli IACP fino al campione di comuni
presi in considerazione ai fini dell' indagine;
l'assenza di informazioni basilari sul patrimonio esistente e sui
bisogni reali condiziona l'attività programmatoria, limitata al
vaglio del 'parco progetti' e dei finanziamenti disponibili e
assolutamente incapace di intercettare le dinamiche che determinano
il fabbisogno;
la carenza di programmazione non consente l'individuazione degli
obiettivi prioritari da raggiungere né la verifica dei risultati;
le disposizioni della legge regionale n. 60/84, che prevedeva la
formazione delle anagrafi dell'utenza e il censimento degli alloggi
pubblici con elaborazione elettronica dei dati, sono tuttora, in
larga parte inapplicate;
la frammentaria gestione in tema di ERP ha determinato una
distribuzione di alloggi pubblici non coerente rispetto alle
esigenze del territorio, con la realizzazione di case popolari in
piccoli centri nei quali l'andamento demografico e tutti gli indici
economici dimostrano un progressivo spopolamento, mentre si
accresce il disagio abitativo nelle grandi città;
ritenuto che:
sul totale di circa 61 mila alloggi pubblici, alla gestione dei 10
IACP siciliani (uno per provincia più quello di Acireale) sono
affidati oltre 45 mila alloggi; oltre il 50% è concentrato nelle
province di Palermo, Catania e Messina;
tale dato è quello risultante dopo la massiccia dismissione che,
tra il 1994 e il 2003, ha consentito l'alienazione di quasi 20 mila
alloggi con un ricavo di oltre 220 milioni di euro;
il ricavo delle vendite è stato destinato, per l'85% al ripiano
dei passivi di bilancio degli istituti, mentre una percentuale
molto bassa è stata reinvestita in nuove costruzioni o per
l'acquisto di nuove aree edificabili;
ciò ha comportato un sostanziale depauperamento del patrimonio
degli IACP, soprattutto perché il patrimonio residuo consiste in
alloggi vetusti, o occupati abusivamente, o ad alto tasso di
morosità, quindi sostanzialmente improduttivo;
la consolidata esposizione debitoria degli istituti ha trovato,
pertanto, un ristoro solo momentaneo e, attualmente, la loro
gestione presenta criticità di notevole rilievo;
la vigilanza sugli IACP è affidata all'Assessorato Lavori
pubblici, ma l'autonomia riconosciuta agli istituti ha generato
gestioni molto differenziate non sanzionabile in alcun modo per
l'assenza di poteri sostitutivi da parte della Regione;
a titolo di esempio, si cita il caso dello IACP di Acireale che, a
fronte di un canone mensile medio di euro 77, segnala alloggi il
cui canone ammonta a 0,89 mensili;
appare preoccupante il fenomeno dell'occupazione senza titolo
degli alloggi e della morosità nel pagamento dei canoni che gli
istituti non sembrano in grado di fronteggiare;
a fine 2003, il 15% degli alloggi risultava occupato abusivamente,
mentre la morosità complessiva per canoni scaduti ammontava a 148
milioni di euro;
tali realtà riguardano, in modo preponderante, le città di
Palermo, Catania e Messina;
nell'indagine della Corte dei conti si segnala come 'non sembra
che gli istituti prestino adeguata attenzione al fenomeno in
questione';
infatti, le azioni esecutive per il recupero dei crediti scaduti o
l'avvio di procedure stragiudiziali rappresentano un numero esiguo
rispetto alle necessità;
riguardo le occupazioni abusive, su 9 mila casi, gli IACP hanno
esperito azioni amministrative o giudiziarie solo raramente: solo
31 sono i procedimenti conclusi positivamente;
tali dati confermano che la gestione degli IACP è lontana dal
raggiungimento dell'equilibrio tra costi e ricavi, pertanto
deficitaria e poco incisiva rispetto ai fini istituzionali
assegnati;
ciascun istituto è governato da un consiglio di amministrazione
composto da 10 membri, un organismo pletorico rispetto alla
produttività, che andrebbe snellito nel quadro di una più generale
riforma di tutto il settore di ERP;
considerato ancora che:
la costante diminuzione degli stanziamenti pubblici, statali e
regionali, a favore di nuova edilizia residenziale pubblica,
conseguente al venir meno della contribuzione GESCAL, ha generato
un decremento nella realizzazione di nuovi alloggi e nel recupero
di quelli esistenti, con il sostanziale abbandono delle politiche
abitative nella nostra regione;
l'incontrollabile aumento dei canoni di locazione di edilizia
privata, insieme con la progressiva perdita del potere di acquisto
di salari e stipendi, sta determinando una tensione sociale di
grande portata;
sono le fasce più deboli della popolazione a subirne gli effetti
più pesanti, ma nemmeno il ceto medio può considerarsi immune
dall'incidenza sempre più rilevante dei costi abitativi sul reddito
della famiglia;
il fabbisogno, stimato in base alle richieste di inserimento nelle
graduatorie comunali per l'assegnazione di alloggi, è di oltre 60
mila abitazioni;
ritenuto infine che:
secondo i rilievi della Corte dei conti, la legislazione regionale
relativa all'assetto istituzionale nel settore è ormai obsoleta,
essendo rimasta ferma a principi risalenti agli anni '70, mentre le
altre regioni italiane hanno via via adeguato il quadro normativo
di riferimento;
con l'ordine del giorno n. 20 approvato dall'ARS nella seduta n.
16 del 18 ottobre 2006 'Approvazione del DPEF per gli anni 2007-
2011', si impegna il Governo della Regione ad avviare la riforma
degli Istituti autonomi case popolari;
per sapere:
le cause dello stato di cose sopra descritto e quali provvedimenti
intendano adottare per consentire una gestione integrata di tutti
gli interventi e che renda più funzionale l'apparato pubblico
preposto alla sua gestione;
se non ritengano indifferibile l'elaborazione di un programma di
interventi nel settore dell'edilizia residenziale pubblica adeguato
al fabbisogno reale, reperendo risorse finanziarie, laddove
possibile, anche attraverso la realizzazione di economie;
se non ritengano necessario procedere alla ricognizione
dell'intero patrimonio di ERP e di tutti i dati attinenti alla sua
gestione attraverso la progettazione e l'implementazione di un
sistema informativo adeguato.» (213)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
risposta all'interrogazione.
GENTILE, assessore per i lavori pubblici. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'interrogazione solleva una serie di criticità
che coinvolgono l'intero sistema delle politiche abitative sul
quale il sottoscritto, sin dalla data del suo insediamento, ha
prestato particolare attenzione avviando le opportune iniziative
volte ad acquisire una conoscenza complessiva della vicenda, anche
attraverso incontri tenuti con gli uffici e con i Presidenti degli
Istituti autonomi case popolari.
Da tali incontri è emerso che, pur essendo unanime l'esigenza di
interventi immediati per rivitalizzare il sistema abitativo, le
risorse economiche disponibili risultavano insufficienti a dare le
risposte attese.
Nella superiore ottica, già in sede di documento di programmazione
economico-finanziaria, su proposta del sottoscritto, alla politica
abitativa è stata data quella centralità che la stessa merita, a
fronte anche della nuova crisi economica che non consente ai
bisognosi di realizzare o acquistare un immobile o di permettersi
l'affitto di un immobile a causa degli elevati costi.
Tale centralità, naturalmente, per uno sviluppo complessivo, non
può prescindere dall'apporto delle risorse provenienti dallo Stato,
risorse che attualmente non sono state definite.
Nello stesso tempo, consapevoli che solo da un'azione congiunta
dello Stato, della Regione, delle Prefetture, degli Istituti
autonomi per le Case popolari e dei Comuni delle città
metropolitane (Catania, Messina e Palermo) potrà conseguire
efficacia il tentativo di ridurre il fenomeno delle occupazioni
abusive e di morosità di lunga durata, si è ritenuto di dover
avviare un tavolo di concertazione regionale volto a individuare
solide e condivise iniziative da intraprendere per ridurre a
dimensione programmabili le necessità del settore.
Circa la seconda richiesta dell'interrogazione è stato avviato in
assessorato un monitoraggio con l'accertamento delle economie su
interventi realizzati ed in corso di realizzazione con le risorse
assegnate dallo Stato da utilizzare per orientarle principalmente
per la realizzazione di interventi mirati alla valorizzazione del
patrimonio di alloggi popolari di proprietà degli II.AA.CC.PP. e
delle amministrazioni comunali, nel contempo, per perseguire il
tentativo di contribuire a ridurre il degrado ambientale, con
interventi mirati al mantenimento del patrimonio edilizio
esistente, secondo le seguenti tipologie:
-completamento di interventi di costruzione di alloggi popolari non
ultimati, con valutazione della convenienza economica alla loro
ultimazione;
-realizzazione di opere di urbanizzazione primaria limitatamente a
quelle necessarie per conseguire l'abilitabilità di alloggi già
realizzati;
-realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria, proporzionate
alla potenziale aggregazione della popolazione residente nella zona
PEEP;
-interventi di adattamento di alloggi popolari alle esigenze di
assegnatari portatori di grave handicap o tra i componenti del
nucleo familiare figura un portatore di grave handicap (al fine di
assegnare adeguati alloggi ai disabili andrebbe anche valutata
l'utilizzo della mobilità degli assegnatari).
Particolare attenzione è stata posta alle aree metropolitane della
Sicilia (Catania, Messina, Palermo), laddove è più avvertito il
disagio abitativo nonché il sostegno alla politica abitativa in
generale attraverso il necessario coinvolgimento del capitale
privato (imprese e cooperative edilizie) per supplire all'assenza
di adeguate risorse.
Al riguardo, in ipotesi di decadenza delle datate graduatorie in
favore di imprese e cooperative edilizie, che di fatto
cristallizzano tutte le risorse statali disponibili, la
liberalizzazione delle risorse consentirebbe una disponibilità
economica per poter orientare la spesa per la realizzazione
immediata di nuovi alloggi di edilizia agevolata (si ipotizza uno
stock di 5 mila alloggi nell'area metropolitana di Palermo, 4 mila
in quella di Catania e 2 mila a Messina) al fine di ampliare
l'offerta e ridurre generalmente o almeno frenare gli attuali
elevati valori immobiliari, accompagnando tale programmazione con
una serie di incontri e accordi di programma anche con le
amministrazioni dei comuni interessati e con l'assessorato
territorio per favorire il reperimento delle aree edificabili.
Per raggiungere l'obiettivo appena citato è stato elaborato un
apposito disegno di legge che, entro breve termine, sarà trasmesso
alla Giunta regionale, con il quale, tra l'altro, è prevista la
cancellazione dalle graduatorie delle cooperative non in regola con
la revisione ordinaria e le imprese sprovviste con la
certificazione camerale con il nulla-osta antimafia nonché non in
regola con la contribuzione previdenziale.
Inoltre, per completare il quadro del regime di aiuti in favore,
prevalentemente, dei centri minori della Sicilia, si è predisposto
un bando per il recupero dei centri storici, redatto ai sensi
dell'articolo 25 della legge regionale n. 1/2008, al momento in
esame da parte della competente commissione parlamentare, nel quale
sono privilegiate le iniziative di recupero ubicate nei centri
minori.
Non meno rilevante per un più armonico sviluppo delle politiche
abitative, si è modificato l'attuale assetto normativo che riguarda
gli Istituti Autonomi per le Case Popolari. A tal fine, è già stato
elaborato un apposito disegno di legge di riforma degli Istituti
autonomi che sarà oggetto di riflessione con gli operatori del
settore, i presidenti degli Istituti, le organizzazioni sindacali
ed anche altri organi, per poi procedere, immediatamente, al
relativo iter parlamentare.
In quella sede, e cioè nel nuovo disegno di legge legislativo, le
criticità attualmente esistenti, sollevate dalla Corte dei Conti,
trovano ampio superamento.
La riforma degli Istituti Autonomi Case Popolari, infatti, nel
testo che è già stato elaborato dall'assessorato per i lavori
pubblici e che sta per essere avviato nel cammino procedurale,
prevede una serie di elementi innovativi, tra cui la creazione di
un osservatorio regionale delle politiche abitative, la raccolta
anagrafica dell'utenza che dovrebbe consentire, anche attraverso la
trasformazione della natura giuridica degli Istituti, di avviare a
soluzione le molteplici problematiche che, attualmente, affliggono
il settore dell'edilizia residenziale pubblica.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto
della buona volontà dell'Assessore, ma sappiamo che il problema
della casa in Sicilia è estremamente importante. Sono necessari
almeno 60 mila alloggi e non so se gli Istituti sono in grado di
realizzare una politica per la casa, adeguata ai cittadini
siciliani.
Vorrei ricordare che, con l'ordine del giorno numero 20 del 18
ottobre 2006, in occasione dell'approvazione del Documento di
programmazione economico-finanziaria, è stato stabilito che la
Regione avrebbe dovuto riformare o abolire gli Istituti Autonomi
Case Popolari.
Non so se siamo in grado di rilanciarli, ma vi sono alcune
criticità estremamente significative: basti pensare, ad esempio,
all'eccesso di morosità o al fatto che l'85% delle somme che sono
state incassate dalla dismissione del patrimonio si sono tutte
orientate alla copertura del deficit senza una lira per
investimenti.
Credo che, su questo argomento, il disegno di legge che
l'assessore ha annunciato possa essere anche l'occasione per una
verifica più puntuale delle politiche per la casa in Sicilia e,
quindi, mi auguro che il Governo lo faccia camminare speditamente,
con una corsia preferenziale.
Vorrei segnalare una situazione anomala. Ne approfitto per
interloquire con l'assessore in ordine all'Istituto Autonomo Case
Popolari di Catania, che si trova in gestione commissariale, per la
quale ci sono valutazioni molto difformi da parte sia dei sindacati
di categoria del Sicet, del Sunia, sia anche da parte di tanti
rappresentanti istituzionali.
Mi auguro che l'Assessore attivi delle iniziative finalizzate al
superamento della gestione commissariale, dato che noi viviamo una
condizione particolare: i sei componenti che non si sono dimessi
continuano ad operare, il commissario svolge attività e devono
essere nominati altri tre componenti da parte del Presidente della
Provincia.
Sarebbe giusto, quindi, anche sollecitare il ripristino degli
organi democratici attraverso la nomina dei rappresentanti della
Provincia che mancano.
Ritengo, pertanto, che la risposta all'interrogazione sia
parzialmente soddisfacente, in relazione anche al fatto che
l'Assessore ha annunciato la prossima presentazione di un disegno
di legge di riordino complessivo della materia.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza numero 37 «Notizie sulla
gestione del personale del Consorzio Autostradale Siciliano (CAS)»,
a firma dell'onorevole Panarello. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che il presidente del Consorzio autostrade
siciliane (CAS), con proprie determinazioni ha affidato all'esterno
la gestione degli uffici pensioni e appalti, determinando un
ingiustificato aggravio di spese per l'ente;
considerato che:
tale decisione, inedita per il CAS, viene motivata dalla carenza
di personale e dalla necessità di far funzionare gli uffici;
la carenza di personale è conseguenza della delibera n. 227/2008
del consiglio di amministrazione che ha rimosso il personale dai
predetti uffici e li ha trasferiti ad altri incarichi;
sembrerebbe che la carenza di personale dei predetti uffici sia
stata volutamente determinata per poter procedere, successivamente,
all'affidamento di incarichi esterni;
la predetta delibera, contestata dal personale, e gli ordini di
servizio conseguenti sono di dubbia legittimità in quanto emanati
in violazione della legge n. 10/2000 che pone in capo ai dirigenti,
e non agli amministratori, i compiti di organizzazione del
personale;
il dirigente generale del CAS, nominato in ottemperanza ad un
pronunciamento del TAR Catania del 19 ottobre 2008, non è stato
messo, dal consiglio di amministrazione, in condizione di
esercitare le funzioni;
è stato già effettuato uno sciopero del personale e permane uno
stato di forte tensione tra i dipendenti che limita la funzionalità
del CAS;
per conoscere:
se non ritengano utile promuovere una rigorosa ispezione sugli
atti compiuti dal consiglio di amministrazione e dal presidente del
CAS per valutarne la legittimità e l'efficacia in relazione
all'obiettivo di migliorare la funzionalità e l'efficienza
dell'azienda;
se non considerino opportuno sollecitare il CAS a sospendere in
autotutela le delibere e le determinazioni sopra richiamate al fine
di prevenire possibili danni erariali e di evitare un ulteriore
aumento del contenzioso con il personale, con ricadute negative per
le finanze del CAS;
se non valutino opportuno intervenire sugli organi del CAS per
richiamarli ad un comportamento rispettoso dei diritti del
personale e delle relazioni sindacali volti a superare la
situazione caotica che si è determinata, condizione essenziale per
risolvere i problemi di produttività e funzionalità del più
importante ente di proprietà della Regione». (37)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interpellanza.
GENTILE, assessore per i lavori pubblici. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, nell'ambito dei poteri di vigilanza e controllo
esercitati dall'Assessorato dei lavori pubblici nei confronti del
Consorzio delle autostrade siciliane, sono state chieste al
medesimo ente chiarimenti sulla delibera del Consiglio di
amministrazione n. 227 del 12 settembre 2008, avente per oggetto il
Rilancio dell'Ente - Prima proposta operativa , anche in
relazione a quanto rappresentato nell'interpellanza in questione.
L'argomento, ad ogni modo, rientra nell'ambito dell'ispezione
disposta nel mese di dicembre 2008, volta a verificare la
legittimità di una serie di atti deliberativi adottati dal
consorzio, tra cui anche la delibera in questione.
In verità, l'indagine ispettiva era stata avviata in precedenza e
successivamente estesa, in seguito alla proposizione
dell'interpellanza, anche alla delibera sopra citata.
Non appena saranno ultimati gli accertamenti ispettivi condotti
da un'apposita commissione composta da tre funzionari, uno della
Presidenza, uno del Bilancio e uno dei Lavori pubblici, potrò
fornire notizie più dettagliate, sempre se richieste dall'onorevole
che ha presentato l'interrogazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto che
l'Assessore ha ritenuto opportuno accogliere la sollecitazione che
avevo esposto nell'interpellanza di procedere ad un'ispezione.
Vorrei segnalare all'Assessore, tuttavia, che, nel frattempo,
sono intervenuti ulteriori elementi di allarme per quanto riguarda
la gestione del Consorzio, relativi ad una tensione vivissima con
il personale, scaturita dalla delibera n. 227 del 2008, che in
maniera del tutto inusuale viene assunta dal Presidente del
Consiglio di Amministrazione e, quindi, in difformità alla legge 10
del 2000 che attribuisce ai dirigenti la responsabilità della
riorganizzazione e dei trasferimenti del personale.
A parte questi aspetti, che sono richiamati nell'interpellanza,
vorrei rappresentare all'Assessore che, con successivi atti
parlamentari, ho chiesto il commissariamento del Consorzio, perché
il modo reiterato di gestire il Consorzio, purtroppo, - modo che
riguarda il personale ma che riguarda anche tante altre materie -,
si accompagna ad un atteggiamento propagandistico del presidente
dello stesso Consorzio per le Autostrade siciliane. Il quale - lo
sottolineo - è un dirigente della Regione che riveste un importante
incarico essendo capo di Gabinetto dell'Assessore per l'Agricoltura
e, quindi, dovrebbe essere a conoscenza delle leggi che si
applicano in Sicilia; ma temo che non abbia molto tempo da
dedicare al Consorzio per le Autostrade siciliane, visto l'incarico
oneroso che svolge presso l'Assessorato Agricoltura.
E' una campagna che può ritorcersi contro il principale ente di
proprietà della Regione, ma, indirettamente, anche nei confronti
del Governo della Regione. Ho ascoltato, infatti, alcune interviste
televisive al presidente del Consorzio per le Autostrade siciliane,
nel corso delle quali egli ha sostenuto che la manutenzione
nell'autostrada Messina-Catania-Palermo non si è effettuata per
anni e che le risorse destinate per legge alla manutenzione sono
state utilizzate parzialmente. Sono notizie di reato che
alimenteranno, da parte di tutti gli automobilisti che hanno avuto
incidenti nel corso degli anni, richieste di risarcimento nei
confronti del Consorzio, che è un ente della Regione, con tutti i
riflessi economici che questo comporta.
Avere esternato tali dati credo che abbia alimentato anche un
clima di insicurezza negli automobilisti, e ciò rende molto
delicata la situazione.
Lo stesso è stato fatto per un presunto ammanco di dodici milioni
di euro che la dottoressa Valenti avrebbe scoperto non si capisce
come.
Segnalo questi elementi per sottolineare l'esigenza che da parte
del Governo della Regione vi sia un'attenzione adeguata a quello
che è, probabilmente, il principale ente di proprietà della
Regione, che gestisce una struttura fondamentale per la viabilità
in Sicilia e che merita di essere diretto da persone competenti,
attente ed in grado di utilizzare adeguatamente le risorse, di
rispettare rigorosamente le leggi e di costruire all'interno della
struttura un clima che consenta di affrontare al meglio i problemi
accumulatisi nel corso degli anni e che ora vengono al pettine.
Il fatto che l'ANAS abbia aperto un'istruttoria e voglia revocare
la concessione al Consorzio per le Autostrade siciliane, prevista
per legge, è un fatto di inaudita gravità rispetto al quale il
Governo della Regione ha il dovere di intervenire per porre rimedio
alla disastrosa situazione che si è determinata.
Mi dichiaro parzialmente soddisfatto della risposta.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula dell'interrogante,
l'interrogazione n. 289 «Proroga dei termini per la realizzazione
di programmi di edilizia agevolata convenzionata», a firma
dell'onorevole Raia, si intende presentata con richiesta di
risposta scritta.
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
«Industria»
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della Rubrica
«Industria».
Si procede con lo svolgimento dell'interrogazione numero 75
«Provvedimenti a favore dell'estensione del regime delle
agevolazioni pensionistiche di cui alla legge n. 247 del 2007 anche
ai lavoratori siciliani», a firma degli onorevoli Donegani,
Marziano e Panarello. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'industria e
all'Assessore per la sanità, premesso che la legge n. 247/2007
riconosce ai lavoratori dipendenti delle imprese industriali che
hanno lavorato in ambienti insalubri a stretto contatto con
materiali altamente cancerogeni, come le fibre di amianto, la
possibilità di accedere alle agevolazioni pensionistiche previste
dalla legislazione nazionale, integrando con ulteriore
documentazione i periodi di lavoro fino al mese di ottobre 2003;
rilevato che centinaia di lavoratori siciliani del settore sono
stati esclusi dalle agevolazioni e che nessuna zona industriale è
stata inserita negli elenchi degli atti di indirizzo del decreto
ministeriale attuativo della legge, nonostante aree come quella di
Priolo Gargallo siano state tra le prime ad essere dichiarate, con
il decreto n. 468/2001, zone di interesse nazionale nel programma
di bonifica e ripristino ambientale;
per sapere:
se il Presidente della Regione e gli Assessori competenti siano a
conoscenza dei fatti sopra esposti e non li ritengano altamente
penalizzanti per i lavoratori siciliani interessati;
se non ritengano, quindi, di dovere intervenire con urgenza
affinché sia immediatamente rivisto il decreto in questione con
l'inserimento negli elenchi ministeriali dei siti industriali della
Regione siciliana.» (75)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per l'industria, onorevole
Gianni, per fornire la risposta.
GIANNI, assessore per l'industria. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, con riferimento all'interrogazione a firma
dell'onorevole Donegani ed altri, con la quale si chiede di
estendere i benefici già riconosciuti dalla legislazione nazionale
con la legge n. 247 del 2007, pur riconoscendo che negli atti di
indirizzo ministeriale non siano state inserite le aree siciliane,
come quelle di Priolo Gargallo, come aree di interesse nazionale
per bonifica e ripristino ambientale, è mio intendimento - alla
luce del decreto del Ministero dell'ambiente n. 468 del 2001 -
porre in essere ogni utile iniziativa al fine di consentire il
godimento di benefici economici ai lavoratori esposti a materiali
cancerogeni interessando le strutture ministeriali di competenza.
Inoltre, oltre a questo aspetto legato ai lavoratori, ho già
interessato il Ministero del lavoro e il Ministero dello sviluppo
economico perché possa vedere rapida attuazione il programma
nazionale straordinario per il recupero economico-produttivo dei
siti industriali inquinati già approvato dal CIPE nel 2008.
Infine, mi sono adoperato in prima persona per ottenere un
incontro con il Ministro Sacconi per verificare la possibilità di
modificare gli atti ministeriali attuativi della legge n. 247 e
consentire così il godimento dei benefici pensionistici anche ai
lavoratori siciliani.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Donegani per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
DONEGANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ritengo
parzialmente soddisfatto della risposta dell'Assessore per
l'industria. Però devo fare alcune precisazioni perché questa
interrogazione è stata presentata dal sottoscritto e dai colleghi
Marziano, Panarello e Marinello molti mesi fa.
Rispetto a questa interrogazione, il problema che gli interroganti
avevano rappresentato era in riferimento ad alcune risposte ora
fornite dall'Assessore, in relazione al non riconoscimento, da
parte del Governo nazionale e, in particolare, del Ministero
competente, ai lavoratori siciliani - unici esclusi - del beneficio
pensionistico alla data del 2003, poi prorogata al 15 giugno 2005,
atto che noi abbiamo ritenuto essere gravissimo per la Sicilia.
Il Governatore Lombardo, tra l'altro, a Gela ma anche in altre
realtà siciliane, proprio nel periodo della campagna elettorale,
aveva detto espressamente, a difesa dei lavoratori e dei cittadini
di quella realtà, che andavano riconosciuti tutti i benefici ai
lavoratori per i danni da inquinamento ambientale.
Gela, Priolo e Milazzo, tre grosse realtà a rischio ambientale, ed
i lavoratori che sono stati sottoposti a rischio amianto, venivano
esclusi dalla rappresentanza politica a livello nazionale di cui è
espressione lo stesso Governo regionale.
Ecco perché non mi reputo soddisfatto dell'atteggiamento del
Governatore della Sicilia, onorevole Lombardo, e degli slogan che
ha lanciato e della poca concretizzazione degli stessi nella fase
della sua esperienza governativa; al contrario, mi ritengo
soddisfatto della risposta fornita dall'assessore Gianni, che si
impegna a portare avanti le motivazioni a favore non degli
interroganti, ma a favore dei siciliani che hanno vissuto e vivono
drammi reali e seri in Sicilia per la salute propria e dei loro
familiari.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 139 «Interventi per
valorizzare il procedimento di lavorazione della kainite», a firma
dell'onorevole Panepinto. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'industria,
premesso che:
la procedura di dismissione della quota societaria, di proprietà
della Regione, dell'Italkali sembra bloccata per ragioni che non è
dato sapere;
nella XIV legislatura le Commissioni legislative permanenti
dell'Assemblea regionale siciliana 'Bilancio e programmazione' e
'Attività Produttive' hanno avuto modo di udire la parte privata
dell'Italkali relativamente al piano industriale sull'estrazione
della kainite nella miniera di Realmonte, in provincia di
Agrigento;
tale piano industriale prevede circa 300 nuovi addetti,
direttamente impegnati nell'estrazione della kainite;
visto che:
l'impianto sperimentale per la coltivazione della kainite,
concretizzato in collaborazione col CNR a seguito di un intervento
finanziario di circa 2 milioni e 700 mila euro da parte del
Ministero per le attività produttive (novembre 2002), ha dato esito
positivo;
il progetto di sviluppo era stato indicato, oltre che
dall'Italkali, anche da un decreto dell'Assessore regionale pro
tempore, datato 18 maggio 2001, ma che da allora nulla è stato
concretamente fatto e che sette anni sono trascorsi senza che si
procedesse alla dismissione e vendita del pacchetto azionario
regionale ad acquirente che intenda partecipare allo sviluppo del
progetto kainite;
premesso, altresì, che nell'anno 2007, per diverse settimane, è
stata sospesa l'estrazione del sale, per mancanza di neve nel
centro e nel nord Italia, determinandosi uno stato di crisi
occupazionale per i lavoratori dell'Italkali così come per i
dipendenti delle cooperative;
considerato che la provincia di Agrigento, più di altri territori
siciliani, vive una crisi occupazionale drammatica con migliaia di
giovani che silenziosamente emigrano mentre in loco cresce la
povertà;
per sapere:
se non ritengano necessario e urgente definire l'atteggiamento
della Regione in merito alla dismissione del suo pacchetto
azionario, per consentire a una società interamente privatizzata di
sviluppare il progetto di valorizzazione della kainite;
se, in alternativa, ritenga necessario e urgente attivare la
Regione nella qualità di socio azionista per avviare subito il
passaggio dalla fase sperimentale a quella di progetto e
industriale della produzione di kainite.» (139)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per l'industria per fornire la
risposta.
GIANNI, assessore per l'industria. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, si premette che il sottoscritto ritiene che il Progetto
per lo sfruttamento della kainite nella miniera di Realmonte per la
produzione di concime e la coltivazione con metodi biologici possa
costituire sicuramente una valida e tempestiva risposta alla grave
crisi occupazionale ed economica della provincia di Agrigento e
della Sicilia.
Per tale ragione si premette ancora che ho già provveduto, a
seguito del dibattito avvenuto il 28 novembre scorso presso la
terza Commissione, ad inoltrare un'apposita istanza al commissario
dell'Ente Minerario Siciliano con la quale si chiede un riscontro
urgente circa la possibilità di attuare il progetto di che trattasi
al fine, tra l'altro, di evitare la perdita del contributo
ministeriale di 850 mila euro già destinato per la suddetta
iniziativa.
A seguito dell'interrogazione a firma dell'onorevole Panepinto,
con la quale si entra nel merito della dismissione del pacchetto
azionario di proprietà della Regione siciliana, da una verifica
degli atti in possesso dell'assessorato di mia competenza ho il
dovere di rappresentare che l'atto di proposta di accordo di
programma presentato da Italkali sarebbe dovuto essere riformulato
per essere conforme alle previsioni dettate dal Ministero delle
attività produttive, a seguito dell'intervento finanziario del
2002.
La stessa Italkali aveva chiesto la concessione demaniale di
un'area nel comune di Porto Empedocle, il cui ottenimento doveva
ritenersi quale presupposto indispensabile per avviare il
procedimento di finanziamento del progetto da parte del Ministero
delle Attività Produttive.
Gli uffici della Regione per valutare l'impatto socio-economico
del progetto in questione avrebbero dovuto effettuare un'analisi
costi/benefici tra il progetto in argomento e quello riguardante
l'esecuzione del salinodotto oggetto della normativa di cui alla
legge regionale n. 8 del 1998.
Dall'esame, inoltre, di una nota inviata dall'Italkali al
liquidatore EMS, nel 4/1/2008, con la quale l'Italkali rispondeva
alla richiesta di un aggiornamento sullo stato di attuazione del
progetto in questione si evince che E' stato elaborato un progetto
di massima dell'impianto prevedendone l'ubicazione nell'area
demaniale adiacente di Porto Empedocle, è tuttavia imprevedibile
quando l'iniziativa potrà essere realizzata in quanto l'area
demaniale pur essendo utilizzata risulta non disponibile perché
contesa tra la capitaneria di Porto Empedocle e il consorzio ASI di
Agrigento, sulla quale siamo intervenuti e stiamo vedendo di
trovare una soluzione.
In sintesi, le comunicazioni forniti dagli amministratori
confermano che non appare attuale o immediata la realizzazione del
progetto; anzi, i tempi dell'avvio per la realizzazione appaiono
imprevedibili mancando allo stato il terreno individuato per
l'ubicazione dell'impianto.
Contestualmente alle questioni legate a quanto sopra indicato, si
è palesata anche la problematica della ricapitalizzazione della
società Italkali, quantificata nella misura di 1 milione e 400
mila euro, così come emerso in sede di dibattito in terza
Commissione, sempre in data 28 novembre 2008.
A tal proposito, pur condividendo le risultanze cui è pervenuta la
terza Commissione, ho il dovere di rappresentare che da
comunicazioni fatte pervenire dagli amministratori della società,
né la relazione sulla situazione patrimoniale infrannuale né la
relazione al bilancio della società nel 2007, presentata per
l'assemblea del giugno 2008, hanno evidenziato o sollecitato la
ricapitalizzazione.
Inoltre, in seguito, come da comunicazione intercorsa, la proposta
di aumento di capitale, inserita all'ordine del giorno
dell'assemblea del 29 ottobre scorso, non è stata in alcun modo
posta dagli amministratori in relazione alla realizzazione del
progetto Kainite.
Decisivo al riguardo è quanto viene attestato nel verbale
d'assemblea, la proposta di aumentare il capitale sociale è
rimessa alle prudenziali valutazioni degli azionisti ai quali
spetta di raggiungere il necessario accordo sulla entità e sulle
modalità degli apporti che servono a riequilibrare la gestione
corrente attraverso una sostanziale riduzione delle passività
verso fornitori e banche . Si aggiunge ancora nella relazione che
il livello di indebitamento raggiunto rende necessario che
l'ammontare delle perdite sia reintegrato .
Rimane da chiarire la discordanza tra quanto sembrava emergere
dall'audizione del 28 ottobre presso la terza Commissione dell'ARS
e il riscontro assembleare. In quella circostanza, infatti, i
rappresentanti dell'Italkali hanno messo in relazione il richiesto
aumento di capitale con l'esigenza di investimenti legati alla
realizzazione del progetto Kainite, mentre nella realizzazione
degli amministratori del 29 ottobre, emerge che la proposta di
aumento di capitale è giustificata da esigenza di ripianamento di
debiti.
Inoltre i tempi di avvio della realizzazione del progetto Kainite,
per stessa ammissione degli amministratori, sono ad oggi
imprevedibili .
A tal proposito, il commissario liquidatore dell'EMS comunica,
con un'apposita relazione, quanto segue: Sia consentito
sottolineare che la posizione assunta da EMS (Ente minerario
siciliano) nel corso degli ultimi anni smentisce drasticamente
l'assunto degli amministratori Italkali secondo cui proprio la
presenza dell'azionista pubblico determinerebbe una paralisi
nell'iniziative e negli investimenti dell'Italkali e sarebbe da
ostacolo ad esigenze di ricapitalizzazione. Al contrario l'ente ha
sempre ritenuto prioritari gli interessi di sviluppo dell'Italkali
e pertanto meritevoli di accoglimento le proposte di
ricapitalizzazione, purchè, ovviamente, tale ricapitalizzazione
avvenisse secondo modalità conforme all'interesse della società
Italkali e dell'azionista pubblico .
Occorre precisare che la dismissione del pacchetto dell'Ente
minerario siciliano in Italkali è stato oggetto di diverse
iniziative da parte del Governo regionale a partire dal 2000.
Sono state avviate, infatti, differenti procedure di dismissione
adottando, di volta in volta, tutti i metodi previsti dalla vigente
legislazione regionale ma sempre con esito negativo.
La Giunta di Governo, per ultimo, con la delibera 81 del 9 marzo
2007, avente ad oggetto procedure di dismissione della quota EMS in
Italkali, nel tentativo di sperimentare un nuovo percorso, ha
conferito mandato all'Assessore regionale per l'industria di
attivare il commissario liquidatore per l'avvio dei necessari
percorsi procedimentali volti all'inserimento nello statuto della
clausola di recesso convenzionale, a condizione che la
determinazione del valore di liquidazione operata dal consiglio di
amministrazione di Italkali S.p.a. fosse rispondente al prezzo di
15 milioni di euro.
Infine, con nota del settembre 2008, il commissario liquidatore,
nel rappresentare l'esito negativo della procedura seguita per la
modifica statutaria, di cui alla sopra citata delibera di Giunta,
avanzava proposte al fine di trasferire il patrimonio della Regione
dei beni a partecipazione degli enti economici regionali non
suscettibili di dismissione.
Tale proposta, considerata la rilevanza socio-economica che
riveste ed in considerazione delle refluenze di carattere
strategico che tale scelta comporta, è attualmente all'esame da
parte del Governo della Regione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Panepinto per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
PANEPINTO. Onorevole Assessore, la ringrazio non solo per il
contenuto della risposta ma perché ha messo mano ad una vicenda che
già per il tempo impiegato per l'illustrazione è complessa e
complicata, e che chiaramente presenta difficoltà, anche per come è
stata rappresentata da lei e considerati i ricorsi al TAR; mi
sorprende questa non prevedibilità dei tempi di avvio del progetto
per l'estrazione della kainite che è legata anche alla difficoltà
di reperire l'area demaniale contesa tra la Capitaneria di Porto e
l'area ASI.
La prego di continuare ad insistere sulla vicenda testé
illustrata, come bene lei ha fatto avviando le procedure per la
costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle perché, se si
aggiunge questo tassello importante, quell'area diventerebbe
oggetto di una ripresa economica complessiva rispetto anche alla
possibilità di drenare il porto di Porto Empedocle.
Pertanto, nel ringraziarla per la risposta, la invito a convocare
un'apposita conferenza di servizi dove siano rappresentati la
Capitaneria di Porto, l'ASI e il comune di Porto Empedocle e,
soprattutto, il comune di Realmonte con la presenza del
commissario liquidatore, al fine di stabilire con il business plan
ed un crono-programma i tempi per l'estrazione della kainite, anche
per verificare che quello che è stato annunciato in tanti incontri
nelle commissioni legislative competenti possa essere sostanziato
con un piano industriale vero e proprio.
Dai dati forniti sia in seconda che in terza Commissione i
tecnici di parte privata hanno sempre illustrato un piano per
l'assunzione di almeno trecento unità lavorative in maniera
diretta. E' inutile sottolineare, in tempi così difficili, cosa
significa immaginare trecento nuove unità lavorative da immettere
nel processo complessivo che vede coinvolta tutta quella parte
della provincia di Agrigento, con il rigassificatore, e creare le
condizioni per rimettere in moto un'economia che definire ferma è
un eufemismo, ormai è in coma profondo.
Mi dichiaro, pertanto, soddisfatto della risposta fornita
dall'Assessore.
GIANNI, assessore per l'Industria. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI, assessore per l'industria. Voglio accogliere la proposta
dell'onorevole Panepinto ed aggiungerla alla mia, già in Giunta di
Governo, per riportare nella disponibilità del Governo tutta la
questione dell'Italkali, superando anche il commissario.
Mi farò carico di indire una conferenza di servizio per procedere
rapidamente alla soluzione del caso.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 153 «Misure per il
rilancio produttivo dell'ISI S.r.l.», a firma dell'onorevole
Marziano. Ne do lettura:
«All'Assessore per l'industria, premesso che cinque anni fa, dopo
un lungo percorso di crisi industriale che aveva avuto anche
risvolti giudiziari e coinvolto la Siciliana Imballaggi e la IPC,
nasceva la ISI s.r.l. che usufruiva del personale delle due aziende
dismesse, prelevato dalle liste di mobilità e quindi beneficiario
degli sgravi fiscali e previdenziali previsti dalla legge;
visto che nei primi anni di attività, anche grazie all'utilizzo di
tali sgravi, l'attività dell'azienda sembrava in forte crescita e
che invece, esaurita detta fase, l'azienda dichiarava la necessità
di procedere al licenziamento di una parte consistente del
personale ed avviava una prima procedura di mobilità già nel 2007,
procedura poi ritirata senza alcun licenziamento;
considerato che la possibilità di fare ricorso alla CIGO (cassa
integrazione guadagni ordinaria) non è stata ritenuta possibile per
mancanza di requisiti, essendo l'azienda in regime di mono
committenza, e che perciò l'azienda ha operato in questi giorni,
senza tenere in alcuna considerazione le proposte delle
organizzazioni sindacali di categoria ed aziendali, il
licenziamento di sei lavoratori, tra cui un delegato sindacale, e
che tale riduzione di personale fa pensare ad altri ulteriori tagli
ed al definitivo ritiro dal mercato;
ritenuto invece che, prendendo in considerazione le proposte
avanzate dalle organizzazioni sindacali anche in un apposito
incontro presso la prefettura, disertato in modo sprezzante dal
rappresentante aziendale, si potrebbero evitare i licenziamenti
ricorrendo cioè:
1. all'utilizzo di una banca ore dove accumulare le ore di lavoro
straordinario successivamente utilizzabili per coprire i periodi di
calo produttivo;
2. alla programmazione della produzione, prevedendo una riduzione
di lavoro a turno (contratto di solidarietà) che, senza aggravio
economico per l'azienda, permetterebbe il rientro dei 6 licenziati;
considerato inoltre che si tratta di azienda, la ISI, che ha
beneficiato, come quelle da cui ha tratto origine (Siciliana
Imballaggi e IPC), di consistenti risorse pubbliche a titolo di
sgravi fiscali e previdenziali e la cui cattiva gestione potrebbe
portare, come nel caso delle due aziende madri, ad ulteriori
licenziamenti, al ridimensionamento dell'apparato produttivo, se
non addirittura al fallimento;
per sapere quali misure intenda adottare e se non ritenga:
1. di doversi attivare nei confronti dell'impresa ISI per farla
recedere dalle sue decisioni di licenziamento;
2. di attivare un tavolo di incontro presso la prefettura di
Siracusa con lo scopo di evitare i licenziamenti e porre in essere,
invece, le condizioni per il rilancio dell'attività produttiva.»
(153)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per l'industria per rispondere
all'interrogazione.
GIANNI, assessore per l'industria. Da un approfondimento svolto
presso gli Uffici dell'Assessorato Industria non risulta che la ISI
abbia mai richiesto alcun tipo di agevolazione per l'attività che
espleta né risulta che abbia mai fruito di contributo o
finanziamento. Condividendo il disagio dei lavoratori, e delle
rispettive famiglie, oggetto di licenziamento, mi sono preoccupato
di incontrare i lavoratori, come l'onorevole interrogante Marziano
sa, per conoscere i possibili percorsi da attivare per dare
soluzione alla problematica in oggetto.
Inoltre, ho già convocato e mi sono attivato in tal senso, per
incontrare il 2 febbraio, alle ore 12, presso l'ASI di Siracusa, il
presidente dell'ISI per intraprendere tutte le iniziative possibili
volte al rilancio produttivo, quale ad esempio la possibilità di
attivare un tavolo tecnico che, in coerenza con l'attuale
legislazione nazionale e comunitaria in materia, possa risolvere
favorevolmente le problematiche delle imprese definite in
difficoltà, inclusa quindi la ISI S.r.l..
Al contempo, in ordine alle problematiche inerenti le imprese in
difficoltà, il Governo nazionale, attraverso le commissioni
tecniche e politiche della Conferenza dei Presidenti cui ho
partecipato personalmente, ha affrontato ed analizzato tutta una
serie di misure finalizzate ad aiutare quelle imprese che non sono
in grado con le proprie risorse di contenere le perdite legate alla
crisi economica che in assenza di un intervento esterno
dell'autorità pubblica sarebbero condotte al collasso economico.
E' stato discusso, nello specifico, l'utilizzo di un fondo al
quale le imprese in difficoltà possano accedere. Gli aiuti potranno
riguardare la ristrutturazione o un sostegno finanziario temporaneo
e reversibile, della durata di sei mesi, entro il quale bisognerà
elaborare un piano di ristrutturazione o di liquidazione.
Ovviamente, tutto dovrà essere coerente con il dettato del
Regolamento comunitario C 244 del 2004.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Marziano per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
MARZIANO. Signor Presidente, ringrazio l'onorevole Assessore per
l'impegno profuso in questa vicenda e mi dichiaro soddisfatto della
risposta. Ma aspetto di conoscere l'esito dell'incontro del
prossimo 2 febbraio perché, ancorché dalla documentazione non
risulta che la ISI abbia usufruito di numerosi contributi pubblici,
essa è figlia di un sistema di scatole cinesi' per cui dal
fallimento della Alba Imballaggi Sud', azienda che produceva le
cassette per l'agricoltura, si è arrivati - per un percorso di
filiazione di aziende - all'attuale ISI.
Poiché ci sono le condizioni per la ripresa produttiva
dell'azienda - è chiaro che non si può intervenire sui problemi
produttivi in questo modo - e poiché da parte delle organizzazioni
sindacali dei lavoratori sono state avanzate proposte tendenti a
risolvere il problema del riassorbimento di questi sei lavoratori,
esprimerò un giudizio sul risultato dell'incontro - non appena
questo si terrà -, oltre che un apprezzamento per quanto
l'Assessore ha ritenuto di fare.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 167 «Iniziative per
favorire la titolarità della gestione di quanto già progettato per
il Punto Franco previsto dalla legge n. 191 del 1951», a firma
dell'onorevole Picciolo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'industria,
premesso che nel 1951 (legge n. 191) è stato istituito a Messina il
Punto Franco, demandando al Ministero delle Finanze la verifica dei
requisiti e l'emanazione dei relativi regolamenti;
ricordato che la Regione siciliana istituì nel 1953 l'Ente
autonomo porto di Messina per la gestione del Punto Franco ma che
la nascita della Comunità Europea prima e dell'Autorità portuale in
ultimo ne hanno ritardato la realizzazione;
visto che, permanendo in vigore la legge n. 191 del 1951,
l'istituzione del Punto franco di Messina si colloca anteriormente
al 1973 e quindi può beneficiare di condizioni negate ad altri
punti franchi, diventando un vero polo di attrazione per le imprese
e per gli operatori nel Mediterraneo e, in particolare, del nord
Africa;
considerato che, nonostante la volontà e capacità propositiva
dell'Ente porto, il carattere pletorico degli organismi hanno
finito col rendere ingestibile tale ente fino alla determinazione
del Governo regionale di commissariarlo e sopprimerlo,
sostituendolo con l'Autorità portuale, quale ente programmatorio
dell'area portuale, ma con l'indesiderato effetto collaterale di
fare sparire il Punto Franco insieme con il suo riferimento
istituzionale;
ricordato ancora che nel dicembre del 2007 l'MPA, movimento
politico ispirato dall'on. Lombardo, ha raccolto le firme in piazza
a Messina contro la soppressione del Punto franco;
ricordato, altresì, che con la Finanziaria 2007 è stata prevista
l'istituzione delle zone franche (ZFU) in aree urbane con più di
30.000 abitanti, assicurando sgravi fiscali e agevolazioni alle
piccole e micro-imprese, con lo scopo di contrastare fenomeni di
esclusione sociale negli spazi urbani e favorire l'integrazione
socio-culturale della popolazione che abita in quartieri e
circoscrizioni della città caratterizzati da grave degrado urbano
e sociale;
rilevato che Messina, nonostante fosse stata segnalata tra le aree
che potevano beneficiare dei fondi previsti per le ZFU, non è stata
ritenuta idonea dal Ministero per lo sviluppo economico e, dunque,
non rientra tra le prescelte (solo 3 in Sicilia: Catania, Gela,
Erice);
ritenuto che con questo ultimo atto la città di Messina subisce,
oltre il danno della perdita del Punto Franco, anche la beffa della
mancata inclusione tra le città destinatarie di fondi per
l'attivazione di una zona franca urbana (ZFU);
considerato che è indispensabile mantenere in vita almeno il
vecchio Punto franco, così come previsto e delineato con la legge
n. 191 del 1951;
per sapere se non intendano procedere allo snellimento del
consiglio dell'Ente porto, portandolo a un massimo di tre
componenti e ripristinare in bonis l'Ente porto o, in alternativa,
verificare un passaggio tra Ente porto e Autorità portuale che
faccia transitare dall'Ente all'Autorità portuale la titolarità nel
gestire quanto già definito e progettato per il Punto Franco
previsto dalla legge n. 191 del 1951;
come intendano intensificare i rapporti istituzionali con i grandi
gruppi economici che vogliono investire sul Punto franco.» (167)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per l'industria per rispondere
all'interrogazione.
GIANNI, assessore per l'industria. Signor Presidente, prima di
rispondere a quest'ultima interrogazione, testé letta, vorrei
aggiungere qualcosa riguardo alla precedente interrogazione a firma
dell'onorevole Marziano che invito ad essere presente, lunedì 2
febbraio, alle ore 12.00, alla riunione con i colleghi all'ASI di
Siracusa.
Per quanto riguarda la questione rappresentata dall'onorevole
Picciolo, si fa presente che in data 10 novembre 1953, con decreto
del Presidente della Regione, fu costituito l'Ente autonomo
portuale di Messina; istituito - articolo 8 della legge 15 marzo
1951, n. 191 - con la specifica finalità di provvedere
all'amministrazione ed alla gestione del Punto Franco.
Nel 1951 il legislatore, pur istituendo formalmente una zona
franca e delimitandone l'estensione, subordinò l'effettiva
applicazione del regime di punto franco al riconoscimento della
sussistenza delle condizioni operative, da effettuarsi mediante
apposito provvedimento del Ministero delle Finanze; provvedimento
che, tuttavia, non è stato mai emanato, e sono trascorsi oltre
cinquant'anni.
Per tale ragione, condivido con l'onorevole interrogante la
necessità di mantenere il Punto Franco, secondo quanto stabilito
dalla legge n. 191 del 1951.
In merito alla richiesta formulata dall'onorevole Picciolo,
relativa allo snellimento del consiglio dell'ente, comunico che la
Giunta di Governo, con delibera n. 175 del 22 luglio del 2008, ha
dato mandato all'Assessore per l'industria di procedere alla
liquidazione dell'Ente Autonomo Portuale di Messina, e non del
Punto Franco.
In ossequio a quanto disposto nella citata delibera, ho
predisposto una nota indirizzata alla Giunta di Governo contenente
la proposta di liquidazione dell'Ente, per l'emissione del relativo
provvedimento presidenziale di liquidazione e nomina del
liquidatore.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Picciolo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
PICCIOLO. Signor Presidente, mi ritengo soddisfatto della risposta
e del chiarimento fornitomi, ribadendo la necessità, per la città
di Messina, di usufruire del Punto Franco che, come bene ha fatto
notare anche l'Assessore, da oltre cinquant'anni giace inevaso
relativamente all'Autorità portuale competente.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 190 «Notizie sul
rispetto dei principi di trasparenza nella procedura concorsuale
bandita dall'autorità portuale di Augusta (SR)», a firma
dell'onorevole De Benedictis. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'industria,
premesso che:
nell'ottobre del 2007 sono stati pubblicati numerosi bandi per il
reclutamento di personale da assumere da parte di una 'importante
azienda operante nel settore Trasporti - marittimo';
sotto la dizione 'importante azienda operante nel settore
Trasporti - Marittimo' si celava in realtà, da quanto si è appreso
dalla stampa, l'autorità portuale di Augusta (SR);
recentemente, il commissario straordinario dell'autorità portuale
ha provveduto all'assunzione di 11 figure professionali selezionate
sulla base del citato bando di due anni addietro;
oltre a dubbi di trasparenza, tale assunzione di personale non
sembra rientrare fra i compiti del commissario straordinario che al
momento presiede l'autorità portuale di Augusta;
per sapere quali iniziative intendano adottare per accertare la
trasparenza della procedura adottata ed impedire il consolidarsi di
illegittimità che ne dovessero eventualmente derivare». (190)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
risposta.
GIANNI, assessore per l'industria. Si fa presente che le autorità
portuali sono state istituite con legge 28 gennaio 1994, n. 84.
Successivamente, ai sensi dell'articolo 6, comma 8, della stessa
legge, con decreti del Presidente della Repubblica e su proposta
dell'allora Ministro dei trasporti e della navigazione, sono state
istituite ulteriori autorità portuali tra cui quella di Augusta
(DPR del 12 aprile 2001).
Stante quanto precede, trattandosi di Enti istituiti e regolati
con leggi dello Stato e controllati dal Ministero delle
infrastrutture e trasporti, l'Assessorato per l'industria non
risulta, in alcun modo, competente in materia.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole De Benedictis per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, non c'è partita Si è dichiarato incompetente in materia,
ne prendo atto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 222 «Interventi per
far fronte ai gravi incidenti verificatisi negli stabilimenti
petrolchimici siti nei comuni di Gela (CL) e Priolo-Siracusa», a
firma degli onorevoli Donegani ed altri. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'industria,
all'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore per la
sanità, premesso che gravi incidenti si sono verificati nei giorni
scorsi all'interno degli impianti di raffineria presso gli
stabilimenti petrolchimici di Gela e Priolo, causando gravi
intossicazioni a 20 operai a Gela e a circa 18 operai a Priolo;
considerato che:
la fuoriuscita di gas ha prodotto un notevole inquinamento
atmosferico causando forti malori alle vie respiratorie a numerosi
cittadini, i quali hanno intasato i rispettivi pronto soccorso per
ricorrere alle immediate cure;
i siti industriali di Gela, Priolo-Siracusa e Milazzo producono
delle emissioni che provocano un alto tasso di incidenza sullo
stato di salute sia delle maestranze che operano all'interno degli
stessi stabilimenti petrolchimici, sia della popolazione residente,
pregiudicandone, come più volte è accaduto e accade, la qualità
della vita;
tenuto conto che, nonostante gli investimenti (evidentemente
modesti) operati dall'ENI e dalle altre grandi aziende presenti
(ERG) in ordine alla messa in sicurezza degli impianti e
sull'abbattimento del tasso d'inquinamento dagli stessi prodotti,
queste non risultano aver ottenuto gli standard ottimali previsti;
per sapere:
se non considerino grave e preoccupante la situazione
determinatasi nei comuni di Gela e Priolo-Siracusa a causa degli
incidenti verificatesi negli stabilimenti petrolchimici;
se siano state individuate le responsabilità e avviate le diffide,
previste dalla legge, nei confronti delle direzioni degli stessi
siti industriali;
se non valutino opportuno intervenire urgentemente per costituire
un comitato tecnico con i referenti territoriali, tecnici e
istituzionali dei siti industriali più esposti a rischio
ambientale, al fine di garantire una maggiore sicurezza ai
lavoratori che operano all'interno degli impianti di produzione
petrolchimica e la salute a tutti i cittadini residenti». (222)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
risposta.
GIANNI, assessore per l'Industria. In relazione all'interrogazione
numero 222 comunico che, nel condividere le preoccupazioni e le
proposte richieste, è intendimento dell'attuale Governo avviare una
procedura di concertazione tra tutte le Autorità competenti in
merito alle problematiche relative alla sicurezza negli
stabilimenti petrolchimici siti nei comuni di Priolo, Merilli, Gela
e Siracusa.
Come sicuramente è noto alle SS. LL., tali problematiche, che pur
essendo trattate all'interno della Regione a diverso titolo da
diversi assessorati, di fatto risultano di competenza dell'Autorità
statale.
Ciò nonostante, in considerazione della rilevanza della
problematica oggetto dell'atto ispettivo, mi sono fatto carico di
porre in essere un'iniziativa volta all'istituzione di un tavolo
tecnico permanente interassessoriale, che mi auguro sia in grado di
dare a breve un valido contributo per le possibili soluzioni che il
caso necessita, e le cui risultanze mi farò carico di far pervenire
in forma scritta, all'onorevole interrogante.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Marziano per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
MARZIANO. Signor Presidente, in effetti, la richiesta che facevamo
era proprio questa e non quella di aggiungere un Comitato, un
ulteriore orpello a livello di controllo, ma di avviare in un
preciso tavolo tecnico, una verifica di alcune delle condizioni che
esistono nelle due aree industriali poiché, spesso, dopo incidenti
di questa rilevanza e di questa natura, molte imprese lamentano la
mancanza di autorizzazioni per fare interventi di bonifica e di
risanamento.
Per quanto ci riguarda, è chiaro che in presenza di richieste da
parte delle imprese di interventi di bonifica e risanamento bisogna
fare di tutto perché le autorizzazioni siano quanto più rapide
possibili; ma un tavolo di quella natura può accertare, invece, se
esistono responsabilità colpevoli da parte delle aziende ed in
questo caso bisogna procedere, al di là delle competenze rigide,
alla individuazione delle responsabilità, dei responsabili ed alla
loro messa in mora.
Quindi, se il tavolo tecnico verrà effettivamente messo in campo
nell'arco di pochi giorni, penso di poter dire, insieme
all'onorevole Donegani, che ci dichiariamo soddisfatti.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 321 «Dissesto
finanziario del consorzio per l'area di sviluppo industriale di
Caltanissetta», a firma dell'onorevole Donegani. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'industria,
premesso che:
il consorzio per l'area di sviluppo industriale di
Caltanissetta, essendo un ente di diritto pubblico non economico,
è sottoposto a vigilanza della Regione siciliana, attraverso
l'Assessorato Industria;
l'attività dell'ente si esplica attraverso un proprio bilancio
di previsione che viene sottoposto per l'approvazione
Assessorato Industria e che, sulla base di tale bilancio
di previsione, l'Assessorato eroga un contributo annuo (detto
contributo di funzionamento) in due rate;
considerato che la sezione riguardante le entrate correnti per
il consorzio con riferimento all'esercizio 2008 è suddivisa
in:
- contributo di funzionamento ex art. 29 lett. B euro
1.187.440,00
- contributi in c/esercizio degli associati euro 300.000,00
- locazione rustici industriali euro 200.000,00
- contributo gestione infrastrutture imprese insediate euro
545.000,00
Totali entrate correnti euro 2.232.440,00
la sezione riguardante le uscite correnti del consorzio per
l'esercizio 2008 è in sintesi suddivisa nelle seguenti voci:
- stipendi personale, pensioni a carico ente e oneri riflessi
euro 1.798.175,00
- spese per funzionamento generale uffici euro 991.000,00
- spese per servizi erogati alle ditte euro 350.000,00
Totali uscite correnti euro 3.139.175,83
considerato, altresì, che:
rispetto ai dati delle tabelle sopra riportate si può evidenziare
che le spese dovute ai servizi erogati alle ditte dovrebbero
essere coperte in parte dalle aziende fruitrici e in parte
dal contributo dell'Assessorato Industria, si può dedurre in
linea di massima che le due voci di bilancio dovrebbero
tendere al pareggio;
le rimanenti spese dovute al costo del personale e al
mantenimento della struttura debbono necessariamente essere
coperte dal contributo di funzionamento erogato dall'Assessorato
Industria, dalle quote degli associati e dalle entrate diverse.
Queste ultime essendo fisse non possono essere oggetto di
modifica; anzi nel corso degli anni vanno diminuendo;
il contributo di funzionamento erogato dall'Assessorato
all'Industria copre solo il 66.02% del costo del personale.
Tali spese, pertanto, dovrebbero trovare copertura con le entrate
diverse. Si precisa, al riguardo, che la sezione entrate del
bilancio del consorzio, negli ultimi anni, evidenzia
l'impossibilità di non andare oltre l'appena copertura delle
spese obbligatorie;
ritenuto che la grave crisi in cui versa il consorzio non è
solo dovuta a questi problemi di carattere strutturale, comuni
verosimilmente anche ad altri consorzi siciliani, ma anche ad
altri fattori contingenti verificatesi negli ultimi anni nel
consorzio ASI di Caltanissetta. Nel 2007 sono stati collocati in
quiescenza due dipendenti, ai quali sono state liquidate
indennità di fine rapporto pari a euro 420.783,95.
Complessivamente, negli anni precedenti sono stati erogati, per
anticipazioni di buonuscita euro 831.565,43. Tali indennità, come
è noto, vengono accantonate annualmente solo in termini di
competenza, per precise disposizioni della Regione; senza avere
mai effettuato un accantonamento di cassa. Per tali
liquidazioni il consorzio ha dovuto attingere alle proprie
disponibilità di cassa, non avendo mai ricevuto alcun
contributo specifico per tali pagamenti. Tale situazione ha
determinato che, a fronte di un accantonamento (residui passivi)
di euro 384.215,39, la buonuscita maturata ammonta ad euro
1.180.340,32, con debito che non trova copertura di euro
796.124,93;
per ultimo, si segnala la situazione di sofferenza in cui
versano diversi dei crediti del consorzio per i quali sono in
corso procedure di sfratto e di recupero somme per un totale di
euro 191.438,00 e per i quali rimangono incerti i tempi di
recupero;
constatato che:
allo stato dell'arte, il consorzio rispetto al periodo di grave
crisi finanziaria che sta attraversando, da oggi, e a tempo
indeterminato, potrà, solo per il mese di dicembre 2008, procedere
al pagamento degli stipendi. Tutti gli altri pagamenti dovranno
essere rinviati, alimentando, di conseguenza, nei creditori
fondati dubbi di solvibilità del consorzio. Tutto ciò potrà
portare a numerosi procedimenti giudiziari, nei quali l'ente si
troverebbe perdente. Peraltro, uno dei procedimenti ha già portato
ad un decreto ingiuntivo di circa euro 60 mila;
infine, nel corso dell'esercizio finanziario 2009 sarà collocato
in quiescenza il dirigente con un esborso di cassa da effettuare
di circa euro 400 mila;
per sapere se, alla luce di quanto esposto, stante la
preoccupante e oramai insostenibile situazione di grave crisi
finanziaria determinatasi nel consorzio ASI di Caltanissetta, non
ritengano opportuno intervenire urgentemente a favore dello
stesso, con un contributo integrativo di euro un milione 250
mila al fine di poter ripianare i disequilibri finanziari
sopra esposti e recuperare una sufficiente liquidità per
l'ordinaria gestione». (321)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
risposta.
GIANNI, assessore per l'industria. Chiedo che la stessa venga
trattata in una seduta successiva.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire a fine seduta per esprimere la mia condivisione
rispetto alla commemorazione della Giornata della Memoria, che
abbiamo tenuto in quest'Aula proprio in apertura dei lavori, nonché
la mia condivisione per le parole pronunciate dal Presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale ha sottolineato come
proprio nei momenti critici deve farsi più forte la vigilanza ed
esprimersi più nettamente la reazione contro il riprodursi del
virus dell'antisemitismo.
Oggi è un buon giorno per esprimere la più dura condanna contro
ogni forma di discriminazione razziale. Proprio per questo, vorrei
anche sottolineare che trovo condivisibili le parole del Presidente
del Consiglio, Silvio Berlusconi, il quale ha detto che il Governo
invita gli insegnanti e gli studenti a fare tesoro di questa
ricorrenza in tutte le scuole, perché il Giorno della Memoria
insegna a tutti, una volta di più, il valore della pace e della
convivenza pacifica tra i popoli.
Non trovo invece affatto condivisibili, signor Presidente, i
comportamenti di questi giorni del Governo Berlusconi e del
Ministro Maroni.
Mi riferisco alla triste vicenda di Lampedusa, perché stiamo
assistendo in tutti i telegiornali e stiamo vivendo assieme agli
immigrati di Lampedusa una pagina bruttissima della storia della
nostra Sicilia. Stiamo assistendo, di fatto, al trattamento
disumano cui vengono sottoposti gli immigrati che arrivano a
Lampedusa che, ricordiamolo, è terra di Sicilia.
Non possiamo consentire che un ministro, da Roma, decida sulla
testa dei siciliani e su quella degli abitanti di Lampedusa che
bisogna adottare trattamenti contrari alla dignità umana nei
confronti di uomini, di donne, di bambini che arrivano nella nostra
Terra.
Il ministro Maroni e il Governo hanno deciso di realizzare a
Lampedusa un centro di identificazione e di espulsione contro la
volontà della popolazione di Lampedusa, contro il comune sentire
dei siciliani.
Oggi si è svolto a Lampedusa uno sciopero generale molto
partecipato. Abbiamo appreso dai mezzi di comunicazione che il
Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, non ha partecipato
perché, a detta del sindaco di Lampedusa, ha paura di volare con
l'aereo ad elica; pare che andrà domani. Ma non credo che sia
questo il problema. Il vero problema è che il Presidente della
Regione si deve pronunciare in termini chiari, se è d'accordo o
meno rispetto alle decisioni del Governo Berlusconi e del Ministro
Maroni.
Voglio sottolineare che il Gruppo del Partito Democratico ha
presentato una mozione ritenendo necessario, quanto prima, un
dibattito d'Aula su questi temi in quanto il Parlamento siciliano
ha il diritto e il dovere di pronunciarsi.
Peraltro, nell'ambito della mozione, noi sottolineiamo
l'importanza per la Regione siciliana di adottare una normativa
regionale sull'immigrazione. Nel mese di giugno abbiamo presentato
un disegno di legge, e ci auguriamo che quanto prima si possa
cominciare ad esaminarlo.
Annuncio anche la presentazione, sempre da parte del gruppo del
Partito democratico, di un disegno di legge sulla cooperazione
decentrata per lo sviluppo e finalizzata all'accoglienza e
all'integrazione degli immigrati, ma anche allo sviluppo dei Paesi
che più ne hanno bisogno, affinché si faccia davvero qualcosa di
concreto nei confronti delle popolazioni più bisognose.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
mercoledì 28 gennaio 2009, alle ore 17.00 con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I. - Comunicazioni.
II. - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:
numero 88 - «Misure immediate di intervento per fronteggiare il
fenomeno migratorio in Sicilia».
LUPO - CRACOLICI - DI BENEDETTO - GALVAGNO
MATTARELLA - MARINELLO - PANEPINTO
AMMATUNA - GUCCIARDI - RINALDI - BONOMO
LACCOTO - BARBAGALLO - VITRANO - FERRARA
III - Discussione del disegno di legge:
- «Disposizioni in materia di rilascio di concessioni demaniali
marittime per la realizzazione di strutture dedicate alla nautica
da diporto. Modifica dell'articolo 5 della legge regionale 29
novembre 2005, n. 15» (226-233-244-266/A).
Onorevoli colleghi, ricordo che il termine per la presentazione
degli emendamenti al disegno di legge nn. 226-233-244-266/A
«Disposizioni in materia di rilascio di concessioni demaniali
marittime per la realizzazione di strutture dedicate alla nautica
da diporto. Modifica dell'articolo 5 della legge regionale 29
novembre 2005, n. 15», inserito all'ordine del giorno della seduta
di domani, scadrà a conclusione della discussione generale.
La seduta è tolta alle ore 19.12
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli